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Alfa Romeo - Alfona Tipo 941: riemerge lammiraglia mai nata su base Maserati

4 Ruote - 3 ore 50 min fa
Il designer Juan Manuel Díaz, ex Alfa Romeo e già papà della MiTo, ha pubblicato su Instagram alcune immagini inedite e render realizzati con l'intelligenza artificiale di un modello del Biscione mai nato, riaprendo un tema molto caro agli appassionati del marchio.Il riferimento è alla Alfona, nota internamente come Tipo 941, che avrebbe dovuto rappresentare l'ammiraglia della Casa italiana. L'ammiraglia mai nata su base QuattroporteTorniamo indietro al 2006, quando Alfa Romeo si appresta a pensionare la 166 senza un'erede nel segmento E, allora dominato dai costruttori tedeschi. Il team guidato da Wolfgang Egger viene incaricato di sviluppare, in via ufficiosa, il progetto di una berlina di lusso sfruttando la base tecnica della Maserati Quattroporte di quinta generazione, riportando così la trazione posteriore in casa Alfa Romeo.Il progetto, soprannominato Alfona, si fermò ai modellini in scala, ma nelle forme erano già presenti diversi indizi del futuro. I gruppi ottici e il frontale citavano la Kamal Concept del 2003 e anticipavano la Giulietta del 2010, mentre il padiglione richiamava quello di una berlina-coupé, conferendo al modello un'impostazione elegante e sportiva al tempo stesso. Le nuove ricostruzioni con l'intelligenza artificialeTra le immagini condivise da Díaz si trovano i bozzetti originali, i modellini in scala e alcune nuove ricostruzioni generate dall'IA. Queste ultime uniscono le forme originali del progetto ad elementi più moderni, come i fari posteriori ispirati alla Giulia, dimostrando quanto il design immaginato all'epoca per una grande ammiraglia sportiva possa risultare ancora oggi sorprendentemente attuale. Gli incontri tra Biscione e TridenteIl matrimonio tra Alfa Romeo e Maserati sfuma con questo progetto, ma è solo questione di tempo prima che i due marchi tornino a incrociare le proprie strade. La 8C Competizione del 2007 adotta infatti il V8 Maserati, mentre in più occasioni Biscione e Tridente sono stati coinvolti in sinergie tecniche. il caso della Alfa Romeo 4C, prodotta nello stabilimento di Modena, oppure delle evoluzioni della piattaforma Giorgio di Giulia e Stelvio, da cui sono nate la Giorgio Evo per Maserati Grecale e la Giorgio Sport per le attuali GranTurismo e GranCabrio.L'ultimo esempio in ordine di tempo è la nuova 33 Stradale, costruita sulla base della Maserati MC20 e spinta dal V6 Nettuno. 
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In India - Renault Duster, tutte le differenze rispetto alla Dacia venduta in Europa

4 Ruote - 4 ore 36 min fa
Nell'ambito del Renault International Game Plan 2027 la Casa francese ha presentato la nuova Duster, Suv compatta destinata (almeno per ora) al mercato indiano. Il suo arrivo sul mercato locale è previsto per la primavera del 2026, per essere poi lanciato in Sudafrica e nei Paesi del Golfo. Realizzato sulla base dell'omologa vettura della Dacia, la Renault Duster ha debuttato in India nel 2012, dove fino a oggi è stata venduta in oltre 200 mila esemplari. La gamma della Renault in India già comprende la compatta Kwid, la piccola Suv a 7 posti Triber e la Suv-coupé media Kiger. Un mercato dinamicoIl piano strategico internazionale della Renault, sostenuto da investimenti per tre miliardi di euro, prevede il lancio di otto modelli entro il 2027 su diversi mercati mondiali, tra qui quello indiano. Che negli ultimi anni è molto cresciuto, fino a diventare il terzo mercato mondiale, trainato dalla forte crescita industriale del Paese. Le Suv, in particolare, stanno conoscendo lo stesso successo che abbiamo visto anche noi: dal 2012 la loro quota di mercato è passata dal 12 al 55%. In India si trova anche lo stabilimento di Chennai, uno dei cinque hub industriali strategici della Renault (insieme a Marocco, Turchia, Corea del Sud e America Latina), dove verrà costruita la nuova Duster. Ecco come cambia fuoriLe linee sono quelle che conosciamo bene anche noi, ma la Renault Duster presenta diversi elementi di novità rispetto alla Dacia venduta in Italia: all'esterno cambia il frontale, con paraurti più aggressivi, la scritta Duster sulla calandra anteriore, in nero lucido, e gruppi ottici di nuovo disegno, con una firma luminosa a led nella parte alta dei proiettori. Nella fiancata emerge un vistoso badge con l'allestimento nelle due portiere anteriori, mentre dietro cambiano gli elementi interni dei gruppi ottici, collegati tra loro da una sottile fascia luminosa a led. Non disdegna le strade biancheLungo 4,35 metri (1 cm in più della Dacia Duster), la Suv francese monta cerchi di lega da 17" o 18" in base all'allestimento, ha un passo di 2,66 metri, un bagagliaio da 518 litri e un'altezza da terra di 21,2 cm. Gli angoli d'attacco e uscita sono rispettivamente di 25,7 e 29,2, per consentire all'auto di affrontare con relativa tranquillità piccole escursioni lontano dall'asfalto. Dentro è un'altra macchinaCambia in maniera più decisa l'abitacolo, dominato dal doppio display per strumentazione e infotainment da 10,1" rivolto verso il conducente: basato sull'ecosistema software di Google Automotive, nei prossimi mesi verrà aggiornato con la AI Gemini. Sulla console centrale rialzata trovano posto il comando e-Shifter per il cambio automatico, il freno di stazionamento elettrico, il caricatore a induzione e due prese USB-C. Tramite la app dedicata è possibile usufruire di alcuni servizi connessi, tra cui il blocco e lo sblocco delle portiere da remoto, la localizzazione del veicolo nel parcheggio, la condivisione della posizione (anche in tempo reale), la programmazione degli interventi di manutenzione. MotoriLa Renault Duster sarà disponibile con il Full Hybrid E-Tech 160 come motorizzazione di punta, già vista su altri modelli della Casa francese come Captur, Symbioz e la nuova Clio. A questo powertrain si aggiungerà anche il 1.0 turbobenzina TCe 100, con cambio manuale a sei rapporti, e il 1.3 TCe 160, con un quattro cilindri benzina turbo a iniezione diretta, abbinato al cambio manuale a sei rapporti o a quello a doppia frizione Dct a sei rapporti. Adas di livello europeoIn base agli allestimenti, la Suv francese avrà il cruise control adattivo con stop e& go e l'assistente al mantenimento della corsia (guida assistita di Livello 2), la telecamera a 360, sensori di parcheggio perimetrali e monitoraggio dell'attenzione del conducente e dell'angolo cieco.
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Milano-Cortina 2026 - Aperte le varianti di Tai e Valle di Cadore

4 Ruote - 4 ore 45 min fa
Prosegue il potenziamento della viabilità di montagna delle Dolomiti Venete in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026: sono state aperte al traffico le varianti di Tai e Valle di Cadore sulla Statale 51 di Alemagna. Le due opere ridisegnano l'accessibilità al Cadore e a Cortina d'Ampezzo sul principale asse di collegamento verso Nord lungo la Valle del Boite. Si tratta di gallerie che hanno richiesto un investimento di 185 milioni di euro e la movimentazione di 350.000 metri cubi di materiale, con il costante presidio tecnico dell'Anas (società del Gruppo Fs Italiane). 
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Caselani - 4PE, il retrokit per il Piaggio Porter che si ispira allApe

4 Ruote - 5 ore 55 min fa
L'italiana Caselani presenta il retrokit 4PE dedicato al Piaggio Porter. Il pacchetto consente di trasformare i modelli NP6 ed NPE con un look ispirato alla storica Ape Piaggio, reinterpretata in chiave moderna. Kit su misura in fibra di vetroIl kit estetico è composto da parafanghi, paraurti, fari e calandra ed è stato progettato da David Obendorfer, già autore dei pacchetti vintage che Caselani ha sviluppato per i veicoli Citroën. Gli elementi della carrozzeria sono realizzati in fibra di vetro, mentre i gruppi ottici sono forniti da Hella e Giantlight.  Da tre a quattro ruoteL'installazione può essere effettuata anche da carrozzerie esterne ed è compatibile con tutti gli allestimenti del Porter, poiché la parte modificata è esclusivamente quella della cabina.Il look dell'Ape a tre ruote viene ripreso sul Porter a quattro ruote grazie a un elemento centrale del paraurti, pensato con una funzione puramente estetica.
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Rétromobile 2026 - Bertone Runabout, la sportiva da 475 CV ispirata al genio di Gandini

4 Ruote - 6 ore 4 min fa
A Rétromobile 2026 di Parigi Bertone porta la versione definitiva della sportiva a due posti Runabout, presentata la prima volta nel 2024 e ispirata alla one-off su base A112 disegnata da Gandini nel 1969. Questo modello è il primo della nuova gamma Bertone Classic Line e verrà prodotto in soli 25 esemplari, venduti a partire da 390.000 euro (tasse escluse). Sportiva elegante ed essenzialeLa Bertone Runabout è una sportiva a due posti lunga 3.990 mm, larga 1.933, alta 1.116 e con un passo di 2.369 mm. Le linee reinterpretano la one-off degli anni Sessanta con elementi più moderni, a cominciare dalle prese d'aria con funzione aerodinamica che attraversano tutta la carrozzeria, o le nuove luci a scomparsa a led. Al posteriore è stata ridisegnata la coda tronca dell'originale, con linee essenziali e gli scarichi nascosti in due delle quattro feritoie centrali. Il peso di poco più di una tonnellata (1.057 kg) è stato contenuto grazie all'ampio uso di fibra di carbonio per i pannelli e dell'alluminio per il telaio. La Runabout sarà disponibile con carrozzeria Barchetta, completamente scoperta con il parabrezza basso, e la più tradizionale Targa, con il tettuccio asportabile in carbonio. La muove un V6 da 475 CVLa filosofia degli interni è la stessa delle linee esterne, con forti richiami al mondo nautico e abbondante uso di fibra di carbonio, a cominciare dal guscio dei sedili sportivi (rivestiti in pelle). Tanti i dettagli e le finiture in alluminio spazzolato, di grande impatto i leveraggi a vista del cambio manuale a sei rapporti. Il pilota ha davanti a sé un solo quadrante, un tachimetro digitale, per ridurre le distrazioni alla guida. Al centro della plancia c'è una bussola nautica; più sotto gli essenziali comandi per il climatizzatore. Il powertrain della Runabout è un V6 di 3.5 litri da 475 CV e 490 Nm di coppia massima a 3.600 giri, capaci di spingere l'auto da ferma a 100 km/h in 4,1 secondi. La velocità massima è di 270 km/h. Realizzata su misuraOgnuno dei 25 esemplari previsti sarà sviluppato dal Centro Stile della Bertone insieme al cliente, che potrà personalizzare l'auto a suo piacimento per quanto riguarda colori, materiali e finiture. Il prezzo di partenza della Runabout (tasse e altri oneri esclusi) è di 390.000 euro.
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Pneumatici - Scorpion 3: vuole fare più strada, con più grip e consumi ridotti

4 Ruote - 7 ore 59 min fa
Giusto quarant'anni fa nasceva il primo pneumatico Pirelli Scorpion (il nome esatto era Scorpion BK): sviluppato per la Lamborghini LM002, riprendeva diverse tecnologie dall'esperienza dei rally per portarla nel mondo dei Suv, garantendo prestazioni e sicurezza su diversi tipi di fondo. Nelle sue successive evoluzioni e declinazioni questo nome è stato abbinato a centinaia di vetture, con ben 300 omologazioni con diverse case automobilistiche.Proprio la collaborazione con i maggiori costruttori di Sport utility (anche ad alte prestazioni) è alla base anche dello sviluppo dell'ultima generazione, lo Scorpion 3, che punta a migliorare su tutti i fronti le performance, inclusi il confort e la resa chilometrica. Quaranta le omologazioni attualmente in corso per il primo equipaggiamento, a cui si sommano tutte le applicazioni per il mercato del ricambio, in una gamma già disponibile in 16 misure da 18 a 22 pollici. Nato al computer, cresciuto in pistaPer lo sviluppo del nuovo Scorpion 3, la Pirelli ha fatto largo uso delle sue conoscenze in materia di progettazione virtuale sviluppando nuove mescole, una carcassa rinforzata e un inedito disegno battistrada (con tasselli centrali più larghi e profilo ottimizzato per favorire una distribuzione uniforme della pressione e ridurre la deformazione nell'area della spalla), per gestire al meglio il peso elevato delle Suv.Prima ancora di passare ai successivi test fisici, oltre venti varianti tecnologiche erano già state vagliate dai supercalcolatori, passando poi alle prove nei simulatori di guida, gli stessi di cui vi abbiamo mostrato il funzionamento in un video pubblicato poco più di un anno fa.  Testato dal TüvIl costruttore della Bicocca cita fra le doti del nuovo Scorpion 3 le ottime prestazioni in frenata su asciutto e bagnato, oltre che nell'aquaplaning. Caratteristiche certificate anche dal Tüv, che lo ha testato nella misura 235/55R19. Proprio per quanto riguarda il wet grip, tutta la gamma Pirelli Scorpion 3 ha ottenuto la Classe A nell'etichetta europea; B invece la valutazione nella rolling resistance, mentre in tema di silenziosità si passa da A a B a seconda delle misure.    
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Limiti Ue - Emissioni auto e furgoni: ecco chi è già vicino ai target 2027 (e chi rischia di più)

4 Ruote - 8 ore 33 min fa
L'industria dell'auto europea ha spesso lanciato un allarme sulle conseguenze delle politiche di riduzione delle emissioni: fanno paura, soprattutto, le multe per lo sforamento dei limiti imposti da Bruxelles, anche con la recente introduzione del meccanismo di "compliance" pluriennale. Tuttavia, nelle ultime ore, l'Icct (International Council on Clean Transportation), l'istituto che di fatto ha portato alla luce il dieselgate, ha pubblicato un report che smentisce in parte gli allarmi dei costruttori e dipinge un quadro più roseo.Secondo l'ente statunitense, infatti, le case sono sulla buona strada per raggiungere l'obiettivo al 2027: l'anno scorso il dato medio si è attestato a 98 grammi di CO per chilometro e dunque mancano solo circa 4 grammi per rispettare il requisito dei 93,6 grammi. Tutto bene, dunque? A prima vista, e limitando lo sguardo alle sole autovetture, la risposta è positiva. Poi, però, ci sono i furgoni e la situazione cambia del tutto, rafforzando, in sostanza, le lamentele del settore e le contestuali richieste di una normativa specifica per i veicoli commerciali leggeri. La spinta delle elettrichePartiamo dunque dalle sole autovetture. I vari costruttori hanno beneficiato, innanzitutto, del crescente peso delle auto elettriche sul totale delle immatricolazioni. A tal proposito, l'Icct sottolinea il traguardo storico raggiunto l'anno scorso, con le auto a batteria che hanno rappresentato quasi un quinto dell'immatricolato, toccando un nuovo massimo. In dettaglio, hanno raggiunto il 19% del mercato del nuovo, quattro punti percentuali in più rispetto al 2024 e, con un aumento del 31%, hanno registrato la crescita annua più forte dal 2021.I dati del 2025 mostrano che il mercato automobilistico europeo continua a elettrificarsi a ritmo sostenuto, nonostante l'incertezza normativa e geopolitica, afferma la ricercatrice Sonsoles Díaz. I veicoli elettrici non sono più un segmento di nicchia e i consumatori stanno rispondendo all'offerta del mercato: la loro quota di mercato è aumentata di 4 punti, mentre quella dei motori a combustione è diminuita di 10 punti.Ed è proprio questa crescita ad aver contribuito alla riduzione delle emissioni medie e ad aver spinto i costruttori ad avvicinarsi in modo significativo ai loro prossimi obiettivi normativi per il periodo di conformità 2025-2027. I benefici del poolingDetto questo, l'industria ha beneficiato anche dell'adesione allo strumento del pooling (che consente alle aziende di unire le proprie flotte per compensare eventuali sforamenti con i dati di chi è più virtuoso). Vediamo dunque i numeri elaborati dall'Icct e suddivisi prima in base ai vari pool e poi ai singoli costruttori.Il pool messo meglio è quello rappresentato da Nissan e BYD: l'anno scorso ha raggiunto una media di 75 grammi, 19 in meno rispetto al target dei 95. Seguono BMW, sotto di 3 grammi rispetto al limite dei 93, e il raggruppamento Mercedes-Volvo-Polestar-Smart, in linea con il target dei 90 grammi.Il pool Kia sconta invece un gap di 2 grammi, mentre si fermano a 3 grammi  il maxi gruppo guidato da Tesla (che comprende, tra gli altri, Stellantis e Toyota) e quello promosso da Renault. Per Saic il gap è di 4 grammi, mentre sale a 6 grammi quello del pool Hyundai. Il peggior dato è stato registrato dal raggruppamento Volkswagen, con 8 grammi di distacco. Tuttavia, i tedeschi sono anche quelli che hanno registrato i migliori progressi nel corso dell'anno, grazie alla forte crescita delle immatricolazioni di elettriche. I dati costruttore per costruttoreOvviamente, il meccanismo del pooling distorce anche in modo significativo i risultati dei singoli costruttori. Guardiamo quindi ai dati marchio per marchio. Le migliori sono Tesla, con zero emissioni (sempre allo scarico, in attesa della promessa modifica ai regolamenti per includere il calcolo sull'intero ciclo di vita), e BYD, con 10 grammi e uno scarto di -81 rispetto al target dei 91 (che l'Icct sottolinea essere comunque ipotetico).Volvo segna -37 grammi come gruppo e -31 come marchio, mentre BMW, come detto, registra -3 grammi (dato frutto del -19 di Mini e del gap nullo del marchio BMW). Ford è sopra il target di 13 grammi, MG (Saic) di 4, mentre il gruppo Volkswagen è a +8 grammi: si va dai 6 di VW agli 8 di Skoda, dai 16 di Audi ai 25 di Seat, passando per i -17 di Cupra.Per il gruppo Renault, il divario di 3 grammi è il risultato del -5 della Losanga e del +15 di Dacia. Toyota deve recuperare 1 grammo, mentre Stellantis è lontana 10 grammi dall'obiettivo (5 per Peugeot, 9 per Citroën, 8 per Opel/Vauxhall, 18 per Fiat e 12 per Jeep). Il gruppo Hyundai è distante 4 grammi dal target (6 per Hyundai e 2 per Kia). Mercedes-Benz sconta un gap di 17 grammi, con il marchio Mercedes a 19. Per Mazda il divario è di 20 grammi, per Suzuki di 15 e per Nissan di 29. Il peso dei furgoniTutto bene quel che finisce bene. Peccato che il peso dei furgoni sia notevole e dirimente nel discorso delle emissioni e delle relative multe. In questo ambito, l'elettrico è ancora lontano dal rappresentare una vera alternativa alla motorizzazione dominante, il diesel. L'anno scorso i furgoni a batteria hanno rappresentato solo il 10% dell'immatricolato.La crescita rispetto al 6% del 2024 c'è, ma non basta ad avvicinare i vari pool ai target del 2027. A fronte di un limite di 154 grammi, il gap medio è quantificato in ben 20 grammi. Si va dai 16 grammi di scarto dei raggruppamenti intorno a Volkswagen, Nissan e Renault, ai 17 di Ford, dai 18 di Toyota ai 23 di Mercedes-Benz, fino ai 24 di Stellantis. Ed è proprio questo divario a spiegare gli allarmi dei costruttori e le loro pressanti richieste alle istituzioni europee.
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Dga Nlt - Un 2025 positivo e per il 2026 si punta a crescere ancora

4 Ruote - 8 ore 43 min fa
Il 2025 è stato per DGA NLT un anno di consolidamento dei risultati conseguiti fin dalla sua fondazione. Il gruppo ha registrato oltre 3.000 ordini, conseguendo così una crescita "in linea con gli obiettivi prefissati". Il 2025 in breveDGA NLT ha anche rafforzato la sua presenza sul territorio nazionale, aggiungendo le nuove sedi di Cagliari e Roma a quelle di Torino, Milano, Verona, Modena e Palermo. Lo sviluppo territoriale consente all'azienda di aumentare la prossimità ai clienti e di offrire un servizio più capillare e personalizzato. L'anno scorso è stato anche avviato il progetto DGA Academy per formare figure professionali specializzate nel Noleggio a Lungo Termine. Quanto al 2026, DGA NLT punta a consolidare i risultati raggiunti e proseguire nel percorso di espansione: infatti, è già prevista l'apertura di una nuova sede a Napoli, che permetterà di presidiare in maniera diretta un'altra regione sul territorio nazionale.
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Lifestyle - KraftMeister, l'eccellenza tedesca al FuoriConcorso 2026

4 Ruote - 8 ore 53 min fa
Torna anche per il 2026 la nuova edizione di FuoriConcorso, l'evento che riunisce nella splendida cornice del Lago di Como appassionati di auto, motorsport e lifestyle. L'appuntamento è per il fine settimana del 16 e 17 maggio, presso i giardini di Villa Grumello e Villa Sucota. L'edizione di quest'anno si intitola "KraftMeister", unione delle parole "forza e maestria", per un evento che punta a raccontare la forza creativa e l'eccellenza stilistica dell'automobile tedesca. KraftMeisterProtagoniste dell'edizione 2026 saranno vetture di produzione che hanno introdotto soluzioni tecniche e stilistiche ancora oggi utilizzate e rivelatesi fondamentali per il design contemporaneo. Accanto a loro ci saranno auto da competizione che hanno scritto alcune delle pagine più importanti del motorsport, concept car e prototipi sperimentali, one-off e creazioni dei tuner tedeschi più affermati. La storia dell'auto e del designL'evento è stato creato da Guglielmo Miani nel 2019, e da allora racconta ogni anno un aspetto diverso della storia e del design automobilistico, con una line-up di auto e prototipi, one-off, esemplari personalizzati e molto rari. Alle esposizioni nelle ville si affiancherà anche quest'anno il FuoriConcorso Open Museum, una mostra all'aperto che ospita un museo automobilistico di livello mondiale, una fondazione o una collezione. Per questo momento, l'appuntamento è nella tenuta lacustre di Villa Olmo. Appuntamento a ParigiIl FuoriConcorso 2026 sarà presente a Parigi per Retromobile Paris, all'interno di uno spazio dedicato dove potranno incontrarsi collezionisti, appassionati e professionisti dell'automobile.
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Mercedes-Benz - GLC Special Edition 140: la serie speciale celebra i 140 anni della Stella

4 Ruote - 8 ore 55 min fa
La Mercedes-Benz ha creato per l'Italia la GLC Special Edition 140, versione nata per celebrare i 140 anni di storia della Stella (del brand ma anche dell'auto in generale, come dimostra la campagna della nuova Classe S). La serie limitata della GLC sarà ordinabile soltanto fino al 28 febbraio nelle varianti 300 de 4MATIC plug-in Hybrid da 333 CV e 220 d 4MATIC da 197 CV: entrambe sfruttano il motore 4 cilindri a gasolio, che nella 300 de è abbinato anche a un modulo elettrico per percorrere fino a 122 km a emissioni zero. Dotazioni esclusiveRispetto agli allestimenti di serie, la Special Edition 140 offre un vantaggio cliente fino a 14.000 euro e speciali formule di leasing e finanziamento. La ricca dotazione include il pacchetto AMG Line, i cerchi AMG da 20", il pacchetto Night con finiture nero lucido e opaco, i gruppi ottici Digital Light, i sedili riscaldabili e ventilati, le finiture interne in metallo e il pacchetto completo di Adas per la sicurezza assistita. I prezzi per l'ItaliaPer il momento la Mercedes GLC Special Edition 140 è già disponibile in un lotto di vetture in pronta consegna, con la motorizzazione 300 de 4Matic, al prezzo di 84.619 euro.
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Milano - Avvistata lAlfa Romeo 33 Stradale: ne produrranno solo 33 al mondo

4 Ruote - 9 ore 8 min fa
Milano, esterno giorno: un'Alfa Romeo 33 Stradale esce allo scoperto. Non è in un garage-bunker di un collezionista, non fa bella mostra di sé in un salone internazionale, ma poggia le sue preziose ruote sull'asfalto della città per qualche scatto, probabilmente relativo a un servizio, o comunque a un'iniziativa mediatica.Non è un incontro comune, visto che sono previsti soltanto 33 esemplari (la produzione andrà avanti fino al 2027), ma è anche la conferma che le auto da collezione si vedono nel mondo reale di tutti i giorni. Qualche volta, almeno. 33 esemplari su misuraLa 33 Stradale ha fatto parlare di sé fin dal giorno in cui è arrivata la conferma ufficiale della sua nascita nel 2022. Basata sulla meccanica della Maserati MC20 (senza la versione elettrica ipotizzata inizialmente) e costruita artigianalmente dalla Carrozzeria Touring Superleggera, la nuova 33 è un omaggio alla Stradale del 1967 disegnata da Franco Scaglione. Ogni esemplare è realizzato artigianalmente e personalizzato secondo i gusti del cliente attraverso il programma Bottega, che si occupa esclusivamente di progetti di veicoli few-off di Alfa Romeo e Maserati. Non è solo un oggetto d'arte su ruote: è ancora una sportiva appassionante da guidare, come abbiamo potuto toccare con mano a Balocco durante il nostro primo contatto.
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Modellini - Porsche 550A RS 1957 Press Version: la purezza delle forme secondo Tecnomodel

4 Ruote - 9 ore 29 min fa
La Porsche 550A RS del 1957 è stata una barchetta essenziale e filante, nata per correre e diventata nel tempo un'icona assoluta del motorsport. Tecnomodel la propone in scala 1:43 nella particolare Press Version, una configurazione priva di livrea, scelta che valorizza ulteriormente le superfici e le proporzioni dell'auto. Caratteristiche del modello in resinaRealizzato in resina e rifinito in un'elegante tonalità argento, il modello restituisce con precisione le forme arrotondate del frontale, i passaruota appena accennati e la coda affusolata. Le proporzioni sono corrette e ben bilanciate, mantenendo intatta l'armonia dell'auto originale. Le giunzioni della carrozzeria risultano pulite e regolari, prive di sbavature, con pannellature appena percepibili che testimoniano un'accurata progettazione. Dettagli esterni e fedeltà storicaSpiccano i piccoli fari anteriori incassati, le caratteristiche branchie laterali e le feritoie sul cofano posteriore, tutte riprodotte con incisioni fini e realistiche. I cerchi, corretti nel disegno e nella finitura, dialogano efficacemente con una gommatura sottile, perfettamente coerente con l'epoca. Anche l'assetto basso dell'auto è rispettato senza compromessi, contribuendo a un colpo d'occhio molto fedele. Abitacolo e interni in scala 1:43In scala 1:43 lo spazio è limitato, ma Tecnomodel riesce comunque a trasmettere l'atmosfera spartana dell'abitacolo. I sedili chiari, ben profilati, creano un piacevole contrasto con la carrozzeria e richiamano le configurazioni delle vetture di presentazione. La plancia, ridotta all'essenziale, presenta una strumentazione correttamente posizionata; il volante riflette lo spirito di una postazione di guida pensata esclusivamente per il pilota. Nulla di superfluo, esattamente come sull'auto reale. Un'icona per i collezionisti di modelli di nicchiaPensata per i collezionisti più attenti, alla ricerca di varianti storicamente significative, questa Porsche 550A RS conferma la vocazione di Tecnomodel per i modelli di nicchia, capaci di raccontare storie anche senza numeri di gara. Il modello è disponibile sul sito del produttore e nei migliori negozi specializzati al prezzo di 99,00 euro, una cifra coerente per una serie limitata con questo livello di dettaglio.
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Navi cargo - Varato il nuovo colosso dei mari: la "car carrier" da 10.800 auto che riscrive i record

4 Ruote - 9 ore 46 min fa
Un'altra enorme creatura cinese è pronta a solcare gli oceani per trasportare auto in tutto il mondo: una nave cargo da 10.800 veicoli, battezzata Glovis Leader. Questo mostro dei mari a doppia alimentazione - gas naturale liquefatto (GNL) e, se necessario, carburante liquido tradizionale - è stato costruito dalla Guangzhou Shipyard International Company Limited (GSI) per l'armatore sudcoreano HMM (Hyundai Merchant Marine).Conforme agli standard sulle emissioni Tier III dell'Organizzazione marittima internazionale, la nave ha appena lasciato il bacino di carenaggio, come riporta Nfnews. Resta da capire quali veicoli trasporterà: se auto prodotte in Corea del Sud, oppure in Cina. Di certo, le dimensioni sono impressionanti. 14 ponti per auto e non soloLa Glovis Leader misura 230 metri di lunghezza e 40 metri di larghezza, con un pescaggio strutturale di 10,5 metri. dotata di 14 ponti, di cui cinque mobili, che consentono un carico e scarico rapido delle vetture comprese auto elettriche, a idrogeno e autocarri pesanti.L'invincible armataLa nuova imbarcazione supera il precedente record di "car carrier" detenuto dalla cinese Anji Logistics, sussidiaria di SAIC, che può contare su 41 navi: le unità di punta Soundness e Ansheng arrivano però a soli 9.500 posti auto ciascuna.Anche BYD ha già schierato otto navi della propria flotta, raggiungendo una capacità di trasporto annua superiore a un milione di veicoli. Nel frattempo, Leapmotor si è recentemente assicurata un'unità dedicata, come spiega Cnevpost. Mercati esteri vitaliIn un contesto di sovrapproduzione di auto in Cina, con un'offerta che supera la domanda interna e una vera e propria guerra commerciale in atto, le navi cargo diventano sempre più strategiche. I mercati esteri rappresentano infatti una valvola di sfogo cruciale per i costruttori cinesi, chiamati a trovare sbocchi oltreconfine per sostenere vendite e produzione.
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TAG Heuer - Il Carrera si evolve, tra corse, mare e alta orologeria

4 Ruote - 10 ore 49 min fa
Alla LVMH Watch Week 2026 di Milano, TAG Heuer ha ribadito il proprio standing nel mondo dei cronografi con una serie di novità che ruotano attorno all'iconico Carrera, nato nel 1963 dal genio di Jack Heuer.Sono state svelate tre diverse interpretazioni, accomunate dal nuovo linguaggio Glassbox e da una forte coerenza tecnica: raccontano tre anime del cronometrare secondo la Maison sportiva, estrema e nautica. Il debutto del TAG Heuer Carrera Glassbox Chronograph 41 mmIl debutto più atteso è stato quello del TAG Heuer Carrera Glassbox Chronograph 41 mm, già disponibile. Dopo il rilancio del design Glassbox per il 60 anniversario del Carrera, la Maison ha introdotto una misura intermedia che affianca il 39 mm più filologico e il 42 mm più muscolare.Il risultato è un cronografo equilibrato e moderno, ma fedele all'idea originaria di massima leggibilità. Le caratteristiche includono il vetro zaffiro bombato senza lunetta, un rehaut tridimensionale e quadranti perfettamente leggibili.Tre le versioni disponibili blu, verde teal e nera con accenti rossi tutte mosse dal calibro automatico di manifattura TH20-01, con frizione verticale, ruota a colonne e 80 ore di riserva di carica. La cassa in acciaio e il bracciale beads of rice completano un segnatempo dalle solide credenziali racing. L'eccellenza tecnica del Carrera Split-Seconds ChronographSalendo di livello, troviamo il TAG Heuer Carrera Split-Seconds Chronograph, che segna una prima assoluta nella storia della collezione: è infatti il primo Carrera con funzione rattrapante.Qui l'approccio è decisamente più radicale. La cassa in titanio grado 5 da 42 mm ospita un'architettura Glassbox ulteriormente raffinata e un quadrante in vetro zaffiro traslucido che lascia intravedere il movimento.Il cuore è il calibro TH81-01, sviluppato con Vaucher: un cronografo automatico rattrapante ad alta frequenza con riserva di carica fino a 65 ore. Un vero manifesto di alta orologeria sportiva, pensato per un pubblico di appassionati che guarda alla tecnica estrema. La vocazione nautica del Carrera Seafarer ChronographChiude il cerchio il TAG Heuer Carrera Seafarer Chronograph, che riporta il modello in mare aperto. Ispirato allo storico Seafarer del 1949, integra un indicatore delle maree a ore 9, azionabile tramite un pulsante dedicato.Il nuovo calibro TH20-04 è stato sviluppato appositamente per gestire questa complicazione, con un disco che compie una rotazione completa in 29,5 giorni. La cassa in acciaio da 42 mm, il quadrante champagne con dettagli Intrepid Teal e il doppio cinturino sottolineano la vocazione nautica senza tradire il DNA Carrera.Tre declinazioni, un unico messaggio: per TAG Heuer il cronografo resta al centro della scena, declinato secondo tradizione, innovazione e funzionalità reale.
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La partnership - Nuovo accordo con DR Automobiles: Chery debutta in Italia col proprio marchio

4 Ruote - 10 ore 53 min fa
DR Automobiles Groupe e Chery hanno firmato un nuovo accordo di cooperazione. L'intesa rinnova e rafforza la partnership strategica ultraventennale tra le due aziende, ma introduce soprattutto un elemento di grande rilievo per il costruttore cinese: il marchio Chery potrà entrare nel mercato italiano in modo indipendente, con una propria rete di distribuzione. Conferme e novitàInnanzitutto, viene confermata l'attuale impostazione della collaborazione industriale. In base al nuovo contratto, Chery continuerà a fornire determinati modelli al gruppo molisano, che provvederà poi a rifinirli presso lo stabilimento di Macchia d'Isernia (foto sopra) e a commercializzarli con i propri marchi, come avvenuto finora.Grazie a questo accordo rinnovato, DR Automobiles Groupe e Chery continueranno a concentrarsi sul miglioramento dell'eccellenza dei prodotti, sul rafforzamento della loro offerta competitiva e sulla creazione di un valore sempre maggiore per i clienti, spiegano le due parti, sottolineando però anche la novità. L'accordo, infatti, consentirà a ciascuna delle due società di esplorare autonomamente ulteriori opportunità commerciali, anche all'interno del mercato italiano, nello spirito di reciproco rispetto, trasparenza e leale concorrenza che da sempre caratterizza il rapporto tra DR Automobiles e Chery.Ciò include, in modo indipendente, l'ingresso del marchio Chery nel mercato italiano con un portafoglio di modelli distinti attraverso una rete dedicata di nuova costituzione, concludono le due società. In sostanza, il brand di Wuhu potrà ora affiancare altri marchi già presenti sul nostro mercato, come Omoda e Jaecoo, oltre a quelli di prossimo arrivo, Lepas ed Exlantix.
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Accordo UeIndia - Giù i dazi, 200 mila auto europee diesel e benzina pronte allexport

4 Ruote - 11 ore 4 min fa
L'India e l'Unione europea sono ormai prossime a firmare un accordo commerciale tanto importante quanto attesissimo. Le trattative tra Bruxelles e Nuova Delhi vanno avanti da poco meno di vent'anni: iniziate nel 2007, si sono arenate una prima volta nel 2013, per poi riprendere nel 2022.L'intesa, la cui firma è prevista per domani, in occasione del vertice bilaterale che vedrà la partecipazione dei massimi rappresentanti istituzionali del governo indiano e dell'Ue, coinvolgerà quasi 2 miliardi di persone e, una volta a regime (restano comunque necessari alcuni passaggi tecnici per la ratifica), darà vita a un interscambio commerciale miliardario, destinato ad aumentare rapidamente.Nel 2024, il solo commercio di beni ha raggiunto i 120 miliardi di euro, con un import dall'India pari a 71,4 miliardi e un export europeo di 48,8 miliardi. Tuttavia, le spedizioni di merci dal nostro continente sono fortemente limitate da una serie di vincoli, soprattutto commerciali e normativi, che con l'accordo verranno sensibilmente ridimensionati. il caso del comparto automobilistico: finora i costruttori europei hanno incontrato grandi difficoltà ad affermarsi sul mercato indiano proprio a causa dei numerosi vincoli industriali e operativi imposti da Nuova Delhi. Un accordo "storico"L'intesa è già stata definita di portata storica, non solo per la creazione di una vasta area di scambio e per i numerosi dossier affrontati al tavolo delle trattative. Rappresenta anche l'ennesima risposta europea al neo-protezionismo statunitense: le politiche di Washington hanno infatti spinto Bruxelles ad accelerare la ricerca di nuovi sbocchi commerciali.In questo quadro si inseriscono gli accordi con Giappone e Corea del Sud, la ratifica (per ora congelata) dell'intesa con il Mercosur e l'apertura di un dialogo sempre più intenso con altre aree strategiche, come il Sud-est asiatico e il Medio Oriente.L'importanza dell'accordo con l'India è testimoniata anche dalla partecipazione, in qualità di ospiti d'onore, del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen alla Giornata della Repubblica indiana, celebrata stamattina (nella foto in alto), appuntamento che precede il vertice istituzionale destinato a sancire la firma dell'intesa.Oltre all'accordo commerciale, è prevista la definizione di una Agenda strategica congiunta per i prossimi cinque anni, con oltre 100 iniziative su sostenibilità, energia pulita, tecnologia, innovazione, mobilità, governance globale e connettività. inoltre incluso un nuovo quadro per facilitare la mobilità di studenti, ricercatori e lavoratori qualificati, oltre all'avvio di colloqui per l'associazione dell'India a Horizon Europe, il programma quadro dell'Unione europea per la ricerca e l'innovazione. I riflessi sull'autoCome detto, sono numerosi i dossier oggetto di trattativa e i settori strategici coinvolti: sicurezza, difesa, energia, agricoltura e, naturalmente, industria. In quest'ultimo ambito, l'accordo porterà a una significativa riduzione dei dazi imposti da Nuova Delhi sull'export europeo.Uno dei comparti più avvantaggiati sarà proprio quello automobilistico. L'India dovrebbe ridurre le tariffe doganali sulle auto importate dall'Unione europea dal 110% al 40%, con la prospettiva di un'ulteriore discesa fino al 10% nei prossimi anni.Secondo le indiscrezioni, il governo del primo ministro Narendra Modi avrebbe accettato di tagliare immediatamente i dazi al 40% su un contingente limitato di 200 mila veicoli a combustione interna (diesel e benzina), con un prezzo di importazione superiore ai 15 mila euro.In altre parole, l'accordo è destinato a facilitare l'accesso al mercato indiano per numerose Case europee che, finora, non sono riuscite ad affermarsi pienamente nel terzo mercato automobilistico al mondo, anche a causa degli elevati livelli di protezionismo a tutela dell'industria locale. Costruttori come Volkswagen, Mercedes o Renault dispongono già di fabbriche e attività commerciali nel Paese, ma hanno incontrato ostacoli rilevanti, legati ad esempio ai dazi sull'importazione di componenti e alle difficoltà di integrazione nella filiera indiana.Il taglio dei dazi non si applicherà invece alle auto elettriche per almeno cinque anni.
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Mercedes-Benz - Dal primo brevetto al futuro: la nuova Classe S debutta nel segno della storia

4 Ruote - 11 ore 13 min fa
Nel mondo dell'auto, il 29 gennaio è da sempre una data dal valore quasi sacro. E quest'anno più che mai MercedesBenz ha deciso di celebrarla con un evento storico: nel 140 anniversario della nascita dell'automobile, a Stoccarda verrà presentata la nuova Classe S.Un ponte temporale che collega l'ammiraglia del futuro al primordiale avvio della mobilità individuale: il 29 gennaio 1886, infatti, Carl Benz depositò un brevetto (in tedesco, il Patentschrift) destinato a cambiare il corso della civiltà. Il documento originale dell'Ufficio Imperiale dei Brevetti (Kaiserliches Patentamt) di Berlino descriveva un'invenzione allora avveniristica: un veicolo con funzionamento a motore a gas registrato dalla Benz & Co. di Mannheim.Non si trattava di una semplice carrozza motorizzata, ma di una costruzione concepita integralmente per il trasporto di persone, come dimostrano i disegni di quello che oggi conosciamo come Benz PatentMotorwagen. Parallelamente, poco dopo, Gottlieb Daimler costruì la sua prima carrozza motorizzata.Nel 1888 arrivò il primo viaggio automobilistico, da Mannheim a Pforzheim, e da lì il mondo dell'auto iniziò a evolversi con una rapidità mai vista prima. Nel 1900, Wilhelm Maybach riscrisse le regole delle carrozze motorizzate creando una vera e propria automobile, la Mercedes 35 hp, e anno dopo anno arrivarono innovazioni pensate per comfort, efficienza e sicurezza, abbinate a design sempre più raffinati. L'ingegno meccanico da cui tutto è natoLe fonti storiche rivelano dettagli tecnici che, fatte le debite proporzioni, mostrano una cura ingegneristica già straordinaria. Il veicolo leggero a tre ruote era progettato per trasportare due persone ed era spinto da un propulsore a gas alimentato da idrocarburi volatili come la ligroina, con un cilindro la cui temperatura era regolata da un sistema di raffreddamento ad acqua.Il moto era garantito da un volano orizzontale e trasmesso alle ruote tramite ingranaggi conici, con accorgimenti specifici per assicurare stabilità e sicurezza, anche durante le sterzate in curva. Eredità in movimentoSe la vettura di Benz gestiva avviamento, marcia e frenata attraverso un'unica leva di manovra, le auto che l'hanno seguita in questi 140 anni (ne trovate diverse nella galleria d'immagini qui sopra) hanno evoluto con una rapidità impressionante il modo di viaggiare.E la nuova Classe S 2026 non sarà da meno: la Casa ha già annunciato che la nuova ammiraglia ridefinirà il concetto stesso di interazione uomomacchina. Presentare l'ultima nata della Stella nel giorno della Patentschrift originale non è solo un'operazione di marketing, ma un tributo a una visione di libertà di movimento che ebbe inizio 140 anni fa.Dalla fragilità di un triciclo a ligroina alla sofisticazione tecnologica della Classe S, la storia dell'auto continua a correre sulla strada dell'innovazione.
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Rolex 24 di Daytona - Strategia e freddezza premiano Porsche Penske

4 Ruote - 11 ore 14 min fa
Daytona non è mai soltanto una gara di velocità. una partita a scacchi lunga ventiquattro ore in cui il cronometro conta meno della lucidità, del traffico, delle scelte ai box e della capacità di adattarsi a condizioni che cambiano di continuo. Anche nel 2026 la Rolex 24 ha confermato questa regola, premiando ancora una volta Porsche Penske con la 963 di Nasr, Andlauer e Heinrich, vincitori dopo 705 giri davanti alla Cadillac Whelen di Aitken, Derani e Blomqvist, battuta per appena un secondo e mezzo. Terza la BMW del Team WRT. La nebbia e la neutralizzazione recordLa corsa si accende subito con un maxi-incidente alla prima curva che coinvolge prototipi e GT, portando a una neutralizzazione immediata e cambiando fin dalle prime battute il volto della gara. Ma il vero spartiacque arriva nella notte, quando una fitta nebbia favorita dall'umidità della Florida costringe la direzione gara a tenere la safety car in pista per oltre sei ore consecutive: il periodo di neutralizzazione più lungo nella storia della 24 Ore di Daytona. Strategie congelate, distacchi azzerati, gerarchie completamente riscritte. Dalla maratona allo sprint finaleFino a quel momento Porsche aveva gestito con metodo, lasciando Cadillac e BMW costantemente in scia senza mai forzare davvero. Con il ritorno della visibilità all'alba, però, la gara cambia natura: da maratona diventa uno sprint di sei ore in cui ogni sosta, ogni sorpasso nel traffico GT e ogni scelta di ritmo può decidere la vittoria. In queste condizioni, i meccanici Porsche riescono anche nell'impresa di ripristinare alcuni danni aerodinamici accumulati nelle fasi caotiche della notte e giocano la carta decisiva ai box, consegnando la leadership alla vettura di Nasr. Da lì in poi è un duello continuo, dove la gestione delle nuove coperture Michelin è risultata fondamentale per lavorare con il cambio di temperature finale. Ferrari e Lamborghini nelle classi GTDNelle classi GT il debutto della Ferrari 296 GT3 Evo ha offerto segnali incoraggianti in una delle prove più dure del calendario. L'affidabilità è stata uno degli aspetti chiave: cinque vetture su sei hanno visto il traguardo. La migliore è stata la AF Corse USA #21 con Fuoco, Wadoux, Mosca e Mann, capace di risalire fino al quinto posto in GTD. In GTD Pro, l'ottavo posto della Triarsi Competizione con Rovera, Molina e Calado ha confermato la solidità della nuova Evo. Sul fronte Lamborghini, la Huracán GT3 Evo2 #63 guidata da Caldarelli, Pepper e Bortolotti ha costruito una gara di grande regolarità, penalizzata solo dal cambio di temperature all'alba. Porsche regina dell'endurance americanoAlla bandiera a scacchi è ancora Porsche a festeggiare la terza Daytona consecutiva, confermandosi punto di riferimento dell'endurance americano. Una vittoria costruita più con la testa che con l'aggressività pura, nella Rolex 24 dove saper aspettare e leggere la gara conta spesso più della velocità assoluta.
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Hypercar - Zonda, Utopia e Huayra: i gioielli della Pagani al Rétromobile 2026

4 Ruote - 11 ore 18 min fa
La Pagani Automobili sarà presente al Salon Rétromobile 2026 che si terrà all'Expo di Parigi, a Versailles, dal 28 gennaio all'1 febbraio prossimi. Nell'area Ultimate Supercar Garage, riservata alle supercar più esclusive di sempre, verranno esposte alcune delle più belle hypercar dell'atelier di San Cesario sul Panaro: la Utopia Roadster, la Huayra R, la Huayra Roadster e la Zonda HP Barchetta. Pagani Zonda HP BarchettaProdotta in soli tre esemplari, è uno dei progetti di Grandi Complicazioni, il laboratorio in cui la Pagani interagisce direttamente con il cliente, per dar vita a modelli unici. Su questo modello la monoscocca è in Carbo-Titanium, mentre il motore è un V12 aspirato Mercedes-AMG, sviluppato appositamente per la Pagani, abbinato a una trasmissione manuale a sei rapporti. Pagani Huayra RProdotta in 30 esemplari, è un'auto da pista sviluppata pensando soprattutto alle prestazioni pure: il motore è il V12-R, aspirato da 6.0 litri, sviluppato da HWA e capace di 850 CV e 750 Nm di coppia. La monoscocca in Carbo-Titanium HP62-G2 e Carbo-Triax HP62 è stata progettata per superare gli standard di sicurezza della FIA per le Lmph. Da questo modello è nato il programma Arte in Pista. Pagani Huayra RoadsterAl Rétromobile 2026 sarà presente questa scoperta, con monoscocca centrale in Carbo-Titanium HP62 G2 e Carbo-Triax HP62, con telaietti anteriori e posteriori in acciaio al cromo-molibdeno, che le permettono di essere più leggera della coupé. Il motore è il V12 6.0 litri biturbo da 840 CV di potenza e 1.100 Nm, la cui potenza è gestita da un'aerodinamica dedicata. Pagani Utopia RoadsterMonoscocca in Carbo-Titanium HP62-G2 e Carbo-Triax HP62 come le altre hypercar, questa scoperta monta il Pagani V12 biturbo, sviluppato insieme alla Mercedes-AMG e assemblato a mano, capace di 864 CV di potenza e 1.100 Nm di coppia. Per la dinamica di guida ci sono sospensioni attive e differenziale elettromeccanico. Questa hypercar monta anche i pneumatici Pirelli Cyber Tyre, capaci di comunicare in tempo reale con l'elettronica di bordo per adattare l'assetto alle condizioni dell'asfalto.
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Formula 1 - McLaren svela la sua MCL40 con la livrea per i test

4 Ruote - 11 ore 30 min fa
Mentre il circuito di Barcellona inizia ad animarsi con l'inizio della Shakedown Week, la McLaren ha svelato le forme della nuova MCL40, monoposto con cui proverà a difendere entrambi i titoli conquistati lo scorso anno. La vettura ha una livrea nera e argento, pensata appositamente per disputare i primi test di questa settimana, mentre la vedremo nella veste definitiva il prossimo 9 febbraio.Debutto ritardatoLa MCL40 non scenderà subito in pista nel primo giorno di test a Barcellona. La squadra preferisce attendere martedì o mercoledì, concedendo agli ingegneri il massimo tempo possibile per completare la maggior parte dei task necessari prima di far girare la vettura.   una scelta che racconta molto dell'approccio McLaren. Mentre alcuni si sono presentati con versioni di base utili a validare concetti e power unit, per poi introdurre aggiornamenti a raffica, a Woking hanno deciso di portare a Barcellona una vettura già in configurazione quanto più vicina possibile a quella che correrà la prima gara.  Cosa si vede (e cosa no)Le immagini diffuse oggi raccontano solo una parte della storia. La vettura mostrata è una versione con diversi dettagli del fondo e dell'ala volutamente semplificati. Non è un caso: proprio quelle aree saranno terreno fertile per lo sviluppo nei primi mesi di campionato e nessuno vuol far vedere troppo agli avversari.Quello che è possibile subito notare è che le fiancate appaiono particolarmente spioventi, con un marcato effetto downwash che accompagna i flussi verso il fondo, restringendosi progressivamente nella parte terminale. Una soluzione che punta a massimizzare l'efficienza aerodinamica senza sacrificare stabilità. un disegno che parla di equilibrio più che di estremizzazione, coerente con una squadra che, da campione, ha tutto da perdere e poco da guadagnare nel rincorrere soluzioni troppo aggressive.Il dettaglio tecnico più evidente è il ritorno alla sospensione anteriore push-rod. Nel precedente ciclo tecnico delle vetture a effetto suolo, la McLaren aveva scelto esclusivamente lo schema pull-rod all'avantreno. Ora si torna a una soluzione più tradizionale, probabilmente per ragioni di packaging, accessibilità meccanica e gestione aerodinamica dei flussi. Al posteriore resta confermato lo schema push-rod, in linea con gran parte della concorrenza.  Si riparte a testa bassaIl 2025 ha riportato a Woking il titolo costruttori, blindato già a Singapore, e quello piloti, conquistato da Lando Norris nell'epilogo di Abu Dhabi. Un doppio successo che ha riscritto gli equilibri della Formula 1 recente e restituito alla McLaren il ruolo di riferimento tecnico e sportivo dopo un lungo digiuno.Nonostante questo, il team diretto da Andrea Stella ha voluto ribadire che essere stati campioni non garantisce nulla per quest'anno. Il 2026 rappresenta un cambio regolamentare di proporzioni rare, con modifiche simultanee a telaio, power unit e pneumatici. Un progetto mastodontico, probabilmente il più impegnativo mai affrontato dal team negli ultimi vent'anniRob Marshall aveva già anticipato che la McLaren non avrebbe portato una valanga di novità da test, preferendo concentrarsi su una vettura sostanzialmente vicina alla specifica di inizio stagione. un modo diverso di interpretare l'inverno, più vicino alla logica del consolidamento che a quella della sperimentazione continua.
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