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Toyota torna regina e vince la 24 Ore di Le Mans

4 Ruote - 5 ore 34 min fa
La Toyota rompe il digiuno a Le Mans, che durava dal 2022, e conquista il sesto successo assoluto sul circuito de La Sarthe. La #7 guidata da Mike Conway, Kamui Kobayashi e Nyck de Vries vince la gara tagliando il traguardo davanti alla BMW M Hybrid V8 #20 di Robin Frijns, René Rast e Sheldon van der Linde, autrice della prova più convincente del marchio tedesco dal suo ritorno nella categoria regina. Terza l'altra Toyota, la #8 di Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Ry Hirakawa, beffata nel finale dopo essere stata a lungo la macchina di riferimento del box giapponese.Il momento chiaveLa chiave della corsa Toyota è arrivata prestissimo. Dopo appena mezz'ora di gara, quando gli equilibri sembravano ancora tutti da definire, il team ha richiamato entrambe le Hypercar ai box, scegliendo una strategia aggressiva con rifornimenti corti per provare l'undercut sul gruppo. Una scelta rischiosa, quasi controintuitiva su una gara di 24 ore, ma perfetta per uscire dal traffico e costruire aria pulita.Quando gli altri protagonisti sono rientrati, la Toyota #8, partita dalla quindicesima posizione, si è ritrovata davanti. La #7, invece, ha iniziato a risalire con ordine, senza forzare troppo e senza perdere il contatto con il treno buono. stato il primo segnale di una gara impostata più sulla disciplina che sull'aggressività.Nella notte, la #8 è rimasta la Toyota più in evidenza, nonostante un'escursione di Hartley dopo una ripartenza da Safety Car e un drive-through per infrazione in regime di Full Course Yellow. La #7, però, non si è mai staccata davvero. E quando al mattino la vettura gemella ha perso tempo per un intervento legato al tamburo del freno, il baricentro interno al box Toyota si è spostato. Cadillac sognava in grandePer lunghi tratti, però, Le Mans non è sembrata una questione esclusivamente giapponese. Cadillac ha messo la #12 di Norman Nato, Will Stevens e Louis Delétraz nel cuore della battaglia per la vittoria, arrivando anche a comandare fasi importanti della corsa. La #38 del team Jota, con Sébastien Bourdais, Earl Bamber e Jack Aitken, era a sua volta nel gruppo di testa prima che problemi al servosterzo, poco dopo le quattro del mattino, la costringessero a lunghi passaggi ai box e poi al ritiro.BMW, dal canto suo, ha confermato che la pole non era stata un episodio isolato. La #20 ha tenuto il passo nei momenti decisivi e, nel finale, ha saputo trasformare una gara da podio possibile in un secondo posto di grande valore. La #15, partita davanti con Kevin Magnussen, Raffaele Marciello e Dries Vanthoor, è invece finita fuori dai giochi, togliendo al marchio tedesco una seconda pedina importante nella partita strategica. Quattro in lotta nel finaleNelle ultime ore la corsa si è ristretta a quattro vetture e tre costruttori: BMW #20, Cadillac #12 e le due Toyota. La BMW ha perso la leadership dopo un giro di rientro poco pulito di Frijns, mentre le Toyota hanno alzato il ritmo nel momento più importante. Hartley e de Vries hanno passato la Cadillac di Nato, riportando il marchio giapponese davanti.Poi l'ennesimo intervento in Full Course Yellow, causato da un problema a una LMP2, ha cambiato ancora una volta la fotografia della gara. Hartley era già passato dai box prima della neutralizzazione; de Vries è entrato per un servizio d'emergenza e poi di nuovo per il pit-stop completo. Alla ripartenza, la #7 si è ritrovata con un vantaggio sufficiente per gestire il finale.Un'investigazione su de Vries per un taglio di pista nel penultimo stint ha aggiunto un ultimo elemento di tensione, ma i commissari non hanno ritenuto necessario intervenire. A quel punto è toccato a Kobayashi completare il lavoro, portando la #7 al traguardo con 11 secondi di margine.Dietro, Frijns ha completato la rimonta della BMW #20 superando Buemi alle Porsche Curves e togliendo a Toyota una doppietta che a un certo punto sembrava possibile. La #8 ha comunque chiuso terza, completando un podio che racconta bene il senso di questa 24 Ore: Toyota ha vinto, ma la concorrenza non è mai stata così vicina. Ferrari abdica, ma resta nella top fiveLa grande sconfitta della giornata è Ferrari. Dopo tre successi consecutivi dal ritorno nella classe regina, la 499P ha dovuto lasciare il trono. La #51 di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi ha chiuso quinta, senza mai avere davvero il passo per inserirsi nella lotta per la vittoria. A complicare la gara è arrivato anche il contatto tra Pier Guidi e la Proton #9 nella quinta ora, costato un drive-through.Ancora peggio è andata alla #50 di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, ritirata stamattina per problemi meccanici dopo essere già scivolata fuori dalla zona utile durante la notte.La gara degli altriAlpine ha mostrato buoni lampi, soprattutto durante la notte, ma non è riuscita a trasformarli in un risultato da vertice. La #35 di Ferdinand Habsburg, Charles Milesi e António Félix da Costa ha chiuso sesta, mentre l'altra A424 ha pagato problemi tecnici che l'hanno allontanata dalla zona podio.Aston Martin ha portato la Valkyrie #007 all'ottavo posto con Harry Tincknell, Tom Gamble e Ross Gunn, in una gara più solida che spettacolare. Peugeot ha confermato affidabilità ma non competitività, chiudendo lontana dal gruppo di testa con entrambe le 9X8. Genesis, al debutto assoluto a Le Mans, ha visto la #19 arrivare al traguardo al tredicesimo posto dopo diversi problemi meccanici, mentre la #17 si è fermata nella mattinata di domenica per un cedimento alla sospensione anteriore destra. Così in LMP2 e LMGT3In LMP2, Inter Europol ha firmato una doppietta pesantissima. La #43 di Jakub miechowski, Nick Yelloly e Tom Dillmann ha vinto davanti alla vettura gemella #434 di Bijoy Garg, Reshad de Gerus e Nico Müller. Una vittoria costruita anche sul dispiacere della Duqueine #30, costretta al ritiro a tre ore e mezza dalla fine per problemi ai freni dopo essere stata protagonista per gran parte della notte.In LMGT3, invece, la festa è stata per Corvette. La #33 di TF Sport, affidata a Jonny Edgar, Ben Keating e Nicky Catsburg, ha conquistato il successo davanti alla Lexus #78 di Akkodis ASP e alla Aston Martin #23 di Heart of Racing. Si interrompe così la striscia vincente di Manthey nella classe, dopo una gara complicata per entrambe le Porsche 911 GT3 R.
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Hamilton, il giorno più atteso: prima vittoria con la Ferrari a Barcellona

4 Ruote - 6 ore 10 min fa
Ci sono vittorie che valgono più dei 25 punti che portano in classifica. Quella conquistata da Lewis Hamilton a Barcellona appartiene a questa categoria. Alla trentunesima gara con i colori della Ferrari, il sette volte campione del mondo ha finalmente trovato il primo successo in rosso in un Gran Premio, trasformando il 14 giugno 2026 in una data destinata a restare nella memoria del Cavallino. Lewis rompe così un digiuno che per Maranello mancava dal GP del Messico 2024.Non è stata una vittoria casuale, né soltanto figlia degli episodi. La Ferrari, arrivata in Catalogna con un importante pacchetto di aggiornamenti, ha costruito la gara su una strategia più aggressiva rispetto alla Mercedes, indirizzando inizialmente Hamilton verso le tre soste. Un piano diverso da quello delle Frecce d'argento, rimaste sulle due fermate, e che ha trovato il suo punto di svolta con la Virtual Safety Car causata dallo stop di Fernando Alonso in curva 9.La VSC cambia la corsa, Hamilton la chiudeHamilton era già pienamente dentro la lotta per la vittoria, anche perché Russell e Antonelli avevano perso tempo nel loro confronto interno per il comando della gara. Ma la VSC ha dato alla Ferrari l'occasione perfetta: fermare Hamilton e rimetterlo in pista davanti alle Mercedes.Da quel momento, la corsa ha cambiato volto. Hamilton aveva la posizione in pista, gomme più fresche rispetto ai rivali e soprattutto un ritmo che Russell non è mai riuscito a pareggiare. Giro dopo giro, il margine è cresciuto fino a superare i quindici secondi sotto la bandiera a scacchi. Un assolo, dopo una prima parte di gara costruita con pazienza.Nel dopogara, Hamilton ha lasciato parlare l'emozione: Prima di tutto devo iniziare ringraziando tutti qui, a tutti quelli che sono a Maranello, a Fred per aver creduto in me e per avermi portato in questa squadra. Sembrava impossibile, ma il team ha continuato a sostenermi, abbiamo fatto tantissimi miglioramenti. 106 vittorie? Sono tutte speciali a modo loro, ma questa è un'altra cosa. Tutti hanno lavorato così duramente per arrivare a questo, tutti se lo meritano. Questa è la prima, spero, di molte. Forza Ferrari. Mercedes, rimpianti e podioPer la Mercedes resta un secondo posto importante con Russell, ma anche la sensazione di aver lasciato qualcosa per strada. George ha chiuso alle spalle di Hamilton, ma per larghi tratti ha dovuto più guardarsi da Antonelli che pensare all'attacco alla Ferrari. Il giovane italiano, infatti, aveva mostrato un passo superiore, riuscendo anche a superare il compagno nell'ultimo stint prima di essere costretto al ritiro a meno di cinque giri dalla fine. stato proprio quel problema tecnico a restituire a Russell il secondo posto. L'inglese durante le interviste si è voluto però concentrare altrove, riconoscendo senza giri di parole la superiorità di Hamilton: Grandissime congratulazioni a Lewis, perché lavora duramente e se lo merita davvero. bello tornare sul podio e fare una gara pulita, ma oggi la Ferrari era fortissima, quindi dobbiamo continuare a spingere. Gli ultimi stint sono stati difficili, ma è bello essere di nuovo qui. Il passo di Lewis oggi era folle, credo che loro stiano arrivando. Norris completa il podioIl terzo posto è andato a Lando Norris, bravo a restare sempre vicino al gruppo di testa pur senza avere il ritmo per entrare davvero nella lotta per la vittoria. Per la McLaren è comunque un risultato prezioso, soprattutto dopo due gare consecutive chiuse con ritiri per problemi tecnici. Il podio è arrivato anche grazie al k.o. di Antonelli, ma Norris ha avuto il merito di farsi trovare nel posto giusto al momento giusto.Dopo aver anche lui omaggiato Hamilton, il campione del mondo in carica ha spiegato: Ci siamo dati una possibilità nel caso fosse successo qualcosa, e siamo stati un po' fortunati con Antonelli. Al momento ci serve un po' di tutto. Questi ragazzi stanno semplicemente facendo un lavoro migliore, quindi dobbiamo continuare a lavorare duro e a metterci impegno.Leclerc ritiratoLa giornata della Ferrari resta storica, ma non perfetta. Se Hamilton ha regalato a Maranello una vittoria dal peso enorme, Charles Leclerc ha invece chiuso il fine settimana con un ritiro amaro, fermandosi ai box nel finale a causa di un problema tecnico che gli ha fatto perdere anche servosterzo e brake-by-wire.Alle spalle del podio, Max Verstappen ha chiuso quarto con una strategia a tre soste, davanti a Oscar Piastri, quinto dopo una gara mai davvero incisiva. Sesto Isack Hadjar con l'altra Red Bull, in rimonta dopo una partenza complicata. In zona punti anche le due Alpine di Pierre Gasly e Franco Colapinto, settimo e ottavo, davanti alle Racing Bulls di Liam Lawson e Arvid Lindblad, ancora una volta entrambe nella top ten.I risultati completi del GP di Barcellona >>
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F1, Barcellona: Russell in pole davanti a Hamilton. Leclerc a muro

4 Ruote - Giu 13,2026
George Russell conquista la pole position del Gran Premio di Barcellona-Catalunya e lo fa nel momento in cui la Mercedes aveva bisogno di un segnale forte da parte sua. Dopo le cinque vittorie consecutive di Andrea Kimi Antonelli, l'inglese ha risposto con un giro da 1'14679, sufficiente per mettere tutti alle spalle nella Q3 del Montmeló e candidarsi alla ribalta per la gara di domani.Per la Mercedes è anche una qualifica dal valore storico: si tratta della settima pole position consecutiva e della numero 256 per un propulsore realizzato a Brixworth, un traguardo che consente alla Casa tedesca di raggiungere la Ferrari in cima a questa speciale classifica.Russell, apparso decisamente in palla per tutto il weekend, ha commentato così il risultato: Finora è stato un grande weekend. Sono arrivato a questo fine settimana facendo un reset mentale, mi sono subito trovato bene ed è fantastico essere in pole. Domani sarà una gara interessante, Lewis ha fatto un ottimo lavoro per arrivare lì davanti; quindi, sono sicuro che ci sarà battaglia. Domani non sarà facile. Hamilton sfiora il colpoL'unico vero avversario di Russell, almeno nel giro decisivo, è stato Lewis Hamilton. Il sette volte campione del mondo ha portato la Ferrari in prima fila, chiudendo a soli 64 millesimi dalla pole. Un risultato arrivato quasi a sorpresa, soprattutto considerando le difficoltà incontrate durante la terza sessione di prove libere.L'inglese aveva registrato i due migliori settori, perdendo la possibilità di una clamorosa pole solo nei metri finali del circuito: Non ci sentivamo del tutto a nostro agio, nelle FP3 ero a quattro o cinque decimi e pensavo: accidenti, dove troverò quel passo? Questi ragazzi hanno fatto un grande lavoro, complimenti a George, ma siamo in una posizione per lottare domani, quindi proveremo a fare una grande gara. Antonelli terzo, ma più lontanoAndrea Kimi Antonelli partirà dalla terza posizione, a circa tre decimi dal compagno di squadra. Per l'italiano è comunque un risultato importante, anche se per la prima volta dopo Melbourne potrebbe trovarsi nella condizione di dover limitare i danni nei confronti di un Russell apparso particolarmente centrato.Antonelli dividerà la seconda fila con Lando Norris, quarto con la prima delle McLaren. Il campione del mondo non è riuscito a inserirsi nella lotta per la pole, ma resta in una posizione favorevole per una gara in cui la scia e la gestione gomme potrebbero avere un peso rilevante.Kimi ha spiegato così il suo sabato: stato un weekend un po' difficile, non ho avuto davvero feeling con la macchina. Però ieri il passo sul long run era forte, quindi questo è positivo. Cercheremo di fare una buona partenza e di sfruttare al meglio la scia. L'effetto scia sarà forte. Red Bull in terza fila, Piastri in difficoltàAlle spalle di Antonelli e Norris scatteranno le due Red Bull, con Max Verstappen davanti a Isack Hadjar. Una terza fila che tiene il team austriaco in partita, anche se il distacco dalla pole racconta una qualifica in cui la Mercedes ha avuto qualcosa in più sul giro secco.Più complicato il sabato di Oscar Piastri. L'australiano, che dodici mesi fa aveva dominato il fine settimana di Barcellona, questa volta non è riuscito a trovare la stessa efficacia, confermando le difficoltà emerse nel corso del weekend.Leclerc rovina tutto in curva 4La qualifica della Ferrari resta però segnata dall'incidente di Charles Leclerc. Dopo appena un minuto e mezzo dall'inizio della Q3, il monegasco ha perso il controllo della SF-26 in uscita da curva 4, probabilmente dopo aver anticipato troppo l'accelerazione.La monoposto ha avuto il classico effetto pendolo dopo un controsterzo e Leclerc non è più riuscito a riprenderla, finendo violentemente contro le barriere. Il muso è andato distrutto e la sospensione anteriore sinistra ha riportato danni importanti. Per i meccanici Ferrari ci sarà lavoro extra in vista della gara, mentre Leclerc dovrà accontentarsi della decima posizione in griglia. Il resto della Top 10Ottima la qualifica di Liam Lawson, ottavo con la prima Racing Bulls. Il neozelandese è riuscito a portare la vettura del team faentino nella fase decisiva, confermando una buona competitività sul giro secco. Nico Hulkenberg ha chiuso nono, firmando una qualifica solida e portando l'Audi in top ten. Gabriel Bortoleto si è invece fermato al dodicesimo posto, subito davanti alle due Alpine di Franco Colapinto e Pierre Gasly.L'argentino ha preceduto il compagno di squadra per 70 millesimi su una pista dove Alpine si aspettava qualcosa in più, anche alla luce delle caratteristiche della power unit Mercedes montata sulle A526.Nelle retrovieOliver Bearman non è andato oltre il quindicesimo tempo, ma ha comunque confermato di essere il riferimento interno della Haas, precedendo Esteban Ocon. Il francese continua a vivere un momento difficile ed è stato eliminato già in Q1, lontano quasi due decimi dal passaggio al turno successivo.Weekend complicato anche per la Williams. Carlos Sainz e Alexander Albon sono rimasti fuori presto, con lo spagnolo alle spalle di Bearman e Albon soltanto diciottesimo. La sensazione è che il team di Grove stia pagando ancora il sovrappeso delle proprie monoposto, almeno sul giro secco.In coda allo schieramento restano Cadillac e Aston Martin Racing. Sergio Perez e Valtteri Bottas hanno ottenuto il diciannovesimo e ventesimo tempo con le Cadillac, mentre Lance Stroll e Fernando Alonso chiuderanno la griglia con le AMR26.I risultati completi delle qualifiche di Barcellona >>
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50 Alfa al via e tre in testa: la 1000 Miglia 2026 è nel segno del Biscione

4 Ruote - Giu 13,2026
Mentre la 1000 Miglia lascia alle spalle la Città Eterna e punta verso Rimini, entrando nelle giornate decisive della sua 44 rievocazione storica, c'è un marchio che continua a comparire con impressionante frequenza lungo tutto il percorso. Alfa Romeo, presente con ben 50 vetture al via e ancora una volta protagonista di quell'intreccio unico tra storia, passione e cultura automobilistica che rende speciale la Freccia Rossa. Un'eredità storica imbattuta Non potrebbe essere altrimenti. La Casa del Biscione e la 1000 Miglia condividono infatti una storia lunga quasi un secolo, fatta di undici vittorie assolute conquistate tra il 1928 e il 1957, un record ancora oggi imbattuto. Un'eredità che continua a vivere ogni anno sulle strade della rievocazione. La 1900 Super Sprint guidata dai Subsonica Tra le Alfa più ammirate dell'edizione 2026 c'è la 1900 Super Sprint del 1956 proveniente dall'Heritage Hub di Stellantis e abitualmente esposta al Museo Storico di Arese. Carrozzata da Touring, è una delle granturismo italiane più eleganti degli anni Cinquanta: proporzioni impeccabili, motore quattro cilindri bialbero da due litri e quella capacità, tipicamente Alfa Romeo, di coniugare sportività e raffinatezza. A renderla ancora più speciale è l'equipaggio. Al volante si alternano infatti alcuni componenti dei Subsonica, protagonisti di una collaborazione con il marchio avviata nei mesi scorsi. Un incontro tra due realtà torinesi che condividono carattere, personalità e una forte identità italiana. Il dominio delle Alfa Romeo 6C 1750 in classifica A conferma di quanto il legame tra Alfa Romeo e la 1000 Miglia sia ancora oggi fortissimo, basta dare un'occhiata alla classifica provvisoria della rievocazione 2026. Al comando della gara di regolarità figurano infatti tre Alfa Romeo 6C 1750, il modello che più di ogni altro incarna l'epopea sportiva del Biscione. Fra queste spicca la 6C 1750 SS del 1929 di Andrea Vesco e Fabio Salvinelli, plurivincitori della Freccia Rossa e autentici specialisti della manifestazione, ancora una volta protagonisti nelle posizioni di vertice. Il debutto della Giulia Quadrifoglio Luna Rossa La presenza del Biscione alla 1000 Miglia non guarda però soltanto alle vetture del passato. Al seguito della carovana trovano posto anche diversi modelli della gamma attuale, tra cui la Giulia Quadrifoglio Luna Rossa, serie speciale realizzata in appena dieci esemplari e già interamente venduta. La 1000 Miglia è stata scelta come palcoscenico per il suo debutto dinamico, con Santo Ficili, CEO di Alfa Romeo e COO di Maserati, al volante.
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Genesis Magma GT3 Concept: il prototipo nato da zero si mostra a Le Mans

4 Ruote - Giu 12,2026
In concomitanza con il debutto della GMR-001 della scuderia Genesis Magma Racing alla 24 Ore di Le Mans, è stata presentata la Magma GT3 Concept. Il progetto non prende il via da una vettura stradale, ma nasce da un foglio bianco per sfruttare al massimo i regolamenti della categoria. Dopo il WEC la categoria GT3 La GT3 Concept rappresenta una piattaforma di sviluppo ed è frutto della collaborazione con Hyundai Motorsport. Il programma sportivo non è ancora stato annunciato, ma è evidente come la categoria GT3 sia estremamente rilevante a livello globale e rappresenti una base ideale per la crescita del brand in parallelo con il WEC. La stradale si avvicina alla realtà Accanto alla GT3 è stata mostrata nuovamente la GT Concept, aggiornata rispetto alla prima apparizione nel 2025. Gli interni sono stati completamente rivisti, con un abitacolo disegnato attorno al guidatore, dotato di strumenti analogici e comandi fisici. Non ci sono, per il momento, informazioni tecniche sul powertrain a motore centrale né sulle prestazioni, così come una data certa di debutto.
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Paddock Plus, così Fintyre trasforma lofficina del gommista

4 Ruote - Giu 12,2026
Il gruppo Fintyre, uno dei principali distributori di pneumatici di ricambio in Italia, presente sul territorio con oltre 700 centri affiliati, ha lanciato il programma di affiliazione Paddock Plus, riservato alle officine della propria rete.Questa iniziativa mette a disposizione dei gommisti una serie di strumenti di formazione tecnica e manageriale, tool per la gestione dell'attività e supporto al posizionamento sul territorio."Non è solo un progetto di affiliazione, ma un percorso strutturato che consente al rivenditore di evolvere, investire e crescere in modo sostenibile, aumentando anche il numero delle visite in negozio", sottolinea Mattia Franchi, Ceo di Fintyre. I vantaggio per l'automobilista Per l'automobilista, il programma Paddock Plus punta a garantire standard di servizio omogenei tra i centri della rete, in termini di competenza tecnica, trasparenza e aggiornamento professionale."L'obiettivo è mettere il cliente finale al centro, garantendo un servizio sempre più qualificato, affidabile, trasparente e coerente su tutto il territorio", ribadisce Franchi.Il gruppo Fintyre, nato nel 2008 dall'aggregazione di diverse realtà distributive italiane, opera oggi attraverso due hub logistici a Bergamo e Roma Nord e dieci magazzini sul territorio nazionale, movimentando oltre 6 milioni di pneumatici all'anno tra più di 50 marchi.
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Quattro motori e oltre 1.000 CV: a Le Mans BMW anticipa la nuova M3 elettrica

4 Ruote - Giu 12,2026
BMW ha presentato a Le Mans la M Concept Neue Klasse che anticipa la prossima M3 elettrica, la versione più potente mai prodotta della berlina tedesca. La scelta della location non è casuale, e sottolinea quanto il motorsport abbia influenzato il design, la tecnologia e il carattere delle BMW M che verranno. Le specifiche tecniche di questo modello non sono ancora state comunicate ufficialmente: quel che sappiamo è che la nuova M3 avrà un powertrain a quattro motori, uno per ruota, con una potenza combinata che dovrebbe superare i 1.000 CV complessivi. Mai nessuna così "cattiva" Rispetto alla i3 presentata lo scorso marzo, la M Concept Neue Klasse si presenta come una berlina iper- muscolosa, che esaspera ogni elemento stilistico delle nuove BMW elettriche. A colpire immediatamente è il frontale, con il cofano a forma di V che integra la grande presa d'aria per il raffreddamento delle unità elettriche e il muso da "squalo" che ricorda alcune delle BMW sportive del passato, con i gruppi ottici e la firma luminosa integrati all'interno dei due doppi reni. Il colore giallo dei fari, in particolare, diventerà una delle caratteristiche distintive delle nuove BMW M, così come delle sportive impegnate nelle competizioni, come la BMW M Hybrid V8. La carrozzeria è invece in Monza Red, una nuova tinta sviluppata appositamente per questo modello, con dettagli rossi e blu dei coprimozzi e della grafica sul tetto. Design ispirato alle barche I paraurti adottano uno stile ispirato ai trimarani da gara, e forniscono anche supporto per lo splitter anteriore e il diffusore posteriori, realizzati in fibre naturali (utilizzate anche per la presa d'aria sul cofano). Inedite anche le luci da pista alle estremità dei paraurti, tanto davanti quanto dietro, e che potrebbero non essere presenti nella versione di serie. Al posteriore la coda termina con uno spoiler diviso in due, con uno sfogo nella parte centrale. Cambia anche lo stile degli specchietti retrovisori, da sempre elemento caratterizzante delle BMW ad alte prestazioni, reinterpretato in chiave moderna. "Il nuovo linguaggio stilistico delle BMW M rappresenta la punta di diamante espressiva della Neue Klasse: deciso e determinato", spiega Oliver Heilmer, responsabile del design BMW. "Qui da noi la forma segue sempre la funzione, ogni dettaglio è al servizio delle prestazioni. Questo progetto è davvero speciale per me, perché traghetta il carattere delle BMW M in una nuova era". Sportiva per quattro L'abitacolo prende ispirazione da quello della nuova i3, con lo schermo romboidale dell'infotainment e il Panoramic Drive sotto il parabrezza, abbandonando tutto quello ciò non è essenziale e focalizzandosi interamente sull'esperienza di guida. Il volante è nuovo, con due cluster di comandi per la gestione di infotainment, Adas e delle modalità di guida personalizzate M1 e M2, oltre alle palette per regolare la frenata rigenerativa. I quattro sedili sono del tipo bucket, con rinforzi in fibra naturale, rivestiti in pelle Bathurst Blue e Berry Red, che richiamano i colori della divisione M, con cinture di sicurezza rosse a cinque attacchi. La plancia, rivestita in tessuto, ha una retroilluminazione dedicata. Quattro motori per 1.000 CV BMW non ha svelato le caratteristiche tecniche di questa concept, che monta un powertrain con quattro motori, uno per ruota: una configurazione che troverà posto anche nella M3 di serie. La potenza stimata dovrebbe superare i 1.000 CV, mentre la batteria poggia su un'architettura da 800 Volt e avrà una capacità di oltre 100 kWh.
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Aniasa scrive al governo: rinviare le modifiche allIpt

4 Ruote - Giu 12,2026
L'Aniasa ufficializza le sue perplessità sulle modifiche alla disciplina dell'Ipt, l'imposta provinciale di trascrizione, che si paga alla provincia di residenza della persona fisica o in cui ha sede legale la persona giuridica a cui viene intestato il mezzo, per le aziende di locazione, introdotto dal decreto legge fiscale (i cui dettagli abbiamo già riportato qui). L'Associazione confindustriale ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ai ministri dell'Economia Giancarlo Giorgetti, delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e al capo di Gabinetto della Presidenza del Consiglio Gaetano Caputi, nella quale obietta che la norma introduce criteri di territorialità caratterizzati da elevata incertezza interpretativa e potenzialmente fonte di rilevanti contenziosi. La formulazione che riguarda in particolare la "gestione ordinaria in via principale" rischia, sempre secondo l'Aniasa, di creare significative difficoltà applicative che, per operatori che svolgono attività diffuse su tutto il territorio nazionale attraverso sedi operative, aeroporti, stazioni ferroviarie e reti territoriali integrate edi esporre gli operatori a contestazioni da parte di diverse amministrazioni territoriali sull'individuazione della Provincia competente, generando incertezza amministrativa e gestionale per un periodo che può arrivare fino a cinque anni.In gioco investmenti e rinnovo del parcoInoltre, l'associazione rileva la possibilità di controversie non solo tra imprese e amministrazioni locali, ma anche tra gli stessi enti territoriali, con il rischio di richieste di più Regioni sul medesimo gettito e senza che sia previsto un meccanismo automatico di compensazione tra le amministrazioni coinvolte. Il provvedimento, prosegue la lettera, non risolve inoltre il problema della concentrazione delle immatricolazioni in alcune aree del Paese: semplicemente le sposta da alcune province ad altre, penalizzando proprio quei territori nei quali i veicoli circolano effettivamente e utilizzano infrastrutture e servizi pubblici. Ulteriori rischi elencati nella nota, la riduzione degli investimenti e del rinnovo del parco veicoli e l'ostacolo al noleggio a breve termine, determinante per le attività turistiche.L'Aniasa chiede quindi al governo di intervenire al più presto per rinviare l'entrata in vigore della nuova disciplina e consentire l'apertura di un confronto istituzionale finalizzato a individuare soluzioni più equilibrate, sostenibili e coerenti con le caratteristiche operative del settore, come la centralizzazione della riscossione dei tributi dovuti dalle società di noleggio e la redistribuzione tra le Regioni e le Province sulla base di criteri oggettivi.
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L'Audi Nuvolari a Monaco: giro di pista per la sportiva da 1.001 CV e oltre 350 km/h

4 Ruote - Giu 12,2026
L'Audi Nuvolari ha già debuttato in pubblico nell'esclusiva cornice del Principato di Monaco. La nuova supercar tedesca ha sfilato sul circuito di Monte Carlo nel weekend del Gran Premio con al volante i piloti ufficiali del team Audi, Nico Hülkenberg e Gabriel Bortoleto, che hanno contribuito anche alla messa a punto. Sviluppo record per la serie limitata Quello che Audi ha voluto sottolineare è la rapidità con cui il progetto è passato dalla carta alla realtà in poco più di un anno: la vettura sarà infatti consegnata ai primi clienti già nei primi mesi del 2027, mentre gli ordini si apriranno alla fine del 2026, a prezzi compresi tra 500.000 e 600.000 euro. La produzione sarà limitata a appena 499 unità. V8 da 10.000 giri La Nuvolari condivide con la Lamborghini Temerario la base tecnica, ma oltre al design di nuova generazione introduce numerose soluzioni specifiche, tra cui la messa a punto del powertrain e del telaio. La supercar propone l'aerodinamica attiva con DRS, la carrozzeria in fibra di carbonio, i cerchi forgiati monodado, l'impianto frenante carboceramico con brake-by-wire e soprattutto una versione da 1.001 CV del V8 ibrido da 10.000 giri/minuto, già visto sulla Temerario, abbinato a una nuova batteria da 7,3 kWh. La biposto tedesca supera i 350 km/h, accelera da 0 a 100 km/h in 2,6 secondi e raggiunge i 200 km/h in 6,8 secondi.
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Peugeot e-208 GTi, debutto a Le Mans: quanto costa la hot hatch da 281 CV

4 Ruote - Giu 12,2026
Peugeot presenta la nuova e-208 GTi sul circuito di Le Mans, dove si sta per correre la 24 Ore: la versione ad alte prestazioni della compatta dichiara 281 CV, 0-100 in 5,5 secondi e autonomia fino a 375 chilometri. "Volevamo dimostrare che tutto il Dna delle Peugeot GTi può trovarsi anche in un'auto elettrica. E ce l'abbiamo fatta", ha dichiarato Christophe Auriault, Project Manager di Peugeot Sport. Gli ordini sono già aperti: il listino della hot hatch elettrica parte da 44.900 euro. Messa a punto da Peugeot Sport La Peugeot e-208 GTi monta il powertrain M4+ da 281 CV e 345 Nm prodotto a Trémery, in Francia, già visto sulla Lancia Ypsilon HF e sulla prossima Opel Corsa GSE (ma anche su Alfa Romeo Junior Veloce e Opel Mokka GSE). Della messa a punto si sono occupati gli ingegneri della divisione corse della Casa francese, che hanno lavorato in particolare sull'elettronica e il software di controllo, ottenendo uno "zerocento" coperto in 5,5 secondi (0,2 meno del dato dichiarato inizialmente), con una ripresa da 80 a 120 km/h in 3,2 secondi. La velocità massima è limitata elettronicamente a 180 km/h. Fino a 375 km di autonomia La batteria da 54 kWh lordi (51 kWh netti) è la stessa della 208 elettrica normale, ma la gestione termica è stata completamente rivista, attingendo all'esperienza del team nel motorsport, così da assicurare un raffreddamento ottimale e di conseguenza prestazioni costanti nel tempo. Con i pneumatici di serie Michelin Pilot Sport 4S su cerchi da 18", l'autonomia dichiarata è di 352 km; montando gli Hankook Ventus S1 Evo3 (disponibili senza sovrapprezzo), la percorrenza sale a 375 km. In corrente continua, con colonnine da 100 kW, l'auto si ricarica dal 20% all'80% in meno di mezz'ora. Di serie la funzione V2L per alimentare device esterni usando la batteria. Le modifiche alla meccanica La Peugeot e-208 GTi prevede un assetto ribassato di 25 mm, carreggiate allargate di 56 mm davanti e 28 mm dietro, ammortizzatori con fine corsa idraulico, molle specifiche e barra antirollio posteriore di 31 mm (che si affianca a quella anteriore da 17 mm). Come le altre sportive elettriche del gruppo Stellantis, anche la compatta francese prevede il differenziale Torsen autobloccante all'anteriore, dischi freno davanti da 355 mm con pinze rosse a quattro pistoncini. Look inconfondibile La Peugeot e-208 GTi si caratterizza per il logo frontale e sulle ruote con il contorno rosso, colore utilizzato anche per le lamelle orizzontali alle estremità della calandra, il profilo sotto i gruppi ottici anteriori e nei passaruota in plastica. I cerchi forati da 18" richiamano quelli della 205 GTi originale, e servono al tempo stesso a migliorare il raffreddamento dei freni. Al posteriore spicca il generoso spoiler sopra il lunotto con la scritta Peugeot nella parte bassa e il diffusore aerodinamico che integra un nuovo fendinebbia. Sette le colorazioni disponibili per la carrozzeria: Okénite White, Elixir Red, Blu Miramar, Perla Nera Black, Artense Grey, Grigio Selenio e Giallo Agueda. Interni giocati sul rosso e il nero L'abitacolo gioca tutto sui colori racing per eccellenza, ossia il nero dei rivestimenti e delle plastiche, accompagnato da tanti dettagli rossi: cuciture, profili delle sedute, luci ambientali e la scritta "208 GTi" sul volante. I sedili anteriori, sportivi e con poggiatesta integrati, richiamano quelli della 205 GTi 1.9, con l'inserto centrale rosso e la doppia lavorazione dei tessuti. In rosso anche le grafiche del quadro strumenti e dell'infotainment, che dispone di schermate specifiche per questo modello. Inedito anche il sound ambientale, abbinato alla velocità del motore.
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Unauto su due è ibrida: la top 10 che sta cambiando il mercato italiano

4 Ruote - Giu 12,2026
Che sia mild o full, una cosa è certa: l'ibrido piace agli automobilisti italiani, che lo scelgono per un'auto nuova su due. Dall'inizio dell'anno le ibride rappresentano il 50,4% del venduto (erano il 44,5% nel 2025): vediamo quali sono i dieci modelli che dominano la classifica di vendita dei primi cinque mesi del 2026. Fiat Pandina Inarrivabile, irraggiungibile, inossidabile: la citycar torinese domina le classifiche di vendita con 54.579 nuove immatricolazioni dall'inizio dell'anno, più del triplo del secondo modello ibrido di maggior successo, la Jeep Avenger. lunga 369 cm, larga 171, alta 155 e ha un passo di 230: c'è spazio sufficiente per quattro adulti (ma può essere omologata per 5), con un bagagliaio di 225 litri. Gli interni sono essenziali ma pratici (vedi il tascone davanti al passeggero, richiamato anche nella Grande Panda), e con tanti comandi fisici. Con l'ultimo aggiornamento ha tutti gli Adas obbligatori per legge. Tre gli allestimenti (Pop, Icon e Cross, con look da crossover) e una sola la motorizzazione, il 1.0 mild hybrid da 65 CV abbinato al cambio manuale a sei rapporti. Il listino parte da 15.950 euro. Jeep Avenger La B-SUV americana si conferma tra i modelli preferiti degli automobilisti italiani, anche nella sua versione ibrida: da inizio anno sono stati 17.399 gli esemplari immatricolati, contro gli 11.698 del 2025, con un incremento del 48,7%. Le misure sono da cittadina (è lunga 4,09 metri e ha un passo di 2,56) ma il look è moderno. Nelle scorse settimane è stato presentato il restyling. Disponibile anche con motori a benzina da 101 CV ed elettrici da 156 CV e 400 km di autonomia, la Avenger ibrida si può avere in due versioni: quella a trazione anteriore, con il 1.2 da 110 CV, e la 4xe da 145 CV, che aggiunge una seconda unità elettrica al posteriore per ottenere la trazione su tutt'e quattro le ruote. Le 2WD sono disponibili in tre allestimenti (Longitude, Altitude e Summit), con prezzi da 27.200 euro, mentre la 4xe è offerta nelle versioni Upland, Overland e The North Face, da 32.200 euro. Toyota Yaris Cross La sorella a ruote alte della Yaris è stata aggiornata un paio di mesi fa: i dati di vendita fanno riferimento al modello precedente. La B-SUV giapponese registra da gennaio 15.611 nuove immatricolazioni, un valore in linea con quello del 2025 (15.954). La Yaris Cross è leggermente più grande della Yaris (4,18 metri contro 3,94, ma il passo è lo stesso), a vantaggio soprattutto dello spazio per i bagagli: il Centro prove ha rilevato una capacità utile di 341 litri. La Yaris Cross è disponibile con il powertrain full hybrid da 116 e 130 CV (con il restyling rimarrà solo la motorizzazione più potente), volendo anche a trazione integrale, con un secondo motore elettrico sull'asse posteriore. Quattro gli allestimenti in gamma: Active, Trend, Lounge e la sportiveggiante GR Sport, con prezzi che partono da 28.750 euro. Toyota Aygo X Con il restyling dello scorso anno la citycar giapponese ha abbandonato le motorizzazioni a benzina per adottare il powertrain full hybrid da 116 CV della Yaris, riscuotendo un immediato successo: sono infatti 15.479 gli esemplari immatricolati nei primi cinque mesi del 2026 (lo scorso anno non era ancora in vendita). Invariate le misure: 3.776 mm da un paraurti all'altro, passo di 2.430 e bagagliaio da 231 litri. Quattro gli allestimenti a listino, con prezzi da 20.850 euro. Fiat Grande Panda Sta cominciando a conquistare gli automobilisti italiani anche la crossover dalle forme squadrate con cui la Casa torinese è tornata nel segmento B: nei primi cinque mesi dell'anno ha registrato 12.981 nuove immatricolazioni, contro le 468 dello scorso anno, all'inizio della commercializzazione. Lunga 4 metri esatti, la Grande Panda è disponibile con il 1.2 mild hybrid da 110 CV (in comune con la Avenger), oltre che nelle versioni benzina da 101 CV e full electric da 113 CV e 320 km di autonomia. Il listino dell'ibrida parte da 19.900 euro. Toyota Yaris La compatta giapponese rimane uno dei modelli di maggior successo in Italia: nei primi cinque mesi del 206 è stata immatricolata 12.936 volte, a un'incollatura dalla Grande Panda. Lunga 3,94 metri e con un passo di 2,56 (come la Yaris Cross), monta motori full hybrid da 116 (allestimento base e Icon) e 130 CV (Premium e GR Sport), con prezzi che partono da 24.750 euro. Volkswagen T-Roc La nuova generazione della SUV tedesca è arrivata lo scorso anno, introducendo nuove motorizzazioni mild hybrid a benzina: nei primi cinque mesi del 2026 registra 12.203 nuove targhe, posizionandosi al settimo posto tra le dieci ibride più vendute in Italia. Lunga 437 cm (contro i 424 del modello precedente), ha un bagagliaio da 465 litri dichiarati. Due le motorizzazioni a listino, da 116 e 150 CV, tutte con cambio automatico a sette rapporti e a trazione anteriore, con prezzi che partono da 33.900 euro. Nei prossimi mesi arriverà la motorizzazione full hybrid, da 136 e da 170 CV. Nissan Qashqai La SUV giapponese segna 10.444 nuove immatricolazioni da gennaio, con un incremento di oltre il 16% rispetto al 2025 (8.981 nuove targhe). Lunga 443 cm e con un passo di 267, la Qashqai è disponibile con motorizzazioni mild hybrid da 158 CV, anche con trazione integrale, oppure con il full hybrid e-Power di terza generazione da 190 CV, che beneficia della trazione puramente elettrica. Cinque gli allestimenti a listino, con prezzi che partono da 33.100 euro per la MHEV e da 38.200 euro per la e-Power. Ford Puma La piccola dell'Ovale Blu (derivata dalla Fiesta, non più in produzione) ha registrato nei primi cinque mesi dell'anno 10.391 nuove immatricolazioni, rispetto alle 12.402 del 2025. Lunga 419 cm e con un passo di 259, mette a disposizione 363 litri nel bagagliaio e il pratico Megabox da 73 litri sotto il pavimento. In gamma c'è la mild hybrid da 125 CV (da 28.250 euro) e la più sportiva ST Powershift da 160 CV (38.100 euro). Da qualche mese viene venduta anche nella versione full electric da 169 CV e oltre 400 km di autonomia dichiarata. MG ZS Riscuote grande successo anche la SUV ibrida della Casa anglo-cinese, che con le sue 8.599 immatricolazioni cresce di quasi il 50% rispetto ai primi cinque mesi del 2025 (quando erano state 5.786). Lunga 443 cm e con un passo di 261 cm, permette di viaggiare comodi in quattro, anche grazie al bagagliaio da 443 litri. Accanto alla versione termica a benzina da 116 CV c'è la Full Hybrid da 197 CV, disponibile in tre allestimenti, con prezzi che partono da 23.490 euro.
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MG2 in arrivo: cosa rivelano i teaser della nuova segmento B elettrica

4 Ruote - Giu 12,2026
MG presenterà due novità assolute al Goodwood Festival of Speed 2026, in programma dal 9 al 12 luglio. Accanto alla gamma completa dei modelli di serie saranno svelate due concept elettriche che anticipano potenziali sviluppi futuri. I teaser della MG2 Per il momento non sono state diffuse informazioni complete, ma soltanto due teaser dedicati al modello più rilevante per il mercato europeo: si tratta infatti della nuova elettrica di segmento B, che potrebbe chiamarsi MG2. Attesa nei prossimi mesi nelle concessionarie, la vettura mostra per ora un dettaglio dei gruppi ottici anteriori e un'anteprima del montante posteriore, dove si intravedono anche i fari, lo spoiler e il logo MG. La visione dello stile elettrico La seconda novità non è anticipata da alcun teaser, ma viene descritta come una visione del futuro elettrico del marchio. quindi plausibile che si tratti di un modello più estroso e ricercato, con soluzioni da showcar difficilmente trasferibili nell'immediato sulla produzione di serie.
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Volkswagen ID.Era 8X, 350 km in elettrico: in Cina spunta la nuova SUV con range extender

4 Ruote - Giu 12,2026
Dal sito del ministero cinese dei trasporti (Miit) arrivano le prime immagini della Volkswagen ID. Era 8X, una nuova SUV destinata esclusivamente al mercato interno. Il modello è equipaggiato con un powertrain range extender da 299 CV e un'autonomia in modalità elettrica che, nella versione con batteria più grande, sfiora i 350 chilometri. I prezzi saranno comunicati in un secondo momento, in concomitanza con l'apertura degli ordini. Il look è familiare Simile nell'aspetto alla più grande ID. Era 9X presentata lo scorso gennaio, la ID. Era 8X misura 5.020 mm di lunghezza, 1.997 di larghezza e 1.750 di altezza, con un passo di 2.970 mm. Come la sorella maggiore, adotta fasce luminose anteriori e posteriori che uniscono i sottili gruppi ottici.Su questa versione cambiano però diversi dettagli: paraurti ridisegnati con griglie attive, nuove maniglie e una parte inferiore della fiancata più pulita, priva della sottile protezione in plastica lungo le portiere. Due varianti in gamma La Volkswagen ID. Era 8X per la Cina sarà proposta con un sistema range extender che utilizza un 1.5 turbo quattro cilindri come generatore, mentre l'unità elettrica sviluppa 220 kW (299 CV).Sono previsti due tagli di batteria, da 51,1 kWh e 65,2 kWh, con autonomie rispettivamente di 275 e 345 chilometri. In base alla configurazione, la SUV pesa tra 2.485 e 2.590 kg, valori coerenti con dimensioni e tecnologia del modello.
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Defender Trophy, un italiano alla finale mondiale: Nava vince le qualificazioni europee

4 Ruote - Giu 12,2026
Ci sarà anche un italiano alla finale mondiale del Defender Trophy 2026. Michele Nava, ingegnere aerospaziale, ha vinto le qualificazioni europee disputate a Les Comes, in Spagna, dal 6 all'8 giugno, conquistando uno dei quattordici posti riservati al Vecchio Continente per la fase conclusiva della competizione, in programma in Africa nella seconda parte dell'anno.Tre giorni tra navigazione, guida e prove fisicheLe selezioni europee hanno riunito sulle montagne catalane oltre 250 concorrenti, chiamati a misurarsi su un programma che mescola abilità di guida in fuoristrada e resistenza fisica: navigazione, tratti di guida tecnica, percorsi a ostacoli, costruzione improvvisata di ponti e missioni notturne in quota. Un formato che premia il lavoro di squadra e la capacità di adattamento più che la pura velocità, in linea con la tradizione dei raid d'altri tempi." una sensazione incredibile, ancora non mi sembra vero", ha commentato Nava dopo la vittoria, sottolineando come il risultato sia arrivato al termine di giornate che hanno messo alla prova tutti i partecipanti. L'eredità del Camel TrophyIl Defender Trophy si presenta come l'erede dichiarato dei grandi eventi avventurosi legati al marchio britannico: su tutti il Camel Trophy, che tra gli anni Ottanta e Novanta portò le Land Rover negli angoli più remoti del pianeta, e il successivo G4 Challenge. Rispetto a quei precedenti, però, la nuova competizione, che coinvolge concorrenti da oltre 50 Paesi, sposta l'accento dalla pura esplorazione alla conservazione ambientale.La finale mondiale si svolgerà infatti tra Namibia, Angola e Botswana in collaborazione con Tusk, organizzazione attiva nella tutela della fauna africana e partner di Land Rover dal 1990. Secondo gli organizzatori, le prove della finale saranno costruite attorno a missioni di supporto concreto ai progetti di conservazione sul campo, dalla mobilità su terreni remoti al contributo ai programmi di protezione della fauna selvatica. "Questa competizione significa qualcosa che va oltre il risultato", ha dichiarato Mark Cameron, managing director di Defender, congratulandosi con i qualificati europei.Verso l'AfricaNava si unisce ora al gruppo dei finalisti provenienti dalle selezioni continentali che si stanno disputando in tutto il mondo. Per il vincitore italiano, e per gli altri tredici qualificati europei, l'appuntamento è fissato più avanti nel corso dell'anno: la posta in gioco non è un montepremi, ma la partecipazione a una spedizione che intende lasciare un'eredità tangibile nei territori attraversati.
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SpaceX in Borsa: perché la maxi IPO riguarda anche Tesla

4 Ruote - Giu 12,2026
Wall Street si appresta a dare il benvenuto a una nuova matricola. Non una qualsiasi, perché si tratta della tanto attesa SpaceX, l'azienda di Elon Musk da anni sotto i riflettori per i suoi ambiziosi piani di esplorazione dello spazio. Anche il suo debutto sul listino del Nasdaq non sarà un evento qualunque: è la più grande IPO (Initial Public Offering) mai avvenuta nella storia della finanza globale.Il suo sbarco a Wall Street, però, riguarda anche Tesla, seppur indirettamente. Gli analisti finanziari sono tornati a valutare un'ipotesi già circolata in passato: la fusione tra le due aziende controllate dall'imprenditore di origini sudafricane, che, tra l'altro, proprio grazie alla quotazione di SpaceX ha superato la soglia dei mille miliardi di patrimonio personale. In altre parole, Musk può fregiarsi del titolo di primo trilionario della storia moderna. Numeri record e conti ancora in rosso Partiamo dai numeri dell'IPO. SpaceX ha concluso l'offerta di azioni raccogliendo nel complesso 75 miliardi di dollari: sono stati venduti 555,6 milioni di titoli al prezzo unitario di 135 dollari. Sarà questo il valore di ingresso sul Nasdaq quando suonerà la tradizionale campanella di avvio degli scambi. L'intera operazione ha portato a una valutazione della società di ben 1.770 miliardi di dollari, un livello mai raggiunto in passato da una matricola.In questo modo, SpaceX è diventata la settima società di maggior valore al mondo, dietro colossi già quotati come Nvidia o Apple e davanti a Tesla, ferma (se così si può dire) a 1.499 miliardi.Il valore, però, potrebbe salire già nelle prime fasi di contrattazione, nonostante alcuni analisti abbiano bollato come eccessivo il prezzo di 135 dollari anche alla luce di un bilancio non ancora florido. L'anno scorso i ricavi sono balzati del 33% a 18,67 miliardi di dollari e nel primo trimestre del 2026 sono aumentati del 15% a 4,69 miliardi, ma se nell'intero 2025 la perdita è stata di 4,94 miliardi, nei primi tre mesi si è attestata a 4,28 miliardi. Inoltre, SpaceX ha precisato, nel prospetto informativo dell'IPO, di aver accumulato perdite per 41,3 miliardi dalla fondazione nel 2002 e ha avvertito della possibilità di non raggiungere la redditività in futuro.Tuttavia, almeno per il momento, gli investitori non sembrano spaventati. Anzi. Sarà anche per Musk, con le sue continue promesse mirabolanti, ma molti vogliono partecipare all'ennesima scommessa finanziaria del Technoking di Tesla. Già in fase di offerta banche e istituzioni finanziarie hanno fatto a gara per accaparrarsi una quota: le richieste hanno superato i 150 miliardi di dollari. L'entusiasmo è confermato anche da alcune indicazioni basate sui derivati: al debutto SpaceX potrebbe arrivare a spuntare una valutazione di 2.400 miliardi di dollari, con un balzo di oltre il 35%. Si torna a parlare della fusione Ora bisogna solo aspettare l'avvio delle contrattazioni per avere delle conferme. Una cosa è certa: un eventuale rialzo delle azioni giocherebbe a favore di possibili operazioni tra le due aziende. Non a caso diversi analisti sono tornati a parlare proprio di questa ipotesi.Timothy Horan di Oppenheimer definisce un'integrazione plausibile, ma non nel breve termine. A suo avviso, le due società potrebbero restare separate pur mantenendo legami stretti, così da preservare un accesso indipendente al mercato dei capitali. Inoltre, una struttura distinta supporta meglio le ambizioni nel campo dell'intelligenza artificiale, grazie a una maggiore flessibilità finanziaria.Di sicuro non mancano sinergie, in particolare nei settori delle batterie, dei server e delle infrastrutture dati, che potranno aumentare nei prossimi anni. I sistemi di accumulo di energia di Tesla potrebbero, per esempio, svolgere un ruolo importante nel soddisfare il fabbisogno energetico e di calcolo dei data center di SpaceX. Quanto è realistica l'integrazione tra SpaceX e Tesla Dunque, è da escludere una fusione nel breve, ma è probabile che se ne parlerà molto nei prossimi mesi. Sempre più analisti e investitori considerano questa ipotesi una tesi ormai diffusa.Tra i fattori favorevoli emerge la possibilità di combinare i dati raccolti da Tesla con le infrastrutture computazionali di SpaceX, oltre all'obiettivo di Musk di rafforzare il controllo sull'intero ecosistema. Oggi, l'imprenditore detiene oltre l'82% dei diritti di voto di SpaceX, mentre in Tesla non supera il 15%. Un'eventuale fusione basata sullo scambio di azioni lo porterebbe a superare il 50% della nuova entità, conferendogli il pieno controllo.Secondo Dan Ives di Wedbush, questa operazione rappresenterebbe una sorta di Santo Graal, perché consentirebbe a Musk di gestire in modo più efficace le sue attività legate all'intelligenza artificiale. L'analista sottolinea anche i legami operativi già esistenti tra le due aziende e ritiene che le basi per una futura integrazione siano già state gettate. Arriva inoltre a stimare una probabilità tra l'80% e il 90% che Tesla e SpaceX possano unirsi entro il 2027.Ovviamente non mancano gli ostacoli. Musk potrebbe utilizzare le azioni SpaceX per acquisire o fondere Tesla, ma dovrebbe superare la possibile opposizione degli azionisti, in particolare degli investitori istituzionali. Le differenze operative restano rilevanti: il settore aerospaziale è percepito come più promettente, mentre quello automobilistico è caratterizzato da maggiore competizione, volatilità e intensità di capitale.Detto questo, il tema resterà al centro delle discussioni ancora a lungo. L'IPO non ha fatto altro che rafforzare le ipotesi di un possibile consolidamento delle diverse attività di Musk sotto un'unica holding. Ovviamente non mancano gli ostacoli. Musk potrebbe anche utilizzare azioni SpaceX per la acquisire o fondere Tesla, ma dovrebbe superare la possibile ostilità degli azionisti delle due società, in particolare degli investitori istituzionali, molto più sensibili a temi delicati come alcune grandi differenze operative: le attività di SpaceX, anche per la sostanziale assenza di concorrenti forti, sono considerate più promettenti di quelle di un costruttore di auto, ossia di una realtà che opera in un mercato contraddistinto da elevata volatilità, elevata competitività e alta intensità di capitale.  Detto questo, l'argomento rimarrà al centro delle discussioni per mesi, se non anni. Del resto, si è iniziato a parlarne sin da quando SpaceX si è fusa con la startup di intelligenza artificiale xAI. L'Ipo non ha fatto altro che alimentare e rafforzare le voci su un possibile consolidamento delle diverse società di Musk sotto un'unica holding. 
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Torna la Panda 4x4, ma non è l'integrale che ti aspetti

4 Ruote - Giu 12,2026
La Fiat Panda 4x4 è una delle utilitarie più amate di sempre, indistruttibile e inarrestabile, protagonista indiscussa delle stradine di montagna e non solo. A più di quarant'anni dal debutto, questo modello potrebbe tornare con il "vestito" della Grande Panda: sotto la carrozzeria, però, non ci sarà più l'albero di trasmissione che collega le ruote anteriori a quelle posteriori, ma una soluzione più moderna ed elettrificata.Fiat non ha ancora confermato ufficialmente lo sviluppo della Grande Panda 4x4 (ammesso che si chiami così), ma la concept presentata lo scorso anno lascia aperta la porta a un possibile arrivo sul mercato. Pur senza sbilanciarsi su un futuro di serie, la Casa torinese ha sottolineato che si tratta del "prossimo capitolo nella storia del marchio italiano". Il ritorno di un'icona (senza nostalgia) Già nella sua versione normale, con linee squadrate, la Grande Panda non manca di richiami alla Panda del 1980, nata dalla matita di Giorgetto Giugiaro. L'eventuale declinazione 4x4 non nasconde i legami con l'originale: cerchi bianchi in acciaio e colorazione bordeaux scuro con dettagli beige, come i profili sugli specchietti retrovisori e la scritta 4x4 sul portellone. 4x4 senza albero di trasmissione La Grande Panda è costruita sulla piattaforma Smart Car, che consente l'utilizzo di propulsori termici, elettrificati ed elettriche, ma non prevede una trazione integrale meccanica come sulle Panda 4x4. Per questo motivo, al propulsore ibrido da 110 CV all'anteriore, con cambio e-DCT a sei rapporti, potrebbe essere abbinato un secondo motore elettrico sull'asse posteriore, gestito dall'elettronica.Una soluzione che riprende, a livello tecnico, quella già adottata da altri costruttori, come nel caso di Toyota, ma anche da modelli del gruppo Stellantis, come Jeep Avenger 4xe e Alfa Romeo Junior Q4, costruite però sulla piattaforma CMP: difficile che la Grande Panda 4x4 adotti gli stessi 145 CV. Assetto rialzato e spirito off-road Rispetto alla versione a due ruote motrici, la Grande Panda 4x4 si distingue per l'assetto rialzato, i passaruota in plastica e le protezioni sottoscocca anteriori e posteriori. Il portapacchi sul tetto con luci LED resta una soluzione da showcar, mentre i piccoli fendinebbia quadrati sul frontale potrebbero essere confermati anche sul modello di serie. In ogni caso, Fiat non ha escluso la possibilità di arricchire questo modello con ulteriori accessori.Gli interni riprenderebbero lo stile della Grande Panda attuale: la concept anticipava soluzioni diverse, con plastiche azzurre per plancia e console centrale e rivestimenti in velluto a coste marrone chiaro. Per ragioni di praticità e di costo, la versione di serie potrebbe puntare su materiali più semplici, resistenti e lavabili. Quando arriva e quanto costerà Al momento non c'è una conferma ufficiale dello sviluppo di questo modello, men che meno delle tempistiche del suo arrivo sul mercato: se, come le nostre indiscrezioni lasciano intuire, la Grande Panda 4x4 si farà, la sua presentazione dovrebbe arrivare a cavallo tra il 2026 e il 2027. Difficile che debutti al Salone di Parigi di ottobre, però: lì l'attenzione sarà tutta per le nuove Grizzly e Grizzly Fastback, accanto alla concept che anticipa la nuova E-Car di casa Fiat. Sul fronte prezzi, è ragionevole attendersi un sovrapprezzo di qualche migliaio di euro rispetto alla versione ibrida a due ruote motrici, che parte da 19.900 euro. La Fiat Grande Panda 4x4 potrebbe restare sotto i 25.000 euro, collocandosi tra le vetture a trazione integrale più accessibili. Grande Panda 4x4 contro tutte Il segmento delle cittadine a trazione integrale è piuttosto limitato, ma la Grande Panda 4x4 dovrà comunque confrontarsi con modelli popolari, anche se molto diversi per soluzioni tecniche e vocazione: dalla Suzuki Swift 4WD alla Toyota Yaris Cross AWD-i, fino a KGM Tivoli e Dacia Duster 4x4. 
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Leapmotor B05: come va la berlina elettrica da 482 km in offerta a 22.900 euro - VIDEO

4 Ruote - Giu 12,2026
Dopo le SUV, arriva una berlina a cinque porte: con la nuova Leapmotor B05, il marchio fa un passo importante nella propria offensiva europea. Dopo aver costruito la propria presenza sul mercato con modelli orientati soprattutto al rapporto qualità/prezzo, il costruttore cinese - in joint venture con Stellantis - ora guarda anche a un segmento particolarmente competitivo: quello delle berline dal carattere più dinamico. Leapmotor B05: esterni e dimensioni La Leapmotor B05 è una cinque porte lunga 4,43 metri, con una presenza visiva importante (è larga 1,88 metri), soprattutto a livello della carrozzeria sotto la linea di cintura. Si notano dettagli stilistici ricercati: portiere senza cornice, maniglie a scomparsa e cerchi aerodinamici da 19 pollici. Curata l'aerodinamica, con un coefficiente Cx dichiarato di 0,26. Sotto la pelle non ci sono sorprese: ritroviamo l'architettura Platform B, condivisa con la B10. Trazione posteriore, distribuzione dei pesi 50:50 e schema sospensivo con McPherson all'anteriore e multilink al posteriore, sviluppato con il contributo del team chassis globale di Stellantis, anche sulle piste di Balocco. Leapmotor B05: interni L'abitacolo punta sulla digitalizzazione, con display centrale da 14,6 pollici, strumentazione digitale da 8,8 pollici, compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto e gestione remota tramite app dedicata. Buono lo spazio per chi siede dietro, meno convincente quello per i bagagli: il vano offre 345 litri dichiarati, non molti per le dimensioni e poco sviluppati in larghezza. Non è previsto un bagagliaio anteriore, ma resta lo spazio per un'eventuale unità a benzina in ottica Range Extender, soluzione al momento non confermata ma in valutazione. Leapmotor B05: motore e test drive Sul fronte delle prestazioni, il motore elettrico sviluppa fino a 218 CV e 240 Nm, consentendo uno 0-100 km/h in 6,7 secondi dichiarati con Launch Control. Due le batterie disponibili: una da 56,2 kWh, accreditata di 401 km WLTP, e una da 67,1 kWh che porta l'autonomia fino a 482 km.Colpisce soprattutto il lavoro sull'assetto: non è una sportiva pura, ma beneficia di una taratura delle sospensioni curata, capace di sostenerla anche quando si aumenta il ritmo, senza eccessivo rollio. Lo sterzo è reattivo, con pochissima zona morta e buona rapidità, superiore alle attese rispetto alla leggerezza del volante e alla demoltiplicazione. Leapmotor B05: prezzi e offerta Per il mercato italiano, la Leapmotor B05 parte da 26.900 euro, con una promozione di lancio che porta la versione Life (batteria da 56,2 kWh) a 22.900 euro con permuta o rottamazione, oppure 3.000 euro di sconto senza incentivi. Numeri che confermano la strategia: puntare sul prezzo per conquistare quote, affiancando contenuti tecnici e dinamici sempre più allineati alle aspettative europee
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Lultima auto in divisa non è elettrica: la Grandland plug-in entra nella polizia tedesca

4 Ruote - Giu 12,2026
In occasione del Gpec, Mostra e Conferenza Generale delle Attrezzature della Polizia che si sta svolgendo in questi giorni a Lipsia, in Germania, Opel ha presentato la SUV Grandland trasformata in veicolo per le forze di polizia, da utilizzare per le operazioni di pattugliamento quotidiano. La polizia ha scelto la plug-in La Grandland in dotazione alla polizia tedesca è la plug-in da 165 kW (225 CV) e 350 Nm di coppia, capace di scattare da ferma a 100 km/h in 7,8 secondi e di raggiungere la velocità massima di 220 km/h. La batteria da 17,9 kWh consente un'autonomia a zero emissioni di 82 chilometri. La versione utilizzata per la trasformazione è la top di gamma Ultimate, con fari a matrice di LED, sedili certificati AGR regolabili elettricamente, telecamera a 360 e navigatore connesso. La dotazione per il servizio d'ordine Oltre alla livrea ufficiale riservata alle auto della polizia tedesca, disegnata secondo lo standard Vesba2.0, la Opel Grandland comprende: lampeggianti a LED sul tetto Hänsch DBS 4000 con luci specifiche per i vicoli e sistema di avvisi con display a matrice anteriore e posteriore, lampeggiatori davanti e dietro e illuminazione a LED nel rivestimento del tetto e nel portellone posteriore, estintori, supporto per la paletta di segnalazione, radio Tetra Universal con antenna GPS/Tetra e altoparlanti esterni.
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Benzina sotto 1,90 euro, diesel in calo: petrolio in discesa con spiragli Usa-Iran

4 Ruote - Giu 12,2026
La rete di distribuzione dei carburanti registra un nuovo calo dei prezzi di benzina e diesel. Il ribasso è legato all'andamento favorevole delle quotazioni dei prodotti raffinati, in particolare del gasolio, e del petrolio: i due indici di riferimento, Brent e Wti, si mantengono ampiamente sotto i 90 dollari al barile, anche grazie alle speranze di un accordo tra Iran e Usa alimentate dal presidente statunitense Donald Trump.Nel dettaglio, secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, nella mattinata del 12 giugno il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,899 euro al litro per la benzina (-5 millesimi rispetto a ieri) e 2,007 euro per il gasolio (-5). Sulla rete autostradale, la verde al fai-da-te si attesta a 1,994 euro (-4), mentre il diesel arriva a 2,087 euro.La testata specializzata segnala inoltre la decisione di IP di ridurre di 2 centesimi i prezzi consigliati di benzina e diesel, mentre Q8 ha applicato un taglio di 4 centesimi sul gasolio. Modalità di vendita e marchi Per quanto riguarda le diverse modalità di vendita, le medie dei prezzi praticati elaborate da Staffetta sulla base dei dati comunicati dai gestori all'Osservatorio del Mimit indicano la benzina self service a 1,906 euro al litro (compagnie 1,905; pompe bianche 1,908) e il gasolio a 2,015 euro al litro (2,020; 2,004). Al servito, la verde si posiziona a 2,045 euro al litro (2,081; 1,978), mentre il diesel raggiunge 2,155 euro al litro (2,198; 2,074). Completano il quadro il Gpl a 0,793 euro al litro, il metano a 1,563 euro/kg e il Gnl a 1,459 euro/kg.Lo spaccato dei principali marchi mostra Eni a 1,896 euro sulla benzina self service (2,106 al servito) e 2,024 euro sul gasolio (2,236). IP si posiziona a 1,915 euro (2,085) e 2,022 euro (2,192), Q8 a 1,904 euro (2,078) e 2,015 euro (2,187), mentre Tamoil registra 1,897 euro (1,979) e 2,002 euro (2,088).
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Monopattini, ancora una vittima: quasi 100 morti in meno di sei anni

4 Ruote - Giu 12,2026
Ancora una vittima su monopattino elettrico, mentre il bilancio continua a crescere: in meno di sei anni i morti sulle strade italiane hanno ormai sfiorato quota 100.L'ultimo episodio arriva da Milano, dove nella notte un 18enne, "passeggero" del mezzo guidato da un amico (comportamento non ammesso), ha perso la vita dopo lo scontro con un'auto: stando alle prime ricostruzioni, i due viaggiavano senza casco e non avrebbero dato la precedenza al veicolo.Un caso che si inserisce in una tendenza sempre più evidente, con numeri in aumento e un fenomeno che fatica a essere contenuto nonostante nuove regole e obblighi introdotti di recente.  Strage senza fine Secondo l'Osservatorio Asaps (Amici Polstrada), c'è un'escalation di morti su monopattino elettrico: uno nel 2020, poi 9 nel 2021, quindi 16 nel 2022, per salire a 21 nel 2023 e a 23 nel 2024. Infine, 21 nel 2025 e 6 nel 2026 (si tenga presente che il numero di sinistri decolla con la bella stagione). Per un totale di 97 decessi in meno di sei anni. Inoltre, c'è un numero enorme di feriti lievi e gravi che sfugge a ogni statistica. Regole giuste, ma Per arginare il fenomeno, il ministero delle Infrastrutture ha di recente introdotto varie novità: in particolare, l'uso della targa per i monopattini (l'assicurazione sarà obbligatoria dal 17 luglio). Esiste poi l'obbligo delle luci in condizioni notturne, e quello di viaggiare da soli e col casco conforme alle norme UNI EN 1078 o UNI EN 1080; vietato inoltre marciare sul marciapiede e contromano. Diversi osservatori fanno tuttavia notare che sarebbe opportuna una maggiore opera di prevenzione sul campo, sia a Milano sia in altre città.
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