Guerra in Iran - Accise mobili, benzina e diesel ai massimi: cosa può cambiare già da domani
La crisi in Medio Oriente continua a produrre pesanti effetti sulle quotazioni del petrolio e quindi sui prezzi di benzina e diesel. A tal proposito, Staffetta Quotidiana segnala come gli ultimi attacchi israeliani ai depositi di carburanti in Iran abbiano ulteriormente fomentato il panico sui mercati petroliferi internazionali.In particolare, all'apertura dei mercati asiatici, il Brent è schizzato sopra i 100 dollari al barile, sfiorando i 119, per poi assestarsi intorno ai 108 dollari in scia alle indiscrezioni del Financial Times su una riunione d'emergenza dei ministri delle finanze dei Paesi del G7 (sotto una foto della loro riunione all'ultimo vertice in Italia) per procedere con un rilascio comune e coordinato delle riserve strategiche per un ammontare tra 300 e 400 milioni di barili.Intanto, le quotazioni dei prodotti raffinati hanno raggiunto nuovi picchi venerdì scorso anche per effetto dell'indebolimento dell'euro sul dollaro: il gasolio è al massimo dal 16 novembre 2022 e la benzina dal 12 luglio 2024.In tale quadro, Staffetta evidenzia anche la continua corsa dei prezzi dei carburanti alla pompa, con la benzina al massimo da quasi un anno (dal 16 marzo 2025) e il gasolio da oltre tre anni e mezzo, dal 10 luglio 2022, quando era ancora in vigore lo sconto sull'accisa introdotto dal governo Draghi il 22 marzo 2022 e mantenuto fino a fine anno. Rilevazioni e medieStando alla consueta rilevazione giornaliera di Staffetta Quotidiana, Q8 ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina e di dieci centesimi quelli del gasolio, e Tamoil di sei centesimi sulla verde e di quattordici sul diesel. Salgono anche i prezzi del Gpl, con aumenti tra uno e due centesimi di euro al litro.Quanto alle medie, elaborate sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori di circa 20 mila impianti all'Osservatorio prezzi del Mimit, al self service la benzina quota 1,782 euro/litro (+38 millesimi sulla precedente rilevazione di venerdì scorso) e il diesel 1,965 euro/litro (+98).Al servito, verde a 1,917 euro/litro (+38), gasolio a 2,091 euro/litro (+95), Gpl a 0,702 euro/litro (+5), metano a 1,475 euro/kg (+30) e Gnl a 1,232 euro/kg (+3).Lungo le autostrade, benzina a 1,867 euro/litro (2,124 al servito), gasolio a 2,017 euro/litro (2,276), Gpl a 0,835 euro/litro, metano a 1,524 euro/kg e Gnl a 1,291 euro/kg.Una settimana di rialziDetto questo, è interessante notare il rimbalzo dei prezzi in poco più di una settimana. L'1 marzo scorso, il giorno dopo il primo attacco all'Iran da parte di Israele e Stati Uniti, la benzina self service quotava, in media, 1,673 euro al litro. Rispetto agli 1,782 odierni, l'incremento è di ben 6,5%.Per il diesel, il rialzo da 1,728 a 1,965 euro/litro implica un aumento del 13,7%. Al servito, la verde ha subito un incremento del 5,74% e il gasolio del 12,12%.Tuttavia, c'è anche da dire che i due carburanti sono da mesi entrati in una fase di costante rialzo. Se si allarga l'analisi a inizio anno, la crescita dei listini è ben più consistente, in particolare per il diesel.L'1 gennaio, quando è scattato l'allineamento delle accise, la benzina quotava al faidate 1,671 euro/litro, mentre il gasolio, pur in rimbalzo, si fermava a 1,645 euro/litro, un valore inferiore di oltre il 16% rispetto ai livelli attuali. Arrivano le accise mobili?Detto della situazione, Staffetta Quotidiana dà conto anche del dibattito politico scatenato dalla corsa dei listini. Nel fine settimana sia la segretaria del PD, Elly Schlein, sia la presidente del Consiglio Giorgia Meloni (sopra durante un intervento video) si sono dette favorevoli all'applicazione dell'accisa mobile.A tal proposito, il ministero dell'Economia sta studiando la misura da qualche giorno e non è da escludere un intervento già domani, 9 marzo: il Consiglio dei ministri potrebbe infatti varare uno specifico decreto.Per ora non si conosce il possibile contenuto della misura. Staffetta Quotidiana ricorda che lo sconto applicato dal governo Draghi nel 2022 era un'attuazione della norma sull'accisa mobile (introdotta con la legge finanziaria per il 2008), rinforzata però dai fondi provenienti dalla tassa sugli extraprofitti applicata alle società del settore energetico.Le accise furono così tagliate di 25 centesimi al litro (30 con l'Iva). Ancor prima, tra aprile e maggio 2008, l'allora governo Prodi decise per un'applicazione di appena un mese e per un importo di due centesimi al litro.La norma, ricorda ancora la testata specializzata, è stata comunque modificata nel 2023 dal governo Meloni per renderla di più immediata attuazione: il ministero dell'Economia può intervenire con decreto per ridurre le accise e compensare le maggiori entrate Iva derivanti dall'aumento del prezzo del petrolio.Il decreto può essere adottato se il prezzo del Brent aumenta, sulla media del mese precedente, rispetto al valore di riferimento, espresso in euro, indicato nell'ultimo Documento di economia e finanza. Il documento indica per il 2026 un prezzo del Brent di 66,1 dollari al barile, con un cambio euro/dollaro a 1,2, quindi un valore di 55,1 euro/barile.A gennaio in media il Brent si è attestato proprio a 55,1 euro/barile. A febbraio si è saliti a 58,7 euro/barile. Nei primi due giorni di marzo siamo a 72. Volendo, dunque, le condizioni ci sono, conclude Staffetta Quotidiana.
Categorie: 4 Ruote
Mercedes-AMG - Svelati gli interni della Mercedes-AMG GT Coupé 4 porte, la nuova sportiva da 8.000 giri
La Mercedes-Benz ha pubblicato le immagini ufficiali degli interni della nuova Mercedes-AMG GT Coupé 4 porte. Si tratta di un'importante anteprima dopo quella fornita alla fine del 2025 sulla carrozzeria della nuova sportiva quattro porte. Stile dedicato e plancia disegnata intorno al pilotaIl design dell'abitacolo della GT, che vanta quattro sedute singole ad alto contenimento o la scelta del divano posteriore, unisce l'impostazione di ultima generazione con il triplo schermo per strumentazione (10,2"), infotainment (14") e passeggero (14") a soluzioni tipiche dei modelli più sportivi: la plancia parzialmente rivolta verso il guidatore, i comandi sulla console centrale e le bocchette di aerazione circolari in metallo con illuminazione integrata.Il tetto panoramico SKY CONTROL consente infine di gestire individualmente quattro zone, modificando elettricamente la trasparenza, oppure può proiettare loghi e disegni a tema motorsport. Il controllo della dinamica e l'infotainmentL'AMG RACE ENGINEER nella console centrale consente di controllare hardware e software del veicolo per modificare la dinamica di guida. Nella console centrale sono presenti tre controlli rotanti che gestiscono il Response Control per la risposta del powertrain, l'Agility Control per l'assetto e il Traction Control.Altri comandi si trovano invece sui controlli con display sul volante AMG. L'infotainment MBUX, basato sul nuovo MB.OS, offre una completa integrazione con il veicolo e una gestione su cloud dei dati. AMG ha ulteriormente personalizzato il sistema lavorando su grafiche e funzioni specifiche, come le quattro modalità AMG Style per la grafica delle schermate e l'AMG TRACK PACE per la telemetria. ancora endotermicaLa GT Coupé 4 porte richiama a livello stilistico la Concept XX elettrica svelata nel 2025, ma le immagini degli interni mostrano un classico contagiri scalato fino a 8.000: questo significa che la vettura adotterà un powertrain endotermico, magari ibrido e condiviso con la GT due porte, mentre la XX elettrica avrà una variante specifica.
Categorie: 4 Ruote
Stellantis - Maserati Grecale MY2027, le prime foto spia del restyling: cosa cambia e cosa no
La Maserati sta avviando i test del MY2027 della Grecale, che verrà presentato nei prossimi mesi: come si vede dalle prime foto spia, che ritraggono una Grecale Trofeo parcheggiata negli stabilimenti Stellantis, l'aggiornamento riguarderà tutte le motorizzazioni e non solo - come si ipotizzava inizialmente - l'elettrica Folgore. Ritocco in punta di matitaLe (poche) camuffature del prototipo pizzicato dai nostri fotografi coinvolgono solo il paraurti anteriore, segno che le novità del MY2027 dovrebbero concentrarsi solo su alcuni interventi estetici in quella zona. Possibile anche l'arrivo di nuove geometrie per le firme luminose a LED davanti e dietro (senza intaccare la forma dei fari). I cerchi di lega che si vedono in queste immagini sono gli stessi del modello attuale, ma è probabile che con l'aggiornamento arrivino nuovi design. Nessun intervento nel cofanoNon sono attese novità sul fronte delle motorizzazioni, che rimarranno quindi quelle attualmente in gamma: il 4 cilindri in linea da 2.0 litri e 325 CV per la Grecale Modena, la V6 da 3.0 litri da 385 CV e 523 CV per la Modena V6 e la Trofeo, rispettivamente, e la elettrica Folgore da 542 CV e batteria da 105 kWh.
Categorie: 4 Ruote
Pneumatici - Falken Tyre Europe entra in Dunlop, ma il marchio resta e si rilancia
La notizia è di pochi giorni fa, ma affonda le sue radici all'inizio del 2025, quando Sumitomo Rubber Industries (SRI) ha acquisito il marchio Dunlop per Europa, Nord America e Oceania.L'intento era chiaro: valorizzare il brand rilevato da Goodyear, aumentandone visibilità e diffusione nei vari mercati. Nel nostro continente a questo passo è seguito - e veniamo ai nostri giorni - il cambio di ragione sociale di Falken Tyre Europe (altro costruttore nell'orbita di SRI) in Dunlop Tyre Europe, nell'ottica di rafforzare la presenza di questo brand.Negli altri continenti sono state condotte operazioni analoghe, appoggiandosi alle aziende più affermate del Gruppo giapponese. Subito in pistaLa variazione è appena stata ufficialmente registrata in Germania presso il Registro delle Imprese del Tribunale di Offenbach (sede storica di Falken) ed è stata accompagnata dall'annuncio del nuovo logo Dunlop, oltre che dalla comunicazione dei programmi sportivi del brand, inclusa la partecipazione all'edizione 2026 della 24 ore del Nürburgring.Ovviamente questo non comporta la scomparsa del marchio Falken, che negli anni si è affermato per i suoi prodotti destinati alle vetture stradali e al motorsport, né del brand Sumitomo, quest'ultimo meno diffuso alle nostre longitudini.La nuova denominazione rappresenta una tappa importante di cui possiamo andare orgogliosi. Rafforza la nostra identità e sottolinea che siamo pronti ad affrontare le prossime sfide. La solida eredità costruita con Falken rimane parte integrante del nostro successo e costituisce la base per il futuro di Dunlop in Europa, ha dichiarato Markus Bögner, presidente e amministratore delegato di Dunlop Tyre Europe GmbH.
Categorie: 4 Ruote
F1, GP Australia - Doppietta Mercedes, Ferrari terza con Leclerc
A Melbourne è iniziata la nuova era della Formula 1: la Mercedes ha aperto il 2026 con una doppietta pesante non solo per il risultato, ma per il messaggio che manda al resto del paddock. George Russell ha vinto davanti ad Andrea Kimi Antonelli e la W17 ha subito messo sul tavolo una superiorità che si era già intravista ieri. Solo che oggi, per un bel pezzo, non è stata quella passeggiata che in molti avevano immaginato. La Ferrari ha fatto in modo che non lo diventasse.Buona la primaIl Gran Premio d'Australia è stato meno lineare di quanto dica la classifica. Russell ha messo le mani sul primo successo stagionale, Antonelli ha completato una doppietta pesantissima per Mercedes recuperando dopo una brutta partenza e Charles Leclerc ha limitato i danni con un podio che racconta una Ferrari reattiva. Lewis Hamilton, quarto e vicino al compagno, ha dato segnali incoraggianti.Il punto è che la gara si è spaccata in un momento preciso. Fino ad allora, la Ferrari aveva risposto colpo su colpo. Leclerc era scattato benissimo, si era preso la testa già alla prima curva e aveva costretto Russell a giocare di rimessa. Nelle prime tornate si è vista una SF-26 capace di attaccare, difendersi e soprattutto usare bene l'energia, dettaglio non secondario su un tracciato come l'Albert Park, dove il lungo allungo verso curva 12 mette a nudo chi non riesce a gestire al meglio l'ibrido. La Mercedes, invece, al via ha anche mostrato una piccola crepa. Antonelli è stato risucchiato dal gruppo, mentre Russell ha dovuto sgomitare con Leclerc per riprendersi il comando della corsa. Per una dozzina di giri il GP è stato proprio questo: un corpo a corpo Mercedes-Ferrari, con Leclerc e Russell a scambiarsi posizione e pressione, senza che uno dei due riuscisse davvero a scappare.Poi è arrivata la prima Virtual Safety Car, causata dal ritiro di Isack Hadjar al giro 11. Ed è lì che la gara ha cambiato faccia. La Mercedes ha richiamato entrambe le macchine, sfruttando la finestra e il minor tempo perso ai box. La Ferrari ha invece tenuto fede al piano iniziale, quello della sosta unica più avanti, e da lì in poi il copione si è inclinato verso Brackley. A posteriori è facile dire che quello sia stato il bivio vero.Il punto di vista di VasseurFrédéric Vasseur, da parte sua, non ha cercato alibi esotici. Ha detto una cosa semplice: La Mercedes era più forte per tutto il weekend e la Ferrari, anche con una strategia diversa, probabilmente non avrebbe avuto in mano la vittoria. una lettura sobria quella del team principal del Cavallino, ma interessante proprio per questo. Perché sposta il discorso dal singolo episodio al quadro generale. La Ferrari ha perso la gara nella gestione della VSC, certo, ma non solo lì. Secondo Vasseur, il ritardo visto da Mercedes vale all'incirca mezzo secondo. Il numero uno di Maranello ha anche aggiunto che la SF-26 porterà presto un aggiornamento importante sul telaio e che servirà lavorare sia sulla power unit sia sulla gestione dell'energia. E la parte più onesta del ragionamento forse sta proprio qui. La Ferrari a Melbourne non è sembrata allo sbando, che già sarebbe una notizia dopo tante false partenze del passato recente. sembrata una macchina discreta, per usare il termine di Vasseur, ma ancora non abbastanza completa per mettere davvero sotto pressione una Mercedes.Il podio di Leclerc non ha il sapore della consolazione. Ha dentro qualcosa di più utile: il sospetto concreto che, a parità di condizioni, il distacco non sia invalicabile. Wolff stesso ha riconosciuto di essere sorpreso dalla vicinanza della Ferrari in termini di passo, soprattutto quando si trovava in aria pulita o con gomme leggermente più fresche. Una gara complicataDietro ai primi quattro, il resto del gruppo ha raccontato altro. La McLaren ha vissuto una domenica amara. Oscar Piastri, nel suo GP di casa, è finito a muro già nel giro di schieramento in griglia: errore in curva 4, danni alla sospensione anteriore destra, gara chiusa prima ancora che cominciasse davvero. Un colpo pesante per lui e per una squadra che arrivava a Melbourne con aspettative ben diverse. Lando Norris ha salvato la giornata con un quinto posto, ma il distacco dalla Mercedes e il vantaggio minimo conservato su Verstappen non sono esattamente il materiale con cui si costruiscono discorsi rassicuranti.Anche la Red Bull esce da Melbourne con più domande che conferme. Hadjar, fino al ritiro, stava disputando una gara più che incoraggiante, saldamente nelle posizioni alte prima che la power unit lo tradisse. Verstappen ha recuperato, sì, ma partiva molto indietro dopo l'incidente in qualifica, e il quadro complessivo resta opaco. Non c'è ancora il senso di una struttura in grado di attaccare con continuità i primi. C'è piuttosto la sensazione di dover ancora rimettere insieme i pezzi.Tra le storie più interessanti del weekend c'è quella di Arvid Lindblad, a punti al suo debutto in Formula 1, grazie al settimo posto e una personalità già ben riconoscibile. La Racing Bulls aveva mostrato solidità nei test e a Melbourne l'ha confermata, tenendosi dietro Haas, Alpine e persino l'Audi di Bortoleto, nona al traguardo e subito a punti. Non male per essere il primo capitolo di una nuova storia.La Haas ha raccolto con Bearman un ottavo posto prezioso, Alpine ha limitato i danni con Gasly decimo, Williams è rimasta fuori dalla zona punti con due macchine rallentate da un evidente sovrappeso, mentre Aston Martin ha trasformato la gara in una specie di test mascherato, richiamando Alonso e Stroll per modifiche tecniche nel corso della corsa. Serve tempo per capire le novitàMelbourne ha detto anche altro sulla nuova era tecnica. Wolff ha sottolineato come i timori per una Formula 1 poco spettacolare siano stati almeno in parte smentiti. Su una pista che richiede molto dal punto di vista energetico, la gara ha comunque prodotto duelli, scarti strategici e sorpassi. un buon segnale: servirà capire cosa succederà a Shanghai, dove il contesto sarà molto diverso.E infatti la Cina diventa già un passaggio interessante. Lo stesso Vasseur lo ha spiegato: pista diversa, temperature diverse, quadro potenzialmente diverso. Non si aspetta una Mercedes improvvisamente dispersa, ci mancherebbe, ma intravede margini per un equilibrio differente. il classico discorso che a marzo fanno tutti, solo che stavolta ha una base concreta: Ferrari a Melbourne è stata abbastanza vicina da poter pensare di presentarsi a Shanghai meno rassegnata di quanto direbbe la doppietta Mercedes di oggi.I risultati completi del GP d'Australia 2026 >>
Categorie: 4 Ruote
Anteprima - BMW iX5, la nuova SUV elettrica Neue Klasse prende forma: debutterà nel 2027 e sarà anche a idrogeno
Mentre fervono i preparativi per il debutto della nuova i3, la prima berlina elettrica su base Neue Klasse, la BMW prosegue i lavori sulla iX5, la seconda SUV che nasce sulla nuova piattaforma per veicoli elettrici, dopo la iX3 già in commercio. Il suo arrivo sul mercato è previsto per il 2027. Aria (ormai) familiareNella nostra ricostruzione, la nuova iX5 riprenderà alcuni degli stilemi che abbiamo già visto sulla iX3, e che ritroveremo anche sulla nuova i3 (anche in versione M, da oltre 1.000 CV): a caratterizzare il frontale sarà soprattutto il doppio rene molto sottile, omaggio alle BMW del passato, e i due elementi orizzontali - più sottili di quelli visti sulla iX3, e collocati più in alto - che attraversano il cofano e integrano i proiettori, con una cornice illuminata e due elementi diagonali che creano la nuova firma luminosa a LED. Non sarà una iX3 più grandeNonostante l'approccio stilistico richiami il modello più piccolo, la nuova iX5 non sarà una semplice iX3 "gonfiata": le proporzioni richiameranno maggiormente il modello che va a sostituire, con il cofano lungo e la linea di cintura alta. Il paraurti anteriore avrà un taglio più sportivo, con feritoie laterali maggiormente in vista e una presa d'aria nella parte bassa che si apre quando serve un maggior flusso per il raffreddamento delle componenti elettriche. Al posteriore, secondo le nostre indiscrezioni, i fari non saranno a sviluppo orizzontale come sulla iX3 ma saranno composti da due elementi a LED distinti tra loro. Il dilemma delle maniglieLe "maniglie" alla sommità delle portiere che vedete nella nostra ricostruzione riprendono quelle viste sul muletto a idrogeno che abbiamo sorpreso a circolare alla fine di settembre dello scorso anno. Difficile dire se troveranno posto nel modello definitivo, se verranno sostituite da quelle a scomparsa (come sulla iX3) oppure, visto che ultimamente non godono di grandi consensi, al loro posto verranno utilizzate soluzioni più tradizionali. Interni high-techNon ci sono ancora informazioni specifiche relative agli interni della iX5, ma la BMW ha già comunicato l'intenzione di adottare, su tutti i suoi prossimi modelli, la soluzione del Panoramic iDrive al posto del quadro strumenti dietro il volante: un display lungo e sottile, che corre alla base del parabrezza, e che riporta le principali informazioni di guida. Il volante avrà forme futuribili, così come lo schermo centrale dell'infotainment, di forma esagonale. BMW X5: ci saranno anche la termica e l'idrogenoLa motorizzazione più importante della nuova iX5 sarà naturalmente quella elettrica, di cui ancora al momento non abbiamo informazioni circa powertrain, batterie, potenze e autonomia. Sappiamo però che la prossima SUV dell'Elica avrà una gamma di motori particolarmente ricca: accanto all'elettrica arriverà infatti la X5 termica con motori elettrificati a benzina, diesel e ibridi plug-in. Da ultima, ma non meno importante, nel 2028 dovrebbe entrare a listino anche la versione a idrogeno, chiamata iX5 Hydrogen, costruita sulla piattaforma dell'elettrica, con un powertrain sviluppato dalla BMW in collaborazione con la Toyota. Parallelamente, verranno avviati anche progetti pilota per il (necessario) ampliamento dell'infrastruttura di rifornimento.
Categorie: 4 Ruote
F1, GP Australia - La Mercedes monopolizza la prima fila: Russell in pole
A Melbourne la Mercedes ha scoperto le carte e ha monopolizzato la prima fila dello schieramento del Gran Premio d'Australia 2026. George Russell in pole, Andrea Kimi Antonelli a ruota, staccato di meno di tre decimi, con la sensazione netta che la W17 abbia cominciato la stagione da riferimento tecnico come in molti temevano.Il ritorno della StellaRussell ha fermato il cronometro sull'1'18518, grazie a un giro pulito, costruito senza sbavature nel momento che contava davvero. Antonelli gli è rimasto addosso fino all'ultimo assalto, tanto da prendersi per qualche istante il vertice della classifica prima della replica del compagno. stato un duello interno, secco, senza interferenze esterne.Il dato più interessante, oltre al distacco rifilato agli altri, è il contesto in cui è maturato il risultato di Antonelli. La sua macchina era messa molto male dopo il brutto incidente nelle Libere 3. I meccanici di Brackley l'hanno rimessa insieme in poche ore e gli hanno consegnato una monoposto capace non solo di entrare in Q3, ma di giocarsi la pole fino all'ultimo metro. Seconda fila ineditaAlle spalle della Mercedes, la faccia nuova del sabato australiano è stata Isack Hadjar. Il francese ha tirato fuori una qualifica di peso, restando comunque a quasi otto decimi da Russell: un'enormità, se letta in ottica pole, ma un risultato pesante sul piano simbolico. Perché mentre lui metteva insieme il giro migliore della sua giovane carriera in Formula 1, dall'altra parte del box Max Verstappen aveva già tolto il casco.Il colpo di scena vero, infatti, è arrivato in Q1. Verstappen ha aspettato parecchio per lanciarsi, scelta probabilmente legata alla gestione delle gomme, ma il primo tentativo si è trasformato subito in un disastro. In curva 1 la RB22 si è girata dopo un bloccaggio del posteriore in frenata, poi l'impatto contro il muro e la corsa finita nella sabbia. Ala anteriore distrutta, sessione finita anzitempo. Una scena rara per uno come lui, e proprio per questo ancora più rumorosa. Ed è stata proprio la bandiera rossa provocata dall'incidente dell'olandese che ha avuto un effetto collaterale decisivo, dando alla Mercedes il tempo necessario per completare il lavoro sulla vettura di Antonelli in tempo per mandarlo in pista e salvare la sua qualifica.La Ferrari riparte dalla seconda fila, ma con una lettura meno semplice di quanto suggerisca il quarto posto di Charles Leclerc. Il monegasco ha messo insieme un giro molto solido e ha mancato il terzo tempo per appena 24 millesimi, segno che la SF-26, almeno sul giro secco, resta in scia al gruppo dei migliori. Il problema è che il riferimento, oggi, non era lì: era molto più avanti, color nero-argento. Il resto della Top 10Lewis Hamilton ha chiuso settimo, a meno di due decimi dal compagno. Il risultato non incendia l'ordine del giorno, però evita letture troppo sbrigative. Il distacco da Leclerc c'è, resta visibile, ma non è quello di un pilota perso o in ritardo strutturale. Anzi, dentro una Ferrari che non aveva il passo per impensierire davvero le Mercedes, il sette volte campione del mondo è sembrato più presente rispetto a quanto qualcuno fosse pronto a scommettere.La McLaren esce dal sabato con un'espressione meno convinta del previsto. Oscar Piastri, davanti al suo pubblico, sembrava avere in mano il potenziale per inserirsi nella lotta al vertice; invece, si è fermato al quinto posto. Norris è andato anche peggio, sesto, frenato pure dalla rottura di una parte dell'ala anteriore dopo aver urtato un pezzo perso in pista dalla Mercedes di Antonelli. Nessun dramma, ma neppure il sabato che il team di Woking si immaginava dopo le indicazioni emerse alla vigilia.Tra le squadre di centro gruppo, la nota più interessante l'ha suonata la Racing Bulls. Liam Lawson e Arvid Lindblad hanno artigliato l'ottava e la nona posizione, confermando una competitività che nel paddock si intuiva già dalle libere, ma che in qualifica ha assunto un peso diverso. Nella top ten si è infilata anche l'Audi di Gabriel Bortoleto, autore di una Q2 eccellente prima del problema che lo ha lasciato fermo al termine del turno, impedendogli di prendere parte alla Q3 nonostante il passaggio già conquistato. Una beffa, ma pure un segnale incoraggiante per la squadra di Ingolstadt. Nelle retrovieNico Hülkenberg, con l'altra Audi, si è fermato appena fuori dai dieci, undicesimo, davanti alle Haas di Bearman e Ocon. Alpine ha dato qualche segnale di risveglio con Gasly quattordicesimo, molto più vicino alle vetture che gli stanno attorno rispetto a quanto si era visto ieri. Alexander Albon ha portato la Williams al quindicesimo posto, mentre Franco Colapinto ha pagato ancora un ritardo consistente dal compagno. Sono numeri che, da soli, non raccontano tutto. Ma dicono che nelle retrovie le gerarchie sono ancora mobili, e in certi casi persino fragili.Più amaro il sabato di Aston Martin e Cadillac. Fernando Alonso è stato il primo escluso in Q1, con un distacco pesante dalla zona utile, dentro un fine settimana che continua a mostrare una AMR26 poco decifrabile. Dietro di lui hanno chiuso Sergio Perez e Valtteri Bottas con le Cadillac, in una posizione che non sorprende, almeno per il momento. Ancora peggio è andata a Carlos Sainz e Lance Stroll, rimasti ai box dopo i guasti accusati nelle Libere 3.La classifica completa delle qualifiche del GP d'Australia 2026 >>
Categorie: 4 Ruote
Truffe web - Polizze RC Auto false, prezzi stracciati e trappole online: ecco come difendersi
Uno dei siti web truffa più recenti nel settore dell'assicurazione RC Auto obbligatoria si chiama rc.astra-fcagroup.it: diabolico il tentativo di ingannare gli automobilisti che, nel web, cercano intermediari per stipulare polizze low cost. In questo caso, per mettere in trappola i consumatori, il portale sfrutta l'assonanza con l'ex FCA Group, cinque anni fa confluito in Stellantis, essi stessi vittime inconsapevoli del raggiro. Il secondo amo sono il prezzo e la formula della polizza temporanea, 80-150 euro a settimana per un periodo molto ristretto.Tariffe stracciate se ci si mette nei panni di chi è in classi di merito care come il fuoco, avendo causato vari incidenti, con RCA che schizzano a migliaia di euro l'anno: peggio ancora se la residenza è in una Provincia italiana ad altissima sinistrosità (in primis Napoli e Caserta). Escalation senza fineSi viaggia ormai al ritmo di un portale fake ogni due giorni oscurato dall'Ivass: l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni ha già spento 349 siti da novembre 2023, ossia da quando la legge gliene dà facoltà. Senza contare le migliaia di broker falsi scovati in passato. Un'escalation che rischia di peggiorare con l'aumento dell'inflazione, che fa schizzare insù i prezzi RCA, legati al costo dei risarcimenti: in un regime di libero mercato, è diritto delle compagnie fissare le tariffe senza vincoli. E, con le attuali tensioni in Medio Oriente, il pericolo è che la situazione si faccia ancora più pesante. Da mani nei capelliL'ignaro automobilista che cade nella trappola della RCA temporanea falsa, e che viaggia senza copertura assicurativa obbligatoria, va nei guai soprattutto se causa un incidente: dovrà rimborsare di tasca propria chi è stato coinvolto nel sinistro. Con scenari di ogni genere, che vanno dal tamponamento con indennizzo di 1.000 euro all'impatto con lesioni fisiche gravi, cui seguono esborsi da centinaia di migliaia di euro. Più la multa prevista dal Codice della strada.Da parte sua, il danneggiato sarà costretto a chiedere il risarcimento al Fondo di garanzia per le vittime della strada, con una procedura complessa e articolata, del tutto diversa da quella semplificata del normale indennizzo assicurativo. Anche perché lo stesso Fondo subisce a sua volta tentativi di truffa per incidenti mai avvenuti. Alla larga dai pasticciPer prevenire la truffa nella giungla del web, l'Ivass raccomanda di diffidare da proposte di acquisto di polizze che prevedono contatti tramite messaggistica veloce, come WhatsApp, e da richieste di pagamento con carte di credito prepagate. Lontano anche dai siti non inclusi nelle liste ufficiali degli intermediari assicurativi e delle imprese di assicurazione vigilati dall'Istituto, in costante aggiornamento. In caso di dubbi, è a disposizione il numero verde 800486661, da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 14.30.Inserendo la targa sul sito ufficiale del Ministero delle Infrastrutture (il Portale dell'Automobilista), si può verificare se la RCA risulta attiva nei database della Motorizzazione. In alternativa, esiste l'app iPatente. La buona fede non contaVa detto che questi portali fake sono costruiti con sapienza: grafica accattivante, loghi fasulli che richiamano quelli di associazioni esistenti, nomi già sentiti. E prezzi tali da calamitare gli automobilisti più in difficoltà economica.A ingarbugliare ulteriormente la matassa, c'è la demoniaca capacità di questi siti di rinascere come l'araba fenice, tornando alla luce con nomi e indirizzi lievemente diversi: una cyber battaglia da monitorare, in un'epoca caratterizzata da incertezze e dall'elevato costo della vita.Se si provoca un incidente, a nulla varrà la giustificazione di essere caduti nella tagliola della frode in perfetta buona fede: si è obbligati a pagare.
Categorie: 4 Ruote
SUV ibride - Suzuki rifinisce di nero Vitara e S-Cross: prezzi e dotazioni del nuovo allestimento Kuro
La Suzuki presenta il nuovo allestimento Kuro ("nero", in giapponese) per la Vitara Hybrid e la S-Cross Hybrid: disponibile per tutte le motorizzazioni attualmente in gamma, comprese quelle con trazione integrale 4x4 AllGrip, si caratterizza prevedibilmente per i tanti dettagli neri all'esterno e all'interno dell'abitacolo. Le dotazioni delle versioni per cui è disponibile questo allestimento (Starview e Top) rimangono invariate. La Vitara Kuro parte da 30.350 euro, la S-Cross Kuro da 31.850 euro. Suzuki Vitara Hybrid KuroLa fuoristrada giapponese si caratterizza, in questo nuovo allestimento, per i cerchi da 17" in finitura Black, la verniciatura con il tetto a contrasto nero, colore usato anche per i mancorrenti, le calotte degli specchietti retrovisori, le maniglie delle portiere, la modanatura del paraurti e l'inserto tra i gruppi ottici posteriori. All'interno spiccano inedite impunture a contrasto arancione su volante, leva del cambio (manuale o automatico), sedili e pannelli porta, oltre che inserti in Piano Black per pannelli porta, console e plancia. Le combinazioni colore per la carrozzeria insieme al tetto nero sono: Blu Capri, Avorio Africa e Grigio Glasgow. I prezzi della Vitara Hybrid KuroVitara 1.4 Hybrid 48V 2WD MT Top Kuro: 30.350 euroVitara 1.4 Hybrid 48V 4WD MT Top Kuro: 33.350 euroVitara 1.4 Hybrid 48V 2WD AT Starview Kuro: 33.350 euroVitara 1.4 Hybrid 48V 4WD AT Starview Kuro: 36.350 euro Suzuki S-Cross Hybrid KuroPer la crossover familiare S-Cross l'allestimento Kuro si distingue per i cerchi di lega da 17" in finitura Black, i fendinebbia a LED, le barre sul tetto, le calotte degli specchietti e le maniglie esterne in colore nero. Anche in questo caso, a bordo arrivano impunture in arancione per volante, cambio e sedili, e inserti in Piano black per pannelli porta e console centrale. Le tinte per la carrozzeria sono le stesse della Vitara: Avorio Africa (nuova per S-Cross), Blu Capri e Grigio Glasgow. I prezzi della S-Cross Hybrid KuroS-Cross 1.4 Hybrid 48V 2WD MT Top Kuro: 31.850 euroS-Cross 1.4 Hybrid 48V 4WD MT Top Kuro: 34.850 euroS-Cross 1.4 Hybrid 48V 2WD AT Starview Kuro: 34.850 euroS-Cross 1.4 Hybrid 48V 4WD AT Starview Kuro: 37.850 euro
Categorie: 4 Ruote
Guerra in Iran - Crisi in Medio Oriente e industria dellauto: chi vince e chi perde secondo EnergRed Renewables
L'escalation militare in Medio Oriente ha delle ripercussioni ormai evidenti sul mondo dell'auto. I costruttori, però, hanno caratteristiche specifiche e quindi capacità di risposta differenti agli scenari di crisi. La domanda è quindi d'obbligo: chi uscirà vincitore e chi sconfitto dall'attuale situazione?All'interrogativo risponde Giorgio Mottironi, responsabile Sostenibilità e Innovazione di EnergRed Renewables:"Il mondo dell'auto è in una profonda crisi che è legata a tre fattori: perdita del fascino per gli investitori finita la 'favola Tesla', incapacità di affrontare le sfide della trasformazione industriale e della gamma verso un futuro con meno veicoli, e competizione diretta da parte della Cina proprio sui nuovi segmenti su cui il 'blocco occidentale' è più in ritardo. Con questa nuova crisi si aggiunge il colpo dei rincari delle commodity energetiche, sempre una pessima notizia per industrie altamente energivore. Nel breve termine si può dire che a vincere saranno i marchi americani, ma nel lungo termine saranno i produttori asiatici a continuare ad avere un vantaggio competitivo legato a prezzo, tecnologie e filiere". Gli altri temi caldi per l'autoIl manager affronta, però, diversi altri temi caldi per il settore. Il primo riguarda l'impatto sui flussi delle esportazioni cinesi in Europa. Mottironi concorda con chi sottolinea le grandi capacità di reazione e adattamento dei costruttori del Dragone."A oggi non sappiamo quanto durerà il conflitto e che tipo di instabilità si creerà in Iran, ma è ragionevole pensare che la Cina saprà in qualche modo riprendere le redini della situazione passato un certo limite".Un discorso analogo coinvolge i possibili riflessi sui tempi di consegna delle auto. Per Mottironi:"La Cina è in una dimensione economica che è in grado di assorbire ritardi mentre persegue obiettivi strategici più grandi e significativi in chiave geopolitica. Il problema, se ci sarà, rimarrà nostro anche se per componenti più piccoli si potranno sfruttare altre strade, come quella che passa per la Turchia".Sulla questione dei listini, invece, il manager esprime un parere svincolato dalla crisi mediorientale. A suo avviso, infatti:"Le dinamiche di rincaro possono essere legate ad una generale inflazione energetica che si trasferisce su tutte le materie prime e i costi operativi delle case produttrici, ma l'aumento dei listini a cui abbiamo assistito nel più recente periodo è legato alla preventiva preparazione delle Case ad un futuro del mercato che sarà completamente diverso da quello attuale".Lo scenario è quello di una mobilità condivisa, prevalentemente elettrica (almeno nel contesto urbano), e di un parco circolante sempre più esiguo. I costruttori avranno, tra l'altro, la necessità di"aumentare in modo consistente il margine unitario, aumentando i listini, in previsione della riduzione dei volumi".Dunque, sono altri i fattori che determineranno un rincaro dei listini. Petrolio, gas, elettricità, economiaOvviamente, il settore paga soprattutto conseguenze che, in prima battuta, si manifestano in altri ambiti. Dai carburanti, con un impatto "immediato" sui prezzi alla pompa come già avvenuto in passato, al gas, pesantemente influenzato soprattutto dal blocco dello Stretto di Hormuz, fino all'elettricità.Su questo fronte, il manager fornisce stime preoccupanti per le tasche dei consumatori:"Nel caso dello scoppio della guerra in Ucraina abbiamo assistito ad una sestuplicazione dei costi che non si sono mai riassorbiti ai livelli pre-evento. Oggi potremmo tranquillamente assistere ad una variazione dal +50% al +100%".Insomma, si rischia comunque un salasso.Di sicuro, è da escludere, almeno per ora, una replica di quanto avvenuto negli anni '70 con le famose Domeniche a piedi."Al momento attuale, ovvero senza aver ancora capito quanto pervasiva voglia essere l'azione Usa-Israele e senza aver ancora misurato le capacità di risposta dell'Iran e l'efficacia della sua strategia di destabilizzazione dell'area, non è possibile e nemmeno corretto pensare a scenari catastrofici".Anche perché oggi esistono tecnologie alternative alle fonti fossili, come fotovoltaico ed eolico.In tale quadro, Mottironi evidenzia l'estrema vulnerabilità del nostro Paese negli approvvigionamenti energetici. Non è tanto un tema di diversificazione geografica delle fonti, quanto di sicurezza energetica, che"è basata sull'azzeramento del rischio volumi per le attività essenziali o necessarie",ma non tutela dalle fluttuazioni del mercato e quindi dal rischio prezzi."Nonostante i nostri accordi commerciali si inquadrino nel tentativo di garantire un certo grado di 'sicurezza energetica', vale la pena ricordare che è proprio questa configurazione di sicurezza energetica ad esporci ad un aumento dei prezzi su cui non abbiamo alcuna leva. Trattiamo sul breve-medio termine quantità irrisorie di materia prima fossile e competiamo con soggetti le cui attuali esigenze e quelle future la fanno da padrone (è il caso del blocco asiatico, Cina in testa)", spiega il manager. Il fattore geopoliticoInfine, non manca un'interessante lettura della crisi in corso di natura geopolitica."In Iran - spiega Mottironi - si sta delineando un conflitto teso a ridurre le capacità di influenza dell'Est Globale sul Medio Oriente e sull'Africa, un passo consequenziale quasi logico a quanto già verificatosi con il caso Venezuela e al messaggio lanciato al 'resto del mondo' per le mire su quella parte di Sud Globale"."Geopoliticamente potrebbe trattarsi quindi di un ulteriore passo verso un totale decoupling militare, politico ed economico tra Ovest ed Est, che competono per espandersi commercialmente verso nuovi mercati e società"."La guerra di per sé avrà impatti a diverse velocità e profondità sui Paesi europei in funzione del loro mix energetico. Noi siamo sicuramente più esposti per il nostro ritardo nelle rinnovabili (ad oggi è già noto che non riusciremo nemmeno a raggiungere gli obiettivi del PNIEC al 2030): si potrebbe ridurre la crescita del Pil oppure quella traguardata potrebbe essere solo un'inflazione mascherata"."Siamo comunque in una fase di sola 'distruzione' oltre la quale non sembrano esserci chiari piani di 'ricostruzione' o, più in generale, di evoluzione controllata della situazione", conclude il manager di EnergRed Renewables.
Categorie: 4 Ruote
Test - Hyundai Ioniq 6 N Line, laerodinamica è tutto: primo contatto con la variante più grintosa
Hyundai aggiorna la Ioniq 6, la grande berlina elettrica della gamma, introducendo novità di design, contenuti tecnici rivisti e, per la prima volta, l'allestimento N Line, che strizza l'occhio all'estetica sportiva. L'intervento rappresenta un'evoluzione del modello lanciato nel 2022 e mantiene al centro il concetto stilistico di streamliner, caratterizzato da una silhouette filante progettata per ottimizzare l'efficienza aerodinamica.Design rivisto, aerodinamica sempre al centroIl restyling riguarda in primo luogo il design esterno. Il frontale ridisegnato adotta gruppi ottici più sottili e separati tra luci diurne e proiettori principali, mentre al posteriore il doppio spoiler della precedente versione lascia spazio a un unico elemento in stile ducktail. Il lavoro su superfici e proporzioni consente di mantenere un coefficiente aerodinamico di 0,215, tra i più bassi del segmento. Debutta la versione N LineTra le principali novità spicca l'allestimento N Line, inedito su IONIQ 6. Questa versione introduce una caratterizzazione estetica più marcata, con paraurti dedicati, minigonne specifiche, cerchi da 20 pollici e un uso più esteso di elementi neri nella parte posteriore - dove trovano posto i flap attivi del raffreddamento. Anche l'abitacolo segue questo approccio, con rivestimenti in pelle e Alcantara, pedaliera in metallo e dettagli specifici che enfatizzano l'impostazione sportiva, senza modificare la base tecnica del modello. Rimane il doppio display da 12,3 pollici per strumentazione e infotainment, affiancato da connettività wireless per smartphone e aggiornamenti software over-the-air. Batterie più capienti e autonomia estesaL'aggiornamento coinvolge anche la gamma dei powertrain. Tutte le versioni si basano sulla piattaforma elettrica E-GMP a 800 volt e introducono batterie di capacità superiore rispetto alla generazione precedente.La gamma si apre con una variante dotata di accumulatore da 63 kWh e motore da 170 CV, accreditata di un'autonomia fino a 521 km WLTP. Al centro dell'offerta si colloca la versione con batteria da 84 kWh, disponibile sia a trazione posteriore da 229 CV sia con doppio motore e trazione integrale da 325 CV, come la protagonista della prova. In configurazione RWD, l'autonomia dichiarata arriva fino a 680 km. Al volante: confort e controlloIn questo primo contatto, la Ioniq 6 si è dimostrata fluida nella guida e sufficientemente morbida per garantire un buon livello di confort, come ci si aspetta da una berlina di questo segmento, anche a fronte di cerchi di misura generosa. Il rollio rimane ben controllato e lo sterzo offre un buon equilibrio tra precisione, rapidità e carico volante, variabile in base alla modalità di guida selezionata. Rigenerazione e freno personalizzabiliApprezzabili anche i paddle, che permettono di modulare in ogni momento la rigenerazione su tre livelli, oltre alla funzione one pedale drive, a sua volta regolabile su tre opzioni. Per chi presta particolare attenzione alla sensazione del pedale del freno, anche quest'ultimo può essere personalizzato nel peso su due livelli: uno più morbido, ideale nell'uso urbano, e uno più rigido per chi cerca un feeling più solido sotto al piede.Ricarica rapida grazie all'architettura a 800 voltDurante la prova non c'è stata la possibilità di mettere alla prova la ricarica, ma grazie all'architettura a 800 volt la berlina coreana supporta rifornimenti rapidi in corrente continua ad alta potenza, con un passaggio dal 10% all'80% in circa 18 minuti dichiarati, oltre alla funzione di alimentazione esterna dei dispositivi tramite il connettore di bordo.
Categorie: 4 Ruote
Test - Volvo EX60: i nostri primi chilometri a bordo della nuova SUV elettrica
Ci sono modelli destinati a segnare il passo per una casa automobilistica. Uno di questi è sicuramente la Volvo EX60, la prima a nascere sull'inedita piattaforma SPA 3 (ve ne abbiamo parlato diffusamente nelle scorse settimane), ovvero la terza generazione della Scalable Product Architecture.Gli ingegneri e i designer che incontro ad Hällered, in uno dei più grandi proving ground della Casa svedese, parlano con un certo orgoglio degli obiettivi che si erano posti e delle possibilità che ha dato loro il fatto di partire quasi da un foglio bianco.Volevano una SUV con un confort pari a quello della più grande EX90, ma con doti dinamiche più spiccate. Al contempo, cercavano il meglio di ciò che si può chiedere a un'elettrica in termini di ricarica (architettura a 800 volt, con 19 minuti dichiarati per il passaggio dal 10% all'80%), oltre allo stato dell'arte in termini di connettività.Dopo le spiegazioni di rito, è il momento di mostrare sul campo i risultati della nuova D-SUV (480 cm di lunghezza), in produzione nelle prossime settimane ma con ordini già aperti: prezzi da 65.350 a 81.450 euro. Sedile sbagliato? Non proprioAl fianco di Hans Bäckström, a capo dei collaudatori che hanno messo a punto lo chassis, mi appresto a saggiare le doti di confort e quelle dinamiche della nuova EX60. Per una volta lo faccio - purtroppo - dal sedile del passeggero: per guidare la nuova BEV di Göteborg dovremo aspettare il mese di maggio.Ben presto, però, mi rendo conto che non mi va poi così male. Posso infatti concentrarmi appieno sull'efficace filtraggio delle sospensioni, oltre che sulla riuscita insonorizzazione. Sul primo punto devo dire che la versione su cui sono salito, una P10 - due motori per complessivi 510 cavalli, trazione integrale e batteria da 95 kWh -, esattamente come la P12 (anch'essa 4x4, ma con 680 CV e 117 kWh sotto il pavimento), è equipaggiata con ammortizzatori a controllo elettronico.Bäckström mi mostra il differente comportamento in modalità Sport e Comfort, e mi convince presto della validità della posizione Normal, che autoadatta la risposta in base alle sollecitazioni avvertite e allo stile di guida. Modernità o praticità?Le tre tarature sono selezionabili dallo schermo dell'infotainment (le scritte sono in svedese, quindi prendete con le pinze le mie traduzioni di cui sopra), che, a differenza degli ultimi modelli Volvo, diventa orizzontale, pur incastonandosi sempre bene nel design minimalista della plancia.Tutti i comandi sono concentrati nello schermo, nella pressoché totale assenza di tasti fisici (soluzione che in futuro potrebbe precludere il mercato cinese, visto che all'ombra della Grande Muraglia stanno bandendo queste soluzioni). Anche io avrei preferito pulsanti o leve, ma Bäckström non sembra avere incertezze nell'uso dello schermo, anche quando è più impegnato nella guida.A proposito di praticità, mi accorgo di un altro aspetto migliorabile, ovvero le maniglie: sia quelle esterne (piccoli comandi dal profilo aerodinamico alla base dei finestrini) sia quelle interne (alte e arretrate, senza la possibilità di infilare bene le dita) non sono un esempio di funzionalità.Ma torniamo al confort, dove la EX60 ha ancora molto da dire. Le orecchie ringrazianoSe le versioni P10 e P12 possono contare sugli ammortizzatori a controllo elettronico, la base P6 - trazione posteriore, 374 CV e 83 kWh - sfoggia una soluzione di tipo passivo FSD (frequency selective damping), con risposta variabile in funzione delle sollecitazioni: più morbida sulle piccole e rapide irregolarità, per favorire il confort, più rigida nei movimenti più lenti, frenando così il rollio in curva e il beccheggio in frenata.Non ho potuto provare quest'ultima, mentre ho invece apprezzato il sistema attivo di cancellazione del rumore attraverso le casse dell'impianto hi-fi, soluzione comune a tutta la gamma.A proposito di audio, in una pausa dai test dinamici gli ingegneri mi fanno sentire come suona il nuovo impianto Bowers & Wilkins da 1.820 watt e 28 altoparlanti, quattro dei quali inseriti nei poggiatesta anteriori e nei due laterali posteriori: così, oltre alla grande potenza e nitidezza del suono, ne ho potuto apprezzare la possibilità di personalizzare l'audio, escludendo eventuali passeggeri che preferiscono riposare anziché trovarsi nel bel mezzo di un concerto. In compagnia dell'intelligenza artificialeL'altra novità che debutta con il nuovo infotainment è l'intelligenza artificiale di Google: l'assistente vocale Gemini supporta guidatore e passeggero nella gestione di email e messaggi, oltre che nella navigazione.Può inoltre rispondere alle domande più disparate, incluso - come mi mostrano dal vivo - suggerire ricette per un'occasione speciale e inviarle sul blocco note del proprio account Google, per poterle consultare dallo smartphone (Android o iPhone che sia) una volta al supermercato o a casa davanti ai fornelli.Queste funzionalità saranno estendibili a tutti i modelli Volvo basati su Google, grazie agli aggiornamenti over-the-air. Gli stessi permetteranno di aggiungere altre lingue: inizialmente è previsto solo l'inglese, ma i tecnici promettono che nel giro di un paio di mesi ne arriveranno molte altre, incluso ovviamente l'italiano. La guida promette beneIl mio assaggio della nuova Volvo EX60 si conclude con un test sul circuito di handling dell'Hällered proving ground. Anche in questa occasione faccio da passeggero, ma posso comunque apprezzare la rassicurante stabilità di questa BEV e la sua reattività, a dispetto dei circa 2.300 kg di peso.Bäckström la fa danzare rapida fra curve e saliscendi, citandomi fra i punti di soddisfazione il baricentro basso per una SUV (siamo al livello di quello di una V90) e il buon bilanciamento dei pesi fra avantreno e retrotreno, frutto proprio dell'assenza del motore termico, che avrebbe gravato soprattutto sull'anteriore.Il messaggio è chiaro: le premesse per una bella guida non mancano. Resto quindi in attesa di potervi raccontare di più, una volta preso il volante fra le mani.L'appuntamento è a maggio.
Categorie: 4 Ruote
Guerra in Iran - Crisi in Medio Oriente: ecco cosa può cambiare per lauto elettrica
Quali sono le ripercussioni della crisi mediorientale sul mondo dell'auto e sulle tasche degli automobilisti? Le conseguenze sulle quotazioni del petrolio potrebbero risultare sempre più pesanti in caso di conflitto prolungato nel tempo, ma in tale quadro c'è da chiedersi quali possano essere anche i riflessi sulla transizione verso la mobilità elettrica. Alla domanda risponde Alberto Stecca (foto sotto), amministratore delegato di Silla Industries, azienda specializzata nella produzione di dispositivi come wallbox e colonnine di ricarica."Il conflitto in corso - afferma il manager - rischia di accentuare una frattura già esistente nel settore automotive. I costruttori tradizionali, ancora fortemente legati a modelli produttivi energivori e a catene di fornitura globali lunghe e complesse, si troveranno ad affrontare un doppio shock: aumento dei costi energetici e criticità logistiche. Parallelamente, un rialzo strutturale del prezzo del petrolio e il rischio di razionamenti rafforzano l'attrattività dei veicoli elettrici"."In uno scenario di incertezza energetica, il valore di un'auto si misura sì in termini di efficienza chilometrica, ma anche in capacità di accumulo e integrazione con la rete domestica. Se la crisi dovesse protrarsi, l'auto elettrica potrebbe progressivamente trasformarsi da scelta ambientale a scelta strategica di protezione del potere d'acquisto e della mobilità familiare. In altre parole, la transizione energetica sarebbe una risposta razionale al rischio geopolitico", aggiunge Stecca. C'è una soluzione ai rincari elettrici?Del resto, per l'ad di Silla, il balzo delle quotazioni di petrolio e gas è "la dimostrazione di quanto il sistema energetico europeo resti esposto agli shock geopolitici. L'Italia produce ancora una quota molto rilevante della propria elettricità bruciando gas (circa il 4550%). Questo significa che un aumento del prezzo del gas tende a riflettersi sul Pun (Prezzo Unico Nazionale)".Dunque, non sono da escludere effetti negativi sulle tariffe di ricarica, in particolare alle colonnine pubbliche: "Se l'escalation rientrasse rapidamente, potremmo trovarci di fronte a un picco temporaneo senza effetti strutturali. Se invece la tensione dovesse protrarsi, è ragionevole aspettarsi un adeguamento delle tariffe di ricarica, coerente con l'aumento dei costi dell'energia all'ingrosso".C'è, però, una soluzione che Quattroruote ha spesso segnalato a chi guida auto elettriche e si trova ad affrontare gli elevati prezzi delle ricariche, ossia l'autoconsumo. Ne è convinto anche Stecca: "Una dura lezione che stiamo elaborando e interiorizzando in questi giorni di conflitto è che l'elettrico è una scelta che mitiga i contraccolpi del sistema energetico. Chi ha un impianto fotovoltaico oggi guarda i bombardamenti nel Golfo sapendo che la propria mobilità è al sicuro. Chi dipende dalla rete elettrica pubblica o dai distributori classici per i motori a combustione è, di fatto, un ostaggio geopolitico. Il rincaro è letteralmente il prezzo da pagare della nostra dipendenza dai combustibili fossili che arrivano dalle zone coinvolte in questo neoconflitto". Una spinta per Pechino?Dunque, l'attuale crisi rischia di favorire la transizione verso la mobilità elettrica e, di riflesso, chi oggi detiene la leadership globale, la Cina. Stecca avverte che al momento "la logistica delle auto cinesi verso l'Europa è entrata in una tempesta perfetta: i costi dei container da Shanghai a Genova sono già triplicati rispetto ai livelli precrisi e le rotte che circumnavigano l'Africa aggiungono settimane di ritardo".Tuttavia, per il manager, la "crisi potrebbe paradossalmente favorire Pechino nel lungo periodo. Mentre l'Europa resta concentrata sulla gestione dell'emergenza energetica e sull'approvvigionamento di gas e petrolio, la Cina mantiene un controllo strategico sulla filiera delle batterie e delle materie prime critiche. Inoltre, Pechino sta già diversificando le rotte, rafforzando l'accesso ai porti del Nord Europa e sviluppando corridoi terrestri alternativi"."In un contesto di instabilità prolungata, la competizione si giocherà sia sui volumi, sia sulla capacità di controllare la tecnologia e accorciare le filiere. Chi dispone di una supply chain integrata e meno dipendente dalle rotte marittime più esposte avrà un vantaggio competitivo significativo", conclude Stecca.
Categorie: 4 Ruote
Concept estreme - Il "disastro annunciato" della Tuono, la pazza elettrica che Automobili Amos non ha osato costruire
Automobili Amos, atelier varesino specializzato in restomod della Lancia Delta Integrale, rinata nella Futurista e nella Safarista, ha svelato su Instagram il Progetto Tuono, una hatchback sportiva completamente elettrica, progettata nel 2020 e mai concretizzata. Un progetto "folle"A raccontare la storia di quel "folle progetto" è Carlo Borromeo, fondatore dell'azienda insieme a Eugenio Amos. " un'auto che non si è mai concretizzata, ma a cui siamo legati con tutto il cuore", spiega Borromeo. Per Automobili Amos, si trattava della prima elettrica "nata da un foglio bianco: all'epoca sembrava la cosa giusta da fare, tutto sembrava muoversi in quella direzione". E invece no. "Nel giro di due anni", racconta Automobili Amos, insieme al loro partner storico Podium Advanced Technology, "abbiamo progettato un nuovo pianale e un nuovo powertrain. Abbiamo anche creato e brevettato un sound generator tutto nostro". La Tuono era una grande sportiva con le forme di una hatchback, in grado di "trasmettere quel tipo di esperienza di guida che Eugenio apprezza da matti". Poi la realtà si è fatta sentire, con tutta la sua irruenza. La Tuono era un progetto "finanziariamente molto difficile", spiega la Amos, dato dalla "complessità gestionale di realizzare una vettura da zero", con l'aggiunta di un periodo di "sempre maggior incertezza verso il mondo dell'elettrico. Avremmo solo creato un bellissimo disastro". Look da regina del fuoristradaNei prossimi giorni avremo modo di scoprire più da vicino cos'è stata e cosa sarebbe potuta diventare la Tuono. Le immagini che abbiamo ricevuto da Automobili Amos mostrano una sportiva di grandi dimensioni, con forme da hatchback, enormi passaruota che ospitano ruote da fuoristrada (con doppi ammortizzatori) e una notevole altezza da terra. I quattro fari tondi (un richiamo alla Delta?) sono carenati e coperti da un elemento trasparente che attraversa tutto il muso, in grado di proiettare immagini (come la scritta "LEVATI" al contrario, da far leggere nello specchietto di chi precede la Tuono). Gli specchietti retrovisori nei parafanghi sono a scomparsa, e nel cortissimo cofano è ricavata una presa d'aria. Il tetto è scavato al centro e termina in un grande spoiler sopra il lunotto. Di grande impatto anche la firma luminosa posteriore, con tre strisce luminose che attraversano la coda da una parte all'altra. Ha un pulsante per chiedere stradaAll'interno trovano posto quattro sedute sportive con guscio avvolgente e un piano bagagli con due casse affogate nel pavimento e una finitura simil-legno. Davanti al conducente un volante a tre razze dalla forma incassata, inserti ancora in legno per la zona delle mani e due pulsanti: uno per attivare la modalità Boost e un altro per accendere la scritta "Levati" sul muso. Dietro il volante c'è un sottile quadro strumenti digitale, senza schermo dell'infotainment centrale: come si vede nei progetti, tutti i comandi sono fisici, all'interno del mobiletto centrale, coperti da un poggiagomiti. In uno dei bozzetti, l'elemento che collega il bracciolo alla plancia avrebbe dovuto ospitare un grande schermo a LED. Sul pannello porta del conducente sono presenti i comandi per i finestrini elettrici, per la regolazione degli specchietti e non uno, ma due tasti per il baule. Chissà a cosa servivano. Glielo chiederemo.
Categorie: 4 Ruote
Stellantis - Né Multipla né Giga Panda: la nuova Fiat per famiglie si chiamerà Grizzly?
Giga Panda, Pandona, Multipla e altri ancora. Ma alla fine, il nome della nuova SUV di Fiat, in arrivo a fine estate, dovrebbe essere Grizzly: almeno questo suggerisce un teaser diffuso dalla Casa su Instagram, durato il tempo di una stories.Le orme potrebbero indicare anche il passaggio di un panda, e quindi una nuova variante del nameplate lanciato negli anni 80 con l'utilitaria disegnata da Giugiaro. Ma la presenza della neve, unita al fatto che Grizzly è uno dei nomi che circolano da tempo per questa nuova Fiat, accredita maggiormente l'orso.A parte il nome, e lo stile in parte ancora da scoprire, i contorni di quest'auto sono noti da tempo. E la scritta sul teaser make room for everyone (fate spazio a tutti) ribadisce che l'abitabilità sarà il piatto forte di questa SUV, che verrà offerta anche in versione a 7 posti. Una Suv da famigliaAnticipata da una concept presentata lo scorso febbraio, la Fiat Grizzly seguirà - almeno dal punto di vista stilistico - le orme della Grande Panda, in particolare per le linee scolpite e i fari con elementi a LED che richiamano i pixel dei computer. Come le cugine Citroën C3 Aircross e Opel Frontera, quest'auto dovrebbe essere lunga circa 4,4-4,5 metri e prevedere anche configurazioni a sette sedute (per questo si era pensato, come nome, anche a Multipla). Una vera e propria auto da famiglia, insomma. Interni originaliLe ultime foto spia della Fiat Fastback, versione SUV-coupé che condivide molto con la Grizzly, mostrano un abitacolo che non sarà una banale trasposizione di quello della Grande Panda, ma sarà specifico e in linea con le tendenze attuali.Questo vuol dire schermo centrale widescreen di grandi dimensioni, strumentazione digitale dietro un volante di forma squadrata (che potrebbe essere però riservato alle versioni più potenti) e comando digitale per la trasmissione nel tunnel centrale, con un grande portaoggetti. Motori per tutti i gustiLa Fiat Giga Panda sarà costruita sulla piattaforma multienergia Smart Car, e questo vuol dire che potrà montare powertrain termici ed elettrici. Alla stregua di altri modelli del gruppo Stellantis, la gamma potrebbe aprire con la motorizzazione ibrida da 145 CV, che prevede il 1.2 PureTech affiancato da un'unità elettrica integrata nel cambio automatico a sei rapporti. A seguire ci sarà sicuramente spazio per una o più versioni elettriche, con potenze da 83 kW (113 CV) a 115 kW (156 CV). Molto probabile, infine, per contenere il più possibile i prezzi di listino, una versione d'attacco termica a benzina con cambio manuale, come già visto sulla Grande Panda. Non sarà prodotta in EuropaSempre nell'ottica di contenere i costi (e non solo per il cliente), le nuove SUV Fiat potrebbero essere costruite fuori dall'Europa. Secondo le nostre indiscrezioni, i siti in lista per accogliere la produzione della Grizzly potrebbero essere quello di Kenitra, in Marocco, oppure quello in Turchia. Ancora presto per parlare di prezzi di listino, ma la Grizzly potrebbe aprire con la versione ibrida da circa 25.000 euro.
Categorie: 4 Ruote
Mercato italiano - Dalla nuova CX5 al mito MX5: prezzi e caratteristiche di tutta la gamma Mazda in Italia
Pur con numeri piuttosto piccoli, la Mazda è una realtà che in Italia sta conoscendo un buon successo: a febbraio le immatricolazioni sono cresciute del 31,59% (+ 27,94% dall'inizio del 2026), arrivando a sfiorare una quota di mercato dell'1%. Al netto dell'unica e iconica MX-5, le novità più importanti quest'anno riguardano la nuova CX-5, che sta arrivando nelle concessionarie in queste settimane, e l'elegante SUV elettrica CX-6e, costruita sulla base della berlina 6e. Di seguito trovate tutti i modelli disponibili con caratteristiche, motorizzazioni e prezzi per il mercato italiano. Mazda2 HybridMandata in pensione la "vecchia" Mazda2, il modello più piccolo della Casa di Hiroshima è la Mazda2 Hybrid, che di fatto è un rebadging della Toyota Yaris, da cui si distingue praticamente solo per i loghi e - dentro - nella dotazione. Le linee sono le stesse della piccola giapponese, muscolose e personali, con il muso corto (e il passo di 2,56 metri) che lascia spazio a un abitacolo comodo per quattro. Gli interni sono più pratici che ricercati, con tante plastiche rigide (morbida però la parte superiore della plancia) e sedili comodi. L'infotainment da 9 offre la connettività wireless per Android Auto e Apple CarPlay, mentre il bagagliaio mette a disposizione 286 litri complessivi, nella media per questo segmento, ma non brilla per praticità e finiture. Il motore è il collaudato full hybrid Toyota da 116 CV (la gemella Yaris ha anche una variante più potente da 130 CV), che assicura sempre un'esperienza di guida fluida e consumi davvero contenuti: nel maxi confronto tra ibride compatte, i test del Centro prove ha rilevato una media di 23 km/l, che in città arrivano a 27,4 km/l. Agile e sicura, la Mazda2 Hybrid ha una ricca dotazione di sicurezza, che comprende anche la guida assistita di livello 2. Tre gli allestimenti: Prime Line, Centre Line ed Exclusive Line, con prezzi che partono da 24.990 euro. Mazda3 La quarta generazione della hatchback giapponese, che ha debuttato nel 2019 ed è stata oggetto di un importante aggiornamento tecnico nel 2024, è lunga 4,46 metri e ha un passo di 2,73. Il muso allungato, lo sbalzo anteriore ridotto e il profilo laterale slanciato le danno un'impostazione molto dinamica. Lo spazio a bordo non manca, anche se dietro i più alti soffrono un po' il padiglione discendente del tetto. Il nuovo infotainment da 10,25" offre la connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, e di serie c'è anche l'head-up display. Il bagagliaio, dalla forma regolare, offre 334 litri di capacità (sono 319 quelli misurati dal Centro prove). La Mazda3 è disponibile anche come berlina a tre volumi, lunga 20 cm in più della hatchback, e con un bagagliaio da 450 litri dichiarati. Solo mild hybrid le motorizzazioni: in gamma c'è il 2.5 aspirato da 140 CV oppure il 2.0 da 186 CV con compressore volumetrico, anche con trazione integrale e cambio automatico. Agile, veloce e divertente da guidare, la Mazda3 è anche sicura nell'impostazione delle curve e nel mantenimento della traiettoria. Sei gli allestimenti in gamma, dalla "base" Prime Line alle raffinate Homura e Nagisa (non per Sedan). Il listino parte da 28.350 euro per la versione a due volumi, e da 29.850 euro per quella a tre. Mazda 6eSviluppata con la collaborazione del costruttore cinese Changan, con cui la Mazda ha una joint venture dal 2004, la 6e è una filante berlina elettrica lunga 4,92 metri e con un passo di 2,9, con linee eleganti ed equilibrate. E un pizzico di sportività dato dall'alettone posteriore retrattile. Dietro c'è un portellone che si apre su un bagagliaio da 337 litri, a cui si aggiungono i 72 del frunk. L'abitacolo, che offre tanto spazio a bordo, è rifinito con materiali molto curati. Pochi i comandi fisici: il grosso si gestisce dal grande schermo da 14,6" a centro plancia (con Apple CarPlay e Android Auto senza fili). Due le motorizzazioni disponibili, entrambe a trazione posteriore: motore da 258 CV e 320 Nm, con batteria da 68,8 kWh per 479 km di autonomia; in alternativa c'è la Long Range con powertrain da 244 CV e 320 Nm, abbinato a una batteria da 80 kWh, per 552 km di percorrenza. Ricca la dotazione di Adas, con il pacchetto i-Activsense che offre la guida assistita di livello 2. Due gli allestimenti, entrambi molto ricchi: prezzi da 43.850 euro. Mazda CX-30Questa SUV compatta, costruita sulla base della berlina 3, ha linee eleganti e sportive, nel pieno rispetto del Kodo Design della Casa giapponese. L'abitacolo è minimal, con finiture curate, materiali morbidi al tatto e comandi ben disposti: di serie, con l'aggiornamento del 2024, l'infotainment da 10,25" e la connettività wireless per dispositivi iOS e Android. Dietro lo spazio non manca, ma i finestrini sono piccoli. Il bagagliaio mette a disposizione 348 litri, misurati dal Centro prove. Le motorizzazioni sono le stesse della hatchback: powertrain mild hybrid, 2.5 aspirato da 140 CV o 2.0 da 186 CV con compressore volumetrico, anche con trazione integrale. Il cambio automatico è su richiesta per tutte le versioni. La SUV giapponese è agile e facile da controllare, confortevole nei viaggi e con un buon isolamento acustico dell'abitacolo. La dotazione degli Adas prevede di serie il cruise control adattivo, l'assistente al mantenimento di corsia e il monitoraggio degli angoli ciechi. La guida assistita di livello 2 è in un pacchetto optional. Quattro gli allestimenti, con prezzi che partono da 28.950 euro. Mazda CX-5La terza generazione della Mazda CX-5 (che abbiamo provato proprio in questi giorni) è più grande del modello che va a sostituire: 469 cm di lunghezza (+11 cm) e un passo di 282 cm (+12 cm), che vanno a tutto vantaggio dei passeggeri posteriori. Ridisegnata la firma luminosa frontale, che però mantiene caratteristica barra cromata tra i gruppi ottici. Notevole il balzo in avanti compiuto in abitacolo, dove si trovano materiali e finiture di alto livello. Il quadro strumenti digitale da 10,25" è affiancato dall'infotainment (da 12,9" o 15,6" in base alla versione) basato su Android Automotive, che ha preso il posto di tutti i comandi fisici. Nel bagagliaio c'è spazio per 583 litri, che diventano 2.019 abbattendo gli schienali dei sedili posteriori. Nel cofano della nuova CX-5 arriva un 2.5 aspirato con impianto mild hybrid a 48V, che eroga 141 CV di potenza e 238 Nm di coppia: una scelta controcorrente rispetto a molti altri costruttori, che privilegia la linearità di funzionamento di un aspirato di grande cilindrata rispetto alle più diffuse soluzioni con il turbo. La SUV giapponese è disponibile con trazione anteriore o integrale, col sistema i-Activ AWD e cambio automatico a 6 rapporti. Il prossimo anno arriverà anche la variante full hybrid. Di serie su tutte la guida assistita di livello 2. La gamma si articola su quattro allestimenti, con prezzi da 35.900 euro. Mazda CX-6eIl secondo modello 100% elettrico nato dalla collaborazione con la Changan è realizzato sull'architettura della berlina 6e. Lunga 4,85 metri, ha un passo di 2,9: il design, molto attento all'aerodinamica, è firmato dal centro stile europeo della Mazda. Minimalista e lussuoso l'abitacolo, dove mancano quasi del tutto i comandi fisici e spicca l'enorme display da 26" e risoluzione 5K, che si estende dalla parte centrale della plancia alla zona del passeggero. Nessun quadro strumenti per il conducente, che può contare però sull'head-up display. Spaziosi gli interni, anche per i bagagli, che hanno a disposizione 468 litri, più altri 80 nel frunk. Al momento la gamma prevede una sola motorizzazione da 190 kW (258 CV) e 290 Nm di coppia, abbinata a una batteria al litio-ferro-fosfato da 78 kWh, per un'autonomia dichiarata di 484 chilometri, che diventano 610 in città. Ricca la dotazione di Adas, con guida assistita di livello 2, monitoraggio dell'angolo cieco e allerta per l'apertura portiere e per l'occupazione dei sedili posteriori. Due gli allestimenti in gamma, entrambi molto ricchi, con prezzi che partono da 46.750 euro. Mazda CX-60Questa grande SUV (è lunga 4,74 metri) ha linee slanciate, accentuate dal cofano lungo, dalla mascherina prominente e dall'abitacolo arretrato, che dà grande dinamicità al corpo vettura. Curato e quasi lussuoso l'abitacolo, con materiali di qualità, assemblaggi precisi e tanta attenzione ai dettagli. La plancia è semplice ma moderna, con un infotainment da 12,3" e tanta tecnologia (come la telecamera interna che, sulle versioni più ricche, riconosce il conducente e richiama le sue impostazioni per sedile, volante e specchietti). Il bagagliaio mette a disposizione 407 litri (misurati dal Centro prove), un valore discreto per la categoria. I propulsori della CX-60 sono montati in posizione longitudinale, e possono essere plug-in da 327 CV oppure un 3.3 diesel aspirato con impianto mild hybrid e potenze da 200 e 249 CV (quest'ultimo con trazione integrale). Con il MY26, i motori a gasolio potranno essere alimentati con il biofuel HVO 100. La Phev monta una batteria da 17,8 kWh, per un'autonomia in elettrico che supera i 60 chilometri. Ricco il listino, che prevede per questo modello ben sei allestimenti: prezzi da 55.850 euro per la plug-in, e da 53.850 euro per la diesel. Mazda CX-80Lunga poco meno di 5 metri, questa SUV condivide con la CX-60 interni e piattaforma, ma lunghezza e passo crescono di 25 cm, per far posto a sette passeggeri e un po' di bagagli in più. Dietro non si viaggia male, grazie anche al divano scorrevole della seconda fila. Con tutti i sedili in uso, rimangono comunque 160 litri utili, misurati dal Centro prove. Due i powertrain disponibili, condivisi con la CX-60: il plug-in da 327 CV (da 61.235 euro) e la 3.3 diesel mild hybrid da 249 CV con trazione integrale (da 62.870 euro). Mazda MX-5Più che una sportiva, un'icona, simbolo della produzione Mazda nel mondo. La sua carriera è iniziata nel 1989, ed è l'unica roadster della storia ad aver superato il milione di unità vendute. Un modello che incarna la spider per eccellenza, divertente e appagante: semplice, senza fronzoli, capace di regalare un autentico piacere di guida. Il posto guida è ben studiato, a soli 38 centimetri dall'asfalto, con il cambio manuale e il freno a mano "vecchia maniera". Decisamente minuscolo il bagagliaio, con 116 litri misurati dal Centro prove. La MX-5 è disponibile con un 1.5 da 132 CV, brillante e godibile nella guida di tutti i giorni. La roadster giapponese è veloce e rapida nelle curve, capace come poche altre auto di comunicare con il pilota tramite lo sterzo e le sospensioni (e con un impianto frenante sempre all'altezza). Viaggiando en plein air, almeno fino a 100 km/h, il piccolo frangivento fra i sedili elimina gran parte dei vortici. Si può scegliere con la tradizionale capote in tela ad azionamento manuale o con hard top elettrico, che costa 2.500 euro in più. Tre gli allestimenti, con prezzi che partono da 33.000 euro.
Categorie: 4 Ruote
Mezzi in divisa - Arrivano i 70 Ford Ranger della Polizia di Stato: le foto dei nuovi pickup per Stradale, Scientifica e Reparti Speciali
A regime, saranno circa 70 i Ford Ranger che indosseranno la livrea istituzionale della Polizia di Stato: a oggi, infatti, è in avanzata fase di completamento l'immissione in flotta dei mezzi. Allestiti e modificati in base alle esigenze operative, saranno quasi esclusivamente impiegati dalla Polizia Scientifica, dalla Polizia Stradale e dai Reparti Speciali. A bordo i Reparti SpecialiProprio a questi ultimi, in particolare, andrà la gran parte dei Ranger: a bordo del pick-up con il logo dell'Ovale Blu viaggerà il personale degli Artificieri, dei Cinofili, dei Reparti Volo e dei Tiratori scelti. Per tutti, sono state realizzate versioni che tengono conto delle specifiche degli operatori in divisa. I mezzi sono stati acquistati attraverso Consip, nell'ambito della Convenzione Veicoli per le Forze di Sicurezza 5. Abitacolo generoso, con la doppia cabinaIn esclusiva, Quattroruote ha potuto visionare dall'esterno i pick-up in servizio alla Polizia Stradale e al I Reparto Volo di Pratica di Mare, poco lontano da Roma. I Ranger sono nella versione XLT a doppia cabina, con powertrain EcoBlue 2.0 a gasolio sovralimentato da 1.996 cm. Di tutto rispetto la potenza massima, 170 CV, le capacità di carico (fino a 1 tonnellata) e di traino (fino a 3.500 kg). La trazione è integrale e il cambio è un manuale a 6 rapporti. Nell'abitacolo, le due file di sedili consentono di ospitare cinque poliziotti. Visibilità su strada e dall'altoEsternamente, il Ranger indossa la consueta livrea biancoazzurra della Polizia di Stato e sul tetto ha il trittico composto dal faro di ricerca bianco e dalla coppia di dispositivi luminosi blu a LED. Una coppia di piccoli ripetitori blu a LED è stata installata anteriormente, ai due estremi della calandra. Al centro del tetto dei Ranger, subito dietro il trittico, la stringa alfanumerica per l'identificazione univoca dei mezzi dall'alto, cui si aggiunge - per i mezzi della Stradale - un cerchio bianco riflettente. Pneumatici M+S e catene da neveI Ford Ranger sono equipaggiati con pneumatici M+S 255/70 R16 e la ruota di scorta è di misura uguale. A bordo sono presenti catene da neve autotensionanti, un estintore da 2 kg e il pacchetto di medicazione conforme al decreto ministeriale 388/2003 del Ministero della Salute.
Categorie: 4 Ruote
Stellantis - Fiat Grande Panda, missione globale: cambia nome e punta su Brasile e Medio Oriente
La Fiat ha registrato in Brasile il brevetto per una vettura che nell'aspetto è a tutti gli effetti la Grande Panda europea, seppur con alcune modifiche che vedremo poi: secondo il CEO Olivier Franois, che ne ha parlato con il sito francese Auto Infos, l'auto verrà prodotta a Belo Horizonte e sarà venduta con il nome Argo, andando di fatto a sostituire il modello attualmente in commercio. Non solo: oltre che in Brasile, la Grande Panda "extraeuropea" sarà prodotta e venduta anche nell'area Africa-Medio Oriente. Via le scritte nelle lamiereLe immagini, diffuse online, dovrebbero provenire proprio dai documenti depositati in Brasile: qui sarebbero visibili le differenze tra la Grande Panda che conosciamo e la futura variante per l'America Latina, limitate a portiere e portellone privi del naming stampato direttamente sulle lamiere. Giù il prezzoSecondo le prime indiscrezioni, colori e materiali interni saranno meno caratterizzati e privilegeranno il contenimento dei costi, mentre la gamma motori potrebbe includere il benzina aspirato FireFly e una variante ibrida. Per ora non si parla di elettrico.
Categorie: 4 Ruote
Tire Technology Expo - Michelin, dalla Luna alla strada: quattro premi per linnovazione nei pneumatici
Dalla Luna alla strada: i quattro premi appena attribuiti a Michelin coprono i rami più disparati dell'ingegneria dei pneumatici.All'ultima edizione del Tire Technology Expo, la fiera mondiale dedicata a design, produzione e innovazione nel settore dei pneumatici, che si è appena conclusa ad Hannover, il costruttore francese è stato premiato in diversi settori. Sguardo verso il cieloIl premio di Concept dell'anno è andato alla ruota lunare MiLAW (acronimo di Michelin Lunar Airless Wheel), la copertura che non necessita di gonfiaggio, pensata per l'impiego sui mezzi di esplorazione spaziali Artemis, in condizioni estreme, a partire dalle temperature: da -240 C a +100 C.Questo prodotto è il risultato di oltre 20 anni di ricerca su strutture senza aria, polimeri ad alta tecnologia e processi produttivi avanzati come la stampa 3D.Michelin sottolinea come questa innovazione abbia implicazioni che vanno ben oltre lo spazio, visto che le conoscenze acquisite con il suo studio stanno alimentando le future innovazioni destinate al nostro pianeta. In arrivo su tanti modelliParlando dei prodotti destinati alle nostre auto, spicca il riconoscimento come Pneumatico dell'Anno per il Primacy 5 Energy, grazie all'etichettatura in tripla A (frenata sul bagnato, resistenza al rotolamento, rumorosità) e all'elevata durata chilometrica.Per queste ragioni, la nuova gomma Michelin, che verrà presto lanciata sul mercato, è già stata selezionata da una ventina di importanti marchi automobilistici mondiali, per l'impiego su oltre cinquanta nuovi modelli in fase di sviluppo. L'ambiente ringraziaIl terzo riconoscimento che Michelin ha portato a casa da Hannover arriva dal programma BioButterfly, guidato, oltre che dal produttore francese, da IFP Energies Nouvelles e Axens, con il supporto dell'Agenzia Francese per l'Ambiente e la Gestione dell'Energia.Questo progetto - 12 anni di ricerca e un investimento di oltre 80 milioni di euro - ha vinto il premio Risultato Ambientale dell'Anno Contributo Industriale anche grazie al dimostratore industriale, avviato nel 2023 presso lo stabilimento di Bassens, che ha convalidato un processo robusto per la produzione di butadiene a base biologica a partire dal bioetanolo, riducendo così le emissioni di anidride carbonica rispetto al butadiene da base fossile. Una vita per le gommeChiude il poker francese il riconoscimento alla carriera attribuito a Pascal Prost, attualmente Senior Fellow Pneumatici, con 35 anni di servizio presso Michelin: una lunga vita lavorativa durante la quale ha collaborato con numerosi team all'interno del Gruppo e ha lavorato con università e produttori di veicoli, focalizzandosi soprattutto sui pneumatici a bassa resistenza al rotolamento e sull'ecodesign. Orgoglio aziendaleRicevere quattro premi al Tire Technology Expo chiosa Philippe Jacquin, Direttore Ricerca e Sviluppo e membro del Comitato Esecutivo del Gruppo è la prova della forza collettiva dei nostri team e della profondità scientifica, tecnologica e ambientale delle nostre innovazioni. Dalla Luna alla strada e, grazie alla profonda conoscenza di Michelin nei compositi polimerici, dimostriamo ancora una volta la nostra capacità di superare i limiti, creare nuove esperienze, trasformare la ricerca in soluzioni concrete e accelerare l'emergere di materiali di nuova generazione. Questi premi onorano non solo i nostri progressi, ma anche l'impegno quotidiano di tutti coloro che in Michelin innovano per far progredire la mobilità di oggi e quella delle generazioni future.
Categorie: 4 Ruote
Test invernali - BMW i3 Neue Klasse, le nuove foto sulla neve: la berlina elettrica da 469 CV debutta il 18 marzo
La BMW presenterà il prossimo 18 marzo la sua prima berlina elettrica, secondo modello (dopo la SUV iX3) realizzato sulla nuova piattaforma Neue Klasse. La prima motorizzazione a debuttare sarà la BMW i3 50 xDrive, dotata di due motori elettrici e trazione integrale, per una potenza combinata di 345 kW (469 CV) e 645 Nm di coppia; grazie all'architettura a 800V, la potenza massima di ricarica arriva fino a 400 kW. La produzione di questo modello inizierà nella seconda metà dell'anno. Test su neve e ghiaccioIn questi giorni la i3 sta affrontando gli ultimi test di sviluppo nel nord della Svezia, nel centro prove della Casa tedesca ad Arjeplog: in queste condizioni, i tecnici e gli ingegneri possono mettere a punto dinamica di guida, trazione e sistemi di controllo elettronici nelle condizioni più estreme, compreso il sistema elettrico eDrive di sesta generazione. "La BMW i3 applica le caratteristiche tipiche di una berlina sportiva a un concetto di veicolo completamente nuovo", spiega Mike Reichelt, responsabile del progetto Neue Klasse. "Al tempo stesso portiamo la mobilità elettrica a esplorare nuovi territori, superando i limiti convenzionali". Un "cuore" elettronico al centro di tuttoIl "cuore pulsante" della nuova elettrica bavarese è l'Heart of Joy, uno dei quattro computer che, insieme al Dynamic Performance Control, si occupa di gestire propulsione, frenata, recupero dell'energia e sterzo, con tempi di risposta particolarmente rapidi: una soluzione, spiega la BMW, che consente una gestione molto più precisa di trazione e stabilità, anche e soprattutto su fondi a bassa aderenza come neve e ghiaccio.
Categorie: 4 Ruote