Aston Martin DB12 S, oltre la granturismo: 700 CV e un carattere inatteso
Il nome stesso nasce da una vittoria: quella di Martin alla cronoscalata di Aston Clinton. l'imprinting genetico di un marchio che ha sempre visto nelle competizioni il proprio banco di prova. Ma è nel 1947 che Aston Martin diventa davvero Aston Martin. L'imprenditore David Brown acquista infatti l'azienda per 20.500 sterline, dando inizio all'era delle leggendarie sigle "DB". La DB2 e, soprattutto, la DB5 del 1963 - resa immortale dal sodalizio cinematografico con James Bond - proiettano il marchio nell'olimpo del lifestyle globale. Oggi la stirpe delle DB giunge al dodicesimo capitolo, che non rinuncia alla lettera S e che abbiamo messo alla prova sulle strade della Provenza. Più aggressiva, più funzionaleQuesta prova non può che iniziare con qualche minuto di autentica adorazione per il lavoro dei designer, che hanno reso la Aston Martin DB12 S uno spettacolo da ammirare. L'impatto estetico della versione "S" si distingue immediatamente per un'aggressività più marcata, derivata da un pacchetto aerodinamico discreto ma funzionale.Il frontale è dominato da un nuovo splitter a doppio elemento che, oltre ad abbassare visivamente il baricentro, svolge una funzione chiave nella gestione dei flussi: convoglia l'aria verso i passaruota anteriori per ridurre la portanza e stabilizzare l'avantreno, un aspetto fondamentale quando le velocità possono superare i 320 km/h.Sopra, il cofano introduce nuove feritoie pensate per facilitare l'estrazione del calore dal V8 biturbo, completando un look che richiama modelli iconici del recente passato, come le DBS Superleggera o le Vantage S V12.Il posteriore chiude il cerchio con uno spoiler fisso che integra il sistema Aeroblade, fondamentale per incrementare la stabilità nei curvoni veloci. Interni e personalizzazione: lusso su misuraCon il debutto della versione "S", la Super Tourer britannica evolve verso un livello più profondo di personalizzazione, non solo all'esterno ma anche nell'abitacolo. Oltre alle finiture di lusso, la firma stilistica della DB12 S è la trapuntatura "S Herringbone", arricchita da micro-perforazioni che migliorano la ventilazione dei sedili e creano un motivo dinamico anche a vettura ferma.Il programma Q by Aston Martin amplia ulteriormente le possibilità, offrendo combinazioni cromatiche quasi infinite, dall'eleganza tono su tono a soluzioni più audaci.L'attenzione al dettaglio si riflette anche nei comandi fisici: il selettore rotativo delle modalità di guida riceve un trattamento in metallo zigrinato con finitura anodizzata rossa. La qualità percepita è elevata, pur non raggiungendo i livelli di Ferrari, Bentley o Mercedes.Buona invece l'integrazione dello schermo dell'infotainment, discreta e poco invasiva, in linea con un design che privilegia eleganza e pulizia formale. Motore e sound: 700 CV e una voce raraDal 2013 Aston Martin e Mercedes-AMG collaborano strettamente. Sotto il cofano troviamo quindi il noto 4.0 V8, qui portato a 700 CV - 20 in più rispetto alla DB12 - con 800 Nm disponibili tra 2.800 e 6.000 giri/min.Il nuovo scarico sportivo in acciaio enfatizza le frequenze medio-basse, mentre con l'impianto opzionale in titanio si guadagnano 1,5 dB e si risparmiano 11,7 kg. Il risultato è una sonorità distintiva, sempre più rara oggi.All'avviamento, il V8 si fa sentire con decisione, mentre in marcia costruisce un crescendo sonoro che accompagna la guida: dai toni pieni ai regimi bassi fino a quelli più acuti verso la zona rossa. un'esperienza sorprendente per una granturismo: meno filtrata, più viscerale. Su strada: meno GT, più sportivaAnche la dinamica segue questa filosofia. L'assetto è tonico, lontano dall'effetto tappeto volante: la DB12 S privilegia il coinvolgimento, ristabilendo un legame diretto tra pilota e strada.Le sospensioni adottano una nuova taratura per gli ammortizzatori adattivi Bilstein DTX, con interventi su rollio e beccheggio. Una barra antirollio posteriore più rigida e la revisione delle geometrie completano il quadro.Il layout transaxle garantisce una ripartizione dei pesi 47:53, contribuendo a un avantreno preciso e a un posteriore ben ancorato. Il risultato è un'agilità sorprendente, capace di mascherare le dimensioni della vettura.A gestire la trazione interviene l'Electronic Rear Differential (E-diff), mentre il sistema Corner Braking Control (CBC) ottimizza stabilità e traiettoria anche nelle fasi più delicate, come il trail braking.La dinamica beneficia inoltre dei freni carboceramici di serie: oltre alla resistenza all'affaticamento, la riduzione di 27 kg di masse non sospese migliora la precisione dello sterzo.Il tutto è supportato dagli pneumatici Michelin Pilot Sport 5 S, sviluppati specificamente per il modello.
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Ferrari Luce, lelettrica è una miniera di brevetti: "Ne abbiamo registrati più di 60"
Benedetto Vigna torna a parlare di una delle novità più attese di Ferrari: la prima elettrica di Maranello. "La Ferrari Luce è molto più di un nuovo modello ed è molto più che elettrica", ha affermato l'amministratore delegato. " la perfetta concretizzazione dello scopo che ci motiva ogni giorno in Ferrari: ridefinire con audacia i limiti del possibile, fondendo tradizione e innovazione in modo unico. la convergenza di tantissime tecnologie straordinarie e della passione di tantissime persone"."Per Ferrari Luce abbiamo registrato oltre 60 brevetti in svariati ambiti, dai motori elettrici agli inverter, dalla dinamica del veicolo all'integrazione delle batterie nel telaio, dal volante ai display e a un'interfaccia utente più semplice, dai finestrini ai tergicristalli. Non c'è una singola dimensione dell'auto che non sia stata ripensata dal team in modo innovativo. Ancora qualche settimana di pazienza e poi sarà visibile a tutto il mondo", ha aggiunto Vigna, sottolineando che "anche la tecnologia più innovativa è priva di significato senza uno scopo. Il nostro è quello di creare emozioni. da qui che siamo partiti quando abbiamo immaginato per la prima volta Ferrari Luce e crediamo di esserci riusciti. C'è grande attesa e curiosità da parte dei clienti, sia storici sia potenziali. E non vediamo l'ora di iniziare questo nuovo capitolo alla fine del mese".La Luce sarà infatti presentata a Roma il 25 maggio prossimo. La corsa rallentaVigna ha parlato durante la conference call sui risultati di un primo trimestre non del tutto brillante, con diversi segnali di rallentamento della crescita, in particolare sul fronte della marginalità operativa, ma comunque indicativo della capacità di Ferrari di arginare le ripercussioni di problemi ormai comuni a tutti i costruttori. Le consegne, per esempio, sono scese del 4,4% a 3.436 unità a causa del "previsto cambio di modelli".La crescita delle famiglie 12Cilindri, Purosangue e SF90 XX e della F80 è stata accompagnata dal calo di 296 e Roma Spider, ormai prossime alla fine del loro ciclo di vita, mentre per 296 Speciale, Amalfi e 849 Testarossa le spedizioni ai clienti sono iniziate solo da poche settimane.Grazie alla flessibilità nell'allocazione geografica dei prodotti, Ferrari sottolinea di non aver risentito della crisi in Medio Oriente: le consegne sono rimaste stabili e le attività commerciali sono proseguite senza interruzioni. La contrazione delle spedizioni e l'impatto di un contesto valutario sfavorevole - particolarmente penalizzante per i costruttori più esposti al dollaro Usa e allo yen giapponese - sono stati compensati dal continuo arricchimento del mix di prodotto e dal rafforzamento delle personalizzazioni.Maranello è così riuscita a registrare una crescita dei ricavi del 3% a 1,848 miliardi di euro (+6% a cambi costanti), di cui 1,5 miliardi dalla vendita di automobili e parti di ricambio (+1%; +4% al netto dei cambi) e 218 milioni da sponsorizzazioni e altre attività (+14%). La redditivitàSulle principali voci reddituali hanno inciso diversi fattori. L'EBITDA, pari a 722 milioni, è cresciuto del 4%, per un margine del 39,1% (38,7% un anno fa), mentre l'utile operativo si è attestato a 548 milioni, con un aumento dell'1% (+8% a cambi costanti) e un'incidenza sul fatturato in lieve calo dal 30,3% al 29,7%.Le maggiori personalizzazioni e i mix geografico e di prodotto positivi - grazie alle Americhe, alla F80, alle Serie Speciali e alle attività racing - sono stati controbilanciati dall'aumento degli ammortamenti per l'avvio della produzione di nuovi modelli, dalle minori consegne, dal calo delle vendite della 499P Modificata, nonché da un aumento delle spese di marketing e dei dazi sulle importazioni negli Usa.L'utile netto è rimasto stabile a 413 milioni di euro, mentre risultano solide sia la generazione di cassa delle attività industriali, con flussi in crescita da 620 a 653 milioni, sia la posizione finanziaria netta, passata da un debito di 32 milioni al 31 dicembre a una liquidità di 388 milioni. Le prospettive per il 2026Nonostante un contesto operativo non del tutto favorevole, Ferrari ha confermato le previsioni per l'intero anno. La Casa emiliana punta su un ulteriore arricchimento del mix di prodotto e geografico per chiudere il 2026 in crescita rispetto all'anno scorso. Le stime indicano ricavi a 7,5 miliardi di euro, EBITDA a 2,93 miliardi, utile operativo a 2,22 miliardi, utile per azione a 9,45 euro e flussi di cassa per almeno 1,5 miliardi.Linee guida che, precisano da Maranello, si basano sulla visibilità attuale sugli effetti della crisi in Medio Oriente, che Ferrari sta gestendo attivamente."Il mix di prodotto ulteriormente arricchito e la domanda costante di personalizzazioni hanno contribuito ai solidi risultati del primo trimestre", aggiunge Vigna. "Con tali performance e con un portafoglio ordini che si estende ulteriormente verso la fine del 2027, confermiamo la nostra guidance per il 2026".L'amministratore delegato richiama infine i tre pilastri del modello Ferrari in una fase di forte volatilità: "Innanzitutto una chiara focalizzazione e una forte disciplina. In secondo luogo un approccio agile e flessibile. E in terzo luogo un team unito e coeso, con i piedi ben piantati per terra"."In tempi incerti le priorità possono cambiare rapidamente, con il rischio di perdere di vista ciò che conta davvero nel lungo termine. In Ferrari continuiamo ad agire secondo i nostri piani: che si tratti di lanciare un nuovo modello, aprire un nuovo negozio o gareggiare in pista, restiamo concentrati su ciò che rende il marchio più forte nel lungo periodo".
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Volkswagen Golf R 24H: la super hatchback per la 24 Ore del Nürburgring
Volkswagen ha svelato le prime immagini della Golf sviluppata in vista della 24 Ore del Nürburgring 2027. Per celebrare i 25 anni del sub-brand sportivo R, nato nel 2002 con la Golf R32, il marchio tedesco ha deciso di dare vita alla Golf R 24H, che sarà portata in gara dal team Max Kruse Racing. Un'anticipazione del 2027La vettura è definita una showcar, segno che alcuni dettagli verranno ulteriormente affinati prima del debutto in pista. Già ora sono evidenti il pacchetto aerodinamico estremo, gli allargamenti della carrozzeria e i grandi sfoghi d'aria sul cofano.Il progetto deriva dalla Golf R stradale e mantiene la trazione integrale, un passaggio chiave dopo tre anni di competizioni con la versione a due ruote motrici basata sulla Golf GTI Clubsport. La Golf R 24H sarà mostrata al pubblico in occasione della 24 Ore del Nürburgring 2026 (dal 14 al 17 maggio), nel Ring Boulevard. La variante stradale da 270 km/hL'ultima Golf R di serie, presentata nel 2024, è la Golf più potente mai prodotta. Il 2.0 turbo benzina eroga 333 CV e 420 Nm, gestiti da cambio DSG doppia frizione e trazione integrale 4Motion con Torque Vectoring e modalità Drift, pensata per massimizzare la trazione sull'asse posteriore. Con il pacchetto R-Performance, di serie per il mercato italiano, la vettura è autolimitata a 270 km/h.
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Dalla Matta alla Gazzella: ecco il nuovo libro sui 75 anni di Alfa Romeo con i Carabinieri
Il racconto di un'alleanza che ha accompagnato l'evoluzione della società italiana e la modernizzazione delle Forze dell'ordine è al centro del nuovo volume dedicato allo storico legame tra l'Alfa Romeo e l'Arma dei Carabinieri. Il nuovo libro, Carabinieri e Alfa Romeo - Al servizio del Paese, è stato presentato al Museo di Arese: un'opera che ripercorre 75 anni di collaborazione, celebrati a febbraio a Selva di Val Gardena in compagnia di una Giulia Quadrifoglio in livrea istituzionale.Durante l'evento, che ha visto la partecipazione del comandante generale Salvatore Luongo e del CEO di Alfa Romeo e COO di Maserati Santo Ficili, è stato svelato il logo ufficiale dell'anniversario. Il simbolo integra il brand con la Fiamma dei Carabinieri, esprimendo valori condivisi come dedizione, coraggio e italianità. Dalla Matta alla GazzellaIl libro, pubblicato da Giunti e Giorgio Nada Editore con i testi di Danilo Moriero e Lorenzo Ardizio, è strutturato in cinque capitoli. Attraverso le vetture in dotazione, il racconto segue la trasformazione dell'Italia repubblicana e dei suoi apparati di sicurezza.Si parte dalla 1900 M Matta del 1951, simbolo della ricostruzione postbellica, passando per la Giulia Super del boom economico e l'Alfetta Protetta degli anni di piombo, fino ad arrivare ai modelli contemporanei come Tonale e Stelvio. Il legame tra le due istituzioni ha contribuito a dare forma al concetto di Gazzella con la Giulia, diventata icona del pronto intervento e della presenza dello Stato sul territorio.Grazie a un'attenta ricerca archivistica e a numerose testimonianze, il volume costruisce un racconto capace di parlare sia agli appassionati di storia dell'automobile sia a chi desidera approfondire il ruolo dell'Arma dei Carabinieri nella vita civile del Paese.
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Nate in Cina, vendute in Europa: l'idea Volkswagen per le nuove elettriche
I cinesi hanno ormai assunto una posizione di leadership forse incontrastabile nella mobilità elettrica. A dimostrarlo è anche un'ipotesi produttiva che riguarda da vicino Volkswagen.Il costruttore di Wolfsburg ha da tempo messo in atto una strategia lineare: sfruttare i primati tecnologici raggiunti dai partner cinesi - come Saic e Xpeng - per produrre in Cina auto elettriche pensate su misura per i consumatori locali. La sintesi è racchiusa nello slogan in China for China. Tuttavia, non è escluso che i tedeschi decidano di importare in Germania tecnologie e competenze cinesi per difendere la propria competitività, accelerare i cicli di sviluppo e saturare capacità produttiva oggi inutilizzata. La nuova piattaforma con XpengIn sostanza, Volkswagen sta valutando se produrre in Europa modelli di nuova generazione inizialmente destinati alla Cina, qualora fossero ritenuti adatti anche ai gusti e alle esigenze degli europei.Quest'anno stiamo intensificando lo sviluppo della piattaforma CMP, il cui lancio in Cina è previsto per il 2027. Una volta completato il lavoro, potremo valutare le opzioni in Europa e verificare quali prodotti siano i più adatti, ha spiegato l'AD Oliver Blume, riferendosi alla Compact Main Platform sviluppata con Xpeng per i futuri modelli Volkswagen destinati proprio al mercato cinese.Blume ha quindi sottolineato come il Gruppo Volkswagen possa trarre vantaggio dall'innovazione, dalla velocità e dai processi industriali cinesi. A suo avviso, l'ecosistema del Dragone è ormai diventato un modello in termini di architetture. Anche il manager tedesco, dunque, riconosce la superiorità tecnologica cinese e la necessità, per i costruttori occidentali, di puntare su collaborazioni industriali e ingegneristiche, magari condividendo anche spazi produttivi in Europa. In questo senso, Blume ha confermato le indiscrezioni delle ultime settimane sulla disponibilità alla condivisione di capacità produttiva con Case cinesi. Quali modelli?Vale la pena ricordare che all'ultimo Salone di Pechino il gruppo tedesco ha presentato diverse novità nate secondo la logica Cina per la Cina, che ora potrebbero anche arrivare in Europa alla luce delle parole di Blume.Alla rassegna cinese, per esempio, è stata svelata la ID. Unyx 09, ammiraglia sviluppata con Xpeng e prodotta dalla joint venture Volkswagen Anhui (75% Wolfsburg, 25% Jac), una realtà che già oggi propone altri modelli: ID. Unyx 06, 07 e 08. A Pechino ha debuttato anche la ID. Era 9X, SUV elettrica di grandi dimensioni sviluppata e prodotta da Saic-Volkswagen. La ID. Aura T6, sempre un veicolo a ruote alte ma di taglia media, è invece assemblata dalla joint venture FawVw ed è stata sviluppata con Xpeng sulla piattaforma CEA 800V.Questo scenario riguarda il marchio Volkswagen e le sue tre joint venture, ma il Gruppo è presente in Cina anche con altri brand. Jetta, gestito da FawVolkswagen, era a Pechino con la X Concept, prototipo di una SUV elettrica lowcost che anticipa la transizione del marchio dalle motorizzazioni termiche alle elettriche di primo ingresso. Infine, c'è la E7X, secondo modello di AUDI, il brand riservato esclusivamente al mercato cinese e sviluppato in collaborazione con Saic.
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Google cambia le notizie in Italia: come scegliere le fonti e seguire Quattroruote
Finalmente Google permette di scegliere le fonti di informazioni preferite anche in Italia. Chiamata appunto Fonti preferite, la nuova funzione consente di selezionare le testate che appariranno più frequentemente durante le proprie ricerche.Stando all'azienda, la probabilità che l'utente clicchi sulla fonte scelta raddoppia, permettendo di dribblare, se usata correttamente, siti poco attendibili o poco interessanti. Vediamo come farlo. Come aggiungere QuattroruoteIl funzionamento è semplice. Prima di tutto, andiamo su Google tramite il browser del computer o direttamente nell'app e cerchiamo una notizia d'attualità o un argomento correlato al presente come "prezzi benzina". Dato l'invio, vedremo comparire la sezione Notizie principali e, accanto ad essa, una stellina. questa la chiave del sistema.Basta infatti cliccarla (o toccarla) per selezionare una o più fonti da mettere nei preferiti. Scrivendo Quattroruote e selezionando il quadratino accanto al nome, la nostra testata verrà salvata tra le fonti preferite e apparirà più spesso tra i risultati, accanto ovviamente alle notizie degli altri siti.Va detto che non c'è limite alle fonti selzionabili ed esse compariranno anche nella nuova sezione Dalle tue fonti, la striscia posta subito sotto Notizie principali, che consente di avere sempre sott'occhio i contenuti dai siti che avremo scelto.
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BMW, 2 milioni di elettriche senza strappi: la neutralità tecnologica che salva business e lavoro
Il gruppo BMW sta riuscendo ad arginare gli effetti della crisi dell'auto europea con una strategia coerente da anni: i bavaresi stanno rafforzando il loro impegno nella mobilità elettrica, ma mantenendo aperte le porte a quelle tecnologie tradizionali che hanno posto le basi della loro affermazione sui mercati globali. L'ultima prova di questo approccio alla transizione tecnologicamente neutrale è arrivata con un comunicato dedicato proprio alla produzione di elettriche.Negli scorsi giorni, la fabbrica di Dingolfing, nella Baviera nordorientale, ha raggiunto il traguardo dei 2 milioni di veicoli elettrici a batteria prodotti, sfornando una BMW i5 M60 xDrive in versione berlina. L'esemplare, rifinito nell'esclusiva tinta blu Tansanit, è destinato a un cliente spagnolo. Strategia chiara e massima flessibilitàDingolfing ha avviato la produzione in serie di auto a batteria nel 2021 con la BMW iX e oggi assembla la gamma di elettriche più ampia del Gruppo BMW. Oltre a iX e i5 (berlina e Touring), dalle sue linee esce anche la BMW i7. Dal 2021 l'impianto ha prodotto oltre 320 mila elettriche, a conferma di un rapido aumento dei volumi negli ultimi anni. In sostanza, quasi un sesto dei due milioni di veicoli elettrici a batteria assemblati complessivamente dal gruppo proviene proprio da Dingolfing.Tuttavia, l'impianto non è dedicato esclusivamente alle elettriche: lo scorso anno tre quarti della produzione ha riguardato veicoli con motorizzazioni tradizionali, termiche o ibride. Alla base di questa impostazione c'è un approccio tecnologicamente aperto che trova applicazione nel progetto BMW iFACTORY: modelli con diverse motorizzazioni vengono prodotti in modo flessibile, attraverso un processo di assemblaggio misto su un'unica linea.Una strategia portata avanti da anni che genera benefici rilevanti, soprattutto sul fronte occupazionale. Oggi, infatti, ogni impianto tedesco del gruppo produce almeno un modello completamente elettrico sulla stessa catena di montaggio, potendo però adattare rapidamente il mix produttivo all'andamento della domanda. L'equilibrio che salva i posti di lavoroIn altre parole, la mobilità elettrica è diventata la nuova normalità nell'intera rete produttiva di BMW senza avere un impatto negativo sulla forza lavoro, al contrario di quanto sta accadendo presso concorrenti come Volkswagen, Audi o Porsche. Un approccio che contribuisce anche a tutelare l'industria automobilistica tedesca e, soprattutto, la posizione della Germania come secondo polo produttivo mondiale per le auto elettriche. Un esempio concreto di come la neutralità tecnologica possa generare benefici più ampi rispetto a politiche basate su divieti o limitazioni delle scelte dei consumatori.
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Carburanti, benzina oltre 1,9 euro: la verde torna ai massimi da due anni
I prezzi alla pompa della benzina continuano a salire, superando quota 1,9 euro/litro per la prima volta da due anni (dall'11 maggio 2024), mentre il gasolio cala leggermente, restando comunque oltre i due euro con un margine di circa quattro centesimi. In aumento anche il GPL, arrivato a 82 centesimi al litro. questa la fotografia scattata da Staffetta Quotidiana nella consueta rilevazione giornaliera, che richiama l'andamento sfavorevole delle quotazioni petrolifere, con il Brent di nuovo sopra i 110 dollari al barile.La testata specializzata segnala inoltre la decisione di IP di aumentare di sei centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina e di ridurre di quattro centesimi quelli del gasolio. Q8, invece, ha applicato un ribasso di un centesimo sulla verde, mentre Tamoil ha limato di un centesimo il diesel. I prezzi mediI prezzi mediIn particolare, questa mattina 5 maggio, la benzina self service sulla rete stradale è a 1,926 euro/litro (+27 millesimi rispetto a ieri), il gasolio a 2,043 euro/litro (-3). Il GPL si attesta a 0,820 euro/litro (+6), mentre il metano resta invariato a 1,573 euro/kg.In autostrada, la verde al fai-da-te costa 1,981 euro/litro (+14), il diesel 2,114 euro/litro (-2), il GPL 0,927 euro/litro (+3) e il metano 1,594 euro/kg (invariato).Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati sui dati comunicati ieri dai gestori di circa 20 mila punti vendita all'Osservatorio del MIMIT, le medie dei prezzi praticati vedono:benzina self service a 1,901 euro/litro (compagnie 1,916, pompe bianche 1,872)gasolio self a 2,049 euro/litro (compagnie 2,054, pompe bianche 2,040)Al servito, la benzina è a 2,024 euro/litro (compagnie 2,072, pompe bianche 1,936), il diesel a 2,187 euro/litro (compagnie 2,228, pompe bianche 2,108), il GPL a 0,821 euro/litro, il metano a 1,573 euro/kg e il GNL a 1,525 euro/kg.Infine, lo spaccato dei principali marchi vede:Eni a 1,944 euro/litro sulla benzina self (2,126 al servito) e 2,045 sul diesel (2,256)IP a 1,899 (2,056) e 2,070 (2,236)Q8 a 1,918 (2,042) e 2,053 (2,221)Tamoil a 1,923 (1,986) e 2,046 (2,129)
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