Nissan X-Trail - Una settimana con la DIG-T 160 2WD DCT Tekna [Day 1]

4 Ruote - Feb 14,2020

La protagonista del Diario di bordo di questa settimana è la Nissan X-Trail DIG-T 160, la più grande delle Suv europee del brand di Yokohama nell'allestimento di punta Tekna. Spinta da un turbobenzina di 1.3 litri, la giap ha di serie il cambio automatico doppia frizione a sette rapporti ed è disponibile solo con la trazione anteriore (per avere l'integrale bisogna passare alle versioni diesel). Il quattro cilindri eroga una potenza massima di 160 CV a 5.500 giri/min e una coppia di 270 Nm a 1.800 giri/min, sufficienti per scattare da 0 a 100 km/h in 11,5 secondi e raggiungere la velocità massima di 198 km/h. Il consumo dichiarato, pari a 6,5 l/100 km, è rapportato alla stazza: lunga quattro metri e 69 cm, alta 171 cm e larga 183, la X-Trail pesa 1.595 kg (in ordine di marcia). Viene proposta di serie con l'abitacolo a cinque posti, ma a richiesta sono disponibili due sedute supplementari ripiegabili nel vano bagagli. La versione Tekna, a partire da 35.150 euro, vanta una dotazione particolarmente completa che comprende, tra l'altro, i cerchi di lega da 19", i rivestimenti di pelle per il volante e i sedili (riscaldabili), l'impianto hi-fi firmato Bose, il climatizzatore automatico bizona, i fari a Led adattivi, l'infotainment NissanConnect con Bluetooth e radio DAB, il bagagliaio con l'apertura elettrica del portellone e il sistema Safety Shield Plus con l'assistente al parcheggio e il monitoraggio dell'attenzione, degli angoli bui e del traffico posteriore. L'esemplare utilizzato per il Diario di bordo dispone, inoltre, della vernice Dark Metal Grey (900 euro), dei rivestimenti di pelle marrone conciata con impunture a rilievo (500 euro) e del tetto panoramico apribile (700 euro), per un totale di 36.550 euro.

 

Coppia generosa [Day 1]. Va bene, direte voi, è sempre la solita domanda: riuscirà un milletré a benzina a spostare degnamente una Suv da oltre 1.600 kg, anche se si tiene conto della presenza ahimè non irrilevante del solo conducente? Il dubbio, già risolto brillantemente da altri turbobenzina (anche dotati di un cilindro in meno rispetto ai quattro della X-Trail), si dissolve in un battibaleno dopo un paio di semafori nel consueto tragitto casa-ufficio (e viceversa). Risposta e spinta sono più che sufficienti: la potenza abbonda (fino a poco tempo fa, era inimmaginabile ipotizzare qualcosa di simile per queste cilindrate) e la coppia è generosa, non molto distante da quella erogata dalle omologhe versioni diesel (270 contro 340 Nm, quasi allo stesso regime di rotazione). Dunque, la X-Trail è bella da guidare: l'automatico fa il suo dovere senza strappi o sussulti, almeno nelluso cittadino, i disimpegni brillanti sono assicurati, la gestione è agevole nonostante le dimensioni non trascurabili (siamo sempre a un soffio dai quattro metri e 70 di lunghezza). Nelle rotonde avverto un certo rollio del corpo vettura, ma il confort complessivo è innegabile (e arricchito, in questo allestimento, da numerosi optional). E poi, adagiarsi sugli ampi sedili rivestiti di pelle marrone conciata (si badi bene, con impunture a rilievo), è un gradevole lusso. Emilio Deleidi, redazione Inchieste

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Super Bowl 2020 - Gli spot delle case automobilistiche VIDEO

4 Ruote - 3 ore 52 min fa

Manca ormai poco al Super Bowl 2020, levento sportivo più seguito dAmerica. La finale dei play off del campionato NFL, in programma domenica 2 febbraio (le prime ore del 3 in Italia, quando verrà trasmessa su Mediaset 20 e Dazn), vedrà affrontarsi i San Francisco 49ers e i Kansas City Chiefs allHard Rock Stadium di Miami, ma anche le case automobilistiche, che si sfideranno a colpi di spot.

Un show nello show. La scorsa edizione ha raccolto ben 103 milioni di persone davanti alla tv, pur essendo stata la peggiore in termini di ascolti dal 2010: solo due anni prima, nel 2017, furono ben 111 milioni gli spettatori del match. Del resto, non è solo sport: questanno, latteso halftime show vedrà la partecipazione di Shakira e Jennifer Lopez, mentre linno nazionale sarà cantato da Demi Lovato.

Cifre folli. Lo sanno bene le grandi aziende dellauto che, ancor più di altre multinazionali, sfrutteranno la visibilità dellevento per mandare in onda le loro pubblicità, come già accaduto nella scorsa edizione e in quelle precedenti. Non a caso, è di ben 5,6 milioni di dollari la tariffa per assicurarsi uno slot da 30 secondi: una cifra iperbolica, ma ampiamente ripagata da un ritorno dimmagine planetario. In buona parte, le pubblicità automotive verranno svelate durante il Super Bowl, mentre di altre siamo già in grado di darvi qualche anticipazione in questa pagina, che aggiorneremo più volte con tutte le novità dellultimo minuto.

Porsche. La Casa di Zuffenhausen, che torna al Big Game dopo oltre 20 anni, manderà in onda uno spot di 60 secondi in stile Fast&Furious dal titolo The Heist (Il colpo) , girato tra Heidelberg, la Foresta Nera e Stoccarda, dove ha sede il Porsche Museum. Proprio qui ha inizio il curioso inseguimento di una Porsche Taycan Turbo S al quale prendono parte alcuni gioielli della Casa di oggi e di ieri, come la 917 K e la 918 Spyder. Quella che vi proponiamo è la versione estesa dello spot, della durata di due minuti.

Hyundai. Per mettere in mostra la tecnologia della nuova Hyundai Sonata, la Casa coreana ha preparato un comedy-ad da 60 secondi dal titolo Smaht Pahk (ovvero la pronuncia di Smart Park nel dialetto di Boston), con un cast stellare diretto dal pluripremiato regista Bryan Buckley. John Krasinski (protagonista della serie Amazon Jack Ryan) compare al volante della vettura, per poi mostrare a Chris Evans (linterprete di Capitan America) e Ratchel Dratch (per anni nel cast del programma Saturday Night Live) come avviene il parcheggio automatico in assenza del guidatore. Al termine del video spunta da una finestra David Ortiz, noto come Big Papi, una vecchia leggenda dei Boston Red Sox.

Genesis. Il marchio spin-off della Hyundai sarà presente al Super Bowl con un commercial di cui la Casa dà qualche anticipazione nel teaser qui sopra. Protagonisti del filmato sono la popstar John Legend e la modella Chrissy Teigen, alle prese con un piccolo inconveniente con le ostriche (Oysters, ovvero il titolo della clip).

Kia. Il protagonista del teaser I run for diffuso dalla Kia è un bambino che risponde alle domande dei giornalisti mostrando di essere forte e determinato come un adulto. Il video fa parte della campagna di lancio della Seltos, la nuova Suv globale della Kia, al debutto negli Usa dopo la prémiere di Los Angeles.

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Aniasa - Un milione di veicoli a noleggio a lungo termine

4 Ruote - 4 ore 21 min fa

Tutti pazzi per il noleggio a lungo termine. Per la prima volta, la flotta di veicoli in circolazione ha superato la fatidica soglia del milione di unità. Di questi, oltre 800 mila sono autovetture e poco più di 200 mila sono veicoli commeriali leggeri. Lo ha annunciato lAniasa, lassociazione dellindustria dellautonoleggio e dei servizi automobilistici, rivelando che nei primi nove mesi del 2019, a fronte di un mercato complessivamente stabile, le immatricolazioni sono cresciute del 14%.

Diesel giù di 10 punti. Ma non sono tutte rose e fiori. Secondo lorganizzazione guidata da Massimiliano Archiapatti, infatti, anche la principale formula di acquisizione dellauto da parte delle imprese sta risentendo della campagna di demonizzazione del diesel, condotta anche attraverso blocchi ingiustificati alla circolazione in città dei veicoli di ultima generazione, con emissioni ridotte al minimo. Tra gennaio e settembre le immatricolazioni di veicoli a gasolio sono diminuite del 12%, 20.000 vetture diesel immatricolate in meno assorbite quasi tutte dalla scelta del benzina (+18.000), con conseguente aumento nelle emissioni di CO2, sottolinea lassociazione. Le alimentazioni alternative, invece, non vedono crescere sensibilmente la propria quota di mercato e restano stabili intorno a un complessivo 10% del totale nuovo (ibride al 6%, Gpl al 2% e all1% elettriche e a metano).

Tre auto su quattro sono piccole e medie. Limitatamente alle autovetture immatricolate nei primi nove mesi, sono cresciute city car e utilitarie che, insieme alle vetture medie, costituiscono il 75% del totale. Tre vetture su quattro tra quelle immatricolate a noleggio sono quindi auto di dimensioni medio-piccole, un dato, commenta lassociazione dellautonoleggio, ben lontano dallo stereotipo che sembra ancora albergare e giustificare alcune scelte irragionevoli del decisore politico che, da ultimo in ordine di tempo, nella recente Manovra aveva inizialmente motivato un aumento di oltre il 300% (poi rivisto fino a quasi annullarlo) della tassazione sulluso dellauto aziendale come una misura che avrebbe penalizzato solo limitate fasce di popolazione privilegiata che utilizzava Suv o vetture di elevata cilindrata. Unulteriore conferma in tal senso arriva dalla top ten delle vetture più scelte dalla clientela del noleggio a lungo termine, che vede in testa nelle prime cinque posizioni Fiat Panda, Renault Clio, Fiat 500X, Lancia Ypsilon e Fiat Tipo.

Archiapatti: politica miope. Gli ultimi dati, ha commentato Archiapatti, fanno emergere un quadro di luci e ombre per il noleggio a lungo termine: le luci sono legate alla conferma e al consolidamento del crescente appeal delle soluzioni a noleggio, scelte sempre più spesso per soddisfare le esigenze di mobilità, sostenibile e sicura, aziendale, cittadina e turistica nel nostro paese; le ombre dipendono dallapproccio alle tematiche strategiche della mobilità da parte delle istituzioni nazionali e locali che attraverso normative miopi e ordinanze restrittive contraddittorie che prendono di mira il settore e rischiano di frenare lavanzata della sharing mobility e il rinnovo del parco circolante più vecchio dEuropa.

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Gruppo FCA - In arrivo la nuova generazione dell'infotainment Uconnect

4 Ruote - 4 ore 27 min fa

Il Gruppo FCA annuncia l'arrivo della quinta generazione dell'infotainment Uconnect. Il sistema sarà introdotto prossimamente su alcuni modelli del gruppo ma non si conoscono ancora dettagli su tempi e modalità del rilascio. Sono però i contenuti l'aspetto rilevante, e mettono il nuovo Uconnect sullo stesso piano di altri sistemi di ultima generazione già disponibili sul mercato. 

Alexa a bordo, AppleCarplay e Android Auto diventano wireless. Il sistema è basato su Android e verrà proposto su schermi fino a 12,3 pollici ultra HD. Oltre ad avere un'interfaccia ridisegnata, introduce alcune funzioni chiave per migliorare dell'esperienza di utilizzo, come Alexa a bordo e i comandi vocali naturali: per richiamare l'assistente virtuale di bordo, l'infotainment richiede una frase personalizzata per ogni brand. Il multimedia prevede poi il supporto wireless per Android Auto ed Apple CarPlay, e sarà possibile collegare in simultanea due smartphone al sistema via bluetooth. Gli aggiornamenti Over-The-Air consentiranno di avere sempre l'ultima versione del software, mentre quelli delle mappe saranno gestiti dal sistema "Maps over the Air", fornito dalla TomTom. Quest'ultimo implementa anche la funzione "Last Mile Navigation" che permetterà di gestire il tratto a piedi programmato nel tragitto tramite la app Uconnect.

Navigazione su misura per le elettrificate. Il futuro arrivo di modelli elettrificati nella gamma dei brand FCA sarà supportato anche da specifiche funzioni del sistema di navigazione. Attrraverso gli EV & Connected Services, infatti, i clienti dei marchi del gruppo potranno individuare e gestire alcuni servizi delle stazioni di ricarica, mentre il Dynamic Range Mapping consentirà di valutare l'autonomia del veicolo sulla mappa e di calcolare le fermate necessarie per l'approvigionamento di energia, valutando anche i costi di ogni singola stazione.

Acquisti online direttamente dall'auto. Attraverso il Market Place, il sistema Uconnect potrà avvalersi anche di applicazioni fornite da terze parti che offriranno servizi aggiuntivi. Sarà possibile, per esempio, ordinare e pagare del cibo da asporto o prenotare ristoranti, comparare i prezzi delle stazioni di servizio e pagare il rifornimento, prenotare e pagare i parcheggi e gestire l'assistenza presso i centri autorizzati FCA.

Cinque profili personali. Un'altra novità dello Uconnect di quinta generazione è la personalizzazione dei parametri. Saranno infatti disponibili fino a cinque profili che consentiranno di salvare le preferenze relative ai media, alla grafica del display, al climatizzatore, alla posizione dei sedili e alla regolazione degli specchietti. A queste si aggiungerà una "Valet Mode" per bloccare l'accesso ai dati quando la vettura sarà consegnata ai parcheggiatori. La grafica sarà ulteriormente semplificata e sarà sviluppata in versioni diverse in base al tipo e all'orientamento degli schermi (verticali o roizzontali). Sono allo studio anche accortezze relative al colore dei menù, realizzate in base ai rivestimenti interni del singolo esemplare e al brand del veicolo. 

Fino a cinque schermi a bordo. Oltre ad un hardware più potente rispetto al passato, il gruppo FCA ha previsto, per lo Uconnect, anche la possibilità di comandare fino a quattro schermi aggiuntivi. Pur in assenza di ulteriori dettagli, questa informazione suggerisce l'arrivo di un possibile display destinato al passeggero anteriore, oltre a quelli per i sedili posteriori e quello di serie nella dotazione. 

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General Motors - Stanziati 2,2 miliardi per convertire Detroit-Hamtramck alla produzione elettrica

4 Ruote - 5 ore 5 min fa

La General Motors ha svelato i piani per la produzione della Origin, lo shuttle a guida autonoma presentato pochi giorni fa San Francisco. Sviluppato dalla controllata Cruise in collaborazione con la Honda, sarà prodotto nello stabilimento Detroit-Hamtramck insieme a una serie di veicoli elettrici di nuova generazione. 

Investimenti miliardari. Nello specifico, la GM intende investire 2,2 miliardi di dollari (2 miliardi di euro) per ammodernare la fabbrica e convertirla alla sola produzione di pick-up e Suv a batteria. Sarà proprio un pick-up il primo veicolo a uscire dalle nuove catene di montaggio verso la fine del 2021. Per ora non sono stati forniti ulteriori dettagli, ma secondo la stampa americana dovrebbe trattarsi del modello destinato a rilanciare il marchio Hummer, benché in forme diverse rispetto al passato: non sarà più, infatti, un brand autonomo, ma una famiglia di prodotti commercializzati con il brand GMC. Un primo assaggio del nuovo modello dovrebbe arrivare tra pochi giorni: si vocifera di uno spot pubblicitario con la star dellNba, LeBron James, che sarà trasmesso il 2 febbraio prossimo durante il Super Bowl di Miami.

Subito dopo l'Origin. Alla produzione del pick-up a batteria seguirà l'avvio delle attività di assemblaggio della Origin e quindi di ulteriori modelli, a partire da un probabile furgone elettrico. "Con l'investimento di 2,2 miliardi di dollari - ha dichiarato il presidente Mark Reuss -, la General Motors sta facendo un grande passo avanti nel trasformare in realtà la nostra visione di un futuro completamente elettrico. Il nostro pick-up elettrico sarà la prima di molteplici versioni di truck elettrici che costruiremo a Detroit-Hamtramck nei prossimi anni". Lo stabilimento, salvato dall'originario progetto di chiusura durante le ultime trattative con il sindacato per il rinnovo del contratto di lavoro, sarà sottoposto, per un periodo di 12/18 mesi, a lavori di ammodernamento dei suoi reparti produttivi principali (verniciatura, presse e linee di assemblaggio) a partire dalla fine di febbraio, quando usciranno di produzione la Cadillac CT6 e la Chevrolet Impala. Quando sarà pienamente operativo, l'impianto potrà contare su oltre 2.200 dipendenti, a fronte degli attuali 900 circa. 

L'impegno per l'elettrificazione. Con i 2,2 miliardi annunciati oggi, la General Motors porta a oltre 2,5 miliardi l'importo dell'impegno finanziario volto a sostenere la sua strategia di elettrificazione in Michigan. Nei mesi passati sono stati effettuati lavori anche presso lo stabilimento di Orion ed è stato creato un laboratorio per le batterie a Warren.  previsto inoltre lo stanziamento di ulteriori 800 milioni di dollari a favore dei fornitori e di altri progetti legati al lancio dei nuovi veicoli elettrici. Le batterie saranno fornite da una joint venture con la LG Chem, che a sua volta sta investendo 2,3 miliardi per la produzione delle celle a Lordstown, in Ohio. Il progetto di ammodernamento dell'impianto Detroit-Hamtramck ha anche ricevuto un sostegno decisivo dallo Stato del Michigan, come ammesso proprio da Reuss: "Il supporto pubblico è stato un elemento chiave per rendere possibile un investimento" che "contribuisce a garantire che il Michigan rimanga l'epicentro dell'industria automobilistica globale". La scorsa settimana la General Motors ha raggiunto un'intesa con il Michigan Strategic Fund per rimodulare i crediti d'imposta previsti in un precedente accordo fiscale in cambio di investimenti per 3,5 miliardi di dollari in dieci anni. 

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Caldaie obsolete - A Milano è record nell'Area C

4 Ruote - 5 ore 12 min fa

Le ciminiere domestiche ancora attive a Milano sono poco più di 2.100, di cui circa 1.800 alimentate a gasolio. Molte meno rispetto alle 9.000 in funzione una decina di anni fa, ancora troppe per chi ha dichiarato guerra al diesel, relegando al confino vetture dalle prestazioni energetiche decisamente superiori alle auto a benzina. Sebbene oggi rappresentino appena l'1%, le "caldaie nere" incidono in modo significativo sulla qualità dellaria. La fotografia scattata dal Curit (anagrafe regionale degli impianti di riscaldamento) permette di tratteggiare una mappa di questa città invisibile che, per ironia, ha la sua roccaforte proprio nell'Area C, spazio protetto nato come Ecopass per garantire laria pulita al centro cittadino. Dove laccesso alle auto costa 5 euro al giorno (potrebbero diventare 7, come proposto da un esponente dellamministrazione in carica), si concentra più della metà delle caldaie obsolete dellintera Milano. Da Porta Romana al Foro Buonaparte, molti palazzi monumentali si scaldano a cherosene, a dispetto delle preoccupazioni ecologiche che hanno portato, per esempio, proprio alla pedonalizzazione di piazza Castello.

La riconversione degli impianti procede a rilento. Secondo l'ultimo rapporto Ispra sulla qualità dell'ambiente urbano, in dieci anni il PM10 prodotto dal traffico nell'area milanese si è sostanzialmente dimezzato, con la conseguenza che quello di origine domestica è proporzionalmente aumentato di quasi un terzo, fino a valere oggi il 57% del particolato nel capoluogo. La riconversione degli impianti procede a rilento e lefficienza energetica degli immobili resta bassa: il 64% delle case ha un attestato di classe G o F (bassa qualità-alti consumi) e soltanto una su dieci rientra nelle fasce più soddisfacenti (A, B, o C). Il Comune ha stanziato quasi 24 milioni di euro d'incentivi per l'aggiornamento energetico dei caseggiati, fissando al 2023 la deadline per una Milano senza gasolio (2021 per gli uffici comunali). La misura, però, è finora risultata incapace d'imprimere una sterzata alla situazione: come reso noto dallassessore alla Mobilità, Marco Granelli, solo 125 condomini, meno del 10% del totale dei riscaldamenti a gasolio ancora a pieno regime, hanno beneficiato dell'agevolazione (per un ammontare di 4,5 milioni di contributi). Tra laltro, fra gli ecomostri in attività figurano edifici pubblici, come scuole, ospedali, musei, caserme, poliambulatori e caseggiati popolari.

Nessuna sanzione e incentivi esigui. Si è quindi ancora lontani dal target di 2.800 caldaie preventivato al momento della presentazione del bando. Un ritardo figlio, da un lato, dell'esiguità dellincentivo comunale (pari, per la sola sostituzione dell'impianto da gasolio a gas, al 5% della spesa a fronte di un esborso che in media oscilla tra i 20 e i 40 mila euro) e, dall'altro, della mancanza di sanzioni per chi utilizza combustibili inquinanti. "Lo smog è l'esito della somma di diversi fattori, ma si agisce soltanto contro quello da traffico", sottolinea Cesare Stevan, presidente della Commissione mobilità di Ac Milano. "Anche il settore del riscaldamento domestico, che pure è facilmente censibile e operabile, esige un intervento: perché, per esempio, non si spinge con forza sul teleriscaldamento e sull'utilizzo di fonti rinnovabili, che oggi servono appena il 15% della domanda?".

Le ciminiere domestiche ancora attive a Milano sono poco più di 2.100, di cui circa 1.800 alimentate a gasolio. Molte meno rispetto alle 9.000 in funzione una decina di anni fa, ancora troppe per chi ha dichiarato guerra al diesel, relegando al confino vetture dalle prestazioni energetiche decisamente superiori alle auto a benzina...

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Volkswagen Caddy - Primi bozzetti della quinta generazione

4 Ruote - 6 ore 56 min fa

Nel corso del mese di febbraio, la Volkswagen presenterà la quinta generazione del veicolo commerciale Caddy. In attesa di tutte le informazioni, sono stati diffusi due bozzetti che mostrano le caratteristiche estetiche del frontale e della fiancata della versione per il trasporto merci, cui seguirà quella finestrata per i clienti privati.

Un design più dinamico. L'offerta sarà basata su due varianti di passo, ma anche la più corta sarà superiore alla generazione precedente per offrire maggiore spazio. Il design compie un ulteriore passo avanti con l'introduzione dei gruppi ottici a Led, del paraurti anteriore sportivo con fori circolari di areazione e con la fiancata scolpita. Il tetto assume un andamento più slanciato e anche i cerchi avranno un diametro maggiore per offrire un look più dinamico. 

Sotto sotto c'è la Polo. La Volkswagen non ha per il momento fornito alcun dettaglio tecnico, ma con ogni probabilità la base sarà quella del pianale Mqb già utilizzato per la Polo, dalla quale potrebbero quindi derivare anche gli interni e le dotazioni, incluse le principali motorizzazioni e i sistemi Adas. Non sappiamo, invece, se in futuro il progetto avrà sviluppi ulteriori nella partnership con la Ford, vista l'alleanza siglata dalla Casa tedesca con l'Ovale Blu proprio nel settore dei veicoli commerciali.

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Bollo auto - Ecco tutte le novità del 2020

4 Ruote - 8 ore 6 min fa

Si avvicina la scadenza del 31 gennaio per il pagamento del bollo. Siccome alcune delle novità introdotte hanno creato confusione negli utenti, cerchiamo di fare un po di chiarezza. La prima fonte di confusione è la notizia circolata in merito al fatto che le agenzie di pratiche automobilistiche non avrebbero più consentito il pagamento della tassa di possesso. Come abbiamo scritto a dicembre 2019 lobbligo di effettuare i pagamenti attraverso PagoPA come sistema unico per i versamenti alla pubblica amministrazione non esclude loperato delle agenzie, che già lo utilizzano sin dal gennaio 2019 in caso di moneta elettronica.

Aumentano le possibilità. Detto ciò, dal 1 gennaio 2020 si può pagare la tassa di possesso presso le banche che offrono il servizio e gli sportelli Atm abilitati, presso gli uffici postali (e i relativi portali o applicazioni PosteItaliane), presso le tabaccherie (che possono utilizzare i canali Sisal o Lottomatica), mediante lhome banking con il proprio istituto di credito e, come dicevamo, presso le agenzie di pratiche automobilistiche e le delegazioni Aci (o il sito aci.it nellapposita sezione). Per chi risiede in Lombardia, la grossa novità è che lo sconto per chi attiva la domiciliazione bancaria passa dal 10% al 15%, unagevolazione da prendere seriamente in considerazione anche perché la richiesta può essere fatta comodamente online attraverso il portale Tributi della regione Lombardia. Sempre per ampliare le possibilità di versare il bollo, si stanno diffondendo le app collegate al circuito PagoPa che permettono il versamento dei tributi in cambio di una piccola commissione come, per citarne alcune, Bancomat Pay, Satispay, Telepass Pay ed EasyPol.

Il nodo business. Altro aspetto confuso è la questione delle auto aziendali. A partire dal 15 agosto 2009 le Regioni potevano autorizzare versamenti cumulativi provenienti dalle società di leasing e la cosa vale anche per le flotte in noleggio a lungo termine dal 1 gennaio scorso. La novità di questanno è il fatto che la tassa di possesso devessere comunque versata alla regione di residenza dellutilizzatore non più a quella dove si trova la sede della società che eroga il servizio. La norma, voluta per sanare alcuni squilibri del sistema, rischia però di creare grossi problemi ai noleggiatori che non vedono alternativa al fatto di invitare i propri clienti a pagare il bollo personalmente (mentre sinora se ne incaricava la società). Ovviamente la cosa non è ammissibile e pertanto da più parti si è chiesta a gran voce una soluzione ragionevole per tutti.

Tariffe nel limbo. Ferme, invece, la tariffe regionali e quelle nazionali. Secondo gli addetti ai lavori, presto si dovrà per forza assistere a una rimodulazione perché il vecchio meccanismo basato sulle classi di inquinamento non ha tenuto conto delle successive evoluzioni. Restano in vigore sconti ed esenzioni come quella del 50% per le auto ultraventennali fino ad arrivare, per le ultratrentennali, a una piccola tassa di circolazione che va versata solo se si usa il veicolo. Non pagano le elettriche (ma solo per i primi cinque anni) e le auto dei disabili. Altri benefici a livello regionale vengono riconosciuto per i modelli a basso impatto ambientale (elettrici, ibridi o a gas).

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Tesla - A Berlino nascerà anche un centro di design e progettazione

4 Ruote - 9 ore 42 min fa

La Tesla ha in programma di realizzare un centro per il design e la progettazione dei veicoli anche in Europa. Ad annunciarlo è stato l'amministratore delegato, Elon Musk, confermando, così, alcune indiscrezioni di stampa emerse in seguito alla scelta di Berlino come sede della prima Gigafactory europea. Il centro dovrebbe nascere all'interno della fabbrica che verrà realizzata a Gruenheide, alle porte della capitale tedesca, anche se non è ancora esclusa una sua ubicazione allinterno della città.

Un polo anche in Cina. La conferma del nuovo polo per il design rientra in una strategia ben definita dallo stesso Musk pochi giorni fa: la Tesla intende realizzare centri di progettazione in Asia ed Europa per studiare la domanda locale e adeguare i veicoli alle esigenze dei consumatori, mantenendo unattenzione anche al mercato globale. In Cina, il progetto nasce con l'obiettivo di studiare le particolarità della domanda locale per progettare veicoli destinati anche a tutto il mondo. I due nuovi poli andranno ad affiancarsi alle strutture attuali dell'azienda, ma con una differenza rilevante: a Shanghai e a Berlino saranno probabilmente integrati all'interno delle fabbriche per evitare quanto avviene in California, dove le attività di progettazione, affidate a Franz von Holzhausen, sono site a Hawthorne, vicino a Los Angeles, quelle di ingegneria a Palo Alto, nella  Silicon Valley, mentre la produzione è a Fremont, non lontano da San Francisco. Integrare i tre reparti in unico luogo consentirebbe di semplificare i processi di qualsiasi linea di prodotto.

I vantaggi dell'Europa. Inoltre, la scelta di creare un centro per il design a Berlino consentirà alla Tesla non solo di sfruttare le enormi competenze accumulate nel design e nell'ingegneria di prodotto dal settore automobilistico tedesco, ma anche di reclutare progettisti e disegnatori da tutta Europa che, per vari motivi, oggi non vogliono o non possono trasferirsi in California. La Casa potrà quindi ampliare le proprie capacità ingegneristiche.  

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Stampa francese - Imminente la nomina di De Meo come nuovo ad della Renault

4 Ruote - 10 ore 24 min fa

Mancherebbero ormai pochi giorni, se non ore, alla nomina di Luca De Meo quale nuovo amministratore delegato della Renault. A dare la notizia sono alcune testate francesi, secondo le quali negli scorsi giorni ci sarebbe stata la fatidica fumata bianca da parte del consiglio di amministrazione della Régie.

Ufficiale entro giovedì. Secondo il quotidiano economico Les Echos, i consiglieri della Renault, salvo "sorprese dell'ultimo minuto", dovrebbero riunirsi "all'inizio" di questa settimana per formalizzare la nomina di De Meo. Nulla trapela sul giorno di convocazione del Cda, ma per Le Parisien la riunione dovrebbe aver luogo entro giovedì, quando è previsto in Giappone un incontro ai massimi vertici dell'Alleanza Renault-Nissan per definire nuovi progetti congiunti di collaborazione industriale. Entrambe le testate, comunque, concordano sul via libera alla nomina. Manca, dunque, solo l'ufficialità per l'approdo del manager italiano alla guida della Casa francese in sostituzione di Thierry Bolloré. De Meo non ha mai fornito conferme sul suo prossimo futuro, neanche dopo aver rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente della Seat. Gli indizi emersi grazie a numerose indiscrezioni di stampa hanno trovato una conferma parziale, solo pochi giorni fa, nelle parole di uno dei dirigenti direttamente coinvolti nella vicenda. "Siamo davvero molto tristi - ha affermato alla CNBC il ceo della Volkswagen, Herbert Diess - che Luca ci lasci, perché ha avuto un ruolo molto importante all'interno del gruppo. Ha fatto un ottimo lavoro con noi, ma abbiamo accettato la sua decisione di andare via. Probabilmente è in trattative con Renault, così ci ha detto". 

Concluse le trattative. Da diverse settimane, De Meo risulta come il candidato preferito per un ruolo oggi estremamente delicato alla luce, soprattutto, dei rapporti tesi con la Nissan, ma il processo di nomina sarebbe stato rallentato da ostacoli di natura legale, collegati alle clausole di non concorrenza inserite nell'attuale contratto del manager italiano con la Volkswagen: ai più alti livelli manageriali di qualsiasi industria, per esempio, si impone a un dirigente di rimanere dai tre ai cinque anni al di fuori del settore di appartenenza in caso di uscita. Secondo Les Echos, i negoziati tra la Renault e la Volkswagen sarebbero stati estremamente complessi e sarebbero durati più del previsto a causa delle difficoltà nel raggiungere un accordo sull'importo che i francesi dovranno pagare ai tedeschi per liberare De Meo e sulla data di inizio del nuovo incarico. Tuttavia, alla fine, le due parti sembrano aver raggiunto un compromesso, e all'orizzonte non si vedono possibili intoppi di natura politica. Lo Stato francese, titolare del 15% circa del capitale della Régie, avrebbe ormai dato il suo tacito assenso all'arrivo di De Meo: "Non vi è alcun motivo per cui lo Stato si opponga alla sua nomina", hanno fatto sapere dal Ministero dell'Economia.

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Nissan Navara Off-Roader AT32 - Si aggiorna il pick-up "esploratore"

4 Ruote - 11 ore 12 min fa

La Nissan presenta in Europa la variante aggiornata del Navara Off-Roader AT32, dedicata agli appassionati di fuoristrada. Questa versione adotta una serie di accessori pensati anche per divertirsi lontano dall'asfalto e nel cofano monta un motore omologato secondo le più recenti normative antinquinamento.

Pronta a tutto con accessori giusti. La versione Off-Roader AT32 deriva dall'allestimento N-Guard. Sviluppata in collaborazione con la islandese Arctic Trucks, è equipaggiata di serie con le protezioni sottoscocca in alluminio, i cerchi di lega con doppia valvola di regolazione, i pneumatici Nokian, i passaruota allargati e gli ammortizzatori Bilstein. Sono inoltre previste grafiche e loghi dedicati, oltre alla finitura scura dei cerchi in lega, per rendere unica la vettura. In opzione, i clienti possono acquistare lo snorkel esterno per l'aspirazione (per portare la capacità di guida a 80 centimetri) e il differenziale anteriore autobloccante con blocco comandato elettronicamente dall'abitacolo.

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Renault Clio - Al volante dell'ibrida E-Tech

4 Ruote - 11 ore 42 min fa

Dopo il mild hybrid a 48 volt della Scénic, è la volta del debutto dellibrido full Renault, un sistema originale, frutto del lavoro dei suoi tecnici e dellesperienza acquisita in Formula 1. Infatti, la Clio E-Tech può funzionare in serie o in parallelo e il gruppo ibrido è costituito da due motori elettrici e da un cambio elettroattuato a quattro rapporti privo di frizione e di sincronizzatori. Si è potuto fare a meno di queste due cose perché lo spunto a vettura ferma si compie sempre e solo mediante il motore elettrico principale da 34 kW (49 cavalli): solo in seguito il 1.600 a benzina viene avviato dalla seconda macchina elettrica (da 15 kW/20 CV) e portato al regime esatto per innestare senza contraccolpi la seconda marcia (la prima serve allelettrico); la medesima sincronizzazione accade nei cambi di rapporto.

15 modalità di funzionamento. Come sempre sulle ibride, anche qui durante le decelerazioni il motore elettrico principale si trasforma in un generatore, che invia lenergia così recuperata a una batteria agli ioni di litio da 1,2 kWh a 230 volt, e pure la seconda macchina elettrica può generare corrente quando viene trascinata dal benzina. Si possono così realizzare le modalità di funzionamento in parallelo (sia il 1.600 sia lelettrico forniscono coppia alle ruote, e in tal caso la potenza massima è di 140 cavalli), in serie (il benzina aziona il generatore secondario e lenergia così ricavata alimenta il motore elettrico principale che muove lauto) e serie/parallelo (situazione analoga alla prima, ma ai carichi parziali il benzina oltre ad agire sulle ruote trascina anche il generatore, per lavorare in condizioni di maggiore efficienza). In tutto, si possono realizzare 15 diverse modalità, che tengono conto anche dei vari rapporti del cambio.

Anche plug-in, ma sulla Captur. Secondo la Renault, nel traffico cittadino la Clio E-Tech funziona per l80% del tempo in modalità esclusivamente elettrica (che si può mantenere fino a circa 70 km/h) e ciò consente di ridurre del 40% rispetto alla motorizzazione a benzina tradizionale il consumo e le emissioni di CO2; questultime nel ciclo misto Wltp sono inferiori a 100 g/km. Il nuovo sistema ibrido verrà adottato anche sulla nuova Captur E-Tech Plug-in, abbinato però a una batteria ricaricabile dalla rete da 9,8 kWh a 400 volt e a un motore elettrico più prestante, che porta a 160 cavalli la potenza complessiva. La Casa ha dichiarato che la vettura è in grado di percorrere fino a 65 km in modalità puramente elettrica.

Su strada. Ho avuto la possibilità di provare brevemente un prototipo della Clio E-Tech nei dintorni della pista prova di Mortefontaine, posta a una quarantina di chilometri a nord di Parigi. La prima impressione è che la Renault sia stata sincera sulle percentuali di guida in elettrico in città: nelle code e nel traffico stop and go il termico riposa a lungo, perlomeno fino a quando il livello di carica della batteria non scende troppo. In tal caso savvia e gira a regime costante per ripristinare la carica trascinando il motogeneratore secondario. Dopo lo spunto, non appena si acquista velocità, il quattro cilindri entra in gioco senza scosse e la progressione è intervallata da cambi marcia ben modulati, senza i tipici buchi di coppia delle trasmissioni robotizzate. Difficile arrivare ai 70 km/h in elettrico: ma il tecnico che mi accompagna mi fa notare che nel percorso che ho seguito il livello di carica della batteria resta basso e la calibrazione del sistema migliorerà prima che la Clio E-Tech sia in vendita. Volendo, si può aumentare il livello di rigenerazione in rilascio spostando il selettore di marcia da D a B; leffetto è immediatamente avvertibile. E, come di consueto, il quadro strumenti digitale mostra i flussi di energia tra i motori, le ruote e la batteria, oltre che lo stato di carica di questultima. Infine, non posso esprimermi sul consumo: gli ingegneri Renault mi hanno sottolineato che il computer di bordo del prototipo non è ancora affidabile. Si dovrà attendere la nostra prova a Vairano per capire se i dati dichiarati dalla Casa sono realistici o no.

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Tesla - Disinnescate sette bombe nell'area della Gigafactory tedesca

4 Ruote - 12 ore 13 min fa

La Tesla compie un nuovo passo nel progetto di costruzione della sua prima fabbrica in Europa. Ieri, la polizia tedesca ha completato le operazioni di disinnesco di sette bombe della seconda guerra mondiale individuate nell'area di futura ubicazione dell'impianto.

Nessun problema. Nelle ultime settimane, i 300 ettari di terreni, acquistati dall'azienda californiana per meno di 41 milioni di euro e situati ai margini del parco industriale Freienbrink di Gruenheide (comune del Brandeburgo a Sud-Est di Berlino), sono stati oggetto di sopralluoghi condotti dagli esperti della polizia tedesca per confermare la paventata presenza di ordigni inesplosi. Sin dall'annuncio della scelta di Gruenheide quale sede della nuova Gigafactory, erano stati lanciati avvertimenti sulla pericolosità del sito come dimostrato dai 220 crateri individuati nella zona. Tuttavia, le operazioni di disinnesco, secondo quanto affermato dalla polizia tedesca, non si sono rivelate problematiche anche per le dimensioni contenute degli ordigni.

Musk risponde alle polemiche. La Tesla ha in programma di investire fino a 4 miliardi di euro per realizzare un impianto con una capacità che da 150 mila veicoli l'anno dovrà salire fino a 500 mila (nella documentazione presentata alle autorità locali è stata indicata anche la cifra di 750 mila unità). Operativa già dal 2021, la prima Gigafactory europea produrrà le Model 3, le Model Y e altri "futuri modelli" grazie a una forza lavoro di almeno 7 mila dipendenti diretti. Le autorità locali hanno ovviamente accolto con favore l'intero progetto per l'impatto occupazionale in una regione ancora lontana dagli standard economici dei Land occidentali. Tuttavia, non sono mancate le polemiche. Gli abitanti della zona e diversi ambientalisti hanno organizzato manifestazioni di protesta convinti che la deforestazione di 150 ettari di bosco produrrà danni alla fauna selvatica e le attività produttive contamineranno le falde acquifere. Sabato, l'amministratore delegato della Tesla, Elon Musk, ha però voluto intervenire direttamente sulla questione via Twitter. "Sembra che dobbiamo chiarire alcune cose", ha cinguettato l'imprenditore di origini sudafricane, sottolineando due aspetti in particolare. In risposta alle critiche per l'utilizzo di circa 300 metri cubi di acqua all'ora, Musk ha affermato che un consumo idrico del genere sarà raggiunto solo nelle ore di punta, e non ogni giorno. Quanto all'area boschiva, invece, il ceo dell'azienda californiana ha puntualizzato come non si tratti di un bosco naturale: "è stato piantato per la produzione di cartone" sottolineando che, comunque, "solo una piccola parte verrà utilizzata". La Tesla, che tra l'altro si è impegnata a piantare in altro luogo tre alberi per ogni pianta tagliata, intende avviare i lavori di costruzione dell'impianto verso la metà dell'anno e le attività di assemblaggio nel mese di luglio del 2021.

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Ford Bronco - Avvistato il prototipo della fuoristrada

4 Ruote - 12 ore 27 min fa

L'attesa sta volgendo al termine e la Ford è quasi pronta a presentare la nuova Bronco: la fuoristrada è stata immortalata per la prima volta su strada con la carrozzeria definitiva. Finora avevamo osservato solo il prototipo da competizione Bronco R e i muletti derivati dal Ranger, mentre oggi le immagini rivelano alcuni elementi destinati alla produzione in serie.

Fuoristrada pura. L'impostazione è quella delle off-road più pure, Jeep Wrangler in testa, quindi non deve stupire il taglio piuttosto squadrato delle linee. Del resto, la Ford vuole richiamare un modello nato originariamente nel 1966 e non mancheranno perciò le citazioni vintage, a cominciare dal frontale (ancora ben camuffato). L'altezza da terra, gli sbalzi ridotti, il parabrezza verticale e la ruota di scorta esterna sono elementi tipici di questo genere di veicoli, mentre sulla forma del tetto e del posteriore non è possibile ancora effettuare delle analisi approfondite. Curiosi, invece, i dettagli della pellicola applicata alla carrozzeria, che oltre a mostrare la parola Bronco raffigurano i vari sport all'aria aperta che i futuri proprietari potranno praticare con la propria vettura al seguito.

Base Ranger. Le foto del sottoscocca e delle sospensioni confermano quanto già noto: la Bronco deriva infatti dal pick-up Ranger, da cui potrebbero quindi essere riprese anche le motorizzazioni. Negli Stati Uniti i clienti possono acquistare il Ford Ranger nella sola variante 2.3 EcoBoost benzina da 270 CV con cambio automatico dieci marce, ma non è escluso che altri powertrain possano essere introdotti con l'arrivo della Bronco: in Europa, infatti, potrebbero arrivare anche il diesel 2.0 EcoBlue da 130 e 170 CV e la versione Raptor da 213 CV con doppia turbina

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Nissan-Uber - Londra, 2.000 Leaf per la mobilità elettrica

4 Ruote - 13 ore 12 min fa

La Nissan ha stretto un accordo con Uber per favorire la diffusione dei veicoli elettrici a Londra. La partnership prevede la fornitura di 2.000 Leaf da 40 kWh e 270 km di autonomia da parte della Casa giapponese, che offrirà allazienda californiana anche incentivi sui prezzi di acquisto.

Il Clean Air Plan. La collaborazione tra le due parti nasce nell'ottica del Clean Air Plan di Uber, uniniziativa ideata nel gennaio del 2019 per contrastare linquinamento atmosferico proprio attraverso il passaggio alla mobilità a zero emissioni. Tra le misure presentate, rivolte ai soli clienti dellapp, spicca lintroduzione di una tassa sullaria, equivalente a 15 penny al miglio (0,11 euro/km) per tutte le corse londinesi, che nel primo anno ha portato lazienda a raccogliere circa 80 milioni di sterline (9,5 milioni di euro). Secondo le stime di Uber, questa tassa dovrebbe aiutare i conducenti a sostenere i costi per il passaggio alla mobilità elettrica.

Obiettivi a lungo termine. Il piano elaborato dallazienda californiana prevede un passaggio totale alle zero emissioni per tutta la community Uber presente nellarea metropolitana di Londra, circa 45.000 conducenti, entro il 2025. Nel corso del 2019, i clienti dell'app hanno viaggiato a bordo di vetture elettriche per un totale di circa 900.000 corse (il 350% in più rispetto all'anno precedente): attualmente, più di 500 conducenti utilizzano ogni settimana veicoli a zero emissioni per i loro spostamenti.

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Jeep - Una settimana con la Grand Cherokee S [Day 1]

4 Ruote - 13 ore 42 min fa

La protagonista del Diario di bordo di questa settimana è la Jeep Grand Cherokee S. Spinta da un V6 turbodiesel di 3.0 litri da 250 CV e 570 Nm, la Suv dispone, di serie, di un cambio automatico a otto rapporti con trazione integrale permanente Quadra Drive II. La massa in ordine di marcia è di 2.478 kg: lo scatto da 0 a 100 km/h viene portato a termine in 8,2 secondi e la velocità massima è di 202 km/h, mentre il consumo medio dichiarato è pari a 7,9 l/100 km nel ciclo misto con 208 g/km di emissioni di CO2, valore che comporta il pagamento dell'ecotassa. Lunga quattro metri e 83 centimetri, la Grand Cherokee è alta 194 cm, larga 179 e ha un passo di 292 cm: a bordo possono trovare spazio fino a un massimo di cinque persone, mentre il bagagliaio ha una capacità minima di 457 litri, ampliabile a 1.554 abbattendo gli schienali dei sedili posteriori. I listini della Grand Cherokee partono da 59.200 euro, ma per avere una S ne servono almeno 77.000. Sull'allestimento del Diario è prevista una dotazione di serie particolarmente completa che comprende, fra le altre cose, anche i cerchi di lega da 20", il tetto panoramico apribile elettricamente, la selleria rivestita di pelle nera, il climatizzatore automatico bizona, il sistema keyless con apertura e chiusura automatica del portellone posteriore, l'infotainment Uconnect da 8,4" con navigatore, retrocamera e impianto audio Alpine, i sedili regolabili elettricamente con memoria, il volante multifunzione riscaldabile con leve del cambio integrate e i sensori di parcheggio anteriori e posteriori con Park Assist. L'unico optional disponibile, oltre alle personalizzazioni Mopar, è la vernice metallizzata Diamond Black (1.150 euro).

Si difende bene [Day 1]. Io la vedo così, come una poltrona un po démodé, in parte rabberciata, con una tappezzeria che ha visto giorni migliori. Un componente di arredamento ormai estraneo. Ma che non mi azzarderei mai a togliere dal salotto: perché comoda e funzionale come lei non ce nè. Nemmeno tra le ultime creazioni ipertecnologiche di qualche archistar del design. La Grand Cherokee, ammiraglia della Jeep, appartiene a un progetto datato. Cosa che si percepisce subito, dai tanti dettagli - e sistemi - che sono stati via via aggiunti per renderla al passo con i tempi (ma il brand sta lavorando per riportarla sul mercato, nuova di zecca, entro il 2022). Il tremila turbodiesel forse non sarà potente in assoluto, ma dispone di una coppia più che adeguata per spostare una massa di due tonnellate e mezzo. Ai bassi regimi fa un rumore vecchio stampo, da pistoni agonizzanti, e il cambio a otto marce non è certo una cintura nera di fluidità. Rollio e coricamento laterale, invece, mi sembrano ben contenuti a dispetto della mole. Visto lo standing economico non manca la guida assistita di livello 2, che però è brusca e non molto graduale. Quanto al consumo, anche se non avete il piede destro da lottatore di sumo, difficilmente salirete sopra i 10 chilometri per litro. In città il mezzo è macchinoso, ma (e lavversativa è dobbligo) a velocità di crociera e sui suoi terreni di elezione, resta pur sempre un mitre à penser. Diffidate da chi vi dice che certe auto si guidano come in un videogioco: il gaming sarà anche spettacolare, però mette in tensione, genera adrenalina ansiogena. Qui, sulla Grand Cherokee, restano solo la poltrona e la postura: piacere di viaggio punto e stop. In caso vi trovaste fuori dalla strada, poi, sarebbe opportuno togliere la esse di stop per rimodellare la parola in top. Daltra parte questa è una Jeep, la signora Jeep. Basta la parola. Ma qui (lo scrivo per chi ricorda la storica pubblicità della Falqui) di lassativo ci sono solo le dimensioni del bagagliaio. Bello sforzo: chi altri vi assicura, sotto il piano di carico, non il kit di riparazione, non il ruotino, ma un pneumatico bello grosso, fotocopia degli altri quattro? Fabio De Rossi, vicedirettore

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Bentley Flying Spur - Gli interni sono i più lussuosi mai realizzati dalla Casa

4 Ruote - 13 ore 42 min fa

L'arrivo della quarta serie della Flying Spur dà alla Bentley l'occasione di mettere in risalto le capacità dei propri artigiani e la cura per i dettagli che caratterizza ogni esemplare della Casa inglese. L'ammiraglia rinnova la tradizione e alza ulteriormente l'asticella, visto che gli interni della Flying Spur sono i più ricchi e complessi mai realizzati.

350 pezzi di pelle per coprire l'interno abitacolo. Derivata stilisticamente dalla Continental GT, internamente la vettura è completamente rivestita di pelle. Servono oltre tre chilometri di filo e circa 350 pezzi diversi di pelle per cucire su misura ogni abitacolo. Gli esperti che lavorano sulle vetture devono seguire un corso di formazione specifico di cinque mesi e ben 141 persone sono coinvolte nella realizzazione durante l'intero ciclo produttivo della Flying Spur.

Quasi quasi ore solo per cucire il volante. L'altro aspetto cruciale riguarda la varietà. I clienti possono scegliere tra 14 tinte per i pellami e su 23 tinte per le cuciture, senza contare le infine possibilità offerte in alternativa dal reparto Bespoke. Per il solo volante servono tre ore e mezza di lavoro e cinque metri filo che danno vita a 168 intrecci attraverso 352 fori realizzati nella pelle. Servono invece 12 ore per sellare le sedute interne, che possono essere decorate con un ricamo opzionale sul poggiatesta formato da 5.103 cuciture. 

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24 Ore di Daytona - Vittoria per la Cadillac del team WRT

4 Ruote - Gen 26,2020

Il team Wayne Taylor Racing ha vinto la 24 Ore di Daytona. L'equipaggio formato da Ryan Briscoe, Renger van der Zande, Scott Dixon e Kamui Kobayashi si è aggiudicato l'edizione 2020 della grande classica americana. La Cadillac DPi-VR, sviluppata dalla Dallara, si è imposta con oltre un minuto di vantaggio sulla Mazda di Oliver Jarvis, Tristan Nunez e Oliver Pla. Terzo posto per un'altra Cadillac, quella del team JDC Miller, con l'equipaggio formato da Sébastien Bourdais, Mike Conway e Joao Barbosa.

Filotto di vittorie. Per il team di Indianapolis, questa è la terza vittoria alla 24 Ore di Daytona negli ultimi quattro anni. Era stata messa in dubbio solamente quando Brisco ha commesso un errore in pit-lane, a cinque ore e mezza dalla fine, violando un semaforo rosso durante la quarta caution della gara. Questo è costato ben 60 secondi di penalità che, però, alla fine non hanno avuto peso sulla prestazione finale e Kobayashi ha concluso la gara incrementando il vantaggio sui diretti inseguitori. Quarta posizione finale per il team Penske e l'Acura #6 guidata da Dane Cameron, Juan Pablo Montoya e Simon Pagenaud: il trio ha tagliato il traguardo con quattro giri di ritardo dalla vetta, dopo che diversi problemi hanno attaglinato la vettura.

Così nelle altre categorie. Nella classe LMP2, la vittoria è della Oreca del team DragonSpeed, con l'equipaggio formato da Ben Hanley, Henrik Hedman, Colin Braun ed Harrison Newey. Nella classe GT Le Mans la vittoria è invece andata alla BMW M8 GTE del trio Edwards, Farfus, Mostert. Nella classe GT Daytona è doppietta Lamborghini, con la Huracan del team Paul Miller Racing davanti a quella della GRT Magnus. Sul podio della categoria anche il nostro Mirko Bortolotti, con l'Audi R8 del team WRT.

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Mondiale Rally - Neuville vince a Monte Carlo

4 Ruote - Gen 26,2020

Thierry Neuville ha vinto il Rally di Monte Carlo, prima prova del Mondiale 2020. Il belga della Hyundai non ha avuto rivali e ha messo le mani anche sulla power stage finale. Sul podio salgono Sébastien Ogier ed Elfyn Evans della Toyota.

Bottino pieno per Neuville. Sul viscido asfalto di Monte Carlo, il pilota belga della Hyundai è riuscito a imporre il proprio ritmo, tagliando il traguardo con 12 secondi di vantaggio sul sei volte iridato Ogier. Thierry ha guidato alla perfezione, costruendo il suo vantaggio prova dopo prova. Si è anche imposto nella power stage finale, dove ha chiuso davanti a Ogier per appena 16 millesimi di secondo. Un risultato che gli consente di aggiungere alla sua classifica altri 5 punti bonus.

Toyota sugli scudi. Seppur non ci sia stata alcuna possibilità di lottare per la vittoria, in casa Toyota possono comunque considerarsi soddisfatti per come è andata la prima prova di questo lungo Mondiale. Oltre ai due piloti sul podio, il giovanissimo Kalle Rovampera ha chiuso in quinta posizione alla sua prima uscita con la Yaris WRC Plus. Il diciannovenne finlandese ha chiuso alle spalle di Esapekka Lappi, del team M-Sport. In casa Hyundai cè invece il rammarico per aver perso unoccasione, vista la competitività della i20: Ogier ha perso un facile quarto posto, tagliando il traguardo in sesta posizione, mentre è andata peggio a Ott Tanak, autore di un pauroso incidente nella PS4 di venerdì, per fortuna senza conseguenze. Il campione del mondo in carica è uscito di strada a gran velocità, ma la cellula di sopravvivenza della sua Hyundai ha retto perfettamente, evitando danni fisici a lui e al suo copilota.

Le classifiche. Dopo il primo round del Mondiale rally, Thierry Neuville è leader con 30 punti, seguito da Sébastien Ogier con 22 ed Evans con 17 punti. Nella classifica costruttori, la Hyundai precede la Toyota per appena 2 punti - 35 a 33 - mentre la M-Sport è terza con 20 punti.

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Alettoni - Quelle auto dalle ali esagerate FOTO GALLERY

4 Ruote - Gen 26,2020

Posteriori aggressivi ed esagerati, ma non per questo poco sexy. Conciliare lo stile e le esigenze aerodinamiche del veicolo è una grande sfida per chi progetta e disegna vetture sportive, magari bisognose di spoiler e alettoni.

Indice (anche) di originalità. Del resto, per le auto che raggiungono prestazioni elevate, rimanere incollate al suolo è fondamentale (oltre che appagante per chi guida). Ed è qui che entrano in gioco tali appendici, contribuendo alla deportanza del veicolo. Non di rado, anche alla sua originalità: la storia dellauto è ricca di modelli resi iconici proprio grazie a un elemento come lala posteriore, specie se di grandi dimensioni. Ricordate la BMW 3.0 CSL? Le sue vistose appendici sono il motivo per cui, da sempre, viene soprannominata Batmobile. E che dire della Ford Escort RS Cosworth del 1992? Il suo alettone fece impazzire gli appassionati di tutto il mondo, tanto che i clienti degli esemplari prodotti dal 1994, che invece ne erano privi, si affrettarono a farlo installare dopo la consegna. Ne parliamo meglio nella nostra galleria di immagini, dove abbiamo selezionato per voi una ventina di modelli dal posteriore decisamente esagerato, tra icone sportive del passato e auto ben più moderne.

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