Fiat Uno - Ha quarantanni ma è ancora briosa (e sciccosa e comodosa)

4 Ruote - Gen 19,2023

"Comodosa", "sciccosa", "risparmiosa", "scattosa" Ed è subito Uno. Una campagna pubblicitaria, un po' tormentone, che molti ricorderanno (e che Quattroruote allora stigmatizzò): moderna almeno quanto la macchina. Che marcava, già con il linguaggio, le distanze tra lei e tutto quello che c'era prima. Nessun'auto fino ad allora aveva mai parlato così. E, certo, quell'utilitaria aveva il compito non facile di far dimenticare la 127, altra campionessa di modernità, ma ai tempi suoi. Nel 1983 i tempi erano maturi per le sfide di prossima generazione e la Uno sembrò subito la macchina giusta per dare corpo e voce al cambiamento. Figlia del team di progettazione capitanato da Vittorio Ghidella, la Uno vantava un'architettura intelligente, con passo lungo e una bella abitabilità sintetizzati in dimensioni compatte, un cruscotto con i satelliti laterali che raggruppavano le funzioni principali e sospensioni posteriori interconnesse con una geometria che conciliava confort e stabilità.

Entra subito nel ruolo. il 19 gennaio di quarant'anni fa quando la nuova utilitaria di presenta al mondo. Fresca, giovane, disinvolta, si porta in giro con sicurezza, ma senza alterigia o supponenza, quel ruolo di predestinata che le si intuisce addosso a prima vista: piace subito a tutti, dallo studente al professionista, dalla casalinga all'astrofisica, dall'operaio al medico, dal giovane al vecchio. Una vera auto italiana, che si trova subito a suo agio nel ruolo di portare avanti quella missione di motorizzazione democratica che era appartenuto a mostri sacri come la 600, la 500 e, appunto, la 127.

Vendite spaziali (in Italia). Uscita dalla matita di Giugiaro, la Uno è uno di quei prodotti in grado di annegare l'effort - la fatica e la complessità progettuale - nella nonchalance estetica, in una semplicità apparentemente distratta che è un altro dei tratti felici, e tipici, del vocabolario estetico del nostro straordinario e contraddittorio Paese. Con una mossa mediatica a effetto, espressione di una Fiat che faceva macchine piccole con grandi mezzi, viene presentata negli Stati Uniti, nella cornice spettacolare di Cape Canaveral, forse come segno di ambizioni internazionali. In realtà la sua carriera, eccettuata la forte presenza in Sud America, la fa in larga parte in Italia, ma va bene così: se ne arriveranno a vendere sul suolo patrio 40 mila al mese - Houston, non abbiamo problemi - e, alla fine, a livello globale la bellezza di nove milioni. Recordosa.

Doveva essere una Lancia. Nulla toglie alla sua originalità il fatto che sia nata da un'idea originariamente sviluppata per la Lancia, ma su proporzioni diverse. Mostriamo le foto di quel prototipo nella nostra gallery e accenna a quel progetto anche Giugiaro nell'intervista video che abbiamo realizzato pochi giorni fa, disponibile a breve su questa pagina. Se volete sapere di più sulle origini della nostra quarantenne non perdetevi l'approfondimento esclusivo che abbiamo dedicato loro; detto questo, la Lancia rimase sulla carta e al suo posto nacque la Uno, con proporzioni tutte sue. Oggi colpisce la lunghezza: 3,64 metri. Una segmento B della taglia di una Panda odierna, ma con un'abitabilità sorprendente. Spaziosa! (e non è un neologismo). Così il Paese ci ha viaggiato, mangiato, campeggiato, amato e traslocato. Difficile parlare con un italiano adulto che non abbia avuto o guidato almeno una Uno. Anche noi di Quattroruote la ricordiamo e celebriamo a quarant'anni esatti dal suo debutto, con questo speciale, un tributo doveroso a un modello che ha fatto la storia dell'auto e dell'Italia. Nostalgiosa. Ed è, ancora una volta, Uno.

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Dakar 2023 - I cavalieri del deserto - FOTO GALLERY

4 Ruote - Gen 19,2023

Dakar: basta solo pronunciarne il nome per evocare la lunga storia di quella che, a ragione, è considerata la corsa più dura al mondo. Una competizione che ha negli ultimi anni ha cambiato volto e che si è spostata interamente in Medio Oriente, portando la carovana ad affrontare un lungo viaggio di oltre ottomila chilometri attraverso il deserto, dal Mar Rosso al Golfo Persico. Dopo quattordici intense tappe, l'edizione di quest'anno ha celebrato la vittoria assoluta di Nasser Al-Attiyah e Mathieu Baumel del team Toyota Gazoo Racing.

I cavalieri del deserto. Questa epica gara ci fa vivere un turbinio di emozioni e regala tante storie da raccontare. Alcune di queste sono storie di successo, di grandi campioni come Al-Attiyah, Loeb, Peterhansel o Sainz. Ma la bellezza della Dakar è che racconta anche un sacco di storie meno conosciute, ma altrettanto intense e pregne di significato, che riviviamo a chiusura di questa edizione insieme agli uomini e donne che hanno ognuno a proprio modo fatto la storia di questa edizione.

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Lancia Ypsilon - La MY2023 vista da vicino

4 Ruote - Gen 19,2023

La nuova generazione della Lancia Ypsilon arriverà nelle concessionarie il prossimo anno come prima incarnazione del nuovo stile del marchio, che evolverà il design dalla Pu+Ra Zero. Già a giugno, però, alla Design Week di Milano debutterà una concept generica che ne potrebbe anticipare alcune linee. Nell'attesa, però, la Casa ha voluto dare un refresh tecnologico alla generazione attuale, che abbiamo visto da vicino in occasione della presentazione del nuovo look delle concessionarie del marchio.

Per restare al passo coi tempi. Sulla Ypsilon Model Year 2023 lo stile resta inalterato, ma sono i dettagli a identificare l'ultima serie della compatta di Torino. Fuori si può riconoscere dalla retrocamera per l'assistenza al parcheggio, posizionata sul portellone posteriore, e per la nuova tinta esterna Verde Rugiada. Dentro, invece, la parte hi-tech è la principale novità. L'esemplare che abbiamo visto da vicino è un Gold Plus con motorizzazione 1.0 Hybrid da 70 cavalli, allestimento che comprende la piattaforma di ricarica wireless per smartphone nel tunnel centrale e schermo dell'infotainment da 7" con connettività senza fili Apple CarPlay e Android Auto. Appaga l'occhio invece la colorazione delle bocchette d'aereazione, delle razze del volante e dell'inserto del pomello del cambio che riprendono la tinta della carrozzeria. La finitura blu dei pannelli porta e del cruscotto è morbida al tatto, mentre i sedili sono rivestiti di tessuto riciclato Seaqual Yarn, una  fibra di poliestere che contiene circa il 10% di plastica recuperata dai mari. 

Formula vincente. L'ultima versione della Ypsilon si è rinnovata poco rispetto al precedente model year, con dettagli derivati dalle preferenze dei consumatori. Nel 2022 la vettura ha toccato quasi 41 mila immatricolazioni, diventando quindi leader nel segmento B e confermandosi, per il quarto anno consecutivo la vettura più venduta della sua categoria e seconda vettura più venduta in assoluto nel mercato italiano con il 15,3% di quota: la più alta di sempre, dal suo lancio nel 1984.

Rinascimento, anche dei concessionari. La Lancia quindi si appresta a vivere un nuovo corso, da lei stessa definito come "rinascimento" e che oltre a passare per la gamma, coinvolge anche la rete distributiva. Infatti, oggi dalla concessionaria di via Gattamelata di Milano parte il restyling dei dealer con nuovi materiali, colori e loghi che riprendono gli stilemi delle future vetture. A detta di Luca Napolitano, amministratore delegato della Lancia, si vuole creare un "home feeling" per i clienti, che possa ricreare l'esperienza a bordo delle auto: elegante e chic ma anche tecnologica. Un aspetto, quest'ultimo, che fa parte anche della nuova campagna mediatica (con protagonista Cristiana Capotondi), che oltre a sfruttare la Tv utilizzerà anche i canali social per coinvolgere il pubblico più giovane. Nello spot c'è spazio anche alla borsetta "E. Marinella by Lancia", che sigla la partnership tra la casa automobilistica e l'azienda partenopea famosa per la produzione di cravatte e accessori.

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Tesla - Germania, boom di ordini per il taglio dei prezzi: ma ora mancano le vetture

4 Ruote - Gen 19,2023

In Germania, la recente decisione della Tesla di tagliare i prezzi di alcuni modelli ha già prodotto alcuni effetti positivi: la Reuters, infatti, cita le dichiarazioni del ministro dell'Economia del Land del Brandeburgo, Jörg Steinbach, secondo cui la Casa automobilistica deve ora imprimere un colpo di acceleratore alla produzione dell'impianto di Grünheide perché non riesce soddisfare il boom di ordini innescato dalla "sforbiciata" ai listini.

Consegne rinviate. Le difficoltà, ovviamente dagli effetti positivi per la Tesla sul fronte commerciale, sono dimostrate anche da un allungamento dei tempi di consegna delle Model Y (versione base) assemblate nella struttura alle porte di Berlino: secondo il sito web della stessa Tesla, i clienti tedeschi potranno ricevere la loro vettura tra febbraio e marzo, mentre prima del taglio dei prezzi (di circa il 17%) la consegna era indicata a partire già da gennaio. Per le varianti Long Range e Performance, per le quali la riduzione va dal 4% all'1%, la spedizione avverrà sempre nei primi tre mesi dell'anno, quindi senza alcuna variazione. Steinbach, quindi, ha invitato l'azienda ad aumentare i volumi per ridurre i tempi d'attesa della clientela.

Ritardi produttivi. Per ora, sarà difficile per la Tesla soddisfare le richieste del politico a causa di una serie di problemi operativi: a Grünheide il target produttivo delle 3 mila vettura a settimana è stato raggiunto solo alla fine di dicembre, in ritardo di oltre due mesi rispetto alle previsioni, a causa, molto probabilmente, delle difficoltà nell'assuzione del personale. Da mesi i sindacati accusano l'azienda di imporre ai lavoratori turni massacranti e continui straordinari per colpa di organici ancora troppo limitati rispetto agli obiettivi: stando a recenti indiscrezioni della stampa tedesca, i bassi stipendi (quantomeno rispetto alla media dell'industria automobilistica tedesca), la cattiva gestione del personale e la disorganizzazione interna starebbero spingendo non pochi lavoratori a licenziarsi, oppure a mettersi in malattia. In ogni caso, secondo Steinbach, il programma di reclutamento procede al ritmo di 200/300 nuovi assunti a settimana e ora la forza lavoro complessiva sarebbe arrivata a circa 9 mila dipendenti. 

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Caro carburanti - I benzinai confermano lo sciopero del 24-26 gennaio: "Governo deludente"

4 Ruote - Gen 19,2023

Nuova fumata nera e sciopero dei benzinai confermato. L'incontro tra i rappresentanti del governo e le associazioni dei gestori degli impianti di rifornimento (Faib, Figisc e Fegica) non ha cambiato le carte in tavola sulla questione del cosiddetto decreto trasparenza e, pertanto, la vertenza non è stata chiusa. Dunque, le stazioni di servizio rimarranno chiuse tra il 24 e il 26 gennaio (lo sciopero, inizialmente di 60 ore, è stato ridotto a 48 ore in seguito a un apposita richiesta della Commissione di Garanzia). La conferma della serrata è arrivata al termine dell'ennesimo tavolo al ministero delle Imprese e del Made in Italy, definito "deludente" dalle organizzazioni di rappresentanza. 

Nessuna revoca. "Sono profondamente deluso, ci aspettavamo ben altro", ha affermato il presidente della Figisc, Bruno Bearzi. "C'è stato uno sforzo per ridurre le sanzion,i ma rimane l'obbligo del cartello, così il messaggio che rimane è che siamo una categoria da tenere sotto controllo perché speculiamo". In sintesi, "non ci sono le condizioni per revocare lo sciopero", ha aggiunto Bearzi, mentre Giuseppe Sperduto della Faib ha sottolineato il "disappunto" delle associazioni per l'esito del faccia a faccia. A ogni modo, Bearzi ha fatto presente che "lo sciopero è confermato, ma fino all'ultimo momento siamo disponibili a vedere se troviamo margini di manovra".

 

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Matteo Salvini - "Vieteremo la vendita dei monopattini che vanno a più di 20 km/h"

4 Ruote - Gen 19,2023

Matteo Salvini prosegue nella sua crociata per la sicurezza stradale e contro i monopattini troppo veloci: dopo l'incontro tenuto a dicembre con i vertici istituzionali presso il ministero delle Infrastrutture di cui è titolare, ora si lancia in dichiarazioni anticipatorie delle intenzioni del suo dicastero. "Stiamo anche lavorando", ha dichiarato, "perché alcuni mezzi a due ruote come i monopattini, che troppo spesso sfrecciano senza regole, limiti e controlli, raggiungendo velocità elevate e pericolose, non possano essere più venduti e acquistati". Il ministro ritiene che "il limite di 20 km/h a cui viaggiano i monopattini a noleggio dovrà essere anche la velocità massima imposta per la loro vendita"; del resto, denuncia Salvini, sulle strade italiane ci sono "troppi incidenti, troppi morti e troppi feriti". Per porre un freno a questa strage il governo "sta lavorando a un nuovo Codice della strada, puntando su educazione, prevenzione e sanzione"; in tema di monopattini, "sono in corso approfondimenti sui temi del casco, dell'immatricolazione e della targa: la sicurezza viene prima del business".  

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Fiat Uno - Da Cape Canaveral a... quasi oggi - FOTO GALLERY

4 Ruote - Gen 19,2023

Il 19 gennaio del 1983, a Cape Canaveral, viene presentata alla stampa la Fiat Uno, l'innovativa erede della 127. Disegnata da Giorgetto Giugiaro, già padre della Panda del 1980, è un modello fondamentale per la Casa di Torino: a confronto proprio con la Fiat Panda, l'auto più venduta in Italia, che in media fa registrare 10 mila immatricolazioni mensili, nei suoi primi anni di produzione la Uno viaggia sulle 30-40 mila unità al mese...

Anche brasiliana. Ecco perché la Fiat sceglie all'epoca la famosa location "spaziale" americata per il debutto in società di questa utilitaria, dal 1984 prodotta e venduta anche in Sud America, dove avrà una carriera persino più lunga della versione europea. Alcuni modelli brasiliani e i loro derivati, peraltro, arriveranno anche da noi, dapprima come Fiat e poi, negli anni 90, come Innocenti.

La rassegna. Proprio negli anni 90 si chiude nel Vecchio continente la storia della Uno, affiancata e poi rimpiazzata dalla ben più moderna Fiat Punto, ma in America latina la sua storia andrà avanti fino al 2021, come vi raccontiamo nella nostra galleria d'immagini, dove scoprirete la storia, le versioni e le caratteristiche di uno dei modelli italiani più amati di sempre.    

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Alfa Romeo Certified - Usato, al via il nuovo programma: oltre 120 controlli e autenticazione NFT

4 Ruote - Gen 19,2023

Con l'ingresso dei marchi Fca nel gruppo Stellantis, sono stati rivoluzionati non soltanto i posizionamenti di mercato dei singoli brand, ma anche i programmi di usato ufficiale del gruppo. L'Alfa Romeo, in particolare, dice addio a Selected4u (che condivideva con Jeep, passata nell'orbita Spoticar) e lancia il nuovo Certified.

Rigidi controlli e garanzia estesa. Al programma sono ammesse vetture con un'anzianità massima di 7 anni e 150.000 km. Ogni auto è sottoposta a 120 minuziosi controlli da parte di tecnici specializzati, dalla carrozzeria all'elettronica, dalle dotazioni di sicurezza alla meccanica e, qualora fosse necessario qualche intervento, vengono utilizzati solo ricambi ufficiali Alfa Romeo. Al termine, è concessa una garanzia fino a 24 mesi dalla data di consegna, a chilometraggio illimitato e senza franchigia, che copre i pezzi di ricambio e i costi di manodopera (su tutta la rete autorizzata del Biscione) e include l'assistenza stradale 24 ore in tutta Europa, 365 giorni l'anno.

Ci si può anche ripensare. Fra le promesse di Alfa Romeo Certified, che prima dell'acquisto consente al potenziale cliente un test drive, è presente anche la formula "Soddisfatti o rimborsati", che permette la restituzione del veicolo entro 10 giorni dall'acquisto, a patto di non aver percorso più di 1.000 chilometri. Inoltre, nel corso del primo anno (fino a 15.000 chilometri), qualsiasi vettura Certified ha coperti gli eventuali interventi di manutenzione. 

Sito dedicato e certificazione NFT. Il nuovo sito (certified.alfaromeo.it) consente di affinare la ricerca impostando diversi parametri, che vanno dalll'equipaggiamento alla trasmissione, al colore della carrozzeria e di confrontare fino a quattro veicoli. All'interno di ogni scheda sono presenti tutti i dettagli, inclusa una ricca galleria fotografica e un form per contattare il dealer. Fra le chicche del programma c'è l'NFT (Non-Fungible-Token): si tratta di una vera e propria certificazione digitale, generata automaticamente dal sistema, che garantisce l'identità e il buon mantenimento della vettura, a tutto vantaggio del valore residuo. 

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Streaming - il giorno di "Lamborghini: The man behind the legend"

4 Ruote - Gen 19,2023

Come annunciato da tempo, la pellicola Lamborghini: the man behind the legend, che abbiamo visto in anteprima lo scorso ottobre, è finalmente disponibile in esclusiva sulla piattaforma Prime Video di Amazon. Parliamo della storia imprenditoriale di Ferruccio Lamborghini, qui sceneggiata dal premio Oscar Bobby Moresco sulla base delle testimonianze del figlio Tonino (l'ispirazione arriva dal suo libro Ferruccio Lamborghini, la storia ufficiale) in un mix sapiente tra italianità, visione americana del self made man e, non ultima, passione per i motori.

Le auto. Ovviamente in questa pellicola, dove la genesi del Toro viene esaltata dalla rivalità con Enzo Ferrari, non mancano le supercar. Oltre a diverse vetture di Maranello, viene raccontata la nascita della Lamborghini 350 GT, mentre una Countach guidata dallo stesso Ferruccio è presente in alcune sequenze oniriche, che spezzano più volte la narrazione. Non manca neppure la Miura, di cui lo stesso patron della Casa di Sant'Agata Bolognese disegna nella pellicola le linee su un tovagliolo, aggiungendo subito dopo le sue iconiche ciglia: curiosamente, non appare nel film il personaggio Marcello Gandini, al quale la supercar è storicamente attribuita. Tuttavia, va detto che la produzione ha inserito un apposito disclaimer al termine del film in cui, dopo aver riportato che alcuni eventi e personaggi sono stati romanzati, viene dato "espresso riconoscimento della ideazione e creazione della Lamborghini Miura al maestro Marcello Gandini e all'Ing. Paolo Stanzani, avendo omesso la loro presenza nel filmato solo per esigenze di narrazione cinematografica".

Il cast. Frank Grillo, volto noto delle saghe Avengers e di Captain America, è il patron Lamborghini in età adulta, un personaggio che trasuda passione per i motori e competizione con il Drake Ferrari, interpretato Gabriel Byrne, già vincitore di un Golden Globe. In età giovanile Ferruccio è invece interpretato da Romano Reggiani, mentre suo padre ha il volto di Fortunato Cerlino, noto soprattutto per il ruolo di Don Pietro Savastano in Gomorra - La serie. Mira Sorvino, premio Oscar come attrice non protagonista ne La dea dell'Amore è Annita Borgatti, la seconda moglie di Lamborghini, mentre il rapper Clementino interpreta un simpatico operaio nella pellicola prodotta da Lambo Film, ILBE e Notorious Pictures.

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Tesla - L'ingegnere di Musk: "Il video della Model X autonoma era una messinscena" - VIDEO

4 Ruote - Gen 19,2023

Sembrava tutto così facile, perfetto e al tempo stesso avveniristico. E invece Il video della Model X che guida da sola era una messinscena. Lo ha detto proprio un ingegnere della Tesla nelle deposizioni (assunte a titolo di prova) di una causa contro la Casa californiana intentata a seguito di un incidente mortale, avvenuto nel 2018, costato la vita a un ex tecnico della Apple, Walter Huang.

"La persona alla guida non fa nulla". Il video in questione è stato pubblicato nel 2016 ed è ancora presente sulle piattaforme e sui canali online della Tesla: lo potete vedere cliccando nel riquadro qui sotto. Si tratta di una clip chiaramente realizzata per pubblicizzare le tecnologie self-driving delle elettriche di Palo Alto e allo scopo di dimostrare che una Tesla è in grado di guidare da sola. Nell'incipit compare pure una sorta disclaimer che, a posteriori, sa un po' di presa in giro: "La persona al posto di guida si legge nella schermata iniziale è presente solo per motivi legali. Non sta facendo nulla. L'auto guida da sola". Al tempo, Musk aveva anche condiviso il video su Twitter dicendo che la Tesla guidava "da sola (senza input umano) dalle strade urbane all'autostrada".

Parla il capo del team. La realtà del video, quindi è un po' diversa, almeno stando a ciò che è emerso circa sei anni dopo. Nelle deposizioni di Ashok Elluswamy, direttore del programma Autopilot alla Tesla, risalenti al luglio scorso, si ammette infatti che il video comunica alcune capacità che il sistema, in realtà, non aveva: per esempio, quella di fermarsi al semaforo rosso e ripartire una volta scattato il verde. Sostanzialmente, la Model X non si poteva guidare da sola con le tecnologie che, allora, la Tesla aveva implementato. Per ammissione dello stesso ingegnere, la clip è stata registrata dal team dell'Autopilot su richiesta di Musk per dimostrare le capacità del sistema. Però, si legge nella trascrizione della deposizioni Elluswamy visionata dalla Reuters, l'intento non era quello di riprodurre le tecnologie effettivamente disponibili per i clienti nel 2016, bensì di comunicare ciò che era possibile integrare nel sistema.

Il percorso mappato, l'omesso incidente. Dalle carte giudiziarie emergono anche dettagli sulle modalità con cui il filmato è stato realizzato, non esplicitate al momento della pubblicazione. Per esempio, che il video è stato girato lungo un percorso predeterminato (da un'abitazione a Menlo Park fino all'headquarter della Casa, a Palo Alto) e mappato in anticipo. Ma soprattutto, emerge che i conducenti della Model X sono intervenuti più volte per prendere il controllo del mezzo nel corso della prova, e che l'auto, nel tentativo di posteggiare da sola, è finita contro una recinzione del parcheggio aziendale.  

Comunicazione ingannevole. Al netto di tutte queste omissioni, ci troviamo di fronte a una manipolazione. E a precisa domanda, Elluswamy ha risposto che il video del 2016 non mostrava le prestazioni dell'Autopilot effettivamente disponibili in una Tesla di produzione all'epoca. L'avvocato che rappresenta la moglie di Huang, l'ingegnere della Apple deceduto in un incidente in California su una Model X con Autopilot attivo, parlando alla Reuters ha definito "ovviamente fuorviante presentare quel video senza disclaimer o asterisco" che specificasse le circostanze in cui la clip è stata realizzata. Sebbene le Tesla avvisino chiaramente il guidatore di mantenere le mani sul volante e il controllo del veicolo anche ad Autopilot inserito, e per quanto la Casa chiarisca sul proprio sito che le sue tecnologie sono progettate per assistere la sterzata, la frenata, gestire la velocità e i cambi di corsia (sostanzialmente quello che potremmo considerare un sistema di livello 2 avanzato), ma non rendono il veicolo autonomo, nel caso della Tesla c'è un chiaro problema di comunicazione. Non per niente la California ha varato una legge specifica in materia, che obbliga i costruttori di automobili a spiegare chiaramente le capacità e le funzioni dei loro Adas di livello 2. E c'è da scommettere che molti altri Stati seguiranno il suo esempio.

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LeasePlan - LeasePlan trasporta gli Azzurri del rugby

4 Ruote - Gen 19,2023

Una flotta di veicoli per le necessità delle squadre nazionali maschili e femminili di rugby e dei manager dei Centri di formazione permanente di Roma e Milano: è l'oggetto dell'accordo fra LeasePlan e la Federazione italiana rugby (Fir), che permette di soddisfare le crescenti esigenze logistiche degli atleti titolari, di quelli che si stanno formando e dei relativi staff.

Si parte con il Sei Nazioni. Carlo Checchinato, direttore commerciale Fir, ha sottolineato la condivisione di valori fra il rugby nazionale e l'azienda del noleggio a lungo termine, che contribuirà a migliorare l'efficienza delle strutture della Federazione. Giulio Foldes, suo omologo di LeasePlan, ha anticipato che le attività di supporto alla mobilità della Fir saranno operative già in occasione del torneo Sei Nazioni, al quale, oltre all'Italia, partecipano Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda e Scozia, in programma dal 4 febbraio al 18 marzo.

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Eurogroup Laminations<br> - Il leader mondiale di rotori e statori (italiano) sbarca in Borsa

4 Ruote - Gen 19,2023

La Borsa di Milano è prossima ad accogliere il leader mondiale nella produzione di rotori e statori per i motori delle auto elettriche. Si tratta di EuroGroup Laminations, azienda di Baranzate, alle porte di Milano, capace di registrare negli ultimi anni tassi di crescita a doppia cifra grazie alle commesse ottenute da gran parte dei maggiori costruttori automobilistici globali. In sostanza, il cuore dei propulsori delle auto alla spina della Volkswagen, della Porsche, della Cummins e di altri dispositivi come i generatori (tra i suoi clienti figurano anche Marelli, Bosch, Siemens, Abb o Bombardier) arriva da un'azienda italiana, che con la quotazione punta "ad accelerare ulteriormente i piani di sviluppo e a continuare a 'cavalcare l'onda' della diffusione dei veicoli elettrici e della transizione energetica".

I numeri. Ed è proprio la transizione ad aver spinto l'azienda, fondata oltre 55 anni fa dall'imprenditore Sergio Iori, a registrare consistenti miglioramenti in termini di fatturato e redditività: nel 2021 i ricavi sono arrivati a 557 milioni di euro, con un aumento medio composto annuo (il cosiddetto Cagr) del 26% dal 2019, mentre nei primi nove mesi del 2022 sono migliorati ulteriormente a 651 milioni. Inoltre, l'incidenza sul fatturato del margine operativo lordo (Ebitda) è salita dal 7,4% del 2019 al 10,7% del 2021 e all'11,8% dei nove mesi al 30 settembre scorso. 

Gli obiettivi. EuroGroup Laminations può contare su un portafoglio ordini già finalizzati nel solo segmento auto di circa 5 miliardi e in fase di trattative per 2,5 miliardi, nonchè su una quota di mercato di circa il 51% in Europa e Nord America solo nelle elettriche e un tasso di fidelizzazione dei clienti del 100% in campo Automotive. Con questi numeri punta per il triennio 2023-2035 a un'ulteriore crescita, con stime di Cagr del 23/25% per i ricavi e del 27/29% per l'Ebitda. "Gli obiettivi di crescita di EuroGroup Laminations sono accompagnati da aree chiaramente identificate per un ulteriore miglioramento dei margini di crescita", affermano da Baranzate, sottolineando le stime su una produzione mondiale di veicoli elettrici (Bev, ibride e fuel cell) destinata a crescere dalle 21 milioni di unità del 2022 a 63 milioni di unità nel 2028 e su un mercato globale dei motori elettrici per applicazioni industriali atteso in miglioramento dai 65 miliardi di dollari del 2022 a 91 miliardi di dollari nel 2026. 

L'offerta. Ora, la quotazione sarà funzionale a sostenere le strategie di ulteriore crescita dell'azienda. I proventi saranno, in particolare, utilizzati per espandere la capacità produttiva (compresi nuovi stabilimenti), sviluppare nuove tecnologie, rafforzare la struttura patrimoniale, ampliare la presenza geografica (gli impianti sono 12 in 5 Paesi) ed, eventualmente, procedere con acquisizioni. L'offerta, prevista per il mese di febbraio, compatibilmente con le condizioni di mercato e subordinatamente all'ottenimento delle approvazioni richieste, è rivolta esclusivamente ad investitori qualificati e investitori istituzionali e riguarda azioni ordinarie per un ammontare massimo di 250 milioni di euro frutto di un apposito aumento di capitale e titoli messi in vendita dalla azionista di maggioranza EMS, che manterrà il controllo anche dopo l'operazione, da alcuni fondi di private equity. 

 

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Politecnico di Milano - Il master in Design dellauto compie 15 anni (ed è sempre più "elettrico")

4 Ruote - Gen 19,2023

A marzo inizierà il 15 Master in Transportation & Automobile Design (TAD) del Politecnico di Milano, diventato negli anni una fucina di progettisti nel settore automotive, capace di formare giovani talenti tra gli appassionati delle quattro ruote e non solo. In questi tre lustri, il corso dalla forte vocazione internazionale ha visto la presenza di oltre 200 studenti provenienti da ogni parte del mondo, impegnati a realizzare una settantina di concept, con maquette di stile in scala 1:4, partendo proprio dalle tesi. Si tratta di progetti con contenuti fortemente innovativi focalizzati sulla mobilità del futuro, che utilizzano per la quasi totalità propulsioni alternative, a cominciare da quella elettrica. Concept evoluti in grado di anticipare contenuti e trend stilistici sviluppati successivamente da tante Case automobilistiche, ovviamente molto interessate a inserire nei propri Centri stile i "masterini". Il legame con le aziende, d'altra parte, è testimoniato anche dall'alto livello dei docenti, tra i quali spicca anche il "nostro" Paolo Massai, già responsabile dello sviluppo dei motori Lancia nel periodo delle Fulvia da rally e della Delta 4x4, in seguito della progettazione e sperimentazione dei motori Ferrari di F.1 e, infine, vice president Alfa Romeo fino al 2005 come responsabile di ingegneria, stile, collaudo su strada e racing (e oggi protagonista di video di approfondimento tecnico molto apprezzati sul nostro sito).

Una parola, tante soluzioni. Per dare un'idea di quello che si fa concretamente a questo master, presentiamo gli ultimi quattro modelli in ordine temporale, presentati nel corso del Graduation Day 2022. Filo conduttore, il tema "Car: one word, several solutions". Il riferimento è dovuto al fatto che oggi, molto più che in passato, la progettazione di un veicolo viene fatta a livello globale e bisogna tenere conto delle specificità dei vari mercati. I lavori sviluppati dagli studenti del Master TAD XIII dimostrano che una certa teoria, secondo la quale ormai tutte le auto si assomigliano, è in realtà sbagliata, perché le esigenze degli utenti saranno sempre più mirate e la mobilità sempre più articolata. Vediamoli.

Dal Polo Sud Il primo progetto si chiama Aurora ed è stato pensato per le spedizioni antartiche. Ha due porte allungabili che isolano l'interno e dispone di due bici da neve e di un drone, che garantiscono libertà di esplorazione in ambienti estremi. Gli interni sono stati progettati per fungere da laboratorio digitale completamente attrezzato, con sedili rotanti regolabili. Il mezzo offre una visibilità totale, con il cruscotto flottante e un enorme parabrezza.

alla capsula viaggiante. La Uno (niente da spartire con la celebre Fiat Uno che ha appena compiuto 40 anni) è una monoposto completamente autonoma. Ha lo stesso interasse di uno scooter e la cellula dell'abitacolo, dove è seduto il guidatore, può essere usata come sorta di sedia a rotelle per muoversi in ambienti indoor, portando l'utente direttamente all'interno della destinazione prescelta. La seduta alta, infine, consente di avere la stessa visuale dei pedoni.

Dall'off-road alla sportività. Xmod è un fuoristrada elettrico a sei posti con guidatore centrale avanzato per massimizzare la visibilità esterna.  Due le modalità di guida, tradizionale e autonoma. in grado di viaggiare con i fari spenti anche di notte utilizzando sensori ottici. Il parabrezza può diventare un grande head-up display. Ha una grande capacità di carico e può trasformarsi in pick-up. Ultimo progetto, la Vegas, è un veicolo pensato per chi è alla ricerca del puro piacere di guida: l'interno è modellato attorno al pilota, optando per un cruscotto asimmetrico con l'infotainment che fornisce feedback in modo semplice e chiaro. Vegas è un'auto sportiva a due posti, versatile e confortevole, che permette di affrontare anche percorsi off-road grazie alle sue sospensioni adattive (ulteriori informazioni, immagini e video dei quattro progetti sono disponibili qui).     

Come funziona. Il Master TAD, diretto dal professor Fausto Brevi, è a numero chiuso per un massimo di 20 allievi: si rivolge ai possessori di lauree appartenenti alle discipline della progettualità (ingegneria, architettura, disegno industriale). Il Master in Transportation & Automobile Design rappresenta un percorso d'eccellenza della durata di quindici mesi, che prepara progettisti in grado di sviluppare la propria creatività attraverso l'intero processo metodologico progettuale dei centri stile: dalla definizione delle linee esterne, allo sviluppo degli interni; studio e scelta di materiali e colori; modellazione, sia fisica con il clay che digitale. Alla conclusione del percorso formativo, presentano i progetti di tesi e realizzano i modelli di stile. Il piano didattico è svolto prevalentemente in lingua inglese per favorire la partecipazione di studenti internazionali e per ampliare le opportunità lavorative per gli studenti italiani. Gli studenti della XIII edizione che hanno concluso il Master lo scorso giugno sono stati 18, con una nutrita componente internazionale: oltre agli 8 allievi italiani, infatti, tra i diversi Paesi di provenienza ci sono India (5), Spagna (2), Libano (1), Canada (1), Arabia Saudita (1). Lo stesso numero di studenti, 18, frequenta l'edizione XIV ancora in corso che si concluderà nel giugno 2023, e presenta una partecipazione internazionale altrettanto significativa: Italia (10), India (4), Spagna (2), Turchia (1), Colombia (1). Ultima informazione, per nulla irrilevante: il tasso di inserimento degli allievi nel mondo del lavoro, ovvero la percentuale di iscritti che trova occupazione nel settore di competenza entro un anno e mezzo dalla fine del corso si attesta sull'80%.

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Mercedes-Benz CLA - Il restyling ti fa cattiva

4 Ruote - Gen 18,2023

La Mercedes-Benz CLA si dà un tono più sportivo nell'atteso restyling di metà carriera della seconda generazione. A beneficio di un maggiore dinamismo nelle linee, la Casa ha rivisitato sia il frontale che il posteriore della Coupé e della Shooting Brake, ridisegnando anche la mascherina e i gruppi ottici. Un facelift che va di pari passo con un aggiornamento dell'equipaggiamento di serie, che comprende i fari a Led High Performance, l'Highbeam Assist, la telecamera di retromarcia, i sedili confort in Artico e tessuto, il volante foderato di pelle e il display dell'infotainment da 10,25 in abbinamento a quello da 7'' della strumentazione.

Affinamenti. Sono più ampie anche le possibilità di personalizzazione, degli esterni (con le nuove tinte Hyper blue e Spectral blue) e degli interni, che in opzione è possibile avere con due monitor da 10 affiancati. L'infotainment è l'Mbux di ultima generazione e la suite di Adas può contare su un sistema di mantenimento della corsia evoluto (più confortevole nel controllo attivo); lo stesso vale per l'assistenza al parcheggio. La gamma motori include opzioni a benzina (tutte mild hybrid), a gasolio e la variante plug-in, ora più performante. Rinnovate anche le varianti firmate AMG, CLA 35 4Matic e CLA 45S 4Matc+.

Mild hybrid per tutti (i benzina). Sul fronte benzina la CLA propone unità a quattro cilindri abbinate a un cambio automatico a 7 o 8 rapporti, con il sistema mild hybrid a 48 Volt che supporta lo spunto all'avvio offrendo 10 kW di potenza in più. La Coupé è declinata nelle seguenti versioni: 180 da 136 CV, 200 da 163, 220 4Matic da 190 e 250 4Matic da 224. La Shooting Brake si limita a tre varianti: 180, 200 e 250 4Matic.

Resiste il diesel, l'ibrido si potenzia. La CLA continua a viaggiare anche a gasolio. In questo caso la scelta è tra le versioni 180 d da 116 CV, 200 d da 150 e 220 da 190 per entrambe le tipologie di carrozzeria. Un'importante novità riguarda invece la declinazione ibrida ricaricabile, CLA 250 e, che sale a 218 CV e 450 Nm di potenza di sistema, grazie a un incremento di 5 kW del motore elettrico (salito a 80 kW, ovvero 109 CV). L'autonomia in elettrico dichiarata oscilla tra 70 e 80 km circa.

Quelle di Affalterbach. Il lato più sportivo continua ad essere rappresentato dalle AMG, aggiornate nei rivestimenti, nel catalogo delle personalizzazioni (a partire dai cerchi) e dotate di un nuovo volante. La CLA 35 4Matic (306 CV di potenza, 400 Nm di coppia, 0-100 km/h da 4,9 secondi e punta massima di 250 km/h) è dotata per la prima volta di un impianto elettrico a 48 Volt e di un motorino di avviamento a cinghia: questo modulo fornisce un boost temporaneo di 14 cavalli. La CLA 45 S 4Matic+ offre invece 421 CV e 500 Nm, uno 0-100 km/h da 4,1 secondi e una velocità limite di 270 km/h. Entrambe sono abbinate al cambio AMG Speedshift 8G. La 45 viene lanciata in una speciale edizione limitata: la AMG Street Style Edition. Nell'allestimento figurano la verniciatura Manufaktur grigio montagna magno, la livrea laterale con il logo AMG, il motivo AMG nel disegno della bandiera a scacchi, specifici cerchi di lega leggera da 19 pollici con design a cinque doppie razze, pinze dei freni verniciate di rosso, il pacchetto aerodinamico e il tappo del serbatoio griffati AMG.    

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Grandi dealer - Gomes (BYmyCAR): "In Francia apriremo venti concessionarie BYD"

4 Ruote - Gen 18,2023

Ha investito in Italia da un anno e dopo un anno è tornato a Milano, in occasione della presentazione alla clientela dell'ammiraglia elettrica BMW i7: è Carlos Gomes, ceo e azionista di BYmyCAR, gruppo francese che, nel nostro Paese, ha acquisito le concessionarie in precedenza gestite direttamente dalla filiazione nazionale della Casa bavarese con le insegne BMW Milano. L'azienda, del resto, si presenta come un colosso del settore della distribuzione, con oltre 110 punti vendita dislocati in Francia, Svizzera, Spagna e, appunto, Italia, più di 3 mila dipendenti, 22 marchi rappresentati, 80 mila veicoli venduti l'anno e un fatturato 2022 pari a 2,4 miliardi di euro. Gomes, che è stato in passato ad della Fiat per la Penisola Iberica e responsabile delle regioni Sud America e Cina del gruppo PSA, diventandone poi vicepresidente esecutivo nella gestione di Carlos Tavares, ha risposto ad alcune domande, facendo il punto su diversi aspetti, dall'andamento dei mercati all'elettrificazione.

Che bilancio fa del primo anno della vostra presenza in Italia?
Quella con BMW Milano è stata la prima operazione d'internazionalizzazione della nostra presenza, avendo preceduto quella con la Renault a Barcellona e la BMW a Madrid; oggi, dunque, siamo il primo gruppo di distribuzione in Francia, ma anche per l'Europa del Sud, e l'estero conta per più del 15% del nostro fatturato. L'esperienza italiana è molto positiva, prima di tutto perché Milano fa parte del novero delle città europee più particolari, con una dinamica speciale: come Parigi e Madrid ha avuto una buona ripresa dopo la pandemia, a differenza di Londra o Barcellona. Per noi il 2022 è stato un ottimo anno, il brand è andato bene; dal punto di vista dei numeri abbiamo rispettato il target prefissato e consolidato l'azienda italiana. Abbiamo dimostrato di essere capaci di trasferire il nostro know-how all'estero e di operare in un mercato diverso dal nostro, ovviamente grazie alla collaborazione con i manager italiani dell'azienda.

Come stanno andando per voi le vetture elettriche?
In Francia, le loro vendite hanno già sorpassato quelle del diesel, con una quota vicina al 15%, facendo del Paese un mercato di riferimento; oggi abbiamo un centinaio di prodotti a listino e ogni giorno ne arrivano di nuovi, dai costruttori classici ma anche da quelli ancora sconosciuti. Per esempio, abbiamo annunciato la nostra partnership con BYD, della quale saremo il primo distributore in Francia: in occasione del Salone di Parigi abbiamo aperto il primo punto vendita di questo marchio e ne avremo una ventina in tutto il Paese. Il mercato chiede elettriche compatte, però esiste una serie di clienti con risorse che vogliono macchine più grandi e i brand sono in grado di fornirle: per esempio, le BMW i4, iX, e i7. una tendenza inarrestabile, soprattutto in qualche città in cui la quota è arrivata anche al 20%, e i clienti si stanno attrezzando. Anche perché avere un'auto elettrica è un po' come avere un figlio: la devi curare, alimentare, far riposare, prevedere le soste nei viaggi lunghi

Avete anche lanciato un progetto che si chiama Cosmobilis: di che cosa si tratta?
BYmyCAR è partita come un gruppo di distribuzione, ma oggi vuole occuparsi di mobilità in senso più ampio, per rispondere alle domande del cliente di domani, che saranno diverse. Cosmobilis si struttura in tre divisioni: la prima riguarda la distribuzione delle auto e comprende, oltre a BYmyCAR, EliteAuto, piattaforma di vendita digitale multibrand da circa 10 mila vetture l'anno; la seconda è costituita da una divisione mobilità e servizi, e include un'azienda di noleggio a breve termine, un servizio di taxi Uber-like rilevato dalla Renault due anni fa e un'autoscuola digitale (per l'insegnamento della teoria) che ha già formato 800 mila allievi, consentendo ai giovani di risparmiare diverse centinaia di euro di spesa; infine, la terza è una divisione tech che si occupa di digitalizzazione dei processi per i dealer. L'insieme di questi servizi ci permetterà di offrire ai clienti soluzioni di mobilità adatte a qualsiasi esigenza, da un giorno a un mese a tre anni.

Torniamo al tema delle auto elettriche: più che dal prodotto, ora sembra che il problema sia costituito dalla rete di ricarica. Voi disponete di oltre 100 punti vendita: avete pensato di attrezzarli con colonnine pubbliche?
Come abbiamo detto, in Francia le vendite di Bev sono vicine al 15%, mentre in Italia arrivano a malapena al 4: ci devono essere più infrastrutture là dove ci sono più auto elettriche, con un rapporto equilibrato tra colonnine e circolante, così da evitare le attese. La situazione della rete di ricarica in Italia non è peggiore di quella francese, perché se le colonnine sono meno diffuse, lo sono anche le auto elettriche, quindi il rapporto è lo stesso; il problema è che la curva di crescita della rete deve andare di pari passo con quella della crescita del circolante a batteria, altrimenti si determina uno squilibrio. Serve uno sforzo per arrivare a questo risultato, che coinvolge le autorità e i governi, che ci hanno chiesto di fare questo passaggio all'elettrico, ma anche i costruttori di auto e i provider di energia; i concessionari possono partecipare all'impegno, installando un numero crescente di punti di ricarica ai consumatori. In Francia, il governo ha previsto un fondo di 30 milioni di euro proprio per aiutare i distributori di carburanti e i dealer a creare questa rete di colonnine. La metà delle nostre concessionarie francesi dispongono già di fast charger: il nostro prossimo step come gruppo sarà quello di pensare a entrare nel business della vendita di energia.  

Diverse Case hanno deciso di passare dal sistema distributivo basato sulle concessionarie al contratto di agenzia: che cosa pensa di questo cambiamento?
Ci adeguiamo alla volontà dei costruttori, che stanno facendo scelte diverse. Abbiamo dei contratti agenti che prevedono prezzi unici per tutto il mercato, senza nessuna flessibilità, e altri che invece lasciano un margine di discrezionalità, pur ridotto, all'agente, come accade per le vetture elettriche della Volkswagen. Siamo in un momento in cui tutti stanno studiano quello che sarà il sistema migliore di domani: faremo delle analisi per capire che cosa funziona bene per il cliente e per noi, con un percorso da svolgere nei prossimi tre-quattro anni. Del resto, il Covid ha cambiato profondamente le regole del gioco: prima nessun costruttore aveva il coraggio di passare autonomamente dal push al pull, ora tutti hanno scoperto che guadagnano di più producendo di meno, alzando i listini, facendo meno sconti, privilegiando i modelli premium ricchi di equipaggiamenti, riducendo i volumi e aumentando i margini. Il distributore non ha influenza su queste cose: vien da anni complicati e ora si trova a dovere fare i conti con tempistiche che gli creano qualche problema. C'è ancora scarsità di prodotto: abbiamo finito l'anno con un portafoglio ordini di quasi 19 mila unità, contro i 17 mila della fine del 2021. Abbiamo anche problemi di logistica: la guerra in Ucraina ha sottratto molti driver all'Europa, quindi abbiamo sofferto di difficoltà nel campo dei trasporti. Oggi ci troviamo a dover dire ai clienti che, per qualche modello, dovranno aspettare quasi un anno ed è un problema; anche se, a dire il vero, i consumatori si stanno abituando anche a questo.

 

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Citroën C4 X - C'è posto in coda

4 Ruote - Gen 18,2023

Tre carrozzerie in un colpo solo: coupé, berlina e Suv. Tre, come le tipologie di propulsione: benzina, gasolio, elettrica al 100%. Cos'è la Citroën C4 X? In tutto e per tutto la C4 che già conosciamo, solo che è più lunga e con un bagagliaio ben più capiente: 510 litri contro 380. Già ordinabile con prime consegne a marzo, ha un listino che parte da 25.300 euro. 

Le misure. Quattro metri e 60 lei, contro i quattro e 36 della C4 "liscia": 26 centimetri in più, tutti nella coda. Difatti, la silhouette ora è più slanciata, con una linea da coupé forse ancora più evidente rispetto alla sorella senza la "X". Sbalzi ridotti, altezza da terra di quasi 16 centimetri e grandi ruote da 18 pollici, di serie su tutti gli allestimenti e che montano pneumatici piuttosto stretti, ma con spalla generosa: 195/60. A voler pensare ad una concorrente, tirerei in ballo la Renault Arkana.

Come una berlina. Strano, però, che i designer Citroën abbiamo condito il tutto con un cofano incernierato alla base del lunotto come sulle classiche berline a tre volumi e non con un portellone che, di sicuro, avrebbe reso ancora più sfruttabile e pratico il vano di carico. Anche perché lo spazio non le manca. Come detto ora ci sono 510 litri contro i 380 dichiarati della C4 liscia. Il piano è piuttosto infossato rispetto alla soglia, ma vanta una forma regolare, c'è la botola per i carichi lunghi e la divisione 60/40 degli schienali. Il passo di 267 centimetri, in ogni caso, è lo stesso della C4: entrambi i modelli nascono infatti sulla moderna piattaforma Cmp e condividono le stesse misure della zona posteriore. Salendo a bordo della X, però, ti accorgi che il padiglione incombe meno sulla testa. Il trucco è stato quello di reclinare un po' di più lo schienale posteriore (27).

Spirito francese. Cosa colpisce a bordo? Il confort alla Citroën maniera, dato dalla silenziosità con cui è isolato l'abitacolo da fruscii e rumore di rotolamento degli pneumatici, ma anche dal buon lavoro delle sospensioni a smorzamento idraulico Progressive Hydraulic Cushions di serie per tutte. Non sono una novità, ormai lo sapete, le portò al debutto il restyling della Cactus, ma ancora una volta si fanno apprezzare per come incassano le imperfezioni stradali. Giusto per ripassare: ci sono due smorzatori idraulici (piccoli ammortizzatori aggiuntivi) alle due estremità, uno per l'estensione e l'altro per la compressione. La presenza di questi smorzatori ha consentito di conferire una maggiore escursione degli ammortizzatori principali, che presentano così una taratura più morbida, migliorando l'assorbimento delle sconnessioni più leggere.

Un bel film in viaggio. E rimanendo in tema confort entrano in partita anche i sedili con schiume a diversa densità che sostengono molto efficacemente schiena e gambe. La seduta più alta rispetto a quella delle classiche due volumi fa godere di una migliore visibilità sulla strada. L'abitacolo, poi, è ampio e molto luminoso grazie al grande tetto di vetro e offre una buona visuale in quasi tutte le direzioni. Unica auto per famiglia? Assolutamente sì. Seduto al posto guida si ri-scopre la strumentazione digitale, un po' piccolina per la verità, che riporta comunque tutte le informazioni del caso, ma le personalizzazioni sono limitate: la mappa a tutto schermo, per dirne una, non è prevista. Va meglio con l'head-up display a colori, facile e immediato da consultare. Pochi effetti speciali pure alla voce materiali. C'è molta plastica, anche per la parte alta della plancia, insomma si punta alla sostanza. Il montaggio dei pannelli, però, è piuttosto accurato e il colpo d'occhio non è affatto male. Una chicca? Davanti al passeggero c'è un pratico ripiano estraibile dove posizionare il tablet e guardarsi un bel film in viaggio.

La variante elettrica. In 14 Paesi europei, Germania e Inghilterra compresi, la Citroën C4 X è proposta solo in versione elettrica. Sotto al cofano, un motore da 136 CV e 260 Nm, capace di farle raggiungere i 150 km/h autolimitati e di un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 9,5 secondi, ma soprattutto appena 3,3 secondi nel più frequente spunto breve fino a 50 km/h. L'autonomia? 360 km da ciclo WLTP data dal pacco batterie agli ioni di litio da 50 kWh. Autonomia che poi, rilevamenti alla mano si dimostra quasi sempre minore, ma lo verificheremo presto. A dirla tutta, mi sarei aspettato la versione aggiornata di questo powertrain, quella da 156 cavalli e accumulatore 54 kWh, che ho provato la settimana scorsa sul restyling della DS 3, che le avrebbe garantito un po' di chilometri in più. Con ogni probabilità arriverà più avanti. Quanto ai tempi di ricarica, vanno da cinque a otto ore con wallbox (da 11 o 7,4 kW), mentre in corrente continua a 100 kW bastano 30 minuti per ricaricare la batteria all'80%, e soltanto 10' per incamerare 100 km. Presenti un riscaldamento e una pompa di calore ottimizzati per il consumo energetico.

Anche diesel e benzina. Per altri mercati, tra cui l'Italia, l'offerta motori aggiunge anche due unità a benzina PureTech da 110 e 130 CV e una versione Diesel BlueHDi da 130 CV, con il cambio automatico EAT8 offerto sulle versioni più potenti. L'ormai celebre tre cilindri turbocompresso da 130 cavalli (della prova) è motore tutt'altro che ruvido, spinge bene, sia in basso sia nella zona rossa. Il cambio, poi, a otto marce con convertitore non così diffuso nella categoria si sposa alla perfezione con il tre in linea, assecondando ogni desiderio con passaggi rapidi e puntuali. Un appunto lo faccio alla sua timbrica che, ai regimi più elevati, filtra più di quanto ci si aspetterebbe nell'abitacolo. Sui consumi vi forniremo i dati dei rilevamenti del Centro Prove non appena l'auto varcherà la soglia del circuito di Vairano. Per ora, posso dirvi che da computer di bordo, tra statale, autostrada e città (poca) ha segnato 5,7 litri/100 km.

Prezzi e allestimenti. Come detto in apertura, il listino apre con i 25.300 euro della versione benzina da 100 CV in allestimento base. Gli allestimenti sono quattro Feel, Feel Pack, Shine e Shine Pack. La variante a benzina più potente in allestimento di mezzo (Shine) si porta a casa per 31.300 euro, per la variante elettrica bisogna mettere in conto almeno 38.300 euro.

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Gruppo Punch - Dalla Bei 40 milioni per i centri di Torino e Strasburgo

4 Ruote - Gen 18,2023

La Bei ha firmato con il Gruppo Punch un contratto di finanziamento di 40 milioni di euro per sostenere le attività di ricerca, sviluppo e innovazione condotte dalla società belga principalmente presso le sedi di Torino e, in misura minore, di Strasburgo (Francia). Le risorse messe a disposizione dalla Banca europea per gli investimenti, sostenute da una garanzia del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), consentiranno di sviluppare tecnologie per motori a idrogeno e relativi sistemi di stoccaggio energetico (fuel cells) per il settore automobilistico.

Punch Torino. L'operazione è in linea con l'Accordo di Parigi e con la politica di finanziamento della Banca nel settore dei trasporti ed è destinata a sostenere le attività di Punch Torino, azienda nata nel 2005 come Centro di Ingegneria e Sviluppo della General Motors e passata nel 2020 sotto il controllo del gruppo belga, diventandone il sito di riferimento per i sistemi di propulsione e mobilità, come dimostrato recentemente anche da un accordo con la Renault. "Investire in tecnologie che promuovono la mobilità sostenibile è fondamentale per raggiungere i nostri obiettivi climatici", afferma il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni. "Questa operazione creerà posti di lavoro e sosterrà lo sviluppo di tecnologie verdi innovative a beneficio di tutti i cittadini europei". "Il sostegno della Bei - aggiunge Guido Dumarey, proprietario e fondatore del Gruppo Punch - sarà un fattore chiave per l'attuazione della nostra visione di una mobilità sostenibile per tutti. Vogliamo espandere la nostra esperienza tecnologica nel campo della propulsione elettrica e a idrogeno e crediamo nell'enorme potenziale dei motori a idrogeno, in particolare per i veicoli più pesanti o commerciali, per i veicoli fuoristrada e per il settore marino". 

 

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Proteste ambientaliste - Brandalism, ovvero il sabotaggio delle pubblicità (anche auto)

4 Ruote - Gen 18,2023

Bisogna dire che, rispetto ai nostrani vandali imbrattatori di opere d'arte, pur essendo animati da uno stesso spirito si collocano su un ben altro livello, se non altro dal punto di vista della creatività. Con il termine Brandalism (frutto di una crasi tra brand e vandalism), si autodefiniscono i membri di un "collettivo internazionale di artisti e attivisti che intendono contrastare lo strapotere delle grandi aziende e della loro pubblicità, ribellandosi al loro controllo della nostra cultura e dei nostri spazi". Cosa che fanno intervenendo proprio sugli spazi utilizzati dalle big company per celebrare la società dei consumi, alterandone i messaggi per comunicare quella che ritengono essere la verità. Tradotto in pratica, significa  modificare i grandi manifesti pubblicitari stradali, cartacei o elettronici (quest'ultimi, hackerandoli) per introdurvi messaggi dirompenti.

Lotta all'auto. Uno dei bersagli preferiti del Brandalism è costituito dai tabelloni pubblicitari delle case automobilistiche, ma anche delle società petrolifere e delle compagnie aeree, che accusano di greenwashing, di volersi cioè dare una mano di verde per costruirsi una credibilità ambientale che non avrebbero. Nel Regno Unito, di recente sono stati modificati oltre cento manifesti, alle fermate degli autobus e lungo le strade di Londra e di altre città. Azioni analoghe sono state condotte dal collettivo in Belgio, Francia e Germania, con obbiettivi come la BMW e la Toyota, all'insegna dello slogan #BanFossilAds ("vietate la pubblicità di chi utilizza fonti energetiche fossili") e utilizzando claim come brucia ora la paghi poi, questa la nuova politica ambientale (contro la Shell), o alimenta gli incendi boschivi a partire da 22,99 euro (sotto accusa, la compagnia aerea low cost EasyJet). In campo automobilistico, la BMW è stata dipinta come un produttore di Suv che garantisce danni climatici e la Toyota come un'azienda che produrrà grandi bevitrici di carburanti fossili nei decenni a venire, essendo capace di rovinare qualsiasi cosa. Azioni discutibili, ma che, almeno, non se la prendono con le opere d'arte, rischiando di danneggiarle, né si traducono in blocchi stradali che penalizzano tutti i cittadini, come avviene nelle nostre contrade.

 

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Transizione energetica - Toyota: "Non possiamo elettrificare solo con le Bev, ve lo dimostriamo coi numeri"

4 Ruote - Gen 18,2023

Il gruppo Toyota ribadisce la validità del suo approccio "tecnologicamente neutrale" alla decarbonizzazione, anche sulla base di alcune evidenze scientifiche. A spiegarle è stato Gill Pratt, capo della ricerca del colosso nipponico ed ex ricercatore del Mit di Boston, durante uno dei seminari del forum di Davos: "Non possiamo elettrificare solo in un modo, ossia con le auto a batteria", ha affermato Pratt, portando ad esempio un'elaborazione densa di numeri su quali possano essere gli effetti della sostituzione del parco circolante con le varie tecnologie oggi a disposizione.

L'esempio. Durante il suo intervento (una piccola replica del discorso al recente Kenshiki Forum su cui abbiamo scritto un articolo su Quattroruote di gennaio), lo scienziato ha esposto una slide con l'immagine di 100 auto con motori tradizionali e un'impronta carbonica nell'intero ciclo di vita di 250 g/km, in sostanza il valore medio dell'intera flotta. Il presupposto è avere a disposizione una capacità di batterie per 100 kWh da utilizzare per veicoli che vadano a sostituire le vetture tradizionali. Se viene scelta un'elettrica proprio da 100 kWh e con emissioni per 100 g/km (non si considerano le emissioni del veicolo, che sono ovviamente pari a zero, ma durante tutto il ciclo di vita, quindi dall'estrazione dei materiali critici alla produzione fino alla messa su strada) per sostituire una delle vetture tradizionali, allora si avrebbe una riduzione della media a 248,5 g/km. Quei 100 kWh possono anche essere sfruttati per alimentare sei ibride plug-in, ciascuna con un accumulatore da 18 kWh e un'impronta di 150 g/km. In questo caso, la media della flotta scenderebbe a 244 g/km, quindi già meglio del contributo dell'elettrica anche se non di molto. Se, però, utilizziamo sempre gli stessi 100 kWh per 90 ibride non ricaricabili (con emissioni per 200 g/km), ognuna con batterie da circa 1,1 kWh, allora la media calerebbe fino a 205 g/km.

I problemi. Pratt, come già affermato più volte dall'amministratore delegato Akio Toyoda, ha cercato di dimostrare come puntare solo sull'elettrico non fornisca un contributo decisivo nella riduzione delle emissioni. Di contro, un approccio "multi-energy" può garantire migliori risultati, in particolare alla luce dei non pochi problemi della tecnologia dell'elettrico a batteria. Anche in questo caso, lo scienziato ha esposto una slide per presentare le stime della società di ricerche Benchmark Minerals su un deficit di litio, l'elemento fondamentale per gli accumulatori, destinato a crescere nei prossimi anni nonostante i numerosi progetti annunciati negli ultimi anni dalle compagnie minerarie. Nello specifico, per il 2040 la differenza tra domanda del mercato e offerta sarà pari a circa 18 miniere di Pilgangoora (Australia). Si tratta di un sito estrattivo con uno dei maggiori depositi di litio al mondo: recentemente è stata approvata l'espansione delle attività di estrazione per arrivare a estrarre fino a 680 mila tonnellate l'anno di spodumene, la principale fonte di litio da minerale roccioso. Oltre al problema di approvvigionamento, ci sono altri due ostacoli alla mobilità elettrica. Uno è rappresentato dalle infrastrutture di ricarica e dal loro diverso dispiegamento tra le varie parti del mondo e l'altro dalle enormi differenze, anche all'interno delle stesse aree geografiche, tra i consumatori in termini anche, se non soprattutto, di capacità di spesa. Pratt ha fatto presente, per esempio, come "alcune persone vivano in aree dove è praticamente impossibile" ricaricare le elettriche a prezzi ragionevoli. Inoltre, le auto a batteria "rappresentano un'opzione ancora troppo costosa per un consumatore tipo".

Diversificazione. "Come azienda globale, la nostra responsabilità è ridurre il più possibile le emissioni carboniche", ha sottolineato lo scienziato. Tuttavia, "siamo convinti che la decisione finale spetti al consumatore". Ed è su queste basi che nasce un approccio all'insegna dell'offerta della più ampia gamma di soluzioni possibili per il mercato e non incentrato solo sull'elettrico. Ecco perché la Toyota sta investendo anche sull'idrogeno sia per le celle a combustibile, sia come carburante per motori endotermici, oppure su altri materiali per le stesse batterie: è il caso del sodio, un elemento, secondo Pratt, "dall'enorme potenziale". Del resto, per comprendere le strategie del gruppo nipponico basta una frase dello scienziato: "La diversificazione è la miglior soluzione per affrontare l'incertezza".

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Geely - Da Farizon arriva il furgone SuperVan per lEuropa

4 Ruote - Gen 18,2023

Punta direttamente all'Europa il piano di riposizionamento che la Geely ha avviato per la Farizon. Il marchio nato nel 2014 non è la sola attività del gruppo cinese dedicata ai veicoli commerciali, industriali e agli autobus: poco dopo averla fondata, il colosso ha acquisito importanti quote della AB Volvo (proprietaria fra gli altri di Volvo Trucks e Renault Trucks) nel 2017 e della Daimler Truck (Mercedes-Benz Truck e Mitsubishi Fuso) nel 2018. Finora, però, la Farizon si era concentrata su altre aree geografiche, rimanendo semisconosciuta in Occidente. Recentemente la Geely ha invece fornito diversi dettagli sull'offensiva che intende sferrare sui principali mercati del Vecchio Continente - Italia in testa - proprio attraverso uno dei costruttori più giovani del proprio sistema industriale. L'ambizione è far diventare Farizon il maggiore esportatore di veicoli commerciali e industriali con propulsioni alternative, cominciando da uno elettrico nuovo.

Piattaforma nativa. SuperVan è il nome di un programma di furgoni, minibus e autocarri da 3,5 tonnellate di peso totale e portata fino a 1,5 t, sviluppati sulla piattaforma elettrica Gma. Un'architettura a skateboard che incorpora batterie da 50 o 80 kWh e che, nell'allestimento a carrozzeria chiusa per trasporto merci, avrà capacità comprese fra 6,5 e 11 m3. Sulla base del SuperVan, nei piani di Farizon saranno declinate ulteriori configurazioni, dal camper al furgone a guida autonoma senza cabina. Qualche taglia sopra la piattaforma Gma, quell denominata Gta costituirà la base per un'altrettanto articolata famiglia di veicoli industriali, al vertice della quale si troverà il mezzo pesante per lunghe distanze Homtruck. Quest'ultimo viene descritto dalla Farizon come un trattore per semirimorchi capace di guida autonoma di livello 4, disponibile anche in una versione senza cabina che ricorda il concept Vera di Volvo Trucks.

Vecchie conoscenze. Punti di contatto con i marchi europei legati al gruppo Geely si ritrovano anche nel management di Farizon: vice-president e design director è Herve Bertrand, già responsabile dello stile Renault Trucks, dove firmò la gamma pesante T/C/K del 2013. Il manager francese ha dichiarato che lo spirito aziendale di Farizon New Energy Commercial Vehicle Group si basa su uno sviluppo sostenibile nel quale il concetto di zero emissioni di carbonio si trova in ogni aspetto dello sviluppo. Confermando, inoltre, che il SuperVan sarà il primo prodotto della Casa a esplorare l'applicazione di energia solare, materiali biodegradabili, riciclo e rigenerazione dei componenti.

La gamma. Fra il SuperVan e l'Homtruck, il programma di modelli Farizon include anche una serie di veicoli leggeri e medi basati su architetture non native elettriche, più l'autobus urbano da 12 metri e 88 passeggeri XingjiC12E. Oltre che su di una catena cinematica completamente elettrica per veicoli pesanti a motore centrale, che riprende soluzioni condivise con la produzione occidentale, il costruttore cinese insiste su un'ulteriore soluzione, di cui vanta l'esclusiva. Si tratta dell'elettrico a batterie con generatori centralie, motori direttamente collocati sugli assi e range extender costituito da un propulsore a metanolo ottenuto mediante idrogenazione dell'anidride carbonica attuata in impianti della stessa Casa. Farizon continua inoltre a sperimentare il battery swapping, la sostituzione cioè delle batterie dei veicoli Bev in stazioni automatizzate, alimentate da energia fotovoltaica o eolica.

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