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Aggiornato: 7 min 45 sec fa

Idrogeno in Europa, parte il piano Toyota: in arrivo aiuti diretti ai territori

2 ore 15 min fa
La Toyota Mobility Foundation ha lanciato la European Hydrogen Regions Initiative (EHRI), un programma che punta a selezionare fino a cinque realtà europee per supportare lo sviluppo di ecosistemi locali basati sull'idrogeno. L'iniziativa si rivolge a territori che hanno già avviato progetti nel settore, ma che incontrano difficoltà nel renderli autonomi e sostenibili nel lungo periodo.Il progetto EHRI si inserisce nella strategia più ampia della fondazione, istituita da Toyota nel 2014, orientata alla promozione di soluzioni di mobilità sostenibili e inclusive in Europa. Un percorso che si lega all'obiettivo della neutralità carbonica fissato per il 2040. Dalla produzione all'uso: come nasceranno le filiere a idrogeno Le regioni selezionate riceveranno supporto tecnico e operativo nello sviluppo delle filiere locali, dalla produzione alla distribuzione, fino all'utilizzo nei servizi di mobilità. Toyota darà priorità ai progetti con forte impatto sul territorio e con elevato potenziale di replicabilità in altri contesti europei.Le candidature sono aperte fino al 31 luglio e la call è rivolta a regioni, città e stakeholder. La selezione sarà gestita dalla società di consulenza berlinese Spilett GmbH, già partner della Casa in precedenti iniziative dedicate alla pianificazione delle filiere dell'idrogeno.
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La nuova Fiat per la città è elettrica e costa 15 mila euro: cosa sappiamo sulla E-Car

2 ore 41 min fa
Tra le tante novità attese al prossimo Salone di Parigi, tra proposte sempre più numerose che arrivano dalla Cina e la consueta ondata di modelli a ruote alte, nei padiglioni della Fiera di Versailles si aprirà una sfida per la conquista delle città, sempre più orientate verso una mobilità silenziosa e a zero emissioni. A confrontarsi saranno la smart #2, erede della fortwo molto attesa, e le piccole elettriche del gruppo Stellantis, previste al debutto nel 2028. Non saranno le uniche protagoniste, ma saranno tra le prime ad accendere questo nuovo scenario. Una base comune per tanti modelli Le piccole elettriche di Stellantis nascono con un obiettivo preciso: rispondere alla crescente domanda di vetture compatte ed economiche, un segmento considerato ad alto potenziale. Modelli a zero emissioni, ma anche essenziali, di dimensioni contenute e pensati per risultare accessibili. Nei piani del gruppo, il prezzo d'ingresso dovrebbe partire da circa 15.000 euro. Nasceranno a Pomigliano Si tratterà di una vera famiglia di modelli destinati a generare grandi volumi e caratterizzati da un design distintivo. Nasceranno su una piattaforma dedicata e saranno costruiti nello stabilimento Giambattista Vico di Pomigliano d'Arco, dove oggi viene prodotta la Fiat Panda e, fino al prossimo anno, l'Alfa Romeo Tonale. Se il mercato darà ragione a questa strategia, la produzione potrebbe essere estesa anche ad altri impianti. Si comincia con la Citroën 2CV Il primo modello atteso al Salone di Parigi sarà la nuova Citroën 2CV, probabilmente sotto forma di prototipo che anticipa la versione definitiva, prevista sul mercato nel 2028. La prima immagine, emersa nelle scorse settimane, suggerisce un richiamo ai tratti storici della versione originale degli anni Quaranta, come i gruppi ottici sporgenti e i parafanghi tondeggianti, reinterpretati in chiave contemporanea, insieme alla capote in tela arrotolabile.La nuova Citroën 2CV sarà una vettura compatta, posizionata alla base della gamma Citroën, con dimensioni attese intorno ai 370 cm, inferiori rispetto alla C3. Non sono ancora disponibili dettagli su potenze e batterie, ma la filosofia appare chiara: semplicità e contenimento dei costi. Non sono quindi attese prestazioni elevate né autonomie particolarmente estese, ma quanto basta per muoversi con agilità nel traffico urbano. Poi toccherà a Fiat Il secondo modello della famiglia E-Car di Stellantis sarà firmato Fiat e dovrebbe essere anch'esso presentato al Salone di Parigi di ottobre, secondo le indicazioni del CEO Olivier Franois. Le dimensioni saranno analoghe a quelle della Citroën 2CV, così come le soluzioni tecniche legate a motorizzazioni e batterie.Le linee restano ancora in fase di definizione, ma il gruppo ha anticipato il progetto attraverso il prototipo Ippo, sviluppato dall'ISIA Roma Design e mostrato durante la Milano Design Week. Le forme sono particolari e condividono con il concept della 2CV il tema dei fari sporgenti, possibile elemento stilistico comune a tutta la famiglia. La carrozzeria presenta superfici squadrate e richiami allo squircle della Fiat Panda storica, nome che potrebbe tornare per questo modello, destinato a convivere con l'attuale Panda, prevista in produzione a Pomigliano almeno fino al 2030.
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BYD all'attacco di Goodwood: otto debutti e hypercar da 500 km/h

3 ore 21 min fa
Si rafforza ulteriormente il lavoro di BYD in Europa: al Goodwood Festival of Speed il Gruppo cinese ha annunciato la presenza di otto novità dei propri marchi e della più grande area espositiva dell'intera manifestazione. Oltre a BYD saranno presenti Denza, Yangwang e Fang Cheng BAO con modelli elettrici e plug-in hybrid. Le novità di Denza, Yangwang e Fang Cheng BAO Denza presenterà la sportiva elettrica Z da 1.600 CV nelle versioni Coupé e Racing dopo l'anteprima mondiale a Pechino, mentre Yangwang sarà della partita con la hypercar U9 Xtreme da quasi 500 km/h di punta massima e con le U7 berlina con quattro motori elettrici e U8 SUV capace di muoversi anche in acqua. Sarà della partita anche il SUV Fang Cheng BAO 5, mentre la BYD svelerà il pickup Shark plug-in hybrid e la Dolphin G DM-i recentemente introdotta in Italia.
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"Code per curiosi": la sbirciata irresponsabile che manda in tilt lautostrada

3 ore 38 min fa
Collo di gomma: così negli Stati Uniti chiamano il vizio di allungare lo sguardo e rallentare per guardare cosa è successo dopo un incidente in autostrada.In Italia, lo si sente spesso ascoltando le informazioni sul traffico: code per curiosi, effetto di un comportamento irresponsabile che si manifesta soprattutto durante gli esodi estivi, trasformandosi in un micidiale moltiplicatore di colonne e in un serio fattore di rischio. Soprattutto in direzione opposta La coda per curiosi riguarda in particolare la direzione opposta rispetto a quella in cui si è verificato l'incidente. Quando gli automobilisti viaggiano in senso contrario, pur non avendo ostacoli fisici davanti a sé, tendono infatti a decelerare in modo evidente per osservare veicoli danneggiati, eventuali feriti, mezzi di soccorso e rilievi delle Forze dell'ordine. Gli effetti sul traffico Sulle arterie ad alta densità, come le autostrade durante gli esodi estivi, questo gesto si propaga all'indietro amplificandosi: bastano pochi automobilisti che rallentano anche di soli 30 km/h per bloccare il flusso del traffico chilometri più indietro. Il rischio principale è la dinamica del tamponamento a catena: le frenate improvvise e ingiustificate di chi si distrae colgono di sorpresa i conducenti che seguono, soprattutto quando il traffico è intenso.Inoltre, queste code artificiali creano seri ostacoli ai mezzi di soccorso, che faticano a raggiungere il luogo dell'incidente e a operare rapidamente: i tempi di intervento si allungano in modo critico, e anche pochi secondi possono fare la differenza in caso di lesioni gravi. Perché gli automobilisti rallentano Alla base di questi comportamenti c'è una forma di voyeurismo, cioè il desiderio di assistere a eventi drammatici o insoliti. A questo si aggiunge l'impatto visivo di lampeggianti, barriere o veicoli incidentati, che cattura l'attenzione e riduce la concentrazione sulla guida. Si attiva poi un effetto emulazione: se chi precede rallenta per guardare, chi segue tende a fare lo stesso, sia per capire cosa stia accadendo sia per non perdere l'occasione di osservare la scena.Senza contare che i passeggeri possono indurre il conducente a rallentare per filmare l'accaduto con lo smartphone, magari per pubblicarlo sui social. In Italia non ci sono dati In Italia non esiste una statistica ufficiale specifica: nei verbali delle Forze dell'ordine, gli incidenti riconducibili alle code dei curiosi rientrano in categorie più ampie, come la distrazione. Negli Stati Uniti, uno studio ha dimostrato che un incidente aumenta il rischio di un nuovo sinistro fino a quattro volte. Nel Regno Unito, la grande maggioranza degli automobilisti ammette di rallentare per osservare ciò che avviene sulla carreggiata opposta. In Germania è stato rilevato che questi rallentamenti possono ridurre la capacità di flusso dell'autostrada finl al 50%. Una sola soluzione Per evitare di alimentare questo fenomeno, la regola è mantenere una velocità costante e concentrarsi sulla propria corsia di marcia. Se si notano rallentamenti, è fondamentale attivare le quattro frecce e mantenere la distanza di sicurezza.La curiosità è un istinto naturale, ma va controllato per la sicurezza di tutti.
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Nuova Alpine A110, primo prototipo a Goodwood: in pista con i piloti F1

4 ore 12 min fa
Alpine sceglie il Goodwood Festival of Speed per dare un primo assaggio della nuova generazione della A110. La Casa francese porterà in Inghilterra un muletto della sportiva, che sarà guidato dai piloti ufficiali del BWT Alpine Formula One Team, Pierre Gasly e Franco Colapinto. Il powertrain e la piattaforma APP Il comunicato stampa non svela dettagli sulla A110, quindi per il momento non è noto quale powertrain adotterà l'esemplare presente a Goodwood. La nuova piattaforma dedicata APP (Alpine Performance Platform) è stata progettata per sviluppare propulsioni elettriche, ma di recente è stata confermata anche la possibilità di introdurre varianti endotermiche. La Brand Parade e i modelli storici in esposizioneAccanto alla nuova A110 saranno esposte le attuali A290 e A390, insieme ad alcuni esemplari iconici che hanno fatto la storia del marchio su strada e nelle competizioni. Il 9 luglio, in particolare, è prevista la Brand Parade, con la nuova sportiva affiancata dalle generazioni precedenti e dalla Formula 1 E20 del 2012 con motore V8.
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Consumi auto reali: quanto si spende davvero e come capirlo - VIDEO

4 ore 40 min fa
I consumi reali di un'auto non coincidono quasi mai con i valori dichiarati: nella guida quotidiana emergono spesso differenze importanti. da qui che prende spunto una nuova video-serie di consigli pratici, articolata in dieci puntate, con l'obiettivo di spiegare come valutiamo un'auto, a cominciare dalle prove strumentali.A Quattroruote misuriamo lo spazio reale, studiamo tenuta di strada e stabilità, il piacere di guida, la qualità percepita, interpretiamo i consumi su strada registrati durante i nostri cicli: è il nostro metodo, quello certificato del Centro Prove di Vairano. Il dato WLTP racconta solo una parte della storia, mentre la guida quotidiana ne rivela un'altra, spesso più utile per chi deve fare i conti con il pieno. questo il nostro metodo.Protagonista del test è la Fiat 500 mild hybrid, equipaggiata con il 1.0 tre cilindri benzina da 65 CV e 92 Nm, abbinato al cambio manuale. Una configurazione ancora molto diffusa nel mondo delle citycar, semplice ed efficiente. il punto di partenza ideale per capire, dati alla mano, quanto consuma davvero un'auto e interpretare correttamente i numeri dichiarati rispetto all'uso reale.Tutti i dettagli nel video qui sopra.
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Dazi sulle plug-in, BYD sfida Bruxelles: In cinque anni saremo europei

6 ore 56 min fa
La notizia è di qualche giorno fa: l'Unione Europea sta valutando l'introduzione di dazi compensativi sulle ibride plug-in prodotte in Cina, andando a colpire uno dei segmenti in maggiore espansione negli ultimi mesi. La risposta di BYD, tra i marchi più esposti a questa possibile manovra, non si è fatta attendere: "Il nostro obiettivo strategico, da qui a cinque anni, è essere percepiti come un costruttore europeo", ha dichiarato il vicepresidente Lars Bialkowski durante l'evento di lancio a Berlino della Dolphin G DM-i, compatta plug-in sviluppata espressamente per le esigenze della clientela europea che, secondo la Casa, "non è ancora pronta a passare all'elettrico puro". In Ungheria la prima fabbrica europea Il mercato europeo rappresenta da tempo uno snodo fondamentale per BYD nel percorso verso l'obiettivo dichiarato di diventare "entro il 2030 il più grande produttore automobilistico mondiale". Nonostante le iniziative comunitarie, il costruttore cinese continua a rafforzare la propria presenza nel continente. Nei mesi scorsi è diventato operativo l'impianto ungherese di Szeged, con l'obiettivo di avviare la produzione già dal prossimo autunno, mentre il progetto della fabbrica di Smirne, in Turchia, ha registrato un rallentamento temporaneo. "Pronti ad acquisire nuovi siti" BYD non intende tuttavia fermarsi e punta ad ampliare ulteriormente la propria presenza lungo tutta la filiera automotive. Come ricordato anche ai nostri microfoni da Alfredo Altavilla, special advisor per l'Europa, "siamo interessati a qualsiasi stabilimento in qualsiasi parte d'Europa, appartenente a qualsiasi costruttore. Che sia europeo, cinese o coreano non è rilevante, purché il progetto soddisfi i nostri requisiti". Tra le ipotesi citate figurano anche siti italiani come Cassino e Mirafiori. Crescita a tre cifre Attualmente BYD è presente in 37 mercati europei e punta a raggiungerne 40 entro la fine dell'anno, ampliando in parallelo la rete commerciale e di assistenza. Le vendite nel continente hanno registrato un incremento del 270% nel 2025, con circa 190 mila veicoli consegnati, e una crescita del 144% nel solo mese di maggio. Nel frattempo prosegue lo sviluppo dell'infrastruttura di ricarica ultrarapida Flash Charging, con l'inaugurazione, nelle scorse settimane, della prima colonnina italiana a Bologna.
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Unelettrica cinese guida da sola al Nürburgring: 1029, primo record autonomo

7 ore 36 min fa
Oltre 10 minuti per completare un giro dell'anello nord del Nürburgring: non è certo un tempo da prima pagina, ma se a farlo è un computer che guida una vettura senza intervento umano, la notizia assume un peso del tutto diverso. Ci è riuscita Xiaomi, che ha portato la YU7 GT Track Package da 1.003 CV in Germania e ha conquistato il primo record autonomo del circuito: la vettura cinese ha impiegato 10 minuti e 29 secondi per completare il giro senza collaudatori a bordo e con condizioni meteo non ideali, toccando una velocità massima di 210 km/h. Il confronto con gli umani e la sicurezza degli ADAS Per un paragone diretto, Xiaomi ha confermato che il computer ha impiegato 3 minuti e 7 secondi in più rispetto al tempo di riferimento stabilito dai collaudatori con la stessa vettura. Questo dato non è solo un metro utile per i futuri sviluppi, ma conferma anche le logiche di programmazione degli ADAS, progettati per privilegiare la sicurezza rispetto alla prestazione, garantendo un ampio margine di intervento in caso di rischio.Per Xiaomi non si tratta di un punto di arrivo, ma di una base di partenza: è lecito aspettarsi nuovi tentativi nei prossimi anni.
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Pikes Peak, vince ancora unelettrica: Super Mustang Mach-E, 40 secondi agli avversari

7 ore 47 min fa
Un'elettrica vince di nuovo alla Pikes Peak. Si tratta della Ford Super Mustang Mach-E, guidata dallo specialista Romain Dumas, che ha riconquistato la vetta dopo il secondo posto nell'edizione 2025 con un prototipo che ricorda solo vagamente la Mach-E di serie. Per Dumas si tratta della sesta affermazione assoluta in Colorado. I tempi della vittoria assoluta nell'edizione 2026Nell'edizione 2026, Dumas è riuscito a ottenere la vittoria assoluta sul percorso completo di quasi 20 km con un tempo di 8 minuti e 18 secondi. Pur senza battere il suo record assoluto di 7 minuti e 57 secondi, ottenuto con la Volkswagen ID. R, il pilota francese con la Mach-E ha rifilato oltre 40 secondi al Ford SuperVan elettrico, confermando come un prototipo sviluppato appositamente per questa gara abbia prestazioni nettamente superiori rispetto a un veicolo derivato dalla serie. Si tratta inoltre della seconda vittoria con un'elettrica di Dumas per Ford, dopo quella del 2024 con l'F-150 Lightning SuperTruck.
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Tre motori elettrici, 1.128 CV e telaio a longheroni: Galaxy Cruiser 700 è il nuovo mostro off-road

7 ore 58 min fa
Geely ha pubblicato le prime immagini ufficiali della Galaxy Cruiser 700, grande fuoristrada lunga circa 5 metri, con un powertrain plug-in hybrid da 830 kW di potenza combinata, pari a 1.128 CV. Il modello è destinato inizialmente al mercato cinese, ma Geely ha già confermato l'intenzione di esportarla nel Regno Unito dal 2028, aprendo alla possibilità di uno sbarco anche nei Paesi europei. Potenza record La Geely Galaxy Cruiser 700 adotta forme squadrate e massicce, con cofano e tetto perfettamente piatti, ampie superfici vetrate e la ruota di scorta fissata al portellone. Sotto il cofano trova posto un sistema plug-in hybrid che affianca al motore termico, raffreddato da una presa d'aria dedicata, tre unità elettriche, due delle quali sull'asse posteriore, gestite da un differenziale elettronico. Il sistema sviluppa 830 kW (1.128 CV). La batteria, da circa 70 kWh, dovrebbe assicurare fino a 354 km di autonomia in elettrico. Il telaio è a longheroni Secondo la Casa, grazie a un rapporto peso-potenza di 392 CV per tonnellata, la Geely Galaxy Cruiser potrebbe diventare la fuoristrada più potente disponibile, con trazione integrale e una configurazione a tre motori elettrici. Il telaio è a longheroni, soluzione tipica dei modelli off-road più estremi, mentre la gestione dell'assetto è controllata elettronicamente, adattandosi alle condizioni di marcia. Geely dichiara il superamento del test dell'alce a 80 km/h. La variante destinata alla Cina integra inoltre un LiDAR sul tetto, in sinergia con radar anteriori e ADAS avanzati gestiti dalla piattaforma Nvidia AGX Thor.
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LAI entra nella chimica: il sistema Pirelli che crea le mescole dei pneumatici

8 ore 15 min fa
C'è un mestiere antico nell'industria del pneumatico: quello del compounder, o tecnologo delle mescole. Da oltre un secolo è la figura che, partendo dalle specifiche richieste - magari da un costruttore per una supercar così spinta da meritare gomme iper-personalizzate - combina i materiali per calibrare aderenza su asciutto e bagnato, rumorosità, resistenza al logoramento e altre caratteristiche.Oggi quel mestiere, un tempo portato avanti con lunghe prove di laboratorio, sta cambiando con l'utilizzo del Virtual Compounder, sistema proprietario basato sull'intelligenza artificiale sviluppato per rivoluzionare la progettazione delle mescole. Da alchimista a supervisore Il ruolo del compounder si è trasformato: non più un esperto che procede per tentativi, ma un regista attento che definisce gli obiettivi di performance e valida le proposte del sistema. Il laboratorio non è più il luogo dove si crea la ricetta, ma quello dove ciò che per l'AI è già ottimizzato viene messo alla prova.Il Virtual Compounder esplora molte più soluzioni e simula il risultato prima dell'impiego dei materiali fisici, selezionando solo le miscele più promettenti. Il tutto con una riduzione dei prototipi del 20% e dei tempi di sviluppo del 30%. Due AI che dialogano Il sistema integra due approcci complementari. L'intelligenza artificiale generativa, addestrata su oltre 20.000 formulazioni storiche e più di dieci anni di test, genera e ottimizza nuove configurazioni. La Physics-Informed AI utilizza invece le leggi chimico-fisiche - meccanica, cinetica, viscoelasticità - per simularne i comportamenti.Il Virtual Compounder è uno dei fiori all'occhiello in ambito AI di Pirelli, che abbraccia l'intelligenza artificiale su tre livelli: produttività individuale, integrazione nei processi digitali e modelli proprietari avanzati. Il gruppo conta oltre 120 modelli AI attivi, tra produzione, commerciale e R&D, con regia dal quartier generale di Milano. Materiali più verdi Il Virtual Compounder incide anche sulla sostenibilità: esplora materiali sostenibili, bio e riciclati, valutandone l'impatto prima di produrre un prototipo. Pirelli utilizza già silice da lolla di riso, PET riciclato, nero di carbonio da pneumatici a fine vita, lignina e bioplasticizzanti vegetali.La frontiera riguarda cellulosa e polimeri bio per il battistrada, con l'obiettivo di raggiungere oltre l'80% di materiali bio-based e riciclati nei prodotti di punta entro il 2030.Lo strumento rappresenta un cambio di paradigma che valorizza l'esperienza umana, amplificando le capacità dell'operatore e consentendo di esplorare soluzioni prima irraggiungibili. L'alchimia è diventata ancora più sofisticata.
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Carburanti ancora giù: quanto costa oggi il pieno in Italia

8 ore 28 min fa
Prosegue questa mattina la discesa dei prezzi carburanti, nonostante l'aumento dei prodotti petroliferi registrato venerdì pomeriggio, secondo Staffetta Quotidiana. In modalità self service sulla rete stradale nazionale, il litro di benzina si attesta a 1,835 euro (-16 millesimi rispetto al 19 giugno), mentre il diesel scende a 1,930 euro (-20). Il Gpl è a 0,771 euro (-2) e il metano a 1,560 euro/kg. Sulla rete autostradale i valori risultano più elevati: 1,935 euro per la verde (-14), 2,025 per il gasolio (-19), 0,883 per il Gpl (+1) e 1,587 euro/kg per il metano (+1). Gli ultimi prezzi Considerando circa 20 mila punti vendita che comunicano i dati all'Osservatorio del Ministero delle Imprese, tra rete ordinaria e autostrade, emergono le medie dei prezzi carburanti elaborate da Staffetta. In self, la benzina è a 1,840 euro/litro (compagnie 1,839, pompe bianche 1,841), mentre il diesel si attesta a 1,936 (1,937 e 1,934). Per il servito, la verde sale a 1,981 euro (2,016 e 1,914) e il gasolio a 2,078 (2,117 e 2,005). Inoltre, il prezzo del Gpl è indicato a 0,778 euro (0,786 e 0,770), il metano a 1,560 euro/kg (1,561 e 1,560) e il Gnl a 1,460 euro/kg (1,462 e 1,458). I marchi in self service Sul fronte dei marchi, in modalità self service, la benzina vede Eni a 1,835 euro/litro (2,047 al servito), IP a 1,842 (2,013), Q8 a 1,837 (2,015) e Tamoil a 1,831 (1,918). Per il gasolio, Eni si posiziona a 1,932 (2,148), IP a 1,940 (2,112), Q8 a 1,938 (2,115) e Tamoil a 1,925 (2,018). Due operatori hanno rivisto al ribasso i listini consigliati: IP di 1 centesimo al litro su entrambi i prodotti, Tamoil di 1 centesimo sul diesel.
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Alcol al volante: perché le regole non bastano e cosa può fare il governo

8 ore 35 min fa
Si riaccende il dibattito sugli incidenti da alcol causati da giovanissimi: a far discutere è il sinistro mortale verificatosi domenica 21 giugno a Senago, a nord ovest di Milano, alle 5.10 del mattino. Nove persone (fra i 17 e i 19 anni) viaggiavano su una ciclabile, ammassate su un'unica vettura omologata per cinque, di ritorno da un locale, quando il conducente 19enne ha perso il controllo del mezzo, precipitato nel canale Villoresi. Tre i ragazzi morti, rimasti intrappolati nell'abitacolo sommerso, mentre gli altri sei occupanti (guidatore incluso) sono stati tratti in salvo, riportando ferite. Secondo i primi test, il tasso dell'automobilista era di 1,6 grammi di alcol per litro di sangue. Per i neopatentati come il giovane, vige il divieto di mettersi al volante dopo aver bevuto anche un goccio di alcol (tolleranza zero), mentre il limite è di 0,5 grammi per i conducenti esperti, ossia con oltre tre anni di patente. Il ragazzo, ricoverato all'ospedale Niguarda e posto agli arresti, è indagato per omicidio stradale. Alcolock e nuove regole: cosa cambia La più recente riforma del Codice della strada, attuata dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, ha introdotto l'obbligo di alcolock: dispositivo elettronico che impedisce l'avviamento del motore se rileva un tasso alcolemico superiore al limite consentito. La norma è operativa dal 24 febbraio 2026: chi è stato condannato per il reato di guida con un tasso superiore a 0,8 g/l, dopo aver scontato la pena può mettersi al volante solo se sul veicolo sarà installato (a proprie spese) quello strumento, e solo se il dispositivo rileverà l'assenza di alcol. Il divieto di guida con una presenza anche minima di alcol (tolleranza zero) vale per due anni tra 0,8 e 1,5 g/l, oppure per tre anni sopra 1,5 g/l. (qui la nostra prova per vedere se questi apparecchi funzionano davvero). Neopatentati: tolleranza zero e sanzioni Già oggi il Codice della strada punisce in modo severo la guida sotto l'influenza dell'alcol. In breve, esiste la tolleranza zero per i conducenti particolari: guidatore professionale, minore di 21 anni, neopatentato (cioè in possesso di patente da meno di tre anni). Multa di 164 euro (328 euro in caso di incidente) con perdita di cinque punti patente. Siccome il Codice stabilisce il raddoppio dei punti per i primi tre anni dal conseguimento della patente, i neopatentati ne perdono 10. Guidatori esperti: limiti e sanzioni per fascia In estrema sintesi (e qui in dettaglio), per i conducenti ordinari la legge individua tre soglie di tasso alcolemico: superiore a 0,5 g/l ma non a 0,8 g/l, superiore a 0,8 g/l ma non a 1,5 g/l, superiore a 1,5 g/l. Con multe proporzionate alla gravità dell'infrazione, che crescono in caso di incidente, comportando spesso la sospensione della patente e l'arresto. Controlli: complessi e delicati I controlli per l'alcol su strada prevedono un test di screening iniziale tramite precursore. L'automobilista soffia in un piccolo apparecchio. Se l'esito è negativo, si può ripartire; in caso di positività, c'è il secondo passaggio con l'etilometro, lo strumento omologato che misura con precisione la quantità di alcol nel sangue (espressa in g/l), con due prove a distanza di cinque minuti. Operazioni che richiedono tempo e massima precisione: un iter rigoroso necessario per garantire l'attendibilità della prova anche in sede giudiziaria. Incidenti da alcol: i dati sono incompleti Ma si conoscono le esatte dimensioni del fenomeno? No. Quello di Senago è il più recente di una serie di incidenti mortali legati all'alcol verificatisi nel 2026. L'Istat riceve informazioni parziali sui sinistri dovuti ad alcol o droga. Relativamente al 2024, su 57.500 episodi, in 4.717 casi almeno uno dei conducenti era in stato di ebbrezza, contro 1.737 sotto effetto di stupefacenti. L'8,2% degli incidenti è correlato all'alcol, il 3% alla droga. Vertice sulla sicurezza stradale, ma il nodo è la responsabilità individuale Salvini ha chiamato il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, per convocare un vertice sulla sicurezza stradale che si terrà nei prossimi giorni. D'accordo, ma il governo cosa può fare?Sarebbe auspicabile un maggior numero di controlli su strada contro la guida sotto l'effetto di alcol e droga, ma è impensabile che Polizie e Carabinieri possano essere presenti su qualsiasi percorso e a qualunque ora. Dopo campagne informative e di sensibilizzazione, insieme a diverse strette introdotte dai governi, omicidio stradale compreso, resta il nodo della responsabilità individuale, soprattutto tra i giovani.Spesso la percezione del rischio è bassa: prevalgono l'illusione dell'invincibilità e la sottovalutazione degli effetti delle sostanze. Nessuna norma, neppure la più severa, può sostituire la consapevolezza prima di mettersi al volante. Il cambiamento decisivo richiede un salto culturale, in particolare tra le nuove generazioni, capace di rimettere al centro il valore della vita. Oggi, nelle grandi città e in molte aree urbane, esistono soluzioni dopo una serata, dai servizi di noleggio con conducente prenotabili tramite app ai taxi. Rinunciare alla guida dopo aver bevuto può fare la differenza tra tornare a casa in sicurezza e trasformare una notte in una tragedia.
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Smart #2, la sorpresa è dentro: lerede della fortwo non ha i sedili

9 ore 22 min fa
La nuova smart #2 ha un segreto che foto e video, finora, non hanno raccontato: appena apri la porta trovi una panca unica, larga e morbida. il primo impatto a cambiare la percezione dell'auto. L'esterno lo abbiamo già visto al Salone di Pechino; la notizia, adesso, è l'abitacolo. Per tre sarebbe stata la svolta, ma... Via i due sedili separati: ora c'è una seduta continua che unisce guidatore e passeggero, come un mini divano. Al centro, un vano nascosto che si apre tirando una nastrina, pratico per riporre chiavi e altri oggetti. Non mancano la ricarica wireless e un bracciolo integrato nello schienale, che si reclina solo quando serve. E no: la smart #2 non è una tre posti. La panca serve a ingannare l'occhio, a far sembrare la #2 più grande di quanto sia, non a ospitare un passeggero in più, per quanto l'idea abbia solleticato smart in più di un'occasione. Dentro sembra più grande La plancia, come si intravede dalle pochissime immagini diffuse da smart, segue la stessa logica: linee pulite, andamento a S, zero barriere visive. L'abitacolo si apre, respira, appare più arioso, anche se la lunghezza rimane invariata: poco sotto i 2,80 metri. la smart che torna a fare la smart: massimizzare lo spazio, non l'apparenza. Ricarica rapida e 300 km di autonomia Sotto pelle, la tecnica è solida: piattaforma ECA per elettriche compatte, sospensione posteriore multilink a cinque bracci, batteria da 35,7 kWh per circa 300 km, ricarica dal 10 all'80% in corrente continua in meno di 20 minuti e funzione vehicle-to-load. Smart #2: prezzi Sul prezzo filtrano le prime indicazioni. In smart ipotizzano (ma non è ancora ufficiale) circa 20.000 euro, fino a sfiorare i 25.000 per l'allestimento più ricco. Il bersaglio è dichiarato: Renault Twingo elettrica.Il debutto è atteso al Salone di Parigi, ma il messaggio è chiaro: dopo anni passati a inseguire le SUV, smart torna a fare ciò che sa fare meglio. Brabus e Cabrio E non finisce qui. La gamma si allargherà: sono in arrivo una Cabrio e una versione firmata Brabus. Una curiosità comune a tutte le varianti? Dietro, niente portellone unico da concept: la versione di serie avrà la classica ribaltina.
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Renault Megane E-Tech cambia così: linee riviste, nuova batteria LFP e ricarica più rapida

11 ore 34 sec fa
A quattro anni dal debutto, la Renault Megane E-Tech Electric si concede un importante aggiornamento di metà carriera. Il crossover a batteria della Casa francese evolve nel design, introduce una nuova batteria LFP più efficiente e amplia la dotazione tecnologica. Secondo Renault, oltre due terzi degli acquirenti della Megane E-Tech provengono dal mondo delle auto termiche: per questo il restyling punta a rendere ancora più semplice l'esperienza elettrica, senza rinunciare a contenuti di alto livello. Frontale rivisto e nuova firma luminosa Le modifiche apportate dal restyling si concentrano soprattutto nella parte anteriore. Il frontale è stato aggiornato e, ad eccezione dei fari principali, tutti gli elementi sono nuovi. Spariscono le luci diurne a forma di S e al loro posto arrivano elementi luminosi con motivo a losanga disposti ai lati del paraurti.Nuova anche la calandra chiusa, rifinita in nero lucido e caratterizzata da un motivo tridimensionale che integra il logo Renault, ora collocato sotto il cofano. Una soluzione che abbassa visivamente la vettura, nonostante sia cresciuta in altezza di circa 2 cm per fare spazio alla batteria.Al posteriore restano i gruppi ottici a tutta larghezza, ma con una nuova struttura tridimensionale priva della tradizionale lente esterna. Rivisto anche il paraurti.  Arriva la batteria LFP da 67 kWh La novità principale si trova sotto la carrozzeria. La Megane E-Tech Electric adotta una batteria da 67 kWh utilizzabili con chimica LFP (litio-ferro-fosfato), abbinata al motore elettrico da 220 CV e 300 Nm, privo di terre rare.Il nuovo accumulatore sfrutta l'architettura cell-to-pack, che secondo Renault consente di migliorare la densità energetica. L'autonomia dichiarata è di circa 500 km nel ciclo WLTP.Crescono anche le prestazioni di ricarica: la potenza massima in corrente continua sale a 165 kW, permettendo di passare dal 15 all'80% in circa 24 minuti. In alternata la ricarica è da 11 kW di serie, mentre il caricatore bidirezionale da 22 kW è optional. Infotainment: ora c'è anche Gemini L'abitacolo mantiene l'impostazione OpenR con doppio schermo digitale composto da una strumentazione da 12,3 pollici e da un display centrale da 12 pollici. Il sistema OpenR Link continua a basarsi sull'ecosistema Google, ma introduce Google Gemini, l'assistente AI che promette di interagire con i sistemi di bordo tramite linguaggio naturale.Altra novità è la Smart Mode, che, imparando dalle abitudini del conducente, imposta automaticamente la modalità di guida più adatta tra Eco, Confort o Sport. Sono stati inoltre ampliati i servizi connessi: la vettura dispone di tre anni di connettività inclusa e può accedere a oltre cento applicazioni scaricabili tramite store.Debutta anche la nuova applicazione My RNLT, che permette di inviare itinerari dal telefono all'auto, monitorare lo stato di carica, individuare i punti di ricarica e gestire le funzioni vehicle-to-load. Due allestimenti e un powertrain La gamma viene razionalizzata. Le versioni disponibili sono due: Techno ed Esprit Alpine.La Techno rappresenta il livello d'ingresso, ma offre già una dotazione completa, con sistema OpenR Link, pianificatore dei percorsi elettrici, pompa di calore e preriscaldamento della batteria.Al vertice si colloca la Esprit Alpine, con cerchi specifici da 20", dettagli dedicati, sedili elettrici con funzione massaggio, tappezzeria blu e impianto audio Harman Kardon.Per entrambe è prevista una sola combinazione: batteria da 67 kWh e motore da 220 CV. Renault Megane E-Tech: prezzi Renault non ha ancora comunicato i prezzi né l'apertura degli ordini: maggiori dettagli saranno diffusi in vista del lancio commerciale nei prossimi mesi.
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Ignition, la passione dei club conquista la pista di Vairano

Giu 20,2026
Il Talk dell'ANAI, l'Associazione Nazionale degli Autieri d'Italia, ha raccontato ai partecipanti dell'evento Ignition per i 70 anni di Quattroruote come nel secondo dopoguerra i militari impegnati nella logistica hanno creato i primi gruppi di appassionati di auto. Oggi da questa prima scintilla si è sviluppato un intero universo fatto di club, associazioni e gruppi virtuali. I club a Ignition Quattroruote Proprio a questo grande mondo di appassionati Quattroruote ha rivolto un invito speciale: a Vairano sono arrivate centinaia di auto da tutta Italia in rappresentazione di epoche e marche molto diverse tra di loro: indipendentemente dal valore economico i "Quattroruote lover" hanno dimostrato quanto sia forte il legame con le loro auto da collezione, che per l'occasione hanno calcato un luogo "sacro" come la pista di Quattroruote di Vairano. La lista dei club presenti Lunghissima la lista dei club presenti: i Registri italiani Porsche 356 e 911, il Fiat 500 Club Italia, La Scuderia Sant Abroeus, il Club Italia, la Scuderia del Portello, il Cmae, il Registro Italiano Mazda MX-5, il Japanese Car Meeting, il Registro Mini Italia, il BMW Youngtimer Club Italia, il Milano Historic Car Club, il club BMW Z3mendi e il gruppo degli appassionati di Piazza Affari di Milano.Ognuno di loro ha riunito le auto più importanti per creare una esposizione statica e dinamica di valore assoluto: passeggiando tra le aree della struttura di Vairano è stato possibile ripercorrere la storia dell'auto dai primi del 900 fino ai giorni nostri, con un elemento aggiuntivo che non ha prezzo: il proprietario innamorato della sua auto pronto a raccontare storie, ricordi e curiosità.
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Dalla Miura alla 500, a Vairano i club riuniscono un secolo di grandi classiche

Giu 20,2026
All'evento Ignition per i 70 anni di Quattroruote, i club hanno contribuito a creare una vera e propria esposizione dinamica della storia dell'automobile. Il mondo delle classiche è stato rappresentato da numerose vetture di tutte le marche, con esemplari che spaziano dai primi del '900 fino agli anni '70. Tra i modelli più anziani presenti sull'Aia di Vairano spicca una Lacoste & Battmann del 1902, Casa francese attiva fino al 1913, affiancata da molte protagoniste del dopoguerra. Accanto alle classiche Alfa Romeo Giulietta Sprint, Spider, Giulia GT e GTA, Duetto e Montreal, insieme alle Lancia Aurelia B20, B24 e Flavia, i collezionisti hanno portato anche icone come Porsche 356, 911 e 928, oltre alla Citroën DS. Per quanto riguarda le italiane, oltre a una rara Dino 2400 Spider, a una 130 Coupé e a una Fiat 2300 familiare con al traino una 124 Spider, il Fiat 500 Club Italia ha esposto numerosissimi esemplari dell'utilitaria in diverse versioni e colorazioni, incluse le rare elaborazioni Abarth e Giannini. Analoga partecipazione per il Club 127, con le difficili da trovare Sport e Top. Non potevano mancare il Tridente Maserati, rappresentato da una Indy e una Quattroporte terza serie, così come una preziosa Lamborghini Miura SV.
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Dalle supercar anni 80 alle icone moderne: le auto protagoniste a Vairano

Giu 20,2026
Accanto alle classiche, l'evento Ignition per i 70 anni di Quattroruote ha visto una partecipazione massiccia delle Youngtimer portate a Vairano dai club degli appassionati. Dalle protagoniste degli anni Ottanta alle supercar di oggi, il pubblico ha potuto ammirare alcune delle più importanti e rare auto che hanno fatto la storia dell'automobile anche sulle pagine di Quattroruote. Ferrari, Alfa Romeo e Maserati In rappresentanza dell'Italia sono state esposte le Alfa Romeo 75 e 164 oltre alla Giulia Quadrifoglio, le Fiat Panda e 500 delle generazioni più recenti e le Ferrari 355, 456, 550 Maranello, 575 e 612 Scaglietti. Presente anche la Maserati MC20 nella rrarissima versione realizzata appositamente dal Club Italia, affiancata da alcune 4200 GT e Spider, dalle Biturbo due porte e spider Zagato e dalla rara Granturismo MC Stradale del 2010. Esemplari rari Alcune chicche hanno stupito il pubblico e messo alla prova le conoscenze degli appassionati: parliamo della Gumpert Apollo, della Zagato FZ93, della TVR Cerbera 4.5 litri e della Amphicar. La anfibia non è una vettura qualunque, ma uno dei due esemplari apparso su Quattroruote e Ruoteclassiche che ha replicato nel 2025 la traversata da Piombino all'Isola d'Elba effettuata nel 1965. La compagine tedesca La Germania la fa da padrona con Porsche e BMW: la Casa di Stoccarda è ben rappresentata dalle 911 delle generazioni 964, 993, 996 e 997, mentre per la Casa di Monaco i club di marca hanno riempito la pista con le Z3 e con una selezione di modelli M che spazia dalla M3 E30 2.3 litri fino alla Z4M e alle M3 delle ultime generazioni, incluse le rarissime varianti GTS e CSL. Le protagoniste del Giappone Impossibile non stupirsi anche per le numerosissime Mazda MX-5, presenti in tutte e quattro le generazioni e in tutte le varianti commercializzate in Europa, incluse alcune serie limitate ed esemplari personalizzati, come buona norma nel mondo della spider più venduta della storia. In rappresentanza del Giappone non sono mancate infine le Honda Civic e S2000 e le Toyota Celica e Supra degli specialisti del Japan Cars Meeting.
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Alfa Romeo GTAm 1970, la leggenda delle piste che dominava lEuropa

Giu 20,2026
All'evento Ignition per i 70 anni di Quattroruote la Scuderia del Portello ha esposto, nell'Aia di Vairano, l'Alfa Romeo GTAm del 1970. Si tratta di un esemplare ufficiale con una importante storia agonistica, capace di raccontare il vero spirito del motorsport anni 70. 210 CV per meno di 1.000 kg Basata sulla Giulia 1750 GT, la GTAm è stata sviluppata da Autodelta sfruttando ogni opportunità concessa dal regolamento dell'epoca. Dopo l'esperienza vincente della GTA con il motore a doppia accensione, Alfa Romeo ha omologato per le corse la variante destinata al mercato americano della GT con iniezione Spica, abbandonando così i carburatori.Gli alleggerimenti estremi, i vistosi parafanghi allargati e le soluzioni tecniche studiate nei minimi dettagli hanno permesso di proseguire la striscia vincente in tutta Europa. Con circa 210 CV su meno di 1.000 kg, offriva prestazioni elevatissime per l'epoca ed è stata costruita in circa 40 esemplari. Restaurata nel 2018 L'esemplare esposto a Vairano è una GTAm ufficiale Autodelta, utilizzata tra il 1970 e il 1973 sulle principali piste europee da piloti come De Adamich, Hezemans, Facetti, Zeccoli e Van Lennep.Questo telaio fu coinvolto anche nel tragico incidente di Spa-Francorchamps del 1973 in cui perse la vita Larini ed è entrato a far parte della collezione della Scuderia del Portello nella seconda metà degli anni 90. Il restauro è stato completato nel 2018 dal reparto Heritage di Stellantis, in collaborazione con Officine Classiche Alfa Romeo.
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Dal passato al presente: il boom dei restomod spiegato da chi li crea

Giu 20,2026
Scomodando Virginia Woolf, potremmo definirle un'auto tutta per sé. Che siano restomod o retromod, la rinascita del passato sta vivendo un momento d'oro. A spiegarne le ragioni, sul palco di Ignition, cinque protagonisti moderati dal vicedirettore di Quattroruote Marco Pascali: Riccardo Quaggio, Carlo Borromeo, Davide Baldini, Emanuel Colombini ed Emanuele Bomboi. Quaggio: "Le Case devono mettersi in gioco" Il nostro scopo è creare una vettura dal design iconico che resista al tempo e dimostri alle nuove generazioni che lo stile non ha età, spiega Riccardo Quaggio, fondatore di Totem Automobili. Nasco con una grande fame: non provengo da una famiglia ricca e ho intrapreso questo percorso per costruirmi un futuro, ma anche per mostrare cosa significa progettare un motore e un'auto da zero, realizzandoli in Italia con una tenacia che spesso oggi non vedo. I marchi cinesi stanno vendendo moltissimo perché, 15-20 anni fa, avevano ancora quella fame e hanno fatto di tutto per affermarsi. Oggi le Case venderebbero più auto se avessero il coraggio di mettersi in gioco: dovrebbero dimostrare il valore dell'artigianato italiano e offrire un'esperienza completa al cliente. Borromeo: Il restomod è uno specchio dei tempiIl redstomod è uno specchio dei tempi e copre un mercato che le case automobilistiche non stanno assolvendo per diversi motivi, spiega Carlo Borromeo, fondatore della BorromeoDeSilva, Io in queste auto vedo tanta nostalgia, un'àncora culturale a un mondo passato che ci piaceva di più, che ricordiamo come bello. Venendo all'oggi, secondo il designer le Case tradizionali dovrebbero rischiare di più, avere uno spirito più avventuroso, fare auto per persone specifiche non progetti generici: certo, il profilo di rischio così è più alto, ma ciò potrebbe portare anche a maggior successo. Colombini: I restomod sono emozionaliPer Emanuel Colombini, restomod e retromod rispondono a esigenze che i marchi tradizionali faticano a interpretare. Le cause sono soprattutto le normative europee e gli obiettivi finanziari, spiega il fondatore di Eccentrica Cars. Per rispettarli, le Case sviluppano supercar e hypercar dominate dall'elettronica, spesso pesanti a causa dell'elettrificazione e meno coinvolgenti alla guida. Le auto moderne sono perfette e proprio per questo meno emozionali: i difetti dei restomod diventano invece la loro forza. Bomboi: Attenzione alle proporzioniAccanto all'emozione c'è la questione delle proporzioni, come evidenzia Emanuele Bomboi. Realizzare un restomod richiede un approccio meticoloso: bisogna conoscere a fondo gli elementi che hanno reso iconica quell'auto, spiega il design director del Centro Stile Maggiora. Un modello diventa icona quando rispetta principi fondamentali, a partire dalla proporzione. Nel caso dell'Alfa-Romeo 155, l'effetto monolitico deriva dall'equilibrio tra carrozzeria, assetto e pneumatici. Baldini: Una tendenza partita nella modaIl trend della personalizzazione nasce in altri ambiiti, come il fashion, e successivamente arriva nel mondo dell'auto, racconta Davide Baldini, responsabile di Maserati Fuoriserie, il programma che trasforma ogni vettura del marchio in un pezzo unico. Rappresenta l'espressione più alta del brand, dove il cliente trova il massimo livello di esclusività. Funziona però solo se resta coerente con valori e storia.
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