F.1, GP Giappone - Verstappen, che pole a Suzuka!
Max Verstappen ha conquistato una sorprendente pole position nelle qualifiche del Gran Premio del Giappone, balzando al comando negli ultimi istanti della sessione, strappando la prima posizione a Norris per appena 12 millesimi di secondo. L'olandese mette in bacheca la sua pole numero 41 in carriera e l'esultanza via radio ha lasciato intendere quanto di suo ci fosse in quel giro fantastico.Un giro fantastico. Dopo che Piastri e Norris avevano dominato rispettivamente Q1 e Q2, sembrava che la McLaren potesse confermare la propria superiorità anche nel decisivo shootout finale della Q3. Ma nell'ultimo tentativo disponibile, Norris era riuscito a scalare la vetta con un giro quasi perfetto, pensando di aver ormai sigillato la pole. Ma proprio in quel momento è arrivata la zampata del campione del mondo in carica: Max ha fermato il cronometro sull' 1:26.983, lasciando tutti senza parole. Sì, sono sorpreso, ha ammesso candidamente Verstappen alle interviste. In ogni sessione siamo riusciti a migliorare un po'. Poi, nell'ultimo giro, ho dato tutto. Guidare una Formula 1 su questa pista è una cosa folle. Tornare in pole qui è davvero un momento speciale per noi. Domani sarà dura, ma intanto mi godo il momento, ha concluso.Papaya spiazzati. La McLaren, che sembrava destinata a monopolizzare la prima fila, continua a sorridere conscia delle grandi possibilità alla portata domani. Lando Norris ha detto: Sono contento, complimenti a Max, ha fatto davvero un ottimo lavoro. Bisogna riconoscere quando qualcuno fa un giro perfetto come quello che ha fatto lui oggi. Io ho tirato fuori tutto dalla macchina, ma i distacchi sono piccoli. stato un buon giro, ma non abbastanza per stare davanti. Eravamo al limite delle nostre possibilità, oggi semplicemente non ne avevamo di più. Oscar Piastri ha fatto eco al compagno di squadra, aggiungendo: Mi sono sentito bene per gran parte delle qualifiche, specialmente all'inizio della Q3: quello è stato un ottimo giro. Nell'ultimo tentativo però non sono riuscito a mettere tutto insieme come avrei voluto. Ho lasciato qualcosa sul tracciato, quindi ci riproveremo domani. Penso che abbiamo un buon passo gara, gli altri non sono così lontani come si potrebbe pensare. Credo che abbiamo ancora un'ottima macchina per domani e saremo in lotta per la vittoria.Il resto della Top 10. Dietro al terzetto di testa si è posizionato Charles Leclerc con la Ferrari, davanti alla Mercedes di George Russell, rallentato da un errore nel suo ultimo giro veloce. Subito dietro, in sesta posizione, il compagno di squadra Kimi Antonelli, seguito dal debuttante Isack Hadjar, autore di una prestazione convincente con la Racing Bulls: nonostante i problemi incontrati durante la sessione con le cinture di sicurezza, è riuscito ad agguantare la settima posizione. Lewis Hamilton non è riuscito a trovare la prestazione perfetta con la sua Ferrari, classificandosi solo ottavo, precedendo la Williams di Alexander Albon e la Haas di Ollie Bearman, quest'ultimo al suo miglior risultato stagionale in qualifica.Storie interessanti per Netflix. La vera sorpresa è arrivata durante la Q2, con Yuki Tsunoda eliminato in quindicesima posizione nella sua prima sessione di qualifiche al volante della Red Bull. Il caso curioso è che si è piazzato alle spalle di Liam Lawson, quattordicesimo con la Racing Bulls. Tra gli esclusi illustri dalla Q3 anche Pierre Gasly (Alpine, 11), Carlos Sainz (Williams, 12) sotto investigazione per un potenziale impeding ai danni di Hamilton, e Fernando Alonso (Aston Martin, 13). Nella Q1, i problemi maggiori li ha avuti Jack Doohan, che non ha saputo reagire alle difficoltà avute già nel weekend, chiudendo penultimo davanti soltanto a Lance Stroll (Aston Martin), protagonista di un'uscita di pista.La classifica completa delle Qualifiche a Suzuka >>
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Auto elettriche - Le alternative alla Tesla Model Y
Dopo aver portato la Model Y sul tetto del mondo nel 2023 non solo come auto elettrica più venduta, ma come best seller assoluta , la Tesla sta attraversando un periodo piuttosto complicato, con produzione e consegne in calo (anche se non in Italia, dove la Casa americana ha appena segnato un +51,3%). Le ragioni di questa crisi sono diverse, ma tra queste c'è sicuramente il sempre più ingombrante e controverso ruolo politico di Elon Musk, responsabile del Doge all'interno dell'amministrazione Trump. Se siete tra coloro che stanno valutando se acquistare o meno la Suv elettrica della Tesla, se le polemiche e le proteste di queste ultime settimane vi stanno facendo cambiare idea, ecco una selezione di modelli tra i tanti disponibili sul mercato che per ragioni diverse (prezzo, dimensioni, abitabilità o prestazioni) si avvicinano alla proposta della Casa americana: potete sfogliarli nella gallery qui sopra. Buona lettura!
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Volkswagen - Primo sguardo al nuovo Amarok
Presentando nuovi investimenti in Sud America, la Volkswagen ha diffuso un teaser della nuova generazione dell'Amarok. Il pickup arriverà nel 2027 e sarà dedicato espressamente al mercato locale con l'apporto della cinese Saic, seguendo la nuova strategia che prevede una focalizzazione sui risultati delle varie aree geografiche con prodotti su misura.Un progetto specifico per il mercato sudamericano. Il gruppo tedesco ha deciso di investire 580 milioni di dollari nello stabilimento argentino di Pacheco per progettare e produrre il nuovo Amarok dedicato al Sud America. Nel teaser è evidente il cambio di passo a livello stilistico: il pickup propone un frontale totalmente ridisegnato con una grande fascia Led centrale e due elementi diurni laterali, creando un'immagine diversa rispetto ai modelli Volkswagen visti fino a oggi. A Pacheco la Volkswagen ha costruito in 15 anni circa 770.000 esemplari della Amarok. La Amarok sudamericana sarà sviluppata da Saic. L'attuale generazione della Amarok ha debuttato in Europa nel 2023 ed è frutto di una sinergia con la Ford, che ha messo a disposizione la piattaforma e le motorizzazioni del Ranger. Questo modello, prodotto in Sud Africa, proseguirà quindi la sua carriera commerciale, mentre la variante sudamericana avrà un destino totalmente indipendente: secondo quanto dichiarato dalla testata Clarin il progetto sarà seguito dal partner cinese Saic; mentre il design sarà curato dalla filiale brasiliana della Casa tedesca. Non è dato sapere per il momento quali saranno i powertrain disponibili, considerando anche l'esperienza di Saic in tema di elettrificazione.
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Mobilize Duo - Il quadriciclo elettrico arriva nelle concessionarie Renault
La Renault ha aperto la commercializzazione del quadriciclo elettrico Mobilize Duo, presente da oggi nelle concessionarie della Casa francese, dove sarà anche possibile prenotare dei test drive. La gamma è composta da tre versioni, una delle quali guidabile dai 14 anni con patente AM. Per tutte è di serie l'airbag per il conducente. La gamma per l'Italia. Il modello d'attacco Duo 45 Neo è omologato L6e come quadriciclo leggero, mosso da un motore a 8 CV e con velocità limitata a 45 km/h, guidabile dai 14 anni con patente AM. Le versioni 80 Evo e 80 Pro sono invece omologate L7e, con motore da 16 CV e velocità limitata a 80 km/h, guidabili con patente da B1 in su. Per tutti, la batteria ha una capacità di 10,3 kWh, per un'autonomia dichiarata di 161 km. La versione Evo offre la connettività Bluetooth e sedili più confortevoli, mentre il Duo 80 Pro prevede il collegamento a internet integrato per la gestione delle flotte aziendali. Cinque i pacchetti colore: Iconic Orange, Exotic Green, Galactic Grey, Cosmic Blue e Chic Purple. A questi si aggiunge la possibilità di personalizzazione della variante Pro con la grafica della propria azienda. I prezzi e le offerte. Ecco i prezzi per il mercato italiano. In questa fase di lancio il Color Pack (450 euro) è compreso nel prezzo. Il Mobilize Duo accede anche agli incentivi statali per i quadricicli elettrici, con riduzioni del prezzo d'acquisto pari al 30%, e del 40% in caso di rottamazione di un ciclomotore o di un quadriciclo omologati fino a Euro 3.Mobilize Duo 45 Neo: 9.990 euro (6.853 euro con incentivi)Mobilize Duo 80 Evo: 12.500 euro (8.540 euro con incentivi)Mobilize Duo 80 Pro: 11.600 euroSono inoltre disponibili offerte di finanziamento in tre anni: nel caso del Duo 45 Neo, anticipo di 2.725 euro e rate mensili di 29 euro, con maxirata finale di 3.896 euro. Per il Duo 80 Evo l'anticipo è di 2.950, le rate da 49 euro e la maxirata finale di 5.375 euro. Le offerte sono valide fino a fine giugno.
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BYD - Operativo il sesto mercantile: si chiama Xi'an
Prosegue ormai senza sosta l'ampliamento della flotta di mercantili della BYD: il sesto cargo dell'azienda di Shenzhen ha mollato gli ormeggi per la prima volta, entrando così nella sua piena operatività. La flotta. La nuova nave ro-ro (roll-on/roll-off) della BYD si chiama Xi'an, in onore dell'omonimo capoluogo della provincia dello Shaanxi dove il colosso cinese ha una delle sue maggiori fabbriche. Del resto, tutte le imbarcazioni hanno un nome legato a una città cinese che ospita attività della BYD. L'unica eccezione riguarda la prima, la Explorer No.1, che ha iniziato i suoi viaggi marittimi nel mese di gennaio del 2024 ed è in grado di trasportare fino a 7 mila vetture, la stessa capacità di carico della Hefei, la prima ad avere la BYD come armatore (la gestione della Explorer NO.1 è affidata, invece, alla Zodiac Maritime), e della Changzhou. La Hefei ha effettuato il suo viaggio inaugurale il 7 gennaio di quest'anno, ma è stata preceduta di pochi giorni dalla Changzhou. Negli ultimi mesi sono quindi entrate in servizio la Shenzhen e Changsha, entrambe con una capacità di 9.200 veicoli. Della Xi'an non si hanno dettagli sulla dimensione della stiva, ma la BYD, nell'annunciare la sua entrata in funzione, ha pubblicato una sua foto al fianco proprio della Shenzhen: le due navi sono simili e quindi la capacità di carico non dovrebbe differire di molto. Crescita e risparmi. La flotta è comunque destinata a essere ulteriormente ampliata con il varo di altri due cargo entro l'inizio dell'anno prossimo. Per il costruttore cinese, le navi sono necessarie per garantire una "rapida consegna dei prodotti BYD" e per sostenere un'espansione all'estero ormai in rapida accelerazione. Per il 2025, l'azienda si è posta l'obiettivo di accrescere le vendite dai circa 4,23 milioni del 2024 ad almeno 5,5 milioni, di cui più di 800 mila al di fuori della Cina, contro i 417 mila dell'anno scorso). Un aspetto è, però, ancor più importante: la flotta, essendo gestita direttamente dalla BYD e non da terze parti, consentirà anche di ridurre i costi di trasporto di 800-1.000 dollari rispetto ai noli medi degli ultimi mesi. Secondo alcune stime elaborate sulla base di un volume delle esportazioni pari a 500 mila veicoli, la BYD potrebbe risparmiare ogni anno circa 1,4 miliardi di dollari solo sugli oneri legati ai trasporti marittimi.
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Dazi - Pechino alza barriere contro Trump, Meloni: "No all'allarmismo"
Le "tariffe doganali reciproche" annunciate da Donald Trump hanno ormai aperto le porte a qualsiasi tipo di reazione ai massimi vertici delle cancellerie dei principali partner commerciali degli Stati Uniti. Dopo il Canada, è la Cina a reagire, dando così seguito alla promessa di una pronta risposta alla guerra commerciale scatenata dall'inquilino della Casa Bianca. Pechino, infatti, ha deciso di imporre, a partire dal 10 aprile prossimo, "dazi reciproci" su tutti beni statunitensi importati in Cina. L'aliquota sarà del 34%, la stessa (o quasi) annunciata da Trump pochi giorni fa. Infatti, il nuovo dazio statunitense si aggiunge a quello del 20% già da tempo in vigore e introdotto, in due fasi successive, per contrastare il traffico di fentanyl. Quindi, le esportazioni cinesi verso gli Usa sono gravate da dazi per un totale del 54%. Il ricorso. Pechino, oltre alle sue tariffe, ha deciso di alzare l'asticella dello scontro, annunciando un ricorso all'Organizzazione mondiale del commercio (Wto). "Le pratiche commerciali degli Stati Uniti non sono in linea con le norme del commercio internazionale, minano seriamente i legittimi diritti e interessi della Cina e sono una tipica dimostrazione di bullismo unilaterale", ha affermato la Commissione per le tariffe doganali del Consiglio di Stato. Non solo. Pechino ha anche aggiunto 11 imprese statunitensi nella sua "lista delle entità inaffidabili", ha imposto controlli più severi sulle esportazioni di altre 16 aziende presenti in Cina e ha avviato un'indagine anti-dumping su alcuni dispositivi medici importati dagli Usa e dall'India. Insomma, Trump ha dato la scossa a un vera e propria escalation, che sta alimentando crescenti preoccupazioni. Lo dimostra il crollo generalizzato delle borse europee, appesantite dai timori per una recessione economica ormai dietro l'angolo. Le speranze europee. A tal proposito non vanno trascurate le parole del commissario Ue all'Economia, Valdis Dombrovskis, che in un'intervista a Repubblica ha citato "stime del Fondo monetario internazionale, secondo cui a medio termine il Pil globale scenderà del 7%". " come perdere il Pil complessivo della Germania e della Francia. L'impatto negativo è evidente", ha aggiunto Dombrovskis, che ha poi cercato di fornire delle rassicurazioni durante un evento a Riga: "L'economia europea si sta dimostrando resiliente di fronte a shock economici consecutivi" come il Covid e la guerra della Russia in Ucraina e "ci aspettiamo che la crescita economica dell'Ue continui: l'anno scorso abbiamo avuto una crescita complessiva dell'1%" e "quest'anno ci aspettiamo una crescita leggermente più rapida". Rassicurazioni analoghe sono arrivate anche da Giorgia Meloni. "Sono ovviamente preoccupata, è un problema che va risolto. Non ne farei la catastrofe che sto ascoltando in questi giorni, che mi preoccupa paradossalmente più del fatto in sé. Parliamo di un mercato importante, quello Usa, che vale circa il 10% della nostra esportazione. Non smetteremo di esportare negli Usa, ma attenzione all'allarmismo che sto vedendo in queste ore", ha affermato il presidente del consiglio, replicando le affermazioni del ministro delle Imprese, Adolfo Urso, sulla necessità di fermare il Green deal. "Dobbiamo lavorare sulla competitività delle nostre imprese. Sappiamo che c'è il settore auto colpito dai dazi in maniera importante, quindi forse dovremmo ragionare sul sospendere le norme del Green Deal relative al settore dell'automotive. C'è poi un tema aperto rispetto al patto di stabilità, c'è una norma che si chiama clausola generale di salvaguardia, forse dovremmo fare una valutazione ulteriore su come è stato indicato il patto di stabilità", ha affermato Meloni.
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Cina - Changan e Dongfeng in trattative avanzate per la fusione
Sono sempre più concrete le possibilità di una fusione tra due dei maggiori costruttori cinesi: nascerebbe così un nuovo colosso automobilistico con una produzione annuale di oltre 5 milioni di veicoli. Dopo le indiscrezioni di alcune settimane fa, spuntano nuovi rumor e a lanciarli non è un media locale, ma nientemeno che il New York Times. Dongfeng Motor e Changan Automobile, scrive l'autorevole testata americana, sono in trattative avanzate per definire i dettagli della loro aggregazione e hanno già informato delle loro intenzioni i partner esteri: Ford, Honda e Nissan. Le pressioni di Pechino. Le nuove indiscrezioni arrivano a circa due mesi dai comunicati con cui le due aziende hanno annunciato la decisione dei rispettivi azionisti di controllo di valutare una revisione degli assetti azionari che potrebbe determinare delle modifiche alla struttura proprietaria. Le due comunicazioni, sostanzialmente analoghe nella forma e nella sostanza, hanno alimentato le speculazioni e le attese su un'operazione fortemente auspica dalle autorità di Pechino. Del resto, la catena di controllo sia della Dongfeng, che della Changan porta fino alla Sasac (State-owned Assets Supervision and Administration Commission), una commissione speciale sotto diretta supervisione del Consiglio di Stato della Repubblica popolare cinese, ossia il governo centrale. E Pechino ha tutta l'intenzione di sfoltire l'enorme pletora di costruttori e marchi attivi in Cina, anche per ridurre i rischi associati a una fortissima sovracapacità produttiva. Generalmente il tasso di utilizzo minimo affinché una fabbrica automobilistica sia redditizia deve essere del 60/80%: in alcuni casi, soprattutto europei, deve salire anche al 100% per garantire la sopravvivenza di uno stabilimento di assemblaggio. Ebbene, secondo dati di AlixPartners citati dal New York Times, l'anno scorso le fabbriche di Dongfeng hanno visto il tasso attestarsi al 48% e quelle di Changan al 47%. Pechino spera ora che l'aggregazione spinga la nuova società a chiudere impianti e ad avviare una ristrutturazione che ponga le basi per una maggior penetrazione nell'elettrico. Non a caso, Gou Ping, vicedirettore della Sasac, ha di recente parlato della necessità di "attuare una ristrutturazione strategica delle imprese automobilistiche statali" e di concentrarsi sulle auto a batteria.
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Coyote - Arriva la nuova app con navigazione e autovelox
un'evoluzione della specie. Arrivato ai vent'anni, Coyote, il dispositivo per evitare il flash degli autovelox, si reinventa con una nuova app (la prima risale al 2009). D'altronde siamo nell'era di CarPlay e Android Auto, del mirroring dal telefono allo schermo dell'auto, e così sia il dispositivo fisico sia il download delle applicazioni direttamente nell'infotainment della vettura si avviano verso la pensione (anche se per ora restano disponibili).Tutto più chiaro. Secondo Coyote, le app gratuite che usiamo per la navigazione e per la segnalazione di traffico e altri eventi stradali, autovelox inclusi, non sono del tutto affidabili: i percorsi, sostengono, sono spesso tracciati tenendo conto degli inserzionisti pubblicitari, mentre i dati sugli eventi possono derivare da fonti non accreditate. Così l'azienda risponde all'assalto dei concorrenti con un profondo restyling che presenta diversi punti di forza, primo fra tutti gli avvisi relativi alla presenza di autovelox, ora più visibili e udibili. Due modalità. La modalità Esperto, una delle due disponibili, mostra tutti gli eventi nel raggio di 30 chilometri. Una strada illuminata evidenzia graficamente l'avvicinarsi al rilevatore di velocità, mentre gli allarmi si intensificano progressivamente nel caso si stia andando troppo forte, così da evitare eventuali multe dovute alla mancanza di attenzione. C'è poi una seconda modalità, Mappa, che mostra la navigazione e, sulla sinistra, presenta una barra di scorrimento che evidenzia l'approssimarsi di eventuali eventi, dalle code ai lavori in corso, passando ovviamente per gli autovelox.In abbonamento. Già disponibile sia su Android che su iOS, il servizio offerto dall'app è in abbonamento e costa 7,99 euro al mese (o 65,99 euro all'anno). Il prezzo sale a 10,99 euro mensili (o 78,99 euro all'anno) per chi desidera anche la compatibilità con Android Auto o CarPlay. Per chi invece possiede auto un po' più datate, rimane disponibile il Coyote Mini, un piccolo dispositivo fisico con display da 3,5 pollici, che costa 149,99 euro, a cui va aggiunto il costo dell'abbonamento: 12,99 euro al mese per un anno di sottoscrizione, 9,99 euro al mese per due anni, oppure 144 euro all'anno se si sceglie il pagamento in un'unica soluzione.
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Pneumatici estivi - il momento del cambio gomme
Come ogni anno, arriva il momento di sostituire le gomme invernali con quelle estive. Salvo indicazioni locali, emanate dagli enti proprietari delle strade con apposite ordinanze relative ai tratti gestiti, il termine entro il quale scade l'obbligo di montare gomme invernali è il 15 aprile: da questa data c'è tempo un mese, fino al 15 maggio, per montare quelle adatte alla stagione calda.Nessun obbligo, ma... Si può continuare a viaggiare con i pneumatici invernali, quelli contrassegnati dal simbolo del fiocco di neve racchiuso nel profilo di una montagna, a patto che la misura sia riportata sulla carta di circolazione della vettura e il codice di velocità abbia un valore pari o superiore a quelli indicati sul libretto. Entro il 15 maggio è quindi obbligatorio sostituire le gomme invernali con indice di velocità inferiore a quello riportato sulla carta di circolazione e, comunque, mai inferiore alla lettera Q (che corrisponde a una velocità massima di 160 km/h). Montare gomme estive è soprattutto una questione di sicurezza. La mescola più dura garantisce una migliore tenuta sull'asfalto caldo e spazi di frenata più contenuti, tanto su asciutto quanto su bagnato, oltre a una minore resistenza al rotolamento (che riduce i consumi). Le quattro stagioni valgono sempre. Chi monta gomme all season, che offrono un compromesso tra le caratteristiche dei pneumatici invernali e di quelli estivi, può continuare a utilizzarle senza doversi preoccupare delle scadenze di legge. I pneumatici all season, come quelli invernali, sono contraddistinti dalla sigla M+S (mud+snow, fango e neve), e possono essere utilizzati per tutto l'anno su ogni tipo di strada e condizione atmosferica, sempre a patto che abbiano il codice di velocità appropriato. Qui trovate la nostra guida alla lettura delle sigle sui fianchi dei pneumatici.Le multe. In generale, chi viaggia con pneumatici con misure non conformi a quanto indicato sulla carta di circolazione, rischia una multa ai sensi 78 del Codice della strada, che riguarda le modifiche relative alle caratteristiche costruttive o funzionali dei veicol, e che prevede una sanzione tra i 430 e i 1.731 euro, a cui si aggiunge il ritiro della carta di circolazione dell'auto. Questo vale anche per chi, dopo il 15 maggio (e fino al 15 ottobre), utilizza gomme invernali (o all season) con codice di velocità inferiore a quanto prescritto sulla carta di circolazione, anche se uguale o maggiore a Q. Per maggiori informazioni vi rimandiamo allo speciale dedicato al cambio gomme estive.
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Mercato italiano - Le dieci auto a benzina più vendute a marzo
Con una quota di mercato del 31,1%, a marzo del 2024 quasi un'auto nuova su tre era a benzina. Dopo dodici mesi la percentuale si è assottigliata, arrivando al 26,7% (26,5% da inizio anno) dell'ultimo mese. Una contrazione legata soprattutto alla sempre più ampia offerta di modelli ibridi, mild e full, che sul mercato complessivo hanno raggiunto una quota del 45%. Resta il fatto che le auto a benzina vengono ancora scelte da più di un automobilista su quattro: ecco i dieci modelli più venduti in Italia negli ultimi trenta giorni.
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Milano Design Week - Appuntamento con la Lancia Appia Zagato GTE
Durante il Fuorisalone 2025, nei giorni della Milano Design Week, sarà possibile visitare lo spazio del Design Garage di via Scaldasole, in zona Navigli, allestito dal designer Benedetto Camerana e dal Museo dell'Automobile di Torino, con la collaborazione di Ferreri Costruzioni. Capolavoro di design. In questo spazio sarà esposta una Lancia Appia GTE Zagato color grigio metallizzato del 1961, simbolo della più eccellente produzione industriale torinese e del miglior stile milanese. Presentata al Salone di Torino del 1956, l'auto è la versione sportiva della Appia con carrozzeria coupé, prodotta dal 1956 al 1963. La versione GTE (Gran Turismo Esportazione) è stata realizzata in tre serie, con il 1.0 quattro cilindri a V portato dai 53 CV originali a 60 CV, per consentire all'auto a raggiungere i 150 km/h di velocità massima. L'esemplare esposto arriva dalla collezione Mauto, dono di Maria Viveros in ricordo del padre, il dott. Domenico Viveros.
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Honda Prelude - Svelati gli interni della coupé ibrida
La Honda ha mostrato per la prima volta gli interni della nuova Prelude. La coupé sportiva, che vedremo sul mercato europeo nel 2026, adotterà l'innovativo powertrain ibrido con trasmissione S Shift+ che simula una cambiata tradizionale. Come la Civic, più della Civic. Osservando le immagini ufficiali non si può fare a meno di notare il forte legame tra gli interni della Prelude e quello della Civic (le due vetture, infatti, condivideranno la piattaforma): l'impostazione di base è la medesima, con lo schermo dell'infotainment ben separato dalla plancia e la strumentazione digitale davanti al guidatore, mentre sono diverse le bocchette di areazione e il comando della trasmissione. La Honda ha deciso di puntare alle finiture per dare ulteriore personalità alla Prelude, scegliendo il bianco e il blu per i rivestimenti di pelle. Un cenno anche al bagagliaio, accessibile dal grande portellone: mette in risalto lo spazio molto ridotto previsto dietro ai sedili anteriori, anche se per il momento la capacità del vano e gli altri dettagli tecnici sulle misure totali dell'auto non sono stati resi noti.
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McLaren - Una nuova vita per Woking
La McLaren ha un nuovo proprietario, una nuova struttura operativa e manageriale e, soprattutto, un nuovo partner tecnologico. L'azienda di Woking, nella contea inglese del Surrey, è passata ufficialmente sotto il controllo del veicolo di investimenti di Abu Dhabi, CYVN Holdings, che ha anche acquisito una partecipazione di minoranza nella scuderia di Formula Uno, McLaren Racing.Tutto nuovo. L'operazione, che rappresenta solo il primo passo di una strategia di rilancio e risanamento del costruttore inglese, prevede la creazione di una nuova holding di controllo, la McLaren Group Holdings: sarà responsabile non solo della McLaren Automotive, ma anche della startup inglese Forseven, finora l'investimento di riferimento per il veicolo mediorientale. In sostanza, le due aziende si fondono sotto la McLaren Group Holdings, che, a sua volta, sarà titolare delle azioni della McLaren Racing e proprietaria della neo-costituita McLaren Licensing. Inoltre, la McLaren Automotive beneficerà dell'investimento effettuato dalla CYVN nella cinese Nio per accedere a tecnologie di elettrificazione, mentre la Forseven porta in dote le innovazioni sviluppate dalla consociata Gordon Murray Technologies, acquisita sempre da CYVN Holdings nel 2023.Le strategie. In poche parole nasce un nuovo gruppo automobilistico, che sarà guidata da Nick Collins: attualmente ricopre l'incarico di amministratore delegato di Forseven, ma assumerà analogo incarico al vertice della McLaren Group Holdings, affiancando il presidente Jassem Mohamed Bu Ataba Al Zaabi, numero uno della CYVN. Tra l'altro, il nuovo proprietario di Woking ha già le idee chiare sui prossimi passi da compiere: entro fine anno, infatti, saranno annunciati i dettagli di una strategia che prevede l'ampliamento dell'attuale gamma McLaren a "nuove categorie di prodotto". Prima, però, sarà avviato un piano di ristrutturazione che andrà di pari passo con un processo di integrazione strutturale della durata di sei mesi. "Abbiamo una strategia chiara per realizzare la nostra visione e ci muoveremo a un ritmo incredibile per farlo. Dobbiamo ottimizzare le operazioni, garantire l'efficienza e rimodellare la nuova organizzazione integrata, in modo da poter far crescere il nostro portafoglio di auto, migliorare l'esperienza dei clienti e continuare a rafforzare le nostre relazioni globali con fornitori e concessionari", ha spiegato Collins.
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Mercedes-AMG - CLE Coupé e Cabrio Limited Edition
La Mercedes-AMG introduce in Italia la Limited Edition delle CLE Coupé e Cabriolet. Questa serie speciale è basata sulla variante 53 4MATIC+ con motore 3.0 Mild Hybrid da 449 CV e offre una personalizzazione estetica unica nel suo genere. Colori Manufaktur. Le Coupé e Cabriolet Limited Edition attingono a due tinte del catalogo Manufaktur: Grigio Grafite opaco per la Coupé e la Cabrio e Blu Spettrale opaco per la sola Cabriolet. In entrambi i casi sono previste anche le grafiche AMG in tinta gialla o nera/blu e i cerchi da 20": forgiati con bordo giallo e pinze freno grigie per la coupé e lucidati sulla Cabriolet. I pacchetti speciali sono di serie. Le CLE Limited Edition offrono di serie anche una serie di pacchetti normalmente previsti tra gli optional. La Coupé adotta il Night AMG esterno con dettagli nero lucido e il Night AMG II con elementi in cromo scuro, mentre la Cabriolet propone il doppio pacchetto AMG esterno in carbonio che include gli elementi aerodinamici e le calotte degli specchietti. Entrambe le varianti di carrozzeria offrono di serie anche il pacchetto AMG Dynamic Plus con volante AMG Performance con sezioni in carbonio e microfibra e supporti motore attivi.
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I dazi di Trump - Il Canada reagisce: tariffe del 25% sulle auto Usa
Il Canada lancia le nuove ritorsioni contro le politiche protezionistiche del presidente statunitense, Donald Trump. Infatti, il premier Mark Carney ha annunciato l'introduzione di dazi del 25% su tutte le vetture importate dagli Stati Uniti e non conformi ai requisiti stabiliti dall'accordo commerciale tra i due Paesi che ha sostituito il Nafta. Le nuove tariffe doganali canadesi, che riguardano importazioni per un valore di 35,6 miliardi di dollari (25,3 miliardi di dollari statunitensi), sono una risposta diretta alle analoghe misure decise da Trump sull'acciaio, l'alluminio e le auto prodotte in Canada e in particolare ai dazi sui veicoli canadesi entrati in vigore a inizio marzo. Le aperture di Trump. Carney ha giustificato la decisione con la necessità di controbattere alle politiche commerciali "ingiustificate" introdotte da un Paese che "non è più amico del Canada". Il premier ha assicurato l'intenzione di Ottawa di "difendere gli interessi e la sovranità economica" del Paese e di instaurare rapporti sempre più forti con altri partner esteri. il caso della Germania. Carney, infatti, ha avuto un colloquio telefonico con il cancelliere Olaf Scholz: "Abbiamo concordato di rafforzare le diverse relazioni commerciali tra Canada e Germania. Oggi, mentre affrontiamo la crisi causata dai dazi del presidente Trump, è più importante che mai avere partner affidabili". Intanto, lo stesso Trump ha annunciato la sua disponibilità ad aprire dei negoziati con altri Paesi in caso di proposte "fenomenali" sui dazi "reciproci" annunciati di recente, smentendo così il suo entourage: diversi funzionari della Casa Bianca hanno più volte sottolineato come le nuove barriere commerciali non siano "negoziabili". Insomma, Washington non fa che accrescere un'incertezza che ha già causato danni di nbotevole entità alle borse globali (Wall Street, per esempio, ha bruciato oltre 2 miliardi di dollari di capitalizzazione).I negoziati del Messico. Tra l'altro, la nuova ondata di dazi "reciproci" non ha coinvolto proprio il Canada e neanche il Messico. Il governo messicano sta portando avanti specifici negoziati per ottenere un trattamento preferenziale e il presidente Claudia Sheinbaum ha annunciato un prossimo incontro a Washington tra il ministro dell'Economia Marcelo Ebrard e i rappresentanti della Casa Bianca per dare seguito ai colloqui. Per ora, i dazi statunitensi non colpiscono numerose industrie messicane (agroalimentare, elettronica, chimica, abbigliamento o farmaceutica), ma riguardano comunque auto, acciaio e alluminio, prodotti che rappresentano un'importante fetta delle esportazioni verso gli Stati Uniti. Del resto il Messico ha ben 37 fabbriche di automobili sul suo territorio, tra cui impianti di Audi, BMW, Ford, Hyundai, Honda, Mazda, Nissan, Stellantis, Toyota e Volkswagen che spediscono buona parte della loro produzione proprio negli Stati Uniti. Le mosse delle Case. Non a caso l'ultimo annuncio della Nissan riguarda proprio il suo impianto messicano. La Casa di Yokohama sta rivedendo le sue strategie commerciali e produttive sulla falsariga di quanto stanno facendo tutti gli altri concorrenti. In tale quadro rientrano la decisione di fermare la raccolta degli ordini negli Stati Uniti per le Suv QX50 e QX55 del marchio Infiniti prodotte a Aguascalientes e la conferma dei due turni lavorativi nello stabilimento statunitense di Smyrna, che proprio in questi giorni doveva passare a un solo turno. Altre Case, soprattutto quelle europee, sono ormai pronte ad aumentare i prezzi dei loro listini statunitensi e per evitare i dazi si stanno preparando ad aumentare le proprie produzioni negli Stati Uniti. il caso della Volkswagen, che ha parlato di un "effetto immediato" prodotto dalle nuove tariffe doganali, della Mercedes-Benz, che sta ancora valutando l'impatto, ma sta esaminando il modo per incrementare i volumi della sua fabbrica in Alabama, oppure della Volvo. "Dovremo aumentare il numero di auto che costruiamo negli Stati Uniti e sicuramente spostare un altro modello nella nostra fabbrica", ha spiegato il neo amministratore delegato Hkan Samuelsson. Gli svedesi assemblano a Charleston, nella Carolina del Sud, la EX90 e la Polestar 3. Anche la General Motors ha già iniziato a rivedere la sua impronta produttiva, aumentando le produzioni di Chevrolet Silverado 1500 e GMC Sierra 1500 a Fort Wayne e assumendo oltre 225 lavoratori temporanei. Dunque, i dazi potrebbero sostenere l'obiettivo di Trump di aumentare le produzioni statunitensi, ma molto dipende da una domanda che rischia di pagare l'incertezza scatenata dallo stesso Trump.Il segnale della Ford. A tal proposito, nelle ultime ore la Ford ha lanciato un segnale teso anche a rassicurare i consumatori dopo gli allarmi su forti aumenti dei listini (secondo un'analisi dell'Anderson Economic Group, le auto di produzione estera più colpite potrebbero subire rincari fino a 20.000 dollari, mentre quelle assemblate negli Stati Uniti con componenti in gran parte di fabbricazione americana potrebbero costare da 2.500 a 5.000 dollari in più). Per far sì che la domanda non crolli, l'Ovale Blu ha lanciato fino al 3 giugno la campagna "From America, For America", caratterizzata da forti promozioni su gran parte della gamma: i clienti potranno, infatti, accedere alle stesse scontistiche garantite ai dipendenti, in particolare sui modelli già in inventario. Gli sconti possono essere cumulati con le promozioni di altri concessionari e sono idonei per i veicoli Ford e Lincoln a benzina, ibridi, plug-in e diesel del 2024 e del 2025. Sono esclusi Raptor, Mustang, Bronco, Expedition, Navigator e i pick-up Super Duty. A prima vista sembra un segnale positivo. In realtà, come segnalato da alcuni organi di stampa americani, l'iniziativa ricorda la promozione "Keep America Rolling" lanciata dalla General Motors subito dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001 per sostenere le vendite nel bel mezzo di un'economia in fase di forte contrazione. Inoltre, la campagna potrebbe essere un tentativo dell'Ovale Blu per svuotare magazzini sempre più pieni: alla fine di marzo, la Ford aveva scorte di veicoli per almeno 74 giorni.
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F.1, GP Giappone - McLaren davanti in un venerdì complicato
Quella di oggi a Suzuka è stata una di quelle giornate che sembrano esser state pensate appositamente per complicare la vita di team e piloti: quattro bandiere rosse causate da due incidenti e altrettanti piccoli incendi, causati dalle scintille delle monoposto. Risultato? Una grande quantità di dati da raccogliere in praticamente pochi minuti, roba da mission impossible. A spuntarla, alla fine di una seconda sessione di prove libere stop and go, è stato Oscar Piastri. L'australiano della McLaren ha fermato il cronometro sull'1:28.114 e si è preso la prima posizione, davanti al compagno di squadra Lando Norris. Ma più che i tempi, a tenere banco è stato tutto ciò che è successo in pista.Gran botto per Doohan. La seconda sessione di libere è cominciata con un colpo di scena: Jack Doohan salito sull'Alpine dopo aver lasciato il volante in FP1 a Hirakawa ha perso il controllo in Curva 1 ed è finito violentemente contro le barriere. Un botto pauroso, ma per fortuna senza conseguenze fisiche per il pilota. I commissari, invece, hanno avuto parecchio da fare: detriti ovunque, barriere da sistemare e una sessione sospesa per oltre 20 minuti. Quando i semafori sono tornati a mostrare la luce verde, mancavano solo 30 minuti alla fine. E, poco dopo, ecco nuovamente sventolaree la bandiera rossa: questa volta è Fernando Alonso a regalare il secondo stop. Dopo essere uscito all'altezza di Curva 8, la sua Aston Martin è rimasta bloccata nella ghiaia. Con meno di 20 minuti a disposizione, i team si sono fiondati in pista per le ultime simulazioni. Ma è stato quasi impossibile prendere ritmo, perché per ben due volte l'erba secca a bordo pista ha cominciato a bruciare, a causa delle tante scintille generate dalle auto che strisciano sull'asfalto.La classifica, non proprio veritiera. Alle spalle del due McLaren, che già nelle prime libere avevano mostrato i muscoli con una McLaren ben bilanciata, troviamo la Racing Bulls di Hadjar seguito dalla Ferrari di Lewis Hamilton e dall'altra vettura faentina guidata da Liam Lawson. Russell ha chiuso sesto con una Mercedes che pare in gran forma, ma priva ancora di giri rappresentativi con le soft, così come Antonelli che in classifica è sedicesimo.Ne sapremo di più domani. Il venerdì giapponese si è quindi chiuso così, tra molte incognite e una sola certezza: McLaren sembra ancora davanti, ma la Mercedes sembra poter tenere il passo. Ferrari e Red Bull restano ancora un punto interrogativo. Tutto è rimandato a domani, con la FP3 in programma alle 11:30 - ora locale - e le qualifiche nel pomeriggio, quando in Italia saranno le otto del mattino. Suzuka promette spettacolo. E il weekend è appena cominciato.La classifica completa delle Libere 2 di Suzuka >>
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Villa dEste - Tutti gli appuntamenti del Concorso d'Eleganza 2025
Si svolgerà dal 23 al 25 maggio a Cernobbio l'edizione 2025 del Concorso d'Eleganza Villa d'Este, organizzato ancora una volta dal gruppo BMW, grazie alla collaborazione ormai ventennale con l'hotel di lusso Villa d'Este. La Casa dell'Elica approfitterà dell'evento per presentare diverse anteprime mondiali: un modello sportivo ed elegante, progettato per offrire piacere di guida per due, una sportiva della divisione M (accompagnata da diversi modelli ad alte prestazioni) e una concept di BMW Motorrad incentrata su adrenalina pura e massima sportività su ruote. I premi in palio. Come ogni anno, i riconoscimenti sono tanti, così come le vetture che cercheranno di conquistarli. Il più prestigioso è il Trofeo BMW Group Best of Show, assegnato da una giuria di esperti, ma anche la Coppa d'Oro votata dal pubblico, e poi il Trofeo del Presidente, consegnato dal presidente del concorso Helmut Käs, e il Trofeo Il Canto del Motore, assegnato dal tenore Jonas Kaufmann per il miglior sound del motore, scelto dalla giuria. Verranno inoltre premiate le concept car presenti all'evento. Saranno circa cinquante le auto che parteciperanno al Concorso d'Eleganza, divise nelle seguenti categorie: Class A - Glorious Excess (1920-1940)Class B - Sculpture in Motion (1928-1938)Class C - Renaissance: The Post-War European Sports CarClass D - Titans of the TrackClass E - Frozen in Time (1900-1973)Class F - Go Big or Go Home, dagli anni Ottanta a oggiClass G - Vanishing actClass H - Style matters Gli appuntamenti. Nella giornata di domenica 25 maggio si terrà la sfilata delle auto iscritte al concorso: tra queste, la BMW i5 Flow Nostokana. Sabato invece si svolgerà l'evento Amici & Automobili, durante il quale club e le comunità automobilistiche di tutto il mondo esibiranno i loro gioielli automobilistici nel parco di Villa Erba, con oltre 150 modelli. In questi due giorni si svolgerà poi la tradizionale asta organizzata dalla Broad Arrow Auctions (del gruppo Hagerty), che metterà all'incanto anche una BMW 507 Serie II del 1958, una BMW M1 del 1981 e una BMW Z8 del 2000.
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IED e Italdesign - Vision Rapida, realizzata dai giovani per i giovani
Ha linee pulite ma tratti decisi, un'aerodinamica efficiente ma non urlata. Le sue misure sono compatte: 4 metri e 50. La scocca è leggera, la configurazione 2+2 e nel baule c'è spazio per i bagagli. Nasce con lo scopo di rendere accessibile alle nuove generazioni un piacere di guida che sembra in via di estinzione. Si chiama Vision Rapida ed è la nuova concept sviluppata dagli studenti del Master in Transportation Design di IED Torino in collaborazione con Italdesign. Un progetto che rappresenta il punto d'incontro tra formazione accademica e industria, con l'obiettivo di dare nuova linfa al segmento delle sportive compatte. Anni 90. Gli studenti volevano creare un'auto in cui riconoscersi e con cui sognare", spiega Dario Lauriola, Exterior Designer di Italdesign. "Con Rapida hanno risposto alla mancanza di quelle piccole sportive che negli anni 90 offrivano esperienze di guida divertenti ed economicamente accessibili. Per ora, Rapida non ha marchio sul cofano, se non quello dello Ied: perché dietro c'è il lavoro di 22 giovanissimi ragazzi che hanno deciso di plasmare l'auto che vorrebbero guidare, creando questo prototipo a grandezza naturale capace di far battere il cuore. Multienergia. Rapida ha interni minimali, come è giusto che sia per concentrarsi nella guida, ma studiati in chiave contemporanea, ma soprattutto è stata pensata per avere dentro il cofano anteriore un bel motore a pistoni, un powertrain ibrido o anche 100% elettrico. Dove vederla. Rapida è una concept aperta, con un'identità chiara ma senza vincoli, pronta per essere plasmata da qualsiasi marchio automobilistico ma soprattutto a un prezzo ragionevole: sarà in esposizione al Fuorisalone di Milano 2025, nello spazio Italdesign in Opificio 31, e successivamente al Museo Nazionale dell'Automobile di Torino dal 15 aprile al 4 maggio.
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Dazi - Primi effetti negli Usa: Stellantis licenzia temporaneamente 900 operai
A poche ore dall'introduzione dei dazi del 25% su tutte le auto provenienti dall'estero, le politiche protezionistiche di Donald Trump iniziano a produrre le prime conseguenze sugli americani che lavorano nel settore: proprio quegli operai che Trump ha voluto intorno a sé, rappresentati dal sindacato Uaw, durante l'annuncio della stangata globale. Il primo costruttore a muoversi è stato Stellantis, che ha deciso di licenziare temporaneamente 900 dipendenti in cinque siti Usa a causa della chiusura di alcuni suoi impianti in Canada e Messico. Chiusura che, ovviamente, si deve all'effetto delle stesse tariffe doganali. Effetto domino. Di fronte alla necessità di rivedere le sue attività in risposta ai nuovi dazi, Stellantis ha dunque deciso di chiudere per due settimane, a partire da lunedì prossimo, l'impianto canadese di Windsor, dove si producono modelli come la Chrysler Pacifica e la nuova Dodge Charger Daytona (un altro stabilimento in Canada, a Brampton, è chiuso da tempo per lavori di ammodernamento). In Messico, invece, rimarrà ferma per un mese, a partire sempre dalla prossima settimana, la fabbrica di Toluca, dedicata alla produzione di diversi prodotti quali le Jeep Compass e Wagoneer S (a Saltillo, invece, le attività di assemblaggio dei pick-up Ram proseguiranno senza interruzioni). Tali chiusure producono effetti su cinque impianti statunitensi dedicati alla produzione di motori, trasmissioni e altre componenti: Stellantis ha deciso di licenziare temporaneamente 900 lavoratori impiegati tra Warren, Sterling Heights e tre strutture a Kokomo. Tutti producono componenti che sono utilizzati nei siti canadesi e messicani, il che dimostra quanto siano fortemente integrate le reti produttive, logistiche e di approvvigionamento dei tre Paesi. Gli allarmi inascoltati. Non c'è da stupirsi della decisione di Stellantis: gran parte dei manager e degli esperti del settore hanno più volte sollevato il timore degli effetti su larga scala prodotti dal protezionismo trumpiano, lanciando anche allarmi pesanti. Non a caso, i vertici di Ford, GM e Stellantis hanno tentato nelle ultime settimane di convincere Trump a rivedere la sua posizione, senza, però, ottenere alcunchè. A ogni modo, l'impatto dei dazi, come per l'appunto i licenziamenti nei cinque impianti a stelle e strisce, sembra solo temporaneo e quindi di breve termine, ma la complessità della catena del valore dell'auto rende estremamente difficile ripristinare in tempi rapidi produzioni messe a dura prova dalle nuove tariffe. Ecco perchè molti parlano di conseguenze di medio e lungo termine dalle elevate implicazioni, in particolare se i costruttori non riusciranno ad adattarsi al nuovo contesto operativo. A tal proposito, Antonio Filosa, responsabile della regione nordamericana di Stellantis, ha cercato di rassicurare i dipendenti con una mail raccolta da alcuni organi di stampa di Detroit: "Con le nuove tariffe del settore automobilistico ora in vigore, ci vorrà la nostra resilienza e disciplina collettiva per superare questo momento difficile, ma ci adatteremo rapidamente a questi cambiamenti politici e proteggeremo la nostra azienda". Ora bisogna vedere quanto tempo impiegheranno Stellantis e l'intera industria americana ad adeguarsi al protezionismo a stelle e strisce. Nel mentre, a pagarne le conseguenze sono proprio quegli operai dell'auto che hanno votato in massa per Trump, credendo nelle sue promesse di ricchezza e prosperità. Probabile che inizino ad accusare Stellantis o altri costruttori e non chi ha partorito scelte ritenute senza alcuna logica economica, se non scellerate. Rimane il fatto che i peggiori presagi si stanno avverando a una velocità forse inimmaginabile.
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Sim racing - Con Hard Chargers su WRC arriva la Focus di McRae
Il simulatore ufficiale del mondiale rally si arricchisce con il nuovo Dlc Hard Chargers. Disponibile da pochi giorni, questo pacchetto di contenuti rappresenta l'ultimo aggiornamento previsto per l'Expansion Bundle di WRC 24. Rispetto al precedente Dlc I Maestri, focalizzato sulle carriere di Sébastien Loeb e Sébastien Ogier, Hard Chargers presenta un approccio più eterogeneo, offrendo un mix di nuove vetture e tappe inedite. Nonostante alcune voci lo indichino come l'ultimo contenuto aggiuntivo per il gioco, resta aperta la questione di futuri sviluppi per la serie Sei nuove auto. Gli appassionati potranno cimentarsi con la Hyundai i20 Coupé WRC 2021, una delle auto più veloci nella storia del WRC grazie alla sua aerodinamica avanzata. Per gli amanti delle classiche, invece, arrivano la leggendaria Ford Focus WRC del 1999 di Colin McRae (ve la ricordate in Colin McRae Rally 2.0?) e la Ford Escort RS 1600 MK1 del 1973, un vero pezzo di storia del mondiale rally. Nel pacchetto anche vetture meno estreme, come la Renault Clio Rally3, che si unisce alla Ford Fiesta Rally3 nella sua categoria, e le Renault Clio Rally4 e Opel Corsa Rally4, pensate per i piloti alle prime armi. Il pacchetto include anche 12 nuove tappe, equamente suddivise tra il Rally Svezia e l'Acropolis Rally Grecia. Queste tappe riproducono fedelmente i tracciati reali utilizzati nel WRC. Inoltre, i giocatori potranno personalizzare ulteriormente le proprie auto grazie a 18 nuove livree, tra cui spiccano quelle di Marcus Grönholm per le Ford Focus del 2008 e Peugeot 206 del 1999. Arrivano inoltre 16 nuove sfide Momenti, che permetteranno di rivivere eventi iconici della storia del rally, inclusa la vittoria di Jon Armstrong al Rally Svezia Junior WRC nel 2022 con la nuova Hyundai i20 e un evento in Kenya con la Ford Focus WRC '99 di McRae. Ne vale la pena. Dopo averlo provato, abbiamo apprezzato il lavoro svolto nel diversificare il comportamento di ogni vettura: la nuova Hyundai i20, per esempio, si dimostra molto veloce e reattiva, mentre la Ford Focus del '99 offre un buon bilanciamento. Molto divertente la Ford Escort RS che, pur non essendo tra le auto più veloci disponibili, ti impegna alla guida per via della sua trazione posteriore. Le nuove tappe, invece, ti fanno immergere ancora di più nel mondo del WRC: la tappa svedese è impegnativa, con i suoi lunghi rettilinei, mentre quella greca prevede un tracciato molto tecnico, con guadi e strade strette che richiedono una guida molto precisa. Per chi non avesse ancora WRC 24, è possibile acquistarlo online sul sito di EA Sports a 49,99 euro, con incluso il nuovo Dlc e il precedente I Maestri. Per chi ha già il titolo base, la nuova espansione è proposta a 9,99 euro.
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