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Aggiornato: 1 ora 44 min fa

Hyundai Ioniq V, lelettrica scolpita pensata per la Cina

1 ora 56 min fa
Mentre alla Design Week milanese esordisce la Ioniq 3, al Salone di Pechino Hyundai ha svelato la Ioniq V, prima berlina elettrica sviluppata espressamente per il mercato cinese. Lunga 4,9 metri, larga 1,89 e con un passo di 2,9 metri, la Ioniq V conterà su un'autonomia di oltre 600 chilometri, nel ciclo di omologazione Cltc. Derivata dalla concept Venus, introduce il nuovo linguaggio "The Origin", e si caratterizza per le portiere con i finestrini senza cornice, gli specchietti flottanti e un'inedita firma luminosa all'anteriore. A tutto schermoTecnologico e spazioso l'abitacolo, dominato da un display panoramico da 27" che integra strumentazione digitale e infotainment, abbinato a un head-up display e un sistema audio a otto altoparlanti con Dolby Atmos. L'assistente vocale è gestito dalla AI e operato dal chipset Qualcomm Snapdragon 8295. La strategia Hyundai per la CinaLa Ioniq V sottolinea l'impegno della Casa coreana per la Cina, vista non solo come "mercato chiave, ma come hub strategico per l'innovazione, lo sviluppo tecnologico avanzato e la competitività globale". "La Cina è un mercato essenziale per Hyundai. il luogo dei consumatori EV più esigenti al mondo, dei cicli di sviluppo più rapidi, della filiera delle batterie più articolata, supportato da un ecosistema di innovazione avanzato", spiega il ceo José Muoz. La Hyundai, insieme al gruppo Baic, ha stanziato un investimento di 8 miliardi di yuan (circa un miliardo di euro) nella joint venture Beijing Hyundai, con l'obiettivo di lanciare 20 nuovi modelli in Cina nei prossimi cinque anni, tra elettriche e range extender, puntando al mezzo milione di unità vendute ogni anno. Il primo modello, una SUV non ancora presentata, arriverà nella prima metà del prossimo anno.
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Spider, berline e shooting brake: Fang Cheng Bao di BYD si allontana dal mondo SUV

2 ore 5 min fa
Il marchio Fang Cheng Bao di BYD ha presentato al Salone di Pechino la nuova gamma Formula, composta dalla sportiva X, dalle berline S ed SL e dalla S GT Shooting Brake. la prima volta che Fang Cheng Bao si allontana dal mondo dei SUV, aprendo così a una fascia di clienti totalmente diversa. Biposto in carbonio con volante a scomparsaLa FCB Formula X è una spider due posti secchi che estremizza i canoni estetici del Life Metal Aesthetics del marchio.La vettura è molto bassa e slanciata, è dotata di cerchi da 19", di aerodinamica attiva e, soprattutto, propone pannelli della carrozzeria in fibra di carbonio per ridurre il peso.Le portiere ad apertura verticale sono un altro elemento di spicco, così come l'abitacolo disegnato intorno al guidatore, con volante e schermo centrale a scomparsa e cinture a quattro punti. La vettura raggiungerà la produzione nel 2027, ma per il momento le specifiche tecniche non sono state rese note. Tre varianti per la Formula SL'altro debutto importante è quello dei modelli di larga diffusione della famiglia S: a questa appartengono la berlina S, la due volumi SL e la S GT Shooting Brake, che molto probabilmente sfrutteranno componenti in comune con i SUV già disponibili a listino. Anche in questo caso i dati tecnici non sono ancora stati confermati.
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Audi archivia A1 e Q2: il futuro è dell'A2 e-tron

3 ore 4 min fa
Audi dice addio a due dei suoi modelli più popolari: è infatti arrivata al termine la produzione dell'A1 nell'impianto Seat di Martorell (Spagna) e quella della Q2 a Ingolstadt (Germania).Il loro posto sulle catene di montaggio sarà preso da altri modelli. Sulle linee catalane è previsto l'arrivo di una famiglia di citycar elettriche, tra cui la Volkswagen ID. Polo, mentre nella sede storica del marchio dei quattro anelli è ormai prossimo l'avvio dell'assemblaggio della A2 e-tron, elettrica che si rifà, nel nome e nelle forme, alla monovolume prodotta tra il 1999 e il 2005. A Ingolstadt è previsto, per la metà dell'anno, l'avvio della produzione anche della Q3, attualmente assemblata presso l'impianto ungherese di Gyr. I numeri di A1 e Q2Secondo Audi, ipreparativi per l'avvio della produzione della A2 e-tron"sono a buon punto", ma nel frattempo contano i numeri che hanno contraddistinto la produzione di A1 e Q2.La berlina compatta è stata commercializzata in 1.389.658 esemplari dal lancio avvenuto nel 2010, ottenendo un particolare successo in Germania, Regno Unito e Italia. Della SUV compatta, invece, sono state commercializzate 887.231 unità dal 2016. Le altre produzioniIl marchio tedesco ha fornito anche un aggiornamento sulle produzioni dei suoi impianti tedeschi. Ingolstadt continua a produrre due modelli compatti con motore a combustione interna, A3 e Q3, e al contempo sta accelerando la sua elettrificazione. Dopo il lancio in produzione della Audi Q6 e-tron nel 2023 e della Audi A6 e-tron nel 2024, la produzione di un'altra linea di modelli a batteria inizierà nell'autunno del 2026. Il primo sarà, per l'appunto, l'A2 e-tron (nella foto sopra, la silhouette diffusa di recente da Audi).A Neckarsulm, invece, Audi ha rinnovato le famiglie A5 e A6 e si appresta a completare un ampliamento della produzione per includere ulteriori allestimenti e motorizzazioni. La nuova Audi RS 5 ha segnato l'inizio di questo processo all'inizio di quest'anno. Inoltre, sempre a Neckarsulm, nel parco industriale di Böllinger Höfe sono in corso i preparativi per la produzione della versione di serie della Concept C a partire dal 2027.
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Mercedes-Benz, la Cina non è persa: rilancio a Pechino con nuovi modelli locali ed elettrificazione

3 ore 13 min fa
Negli ultimi anni, Audi, BMW e Mercedes-Benz hanno perso parecchio terreno in Cina a causa della sempre più intensa concorrenza dei rivali locali. Tuttavia, i tedeschi non demordono e, anzi, rilanciano le loro ambizioni sul maggior mercato automobilistico al mondo, seguendo però un'altra strada. Quella intrapresa dal gruppo Volkswagen: produrre e vendere in Cina per la Cina. Magari sfruttando i punti di forza dei partner cinesi negli ambiti in cui risultano più in ritardo: elettrificazione e software.L'ultima Casa a indicare proprio questa strada è stata la Stella a tre punte durante il Salone di Pechino. Auto China - ha affermato l'amministratore delegato Ola Källenius - è il palcoscenico ideale per Mercedes-Benz per dimostrare il nostro impegno strategico in Cina con prodotti di grande impatto. Le nostre anteprime mondiali, esclusive per il mercato cinese, mostrano come adattiamo l'eccellenza tecnologica alle preferenze dei clienti locali.In futuro, rafforzeremo ulteriormente la nostra presenza in Cina, sviluppando e costruendo un numero maggiore di veicoli sul territorio e sfruttando sempre più la Cina come fonte di innovazione per Mercedes-Benz a livello globale, ha aggiunto Källenius. Un mercato chiave da rilanciareD'altro canto, per i tedeschi di Stoccarda, la Cina non è solo il mercato più grande e importante, ma anche un polo di innovazione e tecnologia imprescindibile. L'attuale strategia di localizzazione completa, che include la costante espansione delle partnership locali e l'accelerazione delle iniziative lungo la catena del valore, fa un salto di qualità con lo sviluppo di un numero crescente di innovazioni in Cina scalabili a livello globale. il caso della nuova GLC L (foto sopra), ossia la versione a passo lungo della nuova SUV di Stoccarda. Il nuovo sistema operativo MB.OS integra alcuni elementi innovativi sviluppati proprio nel Paese del Dragone per rispondere alle esigenze dei consumatori locali. Tra questi figurano, per esempio, i sistemi di assistenza alla guida progettati in collaborazione con Momenta.La GLC L è solo il primo modello di un'offensiva di prodotto che porterà all'assemblaggio di nuovi modelli nello stabilimento BBAC (Beijing Benz Automotive Co.) di Pechino. L'attuale gamma cinese comprende 14 modelli Mercedes, ma entro il 2027 sarà ampliata a 20 tra veicoli termici ed elettrici, a sostegno delle ambizioni di rilancio della Stella a tre punte in Cina. Le novità di PechinoIn particolare, tra il 2025 e il 2027, Mercedes introdurrà sette modelli sviluppati esclusivamente per la Cina. Il primo, come detto, è la nuova GLC L elettrica, offerta in due varianti dedicate al mercato locale e disponibile a cinque posti e, per la prima volta, anche a sei posti, grazie a un passo di 3.027 mm, 55 millimetri in più rispetto al modello standard.Dotata di sospensioni pneumatiche AirMatic, già presenti sulla Classe S, e di sterzo sull'asse posteriore con un angolo di 4,5 gradi, la SUV adotta un telaio specificamente ottimizzato per i clienti cinesi. Inoltre, le boccole idrauliche sono esclusive per il mercato locale, così come altre funzionalità, tra cui un sistema di ottimizzazione NVH (Noise, Vibration, Harshness).Al salone hanno debuttato anche le nuove Mercedes-Benz Classe S e Mercedes-Maybach Classe S. Entrambe hanno funzionalità specifiche, come il Vision Language Model (VLM) sviluppato in collaborazione con l'Università di Tsinghua e, un sistema di assistenza alla navigazione urbana e autostradale. Inoltre, ha fatto il suo ingresso sul mercato la CLA 260 L completamente elettrica (foto sopra). Anche in questo caso, la L indica un passo lungo: i 2.830 mm dell'interasse risultano 40 mm più lunghi del modello standard. Infine, a Pechino ha debuttato pure Tomorrow XX, il programma tecnologico per la decarbonizzazione già dimostrato con Vision Eqxx e la concept Amg GT XX.
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Geely Eva Cab, il robotaxi senza volante che paga lautostrada da solo

4 ore 6 min fa
Al Salone di Pechino Geely ha presentato Eva Cab, il primo prototipo cinese di robotaxi sviluppato espressamente per funzionare con la guida completamente autonoma e ponendosi in concorrenza diretta con le proposte di player come Waymo, Zoox e, più di recente, Tesla. Paga anche l'autostradaIl veicolo mostrato in fiera è privo di volante e dei tradizionali comandi per il conducente. Dal punto di vista tecnologico, l'Eva Cab adotta un modello linguistico da 196 miliardi di parametri e una velocità di elaborazione che, secondo la Casa, consente decisioni tre volte più rapide di quelle di un conducente umano.Gli occhi del robotaxi di Geely sono composti da 43 diversi componenti, tra LiDAR e telecamere ad alta definizione, con una copertura a 360 gradi priva di angoli ciechi. Il costruttore dichiara che l'Eva Cab riesce a gestire il 99% degli scenari di guida quotidiana, comprese le strade non cartografiate e i caselli con operatore. Arriverà nel 2027La produzione in serie dell'Eva Cab, in concomitanza con i primi test del servizio, è prevista per il 2027, con una versione sviluppata in collaborazione con la piattaforma di ride-hailing Caocao Mobility. La visione di Geely al Salone di PechinoA chiudere il quadro è la visione delineata da Gan Jiayue, CEO di Geely Automobile Group, intervenuto al Salone di Pechino, che colloca Eva Cab all'interno della strategia AI 2.0 del Gruppo. Secondo il manager, la guida autonoma del futuro dovrà evolvere in modo coordinato su design, hardware, software ed ecosistema, mettendo al centro non la guida ma le persone a bordo. Da qui un'impostazione che fonde spazio, tecnologia e benessere, con sensori e lidar integrati in modo visibile per trasmettere sicurezza e un'architettura elettronica avanzata basata anche su tecnologie quantistiche, pensate per elevare ulteriormente protezione dei dati e affidabilità dei sistemi. La piattaforma EA4.0, con oltre 3000 TOPS di potenza di calcolo, rappresenta la base tecnica per la guida autonoma di livello 4, già in fase di sperimentazione attraverso servizi come CaoCao Mobility. In prospettiva, l'obiettivo dichiarato è una mobilità completamente integrata, capace di ridurre a zero attese, congestione e incidenti, e di posizionare Geely tra gli attori di riferimento nel futuro globale dei robotaxi.
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Dalla Spagna allItalia: Leapmotor valuta nuove produzioni europee

4 ore 55 min fa
Leapmotor è ormai pronta ad avviare le sue produzioni europee in Spagna, ma non è da escludere la possibilità che l'azienda cinese sfrutti anche gli impianti italiani di Stellantis per rafforzare le sue ambizioni nel Vecchio Continente.La presenza produttiva di Stellantis in oltre 30 Paesi in tutto il mondo è un valore aggiunto. Ci sono molti stabilimenti a disposizione all'interno del gruppo. Inizieremo in Spagna a partire da quest'anno, ma stiamo esplorando opportunità in altri Paesi, ha detto Thianshu Xin, amministratore delegato di Leapmotor International (nella foto sotto durante l'ultimo Salone di Bruxelles) e direttore operativo di Stellantis China, rispondendo, nel corso di una tavola rotonda al Salone dell'Auto di Pechino, a una domanda dell'ANSA sul possibile utilizzo di siti italiani del gruppo per produrre un modello in Italia. Le ambizioni cinesiLa dichiarazione del manager si inserisce in un contesto di continue indiscrezioni sulla possibilità che Stellantis condivida spazi produttivi inutilizzati con partner cinesi come Leapmotor o Dongfeng. Tra gli impianti italiani candidati a ospitare produzioni cinesi ci sarebbe, per esempio, Cassino, tra le fabbriche maggiormente in sofferenza negli ultimi mesi a causa della caduta dei volumi. probabile che anche il sito laziale sia stato oggetto di visite da parte dei cinesi.A tal proposito, non sono pochi i mercati visitati da Thianshu Xin: Lo scorso aprile sono stato in Malesia per localizzare nostre produzioni, ma anche a Singapore, Hong Kong, Sudafrica e Brasile. Le opportunità sono tante.La localizzazione in Europa potrebbe, tra l'altro, sostenere le ambizioni di crescita globale del marchio cinese. Leapmotor ha venduto 600.000 veicoli nel 2025, ma per il 2026 punta a un milione di unità. Solo nel primo trimestre di quest'anno, le consegne globali hanno superato le 110.000 unità, con le esportazioni che hanno raggiunto il record storico di 40.000 veicoli.In Europa Leapmotor punta quest'anno almeno a raddoppiare le vendite del 2025, quando sono state pari a 35.000 unità, ha aggiunto Francesco Giacalone, Marketing & Product Director di Leapmotor International, sottolineando che l'Europa è un mercato dal quale è arrivata immediatamente una risposta molto positiva, anche grazie al fatto che il brand si è presentato come complementare agli altri marchi di Stellantis.Su quali Paesi puntiamo in Europa? Ovunque: innanzitutto in Germania, poi in Inghilterra, che non ha i dazi, e in Italia, dove c'è stata un'accelerazione grazie agli incentivi, ha concluso il manager italiano.
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La Formula 1 tornerà a correre in Turchia dal 2027

5 ore 56 min fa
La Formula 1 riapre la porta a uno dei circuiti più rimpianti dell'era moderna. Dal 2027 il Gran Premio di Turchia tornerà nel calendario mondiale: l'Istanbul Park viene confermato fino al 2031 grazie a un accordo quinquennale siglato con il Ministero turco della Gioventù e dello Sport. La Turkish Automobile Sports Federation, TOSFED, sarà il partner operativo per l'organizzazione dell'evento. un ritorno importante. L'Istanbul Park è uno di quei tracciati che la Formula 1 aveva lasciato andare troppo presto e che, ogni volta che è ricomparso, ha ricordato a tutti una cosa semplice: i circuiti veri fanno ancora la differenza, a tutto vantaggio dello spettacolo. La Turchia aveva ospitato il Mondiale dal 2005 al 2011, per poi rientrare d'emergenza nel 2020 e nel 2021 durante la fase più complicata della pandemia, regalandoci delle gare particolarmente movimentate.La curva 8 è il marchio di fabbricaDisegnato su un layout di 5,33 km, il circuito dell'Istanbul Park ha costruito la propria reputazione su dislivelli, curve in appoggio, staccate vere e una sequenza tecnica che mette sotto esame sia il pilota che la monoposto.Il simbolo resta la Curva 8, una lunga curva con più punti di corda che negli anni è diventata una piccola prova di coraggio da affrontare trattenendo il fiato, dove la macchina deve restare composta mentre il carico laterale si accumula e il pilota non può permettersi esitazioni.L'ultima fase turca della Formula 1 ha lasciato nella nostra memoria, come dicevamo, immagini forti. Nel 2020 Lewis Hamilton vinse a Istanbul e conquistò il settimo titolo mondiale, raggiungendo il recordi di Michael Schumacher. L'anno successivo, invece, fu Valtteri Bottas a imporsi con la Mercedes, ultimo vincitore del GP di Turchia.La storia di Istanbul Park ci dice anche che Felipe Massa resta il pilota più vincente su questo tracciato, con tre successi consecutivi tra il 2006 e il 2008 al volante della Ferrari. Prima e dopo di lui hanno lasciato il segno nomi pesanti: Kimi Räikkönen, Sebastian Vettel, Jenson Button.Un ritorno fortemente volutoIl ritorno della Turchia si inserisce dentro una Formula 1 sempre più attenta ai mercati, alla crescita del pubblico e alla sostenibilità economica degli eventi. Secondo i dati comunicati dalla Formula 1, il Circus conta in Turchia oltre 19 milioni di appassionati e più di 7,5 milioni di follower sui social, con una crescita significativa su Instagram e YouTube.Stefano Domenicali ha accolto questo ritorno parlando di Istanbul come di una città vibrante, ponte culturale tra Europa e Asia, e di Istanbul Park come di uno dei circuiti più emozionanti e impegnativi della Formula 1. Come città, Istanbul rappresenta una porta culturale tra Europa e Asia, offrendo una combinazione unica di storia e tradizione, insieme a un approccio moderno allo sport, al business e all'intrattenimento. Voglio ringraziare Sua Eccellenza il Presidente Erdoan, il Ministero della Gioventù e dello Sport, il Ministero della Cultura e del Turismo e la Federazione automobilistica turca per il loro sostegno nel garantire il ritorno della Formula 1. Molti momenti memorabili della storia del nostro sport sono stati vissuti a Istanbul Park e sono entusiasta di iniziare il prossimo capitolo della nostra partnership, offrendo ai tifosi l'opportunità di assistere ad altre gare straordinarie in una location davvero fantastica.
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Lynk & Co Time to Shine: la GT che cambia l'aerodinamica con un tasto

6 ore 52 min fa
Per il suo decimo anniversario, Lynk & Co ha deciso di stupire tutti presentando la sua prima visione di auto sportiva. Time to Shine è un manifesto svelato al Salone dell'Auto di Pechino: una concept di GT a due porte con trazione posteriore che promette uno 0-100 km/h in soli 2 secondi. Cambio di rotta per il brandNonostante la Casa non abbia svelato dettagli precisi sul powertrain, non si tratta di un semplice esercizio di stile per celebrare un decennio, ma di una precisa dichiarazione d'intenti che sposta l'asse del marchio dalla mobilità connessa verso l'emozione della prestazione pura. Una svolta che potrebbe dare il via a una nuova era per Lynk & Co, che secondo diverse indiscrezioni si starebbe preparando a produrre i propri veicoli anche in Europa. Disegnata dalla luceLa vettura incarna le proporzioni classiche delle Gran Turismo, declinate attraverso un linguaggio estetico in cui la luce diventa elemento strutturale. Lunga 4.780 mm e larga due metri esatti, la Time to Shine è alta solo 1,33 metri e ha un passo di 2.750 mm. La carrozzeria color Apex Blue, una vernice a effetto metallo liquido dall'elevata profondità visiva, è studiata per generare riflessi simili a un'aureola che mutano con il movimento della vettura. I dettagli in Spark Yellow non sono casuali, ma richiamano il pedigree sportivo di un marchio capace di conquistare nove titoli mondiali nei campionati turismo in sole sette stagioni. Cambia forma con un tastoL'esperienza a bordo è altrettanto curata. Premendo il tasto "+" sulla console centrale, si accede al massimo delle prestazioni: l'assetto si abbassa di 15 mm, la carrozzeria si allunga di 100 mm grazie all'aerodinamica attiva e l'alettone posteriore si estende per gestire al meglio i flussi. Contemporaneamente, l'interfaccia digitale si fa essenziale: il quadro strumenti e i tre schermi si ritraggono, eliminando ogni distrazione. L'abitacolo 2+2 fonde la pelle bianca Digital Shimmer con la fibra di carbonio Textreme 360 intarsiata a mano, creando un ambiente che unisce il minimalismo scandinavo alla tecnicità della pista.
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Peugeot torna a Pechino con due concept e rilancia lalleanza con Dongfeng

7 ore 27 sec fa
Dalla Cina arriva una conferma su un possibile rilancio dell'alleanza tra Stellantis e Dongfeng Motor. Peugeot, infatti, è tornata al Salone dell'Auto di Pechino per riaffermare le sue ambizioni nel maggior mercato automobilistico al mondo, con una strategia che ricalca quella messa in atto negli ultimi anni da altre rivali occidentali come Volkswagen: In Cina per la Cina. Ma per metterla in atto serve l'aiuto di un partner locale, che sarà proprio Dongfeng, già in passato alleato dell'ex PSA e perfino piccolo azionista dell'attuale Stellantis.Il salone - spiega la Casa francese - rappresenta un momento strategico per il marchio, che accelera la sua trasformazione verso la mobilità elettrica e intelligente, coniugando design francese, piacere di guida e tecnologie avanzate. A tal proposito, la manifestazione è stata l'occasione per svelare due nuovi prototipi che prefigurano una nuova gamma di berline e SUV di grandi dimensioni, prodotti in Cina per il mercato cinese, nonché destinati all'esportazione verso i mercati esteri di Peugeot, nell'ambito del piano di crescita internazionale del marchio.Le vetture combineranno il meglio del design e della dinamica di guida Peugeot con l'eccellenza tecnologica del partner Dongfeng, che le produrrà nel suo stabilimento di Wuhan, precisa ancora la Casa di Sochaux. L'approccio strategico al mercato cineseIn sostanza, la Cina torna a rivestire un ruolo centrale nello sviluppo mondiale del marchio e non solo per la leadership nella mobilità elettrica, ma anche sul fronte dell'innovazione.Attenzione, però, perché non viene messo da parte l'approccio asset light implementato almeno dal 2022 e caratterizzato dallo stop a diverse produzioni locali. Stellantis ha scelto la strada delle partnership per ridurre i rischi di esposizione a un mercato diventato difficile e complesso da gestire a causa dell'ascesa dei marchi locali. In tale contesto, Dongfeng è l'alleato forse migliore, non fosse altro per la conoscenza reciproca di lunga data. Non a caso, le indiscrezioni degli ultimi giorni indicano la possibilità che le produzioni congiunte non siano limitate alla Cina, ma riguardino anche l'Europa. I due prototipiIntanto, Peugeot è tornata al Salone di Pechino con due nuove creature che, secondo il responsabile del marchio, Alain Favey, dimostrano la nostra visione di un futuro audace per il marchio, che unisce il design felino francese e il piacere di guida a tecnologie elettriche e intelligenti all'avanguardia, sia per la Cina sia per il nostro mercato globale.In particolare, la Peugeot Concept 6 (foto in alto) fonde l'eleganza di una berlina con il dinamismo di una shooting brake, evocando così la tradizione del marchio nel campo delle station wagon gran turismo. La Concept 8 (foto qui sopra), invece, anticipa un futuro di SUV di grandi dimensioni del Leone Rampante, tutto incentrato sull'integrazione tra proporzioni generose e sportività. Per ora non sono stati forniti ulteriori dettagli, a partire dalle possibili specifiche tecniche delle eventuali versioni di serie.
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Leapmotor B05 Ultra: più sportiva e potente, ma solo per la Cina

7 ore 53 min fa
Mentre la B05 apre gli ordini in Italia con prezzi a partire da 26.900 euro, Leapmotor ha presentato al Salone di Pechino la versione ad alte prestazioni B05 Ultra, (e che in Cina sarà venduta come Lafa 5 Ultra). Kit aero, nuovi chip e sedili sportiviSi tratta del modello più sportivo della gamma, e che per il momento è riservato alla clientela cinese: al momento non ci sono conferme circa una sua eventuale esportazione su altri territori. La variante Ultra si distingue dalla hatchback per il kit aerodinamico dedicato e i cerchi di lega da 19", ma le vere novità sono nascoste: l'infotainment e gli Adas fanno un passo avanti grazie all'adozione del doppio chip Qualcomm di ultima generazione, mentre i sedili sportivi sono dotati di funzione massaggio e ventilazione. 245 CV e fino a 600 km di autonomiaIl powertrain è stato rivisto per offrire prestazioni superiori ed un feeling di guida più sportivo. Il motore elettrico posteriore eroga sulla Ultra 245 CV e 255 Nm e permette di toccare i 100 km/h da fermo in 5,9 secondi e di raggiungere una punta massima - autolimitata - di 170 km/h. L'assetto è stato modificato in funzione delle superiori prestazioni rispetto alla B05 e la Casa dichiara una perfetta ripartizione dei pesi tra i due assi. I clienti potranno scegliere tra due tagli di batteria: quella da 67,1 kWh e 600 km di autonomia nel ciclo Cltc e quella da 56,2 kWh e 500 km di percorrenza. Per fare un paragone diretto, la B05 europea può contare su 218 CV e le medesima batterie, che nel ciclo Wltp offrono da 401 a 482 km di autonomia.
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Fine di un'era: il gruppo Volkswagen dice addio alla Bugatti

8 ore 11 min fa
Dopo quasi trent'anni, il gruppo Volkswagen rompe tutti i legami con la Bugatti, la Casa francese rinata nel 1998 per volere dell'allora plenipotenziario di Wolfsburg Ferdinand Piëch.La Porsche ha infatti raggiunto un accordo per la cessione delle proprie partecipazioni azionarie in Bugatti Rimac e nel gruppo croato Rimac a un consorzio guidato dalla società di investimenti newyorkese HOF Capital. L'operazione e le quote Bugatti Rimac è una joint venture nata nel 2021 nel quadro di un riassetto della partecipazione allora detenuta dal gruppo Volkswagen. Wolfsburg conferisce il 100% della Casa di Molsheim in cambio del 45% dell'impresa congiunta (il restante 55% è in mano ai croati) e poi passa la quota alla controllata di Zuffenhausen, che al contempo era già presente nell'azionariato del gruppo Rimac in base a una partnership risalente al 2018. Ora il il 45% di Bugatti Rimac e il 20,6% di Rimac Group passano a un consorzio guidato da HOF Capital e composto da BlueFive Capital come principale azionista e da altri investitori istituzionali statunitensi ed europei. A seguito del perfezionamento dell'operazione, previsto entro la fine dell'anno, Rimac Group assumerà il controllo di Bugatti Rimac e stringerà una partnership strategica con HOF Capital e BlueFive Capital per supportarne la crescita. Non si conoscono i valori della transazione perché le parti hanno concordato di mantenere riservati i termini finanziari. Da tempo, comunque, si vociferava della possibilità che i tedeschi uscissero definitivamente dalla Bugatti, ancor di più dopo il riassetto del 2021 e in seguito all'ipotesi di quotazione in Borsa del gruppo Rimac. 
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Cupra Born VZ: a tu per tu con la hot hatch elettrica da 326 CV - VIDEO

8 ore 22 min fa
Il 2026 segna il debutto della nuova Cupra Born. Cambia pelle ma non è solo un aggiornamento estetico, perché a cambiare sono anche tanti dettagli sottopelle. Siamo volati in Spagna per capire se la ricetta Cupra sia ancora capace di adattarsi alle nuove esigenze dell'elettrico, mettendo alla prova la versione VZ da 326 CV. Lo sguardo è più cattivoLa Born si riconosce già al primo sguardo. Il cambiamento più evidente è nel frontale, dove debutta il cosiddetto "muso di squalo". La firma luminosa a tre triangoli, ormai tratto distintivo del marchio, può integrare la tecnologia Matrix LED adattiva, capace di modulare il fascio luminoso in tempo reale garantendo visibilità senza abbagliare. L'effetto scenico è completato da una vera e propria cerimonia di benvenuto luminosa. Anche il posteriore cambia in modo netto: il logo, per la prima volta illuminato e integrato nella fanaleria 3D, diventa protagonista, mentre il diffusore più marcato richiama da vicino il mondo delle sportive più che quello delle compatte tradizionali. Infotainment più modernoAll'interno, gli interventi migliorano quanto visto in precedenza, correggendo alcune criticità. L'evoluzione si muove su due livelli: sostenibilità e tecnologia. I materiali raccontano una maggiore attenzione ambientale, con tessuti riciclati e soluzioni come il filato Seaqual Yarn, derivato da plastiche marine. Ma è l'interfaccia uomo-macchina a segnare il vero salto generazionale. Il nuovo infotainment basato su Android offre un'esperienza simile a quella di uno smartphone, con app integrate e una maggiore fluidità.Il display centrale da 12,9" e il cockpit digitale ampliato (praticamente raddoppiato, da 5,3" a 10,25") lavorano insieme all'head-up display con realtà aumentata per creare un ambiente immersivo. E curato, anche nei dettagli, con materiali morbidi e assemblaggi solidi. Torna inoltre un elemento di concretezza: il volante ridisegnato reintroduce comandi fisici, scelta che molti costruttori stanno rivalutando dopo anni di "full touch". Migliora anche l'ergonomia dei comandi dei finestrini, ora finalmente dotati di pulsanti dedicati per quelli posteriori. Tre versioni, da 190 a 326 CVSul fronte tecnico, la gamma si articola su tre motorizzazioni, fino alla versione protagonista del nostro primo contatto: la VZ da 326 CV. Qui le prestazioni sono da vera hot hatch, con uno 0-100 km/h in 5,6 secondi e una coppia di 545 Nm che esalta le qualità del telaio. Una rarità nel segmento: la trazione resta posteriore, a vantaggio della sensibilità dello sterzo, che offre il giusto carico per percepire al meglio l'anteriore nella guida impegnata. Le sospensioni posteriori multilink contribuiscono sia alla motricità sia alla precisione di guida. Più si entra in sintonia con la Born, più aumenta la velocità di percorrenza.Il limite resta la massa. La richiesta di maggiore autonomia porta inevitabilmente a batterie più grandi e pesanti. Il peso si avverte, ma le dimensioni compatte - 4.336 mm (+12 mm) - unite all'ottimo lavoro sul telaio e al grip garantito dai cerchi da 20 con pneumatici da 235 mm permettono di mantenere una guida caratterizzata da precisione e agilità che non ti aspetti. L'autonomia supera i 600 km grazie alla batteria da 79 kWh, mentre la ricarica rapida a 185 kW consente di passare dal 10 all'80% in meno di mezz'ora. Comportamento affilatoMa la Born 2026 non è solo numeri. Introduce funzioni come il one-pedal driving evoluto, il Launch Control e le sospensioni adattive DCC con molteplici livelli di regolazione. Proprio queste ultime trasformano il comportamento della vettura: bastano pochi interventi per modificare sensibilmente la risposta degli ammortizzatori e il carattere dinamico. Questo rende la Born comoda in città e più reattiva all'occorrenza. A questo si affianca un ecosistema digitale avanzato, con chiavi virtuali condivisibili, ricarica bidirezionale (V2L) e integrazione completa con i dispositivi personali.Infine, la sicurezza. Il nuovo Travel Assist sfrutta dati cloud per una guida assistita predittiva, mentre sistemi come il Crossroad Assist e un Front Assist evoluto ampliano la capacità di prevenire incidenti anche in scenari complessi. Il tutto è supportato da una rete di sensori che trasforma l'auto in una piattaforma intelligente, costantemente consapevole di ciò che la circonda. In un panorama elettrico dove sembrano contare solo autonomia e tecnologia, Cupra prova a mantenere viva anche la componente emotiva della guida. E non è un dettaglio da poco. I prezzi della nuova Cupra BornLa nuova Cupra Born partirà da 38.500 euro. La versione d'ingresso Impulse+ offre 190 CV (disponibile anche in variante da 231 CV) con batteria da 58 kWh e autonomia WLTP fino a 484 km, affiancata da una versione con batteria da 79 kWh. Al vertice c'è la VZ da 326 CV, sempre con batteria da 79 kWh, capace di arrivare fino a 631 km di autonomia. La dotazione include il sistema infotainment da 12,9 con Android OS e il Virtual Cockpit. Sul fronte commerciale, la Impulse+ è proposta anche con formula di noleggio "Cupra Drive Way" a 395 euro al mese, con anticipo di 5.500 euro per 36 mesi.
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Genesis Magma Racing: debutto a Imola per la Hypercar GMR-001

8 ore 37 min fa
A Imola abbiamo assistito alla prima di Genesis Magma Racing con le GMR-001 Hypercar. Qui la scuderia coreana ha iniziato il proprio percorso nel FIA World Endurance Championship (WEC). Il programma di sviluppo, durato meno di 500 giorni, vede un obiettivo chiaro: portare entrambe le vetture al traguardo e raccogliere dati. Il risultato è stato coerente con questo approccio: la #17 ha chiuso 15, mentre la #19, rallentata da un problema nelle prime fasi, ha terminato più attardata ma comunque classificata. Gestione gara e scelte strategicheNel corso delle sei ore, la #17 ha mostrato segnali interessanti in termini di gestione. In alcune fasi è risalita fino a ridosso della top ten, approfittando di una condotta pulita e della capacità di evitare contatti e penalità. A condizionare il risultato finale è stata la scelta strategica legata all'evoluzione meteo: il team ha ritardato il cambio gomme aspettando una pioggia che non è mai arrivata. La #19, invece, ha visto la propria gara compromessa nei primi minuti da un problema elettronico a un sensore, ma ha comunque completato la distanza senza ulteriori criticità. Telaio Oreca e motore V8Il progetto, nato in seno a Hyundai Motorsport, punta a costruire una presenza stabile nell'endurance. La vettura, sviluppata secondo il regolamento LMDh, utilizza un telaio Oreca e un powertrain ibrido composto da un V8 3.2 turbo da circa 680 CV, abbinato a un sistema elettrico standard da 50 kW. Una base tecnica sulla quale Genesis sta lavorando per costruire una propria identità in termini di bilanciamento ed efficienza energetica. Il commento di Gabriele Tarquini e il futuroIl debutto imolese ha confermato come la priorità sia la costruzione del metodo. L'obiettivo era finire con entrambe le macchine e lo abbiamo fatto, ha spiegato il DS Gabriele Tarquini. A supporto del progetto c'è anche il "Trajectory Programme", che affianca all'impegno nel WEC un percorso di crescita per giovani piloti. L'ingresso nel mondiale rappresenta solo il primo passo di un programma più ampio che prevede l'espansione negli USA con l'IMSA. Il confronto con Toyota, Ferrari o BMW richiederà tempo, ma la base appare già solida.
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Nissan svela Urban SUV e Terrano PHEV: la nuova strategia elettricata parte dalla Cina

9 ore 9 min fa
Nissan presenta al Salone di Pechino due prototipi elettrificati, la Urban SUV PHEV Concept e la Terrano PHEV Concept. Per la Casa giapponese la Cina rappresenta uno dei mercati più importanti: l'obiettivo è arrivare a 1 milione di auto vendute nel 2030. Al tempo stesso, è anche un hub di innovazioni destinate al resto dei mercati. Ecco perché è stata scelta Pechino per la presentazione della nuova strategia denominata Mobility Intelligence for Everyday Life, che pone la Cina allo stesso livello di importanza di Stati Uniti e Giappone. Urban SUV e Terrano sono plug-in hybridLa Urban SUV ha come target la clientela più giovane e riprende i temi stilistici lanciati dalla sorella maggiore NX8 presentata nei mesi scorsi. Sul tetto spicca il LiDAR per la guida autonoma, mentre l'assenza di maniglie esterne e gli specchietti con telecamere sono elementi che probabilmente non saranno ripresi sul modello di serie. Il ritorno della Terrano e i powertrain plug-inLa Terrano SUV Concept riporta sul mercato un nome storico per Nissan: non è un caso quindi che il design più aggressivo e robusto sia ispirato al mondo offroad. Per questo modello è già prevista l'esportazione su altri mercati internazionali, ancora da definire. Entrambe le Concept adottano powertrain plug-in hybrid, ma la Nissan non ha per ora fornito alcun dettaglio tecnico.
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Carburanti, prezzi ancora in discesa: nuove riduzioni sul gasolio

10 ore 26 min fa
"Calano ancora, per quanto con meno forza rispetto ai giorni scorsi, i prezzi dei carburanti alla pompa. Quotazioni internazionali al quarto aumento consecutivo per la benzina, mentre il gasolio fa registrare un'inversione di marcia": è questo il quadro dell'andamento dei principali combustibili fossili delineato da Staffetta Quotidiana nella sua consueta rilevazione giornaliera, segnalando anche la decisione di IP di ridurre di due centesimi al litro i prezzi consigliati del gasolio. Le rilevazioniIn particolare, questa mattina 24 aprile i prezzi medi nazionali dei carburanti alla pompa risultano in calo rispetto a ieri: benzina self service sulla rete stradale a 1,736 euro/litro (-1 millesimo), gasolio a 2,062 euro/litro (-5 millesimi). Il Gpl è a 0,795 euro/litro (invariato), il metano a 1,577 euro/kg (invariato). In autostrada, la benzina self è a 1,786 euro (+5), il diesel a 2,117 euro (-1), il Gpl a 0,904 euro (+3) e il metano a 1,596 euro (invariato).Quanto ai dettagli per modalità di vendita in base ai dati comunicati ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati vedono la benzina self service a 1,738 euro/litro (compagnie 1,737, pompe bianche 1,741) e il diesel a 2,068 euro/litro (compagnie 2,070, pompe bianche 2,065). Al servito, verde a 1,876 euro/litro (compagnie 1,912, pompe bianche 1,810), gasolio a 2,207 euro/litro (compagnie 2,246, pompe bianche 2,134), Gpl a 0,802 euro/litro (compagnie 0,807, pompe bianche 0,797), metano a 1,576 euro/kg (compagnie 1,579, pompe bianche 1,575) e Gnl a 1,536 euro/kg (compagnie 1,554 euro/kg, pompe bianche 1,522 euro/kg).Infine, tra i marchi Eni è a 1,725 euro/litro sulla benzina self service (1,932 al servito) e 2,058 sul gasolio (2,265); IP a 1,751 (1,922) e 2,088 (2,258), Q8 a 1,735 (1,910) e 2,066 (2,245) e Tamoil a 1,732 (1,813) e 2,053 (2,139).
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Stellantis, nuove voci sul piano industriale: massima priorità a Fiat, Jeep, Peugeot e Ram

10 ore 34 min fa
Manca meno di un mese alla presentazione del piano industriale di Stellantis e le agenzia di stampa continuano a lanciare indiscrezioni sulle prossime mosse dell'amministratore delegato Antonio Filosa. Le ultime arrivano dalla Reuters: il gruppo concentrerà la maggior parte dei suoi investimenti sui marchi Jeep, Ram, Peugeot e Fiat.In sostanza, la strategia a lungo termine di Stellantis dovrebbe essere incentrata sui suoi brand internazionali più popolari e redditizi, che dovrebbero così ottenere un "aumento sostanziale" delle risorse, mentre quelli con volumi commerciali inferiori, come Citroën, Opel e Alfa Romeo, che con la precedente gestione di Carlos Tavares ricevevano una parte "più equa" degli investimenti interni, dovrebbero diventare regionali o nazionali, e comunque limitati a mercati specifici in cui sono già forti o hanno potenziale di crescita.  Nessun marchio sarà chiuso o cedutoStellantis ha preferito non commentare le indiscrezioni su una riorganizzazione strategica, che avrebbe già ottenuto il sostegno dei maggiori azionisti, tra cui la Exor della famiglia Agnelli. Il gruppo ha ribadito che tutti i suoi 14 marchi rappresentano "un punto di forza fondamentale nel nostro percorso strategico, ponendo i clienti al centro di ogni nostra attività". "La combinazione unica di portata globale e profonde radici locali di Stellantis ci permette di aiutare ogni marchio a esprimere la propria storia, il proprio carattere e i propri punti di forza, per soddisfare le esigenze e le preferenze dei nostri clienti ovunque si trovino e qualunque cosa desiderino", ha aggiunto l'azienda.Detto questo, il riassetto del portafoglio dei brand è uno degli argomenti da sempre al centro dell'attenzione del mercato borsistico. Sin dalla nascita di Stellantis, investitori e analisti hanno manifestato dubbi sulla coesistenza di così tanti marchi, spesso senza alcuna distinzione in termini di posizionamento. Ma questo problema è da attribuire più che altro alla precedente gestione, che non ha saputo valorizzare brand come Alfa Romeo o Maserati, alimentando così ulteriormente i dubbi e le speculazioni sulla possibile vendita o chiusura di Lancia, DS, Citroën o Opel.Tuttavia, sempre secondo la Reuters, Filosa non avrebbe alcuna intenzione di intraprendere questa strada, poiché ritiene che tali marchi abbiano un potenziale in alcune regioni o nei grandi mercati nazionali. "Alcuni di questi brand potrebbero rivelarsi utili al gruppo in futuro, qualora le condizioni di mercato dovessero evolversi", spiega all'agenzia di stampa Marco Santino, partner della società di consulenza Oliver Wyman, aggiungendo che una volta che un marchio è stato chiuso è "molto difficile riportarlo in vita".L'amministratore delegato sembra comunque intenzionato a un cambio di rotta rispetto al passato: gli investimenti verrebbero concentrati su Jeep, Ram, Peugeot e Fiat, perché considerati marchi "davvero importanti" per gli elevati volumi di vendita e profitti, mentre altri marchi come Citroën, Opel e Alfa Romeo verrebbero utilizzati "in modo tattico in specifici paesi e segmenti di mercato". Tra le opzioni ci sarebbe la possibilità che i brand regionali utilizzino piattaforme e tecnologie sviluppate dai marchi principali, con l'aggiunta di elementi distintivi sul fronte, per esempio, del design. A questo si aggiunge l'ipotesi, da tempo in circolazione, di un rebadging di alcuni modelli per specifici mercati locali. In altre parole, Stellantis pare intenzionata a gestire i suoi marchi in mopo più dinamico e con una maggior accortezza strategica rispetto al passato. 
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Avatr 06T, la nuova station (elettrica ed extended range) che punta anche allItalia

11 ore 3 min fa
Avatr presenta al Salone di Pechino la versione definitiva della 06T. Si tratta della prima station wagon del marchio premium di Changan, che collabora con CATL e Huawei per le soluzioni tecnologiche di bordo. Sarà offerta in Cina a partire da 219.900 yuan con powertrain elettrici ed Extended Range. Il gruppo ha recentemente svelato i piani per il debutto in Europa e Italia con i marchi Deepal, Changan e Avatr. Sportiva fuori, digitale dentroIl design dinamico e slanciato è frutto dello stile Future Sports Aesthetics, che caratterizza gli attuali modelli del marchio ed è riconoscibile anche per i LED sdoppiati nel frontale. La wagon misura 4,94 metri in lunghezza ed è larga 1,96 metri; non mancano accessori premium come le telecamere al posto degli specchietti. Gli interni offrono ben quattro schermi anteriori: quello centrale da 15,6", quelli laterali da 6,7" dedicati agli specchietti e quello a sviluppo orizzontale da 35,4" sotto al parabrezza.L'intelligenza artificiale MoLA coordina tutte le funzioni di bordo; inoltre, la piattaforma Huawei ADS 4 con LiDAR e radar offre le funzioni più avanzate di guida autonoma. Quattro powertrain e autonomia fino a 1.250 kmI clienti potranno scegliere tra quattro powertrain:L'elettrico a motore singolo posteriore da 612 CV con batteria da 72,88 kWh (autonomia CLTC di 652 km);L'elettrico da 683 CV con accumulatore da 87,3 kWh (autonomia CLTC 741 km);L'elettrico trimotore da 968 CV e 680 km di autonomia;Il Dual Motor Extended Range con motore 1.5 turbobenzina, capace di 330 km di percorrenza in elettrico e 1.250 km complessivi.
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Leapmotor B05 debutta in Italia: 218 CV, trazione posteriore e prezzi da 26.900 euro

11 ore 5 min fa
Nel pieno della Milano Design Week, Leapmotor apre gli ordini anche in Italia della B05, le cui consegne inizieranno nelle prossime settimane. La nuova hatchback elettrica della Casa cinese è disponibile in due allestimenti, Life e Design, con prezzi da 26.900 euro (in promozione a 22.900 euro). Piccola "pepata"Lunga 4,43 metri, larga 1,88 e con un passo di 2,74 metri, la Leapmotor B05 ha linee - e temperamento - da berlinetta sportiva: il motore da 160 kW (218 CV) e 240 Nm le permette di accelerare da ferma a 100 km/h in 6,7 secondi; la trazione è posteriore, la distribuzione dei pesi è 50:50 e la taratura delle sospensioni è stata messa a punto dagli ingegneri del gruppo Stellantis. L'indole pepata di quest'auto è sottolineata anche da dettagli come i cerchi aerodinamici da 19" e le portiere senza cornice. Curata l'aerodinamica, con soluzioni sofisticate come la griglia anteriore attiva, le maniglie a scomparsa e i deflettori posteriori sagomati: il risultato è un Cx di 0,26. Due i tagli di batteria, da 56 e 67 kWh, per autonomie rispettivamente di 401 e 482 chilometri. La ricarica in corrente continua arriva fino a 174 kW, per passare dal 30% all'80% in circa 17 minuti. La dotazione della B05La Leapmotor B05 prevede su tutta la gamma il quadro strumenti digitale da 8,8", il display centrale dell'infotainment da 14,6" con sistema operativo Leap OS 4.0 Plus. La versione Design aggiunge gli interni in ecopelle, i sedili anteriori riscaldati e l'impianto audio potenziato. Su tutta la gamma sono previsti sette airbag (tra cui uno centrale tra i sedili anteriori) e la guida assistita di livello 2. La B05 è disponibile nelle tinte Lightning Yellow, Windy Grey, Metallic Black, Starry Night Blue e Galaxy Silver. I prezzi della Leapmotor B05B05 Life 218 CV 56 kWh: 26.900 euroB05 Life 218 CV 67 kWh: 29.400 euroB05 Design 218 CV 67 kWh: 30.900 euroIn occasione del lancio di questo modello, Leapmotor propone uno sconto, in caso di permuta o rottamazione, di 4.000 euro sul prezzo di listino, che per la versione d'attacco scende a 22.900 euro.
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Citroën ëC3 Urban Range: batteria più piccola e dotazione semplificata a 18.900 euro. Conviene?

11 ore 22 min fa
L'ultima generazione della Citroën C3 è decisamente apprezzata nel nostro Paese. Fra i modelli del segmento B a benzina è la più venduta (16% di share, stando ai dati della Casa francese) e nella versione elettrica fa ancora meglio: la scelgono un italiano su due fra quelli che puntano a una quattro metri a batteria (la gettonatissima Leapmotor T03 è assai più corta, con i suoi 362 centimetri contro i 402 cm della C3).Del resto, nella sua categoria, è fra le vetture più spaziose (se la gioca con la cugina Fiat Grande Panda), più pratiche e accessibili nel prezzo.In questo, la versione Urban Range che provo oggi si prospetta particolarmente interessante, visto che nell'allestimento base ha un listino da 20.490 euro e un prezzo promo (con permuta o rottamazione di un usato) di soli 18.900 euro. Almeno fino al 30 aprile, poi si vedrà.Ma a cosa fa rinunciare rispetto alle altre versioni? E, soprattutto, come va? Meno energia, rifornimenti più lentiPartiamo dalle differenze meccaniche della Citroën ëC3 Urban Range rispetto alle altre versioni dell'elettrica francese. L'elenco finisce presto, perché riguarda solo la batteria (e la sua ricarica): è sempre al litioferrofosfato, ma ha una capacità di 30 kWh anziché 44.Certo, si tratta di un aspetto tutt'altro che secondario per una BEV, con effetti importanti sull'autonomia: quella media dichiarata scende a 204 km contro i 320 delle versioni standard (con queste ultime il nostro Centro prove ne ha rilevati 287). Pochi, vero. Ma consideriamo che si tratta di un'auto pensata soprattutto per il commuting quotidiano e da vivere in particolare in città. Qui, fra l'altro, l'autonomia (sempre dichiarata) è di 300 km (140 in meno delle altre ëC3), un valore tutto sommato accettabile per le percorrenze di tutti i giorni.Non cambia la potenza del motore, 113 cavalli, mentre peggiora l'accelerazione che passa da 10,4 a 11,6 secondi per lo 0100 km/h, perché la nuova batteria può rilasciare con meno rapidità la sua energia. Ma non è certo un'auto che si sceglie per lo scatto.Per quanto riguarda le ricariche, in corrente alternata le potenze sono le stesse: 7,4 kW (o, in opzione, 11 kW). In corrente continua, invece, la Casa dichiara un picco di 30 kW, contro i 100 delle versioni standard (la ricarica 2080% richiede 36 minuti anziché 26).Ma, come diciamo sempre, una BEV - soprattutto di questo tipo - ha senso solo se la si può ricaricare da casa, possibilmente ogni sera. A tal proposito, da una presa a 14 ampere occorrono 6 ore e 41 minuti, sempre per il 2080%, contro le 9 ore e 55 minuti della batteria più grande.Fra le note positive va anche segnalata la riduzione di oltre 150 kg nel peso: l'ago della bilancia passa infatti da 1.491 a 1.338 kg, guidatore incluso. You o Plus?Metabolizzate le differenze meccaniche, che permettono di tagliare fino a 3.410 euro, passiamo all'altra voce che porta a un prezzo così allettante per la BEV che mi accingo a guidare: l'allestimento You, che rispetto alla Plus (l'unico altro disponibile per la Citroën ëC3 Urban Range) fa risparmiare ancora 3.410 euro.Interessante. Ma cosa comporta?Al di là delle ruote da 16 pollici con copricerchi in plastica (anziché da 17), l'effetto più visibile - e che potrebbe spaventare - è l'assenza del sistema di infotainment: c'è solo un supporto per lo smartphone, alimentabile dalla presa USBC nella plancia. Sulle prime questa novità può scioccare, ma alla fine non è forse vero che ormai utilizziamo sempre di più il telefono per navigare e ascoltare la nostra musica preferita? Dal mio punto di vista, quindi, va bene così.La lista delle rinunce rispetto alla Plus prosegue con l'assenza dei sedili Citroën Advanced Confort, ma va detto che quelli della You (in tessuto, con poggiatesta integrati) sono comunque molto comodi e accoglienti. Manca anche la finitura in tessuto della plancia, ma le plastiche, per quanto rigide, sono gradevoli all'aspetto e ben assemblate.Quello che si ritrova è la praticità dei comandi e il display digitale, semplice nella grafica ma posizionato in alto e ben leggibile.E dietro? Niente prese USBC (la Plus ne ha due per i passeggeri posteriori) e niente alzavetro elettrici, per la verità presenti solo nell'allestimento Max, che - è bene ricordarlo - per questa versione non è disponibile.Resta comunque tanto spazio, soprattutto in altezza. Lo stesso vale per la capacità del bagagliaio, sempre con 310 litri dichiarati (298 misurati con la Max nei nostri test certificati), anche se meno sfruttabile per l'assenza del divano frazionato. In promo per tutto aprileSommando la batteria meno capiente e l'allestimento più economico si risparmiano 5.910 euro rispetto a una ëC3 standard Plus e addirittura 7.910 euro rispetto alla Max, prevista solo con la batteria da 44 kWh.Se dai 20.490 euro di listino della Citroën ëC3 Urban Range You si sottrae lo sconto riservato - almeno fino al 30 aprile - a chi permuta o rottama un usato, la spesa scende a 18.900 euro, una cifra che, a mio avviso, rende questa configurazione molto interessante.L'alternativa più allettante è, oltre alla Fiat Grande Panda (da 23.900 euro), la già citata Leapmotor T03: offre una dotazione più ricca e lo stesso prezzo di listino (18.900 euro). Per contro, ha un bagagliaio più piccolo (240 litri dichiarati, 203 rilevati dal nostro Centro prove) e soprattutto una facilità d'uso inferiore, visto che la gestione delle funzioni passa dall'infotainment. Una scelta che può mettere in difficoltà i guidatori meno avvezzi alla tecnologia.Al contrario, nella Citroën ëC3 la praticità è di casa, e ne ho avuto la riprova nel test drive nei dintorni di Marsiglia. Tutto è al posto giustoA bordo ci si sente subito rassicurati dalla presenza di comandi fisici per il clima (rigorosamente manuale). Una scelta che si affianca ai tasti per disattivare il mantenimento di corsia e gli avvisi sui limiti di velocità.La poltrona non si regola in altezza, ma né io né il mio compagno di viaggio (ben più alto di me), con cui mi alterno alla guida, abbiamo avuto difficoltà a trovare la posizione corretta, anche grazie alla buona escursione del volante.Il comando di marcia è dove te lo aspetti - fra i sedili - così come il freno a mano a leva. Giri la chiave, inserisci la D (manca una funzione P di parcheggio) e parti con un'erogazione lineare e la giusta vivacità, soprattutto in città e sulle statali.Buono il confort offerto dalle sospensioni, che sfruttano ammortizzatori con fine corsa idraulici, utili per digerire le asperità (si avvertono solo i dossi più marcati).In autostrada emergono qualche limite in più, ma fino ai 120 km/h delle autoroute francesi ci si arriva senza affanni. Poi bisogna fare i conti con una certa rumorosità e con il rapido calo dell'autonomia.Nel mio giro, su 85 km fra urbano, litoranea e autostrada, ho consumato il 45% di energia, il che fa ipotizzare una percorrenza realistica di circa 190 km. Quando l'auto passerà dal Centro prove di Vairano potremo essere più precisi grazie ai nostri test comparabili e certificati.Nel frattempo, siamo curiosi di conoscere la vostra opinione su questa versione pensata per il commuting quotidiano.
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Economia circolare, Seat inaugura a Barcellona il suo nuovo hub

13 ore 29 min fa
Ormai è un trend da tenere in debita considerazione per comprendere quale sia il futuro dell'industria automobilistica europea. Stiamo parlando dell'economia circolare e delle iniziative avviate dai costruttori per creare poli specializzati nello smantellamento e nel riciclaggio di veicoli, con l'obiettivo di recuperare parti e componenti da ricondizionare e reimmettere sul mercato.Tra i pionieri figurano Renault con la sua ReFactory di Flins e Stellantis con i suoi hub di Mirafiori e, prossimamente, di Poissy, ma l'elenco è ormai sempre più lungo e include anche altre grandi realtà del settore, come BMW. L'ultima azienda ad aprire un polo dedicato all'economia circolare è Seat: la Casa di Martorell ha inaugurato proprio oggi, 23 aprile, un suo centro specializzato nella zona franca di Barcellona. Il progetto Il polo, operativo già dallo scorso dicembre grazie a un investimento di 4,85 milioni di euro da parte di Seat, include un'area di smontaggio dei veicoli su una superficie totale di 5.000 metri quadrati, un magazzino di 3.000 metri quadrati e uno spazio esterno dedicato alla movimentazione delle auto.Il progetto, realizzato anche grazie a 1,32 milioni di euro di finanziamenti pubblici del programma spagnolo Perte (Proyectos estrategicos para la recuperacion y transformacion economica), analogo al nostro PNRR, prevede nella prima fase attività concentrate sullo smantellamento e sul recupero di componenti delle auto Seat e Cupra.I veicoli vengono prima sottoposti a un processo di drenaggio e decontaminazione; successivamente, le parti riutilizzabili vengono smontate, riciclate, ricondizionate, imballate e stoccate per la successiva commercializzazione. I materiali di scarto vengono invece gestiti in un'area dedicata all'interno della struttura. La Casa, però, prevede di ampliare le attività per includere nuove iniziative di economia circolare.
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