Codice della strada - Bici, car sharing, circolazione in città: le proposte allesame del Parlamento

4 Ruote - Lug 05,2020

Un anno fa, la commissione Trasporti della Camera approvò una proposta di legge di riforma del Codice della strada decisamente corposa, frutto della riunificazione in un unico testo di numerose iniziative di singoli deputati o di gruppi di essi. Più volte calendarizzato per l'esame, tale testo non è mai arrivato in aula: tuttavia, lo scorso maggio il governo ha inserito nel cosiddetto decreto Rilancio due norme contenute in quel provvedimento, la casa avanzata e la corsia ciclabile (la cosiddetta pista ciclabile "light", o bike lane) in un pacchetto di misure di incentivazione alla mobilità sostenibile di cui fanno parte i famosi bonus per bici e monopattini elettrici.

Per ora casa avanzata e corsia ciclabile. Le due novità sono entrate in vigore con la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale e molte amministrazioni locali le hanno immediatamente fatte proprie (soprattutto le corsie ciclabili), confidando nella conversione in legge del provvedimento governativo. Dopo il blitz del governo, dunque, non si può escludere che alcune delle proposte sulla mobilità urbana contenute nella riforma del Codice possano essere introdotte con altri provvedimenti. Vediamo nel dettaglio, rigorosamente con il condizionale, le novità potenzialmente in arrivo.

Biciclette. Le biciclette a pedalata assistita potrebbero essere dotate di un pulsante che permette di attivare il motore anche a pedali fermi, purché con questa modalità il veicolo non superi i 6 km/h. Poi c'è una norma parecchio controversa, che ha già suscitato aspre critiche al momento della sua presentazione: si tratta della possibilità di circolare con le biciclette nei centri abitati, su strade con limite di velocità inferiore o uguale a 30 km/h, in senso opposto allunico consentito. Ciò, afferma la proposta di modifica, "indipendentemente dalla larghezza della carreggiata, dalla presenza e dalla posizione di aree per la sosta veicolare e dalla massa dei veicoli autorizzati al transito". Ovviamente il doppio senso ciclabile dovrà essere opportunamente segnalato. Le biciclette potrebbero essere autorizzate a circolare anche nelle strade riservate ai mezzi pubblici, purché non si tratti di corsie con binari tramviari a raso, e condizione che le strade siano "delimitate su entrambi i lati da cordoli o arredi invalicabili dal ciclista". Inoltre, i minori di 12 anni potrebbero essere obbligati a indossare, in bicicletta, un casco protettivo. Infine, c'è la possibilità che vengano istituite strade "ad alta intensità ciclistica" (ovvero a traffico promiscuo, utilizzate e frequentate da un numero rilevante di ciclisti) e gli "itinerari cicloturistici" (cioè le strade ad uso promiscuo ad alta intensità ciclistica e ad alta valenza turistica).

Car sharing. Nei centri abitati, i Comuni potranno istituire spazi di sosta "riservati ai veicoli in condivisione".

Parcheggi rosa e permessi rosa. Nei centri abitati, i Comuni potrebbero essere autorizzati a istituire spazi di sosta riservati ai veicoli delle donne in stato di gravidanza o con un bambino di età non superiore a due anni, munite di contrassegno speciale, denominato "permesso rosa". Le persone in possesso di permesso rosa potranno sostare senza limiti di tempo nelle aree di parcheggio a tempo limitato.

Peer-to-peer. Nel Codice della strada potrebbe entrare anche il cosiddetto peer 2 peer, cioè la possibilità, per i privati, di condividere con altri privati il proprio veicolo per un periodo non superiore a trenta giorni, una sorta di sharing privato. La condivisione temporanea escluderà anche la responsabilità in solido, ai fini delle violazioni di norme del codice della strada, del proprietario. Responsabile, dunque, sarà il conducente del veicolo al momento della violazione, al quale sarà notificato il verbale di violazione in quanto effettivo trasgressore.

Strisce pedonali. Non più precedenza ai "pedoni che hanno iniziato lattraversamento", bensì a quelli che "si accingono ad attraversare". Non solo: oltre alla segnalazione acustica per non vedenti, "gli attraversamenti pedonali potranno essere dotati di elementi di segnalazione luminosa" e quelli non semaforizzati "di sensori per attivare segnali luminosi di pericolo al passaggio di pedoni".

Utenza debole. Oltre a pedoni, persone con disabilità e ciclisti, potrebbero entrare nella definizione di utenza debole anche i conducenti di ciclomotori e di motocicli. E a quel punto non si parlerà più di "utenza debole", ma di "utenza vulnerabile".

Zone scolastiche. In futuro potrebbero arrivare anche le cosiddette zone scolastiche, zone urbane in prossimità di "edifici adibiti a uso scolastico": dovranno essere istituite con una delibera di giunta "in relazione alle particolari esigenze di sicurezza e accessibilità della specifica utenza, nonché alle caratteristiche geometriche e funzionali delle strade ricadenti nella zona". In queste zone, i Comuni potranno fissare un limite di velocità pari a 30 km/h, istituire Ztl o aree pedonali.

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Buon compleanno 500 - Nata il 4 luglio: la storia di una grande icona italiana FOTO GALLERY

4 Ruote - Lug 04,2020

Continua a stupire, a 63 anni di età. Bella, simpatica e, soprattutto, italiana. In ogni parte del globo, uninconfondibile icona della nostra penisola. La sintesi delle tecnologie produttive di un Paese che, nel secondo Dopoguerra, riusciva con poche risorse a rilanciarsi, stupendo il mondo. La Fiat 500 è il miracolo economico, la motorizzazione di un popolo a cavallo tra gli anni 50 e 60: le grandi autostrade, i primi ingorghi, le prime vacanze al mare con lauto di famiglia. Un Paese che guarda al futuro con ottimismo, la Dolce Vita. Eppure, non è mai stata unauto perfetta. Scomoda, spartana, mal rifinita: i primi giudizi nel 1957 - la vettura esordì, appunto, il 4 luglio - non furono lusinghieri. Consumava poco ma costava troppo, per quello che offriva. La Fiat corse ai ripari, perfezionando le finiture e rinnovando la gamma, come ricordiamo nella nostra lunga gallery. E fu un successo, con la sua semplicità e robustezza: la produzione cessò solo l'1 agosto del 1975, dopo 18 anni.

La millenial. Ma quello che si celebra oggi è un doppio compleanno: tredici anni fa la Casa di Torino ha omaggiato il cinquantesimo anno dalla nascita della 500 lanciando sul mercato lattesissima erede del terzo millennio. Al contrario della progenitrice, però, la nuova citycar di casa Fiat era (ed è) tutta unaltra cosa. Accessoriata e ben rifinita, si è imposta fin da subito sul mercato italiano. E allestero: gli inglesi la amano, nonostante la rivalità con la Mini, e gli americani lhanno sempre guardata con simpatia, scoprendo una mobilità diversa da quella di grandi Suv e pick-up.

Mantiene il suo fascino. E pensare che, allinizio, non volevano neanche produrla: al Salone di Ginevra del 2004 la Fiat presentò la concept Trepiùno, ispirata nel design alla citycar del 1957; doveva rimanere un esercizio di stile, ma il successo di pubblico e di stampa riscontrato persuase i vertici di Torino a darle un seguito produttivo. E così fu. Al momento dellesordio, quando le concessionarie già facevano incetta di ordini, Marchionne la paragonò alliPod. Ma sbagliava: il lettore di Mp3 avrebbe perso con il tempo il suo appeal, allombra del nuovo gioiello Apple, liPhone. A tredici anni di distanza, la 500 del 2007 mantiene, invece, inalterato il suo fascino, dopo un solo, vero restyling e tanti aggiornamenti di gamma (dagli allestimenti, spesso in edizione limitata, ai motori), confermandosi ancora la Fiat più venduta nel mondo, con circa 200 mila unità prodotte nel 2019. E, con lelettrica assemblata a Mirafiori, ha ancora davanti a sé un futuro tutto da scrivere.

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Formula 1 - 70 anni di Gran Premi: grandi macchine, grandi progettisti

4 Ruote - Lug 04,2020

I 70 anni di storia della Formula 1, che ripercorriamo nel Dossier allegato ai numeri di luglio di Quattroruote e Ruoteclassiche, hanno visto emergere non solo le figure dei maestri del volante, ma anche quelle di tecnici di valore, progettisti di monoposto senza le quali nessun driver, neppure i più grandi, sarebbero riusciti a imporsi. La fine degli anni 50 e i primi 60 sono caratterizzati da personalità di spicco come quelle di Charles e John Cooper, la cui scelta di realizzare vetture piccole, leggere e con il motore posteriore rivoluzionò definitivamente il mondo dei Gran Premi, e di Colin Chapman, che portò la filosofia dellessenzialità agli estremi. Le cose, naturalmente, non si fermarono lì e i decenni successivi videro imporsi altri personaggi, alcuni dei quali vale la pena ricordare.

Dal Sudafrica con passione. Basta un rapido calcolo per capire la grandezza del genio di Gordon Murray. Le sue macchine hanno vinto 56 Gran Premi, in un periodo in cui se ne disputavano molti di meno rispetto a oggi, cinque titoli mondiali Piloti e tre Costruttori e la 24 Ore di Le Mans. Da Durban, in Sudafrica, dovera nato nel 1946, Murray approda in Inghilterra credendo a una promessa di Colin Chapman, che gli assicura in una lettera di avere un posto di lavoro pronto per lui. Così non è e il giovane tecnico rischia di dover tornare subito in patria, se non fosse per Ron Tauranac della Brabham che, proprio in quel periodo, sta cercando un disegnatore per il team. Nasce così un sodalizio che porta alla progettazione di numerose monoposto della squadra di Bernie Ecclestone, dalla BT 44 (caratterizzata da diverse soluzioni originali, come le sospensioni pull-rod) alla BT46B, dotata, oltre che del motore Alfa Romeo, di un grande ventilatore posteriore che ha una notevole efficacia aerodinamica (e che, pertanto, viene bandita dopo la vittoria di Niki Lauda al GP di Svezia del 1978). I primi titoli mondiali per Murray arrivano con la Brabham BT49C, portata al successo da Nelson Piquet nel 1981, e con la BT52, iridata nell83 ancora con il pilota brasiliano e il motore turbo BMW. Gordon approda poi alla corte di Ron Dennis nella seconda metà degli anni 80, dopo che, con la sua ultrapiatta Brabham BT55, Elio De Angelis ha perso la vita in un incidente in prova a Le Castellet. Per la McLaren, Murray sviluppa le monoposto a motore Honda che vincono tutto con Senna e Prost, primeggiando nell88 in 15 gare sulle 16 in calendario (e Ayrton perde il GP dItalia solo per unincomprensione con un doppiato che lo costringe al ritiro). Ma la F.1 inizia ad avere regole tecniche sempre più stringenti, che non piacciono a un genio creativo come quello del progettista sudafricano: Murray, allora, abbandona il mondo dei Gran Premi e si dedica alla realizzazione di un capolavoro stradale, la McLaren F.1, supercar street legal capace anche dimporsi a Le Mans nel 1995. Oggi la sua attenzione va a taxi, citycar e buggy, ma anche allidea di una nuova supersportiva dotata - guarda caso - di un ventilatore del diametro di 40 cm, posto nella coda.

Mister John. A scuola non brillava, lo studente Barnard. Ma poco importa, perché di idee per la testa ne avrà molte, e di quelle geniali. Inizia ad applicarle alla Lola, poi alla McLaren, dove prima lavora con Gordon Coppuck alla M23, campione del mondo nel 74 con Fittipaldi, poi realizza una monoposto vincente a Indianapolis. La scintilla definitiva scocca quando John capisce che la soluzione per ottenere vetture leggere, ma dotate di una straordinaria resistenza strutturale, sta nellabbandonare i materiali tradizionali in favore del carbonio. Nascono così le McLaren della serie MP, costruite con fibra di carbonio e materiali compositi e dotate di motori Tag-Porsche, che rendono Lauda e Prost imbattibili. Ma Barnard, nel 1983, ha anche unintuizione aerodinamica che farà scuola: sagomare la parte posteriore delle fiancate delle monoposto, fino ad allora piuttosto trascurata, con una forma che richiama quella della celebre bottiglietta della Coca-Cola, così da ottenere flussi daria ottimali. Nell87 John passa alla Ferrari, dalla quale ottiene di poter lavorare in una sede distaccata a Guildford, in Inghilterra. Lì sviluppa il concetto di un cambio elettroattuato per la F.1 che farà la storia delle auto, non solo da corsa. A Maranello già stavano lavorando da qualche tempo su questo progetto, ma lingegner Paolo Massai, che allepoca alla Ferrari si occupava dei motori, riconosce oggi al progettista inglese il merito di aver concepito per il 1989 una monoposto nel cui abitacolo lo spazio per la leva del cambio proprio non cera: questo fece sì che indietro non si potesse tornare e che tutti i tecnici diedero il massimo per far funzionare un sistema accolto da molti con non poco scetticismo. Invece, la cosa funzionò: tra lincredulità generale, compresa quella del direttore sportivo della squadra Cesare Fiorio, Nigel Mansell vinse al debutto il GP del Brasile del 1989, entrando nella storia della F.1 come il primo pilota a essersi aggiudicato una gara utilizzando per cambiare delle levette poste al volante. Qualcosa, per inciso, che oggi è facile trovare su molte delle auto stradali che usiamo ogni giorno. Fu questultimo aspetto a indurre la redazione di Quattroruote ad assegnare a John Barnard nel 2012 il premio Gianni Mazzocchi, dedicato alla memoria del fondatore ed editore della rivista.

Il mago dei fluidi. Un altro discolo a scuola: compagno di studi di Jeremy Clarkson, il signor Top Gear, con lui finì per farsi espellere da un college inglese. Ciononostante, Adrian Newey riuscì a farsi accettare dalluniversità di Southampton e a finire gli studi in aeronautica. Decisivi, perché la sua formazione condizionerà lattenzione spasmodica riservata nei suoi progetti alla dinamica del fluido principe per un corpo in movimento come lautomobile, laria. La sua carriera inizia alla Copersucar, prosegue alla March (con la quale vince a Indy) e alla Williams, della quale fa la fortuna: con le vetture di Newey, la squadra di sir Frank permette a Mansell, Prost, Damon Hill e Jacques Villeneuve di diventare campioni del mondo tra il 1992 e il 97, mentre il team conquista cinque titoli Costruttori consecutivi. A gettare unombra su quel periodo è, però, la morte di Ayrton Senna, avvenuta a Imola nel 1994 proprio con una Williams. Quattro anni dopo, Newey passa alla McLaren, dove realizza le monoposto a motore Mercedes che consentono a Mika Hakkinen di vincere i campionati del 98 e del 99 piegando le resistenze di Michael Schumacher. Nel 2006 accetta lofferta di una squadra che non sembra destinata a un grande avvenire, la Red Bull Racing, sorta sulle ceneri della Jaguar. Newey, invece, la trasforma, facendola crescere poco a poco grazie a sempre nuove e vincenti soluzioni aerodinamiche che, talvolta, costringono la Fia a cambiare le regole del gioco per impedire alle monoposto blu di uccidere il campionato con la loro supremazia. Sebastian Vettel infila un poker di titoli con le sue vetture dal 2010 al 2014, ancora una volta sconfiggendo gli alfieri della Ferrari, in particolare Fernando Alonso. Poi, lavvento delle power unit ibride apre il ciclo delle argentee Mercedes: ma Newey è ancora lì, tra il muretto e il suo ufficio, a cercare nuove idee per domare laria e sorprendere tutti.

Emilia-Ingilterra andata e ritorno. Ha una faccia che ispira fiducia e simpatia, Aldo Costa. Come accade per molti emiliani, del resto, e non è un caso che la sua città dorigine sia Parma e la sua laurea sia stata ottenuta a Bologna. La sua prima squadra non è tanto lontana da casa, essendo la Minardi, che ha sede a Faenza, in Romagna. Vi resta dal 91 al 95, per poi tornare in Emilia, precisamente a Maranello. Alla Ferrari si occupa della F50, poi passa alla Gestione Sportiva, nella quale collabora con Rory Byrne alla realizzazione delle monoposto destinate, in primis, al grande Michael Schumacher. Quando Byrne, nel 2008, decide di ritirarsi a vita privata, è Costa che eredita la direzione tecnica del team, che porta subito alla vittoria nel Mondiale Costruttori, mentre quello piloti sfugge per un soffio a Felipe Massa. Sembra linizio di un ciclo di competitività, invece il predominio dellaerodinamica, meglio interpretata dalla Brawn GP e dalla Red Bull Racing, vede la Ferrari soccombere per parecchie stagioni. Quando, poi, inizia lera delle power unit ibride, le cose per le Rosse vanno anche peggio, al punto che viene a mancare la fiducia dellazienda nei confronti di diversi tecnici, come il motorista Luca Marmorini e lo stesso Costa. Che non ci mette molto a trovare un altro approdo: è la Mercedes che lo vuole nel ruolo di engineering director. E a Brackley lingegnere emiliano trova un altro transfuga di Maranello con il quale collaborare, James Allison. Inutile ricordare che la vendetta dei due ex ferraristi è feroce: le argentee monoposto non hanno perso un titolo mondiale Piloti, né uno Costruttori dal 2014 al 2019, per un totale di 12 allori consecutivi che scalzano il precedente primato delle Rosse (a quota 11). Nel 2019, Aldo Costa torna però a sentire il forte richiamo della sua Emilia. E, dopo un periodo di smart working per la Mercedes, alla fine trova nella parmense Dallara, della quale diventa chief technical officer, il giusto approdo.

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F.1, GP d'Austria - La prima pole dell'anno è firmata Bottas

4 Ruote - Lug 04,2020

La Mercedes ha dominato le qualifiche del Gran Premio d'Austria, gara inaugurale del Mondiale di Formula 1 2020. Valtteri Bottas ha conquistato la pole position, fermando il cronometro in 1:02.939. Il finlandese ha battuto Hamilton per soli 12 millesimi di secondo. Nonostante un errore all'ultimo giro utile, Bottas è riuscito a mantenere la sua leader e domani partirà davanti a tutti. Terzo Max Verstappen, staccato di oltre mezzo secondo.

Non sono mancate le sorprese. Se da un lato la Mercedes si è confermata di un altro livello rispetto agli avversari, non è mancato lo spettacolo in pista. Lando Norris ha portato la sua McLaren in seconda fila e domani partirà al fianco della Red Bull di Max Verstappen. Tutta in salita la strada per la Scuderia Ferrari, in netta difficoltà sul circuito austriaco: Leclerc è riuscito a strappare solamente un settimo tempo, mentre Vettel è rimasto addirittura fuori dalla Q2 e non è andato oltre l'undicesima posizione. Ma non è solo la Rossa ufficiale ad avere problemi ma, a quanto pare, anche i motorizzati del Cavallino: la Haas ha piazzato Grosjean e Magnussen in sedicesima e diciassettesima poszione, mentre Giovinazzi e Raikkonen dell'Alfa Romeo Racing sono addirittura in terzultima e penultima posizione, davanti solo alla Williams del rookie Latifi.

Le parole della Top3. "Mi mancava questa sensazione dopo le qualifiche, questa scossa di adrenalina dopo aver spinto la macchina al limite. Questo è un buon risultato, ma è domani che conta!", ha affermato Valtteri Bottas una volta sceso dalla sua monoposto. Domani partirà davanti al suo primo rivale, il compagno di squadra Lewis Hamilton, che ha dichiarato: "Valtteri ha fatto un ottimo lavoro, un bel modo di cominciare questa stagione. Penso che ogni anno riusciamo a dimostrare di essere la squadra migliore e anche oggi è andata così". Max Verstappen si è qualificato in Q2 con gomme gialle e domani tenterà una strategia diversa per cercare di contrastare le Mercedes. Alle interviste ha detto: "Sono felice, partiremo con gomme differenti dagli altri e quindi si prospetta una gara interessante. Cercheremo di rendere la vita difficile agli altri".

GP d'Austria 2020 - Risultati delle Qualifiche (Primi dieci)

1. Bottas - Mercedes | 1:02.939
2. Hamilton - Mercedes | 1:02.951
3. Verstappen - Red Bull | 1:03.477
4. Norris - McLaren | 1:03.626
5. Albon - Red Bull | 1:03.868
6. Perez - Racing Point | 1:03.868
7. Leclerc - Ferrari | 1:03.923
8. Sainz - McLaren | 1:03.871
9. Stroll - Racing Point | 1:04.029
10. Ricciardo - Renault | 1:04.239

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F1, GP d'Austria - Hamilton vola anche nelle Libere 3

4 Ruote - Lug 04,2020

Lewis Hamilton ha ottenuto il giro più veloce anche nella terza e ultima sessione di prove libere del Gran Premio d'Austria, weekend inaugurale del Mondiale 2020.

Prologo alle qualifiche. L'inglese della Mercedes ha fermato il cronometro sull'1:04.130, precedendo di poco più di un decimo il compagno di squadra Bottas. Alle loro spalle troviamo la Red Bull di Max Verstappen e la Racing Point di Sergio Perez. La Ferrari si conferma in difficoltà, come evidenziato ieri nel corso delle prime prove libere. Leclerc ha ottenuto il quinto tempo, staccato di mezzo secondo, mentre Vettel è addirittura settimo con sette decimi di ritardo. Tra i due ferraristi si è infilato Albon, con l'altra Red Bull. Sorprendono in negativo le prestazioni dell'Alfa Romeo Racing, con Giovinazzi e Raikkonen rispettivamente in diciottesima e diciannovesima posizione. I due piloti del team di Hinwil sono staccati di oltre un secondo e mezzo da Hamilton. Sono riusciti a stare davanti solamente alla Williams di Latifi, il quale è andato a sbattere contro le barriere al sesto giro cronometrato.

Polemiche sul DAS Mercedes. A tenere banco, nel paddock, è ancora il DAS della Mercedes. L'innovativo sistema che permette ai piloti di regolare la convergenza durante la marcia è finito nuovamente sotto la lente di ingrandimento e la Red Bull Racing ha presentato reclamo ufficiale ieri sera. Tuttavia, la Federazione Internazionale ha rigettato il reclamo, affermando che: "Il sistema DAS non fa parte della sospensione, né si ritiene che influenzi il suo comportamento". Pertanto, il reclamo è stato considerato non fondato.

GP d'Austria 2020 - Risultati Prove Libere 3 (Primi dieci)

1. Hamilton - Mercedes | 1:04.130

2. Bottas - Mercedes | 1:04.277

3. Verstappen - Red Bull | 1:04.413

4. Perez - Racing Point | 1:04.605

5. Leclerc - Ferrari | 1:04.703

6. Albon - Red Bull | 1:04.725

7. Vettel - Ferrari | 1:04.851

8. Stroll - Racing Point | 1:04.918

9. Gasly - AlphaTauri | 1:04.949

10. Norris - McLaren | 1:04.950

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Fiat Virtual Casa 500 - Inaugurato online il nuovo museo del Cinquino

4 Ruote - Lug 04,2020

Il 4 luglio è una ricorrenza storica per la Fiat: si tratta, infatti, della data scelta dalla Casa per presentare le novità più importanti sulla 500, sin dal lancio del modello originale nel 1957. Quest'anno, gli eventi sono due: l'avvio delle conferme d'ordine della 500 elettrica La Prima cabrio, presentata lo scorso marzo, e l'avvio dell'iniziativa Virtual Casa 500. 

Un museo per la 500, prima digitale e poi reale. A 63 anni dal debutto assoluto della 500, il progetto Virtual Casa 500 rappresenta una celebrazione simbolica dell'icona italiana: la Fiat ha infatti creato un museo virtuale ambientato al quarto piano della Pinacoteca Agnelli a Torino, visitabile da PC, tablet e smartphone, che anticipa la struttura destinata a essere inaugurata nella primavera del 2021. Le aree tematiche previste per raccontare passato, presente e futuro della 500 sono 11: The legacy, Made of Italy, New 500 One-offs, Diary of an icon, A journey through 3 generations, New 500 experience, 500 design story, A story of social relevance, The future starts here, 500 vintage vibes e Open for change. Infine, è possibile conoscere da vicino la Nuova 500 elettrica attraverso un'esperienza in 3D e non mancano approfondimenti sulle one-off presentate da Armani, Bulgari e Kartell

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Liguria - Autostrade, code infinite per le verifiche alle gallerie: estese le esenzioni dai pedaggi

4 Ruote - Lug 04,2020

Ingorghi infiniti, soprattutto intorno al nodo di Genova, con alcune code arrivate a superare i 20 chilometri: in Liguria, le autostrade sono nel caos per i lavori di ispezione e manutenzione delle gallerie che il ministero delle Infrastrutture ha imposto alla concessionaria Aspi lo scorso 29 maggio. Le continue chiusure e riaperture, i cantieri, gli scambi di carreggiata stanno rendendo la vita impossibile agli automobilisti e ai trasportatori: i racconti sul traffico apocalittico di questi gorni si moltiplicano e i disagi sono tali che Autostrade per l'Italia stessa, a partire dal 3 luglio, ha deciso di estendere le esenzioni tariffarie a 150 chilometri di tracciato.

Un mese di calvario. Le code vanno avanti da inizio giugno, quando sono state attivate le prime verifiche, ma il colpo di grazia è arrivato un mese dopo, il 3 luglio, con la chiusura di un tratto della A10 Genova-Savona per un'ispezione programmata della galleria Borgonovo: l'interruzione, durata dalle prime ore del mattino alle 10, è bastata per mandare in tilt l'autostrada in vari punti e bivi. A quel punto il traffico si è spostato sulla viabilità ordinaria, creando incolonnamenti per 20 chilometri.

Le esenzioni. Le attività di verifica sui tunnel, anche "di particolare di intensità", andranno avanti almeno fino al 10 luglio, ovvero la scadenza imposta dal ministero. I disagi, pertanto, continueranno, anche perché, come ha ricordato l'ad di Autostrade per l'Italia Roberto Tomasi, effettuare tutti i controlli solo di notte è sostanzialmente impossibile. In virtù dei "rilevanti disagi" per gli automobilisti, e in accordo col ministero e la Regione, da sabato 4 luglio Aspi ha reso gratuite ulteriori tratte della rete ligure: in particolare, sono previste le esenzioni totali dei tratti dell'A12 e dell'A7 da Lavagna a Genova Ovest a Vignole Borbera, del tratto dell'A10 da Varazze a Genova Aeroporto e del tratto dell'A26 da Ovada all'allacciamento con l'A10. Solo per la giornata di sabato 4, per consentire di allineare le banche dati, l'esenzione sarà riconosciuta a fronte di una richiesta di rimborso da inviare alla casella di posta elettronica info@autostrade.it assieme alla ricevuta e alla targa dell'auto (per chi paga in contanti) o al numero del titolo per chi ha il Telepass. Dalla mezzanotte di sabato, invece, l'esenzione sarà automatica.

Lo scontro politico. Da tempo, la situazione delle autostrade liguri è anche fonte di frizioni tra istituzioni: dopo il collasso di venerdì, la Regione guidata da Giovanni Toti ha infatti inviato un'esposto-denuncia in procura e una diffida al ministero, chiedendo un tavolo per quantificare i danni subiti e predisporre un nuovo piano di controlli nelle gallerie. In ogni caso, il ministro Paola De Micheli ha confermato che i lavori si concluderanno entro il 10 luglio.

 

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Itinerari in auto - Da Pescara a Castel di Sangro, sorprese d'Abruzzo

4 Ruote - Lug 04,2020

Da zero a 2.793 metri d'altitudine in una giornata: l'Abruzzo consente anche di passare dalle spiagge del mar Adriatico a vette innevate percorrendo un centinaio di chilometri. Partendo da Pescara, infatti, ci si può addentrare nell'entroterra abruzzese fino ad arrivare a scalare montagne come il Monte Amaro: per i meno esperti, sono presenti svariati sentieri per escursioni meno impegnative. Chi non vuole cimentarsi nel trekking, invece, può visitare i diversi punti d'interesse lungo la strada, con la raccomandazione di controllare prima di partire gli orari d'apertura.

Dalle sponde dell'Adriatico alle pendici della Majella per scoprire i mille volti dell'Abruzzo, capaci sempre di stupire. Dalla città s'imbocca il Raccordo autostrada Chieti-Pescara (E80) in direzione dell'entroterra. Dopo pochi chilometri, lo si lascia per la s.p. 233, che sale a Chieti, una delle più antiche città d'Italia, fondata secondo la leggenda addirittura da Achille. Una lunga storia, ben raccontata dal Museo nazionale archeologico Villa Frigerj, che custodisce anche la statua del Guerriero di Capestrano (VI secolo a.C.).

Acque benefiche. Si torna quindi nella valle del Pescara fino a Scafa, dove inizia la s.r. 487, che si fa largo tra i primi rilievi del Parco nazionale della Majella per raggiungere Caramanico Terme, nel cui centro sorgono palazzi settecenteschi, eleganti fontane ornate da mascheroni e le belle chiese di San Domenico e San Nicola. A sottolineare la qualità di acque considerate benefiche già nell'antichità è l'Area faunistica lontra europea, dov'è possibile osservare la quotidianità di questi mammiferi. Nella frazione di Decontra parte il sentiero per l'eremo di San Bartolomeo in Legio (XIII secolo), il più facilmente raggiungibile tra i romitori sparsi in questa parte del massiccio della Majella. La s.r. 487 risale poi fino al Passo di San Leonardo e scende lungo il versante opposto della montagna fino a Pacentro, arroccata ai piedi del Castello Caldora.

Gioielli architettonici. In breve si entra a Sulmona, preziosa non solo per i suoi celebri confetti: sfoggia, infatti, gioielli come la Cattedrale di San Panfilo (XI secolo), l'area archeologica del Santuario a Ercole Curino, l'eremo di Sant'Onofrio, un gran numero di fontane e l'abbazia celestiniana di Santo Spirito a Morrone, a 5 km dal centro. Si riparte lungo la s.s. 17 diretta alla volta di Roccaraso, capitale dello sci abruzzese, che si raggiunge dopo aver attraversato l'altopiano delle Cinquemiglia. Ancora dieci chilometri ed ecco Castel di Sangro, con la sua bella chiesa di Santa Maria Assunta e il Museo civico Aufidenate, allestito nell'ex convento della Maddalena con reperti archeologici di varie epoche, dal Paleolitico al Medioevo. La struttura ospita anche un orto botanico e un presepe di scuola napoletana.

Da vedere: il monte Mileto, all'ombra della Majella. All'interno della dorsale appenninica, la Majella è il massiccio per certi versi più selvaggio. Salire sulla sua massima elevazione, il Monte Amaro (2.793 metri), richiede allenamento. L'accesso più comodo avviene da nord, dal Rifugio Pomilio (1.888 metri), passando per il Blockhaus e la Tavola dei Briganti, mete tra le più frequentate del comprensorio. Sul versante orientale della Majella, dove questa si va a saldare con il Gran Sasso, il piccolo borgo di Roccacaramanico (1.050 metri) è un'oasi di quiete. Dal paese, una facile escursione conduce sulla vetta del Monte Mileto, con un itinerario più fresco rispetto alla classica salita dal versante di Sulmona, tra l'altro devastato nell'estate del 2017 dagli incendi, e che offre fantastici panorami sulla Majella. Si attraversa l'abitato di Roccacaramanico e si continua per una strada sterrata che porta al vecchio cimitero e a una cappella. Si prosegue, poi si piega a sinistra per un viottolo (segnavia n. Q4) che offre un bel colpo d'occhio sul borgo. Dal primo bivio si sale a un rimboschimento, si continua a mezzacosta superando alcune pietraie, si traversa un fosso e si entra nella faggeta. Al secondo bivio (1.220 metri) s'inizia a salire per un sentiero a tornanti (segnavia n. Q6) e, oltre una radura, si continua con numerose svolte, con tratti ripidi e faticosi. Dove la pendenza diminuisce, si raggiunge il sentiero a mezzacosta che porta al rifugio di Casa Capoposto (1.755 metri), belvedere sul Monte Amaro. Si prende verso sud un viottolo erboso (ancora segnavia n. Q6) che passa a poca distanza da una croce e raggiunge la Capanna Diana e Tamara (1.778 metri), quindi si sale ancora tra i pascoli. A un bivio si va a sinistra (segnavia n. Q4), si costeggiano delle rocce, si tocca una sella (1.825 metri) e si sale al Monte Mileto (1.920 metri). Il sentiero tocca poi un'anticima (1.887 metri), scende per un ripido crinale, poi piega a sinistra entrando nel bosco. Si passa tra i faggi, ci si tiene a destra a un bivio e si raggiunge il Rifugio di Passo San Leonardo (1.300 metri). Un viottolo (segnavia n. Q8), infine, riporta a nord fino al percorso dell'andata. Partenza dell'escursione: Roccacaramanico (1.050 metri). Arrivo: Monte Mileto (1.920 metri). Dislivello: 870 metri. Durata: 2 ore e 45 minuti. Difficoltà: E (escursionistico).

IL VIAGGIO IN CIFRE

Distanza totale: 132,6 km

Tempo di percorrenza: 2 ore e 30 minuti (soste escluse)

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Rc auto - Dopo otto anni arriva il modello base

4 Ruote - Lug 03,2020

 

Ci sono voluti quasi otto anni, ma alla fine il contratto base dellRc auto, il modello di polizza con le clausole minime necessarie per adempiere allobbligo di assicurazione dei veicoli, che in teoria dovrebbe consentire ai consumatori di confrontare più facilmente le varie proposte sul mercato, è in dirittura darrivo. entrato in vigore oggi, infatti, il decreto del ministero dello Sviluppo economico, previsto da una legge del 2012, che ne fissa le caratteristiche.

 

 

Offerta su web. La legge del 2012 che introdusse il concetto di contratto base stabilisce che ciascuna impresa di assicurazione determina liberamente il prezzo del contratto base (ma anche delle condizioni aggiuntive, evidenziando la riduzione o l'incremento del premio conseguente alla stipulazione di ciascuna di esse) e formula, obbligatoriamente, la relativa offerta al consumatore anche tramite il proprio sito internet, ferma restando la libertà di offrire separatamente qualunque tipologia di garanzia aggiuntiva o diverso servizio assicurativo.

Obiettivo: confrontare. Lofferta deve utilizzare il modello elettronico predisposto, appunto, dal ministero dello Sviluppo economico in modo che ciascun consumatore possa ottenere un unico prezzo complessivo annuo. Tutto ciò per favorire la progressiva maggiore confrontabilità dell'offerta assicurativa.

 

 

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Lamborghini - Collaudi finali a Vallelunga per la SCV12

4 Ruote - Lug 03,2020

Si sono svolte sul circuito romano di Vallelunga le ultime sessioni di prove della Lamborghini SCV12, l'hypercar della Squadra Corse che sarà presentata ufficialmente alla fine di questo mese. Una vettura che ha visto la sua gestazione allinterno del reparto motorsport di SantAgata Bolognese: pensata e costruita senza compromessi, si potrà usare esclusivamente in pista.

 

 

Oltre 830 CV. Realizzata in poche decine di unità, la SCV12 vanta soluzioni ingegneristiche di derivazione racing: il suo V12 è in grado di erogare oltre 830 CV grazie al contributo della sovralimentazione dinamica alle alte velocità. La gestione della potenza è affidata a un inedito cambio portante a sei rapporti alloggiato trasversalmente sul retrotreno che, in abbinamento alla trazione posteriore, garantisce compattezza, continuità strutturale e una maggiore rigidezza torsionale. Secondo Andrea Caldarelli, pilota Lamborghini che insieme a Andrea Mapelli e Emanuele Pirro ha contribuito allo sviluppo dinamico, la SCV12 vanta un ottimo rapporto peso/potenza, anche per merito del nuovo telaio monoscocca di fibra di carbonio, progettato appositamente per la vettura.

Agile tra i cordoli. Guardandola girare nella parte più tecnica del tracciato romano, ovvero nelle curve "Tornantino", "S" e "Roma" la SCV12 si muove agilmente, non si rilevano sbavature o incertezze nei cambi di direzione e non si notano evidenti correzioni nella guida da parte del pilota. Il crono del telefono fa registrare un ottimo 1:29 sul giro, merito che va diviso tra le qualità di Andrea Caldarelli, che poco prima del lockdown ha conquistato il gradino più alto del podio alla 24 Ore di Daytona, e le soluzioni ispirate dai prototipi da competizione: per esempio, le sospensioni posteriori push-rod ancorate direttamente al cambio. I pneumatici slick realizzati appositamente dalla Pirelli sono montati su cerchi di magnesio da 19" allanteriore e da 20" al posteriore.

Più downforce di una GT3. Laerodinamica dellSCV12 è figlia dellesperienza della Lamborghini Squadra Corse nelle competizioni GT e assicura un livello di efficienza e deportanza superiore a quello di una vettura GT3. Il cofano anteriore presenta la doppia presa daria con costola centrale, tipica delle Huracán da competizione, che separa i flussi di aria calda provenienti dal radiatore e convoglia laria fredda verso lairscoop posto al centro del tetto. Sempre allanteriore spiccano lo splitter e le due appendici laterali; sulle fiancate, i flussi destinati al raffreddamento di motore e cambio sono stati ottimizzati attraverso lutilizzo di pinne verticali. Completa il pacchetto aerodinamico la grande ala posteriore dal doppio profilo realizzata di carbonio e interamente regolabile.

Cuore a dodici cilindri. Una volta rientrata la vettura al box, abbiamo apprezzato il lavoro dei tecnici del Centro Stile Lamborghini, che dalla nascita della Squadra Corse ha firmato tutte le vetture racing di SantAgata Bolognese. Sulla SCV12 spiccano linee filanti ma al contempo nervose e dinamiche, che uniscono il fascino dei prototipi anni 70 a elementi tipici della Casa. Gli interni, ultraleggeri e dal design futuristico, mescolano un design raffinato con le impostazione di vera macchina da corsa, caratteristiche evidenti nel volante con display e manettini che ricordano quello di un prototipo per la 24 Ore di Le Mans. Non va dimenticato lelemento dominante, il cuore di questa vettura: il V12, infatti, è il vero fil rouge che collega tutta la storia Lamborghini dal 1963 ad oggi. Dalla 350 GT all'attuale Aventador SVJ, passando per Miura, Countach e Diablo. La SCV12, acronimo di Squadra Corse V12, rappresenta non solo il più ambizioso progetto mai realizzato dal reparto motorsport di SantAgata Bolognese, ma anche un omaggio alle sue vetture di ispirazione racing, come le Miura Jota e Diablo GTR.

Club esclusivo. I fortunati clienti che acquisteranno la SCV12 entreranno a far parte di un esclusivissimo club che fornirà le chiavi daccesso a programmi di guida dedicati nei più prestigiosi circuiti del mondo con lassistenza dello staff tecnico della Squadra Corse e il supporto di Emanuele Pirro, cinque volte vincitore della 24 Ore di Le Mans e tutor deccezione per i clienti-piloti. 

 

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Biciclette - Ecco come si trasportano sullauto

4 Ruote - Lug 03,2020

Portabici, portasci e portabagagli possono essere liberamenti applicati alla macchina senza alcuna formalità. Non modificando le caratteristiche tecniche dellauto, infatti, non comportano laggiornamento della carta di circolazione né, quindi, la visita e prova in una sede della motorizzazione civile.

Targa completamente visibile. Per il loro utilizzo, però, bisogna rispettare le norme generali del Codice della strada: non devono occultare, nemmeno parzialmente, la targa e i dispositivi di segnalazione e illuminazione, devono essere saldamente ancorati alla carrozzeria, non avere elementi orientati allesterno in grado di agganciare pedoni, ciclisti e motociclisti e rientrare nei limiti di sagoma e di massa previsti dal Codice della strada.

Le regole sulla sporgenza. Per quanto riguarda la sagoma, il Codice prevede i seguenti vincoli:
- divieto di sporgenza longitudinale anteriore;
- sporgenza longitudinale posteriore ammessa fino al 30% della lunghezza del veicolo (da segnalare con un pannello quadrangolare a strisce diagonali bianche e rosse rivestito di materiale riflettente oppure con due pannelli, ai lati, se la sporgenza riguarda lintera larghezza del veicolo);
- sporgenza laterale ammessa fino a 30 cm dal bordo esterno delle luci di posizione
- altezza complessiva (auto + carico) ammessa fino a 4 metri.

I limiti di massa. Il limite di massa, invece, è specifico per ciascuna auto ed è indicato sulla carta di circolazione (con una tolleranza del 5%) ma in genere con le biciclette il problema della massa non si pone mai. I portabici possono essere applicati anche al gancio di traino nel rispetto del carico verticale ammesso sul gancio (indicato anche nella targhetta di identificazione).

Non ammessa la targa ripetitrice. Una delle questioni più dibattute in rete riguarda la possibilità di utilizzare una targa ripetitrice nel caso in cui il portabici o il carico occultino, anche parzialmente, quella dellauto. La norma non lo ammette, visto che la targa ripetitrice è applicabile unicamente ai carrelli appendice (e ai rimorchi immatricolati prima del 20 febbraio 2013). Dunque, anche ammettendo di poter ottenere dalla motorizzazione civile una placca di questo tipo poiché il veicolo è dotato di gancio traino (per ottenerla, tra laltro, non è necessario dimostrare la proprietà o la disponibilità di un carrello) non è consentito applicarla al portabici (né, tantomeno, si può ricorrere a una autocostruita). La norma, infatti, ne ammette questo particolare uso, in deroga alla regola generale, solo sugli accessori applicati posteriormente a sbalzo sul gancio dei bus gran turismo e di linea. Misteri italiani.
Semmai, se laccessorio è applicabile al gancio traino e ed è dotato di portatarga illuminato, si può applicare su di esso la targa posteriore dellauto.

Multa di 87 euro e tre punti. Per quanto riguarda le multe, l'uso della ripetitrice su un portabici, ancorché non ammesso, non è specificatamente sanzionato. Ma si ritiene applicabile la multa prevista dall'articolo 164 del Codice relativa al carico mal sistemato che maschera la targa: 87 euro (60,90 con lo sconto) e la perdita di tre punti della patente.

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Esame di maturità - Diteci la vostra sulla Nissan Qashqai II serie

4 Ruote - Lug 03,2020

La Nissan Qashqai nasce in un periodo non facile per la Casa giapponese, anche se lalleanza con la Renault e la cura Ghosn creano un terreno fertile allo sviluppo di nuove idee. Nellottobre del 2006, quando viene presentata, questa crossover di segmento medio appare ai più come una scommessa, ma comè andata a finire è noto: la Qashqai è diventata un successo e ha ridato nuova linfa alla Nissan costringendo, gli altri costruttori a scendere sullo stesso terreno (di fatto, una nuova categoria) con modelli analoghi. Nel 2014 viene lanciata sul mercato la seconda generazione ed è proprio di questa che ci occupiamo in questo servizio. Dopo Fiat 500, Ford Fiesta, Fiat Panda, Volkswagen Golf, BMW Serie 3, Opel Corsa E, Audi A4 (B9), Jeep Renegade, Mini III Serie e Peugeot 208, ora è la giapponese a passare sotto la lente d'ingrandimento.

Ai proprietari (o ex) di Qashqai a due o quattro ruote motrici, benzina o diesel, ci rivolgiamo, dunque, per chiedere un giudizio su questo modello. Vi ha soddisfatto? Avete qualche critica da fare? L'avete ricomprata? Partecipate alla nostra indagine i cui voti saranno espressi secondo la collaudata formula delle prove di Quattroruote: ovvero le stelle, da una a cinque. E, se desiderate raccontare le vostre esperienze, lasciate un commento nellapposita sezione: li leggiamo tutti. Grazie per lattenzione che sempre ci rivolgete e... buon sondaggio!

 

 

 

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Skoda Octavia RS - Presentate le varianti benzina e diesel

4 Ruote - Lug 03,2020

La Skoda Octavia introduce nella gamma due nuove varianti sportive. Dopo aver annunciato la RS iV plug-in hybrid, vengono infatti rese disponibili anche le varianti benzina e diesel tradizionali già offerte nella serie precedente.

Tre varianti. La RS a benzina utilizza il 2.0 TSI da 245 CV e 370 Nm, mentre la 2.0 TDI adotta la più recente unità da 200 CV e 400 Nm. Per la 2.0 TSI è prevista la scelta tra il cambio manuale sei marce e quello automatico DSG sette marce abbinati alla sola trazione anteriore, mentre la 2.0 TDI propone la scelta tra la trazione anteriore o integrale con torque vectoring posteriore, ma la trasmissione è solo automatica Dsg. I dati relativi a prestazioni e consumi non sono ancora stati diffusi in forma completa.

Dotazioni ricche per le sportive berlina e wagon. Le versioni benzina, ibrida e diesel sono identiche dal punto di vista estetico, con le finiture specifiche dell'allestimento RS e i particolari aerodinamici. La ibrida di fatto si riconosce solo per lo sportello di ricarica. Lo stesso vale per l'abitacolo, dove a dominare è il colore nero. La dotazione di serie include i cerchi da 18" (da 19" in opzione), i gruppi ottici Matrix Led, i sedili anteriori sportivi in tessuto (con quelli in Alcantara opzionali), le finiture interne a effetto carbonio, il Virtual Cockpit con grafica Sport dedicata, la modalità di guida RS, il pacchetto completo di Adas di livello 2, il servosterzo progressivo e l'assetto ribassato di 15 mm (con sospensioni DCC elettroniche a richiesta). 

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F1, GP Austria - Venerdì di prove nel segno della Mercedes

4 Ruote - Lug 03,2020

Nella seconda sessione di prove libere del Gran Premio d'Austria, la Mercedes ha confermato quanto di buono ha già mostrato durante il mattino a Spielberg. Lewis Hamilton è stato il più veloce con 1:04.304 e ha preceduto di quasi due decimi il compagno di squadra, Valtteri Bottas. Alle spalle delle vetture del team anglo-tedesco troviamo Sergio Perez, con la Racing Point.

Racing Point sugli scudi. Qualcuno ha già ironizzato parlando di tre Mercedes davanti a tutti, facendo riferimento alla polemica sulla grande somiglianza della Racing Point a quella che era la Mercedes W10 dello scorso anno. Un "passaggio di tecnologia" tra le due squadre piuttosto evidente, in grado di far fare al team di Stroll e Perez un grande passo in avanti in classifica e stare addirittura davanti a Vettel oggi. Il tedesco della Ferrari è riuscito a limitare i danni in questa seconda sessione, ma il gap di sei decimi su un circuito corto come quello di Spielberg pesa davvero tanto. Ancora più indietro Leclerc, nono in classifica con un distacco di quasi un secondo dalla Mercedes.

Red Bull in difficoltà. Prima giornata da dimenticare per la Red Bull Racing che, sul circuito di casa, non riesce a ripetere le stesse prestazioni dello scorso anno. Verstappen non è andato oltre l'ottavo tempo e Albon non ha fatto meglio, chiudendo addirittura tredicesimo, alle spalle della AlphaTauri di Daniil Kvyat. Si confermano più veloci del previsto sia le McLaren che le Renault, in attesa di capire se avranno le carte in regola per rifare gli stessi tempi domani, in qualifica.

GP d'Austria 2020 - Risultati Prove Libere 2 (Primi dieci)

1. Hamilton - Mercedes | 1:04.304
2. Bottas - Mercedes | 1:04.501
3. Perez - Racing Point | 1:04.945
4. Vettel - Ferrari | 1:04.961
5. Ricciardo - Renault | 1:04.972
6. Norris - McLaren | 1:05.087
7. Stroll - Racing Point | 1:05.135
8. Verstappen - Red Bull | 1:05.215
9. Leclerc - Ferrari | 1:05.298
10. Sainz - McLaren | 1:05.352

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Fiat - Presentata a Mattarella la 500 elettrica

4 Ruote - Lug 03,2020

I vertici di FCA hanno presentato oggi al capo dello Stato Sergio Mattarella la Nuova Fiat 500 elettrica. All'evento, svoltosi in mattinata al Quirinale, hanno partecipato John Elkann, presidente di FCA, Pietro Gorlier, responsabile delle attività europee, e Olivier Francois, presidente del marchio Fiat.

Vigilia importante. La vettura mostrata al Presidente della Repubblica è un esemplare in carrozzeria cabriolet della serie limitata La Prima con livrea Celestial Blue. L'evento si è tenuto alla vigilia di una data importante per il cinquino: domani, sabato 4 luglio, ricorrerà infatti il tredicesimo anniversario della presentazione della riedizione moderna della 500, avvenuta nel 2007.

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F.1, GP d'Austria - La Mercedes vola nelle prime prove libere

4 Ruote - Lug 03,2020

La prima sessione di prove libere del Gran Premio d'Austria ha ufficialmente dato il via al Mondiale di Formula 1 2020. La Mercedes ha cambiato livrea - ora in versione all-black - ma tutto il resto è rimasto uguale a quanto aveva già fatto vedere nei test invernali. La W11 ha subito mostrato la sua competitività, permettendo a Lewis Hamilton di segnare il miglior tempo, con tre decimi di vantaggio sul compagno, Valtteri Bottas.

Mercedes detta il passo. Il team campione del mondo in carica non ha perso il proprio smalto e ha anzi ribadito la sua forza, non solo con i migliori tempi cronometrati - che sono destinati comunque a calare - ma anche con la costanza di rendimento e la facilità con cui si è arrivati ad avere un assetto bilanciato. Alle spalle della Mercedes troviamo Max Verstappen con la Red Bull, mentre a sorpresa troviamo due McLaren tra i primi sei, con Carlos Sainz quarto e Norris sesto. Tra di loro, la Racing Point di Perez.

Ferrari a centro gruppo. Prima sessione negativa per la Ferrari che è scesa in pista al Red Bull Ring con una vettura praticamente identica a quella vista nei test invernali, senza evidenti aggiornamenti. La SF1000 non sembra all'altezza degli avversari per il momento e i due piloti del Cavallino sono rimasti attardati rispetto a tutti gli altri, con Charles Leclerc decimo e Sebastian Vettel dodicesimo. Anche se è vero che i tempi di questa prima sessione non sono ancora attendibili, sorprende vedere la Ferrari csì indietro in classifica, addirittura dietro anche alla Haas. Anche alla Scuderia AlphaTauri l'inizio non è stato entusiasmante, con Pierre Gasly sedicesimo - e autori di un testacoda - e Daniil Kvyat penultimo, davanti solo a Grosjean che è riuscito a fare solo sei giri, a causa di un problema tecnico.

La seconda sessione di prove libere del GP dAustria si svolgerà nel pomeriggio, a partire dalla ore 15, e sarà trasmessa in diretta sulla pay-tv Sky, al canale 207.

GP Austria 2020 Risultati Prove Libere 1 (Primi dieci)

1. Hamiton - Mercedes | 1:04.816

2. Bottas - Mercedes | 1:05.172

3. Verstappen - Red Bull | 1:05.418

4. Sainz - McLaren | 1:05.431

5. Perez - Racing Point | 1:05.512

6. Norris - McLaren | 1:05.621

7. Albon - Red Bull | 1:05.701

8. Ricciardo - Renault | 1:05.701

9. Magnussen - Haas | 1:05.907

10. Leclerc - Ferrari | 1:06.074

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Ionity - A Forlì la prima stazione di ricarica rapida vicino a un centro commerciale

4 Ruote - Lug 03,2020

La joint venture Ionity, in collaborazione con la Igd Siiq S.p.A., società specializzata nel settore immobiliare, ha aperto a Forlì, in Emilia-Romagna, la prima stazione di ricarica Hpc (High Power Charging) in prossimità di un centro commerciale italiano. Nello specifico, si tratta del Punta di Ferro, una struttura che occupa una superficie di circa 21 mila metri quadrati.

Ricarica rapida. In ordine di tempo, quella di Forlì è la settima infrastruttura Ionity aperta nel nostro Paese. Situata in una posizione strategica per le città di Bologna e Rimini, appena fuori dallautostrada A14, la stazione usa solo elettricità rinnovabile ed è dotata di quattro colonnine da 350 kW ciascuna, con connettori compatibili con gli standard europei Ccs Combo (Combined Charging Systems). Nel corso dellanno, la joint venture che coinvolge i gruppi BMW, Daimler, Ford e Volkswagen prevede di introdurre nuove stazioni di questo tipo in Italia, nonché di ampliare ulteriormente la propria rete europea attualmente giunta a 400 strutture in 24 Paesi, 246 delle quali Hpc.

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Incentivi auto - Il governo trova l'accordo: bonus anche per l'acquisto di Euro 6

4 Ruote - Lug 03,2020

I partiti della maggioranza di governo hanno raggiunto l'accordo definitivo sull'impalcatura del pacchetto di incentivi per il settore auto. L'intesa, raggiunta ieri sera al termine dei lavori sugli emendamenti al decreto Rilancio da parte della commissione Bilancio della Camera, comprende sussidi anche per le vetture Euro 6 (così da ridurre lo stock di invenduto) e il contestuale rafforzamento dei bonus per elettriche e ibride.  

Le cifre e le condizioni. In sostanza, è stato accolto, con alcune modifiche, l'emendamento originario di Pd, Italia Viva e Leu che prevedeva incentivi per un massimo di 4 mila euro, di cui 2 mila come contributo statale e altri 2 mila sotto forma di sconto garantito dai concessionari, in caso di rottamazione di un veicolo con oltre 10 anni di vita. Tuttavia, come emerso negli ultimi giorni, il sussidio pubblico sarà ridotto a 1.500 euro lasciando invariato lo sconto di 2.000 euro del concessionario, per un incentivo totale di 3.500 euro, che sarebbe dimezzato in assenza di rottamazione. A essere incentivate saranno le vetture Euro 6 con emissioni di CO2 fra i 61 e i 110 g/km.

Ora tocca alla Camera. Il provvedimento, insieme ad altre misure, dovrebbe essere approvato oggi e quindi passare all'esame della Camera a partire da lunedì. Tuttavia non manca un ultimo ostacolo legato alle coperture finanziarie: per questo motivo non è ancora escluso che gli incentivi per l'auto slittino e vengano inseriti in un altro decreto allo studio del governo che disponga un ulteriore scostamento del bilancio statale.

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Auto elettriche - Tesla chiede ai fornitori di aumentare la produzione di batterie

4 Ruote - Lug 03,2020

La Tesla starebbe chiedendo ai propri fornitori di aumentare la produzione di batterie per far fronte a una netta crescita della domanda dei propri modelli elettrici. In particolare, secondo quanto riportato dalla Reuters, la LG Chem sarebbe pronta a convertire alcuni impianti in Corea del Sud proprio a questo scopo. Nessuna delle due aziende, già legate da una partnership, ha per il momento confermato la notizia.

Il precedente della Pasnasonic. La società coreana fabbrica accumulatori destinati alle vetture di Elon Musk nello stabilimento di Nanchino, in Cina. Tra i fornitori della Tesla figurano anche altri due colossi del settore: la cinese Catl e la Panasonic. Proprio con quest'ultima, la Casa californiana ha appena concluso un nuovo accordo, motivato appunto dalla necessità di accrescere i volumi per supportare la produzione e le vendite, entrambe in aumento, stabilendo nuovi obiettivi.

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Dodge SRT - Nuove versioni per Challenger, Charger e Durango - VIDEO

4 Ruote - Lug 03,2020

La Dodge presenta negli Stati Uniti nuove varianti SRT dei modelli Challenger, Charger e Durango. Sono evoluzioni dei modelli già noti, che per il Model Year 2021 aggiungono finiture e particolari rivisti, con sempre maggiore attenzione all'aspetto prestazionale: si tratta della Challenger SRT Super Stock, della Charger SRT Redeye e della Durango SRT Hellcat.

807 CV per la Challenger SRT Super Stock. La Dodge Challenger SRT Super Stock deriva dalla Hellcat Redeye e utilizza il medesimo V8 6.2 Hemi con cambio automatico otto marce in una nuova versione da 807 CV. Tutte le modifiche sono pensate per ottimizzare le prestazioni in accelerazione: carrozzeria Wide Body, cerchi 11x18" con pneumatici semi slick Nitto 315/40, impianto frenante Brembo, differenziale autobloccante con rapporti finale accorciato e nuovo assetto ottimizzato per i pneumatici dedicati e dotato di regolazioni elettroniche specifiche in Track Mode degli ammortizzatori Bilstein. La Super Stock tocca le 60 miglia da fermo in 3,25 secondi e impiega 10,5 secondi per percorrere i 400 metri, mentre la velocità è autolimitata a 269 km/h per via dei pneumatici utilizzati. Le funzioni Launch Assist, Line Lock, Torque Reserve, SRT Power Chiller e Race Cooldown già viste sulla Demon sono state mantenute.

325 km/h per la Charger SRT Redeye. La berlina Charger guadagna la denominazione SRT Redeye e compie un ulteriore balzo prestazionale fino al livello record di 797 CV erogati dal V8 6.2 Hemi. Con 325 km/h di punta massima e 10,6 secondi per percorrere i 400 metri da fermo, diventa la più veloce Charger nella storia del modello, ma rimane comunque nel listino americano anche la Hellcat in versione aggiornata da 717 CV. La Redeye include di serie la carrozzeria Widebody, il sistema SRT Power Chiller, i cerchi da 20" con pneumatici 305/35 e il cambio automatico rinforzato. Cofano e paraurti sono stati modificati per fornire il necessario flusso d'aria al powertrain, mentre l'assetto offre nuovi ammortizzatori Bilstein a controllo elettronico. Gli interni, infine, propongono finiture esclusive e il nuovo tachimetro tarato fino a 220 miglia orarie, pari a 352 km/h. 

710 CV per la Durango più potente di sempre. Per il solo Model Year 2021, la Dodge offrirà sul mercato anche la Durango SRT Hellcat, una versione speciale della Suv che utilizza il propulsore Hemi V8 6.2 nella variante da 710 CV. La trasmissione è sempre quella automatica otto marce e, nonostante le dimensioni della vettura, è possibile passare da 0 a 60 miglia orarie in 3,5 secondi e percorrere i 400 metri da fermo in 11,5 secondi con una velocità massima di 288 km/h. Frontale, gruppi ottici e pacchetto aerodinamico sono inediti, così come i particolari interni e l'infotainment Uconnect 5 con display da 10,1 pollici comune a tutti i modelli della Durango appena aggiornati dal restyling. 

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