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F1, Olanda: Russell davanti a tutti nelle Qualifiche Sprint

4 Ruote - 4 ore 37 min fa
George Russell piazza il colpo a Zandvoort: l'inglese della Mercedes conquista la pole position per la Sprint del Gran Premio d'Olanda con un giro in 1'11567, al termine di una qualifica giocata sul filo dei millesimi. Lando Norris si ferma alle sue spalle ad appena 41 millesimi, Charles Leclerc a 55 e Oscar Piastri a 99: quattro piloti racchiusi in meno di un decimo, con Mercedes, McLaren e Ferrari pronte a giocarsi tutto nella gara breve del sabato. Più indietro Max Verstappen, solamente sesto davanti alla Ferrari di Lewis Hamilton.McLaren velocissima ma battuta La McLaren esce dalla Sprint Qualifying senza la pole, ma con entrambe le vetture pienamente dentro la partita. Norris partirà accanto a Russell dopo essere arrivato a soli 41 millesimi dal miglior tempo, mentre Piastri scatterà quarto, a 99 millesimi.La MCL40 si è mostrata particolarmente efficace nel settore centrale, quello caratterizzato dai lunghi curvoni di Zandvoort, lasciando invece qualcosa agli avversari nel primo e nel terzo settore. Sono dettagli minimi, ma in una qualifica con quattro piloti dentro un decimo sono proprio quei dettagli a decidere la griglia.Anche Leclerc sfiora la pole Tra le sorprese più interessanti della giornata c'è sicuramente Charles Leclerc, convinto che questa è stata la sua qualifica migliore dell'anno. La Ferrari aveva mostrato segnali incoraggianti e il monegasco li ha trasformati in una seconda fila che, guardando i distacchi, lascia anche qualche rimpianto.Il suo 1'11622 vale il terzo posto, appena 14 millesimi alle spalle di Norris e 55 dalla Mercedes di Russell. Una prestazione che permette alla SF-26 di infilarsi tra le due McLaren e conferma la competitività della monoposto sul giro secco a Zandvoort, dove la Ferrari ha portato ulteriori interventi nella zona del fondo.Antonelli quinto, Verstappen sesto Kimi Antonelli completa la top 5, ma il confronto interno alla Mercedes questa volta premia nettamente il suo compagno di squadra. L'italiano chiude in 1'11794, a 227 millesimi dal compagno di squadra, pagando soprattutto un ultimo settore non perfetto nell'unico tentativo della SQ3.Più sorprendente, considerando anche il contesto, è il sesto posto di Max Verstappen. Nel suo Gran Premio di casa, il pilota Red Bull si ritrova a oltre mezzo secondo da Russell, con un 1'12094 che lo lascia fuori dalla lotta per le prime due file.La conferma della permanenza con Red Bull fino al 2030 ha acceso la vigilia del weekend, ma almeno nella prima qualifica di Zandvoort la RB22 non è riuscita a mettere Verstappen nelle condizioni di lottare con Mercedes, McLaren e Ferrari.Hamilton settimo, Gasly sorprende Lewis Hamilton scatterà dalla settima posizione con l'altra Ferrari, a poco più di sei decimi dal tempo della pole. Un divario decisamente più ampio rispetto a quello accusato da Leclerc, che ha invece portato la SF-26 fino alla prima fila virtuale dei contendenti alla pole.Dietro Hamilton arriva Pierre Gasly, ottavo con un'Alpine profondamente aggiornata per questo appuntamento. Il francese precede Gabriel Bortoleto con l'Audi e Arvid Lindblad, che porta la Racing Bulls nella top 10.Il resto del gruppo La seconda parte della classifica offre altre indicazioni interessanti. Liam Lawson, tornato sulla Red Bull per sostituire l'infortunato Isack Hadjar, manca la SQ3 e chiude undicesimo. Appena nove millesimi più indietro c'è Yuki Tsunoda con la Racing Bulls, seguito da Franco Colapinto, Nico Hulkenberg, Esteban Ocon e Alex Albon.Fuori già nella prima fase Oliver Bearman e soprattutto Carlos Sainz, solamente diciottesimo dopo un venerdì complicato anche dai danni al fondo accusati nelle prove libere.Ancora peggiore il bilancio dell'Aston Martin. Lance Stroll è diciannovesimo, mentre Fernando Alonso chiude addirittura ventiduesimo e ultimo. Sul risultato dello spagnolo pesa però un problema tecnico: il sistema dell'ala mobile non ha funzionato correttamente durante la sessione, penalizzandone in maniera evidente la prestazione sul dritto.I risultati completi delle Qualifiche Sprint a Zandvoort >>
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Deepal S05 completa la gamma, arriva la Nevo Q05: Changan punta sull'Italia

4 Ruote - 7 ore 53 min fa
La cinese Changan amplia l'offerta in Italia con la gamma completa della Deepal S05, disponibile con propulsione plug-in hybrid ed elettrica, e con la Nevo Q05, attesa entro fine anno nelle varianti Full Hybrid, plug-in hybrid ed elettrica. Deepal S05 La Deepal S05 rappresenta il biglietto da visita di Changan in Italia, dove il modello è stato disegnato. Lunga 4,6 metri, la SUV cinese è proposta in diverse configurazioni per soddisfare esigenze differenti, combinando un design personale con interni minimalisti e il consueto display centrale da 15,4 pollici.La gamma comprende una versione plug-in hybrid da 258 CV, dotata di una batteria da 18,4 kWh e capace di percorrere fino a 100 km in modalità elettrica, oltre a una versione elettrica da 272 CV accreditata di 485 km di autonomia grazie alla batteria da 68,8 kWh.Vendita: già disponibilePrezzo: 33.990 euro Nevo Q05 La Nevo Q05 si collocherà all'ingresso della gamma del costruttore cinese e arriverà in Italia entro la fine dell'anno. Lunga 4,4 metri, la SUV sarà proposta con le principali tipologie di alimentazione.La prima versione a debuttare sarà l'elettrica da 163 CV, equipaggiata con batterie CATL da 40 o 52 kWh. In seguito arriveranno anche le varianti Full Hybrid e plug-in hybrid, con l'obiettivo di ampliare il pubblico potenziale del modello.Vendita: dicembrePrezzo: da definire
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Hyundai, IA e robot preoccupano 40.000 lavoratori: sciopero generale in Corea

4 Ruote - 8 ore 32 min fa
Dopo lunghe discussioni e trattative, il sindacato di Hyundai Motor ha proclamato per oggi il primo sciopero generale dal 2016. I 40.000 lavoratori che hanno incrociato le braccia nell'area di Seul contestano all'azienda sudcoreana lo stallo delle trattative su diversi fronti: dai salari alle tutele contro la crescente diffusione di robot umanoidi e intelligenza artificiale nelle fabbriche. Secondo i rappresentanti dei dipendenti, il timore è che parte della forza lavoro possa essere sostituita da sistemi automatizzati. Un'ulteriore rivendicazione riguarda l'innalzamento dell'età pensionabile obbligatoria in uno dei Paesi che sta invecchiando più rapidamente al mondo.
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Caro carburanti - Il gasolio è quasi ai massimi: ecco le 10 auto diesel che consumano meno

4 Ruote - 9 ore 55 sec fa
 Nonostante i recenti rialzi dei prezzi, il gasolio resta una soluzione interessante per chi percorre molti chilometri ogni anno. Ecco quindi le dieci auto diesel che consumano meno, selezionate sulla base dei dati raccolti dal Centro Prove di Quattroruote negli ultimi cinque anni.Alcuni dei modelli che trovate in questa rassegna non sono più a listino ma ve li indichiamo comunque, perché non è da sottovalutare neppure l'idea di un usato relativamente giovane. Volkswagen Passat TDI 150 CV Business Giunta alla sua nona generazione, la grande station wagon della Volkswagen monta un 2.0 da 110 kW (150 CV) decisamente "risparmioso", anche grazie all'ottimo lavoro svolto dal punto di vista dell'aerodinamica. Il consumo medio rilevato dal Centro prove è di 4,99 l/100 km, pari a più di 20 km/litro di carburante. Valore che sale - ma neppure troppo - in città (5,72 l/100 km) e scende in autostrada (4,48 l/100 km). La Passat è disponibile anche con motorizzazioni benzina mild hybrid e plug-in: il listino della turbodiesel parte da 45.300 euro. Skoda Superb e Octavia Le due station weagon montano lo stesso motore della Passat. La Superb, in particolare, della tedesca è di fatto la "gemella" (nascono nello stesso stabilimento e si differenziano solo per pochi particolari, come i fari anteriori). Nell'allestimento Laurin&Klement da noi provato consuma un po' di più: 5,41 l/100 km di media. Identico motore anche per la best seller Octavia (che però c'è anche con il 2.0 TDI da 115 CV): il consumo medio è di 5,6 l/100 km. La Superb a gasolio parte da 47.950 euro, mentre la Octavia attacca a 34.500 euro. Volkswagen T-Roc 2.0 TDI 115 CV Life arrivata da poco la nuova generazione della SUV tedesca, che abbandona il gasolio in favore - per il momento - di motorizzazioni mild-hybrid. Il modello precedente offriva il 2.0 TDI del gruppo tedesco: nella nostra prova del 2021 abbiamo rilevato le percorrenze della versione da 85 kW (115 CV), che registra l'ottimo valore di 5,12 l/100 km, pari a 19,5 chilometri con un litro di gasolio. In città le cose vanno ancora meglio: il consumo rilevato è di 5,05 l/100 km. Il listino della nuova T-Roc ibrida parte da 33.900 euro. BMW Serie 2 Active Tourer MSport 218d La monovolume dell'Elica, che abbiamo provato nel 2022, fa registrare un consumo medio di 5,42 l/100 km, pari a una percorrenza di 18,4 chilometri con un litro. Come nel caso della Passat, la situazione migliora in autostrada, suo terreno d'elezione, con un consumo rilevato di 5,25 l/100 km. Questo modello è ancora a listino, da 40.200 euro. Citroën C4 X BlueHDi Shine Pack L'originale berlina a ruote alte della Casa francese è stata oggetto di un importante restyling nel 2024, in occasione del quale sono state eliminate dal listino le motorizzazioni a gasolio. Il nostro test con il turbodiesel BlueHDi da 130 CV con cambio automatico EAT8, condotto nel 2022, ha rilevato un consumo medio di 5,52 l/100 km di carburante, pari a 18,12 km/l. Il modello attualmente in commercio, disponibile con motori mild hybrid ed elettrici, parte da 29.700 euro. BMW x1 sDrive 18d Edition Essence Il motore è lo stesso della Serie 2 Active Tourer, ma per dimensioni, peso e aerodinamica la SUV tedesca è un modello decisamente diverso, e così i consumi: la media rilevata dal Centro prove nel 2022 è di 5,81 l/100 km, pari a 17,2 chilometri con un litro di gasolio. Ancora a listino (ma non nell'allestimento in prova), la X1 turbodiesel parte da 44.900 euro. Renault Kangoo 1.5 Blue dCi Edition One L'ultima multispazio della Renault ha debuttato nel 2021 (la versione a passo lungo è arrivata due anni più tardi), e ha accorciato in maniera sensibile la distanza con le automobili tradizionali, rispondendo però alle esigenze di chi ha bisogno di molto spazio. La motorizzazione a gasolio da 95 CV, che si affianca a quelle a benzina ed elettriche, ha un consumo medio di 5,82 l/100 km (pari a 17,2 km/l): in città 5,68 l/100 km (17,6 km/l). Il listino di questa versione parte da 28.900 euro. Citroën C3 Aircross BlueHDi Shine Pack La generazione precedente della crossover francese era disponibile anche con motori a gasolio, non presenti sul modello arrivato nel 2024. La C3 Aircross montava un turbodiesel da 120 CV che, abbinato al cambio automatico EAT6, consumava in media (secondo le rilevazioni del Centro prove del 2021) 5,97 l/100 km (16,8 km/l). La versione attualmente in commercio offre motori a benzina, mild hybrid e full electric, a partire da 19.900 euro. Skoda Karoq 4x4 150 CV DSG Sport Line Il motore di questa SUV media della Skoda ("cugina" della T-Roc) è lo stesso 2.0 da 150 CV di altri modelli del gruppo Volkswagen, ma ha la trazione integrale. Sono 6,21 i litri di gasolio consumati ogni 100 km, secondo le rilevazioni condotte nel 2022 dal Centro prove, che corrispondono a 16,1 km/l. Il listino della Karoq turbodiesel parte da 34.700 euro, 40.750 euro per la versione a quattro ruote motrici. Audi Q3 Sportback 150 CV S line La nuova generazione della SUV di Ingolstadt ha debuttato lo scorso anno: in gamma c'è una sola motorizzazione a gasolio, con l'ormai "familiare" 2.0 turbodiesel del gruppo Volkswagen da 110 kW (150 CV). Messa subito sotto esame dal Centro prove, ha un consumo medio di 6,6 l/100 km, pari a 15,2 km/l. Questa motorizzazione parte da 45.800 euro; la variante con carrozzeria da SUV costa 2.000 euro in meno. Kia Sorento 2.2 4WD Evolution Il secondo modello a quattro ruote motrici di questa rassegna è la grande SUV a 7 posti della Casa coreana, che ha debuttato nel 2020 ed è stata oggetto di un importante restyling nel 2024. Vista anche la "stazza" di quest'auto per famiglie, inevitabile che i consumi lievitino rispetto ad altri modelli: la media rilevata dal Centro prove è di 7,9 l/100 km, pari a 12,7 chilometri con un litro di gasolio. I risultati migliorano (leggermente) in autostrada: 7,55 l/100 km (13,2 km/l). Prezzi, per questa motorizzazione, da 48.650 euro.
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L'Europa assembla le elettriche, ma l'Asia controlla le batterie

4 Ruote - 10 ore 11 min fa
Il 98% della capacità produttiva europea di batterie è controllato da aziende asiatiche. Un dato che fotografa la difficoltà dell'Europa nel costruire una filiera autonoma per uno dei componenti più importanti delle auto elettriche. Mentre Bruxelles punta a rafforzare la propria sovranità industriale, la produzione delle celle resta saldamente nelle mani dell'Asia, con la Cina in posizione dominante.E il problema non riguarda soltanto la competitività. Secondo Deloitte, senza una filiera più forte il settore potrebbe lasciare sul tavolo 10,5 miliardi di euro di profitti nei prossimi quattro anni. Nel 2025, inoltre, il 77% delle celle per batterie destinate ai veicoli elettrici è stato prodotto in Asia, contro il 70% registrato nel 2024. Batterie per elettriche: l'Europa rischia di perdere 10,5 miliardi La base di partenza è che, entro il 2030, oltre 28 milioni di auto elettriche o ibride plug-in potrebbero uscire dagli stabilimenti europei, richiedendo circa 2.000 GWh di capacità produttiva.Secondo il report, senza una filiera realmente competitiva le aziende del settore potrebbero perdere 10,5 miliardi di euro di profitti nei prossimi quattro anni. Un dato particolarmente rilevante se si considera che le batterie rappresentano circa il 40% del costo complessivo di una BEV.L'Europa rischia così di assemblare veicoli elettrici nei propri stabilimenti, lasciando però agli operatori asiatici il controllo delle tecnologie chiave e della quota maggiore del valore aggiunto. Le Case automobilistiche risulterebbero inoltre più vulnerabili alle tensioni geopolitiche e alle possibili interruzioni della catena di approvvigionamento. Batterie cinesi: la strategia UE per ridurre la dipendenza L'indagine conclude tuttavia che il percorso verso una maggiore sovranità industriale europea sia ancora alla portata grazie a politiche efficaci e mirate.Bruxelles punta in particolare sul Made in UE, attraverso iniziative destinate a rafforzare la filiera locale e a ridurre la dipendenza dalla Cina. L'obiettivo è garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile delle materie prime critiche, come litio, cobalto e nichel, fissando traguardi vincolanti per estrazione, lavorazione e riciclo all'interno dei confini comunitari.La strategia passa anche attraverso finanziamenti pubblici autorizzati dalla Commissione Europea e nuove regole in materia di sostenibilità e tracciabilità, tra cui il Battery Passport.
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Patente, dopo gli 85 anni niente autostrada, zero alcol e guida entro 100 km da casa

4 Ruote - 11 ore 11 sec fa
Nel testo-base del nuovo Codice della strada non si parla solo di giovani a proposito di patente. Un'attenzione particolare viene rivolta anche agli anziani. Ovviamente, nella parte dedicata al rinnovo del permesso di guida, la cosiddetta conferma di validità. Con alcune novità che, se confermate, saranno piuttosto clamorose: niente autostrada, niente alcol e obbligo di non oltrepassare, alla guida, il limite dei 100 km da casa per chi rinnoverà la patente dopo aver compiuto ottantacinque anni. Ma vediamo nel dettaglio cosa potrebbe cambiare. La regola attuale Limitando il confronto tra la situazione attuale e la possibile riforma alle patenti di categoria AM, A1, A2, A, B1, B e BE, attualmente è in vigore il seguente schema:fino al compimento del 50 anno: rinnovo per 10 anni;fino al compimento del 70 anno: rinnovo per 5 anni;fino al compimento dell'80 anno: rinnovo per 3 anni;dal compimento dell'80 anno: rinnovo per 2 anni. Cosa prevede il testo-base Il nuovo testo, attorno al quale sono chiamate a esprimersi entro il 13 settembre le associazioni coinvolte dal ministero delle Infrastrutture, prevede invece il seguente schema:fino al compimento del 50 anno: rinnovo per 10 anni;fino al compimento del 70 anno: rinnovo per 5 anni;fino al compimento dell'80 anno: rinnovo per 3 anni;dal compimento dell'80 anno: rinnovo per 2 anni senza limitazioni alla guida ma con certificazione di un geriatra;dal compimento dell'85 anno: rinnovo per 2 anni con limitazioni alla guida;dal compimento del 90 anno: rinnovo per 1 anno con limitazioni alla guida. La novità delle limitazioni Le limitazioni di cui parla il testo-base del nuovo Codice della strada sono tre:guida entro un raggio di 100 km dal luogo di residenza o dimora abituale del titolare (codice 62);guida non autorizzata in autostrada (codice 67);niente alcol (codice 68).E tutte e tre queste limitazioni saranno automatiche (e annotate sulla patente, ovviamente) se per la conferma di validità della patente ci si rivolgerà al normale medico monocratico in un'autoscuola, in un'agenzia di pratiche auto oppure alla Asl. L'alternativa della Commissione medica locale Il titolare della patente ultraottantacinquenne, però, potrà chiedere che i requisiti psichici e fisici siano accertati, invece che dal medico monocratico, dalla Commissione medica locale (Cml), alla quale il nuovo Codice attribuisce il potere, diciamo così, di "sindacare" sulle tre limitazioni. Ma solo se autorizzerà la Cml ad accedere al proprio fascicolo elettronico sanitario.Insomma, i commissari, dopo avere passato ai raggi X lo stato di salute del candidato, potranno anche decidere, per esempio, di eliminare una o più limitazioni. Eventualmente tutte e tre. L'incognita tempi per l'alternativa della Commissione medica Attenzione, però. Come si legge nel testo-base del nuovo Codice, "le modalità dell'accertamento" (della Cml, ndr) saranno "individuate con decreto del Ministero della Salute, di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti".Insomma, fino a quando non saranno stabilite le regole alle quali dovrà attenersi la Cml, cosa che potrà avvenire solo dopo l'entrata in vigore del nuovo Codice (e in teoria potrebbe anche non avvenire mai, come dimostrano innumerevoli situazioni previste dal Codice attuale, per esempio l'esame al termine del corso di recupero punti o la targa personalizzata), non vi sarà possibilità di sperare in un alleggerimento delle limitazioni automatiche.
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Diesel verso il record storico: senza taglio delle accise può sfiorare i 2,3 euro

4 Ruote - 11 ore 44 min fa
Il diesel corre verso un nuovo record storico. Con i prezzi già oltre 2,12 euro al litro e il taglio delle accise in scadenza, il costo del carburante potrebbe arrivare a 2,293 euro, superando il massimo registrato nel 2022.Il prezzo della benzina in modalità self sulla rete ordinaria continua comunque a salire anche stamane, raggiungendo quota 2,005 euro al litro, con un aumento di 3 millesimi rispetto a ieri. Ancora più marcata la crescita del diesel, che tocca 2,122 euro al litro, in rialzo di 6 millesimi, mantenendo un ritmo di incremento particolarmente sostenuto (rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy).In autostrada, oggi la benzina si attesta a 2,080 euro al litro, mentre il gasolio arriva a 2,194 euro.Ipotizzando che il prezzo del diesel resti invariato e che il governo non rinnovi il taglio delle accise da 0,171 euro IVA inclusa, dal 26 agosto il carburante potrebbe schizzare fino a 2,293 euro al litro. In tal caso verrebbe superato il precedente record storico del diesel self, pari a 2,227 euro al litro il 16 marzo 2022.Al momento non è dato sapere quale sarà la decisione dell'esecutivo né dove potrebbero essere reperite le risorse necessarie per un'ulteriore riduzione della fiscalità sui carburanti, misura che comporta un impatto significativo sui conti pubblici. Guerra economica all'Iran: petrolio e gas in forte rialzo Tra i numerosi fattori che incidono sui prezzi dei carburanti, pesano anche le recenti dichiarazioni dell'amministrazione statunitense. Ieri Donald Trump ha annunciato una "guerra economica devastante" contro l'Iran. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha inoltre affermato che gli Stati Uniti, forti del controllo dello Stretto di Hormuz, faranno "collassare il regime" di Teheran.L'offensiva finanziaria americana ha innescato un deciso rialzo del petrolio: a New York il greggio è salito del 2,71%, raggiungendo 88,16 dollari al barile. Anche il Brent, riferimento per il mercato europeo e quotato a Londra, è avanzato fino a 94,6 dollari, con un balzo del 3,25%.Andamento simile anche per il gas naturale in Europa, tornato sopra i 65 euro al megawattora, un livello che non si registrava da circa cinque mesi.
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Tris Toyota: arrivano l'Hilux elettrico, la Yaris Cross restyling e la RAV4 plug-in

4 Ruote - 12 ore 45 min fa
Nella seconda metà del 2026, Toyota presenta tre novità importanti: accanto all'innovativo pick-up Hilux elettrico, infatti, debuttano anche gli aggiornamenti di due best-seller, la Toyota Yaris Cross restyling e la nuova Toyota RAV4 plug-in hybrid. Toyota Yaris Cross Uno dei modelli chiave del mercato italiano per Toyota si aggiorna. Debutta il restyling della Yaris Cross, che viene rinfrescata con interventi mirati su mascherina, fari, paraurti e finiture, senza modifiche ai powertrain ibridi. In gamma resterà però soltanto la versione da 131 CV, disponibile sia con trazione anteriore sia con quattro ruote motrici. Gli allestimenti risultano generalmente più ricchi e sono previste promozioni di lancio per tutte le quattro versioni disponibili.In vendita: SettembrePrezzo: da 29.600 euro Toyota RAV4 Plug-in Hybrid La gamma della RAV4 si amplia con la nuova plug-in hybrid, che affianca la Full Hybrid. Per la variante alla spina della nuova generazione è prevista una grande batteria da 22,7 kWh, capace di garantire fino a 137 km di autonomia elettrica senza utilizzare il motore benzina 2.5 aspirato. La presenza dell'accumulatore comporta però una riduzione della capacità del bagagliaio, che passa da 514 a 446 litri. Due le versioni previste a listino: la trazione anteriore da 272 CV e la variante integrale AWD-i da 309 CV, già provata su strada.In vendita: SettembrePrezzo: da 54.200 euro Toyota Hilux elettrico La rivoluzione del progetto Hilux passa dall'elettrificazione. Per la prima volta il pick-up globale della Casa giapponese si sdoppia e viene proposto esclusivamente con doppia cabina. Accanto alla nota versione diesel mild hybrid da 204 CV, debutta infatti una variante elettrica da 196 CV con batteria da 54 kWh e 257 km di autonomia WLTP.In vendita: AutunnoPrezzo: da 36.400 euro
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Dalla Seltos alla Ioniq 3: tutte le novità Kia e Hyundai per l'Italia

4 Ruote - Ago 20,2026
Kia e Hyundai si preparano a una seconda parte del 2026 ricca di novità.Tra modelli appena lanciati, restyling e nuove elettriche in arrivo nei prossimi mesi, i due marchi coreani rinnovano profondamente la propria offerta per l'Italia: nel dettaglio, i riflettori sono puntati sulle Hyundai Ioniq 3 e Ioniq 6 e sulle Kia XCeed, Seltos, Niro ed EV2 Long Range. In attesa della nuova Tucson, di cui sono state mostrate le prime foto ufficiali. Hyundai Ioniq 3 La Hyundai Ioniq 3 è una novità assoluta pensata per il mercato europeo e caratterizzata da forme sportive e anticonvenzionali, come ormai la Casa coreana ci ha abituato nel mondo delle elettriche. Con 4,15 metri di lunghezza e le proporzioni di una hatchback, la vettura porta al debutto il linguaggio stilistico Art of Steel, che punta su superfici essenziali e linee pulite, contribuendo a raggiungere un Cx di 0,26.La piattaforma è la nota E-GMP, condivisa con altri modelli elettrici del gruppo, con versioni a motore singolo da 135 e 147 CV e batterie da 42 e 61 kWh. L'autonomia massima dichiarata arriva fino a 490 km, mentre per il listino bisognerà attendere ancora qualche settimana. L'obiettivo dichiarato è mantenere il prezzo d'accesso sotto i 30.000 euro.Vendita: ottobrePrezzo: da definire Hyundai Ioniq 6 La Hyundai Ioniq 6 si presenta al pubblico con il restyling di metà carriera. Già ordinabile, la berlina elettrica è stata aggiornata soprattutto nel design, grazie a nuovi gruppi ottici e a un affinamento dei dettagli aerodinamici, ma non mancano novità anche nell'abitacolo, dove sono stati rivisti parte della plancia e alcuni comandi secondari.La gamma italiana punta decisamente sulle prestazioni. La scelta è infatti limitata alla N Line a doppio motore da 325 CV, equipaggiata con la batteria da 84 kWh e accreditata di 595 km di autonomia, e alla più estrema Ioniq 6 N da 650 CV, protagonista di una delle proposte sportive più radicali oggi disponibili nel panorama delle elettriche.Vendita: già disponibilePrezzo: a partire da 60.300 euro Kia XCeed Il restyling della XCeed rinnova in profondità il modello seguendo la filosofia stilistica Opposites United. Il frontale introduce i nuovi fari LED verticali già visti sugli ultimi modelli della gamma, mentre al posteriore spicca la firma luminosa continua. Anche l'abitacolo cambia sensibilmente grazie al nuovo doppio display orizzontale da 12,3 pollici.Sono stati inoltre affinati assetto e insonorizzazione per migliorare il confort di marcia. La gamma motori prevede il tre cilindri 1.0 benzina da 115 CV con cambio manuale o automatico mild hybrid e il più potente 1.6 da 150 CV con trasmissione automatica.Vendita: già disponibilePrezzo: da 27.450 euro Kia Seltos La Kia Seltos debutta in Europa nel competitivo segmento delle SUV compatte. Con una lunghezza di 4,43 metri offre 536 litri di capacità di carico e punta a distinguersi grazie a una dotazione particolarmente ricca e a uno stile moderno, caratterizzato da linee tese e da un abitacolo dominato dal doppio display orizzontale.La gamma è costruita attorno al motore 1.6 turbo benzina e comprende versioni da 180 CV con cambio manuale o automatico, una variante da 154 CV mild hybrid automatica e le rispettive configurazioni a trazione integrale 4WD ed e-AWD.Vendita: già disponibilePrezzo: da 31.500 euro Kia Niro Anche la Kia Niro beneficia di un aggiornamento particolarmente profondo, studiato per allineare il modello ai più recenti canoni stilistici del marchio. Cambiano frontale, posteriore e abitacolo, mentre cresce la dotazione tecnologica grazie a nuove funzioni dedicate a infotainment e ADAS.Le novità riguardano anche la gamma. Per il mercato italiano è stata infatti confermata una sola motorizzazione, il 1.6 full hybrid da 138 CV con cambio automatico e trazione anteriore. Escono invece dal listino, almeno per il momento, le varianti plug-in hybrid ed elettrica.Vendita: già disponibilePrezzo: da 34.250 euro Kia EV2 Long Range Con la EV2, Kia amplia l'offerta di elettriche introducendo un nuovo modello d'accesso alla gamma a batteria. La cinque porte lunga 4,06 metri propone un singolo motore elettrico e due differenti capacità di accumulo.Dopo il debutto della versione da 147 CV con batteria da 42,2 kWh e 317 km di autonomia, arriva ora la nuova Long Range, accreditata di 453 km con una carica grazie alla batteria da 61 kWh. Questa configurazione è disponibile esclusivamente negli allestimenti Earth e GT-Line.Vendita: settembrePrezzo: da 38.350 euro
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BMW taglia la gamma: dalla Z4 alla XM, le auto che non avranno eredi

4 Ruote - Ago 20,2026
BMW sta lavorando a una strategia di razionalizzazione della gamma, come confermato ai microfoni di Automotive News dal CEO Milan Nedeljkovic. Con la piattaforma Neue Klasse pronta a svolgere un ruolo centrale nei modelli in arrivo, alcuni prodotti non avranno eredi. Sono inoltre previsti anche tagli al personale per far quadrare i conti. BMW: i modelli che non avranno eredi Partiamo dalle uscite già ampiamente previste: la Serie 8 e la Z4 non avranno eredi a causa della contrazione di queste nicchie di mercato. Ora che BMW possiede Alpina, non è escluso che alcune sportive speciali possano tornare sotto un altro nome, come lasciato intendere dalla recente Vision Alpina.Meno prevedibile sembra invece il possibile addio della XM, prima SUV del reparto M sviluppata partendo da un foglio bianco. Per ragioni analoghe anche la X4 dovrebbe uscire di scena, mentre ci sono buone probabilità che lo stesso destino tocchi alla Serie 2 Active Tourer. Neue Klasse: la chiave per ii mercati globali Con la Neue Klasse, BMW cambia approccio. La nuova piattaforma standardizzata e multienergia consentirà infatti di rivedere le strategie commerciali nei vari mercati e di differenziare ulteriormente la gamma tra Europa, Cina e Stati Uniti, senza incidere in modo significativo sui costi di sviluppo.
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Tutti lo ricordano per il V6 Alfa Romeo, ma Giuseppe Busso aveva già fatto la storia - VIDEO

4 Ruote - Ago 20,2026
Se siete appassionati e a maggior ragione Alfisti sfegatati, il cognome Busso non ha certo bisogno di presentazioni. inevitabile associarlo al V6, il violino di Arese, ma ridurre Giuseppe Busso a quel motore sarebbe un errore. La sua carriera ha attraversato alcune delle pagine più importanti della storia dell'automobile italiana del dopoguerra, e a vent'anni dalla sua scomparsa abbiamo voluto ricordarlo dal nostro archivio. Dalla Fiat a Maranello Giuseppe Busso nasce a Torino nel 1913. Dopo il diploma di perito industriale, nel 1937 entrò in Fiat come calcolatore nel reparto motori aeronautici. Due anni più tardi arrivò per la prima volta all'Alfa Romeo, al Portello, dove approfondì la propria preparazione attraverso dispense e pubblicazioni del Politecnico che Orazio Satta Puliga, altra figura centrale della storia tecnica del Biscione, gli procurò. Busso diventò così un progettista qualificato, pur senza aver mai conseguito una laurea in ingegneria. Nel 1946 arrivò un'altra tappa fondamentale: Gioachino Colombo, suo ex collega, coinvolse un Busso appena trentenne nello sviluppo del V12 della 125 S, la prima vettura a portare il marchio Ferrari. La genesi delle Alfa moderne però con il ritorno in Alfa Romeo, nel 1948, che Busso lasciò un'impronta indelebile. Senza giri di parole, può essere considerato uno dei padri delle Alfa Romeo classiche del dopoguerra e soprattutto della Alfa Romeo 1900, la prima vettura del marchio con scocca portante. Una soluzione che, per alcuni aspetti e con le dovute differenze, era stata anticipata dalle ultime evoluzioni della 6C, ancora costruite attorno a un telaio separato ma caratterizzate da una crescente integrazione strutturale con la carrozzeria. Proprio con la 1900 arrivò uno dei nomi più importanti della storia tecnica del Biscione: il motore Bialbero. Il quattro cilindri adotta un monoblocco in ghisa e una testata in lega leggera, con albero motore forgiato, camere emisferiche e, naturalmente, doppio albero a camme in testa. Tutte soluzioni tecniche sofisticate per una berlina di quella categoria. La 1900 ebbe anche discrete fortune nelle competizioni, grazie a piloti del calibro di Taruffi o Fangio, e non a caso venne accompagnata dal celebre slogan la vettura di famiglia che vince le corse. Dalla 33 Stradale alla Montreal Il nome di Busso ricorre anche dietro alcune delle Alfa Romeo più affascinanti di sempre. Nel 1967 arrivò la Alfa Romeo 33 Stradale, disegnata da Franco Scaglione e considerata (a ragion veduta, nda) una delle automobili più belle della storia.Pochi forse ricordano che anche sotto il cofano c'è la mano di Busso, autore del progetto originario del raffinato V8 di 2 litri, poi sviluppato dall'Autodelta di Carlo Chiti. Il propulsore, interamente in lega di alluminio e magnesio, con doppia accensione e altre finezze tecniche, sviluppava 230 CV a 8.800 giri/min nella sua declinazione stradale. Significa 115 CV/litro, un valore ancora oggi eccezionale per un motore aspirato. Poco dopo Busso si occupò anche di un'altra icona anni '60 del Biscione: la Alfa Romeo Montreal. Nata come prototipo per l'Expo del 1967 e successivamente trasformata in modello di produzione, la Montreal adottò un V8 di 2,6 litri con iniezione SPICA, sviluppato sulla base dell'esperienza maturata con il propulsore della 33 Stradale. Il violino di Arese Alla fine degli anni Sessanta l'Alfa Romeo iniziò a pensare alla sostituta della 2600. Nasce così il progetto 119, da cui sarebbe nata una berlinona di rappresentanza con un V6 2.5 litri. Il progetto, però, si scontrò con una delle peggiori congiunture possibili: nel 1973 arrivò la guerra del Kippur, e con essa la crisi petrolifera. In un momento in cui consumi e austerità diventano parole chiave, un'automobile capace di percorrere circa 7 km con un litro di rossa non sembrò esattamente la risposta alle esigenze del mercato. Il progetto venne quindi accantonato e ripreso qualche anno più tardi. Nel 1979 nasce così l'Alfa 6, equipaggiata con il motore V6 Busso. Da quel momento il V6 venne sviluppato in numerose configurazioni: arrivarono il 3.0, il 2.0 turbo e le versioni 2.5 e 3.0 a 24 valvole, fino all'ultima evoluzione, il 3.2 aspirato. Il violino di Arese continuò ad evolvere, pur mantenendo il suo suono profondo e gutturale, l'elasticità e la personalità che tanto lo hanno reso famoso. Il V6 nelle competizioni Oltre ai quattro titoli della Alfetta GTV6 nel Turismo europeo, il V6 avrà anche una parentesi indiretta nel DTM. L'Alfa Romeo 155 V6 TI che trionfò nel DTM 1993 utilizzava infatti un V6 aspirato di 2,5 litri con angolo tra le bancate di 60 gradi, sviluppato dall'Alfa Corse per il regolamento di Classe 1. Del propulsore stradale rimaneva ben poco, praticamente solo l'angolo tra le bancate di 60 gradi: il motore da competizione aveva quattro valvole per cilindro, quattro alberi a camme comandati da ingranaggi ed erogava 420 CV a 11.800 giri/min. L'ultimo Busso La storia del V6 prosegue fino agli anni Duemila. Mentre la produzione delle automobili veniva progressivamente trasferita, il V6 rimase legato ad Arese fino alla conclusione della sua produzione, nel dicembre del 2005. Giuseppe Busso ci ha lasciato il 3 gennaio 2006, a pochi giorni dalla conclusione della produzione del V6 ad Arese. Una coincidenza, certo, ma troppo perfetta per essere ridotta a una drammatica serie di eventi. Non solo un V6 Giuseppe Busso non è stato soltanto il padre di motori iconici. stato un uomo, un progettista con un carattere forte, una grande severità e un rigore irreprensibile. Ha attraversato anni importantissimi per la storia dell'automobile italiana del dopoguerra lasciando un segno profondo ovunque sia stato. Dal Bialbero al V8 della 33 Stradale, fino al celebre V6 Alfa Romeo che porta il suo nome, il suo lavoro ha accompagnato generazioni di appassionati. La dimostrazione più evidente del legame creato con il pubblico arriva proprio dopo la sua morte. Alle esequie, fuori dalla chiesa, decine di appassionati si presentarono con le proprie Alfa Romeo e misero in moto i loro Bialbero o i loro V6 per salutarlo. Forse è questo il riconoscimento più significativo: vedere il suo lavoro continuare a vivere nelle automobili, nei ricordi e nella passione per il Biscione di persone che neanche lo hanno mai conosciuto personalmente.
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Quando partire per evitare il traffico del weekend 21-23 agosto

4 Ruote - Ago 20,2026
Weekend da bollino rosso per chi viaggia in autostrada. Tra venerdì 21 e domenica 23 agosto sono previsti traffico intenso e possibili rallentamenti lungo le principali direttrici della Penisola, con il controesodo protagonista. Ecco quando sono attese le maggiori criticità, gli orari da evitare e gli stop ai mezzi pesanti. Venerdì 21 agosto: traffico in aumento e stop ai mezzi pesanti Secondo Viabilità Italia (Ministero dell'Interno), nella prima parte della giornata è previsto un traffico scorrevole ma sostenuto lungo le principali direttrici autostradali. Nella seconda metà del giorno l'allerta aumenta, con spostamenti in forte crescita e criticità diffuse legate alle partenze del fine settimana. previsto il divieto di circolazione per i mezzi pesanti con massa superiore alle 7,5 tonnellate dalle 16 alle 22. Sabato 22 agosto: bollino rosso e traffico critico fin dal mattinoLa giornata si apre con un traffico particolarmente critico fin dalle prime ore del mattino, per gli ultimi consistenti flussi in uscita dai centri urbani. Contestualmente è in vigore lo stop alla circolazione dei mezzi pesanti dalle 8 alle 16. Nel pomeriggio e in serata il quadro migliora, con flussi ancora sostenuti ma in progressivo diradamento. Domenica 23 agosto: controesodo, bollino rosso e stop ai TIR Il fine settimana si chiude con una prima fase caratterizzata dal bollino giallo, seguita nel pomeriggio e in serata da un nuovo innalzamento dell'allerta a bollino rosso per i rientri verso le grandi città. Per favorire il controesodo, lo stop ai TIR resta attivo dalle 7 alle 22. Cantieri sulle autostrade: quali lavori vengono sospesi Gli enti proprietari e i concessionari stradali rimuovono i cantieri temporanei e riducono al minimo l'impatto sulla circolazione di quelli che non possono essere sospesi. Traffico in tempo reale: numeri utili, app e canali per gli aggiornamenti Le notizie aggiornate sul traffico sono disponibili attraverso i canali del Cciss (numero gratuito 1518, siti cciss.it e mobile.cciss.it), le trasmissioni di Rai Isoradio, i notiziari di Onda Verde sulle reti Radio Rai e il Televideo Rai. Anas mette inoltre a disposizione l'app VAI e il numero verde 800841148. Ulteriori informazioni sono disponibili attraverso i canali delle singole concessionarie e su www.aiscat.it.. Come si calcola la durata del viaggio con il simulatore Aspi Tra i principali gestori della rete, Autostrade per l'Italia mette a disposizione un simulatore che consente di stimare in pochi secondi la durata del viaggio lungo la rete autostradale. Basta selezionare casello di partenza, destinazione e orario per ottenere una previsione dei tempi di percorrenza, che può cambiare sensibilmente in base alla fascia oraria scelta. Per esempio, lungo l'A1 tra Milano e Napoli le simulazioni mostrano differenze di diversi minuti all'andata e di oltre un'ora nel viaggio di ritorno a seconda dell'orario di partenza. Le stime possono naturalmente variare in caso di traffico, incidenti, maltempo o soste lungo il percorso.
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Costava 4.900 euro: oggi la Leapmotor T03 domina la classifica delle elettriche

4 Ruote - Ago 20,2026
La piccola Leapmotor T03 è stata l'auto elettrica più venduta in Italia nei primi sette mesi del 2026 e una delle bestseller del mercato europeo. Con 22.358 immatricolazioni e una quota del 25,7%, da sola rappresenta infatti più di una nuova elettrica su quattro immatricolate nel nostro Paese.A spingere il successo della citycar cinese hanno contribuito soprattutto gli incentivi dello scorso ottobre e una politica di prezzo particolarmente aggressiva: nelle condizioni più favorevoli si è arrivati a pagarla 4.900 euro, poco più di uno scooter e meno di molte e-bike di fascia alta. E i numeri del 2026 confermano tutto. Per capire la portata del risultato basta guardare la classifica: la T03 ha registrato volumi quasi quattro volte superiori a quelli della seconda classificata, la Dacia Spring, e oltre cinque volte quelli della Tesla Model Y. Ecco la top ten delle auto elettriche più vendute in Italia tra gennaio e luglio 2026. 1. Leapmotor T03  La citycar cinese registra, nei primi sette mesi dell'anno, 22.358 nuove immatricolazioni, contro le 1.529 dello stesso periodo del 2025. La sua quota di mercato è del 25,7%: una nuova elettrica su quattro. La T03 è lunga 3,62 metri, ha un passo di 2,4 metri e accoglie quattro persone. Ricca la dotazione di serie (ci sono anche i cerchi di lega e il tetto panoramico) e dicrete le finiture dell'abitacolo, quasi del tutto privo di comandi fisici, mentre il baule mette a disposizione 203 litri. Un solo motore, da 70 kW (95 CV) e 158 Nm, abbinato a una batteria da 37,3 kWh: l'autonomia, secondo i dati del Centro prove, è di 271 km.Quanto costa: da 18.900 euro 2. Dacia Spring Sono state 5.519 le nuove targhe dell'elettrica di Mioveni, di cui vedremo l'erede al prossimo Salone di Parigi: quasi il doppio rispetto allo scorso anno, quando erano state 2.796, e una quota di mercato pari al 6,3%. Imbattibile nel prezzo, nel periodo degli incentivi poteva arrivare a costare ancor meno di una Leapmotor: 3.900 euro. Svecchiata nel look con il recente restyling, la Spring è lunga 3,7 metri, con un passo di 2,4. Gli interni sono pratici, ma realizzati in economia: dietro si viaggia un po' sacrificati, ma nel baule ci sono 269 litri. Tanti i comandi fisici e chiara la strumentazione digitale da 7": sul modello base non c'è l'infotainment, solo il supporto per lo smartphone che si collega all'auto. Due i motori disponibili, da 70 e 100 CV, abbinati a una batteria da 24,3 kWh, per un'autonomia di circa 250 km. Quanto costa: disponibile solo a stock, da 17.900 euro 3. Tesla Model Y La grande SUV americana registra nei primi sette mesi dell'anno 4.256 nuove immatricolazioni, confermandosi tra le elettriche preferite dagli italiani, e conquistando il 4,9% del mercato delle auto a zero emissioni. Lunga 4,79 metri e con un passo di 2,89 metri, offre un'ottima abitabilità e una grande capacità di carico, con più di 500 litri misurati dal Centro Prove, a cui si aggiungono quelli del grande frunk. Praticamente assenti i comandi fisici, si gestisce tutto - o quasi - dallo schermo centrale dell'infotainment. Tre i modelli attualmente in gamma (compresa la più economica Standard), tutti con prestazioni di un certo rilievo, e autonomie che vanno da 525 a 609 km.Quanto costa: da 40.990 euro 4. Citroën C3 A ridosso del podio, con un centinaio di unità di distacco, anche la piccola elettrica francese, con 4.170 nuove targhe (4,8%). La C3 è lunga 4,02 metri, ha un passo di 2,54 e mette a disposizione tanto spazio per passeggeri e bagagli: 298 i litri misurati dal Centro prove. Originali gli interni, con alcune raffinatezze come il rivestimento di tessuto di parte della plancia. L'infotainment, con schermo da 10,2, nella versione d'attacco You è rimpiazzato da un supporto per smartphone. In gamma c'è una sola motorizzazione da 83 kW (113 CV), con batterie da 30 e 43,8 kWh, per autonomie di 204 e 320 km rispettivamente.Quanto costa: da 20.490 euro 5. BYD Dolphin Surf Da gennaio a luglio la citycar della BYD ha registrato 4.017 nuove immatricolazioni (4,6% del mercato dell'elettrico). Lunga 3,99 metri e con un passo di 2,5, la Dolphin Surf si distingue per le linee grintose e moderne, ma anche per l'abitacolo accogliente per quattro, mentre nel bagagliaio c'è spazio solo per 247 litri, compresi i 44 del doppiofondo per i cavi di ricarica. Disponibile in tre allestimenti, si può avere con motore da 88 o 156 CV, e con batterie LFP da 30 kWh (220 km) o 43,2 kWh (322 km). La versione più potente perde qualche chilometro di autonomia ma si rivela piacevole da guidare. Di serie su tutta la gamma la guida assistita di livello 2.Quanto costa: da 19.490 euro 6. Tesla Model 3 La berlina sportiva di Tesla registra per i primi sette mesi dell'anno 3.706 nuove immatricolazioni, che le permettono di detenere una quota di mercato - per le elettriche - del 4,3%. Nello stesso periodo dello scorso anno le targhe erano state 3.613. Tre le versioni in gamma, con autonomie da 534 a 750 km. La più potente Performance scatta da ferma a 100 km/h in 3,1 secondi e tocca i 262 km/h di velocità massima.Quanto costa: da 36.990 euro 7. BMW iX1 Questa SUV media è stata immatricolata 1.750 volte nel periodo da gennaio a luglio, 2% del mercato e una lieve flessione rispetto al 2025, quando gli esemplari targati sono stati 1.811. Due le motorizzazioni, da 150 kW (204 CV) e 230 kW (313 CV), con batteria da 65 kWh: l'autonomia dichiarata oscilla, in base alla versione e agli allestimenti, tra i 440 e i 475 km.Quanto costa: da 43.000 euro 8. Skoda Elroq La crossover elettrica di Skoda affianca in gamma, senza sostituirla, la Karoq, rispetto alla quale mantiene una differenza di prezzo molto contenuta. Nella prima metà dell'anno sono state 1.619 le nuove immatricolazioni, contro le 348 del 2025, pari all'1,9% del mercato delle elettriche. Quattro le motorizzazioni in gamma, da 170 a 340 CV (con trazione integrale) e batterie da 52 a 79 kWh: le percorrenze vanno dai 377 km del modello d'accesso ai 580 della 85 RWD.Quanto costa: da 34.500 euro 9. Leapmotor B10 Questa crossover media (è lunga 452 cm) è il secondo modello in classifica del costruttore cinese, che immatricola 1.441 esemplari dall'inizio dell'anno. Nel 2025 non era ancora commercializzata. Un solo motore a listino, da 160 kW (218 CV) e due tagli di batterie, da 56 e 67 kWh, per autonomie da 361 a 434 chilometri. Ricca la dotazione di serie, discrete le finiture.Quanto costa: da 29.900 euro 10. Ford Puma La piccola SUV dell'Ovale Blu segna 1.403 nuove immatricolazioni (1,6% del mercato dell'elettrico) e chiude la classifica dei dieci modelli a zero emissioni più venduti in Italia da gennaio a luglio 2026: nello stesso periodo dello scorso anno sono state 750. Tre allestimenti, ma un solo powertrain a listino: 124 kW (169 CV) e batteria da 46 kWh, per un'autonomia dichiarata di 417 km.Quanto costa: da 33.250 euro
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Meno patria, più Europa: l'auto cinese rallenta ancora in casa e vola all'estero

4 Ruote - Ago 20,2026
Si intensifica il paradosso dell'auto cinese. Mentre il mercato automobilistico interno continua a rallentare, i costruttori del Dragone accelerano sempre di più all'estero. I dati di luglio evidenziano un divario crescente tra domanda domestica ed export: da un lato le vendite interne sono scese del 20% su base annua, fermandosi a 1,47 milioni di unità e registrando il decimo mese consecutivo di flessione; dall'altro le esportazioni sono balzate dell'88%, raggiungendo quota 923.000 veicoli. Nel primo semestre del 2026 sono andati persi 2,3 milioni di immatricolazioni sul mercato interno, un volume equivalente all'intero mercato giapponese.A questo rallentamento della domanda domestica, legato anche al ridimensionamento degli incentivi statali e a un contesto economico meno brillante rispetto agli anni passati, fa da contraltare una strategia di espansione internazionale sempre più intensa. Nel primo semestre, l'incremento dell'export si è attestato al 71%, confermando il ruolo crescente dei mercati esteri nell'assorbire l'enorme capacità produttiva dell'industria automobilistica cinese. Auto cinesi: l'estero è sempre più una valvola di sfogo I mercati esteri rappresentano per i costruttori del Dragone uno sbocco fondamentale per assorbire l'eccesso di capacità produttiva. Con il rallentamento della domanda interna, l'internazionalizzazione assume un ruolo sempre più strategico. Solo in Europa, le consegne delle auto a nuova energia (NEV), ossia ibride plug-in (PHEV) ed elettriche, sono cresciute fino a conquistare circa il 16% del mercato complessivo, contro il 3% del 2022. Limitatamente alle vetture a batteria, i marchi cinesi sfiorano una quota del 25%.Una tendenza destinata ad accentuarsi, anche per la guerra dei prezzi in atto in Cina, con fortissimi sconti che comprimono i margini di profitto. In alternativa, i costruttori propongono finanziamenti di lunga durata e a condizioni particolarmente favorevoli.Le previsioni degli analisti per il 2030 convergono nella stessa direzione: il peso dei brand cinesi nel Vecchio Continente è destinato a crescere ulteriormente, soprattutto quello di Byd, Chery e Geely, con l'internazionalizzazione indicata come antidoto alla debolezza del mercato interno. Per superare la barriera dei dazi UE sulle elettriche Made in China e di eventuali misure analoghe sulle ibride plug-in, oltre a rafforzare la presenza locale, la tendenza è quella di produrre direttamente in Paesi europei con costi energetici competitivi. il caso soprattutto di Ungheria e Spagna, dove stanno nascendo sempre più modelli Made by China. Inarrestabile Pechino Sono note le armi dei costruttori cinesi: competenze nell'elettrificazione, tecnologie avanzate per le batterie, integrazione software e cicli di sviluppo particolarmente rapidi. Il tutto è sostenuto da una catena di approvvigionamento estremamente efficiente. Parallelamente cresce anche l'appeal delle auto cinesi, grazie a dotazioni tecnologiche sempre più sofisticate.Ma i dazi UE? "Le barriere possono rallentare la curva di crescita della Cina, ma non la invertiranno", ha affermato Abhilash Gupta, analista di ricerca presso Counterpoint Research. 
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F1, lOlanda si congeda con una Sprint e il rinnovo di Verstappen

4 Ruote - Ago 20,2026
Dopo qualche settimana di pausa, la Formula 1 riparte dalle dune del Mare del Nord per l'ultima edizione del Gran Premio d'Olanda, dodicesimo appuntamento del Mondiale 2026.Le ostilità si riaprono con Andrea Kimi Antonelli al comando della classifica Piloti con 219 punti. Lewis Hamilton è il primo inseguitore a quota 169, seguito da George Russell con 160 e Charles Leclerc con 138. Più distante Verstappen, sesto con 109 punti. Tra i Costruttori, invece, la Mercedes guida con 379 punti, 72 in più della Ferrari. La McLaren è terza a 220, mentre la Red Bull occupa la quarta posizione con 177 punti.Zandvoort: curve sopraelevate, vento e sabbia Il circuito olandese misura 4.259 metri e presenta 14 curve. I suoi tratti più caratteristici sono le sopraelevate: la curva 3 raggiunge un'inclinazione di 19 gradi, mentre la curva 14 arriva a 18. Le monoposto richiedono un elevato livello di carico aerodinamico, simile a quello utilizzato all'Hungaroring, ma devono fare i conti con sollecitazioni verticali e laterali particolarmente intense.A complicare il lavoro dei tecnici contribuisce la posizione del circuito, stretto tra le dune e la costa del Mare del Nord. Il vento può cambiare rapidamente intensità e direzione, mentre la sabbia trasportata sull'asfalto modifica l'aderenza anche nel corso della stessa sessione. Con una sola ora di prove libere a disposizione, ogni minuto trascorso ai box peserà più del solito.Verstappen rinnova con la Red Bull fino al 2030 Mentre Zandvoort con questa edizione saluterà il circus, almeno per il momento, la Red Bull ha annunciato il prolungamento del contratto del quattro volte campione del mondo fino alla fine del 2030.Il nuovo accordo arriva in una fase molto diversa per il team di Milton Keynes. La Red Bull è quarta nel Mondiale Costruttori e sta attraversando una profonda riorganizzazione sotto la guida di Laurent Mekies. L'obiettivo dichiarato da Verstappen è tornare al vertice insieme alla squadra che considera una seconda famiglia.Hadjar infortunato, sarà sostituito da LawsonVerstappen avrà un compagno di squadra diverso per questo weekend. Isack Hadjar non potrà prendere parte al Gran Premio a causa di un infortunio al polso. Al suo posto correrà Liam Lawson.Per il neozelandese sarà un'occasione importante, anche se limitata al momento al solo weekend di Zandvoort. Il suo sedile in Racing Bulls verrà affidato a Yuki Tsunoda, che tornerà così a disputare un Gran Premio accanto ad Arvid Lindblad. Dove vedere il GP d'Olanda Sky Sport F1 e NOW trasmetteranno in diretta tutte le sessioni. Venerdì le Libere 1 inizieranno alle 12.30, mentre la Sprint Qualifying scatterà alle 16.30. Sabato appuntamento alle 12 con la Sprint e alle 16 con le qualifiche. Il Gran Premio prenderà il via domenica alle 15. Ecco il programma completo del weekend e gli orari delle differite per seguire l'evento anche sul digitale terrestre.Venerdì 21 agostoProve Libere 1 dalle 12.30 in diretta esclusiva su Sky Sport F1Sprint Qualifying dalle 16.30 in diretta su Sky Sport F1Sabato 22 agostoSprint Race dalle 12.00 in diretta su Sky Sport F1 e TV8Qualifiche dalle 16.00 in diretta su Sky Sport F1 e TV8Domenica 23 agostoGara dalle 15.00 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 18.00
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Porte ad armadio e sedili girevoli: la Genesis GV90 sfida l'olimpo del lusso

4 Ruote - Ago 20,2026
Genesis presenta la GV90, l'attesa SUV elettrica a sette posti che proietta il marchio in un segmento finora inesplorato. Lusso ed esclusività sono le parole d'ordine, ma i prezzi non sono ancora stati comunicati: con 657 CV, 500 km di autonomia e una variante a quattro posti con porte ad armadio, la nuova ammiraglia coreana si colloca nella fascia più alta del mercato, dove Genesis non si era mai spinta prima. Arch Gate per quattro passeggeri Il design esterno della Genesis GV90, lunga ben 5,29 metri, riprende il linguaggio stilistico del marchio portandolo all'estremo. I gruppi ottici sdoppiati che si sviluppano fino alle fiancate rappresentano l'elemento distintivo del progetto, mentre i cerchi da 24 pollici mantengono proporzionata la vista laterale nonostante le dimensioni generose.Il modello sintetizza l'evoluzione stilistica del marchio premium del gruppo Hyundai e introduce soluzioni esclusive. La più caratteristica è senza dubbio quella delle portiere ad armadio prive di montante centrale, denominate Arch Gate e disponibili esclusivamente sulla versione Neolun. Quest'ultima può essere configurata anche come Executive Suite a quattro posti, con sedili anteriori rotanti di 180 gradi per trasformare l'abitacolo in un raffinato salotto mobile. Tra gli accessori più particolari spicca inoltre lo Smart Vision Roof, dotato di sei zone indipendenti che possono essere oscurate singolarmente. Lo schermo centrale si alza in ricarica La plancia introduce un'ulteriore innovazione. Al guidatore è dedicato un head-up display da 25 pollici, mentre al centro dell'abitacolo trova posto uno schermo OLED da 23,6 pollici che si solleva durante le soste di ricarica, raggiungendo i 24,6 pollici e offrendo ai passeggeri una nuova esperienza di intrattenimento.L'infotainment porta al debutto la piattaforma Pleos Connect basata su Android, mentre l'impianto audio Bang & Olufsen può contare su ben 25 diffusori. 657 CV e 500 km di autonomia Il powertrain elettrico bimotore, basato sulla piattaforma eMP, sviluppa 657 CV ed è abbinato a una batteria da 123,5 kWh, la più grande mai utilizzata dal marchio.L'autonomia dichiarata raggiunge i 500 km, mentre la ricarica fino a 350 kW promette soste molto rapide: bastano infatti 22 minuti per passare dal 10 all'80% della capacità.Per la prima volta Genesis adotta inoltre un differenziale autobloccante a controllo elettronico su ciascun asse. Completano la dotazione le sospensioni pneumatiche e l'asse posteriore sterzante, soluzioni pensate per coniugare comfort, prestazioni e maneggevolezza.
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Concorso Italiano e Monterey Motorsports Festival, il tricolore alla Car Week

4 Ruote - Ago 20,2026
Il sabato della Monterey Car Week 2026 ha avuto un accento marcatamente italiano, tra la giornata di Concorso Italiano e la notte del Monterey Motorsports Festival. Due appuntamenti che insieme raccontano bene la doppia anima della settimana californiana: quella più contemplativa del collezionismo e quella più popolare della festa a cielo aperto. Le meraviglie di Concorso Italiano Al Bayonet Black Horse Golf Course di Seaside, Concorso Italiano ha tagliato il traguardo della 41 edizione riunendo oltre 600 vetture italiane, da Alfa Romeo a Ferrari, da Lancia a Bizzarrini, Lamborghini e molti altri marchi tricolori, non soltanto automobilistici. La giornata ha intrecciato tre anniversari significativi: 100 anni di Ducati, 60 della Lamborghini Miura e altrettanti della Mangusta di De Tomaso. Anche Quattroruote ha preso parte alla celebrazione, con i nostri inviati a Monterey sul palco per la coincidenza tra i cent'anni del Tridente di Maserati e quelli della Route 66, in occasione della conclusione del viaggio di Cesare Gasparri Zezza lungo una parte della mother road a bordo di una Maserati GranCabrio Trofeo. Gli auguri a Duetto e Miura Per il compleanno della Miura il Concorso ha assegnato un trofeo speciale a forma del modello, realizzato a mano dall'artista italiano Donato Donno e arrivato appositamente dall'Italia per l'occasione: a consegnarlo come da tradizione Valentino Balboni, storico collaudatore Lamborghini che nel sabato della Car Week da anni premia la più bella tra le auto di Sant'Agata sul prato di Concorso.La stessa giornata ha ospitato anche l'apertura del Duetto Day, l'evento organizzato da Pininfarina per celebrare i sessant'anni dell'Alfa Romeo Spider: quasi cinquanta esemplari radunati in un'area dedicata, prima tappa di un percorso che si sarebbe concluso proprio la sera stessa al Monterey Motorsports Festival. Festa pop al calar del sole Finita la giornata di Concorso Italiano, il baricentro si è spostato ai Monterey County Fairgrounds, dove il Monterey Motorsports Festival ha chiuso il sabato con la formula più aperta dell'intera settimana: nessuna lista d'attesa, nessuna allocazione riservata, solo un biglietto d'ingresso per accedere a 22 acri di vetture custom, lowrider, JDM e fuoristrada, distribuiti attorno a due palchi musicali con quattro concerti in programma. Il momento clou della serata si è tenuto sul palco principale, con il debutto americano della Kimera K-39 stradale e con l'assegnazione al patron Luca Betti di un premio speciale del duPont Registry. Le sfaccettature della passione Tra il prato elegante di Seaside e il campo fieristico aperto a tutti della Fiera di Monterey, il sabato della Car Week ha dimostrato ancora una volta come la settimana californiana sappia tenere insieme registri opposti - quello riservato delle grandi collezioni e quello inclusivo della festa di piazza - senza che l'uno tolga nulla all'altro. E anche una buona alchimia e complementarità tra due eventi, Concorso con la sua presidente Tanya Kosta e MMF dell'italiano Paolo Manca, sulla carta concorrenti tra loro ma capaci di lavorare insieme per amore delle automobili e degli appassionati. 
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Un pieno da incubo: la benzina torna sopra i 2 euro e tra poco scade lo sconto sul gasolio

4 Ruote - Ago 20,2026
Un pieno di carburante da batticuore il 20 agosto 2026 in Italia. La benzina è tornata sopra quota 2 euro, una soglia che non superava dal 2022. Stamane un litro di benzina self sulle strade ordinarie costa in media 2,002 euro, in aumento di 5 millesimi rispetto a ieri, abbattendo così il muro psicologico di quota 2 (rilevazioni del Mimit). Quanto al diesel, il prezzo medio è di 2,116 euro, con un incremento di 9 millesimi, oltre la barriera di 2,1 euro al litro. Si versano lacrime ancora più amare in autostrada, dove la verde arriva a 2,077 euro e il gasolio a 2,186.Per giunta, il diesel beneficia fino al 25 agosto del taglio delle accise di 0,171 euro IVA inclusa deciso dal governo. Dal 26 agosto, in assenza di ulteriori provvedimenti dell'esecutivo e a parità di quotazioni, l'incubo gasolio potrebbe assumere la forma di quota 2,287 euro al litro. Benzina sopra i 2 euro: perché non siamo ancora ai record del 2022 Sebbene i confronti possano essere influenzati da differenti livelli di accisa, oggi benzina e diesel non hanno ancora raggiunto il record storico assoluto nel nostro Paese. Almeno per il momento, nonostante il progressivo deterioramento delle relazioni tra USA e Iran.Come ha calcolato la Figisc, la benzina aveva toccato il prezzo record self di 2,227 euro al litro il 16 marzo 2022, mentre il servito era salito a 2,339 euro il giorno successivo, prima del taglio delle accise deciso dal governo Draghi pari a 0,305 euro IVA inclusa. Dopo la riduzione della fiscalità, in piena guerra fra Russia e Ucraina, il self era sceso a 2,077 euro il 23 giugno e il servito a 2,218 euro il giorno seguente.Capitolo diesel. Il record del self resta pari a 2,230 euro al litro il 17 marzo 2022, mentre il servito aveva raggiunto quota 2,351 euro. Dopo il taglio delle accise, il self era sceso a 2,041 euro il 24 giugno 2022 e il servito a 2,189 euro due giorni più tardi.Va inoltre ricordato che il 27 luglio 2026, prima dell'introduzione dello sconto sulle accise del gasolio pari a 0,171 euro IVA inclusa, i prezzi medi erano i seguenti: 2,185 euro per il self e 2,320 euro per il servito, valori già molto vicini ai massimi storici registrati nel 2022.
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Tre nuove Bronco e una Mustang inedita: Ford cambia l'80% della gamma

4 Ruote - Ago 20,2026
Ford sta preparando una vera e propria ondata di novità negli Stati Uniti, con l'obiettivo di rinnovare l'80% della gamma nell'arco di tre anni. Grazie alle informazioni raccolte da Automotive News possiamo fare il punto sulle uscite previste: oltre al già annunciato pick-up elettrico da meno di 30.000 dollari, denominato ufficialmente Fathom, la Casa dell'Ovale Blu ha in programma una versione pick-up della Bronco, un allestimento lussuoso firmato Lincoln dello stesso modello e un'inedita Mustang a quattro porte. Il tutto si accompagna alla già prevista revisione delle strategie di elettrificazione, con un ritorno verso le motorizzazioni endotermiche e ibride, oltre all'introduzione di varianti elettriche con tecnologia range extender. Tre nuove Bronco Per quanto riguarda il progetto Bronco, Ford ha previsto tre evoluzioni: una versione ibrida al debutto già nel 2027, una SUV lussuosa firmata Lincoln per competere a circa metà prezzo con la Mercedes Classe G e un pickup inedito verso la fine del decennio, destinato a richiamare lo spirito originario della prima serie della Bronco del 1965. La Mustang Mach-4 La Mustang amplierà invece i propri orizzonti con una variante a quattro porte: secondo le indiscrezioni, l'auto sarebbe già stata mostrata ai concessionari e dovrebbe quindi debuttare entro pochi mesi. Alcune fonti hanno fatto trapelare il nome Mach-4 e l'ipotesi più plausibile è che il modello utilizzi meccanica e piattaforma della coupé tradizionale, replicando la strategia adottata da Dodge con la Charger, senza alcun legame con la Mustang Mach-E elettrica. I dubbi su Kuga, Ranger e sui SUV Full-Size Tra le numerose anticipazioni emerge anche una possibile erede della Escape, destinata a essere prodotta in Messico con meccanica ibrida e prezzi competitivi: per gli europei si tratterebbe, di fatto, dell'erede della Kuga. Restano, invece, alcuni interrogativi sul futuro del Ranger: il modello non ha al momento un successore designato né uno stabilimento produttivo confermato, ma rappresenta uno dei pilastri commerciali del marchio insieme alla Serie F e difficilmente uscirà dai radar a livello globale. Lo stesso vale per i modelli più grandi, Expedition ed Excursion, che secondo la fonte potrebbero tornare soltanto con varianti EREV quando il mercato sarà pronto ad accoglierle.
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Auto a 7 posti: dalla Fiat Grizzly all'Audi Q9, tutti i modelli in arrivo

4 Ruote - Ago 20,2026
Pur se meno diffuse di un tempo, quando monovolume e station wagon erano molto più numerose, le auto a sette posti continuano a rappresentare una soluzione spesso imprescindibile per chi ha bisogno di accogliere tante persone a bordo. Nei prossimi mesi, tra il 2026 e il 2027, arriveranno sul mercato italiano diverse proposte dedicate alle famiglie numerose, dai modelli più compatti alle maxi-SUV premium.Salite a bordo, che c'è - letteralmente - spazio per tutti: dalla prossima Fiat Grizzly alla enorme Audi Q9, passando per le soluzioni full electric di Skoda e Kia, ma anche le proposte cinesi di Cirelli, DFSK e Chery. Ecco tutte le novità attese in Italia. Audi Q7 Della nuova Audi Q7 è stata presentata da poco la terza serie: è lunga 5,06 metri e, accanto alle tradizionali versioni a cinque e sette posti, introduce per la prima volta anche una configurazione a sei posti, con due poltrone separate per la seconda fila di sedili. Tanta la tecnologia a bordo, con quadro strumenti da 12,3", un infotainment centrale da 14,5" e uno schermo per il passeggero (su richiesta). Il nuovo infotainment è mosso da Android Automotive con ChatGPT. Il bagagliaio ha una capacità da 581 a 1.980 litri, mentre l'accesso alla terza fila è facilitato dal sistema che fa avanzare e reclinare automaticamente le sedute della seconda fila. Al debutto la nuova SUV di Ingolstadt sarà disponibile con due V6 3.0 TDI mild hybrid a 48 Volt, da 245 e 299 CV, abbinati al cambio tiptronic e alla trazione integrale quattro. Il sistema ibrido utilizza una batteria LFP da 1,7 kWh e un powertrain generator capace di aggiungere fino a 24 CV. La gamma si amplierà a partire dalla prima metà del prossimo anno, quando arriveranno le versioni plug-in con V6 a benzina e una mild hybrid a benzina.Quando arriva: settembre 2026Quanto costa: da 87.150 euro Audi Q9 La nuova Audi Q9, presentata a fine luglio, diventerà la SUV più grande di Ingolstadt: è lunga 5,31 metri, ha un passo di 3,14 metri e nasce per sfidare "colossi" come BMW X7 e Mercedes GLS. L'abitacolo sarà disponibile nelle configurazioni a sei e sette posti, con una terza fila progettata per offrire maggiore spazio grazie alla coda squadrata. Tra le soluzioni più particolari della Q9 troviamo le portiere elettriche automatiche, il sistema audio 4D Bang & Olufsen e il tetto panoramico elettrocromatico. Al lancio la Audi Q9 punterà sul diesel V6 3.0 TDI mild hybrid a 48V (già visto sulla Q7) nelle varianti da 245 CV e 299 CV, entrambe con cambio tiptronic a 8 rapporti e trazione integrale quattro. Di serie su tutta la gamma sette modalità di guida, sospensioni pneumatiche adattive di serie, quattro ruote sterzanti e freni con dischi da 400 mm anteriori e 350 mm posteriori a sei pistoncini. Più avanti arriverà anche la sportiva SQ9, non prevista per l'Italia, almeno inizialmente.Quando arriva: 2027Quanto costa: da circa 100.000 euro Chery Tiggo 9 La Chery Tiggo 9 è una SUV di segmento D a sette posti lunga 4.810 mm e con un passo di 2.800 mm. Notevole la versatilità per le persone e i bagagli: le sedute della seconda fila scorrono di 26 cm, e nella configurazione a due posti si arriva a uno spazio utile di 2.065 litri. Di serie il quadro strumenti da 10,25" e l'infotainment da 15,6", mentre il passeggero può contare su una seduta reclinabile che la Casa chiama "Queen Seat". Per il confort durante i viaggi c'è l'impianto audio Sony a 14 altoparlanti con cancellazione attiva del rumore. In Italia la Tiggo 9 arriverà con un powertrain ibrido plug-in Super Hybrid da 254 CV, a trazione prevalentemente elettrica con il motore termico dedicato alla ricarica della batteria e a fornire potenza quando necessario. I dati tecnici completi non sono ancora stati comunicati, ma la Casa dichiara consumi di 1,7 l/100 km, autonomia elettrica urbana di 140 km e complessiva di 1.050 km.Quando arriva: fine 2026Quanto costa: prezzi non dichiarati Cirelli 7 A metà strada tra una crossover e una multispazio, la Cirelli 7 è una 7 posti da 4,85 metri che strizza l'occhio alle famiglie, con tanto spazio a bordo e una ricca dotazione di serie: tettuccio panoramico, display widescreen 4K, cambio automatico DCT a sette rapporti a doppia frizione, Android Auto e Apple CarPlay, cerchi da 18", climatizzatore automatico e sedili ventilati e riscaldabili per tutti i passeggeri. In base alla configurazione dei posti a sedere, il bagagliaio mette a disposizione tra i 234 e i 2.032 litri. A breve arricchirà la propria proposta con la Hybrid, che andrà ad ampliare l'offerta del marchio, caratterizzata dalla forte presenza nella gamma del bifuel. Con l'arrivo dell'ibrida, la motorizzazione benzina-Gpl non sparirà: rimarrà un'opzione per coloro che vogliono puntare sulla versatilità della doppia alimentazione e sui risparmi alla pompa garantiti dal gas. La variante Cross aggiunge cerchi da 19" e assetto rialzato.Listino da: 29.900 euroQuando arriva: novembre DFSK E5 Plus La DFSK E5 Plus (versione aggiornata della E5 attualmente a listino) è una SUV cinese di segmento D lunga 4,76 metri, che arriverà in Italia dopo l'estate. Molto ricca la dotazione di serie, che prevede per tutta la gamma sedili e plancia rivestiti in pelle, quadro strumenti digitale da 8,8", infotainment da 15,6", tetto panoramico, telecamera a 360 e guida assistita di livello 2. Con tutti i posti in uso rimangono 187 litri utili per i bagagli, che salgono a 465 abbattendo la terza fila. La E5 Plus monterà un powertrain plug-in composto da due motori elettrici a magneti permanenti, capaci di una potenza di 160 kW (214 CV), abbinati a un'unità termica da 1.5 litri da 95 CV e 135 Nm di coppia e un cambio automatico e-Cvt. L'auto copre lo 0-100 km/h in 8 secondi e raggiunge la velocità massima di 180 km/h. La batteria da 25,3 kWh consente di muoversi a zero emissioni per 120 km, mentre l'autonomia complessiva dovrebbe superare i 1.200 km. Sofisticata la meccanica, con sospensioni MacPherson all'anteriore e multilink al posterioreQuando arriva: dopo l'estateQuanto costa: circa 35.000 euro Fiat Grizzly La nuova Fiat Grizzly è uno dei modelli più attesi del prossimo autunno: debutterà ufficialmente al Salone di Parigi di ottobre in due varianti: la SUV, disponibile anche a sette posti, e la Fastback, più filante e proposta con un abitacolo a cinque posti. Questa SUV di segmento C nasce sulla piattaforma Smart Car di Stellantis, condivisa con Citroën C3 Aircross e Opel Frontera. Lunga circa 4,5 metri, nasce per diventare "nuovo riferimento in termini di praticità, offrendo uno spazio interno eccezionale e una capacità di carico ai vertici della categoria", spiega Olivier Franois, CEO della Fiat. Come le cugine di piattaforma, anche la Grizzly sarà proposta con una gamma multienergia che comprende motori termici a benzina, ibridi e full electric: in attesa delle specifiche definitive, è plausibile che l'offerta riprenda le principali motorizzazioni già utilizzate sulle altre vetture della piattaforma Smart Car, come l'1.2 benzina da 101 CV, l'1.2 ibrido da 145 CV e l'elettrico da 83 kW (113 CV) con batteria da 44 e 54 kWh, per autonomie che sfiorano i 400 km.Quando arriva: fine 2026 / inizio 2027Quanto costa: da meno di 20.000 euro Kia PV5 Passenger La Kia PV5 Passenger amplia la propria gamma con una versione a sette posti (nella configurazione 2+2+3), adatta alle esigenze delle famiglie numerose quanto di taxi, navette aeroportuali e transfer. Invariate le dimensioni del modello già in commercio: 4.695 mm di lunghezza, 1.895 di larghezza e 2.995 di passo. L'accesso alla terza fila di sedili è facilitato dalle porte laterali scorrevoli. Nella configurazione a sette posti il bagagliaio ha una capacità di 318 litri, che diventano 785 abbassando gli schienali della terza fila.  Il powertrain della Kia PV5 eroga una potenza di 120 kW (163 CV) e 250 Nm, ed è abbinato a una batteria da 71,2 kWh, con un'autonomia che arriva a sfiorare i 400 km. La ricarica in corrente continua arriva a 150 kW di potenza, per passare dal 10 all'80% in meno di mezz'ora. Quando arriva: autunno 2026Quanto costa: 44.000 euro Mercedes GLB La nuova Mercedes GLB mantiene una delle caratteristiche distintive della precedente generazione, ossia dimensioni contenute e la possibilità dei sette posti. Il nuovo modello cresce un po', arrivando a 4,73 metri da un paraurti all'altro: nella configurazione a cinque posti mette a disposizione 480 litri di bagagliaio, a cui si aggiungono i 127 del frunk. Come gli ultimi modelli della Stella, anche la nuova GLB è costruita sulla piattaforma multienergia MMA a 800 Volt. In gamma ci sono le versioni elettriche GLB 250+ da 272 CV e GLB 350 4Matic da 354 CV, entrambe con batteria da 85 kWh, per autonomie rispettivamente di 631 e 615 km. A queste si aggiungono le motorizzazioni mild hybrid, basate su un 1.5 quattro cilindri con impianto a 48 Volt da 156, 184 e 211 CV, con la possibilità della trazione integrale 4Matic sulle più potenti. Quando arriva: autunno 2026Quanto costa: 49.516 euro Skoda Peaq La Skoda Peaq è la nuova ammiraglia a ruote alte della Casa boema. Questa SUV elettrica, lunga 4.874 mm e con un passo di 2.965 mm, mette a disposizione sette posti veri in una carrozzeria relativamente compatta. Il bagagliaio ha una capacità di 299 litri con tutti i sedili in uso, 890 litri con cinque posti e 2.075 litri abbattendo anche la seconda fila. Davanti c'è anche un ulteriore vano da 37 litri. Tante le soluzioni inedite per la Casa: maniglie a filo carrozzeria, tetto elettrocromico (diviso in nove sezioni regolabili in opacità) e l'infotainment a sviluppo verticale da 13,6". La gamma attuale comprende due versioni: la Peaq 60, con motore posteriore da 204 CV e batteria da 59 kWh, e la 90x Dual Motor, con trazione integrale, 300 CV e batteria da 86 kWh, per un'autonomia di circa 610 km. La ricarica in corrente continua raggiunge potenze di 165 kW sulla 60 e 200 kW sulla 90x.Quando arriva: ottobre 2026Quanto costa: 49.950 euro Gli altri modelli in arrivo (forse) Completiamo questa rassegna con un rapido elenco dei modelli a sette posti che sono stati annunciati nelle scorse settimane/mesi, ma che ancora non sappiamo con sicurezza se - e quando - arriveranno in Italia. La MG S9, già in vendita nel Regno Unito, è una SUV lunga quasi cinque metri, con un powertrain ibrido plug-in da 272 CV e una batteria da 24,7 kWh (100 km di autonomia in EV). BYD ha annunciato lo scorso aprile la Denza D9, grande monovolume da 5,25 metri con powertrain ibrido plug-in da 353 CV, 210 km di autonomia in elettrico grazie alla batteria da 58,9 kWh, e una dotazione davvero ricca (Denza è il marchio premium del costruttore cinese). Sempre a proposito di premium, Lexus ha presentato la SUV elettrica TZ, destinata ai "principali mercati globali", lunga 5,1 metri e con un powertrain dual motor da 408 CV. La batteria da 96 kWh dovrebbe garantire fino a 530 km di percorrenza. I problemi finanziari di Porsche hanno gettato invece un'ombra di incertezza sul destino della K1 (nome in codice), grande SUV elettrica che in gamma si dovrebbe posizionare sopra la Cayenne.
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