Audi A3 - La gamma si amplia con la versione g-tron

4 Ruote - Set 15,2020

La gamma della nuova Audi A3 Sportback si completerà nell'ultimo quadrimestre del 2020 con il debutto della 30 g-tron S tronic. Si tratta dell'allestimento bifuel a metano proposto dalla Casa tedesca, che affianca così i benzina e diesel già disponibili e segue una formula già proposta su altri modelli del marchio. Gli allestimenti replicano quelli delle altre versioni delle A3, ma i prezzi di listino non sono stati ancora resi noti. 

131 CV ancora più efficienti. La A3 g-tron adotta una versione specifica del propulsore 1.5 TSI capace di 131 CV e 200 Nm che vanta soluzioni tecniche molto avanzate come il funzionamento a ciclo Miller, la turbina a geometria variabile e la messa a punto specifica per l'utilizzo del metano. Il risultato è una riduzione dei consumi di circa il 6% rispetto al modello precedente e di circa il 20% sulle emissioni rispetto ad un modello benzina tradizionale.

445 km con un pieno di metano. La vettura è progettata per sfruttare al massimo la propulsione a gas, utilizzando il serbatoio di benzina da soli 9 litri (che ne determina l'omologazione monovalente) soltanto quando si esauriscono i circa 18 kg di metano nelle tre bombole di bordo (due delle quali in materiali compositi). L'autonomia a gas nel ciclo Wltp è pari a 445 km, mentre le emissioni medie sono comprese tra 108 e 116 g/km di CO2. L'unica trasmissione disponibile è quella doppia frizione automatica S tronic che garantisce prestazioni brillanti: 9,7 secondi per toccare i 100 km/h da fermo e 211 km/h di punta massima. La capacità di carico, infine, viene leggermente ridotta rispetto alle altre versioni e varia ora da 280 a 1.100 litri in base alla configurazione delle sedute. 

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Francesco Venturini - L'ad di Enel X: "Caricheremo lauto come lo smartphone"

4 Ruote - Set 15,2020

"Faremo un grande passo verso l'auto elettrica tra il 2021 e il 2022". Per Francesco Venturini non basteranno gli incentivi, pur generosi, a spingere già ora un numero più consistente di automobilisti verso le vetture a emissioni zero. Serve di più: modelli di larga diffusione e, soprattutto, una rete che renda la ricarica semplice come fare il pieno. Venturini è amministratore delegato di Enel X, la società del gruppo Enel deputata a creare e gestire linfrastruttura per la distribuzione dellenergia elettrica. Il suo, dunque, è un parere ben informato sul tema centrale da affrontare perché le auto alla spina diventino unalternativa possibile: la rete di colonnine. "Un punto fondamentale", spiega l'ad, "è la disponibilità delle auto. Il mercato, a causa della pandemia, ha subìto un rallentamento negli ultimi sei mesi e questo ha cambiato i piani di produzione di alcune Case. Inoltre, manca ancora una vera 'auto del popolo'".

Le Case, però, hanno iniziato a lanciare i primi modelli, alcuni dei quali, con gli incentivi, hanno costi quasi comparabili con quelli di auto a combustione termica. L'ostacolo vero è la ricarica
Le auto elettriche hanno raggiunto livelli di ottimizzazione elevati che le equiparano o forse le rendono persino migliori delle auto tradizionali, sotto certi profili. La tecnologia è in continua evoluzione. Manca però un modello-icona, quello che le renda davvero per tutti, accessibili e anche ambite. E di sicuro c'è ancora una forte resistenza da parte del pubblico, che pensa di non poter vivere una vita normale con una macchina elettrica.

Quali sono i vostri piani per estendere la rete?
Abbiamo lavorato in due fasi. Nella prima, ci siamo posti lobiettivo di coprire tutto lo Stivale. La abbiamo fatto meglio in alcune zone più che in altre, ma lo scopo era fornire a chi partiva dalla Sicilia e voleva arrivare alla Valle dAosta la possibilità di attraversare il Paese ricaricando la vettura. Non in autostrada, ma sulla viabilità ordinaria, dove poteva trovare punti in cui rifornirsi. Ci abbiamo messo due anni, ma lo abbiamo raggiunto: oggi abbiamo 11.000 punti di ricarica dei 15.000 esistenti in Italia. Ora dobbiamo differenziare la tecnologia: aumentano le auto che sono in grado di rifornirsi dai caricatori ad alte potenze, in corrente continua e in modo molto più rapido. Punteremo su quelli.

Porterete i punti di ricarica ad alta potenza sulle autostrade?
Sì, la fase 2 prevede l'installazione in autostrada di colonnine che arrivano fino a 350 kW. Allestiremo le prime già entro la fine del 2020. Stiamo lavorando da Roma in su, per ora. Anche in questo caso cercheremo di essere capillari. L'obiettivo sarà avere una stazione di ricarica a 350 kW ogni 80 km.

Come allargherete la rete in città?
Inizieremo a coprire i centri con colonnine di potenze comprese tra i 100 e i 180 kW. Gli automobilisti vogliono avere un'esperienza simile a quella del benzinaio: fermarsi e in 20 minuti riportare da 0 all80% la carica. Chi ha tempo di attendere quattro ore perché lascia lauto in sosta, potrà caricare con le medie potenze. Chi, invece, ha fretta avrà la possibilità di farlo in 20 minuti. Inizieremo da Roma, dove sia a nord che a sud avremo le prime colonnine da 100-180 kW entro la fine dell'anno. Vorremmo fare lo stesso a Torino e poi in tutti i capoluoghi di provincia, per far sì che ci siano almeno uno-due caricatori di questo tipo ovunque. Continueremo poi a diffondere i totem da 22 e 50 kW nelle città, ma su questo avremo bisogno di molto aiuto da parte dei Comuni, che dovranno posizionare queste stazioni in punti intelligenti. Se la colonnina è nel posto giusto, funziona sempre e attira anche un certo tipo di turismo. Il mio sogno è quello di riuscire a elettrificare tutti gli 8.100 Comuni italiani nei prossimi 24 mesi. L'ultimo tassello su cui lavorare, infine, è la ricarica a casa, anche con il regolatore, per fare in modo che la maggiore potenza necessaria per ricaricare in tempi ragionevoli un'auto con batterie molto capienti non si traduca in un eccessivo aumento dei costi in bolletta. Ciò anche in vista del potenziale utilizzo delle elettriche più recenti a supporto della rete.

L'utente elettrico, intanto, ha una vita complicata, che deve essere molto ben organizzata. E questo resta un freno forte...
Chi ha la fortuna di avere una colonnina sotto casa o in ufficio o un garage, oggi può considerare lelettrico come un'opzione. Ma con levoluzione della rete cambieranno molto le abitudini. Chi ha unelettrica non ha sempre la necessità di fare ricariche rapide. Se hai 350 km di autonomia, nei tragitti normali lo fai una volta o due alla settimana. Avere disponibilità di prese nei posti giusti, poi, trasformerà la ricarica dellauto rendendola simile a quella degli smartphone. Anche se hai la batteria quasi carica, quando ne hai la possibilità, ti attacchi: vai al supermercato, ti colleghi e rifornisci di 20-30 km; poi, lo fai di nuovo alla prossima sosta. Lobiettivo è la capillarità: dovremo avere centinaia e centinaia di migliaia di prese elettriche, così caricare l'auto diventerà normale.

Come saranno le stazioni di servizio elettriche?
I punti di ricarica rapida cittadini saranno posizionati in luoghi particolari: si affiancheranno a un concept store che vende prodotti Enel X e a un punto di ristorazione. Così, permetteremo a chi in città deve attendere 20 minuti per ricaricare velocemente l80% della batteria di passare quel tempo in modo gradevole. Nella capitale apriremo il primo punto già a ottobre.

Come ai primordi della telefonia mobile il roaming ha aiutato a colmare i buchi della rete, così linteroperabilità può essere una soluzione?
Il sistema è stato pensato proprio così: chi costruisce la rete è come i detentori delle antenne, mentre coloro che danno accesso allinfrastruttura corrispondono agli operatori telefonici. Enel ha adottato da sempre una politica di totale apertura della propria rete in Italia e allestero ad altri operatori. In Europa ci sono 52.000 punti di ricarica accessibili ai clienti di Enel X e l'obiettivo è di arrivare a 90.000 entro la fine dellanno. E tra punti interoperabili e punti creati da noi, tutti interconnessi, vorremmo arrivare al mezzo milione entro i prossimi tre anni.

Avete partnership con la Formula E e la MotoE: oltre alla visibilità, che benefici portano queste collaborazioni?
Lavorare nel mondo delle competizioni è fondamentale per lo sviluppo di nuove soluzioni. Il caricatore utilizzato dalla Formula E, per esempio, ha dimostrato di funzionare in ogni situazione, anche a oltre 2.000 metri di quota. Il lavoro fatto per la MotoE ci sta permettendo di sviluppare i prodotti che vedremo su strada e nelle stazioni di rifornimento, ma anche nelle case.

La diffusione delle elettriche passa soprattutto dalle batterie, ambito che vede lEuropa in posizione svantaggiata rispetto ai produttori asiatici. Voi fate parte dellEuropean Battery Alliance. Come state lavorando per recuperare questo gap?
L'Europa si è affacciata alla produzione di batterie con grande ritardo. Francesi e tedeschi ora stanno provando a produrle. Noi lavoriamo sullottimizzazione del loro utilizzo, creando software predittivi e sistemi di massimizzazione dell'output. L'altro filone su cui siamo attivi è il riciclo. L'Italia è un grande riciclatore di accumulatori al piombo e ci si sta proponendo all'Europa anche per recuperare quelli al litio. Il grande problema del riutilizzo è che non esistono standard condivisi su come impacchettare le batterie, il che rende molto onerosa l'operazione di smontarle per riciclarne i componenti. Oggi costa meno comprarne una nuova che riutilizzarne una usata.

La rete in Italia può supportare la crescita di auto elettriche che si auspica?
Sì, senza problemi. Qualora ci fossero situazioni critiche, la rete si "maglia" e si costruisce in modo tale che le potenze necessarie possano essere gestite con degli upgrade e con l'integrazione delle batterie nell'infrastruttura di ricarica.

Perché lauto elettrica sia pulita è necessario che sia mossa da energia prodotta da fonti rinnovabili. A che punto siamo in Italia?
Oggi la percentuale di energia elettrica ricavata da fonti rinnovabili è vicina al 45%. Il nostro Paese è ricco di acqua, sole e ha grandi potenzialità. Anche vento e geotermia sono risorse di cui disponiamo in zone specifiche. Grazie ai grandi investimenti che abbiamo fatto negli ultimi dieci anni, siamo tra i leader nel settore e dobbiamo lavorare per continuare a esserlo. Tutta l'energia che acquistiamo da Enel, inoltre, è certificata come verde.

Nelle città si vedono ancora mezzi pubblici obsoleti. Lelettrico può essere unalternativa per il trasporto collettivo?
Sì, ma per come è organizzato il modello di acquisto dei mezzi pubblici siamo in grande ritardo rispetto a quanto si sta facendo in altri Paesi europei come la Spagna, o negli Stati Uniti e in America Latina. Lo stesso vale per il trasporto merci: servono politiche di stimolo perché i furgoni che si muovono in città diventino elettrici. Non percorrono più di 100-120 km al giorno, viaggiano quasi solo nei centri e potrebbero essere elettrificati. Lo stesso vale per le auto della pubblica amministrazione e per le due ruote: in giro si vedono ancora motorini a miscela e vecchie moto. Le due ruote potrebbero essere convertite allelettrico con costi molto contenuti e benefici enormi.

Lelettrico è ancora un mondo per pochi adepti, con un linguaggio e dei tecnicismi che i più fanno fatica a comprendere
Sì, per questo è necessario fare divulgazione, perché gli italiani capiscano un gergo nuovo, comprendano le differenze tra unità di misura, modalità di ricarica, tipologie di prese e colonnine. Bisogna lavorare anche per preparare bene chi vende le auto a batteria. Solo così l'elettrico potrà davvero essere un'alternativa.

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Volkswagen ID.4 - Un teaser svela il frontale definitivo

4 Ruote - Set 15,2020

La Volkswagen ha svelato in un teaser il frontale definitivo della ID.4, un elemento fino a oggi sempre celato dalle camuffature nelle immagini ufficiali diffuse in rete. La Casa tedesca ha anche colto l'occasione per annunciare il debutto mediatico del suo secondo modello elettrico, previsto il prossimo 23 settembre. L'anteprima sarà dedicata ai clienti americani, che con la Suv a zero emissioni entreranno così nell'era dei veicoli realizzati sulla piattaforma Meb, dal momento che la ID.3 non sarà proposta Oltreoceano.

Fino a 500 km di autonomia. La ID.4 presenta chiare parentele stilistiche con la sorella compatta e mostra nel frontale degli elementi a Led che decorano la mascherina e vanno a congiungersi con il logo centrale. La Suv tedesca, la cui produzione è stata già avviata a Zwickau ed è prevista anche in Cina e in America, sarà proposta da subito con la trazione posteriore e le batterie da 45 kWh, 58 kWh e 77 kWh, mentre l'autonomia dichiarata si attesterà intorno ai 500 km. Arriveranno invece in un secondo tempo gli allestimenti con il doppio motore e la trazione integrale.

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GMC Hummer EV - Debutta il 20 ottobre con il Crab Mode - VIDEO

4 Ruote - Set 15,2020

La General Motors ha confermato la data del 20 ottobre per il debutto online del nuovo GMC Hummer EV e l'apertura delle prenotazioni. Il pick-up elettrico riporterà il nome Hummer sul mercato e promette prestazioni di rilievo assoluto grazie alle batterie con tecnologia Ultium. Per il veicolo, infatti, la Casa prevede 1.000 CV di potenza, con un passaggio da 0 a 100 km/h in circa tre secondi, mentre l'autonomia potrebbe avvicinarsi a quota 500 km grazie a degli accumulatori con una capacità di circa 100 kWh.

Il Crab Mode per muoversi in diagonale. Con il video teaser diffuso in rete, il costruttore ha inoltre colto l'occasione per svelare un'altra chicca tecnica del modello, il Crab Mode. Traendo ispirazione dal movimento dei granchi, infatti, l'Hummer potrà sfruttare l'asse sterzante posteriore e i propulsori elettrici per muoversi in diagonale sul terreno. Si tratta di una funzionalità inedita nel mondo automotive, che potrebbe rivelarsi cruciale non solo per i difficili passaggi in fuoristrada, ma anche per usi decisamente più "urbani".

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Jaguar F-Pace - Con il restyling arriva l'ibrida plug-in

4 Ruote - Set 15,2020

La Jaguar presenta il restyling della F-Pace. L'aggiornamento porta in dote una serie di novità che spaziano dallo stile esterno al completo ripensamento degli interni, fino alla gamma dei propulsori aggiornata con l'introduzione delle varianti plug-in e mild hybrid. La rinnovata Suv è già ordinabile in Inghilterra e in Italia arriverà a novembre. Per l'ibrida ricaricabile sarà invece necessario attendere la primavera del 2021.

Look più deciso. Cofano, paraurti e gruppi ottici sono inediti per dare ancora maggior grinta alla vettura. Il rigonfiamento centrale sul cofano motore si fa subito notare, così come la maggiore dimensione delle prese d'aria frontali. I fari sdoppiati adottano nuove luci diurne a Led denominate Double J e sono previsti in opzione i fari Pixel Led con Adaptive Drive Beam. Anche le luci posteriori a Led sono state ridisegnate con un motivo sdoppiato, simile a quello della I-Pace. 

Dentro cambia tutto con lo schermo da 11,4 pollici. Gli interni sono stati completamente rivisti modificando console centrale, bocchette e comandi secondari ed elevando ulteriormente il livello di finitura. Lo schermo dell'infotainment Pivi Pro misura 11,4 pollici ed è incastonato in una cornice in magnesio, mentre nella parte inferiore della plancia sono previsti i nuovi comandi circolari della climatizzazione, che vanta lo ionizzatore e rispetta gli standard di filtraggio PM2.5. Anche il comando digitale della trasmissione è stato ripensato totalmente, è rifinito con le cuciture Cricket-Ball ed è stato inserito in un pannello di metallo lucido in cui è presente anche il pulsante di avviamente. Pannelli porta e sedili sono stati altresì rinnovati: quest'ultimi possono essere dotati di massaggio, riscaldamento e ventilazione. Il guidatore può contare sulla strumentazione digitale proiettata sullo schermo da 12,3 pollici abbinata all'head-up display opzionale e capace di scambiare informazioni e dati con l'infotaiment, che riceve gli aggiornamenti over-the-air e ha la possibilità di collegare due smartphone via Bluetooth. Al servizio del confort, infine, troviamo un nuovo dispositivo di Active Noise Cancellation abbinato all'Engine Noise Cancellation.

Mild e plug-in hybrid da 163 a 404 CV.  L'elettrificazione è il punto cardine dell'aggiornamento dei propulsori Ingenium a quattro e sei cilindri in linea Euro 6d Final, e segue quanto già visto su altri modelli del gruppo Jaguar Land Rover. La F-Pace è quindi disponibile nella versione diesel mild hybrid 48V 2.0 litri da 163 e 204 CV e 3.0 da 300 CV e in quelle benzina 3.0 da 340 e 400 CV. Nella gamma troviamo anche il diesel 300 CV e il benzina 2.0 250 CV tradizionali, oltre alla top di gamma P400e plug-in hybrid da 404 CV e 640 Nm. Tutti gli allestimenti includono la trazione integrale e il cambio automatico otto marce ZF. La Plug-in hybrid (con motore 2.0 turbobenzina) promette fino a 53 km di autonomia elettrica con le batterie da 17,1 kWh e la ricarica all'80% può avvenire in 30 minuti con un sistema rapido a 32 kW e in circa 100 minuti attraverso una wallbox casalinga da 7 kW. Nel ciclo combinato Wltp, la vettura dichiara 49 g/km di CO2 e 2,2 l/100 km senza rinunciare alle prestazioni: 5,3 secondi per toccare i 100 km/h da fermo. Il modello alla base della gamma, equipaggiato con il diesel da 163 CV e il sistema mild hybrid, dichiara invece 6,2 l/100 km e 163 g/km. Della sportiva SVR, per ora, nessuna traccia.

Quattro modalità di guida. Il guidatore può utilizzare il nuovo comando Drive Selector per scegliere tra le modalità di guida Comfort, Eco, Rain-Ice-Snow e Dynamic, che influenzano il comportamento dello sterzo, del powertrain e dell'assetto. Inoltre, la F-Pace plug-in hybrid propone le tre modalità di funzionamento EV, Hybrid e Save per la gestione delle batterie in base alle condizioni di guida e al percorso. 

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Motorsport - Cupra prenderà parte alla Extreme E

4 Ruote - Set 15,2020

Una volta faceva riferimento ai modelli sportivi Seat, ma oggi Cupra è un vero e proprio marchio che trasmette unicità, ricercatezza e prestazioni. In occasione dell'apertura del primo garage in Europa - ad Amburgo - la Cupra ha annunciato di essere la prima casa automobilistica a prendere parte alla Extreme E, la competizione off-road elettrica che partirà all'inizio del 2021.

Ekström guiderà per la Cupra. Il ceo della Cupra, Wayne Griggiths, ha tolto i veli della nuova vettura insieme al vicepresidente esecutivo per la ricerca e sviluppo di Seat, Werner Tietz, e il ceo di Extreme E, Alejandro Agag. Nel corso della presentazione, è stato confermato che Mattias Ekström - campione di Rallycross e DTM - sarà uno dei piloti del team per la prossima stagione. Partner della Cupra sarà ABT Sportsline che contribuirà alla formazione di ingegneri e piloti per questa nuova avventura elettrica. Tietz ha detto: "La Extreme E è una serie che rappresenta l'atteggiamento sfidante della Cupra nel mondo automobilistico, per questo siamo diventati i primi costruttori a prendere parte a questa serie, unitamente con ABT, con l'obiettivo di reinventare il mondo delle auto ad alte prestazioni attraverso l'elettrificazione".

Partenza a marzo. Non è ancora stato ufficializzato il calendario degli eventi della Extreme E che, secondo le previsioni, sarebbe dovuto partire il prossimo gennaio. Si ipotizza al momento un inizio a marzo 2021, anche se è probabile un ulteriore rinvio a causa della pandemia di Covid-19. Tuttavia, linteresse per la categoria è notevole e ha già visto ladesione del team X44, fondato da Lewis Hamilton, a cui segue proprio lannuncio di oggi da parte della Cupra. Alejandro Agag, ceo della Extreme E, ha commentato affermando: "Siamo felici di dare il benvenuto alla Cupra come primo partner automotive in Extreme E, un annuncio che sottolinea anche l'impegno di ABT Sportsline nella categoria. La presenza di Ekstrom è una bella conferma e non ho dubbi sul fatto che si adatterà velocemente alla Odyssey 21 che rappresenta una sfida unica. Non vedo l'ora di vederlo in azione".

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Suzuki Italia - Le concept progettate dagli studenti dello Ied

4 Ruote - Set 15,2020

La divisione italiana della Suzuki ha stretto una collaborazione con lIstituto Europeo di Design (Ied) di Torino per sviluppare un "4x4xAll", ovvero il prototipo di un veicolo ibrido o elettrico in linea con lo stile e la filosofia di pensiero dei modelli della Casa: il risultato sono le concept sviluppate dagli studenti del corso triennale in Transportation Design, presentate come progetti tesi in Car Design.

Tre idee made in Italy. Ogni proposta presentata è stata interamente prodotta a partire da una fase di studio iniziale, sia del brand sia del mercato, fino a quella di progettazione finale, comprensiva di modellazione 3D e video rendering. I 27 studenti partecipanti, divisi in gruppi e provenienti da sette Paesi diversi, hanno proposto in totale otto concept, tra le quali spiccano i progetti italiani U:man, Maud e Ikigai.

Per ogni strada. Il prototipo U:man si ispira ad alcuni dei più noti modelli a ruote alte della Suzuki, come la Jimny, la Vitara e la Samurai: pensata per affrontare viaggi lunghi, anche off-road, ma anche per un uso quotidiano, la concept è un veicolo dalle proporzioni compatte ampiamente personalizzabile dallutente grazie a numerose proposte di allestimenti e colori. Non mancano elementi funzionali votati allo stile e allestetica, come il rollbar a vista, i fari e la calandra.

Modulare. La concept Maud è unelettrica a trazione integrale caratterizzata da un design che sfrutta soluzioni modulari adattabili ai vari gusti degli utenti: la vettura può infatti essere personalizzata aggiungendo o sostituendo componenti ed elementi, disponibili con dei pacchetti dedicati. Le combinazioni riguardano tanto gli esterni quanto gli interni, con i sedili posteriori che possono variare nel numero e nelle dimensioni, grazie alla presenza di tre binari sul pavimento, e con i componenti interscambiabili della plancia.

Sportiva ed ecologica. Il progetto Ikigai, invece, trae ispirazione da vetture meno note del brand nipponico e consiste in una rivisitazione della Escudo Pikes Peak, una vettura da rally divenuta famosa con il simulatore di guida Gran Turismo. Caratterizzata da un design affilato e aggressivo, orientato al dinamismo, la Ikigai è un veicolo elettrico a tre posti che punta sullecosostenibilità: le batterie utilizzate si basano su celle organiche a base di grafene, ma vengono sfruttati anche tessuti di origine vegetale e componenti in plastica riciclata.

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Dieselgate - Daimler, via libera al patteggiamento con le autorità Usa

4 Ruote - Set 15,2020

Le autorità statunitensi hanno approvato definitivamente l'accordo raggiunto in via preliminare a metà agosto con la Daimler per chiudere il caso dei 250 mila veicoli venduti negli Stati Uniti e non conformi alle normative ambientali. L'intesa, che ormai manca solo dell'approvazione della Corte Federale del Distretto di Columbia e risolve le violazioni civili e ambientali ma non quelle penali, conferma quanto già annunciato dal gruppo tedesco e include alcune disposizioni non dissimili dai provvedimenti imposti alla Volkswagen negli anni passati. 

Le sanzioni. Innanzitutto, l'accordo prevede una serie di costi a carico della Daimler: è infatti stabilito che i tedeschi paghino un conto totale di circa 1,5 miliardi di dollari (1,27 miliardi di euro) per chiudere tutti i procedimenti civili con le autorità interessate, ossia l'Agenzia per la Protezione ambientale (Epa), il California Air Resources Board (Carb), la divisione ambiente e risorse naturali del Dipartimento di Giustizia, la procura generale della California e l'ufficio delle Dogane. Il conto è suddiviso in 875 milioni di dollari di sanzioni civili (si tratta della seconda multa di maggior importo mai comminata ai sensi del Clean Air Act) e in 700 milioni di esborsi e spese legali per chiudere la class action promossa dai consumatori presso un tribunale distrettuale del New Jersey ed evitare ulteriori contenziosi legali. 

Le altre disposizioni. Come detto, sono previste ulteriori disposizioni destinate, tra l'altro, ad aumentare il conto totale delle spese ad almeno 3 miliardi di dollari e a pesare sui flussi di cassa per i prossimi tre anni, in particolare nei prossimi 12 mesi. La Daimler, che ha comunque accantonato negli ultimi anni ingenti risorse per coprire gli esborsi, legali o normativi, associati al proprio dieselgate (nel bilancio 2019 gli accantonamenti sono stati aumentati da 23 a quasi 31 miliardi), dovrà migliorare il suo sistema di gestione degli adeguamenti alle normative tecniche e condurre un programma per riparare alcuni veicoli diesel e ridurre le emissioni. Tale attività andrà a riguardare le auto a gasolio dotate di motori Mercedes-Benz BlueTEC di seconda generazione e gli analoghi furgoni a marchio Mercedes e Freightliner immatricolati negli Stati Uniti tra il 2009 e il 2016. La Daimler ha voluto precisare come questi veicoli non siano stati venduti nelle stesse configurazioni in Europa a causa delle differenze tra i sistemi di controllo delle emissioni legate alla diversità delle certificazioni e delle normative.

Nessun monitoraggio. Come nel caso della Volkswagen, l'accordo prevede delle "iniziative di mitigazione" delle emissioni di ossidi di azoto a livello nazionale e il finanziamento di analoghe attività nel solo Stato della California: la società si è impegnata a completare entro 40 mesi la modifica dei sistemi di alimentazione di 15 locomotive ferroviarie per il trasporto merci e pagherà 110 milioni di dollari al Carb. Al contrario di quanto stabilito in accordi analoghi raggiunti con altri costruttori, non è stata disposta la creazione di un sistema per il monitoraggio delle procedure di adeguamento normativo. A tal proposito la Daimler ha ricordato di aver avviato già dal 2016, grazie all'impegno di ingenti risorse finanziarie e all'assunzione di numerosi specialisti, un sistema interno per rafforzare le misure e i controlli tecnici che le autorità hanno solo chiesto di aggiornare per tener conto dell'evoluzione del quadro legislativo in materia ambientale.

Il nodo delle responsabilità. In ogni caso, l'intesa non include ammissioni di responsabilità da parte del gruppo tedesco. "Come stabilito nei decreti di consenso e nel patteggiamento per la class action - si legge nel comunicato - la società nega le accuse delle autorità così come le rivendicazioni dei querelanti dell'azione collettiva e non ammette alcuna responsabilità nei confronti degli Stati Uniti, della California, dei querelanti o altro ancora. L'accordo risolve i procedimenti civili pendenti con le autorità statunitensi senza giungere ad alcuna determinazione sul fatto che i sistemi dei veicoli di Daimler siano dispositivi illegali". In sostanza, come già in passato nell'analogo caso della Fiat Chrysler, il gruppo tedesco ha optato per il patteggiamento pur di chiudere tutti i contenziosi e quindi evitare lunghe iniziative legali con i relativi rischi e costi finanziari.

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Nissan - Giappone, a processo il braccio destro di Ghosn: lui nega tutte le accuse

4 Ruote - Set 15,2020

Greg Kelly, l'ex dirigente della Nissan accusato di aver assistito Carlos Ghosn nel falsare le retribuzioni per diversi anni, ha negato tutte le accuse mosse contro la sua persona dalla procura di Tokyo e si è quindi dichiarato non colpevole di ogni addebito. "Non sono stato coinvolto in alcun complotto criminale", ha affermato Kelly nel corso della prima udienza del processo, avviato a Tokyo, sulla presunta condotta illecita dell'ex numero uno dell'Alleanza Renault-Nissan.

Le accuse. Il procedimento giudiziario è iniziato quasi due anni dopo l'arresto di Ghosn e Kelly, accusati di aver indotto la Nissan a sottovalutare, per otto anni e per un importo totale equivalente a oltre 73 milioni di euro, la componente variabile delle retribuzioni percepite dall'ex presidente. Alla prima udienza, a porte chiuse come da prassi giuridica in Giappone, erano presenti i rappresentanti legali della Nissan, che ha già deciso di non contestare le accuse a suo carico per la violazione delle normative sulla divulgazione di dati finanziari sensibili, come le politiche retributive, e ha accettato il pagamento di un multa di 2,4 miliardi di yen (19 milioni di euro). Il grande assente era invece, ovviamente, Ghosn, da mesi in Libano dopo una rocambolesca fuga dagli arresti domiciliari. Il processo, tuttavia, rimane comunque rilevante anche per il principale accusato: infatti, il procedimento sarà il luogo deputato a verificare le prove sulla colpevolezza o l'innocenza dell'ex manager, che si è sempre difeso dalle accuse della procura puntando al contempo il dito contro la Nissan e ancor di più contro il sistema giudiziario giapponese, in particolare per le condizioni della sua detenzione. Tra l'altro, sono diversi i capi di imputazione a suo carico: oltre all'evasione fiscale, Ghosn è infatti anche accusato di reati come l'appropriazione indebita di risorse aziendali e l'abuso aggravato degli obblighi fiduciari.

Un lungo processo. Il processo potrebbe durare anche un anno e, pertanto, è improbabile che la corte emetta un verdetto prima dell'autunno del 2021. Kelly, avvocato americano per lungo tempo braccio destro di Ghosn, che alla Nissan ricopriva il ruolo di direttore rappresentante (in tale veste poteva anche firmare contratti per conto dell'azienda), rischia una sentenza sfavorevole sulla base della storia giudiziaria giapponese: nel Paese del Sol levante, infatti, oltre il 99% dei processi penali si conclude con una condanna a sfavore degli imputati. Kelly, al contrario di Ghosn, deve comunque affrontare il solo capo di imputazione legato all'evasione fiscale. 

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Audi - Aperti gli ordini delle SQ7 e SQ8 TFSI

4 Ruote - Set 15,2020

Le super-Suv dei Quattro anelli, ovvero le Audi SQ7 e SQ8, credono ancora nel motore a benzina. E che cuore: si tratta del V8 biturbo di 4 litri, 507 cavalli e 770 Nm di coppia. Tradotto su strada, significa 0-100 km/h in 4,1 secondi e una punta massima di 250 km/h (limitata elettronicamente). In concessionaria da ottobre, la SQ7 V8 TFSI parte da 104.200 euro, che diventano 112.000 per la SQ8 TFSI.

 

Attitudine sportiva. Volendo, ci sono le versioni sport attitude: nei 1.270 euro aggiuntivi sono compresi Audi phone box, climatizzatore automatico quadrizona, pacchetto assistenza Tour, fari a Led Matrix con indicatori di direzione dinamici, pacchetto assistenza al parcheggio plus, impianto audio Bang&Olufsen 3D, luci a Led dilluminazione abitacolo, retrovisori esterni antiabbagliamento e tetto panoramico.

 

Anche i carboceramici. Naturalmente, sia sulla SQ7 sia sulla SQ8 TFSI il telaio è agghindato per gestire i 507 cavalli del V8: della partita sono, infatti, la trazione integrale quattro, le sospensioni pneumatiche adattive e il sistema di sterzata integrale. Per chi vuole di più cè il pacchetto Dynamic plus che, a fronte dellesborso di 15.100 euro, porta con sé il differenziale sportivo, la stabilizzazione attiva del rollio, i fari Matrix Led e limpianto frenante con dischi carboceramici.

 
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Dieselgate - Volkswagen, conclusa la revisione sulla compliance del gruppo

4 Ruote - Set 15,2020

La Volkswagen annuncia che è stato completato con successo il monitoraggio indipendente sulla compliance dellazienda avviato in seguito al dieselgate. Il supervisore americano Larry Thompson, incaricato di vigilare sulla correttezza delle policy del costruttore tedesco, ha certificato che lazienda ha rispettato gli impegni presi nellambito dellaccordo con il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, definendo e implementando un programma di procedure di conformità che in futuro preverrà e identificherà violazioni delle leggi anti-frode e ambientali.

Il lavoro svolto. Nel corso del periodo di monitoraggio, iniziato nel 2017 e ora concluso, la Volkswagen ha aggiornato e rafforzato le proprie strutture e i processi in molte divisioni, tra cui lo sviluppo tecnico, la governance, il risk management, la compliance e gli affari legali. Il gruppo ha anche ampliato le misure di prevenzione della corruzione e della violazione delle norme antitrust, nonché la due diligence per i propri partner. In tutto sono state introdotte circa 300 norme o politiche interne, tra quelle nuove e quelle aggiornate, nelle entità giuridiche rilevanti. Le iniziative comprendono: listituzione di un comitato di Group Compliance, di un comitato direttivo HR allinterno del gruppo e lintegrazione di un nuovo ruolo con responsabilità per ambiente, salute e sicurezza nella filiale americana; il lancio di una struttura globale per supervisionare il programma di integrità e compliance del gruppo; lintroduzione di un codice etico unico per tutti i dodici marchi e per tutte le aziende rientranti nella galassia di Wolfsburg; lampliamento del sistema di informatori attraverso investimenti in processi, personale dedicato e infrastruttura IT; la pubblicazione di un sondaggio per i collaboratori.

Le parole del revisore. Servirà unattenzione continua ha detto Thompson - ma le strutture e i processi attuali e limpegno a tutti i livelli dellazienda, insieme alla supervisione del consiglio di sorveglianza, possono garantire allazienda un futuro di successo e sostenibile nel lungo termine per quanto riguarda etica, integrità e compliance.

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Hyundai Tucson - Punta su design e tecnologia - VIDEO

4 Ruote - Set 15,2020

La Hyundai presenta la quarta generazione della Tucson, modello chiave della gamma europea che si rinnova totalmente nei design e nei contenuti. Offrirà da subito powertrain mild e plug-in hybrid e sarà chiamata a rinnovare un successo che prosegue dal 2004, con oltre 7 milioni di unità vendute globalmente e 1,4 milioni di vetture consegnate in Europa. Prezzi e disponibilità per l'Italia non sono ancora noti.

Il design rompe con il passato. Lo stile colpisce subito perché prende le distanze dagli altri modelli del marchio nel frontale con la soluzione geometrica Parametric Hidden Lights per le luci diurne led, che ha di conseguenza influenzato la mascherina e il paraurti. In realtà l'intera vettura è caratterizzata da forme nuove, frutto della prima applicazione nel settore delle Suv del motivo Sensuous Sportiness, che ha già dato vita alla Sonata e alla i20. Sulla Tucson le linee decise e i motivi geometrici tornano anche nella fiancata e nella coda, inoltre anche la scelta delle tinte esterne è stata legata alle forme particolari della carrozzeria: sono previsti colori inediti come lo Shimmering Silver, l'Amazon Gray e il Teal, ma anche varianti bicolore con tetto a contrasto.

Mondo digitale e connesso. Gli interni sono stati invece disegnati secondo la filosofia Interspace, integrando l'elettronica di bordo con l'ambiente in maniera armonica. L'infotainment BlueLink utilizza uno schermo da 10,25" e una superficie inferiore a sfioramento per la climatizzazione, mentre la strumentazione utilizza un secondo schermo da 10,25" con grafica riconfigurabile. L'illuminazione Led dell'ambiente interno può essere variata in 64 diverse tonalità e dieci livelli di luminosità, inoltre sono previste tre varianti cromatiche dei rivestimenti di tessuto e pelle con la scelta fra nero, nero-beige e Teal. I modelli con cambio automatico adottano comandi digitali che affiancano nella console centrale il doppio portabicchieri.

Profili utente personalizzati e bocchette nascoste per il clima. L'esperienza utente viene ulteriormente elevata grazie alla possibilità di memorizzare due profili utente principali e uno ospite attraverso la App BlueLink per poter settare automaticamente le preferenze dell'infotainment e di tutte le funzionalità collegate, inclusa la condivisione dei calendari, la navigazione a piedi e le preferenze relative all'intrattenimento. Per migliorare ulteriormente il confort è stato realizzato per la prima volta un sistema di bocchette di aerazione dirette e indirette nascoste per non dirigere flussi d'aria troppo elevati agli occupanti senza perdere in efficienza e rapidità. Il climatizzatore offre tre zone separate, inoltre sono previsti i sedili anteriori ventilati e quelli posteriori riscaldabili.

Poco più grande, molto più spaziosa.
La nuova piattaforma ha portato la Tucson a diventare leggermente più grande della precedente, ma anche sensibilmente più spaziosa. Più lunga di 20 mm (4,5 metri totali) con un passo di 10 mm più lungo, la Suv è anche più larga di 15 mm, ma questo ha portato a 26 mm di spazio in più per le gambe dei passeggeri posteriori e un aumento dello spazio per i bagagli compreso tra 33 e 107 in base all'allestimento la Tucson offre quindi da 546 a 620 litri con cinque posti a sedere e da 1.725 a 1.799 litri abbattendo gli schienali dei sedili posteriori.

Subito Mild Hybrid e Hybrid, nel 2021 anche plug-in. Al momento del lancio la gamma sarà composta dalle versioni 1.6 T-GDI 150 e 180 CV e dalla 1.6 CRDi a gasolio da 136 CV con sistema opzionale Mild Hybrid 48V e dalla 1.6 T-GDI Hybrid con motore elettrico da 44,2 kW e batteria da 1,49 kW da 230 CV e 350 Nm. La plug-in Hybrid sarà invece rilasciata nel corso del 2021. Un discorso a parte va fatto per le opzioni relative alla trasmissione: la Hybrid offre solo l'automatico sei marce in versione due e quattro ruote motrici, mentre il benzina da 150 CV è proposto solo con trazione anteriore con il manuale a controllo elettronico 6iMT o l'automatico doppia frizione 7Dct. Per il benzina 180 CV sono previsti gli stessi cambi del 150 CV ma è possibile anche l'abbinamento con la trazione integrale, mentre per il diesel l'unica scelta è il doppia frizione automatico a trazione anteriore o integrale. I modelli 4WD con cambio automatico possono contare sul nuovo Terrain Mode che permette di aggiungere le modalità di guida Mud, Sand e Snow a quelle Eco, Normal e Sport delle altre versioni, influenzando anche il comportamento delle nuove sospensioni opzionali a controllo elettronico e il servosterzo elettrico R-Mdps di nuova generazione. I dati relativi a prestazioni e consumi dei vari allestimenti saranno comunicati in un secondo tempo.

Adas da segmento superiore. La Hyundai ha voluto posizionare la Tucson a un livello superiore nel segmento anche introducendo un numero maggiore di sistemi di assistenza alla guida e di dispositivi di sicurezza. La Suv offre infatti l'airbag centrale anteriore e il Forward Collision-Avoidance Assist con l'innovativa funzione Junction Turning per prevenire incidenti agli incroci, inoltre sono disponibili il Lane Following Assist, il Lane Keeping Assist, il Driver Attention Warning, il Leading Vehicle Departure Alert, l'Highway Driving Assist collegato allo Smart Cruise Control Curve e allo Speed Limit Assist e il Blind Spot Collision Avoidance Assist con Rear Cross-traffic Collision-avoidance Assist. Nella strumentazione digitale è inoltre integrato il Blind View Monitor che proietta le immagini delle telecamere rivolte verso l'angolo cieco del veicolo quando viene attivata la freccia per cambiare corsia. Non mancano infine le telecamere a 360 gradi e il sistema automatizzato di parcheggio, controllabile anche esternamente con la Smart Key se la vettura si trova in spazi molto stretti.

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Stellantis - FCA e PSA modificano gli accordi per rafforzare la struttura del capitale

4 Ruote - Set 14,2020

I gruppi FCA e PSA si sono accordati per modificare alcuni dei termini previsti dal Combination Agreement vincolante per la fusione in Stellantis. I due costruttori hanno concordato le modifiche agli accordi per contrastare gli effetti che l'emergenza sanitari ha avuto, e continuerà ad avere, sull'intera industria automobilistica: l'obiettivo è comunque quello di preservare il valore economico e gli equilibri previsti inizialmente dalle due aziende. Tutte le modifiche sono state già approvate dai Consigli di Amministrazione di entrambi i gruppi e dagli azionisti di riferimento: anche Exor, Bpifrance, il Gruppo della Famiglia Peugeot e Dongfeng hanno rinnovato il loro impegno nel sostenere la fusione.

 

Oltre 5 miliardi di euro l'anno. Una volta che la fusione tra i due gruppi sarà a regime, le stime parlano di sinergie superiori ai 5 miliardi di euro l'anno, oltre 1,3 miliardi in più rispetto ai 3,7 miliardi inizialmente previsti. Ciò sarà possibile grazie ai significativi progressi compiuti nell'ultimo periodo dai gruppi di lavoro congiunti: anche i costi totali di implementazione (una tantum) necessari per il raggiungimento di queste sinergie sono incrementati, passando da 2,8 a 4 miliardi di euro.

 

I commenti di Tavares e Manely. "Con questo nuovo decisivo passo - ha dichiarato il presidente del consiglio di gestione del gruppo PSA Carlos Tavares - ci stiamo avvicinando complessivamente al nostro obiettivo nelle migliori condizioni possibili con prospettive ancora migliori per Stellantis. Vorrei cogliere l'occasione per ringraziare vivamente i team che hanno costruito rapporti di reciproca fiducia, anche durante le misure di confinamento del Covid-19. Il fattore umano è al centro delle dinamiche di un progetto di questo tipo, insieme al sostegno dei nostri azionisti, che hanno dimostrato ancora una volta il loro impegno per la creazione di Stellantis. Alle parole del manager portoghese hanno fatto eco le dichiarazioni del ceo della Fiat Chrysler Automobiles, Mike Manley: Non ci sono parole per descrivere la dedizione dimostrata dai team coinvolti sul lancio di Stellantis, e quella di tutte le nostre persone nellaffrontare le sfide senza precedenti che la pandemia da Covid-19 ci ha costretto ad affrontare. L'annuncio di oggi è un ulteriore, forte segnale della comune determinazione a garantire che Stellantis abbia tutte le risorse di cui ha bisogno per impegnare i suoi asset unici, le sue energie creative e le molte opportunità per la creazione di un valore superiore per tutti i nostri stakeholder".

In aggiornamento

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Mondiale Endurance - Alpine correrà in LMP1 dal 2021

4 Ruote - Set 14,2020

Dopo aver annunciato il rebranding del team Renault in Formula 1, la Alpine ha oggi confermato che correrà il Mondiale Endurance in LMP1, a partire dal prossimo anno. Così come è già successo in altre categorie, Alpine assocerà il suo nome a quello del team Signatech, con il quale ha già conquistato quattro titoli nellEuropean Le Mans Series, a cui si sono aggiunti i due mondiali del Mondiale Endurance in LMP2, oltre alle tre vittorie nelle ultime quattro edizioni della 24 Ore di Le Mans.

Allapice del motorsport. Forti dei record ottenuti insieme, Alpine e Signatech si lanciano oggi in una nuova sfida: il salto nella classe regina del Mondiale Endurance, la LMP1 per lappunto. Alpine competerà ai massimi livelli del motorsport, portando avanti il team di Formula 1 e il nuovo progetto endurance, fedele al suo dna racing. Inoltre, il marchio organizzerà anche un programma corse clienti con lAlpine A110 Cup e i programmi GT4 e Rally. "Il motorsport è irrinunciabile per il marchio Alpine, la cui passione e sportività sono insite al suo DNA. Quando siamo tornati nell'endurance nel 2013, avevamo dato vita a un programma a lungo termine. Dopo otto anni di successi contro alcune delle migliori squadre al mondo, è tempo di fare un passo avanti e sfidare i costruttori nella classe regina, esattamente come faremo in Formula 1", ha detto Patrick Marinoff, Managing Director di Alpine.

Si sviluppa il prototipo. Il salto in LMP1 non sarà semplice per il team Alpine Signatech, poiché le differenze con la classe LMP2 sono notevoli. Questa è stata pensata, infatti, per permettere a squadre indipendenti di prendere parte al campionato contenendo molto i costi, utilizzando uno dei telai standard e un singolo motore. La LMP1, invece, è riservata ai team ufficiali e le restrizioni sono minori: potenza extra, peso minore e aerodinamica più complessa fanno della LMP1 una categoria davvero impegnativa. Alpine costruirà un prototipo basato sul telaio Oreca e sarà spinta da un motore Gibson. Ulteriori dettagli sul programma di sviluppo e sulla formazione di piloti saranno svelati nei prossimi mesi.

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Citroën C4 ed ë-C4 - In Italia con prezzi a partire da 22.900 euro

4 Ruote - Set 14,2020

La Citroën ha aperto le prenotazioni in Italia per le C4 ed ë-C4. La nuova generazione del modello, ora trasformata in una crossover da 4,36 metri, viene proposta a partire da 22.900 euro nella versione endotermica e da 34.900 euro in quella elettrica, con le prime consegne previste all'inizio del 2021.

Benzina, diesel o a zero emissioni. I clienti potranno scegliere tra il benzina 1.2 Puretech 130 con cambio manuale o automatico EAT8, il diesel 1.5 BlueHDI 130 con cambio automatico EAT8 e l'elettrico da 136 CV e circa 350 km di autonomia (Wltp) con le batterie da 50 kWh compatibili con la ricarica a 100 kW. I dati completi relativi a consumi, emissioni e autonomia non sono stati ancora pubblicati. Nella presentazione del modello, la Casa ha inoltre annunciato l'arrivo del benzina da 155 CV e del diesel da 110 CV, che potrebbero quindi debuttare in un secondo tempo.

Tre allestimenti per tutte. Gli allestimenti sono denominati Feel, Feel Pack e Shine. Il primo offre di serie il climatizzatore automatico bi-zona, i cerchi da 18" Aerotech, i gruppi ottici Led Vision con fendinebbia a Led dotati della funzione cornering, le sospensioni Progressive Hydraulic Cushions, il Safety Pack 3 con i principali Adas e l'infotainment con display da 10" comprensivo di MirrorScreen, Radio Dab e impianto audio con sei diffusori. La Feel Pack aggiunge i sedili Advanced Comfort, la retrocamera, il Citroën Connect Nag, l'head-up display a colori, i cerchi da 18" Aeroblade e il supporto Smart Pad. La top di gamma Shine, infine, include anche il sistema Keyless e il Pack Drive Assist con gli Adas aggiuntivi, tra cui spicca per i modelli a cambio automatico il Cruise Control con la funzione Stop&Go.

Listino prezzi Citroën C4 - ë-C4:

Citroën C4 Puretech 130 Feel: 22.900 Euro
Citroën C4 Puretech 130 Feel Pack: 24.400 Euro
Citroën C4 Puretech 130 Shine: 25.900 Euro
Citroën C4 Puretech 130 EAT8 Feel: 24.900 Euro
Citroën C4 Puretech 130 EAT8 Feel Pack: 26.400 Euro
Citroën C4 Puretech 130 EAT8 Shine: 27.900 Euro
Citroën C4 BlueHDi 130 EAT8 Feel: 26.400 Euro
Citroën C4 BlueHDi 130 EAT8 Feel Pack: 27.900 Euro
Citroën C4 BlueHDi 130 EAT8 Shine: 29.400 Euro
Citroën ë-C4 Feel: 34.900 Euro
Citroën ë-C4 Feel Pack: 35.900 Euro
Citroën ë-C4 Shine: 37.400 Euro

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Ares S1 Project - Presentata la supercar da 715 CV

4 Ruote - Set 14,2020

L'atelier modenese Ares ha presentato la S1 Project, una supercar a tiratura limitata che farà il suo debutto in pubblico il prossimo 23 settembre al Salon Privé a Blenheim Palace, nel Regno Unito. La vettura sarà costruita nel 2021 in soli 24 esemplari, a prezzi non ancora noti, con l'obiettivo di unire un look da hypercar a prestazioni e prezzi più accessibili, senza trascurare al contempo gli aspetti legati all'originalità e all'esclusività.

Design e proporzioni da prototipo. La Ares non ha svelato la provenienza del telaio, ma ha disegnato intorno allo schema a motore centrale una carrozzeria particolarmente bassa e aggressiva. I pannelli di fibra di carbonio sono stati definiti con l'analisi Cfd per ottimizzare l'aerodinamica, ma per il momento non si conoscono ancora i valori di downforce. L'ala posteriore attiva, gli scarichi alti e il grande diffusore posteriore sormontato da un unico elemento a Led orizzontale sono i principali elementi distintivi della S1, così come il rapporto tra l'altezza dei passaruota, la dimensione dei cerchi e l'ingombro molto ridotto dell'abitacolo, posizionato piuttosto in avanti rispetto al centro del veicolo.

Biposto immersa nel lusso. Anche gli interni presentano carattiristiche tipiche di una concept car. L'abitacolo è diviso in due parti dalla stretta console centrale, che ospita l'infotainment e i comandi della trasmissione. Inoltre, il guidatore può contare su una strumentazione mista analogica e digitale che ricorda quella della McLaren. Al passeggero è infine riservato un display che integra le informazioni di viaggio. Carbonio, alluminio, pelle Nappa e Alcantara creano un ambiente unico e totalmente personalizzabile.

L'aspirato da 715 CV. Il propulsore è un V8 aspirato da 715 CV, capace di toccare gli 8.800 giri e abbinato a un cambio automatico a otto marce del quale ancora non si conosce il produttore. Con queste credenziali, la S1 Project dovrebbe passare da 0 a 100 km/h in 2,7 secondi, ma, dal momento che i collaudi non sono ancora iniziati, tali valori risultano ancora teorici. Le sospensioni di alluminio forgiato a doppi bracci sono inoltre dotate degli ammortizzatori Magnetic Ride a controllo elettronico.

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Gruppo FCA - Inaugurato a Torino il primo impianto Vehicle-to-Grid

4 Ruote - Set 14,2020

Il gruppo FCA procede spedito nel processo di elettrificazione della sua gamma di veicoli. Dopo aver presentato i nuovi modelli a marchio Fiat, Lancia, Jeep e Maserati, il colosso italoamericano ha avviato a Torino un progetto pilota dedicato alla tecnologia Vehicle-To-Grid, che vede la collaborazione di grandi aziende come Engie Eps e Terna. Limpianto, dotato di 32 colonnine al servizio di 64 vetture e realizzato allinterno del comprensorio di Mirafiori, è stato inaugurato oggi alla presenza di John Elkan, presidente di FCA, Pietro Gorlier, ceo della divisione europea del gruppo, e Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo Economico. Nel 2021, il costruttore prevede di aumentare gli stalli fino a 700 unità, facendo del nuovo hub il più grande al mondo nel suo genere.

Cosè il V2G. La tecnologia Vehicle-To-Grid, sulla quale è intervenuta a fine gennaio un decreto del ministero dello Sviluppo Economico, consente ai veicoli a batteria di scambiare energia elettrica con la rete attraverso un sistema di ricarica bidirezionale, il quale permette così adeguamenti in tempo reale alla fornitura di energia. In unottica di elettrificazione di massa della mobilità, le auto a emissioni zero diventano fondamentali per garantire lequilibrio tra la domanda e lofferta dellenergia, ovvero lequilibrio della stessa rete. Tale sistema potrà essere pienamente efficace solo quando le vetture e le infrastrutture di ricarica parleranno lo stesso linguaggio e, ovviamente, con unadeguata presenza di infrastrutture specifiche di tipo bidirezionale.

Investimenti. Questo sistema potrà essere efficace solo quando le vetture e le infrastrutture di ricarica parleranno lo stesso linguaggio e, ovviamente, con una capillare presenza di infrastrutture specifiche di tipo bidirezionale. Magari supportate da adeguati incentivi, per non dover ripetere gli investimenti due volte, come ha sottolineato Carlalberto Guglielminotti, ceo di Engie Eps. Nel corso della stessa presentazione, del resto, il ministro Patuanelli ha auspicato il rafforzamento del pacchetto 4.0, un piano di agevolazioni e sussidi per linnovazione delle imprese, con 27 miliardi derivanti dal Recovery Fund.

Parcheggio green. In questa prima fase, come dicevamo, sono già 64 gli stalli per altrettante vetture collegabili alla rete, realizzati in soli quattro mesi. In quella successiva, al via nel 2021 con altri dieci mesi di cantiere, limpianto del Drosso di Mirafiori vedrà fino a 700 veicoli interconnessi. Il parcheggio a esse dedicato potrà usufruire di una grande pensilina, composta da 12 mila pannelli fotovoltaici, in grado di produrre ogni anno 6.500 MWh di energia, con un risparmio di 2.100 tonnellate di CO2. Una grande infrastruttura che agevola quindi il passaggio allelettrificazione di massa. Un passaggio che Gorlier definisce inevitabile: La transizione elettrica non è in discussione. Del resto, i limiti a cui dobbiamo dobbiamo sottostare (il riferimento è alle normative comunitarie per labbassamento delle emissioni) non ci consentono nulla di diverso.

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Maserati - Tutti i colori e gli optional della MC20

4 Ruote - Set 14,2020

Per vedere su strada la nuova Maserati MC20 bisognerà attendere ancora qualche mese, ma online è già possibile configurarla. Pur non avendo ancora diramato i listini ufficiali della sua supersportiva, che dovrebbe avere un prezzo di partenza attorno ai 200 mila euro, il Tridente ha pubblicato un configuratore tramite il quale è possibile personalizzare la due posti a motore centrale scegliendo varie colorazioni per la carrozzeria, per gli interni e per i cerchi di lega.

Sei colori, combinazioni infinite. Per il momento nel configuratore online sono presenti solo sei colorazioni, le Bianco Audace, Nero Enigma, Rosso Vincente, Giallo Genio, Blu Infinito e Grigio Mistero, ma tramite il nuovo programma FuoriSerie sarà possibile richiedere delle tinte esclusive e delle finiture realizzate a mano per gli interni. Ognuno dei sei colori carrozzeria, fatta eccezione per il Nero Enigma, può essere abbinata a un tetto nero a contrasto che riprende la finitura scura delle componenti aerodinamiche della vettura. A richiesta è inoltre disponibile il Carbon Fiber Package con finitura scura per i terminali di scarico e cofano, splitter anteriore, estrattore posteriore e inserti per il battitacco e i passaruota di fibra di carbonio. Tra gli optional figurano anche altre parti di fibra di carbonio, come il tetto, la cover del motore, lo spoiler posteriore e la copertura del vano motore. Due diverse tipologie di cerchi di lega, proposti con due diverse verniciature, si abbinano a sette differenti colorazioni per le pinze freno.

Pelle, Alcantara e carbonio. L'abitacolo della due posti è caratterizzato da rivestimenti di materiali pregiati che spaziano dalla pelle all'Alcantara. Al momento sono selezionabili otto differenti tinte per i pellami dei sedili, tre delle quali vengono proposte con due differenti finiture per le sedute e gli schienali, portando il totale delle combinazioni disponibili a undici. I clienti possono poi richiedere un sistema di riscaldamento per i sedili, che possono anche avere il logo del Tridente ricamato sui poggiatesta e una cover posteriore di fibra di carbonio, un volante sportivo rivestito di Alcantara, dei paddle del cambio d'alluminio e l'impianto audio Sonus faber. Come per gli esterni, anche per l'abitacolo è previsto un pacchetto di inserti di fibra di carbonio che include battitacco, leve del cambio e copertura del quadro strumenti.

Gli optional. Nel listino della sportiva modenese saranno presenti anche svariati accessori pensati per incrementare ulteriormente il livello prestazionale della vettura. Non mancano dotazioni come le sospensioni sportive ad altezza variabile (con sistema Lifter), il differenziale elettronico a slittamento limitato E-Lsd e l'impianto frenante carboceramico o con dischi Dual Cast. Completano la lista degli accessori attualmente disponibili il Blind Spot Alert con Rear Cross Path Detection e l'antifurto.

Sei cilindri per 630 CV. La due posti del Tridente è spinta dal nuovo sei cilindri Nettuno, un tre litri biturbo interamente sviluppato dalla Maserati. Il V6 a 90 gradi utilizza un esclusivo sistema di combustione che gli permette di permette di raggiungere la potenza specifica più elevata della categoria: 210 CV/litro. La MC20 può così contare su 630 CV e 730 Nm, messi a terra da un cambio automatico a otto rapporti con trazione posteriore. Per lo 0-100 km/h bastano meno di tre secondi, mentre la velocità massima è di 325 km/h.

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Automotive Dealer Day - Quattro italiani su dieci sono pronti ad acquistare l'auto online

4 Ruote - Set 14,2020

Magari cè lo zampino del coronavirus, oppure è solo una naturale evoluzione dei costumi: comunque sia, nel 2020 sono aumentati gli italiani pronti a comprare unautomobile online, comodamente da casa come - o quasi - fosse un paio di scarpe o un gadget high-tech. Sono quattro su dieci, mentre un anno fa erano il 38% in meno: lo dice uno studio di Quintegia che verrà presentato il 16 e 17 settembre nel corso del prossimo Automotive Dealer Day, consueto meeting tra Case, concessionari e aziende della filiera automobilistica, questanno di scena in versione digitale a causa della pandemia.

Sul portale sì, ma delle Case. Tra il dire e il farlo (davvero) ce ne passa, ma indubbiamente sul fronte dei consumi molto sta cambiando, ed è impensabile che lautomobile rimanga immune dal processo in corso. Se si guarda ai cosiddetti early adopter, ci dice sempre la ricerca, a passare da internet per lacquisto di una vettura sarebbe addirittura l80%. Ma se pensate che questa prospettiva tagli fuori del tutto gli intermediari tradizionali, vi sbagliate. La stragrande maggioranza (il 78% dei quattro su dieci di cui sopra) dichiara infatti di volersi rivolgere, nelleventualità, al sito di una Casa automobilistica o di un concessionario: solo il 15% punterebbe sui big delle-commerce, a partire da Amazon (44%).

I perché. Gli intenzionati allacquisto online adducono la comodità della gestione da remoto come ragione principale (51%), ma cè anche chi sottolinea la trasparenza dellofferta (29%) e la convenienza economica (28%). Il fronte del no richiede invece il supporto di una persona esterna (53%), o necessita di vedere lauto (29%) dal vivo prima di comprarla o ancora teme intoppi ed errori amministrativi (19%) nella gestione dell'acquisto. Che, per natura, è molto più delicato ed impegnativo di quello di un paio di scarpe o di un telefonino.

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Brexit - L'allarme del settore auto: senza accordo danni per 110 miliardi

4 Ruote - Set 14,2020

Le associazioni europee di rappresentanza del settore automobilistico, tra cui l'Acea e l'italiana Anfia, tornano a lanciare l'allarme sulle conseguenze di una cosiddetta ''hard Brexit'', l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea senza alcun accordo sui futuri rapporti commerciali tra le due sponde della Manica. In particolare, in una lettera firmata da 23 organizzazioni nazionali a 15 settimane dal periodo di transizione di 12 mesi scattato lo scorso gennaio con l'uscita formale di Londra dalla Ue, si chiede ai responsabili dei negoziati di ''garantire un ambizioso accordo di libero scambio senza ulteriori indugi'' e di fare tutto il possibile per evitare lo scenario del "no deal" con i relativi i danni per l'intero settore automobilistico paneuropeo.

I stime sui danni. Nella lettera, inviata tra l'altro quando è prossimo l'avvio di un nuovo e forse decisivo round dei negoziati sulla Brexit, si sottolinea, infatti, come l'assenza di un accordo possa costare al comparto ''circa 110 miliardi di euro di perdite commerciali nei prossimi cinque anni'', che si aggiungerebbero ai 100 miliardi di euro di volumi produttivi persi a causa della pandemia del coronavirus, e ''mettere a rischio i posti di lavoro in un settore che sostiene 14,6 milioni'' di persone. Non solo: "L'impatto catastrofico del mancato accordo" e la conseguente introduzione del regime doganale stabilito dall'Organizzazione Mondiale del Commercio ''mette a rischio la produzione di circa 3 milioni di auto e veicoli commerciali assemblati da Ue e Regno Unito nei prossimi cinque anni''.

Le richieste. Le associazioni tornano, quindi, a chiedere ai negoziatori di ''assicurarsi urgentemente un accordo che includa tariffe doganali azzerate, regole di origine moderne ed eviti regolamenti diversi attraverso il canale'',  anche per evitare una nuova battuta d'arresto al settore dopo i danni della crisi sanitaria. Senza un accordo, entro il 31 dicembre - mettono in chiaro nella lettera - Unione Europea e Regno Unito "sarebbero costrette a commerciare secondo le cosiddette regole non preferenziali dell'Organizzazione mondiale del commercio (WTO), con una tariffa del 10% sulle auto e fino al 22% su furgoni e camion. Tali tariffe, di gran lunga superiori ai margini ridotti della maggior parte dei produttori, dovrebbero quasi certamente ricadere sui consumatori, rendendo i veicoli più costosi, riducendo la scelta e influenzando la domanda. Inoltre, i fornitori automobilistici e i loro prodotti saranno colpiti dalle tariffe. Ciò renderà la produzione più costosa o porterà a maggiori importazioni di componenti da altri Paesi più competitivi".

L'impatto delle tariffe. Prima della crisi del coronavirus, la produzione di veicoli a motore di Ue e Regno Unito ha raggiunto i 18,5 milioni di unità all'anno. Nel 2020, circa 3,6 milioni sono già andati perse per la pandemia. Per le sole auto e i furgoni, una riduzione della domanda causata dall'applicazione delle tariffe del WTO potrebbe cancellare circa tre milioni di unità nei prossimi cinque anni, con perdite per 52,8 miliardi di euro per gli stabilimenti del Regno Unito e 57,7 miliardi di euro in tutta l'Ue. Anche i fornitori subirebbero questi cambiamenti. Tali perdite di andrebbero a ripercuotere su un settore che nel 2019 ha generato un surplus commerciale di 74 miliardi di euro, ha garantito il 20% della produzione mondiale di autoveicoli e ha speso circa 60,9 miliardi di euro all'anno in ricerca e sviluppo. Pertanto, un "ambizioso accordo di libero scambio Ue-Regno Unito, con disposizioni specifiche per il settore automobilistico, è fondamentale per il futuro successo dell'industria automobilistica europea. Per Eric-Mark Huitema, direttore generale dell'ACEA, "la posta in gioco è alta per l'industria automobilistica dell'Unione Europea: dobbiamo assolutamente avere un ambizioso accordo commerciale entro gennaio. Altrimenti il nostro settore, già in difficoltà per la crisi COVID, lo sarà colpito di nuovo duramente".

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