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Quattroruote News
Aggiornato: 30 min 43 sec fa

Toyota GR Supra - Al volante della sportiva

10 ore 48 min fa

La nuova Toyota Supra si è fatta attendere per oltre tre lustri, trascorsi fra speranze, rumor e prototipi più o meno vicini alla produzione di serie. Ora, però, la sportiva giapponese è ufficialmente risorta in tutta la gloria del suo design manga: è già ordinabile al prezzo di 67.900 euro. E labbiamo guidata, sia sulle tortuose strade che circondano Madrid sia sul circuito di Jarama.

Missione compiuta. Veniamo subito al punto. Se amate il piacere di guida, allora la nuova Supra merita la vostra attenzione: è rapida negli inserimenti in curva e assai agile nei cambi di direzione. Lo sterzo restituisce da subito un ottimo feedback: è preciso e molto diretto, proprio come lo si vorrebbe. E questa è una premessa fondamentale per una vettura che vuole rimettere il guidatore al centro della scena. E poi, cè il 3.0 litri turbo da 340 CV e 500 Nm di derivazione BMW (la nipponica, si sa, condivide la piattaforma costruttiva con la Z4): il sei cilindri in linea è una gemma, con unerogazione robusta sin dalla parte bassa del contagiri ed esaltante a mano a mano che la lancetta corre verso il limitatore. La spinta è accompagnata da un sound appagante e dallefficacia di un cambio automatico a otto marce in cui è difficile trovare punti deboli: risulta comodo e vellutato quando si va a spasso e rapido nella guida più ispirata, quando si richiamano i rapporti con i paddle. I numeri, poi, parlano chiaro: scatto da 0 a 100 in 4,3 secondi e 250 km/h di velocità massima autolimitata, per un consumo medio nel ciclo Nedc pari a 7,5 l/100km. Una sbavatura? Forse i paddle: sulla Supra sono solidali col volante, ma li avrei preferiti più grandi e installati sul piantone. Nellabitacolo, realizzato con materiali piacevoli al tatto, i comandi derivano dalla BMW, ma i sedili della Supra, rivestiti di microfibra e pelle, sono specifici: quello del guidatore ha i fianchetti regolabili per avvolgere di più il corpo. Completa e chiara la strumentazione digitale.

Brilla anche in pista. Tra i cordoli, emerge un altro asso nella manica della Supra, il pregevole equilibrio fra agilità e stabilità che risulta dal rapporto aureo fra passo corto e carreggiate larghe. Inoltre, lassetto con sospensioni attive rende lauto più composta quando la si sfrutta su tracciato. A trasferire i cavalli sullasfalto pensa anche il differenziale autobloccante a controllo elettronico, il quale ottimizza la trazione e, al contempo, fa scorrere il retrotreno quel tanto che basta per indirizzare lavantreno fuori dalla curva. Il tutto senza patemi da sovrasterzo: anzi, le reazioni del telaio sono fluide e genuine. Buono limpianto frenante per resa e modulabilità, mentre le gomme da 255/35R19 davanti e 275/35R19 dietro sono adatte allo scopo.

Collaborazione necessaria. Alcuni appassionati, fieri puristi della Toyota, non hanno ancora digerito il motore tedesco. Per loro, riporto le parole di Tetsuya Tada, ingegnere capo del progetto: Subito dopo la GT86, i clienti ci chiedevano una nuova Supra con sei cilindri in linea. Toyota, però, aveva smesso di produrre questo tipo di propulsore e lunico costruttore ad averlo era BMW. In altri termini, senza i bavaresi non ci sarebbe stata una nuova Supra. Anzi: Se la Toyota avesse costruito lauto interamente da sola, la nuova sportiva sarebbe costata molto di più. Tada mi ha raccontato anche una curiosità: nel maggio del 2012, quando ricevette lincarico di recarsi a Monaco per esplorare la possibilità di aprire una collaborazione, un top manager del brand tedesco non nascose i propri dubbi sul progetto, ritenuto poco redditizio. La discussione andò avanti per un anno e mezzo, sino a quando lo stesso manager non rimise il mandato per altri motivi. Il sostituto, con idee completamente diverse, appassionato di auto e di bella guida, diede limpulso che serviva per ripartire. Era la fine del 2014. E a quel punto venne posta la prima, vera pietra miliare delle nuove Supra e Z4. Le quali, assicura Tada, vennero sviluppate dalle due Case in maniera indipendente, dopo aver stabilito le quote della piattaforma comune.

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Skoda Superb Scout - Con il facelift arriva la Scout

Mag 23,2019

In concomitanza con il lancio del restyling Superb, la Skoda ha annunciato anche la versione Scout, abbinata esclusivamente alla carrozzeria station wagon. Lammiraglia segue così un trend già affermato su altri modelli, strizzando l'occhio al mondo dei crossover e delle Suv come ha già fatto lOctavia Wagon.

Si veste da esploratrice. La versione Scout è caratterizzata dalle protezioni in plastica grezza su paraurti e passaruota, dai cerchi in lega da 18" specifici, dall'assetto rialzato di 15 mm, dalle protezioni sotto scocca e dalla presenza della trazione integrale di serie, cui si abbina la specifica modalità di guida Off-Road. L'abitacolo propone finiture dedicate, inserti a effetto legno e rivestimenti in tessuto, con i sedili anteriori che sono anche riscaldabili. La carrozzeria può essere ordinata anche nell'esclusiva tinta Tangerine Orange, non disponibile per le altre versioni della Superb.  

Diesel 190 CV e benzina 272 CV. I clienti potranno scegliere la Superb Scout esclusivamente con i motori più prestazionali della gamma: il 2.0 TDI 190 CV e il 2.0 TSI da 272 CV, entrambi abbinati di serie al cambio automatico Dsg a sette marce. Tra gli optional figurano i cerchi da 19", gli interni in pelle e Alcantara con cuciture marroni, i sedili posteriori riscaldabili e l'apertura elettrica del portellone con sensore sotto al paraurti. Non mancano, infine, alcune curiosità come lo Sleep Package, che include poggiatesta posteriori più grandi e una coperta personalizzata.

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Formula 1 - 300 Gran Premi per Raikkonen - FOTO GALLERY

Mag 23,2019

Il weekend di Monaco sarà il Gran Premio numero 300 della carriera di Kimi Raikkonen: un traguardo che lo fa entrare di diritto nel club dei piloti più longevi in Formula 1, assieme a Barrichello - detentore del record assoluto con 326 presenze - Alonso, Button e Schumacher. "Ne parlano tutti, ma a me non cambia nulla, preferisco pensare alla macchina", è stato il laconico commento del pilota finlandese una volta arrivato nel Principato. LAlfa Romeo si prepara a celebrare il suo campione e Raikkonen ha scherzato - forse neanche troppo - aggiungendo: "Ho provato a farli desistere e cancellare tutto, ma non mi hanno voluto ascoltare. Per me, alla fine, è solo un numero".  

 

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Skoda - Via allera elettrica (in punta di piedi). E la Superb, nellombra, si rinnova

Mag 23,2019

Oggi la Skoda entra nellera della mobilità elettrica, un momento speciale per la nostra azienda. Due modelli fanno da apripista: la Citigoe iV, che costituisce il nostro primo prodotto full-electric, e la Superb iV, primo ibrido plug-in del marchio. In aggiunta presentiamo la nuova edizione della nostra ammiraglia con design rivisto e nuove tecnologie, ha dichiarato il ceo della Casa ceca, Bernhard Maier. Il restyling di mezza vita della Superb, che nelle sue diverse declinazioni interessa un fascia di clienti che lo scorso anno è stata di 138 mila persone, finisce nelle pieghe del discorso. Un inciso, un incidente verbale in una comunicazione che usa altri e diversi codici espressivi. il segno dei tempi, e della politica del gruppo Volkswagen, tutta concentrata su un solo messaggio: elettrificazione. Le due iV rappresentano linizio di una strategia che ci porterà a ridurre del 30% la CO2 tra il 2020 e il 2025, quando avremo oltre 10 modelli elettrificati in gamma, ha aggiunto Maier.

Lenti datate. Curioso che nelle redazioni levento del 23 maggio a Bratislava sia stato etichettato più banalmente come il restyling dellammiraglia ceca, un modello il cui design sofisticato e le cui finiture raffinate hanno aiutato, non dimentichiamolo, la Skoda ad affrancarsi definitivamente dagli ultimi residui di polvere dOltrecortina che, ostinatamente, una parte del pubblico europeo occidentale continuava a vedere sulle sue carrozzerie. Ma evidentemente noi giornalisti dellauto guardiamo ancora al mondo con lenti un po datate. Maier è stato più cronista di noi, puntando subito alla notizia, alle novità vere. Anche, se, forse, la loro effettiva portata, pur rilevante per la Casa, andrebbe un po ridimensionata nellottica dei consumatori.

Fine carriera. La Citigo è un modello a fine carriera, terza sorellina del parto plurigemellare che lha vista condividere i natali con Volkswagen up! e Seat Mii. Lanno scorso ha conquistato meno di 40 mila clienti complessivi, un risultato non proprio brillante nella sua categoria di prezzo. La variante a zero emissioni potrebbe rivitalizzarla un po in fondo, con i suoi 265 km di autonomia nel ciclo Wltp, è una soluzione che ha molto senso su una citycar ma pur sempre allinterno dei limiti di una domanda, quella per le vetture a batteria che, in diversi Paesi europei, tra cui il nostro, rimane assolutamente tiepida.

Fondista. Quanto alla Superb iV, che sposando il millequattro TSI a benzina da 156 cavalli e un motore elettrico alimentato da una batteria al litio da 13 kWh sviluppa la ragguardevole potenza di sistema di 218 cavalli, va encomiata soprattutto leconomia di viaggio che dichiara 850 chilometri tra un pieno (di benzina e di energia elettrica) e laltro, merito soprattutto di un propulsore termico molto efficiente, pur aiutato negli spunti dallelettrico. Per il resto lautonomia a zero emissioni è simile a quelle della concorrenza, con un range di circa 55 km. Che, ovviamente, sono dichiarati. E che, nella realtà, come succede con le plug-in di altri marchi, altrettanto ovviamente finiscono presto.

Predice le curve. Mentre lanalisi nei dettagli dei singoli modelli la trovate negli articoli dedicati, non resta che annotare in aggiunta, si capisce i miglioramenti nella Superb a combustione, quella normale, che non fa grossi titoli sui giornali, ma che arriva con vantaggi sostanziali. Tra gli altri, oltre allammodernamento estetico fuori e dentro, i fari full Led matrix, il cruise control predittivo che incrocia i dati di telecamere e GPS per adattare automaticamente la velocità al percorso, il riconoscimento pedone, il virtual cockpit in opzione, tre motori benzina e altrettanti diesel (questi ultimi dotati di convertitore catalitico Scr) tutti omologati Euro 6d-Temp. Che si aggiungono al plug-in hybrid, costituendo la spina dorsale della domanda della Superb da qui alla generazione tutta nuova che non arriverà prima del 2022.

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Rolls-Royce - A Villa d'Este con la Wraith Eagle VIII Collection

Mag 23,2019

La Rolls-Royce svelerà la Wraith Eagle VIII, lultima delle sue Collection Car, al Concorso deleganza Villa dEste di scena il 26 e 26 maggio. Curata dal reparto Bespoke Collective della Casa britannica, questa edizione limitata sarà tirata a 50 esemplari. E oltre a essere una rarità, è unauto che racconta una storia.

Cilindrate aeronautiche. Dietro allallestimento della Wraith di Villa dEste cè lomaggio a unimpresa: quella di John Alcock e Arthur Brown, i primi aviatori capaci di completare un volo transatlantico senza scalo, nel lontano 1919. Nota bene: il biplano che utilizzarono era alimentato da motori Rolls-Royce; due Eagle VIII da cui il nome della serie speciale dalla cubatura di 20,3 litri e la potenza massima di 350 CV. Numeri che permisero al velivolo di completare la traversata da Saint Johns (in Canada) a Clifden (in Irlanda) tenendo una media, più che rispettabile per lepoca, di 185 km/h.

Un continuo rimando. Oltre al nome, interni ed esterni dellauto rievocano il contesto dell'evento. Per esempio: lepopea di  Alcock e Brown avvenne in notturna, e perciò questa Wraith sfoggia una carrozzeria a due toni, grigio canna di fucile e Selby grey per la parte superiore, separati da una striscia in ottone. Le bande nere della griglia richiamano invece il vano del motore Eagle VIII del Vickers Vimy (così si chiamava il bombardiere della prima guerra mondiale utilizzato dai due pionieri), mentre i cerchi sono parzialmente levigati con una finitura traslucida.

Il grazie di Churchill. Si continua dentro. Labitacolo, in tinta con la carrozzeria, è rivestito di pellami grigi e neri; gli accenti in ottone citano il sestante, strumento fondamentale per lavventura dei due aviatori, mentre le griglie, che coprono le casse, riportano la distanza stimata di volo: 3.025 km. Sulla portiera lato-conducente c'è una targa con una scritta: è la menzione donore di Churchill per i due piloti. Intarsi di oro, argento e rame disegnano sul cruscotto immagini notturne della Terra vista dal cielo. E si va avanti così fino al tunnel centrale, dove le cuciture in ottone fanno eco al motore V12 del bombardiere.

I significati dellorologio. Ma non finisce lì, perché lorologio, oggetto di culto per il proprietario di una Rolls-Royce, aggiunge ulteriori dettagli epici. Ha un effetto ghiaccio sul sottofondo ed emette un debole bagliore verde durante la guida notturna: citazioni anche queste. Al loro rientro, infatti, Alcock e Brown raccontarono che il quadro strumenti del bombardiere si era congelato per lelevata altitudine e che, causa guasti vari, il bagliore verde del cruscotto e la fiamma del motore destro erano rimaste, per loro, le uniche fonti di illuminazione. Ma cè dellaltro: il quadrante è ispirato a una bussola e, incise in calce, riporta le coordinate di atterraggio del bombardiere.

Padiglione stellato. Lultimo paragrafo di questa avventura è scritto nello Starlight Headliner, il rivestimento del padiglione di questa Wraith: 1.183 luci a Led riproducono il cielo stellato ai tempi del volo del Vickers Vimy, la sua traiettoria e le costellazioni, ricamate con filo in ottone. In tutto ciò, nessuno ha ancora comunicato il prezzo della vettura. Si aspetta Villa dEste, ovviamente.

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Hertz - A spasso con la spiaggina Fiat 500 Jolly Icon-e

Mag 23,2019

Bilanci in decisa crescita per il segmento top di Hertz: nel 2018 Selezione Italia, il ramo della società di noleggio che strizza locchio alle vetture di fascia alta prodotte nel nostro Paese (in catalogo Maserati, Alfa Giulia, 4C e Stelvio, Abarth) ha raddoppiato i volumi. "Un segnale incoraggiante - spiega Massimiliano Archiapatti, ad e direttore generale di Hertz Italia - che ci ha spinti a proseguire sulla strada del lusso. Nasce così la partnership con Garage Italia, lhub di design creato da Lapo Elkann e guidato dallo scorso settembre dall'ad Enrico Vital: lultima perla è liconica Fiat 500 Jolly Icon-e by Garage Italia che verrà offerta a noleggio in tre città italiane (Roma, Firenze e Milano) e in alcune note località di villeggiatura come la Costiera sorrentina e la Costa Smeralda. La tariffa? Circa 300 euro al giorno.

Elettrica. La rivisitazione in chiave moderna della 500 Jolly sfrutta un motore elettrico e una batteria agli ioni di litio in grado di garantire 120 chilometri di autonomia, realizzata dalla siciliana Newtron in una parte dei capannoni ex Fiat di Termini Imerese. La piccola cabriolet non è altro che una vecchia 500 "tagliata" e adattata nel pieno rispetto delle normative di sicurezza (tra l'altro, fruisce di tutte le agevolazioni di una storica). La vettura costa circa 48 mila euro, Iva esclusa: non poco, certo, ma chi può spendere non si è lasciato intimidire, tanto che le dieci vetture programmate sono state già vendute (una è finita in una grande tenuta inglese come auto tender). Anche laltro esperimento che ha visto elettrificare una Panda 4x4 prima serie ha avuto un  grande successo, con i sette esemplari tutti piazzati nonostante il costo di circa 28 mila euro. In cantiere, poi, ci sono altre chicche, come gli allestimenti firmati Garage Italia per Hertz, un "corner" presso qualche concessionaria del gruppo. E, ancora, Alfa Romeo Spider e Fulvia coupé "elettrificate". Amiamo il recupero nel senso stretto del termine spiega  Enrico Vitali per questo puntiamo su auto depoca e iconiche, vetture che hanno un significato per gli appassionati e per i più giovani". Insomma, il lusso non va in crisi, e se porta il marchio Made in Italy piace ancora di più. La clientela che sceglie unauto Selezione Italia di Hertz, infatti, è composta infatti da un 70% di stranieri con in testa americani, asiatici e nordeuropei. Al momento si parla di noleggio a breve termine, sicuramente più redditizio, ma Archiapatti ritiene interessante anche il medio, il quale "può dare molte soddisfazioni". Presto, nel noleggio potrebbero entrare flotte di elettriche, anche se è prematuro parlarne: "Stiamo a guardare, se il mercato lo richiederà non ci tireremo indietro".

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Opel Corsa - La sesta serie è anche elettrica

Mag 23,2019

La Opel Corsa, modello che storicamente più rappresenta il marchio di Rüsselsheim, approda alla sesta generazione. Due sono le prime, pesatissime, che la piccola tedesca porta con sé in questa importante occasione: il Dna francese, innanzi tutto, dato che piattaforma e motori sono condivisi con la nuova Peugeot 208 figlia del gruppo Psa cui la Opel appartiene. E poi la trazione elettrica: accanto alle classiche varianti benzina e diesel, la gamma comprenderà (al suo vertice) la Corsa-e a zero emissioni. Che promette 330 chilometri d'autonomia sul ciclo Wltp e che sarà ordinabile prima delle altre, già nelle prossime settimane.

Dotata di una batteria da 50 kWh che ricalca lo schema di quella utilizzata su Peugeot e208 e DS 3 Crossback e-Tense (ne abbiamo spiegato i dettagli tecnici su Quattroruote di marzo), la Corsa-e può essere ricaricata fino all'80% della propria capacità in mezz'ora. Il livello di carica raggiunto dall'accumulatore (che la Casa garantisce per otto anni) può essere peraltro controllato tramite l'app myOpel.

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Skoda Superb 2019 - Svelato il restyling di berlina e wagon

Mag 23,2019

La Skoda presenta il restyling dell'ammiraglia Superb. Le dimensioni sono cresciute in maniera appena percettibile, con 4,67 metri per la berlina e 4,86 metri per la Wagon che differisce di pochi millimetri a causa della diversa bombatura dei paraurti. Le novità stilistiche sono invece evidenti, ma è la tecnica a farla da padrona con due anteprime per il marchio: i gruppi ottici Matrix Led e il primo powertrain plug-in hybrid della storia del marchio ceco.

Un restyling al passo con i tempi. Il design è una profonda evoluzione del modello uscente, che applica i recenti stilemi già visti sui recenti modelli della Casa: troviamo quindi mascherina e paraurti rivisitati e cerchi di lega da 18" e 19", ma soprattutto si evolve la firma luminosa grazie al debutto assoluto per il brand ceco della tecnologia Matrix Led. I fari anteriori sono gli Skoda Chrystal Lightning, mentre quelli posteriori Full Led adottano gli indicatori di direzione dinamici. Sono maggiormente caratterizzati anche gli allestimenti, con la Sportline dotata di assetto ribassato di 10 mm, bordature esterne nero lucido e paraurti specifici e la L&K caratterizzata da cromature esterne, cerchi di lega da 18" specifici e Dynamic Chassis Control di serie. La Superb accoglie infine nella gamma due tinte inedite denominate Chrystal Black e Race Blue.

Interni aggiornati. L'abitacolo della Superb presenta finiture aggiornate, con cromature estese alla strumentazione e ai pannelli porta e una serie di nuove combinazioni cromatiche per le cuciture dei sedili e per i rivestimenti di pelle e Alcantara. Debutta anche l'illuminazione interna Led con proiezione del logo Skoda sull'asfalto all'apertura delle portiere. Sulla versione Sportline sono previsti colori scuri, il padiglione d'Alcantara nera, il volante sportivo di pelle e il sistema Keyless Full, mentre sulla L&K sono previsti sedili elettrici anteriori con ventilazione e massaggio, impianto audio Canton, sistema Keyless Full e il rivestimento del padiglione d'Alcantara beige o nera. La strumentazione è gestita attraverso il Virtual Cockipit con schermo da 10,25", mentre l'infotainment può contare sullo schermo da 9,2" e integra di serie la tecnologia SmartLink+.

Benzina e diesel da 120 a 272 CV. La gamma dei propulsori include le unità già note del gruppo Volkswagen. Troviamo quindi i benzina 1.5 TSI da 150 CV e 250 Nm e due varianti del 2.0 TSI da 190 e 272 CV, rispettivamente con 320 e 350 Nm di coppia massima, e i diesel 1.6 TDI da 120 CV e 150 Nm e 2.0 TDI da 150 e 190 CV con 340 e 400 Nm. Il cambio manuale è disponibile solo sul 1.5 TSI e sul 2.0 TDI 150 CV in alternativa al Dsg sette marce, che è invece di serie per tutte le altre varianti. La trazione integrale è riservata alle due top di gamma 2.0 TSI 272 CV e 2.0 TDI 190 CV come unica opzione.

218 CV per la Superb iV plug-in hybrid. La Superb è anche il modello scelto dalla Skoda per avviare il processo di elettrificazione della gamma. Sulla berlina debutta infatti la versione plug-in hybrid, denominata Superb iV, che abbina il 1.4 TSI con cambio Dsg sei marce con un motore elettrico da 115 CV. La potenza totale è pari a 218 CV e 400 Nm e la batteria da 13 kWh consente di percorrere fino a 55 km a emissioni zero. Le emissioni nel ciclo Wltp sono inferiori a 40 g/km, mentre l'autonomia combinata è di 850 km utilizzando anche i 50 litri di benzina a bordo. La ricarica completa richiede 3 ore e 30 minuti con un sistema a 3,6 kW e le batterie posizionate nella zona posteriore riducono in parte la capacità del bagagliaio: 485 litri per la berlina e 510 litri per la Wagon. Il guidatore può infine selezionare tre diverse impostazioni del powertrain denominate Hybrid Mode, Sport Mode ed E-Mode. La iV plug-in Hybrid, riconoscibile esteticamente per il paraurti anteriore specifico, sarà abbinata agli allestimenti Ambition, Style, Sportline o L&K e sarà effettivamente disponibile sul mercato all'inizio del 2020.

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Skoda Citigo iV - La citycar diventa elettrica

Mag 23,2019

Con la nascita del sub-brand iV la Skoda entra nell'era dell'elettrificazione. I primi due modelli presentati sono la Superb iV plug-in hybrid e la Citigo iV elettrica, entrambe prime assolute nella storia del marchio. La Casa ceca, che entro il 2025 punta a raggiungere il 25% delle proprie vendite con modelli elettrificati, presenterà nel 2020 due ulteriori modelli a emissioni zero basati sulla piattaforma Meb del gruppo Volkswagen: uno di questi sarà basato sulla Suv coupé Vision iV. La Superb iV sarà prodotta nella fabbrica di Kvasiny, mentre le elettriche saranno assemblate a Mladá Boleslav.  

265 km di autonomia per la Citigo iV elettrica. La Citigo iV è spinta da un propulsore elettrico da 83 CV e 210 Nm abbinato a batterie al litio da 36,8 kWh che garantiscono un'autonomia di 265 km nel ciclo Wltp. I tempi di ricarica per l'80% dell'energia sono pari a 60 minuti con un sistema rapido da 40 kW con cavo Ccs e salgono fino a 12 ore e 37 minuti in caso di utilizzo di un impianto casalingo a 2,3 kWh. La vettura mantiene l'impostazione a trazione anteriore della Citigo standard, così come la capacità del bagagliaio variabile da 250 a 923 litri. La velocità massima è pari a 130 km/h, mentre i 100 km/h da fermo vengono raggiunti in 12,5 secondi. La produzione della Citigo iV sarà avviata entro la fine del 2019, ma il prezzo di listino non è stato ancora annunciato: la Skoda ha comunque confermato che saranno proposti gli allestimenti Ambition e Style.

Le personalizzazioni della Citigo iV. La Citigo iV è riconoscibile rispetto alle versioni con propulsore endotermico grazie alla griglia anteriore in tinta con la carrozzeria e al paraurti anteriore ridisegnato. Di serie sono previste le luci diurne Led e i fendinebbia, mentre i gruppi ottici principali sono oscurati. I cerchi d'acciaio da 14" del modello base sono sostituiti sulla Style da quelli di lega da 16", mentre accanto alle tinte base Candy White, Tornado Red, Sunflower Yellow, Deep Pearlescent Black, Crystal Blue e Tungsten Silver è prevista anche la variante Kiwi Green esclusiva della iV. Gli interni propongono un quadro strumenti specifico e offrono di serie il climatronic, l'impianto audio Swing II e la docking station per smartphone.

I servizi connessi. La connettività riveste un ruolo importante nella proposta dei modelli iV di casa Skoda. Un'app consente infatti di gestire in remoto la climatizzazione e la ricarica: sono allo studio ulteriori funzioni che permetteranno di prenotare le stazioni di ricarica lungo il percorso. La Skoda ha studiato anche una serie di wallbox da proporre ai clienti e una e-charge card per poter gestire con un unico account le ricariche sul territorio europeo.

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F.1, GP di Monaco - Le Mercedes volano a Monaco

Mag 23,2019

Lewis Hamilton è il protagonista assoluto delle prove libere a Monaco, dove la Formula 1 è scesa in pista oggi per il sesto appuntamento della stagione. Dopo aver fatto registrare il miglior tempo durante la prima sessione di questa mattina, l'inglese della Mercedes si è ripetuto anche nei novanta minuti di prove di questo pomeriggio, fermando il cronometro sull'1:11.118. Hamilton ha preceduto il compagno di squadra, Valtteri Bottas, di appena 81 millesimi di secondo. Solamente terzo tempo per Sebastian Vettel, che è rimasto alle spalle delle due Mercedes accusando un ritardo di sette decimi.

Rosso opaco. Non è solo il colore della Ferrari di questanno, ma anche laggettivo più utilizzato per definire le performance della Rossa anche a Monaco. Il rischio è di vedere una Ferrari continuare a recitare - anche nel Principato - il ruolo di comprimaria, lasciando tutta la scena ai due piloti della Mercedes. La SF90 continua a faticare con le gomme e Charles Leclerc è forse quello che oggi ha sofferto di più. Proprio nel momento del giro veloce, è arrivato in bloccaggio in frenata alla chicane in uscita dal tunnel e ha perso l'occasione di fare un giro buono, chiudendo solo decimo in classifica.

Inizio altalenante in casa Red Bull. Al quarto posto della classifica di oggi troviamo la RB15 di Pierre Gasly, mentre Verstappen ha chiuso in sesta posizione. La sua seconda sessione di libere è stata particolarmente travagliata: dopo aver danneggiato una parte del fondo della sua vettura, sembra a causa di un detrito, l'olandese ha perso molto tempo fermo ai box per una perdita al radiatore che ne ha richiesto la sostituzione. Tra le due RB15 si è piazzata, un po a sorpresa, la Toro Rosso di Alexander Albon: langlo-thailandese si trova a suo agio su questa pista e ha rifilato mezzo secondo al suo compagno di squadra Kvyat, che ha chiuso quattordicesimo.

Clicca qui per i risultati completi delle Prove Libere 2

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Forbes - Valore dei brand, la Toyota guida la classifica automotive

Mag 23,2019

Secondo Forbes, la Toyota è la marca automobilistica di maggior valore al mondo: nell'annuale classifica elaborata dalla rivista americana, infatti, i giapponesi confermano il nono posto globale, con un valore del brand stabile a quota 44,6 miliardi di dollari.

Settore in calo. Aanche quest'anno, la classifica è dominata dai colossi dell'high-tech statunitense (Apple, Google, Microsoft, Amazon e Facebook occupano i primi cinque posti) e vede un ulteriore aumento del valore dei primi 100 marchi globali: parliamo di 2.330 miliardi, l'8% in più rispetto allo scorso anno. A trainare tale risultato sono i miglioramenti registrati da molte società tecnologiche: Amazon è cresciuta del 37%, Netflix del 34% e Google del 27%. L'auto, invece, riscontra un calo generalizzato, con l'unica eccezione della Toyota. La Mercedes, con un valore di 33,2 miliardi, perde il 3% e scende dal 13esimo al 17esimo posto, mentre la BMW, con un -5% e  una valutazione di 29,8 miliardi, passa dalla 20esima alla 21esima posizione. La Honda, nonostante una crescita dell'1% a 25,8 miliardi, perde quattro posizioni e si piazza al 28esimo posto. L'Audi, con un calo del 4%, è 41esima (37esima nel 2018).

La top 100. Scorrendo la classifica, la Ford passa dal 42esimo al 48esimo posto, la Porsche dal 58esimo al 62esimo, la Chevrolet dal 56esimo al 63esimo, la Lexus dal 69esimo al 72esimo e la Nissan dal 70esimo all'81esimo. L'ultimo marchio automobilistico della top 100 è la Hyundai, passata dalla 75esima alla 94esima posizione con la perdita più consistente (-8%). Per rientrare nella classifica, i marchi devono essere presenti negli Stati Uniti e infatti sono gli americani a dominare, con ben 56 aziende e l'80% dei posti occupati nella top ten. La Germania, anche grazie all'auto, può contare 11 brand, seguita dalla Francia (sette) e dal Giappone (sei). La tecnologia, come detto, è la leader indiscussa con ben 20 società in graduatoria, mentre il settore delle quatto ruote è il terzo più rappresentato con 11 realtà, due in meno rispetto ai servizi finanziari. L'unico marchio italiano presente, al 30esimo posto, è la maison fiorentina Gucci (tra l'altro di proprietà della holding francese Kering). Assente la Ferrari, anche se Maranello, secondo la società di consulenza Brand Finance, si trova saldamente al vertice dei brand più influenti al mondo, scelti tra i primi 500 per valore economico.   

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Audi - Alzati i target di vendita di vetture elettrificate

Mag 23,2019

L'Audi accelera sulle strategie per l'elettrificazione della gamma. La Casa di Ingostadt ha infatti annunciato, agli azionisti riuniti in assemblea per lapprovazione del bilancio 2018, una revisione al rialzo dei suoi obiettivi di vendita e un ampliamento del piano prodotti nel campo dei veicoli elettrici e ibridi plug-in. 

Trenta elettrificate da lanciare. Le nuove strategie, inserite all'interno di un complessivo ampliamento delle ambizioni dell'intero gruppo Volkswagen, prevedono il lancio entro il 2025 di oltre 30 vetture agli elettroni (20 a batteria), dieci in più rispetto a quanto indicato appena un anno fa. Inoltre, il peso delle ibride e delle elettriche sul totale delle vendite dovrà raggiungere il 40% e non più il 30%. Per raggiungere tale traguardo, a Ingostadt puntano a lanciare almeno tre modelli basati sull'architettura Meb della Volkswagen per i segmenti dei veicoli compatti, mentre già all'inizio del 2020 saranno disponibili nella gamma le vetture progettate secondo la piattaforma Ppe sviluppata con la Porsche per le fasce di mercato premium. Inoltre, il marchio dei quattro anelli sta accelerando lo sviluppo della tecnologia delle celle a combustibili da mettere a disposizione di tutti i brand controllati da Wolfsburg.

Obiettivo zero emissioni di Co2. L'accelerazione impressa alle strategie per l'elettrificazione si inserisce in pieno nelle politiche di sostenibilità aziendale che includono l'ambizioso obiettivo della totale decarbonizzazione. L'Audi punta, infatti, a ridurre a zero le emissioni di Co2 durante l'intero ciclo di vita dei veicoli: dalla produzione al loro utilizzo fino al riciclaggio della vettura. Tramite la costante riduzione delle emissioni di anidride carbonica e lo sfruttamento di fonti di energia rinnovabile, soprattutto per le attività manifatturiere, l'azienda tedesca punta a ridimensionare il proprio "carbon footprint", ossia il suo contributo nelle emissioni di Co2, del 30% entro il 2025 per arrivare alla decarbonizzazione completa non più tardi del 2050. 

Investimenti per 40 miliardi. Per raggiungere obiettivi del genere, non sono state, però, apportate modifiche ai programmi di investimento. Sono sempre 40 i miliardi di euro stanziati per i prossimi quattro anni e di questi saranno 14 quelli destinati alla mobilità elettrica, alla digitalizzazione e alla guida altamente automatizzata. Uno sforzo del genere sarà sostenuto ampliando la penetrazione nella parte alta e più redditizia del segmento premium e, grazie alla controllata Lamborghini, nel superpremium. A tal fine sono previsti nuovi modelli ibridi plug-in per le Audi A6, A7 e A8 con l'offerta dellammiraglia destinata a essere ampliata con un "derivato particolarmente lussuoso e prestigioso". L'Audi intende, inoltre, aumentare in modo "significativo" i volumi di vendita delle versioni Sport e l'offerta di tecnologie innovative, in particolare nel campo dei servizi per la mobilità.  anche previsto un miglioramento delle sinergie con gli altri brand del gruppo Volkswagen, uno snellimento delle strutture e dei processi aziendali e, quindi, un ulteriore taglio dei costi operativi.

Venti modelli per il 2019. Il management, guidato da Bram Schot, ha indicato anche le strategie per affrontare un 2019 descritto ancora come un anno di transizione per le numerose problematiche da affrontare, a partire dal rallentamento dell'economia globale, per arrivare all'implementazione della seconda tornata di procedure Wltp a settembre. L'Audi ha in programma di portare avanti la sua offensiva di prodotto con il lancio di oltre 20 modelli nuovi o aggiornati, tra cui il restyling dellA4, due varianti sportive della Q8, la Q3 Sportback e la e-tron Sportback. Per questo motivo sono state confermate le previsioni commerciali e finanziarie per l'intero 2019: le consegne sono viste in "moderata crescita" e i ricavi in "lieve aumento". Sul fronte della redditività, gli investimenti "per il futuro" e le conseguenze del Wltp sulla disponibilità di prodotto avranno anche quest'anno un impatto negativo: il margine operativo dovrebbe attestarsi tra il 7% e l'8,5%, al di sotto dell'intervallo strategico di lungo termine tra il 9% e l'11%, mentre i flussi di cassa sono attesi a 2,5 miliardi, 500 milioni in meno rispetto al 2019. 

 

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F.1, GP di Monaco - Hamilton il più veloce nel giovedì di libere

Mag 23,2019

Il weekend del Gran Premio del Monaco è entrato nel vivo nel giovedì di prove libere sul circuito di Monte Carlo. Il più veloce è stato Lewis Hamilton: il pilota della Mercedes ha fermato il cronometro sull'1:12.106, precedendo di 59 millesimi la Red Bull di Max Verstappen e per 72 millesimi l'altra Mercedes di Valtteri Bottas. I due piloti della Mercedes oggi listata a lutto per la prematura scomparsa di Niki Lauda - hanno girato più di tutti, con Lewis che ha completato 47  giri, mentre Valtteri 43.

In aggiornamento

Guarda le classifiche complete delle Prove Libere 1

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Formula 1 - Scuderie e piloti ricordano Niki Lauda - FOTO GALLERY

Mag 23,2019

A pochi giorni dalla scomparsa di Niki Lauda piloti e team di Formula 1 hanno voluto ricordare il campione austriaco. Alcune scuderie hanno modificato le livree delle proprie monoposto, applicando anche delle grafiche personalizzate ai motorhome in occasione del weekend di gara di Monte Carlo. Come da tradizione, per il Gran Premio di Monaco quasi tutti i piloti si sono presentati nel Principato con dei caschi con grafiche esclusive, alcune delle quali dedicate, oltre che a Lauda, anche a Jules Bianchi, come nel caso di Charles Leclerc. Nella nostra galleria d'immagini tutte le foto dei tributi del weekend di Monte Carlo.

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BMW - Negli USA debuttano le X5 e X7 M50i

Mag 23,2019

Grandi e grosse: anche di motore. La BMW ha introdotto negli USA due nuovi modelli M Performance, la X5 M50i e la X7 M50i, varianti di alta gamma delle sue due grandi Suv. Entrambe montano il V8 TwinPower Turbo della Casa, abbinato alla trazione integrale e al differenziale sportivo.  

Un salto di 67 CV. Con I miglioramenti riservati allultima generazione del 4.4 litri bavarese, la potenza di queste M50i sale a 523 cv, disponibili tutti insieme tra i 5.500 e 6.000 giri/min, mentre la coppia massima di 750 Nm arriva tra i 1.800 e i 4.600 giri/min, a detta della BMW. Il divario con le versioni xDrive50i è di 67 CV e 100 Nm. Così, partendo da ferma la BMW X5 M50i raggiunge i 100 km/h in circa 4,1 secondi, mentre la più voluminosa X7 ce ne mette 4,5.

Preparazione atletica. Alzandosi il livello delle prestazioni, lassetto delle due Suv è stato regolato di conseguenza. Nelle M50i sospensioni hanno una taratura più rigida, mentre limpianto frenante include dischi a due pezzi e pinze freno blu con il logo M. Per la X5, le ruote di serie misurano 20 e calzano pneumatici all-season 275/45R20, ma in opzione è possibile avere cerchi da 21 o 22 con gommatura mista. I ventidue pollici e le gomme di taglia differente tra anteriore (275/40R22) e posteriore (315/35R22) sono invece standard per la X7 M50i, sulla quale si montano anche ruote da 21.

Dettagli che fanno la differenza. Queste varianti più sportive della X5 e della X7 hanno anche uno scarico ad hoc e paraurti specifici, più scolpiti (soprattutto quello posteriore) e disegnati con prese daria più grandi. Anche il brancardo è un elemento distintivo, mentre gli interni sono caratterizzati da un battitacco con logo M50i, volante e selettore del cambio griffati M, rivestimenti in pelle Vernasca traforata con cuciture a contrasto e inserti in Alcantara. I prezzi? A partire da 82.150 dollari per la X5 e da 99,600 per la X7. Al momento non è prevista la commercializzazione in Europa.

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Sul numero di giugno - 105 aree di servizio esaminate, molte bocciate

Mag 23,2019

Nove autostrade, 105 aree di servizio, sei aspetti principali esaminati: sono i numeri dellinchiesta di Quattroruote di giugno che prende in esame, questanno, arterie diverse da quelle principali (come lAutosole e la Bologna-Taranto, già valutate in passato), ma non per questo meno importanti e battute dagli automobilisti.

I tronchi analizzati. Si tratta, infatti, di porzioni della rete nazionale che portano alle principali località di mare o a quelle turistiche montane e che sono molto frequentate anche dai turisti stranieri: lA5 Torino-Aosta, lA6 Torino-Savona, lA7 Milano-Genova, lA10 Genova-Ventimiglia, lA12 Genova-Roma, lA22 Modena-Brennero, lA24 Roma-LAquila e lA25 Torano-Pescara. Migliaia di chilometri di autostrada, percorsi nei due sensi, con verifiche scrupolose riguardanti sia gli spazi di sosta, sia le aree food e oil (prezzi dei carburanti self-service compresi) di ogni area.

Risultati sconfortanti. Il giudizio complessivo che emerge dallindagine raggiunge a malapena la sufficienza: anzi, ben 45 strutture sulle 105 visitate non hanno raggiunto neppure quella, fermandosi a mezza, a una o a una stella e mezza (in una scala da una a cinque). Un livello medio, dunque, decisamente inferiore rispetto a quello di analoghe indagini precedenti, a dimostrazione dei minori investimenti effettuati dalle società del settore su queste arterie.

Utenti disabili. Oltre alla scarsa disponibilità di spazi di sosta organizzati in molte aree, spesso anche in ampie strutture, al numero insufficiente di baby room e fasciatoi e di colonnine per la ricarica delle auto elettriche (presenti solo in quattro aree), a emergere dallinchiesta è soprattutto linadeguatezza dellaccoglienza riservata in molte strutture ai viaggiatori diversamente abili: troppi bagni riservati sono chiusi a chiave o dotati di citofono, molti accessi dedicati sono ostacolati dalla presenza di espositori di merci varie, tanti spazi interni ai punti di ristoro sono insufficienti a garantire la manovrabilità delle carrozzine. Un aspetto sul quale le società di gestione devono decisamente impegnarsi di più.

 

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Fiat - Mezzo milione di 500X prodotte

Mag 23,2019

Nello stabilimento lucano di Melfi la Fiat ha prodotto la 500X numero 500.000. Lo storico traguardo è stato raggiunto a soli cinque anni dall'introduzione sul mercato della Suv compatta del Lingotto, arrivata per la prima volta nelle concessionarie nel novembre del 2014.

Top di gamma. Il mezzo milionesimo esemplare è dotato del 1.3 T4 FireFly da 150 CV e 270 Nm con cambio automatico doppia frizione Dct a sei rapporti ed è caratterizzato da una verniciatura bicolore Tuxedo, bianca con dettagli neri, introdotta per la prima volta sulla piccola Suv italiana nell'allestimento 120, dedicato allo storico anniversario del marchio di Torino.

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Mercedes-Benz GLE 580 - Sulla Suv arriva un V8 mild hybrid

Mag 23,2019

La Mercedes-Benz ha svelato negli Stati Uniti una nuova Suv ibrida, la GLE 580 4Matic, che, in attesa dell'arrivo della AMG 63, rivestirà il ruolo di modello di punta della gamma. Spinta da un V8 elettrificato che arriva a erogare 47 in più della AMG GLE 53, la sport utility della Stella può sfruttare la rete 48V per proporre funzioni come l'E-Active Body Control, l'assetto pneumatico che permette di alzare e abbassare rapidamente la vettura per superare ostacoli in off-road.

Sfiora i 500 CV. Dentro al cofano della GLE 580 è presente un otto cilindri biturbo da 483 CV e 700 Nm (94 CV e 200 Nm in più del sei cilindri della GLE 450) abbinato al sistema EQ Boost che, sfruttando un motore elettrico Isg che svolge anche la funzione di starter e alternatore, può mettere a disposizione per brevi tratti una 21 CV e 250 Nm aggiuntivi. Il sistema elettrico a 48 volt alimenta anche tutti i servizi dell'auto, dal compressore dell'aria condizionata alla pompa dell'acqua. Di serie il V8 è accoppiato a un cambio automatico a nove rapporti con trazione integrale 4Matic.

Fino a sette posti. A bordo è presente il sistema Mbux con doppio schermo da 12,3" e comandi vocali naturali, mentre a richiesta sono disponibili due sedili aggiuntivi integrati nel fondo del bagagliaio e cerchi di lega con diametro fino a 22". Di serie sono previste delle sellerie di pelle, il pacchetto estetico AMG Line e l'assetto pneumatico Airmatic. Non mancano, infine, sistemi d'assistenza alla guida che spaziano dalla frenata automatica al mantenimento attivo della traiettoria con funzione Active Stop&Go Assist che segue il flusso del traffico nelle code autostradali.

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Drive Up - Sabato 25 maggio non perdete la settima puntata!

Mag 23,2019

Metti una giornata a Vairano, sul tracciato di off-road. Metti una Velar, la più cool delle Range Rover. Se poi al volante c'è una scatenata Fernanda Lessa, ex modella, dj e conduttrice televisiva, la situazione si fa interessante. Come se la caverà tra guadi, sterrati e ostacoli? Per saperlo, lappuntamento con Drive Up è fissato, come sempre, sabato su Italia 1, ma a un orario leggermente diverso dal solito: le 14.20, subito dopo la tappa di Berlino del campionato di Formula E.

Duello al vertice. Con lo scorrere delle puntate, cresce la competizione tra le ospiti che si sono alternate al volante sulla pista di Quattroruote. La classifica, al momento, vede in testa a pari merito Taylor Mega e Lucilla Agosti. Fernanda Lessa, però, è determinata a lanciare la sfida: la prima prova da superare è quella in off-road, nella quale le doti della Velar dovrebbero aiutarla, insieme ai consigli del coach DJ Ringo. Poi, il test si sposta sul tracciato di handling: vedremo come se la caverà

Le altre auto del team. Intanto, Matteo Valenti ci svela le due anime di un bolide nero da 610 cavalli, che sa essere docile su strada e cattivissimo in pista. Alessia Ventura, invece, ci dimostra come unauto a metano, oggi, può essere green, tech e, perché no, pure glamour. E a proposito di auto green, tech e glamour, Fabio Sciarra ci racconta comè viaggiare su unibrida premium. E per finire, una new entry: da questa puntata entra a far parte del team di Drive Up un nuovo volto, Monica Bertini, che dopo il cameo della sesta puntata ci presenta una crossover alla francese. Per saperne di più, non perdete lappuntamento di sabato 25 maggio, alle 14.20, su Italia 1.

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Audi S-TDI - Al volante dei modelli S diesel

Mag 23,2019

Il diesel, dalle parti di Ingolstadt, è vivo e vegeto e gode di ottima salute. Tanto da aver lonore di entrare, per la prima volta nella storia, nel cofano di modelli sportivi quali Audi A6 berlina e Avant e S7 Sportback, oltre che della SQ5 per la quale, però, il gasolio non è una novità. Questi quattro modelli, da oggi, sono accomunati dal medesimo propulsore: il celeberrimo 3 litri V6 che, per loccasione, sfoggia un paio di interessanti soluzioni tecniche. Le quali, prese una ad una, non sono primizie assolute. Ma il fatto che si trovino assieme, questa sì che è una novità. Si tratta del mild hybrid a 48 Volt, già sulle A6/A7 standard, e del compressore elettrico, che ha debuttato sul V8 TDI della SQ7. 

Ecco perché è meglio diesel. Ma prima di entrare nel dettaglio di questo propulsore, concedetemi una riflessione sul perché l'Audi abbia fatto la mossa giusta nel montare il diesel sui modelli S. Prendiamo per esempio la S6: di fatto, ha sempre vissuto nellombra della RS6. La terza serie montava il V10 5.2 di origine Lamborghini, ma in versione aspirata anziché biturbo; la quarta serie appena archiviata era spinta dallo stesso V8 4 litri biturbobenzina della sorella coi parafanghi allargati, ma depotenziato a 420 cavalli. sempre stata una via di mezzo, insomma, che ti poneva davanti a un bivio: fare il passo più lungo e salire sulla RS6, oppure tenere il profilo basso e accontentarsi, si fa per dire, di una potente A6 biturbodiesel S-Line ottimamente equipaggiata.

 

Prestazioni e autonomia elevate. Con un raffinato e poderoso turbodiesel da 349 cavalli e ben 700 Nm di coppia, quindi, la S6 e le sue derivate oggi splendono di luce propria. Perché rappresentano una scelta ben più sensata e ragionata rispetto alle versioni che lhanno preceduta in passato. Qui hai a disposizione un propulsore che ha realmente poco da recriminare, in termini di prestazioni, a un turbobenzina spinto. Ma in aggiunta cè il vantaggio dellelevata autonomia garantita dai consumi più contenuti: Audi dichiara circa 15,5 km/litro, che moltiplicati per i 73 litri del serbatoio fanno più di 1.100 km. Certo, i numeri si riferiscono al poco severo ciclo Nedc. Ma durante il test svolto a Francoforte, dove il piede non è stato leggero, ho letto sempre un minimo di 800 km di autonomia, che significa circa 11 km/litro. Una percorrenza più che accettabile come moneta di scambio per un rendimento davvero encomiabile.

Suona e spinge come un V8. Con un sound poderoso, che grazie agli altoparlanti nei terminali ricorda quello di un V8 a benzina, lS-TDI spinge senza soluzione di continuità da 1.500 a quasi 5.000 giri. Una spinta vellutata ma poderosa al tempo stesso, intervallata soltanto dai precisi e rapidi passaggi del Tiptronic a 8 rapporti. La sensazione è quella di averne sempre e in grandissima abbondanza, sotto il piede destro. Basta chiedere, affondando decisi, e i 700 Nm rispondono con veemenza senza un minimo di esitazione, incollandoti al sedile e proiettandoti a 100 allora in 5 secondi. Merito, quello dellassenza di ritardo, del compressore ad azionamento elettrico il cui scopo è proprio quello di costruire una robusta coppia nel momento in cui il tradizionale turbocompressore non lavora ancora a regime, perché i gas di scarico hanno una spinta insufficiente. Ecco allora che, nelle partenze da fermo e ai bassi regimi, entra in gioco lEPC (il compressore elettrico) integrato nel sistema di aspirazione che, quando la farfalla si apre e riceve aria, la comprime e la invia direttamente in camera di combustione. Tutto questo nel lasso di soli 250 m/s frullando a 70.000 giri, con lalimentazione che avviene mediante il sistema a 48 Volt. 

 

Equilibrio perfetto fra confort e agilità. Per il resto, le S6 berlina e Avant e S7 Sportback ripropongono il solido comportamento delle sorelle standard, qui enfatizzato da ruote da 21 pollici (optional, di serie ci sono i 20") e da ammortizzatori regolabili con taratura specifica. Confort e agilità si sposano alla perfezione, specie se sono presenti anche le opzionali ruote sterzanti posteriori. Fra le tre versioni della gamma S non si avvertono sfumature comportamentali differenti. Si tratta soltanto di scegliere il tipo di carrozzeria che risponde meglio alle proprie necessità. Se invece siete orientati a una Suv, la SQ5 differisce per il baricentro più alto, che si fa sentire appena fra le curve, e per due cavalli in meno, 347 in tutto. Questa differenza, naturalmente, è pressoché impercepibile. I più curiosi sappiano però che deriva della diversa dimensione dellintercooler rispetto a S6/S7.

Già ordinabili, arrivano in autunno. Tutti i modelli con motore S-TDI sono già ordinabili con consegne previste fra la fine di ottobre e linizio di novembre. Per quel che riguarda i prezzi, la SQ5 TDI parte da 76.250 euro, mentre S6 e S6 Avant sono proposte rispettivamente a 80.450 e 82.850 euro. La S7 Sportback, infine, costa 90.100 euro.


 

 

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