Renault - A Milano apre Cliorama: i 35 anni della Clio (e la nuova serie) diventano un'esperienza immersiva
La Renault ha avviato la campagna di commercializzazione e promozione della nuova Renault Clio, inaugurando a Milano il progetto immersivo Cliorama. Il flagship store rnlt di Corso Garibaldi è stato completamente trasformato in uno spazio che supera il concetto tradizionale di showroom, diventando un ambiente da vivere, sentire, ricordare. Al di là delle formule da marketing, l'esperienza proposta è realmente immersiva e consente di ripercorrere, attraverso immagini, suoni e installazioni dedicate, 35 anni di storia della celebre due volumi della Losanga. La campagna pubblicitariaL'allestimento del rnlt, riconoscibile fin dall'esterno grazie a un grande murales dedicato alla nuova Clio, introduce un percorso reso ancora più suggestivo dalle installazioni sospese all'interno. Tutto si inserisce in una campagna promozionale molto ampia che ha letteralmente invaso Milano. Le gigantografie della Clio sono apparse in alcuni dei luoghi simbolo della città, dalla Stazione Centrale all'aeroporto di Linate, passando per Piazza 5 Giornate e il quartiere di Brera. A febbraio, inoltre, una carovana di Clio storiche attraverserà il centro e altri spazi iconici della città, trasformando le strade milanesi in un tributo dinamico alla storia del modello.Il lancio della nuova Clio sarà accompagnato anche da un fitto calendario di appuntamenti che, tra febbraio e marzo, trasformeranno Cliorama in un vero punto di incontro. L'esperienza includerà aperitivi musicali, un Listening Bar, una visione collettiva del Festival di Sanremo, una serata speciale dedicata al Viva! Festival di Locorotondo e due cene d'autore firmate dalla chef stellata Antonia Klugmann. Una serie di eventi pensati per unire cultura, musica, convivialità e passione automobilistica, valorizzando la nuova Renault Clio attraverso un racconto che intreccia memoria e innovazione.
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Disputa legale - Renault, un tribunale tedesco sospende la vendita di Clio e Megane: ecco perché
La settima sezione civile del tribunale regionale di Monaco di Baviera ha ordinato alla Renault di sospendere la vendita dei modelli Clio e Megane: l'ordine è stato emesso al termine di un'udienza del processo promosso dalla società tecnologica statunitense Broadcom per la presunta violazione dei diritti di un brevetto sullo standard Ethernet, una delle tecnologie di riferimento per le reti via cavo.Secondo i giudici, Renault non avrebbe la licenza per utilizzare alcune connessioni di rete via cavo relative al sistema di navigazione della Clio e alla centralina telematica della Mégane e, di conseguenza, deve fermarne la commercializzazione e provvedere al ritiro e alla distruzione dei prodotti. Pronto il ricorso della LosangaIn ogni caso, la sentenza non è immediatamente esecutiva. Entrerà infatti in vigore solo a determinate condizioni, tra cui anche il versamento di un deposito cauzionale di diversi milioni di euro da parte della stessa Broadcom. Inoltre, la sua applicazione sarà sospesa nel caso in cui le parti raggiungano un accordo transattivo oppure la Renault presenti ricorso in appello.A tal proposito, la Losanga ha già chiarito le sue intenzioni:Contestiamo con forza la sentenza e presenteremo ricorso senza indugio, ha affermato l'azienda, aggiungendo di aver promosso due iniziative legali per ottenere, sulla base di solide ragioni, l'invalidazione del brevetto contestato.
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Cina - BYD Great Tang: nuovo stile e ricarica a 1 MW per la monovolume elettrica a sette posti
La BYD ha presentato sul mercato cinese la nuova Great Tang, modello al top della gamma del sub-brand Dinasty, che arriverà sul mercato cinese entro la prossima estate. Il listino di questa monovolume elettrica a sette posti dovrebbe partire da circa 400.000 yuan, pari a poco meno di 50 mila euro. Stile moderno (ma non per le maniglie)La BYD Great Tang, stando alle immagini pubblicate sul sito del Ministero dell'Industria e dell'Information Technology (Miit) cinese, inaugura un nuovo linguaggio stilistico per la Casa cinese, con il frontale completamente chiuso e una firma luminosa che attraversa tutto il cofano, con il logo Tang al centro. Alle estremità del paraurti si trovano i fari, a sviluppo verticale, come le prese d'aria accanto a essi. Nella fiancata, massiccia, si notano le maniglie non a scomparsa. mentre al posteriore i gruppi ottici sono a tutta larghezza e il portellone è diviso in due, con la parte bassa che fa da ribaltina. Avrà la ricarica ultra-rapidaLa monovolume cinese è lunga 5.263 mm (o 5.302 in base alla versione), larga 1.999 e alta 1.790 (o 1.800), con un passo di 3.130 mm e l'asse posteriore sterzante. Imponente anche il peso: 3.245 kg. Tre i powertrain disponibili: single motor con potenze di 300 kW (408 CV) e 370 kW (503 CV), oppure dual motor da 585 kW (796 CV). Costruita sull'architettura Super e-platform della BYD, offrirà la ricarica ultra rapida a 1.000 kW (1 MW).
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Test speciale - Tesla Cybertruck, un "mostro" a Milano: abbiamo guidato il pickup elettrico nel traffico - VIDEO
Un pick-up elettrico da quasi 5,7 metri, largo 2,2 metri e con oltre 3 tonnellate di peso, immerso nel traffico di Milano. Sì, lo abbiamo fatto davvero. Tra steer-by-wire, quattro ruote sterzanti e sguardi increduli ai semafori, il Tesla Cybertruck, definito da Elon Musk come "la migliore Tesla mai prodotta", trasforma ogni spostamento in un evento urbano. Ecco com'è andata. Un UFO tra le utilitarie: un TRex in metropolitanaA due anni dal debutto, il Cybertruck resta un oggetto non identificato. L'acciaio inox a vista, gli spigoli netti e dimensioni fuori scala - 5,68 metri di lunghezza e quasi 2,2 di larghezza - lo rendono un alieno in mezzo al traffico milanese. Le corsie si stringono, i parcheggi diventano quasi una negoziazione e gli smartphone attorno si alzano come in un concerto.Oltre tre tonnellate, ma uno sterzo da kartAppena ci si muove, arriva la sorpresa. Il sistema steerbywire elimina il collegamento meccanico tra volante e ruote, permettendo di raggiungere il fondo corsa con mezzo giro di volante. Le ruote posteriori, capaci di sterzare fino a 11 gradi, rendono possibili inversioni e manovre che sembrerebbero proibitive per un mezzo con questa stazza. La sensazione è quella di guidare qualcosa di enorme che però reagisce con agilità inaspettata. Confort e presenza scenica da filmIn marcia, il Cybertruck si muove silenzioso e filtra bene le piccole asperità grazie all'assetto pneumatico adattivo. Ma la vera esperienza non è solo di guida: è sociale. Ogni semaforo si trasforma in una piccola première, ogni attraversamento attira curiosi, ogni sosta crea un micro-evento. Più che un'auto, sembra di gestire una performance itinerante.Accelerazione fuori contestoBasta premere l'acceleratore per ricordarsi che, nella versione AWD, il Cybertruck dispone di oltre 600 CV, con uno 0100 km/h in circa 4 secondi. La Cyberbeast, con più di 840 CV, è persino più estrema. In città questi numeri contano poco, ma bastano pochi metri per sentire la spinta immediata e continua, capace di mettere in imbarazzo molte sportive. Avanzato nella tecnologia, meno nella praticità urbanaTra telecamere a 360, sensori e assistenza alla guida completa, l'elettronica supporta ogni manovra. Tuttavia, le dimensioni restano il limite più evidente. Alcuni accessi ai parcheggi risultano semplicemente irraggiungibili e anche fermarsi momentaneamente richiede attenzione e una certa audacia. Milano non è fatta per lui, e lui non è stato pensato per Milano. Il senso di tutto questoGuidare un Cybertruck in città è un esercizio di adattamento reciproco. La metropoli cerca di accomodarlo stringendosi, mentre lui si ingegna grazie alle quattro ruote sterzanti e allo steerbywire per superare spazi che sembrerebbero incompatibili. Non è un veicolo concepito per il tessuto urbano europeo, ma dimostra come la tecnologia possa piegare, almeno in parte, le leggi della massa e degli ingombri.I consumi della "bestia"Durante il nostro giro tra stop, ripartenze, manovre strette e qualche inevitabile accelerazione dimostrativa, il consumo del Cybertruck si è stabilizzato attorno ai 35 kWh/100 km. Un dato elevato ma comprensibile considerando peso, sezione frontale e prestazioni. Più che un mezzo urbano, il Cybertruck è un esperimento su ruote, e proprio questa sua natura spigolosa contribuisce al divertimento.Detto questo, a Milano non sarà facile rivedere il Cybertruck: il pick-up non è venduto ufficialmente in Europa e con le attuali caratteristiche non può essere omologato. In Svizzera si registrano i movimenti di alcuni esemplari in via di itest, ma per ora la situazione è questa.
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Cina - Xiaomi YU7 GT: la Suv elettrica da 1.000 CV che sfreccia a 300 km/h
Sul sito del Ministero dell'Industria e dell'Information Technology (Miit) cinese è stata pubblicata la pagina relativa alla YU7 GT della Xiaomi, versione ad alte prestazioni della Suv elettrica del colosso della tecnologia. La scorsa estate siamo andati a Pechino a guidare la versione da 690 CV, che dovrebbe arrivare in Italia il prossimo anno. Look più aggressivoRispetto alla versione "normale" (che comunque ha una potenza di tutto rispetto), la variante sportiva della YU7 si allunga, si allarga e si abbassa: 5.015 x 2.007 x 1.597 mm. Invariato il passo, di tre metri esatti, così come il bagagliaio e il frunk, rispettivamente da 678 e 148 litri dichiarati. Il paraurti anteriore è più sportivo, con un "labbro" inferiore più pronunciato. Lo stesso dicasi per i passaruota, per ospitare le carreggiate allargate, con ruote da 21" e pinze freno rosse. Al posteriore spicca un grande diffusore e la scritta GT nella parte bassa, ripresa anche sulle portiere anteriori. Oltre 1.000 cavalliPiù di tutto, però, la YU7 guadagna potenza: secondo i dati del ministero cinese, la Suv cinese monta un powertrain dual motor con un'unità elettrica anteriore da 288 kW e una posteriore da 450 kW, per una potenza combinata di 738 kW, pari a 1.003 CV. Non c'è il dato dello 0-100, ma la velocità di punta è di 300 km/h. La capacità della batteria non è stata dichiarata, il che fa pensare che potrebbe essere la stessa degli altri modelli, una Catl da 102 kWh netti. Tante le possibilità di personalizzazione, che comprendono spoiler, badge, colori dei freni e dei loghi, nonché adesivi per la carrozzeria. Il prezzo non è stato comunicato, ma secondo indiscrezioni dovrebbe aggirarsi attorno ai 500.000 yuan, pari a circa 61 mila euro.
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Milano Cortina 2026 - Città ferma per le Olimpiadi. E in circonvallazione è il paradiso
La prima medaglia d'oro delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 va agli automobilisti: cittadini, pendolari e aziende hanno seguito le raccomandazioni del Comune di limitare gli spostamenti a Milano durante la giornata inaugurale dei Giochi di oggi, venerdì 6 febbraio 2026.Ci siamo infatti messi nei panni di chi aveva davvero necessità di circolare nella metropoli, lungo la circonvallazione interna (Cerchia dei Bastioni) e quella esterna, confrontando i tempi del giro con quelli di ottobre alla stessa ora e con condizioni meteo analoghe. Alle 8:45 in senso antiorario sulla Cerchia dei BastioniIl test sulla viabilità urbana ha mostrato risultati sorprendenti:Oberdan: partenza h 8:45 (stesso orario 7 ottobre 2025).Principessa Clotilde: h 8:49 (il 7 ottobre 2025 h 8:49).Baiamonti: h 8:51 (h 8:53). Si inizia a prendere vantaggio rispetto al giro di ottobre.Sempione: h 8:53 (h 8:58).Baracca: h 9:01 (h 9:04).Aquileia: h 9:04 (h 9:06).XXIV Maggio: h 9:09 (h 9:17). Qui la forbice si allarga.Medaglie d'Oro: h 9:14 (h 9:25).Cinque Giornate: h 9:17 (h 9:31).Tricolore: h 9:19 (h 9:33).Oberdan: arrivo h 9:22 (h 9:36).Risultato: oggi abbiamo percorso il giro in 34 minuti, contro i 51 di ottobre 2025: ben 17 minuti in meno. Alle 10:30 in senso orario sulla circonvallazione esternaAnche sulla circonvallazione esterna il flusso è apparso scorrevole, nonostante alcune restrizioni:Lodi: partenza h 10:30.Ripamonti: h 10:32.Meda: h 10:35.Solari: h 10:41. Da segnalare che le moto non possono circolare sulle preferenziali centrali durante i Giochi: inevitabile la coesistenza con auto, mezzi pesanti, bici e monopattini elettrici.Forze Armate: h 10:48.Lotto: h 10:50. Prima criticità dovuta ai cantieri di piazzale Stuparich.Certosa: h 10:55.Lugano: h 10:57.Zara: h 11:03.Loreto: h 11:10.XXII Marzo: h 11:16. Ancora cantieri con restringimento di carreggiata.Lodi: arrivo h 11:20.Per l'esterna, oggi occorrevano 50 minuti, contro l'ora di ottobre 2025: 10 minuti in meno. Fisarmoniche da monitorareIn un contesto apparentemente tranquillo, chi circola oggi sulle circonvallazioni deve fare i conti con rallentamenti a fisarmonica, generati in prossimità dei varchi presidiati dalla Polizia Locale per necessità improvvise.Anche con un flusso ridotto, basta un piccolo restringimento per provocare code improvvise, con il rischio di tamponamenti e di trovarsi bloccati in un imbuto inatteso. La fluidità percepita può quindi essere ingannevole. Non è stato un venerdì nero per la mobilitàIl nostro test su strada promuove la consapevolezza dei milanesi, dei pendolari e delle aziende che hanno sfruttato lo smart working.Grazie a loro, nessun Black Friday per il traffico a Milano questa mattina, nonostante l'apertura ufficiale di Milano-Cortina 2026.Per tutti gli altri giorni, in cui la città si muoverà come sempre e dovrà convivere con i Giochi, qui trovate una guida di sopravvivenza con alcune dritte, consigli e le zone da evitare.
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Canada - Stop agli obblighi sulle elettriche, ma arrivano maxi incentivi "antiTrump"
Il Canada reagisce alle continue minacce di Donald Trump con una nuova politica industriale orientata a ridisegnare il futuro del suo settore automobilistico.Da un lato, il governo guidato da Mark Carney (nella foto sotto durante una visita a un impianto di componentistica in Ontario) ha cancellato l'obiettivo introdotto dalla precedente amministrazione Trudeau, che prevedeva il 20% di auto elettriche vendute entro il 2026 e l'obbligo di passare ai veicoli a zero emissioni entro il 2035. Dall'altro lato, però, Ottawa ha presentato una strategia completamente rinnovata per sostenere l'industria locale, puntando su un pacchetto di agevolazioni agli investimenti e su un percorso di elettrificazione più graduale. Le nuove strategieIn sostanza, il Canada compie un passo indietro e uno in avanti allo stesso tempo, con l'obiettivo di ridurre la forte dipendenza dal mercato degli Stati Uniti. L'industria automobilistica canadese impiega oltre 500.000 lavoratori (di cui 125 mila direttamente) e nel 2025 ha prodotto più di 1,2 milioni di vetture. Il 90% dei veicoli realizzati nel Paese e il 60% della componentistica vengono esportati negli USA. Un equilibrio diventato critico da quando Washington, da aprile, applica un dazio del 25% su tutte le parti automobilistiche considerate non americane.Per rafforzare l'autonomia industriale, il governo canadese ha quindi varato una nuova strategia articolata su più fronti. Sono stati messi in campo 3 miliardi di dollari di incentivi destinati alla produzione locale, insieme a un ampio sistema di agevolazioni fiscali, come crediti d'imposta e superammortamenti. Parallelamente sono stati ripristinati gli incentivi all'acquisto, con un contributo fino a 5.000 dollari per le auto elettriche (che calerà progressivamente fino a 2.000 dollari nel 2030) e fino a 2.500 dollari per le ibride plug-in (destinati a scendere a 1.000 a fine decennio). I sussidi sono validi per veicoli con prezzo massimo di 50.000 dollari, una soglia che però non viene applicata ai modelli elettrici prodotti in Canada.Ottawa ha inoltre approvato misure per espandere le reti di ricarica, introdotto strumenti per la tutela dei lavoratori e definito una nuova roadmap per la riduzione delle emissioni. Saranno introdotti standard sempre più severi, con l'obiettivo di raggiungere il 75% di vendite elettriche entro il 2035 e il 90% entro il 2040.
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Stati Uniti - Tesla Roadster: Musk deposita il nuovo logo, la supercar elettrica dei sogni è vicina?
Secondo numerose indiscrezioni emerse online, Tesla avrebbe depositato un nuovo logo per la Roadster, confermando il debutto ormai imminente del modello definitivo, atteso da quasi nove anni. Nei documenti presentati allo United States Patent and Trademark Office (USPTO) compare non solo il logo dedicato al modello, ma anche un profilo stilizzato che richiama il design slanciato della futura sportiva elettrica.Il debutto della vettura sarebbe previsto per aprile. Nove anni di attesa per la supercar elettricaLa Tesla Roadster è probabilmente il modello più discusso nella storia dell'azienda. Presentata con grande enfasi nel 2017, prevedeva un deposito di 50.000 dollari per prenotare un esemplare dal prezzo di 200.000 dollari. Successivamente è però sparita dai radar a causa delle difficoltà di sviluppo e dei continui aggiornamenti previsti per incrementare ulteriormente le prestazioni.Nel corso degli anni Elon Musk ha rilasciato dichiarazioni di ogni tipo: presentazioni imminenti, inizio produzione, un pacchetto opzionale con razzi SpaceX, fino alla promessa di prestazioni mai viste prima su un veicolo stradale. L'obiettivo più recente? Sempre più estremo: 0-60 miglia in meno di un secondo. Nelle ultime settimane è arrivato anche l'ennesimo annuncio shock: la nuova Roadster sarà l'ultima e la migliore auto guidata dall'uomo. La Roadster del 2008 è nello spazioLa nuova Roadster rappresenta anche un forte richiamo al passato. Con questo nome, infatti, fu presentata la prima Tesla della storia, nel 2008: una due posti elettrica basata sulla piattaforma della Lotus Elise, proposta all'epoca a circa 90.000 dollari e prodotta in circa 2.500 unità.Tra tutte, la più famosa rimane quella lanciata nello spazio da SpaceX nel 2018, con il manichino Starman al volante. L'auto è tuttora tracciabile online, diventando una delle icone più note dell'era Musk.
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Logistica - Gioia Tauro, BYD apre lhub per la distribuzione nel CentroSud: già sbarcate 1.200 auto
La BYD sceglie il porto di Gioia Tauro come suo hub strategico per la gestione e la distribuzione dei veicoli nell'Italia centro-meridionale. Le attività logistiche saranno svolte nello scalo calabrese, uno dei principali poli di transhipment del Mediterraneo, grazie a una collaborazione con l'azienda specializzata Automar. Il primo carico è già arrivatoLa partnership, formalmente avviata con l'arrivo a Gioia Tauro di una nave contenente 1.200 vetture BYD destinate alla rete italiana, prevede una gestione integrata di trasporto marittimo, ferroviario e su gomma. All'interno dello scalo, Automar gestisce una piattaforma dedicata alla logistica automotive e alla gestione dei veicoli (foto sopra): il terminal copre 320.000 metri quadrati, offre una capacità di stoccaggio di circa 18.000 mezzi ed è dotato di un centro PDI (PreDelivery Inspections) da 2.400 metri quadrati e di tre binari di raccordo ferroviario.Per BYD, la scelta di Gioia Tauro risponde a una logica di ottimizzazione dei flussi logistici, grazie alla posizione strategica dello scalo e alla possibilità di gestire ingenti volumi, garantendo velocità, flessibilità e continuità operativa.La crescita che stiamo registrando aggiunge il country manager Alessandro Grosso richiede una supply chain solida e capillare. Questa partnership è un tassello importante per migliorare il servizio alla nostra rete e la distribuzione. La collaborazione con Automar ci consente di contare su competenze specifiche nella gestione dei veicoli.Per Automar, invece, la scelta del colosso cinese rafforza il ruolo strategico di Gioia Tauro come polo logistico capace di attrarre traffici, investimenti e nuove opportunità di sviluppo, confermando il valore di una visione industriale che guarda al Sud come leva competitiva per il sistema Paese.Collaborare con un brand vincente e in forte crescita come BYD conferma il valore del lavoro svolto e il ruolo strategico del nostro terminal, sottolinea il presidente Costantino Baldissara.
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Volkswagen - La Scout Traveler Pacific Mist anticipa le personalizzazioni per la Suv elettrica del 2027
Il Gruppo Volkswagen tiene alta l'attenzione sul marchio Scout presentando la Traveler Pacific Mist Concept. I modelli elettrici di serie debutteranno sul mercato americano nel 2027 e questo prototipo mostra le potenzialità di personalizzazione che saranno in futuro offerte ai clienti. La Suv Traveler, in particolare, sarà offerta a partire da meno di 60.000 dollari. Colori e materiali su misuraSulla base della SUV Traveler, che condivide con il pick-up Terra piattaforma e principali elementi di design, è stata creata la variante Pacific Mist ispirata alla California. La tinta esterna multistrato è stata formulata appositamente per questo esemplare unendo il blu dell'oceano e l'argento delle nuvole, mentre tutte le altre finiture esterne, il tetto e i cerchi di lega da 22" con pneumatici da 35" sono rifiniti in nero lucido. L'abitacolo contrasta con questi colori attraverso i rivestimenti in pelle rosso mattone e gli elementi in denim, caratterizzati da cuciture che ricordano gli stivali da cowboy. Gli accessori per il tempo liberoLa Traveler Pacific Mist è equipaggiata anche con degli accessori inediti su misura: le barre sul tetto predisposte per accogliere futuri sistemi di trasporto dedicati e il contenitore posizionato al posto della ruota di scorta sul portellone, pensato come una sorta di zaino con due comparti e ideale anche per trasportare attrezzatura sportiva bagnata.
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Governo - Decreto Sicurezza: via la patente a chi gira con coltelli e confisca dellauto per chi fugge allalt
Stop alla patente per chi viene trovato con coltelli vietati: è una delle principali novità introdotte dal discusso Decreto Sicurezza, approvato dal Consiglio dei ministri il 5 febbraio 2026. Il provvedimento raccoglie una serie di misure urgenti, dal fermo preventivo allo scudo penale, per contrastare i recenti episodi di violenza che hanno segnato il Paese. Tra questi rientrano i gravi fatti di Torino del 31 gennaio, dove la protesta per Askatasuna è degenerata in guerriglia urbana. A pesare sulla decisione del Governo ci sono anche episodi che coinvolgono i più giovani, come l'omicidio del 16 gennaio a La Spezia, in cui un 19enne di origini egiziane è stato ucciso con un coltello da un coetaneo di origini marocchine. La norma diventerà operativa una volta pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Patente: decide il PrefettoChi, senza giustificato motivo, porta fuori dalla propria abitazione strumenti con lama affilata o appuntita oltre 8 centimetri, oppure strumenti con lama pieghevole superiore a 5 centimetri, rischia una pena da sei mesi a tre anni di reclusione. Gli ufficiali e gli agenti di Polizia Giudiziaria inviano gli atti al Prefetto, che può disporre - per un periodo fino a un anno - la sospensione della patente, del certificato di abilitazione professionale per motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori, misure che si aggiungono al procedimento penale.Se la persona fermata non possiede ancora la patente, non potrà conseguirla per un periodo fino a dodici mesi. Quando invece il reato è commesso da un minore, chi esercita la responsabilità genitoriale è soggetto a una sanzione pecuniaria compresa tra 200 e 1.000 euro. Misure anti baby gangIl Codice penale già oggi prevede un impianto severo per questi comportamenti, ma l'iter processuale e le garanzie dell'ordinamento fanno sì che la reclusione sia un esito raro per i giovani incensurati. Per questo il legislatore punta su una sanzione amministrativa immediata, come il blocco della patente, capace di incidere direttamente sulla quotidianità del ragazzo. L'obiettivo dichiarato del Governo è quello di arginare il fenomeno delle baby gang e degli studenti che introducono oggetti pericolosi negli istituti scolastici, attraverso una misura di forte deterrenza. Codice della Strada: cosa cambia per chi non rispetta l'altModifiche importanti riguardano anche l'articolo 192 del Codice della Strada, che disciplina il mancato rispetto dell'alt delle Forze dell'ordine. Chi si dà alla fuga con modalità tali da mettere in pericolo l'incolumità altrui è punito con reclusione da sei mesi a cinque anni, oltre alla sospensione della patente da uno a due anni e alla confisca del veicolo, che diventa proprietà dello Stato salvo appartenga a soggetti estranei al reato. Le stesse previsioni si applicano nei casi in cui non sia possibile procedere subito all'arresto per ragioni di sicurezza o di incolumità pubblica o individuale.
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Giappone - Toyota, cambio al vertice: Kon nuovo CEO, ecco perché Sato lascia la guida
La Toyota procede con un cambio al vertice solo in parte sorprendente: dall'1 aprile il direttore finanziario Kenta Kon assumerà il ruolo di presidente esecutivo e amministratore delegato, sostituendo Koji Sato.Il rimpasto è legato al nuovo incarico istituzionale affidato a Sato, che da poche settimane è diventato ufficialmente presidente della Japan Automobile Manufacturers Association (JAMA). Il manager rimarrà comunque nell'organigramma Toyota come vicepresidente e nel nuovo ruolo di Chief Industry Officer. I motivi del rimpastoLa Toyota ha spiegato nel dettaglio le motivazioni del cambio al vertice. Nel suo nuovo ruolo, Sato si concentrerà sul settore automobilistico in senso più ampio, includendo anche le strategie della stessa Toyota, mentre Kon sarà responsabile della gestione interna dell'azienda come presidente e CEO.Questo cambiamento di ruoli mira ad accelerare il processo decisionale del management in risposta ai cambiamenti dell'ambiente interno ed esterno e a creare una struttura capace di realizzare appieno la missione Toyota, afferma la multinazionale.Nel difficile contesto economico attuale per l'industria automobilistica, cresce l'urgenza di accelerare iniziative concrete di collaborazione industriale per rafforzare la competitività internazionale. Per questo il ruolo di Sato alla JAMA assume una rilevanza significativa: oltre alla guida dell'associazione, è anche vicepresidente della Federazione imprenditoriale giapponese, con il compito di avanzare proposte politiche focalizzate sul monozukuri (produzione) e sulla cooperazione industriale.Secondo Toyota, oggi è necessario non solo rafforzare la cooperazione interna al settore, ma anche ampliare le partnership oltre i suoi confini. Il Consiglio di amministrazione ha quindi stabilito che contribuire al settore è responsabilità di Toyota, dando così il via libera alla nomina di Sato alla presidenza JAMA.Perché proprio KonLa scelta di Kenta Kon è stata motivata dalla sua esperienza maturata in Woven, il progetto di "città del futuro" avviato in Giappone, e soprattutto dal contributo offerto nel migliorare la struttura degli utili dell'azienda. Una competenza ritenuta decisiva per guidare Toyota in una fase di forte trasformazione e crescente pressione competitiva globale.
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Il reset di Filosa - Stellantis, transizione sovrastimata: l'inevitabile cambio di rotta costa 22 miliardi
Da mesi circolavano ipotesi sulla possibilità di pesanti svalutazioni e rettifiche di bilancio nei conti di Stellantis, ma nessuno immaginava una manovra della magnitudo resa pubblica con i risultati annuali. L'amministratore delegato Antonio Filosa ha scelto di rivedere in profondità le strategie del suo predecessore Carlos Tavares, reimpostando l'intero business con l'obiettivo dichiarato di soddisfare al meglio le preferenze dei clienti e sostenere una crescita profittevole. La decisione ha portato alla contabilizzazione di oneri per 22,2 miliardi di euro, una cifra addirittura superiore a quella affrontata da Ford in una revisione analoga. "Una transizione sovrastimata"La reimpostazione che abbiamo annunciato oggi si inquadra nel decisivo percorso avviato nel 2025, per tornare, ancora una volta, a porre i clienti e le loro preferenze come punto di riferimento di ogni nostra decisione", spiega Filosa, sottolineando che gli oneri "riflettono in larga parte il costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica, che ci ha allontanato dalle esigenze, dalle possibilità e dai desideri reali di molti acquirenti di autovetture".Inoltre, il manager parla di "criticità pregresse, che il nostro nuovo team sta progressivamente gestendo: abbiamo esaminato ogni angolo della nostra attività e stiamo attuando i cambiamenti necessari, mobilitando tutta la passione e l'ingegno che abbiamo in Stellantis. La risposta positiva dei clienti alle nostre iniziative di prodotto nel 2025 si è tradotta in un aumento degli ordini e in un ritorno alla crescita dei ricavi"."Nel 2026, la nostra attenzione incrollabile sarà rivolta a colmare i gap di esecuzione del passato, così da dare ulteriore impulso ai primi segnali di rinnovata crescita. Non vediamo l'ora di condividere tutti i dettagli della nostra nuova strategia durante l'Investor Day del 21 maggio", conclude l'ad. I numeri e gli effetti della stangata Gli oneri produrranno uscite di cassa per 6,5 miliardi nei prossimi quattro anni, ma i loro effetti si fanno sentire già nel secondo semestre: i ricavi risultano compresi tra 78 e 80 miliardi, mentre la redditività è scivolata in negativo con un risultato operativo tra -1,2 e -1,5 miliardi, una perdita netta tra 19 e 21 miliardi e flussi di cassa operativi compresi tra -2,3 e -2,5 miliardi.Nel dettaglio, 14,7 miliardi derivano dal riallineamento dei piani di prodotto alle reali preferenze dei clienti, dalle nuove normative sulle emissioni negli Stati Uniti e dalle aspettative significativamente ridotte per i modelli Bev. All'interno di questa cifra, 2,9 miliardi riguardano svalutazioni per prodotti cancellati - tra cui il Ram 1500 elettrico - e 6 miliardi sono collegati alle piattaforme. Altri 2,1 miliardi sono legati al ridimensionamento della supply chain dedicata ai veicoli elettrici.Un ulteriore impatto di 5,4 miliardi deriva da cambiamenti operativi, con 4,1 miliardi riferiti all'aggiornamento delle stime sui fondi garanzia, reso necessario dal recente aumento dei costi e da un deterioramento della qualità, conseguenza di decisioni operative non all'altezza delle aspettative. I rimanenti 1,3 miliardi comprendono altre iniziative, tra cui la riduzione della forza lavoro in Europa. Niente dividendoStellantis precisa comunque di aver "già adottato la gran parte delle decisioni necessarie per correggere la rotta, in particolare quelle volte ad allineare i piani e il portafoglio prodotti alla richiesta di mercato". Tra le varie azioni vengono citati il piano di investimento da 13 miliardi di dollari negli Stati Uniti, l'ampliamento delle scelte sulle motorizzazioni, la cancellazione di modelli "che non potranno conseguire volumi sufficienti a garantire la redditività", una "profonda riorganizzazione dei processi globali di produzione e gestione" della qualità. Inoltre, il gruppo sottolinea "i primi benefici tangibili" della revisione delle strategie, tra cui il ritorno a volumi e ricavi netti in crescita nel secondo semestre del 2025, un aumento degli ordini dai clienti e dalla rete e i miglioramenti negli indicatori iniziali di qualità": nel secondo semestre le consegne sono cresciute dell'11% a 2,8 milioni di unità, con un +39% solo in Nord America; gli ordini sono aumentati del 13% in Europa allargata; dall'inizio del 2025 le segnalazioni di problemi nel primo mese di servizio delle vetture sono calate di oltre il 50% in Nord America e di oltre il 30% in Europa allargata.Ci sono, però, ulteriori conseguenze, ma questa volta a carico degli azionisti. Infatti, le pesanti perdite hanno spinto il management a cancellare la distribuzione dei dividendi per il 2026. Le prospettiveInfine, non manca un passaggio sulle prospettive finanziarie per il 2026. Stellantis evidenza il contesto operativo complesso, "in particolare per via delle incertezze regolatorie ancora presenti in Europa allargata", ma punta sui "progressi ottenuti nel rafforzamento del portafoglio prodotti e nell'esecuzione industriale" per proseguire lungo un percorso di "miglioramento sequenziale" dei principali parametri di bilancio: per il 2026, si prevede un aumento dei ricavi netti, del margine operativo e della generazione di cassa, con un ritmo di crescita più sostenuto nel secondo semestre.
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Bosch - Track Performance Assist, il copilota virtuale che ti insegna a guidare forte
Avete presente quando si fa scuola guida e l'istruttore ha i doppi pedali per aiutare il principiante di turno? Ecco, ora pensate alla stessa cosa ma in pista, a 200 all'ora. E senza un umano al vostro fianco. Questo, in poche parole, è il Bosch Track Performance Assist, una sorta di copilota virtuale che, oltre a darti indicazioni su come guidare, ti può anche aiutare attivamente, arrivando perfino a frenare al posto tuo. L'ho provato sulla pista tedesca di Boxberg, mettendomi al volante di un'Aston Martin DB12 (4.0 V8 biturbo, 680 CV e 800 Nm) e devo dire che, dopo le diffidenze iniziali, ho iniziato ad apprezzarlo. Angelo custode, ma anche coachPremessa: amo le auto analogiche, mi piace guidare in purezza, senza elettronica. Ma farlo con una vettura da 2, 3 o 400 cavalli è una cosa, mentre passare a potenze molto superiori un'altra. Per questo, non disdegno quegli aiuti che ti consentono di fare bene o male quello che vuoi (ammesso che tu lo sappia effettivamente fare) e che intervengono un po' come angeli custodi, garantendoti sicurezza.Ecco, quello sviluppato dalla Bosch è un sistema pensato sia per questo, sia per insegnarti a guidare più forte.Agisce sulle varie centraline della vettura e, tramite diversi sensori, rileva la tua posizione in pista, la velocità e tantissimi altri parametri: dall'angolo di imbardata a quanto premi sul gas, per trovare sempre la velocità ottimale con cui percorrere una curva. Per farlo utilizza un'intelligenza artificiale che calcola la traiettoria ideale e la confronta con quella dell'auto, cercando di sovrapporle tramite interventi su freni e acceleratore (per ora non è previsto alcun assist di sterzo, ma sarebbe potenzialmente fattibile). Tutta la pista flat outNelle modalità più conservative (ce ne sono otto diverse) puoi anche farti tutto il circuito flat out, col piede affondato sul pedale del gas senza mai alzarlo. Dopo qualche timore iniziale (mi fidavo ciecamente degli ingegneri che l'hanno sviluppato, ma sull'auto c'ero io, non loro) ho provato a non mollare l'acceleratore, lasciando gestire tutto all'elettronica.Avvicinandoti alle curve, l'auto ti indica con una voce registrata il punto di staccata e, se tu non freni, frena lei per te. Entri in curva (sempre col gas spalancato) e il sistema parzializza l'acceleratore, aumentando la potenza inviata alle ruote posteriori man mano che inizi a riallineare. Sulla carta, dunque, il Track Performance Assist riesce a trovare il grip ottimale in ogni frangente, consentendoti di sfruttare al massimo l'auto.Riducendo l'intervento dell'elettronica, il punto di staccata viene comunque segnalato e, se vai lungo, lui è sempre lì a vegliare su di te. In accelerazione invece è abbastanza permissivo: se percepisce che hai il controllo, ti lascia pure uscire dalle curve di traverso.Il prodotto è già valido, ma ci sono ancora margini di miglioramento e Bosch non ha ancora deciso quando introdurre questo sistema di nicchia e riservato unicamente all'uso in pista sul mercato. Quello che è certo, però, è che questa tecnologia non è fine a sé stessa: il marchio tedesco intende infatti utilizzarla anche per proporre nuove soluzioni destinate alle auto di tutti i giorni.
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Immatricolazioni - La Cina domina il mercato globale: un terzo delle auto vendute nel mondo viene da Pechino
La Cina continua a frantumare un record dopo l'altro: nel 2025, un'auto su tre vendute nel mondo viene dal Paese del Dragone. Per la precisione, il Celeste Impero ha raggiunto una quota del 35,6% del mercato globale, superando il primato stabilito nel 2024. Secondo l'associazione dei costruttori cinesi, su un totale di 96,47 milioni di auto vendute nel mondo, ben 34,35 milioni sono attribuibili alla superpotenza asiatica, per un incremento del 9% anno su anno. Le altre nazioni non reggono il ritmoA fronte di una crescita globale del 5%, gli Stati Uniti restano indietro, fermandosi a 16,72 milioni di unità (+1%). Segue l'India con 5,58 milioni (+7%), poi il Giappone a 4,56 milioni e la Germania a 3,16 milioni, rispettivamente +3% e +1%. La spinta cinese appare ormai inarrestabile rispetto ai mercati storici dell'automotive. Nuovo boom delle esportazioniSul fronte delle esportazioni, la Cina consolida la leadership con 8,32 milioni di veicoli esportati nel 2025, segnando un +30% rispetto all'anno precedente. L'estero resta una valvola di sfogo cruciale per i costruttori locali, soprattutto in piena guerra degli sconti interna, che riduce i margini e spinge le aziende a cercare profitti più solidi sui mercati internazionali.
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Hyundai - Calcara:"Nel 2026 arrivano Ioniq 3, Ioniq 6 facelift e la Nexo di nuova generazione"
Il 2027 sarà un anno ricchissimo di novità per il marchio Hyundai (potete approfondirle qui), ma già nei prossimi mesi assisteremo a un'evoluzione della strategia commerciale del costruttore coreano. Ne abbiamo parlato, durante una tavola rotonda informale, con Francesco Calcara, presidente e CEO di Hyundai Italia, che dopo averci confermato l'arrivo, già quest'anno, della nuova Ioniq 3, del facelift della Ioniq 6 e della nuova generazione della Suv a idrogeno Nexo ci ha raccontato i risultati ottenuti nel 2025 e la strategia futura del marchio. Una strategia che comporterà un totale rinnovamento della gamma con modelli ibridi, a partire dal segmento B, accomunati da un nuovo stile e da un maggiore family feeling rispetto all'attuale lineup.Crescono flotte ed EVL'analisi dei dati del 2025 evidenzia una crescita strutturale significativa: Hyundai ha mantenuto una quota di mercato del 3,1%, un traguardo notevole raggiunto parallelamente a una profonda ristrutturazione della rete concessionaria. Riducendo gli operatori a circa 80, il brand ha garantito maggiore solidità ai partner e standard più elevati ai clienti, puntando sulla centralità del dealer fisico.Brillanti i risultati nel settore flotte (su cui il marchio continuerà a investire), con volumi cresciuti del 50%, e nel segmento delle auto elettriche, dove le vendite sono triplicate rispetto all'anno precedente. Niente effetto wowLa visione di Calcara non si limita ai numeri: punta a trasformare la percezione del brand, già salito dall'ottavo al dodicesimo posto nelle preferenze degli italiani. L'obiettivo è che l'utente non si stupisca più della qualità di una Hyundai, ma che la consideri la norma. Il marchio, infatti, non vuole il cosiddetto effetto wow.Il percorso passa dal racconto dell'intero ecosistema del Gruppo, che spazia dalla robotica avanzata di Boston Dynamics alla mobilità aerea, fino al progetto Run to progress, legato al mondo delle maratone e simbolo di un progresso sostenibile e inclusivo.Neutralità tecnologicaSul fronte tecnologico, Hyundai rivendica una neutralità energetica unica nel mercato, offrendo ben otto diverse alimentazioni.Se il Gpl resta un asset strategico per l'Italia, il Full Hybrid rappresenta ormai oltre un quarto delle vendite totali, trainato dal successo della Tucson, leader del suo segmento.Guardando al 2026, il marchio si prepara a una fase di resilienza, puntando su modelli chiave come la nuova Inster e il restyling della gamma Ioniq, per poi lanciare nel 2027 una serie di nuovi modelli caratterizzati dal linguaggio stilistico Art of Steel.In arrivo, come detto, nuove segmento B ibride, che proseguiranno il percorso di elettrificazione dell'intera gamma. Tutto questo senza inseguire guerre di prezzo al ribasso, ma puntando con decisione sul valore reale del prodotto.
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La strategia - Hyundai corre verso il 2027: in arrivo 5 nuovi modelli, 3 saranno piccole (anche ibride)
La Hyundai punta dritto al 2027, con cinque nuovi modelli in arrivo già nel prossimo anno. La tabella di marcia è serrata: nell'arco di 18 mesi debutteranno tre piccole, con un focus sul segmento B, e altri due modelli più grandi, tutti dotati di powertrain elettrificati a vari livelli. L'ibrido sarà protagonista di questa fase di trasformazione del marchio, ma anche le elettriche avranno un ruolo cruciale, a partire dalla nuova Ioniq 3, una hatchback compatta prodotta in Turchia, nello stabilimento di Izmit, e attesa entro la fine dell'anno. Le ipotesiLa gamma del marchio coreano è da poco orfana del suo modello entry level, la i10, uscita di produzione per lasciare spazio all'aggiornamento delle linee dedicate alle elettriche di nuova generazione. Non ci sarà un'erede diretta: la Inster, solo elettrica, prenderà il ruolo di nuovo modello d'ingresso.Poco più su debutteranno la nuova generazione della Bayon e la rinnovata i20, entrambe con motori termici ma elettrificati. Il terzo modello di segmento B dovrebbe essere proprio la Ioniq 3 (ma la Casa potrebbe sorprendere). Nei segmenti superiori, invece, sono attese le nuove generazioni della i30 nelle varianti cinque porte e, probabilmente, station wagon e forse della Tucson. Quest'ultima potrebbe però arrivare più avanti, essendo ancora relativamente giovane (2020) e fondamentale a livello di volumi. Investimenti miliardariProprio la Tucson ha guidato le vendite del marchio, confermandosi leader del canale privati nel segmento C-SUV, grazie anche a una gamma che spazia dall'ibrido full al plug-in. In vista dei nuovi modelli, il gruppo ha rafforzato le infrastrutture europee con investimenti importanti: 150 milioni di euro per il nuovo centro R&D Square Campus in Germania e oltre 2 miliardi di euro per lo stabilimento di Noovice, in Repubblica Ceca, ora attrezzato per l'assemblaggio di batterie.I numeri del 2025 e il mercato italianoNel 2025, in Europa, Hyundai ha registrato 603.542 immatricolazioni, raggiungendo una quota di mercato del 4,2%. A trainare la crescita è stato il comparto dei veicoli elettrificati, salito del 24%, con un balzo del 48% per le BEV.In Italia, il marchio mantiene una quota del 3,0%, distinguendosi per un'elevata penetrazione delle full hybrid (HEV), pari al 27%, il doppio della media nazionale ferma al 13%.
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Pirelli - Prosegue lo scontro coi cinesi: il Cda dice no allo scorporo del Cyber Tyre
Continua il muro contro muro tra Pirelli e il suo azionista Sinochem. La proposta del colosso cinese di scorporare il business del Cyber Tyre per uscire dall'attuale stallo nella governance ed evitare possibili criticità negli Stati Uniti è stata bocciata non solo dal secondo azionista, Camfin, ma anche dal Cda della società della Bicocca.Il consiglio di amministrazione, infatti, ha condiviso a maggioranza, con 9 voti favorevoli e 5 contrari, le valutazioni dell'amministratore delegato Andrea Casaluci, secondo cui le attività Cyber Tyre devono continuare a essere esercitate e sviluppate in modo pienamente integrato, anche sul piano funzionale e organizzativo, con tutte le altre attività del gruppo. E che le stesse debbano essere gestite in piena coerenza e nel rispetto dell'impostazione strategica e industriale definita dallo stesso ad. Dallo scorporo solo danni per PirelliIn sostanza, Pirelli esclude esplicitamente qualunque progetto o iniziativa che possa condurre a forme di compartimentazione, separazione o segregazione, anche solo parziale e di qualunque natura delle attività oggetto del contenzioso con Sinochem. Non a caso, sono stati proprio i rappresentanti di quest'ultima a esprimere voto contrario durante la riunione del consiglio.La posizione del management si basa anche su un'analisi dello scenario competitivo automotive, oggi dominato da sistemi e veicoli sempre più integrati e connessi. In questo contesto, il pneumatico ha subito una radicale trasformazione, diventando un sistema complesso e tecnologicamente avanzato capace di raccogliere, elaborare e trasmettere dati. Esattamente ciò che fa il Cyber Tyre. Data la sua importanza strategica, uno scorporo minerebbe in modo irreversibile il modello integrato di business, nel quale tecnologia, innovazione, sviluppo prodotto, produzione e commercializzazione vivono in un costante interscambio di informazioni. Inoltre, Pirelli rischierebbe di non poter accedere ai relativi brevetti e quindi a un knowhow fondamentale, in piena contraddizione con i principi alla base dello Statuto della società.Lo scorporo comporterebbe anche un rallentamento e impoverimento tecnologico, con la perdita del vantaggio competitivo e dell'attuale leadership nella innovazione. A questo si aggiungerebbero minori sinergie, maggiori costi dovuti alla duplicazione delle strutture operative, una significativa distruzione di valore e una conseguente minore solidità finanziaria.Infine, secondo il board, lo scorporo non permetterebbe comunque di superare le limitazioni imposte dalla normativa USA.
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Sport - Suzuki scende in campo: la S sulle maglie dellItalia al Six Nations 2026
La Suzuki diventa sponsor della Federazione Italiana Rugby per il campionato 2026, e sarà anche partner ufficiale della Nazionale Italiana nel Torneo Six Nations. La S della Casa di Hamamatsu sarà presente sulle divise degli Azzurri in tutte le partite della competizione, che prenderà il via il 5 febbraio. L'esordio dell'Italia è previsto il 7 febbraio all'Olimpico di Roma contro la Scozia. Le partite saranno trasmesse in diretta su Sky Sport e in streaming Una lisu Now TV; quelle degli azzurri saranno anche in chiaro su TV8. Una livrea speciale per la VitaraQuesta collaborazione sarà anche sottolineata da una versione speciale della Vitara Hybrid 4WD con tecnologia AllGrip, chiamata #16thman, con la livrea che richiama i colori della Nazionale.
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Audi - La nuova RS5 sarà un'ibrida plug-in da 600 CV: ecco la prima immagine dell'Avant
La presentazione della nuova Audi RS5 dovrebbe ormai essere imminente: in un post su Linkedin, poi cancellato, la Casa tedesca ha anticipato alcuni dettagli della prossima sportiva dei Quattro anelli, e in una story pubblicata sul proprio profilo Instagram ha anche mostrato per la prima volta la silhouette dell'Avant, con carrozzeria station wagon. Plug-in e integraleL'erede della RS4 (che potrebbe presto tornare al nome originale) monterà un powertrain ibrido plug-in: una novità assoluta per i modelli ad alte prestazioni di Ingolstadt, ma una strada già percorsa da altri, come la BMW con la sua M5. Con ogni probabilità, nel caso della RS5 si tratterà del 2.9 V6 biturbo da 450 CV utilizzato per il modello precedente, a cui viene affiancata un'unità elettrica per un boost di potenza, che potrebbe arrivare a quota 600 CV. Ancora da capire, invece, quale sarà la soluzione scelta per la trazione integrale, se quella permanente della "vecchia" quattro oppure la nuova Ultra, che alla bisogna disconnette l'albero di trasmissione. Arriverà insieme alla sorella maggioreLa nuova Audi RS5 dovrebbe arrivare entro la fine dell'anno, insieme alla RS6, che invece monterà il powertrain plug-in della Urus SE, con il V8 biturbo da oltre 700 cavalli.
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