Accise carburanti, stop allo sconto: dal 3 luglio salgono i prezzi
Governo spaccato sulla proroga del taglio delle accise sui carburanti oltre il 3 luglio 2026. Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha dichiarato che non c'è bisogno di rinnovare la misura, perché i prezzi sono in discesa. Linea confermata dal titolare dell'Economia, Giancarlo Giorgetti: gli interventi sulle tasse di benzina e diesel vanno a esaurirsi perché la bonaccia su Hormuz ha generato il calo delle quotazioni del petrolio.Di diverso avviso il responsabile dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin: Bisogna capire verso il 6 luglio come saranno le tariffe a livello nazionale, quindi sarà su quello che bisogna fare la valutazione. Perché proprio il 6 luglio? Forse perché è un lunedì, quando le medie vengono ricalcolate. In ogni caso, è praticamente certo che subito dopo il 3 luglio i prezzi dei carburanti saliranno. Poi, si vedrà. Come cambiano i prezzi senza lo sconto Oggi, con lo sconto di 5 centesimi al litro sulle accise - pari a 6,1 cent con IVA - la benzina costa in media 1,838 euro in modalità self: salirebbe a 1,899 euro. Il diesel, oggi a 1,933, arriverebbe a 1,994, sfiorando la soglia dei 2 euro. Qualche perplessità sul tira e molla Affrontare il caro energia con una linea incerta rischia di favorire la speculazione. Inoltre, il cosiddetto accordo USA-Iran non appare rassicurante, considerando l'imprevedibilità degli equilibri geopolitici. Una stabilità duratura in Medio Oriente non sembra all'orizzonte, anche per l'assenza di un esito chiaro del conflitto.
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Salone di Parigi 2026, i biglietti sono online: prezzi e anteprime
Prenderà il via il prossimo 12 ottobre, tra poco meno di quattro mesi, la 91esima edizione del Mondial de l'Auto 2026, che si terrà presso il Paris Expo di Versailles. Tante le novità attese, dalla versione di serie della smart #2 alla nuova Fiat Grizzly, ma anche le piccole elettriche dei gruppi Volkswagen e Stellantis.Ecco tutte le novità attese quest'anno. Il poster ufficiale L'immagine del Salone di Parigi 2026 mostra una macchina di vetro, completamente trasparente, a simboleggiare un'automobile "aperta al futuro e guidata dall'innovazione". Il claim ufficiale è il non originalissimo 'Let's Celebrate!', a sottolineare comunque l'obiettivo del Salone, ossia diventare un "luogo di incontro, di scoperta e di condivisione". Iniziata la vendita dei biglietti Da oggi sono in vendita sul sito ufficiale mondial.paris i biglietti per le giornate del Salone di Parigi:da martedì 13 a venerdì 16 ottobre: 20 eurovenerdì 16 ottobre e sabato 17 ottobre: 17 euroweekend dal 16 al 18 ottobre: 22 eurogiornaliero bambini/studenti/disabili: 13 euroIl Salone di Parigi è aperto nelle giornate di martedì, mercoledì e giovedì dalle 9:30 alle 20:00, venerdì e sabato dalle 9:00 alle 22:00, e domenica dalle 9:00 alle 18:30. La giornata di lunedì 12 è riservata alla stampa.
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WEC, Silverstone torna nel 2027: il calendario si allunga a nove gare
Il Mondiale Endurance allunga il calendario. Nel 2027 il FIA WEC passerà da otto a nove appuntamenti grazie al ritorno della 6 Ore di Silverstone, in programma dal 23 al 25 aprile come terza prova della stagione. Il circuito britannico ritroverà il campionato per la prima volta dal 2019, dopo averlo ospitato regolarmente dalla nascita del WEC, nel 2012.La nuova stagione partirà dal Qatar, per poi approdare a Imola dal 9 all'11 aprile e, soltanto due settimane più tardi, a Silverstone. Seguiranno Spa-Francorchamps, la 24 Ore di Le Mans, San Paolo, Austin, Fuji e la finale in Bahrain dal 4 al 6 novembre. Nove gare per la prima volta dal 2017, in una fase di grande espansione per l'endurance. Sulla griglia sono oggi rappresentati 14 marchi tra Hypercar e LMGT3, mentre nel 2027 Ford e McLaren e forse Isotta Fraschini allargheranno ulteriormente la categoria regina. Il ritorno in Gran Bretagna consentirà inoltre a molte squadre e aziende del motorsport britannico di disputare una gara di casa. Il prestigioso Tourist Trophy a Silverstone La 6 Ore assegnerà il Royal Automobile Club Tourist Trophy, il più antico trofeo automobilistico ancora in palio. La prima edizione si disputò nel 1905 sulle strade dell'Isola di Man, prima del trasferimento sui circuiti permanenti, da Goodwood fino a Silverstone. Dall'inizio degli anni Settanta, nessuna pista ha ospitato più edizioni del Tourist Trophy del tracciato del Northamptonshire. A Silverstone si sono inoltre disputate sette delle otto precedenti gare britanniche del FIA WEC. Nell'albo d'oro figurano Stirling Moss, primatista con sette vittorie, Tazio Nuvolari, Rudolf Caracciola, Mike Hawthorn, Graham Hill, Derek Bell, Tom Kristensen, Allan McNish e Mike Conway. Per Frédéric Lequien, amministratore delegato del WEC, le qualità necessarie per conquistare il trofeo affidabilità, resistenza e lavoro di squadra coincidono con quelle richieste per vincere nell'endurance moderno. La conferma di Imola nel calendario mondiale Nel calendario 2027 mantiene un ruolo centrale anche Imola, confermata per il quarto anno consecutivo. La gara italiana, che nel 2026 ha superato le 92mila presenze nel fine settimana, precederà Silverstone di appena quattordici giorni. La conferma rappresenta un risultato importante per il sindaco Marco Panieri, appena rieletto per il secondo mandato in modo plebiscitario. Panieri ha scelto di conservare personalmente le deleghe all'Autodromo, ai grandi eventi e al turismo, confermando il circuito come uno degli strumenti principali per lo sviluppo economico, l'attrattività e la promozione internazionale della città. Imola ha costruito negli ultimi anni un rapporto sempre più stretto tra autodromo e territorio, coinvolgendo il centro urbano, le scuole, le attività economiche e l'intera Motor Valley. Il WEC non rappresenta quindi soltanto una gara, ma un evento capace di generare presenze, indotto e visibilità internazionale. Le incertezze sul finale della stagione 2026 Se il quadro del 2027 è ormai definito, resta invece incerto il finale della stagione 2026. Il programma ufficiale prevede il recupero della 1812 km del Qatar dal 22 al 24 ottobre e la 8 Ore del Bahrain dal 5 al 7 novembre, ma entrambe le trasferte dipendono dall'evoluzione della situazione geopolitica. Gli organizzatori dovrebbero decidere entro la metà di luglio. Il piano alternativo prevede il mantenimento di otto gare, con due appuntamenti europei: Barcellona e Monza sono le ipotesi più concrete, con il circuito brianzolo candidato a ospitare l'eventuale finale. Il prossimo appuntamento con la 6 Ore di San Paolo Prima delle decisioni sul calendario tornerà però a parlare la pista. Dopo Le Mans, il Mondiale ripartirà da Interlagos con la Rolex 6 Ore di San Paolo, in programma dal 10 al 12 luglio. Sarà il quarto appuntamento effettivamente disputato nel 2026 e l'inizio della seconda parte di una stagione che deve ancora stabilire non soltanto chi vincerà, ma anche dove verranno assegnati i titoli.
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610 km, 7 posti veri e bagagliaio record: Skoda Peaq, ammiraglia elettrica
Dire full size e, dall'altra parte dell'oceano, trovarsene circondati è quasi la norma. Il riferimento è alle maxi SUV a sette posti, con passo vicino ai tre metri e un'abitabilità generosa, protagoniste delle freeway statunitensi. Caratteristiche che ritroviamo sulla nuova Skoda Peaq, qui condensate con intelligenza - grazie alla piattaforma elettrica - in 4,87 metri di lunghezza, così da risultare più adatta al contesto europeo. Un'ammiraglia, di nome e di fatto La Peaq entra a listino come nuova ammiraglia Skoda e lo fa con contenuti coerenti al suo ruolo, introducendo numerose soluzioni inedite per la gamma. Tra queste spiccano le maniglie a filo carrozzeria, il tetto elettrocromico suddiviso in nove sezioni regolabili in opacità - con una superficie vetrata superiore ai 2,1 metri quadrati, la più estesa mai vista su un modello del marchio - e un display infotainment verticale da 13,6 pollici. Curioso anche l'impiego di oltre 50 kg di materiali riciclati, quota record all'interno della produzione Skoda. Una SUV che si fa notare Dal punto di vista stilistico, la Peaq è il secondo modello a interpretare integralmente il linguaggio Modern Solid. Si riconosce per le firme luminose a T, anteriori e posteriori, e per la mascherina Tech-Deck Face in nero lucido, che integra alcuni sensori degli ADAS. Lo stesso trattamento interessa una fascia che unisce gli elementi ottici inferiori, sia sul frontale - per tutta la larghezza del paraurti - sia al posteriore, attorno all'apertura del bagagliaio. Il cofano richiama quello della Kodiaq, mentre la vista laterale è caratterizzata da una spalla pronunciata e da montanti D ampi, utili a trasmettere maggiore presenza su strada. Le proporzioni parlano chiaro: 4,87 metri di lunghezza, 1,87 di larghezza, 1,66 di altezza e un passo di 296 cm. Rispetto alla Kodiaq, la crescita è di 11,6 cm in lunghezza, mentre il passo supera di 12,4 cm quello della Superb. Per le famiglie numerose Il vero punto di forza resta lo spazio interno. La SUV boema arriva a 2.075 litri di capacità di carico con tutte le file abbattute, cui si aggiungono 37 litri nel frunk. In configurazione a cinque posti il valore è di 890 litri, che scendono a 299 con la terza fila in uso. I sedili posteriori non sono removibili, ma si ripiegano completamente a filo del piano. Il livello di confort richiama quello di una business class, ulteriormente migliorabile con il pacchetto Relax, che prevede sedili anteriori certificati AGR reclinabili fino a una posizione simile a una chaise longue.L'abitacolo punta su un'impostazione pulita: la plancia è sviluppata orizzontalmente, con bocchette di aerazione che corrono da lato a lato. Il tunnel centrale, articolato su due livelli, ospita doppie basi di ricarica wireless in stile MagSafe e, nel caso del pacchetto Relax, un tavolino pieghevole utile per lavorare con un PC durante le soste di ricarica. I comandi fisici sono ridotti al minimo e concentrati su climatizzazione e volante. La vettura supporta inoltre la tecnologia V2L, che consente di alimentare dispositivi esterni, dalle e-bike alle attrezzature elettriche. Versioni e prezzi In prevendita da luglio, la Peaq arriverà inizialmente in due versioni, 60 e 90x. La prima potrà contare su un motore singolo posteriore da 204 CV e 350 Nm di coppia e accumulatori da 59 kWh netti, per un'autonomia che dovrebbe aggirarsi intorno ai 450 km. La più potente 90x avrà invece una batteria da 86 kWh netti - la più grande mai vista su una Skoda - e due motori elettrici, per una potenza di sistema di 300 CV e 545 Nm. L'autonomia sarà invece di circa 610 km. Le potenze di ricarica in corrente continua sono di 165 kW per la 60 e di 200 kW per la 90x. Confermato l' arrivo di due allestimenti - Selection e Sportline - con un prezzo di ingresso intorno ai 50.000 euro.
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Scopri il nuovo numero di Quattroruote Fleet&Business
in distribuzione agli abbonati il fascicolo 45 bis di Quattroruote Fleet&Business. Un appuntamento ricorrente con un ampio focus sui veicoli commerciali, che spesso rappresentano una parte cospicua dell'attività dei fleet manager, dei professionisti delle flotte aziendali, del noleggio, delle altre forme di mobilità e delle reti di vendita e assistenza. Il bimestrale dell'Editoriale Domus è disponibile anche in edizione digitale per chi si registra nell'area dedicata di questo stesso sito. I numeri del mercato parlano di una situazione ancora incerta per gli autocarri con peso totale fino a 3,5 tonnellate, fra i dubbi dell'utenza riguardo all'evoluzione della situazione economica e una transizione tecnologica che i mezzi professionali affrontano con ancora maggiore fatica rispetto alle auto.Temi che affrontiamo in una parte dell'intervista a Massimo Roserba, amministratore delegato di UnipolRental, e Chief mobility solutions officer del Gruppo Unipol. Il colloquio con Roserba si estende comunque all'analisi dei fenomeni che stanno ridisegnando l'insieme del settore dell'auto aziendale e al recente riposizionamento dell'ecosistema del gruppo Unipol dedicato alla mobilità. Prove di furgoni e di pick-upProtagonista della prova di copertina, il Toyota Proace Max, che ha da poco completato la gamma del costruttore giapponese nel segmento dei modelli con la maggiore capacità di carico e la più ampia quota di esemplari con allestimenti finalizzati all'attività delle aziende. Una seconda prova ha come oggetto il Maxus Deliver 9, uno dei modelli ci costruzione cinese più diffusi, e altri test ci concentrano su un panorama dei pick-up che sta diventando inaspettatamente variegato.Le novità e le anteprime dei modelli in arrivo testimoniano il clima di riflusso all'interno dell'industria riguardo ai programmi di elettrificazione e all'interpretazione delle necessità degli utenti: sembra rafforzarsi il ruolo delle piattaforme multienergia rispetto a quelle esclusivamente elettriche e si delinea un aumento dell'offerta di versioni più accessibili. Minibus, l'avvento di nuove specieAnche per i veicoli commerciali per trasporto persone si avvicina una svolta: i modelli con omologazione M1, la stessa delle autovetture, incidono sui bilanci delle emissioni complessive di anidride carbonica dei rispettivi costruttori e in diversi casi la permanenza stessa nei listini delle varianti combi o minibus viene messa in discussione. Salvo sfruttare le deroghe concesse alle non poche categorie di veicoli a uso speciale. E, a proposito di normativa, l'estate porterà un importante aggiornamento per le aziende che utilizzano furgoni per trasporti oltre i confini nazionali, con l'entrata in vigore dell'obbligo di installazione del tachigrafo digitale.Come ricevere Fleet&Business. Puoi ricevere gratuitamente la rivista e la newsletter settimanale registrandoti nella homepage.
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Apri il tetto, cambia tutto: la 500 Cabrio che spegne la routine - VIDEO
Il segmento A si è progressivamente svuotato di vetture carismatiche, schiacciato dai costi di omologazione e dalle logiche delle piattaforme globali. In questo scenario, Stellantis è tornata a fare della Fiat 500 uno dei principali presidi commerciali e d'immagine, rinfrescando la gamma con aggiornamenti continui. L'ultima novità è la serie speciale 500 Hybrid Dolcevita, un'edizione limitata disponibile esclusivamente in versione Cabrio che punta sul fascino rétro anni '60 e su un'estetica ispirata alla vita lenta. 500 Cabrio: quasi una vacanza Se le utilitarie hanno sempre rappresentato il lato pratico dell'automobile, le versioni senza tetto aggiungono una componente di leggerezza che cambia prospettiva. Tra le piccole, guidare una Cabrio introduce un'irriverenza sottile: si rinuncia a un abitacolo chiuso in favore di un contatto diretto con l'ambiente. Cambiano i rumori, i colori, i profumi e perfino la percezione della velocità. La frenesia del commuting lascia spazio a una piacevole indolenza, trasformando il tragitto casa-ufficio in un micro viaggio dal sapore vacanziero. su questa dimensione emotiva che si inserisce l'evoluzione dell'icona torinese. Motore, tecnica e comportamento su strada In questo contesto, le prestazioni del 1.0 FireFly da 65 CV risultano meno determinanti rispetto alla variante con tetto chiuso. Su strada, la 500 Cabrio Dolcevita mantiene un'impostazione dinamica incentrata sull'agilità urbana. Lo sterzo è leggero, mentre la posizione di guida resta comoda e pratica, con la leva del cambio ben a portata di mano.Il powertrain integra un sistema mild hybrid a 12 Volt, con motogeneratore BSG azionato a cinghia che recupera energia in decelerazione e la immagazzina in una batteria agli ioni di litio. Il cambio manuale a sei marce consente di abbassare il regime nei trasferimenti extraurbani, stabilizzando i consumi intorno ai 5,4 l/100 km WLTP. La 500 Hybrid Cabrio Dolcevita si inserisce nell'ampliamento della famiglia prodotta a Mirafiori. Considerando che la precedente versione Cabrio rappresentava circa il 20% delle vendite, questa nuova proposta mira a sostenere i volumi complessivi. A supporto dell'offerta resta anche la variante 3+1, disponibile negli allestimenti Icon e La Prima, con la caratteristica porta posteriore controvento lato passeggero per facilitare l'accesso. Design, interni e dotazione La personalità della serie speciale emerge nei dettagli. La capote elettrica in tela è proposta in una tonalità blu dedicata, in abbinamento con calotte cromate, proiettori full LED, cerchi in lega diamantati da 16 pollici e badge specifico.All'interno cresce la qualità percepita: i sedili presentano una trama Pieds de poule con inserti in vinile e logo ricamato. Sul piano tecnologico spicca l'autoradio DAB con schermo da 10,25 pollici. Completa la dotazione una dotazione di serie completa, con climatizzatore automatico, sensore pioggia e sensori di parcheggio posteriori. Prezzo e lancio sul mercatoCon gli ordini già aperti in Italia e le prime consegne in arrivo, Fiat punta su una strategia commerciale mirata. Il prezzo promozionale di ingresso è fissato a 19.950 euro, vincolato però alla rottamazione e all'adesione alle formule finanziarie di Stellantis Financial Services.
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Fiat 600 Turbo 100: niente ibrido e manuale, come va la versione più accessibile - VIDEO
Il mercato dell'auto nel 2026 invia segnali chiari ai costruttori: la transizione non può prescindere dalla sostenibilità economica dei volumi. Ne sa qualcosa Stellantis, impegnata in un riassestamento industriale in cui Fiat, nel piano delineato dall'AD Antonio Filosa, ha guadagnato il ruolo di brand globale, mantenendo il presidio strategico dei segmenti d'accesso. Dopo il lancio della Fiat 600 in versione elettrica e mild hybrid con cambio automatico, la risposta alle dinamiche reali del mercato europeo - segnate dal rallentamento delle elettriche e dalla persistente domanda di motori tradizionali - si chiama Turbo 100.Una variante che rinuncia all'elettrificazione per rimettere al centro il cambio manuale e la semplicità meccanica, strizzando l'occhio alle esigenze concrete delle famiglie e permettendo di avvicinare un pubblico ancora più ampio grazie a prezzi d'attacco più accessibili. Come va su strada L'assenza della complessa architettura a 48 Volt non si fa sentire in modo marcato. Solo le riaccensioni del motore termico e alcune fasi della guida cittadina rendono evidente la mancanza dell'ibridazione della versione Hybrid. Per il resto, le doti della 600 Turbo 100 sono ancora lì, ben riconoscibili: grande facilità d'uso e immediatezza. Restano però alcuni aspetti che fanno storcere il naso. In particolare, lo sterzo ha una taratura leggera che, alle alte velocità, fa perdere precisione; inoltre le sospensioni posteriori faticano ad assorbire le asperità più secche e ripetute, con il risultato che in seconda fila, a tratti, si avverte qualche movimento di troppo.Con un peso inferiore rispetto alle versioni elettrificate - e soprattutto con un assetto ben bilanciato - la 600 Turbo 100 mette in mostra un'agilità sincera nei cambi di direzione, dove il rollio, evidente, aiuta a leggere con chiarezza i movimenti della vettura. Ed è una caratteristica che si apprezza quando a bordo c'è tutta la famiglia, con armi e bagagli. Motore e tecnica Dentro il cofano pulsa l'ultima evoluzione del tre cilindri 1.2 turbobenzina (T Gen3) da 100 CV e 205 Nm a 1.700 giri/min, un'unità che ha abbandonato la discussa cinghia a bagno d'olio a favore di una più robusta distribuzione a catena.L'abbinamento al cambio manuale a sei rapporti restituisce una guida lineare: la sesta marcia è di riposo e lavora bene nei trasferimenti autostradali, riducendo giri e consumi. Il dato dichiarato è di circa 5,6 l/100 km, non lontano da quanto indicato dal computer di bordo, mentre la turbina a geometria variabile garantisce una buona prontezza ai bassi regimi, mitigando i vuoti di erogazione.Il noto milledue di casa Stellantis, salito alla ribalta per le criticità delle generazioni precedenti (guai meccanici che, dopo una profonda rivisitazione, dovrebbero appartenere al passato), continua a mostrare buone doti di elasticità ed efficienza. Anche qui le soluzioni tecniche sono interessanti: ciclo Miller, pressione di iniezione a 350 bar, doppia fasatura variabile, blocco in alluminio e turbina VGT. Soluzioni che si percepiscono nella guida, sia per la reattività sia per il contenimento dei consumi. Abitacolo e spazio L'abitacolo della Fiat 600 mantiene l'impostazione razionale, con la console centrale che ospita il selettore meccanico delle marce e la leva del freno a mano tradizionale sulla versione d'ingresso. Il bagagliaio offre una capacità di 385 litri, adeguata alle esigenze quotidiane del segmento SUV compatta. Prezzo e target Il riposizionamento commerciale operato con la Turbo 100 punta a intercettare una platea più ampia, mossa cruciale per sostenere i volumi del Gruppo. La Fiat 600 Turbo 100 parte da 23.850 euro per l'allestimento Pop, che scendono a 18.950 euro con promozioni legate a finanziamento e rottamazione: una soglia chiave per presidiare il mercato reale, oggi più che mai orientato alla concretezza.
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Autopromotec, gestione dei veicoli fuori uso: passo avanti verso la circolarità
Il fine vita di un'auto è l'inizio di una nuova catena del valore. Con questo messaggio si è aperto oggi a Milano, presso la sede dell'Automobile Club Milano, il primo appuntamento degli Autopromotec Dialogues. Il ciclo di incontri con la stampa, che traccia la rotta verso la 31 edizione della biennale internazionale dell'aftermarket automobilistico (a BolognaFiere dal 26 al 29 maggio 2027), ha messo al centro della scena la gestione dei veicoli fuori uso. La rivoluzione circolare A pochi giorni dall'approvazione da parte del Parlamento europeo del nuovo regolamento sui veicoli fuori uso, avvenuta il 18 giugno, sono stati delineati i contorni di una normativa che trasformerà i rottami in risorse strategiche: non un rifiuto da smaltire, ma una miniera di materie prime critiche. Qui sta la rivoluzione circolare. Quali percentuali Tra le novità più significative del provvedimento, l'introduzione di un percorso sul contenuto di plastica riciclata nei veicoli (15% entro 6 anni e 25% entro 10 anni) con almeno il 20% proveniente da riciclo a circuito chiuso di veicoli fuori uso. Confermate le soglie dell'85% per riciclabilità e del 95% per la riutilizzabilità, aggiornando però le metodologie di calcolo. Le date Il testo del nuovo impianto normativo europeo dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio UE: l'applicazione ufficiale del regolamento scatterà 24 mesi dopo la sua entrata in vigore. Dopodiché, i Paesi avranno altro tempo per implementare le regole.
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Formula E, ecco il calendario 2026-27: 21 gare e sprint in stile F1
La Formula E ha scelto la simmetria del calendario per fissare il primo dato della sua nuova era: si comincia di notte e si finisce di notte. In mezzo, 21 gare in 13 città, la stagione più lunga nella storia del campionato monoposto interamente elettrico, validata oggi dal Consiglio Mondiale della FIA. Ma la notizia che interessa di più chi guarda alle corse è un'altra: per la prima volta il Mondiale elettrico farà vedere anche le prestazioni pure delle nuove GEN4.Due gare, due filosofieSi chiama E-Prix Unleashed e sarà un nuovo formato utilizzato nei weekend con doppio appuntamento, accanto all'E-Prix tradizionale. La logica è quella ormai familiare ai tifosi di F1: un format lungo e uno breve nello stesso fine settimana, con regole e ritmo diversi. Qui però la distinzione non è solo di durata.L'E-Prix classico dura 45 minuti e resta una prova di gestione: energia, strategia, uso del pit boost, la ricarica rapida in gara che impone calcoli e finestre da rispettare. la Formula E che conosciamo, quella in cui spesso vince chi amministra meglio, non chi va più forte in assoluto.L'E-Prix Unleashed ribalta l'approccio. Trenta minuti, niente pit boost, nessuna masterclass di efficienza: è una gara di pura prestazione, pensata per liberare il potenziale velocistico della nuova vettura senza i vincoli del risparmio energetico. Sul piano tecnico entrambi i format partono da una potenza base di 450 kW, con i 600 kW disponibili in Attack Mode; ma è chiaro che la sprint nasce per esaltare la velocità, mentre la gara lunga continua a premiare la testa.L'idea, almeno sulla carta, è offrire nello stesso weekend due spettacoli complementari: una gara tattica e una di sostanza atletica. la risposta della Formula E a una critica che la accompagna da anni, quella di un campionato troppo cerebrale e poco istintivo. Il motivo tecnico: arriva la GEN4Dietro la riforma del format c'è la macchina nuova. La stagione 2026-27 segna il debutto della GEN4, la monoposto di quarta generazione che porta la potenza disponibile a 600 kW, oltre 815 CV, con trazione integrale attiva e uno 0-100 km/h dichiarato in 1,8 secondi. Numeri che cambiano la natura stessa della vettura e che, secondo gli organizzatori, richiedono tracciati capaci di reggerli.Da qui il secondo grande tema del calendario: ci saranno più circuiti permanenti. La Formula E è nata e cresciuta nei centri cittadini, e ribadisce di non volersene allontanare del tutto, ma la potenza della GEN4 ha imposto un riequilibrio. Le novità lo raccontano bene: il debutto Circuit of The Americas di Austin, l'ingresso del circuito olandese di Zandvoort e, soprattutto, lo storico approdo nel Regno Unito a Brands Hatch, tracciato che sostituisce la storica sede londinese. Tre piste vere, da motorsport classico, dove la velocità grezza conta più della guida millimetrica tra i muretti. Come è strutturato il calendarioLa stagione apre a Gedda, in Arabia Saudita, con una doppietta notturna al Jeddah Corniche Circuit il 18 e 19 dicembre 2026. la prima volta che il campionato inizia in notturna.Il Mondiale si sposta poi nelle Americhe, con un blocco compatto: Città del Messico (16 gennaio 2027), il nuovo appuntamento di Austin (6 febbraio), Miami (20 febbraio) e la chiusura brasiliana a San Paolo (13 marzo). Dopo la tappa cinese di Sanya (17 aprile), si entra nel cuore europeo della stagione, il più denso di doppie gare: Berlino-Tempelhof (8-9 maggio), Monaco (15-16 maggio), Londra-Brands Hatch (29-30 maggio), Zandvoort (18-19 giugno) e il ritorno a Madrid sul Jarama (26-27 giugno). Gran finale nell'Asia Pacifico, con la doppietta di Shanghai (10-11 luglio) e l'atto conclusivo sul Tokyo Street Circuit (24-25 luglio 2027).La distribuzione non è casuale. Le gare sono raggruppate per continente con un obiettivo dichiarato di sostenibilità: ridurre i chilometri di trasporto e le emissioni di CO2 legate alla logistica.
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Audi A3 2026, il restyling è dentro: debutta la nuova plancia con il Digital Stage
Audi A3 si rinnova per il 2026, giusto 30 anni dopo il suo debutto. L'aggiornamento della quarta serie non tocca gli esterni né le varianti di carrozzeria (Sportback, Sedan e allstreet), ma si concentra soprattutto nell'abitacolo, dove debutta il Digital Stage ereditato dai modelli di segmento superiore.Invariate anche le motorizzazioni: benzina (anche mild hybrid) e gasolio da 116 e 150 CV, e ibrida plug-in da 204 e 272 CV con oltre 100 km di autonomia in elettrico. Rimangono in gamma anche le sportive S3 e RS 3 da 333 e 400 CV. La nuova Audi A3 arriverà nelle concessionarie italiane il prossimo mese di ottobre, con prezzi che partono da 33.100 euro per le varianti termiche, da 44.600 euro per le plug-in, da 57.250 euro per la S3 e da 71.500 euro per la RS 3. Tanta tecnologia a bordo Completamente rivisti gli interni, dove a dominare la scena è il nuovo Digital Stage, il palcoscenico digitale che ha debuttato inizialmente sulla Q6 e-tron, e successivamente introdotto nei nuovi modelli di Ingolstadt, compresa la nuova A3. Sulla media tedesca, il grande schermo curvo integra il quadro strumenti digitale da 11,9" e l'infotainment da 12,8", con la grafica e il sistema operativo introdotti con la nuova Q3. Cresce anche la dotazione di Adas Inedito l'inserto nella plancia, che si estende ai pannelli porta, ed è disponibile in fibra di carbonio, microfibra Dinamica e tessuto. Con il restyling arriva una nuova configurazione della console centrale, con la piastra di ricarica degli smartphone da 25 Watt rivolta verso il conducente, e il volante a tre razze con tasti fisici (e non più a sfioramento). Sulla nuova A3 debutta anche una nuova suite di Adas, che alla guida assistita di livello 2 - attiva fino a 210 km/h - aggiunge anche il cambio corsia assistito e la frenata automatica a semaforo rosso. Già visto sulla Q3, arriva anche sulla berlina la funzione di parcheggio evoluto, che permette all'auto di "insegnare" fino a cinque manovre diverse, che può poi gestire in autonomia. Tante motorizzazioni e carrozzerie Come il modello precedente, l'offerta della A3 continua a prevedere le carrozzerie hatchback della Sportback, a tre volumi della Sedan e con assetto rialzato e look da crossover per la allstreet. Invariata anche la gamma di motorizzazioni: TFSI benzina (anche mild hybrid) e TDI gasolio con potenze da 116 a 150 CV, e-hybrid plug-in da 204 CV e 272 CV con autonomia in elettrico fino a 143 chilometri e ricarica in corrente continua. Le sportive S3 e RS 3 montano rispettivamente il quattro cilindri 2.0 da 333 CV e il 5 cilindri 2.5 da 400 CV: per entrambe, trazione integrale quattro con torque splitter.
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Jeep riaccende la Trailhawk: pronta una Cherokee per i percorsi più duri
Torna un allestimento specialistico in casa Jeep. Protagonista è la Jeep Cherokee Trailhawk, anticipata da un primo teaser ufficiale che ne conferma il ritorno nella gamma. L'ispirazione affonda le radici nella Concept Upland vista all'Easter Jeep Safari di Moab, richiamata da soluzioni tipiche dei fuoristrada più puri. Dotazioni dedicate e sviluppo tecnico La Cherokee è attualmente proposta negli Stati Uniti con una sola motorizzazione full hybrid. Con la Trailhawk, la gamma si arricchirà di una variante più orientata all'off-road, riconoscibile già dal teaser per alcuni dettagli distintivi: paraurti ridisegnati con elementi in plastica grezza, ganci di traino a vista, protezioni sottoscocca e un frontale più scolpito, pensato per migliorare gli angoli caratteristici. Attesi anche un assetto rialzato, pneumatici specifici e finiture dedicate all'utilizzo lontano dall'asfalto.Resta invece da definire la strategia sul powertrain. L'ipotesi è quella di una configurazione più performante rispetto alle versioni già disponibili, abbinata a una trazione integrale evoluta per incrementare le capacità su fondi difficili. In fase preliminare si è parlato della possibile introduzione di un 2.0 turbo ibrido, affiancato al già noto 1.6 a ciclo Miller full hybrid da 210 CV.
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Tesla Supercharger, svolta in Europa: debutta il primo V4 da 500 kW
I Supercharger V4 arrivano in Europa: il primo mercato a ospitare i più veloci e recenti sistemi Tesla è la Norvegia. A Oslo è stato infatti installato un impianto di nuova generazione capace di erogare fino a 500 kW, segnando un passo avanti rispetto ai V3 aggiornati già visti nei Paesi Bassi, che non raggiungono potenze analoghe. Potenza da 1,2 megawatt e compatibilità a 800 VoltIl Supercharger V4, annunciato a livello globale alla fine del 2024, arriva a una potenza massima di 1,2 megawatt e può alimentare fino a 8 stalli contemporaneamente. Al momento, l'unica Tesla in grado di sfruttare ricariche da 500 kW è il Cybertruck, non commercializzato ufficialmente in Europa, ma l'infrastruttura è pensata anche per modelli di altri marchi dotati di architettura a 800 Volt.Tesla ha avviato un programma di aggiornamento dell'intera rete europea dei Supercharger nel corso del 2026, senza però fornire indicazioni precise sulla realizzazione di nuovi impianti basati su tecnologia V4.
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Auto usate, il mercato tiene ma il vero motore sono le minivolture
Prosegue il momento positivo del mercato delle auto usate in Italia. Secondo l'ultima analisi Unrae, ad aprile i trasferimenti di proprietà hanno raggiunto quota 477.345 unità, contro le 471.223 dello stesso mese del 2025: un incremento dell'1,3% sostenuto soprattutto dalle minivolture, salite a 220.350 passaggi (+4,2%). In calo invece i trasferimenti netti, fermi a 256.995 (-1,1%).Il primo quadrimestre si chiude così con 1.964.070 trasferimenti complessivi, in crescita dell'1,2% rispetto ai 1.940.133 dei primi quattro mesi dello scorso anno. Alimentazioni: benzina sempre prima, in crescita quelle elettrificate Sul fronte delle alimentazioni, la benzina conferma la leadership nei trasferimenti netti mensili con una quota del 39,1%, in aumento rispetto al 38,1% di un anno fa. Prosegue invece la flessione del gasolio, che scende dal 42,8% al 37,2%, perdendo 5,6 punti.In crescita tutte le motorizzazioni elettrificate: le ibride (mild e full) salgono dal 9,7% al 12,7%, le plug-in dall'1,3% all'1,7% e le elettriche dall'1% all'1,6%. Leggero incremento anche per il Gpl (dal 5% al 5,7%), mentre il metano registra un calo marginale (dal 2% all'1,9%). Anzianità: metà hanno più di 10 anni Passando ad analizzare l'anzianità del parco auto scambiato ad aprile, nei trasferimenti netti crescono le vetture con oltre dieci anni, passando dal 48% al 48,4%. In generale, questa è la situazione in Italia (tra parentesi il dato riferito ad aprile 2025):0-1 anno: 7,1% (6,2%)1-2 anni: 4,8% (4,9%)2-4 anni: 12,6% (12,1%)4-6 anni: 10,1% (11,2%)6-10 anni: 17% (17,6%)oltre 10 anni: 48,4% (48%)Nel complesso, i trasferimenti di vetture fino a 4 anni di anzianità coprono il 24,5% ad aprile, 1,3 punti in più dello stesso mese del 2025. Minivolture: gasolio leader (ma in calo) Nel canale delle minivolture, le motorizzazioni a gasolio rimangono le più scambiate, ma la quota complessiva passa dal 43,8% dello scorso anno al 40,5% del 2026. In calo anche la benzina, dal 32,7% al 32,2% e il metano (dal 2% all'1,7%), mentre il Gpl è stabile.Come abbiamo visto anche nei passaggi netti, crescono tutte le motorizzazioni elettrificate: le ibride passano dal 12,9% al 15,8%, le plug-in dall'1,8% al 2,5% e le elettriche dall'1,4% all'1,9%.Per quanto riguarda l'anzianità, le vetture con oltre 10 anni rimangono stabili al 35,6%, mentre le altre registrano oscillazioni contenute (tra parentesi il dato riferito ad aprile 2025):0-1 anno: 7,7% (7,3%)1-2 anni: 6,8% (7,2%)2-4 anni: 18,6% (18%)4-6 anni: 11,7% (12,5%)6-10 anni: 19,6% (19,3%)oltre 10 anni: 35,6% (35,6%) La classifica delle regioni Anche ad aprile la distribuzione per regione disegna un quadro sostanzialmente identico a quello del mese precedente: al primo posto la Lombardia, con il 16% degli scambi complessivi, seguita da Lazio (10%), Campania (9,2%), Sicilia (8,4%) e Veneto (7,8%).
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Zeekr 7GT, la shooting brake per lEuropa: confort elevato, dinamica da affinare
cinese, sì, ma pensata, progettata e disegnata in Europa. Zeekr tiene a sottolinearlo quando si parla della 7GT: la parte creativa si è svolta a Göteborg, in Svezia, mantenendo un forte focus sulla dinamica del veicolo, oltre che su tecnologia e qualità percepita. Un biglietto da visita che da un lato genera aspettative, ma con un prezzo più accessibile rispetto a dimensioni e rivali: si parte da 47.500 euro per una shooting brake elettrica lunga 4,82 metri. Interni e tecnologia di bordo Che la qualità dei materiali sia elevata si percepisce al primo contatto: superfici morbide nella parte alta dell'abitacolo, così come sui pannelli porta. Anche dove compaiono plastiche rigide, queste risultano lisce e curate, contribuendo a una sensazione complessiva di solidità. Sul fronte tecnologico non manca un infotainment OLED da 15 pollici, con software intuitivo, affiancato da una strumentazione digitale da 13 pollici e, nelle versioni più ricche, da un head-up display con realtà aumentata. Sull'esemplare in prova sono presenti anche le portiere ad apertura automatizzata. Motori, batterie e trazione integrale Dal punto di vista tecnico sono disponibili due batterie - da 75 e 100 kWh - e due configurazioni di trazione: posteriore con singolo motore da 421 CV oppure integrale con doppio motore da 646 CV complessivi. La vettura oggetto del nostro test è la AWD Privilege, che introduce anche sospensioni pneumatiche attive, capaci di variare l'altezza da terra fino a 55 millimetri in base a velocità e stile di guida. Confort di marcia e dinamica di guida Il confort è senza dubbio l'aspetto più riuscito. Le asperità vengono assorbite con efficacia, lasciando filtrare nell'abitacolo solo alcune irregolarità ad alta frequenza, ulteriormente attenuate da sedili comodi e ben profilati. Quando si aumenta il ritmo emergono però alcune criticità: in accelerazione si avverte un alleggerimento dell'avantreno che tende a generare sottosterzo, mentre in rilascio può comparire una reazione più marcata del retrotreno. La potenza elevata (0-100 km/h dichiarato in 3,3 secondi) incide sul comportamento, ma un affinamento della taratura delle sospensioni potrebbe migliorare l'equilibrio complessivo. Buona la modulabilità dei pedali, soprattutto del freno, che restituisce una sensazione progressiva e consistente. Il volante varia carico in base alla modalità di guida: in Comfort risulta leggero e maneggevole, mentre in Sport si irrigidisce in modo meno naturale. In questo primo contatto non è stato possibile rilevare consumi reali e tempi di ricarica, ma l'autonomia dichiarata nel ciclo WLTP appare competitiva: da 520 km fino a 655 km nella versione Long Range con batteria da 100 kWh e trazione posteriore, probabilmente la più equilibrata per rapporto tra prezzo, prestazioni e percorrenza. I prezzi della Zeekr 7GT Zeekr 7GT Core RWD: 47.500 euroZeekr 7GT Long Range RWD: 54.400 euroZeekr 7GT Privilege AWD: 61.100 euro
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Jeep Compass, arrivano la Long Range da 674 km e la 4xe integrale: ecco i prezzi
Si amplia la gamma della nuova Jeep Compass: sono infatti aperti da oggi gli ordini della versione 4xe, elettrica a trazione integrale da 375 CV e 600 km di autonomia dichiarata. A questa si affianca poi la Long Range a trazione posteriore, con batteria di maggiori dimensioni e fino a 674 km di percorrenza. Prezzi da 54.900 euro per l'integrale, da 51.900 euro per la Long Range. Pensata per stare lontano dall'asfalto La Jeep Compass 4xe presenta soluzioni specifiche per il fuoristrada: assetto rialzato di 10 mm e paraurti specifici (in plastica nera), con angolo di attacco 28, dosso 17 e uscita 31, con una capacità di guado fino a 480 mm. Pensati per le escursioni lontano dall'asfalto anche gli interni, con rivestimenti dei sedili in poliuretano, più resistente e facile da pulire, schienali posteriori con superfici anti-graffio e tappetini in gomma. Fino a 3.100 Nm di coppia Costruita sulla piattaforma multienergia STLA Medium di Stellantis, la Compass 4xe monta due motori elettrici, uno per asse, da 157 e 132 kW rispettivamente, per una potenza combinata di 276 kW (375 CV). Il secondo motore, in particolare, è stato sviluppato appositamente per questo modello: genera fino a 3.100 Nm di coppia sull'asse posteriore grazie alla presenza di un riduttore 14:1, che permette di superare pendenze del 20% senza coinvolgere il motore anteriore. La batteria ha una capacità di 96,1 kWh netti, per un'autonomia Wltp di 600 km. Arriva anche la Long Range La gamma della Jeep Compass si amplia con la versione FWD Long Range, con motore da 170 kW (231 CV) e la stessa batteria dell'integrale, da 96,1 kWh: l'autonomia dichiarata sale a 674 km. In corrente continua è possibile passare dal 20% all'80% di carica in meno di mezz'ora. Allestimenti e dotazioni Per tutta la gamma Compass (quindi anche per 4xe e Long Range) sono di serie la guida assistita di livello 2 e la selezione delle modalità di guida Selec-Terrain: Sport, Snow, Sand/Mud e 4WD Lock, specifica per l'integrale. Due gli allestimenti in gamma: Upland, con cerchi di lega da 19", gancio di traino posteriore, fendinebbia e mancorrenti, interni in finitura "tan" e Hill Descent Control. La Overland arricchisce la dotazione con cerchi da 19" diamantati, griglia retroilluminata con fari a matrice di LED, vetri oscurati e rivestimenti in poliuretano.La Long Range è invece disponibile negli stessi allestimenti dell'elettrica con batteria standard. Altitude offre cerchi da 18" (19 su BEV e plug-in), fari full LED, climatizzatore automatico, strumentazione digitale e infotainment da 16. La Business aggiunge la telecamera a 360, i sensori di parcheggio perimetrali e gli Adas più evoluti. La Summit completa la gamma con fari Matrix LED, cerchi da 20, interni riscaldati, sedili elettrici e illuminazione ambientale. Il listino di Jeep Compass Compass 48V e-Hybrid Altitude: 40.900 euroCompass 48V e-Hybrid Business: 42.400 euroCompass 48V e-Hybrid Summit: 43.900 euroCompass e-Hybrid Plug-in Altitude: 45.900 euroCompass e-Hybrid Plug-in Business: 47.400 euroCompass e-Hybrid Plug-in Summit: 48.900 euroCompass BEV Altitude: 47.900 euroCompass BEV Business: 49.400 euroCompass BEV Summit: 50.900 euroCompass BEV Long Range Altitude: 51.900 euroCompass BEV Long Range Business: 53.400 euroCompass BEV Long Range Summit: 54.900 euroCompass BEV 4xe Upland: 54.900 euroCompass BEV 4xe Overland: 57.900 euro
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Dimenticare un figlio in auto: perché può succedere e come ridurre i rischi
Una tragica notizia arrivata dalla Francia riaccende i riflettori su un fenomeno drammatico: l'amnesia dissociativa legata all'abbandono involontario dei minori in auto, nota come sindrome del bambino dimenticato. Un piccolo di due anni e uno di quattro sono morti a Carpentras, nel sud del Paese, dopo essere stati lasciati inavvertitamente nella vettura dalla madre, rientrata dalla spesa e convinta di averli già fatti scendere.Si tratta dell'ultimo episodio di una lunga sequela registrata a livello globale. Alla base c'è un vuoto di memoria transitorio che può colpire chiunque, indipendentemente da condizione sociale o livello di attenzione: il bambino dimenticato muore per ipertermia (colpo di calore), oppure per asfissia o disidratazione. Cosa dice la medicina Secondo medici e psicologi, in determinate situazioni la mente attiva un meccanismo automatico di difesa in risposta a stress, stanchezza o sovraccarico cognitivo, spesso legati a problemi personali, familiari o professionali. In questo contesto il cervello entra in una sorta di pilota automatico, separando le funzioni coscienti da quelle motorie: qui si manifesta la dissociazione. Anche il genitore più attento può convincersi di aver compiuto un'azione - come accompagnare il figlio al nido - che in realtà è stata solo pianificata, cancellando dalla memoria immediata la presenza del piccolo nell'abitacolo. Una condizione più frequente durante le giornate di afa, quando caldo e umidità mettono a dura prova lucidità e risorse mentali.Uno dei pochi Paesi a monitorare sistematicamente il fenomeno sono gli Stati Uniti: tra il 1998 e il 2024 circa 1.000 bambini sono morti per ipertermia in auto a seguito di abbandono involontario. I dispositivi antiabbandono in Italia Il 6 marzo 2020, dopo un iter normativo complesso, il governo ha introdotto l'obbligo dei dispositivi antiabbandono per i bambini sotto i quattro anni. Il conducente deve utilizzare un seggiolino con sistema di allarme integrato o indipendente.Questi dispositivi si attivano automaticamente a ogni utilizzo ed emettono segnali visivi e acustici - o vibrazioni - percepibili dentro e fuori dall'auto. In molti casi sono collegati allo smartphone via Bluetooth e inviano notifiche anche ad altri contatti. L'obiettivo è richiamare l'attenzione del genitore in caso di perdita di lucidità. Quali sono le sanzioni Se un conducente trasporta un bambino sotto i quattro anni senza dispositivo antiabbandono, è prevista una sanzione da 81 euro con decurtazione di cinque punti patente. In caso di recidiva entro due anni si aggiunge la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi.Se il minore viaggia senza sistemi di ritenuta (obbligatori sotto i 150 cm di altezza), la multa sale a 83 euro, con cinque punti e possibile sospensione per recidiva. Una misura efficace? I dati Istat indicano che l'uso del seggiolino in Italia si attesta intorno al 50%, con percentuali ancora più basse nel Sud. L'obbligo dei dispositivi antiabbandono nasce per ridurre un rischio che la medicina considera possibile anche per genitori attenti.Norme e tecnologia possono contribuire a limitare gli episodi, ma la prevenzione passa anche da controlli più frequenti, informazione e maggiore consapevolezza. Un aspetto cruciale, alla luce di un fenomeno che resta tanto sottovalutato quanto imprevedibile.
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Mercato auto Europa: i grandi rallentano, la Cina corre
Il mercato europeo dell'auto prosegue nel suo trend positivo, dopo un avvio d'anno in flessione. A maggio, secondo i dati Acea, tra Unione Europea, Paesi EFTA (Islanda, Norvegia e Svizzera) e Regno Unito sono state immatricolate 1.152.523 vetture, in crescita del 3,6% rispetto allo stesso mese del 2025. Mercati: l'Italia sempre in testa Analizzando le diverse aree geografiche, emerge una crescita del 3,2% nell'Unione Europea, dell'1,4% nei Paesi EFTA e del 3,6% nel Regno Unito.Tra i principali mercati, è ancora l'Italia a fare meglio, con un aumento del 7,6%. Seguono Francia (+3,7%) e Germania (+0,1%), mentre la Spagna arretra dello 0,8%. Alimentazioni: spingono elettriche e plug-in Prosegue a maggio l'espansione delle auto elettriche e delle ibride plug-in, ormai stabilmente in crescita a doppia cifra. Nell'ultimo mese, le elettriche registrano un aumento del 39,1%, mentre le plug-in salgono del 13,2%. Bene anche le ibride non ricaricabili (mild e full), in crescita dell'8,2%.Continua invece il calo delle motorizzazioni tradizionali: benzina -19,1%, diesel -19%.Limitando l'analisi alla sola Unione Europea, le elettriche crescono del 42,9%, raggiungendo una quota di mercato del 20%. Tra i quattro mercati principali, dall'inizio dell'anno spicca l'Italia (+75,7%), sostenuta anche dagli incentivi dello scorso ottobre, seguita da Francia (+55,4%), Germania (+40,9%) e Spagna (+40%).Le ibride plug-in crescono del 13,2% su base mensile e del 25% dall'inizio dell'anno, arrivando a una quota del 9,7% (in aumento rispetto all'8,3% precedente). Le ibride restano comunque la scelta più diffusa, con il 37,8% del mercato, davanti alla benzina (22,4%). Gruppi: Volkswagen resta leader, avanzano i marchi cinesi Per quanto riguarda i costruttori, il Gruppo Volkswagen si conferma al primo posto in Europa con 254.011 immatricolazioni, nonostante una flessione del 3,6% rispetto a maggio 2025. Tra i singoli marchi, l'unico in crescita è Audi (+3,4%), mentre arretrano Volkswagen (-6%), koda (-0,3%), Cupra (-8,5%), Seat (-5,8%) e Porsche (-19,9%).In calo anche Stellantis, che con 146.381 targhe segna un -2,6%. All'interno del gruppo resistono solo Fiat (+22,9%) e Opel (+5,5%), mentre registrano flessioni Peugeot (-12,5%), Citroën (-4,4%), Jeep (-8,8%), Alfa Romeo (-28,2%), DS (-28%) e Lancia (-0,9%).Terza posizione per il gruppo Renault, con 100.507 immatricolazioni e un calo dell'1,3% (Renault -1%, Dacia -2,2%).Tra gli altri costruttori, restano in territorio negativo Toyota (-0,7%), Hyundai-Kia (-1,3%), Ford (-32,9%), Jaguar Land Rover (-8,5%), Nissan (-8,5%) e Suzuki (-3%). Segno positivo invece per Tesla (+152,4%), Mazda (+22,4%), gruppo BMW (+3,7%), Mercedes-Benz (+0,7%) e Honda (+19,4%).Continua a ritmo sostenuto la crescita dei costruttori cinesi: Geely (+9,9%), SAIC (+15,2%), BYD (+158,8%), Chery (+239,6%) e Leapmotor (+447,3%). La classifica dei costruttori (dall'inizio dell'anno) Gruppo Volkswagen (1.267.224, -3,6%)Gruppo Stellantis (794.708, -2,6%)Gruppo Renault (484.717, 1,3%)Gruppo Toyota (335.973, -0,7%)Gruppo Hyundai/Kia (334.422, -1,3%)Gruppo BMW (322.189, +3,7%)Mercedes-Benz (230.313, +0,7%)Gruppo Geely (124.437, +9,9%)Ford (108.077, -32,9%)SAIC (100.021, +15,2%)BYD (99.578, +158,8%)Nissan (90.411, -8,5%)Tesla (89.180, +152,4%)Chery (65.621, +239,6%)Suzuki (61.886, -3%)Mazda (58.710, +22,4%)Leapmotor (37.694, +447,3%)Jaguar Land Rover (23.039, -8,5%)Honda (22.659, +19,4%)Mitsubishi (11.338, -46,7%)
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Idrogeno in Europa, parte il piano Toyota: in arrivo aiuti diretti ai territori
La Toyota Mobility Foundation ha lanciato la European Hydrogen Regions Initiative (EHRI), un programma che punta a selezionare fino a cinque realtà europee per supportare lo sviluppo di ecosistemi locali basati sull'idrogeno. L'iniziativa si rivolge a territori che hanno già avviato progetti nel settore, ma che incontrano difficoltà nel renderli autonomi e sostenibili nel lungo periodo.Il progetto EHRI si inserisce nella strategia più ampia della fondazione, istituita da Toyota nel 2014, orientata alla promozione di soluzioni di mobilità sostenibili e inclusive in Europa. Un percorso che si lega all'obiettivo della neutralità carbonica fissato per il 2040. Dalla produzione all'uso: come nasceranno le filiere a idrogeno Le regioni selezionate riceveranno supporto tecnico e operativo nello sviluppo delle filiere locali, dalla produzione alla distribuzione, fino all'utilizzo nei servizi di mobilità. Toyota darà priorità ai progetti con forte impatto sul territorio e con elevato potenziale di replicabilità in altri contesti europei.Le candidature sono aperte fino al 31 luglio e la call è rivolta a regioni, città e stakeholder. La selezione sarà gestita dalla società di consulenza berlinese Spilett GmbH, già partner della Casa in precedenti iniziative dedicate alla pianificazione delle filiere dell'idrogeno.
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La nuova Fiat per la città è elettrica e costa 15 mila euro: cosa sappiamo sulla E-Car
Tra le tante novità attese al prossimo Salone di Parigi, tra proposte sempre più numerose che arrivano dalla Cina e la consueta ondata di modelli a ruote alte, nei padiglioni della Fiera di Versailles si aprirà una sfida per la conquista delle città, sempre più orientate verso una mobilità silenziosa e a zero emissioni. A confrontarsi saranno la smart #2, erede della fortwo molto attesa, e le piccole elettriche del gruppo Stellantis, previste al debutto nel 2028. Non saranno le uniche protagoniste, ma saranno tra le prime ad accendere questo nuovo scenario. Una base comune per tanti modelli Le piccole elettriche di Stellantis nascono con un obiettivo preciso: rispondere alla crescente domanda di vetture compatte ed economiche, un segmento considerato ad alto potenziale. Modelli a zero emissioni, ma anche essenziali, di dimensioni contenute e pensati per risultare accessibili. Nei piani del gruppo, il prezzo d'ingresso dovrebbe partire da circa 15.000 euro. Nasceranno a Pomigliano Si tratterà di una vera famiglia di modelli destinati a generare grandi volumi e caratterizzati da un design distintivo. Nasceranno su una piattaforma dedicata e saranno costruiti nello stabilimento Giambattista Vico di Pomigliano d'Arco, dove oggi viene prodotta la Fiat Panda e, fino al prossimo anno, l'Alfa Romeo Tonale. Se il mercato darà ragione a questa strategia, la produzione potrebbe essere estesa anche ad altri impianti. Si comincia con la Citroën 2CV Il primo modello atteso al Salone di Parigi sarà la nuova Citroën 2CV, probabilmente sotto forma di prototipo che anticipa la versione definitiva, prevista sul mercato nel 2028. La prima immagine, emersa nelle scorse settimane, suggerisce un richiamo ai tratti storici della versione originale degli anni Quaranta, come i gruppi ottici sporgenti e i parafanghi tondeggianti, reinterpretati in chiave contemporanea, insieme alla capote in tela arrotolabile.La nuova Citroën 2CV sarà una vettura compatta, posizionata alla base della gamma Citroën, con dimensioni attese intorno ai 370 cm, inferiori rispetto alla C3. Non sono ancora disponibili dettagli su potenze e batterie, ma la filosofia appare chiara: semplicità e contenimento dei costi. Non sono quindi attese prestazioni elevate né autonomie particolarmente estese, ma quanto basta per muoversi con agilità nel traffico urbano. Poi toccherà a Fiat Il secondo modello della famiglia E-Car di Stellantis sarà firmato Fiat e dovrebbe essere anch'esso presentato al Salone di Parigi di ottobre, secondo le indicazioni del CEO Olivier Franois. Le dimensioni saranno analoghe a quelle della Citroën 2CV, così come le soluzioni tecniche legate a motorizzazioni e batterie.Le linee restano ancora in fase di definizione, ma il gruppo ha anticipato il progetto attraverso il prototipo Ippo, sviluppato dall'ISIA Roma Design e mostrato durante la Milano Design Week. Le forme sono particolari e condividono con il concept della 2CV il tema dei fari sporgenti, possibile elemento stilistico comune a tutta la famiglia. La carrozzeria presenta superfici squadrate e richiami allo squircle della Fiat Panda storica, nome che potrebbe tornare per questo modello, destinato a convivere con l'attuale Panda, prevista in produzione a Pomigliano almeno fino al 2030.
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BYD all'attacco di Goodwood: otto debutti e hypercar da 500 km/h
Si rafforza ulteriormente il lavoro di BYD in Europa: al Goodwood Festival of Speed il Gruppo cinese ha annunciato la presenza di otto novità dei propri marchi e della più grande area espositiva dell'intera manifestazione. Oltre a BYD saranno presenti Denza, Yangwang e Fang Cheng BAO con modelli elettrici e plug-in hybrid. Le novità di Denza, Yangwang e Fang Cheng BAO Denza presenterà la sportiva elettrica Z da 1.600 CV nelle versioni Coupé e Racing dopo l'anteprima mondiale a Pechino, mentre Yangwang sarà della partita con la hypercar U9 Xtreme da quasi 500 km/h di punta massima e con le U7 berlina con quattro motori elettrici e U8 SUV capace di muoversi anche in acqua. Sarà della partita anche il SUV Fang Cheng BAO 5, mentre la BYD svelerà il pickup Shark plug-in hybrid e la Dolphin G DM-i recentemente introdotta in Italia.
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