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Motor Valley Fest: a Modena il futuro della mobilità per le nuove generazioni

4 Ruote - 2 ore 9 min fa
Non solo il festival della Terra dei Motori dell'Emilia-Romagna, ma anche un laboratorio di orientamento con incontri tematici, Talent Talk e progetti universitari: è Motor Valley Fest, in programma a Modena dal 28 al 31 maggio 2026. L'evento punta a fare anche da bussola per indicare alle nuove generazioni la strada verso le professioni della mobilità, in un mercato del lavoro in continua trasformazione, tra competenze emergenti e percorsi sempre più dinamici. Talent Talk: il dialogo tra giovani e aziendeL'appuntamento è per giovedì 28 maggio dalle 14.30 alle 18.30, e per venerdì 29 maggio dalle 10.30 alle 17.30 con i Talent Talk: 10 incontri sul palco del Teatro del Collegio San Carlo della città. A raccontare l'evoluzione delle professioni saranno Dallara, Ducati, Ferrari, Lamborghini e Pagani. Più le aziende HPE Group, Loccioni e Visa Cash App - Racing Bulls. Inoltre, gli incontri con la Muner (Motor Valley University of Emilia-Romagna) e Accenture permetteranno di approfondire il tema delle nuove competenze necessarie. Le iscrizioni - gratuite - sono aperte sul sito del festival. Formula SAE: la competizione universitaria internazionalePiazza Grande a Modena ospiterà anche i progetti di Formula SAE, la competizione universitaria internazionale di design ingegneristico di cui Dallara è partner chiave, sponsor tecnico e riferimento industriale: una possibilità di confronto tra 11 università italiane e 16 team impegnati nello sviluppo di prototipi, anche senza pilota.
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Audi Auto Union Lucca: la leggenda da 326 km/h torna in vita dopo 90 anni

4 Ruote - 4 ore 8 min fa
Audi Tradition ha presentato a Lucca una replica fedele della celebre Auto Union Typ B del 1935, realizzata sulla base di fotografie storiche e documenti d'archivio per celebrare una vettura da record della Casa dei Quattro Anelli, legata al nostro Paese per un gioco del destino.  A Lucca per casoLa vettura entrò nella storia a metà anni Trenta per aver percorso il chilometro in 11,01 secondi, con una velocità media sul miglio di 320,267 km/h e una punta di 326,975 km/h. L'Auto Union Typ B diventò così l'auto da corsa su strada più veloce del mondo, un risultato straordinario ottenuto sull'asfalto della FirenzeViareggio, nei pressi di Lucca, a seguito di un cambio di programma legato al meteo rispetto al piano originale che prevedeva l'Ungheria. Da allora, la vettura è informalmente ricordata con il nome della cittadina toscana che ha ospitato, per caso, l'impresa. Ricostruita con le foto dell'epocaIl progetto, realizzato interamente a mano, è durato oltre tre anni sotto la guida di Timo Witt, responsabile della collezione veicoli storici di Audi, ed è stato completato all'inizio del 2026. Il coefficiente aerodinamico rilevato in galleria del vento è pari a 0,43, un dato che testimonia quanto la carrozzeria in alluminio levigato, con coda a pinna e passaruota a goccia, fosse già un capolavoro di ingegneria del flusso d'aria. Soluzioni sofisticate che obbligarono i tecnici dell'epoca a compromessi significativi, come un angolo di sterzo molto limitato e un abitacolo compatto, in cui la temperatura per il pilota cresce rapidamente. Furia V16Dentro il cofano della replica trova posto un V16 sovralimentato di derivazione Auto Union Typ C 1936, portato a 6.005 cc per una potenza complessiva di 520 CV contro i 343 CV e i 4.951 cc dell'originale del 1935: una piccola licenza degli ingegneri di Ingolstadt. La nuova Auto Union Lucca arricchisce così la famiglia delle Frecce d'Argento della collezione storica Audi, accanto ad altre ricostruzioni che hanno contribuito a mantenere viva la memoria di un'epoca irripetibile. La Auto Union Lucca celebra l'avanguardia tecnica dei Quattro Anelli, ancora oggi evidente nelle competizioni. Un esempio è la monoposto R26 di Formula 1 affidata a Nico Hülkenberg e Gabriel Bortoleto, con cui Audi Revolut F1 Team ha debuttato nel Mondiale, chiudendo idealmente un cerchio iniziato su un rettilineo toscano quasi un secolo fa: stessa spinta all'innovazione, stesso coraggio nel sfidare le convenzioni. Dopo la presentazione a Lucca, la vettura sarà protagonista al Festival of Speed di Goodwood (912 luglio).
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Pirelli: la tecnologia Cyber Tyre sbarca negli Stati Uniti

4 Ruote - 4 ore 9 min fa
Pirelli ha annunciato nuovi investimenti nella fabbrica di Rome (Georgia) per rafforzare la presenza nel mercato chiave degli Stati Uniti. Il sito produttivo, già attivo nel Motorsport e nella produzione di pneumatici di alta gamma, sarà ampliato per costruire localmente anche soluzioni dotate della tecnologia Cyber Tyre. Investimenti per l'America e tecnologia MIRSL'annuncio è arrivato durante il SelectUSA Investment Summit, occasione in cui Pirelli ha presentato anche l'evoluzione più recente del pacchetto hardware e software Cyber Tyre. Nello stabilimento americano debutterà inoltre il sistema MIRS (Modular Integrated Robotized System), progettato per migliorare produttività, qualità e flessibilità, adattandosi in modo più efficace alla domanda del mercato.
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BMW frena: conti in calo tra dazi, Cina e cambi sfavorevoli

4 Ruote - 5 ore 6 min fa
Il primo trimestre non è stato facile per il gruppo BMW: i risultati finanziari hanno risentito di problemi ormai comuni a tutti i costruttori.A pesare sono stati diversi fattori estremamente sfavorevoli, come la volatilità dei cambi (in particolare dollaro USA e yuan cinese), i dazi statunitensi e il rincaro delle materie prime. I dati trimestraliIl gruppo ha chiuso il periodo con 565.780 veicoli consegnati, in calo del 3,5% rispetto a un anno fa. A incidere soprattutto sono stati il -4% nelle Americhe e il -10% della Cina, che hanno annullato la crescita del 3,1% in Europa.I ricavi, nonostante un mix di prodotto positivo (la gamma M, ad esempio, ha coperto circa un decimo delle vendite di BMW), hanno risentito sia della flessione dei volumi sia di altri elementi critici: la persistente e intensa concorrenza nel settore automobilistico, in particolare in Cina, oltre all'effetto dei cambi sfavorevoli. Il fatturato è così sceso dell'8,1% a 31 miliardi, mentre a cambi costanti la flessione è stata del 4,3%.Sul fronte della redditività, oltre al calo di vendite e prezzi, hanno inciso anche il rincaro delle materie prime e le conseguenze dei dazi USA. Il gruppo ha registrato un utile ante imposte di 2,35 miliardi (-24,6%), con un margine passato dal 9,2% al 7,6%, comunque in linea con il 7,7% dell'intero 2025. I profitti netti sono scesi del 23,1% a 1,67 miliardi.Nelle sole attività Automotive, l'utile operativo è calato del 33,5% a 1,345 miliardi, con un margine sceso dal 6,9% al 5%. Il dato resta all'interno delle previsioni (4-6%), ma sarebbe stato più elevato senza l'impatto dei dazi, quantificato in 1,25 punti percentuali, e gli oneri legati all'acquisizione del controllo della joint venture cinese BBA (-1,2 punti). Si conferma invece solida la generazione di cassa, con flussi in crescita da 413 a 777 milioni. Le prospettivePer i prossimi mesi, il gruppo punta a contenere gli effetti della crisi del settore e di un contesto macroeconomico complesso facendo leva sul proprio approccio tecnologicamente aperto e su un portafoglio ordini robusto, in particolare per le elettriche. Nei primi tre mesi dell'anno, le prenotazioni hanno raggiunto un massimo storico grazie a una crescita superiore al 60% in Europa.Ancora una volta, i nostri risultati del primo trimestre dimostrano il valore della coerenza strategica, della solidità operativa e di un elevato grado di flessibilità. Siamo ben posizionati per continuare a ottenere successi, nonostante le condizioni difficili, ha dichiarato l'AD Oliver Zipse, sottolineando come il punto di forza sia un'ampia gamma di prodotti in grado di coprire tutti i principali segmenti e offrire l'intera varietà di motorizzazioni.A Monaco di Baviera, tuttavia, non vengono nascosti i timori legati a un contesto economico in deterioramento. Il gruppo prevede un mercato globale in leggera contrazione, un elevato livello di volatilità legato ai dazi doganali, forte incertezza geopolitica in Medio Oriente e pressioni persistenti da cambi, materie prime e concorrenza.Nonostante ciò, vengono confermate le stime per l'intero anno: consegne attese stabili e margine operativo Automotive compreso tra il 4% e il 6%, grazie ai programmi di riduzione e controllo dei costi. I risultati effettivi, tuttavia, potrebbero discostarsi dalle previsioni in funzione dell'evoluzione del contesto politico e macroeconomico.
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Prezzi carburanti, ora il problema è la benzina: la verde tocca i record di ottobre 2023

4 Ruote - 6 ore 59 min fa
I prezzi della benzina non fermano la loro corsa al rialzo, mentre quelli del diesel restano sostanzialmente stabili. Come evidenzia Staffetta Quotidiana nella consueta rilevazione giornaliera, prosegue la salita della verde, spinta - oltre che dall'aumento delle accise - anche dalle quotazioni internazionali. Questa mattina il prezzo medio alla pompa ha raggiunto il livello più alto da oltre due anni e mezzo (11 ottobre 2023), mentre il gasolio si stabilizza su valori quasi invariati.In questo contesto, la testata specializzata segnala anche la decisione di Q8 di ridurre di due centesimi al litro i prezzi consigliati del diesel. Le rilevazioniNel dettaglio, oggi 6 maggio la benzina self service sulla rete stradale si attesta a 1,934 euro/litro (+8 millesimi), mentre il gasolio è a 2,042 euro/litro (-1). Il GPL è a 0,821 euro/litro (+1) e il metano a 1,572 euro/kg (-1).In autostrada, la verde al fai-da-te è a 1,989 euro/litro (+8), il diesel a 2,112 euro/litro (-2), il GPL a 0,928 euro/litro (+1) e il metano a 1,594 euro/kg (invariato).Lo spaccato per modalità di vendita, basato sui dati comunicati ieri mattina dai gestori all'Osservatorio del Mimit, indica la benzina self service a 1,928 euro/litro (compagnie 1,936; pompe bianche 1,912) e il diesel a 2,046 euro/litro (compagnie 2,050; pompe bianche 2,038).Al servito, la verde è a 2,060 euro/litro (compagnie 2,104; pompe bianche 1,978), il gasolio a 2,183 euro/litro (compagnie 2,225; pompe bianche 2,106), il GPL a 0,827 euro/litro (compagnie 0,840; pompe bianche 0,813), il metano a 1,573 euro/kg (compagnie 1,571; pompe bianche 1,574) e il GNL a 1,514 euro/kg (compagnie 1,530; pompe bianche 1,501).Infine, sul fronte dei principali marchi, Eni registra 1,950 euro/litro sulla benzina self service (2,152 al servito) e 2,045 sul gasolio (2,254); IP 1,936 (2,097) e 2,060 (2,228); Q8 1,936 (2,083) e 2,053 (2,219); Tamoil 1,935 (2,006) e 2,043 (2,125).
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Geely punta la fabbrica Ford di Valencia: ecco i modelli che produrrebbe in Spagna

4 Ruote - 7 ore 8 min fa
Dalla Spagna arrivano nuove indiscrezioni sull'arrivo dei costruttori cinesi all'interno di importanti fabbriche europee. Secondo diverse testate, tra cui La Tribuna de Automoción, Geely avrebbe già raggiunto un accordo con Ford per acquistare parte dell'impianto di Almussafes, alle porte di Valencia. Qualcosa si muovePer ora non ci sono né conferme né smentite ufficiali. Ford si è limitata a ribadire quanto affermato a febbraio in risposta a un articolo di Reuters su trattative proprio con Geely: Abbiamo colloqui continui con molte aziende su una varietà di argomenti. A volte si concretizzano, a volte no.Di certo, qualcosa si muove. Che i gruppi cinesi vogliano entrare in Europa acquisendo spazi produttivi sottoutilizzati è ormai noto: le indiscrezioni in merito si susseguono con regolarità. Tutti parlano con tutti e non sorprende che le voci coinvolgano gran parte dell'industria europea, con Stellantis, Volkswagen, Ford e Nissan al centro dei rumor su possibili partnership. Finora, però, non si sono concretizzati accordi ufficiali.Il quadro, tuttavia, potrebbe cambiare rapidamente: le indiscrezioni aumentano e le trimestrali dei grandi costruttori evidenziano la necessità di affrontare il problema della sovracapacità produttiva. Al momento, l'unica soluzione socialmente sostenibile rispetto alla dismissione degli impianti e al taglio di migliaia di lavoratori sembra arrivare proprio dai costruttori cinesi, spinti da forti ambizioni espansionistiche. Le Geely che nascerebbero in SpagnaNon mancano dettagli sui possibili piani del gruppo del Dragone. Geely avrebbe individuato, all'interno del complesso di Almussafes, la struttura che ospita il reparto di assemblaggio Body 3, oggi inattivo dopo l'addio alla piattaforma CD4 e ai modelli Mondeo, Galaxy e S-Max, trasferiti a Valencia nel 2015 dopo la chiusura dello stabilimento belga di Genk.Il Body 3 è il reparto più moderno e avanzato del complesso, ma attualmente sono operativi gli altri due: la Ford Kuga viene prodotta sulle linee del Body 2 e, in parte, su quelle del Body 1.L'operazione consentirebbe a Geely di sviluppare l'attività in autonomia rispetto a Ford, senza condividere la catena delle forniture. Allo studio ci sarebbe l'assemblaggio di un modello con tre varianti di motorizzazione - ibrida, ibrida plug-in ed elettrica - identificato internamente come progetto 135 e basato sulla piattaforma modulare multi-energia GEA (Global Intelligent Electric Architecture). Inoltre, sarebbero in corso valutazioni per produrre un modello Ford sulla stessa architettura.Tra le ipotesi sul tavolo c'è anche la Geely E2: diversi fornitori della Comunità Valenciana sarebbero già stati contattati per possibili contratti legati alla SUV compatta, in arrivo anche in Italia (l'abbiamo già testata: qui potete leggere il nostro primo contatto in Cina). Manca ancora il via libera definitivo al progetto, ma le trattative appaiono in fase avanzata: emergono già indicazioni su impatti occupazionali e produttivi. Secondo la stampa iberica, l'avvio delle attività di Geely ad Almussafes, insieme ai programmi Ford, potrebbe consentire allo stabilimento di recuperare nel medio termine i volumi pre-Covid, quando l'Ovale Blu produceva oltre 300.000 unità annue con cinque modelli.In questo scenario, non solo verrebbe preservata l'occupazione degli attuali oltre 4.000 lavoratori, ma si aprirebbe anche la strada a nuove assunzioni.
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Autovelox, conto alla rovescia: arriva il decreto che cambia multe e ricorsi

4 Ruote - 7 ore 25 min fa
Si è conclusa il 4 maggio, senza reazioni, la pubblica consultazione europea sul cosiddetto decreto omologazione autovelox, che l'Italia aveva trasmesso a Bruxelles il 3 febbraio scorso.In assenza di commenti e di pareri circostanziati della Commissione Ue e degli altri Stati membri - relativi a eventuali ostacoli alla libera circolazione delle merci o a difetti di conformità al diritto comunitario - il decreto può ora essere formalmente adottato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.Quando accadrà? Impossibile dirlo con certezza, anche se molti addetti ai lavori danno per imminente l'entrata in vigore delle nuove norme, così da arrivare ai grandi esodi estivi con un quadro regolatorio sui controlli elettronici della velocità più chiaro e meno esposto ai ricorsi. Fine del contenzioso?Che cosa cambierà dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto ministeriale sull'omologazione degli autovelox?Grazie alle nuove disposizioni, dovrebbe cessare il contenzioso sulle multe degli autovelox - fatti salvi i procedimenti già avviati - esploso negli ultimi anni dopo le ordinanze della Cassazione, secondo cui solo un dispositivo omologato - e oggi nessuno lo è formalmente - può costituire prova valida della multa per eccesso di velocità, come previsto dall'articolo 142 del Codice della strada. Una sanatoria per 15 dispositiviIl nodo più discusso riguarda la norma che di fatto omologa d'ufficio 15 apparecchiature già approvate in base al decreto del 13 giugno 2017, n. 282.Una vera e propria sanatoria per 15 dispositivi, ritenuta da alcuni giuristi illegittima: un decreto ministeriale può disciplinare le procedure di omologazione, ma non trasformare retroattivamente le approvazioni in omologazioni.Un possibile vulnus che potrebbe generare nuovo contenzioso davanti ai giudici di pace, ai tribunali e, in ultima istanza, alla Cassazione.Non solo: secondo alcuni operatori, la competenza sull'omologazione spetterebbe al ministero delle Imprese, in quanto autorità nazionale di riferimento in materia metrologica. Il fronte anti-autovelox, dunque, si prepara a nuove contestazioni.Corsia preferenziale per i dispositivi quasi in regolaIl decreto prevede anche una procedura semplificata per le apparecchiature approvate prima del provvedimento del 2017 ma già dotate di documentazione idonea su taratura e test di laboratorio.In questi casi, produttore o distributore possono ottenere l'omologazione integrando la documentazione già presentata. Il ministero dovrà esprimersi entro 60 giorni, adottando, in caso di esito positivo, il relativo decreto.Negli altri casi, invece, resta l'iter ordinario, più complesso. I 15 autovelox sanatiDal 15 giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale saranno considerati automaticamente omologati i seguenti autovelox:Marca e modelloDecreto dirig. di approvazioneAutovelox 106n. 476 del 09/12/2025Vrs-Evo-T12-5-Rn. 342 del 02/10/2025Velocar Red&Speed Evo-Rn. 342 del 02/10/2025Celeritas Mse 2021n. 401 del 19/08/2024Tutor 3.0n. 305 del 20/06/2024Vergilius Plusn. 149 del 27/03/2024Celeritas Mvd 2022n. 290 del 25/07/2023Vrs Evo 2n. 271 dell'11/07/2023T-Exspeedn. 236 del 05/06/2023K53800_Speedn. 549 del 21/12/2021Tcs - Traffic Control Systemn. 378 del 09/09/2021Autosc@N Speedn. 356 del 18/08/2021Celeritas Mvd 2020n. 349 del 16/08/2021Aguia Red & Speedn. 48 del 01/03/2021Velocar Red&Speed Evo Mn. 5240 del 31/08/2017
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Villa dEste Style Electric Yachting 2026: il futuro della nautica elettrica sul Lago di Como

4 Ruote - Mag 05,2026
Sul Lago di Como, nella cornice senza tempo di Villa d'Este - e nel weekend che precede il Concorso d'Eleganza - la nautica elettrica abbandona definitivamente i panni della sperimentazione per mostrarsi in una fase di piena maturità. La sesta edizione di Villa d'Este Style Electric Yachting, in programma domenica 10 maggio, si conferma tra gli appuntamenti di riferimento in Italia per osservare l'evoluzione della mobilità sostenibile sull'acqua.Il legame con il territorio e la Fondazione Alessandro VoltaA fare da filo conduttore è il dialogo tra industria, ricerca e territorio, in un contesto che unisce tradizione e innovazione a pochi passi dalla città di Como, legata alla figura di Alessandro Volta. L'evento rinnova la collaborazione con la Fondazione a lui dedicata, impegnata nelle celebrazioni per il bicentenario. Protagonisti e innovazioni tecniche: Porsche, Frauscher e CandelaSul piano tecnico, l'edizione 2026 evidenzia un'offerta articolata. Tra i protagonisti spicca Frauscher che, insieme a Porsche, porta in acqua la 790 Spectre, sintesi tra know-how automotive e nautico.Accanto a questa, trovano spazio l'Ecolux 850 di Ecoline Marine, il Seal di Vita e le realizzazioni del Cantiere Ernesto Riva, tra cui ER Revolution ed E-Next Tender. Presente anche il Candela 7 di ABC Boat.A completare l'ecosistema arrivano tecnologie come le moto d'acqua di Taiga Motors e le infrastrutture di ricarica rapida di Aqua superPower, sempre più strategiche per una rete di navigazione elettrica diffusa. Il contributo accademico: Politecnico di Milano e TorinoDeterminante il contributo accademico: il Politecnico di Milano presenta il prototipo del Team Polimi Energy Boat, con Università di Bologna (Team Argonauts UniBo) e Politecnico di Torino (H2Fly). Presente anche l'Università di Trieste. Tech Talk e prove in acquaPiù che una vetrina, Villa d'Este Style Electric Yachting è una piattaforma: dai Tech Talk alle prove in acqua fino alla parata al Tempio Voltiano.A chiudere, lo Student Award premia i progetti più promettenti, confermando il ruolo delle nuove generazioni. Meno concept e più prodottiIn un settore giovane ma in rapida evoluzione, l'appuntamento fotografa il momento: meno concept e più prodotti, meno esercizi di stile e più soluzioni pronte all'uso.La transizione elettrica, anche sull'acqua, ha ormai una rotta definita.Informazioni e prenotazioniL'esperienza è aperta anche agli ospiti non residenti per la giornata di domenica - a pagamento - con posti limitati e prenotazione obbligatoria, scrivendo a marketing@villadeste.it o consultando il sito dell'Hotel.
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Flotte auto, Aniasa contro lobbligo elettrico di Bruxelles: Non funziona

4 Ruote - Mag 05,2026
No al Green Corporate Vehicles - la proposta UE di elettrificazione forzata delle flotte - e, nella cornice della legge delega fiscale in scadenza ad agosto, una revisione della deducibilità dei costi delle auto aziendali e l'introduzione di un regime speciale per la tassa automobilistica e l'Imposta provinciale di trascrizione sui veicoli a noleggio. Questo, in estrema sintesi, l'appello alla politica comunitaria e nazionale del presidente di Aniasa, Italo Folonari, durante la presentazione a Milano del 25 Rapporto sul noleggio a breve e lungo termine e sul car sharing. Niente obblighi green per le flotte Ue e target nazionali Sul settore, ha avvertito il numero uno dell'associazione che in Confindustria rappresenta i servizi di mobilità, grava il possibile recepimento della proposta UE su quote obbligatorie di elettrico per flotte aziendali e società di noleggio: 45% delle immatricolazioni al 2030 e 80% al 2035. Un obbligo lontano dalle reali dinamiche di mercato, che dimostra, ha rimarcato, come la politica europea non abbia imparato dal recente passato.La richiesta di Aniasa è quella di adottare un approccio neutrale, flessibile e competitivo, sostituendo le quote obbligatorie con obiettivi raccomandati, introducendo target coerenti con le specificità nazionali e misure di sostegno per imprese e lavoratori, oltre alla tutela rispetto al rischio dei valori residui delle auto elettriche.  Revisione della deducibilità dei costi delle auto aziendali Sul fronte interno, la delega fiscale è vista come un'occasione da non perdere. Da qui la richiesta di evitare ulteriori rinvii sulla revisione della deducibilità dei costi delle auto aziendali, ferma al 1997, e di introdurre una riduzione al 10% dell'IVA per il noleggio a breve termine con finalità turistiche e per i servizi di car sharing.Proposta anche l'introduzione di un regime speciale per il noleggio, con un unico ente di riscossione per tassa automobilistica e IPT e la successiva definizione di criteri oggettivi di redistribuzione del gettito agli enti locali.  Tutti positivi i principali indicatori del 2025 Quanto al mercato, il noleggio - sia a breve sia a lungo termine - resta in buona salute, pur con alcune criticità, confermandosi motore della transizione: nel primo trimestre 2026 il 48% delle ibride plug-in e il 32% delle EV immatricolate in Italia sono a noleggio.Nel 2025, in un mercato automotive stagnante, il settore del noleggio veicoli ha proseguito la crescita, raggiungendo un giro d'affari di 17 miliardi di euro (+7,5%), con 13,2 miliardi dal lungo termine e 1,6 dal breve. La flotta circolante ha toccato 1,483 milioni di veicoli (+2,3%), mentre le immatricolazioni sono salite a 526.500 unità (+11%).Primo trimestre 2026: boom del rent a car, avanzano i brand cinesiIl primo trimestre 2026 conferma la crescita del lungo termine, ma con segnali di rallentamento: il fatturato sale (+5,6%) e la flotta raggiunge 1,337 milioni di veicoli (+3,2%), mentre le immatricolazioni calano (-4,3%), frenate dai rinvii dovuti alle nuove regole sui fringe benefit.Nel breve termine, invece, cresce il fatturato (+3,6%) insieme ai noleggi (+1,5%) e soprattutto alle immatricolazioni (+51%), a fronte però di un calo dei giorni di noleggio (-3%) e della flotta (-2,5%).Rilevante anche la crescita dei brand cinesi, arrivati al 12,4% delle immatricolazioni nel primo trimestre, con punte di una vettura su cinque nel breve termine.Rischio crisi irreversibile per il car sharingSul car sharing, Folonari parla apertamente di involuzione e di un settore che rischia una crisi irreversibile, anche alla luce delle prospettive legate alla guida autonoma e alla possibile entrata di operatori esteri.Le cause individuate sono cinque: scarso supporto delle istituzioni locali, regole non uniformi tra i comuni, fiscalità penalizzante, assenza di un adeguato quadro normativo e aumento dei costi legati a furti, danneggiamenti e truffe.  Primo trimestre 26: boom di targhe del rent a car, avanzano i cinesi Il primo trimestre dell'anno in corso ha confermato la crescita del long term, anche se con segnali di rallentamento, e un andamento altalenante del rent a car. In particolare, nel lungo termine alla crescita del giro d'affari (+5,6%) e della flotta, che ha raggiunto 1.337.000 veicoli (+3,2%), fa da contraltare il calo delle immatricolazioni (-4,3%), su cui, evidenzia l'Aniasa, pesano i numerosi rinvii dei rinnovi delle flotte decisi dalla clientela aziendale per evitare di incorrere nelle nuove penalizzanti regole sul fringe benefit. Il breve termine, invece, ha registrato uno sviluppo del fatturato (+3,6%), dei noleggi (+1,5%) e un incremento significativo delle immatricolazioni (+51%), ma, contestualmente, un calo dei giorni di noleggio (-3%) e della consistenza della flotta (-2,5%).E a proposito di flotta, ha raggiunto dimensioni rilevanti la presenza di vetture di brand cinesi, che, complessivamente, hanno raggiunto il 12,4% delle immatricolazioni nei primi tre mesi del 2026. Addirittura, sottolinea l'Aniasa, nel breve termine una vettura su cinque arriva dalla Cina. Rischio crisi irreversibile per il car sharing Per quanto riguarda, infine, il car sharing, Folonari non ha rivelato numeri, sottolineando unicamente che i dati 2025 non sono comparabili con il 2024. Ma ha parlato senza giri di parole di involuzione di un settore che, come accennato all'inizio, rischia una crisi irreversibile e che, nella prospettiva dell'evoluzione tecnologica (la guida autonoma, ndr) rischia di essere fagocitato da operatori esteri. I motivi di questo declino? Cinque, secondo Folonari: il mancato supporto delle istituzioni locali, le regole non uniformi tra i comuni, una fiscalità penalizzante, l'assenza di un adeguato impianto normativo e, infine, l'impennata dei costi provocati dalla piaga di furti, danneggiamenti e truffe.
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Opel Corsa GSE: comè fatta la hot hatch elettrica da 281 CV

4 Ruote - Mag 05,2026
Per chi ha qualche anno di passione sulle spalle, GSi - ovvero Grand Sport Injection - non è una sigla qualsiasi. un richiamo diretto a un'epoca in cui Opel sapeva essere leggera, irriverente e molto coinvolgente. Dalla Kadett E GSi alla Corsa A GSi, passando per la Astra F GSi, siamo nei primi anni '90 e la ricetta era tanto semplice quanto efficace: poco peso e tanto carattere. Poi il tempo è passato, le sigle si sono moltiplicate, le regole del gioco sono cambiate e quel mondo sembrava destinato a restare nei ricordi. Elettrica, sì. Ma con lo spirito giustoLa nuova Opel Corsa GSE - ora Grand Sport Electric - prende quel DNA e lo proietta nel 2026, con una ricetta inevitabilmente diversa, ma non meno ambiziosa. Qui non c'è più benzina né cambio manuale, ma 281 CV, 345 Nm e uno 0-100 km/h in 5,5 secondi. Numeri importanti, soprattutto considerando che resta una trazione anteriore.Il cuore del sistema è la batteria da 54 kWh (51 utilizzabili), accompagnata da una gestione termica studiata per reggere anche quando il piede destro diventa più pesante. C'è una modalità Sport che libera tutta la cavalleria e una Eco più rilassata, con velocità limitata a 150 km/h. Non solo numeriEd è qui che la nuova Opel Corsa GSE prova a cambiare passo. Non è solo questione di accelerazione: sotto la carrozzeria ci sono un differenziale autobloccante Torsen, un assetto ribassato, ammortizzatori specifici e un impianto frenante a quattro pistoni.Tradotto: non punta solo sullo scatto al semaforo, ma prova a costruirsi una credibilità anche tra le curve. Per questo sono stati rivisti anche sterzo e risposta dei pedali, con l'obiettivo di renderla più diretta e meno filtrata. Si fa riconoscere, ma non esageraEsteticamente resta una Corsa - ed è una scelta voluta. Alcuni dettagli, però, alzano il tono: paraurti più aggressivi, cerchi da 18 con pneumatici Michelin Pilot Sport 4S 215/40, pinze freno in evidenza e contrasti in nero sempre efficaci, soprattutto sulla vernice bianca come in foto.Dentro, invece, l'atmosfera cambia in modo più deciso: Alcantara, sedili molto profilati e accenti gialli, per ribadire che non si tratta della versione tranquilla. Per i prezzi bisogna aspettareAlla fine la domanda resta sempre quella: ha senso una hot hatch elettrica? La risposta di Opel è chiara: sì, se riesce ancora a strapparti un sorriso quando affondi il piede.Per capire se ci è riuscita davvero bisognerà aspettare di provarla. Intanto resta un ultimo dettaglio: il prezzo, che sarà comunicato più avanti.
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Ewiva lancia le tariffe dinamiche: ricarica ultraveloce da 0,77 /kWh fino a luglio

4 Ruote - Mag 05,2026
Al via la promozione di Ewiva, operatore di stazioni di ricarica ultraveloci del Gruppo Enel: un piano di tariffe dinamiche, differenziate in base alle fasce orarie e al giorno della settimana, valido fino al 31 luglio 2026. L'iniziativa riguarda i siti dotati di sistema di pagamento contactless che accettano carte (di credito, debito o prepagate) dei circuiti Mastercard, Visa, VPay e Maestro, oltre ad Apple Pay e Google Pay. Come funziona la promozione e i prezzi al kWhSe la tariffa standard è di 0,86 /kWh, quella dinamica funzionerà nel modo seguente: prezzo di 0,77 /kWh da lunedì a sabato nelle ore notturne dalle 21.00 alle 06.59 e tutta la domenica, e costo di 0,82 /kWh da lunedì a sabato dalle 07.00 alle 20.59. L'obiettivo della società (1.700 punti di ricarica da 100 kW a 400 kW in 480 stazioni nel nostro Paese) è anche quello di rendere il servizio più flessibile, soprattutto nei periodi di maggiore mobilità come i mesi estivi.
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Sunderland al 50%: Nissan taglia 900 posti, accorpa le linee e guarda a Chery

4 Ruote - Mag 05,2026
Nissan estende all'Europa le misure di ristrutturazione varate esattamente un anno fa dall'amministratore delegato Ivan Espinosa. La Casa nipponica ha confermato le indiscrezioni del Financial Times su un riassetto delle attività in Europa che porterà al taglio di circa il 10% della forza lavoro: l'obiettivo è eliminare 900 posizioni sulle 9.300 attive."Nell'ambito del piano di ripresa Re:Nissan abbiamo intrapreso azioni decisive per migliorare le prestazioni e creare un'azienda più snella e resiliente, in grado di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato", ha spiegato un portavoce. "Come parte di questo approccio, abbiamo avviato un dialogo con i dipendenti europei al fine di semplificare le strutture, ridurre la complessità e garantire un'operatività sostenibile e redditizia". Sunderland: una sola linea di montaggioI tagli riguardano per ora solo attività d'ufficio, ma la ristrutturazione coinvolge anche quelle industriali e logistiche. Nissan ha comunicato ai rappresentanti dei lavoratori dell'impianto inglese di Sunderland (foto sopra) l'intenzione di accorpare le linee di montaggio, passando da due a una sola.La decisione, almeno per ora, non comporterà licenziamenti tra i circa 6 mila addetti della fabbrica, già ridotti di 250 unità l'anno scorso. Resta però il segnale di una situazione complessa: Sunderland produce Qashqai, Juke e Leaf, ma lavora a circa il 50% della capacità produttiva, un livello lontano dai minimi necessari per la sostenibilità economica. Arriva Chery?Sunderland è finita al centro di indiscrezioni sulla possibile condivisione di spazi produttivi con un costruttore cinese. Negli ultimi giorni sono emerse voci sull'ipotesi di un accordo con Chery, proprietaria dei marchi Omoda e Jaecoo, in forte crescita sul mercato britannico.Alcune testate inglesi indicano come possibile un'intesa già nei prossimi mesi. L'accorpamento potrebbe infatti spianare la strada a un accordo utile a migliorare la saturazione dell'impianto. Lo fa capire lo stesso portavoce di Nissan: "Abbiamo annunciato che accorperemo la produzione da due linee a una sola presso il nostro stabilimento di Sunderland, nell'ambito della valutazione delle future opportunità per garantire il pieno utilizzo dell'impianto".In ogni caso, la ristrutturazione non riguarda solo Sunderland, ma anche altri siti: è prevista, per esempio, la chiusura parziale del magazzino ricambi di Barcellona. Inoltre, saranno liquidate tutte le filiali nei mercati del Nord Europa, che verranno presidiati tramite partner commerciali esterni, come già avvenuto in Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania.
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Aston Martin DB12 S, oltre la granturismo: 700 CV e un carattere inatteso

4 Ruote - Mag 05,2026
Il nome stesso nasce da una vittoria: quella di Martin alla cronoscalata di Aston Clinton. l'imprinting genetico di un marchio che ha sempre visto nelle competizioni il proprio banco di prova. Ma è nel 1947 che Aston Martin diventa davvero Aston Martin. L'imprenditore David Brown acquista infatti l'azienda per 20.500 sterline, dando inizio all'era delle leggendarie sigle "DB". La DB2 e, soprattutto, la DB5 del 1963 - resa immortale dal sodalizio cinematografico con James Bond - proiettano il marchio nell'olimpo del lifestyle globale. Oggi la stirpe delle DB giunge al dodicesimo capitolo, che non rinuncia alla lettera S e che abbiamo messo alla prova sulle strade della Provenza. Più aggressiva, più funzionaleQuesta prova non può che iniziare con qualche minuto di autentica adorazione per il lavoro dei designer, che hanno reso la Aston Martin DB12 S uno spettacolo da ammirare. L'impatto estetico della versione "S" si distingue immediatamente per un'aggressività più marcata, derivata da un pacchetto aerodinamico discreto ma funzionale.Il frontale è dominato da un nuovo splitter a doppio elemento che, oltre ad abbassare visivamente il baricentro, svolge una funzione chiave nella gestione dei flussi: convoglia l'aria verso i passaruota anteriori per ridurre la portanza e stabilizzare l'avantreno, un aspetto fondamentale quando le velocità possono superare i 320 km/h.Sopra, il cofano introduce nuove feritoie pensate per facilitare l'estrazione del calore dal V8 biturbo, completando un look che richiama modelli iconici del recente passato, come le DBS Superleggera o le Vantage S V12.Il posteriore chiude il cerchio con uno spoiler fisso che integra il sistema Aeroblade, fondamentale per incrementare la stabilità nei curvoni veloci. Interni e personalizzazione: lusso su misuraCon il debutto della versione "S", la Super Tourer britannica evolve verso un livello più profondo di personalizzazione, non solo all'esterno ma anche nell'abitacolo. Oltre alle finiture di lusso, la firma stilistica della DB12 S è la trapuntatura "S Herringbone", arricchita da micro-perforazioni che migliorano la ventilazione dei sedili e creano un motivo dinamico anche a vettura ferma.Il programma Q by Aston Martin amplia ulteriormente le possibilità, offrendo combinazioni cromatiche quasi infinite, dall'eleganza tono su tono a soluzioni più audaci.L'attenzione al dettaglio si riflette anche nei comandi fisici: il selettore rotativo delle modalità di guida riceve un trattamento in metallo zigrinato con finitura anodizzata rossa. La qualità percepita è elevata, pur non raggiungendo i livelli di Ferrari, Bentley o Mercedes.Buona invece l'integrazione dello schermo dell'infotainment, discreta e poco invasiva, in linea con un design che privilegia eleganza e pulizia formale. Motore e sound: 700 CV e una voce raraDal 2013 Aston Martin e Mercedes-AMG collaborano strettamente. Sotto il cofano troviamo quindi il noto 4.0 V8, qui portato a 700 CV - 20 in più rispetto alla DB12 - con 800 Nm disponibili tra 2.800 e 6.000 giri/min.Il nuovo scarico sportivo in acciaio enfatizza le frequenze medio-basse, mentre con l'impianto opzionale in titanio si guadagnano 1,5 dB e si risparmiano 11,7 kg. Il risultato è una sonorità distintiva, sempre più rara oggi.All'avviamento, il V8 si fa sentire con decisione, mentre in marcia costruisce un crescendo sonoro che accompagna la guida: dai toni pieni ai regimi bassi fino a quelli più acuti verso la zona rossa. un'esperienza sorprendente per una granturismo: meno filtrata, più viscerale. Su strada: meno GT, più sportivaAnche la dinamica segue questa filosofia. L'assetto è tonico, lontano dall'effetto tappeto volante: la DB12 S privilegia il coinvolgimento, ristabilendo un legame diretto tra pilota e strada.Le sospensioni adottano una nuova taratura per gli ammortizzatori adattivi Bilstein DTX, con interventi su rollio e beccheggio. Una barra antirollio posteriore più rigida e la revisione delle geometrie completano il quadro.Il layout transaxle garantisce una ripartizione dei pesi 47:53, contribuendo a un avantreno preciso e a un posteriore ben ancorato. Il risultato è un'agilità sorprendente, capace di mascherare le dimensioni della vettura.A gestire la trazione interviene l'Electronic Rear Differential (E-diff), mentre il sistema Corner Braking Control (CBC) ottimizza stabilità e traiettoria anche nelle fasi più delicate, come il trail braking.La dinamica beneficia inoltre dei freni carboceramici di serie: oltre alla resistenza all'affaticamento, la riduzione di 27 kg di masse non sospese migliora la precisione dello sterzo.Il tutto è supportato dagli pneumatici Michelin Pilot Sport 5 S, sviluppati specificamente per il modello.
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Ferrari Luce, lelettrica è una miniera di brevetti: "Ne abbiamo registrati più di 60"

4 Ruote - Mag 05,2026
Benedetto Vigna torna a parlare di una delle novità più attese di Ferrari: la prima elettrica di Maranello. "La Ferrari Luce è molto più di un nuovo modello ed è molto più che elettrica", ha affermato l'amministratore delegato. " la perfetta concretizzazione dello scopo che ci motiva ogni giorno in Ferrari: ridefinire con audacia i limiti del possibile, fondendo tradizione e innovazione in modo unico. la convergenza di tantissime tecnologie straordinarie e della passione di tantissime persone"."Per Ferrari Luce abbiamo registrato oltre 60 brevetti in svariati ambiti, dai motori elettrici agli inverter, dalla dinamica del veicolo all'integrazione delle batterie nel telaio, dal volante ai display e a un'interfaccia utente più semplice, dai finestrini ai tergicristalli. Non c'è una singola dimensione dell'auto che non sia stata ripensata dal team in modo innovativo. Ancora qualche settimana di pazienza e poi sarà visibile a tutto il mondo", ha aggiunto Vigna, sottolineando che "anche la tecnologia più innovativa è priva di significato senza uno scopo. Il nostro è quello di creare emozioni. da qui che siamo partiti quando abbiamo immaginato per la prima volta Ferrari Luce e crediamo di esserci riusciti. C'è grande attesa e curiosità da parte dei clienti, sia storici sia potenziali. E non vediamo l'ora di iniziare questo nuovo capitolo alla fine del mese".La Luce sarà infatti presentata a Roma il 25 maggio prossimo. La corsa rallentaVigna ha parlato durante la conference call sui risultati di un primo trimestre non del tutto brillante, con diversi segnali di rallentamento della crescita, in particolare sul fronte della marginalità operativa, ma comunque indicativo della capacità di Ferrari di arginare le ripercussioni di problemi ormai comuni a tutti i costruttori. Le consegne, per esempio, sono scese del 4,4% a 3.436 unità a causa del "previsto cambio di modelli".La crescita delle famiglie 12Cilindri, Purosangue e SF90 XX e della F80 è stata accompagnata dal calo di 296 e Roma Spider, ormai prossime alla fine del loro ciclo di vita, mentre per 296 Speciale, Amalfi e 849 Testarossa le spedizioni ai clienti sono iniziate solo da poche settimane.Grazie alla flessibilità nell'allocazione geografica dei prodotti, Ferrari sottolinea di non aver risentito della crisi in Medio Oriente: le consegne sono rimaste stabili e le attività commerciali sono proseguite senza interruzioni. La contrazione delle spedizioni e l'impatto di un contesto valutario sfavorevole - particolarmente penalizzante per i costruttori più esposti al dollaro Usa e allo yen giapponese - sono stati compensati dal continuo arricchimento del mix di prodotto e dal rafforzamento delle personalizzazioni.Maranello è così riuscita a registrare una crescita dei ricavi del 3% a 1,848 miliardi di euro (+6% a cambi costanti), di cui 1,5 miliardi dalla vendita di automobili e parti di ricambio (+1%; +4% al netto dei cambi) e 218 milioni da sponsorizzazioni e altre attività (+14%). La redditivitàSulle principali voci reddituali hanno inciso diversi fattori. L'EBITDA, pari a 722 milioni, è cresciuto del 4%, per un margine del 39,1% (38,7% un anno fa), mentre l'utile operativo si è attestato a 548 milioni, con un aumento dell'1% (+8% a cambi costanti) e un'incidenza sul fatturato in lieve calo dal 30,3% al 29,7%.Le maggiori personalizzazioni e i mix geografico e di prodotto positivi - grazie alle Americhe, alla F80, alle Serie Speciali e alle attività racing - sono stati controbilanciati dall'aumento degli ammortamenti per l'avvio della produzione di nuovi modelli, dalle minori consegne, dal calo delle vendite della 499P Modificata, nonché da un aumento delle spese di marketing e dei dazi sulle importazioni negli Usa.L'utile netto è rimasto stabile a 413 milioni di euro, mentre risultano solide sia la generazione di cassa delle attività industriali, con flussi in crescita da 620 a 653 milioni, sia la posizione finanziaria netta, passata da un debito di 32 milioni al 31 dicembre a una liquidità di 388 milioni. Le prospettive per il 2026Nonostante un contesto operativo non del tutto favorevole, Ferrari ha confermato le previsioni per l'intero anno. La Casa emiliana punta su un ulteriore arricchimento del mix di prodotto e geografico per chiudere il 2026 in crescita rispetto all'anno scorso. Le stime indicano ricavi a 7,5 miliardi di euro, EBITDA a 2,93 miliardi, utile operativo a 2,22 miliardi, utile per azione a 9,45 euro e flussi di cassa per almeno 1,5 miliardi.Linee guida che, precisano da Maranello, si basano sulla visibilità attuale sugli effetti della crisi in Medio Oriente, che Ferrari sta gestendo attivamente."Il mix di prodotto ulteriormente arricchito e la domanda costante di personalizzazioni hanno contribuito ai solidi risultati del primo trimestre", aggiunge Vigna. "Con tali performance e con un portafoglio ordini che si estende ulteriormente verso la fine del 2027, confermiamo la nostra guidance per il 2026".L'amministratore delegato richiama infine i tre pilastri del modello Ferrari in una fase di forte volatilità: "Innanzitutto una chiara focalizzazione e una forte disciplina. In secondo luogo un approccio agile e flessibile. E in terzo luogo un team unito e coeso, con i piedi ben piantati per terra"."In tempi incerti le priorità possono cambiare rapidamente, con il rischio di perdere di vista ciò che conta davvero nel lungo termine. In Ferrari continuiamo ad agire secondo i nostri piani: che si tratti di lanciare un nuovo modello, aprire un nuovo negozio o gareggiare in pista, restiamo concentrati su ciò che rende il marchio più forte nel lungo periodo".
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Volkswagen Golf R 24H: la super hatchback per la 24 Ore del Nürburgring

4 Ruote - Mag 05,2026
Volkswagen ha svelato le prime immagini della Golf sviluppata in vista della 24 Ore del Nürburgring 2027. Per celebrare i 25 anni del sub-brand sportivo R, nato nel 2002 con la Golf R32, il marchio tedesco ha deciso di dare vita alla Golf R 24H, che sarà portata in gara dal team Max Kruse Racing. Un'anticipazione del 2027La vettura è definita una showcar, segno che alcuni dettagli verranno ulteriormente affinati prima del debutto in pista. Già ora sono evidenti il pacchetto aerodinamico estremo, gli allargamenti della carrozzeria e i grandi sfoghi d'aria sul cofano.Il progetto deriva dalla Golf R stradale e mantiene la trazione integrale, un passaggio chiave dopo tre anni di competizioni con la versione a due ruote motrici basata sulla Golf GTI Clubsport. La Golf R 24H sarà mostrata al pubblico in occasione della 24 Ore del Nürburgring 2026 (dal 14 al 17 maggio), nel Ring Boulevard. La variante stradale da 270 km/hL'ultima Golf R di serie, presentata nel 2024, è la Golf più potente mai prodotta. Il 2.0 turbo benzina eroga 333 CV e 420 Nm, gestiti da cambio DSG doppia frizione e trazione integrale 4Motion con Torque Vectoring e modalità Drift, pensata per massimizzare la trazione sull'asse posteriore. Con il pacchetto R-Performance, di serie per il mercato italiano, la vettura è autolimitata a 270 km/h.
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Dalla Matta alla Gazzella: ecco il nuovo libro sui 75 anni di Alfa Romeo con i Carabinieri

4 Ruote - Mag 05,2026
Il racconto di un'alleanza che ha accompagnato l'evoluzione della società italiana e la modernizzazione delle Forze dell'ordine è al centro del nuovo volume dedicato allo storico legame tra l'Alfa Romeo e l'Arma dei Carabinieri. Il nuovo libro, Carabinieri e Alfa Romeo - Al servizio del Paese, è stato presentato al Museo di Arese: un'opera che ripercorre 75 anni di collaborazione, celebrati a febbraio a Selva di Val Gardena in compagnia di una Giulia Quadrifoglio in livrea istituzionale.Durante l'evento, che ha visto la partecipazione del comandante generale Salvatore Luongo e del CEO di Alfa Romeo e COO di Maserati Santo Ficili, è stato svelato il logo ufficiale dell'anniversario. Il simbolo integra il brand con la Fiamma dei Carabinieri, esprimendo valori condivisi come dedizione, coraggio e italianità. Dalla Matta alla GazzellaIl libro, pubblicato da Giunti e Giorgio Nada Editore con i testi di Danilo Moriero e Lorenzo Ardizio, è strutturato in cinque capitoli. Attraverso le vetture in dotazione, il racconto segue la trasformazione dell'Italia repubblicana e dei suoi apparati di sicurezza.Si parte dalla 1900 M Matta del 1951, simbolo della ricostruzione postbellica, passando per la Giulia Super del boom economico e l'Alfetta Protetta degli anni di piombo, fino ad arrivare ai modelli contemporanei come Tonale e Stelvio. Il legame tra le due istituzioni ha contribuito a dare forma al concetto di Gazzella con la Giulia, diventata icona del pronto intervento e della presenza dello Stato sul territorio.Grazie a un'attenta ricerca archivistica e a numerose testimonianze, il volume costruisce un racconto capace di parlare sia agli appassionati di storia dell'automobile sia a chi desidera approfondire il ruolo dell'Arma dei Carabinieri nella vita civile del Paese.
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Nate in Cina, vendute in Europa: l'idea Volkswagen per le nuove elettriche

4 Ruote - Mag 05,2026
I cinesi hanno ormai assunto una posizione di leadership forse incontrastabile nella mobilità elettrica. A dimostrarlo è anche un'ipotesi produttiva che riguarda da vicino Volkswagen.Il costruttore di Wolfsburg ha da tempo messo in atto una strategia lineare: sfruttare i primati tecnologici raggiunti dai partner cinesi - come Saic e Xpeng - per produrre in Cina auto elettriche pensate su misura per i consumatori locali. La sintesi è racchiusa nello slogan in China for China. Tuttavia, non è escluso che i tedeschi decidano di importare in Germania tecnologie e competenze cinesi per difendere la propria competitività, accelerare i cicli di sviluppo e saturare capacità produttiva oggi inutilizzata. La nuova piattaforma con XpengIn sostanza, Volkswagen sta valutando se produrre in Europa modelli di nuova generazione inizialmente destinati alla Cina, qualora fossero ritenuti adatti anche ai gusti e alle esigenze degli europei.Quest'anno stiamo intensificando lo sviluppo della piattaforma CMP, il cui lancio in Cina è previsto per il 2027. Una volta completato il lavoro, potremo valutare le opzioni in Europa e verificare quali prodotti siano i più adatti, ha spiegato l'AD Oliver Blume, riferendosi alla Compact Main Platform sviluppata con Xpeng per i futuri modelli Volkswagen destinati proprio al mercato cinese.Blume ha quindi sottolineato come il Gruppo Volkswagen possa trarre vantaggio dall'innovazione, dalla velocità e dai processi industriali cinesi. A suo avviso, l'ecosistema del Dragone è ormai diventato un modello in termini di architetture. Anche il manager tedesco, dunque, riconosce la superiorità tecnologica cinese e la necessità, per i costruttori occidentali, di puntare su collaborazioni industriali e ingegneristiche, magari condividendo anche spazi produttivi in Europa. In questo senso, Blume ha confermato le indiscrezioni delle ultime settimane sulla disponibilità alla condivisione di capacità produttiva con Case cinesi. Quali modelli?Vale la pena ricordare che all'ultimo Salone di Pechino il gruppo tedesco ha presentato diverse novità nate secondo la logica Cina per la Cina, che ora potrebbero anche arrivare in Europa alla luce delle parole di Blume.Alla rassegna cinese, per esempio, è stata svelata la ID. Unyx 09, ammiraglia sviluppata con Xpeng e prodotta dalla joint venture Volkswagen Anhui (75% Wolfsburg, 25% Jac), una realtà che già oggi propone altri modelli: ID. Unyx 06, 07 e 08. A Pechino ha debuttato anche la ID. Era 9X, SUV elettrica di grandi dimensioni sviluppata e prodotta da Saic-Volkswagen. La ID. Aura T6, sempre un veicolo a ruote alte ma di taglia media, è invece assemblata dalla joint venture FawVw ed è stata sviluppata con Xpeng sulla piattaforma CEA 800V.Questo scenario riguarda il marchio Volkswagen e le sue tre joint venture, ma il Gruppo è presente in Cina anche con altri brand. Jetta, gestito da FawVolkswagen, era a Pechino con la X Concept, prototipo di una SUV elettrica lowcost che anticipa la transizione del marchio dalle motorizzazioni termiche alle elettriche di primo ingresso. Infine, c'è la E7X, secondo modello di AUDI, il brand riservato esclusivamente al mercato cinese e sviluppato in collaborazione con Saic.
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Google cambia le notizie in Italia: come scegliere le fonti e seguire Quattroruote

4 Ruote - Mag 05,2026
Finalmente Google permette di scegliere le fonti di informazioni preferite anche in Italia. Chiamata appunto Fonti preferite, la nuova funzione consente di selezionare le testate che appariranno più frequentemente durante le proprie ricerche.Stando all'azienda, la probabilità che l'utente clicchi sulla fonte scelta raddoppia, permettendo di dribblare, se usata correttamente, siti poco attendibili o poco interessanti. Vediamo come farlo. Come aggiungere QuattroruoteIl funzionamento è semplice. Prima di tutto, andiamo su Google tramite il browser del computer o direttamente nell'app e cerchiamo una notizia d'attualità o un argomento correlato al presente come "prezzi benzina". Dato l'invio, vedremo comparire la sezione Notizie principali e, accanto ad essa, una stellina. questa la chiave del sistema.Basta infatti cliccarla (o toccarla) per selezionare una o più fonti da mettere nei preferiti. Scrivendo Quattroruote e selezionando il quadratino accanto al nome, la nostra testata verrà salvata tra le fonti preferite e apparirà più spesso tra i risultati, accanto ovviamente alle notizie degli altri siti.Va detto che non c'è limite alle fonti selzionabili ed esse compariranno anche nella nuova sezione Dalle tue fonti, la striscia posta subito sotto Notizie principali, che consente di avere sempre sott'occhio i contenuti dai siti che avremo scelto.
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BMW, 2 milioni di elettriche senza strappi: la neutralità tecnologica che salva business e lavoro

4 Ruote - Mag 05,2026
Il gruppo BMW sta riuscendo ad arginare gli effetti della crisi dell'auto europea con una strategia coerente da anni: i bavaresi stanno rafforzando il loro impegno nella mobilità elettrica, ma mantenendo aperte le porte a quelle tecnologie tradizionali che hanno posto le basi della loro affermazione sui mercati globali. L'ultima prova di questo approccio alla transizione tecnologicamente neutrale è arrivata con un comunicato dedicato proprio alla produzione di elettriche.Negli scorsi giorni, la fabbrica di Dingolfing, nella Baviera nordorientale, ha raggiunto il traguardo dei 2 milioni di veicoli elettrici a batteria prodotti, sfornando una BMW i5 M60 xDrive in versione berlina. L'esemplare, rifinito nell'esclusiva tinta blu Tansanit, è destinato a un cliente spagnolo. Strategia chiara e massima flessibilitàDingolfing ha avviato la produzione in serie di auto a batteria nel 2021 con la BMW iX e oggi assembla la gamma di elettriche più ampia del Gruppo BMW. Oltre a iX e i5 (berlina e Touring), dalle sue linee esce anche la BMW i7. Dal 2021 l'impianto ha prodotto oltre 320 mila elettriche, a conferma di un rapido aumento dei volumi negli ultimi anni. In sostanza, quasi un sesto dei due milioni di veicoli elettrici a batteria assemblati complessivamente dal gruppo proviene proprio da Dingolfing.Tuttavia, l'impianto non è dedicato esclusivamente alle elettriche: lo scorso anno tre quarti della produzione ha riguardato veicoli con motorizzazioni tradizionali, termiche o ibride. Alla base di questa impostazione c'è un approccio tecnologicamente aperto che trova applicazione nel progetto BMW iFACTORY: modelli con diverse motorizzazioni vengono prodotti in modo flessibile, attraverso un processo di assemblaggio misto su un'unica linea.Una strategia portata avanti da anni che genera benefici rilevanti, soprattutto sul fronte occupazionale. Oggi, infatti, ogni impianto tedesco del gruppo produce almeno un modello completamente elettrico sulla stessa catena di montaggio, potendo però adattare rapidamente il mix produttivo all'andamento della domanda. L'equilibrio che salva i posti di lavoroIn altre parole, la mobilità elettrica è diventata la nuova normalità nell'intera rete produttiva di BMW senza avere un impatto negativo sulla forza lavoro, al contrario di quanto sta accadendo presso concorrenti come Volkswagen, Audi o Porsche. Un approccio che contribuisce anche a tutelare l'industria automobilistica tedesca e, soprattutto, la posizione della Germania come secondo polo produttivo mondiale per le auto elettriche. Un esempio concreto di come la neutralità tecnologica possa generare benefici più ampi rispetto a politiche basate su divieti o limitazioni delle scelte dei consumatori.
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Carburanti, benzina oltre 1,9 euro: la verde torna ai massimi da due anni

4 Ruote - Mag 05,2026
I prezzi alla pompa della benzina continuano a salire, superando quota 1,9 euro/litro per la prima volta da due anni (dall'11 maggio 2024), mentre il gasolio cala leggermente, restando comunque oltre i due euro con un margine di circa quattro centesimi. In aumento anche il GPL, arrivato a 82 centesimi al litro. questa la fotografia scattata da Staffetta Quotidiana nella consueta rilevazione giornaliera, che richiama l'andamento sfavorevole delle quotazioni petrolifere, con il Brent di nuovo sopra i 110 dollari al barile.La testata specializzata segnala inoltre la decisione di IP di aumentare di sei centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina e di ridurre di quattro centesimi quelli del gasolio. Q8, invece, ha applicato un ribasso di un centesimo sulla verde, mentre Tamoil ha limato di un centesimo il diesel. I prezzi mediI prezzi mediIn particolare, questa mattina 5 maggio, la benzina self service sulla rete stradale è a 1,926 euro/litro (+27 millesimi rispetto a ieri), il gasolio a 2,043 euro/litro (-3). Il GPL si attesta a 0,820 euro/litro (+6), mentre il metano resta invariato a 1,573 euro/kg.In autostrada, la verde al fai-da-te costa 1,981 euro/litro (+14), il diesel 2,114 euro/litro (-2), il GPL 0,927 euro/litro (+3) e il metano 1,594 euro/kg (invariato).Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati sui dati comunicati ieri dai gestori di circa 20 mila punti vendita all'Osservatorio del MIMIT, le medie dei prezzi praticati vedono:benzina self service a 1,901 euro/litro (compagnie 1,916, pompe bianche 1,872)gasolio self a 2,049 euro/litro (compagnie 2,054, pompe bianche 2,040)Al servito, la benzina è a 2,024 euro/litro (compagnie 2,072, pompe bianche 1,936), il diesel a 2,187 euro/litro (compagnie 2,228, pompe bianche 2,108), il GPL a 0,821 euro/litro, il metano a 1,573 euro/kg e il GNL a 1,525 euro/kg.Infine, lo spaccato dei principali marchi vede:Eni a 1,944 euro/litro sulla benzina self (2,126 al servito) e 2,045 sul diesel (2,256)IP a 1,899 (2,056) e 2,070 (2,236)Q8 a 1,918 (2,042) e 2,053 (2,221)Tamoil a 1,923 (1,986) e 2,046 (2,129)
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