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Pirelli investe in Ridesense: così il Cyber Tyre punta a diventare ancora più intelligente

4 Ruote - 3 ore 7 min fa
Pirelli ha siglato un accordo di collaborazione con Ridesense, uno spin-off del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Università Federico II di Napoli e del gruppo MegaRide specializzato nello sviluppo di tecnologie avanzate per la mobilità.L'intesa è incentrata su attività di cooperazione nello sviluppo di nuovi software da integrare nell'ecosistema Pirelli Cyber Tyre, ma include anche altri ambiti. Infatti, l'accordo contiene anche la concessione di una licenza alla multinazionale della Bicocca sui sensori virtuali di Ridesense e specifiche tutele sulla concessione di diritti a terzi. Inoltre, è previsto che la stessa Pirelli acquisti una partecipazione del 24,99% nella startup, con un'opzione per salire fino al 100% del capitale. I benefici della collaborazione Secondo la società milanese, l'integrazione fra i sensori fisici del Cyber Tyre e quelli virtuali di Ridesense (algoritmi che elaborano informazioni fornite dalla sensoristica già presente nei veicoli) amplierà ulteriormente il contributo dato dal sistema tecnologico sviluppato da Pirelli alle soluzioni elettroniche di sicurezza dell'auto.Consentirà, inoltre, di consolidare alcune funzionalità, come il rilevamento dell'aquaplaning, e di svilupparne nuove, legate alla diagnostica del pneumatico e, più in generale, del veicolo. In altre parole, l'ecosistema Cyber Tyre integra un ulteriore tassello per accrescere il suo ruolo negli ADAS e nelle tecnologie per la guida autonoma. "Oltre 20 anni fa abbiamo imboccato la strada che ha permesso di integrare nei pneumatici la capacità di raccogliere e trasmettere dati ed è nata la tecnologia Cyber Tyre. L'accordo con Ridesense contribuisce ad ampliare le possibilità dell'ecosistema, sviluppando ulteriormente la componente software che è il cuore di Cyber Tyre", spiega Piero Misani, Chief Technical Officer di Pirelli." un accordo significativo per il nostro Paese - aggiungono gli AD di Ridesense, Flavio Farroni e Aleksandr Sakhnevych - che mette insieme ricerca e industria italiane per portare sulle linee di produzione di Pirelli un percorso iniziato oltre dieci anni fa, a Napoli, nel gruppo di Dinamica del Veicolo dell'Università Federico II e valorizzato dalle strutture di trasferimento tecnologico dell'Ateneo. In una mobilità sempre più connessa servono tecnologie che portino su strada maggiore sicurezza, efficienza e qualità della guida. questo l'obiettivo che condividiamo con Pirelli".
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Mercedes sospende i bonus e chiede di lavorare di più: l'IG Metall alza le barricate

4 Ruote - 3 ore 16 min fa
La crisi della Volkswagen è solo la punta dell'iceberg delle attuali difficoltà dell'industria automobilistica tedesca. Nelle ultime ore si è aperto un nuovo fronte caldo in Germania, con l'IG Metall che ha deciso di alzare le barricate contro le ultime decisioni dei vertici della Mercedes-Benz.Il potente sindacato dei metalmeccanici tedeschi ha invitato i dipendenti del costruttore di Stoccarda a scendere in strada per protestare contro l'annuncio di un'ulteriore riduzione dei costi: per domani 3 luglio sono state organizzate manifestazioni presso gli impianti di Sindelfingen e Untertürkheim, oltre a una mobilitazione online. Sono però previste iniziative anche presso altri impianti e uffici di Rastatt, Kuppenheim, Brema, Berlino, Amburgo, Düsseldorf, Ludwigsfelde e Germersheim. "Ridurre i costi, situazione drammatica" A scatenare le proteste è stata una lettera inviata a tutti i dipendenti in Germania dal consiglio di gestione. I lavoratori sono stati informati della necessità di "continuare a ridurre i costi a pieno ritmo" per rimanere competitivi. "Nonostante tutti i nostri sforzi, la situazione in Germania è oggi drammatica", si legge nella lettera.Una misura, in particolare, ha spinto l'IG Metall alla mobilitazione: la Mercedes ha annunciato la decisione di posticipare all'anno prossimo il pagamento del premio straordinario basato sui risultati annuali del 2025 e stabilito dal contratto collettivo. Previsto a luglio, vale il 18,4% della normale retribuzione mensile e riguarda circa 90.000 dei 108.000 dipendenti dell'azienda in Germania .  E poi c'è una richiesta che ha ulteriormente irritato i sindacalisti. "In Mercedes-Benz, accelereremo radicalmente i processi e razionalizzeremo le strutture consolidate", aggiunge il consiglio di gestione, sottolineando poi la necessità di tagliare il costo orario del lavoro. Come? "La via più diretta e, a nostro avviso, più equa è che dovremmo lavorare di più per la stessa retribuzione in tutti i settori".Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi si terranno colloqui con i rappresentanti dei lavoratori per definire le modalità per garantire la sostenibilità futura dell'azienda in Germania, ma il sindacato è già pronto a salire sulle barricate: "Dal punto di vista di IG Metall, queste misure colpiscono unilateralmente i dipendenti e mettono in discussione i risultati chiave raggiunti nei contratti collettivi", ha dichiarato la sezione locale dell'organizzazione sindacale a Stoccarda.
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Scade il taglio delle accise, salgono i prezzi: quanto costeranno benzina e diesel da domani

4 Ruote - 3 ore 40 min fa
I prezzi dei carburanti sono in discesa da diversi giorni anche se non con il ritmo auspicato, per esempio, dal governo. Che non a caso ha convocato di recente le compagnie per chiedere un rapido adeguamento dei prezzi e quindi una conferma dei ribassi anche nei prossimi giorni. Del resto, il rimbalzo è ormai dietro l'angolo: infatti, domani 3 luglio va in scadenza l'ultimo taglio delle accise, una misura ormai in atto da tre mesi e mezzo e difficilmente sostenibile per i conti pubblici.Dunque, c'è da chiedersi a quali livelli saliranno i carburanti più utilizzati dagli italiani, la benzina e il diesel. Benzina e diesel: i nuovi prezzi senza lo sconto Partiamo dalle ultime comunicazioni del Mimit e dalle elaborazioni di Staffetta Quotidiana. Questa mattina 2 luglio il prezzo medio della benzina erogata in modalità self-service lungo la rete stradale è pari a 1,804 euro al litro (-2 millesimi rispetto a ieri) e quello del gasolio a 1,882 (-2). Lungo la rete autostradale, invece, la benzina quota 1,893 (invariato) e il diesel 1,968 (-1).Questi valori vanno depurati dallo sconto sulle accise e dall'Iva sulle stesse accise. L'ultimo provvedimento del governo ha confermato lo sconto sulla benzina di 5 centesimi al litro (6,1 centesimi con IVA) e ha ridotto quello sul diesel da 10 a 5 centesimi al litro, ossia da 12,2 a 6,1 centesimi. Dunque, la verde, sempre al fai-da-te, è destinata a salire a 1,865 euro sulla rete stradale e 1,954 su quella autostradale, mentre il gasolio dovrebbe arrivare, rispettivamente, a 1,943 e 2,029. Prezzi consigliati in calo per Eni e Q8 La speranza è, ovviamente, che i ribassi proseguano anche nei prossimi giorni e che quindi non ci sia la necessità per il governo di intervenire di nuovo per prevenire un eventuale rimbalzo. Per ora, i segnali di distensione dal Medio Oriente lasciano ben sperare, anche se negli ultimi giorni non sono mancate indicazioni negative provenienti dal comparto della raffinazione. Infatti, come segnala Staffetta Quotidiana, le quotazioni dei prodotti petroliferi nell'area del Mediterraneo hanno subito una forte salita nelle ultime due sedute e solo oggi si riscontra una tregua.In ogni caso, un segnale positivo arriva dai prezzi consigliati dei carburanti. La testata specializzata evidenzia la decisione di Eni di ridurre la benzina di 2 centesimi al litro, mentre Q8 ha tagliato, sempre di due centesimi, il gasolio.
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I voli tra Torino e Detroit, GM e Chrysler: la storia di Marchionne diventa un film

4 Ruote - 4 ore 31 min fa
Alla fine sarà Pierfrancesco Favino a interpretare Sergio Marchionne in Falcon, il nuovo film per il cinema di Marco Bellocchio. Dopo aver raccontato vita e opere di Tommaso Buscetta (Il traditore, sempre con Favino), Eluana Englaro (Bella addormentata) e, più recentemente, Enzo Tortora (Portobello), il regista si mette alla prova con "Super Sergio". Falcon come gli aerei L'annuncio è arrivato durante il Ciné 2026 di Riccione e la produzione dovrebbe partire già in autunno. Falcon racconterà la vicenda umana e professionale di Marchionne (qui il nostro speciale su di lui), dall'infanzia in Abruzzo all'emigrazione in Canada, fino alla sua sfolgorante carriera come manager e alla fusione tra Fiat e Chrysler.Il titolo invece prende spunto dai due aerei, un Dassault Falcon 2000 e un Dassault Falcon 7X, che il manager dei due mondi usava per spostarsi con i suoi collaboratori tra Italia e Stati Uniti. Un filo diretto che legava Detroit al Lingotto (dove Marchionne arrivava in elicottero). "Un uomo geniale" Mi piace l'idea di raccontare un italiano, Sergio Marchionne, che sfida in America due giganti, GM e Chrysler e vince, aveva raccontato precedentemente Bellocchio, Non si fa assoggettare, non si fa schiacciare, la sua genialità, il suo coraggio e la sua spietatezza manageriale salvano la Fiat che, come dicevano gli esperti, era tecnicamente fallita'. Risorge non solo con lui ma con la partecipazione attiva del giovanissimo maggiore azionista' e di tutta la famiglia. La pellicola è prodotta da Kavac Film, Emotion Network, Rai cinema e HBO Max, mentre la data di uscita ancora non è stata annunciata.
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La Kia Niro cambia look, ma la vera novità è nella gamma motori

4 Ruote - 4 ore 57 min fa
Kia ha presentato il Model Year 2027 della crossover compatta Niro. Il nuovo modello, che dovrebbe arrivare nelle concessionarie entro la fine dell'estate, presenta diverse novità a livello estetico, Adas più evoluti e una gamma di motorizzazioni più snella: a listino rimane solo il 1.6 full hybrid da 171 CV, mentre spariscono quelle a benzina e full electric. Lo stile si allinea a quello delle altre Kia La nuova Kia Niro è lunga 4.420 mm, larga 1.826, alta 1.544 (con le barre sul tetto) e ha un passo di 2.720 mm. Il bagagliaio ha una capacità dichiarata di 619 litri, che diventano 1.740 abbassando le sedute della seconda fila. A livello estetico la crossover coreana cambia soprattutto nel frontale, con l'introduzione degli stilemi Opposites United già visto sugli ultimi modelli della Casa coreana, caratterizzato dalle luci Star Map. Più pulite le linee di paraurti e griglia anteriore, così come quelle della coda, con la targa che si sposta dal portellone al paraurti. Schermi più grandi (e connessi) Tante le novità anche all'interno dell'abitacolo, in particolare per quanto riguarda gli schermi: due display da 12,3" per quadro strumenti e infotainment integrati in un unico pannello di vetro curvo, rivolto verso il conducente. Il sistema software di bordo introduce la possibilità di installare app di terze parti (come Netflix, Disney+ e YouTube) e gli aggiornamenti over-the-air, mentre la connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto è adesso di serie su tutta la gamma. Nuovi anche i rivestimenti, con materiali più curati e opzioni per abbinamenti bicolore, anche per il volante. Rimane la full hybrid da 171 CV Per quanto riguarda le motorizzazioni, la nuova Kia Niro manterrà solo il powertrain full hybrid, con il 1.6 benzina abbinato a un'unità elettrica, capace di una potenza combinata di 126 kW (171 CV), abbinato a un cambio automatico a doppia frizione a sei rapporti. L'auto scatta da ferma a 100 km/h in 10,7 secondi e raggiunge una velocità massima di 175 km/h. I prezzi della nuova Kia Niro Al momento la Casa coreana non ha ancora parlato di prezzi o di listini. Il modello attuale, con la motorizzazione full hybrid, è disponibile in tre allestimenti (Business, Style ed Evolution), con prezzi che partono da 39.950 euro.
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Nuova fabbrica BYD, perché l'Italia è fuori dai giochi

4 Ruote - 5 ore 8 min fa
L'Italia è più volte finita nei radar di BYD per un eventuale insediamento industriale, ma le ultime dichiarazioni del senior advisor per l'Europa, Alfredo Altavilla, non lasciano alcuna speranza al nostro Paese: il secondo impianto europeo del colosso di Shenzhen non nascerà sul nostro territorio."Questa settimana abbiamo due team che stanno effettuando sopralluoghi in diverse giurisdizioni, quindi siamo vicini alla conclusione del processo di scelta", ha affermato Altavilla, precisando anche quali siano i Paesi oggi in pole position. Infatti, Spagna e Francia sono le candidate più probabili a un investimento cosiddetto "brownfield": BYD prevede, in pratica, di acquisire un impianto già operativo da una Casa automobilistica tradizionale. Perchè l'Italia è fuori Altavilla non ha spiegato perché l'Italia sia stata ormai esclusa, ma è evidente come Spagna e Francia abbiano diversi vantaggi competitivi da mettere sul piatto per attrarre investimenti esteri. Uno è ormai noto: entrambi i Paesi possono garantire costi dell'energia sensibilmente più bassi rispetto al nostro.A tal proposito, è utile ricordare la recente audizione in Parlamento di Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis. Il manager ha chiesto interventi sul caro energia, denunciando gli elevati costi sostenuti dal gruppo: l'anno scorso, Stellantis ha pagato l'elettricità in Italia 205 euro al MWh, contro i 90 euro della Spagna e i 100 euro della Francia.Lo stesso problema riguarda la Germania, a sua volta alle prese con una generalizzata perdita di competitività industriale proprio a causa di strategie energetiche rivelatesi poco efficaci. E infatti Altavilla ha escluso anche la Germania dall'elenco dei candidati al nuovo impianto. Volkswagen è un campanello d'allarme Il senior advisor di BYD ha affrontato anche diversi altri temi, tra cui la crisi di Volkswagen. A suo avviso, le recenti indiscrezioni su un'intensificazione delle misure di ristrutturazione rappresentano il "primo vero campanello d'allarme" per l'industria automobilistica europea.L'ex braccio destro di Sergio Marchionne è poi tornato sulle strategie dei costruttori cinesi per il mercato europeo. BYD, che tra l'altro è prossima ad avviare le attività di assemblaggio nel suo impianto in Ungheria - con la produzione che dovrebbe partire nel quarto trimestre - è tra le aziende che stanno crescendo più rapidamente nel Vecchio Continente, ma resta frenata dai dazi sulle elettriche prodotte in Cina.Un secondo impianto sarebbe ideale per aggirarli e per sfruttare i futuri regolamenti sul made in Europe.Una cosa è certa: per Altavilla, "contrastare l'invasione è assolutamente inutile".
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Cardinali (Unrae): "Gli incentivi spingono ancora le elettriche, ma ora serve la riforma fiscale"

4 Ruote - 5 ore 49 min fa
A giugno, il mercato dell'auto italiano ha messo a segno la sesta crescita mensile di fila. Le ragioni? Ce le spiega Andrea Cardinali, direttore generale dell'Unrae, nella consueta intervista di inizio mese.  C'è un qualche motivo specifico che ha determinato il buon andamento del mercato lo scorso mese?Sicuramente buona parte della crescita viene dal canale dei privati, che è stato sostenuto dagli incentivi. Questo primo semestre ha ancora beneficiato degli incentivi del Mase (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, ndr). Ovviamente, non tutto è legato ai sussidi. C'è un graduale riavvicinamento ai livelli pre-COVID, anche se stiamo ancora sotto del 15%. Insomma, possiamo dire che c'è un po' di ripresa. Peccato che non sappiamo ancora quante targhe siano legate agli incentivi. E difatti l'onda lunga degli incentivi si vede proprio sulle elettricheSì, rispetto al primo semestre del 2025, ci sono 35 mila unità in più. un'ottima notizia.Tra l'altro a giugno le auto a batteria hanno superato per la prima volta la soglia del 10% del mercato Sì, ma stiamo cercando di capire quanto sarà sostenibile questo livello, perché poi a un certo punto l'effetto degli incentivi si esaurisce. Ma per farlo ci servono dei dati dal Ministero che ancora non abbiamo. Finora non c'è stata nessuna disclosure sui voucher già 'targati', sulla loro segmentazione e sui comparti interessati. Non sappiamo quanti sono gli incentivi pieni e quelli ridotti, né quali marchi ne hanno beneficiato, non sappiamo neanche quante sono le vetture e quanti i veicoli commerciali. Una cosa è certa, e la dico da anni. Gli incentivi a valore fisso sono una stortura: dovrebbero essere parametrati ai listini. C'è una bella differenza tra gli 11 mila euro su una macchina da 17 mila euro e su una da 50 mila.  La mancanza di numeri mette in dubbio le prospettive annuali? Già nei mesi scorsi le avete tagliate leggermente.Le rivedremo come di consueto fra 3 settimane, perché per far girare i nostri modelli econometrici dobbiamo prima consolidare la chiusura del semestre. Il secondo trimestre è andato meglio del previsto, quindi potremmo rivederle al rialzo, ma in questo momento non posso ancora anticipare nulla. Sapere quante sono le vetture incentivate ancora da targare, peraltro, ci aiuterebbe a fare un pronostico più accurato sulle alimentazioni per il prossimo trimestre. Il fatto che manchino dati come si spiega?Il Ministero probabilmente li ha, ma li sta ancora elaborando. So che proprio in questi giorni dovrebbe produrre il resoconto finale, ma tenga presente che c'è di mezzo il Pnrr. La procedura di rendicontazione europea è estremamente complessa, e quindi è tutto più lento rispetto agli incentivi tradizionali, gestiti con fondi ministeriali. Inoltre, i vecchi incentivi erano del Mimit, quelli del 2025 sono del Mase: due ministeri diversi, che si sono appoggiati a due soggetti differenti per gestire gli incentivi: Invitalia e Sogei, rispettivamente. E lo schema è cambiato completamente. Con i vecchi incentivi le risorse andavano al venditore, che poi li trasferiva al cliente. Nel 2025, invece, le risorse sono andate al consumatore tramite un voucher, ma il venditore ha dovuto anticiparle di tasca propria per poi farsi rimborsare.  E i nuovi incentivi del Fondo Automotive?Sono di nuovo in mano al Mimit, ma non c'è più niente per le vetture, se non i 50 milioni di noleggio sociale spalmati su 4 anni.Un po' poco, o sbaglio?In assoluto direi proprio di sì. E poi c'è un grosso punto interrogativo sulle modalità di lancio di uno strumento senza precedenti per il mercato italiano. L'unico esempio simile, al quale ci si è ispirati, è il leasing sociale francese. Non sappiano però come funzionerà il nostro: le modalità di gestione devono essere indicate in un decreto attuativo. In ogni caso, stiamo parlando sempre di 50 milioni in 4 anni, si tratta di una norma sperimentale. Quindi l'impatto sarà limitatissimo, sostanzialmente marginale.  Da tempo chiedete un intervento di riforma della fiscalità dell'auto. C'è qualche novità? Avete avuto qualche riscontro? Purtroppo finora i vincoli di bilancio non consentivano di spendere niente, ma ora si è aperto uno spiraglio importante con la flessibilità dello 0,3% concessa da Bruxelles: sembra la si possa utilizzare per iniziative che supportino la transizione energetica. Questa flessibilità per l'Italia vale 14 miliardi, e appena si è accesa questa luce si è creata la fila al Mef. Adesso si tratta di competere con le istanze di altri settori e far valere la migliore. Noi pensiamo che la nostra richiesta sia sacrosanta, perché aiuterebbe a raggiungere gli obiettivi europei, ancora lontanissimi: siamo a un terzo della penetrazione dell'elettrico rispetto alla media degli altri paesi Ue. Rispetto al passato siamo più fiduciosi, ma è sempre una questione di volontà politica.Una riforma, tra l'altro, potrebbe dare una spinta all'elettrico proprio nel momento in cui termina l'onda lunga degli incentivi e si rischia di tornare ai dati precedenti i sussidi. Senza questa riforma avremo problemi seri. Io non so dire se torneremmo esattamente ai numeri dell'anno scorso, perché nel frattempo l'offerta di prodotto si è molto ampliata ed è anche scesa di segmento: oggi i modelli sul mercato sono molti di più e sono anche più economici. Quindi magari non si torna completamente indietro, però non ci si avvicina agli altri Paesi. E aggiungo una cosa importantissima: nel dibattito in corso a Bruxelles c'è una questione cruciale, l'utility factor delle ibride plug-in. Il regolamento attuale prevede già per quest'anno una sua revisione che rischia di uccidere completamente il segmento. Se venisse abbassato l'utility factor, si impennerebbero le emissioni nel ciclo di omologazione, penalizzando le plug-in ai fini delle multe e vanificando gli investimenti delle Case in questa tecnologia. Che alla fine uscirebbe dalle car policy aziendali: in Italia le plug-in sono arrivate a pesare quasi il 20% delle immatricolazioni aziendali grazie alla normativa sul fringe benefit, che le ha detassate rispetto alle termiche e alle ibride senza spina. Questo avrebbe un impatto pesante sul mercato totale, dove le plug-in pesano tanto quanto le elettriche pure.
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F1, a Silverstone Hamilton insegue la decima vittoria in casa

4 Ruote - 5 ore 53 min fa
La Formula 1 non concede tregua. Archiviato il GP d'Austria al Red Bull Ring, il Circus si sposta subito a Silverstone per il Gran Premio di Gran Bretagna, nono appuntamento della stagione 2026. Sullo storico circuito inglese, dove l'avventura della F1 è iniziata nel 1950, si correrà con il format Sprint.Le classifiche del MondialeIl contesto è quello di un Mondiale a forti tinte argentate. La Mercedes comanda con autorità e si arriva a Silverstone con gli equilibri di vertice in movimento. Andrea Kimi Antonelli guida la classifica piloti, ma il margine sul compagno di squadra George Russell si è ridotto a 40 punti. Russell, reduce dal successo austriaco - la sua prima vittoria dopo quella d'apertura in Australia a marzo - arriva sull'onda giusta e proprio davanti al proprio pubblico. Un intreccio interno alla Mercedes che promette scintille, perché il duello per il titolo, almeno per ora, è tutto in famiglia. Hamilton punta al riscatto davanti ai suoi tifosiPer Lewis Hamilton è il secondo Gran Premio di casa in rosso, ma con uno spirito diverso rispetto a quello dell'anno passato. Poche settimane fa il sette volte iridato ha riportato la Ferrari alla vittoria, la prima della sua carriera con il Cavallino, salvo poi incassare la frenata austriaca, dove il risultato è stato inferiore al potenziale della SF-26. Silverstone, considerato come il giardino di casa sua, è l'occasione per rilanciare: su questo tracciato Lewis ha già vinto nove volte in carriera e sogna di potersi ripetere ancora.Lewis non nasconde la fiducia nel percorso di crescita della squadra: nessuna bacchetta magica, ma una somma di piccoli passi costruiti con mesi di lavoro a Maranello. Il messaggio è di continuità: sfruttare al massimo ogni weekend e trovare costanza di rendimento. L'atmosfera di casa, per sua stessa ammissione, vale una carica in più.Maggotts, Becketts, Copse: pochi tratti al mondo mettono alla prova vettura e pilota come le curve veloci di Silverstone, da affrontare a velocità elevatissime e con la monoposto a pieno carico aerodinamico. un circuito che non perdona compromessi di assetto e che premia telaio e aerodinamica sopra ogni altra cosa. Il format Sprint, con l'unica sessione di libere del venerdì, riduce ulteriormente il margine d'errore: chi sbaglia la messa a punto ha pochissimo tempo per rimediare. McLaren, livrea bianco-verde per SilverstoneIl colpo d'occhio del weekend arriva da Woking. La McLaren si presenta al GP di casa con una livrea inedita: via il papaya, via il nero, spazio al bianco e al verde. Le MCL40 di Lando Norris e Oscar Piastri omaggiano la M2B, la monoposto con cui il team esordì in F1 al Gran Premio di Monaco del 1966 e con cui, sempre quell'anno, Bruce McLaren conquistò il primo punto della scuderia proprio in Gran Bretagna.La veste nasce dalla collaborazione con Google Gemini nell'ambito della campagna "Spark What's Next" e si inserisce nel percorso celebrativo aperto con il millesimo Gran Premio del team, festeggiato a inizio stagione a Monaco con Mika Häkkinen al volante della M2B. Un ponte visivo tra le origini e il presente: dalla monoposto del 1966 all'attuale MCL40, passando per le circa 18.000 modifiche progettuali che una vettura di F1 può ricevere nell'arco di una singola stagione. GP Gran Bretagna 2026: gli orari TV di Sky e TV8Weekend Sprint sulla pista di Silverstone, con gara corta di 100 chilometri per i 22 piloti al sabato pomeriggio. Ecco il programma completo con gli orari già convertiti al fuso orario italiano.Sky e NOW (dirette)Venerdì 3 luglio - Prove Libere 1: 13:30-14:30; Sprint Qualifying: 17:30-18:14Sabato 4 luglio - Sprint Race: 13:00-14:00; Qualifiche: 17:00-18:00Domenica 5 luglio - Gara: 16:00TV8 (dirette e differite)Venerdì 3 luglio - Sprint Qualifying: 17:00-18:00Sabato 4 luglio - Sprint Race: 13:00-14:00; Qualifiche: 17:00-18:00Domenica 5 luglio - Gara: dalle 19:00
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Mercato auto, a giugno è boom: +10,59%. Continua la corsa di elettriche e plug-in

4 Ruote - Lug 01,2026
Prosegue il periodo positivo per il mercato italiano dell'auto: a giugno, secondo i dati del Ministero dei Trasporti, le nuove immatricolazioni sono state 146.423, con una crescita del 10,59% rispetto allo stesso mese del 2025.A trainare la domanda, come negli ultimi mesi, sono le auto ricaricabili, full electric e plug-in, che continuano a guadagnare quote di mercato: a giugno, secondo le elaborazioni Unrae, le elettriche hanno registrato una crescita dell'87,1%, per arrivare a una quota di mercato del 10,1%, mentre le ibride plug-in hanno guadagnato il 61,9%, attestandosi al 10,6% del mercato.L'andamento positivo della prima metà dell'anno si ripercuote anche sui dati cumulati da gennaio: le immatricolazioni complessive sono state 936.783, in aumento del 9.7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Cresce invece il divario rispetto ai livelli pre pandemia del 2019: a giugno arriviamo a -13,5%. Le Top 50 in Italia a giugno 2026 1. Fiat Pandina Continua, praticamente incontrastato, il "dominio" della citycar costruita a Pomigliano d'Arco: negli ultimi 30 giorni sono stati 8.255 i nuovi esemplari immatricolati, più del doppio rispetto alla concorrenza di Dacia Sandero e della BYD Atto 2. 2. Dacia Sandero La compatta di Mioveni rimane salda al secondo posto: a giugno sono stati immatricolati 4.340 nuovi esemplari, mentre nella graduatoria generale da inizio anno occupa il quarto posto, guadagnando una posizione rispetto al mese scorso. 3. BYD Atto 2 Continua l'exploit della B-SUV della Casa cinese, venduta soprattutto nella versione plug-in DM-i (ma c'è anche elettrica): dopo la quinta posizione di maggio, a giugno sale sul gradino più basso del podio delle più vendute, con 3.780 immatricolazioni. 4. Fiat Grande Panda Cresce anche la nuova segmento B di Fiat, che dal nono sale al quarto posto, con 3.139 nuove targhe. Disponibile con motori benzina, mild hybrid ed elettrici, la Grande Panda da inizio anno è la terza auto più venduta in Italia. 5. Peugeot 208 La compatta francese è la quinta auto più venduta in Italia nel mese di giugno: sono 3.130 le nuove targhe di questo modello, anch'esso disponibile con motori benzina, mild hybrid e full electric. Nella classifica da inizio anno è nona. 6. Citroën C3 Sale di una posizione la best seller del Double Chevron: al sesto posto, anche nella classifica di inizio anno. Questa compatta rimane tra le preferite degli automobilisti italiani, anche a giugno: le immatricolazioni sono state 3.079.  7. Jeep Avenger La B-SUV americana perde qualche posizione rispetto agli ultimi mesi, ma rimane comunque tra i modelli più venduti in Italia: a giugno le nuove targhe sono state 3.001, e nella classifica dall'inizio dell'anno mantiene saldamente il secondo posto. Anche lei, come le "cugine" del gruppo Stellantis, è disponibile con powertrain benzina, mild hybrid (anche 4xe a trazione integrale) e full electric. 8. Toyota Yaris Cross Nel mese di giugno, la B-SUV giapponese si piazza all'ottavo posto, come a maggio: le nuove immatricolazioni sono state 2.983. Nella classifica da inizio anno è al settimo posto. 9. Toyota Yaris La full hybrid giapponese, da cui deriva anche la Yaris Cross, riconquista posizioni e arriva al nono posto della classifica: a giugno ne sono state immatricolate 2.945. Da inizio anno è dodicesima. 10. Leapmotor T03 Perde parecchie posizioni la citycar elettrica cinese, che dal terzo posto di maggio scende al decimo, con 2.744 nuove immatricolazioni. Comunque un ottimo risultato, grazie sopratutto agli incentivi dello scorso ottobre. Nella top ten del 2026 è comunque al quinto posto. 11. Renault Captur: 2.67212. Renault Clio: 2.63613. Peugeot 3008: 2.56614. Dacia Duster: 2.49115. Toyota Aygo X: 2.38516. MG ZS: 2.31717. Audi Q3: 2.21818. Volkswagen T-Roc: 2.16219. Kia Sportage: 2.08620. Volkswagen Tiguan: 2.08021. Ford Puma: 2.02522. Volkswagen T-Cross: 1.94023. Opel Corsa: 1.90724. Dacia Spring: 1.80225. BMW X1: 1.64826. Omoda 5: 1.56327. Suzuki Swift: 1.55628. Fiat 500: 1.55129. Tesla Model 3: 1.54330. Nissan Qashqai: 1.41131. Peugeot 2008: 1.32332. Audi Q5: 1.24633. Mercedes GLA: 1.23834. DR DR5: 1.20835. Audi A3: 1.20136. Toyota C-HR: 1.17037. Jeep Compass: 1.14938. Volkswagen Golf: 1.08639. Kia Picanto: 1.06940. Hyundai Tucson: 1.06541. MG MG3: 1.04942. Hyundai i20: 96843. Jaecoo 7: 89844. BMW X3: 89645. Mercedes GLC: 89246. Suzuki Vitara: 88547. Ford Kuga: 87448. Tesla Model Y: 86349. Renault Symbioz: 81850. Citroën C3 Aircross: 817 Gruppi e marchiPer quanto riguarda i costruttori, anche a giugno al primo posto si conferma il gruppo Stellantis, che a maggio ha immatricolato 40.207 veicoli, con un incremento del 22,18% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. A trainare la crescita sono Fiat (+27,15%), Citroën (+19,52%), DS (+8,97%), Opel (+12,84%) e Peugeot (+31,92%). La joint venture Leapmotor passa da 326 a 3.366 targhe, praticamente decuplicando le vendite. In territorio negativo Alfa Romeo (-40,81%), Jeep (-12,08%), Lancia (-16,83%) e Maserati (-31,40%).Risultati sostanzialmente stabili per il gruppo Volkswagen, sempre al secondo posto: le nuove targhe sono 22.119 (+0,83%). Crescono Audi (+10,82%) e Seat (+57,64%), in calo tutti gli altri brand: Volkswagen (-2,7%%), Cupra (-18,54%), Lamborghini (-6,17%%) e Skoda (-4,21%). Continua la ripresa del gruppo Renault (+7,51%): scende la Losanga (-6,14%), crescono Dacia (+20,54%) e Alpine (+50%).Stabile il gruppo Toyota (+0,82%, 10.701 targhe), che sorpassa BMW (-0,32%, 8.003 targhe). Risultati positivi per Kia (+19,77%), Mazda (+1,31%), Tesla (+42,78%), Honda (+29,09%), il gruppo DR (+14,01%), Ferrari (+64,29%) e Polestar (+26,14%). In calo invece Mercedes-Benz (-10,29%), Ford (-24,30%) e Nissan (-17%), Hyundai (-36,25%), Suzuki (-11,78%), Volvo (-15,34%), il gruppo Jaguar Land Rover (-25,98%), Porsche (-7,66%), Mitsubishi (-65,04%) e Subaru (-35,35%). Prosegue il successo dei costruttori cinesi: oltre a Leapmotor, a giugno crescono MG (+3,59%), BYD (+208,72%), Omoda & Jaecoo (+214,79%), EMC (+69,29%), DFSK (+366,67%). Geely passa da zero immatricolazioni a 584, mentre Lynk & Co guadagna il +750%. Le alimentazioniProsegue l'onda lunga degli incentivi dello scorso ottobre per le elettriche anche per il mese di giugno: negli ultimi trenta giorni le nuove immatricolazioni dei modelli a zero emissioni sono state 14.894 (guidate dalla Leapmotor T03 - 2.744, seguita dalla Dacia Spring - 1.802 e dalla Tesla Model 3 - 1.543). Rispetto allo stesso mese dello scorso anno l'incremenento è stato dell'87,1% (+77,5% da inizio anno): la quota di mercato dei primi sei mesi è del 10,1% (contro il 6% del 2025).Ottimi anche i risultati delle ibride alla spina: le nuove immatricolazioni delle plug-in sono state 15.723, con un aumento del 61,9% e una quota che passa dal 7,3 al 10,6%. Il grosso del mercato è sempre rappresentato dalle ibride, che registrano 68.363 nuove immatricolazioni (+17,9%) e una quota del 46,1% (era del 43,4% a giugno del 2025).In negativo, non si arresta neppure il crollo delle alimentazioni tradizionali: a giugno, le auto a benzina perdono il 15,3% e scendono dal 23,6% al 18% di quota complessiva. Il diesel perde il 28,4% e vede la quota contrarsi dal 10,1% al 6,5%. Stabile il Gpl: -0,1%, con la quota di mercato su base annua che passa dal 9,6 all'8,7%. Tutti i dati del mercato
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Unauto su dieci ha pneumatici lisci: lallarme di Vacanze Sicure

4 Ruote - Lug 01,2026
Record di pneumatici lisci: quasi l'11% in media dei veicoli controllati, con percentuali vicine al 20% in due regioni. Le cifre, in aumento rispetto allo scorso anno, sono tra i principali dati emersi dalla campagna Vacanze Sicure di Assogomma e Polizia Stradale. Controllate oltre 10.000 autovetture L'iniziativa di controllo e sensibilizzazione dedicata allo stato dei pneumatici e alla manutenzione dei veicoli, giunta alla sua 24esima edizione, si è svolta da aprile a giugno 2026. Sono stati oltre 10.000 i controlli effettuati dalla Polizia Stradale in Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Sicilia, Trentino-Alto Adige e nella provincia di Belluno, territori che rappresentano circa il 29% del parco circolante nazionale. I controlli sono stati preceduti da una specifica attività formativa, svolta a cura dei tecnici di Assogomma, dedicata ai circa 250 operatori della Polizia Stradale che hanno poi eseguito i rilevamenti sulle strade. Pneumatici lisci e revisioni saltate I risultati della campagna 2026 - illustrati oggi a Roma da Santo Puccia, direttore del Servizio Polizia Stradale, e da Fabio Bertolotti di Assogomma - hanno evidenziato che il 24,3% delle autovetture controllate, cioè quasi una su quattro, aveva circa 20 anni di vita e presentava non conformità relative agli pneumatici. Se a questa si aggiungono le irregolarità legate alla revisione del veicolo, la quota di irregolari sale al 29,7%, in pratica un'auto su tre.L'età media del campione controllato è stata di 11 anni e 7 mesi, di poco inferiore alla media nazionale del parco vetture attestata sui 13 anni. Il progressivo invecchiamento del circolante è un problema e i controlli hanno posto in evidenza quanto le irregolarità siano direttamente proporzionali all'età del veicolo. Nel dettaglio, i controlli della Polizia Stradale hanno evidenziato che il 10,63% delle vetture circolava con pneumatici usurati con profondità residua inferiore al limite di legge di 1,6 mm; il 10,38% montava pneumatici non omogenei; il 5,61% aveva pneumatici danneggiati visibilmente; l'1,94% risultava equipaggiato con pneumatici non omologati. Di rilievo anche il dato relativo agli equipaggiamenti stagionali: dopo la scadenza di legge, il 42,73% delle vetture controllate montava ancora pneumatici invernali M+S. Bertolotti: no al fai da te Nel complesso, i dati della campagna 2026 hanno confermato la tendenza al peggioramento, per distrazione o superficialità dei conducenti, già rilevata nelle edizioni precedenti. La sicurezza del veicolo dipende dai pneumatici e dal loro stato di manutenzione", ha concluso Bortolotti. I controlli vanno effettuati periodicamente da gommisti specializzati e il fai da te, che è vietato, può essere pericoloso. I pneumatici sono l'unico punto di contatto "tra veicolo e strada e da essi dipendono aderenza, frenata, stabilità e direzionalità", Puccia: fate controlli accurati La sicurezza stradale passa anche attraverso l'attenzione alla corretta manutenzione dei veicoli. Pneumatici usurati, danneggiati o non conformi aumentano i rischi alla guida, soprattutto nei lunghi spostamenti estivi. Il messaggio agli automobilisti è chiaro: prima di mettersi in viaggio è bene verificare lo stato dei pneumatici con attenzione, senza limitarsi a un controllo sommario.
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Lamborghini Urus SE Performante: con i suoi 812 CV è la più potente di sempre

4 Ruote - Lug 01,2026
Dopo i teaser dei giorni scorsi, Lamborghini ha svelato oggi la Urus SE Performante, la versione più potente (e veloce) della SUV di Sant'Agata Bolognese. Mossa dal powertrain ibrido plug-in con il V8 biturbo da 4.0 litri, dispone di una potenza combinata di 812 CV e ben 1.000 Nm di coppia massima: un aumento di 146 CV e 150 Nm rispetto alla Performante da 666 CV. La SUV impiega 3,3 secondi per scattare da ferma a 100 km/h, e solo 10,8 per toccare i 200 km/h, fino a raggiungere la velocità massima di 312 km/h. Design più aggressivo All'esterno la SE Performante mostra subito tutto il suo carattere, con il cofano che integra il power dome centrale, a cui fanno da contraltare le prese d'aria più ampie all'anteriore (che servono anche a raffreddare il motore). Nuovi anche i cerchi da 23" con il disegno a Y intersecate, mentre i passaruota integrano dettagli in fibra di carbonio. Lo stesso materiale è utilizzato anche per il nuovo spoiler posteriore, disposto più in alto, che lavora con l'ala posteriore per ridurre del 3% il coefficiente di resistenza aerodinamica. Il diffusore, infine, è il più grande mai visto su una Urus. Dentro si guida come un aereo Tutto è estremo anche nell'abitacolo, con plancia e tunnel centrale in fibra di carbonio (usato anche per la terza razza del volante) e rivestimenti in CorsaTex di Dinamica. Completamente nuova la pulsantiera meccanica ispirata agli aerei, posta sotto il display del climatizzatore e che permette di selezionare la marcia, la modalità di guida - tra cui l'inedita Rally, dedicata all'off-road - e la gestione della batteria. A centro plancia c'è lo schermo da 12,3" che riprende la grafica vista sulla Revuelto, con schermate dedicate alla telemetria. Meccanica da sportiva pura Nello sviluppo di questo modello, grazie all'uso intensivo della fibra di carbonio (usata per cofano, tetto, passaruota, minigonne e diffusore), il peso a vuoto è sceso a 2.473 kg, 32 in meno della Urus SE, per un rapporto peso/potenza di 3 kg/CV. La trazione integrale ha una frizione centrale a controllo elettronico, che lavora con il differenziale posteriore autobloccante, consentendo così di ripartire la coppia in base alle richieste del pilota, anche con una preponderanza di potenza al posteriore. Nuove le sospensioni Aura a doppia camera d'aria, per ridurre il rollio e le vibrazioni, così come il sensore 6D (preso dalla few-off Fenomeno) per il controllo dinamico, abbinato al sistema frenante Integrated Power Brake. La batteria agli ioni di litio da 25,9 kWh permette alla Urus SE Performante di percorrere oltre 60 km in modalità elettrica. Lo scarico in titanio è realizzato con la collaborazione dello specialista Akrapovic, per esaltare al massimo il sound del V8 biturbo.
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Al via gli ordini della Subaru Uncharted, SUV da 600 km di autonomia: tutti i prezzi e le offerte

4 Ruote - Lug 01,2026
La gamma di modelli elettrici di Subaru comprende attualmente tre modelli: la Solterra, arrivata nel 2022 e oggetto di restyling lo scorso anno; la e-Outback, modello inedito per l'Europa (negli Stati Uniti è venduta con il nome di Trailseeker) e la nuova Uncharted, che invece è realizzata sulla base della Toyota C-HR+. Già ordinabile da qualche settimana, questo modello è disponibile in quattro versioni, con prezzi che partono da 39.900 euro. C'è a due e quattro ruote motrici La nuova SUV elettrica di Subaru è lunga 452 cm, e rispetto alla giapponese firmata Toyota si distingue soprattutto per il design, per lo stile dei gruppi ottici anteriori (che adotta l'ormai familiare firma luminosa con sei trattini a LED) e le protezioni in plastica della carrozzeria, separata da terra da una generosa luce di 21 cm. Quattro le varianti disponibili, a due o quattro ruote motrici: le FWD hanno potenze di 123 kW (167 CV) e 165 kW (224 CV) e batterie di 57,7 kWh e 77 kWh, per autonomie rispettivamente di 450 e 600 km. La versione AWD monta invece due motori elettrici - uno per asse - e dispone di una potenza combinata di 252 kW (343 CV); con la batteria da 77 kWh, questo modello arriva a percorrere fino a 525 km. La dotazione di serie della Uncharted Il listino apre con la versione 2E-xcite, con il motore meno potente e la batteria di minore capacità, ma una dotazione di serie già molto ricca: cerchi di lega da 18", fari a LED autolivellanti con lavafari anteriori, connettore di ricarica in corrente alternata da 22 kW, climatizzatore automatico bizona, doppia piastra di ricarica per gli smartphone, sedili anteriori riscaldabili, pompa di calore, display da 14" connesso con Apple CarPlay (anche wireless) e Android Auto, accesso e avviamento senza chiave, suite di Adas Subaru Safety Sense con guida assistita di livello 2. Le altre versioni della Subaru Uncharted L'allestimento 2E-xcite+, con motore e batteria più potenti, aggiunge i rivestimenti in pelle sintetica, le regolazioni elettriche dei sedili anteriori (con memoria per quello del conducente), quelli posteriori riscaldabili, i mancorrenti sul tetto, la telecamera a 360, il portellone ad apertura elettrica, l'impianto audio Harman Kardon da 10 altoparlanti, lo specchietto retrovisore digitale e il volante riscaldabile. La versione a quattro ruote motrici 4E-xperience aggiunge i cerchi da 20", la modalità di guida per l'off-road X-Mode e l'Hill Descent Control, mentre la 4E-xperience+ completa la dotazione con il tetto panoramico e la presa elettrica da 220V/1.5 kW nel bagagliaio. Il listino della Subaru Uncharted Uncharted FWD 167 CV 57,7 kWh 2E-xcite: 39.900 euroUncharted FWD 224 CV 77 kWh 2E-xcite+: 44.900 euroUncharted AWD 343 CV 77 kWh 4E-xperience: 47.900 euroUncharted AWD 343 CV 77 kWh 4E-xperience+: 48.900 euroA pagamento solo il colore della carrozzeria: quello monocromatico costa 1.000 euro, mentre con il tetto a contrasto 1.350 euro. In questa fase di lancio, e fino al 31 agosto, la Subaru Uncharted parte da 34.900 euro, con 8 anni di garanzia e chilometraggio illimitato. In caso di finanziamento SubaruFin, si ottiene anche un buono di ricarica da 1.060 euro, sufficienti (secondo la Casa) a percorrere10.000 km.
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Mini prepara una sorpresa a Goodwood: è in arrivo una nuova serie speciale

4 Ruote - Lug 01,2026
Mini prepara una sorpresa per l'edizione 2026 del Goodwood Festival of Speed. Il marchio del Gruppo BMW ha confermato che una nuova serie speciale sarà svelata in anteprima all'evento inglese, senza per il momento fornire ulteriori informazioni in merito. Le attrazioni della Mini Street e i prototipi in pista Accanto a questa novità assoluta il marchio ha in serbo un'accoglienza speciale per i visitatori nella Mini Street, che proporrà gli spazi denominati Paul Smith Shop, Countryman Farm Shop, Aceman Arms e Deus x JCW Workshop e il Mini Owners Lounge. Allo stesso tempo i prototipi one-off Mini x Vagabund Countryman e tutti gli altri modelli sportivi di serie saranno impegnati sulla salita di Goodwood.
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BMW, 40 anni di M3 a Goodwood: tra storia e F1 debutta la M Concept Neue Klasse

4 Ruote - Lug 01,2026
BMW celebra al Goodwood Festival of Speed 2026 i 40 anni della M3. Sarà questo il tema centrale dell'esposizione in Inghilterra, dove accanto alla M3 E30 del 1986 e alla M3 GTS del 2011 sarà mostrata anche la M Concept Neue Klasse appena svelata alla 24 Ore di Le Mans. Goodwood sarà anche l'occasione per mostrare al pubblico le novità di prodotto più recenti: la M2 con M Performance Track Kit, la iX5, le iX3 e i3 e il restyling della Serie 7 nella variante i7 M70 xDrive. Le auto da competizione storiche in pista Sul fronte delle auto da competizione le sorprese non mancheranno: accanto alla M3 Touring 24H reduce dal quarto posto assoluto alla 24 Ore di Spa troveremo infatti la Benetton B186 di BMW Group Classic, ultima vettura a portare alla vittoria il 4 cilindri turbo della Casa tedesca nel 1986, la M3 GTR E46, la M3 DTM E92 e la McLaren F1 GTR con motore V12 BMW. La Formula 1 si esibirà sulla salita di Goodwood con Christian Danner.
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Unauto su dieci ha pneumatici lisci: lallarme di Vacanze Sicure

4 Ruote - Lug 01,2026
Record di pneumatici lisci: quasi l'11% in media dei veicoli controllati, con percentuali vicine al 20% in due regioni. Le cifre, in aumento rispetto allo scorso anno, sono tra i principali dati emersi dalla campagna Vacanze Sicure di Assogomma e Polizia Stradale. Controllate oltre 10.000 autovetture L'iniziativa di controllo e sensibilizzazione dedicata allo stato dei pneumatici e alla manutenzione dei veicoli, giunta alla sua 24esima edizione, si è svolta da aprile a giugno 2026. Sono stati oltre 10.000 i controlli effettuati dalla Polizia Stradale in Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Sicilia, Trentino-Alto Adige e nella provincia di Belluno, territori che rappresentano circa il 29% del parco circolante nazionale. I controlli sono stati preceduti da una specifica attività formativa, svolta a cura dei tecnici di Assogomma, dedicata ai circa 250 operatori della Polizia Stradale che hanno poi eseguito i rilevamenti sulle strade. Pneumatici lisci e revisioni saltate I risultati della campagna 2026 - illustrati oggi a Roma da Santo Puccia, direttore del Servizio Polizia Stradale, e da Fabio Bertolotti di Assogomma - hanno evidenziato che il 24,3% delle autovetture controllate, cioè quasi una su quattro, aveva circa 20 anni di vita e presentava non conformità relative agli pneumatici. Se a questa si aggiungono le irregolarità legate alla revisione del veicolo, la quota di irregolari sale al 29,7%, in pratica un'auto su tre.L'età media del campione controllato è stata di 11 anni e 7 mesi, di poco inferiore alla media nazionale del parco vetture attestata sui 13 anni. Il progressivo invecchiamento del circolante è un problema e i controlli hanno posto in evidenza quanto le irregolarità siano direttamente proporzionali all'età del veicolo. Nel dettaglio, i controlli della Polizia Stradale hanno evidenziato che il 10,63% delle vetture circolava con pneumatici usurati con profondità residua inferiore al limite di legge di 1,6 mm; il 10,38% montava pneumatici non omogenei; il 5,61% aveva pneumatici danneggiati visibilmente; l'1,94% risultava equipaggiato con pneumatici non omologati. Di rilievo anche il dato relativo agli equipaggiamenti stagionali: dopo la scadenza di legge, il 42,73% delle vetture controllate montava ancora pneumatici invernali M+S. Bertolotti: no al fai da te Nel complesso, i dati della campagna 2026 hanno confermato la tendenza al peggioramento, per distrazione o superficialità dei conducenti, già rilevata nelle edizioni precedenti. La sicurezza del veicolo dipende dai pneumatici e dal loro stato di manutenzione", ha concluso Bortolotti. I controlli vanno effettuati periodicamente da gommisti specializzati e il fai da te, che è vietato, può essere pericoloso. I pneumatici sono l'unico punto di contatto "tra veicolo e strada e da essi dipendono aderenza, frenata, stabilità e direzionalità", Puccia: fate controlli accurati La sicurezza stradale passa anche attraverso l'attenzione alla corretta manutenzione dei veicoli. Pneumatici usurati, danneggiati o non conformi aumentano i rischi alla guida, soprattutto nei lunghi spostamenti estivi. Il messaggio agli automobilisti è chiaro: prima di mettersi in viaggio è bene verificare lo stato dei pneumatici con attenzione, senza limitarsi a un controllo sommario.
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Auto, i costruttori avvertono lUE: Made in Europe rischioso, servono modifiche

4 Ruote - Lug 01,2026
L'Associazione europea dei costruttori di auto (ACEA) ha delineato la sua posizione sull'Industrial Accelerator Act (IAA) e sul Made in EU. Mentre i negoziati entrano nel vivo, ribadisce il sostegno a politiche per salvaguardare la produzione manifatturiera e ridurre la dipendenza estera per tecnologie pulite, ma lancia anche un allarme.Secondo l'ACEA, l'Industrial Accelerator Act, nella sua attuale formulazione, rischia di sconvolgere catene del valore consolidate e compromettere investimenti in corso. inoltre reale il rischio di indebolire la base industriale dell'UE. Le iniziative a sostegno delle produzioni nazionali sono giustificate, ma devono essere intelligenti e mirate e applicate con pragmatismo, così da rafforzare l'industria senza penalizzare investimenti e occupazione. Solo così l'IAA potrà diventare uno strumento efficace, osserva l'associazione, presentando diverse proposte di modifica. Applicazione graduale e incentivi Il passaggio alla preferenza UE27 è ritenuto legittimo, ma dovrebbe essere graduale e includere esenzioni mirate e giustificate. Escludere gli stabilimenti esistenti dei membri ACEA rischierebbe infatti di bloccare gli investimenti e indebolire la competitività.Centrale anche il tema degli incentivi: i requisiti di localizzazione di assemblaggio e componenti rischiano di aumentare i costi, rendendo necessarie misure che compensino il costo aggiuntivo, come super-crediti per auto e furgoni a batteria o aiuti diretti. Requisiti da calcolare sul veicolo finito, non sulle componenti Per l'associazione va rivisto anche il metodo di calcolo del Made in EU: il riferimento dovrebbe essere il veicolo finito, non singole componenti. Il calcolo dovrebbe partire dal prezzo totale e sottrarre il valore extraeuropeo, includendo così contributi come ricerca, ingegneria e lavoro qualificato. Includere Regno Unito, Marocco e Turchia L'ACEA chiede che il Regno Unito sia riconosciuto come partner alla pari, alla luce dell'integrazione delle catene del valore automotive e dell'accordo post-Brexit, con pieno accesso agli strumenti politici.Attenzione anche a Turchia e Marocco, già destinatari di investimenti rilevanti. L'associazione propone però una clausola di salvaguardia: il riconoscimento varrebbe solo per capacità produttiva esistente prima di una data limite e decadrebbe in caso di vendita degli asset. Attenzione a flotte e batterie Due i temi più delicati. Sulle flotte, l'ACEA propone che se il 70% è conforme ai requisiti Made in Europe in un anno, i benefici valgano per il 100% l'anno successivo.L'ambito geografico dovrebbe essere limitato allo Spazio economico europeo e al Regno Unito, con esenzioni per attività esistenti in Marocco e Turchia. Il sistema dovrebbe anche valorizzare i veicoli prodotti in Europa per l'export.Quanto alle batterie, si chiedono tempistiche realistiche per la localizzazione e l'eliminazione dei requisiti sui materiali a basse emissioni, perché le definizioni non sono ancora disponibili. Restano incerti anche criteri e ambiti per i componenti dei propulsori elettrici made in EU. L'Industrial Accelerator Act non basta Infine, l'associazione sollecita una semplificazione della rendicontazione del Made in EU presso i fornitori, con responsabilità legale in capo ai costruttori, e un approccio più attento alle differenze tra segmenti, oggi trattati in modo uniforme nonostante catene del valore e tempi di sviluppo diversi.Per l'ACEA, in ogni caso, l'Industrial Accelerator Act non basterà da solo a invertire il calo di competitività europea. Servono interventi su costi energetici, burocrazia, autorizzazioni, competenze e batterie, oltre alla revisione del regolamento UE sull'omologazione per snellire i processi.
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Oltre le città darte - dieci itinerari nellItalia meno raccontata

4 Ruote - Lug 01,2026
Le città d'arte italiane sono attrazioni globali di bellezza e fama così sfolgoranti che tendiamo a dimenticare quel che gira loro intorno. Un tessuto di borghi, paesi, località infinitamente meno celebrato, ma che rappresenta la nostra spina dorsale. E che da solo farebbe la fortuna - in termini turistici - di qualsiasi altro Paese al mondo. Anche perché offre una varietà di architetture, tradizioni, culture quasi incredibile, per un territorio relativamente ristretto. Abbiamo quindi pensato di dedicare questa edizione del QTour ai cosiddetti centri minori, in gran parte membri dell'associazione I borghi più belli d'Italia. Nulla di inedito, direte voi, e non potrebbe essere altrimenti. Però speriamo di aver tracciato dieci itinerari - a misura di weekend e ognuno corredato di una selezione di posti interessanti dove fermarsi a pranzo o a cena - di una certa originalità, capaci di proporre mete poco conosciute oppure, quando invece sono note o persino molto note, presentate in modo alternativo. Così, ecco un Trentino lontano dalle stazioni sciistiche, che si snoda tra la Valsugana e il Primiero, passando su strade poco battute. Un angolo delizioso di Friuli che non è né mare né montagna né colline del vino.Un percorso marchigiano che corre quasi in vista delle affollate spiagge adriatiche, insinuandosi tra una serie di silenziosi borghi avvolti da mura. Ma ecco anche un itinerario che attraversa il celebre Levante ligure, deviando però a un certo punto verso l'entroterra. O, addirittura, un tragitto all'interno di Milano, alla scoperta di quel che resta dei borghi agricoli che un tempo la circondavano. In questo caso fatto con una Topolino, perché i vari itinerari sono stati tracciati anche in funzione dei modelli Fiat - partner dell'iniziativa - che avevamo a disposizione per effettuarli. Così per la nuova 500 Hybrid Cabrio Dolcevita abbiamo disegnato, tra l'altro, un percorso che inizia nel cuore di Roma sulle tracce delle location della pellicola felliniana La dolce vita, per poi uscire dalla città e concludersi in un altro antico borgo dove pure è stato girato il film.  QTour è disponibile con Quattroruote di luglio 2026 a 5 euro più il prezzo della rivista ed è proposto anche in Digital Edition all'interno dello sfogliatore di Quattroruote, nella sezione Speciali, al prezzo di 4,99 euro per gli acquirenti della singola copia e a titolo gratuito per gli abbonati alla Digital Edition. Gli itinerari, realizzati con Fiat 500 Cabrio, 600, Topolino e Grande Panda, sono anche riassunti e visualizzati su mappa in questa pagina.
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Citroën ë-C3 diventa Tonic: aperti gli ordini per la serie speciale da 21.290 euro

4 Ruote - Lug 01,2026
Citroën presenta la ë-C3 Tonic, serie speciale per la sua compatta elettrica, dedicata a chi cerca un veicolo a zero emissioni a prezzi accessibili, ma con la "giusta" dotazione per affrontare il traffico di tutti i giorni. La ë-C3 Tonic è disponibile con il motore da 83 kW (113 CV) e due tagli di batteria, da 30 e 44 kWh, per autonomie di 204 e 320 km (che in ambito urbano diventano, rispettivamente, di 300 e 440 km). Il listino di questa versione, già ordinabile nelle concessionarie, parte da 21.290 euro per la Urban Range da 30 kWh. La dotazione della Citroën ë-C3 Tonic Costruita sull'allestimento base You, la Tonic si distingue per il tetto in tonalità bicolore, Aden Red od Onyx Black, barre al tetto e spoiler sul lunotto, dettagli in color Lemon Yellow sul paraurti anteriore e adesivi sotto gli specchietti e sul montante anteriore. Due le tinte per la carrozzeria, Polar White e Night Black. A bordo troviamo lo schermo centrale dell'infotainment da 10,25" con connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, e la plancia con inserti in tessuto (come nell'allestimento Plus).
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La telematica LoJack per le assicurazioni Mag Mobility

4 Ruote - Lug 01,2026
Aumenta l'offerta di servizi a disposizione dei concessionari che distribiscono i prodotti assicurativi Mag Mobility, che adesso si possono avvalere delle soluzioni telematiche di monitoraggio dei veicoli e recupero in caso di furto fornite da LoJack. Controllo 24 ore su 24 LoJack annuncia un accordo con Mag Mobility per l'integrazione dei propri servizi telematici di tutela dei veicoli alla società che fornisce soluzioni assicurative pensate per essere distribuite attraverso i concessionari auto. I servizi protezione di Mag Mobility possono così essere rafforzati dalle tecnologie di tracciamento e recupero di LoJack, che si avvale fra l'altro di una centrale operativa attiva 24 ore su 24 e di un team che collabora con le forze dell'ordine nelle attività di localizzazione e ritrovamento dei veicoli rubati. Per i dealer il vantaggio è di poter integrare l'offerta nei loro processi di vendita, ampliando il ventaglio di servizi e migliorando le possiblità di fidelizzazione dei clienti.
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Viaggio sullA4, dove fermarsi e dove tirare dritto: cinque soste da evitare

4 Ruote - Lug 01,2026
Troppo forte titolare Cinque soste da evitare per l'inchiesta sul numero di luglio di Quattroruote, che mette sotto la lente condizioni, manutenzione e gestione delle 42 aree di servizio lungo l'autostrada A4, da Torino a Trieste e viceversa.Ciascuno farà le sue considerazioni, ma toilette sporche, in alcuni casi in uno stato pietoso, assenza di servizi di ristorazione che possano definirsi tali e strutture fatiscenti non invitano a fermarsi in almeno cinque aree che, nella valutazione del nostro inviato, non raggiungono standard accettabili e quindi la sufficienza. Le emergenze restano emergenze, ma potendo scegliere fermatevi altrove. Quali siano lo potete scoprire sul numero di luglio, in una doppia pagina di mappe con schede riassuntive di ogni area. Per il resto, com'è andata? Molto bene, con otto stazioni di servizio promosse a pieni voti. Una - spoiler: Monte Baldo Est - addirittura da cinque stelle. In mezzo, una mediocrità senza grossi scandali ma anche senza grandi exploit, con alcuni problemi che emergono con una certa costanza: carenza di personale, trascuratezza nei dettagli delle strutture come nella qualità della ristorazione, pochi parcheggi ombreggiati - e lo stesso vale per molti tavolini all'aperto - aree cani spesso minuscole e scarsa cura degli spazi dedicati ai più piccoli.Resta un tratto comune poco confortante la scarsa considerazione dei bisogni dei viaggiatori con disabilità: come già emerso lo scorso anno con l'indagine sui tratti nord-sud - A1 e A14 - sono frequenti rampe scomode, strette, accessi bloccati o ostruiti, bagni riservati chiusi a chiave. Capiamo che la ratio possa essere quella di impedire usi impropri, ma trovarsi davanti a una porta sbarrata, dover tornare alla cassa a chiedere la chiave attirando su di sé gli sguardi può risultare particolarmente frustrante.Sul fronte dei bagni, però, ci sono anche buone notizie. Autostrade per l'Italia ha concluso la prima fase del piano nazionale sui servizi igienici in oltre 40 aree di servizio, con un investimento di 12 milioni di euro. Qui si trovano ambienti luminosi e curati, con lavabi a incasso e sistemi integrati per sapone, acqua e asciugatura, oltre a soluzioni d'arredo orientate alla sostenibilità. Peccato che la competenza di Aspi riguardi solo un tratto limitato della A4 e quindi le aree con i bagni più aggiornati siano alla fine solo tre: Brianza Sud, Brianza Nord e Valtrompia Nord.Ora non resta che armarvi di Quattroruote e partire per le meritate vacanze.
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