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Prima la Cina, poi lEuropa: Freelander 8 debutta con la versione range extender

4 Ruote - 2 ore 11 min fa
stata presentata in Cina la Freelander 8, primo modello del brand nato dalla joint venture tra Chery e Jaguar Land Rover, anticipato dalla Concept 97. Si tratta di una SUV elegante che strizza l'occhio al mondo dell'off-road, disponibile con powertrain elettriche, plug-in e con range extender. Dopo il debutto in Cina, la Freelander 8 arriverà anche in Europa, probabilmente già nel 2027. Più di 200 km in elettrico La Freelander 8 è lunga 5.118 mm, larga 2.050 e alta 1.898. Ha un passo di 3.040 mm ed è costruita su una nuova piattaforma a 800 Volt, nata per ospitare powertrain elettrificati. Il primo ad arrivare è un range extender con batteria al nichel-manganese-cobalto da 60 kWh, per un'autonomia in modalità elettrica (nel ciclo cinese CLTC) di 221 km. La potenza dei due motori elettrici di trazione non è stata comunicata, mentre la velocità massima è dichiarata in 220 km/h. Arriverà in tre versioni Il motore termico, che si occupa di ricaricare la batteria, è un quattro cilindri turbobenzina da 1.5 litri e 156 CV di potenza massima. Gli accumulatori possono essere collegati anche a colonnine ad alta potenza, fino a 350 kW. La Freelander 8 First Edition sarà proposta negli allestimenti Pro, Max e Max+, riconoscibili per il badge dedicato e disponibili nelle colorazioni Thermal Gold Lemon, Flowing Silver e Twilight Purple. Tante soluzioni per l'off-road Dal punto di vista meccanico, la Freelander 8 monta tre differenziali - anteriore, posteriore elettronico a slittamento limitato e centrale virtuale - con gestione della trazione integrale affidata al sistema i-ATS, sviluppato in collaborazione con Huawei. Le sospensioni pneumatiche sono a doppia camera. L'architettura software si basa sul chip Qualcomm Snapdragon 8397, mentre per quanto riguarda gli ADAS tutte le versioni adottano un LiDAR sul tetto, gestito dalla piattaforma Qiankun ADS 5 di Huawei.
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Carburanti, continua il calo ma dal gasolio arriva un segnale diverso

4 Ruote - 2 ore 24 min fa
Prosegue anche oggi, 18 giugno, il calo dei prezzi dei carburanti alla pompa. Il trend resta sostenuto dalla discesa delle quotazioni petrolifere, con Brent e Wti ormai da giorni sotto la soglia degli 80 dollari al barile: l'indice londinese tratta intorno ai 78 dollari, quello americano sui 75.Tuttavia, come segnala Staffetta Quotidiana, in queste ore si sta palesando una prima inversione nella fase intermedia della filiera, quella della raffinazione. Le quotazioni del gasolio risultano infatti in lieve aumento, mentre la benzina continua a scendere.A ogni modo, questa mattina il prezzo medio in modalità self service sulla rete nazionale è pari a 1,862 euro al litro per la benzina (-10 millesimi rispetto a ieri), 1,963 euro per il diesel (-11), 0,775 euro per il Gpl (-2) e 1,561 euro/kg per il metano (invariato). Sulla rete autostradale, la verde al fai-da-te si attesta a 1,956 euro (-8), il gasolio a 2,052 euro (-8), il Gpl a 0,883 euro (-3) e il metano a 1,584 euro/kg.In questo contesto, la testata segnala anche la decisione di Tamoil di ridurre i prezzi consigliati: benzina -3 centesimi al litro, gasolio -1 centesimo. Modalità di vendita e marchi Staffetta passa quindi alla consueta elaborazione dei prezzi praticati per modalità di vendita sulla rete stradale e autostradale, sulla base dei dati comunicati dai gestori all'Osservatorio del Mimit. Nel dettaglio, sul self-service: benzina a 1,874 euro/litro (compagnie 1,872, pompe bianche 1,879) e diesel a 1,977 euro (1,978; 1,975). Al servito: verde a 2,014 euro/litro (2,049; 1,949), gasolio a 2,118 euro (2,157; 2,045), Gpl a 0,784 euro (0,791; 0,776), metano a 1,561 euro/kg (1,561; 1,562), Gnl a 1,462 euro/kg (1,465; 1,460).Lo spaccato dei principali marchi vede Eni a 1,865 euro sulla benzina self-service (2,076 al servito) e 1,974 sul gasolio (2,188); IP a 1,879 (2,049) e 1,983 (2,154); Q8 a 1,866 (2,048) e 1,971 (2,152); Tamoil a 1,869 (1,953) e 1,968 (2,057).
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Da Cassino a Mirafiori, da Fiat ad Alfa Romeo: come cambia Fabbrica Italia con Filosa

4 Ruote - 2 ore 49 min fa
passato quasi un mese dalla presentazione di FaSTLAne 2030, ma nei giorni successivi non sono mancate indicazioni supplementari sul piano strategico di Stellantis. Alcune sono arrivate proprio ieri, 17 giugno, durante l'audizione dell'amministratore delegato Antonio Filosa davanti alle commissioni Attività produttive della Camera e Industria del Senato. il caso di tornarci per approfondire alcune dichiarazioni su impianti, marchi e novità di prodotto, partendo da un presupposto: sarà anche per le sue origini italiane, ma Filosa ha fatto un figurone rispetto all'analoga audizione del suo predecessore Carlos Tavares, da molti politici definita disastrosa. Il top manager ha dimostrato una maggior empatia, una miglior conoscenza dei fatti e, ancor di più, schiettezza, in particolare quando, alla domanda su eventuali nuovi incentivi, ha risposto chiedendo interventi su due mali cronici del sistema Italia come il caro energia e le rigidità del mercato del lavoro (Filosa si è così aggiunto a un elenco ormai lunghissimo di manager, imprenditori o associazioni accomunate dallo stesso appello). Ma è stato ancora più schietto nella sua disamina dell'impegno industriale di Stellantis in Italia. Palese il cambio di passo rispetto a Tavares. Lo hanno riconosciuto diversi parlamentari (anche Carlo Calenda ha elogiato trasparenza e disponibilità al dialogo) e molti sindacalisti. Vediamo dunque le principali dichiarazioni su impianti e prodotti. Il nodo Cassino La disamina non può che partire da Cassino, lo stabilimento oggi in maggior sofferenza e quindi più bisognoso del cambio di rotta garantito dallo stesso Filosa. Abbiamo invertito la rotta, anteponendo la qualità alle efficienze a tutti i costi e tornando a puntare sulla forza dei nostri prodotti", ha sottolineato l'ad, evidenziando: Abbiamo mantenuto gli impegni del Piano Italia, ma in molti casi andremo anche oltre". Ed è proprio su questo oltre che bisogna soffermarsi.Cassino ha già ottenuto alcune assegnazioni di prodotto, a partire dalla nuova Grecale, in arrivo nel 2027, passando da nuove serie speciali delle Alfa Romeo Giulia e Stelvio. Poi c'è un altro aspetto che potrebbe riguardare il futuro delle due ammiraglie del Biscione, perché Stellantis ha più volte confermato l'intenzione di dotarsi delle attese eredi. E lo stesso ha fatto Filosa, aggiungendo una conferma: la produzione di due ammiraglie di segmento E per Maserati. Dunque sono confermate anche le eredi di Quattroporte e Levante. Cassino dovrebbe quindi sfornare cinque modelli, due in più rispetto alla situazione attuale. E qui torna l'oltre già citato. Prima, però, c'è da chiudere una partita di importanza vitale. Non posso ancora entrare nei dettagli, ma posso confermare che siamo al lavoro, anche con potenziali partner, per il futuro di Cassino, legato al piano Maserati, ha confermato Filosa, precisando che sono in corso negoziati con due importanti partner, che possono portarci tecnologia, sviluppo e idee e ora stiamo scegliendo con quale andare avanti".Si tratta - ha precisato Filosa - di partnership collaborative. Dunque si prospetta una collaborazione industriale sulla falsariga di quanto già avvenuto in Spagna, con Leapmotor, e in Francia, con Dongfeng. Filosa ha escluso la vendita sia di Maserati sia di Cassino, aggiungendo la possibilità di una joint venture con Stellantis al 51% e una cooperazione su distribuzione, asset manifatturieri, sviluppo tecnologico e filiere locali. Pomigliano e Melfi tra E-Car e Alfa Romeo Per maggiori dettagli bisogna aspettare ancora diversi mesi, ma Filosa ha auspicato di dare novità importanti anche prima di dicembre.Nei prossimi mesi sono attese novità anche per Pomigliano. Entro il 2028 debutterà l'inedita piattaforma E-Car per la produzione di due modelli elettrici ad alti volumi, con prezzo sui 15.000 euro, ma Filosa non ha escluso ulteriori sviluppi: Spero siano tre. E qui si torna ancora all'oltre. Le collaborazioni riguarderanno anche le city car di Pomigliano, secondo il modello già adottato in Spagna e Francia.Le novità si aggiungeranno alla Fiat Pandina ibrida, la cui produzione continuerà almeno fino al 2030, ma non alla Tonale, destinata a chiudere anticipatamente il ciclo di vita e a essere sostituita da un altro modello non più assemblato alle porte di Napoli.Alfa Romeo dovrebbe quindi abbandonare Pomigliano per approdare a Melfi, dove c'è un altro oltre: ai quattro modelli già previsti dal Piano Italia (Jeep Compass, DS N8, DS N7 e Lancia Gamma) si affiancherà un'inedita C-SUV multi-energia, basata sulla piattaforma Stla Medium. Il futuro di Mirafiori: torna la "famiglia 500" una conferma, come quella dell'investimento da 1 miliardo su Atessa per una nuova generazione di furgoni di grandi dimensioni. Proprio questo impegno è stato citato da Filosa per escludere progetti di vendita o delocalizzazione in Polonia.Altra conferma riguarda Mirafiori. La produzione della nuova Fiat 500 ibrida ha determinato un significativo aumento della produzione, ma un solo modello non basta. L'erede del cinquino è assicurato, con una veste che rafforza l'oltre citato, anche se non riguarda gli attuali piani.La nuova generazione della 500 è in programma dal 2030-31: Sarà multi-energia e avrà diverse forme. come fossero più modelli. Dunque torna il concetto di famiglia 500. Tanti impegni, ma ora servono fatti concreti E poi c'è Modena, dove è in arrivo un halo car del Biscione, sono confermate le GranCabrio e GranTurismo e non sono esclusi altri sviluppi legati alla partnership in definizione. Le collaborazioni riguarderanno Modena e Cassino per il futuro di Maserati.Infine il tema della componentistica. Filosa ha parlato di una strategia ben definita per tutti i siti, soffermandosi su Termoli, confermando la produzione dei cambi eDCT e dei motori GSE per compensare l'addio alla gigafactory Acc.La gigafactory avrebbe fatto batterie con costi troppo alti e volumi in calo. Ci sarebbe stato più ricorso alla cassa integrazione. Per questo abbiamo fatto una scelta diversa, ha spiegato, sottolineando le migliori prospettive per cambi e propulsori ibridi.In sintesi, Filosa ha garantito investimenti sempre più forti in Italia e ha ribadito che il Paese rimarrà un pilastro produttivo del gruppo, con stabilimenti specializzati per valorizzare le competenze industriali. Ora, però, restano da vedere i fatti concreti.
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Stellantis: arrivano le versioni economiche di Berlingo, Doblò, Combo e Partner

4 Ruote - 3 ore 6 min fa
Stellantis Pro One amplia la gamma dei suoi furgoni compatti affiancando ciascuno dei modelli dei suoi quattro marchi principali con un nuovo allestimento basato sull'eliminazione del superfluo e su inedite soluzioni che accrescono la praticità e la fruibilità dell'abitacolo. Una proposta che prende il nome di Smart Compact Van e che la divisione veicoli commerciali del gruppo ha voluto indirizzare in particolare ad aziende che vogliono contenere i costi e a giovani imprenditori all'inizio della propria attività. La famiglia degli Smart compact van include Citroën Berlingo First, Fiat Doblò Easypro, Opel Combo Start e Peugeot Partner Active. All'esterno, ciascuno conserva il proprio marchio, ma le caratterizzazioni sono sfumate, dato che lo scudo anteriore e la calandra sono privi di verniciatura. Le differenze rispetto ai modelli standard sono più evidenti all'interno, dove debutta una plancia interamente ridisegnata, che ripropone la strumentazione e il monitor dell'infotainment già conosciuti; anche il volante a quattro razze è stato mantenuto. Da notare che il nuovo cruscotto è uguale per tutti i modelli, pertanto il Partner non si differenzia più per l'i-Cockpit. Per un lavoro più organizzatoLa modifica, che si estende ai pannelli porta, è funzionale all'adozione di nuovi equipaggiamenti per facilitare l'utilizzo della parte destra dell'abitacolo in assenza del passeggero. Fa parte dell'equipaggiamento standard il sedile Flexiseat, con la seduta sollevabile per creare spazio per merci o attrezzi; sopra può essere applicato il Modutable, superficie di lavoro larga quanto metà della cabina, con una parte estraibile che arriva fino a ridosso del sedile di guida, e può essere utilizzato durante le soste per il disbrigo di pratiche professionali o per la pausa pranzo. Ulteriori soluzioni di organizzazione, acquistabili anche dopo l'entrata in servizio del veicolo, sono la Dashbox (disponibile a partire dal 2027), portaoggetti supplementare sulla parte superiore della plancia, il Drivedrawer, uno scomparto nascosto sotto il sedile del guidatore, per custodire documenti, tablet ed effetti personali, e la Moduconsole centrale amovibile con portabicchieri e un ulteriore vano portaoggetti chiuso. Arriverà anche il mild hybridResta disponibile il Magic Cargo che, nella variante a tre posti, permette di ripiegare una sezione della panchetta per trasportare oggetti lunghi attraverso il passaggio nella paratia di separazione dal vano di carico. A proposito del comparto merci, gli Smart Compact Van sono disponibili nelle stesse varianti a passo corto e lungo dei modelli standard (rispettivamente 3,3 o 4,4 m3 di capacità, entrambi con portata standard di 675 kg o maggiorata di 925). La gamma motori segue la stessa logica del quanto basta: l'elettrico da 136 CV è in questo caso abbinato a una batteria da 42 anziché 51 kWh, per 270 km di autonomia dichiarata; costerà circa 3.000 euro in meno dei modelli Bev standard. I due 1.5 diesel da 100 o 130 CV e il 1.2 benzina da 110 CV sono quelli conosciuti, abbinati a cambi manuali. Nel 2027 arriverà un mild hybrid a ciclo Otto con cambio automatico a doppia frizione Dct. Per i modelli con motori termici, Stellantis anticipa una riduzione di prezzo di circa 1.300 euro rispetto a Berlingo, Doblò, Combo e Partner nelle versioni standard.
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Addio Evader: la citycar elettrica di Dacia si chiamerà ancora Spring

4 Ruote - 3 ore 30 min fa
Dacia ha confermato che la sua prossima citycar elettrica realizzata sulla base della Renault Twingo si chiamerà ancora Spring, come il modello oggi in commercio: la denominazione provvisoria Evader, con cui l'abbiamo conosciuta nei mesi scorsi, è stata abbandonata per mantenere quella scelta da oltre 200 mila automobilisti in Europa.Un nome, spiega la Casa in una nota, universale e immediatamente riconoscibile, che richiama la primavera, simbolo di rinnovamento ed energia positiva. Avrà uno stile da crossover La nuova Spring, che con ogni probabilità sarà presentata ufficialmente al prossimo Salone di Parigi, si appoggia alla piattaforma della Twingo, di cui manterrà grossomodo le dimensioni: una lunghezza inferiore ai quattro metri e un passo di circa due metri e mezzo. Le linee, invece, manterranno il look da crossover anticipato dalla Evader e confermato dalle prime immagini teaser pubblicate dalla Casa di Mioveni: assetto rialzato e protezioni in plastica, che la fanno sembrare una piccola SUV da città. Spaziosa per quattro Per parlare di interni è presto, ma Dacia sottolinea che la nuova Spring avrà - esattamente come la Twingo - quattro posti reali e un vero bagagliaio: la citycar francese ha una capacità di 360 / 1.000 litri dichiarati, che nel caso della Spring potrebbero anche essere di più, favoriti dalle linee più squadrate. Per il resto, ci possiamo aspettare un ambiente semplice ma robusto, con soluzioni pratiche per la vita di tutti i giorni, come il sistema YouClip o i tappetini in gomma. Autonomia da citycar Per quanto riguarda il powertrain, al momento non ci sono ancora comunicazioni ufficiali, ma la nuova Spring attingerà alla gamma della Twingo: questo vuol dire motore da 60 kW (82 CV) e batteria al litio-ferro-fosfato da 27,5 kWh. La piccola francese accelera da 0 a 100 km/h in 12,1 secondi, tocca i 130 km/h di velocità massima e percorre, nel ciclo WLTP, 263 chilometri; la sorella Dacia, in virtù delle sue linee più squadrate, potrebbe essere un po' più lenta nello scatto da ferma e fare un po' meno strada, circa 250 km.
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Nuove Maserati GranTurismo e GranCabrio: stile affinato, con più potenza e autonomia

4 Ruote - 4 ore 40 min fa
Oggi completiamo il viaggio iniziato con MCXtrema, proseguito dalla GT2 Stradale e affinato con la MCPura, ha detto Klaus Busse, capo del design di Maserati, presentando le GranTurismo e GranCabrio aggiornate. Un restyling a tutto tondo, con interventi su design, dinamica di guida e contenuti tecnologici.Tra i punti salienti spiccano i 40 CV in più del V6 Nettuno nella versione Trofeo (totale 590 CV) e l'incremento dell'autonomia (fino a +90 km) della versione elettrica Folgore. Le nuove GT sono ordinabili da subito, ma i prezzi non sono ancora stati comunicati. Design rivisto e aerodinamica più efficiente Frontale più orizzontale, più netto e aggressivo: l'impronta della Maserati MCPura si vede in un frontale completamente ridisegnato, con prese d'aria e soluzioni aerodinamiche - come l'air curtain e lo splitter centrale - ottimizzate per migliorare la deportanza anteriore.Il posteriore guadagna una nuova firma luminosa con lenti chiare e, tra le novità, non mancano cerchi opzionali con finitura in nero lucido, ispirati alla Cielo, che allargano la carreggiata di 10 mm, migliorando stabilità e precisione. Abitacolo: i dettagli fanno la differenza Aria fresca anche nell'abitacolo, dove spunta un volante ispirato al mondo delle corse, piatto agli estremi superiori e inferiori, con razze in alluminio scuro satinato. rivestito in pelle traforata e, nella versione Sport, presenta inserti in Alcantara.Ridisegnato l'orologio, di forma ottagonale, così come il selettore di marcia, che integra comandi tridimensionali in metallo.L'interfaccia digitale, dalle grafiche rinnovate, combina quattro elementi: display centrale da 12,3", Comfort display da 8,8", strumentazione personalizzabile da 12,2" e head-up display. Debutta il sistema di monitoraggio che rileva distrazione e affaticamento del conducente. Un sound riaccordato e 40 CV in più per la Trofeo Sia la GranTurismo sia la GranCabrio sono ancora declinate in due varianti termiche più l'elettrica Folgore.La versione entry-level, con V6 da 490 CV, resta immutata, mentre sulla Trofeo il sei cilindri guadagna 40 CV, raggiungendo quota 590 CV, aumentando il divario prestazionale rispetto alla base.Al capitolo powertrain, da segnalare anche una ricalibrazione di motore e cambio per ottenere risposte più pronte e coinvolgenti. I tecnici di Modena hanno lavorato anche sul sound allo scarico, ulteriormente affinato per risultare più distintivo. Folgore: fino a 90 km di autonomia in più Non è invece questione di potenza ma di autonomia l'upgrade delle Folgore, caratterizzate da un powertrain a tre motori elettrici da 760 CV effettivi, un'architettura a 800 Volt e una batteria da 92 kWh. Qui è l'autonomia a salire (fino a +90 km), per arrivare a chilometraggi massimi dichiarati di 540 km.Elemento chiave, oltre a nuovi algoritmi di gestione energetica, è la possibilità di disconnettere l'assale anteriore, rinunciando, quando non serve, alla trazione integrale per ridurre i consumi.Al lancio delle GranTurismo e GranCabrio Folgore ci siamo focalizzati sulle performance: con questo aggiornamento ci siamo concentrati sull'efficienza, intervenendo sia a livello hardware sia software, ha spiegato Davide Danesin, head of Engineering. Modalità di guida: si aggiunge la Country Sulle nuove GranTurismo e GranCabrio, anche in versione Folgore, debutta la modalità di guida Country, che solleva l'assetto per affrontare fondi irregolari e strade bianche.Questa va ad aggiungersi alle già note Sport e GT. La quarta, Corsa, sulle termiche è sempre riservata alla sola Trofeo. Sulla Folgore, le driving mode salgono a cinque, inclusa Max Range per ottimizzare l'autonomia. Cresce la personalizzazione Fuoriserie Un altro salto rispetto al passato riguarda il programma di personalizzazione Fuoriserie, ora ampliato e integrato nel progetto BOTTEGA FUORISERIE. Per la prima volta, la customizzazione da parte del cliente arriva anche sulla capote della GranCabrio.Il catalogo si amplia con opzioni inedite per le tinte della carrozzeria, combinazioni di badge colorati, finiture per gli scarichi, oltre a nuovi interni e materiali di pregio.
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Nuova Maserati Grecale: V6 Nettuno da 390 CV e più autonomia per l'elettrica Folgore

4 Ruote - 4 ore 45 min fa
Un design più incisivo, interni rivisti negli elementi chiave, il V6 che si sdoppia e una versione elettrica più efficiente: sintetizzando, così si evolve Maserati Grecale, al momento (e ancora per un po') sola e unica SUV nella gamma del Tridente.Alla presentazione del restyling, in prevendita da subito, oltre a spegnere i rumors che riguardano l'interesse di BYD per il marchio (ci fa piacere, ma non è in vendita), il COO Santo Ficili ha però ribadito quanto già anticipato dai vertici di Stellantis nel piano Fastlane 2030. E cioè che, nel futuro, è previsto un ritorno nel segmento E, quello della Quattroporte e della Levante, con due nuovi modelli.Le due colonne di Maserati, ha spiegato Ficili, sono da un lato le gran turismo e dall'altro le ammiraglie, anche nella formula a ruote alte. Ne sapremo di più verso fine anno, al prossimo Investor Day della Casa di Modena. Più cattiva, ma con discrezione Intanto la Grecale si presenta con un frontale ridisegnato, più basso e orizzontale, che ne enfatizza carattere e presenza su strada, ma senza gridare. Il paraurti shark nose - ispirato alla supersportiva MC Pura - integra air curtain laterali per migliorare l'efficienza aerodinamica.Tra gli elementi di novità anche griglie specifiche per le versioni termiche e nuovi cerchi da 20 (Asteria) e 21 (Crono) pollici. La tinta grigio Lamiera Shiny, in arrivo dal programma Fuoriserie, amplia la palette delle verniciature per la carrozzeria. Interni aggiornati Gli interventi nell'abitacolo si concentrano nei punti di maggior contatto per chi guida o più iconici. Tra le principali novità spiccano un volante dalla corona ottagonale, con razza a ore sei e rivestimento in pelle traforata o Alcantara (di serie sulla Trofeo).Il selettore di marcia, con tecnologia aptica capacitiva, è stato ridisegnato e presenta tasti in metallo. C'è poi un nuovo orologio digitale, che riprende la forma del volante, con quadrante in cristallo e corona in metallo.Materiali come legno, carbonio e pelle fanno parte dell'arredo, mentre la dotazione tecnologica include il sistema infotainment MIA con display da 12,3, head-up display riconfigurabile e impianto audio Sonus faber fino a 21 altoparlanti. Debutta il V6 Nettuno da 390 CV Dal punto di vista tecnico, la principale novità è l'introduzione di una variante più tranquilla e accessibile dotata del V6 Nettuno. Nella fattispecie, una versione da 390 CV, con un tuning specifico per una maggiore coppia ai bassi regimi (+32% rispetto al 2.0 a quota 2.000 giri/min) e un'erogazione più fluida.Questo motore si affianca al già noto V6 da 530 CV della versione Trofeo, rimasto invariato. Elettrico più efficiente: la Folgore ha più autonomia Sul fronte elettrico, la Grecale Folgore migliora le prestazioni grazie a interventi su aerodinamica, gestione energetica e pneumatici. A seconda delle versioni, con cerchi da 20'' o 21'', l'autonomia aumenta rispettivamente fino a 9 e 53 km, superando i 580 km dichiarati in precedenza.L'obiettivo dei miglioramenti apportati è ridurre il gap tra il valore omologato e quello reale, ha detto Davide Danesin, capo dell'Engineering. Tra le novità tecniche figura anche il sistema AGS (Air Grille Shutter) e l'ottimizzazione dei flussi sul frontale e sul fondo vettura. Ora la gamma conta sei versioni La gamma copre tutte le motorizzazioni - mild hybrid, V6 benzina ed elettrica - con potenze che vanno dai 250 CV fino ai 550 CV della versione elettrica a 400 Volt.Con l'aggiunta di una seconda motorizzazione V6, l'offerta si articola ora in sei livelli di potenza: Grecale (con il 2.0 litri mild hybrid da 250 o 300 CV), Grecale Modena (2.0 da 330 CV), Grecale e Grecale Modena V6 (da 390 CV), Trofeo (con V6 da 530 CV) e Folgore (da 550 CV).Le tanto attese novità sul fronte ibrido, invece, non sono ancora arrivate. Stiamo pensando di ibridizzare il V6, ha ammesso il capotecnico Danesin rispondendo alla domanda sul possibile innesto di una variante plug-in. Tuttavia, ha continuato, sebbene venga tenuto in considerazione come possibile opzione, l'ibrido ricaricabile non è tra le priorità di Maserati. Vogliamo elettrificare il sei cilindri, ma con una soluzione che preservi il piacere di guida.
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Così rinascono le batterie delle elettriche

4 Ruote - 5 ore 51 sec fa
in tempi di penuria che, a volte, prendono piede le soluzioni di efficienza più innovative. Soluzioni destinate a consolidarsi quando le crisi sono superate. Anche da qui nascono i Bess (Battery energy storage system), grandi accumulatori di energia a loro volta composti da più batterie. Spesso per realizzarli si usano quelle delle vetture elettriche: ormai inservibili sulle auto, trovano nuova vita in questi dispositivi che consentono di stoccare l'energia in eccesso prodotta dalle rinnovabili.  Il principio è semplice quanto efficace, spiega Marco Ferracin di Safe, l'hub italiano delle economie circolari, una batteria di una EV viene dichiarata esausta per la trazione quando scende sotto il 70-80% della sua capacità originaria: a quel punto non riesce più a garantire l'autonomia che il guidatore si aspetta, tuttavia, dopo uno specifico intervento di "remanufacturing", può lavorare proficuamente per altri cinque-dieci anni in applicazioni stazionarie come i Bess. Qui, infatti, la performance richiesta è minore: si tratta di stoccare energia quando è presente, per esempio quando un pannello fotovoltaico è esposto al sole, per cederla alla rete nelle ore di picco. L'accordo tra Safe e Loccioni per il mercato italiano Già diffusi in altre nazioni del mondo, Usa e Cina in primis, da qualche tempo i Bess parlano anche italiano. Safe ha infatti stretto un accordo con la Loccioni, pioniera nazionale del settore, per portare i Bess a una scala industriale anche nel nostro Paese. Insieme coprono tutta la filiera: l'hub delle economie circolari si occupa del recupero delle batterie esauste (dalla raccolta vera e propria ai test, passando per il "remanufacturing") tramite i consorzi di produttori Ecopower ed Ecoped, mentre la Loccioni si focalizza su progettazione e realizzazione dei dispositivi. Solo con una scala industriale e sistemica il "second-hand storage" delle batterie può esprimere il suo pieno potenziale, in favore sia dell'ambiente sia della sicurezza energetica, spiega Ferracin. Che conclude: Fortunatamente, il riutilizzo degli accumulatori esausti delle EV non è solo l'opzione ambientalmente migliore, ma anche quella più conveniente a livello economico.
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Porsche Taycan, con il nuovo model year ha imparato a simulare le cambiate

4 Ruote - Giu 17,2026
Porsche ha presentato il Model Year 2027 dell'elettrica Taycan, che introduce tre novità. La prima è l'E-Shift, un sistema che simula un cambio a otto marce tramite paddle al volante sportivo: ogni cambiata provoca un innesto percettibile, una coppia di trascinamento specifica per marcia e una variazione del suono interno ed esterno prodotto dal Porsche Electric Sport Sound. Il tutto arricchito da un contagiri virtuale e da un segnalatore luminoso sul quadro strumenti. L'E-Shift è di serie sulla Taycan Turbo GT. Adesso vanno più lontano La seconda novità riguarda l'autonomia: i modelli a trazione posteriore (berlina e Sport Turismo) possono essere ordinati con pneumatici estivi da 20 pollici a bassa resistenza al rotolamento che, abbinati alla batteria Performance Plus, portano l'autonomia nel ciclo Wltp fino a 700 km per la berlina e 671 km per la Sport Turismo. Ancora più sportiva La terza e ultima novità della Taycan MY27 è il kit Manthey per la Turbo GT con pacchetto Weissach, che prevede modifiche all'aerodinamica, al telaio e al powertrain: disponibile per la prima volta come equipaggiamento montato direttamente da Porsche, questo kit ha permesso al collaudatore Lars Kern di stabilire il record per le auto elettriche al Nürburgring, con un tempo di 6:55.553. Gli altri aggiornamenti riguardano l'infotainment, che diventa quello già visto su Macan Electric e Cayenne Electric, aggiornamenti OTA, widget personalizzabili e assistente vocale con interazione in linguaggio naturale.
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Deepal S05, lunga autonomia e prezzo sotto i 30 mila euro: abbiamo guidato la Suv ibrida plug-in di Changan

4 Ruote - Giu 17,2026
Changan apre una nuova fase della propria offensiva europea. Dopo essere sbarcata da noi con una gamma composta da modelli elettrici, la Casa cinese introduce ora nei mercati del Vecchio Continente, Italia compresa, la tecnologia plug-in hybrid. Il debutto avviene sulla Deepal S05, Suv di segmento C lunga 4,60 metri, che già affianca nella gamma del costruttore la più grande S07. L'obiettivo, spiegano i tecnici di Chongqing, è quello di offrire una vettura capace di mantenere tutti i vantaggi della guida elettrica negli spostamenti quotidiani, senza rinunciare alla libertà di affrontare lunghi viaggi. Il termico funge da range extender Il powertrain Ultra Hybrid a trazione anteriore combina un motore elettrico da 234 CV con un quattro cilindri benzina 1.5 da 86 CV. Quest'ultimo lavora per la maggior parte del tempo come range extender, alimentando un generatore e intervenendo direttamente nella trazione soltanto quando viene richiesta la massima accelerazione, oppure quando il software di gestione preserva l'energia della batteria. Si ricarica in corrente continua con potenza fino a 55 kW La potenza complessiva raggiunge i 258 CV, mentre la batteria Lfp da 18,4 kWh consente fino a 100 chilometri di percorrenza in modalità elettrica e un'autonomia dichiarata di 1.060 chilometri. A differenza di molte concorrenti plugin hybrid, inoltre, la Deepal S05 Ultra Hybrid può essere ricaricata in corrente continua fino a 55 kW: secondo la Casa bastano circa 15 minuti per passare dal 30 all'80%. Come va su strada Al volante la cinese, che abbiamo provato in anteprima sulle strade di Barcellona, sembra un'elettrica pura. La marcia è estremamente silenziosa, anche se sotto i 30 km/h si percepisce troppo il suono dell'avvisatore acustico per i pedoni. La risposta all'acceleratore è pronta e il passaggio tra le diverse modalità di funzionamento avviene in maniera quasi impercettibile: il motore termico praticamente non si sente. L'assetto privilegia il confort, confermando la vocazione più turistica che sportiva del modello. Lo sterzo, pur filtrato dall'assistenza, restituisce un feedback discreto e garantisce agilità nel traffico e nelle manovre. Buono anche il lavoro delle sospensioni nell'assorbire le irregolarità del fondo stradale. Nella guida più brillante emerge inevitabilmente una certa impostazione orientata al confort, ma il comportamento resta sempre prevedibile. Com'è dentro e fuori La Deepal S05, anche nella versione Ultra Hybrid, porta la firma del centro stile Changan di Torino. La linea è moderna e pulita, con gruppi ottici sottili, superfici levigate e maniglie a scomparsa che contribuiscono a un'immagine tecnologica. Il passo di 2,88 metri le garantisce inoltre proporzioni equilibrate e una presenza su strada importante.L'abitacolo segue la filosofia minimalista tipica delle vetture cinesi più attuali. La plancia è dominata dal display centrale da 15,4 pollici che, all'avvio, si orienta automaticamente verso il guidatore. Da questo si gestiscono praticamente tutte le funzioni di bordo tramite comandi touch e vocali. Una soluzione scenografica, ma che finisce per complicare perfino le operazioni più comuni. La quasi totale assenza di tasti fisici obbliga infatti a passare dal touchscreen perfino per la regolazione degli specchietti retrovisori esterni. Manca il cassettino, ma c'è un vano refrigerato Qualche riserva arriva anche sul fronte della praticità. Al pari della sorella elettrica, la Deepal S05 Ultra Hybrid rinuncia infatti al classico cassetto portaoggetti davanti al passeggero. Non mancano però idee interessanti: tra queste il grande vano refrigerato ricavato nel tunnel centrale. Convincente lo spazio a bordo, soprattutto per chi viaggia nella seconda fila, mentre il bagagliaio da 552 litri raggiunge i 1.310 litri abbattendo gli schienali posteriori. Nella versione più ricca completano il quadro l'headup display con realtà aumentata, i sedili ventilati e riscaldabili e l'impianto audio a 14 altoparlanti. Allestimenti e prezzi Per il mercato italiano la Deepal S05 Ultra Hybrid è proposta negli allestimenti Pro e Max, con prezzi rispettivamente di 33.990 e 37.990 euro. Entrambi prevedono una garanzia di 7 anni o 160.000 chilometri sull'intera vettura e di 8 anni o 200.000 chilometri sui componenti elettrificati. In fase di lancio, inoltre, Changan ha previsto una campagna promozionale che porta il prezzo della Pro a 29.490 euro.
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Stellantis, le richieste di Filosa allItalia: "Servono risposte urgenti su energia e lavoro"

4 Ruote - Giu 17,2026
Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis, è stato aascoltato dalle commissioni riunite Attività produttive, della Camera, e Industria, del Senato, sullo stato della produzione automobilistica del gruppo in Italia.L'audizione - avvenuta nella Sala del Mappamondo di Montecitorio e molto apprezzata dai parlamentari rispetto a quella del suo predecessore Carlos Tavares - non ha riservato grandi novità, ma il manager non ha mancato di fare ai parlamentari delle richieste; quest'ultime riguardano condizioni di contesto che non favoriscono gli investimenti di qualsiasi tipo di impresa industriale, e che già da tempo sono oggetto di dibattito tra le associazioni datoriali e le istituzioni. Filosa si è soffermato, in particolare, sui costi dell'energia e del lavoro. Servono risposte straordinarie e urgenti" Dietro al nostro piano c'è uno sforzo davvero significativo in termini di investimenti. Questo sforzo è reso ancor più difficile dal contesto, sia nazionale che europeo. So bene - ha detto il manager - che conoscete già i limiti competitivi del nostro Paese e le complessità delle regole europee, ma è importante, per me, condividere con voi alcune riflessioni, ha spiegato Filosa, partendo dal tema energetico: Nel primo trimestre dell'anno, il costo dell'energia elettrica per Stellantis in Italia è stato in media di 205 euro al megawatt/ora. Per la stessa quantità di energia, in Spagna abbiamo pagato in media 90 euro e in Francia 100. Ovvero, meno della metà in entrambi i Paesi. evidente come questo divario non sia sostenibile, tanto da noi quanto dai nostri fornitori.Riconosciamo" ha continuato l'ad, l'impegno delle istituzioni italiane per mitigare il problema, nei limiti dei vincoli europei e dell'attuale instabilità geopolitica. In particolare, apprezziamo le misure del governo adottate per contenere il peso delle bollette: vanno nella direzione corretta e ne auspichiamo una rapida attuazione. Tuttavia, la situazione è tale da richiedere risposte davvero straordinarie ed urgenti, ha proseguito l'amministratore delegato, evidenziando alcune contro-misure già attuate dal gruppo, tra cui diversi progetti di autoproduzione da fonti rinnovabili e, soprattutto, l'avvio dell'iter per il riconoscimento di azienda energivora, che potrebbe garantire l'accesso ad agevolazioni e sgravi. In ogni caso, per Filosa servono semplificazioni e non ostacoli burocratici.Il secondo tema riguarda la competitività, e in particolare il costo del lavoro. Secondo l'ad, serve introdurre meccanismi di flessibilità in linea con le esigenze operative contemporanee, come è stato fatto in Spagna. Una flessibilità che gratifichi e tuteli le persone e che, al contempo, sintonizzi la produzione, il mercato e le altre dinamiche esogene. In questo senso, mi sembra vadano le misure recentemente introdotte dal parlamento nel corso della conversione del DL 1 maggio'. Solo agendo su aspetti fondamentali come energia e lavoro potremo trasformare il nostro impegno di oggi nel successo industriale dell'Italia di domani", ha aggiunto Filosa. Rispettiamo i vincoli Ue, ma sono da ripensare" Ovviamente, anche il contesto europeo produce i suoi effetti sull'operatività di qualsiasi azienda. Noi costruttori europei ha evidenziato il dirigente - ci troviamo da tempo stretti tra le pressioni della domanda e i vincoli dell'offerta previsti da regole europee pensate in un contesto caratterizzato da sfide completamente diverse da quelle attuali. Vincoli che rispettiamo, ma che pensiamo debbano essere ripensati per garantire la sostenibilità e la crescita dell'industria europea.Filosa, anche in una prospettiva italiana, ha quindi sottolineato tre priorità. Una riguarda i veicoli commerciali leggeri: L'azzeramento delle emissioni e la transizione verso l'elettrico sono obiettivi che continuiamo a condividere. Servono, però, realismo sulle regole e realismo sui tempi della loro attuazione".La seconda interessa il segmento delle auto piccole: importante stabilire chiaramente, e al più presto, norme che le possano davvero valorizzare. A tal proposito, la proposta della Commissione europea di riconoscere a questo segmento i cosiddetti super crediti va esattamente nella direzione che auspichiamo.La terza fa riferimento al made in Europe. Per Filosa rappresenta una straordinaria opportunità e un primo importante strumento per una politica industriale europea capace di rafforzare l'industria e proteggere tanti posti di lavoro. Tuttavia, ha puntualizzato, la sua attuazione deve essere fondata su un criterio di premialità e non introdurre ulteriori ostacoli o oneri per il settore. Confermato il Piano Italia, ma andremo anche oltre" Gran parte dell'audizione ha comunque riguardato gli impegni di Stellantis per l'Italia. Filosa, che non ha mancato di ricordare Sergio Marchionne (Oggi sarebbe stato il suo 74 compleanno: i suoi valori accompagnano ancora oggi le persone di Stellantis che come me hanno avuto la fortuna di lavorare con lui), ha innanzitutto evidenziato quanto fatto da quando ha assunto il timone dell'azienda: Abbiamo invertito la rotta anteponendo la qualità alle efficienze 'a tutti i costi' e tornando a puntare sulla forza dei nostri prodotti. Imprimere un cambiamento così profondo alla nostra strategia è stato difficile, ma necessario per metterci nelle condizioni di ripartire con rinnovata fiducia. Una scelta netta, fatta per riportare le persone al centro di tutto ciò che facciamo.Ci sono segnali incoraggianti, ma le criticità registrate negli ultimi anni non sono ancora alle nostre spalle. Per garantire sostenibilità a lungo termine, è indispensabile che anche il quadro normativo sostenga la competitività del settore in Italia e in Europa, ha aggiunto Filosa, ricordando alcuni cardini del piano FaSTLAne 2030, tra cui i 60 miliardi di euro di investimenti, di cui il 40% in Europa, gli oltre 60 lanci tra il 2026 e il 2030 a livello globale e l'obiettivo di superare l'80% di utilizzo della capacità europea entro il 2030. Un traguardo ambizioso che raggiungeremo, in particolare, grazie all'aumento dei volumi, generato dai nuovi lanci e dal miglioramento della qualità; alla riconversione di alcuni stabilimenti; alle partnership industriali, che ci consentiranno di condividere capacità produttiva e know-how."In Italia, continueremo ad investire in modo significativo, in linea con quanto fatto negli anni passati - ha poi proseguito il manager -. Sono convinto che anche per questo il nostro Paese non debba sentirsi secondo a nessuno", ha quindi assicurato Filosa. "Credo che i primi risultati dell'anno testimonino la nostra serietà e sono il frutto di un dialogo costante e costruttivo con i sindacati, la filiera e i rappresentanti del governo", ha continuato l'amministratore delegato, sottolineando come l'aumento dei volumi produttivi del 16% nei primi cinque mesi dell'anno abbia consentito di ridurre del 30% il ricorso alla cassa integrazione. A Mirafiori, per esempio, è stato ridotto del 77% e a Modena del 97%, ma Filosa ne ha auspicato l'azzeramento."Chiaramente -ha aggiunto - non possiamo controllare le dinamiche di mercato e, ancor meno, abbiamo la possibilità di orientare i grandi fenomeni geopolitici. Ma credo sia importante sottolineare che abbiamo mantenuto gli impegni del 'Piano Italia'. In molti casi andremo anche oltre".  Visione chiara per l'Italia, Cassino e Maserati non sono in vendita" Per l'Italia - ha messo in chiaro Filosa - abbiamo una visione chiara, che passa anche attraverso il coinvolgimento di tutti i marchi italiani. A partire da Fiat, il nostro marchio globale più importante in termini di volumi, proseguendo con Lancia, che abbiamo deciso di proiettare nel futuro in sinergia strategica con Fiat. Alfa Romeo continuerà a rafforzare il suo posizionamento distintivo anche grazie all'eccellenza produttiva italiana. Lo farà in segmenti chiave, tra cui quello delle auto grandi. E concludendo con Maserati, stiamo definendo un ambizioso piano che presenteremo a Modena entro fine anno. Piano che comprenderà anche l'arrivo di due nuovi modelli del segmento delle ammiraglie. Maserati andrà a completare la nostra strategia globale e, vedrete, si confermerà icona italiana di stile ed eleganza".La visione è chiara soprattutto per gli impianti: "L'Italia, infatti, sarà l'hub produttivo delle auto piccole, negli stabilimenti di Mirafiori e di Pomigliano; delle vetture di fascia medio-alta e lusso negli stabilimenti di Melfi, Cassino e Modena e dei veicoli commerciali nello stabilimento di Atessa".Filosa ha, tra le altre cose, ricordato l'arrivo a Pomigliano entro il 2028 della prima piattaforma E-Car e la produzione di almeno due nuovi modelli ad alti volumi ("spero tre", ha auspicato Filosa) e, con un prezzo intorno ai 15.000 euro, più accessibili. Si aggiungeranno alla Fiat Pandina ibrida, la cui produzione continuerà almeno fino al 2030. A Melfi, invece, una nuova Alfa Romeo si affiancherà a Jeep Compass, DS N 8 e N 7 e Lancia Gamma, mentre a Mirafiori è già in programma l'arrivo dell'erede dell'attuale 500 dal 2030 o dal 2031. A tal proposito, Filosa ha parlato di una vettura "multienergia e con forme diverse". In sostanza, avrà diverse declinazioni di carrozzeria. C'è poi il nodo Cassino. Non posso ancora entrare nei dettagli, ma posso confermare che siamo al lavoro, anche con potenziali partner, per il suo futuro, legato al piano Maserati. Nel frattempo, ci stiamo concentrando sulla gamma attuale, con il lancio di una serie speciale per le Alfa Romeo Giulia e Stelvio e l'arrivo di una nuova Maserati Grecale dal 2027. "Maserati non è in vendita, Cassino non è in vendita", ha quindi rimarcato Filosa, parlando di "negoziazioni in corso con due importanti partner, che possono portarci tecnologia, sviluppo e idee e ora stiamo scegliendo con quale andare avanti". Si tratta di "partnership collaborative e di sviluppo anche della filiera produttiva. Anche prima di dicembre speriamo di dare novità importanti". Le collaborazioni riguarderanno "Modena e Cassino per il futuro di Maserati", ma anche le city car di Pomigliano, secondo un modello analogo a quello adottato, per esempio, a Rennes con Dongfeng: una joint venture con Stellantis al 51% e una cooperazione basata su quattro pilastri: "distribuzione di vetture, condivisione di asset manifatturieri,sviluppo di tecnologie e prodotti, sviluppo delle filiere locali". Di sicuro nell'impianto laziale arriveranno altri modelli dopo il restyling già annunciato per Giulia e Stelvio. Infatti, l'ad ha ribadito la produzione di due ammiraglie di segmento E per il Tridente. A tal proposito Filosa ha ricordato come in passato il marchio avesse in gamma vetture come Biturbo, Quattroporte e Levante.Infine, ad Atessa arriverà la prossima generazione di grandi veicoli commerciali, il che esclude qualsiasi ipotesi di delocalizzazione, magari in Polonia, come temuto da alcuni sindacalisti. "Una strategia ben definita" riguarda anche tutti gli impianti di componentistica, tra cui Termoli dove è confermata la produzione dei cambi eDCT e dei motori GSE per compensare l'addio alla gigafactory di Acc. Non è mancato un passaggio sulla filiera italiana, definita un altro pilastro della nostra nuova strategia. Filosa ha evidenziato il lavoro in corso con alcuni fornitori proprio per Atessa con un approccio che sarà replicato a Melfi per la nuova Alfa Romeo. Da ultimo, il nostro impegno è confermato anche dai 7 miliardi di euro che spendiamo ogni anno in acquisti da fornitori italiani, ha aggiunto l'ad, ricordando anche il miliardo di euro stanziato su ricerca e innovazione nel 2025 e lo stanziamento di altri 5 miliardi nei prossimi 5 anni. Dialogo sia franco e costruttivo" Abbiamo rispettato gli impegni presi e, con il nostro nuovo piano, abbiamo aggiunto tasselli importanti per il futuro. Lo abbiamo fatto in un contesto difficile, consapevoli di come il nostro impegno da solo non bastasse per risolvere i problemi che il settore sta attraversando. Per continuare su questa strada, però, c'è bisogno del contributo di tutti: istituzioni nazionali ed europee, sindacati e filiera", ha quindi concluso Filosa, secondo il quale "è necessario che tutto l'ecosistema si mobiliti per il futuro dell'industria dell'auto, un settore fondamentale che, da sempre, contribuisce alla centralità dell'Italia in Europa e nel mondo. Confido che potremo portare avanti questo impegno insieme, attraverso un dialogo franco e costruttivo, consapevoli di come l'obiettivo sia comune.
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Stellantis, Wayve e Uber firmano un accordo per lo sviluppo di robotaxi di livello 4

4 Ruote - Giu 17,2026
Il gruppo Stellantis, Wayve e Uber hanno firmato un memorandum d'intesa per lo sviluppo e la commercializzazione di servizi legati ai robotaxi di livello 4 (quelli che prevedono la guida senza conducente, per intendersi) su scala globale. A ciascuno il suo L'accordo assegna a ciascun partner un ruolo distinto: Stellantis si occuperà di progettazione e produzione dei veicoli basati sulle piattaforme L4-Ready, dotati di sistemi di sensori integrati e ridondanze per l'uso intensivo senza guidatore. Dal canto suo, Wayve fornirà il software di guida autonoma basato su AI, progettato per operare senza mappe precaricate e adattarsi a diversi contesti urbani, mentre Uber gestirà la flotta attraverso la propria piattaforma globale, aprendo le corse autonome al pubblico tramite la propria app. Accordo non vincolante L'accordo rafforza collaborazioni e partnership già avviate: Stellantis e Wayve hanno siglato a maggio 2026 un accordo per la guida L2++ supervisionata, mentre Wayve e Uber stanno già lavorando insieme per l'implementazione di robotaxi autonomi a Londra, Tokyo e altre città. Il memorandum, non vincolante, lascia a ciascuna azienda la facoltà di stringere ulteriori accordi nell'ambito della guida autonoma.
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Germania, crisi automotive: due terzi dei fornitori spostano gli investimenti all'estero

4 Ruote - Giu 17,2026
Sorpasso dal sapore amaro nell'automotive tedesco: stando a un sondaggio condotto a maggio dalla VDA, l'associazione tedesca dell'industria automobilistica, e che ha coinvolto 116 aziende, i fornitori che prevedono per il 2027 un peggioramento della situazione economica superano quelli più ottimisti. Un terzo degli intervistati attende un aggravamento della crisi, contro il 25% che spera in un miglioramento, mentre a inizio 2026 le proporzioni erano invertite. Le aziende dell'indotto indicano tra le principali criticità l'aumento dei costi energetici, aggravato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, ma anche l'eccesso di burocrazia e l'irrigidimento delle norme sul lavoro. Meno investimenti e più tagli Due terzi dei fornitori hanno quindi rinviato, cancellato o trasferito all'estero investimenti inizialmente destinati alla Germania: a beneficiarne sono soprattutto i Paesi asiatici, seguiti dal Nord America e, in misura minore, da altre aree dell'Unione Europea. Di conseguenza, metà delle imprese prevede tagli di personale sul territorio nazionale (la stima più recente parla di 225.000 posti di lavoro persi in tutto il settore auto entro il 2035), mentre solo il 3% prevede nuove assunzioni. Tra le realtà che riducono il numero di addetti in patria, il 44% assume contestualmente all'estero. La locomotiva d'Europa che viaggia col freno a mano tirato.
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Xpeng P7+, aperti gli ordini per la nuova fastback elettrica da 503 CV

4 Ruote - Giu 17,2026
Xpeng ha aperto gli ordini della fastback elettrica P7+, che in gamma si affianca alle SUV G6 e G9, già disponibili da qualche mese sul mercato italiano. Come gli altri due modelli a ruote alte, anche la berlina viene assemblata in Austria, negli stabilimenti di Magna Steyr a Graz. Tre le motorizzazioni a listino, con potenze da 245 a 503 CV e batterie da 61,7 a 74,9 kWh, per autonomie che arrivano fino a 530 km: prezzi da 46.170 a 57.170 euro. I dati tecnici della Xpeng P7+ Lunga 5.071 mm, larga 1.937 e alta 1.512, la Xpeng P7+ è una filante fastback con un passo di tre metri esatti e un bagagliaio da 573 litri, che diventano 1.931 abbassando gli schienali della seconda fila di sedili. la versione Standard Range a trazione posteriore ha un motore da 180 kW (245 CV) e 450 Nm di coppia, per uno 0-100 coperto in 6,9 secondi. La Long Range ha un motore da 230 kW (313 CV), mentre la AWD Performance a trazione integrale monta due motori, per una potenza combinata di 370 kW (503 CV) e 670 Nm di coppia: "zerocento" in 4,3 secondi. La velocità massima è limitata a 200 km/h su tutte le versioni. Batterie e autonomia Per tutte, le batterie sono al litio-ferro-fosfato: la Standard Range monta accumulatori da 61,7 kWh, per un'autonomia dichiarata di 455 km (550 in città); le Long Range e AWD montano batterie da 74,9 kWh per percorrenze rispettivamente di 530 (660 in città) e 500 (600 in città) chilometri. L'architettura a 800 Volt consente ricariche in corrente continua fino a 446 kW (350 per la Standard Range). La dotazione di serie Ricca la dotazione di serie della Xpeng P7+, che fin dalla versione d'attacco prevede le maniglie elettriche a scomparsa nella carrozzeria, gruppi ottici a LED davanti e dietro, sensori luce e pioggia, specchietti retrovisori richiudibili elettricamente, vetri posteriori oscurati, tetto panoramico in vetro, portellone ad apertura elettrica e cerchi di lega da 19". In abitacolo, accanto al quadro strumenti digitale da 8,8" c'è l'infotainment da 15,6" con Apple CarPlay e Android Auto, climatizzatore bizona, pompa di calore, luci ambientali in 32 colori, impianto audio da 20 altoparlanti con cancellazione attiva del rumore, doppia piastra di ricarica wireless per gli smartphone, sedili della prima fila con regolazioni elettriche, riscaldabili e ventilati. Tutti gli Adas sono inclusi Le versioni Long Range e Performance arricchiscono la dotazione con cerchi da 20", rivestimenti dei sedili in pelle Nappa, display da 8" per i sedili posteriori (riscaldati e ventilati, con funzione di massaggio). Di serie per tutta la gamma la guida assistita di livello 2 con monitoraggio dell'angolo cieco, avviso apertura portiere, frenata d'emergenza anche agli incroci e funzioni avanzate di parcheggio autonomo. Oltre alle dotazioni previste per i singoli allestimenti, su richiesta solo il gancio di traino estraibile elettronicamente (1.500 euro) e il colore: l'Arctic White pastello è di serie, i metallizzati Graphite Gray, Midnight Black e Silver Frost si pagano 1.190 euro. Il listino della Xpeng P7+ Xpeng P7+ RWD Standard Range: 46.170 euroXpeng P7+ RWD Long Range: 52.170 euroXpeng P7+ AWD Performance: 57.170 euroGrazie a un accordo di ATFlow (che importa e distribuisce Xpeng in Italia) con l'aggregatore di ricarica Electrip, con i modelli Xpeng immatricolati nel 2026 sono compresi 3.020 kWh di ricarica gratuiti e tariffe scontate del 15% per cinque anni. Per tutta la gamma Xpeng la garanzia è di 5 anni / 120.000 km sul veicolo (compresa l'assistenza stradale) e di 8 anni / 160.000 km sulla batteria.
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Lepas L8, tutti i prezzi per l'Italia della nuova SUV plug-in da 279 CV

4 Ruote - Giu 17,2026
Lepas ha annunciato i prezzi della Suv L8, il primo modello del brand del gruppo Chery ad arrivare in Italia. Questa sport utility con powertrain ibrido plug-in, presentata lo scorso anno al Salone di Torino, sarà disponibile da luglio negli allestimenti Essence ed Elegance, con un listino che parte da 41.700 euro. Nel corso del 2026 la gamma Lepas si amplierà con i modelli a ruote alte L6 e L4. La Lepas L8 è lunga 4.688 mm, larga 1.871 e alta 1.686, con un passo di 2.800 mm. Il bagagliaio mette a disposizione 507 litri dichiarati (1.314 con gli schienali della seconda fila abbassati). Il powertrain Super Hybrid abbina il 1.5 benzina a ciclo Miller da 143 CV a due motori elettrici, per una potenza combinata di 205 kW (279 CV) e 365 Nm di coppia. La L8 scatta da ferma a 100 km/h in 7,9 secondi e raggiunge la velocità massima di 180 km/h. Trazione anteriore, schema MacPherson all'anteriore e multilink al posteriore: la batteria da 18,4 kWh permette di percorrere 90 km in modalità solo elettrica (123 nel ciclo Wltp urbano), mentre l'autonomia complessiva è di 1.040 chilometri. La dotazione di serie di Lepas L8 L'allestimento d'attacco Essence si presenta già con una dotazione molto completa che comprende cerchi di lega da 19", fari full LED anteriori e posteriori, mancorrenti sul tetto, vetri posteriori oscurati, specchietti ripiegabili elettricamente e maniglie a filo carrozzeria. All'interno, quadro strumenti digitale da 10,2" e infotainment da 13,2" (con Apple CarPlay e Android Auto wireless), telecamera a 540 e climatizzatore automatico bizona. Di serie per tutta la gamma la guida assistita di livello 2 con monitoraggio dell'angolo cieco. La versione top di gamma La versione Elegance arricchisce la dotazione con cerchi da 20", tetto panoramico apribile, luce ambientale, portellone ad apertura elettrica, assistenza al parcheggio da remoto, impianto audio Sony a 8 altoparlanti, sedili in ecopelle riscaldati, ventilati e con funzione massaggio (con memoria per il conducente). La gamma di colori offre il bianco Himalayan di serie, le tinte metallizzate (Provence Purple, Mariana Black e Norwegian Forest Green) costano 700 euro e l'opaca Iceland Lava Matte Gray (solo per Elegance) costa 1.200 euro. Il listino di Lepas L8 Lepas L8 Essence: 41.700 euroLepas L8 Elegance: 44.700 euroPer tutta la gamma la garanzia è di 7 anni o 150.000 chilometri, mentre per le componenti elettriche (come la batteria) è di 8 anni / 160.000 km. I dati tecnici della Lepas L8
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Bovensiepen 05 GT: una BMW M5 Touring da 800 cavalli firmata Frank Stephenson

4 Ruote - Giu 17,2026
Alpina, uno dei uno dei grandi nomi del tuning tedesco, è finita da alcuni anni nell'orbita della BMW. Tuttavia, la Casa bavarese ha solo acquistato i diritti del marchio, non l'intera azienda: che oggi si chiama Bovensiepen Automobile, continua a reinterpretare modelli dell'Elica ed è più viva che mai. Lo dimostra, per esempio, la Bovensiepen Zagato, presentata al Concorso d'Eleganza di Villa d'Este del 2025, ma ancor di più quest'ultima creazione: la Bovensiepen 05 GT.La base è, anche in questo caso, una vettura del brand di Monaco, nella fattispecie la BMW M5 Touring. Nel cofano romba sempre un V8 biturbo da 4.4 litri elettrificato, ma i cavalli, qui, sono stati portati da 727 a 800 CV. Inoltre, sulla carrozzeria spicca la firma di un grande designer, Frank Stephenson. Che ha iniziato la carriera alla Ford, dove ha contribuito alla progettazione della Ford Escort RS Cosworth del 1992 (è suo, per dire, il famoso alettone al posteriore), poi è passato alla BMW e ha posto la sua firma sulla prima X5 e, quindi, sulla rinascita della Mini. Nella sua carriera spiccano poi esperienze in Ferrari (ha lavorato su icone come la 612 Scaglietti) e Maserati (è sua la Quattroporte), la direzione del Centro Stile Fiat e del design dell'Alfa Romeo e la collaborazione con McLaren per la MP4-12C e la P1.  Un design all'insegna della sportività LaBovensiepen 05 GT viene prodotta sempre a Buchloe (alle porte di Monaco di Baviera), con i metodi artigianali che hanno contraddistinto la storia di Alpina e con la stessa cura per i dettagli, ma Stephenson ha ovviamente fornito un contributo decisivo per dare ancora più carattere alla vettura. il caso di un elemento che percorre tutta la parte bassa della carrozzeria: una linea che avvolge il corpo della vettura, sulla falsariga dellaBovensiepen Zagato, e collegail paraurti anteriore, le minigonne laterali e la sezione posteriore. Un altro elemento stilistico fondamentale è rappresentato dal frontale: imponente, caratterizzato da una griglia in acciaio inox e da ampie prese d'aria. Anche in questo caso, è chiara la somiglianza con la coupé basata sulla BMW M4. Infine, al posteriore spicca l'impianto di scarico Akrapovi in titanio con quattro terminali ovali. Il tutto, unito alle ampie sezioni anteriori e posteriori, conferisce alla vettura un aspetto ancor più sportivo e grintoso rispetto alla M5 Touring di serie. Tale esclusività è accentuata da altre scelte distintive, tra cui i cerchi da 21 pollici in lega leggera e gli pneumatici appositamente sviluppati dalla Pirelli. La stessa filosofia progettuale, accompagnata dalla cura artigianale e dalla scelta di materiali lussuosi, si riscontra all'interno della vettura, dove spiccano il volante Lavalina realizzato a mano con paddle del cambio in alluminio fresato o l'ampio ricorso a pellami pregiati forniti da aziende agricole selezionate in Germania, Austria, Svizzera e Italia. Gli eventuali clienti possono comunque chiedere qualsiasi tipologia di personalizzazione: si può perfino scegliere un rivestimento in Alcantara per il bagagliaio, timbri esclusivi sui poggiatesta o speciali tappezzerie.  Un propulsore ad alte prestazioni Ovviamente, il carattere sportivo della Bovensiepen 05 GT si concretizza nelle specifiche del propulsore ibrido plug-in. L'intero sistema garantisce una potenza di di 589 kW (800 CV, per l'appunto) e una coppia di ben 1.100 Nm. Il sistema consente di raggiungere una velocità massima di 305 km/h e di chiudere lo 0-100 km/h in meno di 3,6 secondi. Per fare un confronto, la M5 Touring ha già di suo specifiche prestazionali di tutto rispetto, con i suoi 727 CV e una coppia di 1.000 Nm, ma qui si va oltre.La Bovensiepen 05 GT, che è stata testata sulle piste di Papenburg e Nardò, ha dimensioni quasi identiche a quelle della creatura di Monaco di Baviera (5.092 mm di lunghezza, 1.970 mm di larghezza, 1.516 mm di altezza, ma il peso di 2.555 kg è superiore di 80 kg), ma il suo prezzo è decisamente più elevato: in Germania può essere acquistata a partire da 198.900 euro (Iva inclusa), mentre la M5 Touring parte da 147.200 euro. Le prime consegne sono previste per il quarto trimestre del 2026. 
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Hyundai MY2026: torna il Gpl su Kona, i20 e Bayon

4 Ruote - Giu 17,2026
Nonostante il calo degli ultimi mesi (legato anche a una minore offerta di modelli), il Gpl rimane uno dei "carburanti rifugio" per eccellenza, per i costi chilometrici sensibilmente più bassi e l'elevata autonomia complessiva, grazie alla presenza di due serbatoi. Con la presentazione degli aggiornamenti per il Model Year 2026, Hyundai ha deciso di rilanciare le motorizzazioni bifuel a Gpl per i20, Bayon e Kona, vendute allo stesso prezzo delle equivalenti a benzina. Hyundai i20 a Gpl La hatchback coreana è disponibile con la motorizzazione a Gpl nel più venduto allestimento Connectline, con un 1.0 T-GDi da 84 CV e un listino che parte da 22.250 euro. Di serie per questo modello i cerchi da 16", quadro strumenti digitale e infotainment da 10,25" con Apple CarPlay e Android Auto. Hyundai Bayon a Gpl Per questa B-SUV coreana (è lunga 418 cm), la motorizzazione a Gpl è disponibile negli allestimenti XTech e Business, a partire da 23.200 euro. Di serie l'infotainment da 10,25" con Apple CarPlay e Android Auto wireless, quadro strumenti ibrido con display centrale da 4,2". La variante Business (24.600 euro) completa la dotazione con cerchi di lega da 16", fari full LED, quadro strumenti da 10,25", illuminazione ambientale e calandra anteriore in nero lucido. Hyundai Kona a Gpl Anche per la SUV media coreana gli allestimenti delle versioni a Gpl sono XTech e Business, con prezzi rispettivamente di 27.350 e 28.750 euro. Di serie per la XTech i cerchi da 16", luci full LED, telecamera e sensori anteriori e posteriori, avviamento senza chiave, strumentazione digitale da 12". La Business aggiunge i cerchi da 17", il supporto lombare elettrico per il conducente, la piastra di ricarica wireless per smartphone, i retrovisori ripiegabili elettricamente e il sensore pioggia. Su questo modello il 1.0 T-GDi ha 110 CV. Le offerte di lancio Con i finanziamenti di Hyundai, le nuove motorizzazioni sono disponibili in promozione con forti riduzioni sul prezzo di listino: i20 Gpl Connectline con anticipo di 5.772 euro, 35 canoni mensili da 75 euro e maxirata finale di 10.903 euroBayon Gpl XTech con anticipo di 7.168 euro, 35 canoni mensili da 86 euro e maxirata finale di 9.976 euroKona Gpl XTech con anticipo di 7.300 euro, 35 canoni mensili da 139 euro e maxirata finale di 13.128 euro
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Nuova Fiat Grizzly Fastback: sorpresa su strada senza camuffature prima del debutto

4 Ruote - Giu 17,2026
La Fiat Grizzly Fastback è stata appena svelata e, prima ancora di raggiungere le concessionarie si concede una passerella sulle strade italiane, praticamente senza veli, per una serie di foto spia. La nuova C-SUV della Casa torinese sarà protagonista al Salone di Parigi che si terrà il prossimo ottobre. Cambia solo la coda La Grizzly Fastback è la sorella con carrozzeria filante della Grizzly: insieme andranno ad insediare l'affollatissimo segmento C con varianti ibride benzina ed elettriche. I dati tecnici non sono stati ancora resi noti e non sappiamo quindi neanche se la Fastback proporrà le medesime motorizzazioni della sorella Grizzly. Le differenze tra le due SUV sono piuttosto evidenti: la Fastback gioca sullo stile offrendo una coda più bassa e sfuggente e il montante spezzato dal contrasto di colori fra carrozzeria e tetto nero. I due modelli sono identici nel frontale e nelle fiancate, fino alle portiere, così come nella fascia dei gruppi ottici posteriori. Più sportiva nello stile L'assenza dei mancorrenti sul tetto è piuttosto logica, visto che la Fastback dovrebbe attrarre clienti in cerca di maggior sportività e dinamismo. Lo stesso discorso vale per la diversa finitura dei cerchi di lega, mentre non possiamo per il momento sapere se siano previste differenze tecniche relative all'assetto o ai powertrain per donare a questa variante un carattere più pepato. Per ora vediamo l'ibrida Il muletto che vedete in queste immagini, a cui manca il lettering Fastback alla base del portellone, è certamente quello ibrido, come confermano sia la scritta sul retro che la presenza di un silenziatore sotto al paraurti posteriore. Non è da escludere che anche le prese d'aria anteriori presentino una disposizione specifica per le varianti termiche: l'elettrica potrebbe dunque presentare un frontale più chiuso, come già accaduto su altri modelli del Gruppo Stellantis.
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Prezzi carburanti ancora in calo: benzina e diesel giù con il petrolio sotto gli 80 dollari al barile

4 Ruote - Giu 17,2026
Arrivano nuovi segnali positivi per le tasche degli automobilisti. "Le prospettive di pace tra Iran e Usa nonostante l'incognita Israele e la necessità di ricostituire le scorte distendono i mercati petroliferi, con il Brent sotto gli 80 dollari per la prima volta dal 2 marzo", scrive Staffetta Quotidiana nella sua consueta rilevazione giornaliera, sottolineando come stia proseguendo "il calo delle quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo e, conseguentemente, dei prezzi dei carburanti alla pompa".Infatti, sia la benzina, che il diesel risultano in deciso calo rispetto a ieri 16 giugno, mentre le principali compagnie continuano a rivedere al ribasso i listini consigliati. Le rilevazioni odierne In dettaglio, questamattina 17 giugno il prezzo medio della benzina venduta in modalità self-service lungo la rete autostradale è pari a1,872 euo al litro (-9 millesimi rispetto a ieri), mentre per il gasolio è a 1,974 euro, 11 millesimi in meno. Per il Gpl la media è di0,777 euro (-1), mentre per il metano è di 1,561 euro/kg (-2). Sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 1,964 euro per la verde (-9), 2,060 euro per il diesel (-9), 0,886 euro per il Gpl e 1,584 euro per il metano.Infine, Staffetta Quotidiana segnala la decisione dell'Eni di ridurre i prezzi consigliati della benzina di un centesimo al litro e quelli del gasolio di due. Q8 ha optato per un ribasso di tre centesimi sulla verde e di due sul diesel e Tamoil di due centesimi su entrambi i carburanti.
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Renault Boreal, la C-SUV brasiliana sbarca in Europa (ma non in Italia) con il full hybrid da 160 CV

4 Ruote - Giu 17,2026
Come anticipato lo scorso anno, la Renault Boreal esce dai confini dell'America Latina per sbarcare in Europa: prodotta inizialmente nello stabilimento di Curitiba, in Brasile, la C-SUV francese uscirà anche dagli impianti di Bursa, in Turchia, il secondo mercato mondiale di Renault per volumi. La Boreal verrà esportata nei paesi dell'Europa dell'Est, del Medio Oriente e dell'Africa settentrionale. Qualità premium Progettata fin dall'inizio come auto globale, la Renault Boreal è una SUV premium di segmento C, lunga 4,56 metri, con un passo di 2,70 e un bagagliaio da 680 litri (1.868 ribaltando i sedili posteriori). Lo stile riprende quello degli ultimi modelli della Casa francese, con una carrozzeria imponente, linee decise e muscolose. Curati anche gli interni, realizzati con materiali curati, superfici morbide e dettagli incisi al laser. Tanta tecnologia a bordo Il quadro strumenti digitale da 10" si affianca al display dell'infotainment openR Link con ecosistema software di Google e app di terze parti; in base agli allestimenti sarà possibile avere la luce ambientale in 48 colori, sedili anteriori regolabili elettricamente (con memoria per il conducente) e il tetto apribile elettrico. Su richiesta anche l'impianto audio Harman Kardon da 10 altoparlanti e 435 Watt di potenza, sviluppato in collaborazione con il musicista francese Jean-Michel Jarre. Arriva il full hybrid All'attuale motore benzina 1.3 TCe turbo da 145 CV con trasmissione EDC a sei rapporti verrà affiancato il powertrain E-Tech Full Hybrid da 160 CV, sviluppato da Horse e prodotto negli stabilimenti di Valladolid e Bursa: questo sistema consente di guidare fino all'80% in modalità solo elettrica in città, con un consumo dichiarato di 4,8 l/100 km (pari a 20,8 km/l). Entro la fine del 2026 la gamma motori verrà ampliata con l'aggiunta della versione mild hybrid E-Tech 4x4 150 CV.
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