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Honda Super-N, piccola belva: 95 CV con Boost e 320 km in città, è già nel Regno Unito

4 Ruote - 36 min 16 sec fa
Arriva nel Regno Unito la Honda Super-N e ha un asso nella manica: il tasto Boost che porta la potenza da 64 a 95 CV. Ispirata alla City Turbo II degli anni 80 e proposta da meno di 22.000 euro, la piccola elettrica giapponese punta su carattere, prestazioni e un'anima tutta particolare. La Super-N, versione pepata (e adattata al mercato occidentale) della kei car N One, apre il listino UK da 18.995 sterline, pari a poco meno di 22 mila euro: al momento non abbiamo informazioni in merito a una sua possibile commercializzazione anche nell'Europa continentale, che però non è da escludere. proprio minuscola Rispetto alla versione giapponese, la Honda Super-N guadagna una ventina di centimetri in lunghezza, arrivando a 3.599 mm da un paraurti all'altro, per una larghezza di 1.573 mm. Secondo Honda, tanto basta per far viaggiare comodamente quattro persone. Particolarmente versatile l'abitacolo, con i celebri sedili magici e un bagagliaio da 162 litri con i quattro posti in uso, che diventano 967 abbassando gli schienali della seconda fila. Look sbarazzino A parte le linee simpatiche, la Honda Super-N è un'auto ricca di carattere e personalità, con passaruota bombati, numerose prese d'aria, appendici aerodinamiche, griglia anteriore nera e un grande spoiler sulla sommità del lunotto. All'interno l'abitacolo è semplice e funzionale, con predominanza di plastiche rigide e numerosi vani portaoggetti; non mancano dettagli blu su plancia e sedili, richiamo alla City Turbo II originale. Le luci ambientali e la grafica dell'infotainment virano al viola quando si attiva la modalità Boost, che include anche un sound generator con simulazione del cambio a sette rapporti. Di serie la connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, oltre a un impianto Bose a otto altoparlanti. Il segreto è il tasto Boost Il motore elettrico anteriore e-Axle eroga 47 kW (64 CV), che possono salire temporaneamente a 70 kW (95 CV) con la modalità Boost, permettendo alla piccola giapponese di accelerare da 0 a 100 km/h in 10 secondi (contro i 14,5 a potenza standard). La batteria ha una capacità di 29,6 kWh: considerato il peso di 1.097 kg, l'autonomia dichiarata nel ciclo WLTP è di 206 chilometri, che diventano 320 nell'uso cittadino. La ricarica in corrente continua arriva fino a 50 kW, consentendo di passare dal 10% all'80% in circa mezz'ora. Perché non nel resto d'Europa? Portare la Honda Super-N anche nel continente potrebbe essere una mossa azzeccata, visto il fermento attorno al segmento delle citycar elettriche. Un modello sfizioso come questo darebbe filo da torcere a quelli già usciti in questi mesi, Renault Twingo in primis (e la sua gemella Dacia Spring), e a quelli che verranno: al Salone di Parigi Stellantis presenterà le novità su base E-Car (a cominciare dalla Citroën 2CV), ma a rubare la scena ci sarà anche l'attesissima smart #2. 
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Addio a Dick Barbour, icona Porsche tra Le Mans e Sebring: aveva 85 anni

4 Ruote - 3 ore 26 min fa
Porsche ha annunciato la scomparsa di Dick Barbour, figura centrale nel motorsport negli Stati Uniti e nel mondo per i colori della Casa tedesca. Barbour aveva 85 anni e si è distinto prima come pilota e poi come proprietario del team Dick Barbour Racing, che ha ottenuto successi indimenticabili a livello nazionale e internazionale con le vetture Porsche, tra cui vittorie di classe e assolute sia alla 12 Ore di Sebring sia alla 24 Ore di Le Mans. Per i colori di Barbour hanno corso piloti del calibro di Paul Newman, Bobby Rahal e Brian Redman. La livrea Apple ripresa nel 2026 Nel 1979 ha ottenuto un secondo posto a Le Mans con una Porsche 935, ma soprattutto è rimasta famosa la partecipazione nel 1980 a Le Mans con una 935 K3 nei colori Apple: la livrea è stata ripresa proprio nell'edizione 2026 sulle 963 ufficiali.
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Tesla FSD verso il via libera in Spagna, ma la Svezia chiede lo stop

4 Ruote - 3 ore 33 min fa
In Spagna, Tesla potrebbe ricevere il via libera per la guida assistita supervisionata già a partire dal prossimo 30 giugno. A darne conferma sarebbero alcuni dipendenti impiegati nei programmi di test. La Spagna diventerebbe così il prossimo Paese, dopo Olanda, Danimarca, Belgio, Lituania ed Estonia, a consentire l'utilizzo libero della tecnologia FSD (Supervised) su strade aperte al pubblico. 80 mila km senza problemi Tesla ha avviato la fase di sperimentazione in Spagna lo scorso novembre, nella zona di Malaga, impegnando una flotta di circa 30 veicoli che, in questi mesi, avrebbero percorso oltre 80 mila chilometri - tra strade ad alto scorrimento, ambito urbano e tratti costieri - senza alcun incidente. Al momento, però, non c'è ancora una conferma ufficiale da parte della Casa americana né del ministero dei Trasporti spagnolo. Problemi in Svezia Se la Spagna si prepara al debutto della guida assistita evoluta di Tesla, la Svezia lavora invece per limitarne l'utilizzo in tutta Europa. La Swedish Transport Administration (TRV) ha infatti chiesto di bloccare il lancio dell'FSD (Supervised) fino a quando il costruttore non disabiliterà la possibilità di utilizzo oltre i limiti di velocità consentiti. Prima di essere messa ai voti, la questione sarà discussa in una commissione tecnica dell'Unione Europea proprio il 30 giugno. Altri Paesi UE avrebbero espresso perplessità, anche se l'orientamento prevalente resta quello di lasciare al conducente la piena responsabilità del corretto utilizzo del sistema.
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Volvo: Valori condivisi, partnership con Sport e Salute

4 Ruote - 3 ore 48 min fa
Volvo e Sport e Salute, l'azienda pubblica dedicata allo sviluppo dello sport in Italia, hanno siglato una partnership con cui condividono valori come sicurezza, inclusività e centralità della vita, da portare in giro per il Paese, ha detto Michele Crisci, presidente di Volvo Italia. L'intesa prevede anche l'utilizzo di 30 auto elettriche e plug-in del marchio svedese da parte dell'ente nazionale sportivo. Nella suggestiva cornice dello Stadio dei Marmi intitolato a Pietro Mennea a Roma, Volvo ha colto l'occasione per presentare in anteprima italiana anche la nuova EX60 Cross Country, SUV elettrica a vocazione fuoristradistica, a fianco della EX60, SUV sempre a batteria di 4,81 metri di lunghezza, entrambe nate sulla nuova piattaforma dedicata, la SPA3, con architettura a 800 Volt. Volvo EX60: prezzi, versioni e autonomia La Volvo EX60 è già in vendita, con prime consegne ai clienti a settembre. La EX60 Cross Country sarà disponibile a metà 2027. Sono modelli destinati a riscrivere i concetti di mobilità, ha detto Crisci, ricordando contenuti come l'intelligenza artificiale, capace sulle EX60 di elaborare 260 trilioni di operazioni al secondo. L'obiettivo di Volvo Italia è di vendere complessivamente entro il 31 dicembre il 25% di elettriche e il 16% di ibride plug-in, cioè quasi la metà elettrificata con la spina della nostra gamma, a conferma della direzione che come marchio abbiamo preso con grande determinazione.Volvo EX60 ha tre motorizzazioni: la P6 a singolo motore da 374 CV e a trazione posteriore, entry level della gamma, batteria da 83 kWh e autonomia dichiarata fino a 611 chilometri con prezzi a partire da 63.350 euro; la P10 da 510 CV, batteria da 95 kWh e autonomia fino a 660 chilometri da 68.400 euro; la P12 da 680 CV, batteria da 117 kWh e autonomia dichiarata fino a 810 chilometri per una ricarica a corrente continua in una fast charge da 400 kW in 19 minuti dal 10 all'80%, prezzi da 74.500 euro. P10 e P12 dispongono di serie di trazione integrale. Volvo EX60 Cross Country: caratteristiche EX60 Cross Country ha un assetto rialzato e sospensioni pneumatiche adattive. Due gli allestimenti previsti al lancio, Plus First Edition e Ultra First Edition. La Cross Country, denominazione creata da Volvo nel 1997 per caratterizzare in senso più fuoristradistico i suoi modelli, è 20 millimetri più alta da terra. Con l'aiuto delle sospensioni pneumatiche, se necessario, è possibile aggiungere ulteriori 20 millimetri di altezza di marcia. Due opzioni di motorizzazione a trazione integrale: P10 con un'autonomia fino a 640 chilometri, la prima a essere disponibile l'anno prossimo, seguita poco dopo dalla P12 con un'autonomia maggiore. Prezzi da comunicare, entro la fine dell'anno.
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Roma, elettriche a pagamento in ZTL: 200 mila euro in 48 ore

4 Ruote - 4 ore 20 min fa
In attesa che, con i pass per le auto elettriche nelle ZTL di Roma, traffico e qualità dell'aria migliorino - questo è l'obiettivo del Comune - il Campidoglio fa i conti: 200 mila euro incassati in due giorni. Secondo indiscrezioni, sarebbero infatti circa 200 i proprietari di vetture a batteria che, in 48 ore, hanno già pagato il permesso da 1.000 euro l'anno per circolare nelle Zone a traffico limitato. Saranno in regola dal 1 luglio, quando le elettriche non potranno più accedere gratuitamente a queste aree. Ora sono troppe, dice il Comune Nei primi anni Roma aveva previsto l'esenzione per le elettriche, facendo pagare soltanto le auto termiche. Ma con l'aumento del parco circolante a emissioni zero, arrivato a 75.000 unità, l'amministrazione ha deciso di intervenire introducendo un nuovo contributo. Dopo il picco iniziale di incassi, è plausibile che il gettito tenda progressivamente a ridursi fino a stabilizzarsi.
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I robotaxi entrano nei cantieri chiusi: Waymo richiama 3.900 auto

4 Ruote - 4 ore 26 min fa
Ancora guai per la guida autonoma negli USA: Waymo sta richiamando 3.900 robotaxi per un problema software che potrebbe spingere i veicoli a immettersi in zone chiuse di cantieri autostradali e a continuare la marcia. Da aprile 2026, in California e Arizona, le vetture senza conducente hanno già invaso una dozzina di volte queste aree, mettendo in pericolo la sicurezza stradale. Il problema è che gli occhi elettronici delle macchine non hanno riconosciuto i segnali delle rampe di accesso, riferisce la Reuters. Tanti problemi A maggio, Waymo aveva già richiamato 3.800 robotaxi: il rischio era che si immettessero, a velocità elevata, in strade allagate. Infatti, il 20 aprile a San Antonio un veicolo era finito in una corsia invasa dall'acqua durante un nubifragio, per poi restare bloccato nella grande pozza. Ancora prima, l'azienda aveva risolto criticità legate a potenziali errori di calcolo nella traiettoria dei veicoli rimorchiati e alla risposta del sistema nel rilevare pali.La società è infine oggetto di un'indagine della NHTSA dopo che, a gennaio, a Santa Monica (California), uno dei suoi mezzi ha investito un bambino nei pressi di una scuola elementare, causando ferite lievi. Altri veicoli senza conducente hanno inoltre sorpassato uno scuolabus fermo con i segnalatori luminosi attivi, manovra vietata. Insomma, per la divisione di veicoli autonomi di Alphabet (Google) e per altri colossi attivi nel settore, come Tesla, il percorso è appena iniziato ed è ancora ricco di ostacoli.
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Dazi UE sulle plug-in cinesi: ora Bruxelles stanga anche le ibride?

4 Ruote - 4 ore 41 min fa
La Commissione Europea prepara dazi compensativi sulle auto ibride plug-in prodotte in Cina, misure pensate per riequilibrare la concorrenza e destinate a incidere su prezzi e vendite nel mercato europeo. Secondo il quotidano tedesco Handelsblatt, il quadro regolamentare sarebbe già definito e in attesa del via libera degli Stati membri. Le Case potenzialmente più colpite I nuovi dazi, dunque, rientrerebbero nelle misure più stringenti chieste dalla UE per contrastare il deficit commerciale nei confronti della Cina. Tra i costruttori maggiormente coinvolti figurano quelli che negli ultimi mesi hanno investito di più nelle plug-in hybrid, da BYD a Chery, passando per SAIC (che in Europa commercializza i modelli MG) e Geely.Proprio BYD ha recentemente introdotto in Italia la Dolphin G DM-i, una compatta ibrida plug-in sviluppata con un'attenzione specifica alle esigenze del mercato europeo: in futuro, la plug-in dovrebbe essere prodotta nel nuovo impianto di Szeged, in Ungheria, evitando così gli eventuali dazi. Come cambierà il mercato? Negli ultimi mesi, in Europa e in Italia, le ibride plug-in hanno registrato una crescita significativa: a maggio le immatricolazioni sono salite del 71%. Una dinamica sostenuta anche dalle nuove norme sulle auto aziendali. Resta ora da capire quale sarà l'entità dei dazi che l'Unione Europea applicherà ai modelli prodotti in Cina e quale impatto avranno sui prezzi di listino e, di conseguenza, sulle vendite.I dazi compensativi vengono applicati a prodotti che hanno beneficiato di sussidi statali nel Paese di origine, con l'obiettivo di riequilibrare il vantaggio competitivo ottenuto.
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Prezzi carburanti in calo, ma il 3 luglio finisce lo sconto accise: ecco i rincari per il pieno

4 Ruote - 4 ore 49 min fa
I prezzi dei carburanti continuano a scendere dopo il disgelo in Medio Oriente, ma l'attenzione ora è tutta sul calendario. Il 3 luglio 2026 scadrà infatti il taglio delle accise di 5 centesimi al litro introdotto dal governo per calmierare benzina e diesel: in assenza di una proroga, fra 14 giorni il pieno tornerà a costare di più.Se lo sconto fiscale non ci fosse già oggi, la benzina salirebbe a 1,901 euro al litro (contro 1,851) e il diesel raggiungerebbe di nuovo i 2 euro al litro (oggi 1,950). Si tratta di un aumento di circa 5 centesimi al litro, che diventano poco più di 6 centesimi considerando anche l'Iva. Proprio la soglia psicologica dei 2 euro rappresenta una variabile critica anche sul fronte dell'inflazione. I prezzi oggi Secondo Staffetta Quotidiana, oggi il diesel scende ai minimi dal 7 marzo, mentre la benzina tocca il livello più basso dal 2 maggio. La flessione dei listini non sarà rapida e difficilmente si tornerà ai valori precedenti alla crisi USA-Iran, ma per gli automobilisti arriva comunque una boccata d'ossigeno.Questa mattina la media in self service sulla rete nazionale è pari a 1,851 euro al litro per la benzina (-11 millesimi su ieri), 1,950 euro per il gasolio (-13), 0,773 euro per il GPL (-2) e 1,561 euro/kg per il metano (invariato).In autostrada, invece, i prezzi medi sono di 1,949 euro/l per la benzina (-7), 2,044 euro/l per il diesel (-8), 0,882 euro/l per il GPL (-1) e 1,586 euro/kg per il metano (+2).Tra i marchi, Eni ha ridotto i prezzi consigliati della benzina di 2 centesimi al litro e quelli del gasolio di 3, mentre IP scende di 3 centesimi sulla verde e di 4 sul diesel. Tamoil applica un calo di 1 centesimo sulla benzina. 
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Perché si dice che Volkswagen è a rischio fallimento

4 Ruote - 5 ore 30 min fa
Dopo gli annunci sui tagli, il gruppo Volkswagen allarga l'orizzonte della sua trasformazione: non solo riduzione dei costi e dell'organico all'interno di tutte le divisioni, ma anche una profonda revisione della gamma modelli. Con un obiettivo chiaro: semplificare l'offerta, aumentare l'efficienza e migliorare i margini entro il 2030.Nel pieno delle indiscrezioni sulla sostenibilità a lungo termine del gruppo tedesco, addirittura a rischio fallimento secondo l'opinione di alcuni membri di consiglio di amministrazione e sorveglianza sondati dalla rivista Manager Magazin, il CEO Oliver Blume ha presentato il piano di riassetto all'assemblea generale annuale con un obiettivo preciso: diventare il costruttore automobilistico più attrattivo al mondo. Ci stiamo posizionando per essere più resilienti dal punto di vista finanziario e migliorare la preparazione al futuro in termini di costi, struttura e tecnologia, ha spiegato. In questo scenario, e con conti sotto pressione, Volkswagen punta a ridurre i costi nel breve termine e a costruire nuove basi tecnologiche e industriali per il futuro. Meno modelli (e meno varianti) Uno dei punti chiave del piano riguarda la gamma: meno modelli e, soprattutto, meno varianti, per concentrare i volumi su una base più ristretta di prodotti. In altre parole, ridurre le sovrapposizioni tra i marchi e razionalizzare l'offerta nei segmenti più affollati, a partire da quello delle SUV medie e compatte. L'obiettivo è generare volumi più elevati per ciascun modello, aumentando la redditività e riducendo al tempo stesso i costi di sviluppo e produzione. La riduzione del personale La semplificazione della gamma si inserisce in un quadro più ampio, legato agli interventi strutturali già avviati, che riguardano la riduzione della capacità produttiva e la riorganizzazione della rete industriale. Il gruppo ha previsto da qui al 2030 fino a 50.000 tagli complessivi tra Volkswagen, Audi, Porsche e la controllata Cariad.Di questi, 35.000 riguardano Volkswagen AG, che ha già firmato accordi vincolanti per oltre 28.000 esuberi nei prossimi quattro anni.In parallelo, VW sta lavorando sull'efficienza: negli ultimi 12 mesi i costi negli stabilimenti tedeschi sono scesi di oltre il 20% e il piano punta a risparmi annui superiori ai 6 miliardi di euro entro la fine del decennio. Finisce la rincorsa ai volumi Dal punto di vista strategico, la novità più rilevante riguarda l'approccio al mercato: in uno scenario definito permanentemente imprevedibile, il gruppo prevede volumi globali stabili, spostando l'attenzione su prodotti forti, tecnologie convincenti e competitività.Si chiude così la fase della crescita a tutti i costi, con un focus più deciso sui margini. Il target è un margine operativo tra l'8 e il 10%, con un flusso di cassa della divisione automotive che entro il 2030 dovrebbe rappresentare oltre il 60% del risultato operativo. Tecnica più semplice Tecnica più sempliceRidurre i modelli significa anche semplificare la base tecnica: il gruppo punta ad avere meno piattaforme e architetture elettroniche, con benefici su tempi di sviluppo e costi industriali.In questo quadro si inseriscono anche le alleanze strategiche, dalla collaborazione con Xpeng in Cina alla joint venture con Rivian per il software, oltre allo sviluppo delle batterie con PowerCo. Elettrico e modelli chiave La transizione elettrica non viene accantonata, ma inserita in uno scenario più articolato, che guarda con attenzione anche alle motorizzazioni ibride: nei prossimi mesi arriveranno i primi modelli full hybrid Volkswagen.Sul fronte delle elettriche, nell'ultimo anno le consegne globali sono cresciute del 32% (66% in Europa), con una quota di mercato del 27% nel continente. Cinque tra le elettriche più vendute in Europa appartengono al gruppo.In arrivo anche una nuova generazione di modelli accessibili (Volkswagen ID. Polo e ID. Cross, Cupra Raval e Skoda Epiq), cruciali per sostenere i volumi nei segmenti più popolari. Ma il "rischio fallimento" è reale? Il tema va contestualizzato distinguendo tra percezione e solidità finanziaria. Volkswagen non si trova oggi in una condizione di crisi di liquidità, ma deve affrontare rischi strutturali profondi che incidono sulla redditività futura.I numeri lo confermano: nel primo trimestre 2026 l'utile operativo è sceso del 14,3% a 2,5 miliardi, mentre l'utile netto è calato del 28,4% a circa 1,56 miliardi, con ricavi a 75,7 miliardi (-2,5%) e consegne in flessione nei mercati chiave, in particolare -20% in Cina e -9% in Nord America. Il deterioramento dei conti emerge anche dal margine operativo, sceso al 3,3% nel primo trimestre 2026, un livello che evidenzia la pressione crescente sulla redditività del gruppo.A pesare sono la pressione dei costruttori cinesi, i dazi - stimati in circa 4 miliardi l'anno - e gli elevati investimenti legati all'elettrificazione, che comprimono i margini.Ed è proprio su questo fronte che il piano di Blume intende intervenire: una ristrutturazione profonda, destinata a incidere sul gruppo fino al 2030, con l'obiettivo di adattare il modello industriale a un mercato sempre più competitivo e meno prevedibile.Intanto Susanne Wiegand, unica consigliera del board di sorveglianza considerata indipendente, ha annunciato l'intenzione di non ricandidarsi. Una scelta che ha sollevato critiche da parte di diversi investitori istituzionali, secondo cui la governance Volkswagen risulta ormai priva di reale indipendenza e di un sistema in grado di garantire controllo e responsabilità.
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Una hypercar in 25 esemplari e una one-off da 20 milioni: lo show Gordon Murray a Goodwood

4 Ruote - 7 ore 27 min fa
La versione definitiva della T.50S Niki Laudasarà presentata al Goodwood Festival of Speed dalla GMA di Gordon Murray. Accanto alla hypercar da pista sarà svelata in anteprima europea la S1 LM, un esemplare unico già venduto all'asta per oltre 20 milioni di dollari. La lineup del marchio inglese sarà completata da altre due vetture uniche: la T.33 Spider (il prototipo VP12) e il prototipo XP1 della Le Mans GTR. Tutte le V12 per Goodwood La T.50S Niki Lauda, primo esemplare destinato a un cliente, sarà impegnata sulla salita di Goodwood insieme alla T.33 Spider e alla GTR XP1. Per la T.50S la livrea è ispirata alla prima vittoria di una monoposto progettata da Murray in Formula 1: la Brabham BT44 numero 7, portata al successo a Kyalami da Carlos Reutemann. Ognuno dei 25 esemplari della vettura da pista celebrerà una vittoria specifica. La GTR XP1 è il primo prototipo della nuova serie speciale di 24 unità ispirate alle sportive a coda lunga disegnate da Murray per Le Mans, mentre la VP12 è uno dei prototipi recenti della futura T.33 Spider di serie.
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Molto più di un van: Mercedes VLE, il lusso della Classe S a 8 posti - VIDEO

4 Ruote - 7 ore 41 min fa
Una categoria quasi tutta sua, quella della nuova Mercedes VLE. Quello che può sembrare un semplice van di lusso è, in realtà, la cosa più simile a una Classe S con otto posti. Insomma, la VLE si colloca a metà strada tra una grande monovolume e una berlina di rappresentanza: lunga oltre 5,3 metri, la nuova elettrica della Stella nasce su una piattaforma dedicata e coniuga abitabilità da shuttle premium, confort da ammiraglia e un livello di efficienza interessante per un veicolo di queste dimensioni. Maxi elettrica tra monovolume e top di gamma Al centro del progetto c'è un'architettura a 800 Volt, abbinata a una batteria (chimica NMC) da 115 kWh utilizzabili, che promette oltre 700 km di autonomia WLTP e ricariche ultrarapide fino a oltre 300 kW, sufficienti per recuperare fino a 355 km in 15 minuti secondo la stessa Mercedes.Sul fronte dinamico spiccano le sospensioni pneumatiche Airmatic con altezza regolabile di otto centimetri e l'asse posteriore sterzante fino a sette gradi, in fase e controfase, capace di ridurre il diametro di sterzata a 10,9 metri: un valore più vicino a quello di una berlina compatta che a un veicolo lungo oltre cinque metri. Nella guida urbana la differenza si percepisce immediatamente. Come va la Mercedes VLE Certo, non c'è alcuna pretesa sportiva: la vettura è pesante - la massa varia in base alle versioni ma si aggira sulle 3,5 tonnellate - e lo sterzo è relativamente demoltiplicato, ma resta comodo da impugnare e leggero nelle manovre. Il motore è anteriore nella variante base, con una potenza di 203 kW, più che adeguata al confort dei passeggeri: la spinta non è mai brusca, ma la risposta è sufficiente anche nei sorpassi. Per chi desidera prestazioni superiori è disponibile la trazione integrale a doppio motore, con una potenza complessiva di 310 kW. Abitacolo modulare e tecnologia digitale avanzata L'abitacolo è configurabile da cinque a otto posti e introduce soluzioni pensate per la massima flessibilità, come i sedili rimovibili Roll & Go (dotati di rotelle per lo spostamento) e il sistema Remote Variable Rear Space, che consente di modificare la disposizione interna direttamente dall'infotainment o tramite app. A bordo debutta inoltre la nuova generazione del sistema operativo MB.OS, con assistente virtuale basato sull'intelligenza artificiale, aggiornamenti over-the-air e un ecosistema digitale che trasforma la VLE in un'estensione connessa della vita quotidiana.Tutto ciò che riguarda i passeggeri posteriori si può controllare tramite un pannello sganciabile, più vicino a uno smartphone che a un classico tablet, incastonato nello schienale dei sedili anteriori, dove ricarica la propria batteria. E non manca una modalità cinema con uno schermo da oltre 30 pollici che scende dal tettuccio. Considerato che Maybach ne svilupperà una propria versione, viene spontaneo chiedersi cosa potrà aggiungere rispetto a quanto già offre la Mercedes VLE.
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Maserati non si vende, ma ora deve cambiare: la partita dei partner

4 Ruote - Giu 18,2026
Tiene banco da mesi la discussione su un possibile disimpegno di Stellantis da Maserati. Voci alimentate soprattutto dalle difficoltà riscontrate dal brand modenese nell'ultimo biennio (male il 2024, con 11.300 consegne globali, malissimo il 2025, solo 7.300: nel 2023 ammontavano a 26.600) e dalla necessità del gruppo di razionalizzare investimenti e piattaforme.Ad alimentare ulteriormente il vespaio, le ombre cinesi. Soprattutto quella di BYD, che ha ammesso di seguire le vicende del brand da vicino e che avrebbe messo gli occhi su Cassino, casa della Grecale, nella ricerca di nuovi hub produttivi in Europa.Ma Maserati non si vende, lo hanno ribadito forte e chiaro i vertici del gruppo e del marchio. E se si parla di Cina, la questione, casomai, è un'altra: riguarda la possibile condivisione di costi di sviluppo e tecnologie. La posizione (netta) di Filosa Torniamo al 17 giugno. Durante l'audizione davanti alle Commissioni Attività produttive della Camera e Industria del Senato, l'amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, è stato chiaro: Maserati non è in vendita, Cassino neppure.Quasi in parallelo, il management della Casa emiliana ha incontrato la stampa italiana per la presentazione delle nuove Grecale, GranTurismo e GranCabrio, aggiornate con un restyling estetico e tecnico.A precisa domanda su un possibile interessamento a rilevare il brand da parte di BYD, il COO (direttore operativo) Santo Ficili ha risposto: Fa piacere che desti interesse, ma non è sul mercato. Partnership industriali: trattative in corso Se un passaggio di mano è da escludere, almeno in questo momento, così come la cessione di asset industriali, resta invece sul tavolo la questione delle partnership industriali e tecnologiche. Purché, d'eccellenza, come ha sottolineato Ficili.Sempre rispondendo ai parlamentari, Filosa ha specificato che sono in corso trattative con due partner importanti in grado di apportare tecnologie e una serie di idee eccellenti per il brand.Una soluzione che riporterebbe linfa agli impianti di Modena e Cassino, attualmente sottoutilizzati. Il prossimo passo sarà dunque scegliere con quale dei due collaborare in futuro.Le parole di Filosa hanno così riacceso i rumor emersi a metà maggio alimentati dai media cinesi riguardo a possibili accordi con Huawei e JAC.Partnership industriali: trattative in corsoSe un passaggio di mano è da escludere, almeno in questo momento, così come la cessione di asset industriali, resta invece sul tavolo la questione delle partnership industriali e tecnologiche. Purché d'eccellenza, come ha sottolineato Ficili.Sempre rispondendo ai parlamentari, Filosa ha specificato che sono in corso trattative con due partner importanti in grado di apportare tecnologie e una serie di idee eccellenti per il brand.Una soluzione che riporterebbe linfa agli impianti di Modena e Cassino, attualmente sottoutilizzati. Il prossimo passo sarà dunque scegliere con quale dei due collaborare in futuro.Le parole di Filosa hanno così riacceso i rumor emersi a metà maggio - alimentati dai media cinesi - riguardo a possibili accordi con Huawei e JAC.Nella fattispecie, Maserati andrebbe ad allearsi con i cinesi per produrre nuovi modelli, elettrici o elettrificati, di lusso e ad alto contenuto tecnologico. In Cina, JAC e Huawei sono alleate nella joint venture che ha dato vita al marchio Maextro, brand d'alta gamma che produce la S800, una berlina lussuosa dal look un po' Maybach. L'ipotesi suggerita è che, sotto il cappello del brand Maextro, possa nascere in Cina un nuovo modello distribuito a livello globale come Maserati.Premesso che si parla, al momento, di fantaindustria, una possibile collaborazione potrebbe vedere Huawei occuparsi dell'architettura software e degli ADAS, JAC dello sviluppo industriale e della produzione, Maserati del design, del posizionamento del prodotto e della dinamica di guida.Per quanto riguarda l'Italia e l'Europa, Filosa avrebbe sottolineato che tutte le nuove partnership (comprese quelle di Maserati) dovranno essere strutturate in modo simile a quelle già siglate con Leapmotor e Dongfeng. Ovvero con il 51% delle quote detenuto da Stellantis.Le eredi di Quattroporte e LevanteA quando una risposta sul futuro di Maserati? La deadline è fissata, al più tardi, a dicembre. In occasione del prossimo Investor Day, infatti, la Casa modenese è chiamata a fare luce su aspetti cruciali.Il nodo dei partner tecnologici, certo, ma anche l'ampliamento della gamma Maserati: un tema già anticipato dai vertici Stellantis con il piano Fastlane 2030.Ieri, anche il direttore operativo Ficili ha ribadito l'intenzione del marchio di tornare nel segmento E, quello della Quattroporte e della Levante, con due nuovi modelli.Le due colonne di Maserati, ha spiegato Ficili, sono da un lato le granturismo e dall'altro le ammiraglie, anche nella formula a ruote alte.Le caratteristiche e i tempi di lancio delle nuove grandi SUV e berline del Tridente si conosceranno, dunque, solo tra qualche mese. Scenario Cina: l'ipotesi HuaweiJAC Nella fattispecie, Maserati andrebbe ad allearsi con i cinesi per produrre nuovi modelli, elettrici o elettrificati, di lusso e ad alto contenuto tecnologico. In Cina, JAC e Huawei sono alleate nella joint venture che ha dato vita al marchio Maextro, brand d'alta gamma che produce la S800, una berlina lussuosa dal look un po' Maybach. L'ipotesi suggerita è che, sotto il cappello del brand Maextro, possa nascere in Cina un nuovo modello distribuito a livello globale come Maserati.Premesso che si parla, al momento, di fantaindustria, una possibile collaborazione potrebbe vedere Huawei occuparsi dell'architettura software e degli ADAS, JAC dello sviluppo industriale e della produzione, Maserati del design, del posizionamento del prodotto e della dinamica di guida.Per quanto riguarda l'Italia e l'Europa, Filosa avrebbe sottolineato che tutte le nuove partnership (comprese quelle di Maserati) dovranno essere strutturate in modo simile a quelle già siglate con Leapmotor e Dongfeng. Ovvero con il 51% delle quote detenuto da Stellantis. Le eredi di Quattroporte e Levante A quando una risposta sul futuro di Maserati? La deadline è fissata, al più tardi, a dicembre. In occasione del prossimo Investor Day, infatti, la Casa modenese è chiamata a fare luce su aspetti cruciali.Il nodo dei partner tecnologici, certo, ma anche l'ampliamento della gamma Maserati: un tema già anticipato dai vertici Stellantis con il piano Fastlane 2030.Ieri, anche il direttore operativo Ficili ha ribadito l'intenzione del marchio di tornare nel segmento E, quello della Quattroporte e della Levante, con due nuovi modelli.Le due colonne di Maserati, ha spiegato Ficili, sono da un lato le granturismo e dall'altro le ammiraglie, anche nella formula a ruote alte.Le caratteristiche e i tempi di lancio delle nuove grandi SUV e berline del Tridente si conosceranno, dunque, solo tra qualche mese.
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Omoda 9 Aurora Edition, solo per l'Italia: prezzo e dotazioni della serie limitata

4 Ruote - Giu 18,2026
Debutta in Italia a 54.000 euro la Omoda 9 Aurora Edition. Si tratta di una serie limitata a 1.000 unità, già ordinabile, che affianca la versione da 51.900 euro già in commercio e offre una dotazione esclusiva, in linea con quanto già visto sulla Black Knight Edition. Dotazione dedicata e contenuti esclusiviLa Aurora Edition si distingue per la tinta esterna Aurora Green, i badge specifici, i rivestimenti in pelle Nappa, l'impianto audio Sony, il tetto panoramico e l'head-up display con realtà aumentata.Powertrain plug-in e trazione integraleIl powertrain è il noto plug-in hybrid con tecnologia SHS-P. L'ammiraglia di Omoda adotta un 1.5 turbo benzina abbinato al cambio automatico DHT 350 e a tre motori elettrici, per ottenere la trazione integrale. La potenza complessiva raggiunge 537 CV e 650 Nm, mentre l'autonomia in elettrico arriva fino a 145 km, grazie alla batteria da 34,46 kWh.
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Nuova BMW i3 50 xDrive: quanto costa e cosa cambia tra base e First Edition

4 Ruote - Giu 18,2026
BMW ha aperto gli ordini della nuova i3, il secondo modello (dopo la iX3) a nascere sulla piattaforma Neue Klasse per auto elettriche. Al lancio è disponibile la versione 50 xDrive, con powertrain dual motor e trazione integrale: 345 kW (469 CV), 645 Nm e scatto da ferma a 100 km/h in 4,7 secondi. La batteria da 108,7 kWh assicura un'autonomia dichiarata, secondo la Casa, di 912 chilometri. Il listino parte da 64.750 euro, ma in questa fase di lancio la i3 è proposta anche nella variante First Edition, a 74.450 euro. In autunno verranno annunciati ulteriori allestimenti e motorizzazioni. La dotazione di serie La BMW i3 50 xDrive entry level prevede fari a LED anteriori e posteriori, maniglie elettriche a scomparsa, specchietti richiudibili elettricamente, sportello di ricarica ad azionamento automatico, chiave digitale e frunk anteriore da 31 litri. All'interno troviamo il BMW Panoramic Vision con navigatore connesso, Apple CarPlay e Android Auto, la telecamera posteriore, la ricarica wireless per smartphone, climatizzatore bizona con pompa di calore, sedili anteriori riscaldabili, a regolazioni elettriche con memoria e posteriori frazionati 40/20/40. Di serie anche la guida assistita di livello 2. BMW i3 50 xDrive First Edition La First Edition, disponibile in fase di lancio, arricchisce la dotazione con il pacchetto M Sport (appendici aerodinamiche, freni M Sport con pinze blu, interni BMW M in Veganza e M PerformTex Black) e il BMW Iconic Glow (doppio rene illuminato e animazioni per i gruppi ottici). Sono inoltre previsti cerchi da 19 o 20 pollici, portellone ad apertura elettrica, volante riscaldato, climatizzatore a tre zone, head-up display e impianto audio Harman Kardon. Tra gli optional, la scelta tra sei colori esterni (tra cui la metallizzata M Le Castellet Blue), il tetto panoramico in vetro, gli interni sportivi, i sedili posteriori riscaldabili, l'assistente al parcheggio e la guida assistita di livello 2 avanzato. Il listino della BMW i3 BMW i3 50 xDrive: 64.750 euroBMW i3 50 xDrive First Edition: 74.450 euro
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Auto, nuove regole UE: più riciclo, stretta sullusato e stop all'export dei veicoli non idonei

4 Ruote - Giu 18,2026
L'Unione Europea spinge il settore automobilistico verso un'economia circolare: per farlo, il Parlamento UE ha dato oggi il via libera a regole che riguardano sia le auto nuove sia quelle usate. La palla passa al Consiglio UE per l'ok formale, dopodiché per l'entrata in vigore delle norme passeranno 24 mesi. Vetture nuove, cosa cambia Semplice la logica: le Case dovranno progettare i nuovi veicoli in modo da consentire la facile rimozione del maggior numero possibile di parti e componenti. Inoltre, le plastiche conterranno almeno il 15% di materiale riciclato entro sei anni e il 25% entro dieci anni. Come minimo, il 20% della plastica riciclata dovrà provenire da materiali recuperati da veicoli fuori uso o da parti usate (circuito chiuso).In un secondo momento, la Commissione potrà inoltre introdurre obiettivi per acciaio riciclato, alluminio, magnesio e materie prime critiche. Tre anni dopo l'entrata in vigore delle norme scatterà il regime di responsabilità estesa dei produttori, che dovranno sobbarcarsi i costi del trattamento dei veicoli fuori uso. Passaggi di proprietà dell'usato: le future regole In caso di vendita di un veicolo aziendale usato, le imprese dovranno dimostrare che il mezzo non è fuori uso oppure presentare un certificato di revisione valido. E nelle transazioni tra privati? Sarà richiesto uno solo di questi due documenti se il veicolo è stato dichiarato perdita economica totale o se la vendita avviene online.Lotta alle auto fantasmaPer prevenire smantellamenti illegali, la legge vieterà l'esportazione di veicoli non idonei alla circolazione: questa misura, contro le auto fantasma, si applicherà cinque anni dopo l'entrata in vigore del regolamento.  Lotta alle auto fantasma  Per prevenire smantellamenti illegali, la legge vieterà l'esportazione di veicoli dichiarati non idonei alla circolazione: questa misura, anti auto fantasma, si applicherà cinque anni dopo l'entrata in vigore del regolamento.
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RC Auto: via allindagine su risarcimento diretto e bonus-malus

4 Ruote - Giu 18,2026
Col settore RC auto da tempo nel mirino delle associazioni dei consumatori, per un caro tariffe che non accenna a rallentare, Ivass e Antitrust annunciano un'indagine sul comparto. L'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni e il Garante della concorrenza metteranno sotto osservazione il risarcimento diretto e il sistema bonus-malus, come emerso durante la relazione annuale della prima authority relativa al 2025. Introdotto nel 2007, il risarcimento diretto ha deluso le attese. L'obiettivo era semplificare la gestione dei sinistri e ridurre i prezzi della RCA, consentendo al danneggiato di essere rimborsato dalla propria compagnia anziché da quella del conducente responsabile. Tra i punti critici emerge il meccanismo di indennizzo tra le compagnie, regolato da forfait fissi annui stabiliti da una stanza di compensazione.Per quanto riguarda il sistema bonus-malus, questo dovrebbe premiare con riduzioni tariffarie chi non causa incidenti e penalizzare chi provoca sinistri. Nel tempo, però, il meccanismo si è parzialmente inceppato: molti automobilisti virtuosi subiscono rincari significativi (in particolare in aree come Napoli e Caserta), pur mantenendo una classe assicurativa impeccabile. Risultato: RCA stellari Per le auto, la RCA media nel 2025 si attesta a 438 euro, con un +4,5% sull'anno precedente e rialzi continui dal 2022. Sono assicurati 33,9 milioni di veicoli, con 1,7 milioni di sinistri registrati e un costo medio di 5.160 euro: un dato che contribuisce in modo diretto agli aumenti.
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Elettriche e plug-in, Italia ultima tra i principali mercati: perché resta indietro

4 Ruote - Giu 18,2026
Sul fronte della transizione energetica, l'Italia continua a inseguire il resto d'Europa, ferma al suo ruolo di fanalino di coda del continente. A metterlo in evidenza è la 29 edizione della Sintesi Statistica Unrae, secondo cui nel 2025 le auto ricaricabili hanno raggiunto una quota del 12,8% del mercato (6,2% le full electric, 6,6% le plug-in) contro il contro il 31,2% medio degli altri paesi europei analizzati. Un dato che mette l'Italia in fondo alla classifica dei principali mercati continentali, alle spalle anche della Spagna. Ritardi nelle infrastrutture "Anche nel 2025 il decollo della transizione energetica in Italia è stato rinviato all'anno prossimo", spiega il direttore generale di Unrae Andrea Cardinali. Secondo l'associazione, il ritardo è legato alla mancanza di misure strutturali di sostegno al settore, ma anche a un'infrastruttura di ricarica ancora insufficiente. Nonostante oltre 76.000 punti di ricarica pubblici installati, l'Italia resta infatti al 16 posto in Europa per densità della rete, con 15,5 punti ogni 100 chilometri di strade (contro una media europea di 22,1 punti/100 km). "L'Italia è l'unico grande mercato senza incentivi ai privati", prosegue Cardinali, "che pagano prezzi di ricarica fra i più elevati del continente, mentre resta al palo la revisione in chiave green della fiscalità aziendale". Mercato del nuovo in stagnazione Sul fronte del mercato, il 2025 si è chiuso con 1,53 milioni di immatricolazioni, in calo del 2,1% rispetto all'anno precedente e ancora oltre il 20% sotto i livelli del 2019, prima della pandemia. In Europa si è registrata una crescita media del 2,4%. In controtendenza il mercato dell'usato, che ha superato i 5,6 milioni di passaggi di proprietà (+3,2%), con un rapporto di oltre due auto usate vendute per ogni vettura nuova immatricolata. Parco auto sempre più anziano La fotografia del parco circolante conferma infine l'anzianità dei veicoli italiani. A fine 2025 circolavano in Italia circa 46,5 milioni di autoveicoli, di cui oltre 41 milioni con un'età media di 13 anni. "Il settore attende nuovi equilibri", osserva Cardinali, in un contesto segnato dalla crescente concorrenza dei costruttori cinesi e dall'incertezza normativa europea sui futuri obiettivi della transizione.
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Il rifornimento si paga via app: Telepass amplia la rete carburanti

4 Ruote - Giu 18,2026
Si estende la rete di stazioni nel nostro Paese dove fare il pieno con l'app Telepass. La società leader del telepedaggio e della mobilità integrata ha infatti stretto un accordo con Retitalia per consentire il pagamento digitale in 150 distributori del network: salgono così a 7.500 i punti integrati per rifornirsi con lo smartphone.Per usufruire del servizio, basta entrare nell'applicazione, cercare la pompa più vicina nella mappa interattiva e versare il dovuto in forma elettronica, senza utilizzare carte o contanti.
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Bentley firma 100 pezzi unici: nasce la Bespoke Series by Mulliner

4 Ruote - Giu 18,2026
Bentley presenta la Bespoke Series by Mulliner, una serie di appena 100 esemplari delle Continental GT S e GT S Convertible totalmente personalizzate. Questa iniziativa avrà una cadenza annuale e in futuro verranno quindi presentate altre Bespoke Series ispirate alle tendenze contemporanee. Sei colori per la prima edizione I clienti possono scegliere le vetture in sei diverse tinte esterne create appositamente per il reparto Bespoke: Salerno Blue, Snow Quartz, Midnight Prism Pearlescent, Spectral Verdant, Manuka Orange e Bright Ruby Red. Queste varianti speciali sono abbinate a stripes verniciate in tinta Beluga perlata.Gli interni sono coordinati con l'esterno grazie agli inserti colorati su base Jet Black e Beluga, impreziositi dalle targhette numerate della Bespoke Edition 2027. Le dotazioni di serie includono i cerchi da 22" neri con badge autolivellante, le calotte nere degli specchietti, il Bentley Rotating Display, le finiture interne cromate scure, i sedili confort e i rivestimenti in pelle con traforatura decorativa.Ogni cliente riceverà inoltre un telo copriauto da interni su misura personalizzato.
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Skoda Peaq, dentro la SUV elettrica a 7 posti

4 Ruote - Giu 18,2026
Skoda ha pubblicato alcuni bozzetti che mostrano in anteprima gli interni della Peaq, la grande SUV elettrica a sette posti che sarà svelata ufficialmente il prossimo 23 giugno. Dell'auto abbiamo già visto nelle scorse settimane la versione definitiva della carrozzeria, protetta da camuffature colorate, e le immagini dei test di affidabilità condotti tra deserto e Circolo Polare Artico. Interni minimal e tecnologici Gli interni della Skoda Peaq si presentano estremamente spaziosi (l'auto è lunga 488 cm e ha un passo di 296 cm), anche in virtù dei sedili avvolgenti piuttosto compatti, con poggiatesta integrato. Su richiesta, all'interno del pacchetto Relax, quelli anteriori possono essere certificati AGR, con la possibilità di essere reclinati a mo' di chaise longue. Le sedute della seconda fila sembrano asportabili singolarmente (ma di questo non c'è conferma), mentre quelle della terza potranno essere abbassate a filo del pavimento.Il bagagliaio mette a disposizione 299 litri nella configurazione a sette posti e 1.010 litri quando si viaggia in cinque. A questi si aggiungono i 37 litri del frunk. Grande il tetto panoramico in vetro, che arriva fin quasi alla fine della terza fila di sedili, con la possibilità di essere oscurato elettricamente in nove zone diverse. Tutto (o quasi) digitale La plancia è semplice e lineare, attraversata a tutta larghezza da sottili bocchette dell'aria condizionata, e potrà essere personalizzata con cinque diverse varianti di rivestimenti e materiali, che Skoda chiama Design Selection. Al centro si vede il display dell'infotainment da 13,6" a sviluppo verticale, una novità per la Casa boema.I pochi comandi fisici visibili nei bozzetti si limitano a due rotelle sotto lo schermo e tre levette a bilanciere, e permetteranno interazioni intuitive con clima, infotainment e altre funzioni base dell'auto. Dietro il tradizionale volante a due razze della Casa c'è lo schermo della strumentazione digitale da 10". Tre motorizzazioni La Skoda Peaq arriverà inizialmente in tre versioni: 60, single motor da 150 kW (204 CV) e batteria da 63 kWh, per un'autonomia di oltre 460 km; 90, single motor da 210 kW (286 CV) e batteria da 91 kWh (oltre 600 km di autonomia) e la 90x, dual motor da 220 kW (299 CV), trazione integrale e batteria da 91 kWh.
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