Prometteva un'auto da 0 a 100 in 0,9 secondi: ora Dreame licenzia tutti
Niente auto-razzo, dalle accelerazioni contro le regole della fisica: la cinese Dreame, azienda tech specializzata nell'elettrodomestica intelligente, abbandona il settore automobilistico, liquidando il progetto Starry Sky.Una delle regine degli aspirapolvere (gruppo Xiaomi), dopo un anno di annunci altisonanti sulle hypercar elettriche con 0-100 km/h in 0,9 secondi (la Nebula) e batterie allo stato solido, lancia la spugna, licenziando quasi tutti i mille dipendenti, per concentrarsi sul core business originario. Dreame: da sogno anomalo a incubo Stando a indiscrezioni del China Economy, la supercar mostrata al CES di Las Vegas era priva di telaio e veniva mossa tramite radiocomando: una rocket car acquistata da un'azienda di modellismo di Shanghai per milioni di yuan e modificata con propulsori per creare un effetto visivo a beneficio delle telecamere. Un progetto orientato più al marketing e alla raccolta fondi che a una reale produzione industriale. Gli occhi di Pechino sui fondi pubblici per l'auto Perché una retromarcia così rapida? Il forfait sarebbe dovuto a controlli delle autorità di regolamentazione, intervenute per indagare sull'uso dei fondi di investimento, limitando la capacità dell'azienda di disporre liberamente dei contributi pubblici. In futuro, quindi, solo aspirapolvere, tagliaerba robotizzati, veicoli elettrici a due ruote e robot Magic Atom, che vanno a gonfie vele.
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Diesel o ibrida? La Pajero sta per tornare e Mitsubishi svela la data
Il prossimo 2 settembre sarà svelata la quinta generazione della Mitsubishi Pajero. L'annuncio ufficiale non è stato accompagnato da ulteriori teaser o informazioni tecniche, perciò tutti i dettagli saranno resi noti in occasione del debutto. In alcuni mercati il modello continuerà a essere commercializzato con il nome Montero, mentre la produzione sarà localizzata in Thailandia. Nuova Pajero: diesel o ibrida? Le scelte tecniche confermano la volontà di mantenere intatta la vocazione da fuoristrada del modello: il telaio a longheroni derivato dal pickup Triton e la trazione integrale Super All-Wheel Control resteranno infatti protagonisti del progetto. Sul fronte dei powertrain, invece, non sono ancora disponibili dettagli ufficiali. La piattaforma è stata sviluppata per accogliere un motore diesel, ma appare molto probabile l'arrivo anche di motorizzazioni ibride a benzina compatibili con la normativa Euro 7.Non mancheranno inoltre alcuni richiami alla tradizione, come il Multi Meter, che ripropone in forma digitale gli strumenti analogici dedicati alla guida in fuoristrada caratteristici della prima generazione del 1982. Pajero: dal 1982 una storia di successi Per comprendere l'importanza di questo ritorno basta ricordare che la Mitsubishi Pajero è stata venduta nel mondo in oltre 3,3 milioni di esemplari, contribuendo in modo determinante alla crescita internazionale del marchio. A questo si aggiungono i risultati ottenuti nelle competizioni, con sette vittorie alla Dakar, che ne hanno consolidato la reputazione tra gli appassionati.Assente dai listini dal 2021, la Pajero è oggi uno dei modelli più attesi dagli estimatori del marchio giapponese e dagli appassionati della guida in fuoristrada.
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Carburanti, conto alla rovescia sulle accise: cosa può cambiare da domani notte
Ore decisive per il governo in vista della fine del taglio delle accise di 0,171 euro sul diesel, prevista domani a mezzanotte. Senza un nuovo intervento, il prezzo del gasolio potrebbe raggiungere quota 2,307 euro al litro, superando ogni record.Intanto continuano a salire i prezzi di benzina e diesel, questa volta di 5 millesimi. Questa mattina il listino medio in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,015 euro/litro per la benzina e 2,136 euro/litro per il diesel. Stabili invece il GPL a 0,746 euro/litro, mentre il metano sale a 1,663 euro/kg (+5 millesimi), secondo quanto riferito da Staffetta Quotidiana.Sulla rete autostradale, il prezzo medio della benzina è di 2,091 euro/litro (+3 millesimi), quello del diesel di 2,207 euro/litro (+3 millesimi). Invariati GPL e metano, rispettivamente a 0,881 euro/litro e 1,657 euro/kg. Per ora non si registrano effetti positivi del recente calo delle quotazioni dei prodotti petroliferi nel Mediterraneo. I prezzi dei carburanti ieri Analizzando i circa 20 mila impianti che comunicano i listini all'Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese, Staffetta Quotidiana ha elaborato le seguenti medie in modalità self service: benzina a 2,012 euro/litro (2,017 per le compagnie e 2,003 per le pompe bianche) e diesel a 2,133 euro/litro (2,139 e 2,123).Per quanto riguarda il servito, la benzina si attesta a 2,146 euro/litro (2,187 per le compagnie e 2,072 per le pompe bianche), mentre il diesel raggiunge 2,267 euro/litro (2,307 e 2,193). Il GPL è a 0,756 euro/litro (0,767 e 0,743), il metano a 1,656 euro/kg (1,653 e 1,659), mentre il GNL resta a 1,571 euro/kg.Tra i principali operatori, nella benzina self service Eni è a 2,017 euro/litro (2,222 al servito), IP a 2,021 (2,185), Q8 a 2,017 (2,173) e Tamoil a 2,006 (2,081). Sul fronte del diesel self service, Eni è a 2,131 euro/litro (2,336 al servito), IP a 2,147 (2,310), Q8 a 2,143 (2,301) e Tamoil a 2,127 (2,205). Accise e carburanti: le ipotesi allo studio Dopo la bocciatura da parte di Bruxelles della proposta italiana, condivisa anche da altri Paesi, di una tassa europea sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere, e dopo il no alla richiesta di maggiore flessibilità per il taglio delle accise, il governo è chiamato a decidere come intervenire.Come anticipato, fino a domani a mezzanotte l'accisa sul diesel resterà pari a 0,650 euro grazie al taglio di 0,171 euro introdotto nei mesi scorsi. In assenza di proroghe o nuovi provvedimenti, il prezzo teorico del gasolio potrebbe salire fino a 2,307 euro al litro. Lo sconto sulle accise costa un miliardo al mese Al momento il Consiglio dei ministri non è stato convocato. Lo ha confermato ieri, durante il Meeting di Rimini, il ministro della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Tra le ipotesi sul tavolo c'è un nuovo decreto interministeriale ponte.Il nodo principale resta quello delle coperture finanziarie. Da maggio 2026 a oggi le riduzioni delle accise sono costate allo Stato circa 2,5 miliardi di euro. Inoltre, secondo una tesi piuttosto diffusa, il beneficio maggiore andrebbe alle fasce più abbienti, che utilizzano maggiormente l'auto e consumano quindi più carburante.I numeri mostrano chiaramente il peso dell'intervento. Il primo taglio ammontava a 25 centesimi al litro per benzina e diesel, mentre da luglio la riduzione di 17 centesimi riguarda soltanto il gasolio. L'ultima proroga di due giorni è stata finanziata grazie a una quota dell'extragettito IVA di luglio attraverso il meccanismo dell'accisa mobile.Lo stesso Pichetto Fratin ha sottolineato la necessità di effettuare una valutazione complessiva degli effetti sul bilancio pubblico. Per utilizzare nuovamente il meccanismo dell'accisa mobile serviranno però nuove verifiche: a settembre sarà necessario quantificare il maggior gettito generato in agosto dall'aumento dei prezzi dei carburanti. Bonus carburante e aiuti mirati: le alternative In alternativa a un nuovo taglio delle accise, o eventualmente in parallelo, il governo potrebbe valutare misure più mirate. Tra queste figura un contributo una tantum compreso tra 80 e 100 euro per l'acquisto di carburante da accreditare sulla social card "Dedicata a te".L'agevolazione sarebbe destinata a circa 1,2 milioni di famiglie con ISEE fino a 15 mila euro.A distanza di mesi dall'inizio della crisi innescata dalla guerra tra USA e Iran, tornano quindi a circolare le stesse ipotesi già discusse in passato. L'obiettivo resta quello di contenere l'impatto del caro carburanti sugli automobilisti e gli effetti sull'inflazione.
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Auto cinesi al 30%: la previsione che preoccupa l'Europa e le contromisure allo studio
La "fame" delle Case cinesi, desiderose di conquistare il mercato dell'Unione Europea, è implacabile: l'obiettivo di guadagnare quote di vendita procede di pari passo con la sovrapproduzione nel Paese del Dragone, dove la crescita del mercato interno rallenta mentre i costruttori si fanno la guerra a colpi di sconti. Lo sostengono gli analisti di Citi, la multinazionale statunitense dei servizi finanziari, che delineano tre possibili scenari per rispondere a una domanda precisa: quali saranno le dimensioni del fenomeno nel 2035, l'anno in cui entrerà in vigore il divieto di vendita delle auto nuove con motore termico previsto dall'Unione Europea? Gli scenari, riportati da BriefAsia, sono tre. Auto cinesi al 30% nonostante i dazi sulle elettriche Oggi la quota delle auto cinesi nell'Unione Europea è attorno all'11%, circa il doppio rispetto all'anno scorso. Nello scenario di base, che ipotizza il mantenimento delle attuali regole commerciali europee, compresi i dazi sulle auto elettriche prodotte in Cina ed esportate nel Vecchio Continente, i costruttori cinesi potrebbero arrivare a conquistare il 30% del mercato europeo entro il 2035, grazie soprattutto alle elettriche e alle ibride plug-in.A sostenere questa crescita contribuiscono diversi fattori: la competitività dei costi industriali, il controllo della filiera delle batterie e una gamma di modelli a emissioni ridotte proposta a prezzi particolarmente competitivi per i clienti europei.I dazi rallentano l'espansione delle aziende asiatiche, che tuttavia possono aggirarne gli effetti producendo direttamente in Europa. In questo modo i veicoli vengono realizzati sul territorio comunitario e non sono soggetti alle medesime tariffe sulle importazioni. Una strategia già adottata da BYD, che ha scelto l'Ungheria per i propri impianti produttivi. Dazi sulle ibride plug-in: la quota scende al 25% Se Bruxelles decidesse di estendere i dazi alle ibride plug-in prodotte in Cina, ipotesi sostenuta da alcuni Paesi membri tra cui la Germania, la quota dei costruttori cinesi si fermerebbe attorno al 25%.L'introduzione di una seconda barriera commerciale andrebbe infatti a colpire una delle tecnologie oggi più richieste nella fase di transizione verso l'elettrificazione. Anche in questo caso, però, la risposta delle aziende potrebbe passare attraverso una maggiore produzione in Europa. Regole più severe sul Made in UE: quota ridotta al 15% L'ipotesi più restrittiva immagina che l'Unione Europea mantenga i dazi sulle elettriche, li estenda alle ibride plug-in e introduca criteri più rigorosi legati al concetto di Made in UE, con vincoli più stringenti sull'origine dei componenti e sulla localizzazione della produzione.In questo scenario la quota delle Case cinesi scenderebbe al 15% del mercato europeo.Le aziende del Dragone dovrebbero infatti sostenere costi operativi più elevati e, di conseguenza, perdere parte del vantaggio competitivo che oggi caratterizza i loro listini. La riduzione della convenienza economica rispetto ai marchi europei potrebbe tradursi in una minore presenza sul mercato.I prossimi mesi saranno decisivi. La Commissione Europea sta infatti valutando possibili modifiche alle regole di origine e, secondo indiscrezioni, starebbe riesaminando anche l'attuale quadro tariffario.
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Suzuki, sorpresa di fine anno: dopo l'Across plug-in arriva una citycar elettrica?
Con la Across plug-in hybrid, Suzuki offre una versione specifica della cugina della Toyota RAV4, ma entro la fine dell'anno potrebbe arrivare anche un'elettrica compatta destinata all'Europa grazie al progetto e-Sky. La Suv Across Suzuki Across: la SUV plug-in hybrid da 304 CVGrazie alle sinergie con Toyota, Suzuki conferma la propria presenza nel settore dei SUV elettrificati con la rinnovata Across. La gemella della RAV4 misura 4,6 metri, offre un bagagliaio da 446 litri ed è equipaggiata con un powertrain plug-in hybrid da 304 CV abbinato a una batteria da 22,7 kWh, che consente un'autonomia fino a 98 km in modalità elettrica. Il sistema E-Four assicura inoltre la trazione integrale. La strategia commerciale prevede un unico allestimento particolarmente ricco, denominato Top.Vendita: settembrePrezzo: da 55.900 euro Suzuki e-Sky: la citycar elettrica che guarda all'Europa Grazie all'esperienza maturata con le kei car, Suzuki potrebbe trovarsi in una posizione favorevole per entrare nel nascente segmento delle E-Car europee. Entro la fine dell'anno dovrebbe infatti debuttare un modello derivato dalla concept Vision e-Sky a propulsione elettrica, nonostante fino a oggi sia stata presentata come una proposta pensata principalmente per il mercato giapponese.Il prototipo misura 3,39 metri, promette un'autonomia di oltre 270 km con una carica e propone uno stile esterno e interno particolarmente innovativo per la categoria.Vendita: fine annoPrezzo: da definire
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C'è Spider-Man sullo schermo della BMW: in futuro pagheremo per togliere le pubblicità?
Quando accetta un abbonamento con pubblicità su Netflix, il consumatore sa di aver scelto una formula più economica. Più difficile immaginare lo stesso principio applicato a una BMW. Eppure, tra il 27 luglio e il 10 agosto 2026, sui sistemi BMW iDrive compatibili è comparso un banner dedicato a Spider-Man: Brand New Day, ultimo film sull'Uomo Ragno.Un'iniziativa che ha riaperto una domanda destinata a diventare sempre più attuale: lo schermo dell'auto che compriamo sarà davvero "nostro" per sempre, così come è uscito dalla fabbrica? O verremo presto raggiunti da una pioggia di pubblicità e servizi in abbonamento come accade già con PC, smartphone e piattaforme di streaming?Nell'ambito di una campagna realizzata con Sony Pictures e Marvel, il contenuto dedicato a Spider-Man: Brand New Day consentiva di avviare un'animazione di 19 secondi accompagnata dalla colonna sonora del film e da un'illuminazione coordinata dell'abitacolo. La campagna era disponibile in oltre 70 mercati.Va precisato che l'animazione non partiva automaticamente durante la guida: per avviarla era necessaria un'interazione dell'utente a veicolo fermo. Nonostante questo, l'iniziativa ha suscitato le critiche di alcuni proprietari, che non si aspettavano di trovare nella propria auto contenuti di questo tipo. Si può capire: chi acquista una vettura premium compra un bene fisico costoso che considera parte del proprio spazio personale. Dal canto suo, BMW ha presentato l'iniziativa come una sorpresa legata alla presenza delle proprie vetture nel film: dunque, il caso si chiude qui? Non esattamente. Non è un caso isolato La reazione suscitata dal caso Spider-Man è soltanto l'ultimo esempio di una trasformazione più ampia. Oggi l'automobile moderna non è più soltanto un mezzo di trasporto, ma una piattaforma digitale a tutti gli effetti. Una piattaforma che consente ai costruttori di mantenere un rapporto continuativo con il cliente anche dopo l'acquisto.Oltre a BMW, diversi altri costruttori stanno sperimentando l'integrazione di contenuti promozionali, servizi commerciali, piattaforme di terze parti ed esperienze digitali direttamente all'interno dei sistemi di bordo. Tesla, nel 2025, ha introdotto tramite aggiornamento software alcuni elementi grafici e sonori facoltativi ispirati al film Tron: Ares. L'iniziativa è stata interpretata da una parte dei proprietari come una forma di promozione inserita direttamente nell'interfaccia del veicolo.Anche Stellantis ha utilizzato l'infotainment per comunicazioni commerciali. Nel febbraio 2025 alcuni proprietari statunitensi di Jeep hanno segnalato messaggi relativi a piani di assistenza estesa comparsi sui display Uconnect. Stellantis ha attribuito a un problema software temporaneo il fatto che, in alcuni casi, la comunicazione continuasse a ricomparire dopo la chiusura.Nel 2024 Ford ha pubblicato negli Stati Uniti una domanda di brevetto che descrive un sistema capace di determinare numero e caratteristiche degli annunci utilizzando dati come posizione e velocità del veicolo, modalità di guida, traffico, percorso previsto e destinazione. Il sistema prende inoltre in considerazione dati storici dell'utente e segnali audio dell'abitacolo. Si tratta però di una domanda di brevetto, non di una tecnologia commercializzata né dell'indicazione di un futuro piano di prodotto.Kia, invece, ha introdotto 4screen, una piattaforma che porta nella navigazione servizi, promozioni e offerte geolocalizzate attraverso elementi grafici dedicati alle attività aderenti.Su un piano diverso, quello dell'intrattenimento, Mercedes integra nell'MBUX servizi come RIDEVU di Sony Pictures Entertainment, portando all'interno dell'auto contenuti e piattaforme sviluppati da soggetti esterni al costruttore. E pure Volkswagen ha portato PAC-MAN Championship Edition in oltre 300 mila vetture europee, integrando nell'esperienza di gioco riferimenti ai propri modelli e marchi. Pagheremo per eliminare la pubblicità? O l'accetteremo in cambio di vantaggi? Questa evoluzione ha un valore significativo per i costruttori, ma trasferisce anche una parte del controllo sull'esperienza d'uso dal proprietario al produttore.Oggi può trattarsi di una promozione legata a un film. In futuro potrebbero trovare spazio offerte, suggerimenti commerciali o altri contenuti personalizzati resi possibili dai servizi connessi e dalle funzionalità software delle vetture.Chissà, magari un giorno ci proporranno di pagare di più per evitare di doverci sorbire le pubblicità, proprio come accade con lo streaming. Oppure potrebbero nascere formule che prevedano contenuti promozionali in cambio di servizi o vantaggi economici. Distopia?
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manuale e costa 3.000 euro meno della Hybrid: come va la Ypsilon Turbo 100 - VIDEO
La nuova Lancia Ypsilon Turbo 100 nasce per chi cerca un'auto dall'impostazione più tradizionale, ma anche per chi vuole spendere meno: con un listino che parte da 22.200 euro diventa la versione più accessibile della gamma, collocandosi 3.000 euro sotto la Hybrid. Una strategia che il gruppo sta adottando anche su altri modelli, come la Fiat Grande Panda o la Jeep Avenger.Abbiamo provato la Ypsilon Turbo 100 per capire se il risparmio comporta davvero qualche rinuncia. Design e abitacolo: le differenze rispetto alla Ypsilon Hybrid Esteticamente, la Ypsilon Turbo 100 è praticamente indistinguibile dalla versione mild hybrid: restano intatte le forme e i dettagli, incluse le aperture frontali aggiuntive sulla calandra per favorire il raffreddamento del motore termico.Dentro, invece, compare naturalmente un pomello del cambio dalla classica forma sferica, con finitura satinata: gradevole alla vista e al tatto, comodo da impugnare, ma un po' soggetto al calore se si lascia l'auto sotto il sole estivo. Sparisce però l'originale "tavolino", incompatibile con il movimento della leva del cambio, in favore di un più piccolo portaoggetti tradizionale.Per il resto, restano invariati rispetto alla Hybrid sia i tessuti di rivestimento, sia la capacità del bagagliaio di 352 litri, sia la tecnologia di bordo con due schermi da 10,25 pollici ciascuno: uno dedicato all'infotainment con Apple CarPlay e Android Auto, l'altro alla strumentazione digitale. Nuovo 1.2 Turbo da 100 CV: com'è fatto e come va Alla guida, la sensazione è quella che ci si aspetta da un'auto tradizionale. Il motore rappresenta la vera novità: non è il vecchio PureTech, ma un 1.2 rinnovato nel 70% delle componenti, tra cui la catena d'acciaio al posto della cinghia a bagno d'olio, l'iniezione diretta a 350 bar e il turbocompressore a geometria variabile.In più, adotta il ciclo Miller, una soluzione che punta a migliorare l'efficienza soprattutto ai carichi parziali attraverso una gestione specifica della fase di aspirazione, compensando con il turbo le perdite di riempimento dei cilindri.La potenza di 100 CV, come suggerisce il nome, si dimostra adeguata anche alle velocità autostradali, dove il motore non appare affaticato e conserva una buona capacità di ripresa. Alle andature più basse, però, offre il meglio di sé: la spinta arriva soprattutto ai regimi medio-bassi e permette di affrontare con disinvoltura ripartenze e attraversamenti urbani. Lancia Ypsilon Turbo 100: il test su strada Naturalmente, con lo 0-100 km/h coperto in 10,2 secondi dichiarati, la Turbo 100 non ha ambizioni sportive (per quello esiste la HF da 280 CV), e il cambio si allinea alla stessa filosofia nel coinvolgimento: la frizione è leggera e i fine corsa della leva non sono solidissimi, ad esempio, ma gli innesti sono precisi e ben definiti, rendendo il cambio complessivamente piacevole da azionare. La rapportatura, allo stesso modo, è pensata per sfruttare al meglio il propulsore: le marce sono ben distanziate fra loro e i rapporti sono relativamente lunghi, per muoversi comodamente con il motore spesso intorno ai 2000 giri/min - abbastanza in basso da viaggiare rilassati, ma già nella zona utile della coppia quando serve riprendere.Sostanzialmente invariati sono anche l'assetto generale della vettura e la taratura dello sterzo, sviluppati dando priorità al comfort complessivo. Se si alza un po' il ritmo, però, si percepisce un comportamento dinamico migliore di quanto la sua impostazione votata al comfort lascerebbe immaginare: trasmette una buona sensazione di sicurezza e stabilità, e in generale è relativamente difficile da scomporre in curva. Ma, volendo, offre anche una piacevole vivacità del retrotreno in rilascio. Nel corso della prova, il computer di bordo ha indicato medie comprese tra i 14 e i 16 km/L nell'utilizzo misto, con variazioni legate naturalmente allo stile di guida. Si tratta però di un dato indicativo: per una valutazione precisa dell'efficienza bisognerà attendere la prova strumentale del nostro Centro Prove. Lancia Ypsilon: prezzi e gamma Lancia Ypsilon 1.2 Turbo 100 benzina: 22.200 euroLancia Ypsilon 1.2 Hybrid: 25.200 euroLancia Ypsilon elettrica: 35.400 euroLancia Ypsilon HF 280 CV: 43.300 euro
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"La situazione è più che critica": Volkswagen apre il confronto su tagli e fabbriche
Scatta l'ora X per Volkswagen: è previsto per domani il primo di nove incontri tra i vertici del gruppo e i rappresentanti dei lavoratori, in calendario fino al 31 agosto. Il clima si preannuncia particolarmente teso, come riporta Bloomberg, con i sindacati che accusano la dirigenza di una gestione comunicativa definita "disastrosa" riguardo alle ipotesi di tagli, chiusure di impianti e possibili spin-off di alcune divisioni.Durante l'assemblea di Wolfsburg, il CEO Oliver Blume e il numero uno del marchio Volkswagen, Thomas Schäfer, illustreranno ai dipendenti il piano di riduzione dei costi, sottolineando la complessità della situazione che il gruppo sta attraversando. Blume: La situazione è più che critica Blume ha già avvertito che le difficoltà potrebbero accentuarsi nei prossimi anni. Secondo quanto riportato da Reuters, che cita una nota interna visionata dall'agenzia, gli oneri generali di Volkswagen risultano superiori di oltre il 30% rispetto a quelli di aziende considerate comparabili.Il costruttore tedesco sta affrontando contemporaneamente diversi fattori di pressione: la crescente concorrenza dei marchi cinesi sul mercato europeo, il rallentamento della redditività in Cina e l'impatto dei dazi sulle importazioni negli Stati Uniti. Un contesto che si riflette su utili in diminuzione e su una significativa sovraccapacità produttiva in Europa."La situazione è più che critica", ha dichiarato l'amministratore delegato. Secondo Blume, margini inferiori al 4% possono essere considerati solidi nell'attuale contesto di mercato, ma non sarebbero sufficienti, nel lungo periodo, a garantire risorse adeguate per investimenti in tecnologie, prodotti e stabilimenti. Tagli alla forza lavoro: conto finale da definire Il gruppo non ha finora quantificato ufficialmente l'entità di eventuali ulteriori riduzioni dell'organico. Diverse indiscrezioni parlano di altri 50.000 posti di lavoro potenzialmente a rischio, che si aggiungerebbero ai circa 50.000 già previsti nei piani annunciati in precedenza.Nel frattempo, gli azionisti di riferimento della famiglia Porsche-Piëch avrebbero aumentato la pressione sulle parti coinvolte, chiedendo misure di ristrutturazione più incisive. Restano invece prive di conferma ufficiale le ipotesi relative agli stabilimenti tedeschi potenzialmente interessati dagli interventi. Tra quelli citati dalle indiscrezioni figurano Emden, Hannover, Zwickau e Neckarsulm.
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Vendeva Opel, ora è principe del Belgio: la storia da film di Clément
Che storia da film: il 26enne Clément Vandenkerckhove, che ha lavorato come venditore in una concessionaria Opel nelle Fiandre, il Garage Dhont di Deinze, è ora un principe, dopo essere stato riconosciuto legalmente come figlio del 62enne Laurent, fratello minore di re Philippe del Belgio. Negli anni 90, Laurent ebbe una relazione con la madre del giovane, Iris Vandenkerckhove, nota come Wendy Van Wanten, modella, cantante e personaggio televisivo. I due si conobbero a una sfilata di moda a Parigi e, secondo le ricostruzioni disponibili, la loro storia proseguì per diversi anni. Re Alberto II, padre di Laurent, sarebbe stato contrario alla relazione. Dal riconoscimento pubblico a quello legale La formalizzazione giuridica, avvenuta davanti a un ufficiale dello stato civile nel febbraio 2026, è stata resa pubblica soltanto negli ultimi giorni. Già il 9 settembre 2025, però, Laurent aveva riconosciuto pubblicamente di essere il padre biologico di Clément, mettendo fine a un quarto di secolo di voci.Secondo quanto raccontato dallo stesso Clément, un test del DNA avrebbe indicato una compatibilità del 99,5%. La madre gli aveva rivelato l'identità del padre quando aveva 16 anni. Quattro anni dopo, il giovane aveva preso contatto con Laurent, iniziando a costruire con lui un rapporto rimasto inizialmente lontano dai riflettori. Principe del Belgio, ma fuori dalla successione al trono Nato nell'agosto del 2000, prima del matrimonio tra Laurent e Claire Coombs, celebrato nel 2003, con il riconoscimento legale Clément ha acquisito i diritti ereditari sul patrimonio privato del padre. Sarà quindi tra gli eredi insieme agli altri tre figli del principe: Louise, nata nel 2004, e i gemelli Nicolas e Aymeric, nati nel 2005. Il riconoscimento ha prodotto anche un'altra conseguenza. In base al regio decreto belga del 12 novembre 2015, i figli e i nipoti discendenti direttamente da re Alberto II portano il titolo di Principe o Principessa del Belgio. Clément è quindi diventato automaticamente Principe del Belgio, senza bisogno di un'investitura o di un ulteriore provvedimento personale del re. Il titolo non gli apre però le porte della successione al trono e non gli dà diritto a una dotazione pubblica. Clément non avrà inoltre alcun ruolo ufficiale nella monarchia. Quanto potrà ereditare Clément? Quanto erediterà alla morte del padre, il principe Laurent? Al momento è impossibile fornire una stima attendibile. La successione effettiva dipenderà dalla composizione del patrimonio privato, dalle norme successorie applicabili e da eventuali disposizioni testamentarie.Occorre inoltre distinguere i beni personali del principe da quelli appartenenti alla Donation Royale, l'istituzione pubblica autonoma che gestisce numerose proprietà storicamente legate alla monarchia belga. Questi beni non fanno automaticamente parte del patrimonio privato di Laurent e non sono quindi liberamente trasmissibili ai suoi eredi. Il valore dell'eredità destinata a Clément, per ora, resta un'incognita.
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Cina, richiamo senza precedenti per le portiere: coinvolte 4,3 milioni di auto
La Cina avvia il più grande richiamo automobilistico della sua storia: nove costruttori interverranno complessivamente su circa 4,3 milioni di vetture per problemi legati ai sistemi meccanici di sblocco d'emergenza interni delle portiere. La parte più consistente riguarda Tesla, con quasi 3 milioni di veicoli coinvolti, ma la campagna interessa anche Xiaomi, Leapmotor, Xpeng, Zeekr, Chery, Dongfeng, BAIC e FAW. Perché gli sblocchi d'emergenza sono finiti nel mirino Il problema riguarda i dispositivi meccanici di apertura d'emergenza collocati all'interno delle portiere. Secondo le autorità, il loro colore può risultare troppo simile a quello dei rivestimenti circostanti, rendendoli difficili da individuare e utilizzare rapidamente.In caso di collisione grave e conseguente interruzione dell'alimentazione elettrica del veicolo, questa caratteristica potrebbe ostacolare l'uscita degli occupanti e complicare gli interventi di soccorso. La questione è diventata particolarmente delicata dopo alcuni incidenti che hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza delle aperture elettroniche. La stretta della Cina sulle maniglie a scomparsa L'intervento si inserisce nella più ampia offensiva di Pechino contro le maniglie a scomparsa azionate elettricamente, una soluzione molto diffusa soprattutto sulle elettriche per ragioni estetiche e aerodinamiche.Dal 1 gennaio 2027 i nuovi modelli destinati al mercato cinese dovranno rispettare requisiti più severi: le maniglie dovranno mantenere una funzionalità meccanica e gli sblocchi d'emergenza interni dovranno essere facilmente riconoscibili.La campagna attuale non comporta necessariamente la sostituzione dei sistemi. A seconda del costruttore sono previsti adesivi identificativi, indicazioni più visibili e aggiornamenti software OTA. Tesla richiamerà quasi 3 milioni di auto La parte più consistente dell'operazione riguarda Tesla, che interverrà su circa 2,98 milioni di vetture prodotte in Cina o importate.La Casa applicherà gratuitamente etichette di avvertenza in prossimità degli sblocchi meccanici e aggiornerà tramite OTA (over-the-air) il software dei finestrini, introducendo una strategia di abbassamento automatico dopo un incidente. Le vetture già dotate delle indicazioni previste non richiederanno ulteriori interventi. Le Case cinesi coinvolte Xiaomi richiamerà circa 390 mila SU7, aggiungendo etichette di avvertenza e aggiornando il software per ottimizzare la logica di sblocco e la gestione dei finestrini.Leapmotor interverrà su circa 371 mila vetture tra C11 e C01, mentre Xpeng agirà su oltre 260 mila esemplari fra G6, P7+ e X9. Nel mirino anche circa 93 mila modelli 007 e X di Zeekr.La campagna coinvolge inoltre vetture di Chery, Dongfeng, BAIC e FAW, portando il totale a circa 4,3 milioni di veicoli. Secondo richiamo Tesla: c'entra la guida assistita Separatamente dalla campagna sulle portiere, Tesla ha depositato un altro richiamo che riguarda circa 2,7 milioni di Model 3 e Model Y prodotte in Cina.L'intervento interessa il sistema di monitoraggio dell'attenzione del conducente. Secondo le autorità, il controllo basato principalmente sulla pressione esercitata sul volante non sarebbe sufficiente a verificare se il guidatore stia realmente osservando la strada.Per questo motivo Tesla distribuirà un aggiornamento OTA che affiancherà al monitoraggio del volante anche quello tramite la telecamera interna dell'abitacolo. In questo modo il sistema potrà rilevare eventuali distrazioni e attivare avvisi supplementari.
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Gasolio senza freni: il record del 2022 è appeso alle prossime 48 ore
Il diesel è ormai a un passo dal record del 2022. Oggi il prezzo alla pompa sale di un altro millesimo e raggiunge 2,131 euro al litro in modalità self sulla rete ordinaria, mentre la benzina resta ferma a 2,010 euro (in autostrada rispettivamente 2,204 e 2,088 euro). A contenere l'ennesimo rincaro è soltanto la proroga dello sconto sulle accise decisa dal governo fino al 26 agosto: senza il taglio fiscale di 0,171 euro IVA inclusa, il gasolio balzerebbe a 2,302 euro al litro, oltre il picco storico del 2022. Sconto sulle accise, ore decisive per la proroga Nelle prossime 48 ore è attesa una decisione dell'esecutivo sulle accise del diesel, aumentate all'inizio del 2026 per allinearle a quelle della benzina. Attualmente l'accisa IVA inclusa ammonta a 0,650 euro al litro per il gasolio e a 0,821 euro per la benzina. Il governo è alla ricerca di nuove coperture finanziarie per un ulteriore intervento ponte, che avrebbe un impatto significativo sui conti pubblici. L'Italia e altri 5 Paesi UE chiedono una tassa sugli extraprofitti petroliferi Nel frattempo, l'Italia e altri cinque Paesi europei (Austria, Germania, Polonia, Portogallo e Spagna) chiedono all'Unione Europea di tassare gli extraprofitti delle compagnie petrolifere, riferisce AP. Si tratta di una proposta di cui si discute da tempo e che viene sostenuta anche dalle forze di opposizione. Petrolio in forte aumento rispetto all'inizio del conflitto USA-Iran L'unica certezza, per ora, è che il prezzo del petrolio resta nettamente più elevato rispetto all'inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Se il 27 febbraio, alla vigilia dell'escalation, il WTI (riferimento statunitense) e il Brent (riferimento europeo) si muovevano rispettivamente attorno a 66 e 71 dollari al barile, oggi le quotazioni sono salite a circa 85 e 93 dollari.Anche i margini di raffinazione risultano in forte crescita. Secondo i calcoli della Figisc relativi ai primi sette mesi del 2026, negli Stati Uniti sono aumentati del 183%, mentre in Europa il balzo raggiunge addirittura il 447%.
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Non solo Ora 5, anche SUV e pick-up: le sei GWM in arrivo in Italia
Great Wall Motors (GWM) è pronta ad ampliare rapidamente la propria presenza in Italia con una gamma molto articolata. Accanto alla Ora 5, appena introdotta sul nostro mercato, stanno arrivando modelli destinati a numerosi segmenti: le fuoristrada H7 e Tank 300, la SUV Jolion Max, la monovolume Wey G9 e il pick-up Cannon Alpha. GWM Ora 5 La GWM Ora 5 è il primo modello della nuova offensiva della Casa in Italia e debutta nell'affollato segmento C con alcune carte importanti: il design distintivo, il rapporto tra dotazioni e prezzo e una gamma di motorizzazioni particolarmente ampia. Lunga 4,47 metri, la Ora 5, già provata in anteprima, è disponibile con il benzina da 160 CV, con il full hybrid da 223 CV dotato di cambio automatico DHT e con il propulsore elettrico da 204 CV accreditato di 435 km di autonomia.Vendita: già disponibilePrezzo: da 26.950 euro GWM H7 La GWM H7 offre spazio per cinque persone e una struttura con telaio a longheroni, pensata anche per la guida in fuoristrada. Il powertrain plug-in hybrid Hi4 è abbinato a una batteria da 33,8 kWh, che promette oltre 100 km di autonomia elettrica. In gamma dovrebbero arrivare anche una versione full hybrid e una variante d'accesso probabilmente priva di trazione integrale.Vendita: settembrePrezzo: da definire GWM Wey G9 Per le famiglie numerose alla ricerca di modelli elettrificati, la GWM lancerà la monovolume a 7 posti Wey G9. Sarà disponibile nelle versioni full hybrid e plug-in hybrid, anche con trazione integrale, proponendo dotazioni complete e soluzioni studiate per valorizzare al massimo lo spazio interno.Vendita: novembrePrezzo: da definire GWM Jolion Max Un'altra SUV destinata a confrontarsi con le protagoniste del segmento. La GWM Jolion Max, lunga 4,6 metri, sarà proposta con due sistemi elettrificati basati sul motore 1.5 benzina: il full hybrid da 223 CV e il plug-in hybrid da 326 CV, quest'ultimo con 95 km di autonomia elettrica dichiarata.Vendita: settembrePrezzo: da definire GWM Cannon Alpha La famiglia di modelli Great Wall si completa con l'arrivo di un pick-up. Si tratta del GWM Cannon Alpha, lungo 5,4 metri, caratterizzato da finiture interne particolarmente curate. Non sono ancora state comunicate informazioni definitive sulle motorizzazioni, ma in altri mercati sono già disponibili versioni diesel e plug-in hybrid.Vendita: dicembrePrezzo: da definire GWM Tank 300 La Tank 300 si rivolge agli appassionati della guida lontano dall'asfalto. Utilizza un telaio a longheroni con trazione integrale meccanica, mentre il powertrain è l'ibrido plug-in Hi4-T, già adottato da altri modelli della Casa cinese. In un secondo momento potrebbero arrivare anche motorizzazioni benzina e diesel tradizionali.Vendita: ottobrePrezzo: da definire
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Patente anziani (over 85): via le limitazioni ma visite più severe
Secondo retromarcia in due giorni attorno alle novità contenute nel testo-base del nuovo Codice della strada, su cui le associazioni di settore dovranno esprimersi entro il 13 settembre. Dopo il dietrofront del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, sull'obbligo di avere una casella di Posta elettronica certificata per acquistare e revisionare un'auto o conseguire e rinnovare la patente, adesso è il turno della norma sulle limitazioni alla guida per gli ultraottantacinquenni, anticipata da Quattroruote venerdì scorso.Attualmente il testo-base prevede delle forti restrizioni per i guidatori con più di 85 anni, dal divieto di guida in autostrada al limite di guida entro un raggio massimo di 100 chilometri attorno alla propria residenza, fino ad arrivare al divieto di assunzione di alcolici (limite 0 g/l). Ma non sarà così. @font-face{font-family:"Cambria Math";panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4;mso-font-charset:0;mso-generic-font-family:roman;mso-font-pitch:variable;mso-font-signature:-536870145 1107305727 0 0 415 0;}@font-face{font-family:Aptos;panose-1:2 11 0 4 2 2 2 2 2 4;mso-font-charset:0;mso-generic-font-family:swiss;mso-font-pitch:variable;mso-font-signature:536871559 3 0 0 415 0;}p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal{mso-style-unhide:no;mso-style-qformat:yes;mso-style-parent:"";margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:8.0pt;margin-left:0cm;line-height:107%;mso-pagination:widow-orphan;font-size:11.0pt;font-family:"Aptos",sans-serif;mso-ascii-font-family:Aptos;mso-ascii-theme-font:minor-latin;mso-fareast-font-family:Aptos;mso-fareast-theme-font:minor-latin;mso-hansi-font-family:Aptos;mso-hansi-theme-font:minor-latin;mso-bidi-font-family:"Times New Roman";mso-bidi-theme-font:minor-bidi;mso-font-kerning:1.0pt;mso-ligatures:standardcontextual;mso-fareast-language:EN-US;}p.MsoNoSpacing, li.MsoNoSpacing, div.MsoNoSpacing{mso-style-priority:1;mso-style-unhide:no;mso-style-qformat:yes;mso-style-parent:"";margin:0cm;mso-pagination:widow-orphan;font-size:11.0pt;font-family:"Aptos",sans-serif;mso-ascii-font-family:Aptos;mso-ascii-theme-font:minor-latin;mso-fareast-font-family:Aptos;mso-fareast-theme-font:minor-latin;mso-hansi-font-family:Aptos;mso-hansi-theme-font:minor-latin;mso-bidi-font-family:"Times New Roman";mso-bidi-theme-font:minor-bidi;mso-font-kerning:1.0pt;mso-ligatures:standardcontextual;mso-fareast-language:EN-US;}.MsoChpDefault{mso-style-type:export-only;mso-default-props:yes;font-size:11.0pt;mso-ansi-font-size:11.0pt;mso-bidi-font-size:11.0pt;font-family:"Aptos",sans-serif;mso-ascii-font-family:Aptos;mso-ascii-theme-font:minor-latin;mso-fareast-font-family:Aptos;mso-fareast-theme-font:minor-latin;mso-hansi-font-family:Aptos;mso-hansi-theme-font:minor-latin;mso-bidi-font-family:"Times New Roman";mso-bidi-theme-font:minor-bidi;mso-fareast-language:EN-US;}.MsoPapDefault{mso-style-type:export-only;margin-bottom:8.0pt;line-height:107%;}div.WordSection1{page:WordSection1;}Salvini: Non penalizzare questa fascia di età Il ministero di Piazza di Porta Pia ha diffuso una nota (nella quale ha anche confermato gli inasprimenti riguardo l'uso dello smartphone, sia per chi è alla guida sia per i pedoni durante l'attraversamento delle strade) con cui precisa che su espressa richiesta del ministro Salvini, le disposizioni sul tema sono state da tempo espunte dalle norme di comportamento del Titolo II per evitare di penalizzare questa fascia di età. Conseguentemente, nel testo finale, il riferimento sarà espunto anche dalla Tabella del Titolo V, su cui hanno lavorato anche tecnici di altre amministrazioni. In parole povere, la parte riguardante le limitazioni per i guidatori con più di 85 anni sarà cancellata: nel testo finale non sarà presente. "Al tempo stesso, fa sapere il ministero, sono previste visite mediche più accurate per la sicurezza degli stessi ultra ottantacinquenni e di tutti gli utenti". La novità sulle patenti è contenuta proprio nel Titolo sulle patenti Tutto legittimo, per carità, è compito e dovere della politica fissare i paletti all'interno dei quali i tecnici mettono poi nero su bianco le norme. Ma è curioso che una novità sulle patenti non gradita al ministro sia stata invece dettagliatamente disciplinata (dai tecnici di altre amministrazioni?) proprio nella parte del testo-base del nuovo Codice dedicata alla patente. Ossia quel Titolo V a cui si fa riferimento nel comunicato del ministero, intitolato, per l'appunto, Della patente e degli altri titoli abilitativi alla guida.
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F1, Norris fa il bis a Zandvoort davanti alle Mercedes
Lando Norris conquista il Gran Premio d'Olanda al termine di una gara movimentata, soprattutto nelle fasi iniziali, segnata dall'incidente di Verstappen e dalla bandiera rossa. L'inglese della McLaren precede le Mercedes di Kimi Antonelli e George Russell.Verstappen, l'ultima a Zandvoort da dimenticareLa gara cambia volto praticamente prima ancora di cominciare davvero. Norris parte bene dalla pole e mantiene il comando, ma alle sue spalle il pubblico olandese vive subito un piccolo dramma sportivo: Max Verstappen perde il controllo della Red Bull nell'ultima curva durante il primo giro, dopo essere passato sulla linea bianca ancora umida, e finisce violentemente contro le barriere. Il pilota esce senza conseguenze dalla monoposto, ma i danni e i detriti sparsi in pista costringono la direzione gara a esporre la bandiera rossa. un epilogo amaro per Verstappen davanti alla marea arancione di Zandvoort, proprio nel weekend destinato a chiudere, almeno per ora, la storia del Gran Premio d'Olanda nel calendario della Formula 1.Antonelli sorprende Norris alla ripartenza Quando la corsa riprende, Antonelli interpreta alla perfezione il nuovo via e sfrutta l'occasione alla prima curva, sorprende Norris e prende il comando. Una manovra decisa che permette al pilota della Mercedes di mettere subito qualche metro tra sé e la McLaren.A quel punto la gara prende una piega molto diversa rispetto alla Sprint del sabato. In quella circostanza Norris aveva sofferto soprattutto con il posteriore nella seconda metà della corsa, fino a essere superato da Charles Leclerc. McLaren aveva però già reagito modificando il setup prima delle qualifiche, trovando un compromesso capace non soltanto di consegnargli la pole, ma soprattutto di preservare meglio le gomme sulla distanza. proprio questo aspetto a fare la differenza quando il Gran Premio entra nella sua fase decisiva. Antonelli continua a guidare, ma il vantaggio progressivamente si riduce. Norris torna negli scarichi della Mercedes e, nella parte finale della gara, si riprende la prima posizione, sfruttando un passo nettamente più efficace sulla gomma hard. Da quel momento non c'è più storia: la McLaren allunga e Norris può progressivamente costruire il margine che lo porterà fino alla bandiera a scacchi.La Virtual Safety Car riaccende il finale Quando sembra che le posizioni di vertice siano ormai stabilizzate, il ritiro della Haas di Esteban Ocon provoca una Virtual Safety Car a una quindicina di giri dal termine. l'ultima occasione per cambiare le carte in tavola e diversi piloti tornano ai box.Antonelli monta pneumatici più freschi e si ritrova alle spalle del compagno George Russell, rimasto invece sulla hard. Lo stesso fanno le Ferrari, che scelgono la soft per preparare un assalto finale. Con Hamilton e Leclerc in rapido avvicinamento, Mercedes evita di perdere tempo in una battaglia interna e scambia le posizioni tra Kimi e George. Kimi si mette così al sicuro e chiude secondo, mentre Russell deve sudarsi il terzo gradino del podio in difesa su Leclerc.Ferrari: buon ritmo, ma il podio sfugge Per la Ferrari rimane la sensazione di un'occasione soltanto sfiorata. Lewis Hamilton termina quarto, mentre Charles Leclerc è quinto. Le due SF-26 arrivano quindi incollate alla Mercedes, ma senza riuscire a trasformare la superiorità della gomma soft nel sorpasso che avrebbe regalato almeno un podio alla Scuderia.Resta comunque un fine settimana in cui la Ferrari ha confermato di poter stare nel gruppo di testa: Leclerc aveva già chiuso secondo nella Sprint, mentre Hamilton e il monegasco erano partiti rispettivamente dalla quinta e dalla sesta casella della griglia. In gara il passo c'è stato, ma la performance in qualifica ha influito moltissimo su un circuito dove i sorpassi sono davvero complicati.Il resto della Top 10 Alle spalle dei primi sei c'è spazio per un buon risultato di Liam Lawson, settimo con la Red Bull nonostante una penalità di dieci secondi per un'infrazione sotto bandiera gialla.Ottavo Nico Hulkenberg con l'Audi, davanti a Fernando Alonso, nono con l'Aston Martin. L'ultimo punto disponibile finisce nelle mani di Pierre Gasly, decimo con l'Alpine. Fuori dalla zona punti Tsunoda, Lindblad e Bortoleto. Oltre a Verstappen non vedono la bandiera a scacchi, tra gli altri, Ocon, Bearman, Stroll, Bottas e Albon.I risultati completi del GP d'Olanda >>
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Pec per auto e patente, è subito dietrofront: Salvini la toglie dal nuovo Codice
Clamorosa retromarcia del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini: senza aspettare il termine della consultazione pubblica sul testo-base del nuovo Codice della strada, fissato al 13 settembre, il vicepremier ha comunicato che "la proposta di vincolare le richieste di rilascio o rinnovo della patente, immatricolazione o revisione di un veicolo alla comunicazione di un domicilio digitale, con una Pec obbligatoria, non sarà inserita nel nuovo Codice della strada". L'anticipazione di Quattroruote La novità era stata anticipata da Quattroruote il 13 agosto scorso ed è contenuta nel testo-base su cui le associazioni di settore sono chiamate a esprimersi. Al domicilio digitale, ossia al possesso di una casella di Posta elettronica certificata registrata nell'Indice nazionale dei domicili digitali (Inad), sono dedicati due articoli: uno in relazione ai "veicoli immatricolati in Italia o iscritti al Registro dei veicoli esteri", l'altro nella parte dedicata ai "titolari di patente". Pec obbligatoria per auto e patente Se la norma fosse stata confermata, tutti i proprietari di auto e i titolari di patente avrebbero dovuto, a regime, avere un indirizzo di posta elettronica certificata, necessario per chiedere il rilascio o l'aggiornamento dei documenti di circolazione, ossia targa e libretto al momento dell'immatricolazione, dell'eventuale reimmatricolazione o della nazionalizzazione di un mezzo proveniente dall'estero, ma anche per effettuare la normale revisione o un qualsiasi collaudo in Motorizzazione civile e pure per ottenere e rinnovare la patente di guida.Non solo. Il domicilio digitale avrebbe dovuto restare "costantemente attivo", così si legge nel testo-base, "in modo da consentire alla pubblica amministrazione di effettuare tutte le comunicazioni e notificazioni riguardanti il veicolo e la patente". Meno spese sulle multe Di più. La disponibilità di un domicilio digitale, come accade già adesso a chi è titolare di una Pec, avrebbe permesso a tutti gli italiani di ricevere le multe nella propria casella di posta certificata, risparmiando, sulla base delle attuali tariffe postali, una decina di euro per ogni notifica. Obiettivo: semplificare E invece "nessuna obbligatorietà e nessun nuovo vincolo", ha precisato Salvini dopo avere sottolineato di "lavorare per semplificare le procedure e la vita dei cittadini". Peccato che fosse proprio questo, in realtà, lo spirito con cui era stata prevista la Pec: semplificare le procedure e la vita dei cittadini grazie alla totale digitalizzazione dei rapporti con la pubblica amministrazione.
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F1, Norris conquista la pole del GP d'Olanda
Lando Norris conquista la pole position del Gran Premio d'Olanda al termine di una qualifica tiratissima e resa ancora più incerta dalla minaccia della pioggia. Il pilota della McLaren ferma il cronometro sull'1'11"163 e precede le due Mercedes di George Russell e Kimi Antonelli.La MCL40 ha costruito buona parte del proprio vantaggio nel tratto centrale della pista, quello dove i lunghi curvoni di Zandvoort esaltano il carico aerodinamico e la capacità della monoposto di mantenere velocità in percorrenza. un punto di forza che il team di Woking aveva già mostrato nel corso del weekend e che Norris è riuscito a sfruttare fino in fondo nel momento decisivo.La Mercedes resta in agguato Se Norris può sorridere, la Mercedes non è da meno. George Russell, vincitore della Sprint disputata a metà giornata, manca la seconda pole del weekend per poco più di un decimo e si prende la prima fila con il tempo di 1'11"265.Subito dietro c'è Kimi Antonelli. L'italiano chiude in 1'11"296, appena 31 millesimi più lento del compagno di squadra e solamente 133 dalla pole. Una risposta importante dopo il piccolo errore commesso nella Sprint Qualifying, che gli era costato qualche posizione sulla griglia della gara corta.Più indietro l'altra McLaren di Oscar Piastri. L'australiano era sembrato per larghi tratti uno dei candidati alla pole, ma nel momento decisivo non è riuscito a completare il giro necessario per inserirsi nella lotta con Norris e le Mercedes. Il quarto posto, a 142 millesimi dal compagno, lo lascia comunque pienamente in gioco per il Gran Premio.Ferrari, terza fila tutta rossa La Ferrari resta invece qualche decimo più lontana. Lewis Hamilton chiude quinto in 1'11"494, precedendo Charles Leclerc, sesto in 1'11"558. Un risultato che lascia qualche rimpianto, soprattutto dopo quanto mostrato da Leclerc nella Sprint, conclusa al secondo posto alle spalle di Russell.La Ferrari ha comunque conservato un treno di gomme Soft nuove per la gara, una scelta interessante considerando il comportamento positivo della mescola più morbida mostrato nella Sprint.Verstappen solo settimo Tra i grandi protagonisti attesi manca Max Verstappen. L'olandese non riesce a portare la Red Bull nella lotta per le prime file e deve accontentarsi del settimo posto, con un ritardo di quattro decimi dalla pole.Alle sue spalle Liam Lawson completa una discreta qualifica con l'altra Red Bull: ottavo e distante poco più di un decimo da Verstappen. Gabriel Bortoleto porta l'Audi al nono posto, mentre Arvid Lindblad chiude la top ten con la Racing Bulls.Così nelle retrovie Pierre Gasly è il primo degli esclusi dal Q3. Il francese dell'Alpine chiude undicesimo, davanti a Yuki Tsunoda, che manca l'ingresso tra i primi dieci per circa un decimo. Seguono Nico Hulkenberg, Franco Colapinto, Esteban Ocon e Alexander Albon.La prima fase delle qualifiche aveva invece già riservato alcune sorprese. Carlos Sainz viene eliminato per appena 22 millesimi rispetto al compagno Albon e partirà diciassettesimo. Ancora più indietro le Aston Martin: Fernando Alonso è diciottesimo, davanti a Lance Stroll.Fuori anche Oliver Bearman, mentre le due Cadillac chiudono la griglia con Valtteri Bottas e Sergio Perez rispettivamente ventunesimo e ventiduesimo.I risultati completi delle qualifiche a Zandvoort >>
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F1 Sprint, Russell domina a Zandvoort
George Russell apre il sabato di Zandvoort nel migliore dei modi. Dopo aver conquistato la pole nella Sprint Qualifying, il britannico della Mercedes ha trasformato la prima posizione in una vittoria senza sbavature nella Sprint del Gran Premio d'Olanda. stato davanti per tutti i 24 giri e ha preceduto sul traguardo Charles Leclerc e Lando Norris. Quarto Kimi Antonelli, che conserva saldamente la leadership del Mondiale.Russell non ha avuto bisogno di inventarsi nulla. Una buona partenza gli ha permesso di difendere la prima posizione da Norris e, da quel momento, il pilota della Mercedes ha amministrato la corsa tenendo sempre la McLaren a distanza di sicurezza.Leclerc rischia con le Soft e viene premiato La parte più interessante della gara è arrivata dalla Ferrari di Charles Leclerc. Il monegasco è stato uno dei soli due piloti, insieme a Oliver Bearman, a scegliere la gomma Soft al via, mentre quasi tutto il resto dello schieramento ha puntato sulla Medium.Una scelta aggressiva che inizialmente non gli ha regalato particolari vantaggi, ma che si è rivelata molto più efficace del previsto sulla distanza. Leclerc è riuscito a mantenere vive le gomme morbide fino alla parte conclusiva della gara e, al 18 dei 24 giri, ha completato il sorpasso decisivo su Norris alla Tarzan.Il secondo posto rappresenta comunque un segnale positivo per la Ferrari in vista delle qualifiche del Gran Premio, soprattutto considerando la capacità della SF-26 di mantenere un buon passo anche con la mescola più morbida.Norris salva il podio, Antonelli ci prova fino alla fine Più complicata la Sprint della McLaren. Norris era partito dalla prima fila e nelle fasi iniziali sembrava poter rimanere agganciato a Russell, ma con il passare dei giri il suo ritmo è calato. Dopo aver perso la seconda posizione da Leclerc, il campione del mondo si è ritrovato a dover guardare negli specchietti.Kimi Antonelli, scattato quinto, aveva infatti guadagnato immediatamente una posizione su Oscar Piastri portandosi quarto già nelle prime curve. Nel finale l'italiano ha raggiunto Norris, ma a Zandvoort trovare lo spazio per completare un sorpasso rimane complicato: sotto la bandiera a scacchi tra i due sono rimasti appena 385 millesimi.Piastri quinto, Verstappen solamente sesto Alle spalle dei primi quattro ha chiuso Oscar Piastri, protagonista di una gara ben più complicata rispetto a Norris. L'australiano ha perso subito la posizione su Antonelli e non è più riuscito a ricucire il distacco dal gruppo di testa, arrivando al traguardo con oltre dieci secondi di ritardo da Russell.Negli ultimi giri ha dovuto soprattutto difendersi da Max Verstappen. Davanti al pubblico di casa, il pilota Red Bull ha provato fino alla fine a strappargli la quinta posizione, chiudendo a soli 344 millesimi dalla McLaren.Settimo Lewis Hamilton con l'altra Ferrari, meno incisivo rispetto a Leclerc per tutta la Sprint. L'ultimo punto disponibile è andato invece a Pierre Gasly, ottavo con l'Alpine davanti all'Audi di Gabriel Bortoleto e alla Racing Bulls di Arvid Lindblad.
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Multe per i pedoni che attraversano col telefono: il nuovo Codice cambia le regole
Non solo mentre si sta guidando. Il divieto di utilizzo dello smartphone riguarderà anche i pedoni. Ma solo durante l'attraversamento oppure durante la marcia su strada. In queste situazioni l'uso del telefono sarà ammesso solo in caso di "urgenza", mentre non è previsto alcun divieto se si telefonerà camminando sul marciapiede. La sorprendente novità è contenuta nel testo base del nuovo Codice della strada, sul quale le associazioni di settore dovranno esprimere un parere entro il 13 settembre. Telefono vietato, ammessi vivavoce e auricolari Coerentemente con la norma che vieta l'uso del telefono alla guida, anche nell'articolo che disciplina il comportamento dei pedoni il divieto di utilizzo durante l'attraversamento o la marcia su strada è esteso, in generale, ad "apparecchi radiotelefonici, smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi". Ma è ammesso l'uso del vivavoce o dell'auricolare, a condizione che permetta "al pedone di mantenere adeguate capacità uditive da entrambe le orecchie".Insomma, coerentemente con il concetto della distrazione, che per la prima volta sta per essere introdotto nel Codice della strada e di cui abbiamo parlato qualche giorno fa, sarà vietato distrarsi, indipendentemente dal fatto che l'attraversamento avvenga sulle strisce o fuori dalle strisce. La multa per chi non rispetterà questa norma? 75 euro. Prudenza quando si attraversa la strada Ma non è l'unica novità. Coerentemente con la giurisprudenza, il testo base del nuovo codice prevede alcuni obblighi in più, rispetto a oggi, per i pedoni. In particolare, si specifica che "prima di iniziare l'attraversamento si fermano e verificano che i conducenti dei veicoli che sopraggiungono li abbiano visti e si fermino per dare loro la precedenza"; e che durante l'attraversamento si "astengono dal compiere movimenti repentini o imprevedibili ovvero cambi di traiettoria di marcia, fatte salve le situazioni di necessità". Anche in queste situazioni, la multa a carico del pedone sarà di 75 euro.Nelle note a margine che accompagnano il testo base del nuovo Codice, si ricorda che "la Corte di Cassazione ha stabilito che in caso di investimento di pedone la responsabilità del conducente è esclusa quando risulti provato che non vi era, da parte di quest'ultimo, alcuna possibilità di prevenire l'evento, situazione ricorrente allorché il pedone abbia tenuto una condotta imprevedibile e anormale, sicché l'automobilista si sia trovato nell'oggettiva impossibilità di avvistarlo e comunque di osservarne tempestivamente i movimenti". Insomma, il pedone non ha sempre ragione.
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F1, Olanda: Russell davanti a tutti nelle Qualifiche Sprint
George Russell piazza il colpo a Zandvoort: l'inglese della Mercedes conquista la pole position per la Sprint del Gran Premio d'Olanda con un giro in 1'11567, al termine di una qualifica giocata sul filo dei millesimi. Lando Norris si ferma alle sue spalle ad appena 41 millesimi, Charles Leclerc a 55 e Oscar Piastri a 99: quattro piloti racchiusi in meno di un decimo, con Mercedes, McLaren e Ferrari pronte a giocarsi tutto nella gara breve del sabato. Più indietro Max Verstappen, solamente sesto davanti alla Ferrari di Lewis Hamilton.McLaren velocissima ma battuta La McLaren esce dalla Sprint Qualifying senza la pole, ma con entrambe le vetture pienamente dentro la partita. Norris partirà accanto a Russell dopo essere arrivato a soli 41 millesimi dal miglior tempo, mentre Piastri scatterà quarto, a 99 millesimi.La MCL40 si è mostrata particolarmente efficace nel settore centrale, quello caratterizzato dai lunghi curvoni di Zandvoort, lasciando invece qualcosa agli avversari nel primo e nel terzo settore. Sono dettagli minimi, ma in una qualifica con quattro piloti dentro un decimo sono proprio quei dettagli a decidere la griglia.Anche Leclerc sfiora la pole Tra le sorprese più interessanti della giornata c'è sicuramente Charles Leclerc, convinto che questa è stata la sua qualifica migliore dell'anno. La Ferrari aveva mostrato segnali incoraggianti e il monegasco li ha trasformati in una seconda fila che, guardando i distacchi, lascia anche qualche rimpianto.Il suo 1'11622 vale il terzo posto, appena 14 millesimi alle spalle di Norris e 55 dalla Mercedes di Russell. Una prestazione che permette alla SF-26 di infilarsi tra le due McLaren e conferma la competitività della monoposto sul giro secco a Zandvoort, dove la Ferrari ha portato ulteriori interventi nella zona del fondo.Antonelli quinto, Verstappen sesto Kimi Antonelli completa la top 5, ma il confronto interno alla Mercedes questa volta premia nettamente il suo compagno di squadra. L'italiano chiude in 1'11794, a 227 millesimi dal compagno di squadra, pagando soprattutto un ultimo settore non perfetto nell'unico tentativo della SQ3.Più sorprendente, considerando anche il contesto, è il sesto posto di Max Verstappen. Nel suo Gran Premio di casa, il pilota Red Bull si ritrova a oltre mezzo secondo da Russell, con un 1'12094 che lo lascia fuori dalla lotta per le prime due file.La conferma della permanenza con Red Bull fino al 2030 ha acceso la vigilia del weekend, ma almeno nella prima qualifica di Zandvoort la RB22 non è riuscita a mettere Verstappen nelle condizioni di lottare con Mercedes, McLaren e Ferrari.Hamilton settimo, Gasly sorprende Lewis Hamilton scatterà dalla settima posizione con l'altra Ferrari, a poco più di sei decimi dal tempo della pole. Un divario decisamente più ampio rispetto a quello accusato da Leclerc, che ha invece portato la SF-26 fino alla prima fila virtuale dei contendenti alla pole.Dietro Hamilton arriva Pierre Gasly, ottavo con un'Alpine profondamente aggiornata per questo appuntamento. Il francese precede Gabriel Bortoleto con l'Audi e Arvid Lindblad, che porta la Racing Bulls nella top 10.Il resto del gruppo La seconda parte della classifica offre altre indicazioni interessanti. Liam Lawson, tornato sulla Red Bull per sostituire l'infortunato Isack Hadjar, manca la SQ3 e chiude undicesimo. Appena nove millesimi più indietro c'è Yuki Tsunoda con la Racing Bulls, seguito da Franco Colapinto, Nico Hulkenberg, Esteban Ocon e Alex Albon.Fuori già nella prima fase Oliver Bearman e soprattutto Carlos Sainz, solamente diciottesimo dopo un venerdì complicato anche dai danni al fondo accusati nelle prove libere.Ancora peggiore il bilancio dell'Aston Martin. Lance Stroll è diciannovesimo, mentre Fernando Alonso chiude addirittura ventiduesimo e ultimo. Sul risultato dello spagnolo pesa però un problema tecnico: il sistema dell'ala mobile non ha funzionato correttamente durante la sessione, penalizzandone in maniera evidente la prestazione sul dritto.I risultati completi delle Qualifiche Sprint a Zandvoort >>
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Deepal S05 completa la gamma, arriva la Nevo Q05: Changan punta sull'Italia
La cinese Changan amplia l'offerta in Italia con la gamma completa della Deepal S05, disponibile con propulsione plug-in hybrid ed elettrica, e con la Nevo Q05, attesa entro fine anno nelle varianti Full Hybrid, plug-in hybrid ed elettrica. Deepal S05 La Deepal S05 rappresenta il biglietto da visita di Changan in Italia, dove il modello è stato disegnato. Lunga 4,6 metri, la SUV cinese è proposta in diverse configurazioni per soddisfare esigenze differenti, combinando un design personale con interni minimalisti e il consueto display centrale da 15,4 pollici.La gamma comprende una versione plug-in hybrid da 258 CV, dotata di una batteria da 18,4 kWh e capace di percorrere fino a 100 km in modalità elettrica, oltre a una versione elettrica da 272 CV accreditata di 485 km di autonomia grazie alla batteria da 68,8 kWh.Vendita: già disponibilePrezzo: 33.990 euro Nevo Q05 La Nevo Q05 si collocherà all'ingresso della gamma del costruttore cinese e arriverà in Italia entro la fine dell'anno. Lunga 4,4 metri, la SUV sarà proposta con le principali tipologie di alimentazione.La prima versione a debuttare sarà l'elettrica da 163 CV, equipaggiata con batterie CATL da 40 o 52 kWh. In seguito arriveranno anche le varianti Full Hybrid e plug-in hybrid, con l'obiettivo di ampliare il pubblico potenziale del modello.Vendita: dicembrePrezzo: da definire
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