futuREady - R-Space Lab, luce e versatilità: così Renault immagina labitacolo del futuro
Insieme alla concept Bridger, che anticipa una nuova SUV da città in arrivo a giugno e destinata inizialmente al mercato indiano, la Renault ha svelato anche la R-Space Lab, veicolo-laboratorio concepito per "reinventare l'esperienza a bordo", fatto di interni modulabili e versatili, con possibilità di riconfigurarli in modo da adattarsi alle diverse necessità di tutti i giorni. Molte delle soluzioni presente sulla R-Space Lab diventeranno realtà sui prossimi modelli della Régie. Luce a bordoLunga 4,5 metri, alta 1,5 e con forme da monovolume, la Renault R-Space Lab nasce dal lavoro di Futurama, piano nato in seno alla Renaulution di Luca de Meo, sviluppato per produrre innovazione all'interno del gruppo francese. Caratterizzata da ampie superfici vetrate, con il parabrezza che si allunga e si fonde nel tetto, completamente, in vetro, con montanti sottili e le portiere senza telaio, R-Space Lab accoglie gli occupanti in un abitacolo particolarmente luminoso. Alcolock integrato nel volanteA bordo, la R-Space Lab amplifica a dismisura il concetto di multimedialità connessa, con un display curvo openR (con Android Automotive) che si estende per tutta la larghezza della plancia, con le informazioni sulla guida e sui contenuti multimediali. Al centro è comunque presente un display per l'infotaiment con una grande rotella fisica per controllarne le funzioni, e tasti fisici per il climatizzatore. Il volante, compatto e a forma di cloche, gestisce lo sterzo a comando elettronico (steer-by-wire). Originale il sensore touch sulla corona per il rilevamento del tasso alcolemico, mentre la AI di bordo si occuperà anche di assistere nella guida il conducente - se lo desidera - con raccomandazioni personalizzate. Puoi dormirci o portare una biciDavanti al passeggero non ci sono i tradizionali airbag, che sono invece integrati nel sedile, lasciando così spazio a un vano portaoggetti che può anche essere utilizzato come supporto per un tablet o come appoggio per i piedi per riposarsi. Chi siede dietro può contare sul pavimento piatto e sedute singole, sollevabili e con gli schienali reclinabili, per il massimo della versatilità nella gestione del carico: analogamente ai "sedili magici" della Honda, questa soluzione consente di caricare anche una bicicletta. Il carico è agevolato anche dalle porte posteriori che si aprono di 90.
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Showcar - Renault Bridger, sviluppo in tempi record: la nuova B-SUV progettata in India debutta nel 2027
Durante la presentazione del piano strategico "futuREady", la Renault ha svelato la concept Bridger, vettura che anticipa una B-SUV urbana in arrivo nel 2027, con motorizzazioni termiche, ibride ed elettriche a seconda dei mercati. La commercializzazione di questo modello partirà dall'India, per espandersi gradualmente in altri territori. Al momento non sappiamo ancora se e quando la Bridger arriverà anche in Europa. Piccola ma spaziosaCostruita sulla piattaforma modulare multienergia del gruppo Renault, che assume la denominazione di RGMP Small (Renault Group Modular Platform), la Bridger sarà una SUV pensata per "diventare un nuovo punto di riferimento della mobilità urbana": lunga meno di quattro metri, metterà a disposizione un abitacolo e un bagagliaio molto spaziosi. Secondo la Renault, i centimetri a disposizione per le ginocchia sono 20, mentre la capacità del baule è di 400 litri. Sguardo aggressivoIl look è di quelli che non passano inosservati: frontale squadrato, cofano nero di forma incassata, la scritta Renault (illuminata) sulla calandra al posto della tradizionale losanga e una nuova firma luminosa su due livelli. Le linee sono tese e i volumi essenziali: inedito, rispetto alla gamma attuale, il disegno dei fari, specialmente quelli posteriori, di forma trapezoidale. Massicci i passaruota in plastica, che contrastano con la carrozzeria in Beige Dune Satin. La concept mostra inoltre alcuni tratti da fuoristradista che potrebbero trovare posto anche nel modello di serie: altezza da terra di 200 mm, cerchi da 18" e la ruota di scorta fissata al portellone, incernierato su un lato. Arriverà nel 2027La versione di serie della Bridger sarà sviluppata in India con un tempo inferiore ai 2 anni, in base ai nuovi standard che si è dato il gruppo Renault. Inizialmente venduta sul mercato locale a partire dalla fine del 2027, la nuova B-SUV francese verrà successivamente commercializzata anche in altri territori: sarà disponibile con motori termici, ibridi ed elettrici, a listino nei diversi paesi in base alle richieste dei clienti e alle sensibilità locali.
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Station wagon - Dacia Striker, la nuova crossover per famiglie: ibrida o a GPL, sotto i 25 mila euro
Dopo le anticipazioni dei giorni scorsi, nella giornata di presentazione del piano strategico "futuREady" del gruppo Renault, la Dacia ha finalmente svelato la Striker, la nuova crossover di segmento C che affiancherà la Bigster nell'ampliamento dell'offerta per le famiglie. Questo modello, che verrà svelato interamente il prossimo giugno, sarà proposto a un prezzo inferiore ai 25.000 euro (invece dei 20.000 ipotizzati inizialmente). Arriverà anche a Gpl (per ora)La Dacia Striker, internamente conosciuta con il nome in codice C-Neo, è una crossover lunga 4,62 metri e introduce diverse novità, non solo stilistiche: sarà infatti disponibile con motorizzazioni elettrificate, anche a quattro ruote motrici, oppure bifuel a Gpl (almeno fino al 2030). Sullo stile si cambia rottaLe linee della Striker sono quelle di una station wagon con assetto rialzato (e una coda leggermente spiovente) per offrire "la praticità di una berlina spaziosa", "robusta e versatile" per le esigenze di una famiglia. Cambia il frontale, con il muso verticale, la calandra sottile e una nuova firma luminosa più moderna, che con ogni probabilità sarà adottata anche sui prossimi modelli della Dacia. Al posteriore i fari sono collegati da una inedita fascia nera in plastica Sparkle, con effetto "granulare" che contribuisce a rendere più avventuroso il look dell'auto.
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La roadmap francese - Renault futuREady, i piani di Provost: elettriche a 800 V, ibrido oltre il 2030 e 36 novità in arrivo
Il Gruppo Renault ha presentato il suo nuovo piano strategico. Denominato futuREady, è stato elaborato dal nuovo amministratore delegato Franois Provost con l'obiettivo di proseguire lungo il percorso già tracciato dal suo predecessore Luca de Meo e, ancor di più, di preparare il costruttore transalpino ad affrontare un contesto caratterizzato, a livello globale, da una crescente volatilità e da una concorrenza sempre più intensa.A tal fine, uno dei pilastri delle nuove strategie è rappresentato da un'infornata di nuovi prodottiche cercherà di capitalizzare quanto fatto negli anni passati sul fronte della mobilità elettrica e, soprattutto, delle tecnologie ibride, destinate a rimanere nella gamma dei vari brand anche oltre il 2030.In particolare, il gruppo lancerà, fino al termine del decennio, 36 novità, di cui 22 in Europa (16 elettriche) e 14 sui mercati internazionali. La ripartizione conferma l'intenzione del costruttore di mantenere un forte radicamento in Europa e, al contempo, di imprimere un colpo di acceleratore all'estero, puntando innanzitutto su India, Sud America e Corea del Sud. La nuova piattaforma elettrica high-tech e taglia costiUn ruolo centrale nella nuova strategia lo giocheranno le tecnologie, a partire dalla nuova piattaforma elettrica RGEV Medium 2.0. Dotata di un'architettura a 800 volt, con ricarica rapida in 10 minuti nel 2030, coprirà i segmenti da B+ a D, con un particolare focus sulle future generazioni di veicoli elettrici del segmento C e sarà adattata a tutti i segmenti di carrozzeria: dalle berline ai SUV, fino alle monovolume.Inoltre, garantirà autonomie fino a 750 km (ciclo WLTP) per le elettriche pure e fino a 1.400 km nella versione Range Extender. La nuova piattaforma, sviluppata principalmente in Francia, consentirà di ridurre i costi del 40% rispetto all'attuale generazione di veicoli elettrici.Un ampio passaggio della presentazione ha riguardato le batterie: la gamma del gruppo potrà contare su chimiche ad alta densità energetica per i modelli ad elevata potenza e/o grande autonomia (le novità passeranno progressivamente all'architettura a 800 V già dal 2028, raggiungendo fino a 10 minuti di ricarica rapida), e su chimiche accessibili per le auto compatte e le versioni con autonomia standard (i veicoli dei segmenti A-B rimarranno a 400 V, con un tempo di ricarica di 20 minuti nel 2030).Sul piano dei motori, invece, il gruppo intende sviluppare una terza generazione di propulsori elettrici (EESM) con rotore avvolto e senza terre rare. Con un rendimento del 93% in autostrada e una potenza aumentata del 25%, il propulsore, sviluppato e prodotto internamente, avrà 275 CV e sarà disponibile con trazione anteriore e posteriore. Abbinato a un'elettronica di potenza denominata 7 in uno, consentirà un risparmio del 20% rispetto alla generazione precedente. Tutte le nuove tecnologie saranno sviluppate in Europa per i mercati europei.Per quanto riguarda i veicoli ibridi, Renault Group continuerà a sviluppare la tecnologia E-Tech oltre il 2030, con nuove versioni inferiori a 150 CV. Partnership e alleanze strategiche del Gruppo RenaultNon poteva mancare un passaggio sull'Alleanza con Nissan e Mitsubishi. In Europa, il Gruppo Renault manterrà la piena autonomia industriale e tecnologica e rimarrà aperto alla produzione di veicoli per altri costruttori automobilistici, come avvenuto di recente con Ford.Sui mercati internazionali, invece, l'India si trasformerà in un vero e proprio centro di produzione e approvvigionamento, in grado di servire sia i mercati locali sia quelli mondiali, producendo in particolare una gamma completa di modelli Nissan. In Corea del Sud e in America del Sud, si continuerà a fare affidamento sulla partnership con Geely.Nel complesso, il gruppo produrrà oltre 300.000 veicoli all'anno per questi cinque costruttori entro il 2030, su tre continenti. Ci saranno anche dei risparmi: ecco comeQuanto ai target finanziari, il gruppo ha confermato l'intenzione di registrare un margine operativo tra il 5% e il 7% del fatturato e flussi di cassa per il ramo auto pari ad almeno 1,5 miliardi di euro l'anno.Per raggiungere questi obiettivi, saranno attuate una serie di iniziative volte a migliorare le attività operative. Utilizzando in media il 30% in meno di componenti per veicolo, integrando 350 robot umanoidi di nuova generazione per i compiti più gravosi o a minimo valore aggiunto e sfruttando l'Intelligenza Artificiale nel monitoraggio delle fasi di produzione, il gruppo punta a dimezzare i tempi di interruzione dell'attività negli stabilimenti e a ridurre del 25% il consumo di energia, abbassando complessivamente i costi di produzione del 20%.Le spese saranno abbattute anche tramite una maggior velocità di sviluppo dei prodotti (ogni ciclo non dovrà superare i due anni), l'ottimizzazione dellasupply chain(l'obiettivo èridurre i costi logistici del 30%) e una forte attenzione alla produttività e alla qualità (si punta adimezzare gli incidenti fin dal primo anno di utilizzo e a ridurre di tre volte i reclami cliente in cinque anni).Il rigore operativo, secondo il management,permetterà di ridurre i costi variabili per veicolo di circa 400 euro all'anno in media e i "ticket di ingresso dei nuovi progetti" fino al 40% rispetto alla generazione precedente.
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