Jeep - 600 CV per la Wagoneer S europea
Dopo averla svelata nel 2022, la Jeep è finalmente pronta a lanciare sul mercato europeo la Wagoneer S. Si tratta del primo modello full electric globale del marchio, una Suv di segmento D che punta in alto, portando il marchio dove mai era stato prima di oggi. Prestazioni da sportiva (0-100 in 3,5 secondi) e interni lussuodi, per scrivere una nuova pagina di storia per il brand americano. 600 CV e batteria extralargeLa nuova Jeep Wagoneer S, esposta in anteprima europea al Salone di Bruxelles, è proposta con un powertrain bimotore a 400 volt: la potenza complessiva è di 600 cavalli grazie a due moduli da 250 kW che dialogano tra loro tramite il sistema Selec-Terrain a cinque modalità: Auto, Sport, Eco, Snow e Sand. La batteria è da 100,5 kWh e, sulla carta, può essere caricata dal 20 all'80% in soli 23 minuti: per il momento la Casa non ha svelato i dati riguardanti l'autonomia nel ciclo di omologazione europeo. Triplo schermoQuesta lussuosa Suv a trazione integrale dispone di diversi schermi, per 45 pollci totali, gestiti dal sistema Uconnect 5 ed è la prima Jeep a proporre un touch screen da 10,25 pollici per il passeggero anteriore. Oltre a questo, la Wagoneer S potrà essere personalizzata con svariati accessori, tra i quali spicca un impianto audio McIntosh composto da 19 altoparlanti, un subwoofer da 12 pollici e un amplificatore da 1.160 Watt.
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Jeep Compass - Arrivano la Plug-in e l'integrale 4xe
Il Salone di Bruxelles è l'occasione per la Jeep di presentare due nuove motorizzazioni per la Compass. Dopo le ibride full già lanciate sul mercato, la gamma della Suv americana si arricchisce così delle varianti plug-in hybrid e 4xe. Entrambe arriveranno a breve nelle concessionarie e sono già ordinabili. Compass e-Hybrid Plug-inLa versione alla spina della Jeep Compass ibrida, proposta con prezzi (in promozione) a partire da 44.900 euro, combina un motore 1.6 turbobenzina con un'unità elettrica alimentatada una batteria da 17,9 kWh: la potenza combinata è di 225 CV, la coppia massima di 350 Nm e la trazione è, come per le altre versioni già disponibili, solamente anteriore. La scheda tecnica di questo modello parla di un'autonomia in elettrico tra i 90 e i 92 chilometri (983 km di autonomia totale con un pieno di corrente e uno di benzina) con consumi tra i 2,7 e i 2,9 l/100 km con 61-63 g/km di cmissioni di CO2. Per la ricarica è previsto un sistema a corrente alternata da 7 kW con cui si può rifornire completamente la batteria in meno di tre ore. Jeep Compass 4xeDopo aver lanciato la nuova Compass solo con trazione anteriore (sia l'ibrida sia l'elettrica già disponibili, infatti, sono due ruote motrici), la Jeep ha reso disponibile la già annunciata versione 4xe a trazione integrale. A differenza delle altre 4xe, caratterizzte da motori ibridi, la Compass 4xe è 100% elettrica: il powertrain deriva da quello della Bev da 213 CV, ma propone un secondo motore al posteriore che arriva a erogare 180 CV e, grazie alla riduzione della trasmissione, fino a 3.100 Nm alle ruote. La Casa non ha ancora dichiarato tutti i dati tecnici relativi a questa vettura, ma ci si aspetta che la vettura condivida la batteria da 96 kWh della Bev già disponibile, per un'autonomia dichiarata attorno ai 600 chilometri. La Compass 4xe ha un allestimento specifico per l'off-road con assetto rialzato di 10 mm, paraurti aggiornati (pensati anche per migliorare gli angoli di attacco e di uscita) e pneumatici specifici.
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Jeep - La Avenger Black Edition debutta a Bruxelles
La gamma della Jeep Avenger si amplia con la nuova versione Black Edition, che la Casa ha deciso di portare al debutto al Salone di Bruxelles. Questo allestimeno della B-Suv, già scelta da oltre 235 mila clienti, introduce dettagli esclusivi e personalizzazioni inedite per la più piccola delle vetture del marchio americano. Tutta nera (o quasi)Basata sull'allestimento Altitude, l'intermedio della gamma, la Avenger Black Edition porta al debutto dettagli estetici di colore nero pensati per rendere più ricercato lo stile della B-Suv più venduta d'Italia. Di serie sono previsti dei cerchi di lega neri da 17 pollici, fendinebbia, loghi neri e vetri oscurati, mentre all'interno dell'abitacolo debutta una console centrale nera che integra un doppio schermo da 10,25" per quadro strumenti digitale e infotainment. La selleria prevede dei rivestimenti di tessuto e vinile "premium". Tutte le Black Edition proporranno funzioni come l'Hill Descent Control, per regolare la velocità nelle discese più ripide, e il Selec-Terrain con sei modalità di guida specifiche. A richiesta sono anche disponibili optional come il navigatore satellitare, l'apertura hands free del portellone elettrico, un impianto audio JBL e il Winter Pack, che include un sistema di riscaldamento elettrico per parabrezza e sedili anteriori.
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Omologazione N1 - Arrivano le Skoda autocarro
Sembra aprirsi una nuova stagione per le auto con omologazione N1 autocarro. Diversi costruttori hanno recentemente annunciato l'integrazione dei propri listini con varianti dedicate a professionisti, imprese e partite Iva in generale, che a fronte di alcune limitazioni al trasporto di passeggeri (descritte qui a proposito dei pick-up), permettono una serie di vantaggi sotto forma di deducibilità dell'Iva e detraibilità delle spese d'acquisto e gestione. Fra le Case che propongono questa ulteriore possibilità su un numero cospicuo di modelli della propria gamma c'è la Skoda. Per Scala, Octavia Wagon, Karoq e Kodiaq, il marchio ha messo a punto un kit di trasformazione in collaborazione con lo specialista Focaccia Group Automotive, regolarmente inserito nei listini prezzi, che comporta un extra di 1.200 euro Iva esclusa (e manodopera inclusa) per i primi tre modelli e per la variante a cinque posti della Kodiaq; è invece di 1.500 euro per la versione a sette posti di quest'ultima, la cui capacità, a seguito della modifica, scende a cinque posti. Altri modelli seguiranno, fra i quali la Superb Wagon. Si può tornare all'autoIl kit ha la caratteristica della reversibilità, nel senso che una volta terminato l'impiego strumentale del veicolo o in caso di rivendita è possibile smontarlo e tornare all'omologazione autovettra (M1). Per questo Focaccia ha sviluppato un pacchetto di elementi di vincolo delle merci e delle attrezzature trasportate costituito da piastre e ganci che vengono assicurati al pianale dell'auto nella zona del vano bagagli, tramite collanti, in modo da evitare operazioni di saldatura. La trasformazione viene eseguita in Italia da aziende selezionate e certificate da Skoda prima dell'invio alle concessionarie. La disponibilità in base alle motorizzazioni varia a seconda del modello. Negli ultimi mesi hanno annunciato la disponibilità di versioni autocarro, fra gli altri, anche Citroën (C3 Aircross), Hyundai (Kona e Tucson) e Smart (#1 e #5)
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Nuova elettrica - La Volvo EX60 esce allo scoperto: 810 km d'autonomia
Il guanto di sfida è lanciato. E consiste in una cifra: 810. Tanti sono i chilometri di autonomia scritti sul biglietto da visita della Volvo EX60. Un valore particolarmente significativo, non soltanto per la sua rilevanza assoluta, ma anche per il confronto con quella che sarà una sua diretta rivale sul mercato, la BMW iX3. A sua volta fresca di presentazione e accreditata di una percorrenza di 805 km. Bisogna precisare, a questo punto, che il riferimento pubblicato dalla Casa svedese nell'imminenza della prima mondiale (vedremo il modello il prossimo 21 gennaio) non è ancora un dato omologato sul ciclo WLTP. Ma basta comunque a farle rivendicare "il primato nella categoria", "superiore persino a quella dei modelli concorrenti più recenti". Il nuovo "record", secondo le informazioni diramate dal costruttore di Göteborg, è relativo alla variante dual motor a trazione integrale, e fa il paio con un secondo riferimento reso pubblico ufficialmente: quello relativo alla potenza massima di ricarica in corrente continua, pari a 400 kW, un valore reso possibile grazie all'impianto di bordo con tensione a 800 volt. così, stando a quanto si apprende, che la batteria della EX60 (garantita per dieci anni) è in grado di recuperare 340 chilometri di autonomia in dieci minuti di sosta (qui la iX3 fa leggermente meglio, sulla carta: 350). La nuova EX60 avrà anche l'onore di portare al debutto la nuova piattaforma elettrica nativa SPA3, che rappresenta un significativo progresso rispetto alla SPA2 (di ES90, EX90 e Polestar 3) e che equipaggerà in futuro anche la Polestar 7 (una crossover compatta che verrà costruita nella nuova fabbrica Volvo a Kosice, Slovacchia, dal 2028). Tra i suoi fiori all'occhiello, la costruzione di tipo cell-to-body (quindi con le celle della batteria integrate direttamente nel telaio, senza moduli né pacco intermedi) che permette un rilevante risparmio di peso, i nuovi motori elettrici, progettati direttamente dalla Volvo e l'adozione dello stampaggio in "megacasting", che consente di realizzare in un solo pezzo grandi parti della carrozzeria riducendo così le parti, la complessità, i costi e - ancora una volta - il peso del veicolo: la Volvo quantifica il guadagno in 200 kg.
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Ford - La guida assistita di Livello 3 arriverà nel 2028: ecco cosa potrà fare
"Introdurremo nuovi hardware e software sviluppati da noi a partire dal 2027 sulla nuova piattaforma Universal EV. E non ci fermeremo alle funzioni di guida hands-free: grazie alla stessa architettura di base, introdurremo quelle di guida assistita di Livello 3 nel 2028, che permetteranno anche di distogliere lo sguardo dalla strada". Lo ha annunciato Doug Field, responsabile di elettriche e digitalizzazione della Ford, sul palco del CES di Las Vegas. Sottolineando la "democratizzazione" che anima il processo: "Saranno delle funzionalità alla portata di molti, non un'esclusiva per i modelli di alta gamma".La nuova piattaforma modulare per le elettriche di prossima generazione, in effetti, farà da scheletro a una gamma ampia e accessibile, che comprenderà "almeno otto modelli", incluso un pick-up di taglia media (paragonabile dunque all'attuale Ranger) "che costerà circa 30 mila dollari". Un traguardo reso possibile proprio grazie alla scelta di non esternalizzare lo sviluppo digitale: "Così possiamo garantire una qualità superiore e ridurre i costi del 30% rispetto a quanto era disponibile sul mercato". E per quanto riguarda i dettagli della suite, Field ha aggiunto che "probabilmente" includerà un Lidar, "ma saremo molto specifici riguardo a cosa lo stiamo usando" e "molto attenti alle caratteristiche di cui abbiamo bisogno, essendo una nostra tecnologia proprietaria". Ancora una volta, il richiamo al costo industriale resta una chiave dell'intero progetto. Alla fiera tecnologica del Nevada, la Ford ha anche annunciato la release del nuovo assistente AI, che debutterà entro la metà di quest'anno sulle app mobile del costruttore, prima di essere introdotta sui sistemi di infotainment di bordo dei modelli americani Ford e Lincoln, entro il 2027. "L'assistente", ha spiegato Jae Park, responsabile per il digital product design "è in grado di comprendere il veicolo e l'ambiente: potrà per esempio suggerire se le gomme sono troppo gonfie o se sia opportuno cambiare modalità di guida prima di affrontare un tratto in fuoristrada". Novità, infine, anche sul fronte dei processori di bordo: la Ford ha ufficializzato la genesi di un nuovo dispositivo dall'elevata potenza di calcolo, un modulo sviluppato internamente in grado di accentrare in una sola unità la gestione dei sistemi di infotainment e di assistenza alla guida. "Così riduciamo la complessità e aumentiamo al contempo la flessibilità", ha dichiarato Paul Costa, responsabile delle piattaforme elettroniche. Che ha posto, a sua volta, l'accento sulla democratizzazione del progresso tecnologico: "Controllando hardware e software metteremo davvero queste soluzioni a disposizione di tutti".
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Omoda - La7 SHS-P col Super Hybrid arriva in Italia: prezzi e versioni
La Omoda introduce in Italia la Suv 7 SHS-P con prezzi a partire da 38.900 euro. Il modello adotta la tecnologia Super Hybrid del marchio cinese, ovvero un powertrain plug-in hybrid da 279 CV che abbiamo già avuto modo di provare su strada in Cina. Le varianti Pure e PremiumLa gamma per l'Italia prevede due allestimenti denominati Pure (38.900 euro) e Premium (41.000 euro). Il primo offre di serie i cerchi da 19", i sedili e volante riscaldabili, la ricarica wireless per smartphone, il pacchetto completo di Adas e il doppio display interno da 8,9 e 15,6 pollici. Il secondo aggiunge i cerchi da 20", l'head-up display, il tetto panoramico, i rivestimenti in ecopelle con sedili anteriori elettrici ventilati con memorie, l'impianto audio Sony e le telecamere esterne. Per ottenere invece il parcheggio automatico e i sedili con funzione massaggio è previsto il Premium Pack Pro opzionale. Oltre 1.200 km di autonomia totaleLunga 4,62 metri con un passo di 2,7 metri, la Omoda 7 combina il motore benzina 1.5 Turbo con due motori elettrici e con la batteria da 18,4 kWh. La potenza di sistema è pari a 279 CV e il consumo medio nel ciclo WLTP è pari a 2,3 l/100 km. possibile percorrere fino a 128 km in modalità elettrica (con la sola batteria), mentre l'autonomia totale supera i 1.200 km.
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Batterie - Chimiche estreme, ricariche turbo: lo stato solido è il "miracolo" di cui parlano tutti?
Al CES 2026 di Las Vegas fa bella mostra di sé una moto elettrica (la Verge TS Pro) che ha fatto scalpore non tanto per il motore integrato nella ruota posteriore (che non ha mozzo), quanto per i dati dichiarati di autonomia e ricarica: la versione con accumulatore grande (33,3 kWh, come quello di un'utilitaria) ha un'autonomia dichiarata di 600 chilometri e, in corrente continua, si rifornisce dal 0 al 100% in meno di 10 minuti. Dietro a questi mirabolanti numeri, che hanno stupito persino gli addetti ai lavori (e di cui è lecito dubitare, almeno fino a prova contraria) c'è una batteria allo stato solido, prodotta dalla svedese Donut Lab. I vantaggi dello stato solidoOrmai è noto: sulla carta, le straordinarie prestazioni delle batterie a stato solido promettono di rivoluzionare il mondo della mobilità elettrica. Come? L'accumulatore della Donut Lab dichiara una densità energetica intorno ai 400 Wh/kg (quelle agli ioni di litio stanno fra i 200 e i 300), ricariche ultrarapide (200 kW e superiori in CC), una vita utile di 100.000 cicli (le altre chimiche stanno sui 2.000-3.000, quando va bene) e un ragguardevole livello di sicurezza in caso di emergenza, perché si riducono al lumicino i rischi di esplosione in caso di impatto. Non possono mancare, almeno sulla carta, ottime prestazioni in un ampissimo range di temperature, tra i -30 e i 100 gradi centigradi. Strada tracciataNon è la prima volta che questo tipo di accumulatore equipaggia una due ruote: l'esempio più recente è quello della Ducati V21L presentata dal gruppo Volkswagen all'IAA 2025. Il quale, all'epoca (lo scorso settembre), dichiarò che, in un futuro (non si sa quanto prossimo) almeno l'80% dei veicoli elettrici VW avrà batterie allo stato solido. Anche la Toyota sta sviluppando questo tipo di tecnologia e prevede di introdurla non prima del 2027-2028. E poi, naturalmente, ci sono i cinesi: BYD, per esempio, dopo il debutto del 2027 pensa di produrle su larga scala soltanto a partire dal 2030. Piattaforma a quattro ruoteOltre a una nutrita serie di motori a corrente, la Donut Lab ha sviluppato pure una piattaforma per automobili, con propulsori integrati nelle ruote, elettronica di controllo con il relativo software sviluppato in-house e, naturalmente, pacco batterie allo stato solido. Tecnologia da vendere, nel caso, a eventuali Case automobilistiche (piccoli costruttori, più probabilmente) che si troverebbero fra le mani una base bella e pronta di un veicolo elettrico, anche se da plasmare nei dettagli. Resta da capire, di tutte le bellissime promesse tecnologiche delle batterie allo stato solido, quali si realizzeranno davvero nel mondo reale, al di fuori degli asettici test di laboratorio. E quanto tempo ci metteranno ad arrivare sul mercato.
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In Cina - Xiaomi SU7 2026: fino a 900 km di autonomia e potenze da supercar a 28 mila euro
La Xiaomi introduce in Cina la gamma aggiornata della SU7, la berlina elettrica che ha portato al debutto il marchio nel settore automotive e ha ottenuto un immediato successo sul mercato grazie anche ai listini super aggressivi. Le consegne inizieranno nel mese di aprile, mentre non ci sono ancora informazioni sull'arrivo della vettura in Italia, dove è stata mostrata in anteprima un anno fa a Milanoe che avevamo già provato su strada all'epoca del lancio in Cina. In Cina da 28.000 euroProdotta in oltre 360.000 esemplari in meno di due anni, la Xiaomi SU7 è da subito ordinabile con listini molto simili rispetto al modello uscente: il prezzo d'attacco è cresciuto da 215.900 a 229.900 yuan (da circa 26.400 a 28.100 euro al cambio attuale) e sono state introdotte numerose novità tecniche senza modificare in maniera sostanziale il design. Le differenze sono infatti limitate alla griglia anteriore, alle finiture interne e alle combinazioni cromatiche disponibili. Fino a 900 km di autonomia CLTCLa nuova gamma è articolata sulle varianti Standard, Pro e Max e tutti i modelli offrono ora di serie il sensore LiDAR integrato nel tetto per la guida assistita HAD evoluta con potenza di calcolo di 700 Tops.Tutte le varianti sono più efficienti rispetto al passato e offrono maggiore autonomia: nel generoso ciclo cinese CLTC (molto più permissivo del nostro WLTP) dichiarano rispettivamente 720, 835 e 902 km di percorrenza con una carica. La versione Max, inoltre, consente di recuperare fino a 670 km di autonomia in 15 minuti tramite ricarica ultra rapida. Motori da 320 a 690 CVPer ottenere questi risultati, Xiaomi ha evoluto la piattaforma introducendo nuovi sistemi di bordo a 752 volt, valore che sale a 897 volt per la Max. Di conseguenza tutti i motori elettrici sono ora basati sulla tecnologia V6s della versione uscente della Max e sono previste potenze di 320 CV per Standard e Pro e 690 CV per la Max. Di particolare rilievo anche l'introduzione delle sospensioni pneumatiche a doppia camera e dell'impianto frenante potenziato con pinze a quattro pistoncini. Arriverà in Europa? E a che prezzo?Al momento non ci sono nuove informazioni, ma il presidente di Xiaomi, Lu Weibing, ha già confermato che il marchio debutterà sul mercato europeo nel 2027. Per ora, il colosso hi-tech intende concentrarsi sul mercato cinese, dove fatica a star dietro a una domanda molto elevata. Oltre alla SU7, in Cina Xiaomi vende la Suv YU7 (nella foto qui sotto): a Pechino, abbiamo guidato anche lei. Logicamente, per via della tassazione e delle normative di omologazione e sicurezza europee, nonché per i dazi applicati alle elettriche costruite in Cina, in Europa sarà impossibile vedere una SU7 a 28 mila euro (anzi, è ragionevole pensare a un raddoppio del listino), ma si tratta ancora di un discorso prematuro. Almeno sul fronte dei dazi, Xiaomi potrebbe ricorrere a soluzioni alternative, costruendo (o facendo costruire) le proprie elettriche in un Paese europeo. Aspettando la UltraNei comunicati ufficiali sul restyling della SU7 non viene menzionata la SU7 Ultra, la versione estrema da 1.548 CV che abbiamo recentemente potuto testare sulla nostra pista di Vairano: è molto probabile che dopo il restyling delle varianti normali sia in arrivo una Ultra ancora più cattiva, veloce ed efficace, ma non ci sono per il momento conferme ufficiali in merito.
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Noleggio - Nel 2025 la quota di mercato supera il 30%
Nel 2025 il comparto del noleggio ha superato il 30% del mercato totale (auto e veicoli commerciali leggeri). In particolare, l'analisi annuale dell'associazione di settore Aniasa e di Dataforce indica 524.728 immatricolazioni e una crescita del 10,73%. A fare la differenza sono state però le sole autovetture (+13,3% e 453.892), con un risultato positivo sia nel lungo termine (+11,6%), che nel breve termine (+19,25%). Qualche difficoltà, invece, per i commerciali leggeri (-3,34% e 70.836 registrazioni), con un -1,34% per il lungo e un -16,1% per il breve. La quota del noleggio sull'intero mercato ha raggiunto così il 30,6%, con le vetture al 29,55% e i mezzi da lavoro al 39,57%. "Un ruolo sempre più centrale""I dati che emergono nell'analisi delle immatricolazioni del 2025 indicano che il comparto del noleggio nell'anno che si è appena concluso è tornato a macinare risultati positivi, dimostrando di svolgere un ruolo sempre più centrale nella mobilità in Italia e nell'accelerazione della transizione ecologica, nonostante lo scarso supporto da parte delle istituzioni nel facilitare il comparto soprattutto sotto il profilo fiscale", sottolineano gli autori del rapporto. In un mercato delle quattro ruote ancora in calo nel 2025, il noleggio si è confermato un pilastro essenziale per l'industria automotive, consolidando una quota di mercato del 30% sull'immatricolato nazionale", aggiunge il presidente dell'Aniasa, Italo Folonari. "Un'ulteriore conferma della validità della formula che soddisfa le esigenze di mobilità cittadina, turistica e aziendale di un consumatore disorientato dagli stop and go normativi degli ultimi anni, ma soprattutto da un aumento dei costi di acquisto e di gestione dell'auto che lo spingono sempre più a preferire l'uso all'acquisto per avere certezza sui propri impegni finanziari. L'anno che è appena cominciato può segnare una svolta importante per la mobilità a noleggio con l'appuntamento fissato dalla Legge Delega che ci attendiamo adegui la fiscalità sull'auto del nostro Paese alla media europea". La classifica dei modelliNella classifica finale del 2025 la Fiat Panda rimane il modello più noleggiato nel lungo termine, con un totale di circa 19.400 unità (+2,2%) e un ampio distacco sugli inseguitori: Volkswagen Tiguan, BMW X1, Renault Clio e Peugeot 3008. Tra i veicoli commerciali leggeri, si cnferma al priomo posto il Fiat Doblò, davanti Fiat Ducato, Ford Transit, Fiat Scudo e Ford Transit Custom.Nel noleggio a breve termine la Top 5 vede salire al primo posto la BYD Seal U. Al secondo posto la MG 3, seguita da Fiat Panda, Peugeot 208 e Fiat 600. In ambito Vcl, Iveco Daily mantiene il primato, a seguire Fiat Ducato, BYD ETP3, Toyota Proace City e Ford Transit. L'analisi delle alimentazioniQuanto alle alimentazioni, nel noleggio a lungo termine di auto l'alimentazione più diffusa nel 2025 è quella a benzina (comprese le mild hybrid) con una quota del 41%. Calo molto evidente, invece, per le diesel (-19,9%), che hanno ridotto la loro quota di mercato al di sotto del 28%, con un volume inferiore alle 100.000 unità (l'anno scorso costituivano invece l'alimentazione più diffusa nel NLT). Nel 2025 c'è stato il sorpasso da parte delle auto a benzina. Le ibride vere, ossia full e plug-in, nel 2025 hanno raggiunto il 22,6% del mercato. Le elettriche continuano a crescere in maniera importante: +39,4% nel 2025 e una quota attorno al 7%. Nei veicoli commerciali leggeri, il diesel si mantiene su percentuali di valore assoluto: supera l'82% nell'intero anno, ma la tendenza al calo è evidente (sul 2024 ha perso 7 punti). Nel noleggio a breve termine, la benzina (58,2%) precede diesel (14,7%), full hybrid (11,9%) e plug-in hybrid (9,4%). Tra i veicoli commerciali leggeri, il noleggio a breve termine evidenzia una scelta pressoché obbligata verso il diesel: l'82,2% di quota. I maggiori operatoriQuanto ai singoli operatori, Volkswagen Leasing e Arval si confermano come protagonisti indiscussi del canale dei privati, con Ayvens, Leasys e Kinto Italia distanziati nelle posizioni seguenti. La captive di Volkswagen e Arval assieme conquistano quasi il 53% del mercato dei privati. Nel canale business, ovvero le immatricolazioni destinate a clienti aziendali, sono ancora Arval e Volkswagen Leasing a realizzare i volumi maggiori, ma con il terzo incomodo Ayvens che ha una quota di mercato molto vicina al 20%, esattamente come Volkswagen Leasing.Il noleggio ai dealer vede al primo posto Volkswagen Leasing con una market share del 28%, ma Stellantis Renting è il secondo protagonista di questo sotto-canale, con il 22,4%. A seguire: Kinto Italia, Leasys ed ES Mobility. Volkswagen Leasing è anche lo specialista nel rent-to-rent verso gli operatori del breve termine, con una market share molto vicina al 30%. Ma Leasys la tallona da vicino al 27%. Più distante è Alphabet (15,7%). Nei veicoli commerciali il primo operatore è Leasys, che distanzia nettamente Arval, Ayvens, Volkswagen Leasing e UnipolRental. Il parco circolanteInfine, l'analisi fornisce un nuovo indicatore: la consistenza del parco ciricolante. Al 31 dicembre 2025 l'uso noleggio conta 1, 643 milioni di veicoli, di cui il 13,7% elettrificato (elettriche + ibride plug-in).
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Pagani - Le piattaforme del 2030 (e oltre) al CES di Las Vegas
Pagani è presente al CES 2026 in collaborazione con STMicroelectronics, per presentare uno studio sulle piattaforme automotive del 2030 e oltre. A Las Vegas è stato esposto un esemplare della Pagani Utopia sul quale sono in corso di sviluppo nuove componenti elettroniche: ribatezzata Vettura Laboratorio, l'Utopia speciale è dotata di un nuovo Gateway con processore Stellar G di STMicroelectronics e una piattaforma software sviluppata da Osdyne in linguaggio Rust, che offrono prestazioni superiori al passato e numerose funzionalità inedite. Ridurre il peso e migliorare le prestazioniQuesto elemento consente di risparmiare peso e ingombri, concentrando in un unico componente e su un numero ridotto di cablaggi tutta la diagnosi remota, gli aggiornamenti over-the-air (OTA) e la cybersecurity. Per Pagani questa semplificazione è vitale per l'aumento delle prestazioni ed è coerente con la filosofia senza compromessi del marchio; inoltre, un elemento invisibile come l'hardware si è trasformato in un oggetto artistico grazie all'involucro in carbonio realizzato su misura.
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Red Bull RB17 - La hypercar di Adrian Newey ha 1.200 CV e pesa solo 805 kg
La Red Bull ha mostrato le prime immagini definitive della RB17, la Hypercar progettata da Adrian Newey che potrà essere guidata solo in pista. La biposto era già stata svelata come Concept all'edizione 2024 del Goodwood Festival of Speed, ma il design e l'aerodinamica hanno subito ulteriori evoluzioni. Ben oltre la ValkyrieL'aspetto della RB17 è quanto di più estremo si possa immaginare, grazie all'assenza di vincoli regolamentari di qualunque tipo. La tecnologia è quella del mondo della Formula 1 e le forme sono completamente dettate dall'aerodinamica: pensando ad un'altra creatura di Newey, la Aston Martin Valkyrie, è evidente quanto l'asticella sia stata spostata molto più in alto grazie all'evoluzione del know-how tecnico e all'esperienza maturata nella massima formula. La Red Bull non ha fornito per ora dati tecnici relativi alla downforce espressa dalla RB17, né tempi sul giro di riferimento. V10 ibrido da 1200 CV su circa 800 kgI 50 esemplari previsti, per i quali non si conosce ancora il prezzo di listino, saranno dotati di un 4,5 litri V10 aspirato sviluppato appositamente dalla Cosworth. Con 15.000 giri di regime massimo e circa 1.000 CV di potenza è di per sé un pezzo unico, ma a bordo sono previsti anche due motori elettrici che aggiungono altri 200 CV. I 1.200 CV totali sono scaricati soltanto sulle ruote posteriori attraverso un cambio sequenziale e in occasione del lancio della Concept nel 2024 era stato annunciato un peso di appena 805 kg.
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World Car Awards - Tutte le finaliste 2026: l'Alfa Romeo Junior "resiste" tra le cittadine
Sono state annunciate le finaliste del titolo World Car Awards 2026, sponsorizzato da Brembo: le vincitrici delle sei categorie WCOTY 2026 (World Car of the Year) saranno annunciate il 1 aprile in occasione del Salone di New York, dopo la votazione dei 98 giurati provenienti da 33 Paesi. Tutti i titoli e le finalisteWorld Electric CarAudi A6/S6 e-tronBMW iX3Hyundai Ioniq 9Mercedes-Benz CLANissan LeafWorld Luxury CarAudi A6/S6Audi A6/S6 e-tronCadillac VistiqLucid GravityVolvo ES90World Performance CarBMW M2 CSCorvette E-RayLand Rover Defender OCTAHyundai Ioniq 6 NMercedes-AMG GT 63 ProWorld Urban CarAlfa Romeo JuniorChevrolet Spark EUVFireflyHyundai VenueWuling BinguoWorld Car Design of the YearFireflyKia PV5Lynk & Co 08Mazda 6eVolvo ES90 World Car of the Year, le 10 auto in lizzaSono infine 10 le auto che si contenderanno il premio assoluto World Car of the Year 2026:Audi Q5/SQ5BMW iX3BYD Seal 6 DM-iHyundai Ioniq 9Hyundai PalisadeKia EV4Kia EV5Mercedes-Benz CLANissan LeafToyota RAV4
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Stellantis - La produzione di auto in Italia torna ai livelli di 70 anni fa
Un tempo l'Italia era una potenza dell'industria automobilistica europea, grazie soprattutto alla Fiat. Oggi, per trovare gli stessi volumi sfornati negli ultimi anni da Stellantis, bisogna tornare indietro di diversi decenni. Se nel 2024 le fabbriche del gruppo sono infatti scese ai livelli del 1956, nel 2025 sono indietreggiate ulteriormente: in particolare, l'anno scorso sono state prodotte 213.706 unità, il 24,5% in meno rispetto a un 2024 già difficile.Solo nel 1954, con poco meno di 181 mila mezzi, si è prodotto di meno, ma il dato di allora riguardava tutti i produttori operativi in Italia, non solo la Fiat. In sostanza, come afferma il sindacato Fim-Cisl, sono state confermate le stime di ulteriore peggioramento dei dati produttivi rispetto al 2024. Insomma, l'industria delle industrie italiana è tornata agli albori del Miracolo economico del secondo dopoguerra. Il Piano Italia lo aveva previstoI numeri, per quanto impressionanti, non piovono però dal cielo. Anzi, in un certo senso erano stati previsti dalla stessa Stellantis. Durante la presentazione del Piano Italia, il gruppo aveva infatti chiarito che il 2025 sarebbe stato un anno penalizzato dalla transizione verso nuovi modelli. Inoltre, i manager hanno fornito indicazioni positive per il 2026 grazie all'arrivo di prodotti come Fiat 500 ibrida e Jeep Compass, che hanno iniziato a produrre effetti positivi già negli ultimi mesi dell'anno scorso. I numeri delle fabbriche: Mirafiori resisteLa produzione totale è scesa a 379.706 veicoli, con un -20,1% rispetto alle 475.090 del 2024, legato sostanzialmente al comparto delle autovetture. I veicoli commerciali sono parimenti in sofferenza, ma la flessione è quasi la metà: la fabbrica abruzzese di Atessa ha sfornato 166 mila mezzi da lavoro, il 13,5% in meno. Tra tutti gli impianti si salva Mirafiori grazie al recente lancio della 500 ibrida: a fine anno, la storica fabbrica torinese ha assemblato 30.202 unità, con un incremento del +16,5% rispetto alle 25.920 unità del 2024. Tuttavia, il confronto con le 94.710 del 2022 e le 85.940 del 2023 è rilevante.Per gli altri siti si va dal -47,2% di Melfi, dove la perdita sarebbe stata peggiore senza l'arrivo della nuova Jeep Compass, al -27,9% di Cassino (le 19.364 unità rappresentano il peggior dato nella storia dell'impianto laziale e un netto ridimensionamento rispetto alle 135.263 del 2017). Scende Pomigliano, con 131.180 vetture e un -21,9% salvato dalla tenuta della sempreverde Panda (le 112.690 unità coprono il 53% della produzione automobilistica nazionale) e penalizzato dal -32% della Tonale. In calo anche Modena, dove le circa 200 Maserati prodotte implicano una flessione del 23,1%. Tuttavia, per la fabbrica di via Ciro Menotti si sono già aperte prospettive di rilancio con il ritorno sulle linee di GranCabrio e GranTurismo. "Servono investimenti e modelli"Il calo dei volumi ha prodotto conseguenze occupazionali, con un elevato ricorso alla cassa integrazione e agli accordi di solidarietà. L'arrivo di alcuni nuovi modelli, come la 500 ibrida e la Compass, alimenta speranze di rilancio, ma per la Fim-Cisl serve altro: La persistente difficoltà dei volumi produttivi nel 2025, la necessità di una verifica puntuale del rispetto degli impegni annunciati e l'assenza di riscontri concreti su temi ancora irrisolti, a partire da gigafactory e Maserati, impongono alla nuova dirigenza di Stellantis di procedere, nel nuovo piano industriale che verrà presentato nel primo semestre 2026, a una ulteriore azione di rafforzamento, commenta il segretario generale Ferdinando Uliano. Bisogna anticipare i tempi di presentazione del nuovo piano industriale e prevedere investimenti aggiuntivi e nuove assegnazioni di modelli, in grado di garantire una reale risalita dei volumi produttivi, sostenendo questo percorso con un investimento significativo in sviluppo e ricerca.
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CES 2026 - Bosch: l'AI ora trova il parcheggio e combatte il mal d'auto
Comunicare con l'auto come se si interagisse con una persona reale. Al Ces di Las Vegas, Bosch ha presentato la sua nuova integrazione tra intelligenza artificiale e abitacolo: un cockpit intelligente che consente di personalizzare in modo avanzato l'ambiente dell'auto. Grazie a un Large Language Model (come ChatGPT, Copilot o Gemini, insomma) basta parlare per cambiare le impostazioni di bordo, ma non solo. Trova il parcheggioVisto che è dotato di un modello visivo in grado di interpretare ciò che accade sia all'interno sia all'esterno del veicolo, il sistema può, per esempio, cercare automaticamente un parcheggio o aiutarci nel lavoro redigendo i verbali di una riunione online. Contro la nauseaInsomma, è il software più che l'hardware a farla da padrone e su quest'onda si muove anche il Vehicle Motion Management, un sistema anti-cinetosi. Gestisce freni, sterzo, motore e telaio per ridurre i movimenti di rollio in curva o di beccheggio nel traffico stop-and-go, contribuendo quindi a prevenire il mal d'auto, spada di Damocle di elettriche e ibride (e di tanti guidatori che non sanno usarle in modo corretto).
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CES 2026 - Atlas, il robot di Hyundai che vuol fare loperaio: sarà in fabbrica dal 2028
E se l'operaio del futuro fosse un robot? Al Ces 2026, il più importante evento di elettronica in corso a Las Vegas, Hyundai risponde a questa domanda con una parola: Atlas. Se tutto andrà come previsto, l'utopia (o la distopia, vedete voi) si compirà nel 2028: sarà questo l'anno in cui il robot umanoide della Casa coreana troverà un cantuccio nelle fabbriche accanto agli umani (si limiterà a compiti ripetitivi come mettere in ordine i componenti prima dell'installazione) per poi entrare a pieno regime entro il 2030. Com'è (e cosa può fare) AtlasColmo di sensori, con una testa cilindrica, sensibilissime mani prensili, due gambe e capacità di operare tra i -20 e i 40 gradi, Atlas si avvale dell'intelligenza artificiale per imparare ed eseguire lavori come faremmo noi (o anche meglio, dipende) ed è solo uno degli ultimi frutti del forte impegno dei sudcoreani nel settore. Dal 2019 il Robotics Lab di Hyundai sforna nuove idee che vanno dalla robotica indossabilea quella di servizio (proprio al Ces 2026 ha vinto il premio Best in Ces per MobED, una piattaforma mobile su quattro ruote) passando per i robotaxi: dal 2021 si avvale anche di Boston Dynamics, una delle leader del settore acquisita per 917 milioni di dollari, fa leva su un accordo con Kia e Samsung per creare batterie ad hoc e ha alle spalle un impegno economico enorme. Per sviluppare robotica, AI e tecnologie collegate, Hyundai prevede di investire 86 miliardi di dollari in Corea del Sud e 26 miliardi negli Usa, magari tentando di battere sul tempo progetti simili di Byd, Tesla, Amazon, Toyota (che ha perfino creato una "città del futuro"). Messaggio politicoTra le pieghe della tecnologia è facile leggere anche un messaggio politico forte: tra le fabbriche coinvolte nella prima sperimentazione di Atlas c'è anche quella in Georgia, negli Stati Uniti, dove in settembre la temibile Ice (Immigration and Custom Enforcement), l'agenzia federale Usa che controlla la sicurezza delle frontiere e l'immigrazione, aveva arrestato 475 persone, tra cui 316 sudcoreani che erano stati rimpatriati a Seul. Faremo molte altre operazioni nelle fabbriche, aveva detto allora il direttore dell'Ice, Tom Homan, ma forse rimarrà a bocca asciutta: si può arrestare un robot? Nuove opportunitàIntanto Hyundai tiene a bada Trump e l'opinione pubblica con due annunci. Il primo, dello scorso anno, è che investiranno più di 20 miliardi di dollari nel piano di The Donald a sostegno della manifattura Usa, il secondo, annunciato al Ces dal vicepresidente del marchio, Jaehoon Chan, è che se da una parte ci saranno perdite di posti di lavoro tra gli operai, dall'altra si apriranno altre posizioni. D'altronde qualcuno dovrà pur progettare, produrre, programmare e allenare questi robot. Eh sì, saremo noi umani. Per ora almeno.
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Roma - Tutta la Ztl del centro diventa Zona 30: cosa cambia per sicurezza e multe
Il Comune di Roma gioca d'anticipo sui tempi inizialmente previsti: tutta la Ztl del centro diventerà una zona 30 dal 15 gennaio 2026, anziché da fine mese. Il nuovo limite, già esistente in buona parte dell'area, verrà esteso ovunque, anche alle strade più larghe come corso Vittorio Emanuele, via del Teatro Marcello, il Traforo, per migliorare la sicurezza stradale e la qualità dell'aria.Lo ha annunciato l'assessore alla Mobilità, Eugenio Patané, in un'intervista al Corriere della Sera: Le vie del centro sono retaggio della città che si voleva costruire, a misura di macchina, ma che ormai non c'è più: vanno trattate non come strade dove si può correre, ma dove si va piano per ammirare la teatralità monumentale.Come sempre, gli automobilisti verranno avvisati con la specifica segnaletica, ossia il cartello tondo bordato di rosso con la scritta nera 30. Perimetro rivisto La delibera di Giunta, approvata a novembre 2025, prevede pure la rivisitazione del perimetro della Zona a traffico limitato: l'amministrazione ha rivisto i confini a Portico d'Ottavia, via Arenula est e ovest (Ghetto), via Barberini, via Bissolati, via XX Settembre, villa Peretti, largo Gaetano Agnesi e un tratto di via dei Fori Imperiali. Multe elettroniche, cosa sta succedendo La rivisitazione della mobilità capitolina prevede anche l'installazione di nuovi occhi elettronici: a novembre 2025, sono già state montate 11 telecamere che rilevano chi passa col rosso. E, nel corso del 2026, ne arriveranno altre 40. Abbiamo scelto di coprire gli incroci più larghi, perché dove passi col rosso e hai un tratto di strada più grande da percorrere, hai un grado di pericolosità maggiore, spiega l'assessore.Il Comune installerà inoltre 60 autovelox tra fissi e mobili, che si aggiungeranno ai 20 già in uso dalla Polizia Locale. Infine, il Campidoglio pensa a 175 attraversamenti pedonali rialzati e ad altre 1.000 strade a 30 km/h.
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CES 2026 - Afeela, ecco la concept che anticipa la Suv elettrica del 2028
Afeela presenta al CES di Las Vegas la Prototype 2026, la concept che anticipa la Suv elettrica di serie che la joint-venture Sony Honda Mobility introdurrà sul mercato nel 2028. Dopo la berlina arriva la SuvLa Suv affiancherà la berlina Afeela 1, dalla quale riprende sia la piattaforma sia i principali stilemi, con un approccio minimalista. La versione definitiva differirà in pochi particolari e le immagini ufficiali mettono in risalto alcuni elementi specifici, tutti riconducibili alla ricerca della massima efficienza: la coda allungata con accenno di terzo volume, lo spoiler sul portellone, il frontale totalmente chiuso, l'assenza di maniglie, gli specchietti con telecamere e i sensori Lidar integrati sul tetto per la guida autonoma. Il cambio di paradigma rispetto alla Sony Concept Vision-S 02 presentata al CES nel 2022 è evidente. La Afeela 1 in California a fine 2026Mentre il pubblico ammira la Suv Concept, Afeela si prepara a debuttare sul mercato: la berlina Afeela 1 sarà infatti nelle concessionarie californiane entro la fine del 2026 con prezzi compresi tra 89.900 e 102.900 dollari. La 1 sarà commercializzata nel 2027 anche in Giappone, mentre per il momento non ci sono annunci relativi all'Europa.
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Volvo - Thomas Ingenlath torna a guidare il design
La Volvo punta sul passato "collaudato" per ricoprire posizioni apicali nel suo organigramma. Dopo il ritorno di Hkan Samuelsson nel ruolo di amministratore delegato, un'altra importante carica sarà assunta da un veterano della Casa svedese: dal 1 febbraio, Thomas Ingenlath ricoprirà nuovamente il ruolo di Chief Design Officer. Chi sostituisce IngenlathIngenlath prende il posto di Nicholas Gronenthal, che ha guidato ad interim il reparto design dallo scorso luglio, quando Jeremy Offer ha rassegnato a sorpresa le dimissioni, chiudendo una parentesi di poco più di due anni al timone dello stile Volvo. L'ultima nomina segna il ritorno a Goteborg di una delle matite più influenti nella storia recente della Casa. Tuttavia, il designer tedesco non ha mai lasciato del tutto la cittadina svedese.Ingenlath, dopo diversi anni nel gruppo Volkswagen, è diventato il responsabile del design della Volvo nel 2012 e nel 2017 è stato nominato amministratore delegato di Polestar, ruolo mantenuto fino al 1 ottobre 2024. Già lo scorso luglio era stato richiamato a Goteborg come senior design adviser del gruppo Geely, a diretto riporto del presidente Li Shufu. Ora torna alla Volvo, seguendo lo stesso percorso a ritroso di Samuelsson, mentre Gronenthal diventa il nuovo capo del design per le Americhe.
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Toyota - La TR010 Hybrid è l'Hypercar per il WEC
La Toyota riparte da sé stessa. Lo fa cambiando nome, pelle e prospettiva. Dal 2026, nella Classe Hypercar del Mondiale Endurance, non ci sarà più la continuità quasi immutabile vista negli ultimi anni: la nuova TR010 Hybrid segna un punto di svolta tecnico e identitario per la Casa giapponese, chiamata a reagire dopo stagioni in cui il ruolo di riferimento assoluto è stato messo seriamente in discussione.Con questa vettura, la Toyota inaugura una nuova fase del proprio programma LMH, lasciando alle spalle la GR010 Hybrid che aveva debuttato nel 2021 e che, nel bene e nel male, ha rappresentato l'ossatura del ciclo più vincente del marchio nell'era moderna dell'endurance. Non è una rivoluzione concettuale, ma un'evoluzione profonda, pensata per riportare competitività assoluta in un campionato che oggi non fa sconti a nessuno. Nuova identitàIl primo segnale di cambiamento è simbolico ma tutt'altro che marginale. In Hypercar, la Toyota correrà ufficialmente come Toyota Racing, mentre Gazoo Racing concentrerà le proprie attività su WRC e programmi clienti. Una distinzione netta, che restituisce alla massima serie endurance un'identità più factory e che accompagna il rilancio sportivo del progetto. La TR010 Hybrid è il primo frutto di questa scelta: un nome nuovo che abbandona il riferimento diretto al marchio Gazoo e che certifica la volontà di voltare pagina senza rinnegare, ovviamente, il proprio passato.Anche l'occhio vuole la sua parte. Dopo due stagioni dominate dal nero, Toyota torna al rosso, richiamando volutamente l'ultima apparizione della 24 Ore di Le Mans e, soprattutto, la memoria collettiva della leggendaria GT-One. Un omaggio al passato che accompagna uno slancio verso il futuro, in un equilibrio che da sempre caratterizza i grandi programmi endurance. Evoluzione tecnica mirataSotto la carrozzeria in composito di fibra di carbonio resta l'architettura ormai collaudata: il V6 biturbo da 3,5 litri, abbinato al sistema ibrido sviluppato internamente, continua a rappresentare il cuore del progetto. Ma attorno a questa base, la Toyota ha lavorato in modo chirurgico, concentrandosi su aerodinamica e gestione complessiva del pacchetto.Le modifiche a muso e coda, già emerse nei test autunnali al Paul Ricard, non sono semplici affinamenti estetici: raccontano la ricerca di un miglior bilanciamento aerodinamico e di una finestra di utilizzo più ampia, fondamentale in un contesto regolato dal BoP e popolato da avversari sempre più tosti. Il lavoro di sviluppo e messa a punto resta affidato alla struttura europea di Colonia, ormai uno dei centri nevralgici dell'endurance mondiale.Obiettivo: tornare al verticeLa Toyota non ha mai nascosto le proprie ambizioni e questa TR010 Hybrid nasce con un obiettivo chiaro: tornare a lottare per i titoli Piloti e Costruttori nel FIA World Endurance Championship. In quest'ottica, la continuità è garantita dagli equipaggi. Le due Hypercar ufficiali confermano i terzetti Kamui Kobayashi / Mike Conway / Nyck de Vries sulla #7 e Sébastien Buemi / Brendon Hartley / Ryo Hirakawa sulla #8. Un concentrato di esperienza, velocità e una conoscenza profonda del mezzo restano asset fondamentali in una categoria dove ogni dettaglio fa la differenza.
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