Benzina e diesel: lo sconto sulle accise sta per finire, ma non per tutti

4 Ruote - Giu 04,2026
I prezzi dei carburanti alla pompa continuano a scendere, mentre si avvicina la scadenza del taglio delle accise. Lo sconto termina sabato e pertanto, dal giorno successivo, si vedrà un rimbalzo dei listini sia per la benzina sia per il diesel. A tal proposito, Staffetta Quotidiana segnala che con le accise piene il prezzo medio della verde rischia di salire a 1,991 euro/litro e quello del gasolio a 2,11 euro/litro.D'altro canto, più si avvicina la fine dello sconto, più diventa improbabile una sua proroga. L'ipotesi di un rinnovo del provvedimento resta, ma i segnali indicano un cambio di passo da parte del governo a causa delle ristrettezze di bilancio e, soprattutto, dei vincoli europei, ancor di più dopo il via libera di Bruxelles alla richiesta italiana di maggiore flessibilità contro il caro energia.Infatti, la Commissione europea ha delineato una serie di raccomandazioni su diversi temi, tra cui conti pubblici, fisco, salari, povertà, pensioni e mercato del lavoro, e ha avvertito Palazzo Chigi che la riduzione non mirata delle accise sui carburanti comporta elevati costi fiscali ed è socialmente ed economicamente inefficiente. Dunque, salvo sorprese dell'ultima ora, le probabilità di un rinnovo dello sconto sono molto basse. Le ipotesi sul tavolo Le ipotesi sul tavolo. Anche questo spiega la cautela espressa dal ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, secondo il quale andrà fatta, innanzitutto, una valutazione del livello dei prezzi prima di procedere a una proroga dello sconto (6,1 centesimi al litro sulla benzina e 12,2 centesimi sul gasolio). Si era già fatta una prima valutazione con l'ultimo decreto, con alcune correzioni rispetto a benzina e diesel e con un intervento specifico per l'autotrasporto. una valutazione che va fatta verso il 5 giugno, per decidere come intervenire, ha spiegato il ministro pochi giorni fa, prima del via libera di Bruxelles.La decisione non è comunque lontana. Nel pomeriggio di oggi, 4 giugno, sono previsti prima incontri interni al governo e poi una riunione del Consiglio dei ministri. Nelle ultime ore si sta facendo strada un'ipotesi non nuova: l'intervento potrebbe riguardare solo i contribuenti con un ISEE sotto i 15 mila euro e concretizzarsi nell'erogazione di un voucher di 100 euro ai titolari della Carta Dedicata a Te. Le rilevazioni di Staffetta Quanto al livello dei prezzi citato da Pichetto, questa mattina, 4 giugno, la benzina self service sulla rete stradale è a 1,930 euro/litro (-4 millesimi rispetto a ieri), il gasolio a 1,988 euro (-6), il Gpl a 0,796 euro (-1), il metano a 1,562 euro/kg (invariato). In autostrada, la benzina self è a 2,028 euro (-5), il diesel a 2,068 euro (-6), il Gpl a 0,907 euro (-2) e il metano a 1,584 euro (invariato). Inoltre, Tamoil ha ridotto di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio.Staffetta fornisce anche uno spaccato delle modalità di vendita sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit. Le medie dei prezzi praticati lungo la rete stradale e autostradale vedono la verde self service a 1,936 euro (compagnie 1,937, pompe bianche 1,934) e il diesel a 1,996 euro (compagnie 1,998, pompe bianche 1,992). Al servito, benzina a 2,075 euro (compagnie 2,113, pompe bianche 2,004), gasolio a 2,137 euro (compagnie 2,177, pompe bianche 2,061), Gpl a 0,804 euro (compagnie 0,813, pompe bianche 0,795), metano servito a 1,561 euro/kg (compagnie 1,559, pompe bianche 1,563), Gnl 1,449 euro/kg (compagnie 1,454 euro/kg, pompe bianche 1,446 euro/kg).Tra i marchi principali, Eni è a 1,936 euro/litro sulla benzina self service (2,145 al servito) e a 1,989 sul diesel (2,202); IP a 1,943 (2,110) e 2,006 (2,176); Q8 a 1,933 (2,106) e 1,999 (2,179); Tamoil a 1,923 (2,006) e 1,987 (2,075).
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Un pick-up Fiat ibrido a etanolo: in Brasile il Toro passa al mild hybrid

4 Ruote - Giu 04,2026
In Brasile, Fiat continua a mietere successi tra i pick-up: nel 2025, la Casa ha dominato il segmento con l'inarrivabile Strada (compatto) e piazzato il Toro (segmento C) in terza posizione. Proprio il Toro passa ora al Model Year 2027, introducendo per la prima volta in gamma le motorizzazioni Flexfuel (a benzina ed etanolo) con impianto mild hybrid a 48 Volt. C'è anche il turbodiesel La gamma del nuovo Fiat Toro prevede tre motorizzazioni: la Turbo 270 Flex da 176 CV, disponibile nella versione termica pura oppure con l'impianto mild hybrid da 48 Volt (solo per Volcano e Ultra). Per quest'ultima, il motore elettrico affianca quello termico nelle partenze, nei sorpassi e quando c'è bisogno di un po' di potenza in più (fino a 65 Nm di coppia aggiuntiva). La centralina elettronica si occupa di gestire il carico tra le due unità, dando priorità a efficienza e percorrenze: secondo la Casa, con questa motorizzazione le emissioni calano dell'11% e il consumo di carburante scende fino al 12%. In alternativa alle versioni a etanolo c'è anche la 2.2 turbodiesel (per Ranch e Volcano), con 200 CV e 450 Nm di coppia. Le altre novità L'aggiornamento porta in dote una nuova firma luminosa, con un'animazione all'interno dei gruppi ottici anteriori che riprende il disegno di una freccia, e un avvertimento sonoro percepibile all'esterno quando si attivano gli indicatori di direzione. In abitacolo rimangono le novità introdotte lo scorso anno, a partire dalla strumentazione digitale da 7" (dalla Volcano in su) e il display dell'infotainment da 10". Il MY27 della Fiat Toro offre di serie diversi sistemi di assistenza alla guida: frenata automatica d'emergenza, assistente al cambio di corsia e, sui modelli più ricchi, abbaglianti automatici (dalla Volcano in su), monitoraggio dell'angolo cieco e del traffico in arrivo (Ultra e Ranch). I prezzi della Fiat Toro Fiat Toro Endurance Turbo Flex: 167.490 real (circa 28.500 euro)Fiat Toro Freedom Turbo Flex: 177.490 real (circa 30.000 euro)Fiat Toro Volcano Turbo Flex MHEV: 197.490 real (circa 33.500 euroFiat Toro Ultra Turbo Flex MHEV: 206.490 real (circa 35.000 euro)Fiat Toro Volcanic Diesel: 220.490 real (circa 37.500 euro)Fiat Toro Diesel Ranch: 238.490 real (circa 40.500 euro)La Fiat Toro può essere personalizzata con gli oltre novanta accessori previsti da Mopar, dal gancio di traino al portapacchi tubolare, protezioni per tetto e cofano, coperture per il cassone, pedane laterali, fendinebbia, scarichi custom, sensori di parcheggio, tappetini ecc.
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F1, Monaco: tutti in cerca di crepe nel dominio Mercedes

4 Ruote - Giu 04,2026
Con il Gran Premio di Monaco di questo fine settimana, la Formula 1 torna nel vecchio continente e ci rimarrà fino a metà settembre. Quest'anno è il Principato - sesto round - a dare il via a quella che chiamiamo la stagione europea.Andrea Kimi Antonelli si presenta a Monte Carlo da leader del campionato e quattro vittorie consecutive che gli hanno fatto scrivere pagine di storia di questo sport e che, di riflesso, stanno regalando all'Italia e al suo pupillo un momento magico. La gerarchia è comunque chiara, la Mercedes è la squadra da battere e ha vinto tutte le gare finora disputate.  Ma il Principato è il posto meno adatto dove poter vivere di rendita, almeno per quel che riguarda il punto di vista sportivo: questo è il tracciato più lento e corto della stagione, dove il motore conta meno e il pilota può ancora fare la differenza. qui che Ferrari, McLaren e Red Bull devono provare a sovvertire ogni pronostico e cercare una crepa in quel dominio della Stella. Perché, almeno sulla carta, il Principato può ridurre le distanze dalla W17 e portare la lotta su un terreno meno condizionato dalla superiorità motoristica Mercedes.  Ferrari, una pista favorevole alla SF-26Per la Scuderia di Maranello, Monaco è un banco di prova tecnico importante. Il tracciato del Principato mette infatti in secondo piano la potenza del motore ed esalta telaio, trazione meccanica e carico aerodinamico: esattamente le aree in cui la Rossa dovrebbe poter mostrare il proprio potenziale.Il digiuno resta pesante, perché la Ferrari non vince dal GP del Messico 2024, ultimo successo di Carlos Sainz in rosso. Da allora sono passate 36 gare senza il gradino più alto del podio. A Monaco, però, Ferrari può contare anche sul valore aggiunto di Charles Leclerc, che sulle strade di casa ha spesso saputo estrarre qualcosa in più dalla macchina.Il weekend avrà anche un valore strategico fuori dalla pista. Maranello attende infatti l'ufficializzazione da parte della FIA dei costruttori che potranno usufruire dell'ADUO, l'Additional Design and Upgrade Opportunities. Secondo diverse fonti, il Cavallino conta su due step di sviluppo per ridurre il gap dalla power unit Mercedes, con una prima possibile introduzione già in Austria e un secondo pacchetto dopo la pausa estiva.  McLaren festeggia i 1000 GP con una livrea specialeIl weekend di Monaco avrà anche una forte componente simbolica per McLaren, che proprio nel Principato raggiungerà il traguardo dei 1000 Gran Premi in Formula 1. Per celebrare l'anniversario, la squadra porterà una livrea speciale in arancione papaya metallizzato e antracite, con il numero 1000 sulle pance della MCL40. La stessa veste grafica sarà usata anche nel successivo GP di Spagna.Non è solo un'operazione nostalgia. McLaren arriva a Monaco con ambizioni sportive vere: Norris e Piastri hanno una macchina che, su una pista ad alto carico e bassa velocità, può inserirsi nella lotta con Ferrari e Mercedes. E il contesto dei 1000 GP aggiunge al weekend un peso narrativo che, in Formula 1, non è mai del tutto secondario.Gomme, la Pirelli sceglie C3, C4 e C5La Pirelli porta a Monaco le tre mescole più morbide della gamma 2026: C3 Hard, C4 Medium e C5 Soft. La scelta è coerente con le caratteristiche del tracciato, che presenta asfalto liscio, bassa energia laterale e necessità di massimizzare il grip meccanico.Quest'anno sono presenti anche diversi tratti riasfaltati: tra le curve 19 e 1, tra curva 7 e l'ingresso del tunnel, oltre all'entrata e all'uscita della pit lane. Il graining potrebbe comparire, ma secondo le simulazioni della Pirelli non dovrebbe condizionare in modo significativo la gara, perché lo sforzo sugli pneumatici sarà concentrato soprattutto sulla trazione.Rispetto all'anno passato, non ci sarà la regola delle due soste obbligatorie. La gara dovrebbe quindi orientarsi verso una sola sosta, salvo interventi di Safety Car o bandiere rosse. Ed è proprio qui che Monaco può diventare imprevedibile: basta un errore, un contatto con il muro o una vettura ferma nel punto sbagliato per riscrivere una strategia apparentemente lineare.  Come seguire il GP di Monaco in tvIl weekend seguirà il format tradizionale, con tre sessioni di prove libere, qualifiche e gara. Le qualifiche restano il momento chiave, perché a Monaco partire davanti significa già aver fatto metà del lavoro.Venerdì 5 giugnoProve Libere 1: 13:30 - 14:30 in diretta esclusiva su Sky Sport F1Prove Libere 2: 17:00 - 18:00 in diretta esclusiva su Sky Sport F1Sabato 6 giugnoProve Libere 3: 12:30 - 13:30 in diretta esclusiva su Sky Sport F1Qualifiche: 16:00 - 17:00 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 19:00Domenica 7 giugnoGara: 15:00 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 18:30
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Tutte le Geely vendute in Italia: prezzo, autonomia e consumi

4 Ruote - Giu 03,2026
Per il suo arrivo in Italia, fortemente convinto dell'affidabilità dei propri modelli, il brand Geely si è presentato con una promozione davvero particolare, destinata ai suoi primi mille clienti: per premiarli della fiducia accordata al costruttore cinese, a loro è stata riservata la garanzia a vita. Per tutti gli altri, 6 anni o 150.000 chilometri (8 anni sulla batteria). Al momento Geely è presente sul nostro mercato con due modelli, la SUV elettrica EX5 e la Starray EM-i, con powertrain ibrido plug-in. Nei prossimi mesi la gamma si amplierà con la compatta E2, hatchback elettrica che in Cina è stata l'auto più venduta in assoluto nel 2025. E che nel 2027 dovrebbe arrivare anche in versione ibrida, più appetibile per i nostri gusti. Geely EX5 La Geely EX5 è una SUV elettrica di segmento D: è lunga 4.615 mm, larga 1.901, alta 1.670 e ha un passo di 2.750 mm. Lo schema meccanico prevede sospensioni MacPherson all'anteriore e multilink al posteriore. A bordo trovano comodamente posto cinque passeggeri, mentre il bagagliaio offre 461 litri complessivi, che diventano 1.877 abbassando gli schienali della seconda fila. Molto curata la sicurezza: di serie per tutta la gamma 7 airbag e la guida assistita di livello 2, con monitoraggio dell'angolo cieco e la frenata d'emergenza in retromarcia. Fino a 430 km di autonomia La EX5 monta un motore da 160 kW (218 CV) e 320 Nm di coppia che muove le ruote anteriori, e che consente alla SUV di scattare da 0 a 100 km/h in 6,9 secondi (7,1 per le più pesanti Max e Launch Edition), fino a raggiungere la velocità massima di 175 km/h. La batteria al litio-ferro-fosfato è del tipo short blade, con un'architettura più bassa per ridurre l'altezza del pavimento, e ha una capacità di 60 kWh: l'autonomia dichiarata è di 430 km (410 per la Launch Edition). In corrente continua, la ricarica veloce a 100 kW permette di passare dal 30 all'80% in 20 minuti. Di serie la funzionalità Vehicle-to-Load per usare l'auto come generatore di corrente e alimentare dispositivi esterni. Full optional di serie Disponibile in tre allestimenti, offre una dotazione molto completa fin dalla versione d'attacco Pro: vernice metallizzata in cinque colori, cerchi da 18, sensori luce e pioggia, specchietti richiudibili elettricamente, maniglie a filo carrozzeria, abbaglianti automatici, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, telecamera a 360. All'interno strumentazione digitale da 10,2, infotainment da 15,4 con connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, ricarica a induzione per gli smartphone, rivestimenti in similpelle (il volante in microfibra), sedute anteriori riscaldate e ventilate, climatizzatore automatico e pompa di calore. La versione intermedia Max aggiunge i fari full LED, il tetto elettrico panoramico, l'head-up display, il portellone elettrico, gli interni in Ivory White, le sedute anteriori riscaldate e regolabili elettricamente, l'impianto audio Flyme da 16 altoparlanti e 1.000 W di potenza. La versione Launch Edition, che in questi primi mesi di lancio della gamma Geely in Italia è in promozione allo stesso prezzo della Pro (38.900 euro), aggiunge alla dotazione della Max i cerchi di lega da 19" con pneumatici Goodyear. I prezzi di Geely EX5 EX5 Pro: 38.900 euroEX5 Max: 40.900 euroEX5 Launch Edition: 41.900 euro Geely Starray EM-i Il secondo modello della Casa cinese a sbarcare in Italia, provato da Quattroruote a gennaio, è una SUV dalle linee slanciate, lunga 4.740 mm, larga 1.905, alta 1.685 e con un passo di 2.755 mm. Come per la EX5, a bordo si percepisce un'elevata qualità, con una plancia dai rivestimenti morbidi e assemblaggi curati. Moderno il design degli interni, con il quadro strumenti da 10,2" e l'infotainment da 15,4". Il pavimento piatto regala molto spazio per chi siede dietro, che dispone di un buon agio per gambe, testa e spalle. Il bagagliaio mette a disposizione 428 litri, che diventano 2.065 abbassando gli schienali della seconda fila. Più di 70 km in elettrico Il powertrain ibrido plug-in della Starray EM-i è composto da un 1.5 a benzina e un'unità elettrica, per una potenza combinata di 193 kW (262 CV): 0-100 in 8,1 secondi. Come altri sistemi "super hybrid", anche questo privilegia la trazione elettrica laddove possibile, lasciando al motore termico la ricarica della batteria da 18,4 kWh e facendolo intervenire solo quando serve un extra di potenza. Secondo i dati rilevati dal Centro Prove Quattroruote, in modalità a zero emissioni la SUV cinese percorre in media 73 chilometri, che diventano 82 in città, mentre l'autonomia combinata è di 943 km dichiarati. A batterie scariche i consumi di benzina sono buoni: 17,1 km/litro rilevati in media. Tutto (o quasi) di serie Anche per la Starray EM-i la dotazione è molto completa fin dall'allestimento base, chiamato Pro: vernice metallizzata, cerchi da 18", luci a LED, mancorrenti, specchietti ripiegabili elettricamente, vetri posteriori oscurati, sensori luce e pioggia, sedili anteriori a regolazioni elettriche e riscaldati, connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, ricarica a induzione per gli smartphone, climatizzatore automatico, telecamera a 360, sei airbag e guida assistita di livello 2 con monitoraggio degli angoli ciechi. Dalla versione Max ci sono head-up display, tetto panoramico e portellone elettrico. La Launch Edition aggiunge i cerchi da 19" e il cavo di ricarica domestica tipo 2. I prezzi di Geely Starray EM-i Starray EM-i Pro: 34.900 euroStarray EM-i Max: 36.900 euroStarray EM-i Launch Edition: 37.900 euroStarray EM-i Blue Edition: 38.900 euro Geely E2 Svelata alla scorsa Milano Design Week, la Geely E2 è un'elettrica compatta lunga 4,14 m, con un passo di 2,65 m. In Cina, dove l'abbiamo provata, si chiama Xingyuan e nel 2025 è stata l'auto più venduta in assoluto. Il suo arrivo in Italia è previsto per la seconda metà dell'anno, con prezzi a partire da circa 20 mila euro. Le linee sono semplici e sbarazzine, abbellite da un'aerodinamica curata: frontale chiuso, maniglie a filo carrozzeria e cerchi da 16" con disegno a quadrifoglio. Arriverà anche ibrida Curato, pratico e moderno l'abitacolo, con un'elevata qualità percepita, tanti vani portaoggetti e un display centrale da 14 pollici che domina la plancia. Accanto al bagagliaio da 300 litri c'è anche un capiente frunk per i cavi di ricarica. Ancora non sappiamo con quali motorizzazioni arriverà da noi: in Cina c'è nelle versioni da 65 kW (88 CV) e 85 kW (116 CV), con batterie LFP da 30 o 40 kWh, per autonomie che, nel ciclo WLTP, dovrebbero arrivare a circa 300 chilometri. Per il mercato europeo Geely sta anche sviluppando una versione ibrida, attesa per la metà del prossimo anno. La top di gamma è in promozione
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Nissan-Chery, svolta a Sunderland: al via le trattative per condividere la fabbrica

4 Ruote - Giu 03,2026
Nissan ufficializza la possibile alleanza con la cinese Chery per la fabbrica di Sunderland. La Casa di Yokohama ha firmato un memorandum d'intesa (MoU) con Chery International UK per valutare la condivisione della capacità produttiva dello stabilimento inglese.  Cosa c'è sul tavolo delle trattative  Il protocollo d'intesa, che tra l'altro segue di pochi mesi un accordo per la cessione proprio a Chery degli impianti sudafricani della stessa Nissan, non è per ora vincolante e quindi mancano numerosi dettagli. Tuttavia, le due aziende hanno voluto precisare i contorni delle trattative attualmente in corso. La condivisione degli spazi produttivi, per esempio, non comporterà un ingresso di Chery nella proprietà o nella gestione dell'impianto. I negoziati, infatti, vertono su una produzione a contratto: è previsto che a Sunderland Nissan produca auto per conto di Chery International UK. In altre parole, l'impianto rimarrà interamente di proprietà della Casa nipponica e l'intera forza lavoro rimarrà alle sue dipendenze.La firma del memorandum arriva a poche settimane dall'annuncio delle prime misure di ristrutturazione per una fabbrica in grande sofferenza (il tasso di utilizzo non supera il 50% della capacità produttiva) per colpa dei bassi volumi di vendita dei tre modelli ivi assemblati, Qashqai, Juke e Leaf. Nissan ha deciso di accorpare le linee di montaggio, passando da due a una sola, per ridurre i costi e migliorare la sostenibilità economica del sito. L'iniziativa ha così rafforzato le indiscrezioni sui colloqui in corso con Chery. A tal proposito, il protocollo d'intesa prevede la possibilità che Nissan produca veicoli del gruppo cinese sulla linea di produzione numero uno dello stabilimento a partire dal 2027.Per ulteriori dettagli, magari sui modelli prescelti e i volumi previsti, occorre attendere la fine delle trattative. A ogni modo, Massimiliano Messina, presidente di Nissan Amieo (la divisione per Africa, Medio Oriente, India, Europa e Oceania), ha sottolineato come la firma del protocollo rappresenti "un importante passo avanti per le nostre attività". "Non vediamo l'ora di collaborare con Chery International UK nei prossimi mesi per definire una soluzione ottimale per entrambe le aziende", ha concluso il manager italiano. Un'onda inarrestabile Detto questo, la firma del protocollo è l'ennesima conferma delle ambizioni dei costruttori cinesi in Europa. I marchi del Dragone sono sempre più intenzionati a trovare una sponda produttiva per sostenere le strategie di crescita internazionale e, in alcuni casi, aggirare i dazi europei sulle elettriche prodotte in Cina.La stessa Chery è ormai pronta ad avviare sue produzioni nell'impianto di Barcellona, un tempo di proprietà della Nissan e oggi gestito da una joint venture con il rinato marchio iberico Ebro. Leapmotor produrrà diversi modelli negli impianti spagnoli di Stellantis a Saragozza e Madrid, mentre Dongfeng è destinata a occupare gli spazi di un altro impianto Stellantis, quello francese di Rennes. Infine, è recente la decisione della Saic di insediare in Galizia un impianto per la MG.BYD, la più arrembante, sta realizzando due impianti tra Ungheria e Turchia, ma sta anche valutando l'acquisto di ulteriori siti già operativi in tutto il Vecchio Continente. Infine, la Magna Steyr sta producendo modelli di Xpeng e Gac presso il suo impianto austriaco di Graz. Tuttavia, le due aziende, al pari di altri costruttori come Great Wall, Changan e Geely, sono impegnate in un'intensa attività di scouting di stabilimenti europei, in particolare in Spagna.
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Hummer cambia: due concept più corte e radicali disegnano il futuro

4 Ruote - Giu 03,2026
Per celebrare l'apertura del nuovo Centro Stile di Pasadena, in California, General Motors ha presentato due concept del marchio Hummer: l'Hummer X SUV e l'Hummer Pick-up. I due modelli mostrano una possibile evoluzione del linguaggio estetico del brand. La principale differenza riguarda le dimensioni: la lunghezza è inferiore di circa 25 centimetri rispetto al modello attualmente in commercio.Ispirazioni per le Hummer del futuro Lo stile delle due concept è aggressivo e massiccio, con soluzioni da off-road puro, come i paraurti e i passaruota in materiale plastico esposti e staccati dalla carrozzeria. La SUV adotta un tetto in tela privo di finestrini, mentre il pick-up propone un abitacolo più tradizionale. I caratteristici sei LED frontali, molto compatti, mantengono il legame con il modello di serie.Tra le soluzioni più originali spicca il drone integrato a bordo, pensato per l'avanscoperta nei passaggi più impegnativi in fuoristrada. Di forte impatto, sul pick-up, la plancia con sette display, che sottolinea l'anima tecnologica del progetto.Non diventeranno modelli di serie GMC ha chiarito che queste due concept non anticipano alcun modello di serie, ma rappresentano un esercizio stilistico utile a definire i futuri stilemi Hummer. comunque plausibile che alcune soluzioni possano arrivare sul mercato, così come l'ipotesi di veicoli con dimensioni e prezzi più contenuti rispetto agli attuali.
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Multe stabili, ma crollano gli autovelox: i dati città per città

4 Ruote - Giu 03,2026
Multe stabili, ma diminuiscono i proventi da autovelox. Questa, in estrema sintesi, la fotografia sulle sanzioni amministrative in Italia nel 2025 scattata da Quattroruote e dal Codacons. Sul numero di maggio abbiamo scritto - analizzando gli incassi effettivi da violazioni stradali inseriti nella banca dati degli enti pubblici - che lo scorso anno i comuni e le unioni di comuni italiani hanno ricavato dalle violazioni stradali 1,98 miliardi di euro, lo 0,2% in più rispetto al 2024, e che i 107 comuni capoluogo hanno incassato 1,04 miliardi, esattamente come nel 2024.L'effetto autovelox Nell'articolo sottolineavamo come questa modesta crescita sia arrivata dopo anni di incrementi a doppia cifra, ipotizzando che la significativa battuta d'arresto fosse attribuibile al caos autovelox nel quale sono precipitati i controlli della velocità dopo la sentenza con cui la Corte di cassazione, nel 2024, ha stabilito che solo i dispositivi omologati - e nessuno, incredibilmente, ancora lo è - possono essere considerati fonti di prova delle violazioni.Ricavi da velocità giù del 9%Ieri il Codacons ha confermato l'ipotesi analizzando i dati sui proventi dalla velocità che i comuni sono tenuti a comunicare al ministero dell'Interno entro il 31 maggio di ogni anno: nel 2025 le principali 20 città italiane (a eccezione di Napoli, che alla data del 31 maggio non aveva ancora presentato la documentazione) hanno incassato 56,5 milioni di euro grazie alle sanzioni elevate tramite strumenti di controllo elettronico della velocità, l'8,9% in meno (-5,5 milioni) rispetto agli incassi del 2024, che erano pari a 62,1 milioni di euro. Firenze prima per proventi da velox I dati dell'associazione di consumatori rivelano che in testa alla classifica delle città con le maggiori entrate da autovelox c'è Firenze, che lo scorso anno ha incassato 19,7 milioni di euro, mentre al secondo posto sale il comune di Bologna, con 9,2 milioni di euro. Scende in terza posizione Milano (6,9 milioni), seguita da Genova (4,8 milioni) e Palermo (4,2 milioni). Sempre il Codacons rivela che tra le grandi città che hanno segnato performance negative spicca Roma, con entrate che passano da 4,8 a 2,3 milioni di euro (-52%), mentre a Milano i proventi da autovelox scendono da 10,6 a 6,9 milioni (-34,8%). I comuni con i risultati peggiori sono però Trieste (-94,4%), Bolzano (-84,2%) e Bari (-73%).Le città in cui i ricavi aumentanoSe si limita l'analisi alle prime dieci città italiane, si scopre che nel complesso i ricavi da violazioni stradali sono diminuiti del 3,8% e che i proventi da autovelox - al netto di Napoli, di cui non è disponibile il dato - sono calati dell'8,8%. Da notare che il calo degli incassi complessivi non è generalizzato. Anzi, Firenze (+18,8%), Napoli (+9,6%), Palermo (+8,5%) e Bologna (+7,9%) hanno registrato un incremento. Analoga dinamica divergente rispetto al dato medio si è registrata sulla velocità a Genova (+54,6%), Palermo (+31,8%) e Bologna (+21,3%).A Firenze il 27% arriva dalla velocità Da notare che, sempre limitatamente alle prime dieci città, il capoluogo in cui la velocità pesa di più sul totale dei proventi è Firenze, che dagli autovelox ha ricavato il 26,9% di tutte le multe. Dietro al capoluogo della Toscana vi sono Bologna (20,9%) e Venezia (15,3%). In coda Torino (2,4%), Bari (1,7%) e Roma (1,5%).Di seguito la tabella di Quattroruote con i ricavi dalle multe nelle prime 10 città italiane e quella del Codacons con gli incassi da autovelox nelle stesse città.
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Da Toyota alle Formula: così nasce un motore da corsa - VIDEO

4 Ruote - Giu 03,2026
Portare un motore dal mondo della strada a quello delle competizioni richiede una vera e propria trasformazione, in un processo molto più complesso e, per certi versi, persino opposto rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare. Le modifiche non riguardano tanto le prestazioni, quanto affidabilità, controllo e struttura stessa del motore. 3 cilindri al bancoPrendiamo come esempio il 3 cilindri 1.6 di derivazione Toyota che Autotecnica Motori prepara per l'utilizzo sulle Formula Regional prodotte da Tatuus (una trasformazione simile viene operata sul 1.4 Abarth impiegato nelle Formula 4). Innanzitutto si parte da un'attenta analisi del motore originale per determinare quali parti vadano effettivamente modificate e quali invece si possano mantenere per contenere i costi, aspetto fondamentale in campionati in cui è il regolamento stesso a stabilire un price cap.La modifica più radicale riguarda la sostituzione della coppa dell'olio con un sistema a carter secco, che nel caso del 3 cilindri comporta anche l'eliminazione del contralbero di equilibratura. Questa soluzione permette di montare il motore più in basso sulla vettura, abbassando il baricentro. Inoltre, il sotto-basamento dedicato e il coperchio punterie progettato ad hoc consentono di rendere il motore portante, cioè in grado di trasferire i carichi direttamente dal gruppo cambio-sospensioni alla monoscocca in carbonio senza necessità di un telaietto aggiuntivo.Affidabilità e controlloPer garantire la durabilità nelle condizioni tipiche delle corse vengono poi aggiunte paratie di protezione da possibili detriti e supporti supplementari per sostenere elementi come il turbocompressore e alcuni sensori particolarmente sensibili alle elevate vibrazioni.La componentistica interna viene completamente rivista, così come gli organi di controllo elettronico. Come detto, lo scopo principale non è l'incremento della potenza, limitata dal regolamento, quanto la necessità di poter attuare un controllo completo sui parametri di funzionamento per ottenere il comportamento desiderato in termini di erogazione, transitori e gestione delle cambiate, garantendo anche l'assoluta uniformità fra i motori forniti ai diversi team. Fondamentale in questo è il lavoro di calibrazione a banco, in cui si può analizzare la risposta ai diversi input e condizioni di funzionamento incrociando i dati rilevati da numerosi sensori. Segue un'altrettanto importante fase di sviluppo in pista, basata sul riscontro dei piloti. Anche nel WEC L'attività di Autotecnica Motori, nata nel 1977 e passata attraverso la storica partnership con Alfa Romeo per i campionati turismo, va oggi ben oltre la preparazione di motori derivati dalla serie. Da diversi anni, infatti, l'azienda si occupa anche dello sviluppo di propulsori progettati dal foglio bianco. il caso, per esempio, del V6 biturbo che spingerà l'Hypercar McLaren nel WEC a partire dal 2027, dopo la collaborazione svolta negli scorsi anni con Lamborghini per la medesima categoria.
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Toyota porta lidrogeno a Le Mans: debutto in pista per lhypercar senza benzina

4 Ruote - Giu 03,2026
In occasione della 94 edizione della 24 Ore di Le Mans, Toyota porterà in pista le prime dimostrazioni pubbliche della TR LH2 Racing Prototype, una vettura sperimentale alimentata da un motore a combustione interna a idrogeno liquido.Il prototipo, sviluppato sullo stesso telaio della Hypercar TR010 HYBRID impegnata nel Mondiale Endurance, rappresenta l'evoluzione più recente del programma Toyota dedicato all'idrogeno nel motorsport. Le dimostrazioni sono in programma giovedì 11 giugno alle 12.50 e sabato 13 giugno alle 12.45 sul tracciato da 13,626 chilometri, offrendo al pubblico la possibilità di vedere e ascoltare una vettura da corsa senza benzina, ma con motore termico.Strategia e sviluppo dell'idrogeno Toyota L'iniziativa rientra nella strategia multi-tecnologica del costruttore per la carbon neutrality, che affianca l'idrogeno alle elettriche e ad altre soluzioni a basse emissioni come possibili strade per la decarbonizzazione della mobilità.Il percorso di sviluppo è iniziato nel 2021 in Giappone, quando il team Rookie Racing schierò nella serie Super Taikyu la GR Corolla H2 alimentata da idrogeno gassoso. Due anni dopo è arrivato il passaggio all'idrogeno liquido, più complesso dal punto di vista tecnico ma potenzialmente più efficace grazie alla maggiore densità energetica.Parallelamente Toyota ha sviluppato questa tecnologia anche nei rally. Nel 2022 la GR Yaris H2 ha effettuato le prime uscite dimostrative al Rally di Ypres, mentre in seguito il progetto si è evoluto nella GR Yaris Rally2 H2 Concept, portata in scena in eventi dimostrativi al Rally di Finlandia e al Rallye Monte-Carlo.Le Mans laboratorio per il futuro Le Mans resta però il banco di prova più rilevante. Già nel 2023 la GR Corolla H2 aveva completato un giro dimostrativo del Circuit de la Sarthe, mentre nello stesso anno era stata presentata la GR H2 Racing Concept, anticipazione di una possibile futura categoria endurance dedicata all'idrogeno.Nel 2025 è stata poi svelata la GR LH2 Racing Concept, alimentata a idrogeno liquido. La nuova TR LH2 Racing Prototype rappresenta oggi la fase più avanzata di quel progetto e il primo prototipo realmente funzionante mostrato in pista davanti al pubblico.Prima delle dimostrazioni la vettura sarà esposta nell'Hydrogen Village, l'area tematica dedicata alle tecnologie a idrogeno allestita all'interno del circuito. Un ulteriore segnale di come Le Mans continui a essere non solo una competizione, ma anche un laboratorio per tecnologie destinate, in prospettiva, alle vetture di serie.
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Rimborso pedaggi: quando spetta e come richiederlo senza errori

4 Ruote - Giu 03,2026
Dall'1 giugno puoi ottenere il rimborso del pedaggio autostradale, ma non sempre è così semplice. Tra soglie minime, eccezioni e requisiti specifici, il rischio è di non rientrare nei criteri anche dopo un viaggio problematico. questo il perimetro definito dall'Autorità di Regolazione dei Trasporti, che con la delibera 211/2025 ha introdotto il nuovo sistema di restituzione dei pedaggi: un principio corretto, ma operativo solo in determinate condizioni. In attesa dell'app unica, i concessionari pubblicano le istruzioni sui propri siti. Rimborso pedaggi autostradali: quando spetta e come ottenerlo Il diritto al rimborso, totale o parziale, scatta solo in due casi: cantieri (anche con rallentamenti) oppure traffico completamente bloccato. Quest'ultimo è un evento che interrompe la circolazione e impedisce il deflusso dei veicoli: per ottenere l'indennizzo deve durare almeno 60 minuti.Per i cantieri, il sistema è più restrittivo. Il rimborso è riconosciuto solo se il percorso insiste interamente su tratte gestite dallo stesso concessionario, mentre per i viaggi con più concessionari bisognerà attendere il 1 dicembre 2026. Anche la lunghezza del tragitto incide: sotto i 30 km il ristoro è automatico, tra 30 e 50 km serve un ritardo superiore a 10 minuti, oltre i 50 km la soglia sale a 15 minuti.Nel caso di traffico bloccato, invece, il rimborso è proporzionale alla durata del fermo: 50% tra 60 e 119 minuti, 75% tra 120 e 179 minuti, 100% oltre le tre ore.Le eccezioni sono numerose, e in molti casi il rimborso non scatta affatto. Non è previsto alcun indennizzo se sul percorso è già applicata una riduzione del pedaggio o se i cantieri sono legati a emergenze, come incidenti o eventi meteo straordinari. Restano esclusi anche i cantieri mobili nella fase iniziale.Un parametro chiave è il tempo di riferimento, cioè il tempo teorico di percorrenza calcolato su distanza e velocità media: è su questo valore che si misura il ritardo effettivo.Infine, entrano in gioco due soglie economiche: sotto 0,10 euro non si ha diritto a nulla, mentre gli importi superiori vengono accumulati fino al raggiungimento di almeno 1 euro per l'erogazione. Rimborso Autostrade per l'Italia: regole e casi concreti Per i viaggi dal 1 giugno, Autostrade per l'Italia ha definito modalità operative precise. Il rimborso per i cantieri è riconosciuto solo per tratte interamente gestite da società dello stesso gruppo, mentre quello per traffico bloccato si applica anche su percorsi con più concessionari.Un caso concreto aiuta a capirlo meglio. Un viaggio da Milano Est a Verona Sud non dà diritto al rimborso per cantieri, perché attraversa tratte con gestori diversi. Diverso il caso di un blocco della circolazione: se avviene nella parte gestita da Autostrade per l'Italia, l'indennizzo diventa possibile.Il sistema copre solo cantieri programmati e blocchi della circolazione: sono esclusi i disagi legati a traffico intenso, condizioni atmosferiche o altre cause non riconducibili a queste categorie. Come richiedere il rimborsoLa richiesta può essere effettuata tramite il sito di Autostrade per l'Italia o con l'app Muovy Cashback. La registrazione non è obbligatoria, ma consente di velocizzare la procedura.Con registrazione, è possibile associare dispositivo di telepedaggio o targa e ricevere i rimborsi in automatico, indicando un IBAN per l'accredito.Senza registrazione, invece, tutto passa dalla ricevuta: va conservata, utilizzata almeno 4 ore dopo il ritiro al casello e inserita nella procedura online. A quel punto si riceve via email un codice per monitorare la richiesta.Come viene calcolato il rimborso In presenza di cantieri, l'importo si compone di due elementi: una quota base legata al cantiere e una eventuale quota per il ritardo. Se lungo il percorso sono presenti più cantieri, i rimborsi si sommano, ma non possono superare il pedaggio pagato.Per il traffico bloccato, invece, il calcolo è più diretto: si applica una percentuale sul pedaggio della tratta interessata, fino a un massimo del 100%. In caso di più eventi, gli importi si accumulano, ma resta il limite complessivo.Se nello stesso viaggio si verificano sia cantieri sia blocchi, viene riconosciuto l'importo più favorevole. Tempi e scadenzeI tempi dipendono dalla modalità scelta. Con ricevuta e targa, l'esito arriva entro 7 giorni. Con il telepedaggio, tutto è legato ai cicli di fatturazione.Anche le scadenze cambiano: con ricevuta si ha tempo fino a 12 mesi dal viaggio, mentre con telepedaggio si possono recuperare solo i transiti fino a 4 mesi precedenti l'adesione al servizio. Una misura utile, ma non per tutti Il sistema introduce un principio corretto, ma resta complesso e con margini applicativi limitati. Le critiche si concentrano proprio su questo punto: i vantaggi per gli automobilisti rischiano di essere contenuti, mentre l'impatto sui concessionari appare ridotto.L'Autorità difende la misura, sottolineando il carattere progressivo dell'intervento e la riduzione del meccanismo di compensazione fino al 2030, senza possibilità di recuperare i rimborsi sui pedaggi.In sintesi, ottenere il rimborso del pedaggio autostradale è possibile, ma solo in condizioni precise: tra soglie minime, eccezioni e vincoli sui percorsi, è fondamentale verificare tratta, durata del ritardo e modalità di pagamento prima di fare richiesta.
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