LEASEPLAN - Con American Express per la mobilità flessibile

4 Ruote - Gen 14,2021

Un accordo per la promozione del noleggio a medio termine e della mobilità flessibile è stato siglato tra LeasePlan, protagonista nel settore del noleggio, e American Express, società leader nei servizi finanziari. In sostanza, tutti i clienti business e corporate di Amex potranno usufruire di condizioni vantaggiose per il noleggio di vetture a partire da 1 a 12 mesi, mentre, da parte loro, i clienti FlexiPlan potranno accedere ad offerte esclusive e avvalersi delle soluzioni di pagamento Amex pensate per le aziende. Il prodotto LeasePlan FlexiPlan prevede che i clienti Amex possano scegliere tra sei gruppi di auto, con pagamento del canone dopo due mesi e chiusura del contratto sempre possibile, senza vincoli di durata e con chilometraggio illimitato. Una soluzione studiata per il particolare momento causato dal Covid e caratterizzato da incertezza economica e di difficile pianificazione del business, che punta su convenienza e flessibilità per andare incontro alle esigenze dei liberi professionisti, ditte individuali, piccoli e medi imprenditori. L'offerta permetterà alle aziende di poter contare su un miglioramento nella gestione dei flussi di cassa grazie ad una dilazione aggiuntiva e gratuita, che puo' arrivare fino a 58 giorni. Ci fa piacere collaborare con un prestigioso brand come American Express, per offrire il miglior supporto possibile ai loro clienti. La prima buona notizia dell'anno per tornare a fare business e crescere in questo 2021 di auspicato ritorno alla normalità, o forse meglio dire di nuovo inizio, ha commentato Alberto Viano, ad di LeasePlan Italia.

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Alpine - Primo teaser delle tre nuove elettriche: compatta, crossover e sportiva

4 Ruote - Gen 14,2021

Il marchio Alpine si prepara a un importante salto di qualità: il piano strategico Renaulution del gruppo Renault ha infatti previsto una evoluzione del brand, sia a livello di prodotto sia sul piano dell'attività sportiva.

Il mondo sportivo passa sotto l'egida Alpine. La Alpine, guidata dal nuovo ceo Laurent Rossi riunirà infatti le attività fino ad oggi sviluppate da Alpine cars, Renault Sport Cars Renault Sport Racing. Sarà quindi la rappresentante del gruppo in Formula 1, della quale è stata presentata la nuova livrea, ma avrà anche il compito di lanciare una nuova offensiva di prodotto all'insegna dell'elettrificazione.

Compatta, crossover e sportiva alla spina. Nel corso dell'evento online, la Alpine ha fornito alcune anticipazioni sul proprio piano strategico ed una diffuso un teaser dei tre nuovi modelli che vedremo in futuro, mostrandone per ora soltanto la firma luminosa. La gamma sarà composta da una compatta di segmento B e da una crossover di segmento C (entrambe basate sulla piattaforma modulare Cmf-Ev) e da una sportiva elettrica sviluppata in collaborazione con la Lotus che sostituirà l'attuale A110. Il teaser mette in evidenza tre vetture dotate di doppi fari a Led: pur adottando un design specifico per ogni veicolo è evidente il richiamo allo stile Alpine che oggi troviamo sulla A110, dando così vita ad una identità stilistica propria. La Alpine ha già siglato un memorandum con la Lotus per avviare una collaborazione per lo sviluppo della nuova sportiva, ma per il momento non sono noti i dettagli del progetto.

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Dacia - Svelata la Bigster Concept

4 Ruote - Gen 14,2021

Si chiama Bigster e per ora è solo un prototipo, ma incarna il futuro della Dacia: un marchio incentrato sempre sull'essenzialità "ma con un tocco di freschezza" in più. La concept, svelata durante la presentazione del nuovo piano industriale del gruppo Renault, incarna, infatti, il nuovo corso che il neo amministratore delegato Luca De Meo intende imprimere alla Casa per migliorare qualità e competitività.

Segmento C al prezzo del B. La Bigster è una Suv di 4,6 metri, fedele allo stile e alla natura della Dacia. Viene definita "spaziosa, robusta e pensata per strade polverose": è "l'essenza stessa" di un veicolo a ruote alte "con niente di più e niente di meno dell'essenziale". L'obiettivo è rendere accessibile il segmento C con un modello dal prezzo equivalente a quello di una segmento B. "La Dacia Bigster Concept incarna l'evoluzione del marchio e dimostra che 'accessibile' non contrasta in alcun modo con 'attrattivo'. In Dacia lo crediamo e questa vettura ne è la prova", afferma il responsabile del design, Alejandro Mesonero-Romanos. Proporzioni robuste, linee semplici, dimensioni e interni generosi sono le caratteristiche messe in evidenza dalla Casa, insieme all'assenza di orpelli: "Niente finiture cromate o finto alluminio, la Bigster Concept è un veicolo genuino realizzato con principi genuini, come la scelta di utilizzare solo materie plastiche riciclate per tutti i pannelli protettivi esterni".

Il nuovo corso. Dettagli tecnici più specifici non sono stati rivelati: per ora si sa solo che la Bigster sarà disponibile con motori sia ibridi, sia ad alimentazione alternativa, per rispondere all'evoluzione delle normative e alle aspettative dei clienti. In ogni caso, il prototipo rappresenta solo il primo passo delle nuove strategie elaborate da De Meo per la Dacia, che nel futuro sarà sempre più integrata con il marchio Lada della russa Avtovaz e dovrà seguire alcune direttrici di riferimento per migliorare efficienza e competitività, a partire dalla riduzione delle piattaforme (da quattro a una, la Cmf-B) e delle carrozzerie (da 18 a 11). Sul fronte dei prodotti, nel 2021 arriveranno le nuove Sandero e Logan e sarà lanciata la citycar elettrica Spring. A queste novità, infine, si aggiungeranno altre tre vetture entro il 2025. 

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Lada - Il prototipo della nuova Niva

4 Ruote - Gen 14,2021

La Lada ha già annunciato la decisione di modificare in Niva Legend il nome del modello 4x4, ma per il futuro ha intenzione di apportare modifiche sostanziali alla fuoristrada: durante la presentazione del piano industriale del gruppo Renault, infatti, è stato svelato il prototipo della nuova Niva, che dovrebbe debuttare sul mercato nel 2024 e rappresentare il nuovo corso voluto dal neo amministratore delegato Luca De Meo per il marchio russo. 

Il piano prodotti. Lo sviluppo della futura generazione della Niva è già iniziato ma, per quanto siano pochi i dettagli, alcune caratteristiche di riferimento non saranno abbandonate. La vettura resterà un'auto ideale per un utilizzo in condizioni estreme e avrà sempre la trazione integrale, il baricentro alto, i rapporti corti e la nota robustezza. Tuttavia, nelle sue nuove vesti la Niva dovrà consentire il "completo riposizionamento della Lada come marchio automobilistico". Il modello, assieme a una Suv per il segmento C prevista per il 2024, rientra nel nuovo piano prodotti che prevede il lancio di quattro novità in cinque anni e, soprattutto, maggiori sinergie all'interno del gruppo transalpino. In tal senso è stato deciso di accorpare la Lada con la Dacia per creare una singola divisione, aumentando efficienza e competitività, pur mantenendo distinti i due brand.  previsto, per esempio, che le due Case condividano una sola piattaforma, la Cmf-B, riducano le varianti di carrozzeria da 18 a 11 e amplino il loro attuale perimetro operativo sul fronte sia dei mercati, sia dei segmenti.   

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Renault - Torna la R5, ma sarà elettrica

4 Ruote - Gen 14,2021

uno dei simboli automobilistici degli anni '70-'80 e, nella sua versione vitaminizzata, è un mito per tutti gli appassionati: è la Renault 5, che il marchio della Losanga intende far rinascere ma con una differenza sostanziale rispetto al passato, visto che sarà esclusivamente elettrica. Per ora, la vettura è stata svelata come prototipo, ma già oggi rappresenta il nuovo corso del costruttore francese.

"Nouvelle Vague". Il marchio Renault, nel quadro del nuovo piano industriale Renaulution, dovrà infatti abbracciare una "nouvelle vague" fatta di modernità, innovazione e tecnologie avanzate. La nuova R5 rientra in pieno nella nuova impostazione voluta dall'ad Luca De Meo. "La nuova R5 è la Nouvelle Vague: è fortemente legata alla sua storia, eppure rappresenta il futuro", ha affermato il manager italiano, sottolineando l'obiettivo della Casa francese di "rendere popolare l'elettrico" sul mercato. Il prototipo non è una semplice riedizione del modello originale: i designer si sono ispirati ovviamente alle forme della vecchia R5, tuttavia lo stile è più moderno e ovviamente adeguato alle aspettative e ai gusti della clientela di oggi. Infatti, stando a quanto dichiarato, le finiture e i materiali si ispirano al mondo dell'elettronica, dell'arredamento e dello sport per esprimere modernità e coniugare tre aspetti: mobilità urbana, elettrificazione e caratteristiche attraenti.

Passato e futuro. In sostanza, la nuova due volumi dovrà collegare il passato e il futuro della Renault. "La R5 - ha spiegato il responsabile del design Gilles Vidal - è immediatamente riconoscibile, ma grazie a un trattamento moderno delle linee e delle superfici e a dettagli futuristici, il risultato è decisamente nello spirito dei tempi attuali". Vidal ha quindi fatto presente come "alcuni elementi stilistici ripresi dal design originale in chiave moderna nascondano funzioni molto moderne". La presa d'aria del cofano, per esempio, nasconde il portello per la ricarica, le luci posteriori includono alette aerodinamiche, mentre quelli che un tempo erano i fendinebbia nel paraurti ora sono luci diurne. Cenni alla R5 originale si riscontrano, inoltre, sulla griglia laterale, sulle ruote e sul logo posteriore. 

Il piano prodotti. Come detto il prototipo rappresenta il nuovo corso della Renault. Per la Casa della Losanga sono state definite una serie di direttrici all'interno del piano Renaulution: aumento della presenza nel segmento C, ampliamento dell'esposizione a canali più redditizi in America Latina o Russia, leadership nell'elettrificazione per il 2025 (sarà potenziato il polo "elettrico" nel Nord della Francia; saranno costituite joint venture nelle fuel cell; la metà dei lanci in Europea riguarderà veicoli a batteria; entro 5 anni il 30% delle vendite sarà a batteria e il 35% ibrido), forte attenzione su tecnologie chiave tramite "Software République", un ecosistema aperto dedicato a programmi, big data, sicurezza informatica e microelettronica, e impegno nell'economia circolare come dimostrato con la riconversione dalla storica fabbrica di Flins. Il piano prodotti prevede, tra l'altro, il lancio di due nuovi modelli per il segmento D tra il 2023 e il 2024, di cinque per il segmento C e di altrettanti per il B tra il 2021 e il 2025, mentre non sono previsti prodotti per l'A. Entro il 2025 verranno lanciati nel complesso 14 modelli (7 elettrici e 7 veicoli C/D) con l'ambizione che il 45% delle vendite sia generato in segmenti di fascia più alta rispetto a quanto avviene oggi.  

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Gruppo Renault - Nel nuovo piano industriale meno investimenti e costi, 24 nuovi modelli e più utili

4 Ruote - Gen 14,2021

Meno costi e investimenti in Ricerca&Sviluppo, meno piattaforme e motori, più attenzione per l'elettrico e crescenti sinergie con l'alleato nipponico Nissan per arrivare a lanciare 24 modelli entro il 2025. Sono queste, in estrema sintesi, le linee guida del nuovo piano industriale del gruppo Renault, elaborato dal neo amministratore delegato Luca De Meo. Il business plan, dal titolo emblematico ("Renaulution"), punta in sostanza a chiudere l'era Ghosn e la sua "grandeur" incentrata sulla crescita dei volumi e su una continua espansione geografica per privilegiare una maggior efficienza operativa e quindi un ritorno a una redditività sostenibile dopo le perdite del 2019 e il rosso di bilancio record del primo semestre del 2020.

Dai volumi al valore. La priorità del piano è espressamente indicata nell'incipit della presentazione: la nuova strategia, infatti, "punta a spostare la priorità strategica del gruppo Renault dal concetto di volumi a quello del valore". "Più che una svolta, è una profonda trasformazione del nostro modello di business", ha aggiunto De Meo. "Passeremo da un'azienda automobilistica che lavora con la tecnologia a un'azienda tecnologica che lavora con le automobili". Per raggiungere tale scopo sono previste tre fasi ben distinte: la prima, la "Resurrezione", prevede che fino al 2023 il focus sia sul recupero dei margini e della generazione di cassa; la seconda è la "Ristrutturazione", arriverà fino al 2025 e sarà incentrata su un rinnovo e un arricchimento della gamma per migliorare la redditività; la terza, "Rivoluzione", riguarderà gli anni successivi al 2025 e imposterà un modello di business incentrato su tecnologie innovative e nuove forme di mobilità.    

Rilanciare la competitività. Il piano punta quindi a ripristinare la competitività dell'intero gruppo facendo leva su una serie di direttrici, tra cui la riduzione dei costi fissi e variabili nella fasi di sviluppo e progettazione dei prodotti e di produzione, un'accelerazione sulla mobilità del futuro e sui servizi e maggiori sinergie all'interno dell'Alleanza con la Nissan per aumentare la copertura tecnologica e il presidio dei segmenti di prodotto. Infine, non manca un'ampia riorganizzazione: il gruppo si doterà di una nuova struttura incentrata su quattro divisioni basate su marchi e mercati e "orientata al valore", che porterà l'azienda a misurare le proprie performance non sulle quote di mercato e sulle vendite, ma sulla redditività, la generazione di cassa e l'efficacia degli investimenti.

Meno piattaforme e motori. Per il 2023, il gruppo punta a raggiungere un margine operativo superiore al 3%, flussi di cassa per circa 3 miliardi di euro e la riduzione degli investimenti all'8% circa dei ricavi. Per il 2025 il margine dovrà salire ad almeno il 5% e i flussi a 6 miliardi. Il miglioramento della redditività sarà raggiunto tramite una maggiore efficienza delle funzioni aziendali, una minor complessità e una crescente rapidità decisionale. Pertanto, le piattaforme saranno ridotte da sei a tre (l'80% dei volumi sarà basato su tre architetture condivise all'interno dell'Alleanza) e le famiglie dei propulsori da otto a quattro (una per i diesel dei veicoli commerciali, una per le auto ibride a benzina, una per elettriche e una per le fuel cell). Tutti i modelli saranno sul mercato in meno di tre anni; la capacità produttiva sarà tagliata da 4 milioni di unità l'anno a 3,1 milioni e il tasso di utilizzo degli impianti aumento dal 70% al 120%; la presenza internazionale si sposterà verso attività ad alto margine; i costi fissi saranno ridotti di 2,5 miliardi (500 milioni in più rispetto al precedente target) entro il 2023 e di 3 miliardi entro il 2025; i costi variabili di 600 euro per veicolo entro tre anni; gli investimenti saranno tagliati dal 10% circa dei ricavi 2019 all'8% per il 2025. 

L'offensiva di prodotto e la nuova divisione Mobilize. Il piano non prevede comunque solo tagli per aumentare la redditività, ma anche una rinnovata offensiva di prodotto, in particolare in fasce di mercato a maggior redditività e con modelli dal miglior mix di prezzo. Il gruppo ha in programma 24 lanci entro il 2025, per la metà nei segmenti C e D, e almeno dieci veicoli elettrici. In tal senso ogni nuova business unit avrà specifici obiettivi. La Renault, per esempio, dovrà abbracciare una "nouvelle vague" fatta di modernità e innovazione; per Dacia e Lada la parola d'ordine sarà "semplicità", ma con alcune differenze rispetto al  passato come l'ingresso nel segmento C; l'Alpine, invece, integrerà Alpine Cars, Renault Sport Cars e Renault Sport Racing per sviluppare auto sportive esclusive, innovative ed elettriche. Infine, de Meo ha battezzato la nascita di una quarta divisione, Mobilize, dedicata ai nuovi servizi per la mobilità: potrà contare su quattro veicoli progettati appositamente per il car sharing, il ride-hailing e le consegne di ultimo miglio.

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Formula 1 - Ecco la livrea della Alpine A521

4 Ruote - Gen 14,2021

Nell'ambito della presentazione del nuovo piano industriale del gruppo Renault battezzato Renaulution è stata svelata anche la rinnovata identità del team di Formula 1 e della nuova Alpine A521 che prenderà parte al Mondiale 2021. Sarà affidata alle cure dello spagnolo Fernando Alonso, già due volte iridato in F.1 con il team di Enstone, e al giovane francese Esteban Ocon.

Il rebranding. La squadra con sede a Enstone da oggi si chiama Alpine F.1 Team. Per celebrare il lancio della nuova identità, sono stati svelati anche dei render della nuova monoposto che debutterà in pista a metà marzo, in occasione dei test invernali in Bahrain. Come ha spiegato Antony Villain, direttore di Alpine Design, la livrea non è ancora definitiva, anche se alcuni elementi importanti dovrebbero rimanere. Per il momento, si presenta in versione total black, mettendo in risalto il tricolore francese e il grande logo Alpine che occupa gran parte del cofano motore. Dare una specifica identità al team di Formula 1, ma anche all'intero programma Alpine Motorsport, è una grande sfida e un'opportunità. La livrea presentata oggi è la prima evocazione di quella che sarà la nuova identità di Alpine in F.1. Alcuni aspetti grafici strutturali rimarranno invariati, mentre altri cambieranno. Il blu, il bianco e il rosso fanno riferimento alla bandiera francese, ma anche a quella britannica. Sono colori molto importanti per noi.

Il motorsport al centro della strategia. Alpine e Renault hanno una lunga storia di successi nel motorsport e le competizioni continueranno ad avere un ruolo importante per i due marchi, con la Formula 1 che resta al centro della strategia per lo sviluppo del marchio. Laurent Rossi, nuovo ceo della Alpine, ha detto: La nuova Alpine porta in sé quelle che erano tre aree eccellenti indipendenti per fonderle in un'unica grande attività. Alpine mette insieme il talento degli uomini e delle donne di Dieppe, che si va a unire a quello degli ingegneri del team di Formula 1 e a Renault sport, dando così maggiore risalto ai prodotti 100% elettrici che porteranno in alto il nome di Alpine, sia sulle strade che in pista.

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Volkswagen - La nostra intervista a Stefano Forcato

4 Ruote - Gen 14,2021

Dopo gli studi in Economia all'università di Verona, Stefano Forcato ha iniziato a lavorare nel 2004 nel Volkswagen Group Italia: al mondo delle auto aziendali si dedica dal 2006 e ora ricopre la posizione di responsabile flotte della Volkswagen Italia. Ecco il suo bilancio dell'anno da poco concluso e la sua visione del settore.

Il 2020 è stato un anno molto particolare: si può dire che ci sia stata una ripresa della domanda business dopo il lockdown di primavera o gli effetti sono stati perduranti? 
Il lockdown ha avuto inevitabilmente un impatto significativo sulla domanda business, pertanto come brand Volkswagen abbiamo deciso di investire sui nostri clienti e sulla rete dei nostri concessionari con importanti iniziative commerciali dedicate a intercettare ogni opportunità. Grazie all'organizzazione flotte dei nostri concessionari abbiamo registrato un'ottima performance, superiore alle aspettative. Osserviamo comunque una tendenza sempre più ricorrente nel comportamento d'acquisto dei nostri clienti, la richiesta di maggiore flessibilità nelle soluzioni di mobilità.

La pandemia ha indotto una modifica delle richieste da parte della clientela fleet? Registrate richieste di allungamento di contratti in essere, downsizing dei modelli nelle car list, riduzione del numero delle vetture in flotta? 
Abbiamo osservato diversi fattori legati ai lockdown: lo smart working e la tecnologia hanno contribuito a ridurre le trasferte della forza commerciale dei nostri clienti, cosa che ha comportato, almeno per il periodo relativo ai primi mesi della pandemia, una generale tendenza alla proroga dei contratti di noleggio in scadenza. Questo fatto non ha però avuto un forte impatto sulla nostra rete di concessionari, perché uno dei punti di forza del nostro prodotto è il valore residuo e la domanda di usato è pertanto sempre molto importante. Inoltre, la proroga dei contratti è stata un fenomeno circoscritto a pochi mesi, al quale è seguita una maggiore richiesta di sostituzioni da parte dei clienti flotte. Gli ultimi mesi del 2020 sono stati quindi strategici per la Volkswagen: per poterne sfruttare ogni opportunità abbiamo attuato un'offensiva commerciale senza precedenti, puntando specialmente sulla Golf 8, la cui ampia gamma di motori e alimentazioni include tre turbobenzina mild hybrid a 48 V e due sistemi plug-in, con una significativa autonomia esclusivamente elettrica. Rileviamo inoltre un'altra conseguenza del lockdown, legata alle valutazioni dei mobility manager che modulano l'utilizzo dei mezzi aziendali e del trasporto pubblico: nel breve termine, un aumento nell'utilizzo dei veicoli a parco; nel medio periodo, invece, valutazioni sull'aumento del parco pool e sull'incremento della popolazione aziendale avente accesso alla car policy. Sempre vivo e attuale è anche l'inserimento in car list di mezzi elettrici e ibridi, una tendenza ormai inarrestabile. Per la Volkswagen rileviamo spiccato interesse per le novità della gamma, come le Golf 8 e Tiguan, oltre che per tutta l'offerta di mobilità elettrica e ibrida con la ID.3 e le versioni plug-in sempre delle Golf 8 e Tiguan.

Il diesel conserva intatto il suo appeal tra le vetture aziendali o inizia a dare segnali di flessione anche tra la clientela business? 
Le car policy sono sempre più orientate ai prodotti innovativi, ma il diesel non viene abbandonato per le fasce riservate ai commerciali e, in generale, alle figure caratterizzate dai chilometraggi più elevati. La nostra esperienza ci dice che è sempre più necessaria una car policy su misura, che analizzi le reali necessità della popolazione aziendale e le traduca nella motorizzazione e versione più funzionale ed efficiente. Teniamo inoltre in massima considerazione la necessità di tradurre in pratica la vocazione green e i principi di responsabilità ambientale, sempre più importanti e condivisi nelle realtà delle aziende, da sempre in Italia volano dell'innovazione. La Volkswagen, regina delle motorizzazioni endotermiche ma protagonista anche nelle tecnologie mild hybrid, plug-in e full electric con la famiglia ID., è in grado di soddisfare pienamente questa modularità e varietà della car policy e di coprire ogni esigenza del cliente come unico interlocutore leader di mercato.

Avete introdotto nella vostra offerta soluzioni differenti e innovative rispetto a quelle tradizionali del noleggio e del leasing finanziario? 
Il noleggio a lungo termine è un prodotto estremamente modulare: lavorando sulle durate, i chilometraggi e, soprattutto, sui servizi inclusi, il dealer è in grado di disegnare un'offerta specifica per ogni singolo cliente. Abbiamo quindi concentrato la nostra attenzione su queste leve, offrendo competenza e soluzioni su misura adeguatamente supportate. A livello tattico, poi, ci siamo concentrati nel primo periodo di ripresa su iniziative mirate a sostenere il business nell'immediato, offrendo le prime tre rate del noleggio free, mentre nell'ultima parte dell'anno abbiamo puntato su offerte commerciali molto competitive, mirate a intercettare le necessità di mobilità dei clienti.

Registrate una crescita di domande di modelli green e di quali tipologie? Mild e full hybrid, plug-in, full electric, altri tipi di alimentazioni alternative come il metano? 
Le aziende hanno la vocazione e la responsabilità d'innovare per prime, ma anche di proteggere l'ambiente e diffondere i principi di sostenibilità. La Volkswagen vuole giocare un ruolo da protagonista nella sostenibilità e può offrire ogni tecnologia, dalle motorizzazioni tradizionali diesel e benzina a quelle mild e plug-in hybrid fino ad arrivare alle full electric, in cui, con la piattaforma Meb e un ambizioso piano industriale, vuole confermarsi leader di mercato. Il percorso di elettrificazione sarà graduale e va disegnato sulle reali e specifiche necessità dei clienti, studiandone le esigenze logistiche ma anche le necessità di strutture di ricarica. Il team Volkswagen flotte e la rete dei concessionari si stanno preparando a questa funzione di consulenza legata al percorso di elettrificazione, per offrire ai propri clienti il valore aggiunto della pianificazione e della conoscenza approfondita del prodotto giusto per ogni esigenza.

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Tesla - Usa, chiesto il richiamo di 160 mila veicoli per problemi al touchscreen

4 Ruote - Gen 14,2021

La Nhtsa (National Highway Traffic Safety Administration) ha inviato alla Tesla una lettera per chiedere il richiamo di quasi 160 mila veicoli. Si tratta, in particolare, di 158.716 esemplari di Model S e Model X prodotte a Fremont prima del 2019 e interessate da un difetto al touchscreen da tempo al centro di un'indagine dell'agenzia americana per la sicurezza dei trasporti.

Il difetto. Il richiamo, che riguarderebbe le Model S assemblate dal 2012 al 2018 e le Model X costruite dal 2016 al 2018, sarebbe il più grande mai affrontato dalla Casa californiana in termini di esemplari interessati e verterebbe su alcune problematiche sollevate dai reclami da parte della clientela: gli schermi infatti, dopo un certo numero di anni, mostrano una perdita di funzionalità che mette a rischio la sicurezza di conducenti e passeggeri. Nello specifico, i dispositivi di memoria delle unità di controllo avrebbero un ciclo di scrittura limitato, il che implica la possibilità di un malfunzionamento dopo un certo numero di programmazioni. In sostanza, il touchscreen smette di rispondere agli input del guidatore e in alcuni casi il display viene oscurato parzialmente o integralmente. I problemi al touchscreen, stando alle lamentele dei proprietari, hanno interferito con la capacità di utilizzare i sistemi di riscaldamento, aria condizionata, sbrinamento e disappannamento dei vetri, oppure la retrocamera e le funzioni dell'Autopilot durante il parcheggio e la guida. Nella lettera, inviata al vicepresidente per gli affari legali della Tesla Al Prescott, l'autorità federale ha rilevato che i problemi potrebbero aumentare il rischio di incidenti automobilistici a causa della "possibile mancanza di avvisi e segnali acustici" legati al sistema di guida assistita. I guasti, sempre secondo quanto scritto nella missiva, riguardano il 17% delle Model S e il 4% delle Model X, ma con l'invecchiamento delle auto sono destinati ad aumentare fino ad arrivare al 100% degli esemplari interessati nel giro di 10 anni. La Tesla, alle prese anche con un caso giudiziario in Germania sull'uso del touchscreen durante la marcia del veicolo, può rifiutarsi di soddisfare la richiesta dell'agenzia, ma dovrebbe presentare un'ampia documentazione per motivare la sua scelta: in tal caso, non sono escluse ulteriori iniziative da parte della Nhtsa, con il ricorso a un'aurotià giudiziaria e la trasformazione del richiamo in procedura obbligatoria. 

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DS7 Crossback - Le novità della gamma motori

4 Ruote - Gen 14,2021

La gamma propulsori della DS7 Crossback si rinnova per il 2021. Vengono infatti introdotte le motorizzazioni benzina e diesel con omologazione Euro 6.2, mantenendo intatta l'offerta: sei powertrain e cinque allestimenti.

Benzina, diesel e plug-in hybrid. I clienti potranno dunque contare sulle versioni benzina 1.2 130 CV e 1.6 180 CV, sulle E-Tense plug-in hybrid 1.6 da 225 e 300 CV e sui diesel 1.5 130 CV e 2.0 180 CV. Per la sola E-Tense da 300 CV, inoltre, è prevista la trazione integrale, mentre il cambio manuale è proposto solo sui modelli d'accesso 1.2 benzina e 1.5 diesel. Gli allestimenti, infine, sono denominati Business, Performance Line, Performance Line+, Grand Chic e Louvre.

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Gruppo Volkswagen - Wolfsburg, ridotta la produzione per mancanza di semiconduttori

4 Ruote - Gen 13,2021

La mancanza di semiconduttori sta costringendo il gruppo Volkswagen a rivedere ancora una volta i programmi produttivi dello stabilimento di Wolfsburg. I ritardi nelle forniture hanno spinto i responsabili aziendali a ridurre le attività di assemblaggio di diversi modelli: gli addetti alle catene di montaggio delle Volkswagen Tiguan e Touran e della Seat Tarraco inizieranno a lavorare a orari ridotti, come già avviene da diversi giorni sulla linea dedicata alla Golf

Problema per tutti. Il problema affrontato dal costruttore tedesco riguarda tutto il settore automobilistico, alle prese con le conseguenze di una serie di colli di bottiglia emersi negli ultimi mesi nel comparto dei microprocessori e in altre importanti categorie di componenti. La pandemia di coronavirus ha infatti spinto i produttori di semiconduttori a rivedere le proprie politiche commerciali dedicando una sempre maggior capacità a settori, quali l'elettronica di consumo o l'informatica, meno penalizzati dalle misure di lockdown. La ripresa della domanda di auto, in parte inattesa, soprattutto in Cina, ha trovato il comparto del tutto impreparato a rispondere alle richieste delle Case e ad aumentare l'offerta. Allo stesso tempo, nel campo della logistica sono emersi diversi problemi, per la maggior parte collegati al rimbalzo dell'economia cinese, che stanno alterando i flussi commerciali internazionali: tariffe in forte aumento, carenza di container e bassa disponibilità di navi, solo per citarne alcuni. Le criticità a monte della filiera, combinate con i problemi conseguenti, hanno quindi determinato ritardi nelle forniture e spinto diversi costruttori a rallentare le proprie attività produttive: la questione sta interessando non solo il gruppo tedesco ma anche FCA, Ford, Toyota, Nissan e Honda oltre a numerosi fornitori di componentistica, come la Continental e la Bosch. 

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Citroën C4 - Al volante della nuova generazione - VIDEO

4 Ruote - Gen 13,2021

Era una berlina, ora è a tutti gli effetti una crossover. La nuova Citroën C4 interpreta in modo del tutto nuovo il concetto di segmento C: sbalzi ridotti, altezza da terra di quasi 16 centimetri, una carrozzeria che strizza l'occhio alle coupé, per via del padiglione spiovente, e grandi ruote da 18 pollici, di serie su tutti gli allestimenti per il nostro mercato. Prezzi a partire da 22.900 euro e tre tipologie di motori: benzina, diesel ed elettrico.

Nessuna come lei. L'abbiamo guidata prima con il 1.2 PureTech da 130 cavalli e poi in versione a emissioni zero, la ë-C4. Per entrambe, la parola d'ordine al volante è confort, per diversi aspetti. Un po' per la silenziosità con cui è isolato l'abitacolo da fruscii e rumore di rotolamento degli pneumatici, un po' per il buon lavoro delle sospensioni a smorzamento idraulico Progressive Hydraulic Cushions. Non sono una novità, va detto, le abbiamo viste qualche anno fa anche sul restyling della Cactus, ma tutte le volte si fanno apprezzare per come incassano le imperfezioni stradali.

Più spazio di quanto si pensi. Parlando di confort entrano in partita anche i sedili che, attraverso schiume a diversa densità sostengono molto efficacemente schiena e gambe. Anche in questo caso non sono una prima assoluta, ma debuttano sulla nuova segmento C della Citroën. La seduta più alta rispetto a quella delle classiche due volumi fa godere di una migliore visibilità sulla strada. L'abitacolo, poi, è ampio e molto luminoso grazie al grande tetto di vetro e offre una buona visuale in quasi tutte le direzioni. Già, perché il lunotto, tagliato in due da uno spoiler (come sulla prima C4 del 2004) limita un po' la visuale e in manovra costringe ad affidarsi alla retrocamera.

Si gode il viaggio. Su strada si apprezzano il comportamento prevedibile e la presenza di tanti assistenti alla guida: la C4 predilige le andature tranquille, va detto. Lo sottolineano lo sterzo, leggero in manovra e sempre facile da gestire, e il comando del cambio manuale a sei marce (sulla benzina), dagli innesti un po' lunghi e, quando viene chiamato in causa con troppa verve, contrastati. L'ormai noto tre cilindri 1.2 turbobenzina è brillante e ha un bel caratterino: corposo in basso, permette di riprendere rapidamente velocità, anche senza scalare. L'unico appunto va alla sua timbrica che, ai regimi più elevati, filtra più di quanto ci si aspetterebbe nell'abitacolo.

Quella strumentazione piccola. La piccola strumentazione digitale, strano ma vero, riporta un contagiri minuscolo, difficile da consultare. Le informazioni principali, invece, sono ben visibili, ma le personalizzazioni sono limitate. Una scelta voluta dalla Citroën, che in teoria dovrebbe portare l'attenzione sull'head up display a colori. Pochi effetti speciali anche alla voce materiali. C'è molta plastica: più morbida per la parte alta, più rigida in basso e per qualche dettaglio sulle portiere. Finiture piano black e una trama speciale per la plancia fanno il resto.  

Anche 100% elettrica. Oltre alla versione a benzina, la C4 è disponibile anche con un motore elettrico da 136 CV (0-100 km/h in 9,7 secondi) alimentato da un pacco batterie da 50 kWh, per 350 km teorici di autonomia nel ciclo Wltp, ancora in fase di omologazione. Interessante sapere che tra elettrico e termico non cambiano le misure di abitacolo e bagagliaio. Viaggiare a zero emissioni è sempre molto piacevole se accompagnati da un abitacolo ben fatto come quello della C4, senza rumori di fondo o fastidiosi scricchiolii. A bordo regna una sensazione di solidità. A batterie cariche, l'autonomia segnata era di 326 chilometri, un dato che si avvicina molto al dichiarato. In base alle necessità ci sono tre modalità di guida: Normal, Eco e Sport e si può impostare, attraverso un tasto vicino al selettore del cambio, un freno motore più vigoroso per aumentare il recuper dell'energia.  

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Smart - Il futuro sarà a ruote alte

4 Ruote - Gen 13,2021

Il futuro della Smart non sarà solo elettrico, ma anche all'insegna delle Suv. Stando infatti a quanto dichiarato dal responsabile del marchio, Daniel Lescow, alla rivista tedesca Automobilwoche, il primo modello della joint venture tra la Daimler e la holding cinese Zhejiang Geely, da un anno operativa ufficialmente, sarà proprio un veicolo a ruote altre.

Cambio di paradigma. La nuova vettura, al debutto nel 2022, sarà realizzata sulla base della piattaforma Sea (Sustainable Experience Architecture), sviluppata dalla Geely per tutti i suoi marchi e in grado di coprire diversi segmenti del mercato grazie alla sua scalabilità: dalle berline compatte fino all'alto di gamma. La Sea sarà utilizzata per almeno un altro modello Smart, probabilmente una seconda Suv, e consentirà al brand di cambiare completamente la sua reputazione e il suo posizionamento sul mercato. L'immagine della citycar dallo stile simpatico e accattivante lascerà spazio a qualcosa di completamente diverso, spostando la Smart verso l'alto di gamma. "La sola lunghezza del veicolo non è più un fattore decisivo per noi: abbiamo ridefinito i requisiti del brand", ha affermato Lescow. "Vogliamo emanare una luce ancora più premium e non apparire più così 'giocosi' come abbiamo fatto finora. A tal fine, i nuovi modelli presenteranno dotazioni più ricche,  nuovi standard di connettività e funzioni di guida assistita.

Premium ma non troppo. La maggior esclusività e il relativo e inevitabile aumento dei prezzi non andranno comunque a intaccare alcune caratteristiche di riferimento del marchio. Lescow esclude la sovrapposizione dei nuovi modelli con la gamma delle compatte Mercedes, come la Classe A e la GLA, e soprattutto un incremento eccessivo dei listini. "Restiamo un marchio accessibile per i nostri clienti", garantisce il manager, sottolineando il vantaggio dei bassi costi di produzione garantito dalla decisione di spostate l'assemblaggio in Cina: la joint venture tra la Daimler e la Geely ha scelto la città di Xi'an per realizzare una fabbrica che costruisca i veicoli elettrici Smart dal 2022, con una capacità produttiva di circa 150 mila unità all'anno. Attualmente, il modello principale del brand, la Smart fortwo, viene realizzato nell'impianto francese di Hambach, che poche settimane fa la Daimler ha ceduto alla Ineos: il colosso della petrolchimica britannico vi produrrà la fuoristrada Grenadier a partire dal prossimo autunno, occupandosi anche dell'assemblaggio della due posti tedesca fino al 2024. 

Focus sulla mobilità urbana. Ulteriori cambiamenti riguardano la rete commerciale. La Smart, infatti, si concentrerà sullo sviluppo di un sistema di vendite esclusivamente online in Europa e Cina. Lescow esclude invece un ritorno negli Stati Uniti, almeno nel breve periodo, dopo l'addio deciso nella primavera del 2019. Infine, non manca una conferma rispetto al passato: in un post pubblicato su LinkedIn, infatti, il manager ha messo in chiaro che l'attenzione della Smart rimarrà sulla mobilità urbana: "Il potenziale è vasto. Non solo in Europa, ma anche in Cina, dove le Suv stanno diventando i modelli più popolari tra tutti i veicoli sul mercato. Ma non c'è da preoccuparsi, la nostra nuova Suv non sarà destinata solo al Paese del Dragone, la lanceremo anche nei mercati europei.

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Leasys - Partnership con Wizkey per il mercato del credito

4 Ruote - Gen 13,2021

Di fronte alla nuova ondata di crediti deteriorati, derivanti dalla crisi economica innescata dalla pandemia in atto, servono nuove soluzioni avanzate per il mercato degli Npl (non performing loan, o crediti deteriorati, appunto). Per questo motivo, nel suo percorso di sviluppo nell'ambito dell'innovazione digitale, Leasys, la captive di FCA Bank, leader della mobilità in Italia e tra i principali player in Europa, ha siglato una partnership con WizKey, fintech attiva nell'offerta di soluzioni per il mercato del credito, per l'utilizzo della piattaforma Define nell'ambito del processo di cessione dei propri stock di Npl.

Cessione dei crediti velocizzata. Tramite la piattaforma Define, che sfrutta le potenzialità della blockchain, Leasys potrà utilizzare una tecnologia all'avanguardia per velocizzare le operazioni di cessione di crediti non performing, grazie a un'infrastruttura di mercato efficiente e sicura. Grazie a un sistema di smart contracts, infatti, il credito potrà essere tokenizzato e trasferito facilmente in pochi click. La piattaforma permette così la digitalizzazione dell'intero processo di negoziazione e cessione dei crediti (anche nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione), dando una spinta concreta alla standardizzazione dei processi, per favorire così la creazione di un mercato secondario del credito trasparente, liquido ed efficiente. La partnership con Leasys ci rende fieri del lavoro che stiamo portando avanti ormai da mesi: si tratta di un punto di partenza fondamentale per promuovere un'iniziativa che trasformerà completamente il mercato del credito. La crisi finanziaria del 2008 ci ha già mostrato come una gestione inefficiente dei crediti deteriorati metta sotto stress l'intero sistema Paese e possa causare seri rischi sistemici. sempre più evidente la necessità di strumenti tecnologicamente avanzati per affrontare la prossima ondata di Npl, connessa alla recessione in corso e che si manifesterà con più forza nei prossimi anni ha dichiarato Marco Pagani, ceo e founder di WizKey. L'emergenza COVID-19 è una sfida per tutti noi e il mondo delle imprese è messo a dura prova. In una situazione senza precedenti, Leasys ha dimostrato ancora una volta grande spirito d'innovazione con questo accordo strategico, che gli permetterà di essere, anche in questo ambito, un passo avanti. Le iniziative intraprese nell'ambito della digitalizzazione della gestione del credito ci hanno permesso di limitare gli impatti economici della pandemia, e faranno da propulsore per il rilancio dell'attività nell'arco del 2021 ha dichiarato Dario Petrelli, Credit Director di Leasys.

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Audi Q5 Sportback - In Italia con prezzi a partire da 56.500 euro

4 Ruote - Gen 13,2021

L'Audi apre gli ordini della Q5 Sportback in Italia, con le prime consegne previste a partire dal prossimo mese di giugno. La Suv-coupé da 4,69 metri è proposta a partire da 56.500 euro con tre motorizzazioni e in quattro allestimenti, che riprendono i contenuti della Q5 già disponibile sul mercato.

Benzina e diesel mild hybrid. I clienti potranno scegliere tra i powertrain 45 TFSI 2.0 a benzina da 265 CV (191-208 g/km), 40 TDI 2.0 da 204 CV (165/181 g/km) e 50 TDI 3.0 V6 da 286 CV (211-228 g/km). Tutte e tre le motorizzazioni sono dotate del sistema ibrido leggero (a 48 Volt per la sola 50 TDI), della trazione quattro e del cambio automatico (S tronic per le quattro cilindri e Tiptronic a otto marce per la V6 50 TDI). Ancora assenti dalla gamma, invece, la versione plug-in e la sportiva SQ5 TDI: entrambe dovrebbero arrivare in un secondo tempo.

Quattro versioni e il pacchetto Edition One. Gli allestimenti sono denominati base, Business Advanced, S line e S line plus, ai quali si aggiunge in fase di lancio il pacchetto Edition One. Per ottenerlo è necessario acquistare la variante S line, che include i pacchetti design selection e look nero, i battitacco di carbonio, le pinze dei freni rosse, i cerchi da 20" e altre finiture specifiche. La Edition One è offerta esclusivamente nelle tinte esterne Verde District, Blu Ultra, Grigio Quantum e Bianco Ghiaccio. Fanno invece parte della dotazione di tutte le versioni i gruppi ottici a Led, i cerchi di lega da 18", l'assetto sportivo, il portellone elettrico, l'Audi Drive Select e l'infotainment su piattaforma Mib3 con display da 10,1 pollici.

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Dakar 2021, Stage 10 - Vince Al Rajhi, Peterhansel terzo resta leader

4 Ruote - Gen 13,2021

Yazeed Al Rajhi ha vinto la decima tappa della Dakar, nel giorno in cui la carovana si è spostata da Neom fino a AlUla, in un percorso cronometrato di 342 chilometri. Alle spalle del saudita del team Toyota Overdrive vittorioso per la seconda volta quest'anno - troviamo i due grandi protagonisti di questa edizione del rally raid, con Nasser Al-Attiyah davanti a Stéphane Peterhansel. Quarto Carlos Sainz, ormai fuori dai giochi oltre ogni ragionevole dubbio.

Il saudita fa il bis. Una bella vittoria, arrivata nonostante una foratura negli ultimi chilometri abbia messo in dubbio una tappa egregiamente svolta. Al Rajhi ha raccontato: Siamo stati davvero veloci e Dirk ha fatto un grande lavoro di navigazione. A 30 chilometri dal traguardo ci siamo accorti di avere una foratura però abbiamo deciso di proseguire, perché eravamo quasi arrivati. La gomma è andata distrutta, ma noi siamo arrivati al traguardo. stato rischioso, ma volevamo vincere. Se ci fossimo fermati per cambiare la gomma avremmo perso più di un minuto, mentre gestire la foratura ci è costato meno della metà del tempo.

Peterhansel gestisce il vantaggio. Nella tappa odierna, il duello tra Peterhansel e Al-Attiyah si è risolto a favore del qatariota del team Toyota Gazoo Racing. Tuttavia, il francese della Mini X-Raid JCW ha perso appena 49 secondi e nella classifica generale gode di 17 minuti di vantaggio da poter gestire durante le ultime due prove di domani e venerdì. Stéphane è sotto pressione perché è il leader, ma lo sono anche io: se non farò abbastanza bene, finirò di nuovo secondo, ha detto Al-Attiyah al termine della gara di oggi, aggiungendo: Domani sarà una tappa decisiva per l'assegnazione della Dakar. Noi cercheremo di fare del nostro meglio e non useremo nessuna strategia. Spingeremo il più possibile, anche se sarà una tappa difficile.

Dakar 2021, la classifica generale dopo la Stage 10

1. Peterhansel/Boulanger - X-Raid Mini JCW | 37h 33m 06s

2. Al-Attiyah/Baumel - Toyota Gazoo Racing | 37h 50m 07s

3. Sainz/Cruz - X-Raid Mini JCW | 38h 36m 50s

4. Przygonski/Gottschalk - Orlen Team Overdrive | 39h 51m 49s

5. Roma/Winocq - Bahrain Raid Xtreme | 40h 23m 28s

6. Al Qassimi/Panseri - Abu Dhabi Racing | 40h 46m 20s

7. Vasilyev/Tsyro - X-Raid Team | 40h 48m 02s

8. De Villiers/Bravo - Toyota Gazoo Racing | 41h 16m 34s

9. Prokop/Chytka - Benzina Orlen Team | 41h 18m 52s

10. Lavieille/Garcin - MD Rallye Sport | 42h 03m 58s

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Sono Motors - Le novità svelate al Ces 2021

4 Ruote - Gen 13,2021

La Sono Motors è intervenuta all'edizione digitale del Ces 2021 per annunciare la partnership con l'americana EasyMile per la fornitura di pannelli fotovoltaici per veicoli a guida autonoma. L'accordo sancisce l'avvio, da parte dell'azienda tedesca, dell'attività come fornitore di tecnologia verso terzi, affiancata a quella di costruttore della elettrica Sion. La Sono Motors ha infatti realizzato strutture in polimeri che formano la carrozzeria della vettura, ma che funzionano anche come i pannelli solari per raccogliere energia.

La Sion su strada nel 2022. I pannelli della Sono Motors sono più leggeri ed economici di quelli tradizionali e possono quindi essere integrati in ogni tipo di oggetto. Su una vettura come la Sion, la Casa ha calcolato di poter recuperare circa 37 km di autonomia sfruttando l'energia solare quando la vettura è parcheggiata: questo dato è calcolato in base al meteo di Monaco di Baviera. La Sion può ovviamente essere collegata anche ad una colonnina di ricarica tradizionale ed offre un' autonomia di circa 255 km con batterie da 35 kWh. Proprio nella documentazione fornita al Ces, la Casa ha presentato anche un prototipo aggiornato della Sion, che adotta un design più arrotondato e nuovi gruppi ottici: uno stile che dovrebbe anticipare quello del modello definitivo, le cui consegne sono previste per il 2022. La vettura costa 25.500 euro e sarà inizialmente proposta solo in Europa.

80 kW dai pannelli di un rimorchio. In occasione dell'annuncio del Ces, la Sono Motors ha presentato anche un progetto aggiuntivo. Si tratta del rimorchio di un camion rivestito con i pannelli solari, che, secondo le stime dei tecnici, è in grado di generare fino ad 80 kWh all'ora per alimentare, per esempio, le celle frigorifere.

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Auto elettriche - Apple avrebbe trattato lacquisto della startup Canoo

4 Ruote - Gen 13,2021

Dagli Stati Uniti arrivano nuove indiscrezioni sulle ambizioni della Apple nel mondo delle quattro ruote. Secondo il sito The Verge, la multinazionale di Cupertino avrebbe intrattenuto dei colloqui con i responsabili della startup di veicoli elettrici Canoo nel quadro del suo programma di sviluppo di un'auto elettrica a guida autonoma, meglio noto come Progetto Titan. I contatti sarebbero avvenuti nella prima metà del 2020 e sul tavolo ci sarebbero state diverse opzioni, tra cui l'acquisizione della stessa Canoo da parte della Apple. 

La piattaforma. Secondo The Verge, ad attrarre l'interesse della Mela sarebbe stata soprattutto la piattaforma sviluppata dalla startup californiana, differente da quelle progettate da altre startup o Case automobilistiche tradizionali perché integra un maggior numero di componenti elettronici e sfrutta la tecnologia steer-by-wire per il controllo dello sterzo: due aspetti che consentono di aumentare la flessibilità progettuale del veicolo. Le trattative sarebbero saltate per gli interessi divergenti tra le parti: la Canoo, fondata da tecnici e dirigenti usciti dalla Faraday Future nel 2017, sarebbe stata disposta ad aprire il proprio capitale alla Apple per ottenere nuove risorse finanziarie, come poi avvenuto con la quotazione a Wall Street dello scorso autunno, ma non a cedere la compagnia. 

I legami con Hyundai. Dal canto suo, la multinazionale fondata da steve Jobs avrebbe concentrato le sue attenzioni su altre opzioni per portare avanti il progetto Titan, come dimostrato nelle ultime settimane dall'avvio di discussioni per una partnership produttiva con diversi costruttori, a partire dalla Hyundai. Tra l'altro, la Casa coreana è legata alla Canoo da un accordo di collaborazione per lo sviluppo congiunto di veicoli elettrici, ma ciò non avrebbe alcun legame con i colloqui intercorsi tra i coreani e la Apple. Le indiscrezioni, non commentate dalle due aziende, dimostrano comunque l'impegno della startup nella ricerca di potenziali partner finanziari o produttivi. La Canoo, sostenuta da capitali cinesi e taiwanesi fin dalla sua fondazione, ha intrattenuto diversi colloqui con aziende della Silicon Valley o della Cina per ottenere i capitali necessari a sostenere i suoi programmi di sviluppo, prima di optare per lo sbarco in Borsa tramite una fusione con il veicolo Hennessy Capital Acquisition Corp. IV. L'operazione ha consentito di raccogliere circa 600 milioni di dollari, ma la Canoo non ha rinunciato all'ambizione di lavorare con grandi aziende come la Apple: infatti, per sua stessa ammissione, sono in corso colloqui con società interessate a sfruttare le sue tecnologie e competenze ingegneristiche. 

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Auto elettriche - Geely si allea anche con la Foxconn

4 Ruote - Gen 13,2021

Nuova partnership per la Zhejiang Geely Holding Group: la società cinese ha firmato un accordo di collaborazione con la Foxconn nel campo delle auto elettriche. In particolare, le due aziende uniranno le forze per costituire una joint venture paritetica con lo scopo di fornire ad altre case automobilistiche servizi di consulenza sulle tecnologie per veicoli elettrici e servizi di produzione a contratto. 

Le strategie delle due aziende. L'iniziativa rientra nelle strategie perseguite da entrambe le realtà imprenditoriali asiatiche per sfruttare le crescenti opportunità garantite dal boom delle auto alla spina, in particolare in Cina. Alla Zhejiang Geely Holding Group - proprietaria, tra l'altro, della Geely Automobile e della Volvo, nonché primo azionista della tedesca Daimler - la joint venture consentirà da una parte di poter condividere la sua ultima piattaforma per veicoli elettrici con altre aziende del settore, in modo da abbattere i costi di sviluppo e produzione, dall'altra di migliorare il tasso di utilizzo della capacità produttiva annua dei suoi stabilimenti cinesi: tramite la Geely, la holding cinese è in grado di produrre quasi 2 milioni di vetture, ma nel 2020 le vendite hanno superato di poco gli 1,3 milioni. Inoltre, l'alleanza con la Foxconn rappresenta l'ennesimo accordo siglato negli ultimi giorni nel campo delle nuove forme della mobilità: lunedì 11 gennaio è stata annunciata una collaborazione con il colosso del web Baidu nelle tecnologie per la guida autonoma. Per l'azienda taiwanese, meglio nota per assemblare prodotti di elettronica di consumo o telefonini come l'iPhone della Apple, si tratta dell'ennesima iniziativa strategica volta a rafforzare le proprie ambizioni nel settore delle auto elettriche. La Foxconn è intenzionata a fornire componenti e servizi ad almeno il 10% del mercato globale entro il 2027. Per raggiungere tale traguardo ha avviato una partnership con la startup cinese di auto elettriche Byton e cercato di stringere alleanze anche con altri importanti costruttori, ma senza grande successo: per esempio, le trattative annunciate diversi mesi fa con la Fiat Chrysler non sembrano aver raggiunto alcuno sbocco, visto che, almeno finora, non è stato comunicato alcun esito negoziale. 

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Stati Uniti - Trump rinvia lincremento delle sanzioni per il mancato rispetto dei limiti sui consumi

4 Ruote - Gen 13,2021

L'amministrazione Trump, con uno dei suoi ultimi provvedimenti prima del passaggio di consegne al neo presidente Joe Biden, ha accolto la richiesta avanzata dall'industria automobilistica per rinviare l'entrata in vigore del nuovo sistema sanzionatorio per il mancato rispetto dei limiti sui consumi e le emissioni delle autovetture. La decisione, salvo probabili contestazioni da parte di gruppi di interesse, associazioni ambientaliste o della nuova presidenza, consentirà ai costruttori di evitare, almeno temporaneamente, il pagamento di multe per centinaia di milioni di dollari. 

La vicenda. Il provvedimento si inserisce nella continua contesa tra Washington e altre autorità o Stati che hanno ostacolato le politiche della Casa Bianca volte a cancellare, o comunque rivedere, le normative varate durante la presidenza di Barack Obama. Queste regole sono state ulteriormente inasprite dal Congresso degli Stati Uniti: nel 2015 i legislatori hanno imposto un adeguamento delle sanzioni, per tener conto del tasso di inflazione, e l'anno dopo la Nhtsa (l'agenzia deputata alla vigilanza sul settore dei trasporti) ha aumentato da 5,5 a 14 dollari la multa comminata per ogni 0,1 miglia per gallone di sconfinamento oltre i limiti. Dal settore sono arrivate ferme proteste e soprattutto l'allarme su un possibile aumento degli oneri normativi a carico dei costruttori, calcolato in circa 1 miliardo di dollari l'anno. Nel 2019 è quindi intervenuta la Casa Bianca sospendendo il regime sanzionatorio, ma l'anno scorso una corte d'appello federale ha emesso una sentenza per cancellare il provvedimento. Ora è arrivato il nuovo colpo di scena proprio in un momento di forte tensione per il passaggio dei poteri tra la vecchia e la nuova amministrazione. 

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