General Motors - Addio anche ad Australia e Nuova Zelanda, scompare la Holden

4 Ruote - Feb 17,2020

La General Motors continua a ridimensionare la sua presenza sui mercati internazionali. Dopo aver abbandonato l'Europa, la Russia e l'India, l'azienda americana ha deciso di lasciare altri tre Paesi tra Oceania e Sud-est asiatico.

Addio alla Holden. In particolare la GM ha annunciato l'intenzione di chiudere tutte le attività commerciali e di engineering in Australia e Nuova Zelanda e di abbandonare il marchio Holden entro il 2021. Del resto, già nel 2017 a Detroit avevano deciso per lo stop alle attività produttive dello storico brand australiano per privilegiare le importazioni dalla Corea del Sud e dalla Thailandia. Ora, dopo aver valutato una serie di opzioni per dare un futuro alla Holden, la società ha compreso di non aver altra scelta se non quella di abbandonare i due mercati australi, dove la sua presenza sarà limitata solo alle attività nei veicoli speciali. Inoltre, per la Thailandia è stato sottoscritto un contratto con la cinese Great Wall Motor per cedere l'impianto di assemblaggio di Rayong ed è stato anche deciso il ritiro del marchio Chevrolet entro la fine dell'anno. L'addio ai tre Paesi, che nei prossimi mesi comporterà 1,1 miliardi di dollari di oneri (la maggior parte per sostenere l'uscita di 828 dipendenti tra Australia e Nuova Zelanda e di altri 1.500 in Thailandia), rappresenta l'ennesimo passo avanti di una strategia varata nel 2015 per abbandonare mercati dai bassi volumi o dalla scarsa redditività per concentrare tutte le attenzioni su Nord e Sud America, Cina, Corea del Sud e Medio Oriente. 

Un passo storico. Il ridimensionamento della presenza geografica voluto dall'amministratore delegato Mary Barra ha finora prodotto risultati in termini di miglioramento della redditività, ma ha rappresentato una svolta storica per un'azienda che almeno 70 anni è stata il leader mondiale del settore automobilistico per volumi di vendita. La General Motors è diventata l'emblema non solo dell'industria dell'auto statunitense, ma anche dell'intera economia a stelle e strisce: simbolo dell'espansionismo americano nel secondo dopo-guerra secondo il modello delle multinazionali presenti nella maggior parte dei mercati esteri, ha spinto negli anni '60 un miliardario entrato nei gangli vitali dell'Amministrazione di Washington a coniare il motto "ciò che va bene per la General Motors va bene anche per gli Usa". 

L'addio all'Europa. Il passo più importante è stato sicuramente l'addio all'Europa, prima con la cessione del 2017 dei marchi Opel e Vauxhall al gruppo PSA e poi con il ritiro del brand Chevrolet. Attualmente la General Motors ha una presenza nel Vecchio Continente limitata a poche attività, a partire dal polo di ingegneria Global Propulsion Systems di Torino. Dopo l'Europa, il gruppo di Detroit ha detto addio anche all'India, prima con lo stop alle vendite della Chevrolet e poi con la cessione delle sue attività produttive sempre alla Great Wall. La Russia è stata abbandonata tramite la fine della joint venture produttiva con la AvtoVaz e il ritiro del brand Chevrolet. Negli ultimi anni la General Motors è uscita anche dal Sud Africa, da Singapore, dall'Indonesia e dal Vietnam. "Stiamo ristrutturando le nostre attività internazionali per concentrarci sui mercati in cui abbiamo le giuste strategie per generare rendimenti robusti e per privilegiare gli investimenti che guideranno la crescita nel futuro della mobilità, in particolare nelle aree dei veicoli elettrici e della guida autonoma", ha spiegato Barra. 

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McLaren 570S - Si aggiorna la versione GT4 da corsa

4 Ruote - Feb 17,2020

Si aggiorna per la stagione 2020 la McLaren 570S GT4. La vettura è disponibile a partire da 180.000 sterline (tasse escluse), pari a circa 216.300 euro al cambio attuale. Dopo una serie di vittorie nei campionati dal 2017 a oggi con i team privati, il McLaren Customer Racing ha evoluto la vettura per renderla ancora più competitiva. Con un totale di 140 arrivi a podio, la GT4 è infatti diventata la GT di maggiori successo della Casa. 

Nuovo impianto frenante per le gare Endurance. Per la stagione 2020 è prevista l'introduzione dell'impianto frenante Endurance, omologato a partire dal 1 marzo e disponibile anche come accessorio per gli esemplari già consegnati: è stato testato con successo durante la 12 Ore di Yas Marina prima di essere deliberato. Le vetture di nuova costruzione adottano inoltre di serie il volante con sistema a sgancio rapido ed è disponibile l'opzione dello Sprint Power Upgrade, che permette di elevare la potenza a 540 CV per gli esemplari destinati ai track day, non soggetti alle restrizioni regolamentari FIA. 

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Formula 1 - La Williams svela la nuova FW43

4 Ruote - Feb 17,2020

La Williams Racing ha svelato oggi le prime immagini della FW43, la monoposto che prende parte al Mondiale di Formula 1 2020. La monoposto monta la power unit Mercedes e sarà guidata da George Russell e Nicholas Latifi.

Un nuovo inizio. Dopo aver concluso in ultima posizione il campionato costruttori del 2018 e del 2019, la Williams ha bisogno adesso di una svolta. Claire Williams, deputy team principal della squadra inglese, ha dichiarato: "Quest'anno segna un nuovo inizio per la squadra. Abbiamo lavorato molto sui nostri punti deboli, cercando di riorganizzare la squadra per creare una vettura più competitiva. Siamo tutti impegnati e determinati a riportare la Williams a essere un team competitivo. Il nostro obiettivo per il 2020 è fare un ulteriore passo in avanti e continueremo a lottare per arrivare nelle posizioni che più ci competono".

La vettura. La FW43 è tutta nuova nello schema di colori: al bianco e all'azzurro, si aggiunge ora un po' più di rosso sulle giancate a far esaltare il nome dello sponsor principale. Tecnicamente, però, questa vettura nasce come un'evoluzione del suo modello precedente. La scelta di tenere parte dell'architettura di base della vettura del 2019 è legata ai pochi cambiamenti regolamentari, oltre a un risparmio di risorse nello sviluppo di nuovi concetti. Il team di progettazione si è così maggiormente focalizzato su alcuni aspetti chiave della monoposto, come per esempio la miniaturizzazione delle pance, per avere maggiore libertà di sviluppo nell'aerodinamica.

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Kia - Prime foto della nuova Sorento

4 Ruote - Feb 17,2020

La Kia ha diffuso le prime immagini ufficiali della quarta serie della Sorento, che sarà presentata in anteprima mondiale al Salone di Ginevra. Oltre a una completa evoluzione stilistica, la Suv porta al debutto una piattaforma inedita che apre la strada a novità legate ai powertrain, alla sicurezza e alle dotazioni di bordo. La Casa coreana non ha ancora fornito dettagli specifici, ma sono sicuramente in arrivo motorizzazioni ibride e novità dal punto di vista dell'assistenza alla guida e dell'infotainment.

Cambia tutto per la quarta generazione. La linea della Kia Sorento è profondamente cambiata rispetto al modello uscente, prendendo spunto da quello che il marchio ha fatto a livello globale. Crescono personalità e complessità delle forme, con la griglia frontale Tiger Nose che diventa più grande e si collega ai gruppi ottici led, mentre le prese d'aria inferiori si fanno più aggressive. Meno complessa la fiancata, che però trova nel mondo triangolare del montante posteriore un richiamo alla Kia Proceed, mentre in coda i gruppi ottici verticali sdoppiati sono totalmente nuovi e rendono ancora più massiccio l'insieme.

Rivoluzione digitale dentro. I cambiamenti radicali proseguono all'interno, dove l'attuale Sorento iniziava a far sentire il peso degli anni anche nei confronti degli altri modelli del marchio. Spazio quindi ai display di grandi dimensioni per strumentazione e infotainment, con lo spostamento verso il basso delle bocchette di areazione centrali e l'introduzione di comando elettronico rotativo per la trasmissione automatica. La riduzione dei comandi fisici andrà di pari passo con l'arrivo di servizi connessi e una interfaccia utente di nuova concezione. 

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Porsche - Al volante della 718 Cayman GTS 4.0 - VIDEO

4 Ruote - Feb 17,2020

Il quattro cilindri boxer turbo va benissimo. leggero, compatto, potente e ha coppia da vendere. Ma non ha il fascino del sei cilindri, proprio no. Ed è per questo motivo che mi avvicino a questa nuova Porsche 718 Cayman GTS con non poca curiosità e grandi aspettative perché, dietro, sistemato come la solito al centro, cè di nuovo un sei cilindri, e che sei cilindri: quattro litri, aspirato, preso a prestito dalla GT4 e con non poche parentele con quello ancor più sofisticato che equipaggia la 911 GT3. Insomma, come si dice in gergo, tanta roba.

Quasi un motore da corsa. Eroga 400 cavalli (100 CV/litro tondi, tondi) a 7.000 giri/min con la possibilità di spingersi fino a 7.800, regime oltre il quale interviene il limitatore. Il valore della coppia massima è ancora più affascinante: 420 Nm che si mantengono pressoché costanti tra i 5.000 e i 6.500 giri, premessa per unerogazione quasi da motore da corsa. E non è finita; il cambio è manuale a sei marce (il Pdk sarà disponibile solo in seguito), la frizione bidisco con inerzia ridotta e la coppia arriva alle ruote posteriori tramite un bel differenziale autobloccante meccanico. Quindi, a dispetto di come sta cambiando il mondo automobilistico in questi ultimi anni (Porsche compresa), mettendosi al volante della Cayman GTS si fa un bel tuffo nel passato. Non resta che girare la chiave, ovviamente a sinistra del volante e dar vita al boxer che, prontamente, si mette a borbottare alle mie spalle.

Il canto del sei boxer. Suono inconfondibile, bellissimo, basta sfiorare lacceleratore per sentirlo andare su e giù di giri con una rapidità impressionante. Innestata la prima esco dai box del circuito dellEstoril (Portogallo). Come su tutte le Cayman si sta seduti bene in basso con le gambe semidistese e il volante piccolo perfettamente verticale che inquadra il contagiri, come sempre grande e in primo piano. Pedaliera perfetta la frizione non è neppure troppo pesante con un buon appoggio per il piede sinistro e la corta leva del cambio posizionata in alto a portata di mano.

Cambio manuale. Il boxer spinge bene in basso ma è oltre i 4.500 giri che dà il meglio di sé. La tonalità si fa cupa, rabbiosa e in un attimo ci si ritrova verso i 7.500 giri a un passo dal limitatore. Le marce, ben ravvicinate, permettono poi di sfruttarlo nel migliore dei modi. Certo bisogna darsi da fare con il cambio e la frizione, ma è parte del gioco. Gioco che si fa ancora più interessante in scalata quando, come avviene qui in fondo la rettilineo principale, si deve passare in pochi metri dalla sesta alla seconda marcia (la Cayman che sto guidando è equipaggiata con quattro dischi carboceramici dalla potenza impressionante) raccordando di volta in volta il regime del motore (volendo cè anche la doppietta automatica ma, mio parere, in questo modo si perde gran parte della gioia di guidare unauto come questa).

Gran bilanciamento. Grazie allottimale ripartizione dei pesi, allassetto ribassato (20 millimetri) e allinerzia ridotta tipica delle auto a motore centrale, la Cayman si inserisce in curva rapidamente con solo un filo di sottosterzo. Va guidata precisa, sfruttando tutta laderenza offerta dai grandi pneumatici da 20 pollici in modo da farla poi scivolare sulle quattro ruote fino al bordo esterno della pista sfruttando la motricità garantita dal differenziale autobloccante (meccanico). Un lieve controsterzo per riallinearla sulla giusta traiettoria e via di nuovo a inserire una marcia dietro laltra. Insomma guida pura, credetemi, un bellissimo mix tra passato e presente. Per veri amanti del volante. 

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Mazda2 - Una settimana con la 1.5 Skyactiv-G M-Hybrid Exclusive [Day 1]

4 Ruote - Feb 17,2020

La protagonista del Diario di bordo di questa settimana è la Mazda2 nella nuova versione mild hybrid introdotta con il facelift. L'aggiornamento della piccola cinque porte ha infatti portato al debutto una variante elettrificata del 1.5 benzina aspirato da 90 CV e 148 Nm già presente in gamma, abbinato a un cambio manuale a sei rapporti con trazione anteriore. Disponibile anche nella versione da 75 CV, questo propulsore utilizza un alternatore/starter a cinghia alimentato non da una batteria classica, ma da un condensatore. Il peso della vettura a vuoto è di 1.025 kg: lo scatto da 0 a 100 km/h viene portato a termine in 9,8 secondi, mentre la velocità massima è di 183 km/h con un consumo medio di 4,1 l/100 km nel ciclo Nedc correlato. La Mazda2 ibrida è lunga quattro metri e sette centimetri, larga 170 cm e alta 150 cm: omologata per il trasporto di cinque persone, propone un vano bagagli con un volume minimo di 280 litri, che può aumentare fino a 950 abbattendo gli schienali dei sedili posteriori. Proposta con un prezzo di partenza di 17.800 euro, la piccola ibrida è disponibile in tre allestimenti: il modello del nostro Diario è quello più completo, l'Exclusive, il cui prezzo parte da 22.550 euro. Di serie su questa versione sono previsti i cerchi di lega da 16", i rivestimenti interni di pelle con sedili riscaldabili, l'infotainment Mzd Connect da 7" con navigatore, radio Dab, retrocamera e compatibilità con Android Auto e Apple CarPlay, il sistema keyless, l'head-up display a colori, il climatizzatore automatico e diversi sistemi di sicurezza e di assistenza alla guida. Tra questi si segnalano il monitoraggio degli angoli ciechi, il cruise control adattivo, il mantenimento della carreggiata, la frenata automatica d'emergenza (anche posteriore), il rilevamento della stanchezza del guidatore, il riconoscimento dei segnali stradali e il controllo automatico degli abbaglianti. L'esemplare del Diario è inoltre dotato della vernice Soul Red Crystal (1.100 euro), per un prezzo finale di 23.650 euro.

Consuma poco, ma non sempre in città [Day 1]. La Mazda2 appartiene a quella parte della gamma che ha il maggior numero di stagioni sulle spalle: oltre cinque, visto che lattuale terza serie è stata presentata nella seconda metà del 2014. Da allora, ovviamente, la vettura è stata aggiornata fino ad arrivare al model year 2020 che, tra laltro, porta in dote lelettrificazione leggera. Si tratta del sistema mild hybrid a 22,5 V, dotato di un motogeneratore comandato a cinghia, che troviamo sulla 2 1.5 90 CV Skyactiv-G manuale del nostro Diario. Sono curioso di valutare, tramite il computer di bordo, il livello dei consumi che si può ottenere. Il quattro cilindri si avvia senza vibrazioni e si mostra subito pastoso e rotondo ai bassi (laiutino elettrico non si sente), come i più recenti motori Mazda che ho provato. A freddo, nel bel mezzo del traffico milanese, il consumo tende a crescere subito verso gli 8,5 l/100 km. La marcia, comunque, è gradevole, e la giap sembra quasi chiedere i bassi regimi, sopportando senza problemi la terza anche al minimo sindacale dei giri. Al semaforo lo Start&Stop si attiva in modo discreto e poi riavvia il motore benzina senza scossoni, non al momento di premere la (leggera) frizione, ma quando si ritorna sullacceleratore. Anche così, scomparsa la spia della bassa temperatura del liquido di raffreddamento, il consumo si mantiene un po più elevato rispetto a quanto ipotizzato. E cala in modo sensibile (fino a 6,4 l/100 km) solo fuori città, quando il traffico cala drasticamente. Colpa del percorso? Vediamo quel che succederà nei prossimi giorni, con tragitti diversi dal mio. La curiosità resta. Andrea Stassano, redazione Autonotizie

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Suv performanti - Le auto a ruote alte con tanti cavalli FOTO GALLERY

4 Ruote - Feb 16,2020

Da oltre due decenni a questa parte, le Suv continuano a conquistare quote di mercato sempre più ampie. Dopo anni di proposte premium (come la Mercedes ML, che ha aperto le danze nel 1997), le auto a ruote alte hanno aggredito anche le fasce più basse del mercato con modelli compatti, in genere privi di trazione integrale e dai motori parsimoniosi, rendendo quella delle Suv una vera e propria moda. Come se non bastasse, le Case hanno poi puntato anche sulla realizzazione di esemplari ad alte prestazioni, talvolta extralusso: costosi, certo, ma che non sembrano conoscere crisi, al pari di modelli più economici. Da qui, una proliferazione di proposte che non lesinano cavalli, mai così potenti come oggi, tanto da fare concorrenza a sportive dalla carrozzeria ben più bassa. Le abbiamo raccolte nella nostra galleria di immagini, dove troverete modelli a benzina e a gasolio, ma anche ibridi ed elettrici. Proprio questi ultimi, che possono raggiungere potenze di picco ben superiori a quelle di omologazione, sono destinati ad arricchire ulteriormente le proposte high performance, con tante novità in arrivo.

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Audi Q2 - Primi avvistamenti del restyling

4 Ruote - Feb 16,2020

Si avvicina l'ora del restyling per l'Audi Q2. Lanciata nel 2016, la Suv si avvicina al classico aggiornamento di metà carriera, che dovrebbe debuttare nei prossimi mesi. Questi scatti raffigurano alcuni prototipi impegnati nei collaudi sulle strade innevate della Scandinavia.

Nuovo frontale. Dalle foto emerge chiaramente come gli interventi si concentreranno sul frontale e sulla parte bassa del posteriore. I gruppi ottici anteriori mostrano già un look aggiornato con nuove grafiche per le luci diurne a Led. Le pellicole di camuffatura nascondono i ritocchi al design della sport utility, che interesseranno principalmente i paraurti, sia davanti, sia dietro. Le immagini sembrerebbero suggerire anche l'arrivo di una nuova calandra: quella montata sull'esemplare protagonista di queste spy è chiaramente provvisoria.

Interni rivisti nei dettagli. Le modifiche agli interni si concentreranno nelle finiture e nella tecnologia: l'impostazione di base della plancia dovrebbe rimanere pressoché invariata, con lo schermo dell'infotainment posizionato al di sopra delle bocchette del climatizzatore. Quanto ai motori, la Q2 restyling dovrebbe poter contare sull'intera gamma attuale (composta da unità TFSI e TDI con potenze da 116 a 300 CV), ma non è da escludere l'arrivo di qualche nuova proposta, probabilmente elettrificata anche con sistemi mild hybrid. Infine, vale la pena ricordare che in Cina la variante a passo lungo della Suv è proposta anche in versione elettrica con il nome di Q2L e-tron: per il momento, tuttavia, la Casa non ha fornito informazioni sul possibile debutto di una versione europea della sport utility a zero emissioni.

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Formula E - Evans vince l'ePrix di Città del Messico

4 Ruote - Feb 16,2020

Mitch Evans trascina la Jaguar Racing alla vittoria nell'ePrix di Città del Messico, quarta gara del campionato 2019-2020 di Formula E. Il pilota neozelandese ha preceduto sotto la bandiera a scacchi Antono Felìx Da Costa della DS Techeetah e Sébastien Buemi della Nissan e.dams.

Scatto decisivo. Le sorti dell'ePrix si sono largamente decise allo spegnimento del semaforo: Evans, grazie a unottima partenza, riesce a insidiare immediatamente la Porsche del poleman Lotterer. I due arrivano anche al contatto, con il tedesco ad avere la peggio. Nei successivi 45 minuti, Evans dimostra velocità e costanza sul circuito Hermanos Rodriguez e, dopo aver costruito un discreto margine, ha tagliato il traguardo per primo sotto la bandiera a scacchi.

Gara difficile per i favoriti. L'Audi partiva con i favori del pronostico, avendo negli anni passati brillato in Messico, ma questa volta ha recitato la parte della comparsa. Lucas di Grassi è stato autore di un'altra delle sue rimonte che lo ha portato dal quindicesimo al sesto posto finale, mentre Daniil Abt - ancora un po' stordito dall'incidente delle prove libere - non ha terminato la gara. Non è andata bene neanche alla Porsche: Lotterer, dopo aver ottenuto la pole, non è riuscito a tagliare il traguardo, mentre Jani è arrivato ultimo. Brutta trasferta anche per la Mercedes, con Vandoorne che ha gettato alle ortiche un sicuro piazzamento a punti per un banalissimo errore e il suo compagno De Vries ritirato dopo aver causato un incidente in cui è rimasto coinvolto l'incolpevole Frijns.

Le classifiche. Dopo la quarta gara, il campionato è ancora decisamente aperto: Mitch Evans, grazie alla vittoria di oggi, sale al comando con 47 punti, uno in più di Alexander Sims. Seguono Da Costa e Vandoorne, rispettivamente con 39 e 38 punti. La classifica a squadre vede invece la BMW i Andretti Motorsport in testa con 71 punti, davanti alla Jaguar Racing (59) e alla Mercedes-Benz EQ (56).

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Pagani Imola - 827 CV per l'hypercar stradale nata in pista - VIDEO

4 Ruote - Feb 15,2020

La Pagani ha creato la nuova Imola con un solo scopo: portare su strada la massima tecnologia delle auto da competizione. Per questo la vettura laboratorio derivata dalla Huayra è stata collaudata sul tracciato di Imola, dal quale prende il nome. La Casa di San Cesario sul Panaro ha annunciato una produzione in tiratura limitata di soli cinque esemplari, tutti già venduti con un prezzo di cinque milioni di euro più tasse: aggiungendo l'Iva italiana la sportiva arriva così a costare 6,1 milioni di euro.

Aerodinamica attiva e assetto elettronico. Per mettere a punto la Imola i tecnici della Pagani hanno percorso oltre 16.000 km in pista, l'equivalente di tre 24 Ore di Le Mans: alcune delle tecnologie della supersportiva sono già impiegate sulle Huayra BC, mentre altre soluzioni tecniche anticipano le dotazioni dei modelli del futuro. L'aerodinamica attiva deriva da quella della Huayra e comprende quattro ali mobili indipendenti che consentono di variare il carico aerodinamico per incrementare l'aderenza di ogni singola ruota a seconda delle condizioni di guida. Insieme alle quattro appendici anche l'assetto si regola in maniera indipendente: gli ammortizzatori attivi a gestione elettronica sono interconnessi e regolano l'altezza da terra della vettura in maniera autonoma, calcolando la migliore configurazione delle sospensioni per garantire prestazioni elevate in pista e su strada.

827 CV per 1.246 kg. Alla base della vettura è presente un monoscocca realizzato con Carbo-Titanio HP62 G2 e Carbo-Triax HP62 per ottenere elevati livelli di rigidezza torsionale e flessionale. Dietro all'abitacolo è presente un V12 biturbo di sei litri firmato Mercedes-AMG: la potenza massima è di 827 CV, mentre la coppia raggiunge i 1.100 Nm, trasmessi alle sole ruote posteriori da un differenziale a gestione elettronica abbinato a una versione aggiornata del cambio sequenziale Xtrac Amt a sette rapporti con frizione tridisco. Lunga 4.852 mm, larga 2.035 e alta 1.269 mm, la Pagani Imola ha un passo di 2.795 mm e pesa solo 1.246 kg. Il costruttore italiano ha infatti impiegato soluzioni innovative per il contenimento della massa della vettura: la nuova verniciatura Acquarello Light, per esempio, ha permesso di risparmiare ben cinque chilogrammi mantenendo inalterate le qualità del colore della carrozzeria.

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Renault Clio - La francese che piace agli italiani compie 30 anni FOTO GALLERY

4 Ruote - Feb 15,2020

Con oltre 15 milioni di esemplari prodotti, la Renault Clio si appresta a spegnere le sue prime 30 candeline. L'utilitaria straniera più venduta in Italia venne infatti presentata al Salone di Ginevra del 1990, con il non facile compito di raccogliere leredità della 5, o meglio della Super 5, rispetto alla quale segnò un notevole passo avanti in termini di qualità costruttiva e raffinatezza dei materiali, nonché di modernità del design.

Finalista a Ginevra. Dettagli non da poco, che nel 1991 le valsero il titolo di Auto dellAnno grazie a uno stile notevole, un buon livello di qualità, uno spazio generoso e dotazioni mai viste su un modello di questa taglia. La vettura avrebbe successivamente ottenuto lo stesso riconoscimento nel 2006, diventando di fatto la prima auto ad apparire due volte nellalbo doro. E ora, dopo essere stata raggiunta dalla Golf nel 2013, la Clio potrebbe di nuovo salire in cima a questa speciale classifica, dal momento che figura tra le sette finaliste per il titolo di Auto dellAnno 2020, la cui vincitrice verrà annunciata, come sempre, al Salone di Ginevra.

La storia. Proprio qui, dove la sua storia ha avuto inizio, la francese festeggerà i suoi primi tre decenni di carriera, con una gamma che verrà a breve integrata da uninedita versione full hybrid, la prima nella sua storia. Ne parliamo meglio nella nostra galleria di immagini, dove ripercorriamo tutte e cinque le generazioni del modello.

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Kia Picanto - Avvistato il facelift della citycar coreana

4 Ruote - Feb 15,2020

La Kia è al lavoro su più fronti per aggiornare la propria gamma, dalle Suv alle citycar: tra non molto, in occasione del Salone di Ginevra, debutterà in pubblico la quarta generazione della Sorento, la prima vettura del marchio coreano basata su una piattaforma di nuova generazione che farà da base a molti altri modelli. Nel corso dei prossimi mesi sarà poi il turno della Picanto, il cui facelift è attualmente in fase di sviluppo. I muletti immortalati nelle immagini odierne lasciano chiaramente intuire come il progetto si trovi in una fase iniziale, ma la sua evoluzione dovrebbe essere piuttosto rapida, con la presentazione della versione di serie nei primi mesi del 2021.

Aggiornamenti mirati. Alle prese con un collaudo su strade innevate, i prototipi presentano profonde camuffature. Al momento, pertanto, delle osservazioni concrete sul futuro stile risulterebbero premature. Nonostante ciò, è lecito aspettarsi che la vettura mantenga la propria identità stilistica, aggiornata solamente in alcuni dettagli. Il frontale, per esempio, potrebbe sfoggiare una nuova calandra, con delle forme in linea a quanto visto su modelli di recente produzione.

Gamma completa. Laggiornamento proseguirà anche allinterno, con equipaggiamenti più completi e una dotazione tecnologica arricchita. Per quanto concerne laspetto tecnico, il listino non dovrebbe subire cambiamenti di rilievo, confermando una gamma articolata. Attualmente i clienti possono infatti optare per ben 21 differenti varianti, di cui 13 a benzina e 8 a Gpl. 

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Formula 1 - Scuderia AlphaTauri: ecco la AT01

4 Ruote - Feb 14,2020

Addio Toro Rosso, benvenuta Scuderia AlphaTauri. Con la presentazione della nuova vettura la AT01 la squadra di Faenza rinnova il suo look e dà il via a una nuova era, carica di nuove sfide e grandi opportunità. Oltre al nuovo nome, il team faentino cambia anche i colori sociali che rispecchiano quelli della monoposto. Il bianco e il blu navy accompagneranno Daniil Kvyat e Pierre Gasly i piloti per il 2020 in questa nuova avventura.

Cosè AlphaTauri. Dietro al cambio di nome del team c'è un progetto ambizioso e lo spiega direttamente il team principal, Franz Tost: "AlphaTauri è un marchio di moda indipendente fondato dalla Red Bull, un brand che combina innovazione tessile, design di personalità e materiali d'alta qualità. Il cambio del nome non ha alcun effetto sulle questioni operative del team, mentre cambia tutto a livello d'immagine". Il manager austriaco, al timone del team dal 2006, ha poi aggiunto: Il 2019 è stato un anno fantastico per noi, la nostra miglior stagione dal 2008. Siamo soddisfatti dei nostri successi, ma ora siamo ancora più affamati. Sul piano tecnico e in termini di gestione del weekend di gara, abbiamo fatto progressi eccellenti e vogliamo continuare a progredire ulteriormente. Il 2020 rappresenta una grande sfida per tutti, poiché dovremo sviluppare contemporaneamente due vetture, tenendo conto dei nuovi regolamenti per il 2021

La vettura. La AT01 è la prima monoposto della Scuderia AlphaTauri per il Mondiale di Formula 1. Di fatto, è una evoluzione della STR14, la Toro Rosso dell'anno scorso. Infatti, sfruttando la continuità dei regolamenti tecnici, il team di Faenza è riuscito a concentrare le proprie risorse nell'evoluzione di una vettura che ha portato risultati positivi nel 2019, come i due storici podi in Germania e Brasile. La AT01 eredita anche il retrotreno della Red Bull RB15 dello scorso anno, grazie al progetto di sinergie con Red Bull Technologies. Jody Egginton, direttore tecnico della Scuderia AlphaTauri, ha spiegato: Ci siamo maggiormente concentrati su un affinamento dellintegrazione della PU e di altre parti meccaniche al telaio. Questo con lobiettivo di offrire agli aerodinamici una maggiore libertà nello sviluppo, così da evitare aggiornamenti a stagione in corso che possono rivelarsi costosi e a volte anche non migliorativi. Quindi, lobiettivo principale è quello di far stare tutto nel minor spazio possibile. stata una grande sfida. La cosa principale su cui ci concentreremo quest'anno è lo sviluppo dell'aerodinamica".

Con Honda, partnership consolidata. A spingere le monoposto della Scuderia AlphaTauri ci sarà ancora la Honda. Il motorista giapponese è al terzo anno di collaborazione con il team di Faenza ed è pronto ad alzare l'asticella delle prestazioni in questo 2020. Toyoharu Tanabe, direttore tecnico della Honda F.1, spera infatti in un ulteriore passo in avanti per un'altra stagione di successo: Le regole tecniche relative alla PU non sono cambiate molto rispetto allo scorso anno. Pertanto, siamo riusciti a fare progressi sulla base dellesperienza acquisita con tutte e quattro le vetture durante il 2019. Credo che si possa fare un passo avanti e il nostro obiettivo è ottenere risultati ancora migliori di quelli dello scorso anno. In qualsiasi sport, le proprie prestazioni possono essere giudicate solo se paragonate a quelle dei concorrenti. Quindi, fino a quando non si comincerà a correre, sarà impossibile prevedere quanto si potrà fare bene.

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Assicurazioni - Al via lRc familiare: pro e contro della nuova norma

4 Ruote - Feb 14,2020

Conto alla rovescia per larrivo della cosiddetta polizza Rc familiare, cioè lestensione della migliore classe di merito bonus/malus presente allinterno del nucleo familiare anche a veicoli di tipo diverso. La norma, che permette di applicare la cosiddetta legge Bersani, finora limitata allo stesso tipo di veicolo, a tutti i mezzi, avrebbe dovuto entrare in vigore a fine dicembre ma il cosiddetto decreto milleproroghe, attualmente in fase di conversione in legge in parlamento, ne aveva rinviato lapplicazione a domenica 16 febbraio.

Come funziona. Da lunedì, dunque, un automobilista con classe di merito 1, per esempio, potrà stipulare una polizza per una moto, acquistata nuova o usata, ottenendo la stessa classe dellauto. E viceversa, ovviamente. Da notare che la norma riguarda anche i contratti in essere, non solo quelli futuri. Al prossimo rinnovo dellassicurazione, dunque, si potrà esercitare questo diritto. Per esempio, un ragazzo, titolare di una polizza per una moto, potrà rinnovare la polizza ottenendo la classe di merito più bassa dei genitori.

Stangata in caso dincidente. Cè però una novità rispetto alla formulazione iniziale della norma: nel caso in cui il veicolo, per esempio, una moto, a cui è stata applicata la classe di una macchina, sia coinvolto in un incidente con colpa, il malus sarà più pesante: non due classi, come di solito accade, bensì fino a cinque, se lindennizzo costerà allassicurazione più di 5 mila euro. La novità è contenuta in un emendamento approvato ieri dalla commissione trasporti della camera al cosiddetto decreto mille proroghe, che dovrà essere convertito in legge entro il 28 febbraio.

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Coronavirus - FCA ferma temporaneamente l'impianto della 500L

4 Ruote - Feb 14,2020

Il gruppo Fiat Chrysler è stato costretto a chiudere per alcuni giorni l'impianto di Kragujevac, in Serbia, a causa della carenza di componentistica prodotta in Cina. Lo riferisce la testata serba Danas sottolineando che l'impianto è stato chiuso ieri e dovrebbe rimanere inattivo fino a martedì prossimo. 

Possibile uno stop prolungato. Tuttavia, scrive ancora Danas, con la crescente carenza di forniture causata dall'epidemia del coronavirus non è ancora certo un riavvio delle catene di montaggio oggi dedicate alla 500L. Anzi, se entro la fine della prossima settimana la situazione non migliorerà la produzione potrebbe essere sospesa a lungo. Attualmente, l'impianto non ha sufficienti forniture di componenti elettroniche prodotte in Cina. 

Le conferme. Il costruttore italo-americano, tramite un portavoce, ha confermato la notizia, senza però precisare il numero di giorni effettivi di stop: "A causa della indisponibilità di alcuni componenti provenienti dalla Cina, abbiamo riprogrammato i tempi delle fermate di produzione nello stabilimento di Kragujevac in Serbia. Stiamo lavorando per garantire lapprovvigionamento dei componenti e la linea di assemblaggio verrà riavviata nel corso di questo mese. Non prevediamo che questo cambiamento nella pianificazione avrà un impatto sulla produzione totale prevista per il mese".

L'allarme di Manley. Le notizie giunte dalla Serbia seguono di pochi giorni l'allarme lanciato dall'amministratore delegato Mike Manley. "Le interruzioni delle forniture potrebbero compromettere la produzione in uno stabilimento in Europa. Se la situazione continua a peggiorare, potremmo dover fermare un impianto", aveva spiegato Manley al Financial Times senza fornire indicazioni precise sull'impianto a rischio. Il manager inglese aveva parlato di un possibile fermo nell'arco di due o quattro settimane, ma la realtà sembra dargli in parte torto, alla luce delle difficoltà riscontrate nella catena delle forniture. Qualora venisse confermata la causa dello stop in Serbia, l'impianto di Kragujevac sarebbe il primo in Europa a pagare le conseguenze del coronavirus.

Il punto della situazione. D'altronde, già negli scorsi giorni il contagio ha prodotto effetti negativi sul settore automobilisticonon solo cinese. La carenza di componentistica ha spinto la Hyundai, la Kia e la Renault a chiudere per alcuni giorni diverse fabbriche in Corea. Un'analoga decisione è stata presa dalla Nissan con il fermo produttivo in due stabilimenti giapponesi. Intanto, dalla Cina continuano ad arrivare conferme di un prolungato stop per alcune produzioni, soprattutto a Wuhan e nella relativa provincia dell'Hubei, l'epicentro dell'epidemia che finora ha causato il decesso di quasi 1.400 persone. La Mitsubishi ha rinviato al 27 febbraio la riapertura degli impianti della joint venture con Guangzhou Automobile Group nella provincia dell'Hunan e di due fabbriche di motori nelle province del Liaoning e dell'Heilongjiang. La Honda ha, invece, rinviato di un'ulteriore settimana, fino al 21 febbraio, il riavvio delle attività a Wuhan. Comunque, la maggior parte dei costruttori, a partire dalla leader di mercato Volkswagen, hanno in programma di riaprire gli stabilimenti cinesi nel corso della prossima settimana, sempre che non emergano ulteriori criticità. 

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Mobilità elettrica - Ecco le nuove regole sui monopattini

4 Ruote - Feb 14,2020

Ennesima giravolta sui monopattini elettrici. Dopo linaspettata (e disinvolta) equiparazione alle biciclette, entrata in vigore l1 gennaio grazie a un blitz di Italia Viva durante la discussione della legge di bilancio, ieri alla commissione Trasporti della Camera è stato approvato un emendamento al cosiddetto decreto milleproroghe che disciplina nuovamente la circolazione di questi mezzi.

Decreto Toninelli prorogato al 2020. La prima novità è che la sperimentazione, nei comuni che hanno aderito al cosiddetto decreto Toninelli (e che riguarda anche i segway, i monowheel e gli hoverboard), è prorogata di 12 mesi. Potrà durare, quindi, fino al 13 luglio 2022.

Solo dai 14 anni in su. Nel frattempo, e fino a quando non entreranno in vigore nuove norme ad hoc di cui si prevede già la possibilità, i soli monopattini a propulsione prevalentemente elettrica di potenza fino a 500 watt e non dotati di posto a sedere saranno equiparati alle biciclette, sia nei comuni che hanno aderito alla sperimentazione (in cui, dunque, le norme contenute nel decreto Toninelli varranno solo per gli altri mezzi per la micromobilità elettrica), sia in quelli che non lo hanno fatto. La nuova norma, però, mette molti paletti al loro utilizzo. Vediamoli uno per uno:

- Potranno essere condotti solo da maggiori di 14 anni;

- I minorenni dovranno indossare idoneo casco protettivo;

- Potranno circolare esclusivamente sulle strade urbane con limite di velocità di 50 km/h;

- Potranno circolare sulle strade extraurbane solo se dotate di pista ciclabile e, quindi, solo su questultima;

- Nelle aree pedonali non potranno superare la velocità di 6 km/h;

- Su strada non potranno superare i 25 km/h;

- Da mezz'ora dopo il tramonto a mezzora prima dellalba e, comunque, in tutti i casi di scarsa visibilità, i conducenti dovranno indossare il giubbino o le bretelle retroriflettenti, mentre i monopattini dovranno tenere accese le luci anteriore e posteriore (quelli che ne sono privi potranno unicamente essere portati a mano);

- I conducenti dovranno procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due;

- I conducenti dovranno avere libero l'uso delle braccia e delle mani e reggere il manubrio sempre con entrambe le mani, salvo che non sia necessario segnalare la manovra di svolta;

- Sarà vietato trasportare altre persone, oggetti o animali, trainare o farsi trainare da altri veicoli.

Le multe: da 50 euro alla confisca. La norma prevede anche apposite sanzioni: multa di 100 euro per chi circola con un monopattino a motore con caratteristiche tecniche diverse da quelle previste (cioè di potenza superiore o con posto a sedere); se il monopattino ha un motore termico oppure un motore elettrico di potenza superiore a 2 Kw, oltre alla multa è prevista la confisca del mezzo; cento euro di multa anche per chi circola su strade diverse da quelle previste o a luci spente o se il guidatore ha meno di 14 anni; sanzione di 50 euro, invece per chi circola senza casco o senza giubbino, affiancato a un altro monopattino, trasporta persone, oggetti o animali, traina altri veicoli o si fa trainare da essi.

Vietato circolare con veicoli atipici. La norma prende in considerazione anche possibili evoluzioni della mobilità, prevedendo una multa per chi circola con veicoli atipici per i quali non sono ancora state definite le caratteristiche tecniche e funzionali: multa di 200 euro, confisca del veicolo e distruzione dello stesso.

Quelli in sharing dovranno essere assicurati. La norma disciplina anche i servizi di noleggio, che possono essere attivati solo con una delibera della giunta comunale nella quale deve essere prevista, oltre al numero delle licenze attivabili e al numero massimo di dispositivi messi in circolazione, anche lobbligo di copertura assicurativa.

Domani il via libera della Camera. Poi il voto del Senato. Come accennato allinizio, tutte queste nuove disposizioni, contenute in un emendamento approvato ieri in commissione Trasporti alla Camera, entreranno in vigore, se il provvedimento sarà approvato dal parlamento, il giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Il voto dellaula della Camera è atteso tra stasera e domani, poi il passaggio al Senato (probabilmente con voto di fiducia tagliando fuori qualsiasi discussione nel merito). Lultimo via libera, comunque, dovrà arrivare entro il 28 febbraio, pena la decadenza di tutte le norme contenute nel decreto milleproroghe.

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Formula 1 - Renault, tavola rotonda coi manager tecnici

4 Ruote - Feb 14,2020

La presentazione virtuale della Renault R.S. 20, apparsa sugli schermi solo sotto forma di rendering con viste parziali, ha comunque offerto loccasione dincontrare, in una sorta di tavola rotonda, il management del team, che non si è sottratto a un fuoco di fila di domande, le cui risposte abbiamo qui sintetizzato.

Che novità ci sono sulla vettura di questanno rispetto alla monoposto del 2019?
Marcin Budkowski (direttore esecutivo Renault Sport Racing):
Non possiamo dare tutti i dettagli di quello che abbiamo fatto sulla macchina, ma è una combinazione di ricerca della downforce e di soluzioni per porre rimedio a quello che rendeva la vettura difficile da guidare in certe condizioni; abbiamo cercato di renderla più guidabile e più facile da portare al limite. Telaio e motore sono unevoluzione di quelli precedenti: purtroppo non si possono fare test, quindi non siamo in grado di sapere se ci sono eventuali problemi. E se scopri qualcosa a Barcellona, hai solo due settimane prima del Gran Premio dAustralia, quindi non si può più fare molto. Comunque, telaio e cambio sono molto simili a quelli dello scorso anno, mentre cambiano le sospensioni, anche perché non è mai un singolo elemento a rendere la vettura più veloce.

La power unit presenta novità importanti?
Rémi Taffin (direttore tecnico motore Renault Sport Racing):
Il motore è unevoluzione e se lo si guarda non si notano grosse differenze; quando abbiamo iniziato il progetto, otto mesi fa, abbiamo stabilito di utilizzare la power unit dello scorso anno, che era già una forte evoluzione di quella precedente. Per il 2020 non è propriamente identica, ma abbiamo dovuto anche iniziare lo sviluppo del propulsore 2021, quindi portare avanti i progetti contemporaneamente ha richiesto un notevole impegno. Penso che questo non sia un miglioramento sostanziale, ma il maggior perfezionamento possibile. La macchina è simile a quella dello scorso anno, la potenza pure: non puoi guadagnare 50 CV ogni stagione, se ne ottieni 10 è già tanto, ma non è quello su cui abbiamo lavorato maggiormente.

Quanti sforzi avete già dedicato alla macchina per il 2021?
Budkowski:
Le regole 2021 sono completamenti differenti, soprattutto per quanto riguarda laerodinamica, e questo costituisce una sfida senza precedenti, quindi molti sforzi sono stati dedicati a questa vettura. Ciò deriva da una decisione manageriale su come utilizzare le risorse, anche nella seconda parte della stagione 2020, per iniziare lanno successivo nel miglior modo possibile. Il 2021 è alle porte e ha senso gestire le risorse in maniera intelligente.

Quali sono i suoi nuovi compiti alla Renault, dopo lesperienza alla McLaren?
Pat Fry (direttore tecnico telaio Renault Sport Racing):
Penso che la Renault costituisca una sfida diversa per me; la McLaren aveva alcuni problemi specifici, non semplici da risolvere, ma identificabili. Qui è tutto nuovo, ma credo che ci siano molte cose che si possano fare e rivedere, anche se è presto per dirlo. Ci vuole la giusta combinazione di gente, metodologie, strumenti, sviluppi, tempo; devi lavorare sulla vettura 2020, ma il progetto di quella 2021 è poderoso. Il programma non è ancora del tutto definito, devo avere un rapida visione di tutte le aree.

Che opinione si è fatto del vostro nuovo pilota, Esteban Ocon? E la sua esperienza alla Mercedes potrà essere di aiuto?
Budkowski
: Ocon è un ottimo pilota ed è capace di dare un rapido feedback; per essere onesto, il fatto che abbia lavorato per la Mercedes con Lewis, il pilota migliore, guidando anche la macchina nei test di Abu Dhabi, è positivo per noi. Ci può dare delle impressioni, anche se non è lo stesso giorno, né la stessa pista, né le stesse gomme, insomma non è una comparazione esatta, non parliamo di dati, ma di sensazioni che aiutano a capire che cosa facciamo di diverso sulla nostra macchina e in quali aree possiamo migliorare le performance. Abbiamo dati col Gps delle altre vetture, ma sono molto limitati, quindi il suo feedback è interessante e possiamo imparare delle cose.

Che cosa pensa dei nuovi accordi che regoleranno la F.1?
Budkowski
: La nuova governance della F.1 non è ancora operativa, laccordo deve essere ancora firmato e venire applicato, ma cè lintenzione di farlo; rimuove alcuni punti precedenti, riduce la necessità del voto unanime dei team per modificare le cose. Bisogna stare attenti su questo tema, perché in un certo senso protegge i team che vogliono la stabilità, ma dà la possibilità a una sola squadra di bloccare il cambiamento. Personalmente credo che la F.1 abbia buone idee dinnovazione e penso e sia un bene che le squadre non possano fermare levoluzione delle norme per il proprio interesse, perché il bene dello sport viene prima di tutto e bisogna collaborare per migliorare.

Crede che possa essere un problema per la Renault non avere unaltra squadra alla quale fornire i propri propulsori, come accadeva in passato?
Taffin:
Non penso che il fatto di non avere un team cliente sia uno svantaggio; certo, abbiamo solo sei giorni di test a disposizione e disporre dei dati di unaltra squadra può essere utile, ma con così poco tempo a disposizione è un bene anche potersi focalizzare solo sulla propria vettura. Dare un buon servizio al cliente significa dedicargli del tempo e ce nè così poco.

A che punto della stagione le squadre rinunceranno a sviluppare ulteriormente la macchina del 2020 per concentrarsi su quella dellanno successivo?

Budkowski: Sarà un bel dilemma per tutti: abbiamo un piano, come tutti, che prevede una serie di sviluppi durante la stagione, non diluiti ma concentrati. Penso che se i tre top team lotteranno tra loro per la vittoria, sarà interessante capire chi mollerà per primo per concentrarsi sul 2021, rinunciando a combattere. Il 2021 è una sfida così grande, le norme sono più restrittive per rendere più combattuto il campionato, e se perdi troppo tempo questanno, avrai dei problemi il prossimo. Ognuno dovrà fare le proprie scelte.

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Dieselgate - Volkswagen non ha trovato l'accordo per chiudere la class-action in Germania

4 Ruote - Feb 14,2020

La Volkswagen non è riuscita a trovare un accordo per chiudere la class-action sul Dieselgate avviata in Germania dalle associazioni dei consumatori per conto di oltre 450 mila automobilisti. La Casa tedesca ha offerto 830 milioni di euro di risarcimenti ma ha incontrato un ostacolo imprevisto nelle richieste dei legali della federazione delle organizzazioni dei consumatori VZBV (Verbraucherzentrale Bundesverband). 

La class-action. La causa, intentata nella sede del tribunale regionale di Braunschweig (in Bassa Sassonia), è partita lo scorso settembre secondo un nuovo strumento giuridico introdotto in Germania sull'esempio delle tradizionali "class-action" americane ma con alcune differenze sostanziali: si tratta del "Musterfeststellungsklage", che non prevede l'assegnazione diretta di indennizzi, i quali vanno richiesti attraverso singole cause civili, e quindi esclude maxi ingiunzioni risarcitorie come avviene, invece, negli Stati Uniti. La Volkswagen ha sempre respinto tutte le accuse ma ha accettato l'invito del presidente della corte ad avviare un tavolo negoziale con la federazione riuscendo a definire un accordo preliminare su un pacchetto di risarcimenti dal valore di 830 milioni di euro.

Le richieste degli avvocati. Tuttavia, non è stato possibile rendere vincolante l'intesa iniziale a causa di quelle che la Volkswagen definisce "richieste ingiustificate: le trattative sono state interrotte perché i legali della controparte hanno chiesto il pagamento di un forfait di 50 milioni di euro per chiudere la pratica. Una richiesta che non è stata motivata dagli avvocati, i quali si sono anche rifiutati di far esaminare le loro istanze a terze parti indipendenti. "Sin dall'inizio dei negoziati abbiamo sostenuto che per i nostri clienti la priorità assoluta era rappresentata da una soluzione equa e funzionale", ha affermato il responsabile degli Affari legali della Volkswagen, Hiltrud Werner. "La non giustificata richiesta di 50 milioni di euro era inaccettabile. Lo scopo di una class-action è raggiungere la certezza del diritto in modo efficiente ed economico". 

Le conseguenze. I rischi del mancato accordo sono stati spiegati dal Chief Corporate Counsel Manfred Döss. Innanzitutto, lo strumento della Musterfeststellungsklage impone a "centinaia di migliaia di clienti" di "chiedere un risarcimento in 115 tribunali distrettuali in tutta la Germania". Pertanto, "ci sarebbero voluti diversi anni prima che fossero emesse singole decisioni legalmente vincolanti. Il sistema giuridico tedesco non sarebbe stato in grado di gestire questo grande sforzo. Perciò, un accordo è la soluzione più ragionevole in questo caso: per i clienti, per il sistema legale e per la Volkswagen". Nonostante ciò, il consiglio di gestione della Casa tedesca ha deciso di evitare ripercussioni negative sui suoi clienti approvando comunque la proposta risarcitoria. Agli automobilisti saranno dunque offerte le stesse condizioni dell'accordo preliminare: dalla fine di marzo i clienti inizieranno a ricevere una specifica proposta per un pagamento una-tantum. 

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Peugeot - L'allestimento Allure Navi Pack arriva anche sulla 2008

4 Ruote - Feb 14,2020

La gamma della Peugeot 2008 si arricchisce con la serie speciale Allure Navi Pack, già disponibile per la sorella minore 208. Il nuovo allestimento punta tutto sulla connettività e offre dotazioni aggiuntive rispetto alla Allure, pur proponendosi con lo stesso prezzo.

Benzina o diesel con navigatore di serie. Già ordinabile con i motori diesel BlueHDi o con i benzina PureTech nelle versioni da 100 e 130 CV, la 2008 Allure Navi Pack può essere ordinata anche con il cambio automatico Eat8. I prezzi di listino partono da 23.250 euro per le versioni a benzina e da 25.250 euro per le turbodiesel: di serie, oltre alle dotazioni già presenti sulla Allure, la Navi Pack propone il quadro strumenti analogico e l'infotainment da 7" con 3D Connected Navigation con aggiornamenti Live sul traffico e sulle zone a rischio forniti da TomTom Traffic.

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Dacia - La prima elettrica arriverà tra il 2021 e il 2022

4 Ruote - Feb 14,2020

Anche il marchio Dacia avrà la sua elettrica, e arriverà tra il 2021 e il 2022. Le conferme arrivano da una roadmap sullelettrificazione della gamma dellintero gruppo Renault divulgata dalla Régie alla presentazione dei risultati finanziari relativi al 2019.

La base cè già. Definito genericamente Dacia Urban city car, il primo modello a batteria della Casa romena sembra destinato a debuttare anche prima del previsto: in una recente intervista, infatti, il top manager francese Philippe Buros aveva collocato tra il 2022 e il 2023 il passaggio allelettrificazione del marchio low-cost. In base alle indiscrezioni da noi raccolte, la Dacia elettrica sarà realizzata sulla base della Renault City K-ZE lanciata in Cina, una crossover elettrica con dimensioni da citycar (è lunga 3,73 metri), spinta da un motore elettrico da 45 CV e capace di un'autonomia (dichiarata) di 270 km calcolati nel ciclo Nedc.  

Il quadro completo. I piani della Renault rivelano, come prevedibile, anche lintenzione di allargare la gamma di vetture elettrificate. Ne verranno lanciate in tutto dodici tra il 2020 e il 2022: apriranno le danze la Captur e la Clio E-Tech, seguite dalla Mégane plug-in e dalla Twingo Z.E; dal 2021, poi, sono programmati sei nuovi innesti, tra i quali il primo modello realizzato sulla piattaforma Cmf-Ev, e due nuove versioni di modelli già esistenti (una plug-in e una no).

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