Ford - Verso nuovi tagli in Europa

4 Ruote - Gen 23,2023

La Ford si appresta a rivedere ancora una volta gli organici europei. Stando a quanto dichiarato dal consiglio di fabbrica della filiale tedesca e dal sindacato IG Metall, l'azienda statunitense ha in programma di tagliare 3.200 posti di lavoro in Europa, per la maggior parte in Germania, e di spostare parte delle attività di sviluppo negli Stati Uniti. Nello specifico, i tagli riguarderanno 700 posizioni nell'amministrazione e ulteriori 2.500 nello sviluppo del prodotto. Ecco perché le organizzazioni sindacali hanno lanciato un avvertimento sulla possibilità che il nuovo piano vada a intaccare inesorabilmente una presenza nel Vecchio continente, già oggetto di una fase di ridimensionamento: nel 2018 è stata presa la decisione di dismettere la fabbrica di cambi di Blanquefort, in Francia, mentre nel 2019 sono stati annunciati la chiusura dell'impianto di motori di Bridgend, in Galles, e l'addio agli stabilimenti russi di Vsevolozhsk, Naberezhnye Chelny e Yelabuga. Inoltre, l'anno scorso è stata rivelata l'intenzione di procedere con la chiusura, nel 2025, del sito tedesco di Saarlouis, la cessione di Craiova alla joint venture turca Ford Otosan e la focalizzazione su Valencia (Spagna) e Colonia (Germania), per i quali, tra l'altro, non sono state fornite adeguate garanzie sulla salvaguardia della forza lavoro grazie agli investimenti nel campo dell'elettrificazione: alla forza lavoro era stato preannunciato l'avvio di una ristrutturazione di "ampiezza significativa".

Occhi su Colonia. Ora la ristrutturazione è arrivata: andrà a colpire proprio l'impianto di Colonia, dove la Casa sta portando avanti un piano di investimenti da 2 miliardi di euro per riconvertire le attività all'elettrico e porre le basi per la produzione di almeno due dei sette modelli a batteria destinati a essere lanciati sul mercato europeo nei prossimi anni. Nella città renana i dipendenti della Ford erano quasi 18 mila tre anni fa, ma oggi la forza lavoro è scesa a circa 14 mila, di cui 3.800 impiegati presso il centro sviluppo sito nel quartiere di Merkenich. I tagli, che il consiglio di fabbrica ha annunciato durante un apposito incontro, non sono stati confermati dalla Ford. L'azienda, in attesa di chiudere le trattative con i rappresentanti dei lavoratori, ha preferito fare riferimento a un comunicato diffuso la scorsa settimana in cui si sottolineava come la transizione alla mobilità elettrica, anche in virtù delle minori ore di lavorazione necessarie per l'assemblaggio di auto a batteria, richieda "cambiamenti significativi al modo in cui progettiamo, costruiamo e vendiamo i veicoli Ford" e influisca "sulla struttura organizzativa e sulle competenze di cui avremo bisogno in futuro". 

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Autopromotec - Nel 2050 due auto su tre saranno ancora endotermiche

4 Ruote - Gen 23,2023

L'Europa mantiene (per ora) la barra dritta sul 2035 e lo stop alla vendita di auto a combustione interna. Tuttavia, il bando non si tradurrà in una scomparsa delle endotermiche dalle strade europee o dalle arterie di altre aree geografiche: anzi, secondo un'elaborazione dell'Osservatorio Autopromotec sulla base di studi condotti da Bloomberg New Energy Finance, Goldman Sachs e dal gruppo Wood Mackenzie, i veicoli tradizionali continueranno comunque a essere i più diffusi a livello globale e lo saranno fino alla metà del secolo. In particolare, entro il 2050 il parco circolante mondiale di autovetture sarà composto per due terzi (il 67%) da auto a benzina, diesel e ibride, per il 28% da full electric e ibride plug-in e per il 5% da mezzi ad alimentazione alternativa (idrogeno, metano e Gpl).

Le vendite. Sempre entro il 2050, le Bev diventeranno le auto più vendute in assoluto, con una quota di mercato del 56%, seguite da quelle a combustione interna (18%), dalle ibride full e mild (16%), dalle ibride plug-in (5%) e dalle fuel cell o flex fuel (5%). Pertanto, "anche con la crescita della mobilità elettrica prevista in futuro, che in Europa sarà accelerata dal 2035, i veicoli ad alimentazione tradizionale continueranno quindi a lungo a essere i più diffusi a livello globale", affermano dall'Osservatorio Autopromotec. Sottolineando che l'evoluzione del parco circolante e la diffusione della mobilità elettrica avranno "conseguenze importanti" anche per il settore dell'autoriparazione: "Da un lato, per gli autoriparatori sarà sempre più importante restare aggiornati sulle ultime novità in materia di nuove tecnologie e adeguarsi alla crescente diffusione delle auto elettriche (che necessitano di una manutenzione completamente differente rispetto a quella dei veicoli tradizionali). Dall'altro, il fatto che nel parco circolante continueranno ad essere predominanti i veicoli a combustione interna indica che sarà importante non disperdere il patrimonio di pratiche e conoscenze costruite in anni di attività dagli operatori dell'autoriparazione, che avranno ancora per molto tempo a che fare con i motori a benzina e diesel".  

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Mercedes - Le prime foto dell'erede (anche elettrica) della CLA

4 Ruote - Gen 23,2023

 stato avvistato per la prima volta in Scandinavia un prototipo di una futura berlina elettrica della Mercedes. Per quanto il nome del modello immortalato non sia ancora noto, sappiamo per certo che la Casa della Stella sta lavorando alla proposta più compatta della nuova generazione di modelli a zero emissioni EQ: il suo debutto è fissato per il 2024. E potrebbe coincidere con l'abbandono della sigla EQ.

La prima sulla piattaforma MMA. Questa nuova tre volumi, che ricorda nelle proporzioni e nelle dimensioni l'attuale CLA (non è un caso: ne costituirà a tutti gli effetti l'erede), ricopre un ruolo particolarmente importante, perché aprirà a una nuova generazione di prodotti. Sarà questo il primo modello progettato sull'inedita piattaforma modulare MMA, che potrebbe portare sui modelli di serie alcune delle soluzioni presentate sulla EQXX Concept per aumentare l'efficienza e ridurre il consumo di energia.

Tutto in nome dell'aerodinamica. Nelle immagini del prototipo è evidente come la mascherina e i gruppi ottici siano ancora elementi non definitivi. Il passo e gli sbalzi, invece, sono già da prendere in considerazione come definitivi. La copertura sul montante posteriore, insieme allo spessore aggiunto al cofano, potrebbero nascondere un design da berlina-coupé coerente con le esigenze aerodinamiche del progetto. Osservando da vicino alcuni scatti, infine, sembra anche che le maniglie delle portiere siano posticce, nascondendo quelle a scomparsa ben più valide dal punto di vista dell'efficienza aerodinamica.

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Geely - London Electric Vehicle Company, il futuro oltre i black cab

4 Ruote - Gen 23,2023

La Geely progetta di trasformare la London Electric Vehicle Company, azienda di Coventry specializzata nella produzione dei famosi taxi neri di Londra, in un produttore di veicoli elettrici, con alti volumi e un'ampia gamma di modelli passeggeri e commerciali. "Abbiamo bisogno di un portafoglio di prodotti sviluppato. Dobbiamo fare grandi investimenti in termini di tecnologia e infrastrutture", ha affermato alla Reuters l'amministratore delegato della Levc, Alex Nan. "Geely farà investimenti consistenti nell'azienda perché questo è un progetto davvero unico".

Nuovi investitori. La holding, che da quando ha ne acquisito il controllo nel 2013 ha iniettato 500 milioni di sterline (circa 570 milioni di euro al cambio attuale) nell'azienda britannica, ha anche intenzione di individuare ulteriori investitori interessati a scommettere nell'espansione della gamma e di avviare collaborazione con altre Case automobilistiche per sviluppare nuove tecnologie. In sostanza, i cinesi vogliono seguire lo stesso percorso intrapreso con la Lotus, acquisita nel 2021 e interessata da massicci investimenti nella produzione di Suv o berline di fascia alta.

Le sinergie interne. A tal fine, saranno fondamentali anche le sinergie con i vari marchi del gruppo Geely, tra cui la Volvo o la Polestar. La Levc, che già utilizza sistemi di infotainment o software sviluppati dagli svedesi, sta valutando la possibilità di sfruttare una piattaforma elettrica comune per ridurre i costi e accelerare i programmi di espansione. "Non c'è nulla che non potremmo raggiungere in un periodo di tempo molto breve se ne avessimo bisogno, ma è solo una questione di tempistica", ha spiegato l'altro amministratore delegato, Chris Allen, aggiungendo che Levc potrebbe facilmente avere una gamma completa di veicoli elettrici sulla strada entro cinque anni. L'azienda di Coventry conta, al momento, su una capacità produttiva annuale di 3 mila veicoli (i balck cab veri e propri e una variante commerciale), grazie a un solo turno lavorativo, ma potrebbe, rapidamente e senza difficoltà, salire a 20 mila anche perché non mancano spazi da utilizzare all'interno dello stabilimento. Inoltre, anche in questo caso, potrebbe seguire l'esempio della Lotus, sfruttando le attività produttive della Geely in Cina. Del resto, Allen è convinto che si sia "un'enorme quantità di valore nel nostro prodotto che non è mai stata realmente massimizzata: si tratta di far crescere la Levc in un marchio molto più riconoscibile su scala globale e di espandere la nostra offerta di prodotti nel maggior numero possibile di spazi".

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Stellantis - Elettrificazone e piano per l'Italia, a febbraio nuovo tavolo al ministero

4 Ruote - Gen 23,2023

Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha convocato i rappresentanti delle sigle sindacali e del gruppo Stellantis per un "tavolo di confronto sul piano industriale". L'incontro, in programma il 14 febbraio prossimo, alle 10,30, presso il Salone degli Arazzi, sarà presieduto dal ministro Adolfo Urso e affronterà alcune tematiche legate alle strategie di elettrificazione del costruttore guidato da Carlos Tavares. 

La posizione sindacale. "Chiederemo un aggiornamento su tutti i siti, a partire da Termoli e Cento, dove sono in corso delicati processi di riconversione e di riorganizzazione, nonché un focus specifico su Teksid, che necessita di una nuova missione produttiva a causa del processo di elettrificazione. Il piano industriale di Stellantis procede con l'assegnazione di nuovi modelli, ma è necessario fare il punto della situazione perché il percorso di elettrificazione purtroppo determina di per sé esuberi diffusi, cessazioni di attività e quindi necessità di riconversioni industriali", ha spiegato Gianluca Ficco, segretario nazionale della Uilm e responsabile del settore auto, parlando dei propositi della sua organizzazione sindacali per il nuovo incontro. "Al contempo, chiederemo al governo di assumere iniziative valide per sostenere il settore", conclude il sindacalista.

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The I.C.E. St. Moritz - Ghiaccio, neve, auto: è di nuovo magia sul lago dellEngadina

4 Ruote - Gen 23,2023

Torna l'incanto di The I.C.E. St. Moritz, il concorso d'eleganza ghiaccio e neve che dal 2019 strega gli appassionati e i collezionisti di auto di tutto il mondo: si tratta dell'unico evento che consente di far correre le classic car su una pista innevata. A far da sfondo, un panorama unico nel suo genere e uno scenario suggestivo, quello del lago ghiacciato di St. Moritz. Quest'anno, l'appuntamento è fissato per la prima volta in due giorni: venerdì 24 e sabato 25 febbraio.

Il programma. La prima giornata vedrà le auto messe in esposizione sul lago ghiacciato, dando la possibilità ai giudici di ammirarle nel dettaglio. Nella seconda giornata si accenderanno i motori e le vetture si esibiranno sulle curve e i rettilinei della pista più suggestiva di sempre, la superficie ghiacciata del lago dell'Engadina.

Le categorie. Le vetture partecipanti verranno suddivise in cinque categorie: Open Wheels sarà dedicata alle monoposto da corsa degli anni 50, 60 e 70. A seguire Barchettas on the Lake, per le biposto da corsa dei "Fifties". Le Mans 100, in onore del secolo della gara di endurance più attesa di sempre, è dedicata alle vetture che hanno conosciuto il loro successo proprio in questa classica gara. Concept Cars & One Offs, per le creazioni tra le più uniche, le "one of a kind". Infine Queens on Wheels, per dare spazio ad alcune delle auto più iconiche del ventesimo secolo.

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Maserati GranTurismo - Svelati gli interni: ecco come cambiano nel salto generazionale

4 Ruote - Gen 23,2023

La Maserati ha finalmente svelato anche gli interni della GranTurismo, completando così la presentazione della nuova generazione della sportiva che sarà proposta sia in versione endotermica che elettrica.

Tre schermi, addio alle leva del cambio. La lussuosa 2+2 segue il nuovo corso del Tridente e offre un'impostazione della plancia simile a quella della Grecale: troviamo infatti il volante a tre razze sportivo con comandi integrati per avviamento e selezione delle modalità di guida, la strumentazione digitale da 12,2", il display che sostituisce il classico orologio analogico al centro della plancia e, soprattutto, l'infotainment con schermo sdoppiato da 12,3 e 8,8 pollici, che permette di gestire anche la climatizzazione e le funzioni secondarie, abbandonando i comandi fisici. La GranTurismo dice addio anche alla leva della trasmissione automatica: proprio come sulla Grecale, è possibile gestire il cambio automatico con i pulsanti che si trovano nella console centrale e con i paddles dietro al volante. 

Tre ambienti per tre versioni. Le tre varianti della GranTurismo si distinguono in maniera netta anche per la finitura dell'abitacolo. Per la Modena, caratterizzata dal V6 3.0 biturbo da 490 CV, l'ambiente è luminoso e classico con rivestimenti in pelle ed inserti Dark Ash Burl a poro aperto, mentre la sportiva Trofeo con il propulsore nella variante da 550 CV è dominato dai colori scuri e dalle finiture in carbonio. Per la elettrica Folgore da 830 CV, che abbiamo già provato in anteprima, sono previste soluzioni dedicate, sia nei colori che nei materiali: troviamo il tessuto Econyl ricavato dal nylon riciclato e l'abbinamento esclusivo Ice/Denim con inserti color rame. Non sono invece disponibili, per il momento, immagini relative alle finiture della Launch Edition PrimaSerie 75th Anniversary, annunciata nell'ottobre scorso in occasione della presentazione delle prime foto ufficiali della carrozzeria.

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L'intervista - Valentini (Volkswagen): "Linteresse per le elettriche cresce nelle flotte"

4 Ruote - Gen 23,2023

Laureato in Economia all'università di Bologna, Alberto Valentini è entrato a far parte del gruppo Volkswagen nel 2005, occupandosi via via di aftersales, risk management e pianificazione delle vendite, fino a diventare nel 2021 responsabile head of fleet sales. Ecco la sua visione dell'anno da poco concluso.

Anche nel 2022 avete registrato tempi di consegna più lunghi per le flotte?
Per quanto riguarda la marca Volkswagen non parlerei di tempi di consegna più lunghi per le flotte, perché questo implicherebbe una differenziazione rispetto al retail. Il tempo medio di fornitura può cambiare a causa del mix di vendita differente, perché a diverse car line corrispondono tempi di fornitura differenti. Nel 2022 abbiamo riscontrato complessivamente un leggero miglioramento, anche se la situazione della supply chain resta comunque complessa.   

Quali sono le alimentazioni alternative e le tecnologie di bordo più richieste dai fleet manager?
In questa fase, le motorizzazioni ibride in tutte le loro diverse declinazioni hanno certamente un riscontro positivo. Tuttavia, l'interesse per le vetture full electric sta crescendo e il processo di elettrificazione di flotte e aziende è un argomento sempre più presente durante gli incontri che teniamo con i fleet manager. Per quanto riguarda le tecnologie di bordo più richieste, credo possano essere riassunte efficacemente dall'acronimo Adas, cioè da tutti quei dispositivi che supportano il guidatore e che possono aumentarne significativamente la sicurezza.

Captive e noleggiatori multimarche: come sono i vostri rapporti con queste realtà differenti?
Il noleggio gioca un ruolo strategico nello sviluppo delle flotte, ma non solo: negli ultimi dieci anni ha praticamente raddoppiato la propria share sul mercato, dimostrando di essere un formula vincente sia per le aziende sia per i privati, che in numero sempre maggiore si avvicinano a questo strumento. Il brand Volkswagen ha svolto un ruolo da protagonista in questo canale di mercato confermandosi il primo straniero dal 2018 in poi. Questi risultati sono stati raggiunti grazie a una offerta di prodotti vincente,, premiata dai nostri clienti e da una strategia di medio-lungo termine stabile e trasparente nei confronti di tutte le principali società di noleggio (compresa la nostra captive), con cui collaboriamo e ci relazioniamo quotidianamente.       

L'eventuale trasformazione dei vostri concessionari in agenti avrà riflessi sul noleggio?
in corso una riflessione su questo tema, anche in considerazione dello specifico quadro normativo italiano. Non ci sono quindi al momento ancora i presupposti per poter formulare delle ipotesi.

 

 

 

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Benzinai - Confermato lo sciopero per il 25-26 gennaio

4 Ruote - Gen 22,2023

Lo sciopero era ed è confermato, si legge in una nota congiunta delle principali associazioni di categoria dei benzinai diramata domenica 22 gennaio. La comunicazione ufficiale, firmata dai presidenti di Faib, Fegica e Figisc/Anisa, replica alle dichiarazioni del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Uso che, intervenuto a una trasmissione radiofonica su Radio 24, aveva chiesto ai gestori di revocare l'iniziativa, definendola una decisione che danneggia tutti i cittadini.

A rischio gli ultimi spiragli di accordo. Il comunicato chiama direttamente in causa Palazzo Chigi: Lo stop era ed è confermato e le dichiarazioni del ministro sono l'ennesima dimostrazione della confusione in cui si muove il governo in questa vicenda". Nelle stesse righe, i benzinai sottolineano poi che le dichiarazioni del ministro Urso rischiano seriamente di chiudere ogni residua possibilità di concludere positivamente la vertenza in atto. Martedì scorso, 17 gennaio, l'ultimo confronto tra i rappresentanti dell'esecutivo e i gestori delle pompe di benzina, al termine del quale è stato deciso di confermare la serrata prevista per giovedì e venerdì prossimi. I benzinai protestano contro i provvedimenti varati con il cosiddetto decreto trasparenza.

L'intervento di Urso. Intervistato a Il caffé della domenica su Radio 24, il ministro delle Imprese e del Made in Italy ha dichiarato che "c'è un tavolo di confronto" che verrà tenuto "aperto in maniera continuativa finché non ci sarà un riordino del settore". Riguardo allo sciopero, Urso ha poi parlato di "zone d'ombra che danneggiano coloro che lavorano in piena onestà". E ha poi chiarito la posizione del governo su alcuni punti. Sulla discussa misura che obbliga i distributori a esporre un cartello con i prezzi medi del carburante, il ministro ha sottolineato come "l'esposizione del cartellone aiuterà i consumatori a scegliere"; sulla questione accise, invece, ha ribadito come la decisione di non riproporre il taglio sia stata "una scelta ben precisa del governo". "La riduzione delle accise ha puntualizzato Urso è stata decisa in un momento straordinario e a tempo, ma ha portato beneficio soprattutto ai più abbienti.

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Gianni Agnelli - LAvvocato dimezzato

4 Ruote - Gen 22,2023

I tempi un po' confusi che viviamo aprono però grandi opportunità. Si può, per esempio, provare a riscrivere la storia, se non la si conosce o mal si adatta ai piani che abbiamo in mente. Pochi, ormai, sanno come obiettare. In questa storia rinnovata, spinti dagli anniversari, sono comparsi anche alcuni ritratti dell'avvocato Gianni Agnelli. Ritratti firmati e di grande formato, ma in cui il soggetto non è venuto molto bene. Da un lato - e giustamente questi rompono con la tradizione per cui un defunto merita solo onori. Dall'altro necessitano di qualche annotazione. Perché in qualunque stile uno dipinga, lo spirito dell'uomo, i tratti che contano - per quanto interpretati - dovrebbero conservare un fondo di verità. Agnelli era stato dipinto come un grande bluff in un ricordino giornalistico del 2013. Ma l'immagine era talmente sopra le righe, che forse solo l'autore e la sua cerchia l'avevano trovata divertente. Altri omaggi recenti sembrano comunque puntare su un'immagine dell'Avvocato in tono minore. Qualcuno ha azzardato persino che alla Fiat - Stellantis le cose vadano bene così.

Ma procediamo con ordine. La figura di Agnelli, ieri come oggi, è in realtà due figure. Quella del capitano d'industria, termine romantico, ma calzante, e quella del personaggio-mito. La seconda rifulge ancora. A Torino ovviamente, ma anche per molti altri italiani, che non gli furono nemici a priori, per appartenenza politica e di classe. L'intelligenza, lo stile, l'arguzia e il successo sono sempre ricordati. E soprattutto il suo essere un ambasciatore internazionale, come nessun altro, politico o imprenditore, in un'Italia ancora provinciale che a mala pena parlava l'inglese. I tempi di decadenza sono tempi di nostalgia. Ma forse si può ricordare che in anni per nulla decadenti, quelli buoni per la Fiat (che, si diceva, erano buoni anche per l'Italia), se l'elezione diretta del premier, o del presidente fossero esistite, l'Avvocato avrebbe potuto traslocare dalla sua casa al Quirinale, a palazzo Chigi, o all'altro Quirinale, in un batter di ciglia, tanta era la considerazione di cui godeva. Un'ipotesi che lui aborriva, e da cui ebbe l'arguzia, appunto, di rimanere fuori. Essere senatore a vita bastava agli scopi, e in fondo, lui, non stimava la politica.

Qui si innesta il discorso sul capitano d'industria, che con la politica ebbe invece molto a che fare, assecondandone i disegni, più che imponendone di propri. La Fiat, qualcuno scrive, prese all'Italia più di quanto restituì. La somma di finanziamenti, crediti, sgravi, accordi di immenso impatto economico e sociale non ha forse eguali nella storia dell'Occidente.  un'equazione incerta, mentre certamente lo sviluppo condizionato che l'Azienda (anche prima di Agnelli) favorì, deve essere oggi al centro di una critica. Profonda, ma onesta, perché tempi e modi con cui noi affrontiamo i drammi contemporanei dal clima, alle migrazioni umane, al futuro dell'energia - tolgono un po' di credibilità al nostro giudizio. Immaginare poi che tipo di potenza industriale ed economica sarebbe diventata l'Italia - con una Fiat marginale, o in crisi perenne, o già straniera -, quali miracoli, boom e favolosi decadi sarebbero rimasti agli italiani da godere, è cosa ancor più complessa. Meglio allora scorrere alcune tappe della storia Fiat e d'Italia, ricordando ciò che Agnelli si trovò davanti, fece o non fece.

Quando il professor Valletta, ottantatreenne, si risolse a passare la mano, consegnò all'Avvocato una fabbrica che era tra le prime cinque del mondo. Nel 1967 la Fiat copriva il 21% del mercato europeo dell'auto e il 6% di quello mondiale. Accumulava profitti enormi e assicurava una quota cruciale del Pil. Finita la prima motorizzazione di massa, compiuta in un regime di quasi monopolio, gli scenari stavano cambiando. Ma l'uomo nuovo al comando trovò dietro di sé una azienda di vecchi. L'innovazione, la visione internazionale, e una certa propensione al rischio non erano ai primi posti nella cultura Fiat e continuarono a scarseggiare per molto tempo. Insieme ai record di vendite e di assunzioni (210 mila dipendenti, Mirafiori - da sola- con 118 mila operai) Agnelli ereditò il mondo brutale della catena di montaggio. Cominciò il decennio più drammatico che la lotta sociale ricordi, ma che cambierà radicalmente, anche per le aperture di Agnelli, la condizione degli operai. I danni collaterali a quella guerra furono però dei più gravi: la produzione non più governabile, i sabotaggi, le violenze, il terrorismo sono il giardinetto in cui l'Avvocato il padrone più odiato d'Italia si trovò a decidere, per quasi metà del suo mandato.

Nel 1969, appena prima dell'autunno caldo, Agnelli portò Lancia, Ferrari e Autobianchi nel mondo Fiat. Se la prima arrivava da un sostanziale fallimento, per la seconda il rapporto Avvocato-Commendatore ebbe un certo peso. Nel '71 l'Italia entra in recessione, con un danno per la Fiat di 150 miliardi. Ma ci furono ancora le risorse (insieme ai soldi pubblici) per lanciare Termoli e Cassino. Nel '73 arriva la crisi energetica planetaria, la domanda si blocca, l'inflazione diventa a due cifre e con essa si impennano i costi della vita e del lavoro. Se qualcuno dà la Fiat per spacciata (o nazionalizzata) guardare all'estero non aiuta: il decrepito Maggiolino ha già fatto della Volkswagen una scatola vuota. L'automobile inglese corre compatta verso il baratro, in Francia la Citroën muore per la seconda volta.

Nel 1974 il credito delle banche, mai così necessario, era stato accordato, ma solo se a bordo fosse salito un uomo come Cesare Romiti. In compenso Gianni e Umberto Agnelli, nel '76, aprirono la porta a uno come De Benedetti. Purtroppo, insieme all'idea di fare la Panda, l'Ingegnere ne portò altre, impraticabili, e in cento giorni dovette lasciare il campo, proprio a Romiti. Un'altra porta scomoda fu quella che l'Avvocato socchiuse, nello stesso anno, alla Libia di Gheddafi: serviva a far passare 450 milioni di dollari cash per salvare i conti della Fiat e acquisire il 9.7% del capitale.

Gli anni 80, prima di diventare favolosi, si aprono in trincea, con i licenziamenti per casi di violenza e un'altra impressionante stagione di scioperi. La marcia dei quarantamila, del Non vogliamo la morte della Fiat, chiude però un'epoca di estremismi e ascrive qualche merito a chi la osservò dall'alto. Quanto ai successi, ai modelli d'oro dell'era Ghidella (altro talento imbarcato dagli Agnelli), tra l'80 e l85 si va da una perdita di 422 miliardi di lire a un utile di oltre 1.000. L'anno dopo i guadagni raddoppiano e bastano, con il placet di Romano Prodi, a bloccare la Ford e tenere l'Alfa Romeo in Italia.

Nel 1987 Fiat ridiventa il secondo gruppo industriale italiano dopo l'Iri, con il 4% del Pil nazionale. Questo non impedisce che Vittorio Ghidella, indicato dal presidente come futuro amministratore, vada anche lui a sbattere contro Romiti. A fine 1990 ripartono le montagne russe che hanno deliziato tutta questa vicenda. Il fatturato perde il 15%. Nel 92 i debiti ammontano a duemilacinquecento miliardi. L'Avvocato, insieme a Ghidella, ormai fuori, aveva designato Umberto a succedergli. Ma di nuovo arriva il niet di Mediobanca. C'è in palio il raddoppio del capitale sociale e Cuccia esige che la (sua?) squadra rimanga fino alla data prescritta. Per l'Avvocato i settantacinque anni arrivano nel 96. Per Romiti nel '98.

Il sipario già cala, sui fatti della vita e sul ventennale della morte. Per l'ultimo Gianni Agnelli ci sarà ancora il tempo di presagire una nuova e più temibile crisi, di pensare all'inevitabile globalizzazione, tracciare una strada che allora portava alla General Motors e qualcun altro, più tardi, condurrà altrove. In tutto questo, mentre il tempo passato ci aiuta a chiarire luci e ombre, e i giudizi restano qualcosa di opinabile, dimentichiamoci di aver letto che l'avvocato Agnelli è stato solo un grande bluff.

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Gianni Agnelli - Le auto (con aneddoti) del "sovrano" di Torino - FOTO GALLERY

4 Ruote - Gen 22,2023

Ormai venti anni fa, il 24 gennaio del 2003, veniva a mancare Gianni Agnelli, una delle figure più importanti della storia imprenditoriale del nostro Paese. Secondo le fonti dell'epoca, addirittura circa 100 mila persone si misero in fila alla camera ardente allestita al Lingotto per l'ultimo saluto all'Avvocato: da Washington a Mosca, che ai tempi dell'Urss lo considerava alla stregua di un capo di stato, la notizia della scomparsa dell'allora primo industriale d'Italia aveva raggiunto ogni parte del mondo.

L'uomo e le sue auto. Con la sua passione per le aziende di famiglia, prima fra tutte la Fiat, Agnelli ha più o meno volontariamente fatto parte della vita di tanti italiani, senza contare i dipendenti, i tifosi della Juve o della Ferrari. L'Avvocato, però, era anche un amante dell'eleganza, con una propria originalità, e della bella vita in generale, aspetti messi in mostra pure dal suo approccio alle auto: e proprio ai "suoi" motori (a cominciare dalle fuoriserie) è dedicata la nostra galleria d'immagini, in cui troverete venti curiosità che contribuiscono a costruire la figura - spesso gradita, a volte invisa - del "sovrano" moderno di Torino.

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Lancia - I 30 anni della Delta "dimenticata" - FOTO GALLERY

4 Ruote - Gen 21,2023

C'è grande attesa per la nuova Lancia Delta elettrica, il cui esordio è previsto per ill 2028. La vettura, del resto, si ispirerà alla mitica hatchback che, tra l'altro, fece incetta di titoli mondiali nei rally tra il 1987 e il 1992, senza dimenticare i successi europei e nazionali. Per gli appassionati di automobili, non a caso, è lei la Delta per antonomasia, tanto che le sue glorie sportive e commerciali offuscano ancora oggi il ricordo della seconda generazione, nata nel 1993 in coincidenza con l'addio al programma sportivo del marchio torinese. Di essa vennero diffuse le prime foto 30 anni fa, alla fine di gennaio del 1993, anticipando di qualche settimana il suo esordio al Salone di Ginevra, per poi conoscere numeri di vendita ben al di sotto delle aspettative, nonostante un buon avvio degli ordini nei primi dodici mesi di vita commerciale. Ne parliamo con maggiore dettaglio nella nostra galleria d'immagini, dove ripercorriamo la storia e le caratteristiche della Delta dimenticata. 

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Legge di Bilancio - Milano e Roma non rinunciano allincasso delle multe arretrate

4 Ruote - Gen 20,2023

Annunci che non sorprendono: con la fame di fondi che hanno, le amministrazioni comunali di Milano e Roma hanno deciso di non aderire allo stralcio automatico delle cartelle esattoriali (leggi: la riscossine delle multe arretrate), avvalendosi della facoltà loro concessa dalla legge di Bilancio. Il tutto nascondendo il disperato fabbisogno di riscuotere denaro dagli automobilisti anche con un manto di moralismo.

Decisione lombarda. La giunta di Palazzo Marino, infatti, sostiene, nella delibera da sottoporre al consiglio comunale, che provvedimenti di sanatoria simili a quelli introdotti dall'ultima finanziaria disincentivano i comportamenti virtuosi e contrastano con il principio di equità nei confronti dei cittadini. Chi deve al Comune di Milano importi fino a mille euro iscritti a ruolo fra il 2000 e il 2015, quindi, non potrà beneficiare dello stralcio automatico di interessi e sanzioni, a meno di non versare il capitale dovuto oltre alle spese per le procedure esecutive e di notifica, come previsto dalla stessa legge finanziaria sia per i tributi locali (come Imu e Tari, la tassa sui rifiuti), sia per le sanzioni dovute a infrazioni al Codice della strada.

Orientamento romano. Sulla stessa linea l'orientamento della giunta capitolina che, però, perlomeno ammette che la decisione è dettata dal fabbisogno finanziario: per il Campidoglio, infatti, si tratterebbe di rinunciare a circa 280 milioni di euro di entrate non pagate, antecedenti il 2015. Scegliamo di non applicare lo stralcio, ha dichiarato la vicesindaca e assessora al Bilancio Silvia Scozzese, perché non possiamo rinunciare a risorse fondamentali in una capitale che già riceve molto meno di quanto necessario. Le ha fatto eco il sindaco Roberto Gualtieri, secondo il quale si tratterebbe altrimenti di ridurre servizi alle persone per 60 milioni di euro l'anno per cinque anni: servizi come l'assistenza ai disabili, il trasporto pubblico, gli asili nido. Comprensibile e onesto.

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Dacia - "I prezzi delle compatte volano, attireremo chi non vuole pagare di più"

4 Ruote - Gen 20,2023

In pochi anni la Dacia è diventata un piccolo colosso da oltre mezzo milione di auto all'anno. E presto potrebbe spingersi molto oltre, forse fino all'ambiziosissimo traguardo del milione di vetture. Un numero che è una chimera per molti costruttori, ma che per il marchio del gruppo Renault potrebbe essere molto più vicino di quanto si possa pensare. Perché con i prezzi dei vari listini in continua crescita in tutti i segmenti, le economiche vetture del brand potrebbero conquistare sempre più clienti. O almeno così lo pensa vede il management. Per questo motivo, la Dacia potrebbe ampliare in maniera significativa la propria offerta di modelli, introducendo tre nuovi modelli: si partirà con la Bigster nel 2025, che sarà poi seguita da due piccole non meglio specificate. Senza contare che il prossimo anno potrebbe debuttare anche la nuova generazione di una delle best seller del marchio, la Duster.

"I prezzi voleranno". "Vogliamo rimanere la proposta con il miglior rapporto qualità-prezzo, ma non abbiamo in programma di avere gli stessi listini degli altri marchi generalisti", ha affermato Xavier Martinet, vicepresidente Vendite e Marketing della Dacia, il quale, parlando con Automotive News, ha spiegato la complessità di questa strategia: "Bisogna fare delle scelte ogni giorno. Abbiamo discusso di pezzi che costano 50 centesimi, ma se risparmi 50 centesimi su migliaia di auto o per diversi anni, arrivi a una somma non indifferente". Martinet ha anche sottolineato come pochi anni fa le Suv compatte costavano circa 25 mila euro, ma con la normativa Euro 7 sono destinate a salire parecchio: "Vedremo i prezzi delle C-Suv salire ben oltre i 30 mila euro, raggiungendo persino i 40 mila. Possiamo continuare ad attirare i nostri clienti storici, ma pure quelli di altri brand che non vogliono pagare di più". 

C-Suv come segmento di conquista. Inflazione e nuove normative potrebbero portare sempre più clienti a dover cambiare la propria auto scegliendone, per motivi economici, una di segmento inferiore, oppure cercare un'alternativa con prezzi più contenuti, come una Dacia. qui che si giocherà il futuro del marchio romeno, che punta a conquistare nuovi clienti in cerca di auto con dimensioni simili a quella che avevano in precedenza e con prezzi contenuti. A partire dal segmento C a ruote alte.

 

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Global Traffic Index - Londra è la città più congestionata del mondo, Palermo al decimo posto

4 Ruote - Gen 20,2023

Forse la congestion charge, tanto amata da alcuni nostri sindaci che ne traggono fonte d'ispirazione, non funziona poi tanto bene. Questo, almeno a giudicare dagli esiti del Global Traffic Index 2022, lo studio realizzato annualmente da Inrix, la società americana di ricerche specializzata in analisi della mobilità: per la seconda volta consecutiva, infatti, Londra, che ha fatto del pedaggio di accesso al centro uno dei propri strumenti di regolazione della circolazione, è risultata la città più trafficata al mondo, nella quale ciascun guidatore ha perso mediamente 156 ore per ingorghi e intasamenti. Con 155 ore Chicago è finita seconda in questa particolare classifica, avendo vissuto un drastico ritorno ai livelli di congestione precedenti la pandemia, mentre Parigi, pur orgogliosa dei suoi 30 km/h generalizzati, si è classificata al terzo posto con 138 ore.  

Quadro generale. Nel complesso, secondo lo studio, i ritardi dovuti al traffico hanno superato i livelli precedenti al Covid nel 39% delle aree urbane degli Stati Uniti e nel 42% di quelle europee; nel Regno Unito, il recupero rispetto al 2019 ha riguardato il 72% della zone metropolitane, in Germania il 51%. Il tipico guidatore medio americano nel 2022 ha perso a causa del traffico 51 ore (+15 rispetto al 2021), quello inglese 80 ore (+7), il tedesco 40 (nessuna variazione). Il peggioramento della situazione è dovuto anche alla riduzione dello smart working, sceso dell'8% nel Regno Unito: questo ha significato un aumento generalizzato dei viaggi verso il centro città. Secondo le stime di Inrix, la congestione ha un costo complessivo di oltre 81 miliardi di dollari negli Usa, di quasi 9,5 miliardi di sterline (10,3 miliardi di euro) in Gran Bretagna e di 3,9 miliardi di euro per i guidatori tedeschi.

A casa nostra. E la situazione italiana? Le cose vanno piuttosto male a Palermo, decima nella classifica del Global Traffic Index, alle spalle di Boston, New York City, Bogotà, Toronto, Filadelfia e Miami, ma messa peggio di Roma (tredicesima) e di metropoli come Los Angeles (al 14 posto) e San Francisco (al 15). Delle altre città italiane, Torino figura al 29 posto, Milano al 61, Verona al 76, Napoli all'83, Firenze all'88 e Busto Arsizio, località del Varesotto, al 90 (la statistica considera in tutto mille aree urbane). Se ci si limita però all'Europa, Palermo è terza, dietro a Londra e Parigi; Roma figura al sesto posto e Torino al sedicesimo. Analizzando più a fondo i dati, si scopre che la velocità media a Palermo è scesa nelle ore di punta dai 25,6 km/h del 2019 ai 20,8 del 2022, mentre quella nelle fasce più tranquille è rimasta immutata a 36,8 km/h; nel cosiddetto ultimo miglio dal centro (un raggio di 1,6 dal cuore della città) i valori sono però solo di 17,6 e 14,4 km/h.

Caro carburanti. In questo quadro, sembra che i prezzi dei carburanti abbiamo avuto poca incidenza sull'utilizzo del mezzo di trasporto privato da parte dei conducenti; a essere però aumentati sono gli oneri per quest'ultimi e per il trasporto merci. Secondo lo studio, i costi annuali della benzina sono aumentati rispetto al 2021 di quasi 315 dollari per il pendolare medio di Los Angeles, di 188 sterline (215 euro) per quello di Londra e solo di 38 euro per quello tedesco, beneficiario di sgravi fiscali.  

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Alfa Romeo - La Tonale sbarca negli Usa: ecco come cambia

4 Ruote - Gen 20,2023

L'Alfa Romeo Tonale sbarca negli Stati Uniti. E lo fa affiancandosi alla sua sorella a stelle e strisce, la Dodge Hornet. Rispetto alla quale propone la medesima meccanica (leggermente differente da quella italiana) e prezzi di poco superiori. L'italiana viene proposta, in preordine, solo in versione ibrida plug-in con prezzi a partire da 42.995 dollari (a cui si devono aggiungere 1.595 dollari di spese per la consegna), esattamente tre mila dollari in più rispetto all'americana che, in versione R/T, parte da 39.995 dollari (per la GT a benzina ne bastano 30.590). I clienti americani potranno accedere anche al Federal Ev tax credit di 7.500 dollari, ma solo scegliendo la Tonale con le formule di leasing.

Il confronto con l'Italia. Nel nostro Paese, la Tonale ibrida plug-in viene proposta in sole due versioni, Edizione Speciale e Veloce, con prezzi rispettivamente di 51.600 e 55.900 euro. I 44.590 dollari della versione americana equivalgono, al cambio attuale, a 41.228 euro, quasi dieci mila in meno rispetto al listino base italiano. La cosa non deve stupire: negli Usa, come noto, vige una tassazione completamente diversa, che varia per ogni Stato. Inoltre, la versione d'accesso per il mercato americano ha un allestimento meno ricco rispetto alla Speciale proposta in Italia, che include svariate dotazioni come i cerchi di lega da 20" e i fari full Led matrix. Di serie, infatti, la Tonale Usa prevede fari a Led adattivi, cerchi da 18", interni di tessuto, infotainment connesso da 10,25" con caricatore wireless per smartphone e quadro strumenti digitale da 12,3".

Sprint, Ti o Veloce. La versione americana della Tonale è proposta in tre differenti allestimenti, Sprint, Ti e Veloce. Il primo è il modello d'accesso alla gamma, mentre i secondi si distinguono per una dotazione più completa e vengono proposti in preordine con prezzi a partire da 44.995 e 47.495 dollari. A diversificare la Tonale Usa dal modello commercializzato alle nostre latitudini ci sono anche altri dettagli, come per esempio i fari anteriori con cararifrangenti arancioni integrati e i gruppi ottici posteriori con luci di svolta di colore rosso.

 

Più potente, ma di poco. Anche il powertrain è leggermente diverso rispetto a quello italiano. La base meccanica è la stessa: un 1.3 turbobenzina, con cambio automatico a sei marce, abbinato a un motore elettrico da 90 kW (122 CV) montato sull'asse posteriore e alimentato da una batteria agli ioni di litio da 15.5 kWh, che promette 48 chilometri d'autonomia. La potenza massima, però, è leggermente più alta: 285 cavalli contro i 280 dell'italiana. Per il momento, la Casa non ha svelato dettagli sui consumi e sulle prestazioni della versione americana, ma la Suv a trazione integrale non dovrebbe scostarsi dalle performance della "nostra" Tonale: 0-100 km/h in 6,2 secondi, 206 km/h di velocità massima e un consumo dichiarato di 1,1 litri di benzina per 100 chilometri (con batteria carica nel ciclo Wltp).

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Renault Kangoo - A tu per tu con l'elettrica E-Tech

4 Ruote - Gen 20,2023

Manca poco all'inizio della commercializzazione della nuova Kangoo elettrica: l'apertura degli ordini è pianificata per febbraio, le consegne per maggio. In attesa di conoscerne prezzi e condizioni di vendita, abbiamo esaminato la seconda generazione a batterie della multispazio Renault, basata sulla terza serie del 2021, che conferma il nome Kangoo E-Tech. All'esterno, le modifiche rispetto al modello con motori termici si limitano alla mascherina, con feritoie più ampie e la losanga che assume il ruolo di sportello per le prese di ricarica; l'emblema del costruttore francese è ancora tridimensionale, a differenza di quanto visto su altri modelli recenti della Casa.

Tre modi di ricarica. L'energia prelevata dalle colonnine, da una wallbox o da una presa domestica, viene gestita da caricabatterie da 11 kW a corrente alternata, da 22 kW o da 80 kW in corrente continua, prima di fluire alle batterie agli ioni di litio da 45 kWh che alimentano il motore sincrono da 90 kW-122 CV e 245 Nm. Stando alla Renault, la seconda soluzione consente di passare dal 5% all'80 della riserva in due ore e mezza, mentre la terza fa recuperare 170 km di autonomia in circa 30 minuti. L'autonomia complessiva dichiarata è di 285 km: dato prudente, che tiene evidentemente conto della crescita generale della multispazio Renault.

Più grande e formale. Gli ingombri sono lievitati (4,5 metri di lunghezza per 1,92 di larghezza, rispettivamente una trentina e una decina di centimetri in più del modello precedente), lo stile risulta meno sbarazzino e più formale. Un'evoluzione riscontrabile anche all'interno, che rimane però sempre arioso. Non ci sono più le cappelliere sul padiglione per nascondere giocattoli e pelouche, ma restano il ripiano sopra il parabrezza e una buona quantità di vani - dal cassetto davanti al passeggero al comparto sotto al bracciolo fra i due sedili anteriori - che fanno dell'abitacolo della Kangoo un ambiente pratico e votato ai viaggi in gruppo. La plancia appare moderna, distesa, più ricca e meglio realizzata non solo rispetto alla generazione precedente, ma alla maggior parte dei concorrenti. Al centro, il touchscreen dell'Easy Link da 8 pollici e, intorno, ancora tanti comandi fisici, per lo più correttamente disposti, dal tasto della modalità Eco, che dimezza la potenza a disposizione e limita la velocità massima da 135 a 110 km/h a favore dei consumi, alle manopole e ai pulsanti del climatizzatore.

Pompa di calore. L'impianto bizona funziona secondo il principio della pompa di calore, recuperando le calorie dall'esterno o rilasciandole, rispettivamente per riscaldare o rinfrescare l'abitacolo, con un rendimento ottimale nell'intervallo da -15 e +15 gradi ambiente. Attraverso il volante a tre razze, il conducente vede uno schermo digitale da 10 pollici, non particolarmente prodigo di informazioni. Tradizionale è lo schema di selezione delle marce, affidato alla stessa leva che sulle versioni con motori termici sovrintende al cambio. Sul Kangoo E-Tech, il comando permette in più di scegliere fra tre gradi di recupero dell'energia, cui corrispondono altrettanti livelli d'intensità del rallentamento, dalla massima scorrevolezza alla decelerazione più incisiva, benvenuta nella marcia a singhiozzo in città. Quando la strada si libera, il Kangoo E-Tech si muove con disinvoltura e, da buon elettrico, se si affonda l'acceleratore risponde quasi con veemenza. Detto che la guida brillante si paga con un rapido decadimento dell'autonomia, sterzo e sospensioni si dimostrano all'altezza di una condotta brillante.

Divano sopraelevato. Spazio per chi guida e per il passeggero anteriore ce n'è in abbondanza e anche i tre occupanti dello spazio posteriore non hanno di che lamentarsi, con un divano frazionabile 1/3-2/3 e una conformazione di sedute e schienali che simula la presenza di tre poltrone singole. Per effetto della presenza delle batterie sotto il pianale, i tre passeggeri si trovano a un livello decisamente più elevato rispetto ai due della parte anteriore dell'abitacolo e, a differenza di quanto avviene sul Kangoo termico, hanno le ginocchia più sollevate, perché il pozzetto per i piedi è occupato dalla struttura di copertura degli accumulatori. La visuale dei più alti si avvicina al bordo superiore del parabrezza: cambia anche il sistema di fissaggio al pavimento. Il sedile biposto destro e la poltrona singola sinistra possono scorrere in senso longitudinale, facendo in modo che la capacità massima del bagagliaio, in configurazione a 5 posti, passi dai 775 litri delle Kangoo a benzina o diesel, prive di questa soluzione, agli 850 dell'E-Tech. Ribaltando gli schienali, inoltre, nel vano di carico si forma un gradino: in questo caso il volume scende, rispettivamente, da circa 3.000 a 2.500 litri. Come accennato, prezzi ed equipaggiamenti non sono ancora stati definiti, ma si conoscono i due allestimenti disponibili, l'Equilibre e il più completo Techno, oggetto delle nostre valutazioni. Nel corso dell'anno arriverà anche la versione a passo lungo, pure a 7 posti.

 

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Oltre la Dakar - Rolf Michl (Audi): "Il motorsport deve unire performance e sostenibilità"

4 Ruote - Gen 20,2023

La Dakar, ma non solo: i programmi sportivi dell'Audi hanno nel mirino la discesa in campo in Formula 1 nel 2026. Rolf Michl, ceo di Audi Sport, ce ne ha parlato al bivacco di Riyadh, andando oltre il momento difficile del team che aveva visto i suoi piloti di punta Peterhansel e Sainz messi fuori gara da due incidenti avvenuti in prossimità della stessa duna. Michl, classe 1978, una laurea in business administration all'università di Bamberg, dopo diverse esperienza all'Audi in Germania e Italia è stato project manager della TT Cup, il primo monomarca della Casa; successivamente, come head of global product marketing di Audi Sport, ha disegnato la strategia dei modelli R e RS, per poi occuparsi nuovamente di Audi Sport nelle vesti di director sales and marketing e, ora, di amministratore delegato.

Che programmi avete quest'anno per la RS Q e-tron E2?
Sicuramente saremo al Rally del Marocco, al quale nel 2022 le nostre vetture hanno preso parte fuori classifica, non avendo ancora ottenuto l'omologazione, perché è un ottimo banco di prova in vista della Dakar 2024. Siamo molto contenti dell'efficienza del motore termico utilizzato e del drivetrain, che si è rivelato funzionale in ogni condizione; abbiamo comunque individuato delle aree di miglioramento, su cui lavorare.

Dakar a parte, avete deciso di scendere in lizza in Formula 1 nel 2026: che cosa vi ha spinti a prendere questa decisione, già vicina in passato e poi rimandata?
La Formula 1 ha l'audience più grande del mondo e un numero incredibile di fan in tutto il pianeta; inoltre, le nuove regole, previste per il 2026, sono attente alla sostenibilità, cosa che ha inciso sulla decisione del board.  

Il programma hypercar per Le Mans, invece, è definitivamente cancellato?
Sì, perché abbiamo deciso di concentrarci sulla Formula 1, che richiede uno sforzo importante e un lungo percorso: non realizzeremo, quindi, una vettura LMh. Proseguiranno, invece, i programmi con i clienti GT, che tengono alto il nome dell'Audi vincendo decine di corse. Sono ottimi ambasciatori e il nostro obbiettivo è continuare a servirli nel migliore dei modi anche nella prossima stagione.

Si può pensare di vedere un giorno il powertrain della RS Q e-tron E2 applicato a un'Audi stradale?
Dipende Audi è destinata a lanciare in futuro solo modelli full electric, tenendo fede ai suoi tre pilastri, che sono il design, la sostenibilità e l'elettrificazione. La RS Q e-tron, ora nella versione E2, ha un drivetrain full electric combinato con un energy converter: il nostro focus era disporre della trazione anteriore e posteriore in modalità solo elettrica, ma la lunghezza delle tappe, fino a 800 chilometri, non consente con le tecnologie attuali di affidarsi alle sole batterie. Quindi, abbiamo investito molte conoscenze per ottenere un salto in avanti impressionante nell'autonomia: quest'auto si muove in modalità solo elettrica e produce a bordo l'energia necessaria per coprire le distanze previste.

Ci sarà un futuro per auto solo elettriche in gare come la Dakar?
Penso che teoricamente sarà possibile, ma bisognerà vedere quale sarà il format del futuro. Del resto, chi pensava solo due anni fa che ci potessero essere delle Audi RS solo elettriche? O una vettura come la RS Q e-tron? Che cosa si aspettano i clienti, da vetture simili? Che dimostrino di essere emozionali. Ogni tecnologia ha i suoi vantaggi e lo scopo principale nell'immaginare le corse del futuro è che siano attraenti per gli spettatori, un aspetto al quale dobbiamo prestare molta attenzione. Veniamo dai rally e la Dakar è assolutamente la gara ideale per sviluppare nuove soluzioni e provarle in condizioni estreme: siamo stati sfortunati, ma la nostra tecnologia, che è molto complessa, funziona.

Quest'anno avete utilizzato del biofuel per alimentare l'energy converter: una scelta dettata dalla ricerca di una maggiore sostenibilità anche nel motorsport?
La cosa importante per noi era avere più elementi organici nel carburante per procedere in maniera significativa verso la decarbonizzazione, perché la sostenibilità nel motorsport è essenziale. Abbiamo ridotto le emissioni del 60% e lavoreremo su tutti gli elementi per ottenere la maggiore efficienza possibile, perché per noi la tecnologia non è solo performance, ma ottenere quest'ultima in modo intelligente. E le lunghe prove speciali della Dakar richiedono un buon mix di alte prestazioni ed efficienza.

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Jeep - Porte aperte il 21-22 gennaio

4 Ruote - Gen 20,2023

A pochi giorni dall'apertura degli ordini, con le prime consegne previste per il secondo trimestre, il prossimo weekend (21-22 gennaio) la Jeep Avenger sarà protagonista di un Porte aperte in tutti gli showroom italiani della Casa americana.

La gamma. Chi si recherà in concessionaria potrà scegliere una delle versioni che si sono recentemente affiancate alla 1st Edition (da 39.500 euro), dall'entry level Longitude (da 37.900 euro) alle top di gamma Altitude e Summit (da, rispettivamente, 39.900 e 42.900 euro). Per quanto riguarda le varianti termiche, invece, sono solo tre gli allestimenti disponibili: Longitude (da 23.300 euro), Altitude (da 25.300 euro) e Summit (da 28.300 euro).

Incentivi e promozioni. Oltre alla Avenger, i potenziali clienti potranno vedere da vicino il resto della gamma, fra cui Renegade e Compass, anch'esse beneficiarie degli incentivi statali, sia con alcune versioni a gasolio sia con le mild hybrid e le 4xe (ibride plug-in). Diverse le promozioni in corso a gennaio (qui la nostra selezione). Eccone alcuni esempi: 

  • Jeep Renegade 1.5 T4 e-Hybrid 130 CV: l'offerta, con finanziamento e permuta, prevede un prezzo di 26.900 euro (19% di sconto), con 7.200 euro di anticipo, 48 rate da 199 euro e una maxi rata finale (valore futuro garantito) da 16.216 euro, da pagare solo in caso di riscatto.
  • Jeep Compass 1.5 T4 e-Hybrid 130 CV DCT Longitude: sempre con finanziamento e permuta, si parte da 31.000 euro (17% di sconto), con 8.663 euro di anticipo, 48 rate mensili da 249 euro e una maxi rata finale (valore futuro garantito) da 18.127 euro. Nell'importo della rata sono inclusi due anni di manutenzione e due di garanzia. 
  • Jeep Avenger BEV Altitude: grazie agli incentivi statali si parte da 39.500 euro (sconto 13%), con 9.020 euro di anticipo, 48 rate da 249 euro e una maxi rata finale (valore futuro garantito) da 19.455 euro.
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Milano - Il collettivo "sgonfiagomme" delle Suv colpisce ancora

4 Ruote - Gen 20,2023

Continuano le azioni dimostrative del sedicente Collettivo delle suv-versive che, a Milano, hanno sgonfiato i pneumatici di alcune Suv parcheggiate in una strada cittadina (via Mameli), lasciando volantini che giustificano la loro lotta in nome di un presunto ambientalismo. Questa volta, però, uno dei proprietari delle vetture ha presentato denuncia ai carabinieri e suscitato le reazioni di politici del Municipio 4, la zona cittadina in cui è avvenuto il fatto.

Il precedente. Qualche mese fa, il medesimo collettivo aveva condotto un'azione analoga a Torino, rivendicando il gesto con le medesime motivazioni (Se i Suv fossero uno Stato, sarebbero il sesto con le emissioni più alte al mondo e così via), formulate in un italiano approssimativo. Nella città piemontese la questura aveva aperto un'indagine, ipotizzando il reato di danneggiamento di proprietà privata.

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