Diesel oltre i 2 euro al litro: non si ferma la corsa dei carburanti
"Non si fermano i rialzi delle quotazioni petrolifere, sullo sfondo dell'aggravarsi della crisi del Golfo: mentre il Brent sfiora quota 85 dollari, i prodotti raffinati tornano al livello della seconda metà di maggio. Alla pompa, il diesel supera di slancio la soglia psicologica dei due euro al litro in modalità self service, mentre la benzina è a un passo da 1,9. Questa mattina si registrano nuovi forti rialzi sui listini dei prezzi consigliati".La fotografia scattata da Staffetta Quotidiana, nella sua disamina giornaliera sui prezzi dei carburanti, conferma quanto la situazione sia ormai negativa, in particolare per le tasche di chi ogni giorno usa le strade per i propri spostamenti quotidiani o per lavoro. Prezzi e listini Questa mattina 15 luglio il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,897 euro al litro per la benzina (+12 millesimi rispetto a ieri), 2,017 per il gasolio (+20), 0,749 per il Gpl (-1) e 1,560 per il metano (+5). Sulla rete autostradale verde a 1,986 (+13), diesel a 2,086 (+16), Gpl a 0,882 (-1) e metano a 1,591 (+4).Quanto ai prezzi consigliati, Staffetta segnala la decisione di Eni di aumentare di due centesimi al litro sia la benzina, che il diesel. IP, invece, ha optato per un rialzo di un centesimo sulla verde e di due sul gasolio. Per Q8 +4 centesimi sulla benzina e +6 sul diesel. Tamoil ha alzato, rispettivamente, di 3 e 2 centesimi. Modalità di vendita e marchi Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati dalla testata specializzata sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati (rete stradale e autostradale insieme) vedono la benzina self service a 1,887 euro (compagnie 1,891, pompe bianche 1,879) e il diesel a 1,999 (2,001; 1,994). Al servito, verde a 2,024 euro/litro (2,064; 1,948), gasolio a 2,136 (2,175; 2,062), Gpl a 0,759 (0,769; 0,748), metano a 1,557 (1,556; 1,558), Gnl a 1,441 euro/kg (1,447 1,436).Lo spaccato dei marchi principali mostra Eni a 1,892 euro sulla benzina self service (2,101 al servito) e 1,995 sul diesel (2,206); IP a 1,899 (2,067) e 2,008 (2,176); Q8 a 1,883 (2,046) e 1,999 (2,163); Tamoil a 1,882 (1,962) e 1,994 (2,077).
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La crisi dell'auto tedesca: Magna chiude l'impianto di Dorfprozelten
Dall'industria automobilistica tedesca arriva l'ennesimo segnale di crisi: Magna ha confermato a diverse testate la decisione di chiudere l'impianto di Dorfprozelten, nella Baviera settentrionale. Chiusura anticipata Il destino della fabbrica, specializzata in specchietti retrovisori esterni e interni, era comunque segnato da tempo, ma la Magna ha deciso di anticipare i tempi a causa di "un andamento economico persistentemente negativo". In particolare, la direzione ha ritenuto "non più economicamente sostenibile" proseguire le attività. Inoltre, non sono stati sufficienti a garantire un futuro al sito gli investimenti degli ultimi anni, né tantomeno i programmi di riduzione dei costi. La fabbrica, infatti, doveva chiudere i battenti già diversi anni fa, ma alla fine era stato raggiunto un accordo con i rappresentanti dei lavoratori per ridurre gli organici e tentare di ridare slancio alle attività industriali. Nel 2023 l'impianto era stato salvato grazie alle pressioni delle autorità locali, dei politici e del sindacato dei metalmeccanici dell'IG Metall. Il prezzo pagato dai dipendeti è stato però pesante: all'epoca furono eliminati quasi 200 posti di lavoro, mentre per altri 250 dipendenti era stato raggiunto un accordo per garantire il loro impiego fino alla fine del 2028. Ora, invece, lo stabilimento chiuderà già a metà del 2027 e 216 operai perderanno il posto. La decisione della Magna di anticipare la dismissione ha, ovviamente, irritato l'IG Metall, che non ha mancato di lanciare dure accuse alla direzione. "I lavoratori hanno contribuito a garantire la sicurezza del sito e confidavano che le misure concordate sarebbero state adottate per assicurare la redditività a lungo termine dell'impianto", ha dichiarato il rappresentante Christoph Curs, attribuendo la colpa della chiusura ai manager perché - contrariamente alle promesse degli anni scorsi - non sono stati introdotti nuovi prodotti, e neppure ne sono stati trasferiti da altre sedi. "La direzione sta staccando la spina e ci ritroviamo ancora una volta in una situazione difficile", ha aggiunto Curs.
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Veicoli elettrici per le forze dell'ordine: nasce una partnership italiana per accelerare l'elettrificazione
Bertazzoni Veicoli Speciali, azienda emiliana specializzata in allestimenti per le forze di polizia e i servizi di soccorso, ha firmato un accordo di collaborazione con Energetica e Silla Industries per proporre alle Pubbliche Amministrazioni una soluzione integrata dedicata alla mobilità elettrica. L'obiettivo è offrire agli enti pubblici un interlocutore unico per veicoli e infrastrutture, semplificando il processo di elettrificazione delle flotte. Accanto alla fornitura di veicoli veri e propri, l'accordo punta anche alla progettazione e alla realizzazione delle infrastrutture di ricarica, uno degli aspetti più complessi nella transizione verso flotte a zero emissioni. Bertazzoni, attiva dal 1971 e impegnata dal 2018 con i mezzi elettrificati per polizia e soccorso, metterà a disposizione la propria esperienza negli allestimenti speciali; dal canto suo, Energetica seguirà la progettazione degli impianti e il supporto tecnico, mentre Silla si occuperà delle forniture dei sistemi di ricarica prodotti in Italia.
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Sette posti e fino a 601 km di autonomia: aperti gli ordini della Skoda Peaq
Skoda ha aperto gli ordini della Peaq, la nuova SUV elettrica a sette posti, l'unica configurazione disponibile sul mercato italiano. Due le motorizzazioni, da 204 e 300 CV, così come i tagli di batteria (63 e 91 kWh) e gli allestimenti, Selection e Sportline: il listino parte da 49.950 euro, con le prime consegne previste per ottobre 2026. Skoda Peaq: i dati tecnici Caratterizzata da un Cx di 0,249 (le maniglie sono a filo carrozzeria) la Skoda Peaq è lunga 4.874 mm, larga 1.867, alta 1.664 e con un passo di 2.965 mm. Il bagagliaio, che è ovviamente uno dei punti di forza di questo modello, mette a disposizione 299 litri in configurazione a 7 posti, che diventano 890 con 5 sedili in uso e 2.075 abbattendo anche quelli della seconda fila. A questi si aggiunge anche il frunk da 37 litri, buono per i cavi di ricarica. Ecco le motorizzazioni disponibili al lancio in Italia:Peak 60: 150 kW (204 CV) e 350 Nm, trazione posteriore, batteria da 63 kWh (59 netti) con autonomia fino a 452 km, 0-100 in 8,5 km/h, velocità massima di 160 km/hPeak 90x: 220 kW (299 CV) e 545 Nm, trazione integrale, batteria da 91 kWh (86 netti) con autonomia fino a 601 km, 0-100 in 6,8 km/h, velocità massima di 180 km/h La dotazione di serie La Skoda Peaq apre il listino con la versione Selection: di serie la vernice metallizzata, i cerchi di lega da 19", i vetri posteriori oscurati, il portellone elettrico e la telecamera posteriore, il climatizzatore a tre zone, l'head-up display con realtà aumentata, strumentazione digitale da 10,25", infotainment con display verticale da 13,6" con sistema operativo Android e il volante riscaldabile. Su tutta la gamma anche la tecnologia V2L e il Travel Assist 3.0: guida assistita di livello 2 con assistenza al cambio di corsia, monitoraggio dell'angolo cieco e rilevamento dei semafori, sistema di parcheggio semiautonomo e tramite app. La Skoda Peaq Sportline L'allestimento superiore aggiunge i cerchi da 20", l'illuminazione della calandra e i fari a matrice di LED, i mancorrenti in alluminio, la chiave digitale, la telecamera a 360, la pedaliera sportiva in alluminio, doppia piastra di ricarica per gli smartphone, sedili anteriori sportivi a regolazione elettrica con memoria, volante sportivo a tre razze con palette per la gestione del recupero dell'energia in frenata. I pacchetti optional Su richiesta, per la versione Selection, il pacchetto Tech (1.590 euro) comprende i fari a matrice di LED, la telecamera a 360 e la calandra illuminata; il Convenience Pack (1.470 euro) offre le piastre di ricarica wireless, la chiave digitale e i sedili anteriori elettrici con memoria. Su richiesta anche l'impianto stereo Sonos a 16 altoparlanti e i sedili con massaggio (da 1.550 a 2.330 euro in base alla versione), il Winter Pack (530 euro) con parabrezza e sedili posteriori riscaldabili. Il Simply Clever Pack (70 euro) consente di avere il cestino per i rifiuti nel pannello porta, il pulisci cavi di ricarica, il supporto per i tablet per i passeggeri posteriori e il secondo ombrello nella portiera del passeggero. Il tetto panoramico elettro-cromico da 2 metri quadrati, solo per la Sportline, costa 1.920 euro. Il listino della Skoda Peaq Skoda Peaq Selection 60: 49.950 euroSkoda Peaq Selection 90 4x4: 59.950 euroSkoda Peaq Sportline 60: 55.000 euroSkoda Peaq Sportline 90 4x4: 65.000 euro
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La nuova idea di Horse: un pieno di metanolo per ricaricare la batteria
Horse unisce la tecnologia REEV con l'alimentazione a metanolo e presenta il nuovo powertrain D20 Methanol. Il sistema è già pronto per le normative Euro 7 e per quelle cinesi CN6b ed è studiato in maniera da poter essere integrato nel maggior numero possibile di piattaforme modulari. Caratteristiche tecniche del motore a metanolo e del generatore Il motore endotermico è un 4 cilindri 2 litri turbocompresso da 143 CV alimentato al 100% da metanolo e capace di avviarsi a freddo fino a temperature di -35 gradi. Un'ulteriore innovazione è relativa al generatore elettrico collegato direttamente all'albero motore: si tratta di un'inedita unità a flusso assiale, che offre maggiori prestazioni ed efficienza (96,4%) a fronte di ingombri ridotti del 46%. L'intero powertrain pesa 170 kg e può ricaricare una batteria da 40 kW con 19,8 litri di carburante.
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Solo elettrica, ma con 3.100 Nm alla ruota: la Jeep Compass 4xe alla prova in off-road
Se la scelta può essere discutibile, le ragioni tecniche lo sono molto meno. Il riferimento è alla Jeep Compass 4xe, la variante più pronta al fuori strada della gamma, che - a differenza della precedente generazione ibrida plug-in - sarà disponibile solo nella versione elettrica. E le ragioni (tecniche, dicevamo) sono molteplici: una su tutte, la piattaforma STLA Medium, progettata con una certa attenzione nei confronti dell'elettrico. La seconda è legata alle prestazioni pure in off-road, dove i motori elettrici hanno un vantaggio. Esattamente ciò che Jeep ci ha invitato a provare sul campo, negli esercizi in fuori strada. Carattere e stile da off-road In primo luogo, oltre a caratterizzazioni estetiche specifiche, tra cui i paraurti con protezioni maggiorate e adesivi dal look "outdoor", che la differenziano dalla 2WD, la Compass 4xe si distingue per i pneumatici all-season di serie e l'assetto rialzato di un centimetro, che permette alla SUV americana di affrontare guadi fino a 48 centimetri. Dentro, invece, spicca il contrasto cromatico fra il classico colore scuro e gli inserti in tabacco quasi aranciato, oltre a una particolare scocca dei sedili anteriori a rete, per proteggerli da graffi e usura, e anche per appendervi oggetti vari. Oltre 3.000 Nm di coppia Sotto la pelle, invece, una sola configurazione meccanica: una batteria da 96 kWh ad alimentare due motori elettrici, capaci di 345 Nm all'anteriore e 232 Nm al posteriore. Così la potenza complessiva tocca i 375 CV, mentre l'autonomia dichiarata nel ciclo Wltp supera i 600 km.In ottica off-road, però, è interessante il valore di coppia alla ruota: al retrotreno il rapporto di riduzione è di 14:1, dunque molto corto, che fornisce fino a 3.100 Nm alla ruota partendo da fermo. A differenza del sistema usato per la Avenger 4xe (che però è ibrida), la trazione integrale rimane disponibile - se necessario - anche a velocità più sostenute. Non si ferma mai La prova si è articolata su più percorsi off-road, fra cui gli esercizi tecnici, dove si fanno subito notare gli angoli caratteristici: 28 d'attacco, 17 di dosso e 31 d'uscita. Interessante anche il comportamento del software di gestione della trazione: in base alla modalità di guida scelta può modificare l'intervento del controllo trazione e dell'ESP oltre alla risposta dell'acceleratore, auto-regolandosi in base all'aderenza disponibile senza fatica alcuna da parte del conducente. Ed è proprio in questo che l'elettrico ha il suo vantaggio più grande: la risposta immediata e la coppia istantanea riducono a zero i ritardi tipici delle trazioni integrali tradizionali, in contesti off-road dove lo slancio, l'aderenza e la coppia modulabile rapidamente sono fattori a dir poco cruciali.Le sospensioni, ben tarate per la strada, sembrano soffrire un po' di più le basse frequenze in fuori strada (anche per via della massa del veicolo), come gli avvallamenti su fondo meno morbido, ma offrono alla ruota una buona escursione negli esercizi più impegnativi. Niente integrale col motore termico Più spinosa è la questione del "solo elettrica": al momento Jeep non sembra avere intenzione alcuna di offrire una 4x4 quantomeno ibrida, sottolineando che la miglior prestazione in fuoristrada si ottiene con l'elettrico. Dall'altra parte, va considerato che la necessità di ricaricare l'auto potrebbe dimostrarsi un limite quando si parte per l'avventura (anche se l'autonomia dichiarata resta notevole).In un certo senso, pare che Jeep voglia intendere la Compass 4xe non come una semplice variante a trazione integrale, ma come vettura a sé stante dove le prestazioni nel fuoristrada tecnico devono essere il punto massimo raggiungibile da un'auto basata su questa piattaforma. E ciò sembra aver significato sacrificare il motore termico in favore di una gestione della coppia più rapida e responsiva. Certo, la Compass 4xe non è una off-road dura e pura, ma da questo primo contatto emergono doti fuoristradistiche migliori di quanto ci si aspetterebbe, trattandosi di una vettura relativamente tradizionale come schemi meccanici generali. Non resta che attendere un test più approfondito nel nostro Centro Prove, per valutare davvero le sue prestazioni - su strada e in fuori strada, ma anche nei consumi e nelle autonomie reali. Il listino di Jeep Compass 4xe Jeep Compass 4xe Upland AWD: 54.900 euroJeep Compass 4xe Overland AWD: 57.900 euro
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Cupra allarga la gamma Raval verso il basso: arriva la Plus da 135 CV
Cupra espande la gamma della Raval verso il basso con una nuova entry level. Si tratta della Raval Plus, ordinabile da settembre a partire da circa 29.000 euro, che rappresenta la porta d'ingresso del mondo Cupra a zero emissioni. Almeno fino a settembre, quando arriverà la variante da 116 CV e un prezzo di circa 26.000 euro. Fino a 300 km di autonomia La Raval Plus affianca i modelli da 211 e 226 CV già in commercio e propone un motore elettrico singolo da 135 CV, abbinato a una batteria LFP da 37 kWh che garantisce fino a 300 km di autonomia. La ricarica a 88 kW permette di passare dal 10 all'80% in 23 minuti. In corrente alternata la potenza di ricarica massima è di 11 kW. Tre pacchetti tecnologici su richiesta La dotazione di serie potrà essere completata con tre pacchetti di optional denominati Edge (con ricarica wireless per smartphone, Digital Key e V2L), Light & Sound (con impianto audio Sennheiser e Smartlight 2.0) e Drive (con gli Adas completi del Travel Assist 3.0, le telecamere a 360 gradi e il parcheggio remoto).
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Cappellano (Stellantis): il Made in EU è cruciale, ma servono criteri chiari
Emanuele Cappellano, responsabile delle attività europee di Stellantis, è tornato a sottolineare la posizione del suo gruppo sui principi del "Made in EU". Secondo il manager, il trattamento preferenziale da accordare alle produzioni europee può diventare "un importante strumento di politica industriale europea", per restituire "competitività" all'industria e "favorire la filiera", ma a precise condizioni: "criteri chiari e non tali da introdurre ulteriori ostacoli od oneri per il settore", "un'impostazione corretta e un'applicazione rigorosa". In caso contrario, rischia di "rivelarsi inutile, se non addirittura controproducente".La posizione del gruppo, condivisa di recente con Volkswagen e Renault, è articolata su alcune direttrici di riferimento, a partire dai requisiti: Cappellano ricorda la necessità di "favorire le aziende che producono nell'Ue almeno il 70% di vetture vendute all'interno dei suoi confini, con almeno il 70% di contenuto locale europeo". E poi, "il perimetro applicativo va limitato ai 27 Stati Membri, in modo da proteggere industria e consumatori europei". In terzo luogo, il Made in EU deve includere "tutto il valore aggiunto - design, ricerca e sviluppo, ingegneria e componentistica - e non limitarsi all'assemblaggio". Inoltre, "le filiere strategiche servono requisiti realistici rispetto allo stato dell'industria europea", in particolare, nella produzione delle batterie, "per cui pensiamo sia sostenibile prevedere un obbligo di produzione locale a partire dal 2030".Infine, è necessario evitare nuovi oneri, magari tramite un "approccio adeguatamente premiale". A tal proposito, Cappellano ha menzionato alcune misure già previste dal Pacchetto Automotive, come i super-crediti sulle emissioni di CO2 delle e-Car. "Le Norme UE penalizzano l'industria" Detto questo, Cappellano non ha mancato di ribadire le critiche agli attuali regolamenti europei, accusati di "scarsa aderenza alla realtà di un mercato in profonda trasformazione" e quindi penalizzanti per l'intera industria e in particolare per i veicoli commerciali leggeri e le auto piccole. Per i primi servono "un approccio dedicato" e non equiparato con le vetture, una maggiore gradualità, obiettivi realistici e piena flessibilità, mentre per le seconde "sono necessarie norme che le possano davvero valorizzare". il caso dei super crediti per le piccole elettriche, "uno strumento fondamentale per favorire una transizione più rapida e sostenibile". "Infine, per favorire investimenti e produzioni su larga scala e mantenere prezzi di acquisto accessibili, è importante 'congelare' la regolamentazione per almeno 10 anni", ha aggiunto il manager.Del resto, il settore automotive è già alle prese con "profonde criticità strutturali": dai tre milioni di volumi persi rispetto al 2019 a una concorrenza cinese, che ha già superato il 10% in Europa e "può contare su un contesto e su condizioni competitive difficilmente replicabili nel nostro Continente". "Ciò significa che per le aziende automobilistiche europee la contrazione di mercato non si limita ai 3 milioni di vetture già perse ma va ben oltre, attestandosi attorno ai 4,5/5 milioni di unità", ha proseguito Castellano, ricordando l'obiettivo di Stellantis di "governare questo contesto" e di "riconquistare spazio di mercato", anche con 50 novità nei prossimi 5 anni: 25 nuovi modelli e 25 aggiornamenti". "Abbiamo raggiunto e, in parte, superato il Piano Italia" Ovviamente, l'intervento del dirigente ha riguardato anche le attività italiane. Gli "ambiziosi obiettivi" del Piano Italia sono stati "in gran parte raggiunti e, in alcuni casi, superati", malgrado gli oneri prodotti dal "difficile contesto operativo". Stellantis, però, ha già messo in atto una nuova strategia, e ha registrato "risultati concreti" anche in Italia: immatricolazioni in crescita di quasi il 7% nel primo semestre (+16% inludendo il contributo di Leapmotor); la Pandina sempre al vertice delle auto più vendute, Fiat Professional al vertice dei veicoli commerciali, volumi produttivi in aumento del 14%, minor ricorso agli ammortizzatori sociali e un miglioramento dei rapporti con l'intera filiera."Continueremo a portare avanti" il Piano "con il lancio di nuovi prodotti, la rinnovata centralità dei nostri stabilimenti, investimenti strategici nell'innovazione e una collaborazione sempre più stretta con i fornitori", ha proseguito il responsabile delle attività europee, non senza chiedere a tutta la filiera il sostegno alla richiesta "alla Commissione europea di essere annoverati tra i cosiddetti settori energivori". "Allo stesso modo, il vostro sostegno sui territori sarebbe cruciale per permettere ai nostri progetti sul fotovoltaico e sulle biomasse di avanzare più rapidamente", ha aggiunto.Infine, non è mancata una considerazione sul recente Dpcm Automotive. Per Cappellano "va nella giusta direzione sia sul fronte dei contributi per l'innovazione e l'industrializzazione che su quello degli incentivi all'acquisto di veicoli". "Credo, infatti, sia davvero importante lavorare per rendere più attraente e più semplice investire in Italia, così come aiutare le famiglie ad acquistare nuovi veicoli. Ancor meglio lasciatemelo dire se prodotti in Europa. Ad esempio, dall'introduzione di incentivi per l'acquisto di auto piccole potrebbero trarre beneficio tanto le famiglie e l'industria italiana quanto l'ambiente", ha concluso il manager, auspicando che "tutti i protagonisti" del Tavolo "continuino a offrire il loro supporto per il bene dell'industria automobilistica italiana".
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Zenvo Aurora, a Goodwood arriva il V12 quad-turbo da 1850 CV e 416 km/h
Zenvo torna a mostrarsi in pubblico al Goodwood Festival of Speed con due esemplari della nuova hypercar Aurora, annunciata per la prima volta nel 2023. All'evento inglese sono stati esposti due Validation Prototype delle varianti Tur e Agil, che mostrano la biposto in una versione ormai molto vicina a quella che sarà prodotta a partire dai prossimi mesi. La produzione sarà limitata a 100 unità, equamente divise fra le due varianti. V12 quad-turbo e tecnologia ibrida La Zenvo ha scelto per la Aurora degli obiettivi molto ambiziosi: oltre al design aggressivo, allo studio aerodinamico e alla tecnologia di bordo di ultima generazione, il lavoro più grande è stato quello relativo al powertrain. Il motore è infatti un V12 6.6 litri con quattro turbine sviluppato in collaborazione con Mahle capace di erogare 1.250 CV con un regime massimo di 9.800 giri. A questo si aggiunge il motore elettrico da 200 CV integrato nel cambio sette marce automatico per la più leggera Agil, mentre sulla Tur sono previsti due motori elettrici anteriori per ottenere la trazione integrale e toccare quota 1.850 CV. La Tur tocca i 100 km/h da fermo in 2,3 secondi con una punta massima di 416 km/h.
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Vacanze con il cane? Il vademecum da leggere prima di partire in auto
L'estate coincide spesso con le partenze per le vacanze, per le famiglie e per i loro animali domestici. E quello che per i padroni è l'inizio di un periodo di relax, per il cane può essere un'importante fonte di stress: rumori, odori, movimenti e caldo mettono alla prova i suoi sensi, più di quanto non lo siano già i nostri, rendendo gli spostamenti più impegnativi di quanto si possa immaginare.Ecco alcune indicazioni pratiche stilate da Tavo Pets insieme alla veterinaria Zita Talamonti, esperta in comportamento animale: indicazioni pratiche per affrontare i viaggi in auto in modo più sicuro e confortevole. Attenzione a rumori, odori e movimento Come sappiamo, l'udito del cane è molto sensibile (percepisce frequenze fino a 65.000 Hz, contro i 20.000 dell'uomo): le sirene, i clacson della nostra e altrui auto, il vento provocato dai finestrini aperti e la musica ad alto volume possono aumentare il livello di stress dell'animale. Ecco perché è consigliabile mantenere un ambiente il più possibile tranquillo. Anche gli odori hanno un peso importante: meglio evitare deodoranti molto intensi, e ricordarsi di portare con sé una coperta o un oggetto che abbia un odore familiare. Ricordatevi anche che alle alte velocità, il rapido susseguirsi di stimoli visivi può accrescere il mal d'auto (se non addirittura disorientamento o ansia), specialmente nei soggetti più sensibili. Soste, acqua e pasti leggeri Per ridurre il rischio legato alla nausea è meglio tenere il cane a digiuno nelle quattro-sei ore precedenti alla partenza, assicurandosi invece che disponga sempre di acqua fresca e di una temperatura adeguata nell'abitacolo. Se il viaggio è molto lungo, cercate di programmare una sosta ogni due ore circa, in modo da permettere all'animale di muoversi, bere e rilassarsi un po' prima di ripartire. Anche il trasportino serve alla sicurezza Uno degli aspetti più importanti riguarda il trasporto del cane: secondo la veterinaria Talamonti, un trasportino introdotto gradualmente, e vissuto come un piccolo rifugio, aiuta a limitare gli stimoli esterni e aumenta la sicurezza in caso di frenate o incidenti. Il trasportino andrebbe ancorato con il sistema Isofix, e la sua superficie interna dev'essere stabile e non scivolosa. Stando a un'indagine commissionata da Tavo su cinquemila proprietari di animali, oltre la metà di loro ha viaggiato almeno una volta senza sistemi di protezione per il loro animale, e circa un terzo è stato distratto alla guida proprio dall'animale. Tra coloro che sono stati coinvolti in un incidente (o lo ha sfiorato), il 59% riferisce che il proprio animale ha riportato lesioni.
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Sulla GWM Ora Ballet Cat, omaggio al Maggiolino, arriva la modalità Lady Driving
Si scrive Ora Ballet Cat, ma è difficile non vedere subito il chiaro omaggio al Maggiolino della Volkswagen. La cinese GWM ha confermato l'arrivo sul mercato interno della sua curiosa quattro porte aggiornata a quattro anni dal lancio: oltre a novità relative agli allestimenti sono previsti powertrain più potenti. L'intenzione è quella di risollevare le sorti di un modello che - almeno per ora - è stato un flop commerciale. Arriva la modalità Lady Driving Lunga 4,4 metri e con un passo di 2,75 metri, la Ora Ballet Cat è commercializzata solo nella variante elettrica a motore singolo, la cui potenza è salita da 169 a 201 CV, portando la velocità massima a 180 km/h. I dati della batteria LFP non sono stati invece ancora svelati, così come l'autonomia.C'è però una curiosità che supera i dati tecnici: dal momento che la vettura è pensata soprattutto per la clientela femminile, GWM ha confermato la presenza della modalità di guida Lady Driving, che modifica la soglia di intervento degli ADAS per aumentare la distanza dagli altri veicoli e monitorare con maggiore rigidità stanchezza e distrazione della guidatrice.
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Osservatorio Drivalia: ibride ed elettriche salgono al 54% dei noleggi estivi
L'Osservatorio Drivalia ha esaminato oltre 50 mila prenotazioni per il trimestre giugno-agosto, scattando una fotografia dei principali trend del noleggio a breve termine.Le principali evidenze sono: la scelta di auto a basse emissioni è ormai una realtà consolidata; si prenota con più anticipo; i soggiorni si prolungano; il turismo internazionale fa la parte del leone. Tutti i numeri della ricerca In particolare, le auto elettrificate rappresentano il 54% dei noleggi estivi di Drivalia. A fare la parte del leone sono le ibride, che salgono al 44% delle scelte complessive, due punti percentuali in più rispetto al 42% dello scorso anno. Stabili al 105 le elettriche, mentre le motorizzazioni tradizionali a benzina e diesel continuano a perdere terreno, scendendo dal 48% al 46%.Tra gli altri dati spicca la propensione dei consumatori a ottimizzare il budget e a bloccare le tariffe migliori: l'anticipo medio di prenotazione sale da 24 a 31 giorni, mentre la durata media del noleggio si allunga da 8 a 9 giorni. L'analisi demografica conferma poi la forte attrattività dell'Italia per il turismo estero: ben il 61% delle prenotazioni arriva infatti dall'estero. In cima alla classifica dei paesi di provenienza svetta l'Italia con il 38%, seguita a ruota dalla Germania che, con il 26% delle prenotazioni, si conferma il primo mercato estero. Seguono Stati Uniti (17%) e Francia (15%). A livello geografico, il Sud e le Isole fanno il pieno di prenotazioni. La Sicilia conquista il vertice della classifica, con il 16,9% delle prenotazioni. Seguono la Sardegna con il 15,8% e la Puglia con il 14,5%. L'attrattività delle isole si fa ancora più marcata se si analizza il sotto-segmento dei clienti che scelgono vetture elettrificate: in questo caso la Sardegna sale al primo posto con il 19,2% delle preferenze, seguita da Sicilia e Puglia, entrambe al 16,2%.In un contesto economico complesso, e di fronte alle incertezze attuali, i consumatori non rinunciano alle vacanze, ma scelgono di pianificarle con più consapevolezza e lungimiranza, commenta Pasquale Piccolino, Country Manager di Drivalia Italia. Da un lato, il sorpasso storico delle motorizzazioni a zero e basse emissioni, che superano il 50% delle preferenze, dimostra una maturità ormai strutturale verso un turismo sostenibile. Dall'altro, l'aumento dell'anticipo di prenotazione e della durata dei noleggi risponde all'esigenza di ottimizzare tempi e costi, trasformando il noleggio nel pilastro di un viaggio più consapevole.
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Arrivano nuove batterie per la Fiat 500 elettrica: in produzione dal 2027
Stellantis è pronta a dare nuova linfa alla Fiat 500 elettrica. Il responsabile delle attività europee Emanuele Cappellano è intervenuto al Tavolo Automotive, convocato al Mimit dal ministro per le Imprese Adolfo Urso e ha comunicato importanti sviluppi per il "Cinquino" a batteria: l'anno prossimo, infatti, sulla linea di Mirafiori arriverà una versione aggiornata, in particolare sul fronte degli accumulatori. "Nel 2027, con le nuove batterie sviluppate e prodotte a Mirafiori potremo rendere la 500 elettrica ancora più competitiva e attrattiva", ha affermato il manager. Nuova generazione nel 2030 Cappellano ha proseguito, confermando quanto già anticipato dall'amministratore delegato Antonio Filosa durante la sua recente audizione in Parlamento, ma con una precisazione: Filosa non ha precisato l'anno di lancio dell'erede della 500, limitandosi ad indicare il suo arrivo a Mirafiori tra il 2030 e il 2031.Tuttavia, è chiaro che ora sia stata presa una decisione definitiva. Lo dimostrano le dichiarazioni del responsabile europeo: "A partire dal 2030, poi, arriverà la nuova generazione con più varianti, grazie alle quali rafforzeremo ulteriormente lo stabilimento". Sempre a proposito di Mirafiori, Cappellano non ha mancato di sottolineare ancora una volta che "il futuro di Mirafiori non dipende solo dall'assemblaggio". "All'interno del complesso torinese, infatti, facciamo molte cose: produciamo i nostri cambi elettrificati eDCT per vetture ibride, che continuano a registrare numeri in crescita; rigeneriamo motori, cambi e batterie all'interno del nostro hub di economia circolare; sviluppiamo nuovi prodotti grazie al lavoro di più di 3.000 ingegneri e di un centro di ricerca avanzata sulle batterie. A Mirafiori, infine, la produzione è cresciuta in modo significativo, richiedendo l'inserimento di circa 400 nuovi colleghi e riducendo di oltre il 70% il ricorso agli ammortizzatori sociali", ha concluso il dirigente.
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La B8 Erprober monta il primo motore boxer da oltre 1.000 CV sviluppato interamente da Ruf
Ruf ha presentato al Goodwood Festival of Speed un progetto totalmente nuovo per i clienti alla ricerca di un'esperienza di guida analogica. Sulla base della CTR3 è stato sviluppato il prototipo B8 Erprober che porta al debutto un powertrain 8 cilindri boxer biturbo con cambio manuale, progettato dal Costruttore tedesco. Un motore 8 cilindri boxer da oltre 1.000 CV per le Ruf del futuro Ruf è legato da sempre a Porsche, ma ha deciso di andare oltre le restrizioni della meccanica originale: quello visto a Goodwood è il primo di una serie di prototipi di sviluppo che plasmeranno le Ruf del futuro. Partendo da una versione a passo allungato della CTR3, nata a sua volta sulla base delle Porsche a motore centrale della serie Boxster e Cayman e presentata per la prima volta nel 2007, è stato creato lo spazio necessario per accogliere un 8 cilindri boxer 4.4 litri biturbo da oltre 1.000 CV con cambio manuale sei marce. I dati tecnici non sono ancora quelli definitivi, ma è chiaro che il motore ha solo una lontana parentela con quelli della 911 di serie.
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Alfa Romeo, ecco la prima immagine della prossima C-Suv del Biscione
Emanuele Cappellanno, responsabile delle attività europee di Stellantis, ha colto l'occasione del Tavolo Automotive, convocato al Mimit dal ministro per le Imprese, Adolfo Urso, per svelare una prima, parziale immagine della prossima Suv di segmento C di Alfa Romeo. "Entro fine 2027 Melfi potrà contare anche su un nuovo modello Alfa Romeo, con cui coinvolgeremo sempre di più la filiera locale. A questo proposito, vi mostro in anteprima un dettaglio di questa nuova vettura", ha affermato il manager. "So che è solo un piccolo dettaglio, ma è il massimo che posso condividere in questo momento. Il team design di Alfa Romeo è al lavoro sugli ultimi particolari, ma come vedete è già pronta. Vi posso assicurare che incarna una vera Alfa Romeo per carattere e stile e che è davvero bellissima!"
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Più le strade sono pericolose, più gli automobilisti si sentono sicuri: il paradosso della ricerca Brembo
La sicurezza stradale è un tema sempre difficile da trattare perché dipende da molteplici fattori, tra cui la situazione delle infrastrutture, lo stato di salute degli automobilisti e dei loro veicoli o le condizioni del traffico. C'è, però, un aspetto, spesso sottovalutato. Lo mette in luce la ricerca Safety in motion: Driving trust in modern mobility condotta da Economist Enterprise, con il supporto di Brembo, in dieci Paesi (Brasile, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Italia, Regno Unito e Stati Uniti): il divario tra la fiducia del pubblico e la valutazione degli esperti sulla sicurezza. In particolare, nove persone su dieci dichiarano di sentirsi sicure nei propri spostamenti quotidiani su strada, mentre solo il 45% dei professionisti che progettano, realizzano e gestiscono i sistemi di mobilita condivide questa percezione. Una fiducia mal riposta che ha delle conseguenze: da una parte può trasformarsi in un ostacolo al miglioramento dei livelli generali di sicurezza; dall'altra aumenta i rischi di incidentalità e mortalità (ogni anno in tutto il mondo 1,2 milioni di persone perdono la vita sulle strade).La ricerca mostra chiaramente che gli utenti della strada hanno molta piu fiducia nella sicurezza dei propri spostamenti quotidiani rispetto agli esperti di mobilità. un dato molto preoccupante, afferma Jean Todt, inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per la sicurezza stradale. La fiducia è essenziale per la mobilità, ma l'eccesso di fiducia può indurre le persone ad assumere rischi inutili. Utenti più sicuri dove le strade sono più pericolose Paradosso vuole che la fiducia degli automobilisti aumenti nei Paesi dove le strade sono più pericolose, il che dimostra quanto la loro percezione non sia infuenzata tanto dalla tecnologia quanto da altri fattori, come la cultura locale. A tal proposito, lo studio individua quattro diversi cluster di automobilisti, ciascuno dei quali richiederebbe una risposta specifica:Gli ottimisti: fanno riferimento a Brasile, Cina e India, Paesi dove il tasso di mortalità stradale è di 16,2 decessi ogni 100.000 abitanti, circa il doppio della media dello studio. Ebbene, proprio in questi tre mercati il divario di fiducia tra automobilisti ed esperti è di ben 76 punti (94% degli utenti, contro il 18% dei professionisti).I custodi: si trovano in Corea del Sud e Giappone, dove il gap è più contenuto (84% contro 70%), grazie a istituzioni solide e risultati costanti, ma la fiducia è ritenuta fragile a causa del rischio della compiacenza: un lento peggioramento può passare inosservato fino a quando emerge in modo evidente.I pragmatici: in Francia, Germania e Italia i tassi di mortalità sono più bassi, ma c'è comunque un divario consistente (39 punti) tra esperti e consumatori. Lo studio evidenzia un'elevata fiducia del pubblico e, al contempo, uno scetticismo verso tecnologie percepite come opache o presentate in modo eccessivamente positivo.I negoziatori: in Regno Unito e Stati Uniti vengono individuati un'elevata fiducia degli utenti (92%) ancorata alle istituzioni e un chiaro rischio legato a un fallimento regolatorio o a poca trasparenza da parte delle aziende.In Brasile, Cina e India, la fiducia del pubblico è cresciuta di pari passo con una modernizzazione rapida e visibile: nuove infrastrutture, veicoli più intelligenti, tecnologie più avanzate, spiega Pratima Singh, Principal of policy and insights di Economist Enterprise e responsabile della ricerca, facendo però presente che la fiducia ha superato i risultati effettivi in termini di sicurezza. Quando le persone credono che i sistemi siano più sicuri di quanto non siano realmente, spesso non prestano l'attenzione necessaria per viaggiare in sicurezza su strada". Fasce di popolazione e tecnologie Un altro aspetto messo in luce dalla ricerca è la variazione della fiducia in base alle fasce della popolazione. Gli utenti a basso reddito hanno una probabilità quasi doppia, rispetto a quelli a reddito medio-alto, di dichiarare una fiducia bassa o incerta nella sicurezza dei propri spostamenti quotidiani. Dal punto di vista generazionale, i Millennial (i nati tra i primi anni ottanta e il 1996) sono i piu fiduciosi (il 94% dichiara un alto livello di fiducia), mentre Gen Z (nati tra il 1997 e il 2012) e Baby Boomer (tra il 1945 e il 1964) risultano più scettici: il 12% e il 16%, rispettivamente, esprime una fiducia bassa o incerta.C'è poi la questione dell'evoluzione tecnologica dei veicoli e dei timori legati a sistemi di mobilità sempre più automatizzati. Solo il 3% dei professionisti dell'industria identifica i guasti meccanici come una delle principali cause degli incidenti. Al contrario, il 30% indica l'uso improprio o la scarsa comprensione dei sistemi di assistenza alla guida come la principale causa dei problemi di sicurezza, mentre il 24% indica il rischio più serio in funzionalità che distraggono gli utenti. Gli stessi utenti indicano il proprio comportamento su strada come la maggiore fonte di preoccupazione. Secondo i professionisti, anche il modo in cui vengono promosse le tecnologie di assistenza alla guida può contribuire al problema: per il 65% la pubblicità può sovrastimare le capacità dei sistemi, per il 62% lascia intendere che gli utenti debbano prestare meno attenzione e per il 60% enfatizza i benefici, riducendo l'attenzione sui limiti. Tiraboschi: "Industria e politica collaborino" Infine, lo studio segnala un ultimo paradosso. Nonostante l'elevata fiducia, l'88% degli utenti sostiene misure più incisive per la sicurezza stradale, tra cui limiti di velocita più bassi e maggiori controlli, e si dichiara disponibile perfino a pagare di più per sistemi di trasporto più sicuri. Allo stesso tempo, il 68% dei professionisti individua nello scarso coordinamento tra regolatori e industria il principale ostacolo al miglioramento della sicurezza. In tal senso, Matteo Tiraboschi, Presidente Esecutivo di Brembo, chiede una maggior collaborazione tra aziende e politica: Colmare il divario di fiducia richiede un'azione collettiva da parte di tutto l'ecosistema della mobilita. L'industria deve continuare a innovare in modo responsabile, i decisori pubblici devono creare quadri regolatori efficaci e, insieme, devono aiutare le persone a comprendere sia le capacità sia i limiti delle nuove tecnologie"Oggi conclude Todt - le persone non sono sicure sulla strada. Per affrontare questa pandemia silenziosa servono innovazione responsabile, regolamentazione efficace e investimenti seri. La fiducia sulla strada non dovrebbe essere data per scontata: va conquistata. La ricerca e il confronto sulla sicurezza stradale sono importanti, ma solo l'azione puo salvare vite.
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Addio al V10: la Lexus LFA torna come supersportiva a batteria
Se le GR GT e GR GT3 rappresentano il manifesto della performance secondo Toyota, la Lexus LFA Concept porta all'estremo le potenzialità della piattaforma elettrica, sintetizzando in un solo prototipo ricerca tecnologica, aerodinamica e design. Attenzione a giudicarla troppo presto, però, perché riesce a emozionare nonostante le batterie. I meriti dell'elettrico Basata sullo stesso telaio da corsa in alluminio delle sorelle GT e GT3, la Lexus LFA Concept riesce a modellare al meglio la struttura su cui nasce grazie alla compattezza dei motori elettrici rispetto a quelli termici. Questo si traduce in una carrozzeria dalle linee più pulite e sinuose rispetto alla GT e un baricentro ulteriormente ribassato. Un prototipo che di fatto evolve i tratti caratteristici della LFA del 2010 e che anticipa i lineamenti di una supersportiva a batteria che solcherà la strada nel prossimo decennio. Insomma un'estetica d'impatto, che punta a far emozionare. LFA 2.0 LFA quindi assume un nuovo significato per Toyota, diventa il manifesto in termini di tecnologia e design, pur mantenendo una linea ereditaria con la LFA del 2010. Al retrotreno troviamo infatti una firma luminosa che è un tributo agli irresistibili scarichi triangolari della LFA (da cui usciva il canto indimenticabile del V10), così come non mancano le prese d'aria sulle fiancate che puntano al posteriore. Sotto l'ala posteriore attiva si nasconde la presa di ricarica, mentre il tetto accoglie un piccolo drone. Magari da utilizzare per monitorare la situazione del traffico davanti a noi. Sportiva fuori, salotto dentro Se all'esterno entusiasma per il design ricercato, a bordo la LFA Concept lascia a bocca aperta con soluzioni avveniristiche: volante a cloche stile aeronautico (presumibilmente con il sistema steer-by-wire già utilizzato su alcune Lexus di serie), tanti comandi tattili e rotelle disposti internamente e sulla corona per gestire le funzioni della vettura e attivare modalità di guida come la F-Mode. C'è anche un selettore per il sistema di simulazione delle cambiate. Al centro troviamo invece un enorme tunnel centrale: se sulla GR GT questo elemento è legato alla presenza dell'albero di trasmissione in fibra di carbonio, qui fa sentire a proprio agio come se fosse un pezzo d'arredo. Sul cielo dell'auto si trova un display per il climatizzatore, mentre davanti al guidatore un particolare schermo 3D segue la conformazione della plancia e propone informazioni disposte su tre diversi livelli a sviluppo verticale. E il motore? Niente V10 aspirato, pistoni in alluminio forgiato, bielle in titanio o carter secco. La LFA Concept dovrebbe portare al debutto una piattaforma elettrica con batterie allo stato solido realizzate in collaborazione con Panasonic, tecnologia che prometterebbe 1.000 km di autonomia e tempi di ricarica nell'ordine dei 10 minuti. Bocche cucite per tutti gli aspetti tecnici da parte degli ingegneri Lexus, che però son ben felici di farci sentire i suoni prototipali del sound generator che dovrebbe simulare il canto del V10, che si alternano a tonalità più futuristiche.
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Torna l'incubo carburanti: diesel oltre i 2 euro in dieci regioni italiane
Peggiora ulteriormente la situazione dei carburanti, con il diesel già oltre i due euro al litro in dieci tra regioni e province italiane: Staffetta Quotidiana, nella sua rilevazione giornaliera, elenca Basilicata, Bolzano, Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Trento e Valle d'Aosta."La recrudescenza del conflitto nel Golfo Persico e il continuo calo delle scorte di petrolio e prodotti - scrive la testata specializzata - hanno fatto balzare le quotazioni di benzina e gasolio a inizio settimana. Completamente vanificati i cali registrati tra giovedì e venerdì scorsi: la quotazione della benzina è salita dell'equivalente di due centesimi e mezzo, quella del gasolio di oltre sei. Il Brent è schizzato del 10%, ben al di sopra degli 80 dollari. E così i prezzi dei carburanti alla pompa continuano la loro corsa, al massimo da metà giugno: benzina verso 1,89 euro, gasolio a un passo dai due euro al litro, con dieci regioni già al di sopra della soglia, in media self service". In particolare, questa mattina 14 luglio il prezzo medio dei carburanti erogati al fai-da-te lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,885 euro per la benzina (+6 millesimi rispetto a ieri), 1,997 per il gasolio (+8), 0,750 per il Gpl (-1) e 1,555 per il metano (+1). Sulla rete autostradale, verde a 1,885 euro (+6 millesimi), diesel a 1,997 (+8), Gpl a 0,750 (-1) e metano 1,555 (+1). Prezzi consigliati e praticati Staffetta Quotidiana segnala anche la decisione di Eni di aumentare di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e diesel. Q8 ha optato per un rialzo di due centesimi sulla verde e di sei sul gasolio, mentre Tamoil si è limitata ad aumentare di 1 centesimo il diesel. Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati (rete stradale e autostradale) mostrano la benzina self service a 1,882 euro (compagnie 1,886, pompe bianche 1,874) e il diesel a 1,991 euro/litro (1,995; 1,985). Al servito, verde a 2,018 euro/litro (2,058; 1,944), gasolio a 2,128 (2,168; 2,053), Gpl a 0,760 (0,770; 0,749), metano a 1,556 (1,555; 1,556), Gnl a 1,440 (1,447; 1,434).Lo spaccato dei marchi vede Eni a 1,881 euro sulla benzina self-service (2,090 al servito) e 1,984 sul diesel (2,195); IP a 1,898 (2,065) e 2,006 (2,173); Q8 a 1,881 (2,043) e 1,994 (2,156); Tamoil a 1,878 (1,958) e 1,988 (2,071).
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Il motore full hybrid di Bigster e Duster arriva anche sulla Sandero Stepway
Dacia ha aperto gli ordini della Sandero Stepway Hybrid 155, che monta il powertrain full hybrid già visto su Bigster, Duster e Jogger. La nuova motorizzazione è disponibile per gli allestimenti Expression ed Extreme, con prezzi da 20.800 euro. Nel corso delle prossime settimane arriverà anche per la Sandero Streetway. Il motore full hybrid Alla base del powertrain full hybrid di Dacia Sandero, di origine Renault, c'è un 4 cilindri benzina da 1.8 litri e 109 CV, abbinato a due motori elettrici: uno da 49 CV che dà trazione alle ruote e una seconda unità che fa da starter/generatore ad alta tensione. La batteria ha una capacità di 1,4 kWh. Il cambio automatico elettrificato, privo di frizione, prevede quattro rapporti per il motore termico e due per quello elettrico. I consumi dichiarati dalla Casa sono di 4,2 litri di benzina ogni 100 km. Per avere un'idea dei consumi reali, ecco quanto consuma la SUV Duster con lo stesso motore. La dotazione della Sandero Hybrid 155 La Dacia Stepway Hybrid 155 è disponibile a partire dall'allestimento Expression, che prevede cerchi da 16", barre del tetto modulari, fendinebbia anteriori, maniglie e retrovisori (regolabili elettricamente) in tinta carrozzeria, calandra e protezioni in plastica Starkle. All'interno, quattro alzacristalli elettrici, infotainment da 10" con Apple CarPlay e Android Auto wireless, telecamera e sensori di parcheggio posteriori. La top di gamma Extreme aggiunge i cerchi di lega da 16", il climatizzatore automatico, il quadro strumenti da 7", il freno a mano elettrico, accesso e avviamento senza chiave, i sensori di parcheggio anteriori, le finiture color rame all'interno, i tappetini in gomma e la selleria in Tep Microcloud lavabile. Il listino di Dacia Sandero Hybrid 155 Sandero Expression Hybrid 155: 20.800 euroSandero Extreme Hybrid 155: 21.900 euroLa Sandero Stepway è disponibile anche con il TCe 110 a benzina e il bifuel Eco-G 120, anche con il cambio automatico.
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Linee squadrate e lunotto tradizionale: prime foto della Polestar 4 SUV al Nürburgring
A pochi giorni dal teaser che ne ha ufficializzato l'arrivo a settembre siamo in grado di mostrarvi le prime foto spia della Polestar 4 SUV. La vettura è stata immortalata durante i rituali test al Nürburgring e sfoggia una camuffatura non troppo invasiva: come si vede, il frontale è molto simile a quello della Polestar 4 coupé, e si intuiscono chiaramente gli ingombri della zona posteriore. Come cambia la carrozzeria Per trasformare la 4 in una SUV la Polestar ha scelto di crescere leggermente in lunghezza rispetto ai 4,84 metri della coupé quattro porte, modificando poi la carrozzeria con l'introduzione di un volume più squadrato e di un normale lunotto in vetro. Sul tetto spiccano i mancorrenti, che pur rubando qualcosa in termini di aerodinamica, sono in perfetta armonia con la filosofia del modello. C'è anche la Performance La presenza delle pinze gialle e dei cerchi in lega di grandi dimensioni confermano che l'esemplare delle immagini è quello dotato del pacchetto Performance: la Polestar infatti dovrebbe offrire la SUV con la medesima selezione di powertrain della coupé con la scelta fra motore singolo posteriore da 200 kW (272 CV) e Dual motor da 400 kW (544 CV).
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