Hyundai - A Francoforte un omaggio alla Pony

4 Ruote - Apr 12,2019

Una concept car ispirata al design italiano che sarà presentata al Salone di Francoforte, levoluzione dellauto come spazio da vivere, la guida autonoma, la sfida dellecosostenibilità. SangYup Lee, responsabile del Global Design Center della Hyundai, ci ha raccontato il futuro della Casa sudcoreana, main sponsor, anche questanno, del FuoriSalone di Milano. Lo abbiamo incontrato nel cuore della Design Week, allOpificio 31 di via Tortona, dove linstallazione multisensoriale e interattiva Style Set Free disegna la trasformazione dellauto in vero e proprio spazio da vivere, orientato attorno alle necessità del consumatore.

Il rapporto di Hyundai con il design italiano sembra una vera e propria storia damore: il brand deve molto a Giorgetto Giugiaro, il genio creativo che nel 1975 disegnò la Pony. Lei stesso ha dichiarato che la concept Fil Rouge, presentata nel 2018 al Salone di Ginevra, è ispirato ai nostri anni Cinquanta e Sessanta

Il design italiano ha determinato lo stile dellautomotive in generale, perciò per noi è molto importante. La Pony, la prima auto di Hyundai esportata in Europa, mi è rimasta nel cuore: per me è stata tra le migliori espressioni del design di Giugiaro e ha anticipato le tendenze degli anni Settanta. Quando sono stato chiamato a dirigere il Design Centre insieme a Luc Donckerwolke abbiamo subito pensato ai suoi insegnamenti: primo fra tutti, quello di trasmettere emozioni attraverso il design di unauto. Hyundai si è costruita unimmagine orientata al concetto di Value for Money, di auto cioè che costino il giusto, ma non basta più. Bisogna puntare sulle emozioni, come già stiamo facendo in modelli come la Sonata e la Palisade - non presenti però suo mercato Europeo - e la Venue, la piccola crossover che presentiamo il 17 aprile al Salone di New York.

in vista qualche altra collaborazione con Giugiaro?

Non esattamente, ma al Salone di Francoforte, a settembre, porteremo un prototipo completamente elettrico ispirato al suo lavoro: una reinterpretazione della Pony che mantenga lispirazione italiana leggendola attraverso la lente di uno stile ormai consolidato come quello coreano.

A proposito, pur mantenendo una forte identità coreana, ormai Hyundai è un brand globale. Come si coniugano, sotto lo stesso stile, le esigenze di mercati tanto diversi come quello coreano, europeo e americano ad esempio? In un mondo globalizzato si può vendere la stessa auto a tutti indifferentemente?

No. Noi siamo un brand globale, ma abbiamo una strategia regionale: abbiamo cioè un Design Center che ci permette di avere un portfolio di prodotti specifici per i vari mercati: italiano, statunitense, brasiliano, russo e così via. Un esempio: i clienti indiani che portano copricapi molto alti e ingombranti richiedono un design completamente diverso dellabitacolo, del modo di accedere e quindi delle altezze. Da un paio danni abbiamo invertito i processi proprio in questottica: non si ragiona più partendo da una linea di produzione definita per capire poi dove piazzarla, ma si intercettano le esigenze dei clienti e su quelle si lavora. I nuovi benchmark devono essere i bisogni dei consumatori e una mobilità che cambia. Anche la personalizzazione, ad esempio degli interni, è una bella sfida: un Millennial vive lauto in maniera diversa dai suoi genitori.

Unaltra sfida riguarda lecosostenibilità. Oggi, per esempio, cè una maggiore consapevolezza dellinquinamento da plastica. Cè modo di ridurre luso di questo materiale negli interni delle auto e non solo in quelle di lusso? 

Tutti noi costruttori di auto siamo consapevoli dellimmensa quantità di spazzatura che si produce, per questo il lavoro di ricerca sulla sostenibilità è costante: lobiettivo è quello di lavorare sui materiali a 360 gradi, dalla catena di produzione agli interni dellauto. 

Avete in programma, sfruttando ad esempio le potenzialità della gamma N, di produrre col marchio Hyundai unauto immagine, come la Stinger per Kia?

Tutta la gamma N è la dimostrazione di quanto sia importante la parte emozionale del brand, a base di adrenalina e divertimento. Per ora in Europa è presente la i30 Fastback N, ma lidea è di estendere il progetto N ad altri modelli.

Che messaggio vuole comunicare linstallazione che avete preparato per il FuoriSalone di Milano? 

I messaggi sono due. Prima di tutto abbiamo voluto trasmettere tutto il lavoro che Hyundai sta portando avanti sulle luci, i colori, i suoni e la ricerca dei materiali per sviluppare il design di interni delle auto del futuro. Poi cè il tema della guida autonoma: gli step, progressivi e rivoluzionari, ci porteranno ad un livello in cui non avremo più il volante. E questa prospettiva apre una riflessione su come sarà vissuto labitacolo dellauto che diventerà un vero e proprio spazio in cui vivere, una sorta di estensione della propria casa.

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Fiat 124 Spider - Debutta in America la versione Urbana Edition

4 Ruote - Apr 12,2019

Anche la Fiat rompe il ghiaccio in vista del Salone di New York presentando la 124 Spider Urbana Edition, serie speciale riservata al mercato americano della cabrio torinese. A fare la differenza è un pacchetto estetico che, per meno di mille dollari di sovrapprezzo rispetto alla versione su cui si basa, ossia la 124 Spider Classica, aggiunge al look un po di sportività.

Tinte scure. Allesterno, la Urbana Edition si riconosce dalle finiture in nero lucido, un trattamento riservato alle calotte dei retrovisori, alla carenatura della roll-bar e alla cornice del parabrezza. A completare il design specifico degli esterni troviamo poi cerchi Black Diamond da 17, calzanti pneumatici sportivi, e terminali di scarico specifici, che però non si vedono nellunica foto al momento disponibile.

Manuale o automatica, solo turbo. Questo nuovo allestimento si distingue anche negli interni, caratterizzati da uno specifico rivestimento dei sedili, in misto pelle/microfibra. Foderata è anche la palpebra che copre la strumentazione, mentre in altri punti dellabitacolo spiccano finiture in grigio opaco. Sotto il cofano non cambia un bullone: a spingere cè il 1.4 MultiAir Turbo nella variante da 160 cv. Il cambio è manuale o automatico a sei rapporti. Quanto costa questa Fiat? Circa 26.000 dollari (23.000 euro).

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Hyundai - Una nuova piattaforma per i modelli europei

4 Ruote - Apr 12,2019

Con il lancio della nuova generazione della Sonata, già svelata in Corea e protagonista tra pochi giorni del Salone di New York, la Hyundai porta al debutto la piattaforma modulare di terza generazione, che sarà cruciale anche per il mercato europeo. Nel 2020 è previsto infatti l'arrivo nel Vecchio Continente di un modello costruito su questo pianale, del quale ancora non si conoscono i dettagli: l'unico elemento noto è la compatibilità con l'intera famiglia di motori SmartStream.

Più leggera, più efficiente, più flessibile. Il nuovo progetto ha dalla sua importanti vantaggi tecnici: peso inferiore, maggiore rigidità, centro di gravità più basso, sicurezza elevata e soluzioni che permetteranno di realizzare carrozzerie più efficienti anche dal punto di vista aerodinamico. La flessibilità di impiego della nuova piattaforma consentirà anche di ottenere configurazioni maggiormente differenziate tra loro. L'uso di acciai ad alta resistenza e il ricorso allo stampaggio a caldo, poi, fanno sì che si distribuiscano meglio le forze in caso d'urto. Un elemento molto importante è legato al gruppo ruota: da un lato le nuove geometrie migliorano la risposta ai comandi e la tenuta minimizzando le vibrazioni, dall'altro è stata attuata una soluzione che permette alle ruote stesse di spostarsi verso l'esterno in caso di urto, mitigando così il testacoda e quindi il rischio di urti secondari. 

 

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Jaguar XE - Tra passato e presente alla Milano Design Week

4 Ruote - Apr 12,2019

In occasione della Milano Design Week di Milano, la Jaguar ha realizzato un'installazione artistica con la rinnovata XE come protagonista. Anno dopo anno, infatti, il Fuorisalone vede mescolarsi sempre più i temi dellarte e della tecnologia, della moda e della mobilità. In questo contesto creativo, ricco di intrecci e contaminazioni, le case automobilistiche giocano un ruolo importante, desiderose di affermare la loro identità in un mondo in costante e rapida trasformazione.

Britishness, of course. Tra le presenze più vicine alla zona centrale del capoluogo lombardo spicca quella della Casa del Giaguaro, che propone una suggestiva installazione al centro del Chiostro Nina Vinchi del Piccolo Teatro Grassi, in Via Rovello, 2. Qui lopera The Future Legacy, realizzata dallo studio di architettura romano Mama Design, anima lo spazio con una Jaguar XE che si divide in vari pezzi e viene ripensata nei suoi componenti fondamentali, sotto arcate di specchi di forma geometrica. Gli specchi sono il simbolo di Jaguar che riflette sul suo passato e sulla sua britishness  ha spiegato alla presentazione Andrea Rosati, Jaguar Design Manager Advanced Colour & Materials. Proprio lui, italianissimo ma trapiantato Oltremanica da tempo, ha scelto rivestimenti in canvas per simboleggiare il nuovo linguaggio stilistico del brand, positivo, contemporaneo e globale.

Si fa in quattro. A Ian Callum, Jaguar Director of Design, è toccato invece spiegare lapproccio al design del Giaguaro, articolato e tipicamente british. Callum ha svelato quattro paradigmi che guidano il suo team internazionale, a partire da una stratificazione storica, ovvero dalla ricerca di un equilibrio tra memoria e innovazione, tra citazioni iconiche e tecnologie avanzate. In seconda battuta il designer ha chiamato in causa addirittura "Alice nel paese delle meraviglie", quale esempio di auto-ironia e di un uso fuori dagli schemi delle proporzioni e dei dettagli. Questi artifici sono utili per arrivare a qualcosa di perturbante perché, ha sottolineato Callum, chi compra una Jaguar, in fondo, non ha bisogno di una Jaguar. La sceglie solo per ciò che è e che gli sa trasmettere. Il terzo caposaldo è un superamento dei generi nel linguaggio della bellezza, con David Bowie a fare da faro guida, emblema di inclusione, uguaglianza e libertà. Ultimo ma non meno importante, un pizzico di anarchia creativa, rispettosa però delle tradizioni, figlia del movimento punk e nel solco del contemporaneo London streetstyle, Seguendo questa strada, oggi siamo riusciti a creare un family feeling tra la gamma dei modelli tradizionali e i Suv ha ricordato in chiusura Callum ma la vera sfida sarà riuscire a restare noi stessi anche un domani, quando le auto saranno ancor più moderne, elettriche e a guida autonoma.

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DS E-Tense FE19 - Per le vie di Roma con il simulatore della Formula E

4 Ruote - Apr 12,2019

In Tv sembra tutto facile, una passeggiata di salute. Io, invece, in una mezzora scarsa al volante della DS E-Tense FE19 fra le strade di Roma, avrò fatto almeno mezzo milione di euro di danni. Perché i circuiti cittadini, è risaputo, nascondono mille insidie. Lo sanno bene i piloti di Formula 1, che in mezzo ai muretti ci viaggiano in tre occasioni su ventuno (Monaco, Baku e Singapore), ma ancor meglio i colleghi della Formula E, il campionato elettrico la cui peculiarità è proprio quella di gareggiare soltanto in tracciati ricavati su strade normalmente aperte al traffico: tredici tappe stagionali. E ogni anno se ne aggiungono di nuove con piste totalmente sconosciute ai piloti.

Come criceti in gabbia. Ecco allora che il simulatore - i danni sopracitati sono quindi quantificabili coi soldi del Monopoli -, per i piloti della Formula E, assume un significato differente. Che questo strumento sia ormai imprescindibile nel motorsport è già noto da un pezzo. Basti pensare alla Formula 1 dove talentuosi piloti, in attesa di un sedile vero, macinano migliaia di chilometri come criceti in gabbia per cavar fuori un numero impressionante di dati da dare in pasto agli ingegneri. Lavoro svolto a priori, ma anche in tempo reale, con il Gp virtuale simulato al quartier generale mentre è in corso il Gp reale dallaltra parte del mondo.

Si corre con rFactor Pro. La stessa cosa accade a Versailles, a pochi chilometri da Parigi, nella sede del reparto motorsport del Gruppo PSA, dove da poco si è insediata anche la DS Performance con il suo team di Formula E. In un buio stanzino di pochi metri quadri cè la scocca della monoposto, con tre video proiettori ad alta definizione che sparano il software rFactor Pro su un enorme pannello semi circolare davanti agli occhi del pilota. Il simulatore è statico e non dinamico perché qui, gli obiettivi, sono differenti rispetto alla Formula Uno. Dar modo al pilota, come detto, di prendere dimestichezza con piste inedite, che altrimenti vedrebbero soltanto nel primo turno di prove. E prendere dimestichezza con un circuito cittadino, credetemi, è molto più difficile che memorizzare un tracciato permanente. Ma laspetto più importante riguarda lo sviluppo degli svariati scenari software da utilizzare in gara, per far fronte ad ogni mutamento della corsa.

Una monoposto per gara. Se in Formula Uno la strategia è fondamentale, specie quella legata ai pneumatici, nella Formula E lo è altrettanto in virtù del target primario di ogni team: portare a termine la gara senza rimanere a secco di energia. A partire da questa stagione, infatti, è cambiato tutto: le monoposto di seconda generazione, battezzate Gen 2, hanno batterie dalla capacità doppia (52 kWh) rispetto alle Gen 1, i motori sono più potenti (200 kW in modalità gara, 250 di picco massimo) e non cè più il car swap come nelle stagioni passate, cioè due monoposto per ciascun pilota con cambio a metà gara perché non cera energia a sufficienza per arrivare in fondo con una sola vettura. Adesso ogni round dura 45 minuti più 1 giro e quei 52 kWh te li devi far bastare fino alla bandiera a scacchi.

Nuove strategie. E qui arriva limportanza delle strategie software (circa 70 diverse per ogni e-Prix) da usare in base ad ogni evenienza. Perché se sei in testa hai un certo passo gara, se ti trovi nel pacchetto di mischia un altro, se esce una safety car consumi molto meno e se devi attaccare ti occorre il massimo dellenergia; in più ci sono il Fan Boost e lAttack Mode, due trovate da videogame che regalano Kw di potenza in più per un determinato lasso di tempo, e di riflesso tolgono energia. Senza considerare la pioggia, il vento, far fronte a un problema tecnico. Tutto devessere calcolato con estrema precisione perché anche un solo kWh può far la differenza fra la vittoria e un ritiro.

Con l'auto di Vergne. A Versailles ho provato il simulatore con la mappa software di Jean-Eric Vergne, campione della stagione 2017/2018 e fresco vincitore del sesto round 2019 di Sanya, in Cina. E il tracciato, ovviamente, non poteva essere altro che la pista di Roma, su cui si svolgerà il settimo round il prossimo 13 aprile. Una volta calato nellangusto abitacolo mi è stato richiesto di guidare e basta. Che può sembrare unaffermazione banale non fosse che un pilota di Formula E, oltre a premere due pedali e girare un volante, deve fare molto altro. Le monoposto Gen 2 infatti, a detta degli ingegneri DS, hanno raddoppiato le funzioni al volante e le conseguenti azioni che il pilota deve compiere durante la gara. Un tripudio di pulsanti, manopole e bilancieri, quasi tutti deputati ad attuare particolari strategie per la rigenerazione dellenergia in frenata e rilascio, dallintensità del recupero alla modalità veleggio. Anche perché bisogna ricordare che proprio il powertrain (motore elettrico, inverter e trasmissione, parte del retrotreno) e la relativa logica di funzionamento, sono lunica area in cui ogni costruttore può metterci del suo. Telaio e aerodinamica (Spark Racing Technology e Dallara), batteria (McLaren Technologies) e pneumatici (Michelin), invece, sono uguali per tutti.

Non chiamatelo videogame. Pur se statico, il simulatore della DS E-Tense FE19 riproduce le medesime forze della monoposto reale per quel che riguarda carico dello sterzo, impianto frenante (by wire) e acceleratore. Perciò attenzione a non chiamarlo videogame perché qui sembra di guidare una macchina da corsa vera. Il freno, per prima cosa, o ci carichi sopra decine di chili di spinta o la monoposto finirà dritta in barriera; ma basta un pizzico di pressione in più per arrivare al bloccaggio perché lAbs non è previsto. In uscita di curva occorre modulare lapertura dellacceleratore perché la coppia è tanta e il sovrasterzo è dietro langolo, specie in uscita dalle curve lente. E di parti tortuose, a Roma, ce ne sono parecchie. Come per esempio il tornantino dove non è sufficiente incrociare le braccia per voltare (e lo sterzo è parecchio pesante) e qui capisci la difficoltà di far girare nello stretto una monoposto lunga 5,16 metri. Per il resto è tutto un saltare sui cordoli facendo attenzione a non salire sui marciapiedi, capire come uscire il più forte possibile dalle curve sfruttando tutta la pista ma facendo attenzione ai muretti che sono dannatamente vicini. Tutte complicazioni che, nella vita reale, sono amplificate dalla presenza di 22 monoposto con altrettanti agguerriti piloti. Non fatevi scappare quindi le-Prix di Roma, in programma sabato 13 aprile alle ore 16:00, in diretta su Italia 1 ed Eurosport 1.

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Citroën C1 - Arriva la serie speciale Urban Ride

4 Ruote - Apr 12,2019

La Citroën propone in Italia una variante aggiornata della serie speciale C1 Urban Ride, disponibile a partire da 13.800 euro con la sola motorizzazione VTi 72. I clienti potranno scegliere tra la trasmissione manuale e quella automatica ETG, inoltre è prevista anche la variante Airscape con tetto apribile elettrico in tela. Le prenotazioni sono già aperte, mentre le consegne sono previste a partire dalla fine di giugno.

Nuove tinte e combinazioni cromatiche. Rispetto all'edizione 2018, la C1 Urban Ride aggiornata propone la tinta Love Red con grafiche personalizzate e tetto Ink Black opzionale, i passaruota nero Mat, le calotte degli specchietti Bianco Lipizan e i cerchi in lega neri da 15". I clienti potranno scegliere anche le altre tinte principali della gamma: Blue Calvi, Silver Grey, Graphite Grey, Ink Black e Polar White. Gli interni sono caratterizzati da i rivestimenti in tessuto Urban Ride Edition 2 bicolore grigio e bianco con cuciture rosse e dal Pack Color Urban Ride che unisce il Nero Lucido e il Banco Porcelaine per le finiture della plancia. 

Gli accessori. L'allestimento della Citroën C1 Urban Ride riprende quello della top di gamma Shine e offre quindi di serie il volante multifunzione, il bluetooth, la presa usb e il touchscreen centrale da 7 pollici con Mirror Screen per la compatibilità con Apple CarPlay, Android Auto e Mirror Link. In opzione è previsto inoltre il pack Auto con clima automatico, sensori luci, sistema Keyless e Active City Brake.

 

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Gruppo Volkswagen - Doppio record per la Skoda e la Sharan

4 Ruote - Apr 12,2019

La Skoda celebra il traguardo dei 22 milioni di esemplari costruiti a partire dal 1905. La vettura del record è una Kodiaq GT in tinta Velvet Red, prodotta nella fabbrica della Saic Volkswagen a Changsha, in Cina e realizzata espressamente per il mercato interno. Questo esemplare sarà esposto all'evento Skoda Day che si terrà prima del Salone di Shanghai. 

Sul mercato da 124 anni. La statistica dei 22 milioni di esemplari assemblati in 124 anni di storia non fornisce un quadro chiaro dell'evoluzione del marchio. Un quinto del totale dei veicoli è stato infatti venduto negli ultimi 5 anni, a testimonianza dell'espansione e del crescente successo sul mercato globale. Sono in programma ben 30 novità entro il 2022 e già dalla fine del 2019 la Skoda entrerà nel mondo dell'elettrificazione. 

Un milione di Sharan. Mentre la Skoda celebra questo traguardo anche il marchio Volkswagen fa segnare un altro primato: è stato infatti costruito il milionesimo esemplare della monovolume Sharan, presente sul mercato da 24 anni con due generazioni di prodotto. La vettura che ha permesso di raggiungere questo obiettivo è stata assemblata nella fabbrica di Palmela, in Portogallo, dove nascono anche la sorella Seat Alhambra e la Volkswagen T-Roc.

 

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Seat - Al volante di Arona, Ibiza e Leon TGI a metano

4 Ruote - Apr 12,2019

La Seat rilancia l'offensiva di auto a metano presentando la rinnovata gamma TGI. L'alimentazione sbarca per la prima volta sulla Suv Arona, mentre lIbiza e la Leon ricevono importanti aggiornamenti. Con le nuove TGI, la Casa iberica punta a incrementare ulteriormente le proprie vendite: nel 2017, in Europa, sono state immatricolate 3.924 unità, mentre nel 2018 il numero è quasi triplicato, arrivando a 11.560 esemplari (3.033 dei quali venduti in Italia).

Metano con brio. Nella rinnovata gamma TGI, lArona è senza dubbio la novità più attesa. Disponibile in tutti gli allestimenti (Reference, Style, Xcellence e FR), la vettura è esteticamente identica alle altre versioni della gamma. Le dimensioni (4,06 metri di lunghezza, 1,78 di larghezza, 1,55 di altezza, e passo di 2,56 metri) rimangono immutate, mentre le novità sono soprattutto sotto pelle, a cominciare dal motore: un tre cilindri derivato dai 1.0 TSI, ma con diversi valori di coppia massima (160 Nm a 1.800 giri) e potenza (90 CV). Numeri che possono sembrare piccoli per una Suv con una massa di 1.308 kg (128 in più rispetto alla 1.0 TSI da 95 CV), ma che sembrano adeguati nell'uso quotidiano. Lungo i 120 chilometri percorsi tra vila e Madrid, principalmente in strade extraurbane, l'Arona ha messo in mostra una certa vivacità. La Suv è piacevole da guidare, il cambio manuale a sei marce ha innesti non troppo contrastati e la frizione è leggera, lo sterzo preciso quanto basta. Capitolo consumi: l'Arona può portare 13,8 kg di metano suddivisi in tre serbatoi, in grado di garantire un'autonomia dichiarata di 360 chilometri nel ciclo Wltp. A ciò, si aggiungono i nove litri del serbatoio della benzina, con cui l'Arona può percorrere altri 150 chilometri. Nel mio caso, al termine del percorso il trip computer ha indicato un consumo medio di metano pari a 4,6 kg/100 km.

Metano senza complessi. La Leon TGI, disponibile anche con carrozzeria wagon (denominata ST), ha ancora più autonomia grazie a un serbatoio supplementare che le permette di stoccare 17,5 kg di gas: secondo la Casa, bastano per percorrere 440 chilometri nel ciclo Wltp, ai quali si aggiungono i 140 chilometri a benzina (anche in questo caso, il serbatoio contiene nove itri). La Leon TGI ha lo stesso quattro cilindri turbo di 1.5 litri a ciclo Miller che abbiamo apprezzato nel Diario di bordo dedicato alla nuova Skoda Octavia Wagon G-Tec. Il millecinque ha 20 CV in più dell'1.4 TGI ed eroga 130 CV: la velocità massima è pari a 205 km/h, mentre per lo scatto da 0 a 100 km/h bastano 9,9 secondi. Il propulsore può essere abbinato al cambio automatico Dsg a 7 marce, come quello dellesemplare del mio pirmo contatto. Ho guidato la Leon a metano per 150 chilometri, apprezzandone la reattività e disinvoltura, anche per merito dello sterzo piuttosto preciso e rapido. Apprezzabili il confort acustico e i consumi: al termine del mio tragitto, il trip computer ha indicato un consumo medio di metano pari a 4,2 kg/100 km.

Utilitaria sincera. Per lIbiza TGI, la novità più rilevante è costituita dal terzo serbatoio che, al pari della Arona, porta lautonomia totale a 510 km nel ciclo Wltp, di cui 360 sono percorribili con il solo metano. Il motore è lo stesso 1.0 TGI da 90 CV della piccola Suv. Sicura e piacevole da guidare, l'Ibiza accelera da 0 a 100 km/h in 12,1 secondi e dichiara una velocità massima pari a 180 km/h. Il cambio manuale guadagna una marcia in più (erano cinque nella precedente versione) e ha innesti precisi. Ho guidato l'Ibiza su un percorso di montagna, concluso con un consumo medio di metano pari a 5,6 kg/100 km.   

Tre serbatoi per tutte. Tutte le Seat TGI sono omologate Euro 6d-temp e adottano il metano come carburante primario: lavviamento a benzina, infatti, è previsto solo quando le temperature esterne scendono sotto -10 C, per consentire un adeguato riscaldamento degli iniettori prima che entri in gioco il gas naturale. Una volta raggiunta la temperatura operativa, il passaggio tra le due alimentazioni è pressoché impercettibile e lo stesso si può dire della commutazione "obbligata" dal metano alla benzina in caso di esaurimento del primo. Come accennato, ogni vettura della gamma TGI è dotata di tre serbatoi per il gas naturale, uno in più rispetto al passato: su Ibiza e Arona, i recipienti sono realizzati con acciaio ad alta resistenza, al pari di quello più piccolo della Leon, posizionato davanti allasse posteriore. Per i serbatoi più grandi della compatta, collocati sotto al piano di carico posteriore, è stata invece scelta la fibra di carbonio, in modo da ridurre la massa e distribuire meglio il peso.

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Tesla Model 3<br> - La Standard Range Plus in Italia con prezzi da 49.480 euro

4 Ruote - Apr 12,2019

La Tesla ha annunciato i prezzi italiani della nuova Model 3 Standard Range Plus. Questo nuovo allestimento andrà a posizionarsi alla base della gamma in attesa dell'arrivo, ancora non confermato, della versione Standard Range che negli Stati Uniti era in vendita a 35.000 dollari: ora il prezzo d'attacco è salito a 39.500 dollari per la nuova versione d'ingresso Plus.

La meno costosa. La nuova versione della berlina elettrica viene proposta nel nostro Paese con prezzi a partire da 49.480 euro (48.500 euro più 980 euro di messa su strada), Autopilot incluso. I clienti potranno inoltre sfruttare l'ecobonus, ricevendo un incentivo massimo di 6.000 euro che porterà così il prezzo a 43.480 euro in caso di rottamazione. La Tesla Model 3 Standard Range Plus propone prestazioni livemente inferiori rispetto a quelle delle versioni Long Range: lo scatto da 0 a 100 km/h viene coperto in 5,6 secondi, la velocità massima è di 225 km/h e l'autonomia raggiunge i 415 km nel ciclo Wltp. Le sorelle Long Range e Performance sono rispettivamente in vendita a 60.080 e 70.080 euro.

Tutte con l'Autopilot. Aggiornando i propri listini la Casa di Palo Alto ha inoltre introdotto su tutte le versioni l'Autopilot di serie: i clienti che acquisteranno una Model 3, Model S o Model X potranno così sfruttare fin da subito i sistemi d'assistenza alla guida. Sulle elettriche si potrà richiedere anche quella che la Tesla definisce come "funzionalità di guida autonoma completa", ovvero l'Enhanced Autopilot, un optional da 5.700 euro.

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Alfa Romeo - A Shanghai si celebra la storia della F.1

4 Ruote - Apr 12,2019

Non è da tutti poter dire di esserci stati sin dallinizio, ed è bene ricordarlo. Mentre il Circus si prepara a festeggiare a Shanghai (14 aprile) il millesimo Grand Prix della storia della F1, l'Alfa Romeo ne omaggia la storia celebrando gli esordi con una suggestiva gallery. Era il 13 maggio del 1950: Nino Farina vinse il primo GP sullAlfa Romeo 158, a Silverstone, e poi il primo Campionato mondiale di Formula 1.

Le mitiche tre F. Sessantanove anni dopo si schierano in circuito le monoposto del Team Alfa Romeo Racing di Kimi Raikkonen e Antonio Giovinazzi. Il vessillo del Biscione è di nuovo issato nella più importante delle competizioni motoristiche grazie alla partnership con la Sauber. Agli albori, la monoposto 158, guidata anche da Juan Manuel Fangio e Luigi Fagioli, era praticamente inattaccabile. Nella prima gara di Silverstone, Farina conquistò pole position e giro più veloce, oltre che la vittoria finale.

Antipasto del bis. E fu solo linizio. A fine campionato, delle sette gare valide per la classifica, la 158 se ne aggiudicò sei, disertando come tutti i costruttori europei la 500 Miglia di Indianapolis. L'Alfa Romeo chiuse la stagione imbattuta, occupando i primi tre posti della classifica generale, incoronando Nino Farina primo iridato della neonata F.1. Nellanno successivo arrivò il bis: stavolta toccò a Juan Manuel Fangio, a bordo della 159, laurearsi campione.

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Corvette - La C8 debutterà il 18 luglio

4 Ruote - Apr 12,2019

La Corvette ha messo la parola fine alle indiscrezioni relative alla C8 a motore centrale confermando la data del debutto. La rivoluzionaria sportiva sarà svelata il 18 luglio (come si legge dai numeri sulla fiancata dell'auto 07.18.19, con l'8 rosso proprio perché si tratta dell'ottava versione), probabilmente in occasione di un evento dedicato.

Inizia l'era del motore centrale. Il comunicato è stato appunto accompagnato da una foto della vettura ancora protetta da pellicole e l'aspetto è analogo a quello che abbiamo già potuto commentare nelle più recenti foto spia. La Corvette C8, che segnerà il passaggio dal motore anteriore a quello centrale, sarà con ogni probabilità presentata inizialmente in una variante V8 con un propulsore aspirato derivato dal 6.2 litri attuale, ma sono in programma ulteriori evoluzioni che dovrebbero includere più potenti unità biturbo e anche elettrificate. 

 

 

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Formula 1 - Il circus festeggia i mille GP - FOTO GALLERY

4 Ruote - Apr 12,2019

La Formula 1 è pronta a raggiungere un altro storico traguardo: il Gran Premio numero 1.000 della sua storia. In quasi settant'anni di competizioni questo sport è cambiato radicalmente, sia dal punto di vista sportivo che tecnico, ma anche sotto il profilo della sicurezza. Mentre a Shanghai fervono i preparativi per i festeggiamenti per la millesima gara - che cade nel weekend del GP di Cina, terza prova del Mondiale 2019 - nella nostra Foto Gallery diamo uno sguardo a statistiche, curiosità e record della Formula 1 dagli anni cinquanta fino ai giorni nostri.

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F.1, GP Cina - Libere 2: Bottas precede Vettel

4 Ruote - Apr 12,2019

Valtteri Bottas ha ottenuto il giro più veloce nella seconda sessione di prove libere del Gran Premio della Cina, terza prova del Mondiale di Formula 1 2019. Il finlandese della Mercedes ha preceduto per appena 27 millesimi la Ferrari di Sebastian Vettel. Staccato di due decimi Max Verstappen, con la Red Bull Honda, terzo classificato. Decisamente più attardato Hamilton, quarto a sette decimi, dopo aver faticato un po' a trovare il feeling con le gomme.

L'affidabilità preoccupa la Ferrari. Alla vigilia di questo weekend, la Ferrari ha sostituito la centralina ECU delle sue power unit, tornando a una specifica precedente. Stessa operazione è stata fatta sulle unità fornite alla Haas, che monta power unit Ferrari, mentre in Alfa Romeo si è deciso di mantenere la centralina come nelle prime due gare del campionato. Si tratta di un intervento di natura precauzionale, come ha spiegato lo stesso team principal della Ferrari, Mattia Binotto. Tuttavia, il problema affidabilità è ancora un argomento caldo nel team di Maranello: nelle libere 2, Charles Leclerc non ha potuto completare la sessione per un problema con il sistema di raffreddamento, che ha perso liquido.

La sfida si fa interessante. Anche in questo venerdì di prove libere, tra giri veloci e simulazioni di gara, emerge la sostanziale vicinanza nelle prestazioni tra la Mercedes W10 e la Ferrari SF90. Un po' più staccata è invece la Red Bull Honda, che si conferma attualmente come terza forza di questo campionato, con Verstappen costantemente davanti al compagno di squadra Gasly, ancora in difficoltà con la RB15. La situazione a centro gruppo è sempre molto calda: dalla decima alla sedicesima posizione i piloti sono racchiusi in poco più di quattro decimi, a sottolineare quanto sarà dura e importante la qualifica domani.

Guarda le classifiche complete

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Uber - Al via l'iter per la quotazione a Wall Street

4 Ruote - Apr 12,2019

La società di ride-hailing Uber ha avviato ufficialmente l'iter per la quotazione sulla Borsa di New York. In particolare l'azienda statunitense ha reso pubblico il prospetto informativo già depositato a dicembre in via confidenziale presso la Securities and Exchange Commission, la commissione di vigilanza dei mercati finanziari americani. Si tratta di un documento preliminare che non include né i termini principali della quotazione né tantomeno le tempistiche, ma fornisce un quadro, in alcuni casi non idilliaco, delle attuali performance di una realtà che da mesi ha attirato le attenzioni del mercato dei capitali. 

Tanti avvertimenti, molti rischi. Dalla documentazione emergono, infatti, numerosi fattori di rischio al punto da spingere Uber a lanciare un avvertimento su un aumento "significativo" delle spese operative "in un futuro prevedibile" e sulla possibilità di "non raggiungere mai la redditività". Inoltre la crescita a doppia cifra degli ultimi anni nel segmento del trasporto a chiamata sembra ormai un ricordo visto che i relativi ricavi nel quarto trimestre sono risultati pari a solo 2,31 miliardi di dollari, sostanzialmente invariati rispetto ai sei mesi precedenti. Tra il 2014 e il 2018 la crescita era stata invece senza precedenti per qualsiasi startup della Silicon Valley, con ricavi passati da 495 milioni a 11,27 miliardi. Senza precedenti sono, però, anche le perdite operative: tra il 2016 e l'anno scorso sono arrivate a superare i 10 miliardi di dollari, di cui 3,03 miliardi solo nel 2018. Perdite che sono state coperte dai frequenti round di finanziamenti che hanno portato nelle casse dell'azienda quasi 20 miliardi grazie al sostegno di numerosi investitori. 

Una concorrenza spietata. Del resto le prospettive non certo brillanti si fondano su una serie di rischi che la stessa Uber ammette a chiare lettere. La società sottolinea infatti il "generale declino" della quota di mercato nel 2018 nella maggior parte dei mercati presidiati a causa soprattutto della forte concorrenza. Solo a febbraio la penetrazione nel mercato del trasporto a chiamata in Usa è scesa al 67% dal 78% di due anni fa anche per effetto dell'espansione della sua diretta concorrente Lyft, capace a sua volta di più che raddoppiare i ricavi l'anno scorso fino a 2,2 miliardi di dollari con perdite, però, per 911 milioni. La concorrenza si sta intensificando anche in altri segmenti. Uber opera nella condivisione di scooter e bici con Jump, negli autotrasporti con Uber Freight e soprattutto nella consegna di cibo con Uber Eats, un business quest'ultimo arrivato l'anno scorso a generare più del 13% dei ricavi totali, ossia 1,5 miliardi di di dollari. 

Lo sviluppo della guida autonoma. A pesare sulle performance finanziarie sono anche gli ingenti investimenti nello sviluppo dei veicoli senza conducente. La Uber, finita al centro di aspre polemiche dopo un incidente e il conseguente decesso di un pedone durante una delle fasi di sperimentazione condotte in Arizona, ha investito quasi 1,1 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo tra il 2016 e il 2018. ma non sembra per ora propensa a lanciare servizi di robo-taxi puri come nelle intenzioni della Waymo. Nella documentazione si legge, infatti, dell'intenzione di "lanciare gradualmente" i veicoli a guida autonoma sul mercato. Inoltre, afferma la società, i conducenti "rimarranno un vantaggio critico e di differenziazione per noi". La Uber non ha invece confermato alcune indiscrezioni del Wall Street Journal secondo cui la  giapponese Softbank sarebbe in trattative avanzate per investire 1 miliardo di dollari nelle sue attività per la guida autonoma sulla base di una valutazione tra 5 e 10 miliardi. 

Tra i soci anche Softbank e Google. Uber è riuscita a spuntare con la sua ultima raccolta di fondi una valutazione di 76 miliardi grazie al forte interesse di investitori di primo piano tra cui la Toyota che ha acquistato azioni per 500 milioni di dollari. Il suo maggior azionista, con una partecipazione del 16% dal valore stimato in oltre 12 miliardi di dollari, è la Softbank, nota per aver stretto collaborazioni in ambito automotive con molti produttori come la stessa Toyota o la General Motors. Il secondo socio con l'11% del capitale è la società di venture capital Benchmark grazie a un investimento risalente al 2011 e valutato in 8,25 miliardi. L'Alphabet, la holding proprietaria di Google, è entrata nell'azionariato tramite il suo braccio di investimenti GV ed è oggi titolare di un 5% che vale circa 4 miliardi. Una quota analoga fa riferimento al fondo sovrano saudita Public Investment Fund. Nella società hanno investito, comunque, decine e decine di grandi realtà finanziarie così come famosi imprenditori del calibro dei fondatori di Amazon, Jeff Bezos, o di Napster, Shawn Fanning, e celebrità di Hollywood come l'attore Ashton Kutcher. I co-fondatori, Travis Kalanick e Garrett Camp, sono ancora proprietari di quote per un valore, rispettivamente, di 6 e 4,5 miliardi. 

Si parte a fine aprile, debutto a maggio. Con il prospetto in mano, Uber potrà ora avviare il roadshow di presentazione agli investitori. Secondo le ultime indiscrezioni della stampa americana, è previsto che parta a fine aprile con l'obiettivo di raccogliere almeno 10 miliardi di dollari e procedere con il debutto a Wall Street a maggio. Le valutazioni finora emerse sono elevate. Sulla base di una documentazione fornita ad alcuni investitori del mercato obbligazionario, le azioni potrebbero essere offerte a un prezzo tra 48 e 55 dollari. Al massimo della forchetta la valutazione arriverebbe a 100 miliardi di dollari e pertanto si tratterebbe della seconda maggior Ipo nella storia di Wall Street, dopo quella da 169 miliardi della cinese Alibaba. Negli scorsi mesi sono emerse comunque valutazioni anche superiori. Le banche d'affari Goldman Sachs e Morgan Stanley avrebbero indicato ai loro clienti un valore di ben 120 miliardi, una cifra superiore al valore aggregato del gruppo FCA, della Ford e della General Motors. Nelle ultime settimane, però, i vertici aziendali, guidati da Dara Khosrowshahi, si sarebbero convinti a seguire un approccio più prudente per non replicare il flop della Lyft, sbarcata a fine mese sul New York Stock Exchange al prezzo di 72 dollari ma dopo neanche due settimane scesa a poco più di 61 dollari con il corollario di pesanti accuse mosse contro la Morgan Stanley per presunte pratiche di short-selling (vendite allo scoperto) sul titolo. 

 

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GT Cup 2019 - Tutto pronto per la settima edizione

4 Ruote - Apr 11,2019

Dopo aver accolto dal 2013 a oggi più di 45 mila persone, fatto girare in pista quasi tremila trackdaysti, dato spazio a circa settemila auto dei club nel paddock e aver emozionato quasi ottomila persone con hot laps, test drive e altre attività collaterali, questanno la GT Cup vuole spostare ancora più in alto il limitatore. Intanto ripartirà con un nuovo main partner che mastica sportività e pista ogni giorno, Pirelli, fornitore leader nel settore alto di gamma e impegnato in svariate categorie nel motorsport, dalla F.1 in giù. Ma la "P lunga" non sarà la sola novità della stagione 2019. Durante linverno il team di Top Gear ha lavorato duro per migliorare ogni componente della GT Cup. Il fulcro delle tre tappe sarà sempre rappresentato dalle attività di track day, e con i tre tracciati in calendario questanno si punta a soddisfare qualsiasi prurito pistaiolo: dalla tecnicissima Vallelunga alla tortuosa Modena, per culminare con il tempio della velocità di Monza. Ma il cuore pulsante dellevento sarà il village, dove si snodano tutti i diversivi alle attività dinamiche in pista. La presenza dei club di marca e di modelli sarà una vetrina a cielo aperto per rifarsi gli occhi, senza contare le supercar che la GTCup stessa proporrà al pubblico. Per movimentare le giornate non mancheranno le possibilità di provare in prima persona i più recenti modelli delle case auto presenti, godersi gli hot laps a fianco di piloti professionisti e divertirsi in sicurezza a controllare i traversi con lEasydrift. Gli organizzatori invitano a tenersi pronti anche i "manici" virtuali, perché saranno organizzati tornei E-Sport al simulatore sempre più coinvolgenti. E, infine, sarà garantito lintrattenimento per le famiglie. In poche parole, niente scuse per mancare alla GT Cup.

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Geometry A - Ecco la prima elettrica premium della Geely

4 Ruote - Apr 11,2019

Debutta in Cina la Geometry, il nuovo marchio di modelli elettrici premium della Geely. Il colosso asiatico, che darà vita a una joint venture con il gruppo Daimler per produrre le future Smart, spinge sempre più forte sullelettrico e lancia oggi la Geometry A, una berlina alimentata a batteria con unautonomia fino a 500 km. Nellallestimento più economico, la tre volumi costerà 210.000 Yuan, pari a circa 27.700 euro al cambio attuale.

Da esportazione. Rivolta principalmente al mercato locale, ma non solo (la Casa dice di aver ricevuto, ad oggi, 27.000 ordini, la maggior parte dei quali dallestero), la Geometry A sfoggia un design molto pulito nelle linee e questo si riflette sullefficienza: il coefficiente di penetrazione aerodinamica dichiarato è pari a 0,23. Allinterno, dove strumentazione e infotainment sono completamente digitali, larredo è minimalista ma ricercato, con pannelli incisi al laser. Colpisce soprattutto la consolle centrale, quasi da concept car.

A due livelli. Per il sistema propulsivo sono previste due configurazioni: quella standard, con batteria da 51,9 kWh per unautonomia complessiva di 410 km nel ciclo Nedc, e quella long range, che regala 90 km in più di strada con un pieno di elettroni. A tal proposito, la nuova elettrica della Geely è predisposta per la ricarica veloce e può recuperare metà dellautonomia in appena mezzora, passando dal 30 all80% di energia stivata. Il consumo medio dichiarato è di 13,5 kW per 100 km, mentre laccelerazione da 0-100 km/h richiede 8,8 secondi, scheda tecnica alla mano. 120 kW e 250 Nm sono rispettivamente i picchi di potenza e coppia del motore.

Velocità controllata. Parlando invece di sicurezza attiva, la Geometry A dispone di un sistema di assistenza alla guida di Livello 2. Quando lauto è data in uso a terzi, il proprietario può poi tutelarsi inserendo una password per lapertura e la chiusura del portadocumenti e impostando un limite di velocità massimo, qualora, ad esempio, sia un neopatentato a prendere il volante. In aggiunta a tutto ciò, le chiusure di sicurezza possono essere attivate anche da remoto, via smartphone.

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Car Sharing - Le richieste degli operatori per continuare a crescere

4 Ruote - Apr 11,2019

Un successo nei numeri, meno nei dati finanziari (come avevamo evidenziato nell'inchiesta Crack Sharing su Quattroruote di ottobre 2017). I protagonisti del Car sharing si ritrovano a Milano, la capitale italiana di questa "nuova" forma di mobilità, in un workshop per discutere proprio del futuro della "condivisione". Nel capoluogo lombardo, ma non solo. Le aziende che hanno partecipato allultimo bando del Comune, dopo un periodo di start-up, hanno ben chiaro quali sono le richieste necessarie per sviluppare il servizio. E andare, finalmente, in positivo. Ma tra le società già attive sul territorio milanese non mancano punti di vista diversi, a volte in collisione. "Servono parcheggi dedicati al car sharing non solo in periferia, ma anche nei punti strategici cittadini, vicino a università o stazioni", spiega Giuseppe Macchia, vice president smart mobility di Eni, che controlla il servizio Enjoy. "Ho richiesto 170 stalli ad Angelo Pascale (manager che si occupa di mobilità al Comune di Milano, presente allincontro, ndr), per tutti. A Bologna questi parcheggi funzionano molto bene, con una altissima rotazione". Altro problema evidenziato dal manager, quello della sinistrosità: "Le auto in sharing hanno un tasso di incidenti sette volte più alto di quelle dei privati, perché gli utenti si sentono protetti dalla kasko che il Comune ha inserito nel suo secondo bando, e questo è un tema che ci sta piegando le gambe". Infine, "il disallineamento dei costi tra le auto elettriche e quelle a motorizzazione endotermica, o comunque di ultima generazione come le nostre. Noi paghiamo 100 euro al mese per ogni auto, 1,3 milioni di euro versati nelle casse del Comune in un anno, lo sharing elettrico nulla. Per dare un servizio di sharing elettrico dovremmo aumentare la flotta del 30%, per problemi di ricarica. Perché invece non dare anche incentivi alle auto più sicure visto che noi montiamo diversi dispositivi di sicurezza?" Proposta che causa lira dellad di SharenGo Emiliano Niccolai, che taglia corto: "Lo sharing in città deve essere elettrico". E ribatte: "Le isole digitali per la ricarica sono spesso occupate da parcheggi selvaggi, su quel fronte si deve fare di più".

Obiettivo Pums, meno auto in strada. Ma se l'obiettivo del Comune di scendere a 460 auto per 1.000 abitanti entro il 2024 secondo il Pums (Piano urbano di mobilità) spiegato dallassessore alla Mobilità Marco Granelli ha tra i suoi pilastri proprio il car sharing, questo deve diventare sostenibile, "anche con piani di incentivazione, soprattutto se si vuole allargare il servizio anche fuori città dove i costi per noi sono maggiori", afferma la marketing e comunicazione manager di DriveNow Alice Colombo, con la quale concorda Francesca Colangelo, location manager della "sorella" Car2Go (di recente le due società si sono fuse in Share Now). In mezzo a tanti servizi free floating, anche le richieste di Ubeeqo, unico operatore "station based" al tavolo dellincontro, per il quale Raimondo Orsini, dellOsservatorio sharing mobility, prevedeva scarse possibilità di successo di fronte alle auto condivise in piena libertà. "Invece nel 2018 siamo cresciuti del 50%, con percorrenze e tempi di noleggio più lunghi", spiega lhead of mobility BU Italy di Ubeeqo Marco Meloni, che peraltro si unisce alla denuncia sullo "scarso presidio dei posteggi".

I sette trend del car sharing. Come raccontato da Orsini, i sette trend di questo mondo sono la continua buona crescita dei servizi di free floating, con un più 14% di iscritti nel 2018, ma con un più 16% dei noleggi e un più 18% nelle percorrenze, sottolineando "la maggior efficienza nellutilizzo delle auto", con flotte invariate, ma più densamente usate. Ottimo limpatto dei nuovi servizi nel Nord Italia, come Corrente a Bologna, e i test nel Sud, principalmente con auto elettriche, circa 150-200 in più rispetto allanno prima, e, come detto, la conferma anche dei servizi "station based". Grazie a unofferta che in Italia è "attiva in 91 città, di cui 63 al nord, 6 al centro e 22 al sud, interessando il 21% della popolazione italiana a grazie a 24 operatori, con format del tutto diversi tra loro", chiosa il direttore di Ics Iniziativa Car Sharing del ministero dellAmbiente, Marco Mastretta.

 

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Formula E - Come seguire l'ePrix di Roma in tv

4 Ruote - Apr 11,2019

Il conto alla rovescia per lePrix di Roma 2019 è iniziato: levento che porterà le monoposto della Formula E sulle strade dellEUR è praticamente alle porte. Ledizione di questanno si preannuncia ancor più spettacolare e combattuta, grazie alle nuove monoposto Gen2 che hanno regalato un avvio di campionato davvero equilibrato ed emozionante.

La situazione in classifica. Antonio Felìx Da Costa, portoghese del team BMW, si presenta a Roma come leader della classifica piloti con un solo punto di vantaggio sul belga Jerome DAmbrosio della Mahindra. Il campione in carica, Jean-Eric Vergne, in forza alla DS Techeetah, è invece terzo a pari punti con Sam Bird. Nelle prime sei gare abbiamo avuto altrettanti vincitori diversi: chissà se Roma incoronerà il settimo re della stagione.

Grande festa all'Allianz E-Village. Già da venerdì 12 aprile, al villaggio dedicato ai motori e ai suoi fan si potrà accedere gratuitamente per vivere le emozioni dei preparativi. Sarà così possibile vedere da vicino lo shakedown delle vetture e le prove libere del campionato Jaguar I-Pace eTrophy, oltre che assistere al grande evento musicale aperto a tutta la città.

L'ePrix di Roma in tv. Per gli appassionati che non potranno essere fisicamente nella Capitale per seguire l'evento, ci sarà una copertura televisiva particolarmente ricca che permetterà di seguire ogni attimo del weekend di gara. Sabato ci sarà anche la prima delle otto puntate di Drive Up, proprio in diretta dal circuito dellEUR: dalle 13:50, DJ Ringo e Alessia Ventura ci faranno vivere le emozioni della Formula E poco prima del via della gara (che scatterà alle 16) intervistando i piloti e i personaggi dello sport e dello spettacolo presenti nel paddock. Ecco tutti gli orari di sabato 13 aprile, per non perdere neanche un secondo di questa splendida giornata di sport.

La programmazione di sabato 13 aprile

07:30 - Prove Libere 1 | Diretta Facebook e Youtube
10:00 - Prove Libere 2 | Diretta Facebook e Youtube
11:45 - Qualifiche | Diretta Eurosport 1 e SportMediaset.it
13:50 - Drive Up | In diretta dalla pista dell'EUR
14:30 - Speciale Sport Mediaset su Italia 1 con Giorgia Rossi
15:00 - "Studio Roma" in diretta su Italia 1 con Irene Sederini
16:00 - Partenza ePrix di Roma, diretta su Italia 1 ed Eurosport

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Audi - S6 e S7 diventano mild hybrid TDI

4 Ruote - Apr 11,2019

Per la prima volta nella loro storia, le Audi S6 e S7 diventano anche TDI. Le nuove sportive a gasolio impiegano lo stesso V6 3.0 mild hybrid, debitamente ricalibrato, utilizzato anche da altri modelli ad alte prestazioni della Casa, come la nuova SQ5 TDI. Il powertrain si caratterizza per la presenza di una rete a 48V che alimenta un compressore ad azionamento elettrico, pensato per ridurre i ritardi d'erogazione della sovralimentazione, e una piccola unità collegata con l'albero motore che svolge la funzione di starter e alternatore. Dal punto di vista tecnologico le nuove sportive riprendono i contenuti già disponibili sulle A6 e A7, introducendo però inedite finiture estetiche per esterni e interni.

Sportive ibride a gasolio. Le versioni TDI delle S6, S6 Avant e S7 Sportback condividono lo stesso 2.967 cm3 da 349 CV e 700 Nm (tra i 2.500 e i 3.100 giri/min) omologato Euro 6d-Temp. Il sei cilindri è stato ulteriormente ottimizzato e pesa circa 190 kg: il sistema d'azionamento della turbina elettrica ha una potenza di picco di 9,5 CV che consente di azionare la girante in meno di un quarto di secondo e di portarla fino a 70.000 giri/min. La sovralimentazione elettrica rimane in funzione fino a quando il V6 raggiunge un regime di 1.650 giri/min: dopo questa soglia sono i gas di scarico ad azionare il turbo. Il sistema a 48V è alimentato da una batteria al litio da 10 Ah che si ricarica in fase di frenata: grazie al mild hybrid le sportive dei Quattro Anelli possono veleggiare a motore spento per un massimo di 40 secondi, mentre lo start&stop può entrare in azione già a 22 km/h. In condizioni di guida reali si possono così arrivare a risparmiare fino a 0,4 litri ogni 100 km: nel ciclo Nedc correlato per la S6 TDI viene dichiarato un consumo tra i 6,2 e i 6,3 l/100 km (164-165 g/km di CO2), per la S6 Avant TDI 6,5 l/100 km (171 g/km di CO2) e per la S7 TDI 6,5 l/100 km (170 g/km CO2).

Quattro ruote motrici e sterzanti. Tutte le nuove S TDI hanno una velocità massima limitata elettronicamente a 250 km/h: la S6 TDI riesce a scattare da 0 a 100 km/h in cinque secondi netti, mentre per le S7 Sportback TDI e S6 Avant TDI sono necessari 5,1 secondi. Di serie, oltre al cambio automatico, è prevista la trazione integrale permanente quattro con differenziale centrale autobloccante che trasferisce il 60% della coppia all'asse posteriore, ma la ripartizione può arrivare fino al 70% all'avantreno o fino all'85% al retrotreno a seconda delle condizioni stradali: come optional è previsto anche un differenziale autobloccante posteriore a controllo elettronico. L'assetto sportivo S è ribassato di 20 mm per le S6 e di 10 mm per la S7: a richiesta sono disponibili anche delle sospensioni pneumatiche adattive. Il servosterzo elettromeccanico può essere infine abbinato anche a un sistema a quattro ruote sterzanti che riesce a ridurre il diametro di sterzata fino a 1,1 metri. Per quanto riguarda i freni, infine, dietro ai cerchi da 20" (i 21" sono optional) sono presenti dei dischi anteriori da 400 mm (350 mm al posteriore) con pinze a sei pistoncini, ma a listino saranno presenti anche dei carboceramici che, pur avendo lo stesso diametro dei dischi d'acciaio, risultano più leggeri di nove kg.

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Petter Solberg - "Hollywood" non farà più il pilota a tempo pieno

4 Ruote - Apr 11,2019

Petter Solberg ha annunciato il suo ritiro dalle competizioni. Il pilota norvegese, che ha scritto dei bei capitoli nella storia del rally mondiale, dopo aver lasciato il Rallycross alla fine del 2018 ha anche deciso di dire addio a qualsiasi altro campionato, continuando a esibirsi però in una serie di eventi sporadici per non abbandonare completamente la sua passione.

Un addio graduale. Hollywood, come è conosciuto nellambiente delle corse, ha deciso di smettere di fare il pilota a tempo pieno ma si lancerà in una sorta di tour che lo vedrà al volante in alcuni eventi di rilievo, a cominciare dal Festival of Speed di Goodwood, il prossimo luglio. Il mio modo di guidare rende felice le persone, continuerò a fare solo quello, ha affermato il pilota norvegese. Corro da 20 anni, ma cè ancora tempo per fare qualcosa e poi smettere. Parteciperò ancora a degli eventi di alto profilo, ma ho detto basta ai campionati interi. La nuova vita di Solberg prenderà il via dalla Gran Bretagna, questa estate, dove tutto è cominciato: Sono felice di andare a Goodwood, perché lì mi sento come a casa. La Gran Bretagna mi sta a cuore, perché è lì che ho firmato il mio primo contratto con la M-Sport, che mi ha dato la possibilità di diventare un professionista.

Supporterà il figlio. Dal vincere il campionato nazionale di auto radiocomandate a diventare campione del mondo rally (nel 2003, con la Subaru) è servito tempo, sacrifici e un'assoluta dedizione. Probabilmente ha raccolto meno di quanto meritasse, ma "Hollywood" ha sempre dato spettacolo e guidato con passione e tanto è bastato per meritarsi un posto nel cuore di migliaia di appassionati di motorsport. A 44 anni, continuerà a divertirsi a guidare e probabilmente seguirà suo figlio Oliver, già considerato una giovane promessa dei rally.

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