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Leapmotor B05 Ultra: più sportiva e potente, ma solo per la Cina

4 Ruote - 2 ore 48 min fa
Mentre la B05 apre gli ordini in Italia con prezzi a partire da 26.900 euro, Leapmotor ha presentato al Salone di Pechino la versione ad alte prestazioni B05 Ultra, (e che in Cina sarà venduta come Lafa 5 Ultra). Kit aero, nuovi chip e sedili sportiviSi tratta del modello più sportivo della gamma, e che per il momento è riservato alla clientela cinese: al momento non ci sono conferme circa una sua eventuale esportazione su altri territori. La variante Ultra si distingue dalla hatchback per il kit aerodinamico dedicato e i cerchi di lega da 19", ma le vere novità sono nascoste: l'infotainment e gli Adas fanno un passo avanti grazie all'adozione del doppio chip Qualcomm di ultima generazione, mentre i sedili sportivi sono dotati di funzione massaggio e ventilazione. 245 CV e fino a 600 km di autonomiaIl powertrain è stato rivisto per offrire prestazioni superiori ed un feeling di guida più sportivo. Il motore elettrico posteriore eroga sulla Ultra 245 CV e 255 Nm e permette di toccare i 100 km/h da fermo in 5,9 secondi e di raggiungere una punta massima - autolimitata - di 170 km/h. L'assetto è stato modificato in funzione delle superiori prestazioni rispetto alla B05 e la Casa dichiara una perfetta ripartizione dei pesi tra i due assi. I clienti potranno scegliere tra due tagli di batteria: quella da 67,1 kWh e 600 km di autonomia nel ciclo Cltc e quella da 56,2 kWh e 500 km di percorrenza. Per fare un paragone diretto, la B05 europea può contare su 218 CV e le medesima batterie, che nel ciclo Wltp offrono da 401 a 482 km di autonomia.
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Fine di un'era: il gruppo Volkswagen dice addio alla Bugatti

4 Ruote - 3 ore 6 min fa
Dopo quasi trent'anni, il gruppo Volkswagen rompe tutti i legami con la Bugatti, la Casa francese rinata nel 1998 per volere dell'allora plenipotenziario di Wolfsburg Ferdinand Piëch.La Porsche ha infatti raggiunto un accordo per la cessione delle proprie partecipazioni azionarie in Bugatti Rimac e nel gruppo croato Rimac a un consorzio guidato dalla società di investimenti newyorkese HOF Capital. L'operazione e le quote Bugatti Rimac è una joint venture nata nel 2021 nel quadro di un riassetto della partecipazione allora detenuta dal gruppo Volkswagen. Wolfsburg conferisce il 100% della Casa di Molsheim in cambio del 45% dell'impresa congiunta (il restante 55% è in mano ai croati) e poi passa la quota alla controllata di Zuffenhausen, che al contempo era già presente nell'azionariato del gruppo Rimac in base a una partnership risalente al 2018. Ora il il 45% di Bugatti Rimac e il 20,6% di Rimac Group passano a un consorzio guidato da HOF Capital e composto da BlueFive Capital come principale azionista e da altri investitori istituzionali statunitensi ed europei. A seguito del perfezionamento dell'operazione, previsto entro la fine dell'anno, Rimac Group assumerà il controllo di Bugatti Rimac e stringerà una partnership strategica con HOF Capital e BlueFive Capital per supportarne la crescita. Non si conoscono i valori della transazione perché le parti hanno concordato di mantenere riservati i termini finanziari. Da tempo, comunque, si vociferava della possibilità che i tedeschi uscissero definitivamente dalla Bugatti, ancor di più dopo il riassetto del 2021 e in seguito all'ipotesi di quotazione in Borsa del gruppo Rimac. 
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Cupra Born VZ: a tu per tu con la hot hatch elettrica da 326 CV - VIDEO

4 Ruote - 3 ore 17 min fa
Il 2026 segna il debutto della nuova Cupra Born. Cambia pelle ma non è solo un aggiornamento estetico, perché a cambiare sono anche tanti dettagli sottopelle. Siamo volati in Spagna per capire se la ricetta Cupra sia ancora capace di adattarsi alle nuove esigenze dell'elettrico, mettendo alla prova la versione VZ da 326 CV. Lo sguardo è più cattivoLa Born si riconosce già al primo sguardo. Il cambiamento più evidente è nel frontale, dove debutta il cosiddetto "muso di squalo". La firma luminosa a tre triangoli, ormai tratto distintivo del marchio, può integrare la tecnologia Matrix LED adattiva, capace di modulare il fascio luminoso in tempo reale garantendo visibilità senza abbagliare. L'effetto scenico è completato da una vera e propria cerimonia di benvenuto luminosa. Anche il posteriore cambia in modo netto: il logo, per la prima volta illuminato e integrato nella fanaleria 3D, diventa protagonista, mentre il diffusore più marcato richiama da vicino il mondo delle sportive più che quello delle compatte tradizionali. Infotainment più modernoAll'interno, gli interventi migliorano quanto visto in precedenza, correggendo alcune criticità. L'evoluzione si muove su due livelli: sostenibilità e tecnologia. I materiali raccontano una maggiore attenzione ambientale, con tessuti riciclati e soluzioni come il filato Seaqual Yarn, derivato da plastiche marine. Ma è l'interfaccia uomo-macchina a segnare il vero salto generazionale. Il nuovo infotainment basato su Android offre un'esperienza simile a quella di uno smartphone, con app integrate e una maggiore fluidità.Il display centrale da 12,9" e il cockpit digitale ampliato (praticamente raddoppiato, da 5,3" a 10,25") lavorano insieme all'head-up display con realtà aumentata per creare un ambiente immersivo. E curato, anche nei dettagli, con materiali morbidi e assemblaggi solidi. Torna inoltre un elemento di concretezza: il volante ridisegnato reintroduce comandi fisici, scelta che molti costruttori stanno rivalutando dopo anni di "full touch". Migliora anche l'ergonomia dei comandi dei finestrini, ora finalmente dotati di pulsanti dedicati per quelli posteriori. Tre versioni, da 190 a 326 CVSul fronte tecnico, la gamma si articola su tre motorizzazioni, fino alla versione protagonista del nostro primo contatto: la VZ da 326 CV. Qui le prestazioni sono da vera hot hatch, con uno 0-100 km/h in 5,6 secondi e una coppia di 545 Nm che esalta le qualità del telaio. Una rarità nel segmento: la trazione resta posteriore, a vantaggio della sensibilità dello sterzo, che offre il giusto carico per percepire al meglio l'anteriore nella guida impegnata. Le sospensioni posteriori multilink contribuiscono sia alla motricità sia alla precisione di guida. Più si entra in sintonia con la Born, più aumenta la velocità di percorrenza.Il limite resta la massa. La richiesta di maggiore autonomia porta inevitabilmente a batterie più grandi e pesanti. Il peso si avverte, ma le dimensioni compatte - 4.336 mm (+12 mm) - unite all'ottimo lavoro sul telaio e al grip garantito dai cerchi da 20 con pneumatici da 235 mm permettono di mantenere una guida caratterizzata da precisione e agilità che non ti aspetti. L'autonomia supera i 600 km grazie alla batteria da 79 kWh, mentre la ricarica rapida a 185 kW consente di passare dal 10 all'80% in meno di mezz'ora. Comportamento affilatoMa la Born 2026 non è solo numeri. Introduce funzioni come il one-pedal driving evoluto, il Launch Control e le sospensioni adattive DCC con molteplici livelli di regolazione. Proprio queste ultime trasformano il comportamento della vettura: bastano pochi interventi per modificare sensibilmente la risposta degli ammortizzatori e il carattere dinamico. Questo rende la Born comoda in città e più reattiva all'occorrenza. A questo si affianca un ecosistema digitale avanzato, con chiavi virtuali condivisibili, ricarica bidirezionale (V2L) e integrazione completa con i dispositivi personali.Infine, la sicurezza. Il nuovo Travel Assist sfrutta dati cloud per una guida assistita predittiva, mentre sistemi come il Crossroad Assist e un Front Assist evoluto ampliano la capacità di prevenire incidenti anche in scenari complessi. Il tutto è supportato da una rete di sensori che trasforma l'auto in una piattaforma intelligente, costantemente consapevole di ciò che la circonda. In un panorama elettrico dove sembrano contare solo autonomia e tecnologia, Cupra prova a mantenere viva anche la componente emotiva della guida. E non è un dettaglio da poco. I prezzi della nuova Cupra BornLa nuova Cupra Born partirà da 38.500 euro. La versione d'ingresso Impulse+ offre 190 CV (disponibile anche in variante da 231 CV) con batteria da 58 kWh e autonomia WLTP fino a 484 km, affiancata da una versione con batteria da 79 kWh. Al vertice c'è la VZ da 326 CV, sempre con batteria da 79 kWh, capace di arrivare fino a 631 km di autonomia. La dotazione include il sistema infotainment da 12,9 con Android OS e il Virtual Cockpit. Sul fronte commerciale, la Impulse+ è proposta anche con formula di noleggio "Cupra Drive Way" a 395 euro al mese, con anticipo di 5.500 euro per 36 mesi.
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Genesis Magma Racing: debutto a Imola per la Hypercar GMR-001

4 Ruote - 3 ore 31 min fa
A Imola abbiamo assistito alla prima di Genesis Magma Racing con le GMR-001 Hypercar. Qui la scuderia coreana ha iniziato il proprio percorso nel FIA World Endurance Championship (WEC). Il programma di sviluppo, durato meno di 500 giorni, vede un obiettivo chiaro: portare entrambe le vetture al traguardo e raccogliere dati. Il risultato è stato coerente con questo approccio: la #17 ha chiuso 15, mentre la #19, rallentata da un problema nelle prime fasi, ha terminato più attardata ma comunque classificata. Gestione gara e scelte strategicheNel corso delle sei ore, la #17 ha mostrato segnali interessanti in termini di gestione. In alcune fasi è risalita fino a ridosso della top ten, approfittando di una condotta pulita e della capacità di evitare contatti e penalità. A condizionare il risultato finale è stata la scelta strategica legata all'evoluzione meteo: il team ha ritardato il cambio gomme aspettando una pioggia che non è mai arrivata. La #19, invece, ha visto la propria gara compromessa nei primi minuti da un problema elettronico a un sensore, ma ha comunque completato la distanza senza ulteriori criticità. Telaio Oreca e motore V8Il progetto, nato in seno a Hyundai Motorsport, punta a costruire una presenza stabile nell'endurance. La vettura, sviluppata secondo il regolamento LMDh, utilizza un telaio Oreca e un powertrain ibrido composto da un V8 3.2 turbo da circa 680 CV, abbinato a un sistema elettrico standard da 50 kW. Una base tecnica sulla quale Genesis sta lavorando per costruire una propria identità in termini di bilanciamento ed efficienza energetica. Il commento di Gabriele Tarquini e il futuroIl debutto imolese ha confermato come la priorità sia la costruzione del metodo. L'obiettivo era finire con entrambe le macchine e lo abbiamo fatto, ha spiegato il DS Gabriele Tarquini. A supporto del progetto c'è anche il "Trajectory Programme", che affianca all'impegno nel WEC un percorso di crescita per giovani piloti. L'ingresso nel mondiale rappresenta solo il primo passo di un programma più ampio che prevede l'espansione negli USA con l'IMSA. Il confronto con Toyota, Ferrari o BMW richiederà tempo, ma la base appare già solida.
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Nissan svela Urban SUV e Terrano PHEV: la nuova strategia elettricata parte dalla Cina

4 Ruote - 4 ore 3 min fa
Nissan presenta al Salone di Pechino due prototipi elettrificati, la Urban SUV PHEV Concept e la Terrano PHEV Concept. Per la Casa giapponese la Cina rappresenta uno dei mercati più importanti: l'obiettivo è arrivare a 1 milione di auto vendute nel 2030. Al tempo stesso, è anche un hub di innovazioni destinate al resto dei mercati. Ecco perché è stata scelta Pechino per la presentazione della nuova strategia denominata Mobility Intelligence for Everyday Life, che pone la Cina allo stesso livello di importanza di Stati Uniti e Giappone. Urban SUV e Terrano sono plug-in hybridLa Urban SUV ha come target la clientela più giovane e riprende i temi stilistici lanciati dalla sorella maggiore NX8 presentata nei mesi scorsi. Sul tetto spicca il LiDAR per la guida autonoma, mentre l'assenza di maniglie esterne e gli specchietti con telecamere sono elementi che probabilmente non saranno ripresi sul modello di serie. Il ritorno della Terrano e i powertrain plug-inLa Terrano SUV Concept riporta sul mercato un nome storico per Nissan: non è un caso quindi che il design più aggressivo e robusto sia ispirato al mondo offroad. Per questo modello è già prevista l'esportazione su altri mercati internazionali, ancora da definire. Entrambe le Concept adottano powertrain plug-in hybrid, ma la Nissan non ha per ora fornito alcun dettaglio tecnico.
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Carburanti, prezzi ancora in discesa: nuove riduzioni sul gasolio

4 Ruote - 5 ore 21 min fa
"Calano ancora, per quanto con meno forza rispetto ai giorni scorsi, i prezzi dei carburanti alla pompa. Quotazioni internazionali al quarto aumento consecutivo per la benzina, mentre il gasolio fa registrare un'inversione di marcia": è questo il quadro dell'andamento dei principali combustibili fossili delineato da Staffetta Quotidiana nella sua consueta rilevazione giornaliera, segnalando anche la decisione di IP di ridurre di due centesimi al litro i prezzi consigliati del gasolio. Le rilevazioniIn particolare, questa mattina 24 aprile i prezzi medi nazionali dei carburanti alla pompa risultano in calo rispetto a ieri: benzina self service sulla rete stradale a 1,736 euro/litro (-1 millesimo), gasolio a 2,062 euro/litro (-5 millesimi). Il Gpl è a 0,795 euro/litro (invariato), il metano a 1,577 euro/kg (invariato). In autostrada, la benzina self è a 1,786 euro (+5), il diesel a 2,117 euro (-1), il Gpl a 0,904 euro (+3) e il metano a 1,596 euro (invariato).Quanto ai dettagli per modalità di vendita in base ai dati comunicati ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati vedono la benzina self service a 1,738 euro/litro (compagnie 1,737, pompe bianche 1,741) e il diesel a 2,068 euro/litro (compagnie 2,070, pompe bianche 2,065). Al servito, verde a 1,876 euro/litro (compagnie 1,912, pompe bianche 1,810), gasolio a 2,207 euro/litro (compagnie 2,246, pompe bianche 2,134), Gpl a 0,802 euro/litro (compagnie 0,807, pompe bianche 0,797), metano a 1,576 euro/kg (compagnie 1,579, pompe bianche 1,575) e Gnl a 1,536 euro/kg (compagnie 1,554 euro/kg, pompe bianche 1,522 euro/kg).Infine, tra i marchi Eni è a 1,725 euro/litro sulla benzina self service (1,932 al servito) e 2,058 sul gasolio (2,265); IP a 1,751 (1,922) e 2,088 (2,258), Q8 a 1,735 (1,910) e 2,066 (2,245) e Tamoil a 1,732 (1,813) e 2,053 (2,139).
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Stellantis, nuove voci sul piano industriale: massima priorità a Fiat, Jeep, Peugeot e Ram

4 Ruote - 5 ore 28 min fa
Manca meno di un mese alla presentazione del piano industriale di Stellantis e le agenzia di stampa continuano a lanciare indiscrezioni sulle prossime mosse dell'amministratore delegato Antonio Filosa. Le ultime arrivano dalla Reuters: il gruppo concentrerà la maggior parte dei suoi investimenti sui marchi Jeep, Ram, Peugeot e Fiat.In sostanza, la strategia a lungo termine di Stellantis dovrebbe essere incentrata sui suoi brand internazionali più popolari e redditizi, che dovrebbero così ottenere un "aumento sostanziale" delle risorse, mentre quelli con volumi commerciali inferiori, come Citroën, Opel e Alfa Romeo, che con la precedente gestione di Carlos Tavares ricevevano una parte "più equa" degli investimenti interni, dovrebbero diventare regionali o nazionali, e comunque limitati a mercati specifici in cui sono già forti o hanno potenziale di crescita.  Nessun marchio sarà chiuso o cedutoStellantis ha preferito non commentare le indiscrezioni su una riorganizzazione strategica, che avrebbe già ottenuto il sostegno dei maggiori azionisti, tra cui la Exor della famiglia Agnelli. Il gruppo ha ribadito che tutti i suoi 14 marchi rappresentano "un punto di forza fondamentale nel nostro percorso strategico, ponendo i clienti al centro di ogni nostra attività". "La combinazione unica di portata globale e profonde radici locali di Stellantis ci permette di aiutare ogni marchio a esprimere la propria storia, il proprio carattere e i propri punti di forza, per soddisfare le esigenze e le preferenze dei nostri clienti ovunque si trovino e qualunque cosa desiderino", ha aggiunto l'azienda.Detto questo, il riassetto del portafoglio dei brand è uno degli argomenti da sempre al centro dell'attenzione del mercato borsistico. Sin dalla nascita di Stellantis, investitori e analisti hanno manifestato dubbi sulla coesistenza di così tanti marchi, spesso senza alcuna distinzione in termini di posizionamento. Ma questo problema è da attribuire più che altro alla precedente gestione, che non ha saputo valorizzare brand come Alfa Romeo o Maserati, alimentando così ulteriormente i dubbi e le speculazioni sulla possibile vendita o chiusura di Lancia, DS, Citroën o Opel.Tuttavia, sempre secondo la Reuters, Filosa non avrebbe alcuna intenzione di intraprendere questa strada, poiché ritiene che tali marchi abbiano un potenziale in alcune regioni o nei grandi mercati nazionali. "Alcuni di questi brand potrebbero rivelarsi utili al gruppo in futuro, qualora le condizioni di mercato dovessero evolversi", spiega all'agenzia di stampa Marco Santino, partner della società di consulenza Oliver Wyman, aggiungendo che una volta che un marchio è stato chiuso è "molto difficile riportarlo in vita".L'amministratore delegato sembra comunque intenzionato a un cambio di rotta rispetto al passato: gli investimenti verrebbero concentrati su Jeep, Ram, Peugeot e Fiat, perché considerati marchi "davvero importanti" per gli elevati volumi di vendita e profitti, mentre altri marchi come Citroën, Opel e Alfa Romeo verrebbero utilizzati "in modo tattico in specifici paesi e segmenti di mercato". Tra le opzioni ci sarebbe la possibilità che i brand regionali utilizzino piattaforme e tecnologie sviluppate dai marchi principali, con l'aggiunta di elementi distintivi sul fronte, per esempio, del design. A questo si aggiunge l'ipotesi, da tempo in circolazione, di un rebadging di alcuni modelli per specifici mercati locali. In altre parole, Stellantis pare intenzionata a gestire i suoi marchi in mopo più dinamico e con una maggior accortezza strategica rispetto al passato. 
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Avatr 06T, la nuova station (elettrica ed extended range) che punta anche allItalia

4 Ruote - 5 ore 58 min fa
Avatr presenta al Salone di Pechino la versione definitiva della 06T. Si tratta della prima station wagon del marchio premium di Changan, che collabora con CATL e Huawei per le soluzioni tecnologiche di bordo. Sarà offerta in Cina a partire da 219.900 yuan con powertrain elettrici ed Extended Range. Il gruppo ha recentemente svelato i piani per il debutto in Europa e Italia con i marchi Deepal, Changan e Avatr. Sportiva fuori, digitale dentroIl design dinamico e slanciato è frutto dello stile Future Sports Aesthetics, che caratterizza gli attuali modelli del marchio ed è riconoscibile anche per i LED sdoppiati nel frontale. La wagon misura 4,94 metri in lunghezza ed è larga 1,96 metri; non mancano accessori premium come le telecamere al posto degli specchietti. Gli interni offrono ben quattro schermi anteriori: quello centrale da 15,6", quelli laterali da 6,7" dedicati agli specchietti e quello a sviluppo orizzontale da 35,4" sotto al parabrezza.L'intelligenza artificiale MoLA coordina tutte le funzioni di bordo; inoltre, la piattaforma Huawei ADS 4 con LiDAR e radar offre le funzioni più avanzate di guida autonoma. Quattro powertrain e autonomia fino a 1.250 kmI clienti potranno scegliere tra quattro powertrain:L'elettrico a motore singolo posteriore da 612 CV con batteria da 72,88 kWh (autonomia CLTC di 652 km);L'elettrico da 683 CV con accumulatore da 87,3 kWh (autonomia CLTC 741 km);L'elettrico trimotore da 968 CV e 680 km di autonomia;Il Dual Motor Extended Range con motore 1.5 turbobenzina, capace di 330 km di percorrenza in elettrico e 1.250 km complessivi.
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Leapmotor B05 debutta in Italia: 218 CV, trazione posteriore e prezzi da 26.900 euro

4 Ruote - 5 ore 59 min fa
Nel pieno della Milano Design Week, Leapmotor apre gli ordini anche in Italia della B05, le cui consegne inizieranno nelle prossime settimane. La nuova hatchback elettrica della Casa cinese è disponibile in due allestimenti, Life e Design, con prezzi da 26.900 euro (in promozione a 22.900 euro). Piccola "pepata"Lunga 4,43 metri, larga 1,88 e con un passo di 2,74 metri, la Leapmotor B05 ha linee - e temperamento - da berlinetta sportiva: il motore da 160 kW (218 CV) e 240 Nm le permette di accelerare da ferma a 100 km/h in 6,7 secondi; la trazione è posteriore, la distribuzione dei pesi è 50:50 e la taratura delle sospensioni è stata messa a punto dagli ingegneri del gruppo Stellantis. L'indole pepata di quest'auto è sottolineata anche da dettagli come i cerchi aerodinamici da 19" e le portiere senza cornice. Curata l'aerodinamica, con soluzioni sofisticate come la griglia anteriore attiva, le maniglie a scomparsa e i deflettori posteriori sagomati: il risultato è un Cx di 0,26. Due i tagli di batteria, da 56 e 67 kWh, per autonomie rispettivamente di 401 e 482 chilometri. La ricarica in corrente continua arriva fino a 174 kW, per passare dal 30% all'80% in circa 17 minuti. La dotazione della B05La Leapmotor B05 prevede su tutta la gamma il quadro strumenti digitale da 8,8", il display centrale dell'infotainment da 14,6" con sistema operativo Leap OS 4.0 Plus. La versione Design aggiunge gli interni in ecopelle, i sedili anteriori riscaldati e l'impianto audio potenziato. Su tutta la gamma sono previsti sette airbag (tra cui uno centrale tra i sedili anteriori) e la guida assistita di livello 2. La B05 è disponibile nelle tinte Lightning Yellow, Windy Grey, Metallic Black, Starry Night Blue e Galaxy Silver. I prezzi della Leapmotor B05B05 Life 218 CV 56 kWh: 26.900 euroB05 Life 218 CV 67 kWh: 29.400 euroB05 Design 218 CV 67 kWh: 30.900 euroIn occasione del lancio di questo modello, Leapmotor propone uno sconto, in caso di permuta o rottamazione, di 4.000 euro sul prezzo di listino, che per la versione d'attacco scende a 22.900 euro.
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Citroën ëC3 Urban Range: batteria più piccola e dotazione semplificata a 18.900 euro. Conviene?

4 Ruote - 6 ore 17 min fa
L'ultima generazione della Citroën C3 è decisamente apprezzata nel nostro Paese. Fra i modelli del segmento B a benzina è la più venduta (16% di share, stando ai dati della Casa francese) e nella versione elettrica fa ancora meglio: la scelgono un italiano su due fra quelli che puntano a una quattro metri a batteria (la gettonatissima Leapmotor T03 è assai più corta, con i suoi 362 centimetri contro i 402 cm della C3).Del resto, nella sua categoria, è fra le vetture più spaziose (se la gioca con la cugina Fiat Grande Panda), più pratiche e accessibili nel prezzo.In questo, la versione Urban Range che provo oggi si prospetta particolarmente interessante, visto che nell'allestimento base ha un listino da 20.490 euro e un prezzo promo (con permuta o rottamazione di un usato) di soli 18.900 euro. Almeno fino al 30 aprile, poi si vedrà.Ma a cosa fa rinunciare rispetto alle altre versioni? E, soprattutto, come va? Meno energia, rifornimenti più lentiPartiamo dalle differenze meccaniche della Citroën ëC3 Urban Range rispetto alle altre versioni dell'elettrica francese. L'elenco finisce presto, perché riguarda solo la batteria (e la sua ricarica): è sempre al litioferrofosfato, ma ha una capacità di 30 kWh anziché 44.Certo, si tratta di un aspetto tutt'altro che secondario per una BEV, con effetti importanti sull'autonomia: quella media dichiarata scende a 204 km contro i 320 delle versioni standard (con queste ultime il nostro Centro prove ne ha rilevati 287). Pochi, vero. Ma consideriamo che si tratta di un'auto pensata soprattutto per il commuting quotidiano e da vivere in particolare in città. Qui, fra l'altro, l'autonomia (sempre dichiarata) è di 300 km (140 in meno delle altre ëC3), un valore tutto sommato accettabile per le percorrenze di tutti i giorni.Non cambia la potenza del motore, 113 cavalli, mentre peggiora l'accelerazione che passa da 10,4 a 11,6 secondi per lo 0100 km/h, perché la nuova batteria può rilasciare con meno rapidità la sua energia. Ma non è certo un'auto che si sceglie per lo scatto.Per quanto riguarda le ricariche, in corrente alternata le potenze sono le stesse: 7,4 kW (o, in opzione, 11 kW). In corrente continua, invece, la Casa dichiara un picco di 30 kW, contro i 100 delle versioni standard (la ricarica 2080% richiede 36 minuti anziché 26).Ma, come diciamo sempre, una BEV - soprattutto di questo tipo - ha senso solo se la si può ricaricare da casa, possibilmente ogni sera. A tal proposito, da una presa a 14 ampere occorrono 6 ore e 41 minuti, sempre per il 2080%, contro le 9 ore e 55 minuti della batteria più grande.Fra le note positive va anche segnalata la riduzione di oltre 150 kg nel peso: l'ago della bilancia passa infatti da 1.491 a 1.338 kg, guidatore incluso. You o Plus?Metabolizzate le differenze meccaniche, che permettono di tagliare fino a 3.410 euro, passiamo all'altra voce che porta a un prezzo così allettante per la BEV che mi accingo a guidare: l'allestimento You, che rispetto alla Plus (l'unico altro disponibile per la Citroën ëC3 Urban Range) fa risparmiare ancora 3.410 euro.Interessante. Ma cosa comporta?Al di là delle ruote da 16 pollici con copricerchi in plastica (anziché da 17), l'effetto più visibile - e che potrebbe spaventare - è l'assenza del sistema di infotainment: c'è solo un supporto per lo smartphone, alimentabile dalla presa USBC nella plancia. Sulle prime questa novità può scioccare, ma alla fine non è forse vero che ormai utilizziamo sempre di più il telefono per navigare e ascoltare la nostra musica preferita? Dal mio punto di vista, quindi, va bene così.La lista delle rinunce rispetto alla Plus prosegue con l'assenza dei sedili Citroën Advanced Confort, ma va detto che quelli della You (in tessuto, con poggiatesta integrati) sono comunque molto comodi e accoglienti. Manca anche la finitura in tessuto della plancia, ma le plastiche, per quanto rigide, sono gradevoli all'aspetto e ben assemblate.Quello che si ritrova è la praticità dei comandi e il display digitale, semplice nella grafica ma posizionato in alto e ben leggibile.E dietro? Niente prese USBC (la Plus ne ha due per i passeggeri posteriori) e niente alzavetro elettrici, per la verità presenti solo nell'allestimento Max, che - è bene ricordarlo - per questa versione non è disponibile.Resta comunque tanto spazio, soprattutto in altezza. Lo stesso vale per la capacità del bagagliaio, sempre con 310 litri dichiarati (298 misurati con la Max nei nostri test certificati), anche se meno sfruttabile per l'assenza del divano frazionato. In promo per tutto aprileSommando la batteria meno capiente e l'allestimento più economico si risparmiano 5.910 euro rispetto a una ëC3 standard Plus e addirittura 7.910 euro rispetto alla Max, prevista solo con la batteria da 44 kWh.Se dai 20.490 euro di listino della Citroën ëC3 Urban Range You si sottrae lo sconto riservato - almeno fino al 30 aprile - a chi permuta o rottama un usato, la spesa scende a 18.900 euro, una cifra che, a mio avviso, rende questa configurazione molto interessante.L'alternativa più allettante è, oltre alla Fiat Grande Panda (da 23.900 euro), la già citata Leapmotor T03: offre una dotazione più ricca e lo stesso prezzo di listino (18.900 euro). Per contro, ha un bagagliaio più piccolo (240 litri dichiarati, 203 rilevati dal nostro Centro prove) e soprattutto una facilità d'uso inferiore, visto che la gestione delle funzioni passa dall'infotainment. Una scelta che può mettere in difficoltà i guidatori meno avvezzi alla tecnologia.Al contrario, nella Citroën ëC3 la praticità è di casa, e ne ho avuto la riprova nel test drive nei dintorni di Marsiglia. Tutto è al posto giustoA bordo ci si sente subito rassicurati dalla presenza di comandi fisici per il clima (rigorosamente manuale). Una scelta che si affianca ai tasti per disattivare il mantenimento di corsia e gli avvisi sui limiti di velocità.La poltrona non si regola in altezza, ma né io né il mio compagno di viaggio (ben più alto di me), con cui mi alterno alla guida, abbiamo avuto difficoltà a trovare la posizione corretta, anche grazie alla buona escursione del volante.Il comando di marcia è dove te lo aspetti - fra i sedili - così come il freno a mano a leva. Giri la chiave, inserisci la D (manca una funzione P di parcheggio) e parti con un'erogazione lineare e la giusta vivacità, soprattutto in città e sulle statali.Buono il confort offerto dalle sospensioni, che sfruttano ammortizzatori con fine corsa idraulici, utili per digerire le asperità (si avvertono solo i dossi più marcati).In autostrada emergono qualche limite in più, ma fino ai 120 km/h delle autoroute francesi ci si arriva senza affanni. Poi bisogna fare i conti con una certa rumorosità e con il rapido calo dell'autonomia.Nel mio giro, su 85 km fra urbano, litoranea e autostrada, ho consumato il 45% di energia, il che fa ipotizzare una percorrenza realistica di circa 190 km. Quando l'auto passerà dal Centro prove di Vairano potremo essere più precisi grazie ai nostri test comparabili e certificati.Nel frattempo, siamo curiosi di conoscere la vostra opinione su questa versione pensata per il commuting quotidiano.
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Economia circolare, Seat inaugura a Barcellona il suo nuovo hub

4 Ruote - 8 ore 24 min fa
Ormai è un trend da tenere in debita considerazione per comprendere quale sia il futuro dell'industria automobilistica europea. Stiamo parlando dell'economia circolare e delle iniziative avviate dai costruttori per creare poli specializzati nello smantellamento e nel riciclaggio di veicoli, con l'obiettivo di recuperare parti e componenti da ricondizionare e reimmettere sul mercato.Tra i pionieri figurano Renault con la sua ReFactory di Flins e Stellantis con i suoi hub di Mirafiori e, prossimamente, di Poissy, ma l'elenco è ormai sempre più lungo e include anche altre grandi realtà del settore, come BMW. L'ultima azienda ad aprire un polo dedicato all'economia circolare è Seat: la Casa di Martorell ha inaugurato proprio oggi, 23 aprile, un suo centro specializzato nella zona franca di Barcellona. Il progetto Il polo, operativo già dallo scorso dicembre grazie a un investimento di 4,85 milioni di euro da parte di Seat, include un'area di smontaggio dei veicoli su una superficie totale di 5.000 metri quadrati, un magazzino di 3.000 metri quadrati e uno spazio esterno dedicato alla movimentazione delle auto.Il progetto, realizzato anche grazie a 1,32 milioni di euro di finanziamenti pubblici del programma spagnolo Perte (Proyectos estrategicos para la recuperacion y transformacion economica), analogo al nostro PNRR, prevede nella prima fase attività concentrate sullo smantellamento e sul recupero di componenti delle auto Seat e Cupra.I veicoli vengono prima sottoposti a un processo di drenaggio e decontaminazione; successivamente, le parti riutilizzabili vengono smontate, riciclate, ricondizionate, imballate e stoccate per la successiva commercializzazione. I materiali di scarto vengono invece gestiti in un'area dedicata all'interno della struttura. La Casa, però, prevede di ampliare le attività per includere nuove iniziative di economia circolare.
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Porsche Cayenne Coupé Electric: il Cx scende, l'autonomia aumenta - VIDEO

4 Ruote - 8 ore 48 min fa
Vista dal vivo, di profilo pieno, devo ammettere che fa un certo effetto: pur essendo la declinazione coupé di una enorme SUV, leggi Porsche Cayenne Electric, questo nuovo derivato pare più una filante hatchback a ruote alte che una sport utility. Il Cx scende, l'autonomia aumentaRispetto al modello di derivazione, infatti, la Cayenne Coupé è inedita dal montante A in poi e anche il parabrezza è specifico. L'intera linea del tetto, che in prossimità del terzo finestrino disegna una flyline del tutto simile a quella della 911, è più bassa di 24 mm e l'insieme contribuisce a diminuire il Cx: dal già ottimo 0,25 si passa a 0,23. La minor resistenza all'avanzamento comporta, a detta della Casa, un aumento dell'autonomia rispetto alla SUV fino a 18 chilometri a parità di allestimento e powertrain, per un massimo di 669 chilometri nel ciclo WLTP a seconda della versione. Aerodinamica attivaPresente anche sulla Coupé l'aerodinamica attiva, anch'essa determinante per il risultato: feritoie anteriori attive che si aprono e si chiudono in funzione del fabbisogno d'aria; flap che fuoriescono automaticamente dalle estremità del paraurti posteriore per ridurre le turbolenze in coda; in più, un inedito spoiler retrattile sulla sommità del baule. Come cambiano gli interniPer quel che riguarda gli interni, se la zona anteriore è identica a quella della Cayenne SUV, la parte posteriore differisce leggermente. Non tanto in termini di spazio, perché quello per la testa continua a essere più che adeguato nonostante il padiglione più spiovente, quanto nella configurazione: è possibile avere un divano a tre posti, lo stesso della SUV, ma anche due sedili singoli separati da un generoso e attrezzato tunnel centrale. Il vano bagagli, invece, perde circa 250 litri, a causa della maggiore inclinazione del lunotto posteriore. Gamma e prezziInvariata la gamma, che si compone di tre versioni, tutte dotate di due motori elettrici e dunque di trazione integrale: la versione base con 408 cavalli (442 in overboost), la S che sale a 544 CV (666 in overboost) e la Turbo che arriva a 857 cavalli e, per qualche istante, tocca 1.156 CV. I prezzi della Cayenne Coupé Electric vanno da 113.008 euro a 172.662 euro, pari a circa 3.000-4.000 euro in più (a seconda delle versioni) rispetto al corrispettivo modello SUV.
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Urus SE Tettonero: i 63 anni di Lamborghini sono una serie speciale da 630 unità

4 Ruote - Apr 23,2026
Per celebrare i 63 anni dalla fondazione, Lamborghini presenta in occasione della Milano Design Week 2026 l'Urus SE Tettonero, serie speciale limitata a soli 630 esemplari. Un omaggio numerico e stilistico che gioca sul contrasto: sei le tinte disponibili - tra cui il Verde Mercurius - abbinate a tetto nero così come alla fascia inferiore della carrozzeria, separate da un pin-striping decorativo a contrasto. Il tema cromatico prosegue anche nell'abitacolo, con finiture coordinate. Per chi desiderasse celebrare l'anniversario in modo più lampante, c'è anche la possibilità di inserire uno speciale logo 63. I pneumatici sono i Pirelli P Zero di quinta generazione e Scorpion Winter 2. Resta inoltre attivo il programma Ad Personam, che amplia ulteriormente le opzioni di personalizzazione della vettura. Sul piano tecnico, invece, non ci sono novità: la base è quella dell'Urus SE ibrida plug-in, con il motore 4.0 V8 biturbo affiancato dall'elettrico. E i numeri sono una riconferma: potenza complessiva di 800 CV, per 950 Nm di coppia.
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Volkswagen, inizia l'era del full hybrid: come funziona il nuovo sistema per Golf e TRoc

4 Ruote - Apr 23,2026
Anticipato durante la presentazione della T-Roc 2026, il primo powertrain full hybrid di Volkswagen arriverà entro la fine del 2026 sulla nuova SUV media e sulla Golf, che con questa motorizzazione si chiameranno Hybrid. Il nuovo full hybridDeclinato in due varianti di potenza, da 136 e 170 CV, con 306 Nm di coppia massima, il nuovo full hybrid di Volkswagen è composto dal motore termico 1.5 TSI turbobenzina, una batteria agli ioni di litio da 1,6 kWh (lordi) e un modulo ibrido che contiene al suo interno il motore di trazione, il generatore, l'elettronica di controllo e la frizione che stacca il TSI durante il funzionamento in serie.La batteria è alloggiata sotto il pavimento, nella parte posteriore dell'auto. Al momento Volkswagen non ha ancora pubblicato i dati relativi a consumi ed emissioni, limitandosi a dire che questo motore consuma meno benzina di un mild hybrid. Funziona in serie o in paralleloIl powertrain full hybrid ha tre modalità di funzionamento, gestite in maniera automatica dal software di bordo, anche sulla base del profilo di guida scelto:Modalità solo elettrica: alle basse velocità e per brevi distanze, l'unità termica è spenta e l'auto viene mossa dal solo motore elettricoModalità in serie: il motore termico è attivo ma disaccoppiato, così da lavorare solo come generatore per il motore elettricoModalità in parallelo: le due unità, termica ed elettrica, lavorano insieme, con il TSI come motore primario a partire da circa 60 km/h e il motore elettrico che lo supporta nelle fasi in cui serve potenza, per esempio nei sorpassi o nelle ripartenze.Di serie, sulle Golf Hybrid e T-Roc Hybrid saranno disponibili tre profili di guida: Eco, Comfort e Sport. In Eco la potenza del motore è limitata al 70% di quella nominale per ridurre i consumi, mentre la modalità Sport migliora la risposta del powertrain per garantire maggiori prestazioni.
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Monopattini elettrici: assicurazione rinviata a luglio, ma il targhino resta dal 17 maggio

4 Ruote - Apr 23,2026
Slitta al 16 luglio l'obbligo di assicurazione per i monopattini elettrici. Lo ha stabilito una circolare congiunta del ministero delle Imprese e di quello dei Trasporti, tenuto conto delle criticità di natura tecnica rappresentate da Ania, l'associazione delle assicurazioni, che ha richiesto un ulteriore termine di 60 giorni. Nella circolare si fa riferimento, in particolare, ai lavori (attualmente in corso, ndr) per la predisposizione tecnica delle piattaforme informatiche da utilizzare per l'emissione delle polizze assicurative che non consentono, si sottolinea nel documento, di avere i sistemi informatici pienamente operativi per il 17 maggio.  Obbligo di targhino dal 17 maggioInsomma, tutto rinviato al 16 luglio. Nulla cambia, invece, sull'obbligo di targhino, che entrerà in vigore, ha precisato la circolare, il 17 maggio e non il 16 come inizialmente ipotizzato. Entro quella data chi vorrà utilizzare il monopattino in città (fuori città lo scooter elettrico è sempre vietato, anche su eventuali piste ciclabili) dovrà avere applicato sul parafango posteriore o sulla parte anteriore del canotto dello sterzo l'apposito contrassegno prodotto dal Poligrafico dello Stato e rilasciato dalla Motorizzazione civile (qui le istruzioni per richiederlo).A questo proposito, in considerazione del picco di richieste che verosimilmente si verificherà nell'imminenza dell'entrata in vigore del nuovo obbligo, si consiglia di anticipare il più possibile la presentazione della domanda e il ritiro del targhino agli sportelli della motorizzazione. Multe da 50 a 100 euroRicordiamo che la violazione delle norme di comportamento (circolare senza giubbino riflettente in condizioni notturne, senza avere compiuto 14 anni, senza almeno un caschetto da bicicletta conforme alle norme UNI EN 1078 o UNI EN 1080, trasportando persone, cose o animali, marciando sul marciapiede, contromano, su strade su cui non è consentito o superando la velocità massima di 20 km/h o di 6 km/h nelle aree pedonali) prevede una multa di 50 euro (scontata a 35 euro per chi paga entro 5 giorni), che salgono a 100 euro (70 euro con lo sconto) per chi circola senza targhino o senza assicurazione.
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Stellantis, quattro impianti da vendere o condividere coi cinesi: c'è anche Cassino?

4 Ruote - Apr 23,2026
Stellantis avrebbe identificato quattro impianti in Europa da vendere o condividere con potenziali partner cinesi: è questa l'ultima indiscrezione lanciata dall'agenzia americana Bloomberg in merito ai piani del gruppo guidato da Antonio Filosa per ridurre la sovracapacità produttiva nel Vecchio Continente.Delle quattro fabbriche, l'agenzia di stampa cita Rennes, in Francia (foto in basso), Madrid, in Spagna, e Cassino, in Italia (foto qui sotto). Quest'ultimo, tra l'altro, è il sito italiano iin maggior sofferenza sul fronte dei volumi produttivi, al punto da aver alimentato nuovi timori ai vertici delle organizzazioni sindacali.  Pioggia di indiscrezioniLe nuove indiscrezioni seguono di pochi giorni quelle sui colloqui avviati da Stellantis con potenziali partner, tra cui Dongfeng Motor. Il costruttore di Wuhan avrebbe anche avviato negoziati per rilanciare i legami con Stellantis ed eventualmente riprendere la produzione congiunta di automobili in Europa e in Cina. A tal proposito, rappresentanti del gruppo cinese avrebbero visitato, all'inizio di aprile, gli stabilimenti di Rennes e Madrid e altri impianti tra Italia e Germania.A ogni modo, Bloomberg precisa che non è stata ancora presa alcuna decisione su specifici stabilimenti e che non sono da escludere imprevisti. Dunque non vi è alcuna certezza che si concretizzi un eventuale accordo, anche perché le trattative sarebbero incentrate su un aspetto di non facile attuazione: lo scambio di tecnologie e spazi produttivi. Del resto, Stellantis potrebbe avere più tavoli aperti ed essere disponibile a stringere accordi di collaborazione con più di un'azienda cinese: nelle scorse settimane si è vociferato anche di Xiaomi e Xpeng. Per ora Stellantis ha preferito non commentare, limitandosi a quanto affermato nei giorni scorsi:Nell'ambito della sua normale attività, Stellantis intrattiene discussioni con diversi operatori del settore in tutto il mondo su vari argomenti, sempre con l'obiettivo finale di fornire ai clienti le migliori opzioni di mobilità, ha dichiarato la società, precisando di non voler commentare speculazioni. Il peso della politicaEventuali cessioni, visto il loro impatto occupazionale, dovranno comunque passare al vaglio delle autorità politiche, che sarebbero già state informate da Stellantis della propria sovraccapacità produttiva in Europa. Il gruppo conta una ventina di impianti: quattro sarebbero di troppo.Di uno si conosce già il destino: a Poissy, in Francia, è stato deciso lo stop alla produzione di auto nel 2028 e la conversione del sito in un polo di economia circolare. Il progetto comporterà non solo un taglio agli organici, ma anche un impatto sull'indotto e su fornitori come Lear e Forvia; per questo i sindacati francesi hanno già indetto le prime manifestazioni di protesta.I piani di Stellantis sono comunque al centro dell'attenzione delle massime autorità italiane. Lo dimostra una recente dichiarazione del ministro delle Imprese, Adolfo Urso. Interpellato sul possibile interesse di Dongfeng per Cassino, Urso ha evidenziato l'apertura di Palazzo Chigi a "investitori stranieri disposti a scommettere sul nostro Paese".
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Fleet&Business Day: i temi delledizione 2026

4 Ruote - Apr 23,2026
Dopo Reload nel 2025, c'è una nuova parola chiave per l'edizione 2026 del Fleet&Business Day. Il titolo è infatti Remix - La formula vincente per le car list da qui al 2030 e oltre, fra obiettivi aziendali, incognite normative, valori residui, sicurezza. L'appuntamento è quest'anno il 22 settembre al Labirinto della Masone a Fontanellato, in provincia di Parma, epicentro di arte e buona cucina. Quattroruote Fleet&Business prosegue nel precorso di approfondimento dei temi di interesse per la quotidianità operativa dei fleet manager e dei fattori che ne influenzano le scelte riguardo alle car list. Come l'ipotetica revisione della fiscalità delle auto delle imprese, o l'accelerazione che l'Unione Europea vuole imprimere alla decarbonizzazione delle flotte aziendali, in un momento in cui i responsabili della mobilità delle aziende affrontano vecchie e nuove implicazioni della cessione delle auto alle diverse figure professionali, compresi gli aspetti legati alla sicurezza. La prospettata introduzione di quote obbligatorie di immatricolazione di auto elettriche e plug-in già dal 2030 per le grandi aziende e i noleggiatori avrebbe inevitabili riflessi già sulle prossime car list, anche nel caso di imprese piccole e medie. Nella prima parte di Remix, dal titolo Fleet manager: ultima chiamata, la redazione di Quattroruote Fleet&Business si confronterà con un gruppo di esperti per immaginare quale aspetto assumeranno le flotte da qui a tre o quattro anni alla luce delle prospettive di armonizzazione fiscale e della possibile entrata in vigore del regolamento sulla decarbonizzazione delle flotte proposto dalla Commissione Europea. Adas: un investimento in sicurezza, un valore da trasmettereIl percorso legislativo di introduzione obbligatoria dei sistemi di assistenza alla guida è per certi versi più lineare. La quantità di Adas disponibili, la presenza contemporanea nei listini e sui veicoli di dispositivi obbligatori e di altri opzionali, oltre alle differenze in alcuni casi marcate nel funzionamento fra i vari modelli lascia però spazio a difficoltà di interpretazione. Una sfida in più per il fleet manager che deve valutarne gli effetti sulla sicurezza e sui costi e promuovere la consapevolezza della loro utilità presso l'azienda e fra gli assegnatari. Tecnologie da comprendere e utilizzare è il titolo del secondo incontro, nel quale analizzeremo lo stato dell'arte degli Adas, porteremo l'esperienza di test di Quattroruote e scopriremo come procede il cammino verso la guida autonoma.
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Lancia Corse HF: Luca Martello è il nuovo responsabile del reparto sportivo

4 Ruote - Apr 23,2026
Luca Martello è stato nominato responsabile di Lancia Corse HF. Raccoglie il testimone da Eugenio Franzetti e inizierà la sua carriera in questo ruolo in occasione del Rally Due Valli in programma a giugno, dove debutterà il Trofeo Lancia Rally4. Mentre Franzetti è diventato responsabile marketing di Alfa Romeo, Luca Martello si impegnerà nel doppio ruolo, affiancando la direzione della parte motorsport con il ruolo di Product Manager della Lancia Ypsilon. Dalla stradale all'auto da corsaIl valdostano Martello, classe 1991, è entrato nel Gruppo Stellantis nel 2016 e dal 2020 lavora per il marchio Lancia. Ha seguito tutte le fasi del progetto dell'attuale generazione della Ypsilon ed ha contribuito alla sua trasformazione in una vettura da corsa in tutte le sue declinazioni. La sua conoscenza del progetto e dell'evoluzione della vettura sarà determinante per la crescita del programma sportivo e per il rilancio del leggendario logo HF.
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Horse Powertrain: a Pechino debutta il nuovo V6 biturbo ibrido da 544 CV

4 Ruote - Apr 23,2026
Al Salone di Pechino, Horse Powertrain non parla solo di auto elettriche: dopo il powertrain X-Range C15, pensato per convertire le piattaforme elettriche, è stato svelato anche W30, un V6 benzina ibrido destinato ai modelli di alta gamma che raggiungerà il mercato nel 2028. Un V6 biturbo da 8.000 giriIl progetto è nato con l'obiettivo di bilanciare potenza ed efficienza. Il V6 biturbo a 90 gradi, capace di toccare gli 8.000 giri, ha una cilindrata di 3 litri ed è stato sviluppato nelle varianti mild hybrid e full hybrid, con potenze fino a 544 CV e 700 Nm.Il peso dell'intero propulsore (160 kg) è inferiore a quello degli altri V6 sul mercato e il progetto è stato ottimizzato sia per il montaggio longitudinale sia per quello trasversale, offrendo così la massima modularità. La trasmissione ibrida 4LDHTAccanto al V6 è stata sviluppata anche una trasmissione automatica denominata 4LDHT. Si tratta di un'unità da 199 kg a quattro marce, specifica per modelli ibridi e dotata di due motori elettrici integrati: uno da 408 CV, che può ricaricare le batterie, e uno da 612 CV, che può contribuire alla trazione.Per il momento Horse non ha fornito il valore di potenza e coppia combinata dell'intero powertrain, ma è evidente che questo nuovo progetto possa dar vita a veicoli dalle prestazioni molto elevate, candidandosi per i prodotti premium del Gruppo.
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Norauto Prevensys 5 arriva in Italia: 50.000 km certificati e Classe A sul bagnato

4 Ruote - Apr 23,2026
Norauto presenta in Italia il pneumatico Prevensys 5. La quinta generazione di questo prodotto in Europa è stata studiata per offrire qualità elevata, maggiore durata, ridotto impatto ambientale ed efficace compatibilità con i veicoli elettrificati di ultima generazione. 50.000 km di percorrenzaQuesto pneumatico estivo è certificato dalla Dekra per percorrenze fino a 50.000 km o 5 anni ed è consigliato anche per i veicoli ibridi ed elettrici più pesanti, grazie alla carcassa rinforzata. Ha ottenuto l'omologazione in Classe A per l'aderenza sul bagnato, mentre il disegno del battistrada ottimizzato contribuisce a ridurre la resistenza al rotolamento e, di conseguenza, consumi ed emissioni.
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