Toyota - Con Nedo e Sharp nuovi test sul fotovoltaico

4 Ruote - Lug 09,2019

La Toyota ha avviato una sperimentazione in Giappone sull'energia solare in collaborazione con Nedo e Sharp. Lo scopo di questi test è quello di analizzare l'effettivo potenziale dei sistemi fotovoltaici nell'ambito automotive per ridurre le emissioni di CO2 e aumentare l'autonomia delle vetture ibride ed elettriche.

Il fotovoltaico sperimentale sulla Prius. La Sharp ha fornito una versione sperimentale dei pannelli solari applicati alla carrozzeria che offrono una capacità di conversione del 34%, contro il 22,5% standard. Questi elementi, dallo spessore di appena 0,03 mm, sono adattabili anche a forme curve e sono stati installati sul tetto e sui cofani di una Prius PHV per collaudare il sistema su strada. Rispetto al sistema fotovoltaico già disponibile sulla Prius i nuovi componenti consentono di raggiungere una potenza di quasi cinque volte superiore, ovvero fino a 860 Watt. 

Fino a 44,5 km di autonomia giornaliera con l'energia solare. Secondo i dati preliminari, il sistema fotovoltaico sperimentale può immagazzinare durante la sosta quotidiana energia sufficiente a percorrere fino a 44,5 km, contro i 6,1 km ottenibili dai pannelli di serie, che possono soltanto alimentare le batterie ausiliarie per l'infotainment e i servizi di bordo e contribuire così indirettamente al risparmio energetico del propulsore. I pannelli sperimentali possono invece caricare le batterie principali sia a macchina ferma che in movimento.

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Millennials on the road - Gli allievi del Master in Marketing Auto guidano la Range Rover Evoque - VIDEO

4 Ruote - Lug 09,2019

Da poco si è concluso il Master in Marketing Automotive dell'Accademia di Editoriale Domus. A questa edizione hanno partecipato numerose case automobilistiche in qualità di partner e durante le lezioni i nostri studenti, estratti a sorte, hanno dovuto cimentarsi in coppia nella recensione di un modello di grande appeal. Da oggi e nelle prossime settimane potrete seguire le undici puntate di questo "speciale" dedicato ai millennials (i nostri studenti hanno tutti un'età compresa fra i 23 e i 26 anni) che con i loro commenti offrono una visione spesso diversa dal solito, anche se i fondamenti con i quali si giudica un'auto sono gli stessi usati per la "pagella" di Quattroruote.

Absolute beginners. Molti di loro si cimentavano per la prima volta in un video, per di più girato durante la guida. I risultati... giudicateli voi. Si comincia con una Range Rover Evoque guidata da Federico e Simone, rispettivamente 25 e 23 anni. Guardate la loro review!

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Land Rover - Ultimi collaudi per la nuova Defender

4 Ruote - Lug 09,2019

Stando a questultime foto scattate al Nürburgring, ci sono ancora dei dettagli da limare. Ma alla presentazione della nuova Land Rover Defender manca poco (sarà al Salone di Francoforte 2019) e mentre le pellicole camouflage cadono come foglie dalla carrozzeria, da Gaydon filtrano nuove indiscrezioni che tratteggiano in modo nitido la prossima serie delliconica fuoristrada britannica, uscita di produzione nel 2016 dopo 68 anni di carriera.

Dalla 90 alla 130. Non sarà più (solo) una dura e pura delloff-road. La Suv è stata ripensata per ampliare il bacino di potenziale clientela. Costruita sulla stessa piattaforma della Discovery, la prossima generazione della Defender verrà proposta in tre varianti di carrozzeria con configurazioni degli interni che spaziano dai cinque agli otto posti. La più compatta sarà la Defender 90, a tre porte e lunga 4,33 metri, progettata per cinque o sei passeggeri. Avrà due ingressi in più la Defender 110, 4,8 metri circa da paraurti a paraurti e uno schema degli interni a cinque, sei o sette posti. Più capiente, e ingombrante (oltre i 5,14 metri di lunghezza) sarà la Defender 130, a otto sedute.

Al passo coi tempi. La varietà non è solo una questione di carrozzeria e posti, ma anche estetica. La Land Rover ha previsto quattro temi di personalizzazione, spaziando dal più fuoristradistico (Explorer) al più cittadino (Urban), per una diversificazione sconosciuta al modello; alle due caratterizzazioni già citate si aggiungono la Country e l'Adventure: quest'ultima è la più orientata ai viaggi e al concetto di sport utility contemporaneo. Sulla nuova Defender, poi, le dotazioni multimediali e quelle relative alla sicurezza, sia attiva che passiva, ricalcheranno gli standard delle più recenti novità della Casa.

Una scossa leggera, poi forte. Costruita nella fabbrica di Nitra, in Slovacchia, e attesa sul mercato allinizio dellanno prossimo, la Defender 2020 è pronta per lelettrificazione. Che sarà soft, allinizio: la fuoristrada uscirà con i più moderni motori della famiglia Ingenium, in alcune versioni supportati da un sistema mild hybrid. Solo in futuro verrà introdotta anche una variante plug-in.

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Hyundai Ioniq - Al volante dell'ibrida e dell'ibrida plug-in

4 Ruote - Lug 09,2019

Squadra che vince non si cambia. Semmai, si migliora con gli innesti giusti che mancavano. La Hyundai Ioniq si rinnova quindi nel segno della continuità, la solita frase precotta che sta a significare quanto segue: fuori, per riconoscerla, serve impegno per scorgere una calandra dalla trama più elaborata e proiettori full Led dal diverso disegno, finezze che migliorano limpatto visivo globale ma non ribaltano affatto la sua immagine. Sottopelle, invece, la sostanza aumenta e abbiamo avuto modo di toccarla con mano, in anteprima assoluta, al quartier generale europeo di Hyundai a Francoforte. A disposizione tutta la gamma green della Ioniq: Hybrid, Plug-In Hybrid ed elettrica, questultima soltanto in esposizione perché arriverà in un secondo momento. Le due ibride, invece, sono già ordinabili con consegne fra la fine di agosto e linizio di settembre.

Novità negli interni. La sostanza, dicevo, si percepisce quando sali a bordo: la plancia è stata completamente ridisegnata, con linee più eleganti e materiali più gradevoli al tatto, in funzione del nuovo infotainment. Al centro della plancia svetta un unico elemento curvo che ingloba i comandi della climatizzazione (touch) e un ampio display da 10,25 pollici. Oltre a essere ben più grande di prima, lo schermo fa da tramite a un impianto che prevede ora la connettività integrata (con Sim dati Lte) per sfruttare i servizi online gratuiti per ben cinque anni (meteo e traffico in tempo reale, localizzatore di distributori e colonnine di ricarica, parcheggi liberi, anche su strada!) e un sistema di riconoscimento vocale basato sul cloud, in grado di capire frasi di uso comune e non comandi preimpostati. Molto reattivo al tocco, linfotainment prevede anche le connessioni Apple CarPlay e Android Auto, nonché la rara funzione multi-bluetooth per agganciare contemporaneamente due cellulari, utile per chi viaggia con privato e aziendale in tasca.

Powertrain ottimizzato. Anche in tema di powertrain si è lavorato di cesello. Nel senso che lhardware è lo stesso di prima: motore 1.6 Gdi a iniezione diretta della benzina da 105 CV con cambio doppia frizione a sei marce. Nel caso della Ioniq Hybrid è abbinato al motore elettrico da 32 kW (44 CV), mentre la Plug-in Hybrid ne adotta uno da 45 kW (61 CV) con batteria al litio da 8,9 kWh. In entrambi i casi la potenza combinata è sempre di 141 cavalli, ma quel che cambia è la gestione dellenergia. Ci sono innanzitutto un nuovo sistema predittivo che tiene conto di salite e discese per massimizzare lefficienza. Poi debutta la frenata rigenerativa gestibile dal guidatore, funzione riservata finora soltanto alla Ioniq elettrica.

Frentata rigenerativa modulabile. Durante il test ho avuto modo quindi di apprezzare soprattutto questa funzione, gestibile al solito attraverso i paddle al volante: con quello di sinistra è possibile impostare tre livelli di rigenerazione, con il terzo, quello più intenso, che consente di arrivare alla fatidica guida con un solo pedale. Basta rilasciare il gas per godere di una intensa decelerazione, relegando al pedale del freno soltanto una funzione demergenza o quasi. In tal caso, di serie ci sono la frenata automatica con riconoscimento pedoni e ciclisti, il regolatore di velocità attivo con avviso di ripartenza del veicolo che precede e il mantenimento della corsia. A richiesta, il pacchetto è completabile con angoli bui, monitoraggio del traffico posteriore e mantenimento della traiettoria.

Agili e confortevoli. Entrambe le Ioniq continuano a proporre una solida dinamica di marcia, con un ottimo confort e una buona agilità. La Plug-in Hybrid, forte di ununità elettrica più potente, viaggia maggiormente a emissioni zero rispetto alla Hybrid, con la possibilità di escludere il termico con il tasto EV e viaggiare a batteria per circa 60 km (ciclo Wltp). Al termine del nostro test, il computer di bordo riportava un consumo medio di 20 km/litro con la Hybrid e di 23,3 km/litro con la Plug-in, lungo un percorso che comprendeva autostrada, statale e città.

Già ordinabili. Gli ordini della Ioniq, come detto, sono già aperti e i primi esemplari saranno consegnati tra la fine di agosto e linizio di settembre, con prezzi che partono da 29.300 euro per la Hybrid in allestimento Tech (la più ricca Prime costa 31.950 euro) e da 36.800 euro per la Plug-in Hybrid Tech (39.450 euro la versione Prime).

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Rolls-Royce - Scatti d'autore per le Black Badge

4 Ruote - Lug 08,2019

La Rolls-Royce ha scelto le strade di Tokyo per realizzare un servizio fotografico dedicato ai modelli Black Badge che sarà esposto presso la Rolls-Royce Motor Cars Tokyo; il set è stato denominato "Black Badge: Tokyo After Hours". La scelta della capitale nipponica non è casuale: oltre il 40% dei clienti giapponesi dei tre modelli citati hanno scelto l'allestimento Black Badge con le sue personalizzazioni uniche e raffinate.

Tre fotografi per tre versioni Black Badge. La Casa inglese ha riunito gli allestimenti speciali della Ghost, della Wraith e della Dawn e ha commissionato a tre fotografi di nazionalità diverse una serie di scatti, realizzati tra il 2017 e il 2019 e mai pubblicate fino ad oggi. Gli shooting sono firmati Yoshifumi Ogawa, Mark Riccioni e Darren Chan: il risultato è una gallery composta da 18 fotografie selezionatr dalla Casa britannica per la mostra.

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DS 3 Crossback - La Première resta disponibile fino ad agosto

4 Ruote - Lug 08,2019

La DS ha deciso di prolungare la disponibilità in Italia della versione La Première della DS 3 Crossback. Il successo ottenuto dalla crossover ha convinto i vertici del marchio francese a mantenere aperti gli ordini della serie speciale di lancio fino a fine agosto. L'allestimento top di gamma viene proposto a partire da 38.500 euro con propulsore 1.2 PureTech 130 CV benzina con cambio automatico otto marce: in alternativa è disponibile anche una variante da 155 CV con un prezzo di 40.500 euro.

L'allestimento della DS 3 Crossback La Première. La DS 3 Crossback La Première offre una dotazione particolarmente completa che include la verniciatura bicolore con tetto Rosso Diamante abbinabile a quattro tinte base, gli interni in pelle Nappa rosso rubino con impunture Point Perle, i gruppi ottici DS Matrix Led Vision, le DS Wings color nero lucido texturizzato, la mascherina nero opaco con finiture cromate, i cerchi di lega da 18" e il pacchetto di Adas DS Drive Assist.

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Auto aziendali - Il gruppo FCA lancia Business Revolution

4 Ruote - Lug 08,2019

Dopo il Bonus impresa e il Bonus lavoro, il gruppo FCA lancia Business Revolution, un'iniziativa dedicata alle aziende e ai possessori di partita Iva che semplifica l'offerta di soluzioni di mobilità con un'unica rata per i modelli di ogni brand del gruppo. Sono disponibili tre differenti soluzioni, finanziamento, leasing e noleggio a lungo termine, tutte gestite da FCA Bank, da Leasys e dalla rete di concessionarie dei vari marchi.

Tre rate per tutte. Con 179 euro è possibile avere una Fiat 500, una 500X, una 500L, una Tipo, una Panda o una Lancia Ypsilon, con 199 euro una Jeep Renegade o Compass e con 299 euro al mese un'Alfa Romeo Giulia, Giulietta o Stelvio. Una semplificazione massima che il gruppo FCA ha studiato a favore del cliente, che può scegliere così un finanziamento di 37 mesi o un leasing di tre anni per acquistare lauto, oppure affittarla per 36 mesi (per un massimo di 60.000 km) con la modalità Noleggio Chiaro, con la possibilità di comprarla a fine contratto, senza nel contempo dover sostenere spese per manutenzione, bollo e assicurazione. Grazie a Business Revolution, per esempio, ci si può mettere alla guida di una Lancia Ypsilon 1.2 GPL 69 CV Elefantino a 179 euro la mese, con o senza servizi collaterali, di una Jeep Renegade 1.6 diesel 120 CV Limited a 199 euro o di unAlfa Romeo Stelvio 2.2 diesel 160 CV AT8 Sport Tech a 299 euro.

Le iniziative business di FCA. Con il Bonus Lavoro, lanciato nel 2 trimestre dellanno e chiuso a giugno siamo cresciuti del 40% nelle vendite su e liberi professionisti, mentre con il Noleggio Chiaro di Alfa Romeo, proposto sul mercato a maggio, abbiamo raddoppiato le vendite della Stelvio alla clientela Business, rispetto allo scorso anno commenta Simonetta Cerruti, Direttore Commercial Operations Business Center Italy di FCA, sottolineando come nel 2017/18 abbiamo stanziato per Bonus Impresa 10 milioni di euro bruciati in un mese, fondi che abbiamo triplicato a febbraio/marzo, piazzati in due mesi. Queste iniziative ci hanno permesso di mantenere la nostra quota di mercato nelle Flotte Pure, quelle più sane, al 31,8%. E ora con Business Revolution siamo certi di crescere ulteriormente.

 

 

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Mezzi speciali - Abbiamo provato il carro armato C1 Ariete - VIDEO

4 Ruote - Lug 08,2019

La Fiat Panda 4x4 resta il mezzo più inarrestabile del pianeta Terra. E fin qui non ci piove. Ma se ci si imbatte in un C1 Ariete, il carro armato dellEsercito Italiano, le cose possono assumere tutta unaltra prospettiva. Lo abbiamo scoperto (a nostre spese) facendo visita alla 132a Brigata Corazzata Ariete di Pordenone. Dove abbiamo avuto lonore di provare il cingolato più famoso dellEsercito Italiano.

1.250 cavalli. LAriete, che può essere considerato a tutti gli effetti il concorrente diretto del Leopard, è un mezzo corazzato cingolato, che arriva a pesare fino a 60 tonnellate. Oltre a diversi livelli di blindatura, può essere equipaggiato con un apposito kit snorkel che gli permette di affrontare guadi fino a 4 metri di profondità. Per muoversi sfrutta un motore turbodiesel, anchesso tutto italiano perché realizzato dalla Iveco. Un dodici cilindri da 25 litri, in grado di sprigionare la bellezza di 1.250 CV grazie a un poderoso sistema di sovralimentazione. Volete sapere come suona? Non vi resta che guardare il nostro video.

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Ecobonus - Arrivano altri 40 milioni di euro

4 Ruote - Lug 08,2019

durato solo pochi giorni lo stop agli incentivi alle auto elettriche e plug-in a basse emissioni determinato dallesaurimento del fondo di 20 milioni di euro stanziato a inizio aprile dal ministero dello Sviluppo economico. Da oggi è a disposizione lintera somma residua di 40 milioni di euro (la legge di bilancio per il 2019 ne aveva stanziati 60). Le prenotazioni sono state riaperte alle 12 di questa mattina. Il ministero informa che il termine della nuova fase di prenotazione è fissato al 20 novembre 2019.

Immatricolazione entro 120 giorni. Ricordiamo che per avere diritto al bonus il venditore deve prenotare lincentivo sullapposito sito del ministero dello Sviluppo economico al momento della firma del contratto e che per leffettiva erogazione, che avverrà sotto forma di riduzione del prezzo di acquisto, la vettura deve essere immatricolata entro 180 giorni dalla prenotazione inserendo il numero di targa sul sistema.

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Continental - Tech Show, un'anticipazione del futuro

4 Ruote - Lug 08,2019

Uno sguardo sulla mobilità del futuro, e unoccasione per presentare tecnologie che si troveranno sulle vetture di serie tra due o tre anni. Questo è il Continental Tech Show, che si è tenuto il 2 luglio presso un centro di addestramento alla guida dellAdac, lautomobil club tedesco, vicino ad Hannover.

Evoluzione e rivoluzione. Le tematiche di lungo termine sono quelle ormai consolidate: elettrificazione, connettività, guida autonoma e car sharing, declinate però dal punto di vista dellazienda tedesca (tra i maggiori fornitori del mondo automotive) che da par suo aggiunge pure il traguardo degli zero incidenti. Secondo la Continental, questi obiettivi si potranno raggiungere o con un approccio evolutivo, con un continuo miglioramento delle tecnologie attuali, o con un cambio di paradigma: tale soluzione sarà più probabile nelle zone più sviluppate del Globo, a partire dalle mega metropoli dove in futuro si concentrerà la maggior parte della popolazione.

Incroci intelligenti. E proprio nelle città si utilizzeranno molte delle tecnologie presentate dalla Continental, come i sensori montati sui semafori che consentono di monitorare gli incroci, non solo per adattarne i tempi in funzione del traffico, ma anche per informare i veicoli che li attraversano di potenziali situazioni di pericolo, come pedoni nascosti alla vista, così da predisporre i sistemi di frenata automatica allazione. Per non parlare dei robotaxi, che anche secondo la Continental saranno i primi veicoli dotati di guida autonoma: il costo del sistema è elevato, tale da essere sostenibile solo da mezzi per uso professionale, e il campo di azione delimitato di tali vetture ne facilita lo sviluppo.

Full hybrid a 48 Volt. Tra le soluzioni per la mobilità a zero emissioni del componentista tedesco c'è il nuovo motopropulsore elettrico da 120 kW (163 CV) con riduttore ed elettronica di potenza integrati, più compatto e leggero di quello della generazione precedente. La Continental, inoltre, offre alle Case diverse soluzioni per realizzare veicoli ibridi a 48 Volt, tra cui un inedito motogeneratore da 30 kW (41 CV) che, posto tra motore e cambio e dotato di una frizione dedicata, consente di realizzare un ibrido full di basso costo.

Radar ultrasensibile. Un nuovo radar a corto raggio che lavora alla frequenza di 77 GHz consentirà di monitorare più accuratamente ciò che accade attorno alla vettura: abbiamo provato unauto dotata di quattro di questi rilevatori, posti ai suoi angoli. Il sistema è in grado di rilevare, per esempio, lapprossimarsi di un ciclista parallelamente alla vettura e avvisare per tempo il conducente che desidera svoltare a destra e, se questi non interviene, di frenare per evitare la collisione. Unaltra anticipazione di tecnologie di prossima introduzione è il sistema, basato sul cloud, che grazie alle informazioni della mappa di navigazione e ai dati inviati dai veicoli che precedono in caso di bassa aderenza dovuta a pioggia, neve o ghiaccio avvisa chi guida della necessità di rallentare e, se necessario, frena per abbassare la velocità della vettura a un livello tale da non provocare il rischio di sbandate.

Novità anche per le gomme. Non va poi dimenticato che la Continental è anche uno dei maggiori costruttori di pneumatici al mondo e i tecnici di Hannover hanno mostrato due novità in corso di sviluppo: la prima è un sottile strato di materiale magnetico inserito allinterno della copertura, sotto il battistrada, per rilevare immediatamente la presenza di un chiodo, prima che i sistemi di monitoraggio rilevino un calo della pressione. La seconda è un cerchio speciale (ma di dimensioni standard, per garantire la compatibilità con le gomme normali) che alloggia allinterno delle razze un piccolo compressore in grado di modificare il gonfiaggio del pneumatico per adattarlo alla specifica situazione di guida (in autostrada, per esempio, aumenta per ridurre la resistenza al rotolamento, sulla neve, invece, può calare per incrementare larea dimpronta). Gli sviluppatori giurano che laggravio di peso sarà minimo: vedremo se tale sistema avrà un seguito produttivo.

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Porsche 911 - Sulla RSR aggiornata arriva un nuovo 4.2 aspirato

4 Ruote - Lug 08,2019

 toccato a Jörg Bergmeister l'onore di guidare in anteprima la Porsche 911 RSR aggiornata al Goodwood Festival of Speed. La Porsche ha voluto presentare in anteprima mondiale la versione da gara all'evento inglese, confermando la completa evoluzione del progetto rispetto al modello introdotto nel 2017. La vettura sarà portata in gara nella categoria GTE del WEC già a partire da settembre, alla gara di Silverstone, mentre è atteso per il 2020 il debutto nel campionato americano IMSA.

Il nuovo 4.2 aspirato. Dopo aver trasformato la 911 da competizione spostando il propulsore verso il centro, i tecnici della Porsche hanno fatto tesoro dell'esperienza e delle vittorie delle stagioni appena trascorse per ridisegnare la RSR. Il propulsore aspirato di 4.2 litri, derivato dal 4.0, è il più grande della storia per la 911 ed eroga circa 522 CV (in base alle limitazioni all'aspirazione). Il sei cilindri ha un range di giri più ampio per l'erogazione della potenza e un diverso impianto di scarico, che si fa notare per i terminali davanti alle ruote posteriori. Anche la trasmissione è simile alla precedente, con il cambio sequenziale sei marce inserito in una scatola di magnesio e abbinato al differenziale autobloccante con dischi di carbonio.

Ancora legata alla 991. Tutti i componenti della carrozzeria e dell'aerodinamica sono stati rivisti, pur mantenendo un legame chiaro con il modello di serie della 911, mentre l'assetto può contare su pneumatici slick Michelin abbinati a cerchi forgiati da 18" con canale da 12,5" anteriore e 13" posteriore. Pur trattandosi di un progetto sostanzialmente nuovo è interessante notare come la derivazione sia ancora quella della serie 991 della 911 e non della nuova 992 già in commercio.

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ZF - Le novità per l'elettrificazione

4 Ruote - Lug 08,2019

Al Salone di Francoforte la ZF presenterà una serie di soluzioni destinate alle auto connesse a basso impatto ambientale. L'azienda di componentistica, infatti, ha iniziato a esplorare nuovi settori tecnologici, puntando sempre più all'elettrificazione e alle soluzioni per la guida autonoma, senza però dimenticare confort e sicurezza.

Otto marce per accelerare la diffusione delle ibride. L'azienda di Friedrichshafen ha sviluppato una nuova evoluzione del cambio automatico a otto marce già impiegato da diversi costruttori, come la BMW e l'Alfa Romeo. La nuova trasmissione entrerà in produzione nel 2022 e verrà impiegata anche su diverse vetture del gruppo FCA. La nuova evoluzione integra quasi tutto ciò che serve per elettrificare unauto trasformandola in ibrida mild, full o plug-in. In sostanza, nel cambio (compatibile tensioni di 48 V o superiori) sono alloggiati non solo ununità elettrica di nuova concezione, che può sviluppare potenze che vanno da 32 a 215 CV con valori di coppia fino a 450 Nm, ma anche lelettronica di potenza, nonché tutti i componenti accessori delle reti elettriche ed elettroniche. Tra i principali fattori che hanno permesso di mantenere compatta la taglia del cambio ci sono la miniaturizzazione della centralina idraulica che innesca i cambi marcia e il sistema di raffreddamento che non necessita di un circuito dedicato, poiché è gestito dallimpianto di condizionamento della vettura.

Il motore elettrico integra un vero cambio. Il nuovo otto marce promette anche una riduzione delle richieste di energia alla batteria, anche per via della minore complessità delle reti elettriche ed elettroniche, garantendo così una maggiore autonomia a zero emissioni. A questo obiettivo mira anche un nuovo powertrain full-electric che, nonostante le dimensioni particolarmente compatte, arriva a sviluppare 190 CV e integra una trasmissione a due rapporti. Il pensionamento del cambio monomarcia, secondo i calcoli della ZF, prospetta un incremento dellautonomia che arriva al 5%.

LAi coordina confort e sicurezza. Tra gli obiettivi della ZF cè anche l'aggiornamento dell'elettronica di bordo, con la conseguente miniaturizzazione dei componenti. Sensori e algoritmi collaborano per incrementare linterazione fra i vari sistemi che consentono alle auto di vedere, pensare e reagire in maniera sempre più rapida ed efficace nelle fasi di guida automatizzata. Una situazione in cui non dovrà venire meno il confort. A questo fattore, che ispira anche studi destinati a evitare fenomeni come la chinetosi, la ZF dedica il Flying Carpet 2.0, che controlla tutti i movimenti della scocca e, attraverso i dati raccolti ed elaborati dalla centralina cubiX, combina il lavoro del retrotreno sterzante, dellimpianto frenante e delle nuove sospensioni sMotion, che gestiscono singolarmente il movimento di ogni ruota, per isolare l'abitacolo dalle sconnessioni della strada. Lidar, radar e sensori sono inoltre alla base dello sviluppo di un nuovo sistema di sicurezza: lairbag laterale esterno di cui vi abbiamo già parlato negli scorsi mesi.

Niente pensione per il volante. Il rinnovamento delle tecnologie ispira anche levoluzione del volante, rendendolo partecipe a ogni modalità di guida. Questo obiettivo è raggiunto grazie a dieci sensori integrati nella corona che permettono di attivare diverse funzionalità, evidenziate nel display da 7 della strumentazione, semplicemente sfiorando la zona corrispondente del volante stesso. Inoltre, i sensori sono in grado di riconoscere se il guidatore ha il pieno controllo della vettura: il sistema, infine, rammenta al conducente la modalità in cui sta viaggiando, imprimendo specifiche colorazioni alla fascia di Led posta sulla superficie interna della corona del volante o illuminandola a intermittenza.

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Associazioni - Confermati i vertici di AsConAuto

4 Ruote - Lug 08,2019

stato confermato in blocco, per il triennio 2019-2021, lattuale gruppo dirigente di AsConAuto (Associazione Consorzi Concessionari Auto), realtà che unisce 22 consorzi formati da 922 concessionari. LAssemblea elettiva ha mantenuto alla presidenza Fabrizio Guidi, eletto Roberto Scarabel vicepresidente vicario e Giorgio Boiani come vicepresidente; a questi si aggiungono nove consiglieri. La direzione è stata poi rafforzata con la nomina di 12 presidenti di consorzio (erano solo cinque nel triennio precedente). A 18 anni dalla sua costituzione, l'associazione vede la partecipazione di oltre il 60% delle concessionarie operative in Italia.

Conti a posto. AsConAuto ha anche annunciato di aver chiuso il primo semestre dellanno con un bilancio positivo, in crescita del 5,66% sullo stesso periodo del 2018: il volume daffari ha raggiunto quota 288 milioni di euro. In un settore, la distribuzione di ricambi originali, che oggi vale ben cinque miliardi di euro nel nostro paese. Il ricambio originale resta un forte presidio, che offre una garanzia di sviluppo grazie alla qualità e alla sicurezza riconosciuta dalla clientela alla rete associativa, per competenza, professionalità e livello di servizio. Le concessionarie moderne sanno bene che il futuro appartiene ai servizi che si basano su strumenti e tecniche innovative, tanto da definirli irrinunciabili, è stato il commento del presidente, Fabrizio Guidi.

 

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Dacia Sandero - Restyling in Brasile col marchio Renault

4 Ruote - Lug 08,2019

La Renault do Brasil ha diffuso due immagini della nuova Sandero, modello che nel mercato sudamericano la Casa francese non vende col marchio Dacia ma con la Losanga. Il debutto commerciale avverrà nei prossimi mesi come model year 2020.

Si rifà anche il lato B. Nella versione carioca la piccola low-cost si presenta con frontale e posteriore ridisegnati, mantenendo, invece, forme della carrozzeria e proporzioni ben note. Più che di una nuova generazione, insomma, dovrebbe trattarsi un profondo restyling. Tracciato da gruppi ottici anteriori simili a quelli visti sullultima generazione della Duster e da un lato-b in cui cambiano non solo le luci di coda, la cui firma luminosa richiama quella della Mégane, ma anche il portellone. Tornando allanteriore, oltre al logo anche la griglia è quella della Régie, il che comporta un paraurti di nuova foggia.

Una serie a fine corsa. Considerare tutto questo un assaggio della prossima Dacia Sandero, quella destinata al mercato europeo, potrebbe essere un azzardo. In primis perché le differenti strategie commerciali si riflettono sullo stile. E alcuni elementi, come per esempio i fari posteriori di questauto, chiaramente di stampo Renault, potrebbero non essere ripresi. Vero è che lattuale generazione della Dacia Sandero è sul mercato dal 2012, dunque avviata verso la fine del ciclo di vita. Un rinnovamento, magari sul finire del prossimo anno, è dunque plausibile tra la fine dell'anno prossimo e l'inizio del 2021.   

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Volkswagen ID. R - Nuovo record di velocità a Goodwood

4 Ruote - Lug 08,2019

39,9 secondi, sotto la barriera dei 40 secondi. questo il record che la Volkswagen ha stabilito a Goodwood sul percorso della hillclimb con la I.D. R, battendo tutti i record precedenti di qualsiasi veicolo sia stato messo alla prova sul brevissimo percorso inglese da 1,86 km. Il precedente record apparteneva alla McLaren-Mercedes MP4/13, che nel 1999 aveva siglato con Nick Heidfield un tempo di 41,6 secondi. Il prototipo elettrico della Volkswagen ha letteralmente distrutto i tempi precedenti grazie all'impegno del team tecnico e alla guida di Romain Dumas, che con la I.D. R nelle sue varie versioni ha già conquistato il miglior tempo assoluto alla Pikes Peak e il primato di categoria al Nürburgring.

Una versione alleggerita della I.D. R. A Goodwood la Volkswagen ha portato una versione specifica della I.D. R: i propulsori elettrici da 680 CV sono rimasti invariati, ma tutti gli altri componenti sono stati rivisti per ridurre al massimo il peso, incluse le batterie, per raggiungere una massa totale inferiore ai 1.000 kg con il pilota a bordo. Non è stato possibile ovviamente effettuare dei test prima della gara, ma i dati raccolti nel 2018 sono stati preziosi per studiare la messa a punto. La Bridgestone, inoltre, ha studiato pneumatici dalla mescola particolarmente morbida per ottenere il massimo grip fin dai primi metri.

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Guida autonoma - Tutto quello che c'è da sapere

4 Ruote - Lug 08,2019

Il termine auto autonome viene utilizzato così spesso e riferito a vetture così diverse oggi che vale la pena ricordare che cosa significa davvero e quali sono le sue numerose gradazioni. Per guida autonoma, infatti, si intende linsieme di soluzioni hardware e software che consentono ipoteticamente a una macchina di muoversi da sola, spostandosi da una destinazione allaltra senza lintervento umano. Si tratta, al momento, di una tecnologia che non ha riscontri sul mercato, ma che viene testata in diverse parti del mondo con prototipi più o meno evoluti.

Su cosa si basa. Per muoversi sulla strada, un sistema di guida autonoma deve osservare, monitorare, convogliare immagini e dati in un unico flusso coerente di informazioni, le quali servono per prendere delle decisioni strategiche (per esempio, effettuare un sorpasso). Nella definizione di hardware, rientrano i sensori (le telecamere, i radar, i laser Lidar, gli ultrasuoni) ma anche i computer di bordo, mentre la componente software comprende gli algoritmi di intelligenza artificiale e il cosiddetto deep learning, ovvero le soluzioni che consentono alla vettura di imparare autonomamente dallesperienza. Servono, inoltre, delle mappe digitali, indispensabili per il corretto posizionamento del veicolo. Infine, unarchitettura autonoma dovrebbe basarsi su sistemi ridondanti, capaci di garantire la piena sicurezza di marcia, scongiurare le collisioni, gestire le situazioni di emergenza e, nei limiti del possibile, anticipare le situazioni critiche.

Definizioni e livelli. La scala elaborata nel 2014 dalla Society of automotive engineers (Sae), ormai adottata a livello globale, classifica gli ipotetici livelli di automazione di un veicolo, partendo dallo 0 (nessuna automazione) per arrivare al livello 5, ovvero la vettura autonoma al 100%, priva di volante e di pedali. Come detto, sul mercato non esistono automobili propriamente autonome: semmai, sono disponibili delle singole funzioni, o delle combinazioni di esse, in grado di assistere il guidatore durante la guida. Tra queste, ricordiamo il cruise control attivo e il mantenimento della traiettoria (lane assist), attraverso i quali una vettura è in grado di mantenere la distanza dai veicoli che la precedono, agganciandoli con telecamere e radar, e di posizionarsi al centro della corsia di marcia con leggeri interventi sullo sterzo (ovviamente, fino a un certo grado). La presenza a bordo e lintervento congiunto del cruise control attivo e del lane assist qualifica il livello 2 della scala Sae, quello della cosiddetta automazione parziale: una definizione non proprio esatta, perché si tratta, per lappunto, di unassistenza alla guida e niente più. Il livello 5 è invece indicato come automazione piena: in questa ipotesi, il sistema di bordo gestisce tutte le fasi di guida e il conducente diventa un passeggero. Di più: teoricamente, la vettura potrebbe anche viaggiare senza persone a bordo. Come è facile intuire, una tecnologia in grado di affrontare qualsiasi condizione della strada (o ambientale) alla stregua di un uomo, non può che essere molto, molto lontana.

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Mercedes-Benz GLA - Proseguono i collaudi della nuova generazione

4 Ruote - Lug 08,2019

A distanza di pochi giorni dalle prime immagini della Mercedes-Benz GLA di nuova generazione, i nostri fotografi sono riusciti a immortalare nuovamente la vettura tedesca, il cui debutto dovrebbe avvenire nel corso del 2020. Il progetto si trova ancora in una fase di sviluppo iniziale, come dimostrano le ampie camuffature su tutta la carrozzeria, ma lascia comunque spazio ad alcune osservazioni sulle scelte stilistiche e costruttive utilizzate dal brand.

Look sportiveggiante. Il design della nuova GLA sembra voler mantenere un fil rouge con la versione attuale, offrendo eleganti linee da crossover. Il tutto accentuando leggermente l'aspetto dinamico. Il frontale dellauto sfoggia una calandra maggiormente pronunciata, affiancata da generose prese daria e gruppi ottici rivisitati. Le linee delle fiancate, pulite ed essenziali, attirano lattenzione sul posteriore, dove svettano il grande lunotto e i terminali di scarico ai lati del paraurti. Non solo: cè da aspettarsi novità di rilievo anche per la fanaleria, ora ricoperta da pellicole adesive e non meglio identificabile. Glinterni potranno vantare sicuramente finiture di livello e una dotazione hi-tech di ultima generazione. Ancora: la progettazione della nuova vettura dovrebbe portare in dote una revisione dello spazio interno, a tutto vantaggio dei passeggeri. Quel che è certo è che allinterno della famiglia delle Suv del marchio, recentemente ampliata grazie allarrivo della GLB, la GLA rimarrà lauto a ruote alte dallo stile più sportiveggiante. Dulcis in fundo, non si conoscono ancora i dettagli tecnici, ma è lecito aspettarsi unevoluzione della piattaforma in uso e l'ingresso in gamma di motorizzazioni elettrificate.

 

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Kia Sportage - Una settimana con la 1.6 CRDi mild hybrid GT Line [Day 1]

4 Ruote - Lug 08,2019

La protagonista del Diario di bordo di questa settimana è la Kia Sportage 1.6 CRDi Mild Hybrid GT Line a quattro ruote motrici. Il prezzo di partenza di questa versione è di 37.250 euro, ma per configurarla esattamente come la nostra occorre aggiungere il pack premium (2.000 euro), con navigatore da 8", Apple CarPlay e Android Auto, cruise control adattivo, telecamera con visuale a 360, impianto audio JBL e portellone posteriore ad apertura intelligente, e il pack lounge (1.500 euro), con sedili anteriori ventilati e riscaldati a regolazione elettrica, volante riscaldato e selleria di pelle. Inoltre servono altri 1.000 euro per il tetto panoramico e 350 euro per la tinta bianca, che portano il prezzo totale a 42.100 euro. Lunga 4,49 m, alta 1,65 m e larga 1,86 m, è spinta da un millesei turbodiesel (Euro 6d-Temp) da 136 cavalli a 4.000 giri/min e 320 Nm a 2000 giri/min abbinato a un cambio automatico doppia frizione a sette rapporti e alla trazione integrale (esiste anche una versione a due ruote motrici). Il quattro cilindri mild hybrid impiega un motore/generatore da 48V come alternatore/motorino davviamento che supporta lunità a gasolio in ripresa. Le sospensioni sono McPherson allavantreno e multilink al retrotreno e, su questa versione, i cerchi sono da 19.

Per un pugno di volt [Day 1]. Mild hybrid, ibrido leggero. La peculiarità di questa Sportage, così come quella della sorella maggiore con il 2.0 CRDi da 185 cavalli che ho già avuto modo di provare, sta proprio nella presenza dellimpianto a 48 volt: un sistema sempre più diffuso, che rimpiazza lalternatore a 12 volt e aggiunge una piccola batteria che consente al sistema ibrido di andare in appoggio al motore diesel, di recuperare lenergia (poi immagazzinata nellaccumulatore) e di anticipare lattivazione dello Start&Stop nelle fasi di decelerazione e di frenata. Tradotto: rispetto alla versione con il solo propulsore endotermico, questa Sportage ricorre allelettrificazione per ridurre i consumi e di conseguenza le emissioni, in linea generale ma soprattutto nellutilizzo cittadino. La presenza dellimpianto a 48 volt è discreta, sottile: mentre si guida, la si può leggere nel display multifunzione del quadro strumenti (dove è riportato lo status dei flussi energetici) e percepire nel traffico, frangente in cui lo Start&Stop spegne il millesei prima del solito (per esempio, quando ci si avvicina a un semaforo rosso). Per il resto, guidare l'ibrida è unesperienza assai simile alla controparte liscia, anche nelle ripartenze: ma su tali fronti, la sensazione di familiarità non può che essere un bene, considerate le qualità della Suv. La quale continua a essere equilibrata e godibile. Per quanto riguarda le percorrenze, i numeri sono interessanti: ho guidato la Sportage per una gita fuori porta da Milano al lago di Garda, chiudendo il viaggio con la rispettabile media di 13,9 km/l. Niente male, considerate le caratteristiche del mezzo e la tipologia di percorso, per la maggior parte composto da tratti autostradali e statale. Davide Comunello, redazione Prove su strada

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I 120 anni della Fiat - Come eravamo - FOTO GALLERY

4 Ruote - Lug 07,2019

Dopo il centenario della Citroën, celebrato da poche settimane, è tempo di un altro grande anniversario nel mondo dellauto: i 120 anni della Fiat. Costituita l11 luglio del 1899 come società Fabbrica Italiana Automobili (la parola Torino sarebbe stata aggiunta in un successivo cambio di denominazione sociale), la Casa piemontese ha dato vita a una lunga serie di modelli iconici, che raccogliamo nella nostra galleria di immagini, molti dei quali prodotti a partire dalla seconda metà del secolo scorso. E proprio su questa ci concentriamo nel nostro viaggio a ritroso nella storia e nel costume del nostro Paese, ma anche nei ricordi di ciascuno di noi.

Il boom nel Dopoguerra. Lespansione della Fiat viene interrotta dal secondo conflitto mondiale, per poi entrare nel vivo del boom economico: nel 1950 le automobili immatricolate in Italia erano già 79.826; al termine del decennio, invece, sarebbero diventate 253.321. Le importazioni di auto straniere, per via dei dazi, erano ancora marginali, così la produzione di auto nella penisola passa da 101.310 a 470.674 unità. E, di queste, ben 412.600 sono quelle costruite dalla Fiat, che dà vita ai simboli della motorizzazione di massa nella seconda metà del decennio: con la 600, presentata nel 1955 e, soprattutto, con la 500, per la quale c'è tuttavia una tiepida accoglienza iniziale, per via di prezzi e finiture non proprio convincenti. In mezzo, nel 1956, nasce Quattroruote, che mette alla frusta entrambe le auto anche con impegnativi test di durata.

Gli anni 60. La crescita continua negli anni 60. Da poco meno di due milioni di vetture circolanti a inizio decennio, si passa a 9,1 milioni nel 1969, quando le immatricolazioni raggiungono quota 1.217.929 unità, con una crescita media del 14,4% di anno in anno. In quegli anni nascono le auto della famiglia 120, la 850 e le sue varianti, ma anche vari aggiornamenti della gamma 500 e lammiraglia 130. Inoltre prende il via la conquista della Russia, con la realizzazione dello stabilimento di Togliattigrad. Dal 1966 le Fiat prodotte sono stabilmente più di un milione e 100 mila. Proprio in quellanno subentra a Vittorio Valletta lAvvocato Gianni Agnelli, e per il marchio torinese si apre una serie di acquisizioni: nel 1967 tocca a OM e Autobianchi, nel 1969 a Lancia e Ferrari.

Gli anni 70. Il 1972 sancisce un record di 1,47 milioni di immatricolazioni, appena prima del pesante ridimensionamento: lo choc petrolifero successivo alla guerra arabo-israeliana del 1973 mette lOccidente in ginocchio, determinando inflazione e forti contrazioni nei consumi. Così, in un clima di austerity, le vendite di auto crollano già nel 1975 a 1 un milione e 50 mila unità. E poco più di un milione sono le auto prodotte dalla Fiat. Del resto, le forti tensioni negli stabilimenti, dovute al clima di contestazione di quegli anni, aggravano la situazione, arrivando persino a colpire le figure apicali dellazienda, nel mirino del terrorismo politico. Ma la Casa torinese reagisce inaugurando nuovi stabilimenti (Cassino, Bari, Termoli e Termini Imerese) e puntando al Brasile. Le acquisizioni proseguono con lAbarth, che avrebbe portato la 131 tra le leggende dei rally e, nel 1976, viene costituito il celebre Centro ricerche. Ma ci sono anche auto come la 127, la 126, la Ritmo e la X1/9 che mostrano quanto il marchio sia ancora vivace e creativo, anche in periodi di forte difficoltà.

Gli anni 80. La svolta arriva agli inizi del decennio successivo: il 14 ottobre 1980 la marcia dei 40mila colletti bianchi porta per le strade di Torino la protesta di chi, stanco di scioperi e picchetti, vuole tornare negli uffici. Quellepisodio apre una nuova fase nelle relazioni sindacali, inaugurando un clima più sereno in cui, peraltro, il Gruppo Fiat acquisisce lAlfa Romeo, battendo la concorrenza della Ford. Lazienda, a quel punto, torna a produrre costantemente più di un milione di vetture lanno, con una punta di 1,4 milioni nel 1989, quando cade la cortina di ferro. Del resto, in quegli anni la Casa lancia prodotti molto apprezzati, come la Panda e la Uno, le nuove best seller di Torino, la Croma, ovvero lultima ammiraglia del marchio, ma anche la Tipo, che conclude lottimo decennio della Casa con il titolo di Auto dellAnno 1989.

Gli anni 90. Dalla Guerra nel Golfo allassedio di Sarajevo, da Tangentopoli alle stragi di mafia, gli ultimi dieci anni del secolo scorso prendono il via in un clima di forte inquietudine fuori e dentro i confini italiani. Lincertezza si fa sentire anche sul mercato interno, che passa dai 2,389 milioni di unità immatricolate nel 1992 al milione e 683 mila di due anni più tardi. Eppure, in quel periodo la Casa di Torino porta nelle concessionarie numerosi modelli: tra i vari, ricordiamo la Punto, che raccoglie egregiamente la non facile eredità della Uno, le Bravo/Brava, ma anche modelli di nicchia come la Coupé e la Barchetta, e gli aggiornamenti di Croma, Panda e Tipo; senza dimenticare auto come la Cinquecento, la Seicento, la Tempra e la Marea, nonché la seconda generazione della Punto, con cui la Casa celebra il suo centenario nel 1999. Già nel 1997, comunque, il mercato dellauto si mostra in forte ripresa, tornando a sfiorare i 2,4 milioni di unità con laiuto degli incentivi voluti dal governo Prodi.

Il terzo millennio. Dopo il difficile matrimonio con la GM, conclusosi anzitempo nel 2005 e la morte dellAvvocato Agnelli (2003) e di suo fratello Umberto (2004), tocca a Luca Cordero di Montezemolo, nuovo presidente del Gruppo, a John Elkann, vice-presidente (presidente dal 2010), e a Sergio Marchionne, amministratore delegato, tirare fuori il colosso italiano da una situazione burrascosa. La cura voluta dal manager italocanadese dà i suoi frutti quasi fin da subito, riportando lazienda a generare utili già nel 2005, anno di lancio della Grande Punto, e a sognare proprio con la riedizione moderna della 500, lanciata nel 2007 a 50 anni esatti dalla sua progenitrice. Il resto, è storia nota: la piccola della Casa diventa il biglietto da visita con la quale il Gruppo Fiat si presenta agli americani per lacquisizione della Chrysler, prima, e per la fusione poi, tanto da organizzarne la produzione anche Oltreoceano, a Toluca (Messico). Il suo successo planetario, daltra parte, convince la Casa ad affiancarle le più grandi 500L e 500X. Proprio la 500, già prodotta in una versione a emissioni zero riservata solo a California e Oregon, è destinata a diventare il primo modello della vera svolta elettrica del marchio, con la nuova generazione che prenderà il via proprio dal modello a batterie, atteso al prossimo Salone di Ginevra.           

 

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Muscle Car - Belle e brutali: le sportive a stelle e strisce FOTO GALLERY

4 Ruote - Lug 06,2019

Fedeli alla tradizione, ma sempre più moderne e cattive. In genere prodotte dai tre giganti del Nord America (FCA, Ford e GM), le muscle car sono delle iconiche sportive a stelle a strisce, equipaggiate con un motore V8 e tantissimi cavalli, come i modelli raccolti nella nostra galleria di immagini. Politicamente scorrette in tempi di downsizing ed emissioni zero (con qualche eccezione) ben più potenti delle pony car da cui derivano e lontane dalla moda dei veicoli a ruote alte, rappresentano lessenza della produzione motoristica dOltreoceano, spesso celebrata anche nei film. Come Bullit, alla quale la Ford ha reso omaggio a sua volta con unomonima edizione limitata della Mustang, e i film della saga di Fast & Furious, che ha reso planetaria la fama della Dodge Charger R/T del 1970 guidata da Dominic Toretto, interpretato da Vin Diesel. 

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