Porsche 718 Boxster - L'edizione limitata 25 Years celebra le origini della roadster

4 Ruote - Gen 13,2021

La Porsche celebra i 25 anni di carriera e le quattro generazioni della Boxster con un'edizione limitata di 1.250 esemplari ispirata alla concept del modello, svelata per la prima volta al Salone di Detroit del 1993. La serie speciale 25 Years ha come base la versione GTS della 718, con il 4.0 boxer sei cilindri aspirato da 400 CV. La vettura è già ordinabile in Italia a partire da 98.272 euro, ovvero circa 10.000 euro in più rispetto alla GTS 4.0 standard e, oltre al cambio manuale di serie, è possibile ordinare in opzione l'automatico Pdk con un sovrapprezzo di 3.336,70 euro.

Stile personalizzato firmato Exclusive. La Casa tedesca ha creato una personalizzazione completa grazie al reparto Exclusive. La roadster è infatti verniciata della tinta GT Silver Metallic, ma in opzione è possibile avere anche i colori Deep Black e Carrara White. Per tutte sono previsti la verniciatura di alcune sezioni esterne e della parte centrale dei cerchi da 20" (dal design specifico) nell'inedita tinta Neodyme, che riprende quella della concept della Boxster, e il diffusore posteriore nero lucido. La biposto, inoltre, è dotata del tappo carburante di alluminio firmato Porsche e dei terminali di scarico sportivi. La capote di tessuto con grafica personalizzata è disponibile in rosso o in nero, mentre gli interni sono rivestiti di pelle bordeaux o nera. La dotazione di serie include le finiture interne di alluminio spazzolato, anche sulla leva del cambio, i sedili elettrici con 14 regolazioni elettriche e memorie, i battitacco personalizzati e il volante GT riscaldato. La dotazione tecnica è di prim'ordine: di serie include infatti le sospensioni attive Pasm ribassate di 10 mm e il differenziale autobloccante con Torque Vectoring (PTV). La lista degli optional, invece, annovera i sedili adattivi Plus ventilati, la plancia rivestita di pelle, le cuciture a contrasto, le finiture interne di carbonio, l'impianto audio firmato Bose o Burmeister, i roll-bar verniciati, l'assetto ribassato di 20 mm, l'impianto frenante carboceramico e degli Adas aggiuntivi, oltre alle ulteriori personalizzazioni rese disponibili dal reparto Exclusive.

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Ioniq 5 - Nuovi teaser della Suv elettrica - VIDEO

4 Ruote - Gen 13,2021

La Hyundai ha diffuso altri teaser della Ioniq 5. La vettura elettrica, la prima del nuovo brand del gruppo coreano, farà il suo debutto online nel mese di febbraio, ma non è ancora nota la data prevista per l'avvio della commercializzazione né la strategia relativa all'introduzione del marchio nei vari mercati.

Design dedicato, debutta il Parametric Pixel. La decisione di creare un marchio specifico per i modelli a zero emissioni ha permesso alla Casa di sperimentare un nuovo linguaggio stilistico, del quale emergono alcuni elementi già in questa anteprima. Le forme geometriche della Ioniq 5, infatti, ricordano quelle della 45 EV concept del 2019 e introducono soluzioni innovative, come la firma luminosa Parametrix Pixel, il cofano anteriore che si estende fino a coprire i passaruota e i cerchi aerodinamici da 20", il cui motivo a spirale è ripreso nella finitura a contrasto dei passaruota, ottenuta direttamente nella lavorazione del materiale. Le forme sono quelle di una Suv compatta (Cuv), ma le dimensioni non sono ancora note. E gli interni, per il momento, non sono ancora stati svelati.

100 km di autonomia in cinque minuti. La Ioniq 5 porta al debutto la piattaforma modulare E-Gmp dedicata alle vetture elettriche, la quale consente di creare modelli a motore singolo o doppio e integra, fra le altre cose, il sistema di ricarica rapida bidirezionale V2L (Vehicle-to-Load), come mostrato nel primo video teaser. Secondo le informazioni ufficiali già comunicate, infatti, l'auto è in grado di recuperare oltre 100 km di autonomia in cinque minuti e di fornire energia per 3,5 kW ad accessori esterni. Grazie al sistema a 800 volt, invece, una ricarica all'80% dovrebbe richiedere circa 18 minuti, mentre l'autonomia totale prevista è superiore ai 500 km.

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PSA - La nostra intervista a Giuseppe Di Mauro

4 Ruote - Gen 13,2021

Ingegnere, titolare di un master conseguito all'università Bocconi, Giuseppe Di Mauro ha iniziato a lavorare nel gruppo francese nel 2005 occupandosi del marchio Citroën. Dal febbraio dello scorso anno è direttore della corporate B2B sales & remarketing division della PSA Italia. Ecco un suo bilancio del 2020 e le sue riflessioni su altri aspetti del business.

Il 2020 è stato un anno molto particolare: si può dire che ci sia stata una ripresa della domanda business dopo il lockdown di primavera o se ne sentono ancora gli effetti? E come pensate si chiuderà l'anno per la vostra azienda? 
La portata del coronavirus e gli effetti del lockdown nei mesi scorsi hanno sconvolto il settore dell'auto e il lavoro delle aziende e dei gestori di flotte aziendali. Gli effetti si sono sentiti per mesi, vista la prolungata situazione di emergenza. A partire da giugno abbiamo assistito a una crescita della domanda, che ha permesso al mercato di ripartire anche grazie agli incentivi previsti e ha consentito a PSA di registrare una crescita rispetto all'anno scorso in termini di market share. I nostri obiettivi sono quelli di continuare questo trend.

La pandemia ha modificato le richieste da parte della clientela fleet? Avete registrato richieste di allungamento dei contratti in essere, downsizing dei modelli nelle car list, riduzione del numero delle vetture in flotta? 
La pandemia ha cambiato nel corso dell'anno la gestione della flotta: i dipendenti in smart working hanno utilizzato di meno le auto, diminuito le trasferte e ridotto al minimo gli spostamenti. Tuttavia, a seguito dei lockdown, abbiamo assistito a un aumento dell'utilizzo dei veicoli privati, negli spostamenti urbani, a scapito dei mezzi pubblici. Molte aziende, pur non diminuendo il numero di automezzi in flotta, hanno concordato con i player del noleggio a lungo termino numerose proroghe dei contratti. Inoltre, a causa della pandemia ha cominciato a ricoprire grande importanza per le aziende e per i driver il tema della sanificazione: molte di loro hanno istituito procedure di igienizzazione dei veicoli destinati all'attività di business, nonché di quelli riservati alla condivisione in azienda. Anche per noi questo aspetto è stato cruciale fin da subito, motivo per cui abbiamo attivato immediatamente un processo di sanificazione a titolo gratuito per i clienti su tutti i veicoli aziendali venduti dal gruppo.

Il diesel conserva intatto il suo appeal tra le vetture aziendali o inizia a dare segnali di flessione anche tra la clientela business? 
Le flotte aziendali nel nostro Paese mostrano ancora oggi fedeltà all'alimentazione a gasolio, anche perché, come più volte dimostrato, non è il carburante più inquinante. I motori diesel di ultima generazione hanno strutturalmente emissioni di CO2 inferiori rispetto a quelli a benzina e riducono drasticamente le emissioni di particolato e di NOx grazie al contributo dei filtri antiparticolato e ai moderni catalizzatori Scr con AdBlue. Tuttavia, qualcosa sta cambiando: stiamo assistendo a una domanda sempre più alta di soluzioni alternative e a un intensificarsi dell'interesse da parte dei fleet manager verso un nuovo concetto di mobilità.

Avete introdotto nella vostra offerta soluzioni differenti e innovative rispetto a quelle tradizionali del noleggio e del leasing finanziario? 
Free2Move Rent è la soluzione ufficiale del gruppo PSA per noleggiare le vetture e i veicoli commerciali dei quattro brand da un giorno a un anno, coprendo ogni esigenza di mobilità aziendale sia per gli spostamenti di carattere professionale (B2B) sia per tutti i collaboratori (B2C). Inoltre, è disponibile un nuovo accordo corporate B2B, che comprende una griglia prezzi allineata al mercato, con tutti i benefici di un contratto all inclusive di alto livello. Sono comprese soluzioni con canoni su base mensile e pluri-mensile, in ottica di noleggio di veicoli in pre-assegnazione, e per esigenze di media mobilità entro i 12 mesi. Il noleggio a lungo termine Free2Move Lease può essere arricchito da servizi studiati specificatamente per la clientela B2B. L'innovativa piattaforma di fleet management Free2Move Connect Fleet, sfruttando la telematica installata di serie sulla maggioranza delle vetture del gruppo PSA, fornisce informazioni essenziali per la riduzione dei costi di gestione del parco auto. Il corporate car sharing F2M Fleet Sharing dà poi la possibilità di condividere in maniera 100% digitale le vetture presenti in azienda: una soluzione ideale soprattutto in abbinamento alla mobilità elettrica. Sempre in tema di mobilità a zero e basse emissioni, la nuova app Free2Move Services permette una facile localizzazione delle colonnine di ricarica, in abbinamento con una charging card valida su tutto il territorio italiano.

Registrate una crescita di domande di modelli green e di quali tipologie? Mild e full hybrid, plug-in, full electric? 
La pandemia e il lockdown hanno senza dubbio inciso sul processo di elettrificazione in atto nelle flotte delle aziende. Molte di queste si sono trovate a dover necessariamente interrompere la loro strategia relativa a una nuova mobilità e a posticipare le valutazioni di inflottamento di un maggior numero di vetture green. Tuttavia, anche grazie al contributo statale su questo tipo di veicoli, la domanda sta crescendo: lo dimostrano i dati di mercato del 2020. Stiamo assistendo a una diminuzione della domanda di metano e gpl, mentre aumenta l'interesse da parte delle aziende per i motori plug-in hybrid, che si stanno facendo strada nelle car list, e full electric. L'incremento delle infrastrutture sul territorio contribuisce all'aumento di interesse e di domanda per queste nuove tecnologie. Inoltre, un'alternativa di mobilità che si sta sviluppando, anche alla luce della situazione attuale, è quella del fleet sharing, per il quale le auto 100% electric rappresentano la soluzione migliore.

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Audi e-tron GT - Lichte, Pint, Di Grassi: la parola agli artefici

4 Ruote - Gen 12,2021

"Per me è un'auto molto speciale, perché ti capita una volta nella vita di disegnare un modello così importante. E poi una gran turismo ha sempre qualcosa in più: quando ero piccolo e disegnavo una macchina, era comunque una sportiva. Oggi che per lavoro ne ho disegnate più di cento, posso dire che l'Audi e-tron GT è la più bella che mi sia capitato di fare". Firmato Marc Lichte, capo del design dei quattro anelli, che insiste su un concetto evidentemente molto caro, già emerso in una recente intervista con Quattroruote.

Reinterpretazione della gran turismo. La protagonista della presenza (ovviamente virtuale) della Casa tedesca al Ces 2021, però, non è una sportiva come tutte le altre, perché prima di tutto rappresenta un nuovo, decisivo passo per l'Audi nel campo delle elettriche. "Prima della e-tron GT abbiamo presentato soltanto modelli alti sul fronte delle zero emissioni. Qui non parliamo semplicemente di una berlina sportiva, ma di un modello che, nonostante la presenza delle batterie, riesce a essere sette centimetri più basso della A7 Sportback". "Questa caratteristica", ha osservato Lichte "la rende una reinterpretazione più audace del concetto stesso di gran turismo, perché unisce prestazioni da supercar a un corpo vettura con quattro porte e quattro posti".

L'aerodinamica prima di tutto. Il lavoro, come sempre accade per i modelli elettrici, ha dovuto tenere conto non soltanto dell'abitabilità interna, ma anche di un altro aspetto cruciale: quello dell'aerodinamica. "Su un'elettrica è fondamentale per incrementare l'autonomia", ha spiegato Lichte "e qui abbiamo progettato con grande attenzione tutti i particolari, dal profilo air curtain che pulisce il flusso nella zona del passaruota anteriore fino al diffusore posteriore. Si potrebbe dire che subito dopo aver disegnato i primi sketch siamo andati in galleria del vento con gli ingegneri per impostare le basi del corpo vettura".

L'interazione tra uomo e macchina. Significativo, considerata la crescente interazione tra uomo e macchina, è stato anche lo sforzo riposto nella progettazione degli interni: "Definirei la plancia della e-tron GT come la più tridimensionale che abbiamo mai realizzato. E poi abbiamo voluto mettere al centro il guidatore, su un'auto come questa: lo si capisce dall'impostazione complessiva dell'interfaccia utente, che è prima di tutto ergonomica, raggiungibile e driver-oriented".

Pelle, addio. Da non dimenticare, trattandosi di un'elettrica, l'aspetto della sostenibilità: "Premium è da sempre sinonimo di rivestimenti in pelle, nell'abitacolo, ma qui abbiamo per la prima volta un interno completamente privo di quel materiale: i rivestimenti dei sedili sono di un tessuto riciclato, proveniente dalle bottiglie in Pet e i tappetini sono fatti di nylon, a sua volta riutilizzato. Credo che oggi questo sia il nuovo lusso".

Siegfried Pint: le tre chiavi della dinamica Audi. Trattandosi di una sportiva, tuttavia, non può essere stato che quello motoristico, uno degli aspetti centrali: "Il nostro scopo", ha spiegato Siegfried Pint, responsabile dello sviluppo powertrain "era quello di fare una gt ad alte prestazioni che avesse un dna Audi, e dunque un comportamento dinamico controllato, preciso e naturale".

I numeri. "Qualche numero tanto per inquadrare le performance: sulla versione RS la potenza complessiva dei due motori raggiungerà i 475 kW (646 CV), la coppia verrà suddivisa nel rapporto di base 33:67 tra i due assi, anche se poi la ripartizione sarà modificabile in tempo reale dall'elettronica e ci saranno le quattro ruote sterzanti. L'impianto elettrico da 800 volt, inoltre, ci consentirà di accettare una potenza massima di ricarica di 270 kW in corrente continua".

Il comportamento su strada. Il risultato su strada del lavoro svolto in fase di progetto è riassumibile così, secondo l'ingegnere: "Sin dalla realizzazione del primo prototipo marciante abbiamo cercato un assetto molto neutro, ma tendente al sovrasterzo in fase di rilascio dell'acceleratore. Abbiamo definito un comportamento molto improntato all'agilità che ci consente nel misto stretto di lavorare con poco sterzo e poco freno, come se si stesse danzando con l'auto".

Anticipazioni sul sound. Per un'elettrica dalla personalità così spiccata era doverosa una caratterizzazione sonora all'altezza: "Abbiamo due tipi di sound: quello esterno che ha essenzialmente una funzione di avviso pedone e che comunque sarà sorprendente per i clienti e poi c'è quello interno che cambia a seconda della modalità di guida. In confort l'auto è estremamente silenziosa, ma se si sceglie dynamic si ottiene una combinazione molto interessante tra un sound che riecheggia quello di una sportiva termica e una forte componente futuristica".

Lucas Di Grassi: il travaso dalle corse. Nel progetto della e-tron GT, sottolinea la Casa, è stato significativo l'apporto proveniente dal motorsport: "Sono in Audi da dieci anni e quindi ho visto termico, ibrido ed elettrico", racconta Lucas Di Grassi, che corre per il marchio in Formula E, "quindi anche per noi piloti è un periodo molto stimolante. Una cosa c'è sempre stata: il travaso dalle corse alla serie, che non è di soluzioni in senso stretto, ma di processi, tecnologia, materiali e software.

I segreti: software e baricentro basso. "In Formula E", prosegue Di Grassi "si impara tantissimo sui software e in certi aspetti più profondi della e-tron GT rivedo molto di quello che è l'esperienza nei campi di gara. Se dovessi scegliere un paio di punti di contatto più evidenti indicherei la maneggevolezza garantita dal torque vectoring e la modalità di gestione della frenata rigenerativa. C'è anche un aspetto più legato alla dinamica del veicolo", ha concluso il pilota brasiliano "ed è il baricentro basso, che è il fattore che ti permette di curvare, accelerare e frenare in maniera davvero efficace. La sua combinazione con l'elettronica è il segreto dell'agilità della e-tron GT".

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General Motors - Ces 2021: primo sguardo alla Cadillac Celestiq

4 Ruote - Gen 12,2021

Il futuro della General Motors avrà molto a che fare con le batterie, ormai è chiaro da tempo. Meno nota, almeno fino a oggi, è però la strategia vera e propria che puntellerà l'espansione del costruttore nel mondo delle auto elettriche, illustrata dall'ad Mary Barra al Ces 2021. Nel corso dell'evento virtuale, la top manager ha infatti annunciato alcune novità, come il marchio BrightDrop per il settore delivery, nuovi modelli (l'ammiraglia Cadillac Celestiq) e visioni per i trasporti per il futuro, come i prototipi di un nuovo veicolo a guida autonoma e di un drone per la mobilità personale. Tutti tasselli di un piano che prevede già le batterie Ultium e la guida assistita per quasi tutte le Chevrolet, Cadillac, GMC e Buick che verranno.

Ammiraglia celestiale. A livello di prodotto, l'annuncio più importante è quello della nuova Cadillac Celestiq, un'elettrica d'altissima gamma che, a detta del marchio americano, promette di diventare un nuovo punto di riferimento per quanto riguarda il confort di bordo e il lusso. Per il momento la Casa non ha fornito dettagli sul suo powertrain, limitandosi a confermare la presenza delle nuove batterie Ultium, di un sistema di trazione integrale e delle quattro ruote sterzanti. Per quanto riguarda lo stile, la Celestiq riprenderà alcuni tratti della Lyriq, evolvendone i concetti di design per creare una vettura dall'aspetto estremamente sofisticato, tanto all'esterno, quanto all'interno. Parlando dell'abitacolo, l'ammiraglia disporrà di un grande schermo "da montante a montante" integrato nel cruscotto, di touch screen supplementari per il controllo del climatizzatore e di due schermi con funzione privacy per i passeggeri posteriori. Ognuno degli occupanti potrà inoltre regolare tramite un pulsante la trasparenza di una porzione del tetto di cristallo (tecnicamente uno "smart glass") della vettura, una prima assoluta nel mondo dell'automobile.

30 nuove elettriche in arrivo. Oltre alla Celestiq, la Cadillac lancerà anche la già annunciata Lyriq e nuovi modelli a batteria: tra questi potrebbe esserci una sportiva a due posti. La GM, infatti, ha annunciato l'arrivo di una nuova supercar a elettroni senza specificarne il marchio: la Cadillac in passato ha realizzato diversi modelli sportivi come la XLR, la cui nuova generazione potrebbe diventare a zero emissioni. Non è da escludere però che la General Motors possa lanciare una Corvette elettrica oppure un modello totalmente inedito. Restando in Casa Chevrolet, entro la primavera debutteranno la versione aggiornata della Bolt e la nuova versione Euv, che presto saranno affiancate da una nuova gamma di veicoli alla spina. La GMC dopo l'Hummer EV potrebbe ampliare la propria offerta con una grande Suv a batteria, mentre in Cina la Buick lancerà nuovi modelli a zero emissioni. In totale nei prossimi anni debutteranno ben 30 elettriche pure appartenenti ai vari marchi sotto l'egida del colosso di Detroit, molte delle quali saranno Suv e crossover.

Base comune. Tutti questi nuovi modelli avranno una base comune: le batterie Ultium. Pensati per adattarsi a varie tipologie di veicoli, questi accumulatori utilizzano delle celle LG con architettura scalabile: a seconda della vettura i tecnici potranno posizionare sei, otto, dieci o più moduli (fino a 24) per garantire diversi livelli d'autonomia, "fino a oltre 720 km". Il pacco batterie sarà protetto dal telaio della vettura e sarà integrato nel fondo: a esso si abbineranno diversi motori, combinabili tra loro. Le future elettriche di Detroit potranno così essere a trazione anteriore, posteriore o integrale e potranno contare su accumulatori più leggeri del 30% rispetto alla concorrenza, con una densità energetica superiore del 60% e con il 70% di cobalto in meno (sostituito dall'alluminio). I tecnici della GM sono già al lavoro su una nuova generazione di accumulatori che utilizzerà ancora meno cobalto, abbasserà del 60% i costi di produzione e garantirà un'autonomia massima compresa tra gli 800 e i 965 km.

Tutte connesse. Tutti i modelli che i vari marchi della General Motors lanceranno da oggi al 2023 avranno una nuova architettura tecnologica connessa. Oltre alle funzionalità Onstar, che presto saranno affiancate da servizi assicurativi ad hoc, la GM ha sviluppato delle nuove applicazioni che verranno lanciate già in primavera e consentiranno di gestire molteplici aspetti del veicolo. Per le elettriche arriverà inoltre la piattaforma Ultifi che accompagnerà i futuri clienti già a partire dall'esperienza di acquisto: l'auto, infatti, si potrà comprare direttamente dalla stessa app con cui successivamente si potranno prenotare i tagliandi e pagare le ricariche alle colonnine. Su 22 dei veicoli che verranno lanciati nei prossimi tre anni la GM proporrà infine il sistema di guida assistita Supercruise: tra questi vi sarà anche la Bolt Euv che porterà al debutto questa tecnologia all'interno della gamma Chevrolet.

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Gruppo FCA - Partnership con Archer per lo sviluppo di un taxi elettrico volante

4 Ruote - Gen 12,2021

La startup americana Archer Aviation ha siglato un accordo con il gruppo FCA per lo sviluppo di veicoli volanti elettrici a decollo verticale (eVTOL) destinati al trasporto passeggeri, che potrebbero entrare in produzione nel 2023. Il modello in questione, del quale è stato diffuso un teaser, sarà svelato nel corso del 2021, sebbene le caratteristiche tecniche complete, per il momento, non siano ancora note: nell'unica immagine rilasciata risultano evidenti, come unici elementi distintivi, i sei motori a elica posizionati sulle ali. 

Il ruolo di FCA.
 Il gruppo FCA metterà a disposizione la propria esperienza dal punto di vista del design e della lavorazione dei compositi, ma anche l'accesso alla rete di fornitori per abbattere i costi degli aeromobili. La Archer, dal canto suo, ha già confermato che l'abitacolo sarà disegnato proprio dal costruttore italoamericano. Per FCA si tratta di un investimento strategico e inedito nel promettente settore della Urban Air Mobility, sul quale altri concorrenti hanno già iniziato a puntare.

240 km/h di crociera per 100 km. L'obiettivo della Archer è quello di dare vita alla prima compagnia aerea di questo tipo, che opererà all'interno delle metropoli internazionali: l'autonomia prevista di circa 100 km, abbinata a una velocità di 240 km/h, dovrebbero consentire al veicolo di coprire in tempi ristretti tratte relativamente brevi senza incappare nei limiti del traffico stradale.

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Dakar 2021, Stage 9 - Peterhansel vince e allunga su Al-Attiyah

4 Ruote - Gen 12,2021

finalmente arrivata la prima affermazione di Stéphane Peterhansel in questa edizione della Dakar. Il francese del team Mini X-Raid JCW ha vinto la tappa ad anello con partenza e arrivo a Neom in un percorso cronometrato di 465 chilometri. Alle sue spalle troviamo i due Hilux del team Toyota Gazoo Racing, rispettivamente con Nasser Al-Attiyah in seconda posizione, seguito da Giniel de Villiers.

Una prova decisiva. Se nella giornata di ieri avevamo assistito a un recupero di Al-Attiyah, oggi è arrivata la pronta risposta di Peterhansel. Il francese ha vinto non solo andando veloce, ma giocando d'astuzia nella gestione delle gomme e sfruttando una navigazione pulita. Solamente Serradori, al volante della sua Century, è riuscito a tenere il passo del connazionale, salvo poi cedere nell'ultima parte della gara. Alla fine della nona tappa, Peterhansel è riuscito a guadagnare ben 12 minuti su Al-Attiyah, quando mancano solamente tre prove alla fine. Sicuramente, questa è stata la tappa più difficile fino a oggi, ha commentato Mister Dakar. Ci siamo resi conto fin dall'inizio che sarebbe stata una lunga giornata, così abbiamo deciso di non spingere oltre il limite. In qualche modo, questa tappa mi ha ricordato quelle africane, dove per vincere non serviva solo essere veloci, ma bisognava avere anche una buona strategia.

Al-Attiyah chiamato a dare tutto. Mancano solamente tre tappe, ma da percorrere da qui a venerdì ci sono ancora qualcosa come 1.108 chilometri di prove cronometrate, durante le quali potrebbe succedere di tutto. Il qatariota della Toyota non è un tipo arrendevole e cercherà di tirare fuori il massimo dal proprio Hilux per dare filo da torcere a Peterhansel. Dal canto suo, il francese della Mini sente l'odore di vittoria della sua quattordicesima Dakar, la nona se contiamo solo quella tra le auto. Non ci sarà più spazio per nessuno salvo clamorosi colpi di scena da qui al traguardo, la sfida è a due. D'altronde, Carlos Sainz anche oggi ha perso ulteriore terreno a causa di alcuni problemi ai freni, ma il suo podio sembra ormai ipotecato, considerando che Przygonski, alle sue spalle, è staccato di oltre un'ora.

Dakar 2021, la classifica generale dopo la Stage 9

1. Peterhansel/Boulanger - X-Raid Mini JCW | 34h 26m 16s

2. Al-Attiyah/Baumel - Toyota Gazoo Racing | 34h 44m 06s

3. Sainz/Cruz - X-Raid Mini JCW | 35h 28m 41s

4. Przygonski/Gottschalk - Orlen Team Overdrive | 36h42m 46s

5. Roma/Winocq - Bahrain Raid Xtreme | 37h 08m 54s

6. Al Qassimi/Panseri - Abu Dhabi Racing | 37h 27m 29s

7. Vasilyev/Tsyro - X-Raid Team | 37h 36m 33s

8. Prokop/Chytka - Benzina Orlen Team | 38h 02m 17s

9. De Villiers/Bravo - Toyota Gazoo Racing | 38h 06m 25s

10. Lavieille/Garcin - MD Rallye Sport | 38h 36m 48s

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Arval Italia - Cambia la squadra per il piano Beyond

4 Ruote - Gen 12,2021

Spinge l'acceleratore sulla strategia del nuovo piano quinquennale Arval Beyond, che prevede il raggiungimento di obiettivi ambiziosi per la crescita del business e nell'ambito della mobilità sostenibile e a 360. E per farlo, Arval Italia si dà una nuova struttura organizzativa nel Comitato Esecutivo, guidato dal Direttore Generale tefan Majtán. La società del Gruppo BNP Paribas e leader nel noleggio a lungo termine e nelle soluzioni di mobilità sostenibile cambia assetto con l'obiettivo di fornire una risposta efficace alle nuove esigenze di mobilità dei 50.000 clienti della filiale italiana e di quelli futuri. Tra i principali pilastri del nuovo piano Arval Beyond, presentato lo scorso ottobre, c'è lo sviluppo delle partnership strategiche, ritenute fondamentali per costruire innovative offerte di mobilità ad alto valore aggiunto.

Le nomine. Per sviluppare al meglio questo ambito, è stata creata la nuova Direzione Strategic Business Development & Partnership, la cui guida è affidata ad Alessandro Cardoselli, già Direttore Industriale dell'azienda da giugno 2018. Inoltre, Cardoselli rappresenterà Arval Italia all'interno dell'associazione di categoria ANIASA. La Direzione Industriale si scinde in due realtà distinte, la Direzione Global Operations e la Direzione Procurement. Dario Casiraghi, già a capo della Direzione Retail & New Business Development, assume la guida della Direzione Global Operations, che raggruppa le attività di monitoraggio, assistenza e gestione del veicolo durante il suo ciclo di vita attraverso, ad esempio, il supporto fornito dal contact center di Arval, il coordinamento degli eventi manutentivi, l'organizzazione delle operazioni di consegna e ritiro dei veicoli, la governance del Network di Riparatori e dei Dealer. La Direzione ha come focus l'industrializzazione e l'accentramento di tutte le attività operative con l'obiettivo di lavorare con un'attenzione crescente sui driver, fulcro dell'offerta per la mobilità integrata in fase di costruzione nell'ambito della strategia Arval Beyond. A Emmanuel Lufray viene affidato l'incarico di Direttore Procurement, con il compito di coordinare in maniera strategica i processi di acquisto di beni e servizi funzionali al business assicurando all'azienda il vantaggio competitivo. Alessandro Pigazzi, che rientra in Italia dopo un'esperienza pluriennale in Arval a livello internazionale, in ultimo nel ruolo di International Business Office Director del Gruppo Arval con responsabilità sulla gestione del business internazionale dell'azienda, assume invece la guida della Direzione Retail. A lui è affidato il compito di sviluppare il mercato delle piccole e medie imprese e dei privati, con prodotti flessibili e sostenibili e con un'offerta sempre più semplice, digitale e ultra connessa, in linea con gli obiettivi del piano strategico. Inoltre, in linea con le evoluzioni previste da Arval Beyond, nasce la Direzione Business Transformation, affidata a Ilaria Tonella, che avrà il compito di guidare la trasformazione dell'azienda, sempre più Data driven, attraverso l'ottimizzazione di processi e tools. Francesco Sbrascini, dopo l'esperienza alla guida della Compliance di Arval Italia, viene invece nominato Segretario Generale, cui fa capo anche la Direzione Risorse Umane. Novità, infine, per la Direzione Marketing Communication & CSR, in capo ad Alessia Pedersini, che supportando il raggiungimento degli obiettivi di business, sviluppando progetti con un forte focus sulla sostenibilità e valorizzando l'immagine di Arval come leader nelle soluzioni di mobilità sostenibile, si arricchisce delle attività di Arval Mobility Observatory & Consulting la cui missione è sviluppare e diffondere conoscenza sul tema della mobilità, per comprenderne e guidarne l'evoluzione, e fornire consulenza strategica ai clienti Arval.

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BMW e Renault - Rispettati i limiti alle emissioni previsti per il 2020

4 Ruote - Gen 12,2021

Quali Case hanno rispettato i limiti alle emissioni di CO2 imposte dalla Ue? In attesa delle comunicazioni ufficiali della Commissione europea, alcuni costruttori hanno già fornito le prime indicazioni. Il gruppo Volkswagen, come ammesso dal suo amministratore delegato, Herbert Diess, non sembra aver rispettato i requisiti, al contrario di quanto annunciato pochi giorni fa dalla Mercedes-Benz. Per ultimi in ordine di tempo, i gruppi BMW e Renault hanno anticipato i risultati del massimo organo esecutivo della Ue: entrambi hanno dichiarato di aver rispettato i limiti specifici a loro imposti.

Parola a Monaco. "Grazie alle nostre tecnologie Efficient Dynamics e agli oltre 135.000 veicoli elettrificati che abbiamo consegnato in Europa, abbiamo raggiunto i nostri obiettivi di flotta per le emissioni di CO2 nell'Unione europea - ha affermato Pieter Nota,  responsabile commerciale del costruttore bavarese - e siamo stati persino in grado di scendere di pochi grammi al di sotto del limite obbligatorio, fissato a 100 g/km. Il gruppo di Monaco ha chiuso il 2020 con 2.324.809 veicoli BMW, Mini e Rolls-Royce (-8,4% sul 2019) consegnati ai clienti in tutto il mondo. Il calo, legato ovviamente agli effetti della pandemia del coronavirus, è stato limitato grazie alle performance registrate nel quarto trimestre (686.069 consegne, con un aumento del 3,2%), ai risultati nell'alto di gamma (+12,4% grazie alle Serie 7, Serie 8 e alla X7) e all'andamento della Cina, che, con un +7,5%, ha compensato i cali a doppia cifra di Stati Uniti (-18%) ed Europa (-15,7%). Ulteriori driver di crescita sono stati i modelli elettrificati, con un aumento delle vendite del 31,8% a 192.646 unità (+38,9% per le ibride plug-in e +13% per le elettriche pure) e un peso che, solo in Europa, ha già raggiunto il 15% del totale delle consegne. Attualmente il gruppo può contare su 13 modelli alla spina nella gamma (disponibili in 74 mercati) ma punta ad averne, per il 2023, almeno 25 (oltre la metà elettrici).

La dichiarazioni dei francesi. Anche per la Renault è risultato vitale accrescere le vendite di elettriche per rispettare le normative europee. "Groupe Renault conferma di aver raggiunto i suoi obiettivi Cafe (autovetture e veicoli commerciali leggeri) entro la fine del 2020, si legge nella nota di Boulogne-Billancourt, nella quale si sottolineano le performance del marchio della Losanga sul mercato europeo: le vendite di auto alla spina sono migliorate del 101,4% a 115.888 unità, di cui 100.657 Zoe (+114%). Andamento positivo anche per le tecnologie ibride E-Tech, disponibili dall'estate su Clio, Captur e Mégane, e che già rappresentano il 25% degli ordini per i tre modelli più popolari della gamma della Régie. Ciononostante il gruppo ha pagato caro la maggior esposizione a Paesi come la Francia, fortemente penalizzati dalle misure di lockdown, chiudendo l'anno con un calo complessivo delle vendite europee del 25,8%, mentre al di fuori del Vecchio Continente la flessione è stata del 16,5%, per effetto soprattutto del -45% registrato in Brasile. Nel complesso il costruttore transalpino ha venduto 2.949.849 veicoli, il 21,3% in meno rispetto al 2019.  

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Recovery Fund - Motus-e propone investimenti nella mobilità elettrica per 18,7 miliardi

4 Ruote - Gen 12,2021

Interventi più coraggiosi per la transizione alla mobilità elettrica. quanto chiede al governo Motus-e, associazione dedicata allo sviluppo della mobilità elettrica (alla quale prendono parte grandi gruppi come FCA, Volkswagen Italia e Renault, ma anche Tesla, Volvo, Enel X e ALD Automotive), con proposte per 18,7 miliardi di euro complessivi che rivedono in parte la bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza, necessario per l'accesso al Recovery Fund.

Fondi rimodulati. Con un orizzonte temporale che arriva al 2026, la rimodulazione delle risorse della discussa bozza prevede 15 interventi complessivi, suddivisi in tre macroaree da sostenere, ovvero la domanda (10,93 miliardi), le infrastrutture (3,27 miliardi) e l'offerta (4,51 miliardi). Secondo l'associazione proponente, il documento inviato a Palazzo Chigi "vuole dunque rappresentare, rispetto all'attuale bozza del governo, un diverso indirizzamento e una maggiore focalizzazione di risorse già riportate dello stesso Plan, sulla mobilità elettrica e sostenibile, evitando la dispersione verso programmi velleitari e con improbabile remuneratività, attraverso politiche realmente utili alla ripresa e transizione del nostro comparto industriale".

Le auto e il trasporto pubblico. Dei 10,93 miliardi di misure di sostegno alla domanda, 3,5 miliardi di euro dovrebbero essere destinati alla proroga, nel quadriennio 2022-2025, dell'ecobonus per la fascia da 0 a 60 g/km di CO2, quindi a elettriche e Phev, sempre con un incentivo diretto, decrescente a partire dal 2023. Secondo Motus-e, tale misura incentiverebbe 909 mila elettriche e 350 mila Phev (una previsione forse ottimistica se guardiamo i dati da record del 2020, quando ne sono state piazzate, rispettivamente, 32.538 e 27.408). Con 3,62 miliardi, invece, andrebbe rafforzato il Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile, anche in questo caso fino al 2025, con un obiettivo previsto di 15 mila mezzi pubblici su gomma di lunghezza compresa tra i 12 e i 18 metri.

Le flotte. Sempre in un'ottica di sostegno alla domanda, a partire dal 2022 per cinque anni andrebbe rivista verso l'alto la deducibilità delle auto più ecologiche destinata alle flotte aziendali, nella misura dell'80% per le vetture che emettono da 21 a 60 g/km di CO2 e del 100% se da a 0 a 20 g/km di CO2 (al momento, oltre a quelle a zero emissioni, non rientrano altre vetture in questa fascia). E, se per il primo gruppo la tassa sui fringe benefit andrebbe ridotta, per il secondo andrebbe addirittura azzerata. Nell'insieme, queste misure dedicate alle flotte, da finanziare con 2,7 miliardi, incentiverebbero l'acquisto di 243 mila elettriche e 42 mila Phev, nonché i noleggi delle stesse in 546 mila e 226 mila unità.

Il trasporto merci. Altre misure volte a potenziare la domanda prevedono la riduzione dell'Iva al 10% fino al 2026 per i servizi di car sharing elettrico (110 milioni), la proroga degli incentivi dedicati ai furgoni (categoria N1) e la loro estensione ai camion (N2 ed N3), portando con un miliardo di euro a oltre 100 mila le immatricolazioni di tali veicoli elettrici (ovvero, a un decimo delle vendite previste dei mezzi delle categorie N).

Le colonnine. Come detto, la proposta di Motus-e riguarda anche le infrastrutture, ovvero i punti di ricarica, che entro il 2026 potrebbero registrare un ulteriore incremento compreso tra le 80 e le 110 mila unità con 0,67 miliardi stanziati. Altri 1,5 miliardi potrebbero coprire l'installazione di un milione di charging point domestici, grazie a una detrazione decennale fino al 50%, e 400 mila di tipo aziendale con un credito d'imposta di pari entità. Oltre che misure di sostegno al maggior costo per l'installazione di sistemi di ricarica bidirezionale (Vehicle-to-Grid). Altri 1,1 miliardi andrebbero invece investiti nei porti italiani per il cold ironing (la fornitura di energia a terra di una nave a motori spenti) e la ricarica delle batterie dei natanti.

Ricerca e formazione. Quanto al sostegno all'offerta di prodotti e competenze per la mobilità elettrica, Motus-e quantifica in 1,05 miliardi la creazione di un Ipcei (Important Projects of Common European Interest) a guida italiana, dedicato alla ricerca e allo sviluppo delle batterie per il settore automotive, e la creazione di un impianto sperimentale per il recupero e il riutilizzo degli accumulatori a fine vita. Con 100 milioni di euro verrebbero poi raddoppiati i fondi per la produzione di autobus elettrici dal 2022 al 2026, mentre altri 2,07 miliardi finanzierebbero il credito d'imposta nell'ambito del piano Transizione 4.0 per la formazione di 55 mila addetti del comparto automotive dedicati ai processi di produzione, assistenza e retail con approfondimenti sulla mobilità elettrica e la digitalizzazione dell'auto (veicoli connessi, guida autonoma e via di questo passo).

Lo studio e le startup. Altri 110 milioni contribuirebbero al sostegno di tre cicli di dottorati industriali, per un totale di 1.050 ricercatori altamente specializzati nella mobilità elettrica e nella digitalizzazione automotive. A questi si aggiungono gli 800 milioni che, secondo Motus-e, andrebbero stanziati per la formazione negli istituti tecnici, con nuovi percorsi dedicati alle stesse aree. Infine, tra le proposte non mancano una proroga del fondo per le nuove competenze fino al 2026 (300 milioni), con un focus sulla mobilità ecologica e misure di incentivazione per 200 tra startup e Pmi a essa dedicate, oltre che per la creazione di due consorzi di ricerca e sviluppo sulla digitalizzazione e le batterie nel settore automotive (altri 800 milioni).

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Genova - Ferrari distrutta dopo uno schianto: il calciatore laveva affidata all'autolavaggio

4 Ruote - Gen 12,2021

Aveva affidato la sua Ferrari 812 Superfast all'autolavaggio e se l'è ritrovata incidentata, dopo uno schianto, per fortuna senza danni a persone, occorso all'addetto che aveva in consegna il bolide. La disavventura è capitata al portiere del Genoa Federico Marchetti: secondo fonti d'agenzia, il lavaggista avrebbe perso il controllo del mezzo (toccando alcune auto parcheggiate e infine un guard-rail) mentre stava riconsegnando la vettura al calciatore, impegnato negli allenamenti.

Danni per decine di migliaia di euro. La Rossa da oltre 300 mila euro, che può contare su 800 cavalli e su uno 0-100 km/h in 2,9 secondi, è uscita piuttosto malconcia dall'impatto. La parte anteriore è andata distrutta, sospensioni comprese: si parla dunque di danni ingenti, quantificabili in decine di migliaia di euro. Il conducente occasionale del mezzo è fortunatamente rimasto illeso, come ha sottolineato anche il proprietario della Ferrari con un post su Instagram commentando la vicenda: "Mi dispiace molto per quello che è successo, grazie a Dio nessuno si è fatto male e questa è la notizia più importante", ha scritto Marchetti dal proprio profilo social.

E l'assicurazione? Detto ciò, molti potrebbero chiedersi come si comportano le assicurazioni auto in casi simili. Anzitutto va ricordato che l'RC paga sempre i danni provocati a terzi (nella fattispecie alle macchine e alle strutture urtate dalla Ferrari), indipendentemente dal fatto che la vettura fosse affidata ad altre persone. Poi vanno fatti dei distinguo, per esempio in base alla "formula di guida" indicata nella polizza: qualora sia prevista una guida esclusiva (un unico conducente per la vettura) o una guida esperta (sopra i 25 anni), la compagnia paga i danni, ma ha poi facoltà di rivalersi sull'assicurato. Se infine l'auto è coperta dalla Kasko, l'assicurazione paga anche i danni alla vettura che ha causato l'incidente, al netto delle eccezioni previste da eventuali scoperti, franchigie e vincoli previsti dal contratto della polizza.  

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Suv e crossover - La classifica dei modelli più venduti in Italia - FOTO GALLERY

4 Ruote - Gen 12,2021

Non c'è crisi per le auto a ruote alte. Secondo i dati diffusi dall'Unrae, Suv e crossover hanno raggiunto quota 629.756 immatricolazioni nel 2020, con un calo del 23,1% rispetto al 2019, quando sono stati venduti 818.998 veicoli di questo tipo. Se la causa della flessione, del tutto fisiologica e comunque inferiore al crollo generale, va individuata nell'emergenza coronavirus e nelle conseguenti restrizioni agli spostamenti, la quota di mercato, che passa dal 42,4 al 45,2%, dà l'idea di un segmento che gode di ottima salute. Del resto, tra le 50 auto più vendute in Italia, una su due è a ruote alte, per un totale di 25 modelli che potete scoprire nella nostra galleria di immagini.

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Volkswagen Golf 8 - Avviato un richiamo per aggiornare il software di 56 mila esemplari

4 Ruote - Gen 12,2021

La Volkswagen ha avviato una campagna per richiamare in officina migliaia di esemplari della Golf di ottava generazione. L'iniziativa è volta ad apportare una serie di aggiornamenti al sistema informatico e coinvolge 56 mila veicoli commercializzati in tutta Europa, di cui 26 mila nella sola Germania.

Nessun problema alla sicurezza. In particolare, i veicoli interessati saranno sottoposti a lavorazioni che dovrebbero risolvere alcuni difetti al software per la gestione dell'infotainment o della retrocamera che hanno sollevato critiche tra la clientela: dagli schermi neri ai messaggi di errore, dalla lentezza di risposta di alcune funzioni alle spie accese senza alcun motivo, solo per citarne alcuni. Tra l'altro, per alcuni esemplari, dotati di motori mild hybrid, è prevista la sostituzione dell'intera centralina. In ogni caso, il richiamo riguarda i modelli assemblati fino a luglio 2020 (i veicoli prodotti successivamente sono già dotati del pacchetto di aggiornamento che sarà installato nelle officine) e prevede che i lavori di riparazione durino un'intera giornata. Pertanto la Casa tedesca metterà a disposizione della clientela delle auto di cortesia a titolo del tutto gratuito. La campagna, volontaria e non imposta dalle autorità di vigilanza tedesche visto che non interessa alcun difetto rilevante per la sicurezza di passeggeri e conducenti, dovrebbe chiudere una volta per tutte uno dei maggiori problemi affrontati dalla Casa tedesca negli ultimi anni: i problemi di sviluppo e implementazione dei software che hanno portato a rinviare il lancio dell'ultima generazione della berlina più popolare di Wolfsburg e creato ritardi anche nella fase di consegna dei primi esemplari. Analoghi problemi hanno interessato la ID.3: il rinvio del lancio della prima elettrica di Wolfsburg ha determinato l'impossibilità per la Volkswagen di rispettare i limiti sulle emissioni per il 2020 come ammesso dall'amministratore delegato del gruppo, Herbert Diess. Le criticità in ambito informatico, affrontate anche con la costituzione di un'apposita divisione affidata alla supervisione dell'Audi, sono state tra le fonti di tensione che in autunno hanno portato il costruttore tedesco sull'orlo di una crisi ai massimi vertici aziendali.  

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Bentley - Andreas Mindt è il nuovo direttore del design

4 Ruote - Gen 12,2021

La Bentley ha annunciato la nomina di Andreas Mindt come nuovo direttore del design. Per l'ex Audi, che prende il posto di Stefan Sielaff, in uscita da Crewe, l'incarico sarà effettivo a partire dall'1 marzo.

Ha supervisionato lo stile della etron. Mindt vanta oltre 25 anni d'esperienza nell'automotive e ha ricoperto ruoli di primo piano all'interno del gruppo Volkswagen: il più recente è quello di capo del design degli esterni dell'Audi. Negli ultimi sei anni, il designer tedesco ha supervisionato lo stile esterno durante il lancio di modelli importanti per il marchio dei Quattro anelli, come, per esempio, la Q8. Ma è la Suv etron, la prima elettrica di Ingolstadt, il biglietto da visita con cui Mindt si presenta alla Bentley per dirigere le matite di un marchio che, come annunciato nei mesi scorsi, entro il 2026 venderà solo auto elettriche e ibride plug-in e che dal 2030 si voterà integralmente alla produzione di vetture a emissioni zero (la prima arriverà nel 2025).

Un indizio sul futuro? La scelta di Andreas Mindt parrebbe anche rafforzare le voci emerse nei mesi scorsi su un possibile passaggio del brand di Crewe sotto il cappello dell'Audi, nell'ambito di una riorganizzazione delle attività all'interno del gruppo Volkswagen. Secondo indiscrezioni, la Casa tedesca andrebbe ad assumere il pieno controllo della Bentley entro il 2021, favorendo maggiori sinergie tra i due marchi e l'ampliamento della gamma inglese con l'arrivo di una nuova Suv da affiancare alla Bentayga.

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Volkswagen Polo - Collaudi in corso per il restyling

4 Ruote - Gen 12,2021

Un prototipo del restyling della Volkswagen Polo è stato fotografato per la prima volta su strada. L'aggiornamento della vettura dovrebbe debuttare come Model Year 2022 entro la fine di quest'anno, ma la Casa non ha ancora fornito informazioni ufficiali in merito.

Gruppi ottici ridisegnati. Le immagini immortalano un esemplare che mostra già alcuni degli elementi definitivi, ispirati dalla sorella maggiore Golf. Il frontale è infatti caratterizzato da un nuovo paraurti, con ampie prese d'aria di colore nero, e da fendinebbia modificati; sempre nella parte anteriore, poi, si nota un diverso alloggiamento per i gruppi ottici, che sono stati rivisti totalmente negli elementi interni introducendo una doppia luce diurna a Led dall'andamento curvo, che si unisce visivamente al profilo della mascherina, ribassato rispetto al modello uscente. Nella zona posteriore, invece, è più difficile cogliere le novità definitive: i profili cromati nella parte inferiore del paraurti appaiono ancora grezzi, mentre ai lati dei gruppi ottici sono visibili due elementi triangolari coperti da una pellicola bianca, che potrebbe celare altri elementi luminosi. L'intero paraurti è stato ridisegnato e si ricollega ai fari con un diverso taglio.

L'ibrido che mancava. Trattandosi di un restyling, le novità tecniche non dovrebbero essere rivoluzionarie, ma la Polo ha ancora molto margine di evoluzione. La versione attuale, infatti, non propone varianti mild hybrid, che dovrebbero rappresentare la novità principale: la Volkswagen, per esempio, potrebbe proporre anche sulla Polo l'unità 1.0 eTSI già lanciata sulla Golf 8 e sulla Seat Leon. Immancabili, infine, gli aggiornamenti ad infotainment e Adas per stare al passo con i tempi. 

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DS3 Crossback - Le novità nella gamma per il 2021

4 Ruote - Gen 12,2021

La DS ha rivisto i listini italiani della DS3 Crossback riorganizzando gli allestimenti e le dotazioni. La crossover francese è ora disponibile in quattro varianti a partire da 26.000 euro, con un equipaggiamento di serie più completo rispetto al passato.

Due temi per quattro versioni. I clienti possono scegliere la Suv in due declinazioni principali, una più elegante e l'altra più sportiva, articolate in quattro allestimenti. Da una parte troviamo infatti la So Chic e la Grand Chic, con finiture esterne cromate, mentre dall'altra la Performance Line e la Performance Line+, caratterizzate dal nero opaco dominante. Ampia la gamma motori, composta dai benzina Puretech da 100, 130 e 155 CV e dai diesel BlueHDi da 110 e 130 CV, oltre che dall'elettrica E-Tense da 136 CV. La versoni entry level So Chic e Performance Line offrono di serie i cerchi da 17", il clima automatico monozona e il display dell'infotainment da 10,3 pollici, ai quali la variante più sportiva aggiunge gli interni rivestiti di Alcantara e pelle e la pedaliera di alluminio. Le più ricche Grand Chic e Performance Line+ integrano ulteriormente le dotazioni con i cerchi da 18", i gruppi ottici DS Matrix Led Vision e il keyless, oltre all'abitacolo rivestito di pelle (pelle e Alcantara per la Performance Line+) con sedili regolabili elettricamente.

IL LISTINO COMPLETO DELLA DS3 CROSSBACK

1.2 Puretech 100 CV So Chic: 26.000 euro
1.2 Puretech 100 CV Performance Line: 26.500 euro
1.2 Puretech 100 CV Grand Chic: 33.000 euro
1.2 Puretech 100 CV Performance Line+ 33.500 euro  

1.2 Puretech 130 AT8 So Chic: 29.500 euro
1.2 Puretech 130 AT8 Performance Line: 30.000 euro
1.2 Puretech 130 AT8 Grand Chic: 33.000 euro
1.2 Puretech 130 AT8 Performance Line+: 33.500 euro  

1.2 Puretech 155 AT8 Grand Chic: 35.000 euro
1.2 Puretech 155 AT8 Performance Line+: 35.500 euro  

BlueHDi 110 So Chic: 27.850 euro
BlueHDi 110 Performance Line: 28.350 euro

BlueHDi 130 AT8 So Chic: 31.350 euro
BlueHDi 130 AT8 Performance Line: 31.850 euro
BlueHDi 130 AT8 Grand Chic: 34.850 euro 
BlueHDi 130 AT8 Performance Line+: 35.350 euro   

E-Tense So Chic: 40.200 euro
E-Tense Performance Line: 40.700 euro
E-Tense Grand Chic: 43.700 euro
E-Tense Performance Line+: 44.200 euro

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Abarth - La gamma della 595 si rinnova

4 Ruote - Gen 12,2021

La Abarth ha aggiornato la gamma della 595. Nello specifico, i clienti potranno scegliere tra quattro allestimenti, tutti dotati di propulsori 1.4 turbo con omologazione Euro 6d-Final abbinati a cambi meccanici o robotizzati. Le varianti disponibili sono le 595, Turismo, Competizione ed EsseEsse con carrozzeria berlina o cabriolet.

Potenze da 145 a 180 CV. La 595 adotta il 1.4 turbo da 145 CV e offre di serie il selettore Scorpion Mode (nuova denominazione del tasto Sport), le luci diurne a Led, l'impianto frenante con i dischi anteriori da 284 mm e l'infotainment UConnect con schermo touch da 7 pollici, compatibile su rischiesta con Apple CarPlay e Android Auto. La Turismo da 165 CV offre contenuti più lussuosi e gli interni di pelle (anche nella nuova tinta Helmet Brown), mentre la Competizione da 180 CV, più sportiva, adotta i nuovi cerchi da 17" multirazza, il bodykit in tinta, i sedili di pelle, la plancia di Alcantara, il pomello del cambio di fibra di carbonio, il differenziale autobloccante, gli ammortizzatori Koni Fsd e l'impianto frenante Brembo. L'allestimento Competizione, inoltre, è l'unico per il quale è prevista la possibilità di selezionare la tinta inedita Blu Rally ispirata a quella della 131 Abarth Rally. La 595 EsseEsse, infine, adotta l'impianto di scarico di titanio firmato Akrapovi.

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Gruppo FCA - Lo stand virtuale del Ces 2021

4 Ruote - Gen 12,2021

Il gruppo FCA ha deciso di partecipare all'edizione online del Ces di Las Vegas creando uno stand virtuale a disposizione di tutti gli utenti. Il sito internet fcaces2021.com, sviluppato grazie al supporto di Google, integra la realtà aumentata e l'intelligenza artificiale, fornendo ai visitatori un'assistente virtuale che permette di creare vere e proprie visite guidate tematiche, ma anche di navigare liberamente tra i contenuti. Nello stand virtuale sono presenti 12 vetture dei marchi Jeep, Dodge, Chrysler, FiatAlfa Romeo e Ram, tra cui spicca un modello tridimensionale e fotorealistico della Jeep Wrangler 4xe, che può essere visualizzato in realtà aumentata, e un simulatore di guida Jeep.

Grande spazio all'infotainment Uconnect 5. Uno dei contenuti cardine del sito è l'approfondimento dell'infotainment Uconnect 5. Il sistema, che sarà gradualmente introdotto sui principali modelli del gruppo, ha già debuttato sulla Nuova 500 elettrica. Basato sul sistema operativo Android, lo UConnect 5 vanta una interfaccia totalmente ridisegnata e la possibilità di creare cinque profili personalizzati. Inoltre integra l'assistente vocale Amazon Alexa e permette di collegare in modalità wireless gli smartphone attraverso Android Auto e Apple CarPlay, con due telefoni connessi in contemporanea. Infine, sia le mappe del navigatore TomTom, sia il sistema operativo offrono aggiornamenti over-the-air, mentre i display possono raggiungere una dimensione di 12,3 pollici. 

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Sony - Primi test su strada per la Vision-S - VIDEO

4 Ruote - Gen 12,2021

La prima automobile della Sony, la Vision-S, potrebbe entrare in produzione. Il colosso giapponese della tecnologia, infatti, ha dato il via ai collaudi su strada dell'elettrica presentata lo scorso anno al Ces di Las Vegas e inizialmente indicata a più riprese come un prototipo pensato per mettere in mostra gli ultimi ritrovati negli ambiti della guida autonoma e dell'infotainment. Per mostrare i test svolti sulla vettura, l'azienda di Tokyo ha rilasciato due filmati: nel primo si può vedere la Vision-S durante una sessione di test in pista e sulle strade pubbliche vicino a Graz, in Austria, mentre nel secondo vengono fornite nuove informazioni sul design e sull'ingegnerizzazione dell'auto.

Ancora poche informazioni. Lo scorso anno la Sony aveva fornito pochi dettagli sulla berlina, annunciando la presenza di 33 sensori per la guida assistita, ora passati a 40, e qualche dettaglio sul powertrain. La Vision-S monta due motori elettrici, uno per asse, capaci di erogare una potenza complessiva di 536 CV, sufficienti a portare la quattro porte da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi e a farle toccare una velocità massima di 240 km/h. Nessun dettaglio è stato invece fornito sulla tipologia e la capienza delle batterie.

Software al centro. Il secondo video ruota attorno al concetto di "design orientato al software" e mostra come la Sony voglia sfruttare la propria esperienza maturata nel mondo dell'intrattenimento, grazie a dispositivi come gli smartphone Xperia e la Playstation, per creare un'interfaccia uomo-macchina e un'esperienza utente innovativa. Parlando della celebre console, a un certo punto del video viene mostrato un controller collegato al grande schermo panoramico mentre è in corso una partita del videogioco Little Big Planet.

"Su strada il prima possibile". I partner della Sony, inoltre, hanno parlato dell'importanza delle comunicazioni e del cloud nei veicoli di oggi, elogiando le funzionalità dell'interfaccia, che sembra includere il riconoscimento facciale, vocale e gestuale. L'azienda giapponese non ha ancora indicato una possibile data di presentazione della versione di serie della Vision-S, ma Horst Schaffer, Senior Manager Comfort Functions & Applications della Continental, ha dichiarato di "avere la sensazione che tutte le parti coinvolte vogliano portare questo veicolo su strada il prima possibile".

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Ford - Stop a tutte le attività produttive in Brasile

4 Ruote - Gen 12,2021

La Ford chiuderà tre impianti di assemblaggio in Brasile, nei quali venivano impiegati circa 5 mila lavoratori. La decisione riguarda le fabbriche di Camaari, Taubaté e Belo Horizonte e rientra in un più ampio programma di riorganizzazione della presenza in Sud America, a sua volta collegato al piano di ristrutturazione da 11 miliardi di dollari varato dall'ex amministratore delegato Jim Hackett. 

I motivi. Il riassetto, che ha già portato alla chiusura di diversi impianti in Europa, è stato confermato dal nuovo ad Jim Farley, intenzionato a migliorare a tutti i costi la redditività aziendale per liberare risorse da destinare all'elettrificazione. In Sud America la ristrutturazione ha subito un'accelerazione con la pandemia del coronavirus, che ha peggiorato un contesto operativo già da anni difficile nei Paesi latinoamericani e reso insostenibile mantenere una presenza produttiva soprattutto in Brasile. "Sappiamo che si tratta di iniziative molto difficili, ma necessarie per creare un'attività sana e sostenibile", ha affermato Farley. Ci stiamo muovendo verso un modello operativo snello e leggero, cessando la produzione in Brasile".

Le implicazioni. La Ford proseguirà le attività di vendita e post-vendita o nei servizi finanziari e continuerà a commercializzare gran parte della sua gamma facendo leva sugli impianti di Buenos Aires, in Argentina, di Montevideo, in Uruguay, e di altre località. Rimarranno inoltre aperti il centro di sviluppo prodotti a Bahia, la pista prove di Tatuí, vicino a San Paolo, e la sede regionale sempre a San Paolo. Tuttavia la chiusura dei tre stabilimenti di assemblaggio implica anche lo stop alla vendita della EcoSport, della Ka e della T4 una volta esaurito l'inventario, nonché una serie di conseguenze finanziarie. La Ford contabilizzerà oneri per un totale di 4,1 miliardi di dollari (circa 3,4 miliardi di euro), di cui circa 2,5 miliardi nei conti del quarto trimestre del 2020 e 1,6 miliardi nei prossimi mesi. La maggior parte degli oneri è legata alla necessità di coprire i licenziamenti, mentre per quasi 1,6 miliardi si tratta di svalutazioni e rettifiche di bilancio. La Ford, da oltre un secolo presente in Brasile con attività manifatturiere, ha già avviato discussioni con i sindacati per definire il processo di licenziamento degli operai, ma deve già affrontare la netta opposizione del governo di Brasilia e dei rappresentanti dei lavoratori.

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