Zeekr Italia, Jameel Motors affida il timone a Lucio Tropea
Jameel Motors Italia ha annunciato l'ingresso di Lucio Tropea che, a partire da oggi 1 luglio, assume la responsabilità dello sviluppo del brand Zeekr sul mercato italiano.Tropea, al quale è stato assegnato il ruolo di direttore generale di Zeekr Italia, approda in Jameel per rafforzare la struttura manageriale in un momento chiave per la crescita del marchio cinese nel nostro Paese. Chi è Tropea Tropea vanta oltre vent'anni di esperienza nel settore automotive: dal 2004 al 2025 ha lavorato per Mercedes-Benz Italia, dove si è occupato soprattutto di vendite di auto usate. Successivamente è stato direttore vendite di Smart Italia e poi è approdato in Enel X con il ruolo di Head of Global Product Marketing e-Mobility. In questo incarico ha contribuito alla strategia internazionale del gruppo su soluzioni di ricarica e servizi digitali per la transizione energetica.Dal 2021 a giugno 2026 è stato CEO di Smart Italia. Per Marco Santucci, Managing Director Jameel Motors per Geely e Zeekr, Tropea è un manager che conosce a fondo la mobilità elettrica e il mercato italiano. Lavoreremo a stretto contatto per accelerare il percorso di crescita di Zeekr, il nostro brand premium, in un momento in cui la profondità dell'ecosistema Geely-Zeekr comincia a essere percepita dal mercato, aggiunge Santucci.Sono onorato - commenta Tropea - di entrare a far parte di un gruppo che in pochi mesi ha dimostrato di sapersi affermare in Italia con una visione chiara sull'elettrico - e di farlo nel modo giusto. Il mio percorso in questo settore è stato mosso più da convinzioni che da occasioni: la passione per i motori e per l'innovazione mi ha portato, passo dopo passo, fin qui. Jameel Motors ha la struttura e la visione industriale per fare la differenza in questo mercato. Zeekr ha tutte le carte per diventare un punto di riferimento nel segmento premium dell'elettrico e non vedo l'ora di contribuire a questo percorso.
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Pirelli torna sotto controllo italiano: pronto 1 miliardo per la sfida negli Usa
Dopo oltre un decennio, Pirelli torna sotto il controllo di azionisti italiani: si chiude così la lunga parentesi iniziata nel 2015 con l'acquisizione del pacchetto di maggioranza da parte della società cinese ChemChina (oggi Sinochem) e culminata nelle forti frizioni degli ultimi mesi tra le varie anime dell'azionariato a causa del nodo statunitense. E proprio gli Usa saranno presto al centro di un importante piano di investimenti da almeno 1 miliardo di dollari.In particolare, il consiglio di amministrazione ha preso atto, pur riservandosi le opportune valutazioni, di quanto avvenuto in occasione dell'ultima assemblea generale: la lista presentata dalla società Marco Tronchetti Provera & C. Spa, insieme alle controllate Camfin, Camfin Alternative Assets e Longmarch Holding, ha espresso la maggioranza dei consiglieri e tutte le cariche esecutive. Pertanto, il Cda ha constatato la sussistenza del controllo di Pirelli in capo a Marco Tronchetti Provera. Nomine e comitati Il consiglio ha anche provveduto a ratificare le altre proposte approvate durante l'assise. Lo stesso Tronchetti Provera è stato nominato presidente esecutivo, mentre a Giovanni Tronchetti Provera è stato affidato l'incarico di vice presidente. Andrea Casaluci è stato confermato all'unanimità amministratore delegato.Sono stati poi definiti i comitati endoconsiliari previsti dalle normative ed è stato istituito l'International Advisory Board: l'organo ha lo scopo di fornire analisi, orientamenti e attività di monitoraggio sulle evoluzioni geopolitiche, economiche, tecnologiche, dei mercati, delle catene di approvvigionamento e regolamentari, oltre che sugli aspetti sociali suscettibili di influenzare la strategia, la competitività, la resilienza e la creazione di valore sostenibile del gruppo nel medio-lungo periodo. Il Board è composto da Marco Tronchetti Provera, Andrea Casaluci, Giovanni Tronchetti Provera, Luca Cordero di Montezemolo, Domenico De Sole, Charles Gordon-Lennox, Horacio Pagani e Mariangela Zappia. Il piano per gli Usa Infine, il consiglio è stato informato di un piano di investimenti pluriennale per gli Stati Uniti dal valore compreso tra 1 e 1,2 miliardi di dollari (tra 880 milioni e 1,05 miliardi di euro al cambio attuale). Il progetto, già preso in esame in passato, sarà approvato in una prossima riunione e rappresenterà una parte integrante del futuro piano industriale. Consentirà a Pirelli di aumentare la capacità produttiva negli Usa e, soprattutto, di sviluppare la tecnologia Cyber Tyre, una delle principali fonti di frizione con l'azionista cinese.Pirelli, grazie alle modifiche della governance stabilite dal Dpcm Golden Power, ha avuto la possibilità di concordare con il Bis (US Department of Commerce Bureau of Industry and Security) i termini di massima che consentono l'introduzione del Cyber Tyre nel mercato statunitense. Inoltre, il piano sosterrà la crescita del segmento High Value in Nord America e rafforzerà la strategia local-for-local anche in questo mercato, come già avviene in Cina e in Europa.
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Arrivano due nuove Topolino: una punta sullo stile, laltra è limitata a 200 pezzi
Insieme alla Multiplina, microcar elettrica a 4 posti per la città, Fiat ha presentato due serie speciali per la più piccola Topolino, la Sport Special Edition e la Vilebrequin Collector's Edition, disponibili rispettivamente da luglio e da settembre, con prezzi (in promozione) da 10.550 e 12.550 euro. Fiat Topolino Sport Special Edition Pensata soprattutto per un pubblico più giovane, che non si accontenta delle due tinte attualmente disponibili (verde e corallo), la Topolino Sport è disponibile con quattro nuove colorazioni, che possono essere abbinate a tre varianti di strisce adesive: bianca con striscia rossa, blu con strisce bianche, gialla con strisce nere e nera con strisce rosse. A distinguerla dalle altre versioni ci sono tanti dettagli neri: la fascia bassa del paraurti, le cornici dei fari, i copricerchi e le calotte dei retrovisori. Neri anche i rivestimenti dei sedili, mentre il portaoggetti Dolcevita Box è rivestito in vinile con effetto fibra di carbonio. Di serie anche il kit di altoparlanti Bluetooth Monsterlino. Fiat Topolino Vilebrequin Dalla rinnovata collaborazione con il brand francese di beachwear nasce la seconda serie della Topolino con il tetto apribile in tela, questa volta con le portiere normali e non nella versione "spiaggina". Come il modello precedente, la nuova Fiat Topolino Vilebrequin sarà prodotta in tiratura limitata a 200 esemplari, disponibili solo in Italia e in Francia. Questa serie speciale si caratterizza per la colorazione bicolore blu e bianca, il logo della tartaruga Vilebrequin sulla portiera del conducente e il portapacchi posteriore cromato. All'interno ci sono sedili bianchi con i loghi della maison francese, il vano portaoggetti rivestito e tappetini specifici. Le offerte per le nuove Topolino La Topolino Sport ha un prezzo di listino di 11.490 euro: in caso di rottamazione e immatricolazione entro fine luglio è previsto uno sconto di 940 euro, che porta il prezzo a 10.550 euro. La proposta di finanziamento Stellantis prevede un anticipo di 4.920 euro, 35 rate da 59 euro e una maxirata finale di 5.129,19 euro (TAN 6,99%, TAEG 10,34%). Per la Topolino Vilebrequin Collector's Edition il prezzo di listino è di 13.490 euro: con lo sconto di 940 euro per rottamazione e immatricolazione entro fine luglio, si scende a 12.550 euro. Anche in questo caso, anticipo di 4.920 euro, 35 canoni mensili da 99 euro e maxirata finale di 6.049,19 euro (TAN 6,99%, TAEG 9,68%).
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Idrogeno liquido: la sfida di Dallara per Le Mans 2030
stato avviato uno studio sulle auto a idrogeno liquido grazie a una collaborazione tra Dallara e Conflux Technology. L'iniziativa punta ad applicare questa tecnologia a una nuova classe endurance e parte da un elemento cruciale del powertrain: uno scambiatore di calore tra idrogeno liquido e fluido refrigerante, in grado di fornire al motore endotermico il carburante necessario. Il componente è realizzato tramite manifattura additiva da Conflux. La partnership mira a sviluppare simulazioni, condurre test hardware e arrivare alla costruzione di un prototipo competitivo, in linea con i regolamenti previsti per il 2030. L'obiettivo Le Mans 2030 e la nuova classe Endurance L'orizzonte temporale è quello indicato da ACO e FIA per la 24 Ore di Le Mans: il 2030. Entro quella data è prevista la presenza in gara di vetture alimentate a idrogeno e Dallara si propone come partner per i costruttori interessati a entrare nella nuova categoria, offrendo una piattaforma tecnica standardizzata e costi definiti. Il ruolo cruciale dello scambiatore di calore criogenico L'idrogeno è stoccato nei serbatoi allo stato liquido criogenico e viene trasformato in gas per essere inviato agli iniettori. In questo processo lo scambiatore di calore criogenico è un elemento chiave: da esso dipende la configurazione dell'intera architettura di bordo e, di conseguenza, il progetto del veicolo. Un errore nel dimensionamento può causare il congelamento del carburante, mentre una delle sfide principali riguarda la riduzione di ingombri e masse, senza compromettere la capacità dei serbatoi.
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Magic Engineering amplia le attività: a Partinico apre il polo dell'idrogeno
Anche nel nostro Mezzogiorno si può fare impresa e, soprattutto, operare sulla frontiera dell'alta tecnologia. Basta avere volontà e, soprattutto, una visione chiara, come nel caso della Magicmotorsport, realtà specializzata nello sviluppo di soluzioni ingegneristiche avanzate per il settore automotive, e del suo fondatore, il polacco Bogdan Skutkiewicz. Lo scorso autunno Quattroruote ne ha raccontato la storia, anticipando un progetto che ha fatto ora un primo passo concreto. L'azienda, ridenominata Magic Engineering, ha completato nei tempi previsti i lavori per la realizzazione, nei pressi della sua sede a Partinico (Palermo), di un laboratorio industriale dell'idrogeno. Il progetto è uno dei quattro finanziati in Sicilia tramite il Pnrr e uno specifico strumento (Hydrogen Valley) volto a favorire lo sviluppo di una filiera dell'idrogeno verde in aree industriali dismesse. In particolare, l'iniziativa di Magic Engineering è finalizzata allo studio di soluzioni per lo stoccaggio e la distribuzione dell'idrogeno al servizio di realtà industriali, tra cui anche operatori del settore automobilistico. I cardini del progetto di Partinico Il progetto, che ha portato alla riqualificazione di un edificio nell'ex area artigianale di Partinico in contrada Margi Soprano, si è concretizzato nella realizzazione di un elettrolizzatore e, su un vicino terreno agricolo, di un parco fotovoltaico da 2,4 MW con sistema di accumulo. Il polo di produzione dell'idrogeno avrà una potenza nominale di 1 MW e sarà dotato di sistemi di stoccaggio per l'idrogeno e per l'energia elettrica. L'investimento inizialmente previsto era di 5,38 milioni di euro (di cui 4,8 milioni tramite finanziamento pubblico), ma le risorse effettivamente impegnate dall'azienda sono arrivate a circa 7 milioni di euro.Con la conclusione dei lavori e l'inaugurazione dell'elettrolizzatore parte la fase concreta delle attività di ricerca e sviluppo, ma nei piani dell'azienda siciliana c'è anche un secondo progetto: si chiama H2 P-JUMP ed è stato presentato nell'ambito di un bando per tecnologie pulite ed efficienti del programma regionale FESR Sicilia 2021-2027. Il finanziamento, superiore a 10 milioni di euro, consentirà di lavorare sulla ricerca di sistemi sicuri e meno costosi per lo stoccaggio dell'idrogeno prodotto dall'impianto a pressioni diverse. A Partinico stiamo costruendo un ecosistema sostenibile che nasce da Magic Engineering e guarda al futuro attraverso l'idrogeno, commenta Skutkiewicz. Non parliamo solo di un impianto, ma di una visione industriale: produrre energia pulita, sperimentare nuove soluzioni di stoccaggio e distribuzione, creare competenze e mettere il nostro know-how al servizio della transizione energetica. Vogliamo creare un vero e proprio Campus di innovazione energetica con l'obiettivo di diventare un punto di riferimento per lo sviluppo e l'integrazione di tecnologie sostenibili. Attraverso attività di ricerca, produzione e sperimentazione nel campo delle energie rinnovabili, ci proponiamo come polo energetico strategico per il Sud Italia, contribuendo concretamente alla transizione ecologica e alla crescita industriale del territorio. A riprova del valore strategico di questo progetto abbiamo investito nostre risorse aggiuntive rispetto a quelle previste dal bando.
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Leasing sociale auto: lItalia lo farà, ma la strada è lunga
Leasing sociale auto: l'Italia dopo la Francia? Sì, ma non tutto è come sembra. Dopo un'attesa iniziata a febbraio 2026, c'è solo un decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm), emanato da pochi giorni, che sblocca il Fondo automotive e rimanda a misure successive del governo. La partita è ancora lunga.All'interno dello stesso Dpcm sono previsti anche fondi per wallbox, bonus Gpl e metano e altri interventi, come gli incentivi per i veicoli commerciali (qui ne parliamo in dettaglio). Leasing sociale auto: quali modelli e per chi A titolo sperimentale, col test che finisce entro il 30 giugno 2030, e istituito un programma di leasing sociale auto nuove e omologate in una classe non inferiore a Euro 6 con emissioni fino a 135 grammi per chilometro di anidride carbonica. Quindi, non è vero che saranno solo elettriche: anche le termiche. Una bella differenza rispetto all'iniziativa francese, che premia solo le BEV. Stanziati 50 milioni di euro.Il leasing sociale è destinato a persone fisiche con un indicatore della situazione economica equivalente (Isee) inferiore a 30.000 euro. Avrà durata non inferiore a 36 mesi. L'utente deve rottamare un veicolo M1 di classe fino a Euro 4 immatricolato in Italia, intestato a lui o a uno dei familiari conviventi, da almeno 12 mesi. In futuro, un decreto del ministro delle Imprese definirà tutto: modalita del programma, canone mensile, servizi eventualmente inclusi (manutenzione, assicurazioni con franchigie in caso di sinistri e furti, e altro). Per gestire il tutto, il dicastero si avvarrà dell'ACI. A cui sono destinati massimo 3.660.000 euro(IVA inclusa) in quattro rate annuali (2027-2030), erogati dietro rendicontazione.Alla scadenza del contratto di leasing, in via preferenziale, l'auto verrà ceduta all'utente attraverso un contratto di compravendita con prezzo scontato in misura non inferiore al 10% rispetto a quello risultante dalle quotazioni medie di mercato, se il consumatore manifesterà l'intenzione di comprarla (riscatto). Altrimenti, scatterà il buy back del costruttore o l'alienazione dei veicoli. Da notare che il dpcm parla di noleggio, ma tecnicamente si tratta di leasing, vista la possibilità di riscatto finale. Bonus wallbox Entro il 31 marzo 2030, per l'acquisto di wallbox (stazione di ricarica domestica di auto elettriche e ibride plug-in), e riconosciuto un contributo pari all'80% del prezzo di acquisto e posa in opera, nel limite di 1.500 euro per persona. Che sale a 8.000 euro in caso di posa in opera sulle parti comuni degli edifici condominiali. Il fondo? di 10 milioni disponibili in conto residui 2025, più 5 milioni per il 2026, e 15 milioni per ciascuno degli anni dal 2027 al 2029, poi 8 milioni il 2030. Vari provvedimenti del ministero delle Imprese stabiliranno le modalita di attuazione delle disposizioni. Bonus gas Entro il 31 marzo 2030, bonus di 400 euro alle persone fisiche e giuridiche che installano impianti nuovi a Gpl su autoveicoli di categoria M1 omologati in una classe non inferiore a Euro 3. E di 800 euro per il metano. Per le modalita di attuazione, si rimanda al decreto direttoriale del 3 giugno 2024 del ministero delle Imprese. Il fondo è pari a 4 milioni per il 2026, poi 5 milioni per ciascuno degli anni dal 2027 al 2029 e a un milione per il 2030. Per ciclomotori, motocicli e quadricicli Incentivi per l'acquisto di ciclomotori, motocicli, sidecar, tricicli e quadricicli (come le minicar) nuovi di fabbrica, elettrici o ibridi (categorie da L1e a L7e). Il bonus, valido dal 2027 al 2030, è pari al 20% del prezzo fino a 2.000 euro, e sale al 30% fino a 3.000 euro se si rottama un veicolo Euro 0, 1, 2 o 3 intestato da almeno 12 mesi. Sono escluse le società del settore automotive e vige l'obbligo di proprietà per 12 mesi. Per la filiera Da qui al 2030, arrivano 631,1 milioni di euro per sostenere la filiera automotive. Un cambio di impostazione rispetto ai classici incentivi auto a favore della domanda e dei consumatori: adesso le risorse vanno all'offerta, ossia a Case e componentistica.
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Leapmotor T03 Van, la furgonetta elettrica con gli incentivi costa come una e-bike
Da meno di tre mesi sul mercato, la versione Van immatricolata autocarro (N1) della Leapmotor T03 appartiene a una delle classi di veicoli commerciali che può accedere agli incentivi statali appena annunciati. Il prezzo passa così da 14.590 a 5.900 euro. Cinque chili che valgono 8.000 euro La T03 Van è basata sull'omonima citycar elettrica a cinque porte del brand cinese partner di Stellantis e, come quasi tutte le furgonette, rinuncia al divano in favore di un vano di carico accessibile sia dalle portiere posteriori sia dal portellone e separato dal posto guida da una griglia di protezione, a seguito di una trasformazione eseguita in Italia, a Mirafiori. Il comparto di carico è di 657 litri e la portata di 220 chili, mentre la massa totale a pieno carico raggiunge i 1.505 kg. Quest'ultimo dato fa rientrare la van cinese nella seconda classe di veicoli prevista dal decreto che ha attivato gli incentivi, quella dei mezzi fra 1,5 a 2,39 tonnellate, che prevede, per gli elettrici, un contributo statale di 8.000 euro in caso rottamazione di un altro autocarro o di 4.500 euro senza rottamazione. Nel caso della condizione più favorevole, al prezzo di listino di 14.590 euro (esclusi Iva, messa su strada, Ipt e contributo smaltimenti pneumatici) sono sottratti gli 8.000 euro e 690 euro di contributo della Casa, per un totale di 5.900 euro. La Van segue così le orme della berlina, che a fine 2025, con gli incentivi destinati alle auto elettriche (che la portarono ai primi posti nelle immatricolazioni nazionali) raggiunse il prezzo Iva compresa di 4.900 euro: quanto alcuni modelli di biciclette a pedalata assistita e non.
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Topolino e Tris sbarcano in Vaticano: ecco la flotta elettrica firmata Fiat
In un evento dedicato alla mobilità sostenibile e a una nuova partnership, Fiat ha consegnato in comodato al Vaticano una trentina di mezzi elettrici leggeri, fra il quadriciclo la Topolino e la Tris a tre ruote sempre a batteria, ispirata all'Ape Piaggio e altrettanto pratica per il lavoro con il suo cassonetto. La visione di Olivier Franois e la micromobilità Fiat Le Fiat Topolino non sono macchine in senso classico - ha detto nel corso di una breve cerimonia nella piazza antistante il governatorato del Vaticano Olivier Franois, direttore marketing mondo del gruppo Stellantis - ma pensate per servire. Sono semplici, pratiche, elettriche e soprattutto umane. la missione di Fiat: creare oggetti umani per nuovi modi di vivere la micromobilità sostenibile.A margine dell'appuntamento in Vaticano, Fiat rilancia la sua visione di mobilità sostenibile con il suo mezzo elettrico tra i più accessibili. La Topolino ha adesso nuove versioni: la Corallo, la Sport Special Edition (foto sopra) due modelli in co-marketing. Una con la società Monster, la Monsterino, accessoriata con due altoparlanti portatili e magnetici, l'altra con il marchio francese Vilebrequin, un rinnovo di collaborazione, con porte e tetto soft da mare. Da Fiat Professional arriva la nuova Tris elettrica Da Fiat Professional arriva anche un'evoluzione della Tris, in versione sia pick-up (prezzi a partire da 6.950 euro) che cargo box chiusa, con vendite a partire dal prossimo settembre per la prima. La tre ruote fa da base anche alla versione turistica Dolcevita in forma di concept e, in partnership con Caffè Vergnano 1882, a una originale versione da caffè bar mobile.
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Ibrida, elettrica, a idrogeno: BMW X5, stile Neue Klasse e una sola piattaforma - VIDEO
Ci sono modelli che segnano un prima e un dopo nel percorso di una Casa automobilistica. Nel caso di BMW individuarne uno solo è complesso, ma sul piano commerciale la X5 ha rappresentato uno spartiacque evidente. Nata per rispondere al successo della Mercedes ML, lanciata nel 1999 come primo modello della famiglia X, ha conquistato oltre tre milioni di clienti e oggi arriva nella veste rinnovata della quinta generazione. Un modello chiave e una produzione strategica La X5 è tra i modelli più venduti del marchio, ma è negli Stati Uniti che si avvicina al ruolo di best seller - quasi alla pari con la X3. Non sorprende quindi che il lancio ufficiale sia avvenuto nello stabilimento di Spartanburg, dove viene prodotta, al termine di un piano di investimenti da 1,7 miliardi di dollari che ha incluso l'ampliamento del sito esistente e la costruzione dell'impianto di Woodruff, dedicato alle elettriche, da cui nascerà la BMW iX5. Piattaforma flessibile e cinque tecnologie La versione a batteria sarà solo una delle cinque disponibili, nel segno della flessibilità produttiva. Se il design richiama alcuni elementi della Neue Klasse, alla base c'è un approccio pragmatico fondato sulla piattaforma CLAR della generazione precedente, aggiornata per accogliere powertrain diversi: diesel, benzina, elettrico, plug-in hybrid e, dal 2028, idrogeno. iX5: elettrica da oltre 800 km e ricarica ultra-rapida Sono proprio le motorizzazioni elettrificate ad attirare l'attenzione. La iX5 60 xDrive sfrutta la sesta generazione eDrive (Gen6) a 800V e le celle cilindriche 46x120 mm con architettura cell-to-pack, già viste sulla iX3, con benefici in termini di efficienza e una densità energetica superiore del 20%. La batteria raggiunge i 141 kWh netti, con un'autonomia WLTP dichiarata tra 645 e 845 km.Il sistema xDrive abbina un motore posteriore EESM da 329 CV a uno anteriore ASM da 249 CV, per 578 CV e 805 Nm complessivi (0-100 km/h in 4,6 secondi). La ricarica ultra-rapida arriva a 460 kW (10-80% in 23 minuti), mentre la gestione bidirezionale V2L, V2H e V2G consente di utilizzare l'auto come accumulatore energetico. Plug-in hybrid, mild hybrid e idrogeno L'approccio flessibile coinvolge l'intera gamma. Nel 2028 debutterà la iX5 Hydrogen, con celle a combustibile di terza generazione e serbatoi piatti in carbonio capaci di garantire circa 750 km di autonomia, installati nello stesso spazio della batteria - e viceversa. Sul fronte attuale, le plug-in hybrid - la 50e da 489 CV e la M60e da 612 CV - integrano un motore elettrico da 197 CV nel cambio Steptronic a otto rapporti, con fino a 102 km di autonomia elettrica grazie a una batteria da 26,5 kWh. Proprio queste versioni giocano un ruolo centrale nel segmento, anche in virtù del contesto normativo favorevole alle flotte.I sei cilindri mild hybrid 48V - benzina (40 xDrive, 400 CV) e diesel (40d xDrive, 313 CV) - beneficiano di un boost da 18 CV; il diesel supporta l'HVO100, con una riduzione delle emissioni di CO2 fino al 90%. Heart of Joy Sul piano dinamico c'è l'Heart of Joy per le versioni elettriche e fuel cell: una centralina evoluta che coordina erogazione, frenata rigenerativa e sterzo con una velocità dieci volte superiore rispetto al passato. L'assetto adattivo di serie - con distribuzione dei pesi 50:50 - può essere arricchito con l'Adaptive Chassis Control, che include sospensioni pneumatiche e asse posteriore sterzante fino a 3,2 gradi, mentre il pacchetto Professional introduce barre antirollio attive a 48V Volt. Design Neue Klasse e soluzioni aerodinamiche Esteticamente, le proporzioni muscolari si fondono con il linguaggio pulito della Neue Klasse. Il frontale più verticale è dominato dalla calandra Iconic Glow illuminata e dai gruppi ottici con firma a doppia X. Le maniglie tradizionali lasciano spazio ai BMW Winglets, integrati nei montanti B e C, con apertura elettrica e Soft Close di serie.I cerchi arrivano fino a 23 pollici, mentre la coda presenta gruppi ottici sottili a tutta larghezza e contribuisce a un Cx di 0,28. Interni digitali e assistenza evoluta L'abitacolo riprende gli elementi della Neue Klasse con il BMW Panoramic Vision, che proietta le informazioni lungo tutta la base del parabrezza, affiancato dal display centrale da 17,9 pollici con OS X. Debutta anche lo schermo passeggero da 14,6 pollici con oscuramento automatico, mentre le finiture Clear & Bold introducono materiali come ardesia e cristallo. Il controllo vocale evolve grazie all'IA generativa di Amazon Alexa+. Sul fronte ADAS, la X5 raggiunge il Livello 2 con il pacchetto Motorway & City Assistant, che abilita la guida hands-free in autostrada fino a 130 km/h e la funzionalità Address-2-Address per la gestione automatizzata degli scenari urbani. Il sistema Symbiotic Drive assicura un'interazione naturale tra elettronica e conducente, mantenendo elevato il coinvolgimento alla guida.
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Stellantis cambia assetto: Maserati a Ficili, Imparato lascia il gruppo
Era nell'aria ormai da tempo, ma l'ufficialità è arrivata solo ora, nel quadro delle nuove nomine annunciate da Stellantis: Jean-Philippe Imparato, ex braccio destro di Carlos Tavares e tra i pochi dirigenti della vecchia guardia ad aver resistito al profondo rimpasto manageriale voluto dall'ad Antonio Filosa, lascerà l'azienda per aprire un nuovo capitolo della sua vita. Maserati in mano a Santo Ficili L'uscita del dirigente non sorprende, perché negli ultimi mesi il suo peso all'interno di Stellantis è stato progressivamente ridimensionato. Un anno fa, quando Filosa ha assunto ufficialmente il timone del gruppo, Imparato era stato confermato nel ruolo di responsabile dell'Europa allargata e dei marchi europei, ma aveva perso la guida di Alfa Romeo e della divisione per i veicoli commerciali Stellantis Pro One. Poi, lo scorso autunno, per Imparato è arrivato un ulteriore ridimensionamento, con la nomina ad amministratore delegato della sola Maserati.Negli ultimi mesi era abbastanza evidente che il vero timoniere del Tridente fosse un altro manager, il direttore operativo Santo Ficili. Ora sarà proprio quest'ultimo ad assumere l'incarico di amministratore delegato della Maserati, mantenendo lo stesso ruolo in Alfa Romeo. Inoltre, un altro incarico di Imparato, quello di Head of Stellantis & You Sales and Services, passa a Luca Napolitano.
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Fino a 20 mila euro di bonus furgoni per le piccole aziende
destinata alle piccole e medie imprese che acquisteranno veicoli commerciali o industriali medioleggeri la fetta più grande degli incentivi previsti dal Dpcm Automotive appena varato, con bonus da 2.000 a 20.000 euro a seconda del peso e dell'alimentazione del mezzo, oltre che alla rottamazione o meno di veicoli della stessa categoria. Le quattro fasce che hanno diritto ai contributi statali Il decreto del presidente del consiglio che ha appena superato il vaglio della Corte dei Conti vale complessivamente 1,35 miliardi di euro da adesso al 2030, ma il grosso spetta alla filiera produttiva e distributiva. Fra i fondi destinati a privati e piccola e media impresa, i veicoli per trasporto leggero si aggiudicano 180 milioni, con bonus differenziati come segue:1) Massa totale fino a 1.49 tonnellate: 2.000 euro per veicoli termici (solo con rottamazione); 4.000 euro per veicoli elettrici (con rottamazione) o 2.000 euro (senza rottamazione)2) Massa totale da 1,5 a 2,39 tonnellate: 3.000 euro per veicoli termici (solo con rottamazione); 8.000 euro per veicoli elettrici (con rottamazione) o 4.500 euro (senza rottamazione)3) Massa totale da 2,4 a 3,49 tonnellate: 4.500 euro per veicoli termici (solo con rottamazione); 14.000 euro per veicoli elettrici (con rottamazione) o 10.000 euro (senza rottamazione)4) Massa totale da 3,5 a 4,24 tonnellate: 8.000 euro per veicoli termici (solo con rottamazione); 18.000 euro per veicoli elettrici (con rottamazione) o 14.000 euro (senza rottamazione)5) Massa totale da 4,25 a 7,2 tonnellate: 10.000 euro per veicoli termici (solo con rottamazione); 20.000 euro per veicoli elettrici (con rottamazione) o 16.000 euro (senza rottamazione). Anche i piccoli camion beneficiano del bonus Da notare che la prima categoria include anche i modelli più compatti della categoria autocarri (N1), comprese le van derivate da autovetture; la quarta, inoltre, accorpa gli autocarri (sempre categoria N1) sulla soglia del limite massimo di massa (3,5 t) ammesso per la guida da parte di conducenti con patente B con i più leggeri dei veicoli industriali (categoria N2), che richiedono la patente C, salvo la deroga per i modelli elettrici, per i quali è consentita la guida con patente B fino a 4,25 t. Proprio da quest'ultima soglia parte l'ultima categoria, che si spinge fino a 7,2 t, di fatto nel segmento dei veicoli industriali medioleggeri come l'Iveco Daily 72. Vanno tenuti per almeno due anni Il decreto precisa che il nuovo veicolo deve essere intestato al soggetto beneficiario del contributo e la cui proprietà deve essere mantenuta per almeno 24 mesi. Inoltre, i contributi sono riconosciuti anche alle società di noleggio, previa presentazione al concessionario di un ordine finalizzato alla stipula di un contratto di noleggio, di durata non inferiore a tre anni, sottoscritto con una Pmi esercente attività di trasporto di cose in conto proprio o in conto terzi. La società di noleggio è tenuta a concedere alla locataria uno sconto obbligatorio pari al contributo ottenuto da ripartire sui canoni mensili dovuti dall'azienda che noleggia il veicolo.
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Toyota, nuovo passo verso la produzione di eVtol: nasce la joint venture con Joby
Toyota compie un nuovo passo avanti nell'alleanza con Joby Aviation nel campo degli eVtol, i velivoli elettrici a decollo verticale. La Casa nipponica, già da tempo azionista della società statunitense, ha annunciato l'avvio della collaborazione strategica in ambito manifatturiero, con la creazione di una joint venture dedicata. Con Joby per produrre eVtol L'impresa congiunta, di cui Toyota deterrà il 51% del capitale, combinerà le competenze di Joby nel campo dell'aviazione elettrica con l'esperienza del gruppo giapponese nei sistemi di produzione. L'alleanza si concentrerà inizialmente sulla creazione delle basi per la produzione commerciale e sul progresso delle attività industriali, con particolare attenzione al miglioramento di produttività, qualità e costi. In futuro, supporterà anche l'espansione della capacità produttiva di Joby, con l'obiettivo di favorire la certificazione degli aeromobili e sostenere la prevista crescita della domanda di eVtol. "Fin dalla nostra fondazione, siamo stati guidati dalla filosofia di rendere la mobilità accessibile a tutti. Nel corso del tempo abbiamo continuato ad ampliare il significato di mobilità. Consideriamo la mobilità aerea come una naturale estensione di questa visione, dalla terra al cielo, e come un modo per apportare nuovo valore alla vita delle persone e alla società", commenta il presidente di Toyota, Akio Toyoda. "Crediamo che questo rafforzamento del rapporto rappresenti un importante passo avanti nella realizzazione della società della mobilità del futuro.""Toyota è al fianco di Joby da quasi un decennio, fornendoci una guida e un supporto preziosi mentre costruivamo le basi per la produzione dei nostri velivoli", aggiunge JoeBen Bevirt, fondatore e CEO di Joby Aviation. "L'annuncio di oggi riflette la solidità del nostro rapporto e la fiducia condivisa nelle opportunità future".
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Stellantis, Tychy a quota mezzo milione di B-SUV: la Junior segna il traguardo
Lo stabilimento Stellantis di Tychy ha raggiunto un traguardo significativo, toccando quota 500.000 veicoli prodotti nel segmento B-SUV.La soglia è stata superata con l'Alfa Romeo Junior Sport Speciale, rifinita in Rosso Brera con tetto nero a contrasto e dotata di un propulsore ibrido di 1.2 litri da 145 CV, abbinato alla trazione integrale. I numeri dell'impianto Tychy produce vetture da oltre cinquant'anni. Nel 2024, in occasione del 50 anniversario, è stato raggiunto un ulteriore traguardo: oltre 11 milioni di unità complessive. Sempre nel 2025 si è concluso un programma quinquennale di modernizzazione che ha portato all'avvio di una nuova generazione di B-SUV. Oltre alla Junior, dalla fabbrica escono anche la Jeep Avenger e la Fiat 600. Nel 2025 i tre modelli hanno contribuito a portare Stellantis al secondo posto nel segmento B-SUV nell'area EU30, con una quota del 21,2% e 544.000 veicoli venduti.
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Fiat Multiplina, la microcar a quattro posti arriva nel 2028
Nell'ambito della giornata dedicata alla micromobilità, Fiat ha annunciato la Multiplina Concept, che anticipa la versione di serie di una nuova microcar elettrica a quattro posti, e che fino a oggi abbiamo sempre chiamato Quattrolino: arriverà nel 2028, affiancando la Topolino e il veicolo commerciale Tris, erede elettrico dell'Ape Piaggio. Una Topolino più grande Come si vede dalle prime immagini mostrate da Fiat, la Multiplina Concept sarà più lunga della Topolino (che misura 2,53 metri) e riprenderà alcuni degli elementi già visti sulla Quattrolino, a cominciare dal disegno dei gruppi ottici anteriori, con tre elementi a LED all'interno di un faro tondo, che nella parte alta "sfora" all'interno della cornice bianca del parabrezza. I gruppi ottici posteriori riprendono invece quelli verticali della Topolino. Quattro posti, tetto apribile Come la microcar torinese, anche la Multiplina ha due sole portiere, con i finestrini fissi che si aprono ribaltando la parte inferiore del vetro. I vetri della seconda fila avranno invece l'apertura a compasso. Possiamo immaginare che, anche su questo modello, il cavo di ricarica sia nascosto all'interno della portiera del passeggero. Nel render si intravede anche la capote in tela arrotolata: una soluzione che rende la Multiplina particolarmente adatta a muoversi nelle località di villeggiatura, e con la bella stagione. L'incognita dei motori La nuova Multiplina sarà un quadriciclo elettrico: una scelta coerente con la mobilità urbana a zero emissioni. Al momento non abbiamo informazioni ufficiali o dati tecnici, ma è molto probabile che la nuova citycar di Fiat sia un quadriciclo pesante L7e (mentre la Topolino è un quadriciclo leggero): una soluzione che permetterebbe di muovere con maggior disinvoltura il doppio dei passeggeri. Per legge, i quadricicli L7e possono avere una potenza massima di 15 kW (20 CV) e una velocità massima di 90 km/h. La batteria, vista la maggior disponibilità di spazio nel pavimento, dovrebbe avere una capacità superiore ai 5,4 kWh della Topolino, che di suo assicura un'autonomia di 53 chilometri (rilevati dal Centro prove).
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Alpine A290 Rallye Lacoste: 290 coccodrilli nascosti, un solo esemplare
Alpine e Lacoste hanno creato una one-off e una collezione coordinata, protagonista del video The Test con l'ambassador Lacoste Pierre Niney e il pilota ufficiale del BWT Alpine Formula One Team Pierre Gasly. La vettura è stata denominata Alpine Lacoste A290 Rallye - Beware of the Crocodile. Caratteristiche estetiche e modifiche alla carrozzeria La A290 non è stata soltanto rivista a livello cromatico: la carrozzeria presenta parafanghi e paraurti completamente nuovi, elementi aerodinamici aggiuntivi, una presa d'aria sul tetto e cerchi in lega con coperture aerodinamiche. Il bianco domina la scena, ma il rosso applicato all'ala posteriore richiama la classica lingua del coccodrillo Lacoste, presente fisicamente sulla superficie.Anche assetto e impianto frenante sono stati aggiornati in chiave racing, mentre il powertrain resta quello di serie della A290 Rallye, con una diversa regolazione dell'erogazione pensata per la guida nel misto stretto. Interni esclusivi in tessuto Lacoste e dettagli in 3D Gli interni sono dominati dal rosso: sedili e pannelli porta sono rivestiti nel classico tessuto Lacoste realizzato dallo specialista Potencier e il coccodrillo è riproposto su tutta la plancia attraverso piccoli loghi tono su tono.Gli elementi metallici sono rifiniti con un effetto anodizzato rosso, mentre alcune componenti inedite sono state stampate in 3D appositamente per questo esemplare. Per rafforzare ulteriormente il legame tra i due marchi, Alpine ha inserito un totale di 290 coccodrilli sulla vettura.
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Mirafiori si ferma più a lungo: tra componenti e mercato, i nodi della 500 ibrida
Stellantis ha comunicato alle organizzazioni sindacali la decisione di prolungare di una settimana il fermo estivo dello stabilimento di Mirafiori. L'impianto torinese resterà inattivo dal 27 al 31 luglio, oltre che nelle prime tre settimane di agosto già da tempo programmate.L'azienda ha attribuito la decisione alle difficoltà di approvvigionamento di motori, paraurti e sensori: in particolare, alcuni fornitori non riuscirebbero a tenere il passo dell'aumento della produzione della Fiat 500 ibrida. I timori dei sindacati Le organizzazioni sindacali temono, invece, che il fermo aggiuntivo - l'ennesimo dopo i giorni di inattività stabiliti dopo il ponte del 2 giugno e dal 24 al 26 giugno, in concomitanza con la festa di San Giovanni, patrono di Torino - sia legato a una domanda di mercato inferiore alle attese per il cinquino ibrido.A tal proposito, la Fim-Cisl ricorda la recente decisione di Stellantis di ridurre il ritmo produttivo della linea di assemblaggio da 430 a 400 vetture al giorno.Inoltre, poche settimane fa il responsabile delle attività europee, Emanuele Cappellano, non ha confermato l'obiettivo annuale dei 100 mila esemplari per entrambe le versioni della 500: Mirafiori produce ancora la variante elettrica. Dipende dalla dinamica di mercato. Non so dire se raggiungeremo l'obiettivo, ha affermato il dirigente proprio sulla possibilità di arrivare al target.Del resto, come rivelato dallo stesso Cappellano, nei primi tre mesi dell'anno Mirafiori ha sfornato circa 15 mila esemplari della 500, il che rafforza i timori dei sindacati su una chiusura d'anno lontana dai volumi promessi. La Fiom-Cgil teme, soprattutto, per i lavoratori assunti come interinali verso fine gennaio: tra luglio e settembre scadrà il 40% dei circa 500 contratti e il sindacato non esclude la possibilità di un nuovo ricorso allo strumento della cassa integrazione.
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La transizione per le flotte aziendali secondo Scame
L'integrazione di veicoli a zero emissioni all'interno dei parchi auto aziendali rappresenta una sfida articolata che richiede nuove competenze tecniche, gestionali e fiscali. Scame, la specialista dei sistemi di ricarica per veicoli elettrici, è attiva anche nella consulenza ai fleet manager e, nel suo recente E-Mobility day dedicato ai gestori della mobilità aziendale, ha riunito un gruppo di esperti per analizzare le implicazioni della transizione ecologica per il mondo business.Il mercato: le flotte aziendali come motore del cambiamentoSull'interpretazione dei dati di mercato, che attestano un ritardo delle imprese nazionali nell'adozione di auto elettriche rispetto alla media europea, s'è soffermata Anna Forciniti, Impact-driven innovation advisor & founder di Evidentia SB, invitando a leggere questo gap come un'opportunità di crescita strutturale. Aggiungendo che la spinta all'elettrificazione non risiede esclusivamente in logiche di natura ambientale o di conformità ai criteri Esg (Environmental, social, and governance), ma si configura come una precisa strategia geopolitica volta all'indipendenza e all'efficienza energetica, fattore cruciale per abbattere i costi industriali e favorire la competitività a lungo termine delle aziende. Il total cost of ownership e il nuovo ruolo del fleet managerIl passaggio alla mobilità a spina impone una rilettura dei costi aziendali. Matteo Gizzi, head of E-mobility market intelligence di Motus-E, ha ribadito che il vero incentivo all'elettrificazione è di natura economica, purché l'investimento venga gestito in modo corretto. Analizzando il total cost of ownership (Tco) su un ciclo di 4 anni e 60.000 chilometri, Gizzi sostiene come il maggiore costo iniziale d'acquisto di un veicolo elettrico venga ampiamente ammortizzato dalla riduzione dei costi operativi, quali la manutenzione e l'energia. Affinché questa convenienza si concretizzi, è fondamentale gestire il costo del rifornimento: le simulazioni dimostrano che, mantenendo il mix di ricarica al di sotto di 0,60 euro per kWh, si ottiene un risparmio netto rispetto alle motorizzazioni tradizionali. In questo ecosistema complesso, il ruolo del fleet manager è mutato da puro gestore dei veicoli ad analista di dati, chiamato a interfacciarsi con l'energy manager, il dipartimento risorse umane e quello responsabile degli acqisti per bilanciare efficacemente i consumi dell'impresa.Fiscalità differenziata per le ricaricheGli aspetti fiscali sono stati affrontati da Stefania Prandelli, dottore commercialista e partner di Rivetti & Partners. Un tema che resta di difficile gestione è quello della ricarica domestica. Al momento, l'Agenzia delle Entrate considera l'energia rimborsata per la ricarica a casa come reddito tassabile per il dipendente, per via della complessa misurazione tra l'uso privato e l'uso lavorativo. Al contrario, l'installazione di colonnine in sede aziendale consente la totale deducibilità del costo e l'Iva detraibile per l'azienda. Inoltre, un'impresa dotata di pannelli fotovoltaici può se in possesso delle adeguate autorizzazioni vendere l'energia prodotta ai propri dipendenti fatturandola in conformità alla normativa vigente e aggiungendo l'Iva, oppure integrarla in piani di welfare aziendale, esentandola così da tassazione per il lavoratore. Infrastrutture di ricarica, power management e charging policyL'inserimento di veicoli elettrici nella flotta impone un adeguamento delle infrastrutture fisiche, tema esplorato da Gerald Avondo, head of Product and services E-Mobility di Scame. Per evitare di richiedere costosi e lenti aumenti di potenza alla rete nazionale, la soluzione tecnica risiede nel Dynamic power management (gestione dinamica del carico), in grado di monitorare il consumo totale dell'edificio e di dirottare la potenza residua esclusivamente verso le colonnine di ricarica.Dal punto di vista tecnico, è fondamentale che i fleet manager conoscano le differenze d'interfaccia. I caricatori in corrente alternata (AC) sono vincolati dal convertitore di bordo del veicolo, fattore dirimente per organizzare i turni di ricarica, così come è essenziale sapere in anticipo se la flotta prevede solo veicoli ibridi plug-in che spesso utilizzano esclusivamente connettori AC, rendendo inutile l'installazione di dispendiose colonnine in corrente continua (DC).Risulta dunque indispensabile adottare un documento aziendale specifico, la charging policy, attraverso il quale stabilire con chiarezza le regole di utilizzo delle infrastrutture interne, pubbliche e private: quali dipendenti hanno accesso prioritario, le fasce orarie consentite per le colonnine, la gestione delle code e delle notifiche per liberare gli stalli, fino all'assegnazione e al rimborso delle wallbox domestiche. Solo attraverso regole certe e un approccio sistemico, conclude Avondo, la complessità dell'elettrificazione può essere gestita con successo all'interno delle organizzazioni aziendali.
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La Cupra Raval sarà tra le protagoniste del Goodwood Festival of Speed
Cupra ha confermato la presenza all'edizione 2026 del Goodwood Festival of Speed, che si svolgerà dal 18 al 20 settembre prossimi. Il marchio spagnolo metterà al centro dell'attenzione la sportiva elettrica compatta Raval, al suo debutto in terra inglese. Modelli speciali sulla salita di Goodwood Nel comunicato ufficiale che annuncia la sua presenza a Goodwood, Cupra ha confermato di avere altri annunci in serbo per l'evento inglese, senza però fornire dettagli precisi sulle novità che saranno comunicate. confermato inoltre che sulla salita di Goodwood si esibiranno due modelli speciali, ma anche in questo caso non sappiamo ancora di cosa si tratta, e soprattutto se saranno della partita anche motori endotermici.
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Electra inaugura a Peschiera del Garda la sua prima stazione di ricarica da 1.000 kW
L'operatore Electra ha inaugurato a Peschiera del Garda, presso il centro commerciale ICS, la sua prima stazione di ricarica italiana da 1.000 kW. L'hub è uno dei più potenti oggi disponibili in Europa (ma BYD ha le colonnine Flash da 1.500 kW, inagurate di recente a Bologna), e permette una ricarica completa in 10 minuti, in condizioni ottimali. La postazione è dotata di quattro colonnine (con 8 punti di ricarica) capaci di erogare fino a 600 kW, e altre due (4 punti di ricarica) fino a 300 kW. I prezzi sono allineati al resto delle altre postazioni, indipendentemente dalla potenza erogata. Electra punta a installare, entro il 2027, altre 300 stazioni di questo tipo in tutta Europa. Electra diventa eMSP In occasione dell'inaugurazione della nuova stazione di ricarica, Electra ha cambiato anche il proprio modello di business: a partire dal 29 giugno, infatti, l'operatore diventa eMobility Service Provider (eMSP), ossia fornitore di servizi di mobilità elettrica che dà accesso - tramite un'unica app o la tessera RFID - a oltre 800 mila punti di ricarica in tutta Europa gestiti da diversi operatori. I prezzi dei kWh sono sempre visibili prima di iniziare una sessione: con le reti partner non ci sono extra nelle tariffe, e con alcuni operatori (tra cui Ionity, Fastned e Atlante) sono previsti sconti speciali. All'interno della app di Electra è presente anche un route planner per gestire lunghe tratte con pianificazione di soste e tempi di attesa, in base anche alla disponibilità di punti di ricarica.
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MIMO 2026: hypercar, supersportive, e quella voglia di auto che non passa mai
Si è chiusa la quinta edizione del MIMO Milano Monza Motor Show, che ancora una volta ha trasformato l'Autodromo di Monza in un grande punto d'incontro per appassionati dell'automobile. Al di là delle vetture da sogno e dello spettacolo, quello che colpisce è il pubblico: persone diverse, accomunate dalla voglia di vivere l'auto da vicino, in un momento storico in cui il settore continua a mutare a una velocità impressionante. Perché MIMO non è soltanto una vetrina di modelli esclusivi, è un luogo in cui convivono mondi molto diversi tra loro: da una parte le hypercar da oltre duemila cavalli, come la Giamaro Krafla, dall'altra le nuove proposte di mobilità dei costruttori, le tecnologie elettrificate e persino l'intelligenza artificiale. Il filo conduttore, però, resta sempre lo stesso: la curiosità verso il futuro dell'automobile. Tra artigianalità e pezzi da 90 Tra gli spazi più interessanti quello di ARES Atelier, che ha confermato la propria capacità di coniugare artigianalità e design esponendo alcune delle sue creazioni. Poco distante, BRS Motorsport ha richiamato gli appassionati con una selezione di vetture per nulla scontata: dalla Ferrari 458 Speciale Aperta alla Porsche 911 GT3 Manthey, passando per mamma e figlia con una Alpine A110 1.6 e una moderna A110 R. Tra le anteprime, una menzione speciale merita la 55-SGT, protagonista della giornata inaugurale, e che abbiamo anche avuto l'occasione di provare durante Ignition, la festa per i 70 anni di Quattroruote: un omaggio (con contenuti tecnici di prim'ordine) alla leggendaria 155 V6 Ti che dal '93 al '96 disturbò le case tedesche a casa loro, nel campionato DTM. Tra test drive e sensibilizzazione All'interno dei box dell'Autodromo si sono alternate le novità di Changan, Chery, Omoda & Jaecoo, Mercedes-Benz, Tesla e molti altri, mentre il pubblico ha potuto salire a bordo delle vetture nei test drive. Un modo concreto per avvicinare il pubblico alle tecnologie che, nel giro di pochi anni, entreranno nella quotidianità di milioni di automobilisti. E sempre di quotidianità si è parlato allo stand Cybex, dove è stato affrontato il tema della sicurezza dei più piccoli. Giro d'onore Fuori dai box, invece, è stata la pista a prendersi la scena. Le Supercar Parade hanno riportato, come da tradizione, centinaia di vetture sportive sulle sopraelevate e sul tracciato dell'Autodromo, mentre le competizioni della domenica, dal GT3isti Challenge alla Speed Cup, hanno ribadito il legame tra il MIMO e il motorsport. L'auto è sempre la protagonista Quella che resta, alla fine, è una sensazione già emersa nelle edizioni precedenti: l'automobile continua a suscitare interesse, anche in un periodo in cui il dibattito pubblico la mette spesso al centro di polemiche e trasformazioni. Cambiano le alimentazioni, i costruttori e i linguaggi. Non cambia, però, la voglia delle persone di vedere, ascoltare e capire da vicino un oggetto che per molti continua a rappresentare molto più di un semplice mezzo di trasporto. A ricordarlo è stato anche un incontro casuale tra i paddock. Un ragazzino arrivato da Cuba, che aveva scelto di trascorrere una giornata del suo viaggio in Italia proprio al MIMO: girava tra le supercar con gli occhi spalancati, fermandosi davanti a ogni vettura con curiosità autentica. Il sogno di trovarsi a pochi metri da Ferrari, Porsche e Lamborghini è uguale in tutto il mondo.
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