Mercedes AMG GT R - La safety car della Formula 1 svela la nuova livrea

4 Ruote - Lug 03,2020

La Formula 1 riaccende i motori questo weekend in Austria dopo la pausa forzata dovuta alla pandemia e, con il ritorno delle monoposto, viene presentata anche la nuova livrea della safety car fornita dalla Mercedes-AMG. La GT R da 585 CV, modificata appositamente per questo scopo rispetto al modello di serie, è stata infatti aggiornata applicando le grafiche "WeRaceAsOne".

I loghi dell'arcobaleno anche sulle monoposto. Sulla carrozzeria argento sono ora presenti i simboli dell'arcobaleno che contraddistinguono la campagna di sensibilizzazione contro il razzismo. Gli stessi emblemi, insieme all'hashtag ufficiale #WeRaceAsOne, saranno presenti su tutte le monoposto. Sulla safety car appaiono anche gli hashtag #PurposeDriven e #DriveSafe, legati a iniziative volute dalla FIA per la sicurezza sulle strade.

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Volkswagen Golf 8 - La variante da corsa GTC in pista in Sudafrica

4 Ruote - Lug 03,2020

La versione WTCR della Golf 8 non è stata ancora svelata, ma la filiale sudafricana della Volkswagen ha comunque già sviluppato una variante da competizione del modello, seppur destinata al campionato locale Global Touring Cars (GTC) che si corre dal 2016. La Golf 8 GTC sostituirà in pista la precedente Jetta GTC, campionessa uscente della serie, e scenderà in pista prima del lancio ufficiale del modello di serie sul mercato locale, previsto nel 2021.

Basata sulla GTI. La base è quella della nuova Golf GTI da 245 CV, come si nota dalla mascherina e dalle prese d'aria frontali, ma il regolamento ha permesso alla Casa di intervenire in maniera decisa sul piano aerodinamico. I dati tecnici non sono ancora disponibili, ma è molto probabile che anche il peso complessivo della vettura sia stato ampiamente ridotto, svuotando gli interni e adottando componenti alleggeriti per la carrozzeria.

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Seat Summer Arena - Un nuovo drive-in nella città di Bergamo

4 Ruote - Lug 03,2020

Cinema e beneficenza ai tempi del distanziamento sociale. A Bergamo, uno dei luoghi più colpiti dallemergenza coronavirus, verrà inaugurato la prossima settimana un nuovo drive-in da 130 posti. Liniziativa, nata da una collaborazione tra il Comune lombardo e la Seat, è destinata a sostenere Aiuto Donna: all'associazione, che supporta le donne vittime di molestie e maltrattamenti, verranno devoluti gli incassi degli spettacoli.

Titoli acclamati. A partire da mercoledì 8 luglio, per venti serate, la Seat Summer Arena proietterà alle ore 21.30 in piazzale Celadina film di recente uscita. La struttura, curata dalla società Sbam, proporrà in cartellone una selezione di titoli effettuata dalla locale multisala Capital, tra i quali non mancheranno pellicole acclamate come "Parasite", "1917", "Joker" e "Cera una volta ad Hollywood". Non solo: in calendario c'è anche il lungometraggio "I miserabili", che sarebbe dovuto arrivare al cinema nelle settimane del lockdown.

Prenotazioni. Il biglietto avrà un costo di 12 euro e si potrà acquistare a partire dal 6 luglio sul sito seatsummerarena.it, che sarà operativo dalle prossime ore. Le vetture e gli spettatori potranno disporsi davanti allo schermo da 90 metri quadrati a partire dalle ore 20, dal mercoledì al sabato. Laudio verrà trasmesso in FM e sarà quindi ascoltabile in buona qualità allinterno del veicolo. Per chi non potrà o non vorrà arrivare con la propria auto, la Seat metterà a disposizione, senza alcun sovrapprezzo, una piccola flotta di Léon, che verranno sanificate dopo ogni spettacolo.

Non solo a Bergamo. La Seat Summer Arena segue altre strutture analoghe e inaugurate in queste settimane in Lombardia, come il Porsche Drive-In di Monza e quello del Parco Nord di Milano. Inoltre, sempre nel weekend del 4 e 5 luglio, prenderanno il via le proiezioni di due nuovi cinema a quattro ruote nel Lazio: il primo, denominato Sunset Drive In, è ospitato nella suggestiva cornice degli studi di Cinecittà; laltro, che può accogliere fino a 460 vetture e 50 moto sfruttando larea parcheggi del Cineland di Ostia, è il più grande dEuropa ed è intitolato al compianto Paolo Ferrari, una delle più influenti personalità dellindustria cinematografica italiana, nonché fondatore e direttore dello storico Metro Drive-In di Roma.

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Q Talks - Carlos Sainz, una vita tra rally e Dakar

4 Ruote - Lug 02,2020

Due campionati del mondo rally, 26 vittorie in rally mondiali, tre successi alla Dakar al volante di tre auto diverse: una leggenda delle corse, Carlos Sainz Senior. Che, a tutto questo, aggiunge il merito di aver trasmesso il proprio Dna agonistico a Carlos Sainz Junior, pilota della Ferrari di Formula 1 nel 2021 A discutere con lui di rally, raid e molto altro nellappuntamento di oggi alle 18 con il Q Talks sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale YouTube saranno Carlo Cavicchi, già direttore di Quattroruote che ha iniziato la propria carriera giornalistica occupandosi proprio di rally, ed Emilio Deleidi.

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Formula 1 - Sei un vero esperto? Mettiti alla prova col nostro quiz

4 Ruote - Lug 02,2020

La Formula 1 non ha segreti per te? Sai quanti Gran Premi ha vinto Michael Schumacher, qual è il pilota che può fregiarsi di essere lunico vincitore della Triple Crown (Mondiale F.1 o GP di Monaco, 24 Ore di Le Mans, Indy 500), o quali erano le "3 F" della squadra Alfa Romeo del 1950 e 1951? Da domani 3 lugliom potrai metterti alla prova con il nostro quiz, disponibile per tutti gli utenti registrati di Quattroruote.it. E se non dovessi fare l'en plein di risposte corrette, o volessi andare oltre la sfida del test, con Quattroruote di luglio potrai richiedere il dossier sui 70 anni del Circus: un fascicolo essenziale, con cui ripercorrere i cicli che hanno puntellato la storia del Mondiale dal 1950 ai giorni nostri.

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BMW - Android Auto sbarca sui modelli del brand bavarese

4 Ruote - Lug 02,2020

Chi legge con attenzione le prove di Quattroruote sa bene quanto ritenessimo auspicabile la compatibilità con Android Auto sulle BMW, fino a oggi in grado di supportare il solo Apple CarPlay. Ebbene, laggiornamento del mese di luglio al BMW Operating System 7.0, annunciato ieri negli Usa dalla Casa bavarese e disponibile anche over-the-air, colma finalmente questa lacuna.

Un robottino a bordo. Gli utenti del sistema operativo di Mountain View possono ora trovare una naturale integrazione delle funzionalità del proprio smartphone nellinfotainment del costruttore di Monaco, peraltro in modalità wireless. Tra queste, vi è anche lAssistente Google, con cui lautomobilista interagisce con la propria voce per poi vedere i risultati sul widescreen della vettura. Non solo: grazie ad Android Auto è anche possibile vedere le informazioni di navigazione di G-Maps direttamente sul quadro strumenti e sullhead-up display.

Non solo Android. Il nuovo aggiornamento porta in dote ulteriori novità. BMW Maps, per esempio, offre una nuova esperienza di navigazione, che la Casa promette più intuitiva, veloce e accurata, anche grazie al nuovo calcolo del percorso basato sul cloud, che combina i dati storici alle informazioni sul traffico in tempo reale (RTTI). La nuova BMW Digital Key, già annunciata allApple Worldwide Developer Conference, consente poi di trasformare il proprio iPhone in una chiave digitale della vettura.

Un esperto a bordo. Novità anche per il BMW Intelligent Assistant, al quale il nuovo aggiornamento fornisce una veste grafica rinnovata e inedite funzioni. Per esempio, è ora in grado di distinguere la voce del guidatore da quella del passeggero, e può quindi rivolgersi alluno o allaltro. Lautomobilista può inoltre chiedere allesperto virtuale consigli su come guidare in maniera più efficiente, ma anche di attivare le varie modalità di guida disponibili per il proprio veicolo. Non solo: con laiuto dei dati del Gps, lassistente può memorizzare le routine del proprietario, anticipandone i comportamenti. Per esempio, aprendo il finestrino quando la vettura entra in un garage o attivando sulle ibride la modalità full electric quando fa ingresso in un centro urbano.

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Bugatti Chiron Pur Sport - L'onboard dei test al Nürburgring - VIDEO

4 Ruote - Lug 02,2020

Superato l' Inferno verde, il più è fatto. Si avviano alla conclusione i collaudi che precedono il lancio della Bugatti Chiron Pur Sport, variante più estrema della hypercar francese pronta a entrare in produzione in serie limitata: 60 esemplari dal prezzo di circa tre milioni di euro l'uno. In vista dell'inizio della produzione, previsto a Molshiem per la seconda metà dell'anno, la Casa ha messo a dura prova un prototipo lungo i quasi 21 chilometri di curve e saliscendi dell'anello nord del Nürburgring. Clicca sotto per guardare il video onboard.

Anche un po' di misto. I collaudatori della Bugatti hanno ultimato i test di handling e la messa a punto dell'assetto, concentrandosi non solo sulla guida estrema: la Chiron Pur Sport ha infatti sconfinato dal perimetro del circuito per solcare le strade collinari circostanti e trovare il fine tuning definitivo anche nella guida stradale.

Le caratteristiche di questa serie limitata. Tuttavia, la ricerca del limite nelle prestazioni resta la quintessenza di questa versione della hypercar di Molsheim: che è più leggera (-50 chili), ha un'aerodinamica ottimizzata, un alettone fisso largo 1,9 metri, un look più aggressivo e pneumatici Michelin Sport Cup 2 R 285/30 20" e 355/25 21" di serie. L'assetto prevede inoltre molle più rigide e, al volante, il guidatore può scegliere la modalità Sport+, che modifica l'intervento del controllo di trazione permettendo di far sovrasterzare la vettura anche alle alte velocità in pista. Il W16 8.0 biturbo da 1.500 CV e 1.600 Nm, invece, non ha subito modifiche se non quelle relative all'impianto di scarico. Ma, in base alle informazioni sinora diffuse, il cambio adotta rapporti più corti del 15% e il regime massimo del motore sale qui a 6.900 giri/min.

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Tesla - Consegne oltre le attese, arginato l'effetto lockdown

4 Ruote - Lug 02,2020

Nel secondo trimestre la Tesla è riuscita ad arginare le conseguenze del lockdown e della chiusura del suo principale stabilimento produttivo: le consegne sono risultate in calo ma non sono crollate come avvenuto per tanti altri costruttori automobilistici. Tra aprile e giugno, la Casa californiana ha consegnato 90.650 veicoli, il 5% in meno rispetto a un anno fa ma il 2,5% in più rispetto al primo trimestre.

Mercato sorpreso. La performance commerciale ha sorpreso Wall Street: infatti, gli analisti si aspettavano che le consegne fossero molte di meno e pari a poco più di 74 mila, in calo come il resto del mercato. Per questo motivo le azioni sono arrrivate a guadagnare quasi il 9% nei primi minuti di scambi sul Nasdaq di New York, rafforzando la posizione raggiunta dalla Casa nelle ultime settimane: la Tesla è ormai il costruttore di maggior valore al mondo davanti alla Toyota.

La situazione a Fremont. Eppure, fino a qualche settimana fa, non sembrava possibile per l'azienda guidata da Elon Musk riuscire a contenere gli effetti del coronavirus a causa della chiusura del suo maggior sito produttivo a Fremont (California) per la gran parte del trimestre. Oggi, ha spiegato la Tesla, le attività produttive sono già tornate sui livelli pre-crisi e sembra che i volumi non ne abbiano risentito: anche grazie al contributo della Gigafactory di Shanghai sono state quasi 82.300 le vetture sfornate dalle catene di montaggio dislocate tra Stati Uniti e Cina. Un anno fa erano state poco più di 87 mila mentre nel primo trimestre era stato raggiunto il record di quasi 103 mila veicoli. In sostanza, come per le consegne, lazienda non ha subito alcun crollo e ora Musk può guardare con maggior fiducia al futuro. Del resto i volumi hanno finora tenuto e nei prossimi mesi sono destinati a crescere con il graduale aumento delle attività dedicate alla Suv Model Y e la progressiva espansione della rete produttiva: il prossimo stabilimento a diventare operativo è quello di Berlino, dove le linee di assemblaggio dovrebbero entrare in produzione verso la metà del 2021 sfornando diversi modelli ma non batterie. Il progetto, infatti, è stato ridimensionato con la cancellazione delle strutture responsabili dellassemblaggio di accumulatori. 

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Mondiale Rally - Nuovo calendario: si ricomincia a settembre dall'Estonia

4 Ruote - Lug 02,2020

Dopo i primi tre eventi di Monte Carlo, Svezia e Messico, il WRC vedrà nuovamente in azione i suoi protagonisti il prossimo settembre. Scenario del ritorno sarà il Rally Estonia, una novità del calendario, che si terrà dal 4 al 6 settembre.

5 eventi già confermati. stato finalmente delineato il futuro del Mondiale Rally 2020 che vede attualmente Sébastien Ogier e la sua Toyota in testa alle classifiche iridate. Dopo lo stop forzato a causa della pandemia di Covid-19, il promotore del WRC ha potuto finalmente ufficializzare le prossime tappe che completeranno questo campionato. Oltre i tre eventi già disputati, ne sono stati ufficializzati altre cinque: dopo l'Estonia si andrà in Turchia (24-27 settembre), segue la Germania (15-18 ottobre) e il Rally Italia Sardegna, che è stato riprogrammato dal 29 ottobre al 1 novembre. Sarà il Giappone a chiudere il campionato, con levento in programma dal 19 al 22 novembre. Restano ancora aperte altre due opzioni: il Belgio e la Croazia. Il promotore sta ancora portando avanti le discussioni con le rispettive Federazioni sportive per verificare la reale opportunità di disputare gli eventi. Resta un pizzico di rammarico per aver dovuto cancellare il Rally Argentina, ma considerando la delicata situazione nel paese, non c'è stata altra scelta possibile.

Format rivisto. Per ogni evento, il format sarà rivisto e accorciato. Il venerdì ci sarà una breve cerimonia di presentazione dellevento, seguito dallo shakedown, per permettere a team e piloti di prendere i riferimenti. Poi, seguiranno due tappe il sabato e altre due la domenica.

1. Monte Carlo - 23-26 Gennaio *

2. Svezia - 13-16 febbraio *

3. Messico - 12-15 marzo *

4. Estonia - 4-6 settembre

5. Turchia - 24-27 settembre

6. Germania - 15-18 ottobre

7. Italia - 29 ottobre - 1 novembre

8. Giappone - 19-22 novembre

* gare già disputate prima del lockdown

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BMW Sim Media Challenge - Il team Quattroruote al via del campionato di simracing

4 Ruote - Lug 02,2020

Si chiama BMW Sim Media Challenge ed è la prima edizione del campionato esports istituito dalla filiale italiana della Casa di Monaco. Basato sul simulatore Assetto Corsa Competizione per PC, la serie monomarca vede schierate le BMW M6 GT3 che normalmente prendono parte al prestigioso campionato GT World Challenge e la sfida è riservata alle principali testate giornalistiche italiane automotive e hi-tech.

Quattroruote ha risposto alla chiamata e il nostro team scenderà in pista venerdì 3 luglio a Monza per la gara inaugurale del campionato, le cui tappe successive si svolgeranno sui tracciati di Silverstone (17 luglio), Misano Adriatico (11 settembre) e Nurburgring (25 settembre). Fisicamente, però, non ci muoveremo mai dalla Editoriale Domus perché per spirito di squadra abbiamo deciso di installare una postazione di guida professionale, grazie al supporto degli specialisti di AK Informatica, proprio all'interno della nostra redazione, dove quattro diversi giornalisti si alterneranno al volante nel corso del campionato

La gara di Monza potrà essere seguita in diretta live venerdì 3 luglio a partire dalle ore 12:00 sul canale ufficiale Twich di BMW Italia e il giornalista che terrà alta la bandiera del Team Quattroruote per la prima tappa sarà Mirco Magni della redazione web. Il quale dovrà battagliare, fra gli altri, con il pilota ufficiale Stefano Comandini (campione italiano GT nel 2017 con la M6 GT3) schierato dal BMW Team Italia.

BMW Sim Media Challenge 2020

-        Monza (I) 3 luglio

-        Silverstone (GB) 17 luglio

-        Misano (I) 11 settembre

-        Nurburgring (D) 25 settembre

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Citroën C4 - Il numero uno del marchio: "L'elettrica farà un quinto delle vendite"

4 Ruote - Lug 02,2020

"Quello che diciamo e pensiamo oggi, dopo lo scoppio della pandemia, è profondamente diverso da quello che avremmo potuto prevedere soltanto quattro mesi fa". sulla scorta di questo ragionamento a sfondo sociologico che Vincent Cobée, da gennaio amministratore delegato della Citroën, sostiene le sue ottimistiche - ma argomentate - proiezioni sul potenziale della ë-C4, la variante elettrica della nuova berlina compatta francese.

Questione di sentiment. "All'avvio delle vendite, in programma per fine 2020, stimiamo di partire con un mix dell'8-10% per la versione a batteria: è già un valore elevato, considerando che oggi l'ibrido plug-in rappresenta il 6-7% delle vendite per il Gruppo PSA. Ma in questi quattro mesi si è innescata una trasformazione che sta cambiando la società, la politica e le leggi. Per questo non mi sorprenderei se la domanda per la C4 elettrica raggiungesse molto, molto, molto rapidamente, diciamo nel giro di pochi anni, il 20% del totale. il sentiment dei clienti che è cambiato".

Prezzo mainstream. Per esprimersi così, Cobée sa bene che il posizionamento della ë-C4 non sarà elitario. E anche se non esistono indicazioni ufficiali sui listini, ha anticipato che "il prezzo sarà mainstream". "Prima che addetti all'industria dell'auto siamo cittadini, e da cittadini sappiamo che se un'auto elettrica viene venduta a un prezzo simile a quello di una tradizionale, è probabile che la scelta ricada sulla prima. La differenza media tra una termica e un'elettrica è di 10-15 mila euro", prosegue il manager, "ma calcolando il costo totale di esercizio sui principali mercati dell'Europa occidentale già oggi si sfiora la parità. E con gli incentivi annunciati in molti Paesi le Ev diventeranno ancora più competitive".

L'elettrica va bene anche come prima auto. Quello dei costi rimane dunque il tema più caldo: "Il bilanciamento tra convenienza e sostenibilità è la prossima sfida dell'industria. Con la Ami presentata a febbraio abbiamo fatto un'affermazione chiara: una mobilità urbana elettrica, economica, pratica e protettiva è possibile. La ë-C4 ne proseguirà il discorso rappresentando il nostro primo modello elettrico mainstream e dimostrando che lalimentazione a batteria va bene anche per i nuclei familiari con una sola auto". Dunque, "se nel segmento B la transizione è già partita, anche il C, che rimane il più rilevante in Europa e che per noi è ancora parte del core business, andrà verso l'elettrico puro, per quanto con tempi più lunghi".

La più comoda della categoria. Ora, secondo il dirigente francese, in attesa che l'offerta nella categoria si diversifichi, la ë-C4 si godrà una posizione di quasi monopolio: "Le varianti benzina e diesel hanno molte concorrenti, l'elettrica praticamente nessuna: una circostanza che ci pone in una potenziale posizione di leadership, anche grazie al livello di confort raggiunto combinando la silenziosità dell'elettrico, i sedili Advanced comfort e gli smorzatori progressivi idraulici: l'ho guidata e secondo me è il nuovo riferimento della categoria".

Benzina e diesel, futuro incerto in Europa. Tutto molto interessante. Ma a questo punto si delinea all'orizzonte un punto interrogativo grosso così sui motori termici tradizionali: "Nei nostri mercati extraeuropei, Medioriente, Nordafrica, Asia e America Latina, hanno senza dubbio un lungo avvenire. Ma in Europa la circostanze sono cambiate: ci saranno regolamenti sempre più severi su chi potrà entrare in città e questo alimenterà una transizione fisiologica nell'arco dei prossimi dieci anni. Quanto durerà questo processo non possiamo prevederlo, e per questo offriamo anche il benzina e il diesel". Ma il vento del futuro, questo è chiaro, tira da tutt'altra parte.

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Jeep Renegade e Compass 4xe - Aperti gli ordini per tutte le versioni

4 Ruote - Lug 02,2020

A partire dal 3 luglio la Jeep apre ufficialmente gli ordini per l'intera gamma plug-in hybrid, dopo aver lanciato le versioni First Edition in anteprima. La Jeep Renegade 4xe è proposta a partire da 38.500 euro, mentre la Jeep Compass 4xe viene offerta con prezzi da 42.650 euro. Nel periodo di lancio sono previste condizioni agevolate con il finanziamento di quattro anni Jeep Excellence, che consente di pagare rate variabili a partire da 299 Euro per la Renegade e 369 Euro per la Compass. In alternativa c'è la soluzione di noleggio per 48 mesi "Jeep Miles" di Leasys, che prevede 1.000 km al mese di percorrenze già inclusi nel canone e quote variabili in base al chilometraggio effettivo: i prezzi partono da 299 euro al mese.

50 km in elettrico e fino a 240 CV. La gamma è composta per entrambe i modelli dagli allestimenti Limited, S e Trailhawk, ai quali si aggiunge la variante Business della Compass. Il powertrain si declina nelle varianti da 190 e 240 CV e combina il motore benzina 1.3 turbo, che invia la coppia sull'asse anteriore attraverso il cambio automatico sei marce, a quello elettrico sull'asse posteriore. Le batterie da 11,4 kWh possono essere ricaricate attraverso le prese domestiche e con le easyWallbox e Connected Wallbox fornite da Jeep. In elettrico è possibile percorrere circa 50 km (calcolati nel ciclo Wltp) raggiungendo una velocità massima di 130 km/h.

Accessori e personalizzazioni. Il guidatore può selezionare le modalità di guida Electric, Hybrid, Sport ed E-Save. Inoltre, l'E-Coaching monitora lo stile di guida per fornire suggerimenti sul risparmio di energia. A bordo il display da 7" della strumentazione e quello da 8,4 pollici dell'infotainment UConnect forniscono informazioni aggiuntive rispetto ai modelli non ibridi, in particolare quelle per la gestione del powertrain. Non mancano, poi, servizi connessi dedicati, inclusa la possibilità di controllare da remoto la batteria e programmare le ricariche. L'abbinamento tra verniciatura e varianti bicolore consente di ottenere 18 diverse combinazioni sulla Renegade e 22 sulla Compass, incluse alcune varianti specifiche per i singoli modelli e cerchi di lega dal design studiato appositamente per le versioni 4xe. 

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Ferrari - Un riconoscimento per la parità retributiva tra donne e uomini

4 Ruote - Lug 02,2020

La Ferrari ha ricevuto la certificazione Equal Salary, un riconoscimento per limpegno mostrato dalla Casa nelloffrire a donne e uomini pari retribuzioni con le stesse qualifiche e mansioni. La Casa di Maranello è la prima società italiana ad aver raggiunto questo risultato: dal 2016 al 2019, le dipendenti sono aumentate dall11,5 % a oltre il 14% dei lavoratori complessivi, assumendo incarichi di crescente responsabilità.

Il processo di analisi. Lattestato è stato consegnato dalla fondazione svizzera Equal Salary sulla base di uno studio di otto mesi operato dalla società di revisione PwC, secondo un metodo riconosciuto dalla Commissione Europea. Nello specifico, è stata condotta una precisa analisi statistica dei livelli retributivi, che ha evidenziato come il brand sia riuscito a eliminare il divario di genere in questo contesto. Allo stesso tempo, è stato condotto uno studio ulteriore delle politiche di gestione e sviluppo delle risorse umane, mentre i dipendenti hanno aderito attivamente al progetto prendendo parte a interviste individuali, focus group sullargomento e completando dei sondaggi dedicati in forma anonima.

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Formula 1 - 1974-1982: Maranello torna a dettar legge

4 Ruote - Lug 02,2020

Nei grandi cicli in cui è possibile suddividere la storia della Formula 1, ripercorsi nel dossier allegato ai numeri di luglio di Quattroruote e Ruoteclassiche, gli anni 70 sono quelli che vedono la Ferrari tornare ai vertici dopo un periodo di digiuno, durante il quale a prevalere sono i telaisti inglesi (BRM, Brabham, Lotus, Tyrrell, McLaren). La rinascita è il punto di arrivo di un lungo cammino, che trova in Mauro Forghieri uno dei suoi principali protagonisti.

Lingegnere. Lascesa di Forghieri alla Ferrari inizia il 31 ottobre del 1961, quando il Drake in persona, a fronte dei malumori sollevati nei confronti delle ingerenze da parte della moglie Laura nella gestione della squadra, licenzia in tronco otto dirigenti, tra i quali Giotto Bizzarrini e Carlo Chiti, e il giovane ingegnere modenese (allepoca ha solo 26 anni) si trova a capo di tutte le attività di ricerca e competizioni del Cavallino. Una responsabilità gigantesca per un neolaureato, ma - per fortuna - affidata alluomo giusto, le cui doti emergono rapidamente. Già nel 64, infatti, la Ferrari permette a John Surtees di conquistare il titolo Piloti di F.1 con la 158. Un risultato notevole, al quale però fa seguito un lungo digiuno. Il regolamento, infatti, poco dopo impone ladozione di nuovi motori tre litri al posto dei precedenti 1.500 e la nuova dinastia di monoposto, avviata con la 312 nel 1966, impiega un po di tempo per riuscire ad affermarsi. Jacky Ickx va vicino al titolo nel 1970, ma non riesce ad accumulare nelle ultime gare abbastanza punti per raggiungere Jochen Rindt, scomparso a Monza per un incidente alla Parabolica con la sua Lotus: al grande pilota austriaco viene assegnato lalloro alla memoria. Il ciclo 71-74 vede prevalere ancora i telaisti inglesi, che impiegano laffidabile V8 Ford-Cosworth: Stewart simpone con la Tyrrell nel 71 e 73, Fittipaldi nel 72 con la Lotus e nel 74 con la McLaren. Ma è proprio questultima stagione che vede la Ferrari, dopo molti esperimenti non sempre felici, ritrovare la via della competitività. La squadra si è rafforzata con larrivo di due figure essenziali: quella di Luca Cordero di Montezemolo, nelle vesti di responsabile del team e quella di Niki Lauda come pilota.

Miglioramenti. Niki è giovane e determinato: si è messo in luce con la March e la BRM, è preciso, lucido, veloce, ma razionale. Capace, cioè, di non prendere rischi inutili e di preferire, se è il caso, un piazzamento utile in termini di punti a una rischiosa caccia alla vittoria a tutti i costi. Al suo fianco in squadra cè Clay Regazzoni, dal carattere completamente diverso: estroverso, guascone, bravo ma meno calcolatore. Eppure, è proprio Clay che, nel 74, arriva a giocarsi il titolo allultima gara contro Fittipaldi e Jody Scheckter (Tyrrell): la 312 B3, frutto del lavoro di Forghieri e della sua squadra e dotata del 12 cilindri boxer di tre litri, è finalmente competitiva e affidabile. Tranne che nellultima e decisiva gara, nella quale vive un calvario dovuto a problemi agli ammortizzatori: così, a Watkins Glen, al rivale brasiliano basta un quarto posto per aggiudicarsi il suo secondo titolo nellarco di soli tre anni.

Ritorno al successo. Il sapore della vittoria è, però, soltanto rimandato. Al Mondiale del 75 la Ferrari si presenta con unarma vincente, la 312 T che deve parte della sua denominazione alla disposizione trasversale del cambio, posto tra il motore (il solito 12 cilindri boxer) e lasse posteriore. Una soluzione voluta da Forghieri per rendere più bilanciata la monoposto, migliorare la distribuzione delle masse e abbassare il baricentro. La stagione di Lauda, al quale questa volta Regazzoni fa da scudiero, è trionfale: Niki simpone a Monaco, in Belgio, in Svezia, in Francia e negli Stati Uniti, Clay invece si prende la soddisfazione di tagliare per primo il traguardo a Monza, dove il compagno di squadra si aggiudica matematicamente il titolo in una giornata memorabile. Sono passati, infatti, 11 anni da quando il figlio del vento Surtees aveva portato a Maranello il Mondiale Piloti: ma non è che linizio di un ciclo vincente.

Dal dramma al trionfo. La squadra creata da Montezemolo è, infatti, una macchina da guerra. E al Mondiale del 76 si presenta con unaltra monoposto, la 312 T2, destinata a sbaragliare le avversarie. Ma lanno - come si sa - è stregato. Niki vince parecchie gare, scontrandosi con un rivale inaspettato, linglese James Hunt, che lo fa soffrire in pista fin dai tempi in cui si confrontavano nelle formule minori; anche lui è un pilota dal carattere molto diverso da quello dellaustriaco, rispetto al quale si presenta come più estroverso, donnaiolo (non che Lauda avesse problemi in tal senso), amante della bella vita. Il destino aspetta Niki al Nürburgring con lincidente dal quale esce miracolosamente vivo. Pochi, in quei giorni, erano disposti a scommettere sul suo possibile ritorno alle corse: Daniele Audetto, in quellanno direttore sportivo della Ferrari, racconterà di aver avuto già pronto il contratto firmato da Ronnie Peterson per sostituirlo (cosa che Lauda gli perdonerà soltanto dopo moltissimi anni). Come siano andate le cose, è storia nota ed epica al punto da indurre Hollywood a girarci un film: ma il titolo perso da Lauda al GP del Giappone in una gara che, date le condizioni meteo, non avrebbe dovuto neppure essere disputata viene riconquistato dallaustriaco già nella stagione successiva. Il 77, infatti, vede la 312 T2 ancora sugli scudi, tanto da consentire a Niki di chiudere la partita con due gare di anticipo. Per poi sbattere la porta e andarsene con clamore da Maranello.

Tocca a Jody. Perso Lauda, passato alla Brabham, e lasciato trascorrere un 78 dominato dalle Lotus a effetto suolo di Andretti e Peterson con il ferrarista Reutemann sulla difensiva, Maranello schiera nel 79 una monoposto bruttina ma efficace, la 312 T4. A guidarla, oltre al giovane Gilles Villeneuve, pupillo di Enzo Ferrari, è il sudafricano Jody Scheckter, che prende il posto di Reutemann, passato alla Lotus. Nonostante un passato da spericolato provocatore dincidenti, un po come un Max Verstappen dei primi tempi, Jody è diventato un pilota maturo, che trova in Gilles la spalla ideale nella rincorsa al titolo. Titolo che torna a Maranello grazie ai tre successi ottenuti da Scheckter in Belgio, a Monaco e a Monza, mentre Villeneuve, imponendosi in Sud Africa, a Long Beach e a Watkins Glen, consegna alla Ferrari anche il Mondiale Costruttori, il sesto della storia del Cavallino rampante.

Gli anni del dolore. Con quel trionfo si chiude, per le Rosse, un ciclo memorabile. Le stagioni successive sono, infatti, più difficili. La tecnologia del turbocompressore, portata in F.1 dalla Renault, si afferma come vincente e la Ferrari impiega un po di tempo per adattarsi. Il 1982 sembra lanno giusto per il ritorno al vertice, ma il destino è in agguato. L8 maggio Villeneuve, amatissimo dal Drake e dal pubblico per le sue imprese al limite della follia, muore andando a sbattere a Zolder, in Belgio, contro la March di Jochen Mass; Didier Pironi, compagno di squadra con il quale Gilles, poco prima del fatale incidente, ha vissuto momenti di tensione, si frattura le gambe in un incidente in Germania; Patrick Tambay, chiamato a sostituirlo, sinfortuna a una spalla. Il Mondiale Piloti diventa, per la Ferrari, stregato: bisognerà attendere il 2000 e Michael Schumacher per rivedere un driver di Maranello tornare in cima al mondo.

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Suzuki Across - Presentata la Suv ibrida plug-in

4 Ruote - Lug 02,2020

La collaborazione siglata tra la Toyota e la Suzuki ha dato i suoi primi frutti concreti. La Casa di Hamamatsu presenta infatti la Across, una Suv ibrida plug-in dedicata al mercato europeo (sarà in vendita dal prossimo autunno) che condivide gran parte degli elementi con la Toyota RAV4.

Frontale ridisegnato per la Across. Il modello della Suzuki si distingue essenzialmente per il frontale, dove i gruppi ottici, il cofano, la mascherina e i paraurti adottano uno stile dedicato e i cerchi da 19" hanno un design specifico. Gli interni della Across appaiono sostanzialmente analoghi a quelli della Rav4, con il display da 9 pollici dell'infotainment e differenziazioni limitate al livello di finitura e agli accostamenti cromatici.

Fino a 75 km a emissioni zero. La Suzuki Across è stata annunciata nella sola variante plug-in hybrid con propulsore 2,5 litri benzina da 182 CV, cambio automatico e-CVT e due motori elettrici da 182 e 54 CV abbinati a batterie da 18,1 kWh, ovvero lo stesso schema della Rav4 Phev attesa al debutto in Europa nei prossimi mesi. La potenza massima di sistema non è stata ancora dichiarata e la trazione integrale E-Four è garantita dall'elettrificazione, con il Trail Mode che gestisce elettronicamente il grip sull'asse posteriore. Le batterie consentono inoltre di percorrere fino a 75 km prima di attivare il motore termico e le emissioni medie nel ciclo Wltp si attestano a quota 22 g/km, contro i 29 g/km della Toyota, suggerendo quindi una possibile differenza nella potenza massima di sistema tra i due modelli.

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Mole Urbana - A Torino l'anteprima mondiale

4 Ruote - Lug 02,2020

La Mole Urbana, il quadriciclo elettrico ideato dal designer Umberto Palermo, è stata esposta in anteprima mondiale al Museo Nazionale dell'Auto di Torino. La piccola vettura, proposta in tre differenti configurazioni, è pensata per essere una soluzione di mobilità alternativa per le metropoli: non sarà in vendita ma si potrà solo noleggiare. Per il lancio dell'elettrica è stata inaugurata la mostra "La pop car" nella quale 16 artisti internazionali hanno creato delle opere dedicata alla Mole Urbana ed è stato organizzato il forum "Un mondo che cambia. Il design al servizio del cambiamento. La nuova urban car di Umberto Palermo" a cui ha partecipato il nostro direttore Gian Luca Pellegrini.

Fino a 150 km d'autonomia. A Torino è esposto un esemplare completamente rifinito della versione più compatta della Mole Urbana, la Small, lunga solo 2,74 metri. Per mostrare le tecnologie di produzione e i materiali utilizzati sono presenti anche due modelli non completi delle versioni Medium (295 cm) e Large Sport (320 cm), sui quali è possibile osservare i vari componenti forniti dalle aziende partner del progetto, come la Fasp per i sedili, la Ett1 per l'alluminio la Pretto per il powertrain elettrico. Vista la particolare leggerezza del progetto, che non supera i 500 kg di peso, i motori sono particolarmente compatti e arrivano a erogare fino a 23 CV per una velocità massima di 50 km/h (il quadriciclo si potrà guidare già a 14 anni). L'autonomia, invece, varia tra i 70 e i 150 km, a seconda della versione e, ovviamente, dell'utilizzo.

In arrivo nuove verianti. L'obiettivo di Umberto Palermo è quello di produrre 50 esemplari della Mole Urbana entro la fine di quest'anno, per poi arrivare a 150 esemplari nel 2021, a 200 nel 2022 e a 300 nel 2023. La particolare struttura alla base del quadriciclo si presta a numerose personalizzazioni: sono già allo studio delle versioni dedicate all'uso professionale (per consegne urbane) e nake (senza vetri, per le località turistiche).

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Formula 1 - Mondiale al via, domenica si corre in Austria

4 Ruote - Lug 02,2020

Questa è la volta buona: dopo la falsa partenza dello scorso marzo, la Formula 1 è ora pronta a dare il via alla stagione 2020 con il Gran Premio dAustria. Ripartire in sicurezza è il mantra del circus: tutte le gare in programma al momento si disputeranno a porte chiuse, senza pubblico sulle tribue, con personale dei team ridotto al minimo indispensabile. Ecco cosa attenderci dalla gara inaugurale di questo Mondiale.

La nuova normalità. Dopo lo stop causato della pandemia di Covid-19, la Formula 1 è pronta a dare il via alla stagione 2020. Nel corso dei tre mesi di lockdown, il circus ha cercato di reagire e lo ha fatto con una serie di interventi mirati principalmente a ridurre i costi e aumentare la sicurezza in pista. Ci abitueremo velocemente a una F.1 un po diversa da prima, perché sono state introdotte una serie di procedure indispensabili per prevenire i possibili contagi di Covid-19 ed evitare ulteriori stop forzati. Il paddock cambia forma, perché non ci saranno le hospitality, ma solo le strutture di servizio per i team. Il personale ammesso è ridotto al minimo ed è stato introdotto un sistema speciale che regolamenta le interazioni tra gli stessi membri del team. Tutto il personale viene sottoposto a specifici test entro quattro giorni dalla partenza dalla factory di provenienza e ogni cinque giorni i test saranno ripetuti, per consentire lindividuazione di potenziali contagiati.

Piccoli cambiamenti regolamentari. Il regolamento sportivo è stato adattato a questa situazione di emergenza e ci sono due piccoli cambiamenti anche in quello tecnico. La prima novità riguarda le gomme: per ciascuna gara del 2020, lallocazione dei set alle squadre sarà uguale per tutti e definita dalla stessa Pirelli che effettuerà e nomination delle mescole gara per gara, adattandosi alle caratteristiche del tracciato. L'altro elemento importante è il limite delle Power Unit, che sarà tarato in base al numero di gare che si potranno disputare (tra il weekend e l'inizio della prossima settimana, si attende un annuncio in merito). In particolar modo, nel caso si disputino 14 GP o meno, le squadre potranno usare 2 motori termici, MGU-H, turbocompressori, MGU-K, centraline elettroniche e pacchi batterie. Nel caso in cui si dovessero disputare un numero inferiore a 11 gare, il limite passerebbe a 2 motori termici, MGU-H, turbocompressori, MGU-K, 1 centralina elettronica e 1 pacco batteria.

Lo scenario. Per la prima volta dopo diversi mesi, torneremo a parlare di prestazioni. Una delle domande in cerca di risposta è certamente quella legata alla competitività delle varie squadre. Dopo i test invernali di Barcellona, abbiamo visto una Mercedes in vantaggio, con Hamilton pronto a lottare per eguagliare il record di titoli di Michael Schumacher. Il team anglo-tedesco scenderà in pista con una inedita livrea all-black, che simboleggia il proprio impegno contro qualsiasi forma di razzismo e discriminazione. Red Bull e Ferrari, probabilmente proprio in questo ordine, potrebbero ritrovarsi ancora alle spalle della Stella a tre punte e sarà certamente interessante vedere ulteriori battaglie potrebbero profilarsi in pista, specie ora che Vettel è slegato dalla Rossa e difficilmente accetterà ordini di squadra a favore del compagno Leclerc. E non dimentichiamoci degli outsider: i riflettori sono puntati tutti sulla Racing Point e la sua vettura dalle ormai note somiglianze con la Mercedes W10 dello scorso anno.

Si corre a Spielberg. Non sarà la stagione di F.1 più lunga di sempre, come era stato programmato in occasione dei 70 anni della categoria. Ma in qualche modo sarà ugualmente una stagione unica nel suo genere, perché per la prima volta il campionato partirà dallAustria e lo farà con due gare in successione sullo stesso circuito: quello di domenica sarà il Gran Premio dAustria, mentre quello successivo si disputerà con la denominazione di GP della Stiria. Il tracciato è quello velocissimo del Red Bull Ring: le 10 curve del tracciato, che compongono il layout lungo 4,3 chilometri, viene percorso in poco più di un minuto netto in qualifica. Il record in gara appartiene a Kimi Raikkonen che, nel 2018, ha portato la sua Ferrari a fermare il cronometro in 1:06.957.

Come seguire la gara in TV. Come di consueto sarà possibile seguire lintero weekend di gara in diretta sulla pay-tv Sky, inclusa lazione della Formula 2 e della Porsche Supercup. Qualifiche e gara dellevento austriaco saranno comunque trasmesse anche in differita su TV8. Ecco gli orari da segnare per non perdere neppure un minuto dellazione in pista al Red Bull Ring.

Venerdì 3 luglio

Prove Libere 1 | dalle 11 in diretta su Sky Sport F1

Prove Libere 2 | dalle 15 in diretta su Sky Sport F1

Sabato 4 luglio

Prove Libere 3 | dalle 12 in diretta su Sky Sport F1

Qualifiche | dalle 15 su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 18

Domenica 5 luglio

Gara | dalle 15:10 su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 18

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Ford Bronco - Nuovi teaser prima del debutto

4 Ruote - Lug 02,2020

A ormai pochi giorni dalla presentazione ufficiale, la Ford ha diffuso alcuni nuovi teaser della Bronco, fuoristrada ispirata alla prima generazione degli anni 60 che sta suscitando una grande attesa negli Stati Uniti, dove le prenotazioni si apriranno il 13 luglio. Per il preordine sarà sufficiente un deposito di soli 100 dollari, aspettando le consegne previste a partire dalla fine dell'anno. Entro pochi giorni scopriremo anche la gamma dei propulsori previsti, dei benzina a quattro e sei cilindri sovralimentati.

Vecchio e nuovo si fondono nel design. Nelle immagini è evidente il legame tra il passato e il futuro, visto che il protagonista è il frontale, dove le luci a Led circolari di foggia odierna sono abbinate al design classico della mascherina, che rinuncia al logo Ford per scrivere il nome "Bronco" a lettere cubitali. Anche l'anteprima della fiancata non lascia molti dubbi sul carattere del modello: le forme sono squadrate e i parafanghi in plastica grezza sono separati dalla carrozzeria. Paraurti, specchietti retrovisori e cornici del muso sono anch'essi rifiniti di colore nero opaco, tradendo una vocazione alla praticità e alla durevolezza più che al lusso. In questo, la Ford ha voluto sia richiamare l'essenza del modello originale sia seguire l'impostazione delle concorrenti dirette, prima fra tutte la Jeep Wrangler.

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Itinerari in auto - Da Bolzano a Salorno, Weinstrasse dal 1964

4 Ruote - Lug 02,2020

Il Trentino-Alto Adige non è solo escursioni in montagna e gite sulla neve. La Regione, infatti, offre diverse zone d'interesse culturale ed enogastronomico, come la Strada del Vino, la Weinstrasse, in provincia di Bolzano. Un viaggio tra i vigneti e le meraviglie paesaggistiche del Südtirol perfetto per le calde giornate estive: come sempre, vi raccomandiamo di controllare gli orari d'apertura dei luoghi d'interesse prima di partire.

Non solo montagne e stazioni sciistiche. Da Bolzano può anche valer la pena di percorrere, ad altitudini assai più basse, un itinerario che ha come filo conduttore i vigneti. Si dipana, infatti, lungo la er Weinstrasse, strada del vino istituita nel lontano 1964. Si esce dalla città seguendo le indicazioni per Merano, per poi svoltare a sinistra sulla s.s. 42 e, poco prima di scavalcare l'Adige, ancora a sinistra. Presto s'inizia a salire e appaiono i primi vigneti.

Tra dolci paesaggi e laghi romantici. Dopo Cornaiano, contrassegnata da una deliziosa piazzetta, si fa ritorno sulla s.s. 42 all'altezza del grande edificio quasi un fiabesco castello della Cantina Produttori San Michele Appiano, uno dei colossi cooperativi della zona. Poco sopra il paese merita una deviazione Schloss Moos, che è un castello vero e proprio (la parte più antica risale al 1250), dal quale si gode uno splendido panorama che abbraccia anche Bolzano. Poco prima di Caldaro, sede del Museo provinciale del vino, si lascia la statale per proseguire sulla s.p. 14: la strada inizia a scendere tra i vigneti, in un paesaggio sempre più dolce, accanto al romantico Lago di Caldaro.

Nel regno del Gewürztraminer. Più avanti, all'ingresso di Termeno, lo sguardo è attirato dall'architettura che ospita la Cantina Tramin, una sorta di avveniristica ragnatela verde degna di ospitare un museo di arte contemporanea: siamo nel regno del Gewürztraminer, celebre vino bianco, aromatico e femminile, che ha preso il suo nome proprio da questo paese. Dopo un'occhiata alla chiesa dei Santi Quirico e Giulitta, decorata da affreschi del '400, si prosegue alla volta di Magrè, borgo di grande fascino. La strada ora corre a mezza costa, prima di scendere a fondovalle e immergersi in un mare di vigneti sfilando accanto all'autostrada. Scavalcato l'Adige, ecco Salorno, dove la Südtiroler Weinstrasse finisce. Due passi tra i suoi palazzi dei secoli XVI-XVIII, una sosta per degustare uno dei tanti nettari che hanno fatto la fortuna della zona e poi si può ritornare a Bolzano con l'A22.

Da vedere: Castel Firmiano, a casa di Messner. Proprio all'inizio dell'itinerario, all'uscita da Bolzano, si noterà in alto a sinistra una grande fortificazione che si erge sopra al punto in cui l'Adige inizia a correre parallelo all'Isarco, per poi confluirvi. Castel Firmiano, sede principale del circuito Messner Mountain Museum con la mostra permanente "La montagna incantata". Già fortezza longobarda e, dal 1027, proprietà dei principi-vescovi di Trento, questo imponente maniero è protetto da una cinta muraria larga fino a cinque metri, dalla quale si ammira una splendida vista sulla città, sulla Valle dell'Adige e su un'ampia coltre di vette alpine, Sciliar in primis. Al suo interno, fra sale, torri e cortili, vengono tra l'altro raccontate l'evoluzione nel tempo del rapporto fra uomo e montagna, l'orogenesi delle catene montuose e la storia dell'alpinismo dalle origini fino ai giorni nostri.

IL VIAGGIO IN CIFRE

Distanza totale: 47 km

Tempo di percorrenza: 1 ora (soste escluse)

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Mercato italiano - A giugno immatricolazioni in calo del 23,1%

4 Ruote - Lug 01,2020

La pandemia del coronavirus continua a pesare sulla domanda di auto nuove in Italia. A giugno, secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti, sono state immatricolate 132.457 vetture, il 23,13% in meno rispetto a un anno fa. Il tasso di decremento percentuale è decisamente migliore rispetto ai mesi scorsi, ma è insufficiente a ridare slancio a un mercato ancora in profonda crisi dopo i tracrolli di aprile (-97,6%) e maggio (-49,6%).

Il consuntivo annuo. L'andamento della domanda di giugno, unito ai risultati dei mesi scorsi, determina una forte contrazione del mercato anche nel consuntivo del primo semestre. Le immatricolazioni, pari a 583.960 unità, risultano in contrazione del 46,09% rispetto al pari periodo del 2019.

FCA. In un contesto di mercato deficitario, il gruppo FCA perde il 25,08%, con 29.185 immatricolazioni. In dettaglio, sono 18.561 le registrazioni per il marchio Fiat (-20,32%), 5.373 per la Jeep (-36,33%), 1.525 per l'Alfa Romeo (-40,41%), 3.508 per la Lancia (-19,36%) e 144 per la Maserati (-45,86%).

PSA. La francese PSA immatricola 18.121 veicoli e flette del 29,08%. Di queste, 5.696 sono le Citroën (-22,65%), 384 le DS (-23,81%), 4.817 le Opel (-46,6%) e 7.224 le Peugeot (-16,6%).

Volkswagen. Le registrazioni del gruppo Volkswagen, pari a 22.133, si contraggono del 20,15%, con il marchio omonimo in discesa del 29,5% (11.431 unità immatricolate), l'Audi del 12,08% (5.847), la Seat dello 0,18% (2.261) e la Skoda dell'1,01% (2.555). La Lamborghini perde il 9,3%, ma con solo 39 vetture commercializzate.

Renault e Ford. Il gruppo Renault registra 16.010 veicoli e perde il 26,24%, con il brand omonimo in contrazione del 27,01% e la Dacia in flessione del 25,07%. In calo anche la Ford, con un -9,84% e 8.866 immatricolazioni.

Daimler e BMW. Il gruppo BMW registra 6.294 vetture e subisce un calo del 15,27%: il marchio dell'Elica flette dell'11,12 e la Mini  del 24,98%. La Daimler immatricola 5.305 veicoli e scende del 34,58%, con la Mercedes-Benz in ribasso del 12,48% e la Smart dell'86,85%.

Le asiatiche. Tra i costruttori orientali, il gruppo Toyota, con 7.932 immatricolazioni, subisce un calo del 4,11%, con il marchio omonimo in flessione del 2,52% e la Lexus in discesa del 26,85%. La Nissan perde il 37,89% (2.133 immatricolazioni), la Suzuki l'11,97% (3.301), la Honda il 17,16% (642), la Mitsubishi il 64,04% e la Subaru il 15,33%. In crescita risulta la Mazda, con un +1,19%. La coreana Hyundai scende del 35,1% (2.990) e la consociata Kia del 28,77% (2.989). 

Le altre. Nel segmento premium la Volvo immatricola 1.907 veicoli e del 12,64%, mentre il gruppo Jaguar Land Rover, con 1.377 registrazioni, scende del 38,31%. La Tesla perde il 19,24%, con 382 registrazioni, e la Porsche sale dell'8,62% (693 vetture immatricolate) mentre sono cinque le immatricolazioni dell'Aston Martin (-16,67%) e 74 quelle della Ferrari (+54,17%).

Panda sempre in cima. La Panda rimane in testa della classifica dei modelli più popolari, grazie a 9.147 immatricolazioni. Il secondo posto è della Renault Clio, con 3.805 e il terzo della lancia Ypsilon (3.508). Seguono, nell'ordine, la Dacia Sandero (3.302), la Renault Captur (3.154), la Fiat 500X (3.096), la Dacia Duster (3.024), la Toyota Yaris (2.740) e la Fiat 500 (2.739). Chiude la top-ten la Citroën C3 (2.545).   

Ancora in crescita le elettriche. Sul fronte delle alimentazioni, sono ancora una volta le vetture elettrificate ed elettriche a registrare le migliori performance. Le auto a batteria crescono del 53,2%, mentre le ibride salgono del'84,4%, con le sole plug-in in miglioramento di ben il 315,4%. In flessione le altre motorizzazioni: -28,6% per le auto a benzina, -34,8% per le diesel, -19,5% per le Gpl, -11,2% per quelle a metano.   

Si salvano i privati. Sul fronte dei canali di vendita, i privati flettono del 7,7% mentre il noleggio scende del 39,4%, con la componente di breve termine in flessione del 72,4% e quella di lungo in contrazione del 21,7%. Le società scendono del 44,3%, con le autoimmatricolazioni in discesa del 53,7%.

L'usato. In consistente calo risulta anche il mercato dell'usato. A giugno i trasferimenti di proprietà, al lordo delle minivolture, sono stati 247.655, il 23,25% in meno rispetto allo stesso mese del 2019. Nel primo semestre la flessione è del 40,46%, con 1.296.260 trasferimenti.

Il commento dell'Unrae. "Nonostante la quasi completa riapertura delleconomia, continua a giugno lemorragia di immatricolazioni per la crisi senza precedenti innescata dal Covid-19, con una perdita che, senza il giorno lavorativo in più, sarebbe stata di quasi il 30%", commenta Michele Crisci, Presidente dellUnrae. "Come atteso, la mera ripartenza delle attività economiche non basta a riavviare la domanda di autovetture da parte di famiglie e imprese, fiaccate dalla lunga chiusura e dalle fortissime preoccupazioni per un futuro altamente incerto". Lassociazione prevede ora che, proiettando i dati di giugno sul secondo semestre, il mercato andrebbe incontro a una perdita di 200 mila immatricolazioni. Pertanto, con il mezzo milione perso nei primi sei mesi dellanno, il 2020 rischia di chiudersi con 1,2 milioni di immatricolazioni. "Daltra parte avverte Crisci il sistema della distribuzione auto è in grandissima sofferenza, stretto tra la debolezza della domanda e la grave crisi di liquidità che lattanaglia, appesantito da centinaia di migliaia di veicoli in stock e con le risorse messe a disposizione dal decreto Liquidità che faticano a essere erogate". "Mentre negli altri paesi europei i rispettivi governi hanno già dato risposte chiare e forti, prosegue lassordante silenzio del Governo italiano", aggiunge il numero uno dellassociazione chiedendo ancora una volta "ladozione di interventi a sostegno del settore auto" per evitare la "chiusura nei prossimi mesi di centinaia di imprese della filiera della distribuzione" e la "conseguente scomparsa di migliaia di posti di lavoro". "Chiediamo quindi al governo un provvedimento 'verticale', con misure specifiche per il settore automotive, con lobiettivo di accelerare il rinnovo del vetusto parco circolante, pericoloso sia per lambiente sia per la sicurezza dei cittadini, e di sostenere il rilancio della domanda, nel rispetto della neutralità tecnologica e senza tetti di prezzo dellautovettura. Chiediamo inoltre lallineamento del regime fiscale sulle auto aziendali a quello degli altri Paesi europei, a partire dalla detrazione dellIva al 100%. vieppiù importante, inoltre, lerogazione alle imprese della filiera distributiva auto delle ingenti risorse messe a disposizione dal decreto Liquidità. Un serio, concreto e immediato piano di sostegno, adeguato nella misura all'estrema gravità della crisi, eviterebbe ulteriori perdite e potrebbe cercare di recuperare parte della domanda svanita, con un impatto positivo anche sullErario, che in assenza di tale intervento, perderebbe entrate da Iva per circa 3 miliardi di euro", conclude Crisci.

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