Blocchi al traffico - Lombardia, da ottobre 2019 deroghe con la scatola nera

4 Ruote - Dic 05,2018

Partirà il primo ottobre 2019 la norma della regione Lombardia che disciplinerà la circolazione delle auto più vecchie: si baserà non più sulla classe di emissione di sostanze inquinanti bensì sulla percorrenza reale dei veicoli. Sarà sufficiente installare a bordo una scatola nera (simile a quelle proposte dalle compagnie assicurative) per continuare a viaggiare, a determinate condizioni, nonostante i blocchi del traffico

Anticipato a Quattroruote. La misura era stata anticipata a Quattroruote (nell'ambito della sesta edizione di Auto Aziendali in pista) dall'assessore allAmbiente e al clima, Raffaele Cattaneo, il quale aveva spiegato genericamente che questa sperimentazione sarebbe partita dal periodo invernale 2019-2020. Ora lo stesso Cattaneo ha ufficializzato l'entrata in vigore del provvedimento in un'intervista al quotidiano Avvenire. Con le scatole nere "anti smog", la Lombardia mira a combattere in maniera più efficace il traffico veicolare. Lo strumento consentirà infatti, di sostituire generici divieti alla circolazione con limitazioni che tengano conto delle emissioni reali delle vetture e delle necessità di mobilità dei cittadini.

Come funziona. "L'utilizzo della scatola nera - ha spiegato l'assessore - permetterà di evitare di rottamare una Euro 4 che fa 4-5mila chilometri l'anno a favore di un mezzo nuovo, destinato a un utilizzo analogo, con benefici per la qualità dell'aria e vantaggi per le categorie più deboli economicamente. Al momento c'è un tavolo di lavoro, che coinvolge anche altri assessorati, che ne sta valutando l'operatività. I fattori allo studio sono numerosi, a partire dalla classe di omologazione del veicolo", ha continuato Cattaneo. "La tecnologia valuterà lo stile di guida e persino il meteo, tutti fattori che incidono sulle emissioni. Il dispositivo potrà registrare i dati di percorrenza e altre informazioni che, nel completo rispetto della privacy, ci aiuteranno a sviluppare politiche e iniziative mirate. Al momento, il tavolo tecnico sta lavorando anche per individuare i chilometraggi annui massimi, a seconda dei tipi di veicoli". 

Sconfitti molti inquinanti. Negli ultimi anni, ha precisato ancora l'assessore, "grazie alle politiche attuate da Regione Lombardia siamo riusciti a sconfiggere alcuni inquinanti come il benzene e l'anidride solforosa, segno che le manovre sono state efficaci. Ora, però, serve un cambio di passo e l'elettronica ci permetterà di migliorare ulteriormente la qualità dell'aria, senza demonizzare l'auto o penalizzare la mobilità dei nostri cittadini".

 

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Euro NCAP - Zero stelle per la Panda: ecco perché - VIDEO

4 Ruote - Dic 05,2018

Di primo acchito, leggendo il comunicato odierno, con cui lEuro NCAP annuncia i risultati degli ultimi crash test in cui spiccano le zero stelle della Fiat Panda, verrebbe da pensare che per risparmiare sui costi di produzione gli ingegneri del gruppo FCA abbiano alleggerito la popolare utilitaria, che così non garantirebbe la stessa protezione dimostrata nella valutazione condotta al momento del lancio commerciale, nel 2011, in cui aveva ottenuto un punteggio positivo (quattro stelle). Niente di più sbagliato. La macchina, infatti non è cambiata per nulla e quindi negli stessi impatti si comporta nel medesimo modo, oggi come sette anni fa. Invece, a essere mutati, e parecchio, sono i criteri di valutazione dellEuro NCAP, che evolvono nel tempo per tener conto del progresso tecnologico (e considerare così nuovi dispositivi, come la frenata automatica di emergenza), per alzare lasticella e, quindi, spingere i costruttori a migliorare di continuo.

Come sono cambiati i test. Dal 2015, per esempio, è stato introdotto limpatto frontale contro una barriera rigida a 50 km/h, che si affianca a quello classico disassato a 64 km/h contro lostacolo deformabile, per valutare lefficacia dei sistemi di ritenuta (in particolare delle cinture) nel limitare le sollecitazioni sul corpo, che sono aumentate nel tempo a causa della crescente rigidezza della scocca, necessaria per garantire la protezione dei passeggeri. Inoltre, invece dei manichini utilizzati fino al 2015, che simulavano un bambino di 18 mesi e uno di 3 anni posizionati sul sedile posteriore allinterno del seggiolino di sicurezza, dal 2016 si impiegano dummy di maggiori dimensioni, che rappresentano piccoli di 6 e 10 anni seduti su un rialzo o un cuscino. Poi, dal 2016 non si premia più la presenza dellEsp, visto che è diventato standard su tutte le auto, mentre dal 2018 viene valutato il comportamento negli impatti con i ciclisti, i test di frenata automatica con riconoscimento dei pedoni vengono condotti anche al buio e si provano pure i sistemi di mantenimento della corsia.

Progettate ad hoc. E anche se idealmente unauto dovrebbe garantire la massima sicurezza in tutte le condizioni, nella pratica i progettisti si concentrano sugli impatti e sui test Euro NCAP, che sono stati sviluppati per rappresentare gli incidenti e le situazioni a rischio più diffusi. Così, i modelli vengono progettati tenendo conto dei protocolli di prova in vigore al momento, mentre è tuttaltro che scontato che quelli in produzione da tempo vengano aggiornati quando mutano i test, perché si tratta di adottare dotazioni elettroniche o modifiche strutturali, costose e difficili da integrare, a maggior ragione in caso di auto sul mercato da molti anni come la Panda. Va anche ricordato che la metodologia Euro NCAP prevede che un punteggio molto basso in uno solo dei quattro ambiti di valutazione (protezione degli adulti, dei bambini, dei pedoni e ciclisti, sistemi di assistenza) penalizzi il risultato complessivo, anche se in tutti gli altri si ottiene un giudizio lusinghiero. Si comprende così come la Panda sia passata da quattro stelle nel 2011 a tre nel 2015 e a nessuna stella a fine 2018, pur rimanendo identica.

Entriamo nel dettaglio. Nel dettaglio, la protezione offerta a conducente e passeggero seduti davanti è tuttora adeguata nellimpatto disassato a 64 km/h contro la barriera deformabile, mentre nel test introdotto nel 2015 contro lostacolo rigido a 50 km/h le sollecitazioni su alcune parti del corpo, come il torace del passeggero, sono elevate. Il tutto fa ottenere un risultato del 45% in questo ambito. Meno efficace (16%) la protezione per i nuovi manichini che rappresentano i bambini di sei e dieci anni, più valida (47%) quella per i pedoni o ciclisti. Infine, il vero punto debole della Panda, secondo lEuro NCAP, è lassenza di dispositivi di sistemi di assistenza come la frenata automatica di emergenza. In realtà, almeno in Italia, il dispositivo è a richiesta, mentre le tabelle riassuntive dei test lo mostrano come non disponibile. Sta di fatto che alla fine il risultato è di zero stelle.

Il caso della Wrangler. Diverso è il caso della Jeep Wrangler: trattandosi di un modello completamente rinnovato e presentato da poco ci si aspetterebbe una valutazione di sicurezza più che adeguata. Invece, la fuoristrada americana ha ottenuto solo una stella. Il risultato è stato condizionato dal peculiare schema tecnico della vettura, che prevede un telaio a longheroni, necessario per sopportare le elevate sollecitazioni della guida in fuori strada, su cui è imbullonata la carrozzeria. Inoltre, la presenza del servosterzo idraulico impedisce ladozione di sistemi di assistenza al mantenimento della corsia di marcia, mentre il parabrezza ribaltabile ha ritardato la messa a punto del dispositivo di frenata automatica di emergenza, che sarà disponibile solo nei primi mesi del 2019. Così, la vettura provata dallEuro NCAP ha ottenuto un punteggio del 50% nella protezione degli occupanti adulti, di pari livello di quella offerta verso pedoni e ciclisti (49%), mentre quella dei bambini è migliore (69%). Anche nel caso della Wrangler, le maggiori criticità si registrano nei sistemi di assistenza, visto che la vettura provata disponeva solo del limitatore di velocità e della spia che ricorda di agganciare le cinture di sicurezza. In tal modo, la Jeep ottiene 4,2 punti in questambito, che corrispondono al 32% del totale.

Gli altri modelli analizzati dall'ente. Gli altri modelli appena provati dallEuro NCAP hanno ottenuto tutti il punteggio pieno: si tratta di Audi Q3BMW X5Hyundai Santa Fe, Jaguar I-Pace, Peugeot 508 e della Volvo V60/S60. Si tratta di vetture interamente nuove e di classe media e alta, tutte ben dotate di sistemi di sicurezza e in grado di offrire unelevata protezione degli occupanti, pur con lievi differenze tra loro. La Q3 raggiunge il massimo punteggio complessivo sommando i risultati dei singoli ambiti, mentre la 508 e la Volvo  guidano la classifica della protezione degli adulti, ottenendo il 96% in questo settore. La Hyundai Santa Fe, invece, è più efficace nel proteggere i bambini (88%), La I-Pace segue lAudi nei dispositivi di sicurezza attiva (81 contro 85%); la Q3 è anche la meno offensiva nei confronti degli utenti vulnerabili della strada, ovvero pedoni e ciclisti.

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Tesla Model 3 - La Dual Motor in Italia con prezzi da 59.600 euro

4 Ruote - Dic 05,2018

La Tesla ha annunciato i listini italiani della nuova Model 3. L'elettrica, in versione Dual Motor a trazione integrale con batteria Long Range, sarà proposta con un prezzo di partenza di 59.600 euro: in questa configurazione la berlina è accreditata di un'autonomia massima, misurata secondo il ciclo WLTP, di 544 km. Nei mesi successivi all'introduzione sul mercato europeo, la Casa di Elon Musk potrebbe ampliare la gamma con nuove e più economiche versioni dotate di trazione posteriore e batterie meno capienti.

Da subito anche la Performance. I clienti italiani che hanno prenotato un esemplare della quattro porte californiana saranno contattati nelle prossime settimane dalla Casa per configurare la propria vettura e potranno scegliere unicamente tra le due versioni Dual Motor con batteria Long Range già disponibili negli Stati Uniti, Performance compresa. Quest'ultima avrà un prezzo di listino di 70.700 euro e proporrà un'autonomia (WLTP) di 530 km: lo 0-100 km/h sarà coperto in 3,7 secondi mentre la velocità massima sarà di 250 km/h. Sulla Performance saranno proposti di serie uno spoiler posteriore di fibra di carbonio dei cerchi di lega da 20", una pedaliera d'alluminio, il Track Mode e un impianto frenante ad alte prestazioni con pinze rosse.

Gli optional. Come già visto sul configuratore americano, la Model 3 è disponibile in cinque colorazioni: oltre al Solid Black proposto di serie, a listino sono presenti le Midnight Silver e Deep Blue, proposte con un sovrapprezzo di 1 600 euro, il Pearl White da 2.100 euro e il Multi Coat Red da 2.700 euro. Di serie sono previsti cerchi di lega aerodinamici da 18" (da 20" sulle Performance) ma a richiesta, con un sovrapprezzo di 1.600 euro, sono disponibili anche dei 19" dal design più sportivo.

L'Autopilot. Ogni Model 3 disporrà di serie dell'hardware necessario per il funzionamento dell'Autopilot: con 5.400 euro è disponibile l'Enhanced Autopilot che, in alcune condizioni di traffico, permetterà alla vettura di mantenere la corsia di marcia e la distanza dalle altre vetture seguendo il flusso del traffico. Questo pacchetto include anche l'assistente per il parcheggio automatico e il sistema che consente di manovrare la vettura dall'esterno per brevi manovre all'interno dei posteggi più stretti. Per il momento la Casa non ha specificato se l'Enhanced Autopilot sarà attivabile anche successivamente all'acquisto della vettura, come accade sul mercato statunitense.

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Gruppo Volkswagen - "Nel 2026 l'ultima generazione di motori endotermici"

4 Ruote - Dic 05,2018

La prossima generazione di automobili con motori a combustione interna sarà l'ultima per il gruppo Volkswagen. Ad annunciarlo è stato Michael Jost, capo della strategia del marchio di Wolfsburg, che ha dichiarato che "nel 2026 sarà avviata l'ultima linea produttiva di un veicolo con piattaforma con motore a combustione".

Futuro elettrico. "I nostri colleghi", ha continuato Jost, "stanno lavorando sull'ultima piattaforma per veicoli che non saranno carbon neutral. Stiamo gradualmente eliminando i motori endotermici". Le parole del responsabile della strategia di Wolfsburg, riportate dalla Reuters, sono state confermate anche da un altro portavoce del costruttore. Il gruppo tedesco punterà sempre più sull'elettrico, continuando però a evolvere i propri motori benzina e diesel durante il prossimo decennio per soddisfare gli standard anti inquinamento. Entro la fine del prossimo anno la Volkswagen avvierà la produzione della sua prima elettrica che, a partire dal 2020, sarà costruita anche in Cina: per il 2030 il gruppo tedesco punta ad avere una gamma di oltre 300 veicoli elettrificati.

 

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Intervista al presidente dellAniasa - Noleggio a lungo termine, cresce l'interesse dei privati

4 Ruote - Dic 05,2018

Dati ufficiali non ce ne sono, ma si stima che i privati che si sono spostati dalla proprietà allutilizzo siano, oggi, più di 30 mila. Un gran numero di persone che hanno venduto la propria macchina oppure hanno deciso di non acquistarla preferendo la formula del noleggio "tutto incluso" a fronte di un costo fisso. Formula che, rivela uno studio Bain presentato la scorsa primavera a margine della presentazione del rapporto Aniasa intitolato "Noleggio a lungo termine ai privati - La nuova frontiera dellauto", un italiano su quattro conosce e che addirittura quattro su dieci si dichiarano pronto a sperimentare. Ma che, secondo molti osservatori, viene proposta sul mercato in maniera eccessivamente semplificata. Ne abbiamo parlato con Massimiliano Archiapatti, presidente dellAssociazione dellindustria dellautonoleggio e dei servizi automobilistici.

Fino a qualche anno fa nessuno avrebbe scommesso un euro sul noleggio ai privati. E invece

Registriamo un trend positivo di crescita dei privati nel corso degli ultimi anni, linteresse cresce. Parliamo di una quota del totale immatricolato che si aggira attorno al 5-6%, però è un segnale di cambiamento culturale.

Chi è il cliente privato dellautonoleggio a lungo termine?

un cliente evoluto, anche tecnologicamente, o che magari ha avuto la possibilità di conoscere il noleggio in ambito professionale e che inizia a ragionarci come privato. A far presa è la certezza del costo. E la possibilità di inserire o togliere servizi che possono dare valore aggiunto allauto.

Questa crescita è più stimolata dalle società di noleggio o dalla domanda del mercato?

Non sono convinto che la crescita del noleggio tra i privati sia spinta dalle aziende di noleggio e non, invece, richiesta del mercato. Cè sicuramente interesse, da parte delle prime, a espandere il mercato, che nel settore aziendale, pur restando molto distante dagli altri paesi europei, ha un coefficiente di maturità molto elevato. Le aziende di noleggio stanno cercando di proporre formule economicamente vantaggiose per allargare la platea degli utilizzatori, anche grazie a circostanze favorevoli come lofferta delle Case e i tassi.

Limpressione, però, è che il messaggio al privato sia molto semplificato: chilometri, durata, canone. Epperò il privato non è un professionista, non conosce le tecnicalità, e quindi le insidie, del noleggio.

Fino a ieri il noleggio a lungo termine era fortemente concentrato sul B2B (business to business): cera un interlocutore, il fleet manager o lesperto del noleggio in azienda. Oggi, invece, cè anche il privato. Il modo in cui ci si rapporta, le informazioni che si devono dare, ma anche il livello di servizio che si deve garantire non può essere quello che si fa con la grande azienda o la media azienda. Il contratto con il privato non può essere la fotocopia di quello con lazienda. Il privato non ha le competenze del fleet manager e si aspetta semplicità. Non sempre ci si riesce, è una sfida sicuramente, ma non vedo fenomeni di mancata trasparenza.

Forse non è tanto un problema di mancata trasparenza quanto di ipersemplificazione del messaggio.

Per quanto riguarda Aniasa, abbiamo un codice etico che tutti gli associati devono rispettare nelloffrire un servizio con caratteristiche di trasparenza e veridicità. Tra laltro, dallo studio Bain & Company sul noleggio ai privati che abbiamo illustrato a fine maggio nel corso della presentazione dellultimo rapporto Aniasa, è emerso che alcuni brand del noleggio a lungo termine sono un riferimento diretto per il privato. Il privato magari non conosce bene la formula, ma sa bene che quellazienda offre quel servizio. Quindi un attento investimento in pubblicità rende.

Ma in definitiva, perché i privati scelgono il noleggio a lungo termine?

In una situazione di incertezza cè sempre più bisogno di semplicità e di un numero secco. la semplicità che viene richiesta dal mercato, anche nel modo in cui sono costruiti questi contratti. Che, lo ricordo, sono molto differenti da quelli per le aziende, che erano una barriera allingresso dei privati. Le società che si sono mosse prima in questa direzione stanno prendendo un vantaggio competitivo. Poco fa dicevo che le società devono cambiare. vero, ma qualcuno lha già fatto. Si pensi al ritiro dellusato, fino a poco tempo fa non contemplato. Cè unevoluzione molto interessante.

 

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Volkswagen-Ford - Trattative per una nuova alleanza globale

4 Ruote - Dic 05,2018

La Volkswagen e la Ford, come anticipato, hanno avviato delle trattative per ampliare la propria partnership ben oltre il segmento dei veicoli commerciali. Durante un incontro tra i vertici della triade tedesca e il presidente statunitense Donald Trump, Herbert Diess, ad del gruppo di Wolfsburg, ha annunciato di essere in trattative avanzate con la Casa dell'Ovale Blu "per realizzare una nuova alleanza globale che rafforzerà anche l'industria automobilistica americana".

Nuova alleanza in vista. L'ad della Volkswagen ha annunciato che il gruppo tedesco sta "considerando di costruire una seconda fabbrica" in America, che andrebbe ad affiancare l'attuale impianto di Chattanooga, nel Tennessee, stato con il quale sono già in corso colloqui per valutare la realizzazione di un nuovo stabilimento. La Casa tedesca starebbe valutando anche la possibilità di costruire i propri modelli all'interno di una delle fabbriche della Ford: "siamo in trattative abbastanza avanzate con la Ford per costruire davvero un'alleanza automobilistica globale, che rafforzerebbe anche l'industria automobilistica americana". Il nuovo accordo, tuttavia, non includerà l'ingresso del gruppo Volkswagen all'interno del capitale della Ford: l'alleanza strategica porterà all'utilizzo di piattaforme comuni e, proprio per questo motivo, le due aziende starebbero valutando la possibilità di condividere anche alcune fabbriche. "Potremmo usare le capacità produttive della Ford qui negli Stati Uniti per costruire automobili per noi", ha dichiarato Diess dopo l'incontro con Trump, sottolineando, come riportato dalla Bloomberg, che "serve maggiore capacità produttiva negli Usa, abbiamo bisogno di un impianto aggiuntivo per i marchi Volkswagen e Audi".

A Washington anche i gruppi Daimler e BMW.
Oltre al numero uno di Wolfsburg, all'incontro alla Casa Bianca hanno partecipato anche Dieter Zetsche, ceo del gruppo Daimler, e il chief financial officer della BMW Nicolas Peter che, insieme a Diess, hanno discusso con Donald Trump riguardo all'impatto economico dei nuovi dazi del 25% intimati dal presidente statunitense per le auto importate dall'Europa, nonostante i temi del meeting fossero diversi. Il presidente americano ha richiesto alle Case tedesche nuovi investimenti per costruire sempre più modelli negli Stati Uniti. La Mercedes-Benz aveva già preventivato di ampliare la propria presenza sul suolo statunitense, come ricordato dallo stesso Zetsche: "i nostri investimenti aggiuntivi pianificati qui, che non sono di per sé commercialmente sensibili, dovrebbero essere parte di un accordo più ampio e per questo le condizioni in cui operiamo non possono cambiare. Questo è stato molto ben compreso" (dal presidente).

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Mercedes-AMG  - Al volante della A35 4Matic

4 Ruote - Dic 05,2018

In attesa della versione top di gamma della Mercedes-Benz Classe A, la AMG A45, la Casa di Affalterbach propone un allestimento meno spinto ma che promette di essere più veloce della precedente A45: la Amg A35 4Matic. Dotata di un quattro cilindri turbo a iniezione diretta da 306 cavalli e 400 Nm, del cambio a doppia frizione a sette marce e della trazione integrale a inserimento automatico, questa berlinetta promette di accelerare da zero a 100 km/h in 4,7 secondi. La velocità massima, invece, è limitata a 250 km/h.

Scocca e sospensioni più rigide. Per adattare lautotelaio della Classe A allaumento di prestazioni, la scocca è stata irrigidita nella parte frontale grazie al riparo sottomotore di alluminio (in sostituzione di quello di plastica) e a due rinforzi diagonali avvitati alla scocca. Le sospensioni mantengono lo schema MacPherson davanti e il multilink a tre leve e mezzo dietro, ma i portamozzo sono specifici (per consentire di montare pneumatici più larghi) e le boccole più rigide. In più, gli ammortizzatori a smorzamento variabile (a richiesta) hanno tre livelli di taratura anziché i due della Classe A. I freni anteriori si pregiano di dischi ventilati e forati da 350 mm di diametro e di pinze fisse a quattro pistoncini con fissaggio radiale, mentre al posteriore ci sono dei 330 mm con pinze flottanti.

Turbo più efficiente. Il propulsore è dotato di un turbo twin scroll, per ottimizzare lo sfruttamento delle pulsazioni dei gas di scarico provenienti dai singoli cilindri, mentre la gestione della trazione integrale tiene conto non solo dello slittamento delle ruote motrici ma anche di numerosi altri parametri, in modo da gestire al meglio il comportamento stradale. Per lo stesso motivo, nelle curve affrontate velocemente viene frenata leggermente la ruota posteriore interna, per aumentare la rapidità dinserimento.

 

Assistente di pista. Nellabitacolo spicca il volante sportivo, che può essere dotato, a richiesta, di due selettori con display incorporato piazzati sotto le razze, utili per gestire le modalità di guida e altre funzioni personalizzabili a piacere senza staccare le mani dalla corona. La strumentazione, poi, dispone di visualizzazioni dedicate, diverse da quelle della Classe A: a richiesta si può dotare il sistema Mbux dellAmg Track Pace. La Casa lo definisce "un assistente di pista virtuale": nella guida in circuito, l'optional è in grado di registrare più di 80 parametri e consente di visualizzare i tempi parziali e quelli sul giro, evidenziando le differenze in verde (se si è più veloci) o in rosso nel caso si sia stati più lenti. Oltre a ciò, vengono memorizzati i risultati dei classici test di accelerazione e frenata. Questa sorta di telemetria può essere scaricata e analizzata su un PC. Non solo: in memoria sono già disponibili alcuni circuiti, ma è possibile registrare qualsiasi tracciato percorrendolo e attivando la memorizzazione dei dati.

Va forte ma non sembra. Ma come va questa AMG? Preciso subito che ho provato la vettura sulle strade attorno a Palma di Maiorca e non in pista, comunque una cosa è certa: la macchina va forte, e parecchio, ma se non si tiene docchio il tachimetro si resta un po' delusi perché sembra di andare molto più piano. E sì che nella modalità Sport e, soprattutto, Sport+ il motore si sente forte e chiaro, grazie alla valvola che apre la linea di scarico, e quando si scala con le levette al volante la gestione elettronica non mancano gli scoppiettii. Per fortuna, lassetto e i freni sono allaltezza della situazione: peraltro, grazie agli ammortizzatori a smorzamento variabile, il confort di marcia nellimpostazione più morbida è persino ragionevole. Lo sterzo, poi, è preciso ma non è così diretto come ci si potrebbe aspettare da unauto con tutti questi cavalli e questo carattere. Insomma, anche se è sviluppata e vitaminizzata ad Affalterbach, la AMG A35 4Matic ha sempre il Dna Mercedes.

 

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Anfia - Paolo Scudieri è il nuovo presidente

4 Ruote - Dic 04,2018

Il nuovo presidente dell'Anfia, Associazione nazionale filiera industria automobilistica, sarà Paolo Scudieri, numero uno Adler Pelzer Group, gruppo manifatturiero italiano leader internazionale nella progettazione, nello sviluppo e nella produzione di componentistica automotive

Le sfide del futuro. Scudieri è stato eletto quest'oggi dagli stati generali della stessa Anfia, durante l'Assemblea generale che si è svolta al Grand Hotel Plaza di Roma. Il nuovo dirigente succede ad Aurelio Nervo e guiderà lassociazione nel triennio 2019-2021. Tra le sfide principali, la valorizzazione del ruolo centrale dellindustria e limplementazione delle nuove tecnologie per la mobilità.

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Francia - Il governo congela l'aumento dei prezzi

4 Ruote - Dic 04,2018

Il governo francese sospenderà per sei mesi l'aumento delle tasse sul carburante che sarebbe dovuto scattare dal primo gennaio 2019 e che ha scatenato le proteste in tutta la Francia, dei cosiddetti "gilet gialli", degenerata sabato scorso in vera guerriglia urbana. Lo ha dichiarato il primo ministro douard Philippe in un discorso in tv alla nazione, annunciando che allo stesso tempo saranno congelati anche i rincari di elettricità e gas nonché l'irrigidimento dei controlli sulle emissioni delle auto. Sei mesi di "tregua fiscale", insomma, che permetteranno anche di avviare una grande concertazione nazionale. 

Il tempo del dialogo. " arrivato il tempo del dialogo", ha dichiarato ancora Philippe, che ha rivolto un appella alla calma e al "ritorno alla normalità". "Sono convinto che quando metti dei francesi di buona volontà intorno a un tavolo si possono trovare delle soluzioni. quello che vi propongo di fare". "Nessuna tassa merita di mettere in pericolo l'unità della nazione. Bisognerebbe essere sordi per non sentire la collera dei francesi", ha sottolineato ancora il premier, facendo riferimento alle proteste contro il caro vita delle ultime settimane. 

Vivere con dignità del proprio lavoro. La rabbia che si è scatenata nelle strade, secondo Philippe, "nasce da una profonda ingiustizia: di non esser in grado di vivere con dignità del proprio lavoro". Le future manifestazioni, ha poi sollecitato, dovrebbero essere dichiarate in anticipo e "svolgersi in modo calmo". "Queste decisioni, immediate, devono riportare la calma e la serenità nel Paese", ha concluso il premier.

Pugno duro contro i violenti. Se da un lato il primo ministro tende la mano ai manifestanti, dall'altra appare molto duro e risoluto nei confronti dei "gilet gialli", in particolare delle frange più estreme.  "Il governo - ha precisato Philippe - non accetta le violenze contro le forze dell'ordine, i monumenti nazionali, gli edifici pubblici, i negozi. Voglio dire nel modo più chiaro che gli autori di questi atti sono ricercati e saranno puniti".

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Porsche Carrera Cup Italia - Premiati a Roma i vincitori della stagione 2018

4 Ruote - Dic 04,2018

Si è chiusa con la Carrera Cup Night la stagione 2018 della Porsche Carrera Cup Italia, il campionato monomarca che negli anni ha fatto da trampolino di lancio a piloti del calibro di Matteo Cairoli (che ha corso già due volte alla 24 Ore di Le Mans in categoria GTE-AM). Tra gli ospiti intervenuti alla serata, anche l'attore Patrick Dempsey, in veste di pilota e team owner in partnership con Proton Competition (con il suo team ha vinto sulla Porsche 911 RSR la classe GTE Am lo scorso giugno alla 24 Ore di Le Mans).

I vincitori del 2018. Il direttore generale della Porsche Italia, Pietro Innocenti, ha premiato il 22enne pilota bresciano Gianmarco Quaresmini, campione assoluto con Dinamic Motorsport Centro Porsche Brescia, e i gentlemen driver Bashar Mardini (GDL Racing) e Vincenzo Montalbano (Ghinzani Arco Motorsport), vincitori rispettivamente di Michelin Cup e Silver Cup. Quaresmini è stato raggiunto sul palco da Alessio Rovera (Tsunami RT-Centro Porsche Padova) e da Diego Bertonelli (Dinamic Motorsport-Centro Porsche Bologna), che hanno completato il podio generale della Carrera Cup Italia 2018. Nella classifica riservata ai team, il riconoscimento per Dinamic Motorsport è stato consegnato al team manager Giuliano Bottazzi.

Tra giovani talenti e dirette Tv. "Siamo molto soddisfatti per come è andata questa stagione - ha spiegato Innocenti - Non solo per i numeri da record, i riconoscimenti allo Scholarship Programme dedicato ai giovani e per lo spettacolo offerto, ma anche perché la Carrera Cup Italia si è confermata come una piattaforma di comunicazione e incontro molto efficace, capace di coinvolgere sia i Centri Porsche con un numero crescente di partner e sponsor, sia le nuove generazioni, con iniziative come l'eSport e il talent televisivo Race for Real. Grazie a queste iniziative e alle dirette su Italia 1 e Italia 2 abbiamo raggiunto uno share del 2,3%, ben superiore a quelli ottenuti in passato. La sfida è migliorare ancora nella prossima stagione".

 

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Scout Speed - Tutto quello che bisogna sapere sullautovelox "invisibile"

4 Ruote - Dic 04,2018

Scout Speed. Da qualche giorno, tra gli automobilisti, non si parla daltro. bastata la notizia che dai 32 attualmente utilizzati in Italia si stia per passare a 38 che la psicosi degli "autovelox invisibili" dilagasse, come spesso accade, a macchia dolio sul web. Eppure, di Scout Speed si parla dal 2012, da quando il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti approvò lapparecchio prodotto dalla Sintel Italia, la stessa azienda che allinizio degli anni 2000 aveva lanciato il primo strumento per la rilevazione della velocità in modalità dinamica, il Provida. A preoccupare il popolo degli automobilisti non è tanto lo strumento in sé, quanto il fatto che lo Scout Speed sfugge allobbligo di presegnalazione introdotto nel 2007 dallallora ministro Alessandro Bianchi. E, quindi, sarebbe, appunto, "invisibile" (ma la cosa, in realtà, è piuttosto controversa, come vedremo più avanti). Non solo. Si dibatte anche sullattendibilità di uno strumento che può essere usato, come nella maggior parte dei casi accade, in modalità dinamica, cioè su unauto di servizio in movimento. Quale attendibilità può avere, ci si chiede, un apparecchio in movimento che rileva un veicolo a sua volta in movimento? Ecco, dunque, tutto quello che cè da sapere sullo Scout Speed, con la precisazione che lo strumento è stato perfezionato nel corso degli anni (2013, 2014 e 2016) con ladozione di telecamere più performanti.

Uso in modalità dinamica. Nel 2012, lo Scout Speed fu sottoposto per approvazione al Consiglio superiore dei Lavori Pubblici, il quale ritenne necessario approfondire proprio la "modalità movimento": in particolare, vennero richieste "ulteriori prove da parte di un laboratorio finalizzate a rilevare istantaneamente, con un efficace sistema di comparazione, anche la velocità del veicolo di controllo, in modo da poter scorporare lerrore di misura derivante dal possibile errato apprezzamento della velocità del veicolo di controllo misurata con il radar, e ad eseguire prove su strada in modo da poter valutare laccuratezza della misura nelle possibili condizioni reali". La Sintel fu velocissima, sia nelleseguire le prove su strada sia nel far eseguire a un laboratorio specializzato i test richiesti dal massimo organo tecnico consultivo del Mit. Tantè che nel giro di 20 giorni, "considerato che la documentazione trasmessa soddisfa quanto richiesto", il dispositivo fu approvato anche per la modalità dinamica. Alla faccia di chi dice che in Italia la burocrazia ha tempi lunghi

Presegnalazione e visibilità.  la questione più controversa. Tutto iniziò nel 2007, quando lallora ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Alessandro Bianchi introdusse, per decreto-legge, alcune modifiche al Codice della strada. Tra queste, il comma 6 bis dellarticolo 142 sui limiti di velocità: "Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all'impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi, conformemente alle norme stabilite nel regolamento di esecuzione del presente Codice. Le modalità di impiego sono stabilite con decreto del ministro dei Trasporti, di concerto con il ministro dell'Interno". Nelle more dellapprovazione del decreto-legge, lo stesso ministro Bianchi firmò, il 15 agosto 2007, un decreto ministeriale in cui stabilì che le norme sulla presegnalazione delle apparecchiature "non si applicano per i dispositivi di rilevamento della velocità installati a bordo di veicoli per la misura della velocità in maniera dinamica, ovvero a inseguimento". Il tutto, dopo aver ricordato che la norma da poco introdotta "si riferisce esclusivamente alle postazioni di controllo per il rilevamento della velocità stazionate lungo la rete stradale, e quindi le disposizioni inerenti non si applicano per i dispositivi di rilevamento mobili destinati a misurare in maniera dinamica la velocità". Tutto chiaro? Mica tanto. Secondo alcuni (e anche secondo Quattroruote) la norma generale non si riferisce solo alle postazioni che stazionano lungo la rete: non cè scritto da nessuna parte. E, comunque, un decreto ministeriale non può derogare alla legge. Secondo altri, invece, laddove la norma generale afferma che "le modalità di impiego sono stabilite con decreto ministeriale", ci si riferisce non solo allutilizzo delle apparecchiature, ma anche alla segnaletica e, quindi, lesenzione prevista dal decreto ministeriale sarebbe pienamente legittima. Da notare che anche la cosiddetta direttiva Minniti, dal nome dellallora ministro dellInterno che la firmò il 21 luglio 2017, conferma che la norma sulla segnalazione e sulla visibilità delle postazioni di controllo "non si applica per l'utilizzo dei dispositivi di rilevamento della velocità mobili (installati a bordo di veicoli) per la misura della velocità in modalità dinamica, vale a dire in movimento, in coerenza anche con quanto previsto dall'art. 3 del più volte richiamato DM 15 agosto 2007".

Contestazione immediata della violazione. Come detto, essendo installati a bordo delle auto, gli Scout Speed sono sempre utilizzati con la presenza e sotto il diretto controllo dell'agente di polizia. E consentono, meglio della maggior parte degli apparecchi tradizionali, la contestazione immediata della violazione. Peccato che quasi sempre gli agenti si avvalgano, nella motivazione che giustifica la mancata contestazione immediata, della norma che consente di derogare a questo principio (quando il veicolo è a distanza dal posto di accertamento o non può essere fermato "in tempo utile o nei modi regolamentari"). Anche quando, in realtà, la violazione potrebbe essere tranquillamente contestata sul posto. lItalia, bellezza.

Come può essere usato. Come detto, lo Scout Speed è installato a bordo del veicolo. Può operare sia con la pattuglia in movimento sia con lauto ferma. Rileva la velocità in entrambe le direzioni, fino a tre corsie e fino a una velocità di 270 km/h. In tutto, dunque, sono possibili quattro modalità di utilizzo: pattuglia ferma e veicolo target in allontanamento; pattuglia ferma e veicolo target in avvicinamento; pattuglia in movimento e veicolo target in allontanamento; pattuglia in movimento e veicolo target in avvicinamento.

Come funziona. Lapparecchio, oltre che di radar e telecamera, è dotato di un illuminatore allinfrarosso che ne consente lutilizzo in qualsiasi condizione ambientale, sia di giorno sia di notte. La velocità è rilevata dal radar utilizzando il cosiddetto effetto Doppler: in pratica, il radar trasmette energia in radiofrequenza a 34,7 GHz, riceve quella riflessa dal veicolo nel "mirino" e invia il risultato della differenza di frequenza al computer. Quest'ultimo è in grado di calcolare la velocità del veicolo in funzione della velocità dellauto su cui si trova lapparecchio. Per ogni violazione vengono memorizzate data, ora, posizione Gps, velocità rilevata, limite di velocità e modalità di funzionamento, oltre che il codice di identificazione dellapparecchio, la targa dellauto su cui è installato, la denominazione dellente accertatore e i nomi degli operatori.

Cosa può fare. Lo Scout Speed ha una capacità di archiviazione di 10 mila fotogrammi (fino a 5 foto per ogni accertamento, quindi non meno di 2 mila violazioni). dotato di un sistema di riconoscimento ottico della targa che permette, mediante collegamento alle relative banche dati dei ministeri delle Infrastrutture e dellInterno, di rilevare in tempo reale sia la mancata copertura assicurativa sia la violazione dellobbligo di revisione, ma anche leventuale fermo amministrativo o la presenza del veicolo nella banca dati di quelli rubati.

Taratura annuale. Come tutte le apparecchiature per il controllo della velocità, anche lo Scout Speed dev'essere sottoposto almeno una volta all'anno a verifica di taratura in un laboratorio specializzato e accreditato. Questa informazione deve essere riportata nel verbale di violazione.

Ripresa frontale. Chissà perché in Italia dev'essere garantita la riservatezza degli occupanti del veicolo in caso di accertamento della violazione con un'apparecchiatura ad hoc. Nel caso dello Scout Speed tale clausola è garantita anche nel caso di ripresa frontale in quanto lo strumento opera con un illuminatore IR e con un filtro sulla telecamera che non permette il passaggio di frequenze diverse dalla luce infrarossa e che, quindi, oscura, di fatto, il parabrezza. In ogni caso, se per caso dalle risultanze fotografiche dovessero apparire soggetti non coinvolti nell'accertamento dell'inrazione (per esempio pedoni, ciclisti o motociclisti) il comando di polizia, in caso di accesso agli atti, dovrà provvedere a oscurare le parti di fotogramma coinvolte, diciamo così.

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Formula E - Attack Mode: ecco come funziona

4 Ruote - Dic 04,2018

Il campionato di Formula E sta per cominciare: il prossimo 15 dicembre, in Arabia Saudita, scatterà il semaforo verde per la stagione 2018/2019. Ci apprestiamo a vivere una stagione rivoluzionaria, la quinta nella storia della categoria, che apre di fatto una nuova era delle corse con monoposto elettriche. Tante le novità, tra cui anche la nuovissima Attack Mode, un sistema che favorisce ulteriormente i sorpassi.

Ispirato a Mario Kart. Gli organizzatori hanno svelato il funzionamento della nuova area Attack Mode che permetterà ai piloti di disporre di una potenza ulteriore di 225 kW sulle loro monoposto per un periodo limitato di tempo, per sopravanzare gli avversari. Per averla, il pilota dovrà premere lapposito pulsante sul volante, passare attraverso una zona dattivazione fuori traiettoria e poi, da quel momento, potrà disporre di maggiore potenza. Esattamente come succede nel famoso videogame Super Mario Kart, si perderà un po di tempo andando fuori traiettoria, ma si guadagnerà una potenza extra per attaccare il proprio avversario subito dopo. I dettagli verranno rilasciati solo pochi giorni prima dellinizio della gara, in modo che le squadre non possano simulare le modalità per sfruttare al meglio questa novità.

Realtà aumentata per i telespettatori. Chi seguirà la Formula E in tv riconoscerà la zona d'attivazione attraverso delle frecce simulate sulla traiettoria d'attivazione. I piloti che sfrutteranno la nuova zona d'attacco e avranno la potenza aggiuntiva a spingerli, saranno riconoscibili dalle luci blu a LED che si accenderanno sullhalo, altra novità di questa stagione. Le stesse luci diventeranno di color magenta se il pilota utilizza il fanboost, che rimane la modalità con cui i tifosi possono premiare i propri piloti preferiti tramite i social.

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Renault - Ez-Ultimo, lauto robot diventa oggetto di lusso - VIDEO

4 Ruote - Dic 04,2018

E con questa sono tre: dopo la Ez-Go presentata a Ginevra lo scorso marzo e la recentissima Ez-Pro dell'esposizione dei veicoli commerciali di Hannover, è il turno di unulteriore proposta a guida autonoma, elettrica e condivisa della Renault. La Ez-Ultimo che fa il suo debutto al Salone di Parigi incarna il volto premium della mobilità urbana del futuro. Quella in cui, nelle intenzioni del costruttore, lutile dellessere trasportati trova finalmente il punto dincontro con il dilettevole.

 

Per chi è pensata. La Ez-Ultimo è concepita per andare incontro alle esigenze di clienti come gli hotel a cinque stelle o le compagnie aeree (per i passeggeri di business class) da un lato, e dallaltro a quelle degli operatori di ride hailing interessati a fornire un servizio più prestigioso e confortevole a una particolare fetta di clientela. Ai privati, in ogni caso, non è preclusa la possibilità di accedere ai servizi di questo noleggio senza conducente di fascia alta.

Naturalmente elettrica... Il prototipo presentato al Salone di Parigi è spinto da un unico motore elettrico montato allasse anteriore e alimentato da un pacco batterie posto sotto il pianale, a sua volta ricaricabile con tecnologia wireless. Tutte le quattro ruote, coperte per ragioni insieme estetiche e aerodinamiche, hanno funzione sterzante.

...e autonoma. Dotata di tecnologia autonoma di livello 4, la Ez-Ultimo è una concept priva di posto guida in grado di gestire senza intervento umano situazioni di traffico anche cittadino sulla base delle informazioni raccolte da radar, lidar, telecamere e ultrasuoni, e poi elaborate dallintelligenza artificiale.

Abitacolo per tre. Come è stato per le due precedenti concept car della "collezione 2018", anche sulla Ez-Ultimo il design può spiazzare chi è abituato a ragionare secondo i canoni estetici delle automobili tradizionali. Concepita attorno a un abitacolo per tre occupanti (uno rivolto allindietro, gli altri due di fronte, nel senso di marcia), questa vettura offre ai passeggeri una privacy pressoché assoluta, rendendoli praticamente invisibili dallesterno, grazie al trattamento delle superfici trasparenti, ma consentendo loro al contempo di osservare al di fuori.

Finiture da ammiraglia. Siamo in sostanza agli antipodi di un robotaxi per decine di occupanti, con le sue forme squadrate e le sue ampie vetrature: lunga 5,70 metri, alta appena 1,35 e con un passo esagerato (3,88 metri), la Ez-Ultimo ha laspetto di una futuristica limousine bicolore (champagne e nero con pigmenti di verde) con interni rivestiti di legno, pelle e velluto bicolore e marmo di Saint Laurent des Pyrénées.

Anche linfotainment è premium e tech. La Ez-Ultimo si prenota e apre tramite unapp dedicata, che permette di inserire il percorso desiderato e sbloccare il veicolo, aprendo contemporaneamente la grande portiera laterale e il tetto panoramico, che schiude così un ampio accesso agli interni. Qui, trova posto un sistema di infotainment online che offre possibilità "premium" in linea con lo spirito del veicolo: dai film in anteprima agli spettacoli in realtà aumentata, in un suggestivo contrasto con gli stimoli rétro del design, che omaggia la Parigi dellera Haussmann.

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Fiat 500 elettrica - Parte la riorganizzazione a Mirafiori

4 Ruote - Dic 04,2018

Il gruppo FCA ha annunciato una manovra di riorganizzazione che porterà la fabbrica di Mirafiori ad accogliere le linee produttive della nuova Fiat 500 elettrica. La piccola torinese a zero emissioni sarà uno dei modelli chiave del nuovo piano d'elettrificazione del gruppo italoamericano che, entro il 2021, investirà oltre cinque miliardi di euro in Italia per il lancio di 12 nuovi modelli ibridi o a batteria, come annunciato dallo stesso chief operating officer dell'area Emea Pietro Gorlier.

Nessun licenziamento. Per consentire ai tecnici di allestire le nuove linee di montaggio, il gruppo istituirà un anno di cassa integrazione straordinaria che, dal 31 dicembre 2018 al 29 dicembre 2019, coinvolgerà, a rotazione, tutti i 2.445 operai della fabbrica e 800 lavoratori della fabbrica Maserati di Grugliasco che saranno ricollocati proprio a Mirafiori. Duranti i dodici mesi, oltre a preparare il nuovo stabilimento, la Fiat formerà anche i propri dipendenti, preparandoli per l'avvio della produzione della nuova 500 elettrica.

I commenti dei sindacati. "Siamo in piena linearità di un percorso che è finalizzato, con nuovi modelli, a rilanciare Mirafiori evitando licenziamenti - ha dichiarato in una nota ufficiale la Fim-Cisl di Torino - Confermando la produzione della Maserati Levante, gli investimenti riguarderanno tutte le aree: lastratura, verniciatura, montaggio, logistica, RG Premium Center e l'Unità sottogruppi lamiera con l'obiettivo di consentire l'industrializzazione e la produzione della 500 elettrica". I rappresentanti sindacali, inoltre, ritengono che dopo la piccola emissioni zero Mirafiori avrà tutte le carte in regola per produrre anche altri modelli del gruppo. "Si tratta di un provvedimento per certi aspetti obbligato, perché nei due impianti torinesi gli ammortizzatori sociali sono in esaurimento, ma che sarà utilizzato per lavvio produttivo della 500 elettrica", specifica la Uilm di Torino. "Il modello, secondo quanto dichiarato dallazienda, consentirà di raggiungere lobiettivo della piena occupazione nel Polo torinese".

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Chevrolet<br> - Svelato negli Usa il Silverado HD

4 Ruote - Dic 04,2018

La Chevrolet ha svelato le prime immagini del Silverado HD, il modello di punta della gamma dei truck dedicati al mercato americano. Il lancio è previsto all'inizio del 2019 per avviare poi la commercializzazione nella seconda parte dell'anno, quando prenderà già la denominazione di Model Year 2020, come da abituale consuetudine statunitense.

Solo il tetto in comune con il Silverado 1500. Dopo aver totalmente rinnovato il fratello minore Silverado, la Chevrolet si rivolge ai clienti in cerca di un prodotto heavy-duty, chiamato a rinnovare una tradizione nel segmento con tecnologie e soluzioni dedicate. L'unico elemento esterno in comune con il Silverado 1500 è il tetto, mentre gli interni sfruttano diverse sinergie. Dal punto di vista stilistico troviamo una nuova impostazione del frontale con una griglia verticale divisa dal logo Chevrolet, che rinuncia al cravattino per delle lettere maiuscole di grandi dimensioni. I gruppi ottici anteriori sono verticali e spostati verso il basso, mentre le luci diurne e gli indicatori di direzione si trovano nella parte superiore, immediatamente sotto al cofano.

Il diesel da oltre 1.200 Nm. I clienti potranno scegliere il Silverado HD Model Year 2020 in due diverse motorizzazioni: il diesel V8 Duramax da ben 1.234 Nm, abbinato al cambio automatico Allison dieci marce, e un benzina a iniezione diretta con cambio automatico sei rapporti, del quale la Casa non ha ancora diramato le caratteristiche. Visto l'utilizzo previsto per questa tipologia di veicolo la Chevrolet ha dato massima priorità alla capacità di carico e di traino, ma per il momento non sono stati svelati i dettagli e le soluzioni tecniche previste in merito. Le prime foto ufficiali mostrano la versione dotata del pacchetto Z71, che per la Chevrolet identifica l'allestimento votato alla guida in off-road e quindi con finiture e accessori specifici: anche in questo caso per il momento non esistono dettagli sulle dotazioni.

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Ssangyong Rexton - Con la DKR è pronta per la Dakar 2019

4 Ruote - Dic 04,2018

La Ssangyong parteciperà alla Dakar 2019 con il nuovo prototipo Rexton DKR, proseguendo l'esperienza del 2018 con la prececente Tivoli DKR. Il nuovo veicolo da competizione, sviluppato dalla Ssangyong Motorsport con sede in Spagna, sarà portata in gara dallo stesso equipaggio dell'anno scorso, composto da scar Fuertes e Diego Vallejo.

450 CV e quasi 200 km/h. La Rexton DKR rientra nella categoria TI-3, che include solo veicoli a due ruote motrici. Il propulsore è un V8 benzina da 450 CV montato in posizione centrale, abbinato al cambio sequenziale Sadev e al differenziale Torsen. I pneumatici Yokohama da competizione sono installati su cerchi da 17" Raceline, mentre tra le altre caratteristiche tecniche spiccano gli ammortizzatori King e l'impianto frenante AP. La massa totale con tutti gli equipaggiamenti a bordo è inferiore ai 1.900 kg e la Rexton DKR è capace di toccare i 195 km/h, con un tempo di 4,4 secondi per raggiungere i 100 km/h da fermo.

 

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Uber Taxi - Il nuovo servizio via app prende il via a Torino

4 Ruote - Dic 04,2018

Torino fa da apripista a Uber Taxi, il nuovo servizio di prenotazione tramite app che parte quest'oggi in via sperimentale nella città della Mole. Già attivo in altre località europee (Berlino, Düsseldorf, Atene, Dublino e Istanbul), secondo le intenzioni di Uber sarà poi esteso anche ad altri grossi centri italiani. La piattaforma si aggiunge alle altre quelle già esistenti, tra le quali la torinese WeTax.

Comodità e sicurezza. Per i clienti rappresenta un modo pratico e veloce per cercare un taxi direttamente dal proprio smartphone, con la certezza di avvalersi di professionisti (non di conducenti occasionali come Uber Pop) e con numerose garanzie: si riceveranno informazioni sul tassista (foto, licenza di guida, feedback degli altri utenti), si potrà dividere la corsa e il costo con altri passeggeri, visualizzare il percorso, pagare tramite carta di credito o PayPal e addirittura lasciare una mancia. Inoltre, tramite l'applicazione sarà possibile comunicare telefonicamente o via chat con l'autista in maniera totalmente anonima. Chi avrà necessità di ricevute per farsi rimborsare viaggi di lavoro potrà farlo attivando un secondo profilo business. Le tariffe saranno le stesse applicate dalle cooperative dei tassisti.

Vantaggi anche per i tassisti. Ma Uber Taxi offre numerosi vantaggi anche ai tassisti, che hanno la possibilità di aumentare i ricavi riducendo i tempi morti usufruendo di unassicurazione con Axa che copre incidenti, maternità, paternità e infortuni anche fuori dal lavoro. Grazie a un accordo con il comune di Torino, tutti i mezzi saranno equipaggiati con un seggiolino per bambini. L'adesione al programma è gratuita per i driver, è previsto solo il versamento di una quota pari al 7% del costo di ogni corsa come service fee, che si potrà pagare al termine di ogni giornata lavorativa. Con lo sbarco a Torino, Uber introduce alcune novità lanciate ad aprile nel resto del mondo, tra le quali il Safety Center, un pacchetto per garantire la sicurezza del passeggero, e il "panic button", un pulsante che collega il tassista direttamente al numero per le emergenze 112 e ad alcuni contatti predeferiti. 

"Città più pulite e smart". "Siamo molto felici di lanciare Uber Taxi per la prima volta in Italia proprio qui a Torino", ha dichiarato Yuri Fernandez, responsabile Sud Ovest Europa per Uber. "Vogliamo essere partner di lungo periodo per l'Italia e le sue città. Il lancio di oggi è solo un primo passo per costruire città più pulite e smart, lavorando insieme a tutti coloro che contribuiscono a definire la mobilità urbana, a partire dai taxi". Le vetture disponibili inizialmente sono solo "qualche dozzina", come spiegano da Uber, con la strategia di procedere a piccoli passi, cercando la collaborazione delle istituzioni e dei professionisti. 

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Audi - 14 miliardi di euro per elettriche e guida autonoma

4 Ruote - Dic 04,2018

tra il 2019 e il 2023, l'Audi spenderà 14 miliardi di euro per sostenere i progetti nei campi della mobilità elettrica, della guida autonoma e della digitalizzazione. Gli investimenti rientrano in un programma più ampio, per un valore complessivo pari a 40 miliardi.

20 modelli elettrificati entro il 2025. Con l'iniezione di risorse, Ingolstadt vuole adeguare le attività del gruppo ai mutamenti del mercato e della domanda, sostenendo soprattutto il segmento delle auto elettriche. Su questo fronte, la Casa ha confermato tutti i progetti e il lancio di numerosi modelli con motorizzazioni alternative, a partire dalla Suv elettrica e-tron presentata a settembre e destinata ad arrivare sul mercato entro la fine dell'anno. Per il 2025, la gamma comprenderà una ventina di modelli elettrificati, di cui la metà a emissioni zero.   

I programmi con Porsche e Volkswagen. L'Audi sta portando avanti anche altri progetti legati alla mobilità del futuro, come le piattaforme digitali dedicate a tutti i modelli, agli impianti e l'espansione dell'offerta di nuovi servizi. Un occhio di riguardo, però, è riservato alle partnership con le consociate Porsche e Volkswagen: con la Casa di Zuffenhausen, la collaborazione verte sullo sviluppo di un'architettura premium per l'elettrificazione, denominata Ppe e destinata a modelli di grandi dimensioni, mentre l'intesa con Wolfsburg riguarda lormai nota piattaforma elettrica modulare MEB per lo sviluppo trasversale dei modelli alla spina di tutti i marchi del gruppo.  

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Auto elettriche - Trump punta a cancellare gli incentivi

4 Ruote - Dic 04,2018

L'amministrazione Trump intende porre fine a tutte le sovvenzioni e agli incentivi per le auto elettriche. A comunicarlo è stato il consigliere economico della Casa Bianca Larry Kudlow, che ha ribadito come gran parte delle sovvenzioni economiche stabilite dal governo Obama siano attualmente in fase di discussione e, pertanto, potenzialmente a rischio di cancellazione.

Scontro con la Camera. "Per quanto riguarda la nostra politica, vogliamo porre fine a tutti questi sussidi", ha affermato Kudlow, citato dalla Reuters. "A proposito, stiamo per rimuovere gli altri incentivi che sono stati introdotti durante l'amministrazione Obama, sia per le energie rinnovabili sia per altri ambiti". Il consigliere economico si riferisce principalmente alle sovvenzioni, variabili da 2.500 a 7.500 dollari (2.196 - 6.587 euro), per l'acquisto di automobili ibride plug-in o elettriche, senza tuttavia specificare le tempistiche della rimozione: "Tutto finirà in un prossimo futuro, non sappiamo ancora se nel 2020 o nel 2021". La Casa Bianca, tuttavia, non può prendere unilateralmente decisioni di questo tipo: quando a gennaio i democratici prenderanno il controllo della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, difficilmente accetteranno di eliminare gli incentivi green.

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Mercedes-AMG GLE 53 - Nuovi collaudi per la Coupé ibrida

4 Ruote - Dic 04,2018

La Mercedes-Benz GLE è già stata presentata e abbiamo avuto la possibilità di provarla su strada in anteprima in attesa del debutto della variante coupé. Il suo sviluppo procede da tempo e le foto spia odierne permettono di dare uno sguardo più da vicino a una delle versioni griffate AMG.

Proporzioni familiari, dettagli sportivi. Le forme della GLE Coupé di seconda generazione sono facilmente intuibili sotto le pellicole: la coda rimane slanciata con un accenno di terzo volume come sulla serie uscente, mentre il frontale riprende il look della nuova GLE appena presentata. Al di là dei gruppi ottici Led in gran parte già visibili, sono i dettagli a fare la differenza: passaruota aggiuntivi, cerchi di lega con pneumatici extralarge e terminali di scarico a quattro uscite integrati nel diffusore posteriore sono simboli piuttosto evidenti dello zampino dei tecnici di Affalterbach.

Quattro scarichi per l'ibrida. La deduzione più logica è che la vettura in questione sia una Mercedes-AMG GLE 53 Coupé, che dietro una sigla non proprio cortissima nasconde il propulsore sei cilindri in linea 3.0 turbo elettrificato con tecnologia EQ Boost. A sostenere questa tesi sono proprio gli scarichi rotondi, già utilizzati per le altre 53 già presentate e diversi rispetto a quelli squadrati riservati alle V8 della famiglia 63. Il sei cilindri sulla cugina Classe E eroga 435 CV e 520 Nm di coppia, ai quali si aggiungono i 22 CV e 250 Nm del motore elettrico integrato nel cambio per una potenza complessiva di 457 CV e 770 Nm.

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