Ecco la prima Ferrari Luce: sfiora già il milione di euro
Il primo esemplare di produzione della Ferrari Luce sarà venduto all'asta per beneficenza in occasione della Monterey Car Week, dal 7 al 16 agosto 2026. La discussa elettrica del Cavallino sarà battuta da RM Sotheby's e i proventi saranno destinati ai progetti educativi della Ferrari Foundation. La stima è fissata a 1,1 milioni di dollari senza riserva, quasi il doppio rispetto al prezzo di listino negli Stati Uniti, ma resta difficile prevedere quale sarà il valore finale raggiunto in asta. Un esemplare unico dal reparto Tailor Made La vettura proposta è denominata "Chassis 0" ed è stata personalizzata integralmente dal reparto Tailor Made con una configurazione da vera one-off. La carrozzeria sfoggia una tinta Madreperla semi-gloss cangiante, mentre anche cerchi e pinze freno adottano finiture esclusive. Nell'abitacolo spiccano i rivestimenti in pelle Perla Le Mans Metallic e Grigio Corvara. La pelle Metallic, in particolare, rappresenta una nuova creazione del programma Tailor Made studiata per valorizzare la luminosità degli interni; per lo stesso motivo, gli elementi tradizionalmente rifiniti in nero sono stati sostituiti da una finitura grigia.
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Pirelli lancia il progetto tyre-to-tyre: i pneumatici usati diventano gomme nuove
I pneumatici usati possono tornare a diventare pneumatici nuovi. l'obiettivo del progetto europeo "tyre-to-tyre", lanciato da Pirelli insieme a Pyrum (riciclo dei pneumatici fuori uso), Synthos (produzione di gomma sintetica) e BASF (chimica) per recuperare e reimpiegare i materiali derivati dagli pneumatici fuori uso. L'obiettivo è promuovere lo sviluppo di un ecosistema industriale volto ad aumentare l'utilizzo di materiali riciclati derivati da pneumatici a fine vita e di scarto.Il processo parte dalla raccolta di pneumatici fuori uso in Germania provenienti da alcuni punti vendita della rete Driver e dalle attività motorsport, oltre che dagli scarti di produzione raccolti presso lo stabilimento Pirelli di Breuberg. I materiali vengono trattati per trasformarli in materie prime seconde tra cui gomma sintetica certificate secondo lo schema ISCC PLUS. Tale certificazione garantisce la tracciabilità lungo l'intera catena del valore e consente di reintrodurre i materiali circolari nella produzione di nuovi pneumatici Pirelli, garantendo i più alti standard di qualità e performance. I cardini del progetto L'iniziativa prevede che Pyrum converta i pneumatici fuori uso e di scarto attraverso un processo di pirolisi la decomposizione termica dei materiali ad alta temperatura in assenza di ossigeno ottenendo due materie prime seconde: recovered carbon black (rCB) e olio da pirolisi (TPO). Il primo viene ulteriormente processato e reintrodotto direttamente nella produzione europea di Pirelli, sostituendo in parte il carbon black vergine.Parallelamente, l'olio da pirolisi viene fornito a BASF, dove viene impiegato insieme a materie prime di origine fossile nei processi produttivi di prodotti chimici come butadiene e stirene. Attraverso un approccio mass balance, il contenuto riciclato viene attribuito ai prodotti Ccycled certificati ISCC PLUS, che vengono impiegati da Synthos per produrre gomma sintetica destinata ad applicazioni ad alte prestazioni per pneumatici. Pirelli reintroduce successivamente la gomma sintetica nei propri processi produttivi, completando così il ciclo. "Il progetto - spiega l'azienda della Bicocca - riflette pienamente il principio secondo cui la circolarità di prodotto non può essere raggiunta da una singola azienda che agisce in autonomia. invece necessario creare ecosistemi industriali che coinvolgano attori con competenze complementari, ciascuno impegnato nelle diverse fasi del processo di trasformazione all'interno di un ciclo condiviso dei materiali. Attraverso la collaborazione e la combinazione di innovazione tecnologica, scienza dei materiali e processi certificati, i partner, guidati da Pirelli, hanno realizzato un sistema coordinato in cui i materiali vengono recuperati, trasformati e riutilizzati, massimizzandone il valore intrinseco"."Il progetto europeo "tyre-to-tyre" rappresenta ad oggi l'applicazione più completa di questo approccio, dimostrando come i pneumatici fuori uso possano diventare una risorsa di valore all'interno di un ciclo industriale strutturato e pienamente tracciabile", conclude Pirelli.
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La Nissan Leaf diventa Nismo: ecco la sportiva da 218 CV (per ora solo in Giappone)
Nissan ha presentato in Giappone la prima Leaf Nismo, versione sportiva della terza generazione della sua compatta elettrica. Questo modello si unisce agli altri visti mesi scorsi, dalla SUV Ariya (disponibile anche da noi) alla Patrol, passando per la Nissan Z.La Leaf ha debuttato nel 2010, e da allora è stata venduta in oltre 700 mila unità in tutto il mondo. Sportiva e aerodinamica Seguendo la filosofia del "Design for Performance", la Leaf Nismo si distingue dalle versioni normali per il caratteristico profilo rosso che corre alla base della carrozzeria (ripreso anche nelle calotte degli specchietti, in nero lucido), i paraurti sportivi con piccoli flap aerodinamici alle estremità, cerchi sportivi da 19" di Enkei (con gomme Michelin Pilot Sport 5) e un grande alettone ducktail al posteriore. Sei le colorazioni per la carrozzeria: le quattro già disponibili per la Leaf e due variazioni esclusive del Nismo Stealth Gray. All'interno anche i sedili Recaro In abitacolo domina il nero dei rivestimenti e delle plastiche, abbinato al rosso delle cuciture a contrasto, dei profili in pelle dei sedili sportivi e dell'anello alla sommità della corona del volante, rivestito in pelle sintetica TailorFit. Sulla console centrale è presente la scritta Nismo accanto al pulsante per la selezione delle modalità di guida, anch'esso di colore rosso. Nella versione che ne porta il nome, le sedute anteriori sono firmate Recaro, hanno la regolazione elettrica e la scritta Nismo cucita sui poggiatesta. Due motorizzazioni, come in Italia La Leaf Nismo è disponibile nelle stesse due varianti di potenza a listino anche da noi: la B7 da 160 kW (218 CV) e 355 Nm, e la B5 da 130 kW (177 CV) e 345 Nm. Tutte prevedono una messa a punto del telaio e delle sospensioni specifiche per questo modello, con una maggior rigidità degli ammortizzatori e una risposta più precisa dello sterzo. La modalità di guida Sport (che affianca Eco e Normal) è stata messa a punto per rendere ancor più pronta la risposta dell'auto ai comandi del pilota; esclusiva per questo modello anche la taratura - più aggressiva - della frenata rigenerativa, che si controlla tramite le palette al volante. Nissan non ha ancora comunicato la capacità della batteria: tutto lascia pensare che venga utilizzato il pacco da 75 kWh già disponibile sulla Leaf normale, da 75 kWh, per un'autonomia dichiarata di 622 km. I prezzi della Nissan Leaf Nismo La Leaf Nismo è commercializzata solo in Giappone. Al momento non abbiamo notizie di un suo possibile arrivo anche in Europa. Ecco i prezzi per il mercato locale:Leaf Nismo B5: 6.601.100 yen (circa 35.600 euro)Leaf Nismo B7: 6.952.000 yen (circa 37.500 euro)Leaf Nismo Recaro B7: 7.227.000 yen (circa 39.000 euro)
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Microlino, prodotte 5.000 unità alle porte di Torino
Microlino, la società dell'omonima micro-car, ha raggiunto un importante traguardo produttivo: lo stabilimento AMFI (Automotive Micro Factory Italy) di La Loggia, alle porte di Torino, ha sfornato l'esemplare numero 5.000 della piccola vettura elettrica. L'evento è stato celebrato con una one-off realizzata interamente a mano e frutto di un ordine speciale. Un'opera artigianale L'unicità è dimostrata dall'allestimento, contraddistinto all'esterno dal colore Matt Bronze Cashmere e dal tetto e dai particolari in nero opaco. Agli interni, invece, spiccano diverse creazioni sartoriali con pelle Mastrotto italiana, Alcantara marrone e cuciture firmate Creazioni La Selleria per sedili, pannelli laterali, pannello porta, imperiale, tappetini e volante. Sul piano tecnico, la vettura monta una batteria da 15 kWh, per un'autonomia fino a 220 km.Secondo l'azienda, la customizzazione è la dimostrazione concreta della capacità di AMFI di unire produzione industriale e sartorialità nello stesso luogo, grazie anche alla vicinanza fisica tra chi progetta, chi produce e chi rifinisce a mano, e alle competenze di una filiera piemontese "difficilmente replicabili altrove". E la flessibilità si andrà a rafforzare l'anno prossimo con la produzione delle microcar BE Neutral (Ben) di origine portoghese destinate alle flotte aziendali. L'impianto, nato come struttura aperta a nuove partnership e programmi industriali, andrà così a saturare progressivamente una capacità produttiva indicata in 12 mila unità l'anno. "Ogni volta che una Microlino esce da questo stabilimento confermiamo una convinzione: il Piemonte è il posto migliore al mondo dove costruire vetture come la nostra. Qui esistono competenze artigianali e catene di fornitura d'eccellenza che altrove non si trovano. questo territorio a permetterci di offrire un servizio sartoriale come quello di oggi: non potremmo customizzare a mano una vettura per un cliente europeo se producessimo dall'altra parte del mondo. Restare a Torino, per noi, è una scelta industriale prima ancora che affettiva", commenta Oliver Ouboter, co-fondatore di Microlino.Il direttore di stabilimento, Michelangelo Liguori, sottolinea, invece, le capacità di AMFi di "passare da una produzione di serie a una one-off sartoriale sulla stessa linea, con lo stesso standard qualitativo". E questa "è la base su cui vogliamo costruire il futuro, potendo contare su uno stabilimento aperto, capace di ospitare più modelli e più marchi e di diventare il punto di riferimento europeo per la mobilità elettrica leggera", aggiunge Liguori.
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Più colonnine che mai, ma l'Italia resta indietro sulle elettriche
Motus-E ha pubblicato il report trimestrale sulla crescita dell'infrastruttura di ricarica per le auto elettriche in Italia. Stando ai dati dell'associazione dei principali operatori del settore, nel secondo trimestre del 2026 sono stati installati 6.311 nuovi punti di ricarica, che portano il totale a 84.564 (+17.003 negli ultimi 12 mesi): un nuovo record, sia sul trimestre sia sui dodici mesi. "La crescita record della rete di ricarica è un'ottima notizia per l'Italia e per gli italiani e dimostra che il Paese può essere all'altezza di una delle più importanti partite industriali della nostra epoca", commenta il presidente di Motus-E, Fabio Pressi. "Ma la rete non può continuare a crescere da sola: non è più rinviabile un'azione decisa per colmare il ritardo italiano nella diffusione dei veicoli elettrici". Continua la crescita delle HPC Tra le colonnine di nuova posa continuano a crescere quelle ad alta e altissima potenza: più della metà di quelle installate nell'ultimo anno è di questo tipo (53%, nel 2025 erano il 50%). Aumenta anche la disponibilità di stalli di ricarica lungo le autostrade, dove le colonnine sono ormai 1.516 (contro le 1.159 di giugno 2025 e le 963 di giugno 2024): l'86% è in corrente continua e il 59% supera i 150 kW. Stando a quanto riferisce Motus-E, oltre la metà delle aree di servizio mette a disposizione punti di ricarica. La classifica per regioni Per quanto riguarda la dislocazione sul territorio nazionale, la regione con più colonnine rimane la Lombardia (18.177, +4.414 negli ultimi 12 mesi), seguita da Piemonte (9.003, +2.442), Veneto (8.122, +1.946), Lazio (7.864, +722) ed Emilia-Romagna (6.713, +1.431). Tra le province, Milano è prima con 7.423 punti (+2.819), davanti a Roma (6.109, +465), Torino (4.498, +1.535), Napoli (3.470, +378) e Brescia (2.489, +597). Sempre meno colonnine "spente" In calo il tasso di postazioni installate ma ancora in attesa di connessione: dal 14,9% del 2025 si scende al 12,3%. "Un progresso che non può oscurare la necessità di alleggerire le procedure di autorizzazione e di continuare a lavorare per ridurre le tempistiche di connessione", osserva Motus-E.
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La scommessa iniziata con la Leaf oggi vale 1,25 milioni di auto
Da quando la prima Leaf ha debuttato in Europa, nel 2010, Nissan ha venduto oltre 1,25 milioni di auto elettrificate. Di queste, 350 mila sono full electric. La gamma attuale di veicoli a zero emissioni della Casa giapponese comprende la Micra, realizzata sulla base della Renault 5 (i due costruttori hanno un'alleanza strategica), la terza generazione della Leaf e la SUV Ariya. Nel 2026 arriverà anche un nuovo modello elettrico di segmento A (su base Twingo), seguito nel 2027 dalla Juke elettrica. La strategia Nissan tra elettriche, ibride ed e-Power La gamma di veicoli elettrificati di Nissan comprende anche modelli mild hybrid (come la Qashqai), full hybrid tradizionale (Juke) ed e-Power, ibrido con il motore elettrico collegato alle ruote di trazione e quello termico che funge da generatore per la batteria. Questa motorizzazione, giunta alla terza serie, è disponibile su Qashaqai e X-Trail. "Il cliente è al centro di ogni nostra attività e siamo felici di poter offrire diverse opzioni elettrificate, adatte ad ogni necessità", spiega Clíodhna Lyons, vicepresidente di Nissan in Europa. "Ogni cliente affronta l'elettrificazione in modo diverso e per accogliere le diverse esigenze, dalla guida urbana alle lunghe distanze, investiamo in soluzioni tecnologiche che possano garantire la flessibilità richiesta" In Europa cresce la domanda di elettrificate I risultati di Nissan si inseriscono in un contesto di mercato che premia le motorizzazioni elettrificate: secondo i dati Acea, nel 2025 hanno rappresentato il 61,3% delle immatricolazioni totali nell'Unione Europea, in crescita del 51,7% rispetto al 2024. Le ibride hanno superato per la prima volta le vetture a benzina, con una quota del 34,5%.
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BMW porta lassistenza nello smartphone: così cambia il rapporto con lofficina
Comprare un'auto è solo l'inizio di un percorso che si consolida nel tempo attraverso la qualità dell'assistenza. In questo contesto, BMW sposta in avanti il baricentro dell'esperienza post-vendita grazie a una campagna di comunicazione incentrata sulla digitalizzazione. Il secondo pilastro è la proattività del servizio, con vettura e officina che dialogano in tempo reale per anticipare le esigenze di manutenzione, evitando che queste si trasformino in un problema per il cliente. Tutto semplice con lo smartphone Il messaggio dell'iniziativa, dedicata a BMW Service con Proactive Care, è che l'ecosistema sviluppato dal costruttore semplifica la vita dell'automobilista. Quest'ultimo deve soltanto utilizzare l'app dedicata, che permette la prenotazione online degli appuntamenti, le funzioni di chat e check-in digitale, oltre alla ricezione di un video personalizzato relativo all'intervento di assistenza e al pagamento elettronico. In relax con ironia Il motto della campagna è infatti "Rilassati...", per lasciare spazio ad attività capaci di regalare autentico piacere. Il tutto è accompagnato da una sana ironia: ecco allora una partita a scacchi con un amico a quattro zampe particolarmente brillante, un bagno nel ghiaccio con i vestiti addosso o una gara di minigolf su percorsi volutamente esagerati. Alleggerendo le incombenze quotidiane attraverso soluzioni intelligenti, BMW conferma la centralità del fattore umano.
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Siti clonati e offerte irresistibili: le truffe dei ricambi usati
Estate torrida anche sul fronte delle truffe online dei ricambi usati. Chi architetta questi raggiri utilizza tecniche sempre più sofisticate, come denuncia l'Associazione demolitori autoveicoli (Ada): il trucco consiste nella perfetta clonazione di siti web appartenenti a società regolarmente autorizzate, anch'esse vittime della frode. Il tutto è accompagnato dalla falsificazione delle identità aziendali, con nomi, loghi e marchi riprodotti fedelmente, oltre a una homepage dall'aspetto professionale e convincente. A completare il quadro ci sono profili fasulli sui social network e annunci pubblicati sui marketplace con offerte particolarmente allettanti. Dentro la tagliola L'automobilista alla ricerca di un componente di seconda mano abbocca, entra nel portale falso convinto di navigare su quello autentico e crede di acquistare un ricambio. A quel punto gli viene richiesto un pagamento tramite carta prepagata oppure un bonifico istantaneo verso un conto intestato a una persona fisica. Doppio caosIl passo successivo dei truffatori è indirizzare il cliente presso un ignaro centro di demolizione per il ritiro del pezzo acquistato: a questo punto, il malcapitato scopre la beffa. E magari, in uno stato emotivo particolare, avanza pretese verso l'azienda autorizzata che vede compromessa la propria reputazione, trovandosi a gestire reclami per vendite mai effettuate. Come evitare il raggiroL'Associazione demolitori autoveicoli invita i cittadini a verificare che il sito e l'inserzione siano realmente riconducibili all'azienda ufficiale. Prima di procedere all'acquisto è consigliabile contattare direttamente il venditore utilizzando il numero di telefono pubblicato sul portale ufficiale. Occorre inoltre controllare le modalità di pagamento, verificando che l'Iban sia intestato alla società.Soprattutto, vale una regola fondamentale: diffidare delle richieste di pagamento tramite carte prepagate o conti correnti intestati a persone fisiche, perché i demolitori autorizzati operano esclusivamente attraverso conti aziendali.Da parte sua, l'Associazione demolitori autoveicoli segnala ormai da due anni ogni episodio sospetto alle autorità competenti, promuovendo al tempo stesso campagne informative per aiutare automobilisti e imprese a difendersi dalle frodi.
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Solo 50 esemplari al mondo: Aston Martin celebra i 25 anni della Vanquish
Il reparto Q by Aston Martin ha curato lo sviluppo della serie limitata Vanquish 25, nata per celebrare i 25 anni dal debutto del modello. La produzione sarà limitata a 50 esemplari, suddivisi in 25 Coupé e 25 Volante. Il debutto in pubblico è fissato durante la Monterey Car Week, in programma dal 10 al 16 agosto. Un solo colore, tanti particolari unici Ispirata alla prima Vanquish presentata nel 2001, questa edizione speciale propone l'esclusiva tinta Q Skye Silver insieme a dettagli dedicati per minigonne, sfoghi d'aria, lettering e terminali di scarico. Anche i cerchi da 21 pollici adottano finiture specifiche, mentre non mancano badge identificativi realizzati su misura. Tre colori per gli interni L'abitacolo è rifinito in pelle e può essere configurato in tre tonalità: Onyx Black, Oxford Tan e Phantom Grey. Oltre ai ricami Vanquish 25, trovano posto inserti della plancia tagliati al laser, un nuovo pulsante rosso per l'accensione del motore e il rivestimento in Alcantara nera per il padiglione. Il V12 non si discute Nessuna novità sul fronte meccanico: la terza generazione della Vanquish mantiene il V12 5,2 litri biturbo da 835 CV e 1.000 Nm, abbinato al cambio automatico ZF a otto rapporti e alla trazione posteriore. Un powertrain che abbiamo già provato su strada e che conferma la netta evoluzione del modello rispetto alle generazioni precedenti.
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Torna la Wrangler e spunta l'erede della Renegade: Jeep prepara 15 novità
Quando arriverà la nuova Jeep Recon? Torna davvero la Wrangler? A che punto sono i lavori per l'erede della Renegade? In gamma sono previsti modelli più grandi della Compass? Nel corso della presentazione del piano FaSTLAne 2030 del gruppo Stellantis, Jeep si è ritagliata il ruolo di brand globale, ossia commercializzato in tutto il mondo (o quasi). Da qui al 2030 usciranno 15 novità, tra modelli completamente nuovi e aggiornamenti. Ecco quello che sappiamo finora, almeno per quanto riguarda il mercato europeo e italiano. Due novità nel segmento B Uno degli obiettivi della Casa americana è ampliare la propria presenza nel segmento delle SUV compatte, introducendo due nuovi modelli che - metro alla mano - dovrebbero misurare poco più di quattro metri. Il primo, che Jeep descrive solo come "B-SUV Compact", sarà poco più grande della Avenger (408 cm), mentre il secondo, "B-SUV Large", avrà misure leggermente superiori e debutterà dopo il 2030. Oltre che per i centimetri da paraurti a paraurti, queste due vetture si distingueranno anche per il carattere: una sarà una SUV a tutti gli effetti, l'altra potrebbe riprendere stile e impostazioni più da fuoristrada, con forme squadrate e rimandi al passato storico di Jeep. E uno di questi due modelli potrebbe essere l'erede - non ancora annunciato - della Renegade. Entrambi saranno costruiti sulla nuova piattaforma Stla One, con powertrain multienergia (elettrici e ibridi) e trazione integrale. Una D-SUV dalla Cina Entro la fine del decennio verrà presentato un nuovo modello di segmento D, quindi sopra i 470 cm, sviluppato con la collaborazione del marchio cinese Dongfeng. La produzione dovrebbe essere affidata a uno stabilimento locale. Lo stile sarà "al 100% Jeep", conferma la dirigenza del marchio, così come le capacità off-road che ci si aspetta da un'auto con le sette feritoie nel frontale. Come per altri modelli, le motorizzazioni saranno elettriche e ibride. Jeep Recon Nei prossimi mesi sbarcherà in Italia la Jeep Recon, la prima fuoristrada elettrica della Casa americana a potersi fregiare del badge Trail Rated, riservato ai modelli con maggiori capacità di guida in off-road. L'auto è lunga 4.911 mm e ha un passo di 2.868: il portellone è incernierato sul lato destro ed è possibile rimuovere le portiere, lunotto e finestrini posteriori in pochi istanti, mentre i rivestimenti dell'abitacolo sono in materiale antigraffio. La trazione integrale è fornita dal powertrain dual motor da 650 CV e 840 Nm di coppia, abbinato a una batteria da 100 kWh. Non è esclusa per il futuro una versione con Range Extender. Jeep Wagoneer S Costruita sulla piattaforma STLA Large, è il secondo modello di segmento D atteso nei prossimi mesi: è lunga 4.887 mm e ha un passo di 2.870 mm. Diversamente dalla Recon, la Wagoneer S si rivolge a chi cerca un fuoristrada elegante e raffinato, con dotazioni da berlina di lusso (ci sono le sette feritoie illuminate), senza rinunciare alle escursioni su sterrati e strade bianche. Due i motori, trazione integrale, 600 CV e 837 Nm di coppia, con un'autonomia di oltre 480 km. I modelli che potrebbero tornare Non ci sono annunci ufficiali, ma Jeep starebbe valutando di riportare in Europa la Wrangler, anche in versione Scrambler: dovrebbe essere un'evoluzione della fuoristrada in chiave pick-up, posizionata in gamma sotto la Gladiator. Niente E-Car (almeno per ora) Da Jeep arriva anche uno stop alle voci che vedrebbero come "imminente" l'arrivo di una compatta elettrica, costruita su base E-Car (la stessa su cui nasceranno la Citroën 2 CV e la cugina di Fiat). Un modello su questa piattaforma è in fase di valutazione, ma se ne tornerà a parlare solo dopo il 2030.
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Fare il pieno torna a costare una fortuna: il diesel vola oltre i 2,12 euro
Come previsto, la corsa dei prezzi dei carburanti alla pompa appare ormai inarrestabile. A sostenere i rincari sono il continuo rialzo del petrolio (il Brent ha superato i 90 dollari al barile) e il deciso aumento delle quotazioni dei carburanti raffinati.Come segnala Staffetta Quotidiana nella consueta rilevazione giornaliera, il diesel ha raggiunto quota 2,12 euro/litro, il livello più alto da metà aprile, mentre la benzina sfiora 1,95 euro/litro, ai massimi da fine maggio.Nel dettaglio, nella mattinata del 22 luglio il prezzo medio nazionale in modalità self service è pari a 1,949 euro/litro per la verde (+7 millesimi rispetto a ieri), 2,124 euro/litro per il gasolio (+17), 0,745 euro/litro per il GPL (invariato) e 1,581 euro/kg per il metano (+5). Sulla rete autostradale i valori salgono a 2,040 euro/litro per la benzina (+8), 2,196 per il diesel (+15), 0,879 per il GPL (-1) e 1,592 euro/kg per il metano (+1). Al galoppo pure i prezzi consigliati Le prospettive, inoltre, non sembrano affatto incoraggianti. A confermarlo è il trend di crescita dei listini consigliati dalle compagnie. Secondo Staffetta, Eni ha aumentato di un centesimo al litro la benzina e di due centesimi il diesel. Anche Q8 ha ritoccato verso l'alto il gasolio di due centesimi. In controtendenza soltanto IP, che ha ridotto di un centesimo il prezzo della verde. I prezzi praticati per modalità di vendita e marchi Per quanto riguarda i prezzi alla pompa rilevati sulla base delle comunicazioni inviate dai gestori all'Osservatorio del Mimit, le medie complessive di rete stradale e autostradale indicano la benzina self service a 1,944 euro/litro (compagnie 1,949; pompe bianche 1,935) e il diesel a 2,110 euro/litro (2,110; 2,109). Al servito, invece, la verde si attesta a 2,080 euro/litro (2,121; 2,005), il gasolio a 2,247 (2,282; 2,180), il GPL a 0,754 (0,763; 0,744), il metano a 1,576 (1,568; 1,581) e il GNL a 1,444 (1,448; 1,441).Lo spaccato per marchio mostra Eni a 1,942 euro/litro sulla benzina self service (2,150 al servito) e 2,089 sul diesel (2,298); IP a 1,960 (2,126) e 2,116 (2,284); Q8 a 1,945 (2,108) e 2,110 (2,280); Tamoil a 1,943 (2,021) e 2,116 (2,194).
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Per lanciare la Peaq, Skoda cambia il nome a uno storico parco nazionale inglese
Skoda ha temporaneamente ribattezzato il Peak District, uno dei parchi nazionali più antichi del Regno Unito, in Peaq District, per celebrare il debutto oltremanica della sua nuova SUV elettrica a sette posti. Un'iniziativa che coincide con il 75esimo anniversario del parco stesso, e che sarà attiva dal 27 luglio al 2 agosto. L'iniziativa di Skoda In quella settimana sarà installata una segnaletica ad hoc con la "nuova" denominazione del parco, e sarà possibile noleggiare gratuitamente una bicicletta per visitare l'oasi naturalistica. L'insolita campagna promozionale è nata da una ricerca, commissionata dalla Casa boema, secondo cui un britannico su tre (29%) non ha mai visitato nessuno dei 15 parchi nazionali del Regno Unito; quasi quattro inglesi su dieci sono convinti che il loro ingresso sia a pagamento, mentre invece è gratuito. La prima SUV elettrica a 7 posti di Skoda La Skoda Peaq, che ha aperto gli ordini da poco anche in Italia (dove parte da 49.950 euro), è lunga 4.874 mm e ha un passo di 2.965 mm, per accogliere comodamente sette persone. In base alla configurazione di sedili, il bagagliaio offre spazio da 299 a 890, fino a 2.075 litri complessivi, a cui si aggiungono i 37 del frunk. Da noi sono disponibili due motorizzazioni, da 204 CV e batteria da 63 kWh (452 km di autonomia), oppure dual motor da 300 CV e batteria da 91 kWh (601 km). Prezzi per il mercato inglese da 51.980 sterline (quasi 61 mila euro).
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La seconda casa di Fiat: 50 anni dopo il Brasile è più strategico che mai
una storia poco conosciuta, quella della Fiat in Brasile. Che ci è arrivata nel 1976 e non ha intenzione di andarsene. Qui i piani per il futuro sono chiari: investimenti miliardari, nuovi modelli condivisi con altre regioni (vedi l'Argo X appena annunciata) e una strategia pensata per proseguire una crescita che sembra inarrestabile.Durante i festeggiamenti per i 50 anni di Fiat in Brasile, nella fabbrica di Betim (la prima, inaugurata da Gianni Agnelli negli anni Settanta) sono stati riportati alcuni numeri impressionanti: 18 milioni di vetture prodotte, 19 milioni di motori, una capacità installata di 650 mila veicoli all'anno e una leadership di mercato che dura da cinque anni consecutivi. Senza dimenticare due dati che raccontano meglio di ogni altro quanto i brasiliani amino il marchio torinese: qui un'auto nuova su cinque è una Fiat e, considerando soltanto i pick-up, uno su due porta il logo del costruttore italiano. Festa grande Tutte le massime cariche di Stellantis erano presenti all'evento celebrativo tenutosi all'interno del nuovo centro crash test della fabbrica di Betim. Le celebrazioni sono poi proseguite allo stadio Mineiro di Belo Horizonte con una festa dedicata a dipendenti e clienti, arricchita dalla partecipazione di star della musica brasiliana e dal più grande spettacolo di droni mai realizzato in Sud America.Da John Elkann ad Antonio Filosa, passando per Olivier Franois ed Emanuele Cappellano, tutti hanno sottolineato il forte legame con il Brasile. Per fare due esempi, il presidente del gruppo vi ha trascorso cinque anni della propria infanzia, mentre il nuovo amministratore delegato ha creato qui la sua famiglia. un Paese speciale per Fiat: il Brasile rappresenta una sorta di seconda casa per il Lingotto e oggi è il mercato più importante a livello globale. Dall'inizio dell'anno sono state vendute 270.955 nuove Fiat, un volume paragonabile a quello registrato dal marchio in Europa nello stesso periodo. Elkann: investimenti miliardari "La nascita di questo stabilimento - ha dichiarato il presidente di Stellantis, John Elkann - fu resa possibile dalla visione e dall'entusiasmo di mio nonno, Gianni Agnelli, che seppe vedere nel Minas Gerais, e più in generale nel Brasile, ciò che molti altri ancora non riuscivano a vedere. Fiat era un'azienda italiana con l'ambizione di diventare un protagonista globale. Il Brasile era un mercato giovane, ricco di potenzialità. Questo stabilimento è il luogo in cui queste ambizioni si sono incontrate. E ciò che abbiamo costruito insieme ha superato ogni aspettativa.Dopo aver investito 7 miliardi di reais per modernizzare questo stabilimento nell'ultimo decennio, e altri 8,5 miliardi per aumentarne la capacità produttiva e sviluppare nuovi motori e nuovi prodotti, oggi siamo nel pieno del più grande ciclo di investimenti della storia di Betim: 14 miliardi di reais entro il 2030, la quota più consistente dei 32 miliardi di reais che Stellantis investirà in Sud America. Siamo qui per restare". Filosa: il Sud America è cruciale E del futuro della Fiat ha parlato anche Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis: "C'è anche qualcosa di speciale nel rapporto tra Fiat e il Brasile. Pochi marchi possono dire di essere cresciuti insieme a un Paese come Fiat è cresciuta insieme al Brasile. E pochi marchi sono stati così presenti nella vita di milioni di famiglie.Questa storia ci riempie di orgoglio. Ma ci ispira anche a guardare al futuro. A maggio abbiamo presentato il nostro nuovo piano strategico, FaSTLAne 2030. Uno dei suoi pilastri è rafforzare ulteriormente le nostre regioni, portando le decisioni sempre più vicino ai clienti, con rapidità ed efficienza. In questa visione, il Sud America svolge un ruolo fondamentale, con il Brasile a fare da guida. Continueremo a investire, innovare e dimostrare la forza di Fiat e Stellantis". Franois: l'unione fa la forza In un evento così importante per Fiat, non poteva mancare l'intervento di Olivier Franois, amministratore delegato del marchio: "Fiat è il marchio più profondamente umano che abbiamo e parlerà sempre con una voce umana, autentica. Nessun altro costruttore automobilistico è così vicino alle persone. Nessun altro brand comprende meglio le loro esigenze, al momento giusto e nel modo giusto. Questo, in un certo senso, è il nostro superpotere.Spesso lo chiamano ingegno italiano. Qui Fiat è mezza italiana e mezza brasiliana: una combinazione fantastica. L'Italia offre l'ingegno, il pensiero laterale, l'arte di fare di più con meno. E, naturalmente, aggiunge quel tocco di design. Il Brasile ci mette invece la ginga: energia, ottimismo, calore, colore, spontaneità e gioia".Una combinazione unica che, negli ultimi cinquant'anni, ha portato alla nascita di modelli entrati nella storia del Paese. Dalla prima Fiat 147 alla Uno, che ha motorizzato il Brasile un po' come ha fatto in Italia un'icona come la 500.
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Una Range Rover così bassa e filante non si era mai vista: la GT è dirompente
Una Range Rover così bassa non si era mai vista. In queste prime immagini vi mostriamo la GT, il quinto modello della gamma della Casa di Gaydon che, nonostante le abbondanti camuffature, lascia già intuire silhouette, forme e proporzioni.Insomma, parliamo di una vettura dirompente, come conferma lo stesso marchio, che la descrive come un'interpretazione moderna della grand tourer. Una Range diversa da tutte Cofano lungo e linea del montante anteriore molto inclinata, finestrini di piccole dimensioni e un tetto esteso spiovente verso la zona posteriore: la GT ha proporzioni da sportiva, già anticipate in parte dalla Velar, ma che qui trovano piena espressione in una SUV-coupé dalle linee ancora più tese e slanciate. Di fatto, quella che vediamo in queste immagini è la Range Rover più distante dalla storica fuoristrada di lusso nata nel 1970 e che si avvicina più che mai a una vettura stradale.Il design è intraprendente, reso possibile dalla piattaforma elettrica che, grazie ai minori ingombri delle componenti, permette a "matite" e progettisti di osare. La GT è inoltre la prima Range Rover elettrica nativa, cioè progettata attorno a un'architettura a batterie, nello specifico la EMA prodotta a Halewood, nel Regno Unito. Inizialmente questo modello sarà lanciato sul mercato con motorizzazione 100% EV; successivamente, l'offerta dovrebbe ampliarsi con una variante ibrida o range extender. La Range più tecnologica La GT farà parlare molto di sé non solo per la carrozzeria, ma anche per l'abitacolo. Già a prima vista si nota un volante compatto, più affine alla guida sportiva che al fuoristrada, e una particolare configurazione dei comandi dietro la corona. Qui si trova infatti il selettore della trasmissione, che sembra richiamare quello degli indicatori di direzione.Al centro spicca una grande doppia mensola con diversi vani portaoggetti. Un ambiente che, a prima vista, sembra ispirato a un salotto di alto design, con architetture lineari, moderne, sobrie ed essenziali. La GT può contare su una plancia molto pulita, con bocchette di ventilazione nascoste che attraversano l'intera larghezza dell'abitacolo. Anche gli altoparlanti sono integrati alla vista, mentre al centro trova posto un unico schermo dedicato alla gestione dell'infotainment, affiancato dal display del guidatore.Come sempre nello stile Range Rover, non manca una grande attenzione nella scelta di materiali e tessuti per i rivestimenti. Tra gli obiettivi dei progettisti c'è inoltre la realizzazione di un abitacolo confortevole e silenzioso, con molti comandi intuitivi pensati per semplificare la vita a bordo. Tetto spiovente E nelle sedute posteriori? Come una vera GT, nella nuova Range si notano solo due posti. Il divano è molto incassato e lo schienale inclinato verso l'asse posteriore per garantire spazio e agio a gambe e testa dei passeggeri. Al centro della seconda fila troviamo invece uno schermo che sembra mutuato da una console domotica: molto particolare nel design e interessante sul piano stilistico, è probabile che questo elemento sia destinato alla gestione delle varie funzioni, come climatizzazione e infotainment, da parte di chi siede dietro. Da valutare forse le sue dimensioni, che appaiono piuttosto generose e potrebbero interferire con le gambe quando si mantiene una postura particolarmente rilassata.I prototipi della GT stanno effettuando gli ultimi test su strada e la versione definitiva potrebbe essere svelata entro la fine dell'anno, oppure nei primi mesi del 2027.
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Quattrolino o Multiplina, come dovrebbe chiamarsi la nuova Fiat? Olivier Franois lo chiede a voi
Multiplina o Quattrolino? Quale nome vi piace di più? A chiedervelo non siamo noi di Quattroruote, ma direttamente Olivier Franois, CEO di Fiat. Lo abbiamo incontrato a Betim, in Brasile, durante le celebrazioni per i 50 anni del marchio torinese nel Paese carioca. Da lì, il manager ci ha chiesto di farvi arrivare una domanda: come dovrebbe chiamarsi la nuova Fiat? Partiamo dal principio. Il 21 maggio, nel piano FastLane 2030, compare per la prima volta un piccolo quadriciclo a quattro posti derivato dalla Topolino e con forme che ricordano quelle della Fiat 600 Multipla del 1956. Gli obiettivi sono ancora "popolari" (far viaggiare una famiglia in tre metri e mezzo), ma il nome informale che le viene attribuito è un altro: Quattrolino. Non lontano, a dire il vero, da quello di un'altra vetturetta da città, la Microlino.Le circostanze, però, cambiano poco tempo dopo: il 30 giugno, lo stesso Franois presenta in anteprima il programma per il futuro delle microcar Fiat nel primo evento automotive organizzato nella Città del Vaticano. Ed è lì che spunta la Multiplina Concept. Stessa idea e sostanza della Quattrolino, solo più evoluta. Quattrolino è una crasi che racchiude tutto ciò che serve per descrivere l'auto (una Topolino a quattro posti), ma che non possiede quell'aura storica che potrebbe avere un modello destinato a riscrivere la gestione degli spazi interni, proprio come fece negli anni Cinquanta la Multipla. Addio Quattrolino, dunque? Non proprio. Multiplina o Quattrolino? Fatelo sapere a Fiat Sappiamo che la piccola quattro posti sarà solo elettrica, con motori dalla potenza contenuta (non sarà omologata M1, come un'auto tradizionale, ma come quadriciclo pesante) e batterie pensate per l'utilizzo urbano. Zero fronzoli, come la sorella Topolino, che al posto del climatizzatore ha un ventilatore portatile e al posto dell'autoradio una cassa Bluetooth. Il tutto con prezzi contenuti, per diventare una nuova porta d'accesso al mondo Fiat.Tutti questi dettagli si sposerebbero molto bene con il nome Multipla, ma la storia non finisce qui. Franois, infatti, ci confida qualche dubbio legato alla riconoscibilità internazionale, perché la Multipla del boom del 1998 è stata un fenomeno prevalentemente italiano.Dunque, si torna al punto di partenza: la nuova Fiat dovrebbe chiamarsi Quattrolino o Multiplina? Fatecelo sapere nei commenti. O meglio, fatelo sapere a Olivier Franois, rispondendo al nostro mini sondaggio e commentando qui sotto.
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Prime defezioni al Salone di Parigi: BMW rinuncia per ragioni economiche
Arriva una prima rinuncia importante, e per certi versi sorprendente, al prossimo Salone dell'Auto di Parigi, in programma dal 13 al 18 ottobre. Il gruppo BMW ha comunicato la decisione di non partecipare alla kermesse con il marchio omonimo e Mini, nonostante a gennaio avesse confermato la propria presenza.La retromarcia sarebbe legata soprattutto a ragioni economiche e non certo alla mancanza di novità: il costruttore bavarese ha infatti numerosi modelli da presentare al pubblico, dai primi esemplari della piattaforma Neue Klasse (i3 e iX3) alla nuova X5, fino all'ultima generazione della Serie 7. Tuttavia, le recenti difficoltà operative, culminate a metà giugno con il lancio di un profit warning (allarme sugli utili annuali), hanno spinto il gruppo a rivedere alcune delle proprie scelte di marketing. Una rinuncia per ragioni economiche Una scelta dettata dai costi"Abbiamo ridefinito le priorità di tutte le nostre attività. Questa iniziativa fa seguito all'avvertimento sui profitti emesso un mese fa. Pertanto, è stata presa la decisione di non partecipare al Salone dell'Auto di Parigi. Tuttavia, si tratta di una decisione valida solo per quest'anno: non stiamo mettendo in discussione la nostra partecipazione ad altre fiere", ha spiegato un portavoce.A determinare il profit warning hanno contribuito diversi fattori negativi, tra cui un peggioramento delle prospettive commerciali annuali. Nel primo semestre il gruppo ha registrato un calo delle vendite globali del 4,2%, a 1,15 milioni di unità, soprattutto a causa dell'andamento del mercato cinese. Il -20,4% accusato nel Paese asiatico ha infatti annullato le crescite ottenute in Europa (+5,4%) e negli Stati Uniti (+3,9%). Per i prossimi mesi, inoltre, non sembrano emergere segnali concreti di ripresa. A questo si aggiunge l'incertezza macroeconomica alimentata dal conflitto in Medio Oriente. Focus su altri mercatiBMW non ha comunque escluso la partecipazione ad altre manifestazioni, soprattutto nelle aree dove potrebbe essere necessario garantire un maggior supporto alle attività commerciali rispetto alla Francia. Sul mercato transalpino il gruppo può contare su una quota stabile intorno al 5% e, nel primo semestre, ha visto il marchio BMW crescere dello 0,5% e Mini del 9,6%.
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La Lamborghini più giapponese di sempre: samurai, Bushido e solo 25 esemplari
Lamborghini presenta la Revuelto Impavido, una serie speciale in edizione limitata riservata al mercato giapponese, nata per celebrare i 25 anni di Lamborghini Japan. Per questo motivo la produzione sarà limitata a soli 25 esemplari. La carrozzeria come un'armatura L'ispirazione della Impavido arriva dal mondo dei samurai e dallo spirito del Bushido. Il reparto Ad Personam ha realizzato una personalizzazione dedicata con grafiche che esaltano le linee della Revuelto, richiamando le tradizionali armature giapponesi. Gli accenti color oro sono ispirati agli odoshi, i cordoni che univano le varie parti dell'armatura, mentre le grafiche del frontale richiamano il maedate, l'emblema posto sull'elmo. Su tetto e parafanghi trovano spazio ulteriori motivi decorativi ispirati alle kozane, le tipiche lamelle laccate. Quattro varianti di colore Lamborghini ha previsto quattro diverse configurazioni della Revuelto: le versioni lucide Verde Campus e Grigio Artis con accenti Nero Noctis e Bronzo Oreadi, e quelle opache Grigio Grater Matt e Rosso Pyra con dettagli Nero Noctis e Bronzo Serse. Ogni colore è stato scelto per richiamare un elemento della tradizione nipponica. Tutte le vetture adottano inoltre cerchi forgiati Altanero Shiny Black, pinze freno Bronzo e terminali di scarico Matt Black. Gli esclusivi interni della Impavido L'abitacolo è rivestito in pelle Nero Adeo e tessuto Corsa-Tex con dettagli Bronzo Oreadi e ricami dedicati su sedili, pannelli porta e padiglione. Completano l'allestimento la targhetta identificativa e numerata della serie speciale.
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309 CV e trazione integrale di serie: la nuova Suzuki Across si può ordinare, ecco i prezzi
Suzuki ha aperto gli ordini della nuova Across Plug-in Hybrid, la SUV derivata dalla Toyota RAV4 con powertrain ibrido ricaricabile da 309 CV. Disponibile in un unico allestimento, costa 55.900 euro; fino alla fine di settembre il prezzo è scontato di 4.500 euro (a fronte di permuta o rottamazione), scendendo così a 51.400 euro. I dati tecnici della Across La nuova Suzuki Across è lunga 4.600 mm, larga 1.855 e alta 1.685, e ha un passo di 2.690 mm. Il bagagliaio ha una capacità dichiarata di 672 litri, che diventano 1.647 con i sedili posteriori abbattuti. Il powertrain ibrido plug-in si basa su un motore benzina da 2.5 litri abbinato a due unità elettriche, che assicurano la trazione su tutt'e quattro le ruote. La potenza combinata è di 309 CV: la SUV giapponese scatta da ferma a 100 km/h in 6,1 secondi e raggiunge la velocità massima di 180 km/h. La batteria ha una capacità di 22,7 kWh, ma l'autonomia in elettrico non è stata ancora comunicata. La dotazione di serie La Suzuki Across è disponibile nel solo allestimento Top che comprende: cerchi di lega da 18", fari full LED davanti e dietro, specchietti ripiegabili elettricamente, vetri posteriori oscurati e portellone ad apertura elettrica. In abitacolo c'è la strumentazione digitale da 12,3" abbinata all'infotainment connesso da 12,9" con Apple CarPlay e Android Auto wireless, l'head-up display, la piastra di ricarica a induzione, volante e sedili anteriori riscaldati (conducente a regolazione elettrica), la telecamera a 360, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, il cavo di ricarica domestica e il climatizzatore bizona. Sul fronte della sicurezza, accanto ai sette airbag c'è la guida assistita di livello 2 con monitoraggio degli angoli ciechi, anche in retromarcia. Il listino di Suzuki Across Suzuki Across Plug-in Hybrid 2.5 Top 4WD AT: 55.900 euro
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L'aftermarket cambia volto: a Latina il confronto europeo su dati, regole e competenze
Il 17 e 18 giugno Latina ha ospitato l'assemblea generale 2026 di ADPA (Automotive Data Publishers' Association), l'associazione europea dei principali operatori indipendenti specializzati nella pubblicazione, organizzazione e distribuzione di dati tecnici automotive e informazioni per il settore.L'evento, organizzato presso la sede di Tekné Consulting, parte di Unit Holding, ha rappresentato un momento di confronto internazionale su alcuni dei temi più rilevanti per il futuro dell'aftermarket: accesso ai dati dei veicoli, digitalizzazione, mobilità connessa, concorrenza, sostenibilità, sicurezza e sviluppo di nuove competenze professionali. Il confronto con imprese, istituzioni e stakeholder La prima giornata si è aperta con l'accoglienza dei partecipanti e il saluto delle autorità locali. Sono intervenuti rappresentanti del Comune e della Provincia di Latina, che hanno sottolineato il valore dell'iniziativa per il territorio e l'importanza di occasioni capaci di connettere imprese locali, istituzioni e reti europee dell'innovazione.A seguire, i membri ADPA e gli ospiti hanno visitato la sede di Tekné Consulting e Unit Holding, approfondendo le attività del gruppo nell'ambito dei servizi tecnici, dei dati automotive, della formazione e delle soluzioni digitali a supporto degli operatori indipendenti dell'autoriparazione. Il programma è proseguito con la presentazione della storia di Tekné Consulting e Unit Holding, raccontando un percorso imprenditoriale nato dall'esperienza diretta nel settore dei ricambi e dell'autoriparazione e progressivamente evoluto verso servizi ad alto contenuto tecnico, digitale e formativo a disposizione dell'intera filiera aftermarket. Nasce l'Automotive Innovation Center In occasione dell'Assemblea Generale ADPA 2026 è stato inoltre presentato e inaugurato l'AIC - Automotive Innovation Center, nuovo polo dedicato alla formazione imprenditoriale e professionale avanzata nel settore automotive. Il progetto nasce per rispondere alla crescente richiesta di competenze specialistiche da parte del mercato e prevede un investimento di oltre 1,5 milioni di euro. L'obiettivo è creare a Latina un centro di riferimento per la preparazione di tecnici specializzati nelle nuove tecnologie della mobilità.L'AIC si propone come uno spazio di sviluppo e trasferimento di competenze capace di accompagnare l'evoluzione del settore, supportando la preparazione dei professionisti chiamati a operare sulle tecnologie che stanno trasformando la mobilità."L'autoriparatore del futuro non è più soltanto un meccanico - spiegano Fabrizio Olivier, titolare di Unit Holding, e Patrick Lo Pinto, CEO di Tekné Consulting - ma un imprenditore e professionista chiamato a operare su veicoli sempre più digitali, connessi e tecnologicamente avanzati. Per questo la formazione rappresenta un fattore decisivo per la competitività delle imprese". Il panel Il momento centrale della giornata è stato il panel "Challenges and opportunities in the aftermarket from Italian and European perspectives", dedicato alle sfide e alle opportunità del mercato indipendente dal punto di vista italiano ed europeo.Al confronto hanno preso parte Michael Pedersen, presidente ADPA e moderatore dell'incontro; Pierre Thibaudat, direttore generale ADPA; Carmine Fiorentino, CTO di Tekné Consulting; Carlo Siviero, Editoriale Domus, direttore Data Factory & Analisi di Mercato; Andrea Boni, ADIRA.Il dibattito ha affrontato il tema dell'evoluzione dell'aftermarket in un contesto caratterizzato dalla crescente integrazione tra tecnologia, dati e servizi digitali. In particolare, è stato evidenziato come la possibilità per gli operatori indipendenti di accedere a informazioni complete, aggiornate e utilizzabili rappresenti un presupposto essenziale per garantire concorrenza, qualità degli interventi, sicurezza stradale e libertà di scelta per automobilisti e imprese.Tra i temi emersi figurano anche il ruolo delle banche dati tecniche multibrand, la necessità di regole europee efficaci e tecnologicamente aggiornate, l'impatto della digitalizzazione sui processi di manutenzione e riparazione e il crescente fabbisogno di competenze qualificate per accompagnare la trasformazione del settore. L'assemblea La seconda giornata è stata dedicata ai lavori interni dell'Assemblea Generale ADPA, con un'agenda focalizzata sui principali dossier europei che incideranno sul futuro dell'aftermarket. Tra i temi affrontati: Type Approval Regulation, SERMI, Delegated Act, Motor Vehicle Block Exemption Regulation, Data Act, Digital Omnibus ed End-of-Life Vehicle Regulation.Si tratta di ambiti normativi centrali per definire l'equilibrio competitivo del settore nei prossimi anni. L'accesso ai dati generati dai veicoli, la disponibilità di informazioni tecniche, la regolazione dei rapporti tra costruttori e operatori indipendenti, la gestione del ciclo di vita dei veicoli e la sicurezza delle procedure digitali saranno infatti elementi determinanti per l'evoluzione del mercato europeo della manutenzione, riparazione e distribuzione di servizi automotive. Un settore strategico In sintesi, il confronto ospitato a Latina ha confermato come l'aftermarket non sia più soltanto un comparto di servizio, ma una componente strategica dell'intero ecosistema automotive europeo. La transizione digitale, l'evoluzione delle tecnologie di bordo e il quadro normativo europeo stanno modificando profondamente il modo in cui vengono prodotti, gestiti e utilizzati i dati tecnici. In questo scenario, il ruolo degli operatori indipendenti e dei data publisher diventa decisivo per assicurare un mercato aperto, innovativo e competitivo.In questo contesto, la nascita dell'Automotive Innovation Center rafforza ulteriormente il messaggio emerso durante le due giornate: il futuro dell'aftermarket si gioca non solo sul piano delle regole e dell'accesso ai dati, ma anche sulla capacità di formare nuove professionalità in grado di operare sulle tecnologie della mobilità di domani.L'Assemblea ADPA ha quindi rappresentato non solo un appuntamento associativo, ma anche un momento di confronto concreto sul futuro dell'automotive aftermarket europeo, con l'Italia e Latina al centro di un dialogo che coinvolge imprese, istituzioni, autoriparatori e consumatori.
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V8 da 612 CV e massaggi anche ai polpacci: il lusso della Mercedes-Maybach GLS
A poche settimane dal lancio del restyling dell'intera gamma, Mercedes presenta l'ammiraglia Mercedes-Maybach GLS. Le novità riguardano lo stile, le finiture, gli accessori e la dinamica di guida, con l'obiettivo di migliorare ulteriormente un prodotto già posizionato all'apice della sua categoria. Frontale ad hoc e nuovi cerchi Lo stile è stato affinato lavorando soprattutto sul frontale, che si distingue subito dalle altre GLS per la mascherina specifica e per la scritta Maybach illuminata, alla quale si aggiunge in alcuni mercati anche la stella a tre punte. I gruppi ottici presentano inoltre le luci diurne con doppia stella e finiture interne rose gold. Anche i cerchi in lega da 23 pollici, proposti in alternativa a quelli a 20 fori da 22 pollici, sono specifici e adottano le coppette centrali con stella autolivellante. Massaggia anche i polpacci Il ricco abitacolo, al quale si accede grazie alle pedane elettriche retrattili con illuminazione LED, è impreziosito da sedili ancora più confortevoli. Gli anteriori presentano una nuova funzione di massaggio pulsante, mentre quelli Executive posteriori estendono il trattamento persino ai polpacci. Il climatizzatore è inoltre dotato della filtrazione multi-stage, che rinnova l'aria interna ogni 90 secondi e cattura le polveri sottili. stato ulteriormente migliorato anche il confort acustico, mentre l'infotainment MBUX propone una grafica specifica Maybach e una serie di funzioni evolute, tra cui il Virtual Assistant con IA generativa. Il V8 ibrido da 612 CV Dentro il cofano la GLS in versione Maybach propone l'esclusivo V8 biturbo mild hybrid M177 EVO da 612 CV e 850 Nm, dotato di doppio albero di equilibratura e sistema ibrido a 48 Volt. Dal punto di vista dinamico, i tecnici Mercedes hanno modificato lo sterzo per renderlo più diretto e preciso, mentre le sospensioni Airmatic con E-Active Body Control sfruttano il cloud-based damping, che analizza la strada e prepara la vettura ad assorbire le sconnessioni. Nella modalità di guida Curve, il modello è in grado di contrastare il rollio inclinandosi verso l'interno della curva fino a tre gradi. Nuove personalizzazioni Fondamentali, come da tradizione della Casa, le personalizzazioni. Debuttano a listino le nuove varianti di verniciatura bicolore Dark Petrol pastello e Green Silver metallic, oltre alla tinta MANUFAKTUR Patagonia Red metallic. Per l'abitacolo arrivano invece la nuova pelle Maybach Exclusive Nappa Beech Brown e Macchiato Beige, le finiture della plancia in legno di noce V-Groove a poro aperto e il tessuto silver/black con cuciture diamond.
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