Tesla - Nuovi investimenti in Nevada per produrre il Semi e le celle 4680

4 Ruote - Gen 25,2023

Da mesi, si parla molto di un'ulteriore espansione della rete produttiva per la Tesla, con presunti progetti di nuove fabbriche tra Indonesia, India, Canada o Corea del Sud. Intanto, però, il primo passo concreto della Casa texana riguarda l'ampliamento della prima gigafactory, a Reno (Nevada). Grazie a un investimento da oltre 3,6 miliardi di dollari (3,3 miliardi di euro al cambio attuale), saranno realizzati due nuovi impianti produttivi e gli organici saranno rafforzati con altre 3 mila assunzioni. 

Il progetto. Nello specifico, il progetto prevede la costruzione di una linea di assemblaggio destinata appositamente alla motrice Semi e, soprattutto, di una fabbrica per la produzione delle celle 4680: chiamate così perchè hanno un diametro di 46 mm e un'altezza di 80 mm, sono destinate a imprimere una svolta al settore grazie a un deciso miglioramento della potenza, della densità e dell'autonomia. La nuova struttura avrà una capacità di 100 GWh, un volume sufficiente a garantire la fornitura di batterie per 1,5 milioni di veicoli l'anno.

La storia di Reno. Il nuovo investimento amplia dunque un impegno risalente ormai al 2014, quando la Tesla svelò un piano per investire 3,5 miliardi di dollari sulla costruzione di una gigafactory da 35 GWh, abbastanza per garantire almeno 6.500 posti di lavoro, fornire circa 500 mila veicoli l'anno e coprire l'intera produzione globale di batterie del 2013. In quasi nove anni sono stati investiti complessivamente 6,2 miliardi di dollari per realizzare l'impianto, ampliarlo progressivamente (attualmente copre una superficie di oltre mezzo milione di metri quadrati) e aumentare volumi produttivi e forza lavoro. Finora, gli oltre 11 mila dipendenti hanno prodotto 7,3 miliardi di celle (oltre 37 GWh all'anno), 1,5 milioni di batterie, 3,6 milioni di propulsori e 1 milione di moduli fotovoltaici (per un totale di 14 GWh)

 

Categorie: 4 Ruote

L'intervista - Cestaro (Skoda): Interesse per connettività e sicurezza attiva

4 Ruote - Gen 25,2023

Veronese, classe 1965, laureato in Economia, Alberto Cestaro è entrato nel Volkswagen Group Italia ricoprendo prima il ruolo di zone manager Audi, poi di responsabile Group fleet sales. Dal 2010 responsabile flotte Audi, dall'aprile 2020 è diventato head of Skoda fleet & used car business.

Anche nel 2022 avete registrato tempi di consegna più lunghi per le flotte?
La dilatazione dei tempi di consegna, iniziata durante le prime chiusure per la pandemia e proseguita per la carenza di semiconduttori, ha impattato in modo sensibile anche i primi tre trimestri del 2022. Negli ultimi mesi dell'anno, le forniture da parte di Skoda Auto sono aumentate, ma ovviamente scontano la coda lunga dei numerosi ordini in attesa di consegna. Ci aspettiamo che il 2023 porti un sensibile miglioramento su questo fronte. In ogni caso, Skoda Italia non ha mai fatto distinzione tra clienti, per cui tutti, retail e flotte, sono coinvolti allo stesso modo da questa situazione transitoria.

Quali sono le alimentazioni alternative e le tecnologie di bordo più richieste dai fleet manager?
Sul fronte delle alimentazioni alternative registriamo un costante aumento dell'interesse per le motorizzazioni Phev che proponiamo sulla gamma Octavia, la nostra best-seller nelle flotte, e sulla Superb, la nostra ammiraglia tra le grandi wagon. Ovviamente, iniziamo a muoverci anche sul fronte del puro elettrico e, da questo punto di vista, l'arrivo in gamma di Enyaq Coupé iV, che si è aggiunta alla versione più tradizionale, è stato sicuramente un elemento importante. Un modello che colpisce per stile, performance ed efficienza e che si inserisce direttamente nelle policy aziendali per il management, fungendo perfettamente anche da volano di notorietà per tutta la gamma. Sul fronte delle tecnologie di bordo, si mantiene alto l'interesse per la connettività e la sicurezza attiva, ritenuti ormai imprescindibili per le aziende. Da questo punto di vista le nostre versioni Executive, che offrono di serie navigatori connessi, interfaccia smartphone wireless, possibilità di controllo veicolo tramite app e una completa serie di Adas, sono da anni molto apprezzate da professionisti e aziende.

Captive e noleggiatori multimarche: come sono i vostri rapporti con queste realtà differenti?
La realtà del noleggio a lungo termine è sempre più variegata e presente nel mondo flotte e presso le aziende. Per gestire al meglio le esigenze del cliente, mettiamo a disposizione di tutte le società di Nlt prodotto e condizioni competitive, cercando di lavorare al meglio con tutti, forti di un ottimo rapporto consolidato con le principali realtà del settore, che a loro volta riconoscono buone quotazioni ai modelli della gamma Skoda. La captive è invece il partner più prossimo alla concessionaria, per cui il Nlt nei confronti del cliente retail passa totalmente dalla captive stessa. Il cliente corporate che valorizza i servizi intrinsechi della marca, sempre veicolati tramite la captive, fa una scelta di prodotto e attraverso le gare si aggiudica il fabbisogno tramite le società di Nlt che meglio rispondono ai termini del capitolato. In questo caso la captive e le varie società Nlt si confrontano alla pari.

Categorie: 4 Ruote

Ricarica di elettriche e plug-in - Accordo tra Enel X Way e Toyota per la wallbox domestica

4 Ruote - Gen 25,2023

Enel X Way, la società di Enel dedicata alla mobilità elettrica, e la Toyota hanno sottoscritto una partnership in base alla quale ai clienti di vetture elettriche ibride plug-in del costruttore giapponese (Lexus comprese) saranno rese disponibili soluzioni tecnologiche per la ricarica delle batterie. SI tratta, in particolare, dell'introduzione nella gamma di accessori della Casa della WayBox Procellular da 7,4 kW, una wallbox domestica dotata di tre anni di garanzia, che può essere connessa via wi-fi, Bluetooth o Sin card alla piattaforma di controllo e monitoraggio delle infrastrutture di ricarica di Enel X Way, così da assicurarne l'assistenza anche da remoto. La gestione delle operazioni di ripristino del livello energetico delle batterie può essere effettuata tramite l'app JuicePass di Enel X Way.

Il pacchetto. I clienti Toyota e Lexus potranno anche acquistare nelle concessionarie dei relativi marchi il JuicePack Street, un voucher da 1.385 kWh per la ricarica pubblica dei veicoli da utilizzare presso le colonnine Enel X Way e di tutti i provider che hanno accordi di interoperabilità con l'app JuicePass. Il pacchetto ha validità di dodici mesi e prevede, oltre alla possibilità di prenotare i punti di ricarica, una card, recapitata direttamente al domicilio del cliente.

Categorie: 4 Ruote

BMW M3 CS - 40 cavalli in più, 20 chili in meno: ecco la versione definitiva

4 Ruote - Gen 25,2023

Archiviate le celebrazioni per i cinquant'anni del reparto M, la BMW non si ferma e rinnova un altro classico della propria gamma sportiva: la M3 CS. Erede di una filosofia di successo, questa serie limitata unisce alcune delle caratteristiche viste sulla specialistica M4 CSL a trazione posteriore con elementi personalizzati esclusivi. La produzione del nuovo modello sarà avviata nel mese di marzo.

550 CV per il sei in linea. Partendo dalla base della M3 Competition da 510 CV i tecnici del reparto Motorsport hanno prima di tutto evoluto il sei cilindri, portandolo agli stessi 550 CV e 650 Nm della M4 CSL grazie alla maggiore pressione di sovralimentazione e alla messa a punto specifica dell'elettronica. La coppia massima è erogata in maniera costante da 2.750 a 5.950 giri, mentre il limitatore è posizionato a quota 7.200 giri. L'impianto di scarico, dotato di valvole attive, prevede un terminale in titanio (più leggero di 4 chilogrammi rispetto a quello di serie) e i quattro finali con finitura specifica in tinta nero opaco.

Solo automatica e integrale. Il motore della M3 CS è abbinato esclusivamente al cambio automatico a otto marce M Steptronic (a sua volta dotato di messa a punto dedicata) e alla trazione integrale M xDrive, con differenziale posteriore Active M e taratura specifica. Come le altre versioni della M3, anche la CS può passare dalla modalità 4WD alla 4WD Sport (con un maggiore invio di coppia verso l'asse posteriore) fino all'impostazione 2WD, che disattiva il DSG e rende la vettura una posteriore pura. Per quello che riguarda le prestazioni, la M3 CS ottiene cifre ancora migliori rispetto alle altre varianti: i 100 km/h si raggiungono in 3,4 secondi, mentre per toccare i 200 km/h ne servono 11,1. La CS è inoltre dotata di serie dell'M Driver's Package e la velocità massima è quindi limitata elettronicamente a 302 km/h.

Assetto specifico per fare sul serio. La dotazione di serie include elementi chiave per migliorare ulteriormente il piacere di guida e gestire al meglio le maggiori prestazioni rispetto alla Competition: troviamo quindi supporti motore specifici, tarature dedicate dell'elettronica e un'inedita combinazione di angoli caratteristici, ammortizzatori, molle e barre antirollio. Anche il software delle sospensioni e del servosterzo M Servotronic è stato totalmente riscritto per lavorare al meglio con le modifiche di carattere meccanico. L'impianto frenante con pinze rosse o nere è quello tradizionale in acciaio denominato M Compound, mentre quello carboceramico rimane opzionale. Per il gruppo ruota sono previsti infine cerchi in lega forgiati da 19" anteriori e 20" posteriori (con finitura Gold Bronze o Matt Black e design specifico) abbinati a pneumatici 275/35 e 285/30: i clienti potranno scegliere indifferentemente tra gomme semi-slick o stradali ad alte prestazioni.

20 kg in meno grazie al carbonio. Come da tradizione dei modelli M in allestimento CS, non poteva mancare un lavoro sulla riduzione del peso, che grazie all'apporto di materiali nobili ha consentito di limare circa 20 chilogrammi rispetto alla Competition. La M3 CS è infatti dotata del tetto, del cofano motore, dello splitter, delle prese d'aria, delle calotte degli specchietti, dello spoiler posteriore e del diffusore in fibra di carbonio.

Dentro è estrema anche nel look. Nell'abitacolo, inoltre, sono previsti una console centrale specifica e nuovi paddle, sempre in carbonio. Di serie la vettura adotta anche i sedili anteriori M Carbon regolabili e riscaldabili elettricamente, rivestiti in pelle Merino, con uno speciale schema cromatico rosso e nero e cuciture a contrasto. Gli abbinamenti di colore sono ripresi anche per il divano posteriore, per la plancia e per i pannelli delle portiere. Fanno sempre parte della dotazione di serie le cinture di sicurezza con i colori M, i battitacco personalizzati e il padiglione in tinta antracite. Il volante è infine rivestito in Alcantara con marker centrale rosso. La plancia, dotata del più recente Curved Display, con doppio schermo da 12,3 e 14,9 pollici, ospita anche il comando rapido Setup per raggiungere le schermate di configurazione e l'infotainment include la sezione M Drive Professional, con le funzioni di telemetria M Drift Analyzer e M Laptimer.

Solo quattro colori per la serie limitata. I clienti potranno scegliere soltanto quattro tinte per la carrozzeria dell'M3 CS: La selezione include il Signal Green, il Brooklyn Grey Metallic, il Sapphire Black Metallic e l'esclusivo opaco Frozen Solid White Metallic, che viene proposto unicamente per questa serie limitata. Per tutte è previsto il contrasto con gli elementi in carbonio, evidenziato in particolar modo dalle due fasce sul cofano motore. inoltre previsto un doppio rene specifico, dotato di finiture rosse e di loghi M3 CS, abbinato ai Led gialli dei gruppi ottici Laserlight già visti sulla sorella maggiore M5 CS da 635 CV.

Categorie: 4 Ruote

Volkswagen ID.3 - Il restyling esce allo scoperto

4 Ruote - Gen 24,2023

La Volkswagen ha in programma il restyling ID.3 e ha già diffuso i bozzetti della vettura aggiornata, per la quale il debutto è previsto in primavera. A ulteriore conferma di queste previsioni, è stato avvistato per la prima volta su strada un prototipo della elettrica dal look rivisitato.

Allo scoperto con il nuovo frontale. Già pre-ordinabile in Germania con prezzi a partire da 43,995 euro, la ID.3 restyling è subito riconoscibile per il design più dinamico dei paraurti e del cofano. Le prese d'aria e le rinnovate linee sono un elemento distintivo rispetto al passato, ma dietro a queste modifiche c'è anche una maggiore attenzione all'efficienza aerodinamica. Quello che invece non è possibile vedere nelle foto spia è l'abitacolo: qui, la Volkswagen promette finiture più ricercate e materiali di qualità superiore, oltre all'adozione di una plancia dallo stile ancora più minimalista. L'infotainment, privo di comandi touch alla base del monitor, è integrato con nuovi servizi connessi. 

Powertrain invariati. Secondo le informazioni diffuse fino a questo momento, il restyling della ID.3 non dovrebbe essere accompagnato da novità tecniche: in tal caso, i powertrain rimarrebbero gli stessi attualmente disponibili, ma non sono esclusi aggiornamenti del software capaci di migliorare l'efficienza complessiva. 

Categorie: 4 Ruote

Alpine A110 R - Una goduria in pista, ma pure su strada

4 Ruote - Gen 24,2023

Per spiegare com'è mettersi al volante di una Alpine A110 R potrei partire dal suo rapporto peso-potenza, dall'assetto regolabile o dai decibel del nuovo scarico. Ma per dirla in due parole - senza divagare negli innumerevoli dettagli che l'hanno resa l'arma definitiva di Dieppe per i track day - vi dico che da guidare è una vera libidine. Se siete dei petrolhead vecchia scuola, quello che apprezzerete è il suo peso a secco di poco superiore alla tonnellata, che la fa entrare in curva con una grazia sconosciuta a gran parte del listino moderno. In un mondo che tende con forza all'elettrico, la R è l'ultima chiamata per mettersi in garage un "ferro" così leggero. Nei prossimi passi del marchio francese, infatti, ci sarà anche la corrente. Con tutto quello che ne consegue, anche in termini di masse.

1.082 kg per 300 CV. Vi annoio con due dati prima di dare sfogo alle mie sensazioni, giusto per inquadrare quest'auto. Due porte, due posti, motore posteriore centrale con cambio automatico doppia frizione a sette rapporti e sospensioni a doppio quadrilatero sia davanti sia dietro, come tutte le Alpine A110. Quello che la R ha in più, o meglio, in meno, è il peso: con 1.082 kg a secco è la più leggera della gamma grazie all'impiego di svariate parti di fibra di carbonio, come sedili, cofani (quello posteriore sostituisce la copertura trasparente, quindi non c'è uno specchietto retrovisore centrale), splitter, estrattore, minigonne, tetto, alettone. Il motore è lo stesso della S: 300 CV e 340 Nm (6,7-6,9 l/100 km con 153-157 g/km di CO2) con scarico specifico, sviluppato appositamente per donare un sound più coinvolgente e appagante. Grazie alla cura dimagrante, il rapporto peso-potenza è sceso a 3,6 kg/CV: per lo 0-100 km/h bastano 3,9 secondi, mentre la velocità massima è di 285 km/h. Trattandosi di un modello pensato per i cordoli, è previsto un assetto a ghiera regolabile sia in altezza (di serie è 10 mm più bassa della A110 S, ma in pista si può arrivare a -20), sia in compressione su 20 differenti posizioni. Tradotto: puoi cucirti addosso la tua A110 R come preferisci, rendendola rigidissima in pista e più comoda su strada. Esatto, ho scritto comoda. Perché la sua anima è comunque quella di una GT, che isola bene dalle buche senza farti sentire ogni sconnessione sulla schiena. E nonostante questo è un vero piacere da guidare.

Sei un tutt'uno con l'auto. Capisci che la A110 R è pensata anche per la pista non appena apri la portiera. Dentro trovi dei sedili monoscocca di fibra di carbonio, tanto scenografici quanto leggeri. Poi butti un occhio al montante e non trovi le classiche cinture: per seguire allo strenuo la filosofia del contenimento del peso, alla Alpine hanno deciso di eliminarle, sostituendole con delle Sabelt a sei punti omologate per l'uso stradale. Tanto belle e utili in pista, quanto scomode nell'uso di tutti i giorni. Ammesso che qualcuno dei futuri clienti possa pensare di usare un'auto così affilata per girare in città o andare a fare la spesa, per "indossare" questi dispositivi devi infilare le braccia come se stessi mettendo uno zaino, allacciando poi i due "spallacci" al fermo a sgancio rapido centrale, che ti tieni in mezzo alle gambe. Ciò ti permette di essere un tutt'uno col sedile, il massimo per la guida più spinta. Su strada, invece, fai un po' fatica a guardare ai lati quando sei a uno stop, mentre se devi prendere il biglietto al casello devi sganciare la cintura per "liberarti". Per il resto, una volta avvinghiato al monoscocca di fibra di carbonio tutti i vari comandi sono facilmente raggiungibili. E questo è tutt'altro che scontato.

Sempre composta, forse anche troppo. Piede sul freno, pulsante d'avviamento e il turbobenzina di 1.8 litri s'avvia con qualche (piacevole) vibrazione e un suono rauco, ma non eccessivo. Premi il pulsante rosso sotto la razza destra del volante e passi in modalità sSport, "aprendo" lo scarico e facendo alzare la voce al quattro in linea. Se lo tieni premuto passi alla modalità Track, che toglie le briglie dell'elettronica consentendoti di apprezzare questa A110 in purezza. E rispetto al modello originale è tutt'altro andare. La R è molto più rigida, il che la rende assai composta in curva. L'inserimento è estremamente preciso, anche grazie a uno sterzo chirurgico al quale, francamente, è difficile imputare qualcosa. L'avantreno ha un grip molto elevato e sta lì, tenendo la linea proprio dove stai immaginando di percorrere quella curva. Arrivi alla corda e spalanchi il gas preparandoti a correggere con un leggero controsterzo ma lei rimane lì, bella salda alla traiettoria che hai impostato. Senza sbavature, senza scomporsi. Massima efficacia. Il che, su un'auto per la pista, è un bene: i tempi sul giro ringraziano. Quello che le manca, forse, è un po' più di libertà del posteriore, che è sempre saldo (pure nei lift off non si scompone troppo, anzi) e non tende quasi mai ad allargare in accelerazione.

Cambiate quei paddle. Non che i 300 cavalli siano pochi, anzi. Ma l'assetto complice il posizionamento centrale del motore è talmente ben fatto che potrebbe gestire almeno un centinaio di cavalli in più. E questo per chi si diverte coi traversi, è un fattore da tenere in considerazione. In più, la Alpine non ha modificato i corti paddle del modello originale: per cambiare in curva, spesso ti trovi a dover staccare una mano dal volante e non sempre ritrovi al primo colpo la leva (anche perché nella parte bassa c'è il satellite per il controllo dell'audio). Problemi che su strada quasi non si hanno, perché in tutte le modalità di guida - tranne la Track - i cambi marcia sono automatici (anche se, ovviamente, si possono gestire anche in manuale). Gli innesti sono fluidi e diventano un po' più bruschi solo quando si usano i paddle, con la A110 R che rimane sempre facilissima da guidare su strada. Una dote sconosciuta a molte vetture pensate per la pista. Morale della favola: se volete una sportiva con cui controsterzare a ruote fumanti andate altrove. Se, al contrario, cercate un'auto efficace e super affilata tra i cordoli, la A110 R è proprio un bell'oggetto. Un bell'oggetto da 107 mila euro.

Categorie: 4 Ruote

Volkswagen - Andreas Mindt è il nuovo responsabile del Design

4 Ruote - Gen 24,2023

La Volkswagen cambia il vertice delle attività di design e, dall'1 febbraio, affida lo stile del proprio brand ad Andreas Mindt. La "matita", attuale numero uno del design della Bentley (al suo posto arriverà Tobias Sühlmann), sostituisce Jozef Kaba, nominato direttore creativo della Casa di Wolfsburg.  

Le carrriere. Mindt si è laureato presso la Scuola di Design dell'Università di Pforzheim nel 1996 e subito dopo ha iniziato la sua carriera nel Gruppo Volkswagen: ha lavorato sulla prima generazione della Tiguan, sugli esterni della Golf 7 e su diversi modelli Audi (A1, e-tron GT, Q3 e Q8) e ha impostato il nuovo linguaggio stilistico della Bentley con la Batur. Kaba, invece, ha studiato design industriale e di prodotto presso l'Accademia di Belle Arti di Bratislava (Slovacchia) e ha conseguito un Master of Arts in design automobilistico presso il Royal College of Art di Londra nel 1997, ma già nel 1993 è entrato nel gruppo partecipando, per esempio, alla progettazione Bugatti Veyron. Nel 2003, è diventato il responsabile degli esterni dell'Audi, dal 2008 al 2017 ha ricoperto la carica di Head of Design della Skoda, successivamente ha lasciato Wolfsburg per approdare al gruppo BMW e nel 2020 ha assunto la carica di Chief Designer del marchio Volkswagen. Infine, Sühlmann, attuale Head of Exterior Design della Bentley, è arrivato a Crewe nell'ottobre del 2021 dopo aver ricoperto diverse posizione apicali presso McLaren, Aston Martin, Bugatti e Potsdam Design Centre della stessa Volkswagen: in passato ha lavorato su Passat, Arteon, Touareg e diversi prototipi, e, sotto la direzione di Mindt, sulla Batur. 

Categorie: 4 Ruote

Ford - La fabbrica di Saarlouis potrebbe diventare "cinese"

4 Ruote - Gen 24,2023

L'invasione cinese dell'Europa è per ora una questione prettamente commerciale, ma non è escluso che le Case del Dragone facciano, un giorno o l'altro, il salto di qualità con l'avvio di una presenza manifatturiera nel Vecchio Continente. In passato ci sono stati dei tentativi, come nel caso della fabbrica della Nissan della Nissan a Barcellona, arrivata a un passo dalla cessione alla Great Wall Motor. Ora, spuntano indiscrezioni sull'interesse della BYD per la rete produttiva europea della Ford, in via di ridimensionamento: secondo il Wall Street Journal, l'Ovale Blu sarebbe infatti in trattativa per cedere l'impianto tedesco di Saarlouis alla società di Shenzhen, una dei protagonisti della scalata cinese al gotha dell'automobilismo mondiale.

Altre parti interessate. La fabbrica, attualmente dedicata all'assemblaggio della Focus, è destinata a dire addio alla produzione di auto nel 2025, ma la Ford avrebbe avviato la ricerca di eventuali controparti interessate a rilevare la struttura e a garantire un futuro ai 4.600 lavoratori: circa 700 dovrebbero essere impiegati nella produzione di componentistica anche dopo lo stop alla due volumi e i sindacati stanno trattando una riduzione degli esuberi complessivi, ma la sorte della maggior parte dei dipendenti resta incerta. La Casa di Dearborn, intenzionata a concentrare la produzione di elettriche tra Valencia e Colonia e prossima ad annunciare nuovi tagli agli organici europei, starebbe valutando l'interesse di circa 15 potenziali investitori, tra costruttori automobilistici, come per l'appunto BYD, e operatori finanziari. Con l'azienda cinese le trattative sarebbero in una fase esclusivamente preliminare e quindi non sarebbe da escludere anche un nulla di fatto. Anche per questo, per il momento non sono emersi i termini finanziari, tra cui il valore di cessione. A ogni modo i manager tedeschi dell'Ovale Blu avrebbero in programma per la prossima settimana un viaggio in Cina per incontrare i rappresentanti della BYD e parlare della possibile operazione.

Le conseguenze. La vendita dell'impianto rappresenterebbe per la Ford un passo avanti nella strategia di riorganizzazione della presenza in Europa e di trasformazione in un marchio puramente elettrico e, al contempo, una grande svolta all'intera industria automobilistica cinese e ancor di più per la BYD. L'azienda è già da tempo presente nel mercato europeo degli autobus urbani e ha anche avviato una campagna di graduale espansione della presenza nel segmento elle autovetture. Tuttavia, rilevando la fabbrica di Saarlouis, potrebbe dotarsi di una base manifatturiera in grado di rafforzare i suoi propositi di crescita nel Vecchio continente e a livello globale.

 

Categorie: 4 Ruote

Traffico e multe - Torino pensa a 80 telecamere per controllare la Ztl

4 Ruote - Gen 24,2023

Milano e la sua Area B fanno scuola. Anche Torino, infatti, ha deciso di dotarsi di varchi sorvegliati da telecamere, 80 in tutto, per controllare gli accessi delle auto ai quartieri centrali, delimitati da un lato dai corsi Vigevano, Novara e Tortona, da un altro dal Po e dai corsi Cairoli e Massimo d'Azeglio, dagli altri ancora, rispettivamente, da corso Dante e via Tirreno e dai corsi Trapani, Lecce e Potenza. La Ztl centrale, secondo le intenzioni dell'amministrazione comunale, dovrebbe così diventare un'area a traffico ridotto, accessibile soltanto ai veicoli considerati meno inquinanti. Dunque, non una parte nuova e più ampia della città destinata a essere soggetta a limitazioni, ma la stessa già in vigore, controllata però con strumenti più efficaci.

Batter cassa. L'operazione, naturalmente, ha dei costi importanti, per il quale il Comune ha chiesto aiuto finanziario alla Regione, cosa che non consente di prevedere gli eventuali tempi di attuazione: i tre milioni di euro inizialmente disponibili non sarebbero, infatti, sufficienti per garantire l'installazione delle telecamere e il loro costante funzionamento, in collegamento con le banche dati delle targhe. Al ministero dell'Ambiente, invece, sono stati chiesti chiarimenti sugli aspetti legali, in particolare sull'efficacia sanzionatoria dei dispositivi di controllo elettronico. Perché, senza le multe, come si ripaga la spesa? E da dove si prendono i fondi necessari a sanare i bilanci dei comuni?

Categorie: 4 Ruote

Polestar 2 - Iniezione di grinta e autonomia sulla scia della Suv 3

4 Ruote - Gen 24,2023

La Polestar 2 Model Year 2024 debutta in Italia con prezzi indicativi a partire da 55.800 euro. La berlina, presentata in alcuni mercati già nel 2019, è stata aggiornata e sarà ordinabile nel nostro paese dal 28 febbraio, con le prime consegne previste per il terzo trimestre dell'anno. Per il momento i clienti possono contare sulla variante precedente, introdotta solo pochi mesi fa nel nostro Paese e già oggetto di un nostro primo contatto.

La SmartZone e la dotazione più ricca. Il restyling è subito riconoscibile per il nuovo frontale, ispirato a quello della Suv Polestar 3, con l'elemento in tinta della mascherina SmartZone che cela i sensori degli Adas. Sono nuovi anche i cerchi di lega da 20" inclusi nel Performance Pack, mentre non sono previste modifiche agli interni. Le dotazioni sono arricchite per tutti i modelli: sono ora di serie il Blind Spot Information System con supporto allo sterzo, il Cross Traffic Alert con supporto alla frenata, il Rear Collision Warning and Mitigation, le telecamere esterne a 360 gradi, gli specchietti fotocromatici e la piattaforma di ricarica wireless per smartphone.

Motori e batterie sono nuovi, si percorrono fino a 105 km in più. Le modifiche più importanti sono quelle relative ai powertrain: anche in questo caso, le novità introdotte sulla Polestar 3 sono state fondamentali per poter evolvere anche la gamma della berlina 2. Con motori e inverter di nuova generazione e batterie modificate migliora il "trittico" di potenza, prestazioni ed efficienza: l'autonomia, in particolare, guadagna dai 40 ai 105 km - a seconda della versone - rispetto al passato; inoltre, l'offerta si amplia con la scelta di due varianti di trazione.

Posteriore o integrale fino a 635 km di range. Alla base della gamma troviamo la Polestar 2 a trazione posteriore da 272 CV e 490 Nm con batteria da 69 kWh della LG Chem, che sostituisce la precedente a trazione anteriore: questo allestimento offre 518 km di autonomia e tocca i 100 km/h in 6,4 secondi. Optando per la batteria Long Range da 82 kWh fornita dalla CATL si percorrono fino a 635 km e la potenza sale a 299 CV, mentre l'accelerazione migliora di 2 decimi. Sono due anche le versioni Dual Motor a trazione integrale, entrambe dotate della batteria da 82 kWh: la Long Range Dual Motor da 421 CV e 740 Nm e la Performance Pack da 476 CV, entrambe capaci di percorrere fino a 592 km. I 100 km/h si raggiungono in 4,5 secondi con la Dual Motor e in 4,2 secondi con il Performance Pack, che può essere acquistato anche in un secondo momento con un aggiornamento da remoto del software di bordo. Per il modello Single Motor Standard Range la ricarica veloce può essere effettuata a 135 kW, mentre per tutte le altre è possibile sfruttare colonnine a 205 kW. 

Categorie: 4 Ruote

Volvo EX30 - Il debutto è fissato per il 15 giugno

4 Ruote - Gen 24,2023

Il ceo di Volvo Jim Rowan ha confermato in un'intervista che la Suv elettrica compatta EX30 sarà presentata il prossimo 15 giugno. La vettura era già stata anticipata da un teaser in occasione del lancio della sorella maggiore EX90.

Piccola e giovane. Il family feeling tra le due elettriche è evidente: nel teaser, infatti, ritroviamo la medesima impostazione dei gruppi posteriori ottici a Led, mentre nel frontale dovrebbe essere previsto un motivo sdoppiato. Secondo le informazioni condivise dallo stesso Rowan, la EX30 avrà inoltre imensioni inferiori rispetto alla attuale XC40 elettrica, che è lunga 4,43 metri. Oltre a presidiare un segmento particolarmente dinamico e fare volumi importanti, l'obiettivo della nuova Suv sarà anche quello di abbassare l'età media della clientela Volvo, sfruttando anche le formule di abbonamento.

Una galassia di modelli e marchi sulla stessa piattaforma. La EX30 sarà costruita in Cina e sfrutterà la piattaforma modulare sea che la Geely sta utilizzando per gran parte dei propri marchi: nelle sue varie declinazioni è infatti proposta sui modelli Zeekr, Lynk & Co, Smart e Lotus e in futuro verrà utilizzata anche dalla Polestar.

Categorie: 4 Ruote

Mercato - Nel 2022 veicoli commerciali giù, industriali su

4 Ruote - Gen 24,2023

stato diffuso il Focus realizzato dall'Area Studi e statistiche dell'Associazione nazionale filiera industria automobilistica (Anfia) relativo al mercato dei veicoli commerciali e industriali in Italia nel 2022. L'anno appena concluso ha fatto registrare 160mila immatricolazioni per i leggeri fino a 3,5 tonnellate di peso totale, con un calo del 12,7% rispetto al 2021 e una sostanziale parità (+0,3%) a confronto con il 2020.
I veicoli industriali (sopra 3,5 t) hanno raggiunto quota 25.341, pari a una crescita del 2,1% sull'anno precedente e del 25% sul 2020. Rimorchi e semirimorchi pesanti (anch'essi oltre le 3,5 t) sono anch'essi in positivo con un +11% di immatricolazioni sul 2021 e un +47% sul 2020. Negli autobus oltre 3,5 t il 2022 ha portato una battuta d'arresto: i 3.255 immatricolati corrispondono a una diminuzione del 6,4% sul 2021, mentre rappresentano una crescita del 3,5% sul 2020.

Società al 35 percento. Fra i commerciali guadagnano spazio quelli con motorizzazioni alternative, arrivati al 18% rispetto al 13,7% del 2021. Crollano i modelli a metano, arretra il Gpl e soffre il diesel a quasi -20% (pur restando quasi al 77 dall'83% del 2021) e cresce pressoché di pari passo (17,9%) l'elettrico, con l'ibrido gasolio/elettrico al 15. Fra tutti i non-diesel (compreso il benzina, che aumenta del 55 percento ma in termini assoluti supera di poco il 5, e l'ibrido benzina/elettrico che si attesta al 6,8%) la percentuale di veri furgoni e autocarri è notoriamente esigua, quindi le quote vanno ascritte in larga parte a vetture immatricolate N1. In evoluzione le modalità di acquisizione, con cospicue perdite da parte degli acquisti da privati (15,7% del mercato) e soprattutto società (35%) e cali generalizzati che vedono comunque il noleggio attestarsi oltre il 31%, al secondo posto. Nelle marche, il podio vede la Fiat al vertice con oltre 46mila unità, seguita dalla Ford con quasi 21mila e l'Iveco a poco più di 14mila.

Il Nord traina i pesanti. Fra i veicoli industriali la crescita dell'elettrico ha contato nel 2022 su numeri assoluti esigui (da 11 a 17 unità), mentre hanno accusato il caro-gas i modelli a metano compresso e liquefatto. Sono calati i pochi ibridi e si sono rafforzati i diesel, che valgono sempre oltre il 96% del mercato. L'unico segmento di peso che ha guadagnato è quello da 16 tonnellate e oltre, specie nei trattori per semirimorchi, tornati a superare la metà delle immatricolazioni (52,7%). Oltre il 57% dei camion è entrato in servizio nel Nord, ma continua il trend positivo della Campania con il 10%. Sempre secondo l'Anfia, oltre le 8 tonnellate il podio è composto da Iveco con quasi il 30 percento, volvo Trucks con il 13,4 e Mercedes-Benz con il 12,1.

Turistici in affanno. Negli autobus (oltre 3,5 tonnellate) il diesel ha perso terreno, ma resta al 75%, seguito dal metano compresso a quasi al 15%, mentre il gas naturale liquefatto, al 2,6%, è stato superato sia dall'elettrico (3,9%) sia dall'ibrido (3,7%): una ripartizione influenzata dal fatto che il 62 percento dei veicoli immatricolati è destinato del segmento urbano o interurbano. Poco spazio per gli autobus turistici, al 10,5%, superati anche da minibus e scuolabus.

Categorie: 4 Ruote

Renault - Anche la Espace diventa una Suv

4 Ruote - Gen 24,2023

La Renault ha confermato l'arrivo, nella prossima primavera, della sesta generazione della Espace, proseguendo così una carriera avviata 40 anni fa. La novità più importante, però, è che non si tratterà più di una monovolume: la Casa, infatti, la descrive come una grande Suv a cinque e sette posti, che rompe con la tradizione. La quinta serie attualmente a listino è stata sottoposta a un leggero restyling nel 2020.

La piattaforma sarà quella della Austral. Pur non avendo ancora diffuso alcuna anticipazione, la Renault ha sottolineato che la nuova Espace sarà basata sulla piattaforma modulare Cmf-c/d, ovvero la stessa utilizzata per l'Austral. Nei mesi scorsi sono stati avvistati alcuni prototipi della vettura, che mostravano un passo più lungo e un design modificato nella parte posteriore.

Categorie: 4 Ruote

Honda - Nasce una divisione dedicata alla mobilità elettrica

4 Ruote - Gen 24,2023

La Honda ha deciso di rivedere la propria struttura organizzativa e di creare una divisione dedicata alle attività nel campo della mobilità elettrica. La Casa nipponica segue così l'esempio di altri concorrenti, come Ford e Renault, che hanno separato il business tradizionale per accelerare "le strategie di elettrificazione" e "creare nuovo valore".  

La riorganizzazione. In particolare, la nuova divisione della Honda sarà operativa a partire dall'1 aprile, quando inizierà l'esercizio fiscale al 31 marzo 2023, e includerà tutte le funzioni di sviluppo dei prodotti elettrici in campo automobilistico o motociclistico. Inoltre, l'azienda guidata da poco meno di un anno da Toshihiro Mibe ha deciso di rivedere i presidi regionali: le attuali sei organizzazioni (Giappone, Asia & Oceania, Sud America, Europa, Africa e Medio Oriente) saranno integrate e ridotte a tre (Nord America, Cina e Regioni Associate). Infine, è prevista la creazioni di nuovi funzioni aziendali per la strategia e l'amministrazione. La revisione della struttura organizzativa è, come detto, funzionale ad accelerare e a rafforzare le strategie di elettrificazione: la Honda punta, per il 2030, a lanciare 30 modelli elettrici a livello globale e a produrne almeno 2 milioni l'anno.

 

Categorie: 4 Ruote

Renault Espace - Da monovolume a... Suv: ecco la sua storia - FOTO GALLERY

4 Ruote - Gen 24,2023

Si cambia per non morire, direbbe la Mannoia: la Espace, da molti considerata la capostipite delle monovolume europee, cede alle ruote alte per ragioni di mercato. Come vi avevamo anticipato all'inizio del mese, parlandovi delle novità del 2023, l'erede della celebre Mpv della Renault diventerà, a breve, una Suv a sette posti nata sulla base Renault Austral, con la quale condividerà anche le motorizzazioni. E pensare che proprio la Espace, nel 1984, anticipò di un decennio la moda delle monovolume in Europa, diventando un punto di riferimento per il segmento. Da allora sono nate ben cinque generazioni di Espace, una più originale dell'altra, che passiamo in rassegna nella nostra galleria d'immagini. 

Categorie: 4 Ruote

L'intervista - Micke (Athlon): Ogni giorno parliamo di sostenibilità con i fleet manager

4 Ruote - Gen 24,2023

Dopo gli studi alle università di Augsburg e Torino, Matthias Micke ha lavorato per quasi cinque anni alla Mercedes-Benz Lease di Stoccarda: oggi è ceo di Athlon Italy, azienda che ha iniziato a operare nel nostro Paese nel 2009 e che dal 2022 è diventata parte di Mercedes-Benz Mobility AG. Ecco la sua visione sull'anno appena concluso.

Problemi di consegne e aumenti dei listini: come avete gestito questi aspetti con i clienti?
Lavoriamo per combinare esigenze del cliente, disponibilità dei veicoli, durate, percorrenze e servizi, alla luce degli aumenti di listino e dei canoni. Ove possibile si opta per la proroga, ma se il chilometraggio previsto è già stato raggiunto e il veicolo diventa non più gestibile o non più sicuro, si deve necessariamente andare sul prodotto nuovo. Operiamo moltissimo di concerto con i costruttori e i concessionari per recuperare stock disponibili, al contempo rinegoziando i contratti con i clienti, tarandoci sulle loro esigenze specifiche e cercando, caso per caso, quale sia la soluzione migliore per la flotta, a partire dall'analisi dei veicoli già presenti nel parco auto. Anche il downsizing è un'opzione, ma non è la principale: l'impatto dei costi colpisce pure i servizi e l'aumento dei canoni sussiste, a prescindere dalla tipologia di veicoli.

Nuove alimentazioni e tecnologie di bordo (Adas in particolare): quali sono le più richieste dai fleet manager?
Il tema nuove alimentazioni e sostenibilità viene affrontato ormai quotidianamente con i fleet manager, che si dimostrano sensibili all'argomento. La maggior parte di loro ha già introdotto almeno un'alternativa green nella car list: la sfida più grande è riuscire a identificare i veicoli più adatti a soddisfare le specifiche esigenze interne, che siano sostenibili allo stesso tempo da un punto di vista ambientale e da quello economico. Nel corso del 2022 abbiamo assistito a un consolidamento del trend, già in crescita nel corso degli anni precedenti, della richiesta di veicoli ibridi (full e mild). Questo perché molte aziende non hanno ancora installato colonnine di ricarica presso i loro uffici e, al tempo stesso, non vogliono gravare i driver dei costi delle ricariche e del tempo necessario per effettuarle. Numeri interessanti sono anche quelli relativi all'aumento della richiesta di veicoli ibridi plug-in: spesso sono scelti dai driver che li usano sul percorso casa-lavoro, ma sono apprezzati pure per i vantaggi derivanti della nuova disciplina sul fringe benefit e per le agevolazioni sulla circolazione (ingresso ztl, parcheggi) di cui godono. Seppur con un peso minore, è in crescita rispetto agli anni precedenti anche la richiesta di full electric. Se in una prima fase i fleet manager si erano concentrati principalmente sull'inserimento di vetture elettriche in funzione pool, molti sono quelli che si dimostrano oggi interessati ad allargare il campo di azione dei veicoli elettrici, valutandoli come un'effettiva alternativa alle alimentazioni tradizionali.Tra gli ADAS più richiesti dai fleet manager ci sono, infine, cruise control adattivo, frenata automatica di emergenza, avviso di collisione con i veicoli, monitoraggio degli angoli ciechi e il mantenimento attivo della corsia di marcia.

Noleggio ai privati, auto in abbonamento, mid term, noleggio di elettriche tutto compreso (magari con la possibilità di utilizzare per alcuni periodi l'auto termica), noleggio dell'usato o di mezzi di micromobilità Quale sarà secondo voi il futuro prossimo della mobilità?
Il futuro della mobilità sarà costituito da un mix, un'integrazione di veicoli, mobilità di ultimo miglio, formule di noleggio diverse e servizi in grado di garantire al cliente la flessibilità di cui ha bisogno per raggiungere i suoi obiettivi ambientali ed economici: lavoriamo per trasformare le car policy in mobility policy, nell'ottica della Mobility as a Service, investendo in primis sulla digitalizzazione dei processi e della customer experience (come con la nuova dashboard e la nuova MyAthlon App per fleet manager, driver e vetture in pool). Il nostro intento è favorire la mobilità sostenibile al di là degli incentivi di Stato: siamo pronti a mettere a disposizione l'esperienza internazionale del gruppo, che ha l'obiettivo di raggiungere il 50% della flotta a motorizzazione elettrica entro il 2025. Il focus sull'elettrico riguarda anche i veicoli commerciali (già oggi gestiamo flotte di Lcv al 100% elettrici). Athlon agisce come facilitatore nella transizione alla mobilità elettrica garantendo ai propri clienti servizi come colonnine di ricarica in azienda e a casa, charge card, noleggio di mezzi elettrici su due ruote per l'ultimo miglio. Nel percorso verso una piena elettrificazione è importante la flessibilità: proponiamo contratti che possano alternare la tipologia di auto (elettrica o endotermica) e la durata del noleggio, per esempio da uno a dodici mesi con Athlon Rent&Roll.

Quali sono le vostre strategie di sviluppo per rafforzare il noleggio ai privati?
La nostra strategia va nel senso di una maggiore presenza sul territorio: significa rafforzare il rapporto con tutti i partner del canale indiretto, tanto che da poche settimane abbiamo lanciato il programma Broker 2.0, che prevede, oltre a una livrea dedicata, nuovi strumenti pensati perché i nostri hub possano essere sempre più efficaci e solleciti, soprattutto verso i clienti del segmento Pmi. Parliamo, ovviamente, di strumenti digitali di grande impatto per la gestione dei clienti fin dalla firma del contratto, del dashboard per il controllo delle flotte gestite, di Tco tool per la preventivazione e la simulazione della flotta anche in ottica di sostenibilità (per esempio, con il calcolo delle emissioni). Rafforzare la relazione con i nostri partner significa anche ascoltare le loro esigenze e dare la possibilità di offrire più prodotti e servizi a livello locale.

Categorie: 4 Ruote

BMW - Nel 2025 i primi test sulle batterie allo stato solido

4 Ruote - Gen 24,2023

Entro il 2025, la BMW avvierà i test sulle batterie a stato solido. La Casa ha confermato di aver stretto un nuovo accordo con la startup americana Solid State, nella quale ha già investito, per avviare lo sviluppo dei nuovi accumulatori in Germania. Il primo obiettivo della collaborazione è quello di costruire un prototipo delle nuove batterie già entro la metà di quest'anno, per poi arrivare ai test su strada nel giro di due anni.

BMW costruirà in proprio le batterie. In parallelo, verranno valutate le opzioni per la produzione su larga scala di questi accumulatori: la BMW, infatti, acquisirà le licenze per costruire in proprio questi elementi, cruciali per lo sviluppo dei modelli a propulsione elettrica. La Solid State porterà avanti progetti simili anche con altri costruttori che hanno investito nel progetto: tra questi figurano la Ford e la Hyundai, che acquisteranno le batterie dall'azienda americana.

Categorie: 4 Ruote

Toyota Prius - Il lato sexy dell'efficienza

4 Ruote - Gen 24,2023

Bassa e filante. In una parola, sexy. quasi innaturale associare la nuova Toyota Prius a quel modello che, 26 anni fa, ci portò per primo il sistema ibrido in Europa, non conquistandoci certo per le sue forme. Oggi è un'altra storia e da noi la berlina arriverà solo ibrida plug-in, con 69 chilometri di autonomia elettrica dichiarata.

Effetto wow. Sguardo ammiccante, fiancate pulite, tetto - abbassato di 5 centimetri - che scende dritto dritto fino alla coda, tronca e all'insù. Bellezza oggettiva. Lunghezza totale più contenuta (ora arriva a 4,6 metri), però il passo è cresciuto di 5 centimetri. Veniamo subito al punto: tanta bellezza si paga in termini di accessibilità posteriore e di capacità del bagagliaio. Per sedersi in seconda fila occorre chinare e ruotare il capo per entrare e, una volta sistemati, i più alti non avranno a disposizione molto spazio sopra la testa. Dietro mancano anche le bocchette del clima, mentre per il baule vengono dichiarati 284 litri, pochini per il segmento C. Il bagagliaio, infatti, è poco profondo, anche se la batteria da 13,6 kWh è stata posizionata sotto i sedili posteriori. Sono le sospensioni e il serbatoio a rubare spazio, perché il motore elettrico è davanti, in asse con quello termico, e non è prevista con una versione a trazione integrale.

Ibrida a modo suo. A proposito di motori, qui lavorano di concerto un 4 cilindri di 2.0 litri a ciclo Atkinson da 152 CV e un elettrico da 163 CV, per una potenza di sistema di 223 CV, ben 100 più di prima. Rimane il marchio di fabbrica Toyota per quanto concerne la trasmissione, cioè la e-Cvt a variazione continua.

Modernità. Anche dentro è rivoluzione: plancia pulita, con lo strumento lontano e rialzato. Occorre però tenere il volante piuttosto basso per leggere bene tutte le informazioni. Centralmente domina un grosso display da 12,3, ma per fortuna sotto di lui ci sono tasti fisici per il clima. La qualità dei materiali è molto buona, ci è parsa migliore rispetto alle precedenti incarnazioni: le plastiche dure sono ridotte al minimo e campeggia pure un filamento luminoso per tutta la larghezza del cruscotto.

Vivacità. La seduta è bassa, la conformazione del sedile è sportiveggiante, trattiene bene, ma lo schiumato è morbido e non tradisce il vero Dna di quest'auto. Se fuori la nuova Prius mostra una certa grinta, al volante la giap non fa venire mai meno quella che da sempre è la sua arma vincente, cioè l'efficienza. Una cosa stupisce, però: l'accelerazione. Decisamente brillante: 6,8 secondi sullo 0-100 km/h, una bella spinta. Quando si affonda il piede sull'acceleratore il motore termico alza la voce, nella maniera dei propulsori associati alle trasmissioni a variazione continua. Se si preme il pedale con progressione, invece, dominano una fluidità esemplare e un silenzio assoluto, anche perché spesso si viaggia sfruttando solo l'elettrico. E quando entra il termico non si sente o quasi, c'è una convivenza perfetta: relax totale.

Un marchio, un sistema. Bastano pochi chilometri per capire di che pasta è fatto questo powertrain e per comprendere come la Toyota possa essersi guadagnata la paternità (identificativa) del concetto di ibrido. Lei l'ha portata in era moderna e lei l'ha sempre evoluta: insomma, lei è quella roba lì. Il risultato è tra le mani e i piedi di chi guida.

Non si gioca con la frenata. Sulla nuova Prius ci sono paddle al volante, ma c'è comunque la possibilità di aumentare la frenata rigenerativa (con la leva della trasmissione). Per scegliere uno dei tre livelli disponibili occorre andare nei sottomenù dell'infotainment. Peccato. Le sospensioni sono votate al confort, assorbono bene, eppure la macchina si corica poco in curva, il rollio è contenuto. C'è una bella fluidità nell'insieme e il peso non è elevato per una plug-in: vengono dichiarati 16 quintali. L'architettura delle sospensioni prevede MacPherson davanti e Multilink dietro, ma a due leve e mezzo. Lo sterzo non ha certo velleità sportive, non vi fa scorrere idealmente nei palmi l'asfalto, prediligendo il confort. Chi lo cerca in un'auto se ne può innamorare, perché la facilità di questa Prius è insindacabile.

Debutto a metà giugno. Quella che abbiamo provato in Grecia era ancora una vettura preserie, non di produzione (visibile dalla leggerissima camuffatura), pertanto non si è parlato di versioni e prezzi. Ma se la Prius plug-in attuale viene poco meno di 44 mila euro, è facile intuire che lei sarà poco sopra. E potrebbe addirittura mettere un 5 davanti con l'aggiunta di optional sofisticati, come il tetto con ricarica energetica mediante pannelli solari, che consente di incamerare 8 km di autonomia in una giornata di esposizione al sole.  

Categorie: 4 Ruote

Renault - Reinvent Twingo, un concorso (e una concept) per celebrare la fine della carriera

4 Ruote - Gen 23,2023

Nelle ultime settimane è tornata alla ribalta nel mondo della musica (per via della canzone di Shakira), ma per la Renault Twingo il destino pare segnato: la generazione attuale basata sulla piattaforma comune alla Smart non avrà una erede diretta, ponendo fine ad una carriera lunga 30 anni.

Una concept basata sull'IA. Nonostante la Renault abbia deciso di abbandonare il segmento A, ormai poco redditizio, la filosofia scanzonata e minimalista della Twingo potrebbe trasformarsi in qualcosa di diverso e per questo la Casa ha ben pensato di lanciare un'iniziativa inedita, che porterà per la prima volta l'uomo e l'Intelligenza Artificiale a creare una vettura. Reinvent Twingo è infatti una sorta di concorso in cui gli utenti potranno contribuire con dei progetti virtuali e quello che sarà selezionato si trasformerà in una concept vera e propria. Gli esempi che la Renault ha mostrato nel comunicato stampa la dicono lunga sulle potenzialità di un sistema simile: colorate, anticonformiste, capaci di viaggiare sulla terra oppure sotto il mare, le concept sono solo un esempio di quello che la community potrà creare. 

Si partecipa con un'immagine. Dall'1 febbraio al 31 marzo, sfruttando i tool gratuiti disponibili online, le persone potranno dare vita alla loro idea di Twingo sfruttando semplicemente delle parole chiave. Basterà includere l'hashtag #ReInventTwingo al post sui social per entrare nella selezione.

Categorie: 4 Ruote

Ford - I collaudi della Suv elettrica su base Volkswagen

4 Ruote - Gen 23,2023

Dopo i teaser, le foto spia: la Ford ha ormai terminato lo sviluppo della strategica Suv elettrica basata sulla piattaforma Meb del gruppo Volkswagen, ma per il momento non ha comunicato né il nome ufficiale né la data di debutto di questo nuovo modello. Secondo le nostre fonti, l'auto sarà svelata nel mese di marzo, per poi raggiungere le concessionarie nel corso dell'anno. 

Tutto pronto per la Suv su base tedesca. Che la vettura sia pronta per il lancio è evidente: non solo i teaser ufficiali ne hanno ormai svelato alcuni particolari, ma anche le foto dei paparazzi dell'auto confermano che la vettura, coperta soltanto da pellicole adesive, è completa. Tutti gli elementi sono definitivi: i gruppi ottici e i paraurti appaiono chiaramente visibili e anche gli elementi aerodinamici sul portellone sono ben definiti. Questa Ford sarà una parente stretta della Volkswagen ID.4, anche se avrà un design completamente diverso, in linea con il Dna del marchio: la meccanica, tuttavia, sarà condivisa, e perciò la Casa americana ha già incato, come autonomia indicativa, il dato di 500 km.

Categorie: 4 Ruote