L'erede della fortwo si mostra sui murales: ecco come sarà la smart #2
L'erede della fortwo è ormai pronta. In attesa del debutto ufficiale al Salone di Parigi, smart ha scelto una campagna di murales in sei città del mondo per mostrare i primi dettagli della nuova #2, la citycar elettrica destinata a raccogliere l'eredità della sua biposto più iconica. Le opere, sparse tra Asia, Europa, Oceania e Sud America, lasciano intravedere per la prima volta quello che potrebbe essere l'aspetto definitivo del modello. Sei città per mostrarla... dal vivo L'originale campagna di marketing richiama, in un certo senso, le origini del marchio, nato dalla fusione di "s" + "m" + "art", ovvero Swatch, Mercedes e Art. L'iniziativa ha preso il via a Shanghai con l'artista Zhu Bin, per poi approdare a Hong Kong con il collettivo Parents Parents, a Buenos Aires con Martín Ron e a Melbourne con Georgia Laurie. Le prossime tappe saranno Berlino, dove sarà coinvolto il team di design Mercedes-Benz all'East Side Gallery, e Parigi, con la partecipazione dello street artist francese Brusk. l'erede della fortwo Disegnata dal Centro Stile Mercedes-Benz in Germania, la nuova smart #2 sarà prodotta in Cina negli stabilimenti Geely. Le dimensioni non si discosteranno molto da quelle della Concept #2 presentata alcuni mesi fa: 2.792 mm di lunghezza, una decina di centimetri in più rispetto alla fortwo, con un diametro di volta di appena 6,95 metri. Lo stile esterno richiama in parte quello della fortwo, mentre gli interni saranno completamente inediti e caratterizzati da un'originale panca centrale al posto delle tradizionali sedute separate. Ridotte, prevedibilmente, le capacità del bagagliaio. Avrà 300 km di autonomia La smart #2 nascerà sulla piattaforma Electric Compact Architecture (ECA), avrà la trazione posteriore e un'autonomia di circa 300 km. I dati ufficiali saranno comunicati al Salone di Parigi, ma è già noto che in corrente continua sarà possibile ricaricare la batteria dal 10 all'80% in meno di 20 minuti. Il prezzo atteso è compreso tra 20.000 e 25.000 euro.
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Noleggio sociale, una multa non pagata fa perdere l'auto: tutti i vincoli del decreto
Altro che ISEE e rottamazione. Per accedere al noleggio sociale bisognerà affrontare uno slalom tra una lunga serie di requisiti, vincoli e obblighi. Per esempio, bisognerà avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato o una pensione o, comunque, una dichiarazione dei redditi nei tre precedenti periodi d'imposta; si dovrà avere conto corrente e carta di credito; non bisognerà avere carichi pendenti o procedimenti amministrativi; non bisognerà essere protestati o segnalati in Centrale rischi; non si dovrà avere usufruito di precedenti incentivi auto.E ancora, vi sarà la possibilità di indicare solo un secondo guidatore tra i familiari conviventi e basterà il mancato pagamento del canone, di una multa o di una franchigia assicurativa per perdere il diritto all'auto a canone calmierato.Questi, in estrema sintesi, sono i contenuti del decreto del ministro delle Imprese e del made in Italy, che Quattroruote è in grado di anticipare e che disciplina nei minimi dettagli il "Programma di noleggio a lungo termine sociale". Premesso che il provvedimento deve ancora essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, vediamo come dovrebbe funzionare. Chi può accedere al noleggio sociale Il noleggio sociale è riservato alle persone fisiche che, alla presentazione della domanda, saranno in possesso dei seguenti requisiti:residenza, anche fiscale, in Italia;ISEE inferiore a 30 mila euro (leggi qui cos'è e come si calcola);contratto di lavoro a tempo indeterminato, assegno pensionistico o dichiarazione dei redditi nei tre precedenti periodi d'imposta;titolarità di conto corrente bancario o postale e di carta di credito;assenza di carichi pendenti;non essere protestato né avere procedimenti amministrativi a carico;assenza di segnalazioni alla Centrale dei rischi;possesso di patente di categoria B o superiore;non avere beneficiato degli incentivi resi operativi nel triennio 2022-2024;non avere già beneficiato del noleggio sociale, inclusi i familiari conviventi;Attenzione, la perdita di anche solo una di queste condizioni nel periodo di durata del contratto di noleggio fa decadere l'utente dal programma. Significa che l'auto andrà restituita all'Aci, gestore di questa iniziativa definita sperimentale e destinata a concludersi, salvo prororoghe, entro il 30 giugno 2030. Le regole sulla rottamazione obbligatoria Per accedere al noleggio sociale è obbligatoria la rottamazione di una vecchia macchina.fino a Euro 4;immatricolata in Italia;intestata al locatario stesso o a un suo familiare convivente da almeno 12 mesi;l'auto da rottamare dev'essere consegnata a un demolitore autorizzato e radiata per demolizione dal Pra;i costi connessi alla rottamazione (trasporto, demolizione e radiazione) sono a carico dell'utente;la targa dell'auto da rottamare dev'essere indicata già al momento della presentazione della domanda di accesso al noleggio sociale;il certificato di rottamazione dev'essere consegnato all'Aci nei 30 giorni precedenti la consegna dell'auto a noleggio (in caso di mancata consegna del certificato si decade dal beneficio e l'auto sarà assegnata a un altro utente secondo la cronologia delle prenotazioni). Gli altri obblighi previsti dal programma divieto di sublocazione;possibilità di indicare solo un secondo guidatore, tra i familiari conviventi, autorizzato alla guida dell'auto.Attenzione, la sublocazione fa decadere dal programma di noleggio sociale. Significa che l'auto andrà restituita all'Aci. Quali auto possono essere assegnate Non vi sarà un solo modello. Il decreto parla di modello o modelli. E il fornitore dovrà disporre di una rete distributiva capillare sul territorio nazionale per la consegna e l'assistenza dei veicoli secondo i parametri che saranno definiti nel bando di gara. In ogni caso, le auto del noleggio sociale dovranno essere:acquistate e immatricolate in Italia;nuove di fabbrica;di classe ambientale non inferiore a Euro 6;con emissioni di anidride carbonica fino a 135 g/km;con prezzo di listino ufficiale fino a 14.800 euro Iva esclusa (18.056 euro) compresi optional a pagamento, esclusa Ipt e messa su strada. Come funziona il contratto di noleggio sociale anticipo: 0 euro;canone: non superiore a 100 euro al mese Iva inclusa;durata: 36 mesi;percorrenza massima: 12.000 km annui (in caso di superamento l'Aci applicherà un costo extracanone determinato secondo tabelle consegnate alla sottoscrizione del contratto);Pagamento del canone: mensile anticipato ad Aci tramite addebito diretto sul conto corrente o su carta di credito.Attenzione, il mancato pagamento del canone sociale per due mesi, anche non consecutivi fa decadere il diritto di accesso al noleggio sociale. Significa che l'auto andrà restituita all'Aci. Le assicurazioni incluse nel noleggio Le caratteristiche principali del noleggio auto sono il servizio e le coperture legate alla vettura. Le auto del noleggio sociale avranno le seguenti assicurazioni:Rc Auto con franchigia massima pari a 250 euro;furto e incendio con franchigia pari al 10% del danno e comunque non superiore a mille euro;kasko con franchigia massima pari a 500 euro;atti vandalici e socio-politici;cristalli;eventi naturali;Tranne il caso di furto e incendio, in ogni altro caso la franchigia massima non supererà i 500 euro.Attenzione, in caso di furto, incendio o perimento totale successivo ai primi diciotto mesi del contratto di noleggio oppure di due furti o in caso di mancato pagamento delle franchigie il noleggio sociale decade. Significa che l'auto andrà restituita all'Aci.Anche il fornitore delle coperture assicurative sulle auto sarà individuato mediante gara. I servizi inclusi nel noleggio Oltre alle assicurazioni, il noleggio sociale include una serie di servizi: auto dotata di pneumatici all season;manutenzione ordinaria e straordinaria;soccorso stradale 24 ore su 24;gestione delle multe e dei sinistri;customer service;auto sostitutiva nei casi previsti dal contratto (nel decreto non si specifica nulla, ma quasi certamente la vettura sostitutiva sarà fornita solo in presenza di fermo per manutenzione o riparazione superiore alle 24 ore. Si capirà solo quando sarà pubblicato il bando di gara).Eventuali servizi aggiuntivi a pagamento saranno a carico dell'utente.Attenzione, il mancato pagamento delle multe fa decadere dal noleggio sociale. Significa che l'auto andrà restituita all'Aci. Come e dove prenotare l'auto Il decreto parla di apertura dello sportello per le prenotazioni dei veicoli sulla piattaforma informatica senza però specificare se questa operazione sarà a cura dell'utente, com'è accaduto con i voucher per l'acquisto delle auto elettriche con gli ultimi incentivi del ministero dell'Ambiente, oppure del fornitore, ossia della Casa, com'è accaduto in occasione di tutte le iniziative precedenti, o del gestore di questa iniziativa, ossia l'Aci.Per il momento si sa che l'Automobile club potrà utilizzare la piattaforma Ecobonus gestita da Invitalia, quella utilizzata fino al 2024 per gli incentivi auto (https://ecobonus.mimit.gov.it/). Prenotazioni: vale l'ordine cronologico Siccome i fondi basteranno per poche migliaia di auto (il numero esatto si potrà sapere solo all'aggiudicazione della gara), la macchina sarà assegnata dall'Aci in base all'ordine cronologico di presentazione delle domande. Previa verifica, ovviamente, del possesso dei requisiti previsti. I fondi disponibili per il noleggio sociale Lo Stato ha destinato 50 milioni di euro al Programma di noleggio a lungo termine sociale. E questa somma sarà interamente trasferita all'Aci dopo la registrazione dell'accordo stipulato con il ministero delle Imprese e del Made in Italy.Tuttavia, oltre all'acquisto delle auto, delle assicurazioni e dei servizi, i fondi dovranno coprire anche i costi operativi, ai quali il ministero ha destinato 3,66 milioni di euro. La somma netta a disposizione degli utenti, dunque, scende a 46,34 milioni di euro. Come saranno monitorati i fondi Come in occasione dei precedenti incentivi, le informazioni sulla disponibilità residua dei veicoli da noleggiare saranno pubblicate e aggiornate in tempo reale sui siti del ministero delle Imprese e dell'Aci. Cosa succede alla fine del noleggio Alla scadenza del contratto di noleggio e comunque al termine del periodo di sperimentazione (30 giugno 2030), l'Aci può:cedere l'auto al locatario a prezzo scontato di una misura non inferiore al 10% rispetto alla quotazione media di mercato. In questo caso l'utente deve inviare all'Aci una formale manifestazione di interesse entro 90 giorni dal termine del contratto di noleggio;cedere l'auto alla Casa automobilistica che ha fornito la vettura attraverso la formula buy back prevista dallo stesso contratto di fornitura;cedere l'auto ad altro soggetto al prezzo risultante dalle quotazioni medie di mercato;nel caso in cui nessuna delle tre precedenti opzioni sia realizzabile, l'Aci può vendere direttamente le auto a un prezzo inferiore alle quotazioni medie di mercato mediante avviso pubblicato sul sito dello stesso Automobile club o della società in-house, ossia controllata dall'Aci stesso, che sarà incaricata di gestire il noleggio sociale.I ricavi della vendita delle auto sono utilizzati dall'Automobile club per acquistare nuove auto da impiegare nel programma di noleggio sociale;Il decreto specifica che al fine di contenere l'importo del canone, Aci tiene conto del valore attualizzato dei predetti introiti (della vendita delle auto, ndr) nella determinazione del canone medesimo. Quanto costa l'operazione Come accennato, per coprire i costi di gestione del programma di noleggio sociale il ministero delle Imprese ha previsto 3,66 milioni di euro IVA inclusa. La somma sarà erogata all'Aci in quattro rate annuali:2027: fino a 400 mila euro;2028: fino a un milione di euro;2029: fino a un milione di euro;2030: fino a 1,26 milioni di euro.Queste somme saranno erogate sulla base delle rendicontazioni presentate dall'Aci e approvate dal ministero. Eventuali risparmi rispetto ai costi previsti dovranno essere trasferiti al ministero.In caso di un insufficiente adesione al Programma di noleggio sociale, i veicoli acquistati dall'Aci e non assegnati saranno venduti e il ricavato della vendita sarà trasferito al ministero delle Imprese. Quando partirà il noleggio sociale Considerato che nella ripartizione delle spese di gestione del noleggio sociale si fa riferimento al quadriennio 2027-2030, che la somma stanziata per il prossimo anno è meno della metà di quanto previsto per gli anni successivi e tenuto conto dei non brevi tempi tecnici per la pubblicazione e l'aggiudicazione della gara da parte dell'Aci e poi della successiva fornitura da parte della Casa che si aggiudicherà il bando, è ragionevole immaginare che l'operazione noleggio sociale partirà a metà 2027.
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Fleet&Business - Scopri il nuovo numero
in distribuzione agli abbonati il fascicolo numero 46 del periodico dedicato ai fleet manager e ai professionisti dell'automotive. Con la prova della Byd Dolphin G DM-i e i più recenti aggiornamenti introdotti alla disciplina dei fringe benefit per le aziende e i dipendenti destinatari di auto in uso promiscuo. La tecnologia corre, le regole cambiano La copertina è dedicata a un'auto che farà parlare di sé nel mondo delle flotte, la prima plug-in del segmento compatto. Ma nel quinto fascicolo del 2026 di Quattroruote Fleet&Business che sta arrivando ai fleet manager e ai professionisti dell'automotive abbonati ci sono tutti i temi di attualità che stanno interessando l'esercizio dei veicoli aziendali, delle imprese, al noleggio, alle nuove forme di mobilità e alle reti di distribuzione e assistenza. A cominciare dalle novità introdotte dal decreto legislativo del 10 giugno scorso che corregge nuovamente la disciplina dei fringe benefit. Il periodico dell'Editoriale Domus (già consultabile in edizione digitale nell'area dedicata di questo sito a chi si registra per ricevere anche la nostra Newsletter settimanale) è come sempre ricco di dati, analisi e commenti che riguardano la filiera, dalle nuove rotte con cui i veicoli arrivano nelle concessionarie e alle aziende, alle difficoltà di far funzionare la macchina che governa i servizi post-vendita delle auto aziendali. Tutti temi che saranno trattati anche nell'edizione 2026 del Fleet&Business Day. Il sommario completoFleet&Business Day Come uscire dall'ingorgoManutenzione L'accettazione? Ora è self-serviceFringe benefit Cinque anni e sentirliOpinioni Come gestire il cambiamentoMercato Italia Quel meno che vale piùIntervista a Antonio Pittiglio Le flotte sono il motore del mercatoLocauto Ritorno alle origini con raddoppioServizi tempo di charging policySostenibilità Europa lenta, Italia lentissimaProva su strada BYD Dolphin GOsservatorio QP Ricambi originali, frenata dei prezziDistribuzione Le tormentate rotte dell'automotiveNovità per le flotte Audi Q4 e-tron e Fiat Grande Panda 100Stellantis La Fastlane per le aziendePost-vendita/1 Il tagliando? Me lo fanno sotto casaPost-vendita/2 Punto d'incontro sull'autoriparazioneVeicoli commerciali Abiti confezionati per il lavoro
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Quale auto comprare? Le tue esigenze valgono più della scheda tecnica
Quale auto comprare? Per molti automobilisti è una scelta sempre più complicata. Decine di marchi, centinaia di modelli, alimentazioni diverse e listini che continuano a cambiare rendono difficile individuare la vettura più adatta. Eppure, spesso, si parte dalla domanda sbagliata: non quale modello scegliere, ma quali siano le proprie reali esigenze.La maggior parte dei portali, però, costringe a conoscere già marca, modello o alimentazione. trovauto., il nuovo servizio di Quattroruote, ribalta questo approccio: si parte dalle proprie esigenze, non dalla scheda tecnica. Come funziona trovauto. Qualche esempio concreto? "Ho due figli e percorro 25.000 km all'anno", "cerco una SUV sotto i 35.000 euro", "vivo in città ma faccio spesso lunghi viaggi", "mi serve un'auto affidabile con costi di gestione contenuti". L'assistente di trovauto. interpreta le richieste scritte in linguaggio naturale e propone i modelli più adatti, senza la necessità di compilare filtri, menu o lunghe schede di ricerca.L'idea è semplice: descrivere il proprio utilizzo dell'auto come si farebbe parlando con una persona e ricevere suggerimenti coerenti con le necessità espresse. Non è un motore di ricerca Dietro ogni suggerimento non c'è un elenco casuale. trovauto. non è un semplice motore di ricerca, ma un servizio che nasce dall'incontro tra il patrimonio editoriale di Quattroruote, i dati tecnici raccolti nel tempo e le competenze maturate in decenni di prove su strada. L'AI generativa serve a rendere questo patrimonio facilmente consultabile attraverso una conversazione semplice e immediata. il motivo per cui ogni modello proposto viene accompagnato dalle ragioni della scelta. Che possono essere lo spazio a bordo, i consumi reali, il confort nei lunghi viaggi, l'affidabilità, il rapporto qualità/prezzo o i costi di gestione. Non ci si limita a leggere cosa viene consigliato, ma soprattutto perché.In altre parole, il servizio non restituisce soltanto una lista di vetture, ma fornisce un contesto che aiuta a capire quale soluzione possa essere più adatta alle esigenze dell'automobilista. Come provare trovauto. La ricerca non si esaurisce con la prima risposta. Come in una chiacchierata con un consulente, può essere affinata progressivamente: "vorrei spendere meno", "vorrei solo auto ibride", "mi serve un bagagliaio più grande", "escludi le SUV", "preferisco il cambio automatico". I suggerimenti si aggiornano senza dover ripartire da zero, restringendo progressivamente il campo fino ad arrivare a una selezione di modelli realmente gestibile.L'obiettivo non è decidere al posto dell'automobilista, ma accompagnarlo verso una scelta più consapevole. L'unico modo per comprendere davvero le potenzialità di questo strumento è provarlo: raccontate le vostre esigenze a trovauto. e confrontate i modelli suggeriti con quelli che avevate già preso in considerazione.Forse vi confermerà la vostra idea iniziale. Oppure potrebbe portarvi verso una vettura a cui non avevate nemmeno pensato.
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Smart aggiorna la gamma: tra le nuove Black Edition c'è una #5 con 587 CV e trazione integrale
Smart ha presentato la nuova gamma delle SUV elettriche #1, #3 e #5. La novità principale riguarda il modello di maggiori dimensioni, che vede il debutto della variante Premium AWD a trazione integrale, dotata di powertrain bimotore da 432 kW (587 CV) e batteria da 94 kWh. L'autonomia dichiarata raggiunge i 540 chilometri.La dotazione riprende quella della versione più ricca della gamma e comprende impianto audio Sennheiser, vetri a doppio strato, sedili anteriori ventilati e posteriori riscaldati. Il prezzo di questo allestimento è di 59.936 euro, pari a 2.500 euro in più rispetto alla Premium a due ruote motrici. Arriva la Black Collection Su tutta la gamma smart debutta anche il pacchetto Black Collection (600 euro), disponibile esclusivamente per le versioni Pro+. Come suggerisce il nome, l'allestimento aggiunge finiture nere su elementi come griglia anteriore, diffusore posteriore, minigonne, cornici dei finestrini e barre sul tetto.Per la #1 sono previsti specifici cerchi da 18 pollici, mentre per #3 e #5 arrivano versioni dedicate dei cerchi da 19 pollici. inoltre disponibile, senza sovrapprezzo e senza obbligo di scelta, la vernice nera per la carrozzeria. I prezzi della Black Collection Le nuove versioni delle smart sono ordinabili dalla fine del mese di luglio in Italia e Spagna, e nelle prossime settimane verranno introdotte sugli altri mercati europei.Smart #1 Pro+ Black Edition: 44.195 euroSmart #3 Pro+ Black Edition: 44.195 euroSmart #5 Pro+ Black Edition: 53.536 euro
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Arriva Vergilius Plus: dove si trova il nuovo Tutor che legge le targhe e controlla la velocità media
Saranno 36 le tratte su cui vigilerà Vergilius Plus, il nuovo sistema di tipo Tutor per il controllo della velocità media: attivo dal 4 agosto su circa 211 chilometri di strade e autostrade, Vergilius Plus è stato attivato da Polizia di Stato e Anas e verrà gestito dalla Polizia Stradale.Vergilius Plus è in grado di monitorare costantemente il traffico veicolare: grazie all'impiego di telecamere intelligenti, il sistema evoluto effettua la lettura automatica delle targhe, identifica la categoria dei mezzi, utile per verificare il corretto limite di velocità, e controlla la velocità media dei veicoli. Vergilius Plus: dove si trova Come detto, Vergilius Plus è gestito dalla Polizia Stradale, che si occuperà dell'accertamento delle infrazioni e dell'emissione dei relativi verbali. Il nuovo sistema omologato sarà operativo su 36 tratte stradali e autostradali, per uno sviluppo complessivo di circa 211 km, in entrambe le direzioni di marcia.Le tratte interessate sono:Autostrada A2 Del Mediterraneo, tra Salerno e Buonabitacolo (Salerno);Strada Statale 1 Aurelia, tra il km 11+950 e il km 23+500;Strada Statale 7 quater Domitiana, dal km 44+630 al km 54+300;Strada Statale 309 Romea, tra il km 1+680 e il km 7+080;Strada Statale 145 Var Sorrentina, all'interno della Galleria Santa Maria di Pozzano, dal km 0+072 al km 4+950. Controlli con ogni condizione atmosferica e d'illuminazione Installato per la prima volta nel 2012 su alcune tratte ad alta incidentalità della Strada Statale 309 Romea, della Strada Statale 1 Aurelia e della Strada Statale 7 quater Domitiana, Vergilius ha progressivamente esteso il proprio raggio d'azione a numerose strade e autostrade gestite da Anas. Il sistema consente di rilevare la velocità dei veicoli in qualsiasi condizione atmosferica e di illuminazione.
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Non solo benzina e GPL: tutte le Cirelli Black avranno il full hybrid, ecco i modelli
Entro la fine del 2026 Cirelli introdurrà i powertrain full hybrid su tutta la gamma Black, che si affianca alla Gold e alla nuova Silver. Le nuove motorizzazioni affiancheranno le tradizionali versioni a benzina e bifuel Gpl, ampliando l'offerta dell'importatore italiano che assembla i modelli provenienti dalla Cina negli stabilimenti di Bergamo, Verona e Alessandria. Cirelli 1 A dispetto del nome, la Cirelli 1 Hybrid non è la più piccola del listino: con i suoi 461 cm di lunghezza e i sette posti di serie si posiziona infatti a metà strada tra la 5 (-5 cm) e la 3 (+7 cm). Caratterizzata da un'inedita firma stilistica frontale che sarà applicata a tutta la gamma Black, la 1 Hybrid introduce un nuovo powertrain full hybrid (i cui dati non sono stati ancora comunicati) che affianca le sei versioni già in gamma, ossia benzina, bifuel Gpl e metano, tutte anche con impianto mild hybrid. Ricca la dotazione di serie, che prevede su tutta la gamma cerchi di lega da 17" (19" per le varianti Cross), tettuccio ad apertura elettrica, navigatore connesso con Google Maps e Waze, sedili in ecopelle, infotainment con Apple CarPlay e Android Auto.Listino da: 18.800 euroQuando arriva: dicembre Cirelli 3 La nuova firma stilistica del marchio Cirelli debutterà con questa Suv di segmento C lunga 469 centimetri, che si proporrà sul nostro mercato con una versione a Gpl affiancata da una variante full hybrid. Per il momento la Casa non ha fornito informazioni dettagliate: per conoscere prezzi e specifiche tecniche bisognerà attendere ancora qualche settimana. Come tutta la gamma Cirelli, anche la 3 ha una ricca dotazione di serie, che comprende navigatore, ricarica wireless per gli smartphone, climatizzatore automatico, Apple CarPlay e Android Auto, tettuccio apribile e sedili in ecopelle. Questo modello è disponibile anche nell'allestimento Sport (allo stesso prezzo della Cross, con assetto rialzato e gomme All Terrain), con carrozzeria in Flame Red, minigonne laterali, alettone e diffusore posteriori, paraurti specifici, cerchi da 18" diamantati (da 20" su richiesta), trasmissione Cvt e telecamera a 360.Listino da: 20.800 euroQuando arriva: settembre Cirelli 5 La Cirelli Motor Company presenterà la sua nuova identità estetica nelle prossime settimane, apportando modifiche a tutti i modelli della linea Black. Tra questi anche la Cirelli 5, sport utility che prende forma sulla base della cinese Forthing T5 Evo. L'abitacolo ruota attorno a un display 4K da 10,3 pollici, affiancato da sedute di pelle a regolazione elettrica. Di serie, ADAS di livello 2 e tetto panoramico. Proposta nelle varianti a benzina e bifuel a Gpl (anche con impianto mild hybrid) con cambio automatico a doppia frizione a sette rapporti, arriverà anche con un nuovo powertrain full hybrid. Anche questo modello è disponibile nella versione Sport con assetto ribassato, scarico dedicato e pack sonoro, cerchi da 22", impianto frenante Tarox e sospensioni racing. Il kit Sport 2 (1.800 euro) aggiunge la centralina modificata e la turbina maggiorata.Listino da: 29.900 euroQuando arriva: settembre Cirelli 7 A metà strada tra una crossover e una multispazio, la Cirelli 7 è una 7 posti da 4,85 metri che strizza l'occhio alle famiglie, con tanto spazio a bordo e una ricca dotazione di serie: tettuccio panoramico, display widescreen 4K, cambio automatico DCT a sette rapporti a doppia frizione, Android Auto e Apple CarPlay, cerchi da 18", climatizzatore automatico e sedili ventilati e riscaldabili per tutti i passeggeri. In base alla configurazione dei posti a sedere, il bagagliaio mette a disposizione tra i 234 e i 2.032 litri. A breve arricchirà la propria proposta con la Hybrid, che andrà ad ampliare l'offerta del marchio, caratterizzata dalla forte presenza nella gamma del bifuel. Con l'arrivo dell'ibrida, la motorizzazione benzina- Gpl non sparirà: rimarrà un'opzione per coloro che vogliono puntare sulla versatilità della doppia alimentazione e sui risparmi alla pompa garantiti dal gas. La variante Cross aggiunge cerchi da 19" e assetto rialzato. Listino da: 29.900 euroQuando arriva: novembre
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Leggera e facile da usare: perché la Hyundai i20 continua a convincere - VIDEO
Se anche le utilitarie diventano sempre più grandi, pesanti e complesse, la Hyundai i20 conserva una formula piuttosto tradizionale: dimensioni compatte, un motore dalla potenza ragionevole e una buona attenzione alla praticità.Questo non significa però rinunciare alla tecnologia, a una dotazione completa o persino a un pizzico di divertimento alla guida. Ecco allora quattro aspetti da conoscere della segmento B coreana. Un solo motore, due trasmissioni fra cui scegliere Dentro il cofano della Hyundai i20 è disponibile un'unica motorizzazione: il 1.0 T-GDI, un tre cilindri turbo benzina a iniezione diretta da 90 CV e 172 Nm. Si tratta di un'unità mild hybrid, assistita da un sistema che recupera energia durante i rallentamenti e la utilizza per alleggerire il lavoro del motore termico. Le prestazioni sono adeguate all'impiego quotidiano e, scalando quando serve, consentono di affrontare senza difficoltà anche i sorpassi.La scelta da compiere riguarda in realtà la trasmissione: al cambio manuale a sei marce si affianca un automatico doppia frizione a sette rapporti (DCT), fluido e rapido nei passaggi di marcia. Quest'ultimo costa 1.500 euro in più e non è disponibile sulla versione d'ingresso da 19.900 euro: per averlo bisogna partire dalla ConnectLine, proposta a 23.750 euro. Il manuale, inoltre, è più rapido nello 0-100 km/h dichiarato: 11,5 secondi contro i 12,8 dell'automatica. La scelta è dunque tra semplicità e prestazioni da una parte, confort e fluidità dall'altra. La scelta da prendere, in realtà, riguarda la trasmissione: al cambio manuale a sei marce si affianca un automatico doppia frizione a sette rapporti (DCT), fluido e rapido nei passaggi di marcia. Quest'ultimo costa 1.500 euro in più e non è disponibile sulla versione d'ingresso da 19.900 euro: bisogna partire dalla ConnectLine, proposta con il DCT a 23.750 euro. Il manuale, inoltre, è più rapido nello 0-100 km/h dichiarato: 11,5 secondi contro i 12,8 dell'automatica. La scelta, dunque, è tra semplicità e prestazioni da una parte, comfort e fluidità dall'altra. Tecnologia da segmento superiore La dotazione tecnologica della i20 dimostra quanto contenuti un tempo riservati alle vetture dei segmenti superiori siano ormai arrivati anche sulle utilitarie. A bordo trovano posto due schermi da 10,25 pollici: uno per la strumentazione digitale, la cui grafica varia in base alla modalità di guida selezionata, e uno per l'infotainment, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto, sebbene soltanto tramite cavo e non in modalità wireless.Già di serie sono presenti numerosi dispositivi di confort e ADAS di sicurezza, tra cui sensore crepuscolare, gestione automatica degli abbaglianti, cruise control, sensori di parcheggio posteriori con retrocamera, mantenimento attivo della corsia con funzione di centraggio e assistenza anticollisione frontale. L'allestimento Prime aggiunge i fari Full LED e il sensore pioggia, oltre a comodità come il climatizzatore automatico e la piastra di ricarica a induzione. Sulla Prime è inoltre disponibile, a 900 euro, un pacchetto che comprende sistema keyless, sensori anteriori e cruise control adattivo. Semplice nello schema, convincente in curva Con una massa inferiore a 1.150 kg, la Hyundai i20 rimane relativamente leggera rispetto a molte vetture moderne. una caratteristica che si avverte fin da subito durante la guida, perché consente di contenere le inerzie e rende più semplice trovare un buon compromesso tra confort e precisione.Lo schema sospensivo è convenzionale - MacPherson all'anteriore e ponte torcente al posteriore - ma la complessità tecnica non è necessariamente sinonimo di una migliore dinamica: spesso è la qualità della messa a punto a fare la differenza. Da questo punto di vista la i20 appare ben equilibrata: non è una N Line con assetto ribassato e mantiene la comodità necessaria nell'impiego urbano, ma la leggerezza e i cerchi da 17 pollici della versione provata permettono anche di divertirsi nel misto. Nei rilasci più decisi emerge persino una certa vivacità del retrotreno, senza compromettere la facilità di guida complessiva. Quattro metri sfruttati bene Una buona utilitaria deve essere piacevole da guidare, ma anche versatile nella vita quotidiana. La i20, lunga poco più di quattro metri, offre un bagagliaio dalla capacità dichiarata di 352 litri. Il vano dispone di un piano regolabile su due altezze, sotto il quale si può ricavare ulteriore spazio, e non mancano alcuni accorgimenti pratici come i ganci per appendere le borse. C'è persino una piccola cinghia a strappo pensata per trattenere i piccoli oggetti nel pozzetto laterale.Anche l'abitabilità posteriore è convincente in rapporto alle dimensioni esterne: le portiere hanno una buona ampiezza di apertura e facilitano l'accesso, mentre persino dietro un guidatore alto 1,90 metri rimane spazio sufficiente per piedi, ginocchia e testa. Non è naturalmente una vettura da famiglia numerosa, ma sfrutta con efficacia l'ingombro a disposizione. Una formula ancora razionale La Hyundai i20 combina dimensioni gestibili, dotazioni di sicurezza complete e una buona versatilità con una qualità sempre meno scontata: la leggerezza. Il motore da 90 CV non punta sulle prestazioni assolute, ma offre tutto ciò che serve nell'utilizzo quotidiano, mentre la possibilità di scegliere tra cambio manuale e doppia frizione consente di privilegiare il coinvolgimento oppure la comodità. Una proposta razionale che riesce comunque a conservare una buona dose di carattere.
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Pertica (Leasys): pronta consegna e digitalizzazione per attrarre nuovi clienti
Innovare senza perdere il rapporto diretto con il cliente, coniugando solidità industriale e formule flessibili capaci di sviluppare tutti i canali, a cominciare da quello dei privati. questa la direzione che Andrea Pertica ha impresso a Leasys Italia, di cui è ceo dall'inizio del 2025, che dice: Abbiamo chiuso il primo semestre come primo operatore del noleggio a lungo termine in Italia, con oltre 47.700 immatricolazioni e una quota di mercato del 21%. Disponibilità e diversificazione del prodotto Il risultato dei primi sei mesi del 2026, sostiene Pertica, è frutto di una strategia costruita su quattro pilastri: omnicanalità, approccio multibrand, offerta di prodotti e servizi premium e digitalizzazione. A questi si affiancano una presenza commerciale capillare e una rete di assistenza diffusa su tutto il territorio, che ci consentono di essere vicini al cliente in ogni fase del noleggio. " un elemento distintivo", aggiunge il capo di Leasys Italia, "che contribuisce in modo significativo alla qualità dell'esperienza del cliente e alla fidelizzazione. Un altro fattore determinante è la disponibilità di prodotto, con una gamma ampia e diversificata in grado di rispondere alle esigenze di privati, professionisti, imprese e pubblica amministrazione e assicurare un'elevata disponibilità di veicoli in pronta consegna, fattore fondamentale per chi sceglie il noleggio. Naturalmente la competitività economica continua a essere un elemento rilevante nelle scelte dei clienti, insieme alla qualità complessiva della soluzione offerta e alla capacità di rispondere in modo efficace alle diverse esigenze di mobilità". I rualtati ottenuti sono anche l'effetto di un ampio ricorso alla formula del rent-to-rent, ma, sostiene Pertica, "negli ultimi diciotto mesi abbiamo adottato un approccio più selettivo, con una particolare attenzione alla qualità delle controparti e alla gestione del rischio di credito. Questo non significa ridurre l'importanza del canale, che continua a rappresentare un elemento strategico del nostro modello: consente agli operatori del breve termine di avere maggiore flessibilità, limitando gli investimenti diretti sulla flotta, e allo stesso tempo permette a Leasys di ottimizzare la gestione dei veicoli in flotta". Fra gli asset strategici di Leasys ci sono naturalmente i veicoli commerciali, anche in un periodo non facile per il settore: "nel primo semestre dell'anno", prosegue Pertica, "abbiamo raggiunto una quota di mercato del 27,2%, confermando una solidità di posizionamento sia sulle aziende sia sui professionisti. La nostra natura captive e le sinergie con Stellantis ci consentono di contare su un'ampia gamma di veicoli, su una maggiore capacità di pianificazione e sulla disponibilità immediata di prodotto che permette ad aziende e professionisti di evitare interruzioni dell'operatività". Elettrico e fisco, digitalizzazione ed efficienza Le immatricolazioni di vetture elettrificate sono cresciute, ma l'ambiente si chiede se si tratta di un fenomeno trainato soprattutto dalla normativa fiscale. Il ceo di Leasys sostiene che "stabilità regolatoria e misure di incentivazione mirate sono variabili determinanti e possono favorire il rinnovo del parco circolante e sostenere la transizione verso motorizzazioni elettriche ed elettrificate. In questo contesto, il noleggio a lungo termine si conferma uno strumento efficace per accompagnare questa evoluzione, perché consente di ridurre l'incertezza tecnologica e pianificare con maggiore efficacia i costi. L'introduzione del nuovo regime dei fringe benefit ha sicuramente orientato le scelte delle aziende in modo più deciso verso le motorizzazioni plug-in hybrid ed elettriche. Diverso è il quadro sul mercato dei privati: esiste un interesse crescente nei confronti della mobilità elettrica, ma le preferenze continuano a concentrarsi prevalentemente sulle motorizzazioni tradizionali, mild hybrid e full hybrid". Per avvicinare un numero maggiore di utenti alle nuove forme di mobilità, Leasys si affida a digitalizzazione, approccio multibrand e sviluppo di nuove formule di servizio. "La digitalizzazione ci consente di sviluppare servizi a valore aggiunto e di accompagnare il cliente lungo tutto il ciclo di vita del noleggio per un'esperienza sempre più semplice, efficiente e personalizzata. La promozione in corso, dedicata a Jeep Compass, rappresenta un esempio concreto di questo approccio: si rivolge ad ogni tipologia di target e amplia l'accessibilità della formula, integrando la componente digitale con il valore della consulenza". La stabilità che serve per supportare il cliente Riguardo agli interventi normativi che potrebbero favorire ulteriormente lo sviluppo del comparto, Andrea Pertica concorda che "la nuova fiscalità ha sicuramente favorito le auto elettriche e plug-in, ma oggi penalizza eccessivamente mild hybrid e full hybrid, che invece garantiscono comunque una significativa riduzione delle emissioni rispetto ai motori tradizionali. Sarebbe auspicabile prevedere agevolazioni anche per queste motorizzazioni. Allo stesso tempo serve maggiore stabilità normativa. Quando cambiano continuamente regole su bonus, accesso alle Ztl o altre agevolazioni, si genera incertezza, e questo rallenta le decisioni dei clienti. Infine, sarebbe utile incentivare anche il noleggio dei privati: oltre a favorire il rinnovo del parco circolante, queste azioni potrebbero contribuire a far emergere una parte del sommerso presente nella manutenzione dei veicoli di proprietà, con benefici anche per il gettito fiscale". Quanto alla gestione del post-vendita, Pertica sostiene che anche in quell'ambito la digitalizzazione rappresenta un elemento distintivo del modello operativo di Leasys. "La relazione con la rete di assistenza è completamente digitalizzata da oltre vent'anni: officine, carrozzerie e gommisti possono gestire richieste, documentazione e immagini attraverso una piattaforma dedicata, consentendo una maggiore rapidità nella valutazione degli interventi e una gestione più efficiente dei processi autorizzativi".Un esempio concreto di questa evoluzione è rappresentato dall'introduzione della Smart Authority per la gestione del cambio pneumatici, un'attività che presenta una forte stagionalità e che in passato poteva generare picchi di richieste e rallentamenti. Il processo è stato reso più semplice e immediato: l'officina inserisce direttamente sulla piattaforma le informazioni necessarie, come targa del veicolo, chilometraggio e stato dei pneumatici, e il sistema effettua automaticamente le verifiche previste, deliberando l'intervento quando vengono rispettati i parametri definiti, ma garantendo un controllo puntuale sui lavori autorizzati.
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La Miura è ancora un mito: Lamborghini le dedica 99 Revuelto esclusive
Lamborghini festeggia i 60 anni della Miura con la Revuelto Miura 60 Homage, serie speciale limitata a 99 esemplari realizzata dal programma Ad Personam, in collaborazione con il Centro Stile della Casa di Sant'Agata Bolognese.Questa Revuelto debutterà in anteprima mondiale al Lamborghini Lounge Monterey, nel corso della Monterey Car Week. La Miura è stata presentata nel 1966 ed è considerata la prima supercar della storia: la più potente, la P400 SV, erogava 385 CV e superava i 290 km/h. Stessi colori e rivestimenti La serie speciale della Revuelto è disponibile in nove colorazioni, ispirate alle stesse tinte della Miura: Rosso Arancio, Arancio, Giallo, Verde Scandal, Verde Metallic, Blu Tahiti, Blu Notte, Nero Noctis e Bianco Monocerus. Due le livree, con la parte bassa della carrozzeria a contrasto: Oro Elios con cerchi Altanero Shiny Gold, oppure Grigio Nimbus con cerchi Altanero Matt Titanium Diamond. All'esterno, il logo Miura 60 sul brancardo laterale, il logo Lamborghini posteriore e le pinze freno in nero lucido, i terminali di scarico in nero opaco. All'interno, i rivestimenti dei sedili reinterpretano il caratteristico motivo "a cannelloni", con il ricamo "Miura 60" tra i due sedili e una targhetta in fibra di carbonio numerata. I proprietari di Miura storiche potranno richiedere al reparto Ad Personam di avere la riproduzione fedele della combinazione cromatica della propria vettura. Il powertrain rimane lo stesso Dal punto di vista tecnico, le Revuelto di questa serie speciale non cambiano: il powertrain è composto da un V12 aspirato da 6.5 litri abbinato a tre unità elettriche e una batteria agli ioni di litio, per una potenza combinata di 1.015 CV e 807 Nm di coppia. Lo "zerocento" è coperto in 2,5 secondi e la velocità massima supera i 350 km/h.
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La nuova hypercar Hennessey arriva nel 2030, ma sembra uscita da un'altra epoca
Dopo la Venom GT e la Venom F5, la Hennessey svela la sua terza hypercar, la Blackbird. Completamente diversa dalle precedenti - e completamente "analogica" - l'impostazione dell'auto: motore V8 aspirato, cambio manuale a sei rapporti, trazione posteriore e abitacolo senza display. Ispirata agli aerei più veloci Dal punto di vista stilistico la Blackbird si ispira al Lockheed SR-71 Blackbird, a partire dal disegno della fiancata, ma anche per la presenza dei due stabilizzatori verticali attivi al posteriore, che si aprono automaticamente a 71 miglia orarie (114 km/h) e si posizionano a 71. Al mondo aeronautico si ispirano anche i quattro scarichi, disposti a diamante, come il Bell X-1, primo aereo a superare la velocità del suono. Il telaio è un monoscocca in carbonio, la carrozzeria è in fibra di carbonio. Le portiere si aprono ad ala di gabbiano, mentre per i bagagli sono disponibili spazi sotto il cofano anteriore (che ospita due piccole borse), nei passaruota posteriori e dietro i sedili. Nessuno schermo, tutto è analogico La filosofia del "tutto analogico" trova perfetta applicazione all'interno dell'abitacolo: nessun display digitale, neppure per la strumentazione, racchiusa in cinque elementi circolari con il contagiri al centro. Lo smartphone si può collegare all'impianto audio, ma solo per la trasmissione via Bluetooth: non ci sono pulsanti o schermi per la gestione delle telefonate e dei contenuti multimediali. Di serie anche una bussola di ispirazione aeronautica a centro plancia. V8 aspirato da 850 CV Il motore, in posizione centrale posteriore, è un V8 6.2 litri aspirato sviluppato con Ilmor Engineering: la potenza è di 800-850 CV, con un regime massimo di oltre 9.000 giri/min. La Casa punta a farlo diventare l'aspirato stradale più potente e con il regime più alto di sempre. La Blackbird dovrebbe toccare le 60 miglia orarie (97 km/h) in 2,5 secondi, fino a raggiungere i 354 km/h di velocità massima. Costa 2,5 milioni di dollari Della Hennessey Blackbird verranno realizzati solo 71 esemplari, con prezzi a partire da 2,5 milioni di dollari (tasse escluse): ne sono già stati venduti oltre due terzi a scatola chiusa. Il debutto dell'auto è previsto per il prossimo 14 agosto al The Quail, in California. La produzione per i clienti inizierà tra il 2029 e il 2030, a ridosso della conclusione del ciclo di vita della Venom F5.
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Il gasolio supera i 2,1 euro al litro: senza lo sconto del governo sarebbe già record
I prezzi alla pompa del diesel continuano a salire in scia ai rialzi dei listini degli scorsi giorni. Infatti, come segnala Staffetta Quotidiana, il gasolio ha toccato questa mattina (4 agosto) i 2,1 euro al litro. Tuttavia, senza lo sconto del governo, in vigore fino a giovedì 6 agosto (l'esecutivo è comunque alla ricerca delle necessarie coperture finanziarie per un'ulteriore proroga), il prezzo sarebbe a 2,27 euro, al di sopra del record storico di 2,23 toccato a metà marzo 2022. Ferma, invece, la benzina.Non mancano, comunque, dei segnali positivi per i prossimi giorni: la totale assenza di ritocchi ai prezzi consigliati da parte delle principali compagnie si accompagna alla sostanziale stabilità degli indici del petrolio (Brent sotto gli 85 dollari e Wti sotto gli 81) e al crollo delle quotazioni del gasolio raffinato. Tuttavia, bisognerà vedere nei prossimi giorni se questi segnali si tradurranno in notizie positive per le tasche degli automobilisti. Prezzi e rilevazioni Tornando alle rilevazioni, questa mattina il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,999 euro al litro per la benzina (invariato rispetto a ieri), 2,100 per il gasolio (+3 millesimi), 0,743 per il Gpl (-1) e 1,621 euro/kg per il metano (+1). Sulla rete autostradale, verde a 2,084 (invariato), diesel a 2,173 (-1), Gpl a 0,875 (invariato) e metano a 1,609 (-1).Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati da Staffetta sulla base delle comunicazioni effettuate ieri dai gestori all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati tra rete stradale e autostradale vedono la benzina self service a 2,001 euro (compagnie 2,006, pompe bianche 1,990) e il diesel a 2,099 (2,099; 2,101). Al servito, verde a 2,135 (2,176; 2,060), gasolio a 2,238 (2,272; 2,173), Gpl a 0,751 (0,760; 0,741), metano a 1,618 (1,610; 1,625), Gnl a 1,475 (1,469; 1,480).Lo spaccato dei marchi mostra Eni a 2,000 euro sulla benzina self service (2,207 al servito) e 2,077 sul gasolio (2,287); IP a 2,019 (2,184) e 2,118 (2,286); Q8 a 2,005 (2,163) e 2,103 (2,268); Tamoil a 1,997 (2,072) e 2,081 (2,169).
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Toyota migliora i conti e alza gli obiettivi, ma la Cina resta un problema
Toyota ha chiuso il primo trimestre dell'esercizio fiscale al 31 marzo 2026 con risultati nel complesso positivi, sostenuti dal buon andamento delle vendite in Giappone, Nord America ed Europa. Tuttavia, il costruttore giapponese deve fare i conti con la stessa criticità che sta colpendo molti dei principali protagonisti dell'industria automobilistica: il netto peggioramento delle performance in Cina. I risultati del trimestre Partiamo dalle vendite totali: sono scese da 2,83 a 2,71 milioni di unità (-4,1%). La crescita registrata in Giappone (+8,9%), in Europa (+3%) e nel resto dell'Asia (+4,3%), insieme alla sostanziale stabilità del Nord America (-0,2%), non è bastata a compensare il forte calo nelle altre aree geografiche (-20,4%). In Cina, in particolare, le vendite dei marchi Toyota e Lexus sono diminuite da 450 mila a 324 mila unità (-28%).I ricavi sono però aumentati da 12,25 a 13,52 trilioni di yen, mentre l'utile operativo è sceso da 1,16 a 1,06 trilioni di yen (circa 5,1 miliardi di euro al cambio attuale). A incidere sono state soprattutto le conseguenze della crisi in Medio Oriente, che hanno ridotto i benefici derivanti da fattori positivi come l'andamento dei cambi, i programmi di efficientamento e il miglioramento del mix di prodotto.L'utile netto, invece, è salito da 841,3 miliardi a 1,477 trilioni di yen, mentre il contributo delle attività cinesi al conto economico è diminuito da 23,3 a 16 miliardi di yen. Toyota alza le stime per l'intero esercizio Infine, il gruppo Toyota ha deciso di rivedere al rialzo le stime annuali per tenere conto dei miglioramenti registrati nelle attività commerciali e logistiche e, soprattutto, dell'indebolimento dello yen.Le vendite totali sono confermate a 11,18 milioni di unità, ma quelle consolidate sono ora previste a 9,7 milioni invece dei 9,6 milioni indicati in precedenza. La stima sui ricavi passa da 51 a 54 trilioni di yen, quella sull'utile operativo da 3 a 3,4 trilioni e quella sull'utile netto da 3 a 3,250 trilioni.
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Due Tutor sulla stessa autostrada? Non è un errore: ecco perché
Dal 12 luglio scorso, con l'entrata in vigore del decreto sull'omologazione degli autovelox, solo i Tutor che rispettano questo requisito possono essere utilizzati per accertare le violazioni dei limiti di velocità in autostrada. In teoria era così anche prima in forza della giurisprudenza, ossia delle ordinanze con cui la Corte di Cassazione, a partire dall'aprile 2024, aveva stabilito che solo gli strumenti omologati possono essere ritenuti fonti di prova. Dal 12 luglio, però, la possibilità di accertare le violazioni con apparecchi privi di questo requisito è preclusa dal decreto ministeriale. L'obbligo della registrazione Ma l'omologazione non è l'unica condizione necessaria ai fini della regolarità dell'accertamento. Infatti, occorre anche che il Tutor sia registrato nella banca dati del ministero delle Infrastrutture. E scorrendo il lungo database si scopre una cosa curiosa: in moltissime tratte autostradali risultano presenti due strumenti, sia il Sicve, ossia il Tutor di prima generazione, sia il Tutor 3.0, l'ultima versione dello strumento per il rilevamento della velocità media, entrambi sviluppati e prodotti da Movyon, società tecnologica del gruppo Autostrade per l'Italia. Le tratte col doppio strumento Ma com'è possibile che sulla stessa tratta, e quindi sugli stessi portali, vi siano due diversi strumenti, il vecchio e il nuovo Tutor? E com'è possibile che questa "stranezza" risulti su ben 81 tratte?Non si tratta di un errore né di una dimenticanza. Il fatto è che lo scorso febbraio, quando lo schema di decreto sull'omologazione fu trasmesso all'Unione Europea per la verifica di compatibilità con le norme della Ue, fu ufficializzato ciò che in realtà si sapeva già dal marzo 2025, ossia che solo il Tutor 3.0 sarebbe stato automaticamente omologato. Gli apparecchi più vecchi, il Sicve, approvato a fine 2004, e il Sicve PM, approvato nel 2017, utilizzati in quel momento su 92 tratte, avrebbero dovuto essere presto o tardi spenti o sottoposti a una nuova procedura di omologazione. Sono 11 quelli fuorilegge. Ancora per poco La decisione di Autostrade per l'Italia fu la più logica: sostituirli. Una corsa contro il tempo che però non si è ancora conclusa: oggi, 4 agosto, ne risultano "fuorilegge" ancora 11: otto sulla Tangenziale di Napoli (quattro in direzione Est e altrettanti verso Ovest, tutti in via di sostituzione), uno sull'A30 Caserta-Salerno tra l'allacciamento con l'A1 e Nola in direzione Sud (in fase di smantellamento) e due Sicve PM presenti nel tunnel del Monte Bianco, anch'essi in via di sostituzione. Per ora i vecchi Sicve non possono essere cancellati Ma allora, perché gli 81 vecchi Sicve, che negli ultimi mesi sono stati smantellati, sono ancora presenti nella banca dati ministeriale? Semplicemente perché non tutti i relativi verbali sono stati definiti, come si dice tecnicamente. Significa che non tutte le violazioni accertate da quegli strumenti sono state pagate o che non tutti i ricorsi sono passati in giudicato. Addirittura, visto che il termine per la notifica è di 90 giorni dalla violazione, è possibile che in alcune situazioni il verbale non sia nemmeno arrivato a destinazione.Dunque, com'è logico in tutte le situazioni in cui la multa è in sospeso, tutti i soggetti coinvolti, a partire dalla persona a cui è stato notificato il verbale, ma anche le prefetture e i magistrati chiamati a esprimersi su un eventuale ricorso, devono poter verificare che al momento della violazione il Sicve fosse effettivamente registrato nella banca dati del ministero (ovviamente da quando quest'obbligo è entrato in vigore, il 27 novembre 2025). Solo quando non vi saranno più pendenze, quando tutte le violazioni accertate con i Sicve e con i Sicve PM saranno definite, i Tutor di prima e seconda generazione potranno essere definitivamente cancellati dalla banca dati.
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Auto aziendali, Pietrantonio (Unrae): " il momento giusto per la riforma fiscale"
Ora o mai più, dice perentorio a Quattroruote Roberto Pietrantonio, presidente dell'Unrae, a proposito di una miniriforma fiscale dell'auto aziendale che insieme alle altre associazioni di settore sarà presentata al governo nei prossimi giorni. Ha un costo decisamente contenuto, ma potrebbe determinare un maggiore introito IVA per lo Stato, con un saldo netto decisamente inferiore a quello degli ultimi ecobonus. Con benefici importanti sulla sicurezza del circolante e sulle emissioni inquinanti e climalteranti. Questo è il momento giusto. Partiamo dal mercato, che a luglio, per l'ottavo mese consecutivo, cresce ancora, con un incremento da inizio anno del 9%. Può essere definita una crescita strutturale? un segnale positivo che riflette anche una domanda di sostituzione che negli ultimi anni era rimasta un po' compressa e che sta in parte tornando sul mercato. Certamente c'è stato e c'è ancora, se pure in esaurimento, l'effetto degli incentivi del ministero dell'Ambiente, che hanno accelerato la diffusione delle vetture elettriche. E poi l'aumento dell'offerta determinato dall'ingresso di nuovi costruttori ha aumentato la competizione sul mercato rendendo più accessibile l'auto nuova, come dimostra anche il prezzo medio di fattura, che si è ridotto nella prima parte dell'anno anche grazie a campagne commerciali più aggressive. E infatti il canale privati, quello che sostiene il mercato, cresce più della media.Proseguirà anche nei prossimi mesi?Premesso che fare previsioni, con scenari geopolitici e macroeconomici così instabili, non è semplice, da agosto verrà meno il contributo degli incentivi. Si capirà a settembre se la crescita della prima parte dell'anno potrà essere considerata strutturale. Per il momento posso dire che i parametri che nutrono il sistema previsionale Unrae indicano un mercato in leggera crescita anche nella seconda parte dell'anno, seppure in misura inferiore rispetto alla prima metà a causa dell'esaurimento dell'effetto incentivi. Stimiamo che il 2026 possa chiudere intorno a 1.610.000 immatricolazioni, il 5,5% in più rispetto al 2025. Certo, c'è ancora un deficit di oltre 300 mila vetture rispetto al 2019, ma questi numeri vanno letti in chiave positiva. Ci dicono che gli italiani vogliono cambiare auto. Se oggi un consumatore si chiedesse se conviene comprare o aspettare, io suggerirei di sfruttare questo momento in cui l'offerta è ampia, i tempi di consegna normali, le condizioni commerciali interessanti. Anche perché nuovi incentivi non arriveranno. A proposito di incentivi, è vero che a ottobre vi fu un click day, però l'onda lunga sulle immatricolazioni è durata fino a luglio. Che bilancio si può fare di questa iniziativa, diversa da tutte quelle precedenti? Senza entrare nel merito di com'è stata strutturata e al netto dei dati definitivi del Mase che solo quando saranno disponibili ci permetteranno di misurarne nel dettaglio gli effetti, ha dimostrato una cosa semplice e positiva: che quando il differenziale economico si riduce, gli italiani sono pronti ad acquistare auto elettriche. Un click day non misura tanto il successo di un incentivo, misura la domanda latente che c'è sul mercato. Ecco perché ci vorrebbero incentivi strutturali, in grado di cambiare in maniera duratura il comportamento d'acquisto degli italiani invece di iniziative estemporanee che determinano solo fuochi di paglia destinati a spegnersi subito dopo.Succederà anche stavolta? O questa iniziativa, con le sue quasi 56 mila immatricolazioni, riuscirà finalmente ad accendere la domanda elettrica? Questi incentivi un effetto lo hanno prodotto: c'è una maggiore diffusione di EV e la familiarità nei confronti di questa tecnologia inizia ad aumentare anche in Italia. Tante false credenze sono state finalmente smontate dall'esperienza pratica dell'amico o del conoscente, quasi tutti ormai ne abbiamo almeno uno che ha un'elettrica. Tuttavia, non sembra che vi sia una svolta. A luglio, con l'esaurimento dell'effetto incentivi, le elettriche sono scese al 5,9% di quota di mercato. Un dato superiore a luglio 2025, ma molto inferiore a quello dei mesi precedenti. E invece c'è bisogno che l'Italia si allinei alle medie europee, altrimenti sarà considerata un mercato di serie B. Occorre mettere a terra delle misure strutturali e di medio periodo che orientino i consumatori. Ricordo che l'Italia resta l'unico major market d'Europa senza incentivi sulle auto elettriche.Poco fa ha detto che ci vorrebbero incentivi strutturali, adesso che l'Italia resta l'unico major market d'Europa senza incentivi. Unrae torna a chiedere al governo incentivi sull'auto elettrica? Non chiediamo incentivi, chiediamo misure strutturali sulla fiscalità dell'auto aziendale in grado di produrre, quelle sì, effetti di medio-lungo periodo sulla domanda. Una buona riforma fiscale vale molto più di tanti ecobonus messi assieme, che hanno l'effetto di deprimere la domanda prima e dopo una fiammata di breve durata. Invece, una riforma fiscale di pari costo per lo Stato innescherebbe dinamiche virtuose. Le nuove regole sul fringe benefit per le Plug-in in vigore dal 2025 lo dimostrano. E dimostrano che le aziende reagiscono rapidamente alle opportunità che si aprono. Ecco, una riforma fiscale delle company car potrebbe innescare quel circolo virtuoso di cui abbiamo parlato tante volte, con un effetto sul mercato del nuovo, ma anche su quello dell'usato grazie all'elevato turnover delle flotte aziendali. Sì, però la riforma del fringe benefit, che ha penalizzato i motori termici privilegiando in eguale misura Phev ed Ev, non ha avuto alcun effetto sulla domanda di elettriche aziendali in uso promiscuo, mentre ha proiettato le Plug-in stabilmente oltre il 10% di quota di mercato Questo fenomeno è stato determinato in parte dalle scelte dei dipendenti. In questa fase storica una plug-in, a parità di trattamento fiscale, è più rassicurante di un'elettrica per la media degli utilizzatori. Che, oltretutto, spesso hanno percorrenze chilometriche importanti. E poi non dimentichiamo il contesto: sullo sfondo c'è il tema delle infrastrutture di ricarica e del costo dell'energia, due barriere non da poco alla diffusione dell'auto elettrica in Italia. Ecco perché dico che una riforma fiscale che favorisca nettamente queste vetture potrebbe sbloccarne definitivamente la domanda.Ok, ma la delega fiscale, ossia lo strumento che dal 2023 permetterebbe al governo di intervenire rapidamente e in maniera incisiva sulla fiscalità dell'auto aziendale, sta per scadere. La finestra si chiuderà, in teoria, il 29 agosto. C'è una possibilità che dopo tre anni si arrivi, in zona Cesarini, a una miniriforma nella direzione da voi auspicata?Vogliamo essere ottimisti. Stiamo lavorando da tempo con diverse associazioni della filiera, c'è una convergenza importante e ci apprestiamo a sottoporre alle istituzioni una proposta comune. La speranza è che questa posizione unitaria, in vista della scadenza della delega e, soprattutto, in presenza della flessibilità concessa dall'Unione europea e, quindi, dei famosi 14 miliardi di euro potenzialmente disponibili nel triennio 2026-2028, determini la concreta possibilità di costruire una leva fiscale in grado di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, accelerare il rinnovo del parco circolante, sostenere imprese. Guardi, la nostra proposta ha un costo decisamente contenuto ma potrebbe determinare un maggiore introito IVA per lo Stato, con un saldo netto decisamente inferiore a quello degli ultimi ecobonus. Con benefici importanti sulla sicurezza del circolante e sulle emissioni inquinanti e climalteranti. Questo è il momento giusto, ora o mai più.Di che cosa si tratta, esattamente? Di una riforma della deducibilità?L'annunceremo insieme ai rappresentanti delle altre associazioni. Mi sembra il modo migliore per suggellare un lavoro fatto con grande spirito di collaborazione.
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Piccola fuori, modulare dentro: arriva la Leapmotor B03, la nuova compatta per l'Europa
Leapmotor ha presentato la sua nuova berlina di segmento B, chiamata A05 sul mercato cinese e B03 su quello internazionale. Si tratta della versione a ruote basse della B-SUV B03X, la cui commercializzazione è iniziata da poco anche in Italia. La B03 nasce per "rafforzare la presenza del marchio nel segmento delle elettriche compatte", spiega la Casa in una nota, ed è stata "progettata principalmente pensando ai consumatori urbani più giovani". Al momento non sono ancora state comunicate informazioni sui tempi di arrivo del modello nei mercati internazionali. Linee semplici e ispirate alla B03X Lo stile della Leapmotor B03 riprende quello della B03X, con i gruppi ottici "sorridenti", la griglia anteriore chiusa e le sottili prese d'aria verticali alle estremità del paraurti. Ritroviamo inoltre le maniglie a filo carrozzeria e i fari posteriori dalla forma squadrata. L'auto è lunga 4.175 mm (quasi 10 cm in meno rispetto alla B-SUV), larga 1.790 mm, alta 1.560 mm e ha un passo di 2.605 mm, identico a quello della B03X. Interni modulari con modalità "letto matrimoniale" L'abitacolo riprende l'impostazione della versione a ruote alte, con una plancia semplice e lineare. Dietro il volante a due razze trova posto il quadro strumenti digitale da 8,9", mentre sono pochissimi i comandi fisici: gran parte delle funzioni passa infatti attraverso lo schermo dell'infotainment da 14,6", gestito dal chip Qualcomm Snapdragon 8295.I sedili "7-layer Cloud-Feel" permettono diverse configurazioni, tra cui quella a "letto matrimoniale", oltre alle modalità dedicate agli animali domestici e alla privacy, con tavolinetti indipendenti per la seconda fila e sedute posteriori ribaltabili verso l'alto. Il bagagliaio offre 474 litri di capacità, che diventano 1.308 abbattendo gli schienali posteriori. Nel doppiofondo trovano posto ulteriori 91 litri. Due motorizzazioni La Leapmotor B03 dovrebbe essere proposta con due powertrain, da 70 kW (95 CV) e 90 kW (122 CV), abbinati a batterie al litio-ferro-fosfato. Le autonomie dichiarate raggiungono rispettivamente 405 e 510 km, secondo il ciclo di omologazione cinese. Per il mercato locale è prevista inoltre, come optional, la presenza del LiDAR integrato alla base del parabrezza.
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Il mercato auto registra a luglio +3,9%. Si ferma la corsa di elettriche e plug-in
Il mercato auto italiano rimane positivo anche per il mese di luglio, anche se la crescita è meno forte: negli ultimi 30 giorni, secondo i dati del Ministero dei Trasporti, le nuove immatricolazioni sono state 123.184 a fronte delle 118.561 registrate nello stesso mese dello scorso anno, con un aumento del 3,9%. Si è placata anche l'onda positiva per le auto elettriche, per le quali è cessato l'effetto degli incentivi, e si sono assestate su valori più ordinari (ma ancora positivi): a luglio sono cresciute "solo" del 24,9% rispetto all'87,1% di giugno, con una quota di mercato del 5,9%, un punto percentuale in più rispetto al 2025. Continua invece la crescita delle plug-in, che guadagnano il 45,5%, attestandosi al 10,5% del mercato. L'andamento positivo dei primi sette mesi dell'anno si ripercuote anche sui dati cumulati da gennaio: secondo le elaborazioni Unrae, le immatricolazioni complessive sono state 1.060.175, con un + 8,9% rispetto alle 973.471 del 2025. Rispetto ai livelli pre-pandemici del 2019 rimane un divario del 14,3%. Le Top 50 in Italia a luglio 2026 1. Fiat Pandina Non accenna ad arrestarsi il successo della piccola citycar costruita a Pomigliano d'Arco. Disponibile solo con il motore 1.0 mild hybrid da 65 CV, negli ultimi 30 giorni sono stati immatricolati 8.460 nuovi esemplari, quasi il doppio rispetto alla concorrenza di Dacia Sandero e della Renault Clio. 2. Dacia Sandero La compatta di Mioveni rimane salda al secondo posto: a luglio sono state immatricolate 4.785 nuove unità, mentre nella graduatoria generale da inizio anno sale al terzo posto, guadagnando un'ulteriore posizione rispetto al mese scorso. Da qualche settimana è in commercio anche la motorizzazione full hybrid. 3. Renault Clio Nel giro di un mese la sesta generazione della compatta francese balza dal 12 al 3 posto: negli ultimi trenta giorni ne sono state immatricolate 3.203, contro le 2.636 del mese precedente. La nuova Clio è disponibile con motori benzina, full hybrid e bifuel a Gpl. 4. Fiat Grande Panda Stabile la posizione in classifica della segmento B marchiata Fiat, che con 2.931 nuove targhe mantiene la quarta posizione. Disponibile con motori benzina, mild hybrid ed elettrici, è quarta anche nella classifica da inizio anno. 5. Citroën C3 Continua la "scalata" della best seller del Double Chevron, costruita sulla stessa piattaforma della Grande Panda: quinto posto (a giugno era sesta), anche nella classifica di inizio anno, con 2.898 nuove immatricolazioni. 6. Toyota Yaris Cross A luglio la B-SUV giapponese passa dall'ottavo al sesto posto (settimo nella classifica da inizio anno). Disponibile solo con motori full hybrid, negli ultimi trenta giorni ha registrato 2.829 nuove immatricolazioni. 7. Dacia Duster La SUV media di Mioveni passa dal 14esimo posto di giugno al settimo di luglio, grazie alle 2.691 nuove immatricolazioni. Ricca l'offerta di motorizzazioni di questo modello: mild e full hybrid a benzina, bifuel a Gpl, anche con impianto mild hybrid. 8. Jeep Avenger La B-SUV americana scende all'ottavo posto nella classifica degli ultimi trenta giorni, ma rimane la seconda auto più venduta in Italia dall'inizio dell'anno. Gli esemplari immatricolati sono stati 2.603. Anche lei, come le "cugine" del gruppo Stellantis, è disponibile con powertrain benzina, mild hybrid (anche 4xe) e full electric. 9. Toyota Yaris La full hybrid giapponese, da cui deriva anche la Yaris Cross, mantiene saldamente il nono posto della classifica delle auto nuove del mese di luglio: ne sono state immatricolate 2.580. Da inizio anno è solo undicesima. 10. Toyota Aygo X La Casa giapponese piazza tre modelli nella top ten di luglio: la citycar, che da qualche mese è stata aggiornata e monta il motore full hybrid della Yaris, è stata immatricolata 2.245 volte. Nella classifica da inizio anno è ottava. 11. Volkswagen T-Roc: 2.07112. Peugeot 208: 2.04613. Kia Sportage: 2.00714. MG ZS: 1.93915. Audi Q3: 1.91916. Renault Captur: 1.73917. Mercedes GLA: 1.73818. Ford Puma: 1.69819. Volkswagen Tiguan: 1.66920. BYD Atto 2: 1.56721. Volkswagen T-Cross: 1.52622. Opel Corsa: 1.51323. BMW X1: 1.45224. Suzuki Swift: 1.41625. Fiat 500: 1.25726. Omoda 5: 1.22427. BYD Seal U: 1.19128. Peugeot 2008: 1.12229. Toyota C-HR: 99130. Volkswagen Golf: 98631. Fiat 600: 97932. Kia Picanto: 96833. Jeep Compass: 94534. Hyundai Tucson: 92435. Kia Stonic: 91336. Audi A3: 89437. Volkswagen Polo: 89038. Jaecoo 7: 88039. Peugeot 3008: 86040. Ford Kuga: 85641. BMW X3: 85342. Nissan Qashqai: 84743. MG MG3: 84544. DR DR5: 82345. MG JS: 81946. Suzuki Vitara: 81847. Audi Q5: 80148. Alfa Romeo Junior: 78249. Nissan Juke: 76050. Mini Countryman: 745 I gruppi e i marchi Per quanto riguarda i costruttori, anche a luglio al primo posto si conferma il gruppo Stellantis, che si mantiene sostanzialmente stabile: 30.879 veicoli contro i 30.663 dello stesso mese del 2025, con un incremento dello 0,7%. A trainare la crescita sono Fiat (+27,4%) e Citroën (+8,1%). In calo tutti gli altri brand: Alfa Romeo (-37,32%), DS (-56,7%), Jeep (-30,33%), Lancia (-23,38%), Maserati (-62,09%), Opel (-5,48%) e Peugeot (-4,9%).Poche le variazioni anche per il gruppo Volkswagen, sempre al secondo posto: le nuove targhe sono 18.736 (-0,28%). Crescono Cupra (+3,28%), Lamborghini (+33,33%), Seat (+23,74%) e VW (+0,87%). In calo Audi (-2,19%) e Skoda (-5,68%). Continua la ripresa del gruppo Renault (+3,31%): salgono la Losanga (+10,8%) e Alpine (+3,33%), scende Dacia (-1,57%).Cresce il gruppo Toyota (+1,73%, 9.739 targhe), mentre cala BMW (-8,54%, 6.679 targhe). Risultati positivi per Mercedes-Benz (+6,95%), Kia (+2,61%), Nissan (+1,74%), Suzuki (+5,67%), il gruppo DR (+4,7%), Honda (+19,6%), Polestar (+3,7%), Lynk & Co (+91,67%), Ferrari (+20%) e Aston Martin (+128,57%). In calo Ford (-21,23%), Hyundai (-28,59%), Volvo (-15,41%), Tesla (-77,02%), Mazda (-5,19%), Jaguar Land Rover (-24,13%), Porsche (-12,48%), Subaru (-2,97%), Mitsubishi (-29,27%) e Lotus (-34,78%). Prosegue il successo dei costruttori cinesi: oltre a Leapmotor (che passa da 371 a 1.124 immatricolazioni), a luglio crescono Omoda e Jaecoo (+168,51%), EMC (+86,99%), Geely (da 0 a 401 immatricolazioni), DFSK (+131,06%), KGM (+70,68%) e Deepal (da 0 a 104 immatricolazioni). Scendono MG (-1,39%) e SWM (-36,96%). Le alimentazioni Dopo il boom dei mesi scorsi, a luglio si è finalmente esaurita l'onda lunga degli incentivi dello scorso ottobre per le auto elettriche: negli ultimi trenta giorni, le nuove immatricolazioni dei modelli a zero emisioni sono state 7.368, contro le 5.899 dello stesso mese del 2025 (guidate dalla BYD Dolphin - 572, dalla Leapmotor T03 - 517 e dalla BMW iX1 - 286): l'incremento è stato del 24,9% (contro l'87,1% di giugno), con una quota di mercato che si assesta al 5,9%.Continua invece il periodo favorevole per le ibride alla spina: le nuove immatricolazioni delle plug-in sono state 13.103, con un incremento del 45,5% rispetto allo scorso anno, e la quota di mercato che si attesa al 10,5% su base mensile e al 9,2% dall'inizio del 2026. La fetta più grande del mercato rimane però sempre in mano alle ibride, che a luglio segnano un +11,4%: la quota di mercato da inizio anno è del 49,5%, contro il 44,4% dei primi sette mesi del 2025.Prosegue invece senza sosta il calo delle alimentazioni tradizionali: a luglio le auto a benzina perdono il 13,9% e scendono dal 23,1% al 19% di quota complessiva. Il diesel perde il 29,7% e vede la quota contrarsi dal 9,5% al 6,4%. Riprende a crescere il Gpl: +6,2%, con la quota di mercato su base annua che passa dal 9,2 all'6,9%. Tutti i dati del mercato
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La Ligier JS50 si rinnova: fino a 164 km di autonomia per la microcar elettrica
La micromobilità elettrica sta prendendo sempre più piede. Non è dunque un caso che la Ligier JS50 si aggiorni per il 2026, concentrando le principali novità proprio sulla versione a batteria. Il cambiamento più importante riguarda l'introduzione dell'accumulatore B11 da 11,04 kWh con tecnologia LFP, sviluppata con un fornitore europeo e proposta su entrambe le varianti: L6e, guidabile dai 14 anni e limitata a 45 km/h, e L7e, accessibile dai 16 anni e capace di raggiungere i 75 km/h. Una scelta, quella di non spingersi fino ai 90 km/h consentiti dalla legge, fatta soprattutto per ridurre il consumo energetico complessivo. Autonomia estesa e ricarica domestica L'autonomia dichiarata arriva così fino a 164 km nel ciclo WMTC, mentre per una ricarica completa da una comune presa domestica (2 kW) servono circa sei ore. Il nuovo accumulatore, garantito cinque anni, integra inoltre un sistema di riscaldamento pensato per preservarne l'efficienza anche alle basse temperature. Guida, prestazioni ed efficienza in città In termini di dinamica del veicolo, la Ligier JS50 provata per le strade affollate di Torino è una riconferma: con le sue dimensioni ultracompatte riduce al minimo lo stress da parcheggio, da manovra e da ingombro. L'assetto è relativamente rigido, nonostante lo schema a ruote indipendenti su entrambi gli assi, piuttosto sofisticato per il tipo di mezzo, ma i sedili aiutano ad assorbire parte delle asperità stradali. Le prestazioni sono corrette per la filosofia del veicolo: la velocità massima di 75 km/h può essere limitante in extraurbano ma non crea nessun problema in ambienti cittadini. Accelerazione e ripresa sono meno reattive di quanto ci si aspetterebbe da un motore elettrico, ma comunque superiori a quanto generalmente offrono i quadricicli Diesel: adatte, anche in questo caso, all'utilizzo in contesti urbani. La modalità di guida Eco serve per ridurre al minimo i consumi, ma anche le prestazioni complessive dell'auto. Dotazioni e prezzi La JS50 conserva il telaio monoblocco in alluminio e i quattro freni a disco. L'abitacolo propone, a seconda dell'allestimento, climatizzatore - un po' rumoroso, ma utile -, servosterzo, touchscreen da 10", Apple CarPlay e Android Auto wireless. I prezzi, invece, partono da 16.790 euro, sia per la L6e sia per la L7e.
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Xpeng apre gli ordini della L03: elettrica o range extender, tutti i prezzi per l'Italia - VIDEO
Xpeng ha aperto gli ordini in Italia della L03, SUV-coupé disponibile con powertrain full electric e range extender. Tre gli allestimenti a listino, compreso il top di gamma Ultra Black Edition, con prezzi da 35.970 euro per l'elettrica e da 38.970 euro per la Reev. I dati tecnici La Xpeng L03 è lunga 4.650 mm, larga 1.920, alta 1.600 e ha un passo di 2.850 mm. Le sue linee filanti hanno permesso di arrivare a un Cx di 0,228. Il bagagliaio mette a disposizione 539 litri, che diventano 1.640 abbassando gli schienali del divano posteriore; a questi si aggiunge il frunk da 102 litri (69 per le AWD). Sempre a proposito di spazio, in abitacolo ci sono 37 vani portaoggetti, a cui si aggiungono i cassetti sotto i sedili posteriori, che offrono ulteriori 10 litri. Le motorizzazioni della Xpeng L03 La Xpeng L03 è disponibile con tre powertrain full electric e uno range extender:RWD Standard Range: motore posteriore da 163 kW (222 CV) e 280 Nm di coppia, 0-100 km/h coperto in 7,5 secondi e velocità massima di 180 km/h. La batteria LFP ha una capacità di 58,2 kWh, per un'autonomia massima di 445 km. Ricarica in corrente continua fino a 193 kWRWD Long Range: motore posteriore da 183 kW (249 CV) e 280 Nm di coppia, 0-100 km/h coperto in 6,6 secondi e velocità massima di 180 km/h. La batteria LFP ha una capacità di 71,1 kWh, per un'autonomia massima di 520 km (480 nella versione Ultra con cerchi da 20"). Ricarica in corrente continua fino a 236 kWAWD Performance: trazione integrale, due motori, potenza combinata di 317 kW (431 CV) e 451 Nm di coppia, 0-100 km/h coperto in 4,5 secondi e velocità massima di 180 km/h. La batteria LFP da 71,1 kWh assicura un'autonomia fino a 440 km. Ricarica in corrente continua fino a 236 kWPower-X Range Extender: unità elettrica posteriore da 178 kW (242 CV) e 280 Nm di coppia, capace di uno 0-100 in 6,8 secondi e la velocità massima sempre di 180 km/h. La batteria da 37,2 kWh assicura un'autonomia a zero emissioni di 215 km. Per caricarla c'è un 1.5 turbo benzina da 64 CV: con il pieno di carburante, l'autonomia complessiva arriva a 1.017 chilometri. La ricarica della batteria in corrente continua accetta potenze fino a 123 kW Le dotazioni di serie Decisamente completa la dotazione della Xpeng L03 anche nella versione base, che monta cerchi di lega da 18", fari a LED anteriori e posteriori, fendinebbia con funzione cornering, griglia anteriore attiva, maniglie a filo carrozzeria, parabrezza e lunotto riscaldabili, sensori pioggia e luci, specchietti retrovisori richiudibili elettricamente, tetto panoramico in vetro oscurato, così come i finestrini posteriori e il lunotto, portellone ad apertura elettrica. All'interno i rivestimenti sono in ecopelle, mentre il volante riscaldabile è rivestito in microfibra; ancora, sedili anteriori riscaldabili e ventilati con funzione di memoria (a regolazione elettrica quello del conducente), luci ambientali, climatizzatore automatico con sistema di purificazione dell'aria e pompa di calore. Di serie il quadro strumenti da 8,9", il display dell'infotainment da 15,6" con Apple CarPlay e Android Auto wireless, piastra di ricarica per smartphone, head-up display da 26,8". Su tutta la gamma sono previsti la chiave digitale, il Vehicle-2-Load e la guida assistita di livello 2 con monitoraggio dell'angolo cieco, telecamere a 360, funzione Pet durante le soste, parcheggio assistito (con summon dell'auto tramite app). Gli allestimenti e gli optional La versione Long Range è disponibile anche nella versione Ultra, che aggiunge cerchi di lega da 20" e pinze freno gialle. La AWD Performance Ultra Black Edition completa la dotazione con cerchi da 20" con design a stella, la vernice Midnight Black, le pinze freno nere e dettagli esterni in nero lucido. Entrambe offrono la funzione massaggio per le sedute anteriori e impianto audio Xpeng XOpera da 20 altoparlanti e 960 Watt di potenza. Su questi modelli è montato infine un hardware più potente per la guida assistita, che aggiunge il sistema attivo di cambio corsia e le funzioni di parcheggio automatizzato.Di serie la vernice Artic White; le metallizzate Rock Gray, Midnight Black, Silver Frost e Phantom Purple costano 990 euro. Su richiesta il gancio di traino estraibile elettronicamente (1.500 euro). Il listino della Xpeng L03 L03 RWD Standard Range: 35.970 euroL03 RWD Long Range: 38.970 euroL03 RWD Long Range Ultra: 43.970 euroL03 AWD Performance Ultra Black Edition: 47.970 euroL03 Power-X RWD Long Range: 38.970 euroPer tutta la gamma è prevista una garanzia di 5 anni / 120.000 km con assistenza stradale (8 anni / 160.000 km per la batteria di trazione).
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Nuova Spring, Striker e Megane: le novità con cui Renault e Dacia chiudono l'anno
Tre novità entro fine anno per il gruppo Renault. Dacia lancerà la nuova Spring, realizzata sulla base della Twingo, e la Striker, una wagon rialzata con gamma completamente elettrificata. La Losanga porterà invece al debutto il restyling della Megane E-Tech Electric, aggiornata nel design e nella tecnologia. Dacia Spring Abbandonata la denominazione Evader, Dacia ha confermato che la nuova citycar elettrica (basata sulla Renault Twingo) manterrà il nome Spring, per continuità con un nome scelto da oltre 200 mila automobilisti in Europa. Questo modello avrà forme da SUV ultracompatta con protezioni in plastica, riprendendo le dimensioni della piccola elettrica della Losanga: lunghezza sotto i quattro metri e passo di circa due metri e mezzo. Tanto spazio e praticità Gli interni non sono ancora stati svelati, ma Dacia promette "quattro posti reali e un vero bagagliaio": la Twingo mette a disposizione 360 litri, 1.000 abbattendo gli schienali delle sedute posteriori. Non mancheranno poi soluzioni pratiche come il sistema YouClip e i tappetini in gomma. Sul fronte dei powertrain la Spring dovrebbe attingere alla gamma Twingo, ossia motore da 60 kW (82 CV) e batteria al litio-ferro-fosfato da 27,5 kWh, con un'autonomia stimata attorno ai 250 km (un po' meno dei 263 km della cugina francese per via delle linee più squadrate).Quando arriva: presentazione settembre 2026, vendita 2027 Dacia Striker La Striker è la Dacia che non c'era. Tanto per il posizionamento è una sorta di station wagon di segmento C che ammicca al mondo delle crossover quanto per lo stile, mai così affilato (il Cx è di 0,29). Il nuovo modello della Casa di Mioveni unisce l'altezza da SUV, l'aerodinamica da berlina e la praticità da wagon: è lunga 4,62 metri ed è alta 1,53, con un'altezza da terra che arriva fino a 20 cm. L'abitacolo, essenziale, offre di serie la strumentazione digitale da 7", il display dell'infotainment da 10,1" e un bagagliaio da 600 litri (su richiesta, con portellone ad apertura elettrica). Gamma elettrificata Le motorizzazioni della nuova Striker sono tutte elettrificate: Hybrid-G 140 (benzina/GPL mild hybrid, con cambio manuale o automatico), Hybrid 155 (full hybrid, cambio automatico multimodale) e Hybrid 150 4x4 (trazione integrale senza collegamento meccanico tra gli assi). Come per gli altri modelli di Dacia, anche la gamma della Striker punta sui quattro allestimenti Essential, Expression, Extreme e Journey. Ancora da definire il listino, ma il prezzo di partenza dovrebbe essere fissato al di sotto i 25.000 euro, con l'obiettivo dichiarato di contenere i costi.Quando arriva: dicembre 2026 Renault Megane E-Tech Electric A quattro anni dal debutto, la berlina francese si rinnova con un restyling che coinvolge soprattutto il frontale, aggiornato con una nuova firma luminosa a losanghe al posto delle luci a S, una calandra chiusa in nero lucido con motivo tridimensionale e il logo che è stato spostato sotto il cofano. L'altezza da terra aumenta di circa 2 cm per fare spazio alla nuova batteria da 67 kWh, che è il vero elemento inedito di questo modello: tecnologia LFP e cell-to-pack per un'autonomia dichiarata di circa 500 km. Il motore rimane quello da 160 kW (218 CV) e 300 Nm di coppia. La ricarica in corrente continua arriva a 165 kW di potenza, per passare dal 15 all'80% in circa 24 minuti. Arriva la AI di Google L'abitacolo mantiene l'impostazione OpenR del modello attuale, con il doppio schermo digitale da 12,3" e 12", rispettivamente: sul fronte tecnologico arriva la AI di Google Gemini come assistente di bordo, e la modalità di guida Smart Mode che adatta automaticamente i parametri dell'auto in base al comportamento del conducente. La gamma si riduce a due allestimenti, Techno ed Esprit Alpine.Quando arriva: novembre
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