Guerra in Iran - Prezzi benzina e diesel in rialzo: gasolio ai massimi per lescalation in Medio Oriente
L'escalation militare in Medio Oriente produce i primi effetti sulle quotazioni petrolifere e, di riflesso, sui prezzi di benzina e gasolio. Staffetta Quotidiana, nella sua rilevazione giornaliera, evidenzia in particolare l'impennata del diesel, il carburante di riferimento soprattutto per il mondo dei trasporti.Se l'impatto sul Brent è stato finora tutto sommato limitato (+6,7%), quello sul gasolio è stato dirompente: la quotazione è aumentata di oltre il 16%, toccando un livello raggiunto l'ultima volta il 14 febbraio 2024, oltre due anni fa, mentre la quotazione della benzina è al massimo dal 23 giugno 2025. Questo ha scatenato un giro di rialzi sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi, i cui effetti sulle medie nazionali dei prezzi alla pompa si vedranno compiutamente da domani, segnala la testata specializzata. Rincari generalizzati per benzina e dieselStaffetta Quotidiana segnala, innanzitutto, i rialzi decisi dalle principali compagnie:Eni ha aumentato di quattro centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolioIP ha deciso per un rialzo di tre centesimi sulla benzina e di sei centesimi sul gasolioQ8 ha stabilito un incremento di cinque centesimi su entrambi i prodottiTamoil ha optato per un aumento di tre centesimi su verde e dieselLe medie nazionali dei prezzi carburantiOvviamente i rialzi si riverseranno sui listini tra oggi pomeriggio e domani. Le medie nazionali, elaborate da Staffetta, fanno infatti riferimento a quanto comunicato ieri mattina (2 febbraio) dai gestori di circa 20 mila impianti all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy.Per ora non si registrano grandi variazioni. Al self service, la benzina quota 1,674 euro/litro, con un aumento di un millesimo sulla precedente rilevazione, mentre il diesel si attesta a 1,728 euro/litro, invariato.Al servito, la benzina viene venduta a 1,813 euro/litro, il gasolio a 1,865 euro/litro, il GPL a 0,690 euro/litro, il metano a 1,403 euro/kg e il GNL a 1,231 euro/kg, con questi ultimi due in lieve calo di un millesimo.Lungo le autostrade, la benzina viene venduta in media a 1,778 euro/litro, che salgono a 2,039 euro/litro al servito, mentre il gasolio quota 1,830 euro/litro, con 2,090 euro/litro al servito. Il GPL si attesta a 0,829 euro/litro, il metano a 1,462 euro/kg e il GNL a 1,301 euro/kg. Le medie nazionaliOvviamente i rialzi si riverseranno sui listini tra oggi pomeriggio e domani. Infatti, le medie nazionali, elaborate da Staffetta, fanno riferimento a quanto comunicato ieri mattina (2 febbraio) dai gestori di circa 20 mila impianti all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy. Per ora non ci sono grandi variazioni. Al self service la benzina quota a 1,674 euro/litro (+1 millesimo sulla precedente rilevazione) e il diesel a 1,728 euro/litro (invariato). Al servito, verde a 1,813 euro/litro (invariato), gasolio a 1,865 euro/litro (invariato), gpl a 0,690 euro/litro (invariato), metano a 1,403 euro/kg (-1) e gnl a 1,231 euro/kg (-1). Lungo le autostrade, la benzina viene venduta in media a 1,778 euro/litro (2,039 al servito), gasolio a 1,830 euro/litro (2,090), gpl a 0,829 euro/litro, metano a 1,462 euro/kg e gnl a 1,301 euro/kg.
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Mercato italiano - Le 50 auto più vendute in Italia a febbraio 2026: la classifica e i modelli leader
Ottimi risultati per il mercato italiano nel secondo mese del 2026: +14% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti, le nuove immatricolazioni di febbraio 2026 sono state 157.334 (a febbraio 2025 erano state 137.965). Con i valori di questo mese si assottiglia anche il divario pre-pandemia: secondo Unrae la differenza, rispetto ai livelli del 2019, è scesa al -11,3%. Corposo, in ogni caso, è il contributo delle autoimmatricolazioni, il 9,5% del totale e in crescita del 21%. Prosegue il periodo positivo per le auto elettriche, che anche a febbraio crescono dell'80% rispetto allo stesso mese del 2025. Ancora meglio fanno, come da qualche mese a questa parte, le ibride plug-in: a febbraio la loro crescita è stata del +116,2%. Segno positivo anche per le ibride (mild e full), mentre le motorizzazioni tradizionali continuano a perdere importanti quote di mercato: il dato peggiore è quello del Gpl, che perde il 42,7% rispetto a febbraio 2025. Fiat PandinaRimane inattaccabile, anche per il mese di febbraio, la citycar costruita a Pomigliano d'Arco: negli ultimi 28 giorni sono stati 12.603 i nuovi esemplari immatricolati, più del doppio della concorrenza di Avenger e di Grande Panda. Jeep AvengerLa B-SUV conferma l'ottimo risultato del mese scorso ed è seconda anche a febbraio: le nuove targhe sono 5.984. Avenger è seconda anche nella classifica di inizio anno. Questo modello è disponibile con powertrain benzina, mild hybrid (anche 4xe a trazione integrale) e full electric. Fiat Grande PandaBalza al terzo posto delle auto più vendute in Italia nel mese di febbraio anche la nuova segmento B della Fiat, che condivide la piattaforma con C3 e Avenger: a listino, anche in questo caso, troviamo motorizzazioni benzina, mild hybrid ed elettriche. Nel mese la Fiat Grande Panda ha registrato 5.500 nuove immatricolazioni. Leapmotor T03La citycar elettrica si prende a sorpresa il quarto posto della classifica delle auto più vendute in Italia: a gennaio 2026, con 942 immatricolazioni, era al 42esimo posto. Un mese dopo, l'exploit: a febbraio le nuove targhe della T03 sono state 4.778. Toyota Yaris CrossLa SUV giapponese, rigorosamente full hybrid, rimane tra le preferite degli automobilisti italiani e a febbraio si piazza quinta con 3.736 nuove immatricolazioni. Citroën C3Perde qualche posizione la best seller del Double Chevron, che con 3.131 nuove targhe nel mese di febbraio ottiene il sesto posto. Come Avenger e Grande Panda, questa cittadina è disponibile con motorizzazioni benzina, mild hybrid e full electric. Toyota Aygo XLa nuova versione della citycar giapponese, che monta un powertrain full hybrid molto efficiente (lo stesso della Yaris) conquista le simpatie degli automobilisti italiani: a febbraio le nuove immatricolazioni sono state 3.123, quanto serve per agguantare il settimo posto. Renault ClioLa sesta generazione della compatta francese conquista la copertina del nuovo numero di Quattroruote e arriva nelle concessionarie insieme ai primi modelli che circolano sulle nostre strade. Nel mese di gennaio, tra vecchio e nuovo modello, sono stati immatricolati 3.096 esemplari. Nella foto, la quinta serie. Renault CapturEntra nella top ten per il mese di febbraio, al nono posto, la crossover realizzata sulla base della Clio, disponibile anche con motorizzazioni full hybrid. Le nuove targhe di questo modello sono 3.054. Nella classifica di inizio anno occupa la stessa posizione. MG ZSDisponibile con motorizzazioni benzina e full hybrid, la nuova SUV della Casa anglo-cinese conquista la decima posizione, forte di 2.667 nuove targhe. 11. Dacia Duster - 2.63512. Volkswagen T-Cross - 2.63513. Toyota Yaris - 2.54214. Volkswagen Tiguan - 2.44815. Peugeot 208 - 2.36416. Nissan Qashqai - 2.33017. Opel Corsa - 2.18518. BMW X1 - 2.17519. Audi Q3 - 2.11420. Ford Puma - 2.08221. Dacia Sandero - 2.02322. Kia Sportage - 2.02123. MG MG3 - 1.94124. Volkswagen T-Roc - 1.82225. Peugeot 2008 - 1.81126. Peugeot 3008 - 1.79527. Hyundai Tucson - 1.70328. Volkswagen Golf - 1.68629. Alfa Romeo Junior - 1.56030. Suzuki Swift - 1.49731. Fiat 600 - 1.46132. BYD Seal U - 1.39733. Skoda Fabia - 1.38534. Omoda 5 - 1.37535. Citroën C3 Aircross - 1.29036. Toyota C-HR - 1.27237. BYD Atto 2 - 1.21438. Hyundai i20 - 1.18439. Fiat 500 - 1.17140. Nissan Juke - 1.09941. Audi A1 - 1.09342. Suzuki Vitara - 1.06243. Audi A3 - 1.05644. Skoda Kamiq - 1.03045. Kia Picanto - 1.01546. Lancia Ypsilon - 98647. Mercedes GLA - 97648. Renault Symbioz - 94249. Opel Mokka - 92650. Dacia Bigster - 921 Gruppi e marchiPer quanto riguarda i costruttori, al primo posto troviamo sempre il gruppo Stellantis, che a gennaio ha immatricolato 53.425 veicoli, per un incremento del 26.87% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, quando le targhe erano state 42.111. A tirare la crescita c'è soprattutto la Fiat (+42,86%), seguita dalla Opel (+32,38%), e poi Jeep (+7,59%) e Lancia (+6,48%). In calo Alfa Romeo (-1,91%), Citroën (-14,68%), DS (-9,81%), Peugeot (-3,04%) e Maserati (-42,51%). All'ottimo risultato del gruppo contribuisce anche la Leapmotor, che lo scorso anno di questi tempi debuttava sul mercato, immatricolando 218 vetture: a gennaio 2026 sono invece ben 5.008, con un incremento del +2.197,25%. Segno positivo anche per il gruppo Volkswagen, che a gennaio registra un +15,73 %: le nuove targhe sono 24.632, contro le 21.284 dello stesso mese dello scorso anno. In crescita tutti i marchi: Volkswagen (+3,67%), Audi (+27,81%), Cupra (+31,67%), Lamborghini (+39,53), Seat (+75,55%) e Skoda (+14,65%). In calo il gruppo Renault (14.064 targhe, -13,01%): segno più per la Losanga (+33,85%) e Alpine (+100%), mentre la Dacia risulta in forte calo (-39,85%). Stabili i risultati del gruppo Toyota (11.717 targhe, +0,46%), mentre segna buoni risultati il gruppo BMW (8.428 targhe, +11,17%). Scende Mercedes-Benz (4.220 targhe, -5,23%). In crescita MG (4.240, +2,64%), Kia (3.822, +11,56%), Suzuki (3.130, +6,79%) Mazda (1.133, +31,59%) e Subaru (200, +1,52%), Ferrari (76, 24,59%) e Polestar (40, +42,86%). Calano i risultati di Ford (4.453, -17,25%), Hyundai (3.832, -5,59%), Nissan (3.920, -3,76%), del gruppo DR (2.039, -8,32%), della Volvo (1.127, -8,52%), della Tesla (786, -6,87%), del gruppo Jaguar Land Rover (646, -3,58%) e della Porsche (483, -1,02%). Continuano a macinare ottimi risultati i gruppi cinesi: oltre alla Leapmotor, crescono BYD (4.110, +204,67%), il gruppo Chery con Omoda & Jaecoo (2.960, +465,97%), EMC (412, +73,84%), DFSK (285, +176,70%) e KGM (210, +2.000%). Le alimentazioniProsegue il periodo positivo per le auto elettriche, spinte dalle consegne dei veicoli acquistati con gli incentivi dello scorso ottobre: sono 12.572 le nuove immatricolazioni, contro le 6.966 dello scorso anno (quando però non c'erano gli incentivi). La crescita è dell'80,5%, per una quota di mercato nel nostro Paese che passa dal 5% di febbraio 2025 al 7,9%. Pur in assenza di agevolazioni, le plug-in continuano a conquistare terreno: a febbraio le ibride alla spina registrano 13.525 nuove targhe, contro le 6.255 dello stesso mese del 2025: l'incremento è del 116,2%, con una quota di mercato che arriva all'8,5% (contro il 4,5 dello scorso anno). Per quanto riguarda le ibride non ricaricabili, le mild sono 58.330 (+30,4%, quota di mercato 36,8%), mentre le full arrivano a 23.985 (+38,1%, 15,1% la quota di mercato).Continua il crollo delle motorizzazioni tradizionali: -12% per la benzina, -23,8% per il gasolio e -42,7% per il Gpl, dato tra i peggiori degli ultimi anni. Tutti i dati del mercato I commenti di Unrae e Motus-ENegativo il commento di Unrae: per l'associazione delle case estere, il bilancio del mese di febbraio è "incoraggiante", ma il mercato dell'elettrico continua a rimaere critico. "Siamo tra gli ultimi in Europa per le elettriche: non è un destino, ma una scelta", dichiara Roberto Pietrantonio, presidente di Unrae, che definisce tre priorità per "recuperare competitività e allinearsi agli standard UE": le infrastrutture, le tariffe di ricarica troppo alte e la la fiscalità delle flotte aziendali, "decisiva" e "vero moltiplicatore della transizione". I buoni risultati ottenuti anche a febbraio con l'onda lunga degli incentivi ricorda solo gli "effetti distorsivi" di questo genere di manovre. Sempre per Unrae, le plug-in registrano sempre "grande dinamicità", sostenute dalla "gamma in costante espansione e dalle modifiche normative in materia di fringe benefit per le auto aziendali".Per Motus-E, che rappresenta la filiera della mobilità elettrica, "l'Europa resta lontana, ma l'interesse degli italiani per questa tecnologia è sempre più evidente e merita attenzione. Ora bisogna accelerare sulle flotte aziendali". "Il ritardo dell'Italia nella diffusione dei veicoli elettrici resta estremamente preoccupante, specialmente in vista dell'esaurimento della spinta degli incentivi", spiega il presidente di Motus-E Fabio Pressi, "ma sta finalmente decollando il mercato delle auto elettriche mass market, decisivo in un Paese come il nostro, dominato dai segmenti A e B", riferendosi chiaramente al progetto E-Car presentato dalla Commissione Europea. Che, si augura Pressi, "speriamo passi quanto prima dalle parole ai fatti".
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Test - Dacia Sandero 2026, col GPL promette quasi 1.600 km di autonomia: ecco come va
Dacia rinnova le Sandero Streetway e Sandero Stepway, rafforzando la propria presenza nel segmento delle compatte con interventi mirati: sullo stile e sui contenuti tecnologici, come ci si aspetta da un restyling, ma anche sulla gamma motori. Estetica e design esternoSul piano estetico arrivano una nuova firma luminosa e una calandra rivista. La Stepway si distingue per un aggiornamento delle protezioni in plastica, con un disegno inedito triangolare che ingloba i fendinebbia. Interni e tecnologia di bordoNovità anche in abitacolo, con materiali e dettagli rivisitati, un volante dal design rinnovato e una strumentazione digitale da 7 pollici, di serie sugli allestimenti più ricchi, al posto della classica strumentazione analogica.Al centro della plancia compare un sistema di infotainment da 10 pollici, lo stesso adottato da Duster e Bigster, completo di compatibilità Apple CarPlay e Android Auto. Il nuovo motore Eco-G 120Per quanto riguarda le motorizzazioni, la Sandero Stepway parte dall'allestimento Essential già con il motore Eco-G 120, bifuel GPL/benzina, che ora è un 1.2 turbo e, rispetto al precedente mille, guadagna 20 CV, toccando quota 120 CV.Sulle versioni superiori è disponibile, come optional, anche un inedito cambio automatico a doppia frizione, a sei rapporti. Impressioni di guida e prestazioniAl volante, la Sandero è una riconferma a primo impatto, con una piacevole e apprezzata miglioria: i 20 CV in più del motore restituiscono una sensazione più presente quando si chiede del brio e si preme a fondo sul gas.Il cambio automatico è adatto alla tipologia di vettura, con cambiate morbide e poco percettibili, oltre a partenze fluide e prive di strappi, lasciando un filo di indecisione solo nelle scalate multiple, come in un sorpasso all'ultimo secondo. In questo caso, le palette al volante possono dare una mano a gestire la situazione manualmente con un po' di anticipo. Autonomia recordL'assetto della Dacia Sandero è quello di sempre, morbido e orientato al confort: fa subito capire di trovarsi a bordo di un'utilitaria razionale e pragmatica.In più, grazie al serbatoio GPL portato a 49,6 litri, la percorrenza complessiva dichiarata tra benzina e GPL può raggiungere i 1.590 km. Un dato interessante per chi macina chilometri, ma presta comunque attenzione a consumi e costi di esercizio. Dacia Sandero Streetway - PrezziSCe 65 Essential: 14.800 euroSCe 65 Expression: 15.800 euroTCe 100 Expression: 16.800 euroEco-G 120 Expression: 16.600 euroEco-G 120 Expression aut.: 18.200 euroTCe 100 Journey: 17.800 euroEco-G 120 Journey: 17.600 euroEco-G 120 Journey aut.: 19.200 euro Dacia Sandero Stepway - PrezziEco-G 120 Essential: 16.500 euroTCe 100 Expression: 17.700 euroEco-G 120 Expression: 17.500 euroEco-G 120 Expression aut.: 19.100 euroTCe 100 Extreme: 18.800 euroEco-G 120 Extreme: 18.600 euroEco-G 120 Extreme aut.: 20.200 euro
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Unione europea - Pool emissioni UE, Tesla perde due big: Toyota e Stellantis fuori dallaccordo
All'inizio dell'anno scorso fece scalpore la creazione di un maxi-pool per le emissioni composto da una quindicina di costruttori e guidato da Tesla. A distanza di circa 12 mesi, quel megaraggruppamento si è ormai sciolto. Toyota e Stellantis, infatti, non compaiono più nella lista del pool pubblicata tramite i canali informativi dell'Unione europea. Cos'è il pooling?Il meccanismo del pooling è uno degli strumenti previsti dai regolamenti comunitari sugli standard emissivi: consente alle Case automobilistiche di unire le proprie flotte per soddisfare i requisiti e quindi evitare il pagamento delle multe per il superamento dei limiti di CO2.I costruttori hanno fatto ampio ricorso a questo meccanismo, creando raggruppamenti sia di tipo M1 (autoveicoli destinati al trasporto di persone con un massimo di otto posti a sedere), sia N1 (veicoli con massa massima non superiore a 3,5 tonnellate destinati al trasporto merci o per fini professionali, ossia i veicoli commerciali leggeri). Come si è evoluto il maxi-pool?Come detto, all'inizio dell'anno scorso è stata comunicata la creazione di un mega-raggruppamento gestito da Tesla. Inizialmente il pool vedeva la presenza di Toyota Motor Europe, anche come rappresentante di Toyota Motor Corporation e Toyota Gazoo Racing Europe GmbH, di Ford Werke GmbH, per conto pure di Ford Motor Company, di Mazda Motor Europe GmbH e Subaru Europe.Tra i membri figuravano anche Stellantis Auto Sas, Automobiles Peugeot SA, Automobiles Citroen SAS, Stellantis Europe Spa, FCA US LLC (rappresentata da Stellantis Europe), Alfa Romeo Spa, Opel Automobile GmbH e Leapmotor Automobile Co., Ltd. (rappresentata da GreenKar Innovation Srl). Nei mesi successivi hanno aderito anche Honda e Suzuki, con le rispettive consociate. La lista definitiva comprendeva 17 aziende.Ora, il pool Tesla (valido per tutto il 2026 e ancora aperto ad altre adesioni) mostra diverse defezioni, dovute sostanzialmente all'uscita delle aziende legate a Toyota e Stellantis.Il nuovo raggruppamento vede l'adesione di Ford Werke GmbH, Ford Motor Company, Honda Motor Co. Ltd., Mazda Motor Corporation, Suzuki Motor Corporation, Maruti Suzuki India Limited e Magyar Suzuki Corporation Ltd. Perché sono uscite Stellantis e Toyota?Al momento non ci sono comunicazioni ufficiali da parte dei due gruppi usciti dal pool e, di conseguenza, non sono note le motivazioni alla base della decisione. Tuttavia, è interessante il commento di Schmidt Automotive Research:Sebbene i dati ufficiali sulle emissioni delle flotte non saranno pubblicati prima di 2-3 mesi, si può presumere che Stellantis, con la sua flotta principalmente di auto compatte, si sia avvicinata al target di CO2 nel 2025.Lo stesso vale per Toyota, che potrebbe aver beneficiato di un mix elevato di ibride.In altre parole, i due gruppi avrebbero rispettato i requisiti per il 2025 e, per quest'anno, non avrebbero più bisogno di Tesla, potendo contare su soluzioni alternative. Schmidt Automotive Research evidenzia anche i benefici per Stellantis derivanti dalla crescita delle vendite di Leapmotor. Inoltre, l'avvio della produzione in Spagna di modelli del brand cinese garantirà un'ulteriore spinta commerciale, permettendo di aggirare i dazi europei sul Made in China e quindi di ridurre i prezzi di listino.Gli analisti tedeschi danno inoltre credito alle recenti indiscrezioni di stampa secondo cui il gruppo potrebbe iniziare a sfruttare le architetture cinesi per abbattere i costi delle elettriche di altri suoi brand.Quanto a Toyota, viene ricordato l'imminente ampliamento della gamma elettrica europea con l'arrivo dell'Urban Cruiser, veicolo con molti punti in comune con la Suzuki eVitara prodotta in India.Infine, non manca un passaggio sulle conseguenze per Tesla. L'azienda texana potrebbe andare incontro a un nuovo calo degli incassi garantiti dalla vendita di crediti regolatori e si trova ora ad affrontare anche nuove pressioni commerciali in Europa: i costruttori dovranno comunque aumentare le vendite di elettriche anche grazie al meccanismo di compliance delle multe, introdotto l'anno scorso da Bruxelles per attenuare l'impatto del regime sanzionatorio.
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Ciclismo - Citroën C5 Aircross è lauto ufficiale del Giro dItalia 2026
La Citroën C5 Aircross sarà l'auto ufficiale del Giro d'Italia che si svolgerà dall'8 al 31 maggio prossimi. La Casa francese sarà anche mobility partner di tutte le competizioni ciclistiche organizzate da RCS Sport per il 2026. L'accordo è stato annunciato a Torino nel corso della presentazione della Milano-Torino, che prenderà il via il prossimo 7 marzo da Rho per concludersi a Superga, 174 chilometri dopo. La Citroën, che sarà coinvolta anche nelle Tirreno-Adriatico, Milano-Sanremo, Giro d'Abruzzo e Gran Piemonte, oltre alle principali Gran Fondo. In gara con la C5 AircrossL'auto di riferimento utilizzata come auto di supporto durante le competizioni ciclistiche è la C5 Aircross, disponibile in versione ibrida, plug-in e full electric (con autonomia fino a 680 km). Oltre a muoversi insieme agli atleti durante le corse, anche sulle strade bianche e gli sterrati dei circuiti più impegnativi, la SUV francese sarà presente nelle hospitality allestite alla partenza e all'arrivo delle competizioni. "Quello tra Citroën e le due ruote è un rapporto di vecchia data", spiega Giovanni Falcone, Managing Director di Citroën Italia, "ma questa partnership supera i confini della sponsorizzazione sportiva e diventa per noi l'opportunità di essere fisicamente presente tra gli appassionati di tutta la Penisola, per celebrare il nostro legame più profondo e autentico con il territorio".
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Mercato globale - BYD scivola in Cina: per la prima volta le vendite all'estero sono più di quelle domestiche
Per la prima volta nella sua storia, BYD vende più auto all'estero che in Cina: a febbraio 2026, su un totale di 190.190 unità, 100.600 sono state consegnate fuori dal Paese del Dragone, e 89.590 in patria.Nella nazione orientale, le immatricolazioni di Build Your Dreams risultano in calo del 41,09% rispetto a febbraio 2025, segnando il sesto mese consecutivo di flessione nel Celeste Impero. In compenso, il gigante di Shenzhen ha targato il 50,1% di vetture in più tra PHEV (ibride plug-in) ed elettriche, in particolare in Europa, Sud-est asiatico e America Latina. Che succede nel Celeste ImperoA determinare la flessione nel mercato domestico, vari fattori, fra cui la guerra dei prezzi (soprattutto la concorrenza di Geely), le festività del Capodanno Cinese che hanno ridotto i giorni lavorativi, ma anche la fine degli incentivi statali e l'introduzione di un'imposta del 5% sull'acquisto. Ecco i finanziamenti a sette anniPechino non vede di buon occhio i mega sconti che alimentano la corsa al listino più basso in Cina. Per contrastare l'andamento negativo delle vendite, BYD ha allora introdotto piani di finanziamento agevolati a sette anni con tassi minimi, che dovrebbero dare i frutti in primavera: un'altra leva commerciale a disposizione delle Case cinesi per attirare clienti, proteggendo i profitti.In parallelo, la società accelera con la Blade Battery 2.0 e le colonnine ultra veloci Flash Charge di seconda generazione, nonché ibridi più efficienti e un God's Eye evoluto: un occhio di dio che ci vede ancora meglio grazie all'intelligenza artificiale per un avanzatissimo sistema di assistenza alla guida. Una tripla scommessa - spinta in Cina, volumi all'estero e innovazione tecnologica - che segna la fase di maturità globale del gruppo cinese.
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Videogiochi - Xiaomi svela la Vision Gran Turismo: la hypercar cinese da 1.900 CV arriva su GT7
Xiaomi ha presentato al Mobile World Congress di Barcellona la Vision Gran Turismo, una hypercar che sarà presto disponibile in Gran Turismo 7. la prima volta che il marchio collabora con Polyphony Digital per questa tipologia di veicoli dopo il debutto della SU7: si tratta della cinquantunesima Concept della serie Vision Gran Turismo mai proposta e della prima cinese in assoluto. Nonostante a Barcellona sia stato mostrato un modello a grandezza naturale, per il momento l'auto esisterà soltanto virtualmente nel simulatore per PlayStation. Elettrica da 1.900 CVIl progetto di Xiaomi immagina una hypercar elettrica da 1.900 CV basata sulla piattaforma 900V Silicon Carbide, dalle linee futuristiche e dall'aerodinamica estrema: l'aria attraversa il sottoscocca da frontale e coda, le sospensioni sono ispirate alla Formula 1 e il design della carrozzeria è stato pensato solo in funzione dei flussi aerodinamici. Di conseguenza l'abitacolo due posti è rastremato e cucito intorno al pilota e al passeggero e gli elementi interni sono ridotti al minimo. La strumentazione è costituita da un unico elemento a sviluppo orizzontale e il volante si trasforma in una cloche con schermi e comandi virtuali, mentre sono ridotti al minimo i comandi fisici ospitati nella sottilissima console centrale tra le due sedute.
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Mobilità elettrica - Nel 2025 Ewiva ha attivato 430 nuovi punti di ricarica HPC
Ewiva, gestore di infrastrutture di ricarica nato da una joint venture tra Enel X e il gruppo Volkswagen, nel 2025 ha installato in Italia 430 nuovi punti di ricarica HPC, divise in 105 nuove stazioni (almeno una per ogni regione). In totale sono 1.600 le colonnine attivate fino a oggi, suddivise in 450 postazioni che coprono l'intero territorio nazionale. Tutte sono alimentate da energia 100% rinnovabile. I numeri del 2025Nel 2025 l'intera infrastruttura di Ewiva è stata abilitata al pagamento tramite Pos con tecnologia contactless (anche con sistemi come Apple Pay e Google Pay), che si aggiunge a quelle già disponibili, ossia carte Rfid, app terze e tecnologia Plug&Charge. Fino a dicembre dello scorso anno la rete Ewiva ha erogato più di 50 milioni di kWh, distribuiti in oltre 1,5 milioni di sessioni di ricarica, che hanno permesso agli automobilisti - stima l'azienda - di percorrere oltre 300 milioni di chilometri. Numeri che, sempre secondo l'azienda, hanno evitato l'emissione in atmosfera di oltre 90 tonnellate di ossidi di azoto, oltre 2 tonnellate di particolato atmosferico e 35.000 tonnellate di CO2. L'impegno didattico e formativoOltre all'ampliamento dell'infrastruttura di ricarica, Ewiva ha avviato diversi progetti con i ragazzi, a cominciare da E-Mobility@School, che ha coinvolto circa 12.500 studenti in tutta Italia, con percorsi formativi sui temi della mobilità elettrica, della sostenibilità e dell'innovazione. Un progetto che è stato inserito tra i finalisti del Blue Green Economy Award 2025, nella categoria Sostenibilità Sociale Piccole Imprese e rinnovato anche per l'anno scolastico in corso. Nel 2025 Ewiva ha sponsorizzato la Gara Nazionale di Mobilità Sostenibile (SEL3C4RS) svoltasi a Rimini lo scorso marzo, che ha visto il coinvolgimento di scuole e istituti tecnici di tutta Italia.
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Nuovo 4R - La prova della nuova Renault Clio è su Quattroruote di marzo 2026 - VIDEO
Quattroruote di marzo 2026, già disponibile in Digital Edition e in edicola dal 3 marzo, dedica la copertina alla prova della nuova Renault Clio: la sesta generazione della Renault più venduta di sempre continua a puntare sull'ibrido, con prestazioni notevoli e un'efficienza elevata. Nonché un'autonomia di oltre 1.100 km in città.L'editoriale prende spunto dal caso della Ztl di Roma, presto a pagamento anche per le elettriche (ben 1.000 euro di pass!), per ragionare sulle "imboscate" che i Comuni tendono a chi acquista un'auto green considerando anche le agevolazioni: prima la incentivano e agevolano in tutti i modi, poi la normalizzano senza alcuna pianificazione, iniettando negli acquirenti ulteriori dubbi e incertezze in un momento in cui scegliere il modello giusto è già molto difficile.L'Attualità, infine, raccoglie le "confessioni" di chi ha propinato finanziamenti capestro per anni: due ex venditori, pentiti, ci svelano i trucchi ai quali certe concessionarie ricorrono per indurre la gente a comprare l'auto con prestiti di lunga durata, a tassi d'interesse elevatissimi e pieni di servizi non richiesti. Prove su strada Nuova Renault ClioGiunta alla sesta generazione, la Renault Clio porta con nonchalance sui pneumatici una storia lunga 36 anni, un titolo di Auto dell'Anno (1991) e oltre 17 milioni di esemplari venduti. Plasmata sulla piattaforma CMF-B, sfoggia un'estetica forte, che richiama il passato sportivetto (vi ricordate le varie Williams e, in tempi più recenti, le RS?) e misure simili a quelle del modello che sostituisce: 412 centimetri da un paraurti all'altro, un'abitabilità discreta e uno spazio per i bagagli che continua a non essere il suo forte (soltanto 203 litri, rilevati dal Centro Prove). A spingere la Renault Clio c'è il recente powertrain E-Tech, composto dal 1.8 aspirato da 109 CV, che funge quasi sempre da generatore di corrente, e da un motore elettrico principale, spesso incaricato di dare trazione alle ruote. La seconda unità elettrica, invece, gestisce i passaggi di marcia del cambio robotizzato. In totale si arriva a 158 cavalli di sistema, sufficienti a garantire prestazioni brillanti e consumi straordinariamente contenuti: in città, per esempio, questa Clio percorre 28,9 km/l, sempre secondo i rilievi del Centro Prove. Fra l'altro, il telaio possiede tutte le qualità necessarie per gestire una potenza di questo livello. Omoda 7L'avanzata delle cinesi non si arresta, anzi rincara la dose. Questa volta a lanciare il guanto di sfida alle D-SUV europee è la Omoda 7: 4,7 metri di lunghezza, abitacolo spaziosissimo, dotazione di accessori invidiabile e un powertrain plug-in che promette autonomie da globetrotter. Il tutto a un prezzo estremamente invitante, se rapportato a quelli della concorrenza: 41.900 euro (in promozione a 37.900) nell'allestimento più ricco. Ma è tutto oro quel che luccica? Cerchiamo di scoprirlo attraverso la nostra consueta prova strumentale, dalla quale sono emerse parecchie doti, ma anche qualche peccato di gioventù. Promossa l'architettura plug-in ibrida, che rappresenta un ottimo compromesso fra prestazioni vivaci e consumi potenzialmente ridotti; per ottenerli, infatti, è bene come sempre ricaricare il più possibile (copre in media oltre 90 km in EV), altrimenti le percorrenze potrebbero deludere, specie in autostrada. Dove la Omoda 7 è ancora un po' acerba è nelle qualità dinamiche: l'assetto è morbido, ma l'assorbimento soffre lo sconnesso; lo sterzo è poco preciso e racconta poco alle mani; è sicura - lo dicono i nostri test di stabilità - ma non invita a godersi le curve. Confronto SUV full hybridLe CSUV hanno rubato la scena a berline e wagon di taglia media, attirando un numero sempre maggiore di clienti. Coniugano versatilità e stile e possono rappresentare la prima vettura di famiglia, soprattutto nelle loro versioni full hybrid, visti i bassi consumi che in molti casi garantiscono. Ma quanto bassi? La risposta è nel confronto che trovate sul numero di marzo 2026 di Quattroruote, con i rilevamenti certificati del Centro Prove per otto modelli: Citroën C5 Aircross, Dacia Bigster, Hyundai Tucson, Kia Sportage, Nissan Qashqai, Opel Grandland, Renault Austral e Toyota Corolla Cross. Hanno potenze da 145 a 245 cavalli e alcune offrono la trazione integrale, coprendo così un ampio ventaglio di scelte. Queste otto sport utility possono accontentare i gusti più diversi in fatto di stile, ma anche in tema di prestazioni e sicurezza, tutte verificate dai collaudatori di Quattroruote sul circuito di Vairano. E poi, con una forbice di prezzi fra 31.700 e 48.500 euro, si adattano a portafogli di svariate taglie. A proposito di spese, nel servizio di Quattroruote trovate anche una panoramica delle promozioni in corso. BYD Atto 2Trentamila euro non sono pochi in assoluto. Ma quando si parla di un'ibrida ricaricabile, sono un prezzo molto allettante. Stiamo parlando della BYD Atto 2 DM-i, Suv intorno ai 4,3 metri di lunghezza, decisamente meno cara rispetto a rivali quali la Toyota C-HR e la Kia Niro, le uniche plug-in confrontabili. Nei test di Quattroruote, la sport utility cinese si è distinta anche per i bassi consumi a batteria scarica e per le buone percorrenze in modalità elettrica (EV), che consentono - ricaricando la vettura da casa o in ufficio - di abbattere sensibilmente i costi chilometrici: si può arrivare a meno di 4,3 euro/100 km, come mostriamo nella nostra prova. I rilevamenti del Centro Prove hanno confermato la sensazione di ampio spazio a bordo. Al contempo, dell'abitacolo si apprezzano la buona cura costruttiva e la dotazione, davvero completa per la versione Boost in prova. Ai numerosi punti positivi si contrappongono freni non impeccabili e un comportamento dinamico che privilegia una guida rilassata. Lynk & Co 08Una plug-in così non si era mai vista. Forte di un'architettura elettrica molto spinta, la Lynk & Co 08 porta alle estreme conseguenze il concetto di super hybrid. Con i suoi 39,6 kWh netti, promette un'autonomia media in EV di 200 km. Un dato così eclatante che meritava una verifica sul campo, con il rigore dei test certificati del Centro Prove di Quattroruote. Possiamo anticipare che il risultato raggiunto non è molto distante da quanto dichiarato dalla Casa sino-svedese (tutti i dettagli sul numero di Quattroruote di marzo 2026). In ogni caso, la Lynk & Co 08 ha staccato nettamente tutte le altre ibride ricaricabili transitate da Vairano. Questa nuova D-Suv plug-in hybrid si è fatta apprezzare anche per la vivacità del powertrain da 349 cavalli complessivi e per il buon comportamento dinamico, oltre che per interni curati e spaziosi. Il listino della Lynk & Co 08 non è dei più bassi (siamo intorno ai 57.000 euro), ma va detto che la dotazione è molto ricca, anche sul fronte dei sistemi di assistenza alla guida: di questi ultimi abbiamo apprezzato la puntualità e la fluidità di funzionamento. Alfa Romeo ReloadedUna coppia straordinaria, un confronto fra epoche e, senza dubbio, perfetto: il top dell'Alfismo di allora (Giulietta T.I. anno 1962) con il massimo della gamma del Biscione di oggi (Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Super Sport). Nonostante gli oltre sessant'anni che le separano, è incredibile come siano accomunate dai pilastri che hanno reso il Biscione celebre in tutto il mondo, nelle competizioni come sulle strade di tutti i giorni. A cominciare dal piacere di guida (con 74 cavalli prima, ben 520 oggi) e, certo, da una perentorietà nell'affrontare le insidie dell'asfalto assolutamente non comune, nel mondo automobilistico dell'epoca così come in quello contemporaneo. Le prestazioni? Lontane anni luce. Eppure, l'anima è la stessa. Alfa Romeo Giulietta e Giulia sono state progettate entrambe partendo dalla versione più sportiva: la Sprint ieri, la Quadrifoglio, appunto, oggi. Respirarle a Vairano, queste due, l'una a fianco all'altra, fa capire cosa siamo stati capaci di fare (e, molto probabilmente, siamo ancora) quando si tratta di costruire automobili, anche se tendiamo a dimenticarcene. Ecco perché vale la pena mettersi in garage una Quadrifoglio. Nuova oppure usata, prima che le quotazioni spicchino definitivamente il volo. Primo contattoQuesto mese abbiamo guidato per voi la Dacia Duster mild hybrid a Gpl, che è anche 4x4; l'Audi Q5 3.0 TDI, che "celebra" il ritorno del V6 turbodiesel; e la Skoda Epiq, la nuova elettrica da 25.000 euro che già si distingue peril notevole spazio interno. Anteprime e Autonotizie quasi ora di restyling per una delle auto più apprezzate dal mercato, la Jeep Avenger. Non arriverà subito, anche perché il modello attuale continua a vendere come il primo giorno, ma introdurrà novità di stile e tecnologia derivate dalla sorella maggiore Jeep Compass. L'abbiamo ricostruita con i nostri consueti rendering, proprio come abbiamo fatto con la futura sportiva a motore centrale Toyota, erede spirituale della MR2.In coda a questa due posti trovate una retrospettiva sulle sportive giapponesi più famose di sempre, seguita da alcuni approfondimenti sulle novità appena presentate che vedremo nelle concessionarie nei prossimi mesi, come la Mercedes-Benz Classe S restyling (che allunga la vita dei motori termici, anche diesel) e l'Audi RS 5, disponibile in versione berlina o wagon, con oltre 600 cavalli ibridi plug-in.In più, vi raccontiamo la storia di un veicolo molto particolare, l'Unimog, che si è appena rifatto il look proiettandosi verso il futuro. Attualità e InchiesteI nostri cronisti sono andati nei pressi di alcune scuole elementari a Milano e a Roma e hanno controllato qualche centinaio di auto che stavano lasciando i bambini al mattino o li riportavano a casa nel pomeriggio. Il 41,7% nel capoluogo lombardo e addirittura il 58% nella capitale li trasportava slegati o legati male (senza seggiolino o rialzino), quando non addirittura sul sedile anteriore, sciolti o tenuti sulle ginocchia da un genitore. Percentuali inaspettate e allarmanti.Naturalmente non è questione di semplice rispetto della legge, ma del rischio a cui si sottopongono i piccoli passeggeri. Che è altissimo. Basti pensare che in caso di incidente a 50 km orari la sollecitazione che la decelerazione applica sul corpo di un bambino non assicurato è di 28 volte il suo peso. Così un piccolo di 20 chili è come se ne pesasse 560, e i g sono paragonabili a quelli che subirebbe in una caduta dal terzo piano di un edificio.Genitori snaturati, quindi, o semplicemente ignoranti? E scuola e forze dell'ordine che cosa fanno? Controlli pochi. Per loro stessa ammissione. E lo ha confermato una rapida prova empirica con un bambolotto realistico tenuto in braccio davanti da una sedicente mamma, per le strade di Milano, dove soltanto una pattuglia di polizia locale ci ha fermato.Tutti i risultati della nostra indagine, e il bilancio in morti e feriti da 0 a 14 anni di questa leggerezza, nel servizio Bimbi in auto, liberi tutti.Gli altri articoli della sezione Attualità/Inchieste ci raccontano del cambio di paradigma degli interni Ferrari in Effetti di luce, della concept S9, unica sopravvissuta del sogno della società sinoamericana SilkFaw (in seguito diventata Silk Sportscar) di costruire supercar nella Motor Valley emiliana, finito con un disastroso fallimento, in Guarda chi si rivede, e del rapporto peculiare di Stefano Zecchi con l'automobile nell'intervista Se non dà i brividi non è un'auto. Come richiedere allegati e dossierChi è abbonato a Quattroruote può richiedere gli allegati e i dossier inviando un'email a uf.vendite@edidomus.it, oppure telefonando al numero 02.56568800 (da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 18).
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L'editoriale - ZTL, strisce blu, incentivi: gli agguati dei Comuni che ti fanno sentire truffato
Ci sono troppe auto elettriche che possono entrare nella zona a traffico limitato. E ci sono anche troppe ibride mild che parcheggiano gratis sulle strisce blu. Dunque, il Comune corre ai ripari proponendo una soluzione semplicissima: far pagare tutti, o quasi. successo a Roma, dove i numeri in gioco sono importanti (42.850 vetture elettriche e 223.730 ibride mild - fonte Unrae), ma è successo in passato anche in altri Comuni italiani con un copione similare: c'è un annuncio, gira la notizia, partono le polemiche e si prova ad aggiustare il tiro - politicamente - per limitare il malcontento. Nel frattempo, chi ha appena comprato un'auto, includendo le agevolazioni nei calcoli che hanno determinato la scelta di acquisto, si sente truffato. E chi la sta cercando va in confusione.Non sappiamo come andrà a finire a Roma, ma non è questo il punto. Come non lo è se sia giusto o sbagliato cancellare agevolazioni di questo tipo. Perché il buon senso suggerisce che quando una nuova tecnologia incentivata per anni si diffonde, o prima o dopo bisogna normalizzarla. Ed è altrettanto comprensibile che un Comune abbia il dovere di tenere sotto controllo il traffico. Il problema non è cosa si decide, ma come lo si decide: e troppo spesso il "come" tradisce l'assenza di qualsiasi pianificazione. Il che è grave quando si va a colpire il secondo investimento più importante che sostengono le persone dopo la casa, qual è l'automobile. Il danno più grande però è un altro: la fiducia che si incrina. Non ti puoi fidare se le regole cambiano dalla sera alla mattina. E in un momento storico in cui ogni scelta legata all'automobile - quale tecnologia acquistare, quando farlo, come usarla - è già di per sé difficile e carica di incertezza, questa sfiducia ha un peso specifico enorme.La stessa transizione energetica non è solo una questione tecnica o industriale: è, prima di tutto, una questione di fiducia. Le persone accettano di cambiare abitudini, di investire in tecnologie più costose, di rinunciare a certezze consolidate soltanto se credono che le regole del gioco rimarranno stabili abbastanza a lungo da giustificare la scelta.Per l'automobile, e più in generale per la mobilità, serve una strategia nazionale che dia certezze, non improvvisazioni locali che generano confusione. A Roma come altrove, il problema non è far pagare di più o vietare la circolazione: è farlo sapere per tempo, spiegando il perché e condividendo la visione.Finché questa chiarezza mancherà, ogni provvedimento sarà vissuto come un'imboscata. E le imboscate danneggiano tutti.
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Su 4R di marzo - Auto a rate, la trappola dei finanziamenti capestro raccontata dai venditori che li proponevano
Immagina di aver bisogno di un'auto. E di non avere liquidità disponibile. Immagina, ugualmente, che una concessionaria ti prospetti un acquisto con finanziamento auto che prevede un extra-sconto, anticipo zero, rate molto contenute per i primi tre o quattro anni e tutto compreso: dall'assicurazione (inclusa kasko o mini-kasko) alla manutenzione. Non lo sottoscriveresti? Probabilmente sì, soprattutto se il venditore ti affabula con tutti gli aspetti positivi, o apparentemente tali, di questo contratto e glissa su quelli sfavorevoli (come il tasso d'interesse elevatissimo) o su dettagli importanti (come il fatto che i servizi compresi vanno a incrementare l'importo finanziato). Il combinato disposto può portare a una somma finale dovuta che arriva anche al doppio del prezzo dell'auto.Così, tantissime famiglie sono finite intrappolate in un meccanismo che le stritola finanziariamente e le lega in maniera difficilmente dissolubile a una concessionaria auto. Perché uscire richiede esborsi di denaro a volte importanti e, se non hai liquidità, devi sostituire l'auto rifinanziando quella nuova con un prestito analogo, che ingigantisce a ogni passaggio il totale dovuto. Avevamo descritto questo tipo di contratti in due articoli successivi, a giugno 2024 e a settembre 2025, ma nel numero di Quattroruote di marzo 2026 torniamo sull'argomento con una luce nuova, accesa dalle testimonianze esclusive - e drammatiche - di due venditori in crisi di coscienza, che se ne sono andati perché non potevano più sostenere il peso di arricchirsi alle spalle della gente, come ci hanno raccontato.La loro confessione ai nostri giornalisti solleva il velo su una pratica commerciale che sarebbe - secondo le loro parole - sistematica, perché garantirebbe alle concessionarie e agli stessi venditori guadagni stellari. Una prassi - al momento sotto la lente dell'Antitrust - che il settore del commercio al dettaglio delle automobili dovrebbe bandire ed espellere dal proprio sistema, per un sussulto etico e perché rischia di comprometterne la credibilità e di minare il rapporto di fiducia tra rete e consumatori.Se volete saperne di più, non perdetevi Quattroruote di marzo 2026.
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Guerra in Iran - Non solo petrolio: ecco perché i prezzi del gas dovrebbero preoccuparci almeno altrettanto
La guerra in Medio Oriente riaccende le tensioni sui mercati energetici globali. La chiusura dello Stretto di Hormuz - passaggio da cui transita il 20% del petrolio mondiale - ha spinto il greggio verso quota 100 dollari al barile, alimentando timori di rincari immediati di benzina, gasolio e costi di trasporto, con effetti a cascata sui prezzi al consumo. I primi segnali sono arrivati subito: il Brent rimbalza di quasi il 9% a oltre 79 dollari, il Wti sale del 5,8% superando i 72. Sui mercati si muove anche il gas: il TTF di Amsterdam balza del +22% a 39 /MWh, con picchi oltre il 30%.Il punto è che la chiusura di Hormuz non colpisce solo il petrolio: rischia di trasformarsi in una bomba energetica per il gas. Da questo passaggio transita infatti un quinto del GNL mondiale, soprattutto dal Qatar. Secondo Goldman Sachs, se il blocco durasse anche solo un mese, i prezzi del gas in Europa potrebbero più che raddoppiare (+130%), arrivando fino a 25 dollari per MMBtu. Per capirci: con un gas così caro, molte industrie energivore - chimica, vetro, ceramica, carta, acciaio e, ovviamente, auto - rischiano di non potersi più permettere di produrre. Alcuni impianti potrebbero fermarsi del tutto. Gli analisti avvertono che, se l'interruzione superasse i due mesi, il gas potrebbe superare 100 /MWh, innescando una vera e propria distruzione della domanda: consumi e produzione costretti a calare perché i costi diventano insostenibili. Costo dell'energia: il problema dell'auto europeaPer quanto riguarda l'auto, l'aumento dei prezzi del gas rende più costoso far funzionare gli impianti, soprattutto nelle fasi di produzione ad alta intensità energetica (saldatura, verniciatura, assemblaggio). Questo è un motivo di preoccupazione serio da anni in Europa, dove molti costruttori e fornitori dipendono da energia a caro prezzo. Ancor più da quando l'UE non importa più gli stessi quantitativi di gas low cost dalla Russia. In più, i costruttori del Vecchio Continente stanno affrontando la transizione elettrica, processo che esercita ulteriori pressioni sui margini di profitto. Quel Ruggito del Leone dall'impatto incalcolabileL'operazione Ruggito del Leone, lanciata da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio 2026 contro l'Iran, sta avendo effetti ben oltre l'obiettivo militare di colpire le capacità nucleari e missilistiche di Teheran. La conferma dell'uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei ha trasformato Hormuz nell'epicentro di una crisi energetica globale. Colpiti anche Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Iraq, mentre gli Houthi yemeniti minacciano nuovi attacchi alle navi nel Mar Rosso. Cosa passa per lo Stretto di HormuzLa risposta di Teheran non si è limitata ai lanci di missili: lo Stretto è stato dichiarato chiuso. I pasdaran hanno bloccato il passaggio delle navi in un'area da cui transitano 20 milioni di barili al giorno e una quota rilevante del GNL diretto in Europa, proprio mentre il continente sta ricostituendo le scorte per il prossimo inverno. Centinaia di imbarcazioni risultano ferme ai margini della rotta, con un rischio crescente per l'offerta globale: nessun altro produttore può compensare in tempi rapidi uno stop prolungato. Le conseguenze del Brent oltre quota 100Intanto le proiezioni degli analisti prefigurano un Brent tra 100 e 130 dollari al barile se il conflitto durasse quattro settimane, con stime estreme fino a 200 dollari. Aumenti così rapidi avrebbero effetti diretti su carburanti, energia, trasporti e assicurazioni marittime, con conseguenze inflazionistiche. Per l'Unione Europea - che importa il 90% del petrolio che consuma - si profila un rialzo di benzina e gasolio e un aumento dei costi della logistica, con ricadute sui prezzi finali e sulle politiche monetarie.In Italia i segnali sono già visibili: secondo Staffetta Quotidiana i prezzi consigliati delle compagnie continuano a salire, con il gasolio ai massimi dal febbraio 2025. E ulteriori incrementi appaiono probabili nei prossimi giorni. Nessuna alternativa validaLe alternative sono poche. L'aumento della produzione deciso dall'Opec+ non basta a compensare la chiusura di Hormuz; gli oleodotti di bypass del Golfo hanno capacità limitata. Un'eventuale operazione militare degli Stati Uniti per riaprire lo Stretto potrebbe inasprire ulteriormente il confronto con Teheran.Sul fronte interno iraniano, la morte di Khamenei non garantisce alcun crollo del regime: il Paese vive da mesi proteste per il carovita e una dura repressione. Le minacce di Trump hanno spinto Teheran a riaprire il dossier sul nucleare, ma i negoziati non hanno prodotto risultati. Incognita IranIn ogni caso, è quasi impossibile fare previsioni puntuali. Non si può neppure affermare con certezza che il vuoto di potere lasciato dalla morte di Khamenei inneschi l'auspicato (da americani e israeliani) crollo interno del regime dei pasdaran: spesso in Medio Oriente quegli interregni vengono riempiti da escalation ancora più violente.In Iran, la situazione è esplosiva da ormai diversi mesi e in particolare dallo scorso dicembre: la popolazione protesta per il carovita e la svalutazione del rial, con slogan contro la leadership della Repubblica islamica e contro il sistema di potere. La risposta delle autorità? Repressione, arresti di massa, uso della forza contro i manifestanti. proprio in questo contesto che Trump ha minacciato un intervento militare, spingendo poi Teheran a riaprire il dossier sul programma nucleare iraniano. Tuttavia, il tavolo delle trattative si è chiuso senza successo.L'unica certezza è che, finché Hormuz resterà sotto minaccia, a pagare il prezzo della guerra non sarà solo il Medio Oriente, ma tutto il mondo.
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ZTL Roma - Batosta confermata per le auto elettriche: il pass diventa a pagamento dal 1 luglio 2026
Stangata per chi circola nelle ZTL di Roma con l'auto elettrica. La Giunta ha appena approvato l'introduzione, dal 1 luglio 2026, di un permesso annuale a pagamento per l'accesso - negli orari di funzionamento - nella Zona a traffico limitato del centro storico e delle altre ZTL dei veicoli a trazione esclusivamente elettrica: addio all'ingresso gratuito. Il permesso costerà il 50% di quello per i veicoli equivalenti a benzina o diesel, che già oggi pagano: sarà disponibile per tutti i possessori di elettriche e non solo per quelli abilitati a richiedere il pass per il centro storico.Sentiamo il Comune: per fare alcuni esempi, il pass costerà 1.000 euro per le tipologie di utenti che con un veicolo tradizionale pagherebbero 2.016 euro; 500 euro per chi con un'auto non elettrica pagherebbe 1.016 euro; 781 euro nel caso di un'auto ibrida. Come funzionaGli attuali titolari di autorizzazione riceveranno una comunicazione da Roma Servizi per la Mobilità con modalità e termini per richiedere il nuovo permesso, qualora intendano mantenere l'accesso alle ZTLE le nuove immatricolazioni? Il permesso a pagamento entrerà in vigore non appena sarà operativo il nuovo sistema di rilascio, dal 1 luglio 2026. Auto elettrica a Roma: agevolazioni ed esenzioniRestano confermate le altre misure di sostegno alla mobilità elettrica: le agevolazioni legate alle domeniche ecologiche e la gratuità della sosta negli stalli blu.Il pass resterà gratuito per i possessori di auto elettriche che rientrano in alcune tipologie: residenti, artigiani con laboratorio in ZTL, ma anche genitori che accompagnano figli nelle scuole del centro, nonché medici convenzionati, aziende ed enti che svolgono servizi di interesse pubblico o di emergenza con mezzi identificabili, più il car sharing.Si attendono indicazioni preciseQuesto è quanto dato sapere per adesso attraverso indicazioni sommarie fornite dal Comune: si resta in attesa di avere maggiori dettagli.Perché il Comune fa pagare le elettriche?La scelta si è resa necessaria a fronte del forte aumento delle immatricolazioni di veicoli elettrici, cresciute del 350% in quattro anni, dice il Comune. Un andamento che si è riflesso anche sull'impennata delle richieste di accesso alle ZTL, portando il numero complessivo degli autorizzati a 75 mila. Le elettriche sono quelle che effettuano il numero maggiore di transiti in centro storico dopo i mezzi del trasporto pubblico: questo incide sulla congestione del traffico e sulla già limitata disponibilità di spazi e di parcheggi, alterando la funzione originaria delle ZTL come strumento di tutela del centro storico e della sua vivibilità, spiega il Campidoglio. In linea, sostiene l'assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, con quanto già deciso da molte grandi capitali europee che hanno aggiornato le agevolazioni per i veicoli elettrici nelle aree centrali.Cosa dice il sindacoStiamo anche intervenendo per colpire le truffe legate ai permessi per i falsi invalidi, evidenzia il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Abbiamo convocato un tavolo con le categorie per migliorare la modalità di consegna delle merci. Un centro storico liberato dal traffico e dal congestionamento e più vivibile è interesse di tutti. Chi amministra Roma ha il dovere di tutelare questo patrimonio dell'umanità.
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Tesla - Perché il prezzo del Tesla Cybertruck è aumentato del 17% dopo dieci giorni
Dieci giorni: tanto è durato il prezzo della versione d'attacco del Cybertruck della Tesla, la più economica da quando è iniziata la commercializzazione del pick-up elettrico, a fine 2023. Un allestimento abbastanza ricco, con due motori e trazione integrale, 325 miglia di autonomia (523 km), sospensioni adattive, copricassone elettrico e funzionalità V2L. Da oggi, però, il listino del pick-up elettrico schizza da 59.990 a 69.990 dollari: un aumento secco del 17%. Per questo modello, tra l'altro, non è neppure disponibile l'opzione di leasing, a cui accedono invece gli altri allestimenti. Una mossa non inattesaA poche ore dal lancio del nuovo allestimento, il 19 febbraio, sul social network Elon Musk aveva detto che il prezzo sarebbe rimasto valido "solo per i prossimi dieci giorni". Aggiungendo che "tutto dipende dalla domanda che vedremo con questo livello di prezzi". In questo caso, però, si tratta di un facile caso di profezia che si autoavvera: la domanda è stata gonfiata dall'offerta legata al prezzo più basso mai visto per questo modello (con una dotazione addirittura più ricca di quello che ha sostituito). Facile, a questo punto, giustificare l'aumento di prezzo con il maggior numero di richieste arrivate in dieci giorni.
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Verso le E-Car - Dacia Evader 2026, la SUV elettrica economica: base Twingo e prezzo da 18.000 euro
Oltre alla nuova C-Neo, nel corso del 2026 la Dacia presenterà una compatta elettrica chiamata Evader: realizzata sulla base della Renault Twingo, destinata inizialmente ad affiancare, e poi sostituire, la piccola Spring, fresca di restyling. Il nuovo modello potrebbe essere svelato già al prossimo Salone di Parigi che si terrà a ottobre, e proposto con prezzi che partono da 18.000 euro. Look da SUV urbanaLa base di partenza della Evader è la nuova Twingo, erede a batteria della storica utilitaria degli anni Novanta, e per questo le dimensioni saranno molto simili: la piccola elettrica della Dacia dovrebbe misurare circa 3,8 metri e larga poco più di 1,7, con un passo di 2,49 metri. In linea con la filosofia "avventurosa" del marchio, anche la Evader proporrà un look da crossover, come si vede anche nella nostra ricostruzione: assetto rialzato e tante protezioni in plastica, che la fanno sembrare una piccola SUV da città. Interni pratici e robustiAl momento non ci sono informazioni precise per quanto riguarda l'abitacolo, ma sappiamo che la Dacia non è solita riprendere in maniera pedissequa, all'interno dei propri modelli, le soluzioni già adottate dalla Renault. Una volta a bordo della Evader ci si troverà quindi in un ambiente semplice, robusto e ben costruito, con tante soluzioni orientate alla praticità (come il sistema YouClip) e al contenimento dei costi, si veda per esempio il supporto per smartphone al posto dell'infotainment nell'allestimento d'attacco. Pensata per la cittàNonostante sia un modello nato per muoversi principalmente in ambito urbano, non è da escludere che gli allestimenti più costosi prevedano soluzioni più "avventurose", peraltro già viste su altri modelli della Dacia, dai tappetini lavabili in gomma ai mancorrenti sul tetto che ruotano di 90, per trasformarsi in pratiche barre portatutto. Per quanto riguarda il bagagliaio, la Twingo ha una capacità di 360 / 1.000 litri, che nel caso della Evader potrebbero anche essere di più, favoriti dalle linee più squadrate del posteriore. Motori e batteriaDove invece la Dacia è solita attingere alla Renault come "banca organi" per i propri modelli è la gamma di motorizzazioni. Nel caso della Evader, possiamo quindi prevedere fin da subito un'unica motorizzazione da 60 kW (82 CV), che per la piccola francese si traduce in uno 0-100 coperto in 12,1 secondi e una velocità massima di 130 km/h. La batteria LFP al litio-ferro-fosfato ha una capacità di 27,5 kWh, per un'autonomia dichiarata, sempre nel caso della Twingo, di 263 km nel ciclo WLTP. Considerate le forme più alte e squadrate della Evader, 250 chilometri può essere una stima plausibile. La potenza massima di ricarica in corrente continua dovrebbe essere di 50 kW. Fatta in Europa, per l'EuropaDiversamente dalla Spring, la seconda Dacia elettrica sarà interamente progettata e prodotta in Europa, e questa la mette in ottima posizione per entrare nel nascente segmento delle E-Car, anticipata lo scorso dicembre dal "pacchetto Automotive" presentato dalla Commissione Europea. Per poter beneficiare degli incentivi e delle agevolazioni previste per questa categoria di modelli, è necessario che siano lunghi al massimo 4,2 metri e che siano "prodotti all'interno dell'Unione Europea". Un passaggio che si presta a molti distinguo, e sul quale si attende maggior chiarezza dal legislatore.
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Lutto nell'auto - Addio a Sandro Munari, il Drago dei rally: luomo che conquistò il Monte Carlo nella notte del Turini
Ciao, drago. Anzi, Drago, perché così, con la D maiuscola, ce n'è stato e ce ne sarà soltanto uno, Sandro Munari. Sei partito, a 85 anni e dopo una malattia abbastanza lunga, per l'ultima prova speciale, quella dalla quale non si fa più ritorno al parco assistenza.E lo hai fatto proprio nei giorni in cui tutti parlano di te, perché sono passati cinquant'anni da quella leggendaria notte del Turini, quando con la tua piccola Lancia Fulvia 1.6 HF sbaragliasti tutto lo squadrone delle Alpine-Renault, esaltando l'orgoglio di una schiera di italiani appassionati di rally, aprendo il poker delle tue quattro vittorie al Rally di Monte Carlo.Una perla preziosa, nel tuo palmarès infinito, di unico campione del mondo rally che non si poteva chiamare così, ché nel 1977 quella che vincesti era ancora la Coppa FIA Piloti (il primo titolo iridato sarebbe stato assegnato due anni dopo al tuo amico-rivale Björn Waldegrd). Ma non importa, perché per noi saresti sempre stato tu il primo, vero campione del mondo, unico italiano fino all'arrivo di Miki Biasion (e da allora, purtroppo, nient'altro). Carriera straordinariaCon le quattro ruote, Sandro, hai vinto tutto. Due titoli italiani rally, uno europeo (1973), sette gare valide per il Mondiale, quattro Rally di Monte Carlo (facendo grande la Lancia Stratos), ma anche la Targa Florio 1972, con la Ferrari 312 PB divisa con un altro mito italiano, Arturo Merzario, e il Tour de France Automobile, con la Stratos, sempre affiancato dall'inseparabile Mario Mannucci.Sei stato in cima al mondo, senza che questo cambiasse in alcun modo il tuo essere schivo, modesto, riservato: più bravo al volante che con le parole, al contrario di tanti campioni di oggi. Ci hai fatto esaltare negli anni dell'epopea italiana dei rally, all'insegna prima della Lancia, poi della Fiat, poi ancora della Lancia.Un'epoca eroica, quando le corse su strada erano ancora fatica, sudore, resistenza, notti in bianco, e non sfide al decimo di secondo. Quando, come hai raccontato, il rally non era una gara di regolarità, né un raduno, ma una marcia al limite delle possibilità fisiche e meccaniche su strade tracciate quando l'automobile apparteneva ancora alla fantasia. Di tutto questo, non ti ringrazieremo mai abbastanza. I ricordiDegli anni più belli hai affidato la memoria a un libro, scritto nel 1981 con Cesare De Agostini, oggi praticamente introvabile e intitolato, guarda un po', La coda del Drago. Un flusso di ricordi che inizia proprio da lì: Mi chiamavano Drago, scrivevi, fu un secondo nome con il quale mi avevano ribattezzato, in un giorno senza data tra gli anni '60 e '70, proprio il periodo in cui i rally cominciavano a mettere radici in Italia e a creare i loro personaggi.Poesia pura, ma quel soprannome non te l'ha più tolto nessuno, Drago. Uomo della notte, che di notte ha costruito tante delle sue vittorie, che ha dovuto vivere a ore rovesciate, che, per sua ammissione, è di natura uno fondamentalmente solo.Gli aneddoti. Ce ne sono decine, raccontati in quel libro. Di quel Monte Carlo 1972, Munari, che con la Fulvia si era trovato in testa dopo il ritiro dell'Alpine di Jean-Pierre Nicolas per la rottura del cambio, scriveva: Mancano quattro o cinque ore alla fine della gara.La dimensione umana delle corse: altro che freddi campioni. Chi sta al volante vive attimi di puro terrore. Per la paura di perdere una gara ormai quasi vinta. Per la paura e basta.E invece l'hai fatto. Prima con la Fulvia, poi con la Ferrari. Con la quale trionfasti, battendo l'Alfa Romeo 33 di Nanni Galli ed Helmut Marko (proprio lui, l'eminenza grigia di oggi della Red Bull Racing). Per poi dire, alla fine: Il 7080% del merito della vittoria va a Merzario.I grandi campioni si riconoscono anche da questo. Grazie, Drago.
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Skoda - Un nuovo plug-in da 272 CV per la Superb (ma non in Italia)
Secondo quanto dichiara la Skoda, una Superb venduta su quattro è ibrida plug-in. Abbastanza naturale, quindi, ampliare l'offerta con una nuova motorizzazione, più potente, da 200 kW (272 CV), già utilizzata su altri modelli del gruppo Volkswagen, come la Audi Q3, la Cupra Formentor VZ e la Golf GTE. 68 CV e 50 Nm in piùDisponibile al momento solo per la berlina a tre volumi negli allestimenti più ricchi, il nuovo powertrain ibrido plug-in è il più potente nella gamma della Superb: a muoverlo il 1.5 TSI da 130 kW (177 CV) abbinato a un'unità elettrica da 85 kW (116 CV) e una batteria da 25,7 kWh lordi, per una percorrenza a zero emissioni di 134 km. Rispetto al powertrain da 150 kW (204 CV), questo guadagna 50 kW e altrettanti Nm di coppia, per un'accelerazione da ferma a 100 km/h in 7,1 secondi e una velocità massima di 225 km/h. Freni più potenti (e più freddi)Per gestire l'incremento di potenza è stato migliorato l'impianto frenante, che ora prevede dischi ventilati anche al posteriore da 310 mm di diametro e 22 di spessore (rispetto a quelli da 300 x 12 del modello da 150 kW). All'anteriore sono invece state ampliate le prese d'aria che raffreddano i freni. Per ora non arriva in ItaliaPer il momento l'introduzione di questo powertrain riguarda la versione berlina della Superb, e solo negli allestimenti Sportline e Laurin & Klement. In Italia, dove l'ammiraglia boema viene commercializzata solo nella variante station wagon, non è previsto l'arrivo della nuova motorizzazione. La situazione potrebbe però cambiare se, come molto probabile, la Skoda dovesse decidere di portarlo anche sulla famigliare.
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Modelli e prezzi - Auto a 7 posti: dalle icone ai marchi emergenti, 10 modelli per famiglie
In altri tempi erano più in voga. Certamente più famose, complice il successo di modelli iconici, negli anni d'oro delle monovolume. Oggi le auto a sette posti non sono propriamente sulla bocca di tutti, ma restano comunque molto utili: lo dimostra un'offerta ancora abbondante e variegata, cui si è appena aggiunta anche la Tesla Model Y.I modelli disponibili sono numerosi, come potete verificare di persona consultando il nostro listino (cliccando il filtro 7 posti nella ricerca). Grandi o compatte, generaliste o premium, termiche o elettriche. Con tante nuove proposte arrivate dalla Cina. Prezzi? Si va da circa 20 mila euro a oltre 100 mila euro.Tra nomi noti e outsider, qui sotto trovate 10 modelli a sette posti che spaziano dall'accessibile al lusso. Citroën C3 AircrossIn 4,4 metri di Suv, Stellantis è riuscita a inserire sette sedute (l'auto è disponibile anche a cinque posti). Lo stesso vale per la Opel Frontera, che di fatto è la sua gemella tedesca. Quando non servono, gli strapuntini si ripiegano facilmente, lasciando spazio a un bagagliaio da 330 litri. Prezzi da 23.500 euro per la versione a sette posti. Dacia Jogger Un po' crossover, un po' giardinetta. La Dacia per famiglie offre anche la terza fila di sedili, abbinata a una gamma di motori pensata per quasi tutte le esigenze (tranne il diesel): benzina, Gpl e full hybrid. Prezzi da 19.250 euro per la versione a 7 posti. Evo SpazioEvo, marchio del gruppo DR, non abbandona la ricetta della grande monovolume a prezzi abbordabili. Lunga 4,85 metri e spinta da un 1.5 turbo a benzina o Gpl, la Spazio può accogliere fino a 7 persone, con un listino che parte da circa 30 mila euro. Hyundai Ioniq 9Dentro è enorme, grazie ai suoi 505 cm da paraurti a paraurti. Ed è anche una delle non rarissime, ma ancora poco diffuse elettriche a 7 posti. La Ioniq 9 monta una batteria da 110 kWh ed è disponibile con trazione posteriore o integrale. Prezzi da 69.900 euro. Lexus LMUna MPV extra-lusso, configurabile come limousine o come piccolo torpedone. La Lexus LM unisce esclusività e praticità, ma il prezzo è da supercar: il listino parte da 135 mila euro. Mercedes GLB in arrivo la nuova generazione, con una doppia anima: ibrida o elettrica. La Mercedes GLB resta una delle porte d'accesso al mondo delle sette posti premium, senza dover salire sulle grandi (e costose) Suv ammiraglie. Listino da circa 46.000 euro. Renault EspaceDella storica monovolume ha conservato il nome e i sette posti, trasformandosi però in una Suv a tutti gli effetti. Oggi la Renault Espace è proposta esclusivamente con motorizzazioni ibride. Prezzi da 43.900 euro. Skoda KodiaqEsiste anche in versione RS, con trazione integrale e 245 cavalli. Ma la Kodiaq è apprezzata soprattutto per il comfort e per l'eccezionale capacità di carico: a voi la scelta tra un bagagliaio enorme o i sette sedili. Prezzi da 50.450 euro. Sportequipe 8All'interno della galassia dei marchi DR, Sportequipe punta ad alzare l'asticella. Frutto delle sinergie con il colosso cinese Chery, la Sportequipe 8 è una Suv a sette posti con prezzi a partire da circa 36 mila euro. SWM G03FNella lunga lista di outsider c'è anche la G03F della SWM (Speedy Working Motors), marchio nato a Varese negli anni 70 ma oggi di proprietà cinese. Questa Suv da 4,61 metri a sette piazze è disponibile a benzina o con sistema super-ibrido. Prezzi da 19.990 euro.
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Auto elettriche - Skoda diventa un maxi produttore di batterie: 1.100 al giorno per il gruppo Volkswagen
La Skoda ha inaugurato venerdì una nuova struttura dedicata alla produzione di batterie per auto elettriche, all'interno dello stabilimento di Mladá Boleslav. Costruito in un anno con un investimento di 205 milioni di euro, l'impianto assembla una batteria ogni sessanta secondi, oltre 1.100 al giorno, per una produzione annua stimata di oltre 335 mila unità. La capacità massima, su due linee, è di 1.500 unità. In questo modo la Skoda diventa la principale produttrice di accumulatori per le Bev del gruppo Volkswagen, un "pilastro essenziale" all'interno della sua strategia di elettrificazione. Alla cerimonia inaugurale erano presenti, insieme al ceo della Volkswagen Thomas Schäfer e quello della Skoda, Klaus Zellmer, anche il primo ministro ceco Andrej Babi e il ministro dell'industria e del commercio Karel Havlíek. Flessibilità produttivaL'apertura della sezione dedicata all'assemblaggio di batterie rientra nel piano di bilanciamento tra forniture terze e produzione interna, così da poter contare sulla "massima flessibilità e un accesso continuo a innovazioni, tecnologie e fornitori", spiega la Skoda in una nota. A lungo termine, dagli impianti di Mladá Boleslav usciranno 200 mila auto elettriche all'anno, di tutti i brand Core del gruppo Volkswagen. Stabilimento ad alta automazioneIl nuovo impianto è per l'84% completamente automatizzato, con 131 robot e 600 operai impegnati sulle catene di montaggio. Qui verranno costruite le nuove batterie cell-to-pack al litio-ferro-fosfato che equipaggeranno la prossima generazione di auto elettriche del gruppo Volkswagen, realizzate sulla piattaforma Meb+: tra queste, la Cupra Raval, la Skoda Epiq, la nuova ID. Polo e la ID. Cross. L'adozione di questa tecnologia ha permesso di ridurre del 30% i costi di produzione rispetto a quelli delle batterie utilizzate sugli attuali modelli su base Meb, che verranno gradualmente rimpiazzate da quelle più nuove, a cominciare da Elroq ed Enyaq. Nel 2026 arrivano due nuovi modelliNel corso dei prossimi mesi la Skoda amplierà la sua gamma di auto elettriche presentando la nuova Epiq, Bev compatta e accessibile, e più avanti la Peaq, grande SUV a sette posti che, a listino, affiancherà la Kodiaq termica.
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Videogame - Porsche Cayenne Turbo GT: 739 CV per sfuggire agli zombie di Resident Evil: Requiem
Esce oggi Resident Evil: Requiem, l'ultimo capitolo della saga horror di Capcom, disponibile per PC, Xbox Series S|X e PlayStation 5. Lo sviluppatore giapponese ha collaborato con la Porsche per l'auto del protagonista, Leon S. Kennedy, che guida una Cayenne Coupé Turbo GT per recarsi sul luogo dei nuovi misteri che sarà chiamato a indagare. "Collaborare con un franchise come Resident Evil permette a Porsche di entrare in contatto con la cultura pop a livello globale in modo nuovo e memorabile", spiega Deniz Keskin, responsabile delle partnership per la Casa tedesca. C'è anche l'auto veraNell'ambito di questa collaborazione, la Porsche ha anche realizzato una one-off della Cayenne Turbo GT con elementi aggiuntivi provenienti dal mondo di Resident Evil, e che è stata presentata al pubblico lo scorso 19 febbraio a Los Angeles, in occasione del lancio del gioco. L'auto è anche utilizzata in un breve cortometraggio, prodotto dalle due aziende, in cui recita Nick Apostolides, l'attore che presta voce e movenze a Leon in Resident Evil: Requiem. 739 CV per sfuggire ai morti viventiLa Porsche Cayenne Turbo GT utilizzata nell'ultimo Resident Evil è la versione coupé della grande SUV tedesca, la più potente in gamma: a muoverla il powertrain ibrido plug-in con il V8 da 4.0 litri e una potenza combinata di 544 kW (739 CV) e 950 Nm di coppia massima. La Cayenne Turbo GT scatta da ferma a 100 km/h in 3,6 secondi (il minimo, per mettersi al sicuro dagli zombie!) e raggiunge la velocità massima di 305 km/h. A zero emissioni, la batteria da 25,9 kWh permette di percorrere fino a 76 km. Il prezzo di listino di questo modello, per il mercato italiano, parte da 224.201 euro.
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