Smart - Restyling per la fortwo e la forfour al Salone di Francoforte

4 Ruote - Set 05,2019

La Smart presenta al Salone di Francoforte il restyling dei modelli fortwo e forfour, confermando l'occasione l'addio ai propulsori endotermici: il marchio tedesco è infatti il primo a passare totalmente alla trazione elettrica, proposta sin dal 2007 sui propri modelli. 

Frontale nuovo e differenziato tra fortwo e forfour. L'intervento estetico è concentrato nel frontale, dove troviamo gruppi ottici aggiornati (full led in opzione) e soprattutto un paraurti che modifica totalmente gli equilibri rispetto al passato. Il logo del marchio è sostituito dalla scritta e l'intera griglia è spostata versione basso, dove sono integrati anche il sensore per gli adas, le prese d'aria laterali e i fendinebbia circolari. In coda sono inediti i fari, ma gli ingombri sono gli stessi del passato. Per la prima volta il frontale è stato differenziato tra due e quattro porte, per un ulteriore tocco di personalità. 

 

Infotainment rivisto e app per lo sharing privato. Gli interni, al di là del nuovo portaoggetti posizionato davanti alla leva del cambio, sono identici al passato e le novità sono racchiuse nell'infotainment con display da otto pollici, rivisto totalmente nelle funzioni e capace ora di supportare gli standard Apple CarPlay e Android Auto. La connettività di bordo permette anche di gestire l'auto in remoto attraverso una la EQ Controll App, che offre l'accesso ai servizi Ready to Park e Ready to Charge. Qui l'utente può localizzare la vettura, controllare l'autonomia, attivare le serrature e la pre-climatizzazione, verificare la disponibilità di parcheggi nel punto d'arrivo e persino capire se un pacco può entrare nel bagagliaio della vettura. Una delle funzioni più innovative è quella dello sharing privato, che permette sia di condividere l'auto gratuitamente con i propri familiari sia di stabilire un gruppo di utenti a cui proporre un prezzo al minuto ed effettuare le transazioni attraverso la piattaforma ufficiale. 

Opzioni ridotte al minimo e nuovi colori. La Smart ha semplificato ulteriormente la gamma dei suoi modelli: oltre a proporre soltanto la versione elettrica, gli allestimenti disponibili sono tre, denominati Passion, Pulse e Prime, e possono essere abbinati solamente a tre pacchetti di optional (Advanced, Premium ed Exclusive). L'unica ulteriore opzione è quella relativa alla tinta: la Smart ha deciso di offrire nuove combinazioni per la cellula tridion e per i pannelli introducendo le varianti Carmine Red, Lime Green e Gold Beige per la fortwo e Ice White e Steel Blue per la forfour. Anche gli interni propongono combinazioni inedite. Sono infine previsti quattro disegni per i cerchi in lega da 15 e 16 pollici, anche in versione bicolore. 

159 km di autonomia e fino a 3,5 ore per la ricarica. Il powertrain è quello del modello uscente, da 82 CV e 160 Nm, che permette di toccare i 130 km/h e di passare da 0 a 100 km/h in un tempo compreso tra 11,6 e 12,7 secondi in base al modello e all'allestimento. L'autonomia con le batterie da 17,6 kWh varia da 145 a 159 km nel ciclo Nedc. Attraverso il caricabatterie opzionale di bordo da 22 kW è possibile passare dal 10% all'80% della carica in meno di 40 minuti con sistemi rapidi, inoltre la EQ Control App permette di sfruttare il network di ricarica Plugsurfing per utilizzare un unico account sulle varie piattaforme. Con una normale presa casalinga da 230 Volt, sono necessarie 3,5 ore per una ricarica completa delle batterie. 

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Formula 1 - I 90 anni Ferrari a Milano - Diretta

4 Ruote - Set 04,2019

Piazza Duomo a Milano si è tinta di rosso per celebrare i 90 anni della Ferrari e l'altrettanto lunga storia del Gran Premio d'Italia. Dopo il successo di domenica scorsa a Spa, Charles Leclerc e Sebastian Vettel incontreranno la folla di tifosi radunatasi sotto la Madonnina e insieme a loro ci saranno gran parte delle persone che hanno contribuito a scrivere pagine importanti della storia della Ferrari, come Gerhard Berger e Jean Alesi. Presente e futuro si fondono, grazie alla presenza di alcuni dei talenti della Ferrari Driver Academy, come Mick Schumacher e Giuliano Alesi.

Le foto più belle e le parole dei protagonisti, in diretta, su questa pagina!

In aggiornamento

 

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Porsche Taycan - La prima elettrica di Zuffenhausen - VIDEO

4 Ruote - Set 04,2019

La Porsche Taycan debutta con numeri da capogiro, partendo dalle versioni più potenti e costose che saranno poi affiancate da altri allestimenti. Una delle protagoniste del Salone di Francoforte, che abbiamo già guidato in anteprima, rende omaggio alle Porsche endotermiche utilizzando sigle che poco hanno a che vedere con il suo powertrain elettrico: Taycan Turbo e Taycan Turbo S. La super berlina elettrica della Porsche sarà quindi disponibile inizialmente in due allestimenti: la Turbo da 680 CV e 156.817 euro e la Turbo S da 761 CV e 190.977 euro. I prezzi sono già relativi al mercato italiano e sono direttamente paragonabili a quelli delle corrispettive versioni della Panamera. Nel 2020 la Taycan sarà affiancata dalla già confermata versione Cross Turismo.

Fino a 450 km di autonomia e cinque minuti per recuperare 100 km. L'obiettivo della Porsche, confermato dai record in pista sulle 24 ore a Nardò e sul giro al Nürburgring, è quello di offrire una vettura elettrica con prestazioni e piacere di guida all'altezza del marchio. Per fare questo il progetto ha preso una direzione unica nel suo genere, sviluppando una piattaforma dedicata e portando al debutto la tecnologia a 800 volt. Dimezzando lintensità di corrente a pari potenza rispetto agli attuali sistemi a 400 volt, e unitamente alla scelta dei motori sincroni a magneti permanenti, ciò ha consentito di ottenere prestazioni ai massimi livelli e sfruttabili a lungo, cosa non banale su unelettrica. Inoltre, la Taycan è il primo modello a poter usufruire della ricarica a corrente continua a 800 volt, che attualmente garantisce una potenza fino a 270 kW ma che in futuro arriverà anche a 500 kW. In tal modo, i tempi per il pieno dellaccumulatore sono contenuti: bastano cinque minuti per recuperare 100 km di autonomia (Wltp) e, in condizioni ideali (quando è attiva la pianificazione della ricarica, in modo da precondizionare le celle) servono 22,5 minuti per passare dal 5 all'80% della carica della batteria. Ciò, però, è possibile solo in presenza di una colonnina della rete Ionity: con le normali fast a corrente continua da 50 kW i tempi sopracitati si allungano rispettivamente a 28 e 93 minuti. Con le prese a corrente alternata è invece possibile caricare con potenze fino a 11 kW e in tal caso loperazione richiede nove ore. Da notare che la Taycan è dotata di serie di connettore di ricarica su entrambi i lati (il Ccs Combo 2 per la corrente continua è solo sul lato destro). L'autonomia rilevata nel ciclo Wltp varia tra 381 e 450 km per la Turbo e fra 388 e 412 km per la Turbo S, secondo le dotazioni e la gommatura presenti.

2,8 secondi da 0 a 100 km/h per la Turbo S da 761 CV. Le versioni Turbo e Turbo S adottano quella che la Porsche chiama Performance Battery Plus da 93,4 kWh, segno che i modelli inferiori della gamma potrebbero avere un accumulatore di capacità minore. Entrambi i modelli raggiungono inoltre una velocità massima di 260 km/h e il cambio a due velocità sull'asse posteriore consente di coniugare unaccelerazione mozzafiato con un buon rendimento alle velocità più elevate, mentre la funzione di overboost presente sulla Turbo S in combinazione con il Launch Control permette di segnare tempi di riferimento nello 0-100 km/h: 2,8 secondi contro i 3,2 della Turbo. La Porsche dichiara inoltre fino a 1.050 Nm di coppia e 9,8 secondi per toccare i 200 km/h.

Sospensioni pneumatiche e barre attive di serie. La Taycan deve gestire una massa importante (2.370 kg per la Turbo S con pilota a bordo, 10 kg in più sulla Turbo) e per questo sono stare adottate di serie le sospensioni pneumatiche con tre camere gestite dal Porsche 4D Chassis Control. Inoltre, il Pasm e il Pdcc Sport con barre antirollio attive (optional) garantiscono il miglior rapporto tra confort e prestazioni, mentre il Porsche torque vectoring plus sfrutta il differenziale autobloccante posteriore a controllo elettronico e la frenata selettiva delle ruote per ripartire la coppia tra i due lati dellassale in maniera continua. Il comportamento stradale viene anche calibrato gestendo opportunamente lerogazione dei propulsori e la sterzatura automatica del retrotreno (di serie sulla Turbo S, a richiesta sulla Turbo) migliora la maneggevolezza alle basse velocità e la stabilità a quelle superiori. Il recupero d'energia in frenata arriva fino a 265 kW, ma per una precisa scelta tecnica non consente la guida "one pedal feeling": in rilascio, si può scegliere se far veleggiare la vettura senza resistenza, ottenere un freno motore paragonabile a quello delle auto normali o far gestire la decelerazione automaticamente, in base al traffico; la frenata rigenerativa vera e propria sattiva quando si agisce sul pedale dei freni. Proprio l'impianto frenante dispone di enormi pinze a dieci pistoncini davanti e a quattro dietro; la Turbo S ha in più i dischi carboceramici. Il guidatore potrà scegliere tra le solite modalità di guida predefinite, Normal, Sport e Sport+, cui saggiunge la Range per ottimizzare il consumo di energia, ma potrà anche creare un proprio setup individuale.

Design fedele alla concept e al Dna Porsche. Detto della tecnologia, punto nevralgico del progetto, la Taycan non smentisce le sue radici e mantiene molto della concept Mission E del 2015 anche dal punto di vista stilistico. Il suo compito è quello di creare nuovi stilemi senza perdere il Dna Porsche e per questo motivo troviamo un posteriore simile alla 911 e un frontale totalmente nuovo. Laerodinamica è ovviamente molto curata (il Cx varia tra 0,22 e 0,25 secondo lallestimento): il sottoscocca è interamente carenato e le prese daria anteriori e lo spoiler posteriore vengono gestiti per migliorare lefficienza o la downforce secondo la modalità di guida. Il powertrain elettrico ha permesso anche di creare due vani bagagli distinti: lanteriore ha capienza di 81 litri e il posteriore 366.

Cinque display interni per stupire. Gli interni sono un altro risultato dell'unione tra la tradizione Porsche e lo spirito di innovazione. Elementi come lo Sport Chrono, il volante a tre razze, il tasto d'accensione (qui non si può parlare di avviamento...) a sinistra del volante e il tema dei cinque strumenti circolari sono rimasti tali, ma sono affiancati da soluzioni inedite per la Casa di Zuffenhausen. Parliamo del display curvo da 16,8" della strumentazione, corredato di comandi touch sui bordi e dei due display da 10,9" affiancati nella console centrale, uno dei quali riservato al passeggero, che si attiva solo se questi è presente. Il sistema di infotainment è stato ridisegnato e integra l'assistente virtuale Porsche Voice Assistant che risponde al comando "Hey Porsche". Da segnalare la funzione di pianificazione del viaggio: come già accade sulle Tesla, impostando una destinazione sul navigatore il percorso che si ottiene include le soste per la ricarica, indicando anche il tempo necessario per loperazione. Inoltre, nel corso del 2020 linfotainment proporrà anche il servizio Amazon Music nativo, unanteprima nel settore automotive. I display non sono finiti, perché nella parte inferiore della console centrale è previsto uno schermo con feedback aptico da 8,4" per la climatizzazione (gestibile su un touch screen da 5,9" anche dai passeggeri posteriori), la batteria e altre funzioni accessorie, portando a cinque il numero degli schermi. Un'ultima nota per i rivestimenti: l'approccio eco-friendly torna con la scelta della microfibra Race-Tex ottenuta con fibre riciclate, proposta in alternativa alla Club Leather Olea dipinta con colori ottenuti dalla lavorazione delle foglie d'olivo.

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Gruppo FCA - Alfa Romeo Tonale, investimento da un miliardo a Pomigliano

4 Ruote - Set 04,2019

Il gruppo FCA ha avviato un piano di investimenti da un miliardo di euro per preparare lo stabilimento di Pomigliano alla produzione dell'Alfa Romeo Tonale e della versione ibrida della Fiat Panda. L'annuncio è stato dato dalla direzione aziendale ai rappresentanti sindacali.

L'Alfa torna a Pomigliano. La scelta dello stabilimento campano era nota da tempo, ma la conferma è arrivata solo oggi nel corso di un incontro organizzato al ministero dello Sviluppo Economico in occasione del rinnovo, per ulteriori 12 mesi, della cassa integrazione straordinaria per 4.500 dipendenti dell'impianto. La Tonale riporta il marchio milanese a Pomigliano dopo quasi dieci anni (gli ultimi modelli prodotti sono stati la 147 e la 159): la Suv verrà assemblata nella prima metà del 2021, mentre l'anno prossimo è atteso l'arrivo, sulle catene di montaggio, della nuova versione della Panda.

Lavori già iniziati. Il programma di investimenti è stato avviato già ain agosto con l'installazione di robot di nuova generazione per la verniciatura: nel corso dei prossimi mesi, l'intervento interesserà tutte le aree e i reparti dello stabilimento. Quanto stanziato dal gruppo italo-americano rientra nel più ampio piano industriale per l'Italia che prevede l'impegno a spendere 5 miliardi di euro entro il 2021 per la localizzazione di nuove produzioni in vari impianti del territorio nazionale. Negli ultimi mesi sono stati svelati, per esempio, i programmi per produrre la Jeep Renegade, la Fiat 500X ibrida e la Jeep Compass a Melfi, nonché la 500 elettrica a Mirafiori.

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Mercedes-Benz EQ - Primo teaser per la nuova elettrica

4 Ruote - Set 04,2019

Una nuova concept EQ: è questa la sorpresa che la Mercedes-Benz ha in serbo per il Salone di Francoforte. Una scelta che non stupisce, visto il crescente interesse per i modelli elettrificati. 

Berlina di lusso. La Casa tedesca non ha svelato i suoi piani, limitandosi a diffondere qualche bozzetto. L'immagine, però, parla chiaro: la concept prefigura una berlina elettrica di lusso (forse l'attesa EQS), caratterizzata da tratti unici e idealmente sviluppata sulla piattaforma modulare MEA. Nel frontale, dal taglio discendente simile a quello della EQC, si notano la Stella illuminata e la presenza di tre luci a Led diurne per lato disposte orizzontalmente, mentre la fiancata mette in risalto un montante posteriore slanciato e un motivo ricercato per la linea di cintura, abbinati a passaruota ben definiti.  

Il passaggio allo schermo centrale curvo. Gli interni appaiono futuribili, ma allo stesso tempo legati alla naturale evoluzione che la Mercedes-Benz sta preparando: il passaggio allo schermo verticale curvo centrale è già previsto per la Classe S e la Classe C, come confermato dalle foto spia dei muletti. Allo stesso tempo l'atmosfera premium è sottolineata dai quattro sedili singoli e dalla ricercata forma verticale delle doppie bocchette di areazione. Sui pannelli porta si notano altri display curvi, mentre il resto della plancia appare totalmente privo di comandi e rifinito con un motivo in stile legno nautico. Davanti al guidatore, che può contare su un volante a forma di cloche, è previsto un display integrato nella plancia, del quale, però, non si conoscono le funzioni. La console centrale sospesa e divide l'intero abitacolo in due parti e si ricollega alla cornice del lunotto, mentre in alcune immagini si notano anche le telecamere esterne al posto degli specchietti.

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Honda e - A Francoforte la versione di serie

4 Ruote - Set 04,2019

La versione definitiva della Honda e debutterà al Salone di Francoforte. La citycar elettrica giapponese sarà presto prenotabile online in Inghilterra, Germania, Francia, Norvegia e nel Regno Unito, ma il prezzo di listino non è ancora noto. Secondo le anticipazioni raccolte non dovrebbe comunque essere inferiore ai 30.000 euro. 

Design ispirato al passato. Fedele alla concept che l'ha anticipata, la Honda e rappresenta l'inizio di una nuova era per la Casa giapponese, che intende commercializzare solo modelli elettrificati in Europa entro il 2025. Il design unisce tratti ispirati al passato a elementi contemporanei con linee tonde e materiali curati, mentre alcune scelte, come la presa di ricarica sul cofano anteriore e le telecamere al posto degli specchietti retrovisori, sono diverse da quelle di tutte le concorrenti del segmento. La piattaforma modulare è nuova e ha permesso di integrare al meglio powertrain e batterie per salvaguardare l'abitabilità.

 

 

Cinque display per la plancia. Gli interni sono particolarmente degni di nota perché prendono le distanze da tutti gli altri modelli della Honda, dando massimo spazio ai display e offrendo un ambiente costruito con materiali ispirati al mondo dell'arredamento. Ai lati sono presenti gli schermi degli specchietti digitali, mentre tre grandi display affiancati orizzontalmente gestiscono strumentazione (8,8") e infotainment (12,3") per guidatore e passeggero, che possono muovere informazioni e contenuti con un semplice swipe. L'infotainment include per la prima volta l'Assistente Personale Honda attivabile tramite il comando vocale "Ok Honda", capace di interagire con il guidatore e apprenderne le abitudini, mentre l'App My Honda+ permette la connessione remota al veicolo per verificare lo stato dei sistemi, la ricarica delle batterie, la posizione, l'autonomia e per gestire la climatizzazione a vettura ferma. La stessa App può sostituire anche la chiave tradizionale.

Fino a 154 CV e 220 km di autonomia. Il propulsore elettrico sarà offerto nelle versioni da 136 e 154 CV con 315 Nm di coppia massima e le batterie da 35,5 kWh garantiranno un'autonomia di 220 km. Questo dato riflette la destinazione prettamente urbana della vettura, che rinuncia quindi ad accumulatori più grandi per motivi di peso e spazio. Con la ricarica rapida a 100 kW è possibile recuperare l'80% dell'energia in 30 minuti, mentre i 100 km/h da fermo vengono raggiunti in circa 8 secondi. Abbiamo già provato la vettura in anteprima, apprezzandone l'agilità e la reattività dovute anche al peso contenuto entro i 1.500 kg.

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EuroNCAP<br> - I crash test di sette nuovi modelli

4 Ruote - Set 04,2019

Nella quinta tornata di crash test del 2019, l'EuroNCAP ha collaudato sette differenti vetture, promuovendole tutte con cinque stelle. I modelli sottoposti alle verifiche sulla sicurezza sono le Audi A1, BMW Z4, Ford Focus, Mercedes-Benz CLA ed EQC, Skoda Kamiq e SsangYong Korando. Tra queste, la Focus era già stata testata lo scorso anno ma, a seguito di alcuni aggiornamenti, è stata nuovamente sottoposta ai crash test dell'ente europeo, ottenendo migliori valutazioni.

Audi A1. La nuova generazione della più piccola delle Audi si è distinta per l'elevata valutazione complessiva dei sistemi di sicurezza attiva (80%) e per la protezione degli occupanti adulti (95%), soprattutto nell'impatto laterale (15,5 punti su 16) nonostante l'assenza degli airbag per le ginocchia. Buone anche le valutazioni sulla sicurezza dei bambini trasportati (85%) e della protezione dei pedoni (73%).

BMW Z4. Sulla nuova spider di Monaco spicca il risultato relativo alla protezione degli occupanti adulti (97%) con sedici sedicesimi ottenuti nel test d'impatto laterale. Oltre a essere, insieme alla Mercedes CLA, la vettura con le valutazioni più alte di questa tornata di test, la Z4 raggiunge il 91% nella protezione di pedoni e ciclisti. I sistemi di sicurezza attiva si fermano invece al 76%, mentre la protezione dei bambini raggiunge l'87%.

Ford Focus. Grazie all'aggiornamento del design dei sedili anteriori e dei poggiatesta introdotto con il model year 2019, la Ford Focus migliora nettamente i risultati ottenuti lo scorso anno. La protezione degli occupanti adulti passa dal precedente 85% al 96% e quella dei bambini dal 72% all'87%. Invariate, invece, le valutazioni sugli Adas (72%) e, conseguentemente, sulla sicurezza per ciclisti e pedoni (72%).

Mercedes-Benz CLA. La coupé a quattro porte di Stoccarda è, insieme alla BMW Z4, la vettura che ha ottenuto i voti più alti di questa serie di crash test. La seconda generazione della CLA ha conseguito la migliore valutazione tra le sette vetture nell'ambito della protezione di pedoni e ciclisti (91%) oltre che nella sicurezza per i bambini a bordo (91%). Per quanto riguarda la protezione degli occupanti adulti la tre volumi ha raggiunto il 96% delle valutazioni, fermandosi al 75% nei rilevamenti dei sistemi di sicurezza attiva.

Mercedes-Benz EQC. La prima elettrica della Stella eguaglia le valutazioni della CLA nella protezione dei passeggeri adulti (96%) e nei sistemi di sicurezza attiva (75%). Lievemente inferiore, solo un punto percentuale in meno, è invece la protezione per i bambini a bordo, mentre il differente design del frontale ha ridotto la valutazione negli impatti con gli utenti vulnerabili, come pedoni e ciclisti (75%).

Skoda Kamiq. D'altissimo livello anche le valutazioni della nuova Suv compatta della Skoda, la Kamiq. Il modello boemo è infatti riuscito a ottenere un 96% nella protezione dei passeggeri adulti, un 85% in quella dei bambini e un 80% in quella dei pedoni e ciclisti. Penalizzata dal sistema di regolazione adattiva della velocità è invece la valutazione dei sistemi d'assistenza alla guida (76%).

SsangYong Korando. Nei test condotti dall'EuroNCAP la nuova Suv coreana ha ottenuto buone valutazioni nella protezione degli adulti (88%) e dei bambini (85%), pagando nel dato riguardante la sicurezza degli utenti vulnerabili (68%) l'imprecisione nel riconoscimento dei ciclisti da parte del sistema di frenata autonoma. Anche in questo caso le valutazioni relative ai sistemi d'assistenza alla guida (74%) vengono penalizzate dalla precisione del cruise control.

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Fiat 500 - Dal 2020 non sarà più venduta in America

4 Ruote - Set 04,2019

La Fiat Chrysler Automobiles ha deciso di interrompere la produzione delle Fiat 500 e 500e in Messico e le relative vendite sul mercato nordamericano. Per il gruppo italo-americano si tratta dell'ennesima misura di allineamento della propria offerta commerciale a una domanda sempre più concentrata sulle Suv, crossover e pick-up.

Un storia di otto anni. Con lo stop alla produzione del "cinquino" americano si conclude la storia della 500 moderna sul mercato nordamericano. La Fiat aveva individuato nella sua iconica citycar la punta di diamante per il ritorno negli Stati Uniti nel 2011 dopo un'assenza di quasi 20 anni. La scommessa dell'allora vertice aziendale guidato da Sergio Marchionne era semplice e non del tutto azzardata: fare concorrenza alla Mini e conquistare una fetta di un segmento allora in crescita e, al contempo, soddisfare le richieste dell'amministrazione Obama di vendere agli americani auto più piccole e dai bassi consumi. 

I mutamenti del mercato. Negli anni, però, il contesto operativo è del tutto cambiato per effetto soprattutto del crollo dei prezzi della benzina negli Stati Uniti, che ha alimentato le tradizionali preferenze degli americani per i grandi pick-up e le Suv. Non a caso la Fiat Chrysler è stata la prima delle grandi Case internazionali a prendere una posizione di rottura decidendo di interrompere la produzione delle berline nei suoi stabilimenti statunitensi. La scelta ha dato finora i suoi frutti, come dimostrano gli elevati margini operativi raggiunti nell'area Nafta e gli enormi profitti (oltre il 90% degli utili di gruppo provengono proprio dal Nord America). Contestualmente, il calo delle vendite del marchio torinese ha messo in dubbio già da diversi mesi la permanenza della 500 sul mercato nordamericano.

 

Le previsioni disattese. Marchionne puntava a vendere 50 mila esemplari l'anno della piccola di casa ma il traguardo non è stato mai raggiunto. La Fiat ha registrato il picco delle sue vendite negli Usa nel 2014 arrivando a circa 46 mila unità commercializzate anche grazie a un'offerta allargata alla 500L. Da allora il marchio torinese ha assistito a un ridimensionamento continuo. Lo scorso anno sono stati commercializzati solo 15.521 veicoli, il 41% in meno rispetto al 2017, toccando il livello più basso dal ritorno del brand in Usa. Inoltre, nel primo semestre del 2019 il calo è stato del 38% con la 500 che ha subito una flessione del 25%.  

La 500e solo a Mirafiori? Dopo lo stop alla produzione nella fabbrica di Toluca le vendite proseguiranno fino a quando non saranno esaurite le scorte, probabilmente nei primi mesi dell'anno prossimo. Dopodiché la gamma Fiat per il Nord America sarà limitata a solo tre modelli: la 500X, la 500L e la 124 Spider. Per il momento non sono state fornite indicazioni su eventuali sostitute nella catena di montaggio dello stabilimento messicano, né tantomeno sul ritorno in Usa della 500e, modello venduto dal 2013 per poter rispettare gli obblighi imposti dalla California sul fronte dei consumi e delle emissioni inquinanti ma diventato nel tempo l'emblema dello scetticismo di Marchionne verso l'elettrico con l'invito esplicito ai consumatori a non acquistarla a causa dei costi troppo elevati. Per ora è previsto che la versione elettrica del cinquino venga prodotta a Mirafiori grazie a un investimento di 700 milioni di euro ma non sappiamo se verrà esportata anche sul mercato statunitense. 

 

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Mercedes - Tutte le novità al Salone di Francoforte 2019

4 Ruote - Set 04,2019

uno stand allinsegna dellelettrificazione, nelle sue varie sfumature, quello della Mercedes al Salone di Francoforte 2019. E non poteva essere altrimenti visto il trend dellautomotive. Tuttavia, alla flotta della Stella non manca una buona dose di sostanza: le novità della kermesse tedesca sono tanto proiettate al futuro quanto pronte ad aggredire il mercato. Soprattutto nella loro rappresentanza a ruote alte.

Lultimo tassello. La Mercedes GLB ne è un esempio lampante. Dopo le versioni standard, la Casa di Stoccarda è pronta a presentare una variante performante, la GLB 35 AMG spinta da un 2.0 litri turbobenzina da 306 CV. Una sette posti capace di uno 0-100 da 5,2 secondi, dopo il passaggio ad Affalterbach che implica, come al solito, anche un ritocco del look in chiave sportiva.

Nuova serie. Sempre parlando di Suv, a Francoforte sfilerà la seconda generazione della GLE Coupé. Svelata online qualche giorno fa, entrerà per la prima volta a contatto col pubblico al Salone. Questa sport utility dal taglio sportiveggiante si è evoluta nelle dimensioni e nel design, ma soprattutto propone interni completamente rinnovati, dove spicca lultima versione del sistema di infotainment Mbux. Sullo stand vedremo anche la sua declinazione sportiva più soft, la AMG GLE 53 4Matic+, ma non la più estrema, la GLE 63.

Multispazio, zero emissioni. Tra le protagoniste dellevento figura anche la Classe V, recentemente rinfrescata da un restyling e ora disponibile anche in versione elettrica (EQV). Questultima può contare su 204 cavalli e, alimentata da una batteria di 100 kWh, su unautonomia di 405 km. Ma non sarà sul mercato prima della primavera del 2020.

Il gasolio ancora al centro. E le ibride? Presenti. Dopo aver recentemente introdotto la Classe A e la Classe B plug-in, la Mercedes lancerà altri modelli che nel loro powertrain vedono coesistere elettrico e termico. Stavolta con il diesel a fare da perno del sistema.

Si attendono sviluppi. Tocca invece a una nuova concept EQ il compito di anticipare le future evoluzioni della gamma elettrica. Dai primi bozzetti diffusi, il prototipo si configura come una berlina di lusso a impatto zero. Forse lattesa EQS.

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Car Cost Index - Cara auto, quanto ci costi

4 Ruote - Set 04,2019

LItalia, manco a dirlo, è uno dei paesi europei dove il possesso di un'auto è maggiormente oneroso. La conferma, l'ennesima, arriva dall'ultimo Car Cost Index, la relazione annuale della LeasePlan sui segmenti B e C in 18 nazioni del Vecchio continente. In relazione al Pil siamo proprio noi italiani, asseme agli olandesi, a dover sostenere il TCO (Total Cost of Ownership) più elevato, con una media di 715 euro al mese, rispetto ai 617 del resto d'Europa. La Grecia, con i suoi 440 euro al mese, è il mercato meno caro, anche rispetto al Pil, mentre la Norvegia, con 830 euro, è il più oneroso. Ed è proprio in Norvegia (e nei Paesi Bassi) che la guida di un veicolo elettrico diventa più competitiva - e meno costosa - rispetto a quella di un veicolo tradizionale (l'analisi effettua una media tra diesel e benzina).

La batteria è sempre più appetibile. La tendenza norvegese è riscontrabile anche nel Regno Unito e in Danimarca: "Il Car Cost Index conferma che i veicoli elettrici stanno diventando sempre più economici, in particolare nel Nord Europa, dove gli incentivi governativi esercitano un impatto positivo - spiega il ceo di Leaseplan Tex Gunning -  una buona notizia che il costo si stia riducendo anche in altri paesi, ma c'è ancora molto da fare. Riscontriamo anche la preoccupante tendenza, da parte della politica, a eliminare le agevolazioni". In questo quadro l'ad della divisione italiana, Alberto Viano, sottolinea la situazione non proprio lusinghiera della penisola: "Con un costo di 974 euro per un'elettrica, contro una media di 854, l'Italia è al terzultimo posto tra i paesi analizzati. Questo testimonia la necessità di continuare a lavorare con le istituzioni e gli operatori del settore per facilitare la scelta dell'alimentazione sostenibile tra i nostri clienti.

La classifica. Il Car Cost Index di LeasePlan prende in considerazione i diversi costi che lautomobilista deve sostenere, incluso il carburante, il deprezzamento, le imposte, lassicurazione e la manutenzione, ponderati sui primi tre anni di proprietà, con unipotesi di 20 mila chilometri percorsi ogni anno. I paesi analizzati sono Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Spagna, Svezia e Svizzera. Per i veicoli alimentati da un motore a combustione interna, il deprezzamento (36%) rappresenta la parte maggiore dei costi totali, seguito dalle imposte (20%), dal carburante (18%), dallassicurazione (13%), dalla manutenzione (9%) e dagli interessi (5%), mentre per i conducenti di auto elettriche, il deprezzamento ha un peso maggiore (52%). Quest'ultimo, tuttavia, è controbilanciato dal risparmio garantito dalla ricarica, sulla quale gravano imposte nettamente minori rispetto ai carburanti tradizionali, e dai minori costi di manutenzione. 

 

Costo di proprietà mensile

 

Elettriche

Benzina

Diesel

Grecia

656

445

410

Regno Unito

676

596

567

Germania

804

587

576

Francia

806

520

643

Romania

825

449

407

Portogallo

833

527

595

Norvegia

833

851

821

Slovacchia

834

446

486

Svezia

846

644

598

Repubblica Ceca

847

461

515

Austria

854

567

549

Svizzera

858

613

632

Olanda

872

783

937

Danimarca

900

760

762

Belgio

959

632

691

Italia

974

794

683

Spagna

991

538

591

Polonia

995

477

562

Media

854

594

613

 

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Ferrari - Al volante della F8 Tributo - VIDEO

4 Ruote - Set 04,2019

Tutto intorno a lui, il premiato. Per ben quattro volte eletto motore dellanno. Parliamo del V8, ovviamente, di casa a Maranello. E protagonista assoluto nella nuova Ferrari F8 Tributo, dove la potenza del 3.9 biturbo è cresciuta a 720 CV (parallelamente a una diminuzione di peso del veicolo di 40 kg, ora attestato a 1.330 kg). Ma lerede della 488 GTB ha subito un profondo rinnovamento su tutti i fronti, a partire dallaerodinamica (migliorata nellefficienza del 10%), per passare alla gestione elettronica della potenza, alla risposta dello sterzo e nella dinamica del veicolo nel suo insieme.

Come lei nessuna mai. Ma cosa si prova a guidarla? Ce lo racconta in prima persona Gian Luca Pellegrini che in questo video ne sintetizza i tratti salienti e le emozioni al volante. Sia in pista che su strada, a Fiorano e sulle colline adiacenti. Unesperienza che lascia il segno a livello emotivo, pur trattandosi di unevoluzione del noto DNA Ferrari. Solo un click più in alto. Buona visione.

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Mazda e-TPV - Al volante del primo prototipo elettrico

4 Ruote - Set 04,2019

Non è una novità che ai tecnici della Mazda piaccia andare controcorrente. Non certo per il gusto di farlo, ma per seguire le proprie convinzioni, basate su una strategia di lungo termine. Che prevede il miglioramento continuo dei motori a combustione interna, a benzina e diesel, e pure lo sviluppo dellinnovativo Skyactiv-X, che punta a unire i vantaggi di entrambi. Inoltre, anche gli ingegneri di Hiroshima pensano allelettrico, in tutte le sue forme, dal semplice mild hybrid già disponibile sulla Mazda3 e sulla nuova CX-30, al plug-in fino allauto a batteria vera e propria.

Approccio esclusivo. Anche in questo ambito i tecnici giapponesi hanno un approccio originale, che poggia su unattenta analisi dellimpatto della vettura non solo nel corso dellutilizzo, ma nellintero ciclo di vita, dalla produzione al riciclaggio. Con tale ottica, la taglia dellaccumulatore influisce negativamente sulle emissioni di CO2: quindi non conviene che sia molto grande. Ciò, però, limita il raggio dazione della vettura, quindi come fare per eliminare lansia da autonomia?

Aiutino a benzina. La soluzione è un range extender: un piccolo propulsore a benzina che aziona un generatore, il quale fornisce la corrente necessaria ad alimentare il motore elettrico. Non certo una novità, visto che è stato utilizzato per esempio sulla BMW i3. La Mazda, tuttavia, è lunica Casa ad aver sviluppato per anni il Wankel, che per le sue caratteristiche si rivela perfetto in questo ruolo. Pressoché privo di vibrazioni, silenzioso e compatto, può anche avere un buon rendimento se, come in questo caso, funziona in un limitato campo di regimi. E per sovramercato, il range extender consente persino di utilizzare la vettura come fonte di energia elettrica per usi domestici in caso di disastri naturali che causino linterruzione della fornitura di corrente, eventualmente alimentandolo anche a Gpl.

Assenza pesante. Grande, quindi, è stata la mia curiosità quando sono stato incaricato di partecipare al test del prototipo della prima vettura elettrica della Mazda, a Oslo, in Norvegia. Laspettativa è cresciuta quando ho notato in esposizione la piattaforma del veicolo, col motore elettrico affiancato dal gruppo del range extender. Purtroppo, però, lauto da guidare ne era priva. Non è un mistero, infatti, che la strategia della Mazda preveda dimpiegare il generatore ausiliario in taglie diverse e abbinato a batterie e propulsori di prestazioni varie, secondo il mercato di destinazione e la relativa disponibilità di energia rinnovabile e la diffusione delle colonnine di ricarica, e sarà offerta pure una versione senza laiutino a benzina. Proprio come il prototipo a disposizione per il breve test, che ha il corpo vettura di una CX-30 (ma non pensiate che sia prevista una versione elettrica di questo modello) e il nuovo pianale pensato per accogliere la batteria da 35,5 kWh, che alimenta un motore sincrono a magneti permanenti da 143 CV (105 kW) e 265 Nm. Laccumulatore, che è racchiuso in un robusto contenitore d'acciaio ad alta resistenza fissato al pianale in venti punti, così da aumentare la rigidezza della scocca, e pensato per sopportare anche gli impatti laterali più severi, viene rifornito con corrente alternata attraverso il caricatore interno da 6,6 kW oppure tramite la corrente continua a 50 kW.

La più vicina a unauto normale. Mancando il range extender, il resoconto del test sarebbe per forza di cose stringato. Infatti le elettriche, tutto sommato, si comportano più o meno allo stesso modo: sono silenziose, rapide nellerogare la coppia richiesta col pedale dellacceleratore e facili da guidare. Ma questa è una Mazda e qui entra in gioco il Jinba Ittai, ovvero lunione tra il cavaliere e il suo cavallo, che, adattato nellambito automobilistico, si può spiegare come un funzionamento della vettura omogeneo, intuitivo, che non affatica il conducente e i passeggeri nemmeno nei lunghi viaggi. I tecnici di Hiroshima hanno studiato a fondo il comportamento del corpo umano e progettano le loro auto per renderle il più possibile prive di ritardo nella risposta dei comandi e in grado di fornire un adeguato feedback sulla loro attuazione. Il risultato, nel caso di questo prototipo, è sorprendente: si tratta dellelettrica più simile a unauto tradizionale che io abbia mai guidato. Soprattutto per due motivi. Il primo è il rumore: un sound artificiale gradevole, dal volume ridotto ma che in piena accelerazione savvicina a quello di un buon sei cilindri a benzina. stato introdotto per far avvertire anche acusticamente al guidatore lincremento della coppia erogata, che non è mai brusco, come invece capita sulle altre elettriche quando si affonda lacceleratore: e ciò è la seconda similitudine con le vetture normali. Scelte originali e coerenti con la filosofia Mazda, ma che rischiano di deludere i fan delle auto a batteria. Sempre in tema di omogeneità di guida, qui il G-Vectoring control, la tecnologia sviluppata dalla Casa giapponese che promette di minimizzare le variazioni di assetto in curva modulando automaticamente la coppia motrice, è portato a un livello più alto, grazie alla possibilità di gestire in modo più preciso lerogazione del motore e pure la frenata rigenerativa. A proposito di questultima, a Hiroshima non hanno ancora deciso quale strategia adottare: se lasciare al cliente lopzione di attivare la modalità di guida con un solo pedale, se selezionare vari livelli di intensità di rigenerazione o fissarla a una soglia bassa per simulare il comportamento di unauto convenzionale, concentrando la decelerazione elettrica quando si agisce sui freni. Non a caso i tecnici hanno raccolto con grande attenzione le opinioni dei partecipanti al test. Qualunque sia la soluzione che sarà adottata, posso dire che in questo primo assaggio lelettrica Mazda si è rivelata assai gradevole e omogenea nella guida, proprio come i suoi progettisti desiderano, rinunciando però al wow factor della risposta istantanea allacceleratore.

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Mazda CX-30 - Al volante della Skyactiv-X

4 Ruote - Set 03,2019

C'è fermento in casa Mazda e il motivo è presto detto: l'esordio della nuova CX-30 corrisponde a una ghiotta opportunità commerciale. La crossover si posiziona a metà strada fra la CX-3 e la CX-5, in quel redditizio segmento di modelli che uniscono dimensioni relativamente compatte la giapponese è lunga 4,4 metri, alta 1,54 e ha un passo di 2,65 metri a una generosa spaziosità interna (il bagagliaio ha una capacità dichiarata di 430 litri). Inoltre, dopo la Mazda3, la CX-30 è il secondo veicolo di nuova generazione progettato per avvicinare anche la clientela premium. E poi, dentro il cofano c'è il rivoluzionario motore Skyactiv-X, che promette consumi ridotti e piacere di guida. 

Si guida come un aspirato. Unisce i vantaggi del diesel a quelli del benzina: è così che Mazda descrive lo Skyactiv-X. E non è certo un'affermazione da poco. Quindi, come si comporta su strada? Bene, ma per apprezzare appieno il propulsore bisogna comprenderlo. Partiamo da un presupposto: il compressore volumetrico adottato da questo 4 cilindri non serve per spremere potenza, quanto per consentire il sofisticato funzionamento dell'iniezione. In altri termini, la sovralimentazione non garantisce i generosi picchi di coppia massima tipici delle unità turbo, benzina o diesel che siano, di ultima generazione. Piuttosto, il comportamento è quello di una tipica unità aspirata che si distingue soprattutto per la regolarità d'erogazione e la determinazione nel prendere giri fino a limitatore, posto a quota 6.500 giri/minuto.

Va bene e consuma poco. In un certo senso, lo Skyactiv-X è un inno alla guida d'antan: le prestazioni vanno cercate nella parte alta del contagiri, sfruttando al massimo ogni marcia e dandosi da fare con l'ottima trasmissione manuale a sei marce. Il propulsore può contare su una buona elasticità di marcia, che permette di viaggiare in scioltezza anche sfruttando i rapporti più lunghi. In più, ci sono anche diversi vantaggi ambientali, visto che il consumo combinato nel ciclo Wltp è di soli 5,9 litri/100 km. Numeri notevoli, se si tengono in considerazione la cilindrata e lalimentazione.

Precisa e confortevole. Nonostante lo schema non particolarmente raffinato delle sospensioni (MacPherson allanteriore e barra di torsione al posteriore), fra le curve la CX-30 risulta molto piacevole da guidare: lo sterzo presenta una buona taratura, che consente inserimenti precisi dell'avantreno, mentre l'assetto è un riuscito compromesso fra guidabilità e comfort. In marcia la vettura risulta silenziosa, anche per merito dellaerodinamica che non lascia filtrare fruscii. La dinamica di marcia è impreziosita dal G-Vectoring Control, un dispositivo che regola la coppia erogata dal motore in relazione all'angolo di sterzo e aiuta a distribuire al meglio il carico verticale su ciascuna ruota. Sulle versioni a trazione anteriore, questa tecnologia funziona anche in uscita di curva, sfruttando un'azione mirata sui freni delle ruote esterne per stabilizzare l'auto.

Dotazioni e prezzi. Il corredo tecnologico dedicato alla sicurezza e allassistenza alla guida comprende la frenata automatica di emergenza, la funzione di supporto per la guida in colonna e il monitoraggio della stanchezza del guidatore. Inoltre, il sistema infotelematico con schermo da 8,8 pollici supporta, di serie, sia Apple CarPlay sia Android Auto. I prezzi della CX-30 partono da 24.750 euro, ma per avere il motote Skyactiv X ne servono almeno 29.350, cui vanno aggiunti 2.000 euro per il cambio automatico e 2.200 per la trazione integrale.

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Audi Q5 55 TFSI e - Al volante della Suv ibrida plug-in

4 Ruote - Set 03,2019

Andare a corrente richiede loccorrente. E lAudi ne è al corrente, visto che per la propria Suv best in class, la Q5, ha trasferito sulla versione plug-in gran parte della tecnologia adottata dalla prima elettrica di casa. La parentela tra le due vetture è tale che sul quadrante, al momento dell'accensione, appare la stessa scritta, e-tron. La nuova Audi Q5 TFSI e quattro S tronic, questo il nome completo allanagrafe, è declinabile nelle versioni 55 e 50. Non va, quindi, controcorrente. Ma basta davvero questo banale gioco di parole per raccontarla e inquadrarla? Ovviamente no. La Casa ha scelto un messaggio efficace dal punto di vista del marketing, Q alla quinta (con cinque aree di caratterizzazione: elettrificazione, efficienza, accessibilità, prestazioni e versatilità). Una premessa che andrà verificata dai fatti e dal nostro Centro prove, dal momento che sulla carta la Q5 55 TSFI dichiara percorrenze quasi da scooter: fino a 47 km/litro. Il percorso da Torino a Champoluc (in Valle dAosta) e ritorno, oggetto di questo primo contatto, non sembra però fatto per accreditare tali dati.  

Stesso motore, due versioni. Il powertrain della Q5 plug-in è composto da un 4 cilindri 2.0 TFSI turbobenzina da 252 CV e 370 Nm di coppia e da un propulsore elettrico da 143 CV e 350 Nm : quest'ultimo è integrato, insieme a una frizione di separazione, nel cambio S tronic a sette rapporti. Due sono le versioni disponibili, già in prevendita: la 55 TFSI da 367 CV complessivi e 500 Nm di coppia e la 50 TFSI da 299 CV e 450 Nm. Per entrambe le varianti, il picco di spinta è a 1.250 giri e resta costante fino a 5 mila: ciò che cambia è il boost fornito dallunità elettrica. Laccumulatore agli ioni di litio, alloggiato sotto il piano di carico (il bagagliaio ha una capacità dichiarata di 465 litri, contro i 550 delle versioni non elettrificate), pesa 135 kg e ha una capacità di 14,1 kWh, mentre la potenza massima della ricarica è di 7,4 kW (il ripristino richiede fino a 7 ore dalla presa domestica, oppure 2,5 ore presso una colonnina). Sul fronte delle prestazioni, la Q5 plug-in accelera da 0 a 100 km/h in 5,3 secondi (55 TFSI) o 6,1 secondi (50 TFSI) e raggiunge la velocità massima di 239 km/h, mentre i consumi dichiarati sono pari a 2,1-2,7 l/100 km nel caso della variante più potente (con emissioni d CO2 pari a 48-62 g/km) e a 2,2-2,8 l/100 km (con 50-65 g/km di CO2) nel caso della 50 TFSI. Per quanto riguarda la marcia a zero emissioni, l'Audi indica un'autonomia di 45 chilometri a una velocità non superiore ai 135 km/h. 

Su strada. Il primo contatto è stato con la 55 TFSI. Ottime, come sempre, le sensazioni di guida, nulla da aggiungere rispetto alle versioni termiche sul comportamento dinamico e sulla frenata. All'esterno, lauto è riconoscibile come Phev solo dal secondo sportellino, quello che copre la presa di ricarica sul passaruota posteriore sinistro, mentre allinterno si notano le schermate del display dedicate alla marcia in elettrico e il selettore delle modalità di guida (solo elettrica, risparmio batteria e gestione automatica intelligente dei due motori). L'unica sensazione distonica che ho avuto riguarda il pedale del gas, dall'escursione breve e un po' rigida, come se invogliasse a non spingere troppo per favorire la parsimonia. A proposito: all'andata, dopo 126 chilometri di cui 9-10 percorsi in elettrico a 30 km/h e un dislivello di oltre 1.300 metri, il trip computer ha indicato un consumo di 10,5 l/100 km (benzina) e 9,6 kWh/100 km (energia). Al ritorno, dopo 114 chilometri fatti prevalentemente in discesa, il responso della strumentazione è stato, rispettivamente, di 6,1 l/100 km e di 7,5 kWh/100 km.  

Vantaggi economici e fiscali. Secondo la Casa, il mix di prodotto della Q5 plug-in potrebbe raggiungere il 13-15%, non solo per la sua appetibilità come auto aziendale. Nessuna delle versioni, infatti, è soggetta allecotassa: in più, la 50 TFSI può accedere anche allecobonus fino a 2.500 euro, un vantaggio che potrebbe suscitare l'interesse dei privati. A seconda delle regioni, inoltre, si possono ottenere ulteriori risparmi sul bollo, mentre alcune assicurazioni prevedono sconti sul premio. Infine, i listini: la Q5 55 TFSI parte da 64.800 euro, mentre la 50 TFSI ha un prezzo d'attacco pari a 57.500 euro.  

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Nissan Juke - Debutta la seconda generazione della crossover

4 Ruote - Set 03,2019

Era il 2010 quando la Nissan Juke scombinò le carte nel segmento B. Proponendo carrozzeria rialzata e forme simpatiche strizzate in misure a prova di città. Da allora (un milione i pezzi venduti fino a oggi) un sacco di concorrenti hanno seguito la sua ricetta e adesso è arrivato, anche per lei, il momento di rifarsi totalmente il trucco. Dopo averla guidata in anteprima, ancora in veste camuffata, ecco quindi la seconda generazione: arriverà in concessionaria a fine novembre, con un prezzo base, in allestimento Visia, di 19.620 euro. Ma fra pochi giorni sarà comunque possibile ordinare online la Premium Edition, ricca edizione di lancio limitata a 500 esemplari, di cui solo 30 destinati all'Italia.

Familiare, con stile. Secondo i designer che l'hanno partorita, questa Juke è un po' come il secondo album per un cantante: dev'esserci qualcosa di nuovo, ma devi comunque far ricordare, in questo caso a chi guarda, il tratto che ti contraddistingue. Tradotto sulle lamiere, in Nissan hanno voluto mantenere una certa familiarità con le linee del vecchio modello, reinterpretate però in chiave più sportiva. E usate per far trasparire una certa maturità, funzionale a un aumento generoso delle dimensioni. La piattaforma Cmf dell'Alleanza ha infatti allungato la carrozzeria di 7,5 centimetri (4,21 metri totali), per una larghezza di 180 (+3,5 centimetri) e un'altezza di 1 metro e 59 centimetri. Senza dimenticare i 10,5 centimetri aggiuntivi di passo, per 263 totali. Il primo effetto? L'aumento dello spazio a disposizione per ginocchia e testa di chi siede dietro. Nondimeno, pure il bagagliaio è cresciuto, con 422 litri totali in configurazione cinque posti (+68 litri rispetto a prima).

Sempre connessa. Grandi passi avanti anche nella qualità dei materiali nell'abitacolo, con una plancia che conquista plastica morbida nella parte alta, ma anche una fascia centrale che può essere rivestita d'Alcantara. E poi, un profluvio di tecnologia, con aggiornamenti di mappe e software over the air, nonché la possibilità di trasformare l'infotainment da 8 con connettività Apple CarPlay e Android Auto in un hot-spot wifi, grazie alla sim card 4G. Tre anni sono gratis, poi si comincia a pagare i pacchetti dati. Volendo, si può anche inviare la destinazione al navigatore direttamente da casa, utilizzando il Google Assistant. Scaricando l'app Nissan, è poi possibile chiudere o aprire l'auto a distanza o impostare un'area ed essere avvisati qualora l'auto (magari guidata dai figli) dovesse uscire. Da segnalare l'impianto stereo Bose con otto altoparlanti, due dei quali integrati direttamente nei poggiatesta dei sedili anteriori.

Tecnica e allestimenti. A spingere la nuova Nissan Juke niente più diesel: c'è solo un tre cilindri turbo benzina da 117 cavalli e 200 Nm (di cui 20 di overboost), per uno 0-100 km/h da 10,4 secondi (11,1 con il cambio DCT) e tre modalità di guida (Eco, Standard e Sport). Il cambio può essere manuale a sei marce o automatico doppia frizione a sette rapporti con paddle al volante. Allo studio ci sono anche la versione bi-fuel a Gpl (per l'Italia) e un'ibrida. La piattaforma Cmp è più rigida del 13% rispetto alla precedente, pur essendo comunque il 6% più leggera, mentre lo sterzo è più diretto ed è stato rivisto nella taratura. Cinque gli allestimenti: Visia, Acenta, N-Connecta, Tekna e N-Design. Le ultime due hanno di serie cerchi da 19, la N-Design anche la tinta bicolore. Fin dalla Visia, comunque, la dotazione di sicurezza comprende già abbaglianti automatici, sistema di mantenimento della corsia e riconoscimento dei segnali stradali.  

 

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Autotorino - A Bergamo una nuova concessionaria Jeep e Alfa Romeo

4 Ruote - Set 03,2019

Autotorino amplia la sua rete con una concessionaria Jeep e Alfa Romeo a Bergamo città. Il nuovo centro, situato in via per Zanica 87, affianca allo showroom dedicato ai modelli di FCA un service ufficiale Mercedes-Benz e unesposizione dedicata allusato.

Raddoppia la presenza sul territorio. Per il dealer nato in Valtellina si tratta della 38esima apertura, la nona filiale dedicata a Jeep e la seconda al marchio del Biscione. La struttura, per la quale sono stati investiti 1,5 milioni di euro, si sviluppa su 12.800 metri quadrati di superficie, di cui quasi un terzo dedicati allesposizione. Il gruppo era già presente sul territorio con la filiale di Curno e quello orobico rappresenta, per Autotorino, il terzo mercato e il terzo parco auto nella Lombardia.

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Volkswagen - Una nuova crossover per il mercato globale

4 Ruote - Set 03,2019

La Volkswagen ha diffuso il teaser di un nuovo modello destinato al mercato globale, confermando che per la prima volta tutto lo sviluppo sarà affidato alla Volkswagen do Brasil. Il gruppo tedesco ha comunicato anche ulteriori investimenti in Sud America, che portano a 1,5 miliardi l'ammontare previsto tra il 2016 e il 2020. 

In Brasile nel 2020, in Europa nel 2021. Basata sulla piattaforma Mqb, la vettura, denominata temporaneamente New Urban Coupé, ha le proporzioni di una crossover sportiva compatta, sulla falsariga di quanto visto recentemente con la Q3 Sportback. Sarà presentata nella primavera del 2020. La produzione sarà avviata entro la fine del prossimo anno nella fabbrica brasiliana di Anchieta, mentre nel 2021 inizierà l'assemblaggio e la commercializzazione in Europa. 

 

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F.1 a Monza - Sticchi Damiani: "La firma per il rinnovo tra pochi giorni"

4 Ruote - Set 03,2019

Alla tradizionale conferenza stampa di presentazione del Gran Premio d'Italia di Formula 1, che si correrà questo fine settimana a Monza, il presidente dell'Aci - Angelo Sticchi Damiani - ha confermato che si è ormai molto vicini alla firma di un rinnovo contrattuale con Liberty Media che permetterà allAutodromo Nazionale di ospitare la gara per almeno altri cinque anni.

Passaggio di testimone. "La straordinaria storia di questo circuito continua", ha affermato orgogliosamente Sticchi Damiani, presentando la novità che pone nuove basi per il futuro dell'impianto brianzolo. Oggi, infatti, si firma la concessione che trasferisce la gestione dell'Autodromo di Monza dalla Sias S.p.A. ad Aci Italia. La nuova convenzione si è resa necessaria per poter arrivare alla firma del nuovo contratto con Liberty Media, detentore dei diritti commerciali della Formula 1, così da poter far correre il Circus a Monza per le prossime cinque stagioni. "Oggi scriveremo un capitolo importante di questa storia, dando continuità, per quasi dieci anni, al rapporto tra Aci, Sias e il Consorzio del Parco, in particolare la Regione Lombardia, con una firma prodromica perché Aci possa firmare il contratto con Liberty Media", ha spiegato il presidente.

Lo sprint finale, con un occhio al futuro. Quanto alla firma sul nuovo contratto con la Formula 1, Angelo Sticchi Damiani ha confermato che rimangono da sistemare giusto alcuni dettagli. "Firmeremo nei prossimi giorni", ha commentato il presidente, sottolineando il grande lavoro di squadra che ha coinvolto anche la Regione Lombardia e il Comune di Milano, per permettere di raggiungere l'obiettivo. E si pensa già al futuro: "Questo bellissimo autodromo ha bisogno di essere migliorato, c'è il consorzio del Parco di Monza, c'è Aci Italia, speriamo in contributi governativi così che, nel 2022, l'Autodromo di Monza possa presentarsi in una nuova veste".

Non solo F.1. Come ha spiegato il sindaco di Monza, Dario Allevi, la nuova convenzione permetterà di rendere l'Autodromo un impianto polifunzionale. Allevi, oggi anche in veste di presidente del Consorzio del Parco, ha spiegato: "La convenzione che andremo a firmare darà l'opportunità di far vivere l'impianto, adeguandolo alle esigenze sempre più elevate, per farlo diventare polifunzionale. Sarà una struttura dove portare altri grandi eventi, come per esempio il grande tennis Atp, un progetto che al board Atp è piaciuto molto. Lavoreremo per riportare qui i grandi concerti, eventi da quasi 100 mila visitatori. Il prossimo salone dell'auto, trasferito da Torino a Milano e Monza, sarà presentato qui il 19 settembre, migliaia di visitatori arriveranno qui il prossimo giugno e sarà un successo".

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Lamborghini Sián - 819 CV per la prima ibrida di Sant'Agata

4 Ruote - Set 03,2019

La Lamborghini più veloce di tutti i tempi: così il marchio di Sant'Agata Bolognese presenta la sua prima ibrida, la Sián. La supersportiva a dodici cilindri vanta soluzioni tecniche innovative, a partire dal sistema elettrificato che porta al debutto nel mondo dell'auto i supercondensatori per contenere il peso e garantire prestazioni elevate. La Lamborghini Sián sarà costruita in soli 63 esemplari, ognuno dei quali sarà personalizzato dal Centro Stile Lamborghini e dal reparto Ad Personam con l'obiettivo di creare un pezzo unico per ogni proprietario. Il debutto della nuova V12 è fissato per il prossimo Salone di Francoforte, dove sarà esposto un esemplare con verniciatura Oro elettrico multistrato e interni caratterizzati da rivestimenti di pelle Poltrona Frau e inserti stampati in 3D.

L'elettrico supporta il V12. La Sián mantiene fede alla storia del marchio proponendo una versione evoluta del V12 di 6.5 litri della Aventador SVJ abbinata a un motore elettrico a 48 volt. L'unità termica, aggiornata con valvole d'aspirazione di titanio, è la più potente mai montata su una Lamborghini di serie: il dodici cilindri arriva a erogare 785 CV a 8.500 giri. Per incrementare ulteriormente le prestazioni, all'interno del cambio è stata integrata un'unità elettrica da 34 CV collegata direttamente agli assi che porta la potenza massima del sistema a 819 CV e supporta le manovre a bassa velocità, retromarcia compresa, scollegandosi poi al raggiungimento dei 130 km/h.

Il debutto dei supercondensatori. L'elettricità necessaria per il funzionamento del sistema ibrido viene accumulata all'interno di un supercondensatore, anziché nelle classiche batterie agli ioni di litio. Questa innovativa soluzione, inizialmente collaudata sulla Aventador, ha permesso alla Lamborghini di proporre un sistema di stoccaggio dell'energia tre volte più leggero rispetto a un accumulatore di pari potenza e tre volte più potente rispetto a una batteria di pari peso. La componente ibrida (motore e supercondensatore) arriva così a pesare solo 34 kg, garantendo un rapporto peso/potenza di 1 kg/CV. L'utilizzo di questa tecnologia ha inoltre permesso di sfruttare al meglio la frenata rigenerativa: grazie al comportamento simmetrico del supercondensatore, che può essere scaricato e caricato con la stessa potenza, il sistema si ricarica totalmente a ogni frenata, garantendo un immediato aumento della potenza disponibile.

Le prestazioni. La combinazione del V12 con il sistema elettrico permette alla Sián di conquistare un altro primato, ovvero quello di Lamborghini con l'accelerazione migliore di sempre. Alla sportiva ibrida bastano infatti 2,8 secondi per toccare i 100 km/h da fermo. Anche nelle riprese i dati migliorano nettamente: con un incremento del 10% della forza di trazione in terza marcia il 30-60 km/h migliora di due decimi, mentre nel 70-120 km/h l'elettrico permette di limare ben 1,2 secondi. Alle velocità più basse, infatti, il sistema ibrido può migliorare la forza di trazione del 20% nelle marce più alte. La velocità massima è superiore ai 350 km/h.

Nuovi materiali e look ispirato alla Countach. Oltre alle tecnologie, la supersportiva di Sant'Agata porta al debutto anche un nuovo look con dettagli derivati dal passato. Ispirata alla Countach, la Sián introduce soluzioni stilistiche inedite per i modelli di serie, come le luci diurne a Y derivate dalla Terzo Millennio e il prolungamento sul tetto degli elementi di vetro del vano motore. Oltre a questo l'ibrida utilizza per la prima volta delle alette di raffreddamento posteriori realizzate con materiali che reagiscono alle elevate temperature generate dall'impianto di scarico, modificando la propria forma per migliorare il raffreddamento.

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Bugatti - Un Grand Tour per celebrare i 110 anni

4 Ruote - Set 03,2019

Un Grand Tour d'Europa per celebrare i 110 anni della propria storia. Dopo l'unveiling della Centodieci a Pebble Beach, la Bugatti prosegue così i festeggiamenti, con 23 esemplari di Veyron e Chiron che affronteranno un percorso lungo i luoghi simbolo del marchio. Il via all'evento è stato dato a Milano, città natia di Ettore Bugatti: le hypercar francesi si sono date appuntamento al Palazzo del Senato e hanno poi viaggiato verso le Langhe piemontesi per un pranzo nel Monferrato. Da qui, la carovana ha passato il confine francese verso la Costa Azzurra, con destinazione Montecarlo, dove nacque il pilota Louis Chiron.

Destinazione Molsheim. Da Monaco le Bugatti affronteranno un viaggio dal Principato fino a Aix-en-Provence e in seguito fino a Le Massif du Luberon. La giornata seguente prevede il passaggio da Beaune, dalla regione del Cote D'Or e l'arrivo a Parigi con una cena in Place Vendome. L'ultimo giorno vedrà la carovana raggiungere la sede Bugatti di Molsheim, dove i partecipanti potranno visitare la sede e ammirare le vetture del marchio di tutte le epoche, proprio nei giorni in cui la Casa francese festeggia lo storico primato di velocità di oltre 490 km/h con una Chiron modificata

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