Auto elettriche, la selezione delle startup: chi è sparito, chi è in bilico e chi ce lha fatta
Dall'euforia delle auto elettriche e della mobilità a zero emissioni al crollo: ecco la parabola di numerose startup dell'auto nate tra anni 2010 e 2020 e oggi alle prese con difficoltà finanziarie e industriali. l'effetto di un mercato sempre più selettivo, dove sopravvive solo chi dispone di basi solide - produttive e di capitale - e riesce a trasformare l'innovazione in volumi.L'idea anti Tesla e anti Cina non bastaNon che i progetti fossero per forza deboli o privi di visione: spesso, al contrario, l'idea è stata concreta e ambiziosa, anche come alternativa a Tesla e ai costruttori cinesi. Ma molte startup si sono arenate per carenze di capacità produttiva, errori di esecuzione e fragilità finanziaria. ArrivalLa startup britannica ha visto fallire il progetto dei micro-stabilimenti modulari. Dopo l'amministrazione controllata nel Regno Unito nel 2024 e la bancarotta in Lussemburgo, ha liquidato e venduto gli asset, fermando ogni attività a distanza di circa nove anni dalla fondazione. Bollinger MotorsFondata nel 2014 e poi acquisita in larga parte da Mullen Automotive, la startup USA ha incontrato ostacoli nel lancio dei veicoli elettrici commerciali e off-road, riducendo progressivamente le attività nel corso del 2025, fino allo stop. BytonNata in Cina nel 2016, ha rappresentato uno dei primi grandi fallimenti nel tentativo di espandersi tra Asia, Europa e Stati Uniti, con la sospensione delle attività e la bancarotta della divisione principale nel 2023. CanooPartita nel 2017 con progetti ambiziosi per furgoni elettrici e flotte, non è riuscita a trasformare prototipi e accordi in una rampa produttiva sostenibile. Nel gennaio 2025 ha presentato istanza di liquidazione (Chapter 7) e ha cessato le operazioni. Electric Last Mile SolutionsNata nel 2020 con l'obiettivo di produrre furgoni elettrici negli USA, la società è entrata in procedura concorsuale e ha avviato la liquidazione nel 2022. FiskerNel 2024, la startup statunitense ha chiesto la protezione dal fallimento dopo aver puntato su un modello asset-light. Tra ritardi, stop produttivi e problemi di qualità, non è riuscita a raggiungere gli obiettivi. Per molti clienti, la gestione del post-vendita è diventata un nodo critico. Lordstown MotorsLa realtà americana ha cessato la produzione del pick-up elettrico Endurance e ceduto lo stabilimento in Ohio. Oggi opera principalmente nella gestione dei contenziosi. Nikola CorporationQuella che prometteva di essere l'alternativa a Tesla nei veicoli pesanti elettrici ha perso credibilità dopo scandali e contestazioni. Nel febbraio 2025 ha presentato istanza di Chapter 11. ProterraSpecializzata in bus elettrici e batterie, ha fatto ricorso al Chapter 11 nel 2023 e ha avviato la vendita delle attività. In ristrutturazione (ma ancora esistenti)Alcune realtà non sono ancora scomparse, ma nemmeno operative a pieno regime: tra stop produttivi, ricerca di capitali e processi di riorganizzazione, il loro futuro resta incerto. HiPhi (Human Horizons)Il marchio cinese di auto elettriche di lusso ha sospeso produzione e attività nel 2024, avviando una ristrutturazione legata a gravi problemi di liquidità. Neta Auto (Hozon Auto)La startup cinese ha registrato un forte rallentamento tra 2024 e 2025 ed è entrata in una fase di riorganizzazione profonda, tra produzione ferma e ricerca di nuovi investitori. WM Motor (Weltmeister)Una delle startup cinesi più promettenti ha accumulato debiti e perso fiducia, avviando una procedura di ristrutturazione. Karma AutomotiveFondata nel 2014, ha ridimensionato e riorientato i piani industriali, adattando la strategia a costi in aumento e domanda più debole per alcune nicchie premium a zero emissioni. Le sopravvissute (ma non ancora salvate)Tra le poche realtà ancora operative, alcune startup rappresentano un gruppo a parte: producono (o ci provano), ma non hanno ancora raggiunto una vera sostenibilità industriale. Tra perdite elevate, crescita dei volumi ancora insufficiente e continui interventi sui costi, il loro futuro resta legato alla capacità di scalare rapidamente. Faraday FutureDal 2014, la società americana ha attraversato anni di tensioni finanziarie e indagini. Nel 2026 ha presentato una roadmap industriale e una strategia di diversificazione verso intelligenza artificiale e robotica, subordinata al reperimento di nuovi capitali. LucidRilanciata nel 2016, la startup californiana continua a produrre e consegnare veicoli pur in presenza di perdite rilevanti. Nel 2026 ha annunciato la nomina del nuovo CEO, Silvio Napoli, e ha rafforzato la posizione finanziaria. Con la SUV Lucid Gravity, punta ad aumentare i volumi e avvicinarsi alla sostenibilità economica. RivianAncora operativa, la società produttrice di pick-up e SUV elettriche ha attraversato perdite e riduzioni di personale. La collaborazione con Volkswagen Group su software e piattaforme elettroniche rappresenta una leva per ridurre i costi e accelerare lo sviluppo. Chi ce l'ha fattaIn parallelo, alcune startup sono riuscite a trasformarsi in veri costruttori globali: Leapmotor, Li Auto, Nio e XPeng rappresentano oggi i casi più evidenti, grazie a una combinazione di scala industriale, tecnologia e accesso al mercato cinese. Un mestiere difficileNel giro di pochi anni, il mercato delle auto elettriche e della mobilità a zero emissioni ha già fatto una selezione durissima: tra decine di startup nate sull'onda dell'entusiasmo, la maggior parte non è riuscita a superare la fase industriale.Tra fallimenti, ristrutturazioni e tentativi di rilancio, emerge un quadro chiaro: progettare un'auto innovativa non basta, servono capitale, capacità produttiva e scala per restare sul mercato. qui che molte realtà si sono fermate.
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Quattroruote al Sole: le nostre prove su strada arrivano in TV
C'è un nuovo spazio televisivo che porta sul piccolo schermo quello che, da sempre, è il patrimonio di Quattroruote: le prove su strada, i test rigorosi e il racconto concreto dell'auto di oggi. Si chiama Quattroruote al Sole ed è il programma nato insieme a Il Sole 24 Ore, in onda su IlSole24OreTV (canale 246 del digitale terrestre) ogni lunedì alle 21:15. Quattroruote al Sole, un passo importante anche per IlSole24OreTV che amplia così l'offerta di produzioni sviluppate con partner di riferimento dell'automotive, è un'estensione del lavoro della redazione di Quattroruote che già potete seguire sul nostro sito web, sui social come Instagram e sul nostro canale YouTube: un viaggio fatto di verifiche sul campo e osservazioni senza filtri. Al centro le auto, con le loro caratteristiche, peculiarità e, ovviamente, anche difetti.Ogni puntata ruota attorno alle prove su strada e in pista, tratto distintivo di Quattroruote da 70 anni, affiancate da inchieste e reportage per chi guida ogni giorno. Ne nasce un racconto diretto: dati ed esperienza restano i criteri per leggere l'evoluzione della mobilità. La struttura è essenziale: apertura giornalistica e quattro blocchi tematici su tipologie di auto e contesti d'uso, con focus su prestazioni, comportamento su strada ed esperienza di guida.Alla conduzione c'è Marco Pascali, vicedirettore, affiancato dai giornalisti e dai volti della produzione digitale. Lo stesso metodo della redazione portato in TV.Insomma, Quattroruote al Sole è uno strumento in più per orientarsi tra test rigorosi, dati certificati e racconti sul campo: l'appuntamento, come detto, è ogni lunedì alle 21:15 sul canale 246 del digitale terrestre.
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Filtri UFI: linnovazione corre veloce tra F1 e strada
Innovazione futura illimitata: il tema dell'evento stampa organizzato stamane da UFI a Milano è racchiuso nell'acronimo Unlimited Future Innovation. Siamo un'azienda leader globale nelle soluzioni di filtrazione e gestione termica, nonché nelle tecnologie per l'idrogeno verde, presente nel Campionato mondiale di Formula 1 con la fornitura di sistemi avanzati di filtrazione a tutti gli 11 team che partecipano alla stagione 2026, ha detto in apertura il presidente Giorgio Girondi. Un riconoscimento prestigioso per tecnologie progettate, sviluppate e interamente realizzate nel nostro stabilimento di Marcaria, nel Mantovano. Le due famiglieSono due le tipologie di sistemi di filtrazione, a seconda dell'area tecnica della monoposto in cui operano: motore e telaio (circuiti di raffreddamento e idraulici). Sulla griglia di partenza di ogni Gran Premio di F1 sono presenti almeno 110 filtri UFI, per un totale di oltre 6.000 unità nel corso della stagione.UFI utilizza materiali avanzati: alluminio Ergal, acciaio inox e titanio per i supporti, mentre per i media filtranti la scelta è dettata dalle esigenze dell'impiego, ha sottolineato Girondi. Questi ultimi si basano su tre famiglie di materiali: fibra di vetro, fibre polimeriche e acciaio sinterizzato. Gli incollaggi, infine, sfruttano adesivi sviluppati originariamente per applicazioni aeronautiche. Dal motorsport all'automotive. E ritornoLa società sviluppa metodologie preziose per migliorare processi e fasi di assemblaggio nei siti industriali, destinati alla produzione di serie per l'automotive. Il trasferimento di competenze tra automotive e motorsport è però bidirezionale: il know-how maturato sui veicoli di serie suggerisce soluzioni efficaci anche nelle condizioni estreme delle competizioni.Un esempio? Le fibre sintetiche oggi utilizzate da UFI per i filtri olio e benzina della F1, nate non per le competizioni ma per applicazioni automotive, spiega il presidente. A 360 gradi Fondata nel 1971, questa eccellenza italiana impiega 4.300 professionisti in 21 Paesi, con 22 siti produttivi e 57 uffici commerciali, servendo i settori della mobilità, del motorsport, aerospaziale e navale, industriale ed energetico a livello globale.L'azienda fornisce soluzioni anche ad altre categorie del motorsport, adattandole ai diversi livelli di complessità: Formula 2, Formula 3, IndyCar Series, WEC, IMSA, DTM e vari Challenge. I filtri UFI sono impiegati anche sui mezzi pesanti della Dakar e nel mondo delle due ruote (MotoGP, Moto2, Moto3).Con supporto ai team 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, inclusi test post-gara, ciò che ci spinge è la grande passione per il nostro lavoro.
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Revisione auto, lUE cambia le regole: più test, ma niente controllo annuale
L'Unione europea compie un nuovo passo nel percorso verso normative più rigorose sulle revisioni delle autovetture. La commissione Trasporti del Parlamento UE ha infatti approvato a larghissima maggioranza la bozza di posizione sulla revisione delle norme relative alle prove periodiche di idoneità alla circolazione dei veicoli e alle ispezioni su strada dei veicoli commerciali.Tra le principali novità votate dagli eurodeputati figurano l'ampliamento dei dispositivi sottoposti ai test di revisione - con l'inclusione dei sistemi ADAS, degli airbag e della frenata automatica d'emergenza - ma soprattutto la bocciatura della proposta della Commissione di ridurre da due a un anno la frequenza delle revisioni per i veicoli con oltre 10 anni di anzianità.Vediamo nel dettaglio le principali disposizioni approvate. La frequenza dei controlli non deve aumentareLa commissione ha respinto la proposta di ridurre da due a un anno gli intervalli di revisione tecnica per auto e furgoni con più di dieci anni, ritenendo la misura non proporzionata e priva di prove sufficienti sulla sua efficacia nella riduzione degli incidenti. Inoltre, gli eurodeputati hanno ricordato che i singoli Paesi hanno già la possibilità di imporre controlli più frequenti a livello nazionale. Revisioni anche all'esteroPer favorire la libera circolazione delle persone all'interno dell'Unione, è prevista la possibilità di effettuare la revisione di un'auto in un Paese diverso da quello di immatricolazione. In questo caso sarà rilasciato un certificato temporaneo di idoneità alla circolazione, valido per sei mesi. La revisione successiva dovrà comunque essere effettuata nel Paese di immatricolazione. Ampliamento dei test di revisioneUno dei capitoli più rilevanti riguarda l'estensione dei dispositivi sottoposti a controllo. Attualmente, sistemi avanzati di assistenza alla guida, airbag e frenata automatica d'emergenza non sono oggetto di ispezioni periodiche: la commissione ha invece votato a favore della loro inclusione. stato inoltre approvato l'inserimento di nuovi elementi di prova specifici per veicoli elettrici a batteria e ibridi, un passaggio che rischia di rendere la revisione obbligatoria più complessa rispetto al passato.Gli eurodeputati sostengono anche l'introduzione delle misurazioni di particolato e ossidi di azoto, ma solo su base volontaria, lasciando ai singoli Paesi la decisione di estendere o meno i controlli sugli inquinanti. Approvati infine test periodici per verificare la conformità dei veicoli dopo richiami obbligatori: in caso contrario, l'auto non dovrebbe superare l'ispezione. Lotta alle manomissioni dei contachilometriPer contrastare frodi e manomissioni dei contachilometri nel mercato dell'usato, gli eurodeputati propongono l'obbligo per le officine di registrare le letture e per i costruttori di inserire i dati dei veicoli connessi in un database nazionale. Per non gravare sulle piccole e medie imprese, l'obbligo scatterebbe solo per riparazioni superiori a un'ora.I prossimi passiLa commissione ha dato il via ai negoziati con il Consiglio UE per definire nel dettaglio le nuove norme. Prima, però, servirà il voto del Parlamento in plenaria, atteso a metà maggio.
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Xiaomi YU7, 691 CV testati in pista: numeri esagerati, limiti reali - VIDEO
Fino a pochi anni fa il nome Xiaomi evocava smartphone e gadget tecnologici. Oggi, invece, il marchio cinese si muove con sorprendente disinvoltura anche nel mondo dell'auto, un settore che, grazie alla transizione energetica, ha aperto le porte a nuovi protagonisti.E la YU7 è forse il simbolo più evidente di questo cambio di paradigma: è il modello attualmente più venduto in Cina e, sulla carta, ha tutto - potente, tecnologica e con un prezzo che non chiede di svenarsi. Un prodotto che divide, incuriosisce e fa discutere. Per capire quanto c'è di buono sotto la superficie, l'abbiamo portata sulla nostra pista di Vairano. Design e aerodinamica: tra richiami blasonati e funzioneL'impatto visivo è immediato. Con 4,99 metri di lunghezza e un passo di 3 metri, la YU7 gioca nella fascia alta del mercato. Le proporzioni sono slanciate, quasi sportive, e i richiami a modelli ben più blasonati non mancano.Il paragone con Ferrari Purosangue è inevitabile, ma più che copiare Xiaomi sembra aver preso ispirazione da un'idea: unire estetica e funzione. Niente prese d'aria finte o dettagli inutili, ogni elemento ha una ragione tecnica. Curata anche l'aerodinamica, con un CX di 0,245, valore di rilievo per un SUV di queste dimensioni. Piattaforma a 800 volt e ricarica ultra-rapidaSotto la carrozzeria della YU7 c'è una base tecnologica importante. La piattaforma si chiama tuttora Modena (nonostante il caso di Italian Sounding) ed è condivisa con SU7, ma adattata ai volumi di un SUV e supportata da un'architettura a 800 volt.Le batterie arrivano a oltre 100 kWh e promettono autonomie prossime ai 600 km. Ancora più impressionante la ricarica: fino a 480 kW in corrente continua, per passare dal 10 all'80% in poco più di dieci minuti. Numeri che, se confermati nell'uso reale, possono spostare l'asticella del segmento. Prestazioni: 691 CV in pistaIn pista abbiamo provato la versione Max da 691 CV, accreditata di un 0-100 km/h in poco più di tre secondi. Le basi tecniche sono solide: sospensioni pneumatiche adattive, sterzo a rapporto variabile e impianto frenante con pinze fisse e dischi perforati.Al volante la progressione è impressionante, con velocità che salgono rapidamente mentre si rimane ben sostenuti da sedili confortevoli anche in curva. Colpisce anche la posizione di guida bassa, più vicina a quella di una berlina che a un SUV. Limiti evidenti in pistaLa dotazione è di alto livello: doppio braccio oscillante anteriore, multilink posteriore, telaio e scocca in alluminio e acciaio con un valore di resistenza di 2.200 MPa, elevatissimo per una produzione di grande serie.Eppure, guidando al limite, le sensazioni non sono all'altezza dei numeri. Su strada la YU7 Max è comodissima, ma in pista emergono limiti evidenti. Anche nelle modalità più sportive, la taratura privilegia sempre il confort. Ne risulta una guida imprecisa e scomposta nei cambi di direzione. però in frenata che affiorano le criticità maggiori: nelle staccate al limite bisogna correggere spesso lo sterzo per mantenere la traiettoria, fino a episodi di sovrasterzo improvviso nelle frenate in appoggio.D'accordo, le gomme di questo esemplare non aiutano, ma il problema è più profondo: c'è una disconnessione tra le aspettative generate dai 691 CV e le sensazioni reali quando si alza il ritmo. Abitacolo minimalista con influenze europeeL'abitacolo della Xiaomi YU7 segue un'impostazione minimalista, allineata alle ultime tendenze europee. Non a caso, nel team ci sono ex designer provenienti da BMW, e una filosofia simile si ritrova sulla BMW iX3. Integrazione software ed ecosistema XiaomiIl vero punto di forza, però, è l'integrazione tecnologica. La YU7 non è solo un'auto, ma un'estensione dell'ecosistema Xiaomi. Una sorta di Apple Car che, in questo caso, esiste davvero. Infotainment, ADAS e gestione del veicolo convergono in un'unica architettura centralizzata che riduce i componenti e aumenta l'efficienza. Un esempio? Con i comandi vocali è possibile accendere il climatizzatore di casa. Il telefono diventa un'estensione dell'auto ovunque ci si trovi. Prezzo e arrivo in EuropaIn Cina, il prezzo della YU7 in versione Max si aggira sui 41.000 euro. In Europa non sarà confermato, ma anche con listini più alti l'impatto potrebbe essere significativo. L'arrivo è atteso entro due anni, ma il segnale è già forte: in poco più di un decennio Xiaomi è passata dall'elettronica di consumo a uno dei settori più complessi dell'industria.
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Spagna tra boom cinese e stallo Renault: 5 modelli congelati, fabbriche in bilico
La Spagna rischia di fare man bassa di investimenti cinesi. Lo dimostrano gli sviluppi recenti della collaborazione tra Stellantis e Leapmotor, così come le indiscrezioni sui progetti di Geely ad Almussafes, di Saic in Galizia o di Chery a Barcellona. Al tempo stesso, però, il Paese iberico rischia anche di perdere produzioni di un costruttore che ha contribuito in modo decisivo alla sua ascesa ai vertici dell'industria automobilistica europea.Renault, infatti, ha sospeso l'assegnazione di ben cinque nuovi modelli agli stabilimenti spagnoli di Valladolid e Palencia. La decisione deriva dalle difficoltà nel raggiungere un accordo con le organizzazioni sindacali sul nuovo contratto collettivo: non sono bastate dieci riunioni per trovare un'intesa e lo stallo potrebbe ora favorire il trasferimento dei progetti industriali verso altri impianti esteri della Losanga. Il nodo delle trattative La filiale spagnola della Renault aveva legato l'assegnazione immediata dei nuovi modelli all'approvazione delle proprie proposte contrattuali: aumenti salariali per il 2026 e i due anni successivi in linea con l'inflazione, bonus aggiuntivi da 400 euro per il 2026 e il 2027, creazione di 300 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato e adeguamento delle pensioni alle normative vigenti."Queste sono le condizioni massime che Renault Spagna può permettersi per ottenere l'assegnazione dei nuovi veicoli e mantenere l'occupazione", ha sottolineato la direzione alle organizzazioni sindacali. In assenza di un accordo, le fabbriche spagnole perderebbero lo status di opzione preferenziale, con un impatto potenzialmente rilevante sulle prospettive dei due impianti.L'azienda ha inoltre presentato una proposta alternativa in caso di mancata assegnazione: aumenti salariali limitati, assenza di premi e minori garanzie su welfare e flessibilità. Un futuro in bilicoNel dettaglio, era prevista per Palencia l'assegnazione di due modelli multienergia (elettrici e ad autonomia estesa) e di un ibrido tradizionale, mentre a Valladolid sarebbero arrivate due nuove proposte ibride. Cinque modelli che avrebbero garantito continuità produttiva e tutela occupazionale per diversi anni.Lo scenario attuale, invece, apre alla riduzione dei volumi, all'assenza di nuovi prodotti e, di conseguenza, a una minore certezza sul mantenimento degli attuali livelli occupazionali.Il contrasto è evidente rispetto alle dichiarazioni dei mesi scorsi dell'amministratore delegato Franois Provost: "Presto in Spagna saranno prodotti diversi veicoli elettrici Renault". La mancanza di progressi nei negoziati, avviati già lo scorso autunno, avrebbe però alimentato dubbi tra i vertici del gruppo, spingendoli a valutare alternative.Secondo la stampa iberica, tra le opzioni figurano Tangeri (Marocco), dove la produzione ha superato le 300.000 unità annue, Mioveni (Romania), polo produttivo di Dacia con circa 7.000 dipendenti, e Bursa (Turchia), storica sede produttiva della Clio.In altre parole, il futuro delle fabbriche spagnole di Renault resta in bilico, nonostante la disponibilità dichiarata dall'azienda a proseguire le trattative.
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Benzina e diesel finalmente in calo: ecco i nuovi prezzi tra self e servito
Buone notizie per le tasche degli italiani. Staffetta Quotidiana segnala infatti la discesa dei prezzi di benzina, gasolio, GPL e metano - la verde sale solo sulla rete autostradale - in scia al calo delle quotazioni dei prodotti raffinati e ai tagli ai listini operati dai principali marchi.Tagli che proseguono anche oggi: IP ha ridotto di due centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina e di uno quelli del diesel, mentre Tamoil ha applicato un ribasso di due centesimi su entrambi i carburanti. Le rilevazioni di oggiIn particolare, questa mattina - 8 maggio - la verde self service sulla rete stradale si attesta a 1,934 euro/litro (-3 millesimi rispetto a ieri) e il gasolio a 2,025 euro/litro (-12). Il GPL è a 0,817 euro/litro (-2), il metano a 1,569 euro/kg (-1).In autostrada, la benzina self sale a 2,000 euro/litro (+6), mentre il diesel scende a 2,093 euro/litro (-6); il GPL è a 0,925 euro/litro (-4) e il metano a 1,598 euro/kg (+2).Quanto ai dettagli per modalità di vendita, sulla base dei dati comunicati ieri all'Osservatorio del MIMIT, le medie dei prezzi praticati vedono la verde self service a 1,939 euro/litro (compagnie 1,944, pompe bianche 1,929) e il gasolio a 2,039 euro/litro (compagnie 2,042, pompe bianche 2,032).Al servito, benzina a 2,073 euro/litro (compagnie 2,115, pompe bianche 1,995), diesel a 2,178 euro/litro (compagnie 2,220, pompe bianche 2,100), GPL a 0,826 euro/litro (compagnie 0,839, pompe bianche 0,813), metano a 1,570 euro/kg (compagnie 1,569, pompe bianche 1,571), GNL a 1,483 euro/kg (compagnie 1,496, pompe bianche 1,473).Lo spaccato dei marchi mostra Eni a 1,951 euro/litro sulla benzina self service (2,155 al servito) e 2,039 euro/litro sul diesel (2,252); IP a 1,946 (2,111) e 2,051 (2,220); Q8 a 1,941 (2,102) e 2,040 (2,213); Tamoil a 1,941 (2,015) e 2,033 (2,118).
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Base cinese, produzione a Saragozza: come sarà la SUV OpelLeapmotor del 2028
Anche Opelbeneficerà dell'ampliamento della partnership tra Leapmotor e Stellantis: a Saragozza, dove Opel ha già prodotto oltre 15 milioni di vetture - tra cui circa 12 milioni di Corsa - nascerà una nuova SUV compatta di segmento C 100% elettrica, attesa nel 2028. Ma non è l'unica novità. Il marchio tedesco ha definito il modello come il primo prodotto frutto dell'espansione della partnership: è quindi plausibile che anche altri brand di Stellantis possano in futuro basare alcuni dei loro nuovi modelli su piattaforma Leapmotor. Nasce elettrica, ma...Destinata a posizionarsi idealmente sopra l'Opel Mokka e sotto l'Opel Frontera e l'Opel Grandland, questa nuova SUV elettrica debutterà con powertrain a batteria, sfruttando la base tecnica della Leapmotor B10. Il modello cinese è già disponibile anche in versione range extender, con un motore 1.5 benzina (serbatoio da 50 litri) utilizzato come generatore per il sistema elettrico.Per le specifiche tecniche è ancora presto: il debutto è atteso tra circa due anni, quando anche la Leapmotor B10 potrebbe evolversi sotto il profilo stilistico e tecnologico. Tuttavia, il quadro tecnico non dovrebbe scostarsi molto da quello attuale, che prevede due tagli di batteria da 56,2 e 67,1 kWh per autonomie rispettivamente di 361 e 434 km - oltre a circa 86 km in modalità elettrica per la versione REEV - e un motore da 218 CV e 280 Nm, con 0-100 km/h in circa 8 secondi e velocità massima di 170 km/h.Sul fronte dimensioni, la nuova Opel dovrebbe attestarsi intorno ai 4,5 metri di lunghezza, in linea con i 4.515 mm della B10. Il modello europeo, però, nasconderà il proprio Dna cinese sotto una carrozzeria completamente sviluppata a Rüsselsheim: i tecnici tedeschi si occuperanno anche di assetto, interfaccia uomo-macchina e numerosi altri aspetti chiave. Secondo Stellantis, sarà difficile riconoscerne le origini asiatiche. Opel Manta, sei tu?Per ora Stellantis non ha comunicato il nome della nuova SUV elettrica Opel. Negli ultimi anni si era parlato del possibile ritorno della Manta, prevista come sport utility di medie dimensioni. Quel progetto, tuttavia, avrebbe dovuto nascere in Italia, a Melfi, sulle stesse linee delle future Lancia Gamma e DS N7, entrambe su piattaforma STLA Medium.Non ci sono conferme su un eventuale cambio di programma. Ciò che è noto è che la Manta è stata messa in stand-by, con tempistiche slittate verso il 2030, mentre la nuova SUV annunciata dovrebbe arrivare sul mercato con maggiore anticipo.
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Stellantis accelera con Leapmotor: in Spagna arriva una nuova Opel elettrica
Stellantis e Leapmotor danno seguito a quanto finora trapelato su un ampliamento della loro alleanza industriale: le due società hanno annunciato di essere al lavoro sull'espansione della loro partnership strategica attraverso una serie di iniziative, sulla scia del successo iniziale della collaborazione.Le iniziative citate riguardano le fabbriche spagnole di Saragozza e Madrid, oltre al marchio Opel. Le basi dell'alleanza Stellantis-LeapmotorLa decisione di ampliare l'alleanza si basa sui traguardi raggiunti con la firma, nell'ottobre del 2023, di un primo accordo di collaborazione. Con Carlos Tavares CEO, Stellantis è diventata il singolo maggior azionista di Leapmotor, acquisendo una quota di circa il 21%, e le due aziende hanno lanciato Leapmotor International, una joint venture controllata dal gruppo guidato da Antonio Filosa con il 51% (il restante 49% in mano alla parte cinese) e con diritti esclusivi per la vendita e la produzione dei prodotti Leapmotor al di fuori della Cina.L'impresa congiunta ha finora registrato performance in crescita in Europa: dal lancio dei modelli T03 e C10 nel 2024, ha ampliato la propria presenza in tutta la regione con più di 850 punti tra vendita e assistenza e oltre 40.000 consegne nel 2025. Parallelamente, si è assistito a una progressiva espansione geografica in America Latina, Asia-Pacifico, Medio Oriente e Africa. Una nuova Opel a SaragozzaSulla base dei progressi registrati, le due società hanno deciso di approfondire ed espandere la loro cooperazione.La prima iniziativa riguarda l'aumento delle produzioni nella fabbrica spagnola di Figueruelas, alle porte di Saragozza: è allo studio l'aggiunta di una nuova linea per l'assemblaggio di una SUV elettrica Opel (qui potete leggere tutto quello che sappiamo al riiguardo). Le tempistiche precise sono ancora da definire, ma è probabile un avvio della produzione nel 2028.Il nuovo modello si aggiungerà all'attuale produzione della Peugeot 208 e della Lancia Ypsilon, mentre Leapmotor potrebbe portare nello stabilimento anche la B10, con un potenziale avvio già nel corso dell'anno. Madrid e il possibile cambio di proprietàLa nuova Opel beneficerebbe anche di componenti sviluppati da Leapmotor International per migliorarne la competitività di prezzo. In questo senso, Stellantis e Leapmotor intendono cooperare anche nel settore degli acquisti proprio attraverso la joint venture.L'obiettivo è rafforzare la competitività dei prezzi sfruttando l'ecosistema cinese dei veicoli a nuova energia, valorizzando al contempo le capacità della supply chain europea per aumentarne la resilienza e accelerare il time-to-market dei nuovi modelli.L'ampliamento della partnership coinvolge anche lo stabilimento di Villaverde, a Madrid, che potrebbe ottenere l'assegnazione di un nuovo modello Leapmotor dalla prima metà del 2028, ossia quando è prevista la fine della produzione della Citroën C4.Non solo: le parti stanno valutando il potenziale trasferimento della proprietà del sito alla controllata spagnola di Leapmotor International. La produzione resterebbe comunque in linea con i requisiti del Made in Europe e i veicoli verrebbero commercializzati dalla joint venture nei mercati europeo, mediorientale e africano (MEA). Filosa: una vittoria per entrambiQuesto piano di espandere la nostra partnership di successo con Leapmotor - un partner fidato e uno dei produttori di veicoli a nuova energia in più rapida crescita e più rispettati a livello globale - è una vera vittoria per entrambi, ha commentato Antonio Filosa. Prevede un supporto alla produzione, ai posti di lavoro e alla localizzazione avanzata in Europa della produzione di veicoli elettrici accessibili, per soddisfare le reali esigenze dei clienti. L'annuncio di oggi riflette la nostra intenzione di approfondire la partnership e compiere un ulteriore passo verso collaborazioni ancora più ampie.Per Zhu Jiangming, fondatore e CEO di Leapmotor, le tecnologie all'avanguardia di Leapmotor, combinate con la portata globale di Stellantis, le profonde radici regionali e i marchi automobilistici molto amati, renderebbero questa partnership straordinariamente potente. La nostra joint venture, Leapmotor International, ha rapidamente dimostrato i suoi vantaggi per entrambi i partner e in meno di tre anni ci ha visto lanciare il marchio in cinque continenti, facendo crescere significativamente la nostra presenza e reputazione a livello internazionale.
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Dalle corse alla strada: BMW porta M Ignite su M2, M3 e M4
BMW ha annunciato l'introduzione della nuova tecnologia M Ignite per i motori 6 cilindri della gamma sportiva M. Nel corso dell'estate questo sistema brevettato verrà reso disponibile sui propulsori delle M2, M3 e M4, senza variazioni nei valori di potenza massima rispetto alle versioni attuali. Pronte per l'Euro 7 e più efficienti in pistaLa tecnologia M Ignite è stata sviluppata nelle competizioni e permette di ridurre i consumi nelle condizioni di massima prestazione in pista. Allo stesso tempo consente ai motori di BMW M di essere già predisposti per rispettare le nuove normative di omologazione Euro 7, previste a partire da novembre.Il sistema, che consente di sfruttare rapporti di compressione più elevati, prevede una pre-camera per ogni cilindro all'interno della testata con candela e bobina dedicate. Questo componente entra in funzione soltanto ad alti regimi e ad alti carichi, velocizzando la combustione e contribuendo a ridurre la temperatura dei gas di scarico.
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KGM, una Tivoli allasta per progetti contro la violenza sulle donne
Una KGM Tivoli all'asta per sostenere progetti contro la violenza sulle donne. stata l'auto il fulcro della charity dinner organizzata il 5 maggio all'Opiquad Arena di Monza, evento che ha segnato un passaggio concreto per il progetto Lo Schema Vincente. L'auto autografata dalle atlete della Numia Vero Volley MilanoProtagonista della serata, la KGM Tivoli in versione unica: personalizzata con livrea dedicata e autografata dalle atlete della Numia Vero Volley Milano. Battuta all'asta durante l'evento, la Tivoli speciale ha superato il suo stesso valore di mercato, trasformandosi da prodotto in leva per la raccolta fondi.L'iniziativa rappresenta l'evoluzione del progetto di responsabilità sociale avviato da KGM insieme a Vero Volley e ChangeTheGame, nato nel 2025 per portare il tema della sicurezza fuori dall'auto e dentro lo sport. Dopo una prima fase di sensibilizzazione, culminata con il gesto del Signal for Help durante una partita di Serie A1, il progetto entra così in una dimensione operativa. Destinazione dei fondi e contrasto alla violenza nello sportI fondi raccolti saranno destinati per il 50% a ChangeTheGame, impegnata nella prevenzione e nel contrasto alla violenza nello sport, e per il restante 50% alle attività di sensibilizzazione promosse da Vero Volley. A completare il percorso, la donazione finale della Tivoli all'associazione.Un passaggio che chiarisce il senso dell'operazione: usare un modello di serie come pretesto per generare impatto reale, portando il concetto di sicurezza oltre il prodotto e dentro una dimensione sociale più ampia.
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Nürburgring: la Taycan Turbo GT con kit Manthey è a soli 10 secondi dalla 911 GT3 RS
10 secondi separano ora la più veloce Porsche a benzina da quella elettrica. questa la differenza tra i due record che la Casa tedesca ha stabilito a breve distanza al Nürburgring: la Porsche Taycan Turbo GT Weissach Package con il nuovo kit Manthey ha fatto segnare un tempo di 6 minuti e 55 secondi con il pilota Lars Kern, conquistando il primato di categoria e distanziandosi di "soli" 10 secondi su 20,8 km rispetto alla 911 GT3 RS con kit Manthey. Quasi 100.000 euro per il kitIl nuovo kit per la Taycan è offerto come pacchetto aftermarket esclusivamente per le Taycan Turbo GT dotate di Weissach Package ed è già ordinabile anche in Italia. Il prezzo è stato fissato a 95.739,34 euro, con prime consegne previste ad agosto. La Taycan Turbo GT rappresenta la variante estrema della berlina elettrica di Casa Porsche ed è stata ulteriormente evoluta grazie a un kit sviluppato da Manthey. Partendo dalla base già equipaggiata con Weissach Package, i tecnici hanno messo a punto un pacchetto di aggiornamenti capace di ridurre di ben 12 secondi il tempo sul giro al Nürburgring. Aerodinamica, powertrain e assettoPer raggiungere questo risultato, la berlina è stata modificata in tutti gli elementi principali. L'aerodinamica è stata profondamente rivista per triplicare la downforce fino a 740 kg a 310 km/h, grazie anche ad appendici regolabili e parafanghi allargati in carbonio.Interventi mirati anche sull'assetto, con cerchi forgiati da 21" dotati di bulloneria in titanio e coperture aerodinamiche posteriori, abbinati a pneumatici semi-slick Pirelli P Zero Trofeo RS più larghi. Le sospensioni Active Ride sono state riprogrammate, mentre l'impianto frenante è stato potenziato con dischi da 440 e 410 mm.Infine, il powertrain è stato aggiornato per raggiungere, in modalità Attack Mode, una potenza massima di 993 CV rispetto ai 952 CV standard, contribuendo in modo determinante alla prestazione record.
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Animali in auto, uno su due viaggia senza sicurezza
sconfortante il risultato dell'indagine condotta da Statista per Tavo Pets: in Italia, un automobilista su due viaggia con gli animali domestici senza che questi siano assicurati dai sistemi di protezione. Come conseguenza dell'infrazione al Codice della strada, un terzo dei conducenti è stato pericolosamente distratto da cani o gatti, che desiderano giocare con il volante o la leva del cambio, o saltare in braccio al guidatore. Ma c'è un altro dato che dimostra come il mancato rispetto delle regole sul trasporto abbia ricadute negative proprio sugli amici a quattro zampe: il 59% degli intervistati ha ammesso che Fido o Fufi abbiano riportato lesioni in seguito a lievi incidenti stradali. Basti dire che il peso di un animale, in caso di impatto a 50 km/h, cresce fino a 60 volte. Il trasportino come anti stress L'utilizzo di sistemi di ritenuta per animali domestici è inoltre prezioso per ridurre ansia e stress da viaggio, di cui i 20 milioni fra cani e gatti presenti nelle famiglie italiane possono soffrire: il 70% dei pelosi mostra infatti segnali di disagio in auto, spiega la dottoressa Zita Talamonti, medico veterinario specializzato in comportamento animale: Il trasportino è un rifugio', per impedire che le bestiole scivolino o cadano durante frenate e curve: aumenta il senso di stabilità, riducendo la sensazione di nausea. tuttavia importante che l'animale sia gradualmente portato a considerare il trasportino come una tana: possono servire in media tre settimane affinché questo accada.
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Cupra Raval VZ, l'elettrico che diverte
Le hot hatch esistono ancora? Assolutamente sì, anche se hanno cambiato in modo profondo il loro DNA. E la Cupra Raval, che finalmente ho guidato su strada in veste definitiva, abbraccia in modo totale la filosofia che oggi va per la maggiore: le compatte al pepe devono essere elettriche. Lo dimostrano, anche se silenziosamente, le Abarth 500 e 600, la Alpine A290, la Opel Corsa GSE, la Peugeot E-208 GTi. Vi piaccia oppure no. Progettazione e dinamica di guida delle sportive a batteriaSe è indiscutibile che il mercato non stia premiando le hot hatch elettriche, non si può negare che le Case ci abbiano investito parecchio. Modificando prima di tutto l'approccio alla progettazione: più che sul motore - niente alberi a camme da modificare, testata da lavorare, aspirazione da ritoccare o turbocompressori più grandi da installare - i tecnici sono liberi di concentrarsi su tutto ciò che definisce il comportamento. L'assetto, prima di tutto, ma anche elementi come differenziali autobloccanti e impianti frenanti generosi. Cupra Raval VZ: prestazioni, batteria e ricaricaLa Cupra Raval VZ che ho guidato è la più cattiva della gamma: batteria con chimica NMC da 52 kWh netti, 226 CV e fino a 440 km con un pieno di energia. La ricarica avviene fino a 11 kW in corrente alternata e 105 kW in continua (dal 10 all'80% in poco più di 20 minuti). Ricca anche la dotazione dedicata alla dinamica: differenziale a slittamento limitato elettronico, ammortizzatori adattivi e sterzo progressivo. Agilità e comportamento su stradaComplici le modifiche rispetto alla piattaforma MEB+ condivisa con le altre piccole elettriche del gruppo - assetto ribassato di 15 mm e carreggiate allargate di 10 mm - la Raval è uno strumento affilato fra le curve. Non è tanto una questione di prestazioni pure: lo 0-100 km/h in 6,8 secondi non impressiona. piuttosto il modo in cui riesce a trasmettere quell'agilità tipica delle piccole pepate, oggi sempre più rara, unito alla sensazione di controllo quasi su binari. Coppia, trazione anteriore e controlloDimenticate le reazioni nervose di certe GTi o RS del passato: qui i limiti sono elevati e le risposte rapide, ma sempre progressive. I 290 Nm sono gestiti con efficacia dal differenziale autobloccante - la trazione è anteriore - che consente di aprire il gas in uscita senza allargare la traiettoria. Anzi, nelle prime fasi si percepisce una leggera chiusura verso l'interno, con reazioni al volante praticamente nulle. Abitacolo, spazio e uso quotidianoNel traffico quotidiano esistono auto con sospensioni più morbide, ma è difficile trovare, in 4,05 metri di lunghezza e 2,60 di passo, uno spazio interno così ben sfruttato. Positivo anche il bagagliaio da 441 litri, valore di riferimento per la categoria. Prezzi e confronto con le rivaliGli ostacoli restano i soliti. Al netto del tema elettrico, il listino della Cupra Raval parte da 29.950 euro (promozione fino al 31 maggio) per la Launch Edition da 211 CV, mentre per la VZ servono almeno 46.600 euro, a fronte di una dotazione completa. Con l'espansione del segmento delle piccole sportive a batteria, un confronto diretto - magari a Vairano - diventerebbe particolarmente interessante.
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Volkswagen Golf GTI Edition 50 vola al Nürburgring: è la trazione anteriore più veloce
La Volkswagen Golf GTI Edition 50 ha stabilito un nuovo primato di categoria al Nürburgring. La sportiva costruita in serie limitata ha conquistato il titolo di trazione anteriore più veloce sulla pista tedesca con un tempo di 7 minuti, 44 secondi e 533 millesimi. Per la cronaca, nel 2025 la Volkswagen aveva già registrato un tempo di 7 minuti e 46 secondi. Il Performance Package per la guida in pistaL'esemplare guidato dal pilota collaudatore Benjamin Leuchter ha ottenuto il record sul tracciato da 20,8 km grazie anche alla presenza del Performance Package, che aggiunge l'assetto ulteriormente ribassato rispetto al modello standard, lo scarico R-Performance con terminali in titanio e i cerchi forgiati da 19" con pneumatici semi-slick adatti anche alla guida in pista. Le modifiche consentono anche di ridurre di 30 kg la massa totale. 325 CV per la GTI più potente di sempreLa Golf GTI Edition 50, che abbiamo già guidato anche in pista, è la più potente versione a trazione anteriore mai proposta sul mercato dalla Volkswagen: il motore 2 litri turbo eroga 325 CV e consente di toccare i 270 km/h, raggiungendo i 100 km/h da fermo in 5,3 secondi. nata per celebrare i 50 anni dal debutto della prima GTI, giunta ai giorni nostri attraverso otto diverse generazioni.
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Nuove Maserati Grecale, GranTurismo e GranCabrio: le foto dei test su strada
Maserati ha pubblicato le immagini dei prototipi delle versioni aggiornate di Grecale, GranTurismo e GranCabrio. Queste foto spia ufficiali confermano che il Tridente sta lavorando a un aggiornamento della gamma, senza però indicare per ora una data di debutto sul mercato. Paraurti e prese d'aria al centro dell'attenzioneLe immagini sono state scattate nei dintorni della sede modenese di via Ciro Menotti e permettono di cogliere alcuni indizi sulle modifiche previste per i nuovi Model Year. Le camuffature si concentrano su paraurti e minigonne, mentre i gruppi ottici risultano invariati rispetto alle versioni attuali.A emergere è soprattutto un taglio non definitivo delle prese d'aria, segnale che le forme reali del paraurti anteriore siano ancora nascoste sotto le pellicole. Osservando inoltre i gruppi ruota e gli scarichi, è evidente la presenza di un powertrain endotermico e non della soluzione elettrica Folgore: un dettaglio che lascia aperta la possibilità di ulteriori evoluzioni anche sul piano tecnico.
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Lexus TZ: 7 posti e 408 CV elettrici per la nuova SUV premium
Lexus presenta la SUV elettrica TZ, un modello inedito per il marchio premium giapponese. Si tratta di una vettura a ruote alte con tre file di sedili, capace di ospitare fino a 7 passeggeri, progettata per puntare su confort e spazio in abbinamento a un powertrain a emissioni zero. La TZ è destinata ai principali mercati globali, ma non sono ancora state comunicate informazioni dettagliate sulla sua commercializzazione. Stile e dimensioni della Lexus TZLa Lexus TZ misura 5,1 metri di lunghezza con un passo di 3,05 metri e adotta cerchi da 20 a 22 pollici. Il design riprende il family feeling dei modelli più recenti del brand, con un frontale chiuso che sottolinea la natura elettrica. Le forme scolpite dei parafanghi e della parte inferiore delle portiere contribuiscono ad alleggerire visivamente l'insieme. Finiture di bamboo e abitacolo premiumL'abitacolo punta su materiali ricercati, come i rivestimenti di bamboo Shikoku, espressione della tradizione giapponese nella lavorazione artigianale. La plancia adotta la classica architettura con display centrale e strumentazione digitale separata, mentre i comandi fisici e touch sono ridotti e concentrati nella console. Prestazioni e autonomia: fino a 530 kmIl sistema a trazione integrale con due motori elettrici sviluppa 408 CV, permettendo alla SUV di accelerare da 0 a 100 km/h in 5,4 secondi. La batteria da 95,82 kWh garantisce fino a 530 km di autonomia nel ciclo WLTC. La ricarica rapida a 150 kW consente di passare dal 10 all'80% in 35 minuti, mentre in AC sono disponibili soluzioni da 11 e 22 kW.
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Kia Sportage Tri-Fuel: meno spesa e fino a 1.500 km con librido GPL - VIDEO
Si dice che l'unione faccia la forza ed è proprio questo concetto alla base della Kia Sportage Tri-Fuel. Con questa variante, piuttosto rara nel panorama attuale, il C-SUV coreano combina l'efficienza del sistema HEV full-hybrid nei percorsi a velocità contenute con i costi di gestione ridotti del GPL. sommando benzina, elettrico e gas di petrolio liquefatto, si parla quindi di tripla alimentazione, più che di doppia. Una soluzione già vista con Niro Tri-Fuel, ma con una differenza importante: qui il motore termico non è aspirato. Meccanica e collaborazione con BRCSotto il cofano resta il 1.6 turbo quattro cilindri, abbinato al cambio automatico a sei rapporti e alla trazione anteriore, insieme al modulo ibrido con batteria da 1,49 kWh. Nel vano motore sono visibili le componenti dedicate all'alimentazione a GPL, installate in Italia grazie alla collaborazione con Westport Fuel System di Cherasco (Piemonte) - nota come BRC -, partner di Kia da 30 anni, anniversario che ricorre proprio quest'anno. Differenze estetiche e capacità del serbatoioOltre al comando del GPL sul tunnel centrale, sopra al selettore del cambio, l'unica differenza rispetto alla Sportage HEV riguarda il bagagliaio, che perde la possibilità di posizionare il piano su due livelli a causa della bombola collocata nel vano della ruota di scorta. La capacità complessiva resta comunque elevata: 52 litri netti di GPL, a cui si aggiungono 50 litri di benzina, per un'autonomia dichiarata fino a circa 1.500 km. Prestazioni e dinamica di guidaCon la conversione, la potenza cala di un paio di cavalli rispetto alla HEV, attestandosi a 237 CV. Alla guida, però, la differenza è praticamente impercettibile: la spinta combinata dell'unità elettrica e del turbocompressore garantisce prestazioni allineate alla versione full-hybrid, con accelerazione e ripresa sempre adeguate. Invariata la taratura di sterzo e sospensioni, per una dinamica che conferma il comportamento della Sportage HEV. Consumi, costi di gestione e listino prezziIl GPL ha un potere calorifico leggermente inferiore rispetto alla benzina e comporta un aumento dei consumi (circa 10-20%). Un aspetto però compensato dal prezzo alla pompa più contenuto, che permette di abbassare i costi di esercizio, soprattutto quando il contributo elettrico è limitato, come nei viaggi autostradali. In questo primo contatto non sono disponibili dati reali: il computer di bordo fornisce solo stime durante il funzionamento a GPL. Secondo Kia, la riduzione può arrivare fino a 5 euro ogni 100 km, quasi dimezzando la spesa rispetto alla HEV. Il prezzo parte da 40.000 euro, ovvero 2.000 euro in più della versione full-hybrid a parità di allestimento. I prezzi della Kia Sportage Tri-FuelKia Sportage Tri-Fuel Business: 40.000 euroKia Sportage Tri-Fuel Style: 42.750 euroKia Sportage Tri-Fuel Black Edition: 44.750 euro
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Alfa Romeo aggiorna la Junior: più dotazioni di serie su Sprint e Ti, ecco cosa cambia
Alfa Romeo rilancia la Suv compatta Junior aggiornando le dotazioni delle versioni posizionate al cuore della gamma. La Junior Sprint e la Junior Ti possono ora contare di serie su alcuni contenuti precedentemente riservati agli optional. L'aggiornamento è trasversale a tutte le motorizzazioni: vediamo nel dettaglio gli equipaggiamenti. Cosa cambia per le versioni Sprint e TiLa novità principale riguarda gli allestimenti Sprint e Ti, arricchiti sul fronte del confort e della sicurezza. Nella dotazione standard entrano infatti il volante in pelle con palette del cambio (per le versioni ibride), il cruise control adattivo, la ricarica wireless per smartphone, il keyless, la retrocamera, i sensori di parcheggio, gli specchietti ripiegabili elettricamente e il monitoraggio dell'angolo cieco.L'allestimento Ti continua a distinguersi per un look più vistoso, caratterizzato da body kit in nero lucido e da elementi come l'illuminazione ambientale interna: dettagli che rafforzano un posizionamento più ricercato rispetto alla Sprint. La Sport Speciale raccoglie l'eredità delle OlimpiadiAlfa Romeo aggiorna anche la serie speciale dedicata alle Olimpiadi di Milano-Cortina, che lascia spazio alla nuova Junior Sport Speciale. Questa versione riprende le dotazioni tecnologiche introdotte su Sprint e Ti, ma si distingue per interni specifici con rivestimenti in Alcantara, capaci di sottolinearne il carattere più esclusivo. Una promozione per la SprintIn parallelo debutta una nuova promozione dedicata alla Junior Sprint aggiornata: la ibrida 1.2 145 CV Hybrid eDCT6 Sprint scende fino a 27.450 euro in caso di finanziamento (rate da 159 euro al mese) e a 29.450 euro con permuta.
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SAIC accelera: i cinesi puntano la Galizia per la fabbrica europea di MG
Arrivano nuove indiscrezioni sulle strategie di SAIC Motor per la realizzazione del primo impianto automobilistico in Europa. Da tempo è nota la scelta della Spagna e, in particolare, della Galizia come sede della fabbrica. Nelle ultime ore sono però emersi ulteriori dettagli sul progetto del colosso cinese.Tutte le attenzioni si concentrerebbero su una cittadina costiera non lontana da La Corua, capoluogo della comunità autonoma nel nord-ovest della Spagna. Si tratta di Ferrol, che sarebbe in prima fila per ottenere l'investimento. Sarebbe stata anche individuata un'area specifica nella zona portuale, anche se restano da risolvere alcune criticità prima del via libera definitivo a un insediamento sostenuto dalle autorità locali.Di recente, il presidente della Giunta della Galizia, Alfonso Rueda, si è recato in Cina, visitando una fabbrica di batterie della stessa SAIC e incontrando i vertici del gruppo, tra cui il presidente Xiaoqiu Wang. Al centro dei colloqui, le opportunità commerciali e i possibili investimenti industriali in Galizia. Il progetto cineseSAIC è da tempo oggetto di una corte serrata da parte dell'amministrazione regionale. L'azienda ha valutato anche altre opzioni, tra cui Ungheria e Repubblica Ceca, ma ha preferito la Spagna - e la Galizia - per la vicinanza al Regno Unito, principale mercato europeo del marchio MG. I rappresentanti del gruppo hanno inoltre visitato diverse aree candidate, come il porto di Vigo, il polo industriale di Plisan e i siti tra As Pontes e Narón.Alla fine, la scelta sarebbe ricaduta su Ferrol grazie a una serie di vantaggi logistici, a partire dalla presenza dell'area portuale. SAIC avrebbe già individuato lo spazio più adatto all'interno dello scalo, le cui infrastrutture dovranno però essere ammodernate per accogliere le grandi navi del gruppo. Nella fase iniziale, infatti, la produzione dovrebbe avvenire tramite kit di assemblaggio provenienti dalla Cina, rendendo il porto un elemento cruciale per l'intero progetto.Resta tuttavia un nodo da sciogliere. Pur non essendo di grandi dimensioni - la capacità prevista è di circa 120 mila veicoli l'anno - la fabbrica potrebbe risultare incompatibile con le attività di un'altra azienda già presente nell'area. Si tratta della Windwaves, specializzata in strutture in acciaio per parchi eolici galleggianti, che ha ottenuto in concessione trentennale circa otto ettari per realizzare un impianto superiore ai 12.000 metri quadrati. Su questo e altri aspetti stanno lavorando i vertici dell'amministrazione regionale, confermando il forte supporto garantito finora a SAIC.
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