Audi Q4 e-tron - Un teaser svela la data di presentazione

4 Ruote - Apr 02,2021

L'Audi ha confermato la data di presentazione della Q4 e-tron: la Suv elettrica sarà svelata il 14 aprile. La Casa tedesca, però, ha indirettamente fornito un'ulteriore conferma. Nell'immagine che accompagna il comunicato sono infatti visibili due esemplari della sport utility a batteria, che differiscono per la linea della zona posteriore: è evidente quindi che accanto alla Q4 e-tron sarà svelata anche la variante Sportback, replicando quindi la strategia già applicata per altri modelli dei Quattro anelli, inclusa la sorella maggiore e-tron.

La prima Audi su base Meb. L'Audi ha già detto molto su questa Suv elettrica: nelle scorse settimane, infatti, è stato presentato un prototipo che, al di là della livrea camuffata, è già totalmente definitivo. Il costruttore non ha ancora comunicato i dati tecnici, ma già sappiamo che la Q4 sarà la prima Audi a batteria basata sulla piattaforma modulare Meb del gruppo Volkswagen. La sport utility presenterà soluzioni stilistiche uniche, come il single frame chiuso e i gruppi ottici a Led dal taglio specifico, ma in generale le forme saranno in linea con il Dna del marchio. La stessa filosofia torna anche nell'abitacolo, dove il guidatore può contare su due display, uno dedicato alla strumentazione e l'altro, da 11,6", al sistema di infotainment. Inoltre il guidatore potrà contare sull'head-up display con realtà aumentata che coprirà un'area "virtuale" grande fino a 70 pollici. La piattaforma ha consentito di offrire un buon rapporto tra spazio e dimensioni esterne: secondo la Casa, a fronte di una lunghezza di 4,59 metri, la Q4 e-tron sarà in grado di offrire cinque posti e 520 litri per i bagagli, mentre ancora non si conoscono i valori della versione Sportback.

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Suzuki Jimny - La versione Pro a listino con prezzi a partire da 23.400 euro

4 Ruote - Apr 02,2021

La Suzuki Jimny torna a listino in Italia nella versione Pro, offerta a partire da 23.400 euro. Si tratta della variante due posti con omologazione autocarro N1 della fuoristrada giapponese, dotata di una rete fissa di sicurezza che separa l'abitacolo dal vano bagagli da 863 litri di capienza. 

L'unico optional è la variante bicolore. L'equipaggiamento di serie della Jimny Pro è particolarmente curato e include i cerchi di lamiera da 15", le finiture esterne Black, i fendinebbia, gli abbaglianti automatici, i retrovisori elettrici, l'impianto audio con bluetooth, i sedili riscaldabili, il climatizzatore, il cruise control, l'avviso di superamento di corsia, il riconoscimento dei segnali stradali, la frenata automatica d'emergenza, l'hill hold control e l'hill descent control. L'unico optional previsto è quello della verniciatura bicolor (400 ), disponibile in tre varianti.

Solo manuale e benzina. La meccanica è comune alla versione omologata autovettura della Jimny (non più a listino) e prevede, come unica opzione nel cofano, il 1.5 benzina aspirato da 102 CV e 130 Nm abbinato al cambio manuale e alla trazione integrale 4x4 AllGrip. Il consumo medio dichiarato, calcolato nel ciclo Wltp, è di 7,7 l/100 km con emissioni di 173-174 g/km di CO2, mentre la velocità massima è di 145 km/h. 

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Citroën C1 - Look da crossover per la versione Millennium

4 Ruote - Apr 02,2021

La Citroën ha presentato la C1 Millenium, una serie limitata che sarà commercializzata in Francia a partire dal mese di giugno nella variante VTi 72 con cambio manuale. Il suo arrivo in Italia non è ancora stato confermato: nel nostro Paese la citycar transalpina è attualmente disponibile nelle classiche versioni Live, Feel e Shine. 

Strizza l'occhio ai crossover. La serie Millenium aggiunge un tocco di stile alla C1: nell'allestimento sono infatti previsti passaruota allargati protetti da plastica grezza e cerchi di lega da 15": elementi che rendono il look della segmento A più simile a quello di modelli a ruote alte, riprendendo uno schema già utilizzato nel 2019 per la C1 Urban Ride. La personalizzazione prevede anche i cristalli posteriori oscurati, le finiture Metropolitan Grey e il volante con inserti di pelle. La dotazione di accessori deriva da quella prevista per l'allestimento Feel, e include l'infotanment da 7" con Mirror Screen, l'impianto audio con quattro dfiffusori e il climatizzatore. 

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Milano Monza Motor Show - Confermate le date del Salone all'aperto

4 Ruote - Apr 02,2021

Dopo i molteplici rinvii causati dal coronavirus, il Milano Monza Motor Show conferma le date annunciate pochi mesi fa: il Salone dell'auto all'aperto si svolgerà dal 10 al 13 giugno. La decisione è stata presa in seguito a un'attenta valutazione delle criticità da parte degli organizzatori e degli enti coinvolti, finalizzata a garantire lo svolgimento della manifestazione in piena sicurezza. Ma la kermesse si potrà seguire anche a distanza, grazie a dirette streaming dedicate.

Nel cuore di Milano. Come noto, l'evento sarà caratterizzato da numerose anteprime: le vetture verranno esposte nell'insolita cornice delle vie e delle piazze di Milano, ma parte del programma avrà luogo all'Autodromo di Monza. Accanto alle principali novità, che andranno dai modelli elettrificati alle sportive, i visitatori potranno osservare da vicino anche gli esclusivi prototipi dei carrozzieri. Il tutto all'interno di un percorso lungo circa tre chilometri, che si snoderà da corso Vittorio Emanuele a piazza Duomo, passando per via Dante, via dei Mercanti, piazza Cordusio e piazza Castello.

Focus elettrico. Proprio piazza Castello rappresenterà il fulcro dell'esposizione dedicata alle auto elettriche: un'occasione per approfondire le tematiche legate alla mobilità a batteria, che vedrà protagonisti diversi modelli forniti dalle varie Case automobilistiche. Le stesse vetture, inoltre, saranno disponibili per i visitatori che vorranno effettuare un test drive; chi lo vorrà potrà anche richiedere una prova nella propria città, attraverso la piattaforma dedicata. Ogni auto (o moto) esposta avrà una pagina riservata sul sito internet del Salone, contenente la scheda tecnica, le immagini, i video e il link per richiedere maggiori dettagli sul modello in questione.

Dalla città alla pista. In contemporanea all'esposizione di vetture andrà in scena la parte dinamica del Milano Monza Motor Show, che si svolgerà tra i cordoli dell'Autodromo di Monza. Si partirà venerdì 11 giugno con la sfilata dei giornalisti che, a bordo delle principali novità dei costruttori, passeranno per il centro di Monza, proseguendo fino al Tempio della velocità. Sabato e domenica sarà poi il momento di altre parate e attività in pista dedicate ai collezionisti e ai club.

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Mercato italiano - A marzo rimbalzo sul 2020 "horribilis", ma è calo anche rispetto al 2019: -12,7%

4 Ruote - Apr 01,2021

Il mercato dell'auto italiano rimbalza a marzo ma solo grazie a un effetto statistico. Secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti, lo scorso mese sono state immatricolate 169.584 autovetture, il 497,16% in più rispetto a un anno fa, quando la domanda era stata sostanzialmente azzerata dalle prime misure di lockdown varate dal governo per frenare la prima ondata di contaggi da coronavirus. Per comprendere la reale situazione della domanda bisogna, dunque, affidarsi ad altri confronti. Rispetto a marzo 2019 le registrazioni risultano, infatti, in calo del 12,7%. Tuttavia, se si prendono in considerazione le 142.998 immatricolazioni dello scorso febbraio, vi è una crescita del 18,6%, a dimostrazione della spinta rilevante degli incentivi nel sostenere una domanda comunque non certo brillante.

Il primo trimestre. Il rimbalzo di marzo segue le contrazioni del 14% e del 12,3% registrate, rispettivamente, a gennaio e a febbraio e consente di portare in territorio positivo il consuntivo trimestrale. I primi tre mesi dell'anno, con 446.978 immatricolazioni, mostrano una crescita del 28,6% rispetto al pari periodo dell'anno scorso, quando il mercato aveva iniziato a subire gli effetti della prima ondata della pandemia. Dunque anche in questo caso il confronto è falsato da quanto avvenuto con il primo lockdwon del 2020.

Male Stellantis. Per il gruppo Stellantis prosegue l'andamento negativo delle immatricolazioni con il terzo calo mensile consecutivo: sono 68.449 le registrazioni, il 14,56% in meno rispetto a marzo 2020, quando i dati erano suddivisi tra la Fiat Chrysler Automobiles e la PSA. Dei nove marchi solo tre risultano in crescita: la DS guadagna il 18,2% (436 immatricolazioni), la Maserati il 77,3% (227) e la Peugeot il 5% (11.446). Negativi tutti gli altri: -49,1% per l'Alfa Romeo (1.240), -7,1% per la Citroën (8.862), -16,7% per la Fiat (26.400), -7,1% per la Jeep (7.348), -16,2% per la Lancia (5.093) e -33,1% per la Opel (7.397).

Wolfsburg in calo. Performance negative anche per il gruppo Volkswagen: le immatricolazioni, pari a 25.833 unità, scendono del 12,6%. Il brand omonimo perde il  22,2% (13.690 unità), la Seat il 3,6% (2.717) e l'Audi lo 0,1% (6.427), mentre la Skoda mette a segno un +10,8% (2.978). In calo anche la Lamborghini: -12,5% con 21 immatricolazioni. 

Giù Renault e Ford. Pure il gruppo Renault segna performance parecchio peggiori di quelle del mercato, registrando un calo del 32,1% e 14.230 immatricolazioni. Di queste, 8.706 sono del marchio della Losanga (-28,9%) e 5.524 della Dacia (-36,5%). Meno pesante risulta la contrazione della Ford: -12,6% e 10.776 registrazioni.

Daimler e BMW in flessione. Andamento analogo per la Daimler e la BMW. Il gruppo di Monaco di Baviera perde il 7,8%, con 7.907 immatricolazioni, di cui 5.745 per il brand dell'Elica (-9,5%) e 2.162 per la Mini (-3%). Per il costruttore di Stoccarda le registrazioni sono 6.693, per una contrazione del 23,1%: il marchio Mercedes scende del 7,8% a 5.846 unità, mentre la Smart flette del 64,2% a 847.

Asiatiche in chiaroscuro. Tra i costruttori orientali spicca ancora una volta il gruppo Toyota: con 9.274 immatricolazioni, il colosso guidato da Akio Toyoda perde appena l'1%, con il marchio omonimo in crescita dell'1,8% (8.784 auto) e la Lexus in calo del 33,5% (490 registrazioni). La Nissan, invece, perde il 27,2% (3.401 immatricolazioni), la Honda il 38,9% (547 unità) e la Mitsubishi il 37,6% (380) mentre la Subaru sale del 69,3% (281), la Suzuki del 32,9% (3.776) e la Mazda del 6,9% (1.463). Segno meno per la coreana Hyundai con un calo del 0,3% (34.644), mentre la consociata Kia guadagna il 4,9% (4.165).  

Male la Volvo, bene la Tesla. Tra gli altri marchi del segmento premium, la Volvo, con 1.926 immatricolazioni, perde l'8,6%. Torna, invece, a crescere il gruppo Jaguar Land Rover: le immatricolazioni sono pari a 2.440 (+21,8%), di cui 669 per il marchio del Giaguaro (+1,2%) e 1.771 per il brand dei fuoristrada (+32%). Dopo un periodo di rallentamento, ritorna a registrare tassi di crescita a tripla cifra la Tesla: le 1.366 immatricolazioni implicano un aumento del 407,8%. Andamento positivo anche per la Porsche (+69,2%, con 665 auto registrate), mentre la Ferrari, con 65 immatricolazioni, cresce del 75,7%.

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MG Cyberster - La roadster elettrica sarà presentata al Salone di Shanghai

4 Ruote - Apr 01,2021

Dopo averla annunciata lo scorso anno, la MG si appresta a svelare la Cyberster, una concept ispirata alla MG B degli anni 60. Il marchio, da tempo di proprietà della cinese SAIC e impegnato a rafforzare la propria presenza nei mercati europei, ha voluto combinare ragione ed emozione creando una roadster elettrica che farà il suo debutto in pubblico al Salone di Shanghai 2021.

Grintosa ed estrema. Il legame con la MG B originale è nella formula spider, ma non nel design: la vettura è infatti molto più aggressiva ed estrema, con soluzioni aerodinamiche pensate per garantire importanti valori di downforce. I Led frontali richiamano in un certo senso i gruppi ottici rotondi dell'epoca, ma al posteriore troviamo invece luci che riprendono il tema della bandiera inglese e un elemento verticale nero che richiama il mondo della Formula 1. Le luci a Led sono un tema portante in questa concept: quelle bianche sono utilizzate anche sulla lama frontale e sulle fiancate. L'abitacolo, invece, è stretto tra il piccolo parabrezza in stile speedster e i cupolini posteriori che integrano i rollbar di protezione; gli interni, disegnati intorno al pilota, prevedono due display e un volante di ispirazione racing quasi rettangolare. L'infotainment sfrutta la connessione 5G, grazie alla quale sulla Cyverster è disponibile un'assistenza alla guida di livello 3.

800 km di autonomia. Il powertrain elettrico non è stato per il momento descritto in dettaglio, ma la potenza sarà sicuramente elevata considerando il tempo inferiore ai 3 secondi per raggiungere i 100 km/h da fermo. Ancora più importante è la stima sull'autonomia: 800 km, un dato notevole considerando anche le dimensioni relativamente contenute del pacco batterie in rapporto al passo della vettura: sarà interessante capire quali soluzioni siano previste per ottenere simili risultati. 

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Stellantis - Elkann: Nel 2021 puntiamo a triplicare le vendite di veicoli elettrificati"

4 Ruote - Apr 01,2021

Stellantis punta a triplicare le consegne di veicoli elettrificati entro la fine dell'anno in corso: lo ha rivelato John Elkann nella tradizionale lettera inviata agli azionisti della Exor per fornire un quadro dell'andamento finanziario degli investimenti della holding, controllata dalla famiglia Agnelli con il 53% del capitale. "Grazie alla sua dimensione" ha dichiarato il presidente del gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA "Stellantis potrà investire risorse per offrire ai suoi clienti nuovi prodotti, grazie a un portafoglio di marchi rinomati. Inoltre, sarà in grado di aumentare significativamente la sua attuale gamma di modelli elettrificati: nel 2021, con 11 nuovi modelli ad alto voltaggio, prevediamo di quasi triplicare le nostre vendite globali di veicoli (elettrici e ibridi plug-in) da 139.000 a 400.000.

Cambiamenti epocali. Nella lettera, Elkann dedica, ovviamente, un ampio spazio al settore automobilistico, presidiato sopratutto attraverso le partecipazioni detenute nel gruppo Stellantis (oltre il 14%) e nella Ferrari (quasi il 23% ma con il 36% dei diritti di voto). "Nel secondo trimestre del 2020 abbiamo anche vissuto un cambiamento epocale nel settore automobilistico, caratterizzato dal blocco totale degli stabilimenti e della produzione in tutto il mondo, afferma il nipote dell'Avvocato Agnelli riferendosi alle conseguenze della pandemia del coronavirus. "La chiusura ha avuto immediate conseguenze sul piano finanziario, perché ha determinato un aumento del capitale circolante, che ha portato FCA e i suoi fornitori a dover gestire significativi problemi di liquidità. Desidero complimentarmi con Mike Manley (l'ex amministratore delegato, ndr) e con tutti i nostri colleghi in FCA che hanno gestito enormi problemi operativi, mentre agivamo per proteggere i nostri dipendenti e i nostri partner, risolvendo tali pressanti questioni di tipo finanziario. 

Il ricordo di Marchionne. Elkann menziona quindi Sergio Marchionne, parlando dell'accordo tra FCA e PSA, definendosi "orgolioso" del fatto che sia stata conclusa con successo una fusione della tipologia che "Sergio Marchionne aveva raccomandato anni fa nelle sue 'Confessioni di un drogato di capitale', in cui sosteneva la necessità di un consolidamento nell'industria automobilistica per consentire un uso del capitale più efficiente e una più efficace capacità competitiva. Se Sergio fosse ancora con noi oggi - prosegue Elkann - sono sicuro che approverebbe con forza la creazione Stellantis.

Passi avanti nella ricerca dell'ad della Ferrari. Infine, non poteva mancare un passaggio sulla Ferrari, e in particolare sulla ricerca, ancora in corso, del nuovo amministratore delegato dopo le dimissioni a dicembre di Louis Camilleri. "Sono lieto di annunciare che il consiglio di amministrazione sta facendo buoni passi avanti nel processo di selezione del leader giusto che guiderà Ferrari verso una nuova era e verso traguardi ancora più grandi, spiega Elkann, che a Maranello ricopre la carica di presidente e, ad interim, di amministratore delegato. 

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Peugeot 308 - La versione elettrica è attesa nel 2023

4 Ruote - Apr 01,2021

L'offerta di auto elettriche del gruppo Stellantis potrebbe presto allargarsi. Secondo alcune indiscrezioni raccolte da Automotive News, infatti, la Peugeot starebbe lavorando alla versione a batteria della nuova 308, che dovrebbe debuttare nel 2023.

In arrivo anche l'Opel Astra. Stando alle fonti, la variante elettrica della francese di segmento C dovrebbe porsi in diretta competizione con la Volkswagen ID.3. Non solo: il pianale alla base della cinque porte, una versione evoluta della piattaforma Emp2, caratterizzerà anche la nuova generazione della Opel Astra, il cui debutto è previsto entro la fine dell'anno. Quest'ultima, a differenza della cugina con il marchio del Leone, potrebbe essere annunciata sin da subito in tutte le varianti, incluse quelle ibride plug-in e totalmente elettriche, arrivando così in anticipo rispetto alla 308 full electric. Infine, sempre stando ai rumors, anche un altro modello della Peugeot dovrebbe presto essere disponibile in versione a batteria: parliamo della crossover 3008, oggetto di un recente restyling.

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Emissioni - La Volkswagen potrebbe acquistare crediti verdi dalla Tesla in Cina

4 Ruote - Apr 01,2021

Dopo Stellantis, un altro colosso del settore automobilistico potrebbe acquistare crediti ambientali dalla Tesla: si tratterebbe, secondo le indiscrezioni della Reuters, della Volkswagen. Il colosso tedesco, attraverso la joint venture costituita con la FAW, sarebbe infatti costretto ad affidarsi all'azienda americana per rispettare le normative ambientali in vigore in Cina. 

Primo accordo del genere. Se confermato, sarebbe il primo accordo industriale siglato in Cina dalle due società, nonché la prova di quanto, per il costruttore di Wolfsburg, sia ancora lunga la strada dell'elettrificazione, anche in un mercato come quello del Paese del dragone, da anni ai vertici mondiali nel settore delle auto a emissioni zero grazie soprattutto alle politiche di promozione e agli incentivi messi in campo dalle autorità centrali e provinciali. Sul mercato cinese, però, la Volkswagen dipende ancora molto dal business storico dei veicoli endotermici e la sua joint venture sta incontrando difficoltà nel rispettare le normative e i limiti, sempre più stringenti, imposti da Pechino. 

Il sistema cinese. In Cina è in vigore un sistema di crediti che cerca di favorire sia il progresso tecnologico dei motori endotermici, in termini di minori consumi ed emissioni, sia l'aumento della produzione di veicoli alla spina. Il suo funzionamento è simile ad analoghi meccanismi varati negli Stati Uniti e, in parte, anche in Europa: un costruttore riceve dei certificati verdi che possono andare a compensare i crediti negativi legati ad attività più inquinanti. Il sistema prevede anche contratti di scambio o compravendita per consentire alle aziende di rispettare limiti e normative. Generalmente, gli scambi avvengono tra società affiliate o consociate, e non tra entità indipendenti, come nel caso della Faw-Volkswagen e della Tesla. 

Prezzi in aumento. Per ora la Volkswagen ha preferito non commentare le indiscrezioni della Reuters: il costruttore tedesco si è limitato a sottolineare l'obiettivo strategico di adeguarsi ai regolamenti cinesi e, con la possibilità di acquistare certificati verdi in caso di necessità. Del resto, le due joint venture della Volkswagen in Cina - quella con la Faw e quella con la Saic - sono tra le meno virtuose nel rispetto delle normative ambientali: questo perché gli automobilisti locali tendono a preferire i loro modelli a benzina rispetto alle elettriche, che costituiscono ancora una parte minoritaria dell'offerta delle due società. La Volkswagen sta duqnue patendo in Cina gli stessi problemi riscontrati in Europa: gli obiettivi sulle emissioni di anidride carbonica non sono stati raggiunti, seppur di poco, a causa dei ritardi nel lancio sul mercato della ID.3. Quest'anno, però, dovrebbe partire un'offensiva in grande stile con l'arrivo nelle concessionarie cinesi di ben cinque modelli a batteria. Intanto, l'ancora di salvezza sembra rappresentata dalla Tesla, ma costa cara: secondo la Reuters, infatti, la Faw-Volkswagen avrebbe offerto di acquistare i crediti verdi della Tesla al prezzo unitario di 3.000 yuan (circa 390 euro): una cifra di molto superiore ai valori di mercato degli anni scorsi. In ogni caso, l'azienda di Elon Musk si trova nelle condizioni di espandere anche alla Cina, dove ha avviato le sue attività produttive solo nel 2019, un business sempre più florido: l'anno scorso, la vendita di certificati verdi (negli Stati Uniti sono diversi gli acquirenti, tra cui il gruppo Stellantis) ha fruttato quasi 1,6 miliardi di dollari e consentito alla Casa californiana di chiudere per la prima volta nella sua storia un bilancio annuale in utile

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Renault Kangoo - Tolti i veli alla terza generazione

4 Ruote - Apr 01,2021

A pochi giorni dal lancio dei veicoli commerciali totalmente rinnovati, la Renault presenta la nuova generazione della Kangoo, che sarà disponibile in Italia a partire dal mese di luglio. Forte di 24 anni di carriera, il modello riprende ed esalta i contenuti che lo hanno reso celebre nel passato, ma introduce anche novità dal punto di vista del confort e della praticità d'uso.

18 centimetri extra di spazio. Lo stile è stato completamente rivisto per allineare la multispazio al dna del marchio: la sezione frontale è infatti dominata dalla grande calandra cromata con la losanga centrale, affiancata dai gruppi ottici a Led, che sono di serie tutte le versioni. La stessa tecnologia è ripresa anche dai fari posteriori, contraddistinti da un'evoluzione dell'ormai tipica firma luminosa a "C" della Casa francese. Le dimensioni, inoltre, sono cresciute per esaltare lo spazio interno: la Kangoo è lunga 4,48 metri (+18 cm) con un passo di 2,72 metri (+3 cm), mentre altezza e larghezza sono rimaste sostanzialmente invariate. Due le soluzioni inedite: sul tetto sono previste barre che possono essere disposte longitudinalmente o trasversalmente per caricare colli fino ad 80 chili di peso, mentre il vano portaoggetti "Easy Life" da sette litri, che si apre a cassetto, può essere estratto, diventando un contenitore portatile.

Infotainment moderno e almeno 775 litri di bagagliaio. L'abitacolo, in grado di ospitare fino a cinque occupanti, vanta portiere posteriori scorrevoli con un'apertura di 615 mm. Complessivamente gli interni offrono fino a 49 litri di spazio distribuiti nei vari vani portaoggetti, mentre il bagagliaio dalla forma squadrata ha una capacità variabile da 775 a 3.500 litri. La plancia, inoltr, adotta una finitura in legno scuro spazzolato con inserti cromati, sulla quale spicca lo schermo da 8 pollici dell'infotainment Easy Link, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto. Il guidatore, invece, ha davanti a sé una strumentazione mista, che abbina strumenti analogici a un display da 4,2 oppure 7 pollici. A bordo sono previste fino a sei prese usb e quattro prese 12 V, oltre al caricatore wireless per smartphone. La dotazione di serie include anche il volante regolabile in profondità, il supporto lombare per il sedile del guidatore e le bocchette di aerazione posteriori. Migliora anche il confort: secondo il costruttore, i nuovi pannelli fonoassorbenti e i cristalli con spessore maggiorato (dell'11%) dovrebbero ridurre sensibilmente la rumorosità rispetto agli standard della generazione precedente del veicolo. 

Adas di livello 2. La nuova Kangoo è equipaggiata con gli stessi Adas già disponibili su altri modelli della Renault: troviamo, per esempio, il controllo della distanza di sicurezza, il cruise control adattivo con funzione stop&go, il sistema di mantenimento di corsia, l'Easy Park Assist con retrocamera e gestione dello sterzo, il controllo dell'angolo cieco e il riconoscimento dei segnali stradali, oltre al Trailer Swing Assist e all'assistenza alla guida in caso di vento laterale.

Benzina e diesel Euro 6D. La gamma motori della multispazio si compone di due unità, entrambe omologate Euro 6D, declinate in cinque livelli di potenza. Nello specifico, si tratta del 1.3 Tce turbobenzina da 100 e 130 CV e del 1.5 Blue dCi a gasolio, disponibile nelle versioni da 75, 95 e 115 CV. Tutte le motorizzazioni sono abbinate al cambio manuale a sei marce, ma il benzina e le due diesel più potenti sono disponibili anche con la trasmissione automatica Edc a sette rapporti (optional). I consumi dichiarati sono compresi tra 6,7 e 6,9 l/100 km per i benzina e tra 5,4 e 5,6 l/100 km per i diesel, mentre le emissioni di CO2 variano rispettivamente tra i 151 e 156 g/km e tra i 131 e 154 g/km.

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Telepass - Nel noleggio smart arriva la Kona elettrica

4 Ruote - Apr 01,2021

L'offerta di Telepass, sempre più orientata verso i servizi di mobilità e non solo i telepedaggi, allarga il proprio catalogo delle auto a noleggio a lungo termine Arval con la prima full electric, la Hyundai Kona. In sostanza, gli abbonati a Telepass Pay, attraverso l'app dedicata, possono sottoscrivere in modalità paperless (senza documenti cartacei, cioè direttamente online) il contratto di noleggio, ricevere la vettura direttamente sotto casa, nelle grandi città come nei piccoli centri urbani, e pagare il canone di abbonamento mensile. Con il pacchetto proposto da Telepass Pay sarà possibile noleggiare la Suv coreana in versione EV per un periodo di 36 mesi, anche senza anticipo, con inclusi nel canone mensile, 100.000 km complessivi, cambio pneumatici, assistenza e soccorso stradale h24, manutenzione ordinaria e straordinaria e copertura assicurativa RC Auto. Come per gli altri modelli già disponibili nel catalogo creato dalla partnership Arval e Telepass Pay, alla consegna dell'auto sarà sufficiente inserire la targa nell'app per attivare i servizi della piattaforma Telepass Pay con offerte e sconti esclusivi: l'auto sarà collegata a tutti i servizi dell'ecosistema Telepass Pay, dal pagamento smart dei parcheggi al lavaggio dell'auto.

Con l'anticipo, da 259 euro. La Kona elettrica andrà a posizionarsi in una fascia di prezzo intermedia, tra la Fiat 500X (da 209 euro), la Jeep Renegade (255 euro) e la Toyota C-HR Hybrid (325 euro). Il noleggio triennale della Suv elettrica coreana costerà 259 euro al mese. Per tutte, in ogni caso, è previsto un anticipo di 4.000 euro. In alternativa, senza l'assegno iniziale, il canone mensile per la Suv coreana è di 370 euro.

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Hyundai Santa Cruz - Prime immagini del pick-up in attesa del debutto

4 Ruote - Apr 01,2021

A oltre sei anni dal debutto dell'omonima concept, la Hyundai ha confermato il reveal del pick-up Santa Cruz, che sarà presentato online il 15 aprile. Si tratta di un modello pensato per gli Usa e posizionato in uno dei segmenti chiave del mercato, finora mai presidiato dal costruttore coreano. La vettura è stata progettata dal team di design americano e sarà prodotta nella fabbrica HMMA in Alabama.

Stile ispirato alla Tucson per distinguersi. La Hyundai parla di un modello che esula dalle categorie attuali, perché unisce le caratteristiche tipiche dei pick-up con quelle delle Suv e delle crossover, e definisce il Santa Cruz uno Sport Adventure Vehicle. Per ottenere questo risultato si è puntato tutto sullo stile, con il frontale che riprende i più recenti canoni stilistici visti sulla Tucson. La fiancata è studiata in modo da creare un passaggio graduale e dinamico verso il vano posteriore aperto, mentre i gruppi ottici posteriori sono a sviluppo orizzontale. Gli interni non sono stati ancora svelati, ma è presumibile che siano particolarmente dotati dal punto di vista della connettività e delle finiture.

Integrale e probabilmente ibrida. La Hyundai non ha ancora comunicato dati tecnici riguardo al suo nuovo pick-up, ma ha confermato che saranno previste varianti a trazione integrale e powertrain altamente efficienti per venire incontro alle esigenze di utilizzo su strada e in fuoristrada. Potrebbero essere previste motorizzazioni condivise con la Tucson, oppure con la Santa Fe: ciò implica la possibilità di vedere introdotte, sin da subito, versioni mild e plug-in hybrid. 

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Ferrari Portofino M - M come Modificata (e migliorata)

4 Ruote - Apr 01,2021

Portofino M, dove la novità è tutta in quella lettera finale rossa. l'iniziale di Modificata, storica definizione per le versioni rivedute e corrette delle Ferrari, come la 512 M, barchetta racing del 1970, o la stradalissima 575M Maranello (anno del Signore 2002). E sono soltanto le prime che mi vengono alla mente. In quella M, poi, è fin troppo facile leggerci pure l'iniziale di Maranello. O addirittura della parola maschio, per calarci nella specificità di questa versione 2.0, visto che tutte le novità meccaniche di questa Portofino sono pensate, cercate e volute per rendere più scintillanti e completi i suoi lati marziali: nuova release per il motore, cambio aggiornato, Manettino dagli orizzonti più ampi. Tutte cose delle quali parleremo in maniera diffusa e che non intaccano minimamente i lati lifestyle della Portofino, che anzi sono stati affinati a loro volta: a renderla ancora più versatile nella quotidianità ci pensano infatti i sedili dotati di bocchetta per riscaldare il collo, una sorta di sciarpa virtuale, e una rinnovata fornitura di assistenze alla guida.

Dentro (quasi) non cambia. Per il resto, sono gli interni di sempre, sotto un doppio punto di vista: stile e finiture da un lato, interazione uomo-macchina dall'altro. Come dire che il nuovo che avanza in termini di ergonomia, nato con la SF90 Stradale e presente pure sulla Roma, qui non ha cittadinanza. Ci sta, per carità, perché la M è una nuova versione e non un nuovo modello. E per altro niente di male in tutta questa fisicità, anche se alle volte l'incontro tra l'uomo e la macchina diventa scontro, come nel caso dell'impianto multimediale. Le sue logiche spesso non sono del tutto logiche: ogni volta che cerchi qualcosa nei 10,25 pollici del touch centrale, hai la sensazione di non averlo mai fatto prima e spesso tutto finisce per avere il sapore della scommessa. Che peraltro non sempre vinci. E, poco più poco meno, il discorso vale pure per i due display della strumentazione, che da gestire, tra tasti e manopole, non sono la quintessenza della semplicità. Ma basta poi un'occhiata al grande contagiri centrale, al suo stile, alla sua unicità, per rinfrancarti e, soprattutto, ricordarti che sei seduto in uno dei distretti più esclusivi dell'universo. Motoristico e no. Dimenticavo: con il multimedia, la salvezza arriva dalla presenza di Android Auto e di Apple CarPlay.

Nuovo Manettino a cinque posizioni. Le cose importanti alle volte si annidano nei dettagli. Per esempio nel Manettino, che finalmente ha tutto ciò che serve per onorare il Cavallino stampato su cofano e parafanghi. Perché la Portofino sarà pure la più morbida e paciosa delle Ferrari (e dalle parti di Maranello ci tengono un sacco a tenerla lontana da tutto ciò che potrebbe anche lontanamente ricordare un cordolo), ma, per quanto vera e incontrovertibile, è una verità dalle gambe corte. La sua supposta normalità va comunque a braccetto con il piglio che serve per star dietro a sportive di razza come l'Aston Martin DB11 (o Vantage, fate voi), l'eterna Porsche 911 Turbo S o la Mercedes-AMG GT. E con un Manettino a cinque posizioni tutto risulta più facile: alle preesistenti Comfort, Sport ed Esc Off si sono aggiunte la posizione Wet (siccome siamo personcine educate, fa bello fingere che la stessimo aspettando) e Race, che invece è proprio quello che mancava, come minimo perché non ti costringe troppo di frequente a giocare con ESC Off. E pure Sport mi sembra più permissiva di quanto lo fosse sulla Portofino delle origini, anche se per scolpire nella pietra giudizi del genere bisognerebbe avere le due macchine a stretto confronto anziché scavare nei ricordi.

 

Verso quota 7.500 giri. In ogni caso, le cinque posizioni sono il punto di partenza perfetto per iniziare a considerare questa M la versione da uomo della Portofino. Di tutto il resto, in questo senso, si incaricano motore e cambio, che sono gli stessi della Roma: si passa quindi da 600 a 620 cavalli e da 7 a 8 marce. I numeri sono indizi, forti ma pur sempre indizi, e la consacrazione definitiva arriva dalle sensazioni. Che sono quelle di sempre, quando guidi una Ferrari, ma portate un gradino più in alto. L'otto cilindri ha dovuto subire l'imposizione del Gpf, ovvero il filtro antiparticolato, necessario per rispettare le normative euro 6D. Motoristicamente parlando, è stato il punto dal quale si è partiti per realizzare questa nuova Portofino e se ciò ha magari sfumato gli acuti da un punto di vista acustico, di sicuro non ha spostato il baricentro del suo carattere. Che da solo basterebbe per decidere di firmare quell'assegno da 206.000 euro che la Portofino M richiede. La virtuale assenza di ritardo del turbo e i picchi di coppia diversi per ogni marcia (Variable Boost Management, in termini scientifici) ti portano a vivere questo otto cilindri alla stregua di un aspirato. Hai a disposizione 7.500 giri che nel regno della sportività magari non sono tantissimi, ma che di certo sono uno più bello dell'altro. E soprattutto uno più cattivo dell'altro a mano a mano che ti avvicini al limitatore, al punto che ti dimentichi che i 620 cavalli, in realtà, sono già tutti disponibili a partire dai 5.750 giri.

L'elettronica a servizio della guida. Cose che abbiamo raccontato mille volte ma che ogni volta ti sorprendono. Esattamente come accade con quel profluvio di elettronica che ti aiuta a gestire il telaio. Lungi dall'essere qualcosa che sta a metà tra un semplice censore della tua guida e una rete che ti salva se superi i limiti (i tuoi, il più delle volte) come sempre sulle Ferrari l'elettronica è un fido alleato, capace di mettersi al tuo servizio per amplificare performance e sensazioni. Il Side Slip Control tiene d'occhio la situazione (in primis, l'angolo di assetto) e coordina gli interventi dei sistemi di controllo: dal differenziale elettronico Ediff al controllo di trazione F1-TCS, passando per l'SCM-E Frs (ovvero le sospensioni a controllo magnetoreologico) e l'FDE ovvero il Ferrari Dynamic Enhancer, che con sapienti pinzate su ciascuna ruota rende più efficace e prevedibile la dinamica trasversale della vettura. Qualcosa che affianca il classico controllo della stabillità Esc e che sulla Portofino non si era mai visto. Attivo soltanto nella modalità Race, già da solo basterebbe per giustificare e dare senso a questa modalità. Con la quale fai tutto quello che vuoi, con naturalezza ed efficacia. E senza il minimo sforzo, sia da parte sua sia da parte tua. Ed è cosi che, ancora una volta, quel paesino con meno di 20.000 anime rimane unico al mondo.

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Fleet&Business Digital Event/2 - Un settore con "prospettive solide e interessanti"

4 Ruote - Mar 31,2021

La fotografia perfetta del noleggio a lungo termine l'ha fatta il presidente dell'Aniasa Massimiliano Archiapatti: un 2020 non semplice ma con prospettive solide e interessanti. Introducendo la sessione pomeridiana della terza edizione di Fleet&Business digital event (cliccare qui per il report sulla mattinata), il numero uno dell'associazione dei noleggiatori e delle società di servizi automobilistici ha snocciolato le cifre 2021 delle flotte aziendali. Che, a fronte di una caduta delle immatricolazioni del 25%, comunque inferiore a quella del mercato nel suo complesso, ha visto tutti gli altri indicatori restare in territorio positivo: il fatturato delle imprese è aumentato del 2% e la flotta è comunque cresciuta del 2,4% grazie a una robusta dose di estensione dei contratti in essere. Molto bene anche la vendita dell'usato, cresciuta del 3%, e i contratti ai privati, cresciuti del 30% a 65 mila unità. Insomma, la pandemia ha solo rallentato la sostituzione delle auto, ma non ha intaccato la solidità della formula e l'interesse delle imprese (e dei privati) a ricorrervi. In particolare in una fase, quella della transizione ecologica e tecnologica, che il noleggio a lungo termine consente di attraversare minimizzando le incognite e massimizzando le opportunità che di volta in volta il mercato può offrire.

Formule e servizi. Una indicazione che hanno confermato anche i maggiori operatori invitati alla tavola rotonda. Di mercato frizzante ha parlato Tomaso Aguzzi, direttore sales di Arval Italia, mettendo l'accento, in particolare, sui servizi su cui la multinazionale francese si sta focalizzando, dal mid term al corporate car sharing, dai servizi di mobilità all'acquisto dell'usato. Un'evoluzione che sta trasformando anche il ruolo degli operatori, sempre meno fornitori e sempre più consulenti di mobilità, come ha sottolineato Dario Cerruti, commercial director LeasePlan Italia, società che sta puntando molto sulla flessibilità: contratti da un mese in su, meno vincoli di durata e percorrenza illimitata. L'auto, gli ha fatto eco Aguzzi, resta centrale, ma ad essa si attaccano altri elementi, dalle bici ai monopattini ai mezzi pubblici al car sharing al corporate car sharing. Sicché il fleet manager è sempre più un mobility manager che ha bisogno del supporto costante del fornitore.

L'importanza della rete. Sulla capillarità dei contatti punta invece UnipolRental, un delle due società di noleggio Top a capitale interamente italiano. L'ex CarServer, da qualche mese acquisita dal primo gruppo assicurativo nazionale, può presidiare fortemente il territorio e proporre alla clientela un ecosistema della mobilità, come ha sottolineato Andrea Compiani, chief commercial officer di UnipolRental. L'obiettivo della società emiliana è duplicare l'attuale flotta di 50 mila auto entro il 2025 grazie alle 2.400 agenzie sparse su tutto il territorio nazionale.

Il ruolo della tecnologia. Il fronte caldo dei servizi su cui lavorano gli operatori può svilupparsi grazie alla tecnologia, alla macchina che sta dietro alla macchina, come ha spiegato Massimiliano Balbo Di Vinadio, vice president sales di Targa Telematics: riusciamo a dare gli strumenti per essere competitivi e flessibili a un mercato che sta sviluppando nuove forme di mobilità, ha spiegato. Si va dal pay per use alla pagella telematica all'analisi e alla gestione dei processi interni, processi di ottimizzazione impossibili da realizzare senza il supporto della tecnologia. Paolo Malerba, responsabile corporate business unit di Telepass ha evidenziato la modularità e l'apertura della piattaforma telematica della società del gruppo Autostrade, non legata al numero di dipendenti né a quello delle auto aziendali e già in grado di tracciare e ottimizzare i percorsi e moltiplicare la gestione dei servizi, mentre Massimo Braga, vicedirettore generale di LoJack Italia ha annunciato la disponibilità della nuova tecnologia che abbina alla radiofrequenza il Gsm e che rende ancora più performante le già eccellenti prestazioni degli apparati LoJack, adesso in grado persino di parlare tra loro massimizzando le possibilità di ritrovamento di un'auto rubata. Per non parlare delle informazioni su consumi, percorrenze, manutenzione ordinaria e predittiva e, in un prossimo futuro, di certificazione della manutenzione, della percorrenza, dei percorsi, dei crash ai fini della vendita dell'usato.

La prospettiva elettrica. Sul fronte elettrico, invece, l'Italia è ancora indietro rispetto agli altri paesi europei. Ma, come ha rivelato Cerruti, sta rimontando se è vero che nella specifica classifica Leaseplan è passata dal 17 AL 15 posto. Su questo fronte la multinazionale olandese del noleggio ha lanciato un ponte elettrico tra Roma e Milano con due stazioni di ricarica a Chiusi e a Fidenza, aperte a tutti ma nelle quali i clienti Leaseplan avranno energia gratis. Dopo la A1 sarà la volta dell'asse trasversale da Torino a Trieste, in attesa che anche le concessionarie si muovano su questo fronte. Fronte sul quale si sta muovendo Volvo, con l'annuncio, da parte di Fabio Flori, fleet corporate manager di Volvo Car Italia, della prossima realizzazione di 30 stazioni fast charge a marchio Volvo ma aperte a tutti in prossimità delle maggiori autostrade. Sulla transizione elettrica, infine, Archiapatti ha evidenziato il ruolo guida del noleggio a lungo termine, che pesa per il 25% sul mercato nel suo complesso ma tocca il 37% nelle immatricolazioni di auto elettriche e il 38% in quelle plug-in.

Tutti pazzi per le Suv. E a proposito di composizione del mercato, Salvatore Saladino, country manager di Dataforce Italia, multinazionale tedesca di business intelligence e analisi del mercato, ha evidenziato l'evoluzione delle scelte delle imprese, in particolare nei confronti delle Suv, passate dal 40 del 2015 al 64% del 2020 nelle immatricolazioni true fleet. Un mercato che vede le big three (Audi, BMW e Mercedes salire dal 27 al 54% ma in cui spiccano le performance degli altri costruttori: nell'arco dello stesso periodo di tempo Jaguar è passata dallo 0 al 96%, Lexus dal 76 al 99%, Volvo dal 44 all'86%, a cui si aggiunge il 100% di Jaguar Land Rover. Insomma, il tabù delle Suv non esiste più nelle flotte. Anzi. Il problema, semmai, è l'impatto che tutto ciò ha sul mercato, in particolare sull'allargamento delle distanze tra mondo business e i privati. Il numero uno di Dataforce Italia ha rivelato che tra il 2019 e il 2020 il prezzo medio d'acquisto delle auto è aumentato del 5% tra i privati del 9% nel noleggio a lungo termine e del 12% nelle società. Impossibile puntare sulla sostituzione del circolante su queste basi, la stoccata di Saladino.

La sfida dei servizi. Alla quale Vincenzo Vavalà, direttore vendite di Audi Italia, ha replicato evidenziando la diminuzione del costo di utilizzo di queste vetture grazie al maggior valore futuro. Flori, invece, ha ricordato che l'evoluzione in termini di carrozzeria non è solo una moda ma è una opzione industriale coerente con l'elettrificazione delle auto e l'impatto che ciò ha in termini di pesi e volumi delle batterie. Un'evoluzione su cui i rappresentanti delle case hanno posto l'accento, anche in termini di servizi legati all'auto, dalla smaterializzazione del processo di vendita di cui ha parlato Vavalà alle versioni Business Extra annunciate da Christian Catini, corporate & fleet sales manager di Mercedes-Benz Italia, al ruolo dell'elettrica nel mondo business: non è l'auto giusta per chi fa poca strada, ha sottolineato Flori, ma per chi invece fa tantissima strada.

Le altre iniziative di Fleet&Business. La giornata si è chiusa parlando degli altri pilastri dell'ecosistema di Fleet&Business, oltre alla rivista, al sito internet e agli eventi, come quello svoltosi appunto oggi; ovvero i tanti master a tema automotive - con alcuni con un forte focus sulla mobilità e il fleet management, di Accademia ED - e alla seconda edizione del premio F&B Award, sponsorizzato da LoJack Italia. Quattro i candidati al premio sopravvissuti dopo la prima scrematura da parte della giuria composta da addetti ai lavori e giornalisti di Quattroruote. In rigoroso ordine alfabetico sono Carlo Bertolini (Chiesi farmaceutici), Christian Marcello (Ocme), Riccardo Vitelli (Poste Italiane) e Giovanni Zucco (Roche). Tra i quali uscirà il miglior progetto di fleet e mobility management per il 2021. Che verrà premiato dove e quando? Lo scoprirete presto. Nel momento in cui si saprà quando ci si potrà incontrare dal vivo, magari davanti ai nuovi modelli di auto di cui si è parlato, ahinoi solo virtualmente, oggi durante l'eventoContinuate a seguirci.

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Ferrari Purosangue - Nuovi test su strada per la Suv di Maranello

4 Ruote - Mar 31,2021

Continua lo sviluppo della Ferrari Purosangue. La prima Suv del Cavallino, che debutterà nel 2022, è stata fotografata durante una serie di collaudi sulle strade italiane e, seppur ancora nascosta da abbondanti camuffature e da elementi ripresi da altre vetture, ci permette di studiare l'auto da un'angolazione inedita, quella frontale.

Sembra una Levante allungata. Le immagini confermano quanto visto nei mesi scorsi e non mostrano le forme definitive della vettura: il muletto della Purosangue monta infatti pannelli della carrozzeria ripresi dalla Maserati Levante, ma è evidente che sotto le camuffature si trova un mezzo nettamente diverso. Le carreggiate, per esempio, sono più larghe, l'assetto è molto più basso e il cofano motore è decisamente più lungo rispetto a quello della Suv del Tridente, come già si era visto in altre foto spia.

Frontale ispirato alla Roma. La sezione posteriore è dominata da un grande diffusore e da quattro terminali di scarico, che escono dal paraurti in maniera poco elegante, facendo subito intuire come il powertrain non sia ancora quello definitivo. Il frontale, che possiamo vedere per la prima volta, sembra presentare la stessa calandra della Levante, ma spostata verso il basso. Ai lati della mascherina si intravedono i gruppi ottici a Led, caratterizzati da una nervatura che percorrere l'intero frontale in senso orizzontale. Il pensiero corre subito al linguaggio stilistico della Roma, la quale potrebbe essere la capostipite di un nuovo family feeling che caratterizzerà i futuri modelli di Maranello, tagliando i ponti con gli stilemi visti finora.

L'incognita delle motorizzazioni. Per quanto riguarda le motorizzazioni, invece, non ci sono ulteriori novità. Sappiamo che la Purosangue sarà basata su una piattaforma inedita, appositamente sviluppata, che avrà la trazione integrale e che ricorrerà allo schema transaxle, con motore anteriore in posizione longitudinale e trasmissione al posteriore. Al momento non si conoscono altri dettagli tecnici sul powertrain, che molto probabilmente sarà di tipo mild hybrid o plug-in hybrid, magari derivato da quello che spinge la SF90 Stradale. Non è però da escludere la presenza di più versioni, magari con il V8 biturbo per le varianti più prestazionali e il nuovo V6 per i modelli d'accesso.

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Auto elettriche - Incentivi e rete di ricarica, Biden è pronto a spendere 174 miliardi di dollari

4 Ruote - Mar 31,2021

La Casa Bianca è pronta a sostenere, con ingenti risorse, l'adozione di veicoli elettrici negli Stati Uniti. Il presidente Joe Biden ha varato un nuovo piano di investimenti pubblici da circa 2 mila miliardi di dollari per rilanciare l'economia statunitense e ben 174 miliardi (circa 150 miliardi di euro) di questi sono destinati alle auto a batteria e alle relative infrastrutture. 

Il piano. La bozza del piano, pubblicata sul sito della Casa Bianca in vista di un discorso del presidente a Pittsburgh, dedica alle elettriche un apposito capitolo, intitolato "Creare buoni posti di lavoro elettrificando i veicoli". Si parte dall'assunzione che il peso delle vendite delle vetture a batteria sul mercato statunitense è solo un terzo rispetto a quanto avviene in Cina: le stime parlano di circa 320 mila unità contro oltre 1 milione. "Il presidente ritiene che la situazione debba cambiare" e, pertanto, "propone investimenti per 174 miliardi di dollari", si legge nella documentazione fornita da Washington. In essa, si sottolinea come "il piano consentirà alla Case automobilistiche di stimolare le catene di approvvigionamento nazionali, dalle materie prime alle componenti, di riorganizzare le fabbriche per competere a livello globale e di supportare i lavoratori americani nella produzione di batterie e veicoli elettrici".

Nuovi incentivi. Sono inoltre previste misure a favore dei consumatori come "sconti presso i punti vendita e incentivi fiscali per l'acquisto di veicoli elettrici di fabbricazione americana". In tal senso non è chiaro se questa affermazione escluda dalle agevolazioni i costruttori esteri come le tedesche Mercedes, BMW e Volkswagen, le quali stanno accelerando le strategie di elettrificazione e possono contare su importanti siti produttivi all'interno del territorio statunitense. Bisognerà attendere qualche dettaglio in più per avere maggior chiarezza sui beneficiari degli incentivi e soprattutto sulla loro dimensione. Attualmente, infatti, gli Stati Uniti concedono un credito d'imposta federale di 7.500 dollari per l'acquisto di veicoli elettrici, ma la disponibilità si esaurisce quando le vendite di un'azienda arrivano a 200.000 unità.  il caso della Tesla, che ormai può fare affidamento solo su eventuali programmi di incentivazione statali. In ogni caso, sulla base di alcune proposte di esponenti del partito democratico, è possibile che la Casa Bianca elimini qualsiasi vincolo e aumenti il credito fino a 10 mila dollari. Per ora, come detto, si tratta solo di indicazioni preliminari e incomplete, che tra l'altro dovranno anche passare l'esame del Congresso e ottenere il via libera di entrambi i rami del parlamento a stelle e strisce. Da Pennsylvania Avenue hanno comunque esplicitato l'obiettivo delle nuove agevolazioni, ossia "garantire che i veicoli siano alla portata di tutte le famiglie e siano prodotti da lavoratori con una buona occupazione". 

Le infrastrutture. Le risorse saranno anche destinate a promuovere la realizzazione delle infrastrutture di ricarica. Il piano prevede infatti "programmi di sovvenzioni e incentivi per i governi statali e locali e il settore privato per costruire una rete nazionale di 500.000 punti di ricarica entro il 2030". Inoltre saranno utilizzati tutti gli strumenti disponibili per elettrificare la flotta federale, incluso il parco veicolare gestito dal servizio postale degli Stati Uniti. Le risorse pubbliche destinate alle auto elettriche rientrano, come detto, in un più ampio programma di investimenti atto a migliorare la dotazione infrastrutturale degli Stati Uniti, in particolare per quanto riguarda gli ambiti, in un modo o in un altro, legati alle quattro ruote: 621 miliardi saranno dedicati a porti, ponti, strade, aeroporti; ulteriori 300 miliardi saranno impiegati per migliorare il sistema idrico e le reti di telecomunicazioni ed elettriche, mentre 580 miliardi sosterranno le attività produttive, la formazione dei lavoratori e la ricerca. Si tratta di un approccio onnicomprensivo coerente con le recenti richieste delle associazioni di rappresentanza del settore automobilistico. L'Alliance for Automotive Innovation, insieme al sindacato Uaw, ha infatti chiesto proprio un "approccio globale" che promuova l'adozione dei veicoli elettrici e la transizione energetica del comparto e sostenga i 250 miliardi di dollari di investimenti stanziati fino al 2023 da costruttori e fornitori per portare avanti le strategie di elettrificazione. 

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Fleet&Business Digital Event - La mobilità del futuro tra svolta elettrica e telematica

4 Ruote - Mar 31,2021

Se Le flotte ai tempi del Covid era stato il titolo dell'ultimo incontro, il Fleet&Business Digital Event che si è svolto il 31 marzo, ancora per forza di cosa online, vista la zona rossa in cui ci troviamo, vede la fine del tunnel causato dai vari lockdown e si interroga sul futuro della mobilità e delle flotte aziendali, di fronte alla svolta elettrica e alle nuove abitudini ormai metabolizzate. Siamo alle soglie di una nuova normalità, ha esordito Gian Luca Pellegrini, direttore di Quattroruote e Fleet&Business. Molte cose sono diverse, abbiamo riscoperto la quotidianità, nuovi luoghi di lavoro, con il virtuale, ma quale sarà il ruolo dell'auto? La pandemia ha accelerato processi già in atto, come si vede dall'aggregazione tra le Case, Stellantis il caso più recente, mentre altri player sono attratti dalla trasformazione verso i servizi di mobilità, come per esempio Apple che cerca un partner per produrre nuove auto elettriche, ha continuato Pellegrini. Decarbonizzazione e sostenibilità richiedono miliardi di euro di investimenti, l'ambiente è la priorità, dettata dalla politica, ma Fleet&Business si concentra sul timore che la mobilità si trasformi da diritto per tutti a privilegio per pochi. D'altra parte, le avvisaglie sono diverse: Luca De Meo, ceo di Renault, che paventa auto sempre più costose, Carlos Tavares di Stellantis che gli fa eco ribadendo che la transizione è possibile, ma comporterà margini più bassi o prezzi più alti, Akio Toyoda, infine, che esprime i suoi dubbi sulla sostenibilità della rivoluzione elettrica. Ma un'auto per pochi privilegiati è una sconfitta per la collettività: rubando le parole al presidente Mattarella, il futuro è di tutti o non è. Prima di dare il via alle tavole rotonde con gli esperti del settore, Pellegrini ha ricordato i fenomeni a cui stiamo assistendo e che Fleet&Business analizza da vicino: i cambiamenti radicali delle aziende verso soluzioni di mobilità a 360, con i noleggiatori a breve che in piena pandemia si sono trasformati in mobility provider, i dealer che mutano pelle per entrare nel noleggio, perché il business tradizionale non dà più margini sufficienti. Con un'avvertenza: ci saranno sempre più attori, ma vincerà la qualità, dopo una inevitabile selezione darwiniana. Primo ospite, Oscar Farinetti, fondatore di Eataly e Green Pea, concetto commerciale dedicato proprio alla sostenibilità, dall'abbigliamento alla mobilità, con un tema che entra nel vivo: Rivoluzione imminente, come cavalcarla anche se non voluta?

Da Eataly alla 500 elettrica. Non sono un guru, cerco di capire il cambiamento da mercante, perché le trasformazioni le fanno i consumi, inizia Farinetti. Convinto che dal Covid usciremo profondamente cambiati, forse non subito pronti a riabbracciarci, come in un 25 aprile di liberazione, ma rinnovati sotto molti aspetti. I migliori sono la metà della popolazione, 4 miliardi di persone, ed è quello il mercato a cui dobbiamo guardare, il più interessante, con nuovi atteggiamenti. La grande scommessa è come salvare la vita umana, come ci hanno insegnato una ragazzina, Greta, e poi la pandemia. La sostenibilità è al centro di tutto, ma non più intesa come un dovere: from duty to beauty (dal dovere alla bellezza, ndr), come dice il pay-off di Green Pea. Farinetti ha poi focalizzato l'attenzione sulle parole chiave per il futuro: Viaggiare, con un percorso semantico dalla terra alla strada, il veicolo, la tecnologia, l'uomo; Amare, inteso anche come capacità di riparare; Studiare, per mutare, passare dalla paura al coraggio; Lavorare, per produrre benessere, insieme; Sognare, per vedere un avvenire, rispettoso della Terra e dell'Uomo. E, aprendo la prima tavola del webinar, ha ricordato che l'auto, come dimostra la 500 elettrica (a noleggio) di cui è entusiasta, è il più grande bene di consumo, da utilizzare per migliorare le nostre vite.

 

Parola alle Case. "Un nuovo mondo, la sfida della nuova mobilità e delle nuove car list/car policy". Il primo incontro, moderato dal caporedattore di Fleet&Business Alberto Vita, ha avuto per protagonisti i responsabili delle flotte di alcune Case fortemente impegnate nella transizione elettrica. Entro il 2026 ci sarà un'ondata di 11 modelli a batterie, compresa la futura ammiraglia, una crossover da 800 Volt, e per il 2030 il 40% delle nostre auto saranno elettrificate, spiega Giovanni Buscemi, Dealer Fleet & Corporate Sales Manager di Kia Italia. Se la casa coreana è tra le più attive, non si può non ricordare il ruolo pionieristico della giapponese Nissan. Da 10 anni produciamo la Leaf, che ha raggiunto il mezzo milione di esemplari; ora il nostro programma si chiama Nissan Next, presenteremo altri 8 modelli EV per raggiungere l'obiettivo del 50% di auto elettrificate nel mix europeo, dichiara Lorenzo Pisarra, Direct Fleet Sales Manager della filiale italiana. Strategia verde anche per Skoda Italia, come testimonia Alberto Cestaro, ex di Audi e ora Head of Fleet & Used Car Business del marchio boemo: Puntiamo sulla green factory, ovvero impianti produttivi carbon neutral, come la nuova fabbrica di cambi, green product, con 10 elettrificate su 30 modelli dei prossimi anni, e green retail, con colonnine di ricarica nelle nostre concessionarie. Da parte sua, Massimiliano Loconzolo, Fleet&Toyota Professional Senior Manager, ricorda che la prima full hybrid, addirittura dal '97, fu la Prius, arrivata a quota 17 milioni di esemplari, vera apripista delle elettrificate. Nel 2015 abbiamo varato un piano olistico che punta a ridurre del 90% le emissioni nel 2050, spiega. Obiettivo che ricorda quello riportato da Andrea Benetti, Key Account Manager NLT di Volkswagen Italia, che sottolinea come la Casa di Wolfsburg punti al carbon neutral per la stessa data, grazie al lancio di 20 modelli elettrici entro il 2025 e 11 miliardi di investimenti annunciati. Benetti riporta nella discussione anche il metano, molto apprezzato dai fleet manager per il basso cost of ownership, disponibile su up!, Polo e Golf, mentre nella gamma ci sono già ibride e plug-in, e le id.3 e id.4 stanno per arrivare nelle flotte.

Lo sviluppo di Telepass. Prima della seconda tavola online, il caporedattore di Fleet&Business ha intervistato Gabriele Benedetto, ceo di Telepass, allargando il discorso sulla mobilità e le nuove prospettive di business. Negli ultimi 3-5 anni abbiamo introdotto 23-24 nuovi servizi di mobilità, a partire dal mondo consumer, spiega Benedetto. Una rivoluzione, quella della scatoletta per alzare la sbarra al casello, che ha fatto uscire Telepass dai limiti delle auto di proprietà per trasformarlo in una piattaforma di servizi di mobilità, efficiente e modulare, capace di rispondere a tutti i bisogni dei viaggi aziendali, sostituendo carte di credito business, carte carburante, reporting. Con T-Business estendiamo i servizi non solo ai rifornimenti di carburante, ma anche alla ricarica per le elettriche; Telepass Pay è istituto di moneta elettronica e può emettere strumenti prepagati per spese e imprevisti durante i viaggi, è una piattaforma aperta e può includere anche il tracciamento satellitare, per esempio per il delivery e la logistica, spiega Benedetto. Ma come ha trasformato i viaggi quest'anno di Covid? Il telepedaggiamento è fatto di un terzo consumer, crollato del 30%, un altro business, sceso del 20%, e uno di autotrasporto, che ha retto con un calo dell'8%, per via delle consegne modello Amazon, spiega il manager. Intanto Telepass cresce all'estero: è attivo in 14 Paesi, dopo il recente ingresso anche della Bulgaria, e registra una crescita del 50% di transazioni.

A tavola con la telematica. La seconda parte della mattinata ha visto protagoniste le aziende che studiano le trasformazioni e il monitoraggio dei flussi di traffico e delle opportunità di conversione delle flotte. Si può fare, ha dichiarato Antonio De Bellis, E-mobility lead manager di ABB Italia, a proposito dell'elettrificazione delle flotte, a patto che si impari a gestire reti e microreti, con scelte a tutto tondo, consapevoli che il periodo di transizione sarà lungo e considerando anche altri aspetti come la seconda vita delle batterie e l'utilizzo dell'idrogeno come storage di energia, senza paura di utilizzare diverse tecnologie. Secondo Luca De Pace, ceo di MyFleetSolution, la figura strategica è diventata il Data analyst, o data scientist, e per le scelte dei fleet manager diventano centrali i sistemi di misurazione dei comportamenti alla guida e quelli di utilizzo flessibile dei veicoli. Fabio Saiu, director, Leasing & Rental Europe di Geotab ha sottolineato il ruolo della telematica per valutare il passaggio ai veicoli elettrici, puntando sui dati per trovare soluzioni di mobilità, essenziali anche nel periodo del Covid, come hanno dimostrato le applicazioni per il trasporto di bombole di ossigeno, i trasferimenti di pazienti, o la consegna di macchinari salvavita. Marco Federzoni, di Webfleet Solutions, ha messo al centro il concetto di sicurezza, parlando di ecodriving e videotelematica legata alla geolocalizzazione, anche per vantaggi assicurativi. L'azienda, della Bridgestone, presenterà a breve anche una nuova integrazione con il monitoraggio dei pneumatici, per garantire la massima sicurezza di auto e camion.

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Documento Unico - L'entrata in vigore slitta al 30 giugno

4 Ruote - Mar 31,2021

L'entrata in vigore del documento unico slitta al 30 giugno a causa dei problemi tecnici riscontrati in sede di test: la proroga è sancita dall'approvazione del decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di trasporti e per la disciplina del traffico crocieristico nella laguna di Venezia (il cosiddetto dl Trasporti). Ci saranno dunque tre mesi in più per mettere a punto un sistema di immatricolazione che funzioni a dovere, in attesa della ripartenza del mercato. Il documento unico avrebbe dovuto essere attivo dallo scorso 31 marzo, ma il sistema per la digitalizzazione non è ancora pronto: il governo ha dunque accolto l'appello delle associazioni di categoria dell'automotive, che ora devono però sollecitare i soggetti rappresentati affinché creino il più velocemente possibile un iter burocratico più snello.

Le inefficienze allungano i tempi per le flotte. Aniasa, che all'interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, aveva sottolineato come i tempi per le pratiche relative alle flotte aziendali fossero aumentati mediamente dal 40% al 60% a causa delle inefficienze del sistema informatico. Ecco perché l'associazione accoglie con favore questo rinvio che, come si legge in una nota ufficiale, permetterà al ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, e agli operatori del mondo automotive, di avviare un confronto collaborativo e mettere a punto un servizio digitale agile ed efficace per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni.

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Abarth - Il marchio dello Scorpione compie 72 anni

4 Ruote - Mar 31,2021

Passate le celebrazioni e le serie speciali per i 70 anni di storia dell'Abarth, il marchio del gruppo Stellantis mette oggi 72 candeline sulla torta, dopo un 2020 che, nonostante l'emergenza pandemica, ha visto una crescita della quota di mercato di circa il 50% e il terzo trionfo consecutivo della 124 Rally nella coppa Fia R-GT.

Il primo Scorpione. La ditta Abarth & C. viene fondata il 31 marzo del 1949 dall'ingegnere Carlo Abarth, il cui segno zodiacale diventa da allora il celebre simbolo del brand sportivo. Com'è noto, la storia di quest'ultimo si legherà a doppio filo a elaborazioni e successi nelle corse, a partire dalla vittoria di categoria di Tazio Nuvolari a bordo dell'Abarth 204A nella cronoscalata Palermo-Monte Pellegrino.

I primi restyling. Nel 1954 il dna corsaiolo della Casa convince l'ingegner Abarth a introdurre il celebre scudo bicolore, la prima di una nutrita serie di modifiche apportate al logo dello Scorpione, che a partire dalla Fiat 600 del 1955 darà il via alle celebri cassette delle derivazioni Abarth, in grado di rendere più pepate e accattivanti le auto di tutti i giorni. Nel 1962 arriva il primo di sei trionfi consecutivi al Mondiale Marche grazie all'Abarth 1000 Bialbero, il che induce a una nuova modifica nel simbolo aziendale, con l'introduzione di una bandiera a scacchi bianca e nera, una corona d'alloro e le parole Campione del mondo.

Tanti trionfi. Nel 1969 è soprattutto lo Scorpione a cambiare, ora completamente nero e dal disegno più semplice e geometrico. Sulla sommità dello scudo appare la scritta Abarth con testo bianco su sfondo azzurro. L'anno seguente il mitico Arturo Merzario trionfa sul circuito del Mugello con la SE 014 dotata di motore a sbalzo, portando a quota 5 mila le vittorie della Casa in soli due decenni di storia.

Passaggio di consegne. Il luglio del 1971 vede la cessione dello Scorpione alla Fiat, con Carlo Abarth che per qualche anno presterà consulenza alla nuova proprietà. Per l'occasione, il marchio viene modificato ancora inserendo la bandiera tricolore dietro il nome, mentre l'iconico segno zodiacale diventa blu.

Nuovo corso. Un'edizione completamente rinnovata del logo si vedrà solo nel 2007, quando l'Abarth diventa un marchio a sé nella gamma del gruppo di Torino. Il disegno dello Scorpione appare ovviamente attualizzato con uno stile più moderno e le caratteristiche chele, ora poggiate sulla diagonale dello scudo bicolore.

I 70 anni. Un logo speciale, esibito per il 70 compleanno della Casa da tutte le vetture prodotte nel 2019, è quello dotato di una bandiera a scacchi e bissato da una versione a colori specifica per la 695 70 Anniversario, che verrà prodotta in soli 1949 esemplari, come l'anno di fondazione della Casa. Ancora oggi, infine, trova spazio sulle fiancate di tutte le Abarth, e quindi sui modelli della gamma 2021, una versione corsaiola del vessillo già presente al centro della calandra e del portellone, arricchito da una vistosa saetta tricolore.   

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Fiat 500 - La famiglia si allarga con le versioni Hey Google

4 Ruote - Mar 31,2021

Un nuovo allestimento tecnologico, ma anche di design, entra a far parte della famiglia delle Fiat 500: parliamo dell'edizione speciale Hey Google, ispirata e caratterizzata dall'integrazione del sistema Mopar Connect con l'omonimo assistente vocale di Big G.

Gestione da remoto. Interagendo con l'app MyFiat, il proprietario può connettersi al veicolo da remoto attraverso lo smartphone o con il Nest Hub, lo smart device di Google (per l'occasione griffato "500") che l'acquirente troverà nel Welcome Kit abbinato alla vettura, il cui contenuto comprende anche una specifica cover della chiave e le indicazioni da seguire per il setup dei servizi. Dalla propria abitazione, o da qualunque altro luogo, l'automobilista potrà gestire e monitorare alcune funzioni dell'auto semplicemente pronunciando "Hey Google, chiedi a My Fiat" informazioni come l'ubicazione della vettura, la disponibilità di carburante, i dati del trip computer e l'effettiva chiusura del mezzo, ma anche impartire comandi per chiudere le porte e gestire l'accensione dei fari.

Lo stile di Mountain View. Trattandosi di modelli della famiglia 500, finora prodotta in 3,5 milioni di esemplari dal 2007 e tante edizioni speciali, soprattutto della piccola a tre porte, la collaborazione tra la Casa italiana e Big G non poteva non prevedere specifiche caratterizzazioni estetiche del veicolo. Tra queste c'è la livrea bicolore, che abbina al bianco - il colore della home page di Google - il nero lucido di tetto e calotte dei retrovisori. Sui montanti di questi modelli, che derivano delle versioni Connect della gamma 2021, non mancano poi inserti con le nuance "istituzionali" del colosso della Silicon Valley, ripetuti anche sui sedili, mentre sulle fiancate appare il badge Hey Google, il cui logo è riprodotto anche sul touch screen da 7" delle tre vetture della famiglia 500.

La 500. Passando in rassegna i singoli modelli che segnano il debutto delle versioni Hey Google, peraltro disponibili anche con formula di noleggio pay-per-use Leasys Miles, la piccola 500 è dotata di cerchi di lega da 15, interni di colore nero, sedile guidatore regolabile in altezza e specifici rivestimenti, piuttosto simili al rivestimento "Flashy" della versione Connect. Come su quest'ultima non manca una fascia di color argento opaco sulla plancia, oltre alla radio Dab con sei altoparlanti e l'ormai immancabile compatibilità con Android Auto e Apple Car Play. Volendo, la 500 Hey Google è ordinabile anche nei colori Bianco Gelato, Grigio Pastello, Nero Vesuvio, Grigio Pompei e Azzurro Italia, e con carrozzeria scoperta. L'unica motorizzazione disponibile è la 1.0 Hybrid da 70 CV.

La 500X. Quanto alla Suv della famiglia 500, anche in questo caso lo stile della versione Hey Google della 500X sembra riprendere in buona parte quello dell'allestimento Connect, dai rivestimenti che differiscono solo in alcuni dettagli (la targhetta con il logo specifico e gli inserti dei colori di Big G) alla fascia sulla plancia di color argento opaco. Troviamo poi il già citato touch screen da 7" del sistema UConnect, oltre al bracciolo, i sensori di parcheggio posteriori, quello per la pioggia e il crepuscolare. All'esterno sono di serie i cerchi di lega da 16" ed è possibile scegliere la vettura nei colori Rosso Passione, Bianco Gelato, Grigio Moda, Blue Italia e Nero Italia, oltre che nella livrea bicolore già richiamata. In questo caso la gamma motori include i FireFly, nello specifico il 1.0 da 120 CV e il 1.3 da 150 CV, e i Multijet a gasolio, in particolare il 1.3 da 95 CV e il 1.6 da 130 CV.  

La 500L. Anche la 500L, la monovolume della famiglia 500, viene proposta in quest'allestimento con la livrea bicolore e i cerchi di lega da 16" di serie. Non mancano anche qui sedili specifici, piuttosto simili a quelli della versione Connect, e il cruscotto argento opaco, ma anche la radio Dab con lo schermo da 7" e la compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto. I motori disponibili sono il 1.4 benzina da 95 CV e il diesel 1.3 Multijet, sempre da 95 CV.

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