Mercedes - Accordo con Rivian per produrre furgoni in Europa

4 Ruote - Set 08,2022

La Rivian compie un primo passo concreto per il suo sbarco in Europa: l'azienda statunitense ha sottoscritto una lettera d'intenti con la Mercedes per una collaborazione strategica incentrata sulla produzione congiunta di veicoli commerciali elettrici.

La joint venture. In particolare, è in programma la creazione di una joint venture dedicata alla realizzazione di due tipologie di furgoni di grandi dimensioni, sia per la Mercedes, sia per la Rivian: uno sarà sviluppato e assemblato sulla base di una piattaforma di proprietà della Mercedes-Benz Vans denominata VAN.EA (MB Vans Electric Architecture), mentre l'altro adotterà l'architettura Rivian Light Van. Inoltre, è previsto che vengano esaminate ulteriori possibilità di collaborazione. L'impresa congiunta, che dovrà essere operativa tra pochi anni, realizzerà e gestirà un nuovo impianto produttivo all'interno di un complesso industriale del costruttore tedesco in Europa centrorientale, probabilmente lo stabilimento magiaro di Kecskemét. Per la Mercedes, l'accordo con la Rivian rientra in una più ampia revisione delle sue strategie nel campo dei veicoli commerciali leggeri, che prevede una riorganizzazione della rete produttiva e l'addio ai motori endotermici. A tal proposito la Casa di Stoccarda ha manifestato l'intenzione di lanciare solo modelli elettrici a partire dalla metà del decennio.

Categorie: 4 Ruote

Bentley - Allasta la Continental R di Elton John

4 Ruote - Set 08,2022

Se volete possedere un pezzo di storia inglese c'è un'occasione da non perdere: attraverso la piattaforma di aste online Car&Classic, è stata messa in vendita al miglior offerente una Bentley Continental R appartenuta a Elton John. Secondo le informazioni disponibili, si tratta di uno dei 1.236 esemplari prodotti di questo specifico allestimento.

Look classico, ma l'impianto audio è unico. Il cantante e compositore, tuttora in attività e nominato "Sir" dalla regina Elisabetta II, ha acquistato la vettura nell'agosto del 1992 e l'auto è rimasta in suo possesso fino al 1996. stata dotata di un impianto hi-fi particolarmente raffinato, con 14 diffusori, in linea con le esigenze del famoso proprietario, e ha sempre seguito la manutenzione programmata ufficiale della Casa. La carrozzeria Dark Metallic con i classici loghi rossi dei modelli R e le ampie cromature contrastano con gli interni di pelle grigio chiaro, impreziositi dai tradizionali inserti in legno di noce. importante notare, dal punto di vista collezionistico, che la vettura sarà consegnata con la targa K93 UPE originariamente utilizzata da Elton John.

Lusso da 330 CV. La Continental R ha rappresentato per la Bentley un importante passaggio storico. Insieme alla berlina Mulsanne Turno, è stata infatti protagonista di una fase in cui il marchio ha rafforzato il legame tra lusso e sportività, aprendo così a un pubblico più ampio e rinnovando la propria immagine. La Continental R è stata prodotta dal 1991 al 2003 con la specifica carrozzeria coupé (senza parentele con modelli Rolls) ed è nata quando ancora Bentley e Rolls-Royce non erano state vendute rispettivamente al Gruppo Volkswagen e alla BMW. Il Motore V8 6,75 litri turbocompresso della Continental R erogava 330 CV (cresciuti fino a 426 CV sulle serie speciali uscite in seguito) ed era abbinato a un cambio automatico quattro marce di origine General Motors. Nel 1992 la due porte era capace di toccare i 233 km/h.

Categorie: 4 Ruote

Il mondo in lutto - Le auto di Sua Maestà - FOTO GALLERY

4 Ruote - Set 08,2022

Con la scomparsa della Regina Elisabetta II si chiude il regno più lungo nella storia britannica: parliamo di più di 70 anni sul trono, celebrati il 2 giugno del 2022 con i festeggiamenti del Giubileo di Diamante. Del resto, l'età avanzata e la sua assenza a importanti impegni istituzionali, come l'annuale Queen's Speech a Westminster (prima del 2022 aveva in precedenza rinunciato solo nel 1959 e nel 1963, perché incinta), impensierivano da tempo i suoi affezionati sudditi. Ancor più all'indomani dell'incontro con Liz Truss, designata formalmente nuova premier dalla Regina: proprio dalla residenza di Balmoral, dove ha avuto luogo l'impegno istituzionale di Elisabetta II, le notizie sull'aggravamento delle condizioni di salute si sono rapidamente diffuse a partire dalla tarda mattinata dell'8 settembre, con il contestuale e repentino cambio di palinsesti delle principali tv del Regno Unito. Com'è facile intuire, grande è lo sgomento dei cittadini britannici, ormai da tempo abituati a vedere la Regina in rare occasioni e quasi sempre a bordo di vetture della famiglia reale: le abbiamo raccolte nella nostra galleria d'immagini, dove troverete varie Land Rover, ma anche limousine Rolls-Royce e Bentley, oltre all'ammiraglia Jaguar XJ.

Categorie: 4 Ruote

Limousine e non solo - Le auto della Regina Elisabetta - FOTO GALLERY

4 Ruote - Set 08,2022

Con la scomparsa della Regina Elisabetta II si chiude il regno più lungo nella storia britannica: parliamo di più di 70 anni sul trono, celebrati il 2 giugno del 2022 con i festeggiamenti del Giubileo di Diamante. Del resto, l'età avanzata e la sua assenza a importanti impegni istituzionali, come l'annuale Queen's Speech a Westminster (prima del 2022 aveva in precedenza rinunciato solo nel 1959 e nel 1963, perché incinta), impensierivano da tempo i suoi affezionati sudditi. Ancor più all'indomani dell'incontro con Liz Truss, designata formalmente nuova premier dalla Regina: proprio dalla residenza di Balmoral, dove ha avuto luogo l'impegno istituzionale di Elisabetta II, le notizie sull'aggravamento delle condizioni di salute si sono rapidamente diffuse a partire dalla tarda mattinata dell'8 settembre, con il contestuale e repentino cambio di palinsesti delle principali tv del Regno Unito. Com'è facile intuire, grande è lo sgomento dei cittadini britannici, ormai da tempo abituati a vedere la Regina in rare occasioni e quasi sempre a bordo di vetture della famiglia reale: le abbiamo raccolte nella nostra galleria d'immagini, dove troverete varie Land Rover, ma anche limousine Rolls-Royce e Bentley, oltre all'ammiraglia Jaguar XJ.

Categorie: 4 Ruote

Opel Corsa - Viaggio nel tempo con la 40 Anniversary

4 Ruote - Set 08,2022

Con la serie speciale 40 Anniversary, la Opel vuole celebrare una delle sue icone, la Corsa. Che nelle sue sei generazioni è entrata nei garage di oltre 14 milioni di clienti, diventando il modello simbolo della Casa tedesca. L'edizione limitata sarà prodotta in 1.982 esemplari (in onore dell'anno di debutto), 200 dei quali arriveranno in Italia acquistabili soltanto online, una prima assoluta per il brand del Fulmine. I clienti potranno scegliere la Corsa 40 Anniversary con l'1.2 turbobenzina da 120 CV con cambio automatico a 8 rapporti (23.600 euro) oppure in versione elettrica (39.000 euro), ovvero la Corsa-e 40 Anniversary. Durante le celebrazioni dei 40 anni del modello, abbiamo guidato a Rüsselsheim proprio la nuova Ev, insieme alle sue antenate

Ispirazione anni 80. La Corsa 40 Anniversary si riconosce fuori per la tinta Rekord Red, che ricorda il rosso utilizzato sulla Opel Corsa A (la prima generazione). Il tetto, il logo, la maniglia del portellone posteriore e il lettering Corsa sono invece rifiniti in nero lucido, così come i cerchi da 17 pollici. Quest'ultimi sono caratterizzati da inserti grigio opaco, mentre le dimensioni esterne restano inalterate (406 cm la lunghezza, 143 l'altezza e 177 la larghezza). Passando agli interni, si fa un tuffo nel passato: i sedili rivestiti di tessuto tartan presentano una trama dal sapore anni 80, mentre a identificare la serie speciale è presente un badge con numero progressivo. In più, per i clienti ci sarà una chicca: dei calzini con lo stesso motivo tartan della serie attuale e dell'originale.

Primo contatto con la storia. Avere la possibilità di incontrare e toccare con mano tutte le generazioni della Corsa (dalla model A GSI del 1989 fino all'attuale generazione) dà la possibilità di comprendere l'evoluzione della compatta tedesca. Come le altre Corsa-e, anche la 40 Anniversary risponde in modo reattivo allo sterzo dimostrandosi agile e intuitiva in città, mentre la posizione di guida fa sentire il conducente a proprio agio in ogni situazione. Sono disponibili anche tre modalità di guida - Sport, Normal ed Eco - che cambiano l'erogazione del motore elettrico: la prima è la più brillante e rende lo sterzo più reattivo, mentre l'ultima è la più parca nei consumi, grazie a un taglio di potenza che riduce i kW di circa un terzo. La differenza si sente, ma la Corsa-e rimane comunque utilizzabile in tutte le condizioni, anche se il suo terreno d'elezione resta quello urbano.

I numeri. Rispetto alle altre Corsa-e, la 40 Anniversary non presenta novità tecniche sostanziali. Si hanno così a disposizione 136 CV di potenza e 260 Nm di coppia, per uno scatto 0 a 100 km/h in 8,4 secondi. La velocità massima, invece, è limitata elettronicamente a 150 km/h. La batteria è da 50 kWh (di cui 45 utilizzabili) e accetta la ricarica rapida da 100 kW, per raggiungere l'80% in circa 30 minuti. Grazie alle modifiche apportate alla gamma negli scorsi mesi (con una pompa di calore più efficiente e penumatici classe A+ con minor resistenza al rotolamento), la Corsa-e può arrivare a percorrere fino a 353 km, 15 in più rispetto al modello originale.

Dotazione di bordo. Benché gli interni rimandino ai trascorsi storici, la dotazione di bordo è al passo con i tempi. L'elenco va dai fari anteriori a Led adattivi ai vari sistemi elettronici di assistenza alla guida, passando per il sistema multimediale compatibile con Apple CarPlay e Android Auto. L'infotainment prevede uno schermo da 10 pollici, mentre davanti al volante c'è un quadro strumenti da 7 pollici che fornisce una ricca serie di informazioni al guidatore (compresa la navigazione). Dietro, la visibilità non è ottimale e in manovra ci si può affidare a diversi sistemi di assistenza al parcheggio, dal park pilot alla retrocamera con visuale a 180 gradi. L'allestimento della 40 Anniversary include anche la tinta privacy per i vetri posteriori e il lunotto, mentre i pedali di alluminio fanno parte dei tocchi sportiveggianti della vettura.

Categorie: 4 Ruote

Jeep - Avenger, ecco la nuova B-Suv

4 Ruote - Set 08,2022

Nel "4xe Day" la Jeep ha annunciato i suoi piani per una nuova fase che condurrà all'elettrificazione completa della gamma. Tanto che, entro il 2030, il marchio americano venderà in Europa solo veicoli 100% a batteria. Una fase che passerà attraverso la presentazione, da qui al 2025, di quattro nuove Suv, anche full electric, destinate in primis ai mercati nordamericano ed europeo.

Emissioni zero. Se non è una rivoluzione questa, per il marchio offroad più cool del pianeta, poco ci manca. Perché, come detto, la Jeep ha in agenda quattro inedite ruote alte a batteria, tre annunciate, e una ancora "avvolta" dal mistero (ma che, per deduzione, potrebbe essere la futura sostituta della Renegade). Del primo lotto faranno parte la Recon, una fuoristrada dura e pura attrezzata per percorsi estremi (anche con gommatura specifica), la Wagoneer S, più stradale, dal design futuristico, con trazione integrale di serie e di fascia medio-grande premium, e la piccola Avenger.

Prima Bev. Proprio il modello col nome da supereroe attira l'interesse della clientela italiana e del Vecchio Continente, in quanto sarà la prima Suv del nuovo corso ad arrivare in concessionaria, a inizio 2023, e sarà anche la prima del marchio a zero emissioni per l'Europa. Il suo reveal cadrà al Salone di Parigi il 17 ottobre (quando verranno aperte le prenotazioni per i clienti), e allora si saprà quali altre motorizzazioni verranno affiancate alla versione Bev. Secondo le informazioni che Quattroruote è riuscita a raccogliere, dovrebbero esserci le mild hybrid, l'e-Hybrid e, almeno per l'Italia, anche la termica pura). Ma l'Avenger interessa anche per le specifiche e la taglia compatta, ideale per le nostre città. Realizzata sulla piattaforma Stla Small, evoluzione della Cmp di PSA, e prodotta nello stabilimento polacco di Tichy (nel quale verranno assemblate anche le pari grado Bev degli altri marchi del gruppo, ossia Alfa Romeo e Fiat), la Avenger si collocherà nella parte inferiore del segmento B, anche per una questione di metratura, che si aggirerà sui 4,08 metri. Questo perché, alla presentazione, è stato svelato che l'Avenger sarà più corta di 16 centimetri rispetto all'attuale Renegade, lunga 4,24 metri.

Gli interni. Da quel che si può vedere dal video ufficiale, l'Avenger presenta interni dal design minimalista e moderno, nel quale svetta il monitor orizzontale touch, di dimensioni adeguate. Il bagagliaio vanta una capacità di 321 litri, dunque un po' più piccolo di quello dell'attuale Renegade che, però, come detto, ha un corpo vettura più lungo di 16 centimetri. 

Urban sì, ma. Tornando all'Avenger a batteria, la Jeep fa sapere che avrà un'autonomia di circa 400 chilometri e che, in ogni caso, pur avendo uno stile più urban, orientato a una clientela giovane e poi femminile, disporrà di un'altezza da terra e di angoli d'attacco e di dosso di riferimento per la categoria. Inoltre, vanterà interni moderni e hi-tech, dotati di spazio generoso per passeggeri e bagagli. Sui prezzi, ovviamente, bocche cucite, ma per l'Avenger si potrebbe ipotizzare una soglia entry level attorno ai 25-30.000 euro. 

Categorie: 4 Ruote

Jeep - Recon, un po' Suv e un po' fuoristrada

4 Ruote - Set 08,2022

una Suv (elettrica), ma anche una fuoristrada. Una vera fuoristrada degna di fregiarsi del marchio Jeep. La nuova Recon svelata al 4xe Day, infatti, è una sorta di evoluzione civilizzata della Wrangler. Ha tutto quello che serve per andare in off-road, da un'elevata altezza da terra alla trazione integrale, ma non è una 4x4 dura e pura come l'icona del marchio. Negli Stati Uniti arriverà nel 2024 e dopo qualche mese attraverserà l'Atlantico per proporsi anche ai clienti europei.

Una Wrangler civilizzata. Con la Recon la Jeep ha voluto creare una sorta di trait d'union tra la propria gamma di sport utility e i modelli pensati per l'impiego in off-road. La cinque porte dovrebbe andare a scontrarsi con modelli come la Ford Bronco Sport (anch'essa una variante civilizzata di una fuoristrada, la Bronco), posizionandosi in un segmento che fino a pochi mesi fa, in pratica, non esisteva. O meglio, che era stato abbandonato da anni, perché in passato la Jeep aveva già proposto dei modelli a cavallo tra il mondo delle Suv e quello delle fuoristrada vere, come per esempio la Commander del 2005.

Trail Rated. La Recon sarà la prima Ev americana del marchio Jeep e verrà offerta esclusivamente con motori elettrici. Non bisogna però pensare che la Casa americana sia scesa a compromessi sulle sue storiche capacità di guida in off-road. La Recon sarà caratterizzata da un evoluto sistema di gestione della trazione integrale Selec-Terrain, con tecnologia elettrica di blocco degli assi. Ciò - unita a un'elevata altezza da terra, a protezioni per il sottoscocca, a pneumatici tassellati e a ganci di traino consentirà alla sport utility di affrontare percorsi estremamente impegnativi: la Recon Moab si fregerà del badge Trail Rated, che la Jeep riserva ai modelli con maggiori capacità di guida in fuoristrada. L'elettrica sarà in grado di percorrere il leggendario Rubicon Trail, arrivando alla fine dell'itinerario con un'autonomia residua sufficiente per tornare in città e collegarsi a una colonnina.

Open top, ma non solo. Tra le varie particolarità di questo modello vi saranno anche dei dettagli derivati dalla Wrangler. Un esempio è la possibilità di smontare le portiere (e i cristalli posteriori) per affrontare i tragitti off-road con la massima visibilità, o semplicemente godersi un tragitto costiero con un'esperienza quasi da vettura en plein air. A differenza della fuoristrada dura e pura, la Recon non avrà un tetto removibile, ma un soft top retraibile elettricamente. Un dettaglio che conferma la sua doppia anima, un po' Suv, un po' off-road.

Categorie: 4 Ruote

Jeep - Il giallo del modello "mascherato"

4 Ruote - Set 08,2022

Non solo Jeep Avenger, dunque, in questo ricco 4xe Day, ma altri tre modelli a batteria. Due di essi, la Recon e la Wagoneer S, li abbiamo raccontati per quanto ne sapevamo. Ma il terzo? Il terzo rimane una sagoma coperta da un telo. Possiamo accontentarci di ciò? Certamente no, e allora proviamo almeno a fare delle ipotesi per dare un volto alla misteriosa auto "mascherata" e a mettere in fila dei ragionamenti. Intanto un po' di "spoileraggio": contravvenendo a ogni regola per un buon romanzo giallo, riduciamo subito a due soltanto gli indiziati. Che sono

Che ne dite, fascia B o fascia C? Beh, uno dei due è apparentemente facile: la prossima generazione della Cherokee, modello la cui ultima declinazione è sul mercato ormai dal 2013. Il secondo candidato, invece, è ancora una volta una macchina nel segmento B: se l'Avenger va a occuparne la porzione inferiore, proponendosi come Suv prevalentemente urbana, destinata a giovani, single, soprattutto donne, quest'altro modello, costruito sulla medesima piattaforma ma con una più spiccata vocazione fuoristradistica, fornirebbe, invece, una risposta alle esigenze di mobilità di giovani famiglie con una certa propensione ai viaggi e alle attività sportive. Di quest'auto, che dovrebbe nascere nella fabbrica Stellantis di Saragozza, in Spagna, abbiamo raccontato molto nelle nostre anteprime, su carta e in digitale.

Opel docet. Del resto, Stellantis sta applicando la medesima strategia al marchio Opel, dove la Mokka attuale è diventata proprio una crossoverina urbana, decisamente più compatta del modello omonimo che ha sostituito, lasciando così spazio a una prossima generazione della Crossland che promette di essere molto diversa da oggi: più grande, più spaziosa, più Suv. Tornando alla Jeep, oggi Avenger e Renegade sono abbastanza complementari, e il il ceo Christian Meunier ha confermato l'intenzione di continuare a proporre il doppio binario in questa fascia. Perciò la Renegade avrà un'erede diretta, che ne manterrà la taglia, anzi potrebbe incrementarla un po'.

Il mistero delle date. La collocazione temporale, al 2025, del fantomatico quarto modello è un passaggio chiave: significherebbe che la Renegade attuale prolungherà il suo ciclo di vita almeno fino a tutto il 2024. Ma, in tutto ciò, la Cherokee quando arriverebbe? Fonti di stampa indicano il proprio il 2025 come anno del debutto. Il che coinciderebbe l'appuntamento in calendario del modello mascherato. Se così fosse, tuttavia, a questo punto mancherebbe all'appello la B-Suv di cui abbiamo parlato finora. A meno che

Colpo di scena finale? A meno che alla Jeep non abbiano deciso di affidare la propulsione della B-Suv erede diretta di Renegade soltanto a powertrain elettrificati, e non anche full electric. Infatti i quattro modelli menzionati nel 4xe Day prevedono un'offerta prevalentemente a batteria pura. Se invece dietro il telone si nascondesse proprio la B-Suv, allora all'appello mancherebbe la Cherokee. Il cui lancio, visto che l'agenda annunciata si ferma al 2025, potrebbe slittare più avanti. O anche non esserci del tutto. Pensateci un attimo: Avenger alla base della gamma, con i suoi quattro metri e 8 centimetri. Poi una nuova Renegade leggermente più grande di oggi, oltre i 4,30. Sopra, una Compass che a sua volta incrementi la taglia e diventi una Suv medio-grande renderebbe superflua la presenza di un modello come la Cherokee al di sotto della Grand Cherokee. Non ne siete convinti? Vi diamo un indizio: oggi la Compass è realizzata sulla stessa architettura Small Wide della Renegade. Domani nascerà sulla Stla medium, un pianale destinato a sostenere auto fino a quasi cinque metri.

Categorie: 4 Ruote

Jeep Wagoneer S - 600 CV e 0-100 in 3,5 secondi per la "bomba" elettrica

4 Ruote - Set 08,2022

Fino a pochi anni fa pensare a una Jeep, di serie, da 600 cavalli era quasi un'eresia. Poi è arrivata la Grand Cherokee Trackhawk che ha infranto la soglia dei 700 e presto ci sarà spazio in gamma per una nuova "bomba", la Wagoneer S. Che però sarà elettrica e proporrà prestazioni da supersportiva e un'autonomia maggiore rispetto alla Trackhawk. Certo, per fare il pieno di benzina bastano pochi istanti, mentre per rifornire la grande batteria della nuova Ev servirà tempo, ma una volta staccato il cavo si potrà viaggiare per 640 km e bruciare lo 0-100 km/h in circa tre secondi e mezzo (alla Trackhawk ne servivano 3,7).

Suv coupé o quasi. Il terzo modello - dopo le Avenger e Recon - della nuova strategia elettrica della Jeep è infatti una grande Suv dalle linee sportive caratterizzata da una coda estremamente particolare. Quando la guardi di lato ti sembra una sport utility come tante ce ne sono, ma osservandola meglio, di tre quarti o da dietro, noti che il lunotto è molto inclinato, quasi come su una Suv coupé, e che l'alettone è sospeso una quarantina di centimetri dietro il tetto. Una soluzione quasi da concept, probabilmente dettata dall'aerodinamica, che rende più grintoso il lato B di questa Suv che poco riprende - almeno a livello di design - dalla quasi omonima Wagoneer con motori termici. La S, infatti, è caratterizzata da un look molto più dinamico: sulla fiancata abbandona le classiche maniglie delle portiere, sostituite da delle aperture a filo carrozzeria, e anche davanti è tutto nuovo. Perché i fari hanno una forma diversa da quelli dell'attuale Wagoneer, così come il paraurti e - soprattutto - la calandra, che pur emulando le forme delle classiche sette feritoie propone un'impstazione tutta nuova e, per la prima volta, è anche retroilluminata.

Anche per l'Europa. La Wagoneer S sarà più piccola della Wagoneer attuale, ma le dimensioni saranno comunque imponenti. Il modello attualmente in vendita negli Stati Uniti ha un passo di 3,12 metri e una lunghezza di 5,45 metri, mentre per l'elettrica ci si aspetta qualche centimetro in meno, anche in vista della sua commercializzazione in Europa. La S, infatti, sarà un modello globale e verrà commercializzato anche in Europa. Per vederla nel Vecchio Continente bisognerà però attendere: i preordini per gli Stati Uniti verranno aperti all'inizio del 2023, ma la produzione inizierà soltanto un anno dopo, nel 2024.

Categorie: 4 Ruote

Formula 1 - Con il GP d'Italia Monza celebra i suoi 100 anni

4 Ruote - Set 08,2022

Questo fine settimana si celebrano i 100 anni dell'Autodromo di Monza con una grande festa per il motorsport, in occasione del Gran Premio d'Italia di Formula 1. Sold-out i biglietti per assistere a questo sedicesimo appuntamento del Mondiale: ciò significa che vedremo in pista circa 350 mila persone nell'arco del fine settimana, un record assoluto per il circuito brianzolo.

Tanti ospiti. Nel pre-gara di domenica, il Presidente dell'ACI, Angelo Sticchi Damiani, accompagnerà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla griglia di partenza del GP d'Italia per ascoltare l'inno di Mameli che sarà eseguito dall'inconfondibile voce di Andrea Bocelli. E, subito dopo, tutti con il naso all'insù per seguire il sorvolo delle Frecce Tricolori e dell'Airbus A350 Enzo Ferrari di ITA Airways. "Monza è il contributo all'evoluzione tecnologica e il futuro dell'automobilismo, mentre l'auto affronta una trasformazione epocale", ha detto Angelo Sticchi Damiani nella conferenza stampa di presentazione dell'evento, facendo riferimento al ruolo cruciale che ha avuto questo impianto sia nello sport che nello sviluppo di soluzioni tecnologiche legate all'automotive. Giusto per citarne alcune, il guard-rail, l'asfalto drenante e perfino il Telepass sono stati messi a punto nel corso degli anni sul tracciato brianzolo. Nell'anno in cui l'Autodromo di Monza celebra i suoi cento anni di storia, ci sono altre due ricorrenze importanti: i 150 anni della Pirelli e i 75 anni della Scuderia Ferrari. Il team del Cavallino Rampante si presenta in pista con una speciale livrea sulla F1-75, impreziosita da inserti "Giallo Modena", un richiamo alle origini del mito.

Le scelte della Pirelli. Parlando del fine settimana di gara a Monza, Mario Isola - responsabile F.1 della Pirelli - ha detto: " un evento importante per noi, festeggiamo 150 anni di storia con il Gran Premio di casa, nello stesso anno in cui Monza celebra il suo primo secolo. Non vediamo l'ora di partecipare a questa grande festa per il motorsport e siamo orgogliosi che le monoposto più sofisticate ed efficienti della storia della Formula 1 montino pneumatici Pirelli. L'Autodromo di Monza è noto per le velocità elevate con alcune curve in particolare dove è importante che la vettura abbia un equilibrio perfetto. I pneumatici di quest'anno dovrebbero subire un minore surriscaldamento al posteriore in un circuito in cui le monoposto corrono con un basso carico aerodinamico, sfruttando l'effetto scia di chi è davanti. A differenza dell'anno scorso, inoltre, non ci sarà il formato Sprint e i team arriveranno al Gran Premio con un po' meno informazioni rispetto all'ultima volta e l'approccio strategico sarà un po' diverso". Le squadre andranno in pista potendo scegliere di utilizzare le tre mescole centrali della gamma 2022: la C2 sarà la White Hard, la C3 la Yellow Medium e la C4 sarà la Red Soft.

Torna Giovinazzi. A Monza rivedremo anche un pilota italiano impegnato in pista, almeno per quel che riguarda la prima sessione di prove libere. Antonio Giovinazzi - pilota di riserva della Scuderia Ferrari - sarà al volante della Haas VF22 a Monza e lo sarà poi ad Austin, per il prossimo GP USA. Per il pilota di Martina Franca sarà l'occasione di fare i primi chilometri in pista con una vettura di nuova generazione e verificare così le sensazioni e l'esperienza fatta al volante del simulatore. Non mancherà il supporto dei tifosi italiani che per la prima volta dopo la pandemia tornano in massa ad occupare le tribune dell'Autodromo per dar vita a una grande marea rossa.

Verstappen ancora favorito. Sul fronte sportivo, però, frenano gli entusiasmi dei tifosi di Maranello alla luce di quanto successo nelle ultime gare. Dopo la pausa estiva e con l'introduzione della nuova normativa TD39, la Ferrari F1-75 sembra aver completamente perso il piglio vincente che al netto degli errori umani aveva dimostrato di aver avuto nella prima parte della stagione. In Belgio e in Olanda abbiamo assistito allo show di Verstappen che ha messo in bacheca altri due successi e l'olandese sembra seriamente intenzionato a fare il tris a Monza questo fine settimana. Nei garage della Ferrari non si parla più delle speranze per il titolo, perché sarebbe pura utopia pensare a una rimonta di Leclerc in condizioni ordinarie. Chiaramente, nessuno alzerà mai bandiera bianca davanti a una telecamera fin quando la matematica non darà la sua sentenza, ma se le cose continuassero di questo passo Max Verstappen potrebbe molto presto fregiarsi di essere due volte campione del mondo di F.1.

Come vedere il GP d'Italia in tv. Se non doveste essere tra le migliaia di appassionati che andranno a vedere la gara dal vivo all'Autodromo, l'alternativa è seguire l'azione direttamente in televisione. Trattandosi di un evento sportivo di interesse nazionale, il Gran Premio sarà trasmesso sia sui canali a pagamento che in chiaro per tutti sul digitale terrestre. Ecco il programma del weekend:

Venerdì 9 settembre

Prove Libere 1 - dalle 14 in diretta su Sky Sport F1

Prove Libere 2 - dalle 17 in diretta su Sky Sport F1

Sabato 10 settembre

Prove Libere 3 - dalle 13 in diretta su Sky Sport F1

Qualifiche - dalle 16 in diretta su Sky Sport F1 e TV8

Domenica 11 settembre

Gara, la partenza alle ore 15 in diretta su Sky Sport F1 e TV8

Categorie: 4 Ruote

Ferrari Roma - Avvistati i muletti della variante spider

4 Ruote - Set 08,2022

La Ferrari sta collaudando su strada un prototipo che potrebbe anticipare una variante spider della Roma. Le foto spia ci mostrano una vettura totalmente coperta dai teli scuri e, peraltro, il muletto è stato portato su strada di notte, per attirare minore attenzione.

Coda compatta con il tetto in tela. Osservando i dettagli è evidente come frontale e coda siano quelli della Roma: il taglio dei gruppi ottici è infatti unico nel suo genere e i cerchi di lega sono addirittura gli stessi della coupé. L'elemento inedito è il tetto, che su questo prototipo mantiene le proporzioni della versione chiusa ma sembra strutturato con una classica capote di tela ripiegabile: l'attacco sul parabrezza, la guarnizione sul finestrino e la forma stessa della capote e della zona posteriore sembrano infatti escludere la presenza di una struttura di metallo ripiegabile.

Insieme alla Portofino M nel 2023. La Ferrari Roma Spider, specie se davvero dotata di capote di tela, potrebbe affiancare e non sostituire Portofino M con tetto di metallo che è arrivata sul mercato nel 2021. La differente scelta tecnica potrebbe anche influenzare lo spazio disponibile nella zona posteriore e, di conseguenza, il target di clientela. Della Roma Spider non sono mai state fornite anticipazioni da parte della Ferrari: di conseguenza, non è ancora chiaro quando questo modello potrebbe debuttare sul mercato. La Roma coupé è stata presentata alla fine del 2019, e perciò un eventuale restyling nel 2023 potrebbe coincidere con l'ingresso in gamma della Spider.

Categorie: 4 Ruote

X-Bow GT-XR - In pista e su strada con la KTM più estrema di sempre

4 Ruote - Set 08,2022

Il mio rapporto con la KTM è conflittuale: guidai la X-Bow nel 2008, anno in cui l'azienda austriaca decise di aggiungere due ruote in più al proprio business, e lo ricordo come fosse ieri. Ottocento chilometri in una fredda giornata di fine novembre, vestito da motociclista perché il primo modello era senza parabrezza ed era impensabile andarci in giro in camicia e capelli al vento. Sofferenza fisica, quindi, ma dall'altra un enorme godimento appena messe le gomme in pista, grazie alla rigida scocca di carbonio firmata Dallara, al setup stile Formula con ammortizzatori push-rod e al potente motore Audi.

La differenza sta solo nella targa. Da allora c'è sempre stata soltanto lei, declinata in numerose varianti (anche con parabrezza, con buona pace di chi non è biker fino al midollo), affiancata da altrettante versioni da corsa, realizzate col supporto della tedesca Reiter Engineering, che oggi competono nelle classi GT4, GTX e GT2. Proprio da quest'ultima categoria, dove la KTM sta correndo (e vincendo) da un po' di tempo, nasce la vettura stradale che apre il nuovo corso della casa: si chiama X-Bow GT XR, la scocca è la stessa made in Varano de' Melegari (aggiornata), ma tutto il resto è almeno un paio di spanne sopra. Passo allungato, body kit di carbonio stile prototipo LMP e propulsore, sempre Audi, con un cilindro in più, ovvero l'arcinoto 5 in linea di 2.5 litri turbocompresso. Due le cose da sapere subito: la vettura è praticamente identica alla GT2 da corsa, omologazioni per circolare su strada a parte, e il rapporto peso/potenza è di soli 2,2 kg/CV, valore che scaturisce dal motore tedesco pompato a 500 cavalli (e 581 Nm) e dal peso a secco contenuto in 1.130 kg.

Più difficile entrarci che guidarla. Sono a Spielberg, sulla pista di casa della Red Bull, e capisco subito che la cosa più difficile non sarà tanto evitare di insabbiarmi in curva 5 come spesso accade in F.1, bensì entrare dentro la GT XR. Una delle peculiarità della KTM di cui non vi ho ancora detto è l'accesso a bordo: delle portiere non v'è traccia e la trovata degli ingegneri austriaci è l'intera cupola anteriore che si solleva elettricamente, come fosse il canopy di un aereo da caccia. La manovra, dunque, richiede un po' di elasticità: fondoschiena appoggiato sulla porzione più ampia della scocca, rotazione del busto verso destra, giù i piedi sul fondo e tuffo finale sul sedile. Avvertenza: se avete un ospite con la gonna, state certi che vi manderà a quel paese. Superata la prova fisica, la ricompensa è un posto guida del tutto simile a quello di un prototipo da corsa: il sedile è solidale alla scocca, ma grazie alla notevole escursione in profondità del piantone sterzo e della pedaliera, ci si trova piazzati in maniera meravigliosa, seduti rasoterra, con le gambe stese e le braccia raccolte.

Mi manca l'aria. Anzi, no Quando il canopy ti scende addosso per chiudersi, la sensazione è strana, quasi claustrofobica. Ma dopo un attimo, l'ambiente tuttavia è accogliente: c'è spazio e la visibilità è ottima, con un arco di quasi 180 gradi grazie al cristallo avvolgente. Il tergi singolo, fisso al centro del parabrezza, dà un po' di noia ma fa tanto motorsport, mi piace un sacco. Tutto quello che mi serve ce l'ho sotto gli occhi e a portata di mano, con un volante multifunzione dotato di display digitale che funge da strumentazione, pulsanti vari e due manettini. Questi ultimi purtroppo non gestiscono, per esempio, la regolazione del traction control o dell'Abs come mi sarei aspettato, ma più banalmente il tergicristallo e il menu del computer di bordo. In realtà, la gestione elettronica è molto più semplice di quanto si possa immaginare: le modalità di guida sono solo due, normal e race, e la gestione del cambio Dsg di origine Audi che può essere automatica o manuale.

Sensazioni da corsa. Imbocco l'uscita della pit lane dietro la KTM GT2 ufficiale e non appena tocco il volante noto una reattività straordinaria dell'avantreno: al minimo angolo impartito le ruote davanti rispondono istantaneamente, proprio come su una macchina da corsa. E le medesime sensazioni arrivano anche in frenata, con un pedale piuttosto duro che richiede un'azione decisa e maschia: se spingi poco, come faresti come una normale stradale, pare che la vettura non si fermi; qui bisogna pestare forte e imprimere tanti bar. Dopo un primo giro di perlustrazione, la guida turistica del circuito, con la sua GT2 da corsa, non si fa scrupoli e mette giù tutto manco fosse in qualifica. Staccate sempre più profonde, con l'impianto che morde bene e (scoprirò a fine stint) resiste alla grande, e il motore Audi che è uno strepitoso passeggero posteriore: qui dentro l'insonorizzazione è una tematica sconosciuta, dunque sono avvolto senza alcun filtro dal soffio della turbina, dallo sbuffo della wastegate in rilascio e dalla splendida voce rauca del cinque. Che spinge davvero tanto, favorito dalla esigua massa che deve portarsi appresso, e l'erogazione che ben conosco da chilometri fatti sulla RS3 è elevata all'ennesima potenza, turbolag compreso

Peccato per il sottosterzo. Fra le velocissime curve e i saliscendi del Red Bull Ring, la GT XR è davvero rapida: sul dritto fa tanta strada in tempi ridotti e in termini di handling si percepiscono le origini corsaiole, con un telaio rigidissimo e un setup altrettanto severo. Agilissima, quindi, ma ho qualche dubbio sull'efficacia nella guida al limite, alla luce di alcuni aspetti che sarebbero da aggiustare per eleggerla come mezzo definitivo da track day. Questa X-Bow meriterebbe infatti pneumatici con maggior grip (pare arriveranno in un secondo momento), perché le Michelin Pilot Sport 4S sono un buon compromesso per tutte le situazioni ma in pista serve altro. E poi la scelta d'assetto molto conservativa, per renderla facile e sicura per tutti, che si traduce in una notevole dose di sottosterzo un po' in tutte le fasi della curva, dall'ingresso alla percorrenza fino all'uscita. Se la guidi con precisione e pulizia, stile prototipo o formula, la GT XR patisce parecchio; perciò bisogna adattarsi, sfruttare i minimi trasferimenti di carico e forzare un po' di più i movimenti per farla voltare meglio. I tecnici della KTM, comunque, promettono appunto pneumatici più performanti, nonché la possibilità di aggiustarsi, per un impiego prettamente pistaiolo, angoli di camber, barra antirollio e carico degli ammortizzatori.

Rapporto intimo con l'asfalto. Assetto safe, dunque, che su strada infatti non mette in soggezione. Sebbene qui, fra semafori e cartelli stradali, emergano i limiti di una vettura concepita inizialmente per le competizioni. Quei suoni che in pista sono la splendida colonna sonora dell'esperienza, su strada diventano quasi fastidiosi: non c'è alcun tipo di elemento insonorizzante, quindi tutto ciò che accade al di fuori della vettura entra prepotente in abitacolo, dal rotolamento all'aerodinamica. Le sospensioni, poi, sono assai rigide e persino le stateli austriache, solitamente ben tenute, diventano temibili. Viceversa, si apprezzano la leggerezza dello sterzo (che in pista però meriterebbe più carico e maggior feedback) e il supporto dei sedili, che considerato il genere super slim non è per nulla male. Da fare l'occhio anche alla visibilità posteriore, che è supportata da ben quattro telecamere (una sul tetto, due sui lati anteriori e l'ultima sopra al diffusore) gestite da un display centrale e due laterali; come nel caso di tutti i dispositivi del genere, bisogna abituarsi alla visuale differente che offrono rispetto a specchi tradizionali.

Configuratore stile gaming. Chi volesse metterci su le mani, si metta però l'anima in pace: di GT XR ne faranno al massimo un centinaio all'anno e tutta la produzione 2023 è già piazzata a un prezzo di 284.900 euro tasse escluse. Che sono circa 350mila euro mal contati, per l'Italia, dove il partner scelto per la commercializzazione è la Venus di Monza. Un consiglio: anche chi non fosse interessato all'acquisto, si faccia un giro sul configuratore online della KTM: sono i primi a utilizzare un nuovo tool 3D che gira sull'Unreal Engine (il motore grafico dei videogiochi), che è davvero straordinario.

 

Categorie: 4 Ruote

Autolook Week - A Torino auto da corsa in piazza [FOTO]

4 Ruote - Set 08,2022

Torino torna per qualche giorno sul palcoscenico dell'automobile, dividendosi il ruolo di prima attrice con Monza, pronta a festeggiare i 100 anni dell'autodromo e il GP d'Italia, uno dei più attesi della stagione: fino a domenica 11, infatti, va in scena nel cuore del capoluogo piemontese Autolook Week, una rassegna consacrata soprattutto alla celebrazione del motorsport. Piazza San Carlo si trasforma in una sorta di museo all'aperto, insieme con la vicina piazza Solferino, e accoglie autentici gioielli che hanno fatto la storia delle corse, molti dei quali provenienti dalla Fondazione Macaluso, intitolata alle memoria del rallista, manager e collezionista di vetture celebri, e dal Mauto, il Museo dell'automobile torinese. L'elenco dei bolidi che si possono ammirare è lungo, ma non si possono trascurare perlomeno la Ferrari F399 del 1999 di Michael Schumacher, la 312 T di Niki Lauda e la T5 di Gilles Villeneuve, la Reynard-Honda di Alex Zanardi del 1996, la March 761 di Vittorio Brambilla del 1976; tra le vetture da rally, una nutrita schiera di Lancia Stratos, 037 e Delta, la Toyota Celica con cui corse Carlos Sainz, una Focus Wrc guidata da Colin McRae, la Subaru Impreza Wrc di Burns, la Delta che fu di Kankkunen e molte altre ancora. Nella serata di mercoledì molte di queste vetture hanno lasciato le loro postazioni per esibirsi tra due ali di pubblico in piazza San Carlo, via Roma e piazza Castello, alla presenza del sindaco di Torino Stefano Lo Russo e di Federica Masolin, volto noto agli appassionati della F.1 che ha presentato le auto impegnate nell'esibizione.

Il programma. Poche ore prima, la stessa Masolin aveva condotto Autolook Awards, cerimonia di consegna di numerosi premi assegnati da una giuria specializzata a brand e figure che si sono distinte nel mondo del motorsport, a partire da Alex Zanardi, il cui riconoscimento è stato ritirato da Andrea Pontremoli, a.d. della Dallara. Il programma della manifestazione prevede ancora per giovedì 8 l'incontro con i piloti Suzuki MotoGP Alex Rins, Kazuki Watanabe e Marco Lucchinelli, che poi sfileranno in parata per le vie del centro; sabato 10 sarà la volta delle rievocazione della storica corsa Torino-Stupinigi-Torino e domenica 11 di una parata di supercar nelle vie del centro cittadino.

Categorie: 4 Ruote

Apple iPhone 14 e Watch 8 - La funzione Crash Detection rileva gli incidenti e chiama i soccorsi

4 Ruote - Set 08,2022

Con l'introduzione dei nuovi iPhone 14 e Watch 8, Apple ha presentato l'inedita funzione Crash Detection: si tratta di un applicativo integrato nei sistemi operativi iOS 16 e watchOS9, progettato appositamente per segnalare un incidente stradale e poter allertare automaticamente i soccorsi attraverso la connessione 5G o wi-fi. Il sistema si attiva con un messaggio della durata di 10 secondi ed in assenza di un feedback da parte dell'utente avvia la procedura di soccorso. 

L'intelligenza artificiale per analizzare gli incidenti reali. I device sono in grado di controllare la pressione dell'aria, la posizione GPS, l'accelerazione e persino i rumori forti associati a un incidente. L'insieme di questi dati viene analizzato in tempo reale da un algoritmo sviluppato grazie all'intelligenza artificiale, analizzando migliaia di incidenti avvenuti realmente ed i dati collegati agli eventi. La funzione sarà disponibile dal 16 settembre, quando i nuovi telefoni e smart watch saranno acquistabili nei negozi. 

Categorie: 4 Ruote

Audi - Q4 e-tron e Q4 e-tron Sportback: l'autonomia sale a 540 km

4 Ruote - Set 08,2022

in arrivo un corposo aggiornamento della gamma delle Audi Q4 e-tron e Q4 e-tron Sportback. Le Suv elettriche tedesche vedono aumentare l'autonomia, propongono nuovi allestimenti e introducono dotazioni aggiuntive attivabili dopo l'acquisto per rendere ancora più flessibile l'offerta sul mercato italiano.

Fino a 540 km di arange. Grazie a un'evoluzione del sistema frenante elettroidraulico e del software di gestione è stato possibile migliorare ulteriormente la gestione del recupero dell'energia e di conseguenza l'autonomia. I modelli Q4 sono ora in grado di percorrere da 12 a 26 km in più in base al powertrain: sale così a 540 km l'autonomia Wltp (+15 km) del modello più efficiente da 204 CV, mentre la variante da 299 CV guadagna 26 km in tutto.

La nuova e-tron quattro da 265 CV. Accanto ai modelli da 170, 204 e 299 CV Audi introduce anche l'inedita 45 e-tron quattro da 265 CV e 425 Nm con doppio motore. Questo allestimento diventa l'entry level delle versioni quattro ed è capace di toccare i 100 km/h da fermo in 6,9 secondi e di raggiungere i 180 km/h. Con la batteria di serie da 82 kWh dichiara un'autonomia Wltp di 522 km e può recuperare l'80% della carica in 30 minuti con colonnine a 135 kW. I clienti potranno acquistare la 45 e-tron quattro a partire da 58.950 euro nelle varianti EVO, Business, Business Advanced e S line edition.

Le Audi Functions on Demand. La gamma 2023 delle Q4 e-tron porta al debutto l'Audi Functions on Demand (FoD). Sarà possibile attivare alcune funzioni opzionali dopo l'acquisto sia in forma definitiva sia per un periodo limitato all'interno della piattaforma myAudi come l'Audi Smartphone Interface, i layout aggiuntivi della strumentazione digitale, il controllo remoto della climatizzazione e del riscaldamento di sedili, volante e parabrezza, il cruise control adattivo e il sistema di navigazione MMI Plus.

Categorie: 4 Ruote

Range Rover - Sport atto terzo: sempre più... Range

4 Ruote - Set 07,2022

La vedi e sembra uguale a mamma Range. Poi le metti una di fianco all'altra e ti accorgi delle differenze: la Range Rover Sport, tanto per cominciare, ha fari e griglia più sottili e prese d'aria frontali più estese. Sul fianco niente blade, quella lama discendente e affogata nella carrozzeria tra parafango e portiera. Al suo posto c'è una finta griglietta, in rilievo. Poi passi sul lato e ti rendi conto che la Suv ha altri volumi: parabrezza più inclinato e tetto discendente, oltre che una coda più corta (tra le due ballano 10 cm in lunghezza totale, pur avendo lo stesso passo, di quasi 3 metri). Vista dal tre quarti posteriore, la Sport è decisamente più slanciata, più aggressiva, più dinamica. Sembra pronta allo scatto anche da ferma, mentre la Range normale è un monolite tornito dal pieno, raffinato e imponente.

Più giovanile. I fari posteriori sono la differenza più marcata: orizzontali, più convenzionali e non nascosti verticalmente in quell'effetto vedo non vedo che la Range normale, dall'alto della sua aristocrazia, incute grazie alle ampie superfici scure. Diciamo che se una trasuda nobiltà e un certo sguardo snob, l'altra ammicca in modo più convenzionale. Ma certo è che ora, rispetto a prima, sono più vicine (e così è anche nei prezzi, perché la nuova Sport diesel parte da 95.300 euro, mentre la benzina da 109.400). Una cosa va detta; sono entrambe figlie di un percorso stilistico felice, votato alla pulizia, al togliere, all'essenzialità. Direzione che ha portato questo marchio, negli ultimi anni, a crescere in modo esponenziale come posizionamento. E non mi riferisco solo al mondo premium, ma anche a quello aspirazionale, ben più difficile da raggiungere.

Un salotto. Dentro, la Sport sembra la nuova Range: stesse forme, stessi materiali, stessa cura e medesima pulizia. Un ambiente raffinato. Poi  apprendi che il volante è leggermente più piccolo, la plancia meno verticale, il tunnel meglio raccordato. Ma bisogna impegnarsi per cogliere queste sottigliezze. La seduta del guidatore è più bassa di 20 mm, mentre dietro c'è più spazio rispetto alla Sport di seconda generazione: 31 mm per le gambe, 17 per le ginocchia. Il bagagliaio è migliorato, come accesso, grazie a un nuovo portellone motorizzato, ha forme più regolari e ospita, secondo la Casa, fino a 835 litri (1.860 coi sedili abbattuti).

Stessa architettura. La piattaforma è la stessa della nuova Range Rover, denominata MLA-Flex, più rigida del 35% rispetto alla precedente Sport. Diverse le possibilità di motorizzazioni: oltre a tre diesel, tutti 3.0 a 6 cilindri (da 249, 300 e 350 CV), debutta il benzina plug-in, 3.0 anche lui, da 440 o 510 CV con più di 100 km d'autonomia elettrica, senza dimenticare la First Edition con il V8 da 530 CV. Tutte hanno il cambio automatico ZF a 8 rapporti. Il peso dell'intera gamma va da 23 a quasi 30 quintali.

Buona autonomia. Interessante il taglio della batteria dell'ibrida plug-in: 32,8 kWh. Un valore che, secondo la Casa, consente di percorrere 113 km in modalità completamente elettrica. Si ricarica all'80% in 40 minuti (alle colonnine fast), in 5 ore alle normali (c'è un caricatore per la corrente alternata a 7 kW, di certo non fra i più potenti) e in 15 ore a casa.

Superdotata. La tecnologia di cui dispone questa Sport, molto sofisticata, è quella che abbiamo conosciuto sulla nuova Range. Quindi, oltre al Terrain Response, che le conferisce delle capacità inconsuete in fuoristrada, qui ci sono le sospensioni pneumatiche attive (con doppia camera anziché una), ruote posteriori sterzanti, differenziale elettronico attivo con Torque Vectoring, barra antirollio ad azionamento elettrico e cerchi da 23 (optional). A bordo, trovano posto pure un impianto hi-fi che cancella i rumori, il sistema di purificazione dell'aria, l'assistente vocale di Amazon, Alexa e l'infotainment Pivi Pro di ultima generazione. Non potevano mancare i fari a matrice attiva di Led.

Velluto e tanto sprint. Alla guida si riconferma quanto detto finora: questa è una Range. Sedili morbidi, ospitali, silenzio assoluto (si sentono solo gli specchi mentre fendono l'aria), ingombri esterni importanti. Sei in alto, con una linea di cintura bassa, e ti ritrovi a dominare la strada. Senza sentirla troppo, però. Per un verso, è una qualità assoluta, perché il confort che sa dare quest'auto non è secondo a nessuno. Ma, essendoci la scritta Sport al posteriore, ti aspetteresti uno sterzo più diretto, meno inerzie, una maggiore rapidità nei cambi di direzione. Invece il peso lo si può minimizzare, ma non nascondere del tutto. Tradotto: tra lei e la Range "liscia" non c'è un abisso (che, per alcuni, può essere anche un bene). C'è una modalità di guida Dynamic più accentuata, dove sterzo e assetto virano in modo più deciso verso il piacere di guida, ma sostanzialmente la Suv rimane una passista confortevolissima. Con cui viaggi in una fluidità pazzesca. Non ti accorgi delle velocità che raggiungi, perché l'abitacolo ti isola dal mondo esterno in maniera sublime. E in off-road fai cose da non credere (e le abbiamo fatte, perché ci hanno "obbligato"). Ecco, questo forse è il miracolo. La Range Rover Sport arrampica, o scende, anche con gomme da 23, dove veramente non immagineresti. L'altra sorpresa è l'accelerazione. Abbiamo provato la Phev da ben 510 CV, che si avvale di un motore elettrico da 204 CV: l'interazione tra i due è perfetta, non si avverte quando lavora uno o l'altro. Ma è in accelerazione che l'aiuto elettrico sorprende: 5,4 secondi dichiarati nello 0-100 km/h. Non pare vero, considerando la stazza. E da 4 a 6 mila giri, il motore ha pure una bellissima voce. Adesso sì che può chiamarsi Sport

Categorie: 4 Ruote

Jeep Wrangler - A spasso con licona

4 Ruote - Set 07,2022

Lo spasso è una componente fondamentale del rapporto con l'auto, perché dimostra che la ragionevolezza ha un valore relativo. Lo "spasso", del resto, è vita che è bello ritrovare toccandola con mano anche - e proprio - attraverso l'auto. Ci sono una montagna di ottime ragioni irrazionali per amare le macchine: le forme, il colore, l'odore, le sensazioni che trasmettono. La velocità. E molto altro come la guida, la manifattura, la storia. Insomma: un'automobile sa come essere caleidoscopio emozionale e in tutto questo la Jeep Wrangler ha la capacità di farti convivere con lei con spensieratezza. E la certezza di non avere un limite invalicabile. Poter andare ovunque, insomma. Promessa d'avventura continua. Spasso.

Ma quale città. Non sto per dire che riderete come matti tutte le volte che alle sette del mattino vi recherete al lavoro con una Wrangler, anche perché non lo farete: nessuno che abbia spirito (e portafogli) per acquistarne una resterà inchiodato in tangenziale intrappolato dal suo "rude" roll-bar che vi ha fatto giocare a girare senza hard top. Perché al lavoro, in quel modo, non ci andrà. Quando c'è da lavorare nel classico modo che intendono i cittadini, questa Jeep sta dove di solito ci si diverte, tipo un garage, una casa al mare, in montagna, in collina. A voi l'onere di mantenerla, al resto pensa lei quando ci montate sopra. Per il gusto di farlo. A meno che non siate dei calciatori o degli influencer, certo, che devono usarla per farsi vedere: ma va detto che la storia stessa di questa Jeep tende a preservarla dagli utilizzi meno coerenti. Anche se "ibridizzata" da questa modernità, la Wrangler resta pur sempre un militare.   

La ricarica no. Ho guidato la Wrangler per più di 2.800 km, chiudendo l'esperienza con un consumo medio di benzina pari a 9 km/l. Quindi un valore decisamente inferiore al dato dichiarato (24,4 km/l), anche perché l'ho usata come l'italiano medio che possiede una plug-in, ovvero senza ricaricarla. Che passi la sua nuova natura ibrida, perfettamente fittata ai tempi, ma giuro che non ho avuto il coraggio di compiere quel gesto gentile di attaccarmi alla torretta per una ricarica alla sua batteria da 17 kWh abbondanti (in grado, secondo la Casa, di garantire una percorrenza di 53 km in elettrico in città). C'è un limite a tutto: il suo lato selvaggio (guadi da 76 cm, parabrezza abbattibile e guida - potenziale - senza portiere), in questa nuova condizione ibrida fa a cazzotti col cavo da attaccare a una colonnina tutta corrente e sostenibilità. So di essermi comportato da troglodita in questo modo, ma il parterre è quello che è: più l'ho avuta per le mani, questa Wrangler, più mi è stato chiaro che non avrei salvato il mondo ricaricando le batterie quando pochi istanti prima la sua sezione frontale prendeva a cazzotti aria, insetti e mondo crudele per conto mio.

La razionalità mettila da parte. Parliamoci chiaro, il consumo, qui, è l'ultimo dei problemi. Il bello sta nelle maniglie cui aggrapparsi per rendere più scenografico (e comodo, questa peraltro ha i predellini) l'ingresso e la discesa da questo suo abitacolo grande. E mal sfruttato: ha un baule visivamente enorme, ma azzoppato nel potenziale da un rollbar beatamente vistoso, piazzato dentro il perimetro della carrozzeria (qui asportabile, ma è possibile personalizzarla in ogni modo: col softop, le mezze portiere o una rete, ad esempio, da agganciare direttamente al rollbar per non essere disturbati dalle foglie mentre siete cappottati tra i boschi) per essere rigida e sicura. Che la sua forza sia sempre chiara. Al costo di ritrovarsi con 533 litri di carico su un'auto lunga 488 cm: per intenderci il bagagliaio di una Renault Scénic, lunga 441 cm, misura 506 litri. Ok: non è un'auto che si compra per lo sfruttamento degli spazi, ma i passeggeri posteriori, se quelli davanti non sono particolarmente bassi, non avranno mai quell'abbondanza di spazio suggerita dal passo di tre metri.

Un po' di numeri. Ma lo spazio, qui, serve anche ad altro. E sotto molti aspetti. Come poter ospitare una meccanica unica, inarrestabile. Senza considerare che negli habitat per cui è stata progettata la Wrangler, le dimensioni sono insignificanti. Da quando la tecnologia 4xe s'è impossessata del modello è cambiato molto: sotto questo cofano, che si apre sempre sganciando i fermi laterali e spingendo semplicemente la sicura (quindi niente sblocco dall'abitacolo, per intenderci), c'è un duemila turbobenzina da 272 CV e 400 Nm; quindi stop a plurifrazionati e diesel. Questo motore di derivazione Stellantis (è una versione rivista e corretta del duemila Alfa Romeo), unito al motore elettrico sistemato nel cambio automatico al posto del convertitore di coppia, permette alla Wrangler di avere numeri più che interessanti: 380 CV di potenza massima e - soprattutto - 637 Nm di coppia. Il motore elettrico da 145 CV e 245 Nm è quello che garantisce una bella istantaneità ai comandi dell'acceleratore: la fuoristrada scatta da 0 a 100 all'ora in 6,4 secondi; soprattutto, in off-road, permette dosaggi micrometrici della potenza elettrica e uno spunto in partenza impossibile per il termico. Vuoi per l'impostazione, vuoi per il peso (circa 2300 kg), non è un'auto con cui correre: la velocità è limitata a 180 all'ora e in autostrada, nonostante l'eccellente lavoro di messa a punto, la Wrangler resta pur sempre un'auto da guidare visto che tende a serpeggiare per via dell'avantreno "vago". Nulla di insopportabile, in ogni caso, visto che i sedili sono comodi, lo spazio per chi sta davanti non manca e che tutti i comandi sono sempre ben sottomano e sott'occhio.

Potere del 4xe. Nota sulle modalità di guida: la Wrangler può essere usata in modalità ibrida o solo elettrica. Ci sono poi due possibilità d'interazione col sistema 4xe Plug-In Hybrid: la prima, e-save, permette di caricare la batteria (17,3 kWh) sfruttando il motore termico o di inibire l'utilizzo dell'energia stoccata da parte del sistema ibrido; le due opzioni sono selezionabili dal menù elettrico dell'infotainment da 7, peraltro sempre molto ben studiato e semplice da usare-. Poi c'è l'e-coasting, che si attiva premendo un tasto sulla consolle centrale e permette di rendere più incisiva la frenata rigenerativa. Se state gridando allo scandalo per l'ibrido sappiate che nel corso della presentazione avevamo riscontrato un ottimo feeling sui terreni più accidentati; e va ricordato che senza questa propulsione questa icona non avrebbe più trovato un posto nel listino della Jeep. E quindi nel garage ideale di chi la può apprezzare.   

 

 

Duttile e concretissima. Insomma, come è possibile appurare stando dietro il volante, la Wrangler ha la capacità di spostare il paradigma dei viaggi in altri viaggi. Usandola per girovagare in cerca di pace e qualche strada bella dove portarla ho mangiato spesso all'aperto, dove ho trovato straordinarie le piccole attenzioni che, solo perdendosi nel tempo libero, possono tornare utili. Come il paraurti anteriore calpestabile: è fatto per poter essere utilizzato in ambienti estremi, ma più prosaicamente può diventare una panchetta dove mangiarti un panino. L'enorme portello che rivela il baule è una manna per appoggiarci di tutto e il fondo (che ha una sogli di carico evidentemente alta) resta all'altezza giusta per poter lavoricchiare all'aperto. Al proposito, va ricordato che la Jeep può trainare fino a 1.587 kg. Per quanto riguarda la trazione, le modalità sono quatto: 2H (posteriore, con marce normali); 4H AUTO (così diventa una 4x4 quando serve); 4H Part-Time (4x4 permanente, da usare sui terreni ad aderenza ridotta) e 4L (con le marce ridotte). Alla fine non ho fatto del vero e proprio fuoristrada, quindi mi sono consolato pensando ai notevoli angoli caratteristici della variante Rubicon: attacco 36 6,' dosso 21 4' e uscita 31 8'.

Godersi l'aria. Di certo, la Wrangler è una delle poche auto dentro le quali è bello viaggiare immersi nella natura per sentirne i profumi. Un po' come si fa con le spider. In questa versione, oltre che la già citata carrozzeria, è possibile togliere i pannelli sopra i sedili davanti e riporli nel baule per essere un po' più en plen air (ma lasciateli nel loro rivestimento su misura nel garage, perché dietro non c'è un vero e proprio fermatettuccio), anche se oltre una certa velocità sperimenterete uno strano effetto cappa che vi farà scendere piuttosto spettinati. Degli interni, oltre allo straordinario rumore di solido che apprezzerete in ogni salita e discesa dall'auto (ma anche apertura e chiusura del baule), è possibile incappare nelle dimensioni generose di tutto: dai comandi per gli alzavetro (raggruppati però in un unico pannello, il che rende facile azionare il tasto sbagliato senza un'occhiata di sicurezza) alle manopole di clima e radio, passando per leva del cambio (e ridotte/modalità guida), tutto è perfettamente calibrato anche per l'uso coi guanti.

Dura e pura, con il futuro alle porte. Insomma: per il test serio in off-road occorrerà aspettare il nostro Centro Prove. Ma, mettere le ruote fuori dall'asfalto per il gusto di farlo e scoprire che lei si comporta come se nulla fosse dà la stessa soddisfazione di una salita e discesa dall'abitacolo agganciandosi alla maniglia sul lato del parabrezza: spasso. Gioco. Ottime ragioni per desiderarne una. Cosa che rende assolutamente inutile ogni valutazione sulla sua praticità, eticità o molto altro su cui sarebbe lecito soffermarsi nel 2022 e per 70 mila euro (qui il listino completo). Ma la sua è una storia a sé: la Wrangler è icona in un mondo che ha imboccato una strada definitivamente diversa dall'infinita sensazione di libertà che trasmette quest'auto. Storia, ormai, d'altri tempi. Penso che la Jeep sarà il brand più accreditato per mostrarci come, nel mondo della sostenibilità, sapranno prendere forma nuovi concetti di inarrestabilità, avventura e libertà. Il post Wrangler, insomma. Manca poco, basta aspettare domani

Categorie: 4 Ruote

Kubota - Arriva dal Giappone il primo trattore elettrico. A noleggio

4 Ruote - Set 07,2022

Arriverà in Europa nell'aprile 2023 il primo trattore elettrico compatto LXe-261 della giapponese Kubota, che lo inserirà sul mercato con soluzioni a noleggio a lungo termine con contratti che vanno dai 2 ai 5 anni. Kubota ha annunciato il suo impegno per raggiungere l'abbattimento delle emissioni di anidride carbonica entro il 2050, perciò sta passando ai motori elettrici, ibridi e a fuel-cell. Lo stop ai veicoli diesel in vari paesi, anche per mezzi per la cura del verde cittadino o per la manutenzione urbana - per cui già oggi vengono utilizzati i modelli firmati Kubota - ha spinto il costruttore giapponese ad accelerare sulle nuove propulsioni per i suoi mezzi compatti. Che sta già testando a Parigi. 

Vetrina fiere. Il trattore compatto LXe-261 verrà esposte di diverse fiere in Europa specializzate nella gestione del verde, come il Salon Vert in Francia, l'Eima in Italia e il Saltex nel Regno Unito, e vanta un funzionamento continuato di tre o quattro ore e una annunciata ricarica veloce in un'ora per riempire a propria batteria. Grazie a questa funzionalità, gli operatori potranno ricaricare rapidamente le batterie durante la pausa pranzo e continuare a lavorare nel pomeriggio senza perdere tempo.

Categorie: 4 Ruote

Scuderia Ferrari - La livrea celebrativa "Giallo Modena"

4 Ruote - Set 07,2022

Livrea speciale per la Scuderia Ferrari nel weekend del Gran Premio d'Italia. Una spruzzata di "Giallo Modena" si aggiunge al rosso e nero della F1-75, oltre che sull'abbigliamento da gara di Charles Leclerc e Carlos Sainz, per celebrare le origini del team italiano.

Un'occasione speciale. La Scuderia Ferrari andrà in pista questo fine settimana con un look unico, pensato appositamente per il Gran Premio d'Italia a Monza. Al rosso e al nero che caratterizzano la livrea della F1-75 si aggiungono anche degli inserti gialli per celebrare le origini del marchio attraverso un colore che fa parte della storia della squadra. Fin dagli esordi nel 1929, infatti, Enzo Ferrari scelse il giallo come colore aziendale e fa da sfondo ancora oggi al Cavallino Rampante. Una livrea speciale per ricordare le origini del team e celebrare il centesimo anniversario del circuito di Monza. Gli inserti gialli saranno ben visibili sull'alettone anteriore, sul sistema di protezione Halo, ma anche sul cofano motore e sull'ala posteriore dove spicca la scritta Ferrari - con la celeberrima effe lunga in giallo sullo sfondo nero.

Perché il giallo? da sempre stato parte del DNA della casa di Maranello, fin dalle sue origini. Il colore rosso che nel tempo è diventato l'iconico Rosso Ferrari era stato in realtà imposto alle auto da corsa italiane dall'Associazione Internazionale dei Club Automobilistici ed Enzo Ferrari dovette adeguarsi quando fondò la Scuderia. Il Giallo Modena è però diventato il secondo colore del team e fu ripreso subito come sfondo dello stemma del Cavallino Rampante, apparso per la prima volta alla 24 Ore di Spa-Francorchamps del 1932 sull'Alfa Romeo della Scuderia Ferrari.

 

Categorie: 4 Ruote

FCA Bank - Parte da Belgio e Lussemburgo la nuova Mazda Finance

4 Ruote - Set 07,2022

FCA Bank continua ad arricchire il proprio portafoglio di collaborazioni con le Case costruttrici firmando un accordo di cooperazione con Mazda Motor Belux per la fornitura di servizi finanziari in Belgio e Lussemburgo lanciando, dal prossimo primo ottobre, Mazda Finance. Grazie a questa firma FCA Bank Belgium fornirà ai clienti finali di Mazda un'ampia gamma di soluzioni finanziarie, innovative e flessibili, pensate per rendere più facile l'accesso ai modelli della Casa di Hiroshima che, in Belgio, ha, ad oggi, una quota di mercato dell'1,53%. Siamo davvero lieti di questa partnership. La collaborazione permette non solo di offrire ai nostri clienti uno dei tanti modelli Mazda disponibili, ma anche di proporre delle rate mensili molto interessanti e competitive" commenta il Managing director di Mazda Motor Belux Tim Bosmans. "Siamo orgogliosi di dare il via a questa collaborazione con Mazda in Belgio e Lussemburgo. Con il nostro vasto know-how nei servizi finanziari e di mobilità per il settore automobilistico, sviluppato in anni di esperienza in entrambi i Paesi, daremo un grande contributo alla crescita e al successo di questo marchio dice il ceo della branch locale Marcella Merli. "Grazie a questo accordo, FCA Bank amplia il numero dei propri partner in Europa, includendo una prestigiosa azienda di successo e in forte espansione come Mazda: un nuovo passo in avanti, sulla strada che ci sta portando ad affermarci come un punto di riferimento nel settore del finanziamento automotive e della mobilità" chiosa il ceo e General manager di FCA Bank Giacomo Carelli

Categorie: 4 Ruote