Renault-Nissan - Nuove indiscrezioni su un possibile divorzio

4 Ruote - Gen 13,2020

Di un possibile divorzio tra la Renault e la Nissan si parla da tempo, ma ora emergono indiscrezioni su un'accelerazione impressa dai giapponesi su presunti "piani d'emergenza segreti" per tagliare i legami coi francesi. In particolare, secondo il Financial Times, la fuga rocambolesca di Carlos Ghosn dal Giappone al Libano sarebbe stata uno dei fattori dirimenti nelle valutazioni dei top manager della Nissan.

Alta tensione. I piani per l'ipotetico divorzio, ultimo segnale di una crescente tensione tra le due anime dell'Alleanza franco-nipponica, includono una separazione totale delle attività congiunte (a cominciare dalla progettazione e dalla produzione dei veicoli) e modifiche all'attuale composizione del consiglio di amministrazione della Nissan. L'arresto di Ghosn, unito alle controversie sulla governance dei giapponesi e sulla fusione tra la Renault e la FCA, ha accentuato le divergenze e i tentativi di ricomposizione non sembrano aver sortito alcun effetto: anzi, le recenti vicissitudini dell'ex presidente non hanno fatto altro che aggravare la situazione. Lo confermano le fonti citate dal Financial Times: i rapporti tra francesi e giapponesi non sono idilliaci da tempo (giusto pochi giorni fa, Ghosn ha collegato la propria defenestrazione all'ostracismo dei dirigenti nipponici nei confronti della fusione), ma ora sarebbero entrati definitivamente in crisi. Non solo: stando alle indiscrezioni, diversi manager della Casa di Yokohama vedrebbero ormai i francesi come un freno per le loro ambizioni e strategie industriali.

Le incertezze. Il divorzio potrebbe porre le basi per un futuro piuttosto incerto, lasciando le due aziende - unite da oltre vent'anni da un accordo di collaborazione industriale e da partecipazioni incrociate - in balìa di un settore in rapida trasformazione, tra operazioni di consolidamento (come la fusione tra la Fiat Chrysler Automobiles e la PSA) e grandi alleanze industriali (per esempio, la collaborazione sempre più ampia tra la Volkswagen e la Ford). Eventuali discussioni su un possibile addio potrebbero incidere pesantemente sull'operatività e sui conti delle due aziende: sotto la direzione di Ghosn, la centrale acquisti dei due costruttori è stata integralmente unificata e sono molti i modelli, del passato o del futuro, che condividono piattaforme e componenti. La stessa Ariya, la Suv elettrica prevista per quest'anno, è basata su un'architettura sviluppata con la Renault.

Momento delicato. Nelle prossime settimane, il presidente della Renault, Jean-Dominique Senard, presenterà diversi progetti congiunti, confermando l'Alleanza e dando respiro a un futuro senza più l'ombra di Ghosn e guidato da una nuova dirigenza. Senard, che a breve potrebbe affidare l'incarico di amministratore delegato a Luca De Meo, ha avuto un ruolo di primo piano nella scelta di Makoto Uchida come nuovo timoniere della Nissan: quello stesso Uchida che oggi starebbe lavorando su nuovi progetti, ma che non sarebbe riuscito ad alleviare la sfiducia dei giapponesi nei confronti della Renault. Insomma, le indiscrezioni del Financial Times ricostruiscono un'atmosfera non certo ideale per dare un futuro all'Alleanza e la Borsa ha prontamente reagito: a Parigi le azioni Renault perdono il 3,8% circa. Del resto, basta leggere quanto affermano gli analisti di Evercore ISI: "Crediamo fermamente che il rapporto tra la Renault e la Nissan si sia rotto. Probabilmente, ha superato il punto di non ritorno".

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Francia - Nuovi incentivi per la riduzione delle emissioni

4 Ruote - Gen 13,2020

La Francia accelera sulla decarbonizzazione dei trasporti dopo lentrata in vigore della legge d'orientamento sulla mobilità composta da 189 articoli che vertono su tre pilastri: investimenti nel settore dei trasporti, introduzione facilitata di nuove soluzioni di viaggio e transizione verso una mobilità più pulita. Non manca una profonda revisione del codice della strada che il Governo dovrebbe affrontare prima della fine del 2021 al fine di adeguare la legislazione ai veicoli autonomi e connessi "definendo il regime di responsabilità applicabile". Inoltre, in caso di incidente, i sistemi di bordo dovranno essere in grado di mettere a disposizione delle forze dell'ordine i dati raccolti per facilitare l'attribuzione delle responsabilità.

Decarbonizzazione completa entro il 2050. A seguito degli impegni del piano Clima, che riflette l'Accordo di Parigi, la Francia scommette su un "graduale aumento della percentuale di veicoli a basse e bassissime emissioni" per le auto private e sul divieto di vendita di veicoli a combustibile fossile entro il 2040. La legge introduce inoltre l'obbligo per le aziende con almeno 50 dipendenti di negoziare misure per migliorare la mobilità dei lavoratori tra il luogo di residenza e il posto di lavoro, in particolare incoraggiando l'uso dei trasporti pubblici, del car pooling e di altre forme di mobilità condivisa. L'utilizzo delle biciclette sarà promosso con diverse iniziative: entro gennaio 2024 dovranno essere create strutture di parcheggio nelle stazioni ferroviarie e negli snodi di trasporto multimodale. Dal luglio del 2021 i bus per il trasporto pubblico dovranno essere dotati di almeno cinque spazi per biciclette e anche i treni dovranno avere delle zone appositamente allestite per ospitare i ciclisti. Sempre dal prossimo anno i veicoli di peso superiore a 3,5 tonnellate dovranno essere dotati di un cartello che segnali i punti ciechi a ciclisti e pedoni.

Nuovi incentivi. Dallinizio del 2020 sono anche attivi i nuovi incentivi per auto e veicoli commerciali leggeri che emettono "una quantità di CO2 inferiore o uguale a 20 g/km" e con un prezzo di listino inferiore a 45.000 euro. Lammontare del bonus arriva al 27% del prezzo del veicolo con un limite di 6.000 euro per i privati e 3.000 euro per le aziende. Il bonus viene dimezzato per i veicoli con un prezzo compreso tra 45.000 e 60.000 euro, cifra massima per ottenere un incentivo, a eccezione dei veicoli commerciali leggeri e delle Fuel Cell.

Fermo amministrativo per i mezzi di chi abbandona i rifiuti. Tra le modifiche che verranno apportate al codice della strada ve ne saranno alcune pensate per semplificare il processo di conseguimento della patente abbassandone i costi e consentendo l'utilizzo di simulatori di guida per la preparazione all'esame pratico. I comuni potranno inoltre decidere di innalzare il limite da 80 a 90 km/h su alcune strade extraurbane, anche a corsia singola, mentre le forze dell'ordine potranno punire con un fermo amministrativo gli automobilisti che verranno sorpresi a scaricare rifiuti a lato della strada.

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Volkswagen ID.3 - Il software incompleto non ritarderà il lancio

4 Ruote - Gen 13,2020

La Volkswagen conferma ritardi nello sviluppo del software della ID.3, ma esclude ripercussioni sul programma di lancio: l'arrivo nelle concessionarie della berlina elettrica, come da indicazioni originarie, è previsto per la prossima estate. 

Gli stessi problemi della Golf. In particolare, da Wolfsburg hanno sottolineato come i problemi che hanno influito sul lancio della nuova Golf sono stati riscontrati anche sulla ID.3. Sono state dunque confermate le indiscrezioni lanciate prima di Natale da Manager Magazin, secondo cui oltre 20.000 esemplari della berlina sarebbero stati assemblati con un software incompleto e con la necessità, quindi, di un aggiornamento manuale affidato a un team di ingegneri nelle fasi successive alla produzione. "Creare una nuova, potente architettura elettronica e informatica è una sfida che può portare a difficoltà o ritardi, che al momento stiamo affrontando", ha affermato un portavoce della Casa tedesca. "Le tempistiche rimangono valide: il lancio sul mercato è previsto per l'estate del 2020". 

La soluzione Car.Software. Alcune anomalie software hanno spinto i vertici aziendali a posticipare il lancio dell'ottava generazione della Golf al primo trimestre di quest'anno. Nello specifico, il problema ha riguardato l'enorme complessità del software: basti pensare che il codice del solo sistema di infotainment, che pesa per un quinto dell'intero sistema informatico, contiene circa 100 milioni di righe, a fronte dei 10 milioni di un'automobile realizzata intorno al 2010. Tra l'altro, la Golf si basa su un'architettura evoluta e non su una piattaforma informatica totalmente nuova come la E3 della ID.3. La berlina elettrica, la cui piena disponibilità sul mercato è considerata cruciale dai vertici aziendali per garantire il rispetto dei nuovi limiti europei sulle emissioni ed evitare il pagamento di multe salate, è prodotta dallo scorso novembre a Zwickau: per l'intero 2020 è previsto ne vengano assemblati 100.000 esemplari. Quelli finora usciti dalle catene di montaggio dovranno, però, rimanere parcheggiati fino all'aggiornamento dei software. Nei prossimi mesi, prima dell'avvio delle consegne saranno anche effettuati continui test per escludere ulteriori problemi. L'incarico è stato affidato ai tecnici della nuova divisione Car.Software. Costituita in seguito ai problemi riscontrati alla Golf, potrà contare entro il 2025 su 10.000 tecnici e specialisti che avranno la responsabilità di sviluppare i software non solo per le auto, ma anche per i processi produttivi, amministrativi e commerciali.

 

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Accademia ED - Il Master Mobility Manager è la novità del 2020

4 Ruote - Gen 13,2020

Il Master Mobility Manager è la novità 2020 di Accademia ED. Realizzato in collaborazione con Quattroruote, Assolombarda, Amat e Fleet&Business, è dedicato alle nuove figure professionali in grado di comprendere i profondi cambiamenti in tema di mobilità. Il suo scopo è quello di formare una nuova generazione di manager qualificati e di ampia formazione, in grado di inquadrare le nuove problematiche con soluzioni che vanno incontro alle smart city che si stanno formando, alle nuove tecnologie e agli innovativi modelli di business che ogni giorno fanno capolino sul mercato.

Mobilità aziendale: la protagonista. Un percorso di studi che unisce le competenze dei redattori di Quattroruote e di Fleet&Business ai differenti punti di vista dei maggiori player del settore: dalle istituzioni alle aziende di trasporti e di logistica, a chi si occupa, naturalmente, di mobilità nelle aziende. Tutte le informazioni sul Master e sulle modalità di candidatura sono sul sito Accademia Editoriale Domus.

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Ionity - Nel 2020 oltre 300 nuove stazioni di ricarica da 350 kW

4 Ruote - Gen 13,2020

La ABB e la Ionity hanno siglato un accordo per la realizzazione di 324 nuove stazioni di ricarica rapida per veicoli elettrici in 24 Paesi europei. Il progetto si completerà entro la fine dell'anno ed è la seconda fase di espansione della rete. La ABB ha già raccolto l'ordine per la realizzazione delle prime 340 stazioni da 350 kW con speciali cablaggi raffreddati a liquido, capaci di ripristinare fino a 200 km di autonomia in otto minuti per i veicoli compatibili.

Oltre 200 stazioni già attive in Europa. Ionity, che vede al suo interno i gruppi BMW, Daimler, Ford, Volkswagen e il marchio Audi, può contare a oggi su 202 stazioni già funzionanti e l'espansione prevista consentirà di supportare il sempre maggior numero di veicoli plug-in hybrid ed elettrici che si stanno affermando sul mercato. Le nuove regole sulle emissioni spingeranno ulteriormente le case a puntare sull'elettrificazione offrendo sul mercato un numero sempre maggiore di modelli.

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FCA-PSA - I Peugeot pronti ad aumentare la propria quota

4 Ruote - Gen 13,2020

La famiglia Peugeot è pronta ad aumentare rapidamente la sua partecipazione nella nuova società frutto della fusione tra la Fiat Chrysler e la PSA.  quanto afferma Jean-Philippe Peugeot, responsabile della holding Etablissements Peugeot Frères, in un'intervista alledizione domenicale del quotidiano francese L'Est Republicain.

Prioritario incrementare la quota. L'accordo di integrazione assegna esplicitamente agli eredi del fondatore del gruppo transalpino il diritto di poter incrementare la partecipazione del capitale del 6,2% circa, acquisendo un ulteriore 2,5% solo dagli altri due azionisti rilevanti della PSA: la Bpifrance Participations, il veicolo titolare della quota in mano allo Stato, e la cinese Dongfeng Motors. Tale possibilità, secondo Jean-Philippe Peugeot, rappresenta al momento la principale priorità della sua famiglia, intenzionata a procedere con l'operazione il più presto possibile dopo il completamento dell'accordo. "Per ottenere questa possibilità, le trattative sono state complesse e l'esito non scontato. Non appena saremo certi del perfezionamento della fusione, la mia famiglia lancerà i necessari segnali a favore dell'incremento", ha sottolineato Peugeot.

L'uscita dello Stato. Tra i vari movimenti nell'azionariato è possibile anche un'uscita dello Stato francese, entrato nel capitale della PSA nel 2014 nel quadro dell'operazione di salvataggio orchestrata insieme ai cinesi. Attualmente, Parigi, i Peugeot e la Dongfeng detengono il 12,2% del costruttore francese a testa e con la fusione dovrebbero scendere tutti intorno al 6,2%. Tra l'altro, dando credito a diverse ricostruzioni della stampa transalpina non è esclusa un'uscita totale della Francia dall'azionariato, anche se non in tempi brevi. Nemmeno Jean-Philippe Peugeot esclude questa ipotesi: "la mia famiglia ringrazia lo Stato per essere stato presente quando, tra il 2013 e il 2014, la PSA era in difficoltà. Tuttavia, penso che non rimarrà azionista per sempre. Senza alcun dubbio rimarrà il tempo necessario per garantire la salvaguardia dei posti di lavoro francesi". 

La questione Dongfeng. Quanto ai cinesi, è previsto che la Dongfeng  scenda al 4,5%, cedendo azioni al gruppo oppure alla famiglia di Sochaux, in modo da ridurre una presenza invisa soprattutto agli americani e quindi agevolare il processo di autorizzazione delle autorità statunitensi. La Peugeot ha comunque espresso fiducia sul via libera da parte degli uffici antitrust di Bruxelles e Washington ("lo Stato francese e l'Europa vogliono che la fusione abbia successo") pur sottolineando di nutrire timori per eventuali ostacoli in Europa più che negli Stati Uniti. Non è neanche escluso che la Dongfeng riduca ulteriormente la sua partecipazione: "forse venderanno in parte, ma non credo venderanno tutta la quota. Certo, le attività della PSA in Cina non hanno soddisfatto le nostre aspettative, ma per la Dongfeng è un problema di minor importanza" ha chiosato Jean-Philippe Peugeot. 

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Dakar - Stage 8 - Vince Serradori, Alonso secondo

4 Ruote - Gen 13,2020

Anche lottava prova della Dakar 2020 è andata in archivio. La prova ad anello di oggi con partenza e arrivo a Wadi Al Dawasir ha visto i piloti affrontare 477 chilometri di prova speciale. stata però una tappa in lutto, dopo la tragica scomparsa di Paulo Gonalves, il motociclista che ha perso la vita ieri dopo una rovinosa caduta. Per questo motivo, oggi moto e quad non hanno corso, in segno di rispetto verso il quarantenne portoghese. invece proseguita normalmente lavventura per auto, camion e Ssv: oggi il vincitore di tappa è stato Serradori: un exploit che ha portato il francese della Century a conquistare la prima vittoria in questa edizione, dopo aver comunque mostrato in più occasioni di poter tenere il ritmo dei migliori.

Doppia sorpresa, Alonso sul podio. A parte linaspettata vittoria della Century di Serradori, oggi abbiamo assistito al primo podio di Fernando Alonso alla sua prima Dakar. Lo spagnolo che aveva apertamente dichiarato di puntare a un piazzamento in top 3 in almeno una tappa si sta dimostrando sempre più costante e competitivo, confermando dessere un pilota davvero completo. Fernando ha portato il suo Hilux ufficiale al traguardo con soli 4 minuti di ritardo da Serradori e con 2 minuti di vantaggio sul pilota del team Mini X-Raid, largentino Orlando Terranova. Ottimo quinto posto per Yazeed Al-Rajhi, autore di unaltra bella performance che gli permette di chiudere davanti al polacco Przygonski del team Orlen Mini e a Ten Brinke, con laltro Hilux del team Toyota Gazoo Racing.

Protagonisti in difficoltà. Per Sainz, Peterhansel e Al-Attiyah, oggi è stata una giornata piuttosto difficile, tanto che tra i primi dieci troviamo solo Mr. Dakar, che è riuscito a strappare la nona posizione. Sainz ha perso subito un quarto d'ora nelle prime fasi della prova cronometrata, in parte recuperati più avanti, ma Al-Attiyah e Peterhansel non sono riusciti a capitalizzare: Al-Attiyah ha chiuso undicesimo, guadagnando solo 4 minuti su Sainz, che invece ha chiuso quindicesimo.

Sainz resta leader in classifica. Così, lo scenario in classifica generale cambia davvero poco: Sainz resta al comando, con il qatariota Al-Attiyah a 6 minuti e 40 secondi dal rivale madrileno. Peterhansel rosicchia minuti preziosi al compagno di squadra, ma resta terzo a 13 minuti.

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Ford - Collaudi in off-road per la Bronco - VIDEO

4 Ruote - Gen 13,2020

Il prototipo destinato alla Baja 1000 non ha ottenuto i risultati sperati concludendo la propria esperienza con un ritiro, ma l'interesse per il ritorno di un modello iconico come la Ford Bronco rimane altissimo. La Ford per questo motivo ha pubblicato un video dei collaudi della versione di serie, confermando così la presentazione ufficiale fissata per la prossima primavera. 

La basa è quella del Ranger. I test si svolgono in questo caso in California, ma i dettagli sono ancora piuttosto limitati. Il modello è basato sulla meccanica e sul telaio a longheroni del pick-up Ranger, ma avrà una sua specifica caratterizzazione off-road: del resto la sua concorrente principale sarà la Jeep Wrangler. Per questo motivo, probabilmente, la carrozzeria potrà essere in parte smontata, inoltre dovrebbero essere previste varianti a tre e cinque porte: il prototipo del teaser sembra essere una tre porte e non è escluso in futuro persino l'arrivo di un pick-up derivato dalla fuoristrada. Altra storia la Baby-Bronco: vi sarà infatti spazio anche per una sorella minore, ma avrà la meccanica della Kuga.

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Kia Stonic - Una settimana con la 1.6 CRDi Energy [Day 1]

4 Ruote - Gen 13,2020

La protagonista del Diario di bordo di questa settimana è la Kia Stonic 1.6 CRDi nell'allestimento Style. Si tratta della versione più completa dell'intera gamma, nonché dell'unica motorizzazione turbodiesel presente a listino: la piccola Suv è disponibile anche con motori a benzina e Gpl. Il quattro cilindri alimentato a gasolio eroga 115 CV a 4.000 giri/min e una coppia massima di 280 Nm a 1.500 giri/min: l'unico cambio disponibile è un manuale a sei rapporti con trazione anteriore (l'integrale non è prevista per questo modello). A fronte di un peso di 1.255 kg, la Stonic è in grado di scattare da 0 a 100 km/h 10,9 secondi e di toccare una velocità massima di 180 km/h con un consumo medio dichiarato di 5,0 l/100 km con 130 g/km di emissioni di CO2 nel ciclo Wltp. La più piccola delle Suv del marchio coreano è lunga quattro metri e 14 cm, larga 176 cm, alta 150 cm e ha un passo di 258 cm. Omologata come cinque posti, ha un bagagliaio con un volume minimo di 332 litri, che sale a 1.155 litri abbattendo gli schienali dei sedili posteriori. I listini della Stonic partono da 16.750 euro ma per avere una 1.6 CRDi Energy servono almeno 23.250 euro. Di serie con questo allestimento sono previsti cerchi di lega da 17", climatizzatore automatico, infotainment da 7" con retrocamera, radio Dab e compatibilità Android Auto e Apple CarPlay, sedili con rivestimenti di pelle e tessuto, vetri posteriori oscurati, sensori di parcheggio posteriori e Color Pack per gli interni. Per quanto riguarda i sistemi di sicurezza e di assistenza alla guida non mancano la frenata automatica con rilevamento dei pedoni, il rilevamento della stanchezza del guidatore e il cruise control con limitatore della velocità. L'esemplare protagonista del Diario di bordo è inoltre dotato del ruotino di scorta (200 euro) e della verniciatura bicolore degli esterni nelle tinte Platinum Graphite/Electric Green (850 euro): il prezzo finale è dunque di 24.300 euro.  

 

 

Vivacità inaspettata [Day 1]. Eccomi a bordo. Colori vivaci a contrasto, sedili e pedaliera sportiveggianti, due strumentoni analogici e pochi pulsanti: stuzzica questa Stonic, piuttosto che fare la praticona tuttofare. Da fuori, non avevo mica capito questa sua vocazione peperina. Le plastiche sono rigide, di finiture ricercate nemmeno lombra, ma la sostanza cè e tutto è al posto giusto. E, messa la prima, arriva la conferma. brillante, reattiva, curva con disinvoltura, trasmette agilità e rapidità nel muoversi. Davvero divertente, soprattutto pensando che è diesel e che parliamo di un centinaio di CV abbondanti (115 per lesattezza), però cè un effetto turbo lag avvertibile: la curva di coppia è appuntita e quando arriva il picco di spinta sterzo e sospensioni anteriori ne risentono. Complice un controllo di trazione tardivo, ci si ritrova a gestire qualche pattinamento, un volante vivace e unimpronta a terra del pneumatico che diventa leggera. Bello! ... potrebbe dire qualcuno. Ma qui mi fermo, perché sta a voi decidere se fate parte di quel qualcuno. Quello che posso dirvi è che la Kia non mi delude mai. Non gioca a fare la pretenziosa, non vuole stupire a tutti costi con virtuosismi di design autoriferiti, ma nemmeno cade nella semplicità/povertà percepita che alcuni prodotti trasmettono quando il portafogli diventa il primo riferimento dacquisto. Ha un suo stile, non le manca niente in quanto a dotazioni e alla voce piacere di guida non ha mai il braccino. Gran bel compromesso. Con, a volte, qualche sorpresa. Nel caso della Stonic, di vivacità. Chi lavrebbe mai detto. Roberto Ungaro, redazione Web TV

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Lexus LC 500 - La prima Convertible all'asta per beneficenza

4 Ruote - Gen 13,2020

Il primo esemplare della Lexus LC 500 Convertible, presentata al Salone di Los Angeles, andrà all'asta il prossimo weekend a Scottsdale, in Arizona. Il ricavato sarà devoluto alla Boys&Girls Clubs of America e alla Bob Woodruff Foundation.

Particolari unici per il telaio numero 1. Per l'occasione, la Casa giapponese ha realizzato sul telaio 100001 una "one-off". La carrozzeria di quest'esemplare presenta una verniciatura Structural Blue, mentre i rivestimenti interni sono di pelle semi-anilina di colore bianco. I cerchi forgiati da 21" con finitura Liquid Graphite nascondono pinze dei freni blu, mentre altri particolari esterni propongono la speciale tinta Liquid Platinum. Infine, il battitacco di fibra di carbonio rivela il logo della vettura personalizzata.

Un corso di guida per il vincitore. Oltre alla LC Convertible, dotata del propulsore V8 5.0 aspirato da 477 CV di serie, l'appassionato che si aggiudicherà il lotto riceverà anche una serie di esclusivi gadget, come, per esempio, il certificato di autenticità, un book fotografico dell'assemblaggio e un set di valigie su misura firmate Zero Halliburton. Nel prezzo saranno inoltre inclusi un corso di guida Lexus Performance Driving Experience, che si svolgerà in compagnia dell'ex pilota Scott Pruett, e due notti al Pebble Beach Resort.

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BMW Serie 6 GT - Proseguono i collaudi del facelift

4 Ruote - Gen 12,2020

Dopo i primi avvistamenti di fine ottobre, il facelift della BMW Serie 6 GT è stato fotografato nuovamente durante alcuni test su neve in Nord Europa: il debutto della versione aggiornata della cinque porte è previsto per la prima metà del 2020.

Modifiche leggere. Il muletto immortalato in queste foto spia presenta lievi camuffature sul frontale e sulla coda. Esteticamente, infatti, gli aggiornamenti si ispireranno al look della Serie 5, con i gruppi ottici a Led ridisegnati e modifiche ai parafanghi e al cofano rispetto al modello attuale. Conservate anche le fiancate e il tetto della cinque porte tedesca, incluso lampio lunotto e i fari posteriori. Sul retro, i cambiamenti dovrebbero interessare prevalentemente il paraurti, ma anche in questo caso si dovrebbe trattare di interventi leggeri.

Possibili varianti elettrificate. La vettura immortalata non rivela molto a proposito degli interni, ma è lecito aspettarsi un aggiornamento completo del sistema di infotainment. Allo stesso modo, anche la gamma motori dovrebbe offrire qualcosa di nuovo: attualmente, infatti, la GT non presenta varianti elettrificate, che potrebbero tuttavia essere introdotte assieme a questo leggero restyling, seguendo così anche in questo caso la linea evolutiva della Serie 5.

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Dakar - Stage 7 - Carlos Sainz continua a dettare legge

4 Ruote - Gen 12,2020

Dopo il tradizionale giorno di riposo, la Dakar riprende la sua corsa che oggi ha portato la carovana da Riyadh fino a Wadi Al Dawasir, in un percorso di 741 chilometri, di cui 546 di prove cronometrate. però una tappa listata a lutto: il motociclista portoghese Paulo Gonalves è deceduto a causa delle conseguenze dovute a una rovinosa caduta, mentre affrontava la sua tredicesima Dakar. Per quel che riguarda la mera cronaca sportiva di una triste giornata, tra le auto si è imposto Carlos Sainz. Il pilota della Mini ha messo le mani sulla vittoria della terza tappa sulle sette finora disputate, grazie a un tempo di 4 ore, 16 minuti e 11 secondi, precedendo di oltre due minuti il suo diretto inseguitore, Nasser Al-Attiyah, su Toyota. Terzo posto per Stéphane Peterhansel, con l'altra Mini del team Bahrain JCW X-Raid.

6 su 7 per la Mini. Senza ombra di dubbio, questa Dakar è nel segno della Mini: con la vittoria odierna, Sainz ha permesso alla marca di potersi fregiare di sei vittorie su sette appuntamenti. Il veterano spagnolo è in cerca tris in carriera alla Dakar e sembra essere al momento sulla strada giusta: oggi ha incrementato ulteriormente il suo vantaggio sul pilota della Toyota - Al-Attiyah - e sul compagno di squadra Peterhansel. Quest'ultimo ha limitato i danni nella tappa odierna, soprattutto nei confronti del pilota della Toyota, perdendo solo una manciata di secondi.

Toyota non al top. In casa Toyota si continua a faticare e Al-Attiyah rimane l'unico in grado di infastidire il duo Sainz - Peterhansel lì davanti. Tuttavia, oggi le cose sono andate meglio per il costruttore giapponese: Ten Brinke ha portato la Hilux della Toyota Gazoo Racing al quarto posto, precedendo l'altra Hilux - quella privata della Overdrive guidata dall'emiratino Al-Rajhi. Sesto posto, invece, per Fernando Alonso che ha preceduto il sudafricano De Villiers.

La classifica generale. Carlos Sainz resta leader indiscusso, con 10 minuti netti di vantaggio sul pilota della Toyota, Nasser Al-Attiyah. Terza posizione per Peterhansel, a 19 minuti dal compagno di squadra. Si conferma al quarto posto Yazeed Al-Rajhi del team Overdrive Toyota, staccato però di 44 minuti. Alle sue spalle troviamo l'argentino del team ufficiale Mini - Orlando Terranova - e a seguire le due Hilux della Toyota Gazoo Racing, con De Villiersi e Ten Brinke, con oltre un'ora di ritardo dalla vetta.

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Tragedia alla Dakar - morto Paulo Gonalves

4 Ruote - Gen 12,2020

Giornata nera per il motorsport: il motociclista Paulo Gonalves è deceduto a causa di una caduta occorsa al chilometro 276 della settima prova della Dakar 2020. Gli organizzatori hanno ricevuto l'allerta alle 10:08 ora locale e hanno inviato immediatamente sul posto l'elicottero per i soccorsi. Paulo Gonalves è stato trovato privo di sensi, in arresto cardiaco. Dopo i primi disperati tentativi di rianimazione, il portoghese è stato trasportato in elicottero all'ospedale di Layla, dove i medici ne hanno dichiarato ufficialmente la morte.

Pilota di lunga esperienza. Paulo Gonalves aveva 40 anni ed era un veterano della Dakar, quella di quest'anno era la sua tredicesima volta. Campione del mondo cross-country nel 2013, il portoghese occupava attualmente il 46 posto dopo la sesta prova della Dakar.

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Mondo auto - I colori più diffusi nel 2019 FOTO GALLERY

4 Ruote - Gen 12,2020

Nella nostra galleria di immagini riportiamo i risultati del 67 Rapporto sulla popolarità dei colori automobilistici diffuso dallAxalta, azienda specializzata in verniciature, dal quale emerge sì lo strapotere di diverse cromie a noi ben note, ma anche alcuni cambiamenti in atto, soprattutto nei singoli mercati. Del resto, se un decennio fa largento, caratterizzando il 26% del parco auto venduto nel 2010, era il colore più diffuso sul mercato mondiale, le preferenze degli automobilisti sono oggi notevolmente mutate: scopritele nei dettagli nella rassegna che vi proponiamo.

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Volkswagen T7 - Proseguono i collaudi della nuova generazione

4 Ruote - Gen 11,2020

Ccontinuano i collaudi della nuova generazione della Volkswagen T7: questa volta la multispazio è stata avvistata sulle strade delle Alpi a più di 2.000 metri di altitudine. Il debutto, pur in assenza di conferme ufficiali, è previsto per il 2021.

Nuove proporzioni. A oltre cinque anni dalla presentazione dellattuale T6, la nuova generazione del van dovrebbe basarsi sulla piattaforma modulare Mqb sviluppata dal gruppo Volkswagen. I principali cambiamenti si possono osservare sul piano delle proporzioni, con il parabrezza allungato e una cabina di guida più arretrata, una modifica che, come abbiamo già riportato, avrà necessariamente delle ripercussioni sul volume della zona di carico (la cubatura del vano posteriore potrebbe aver perso circa un metro cubo rispetto agli attuali 5,8). Il cofano rialzato, pronunciato e appiattito, ospiterà un motore diesel ibrido plug-in, ma non solo: la T7 potrebbe essere proposta anche in versione elettrica.

La gamma T. Non cambia molto rispetto ai primi avvistamenti di fine agosto: le numerose camuffature sul muletto, non ancora rimosse, rendono difficile scorgere altri dettagli estetici. La T7, in ogni caso, entrerà a far parte della gamma T assieme ad altri due modelli: la T6.1, presentato pochi mesi fa, e la ID Buzz, un'elettrica che entrerà in produzione nel 2022.

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Hummer - Un pick-up elettrico per il ritorno sul mercato

4 Ruote - Gen 11,2020

La General Motors si appresta a rilanciare l'Hummer. Secondo il Wall Street Journal, la Casa americana avrebbe organizzato un ritorno in grande stile del marchio simbolo dell'esagerazione motoristica, ingaggiando la stella dell'Nba LeBron James per uno spot che andrà in onda durante il Super Bowl: l'evento sportivo più seguito d'America, palcoscenico prediletto da numerosi costruttori per campagne pubblicitarie ad alto impatto emotivo, si terrà il prossimo 2 febbraio.  

Un futuro elettrico. Di un ritorno sulle scene dell'Hummer, marchio chiuso circa dieci anni fa sull'onda del fallimento della General Motors, si parla da tempo, ma ora ci sono maggiori dettagli sui piani dell'azienda di Detroit. Il nuovo modello, che dovrebbe essere commercializzato a partire dai primi mesi del 2022, sarà probabilmente un pick-up da volumi limitati e con caratteristiche spiccatamente fuoristradistiche. Al momento, non sembra ci siano piani per ricreare un brand autonomo: i veicoli, probabilmente, saranno marchiati GMC, importante fonte di vendite e utili per la General Motors. Di sicuro, il nuovo Hummer sarà solo il primo di numerosi Suv e pick-up di grandi dimensioni a batteria che il costruttore prevede di lanciare nei prossimi anni.   

I programmi delle Case. La decisione di rilanciare l'Hummer sotto la nuova veste elettrica rappresenta una decisa inversione di rotta rispetto al passato. Ispirato agli Humvee delle forze armate americane, il mezzo è dapprima diventato uno status symbol, per poi trasformarsi nel bersaglio preferito dalle organizzazioni ambientaliste per via dei consumi. Scomparso nel 2010, quando la General Motors decise di tagliare quattro marchi nel quadro della profonda ristrutturazione varata sotto l'amministrazione controllata, l'Hummer potrebbe ora riapparire con una veste decisamente politically correct e diventare solo uno dei tanti pick-up elettrici che le Case automobilistiche, piccole e grandi, hanno in programma di lanciare nei prossimi anni: solo per fare alcuni esempi, la Tesla ha recentemente presentato il controverso Cybertruck, la Ford sta lavorando a una versione a batteria dell'F-150 e la Rivian punta a lanciare entro pochi mesi lR1T. La General Motors, dal canto suo, ha già annunciato l'intenzione di investire 3 miliardi di dollari per ammodernare la fabbrica di Detroit-Hamtramck e adeguarla alla produzione di pick-up elettrici. L'obiettivo di tutti i produttori è continuare a beneficiare della crescente preferenza degli americani per i veicoli di grandi dimensioni e a ruote alte, ma facendo affidamento su motorizzazioni alternative. 

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Lancia - Prototipi, showcar e one-off: 20 esemplari davvero speciali FOTO GALLERY

4 Ruote - Gen 11,2020

uno dei marchi più amati dagli italiani, con una storia fatta di tante auto gloriose (10 esempi, su tutti), tra ammiraglie di successo, compatte sportive e tanti altri modelli. Molti vorrebbero senz'altro un ritorno della Lancia ai fasti di un tempo, con una gamma ben più articolata di quella attuale oggi rappresentata dalla sola Ypsilon, che resta comunque la seconda auto più venduta in Italia. Qualche speranza potrebbe arrivare dallannunciata fusione tra FCA e PSA, ma è ancora troppo presto per capire come cambieranno i piani industriali della Casa (con un modello a ruote alte allorizzonte?). Nel frattempo, godetevi la nostra galleria di immagini, dove abbiamo raccolto 20 auto tra prototipi, showcar e one-off che hanno mostrato al mondo le potenzialità creative del marchio di Torino e di grandi atelier di design.

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Nel bergamasco - Piovono calcinacci in galleria: colpite tre auto, nessun ferito

4 Ruote - Gen 11,2020

Ancora calcinacci nelle gallerie, ancora pezzi di materiale che piovono sulla strada durante il transito di veicoli. Dopo alcuni episodi eclatanti, come quello sull'A26 di fine dicembre, nella bergamasca un altro tunnel ha creato dei problemi agli automobilisti. Si tratta della prima galleria di via Mala che dalla Valle di Scalve (nella zona di Dezzo) porta alla Valle Camonica: tra le 8 e le 9 di sabato 11 gennaio, mentre percorrevano la galleria, tre vetture sono state infatti colpite da alcuni pezzi di calcestruzzo caduti dalla volta: per l'impatto, e il conseguente incidente, si sono aperti anche degli airbag. Altre due auto, invece, sono riuscite a evitare i detriti.  

Verifiche nelle prossime ore. L'episodio, in cui fortunatamente non si sono registrati feriti, è stato riferito da Pietro Orrù, presidente della comunità montana di Scalve. Secondo Orrù, anche se la galleria "non gode certamente di ottima salute dal punto di vista manutentivo", la situazione dovrebbe essere "sotto controllo". Le verifiche, condotte dai funzionari della provincia di Bergamo, inizieranno lunedì.

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Premio Gianni Mazzocchi - L'albo d'oro in attesa del Quattroruote Day

4 Ruote - Gen 10,2020

Anche quest'anno al Quattroruote Day sarà consegnato il Premio Gianni Mazzocchi: un riconoscimento prestigioso, istituito nel 2011 per onorare la memoria del fondatore di Quattroruote, scomparso nel 1984. Il premio viene assegnato da Quattroruote a figure che si siano particolarmente distinte nel mondo dellauto per il loro spirito innovatore o per limpegno profuso in nome degli automobilisti.

Dagli Usa a Vairano. Primo protagonista a ricevere il premio, realizzato ogni anno da un artista e in qualche modo ispirato al mondo dellauto, è stato lavvocato americano Ralph Nader. Paladino della difesa dei diritti dei consumatori, Nader, che è stato anche candidato alla presidenza degli Stati Uniti, è conosciuto per aver consacrato gran parte della propria carriera, in particolare negli anni 60, alla ricerca di soluzioni a tutela della sicurezza degli automobilisti, finendo per scontrarsi con i grandi costruttori, rispetto ai quali, alla fine, ha avuto la meglio. Se, oggi, tutte le auto sono più sicure, parte del merito è dunque anche sua.

Dalle corse allibrido. Lalbo doro del Premio Mazzocchi comprende personalità di spicco del mondo delle corse, come John Barnard, Giampaolo Dallara e, per certi aspetti, anche Luca Cordero di Montezemolo, il cui contributo alla leggenda sportiva della Ferrari non è certo stato irrilevante. Al loro fianco troviamo giganti del design come Giorgetto Giugiaro, innovatori come Takeshi Uchiyamada, padre della prima auto ibrida della storia, la Toyota Prius, e custodi della tutela degli automobilisti come Lotta Jakobsson, responsabile della sicurezza della Volvo e, in particolare, della protezione delle future mamme in viaggio. L'edizione 2018 ha visto premiata la dinastia Suzuki, da quasi 120 anni al vertice della Casa fondata dal patriarca Michio. Il riconoscimento è stato conferito a Osamu Suzuki, rappresentate della quarta generazione della famiglia, 88 anni, chairman, ed è stato ritirato dal figlio Toshihiro, presidente, ceo e coo della Casa di Hamamtsu. Nel 2019, invece, il riconoscimento è stato assegnato al cofondatore della TomTom Peter-Frans Pauwels per il contributo alla democratizzazione dei sistemi di navigazione satellitare.

Lalbo doro del Premio Gianni Mazzocchi
2019              Peter-Frans Pauwels
2018              Osamu Suzuki
2017              Giampaolo Dallara
2016              Luca Cordero di Montezemolo
2015              Lotta Jakobsson
2014              Takeshi Uchiyamada
2013              Giorgetto Giugiaro
2012              John Barnard
2011              Ralph Nader   

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Aston Martin - La Geely potrebbe entrare nel capitale

4 Ruote - Gen 10,2020

La Geely potrebbe ampliare la sua presenza in Europa acquisendo una partecipazione azionaria di un'altra Casa inglese, dopo la Lotus e la società produttrice degli storici taxi londinesi. Secondo indiscrezioni del Financial Times, nel mirino della società cinese ora sarebbe finita l'Aston Martin.

In corso la due diligence. La Geely, proprietaria anche della Volvo, avrebbe avuto colloqui con gli attuali azionisti e i dirigenti della Casa di Gaydon per fornire le risorse fresche necessarie a rimetterne in carreggiata i bilanci aziendali. Al momento, i cinesi starebbero conducendo la cosiddetta "due diligence", ossia la verifica dei documenti contabili dell'Aston Martin. Sempre secondo la testata britannica, la Geely potrebbe acquistare una quota del capitale oppure avviare una collaborazione tecnologica con il costruttore britannico, che tra l'altro, per i motori delle proprie vetture, si rifornisce dalla Daimler. Il colosso tedesco è anche azionista con il 5% e, a sua volta, include tra i suoi maggiori soci Li Shufu, presidente e fondatore della stessa Geely.

Diversi gruppi interessati. L'Aston Martin è alle prese ormai da mesi con una difficile situazione finanziaria: oltre alla debolezza delle vendite, sta pagando il gravoso impegno degli investimenti avviati per espandere la gamma e la rete produttiva con la costruzione di un nuovo impianto, in Galles, per la produzione della Suv DBX. La Casa, che da quando è sbarcata sulla Borsa di Londra ha visto le azioni perdere l'80%, ha anche lanciato pochi giorni fa un allarme sugli utili a causa di "difficili condizioni di mercato", che hanno "generato vendite più basse, costi più alti e margini ridotti. Inoltre sono state ribadite le trattative in corso con "potenziali investitori strategici, che potrebbero o meno implicare un investimento azionario nella società". 

Linteresse di Stroll. I negoziati sono stati rivelati per la prima volta all'inizio di dicembre quando sono emerse indiscrezioni su un presunto interesse del miliardario canadese Lawrence Stroll. Secondo il Financial Times, l'attuale proprietario della scuderia di Formula Uno Racing Point sarebbe, al momento, il più vicino a concludere un accordo per investire 200 milioni di sterline e rilevare il 19,9% del capitale. A Stroll potrebbe essere consentito di aumentare ulteriormente la partecipazione acquistando azioni sul mercato oppure dagli attuali soci, tra i quali figurano anche l'Investindustrial del finanziere milanese Andrea Bonomi e alcuni fondi mediorientali. La Geely sarebbe, dunque, solo una delle tante realtà interessate a dare nuova linfa alle finanze aziendali e a scommettere sulle sue prospettive di sviluppo, e al momento non è chiaro quali siano le sue intenzioni nel caso venga superata da Stroll. 

Il ruolo della Daimler. Tra l'altro, la società cinese potrebbe anche dover affrontare l'ostacolo della Daimler, che ha il diritto di porre un veto su qualsiasi nuovo investitore proveniente dal mondo automobilistico. Visti i legami azionari e industriali, si tratta comunque di un ostacolo non complesso da superare. Anche Stroll potrebbe contare sui buoni uffici dei tedeschi grazie alle relazioni intessute nel mondo della Formula Uno: la Racing Point utilizza motori Mercedes per le sue monoposto. In attesa di conferme, per ora non  pervenute, l'Aston Martin deve comunque trovare nuove risorse per portare avanti strategie incentrate soprattutto su un auspicato successo della DBX. La Suv ha già registrato 1.800 ordini ma entrerà in produzione solo nella seconda metà dell'anno. Per superare l'attuale momento di tensione finanziaria, il management punta a raccogliere fondi tramite il collocamento di prestiti obbligazionari ad alto rendimento (high yield) per 100 milioni di dollari dopo quelli da 150 milioni emessi a settembre.  

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