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F1, GP Cina - L'Italia torna a vincere con Andrea Kimi Antonelli

4 ore 20 min fa
Il Gran Premio di Cina consegna alla Formula 1 una fotografia da incorniciare per noi italiani: Andrea Kimi Antonelli vince per la prima volta in carriera, gestendo la corsa con una maturità da pilota già formato e non da talento in costruzione. La Mercedes conferma di avere la macchina migliore di questo avvio di stagione, con Russell secondo dopo una gara complicata. La Ferrari si prende il primo podio dell'anno con Hamilton, bravo a prevalere nel duello interno con Leclerc, ma paga ancora qualcosa sul passo e nella gestione complessiva rispetto alla W17. Dietro, tra ritiri e problemi tecnici, il quadro si fa ancora più severo per chi sperava di stare agganciato ai primi.Antonelli, una vittoria veraCi sono fine settimana in cui un pilota lascia intuire di essere pronto e Andrea Kimi Antonelli a Shanghai ha fatto esattamente questo. Dopo essere diventato il più giovane poleman nella storia della Formula 1, oggi ha fatto suonare l'inno italiano vent'anni dopo Giancarlo Fisichella.Paradossalmente, la corsa di Antonelli non è cominciata nel migliore dei modi. Le due Ferrari sono scattate meglio e per un attimo il rischio era quello di dover impostare il pomeriggio in rincorsa. Invece il giovane italiano ha reagito senza esitazioni, si è ripreso il comando nei primi giri e da quel momento ha smesso di lasciare spazio a dubbi. questo, forse, il dato più interessante della sua domenica: non tanto il fatto di essere andato via, quanto il modo in cui ha rimesso ordine appena la gara gli aveva creato un fastidio iniziale.Nemmeno la Safety Car, che di fatto ha azzerato il vantaggio costruito nella prima parte di corsa, è riuscita a cambiare davvero il quadro. Alla ripartenza Antonelli non ha forzato per fare il vuoto, anche perché la gomma non era ancora nella finestra ideale e il rischio di graining era tutt'altro che teorico. Ha lasciato avvicinare Hamilton, ha gestito quel momento con una freddezza rara per uno alla prima vera occasione e poi, sulla distanza, ha ripreso ad allungare con naturalezza. stata una gestione da pilota maturo, in barba a chi lo riteneva ancora troppo acerbo per il circus.  Si accende la rivalità con RussellSe c'era un uomo che poteva mettere in discussione il successo di Antonelli, quello era George Russell, ma oggi gli è mancato qualcosa. Prima della Safety Car l'inglese era secondo, quindi pienamente dentro il discorso per la vittoria, ma la sequenza dei pit stop lo ha intrappolato nel traffico e alla ripartenza si è ritrovato con due vetture in mezzo tra sé e il compagno di squadra. In una Formula 1 così sensibile alla gestione delle gomme e della temperatura, perdere tempo in quel modo significa quasi sempre perdere anche la gara.Russell, oltretutto, ha dovuto convivere con una fase iniziale piuttosto scomoda nel suo stint con la hard. Le difficoltà a mandare in temperatura la gomma lo hanno esposto agli attacchi degli avversari e gli hanno fatto sprecare giri preziosi prima di liberarsi delle Ferrari. Quando ci è riuscito, Antonelli aveva già costruito un margine superiore ai sette secondi. Da lì in avanti il discorso si è praticamente chiuso, anche perché nel finale Russell ha dovuto fare i conti con un degrado più marcato del posteriore, figlio anche dei duelli affrontati per risalire. Ferrari sul podio con HamiltonLa Ferrari esce dalla Cina con il primo podio stagionale e con un Hamilton che, gara dopo gara, sembra sempre più a suo agio dentro la SF-26. stato lui a spuntarla nel confronto diretto con Leclerc, prendendosi il terzo posto e trasformando in risultato concreto quel buon livello di fiducia già intravisto in Australia. Era andato vicino al podio una settimana fa, stavolta l'ha portato a casa davvero.Detto questo, la Ferrari continua a muoversi dentro una contraddizione abbastanza chiara. Le due Rosse hanno avuto un passo simile, si sono anche ritrovate più volte a giocarsela tra loro dando vita a momenti spettacolari di sorpassi e controsorpassi - e per diversi giri sono riuscite a tenere Russell alle spalle. Ma sulla distanza la superiorità della Mercedes è tornata fuori in modo netto, soprattutto nella gestione degli pneumatici. Il distacco finale dal vincitore, 25 secondi, è un numero che racconta molto meglio di qualsiasi dichiarazione dove si trovi oggi la Ferrari rispetto al riferimento del campionato.  La Top 10Alle spalle dei primi quattro, il nome che spicca ancora è quello di Oliver Bearman. Quinto con la Haas, l'inglese continua a fare una cosa semplice da scrivere e molto meno da realizzare: fare risultati. La Haas, in questo momento, è una macchina da Top 10 e Bearman le sta dando un peso sportivo notevole, sia in qualifica sia in gara.Sesto Pierre Gasly, che porta a casa un altro risultato importante per un'Alpine in crescita. Anche qui il dato non va letto solo in funzione della posizione finale, favorita in parte dai ritiri altrui. Va letto soprattutto per il confronto con il resto del gruppo e per la continuità con cui il francese riesce a tenere viva una squadra che, almeno a inizio anno, non partiva con i riflettori puntati addosso.Carlos Sainz ha portato a casa i suoi primi punti stagionali con una Williams che continua a pagare dazio in termini di peso e quindi di prestazione pura. Il risultato va letto con onestà: è stato aiutato dai ritiri, certo, ma in questa fase tutto quello che muove la classifica conta. Lo stesso vale per Franco Colapinto, anche lui in top ten al termine di una gara che ha premiato chi ha saputo semplicemente restare presente mentre altri cadevano via.  Tanti ritiri pesantiSe davanti il quadro comincia a chiarirsi, più indietro la domenica cinese ha avuto tratti quasi grotteschi. Max Verstappen si è ritirato a una decina di giri dalla fine per un problema tecnico, ulteriore colpo a una Red Bull che continua a faticare con un progetto fin troppo acerbo rispetto alle aspettative.Ancora più clamoroso il caso McLaren. Entrambe le vetture non sono nemmeno riuscite a prendere il via per un problema tecnico emerso prima della partenza. Un colpo pesantissimo, sportivo e d'immagine, per una squadra che sperava di stare molto più vicino alla Mercedes.La lista dei ritiri è abbastanza lunga da cambiare il tono dell'intera corsa. Oltre alle due McLaren e a Verstappen, si sono fermati anche Gabriel Bortoleto con l'Audi, Alex Albon con la Williams e le due Aston Martin, con Stroll tradito da un problema alla batteria e Alonso rientrato per vibrazioni eccessive.I risultati completi del GP di Cina 2026 >>
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Formula 1 - Cancellate le gare di Bahrain e Arabia Saudita

Mar 14,2026
La Formula 1 ha ufficialmente cancellato i Gran Premi del Bahrain e dell'Arabia Saudita dal calendario 2026 a causa del conflitto in Medio Oriente. Dopo Suzuka, il Mondiale si fermerà fino a Miami, aprendo una pausa imprevista di quattro settimane che avrà conseguenze molto più profonde di quelle suggerite dalla semplice sottrazione di due weekend. Cambiano i riferimenti per i controlli FIA sulle power unit, si allungano i tempi per gli aggiornamenti aerodinamici e si riduce il chilometraggio stagionale dei motori. Sullo sfondo resta anche il danno economico, con una quota di introiti che le squadre non incasseranno.Le alternative studiateL'ipotesi più immediata era quella di restare a Suzuka per un secondo fine settimana consecutivo. Una soluzione apparentemente comoda, ma solo sulla carta. Per il promotore locale sarebbe stato molto complicato assorbire i costi di una gara supplementare organizzata con così poco preavviso, e anche per le squadre una trasferta di due settimane non pianificata avrebbe creato problemi evidenti, sia sul fronte logistico sia su quello della gestione del personale.Si è guardato anche all'Europa, ma il quadro non migliorava. In quel caso il nodo non sarebbe stato soltanto commerciale o organizzativo: per diversi team mancavano ancora i mezzi via terra e le hospitality necessari per anticipare una trasferta europea. I programmi logistici, infatti, prevedevano la piena disponibilità di quel materiale solo verso l'ultima settimana di maggio, in tempo per Monaco. Anticipare tutto avrebbe significato stravolgere una macchina organizzativa già tirata al limite.La pausa influenza il fronte tecnicoLa cancellazione dei due appuntamenti mediorientali non costringe soltanto ad avere un buco nel calendario. Cambia anche il modo in cui i team leggeranno la prima parte della stagione. Sakhir, in particolare, era il punto scelto da molte squadre per introdurre i primi pacchetti d'aggiornamento sostanziosi. Con una pausa così lunga tra Suzuka e Miami, diversi team hanno deciso di congelare la produzione di componenti inizialmente previste per il Bahrain e di prolungare invece il lavoro di studio in galleria del vento.Il riflesso forse meno visibile, ma molto pesante, riguarda le power unit. Nel weekend di Shanghai si è parlato dell'ADUO, una delle novità regolamentari del 2026. Il sistema prevede che alla sesta, dodicesima e diciottesima gara la FIA valuti la potenza dei motori termici, concedendo ai costruttori che si trovino ad almeno il 2% dal propulsore di riferimento la possibilità di usufruire di sviluppo aggiuntivo e di ore extra al banco prova.Nel calendario originario, la sesta gara sarebbe stata Miami. Con la cancellazione di Bahrain e Jeddah, il conteggio slitta invece fino a Monaco. Da qui nasce la richiesta, avanzata da alcuni motoristi e destinata a essere discussa a breve, di rivedere la tempistica e spostare il primo controllo FIA dopo il weekend di Montréal. uno di quei dettagli che sembrano tecnici solo in superficie: in realtà possono incidere parecchio sugli equilibri della stagione, soprattutto in un anno in cui il peso della power unit è tornato centrale.Se c'è un aspetto favorevole per i team, riguarda il chilometraggio. Con due weekend in meno, le tre power unit consentite dal regolamento dovranno coprire una distanza inferiore rispetto a quella prevista inizialmente. La stima passa da 18.000 a 16.500 chilometri. un alleggerimento non marginale, perché in un campionato così tirato ogni margine di affidabilità in più può trasformarsi in libertà strategica nella gestione dei componenti.Il conto economico resta pesantePoi c'è la parte che nessuno ama raccontare ma che, puntualmente, decide molti ragionamenti interni: i soldi. Due Gran Premi cancellati significano anche meno introiti da redistribuire. Non è stata comunicata una cifra ufficiale, perché la ripartizione dipende dalla posizione di ciascun team nella complessa architettura del Patto della Concordia, ma le stime parlano di una perdita compresa tra 3,5 e 8 milioni di euro per squadra.Certo, una parte verrà assorbita dalle minori spese operative dovute a due trasferte in meno. Ma il saldo non è neutro, soprattutto per le strutture che vivono in modo più sensibile ogni variazione del flusso economico stagionale. Per i top team è un fastidio. Per chi sta più indietro, può diventare un problema vero.Qatar e Abu Dhabi? ancora prestoPer il momento sarebbe forzato spingersi oltre e mettere già in discussione anche Qatar e Abu Dhabi, che restano lontane nel calendario e oggi non sono oggetto di alcuna decisione formale. Ma sarebbe altrettanto ingenuo far finta che il tema non esista. La cancellazione di Bahrain e Jeddah è arrivata per ragioni di sicurezza e logistica legate a un conflitto che, secondo il quadro attuale, potrebbe protrarsi per mesi; nelle ultime settimane il Golfo ha già dovuto fare i conti con sospensioni di eventi sportivi, chiusure dello spazio aereo e persino episodi che hanno coinvolto l'area di Dubai, snodo centrale per i collegamenti della regione. Per questo, anche se oggi parlare di altre due gare a rischio sarebbe prematuro, l'idea che il finale di stagione possa trovarsi davanti a nuovi dubbi non è affatto impossibile.Stefano Domenicali, presidente e ceo della Formula 1, ha dichiarato: "Sebbene sia stata una decisione difficile da prendere, in questa fase è quella giusta, vista l'attuale situazione in Medio Oriente. Vorrei cogliere l'occasione per ringraziare la FIA e i nostri straordinari promotori per il loro sostegno e la loro totale comprensione. Non vediamo l'ora di poter tornare da loro, non appena le circostanze ce lo consentiranno".
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F1, GP Cina - Kimi Antonelli conquista la sua prima pole in carriera

Mar 14,2026
A Shanghai arriva il lampo che mancava da quasi diciassette anni: Andrea Kimi Antonelli porta l'Italia in pole position, conquistando la prima posizione nello schieramento del Gran Premio della Cina. L'ultimo italiano a firmare una pole era stato Giancarlo Fisichella a Spa, nel 2009.Il più giovane poleman della storiaCi sono pole position che valgono per la classifica del weekend e altre che si prendono qualcosa di più. Quella di Andrea Kimi Antonelli a Shanghai appartiene alla seconda categoria. Perché non è soltanto la prima della sua carriera in Formula 1, ma anche quella che riporta un pilota italiano davanti a tutti dopo un'attesa infinita.Il dato, però, non basta da solo a spiegare il peso del sabato del bolognese. Antonelli non si è ritrovato lì per un incastro favorevole o per una qualifica impazzita. Ha fatto la pole perché è stato rapido, pulito, freddo nel momento in cui bisognava mettere insieme il giro che conta. E nel farlo si è preso pure il record di più giovane poleman della storia del circus, togliendolo a Sebastian Vettel.  Prima fila Mercedes, nonostante i problemiIl sabato di Shanghai, in realtà, stava quasi per trasformarsi in un mezzo disastro per George Russell. L'inglese, che fin qui è sembrato il più solido del lotto, ha rischiato seriamente di non giocarsi la Q3 dopo essere rimasto fermo in pista appena iniziata la fase decisiva. Per qualche minuto si è anche pensato che la sua qualifica fosse sostanzialmente finita lì, congelata in una decima posizione che avrebbe avuto il sapore dell'occasione buttata.Poi Russell è tornato a girare a tre minuti dalla fine e ha fatto quello che fanno i piloti forti quando il contesto si mette male: ha salvato il salvabile, e quasi l'ha trasformato in un colpo pieno. Secondo tempo, prima fila tutta Mercedes, e un'altra conferma di quanto la W17 sia, oggi, la monoposto di riferimento.  Ferrari più vicinaLa notizia migliore per Maranello è che il distacco in questa qualifica si è accorciato. Non abbastanza, ma quanto basta per evitare il tono sconsolato del venerdì. A Shanghai la Ferrari ha chiuso una parte del gap e ha terminato la qualifica con Hamilton terzo e Leclerc quarto, raccolti in pochi millesimi tra loro e a circa tre decimi dal vertice Mercedes.Per Lewis il risultato ha quasi un'aria naturale, vista la confidenza che ha sempre avuto con questo circuito. Shanghai gli piace, e si vede. Il terzo posto racconta di una Ferrari che qui, almeno sul giro secco, è riuscita a trovare una forma più credibile. Leclerc gli è rimasto subito dietro, staccato di appena 13 millesimi, confermando che la SF-26, quando trova la finestra giusta, può stare molto più vicino alle Frecce d'Argento di quanto non si fosse visto all'inizio del weekend.Poi resta il punto vero, che in casa Ferrari conoscono benissimo: la partenza potrebbe giocare di nuovo a vantaggio del Cavallino, ma a quel punto bisognerà fare un mezzo miracolo per sbarazzarsi delle due Mercedes e tentare il colpaccio. Missione difficile, certo, ma non certo impossibile. Il resto della Top 10Dietro al quartetto di testa, la McLaren è cresciuta col passare delle sessioni, ripresentandosi quando conta con un passo meno opaco del previsto. Piastri e Norris hanno rispettivamente chiuso quinto e sesto, senza però riuscire davvero a entrare nel discorso per le prime due file. Sono lì, presenti, ordinati, ma ancora senza il morso necessario per cambiare il quadro.Molto più interessante, invece, il lampo di Pierre Gasly. Il francese ha portato l'Alpine al settimo posto con una qualifica di sostanza, di quelle che contano perché vanno oltre il semplice giro ben riuscito. L'A526 continua a sembrare una macchina decorosa, forse anche qualcosa in più, e il francese sta estraendo parecchio da un pacchetto che non parte certo con i favori del pronostico.Subito dietro, però, c'è il dato che fa più rumore. Le due Red Bull sono finite alle spalle dell'Alpine, con Verstappen e Hadjar ottavo e nono. E non è tanto la posizione in sé a impressionare, quanto l'aria generale che accompagna la RB22: una monoposto senza mordente, incapace di salire davvero di tono quando la pista si gomma e il cronometro chiede chiarezza. Il fatto che tra i due piloti ci siano appena 129 millesimi racconta anche un'altra cosa: Hadjar si è già inserito bene, sì, ma soprattutto questa Red Bull, oggi, non sembra permettere a nessuno di inventarsi molto. A chiudere la top ten c'è Oliver Bearman.  Nelle retrovieAppena fuori dalla Q3 si è fermato Nico Hülkenberg, beffato per appena 2 millesimi. Una sberla minima, quasi offensiva per quanto è sottile, ma che non cancella il buon momento dell'Audi. La R26 si conferma una vettura da zona punti, mentre il tedesco continua a fare il suo mestiere con la precisione che gli si conosce.In fondo, purtroppo, il paesaggio sta diventando fin troppo familiare. Williams, Aston Martin e Cadillac sono ancora le tre realtà eliminate già in Q1.  La Williams continua a portarsi dietro un sovrappeso enorme, 28 chili, che in Formula 1 sono un macigno. Albon e Sainz si sono dovuti fermare lì, in diciassettesima e diciottesima posizione. Fa quasi tenerezza, sportivamente parlando, il giro finale dello spagnolo: buono, pulito, persino notevole se letto alla luce delle condizioni della FW48.Dietro di loro Alonso continua a recitare la parte dell'unico uomo che tiene in piedi l'immagine prestazionale dell'Aston Martin. Diciannovesimo non è una posizione da celebrare, ma oggi la AMR26 non consente molto di più. E perfino quel piazzamento assume un senso solo se lo si guarda rispetto a Stroll e alle due Cadillac, ancora una volta sul fondo. Perez scatterà ultimo dopo un weekend tormentato da problemi, mentre Bottas almeno si è tolto la soddisfazione minima di mettersi dietro il compagno e una Aston Martin. 
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F.1, GP Cina - Russell vince la Sprint davanti alle Ferrari

Mar 14,2026
George Russell si è preso anche la Sprint di Shanghai. In Cina, l'inglese della Mercedes ha vinto davanti alle Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton, ma il dato che pesa davvero è la sensazione di pieno controllo. Anche quando la Sprint si è complicata, anche quando la Safety Car ha rimesso tutti in fila, Russell ha sempre dato l'idea di sapere esattamente dove mettere la macchina e quando riallungare. In questo momento è lui l'uomo che detta il ritmo, e la Mercedes è la squadra che obbliga gli altri a inseguire.Hamilton parte forte, poi paga il contoPer qualche giro, la Ferrari aveva anche accarezzato l'idea di poter cambiare il copione. Hamilton è scattato bene, si è preso la testa con un sorpasso deciso, di quelli che a Shanghai non si improvvisano, e ha provato a costruirsi la gara davanti. stato il momento più bello della Sprint, anche perché Russell non si è fatto da parte e tra i due è venuto fuori un confronto vero, duro, pulito il giusto.Il problema è che in questa Formula 1 il prezzo delle battaglie lo paghi quasi sempre qualche curva più tardi. Hamilton ha cominciato a soffrire con l'anteriore sinistra, il graining gli ha tolto progressivamente prestazione, e da lì in poi la sua corsa è diventata un esercizio di resistenza più che di attacco. A fine gara il sette volte iridato non l'ha nascosto. Ha ringraziato il team per avergli dato una macchina con cui poter finalmente lottare con la Mercedes, ma ha anche ammesso che sul dritto le Frecce d'Argento restano ancora troppo forti.Leclerc fa il suo, forse qualcosa di piùCharles Leclerc ha giocato una Sprint più paziente, ma non per questo meno pesante. All'inizio è rimasto appena dietro, senza farsi trascinare nel corpo a corpo tra Russell e Hamilton. Poi, quando il compagno ha iniziato a perdere grip, si è infilato nello spazio che si era aperto e si è preso il secondo posto.La sua lettura, nel dopogara, è probabilmente quella più interessante per la Ferrari. Leclerc ha sottolineato come il passo gara della SF-26 sia sembrato più vicino a quello Mercedes rispetto a quanto si era visto in qualifica. Ed è un punto vero. Sul giro secco la Rossa resta dietro; in gara, quando si entra nella zona grigia della gestione, qualcosa si accorcia. La Ferrari esce dalla Sprint con una doppia presenza sul podio, conferma di essere la seconda forza del campionato e, soprattutto, con un Hamilton molto più dentro il progetto rispetto a quanto si era visto in altre fasi della sua carriera.Antonelli pasticcia, Red Bull sparitaDietro ai primi tre, la McLaren si è presa il ruolo di squadra vigile ma non davvero minacciosa. Norris ha chiuso quarto, ordinato e concreto, mentre Piastri è rimasto più indietro senza mai sembrare in grado di entrare nella partita vera.Antonelli ha vissuto una Sprint tormentata. Una partenza non pulita, un contatto nei primi giri, una penalità di dieci secondi e una gara tutta da ricucire. Il quinto posto finale resta un segnale di qualità, ma questa volta il weekend gli ha ricordato che il talento da solo non sistema ogni cosa. La nota davvero pesante, però, è ancora la Red Bull. Verstappen ha sbagliato la partenza ed è finito nel traffico e non ne è più uscito davvero. Ha chiuso fuori dai punti, battuto anche da Bearman.I risultati completi della Sprint di Cina >>
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Segnaletica - Il nuovo spauracchio è un cartello stradale con il rombo bianco, ma in Italia non si rischia nulla: ecco perché

Mar 13,2026
Il cartello stradale di cui stanno parlando tutti ha la forma di un rombo bianco inserito in un rettangolo a fondo blu. Per catturare l'attenzione dei lettori, valanghe di siti metono in guardia gli automobilisti italiani parlando di un nuovo segnale stradale al quale prestare attenzione e di multe salate per chi non lo rispetta. Ma cosa c'è di vero? Il rombo bianco su fondo blu in Francia: cosa indicaIn realtà, il contesto è principalmente la Francia (e in misura minore altri Paesi europei, per esempio la Spagna). Il segnale è nato oltralpe nel 2020, con un'implementazione proseguita negli anni successivi sotto la spinta del Cerema (Centro di studi e competenza sui rischi, l'ambiente, la mobilità e l'assetto del territorio).Indica le corsie riservate al carpooling, ossia a veicoli con almeno due occupanti (minimo guidatore più passeggero) oppure tre occupanti (minimo guidatore più due passeggeri), oltre a taxi, autobus e mezzi a bassissime emissioni.L'obiettivo del governo di Parigi è ridurre traffico e inquinamento, incentivando la condivisione dell'auto. In questi giorni il segnale è tornato alla ribalta perché sulle strade francesi sono stati intensificati i controlli automatici, tramite telecamere in grado di individuare il numero di occupanti a bordo, soprattutto in città come Lione, Grenoble e Strasburgo.Il rombo bianco è presente anche sui pannelli a messaggio variabile (quindi su fondo nero). Quando il segnale è acceso, possono circolare su quella corsia veicoli con almeno due persone a bordo, auto elettriche (con etichetta Crit'Air 0), taxi e trasporti pubblici.Chi viaggia da solo su queste corsie rischia multe da 135 euro: la rilevazione avviene spesso tramite telecamere intelligenti in grado di contare gli occupanti del veicolo. Il segreto del successo del rombo biancoFra le ragioni dell'exploit online del rombo bianco c'è il fatto che di recente, anche in Italia, il legislatore ha modificato il Codice della Strada in materia di alcol, droga e comportamenti pericolosi, introducendo novità di vario genere.Inoltre, la figura geometrica del rombo attira l'occhio e richiama alla mente numerosi loghi automobilistici, non ultimo quello di Renault. In Italia non esiste e comunque i tempi non sono breviIn Italia, il cartello con rombo bianco su fondo blu non esiste. Per introdurlo sarebbe necessaria una modifica del Codice della Strada, che riconosca il carpooling come categoria avente diritto di precedenza o di accesso a corsie riservate.Successivamente, servirebbe un aggiornamento del Regolamento del Codice della Strada, per disegnare e omologare il nuovo segnale, stabilendone dimensioni, colori e posizionamento. Insomma, i tempi di un'eventuale sperimentazione non sarebbero brevi. I rombi nel Codice della strada italianoDetto questo, nel Codice della Strada italiano, il simbolo del rombo è effettivamente presente nel segnale di Diritto di precedenza: indica che la strada percorsa gode del diritto di precedenza agli incroci. un rombo con bordo bianco e un quadrato giallo all'interno, ruotato di 45 gradi.Quando presenta una barra nera trasversale, segnala la fine del diritto di precedenza.
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Mercato globale - Elettriche e ibride plugin, qualcosa si è rotto: Cina e Usa frenano, l'Europa resta sola

Mar 13,2026
Come previsto da settimane, ma non per questo meno significativo, il mercato auto cinese mostra segnali di rallentamento nel primo bimestre 2026: oltre la Grande Muraglia sono state immatricolate solo 1,1 milioni di elettriche e ibride plug-in, in calo del 26% rispetto allo stesso periodo del 2025.La performance di Pechino, meno eclatante del solito, pesa a livello globale, con elettriche e ibride plug-in a quota 2,2 milioni (-8%), come evidenzia il report della Benchmark Mineral Intelligence (BMI), società specializzata nell'analisi della filiera dei veicoli alla spina. Da cosa dipende il rallentamento? Analizziamo i fattori chiave. Vendite in Cina di elettriche e ibride plug-in: perché crollanoPer la prima volta dal 2014, il governo ha reintrodotto una tassa sull'acquisto di veicoli elettrici, eliminando un vantaggio competitivo che durava da oltre un decennio. L'entusiasmo dei consumatori si è quindi raffreddato.Una dinamica che si osserva un po' ovunque: le elettriche volano con gli incentivi, ma risultano meno attraenti a prezzi di listino.Nel 2026 è meno generoso anche il premio statale per chi dà dentro la vecchia auto - come permuta o rottamazione - per acquistare elettriche e ibride plug-in nuove. In generale, il mercato domestico affronta una fase di aggiustamento.In più, gli alti funzionari del Partito Comunista hanno espresso contrarietà verso le iper aggressive guerre dei prezzi, ritenendo che la corsa al ribasso penalizzi eccessivamente la marginalità: l'orientamento strategico punta ora a una produzione a maggiore valore aggiunto.Così si spiega l'export boom di veicoli Made in China, raddoppiato nel 2026 a 6,5 milioni di esemplari, con le Case che cercano - e trovano - sbocchi vitali al di fuori della patria. Europa elettrica in chiaroscuroSe elettrche e ibride plug-in viaggiano a ritmi bassi anche negli Stati Uniti (dopo l'addio di Trump al mandato elettrico di Biden), l'Europa è in territorio positivo con 0,6 milioni di unità (+21%).Un risultato dovuto soprattutto alle locomotive di Germania e Francia e all'exploit dell'Italia: 61.400 unità e +98%, grazie agli ecobonus.Di contro, tra gennaio 2023 e gennaio 2026, la filiera globale delle gigafactory nel Vecchio Continente ha registrato un calo dell'8%, scendendo a 1 TWh (un miliardo di chilowattora). l'unica grande regione a subire una contrazione della capacità in questo arco di tempo.In netto contrasto, la capacità globale è cresciuta del 27%, superando la soglia dei 10 TWh, riporta un secondo studio della Benchmark.Con una Cina meno incline ai bonus e un'Europa che prova a correre quasi da sola, il mercato globale delle auto alla spina entra in una fase nuova: più matura, ma anche più incerta.
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Stellantis - Opel, il caro carburante diventa un bonus di 500 euro per librido

Mar 13,2026
Il continuo aumento dei prezzi del carburante sta causando non pochi disagi per chi usa l'auto ogni giorno. Per venire incontro a clienti e famiglie, Opel ha lanciato la campagna Bonus Hybrid Opel: uno sconto netto di 500 euro sui modelli ibridi della Casa tedesca in pronta consegna, che si somma alle eventuali promozioni già in corso. Il bonus è già disponibile presso tutta la rete di concessionarie Opel, fino al 31 marzo 2026. Sei mesi di rifornimentiSecondo i calcoli svolti dal Centro Studi Opel, che ha incrociato i prezzi dei carburanti degli ultimi giorni con i consumi delle proprie vetture, il bonus di 500 euro consente di acquistare circa 272 litri di benzina (al prezzo medio di 1,84 euro, cifra fornita dal MIMIT in fase di stesura della promozione). Su una piccola come la Corsa Hybrid, questo corrisponde a circa 6.000 chilometri di percorrenza. Per chi fa circa 10.000 km all'anno, si tratta di oltre sei mesi di utilizzo. Sui modelli più grandi, come l'Astra o la Frontera, naturalmente i consumi aumentano e calano di conseguenza le percorrenze complessive.
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Cambio di rotta - Stellantis richiama tutti in ufficio: stop allo smart working e ritorno ai cinque giorni nel 2027

Mar 13,2026
Il gruppo Stellantis sta attraversando un periodo turbolento, con la crisi dell'elettrico che costringe tutti i costruttori a repentini cambi di rotta e di strategia: da un lato, un ripensamento toutcourt sulle tappe dell'elettrificazione della gamma; dall'altro, il ritorno di motorizzazioni come il gasolio, che negli ultimi anni erano state gradualmente abbandonate.All'interno di questa fase di rilancio rientra anche il ritorno in ufficio cinque giorni su cinque per i lavoratori europei, a partire dal prossimo anno. Per quelli americani la misura sarà operativa già dal prossimo 30 marzo.  Sarà un processo gradualeIl rientro in ufficio coinvolgerà inizialmente Italia, Francia e Germania, per ampliarsi successivamente alle altre nazioni. Per quanto riguarda l'Italia, Stellantis punta ad avere già da settembre il 60% dei suoi 8 mila dipendenti in ufficio per tre giorni alla settimana, per arrivare a cinque a partire dal 2027.In Germania il gruppo avrebbe comunicato ai suoi 5.400 lavoratori di tornare in ufficio tutta la settimana, anche se verranno prese in considerazione le circostanze regionali. Ai suoi 8.500 dipendenti francesi, Stellantis avrebbe già comunicato un rientro per almeno tre giorni alla settimana a partire dall'estate. Lo "smart" c'era dal CovidNel periodo successivo alla pandemia erano state messe in campo, come in quasi tutte le aziende, policy di smartworking e lavoro da remoto che, nel caso di Stellantis, arrivavano a prevedere un minimo di un giorno e mezzo in sede. Con l'obiettivo di "stimolare l'efficienza" dell'azienda, che deve recuperare un'annata finanziariamente problematica, Stellantis punta a serrare i ranghi e far tornare in ufficio tutti i "colletti bianchi". Ci saranno polemicheLa misura, considerata una priorità competitiva, coinvolge migliaia di dipendenti in tutta Europa ed è di quelle destinate a suscitare polemiche. I sindacati si stanno già muovendo, chiedendo di essere coinvolti nelle decisioni che riguardano il rientro in ufficio: anche perché, in virtù del fatto di poter lavorare da casa per gran parte della settimana, molti hanno preferito allontanarsi dalle città, dove il costo della vita è più alto. Tornare ai ritmi prepandemia potrebbe creare delle complicazioni, anche pensando al prezzo dei carburanti, che continua a salire.Stellantis è il primo costruttore europeo ad attuare questa politica, ma non è la prima grande azienda a farlo: azioni analoghe sono già state portate avanti - soprattutto negli Stati Uniti - da colossi come Amazon, Apple e Microsoft.Il gruppo precisa comunque che il ritorno in ufficio sarà adattato alle normative sul lavoro di ogni singola nazione e alla disponibilità di spazi fisici in cui tornare effettivamente a lavorare.
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Mercato italiano - Peugeot, tutta la gamma 2026 in Italia: novità, prezzi, motori e caratteristiche dalla 208 fino ai van

Mar 13,2026
Il 2025 non è stato un anno facile per Peugeot in Italia. Le immatricolazioni sono scese a 75.397 unità, contro le 78.164 dell'anno precedente (-3,54%), facendo arretrare la quota di mercato complessiva al 4,94%, sotto la soglia del 5%. Il 2026, però, è l'anno della risposta.Oltre alle due grosse novità in arrivo, ossia i restyling della 308 e della 408, nel 2026 la Peugeot continuerà a presidiare i principali segmenti di mercato, da quello delle compatte (anche a ruote alte con la 2008) alle SUV a 7 posti per famiglie numerose. Tutti i modelli in gamma sono disponibili in versione 100% elettrica e, nel caso della 308, offrono anche l'alternativa del gasolio, per chi macina tanti chilometri tutti i giorni (pur nella situazione attuale che tutti conosciamo).Scopriamo qui sotto tutti i modelli in vendita in Italia, con caratteristiche, prezzi e allestimenti. Peugeot 208La piccola del Leone ha uno sguardo aggressivo e forme proporzionate e moderne. Accogliente l'abitacolo, con finiture di buon livello per la categoria: la plancia, come tutte le Peugeot degli ultimi anni, si distingue (e non convince tutti) per il volante piccolo e la strumentazione più in alto rispetto al solito. Una soluzione che richiede di scendere a qualche compromesso per trovare la posizione di guida giusta e vedere al meglio tutti i comandi. Di serie per tutti gli allestimenti l'infotainment con schermo da 10 con connettività senza fili per Android Auto e Apple CarPlay. I 247 litri del bagagliaio, misurati dal Centro prove, non sono da record ma la forma è regolare. La Peugeot 208 è disponibile con motorizzazioni benzina da 100 CV con cambio manuale, oppure mild hybrid da 110 e 145 CV, abbinate al cambio automatico a sei rapporti. In alternativa c'è l'elettrica, con motori da 136 e 156 CV, con batterie da 50 e 51 kWh e autonomie di 363 e 433 chilometri. La dotazione di serie di Adas si limita a quelli obbligatori per legge, ma attingendo dagli optional si può arrivare alla guida assistita di livello 2 (non per base). Quattro gli allestimenti: Style, Allure, GT e GT Exclusive: prezzi da 22.350 euro per la benzina, da 24.970 euro per l'ibrida e da 35.430 euro per l'elettrica. Peugeot 2008Il restyling di un paio di anni fa ha reso questa B-SUV ancora più aggressiva nel look, con i tre artigli luminosi verticali alle estremità del paraurti anteriore: un'impronta stilistica ripresa  su tutti i modelli della Casa francese. L'impostazione dell'abitacolo è quella - originale - delle Peugeot più recenti, con il volante piccolo e squadrato posizionato più in basso del solito. Moderna la grafica e veloce la risposta dell'infotainment da 10" (con collegamento senza fili per gli smartphone), orientato verso il conducente. Tanto lo spazio per i passeggeri, nella media quello per i bagagli: 334 i litri rilevati dal Centro prove, ben sfruttabili grazie al divano frazionato e al pavimento regolabile su due altezze. Tolta la versione full electric da 136 CV, le motorizzazioni della 2008 sono le stesse della "sorella" a ruote basse 208: benzina da 100 CV con cambio manuale, mild hybrid da 110 e 145 CV con cambio automatico, elettrica da 156 CV con batteria da 54 kWh (e autonomia di 400 km). L'auto è confortevole e silenziosa, con un assetto morbido su strada, senza perdite di reattività negli ingressi in curva. La guida assistita di livello 2 è disponibile su richiesta per gli allestimenti superiori. Listino da 27.950 euro per la benzina, da 30.770 euro per la mild hybrid e da 39.350 euro per l'elettrica. Peugeot 308Con il recente restyling, sulla Peugeot 308 arrivano i fari sdoppiati e una nuova firma luminosa (con il logo del Leone che si illumina sulle versioni più ricche). Invariati gli interni, con un'alta qualità percepita per materiali e finiture, senza rinunciare alla praticità dei tasti fisici. La plancia "alla Peugeot" richiede un minimo di studio per trovare la posizione di guida giusta; di serie strumentazione digitale (aggiornata nella grafica) e infotainment, entrambi da 10,1, con connettività Apple CarPlay e Android Auto wireless. Il bagagliaio delle versioni termiche ha una capacità dichiarata di 412 litri, che nella plug-in (per via della batteria) scendono a 314. Sulla station wagon, i 28 cm in più di lunghezza vanno tutti nel vano posteriore, che mette a disposizione 552/1.487 litri. Le motorizzazioni della nuova Peugeot 308 sono: mild hybrid da 145 CV con cambio automatico; plug-in da 195 CV con la nuova batteria da 17,2 kWh per 85 km di autonomia in elettrico; l'elettrica da 156 CV e batteria da 58 kWh, per un'autonomia di 443 km (438 per la SW). Una rarità, di questi tempi, la versione turbodiesel 1.5 BlueHDi da 131 CV, per chi macina tanti chilometri. Di serie su tutti gli allestimenti il pacchetto Drive Assist con frenata automatica d'emergenza e cruise control adattivo. La guida assistita di livello 2 è disponibile sugli allestimenti superiori. Il listino parte da 33.140 euro per la mild hybrid, da 33.620 euro per la diesel, da 41.245 euro per la plug-in e da 39.980 euro per la full electric. La wagon costa 1.000 euro in più. Peugeot 408Questa originale crossover francese (che è anche un po' berlina e un po' fastback) è stata oggetto di un importante restyling per il 2026, in particolare nel muso, con una nuova calandra e una firma luminosa su due livelli; al posteriore debutta - per la prima volta su una Peugeot - la scritta illuminata al centro del portellone. Quasi nessuna novità all'interno (cambia la grafica dell'infotainment), dove i sedili molto comodi e la buona insonorizzazione confermano la vocazione da stradista di questo modello, che offre anche tanto spazio per chi siede dietro. Il bagagliaio mette a disposizione 536 litri, che arrivano a oltre 1.600 con i sedili reclinati. Per quanto riguarda i motori, la Peugeot 408 ha solo powertrain elettrificati: il benzina mild hybrid da 145 CV, abbinato al cambio automatico a sei marce, il plug-in hybrid da 240 CV (con la nuova batteria da 17,2 kWh, per un'autonomia elettrica di 85 km) e la full electric da 156 CV, con batteria da 58,4 kWh e autonomia fino a 450 km. Tre gli allestimenti a listino: Allure, Allure Business e GT, con prezzi che partono da 38.670 euro per l'ibrida, da 46.100 euro per la Phev e da 43.180 euro per l'elettrica. Peugeot 3008Cresciuta nelle dimensioni rispetto al modello precedente (è lunga 4,54 m), la nuova 3008 è una SUV coupé dalle linee moderne, con i caratteristici "artigli" verticali nella firma luminosa. Alta la posizione di guida, con una seduta comoda; di grande impatto la plancia, specialmente negli allestimenti più ricchi, con lo schermo ricurvo da 21" del Panoramic i-Cockpit, che unisce strumentazione digitale e infotainment. A centro plancia c'è un ulteriore piccolo display per le principali funzioni dell'auto. In quattro si viaggia comodi, anche se le linee spioventi del tetto fanno perdere un po' di spazio sopra la testa. Il bagagliaio mette a disposizione 428 litri, misurati dal Centro prove, con forme regolari e accessori per organizzare il carico. La 3008 è disponibile con un mild hybrid da 145 CV e cambio automatico, con il powertrain plug-in da 195 CV e batteria da 17,9 kWh (per un'autonomia in elettrico di circa 80 km). La versione elettrica c'è in tre varianti: 210 CV e 73 kWh, per 513 km di autonomia; da 230 CV e batteria da 96,9 kWh, percorrenza di 669 km; dual motor da 325 CV con trazione integrale e batteria da 73 kWh, per 486 km di autonomia. La guida assistita di livello 2 si può avere solo su richiesta, e solo sull'allestimento top di gamma GT. Il listino attacca a 40.920 euro per l'ibrida, da 45.850 euro per la plug-in, e da 43.580 euro per l'elettrica. Peugeot 5008La 3008 in versione "lunga" (+15 cm) mantiene lo sguardo aggressivo della SUV-coupé ma offre la praticità di una grande auto da famiglia, con sette posti di serie e un passo di 2,9 metri che regala maggior agio ai passeggeri della seconda fila e spazio per due bambini (o due adulti agili) nella terza. La plancia è la stessa della 3008, moderna e con materiali di buona qualità, un riuscito mix di alluminio, plastiche morbide e tessuto. Anche qui, sulle versioni più ricche il doppio display da 10 è sostituito da un pannello da 21 per strumentazione e infotainment. Da monovolume la versatilità dello spazio di carico: divano della seconda fila scorrevole, schienali regolabili nell'inclinazione e una capacità che va da 348 a 2.232 litri in base al numero di posti in uso. Identiche alla 3008 anche le motorizzazioni, con il 1.2 mild hybrid da 136 CV, l'ibrido plug-in da 195 CV e 80 km di autonomia in EV, e le tre varianti per l'elettrica: 210 CV, 230 CV e 325 CV per la dual motor con trazione integrale. Le batterie hanno capacità di 73 o di 98 kWh, per autonomie fino a 640 chilometri. Anche in questo caso la dotazione di Adas è abbastanza completa, ma la guida assistita di livello 2 si paga a parte (e solo sulla top di gamma GT). Volendo si può avere anche a cinque posti, senza sovrapprezzo. L'ibrida parte da 43.020 euro, la plug-in da 47.950 euro, l'elettrica da 47.830 euro. Peugeot RifterQuesta pratica multispazio è strettamente imparentata con la Citroën Berlingo, ed è disponibile con carrozzeria normale (4,4 metri) o a passo lungo (4,76 metri) con l'opzione dei sette posti. Pur con un'impostazione che non nasconde l'origine da veicolo commerciale, la Rifter mette comunque a disposizione una plancia moderna e tecnologica, con infotainment da 10" e connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto. Lo spazio per i bagagli è sterminato: si va dai 209 litri nella configurazione a sette posti ai 4 metri cubi (4.000 litri) della versione cinque posti a passo lungo. Ricca la gamma di motorizzazioni, che recentemente si è ampliata con il ritorno di quelle a gasolio: si parte dal benzina da 110 CV (27.080 euro, solo a passo corto), poi c'è il 1.5 BlueHDi da 100 e 130 CV, quest'ultimo anche con cambio automatico EAT8 (da 27.680 euro). In alternativa c'è la versione elettrica, con motore da 136 CV e batteria da 51 kWh, per un'autonomia di 340 km (334 per la passo lungo): il listino di questa variante parte da 37.530 euro. Peugeot TravellerNato anch'esso dalla collaborazione con la Toyota e la Citroën per i veicoli commerciali, è disponibile in due lunghezze (4.983 mm per la L2 e 5.333 per la L3). Tante le configurazioni possibili all'interno, da nove a sei posti, con quelli della seconda fila che possono essere disposti in direzione opposta a quella di marcia. Capacità di carico da 507 a 4.554 litri. Il Traveller è disponibile con motori a gasolio da 180 CV, abbinati al cambio automatico EAT8 (da 41.330 euro), oppure full electric da 136 CV con batteria da 75 kWh e 345 km di autonomia (da 53.830 euro). La versione a passo lungo costa 1.000 euro in più.
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Anteprima - Leapmotor B03X, la nuova SUV sotto i 30 mila euro con ricarica ultra rapida: dettagli e debutto in Italia

Mar 13,2026
Il prossimo modello di Leapmotor ad arrivare in Italia sarà anche uno dei più importanti per la strategia di crescita del marchio cinese, joint venture con il gruppo Stellantis: commercializzato con il nome A10 in Cina, da noi si chiamerà B03x e sarà una SUV urbana di dimensioni compatte ma spaziosa.La presentazione ufficiale è prevista per il prossimo autunno, quando verranno annunciati anche i prezzi: il listino dovrebbe comunque posizionarsi sotto i 30 mila euro. Linee semplici ma personaliA dispetto della lunghezza di poco superiore ai 4,2 metri, la Leapmotor B03X avrà un passo di 2,6 metri, per quella che la Casa assicura sarà un'abitabilità da segmento superiore. Lo stile è quello, ormai familiare, delle altre SUV del marchio cinese: gruppi ottici di forma affusolata, con firma luminosa composta da tre elementi a LED, frontale chiuso e linea di cintura alta.Ad aggiungere personalità all'auto contribuiscono i montanti posteriori neri, che fanno sembrare sospeso il tetto, e le ampie protezioni in plastica su passaruota e nella parte bassa della carrozzeria, dove compare anche la scritta Leap. Si controlla tutto dallo schermoGli interni della B03X sono stati svelati nei giorni scorsi e mostrano, anche per la nuova B-SUV di Leapmotor, un abitacolo lineare e minimalista, con un quadro strumenti da 8,9" dietro il volante (con il selettore della modalità di marcia sul piantone) e un grande schermo dell'infotainment da 14,6" a centro plancia, sotto cui si trovano le due bocchette centrali del climatizzatore. Praticamente assenti i comandi fisici, con l'unica eccezione di quelli sulle due razze del volante. Chi siede davanti è separato da un massiccio tunnel centrale, con portabicchieri e piastra di ricarica wireless per gli smartphone. Il rivestimento della plancia è in materiale morbido, con una tenue luce ambientale azzurra nella parte bassa. Si comincia con l'elettricaCon qualche piccola modifica (come la posizione della presa di ricarica), l'architettura della B03X sarà la stessa della più grande B10, ossia la Leap 3.5. La B-SUV cinese sarà inizialmente disponibile con un powertrain elettrico da 90 kW (122 CV), abbinato a una batteria al litio-ferro-fosfato. La capacità non è stata ancora comunicata, ma secondo la Casa la B03X, in questa configurazione, dovrebbe percorrere (nel ciclo di omologazione per la Cina) fino a 500 chilometri. La ricarica in corrente continua consente di passare dal 30% all'80% in poco più di un quarto d'ora.Non ci sono ancora conferme ufficiali, ma dopo una fase iniziale di lancio dedicata alla sola versione elettrica, più avanti dovrebbe arrivare anche quella con Range Extender, già disponibile sulla B10.Elevati gli standard di sicurezza: sulla sommità del parabrezza (del modello cinese) è presente anche un sensore LIDAR per i ADAS più evoluti.
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Flotte - Il Vaticano accelera sullelettrico: entrano in flotta i Mercedes-Benz eVito Tourer ed EQV

Mar 13,2026
Prosegue il rinnovamento in chiave sostenibile della flotta del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, con l'inserimento nel parco auto di tre eVito Tourer e due EQV, soluzioni 100% elettriche di Mercedes-Benz Vans. Una consegna che si inserisce nel solco dei principi tracciati dall'Enciclica Laudato Si' e dall'Esortazione Apostolica Laudate Deum. Conversione Ecologica 2030Proprio applicando l'Enciclica promulgata nel 2015 da Papa Francesco sulla cura della casa comune e la successiva Esortazione Apostolica, anch'essa a firma di Papa Francesco nel 2023, secondo forte richiamo del Pontefice a una risposta concreta alla crisi climatica, il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano ha avviato lo sviluppo di progetti e soluzioni capaci di ridurre l'impatto ambientale.Un obiettivo che passa anche attraverso il programma di mobilità sostenibile Conversione Ecologica 2030, pensato per diminuire l'impronta di CO2 della flotta di veicoli. Una flotta che va oltre la semplice scelta di mobilitàI primi cinque mezzi in rigorosa livrea nera, come le Serie S della Casa di Stoccarda che hanno ospitato nel tempo numerosi Pontefici sono stati consegnati presso il Governatorato della Santa Sede alla presenza dei Segretari Generali, dell'arcivescovo Emilio Nappa, di Marc Langenbrinck, presidente e CEO di Mercedes-Benz Italia, e di Dario Albano, managing director Mercedes-Benz Vans Italia.Albano ha colto l'occasione per ricordare come l'adozione di modelli come l'eVito e la EQV rappresenti un elemento valoriale nell'ambito dell'impegno di sostenibilità della Santa Sede. Nella stessa direzione, ha proseguito Albano, siamo onorati di poter mettere al servizio della Città del Vaticano una flotta di modelli che va ben oltre una semplice scelta di mobilità. Santa Sede: obiettivo parco auto a impatto zeroIl programma del Governatorato punta a sostituire gradualmente le proprie auto con veicoli elettrici, con l'obiettivo di rendere il parco auto a impatto zero entro la fine del decennio. Un percorso di cui Mercedes-Benz è partner, consolidando una tradizione che lega da quasi cento anni la Casa della Stella alla Santa Sede.A breve, è stato anticipato, la flotta si arricchirà con altri due mezzi forniti da Mercedes-Benz Vans.
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Navigazione - Addio ricerche su Google Maps: con Gemini "parli" direttamente alle mappe

Mar 13,2026
Google Maps compie uno dei salti evolutivi più importanti della sua storia grazie all'integrazione dell'intelligenza artificiale Gemini. Considerata una delle evoluzioni più radicali dalla nascita del prodotto, la nuova release metterà a disposizione un'interfaccia completamente rinnovata e più intuitiva e sarà inizialmente disponibile solo negli Stati Uniti e in India su dispositivi mobili.In pratica, Google Maps diventa un assistente personale capace di comprendere richieste complesse e di anticipare le esigenze dell'utente, senza passare da ricerche tradizionali. Dialogo naturale, addio ricercheGrazie all'inedita funzione Ask Maps sarà possibile dialogare con Gemini per ottenere indicazioni: non si tratta soltanto della dettatura di indirizzi o attività commerciali, ma di un linguaggio naturale che permette di porre domande generiche al sistema senza scorrere recensioni o ricerche online, tenendo conto delle preferenze dell'utente.L'AI potrà inoltre prenotare ristoranti, salvare e condividere punti d'interesse e creare percorsi complessi, prevedendo soste, mete turistiche e pianificando tempi e modalità dei trasferimenti. Visione 3D estrapolata da Street ViewUn altro ambito fondamentale interessato dall'aggiornamento è quello grafico. Viene introdotta la Immersive Navigation in 3D, con una migliore definizione degli elementi circostanti. Gemini sfrutta infatti le immagini di Street View per creare riproduzioni affidabili, dettagliate e ricche di informazioni, pensate per rendere la navigazione più chiara e immediata.
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Auto elettriche - BYD, la ricarica a 1.500 kW e le Blade Battery 2.0 stanno per arrivare in Europa

Mar 13,2026
All'inizio di marzo la BYD ha presentato le nuove batterie Blade 2.0, più sicure ed efficienti, e la tecnologia Flash Charging che, tramite colonnine ad altissima potenza, permette ricariche fino a 1.500 kW (senza compromettere la funzionalità degli accumulatori), anche a temperature molto basse. Questa "rivoluzione", che avvicina i tempi di rifornimento di corrente a quelli dei carburanti tradizionali, sta per arrivare anche in Europa. Prima la macchina...Il primo passo è il debutto europeo della Denza Z9 GT, previsto per il prossimo 8 aprile. Questa gran turismo elettrica è il primo modello di serie della Casa cinese a montare le Blade di nuova generazione, con capacità fino a 122 kWh, per un'autonomia - nella versione a trazione posteriore - di oltre 800 km. Con la tecnologia Flash Charging, gli accumulatori passano dal 10 al 70% in cinque minuti, per arrivare al 97% in nove minuti. Quando la temperatura scende sotto lo zero, servono 12 minuti per passare dal 20% al 97%. La versione con tre motori ha una potenza di oltre 960 CV, per uno zero-cento coperto in meno di tre secondi. ... poi le colonninePer poter sfruttare potenze di ricarica così elevate servono le stazioni dedicate Flash Charging: in Cina la BYD ne ha già installate più di quattromila, tutte operative, con l'obiettivo di arrivare a 20 mila entro la fine dell'anno. Il costruttore cinese comincerà presto la loro installazione anche in Europa: tempi e dettagli dell'operazione verranno però svelati più avanti.
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Guerra in Iran - Come la guerra in Medio Oriente può impattare sulle imprese e sulla filiera dellauto

Mar 13,2026
Oggi le aziende hanno un'ampia disponibilità di strumenti per affrontare e gestire crisi come quella in corso in Medio Oriente. Ma questo non vuol dire che bisogna escludere pesanti conseguenze per le loro attività. Con Michele Bonfiglioli, amministratore delegato di Bonfiglioli Consulting, abbiamo affrontato proprio il tema dell'impatto del conflitto sull'operatività delle imprese, in particolare di quelle della filiera dell'auto italiana.Partiamo, innanzitutto, dal quadro della situazione. Per Bonfiglioli, infatti, il contesto geopolitico in Medio Oriente resta estremamente dinamico. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili e della nostra conoscenza delle filiere industriali, è plausibile attendersi pressioni al rialzo sui prezzi del gas in Europa e soprattutto una maggiore volatilità, aggiunge l'esperto, secondo il quale, però, è importante sottolineare come l'attuale fase sia caratterizzata da una forte incertezza: durata e intensità della crisi saranno determinanti per capire se e quanto verranno influenzate le rotte energetiche, i costi assicurativi e la continuità dei flussi. L'impatto sulla filiera italianaNel caso di una crisi prolungata, ci sarebbero conseguenze immediate per le aziende italiane. Bonfiglioli cita, tra l'altro, la compressione dei margini e tensioni di cassa lungo la filiera, in particolare per i fornitori più energivori - come fusioni, trattamenti, chimica, lavorazioni ad alta intensità energetica - con un aumento delle richieste di adeguamento prezzi e tentativi di trasferire a valle i maggiori costi. E questa situazione, in assenza di meccanismi di indicizzazione o di finestre di revisioni contrattuali, potrebbe a sua volta generare frizioni commerciali tra fornitori e clienti.Inoltre, le imprese avrebbero maggiori difficoltà a pianificare. Quando i costi energetici oscillano rapidamente, diventa necessario aggiornare con maggiore frequenza costi standard, preventivi e parametri di pianificazione, oltre a effettuare stress test sui fornitori più esposti. E, ovviamente, c'è il tema della stagnazione della domanda: L'incertezza geopolitica non facilita la propensione all'acquisto dei clienti, rendendo più prudente il mercato.In ogni caso, Bonfiglioli sottolinea che oggi molte aziende sono più preparate a gestire contesti di incertezza rispetto al passato. Gli anni della pandemia e delle tensioni geopolitiche hanno accelerato l'adozione di piani di Business Continuity e strumenti di analisi avanzata dei dati. Le soluzioni di Business Intelligence e data analytics consentono oggi di monitorare in tempo reale la segmentazione del portafoglio fornitori e dei costi di acquisto, rendendo possibile una pianificazione più flessibile e supportando decisioni rapide sia nel breve sia nel lungo periodo, aggiunge l'esperto. Le conseguenze per l'economiaIn generale, anche Bonfiglioli ritiene che molto dipenda dai tempi della crisi: L'impatto complessivo sull'economia italiana, europea e globale dipenderà soprattutto dalla durata dell'escalation, da eventuali danni alle infrastrutture e dalla persistenza dell'aumento dei prezzi energetici. Insomma, lo shock può rimanere temporaneo oppure diventare più strutturale se la crisi dovesse protrarsi.Per l'Europa il primo canale di trasmissione riguarda energia e inflazione. Se il premio di rischio su petrolio e gas dovesse restare elevato, sarebbe plausibile attendersi una maggiore pressione inflazionistica e un peggioramento del sentiment su industria e consumi. Il secondo canale riguarda la politica monetaria: le banche centrali potrebbero trovarsi di fronte a un trade-off più marcato tra inflazione e crescita. Non a caso i segnali che arrivano dalla BCE sono improntati a prudenza e flessibilità finché il quadro geopolitico non sarà più chiaro, sottolinea l'esperto.Quanto all'Italia, attenzione a filiere manifatturiere ed export. Per Bonfiglioli, un contesto di energia e trasporti più costosi tende a comprimere i margini e ad accentuare le tensioni lungo la supply chain e nel settore Automotive questo si traduce spesso in dinamiche molto operative. Come detto prima, maggiori richieste di adeguamento prezzi, crescente attenzione alla liquidità e al rischio fornitore e una pianificazione più frequente e reattiva. A ogni modo, molte aziende del Made in Italy operano con enorme successo in nicchie ad alto valore aggiunto e potrebbero quindi assorbire meglio fasi di discontinuità come quella attuale, risentendo meno degli impatti.Ovviamente, a livello globale i principali canali sono energia e logistica, perché se le rotte commerciali dovessero diventare più complesse o più costose, lo shock rischierebbe di estendersi oltre l'energia, coinvolgendo commercio internazionale, turismo e trasporti. In sintesi, lo scenario di base - in caso di rapida de-escalation - è quello di una fase di forte volatilità, ma con un impatto complessivamente gestibile. In uno scenario più avverso, in cui la crisi dovesse protrarsi, aumenterebbe invece il rischio di inflazione importata, indebolimento della fiducia e rallentamento degli investimenti, con effetti potenzialmente più marcati in Europa e nelle filiere manifatturiere, come l'Automotive italiano, conclude Bonfiglioli.
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Aggiornamento - La Toyota GR Yaris va ancora più forte: in Giappone debutta la Type 26

Mar 13,2026
Toyota ha presentato in Giappone la GR Yaris Type 26. Si tratta di un aggiornamento della gamma sul quale sono state introdotte novità significative che esaltano ulteriormente le prestazioni della vettura: volante ridisegnato, servosterzo e assetto modificati e nuovi pneumatici Bridgestone ad alte prestazioni. Per il momento non sappiamo se tali modifiche saranno in futuro introdotte anche sui modelli destinati all'Europa. Volante ridisegnato con i comandi al centroLe modifiche sono concentrate sulla messa a punto dell'assetto: viene infatti introdotto un nuovo setup del servosterzo elettrico ed è stato ridisegnato il volante in funzione della guida sportiva. Su richiesta dei piloti più esperti, che trovavano d'intralcio i comandi sulle razze, sono stati inseriti nuovi interruttori illuminati ai lati dell'airbag ed è stato ridotto il diametro del volante stesso, rinforzando allo stesso tempo l'area di contatto delle mani per un miglior grip. Pneumatici e assettoToyota ha inoltre sviluppato nuovi pneumatici Potenza Race in collaborazione con Bridgestone, riservati alle versioni High Performance. Le caratteristiche della mescola e del disegno sono state studiate per favorire la guida al limite e la costanza di rendimento anche in pista e, di conseguenza, sono state riviste le regolazioni delle sospensioni.
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Guerra in Iran - Carburanti, prezzi alla pompa in forte rialzo: benzina e gasolio ai massimi

Mar 13,2026
La guerra in Iran continua a produrre effetti sui mercati energetici internazionali e, di conseguenza, sui prezzi dei carburanti. A quasi due settimane dall'attacco congiunto di Stati Uniti e Israele, il Brent quota ormai stabilmente sopra i 100 dollari al barile, mentre le quotazioni dei prodotti raffinati stanno letteralmente volando: Staffetta Quotidiana segnala che la benzina ha superato i 1.000 dollari la tonnellata per la prima volta da settembre 2023 e il gasolio i 1.200 dollari, raggiungendo il suo picco di ottobre 2022.Ovvi i riflessi sui prezzi alla pompa: al self service, il gasolio ha raggiunto i massimi al 30 giugno 2022 e la benzina quelli al 3 marzo 2025. Intanto, Eni ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati del diesel, Q8 di cinque centesimi e Tamoil di tre, mentre IP ha optato per un rialzo di due centesimi sia sulla benzina sia sul gasolio. Medie in continuo rialzoIn dettaglio, le medie dei prezzi, elaborate dalla testata specializzata sulla base di quanto comunicato dai gestori di circa 20 mila impianti all'Osservatorio del MIMIT, mostrano la benzina self service intorno a 1,816 euro/litro (+5 millesimi) e il diesel a 2,033 euro/litro (+3).Al servito, verde a 1,952 euro/litro (+5), gasolio a 2,167 euro/litro (+8), GPL a 0,704 euro/litro (invariato), metano a 1,495 euro/kg (+1) e GNL a 1,235 euro/kg (invariato).Lungo le autostrade, benzina a 1,905 euro/litro (2,160 al servito), gasolio a 2,096 euro/litro (2,353), GPL a 0,836 euro/litro, metano a 1,525 euro/kg e GNL a 1,295 euro/kg.
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Formula 1 - GP Cina, Russell vola e conquista la Sprint Pole

Mar 13,2026
George Russell si è preso anche la Quali Sprint di Shanghai. Dopo aver aperto il 2026 con la pole e la vittoria in Australia, l'inglese della Mercedes ha firmato pure la Sprint Pole del Gran Premio di Cina, confermando che in questo avvio di stagione la W17 è la macchina da battere. Sul tracciato cinese Russell ha messo insieme un crono di 1'31520 che vale la prima casella per la Sprint Race di domani. E a rendere il quadro ancora più pesante per la concorrenza c'è il secondo posto di Andrea Kimi Antonelli, staccato di 289 millesimi e di nuovo lì, stabilmente, nel punto della classifica in cui di solito si misura la statura di un progetto. L'italiano è stato convocato dai commissari, poiché coinvolto in un episodio di impeding nei confronti di Norris e rischia una penalità di 3 posizioni sulla griglia di domani.Ferrari e McLaren inseguonoLa Ferrari, invece, resta sospesa in una terra di mezzo che racconta bene il momento della Scuderia. Lewis Hamilton ha chiuso quarto e continua a mandare segnali incoraggianti. Non è ancora una Ferrari da pole, questo si era capito. Ma la SF-26, in certe condizioni, riesce almeno a restare agganciata alla parte alta del gruppo. Diverso il discorso per Charles Leclerc, che aveva mostrato una buona confidenza nei primi due segmenti della Sprint Qualifying, salvo poi complicarsi il lavoro nel momento in cui serviva il giro pulito. Un errore nel settore centrale lo ha fatto precipitare al sesto posto, con un secondo pieno di ritardo dal riferimento di Russell. Un distacco pesante, che non racconta tutto il potenziale della Ferrari, ma che racconta benissimo quanto, in questa Formula 1, basti sbagliare un dettaglio per pagare un conto salato.Tra le due Ferrari si è infilato Lando Norris, terzo, con una McLaren che ha dato l'impressione di aver rimesso insieme un weekend più decoroso rispetto alle difficoltà iniziali. Oscar Piastri, quinto, è rimasto leggermente più indietro, ma il punto vero è un altro: la McLaren sembra viva, senza però sembrare ancora abbastanza feroce da mettere davvero in discussione il vertice Mercedes, nonostante la power unit in comune. Così a centro gruppoSe davanti qualcuno almeno prova a tenere il passo, dietro si comincia già a parlare di distacchi inquietanti. La Red Bull, per esempio, esce dalla Sprint Qualifying con un quadro quasi surreale. Max Verstappen ha chiuso alle spalle di Pierre Gasly e con oltre un secondo e sette di ritardo dalla pole. Un abisso. Non una semplice battuta a vuoto, ma un margine clamoroso che certifica quanto, al momento, la RB22 sia lontana dalla zona alta della classifica. Isack Hadjar, decimo, ha almeno centrato la SQ3, ma senza cambiare la sostanza di un venerdì amarissimo per Milton Keynes.In mezzo al caos dei grandi, c'è chi si è preso la scena con pieno merito. Gasly ha piazzato l'Alpine in settima posizione, risultato che vale più di quanto dica il numero. La A526, dopo un inizio confuso, sembra aver trovato un po' di ordine e soprattutto un miglior dialogo con la power unit Mercedes. Non è ancora il momento delle sentenze, ma vedere una Alpine davanti a entrambe le Red Bull è già materiale sufficiente per far saltare qualche sopracciglio nel paddock.Molto bene anche Oliver Bearman, nono con una Haas che continua a crescere senza fare troppo rumore ma con discreta efficacia. L'inglese sta mettendo insieme prestazioni sempre più credibili, aiutato da una vettura che ha evidentemente trovato qualcosa al retrotreno. Meno brillante, invece, l'altra Haas di Esteban Ocon, soltanto dodicesimo.A un passo dalla top ten si è fermata l'Audi, undicesima con Nico Hülkenberg per appena 15 millesimi. Un dettaglio che pesa, perché la R26 continua a dare l'impressione di essere una macchina sana, ben nata, da centro gruppo alto. Più indietro Gabriel Bortoleto, quattordicesimo, in una giornata che ha comunque lasciato segnali migliori rispetto a quelli visti da altre squadre più blasonate. Poco cambia nelle retrovieTra le note stonate di oggi c'è Franco Colapinto. L'argentino, dopo un 2025 che non aveva convinto, era chiamato a dare qualche risposta più robusta. Invece è rimasto fuori già in SQ1, sedicesimo, mentre il compagno Gasly volava in alto. Quando il confronto interno è così netto, il cronometro diventa un giudice fastidioso. E in Formula 1, si sa, la pazienza ha sempre un'autonomia limitata. Soprattutto poi quella di Briatore.Male anche la Williams, che ha pagato subito il prezzo di una monoposto ancora appesantita da un sovrappeso vicino ai 30 chili. Sainz e Albon sono usciti già al primo taglio, rispettivamente diciassettesimo e diciottesimo, confermando che Grove ha un problema strutturale da risolvere prima ancora di pensare alla prestazione pura.In fondo allo schieramento si sono ritrovate Aston Martin e Cadillac, due realtà che per ragioni diverse continuano a inseguire con distacchi notevoli dai primi. Fernando Alonso ha limitato i danni battendo Lance Stroll, mentre Cadillac ha dovuto fare i conti con un venerdì storto: Sergio Perez non è nemmeno riuscito a scendere in pista, Valtteri Bottas è stato fermato da noie al sistema ibrido.I risultati della Sprint Qualifying del GP di Cina >>
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Germania - Volkswagen ed Elli: nasce il nuovo PowerCenter per lo stoccaggio di energia rinnovabile

Mar 13,2026
Sarà gestito da Elli, controllata del Gruppo Volkswagen attiva nel settore dei servizi energetici e delle infrastrutture di ricarica. Il sistema permetterà di immagazzinare il surplus di energia prodotta dalle fonti rinnovabili (fino a 40 MWh) e di erogarla nei momenti di maggiore richiesta, con una potenza fino a 20 MW. Un nuovo modello di businessIl progetto segna un ulteriore passo avanti nell'espansione del modello di business del Gruppo tedesco, che punta ad avere un ruolo sempre più importante nel settore energetico. Con questa iniziativa, Elli entra ufficialmente nei mercati dello stoccaggio e del commercio di energia. Allo stesso tempo, sono in corso i test di prestazione per il trading sulla borsa elettrica europea. Il futuroSecondo l'AD di Elli, Giovanni Palazzo, il nuovo PowerCenter rappresenta solo l'inizio: l'obiettivo è trasformare la controllata in una vera compagnia energetica, capace di gestire non solo grandi impianti stazionari, ma anche le batterie dei veicoli connessi alla rete. Il progetto anticipa lo sviluppo di una Managed Battery Network, una piattaforma che collegherà grandi sistemi di accumulo, auto elettriche e altri asset energetici.
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L'invasione cinese - BYD ha sempre più fame: nel mirino i marchi storici dell'auto

Mar 13,2026
Stella Li, vicepresidente esecutivo di BYD e responsabile delle strategie di espansione sui mercati internazionali, è sempre una fonte di interessanti spunti sui piani del colosso cinese. Nella sua ultima intervista all'agenzia Bloomberg, la manager non ha solo confermato l'interesse a entrare sul mercato canadese, anche per sfruttare le recenti aperture ai cinesi del governo di Ottawa. Li, infatti, ha suggerito un'ipotesi che, nel caso diventasse un progetto reale e concreto, avrebbe una portata storica e sancirebbe in modo definitivo l'ascesa del Dragone nel panorama automobilistico globale: l'acquisizione di un costruttore legacy, ossia una delle grandi realtà industriali che hanno fatto la storia delle quattro ruote. Le mire di ShenzhenLi ha non solo segnalato l'interesse di BYD ad acquisire una Casa automobilistica tradizionale, ma ha detto anche di più: il costruttore di Shenzhen sta già valutando potenziali attività da rilevare. Tuttavia, è bene chiarire che al momento non è in vista alcuna operazione straordinaria. A ogni modo, secondo la vicepresidente, BYD è aperta a ogni opportunità e valuterà quali garantiscano i maggiori vantaggi.Li non ha menzionato alcun potenziale obiettivo di acquisizione, ma una mossa del genere avrebbe ovvie conseguenze all'interno del settore. Detto questo, bisogna ricordare come in passato un altro costruttore cinese abbia già compiuto un passo analogo: nel 2009, infatti, Geely ha rilevato Volvo da Ford. E la stessa Geely si è poi lanciata in una campagna di acquisizioni che ha portato nel suo portafoglio altri marchi europei come Lotus e Smart, oltre a un'importante partecipazione nel capitale dell'attuale Mercedes-Benz. La società di Hangzhou, però, è stata finora l'unica a sfruttare le acquisizioni per ampliare la propria presenza internazionale. BYD, invece, sta puntando, almeno per ora, sulle esportazioni e sulla creazione di una rete produttiva globale, con impianti in Europa, Sud-est asiatico e America Latina. Occhi su Canada e Formula 1Ora, si potrebbe aggiungere anche il Canada ai Paesi interessati da eventuali investimenti di BYD. Del resto, Ottawa e Pechino hanno di recente sottoscritto un accordo commerciale che apre il mercato locale alle vetture cinesi: saranno infatti totalmente esenti da tariffe doganali fino a 49 mila elettriche di fabbricazione cinese all'anno, mentre i veicoli oltre tale quota pagheranno solo il 6,1%. L'intesa pone inoltre le basi per eventuali joint venture produttive. Non a caso, secondo ricostruzioni della stampa canadese, Chery, Geely e BYD sarebbero ormai pronte allo sbarco nel Paese: stando a un dirigente di una società di intermediazione, i tre costruttori stanno lavorando attivamente sulla certificazione dei veicoli, sullo sviluppo della rete di vendita e su partnership finanziarie, con l'obiettivo di avviare le vendite entro la fine dell'anno. Inoltre, Ottawa ha già avviato il processo per consentire alle aziende cinesi l'importazione di veicoli elettrici.In tale contesto, BYD sta valutando attentamente anche la possibilità di realizzare un impianto produttivo in Canada oppure di rilevarne uno tra quelli chiusi o in fase di dismissione, senza aver ancora preso una decisione definitiva. Li ha però escluso accordi di joint venture con altri costruttori: BYD intende possedere e gestire direttamente una fabbrica automobilistica. Le ambizioni del gruppo vanno però anche oltre. Per sostenere i piani di affermazione internazionale, i vertici hanno messo nel mirino anche le competizioni motoristiche più prestigiose, come la Formula 1 o il WEC, il campionato mondiale endurance. Li ha confermato che BYD sta valutando diverse opzioni per entrare nel mondo del motorsport. Anche in questo caso non è stata ancora presa una decisione concreta, ma, secondo la manager, un ingresso in Formula 1 sarebbe coerente con le strategie di internazionalizzazione di BYD e, ancor di più, con il suo DNA tecnologico.
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SUV ibrida - Nuova Mercedes GLB, debutta la mild hybrid: ordini aperti, ecco prezzi e allestimenti

Mar 13,2026
Mercedes ha aperto gli ordini della variante mild hybrid della nuova GLB, la SUV da famiglia (anche a sette posti) presentata lo scorso dicembre e già a listino con le motorizzazioni full electric.La GLB Hybrid è disponibile con un 1.5 quattro cilindri abbinato a un impianto a 48V, declinato in tre livelli di potenza: 136, 163 e 190 CV. I motori più potenti possono essere abbinati anche alla trazione integrale 4MATIC.Quattro i livelli di allestimento: Advanced, Advanced Plus, Premium e Premium Plus. Il listino parte da 49.516 euro per la GLB 180 Advanced. La dotazione di serieLa Mercedes GLB Hybrid prevede su tutta la gamma cerchi di lega da 19", tetto panoramico, fari a LED, specchietti retrovisori ripiegabili elettricamente, climatizzatore con pompa di calore, strumentazione digitale e infotainment MBUX, telecamera posteriore e interna per selfie, sedili anteriori riscaldabili.Per quanto riguarda gli ADAS, la dotazione comprende cruise control adattivo, sterzata automatica nelle emergenze, assistente di parcheggio e monitoraggio dell'angolo cieco. La guida assistita di livello 2 (MB.DRIVE ASSIST) è disponibile su richiesta per tutte le versioni, al prezzo di 1.830 euro. La Advanced Plus arricchisce la dotazione con maniglie a filo carrozzeria, fascia luminosa posteriore, ricarica wireless per smartphone, apertura elettrica del portellone, luci ambientali e sistema di parcheggio automatico.La Premium aggiunge climatizzatore a tre zone, regolazione elettrica dei sedili con memoria, display aggiuntivo per il passeggero e sedili posteriori regolabili.La Premium Plus, al vertice della gamma, prevede fari a matrice di LED, head-up display, vetri acustici e atermici e impianto audio Burmester.L'allestimento a sette posti, non disponibile per la versione base, costa 1.342 euro. Il listino della GLB HybridGLB 180 Advanced: 49.516 euroGLB 180 Advanced Plus: 51.895 euroGLB 180 Premium: 54.774 euroGLB 180 Premium Plus: 57.141 euroGLB 200 Advanced: 51.590 euroGLB 200 Advanced Plus: 53.969 euroGLB 200 Premium: 56.848 euroGLB 200 Premium Plus: 59.215 euroGLB 200 4Matic Advanced: 53.859 euroGLB 200 4Matic Advanced Plus: 56.238 euroGLB 200 4Matic Premium: 59.117 euroGLB 200 4Matic Premium Plus: 61.484 euroGLB 220 Advanced: 55.104 euroGLB 220 Advanced Plus: 57.483 euroGLB 220 Premium: 60.362 euroGLB 220 Premium Plus: 62.729 euroGLB 220 4Matic Advanced: 57.373 euroGLB 220 4Matic Advanced Plus: 59.752 euroGLB 220 4Matic Premium: 62.631 euroGLB 220 4Matic Premium Plus: 64.998 euro
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