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Aggiornato: 1 ora 24 min fa

Audi Nuvolari, oltre la R8: 1.001 CV ibridi e più di 350 km/h

4 ore 19 min fa
Non una nuova R8, di più: con 1.001 CV ibridi e una velocità massima oltre i 350 km/h, tirata a soli 499 esemplari dal prezzo (non ancora ufficializzato) che dovrebbe oscillare tra i 500.000  e i 600.000 euro in base alle specifiche, la Nuvolari è l'Audi di serie più veloce, potente ed esclusiva di sempre.Realizzata tra l'Emilia-Romagna e Neckarsulm, segue il recente ingresso del marchio nella Formula 1 e nasce con tempi di sviluppo da record: Sono intercorsi solo 409 giorni dal kick-off del progetto alla realizzazione del primo prototipo marciante, ci spiega Rouven Mohr, CTO della Casa. C'è da dire che la base era già pronta: questa super-Audi, infatti, condivide la propria base tecnica a motore V8 centrale con la Lamborghini Temerario, pur mettendosi in proprio per tanti aspetti, dalla gestione della trazione integrale all'impianto frenante, fino ad arrivare all'aerodinamica e alle geometrie (la carreggiata è più larga). C'è tanta Italia, dunque, non solo nel nome. Considerato anche che la Nuvolari porterà per prima su strada, all'inizio del 2027, il nuovo linguaggio stilistico del brand a firma Massimo Frascella.Con questo modello andiamo deliberatamente verso il segmento ad alte prestazioni e affermiamo l'ambizione di Audi di essere il marchio automobilistico premium più desiderabile, ha dichiarato Marco Schubert, membro del CDA e responsabile vendite e marketing. E non è da escludere che la Nuvolari sia l'apripista di una nuova gamma ad alte prestazioni. Lo stile della Concept C e una pelle in carbonioSuperfici tese, tecnologie integrate senza soluzione di continuità e componenti aerodinamiche rigorosamente funzionali ne definiscono la cifra estetica, molto tecnica, che rielabora i canoni stilistici della Concept C su un corpo e proporzioni da sportiva a motore centrale. Nuvolari può vestire diversi colori, tra cui il Titanium caratteristico delle nuove Audi e della R26, la monoposto di Formula 1 oppure sfoggiare il carbonio a vista: la scelta spetta al cliente.Per la prima volta in Audi, il telaio Space Frame in lega di alluminio convola a nozze con una carrozzeria in fibra di carbonio (quasi tutti i componenti esterni sono realizzati in polimero rinforzato con fibra di carbonio), frutto del know-how acquisito in Formula 1. Inediti, per una vettura di serie dei Quattro anelli, sono anche i cerchi forgiati monodado. Interni: tanta qualità, poche distrazioniDentro, come sulla Temerario, il cockpit è avvolgente e l'infotainment (dallo schermo più piccolo) è posizionato a scivolo, ma entrambe si calano in un contesto più sofisticato e minimalista, chiaramente focalizzato sulla guida. Non c'è il display per il passeggero e tutti i comandi essenziali sono posizionati nel campo visivo del conducente.I pulsanti hanno un feedback aptico e sonoro: il tipico click di Audi, quel suono metallico e quella precisione tattile che in passato ha contribuito al successo dei modelli di Ingolstadt, torna a farsi sentire, perfino amplificato, accompagnato da forme funzionali e mai banali. Originali anche le leve per regolare i sedili, che hanno una struttura in fibra di carbonio, per ridurre il peso garantendo al contempo il giusto supporto laterale. Aerodinamica attiva e DRSDal propulsore ibrido alla carrozzeria esterna in carbonio, il filo rosso con la Formula 1 è lungo. Ma il comune denominatore principale sta probabilmente nell'aerodinamica, che sfrutta parti attive per regolare la deportanza, la resistenza aerodinamica e fornire equilibrio in funzione delle condizioni di guida: i piloti del team Audi F1, Nico Hülkenberg e Gabriel Bortoleto, hanno fornito feedback mirati durante la fase di sviluppo.Zero effetti speciali: ogni elemento svolge una funzione aerodinamica precisa. Dalle prese d'aria anteriori, per raffreddare freni, motore termico e componenti ibridi, all'S-duct, che migliora l'efficienza dell'asse anteriore. L'elemento principale è però l'alettone posteriore, adattivo e retrattile, che si regola (manualmente o automaticamente) in tre posizioni: Closed, Low Downforce (LD) e High Downforce (HD).In posizione Closed, l'alettone sparisce, minimizzando la resistenza aerodinamica. Nelle configurazioni LD e HD, invece, genera diversi livelli di deportanza: nei rettilinei passa alla posizione LD per aumentare velocità e stabilità, attivabile anche con il pulsante DRS (Drag Reduction System). In frenata e in curva, l'alettone passa alla posizione HD per ottimizzare la deportanza. Il carico aerodinamico complessivo può superare i 400 kg. Oltre 10.000 giri e più di 1.000 CVLa supercar dei Quattro anelli è mossa da un powertrain ibrido ad alte prestazioni che genera una potenza massima di 736 kW (1.001 CV), superiore a quella della Lamborghini Temerario (920 CV).A fare la differenza è il tuning della parte elettrica: i motori sono gli stessi. Un V8 biturbo 4.0 eroga da solo 800 CV e 730 Nm, raggiungendo i 10.000 giri/min, affiancato da tre unità elettriche a flusso assiale da 110 kW (150 CV) ciascuna. La batteria agli ioni di litio, con una capacità lorda di 7,3 kWh, è più grande di quella Lamborghini.Con questo sistema, la Nuvolari accelera da 0 a 100 km/h in 2,6 secondi e da 0 a 200 km/h in 6,8 secondi, con una velocità massima superiore a 350 km/h. Trazione integrale predittivaI due motori elettrici anteriori assicurano la trazione integrale e un torque vectoring variabile, per massimizzare l'agilità e la stabilità. Con la Nuvolari, Audi evolve il concetto di trazione integrale predittiva grazie a un sistema che elabora continuamente lo stato del veicolo utilizzando dati come angolo di sterzata, accelerazione, imbardata e aderenza, prevedendo eventuali perdite di grip.Sono cinque le modalità di guida: E-Hybrid, Balanced, Dynamic, Dynamic+ e Track, con possibilità di regolare il controllo di trazione fino al TC Off. Gestione energetica e frenata da Formula 1Anche la gestione dell'energia si ispira al motorsport, con strategie di boost e recupero estese a quasi tutte le fasi di guida. All'anteriore, la decelerazione elettrica (fino a 0,3 g, in determinate condizioni) copre parte della frenata, mentre le fasi di veleggiamento consentono il recupero energetico.L'impianto frenante è un sistema brake-by-wire con dischi carboceramici CCM-R derivati dalla Formula 1 (420 40 mm all'anteriore e 410 32 mm al posteriore). La struttura in carbonio a fibre lunghe resiste a carichi termici estremi e a uso intensivo.I dischi beneficiano inoltre di un sistema di raffreddamento interno che, secondo Audi, aumenta la dissipazione del calore fino al +21% rispetto ai sistemi carboceramici tradizionali.
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Ares Atelier al GP di Monaco: il rilancio passa da clienti e lusso su misura

6 ore 48 min fa
Il rilancio dell'Ares di Modena è entrato nella sua fase operativa grazie al sostegno di nuovi investitori, tra cui Proma Group, società campana già protagonista del salvataggio della tedesca Recaro. Ora, però, servono ulteriori passi per rimettere in carreggiata il marchio modenese specializzato nella personalizzazione di veicoli di lusso, a partire da una ripresa e da un rafforzamento dei legami con il proprio bacino di clienti di riferimento. in questo contesto che si inserisce la decisione della nuova dirigenza, guidata dall'ex Ferrari Antonio Trotta, di presenziare al prossimo GP di Monaco di Formula 1 con diversi spazi riservati non solo ai clienti, ma anche ai partner e agli stakeholder internazionali.  Le ambizioni di Ares Il Gran premio è uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario automobilistico mondiale e rappresenta una vetrina ideale per Ares per raccontare la propria identità, caratterizzata da cultura del dettaglio, progettazione su misura e interpretazione contemporanea del concetto di bespoke e, soprattutto, per consolidare il posizionamento nel lusso e nell'unicità.Durante il fine settimana del GP, l'Ares accoglierà i suoi ospiti, tra cui anche appassionati, collezionisti e operatori del settore, in spazi predisposti tra la Rocca di Monaco e l'area del Beau Rivage, uno dei tratti distintivi della gara monacense. Gli incontri saranno l'occasione per approfondire i progetti già avviati e le attività future e per illustrare il percorso di personalizzazione attraverso cui le vetture vengono trasformate per soddisfare le richieste della clientela. Il contesto è quindi perfettamente allineato con le caratteristiche distintive del marchio e con le ambizioni di rilancio della nuova proprietà.
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Unica al mondo: la Bentley speciale di Jason Momoa con oltre 100 dettagli su misura

7 ore 37 min fa
L'inglese Hedley Studios ha creato una one-off della Bentley Blower Jnr per l'attore Jason Momoa. La vettura è protagonista nella serie On The Roam, in onda su HBO Max. La configurazione scelta da Momoa Sono oltre 100 i particolari su misura richiesti dall'attore per l'auto. Il reparto Bespoke di Hedley Studios ha sviluppato la tinta esterna Momoa Crimson, insieme a dettagli in ottone invecchiato, alla plancia in legno Koa, al teschio in ottone per la leva del cambio, al logo 666 sul radiatore e a molti altri elementi realizzati a mano dagli artigiani esclusivamente per questo esemplare. Elettrica in scala La vettura è una replica della Bentley 4,5 litri Supercharged del 1929. Rispetto all'originale, le dimensioni sono ridotte all'85% e il motore è stato sostituito da un powertrain elettrico. omologata per l'uso stradale ed è riconosciuta direttamente da Bentley. L'autonomia è di 105 km, mentre il motore eroga 20 CV.
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Magna, un futuro sempre più cinese: a Graz arriva un quarto modello Xpeng

8 ore 11 min fa
Il futuro della Magna Steyr di Graz è sempre più all'insegna delle produzioni cinesi. L'impianto sforna già diversi modelli di costruttori del Dragone, ma a breve le linee di montaggio ospiteranno un ulteriore prodotto, portando così a sei i veicoli di marchi cinesi assemblati nello stabilimento austriaco.Ad annunciare la nuova produzione sono stati due manager di primo piano di Xpeng, uno dei marchi cinesi che hanno sostanzialmente salvato l'impianto grazie ai contratti di produzione sottoscritti con Magna: prima per due SUV, poi per una berlina e ora per un quarto modello non meglio precisato.Kurt Bachmaier, vicepresidente vendite e marketing di Magna, ha chiarito al quotidiano Kleine Zeitung che l'assemblaggio inizierà entro la fine del 2026, senza fornire ulteriori indicazioni. Tuttavia, le tempistiche suggeriscono la possibilità che a Graz arrivi il monovolume X9, da poco lanciato su alcuni mercati con guida a destra come il Regno Unito e già ordinabile in Germania, oppure alcuni modelli della serie Mona. Di recente è stato confermato il debutto europeo della SUV compatta L03 a luglio e il lancio di un secondo prodotto nei mesi successivi."Sono felice di vedere che la nostra solida partnership con Magna continua a crescere. Dalla G6 alla G9, alla P7+ e presto al nostro quarto modello prodotto a Graz, continuiamo a localizzare la produzione in Europa", ha affermato il presidente e amministratore delegato He Xiaopeng, commentando un post su LinkedIn in cui il vicepresidente Brian Gu ha parlato di una collaborazione in fase di ampliamento proprio con un quarto programma produttivo. Una collaborazione in rapida espansione D'altro canto, per Xpeng localizzare le attività produttive in Europa è ormai fondamentale. L'azienda non vuole solo dimostrare il suo impegno di lungo termine verso l'Europa, ma ha anche altri obiettivi: aggirare i dazi europei sulle auto elettriche made in China e individuare nuovi sbocchi di mercato per arginare gli effetti di una guerra dei prezzi sempre più feroce in Cina. Magna, a sua volta, ha trovato nei costruttori cinesi un'ancora di salvezza per Graz. La fabbrica, tra le maggiori al mondo nella produzione di auto conto terzi, ha iniziato a perdere clienti e a registrare un progressivo calo dei volumi. L'azienda austro-canadese è stata quindi costretta ad avviare la ricerca di nuovi partner, individuandoli proprio nei marchi cinesi.E così l'impianto austriaco ha iniziato a sfornare diversi modelli non solo per Xpeng, ma anche per Gac. La fabbrica produce le G6 e le G9 dallo scorso settembre, la P7+ dai primi giorni di gennaio e le Aion V e UT da marzo. Tuttavia, come dimostra l'arrivo di un quarto modello Xpeng, le porte di Graz sono più che aperte ai costruttori cinesi: sono ormai spalancate.
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Non solo video: la TikTok car sarà un social su ruote

8 ore 32 min fa
TikTok car in arrivo entro fine 2026, almeno secondo alcune indiscrezioni giornalistiche: la novità arriva, ancora una volta, dalla Cina. Il brand Seres ha infatti stretto un accordo con Volcano Engine, divisione specializzata in servizi cloud e intelligenza artificiale controllata da ByteDance, proprietaria del social basato sui video brevi. Dalla collaborazione tra i due gruppi nascerà un nuovo marchio automobilistico, registrato come Saidou Technology, secondo quanto riportato dalla testata Lanjing Auto. TikTok pensa a un abitacolo futuristico La futura "auto di TikTok" dovrebbe essere una crossover elettrica o ad autonomia estesa, con un punto focale chiaro: l'integrazione di tecnologie digitali avanzate all'interno dell'abitacolo. Volcano Engine metterà a disposizione algoritmi proprietari, modelli linguistici di intelligenza artificiale generativa e piattaforme cloud per la gestione dei dati. L'obiettivo è offrire un'esperienza utente altamente personalizzata, trasformando la vettura in uno spazio progettato anche per l'intrattenimento interattivo.In questo contesto, Seres non adotterebbe il sistema di guida intelligente Qiankun di Huawei, già utilizzato sui modelli Aito. Il social su ruote L'esperienza di fruizione dinamica, alla base del successo globale di TikTok, diventerebbe il cuore dell'ecosistema digitale delle vetture Saidou Technology. A bordo, gli occupanti avrebbero accesso a flussi multimediali gestiti in tempo reale da algoritmi predittivi, capaci di adattare contenuti e suggerimenti ai gusti e persino allo stato d'animo di chi viaggia.Il tutto mantenendo una regola fondamentale: migliorare il confort e l'esperienza dei passeggeri senza interferire con la guida. L'ingresso nel comparto auto di competenze nate nel mondo dei social indica una direzione precisa: soprattutto tra i più giovani, cresce l'esigenza di una continuità totale tra vita digitale e mobilità. L'auto diventa così un'estensione naturale dello smartphone, un ambiente connesso, personalizzato e sempre attivo.
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Non è la Apple car, ma l'iPhone c'entra: ecco la prima auto elettrica di Foxconn

8 ore 35 min fa
Si parla da anni di un'auto progettata e costruita da Foxconn, il colosso della tecnologia e dei microchip che, tra le altre attività, produce gli iPhone per conto di Apple. Dopo accordi mai andati a buon fine e concept rimasti sulla carta, il gruppo taiwanese ha presentato la Foxtron Cavira, una SUV elettrica di segmento D sviluppata insieme alla joint venture Foxtron e destinata a confrontarsi con modelli come Tesla Model Y, Audi Q4 e BMW iX1. Stile tradizionale La Foxtron Cavira adotta linee pulite e senza soluzioni stilistiche estreme: è una SUV lunga 4.695 mm, con un passo particolarmente generoso di 2.920 mm, a vantaggio dello spazio per passeggeri e bagagli, anche se la capacità del vano posteriore non è stata comunicata. L'impostazione degli interni segue un'impronta lineare e minimalista: dietro al volante troviamo un quadro strumenti digitale compatto, mentre il sistema infotainment è affidato a uno schermo verticale. Non mancano i tasti fisici, collocati sotto il display e sulle razze del volante. Buona la qualità percepita, con pellami a vista e inserti in metallo spazzolato. A due o quattro ruote motrici La gamma prevede due versioni. La Emerge Long Range Edition è equipaggiata con un motore posteriore da 186 kW (253 CV) e una batteria al litioferrofosfato da 82,7 kWh, per un'autonomia dichiarata fino a 578 km. Al vertice si colloca la Pioneer Long Range Performance Edition, con powertrain dual motor da 349 kW (474 CV) e uno scatto da 0 a 96 km/h (60 mph) in 3,8 secondi; la batteria è identica, ma l'autonomia scende a 538 km. La ricarica in corrente continua supporta potenze fino a 175 kW, mentre è di serie la funzione V2L, utile per alimentare dispositivi esterni. Quanto costa la Cavira La Foxtron Cavira sarà inizialmente commercializzata solo a Taiwan, con un prezzo di partenza di 1,2 milioni di dollari taiwanesi, pari a circa 32.700 euro. Foxconn ha indicato un generico piano di espansione verso altri mercati, senza però fornire dettagli. Maggiori informazioni sono attese nei prossimi mesi.
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Auto cinesi? 3 giovani italiani su 4 le comprerebbero, ma ibride e sotto i 30.000 euro

9 ore 15 min fa
Tre giovani italiani su quattro acquisterebbero una vettura cinese, a condizione che il prezzo resti sotto i 30.000 euro. quanto emerge dalla instant survey realizzata a maggio da Areté, società di consulenza automotive. L'indagine mostra chiaramente come sia cambiata la percezione delle nuove generazioni verso i marchi del Dragone: se in passato erano visti come alternative low cost, oggi sono ritenuti sempre più competitivi per qualità e tecnologia. Tra chi prenderebbe in considerazione un veicolo Made in China, quasi la metà sceglierebbe un'auto cinese ibrida, mentre il 34% punterebbe su un'elettrica e il 20% su un modello a benzina. Dove si informano? Prima i siti specializzati Restano comunque alcune perplessità. Il 23% degli intervistati considera ancora debole il servizio post-vendita delle Case orientali, mentre il 22% esprime dubbi sull'affidabilità dei veicoli. Si tratta però di un'utenza che mantiene un forte legame con l'automobile: la metà degli intervistati la utilizza ogni giorno per i propri spostamenti e l'83% ne possiede una. Per informarsi prima dell'acquisto, il 41% si affida a siti specializzati e piattaforme online, il 18% visita direttamente un concessionario e il 17% utilizza i social media. Ne emerge il profilo di un consumatore giovane, informato e sempre meno legato ai preconcetti del passato.
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Lotus Eletre X arriva in Europa: fino a 952 CV e 1.200 km di autonomia

9 ore 32 min fa
Dopo il cambio di strategia e il ritorno allo sviluppo di varianti endotermiche e ibride, Lotus conferma anche in Europa l'apertura degli ordini della Eletre X. Si tratta della SUV in versione ibrida con range extender, che affianca la variante elettrica con prezzi compresi tra 99.990 e 123.990 euro e che abbiamo già provato in anteprima in Cina. Range extender a benzina La Casa inglese, di proprietà del gruppo cinese Geely, ha sviluppato il powertrain X-Hybrid con due motori elettrici di trazione affiancati da un 2.0 turbo da 204 CV, utilizzato come generatore. La batteria da 70 kWh e il serbatoio di benzina garantiscono un'autonomia complessiva superiore ai 1.200 km, di cui circa 350 in modalità elettrica. La ricarica fino a 350 kW consente di passare dal 20 all'80% in circa 9 minuti, mentre il consumo medio dichiarato nel ciclo WLTP è inferiore a 7,0 l/100 km. La scelta fra 550 e 952 CV Per l'Europa sono previsti due allestimenti, differenziati per potenza massima. La H550 eroga 550 CV, raggiunge i 210 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 4,9 secondi. Al vertice della gamma c'è la H1000, con 952 CV e 935 Nm, capace di 230 km/h e di uno 0-100 km/h in 3,3 secondi. La versione più potente include di serie le barre antirollio attive e un impianto frenante maggiorato, mentre entrambe adottano sospensioni pneumatiche.
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Amazon venderà auto anche in Europa? Il piano parte dal Regno Unito

11 ore 8 min fa
Dopo aver testato il proprio ingresso nel settore automotive USA, Amazon valuta ora l'espansione del progetto Autos in Europa. L'iniziativa punta a rendere più semplice e immediato l'acquisto di una vettura, integrando strumenti digitali e rete commerciale tradizionale. Si partirebbe dal Regno Unito nel 2026, secondo indiscrezioni. Concessionari sempre fondamentali  Attraverso il portale, sarà possibile confrontare modelli nuovi e usati, consultare le caratteristiche tecniche, verificare i prezzi e accedere alle diverse formule di finanziamento o leasing disponibili. Una volta concluso l'iter digitale, il veicolo verrebbe consegnato tramite i concessionari aderenti all'iniziativa.Il programma non intende sostituire i venditori, ma inserirli in un ecosistema più moderno: i dealer continuerebbero a svolgere un ruolo centrale nella vendita, nella consegna dei mezzi e nell'assistenza post-vendita, beneficiando della visibilità garantita da una delle più grandi piattaforme di e-commerce al mondo. Cosa va definito meglio  Prima del lancio su larga scala restano tuttavia alcune sfide da affrontare: Amazon dovrà adattare il servizio alle normative europee in materia di privacy, tutela dei consumatori e fiscalità, tenendo conto delle differenze tra i vari Paesi. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se i primi esperimenti in Gran Bretagna confermeranno la fattibilità della strategia e, soprattutto, con quali tempi e modalità il colosso di Seattle deciderà di estendere il servizio ai mercati dell'Europa continentale.
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Grande Panda Turbo, una base per le flotte

11 ore 14 min fa
Il mercato automobilistico b2b in Italia sta attraversando una fase di forte consolidamento per il marchio Fiat. Nei primi quattro mesi dell'anno, il brand ha registrato una crescita dell'1,5% nella quota di mercato delle autovetture in ambito flotte, posizionandosi come primo marchio nel settore business nazionale. In questo contesto, l'introduzione della Grande Panda Turbo 100 con cambio manuale si inserisce come una mossa mirata per rispondere alle esigenze operative ed economiche delle imprese.Partendo dal principio di neutralità tecnologica, l'offerta complessiva prevede diverse motorizzazioni per integrarsi flessibilmente nelle differenti car policy aziendali: la versione elettrica da 113 CV è indicata per ottenere il massimo vantaggio dalla tassazione dei fringe benefit, grazie a un'alquota agevolata al 10%; la variante mild hbrid da 110 CV è concepita soprattutto per le flotte aziendali ad uso condiviso (pool) e la nuova Turbo 100 manuale è configurata specificamente per intercettare la fascia di accesso del segmento, dove la trasmissione manuale risponde a una specifica fascia di utenza ( tra il 40% e il 50% degli automobilisti guida ancora veicoli con questa tipologia di cambio). Questa versione si propone quindi come una soluzione per le flotte operative che necessitano di un mezzo robusto ed efficiente, mantenendo contenuti i costi senza ricorrere all'elettrificazione. Efficienza operativa e tutela del valore residuoDal punto di vista tecnico, la Grande Panda Turbo 100 adotta un motore a iniezione diretta con ciclo Miller e turbina a geometria variabile da 100 cavalli e una coppia di 205 Nm a 1750 giri (con un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 10,6 secondi). Con una lunghezza di circa quattro metri (3.999 mm) il veicolo punta su parametri centrali per le attività lavorative quotidiane, quali l'abitabilità interna e una capacità di carico del bagagliaio relativamente importante (412 litri). Per la gestione dei parchi auto aziendali, il controllo dei costi di gestione e il mantenimento del valore residuo sono elementi cruciali. Fiat ha affrontato tali dinamiche attraverso due canali. Il primo si riferisce all'integrazione di sistemi Adas, unitamente a dispositivi come il rilevamento della stanchezza del guidatore e i sensori di parcheggio, per concorrere a preservare il valore dell'auto nel tempo. Il secondo sono i costi di gestione calmierati grazie a intervalli di manutenzione programmati ogni due anni o 25.000 chilometri, che si allineano a quelle della motorizzazione ibrida. Allestimenti e formule finanziarie per le impreseIl listino parte da 14672 euro (Iva esclusa) per l'allestimento d'ingresso Pop, mentre il passaggio alla motorizzazione mild ybrid e, successivamente, alla trazione completamente elettrica avviene con incrementi fissi di 1639 e di 3.279 euro per ciascuno step. Il comparto flotte si concentrerà prevalentemente sull'allestimento Business (proposto a 16.926 euro Iva esclusa), che storicamente assorbe circa il 23-25% del mix di vendite b2b poiché include dotazioni molto richieste dalle aziende, quali climatizzatore automatico, navigatore, sensori anteriori di parcheggio e retrocamera. Per supportare le aziende in fase di acquisizione, sono state strutturate due formule finanziarie dedicate. Il leasing Evolease è pensato per professionisti e piccole imprese, prevede un canone mensile di 129 (Ive esclusa per la versione Pop) euro per 36 mesi (Tan 3,99%) a fronte di un anticipo di 2.300 euro. Il noleggio a lungo termine Rent & Buy: gestito da Leasys, offre una formula full service a 219 euro mensili (Iva esclusa, sempre per la Pop) con un anticipo di 4.400 euro. La caratteristica di questo contratto è la trasparenza del valore di riscatto, che viene comunicato all'azienda sin dal momento della stipula per consentire una pianificazione finanziaria senza incognite. La Grande Panda Turbo 100 manuale si rivolge però anche ad altri canali b2b, come il noleggio a breve termine, anche nella modalità vettura sostitutiva per i clienti delle officine. Fiat intende inoltre rispondere in modo mirato alle richieste di grandi forniture per municipalizzate e aziende pubbliche o private, per le quali la divisione b2b di Stellantis sta anche valutando lo sviluppo di configurazioni van.
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Il lusso elettrico alza il livello: Rolls-Royce Spectre, 680 CV e 628 km di autonomia

11 ore 55 min fa
Con la Series II, la Rolls-Royce Spectre aggiorna la propria proposta elettrica con un intervento mirato e coerente alla filosofia del marchio. La coupé è stata rivista con mano leggera sul piano estetico, ma introduce novità rilevanti anche sul fronte tecnico, con più autonomia e ricariche più rapide. Accanto alla versione standard è confermata la Spectre Black Badge, che guadagna ulteriore potenza e coppia, mentre si arricchisce anche il programma di personalizzazione con nuove combinazioni per gli interni. Fino a 680 CV e 628 km di percorrenza Il powertrain elettrico è stato evoluto e ora garantisce un aumento dell'autonomia del 18% grazie alle batterie di nuova generazione da 112,8 kWh, per un totale di 628 km nel ciclo WLTP. Allo stesso tempo, le ricariche risultano più rapide del 14% grazie a un picco di 195 kW, che consente di passare dal 10 all'80% in 28 minuti. Migliorano anche le prestazioni: il motore aggiornato raggiunge 601 CV e 1.015 Nm di coppia. Per la più sportiva Black Badge, Rolls-Royce spinge ancora oltre, con 680 CV e 1.100 Nm disponibili in modalità Spirited. L'artigianalità e l'esclusività Le novità estetiche si concentrano nei dettagli. Debuttano i cerchi forgiati da 23 pollici, rifiniti a mano con sei ore di lavorazione artigianale, mentre l'abitacolo introduce nuove finiture, tra cui la sofisticata Duality Twill, caratterizzata da 2,6 milioni di punti di cucitura realizzati con 16 km di filo e 25 ore di lavoro. Un'alternativa altrettanto ricercata è rappresentata dalla pelle perforata con pattern artistici: ogni abitacolo può includere fino a 78.138 microfori di dimensioni variabili (0,8 mm, 1 mm e 1,2 mm), con inserti illuminati a LED, come nei pannelli porta.Sulla plancia è stato ampliato l'Interior Panel con Clock Gallery: la superficie illuminata integra 8.108 punti luce, mentre l'orologio è stato ridisegnato prendendo ispirazione dal mondo dell'aviazione. Per la versione Black Badge sono inoltre disponibili nuove finiture esterne Iced Black Matte e cerchi in lega specifici a sette razze. I clienti in media percorrono 6.500 km all'anno Rolls-Royce ha diffuso anche un'interessante fotografia della clientela della Spectre, utile per orientare gli aggiornamenti della Series II. Il cliente tipo possiede già almeno un'altra Rolls e dispone in media di sette auto. L'utilizzo della coupé elettrica è relativamente contenuto, con circa 6.500 km all'anno, e la ricarica avviene quasi sempre a domicilio. Spicca il caso di un cliente europeo che ha già superato i 50.000 km in due anni.
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Benzina e diesel: lo sconto sulle accise sta per finire, ma non per tutti

12 ore 50 min fa
I prezzi dei carburanti alla pompa continuano a scendere, mentre si avvicina la scadenza del taglio delle accise. Lo sconto termina sabato e pertanto, dal giorno successivo, si vedrà un rimbalzo dei listini sia per la benzina sia per il diesel. A tal proposito, Staffetta Quotidiana segnala che con le accise piene il prezzo medio della verde rischia di salire a 1,991 euro/litro e quello del gasolio a 2,11 euro/litro.D'altro canto, più si avvicina la fine dello sconto, più diventa improbabile una sua proroga. L'ipotesi di un rinnovo del provvedimento resta, ma i segnali indicano un cambio di passo da parte del governo a causa delle ristrettezze di bilancio e, soprattutto, dei vincoli europei, ancor di più dopo il via libera di Bruxelles alla richiesta italiana di maggiore flessibilità contro il caro energia.Infatti, la Commissione europea ha delineato una serie di raccomandazioni su diversi temi, tra cui conti pubblici, fisco, salari, povertà, pensioni e mercato del lavoro, e ha avvertito Palazzo Chigi che la riduzione non mirata delle accise sui carburanti comporta elevati costi fiscali ed è socialmente ed economicamente inefficiente. Dunque, salvo sorprese dell'ultima ora, le probabilità di un rinnovo dello sconto sono molto basse. Le ipotesi sul tavolo Le ipotesi sul tavolo. Anche questo spiega la cautela espressa dal ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, secondo il quale andrà fatta, innanzitutto, una valutazione del livello dei prezzi prima di procedere a una proroga dello sconto (6,1 centesimi al litro sulla benzina e 12,2 centesimi sul gasolio). Si era già fatta una prima valutazione con l'ultimo decreto, con alcune correzioni rispetto a benzina e diesel e con un intervento specifico per l'autotrasporto. una valutazione che va fatta verso il 5 giugno, per decidere come intervenire, ha spiegato il ministro pochi giorni fa, prima del via libera di Bruxelles.La decisione non è comunque lontana. Nel pomeriggio di oggi, 4 giugno, sono previsti prima incontri interni al governo e poi una riunione del Consiglio dei ministri. Nelle ultime ore si sta facendo strada un'ipotesi non nuova: l'intervento potrebbe riguardare solo i contribuenti con un ISEE sotto i 15 mila euro e concretizzarsi nell'erogazione di un voucher di 100 euro ai titolari della Carta Dedicata a Te. Le rilevazioni di Staffetta Quanto al livello dei prezzi citato da Pichetto, questa mattina, 4 giugno, la benzina self service sulla rete stradale è a 1,930 euro/litro (-4 millesimi rispetto a ieri), il gasolio a 1,988 euro (-6), il Gpl a 0,796 euro (-1), il metano a 1,562 euro/kg (invariato). In autostrada, la benzina self è a 2,028 euro (-5), il diesel a 2,068 euro (-6), il Gpl a 0,907 euro (-2) e il metano a 1,584 euro (invariato). Inoltre, Tamoil ha ridotto di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio.Staffetta fornisce anche uno spaccato delle modalità di vendita sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit. Le medie dei prezzi praticati lungo la rete stradale e autostradale vedono la verde self service a 1,936 euro (compagnie 1,937, pompe bianche 1,934) e il diesel a 1,996 euro (compagnie 1,998, pompe bianche 1,992). Al servito, benzina a 2,075 euro (compagnie 2,113, pompe bianche 2,004), gasolio a 2,137 euro (compagnie 2,177, pompe bianche 2,061), Gpl a 0,804 euro (compagnie 0,813, pompe bianche 0,795), metano servito a 1,561 euro/kg (compagnie 1,559, pompe bianche 1,563), Gnl 1,449 euro/kg (compagnie 1,454 euro/kg, pompe bianche 1,446 euro/kg).Tra i marchi principali, Eni è a 1,936 euro/litro sulla benzina self service (2,145 al servito) e a 1,989 sul diesel (2,202); IP a 1,943 (2,110) e 2,006 (2,176); Q8 a 1,933 (2,106) e 1,999 (2,179); Tamoil a 1,923 (2,006) e 1,987 (2,075).
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Un pick-up Fiat ibrido a etanolo: in Brasile il Toro passa al mild hybrid

13 ore 2 min fa
In Brasile, Fiat continua a mietere successi tra i pick-up: nel 2025, la Casa ha dominato il segmento con l'inarrivabile Strada (compatto) e piazzato il Toro (segmento C) in terza posizione. Proprio il Toro passa ora al Model Year 2027, introducendo per la prima volta in gamma le motorizzazioni Flexfuel (a benzina ed etanolo) con impianto mild hybrid a 48 Volt. C'è anche il turbodiesel La gamma del nuovo Fiat Toro prevede tre motorizzazioni: la Turbo 270 Flex da 176 CV, disponibile nella versione termica pura oppure con l'impianto mild hybrid da 48 Volt (solo per Volcano e Ultra). Per quest'ultima, il motore elettrico affianca quello termico nelle partenze, nei sorpassi e quando c'è bisogno di un po' di potenza in più (fino a 65 Nm di coppia aggiuntiva). La centralina elettronica si occupa di gestire il carico tra le due unità, dando priorità a efficienza e percorrenze: secondo la Casa, con questa motorizzazione le emissioni calano dell'11% e il consumo di carburante scende fino al 12%. In alternativa alle versioni a etanolo c'è anche la 2.2 turbodiesel (per Ranch e Volcano), con 200 CV e 450 Nm di coppia. Le altre novità L'aggiornamento porta in dote una nuova firma luminosa, con un'animazione all'interno dei gruppi ottici anteriori che riprende il disegno di una freccia, e un avvertimento sonoro percepibile all'esterno quando si attivano gli indicatori di direzione. In abitacolo rimangono le novità introdotte lo scorso anno, a partire dalla strumentazione digitale da 7" (dalla Volcano in su) e il display dell'infotainment da 10". Il MY27 della Fiat Toro offre di serie diversi sistemi di assistenza alla guida: frenata automatica d'emergenza, assistente al cambio di corsia e, sui modelli più ricchi, abbaglianti automatici (dalla Volcano in su), monitoraggio dell'angolo cieco e del traffico in arrivo (Ultra e Ranch). I prezzi della Fiat Toro Fiat Toro Endurance Turbo Flex: 167.490 real (circa 28.500 euro)Fiat Toro Freedom Turbo Flex: 177.490 real (circa 30.000 euro)Fiat Toro Volcano Turbo Flex MHEV: 197.490 real (circa 33.500 euroFiat Toro Ultra Turbo Flex MHEV: 206.490 real (circa 35.000 euro)Fiat Toro Volcanic Diesel: 220.490 real (circa 37.500 euro)Fiat Toro Diesel Ranch: 238.490 real (circa 40.500 euro)La Fiat Toro può essere personalizzata con gli oltre novanta accessori previsti da Mopar, dal gancio di traino al portapacchi tubolare, protezioni per tetto e cofano, coperture per il cassone, pedane laterali, fendinebbia, scarichi custom, sensori di parcheggio, tappetini ecc.
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F1, Monaco: tutti in cerca di crepe nel dominio Mercedes

13 ore 24 min fa
Con il Gran Premio di Monaco di questo fine settimana, la Formula 1 torna nel vecchio continente e ci rimarrà fino a metà settembre. Quest'anno è il Principato - sesto round - a dare il via a quella che chiamiamo la stagione europea.Andrea Kimi Antonelli si presenta a Monte Carlo da leader del campionato e quattro vittorie consecutive che gli hanno fatto scrivere pagine di storia di questo sport e che, di riflesso, stanno regalando all'Italia e al suo pupillo un momento magico. La gerarchia è comunque chiara, la Mercedes è la squadra da battere e ha vinto tutte le gare finora disputate.  Ma il Principato è il posto meno adatto dove poter vivere di rendita, almeno per quel che riguarda il punto di vista sportivo: questo è il tracciato più lento e corto della stagione, dove il motore conta meno e il pilota può ancora fare la differenza. qui che Ferrari, McLaren e Red Bull devono provare a sovvertire ogni pronostico e cercare una crepa in quel dominio della Stella. Perché, almeno sulla carta, il Principato può ridurre le distanze dalla W17 e portare la lotta su un terreno meno condizionato dalla superiorità motoristica Mercedes.  Ferrari, una pista favorevole alla SF-26Per la Scuderia di Maranello, Monaco è un banco di prova tecnico importante. Il tracciato del Principato mette infatti in secondo piano la potenza del motore ed esalta telaio, trazione meccanica e carico aerodinamico: esattamente le aree in cui la Rossa dovrebbe poter mostrare il proprio potenziale.Il digiuno resta pesante, perché la Ferrari non vince dal GP del Messico 2024, ultimo successo di Carlos Sainz in rosso. Da allora sono passate 36 gare senza il gradino più alto del podio. A Monaco, però, Ferrari può contare anche sul valore aggiunto di Charles Leclerc, che sulle strade di casa ha spesso saputo estrarre qualcosa in più dalla macchina.Il weekend avrà anche un valore strategico fuori dalla pista. Maranello attende infatti l'ufficializzazione da parte della FIA dei costruttori che potranno usufruire dell'ADUO, l'Additional Design and Upgrade Opportunities. Secondo diverse fonti, il Cavallino conta su due step di sviluppo per ridurre il gap dalla power unit Mercedes, con una prima possibile introduzione già in Austria e un secondo pacchetto dopo la pausa estiva.  McLaren festeggia i 1000 GP con una livrea specialeIl weekend di Monaco avrà anche una forte componente simbolica per McLaren, che proprio nel Principato raggiungerà il traguardo dei 1000 Gran Premi in Formula 1. Per celebrare l'anniversario, la squadra porterà una livrea speciale in arancione papaya metallizzato e antracite, con il numero 1000 sulle pance della MCL40. La stessa veste grafica sarà usata anche nel successivo GP di Spagna.Non è solo un'operazione nostalgia. McLaren arriva a Monaco con ambizioni sportive vere: Norris e Piastri hanno una macchina che, su una pista ad alto carico e bassa velocità, può inserirsi nella lotta con Ferrari e Mercedes. E il contesto dei 1000 GP aggiunge al weekend un peso narrativo che, in Formula 1, non è mai del tutto secondario.Gomme, la Pirelli sceglie C3, C4 e C5La Pirelli porta a Monaco le tre mescole più morbide della gamma 2026: C3 Hard, C4 Medium e C5 Soft. La scelta è coerente con le caratteristiche del tracciato, che presenta asfalto liscio, bassa energia laterale e necessità di massimizzare il grip meccanico.Quest'anno sono presenti anche diversi tratti riasfaltati: tra le curve 19 e 1, tra curva 7 e l'ingresso del tunnel, oltre all'entrata e all'uscita della pit lane. Il graining potrebbe comparire, ma secondo le simulazioni della Pirelli non dovrebbe condizionare in modo significativo la gara, perché lo sforzo sugli pneumatici sarà concentrato soprattutto sulla trazione.Rispetto all'anno passato, non ci sarà la regola delle due soste obbligatorie. La gara dovrebbe quindi orientarsi verso una sola sosta, salvo interventi di Safety Car o bandiere rosse. Ed è proprio qui che Monaco può diventare imprevedibile: basta un errore, un contatto con il muro o una vettura ferma nel punto sbagliato per riscrivere una strategia apparentemente lineare.  Come seguire il GP di Monaco in tvIl weekend seguirà il format tradizionale, con tre sessioni di prove libere, qualifiche e gara. Le qualifiche restano il momento chiave, perché a Monaco partire davanti significa già aver fatto metà del lavoro.Venerdì 5 giugnoProve Libere 1: 13:30 - 14:30 in diretta esclusiva su Sky Sport F1Prove Libere 2: 17:00 - 18:00 in diretta esclusiva su Sky Sport F1Sabato 6 giugnoProve Libere 3: 12:30 - 13:30 in diretta esclusiva su Sky Sport F1Qualifiche: 16:00 - 17:00 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 19:00Domenica 7 giugnoGara: 15:00 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 18:30
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Nissan-Chery, svolta a Sunderland: al via le trattative per condividere la fabbrica

Giu 03,2026
Nissan ufficializza la possibile alleanza con la cinese Chery per la fabbrica di Sunderland. La Casa di Yokohama ha firmato un memorandum d'intesa (MoU) con Chery International UK per valutare la condivisione della capacità produttiva dello stabilimento inglese.  Cosa c'è sul tavolo delle trattative  Il protocollo d'intesa, che tra l'altro segue di pochi mesi un accordo per la cessione proprio a Chery degli impianti sudafricani della stessa Nissan, non è per ora vincolante e quindi mancano numerosi dettagli. Tuttavia, le due aziende hanno voluto precisare i contorni delle trattative attualmente in corso. La condivisione degli spazi produttivi, per esempio, non comporterà un ingresso di Chery nella proprietà o nella gestione dell'impianto. I negoziati, infatti, vertono su una produzione a contratto: è previsto che a Sunderland Nissan produca auto per conto di Chery International UK. In altre parole, l'impianto rimarrà interamente di proprietà della Casa nipponica e l'intera forza lavoro rimarrà alle sue dipendenze.La firma del memorandum arriva a poche settimane dall'annuncio delle prime misure di ristrutturazione per una fabbrica in grande sofferenza (il tasso di utilizzo non supera il 50% della capacità produttiva) per colpa dei bassi volumi di vendita dei tre modelli ivi assemblati, Qashqai, Juke e Leaf. Nissan ha deciso di accorpare le linee di montaggio, passando da due a una sola, per ridurre i costi e migliorare la sostenibilità economica del sito. L'iniziativa ha così rafforzato le indiscrezioni sui colloqui in corso con Chery. A tal proposito, il protocollo d'intesa prevede la possibilità che Nissan produca veicoli del gruppo cinese sulla linea di produzione numero uno dello stabilimento a partire dal 2027.Per ulteriori dettagli, magari sui modelli prescelti e i volumi previsti, occorre attendere la fine delle trattative. A ogni modo, Massimiliano Messina, presidente di Nissan Amieo (la divisione per Africa, Medio Oriente, India, Europa e Oceania), ha sottolineato come la firma del protocollo rappresenti "un importante passo avanti per le nostre attività". "Non vediamo l'ora di collaborare con Chery International UK nei prossimi mesi per definire una soluzione ottimale per entrambe le aziende", ha concluso il manager italiano. Un'onda inarrestabile Detto questo, la firma del protocollo è l'ennesima conferma delle ambizioni dei costruttori cinesi in Europa. I marchi del Dragone sono sempre più intenzionati a trovare una sponda produttiva per sostenere le strategie di crescita internazionale e, in alcuni casi, aggirare i dazi europei sulle elettriche prodotte in Cina.La stessa Chery è ormai pronta ad avviare sue produzioni nell'impianto di Barcellona, un tempo di proprietà della Nissan e oggi gestito da una joint venture con il rinato marchio iberico Ebro. Leapmotor produrrà diversi modelli negli impianti spagnoli di Stellantis a Saragozza e Madrid, mentre Dongfeng è destinata a occupare gli spazi di un altro impianto Stellantis, quello francese di Rennes. Infine, è recente la decisione della Saic di insediare in Galizia un impianto per la MG.BYD, la più arrembante, sta realizzando due impianti tra Ungheria e Turchia, ma sta anche valutando l'acquisto di ulteriori siti già operativi in tutto il Vecchio Continente. Infine, la Magna Steyr sta producendo modelli di Xpeng e Gac presso il suo impianto austriaco di Graz. Tuttavia, le due aziende, al pari di altri costruttori come Great Wall, Changan e Geely, sono impegnate in un'intensa attività di scouting di stabilimenti europei, in particolare in Spagna.
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Hummer cambia: due concept più corte e radicali disegnano il futuro

Giu 03,2026
Per celebrare l'apertura del nuovo Centro Stile di Pasadena, in California, General Motors ha presentato due concept del marchio Hummer: l'Hummer X SUV e l'Hummer Pick-up. I due modelli mostrano una possibile evoluzione del linguaggio estetico del brand. La principale differenza riguarda le dimensioni: la lunghezza è inferiore di circa 25 centimetri rispetto al modello attualmente in commercio.Ispirazioni per le Hummer del futuro Lo stile delle due concept è aggressivo e massiccio, con soluzioni da off-road puro, come i paraurti e i passaruota in materiale plastico esposti e staccati dalla carrozzeria. La SUV adotta un tetto in tela privo di finestrini, mentre il pick-up propone un abitacolo più tradizionale. I caratteristici sei LED frontali, molto compatti, mantengono il legame con il modello di serie.Tra le soluzioni più originali spicca il drone integrato a bordo, pensato per l'avanscoperta nei passaggi più impegnativi in fuoristrada. Di forte impatto, sul pick-up, la plancia con sette display, che sottolinea l'anima tecnologica del progetto.Non diventeranno modelli di serie GMC ha chiarito che queste due concept non anticipano alcun modello di serie, ma rappresentano un esercizio stilistico utile a definire i futuri stilemi Hummer. comunque plausibile che alcune soluzioni possano arrivare sul mercato, così come l'ipotesi di veicoli con dimensioni e prezzi più contenuti rispetto agli attuali.
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Multe stabili, ma crollano gli autovelox: i dati città per città

Giu 03,2026
Multe stabili, ma diminuiscono i proventi da autovelox. Questa, in estrema sintesi, la fotografia sulle sanzioni amministrative in Italia nel 2025 scattata da Quattroruote e dal Codacons. Sul numero di maggio abbiamo scritto - analizzando gli incassi effettivi da violazioni stradali inseriti nella banca dati degli enti pubblici - che lo scorso anno i comuni e le unioni di comuni italiani hanno ricavato dalle violazioni stradali 1,98 miliardi di euro, lo 0,2% in più rispetto al 2024, e che i 107 comuni capoluogo hanno incassato 1,04 miliardi, esattamente come nel 2024.L'effetto autovelox Nell'articolo sottolineavamo come questa modesta crescita sia arrivata dopo anni di incrementi a doppia cifra, ipotizzando che la significativa battuta d'arresto fosse attribuibile al caos autovelox nel quale sono precipitati i controlli della velocità dopo la sentenza con cui la Corte di cassazione, nel 2024, ha stabilito che solo i dispositivi omologati - e nessuno, incredibilmente, ancora lo è - possono essere considerati fonti di prova delle violazioni.Ricavi da velocità giù del 9%Ieri il Codacons ha confermato l'ipotesi analizzando i dati sui proventi dalla velocità che i comuni sono tenuti a comunicare al ministero dell'Interno entro il 31 maggio di ogni anno: nel 2025 le principali 20 città italiane (a eccezione di Napoli, che alla data del 31 maggio non aveva ancora presentato la documentazione) hanno incassato 56,5 milioni di euro grazie alle sanzioni elevate tramite strumenti di controllo elettronico della velocità, l'8,9% in meno (-5,5 milioni) rispetto agli incassi del 2024, che erano pari a 62,1 milioni di euro. Firenze prima per proventi da velox I dati dell'associazione di consumatori rivelano che in testa alla classifica delle città con le maggiori entrate da autovelox c'è Firenze, che lo scorso anno ha incassato 19,7 milioni di euro, mentre al secondo posto sale il comune di Bologna, con 9,2 milioni di euro. Scende in terza posizione Milano (6,9 milioni), seguita da Genova (4,8 milioni) e Palermo (4,2 milioni). Sempre il Codacons rivela che tra le grandi città che hanno segnato performance negative spicca Roma, con entrate che passano da 4,8 a 2,3 milioni di euro (-52%), mentre a Milano i proventi da autovelox scendono da 10,6 a 6,9 milioni (-34,8%). I comuni con i risultati peggiori sono però Trieste (-94,4%), Bolzano (-84,2%) e Bari (-73%).Le città in cui i ricavi aumentanoSe si limita l'analisi alle prime dieci città italiane, si scopre che nel complesso i ricavi da violazioni stradali sono diminuiti del 3,8% e che i proventi da autovelox - al netto di Napoli, di cui non è disponibile il dato - sono calati dell'8,8%. Da notare che il calo degli incassi complessivi non è generalizzato. Anzi, Firenze (+18,8%), Napoli (+9,6%), Palermo (+8,5%) e Bologna (+7,9%) hanno registrato un incremento. Analoga dinamica divergente rispetto al dato medio si è registrata sulla velocità a Genova (+54,6%), Palermo (+31,8%) e Bologna (+21,3%).A Firenze il 27% arriva dalla velocità Da notare che, sempre limitatamente alle prime dieci città, il capoluogo in cui la velocità pesa di più sul totale dei proventi è Firenze, che dagli autovelox ha ricavato il 26,9% di tutte le multe. Dietro al capoluogo della Toscana vi sono Bologna (20,9%) e Venezia (15,3%). In coda Torino (2,4%), Bari (1,7%) e Roma (1,5%).Di seguito la tabella di Quattroruote con i ricavi dalle multe nelle prime 10 città italiane e quella del Codacons con gli incassi da autovelox nelle stesse città.
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Da Toyota alle Formula: così nasce un motore da corsa - VIDEO

Giu 03,2026
Portare un motore dal mondo della strada a quello delle competizioni richiede una vera e propria trasformazione, in un processo molto più complesso e, per certi versi, persino opposto rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare. Le modifiche non riguardano tanto le prestazioni, quanto affidabilità, controllo e struttura stessa del motore. 3 cilindri al bancoPrendiamo come esempio il 3 cilindri 1.6 di derivazione Toyota che Autotecnica Motori prepara per l'utilizzo sulle Formula Regional prodotte da Tatuus (una trasformazione simile viene operata sul 1.4 Abarth impiegato nelle Formula 4). Innanzitutto si parte da un'attenta analisi del motore originale per determinare quali parti vadano effettivamente modificate e quali invece si possano mantenere per contenere i costi, aspetto fondamentale in campionati in cui è il regolamento stesso a stabilire un price cap.La modifica più radicale riguarda la sostituzione della coppa dell'olio con un sistema a carter secco, che nel caso del 3 cilindri comporta anche l'eliminazione del contralbero di equilibratura. Questa soluzione permette di montare il motore più in basso sulla vettura, abbassando il baricentro. Inoltre, il sotto-basamento dedicato e il coperchio punterie progettato ad hoc consentono di rendere il motore portante, cioè in grado di trasferire i carichi direttamente dal gruppo cambio-sospensioni alla monoscocca in carbonio senza necessità di un telaietto aggiuntivo.Affidabilità e controlloPer garantire la durabilità nelle condizioni tipiche delle corse vengono poi aggiunte paratie di protezione da possibili detriti e supporti supplementari per sostenere elementi come il turbocompressore e alcuni sensori particolarmente sensibili alle elevate vibrazioni.La componentistica interna viene completamente rivista, così come gli organi di controllo elettronico. Come detto, lo scopo principale non è l'incremento della potenza, limitata dal regolamento, quanto la necessità di poter attuare un controllo completo sui parametri di funzionamento per ottenere il comportamento desiderato in termini di erogazione, transitori e gestione delle cambiate, garantendo anche l'assoluta uniformità fra i motori forniti ai diversi team. Fondamentale in questo è il lavoro di calibrazione a banco, in cui si può analizzare la risposta ai diversi input e condizioni di funzionamento incrociando i dati rilevati da numerosi sensori. Segue un'altrettanto importante fase di sviluppo in pista, basata sul riscontro dei piloti. Anche nel WEC L'attività di Autotecnica Motori, nata nel 1977 e passata attraverso la storica partnership con Alfa Romeo per i campionati turismo, va oggi ben oltre la preparazione di motori derivati dalla serie. Da diversi anni, infatti, l'azienda si occupa anche dello sviluppo di propulsori progettati dal foglio bianco. il caso, per esempio, del V6 biturbo che spingerà l'Hypercar McLaren nel WEC a partire dal 2027, dopo la collaborazione svolta negli scorsi anni con Lamborghini per la medesima categoria.
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Toyota porta lidrogeno a Le Mans: debutto in pista per lhypercar senza benzina

Giu 03,2026
In occasione della 94 edizione della 24 Ore di Le Mans, Toyota porterà in pista le prime dimostrazioni pubbliche della TR LH2 Racing Prototype, una vettura sperimentale alimentata da un motore a combustione interna a idrogeno liquido.Il prototipo, sviluppato sullo stesso telaio della Hypercar TR010 HYBRID impegnata nel Mondiale Endurance, rappresenta l'evoluzione più recente del programma Toyota dedicato all'idrogeno nel motorsport. Le dimostrazioni sono in programma giovedì 11 giugno alle 12.50 e sabato 13 giugno alle 12.45 sul tracciato da 13,626 chilometri, offrendo al pubblico la possibilità di vedere e ascoltare una vettura da corsa senza benzina, ma con motore termico.Strategia e sviluppo dell'idrogeno Toyota L'iniziativa rientra nella strategia multi-tecnologica del costruttore per la carbon neutrality, che affianca l'idrogeno alle elettriche e ad altre soluzioni a basse emissioni come possibili strade per la decarbonizzazione della mobilità.Il percorso di sviluppo è iniziato nel 2021 in Giappone, quando il team Rookie Racing schierò nella serie Super Taikyu la GR Corolla H2 alimentata da idrogeno gassoso. Due anni dopo è arrivato il passaggio all'idrogeno liquido, più complesso dal punto di vista tecnico ma potenzialmente più efficace grazie alla maggiore densità energetica.Parallelamente Toyota ha sviluppato questa tecnologia anche nei rally. Nel 2022 la GR Yaris H2 ha effettuato le prime uscite dimostrative al Rally di Ypres, mentre in seguito il progetto si è evoluto nella GR Yaris Rally2 H2 Concept, portata in scena in eventi dimostrativi al Rally di Finlandia e al Rallye Monte-Carlo.Le Mans laboratorio per il futuro Le Mans resta però il banco di prova più rilevante. Già nel 2023 la GR Corolla H2 aveva completato un giro dimostrativo del Circuit de la Sarthe, mentre nello stesso anno era stata presentata la GR H2 Racing Concept, anticipazione di una possibile futura categoria endurance dedicata all'idrogeno.Nel 2025 è stata poi svelata la GR LH2 Racing Concept, alimentata a idrogeno liquido. La nuova TR LH2 Racing Prototype rappresenta oggi la fase più avanzata di quel progetto e il primo prototipo realmente funzionante mostrato in pista davanti al pubblico.Prima delle dimostrazioni la vettura sarà esposta nell'Hydrogen Village, l'area tematica dedicata alle tecnologie a idrogeno allestita all'interno del circuito. Un ulteriore segnale di come Le Mans continui a essere non solo una competizione, ma anche un laboratorio per tecnologie destinate, in prospettiva, alle vetture di serie.
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Rimborso pedaggi: quando spetta e come richiederlo senza errori

Giu 03,2026
Dall'1 giugno puoi ottenere il rimborso del pedaggio autostradale, ma non sempre è così semplice. Tra soglie minime, eccezioni e requisiti specifici, il rischio è di non rientrare nei criteri anche dopo un viaggio problematico. questo il perimetro definito dall'Autorità di Regolazione dei Trasporti, che con la delibera 211/2025 ha introdotto il nuovo sistema di restituzione dei pedaggi: un principio corretto, ma operativo solo in determinate condizioni. In attesa dell'app unica, i concessionari pubblicano le istruzioni sui propri siti. Rimborso pedaggi autostradali: quando spetta e come ottenerlo Il diritto al rimborso, totale o parziale, scatta solo in due casi: cantieri (anche con rallentamenti) oppure traffico completamente bloccato. Quest'ultimo è un evento che interrompe la circolazione e impedisce il deflusso dei veicoli: per ottenere l'indennizzo deve durare almeno 60 minuti.Per i cantieri, il sistema è più restrittivo. Il rimborso è riconosciuto solo se il percorso insiste interamente su tratte gestite dallo stesso concessionario, mentre per i viaggi con più concessionari bisognerà attendere il 1 dicembre 2026. Anche la lunghezza del tragitto incide: sotto i 30 km il ristoro è automatico, tra 30 e 50 km serve un ritardo superiore a 10 minuti, oltre i 50 km la soglia sale a 15 minuti.Nel caso di traffico bloccato, invece, il rimborso è proporzionale alla durata del fermo: 50% tra 60 e 119 minuti, 75% tra 120 e 179 minuti, 100% oltre le tre ore.Le eccezioni sono numerose, e in molti casi il rimborso non scatta affatto. Non è previsto alcun indennizzo se sul percorso è già applicata una riduzione del pedaggio o se i cantieri sono legati a emergenze, come incidenti o eventi meteo straordinari. Restano esclusi anche i cantieri mobili nella fase iniziale.Un parametro chiave è il tempo di riferimento, cioè il tempo teorico di percorrenza calcolato su distanza e velocità media: è su questo valore che si misura il ritardo effettivo.Infine, entrano in gioco due soglie economiche: sotto 0,10 euro non si ha diritto a nulla, mentre gli importi superiori vengono accumulati fino al raggiungimento di almeno 1 euro per l'erogazione. Rimborso Autostrade per l'Italia: regole e casi concreti Per i viaggi dal 1 giugno, Autostrade per l'Italia ha definito modalità operative precise. Il rimborso per i cantieri è riconosciuto solo per tratte interamente gestite da società dello stesso gruppo, mentre quello per traffico bloccato si applica anche su percorsi con più concessionari.Un caso concreto aiuta a capirlo meglio. Un viaggio da Milano Est a Verona Sud non dà diritto al rimborso per cantieri, perché attraversa tratte con gestori diversi. Diverso il caso di un blocco della circolazione: se avviene nella parte gestita da Autostrade per l'Italia, l'indennizzo diventa possibile.Il sistema copre solo cantieri programmati e blocchi della circolazione: sono esclusi i disagi legati a traffico intenso, condizioni atmosferiche o altre cause non riconducibili a queste categorie. Come richiedere il rimborsoLa richiesta può essere effettuata tramite il sito di Autostrade per l'Italia o con l'app Muovy Cashback. La registrazione non è obbligatoria, ma consente di velocizzare la procedura.Con registrazione, è possibile associare dispositivo di telepedaggio o targa e ricevere i rimborsi in automatico, indicando un IBAN per l'accredito.Senza registrazione, invece, tutto passa dalla ricevuta: va conservata, utilizzata almeno 4 ore dopo il ritiro al casello e inserita nella procedura online. A quel punto si riceve via email un codice per monitorare la richiesta.Come viene calcolato il rimborso In presenza di cantieri, l'importo si compone di due elementi: una quota base legata al cantiere e una eventuale quota per il ritardo. Se lungo il percorso sono presenti più cantieri, i rimborsi si sommano, ma non possono superare il pedaggio pagato.Per il traffico bloccato, invece, il calcolo è più diretto: si applica una percentuale sul pedaggio della tratta interessata, fino a un massimo del 100%. In caso di più eventi, gli importi si accumulano, ma resta il limite complessivo.Se nello stesso viaggio si verificano sia cantieri sia blocchi, viene riconosciuto l'importo più favorevole. Tempi e scadenzeI tempi dipendono dalla modalità scelta. Con ricevuta e targa, l'esito arriva entro 7 giorni. Con il telepedaggio, tutto è legato ai cicli di fatturazione.Anche le scadenze cambiano: con ricevuta si ha tempo fino a 12 mesi dal viaggio, mentre con telepedaggio si possono recuperare solo i transiti fino a 4 mesi precedenti l'adesione al servizio. Una misura utile, ma non per tutti Il sistema introduce un principio corretto, ma resta complesso e con margini applicativi limitati. Le critiche si concentrano proprio su questo punto: i vantaggi per gli automobilisti rischiano di essere contenuti, mentre l'impatto sui concessionari appare ridotto.L'Autorità difende la misura, sottolineando il carattere progressivo dell'intervento e la riduzione del meccanismo di compensazione fino al 2030, senza possibilità di recuperare i rimborsi sui pedaggi.In sintesi, ottenere il rimborso del pedaggio autostradale è possibile, ma solo in condizioni precise: tra soglie minime, eccezioni e vincoli sui percorsi, è fondamentale verificare tratta, durata del ritardo e modalità di pagamento prima di fare richiesta.
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