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Taglio delle accise carburanti: possibili 15 giorni di proroga e più sconto sul gasolio

4 Ruote - 3 ore 18 min fa
Mancano pochi giorni alla scadenza del taglio delle accise sui carburanti e il governo sta ancora valutando se e come prorogare il provvedimento.Il consiglio dei ministri odierno non ha sciolto le riserve, ma la presidente Giorgia Meloni ha fornito alcune indicazioni sulle ipotesi sul tavolo, a partire da una diversa modulazione dello sconto in base alla tipologia dei combustibili.Stiamo valutando un'ulteriore proroga, potrebbe essere più breve delle precedenti. Cerchiamo sempre di tenerci ancorati all'andamento della situazione, ma non abbiamo ancora stabilito la tempistica precisa delle settimane a cui si riferirà, ha detto Meloni, facendo una precisazione sull'esame in corso: Stiamo facendo una valutazione di non operare il taglio in maniera orizzontale. L'aumento del gasolio è stato molto più significativo di quello della benzina. La benzina è aumentata mediamente del 6%, il gasolio del 24%. Ci potrebbe essere un taglio che impatta di più sul prezzo del gasolio, per distribuire meglio l'impatto. Proroga di 15 giorniDunque, lo sconto potrebbe maggiore per il diesel rispetto a quello sulla verde e avere una durata più breve rispetto ai 20 giorni degli ultimi due provvedimenti. A tal proposito, l'agenzia Agi ha lanciato l'ipotesi di una proroga della durata di ulteriori 15 giorni a partire dalla scadenza dell'1 maggio. Tutto, però, dipende dalla capacità di rivolvere il nodo delle coperture economiche nelle prossime ore e comunque entro la prossima riunione del consiglio dei ministri, in programma giovedì 30 aprile. Al momento si starebbe ragionando su un importo di circa 600 milioni di euro (finora il taglio è costato 1,2 miliardi). Nel caso non si riuscisse a individuare le risorse necessarie per il finanziamento della proroga, si dovrebbe comunque procedere con misure mirate e sellettive, che probabilmente riguarderanno il settore dell'autotrasporto oppure le famiglie a basso reddito.  
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Mazda CX-60 2026: il viaggio diventa silenzio

4 Ruote - 5 ore 5 min fa
Alexa, metti Köln Concert di Keith Jarrett: è partita così la mia guidata a bordo della Mazda CX-60 Model Year 2026. Da Roma fino in Abruzzo, accompagnato dalle note del geniale e virtuoso pianista statunitense. Non una scelta casuale ma, a mio parere, il modo migliore per rilevare quella che forse è la novità più importante nell'aggiornamento della giapponese: un abitacolo orientato ancora di più al confort e, soprattutto, alla qualità acustica. Insonorizzazione e impianto audioAbbiamo lavorato sull'insonorizzazione della vettura utilizzando diversi accorgimenti, spiegano i tecnici di Hiroshima. Tra questi, l'adozione di doppi vetri anteriori e una serie di interventi mirati a isolare meglio il vano motore. Il risultato è che la CX-60 oggi chiude davvero il mondo fuori, valorizza ulteriormente le qualità del suo impianto audio premium, già vincitore del premio EISA In-Car OEM Premium Audio System, e perfino nei tratti autostradali veloci offre un livello di isolamento elevato. C'è Amazon AlexaIn questo contesto assume un ruolo rilevante l'arrivo a bordo dell'assistente vocale Amazon Alexa: consente di gestire la musica e diverse funzioni, come la navigazione, senza ricorrere ai comandi fisici. Un'integrazione che semplifica l'interazione uomo-macchina e che mi ha dato l'impressione di rendere l'esperienza di bordo fluida e immediata, riducendo le distrazioni alla guida e contribuendo a un ambiente complessivamente più rilassante. Sospensioni riviste e Driver Emergency AssistPassando alla parte meccanica, sulla Mazda CX-60 MY 2026 è stata rivista la taratura delle sospensioni, con una nuova calibrazione di molle e ammortizzatori. Ciò si traduce in una risposta più progressiva, soprattutto sulle sconnessioni, lasciando inalterata quella sensazione di controllo tipica dell'architettura a motore longitudinale. La crossover nipponica dispone inoltre del sistema Driver Emergency Assist che, in caso di malore del conducente, è in grado di rallentare autonomamente l'auto fino ad arrestarla a bordo strada. Plug-in hybrid e diesel compatibile con HVO 100Sul fronte delle motorizzazioni l'offerta è rimasta invariata: al vertice c'è la versione Plug-in Hybrid da 327 CV a trazione integrale, in vendita a partire da 57.150 euro. Confermato anche il sei cilindri diesel mild hybrid 48V, a trazione posteriore da 200 CV e integrale da 249 CV (da 55.150 euro), per il quale arriva ora la compatibilità con l'HVO 100: biocarburante paraffinico rinnovabile al 100%, derivato da oli vegetali riciclati e grassi animali, in grado di ridurre le emissioni senza pesare su autonomia e rendimento. Più matura su stradaLasciandomi alle spalle il tratto autostradale e addentrandomi nell'entroterra abruzzese, tra Aielli e Santo Stefano di Sessanio, tutte queste modifiche hanno trovato la loro sintesi. Le strade irregolari e i continui cambi di ritmo hanno messo in evidenza il carattere più maturo della CX-60, capace di assorbire meglio le asperità del terreno e di rimanere composta nei cambi di direzione. Senza contare che Jarrett, con le sue mani a scorrere magicamente sui 97 tasti del Bösendorfer 290 Imperial usato nel celebre concerto, è sembrato materializzarsi davanti al parabrezza, per una scena sonora degna di un auditorium.
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Polizze auto: vessatorie le clausole che penalizzano la libera scelta delle carrozzerie

4 Ruote - 5 ore 33 min fa
L'ordinanza 10797 della Cassazione del 23 aprile 2026 mette fine a un dibattito che dura da anni: sono abusive le clausole contrattuali nelle polizze auto che penalizzano chi sceglie carrozzerie indipendenti, non convenzionate con le compagnie, per riparare il veicolo.I giudici si riferiscono, nel caso specifico, a franchigie in euro e scoperti in percentuale nella garanzia Atti vandalici, ma per estensione il principio vale anche per tutte le altre assicurazioni facoltative accessorie. E a maggior ragione per la RCA obbligatoria, come stabilisce la legge Concorrenza 2017: l'assicurazione copre la responsabilita del proprietario del veicolo per i danni cagionati agli altri. Qual è la novità per i consumatoriFino a ieri, le singole clausole venivano analizzate isolatamente: la Cassazione aveva ritenuto che una franchigia o uno scoperto non fossero vessatori, perché non creavano uno squilibrio dei diritti, ai sensi del Codice del consumo.Ora il criterio cambia. Contano le conseguenze complessive del contratto: combinare più clausole di per sé lecite per pagare meno lo stesso danno a seconda di chi effettua la riparazione produce un effetto discriminatorio, perché limita la capacità del consumatore di rivolgersi liberamente al mercato. Il rinvio alla Corte d'AppelloLa Cassazione ha rinviato alla Corte d'Appello, che dovra procedere a un nuovo esame, in diversa composizione, applicando i princìpi indicati dagli Ermellini. Dalle compagnie assicurative, almeno per ora, nessun commento ufficiale.
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BYD, crollano utile e ricavi: il segnale dalla Cina che ora riguarda lEuropa

4 Ruote - 5 ore 39 min fa
I numeri, nella loro oggettiva freddezza, spiegano meglio di qualsiasi dichiarazione cosa sta succedendo su un mercato cruciale come quello cinese e quali siano le conseguenze anche per noi europei. il caso dei dati finanziari del primo trimestre di BYD. Il gruppo di Shenzhen ha registrato un forte calo delle principali voci del conto economico, mostrando l'impatto di una serie di fattori che rischiano di stravolgere l'industria del Dragone e di produrre effetti a catena a livello globale. Crollano utili e ricaviPartiamo dai dati principali pubblicati da BYD. Nei primi tre mesi dell'anno, i ricavi sono scesi da 170,36 miliardi di yuan a 150,23 miliardi (circa 18,8 miliardi di euro al cambio attuale), con una flessione del 12%, legata soprattutto al forte calo dei volumi. Le vendite totali hanno infatti subito una contrazione del 30%, fermandosi a 700.463 autovetture elettriche e ibride plug-in.La differenza tra i due tassi di contrazione è un chiaro segnale di una delle principali criticità che stanno investendo il mercato automobilistico cinese: l'intensificazione della concorrenza sui prezzi.La recente decisione delle autorità centrali di rivedere le politiche di incentivazione in vigore da oltre 15 anni ha contribuito ad accentuare la pressione sul settore. Tra il 2024 e il 2025 elettriche e ibride plug-in sono state esentate dal pagamento dell'IVA fino a un massimale di 30 mila yuan; da quest'anno e per tutto il 2027 gli acquirenti dovranno invece versare un'aliquota del 5%, con una soglia massima di 15 mila yuan.L'annuncio della revisione dei sussidi ha innescato una corsa agli acquisti prima della fine del 2024, con l'effetto di deprimere la domanda nei mesi successivi. Un impatto particolarmente evidente nel primo trimestre, periodo tradizionalmente debole anche a causa delle lunghe festività del Capodanno cinese. Margini sotto pressioneSe BYD è riuscita in parte a contenere gli effetti della guerra dei prezzi sul fatturato, sulla redditività hanno pesato ulteriori fattori negativi. La pressione commerciale, unita alla crescita dei costi lungo la catena di approvvigionamento, ha portato a un vero e proprio tracollo dei profitti: l'utile netto è sceso del 55,4%, a 4,09 miliardi di yuan (circa 513 milioni di euro). La risposta: più export e nuovi impiantiIl gruppo si trova dunque ad affrontare un mercato interno estremamente competitivo, con ripercussioni dirette su vendite e utili. La strategia per aggirare il problema, però, è stata indicata da tempo: puntare su mercati esteri giudicati più stabili e meno sensibili alle dinamiche dei prezzi. Da qui la forte accelerazione sull'espansione internazionale.BYD ha già avviato diversi progetti industriali in Thailandia, Brasile, Ungheria e Turchia e potrebbe rafforzare ulteriormente la propria rete produttiva con nuove iniziative: di recente è circolata anche l'ipotesi di un impianto in Canada. Le attività fuori dalla Cina sono già oggi in fase di crescita molto sostenuta: nel primo trimestre, le vendite all'estero hanno raggiunto 321.165 unità, pari al 46% del totale. Verso il consolidamento dell'industria cineseL'obiettivo dichiarato per il 2025 è esportare 1,5 milioni di veicoli, segno di quanto il business internazionale stia diventando centrale per attenuare le criticità del mercato domestico e resistere allo tsunami previsto da molti osservatori.La progressiva riduzione del sostegno pubblico, confermata anche dall'esclusione dell'automotive dai settori considerati strategici nell'ultimo Piano quinquennale, dovrebbe rendere l'intero comparto più maturo e porre le basi per un consolidamento ormai inevitabile.Attualmente risultano operativi 169 costruttori (non marchi): ben 93 di questi non superano una quota di mercato dello 0,1%. Se si considerano i brand, il numero sale ulteriormente, con stime che parlano di quasi 300 marchi attivi.In questo contesto, Stella Li, vicepresidente esecutiva di BYD, ha previsto la scomparsa di almeno 100 marchi nel giro di pochi anni e, guardando al 2030, la sopravvivenza di una quindicina di costruttori con spalle sufficientemente solide.Colossi come Chery, Geely, Faw e la stessa BYD hanno già avviato le contromisure: maggiore esposizione ai segmenti alti di gamma, con una sfida sempre più esplicita alle Case tedesche, ed espansione globale. Anche su questo fronte i dati sono eloquenti: il boom dell'export è accompagnato da una forte crescita delle quote in Europa, dove lo scorso anno i costruttori cinesi hanno raggiunto circa il 10% delle immatricolazioni, contro poco più del 3% del 2024.Ancora una volta, i numeri, nella loro freddezza, anticipano molto del futuro dell'auto.
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Batterie al sodio per auto elettriche: è arrivato il loro momento?

4 Ruote - 6 ore 17 min fa
Le batterie al sodio sono pronte a sbarcare sul mercato. CATL, il maggior produttore mondiale di accumulatori, ha siglato un accordo di fornitura da 60 GWh con HyperStrong, principale integratore cinese di sistemi di accumulo di energia a batteria. il più grande accordo mai annunciato per batterie agli ioni di sodio: un volume che equivale a circa la metà delle batterie per storage consegnate da CATL nell'intero 2025. Economiche e sostenibiliIl passaggio è di portata storica. Il sodio, rispetto al litio, presenta diversi vantaggi strutturali: è un elemento estremamente abbondante (stimato in circa mille volte superiore al litio nella crosta terrestre), più facile da reperire e meno esposto a tensioni geopolitiche. Le batterie che lo utilizzano - basate sullo scambio di ioni di sodio tra catodo e anodo in fase di scarica e viceversa durante la ricarica - promettono costi inferiori, generalmente stimati nell'ordine del 20-30% a livello di cella, oltre a una filiera potenzialmente più stabile. Un altro punto di forza è l'ampio intervallo di funzionamento, che va da -40C a +70C, insieme a una maggiore stabilità termica, che riduce il rischio di surriscaldamento, incendi o esplosioni rispetto ad alcune chimiche al litio. I lati negativiI limiti, però, non mancano. Le batterie al sodio offrono tuttora una densità energetica inferiore rispetto a quelle al litio: a parità di volume immagazzinano meno energia, con la conseguenza di pacchi più grandi e più pesanti per ottenere la stessa capacità. Anche i tempi di ricarica, pur in netto miglioramento nelle ultime generazioni, non sono ancora allineati a quelli delle soluzioni LFP più evolute. Fino a poco tempo fa, inoltre, persistevano interrogativi sulla scalabilità industriale della tecnologia. Un nodo che l'accordo tra CATL e HyperStrong sembra destinato a sciogliere: il gruppo cinese punta infatti a completare le consegne dei 60 GWh entro il 2027. Cambierà tutto?Il prossimo banco di prova sarà l'automobile. CATL sta lavorando per aumentare ulteriormente la densità energetica delle batterie al sodio, con l'obiettivo di avvicinare prestazioni e ingombri delle attuali celle LFP. Secondo quanto indicato dall'azienda, nuovi passi avanti sono attesi già nel corso dell'anno, anche se la piena maturità della tecnologia richiederà ancora tempo. Una vettura dotata di questi accumulatori, però, esiste già: è la Changan Nevo A06, berlina di medie dimensioni presentata a febbraio, che rappresenta il primo modello di serie al mondo equipaggiato con batterie agli ioni di sodio.
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Dalla Cina al mondo: la strategia per triplicare la produzione auto entro il 2030

4 Ruote - 7 ore 39 min fa
L'auto cinese non si pone più limiti. Stando a un report di AlixPartners, conquisterà i mercati globali attraverso una massiccia localizzazione produttiva, puntando a triplicare la capacità manifatturiera fuori dai confini nazionali entro il 2030, fino a 3,4 milioni di vetture sfornate ogni 12 mesi, contro 1,2 milioni nel 2025.Non si parla quindi di auto assemblate in Cina ed esportate, ma di gruppi orientali che aprono fabbriche nei mercati di sbocco o avviano partnership con realtà locali: da BYD con Uber a Zeekr con Waymo, fino a Stellantis con Leapmotor e Renault con Geely. Perché la Cina esporta all'esteroLa prima leva che spinge la superpotenza asiatica a imporsi globalmente è la guerra dei prezzi interna: nel mercato domestico la concorrenza è esasperata e i margini di profitto si assottigliano, rendendo vitale l'espansione all'estero per assorbire l'eccesso di capacità produttiva. Fabbriche locali per aggirare dazi e barriereIn questo modo, inoltre, i costruttori cinesi scavalcano le barriere protezionistiche, come i dazi che l'Unione Europea impone sui veicoli elettrici Made in China immatricolati nel Vecchio Continente. Producendo in Europa, America Latina e Sudest asiatico, le aziende del Dragone eludono le sovrattasse e riducono i costi logistici e di trasporto, pur dovendo fare i conti con variabili come i prezzi dell'energia. Da qui, le mire su Ungheria, Spagna, Turchia e Thailandia. Dalla Cina hub a modello "glocal"Se fino a pochi anni fa la Cina era l'hub produttivo del mondo, oggi si trasforma in un player multinazionale, capace di gestire catene di approvvigionamento complesse su scala globale. Un'evoluzione glocal - fusione tra strategie globali e adattamento locale - che permette di allinearsi alle normative e ai gusti dei mercati di riferimento, puntando sia sulle ibride sia sulle elettriche.
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Lauto cinese diventa un cinema: all'aperto i fari sono il nuovo drive-in

4 Ruote - 8 ore 7 min fa
Da simbolo dell'America anni 1950, quando il drive-in era il rifugio romantico e familiare per eccellenza, all'auto cinese che diventa una sala cinematografica en plein air. Grazie all'adozione di proiettori digitali ad altissima risoluzione - fari da due megapixel - i nuovi modelli elettrici del Dragone possono proiettare contenuti video su qualsiasi parete o superficie esterna, offrendo immagini fino a 100 pollici: è il caso della Stelato S9 Extended Range, una berlina di grandi dimensioni nata dalla collaborazione tra Huawei e BAIC.In alternativa, le immagini vengono proiettate da un portellone posteriore sollevato su schermi avvolgibili posizionati dietro i sedili anteriori. Un dispositivo da utilizzare a veicolo fermo, magari in un campeggio o in qualche altro ambiente idoneo: al buio completo può trattarsi di un'esperienza discreta, considerando che la tecnologia è ancora in fase di sviluppo. Dal divertimento alla sicurezza stradale di notteL'ennesima diavoleria automotive della Cina - una sorta di cinema drive-in mobile - spinge il settore dell'illuminazione intelligente andando oltre l'intrattenimento. I fari proiettano sul manto stradale informazioni come frecce direzionali di navigazione o segnalazioni per i pedoni, particolarmente utili di notte. Il tutto mentre i costruttori tradizionali non stanno certo con le mani in mano: BMW e Mercedes sono al lavoro su fari pixelati analoghi, per un'illuminazione sempre più nitida.Un cambio di paradigma in cui la supremazia si gioca anche sulla capacità di rendere l'auto uno spazio digitale, ancora più connesso e multifunzionale, capace di parlare alle nuove generazioni.
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Più vendite, meno emissioni: Polestar le taglia del 31%

4 Ruote - 8 ore 17 min fa
Dal 2020 Polestar è riuscita a ridurre del 31% le emissioni di gas serra per ogni auto venduta. Al contempo, secondo il Sustainability Report 2025, l'azienda ha portato le vendite annuali a oltre 60.000 vetture, si è espansa in 28 mercati, ha introdotto tre nuovi modelli e ha avviato la produzione in stabilimenti situati in tre diversi Paesi. In breve, Polestar è cresciuta riducendo l'impatto climatico, un traguardo tutt'altro che scontato. Perchè sono scese le emissioniIl risultato è legato all'aumento dell'uso di energia rinnovabile nella produzione delle batterie e nei processi industriali, oltre all'impiego di materiali a basso contenuto di carbonio. Un contributo significativo deriva anche dalla crescita dei volumi di Polestar 4, il modello con l'impronta di carbonio più bassa del portafoglio prodotti. In questo modo, l'azienda si avvicina all'obiettivo della neutralità climatica entro il 2040.Se non riduci le emissioni mentre cresci, stai scegliendo di non farlo, afferma l'amministratore delegato Michael Lohscheller, sottolineando come l'elettrificazione offra costi di esercizio più bassi, minori emissioni e maggiore affidabilità in un contesto di instabilità dei prezzi del petrolio.Polestar ha infine aggiornato il progetto Polestar 0, che mira a realizzare entro il 2035 un'auto a emissioni nette zero senza compensazioni. Le attività di ricerca, svolte a Göteborg con università e aziende partner, hanno già portato allo sviluppo di acciaio ultralow emission, materiali tessili bio-based e nuove tecnologie per la conversione dell'anidride carbonica in materiali.
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Porsche 911 GT3 Artisan Edition: il Giappone diventa arte

4 Ruote - 9 ore 10 min fa
Porsche ha presentato in Giappone la 911 GT3 Artisan Edition. Si tratta di una serie limitata di 30 esemplari, proposta esclusivamente sul mercato interno per celebrare i 30 anni di presenza ufficiale sul territorio nipponico. L'auto è stata realizzata dal reparto Porsche Exclusive Manufaktur sulla base della 992.2 GT3 Clubsport da 510 CV, traendo ispirazione dalle arti tradizionali del taglio del vetro Edo Kiriko e della tintura all'indaco. Bianco e indaco con il kit MantheyLa livrea speciale della 911 GT3 Artisan Edition combina bianco, blu Club e indaco, un abbinamento ripreso anche per i cerchi in lega, che al posteriore adottano speciali coperture aerodinamiche Manthey con un motivo grafico ispirato al Motorsport. L'ala posteriore in carbonio è personalizzata con end plates Manthey e con una scritta sulla parte inferiore che recita: Engineered in Flacht, Sharpened in Meuspath, Built for Japan. Il kit Manthey comprende infine un assetto specifico con ammortizzatori coilover regolabili a quattro vie. Interni coordinati e accessori lifestyleGli interni sono unici nel loro genere e riprendono gli abbinamenti esterni, con doppie cuciture Speed Blue e bianche e rivestimenti bicolore per i sedili sportivi. Il bianco ritorna anche nel rollbar posteriore, nelle modanature della plancia e nei dettagli di volante e leva del cambio. Il logo Artisan Edition è infine applicato sui battitacco illuminati. Il tema cromatico bianco e blu è stato esteso anche a una collezione di accessori lifestyle, che include scarpe da guida e abbigliamento.
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Dreame, dagli aspirapolvere alla hypercar con motori jet: 0-100 in 0,9 secondi

4 Ruote - 10 ore 39 min fa
Mentre si svolge il Salone di Pechino, la cinese Dreame Technology ha scelto gli Stati Uniti e la Silicon Valley per presentare la Nebula Next 01 Concept Jet Edition.L'azienda, fondata nel 2017 e finora nota per gli elettrodomestici smart (aspirapolvere e asciugacapelli in particolare), ha deciso di entrare nel mondo delle auto dalla porta principale: l'obiettivo è nientemeno che una sfida diretta alla Bugatti Chiron, aggiungendo anche l'elemento esotico dei motori a propulsione jet che Elon Musk vorrebbe portare sulla Tesla Roadster. 0,9 secondi per toccare i 100 km/hLa Nebula 01 Jet Edition è una hypercar elettrica che ricorre a motori jet posteriori da 100 kilonewton di spinta per toccare i 100 km/h da fermo in 0,9 secondi. Si tratta di un dato dichiarato dalla Casa ma non ancora omologato, mentre l'autonomia prevista di 550 km è già calcolata sul ciclo cinese CLTC. La vettura adotta batterie allo stato solido con una densità di 450 Wh/kg, mentre al momento non ci sono indicazioni sulla potenza complessiva né sul numero di motori elettrici previsti a bordo. Adas di nuova generazione e IAIl telaio prevede steer-by-wire, sospensioni a controllo elettromagnetico e guida autonoma basata su modelli di intelligenza artificiale VLA (Vision-Language-Action), supportati da LiDAR DHX1 6D a colori, capace di riconoscere oggetti fino a 600 metri di distanza. Dreame ha inoltre ottenuto per la propria tecnologia ADAS il riconoscimento di Sebastian Thrun, co-fondatore di Google X. La variante Kosmera da 1.876 CVPer ora non esistono informazioni su prezzi e reale disponibilità sul mercato della Jet Edition, ma il progetto non è del tutto virtuale. Dreame ha infatti svelato al CES di Las Vegas dello scorso gennaio la Concept elettrica Kosmera Nebula 1, una versione priva di motori jet della stessa hypercar, caratterizzata anche da un differente design della zona posteriore.La scheda tecnica della Kosmera prevede un motore per ruota, 1.876 CV complessivi e un tempo di 1,8 secondi per lo 0-100 km/h, mentre non sono state fornite indicazioni sulla tecnologia della batteria adottata.
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Auto Made in UE nel mirino della Cina: Pechino minaccia ritorsioni

4 Ruote - 11 ore 48 min fa
Si apre un nuovo fronte caldo nelle relazioni, sempre tese, tra Bruxelles e Pechino. Uno dei più attesi provvedimenti della Commissione europea per rilanciare il tessuto industriale del blocco comunitario, l'Industrial Accelerator Act, ha irritato non poco le autorità cinesi, pronte ora a minacciare ritorsioni nel caso di adozione delle misure proposte dalla Commissione europea. Tra queste figurano diverse iniziative a favore dell'automotive: dai requisiti minimi di localizzazione per componenti e batterie per le auto elettriche, ai super crediti per le E-Car, fino alle agevolazioni per gli investimenti.L'Industrial Accelerator Act è stato presentato all'inizio di marzo, ma deve essere approvato dal Parlamento europeo e dagli Stati membri prima della sua adozione. Attualmente si trova nella fase di esame e l'ipotesi più accreditata è che venga sottoposto al processo di votazione dopo la pausa estiva. Le minacce di PechinoPechino considera il provvedimento discriminatorio perché non terrebbe conto del parere e della posizione della Cina. Il ministero del Commercio cinese ha presentato le proprie osservazioni alla Commissione il 24 aprile scorso e, al contempo, ha espresso una forte preoccupazione.La Cina seguirà attentamente l'iter legislativo ed è pronta al dialogo, ha affermato il ministero, lanciando però un chiaro avvertimento: Se l'UE ignorerà i suggerimenti della Cina e insisterà nell'adottare questo testo, danneggiando così gli interessi delle aziende cinesi, la Cina non avrà altra scelta che adottare delle contromisure.Del resto, l'Industrial Accelerator Act, con i suoi principi di origine applicati in diversi settori economici, alza barriere protezionistiche evidenti. La Cina non viene citata in modo esplicito, ma le misure appaiono chiaramente volte ad arginare l'afflusso di prodotti cinesi.A tal proposito, Pechino mette nel mirino il testo perché impone numerose restrizioni agli investimenti esteri in quattro settori strategici emergenti: batterie, veicoli elettrici, fotovoltaico e materie prime critiche; e stabilisce clausole di origine esclusiva UE negli appalti pubblici e nelle politiche di sostegno pubblico. Gli investitori cinesi subiranno discriminazioni, ha concluso il ministero del Commercio.
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Taglio accise, diesel a 2,3 euro senza proroga: ultime ore per decidere

4 Ruote - 12 ore 57 min fa
A pochi giorni dalla scadenza del taglio delle accise, arriva una notizia sgradita per le tasche degli automobilisti. Dopo diversi giorni, infatti, tornano in auge rincari generalizzati dei listini. Staffetta Quotidiana, nella sua consueta rilevazione giornaliera, dà conto del nuovo aumento delle quotazioni dei prodotti raffinati, in particolare per il gasolio, e segnala che i prezzi consigliati dei maggiori marchi sembrano imboccare decisamente la via del rialzo.In particolare, Eni ha aumentato di due centesimi al litro la benzina e di uno il gasolio. Per IP il rialzo è di due centesimi sulla verde. Q8 ha deciso di alzare di tre centesimi la benzina e di due il diesel. Accise: il problema delle copertureGli aumenti vanno letti nel quadro di uno stallo in Medio Oriente, che ha spinto le quotazioni del petrolio a rimanere stabilmente sopra i 100 dollari al barile per il Brent e poco sotto per il WTI. In questo contesto, resta centrale la questione del taglio delle accise.Il governo sta valutando se prorogare o meno il provvedimento, costato finora 1,2 miliardi di euro, ma tutto dipende dalle coperture economiche. Se i tecnici troveranno le necessarie disponibilità, la proroga appare probabile. In caso contrario, l'ipotesi che circola verte su un intervento mirato e selettivo: un sostegno specifico per l'autotrasporto oppure un aumento dei fondi dedicati all'interno del plafond della social card.In ogni caso, lo stop allo sconto di circa 24,4 centesimi al litro rischia di spingere i prezzi italiani su nuovi record: la benzina potrebbe sfiorare 1,99 euro/litro e il diesel superare la soglia dei 2,3 euro, il livello massimo in Europa. Le rilevazioni ai distributoriSecondo i dati diffusi questa mattina, 28 aprile, i prezzi medi nazionali alla pompa indicano la benzina self service sulla rete stradale a 1,740 euro/litro (+2 millesimi rispetto a ieri) e il gasolio a 2,057 euro/litro (-1 millesimo). Il GPL è a 0,795 euro/litro, il metano a 1,577 euro/kg, entrambi invariati.In autostrada, la verde self service è a 1,793 euro/litro (+4 millesimi), il diesel a 2,118 euro/litro, il GPL a 0,900 euro/litro e il metano a 1,594 euro/kg.Quanto alle medie dei prezzi praticati, elaborate sulla base delle comunicazioni del 27 aprile all'Osservatorio del MIMIT, la benzina self quota 1,739 euro/litro (compagnie 1,739; pompe bianche 1,738) e il diesel 2,060 euro/litro (compagnie 2,065; pompe bianche 2,050).Al servito, la benzina si attesta a 1,876 euro/litro (compagnie 1,913; pompe bianche 1,806), il diesel a 2,198 euro/litro (compagnie 2,240; pompe bianche 2,119), il GPL a 0,802 euro/litro, il metano a 1,577 euro/kg e il GNL a 1,535 euro/kg.Infine, sul fronte dei marchi: Eni è a 1,734 euro/litro sulla benzina self (1,940 al servito) e 2,067 sul gasolio (2,272); IP a 1,746 (1,917) e 2,075 (2,244); Q8 a 1,738 (1,905) e 2,059 (2,230); Tamoil a 1,749 (1,825) e 2,059 (2,140).
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Stellantis, Hongqi tra i possibili partner cinesi: occhi puntati sulla Spagna

4 Ruote - 13 ore 39 min fa
Un nuovo marchio si aggiunge al sempre più lungo elenco di possibili partner cinesi per le attività produttive di Stellantis in Europa. Dopo Dongfeng, Xpeng, Xiaomi e, ovviamente, Leapmotor, tocca a uno dei brand storici dell'automotive del Dragone finire al centro di indiscrezioni della stampa internazionale per l'eventuale condivisione di spazi industriali negli impianti in maggior sofferenza del costruttore guidato da Antonio Filosa.Si tratta di Hongqi, marca premium di proprietà FAW nota per essere stata la preferita di Mao Zedong, il padre dell'attuale Repubblica Popolare Cinese. Secondo Reuters, Hongqi sarebbe in trattative con Stellantis per produrre alcuni suoi modelli in uno degli stabilimenti spagnoli del gruppo e sostenere così i piani di espansione nel Vecchio Continente. Una rete di relazioniIn realtà non sarebbe direttamente Hongqi a condurre i negoziati, bensì la casa-madre FAW, che a sua volta starebbe agendo per il tramite di Leapmotor. Tra gli azionisti dell'azienda di Hangzhou non figura soltanto Stellantis, che ne detiene poco meno del 20% in forza di un accordo di collaborazione strategica, ma anche la stessa FAW con il 5%.Questo è il modo in cui Hongqi può avviare rapidamente la produzione europea: Hongqi sta sfruttando questa rete per acquisire una base produttiva tramite Leapmotor e Stellantis, ha spiegato una fonte all'agenzia americana.In sostanza, Leapmotor starebbe facilitando i rapporti tra le varie parti in causa, cercando di agevolare la risoluzione di due problematiche. Da una parte, Hongqi ha la necessità di accelerare la propria espansione in Europa, dove ha in programma di lanciare 15 veicoli elettrici e ibridi plug-in (tra cui la EHS5 nella foto sotto) entro il 2028 in 25 mercati diversi, ma deve inevitabilmente trovare un modo per produrre nel Vecchio Continente ed evitare i pesanti oneri legati alla realizzazione di un nuovo insediamento industriale.Dall'altra, Stellantis deve risolvere il problema dell'eccesso di capacità produttiva in alcuni suoi impianti. Di recente si è parlato di tre siti che potrebbero essere condivisi con eventuali partner cinesi: Madrid (Spagna), Rennes (Francia) e Cassino (Italia).Il gruppo ha comunque preferito non commentare le ultime indiscrezioni, limitandosi a ribadire quanto affermato a più riprese negli ultimi giorni: Nell'ambito della sua normale attività, Stellantis intrattiene discussioni con diversi operatori del settore in tutto il mondo su vari argomenti, sempre con l'obiettivo finale di fornire ai clienti le migliori opzioni di mobilità. Madrid o Saragozza?Resta da capire quale possa essere il sito produttivo destinato a essere condiviso con Hongqi. In Spagna, Stellantis conta su tre fabbriche: Vigo (Galizia), Villaverde (uno dei distretti di Madrid) e Figueruelas (Aragona). Il sito galiziano è da escludere: è il più efficiente e produttivo e lo scorso anno ha raggiunto il record storico di 559.427 veicoli assemblati.Lo stabilimento madrileno è invece quello più in difficoltà: produce le Citroën C4 e C4 X, ma da tempo i rappresentanti dei lavoratori sollevano dubbi sul suo futuro, a causa della debolezza delle vendite dei due modelli e della mancata assegnazione di nuove produzioni. Si vocifera inoltre di una possibile conversione come polo di smaltimento e riciclaggio, sulla falsariga di quanto deciso di recente per Poissy.Infine, lo stabilimento aragonese è nel pieno di una trasformazione che lo porterà ad avviare a breve la produzione di modelli Leapmotor. Ed è proprio questo il sito che appare oggi più accreditato a ospitare anche le produzioni Hongqi. Non a caso, pochi mesi fa l'azienda di Hangzhou ha stretto un accordo di collaborazione con Hongqi per fornire un'architettura per veicoli elettrici e supportarne l'espansione internazionale. Reuters cita infatti proprio Figueruelas come sito prescelto.
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Audi RS 3 Competition Limited: lassetto che rende unica la 5 cilindri

4 Ruote - Apr 27,2026
Vi abbiamo già raccontato com'è fatta e conoscete anche il suo prezzo: 106.700 euro. Non ci resta dunque che raccontare come va l'Audi RS 3 Competition Limited: siamo stati in Germania, infatti, per toccare con mano uno dei 750 esemplari prodotti (di cui 155 con carrozzeria Sedan) per celebrare i primi 50 anni di cinque cilindri Audi, con appena 84 unità (soltanto Sportback) allocate per il mercato italiano. Verde come l'Audi Sport quattro 1983Sorvolo sulle differenze estetiche rispetto alle altre RS 3, dentro e fuori, ma un paio di righe sulla colorazione della vettura che ho provato le devo spendere: verde pastello malachite, la stessa tinta utilizzata anche per l'Audi Sport quattro del 1983, la corta, realizzata in 214 pezzi per l'omologazione Gruppo B. In comune, oltre alla vernice, pure il numero di cilindri - 5, naturalmente - sebbene oggi siano sistemati di traverso e non per il lungo.Un cinque cilindri che suona alla grandeDa segnalare, a proposito del 2.5 turbocompresso da 400 cavalli e 500 Nm (i numeri sono gli stessi delle RS 3 standard), l'attenzione rivolta al suono: oltre all'impianto di scarico sportivo proposto di serie, qui hanno eliminato materiale fonoassorbente dal cofano per farlo percepire meglio in abitacolo; e la sua musica, a mio avviso, resta sempre originalissima e inebriante. L'assetto dedicato è il vero punto chiaveLa peculiarità su cui si concentra la mia attenzione, comunque, è l'esclusivo assetto dedicato, l'unica modifica tecnica di rilievo rispetto alle versioni standard. Oltre a una barra antirollio posteriore maggiorata (6% più rigida) e a molle più dure del 14%, ci sono ammortizzatori regolabili: sempre bitubo, hanno spessori e volumi maggiorati rispetto a quelli standard; davanti sono in acciaio, dietro in alluminio. Non sono però a gestione elettronica, bensì elementi a ghiera (prodotti dalla KW) aggiustabili manualmente.Regolazioni raffinate, ma da conoscereQui nasce il punto chiave. Un lavoro fatto bene richiederebbe un ponte, perché l'accessibilità delle regolazioni non è il massimo: per le altezze da terra occorre agire sulle ghiere tramite le chiavi fornite con la vettura, mentre per la risposta degli ammortizzatori si interviene sui pomelli dedicati (posti sulla parte superiore e inferiore degli ammortizzatori, rispettivamente per estensione e compressione), un po' come sulla forcella di una moto. Non sono facilmente raggiungibili se non infilandosi sotto la vettura; un ponte, e la rimozione delle ruote, agevolerebbero non poco le operazioni.Una volta individuati i pomelli, è possibile intervenire sull'estensione (il ritorno dell'ammortizzatore, per esempio in rilascio del freno e nei trasferimenti di carico - 16 posizioni) e sulla compressione, sia alle basse velocità (i lunghi avvallamenti, dove lo stelo si muove più lentamente - 12 clic disponibili) sia alle alte (le sconnessioni ravvicinate, dove l'ammortizzatore risponde più rapidamente - 15 step). Si tratta di aggiustamenti molto raffinati, quasi da macchina da corsa, che richiedono piena conoscenza della materia per evitare di modificare senza cognizione di causa il set-up di base con cui la vettura viene consegnata al cliente. Su strada: più rigida, più precisaL'assetto di base, per inciso, è una sorta di compromesso fra confort e handling. Lungo le strade tedesche dove ho avuto modo di guidare l'Audi RS 3 Competition Limited, ho notato una maggiore rigidezza generale; giocoforza la coperta è più corta, non potendo contare sull'ampio spettro di regolazioni di un ammortizzatore a controllo elettronico. Su asfalto sconnesso, dunque, si patisce di più rispetto a una RS 3 standard. Tuttavia, quando il fondo diventa liscio, si apprezza una precisione superiore: la vettura appare meno filtrata, più diretta e reattiva, sfumature che si sommano alla già elevata prontezza di questo modello.Ha senso un assetto così?Ma alla fine ha senso un assetto del genere? Dipende da come si guarda la questione: per praticità sono indubbiamente meglio le sospensioni a regolazione elettronica, capaci di passare dal morbido al rigido con la pressione di un tasto. Ma trattandosi di un oggetto così esclusivo, magari con un potenziale interesse collezionistico futuro, gli ammortizzatori a ghiera aggiungono quel tecnicismo corsaiolo in più che, anche se non toccherete mai quei pomelli di regolazione, lascia sempre il gusto - e la consapevolezza - di poterlo fare.
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Torna Motor Valley Fest: dal 28 al 30 maggio Modena è la capitale dellauto italiana

4 Ruote - Apr 27,2026
L'ottava edizione del Motor Valley Fest, il festival a cielo aperto della Terra dei Motori dell'Emilia-Romagna, in programma dal 28 al 31 maggio 2026, riaccenderà il confronto sull'innovazione capace di trasformare l'industria automotive e la mobilità globale.Non solo performance e tecnologia, ma visione strategica, nuovi assetti energetici e un approccio responsabile alla competitività che, in uno scenario segnato da tensioni geopolitiche, si misura sempre di più sulla capacità di integrare AI, software, sostenibilità e strategia lungo l'intera catena del valore. Saranno questi i temi al centro del Convegno Inaugurale, in programma il 28 maggio alle ore 9.00 al Teatro Storchi di Modena, dal titolo Global Trends, New Frontiers and Human Responsibility. Gli interventiIl convegno vedrà salire sul palco diversi esperti, chiamati a offrire un'analisi approfondita dei principali driver del cambiamento, mettendo a confronto visioni strategiche, innovazioni tecnologiche e riflessioni sul ruolo dell'uomo nel futuro dell'industria.Jan-Christoph Köstring (Partner) e Gemma D'Auria (Senior Partner) di McKinsey & Company proporranno una lettura strategica dei macro-trend tecnologici e dell'evoluzione dell'automotive internazionale, tra nuove dinamiche competitive, lusso high-end e sviluppo del software-defined vehicle.Padre Paolo Benanti, Presidente della Commissione sull'Intelligenza Artificiale per l'Informazione (Presidenza del Consiglio dei Ministri), porterà al centro del dibattito il tema dell'AI etica, interrogandosi sul ruolo dell'uomo in un'epoca di accelerazione senza precedenti.Daniele Pucci, CEO di Generative Bionics, approfondirà le applicazioni più avanzate dell'AI nei sistemi industriali.Bruce Baumgartner (Vice President, Supply Chain, Quality & Reliability di Zoox) analizzerà il tema della guida autonoma, sia dal punto di vista tecnologico sia come espressione di una nuova visione della mobilità. La Motor Valley Top TableAlle ore 11.00 sarà il momento della Motor Valley Top Table, il confronto tra i vertici dei grandi brand della Motor Valley: Andrea Pontremoli (Presidente Motor Valley Association e CEO Dallara Group), Claudio Domenicali (CEO Ducati Motor Holding), Benedetto Vigna (CEO Ferrari), Stephan Winkelmann (Presidente e CEO Automobili Lamborghini), Santo Ficili (CEO Alfa Romeo e COO Maserati), Horacio Pagani (Founder e Chief Designer di Pagani Automobili).Al centro del dibattito, le nuove coordinate strategiche del settore: elettrificazione e transizione energetica, guida autonoma e integrazione software, evoluzione delle piattaforme tecnologiche e performance sostenibile. Un confronto tra protagonisti dell'eccellenza manifatturiera mondiale, chiamati a misurarsi con mercati sempre più complessi, nuove pressioni regolatorie e modelli industriali in trasformazione. Un approccio sistemico alla mobilità del domani.Alle ore 13.00 è previsto il simbolico taglio del nastro, alla presenza delle autorità.Dal pomeriggio del 28 maggio e per l'intera giornata del 29 maggio, il Motor Valley Fest si svilupperà come un ecosistema di idee articolato in quattro direttrici strategiche:Industry & Technology: filiera, supply chain, transizione energetica, vehicle-to-grid, software-defined vehicle e guida autonoma.Innovation & Finance: mercati, investimenti, venture capital e nuovi modelli di finanziamento della trasformazione industriale.Talent & Society: capitale umano, nuove competenze STEM, formazione continua, welfare e sostenibilità come leve competitive.Experience & Lifestyle: racing, design, heritage, gaming e customer experience, dove tecnologia ed emozione continuano a fondersi.Con oltre 200 speaker internazionali e 20 tavoli di lavoro, il programma convegnistico del Motor Valley Fest 2026 si conferma una piattaforma strategica per interpretare e costruire il futuro della mobilità globale.La forza del Motor Valley Fest risiede nella sua capacità di trasformare un territorio d'eccellenza in una piattaforma internazionale di confronto e visione. qui che l'ecosistema della Motor Valley si consolida e si rinnova, diventando sempre più inclusivo, dinamico e attrattivo. Un appuntamento centrale nel creare connessioni tra industria, innovazione e nuove generazioni di talenti, afferma Andrea Pontremoli.In un'epoca di discontinuità tecnologica e competizione globale sempre più intensa - dichiara Eugenio Razelli, Coordinatore Scientifico del Motor Valley Fest - la vera sfida non è solo adottare nuove tecnologie, ma integrarle in una visione industriale coerente e sostenibile. AI, digitalizzazione e transizione energetica stanno ridefinendo il paradigma competitivo. Il Motor Valley Fest vuole essere il luogo in cui questa trasformazione viene letta, compresa e guidata.
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Jas Tensei, il ritorno della Honda NSX: V6 aspirato, 425 CV e cambio manuale

4 Ruote - Apr 27,2026
Jas - azienda italiana che dal 1998 si occupa di confezionare Honda destinate a diversi tipi di competizioni, dalle vetture turismo a quelle da rally, passando per le GT3 - ha diffuso nuovi dettagli sulla Tensei, la supercar derivata dalla prima serie di Honda NSX. Della donatrice vengono mantenuti soltanto il telaio in alluminio, il parabrezza e i finestrini laterali: tutto il resto, come spiegato nella splendida cornice del Grand Prix Monaco Historique, è realizzato ad hoc.  Aumento dimensionaleA cominciare dalla linea: opera di Pininfarina, va di pari passo con le esigenze dell'aerodinamica. Per esempio, il lunotto è stato ridisegnato per raccordarsi meglio con il posteriore, così come debutta un nuovo alettone fisso che aumenta il carico al retrotreno.Rispetto al modello di origine, la Tensei è più lunga di 2 centimetri (per un totale di 4,42 metri), più larga di 19 cm (2 metri complessivi) e ha un passo aumentato di 6 centimetri, fino a 2,59 metri. Non supera i 1.200 chiliI cerchi da 15 pollici della NSX originale lasciano spazio a ruote monodado da 19 anteriori (pneumatici 245/35) e 20 posteriori (285/30). Ampio l'utilizzo della fibra di carbonio, sia per la carrozzeria sia per le appendici aerodinamiche.L'obiettivo dichiarato è restare sotto i 1.200 chili in ordine di marcia.L'assetto della Jas Tensei prevede ammortizzatori KW a regolazione elettronica, con sistema di sollevamento dell'asse anteriore per dossi o rampe. Specifici anche braccetti delle sospensioni, mozzi ricavati dal pieno, barre antirollio e servosterzo elettroidraulico. Mondo analogicoIl V6 aspirato, profondamente rivisto dai tecnici Judd Motorsport, cresce fino a 3,5 litri. Nuovi anche il sistema di raffreddamento, i pistoni forgiati, l'albero motore dal pieno e i sei corpi farfallati. La potenza sale a 425 cavalli, con limitatore a 8.500 giri, mentre la coppia tocca 350 Nm.Il cambio è manuale a 6 marce specifico - quello della NSX era a 5 rapporti - con volano alleggerito e differenziale autobloccante.L'impianto frenante Brembo adotta pinze a sei pistoncini anteriori con dischi 380x28 mm e pinze a quattro pistoncini posteriori con dischi 345x28 mm. L'unica assistenza elettronica alla guida è rappresentata dall'ABS, di serie. A richiesta sono disponibili freni carboceramici, con pinze personalizzabili nel colore. Non è per tuttiNumerose le possibilità di personalizzazione per gli interni, sedili racing inclusi. La plancia, che sfrutta l'ossatura della NSX, è stata oggetto di un restyling profondo.Le uniche concessioni alle moderne comodità sono infotainment con Apple CarPlay e ricarica wireless. Presente anche una strumentazione digitale che, per i più nostalgici, può replicare fedelmente i quadranti analogici della NSX originale.La Jas Tensei sarà prodotta in 35 esemplari, al prezzo di 880.000 euro. A questa cifra vanno aggiunti il costo della NSX donatrice - Jas può occuparsi della ricerca, su richiesta - e gli optional. Il processo produttivo richiede fino a 12 mesi, durante i quali il cliente può seguire in prima persona la nascita della propria vettura in fabbrica.
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Omoda 5 cresce e cambia segmento: più grande, più in alto. Le foto del restyling

4 Ruote - Apr 27,2026
A meno di due anni dal debutto europeo, Omoda 5 riceve un aggiornamento profondo che ne stravolge la fisionomia e, in parte, anche il posizionamento. La notizia di maggior rilievo è l'incremento della lunghezza di circa 7 centimetri, che sposta il baricentro del modello oltre la soglia dei 4,5 metri.Non si tratta di un semplice vezzo estetico, ma di una precisa mossa  strategica: creare lo spazio commerciale necessario per l'imminente Omoda 4, elevando contestualmente il target della 5 verso un segmento superiore. Design ed evoluzione delle dimensioniI ritocchi estetici più evidenti si concentrano sul frontale. La firma luminosa diventa più sottile e aggressiva, con il modulo principale integrato in modo più armonico nella fascia inferiore, anch'essa aggiornata. Al posteriore, pur mantenendo la sagoma a punta, i gruppi ottici adottano una nuova geometria interna, pensata per rendere i fanali più moderni e distintivi.Interni: doppio schermo e nuova ergonomiaL'abitacolo è stato oggetto di una vera rivoluzione. Scompare il pannello unico per la strumentazione, sostituito da due schermi separati: un display rettangolare sottile dietro il nuovo volante a due razze si abbina a un infotainment a sbalzo sulla plancia, caratterizzato da una diagonale sensibilmente maggiorata. Il tunnel centrale, ora sopraelevato, ospita una doppia piastra di ricarica a induzione ventilata e nuovi alloggiamenti esagonali per i portabicchieri. Motori e strategia di gammaSul fronte tecnico, la variante 100% elettrica mantiene il pacco batterie da 61 kWh. Tuttavia, la strategia sulle motorizzazioni segna un punto di rottura: il propulsore a benzina non elettrificato dovrebbe uscire di scena all'inizio del 2027, lasciando il ruolo di entry level alla versione ibrida.Il debutto nelle concessionarie è previsto verso la fine dell'estate, tra agosto e settembre, con listini per la versione ibrida leggermente superiori agli attuali. I dettagli tecnici delle motorizzazioni e le informazioni sulle dotazioni interne e sulla capacità del bagagliaio verranno svelati nei prossimi mesi.
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Jeep Avenger 2027, ecco le prime foto ufficiali del nuovo frontale

4 Ruote - Apr 27,2026
Jeepha diffuso il teaser dell'Avenger che anticipa l'elemento cardine delrestyling: la nuova griglia frontale illuminata a sette feritoie. La piccola di Casa Jeep,laSUV più venduta in Italianonché seconda tra le auto best seller,sarà subito riconoscibile rispetto alla versione attuale per i 7 elementi LED orizzontali che decoreranno la parte superiore della iconica mascherina, introdotta per la prima volta nel 1945. Aggiornamento leggeroSecondo quanto già appreso, l'Avenger restyling sarà effettivamente disponibile nelle concessionarie all'inizio del 2027. Dalle foto spia già pubblicate, dove la griglia era ancora totalmente coperta, è emerso che anche paraurti e cerchi di lega sono stati ridisegnati. Motori invariati probabile che all'interno siano previste migliorie per finiture e infotainment, mentre i powertrain dovrebbero rimanere invariati: saranno disponibili varianti benzina, mild hybrid (anche con trazione integrale 4xe) e full electric.
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Xiaomi accelera in Europa: nuovo centro R&D in Germania e prime auto nel 2027

4 Ruote - Apr 27,2026
L'annunciato sbarco in Europa della Xiaomi assume contorni ancora più concreti con l'apertura di un centro di Ricerca e Sviluppo in Germania. La sede scelta è Monaco di Baviera e il team è stato creato attraverso un'importante campagna di reclutamento presso la concorrenza tedesca. Le figure chiave dalle Case europeeA capo della struttura, che potrà contare inizialmente su 50 persone, è stato scelto Rudolf Dittrich, mentre alla dinamica veicolo troviamo Claus-Dieter Groll: entrambi provengono da BMW, dove hanno supervisionato progetti rilevanti sia nel Motorsport sia nei modelli di serie. Altre figure chiave arrivano da esperienze in Porsche, Mercedes-Benz e Lamborghini. In Europa nel 2027 iniziando dalla GermaniaLa notizia è stata diffusa in occasione del Salone di Pechino, dove Xiaomi ha annunciato l'arrivo della YU7 GT, che affiancherà le già note SU7 e YU7. Proprio la GT sarà la prima a essere sviluppata con il contributo del centro europeo, segno che la SUV sportiva potrebbe essere la prima a debuttare alle nostre latitudini. Il lancio in Europa è pianificato per il 2027: sarà il primo mercato al di fuori della Cina, con la Germania come Paese di partenza per i modelli Xiaomi. 
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Comè guidare una Bentley Continental GT S sullIsola di Man

4 Ruote - Apr 27,2026
In medio stat virtus, dicevano i latini. E vai a vedere che avevano ragione anche quando si parla di auto, perché quella virtù che sta nel mezzo è proprio quel bilanciamento che Bentley è andata a cercare con la nuova Bentley Continental GT S.La Bentley che sta nel mezzo (e lo fa nel modo giusto)Che si posiziona, appunto, a metà della gamma, senza gli eccessi delle Speed, ma senza nemmeno la rilassatezza delle Conti GT normali. Mi spiego meglio: la S monta il motore del modello base (V8 biturbo ibrido plug-in, 680 CV e 930 Nm), ma lo abbina all'assetto della più dinamica Speed. Proponendosi come driver's car, come piace agli inglesi definire quelle auto votate alla bella guida, ma senza strafare con gli oltre 700 CV delle sorelle maggiori.Ecco, ora che ve l'ho spiegata brevemente, posso anche dirvi che difficilmente avrei trovato un'auto così adatta per la destinazione che Bentley mi ha proposto per questo primo contatto. Isola di Man, il posto giusto per capire davvero questa BentleyQui, sulla maggior parte delle strade, non ci sono limiti di velocità. Solo nei centri urbani si alza il piede per ovvie ragioni di sicurezza. Quindi, bene o male, puoi spingere quanto vuoi. Anche perché di cittadine su quest'isola lunga 20 chilometri e larga dieci, dispersa nel mezzo del mar di Scozia, non è che ve ne siano molte.Ma non pensate di trovare ampie Autobahn con asfalto perfetto: le strade sono strettissime, piene di avvallamenti, cambi di pendenza e curve. Tantissime curve. 219 per la precisione, sui 60,7 chilometri dello Snaefell Mountain Course, la pista stradale dove ogni anno si corre il Tourist Trophy (il cui record, per la cronaca, è di circa 16 minuti). Praticamente non stai mai col volante dritto. 680 CV bastano (eccome) quando sono messi cosìQuindi l'auto ideale per divertirti qui ha tanti cavalli e un assetto che non ti spacca le ossa, ma che non è nemmeno troppo morbido. Detto, fatto: la Continental GT S è l'arma perfetta per quest'isola, tanto isolata quanto rigogliosa e popolata di petrolhead.Ha una spinta pazzesca, questa Conti, che non ti fa affatto rimpiangere quei 100 CV in meno rispetto alle sorelle maggiori: di potenza ne ha da vendere e l'erogazione è perfetta per un'auto di questo tipo. In Sport ti incolla al sedile e ti toglie il fiato coi suoi 930 Nm e la spinta, istantanea ma non brusca, della parte elettrica (190 CV).Allunga in scioltezza con una progressione pazzesca a ogni andatura e, con il doppia frizione a otto rapporti con paddle al volante, ti puoi divertire parecchio. Soprattutto se scegli lo scarico Akrapovic (11.775 euro), che in scalata e in rilascio borbotta come quello di un'ignorantissima hot hatch.Sport quando serve, gran turismo quando vuoiIl suono è coinvolgente, ma non sgarbato, e permea bello potente nell'abitacolo senza però rovinarne il confort. Come non intacca la comodità di viaggio nemmeno l'assetto nella sua taratura più rigida: in Sport, questa Conti è ben piantata a terra, rolla poco e segue bene le traiettorie.Lo sterzo è da gran turismo, quindi non aspettatevi un comando affilato, ma nonostante questo la esa volta rapidamente, aiutata dall'asse posteriore sterzante. piacevole da guidare, ma non adrenalinica: è una sportiva elegante, che ti fa viaggiare velocissimo senza impegnarti troppo nella guida. La modalità Bentley cambia davvero il carattere dell'autoIn quest'armoniosa sinfonia meccanica, tuttavia, a stonare un po' ci sono dei fruscii aerodinamici nella zona del montante e degli specchietti. Peccato, perché quando selezioni la modalità di guida Bentley, diventa una sorta di ammiraglia a due porte: comodissima, raffinata e rilassante.Isola con grazia da buche e avvallamenti, diventando più docile e meno affilata. Anche a livello di powertrain: con questo setup non ti toglie più il fiato, ma ti fa affondare con eleganza britannica nelle sue morbidissime poltrone di pelle. Anche rilassata, resta sorprendentemente agileE pure a livello di handling cambia parecchio: le sospensioni pneumatiche si rilassano un pochino, le barre antirollio attive a 48 volt si ammorbidiscono e il differenziale a slittamento limitato cambia la propria taratura. Così la esa si lascia guidare in totale relax, rivelandosi agile nonostante la stazza: 2.459 kg a secco e 4.895 mm di lunghezza.Merito, ancora una volta, dell'asse posteriore sterzante, che la controlli con grande facilità tanto alle andature più pacate quanto quando dietro hai chi si allena con una superbike per il Tourist Trophy.Quando il tachimetro segna 130 (in miglia) capisci dove seiE questo m'è successo davvero, con un paio di moto che m'hanno sverniciato nel tratto montano del percorso. Guardando il tachimetro ho letto 130. Peccato che fossero miglia orarie, quindi quasi 210 km/h. Pazzie che puoi fare, senza violare alcuna regola, solo su questa folle isola. E con pochissime auto al mondo, come questo sogno ibrido plug-in da circa 240 mila euro.
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