Renault Mégane R.S. Trophy R - Record sul giro a Spa-Francorchamps

4 Ruote - Lug 25,2019

Dopo aver conquistato il primato di categoria al Nürburgring, la Renault Mégane R.S. Trophy-R si ripete a Spa Francorchamps. La sportiva francese ha infatti superato di cinque secondi il precedente record stabilito dalla Honda Civic Type R con un tempo di 2 minuti, 48 secondi e 338 millesimi. Il primato è stato stabilito a poche ore dall'inizio del weekend della 24 Ore di Spa, durante l'evento R.S. Days organizzato dalla Casa francese per gli appassionati delle proprie vetture sportive. La Trophy-R è stata portata in pista dall'esperto Laurent Hurgon, già autore dei record al Ring.

500 esemplari numerati. La Mégane R.S. Trophy-R rappresenta l'apice dello sviluppo della cinque porte francese con il chiaro intento di abbinare l'omologazione stradale con le massime prestazioni in pista. Il propulsore 1.8 turbo da 300 CV con cambio manuale sei marce rimane immutato rispetto alla Trophy, ma la riduzione del peso (fino a 130 kg) e lo sviluppo su assetto e aerodinamica hanno permesso di incrementare in maniera significativa le performance. La vettura sarà costruita in soli 500 esemplari, disponibili in Europa al prezzo indicativo di 55.000 euro. 

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Disabili - Le offerte e gli sconti delle case auto FOTO GALLERY

4 Ruote - Lug 25,2019

Da Abarth a Volvo, quasi tutte le case automobilistiche prevedono campagne commerciali destinate ai clienti con disabilità che beneficiano dellIva agevolata al 4%. In genere, si tratta di una percentuale di sconto sul prezzo di listino che, a seconda dei casi, può essere cumulabile o meno con le altre iniziative in corso o, ancora, solo con alcune di esse (per esempio, la riduzione per ladesione al finanziamento o la rottamazione del veicolo).

Condizioni variabili. Quanto ai dettagli delle agevolazioni, se il gruppo FCA ha un portale dedicato al programma Autonomy, nel quale non mancano indicazioni sugli sconti previsti, altri costruttori non forniscono sui propri siti queste informazioni, che gli interessati possono scoprire solo recandosi in concessionaria. Ancora, diversi sono i marchi che, pur confermando di applicare delle politiche commerciali a favore di tale categoria di clienti, preferiscono non rivelarne lentità, rimandandone la definizione nel corso della trattativa con il singolo cliente. Va ricordato, infatti, che questi sconti sono solo suggeriti dalla Casa alle concessionarie, che sono libere di aderire o meno alle iniziative.

Confrontare, sempre. L'entità delle riduzioni, dunque, potrebbe subire variazioni, come accade con le campagne promozionali applicate ai privati. Il consiglio, allora, è quello di non fermarsi mai al primo preventivo, se non corrisponde ai termini indicati dalla Casa, ma di richiederne altri per fare un confronto e ottenere le condizioni migliori. Quasi tutti i costruttori subordinano lo sconto ai requisiti per la legge 104, ma i marchi Jaguar e Land Rover riservano questa agevolazione solamente ai soci dellAnglat, unassociazione per il diritto alla mobilità dei disabili. 

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Ford Mustang55 - Una special edition per l'anniversario della pony car

4 Ruote - Lug 25,2019

La Ford aggiorna la gamma europea della Mustang con tre novità dedicate agli appassionati. Oltre a proseguire per un ulteriore anno la produzione della Bullit, la Casa americana ha infatti introdotto una versione aggiornata della 2.3 Ecboost e la serie speciale dedicata ai 55 anni di carriera della vettura. Gli ordini delle nuove versioni si apriranno ad agosto.

La Mustang55. La Ford Mustang55 Special Edition è basata sulla variante V8 5.0 e sarà disponibile con carrozzeria coupé e cabriolet. La personalizzazione è affidata alle stripes su cofani e fiancate, abbinate al tetto nero e ai cerchi da 19" Gloss Black. Per le sole versioni con carrozzeria Shadow Black le stripes sono invece color argento, ma la capote della cabriolet rimane in stoffa nera. Anche le griglie frontali sono specifiche, con una doppia colorazione Gloss Black e Pillar Black che include anche il logo con particolari Colorado Red. L'abitacolo offre invece pannelli in carbonio, console centrale in pelle, sedili con inserti in Alcantara e cuciture argento per i sedili, oltre a pomelli del cambio specifici sia per le versioni manuali che per quelle automatiche. La dotazione di serie include anche l'infotainment Sync3 con FordPass Connect e l'impianto audio B&O con 12 diffusori.

Nuove dotazioni per la 2.3 Ecoboost. Per la Mustang 2.3 Ecoboost viene reso disponibile di serie l'impianto di scarico sportivo Active Valve Performance con modalità personalizzabili integrate in quelle che gestiscono anche il powertrain. La vettura adotta inoltre una caratterizzazione estetica ispirata ai modelli Shelby con calotte specchietti e spoiler posteriore in tinta Magnetic Grey e stripes dello stesso colore, mentre i cerchi in lega da 19" adottano un nuovo disegno. I clienti potranno inoltre scegliere le nuove tinte esterne Twister Orange, Grabber Lime, Iconic Silver e Lucid Red.

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Nuovo Quattroruote - Il numero di agosto è in vendita - VIDEO

4 Ruote - Lug 25,2019

Il numero di agosto di Quattroruote vi aspetta in edicola dal 26 luglio ed è già disponibile in edizione digitale. Anche questo mese sono tantissime le novità, le anteprime, le prove su strada e le inchieste che vi proponiamo. Non solo: con il mensile potete richiedere anche il Dossier Prove Suv&Crossover, a 2 euro in più rispetto al prezzo della rivista, o, in alternativa, con 1,50 euro in più, potete avere l'ultimo numero di TopGear.

Prove e impressioni di guida. La copertina del mese di agosto è dedicata all'Alfa Romeo Tonale, protagonista di un servizio esclusivo: l'abbiamo portata sulla pista di Vairano per svelarne tutti i segreti. Ma il menù delle prove su strada è davvero ricco. Si parte con il Club Tre Secondi, questa volta dedicato alle super Suv, che vede schierate Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio, Jaguar F-Pace SVR, Jeep Grand Cherokee Trackhawk, Lamborghini Urus e Porsche Cayenne Turbo. Altro confronto interessante è quello che vede impegnate cabrio e spider: tra BMW Serie 8, Ford Mustang, Mazda MX-5 e Porsche 911, ce n'è per tutti i gusti. E ancora, Tesla Model 3, Audi A3 Sportback g-tron e dr3. Numerose anche le impressioni di guida, che sono dedicate ad Audi A4, BMW Serie 1, Honda E, Hyundai Ioniq, Mazda CX-30 e Volkswagen Passat GTE. 

Attualità e inchieste. Un cocktail di troppo, e destate può capitare più facilmente di berlo, e il guaio è fatto: se si superano i 0,5 g/l al controllo delle forze dellordine, iniziano i problemi, che possono diventare molto seri al crescere del tasso alcolemico. Ma come fare per sapere se si è in grado di mettersi al volante senza correre rischi? Su internet e nelle farmacie si trovano in vendita numerosi etilotest che permettono di fare un controllo preliminare: il problema è sapere se sono veramente attendibili. Per scoprirlo, ne abbiamo provati dieci, mettendo a confronto i risultati ottenuti da tre colleghi, che avevano bevuto alcolici (preparati in collaborazione con Il Cucchiaio dArgento), con quelli delletilometro ufficiale di una pattuglia della Polizia stradale. E le sorprese non sono mancate. Inoltre, siamo tornati sul tema assicurazioni: con la dematerializzazione del contrassegno, in caso di controllo gli agenti di polizia consultano il database ministeriale dei veicoli assicurati. Che, in teoria, è aggiornato in tempo reale. Ma se per un disguido i dati non vengono inseriti, e non si è in grado di dimostrare che la propria auto è veramente assicurata, scatta la sanzione. 

Anteprime e autonotizie. E se fosse proprio questo il numero più bello dellanno? Beh, con una tripletta di pesi massimi del genere non cè da stupirsi: insieme alla Tonale, la Fiat Centoventi e la Ferrari SF90 Stradale sono le facce di un orgoglio automobilistico tutto italiano, che si riscopre secondo a nessuno. Ve le raccontiamo, in esclusiva assoluta, attraverso le parole dei loro ideatori. Non mancano, naturalmente, le novità dei marchi stranieri. Tra i principali debutti del mese, vi segnaliamo la seconda generazione della Renault Captur e la Mini elettrica, che arriverà sul mercato italiano il prossimo marzo. E due Suv-coupé tedesche, una di taglia extra-large (la nuova BMW X6), laltra al debutto assoluto: lAudi Q3 Sportback.

Dossier Prove Suv&Crossover. Sono le auto protagoniste del mercato. E noi le abbiamo testate tutte. In questo speciale di 312 pagine trovate le migliori prove di vetture a ruote alte degli ultimi 12 mesi.

Come richiedere allegati e dossier. Chi è già abbonato a Quattroruote può richiedere gli allegati e i dossier inviando una email a uf.vendite@edidomus.it, telefonando al numero 800-001199 (dal lunedì al venerdì dalle 8.45 alle 20, sabato dalle 8.45 alle 13) oppure inviando un fax allo 0292856110 o allo 02022111959.

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Smart - Due forfour elettriche in Vaticano

4 Ruote - Lug 25,2019

Con lingresso di due nuove auto in flotta, continua e si rinnova il legame tra la Città del Vaticano e il gruppo Daimler. Non si tratta di una nuova Papamobile su base ML, stavolta, ma di due smart EQ forfour in completa livrea bianca, sia nei nelle superfici esterne sia negli interni. Le due vetture saranno utilizzate dal Governatorato dello Stato.

Si va in elettrico, nel solco dellEnciclica. Le due citycar elettriche sono in linea con il nuovo corso promosso da Papa Bergoglio sui temi ambientali, che passa anche attraverso scelte consapevoli in ambito automobilistico. Basti ricordare che il Santo Padre, nella sua enciclica Laudato Si del 18 giugno 2015, si era occupato anche di trasporto pubblico e car sharing, incoraggiandone luso per contribuire alla tutela dellambiente.

Alla Gendarmeria era andata la prima serie della smart elettrica. Gli ultimi innesti non rappresentano un inedito, in verità, per la flotta dOltretevere: gli appassionati più attenti ricorderanno infatti la smart EV (prima serie) con i lampeggianti blu sul tetto consegnata alla Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano. Queste EQ forfour saranno concesse in comodato duso gratuito per cinque anni. 

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Associazionismo - Silvio Pietro Angori alla guida del Gruppo carrozzieri e progettisti dell'Anfia

4 Ruote - Lug 25,2019

Il nuovo presidente del Gruppo carrozzieri e progettisti Anfia è Silvio Pietro Angori, amministratore delegato della Pininfarina. Per il prossimo triennio, il manager sostituirà alla guida dellassociazione Giorgio Gamberini dell'Italdesign, che con il ruolo di vicepresidente affiancherà il neo presidente unitamente a Gianluca Forneris di Cecomp.

Diciotto aziende associate. Lassemblea del Gruppo carrozzieri e progettisti Anfia ha ribadito la strategia di proseguire nellazione di riposizionamento e potenziamento dellimmagine delle aziende del car design italiano, con lobiettivo di accrescere ulteriormente gli iscritti al gruppo, che di recente hanno raggiunto quota 18. Sono convinto", ha detto Angori, "che il Gruppo carrozzieri e progettisti, oltre che cambiare il proprio nome per adeguarlo ai tempi, debba rinnovarsi nella sua natura più intima, aprendosi ad altri settori industriali del design, facendosi loro portavoce ed ergendosi a bandiera del design e della manifattura italiani. La nostra associazione, inoltre, dovrebbe anche agire da collante tra i vari gruppi merceologici Anfia.

 

 

 

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Renault - Quarant'anni di auto turbo - VIDEO

4 Ruote - Lug 25,2019

Unepoca vicina. Eppure così lontana. Quanti tasti ci sono sulla vostra auto? Ci scommetto: pochi. Sicuramente meno che sulla Renault 21 Baccara. Una vera regina del lusso formato anni 80, che dimostra quanto fossero agguerriti i francesi a quellepoca nel mondo delle grandi berline. E che aveva pulsanti ovunque. Sui sedili, di fianco ai sedili, intorno ai sedili. E poi sulla plancia, dove, oltre a una fitta pioggia di bottoni, cera unautoradio spaziale, con tanto di equalizzatore analogico. Una sorta di BMW Serie 5 à la franaise, che ho avuto lonore di toccare, scoprire e guidare in Francia, allinterno di un piccolo circuito, 80 km a est di Parigi.

Una festa di compleanno coi fiocchi. Sì, perché la Renault ha deciso di festeggiare così i 40 anni dallintroduzione del Turbo. Tirando fuori dal suo garage delle meraviglie tutti i modelli sovralimentati che hanno fatto la storia della Régie. E quando dico tutti, intendo tutti tutti, Formula 1 compresa. E non una delle tante, ma proprio quella RS11 che seppe conquistare la prima vittoria in un gran premio grazie al turbocompressore, regalandoci, peraltro, il leggendario duello tra Villeneuve e Arnoux.

Emozioni anni 80. E vi assicuro che assistere a una F.1 del 79 che torna alla vita, dopo così tanto tempo, per mano del suo pilota (lingegnere-collaudatore Jean-Pierre Jabouille), è stata unemozione che difficilmente dimenticherò. Come quella che ho vissuto al volante della Renault 5 Turbo a motore centrale, il mio sogno fin da quando ero bambino. E poi sulla Maxi Turbo di Jean Ragnotti, il mago dei rally e di quei 360 che lhanno reso così famoso. Se volete respirare, almeno un po, latmosfera di quei mitici anni e sentire il sound di tutte queste meraviglie sovralimentate, a questo punto, non vi resta che guardare il nostro video.

 

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Mercedes F.1 - Livrea speciale per i 125 anni nel motorsport

4 Ruote - Lug 25,2019

Questo weekend, la Formula 1 disputerà l'undicesima prova del Mondiale sul circuito di Hockenheim, in Germania. Per la Mercedes sarà il GP numero 200 nella categoria e sarà anche loccasione per celebrare i 125 anni dalla prima gara nel motorsport con una livrea speciale.

La leggenda delle Frecce dArgento. Il bianco era il colore originale delle Mercedes ma negli anni 30, durante una gara in Germania, il team che gestiva la Mercedes-Benz W25 si ritrovò a raschiare la vernice fino a far emergere il metallo della carrozzeria, così da recuperare quei grammi utili a rientrare nei 750 chilogrammi di peso massimo imposto dai regolamenti. Nacque così la prima Silver Arrow: la W25, spinta da un innovativo motore 8 cilindri da 354 cavalli. Un vero e proprio missile per quellepoca.

A Hockenheim si festeggia. Lewis Hamilton e Valtteri Bottas guideranno la W10 con una livrea celebrativa che ha il bianco all'avantreno e il grigio-argento al retrotreno, su cui spiccano anche i numeri rossi utilizzati dal 2010 fino allo scorso anno.

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Jaguar F-Type - Collaudi al Nürburgring per la seconda generazione

4 Ruote - Lug 25,2019

La Jaguar sta collaudando al Nürburgring i primi esemplari della nuova generazione della F-Type, che potrebbero debuttare nella seconda parte del 2020. la prima volta che questi prototipi sono protagonisti delle nostre foto spia.

Un restyling e non un progetto nuovo. La F-Type ha rappresentato un importante passo dal punto di vista stilistico per la Casa inglese. probabilmente per questo motivo che la futura generazione appare come un corposo restyling e non un progetto dal foglio bianco. Identici l'andamento del tetto di coupé e cabriolet e i relativi spoiler attivi, mentre frontale e coda nascondono connotati completamente rivisti. In particolare all'anteriore troviamo gruppi ottici molto sottili e spostati verso il basso, mentre in coda si notano i Led rossi sotto le pellicole senza poter interpretare la forma nel suo complesso. La coupé ha lo scarico centrale già visto sulle attuali quattro cilindri turbo, mentre la Roadster ha i quattro scarichi tipici della V8 Supercharged attuale.

Probabile addio al V8 5.0 attuale. Secondo fonti inglesi, la vettura adotterà una evoluzione della piattaforma di alluminio attuale e grosse novità sono previste dal punto di vista dei powertrain. Al di là della possibile introduzione di varianti mild hybrid dei quattro cilindri Ingenium si parla infatti insistentemente dall'addio al V8 5.0 Supercharged a favore di una nuova unità, che potrebbe essere fornita da una Casa concorrente e non sviluppata autonomamente, per trovare poi spazio anche su altri modelli del gruppo Jaguar-Land Rover.

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Sul numero di agosto<br> - Tutti i segreti della Fiat Centoventi

4 Ruote - Lug 25,2019

Semplice e pratica come la prima Panda: con sedili, tasche laterali e accessori rimovibili e spostabili. Componibile nel tempo: la compri oggi in configurazione base e te la arredi come vuoi e, soprattutto, quando vuoi, in base al tuo budget. Elettrica, con diversi tagli di batterie: se fai poca strada, ti prendi quello minimo, da 100 km di autonomia, ma puoi incrementarlo in seguito. Così le emissioni zero diventano abbordabili.

Futuro di serie. la formula geniale della Fiat Centoventi, la concept car svelata al Salone di Ginevra 2019 e destinata a diventare un prodotto di serie. arrivata nel nostro studio fotografico a luglio, assieme al ceo del marchio, Olivier Franois, che lha ideata e fortemente voluta. E che la racconta, con dettagli inediti e retroscena, in un servizio esclusivo su Quattroruote di agosto.

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Mercato auto - Dai conti segnali contrastanti

4 Ruote - Lug 25,2019

Il settore automobilistico sta affrontando un contesto operativo estremamente difficile da ormai diversi mesi, ma dall'attuale tornata di trimestrali sta iniziando a emergere qualche segnale positivo. Sono ancora molte le aziende in difficoltà, ma ci sono anche realtà capaci di mettere a segno risultati eclatanti. Dunque, in una situazione ancora precaria non mancano speranze di un generale miglioramento. 

Le difficoltà della Daimler. Uno dei casi più problematici è rappresentato dal gruppo Daimler, protagonista nel giro di 12 mesi del lancio di ben quattro profit warning (allarmi sugli utili) e ieri alle prese con la prima perdita trimestrale in quasi dieci anni per gli accantonamenti legati a richiami e procedimenti per le presunte manipolazioni delle emissioni diesel. La società di Stoccarda, proprietaria del marchio Mercedes, ha perso 1,2 miliardi di euro tra aprile e giugno dopo oneri una tantum per 4,2 miliardi. I ricavi sono aumentati invece del 5% a 42,7 miliardi, nonostante un calo dell'1% delle vendite, mentre il risultato operativo è passato da un utile di 2,6 miliardi a un rosso di 1,5 miliardi. "II nostro obiettivo per la seconda metà di quest'anno è migliorare le nostre prestazioni operative e la generazione di flussi di cassa", ha sottolineato l'amministratore delegato Ola Kallenius, annunciando per il prossimo autunno la presentazione di un programma di ristrutturazione che porterà a un'ampia revisione del portafoglio prodotti e a un profondo taglio dei costi. 

I patemi della Ford. Anche la Ford ha pagato nel trimestre le conseguenze di oneri straordinari. L'Ovale Blu ha in particolare visto ricavi stabili a 38,9 miliardi, ma l'utile netto è sceso dell'84% a 148 milioni di dollari per effetto di 1,2 miliardi di costi legati al programma di ristrutturazione globale. L'utile operativo è inoltre peggiorato del 2% a 1,65 miliardi con il Nord America a subire una flessione del 3% a 1,7 miliardi e il mercato è rimasto deluso dall'andamento dell'utile per azione, pari a 28 centesimi di dollaro e quindi inferiore ai 31 centesimi delle previsioni, e dalle indicazioni sull'intero anno: l'Eps è visto tra 1,2 e 1,35 dollari, contro gli 1,4 delle stime, e l'utile operativo tra 7 e 7,5 miliardi, a fronte dei 7 miliardi dell'anno scorso. Ciononostante sono emersi anche segnali positivi: le attività in Cina hanno riscontrato una forte riduzione delle perdite e quelle in Europa hanno perfino messo a segno un piccolo utile operativo. 

I tagli alla Volvo. In una fase di difficoltà si ritrova anche la Volvo, la Casa svedese protagonista di una continua crescita negli ultimi anni anche grazie al sostegno della controllante cinese Geely. Nel secondo trimestre, nonostante ricavi in crescita dell'1,7% grazie al costante aumento delle vendite, l'utile netto è sceso da 3 miliardi di corone a 1,39 miliardi e il margine operativo dal 6,4% al 3,9%. Per invertire la rotta è stata presa la decisione di procedere con il taglio di costi per un totale di 3 miliardi. 

La sorpresa Aston Martin e i casi Nissan e Tesla. Un segnale preoccupante è arrivato anche dal segmento ultra-lusso. L'Aston Martin, nonostante vendite in salita del 7% nel trimestre, ha tagliato le sue previsioni annuali citando come fattori negativi le difficili condizioni ambientali. Per quest'anno le vendite dovrebbero attestarsi tra 6.300 e 6.500 unità, contro il precedente target tra 7.100 e 7.300. Inoltre, la Casa britannica ha intenzione di monitorare attentamente l'andamento della domanda anche nel 2020, quando conta di chiudere l'anno con volumi tra 9.600 e 9.800 unità. E non è escluso anche un taglio alle attività produttive. In tale quadro non vanno trascurati casi estremamente particolari come la Tesla, di nuovo in profondo rosso nonostante il record di consegne trimestrali, e soprattutto la Nissan, alle prese con un piano di ristrutturazione con 12.500 tagli di posti di lavoro per colpa del crollo degli utili.

Il boom della PSA. Chi ha varato anni fa un programma di profondo efficientemento operativo sembra, invece, riuscire a superare brillantemente l'attuale contesto operativo.  il caso del gruppo PSA, sottoposto a misure di taglio dei costi sin da quando Carlos Tavares ne ha assunto le redini nel 2014. I benefici, però, sono palesi, come dimostrato dalla capacità del gruppo di riportare la Opel alla redditività in tempi record. Nel primo semestre l'utile netto è aumentato del 23,7% a 1,8 miliardi di euro, nonostante un calo delle vendite globali del 12,8% e del fatturato dello 0,7%. Inoltre, il margine operativo è migliorato di 0,9 punti percentuali arrivando all'8,7%, un livello più da segmento premium che da mercato di massa. I vertici hanno messo in chiaro come la situazione sia difficile, alla luce anche del taglio delle previsioni sull'andamento della domanda automobilistica globale, ma "i molti venti contrari sono stati più che compensati dall'efficienza e dal successo dei nuovi prodotti". 

La crescita della Volkswagen. Anche la Volkswagen sta ottenendo benefici dal programma di ristrutturazione varato per affrontare le ripercussioni del dieselgate. Nel trimestre il gruppo di Wolfsburg ha messo a segno una crescita dei ricavi del 6,6% a 65,19 miliardi, delll'utile operativo del 30% a 5,13 miliardi di euro e dell'utile netto del 24% a 4,12 miliardi. In tal modo è stato annullato l'effetto negativo dei nuovi accantonamenti, pari a 1,6 miliardi, legati alle ripercussioni dello scandalo, e sono state poste le basi per confermare i target per l'intero anno: ricavi in crescita del 5% e margine operativo tra il 6,5% e il 7%.  

I miglioramenti di Hyundai e Kia. Anche le due principali Case coreane sono riuscite a tornare su un percorso di crescita. La Hyundai ha visto nel trimestre i ricavi salire del 9,1%, l'utile operativo del 30% e l'utile netto del 23%, mentre la Kia ha riscontrato un incremento, rispettivamente, del 3,2%, del 51,3% e del 52,3%. 

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Nissan - In programma un taglio di 12.500 posti entro il 2023

4 Ruote - Lug 25,2019

La Nissan ha in programma di tagliare 12.500 posti di lavoro entro il mese di marzo del 2023 nel tentativo di rimettere in carreggiata le proprie attività operative. La riduzione della forza lavoro, pari a quasi il 10% di circa 139.000 dipendenti, è più profonda di quanto prefigurato ieri da diversi organi di stampa giapponesi, che parlavano di 10.000 lavoratori a rischio

Una situazione difficile. La ristrutturazione, in parte anticipata a maggio dall'amministratore delegato Hiroto Saikawa e poche settimane fa da un primo accordo in Spagna per tagliare 600 posti a Barcellona, è destinata a creare i presupposti per ridare nuovo slancio alla Casa di Yokohama. Da circa un anno la Nissan sta pagando pesantemente le conseguenze di performance commerciali deficitarie in Europa e negli Stati Uniti. Inoltre negli ultimi mesi si è creato un clima di profonda incertezza: i vertici hanno concentrato le attenzioni su quella riforma della governance resa necessaria dalle vicende legate all'arresto di Carlos Ghosn, mentre molte sono state le distrazioni generate dalle relazioni non certo idilliache con la Renault, in particolare nel momento clou del fallito tentativo di matrimonio tra i francesi e la Fiat Chrysler. Già i conti dell'esercizio fiscale al 31 marzo, caratterizzati da una contrazione dell'utile operativo del 44% e dei profitti del 57%, avevano dimostrato quanto difficile fosse la situazione, ma ora le performance del trimestre aprile-giugno mostrano un ulteriore peggioramento.

Il crollo degli utili. Il fatturato è calato del 12,7%, ma è la redditività a preoccupare. L'utile netto è sceso di ben il 94% fermandosi a 6,4 miliardi di yen (53 milioni di euro), mentre l'utile operativo ha subito una flessione del 98,5% per un margine passato dal 4% ad appena lo 0,1%. Oltre alla riduzione della forza lavoro sono previste anche ulteriori misure per invertire la rotta. La gamma sarà, infatti, ridotta di almeno il 10% nel quadro di una più ampia ottimizzazione delle attività produttive volta a concentrare gli investimenti su modelli di veicoli "globali core" e "regionali strategici".

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Formula 1 - Hockenheim ospita il GP di Germania

4 Ruote - Lug 25,2019

Questo fine settimana, Hockenheim ospita il Gran Premio di Germania, undicesima prova del Mondiale di Formula 1. Quella tedesca è la prima di due gare in successione, un back-to-back che ci accompagnerà attraverso la gara in Ungheria fino alla pausa estiva, imposta dal regolamento sportivo.

Mercedes protagonista. Negli occhi degli appassionati di motori cè ancora quella Ferrari contro le barriere, in una gara sconvolta dallarrivo della pioggia. Probabilmente è ancora nella testa di Sebastian Vettel che arriva in Germania con la voglia di riscattare lerrore dellanno passato, costato caro. Quest'anno la classifica ha già un volto completamente diverso e Lewis Hamilton ha già accumulato ben 100 punti di vantaggio su Sebastian Vettel. Eppure, dopo la gara entusiasmante di Silverstone, pare che tutti si siano dimenticati dello strapotere di questa Mercedes, sempre più sola verso la conquista dell'ennesimo titolo iridato. Ma a Hockenheim ce ne dovremo ricordare assolutamente, perché ad attirare lattenzione degli appassionati ci sarà la nuova livrea della W10 che celebra i 125 anni nel motorsport e i 200 GP in Formula 1.

LHockenheimring. Del vecchio tracciato di prova della Mercedes, costruito nel 1932, ormai non rimane un granché. Ma i 4,5 chilometri del tracciato tedesco restano comunque interessanti dal punto di vista sportivo, grazie al suo layout che mescola curve lente, veloci e rettilinei. Per gli ingegneri, comunque, trovare il giusto assetto non dovrebbe essere un grande problema: serve un compromesso tra velocità e carico aerodinamico, ma è la natura del terzo settore dalla pista a orientare le scelte delle squadre. Per preservare le gomme e portarle alla fine del giro in una finestra di funzionamento ottimale, molti sceglieranno di avere delle monoposto tendenzialmente sottosterzanti nei primi due settori, per sfruttare poi la vettura sul Motodrom (la parte dello stadio) nella parte finale del giro. Questanno le zone DRS sono state ridotte a due e non sarà più possibile aprire lala mobile sul rettilineo principale, perché in quella zona sarà piazzato invece il punto di rilevamento del distacco. I piloti potranno usare il DRS sullallungo che porta al tornante, che si preannuncia un punto favorevole nelleffettuare sorpassi.

Focus sulle gomme. La Pirelli, per questa gara, ha nominato le mescole Hard C2, Medium C3 e Soft C4. I carichi longitudinali e laterali nel corso di un giro sullHockenheimring sono bilanciati e, unitamente allasfalto mediamente abrasivo, il fornitore di gomme ritiene che non sarà poi così complesso affrontare questa tappa. Mario Isola, responsabile del programma F.1 della Pirelli, ha spiegato: "Hockenheim è un circuito non troppo familiare per team e piloti, visto che per diversi anni si è alternato con il Nürburgring per ospitare il Gran Premio di Germania, prima di sparire dal calendario e ritornare solo nel 2018. Tuttavia, si tratta di un tracciato senza troppe sorprese, con carichi piuttosto bilanciati sui pneumatici. Unica eccezione è il settore del Motodrom, di natura più stop-and-go. Un altro aspetto da considerare è la diversa inclinazione di curva 12 e curva 13. I livelli di usura e degrado sono generalmente bassi, e in passato ci sono stati anche stint piuttosto lunghi sulle diverse mescole. Come abbiamo visto lo scorso anno, il meteo qui è piuttosto variabile e può essere quindi un elemento chiave che può determinare la strategia".

Il GP di Germania in tv. La Formula 1 torna in esclusiva sulla pay-tv Sky che trasmetterà l'intero evento in diretta. Come di consueto, su TV8 sarà possibile vedere qualifiche e gara in differita di qualche ora.

 

Venerdì 26 luglio 2019

Prove Libere 1 | dalle 11 in diretta su Sky Sport F1

Prove Libere 2 | dalle 15 in diretta su Sky Sport F1

Sabato 27 luglio 2019

Prove Libere 3 | dalle 12 in diretta su Sky Sport F1

Qualifiche | dalle 15 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 18

Domenica 28 luglio 2019

Gara | partenza alle 15:10 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 18

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Sergio Marchionne - L'eredità dell'ad a un anno dalla scomparsa

4 Ruote - Lug 25,2019

Quanto manca quel maglioncino nero (sì, perché era nero e non blu, come è stato erroneamente e lungamente dipinto), al mondo dell'auto? una domanda doverosa, a un anno dalla scomparsa, il 25 luglio 2018, di Sergio Marchionne. Epilogo di una parabola manageriale che ha lasciato, improvvisamente, Fiat-Chrysler e Ferrari prive di una guida dal carisma immenso, dall'intuito brillante, ma anche dai numerosi aspetti controversi. E soprattutto un'eredità insieme profonda e problematica, sotto diversi punti di vista.

L'apertura mentale. "A un anno dalla scomparsa di Sergio Marchionne, l'esempio che ci ha lasciato è vivo e forte in ognuno di noi. Quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale, di cui è sempre stato il più convinto promotore, continuano a guidare le nostre aziende", ha scritto ieri John Elkann. E l'eccezionale eredità di Marchionne, (a cui l'anno scorso abbiamo dedicato uno speciale online), risiede proprio nell'apertura mentale ricordata dal presidente di FCA. Senza di essa, l'autoritratto da manager che non perdeva tempo a farsi il nodo della cravatta, perché c'era sempre qualcosa di più importante da pianificare, un'azienda da salvare, un futuro da immaginare, non sarebbe stato altrettanto originale.

Che cos'è Fiat-Chrysler, oggi? Un anno, dunque. E insieme dieci dal primo passo per la costruzione di FCA. E poi, ancora, cinque dalla sua definitiva fusione in un'unica entità aziendale con i tratti che ha ancora oggi. Tempo di fare ragionamenti, bilanci. E una domanda: che cos'è la Fiat-Chrysler che Marchionne ha consegnato nelle mani dei suoi uomini e di quel Mike Manley che ne ha preso il posto sulla poltrona di ad (e di cui molti osservatori si limitano a sottolineare la minore presenza sulla scena pubblica)?

Una tappa nel cammino. FCA potrebbe essere descritta al contempo come il prodotto di una necessità storica, quella di unire le forze in un'industria capital intensive come quella automobilistica, ma anche vista da una immaginaria prospettiva a posteriori come un semplice stadio di un cammino evolutivo ancora lungo, forse pluridecennale. Fatto, chissà, di altre fusioni, altre acquisizioni, altri compromessi per tagliare i costi. Una necessità per tutti gli operatori del settore (si pensi all'intesa tra Volkswagen e Ford sull'elettrico, o alla sofferenza dei conti di una macchina da soldi come la Daimler, per farsene una ragione), che la storia stessa di Fiat-Chrysler ha messo in luce a più riprese.

Confessioni. Illuminante, in questo senso, resta una presentazione che tante volte abbiamo ricordato noi di Quattroruote: "Confessions of a capital junkie". Un pdf di 26 pagine datato 29 aprile 2015, un po' vademecum industriale pro domo sua, un po' pamphlet ironicamente polemico (e irto di citazioni letterarie che danno la misura del Marchionne umanista) nei confronti di un'industria che "distruggeva valore", come scriveva l'ad nel sommario, a un ritmo presto insostenibile. Tutti noi addetti ai lavori dovremmo tenerlo nella cartella Documenti (e sarebbe bene pure andare a ripassarlo, ogni tanto).

Un appello e una lettera d'amore. Le confessioni del drogato di capitale, sotto il brillante escamotage dell'outing personale, nascondono in senso lato un appello allarmato al settore e in senso stretto una lettera d'amore nei confronti di un oggetto del desiderio, la General Motors di Mary Barra, con cui Marchionne volle, fortissimamente volle un matrimonio d'interesse. Non se ne fece nulla, tuttavia, per i ripetuti dinieghi dell'omologa d'Oltreoceano, che in cuor suo già progettava di mollare la Opel ai francesi di PSA (i quali ringraziano ancora per il gentile omaggio), e dunque tutto voleva fuorché avere a che fare di nuovo con un partner (mezzo) europeo.

Un po' di storia. Lo spessore dell'iniziativa di Sergio Marchionne, tuttavia, era chiaro a tutti, Barra compresa, già da un pezzo. Una decina d'anni, per essere precisi. Nominato ad di Fiat nel 2004, lui era uno che di auto, prima di allora, non si era mai occupato direttamente. Dunque non soltanto era lontano dalle logiche di prodotto, ma anche dalle gerarchie, dai rapporti di forza e da tutto quel non detto che regola le relazioni allinterno delle lobby di settore.

A gamba tesa su GM. Fu un bene, come ebbe presto modo di dimostrare: il primo segno del suo autoritratto da manager della Fiat, un'opera durata 14 anni, fece subito capire a tutti quanto quell'alieno che veniva da SGS fosse pronto a partire, spesso senza preavviso, in contropiede. Come fece il 14 febbraio del 2005, quando divorziò dalla General Motors (all'epoca proprietaria del 20% di Fiat S.p.A.), strappando agli americani due miliardi di dollari per la risoluzione del Master agreement siglato nel 2000 e al contempo ottenendo la cancellazione della put option che avrebbe permesso allo scomodo alleato di Detroit di entrare in possesso del resto della proprietà del Lingotto.

La prima volta. Senza quell'apertura mentale citata ieri da Elkann, quattro anni dopo, Marchionne non avrebbe mai potuto vedere del potenziale in una realtà in bancarotta controllata qual era la Chrysler del 2009. E invece lui capì. Salì sull'aereo privato, andò a Washington dall'allora presidente Barack Obama e si fece consegnare, in cambio della semplice promessa di ridurre le emissioni dei modelli americani, il 20% di Auburn Hills.

Il merger. Fu la prima delle tantissime trasvolate (e forse già in quell'occasione aveva portato le carte per le interminabili partite a scala 40 cui obbligava il resto della dirigenza) che lo condussero verso l'obiettivo finale, quello della completa fusione tra le due aziende. Marchionne lo raggiunse tra l'agosto del 2014, quando salì al 100% della Chrysler e l'ottobre successivo, con la doppia quotazione del nuovo titolo, FCA, per l'appunto, a Wall Street e Piazza Affari.

Rimane un nodo. Azzerato nel 2018 l'indebitamento industriale netto, sua principale preoccupazione negli ultimi quattro anni, nonché unico evento che l'ha convinto a rimettersi la cravatta (ma perché erano tutti ossessionati dal suo così moderno vezzo dell'informalità?), rimane un nodo. Quello della ricerca di un partner, che per certi aspetti rende FCA ancora un'incompiuta, di fronte alle enormi sfide che la attendono in futuro.

Avanti da soli (?). Il gruppo Fiat-Chrysler ce la può fare da solo, beninteso. Aveva iniziato ad affermarlo, dopo la cocente delusione di GM, il dirigente abruzzese. L'ha ribadito Elkann, a più riprese, nel corso dell'ultimo anno, e con lui l'erede della metà esecutiva della figura di Marchionne, Mike Manley. Non possiamo che dare credito, fino a prova contraria, alle convinzioni della massima dirigenza dell'asse Torino-Detroit.

Buco nero. Ma lo stesso, recentissimo (e per diversi aspetti coraggioso) tentativo di blitz sul fronte Renault, costituisce l'ennesima conferma dell'attualità di "Confessions" (o Confessiones, potremmo chiamarle: il Marchionne laureato in filosofia aveva perfetta consapevolezza di citare la lezione di Agostino d'Ippona). Con sulle spalle l'immane fardello dell'elettrico, della guida autonoma e dei nuovi limiti alle emissioni, le Case stanno letteralmente camminando sull'orizzonte di un buco nero finanziario potenzialmente senza fondo.

Per forza, per vocazione. Bisogna mettersi insieme, dunque. Fare squadra, sistema. Lo predicano tutti, oggi: banche d'affari, analisti, dirigenti. Sergio Marchionne, per forza coraggioso decisionista, per vocazione visionario imperfetto, lo anticipò, quattro anni fa. E il tempo trascorso dalla redazione di quell'autentico testamento intellettuale ci sta aiutando a scorgere appieno la sua statura non comune.

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BMW - Raddoppia la produzione di batterie nella fabbrica di Spartanburg

4 Ruote - Lug 25,2019

La BMW ha annunciato un investimento pari a circa 10 milioni di dollari per raddoppiare la capacità produttiva di batterie per modelli elettrificati nella fabbrica americana di Spartanburg. La disponibilità degli accumulatori sarà dinamicamente adeguata alla domanda, ma il potenziale permetterà di sostenere eventuali picchi di richiesta. Dal 2015 al 2018 la fabbrica ha costruito 45.000 accumulatori per i precedenti modelli a listino.

Batterie pronte per le nuove X5 e X3 plug-in hybrid. L'investimento è legato a doppio filo all'introduzione della X5 xDrive45e da 394 CV nei listini internazionali, ma il comunicato fa riferimento anche alla X3 xDrive30e da 252 CV, che si aggiungerà alla gamma a partire da dicembre. Le batterie sono quelle di quarta generazione della Casa tedesca: entro fine anno saranno 120 le persone dedicate al loro assemblaggio.

 

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Tesla - Ancora un trimestre in rosso

4 Ruote - Lug 25,2019

La Tesla ha chiuso il secondo trimestre con l'ennesimo rosso di bilancio nonostante il record di consegne e le promesse degli scorsi mesi su un attento e pervasivo controllo dei costi. La Casa californiana ha, nello specifico, registrato una perdita di 408,3 milioni di dollari, comunque in miglioramento rispetto al rosso di 717,54 milioni del corrispondente periodo dell'anno scorso.

Non bastano i record commerciali. I ricavi delle attività Automotive sono inoltre cresciuti, nel giro di un anno, dai 3,36 miliardi a 5,37 miliardi per effetto di volumi di vendita al massimo storico di 95.356 unità. Tuttavia il margine lordo è sceso dal 20,6% al 18,9%, il che potrebbe dimostrare come l'azienda stia pagando in modo negativo la decisione di spingere sulle vendite di una vettura da prezzi più popolari e quindi meno remunerativi come la Model 3 rispetto alle altre vetture in gamma. Il trimestre aprile-giugno è stato il primo con le modifiche apportate al listino per tener conto del venir meno delle agevolazioni fiscali statunitensi e la relativa riduzione dei prezzi. Eppure la società ha allontanato qualsiasi timore affermando innanzitutto che il margine lordo è risultato invariato al netto del calo dei crediti verdi e poi che il prezzo medio della berlina compatta si è mantenuto intorno ai 50 mila dollari di media grazie alla continua propensione della clientela per la variante "Long Range. Ciononostante non va trascurato come per le più redditizie Model S e Model X il trimestre si sia chiuso con un calo delle consegne aggregate del 21%.

Mercato deluso. La Tesla ha anche disatteso le attese del mercato. Il conto economico evidenzia, infatti, una perdita per azione rettificata di 1,12 dollari, in deciso miglioramento rispetto al rosso di 3,06 dollari di un anno fa, ma lontana dai -35 centesimi previsti in media dagli analisti. Inoltre, i ricavi totali, ossia comprensivi anche delle attività in campo energetico, sono cresciuti del 58,8% a 6,35 miliardi, ma sono risultati inferiori di 90 milioni rispetto alle aspettative. Per questo motivo le azioni della Casa californiana sono arrivate a perdere oltre l'11% al termine delle contrattazione serali a Wall Street.

Bene i flussi di cassa. Positivo si è rivelato, invece, l'andamento di ulteriori parametri da sempre attentamente monitorati per capire le capacità dell'azienda californiana di sostenere le sue attività operative. I flussi di cassa, pari a 614 milioni di dollari, si sono, infatti, mantenuti positivi per quanto in calo rispetto ai 920 milioni del primo trimestre. Inoltre le riserve disponibili si sono attestate a ben 5 miliardi anche grazie ai 2,7 miliardi raccolti con il collocamento a maggio di azioni e prestiti obbligazionari.

Le nuove promesse di Musk. I risultati trimestrali modificano di poco quella che è la storia recente della Tesla, un'azienda da anni sotto i riflettori per le sue innovazioni e i successi in un mercato ancora del tutto inespresso ma comunque incapace di essere redditizia in modo sostenibile nel tempo. Qualcosa è invece cambiato nella strategia di comunicazione dell'amministratore delegato Elon Musk. Se fino a poche settimane fa l'imperativo di Musk erano gli utili, da raggiungere tramite una combinazione di crescita dei volumi e attento controllo dei costi, ora tutte le attenzioni sono state spostate sull'espansione della capacità produttiva e della gamma d'offerta. Basti pensare che all'inizio dell'anno il messaggio principale dell'imprenditore era la promessa di chiudere in utile tutti i trimestri futuri, mentre ora è previsto un pareggio di bilancio nel terzo trimestre e il ritorno all'utile negli ultimi tre mesi dell'anni. "La crescita continua dei volumi, l'espansione della capacità e la generazione di liquidità rimarranno l'obiettivo principale", ha affermato Musk nella consueta lettera agli azionisti sottolineando quanto la Tesla fosse ormai "maggiormente focalizzata sull'espansione della presenza produttiva in nuove regioni, sul lancio di nuovi prodotti e sul miglioramento continuo dell'esperienza del cliente".

Confermati i target. L'amministratore delegato ha anche confermato ancora una volta i target di vendita fissati per il 2019 e cercato, così, di allontanare i dubbi del mercato sulla capacità dell'azienda di rispettare l'ambizioso obbiettivo di vendere tra 360 e 400 mila veicoli. Per venderne almeno 360 mila, la Tesla dovrà infatti mettere a segno nuovi record commerciali avendo consegnato poco più di 158 mila vetture nel primo semestre a causa di un primo trimestre fortemente deficitario e definito dagli stessi vertici aziendali come "un'aberrazione" nella recente storia di continua crescita. "Il tasso di produzione della Model 3 - ha comunque spiegato Musk - ha continuato a migliorare gradualmente durante tutto il trimestre, registrando un record mensile a maggio e poi di nuovo a giugno. Tutte le attrezzature di produzione di Fremont hanno dimostrato la capacità di produrre 7.000 Model 3 alla settimana, un tasso su cui continuiamo a lavorare per aumentarlo. Puntiamo a produrre 10.000 esemplari di tutti i modelli alla settimana (8 mila per la sola Model 3, ndr) entro la fine del 2019". "Stiamo lavorando per aumentare le nostre consegne di mese in mese e di anno in anno. Ciò è coerente con la nostra precedente indicazione di consegne tra 360.000 a 400.000 quest'anno", ha chiarito Musk, aggiungendo una previsione da grandi numeri per la Model 3 e la futura Model Y: nel giro di due anni la domanda per i due veicoli potrebbe crescere fino a 2 milioni di unità. La Tesla ha inoltre confermato le tempistiche di un'importante progetto: la Gigafactory di Shanghai è previsto diventi operativa entro la fine dell'anno. Infine, per la Model Y non cambia la previsione di un suo lancio entro l'autunno del 2020. 

 

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Formula Student - Sfida tra 86 scuderie da tutto il mondo, vince lItalia

4 Ruote - Lug 25,2019

Il team MMR More Modena Racing ha conquistato, per la prima volta per lItalia, il titolo della Formula Student 2019 che si è disputata a Silverstone, in Gran Bretagna. Con la loro monoposto a combustione M19-L, gli studenti dellUniversità di Modena e Reggio Emilia hanno superato al meglio sia le prove statiche sia quelle dinamiche. Le gare di Formula Student si compongono infatti di due sessioni, per un totale di sette test: si va dallanalisi del design della vettura alla prova di accelerazione, fino alla gara endurance. Alla fine il team italiano è riuscito a sbaragliare la concorrenza di 86 scuderie provenienti da tutto il mondo.

Esordio ibrido vincente. Un grande traguardo è stato raggiunto anche da un secondo team della Unimore, MMR-Hybrid che, alla sua prima partecipazione al campionato, con la monoposto ibrida M181-H ha vinto il Best powertrain installation sponsorizzato da Mercedes AMG.

Non solo ingegneri. Grande soddisfazione per i prestigiosi traguardi raggiunti è stata espressa dal rettore di Unimore Angelo Andrisano: "Questa è una vittoria di tutto lAteneo e non solo della facoltà di Ingegneria", ha commentato. "Entrambi i team, infatti, vedono la partecipazione anche di studenti dei dipartimenti di Economia e Comunicazione".

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Toyota - Accordo per investire 600 milioni di dollari nella Didi Chuxing

4 Ruote - Lug 25,2019

La Toyota ha siglato un accordo per investire 600 milioni di dollari nella società cinese di trasporto a chiamata Didi Chuxing Technology. Per la Casa nipponica si tratta dell'ennesimo raid nel campo dei servizi per la mobilità del futuro nonché di un ampliamento dell'attuale collaborazione con la società cinese.

Una collaborazione sempre più ampia. Le due società cooperano già dal mese di gennaio del 2018 sulla base di un'intesa riguardante l'utilizzo dell'ecosistema e-Palette, il lancio, in via sperimentale, di servizi a favore dei conducenti della Didi. Ora con il nuovo accordo l'obiettivo è implementare  su larga scala le soluzioni finora ideate per il mercato cinese facendo leva sulla piattaforma MSPF sviluppata dalla Toyota. La Casa nipponica, che nei mesi scorsi ha già investito in altre realtà del ride-hailing come Uber e Grab, punta, a sua volta, a sfruttare la rete del partner cinese per promuovere la diffusione di veicoli elettrici adatti ai servizi per la mobilità del futuro in Cina. A tal fine sarà creata un'apposta joint venture insieme alla GAC Toyota Motor Company.

 

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F.1 su Netflix - Arriva la seconda stagione di Drive to Survive

4 Ruote - Lug 24,2019

La Formula 1 torna su Netflix: dopo il grande successo di Drive to Survive, la celebre piattaforma dintrattenimento on demand ha confermato larrivo della seconda stagione e, per la prima volta, saranno coinvolte tutte le squadre.

Dietro le quinte con Ferrari e Mercedes. La prima stagione di Drive to Survive è stata davvero un successo e ha consentito agli appassionati di conoscere retroscena e immagini esclusive della stagione 2018 di F.1. Non un semplice racconto sportivo: questa docu-series ha aperto il vaso di pandora, tirando fuori sentimenti ed emozioni di uomini, prima ancora che piloti o manager. Lunico neo è stata lassenza dei team che lottavano per il campionato, ossia Ferrari e Mercedes. Questanno, però, anche questi due team hanno autorizzato le riprese e saranno protagoniste indiscusse delle 9 puntate che potremo vedere nel 2020.

Uno spot cinematografico. Drive to Survive non è stato semplicemente una serie tv dedicata alla Formula 1, perché per lo sport ha rappresentato un vero e proprio bigliettino da visita che ha coinvolto i curiosi e ne ha trasformato una parte in fan attivi. Ian Holmes, responsabile dei diritti media della F.1, ha spiegato: Siamo entusiasti di poter lavorare ancora una volta con Netflix. Questa serie è qualcosa di unico e mette in mostra personalità ed emozioni, sia dentro che fuori i campi di gara. Con Drive To Survive abbiamo raggiunto nuovi fan in tutto il mondo e la seconda stagione ci permetterà di continuare in questo percorso, che vede lappassionato sempre al centro e lo sport sempre più aperto e accessibile a tutti.

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Guida autonoma - Cruise rinvia il lancio del servizio di robo-taxi

4 Ruote - Lug 24,2019

La Cruise ha deciso di rinviare il lancio del suo servizio di robotaxi, inizialmente previsto per la fine di quest'anno. La società controllata dalla General Motors ha attribuito la scelta alla necessità di lanciare il servizio solo quando sarà possibile dimostrare un suo effetto positivo sulla sicurezza dei trasporti in ambito stradale. 

Più collaudi e test. La Cruise, che tra l'altro nella sua compagnie azionaria vede la presenza della Honda, della Softbank e di altre grandi realtà finanziarie americane, è considerata tra le società all'avanguardia nello sviluppo delle tecnologie per i veicoli senza conducente. Nelle classifiche delle aziende più o meno avanti nella corsa verso le auto-robot si piazza dietro la sola Waymo e davanti alla Argo AI del gruppo Ford. Dunque, la decisione di rinviare il servizio di robotaxi dimostra quanta strada sia ancora necessario percorrere prima di vedere sulle strade veicoli senza conducente. Al momento l'unica ad aver lanciato un servizio di robotaxi commerciale è stata la Waymo ma solo in un ambito ben limitato e regolamentato (le periferie della città di Phoenix, in Arizona) e con la presenza di un assistente alla guida. Per la Cruise servono invece ulteriori passi in avanti nelle attività di collaudo e sperimentazione in corso da più di tre anni sulle strade di San Francisco, in California. "Aumenteremo in modo significativo le nostre miglia di test e collaudi rispetto al saldo di quest'anno, il che ha l'effetto di portare avanti i tempi del lancio di veicoli completamente senza conducente oltre la fine dell'anno. Cruise ha già percorso il maggior numero di miglia in un ambiente complesso, ma far sì che le nostre auto percorrano molte più miglia sulla strada accelererà ulteriormente la verifica dei livelli di apprendimento e di sicurezza", ha affermato Dan Ammann, amministratore delegato della Cruise, senza fornire una nuova tempistica per il lancio del servizio.

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