Ford Bronco - Tre "special" per i 60 anni
In occasione dei 60 anni della Ford Bronco, celebrati nei giorni scorsi a Silver Lake, la Casa dell'Ovale Blu ha presentato la concept di una versione scoperta della fuoristrada americana e due personalizzazioni dedicate alle dune del lago Michigan, realizzate sulla base della stessa Bronco e della più piccola Bronco Sport. Ford Bronco 6G. Considerato che la prima Bronco era nata con l'idea di realizzare la Mustang delle fuoristrada, una versione scoperta si rivela quanto mai azzeccata: l'11 agosto 1965 viene presentata la Bronco U13 scoperta, che la Ford chiama OG (l'originale), e da questa i designer della Casa americana partono per realizzare la 6G (costruito sulla base della sesta serie), nello stesso colore Wimbledon White del modello degli anni 60 e con i cerchi di lega che riprendono lo stile di quelli originali. Rispetto alla versione di serie cambiano i paraurti, il portellone posteriore (che diventa una ribaltina con la scritta Ford in rilievo) e i rivestimenti lavabili dei sedili. Almeno per il momento, questa concept non è destinata ad avere un futuro di serie. Bronco e Bronco Sport Silver Lake Dunes. Queste one-off sono interpretazioni delle fuoristrada "da dune", e che i clienti possono ricreare attingendo ai cataloghi di Ford Performance Parts e Ford Accessories. Le uniche parti non disponibili sono i vinili e i dettagli colorati applicati sulla carrozzeria, problema aggirabile da qualunque specialista in questo genere di personalizzazioni. Gli accessori utilizzati per questi allestimenti comprendono il portapacchi per tavole da surf, le luci aggiuntive sul tetto, i bull bar anteriori (di serie sull'allestimento Badlands Sasquatch), i cerchi Bronco Heritage con pneumatici BFGoodrich T/A KO3 per la Bronco e i BFGoodrich XL Trterta per la Bronco Sport.
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Dongfeng-Honda - I cinesi vendono la loro quota
La Dongfeng ha messo in vendita la sua partecipazione del 50% nella joint venture con la Honda. Fondata nel 1998, l'impresa congiunta produce motori per la Casa giapponese: la cessione della quota da parte dell'azienda cinese statale dimostra che il Dragone sta abbandonando le auto 100% termiche, almeno per quel che riguarda il mercato interno. Infatti, la società di Tokyo ha dimezzato la capacità produttiva dello stabilimento di propulsori di Guangzhou nel 2025, allestendo una linea di vetture elettriche nella stessa città con un altro partner. Da parte sua, l'azienda di Wuhan ha visto le consegne annuali crollare da 3,8 milioni di unità nel 2016 a 1,5 milioni nel 2024. Non è ancora stato fissato un prezzo per la metà della Dongfeng Honda Engine, mentre la scadenza per la quotazione è il 12 settembre.
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Cadillac - Elevated Velocity Concept, futuro elettrico
Alla Monterey Car Week la Cadillac ha presentato alla la Elevated Velocity Concept, una Suv-coupè elettrica premium che offre un'anteprima dell'evoluzione stilistica del marchio. 2+2 a ruote alte. Partendo dall'impostazione delle recently Lyriq-V e Optiq-V, i designer della Casa americana hanno immaginato una sportiva 2+2 a ruote alte con numerosi elementi stilistici originali. La ricerca aerodinamica va di pari passo con lo stile, creando soluzioni come il diffusore posteriore unito al grande scavo centrale che ospita i led di coda. Le grandi portiere ad ala di gabbiano, una volta aperte, fanno invece risaltare la bombatura dei parafanghi che accolgono cerchi da 24". Le modalità di guida. Per mettere a proprio agio i passeggeri, la Elevated Velocity Concept offre numerose modalità di funzionamento del veicolo. La modalità Welcome modifica l'altezza da terra e la posizione di sedili, volante e strumentazione per offrire la massima accessibilità, inoltre si attivano animazioni luminose fuori e dentro la vettura. In modalità Elevate, la vettura passa alla guida autonoma e vengono retratti pedali e volante per creare più spazio, in combinazione con giochi di luce rossa per far rilassare i passeggeri. Nella modalità Velocity è il guidatore a governare il veicolo, aiutato dalla realtà aumentata, mentre la e-Velocity offre le massime prestazioni con regolazioni specifiche dell'assetto e del powertrain: i medesimi parametri vengono cambiati nuovamente per la modalità Terra, adatta alla guida in off-road. Scrollarsi di dosso lo sporco. I tecnici Cadillac hanno infine immaginato due dispositivi inediti: il Sand Vision che applica la tecnologia del Night Vision per vedere durante le tempeste di sabbia e l'Elements Defy, che attraverso uno speciale sistema di vibrazioni della carrozzeria ripulisce la vettura da polvere e detriti dopo una sessione in fuoristrada. Gli interni giocano sul rosso. Anche i colori sono stati selezionati secondo un processo rigoroso di analisi. Alla carrozzeria Vapor Blue con riflessi grigi sono infatti abbinati rivestimenti interni in pelle, tessuto, vetro e metallo spazzolato giocati sui toni del rosso e combinati con numerosi giochi di luce in base alle modalità di guida selezionate. Nel bagagliaio inoltre è previsto un set su misura per giocare a Polo realizzato con i colori della vettura.
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Mahindra - BE 6 Batman Edition, una Suv elettrica per il Cavaliere Oscuro
La Mahindra ha presentato la Batman Edition della Suv elettrica BE 6, serie limitata a 300 esemplari e ispirata al supereroe della DC Comics, con particolare riferimento alla trilogia cinematografica di Christopher Nolan. I preordini di questa versione apriranno il prossimo 23 agosto, con le prime consegne previste per il 20 settembre, la giornata dedicata al Cavaliere Oscuro. La Mahindra BE 6 Batman Edition verrà venduta solo sul mercato indiano, con prezzi a partire da 2.779.000 rupie, pari a poco più di 27 mila euro. Batmobile a batteria. La Mahindra BE 6 è una Suv elettrica di segmento C lunga 4.371 mm, larga 1.907 e alta 1.627, con un passo di 2.775 mm e un bagagliaio da 455 litri, a cui si aggiungono i 45 del frunk anteriore. La versione Pack Three su cui è realizzata la "batmobile" elettrica monta un powertrain da 210 kW (286 CV) e 380 Nm di coppia, abbinato a una batteria da 79 kWh, per un'autonomia dichiarata di 683 km. Pipistrelli, pipistrelli ovunque. La Batman Edition della Mahindra BE 6 si caratterizza per il colore scuro della carrozzeria, cerchi da 20, freni e sospensioni in color oro, badge BE 6 x Dark Knight sul portellone, decal di Batman sulle portiere anteriori, il tetto panoramico con il logo del supereroe. I pipistrelli si trovano inoltre sui coprimozzi, paraurti, finestrini e lunotto. All'interno una placca numerata sulla plancia riporta la numerazione progressiva; a questa si aggiungono dettagli color oro su plancia, volante e selettore della marcia, il pipistrello sui rivestimenti, sul pulsante Boost, sui sedili e sulle cinghie delle maniglie delle portiere. Si ispirano al Cavaliere Oscuro anche le luci proiettate a terra dagli specchietti, come una sorta di bat-segnale, e i suoni dell'auto in movimento.
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Modellini - Alfa Romeo 4C 2013 by AutoArt
A noi il destino ha riservato la scrivania e non la pista di Vairano, quindi alcune delle migliori auto come questa Alfa Romeo 4C ce la godiamo nella recensione del modello in scala 1:18: un distillato di sportività all'italiana in formato compatto. Vista da fuori, la storica precisione di Autoart rappresenta al meglio il design Alfa. Il muso basso e cattivo sfoggia l'inconfondibile scudetto triangolare e i fari anteriori, fedelmente riprodotti con il loro caratteristico grappolo di proiettori circolari, dividono ancora oggi i puristi: c'è chi li ama, chi li odia, ma sul modellino hanno il pregio di essere realizzati con una qualità eccellente. Le fiancate accompagnano la linea del modello dagli specchietti retrovisori riflettenti fino alle profonde prese d'aria che, anche in scala ridotta, fanno immaginare il gran lavoro fatto sull'aerodinamica. I cerchi di questa 4C sono perfettamente replicati e lasciano intravedere dischi e pinze freno ben realizzati cosi come i pneumatici, in gomma e con un battistrada dal disegno realistico. Le superfici vetrate sono di plastica ed offrono una trasparenza consona al livello generale del modello. Il posteriore, largo e basso, rende tutta la cattiveria della vettura originale: i gruppi ottici rotondi hanno trasparenza e cromia perfette, mentre la griglia, ben proporzionata, ospita i terminali di scarico pronti a suonare note meccaniche. La targa esprime autenticità, con il logo del modello in stile concessionaria. I movimenti delle parti mobili sono precisi e non lasciano fughe troppo evidenti una volta chiusi gli sportelli e il cofano posteriore. Il pannello interno delle portiere è apprezzabile e ci si può avventurare in un abitacolo che replica con cura il minimalismo sportivo del modello reale, con particolare attenzione al volante e alla sua particolare forma. La plancia è dominata dal piccolo quadro strumenti, i sedili a guscio vantano un buon dettaglio delle cuciture, mentre le leve e la pedaliera sono leggermente abbondanti. La 4C di Autoart non è più in produzione ma non è troppo difficile da trovare: con un po' di ricerca nel mercato dell'usato la si può portare a casa al giusto prezzo.
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Nuovi progetti - DJ Paolone, la Polonia e la saga di Spalluto
La premessa: la Polonia continua a superare la media di crescita economica europea. Ecco spiegato il motivo della sua scalata nella classifica dei PIL (i prodotti interni lordi) dei membri dell'Unione. Cosa che, per la cronaca, oggi come oggi l'ha portata a quota sei, davanti a Svezia e Belgio. Non essendo un bollettino di economia, la disamina di questa parabola effervescente si fermerebbe qui, se questo trend non aiutasse a capire una cosa: l'ultima telefonata che ho avuto con Paolo Spalluto, per i fan, DJ Paolone (e chi ha partecipato alle serate danzanti che chiudono i suoi eventi automobilistici sa che è un titolo meritato sul campo). L'auto è mobile, ma l'economia non lo è meno. Per fare prodotti di qualità, eventi motoristici compresi, le due cose devono andare dalla stessa parte (del mondo) e nello stesso momento. Insomma, la notizia è che le antenne di Spalluto, e non solo le sue, sono ufficialmente puntate oltre la cortina che fu. Oggi più che mai, visto che l'Inghilterra ha preso il largo con la Brexit, il Medio Oriente si sta proponendo come calamita di eventi sportivi o espositivi, anche dell'automotive, e gli USA. Be', gli USA E ti vien voglia di canticchiare Battiato, cerco un centro di gravità permanente. Ma adesso che si fa? Spalluto & Co. la prendono con filosofia: La risposta è dentro di te. Ovvero, oltre ai riferimenti alla storia e alla cultura motoristica che sono i fiori all'occhiello della Vecchia Europa, c'è anche un invito a rimanere coi piedi per terra. E a star dentro ai propri confini: morale, cosa c'entri la Polonia con DJ Paolone è sempre più chiaro, e lo sarà ancora di più in un prossimo futuro. Ma per ora accontentati di questo che è quanto è dato scrivere, più che sapere. Un vulcano d'idee. Spalluto erutta qua e il terremoto si sente là. Se non nell'immediato, fra qualche tempo. Ma prima che tutto questo magma si trasformi in solide realtà, tanto per rimanere nella metafora, godiamoci i due eventi elvetici, Passione Engadina, grande classico di fine estate (21-24 agosto), arrivato alla sua edizione numero 14, e il neonato Le Flair, che ha debuttato a maggio all'insegna dell'eleganza e del savoir faire. A onor del vero, in programma ce ne sarebbe stato anche un terzo, di evento firmato Spalluto: The Icon. Ma la maratona tra St. Moritz e Kitzbühel è stata rimandata di un anno per non sovrapporsi ad altre manifestazioni svizzere. Quando si dice fair play Un'anticipazione su Passione Engadina. Quest'anno la notizia è che l'evento alpino, che della sua italianità da esportazione ne ha fatta una bandiera (oltre che un modello di business vincente), apre eccezionalmente alle straniere. E lo fa alla grande. Come? Mettendo, l'un contro l'altro rampanti, i due cavallini più vincenti della storia delle corse: Ferrari e Porsche. Insomma, ne vedremo delle belle (e delle rare).
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Monterey Car Week - Il ritorno del mito: Hispano-Suiza vince a Pebble Beach
Per una volta le previsioni non sono state tradite. A conquistare il trofeo di Best in Show alla buca 18 del Pebble Beach Concours d'Elegance è stata la favorita: la Hispano-Suiza H6C Nieuport-Astra Torpedo del 1924, conosciuta come Tulipwood. Una vettura che sembra più un'opera d'arte che un'automobile, con la sua carrozzeria in listelli di mogano uniti da 8.500 rivetti. Leggera come un sogno e segnata dalla storia di André Dubonnet, che la portò alla Targa Florio e alla Coppa Florio, prima di essere riportata dagli Anderson di Naples, Florida, alla forma originaria. Quella di ieri è stata una giornata lunghissima a Pebble Beach, iniziata ancor prima dell'alba, con il rito della Dawn Patrol, i sorveglianti dell'alba: caffè fumanti, ciambelle dolci; e proseguita fino a dopo le 17, quando la giuria ha proclamato la vincitrice. Alle prime luci del mattino, è partita una processione lenta e rituale, quasi due ore per comporre il mosaico di 229 automobili, arrivate da 22 Paesi e 31 Stati americani. Il pubblico era quello delle grandi occasioni: signore con cappellini e borsette scintillanti come reliquie, uomini in giacca. Tra i concorrenti, diversi equipaggi in costume d'epoca per meglio valorizzare la vettura in gara. La mattinata è andata via con i giudici impegnati ad osservavare, prendevano appunti, ascoltavano il rombo dei motori accesi per l'occasione, sfogliavano i registri di restauro. Sul prato il tempo sembrava sospeso, in bilico tra la bellezza dei dettagli e la voglia di raccontare una storia. Quella della Hispano-Suiza è apparsa irresistibile: Questa macchina spunta tutte le caselle, ha dichiarato Sandra Button, chairman del concorso. Avanzata nella tecnica, splendida nella fattura, unica nella sua forma torpedo. Gli Anderson, proprietari del veicolo, non hanno nascosto l'emozione: Non ci aspettavamo la vittoria, ma la sognavamo, ha detto Penny. Lee, il marito, ha aggiunto: Amo il legno, colleziono barche antiche da decenni. Quando ho visto questa Hispano ho pensato: è fatta per me. Per loro è il secondo trionfo a Pebble Beach dopo quello del 2022 con una Duesenberg. A contendersi il titolo c'erano rivali di livello assoluto, come la Maybach SW38 del 1939, l'Invicta del 1933 e la Maserati 200SI del 1956. Ma la Hispano-Suiza ha avuto la meglio, regalando un ritorno al passato glorioso di un marchio che già due volte aveva conquistato il concorso, l'ultima nel 1989. E mentre sul prato sfilavano premi e riconoscimenti dalla Bugatti Type 57 Atalante alla Ferrari 250 LM, fino alla March 701 di F1 il pensiero corre già al 2026, quando Pebble Beach celebrerà i 75 anni del concorso con Ferrari e Vignale protagoniste. Calato il sipario su questa edizione, resta l'immagine nitida di un legno che brilla al sole della California, sotto un cielo incredibilmente terso. La poesia di un'auto che ha attraversato un secolo per ritrovarsi qui, vincente, davanti ad un pubblico delle grandi occasioni e un mare che sembrava applaudire silenzioso dalla scogliera. Con il rammarico, però, che proprio quest'anno Hispano-Suiza tornata alla ribalta nel 2019 con la Carmen al Salone di Ginevra e presente nelle ultime tre edizioni della Monterey Car Week, con diverse evoluzioni del modello non abbia preso parte alla festa del concorso che ne ha celebrato il trionfo più luminoso.
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Economia circolare - Tutto l'oro delle officine
l'Europa che ce lo chiede. E pure l'ambiente. In linea con gli obiettivi di neutralità climatica previsti dal Green deal, dal marzo 2020 la Commissione europea sta adottando sempre più misure volte ad accelerare la transizione verso un'economia circolare davvero efficace. Senza sorprese, uno dei punti focali di Bruxelles sono i rifiuti elettronici, meglio noti come Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, appunto), grandi protagonisti (e antagonisti) del nostro evo digitale. Stando ai dati del Centro di coordinamento Raee, soltanto nel 2024 l'Italia ne ha riciclati per 540 mila tonnellate. Di queste, 370 mila provengono da Raee domestici (+1% sul 2023) e 170 mila da apparecchiature professionali (+18,4% sul 2023). I consorzi hanno giocato una parte preponderante in questo recupero: appena 964 tonnellate sono arrivate dalla raccolta volontaria. Ed è questo il punto. Visti i materiali che contengono, i Raee si pongono tra i rifiuti più inquinanti (e pericolosi), ma per lo stesso motivo sono pure i più "pregiati". Al loro interno troviamo metalli come ferro, rame e alluminio, ma anche plastiche, schermi e schede elettroniche, a loro volta ricchi di materiali nobili quali oro, argento e platino. Come ci fa notare Marco Ferracin, manager di Safe, l'hub italiano di consorzi delle economie circolari, oltre ai Raee più comuni come computer, forni, smartphone o televisori, in questo immenso comparto ricadono pure device professionali ben noti agli automobilisti, cioè gli strumenti elettronici utilizzati da officine, elettrauto e gommisti per la diagnostica, la movimentazione e la riparazione delle vetture. Strumenti che, quando diventano obsoleti o si rompono, devono è utile ricordarlo essere inviati verso impianti specializzati per garantirne una corretta gestione a livello legale, ambientale e anche economico. Perché recuperare quei materiali significa non doverli produrre di nuovo né importarli da Paesi non sempre amici. L'importante è che il processo sia gestito in modo corretto. Soltanto così da ogni rifiuto nascerà una risorsa.
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Volkswagen - Consegnate un milione e mezzo di ID.
La Volkswagen ha consegnato l'esemplare numero 1.500.000 della famiglia di veicoli elettrici ID.: si tratta di una ID.7 Tourer Pro di colore nero, station wagon elettrica da 606 km di autonomia. La vettura è stata consegnata al suo proprietario nello stabilimento di Emden, dove è stata prodotta, alla presenza del presidente della Bassa Sassonia Olaf Lies e Martin Sander, responsabile vendite e membro del cda della Volkswagen. Una famiglia che cresce. La gamma di veicoli elettrici ID. è stata inaugurata nel 2020 con la media ID.3, seguita l'anno successivo dalla Suv ID.4, la variante Suv-coupé ID.5 e il furgone ID. Buzz. Nel 2024 sono arrivate la grande berlina ID.7, disponibile anche nella variante station wagon, che nella prima metà del 2025 ha registrato il maggior numero di nuove immatricolazioni in Germania. I nuovi modelli. Nel 2026 arriverà la versione di produzione della compatta ID. 2all, con prezzi a partire da 25.000 euro, mentre nel 2027 sarà la volta del modello di serie derivato dalla ID. Every1, entry level da circa 20.000 euro. "Vogliamo rendere la mobilità elettrica accessibile a tutti", spiega Sander. "Per ridurre lo scetticismo tra i privati e aumentare la domanda servono un messaggio chiaro e incentivi specifici". In Italia, la nuova tornata di ecobonus è prevista per il mese di settembre.
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Monterey Car Week - Concours dLemons, il brutto che conquista
Brutte da suscitare un misto di ilarità e disgusto. O da vincere un premio, se parcheggiate sul green del Concours d'Lemons. La competizione di "eleganza al contrario" di Seaside è l'evento che non ti aspetti della Monterey Car Week. O meglio, te lo aspetti eccome. Perché da anni il rito dell'esposizione dei rottami nel concorso goliardico di Hagerty è un momento tanto surreale quanto irrinunciabile per molti di coloro che accalcano Monterey per la settimana dell'auto.Irriverente. Il Concours ha una sola regola, che non si può transigere per nessun motivo: vietato tassativamente prendersi sul serio. E le occasioni per la presa in giro sono infinite, dalla poliziotta queer che arresterebbe tutti dalla sua Ford Interceptor ex ordinanza, al pazzoide su un improbabile accrocchio fatto col telaio di un pick up e due macchinine delle giostre. La domanda che sorge spontanea passeggiando tra le povere partecipanti è sempre quella: Ma sei serio? Ed è sbagliata in partenza, perché al Concours d'Lemons di serio non c'è nulla se non la passione per l'automobile come oggetto desiderabile, sempre e comunque. Anche se perde olio a secchiate, è in perenne rischio di andare a fuoco o semplicemente è orripilante dal punto di vista estetico. Anche se molte delle candidate totalizzano il punteggio pieno per ognuna delle tre fattispecie. Atmosfera contagiosa. Il tema dunque è un mix di goliardia e sincero apprezzamento per queste auto che, a modo loro, raccontano una storia. Ogni ammaccatura, ogni rattoppo, ogni accessorio fuori luogo contribuisce a creare un mosaico di imperfezioni. Ne risulta un evento che non è solo una parodia degli appuntamenti aristocratici che si tengono a qualche miglio di distanza, ma è anche un modo per celebrare l'automobile nella sua forma più democratica e imperfetta. E che ricorda che non tutte le auto sono destinate a diventare icone di stile o simboli di lusso ed emancipazione. Alcune, semplicemente, vivono la loro vita tra un guasto e l'altro, diventando parte integrante delle storie e dei ricordi dei loro proprietari. Per un giorno all'anno, a Seaside, queste "limonate" dell'automobilismo hanno il loro momento di gloria. Un promemoria, forse, che anche nella bruttezza più eclatante si può trovare un fascino inaspettato.Trofei. In ogni caso non si vive solo di grandi aspirazioni, pertanto, come ogni concorso di eleganza che si rispetti, anche il Concours d'Lemons ha i suoi premi di classe e quello per l'auto peggiore (difficile chiamarlo Best of Show). Quasi tutte le onorificenze sono giocate sullo sfottò geografico: polpette svedesi, elettrodomestici giapponesi, italiane tutte rotte e via discorrendo, perché vincere una coppa è bello ma ridere è comunque un'ottima alternativa.
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Monterey Car Week - Tutte le novità portate da Brabus
La tedesca Brabus ha invaso la Monterey Car Week con una serie di novità: nel suo enorme stand sul campo da golf di Pebble Beach ha infatti esposto yacht, Range Rover rese ancora più lussuose, Rolls-Royce personalizzate e vari modelli Mercedes. Tra le novità spiccano la Brabus Rocket GTC Deep Red su base Mercedes-AMG SL e la Brabus 700 basata sulla Rolls-Royce Cullinan Series II. 1.000 CV open top. La Brabus Rocket GTC Deep Red ha una carrozzeria interamente di fibra di carbonio a vista rossa, che si abbina a un sistema ibrido da 1.000 CV e 1.620 Nm di coppia (limitata). Il propulsore a benzina è un V8 biturbo di 4.5 litri, ribattezzato Rocket 1000, mentre l'aerodinamica ottimizzata include dei passaruota allargati, uno splitter anteriore, nuovi paraurti e un cofano specifico. L'auto sfiora così i 2 metri di larghezza (specchi esclusi) e sfoggia cerchi specifici da 21 pollici all'anteriore e 22 al posteriore. L'abitacolo è rivestito di pregiata pelle rossa coordinata. Anche Rolls. La Brabus 700, basata sulla Rolls-Royce Cullinan Series II è riconoscibile per la carrozzeria allargata e i dettagli di carbonio. Il widebody Brabus Widestar si abbina alla verniciatura Cascade Gray, mentre il motore V12 biturbo è stato aggiornato per erogare 700 CV e 950 Nm. Questa Suv accelera 0-100 km/h in 5.0 secondi e tocca una velocità massima 250 km/h (limitata). L'assetto è ribassato di 25 mm e presenta un modulo elettronico SportXtra tarato ad hoc, mentre l'interno è rifinito con pelle Verdant Shadow e trapuntature Shell.
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Hennessey Venom F5 - 2.031 CV (con cambio manuale) per la Revolution LF
Non una semplice hypercar, ma una one-off commissionata per stupire: la Hennessey Venom F5 Revolution LF appena presentata alla Monterey Car Week è l'auto più complessa mai realizzata dal costruttore texano. Frutto della neonata divisione 'Maverick', è pensata per il collezionista Louis Florey, che desiderava un veicolo che esprimesse al massimo la connessione tra macchina e guidatore, elevando l'esperienza analogica oltre quota 2 mila cavalli. Da gestire con un cambio manuale. Ancor più curata. La carrozzeria, di fibra di carbonnio a vista color Cocoa Brown, è impreziosita da una vernice River Sand Metallic, con una striscia tono su tono. L'aerodinamica mutua elementi dalla Venom F5 Evolution, ma si aggiorna con un nuovo splitter anteriore, alette ridefinite, feritoie sui parafanghi e un'ala posteriore più alta (290 mm). L'abitacolo è stato reinventato, con forte enfasi sulla connessione analogica. La monoscocca di carbonio XCell_2 migliora ergonomia e geometria della pedaliera rispetto alle altre F5 e ogni comando è stato riprogettato con dettagli derivati dall'alta orologeria. Una nuova console centrale mostra la griglia ad H del cambio, d'alluminio fresato dal pieno, così come i pedali e il comando del freno di stazionamento pensato per avere un feeling meccanico. 2 mila cavalli col manuale. La Venom F5 Revolution LF è spinta da un V8 biturbo di 6.6 litri: battezzato Fury, è in grado di erogare 2.031 CV grazie a un sistema di sovralimentazione biturbo a doppio stadio.. La novità tecnica, come detto, è l'introduzione di una trasmissione manuale a sei marce, pensata per rendere la Venom F5 ancora più coinvolgente da guidare. Il pacchetto 'Evolution', incluso, apporta miglioramenti a sospensioni adattive e confort, garantendo un'elevatastabilità ad alta velocità su strada e in pista.
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Gordon Murray - Un V12 da 12 mila giri per la Le Mans GTR
Il nome di Gordon Murray è sinonimo di ingegneria automobilistica raffinata e di una visione purista delle prestazioni. E la Le Mans GTR appena svelata alla Monterey Car Week è lì a dimostrarlo. Questo progetto racchiude la passione di Murray per le longtail da endurance, reinterpretandone il fascino con soluzioni contemporanee e un'esclusività senza pari. Non una semplice evoluzione, ma una dichiarazione d'intenti che fonde l'eleganza aerodinamica con un'esperienza di guida profondamente connessa alla pista. Ispirata da vere icone. La GMSV Le Mans GTR si distingue immediatamente per la sua forma affusolata, un chiaro richiamo alle longtail da competizione degli anni 70, 80 e 90, con dettagli ispirati alle Matra-Simca MS660, Porsche 917 e Alfa Romeo Tipo 33/3. La carrozzeria è stata progettata per l'ottimizzazione aerodinamica, con uno splitter anteriore, profonde minigonne laterali e un diffusore posteriore a doppio canale che contribuiscono a generare il massimo dell'effetto suolo. Un'ala posteriore completa il pacchetto, assicurando un equilibrio ottimale tra deportanza e resistenza aerodinamica. Si notano anche prese d'aria maggiorate all'anteriore e nuove prese laterali a ridosso delle ruote posteriori, dedicate al raffreddamento del motore e del cambio. All'interno, nonostante l'impostazione da pista, è stata mantenuta la ricercatezza dei materiali già vista sulla GMA T.50, con plancia, interruttori, quadranti, imbottiture dei sedili e pedaliere completamente ridisegnati e focalizzati sul pilota. I clienti hanno la possibilità di specificare materiali e colori per omaggiare le leggendarie vetture da corsa del passato o creare un abitacolo moderno e altamente personalizzato. Ne faranno solo 24. Per una vettura del genere, Murray non poteva che scegliere un V12 ad altissimo regime di rotazione, con cambio manuale a sei marce. Rispetto alla T.50, quasi ogni elemento tecnico è stato modificato. Il propulsore promette un'esperienza sonora profonda e bilanciata grazie al doppio scarico che emerge dal diffusore, e permette di spingersi fino a 12.100 giri: una presa d'aria dinamica montata sul tetto amplifica ulteriormente la il suono di questo dodici cilindri all'interno dell'abitacolo. Per l'utilizzo in pista, la vettura adotta sospensioni più rigide e leggere, una carreggiata più ampia e pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2 di dimensioni maggiori. Prodotta in una serie limitatissima di soli 24 esemplari, uno per ogni ora della celebre gara di Le Mans, ogni vettura è già stata allocata al suo futuro proprietario: le prime consegne previste per il 2026, ma i prezzi non sono stati divulgati.
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Ford - Ultima chance per comprare una GT (da pista)
Negli stessi giorni della Monterey Car Week, la Ford ha annunciato l'avvio della fase conclusiva della produzione della GT. Dopo aver pensionato la stradale, infatti, l'Ovale Blu ha continuato ad assemblare una versione da pista della sportiva, ma ora siamo agli sgoccioli: per acquistare quello che diventerà un pezzo di storia c'è tempo fino al 15 ottobre. Dei 67 esemplari totali, la maggior parte è già stata venduta con prezzi attorno al milione e mezzo di euroTutta aerodinamica. Dopo quasi un decennio di assemblaggio a mano, la produzione della Ford GT giunge così al termine. La Ford Performance ha infatti avviato l'onda produttiva finale della versione nata per la pista in collaborazione con Multimatic Motorsports. La Ford GT Mk IV da track day ha una carrozzeria completamente nuova e un telaio interamente in fibra di carbonio. Il design è puramente funzionale: grazie a specifiche migliorie aerodinamiche, genera più di una tonnellata di deportanza a 240 km/h.820 CV. Dietro all'abitacolo, la Mk IV monta un EcoBoost V6 biturbo da 3.8 litri da oltre 820 cavalli, per uno 0-100 in 3 secondi. La potenza è gestita da una frizione racing abbinata a un cambio sequenziale a sei rapporti, mentre le sospensioni sfruttano ammortizzatori Multimatic Adaptive Spool Valve regolabili dal pilota. Le prestazioni in pista sono notevoli: la Ford GT può toccare i 3g d'accelerazione laterale e ha dimostrato di essere più veloce della Ford GTLM da corsa.
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Bentley - Ombre by Mulliner, il fascino delle sfumature
Per la Bentley, non c'è limite alla personalizzazione. Soprattutto a livello di finiture. Alla Monterey Car Week, il costruttore britannico ha svelato un esemplare unico della Continental GT Speed, caratterizzato dalla nuova finitura Ombre by Mulliner. Una complessa verniciatura artigianale frutto di 56 ore di lavorazione che sarà presto disponibile per tutti i clienti del marchio. Graduale. Il processo sviluppato dalla Bentley permette una transizione graduale tra due colori, come dimostrato dall'esemplare di Monterey, che sfuma dalla tinta Topaz all'anteriore al Windsor Blue al posteriore. Anche i cerchi da 22 pollici riprendono questa finitura bicolore, abbinando il Topaz all'anteriore e il Windsor Blue al posteriore. La cura artigianale assicura che ogni applicazione sia unica, pur mantenendo una transizione impeccabile. L'armonia cromatica si estende all'abitacolo, dove lo studio Bespoke di Mulliner ha replicato l'approccio sfumato degli esterni. La parte anteriore della cabina è rivestita in pelle Topaz sui sedili, volante e pannello strumenti, fondendosi poi con la console centrale. Verso il posteriore, il tono scurisce in Beluga, creando un contrasto sofisticato. Dettagli come le impunture e le bordature dei sedili e delle portiere sono accentuate dal colore Dragonfly. Per completare l'esperienza tattile e visiva, superfici come la console centrale e il pannello strumenti presentano impiallacciature verniciate in Satin Beluga. A bordo, spiccano il Bentley Rotating Display e il sistema audio Naim for Bentley, oltre alle finiture Dark Chrome. Nessuna modifica è stata invece apportata al powertrain ibrido plug-in di questa coupé da 782 CV e 1.000 Nm.
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Aston Martin - Octavia, la DBS reinventata da Ringbrothers
Ringbrothers, un preparatore del Wisconsin, ha svelato al The Quail la Octavia, una reinterpretazione moderna dell'Aston Martin DBS del 1971. Frutto di oltre 12.000 ore di lavoro, tra ingegnerizzazione e produzione, questa sportiva è il primo restomod su base Aston Martin del marchio, nonché la sua creazione più avanzata. Pensata per essere un punto di svolta, questa coupé è pensata per unire figurativamente i muscoli americani con la raffinatezza britannica. Tanto più larga. La carrozzeria di fibra di carbonio, opera del designer Gary Ragle, riprende la silhouette originale, ma con curve più cesellate. La vettura presenta una carreggiata allargata di 20 cm all'anteriore e 25 al posteriore, con un passo esteso di 7,6 cm. Internamente troviamo un mix di pelle color caramello, finiture di fibra di carbonio e accenti d'acciaio inossidabile stampato in 3D. Tra i dettagli spiccano le maniglie d'ottone lavorato e le visiere auto-oscuranti Gentex, una novità per un'auto stradale. Oltre 800 CV. Dentro il cofano, un 5.0 V8 Ford Performance con compressore Harrop da 2.65 litri, per una potenza massima di 805 cavalli, gestiti da un cambio manuale a sei marce. Alla base del progetto c'è un telaio personalizzato Roadster Shop Fast Track con sospensioni coilover Fox RS SV. I freni Brembo da 356 mm con pinze a sei pistoncini anteriori e quattro posteriori si abbinano a ruote scomponibiliche rendono omaggio alla DBS originale. Una roll cage integrata assicura la massima rigidità e una maneggevolezza notevolmente migliorata rispetto al modello degli anni Settanta.
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Porsche 911 GT3 - A Monterey un tributo ai 50 anni della Andial
Al The Quail, la Porsche ha svelato una 911 GT3 992.2 caratterizzata da uno speciale allestimento nato per celebrare i 50 anni della Andial, storico preparatore americano e colonna del motorsport d'oltreoceano per Zuffenhausen. Per chi non la conoscesse, la Andial è stata fondata nel 1975 come preparatore Porsche per le competizioni: negli anni ha vinto svariate competizioni in Nord America passando poi alle gare di durata, come la 24 Ore di Daytona, per approdare infine anche all'elaborazione di auto stradali. Ispirata alla 935. L'estetica è caratterizzata da un wrapping parziale, applicato a mano da Porsche Exclusive Manufaktur, che richiama la livrea della Andial 935-L degli anni Ottanta. Questo pacchetto sarà offerto a tutti i clienti Porsche al prezzo di 7.680 dollari e include decalcomanie Andial, numero di gara e nome pilota personalizzato, insieme alla bandiera del suo stato d'origine. Dettagli interni come chiave, tappetini e battitacco con logo Andial completano questo allestimento esclusivo.
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Gunther Werks F-26 - 1.000 CV per la Slantnose del nuovo millennio
Giocando in casa, la californiana Gunther Werks ha voluto esagerare, portando alla Monterey Car Week la F-26 un'audace reinterpretazione della Porsche 911 Slantnose, della serie 930 degli anni Ottanta. La potenza? Mille cavalli. A tutto carbonio. La F-26 prende spunto sia dalle versioni stradali soa da quelle da corsa delle Porsche 930 e 935. Il frontale, fedele al design Slantnose, integra sottili fari incastonati all'interno della carrozzeria di fibra di carbonio. L'esterno esibisce una verniciatura metallizzata personalizzata, un'ala posteriore di fibra di carbonio ad alta deportanza, nuovi pannelli posteriori con aggressive prese d'aria laterali e passaruota squadrati. La carrozzeria è realizzata con pannelli e porte di materiale composito, mentre l'abitacolo sfoggia fibra di carbonio a vista, rivestimenti di pelle e Alcantara. Il volante si ispira al profilo alare di un jet, mentre il pomello del cambio di legno omaggia l'eredità Porsche. Il cruscotto include anche una radio Porsche Classic con Apple CarPlay. Base 993. Il telaio, d'acciaio derivato da una Porsche 993 e debitamente rinforzato per aumentare la rigidità del 200%, vanta una nuova sospensione anteriore a doppio braccio oscillante con anti-dive regolabile, sospensioni posteriori multilink, ammortizzatori adattivi JRZ e servosterzo idraulico. I freni sono carboceramici CCMR da 381 mm (anteriori a sei pistoncini) e 355 mm (posteriori a quattro pistoncini), con Abs da corsa. Il passo è stato allungato di 30 millimetri per migliorare l'equilibrio della vettura e renderla meno nervosa. 1,25 chili per cavallo. Dietro l'abitacolo, immancabilmente a sbalzo, è presente un flat-six biturbo di 4.0 litri raffreddato ad aria. Co-sviluppato con Rothsport Racing, eroga 1.000 cavalli a 7.600 giri al minuto e 750 Nm di coppia a 5.600 giri. La trasmissione è una manuale a sei marce con differenziale a slittamento limitato e trazione posteriore. Di serie sono previsti un intercooler acqua-aria con ventilatore piatto da competizione per un raffreddamento uniforme e lubrificazione a carter secco. Un sistema di scarico stile 935 con valvole wastegate esterne conferisce un sound distintivo. Grazie all'esteso uso della fibra di carbonio, dischi freno carboceramici e cerchi monoblocco di magnesio da 18", il peso a vuoto è di soli 1.247 kg, per un rapporto peso/potenza pazzesco: 1,25 kg/CV.
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Chevrolet - CX e CX.R, la Corvette del futuro è servita
La Chevrolet ha alzato i veli dal suo design del futuro. Durante il The Quail, infatti, ha presentato due concept Vision Gran Turismo, le Corvette CX e la CX.R. Creazioni avveniristiche, pur non destinate alla produzione, concepite per ispirare e definire il linguaggio stilistico delle Corvette che verranno, proiettando oltre settant'anni di innovazione nel domani. Sguardo al futuro. La Corvette CX, nata nello studio Chevrolet Performance di Warren, Michigan, esibisce un design che è inequivocabilmente Corvette, pur sfoggiando linee aggressive e futuristiche. Si riconoscono elementi distintivi come il muso proteso in avanti, la netta linea orizzontale che delinea la carrozzeria e doppi fanali posteriori. Le sue proporzioni sono dinamiche ma eleganti, con un'altezza appena superiore al metro. L'abitacolo è ispirato a quello di un jet da combattimento, con un tettuccio a "canopy" che si apre automaticamente in avanti. Gli interni sono rifiniti con un tessuto balistico Inferno Red per i sedili, completato da dettagli di pelle siliconica di alta qualità, alluminio fresato e fibra di carbonio forgiata a bassa lucentezza, creando un ambiente incentrato sul guidatore. Il parabrezza funge da display digitale immersivo, mostrando dati in tempo reale, mentre tutti i comandi principali sono elegantemente integrati nel volante, mantenendo l'attenzione del pilota sulla strada. 2.000 cavalli elettrici. Sotto la carrozzeria, la CX si configura come una supercar elettrica a trazione integrale. equipaggiata con quattro motori, uno per ogni ruota, capaci di generare una potenza combinata superiore a 2.000 cavalli. La batteria agli ioni di litio da 90 kWh è strategicamente posizionata nel telaio per un baricentro basso e una distribuzione ottimale del peso. Un sistema innovativo, il Vacuum Fan System, utilizza ventole integrate per aspirare aria attraverso la carrozzeria a canale aperto, generando una notevole deportanza. Inoltre, i diffusori anteriori e l'ala posteriore sono attivi, regolandosi automaticamente in base agli input del guidatore per garantire la massima aderenza. Per la pista col V8 da 15 mila giri. Accanto alla Corvette CX, la Chevrolet ha presentato anche la Corvette CX.R Vision Gran Turismo, una variante progettata esclusivamente per la pista e ispirata al glorioso passato del marchio nelle competizioni. Caratterizzata dalla distintiva livrea gialla e nera, la CX.R VGT vanta caratteristiche aerodinamiche attive più pronunciate, un'altezza da terra ulteriormente ridotta e un contenimento del peso complessivo per massimizzare le prestazioni in pista. A differenza della sorella, monta tre motori elettrici abbinati a un V8 biturbo di 2.0 litri, capace di erogare 900 cavalli a ben 15.000 giri/min, per una potenza totale di sistema di 2.000 cavalli. Entrambe le concept saranno presto disponibili per la guida virtuale nel videogioco Gran Turismo 7.
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Stati Uniti - Cos'è "La Bestia", l'auto blindata su cui Trump ha parlato con Putin
un'immagine rara: due leader di superpotenze, Donald Trump e Vladimir Putin, insieme sulla stessa automobile. Ad Anchorage, la limousine presidenziale Usa la Cadillac One, meglio nota come The Beast, La Bestia ha ospitato un breve prequel dell'incontro ufficiale organizzato tra i due capi di stato, che nessuno si aspettava. Un gesto fuori protocollo, letto come un segnale di distensione, con dieci minuti di conversazione privata, senza interpreti. Un momento che ha messo al centro dei riflettori questo veicolo.Porte da aereo di linea. Definirla auto è riduttivo: The Beast è un bunker semovente. Prodotta da Cadillac con telaio derivato da un pick-up Chevrolet, è blindata per resistere a bombe, attacchi chimici, assalti, fuoco e mine. Pesa circa 9 tonnellate, il che, tra le altre cose, impedisce il ribaltamento anche in caso di speronamento. I vetri, spessi 15 cm, sono antiproiettile e le portiere sono simili a quelle di un Boeing 757, con maniglie elettrificate per ulteriore sicurezza. L'abitacolo è isolato con acciaio, alluminio, titanio e ceramica, progettato per resistere a colpi d'arma da fuoco. Mezzo chilometro al litro. Non è dato sapere cosa ci sia dentro al cofano, ma il motore è probabilmente un turbodiesel 6.6 litri V8 o un sei cilindri, anche se le specifiche sono segrete. A causa del peso colossale, la velocità massima stimata si aggira sui 100 chilometri orari, con un consumo pazzesco: un litro di gasolio ogni 500 metri. I pneumatici, rinforzati con kevlar, permettono di proseguire anche se esplosi o tagliati. Il serbatoio è rivestito di schiuma antincendio per prevenire esplosioni. A bordo, sono presenti serbatoi d'ossigeno, scorte di sangue compatibili con il presidente e forniture mediche. Sistemi di comunicazione criptati garantiscono linee dirette sempre aperte con il Vice-Presidente e il Pentagono. La guida è affidata a un agente dei Servizi Segreti, sottoposto a test estremi di manovrabilità. Perché la sicurezza non è mai troppa. Soprattutto se in mezzo ci sono le sorti di milioni di persone coinvolte in una guerra.
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