Airbag Takata - Negli Usa la Honda conferma un nuovo incidente mortale

4 Ruote - Ott 05,2020

La Honda ha accertato un nuovo decesso collegato al malfunzionamento degli airbag della Takata. Negli Stati Uniti, si tratta del diciassettesimo caso di incidente mortale nellambito di una vicenda connessa a 26 morti in tutto il mondo, oltre 290 ferimenti, e che ha determinato la più grande campagna di richiamo della storia automobilistica: gli interventi di riparazione hanno interessato circa 100 milioni di dispositivi e coinvolto 19 Case.

Gli accertamenti. Lultimo episodio fatale è stato comprovato pochi giorni fa. Dopo unispezione congiunta con la Nhtsa (lagenzia federale per la sicurezza negli Usa) la Honda ha confermato che un incidente del 20 agosto avvenuto a Mesa (Arizona), costato la vita al conducente di una Civic del 2002, era dovuto al dispositivo di gonfiaggio difettoso dellairbag della vettura. Il sistema di gonfiaggio, come spiegato dallNhtsa, può esplodere scagliando parti metalliche potenzialmente letali contro i passeggeri in caso di prolungata esposizione allumidità e ad elevati sbalzi di temperatura.

Non si sa se lautomobilista sia stato avvisato. La Casa giapponese ha dichiarato che le Civic del 2002 sono state richiamate in officina a partire dal 2011 per la sostituzione del dispositivo: almeno 15 notifiche in otto anni, in aggiunta ad altri tentativi per mettersi in contatto, sarebbero state inviate per posta ai proprietari di questo modello registrati alla rete distribuzione americana. Lautomobilista deceduto in Arizona non era registrato e non è stato possibile accertare che fosse a conoscenza del richiamo.

Indagini archiviate con multa. Sul finire dellagosto scorso, la Honda ha concordato il pagamento di 85 milioni di dollari per chiudere le indagini negli Stati Uniti legate allutilizzo degli airbag potenzialmente difettosi forniti dalla Takata. Laccordo secondo quanto riferito dalla Casa è stato raggiunto per evitare i costi di ulteriori contenziosi legali, ma il costruttore non ha ammesso alcun illecito. Dal 2008 la Honda ha richiamato quasi 13 milioni di veicoli negli Usa equipaggiati con airbag Takata, sostituendo quasi 16 milioni di dispositivi.

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Roma - Tanti nuovi autovelox in città

4 Ruote - Ott 05,2020

A poche settimane dalla conversione del decreto Semplificazioni, che prevede la possibilità di impiegare autovelox fissi anche nei centri urbani, arrivano a Roma nuovi rilevatori di velocità. Alcuni sono già stati installati, mentre altri lo saranno nei prossimi giorni: dal cuore della città allestrema periferia, sono interessati tutti i quadranti della Capitale. 

Il centro. Numerosi sono gli apparecchi già installati in via del Muro Torto, così come non ne mancano sul Lungotevere in direzione dello stadio Olimpico e sul Lungotevere in Augusta, verso piazzale Flaminio: in entrambi i casi sono posizionati sopra i tabelloni di indicazione del traffico. Sono poi previste apparecchiature in via Cristoforo Colombo, nei segmenti più centrali di questimportante arteria.

Roma Sud. Fuori dal centro, altri autovelox sono stati installati lungo la stessa via Cristoforo Colombo: tra i vari, ci sono quello allaltezza della (vecchia) Fiera di Roma, verso Ostia, e in prossimità del semaforo allaltezza di Circonvallazione Ostiense, in direzione Caracalla. Non mancano poi rilevatori a viale Marconi, allaltezza di piazzale Edison, dirigendosi verso il ponte sul Tevere, e in via Laurentina, in corrispondenza dei Ponti. In zona Sud-Ovest, invece, anche in viale Isacco Newton sono stati messi degli autovelox, collocati in entrambe le direzioni.

La Tuscolana e Roma Est. In zona Sud-Est, i nuovi autovelox riguardano via Tuscolana, proprio dove ora sorge una discussa pista ciclabile, allaltezza di via dellArco di Travertino e del centro commerciale Cinecittà 2, in entrambi i casi in direzione centro. Fuori dal raccordo, e in direzione di questultimo, la stessa arteria è interessata da un altro rilevatore di velocità, collocato allaltezza di via Gasperina. A Roma Est, invece, sono previsti nuovi autovelox in via di Tor Bella Monaca, in direzione centro, e in via Sorbara verso il policlinico di Tor Vergata. Nuovi rilevatori sono stati aggiunti anche sulla Tangenziale Est e sul Grande Raccordo Anulare.

Roma Nord. Fanno parte del nuovo, lungo elenco anche gli apparecchi installati in via Gregorio VII, allingresso e alluscita della galleria, e in via Leone XIII, verso via Anastasio II. SullAurelia, i rilevatori di velocità sono previsti al km 33,2, in direzione Cerveteri, mentre, verso lUrbe, interessano la stessa arteria gli autovelox collocati tra Aranova e Fregene, e tra questultima e Torrimpietra.

Verso il mare. Come dicevamo, altri ne verranno posizionati in via Cristoforo Colombo anche fuori dai tratti più centrali, come gli apparecchi previsti in prossimità dello storico drive-in di Casal Palocco, dellInfernetto e di Ostia, in direzione di questultima. Anche la via del Mare è interessata da rilevatori di velocità, come quelli allaltezza di Vitinia e di Mezzocammino. Proprio nella via che dà il nome al quartiere, per la precisione nellarea residenziale chiamata Villaggio Azzurro, è previsto un ulteriore apparecchio per la misurazione della velocità. Nuovi autovelox, tra cui quello di Spinaceto, riguardano infine la via Pontina, in direzione Roma. 

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Piëch Automotive - L'ex Volkswagen Matthias Müller è il nuovo presidente

4 Ruote - Ott 05,2020

La Piëch Automotive ha chiuso un nuovo round di finanziamenti che permetteranno di avviare la produzione dei prototipi nella nuova sede tedesca di Memmingen e di pianificare l'arrivo sul mercato entro la fine del 2022. La startup svizzera ha anche annunciato l'arrivo di un gruppo di manager provenienti da altre case automobilistiche di spicco.

I dirigenti provengono da Porsche, BMW e Tesla. Matthias Müller, con un importante passato nel gruppo Volkswagen, è stato nominato presidente dai fondatori del marchio Toni Piëch e Rea Stark. Klaus Schmidt, che ha seguito l'evoluzione del progetto sin dalla nascita dopo aver lavorato in BMW Motorsport, rimarrà responsabile tecnico ed è stato nominato amministratore delegato insieme ad Andreas Henke, che si occuperà anche del marketing e delle strategie di mercato dopo aver lavorato in Porsche. Come responsabile vendite è stato invece scelto  Jochen Rudat, che in passato ha dato vita alla rete vendita europea della Tesla. 

Il pieno di elettroni in cinque minuti. Il piano strategico prevede la realizzazione di tre modelli ed il primo deriva direttamente dalla biposto sportiva Mark Zero presentata nel 2019. La tecnologia delle batterie è uno degli elementi cardine del progetto: sarà infatti possibile recuperare circa 400 km di autonomia in meno di cinque minuti. Inoltre, la vettura promette un'autonomia di circa 500 km nel ciclo Wltp con una carica completa degli elementi da 70 kWh. Serviranno perciò colonnine rapide, e per questo la Piëch Automotive sta sviluppando diverse partnership nel settore delle infrastrutture. La concept della Mark Zero dichiarava 611 CV e 9,3 secondi per toccare i 200 km/h da fermo, spinta da tre motori elettrici e con un peso di 1.800 kg: questi dati non sono però ancora stati confermati per il modello di serie. 

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Polestar 2 - Richiamo per tutte le elettriche già consegnate

4 Ruote - Ott 05,2020

La Polestar richiamerà tutti i 2.189 esemplari consegnati finora della sua prima berlina elettrica, la 2. Il costruttore svedese ha evidenziato un potenziale difetto software che potrebbe portare le vetture a fermarsi durante la marcia per un calo di potenza. Un portavoce della Casa ha sottolineato come il problema abbia attualmente coinvolto solo tre auto e che, per il momento, non si sono verificati incidenti.

Quasi tutte in Europa. La Polestar è il secondo costruttore costretto ad aggiornare il software di tutti gli esemplari di un modello: seppur con una portata decisamente minore, la Casa svedese dovrà adottare delle misure simili a quelle attuate dalla Volkswagen per la sua prima elettrica di massa, la ID.3. A differenza dei concorrenti tedeschi, la Polestar ha rilevato dei malfunzionamenti nel modulo di gestione dell'energia immagazzinata nelle batterie: il richiamo non andrà a toccare mercati come quello statunitense, quello canadese, quello italiano e quello svizzero, dove le consegne non sono state ancora avviate. Il principale mercato dell'elettrica è quello scandinavo: in Norvegia i modelli da aggiornare sono 843,  mentre in Svezia 595 clienti dovranno portare la propria auto nelle concessionarie. Anche in altri Paesi europei i centri assistenza dovranno modificare il software di diverse vetture: in Olanda saranno 280, in Germania 202, in Belgio 129 e nel Regno Unito 110, mentre in Cina dovranno essere sottoposte all'intervento solo 30 vetture.

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Mazda CX-5 - Una settimana con la 2.2L Skyactiv-D 184 CV AWD Signature [Day 1]

4 Ruote - Ott 05,2020

La protagonista del Diario di bordo di questa settimana è la Mazda CX-5 model year 2020, nella versione top di gamma Signature, equipaggiata con motore 2.2L Skyactiv-D da 184 CV e 445 Nm di coppia a 2.000 giri, in vendita a partire da 44.750 euro. Le novità di questo aggiornamento, che non ha introdotto modifiche estetiche fatta eccezione per i badge ridisegnati, riguardano l'introduzione del nuovo display da 8" per il sistema d'infotainment Mazda Connect, la nuova chiave d'avviamento, l'illuminazione interna a Led e i paddle al volante per i modelli con cambio automatico. Per quanto riguarda gli Adas, invece, la frenata automatica d'emergenza è ora dotata del sistema di riconoscimento notturno dei pedoni, mentre per le varianti con trazione integrale i-Activ Awd è stata introdotta la modalità di guida Off-Road. Fra gli optional (2.000 euro) dell'esemplare in prova c'è il cambio automatico Skyactiv-Drive a sei rapporti. Lunga 4 metri e 55, dispone di un bagagliaio con una capacità compresa fra 506 e 1.620 litri. La Casa dichiara una velocità massima di 211 km/h, un'accelerazione da 0-100 km/h in 9,3 secondi e consumi medi pari a 5,2 l/100 km nel ciclo combinato. Ricca la dotazione di serie, con climatizzatore automatico bi-zona con bocchette posteriori e sensore umidità, impianto Stereo Bose Surround Sound System con 10 altoparlanti, Mazda Connect con display centrale da 8", Hmi Commander, connettività Bluetooth, compatibilità con gli standard Apple CarPlay e Android Auto, navigatore satellitare, radio Dab con comandi al volante, presa Aux-in e quattro Usb (2 anteriori e 2 posteriori). Per quanto riguarda gli Adas, infine, sono inclusi i sensori anteriori e posteriori con videocamera, visuale a 360 e sistema di rilevazione del pericolo in uscita dal parcheggio, l'head-up display, il Cruise control adattivo, l'assistenza alla partenza in salita, il mantenimento attivo della carreggiata, il riconoscimento della segnaletica stradale e il sistema di monitoraggio angoli ciechi.

Tutto al posto al giusto [Day 1]. La sensazione più netta al termine del mio breve test drive con la Mazda CX-5 è quella di unauto completa, di quelle in grado di soddisfare tutte le esigenze di mobilità e di mettere a proprio agio chi la guida, fin dai primi chilometri. Dalle finiture ai rivestimenti, alla disposizione dei comandi non ho trovato nulla fuori posto. Il display dellinfotainment montato al centro della plancia, per esempio, è touch, ma si gestisce molto facilmente, e con meno distrazioni, dalla manopola (simil iDrive BMW) e dai tasti fisici posti sul tunnel, immediatamente sotto lampio bracciolo centrale. Una volta in marcia, al cruscotto a tre elementi circolari, che mostrano in maniera chiara tutte le informazioni che servono, si aggiunge l'head-up display; il sedile è confortevole e abbastanza ben profilato e le sospensioni assorbono bene la stragrande maggioranza delle sconnessioni stradali, il tutto condito da una buona insonorizzazione generale. Dietro, anche i più alti hanno aria sopra la testa e spazio per le ginocchia, ma è comunque meglio viaggiare in quattro, perché il tunnel in mezzo ai piedi ingombra e, soprattutto, la conformazione del quinto schienale è ridotta: una volta ripiegato si trasforma in un bracciolo porta bevande, con tanto di piccolo contenitore, tasti per il riscaldamento dei sedili e doppia presa Usb. Comodo anche il portellone elettrico, che dà accesso a un vano ampio, con un pratico sistema di sgancio che consente di ribaltare gli schienali del divano anche da dietro e ampliare il piano di carico. Davvero utile, infine, il sistema di assistenza al parcheggio, con lo schermo che si splitta in automatico: da un lato la vista anteriore o posteriore in base alla marcia inserita, dallaltro quella dallalto a 360, che restituisce unimpressione ancora più precisa degli ingombri, rendendo quasi superfluo il "bip" dei sensori anteriori e posteriori. Alessandro Carcano, redazione Mercato

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Piemonte - Previsti fino a 20 mila euro di incentivi per le elettriche

4 Ruote - Ott 05,2020

In Piemonte si continua a lavorare per favorire il passaggio alla mobilità elettrica. Con il nuovo bando destinato ai privati cittadini, che sarà pubblicato a metà ottobre, la Regione prevede infatti di proporre fino a 10 mila euro di incentivi per lacquisto di una vettura a zero emissioni. Cifra che, sommata ai contributi statali (fino a 8 mila euro con rottamazione) e allo sconto del venditore, potrebbe arrivare a superare i 20 mila euro.

Le cifre nel dettaglio. Nello specifico, il valore dellincentivo regionale partirebbe da una cifra minima di 2.500 euro, aumentabile in base alle emissioni della vettura. Ne consegue, dunque, che tali vantaggi verranno riservati anche ad auto ibride, a metano e Gpl, ma anche a quelle alimentate a benzina e diesel Euro 6. Il contributo regionale, tuttavia, si rivolge anche ai potenziali acquirenti dei veicoli a due ruote, come scooter e moto elettriche, con proposte comprese tra i 2 mila e i 4 mila euro, o le bici (150 euro per quelle tradizionali e fino a 1.000 per le varianti cargo).

Per le aziende. La Regione prevede anche dei contributi riservati alle aziende (il bando, già pubblicato, scadrà a fine novembre): in particolare, le piccole e medie imprese possono beneficiare di 10 mila euro per i mezzi da lavoro e trasporto persone e, di nuovo, fino a 20 mila euro per quelli di peso superiore alle cinque tonnellate, con incentivi tra i 500 e i 1.000 euro per e-bike e bici cargo. Un ultimo punto riguarda la rottamazione: se i contributi statali arrivano fino allEuro 4, il Piemonte include anche lEuro 5 e i modelli ibridi più datati.

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Mercedes-AMG GT Black Series - In pista con la più estrema delle coupé di Affalterbach - VIDEO

4 Ruote - Ott 05,2020

Quando la portiera della Classe V che mi ha portato al Lausitzring si è spalancata, me le sono trovate davanti tutte e cinque. Così, sotto al naso e senza preavviso. Ed è stato un mezzo tuffo al cuore. Perché fra tutte le Mercedes-AMG della nobile stirpe Black Series (creata nel 2006 con la SLK 55), ricordo ancora la CLK del 2007 come una delle più belle sportive su cui abbia mai messo le mani. E dire che la coupé dellepoca (la serie C209), almeno nelle varianti comuni, non era certo il benchmark della categoria in termini di handling e piacere di guida. Eppure, quei petrolhead di Affalterbach erano riusciti a rivoltarla come un guanto e a creare un equilibrio indovinatissimo fra doti telaistiche, prestazioni e feeling uomo-macchina.

Attenti a quellalbero. Ancora con lo zaino in spalla, me le guardo tutte e cinque finché non arrivo alla sesta ed ultima esponente, la nuova AMG GT Black Series. E dalla sua faccia, così su due piedi, inizio a sospettare che anche con questa ci sarà da divertirsi. La carta didentità, che ingolosito mi ero studiato quasi a memoria prima di giungere in Germania, promette grandi soddisfazioni. A partire dal motore: è sempre il solito M178, ovvero il V8 4 litri biturbo che spinge buona parte della gamma AMG, ma reca la sigla LS2. Due lettere e un numero che, scoprirò poi, fanno unenorme differenza. Qui, infatti, lalbero motore è piatto: in breve, i perni di banco e quelli di biella sono sullo stesso piano, come nei quattro cilindri. Cambia così lordine daccensione, che di riflesso modifica il suono, e aumenta un po la ruvidità; ci guadagna però la risposta, che è più immediata. Ancora, lM178 LS2 presenta alberi a camme, collettori di scarico e turbine dedicati, con queste ultime che hanno una girante più grande per convogliare 1.100 kg di aria allora anziché i 900 del motore base. Alla cassa fanno 730 cavalli fra i 6.700 e i 6.900 giri e 800 Nm di coppia fra i 2.000 e i 6.000 giri.

Mezza tonnellata di carico. laerodinamica, comunque, il pezzo forte di questa Black Series. Magari non è il massimo della discrezione, ma in quanto ad efficienza cè poco da discutere. Il nuovo body kit genera un carico aerodinamico di circa mezza tonnellata alla velocità massima. Con buona parte del lavoro viene svolto dallala posteriore biplano di dimensioni ciclopiche, larga quasi quanto quella della GT3 e regolabile manualmente nellincidenza per aumentare o diminuire la deportanza; in più, è provvista di un piccolo flap attivo che si inclina di 20 gradi in base alla modalità scelta o alla situazione di guida. Lala è il pezzo più evidente, ma ci sono tanti altri piccoli dettagli che per un appassionato di motorsport sono veri e propri feticci. Davanti, per esempio, la calandra è più ampia e il cofano motore in fibra di carbonio ha due enormi incavi di raffreddamento. Questo è dovuto al radiatore che, per aumentarne lefficienza, non è più verticale ma inclinato come sulla AMG GT3. Ancora, alle estremità del paraurti ci sono due flics, piccole alette a forma dartiglio, e due air curtains, i convogliatori daria. Entrambi gli elementi riescono a migliorare, in un sol colpo, sia la resistenza allavanzamento sia la deportanza, e si sa che fare andare daccordo drag e downforce è un compito difficilissimo. Altri elementi mutuati dal motorsport sono i louvers sui parafanghi, le ampie feritoie con doppia funzione di deportanza ed estrazione del calore dai passaruota, e lenorme splitter anteriore. Questultimo non è omologato per la circolazione stradale, pertanto può essere estratto manualmente solo in pista. Quandè in posizione, genera carico allavantreno e allaumentare della velocità, piegandosi leggermente sotto leffetto dellaria, crea una depressione che fa lavorare meglio il fondo della vettura.   

Strategia a una sosta. Curioso e carico come se dovessi fare un turno di qualifiche, mi avvicino alla pitlane dove mi aspetta una Black Series verniciata con il nuovo Magmabeam, una tinta arancio sgargiante da 8.900 euro che ben si sposa con il resto del pacchetto. Ma prima di infilarmi nel sedile a guscio di carbonio scambio due parole con Bernd Schneider, il tutor della giornata, che proprio con una CLK AMG, nel 2006, ha conquistato lultimo dei suoi cinque titoli DTM. Un importante contribuente per la bacheca trofei di Affalterbach, insomma, che mi svela altre due chicche di questa AMG: camber anteriore e posteriore sono regolabili manualmente e in materia di pneumatici (Michelin Pilot Sport Cup 2 R appositamente sviluppati) si può scegliere fra due mescole: soft e hard, per chi vuol fare strategia durante i track day

Rivettata al suolo. Spingo il tasto start e ho la conferma che la nuova sequenza daccensione data dallalbero piatto ha totalmente trasformato le corde vocali del V8. Non cè più traccia del classico sound baritonale dellM178 standard; al suo posto, una voce più graffiante, dalle tonalità più alte e più ruvide; né più bello né più sgradevole, se ci penso bene, soltanto diverso. E pure la spinta, alle prime accelerate, appare diversa. Il biturbo prende giri più agevolmente e, nonostante sia sempre generosissimo ai bassi regimi, ha guadagnato soprattutto nella parte alta del contagiri. Produce numeri non indifferenti (0-100 in 3,2 s, appena 9 secondi per arrivare a 200 orari), ma se devo essere sincero il motore è forse laspetto che mi ha impressionato meno di tutto il pacchetto. I suo 730 cavalli, infatti, vengono quasi sminuiti dalle doti telaistiche e aerodinamiche della Black Series. Ci sono un paio di lunghi curvoni, al Lausitzring, che percorri in quarta e quinta marcia e lappoggio pare non finire mai. Qui ho provato sensazioni vicine (con le dovute proporzioni) a quelle di una vera auto da corsa, con il corpo vettura incollato al suolo e il mio, di corpo, centrifugato per bene dalle forze g. Merito dei pneumatici specialistici, senza dubbio, ma anche di un assetto che in modalità Sport+ è davvero granitico e di un intero comparto telaistico che genera solidità e consistenza. Rollio e beccheggio sono quasi assenti e il bilanciamento complessivo è ottimo; al pari della stabilità: alla fine del rettifilo dei box, prima della staccata di curva 1, la AMG GT Black Series arriva a circa 260 km orari e pare rivettata allasfalto; evidentemente, laerodinamica lavora bene davvero.

Il feticcio del traction control. Per ultimo, ma non ultimo, il vero oggetto di culto di questa Black Series è il controllo di trazione. Protagonista al centro della plancia, assume la forma di un pomello giallo ben evidente, grande abbastanza da poter essere utilizzato anche con i guanti ignifughi. Una volta che lEsp viene disinserito totalmente, entra in gioco lui: nove posizioni, con la 1 da usare in condizioni di bagnato e la 9 che equivale a non avere alcuna assistenza. Il controllo non prevede unazione frenante, bensì ingaggia nove specifiche mappature del motore e del differenziale autobloccante. Lavora, insomma, come un traction control da competizione: quasi impercettibile nellintervento, permette di mettere al suolo gli 800 Nm con il miglior equilibrio fra pattinamento, aderenza e velocità di uscita dalla curva. Così tante posizioni, poi, sono utili per poter sempre gestire al meglio la vettura non soltanto in base alle condizioni della pista, ma anche del degrado dei pneumatici, proprio come avviene in gara.

Prezzo da corsa. Quasi da competizione, infine, anche il prezzo: 360.000 euro, il triplo di una AMG GT base e un terzo in meno rispetto a una AMG GT3 da corsa. Quasi tutto è di serie e i pochi accessori in lista sono quelli destinati ad aumentare un po il confort, per esempio i sedili elettrici o un potente impianto audio. Lunico optional che monterei, che se abbiamo fatto 30 facciamo pure 31, è lAMG Track Package da 7.930 euro: roll bar in titanio, cinture a quattro punti ed estintore. 

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Alfa Romeo 159 e Brera - Le belle milanesi disegnate da Giugiaro - FOTO GALLERY

4 Ruote - Ott 04,2020

Non è stato facile per la 159 prendere il posto della 156, la berlina che al termine degli anni 90 aveva segnato una decisa svolta per lAlfa Romeo. Proprio per questo, il design della vettura era stato affidato al maestro Giorgetto Giugiaro, che avrebbe ripreso diversi elementi stilistici del prototipo Brera, talmente riuscito da convincere i vertici del gruppo Fiat già allepoca poco inclini alle nicchie di mercato ad autorizzarne la produzione di serie. Le due auto, la berlina e la coupé, arrivarono entrambe sul mercato nellautunno del 2005, cioè quindici anni fa, distinguendosi dalla concorrenza per il loro stile accattivante e originale, oltre che per un comportamento stradale in linea con la storia del marchio. Peccato solo per il peso eccessivo, superiore a quello dei prodotti tedeschi, che ne penalizzava le prestazioni, forse tra le principali cause di un successo al di sotto delle aspettative per entrambi i modelli, ancora oggi belli da guardare (e da guidare). Ne parliamo meglio nella nostra galleria dimmagini, dove ripercorriamo la storia e le caratteristiche delle 159 e Brera nate dalla creatività del celebre designer piemontese.

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Subaru BRZ - Primi collaudi per la nuova generazione

4 Ruote - Ott 04,2020

La Toyota e la Subaru stanno lavorando alle eredi delle sportive GT86 e BRZ. Il lancio della seconda generazione dovrebbe avvenire nel corso del 2021 e queste sono le prime foto spia della vettura completa. Non sappiamo ancora se le i due modelli verranno presentati allo stesso tempo, mentre appare piuttosto logico il passaggio sotto il brand GR della GT86, così come accaduto per la Supra. 

Linee più morbide ma sempre aggressive. A un primo sguardo, la coupé appare simile al modello uscente, ma in realtà le novità sono piuttosto estese: ferme restando le proporzioni con il cofano lungo e l'abitacolo spostato verso l'asse posteriore, si nota infatti un nuovo approccio stilistico con linee più fluide e tondeggianti, mentre il frontale sembra molto appuntito e ribassato. Questa scelta potrebbe dipendere dalle normative di sicurezza, ma contribuisce a rendere più aggressiva la vettura, che sfoggia anche una grande mascherina e gruppi ottici a Led sottili. La fiancata è piuttosto classica, mentre la coda è caratterizzata dal profilo aerodinamico integrato nel cofano del bagagliaio e dai gruppi ottici dal taglio triangolare, che si allungano sulla fiancata. Lo scarico mantiene la doppia uscita a vista della serie attuale.

Boxer turbo in arrivo. Le indiscrezioni sulle sportive giapponesi circolano da diversi mesi, così come le discussioni sulle possibili motorizzazioni. La clientela di questi due modelli ha chiesto a gran voce una maggiore potenza, ma la prima generazione non ha mai evoluto il 2.0 boxer aspirato, mettendo invece sul piatto un telaio molto bilanciato e una guida classica da trazione posteriore. Con la nuova generazione potrebbero esserci delle sorprese visto che la Subaru ha sviluppato nuove unità boxer sovralimentate come il 1.8 da 174 CV della Levorg di seconda generazione e il 2.4 da 240 CV della Ascent, venduta negli Stati Uniti. 

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Incentivi auto - Il governo valuta un rifinanziamento dei fondi

4 Ruote - Ott 03,2020

Una nuova iniezione di fondi destinati agli incentivi per lauto potrebbe arrivare nella prossima manovra: lipotesi è stata confermata dal viceministro allEconomia Antonio Visiani. Cè una valutazione in corso ha ammesso Visiani in un intervento a Sky TG24, sottolineando come sia molto importante sostenere lautomotive, che vale il 6% del Pil e ricordando anche il tema ambientale: ll nostro parco veicolare è molto vecchio e inquinante ha detto il viceministro -. Accelerare il rinnovo del parco veicoli consente di ridurre l'inquinamento, ridurre i consumi ed è un'operazione sicuramente utile dal punto di vista della transizione energetica e dello sviluppo sostenibile.

Ancora incerta la cifra. Anche lentità e le modalità delle misure sono ancora in discussione. Indiscrezioni parlano di un ulteriore tesoretto da 400 milioni, mentre il governo non si sbottona: prematuro fare una quantificazione, faremo tutte le valutazioni del caso" ha spiegato Visiani, evidenziando come il mercato, nonostante un settembre positivo, sia ancora al momento molto al di sotto dei livelli del 2019.

Il nodo delle Euro 6 endotermiche. In vista del rifinanziamento, il nodo cruciale è legato alla ridistribuzione delle risorse, in particolare quelle destinate alle vetture Euro 6 ad alimentazione tradizionale con emissioni di CO2 comprese nella fascia tra 91 e 100 g/km, ovvero le più richieste dal mercato tra quelle che hanno diritto allEcobonus. Infatti, i 100 milioni di euro di incentivi stanziati con il decreto Agosto sono stati esauriti nel giro di dieci giorni dallapertura della piattaforma necessaria a richiedere il contributo. Sono invece ancora disponibili i fondi destinati alle altre categorie di vetture (per lo più elettriche e ibride), dai quali si potrebbe decidere di travasare una parte di risorse in favore delle auto della fascia più alta, favorendo così lo smaltimento dell'invenduto delle concessionarie.

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Smart city - Audi: "Il Car-to-X contribuirà a ridisegnare l'ecosistema urbano"

4 Ruote - Ott 03,2020

Le nuove tecnologie, il coronavirus, unurbanistica in evoluzione ma anche nuove attitudini comportamentali: sono tanti i fattori che determineranno il futuro delle grandi città, di cui si è discusso nel talk Change your view, change your way. Luomo al centro tenutosi nellambito della Interni Designers Week a Milano. In questo cambiamento, anche lautomobile è pronta a fare la sua parte, non solo evolvendosi allinsegna della sostenibilità ma anche rivisitando il proprio ruolo nel contesto urbano grazie alla connettività: Il Car-to-X permetterà un ridisegno dellecosistema urbano, ha detto Fabrizio Longo, direttore Audi Italia.

Non uno ma tanti centri. Il Car-to-X, ossia la capacità delle vetture di dialogare con le infrastrutture cittadine, dovrà integrarsi a uno scenario sociale e urbanistico profondamente mutato rispetto conosciuto fino a ieri e condizionato dagli effetti della pandemia. Il cambiamento è inevitabile un po' perché è un obbligo derivante da una situazione anomala e un poperché cè unistanza sociale ha affermato il sindaco di Milano Giuseppe Sala, sottolineando come alcuni punti di questa trasformazione siano universali: per esempio le problematiche ambientali e la trasformazione digitale. In questa nuova modalità si dovrà trovare una formula, soprattutto nelle grandi città ha dichiarato il primo cittadino meneghino. Una formula che potrebbe ridisegnare radicalmente le metropoli: Abbiamo davanti nuove scelte da fare per riscoprire una città in cui ognuno possa trovare i servizi di cui ha bisogno ha spiegato larchitetto Stefano Boeri -. Le città che stiamo ripensando saranno sempre meno basate su grandi centri, pieni di folla, e più legate a servizi decentrati e diffusi: città pensate come arcipelago di quartieri potrebbero avere un ruolo fondamentale. Allo stesso tempo, probabilmente ci sarà un fenomeno di parziale dislocazione.  

Il Car-to-X è il futuro, ma anche il presente. Di fronte a questo scenario, le auto possiedono già delle capacità per contribuire a costruire un ambiente più a misura duomo. Una di queste è appunto la possibilità di dialogare con le infrastrutture che, come sottolineato da Fabrizio Longo, è realtà. Credo che la tecnologia non sia mai stata in condizioni di poter dare concretamente delle soluzioni come oggi ha affermato il direttore di Audi Italia -. Lo penso in chiave di sicurezza, che non è un valore tecnologico, ma è un valore sociale. Oggi, siamo in grado di attrezzare le città con delle soluzioni che sono una difesa ha aggiunto Longo. E queste soluzioni, in alcune parti del mondo, sono già implementate.

Londa verde e il Geofencing. Nel 2014, la Casa dei Quattro Anelli ha presentato al Ces di Las Vegas l'Online Traffic Light Information, un sistema che attraverso il monitoraggio della viabilità, la navigazione, la temporizzazione dei semafori, fonti locali e la tecnologia mette in collegamento lautomobile e le infrastrutture (in questo caso i semafori) e permette a chi guida di mantenere la velocità giusta per prendere la cosiddetta onda verde, evitando di bloccarsi nel traffico. Attivo in alcune città degli Usa dal 2016, nellestate del 2019 ha debuttato anche in Europa, a Ingolstadt (sede dell'Audi): diversi modelli della Casa, tra cui la A4, A6, A7, A8, Q3, Q8 ed e-tron sono predisposti a sfruttare questa tecnologia. Un altro esempio virtuoso di integrazione tra la connettività dellauto e lurbanistica smart è rappresentato dal Geofencing: attraverso sensori di bordo e mappe di navigazione accurate, le auto ibride possono riconoscere i varchi delle zone con restrizione al traffico e, a quel punto, spegnere il motore termico per passare alla propulsione elettrica, in modo da accedere a emissioni zero e senza incorrere in multe.  

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Colori delle auto - Quelle tinte che non passano inosservate FOTO GALLERY

4 Ruote - Ott 03,2020

Nel mondo delle quattro ruote dominano il bianco, il nero e il grigio. O, almeno, questo è quanto ci racconta la classifica del 2019 sui colori preferiti dagli automobilisti. Tuttavia, cè anche chi desidera tinte più vistose, per dare maggiore risalto alla propria vettura, soprattutto se sportiva, o semplicemente per distinguersi dalla massa. Di livree accese o comunque curiose ne abbiamo viste tante negli ultimi anni, tra diverse sfumature di verde, giallo, arancione e altre nuance. Ne parliamo con maggiori dettagli nella nostra galleria di immagini, dove troverete una carrellata di auto dai colori molto particolari.

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Lynk & Co - Alain Visser: "Le Suv non sono il futuro"

4 Ruote - Ott 03,2020

Nel panorama automotive, la Lynk & Co è un'azienda diversa da tutte le altre. Il marchio svedese è nato nel 2016, ma in pochissimo tempo si è ritagliato una nicchia nel mercato cinese, arrivando a consegnare oltre 120 mila vetture nel suo primo anno d'attività completo, il 2018. Le mire espansionistiche del brand, però, passano anche dall'Europa, mercato sul quale il marchio non punta a vendere le proprie automobili, ma a proporle in abbonamento con la massima flessibilità. Dopo la presentazione della strategia europea per la Suv 01 abbiamo intervistato una delle menti dietro alla Lynk & Co, il ceo Alain Visser, che ci ha parlato della sua visione dell'industria automobilistica e di come il mercato si evolverà nel futuro.

34 anni nel mondo auto. Visser lavora nel mondo dell'auto dal 1986: nei suoi 34 anni di carriera ha ricoperto diversi ruoli manageriali all'interno di alcuni dei gruppi automobilistici più importanti al mondo. Prima di diventare ceo della Lynk & Co il manager belga è stato vice presidente globale del marketing e delle vendite per la Volvo dopo aver lasciato la General Motors, dove è rimasto per otto anni ricoprendo il ruolo di vice presidente delle vendite e del marketing per la Opel, marchio del quale era anche membro del board. Nei precedenti 17 anni ha assunto diverse posizioni all'interno della Ford.

Come definirebbe la Lynk & Co?
La definirei un marchio di mobilità. Un brand che vuole creare una community locale. Assolutamente non un marchio di automobili, ma un club che offre ai propri membri delle soluzioni per la mobilità e non semplicemente un'auto.

Pensa che il segmento delle Suv continuerà a crescere nei prossimi anni? La Lynk & Co continuerà a sviluppare nuove sport utility? Quali pensa che saranno le tendenze del futuro?
Le Suv sono rimaste ai vertici del mercato per molto più tempo di quanto mi aspettassi, ma penso che sul lungo termine la richiesta per questa tipologia di vetture diminuirà, soprattutto a favore delle crossover. L'elettromobilità contribuirà inoltre a cambiare radicalmente il design delle automobili: per ora è difficile prevedere quali carrozzerie potranno nascere in futuro e quali saranno le più richieste dai clienti, ma non penso che saranno delle Suv.

Come ha più volte sottolineato, negli ultimi anni abbiamo osservato grandi evoluzioni nella tecnologia e nel design delle auto ma nessun cambiamento radicale a livello dei modelli di business e delle strategie di vendita fino all'arrivo dell'elettrificazione. Pensa che nei prossimi anni lo scenario dell'industria automobilistica cambierà o rimarrà ancorato alle strategie del passato?
Penso che la Lynk & Co incarni il nuovo scenario dell'industria automobilistica. Nei 34 anni in cui sono stato nel settore non ho visto nessun cambiamento. Forse sto esagerando, ma le tecnologie, la meccanica e il design delle auto si sono modificati radicalmente negli anni, ma il modello di business dei vari costruttori è sempre lo stesso di 100 anni fa: l'auto viene pensata, disegnata, sviluppata, prodotta, spedita alle concessionarie e venduta al cliente finale. Penso che oggi sia necessario rivedere questi processi e spero che la Lynk & Co possa dare il via a un cambiamento per l'intera industria delle quattro ruote.

In Cina avete già consegnato diverse centinaia di migliaia di vetture e ora siete pronti per debuttare in Europa. Quali sono i vostri obiettivi per il mercato europeo?
In Cina abbiamo già messo su strada oltre mezzo milione di veicoli, ma lì vendiamo direttamente le vetture, mentre in Europa punteremo a offrire un abbonamento: la percentuale di clienti euopei che acquisterà effettivamente una delle nostre auto sarà nettamente inferiore rispetto a quella che sceglierà di iscriversi al nostro club. Non abbiamo un vero e proprio target di vetture per l'Europa, ma abbiamo un obiettivo nel numero di membri che aderiranno ai nostri servizi. Pensiamo che nel Vecchio Continente entro la fine del 2022 più di 100 mila persone diventeranno membri del nostro club.

I piani per la produzione di auto in Europa sono stati solo rimandati o cancellati definitivamente? Il vostro gruppo produce a Ghent la Volvo XC-40, che condivide la piattaforma Cma con la Lynk & Co 01...
Non abbiamo ancora scartato del tutto la possibilità di produrre veicoli anche in Europa. Il nostro piano, infatti, è quello di avere delle produzioni locali: abbiamo iniziato ad assemblare veicoli in Cina, ma il nostro obiettivo a medio termine è quello di avere una linea produttiva per i modelli Lynk & Co anche in Europa.

In Cina avete cinque modelli differenti e una nuova elettrica è in arrivo. In Europa avete deciso di partire con la 01, la prima auto della vostra storia. Pensate di ampliare la gamma europea nei prossimi anni? E magari di introdurre nuovi modelli più compatti?
Sì, lanceremo nuovi modelli. Ma per il momento non posso svelare nulla. Non penso però che in Europa arriveremo ad avere più di tre modelli insieme. Abbiamo però sicuramente bisogno di un veicolo più piccolo rispetto agli attuali, per assecondare le esigenze dei clienti che vivono in grandi città, come quelle italiane, per esempio. Vogliamo anche lanciare un veicolo 100% elettrico a breve, forse entro il 2022.

Cosa ne pensa della guida autonoma?
Personalmente penso che le auto a guida autonoma cambieranno radicalmente l'industria automobilistica. Ci saranno due differenti segmenti. Il primo sarà quello delle vetture che non apparterranno a un brand ma a un fornitore di servizi, come Uber. Ciò trasformerà per sempre l'industria, togliendo una grande fetta di mercato ai costruttori perché i clienti non acquisteranno più le automobili, ma le "noleggeranno" da un'app solo quando gli servono: così non avranno bisogno di perdere tempo per cercare parcheggio, per portare l'auto a fare i tagliandi e potranno viaggiare in totale sicurezza. Il secondo sarà quello che chiamo "toys for boys", ovvero le auto di nicchia, premium e sportive. I clienti con le maggiori possibilità economiche vorranno possedere un'auto diversa da tutte le altre, probabilmente con un motore a combustione interna, che nei prossimi anni diventerà un vero e proprio status symbol. Le auto condivise avranno così volumi produttivi maggiori, mentre il segmento premium crescerà rispetto a oggi, ma rimarrà comunque una nicchia.

Quindi pensa che il numero di case automobilistiche diminuirà nei prossimi anni?
Sì, penso di sì.

Nel gruppo Geely però avete molti brand: Volvo, Lynk & Co, Lotus e Polestar solo per citarne alcuni. Pensa che questa strategia di diversificazione in vari marchi funzionerà?
Sì, sono molto confidente riguardo alla segmentazione della nostra offerta. Anche se condividiamo la stessa piattaforma tra la nostra Lynk & Co 01, la Polestar 2 e la Volvo XC40 abbiamo tre offerte molto diverse: noi della Lynk & Co siamo il brand più orientato al lifestyle e alla nuova concezione di mobilità, la Volvo è un brand premium tradizionale ma offre comunque moderne soluzioni di mobilità, mentre la Polestar è minimalista, ha linee pulite e cool, mi piace chiamarla "la Apple del mondo auto". Penso che le offerte di questi tre brand non si possano cannibalizzare tra di loro o, al limite, se in alcuni casi dovessero farlo, l'effetto sarebbe estremamente limitato.

Tornando all'Europa, quali pensa che siano i vostri concorrenti diretti?
In Cina i nostri concorrenti sono i brand europei come la Volkswagen, poiché su quel mercato noi vendiamo direttamente le auto. Con il nostro modello di business in Europa i nostri concorrenti non saranno dunque le case automobilistiche, ma le aziende di noleggio auto, i servizi di car sharing e quelli di ride hailing come Uber.

Quindi qual è il vostro cliente di riferimento?
La clientela a cui puntiamo è quella delle persone di qualsiasi età totalmente aperte a nuovi modelli di business e che vivono in grandi città. Non puntiamo dunque solo sui milliennal, ma anche su fasce d'età più elevate.

Molte Case hanno problemi nel trovare il nome giusto per ogni modello. Voi avete scelto un approccio più semplice, utilizzando i numeri, che però non sono direttamente collegati alle dimensioni dell'auto. Pensa che in questo modo i clienti  possano comprendere facilmente la vostra gamma?
Penso di sì, non può essere più facile di così: uno, due, tre, quattro o cinque... Ci è servito molto tempo per scegliere dei nomi, ma alla fine ho pensato che io stesso non ricordo molti dei nomi delle auto della concorrenza, dunque abbiamo deciso di semplificare la gamma al massimo, scegliendo una numerazione progressiva per i modelli a seconda della loro presentazione. Capisco che possa sembrare strano che una 01 possa essere un'auto più grande rispetto a una 06, ma è solo perché le persone sono abituate al fatto che un'Audi A1 sia un'auto più piccola di un'Audi A6. Il nostro approccio è differente e credo che le persone si abitueranno anche a questo.  

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Rimac C_Two - Abbiamo guidato l'hypercar elettrica da 2.000 CV - VIDEO

4 Ruote - Ott 03,2020

La sfida lanciata da Mate Rimac, imprenditore prodigio croato su cui hanno puntato gli occhi la Porsche, la Hyundai e altri, è vinta: farà la sua hypercar da 2.000 cavalli, la più potente auto stradale in circolazione, del tutto elettrica. Non solo l'ho guidata, ma ho fatto una "full immersion" in fabbrica e ho potuto scoprire quanta passione, ma anche quanto realismo e senso degli affari c'è in un personaggio come lui, nato come petrolhead, pilota in gara a vent'anni, che nel garage di casa costruisce la sua prima elettrica modificando una BMW Serie 3 a cui aveva fuso il motore termico. Su Quattroruote di ottobre vi raccontiamo la storia del marchio e dell'auto più pazzesca del mondo.  

Mele, banane, computer. La sede di Sveta Nedelja, vicino Zagabria, è fatta di due mondi: uffici dove circa 300 ingegneri lavorano spalla a spalla fra cesti di frutta a disposizione di tutti ("...il nostro problema più grande in questo momento è lo spazio per lavorare..." dice Mate) e un atelier di un bianco accecante dove prende forma la C_Two, il prosieguo logico della Concept One del 2012, che però era un'auto del tutto diversa, meno sofisticata e soprattutto meno potente.

Carbonio su carbonio. Per la nuova nata, che sarà prodotta in 150 esemplari al prezzo di 1 milione e 700 mila euro, è stata realizzata la scocca di fibra di carbonio monopezzo più grande del mondo, e questo si riflette sullo spazio interno, tutt'altro che ridotto e sacrificato. Quattro motori - uno per ruota - con un megawatt di potenza al retrotreno e 400 kW davanti sono la premessa per un'accelerazione e un handling da paura, e lo dico sul serio: non ho mai guidato nulla di così potente e selvaggio nel mordere la strada. Il muletto che mi aspetta, servito per i test aerodinamici e delle sospensioni elettroniche, ha circa 500 CV in meno della versione definitiva, ma mi posso accontentare e nel video vi racconto com'è andata, lasciando parlare soprattutto il fischio assurdo degli inverter da 1.000 ampere di un'auto che fa lo 0-100 km/h in 1,97 secondi.

Ingegno toscano. Chi leggerà l'articolo su Quattroruote di ottobre farà anche conoscenza con un altro personaggio chiave del fenomeno C_Two: Daniele Giachi, capo dello sviluppo Rimac che al nostro appuntamento si è presentato a bordo di un'Alfa Romeo Stelvio modificata in Quadrifoglio con il modellino dell'Alfa 155 DTM di Nicola Larini incollato sopra il cruscotto. Secondo me, il miglior biglietto da visita per un ingegnere.

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Mercedes-Benz - Arriva sul mercato il monopattino elettrico eScooter

4 Ruote - Ott 02,2020

La strategia di elettrificazione della Mercedes-Benz passa anche per i veicoli da ultimo miglio. il caso del monopattino a zero emissioni denominato eScooter, recentemente lanciato sul mercato dalla Casa tedesca con la collaborazione della Micro Mobility Systems AG, società svizzera specializzata in micromobilità.

Motore elettrico da 280 Wh. Il veicolo è stato concepito per garantire la massima praticità e longevità: il meccanismo di piegatura che lo caratterizza (azionabile con una pressione del piede) permette di trasportarlo nel bagagliaio di un auto o a bordo di un mezzo pubblico e, secondo le previsioni del costruttore, la qualità dei materiali dovrebbe consentire percorrenze complessive superiori ai cinquemila chilometri. Il motore elettrico ha una potenza massima di 500 W e un accumulatore da 280 Wh, ricaricabile in circa tre ore e mezza con una presa domestica standard, può accelerare fino a 20 km/h e offre unautonomia di circa 25 km. A proposito delle batterie, la Mercedes-Benz prevede di introdurre una docking station nel bagagliaio delle sue auto per consentire la ricarica del monopattino durante il viaggio.

Connesso. LeScooter pesa circa 13,5 kg ed è caratterizzato da un pianale con rivestimento antiscivolo, ruote di gomma del diametro di 20 cm e sospensioni anteriori e posteriori. Sul piano estetico, è disponibile con la verniciatura nera e i loghi dei due brand sul telaio e sul manubrio. Può essere regolato in base allaltezza del conducente e dotato di un display che mostra la velocità, il livello della batteria e la modalità di guida impostata. Il monopattino presenta due freni, uno a tamburo e uno a pedale, oltre a luci anteriori e posteriori. Inoltre, può essere connesso allo smartphone (fissabile sul manubrio) tramite lapp Micro e via Bluetooth: lapplicazione consente di visionare ulteriori informazioni, come il sistema di navigazione, e di gestire direttamente alcune funzioni come le luci o la modalità di guida.

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Monopattini - A Verona controlli a tappeto

4 Ruote - Ott 02,2020

Stretta della polizia locale di Verona sullutilizzo dei monopattini in città. A settembre, gli agenti hanno utilizzato il telelaser anche sulle piste ciclabili per verificare leffettiva velocità di marcia delle tavolette. I controlli hanno portato a sanzionare tre utenti che, con i loro mezzi privati, andavano rispettivamente a 37, 42 e 45 km/h. Nessuno di coloro che hanno usato monopattini in sharing ha invece superato il divieto dei 25 km/h: le ditte noleggiatrici hanno infatti stabilito con l'amministazione cittadina un decalogo di regole che impone, tra le altre cose, il blocco della velocità a quella soglia. Va ricordato, poi, che nelle aree pedonali questi mezzi non devono superare i 6 km/h. 

Stop ai parcheggi selvaggi. Oltre alla velocità, gli agenti hanno contestato altre violazioni somministrando multe a chi trasportava passeggeri o valigie, a minorenni alla guida senza il casco, o a chi utilizzava il telefono o viaggiava sui marciapiedi. In totale, 36 persone sono state sanzionate e 378 mezzi, sia privati che noleggiati, sono stati controllati. Lattenzione da parte della città di Verona su questa nuova forma di micromobilità ha poi spinto le società di sharing a intervenire per eliminare ogni tipo di intralcio ai pedoni dovuto allabbandono selvaggio dei monopattini sui marciapiedi e in corrispondenza dei passi carrai. I noleggiatori hanno fatto ricorso a del personale dedicato che, spostandosi in furgone, è dedito a ripristinare il loro corretto parcheggio.

 

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Kyocera Moeye - La due posti high-tech che si ispira alle auto classiche

4 Ruote - Ott 02,2020

L'azienda giapponese Kyocera, famosa per le fotocopiatrici e altri prodotti di elettronica di consumo, ha svelato la Moeye, una curiosa concept dal design ispirato al mondo delle auto classiche, ruote a raggi comprese. Lo stile non è, come potrebbe sembrare, l'elemento cardine del progetto, che invece punta soprattutto asulla user experience: la finalità del progetto, infatti, non è di produrre in serie il veicolo, ma di mostrare le potenzialità dell'elettronica di bordo.

Lo schermo diventa trasparente per mostrare il paesaggio. La due posti è priva di specchietti retrovisori, di lunotto e di vetri laterali discendenti e all'interno è presente soltanto un grande display a tutta la larghezza. I passeggeri possono interagire con la vettura attraverso comandi touch con feedback aptico oppure grazie all'assistente virtuale, chiamato Mobisuke, proiettato sul parabrezza. Sulla vettura è possibile riprodurre le immagini esterne sullo schermo e, soprattutto, sui montanti, ottenendo così un effetto di trasparenza denominato "optical camuoflage technology" che consente una visuale ancora più estesa. Per rendere ancora più arioso l'interno, sono previste inoltre, nel padiglione e nelle portiere, luci a Led integrate in elementi ceramici che simulano la luminosità naturale in base alle condizioni esterne. Nell'abitacolo c'è anche un diffusore di essenze e l'impianto audio è basato su ripetitori con elementi piezoelettrici, presenti anche nei poggiatesta per un'esperienza ancora più immersiva.

Assistenza di livello 4. La Kyocera non ha fornito indicazioni sul powertrain e sul sistema di assistenza di guida di livello 4 della vettura. Sono infatti completamente assenti i comandi principali e l'unica opzione è quindi quella di indicare la destinazione alla vettura senza poter intervenire durante la marcia.

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Ford EcoSport - La gamma si amplia con la versione Active

4 Ruote - Ott 02,2020

La Ford presenterà il prossimo 6 novembre la versione Active della EcoSport. La decisione di ampliare la gamma della crossover urbana della Ford deriva dal successo commerciale che l'allestimento "suvveggiante" sta avendo con altri modelli: la Focus Active, per esempio, rappresenta un quinto delle vendite totali, ma la Casa dell'Ovale Blu sta registrando risultati positivi anche con l'analoga versione della Fiesta, e dei veicoli di derivazione commerciale Transit Custom, Transit Connect, Tourneo Custom e Tourneo Connect. Nella declinazione Active, la EcoSport avrà una caratterizzazione estetica ancora più marcata in ottica off-road, finiture interne dedicate, l'assetto rialzato e una taratura specifica del servosterzo, mentre non sono ancora note le motorizzazioni dedicate. 

Tre allestimenti principali per tutte. La presenza delle versioni Active sulla maggior parte dei modelli fa parte della strategia per la gamma europea che Ford vuole introdurre nei prossimi mesi. Ai clienti saranno offerte tre linee principali di allestimento, ST Line, Titanium ed Active, ciascuna con caratterizzazioni distinte, con l'aggiunta delle varianti X e Vignale per alcuni prodotti da posizionare al top del rispettivo modello.

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Mercedes-Benz Italia - Eugenio Blasetti è il nuovo responsabile degli affari esterni

4 Ruote - Ott 02,2020

La divisione italiana della Mercedes-Benz ha assegnato a Eugenio Blasetti il ruolo di responsabile degli affari esterni e politiche pubbliche della Casa.

La carriera. Il manager romano, già a capo del settore relativo alle comunicazioni con la stampa dal 2016, ha iniziato la sua carriera professionale nel 1989 come consulente economico nellarea after sales della Mercedes-Benz Italia. Negli anni 90 passa alla direzione marketing, dove assume i primi ruoli di rilievo e contribuisce allo sviluppo della strategia della Casa tedesca e della Smart per il mercato nazionale.

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Skoda Octavia - Per la RS e la Scout arriva il turbodiesel da 200 cavalli

4 Ruote - Ott 02,2020

La gamma italiana della Skoda Octavia viene ulteriormente arricchita con l'introduzione del propulsore 2.0 TDI Evo da 200 CV e 400 Nm. Questa unità sarà disponibile soltanto in abbinamento al cambio automatico doppia frizione Dsg a sette marce su due versioni di punta della vettura: la RS e la Scout, proposte rispettivamente a partire da 37.450 e 39.500 euro.

Anteriore, integrale, berlina e wagon. La sportiva RS, già proposta in versione plug-in hybrid da 245 CV, viene offerta con carrozzeria berlina e wagon e con trazione anteriore o integrale, mentre la Scout è solo in carrozzeria station wagon e con trazione integrale. Per il momento, il TDI 200 CV è l'unico motore offerto in combinazione con l'allestimento da esploratrice, che si distingue anche per l'assetto rialzato di 15 mm, per i cerchi da 18", per la modalità off-road del Drive Select e per le specifiche estetiche di carrozzeria e interni. Le prestazioni variano in funzione del diverso setup meccanico: la Scout 4x4 tocca i 230 km/h e impiega 6,8 secondi per toccare i 100 km/h da fermo, mentre la RS a trazione anteriore arriva a 245 Km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 7,4 secondi. La RS 4x4 dichiara invece 238 km/h di e 6,8 secondi. 

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