Guida autonoma - La nuova Mercedes Classe S diventa un robotaxi di lusso
La Mercedes-Benz ha delineato i contorni di un nuovo ecosistema di robotaxi, eleggendo la nuova Classe S a pilastro di questa trasformazione. Non si tratta di una semplice innovazione tecnica, ma di una raffinata sintesi tra il prestigio del marchio e le potenzialità del sistema operativo proprietario MB.OS, concepito anche come base per i servizi di trasporto senza conducente.Partner d'eccezioneIl progetto si regge su una rete di alleanze con i leader del settore tecnologico. La collaborazione con Nvidia introduce l'architettura Drive Hyperion e software per la guida assistita di Livello 4, integrando modelli di intelligenza artificiale capaci di un ragionamento predittivo orientato alla sicurezza. In parallelo, il lavoro con Momenta e la partnership con operatori come Uber e Lumo pongono le basi per un servizio di trasporto che intende unire l'automazione avanzata all'esperienza di lusso tipica del brand.Obiettivo Europa, ma si parte da Abu DhabiLa sicurezza è garantita da un'architettura "fail-safe", che prevede ridondanze sistematiche per sterzo, frenata e alimentazione. Così, la Mercedes intende preparare il terreno per il debutto di shuttle autonomi su scala globale, con obiettivi che spaziano dall'America all'Europa. I primi passi concreti si compiranno ad Abu Dhabi, dove i test su strada inizieranno entro l'anno corrente. In questo scenario, la Classe S evolve in una piattaforma dove l'intelligenza artificiale è pensata per fare da discreta custode del viaggio.
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Codice della strada - Droga e guida, per la Consulta è punibile solo chi rappresenta davvero un pericolo
punibile chi guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope solo se in condizioni tali da creare un potenziale pericolo per la sicurezza della circolazione: lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza numero 10/2026 depositata oggi. L'articolo 187 del Codice della strada è quindi costituzionalmente legittimo, a patto che la norma venga interpretata in senso restrittivo. Ma vediamo come si è arrivati alla decisione della Consulta. Spartiacque riformaSino al 13 dicembre 2024, l'articolo 187 sanzionava chi si metteva alla guida in stato di alterazione psicofisica. Col nuovo Codice della strada, in vigore dal 14 dicembre 2024, è punibile chi guida semplicemente dopo aver assunto droghe: affinché si configuri il reato, basta dimostrarne l'assunzione, anche in assenza di effetti visibili. L'obiettivo del legislatore era superare le difficoltà probatorie legate agli accertamenti clinici complessi. Le polemiche sulla permanenza delle sostanzeSin da fine 2024, la nuova regola ha scatenato polemiche per il tempo di permanenza nell'organismo di molte molecole: tracce di THC possono persistere nelle urine fino a 30 giorni. Tre giudici di merito hanno espresso dubbi sulla legittimità costituzionale, temendo che venissero sanzionate condotte inoffensive rispetto alla sicurezza stradale, punendo chi aveva assunto sostanze molto tempo prima di mettersi al volante. Cosa dice la ConsultaLa Corte costituzionale evidenzia la necessità di un'interpretazione restrittiva della norma. La Consulta stabilisce che non occorra dimostrare lo stato di effettiva alterazione, ma è necessario accertare nei liquidi corporei la presenza di sostanze che la scienza ritiene ancora capaci di determinare un'alterazione delle condizioni psicofisiche e delle capacità di controllo del veicolo, creando un potenziale pericolo per la circolazione. Il problema si sposta sul piano applicativoLa Consulta dichiara non fondate le questioni di legittimità, ma la faccenda non è risolta del tutto. Il problema viene spostato sul terreno dell'accertamento in concreto: di volta in volta, occorrerà verificare se le sostanze rinvenute nell'organismo del guidatore siano ancora idonee a compromettere la sicurezza stradale.
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Bentley - Continental GT S, la plug-in di lusso che si ispira alla Supersports
La Bentley ha presentato la nuova Continental GT S, versione sportiveggiante della sua berlina sportiva (disponibile anche in versione Convertible) e ispirata alla Supersports prodotta in edizione limitata. A muoverla il powertrain ibrido plug-in da 680 CV e 930 Nm di coppia, con il motore termico V8 da 4.0 litri. La Continental GT S ha la trazione integrale e scatta da ferma a 100 km/h in 3,5 secondi, fino a raggiungere la velocità massima di 306 km/h. La batteria permette di percorrere fino a 80 chilometri in modalità solo elettrica.Dal punto di vista meccanico, questo modello adotta le soluzioni tecniche già viste sulle più potenti GT Speed e GT Mulliner, a cominciare dagli ammortizzatori a doppia valvola, torque vectoring sui due assi, differenziale a slittamento limitato, quattro ruote sterzanti e barre antirollio attive con sistema a 48V. Carattere sportivoLa vocazione sportiva della Continental GT S emerge al primo sguardo, con l'ampio uso di dettagli in color nero lucido della Blackline Specification, tra cui la griglia e lo spoiler anteriori, le calotte degli specchietti retrovisori, le appendici aerodinamiche, il lettering e il logo. Scura anche la tinta dei fari a matrice di led anteriori e di quelli posteriori, così come le finiture interne dei quattro scarichi. Di serie le ruote da 22" in color alluminio, ma volendo ci sono in total (gloss) black. Sportivo anche l'abitacolo, con la tonalità bicolore esclusiva per questa versione, i rivestimenti di sedili, pannelli porta e volante in Tactile Dinamica e la plancia in nero lucido (ma su richiesta è possibile averla anche in fibra di carbonio lucidata). Tra le tante finiture disponibili anche la pelle vera e il cromo scuro per le parti metalliche in vista.
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Restyling di peso - Mercedes Classe S 2026, l'ammiraglia-salotto che ti scalda con le cinture
La data che Mercedes-Benz ha scelto per presentare la nuova Classe S non è come tutte le altre. Il 29 gennaio, infatti, ricorre l'anniversario dei 140 anni dalla nascita dell'automobile, quando Karl Benz depositò il brevetto della sua Motorwagen. E la Sonderklasse ha attraversato questi 14 decenni elevando costantemente gli standard di lusso, confort e tecnologia, diventando l'auto simbolo dell'innovazione a quattro ruote.Il modello presentato oggi non è una vera ottava generazione, ma nemmeno un semplice restyling: oltre il 50% delle componenti è stato riprogettato, portando in dote nuove tecnologie destinate alle auto del futuro. L'obiettivo è chiaro: confermare la Classe S come riferimento assoluto tra le ammiraglie, in un'epoca in cui il prestigio si misura tanto in pixel, IA e teraflop quanto in cavalli e qualità materiali. Quanto al prezzo, al momento si sa che in Germania la nuova Classe S costa 121 mila euro tasse incluse. Dimensioni: imponente, ma agileLa nuova Classe S mantiene una presenza scenica importante. La versione a passo corto misura 5.194 mm, mentre quella a passo lungo raggiunge i 5.304 mm. Il frontale è dominato da una calandra più grande del 20%, con una cornice illuminata e minuscoli inserti cromati a forma di stella che creano un raffinato effetto tridimensionale. Per la prima volta, anche la celebre stella sul cofano è retroilluminata. Nonostante la larghezza generosa, l'auto resta sorprendentemente agile grazie all'asse posteriore sterzante, fino a 4,5 di serie (e 10 in optional), capace di ridurre il raggio di sterzata di ben due metri rispetto a una vettura priva di sterzatura integrale. Interni: salotto digitale con cinture riscaldateAll'interno ritroviamo la filosofia Welcome home, dove l'artigianato incontra la digitalizzazione avanzata. L'elemento centrale è l'MBUX Superscreen, una superficie unica che integra il display da 14,4 pollici e quello del passeggero da 12,3 pollici, affiancati dal quadro strumenti digitale. Tra le innovazioni più particolari spiccano le cinture di sicurezza riscaldate, capaci di raggiungere i 44C e pensate per migliorare sicurezza e comfort. Il clima è controllato dal Digital Vent Control, che orienta automaticamente le bocchette tramite piccoli motori elettrici, mentre il sistema Energizing Air Control ionizza e filtra l'aria neutralizzando particelle PM2.5 ogni 90 secondi.I passeggeri posteriori vivono l'esperienza più immersiva grazie al vano FirstClass, dotato di schermi da 13,1 pollici, telecomandi touch e la possibilità di partecipare a videochiamate su Teams o Zoom grazie alle telecamere HD. L'ambiente è impreziosito dall'impianto Burmester HighEnd 4D, con attuatori negli schienali che trasformano la musica in vibrazioni percepibili. I materiali includono legni pregiati come quercia a poro aperto e noce a spina di pesce, oltre a una nuova e sofisticata opzione leatherfree in grigio tempesta. Tecnologia: tra MB.OS e guida predittivaLa rivoluzione più significativa è l'arrivo di MB.OS (MercedesBenz Operating System), una piattaforma centrale che collega tutti i sistemi dell'auto al Cloud. L'integrazione con IA generativa - tra cui ChatGPT4o, Google Gemini e Microsoft Bing - permette all'assistente vocale Hey Mercedes di dialogare con avatar evoluti come LittleBenz, capaci di interazioni naturali e contestuali. La nuova navigazione MBUX Surround utilizza grafica 3D in tempo reale per aumentare la sicurezza e la consapevolezza del guidatore. Il pacchetto MB.Drive Assist Pro abilita la guida assistita di livello 2 anche nelle situazioni urbane più complesse, supportato da dieci telecamere, cinque radar e dodici sensori a ultrasuoni. I nuovi fari Digital Light, più luminosi del 40%, proiettano simboli di avvertimento direttamente sull'asfalto. Le sospensioni intelligenti, coordinate dal sistema CartoX, anticipano dossi e irregolarità regolando gli ammortizzatori Airmatic per minimizzare le vibrazioni. Motori: elettrificazione per ogni esigenzaDentro il cofano, niente elettrico puro: la gamma, solo con cambio automatico ovviamente, è interamente elettrificata tramite sistemi mild hybrid a 48V (ISG da 17 kW) oppure configurazioni plugin a sei e otto cilindri, anche in versione diesel. Si parte dalla 3.0 turbodiesel 350 d, che adotta il 3.0 turbodiesel mild hybrid da 313 CV e 650 Nm, per poi salire di potenza con la S 450 d, equipaggiata con la stessa unità ma portata a 367 CV e 750 Nm. In gamma trova posto anche la S 450, spinta da un 3.0 turbobenzina con elettrificazione leggera da 381 CV e 560 Nm, insieme alla S 500, anch'essa integrale come tutte le mild hybrid, spinta da un sei cilindri da 449 CV e 600 Nm. Non manca una versione a otto cilindri: la S 580 monta infatti un 4.0 biturbo a trazione integrale da 537 CV e 750 Nm, capace di bruciare lo 0100 km/h in quattro secondi netti e raggiungere i 250 km/h.Per quanto riguarda gli ibridi plugin, la Classe S è disponibile nella 450 e, che affianca un 3.0 benzina a trazione posteriore da 326 CV a un motore elettrico da 163 CV per una potenza combinata di 435 CV e 680 Nm. Al vertice dell'attuale gamma - attesa nelle concessionarie nei prossimi mesi - si colloca la S 580 e, con il 3.0 turbobenzina da 449 CV e 560 Nm abbinato allo stesso modulo elettrico della sorella minore per un totale di 585 CV. Un numero che ricorderà agli appassionati le potenze di vari modelli AMG: Affalterbach, infatti, metterà mano anche alla nuova Classe S, superando i 600 CV, ma per vedere le prime versioni dell'ammiraglia sportiva (così come la nuova Maybach) servirà ancora un po' di attesa.
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Endurance - Daytona: 24 scatti per 24 ore
Daytona non comincia con il semaforo verde e non finisce con la bandiera a scacchi. Comincia nei camper allineati, nei pick-up trasformati in torri di controllo, nelle luci che si accendono quando la pista diventa una lama nel buio. Dentro le control room scorrono decine di schermi, fuori scorre l'America che vive la Rolex 24 come una festa popolare: barbecue, musica, bandiere che non dormono mai. Foto di: Ferrari Dal tramonto all'albaLe auto passano a pochi metri dalle reti, fuse in una scia continua. Giorno e notte si inseguono senza mai fermarsi. Dal tramonto all'alba A Daytona non si assiste alla gara: la si attraversa, la si respira, la si consuma. In questo scenario unico del motorsport, l'endurance americano trova la sua espressione più pura, dove la resistenza delle vetture e la tenacia dei piloti si fondono con il calore del pubblico nel catino della Florida.
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Cupra - Arrivano le Tribe Edition: prezzi e dotazioni per Formentor, Terramar e Leon
La Cupra introduce nei listini italiani la gamma in serie limitata Tribe Edition per i modelli Formentor, Terramar, Leon e Leon Sportstourer. Presentato all'IAA di Monaco nel settembre scorso, questo allestimento combina colori e finiture uniche e dotazioni ampliate con tutte le motorizzazioni disponibili, con un forte risparmio per i clienti rispetto agli optional singoli. A partire da 36.100 euroLa Cupra Formentor Tribe Edition è proposta a prezzi compresi tra 39.700 e 59.700 euro. Le Leon e Leon Sportstourer sono invece disponibili con gli stessi powertrain con prezzi compresi tra 36.100 e 55.350 euro, mentre la Terramar è offerta con listini compresi tra 45.350 e 58.950 euro. Per tutte, i powertrain disponibili sono 1.5 TSI, 1.5 Hybrid, 1.5 e-Hybrid, 2.0 TSI e 2.0 TDI, con combinazioni diverse tra trazione anteriore e integrale e cambi automatici DSG o manuali in base al modello. Colori, finiture e accessoriL'allestimento Tribe Edition è riconoscibile per le finiture in cromo scuro dei loghi e per i cerchi in lega in tinta Sulphur Green; inoltre, i sedili sono caratterizzati da inserti in tessuto riciclato con lavorazione a maglia 3D. In esclusiva è stata creata la verniciatura Manganese Matt, proposta in alternativa alle tinte Century Bronze Matt, Magnetic Tech Matt e Midnight Black. Le dotazioni sono più ricche rispetto alle versioni standard: includono sospensioni DCC, sistema Keyless, retrocamera, sedili sportivi e, per la Terramar, cerchi da 20" e Cruise Control adattivo.
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Toyota - La nuova GR Yaris a idrogeno "vola" al Rally di Montecarlo: al volante c'è Akio Toyoda
Nella cornice del Rally di Montecarlo, dove ha conquistato i primi tre posti con la GR Yaris Rally1, la Toyota ha voluto ribadire anche l'impegno verso il motorsport ecosostenibile presentando l'evoluzione della GR Yaris Rally2 H2 Concept. Debutto nel 2022, progetto in continua evoluzioneLa vettura è stata guidata da "Morizo", alias Akio Toyoda, che ha ancora una volta mostrato la sua passione per la guida e le sue doti da pilota professionista. La GR Yaris Rally2 H2 Concept è stata svelata per la prima volta al Rally di Finlandia 2025, ma il primo prototipo in assoluto era stato portato in gara già nel 2022 dallo stesso Toyoda all'Ypres Rally. La Toyota sta proseguendo i test anche in vista dei futuri cambi regolamentari del WRC e della possibile introduzione di una categoria riservata alle vetture con carburanti ecosostenibili. Idrogeno al posto della benzinaLa Toyota crede molto nella tecnologia a idrogeno, ma per il motorsport ha studiato una soluzione diversa dalla fuel cell: ha creato motori endotermici capaci di essere alimentati con questo carburante al posto della benzina tradizionale. Oltre ai prototipi delle Yaris, una GR Corolla è stata dotata di una tecnologia simile e ha partecipato agli eventi in pista del campionato giapponese Super Taikyu.
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Indiscrezioni - Chery e Jaguar Land Rover: il piano per produrre auto cinesi nel Regno Unito
Pechino chiama, Londra risponde: secondo quanto riportato dal Financial Times, sarebbero in corso colloqui fra Chery e Jaguar Land Rover. Il colosso cinese, infatti, starebbe esplorando la possibilità di utilizzare gli stabilimenti del gruppo britannico nel Regno Unito per la produzione di veicoli dei marchi Omoda e Jaecoo. Da parte sua, Downing Street avrebbe espresso interesse nell'attrarre l'azienda orientale per raggiungere l'obiettivo nazionale di produrre ogni anno 1,3 milioni di auto entro il 2035: attualmente i volumi sono fermi alle 738.000 unità del 2025, anche perché JLR ha subìto un attacco informatico a settembre, con perdite per almeno 196 milioni di sterline (circa 226 milioni di euro). Un passo in più oltre la cooperazioneSi tenga presente che esiste già una joint venture fra l'azienda cinese e JLR (controllata dall'indiana Tata): quest'ultima nel 2024 ha concesso in licenza alla Chery il marchio Freelander per lo sviluppo di modelli elettrici basati su piattaforme del player asiatico. Fra i brand orientali, inoltre, quelli della società di Wuhu sono quelli a più rapida crescita nel mercato britannico: produrre auto elettriche nel Regno Unito consentirebbe al costruttore di scavalcare i dazi per le auto a batteria prodotte in Cina ed esportate nell'Unione Europea. Di contro, l'azienda del Dragone dovrebbe affrontare gli elevati costi energetici e del lavoro in Gran Bretagna. Un big in continua espansioneIl Gruppo Chery possiede già uno stabilimento a Barcellona, acquisito dalla Nissan, e ha recentemente raggiunto un accordo per acquisire la fabbrica della stessa Casa giapponese in Sudafrica: una conferma della strategia di rilevare siti produttivi già esistenti per accelerare la propria presenza globale e la distribuzione internazionale.
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Nel traffico - Maserati, cosa bolle in pentola? A Modena spunta una misteriosa GranTurismo
Guardandola da fuori potrebbe sembrare una Maserati GranTurismo qualsiasi, ma la vettura immortalata a Modena dal nostro lettore Mauro Bertelli è a tutti gli effetti un mulotipo di validazione. Si tratta di esemplari che fondono una meccanica inedita a scocche di modelli già esistenti, utilizzati dai costruttori per testare nuove tecnologie prima del debutto ufficiale.L'occhio esperto nota subito dettagli che si discostano dal modello di serie: l'assetto è visibilmente rialzato sul frontale e sulla minigonna spicca una leva di sblocco rapido. Questo è un chiaro sintomo che l'auto stia testando componenti meccaniche non ancora in produzione. A confermarlo definitivamente è l'adesivo sulla portiera con la sigla VP (Validation Prototype): sono i prototipi finali mandati su strada per gli ultimi collaudi prima di avviare le linee produttive. Cosa si nasconde dentro il cofano?Il mulotipo in questione presenta i classici terminali di scarico aggiuntivi tipici dei test sui propulsori. Questi terminali vengono spesso collegati al PEMS (Portable Emissions Measurement System), il macchinario che rileva le emissioni in condizioni di guida reali, oppure usati per convogliare i gas di scarico nei sistemi di aspirazione durante i test su banco a rulli. dunque lecito ipotizzare che sotto il cofano di questa GranTurismo batta un nuovo motore elettrificato. Maserati sta lavorando da tempo a versioni mild hybrid o plug-in che potrebbero debuttare tra la fine del 2026 e il 2027. Gli attuali motori V6 Nettuno da 490 e 550 CV sono sul mercato dal 2022: i tempi sono maturi per un aggiornamento tecnico che porti in dote l'ibridazione a 48 volt. Nuovi motori Euro 7 o erede della Levante?Sebbene l'assetto rialzato possa far pensare a test per nuovi SUV, i dubbi restano. Il piano industriale del Gruppo Stellantis prevede un'erede della Maserati Levante nel 2027 e una nuova Quattroporte nel 2028, ma entrambi i modelli utilizzeranno la piattaforma STLA Large con un passo superiore ai tre metri.La GranTurismo della foto mantiene invece un interasse più corto (circa 2,90 metri), rendendo improbabile l'uso della nuova piattaforma. L'ipotesi più accreditata è che Maserati stia affinando i nuovi motori Euro 7 per la coupé a quattro posti e per la versione GranCabrio, garantendo così un futuro prestazionale e sostenibile alla sua icona sportiva.
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Volkswagen - La ID.4 richiamata negli Usa: rischio incendio per 45 mila elettriche
La Nhtsa (l'ente per la sicurezza stradale statunitense) ha avviato una procedura di richiamo per 45 mila Volkswagen ID.4, prodotte tra il 2023 e il 2025. Il rischio, secondo quanto riportato dalla National Highway Traffic Safety Administration, è che dalle batterie possa generarsi un incendio. Un rischio molto basso, ma sicuramente non trascurabile. Problema hardware, soluzione softwareIl problema sarebbe legato al disallineamento di un catodo della batteria, che potrebbe aver provocato (ma le indagini si sono rivelate non conclusive) un principio di incendio in tre veicoli. Un aggiornamento software, sviluppato dalla Volkswagen insieme alla SK Battery America, il produttore degli accumulatori, è in grado di rilevare eventuali malfunzionamenti legati a questo problema, così da segnalarli per tempo ed evitare guai peggiori. Il nuovo software è già installato sui nuovi modelli: il richiamo riguarda quelli prodotti precedentemente. Al momento non sappiamo se il problema riguarda i veicoli venduti in Europa. Presto cambierà nomeEntro la fine dell'anno la Volkswagen presenterà il primo aggiornamento della Suv elettrica ID.4, che per l'occasione cambierà denominazione: si chiamerà ID. Tiguan, seguendo la nuova strategia di naming di Wolfsburg. Le proporzioni dell'auto rimarranno pressoché invariate: gli interventi riguarderanno principalmente il frontale e i powertrain, con motori elettrici più potenti e batterie di maggiore capacità.
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Le Mans - Dalla Ferrari di Schumacher alla tuta di Senna: nasce M24, il nuovo tempio del motorsport
Una struttura completamente riprogettata, concepita come un'esperienza culturale ed emozionale per raccontare la storia, l'influenza e il futuro del motorsport mondiale a 360 (oltre agli Sport Prototipi, ci sarà uno spazio dedicato alla Formula 1, IndyCar, Rally e ai grandi Raid). Ecco, in sintesi, M24, il nuovo museo dedicato al motorsport pensato da coloro che custodiscono da sempre la magia della gara di durata più famosa del mondo. Un patrimonio unico al mondoL'M24 nasce da una duplice constatazione, ha detto Pierre Fillon, presidente dell'ACO, nel corso della presentazione: il riconoscimento di un patrimonio assolutamente unico al mondo e una nuova aspettativa del pubblico. Oggi le persone non vengono più semplicemente per vedere' le auto in fila. Vogliono capire, sentire, immergersi.Il progetto nasce dalla partnership instaurata nel 2022 tra l'ACO e Richard Mille e prosegue una storia museale iniziata nel 1961. Grazie a una superficie di 8.600 m, l'M24 (ideato dall'architetto Frédéric Audevard) diventerà un punto di riferimento internazionale che giustamente celebra la 24 Ore di Le Mans. Le Mans non è solo una gara, prosegue Richard Mille, è una leggenda vivente. M24 non guarda al passato con nostalgia, ma con ambizione: creare un dialogo tra tradizione e futuro. Entusiasmo contagiosoE proprio grazie all'entusiasmo di Richard Mille, direttamente dalla sua collezione saranno da subito esposti due autentici mostri sacri del motorsport: la prima è la Ferrari F2002 di Michael Schumacher, monoposto in grado di ottenere ben 15 vittorie su 17 GP; la seconda è la Lancia Stratos HF ex works, regina dei rally negli anni '70.Al momento del taglio del nastro saranno visibili più di 120 vetture, oltre a reperti di automobilia eccezionali, come la prima tuta da corsa indossata da Ayrton Senna. L'obiettivo è chiaro: superare i 300.000 visitatori annuali e affermare M24 come una delle principali destinazioni culturali in Europa. Grazie agli spazi modulari, il museo sarà anche il nuovo punto di riferimento per eventi aziendali e seminari presso il Circuito della 24 Ore. L'appuntamento per il debutto ufficiale è fissato al 28 maggio.
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Pagani - Huayra 70 Trionfo: tre esemplari unici per i 70 anni di Horacio
La Pagani presenta la Huayra 70 Trionfo, una serie limitata di appena tre esemplari creata per festeggiare i 70 anni di Horacio Pagani. Un'operazione simile era stata realizzata dieci anni fa, con la Zonda HP Barchetta dedicata ai 60 anni del fondatore.Di fatto, i tre esemplari della Huayra 70 Trionfo saranno tre one-off realizzate su richiesta dal reparto Grandi Complicazioni della Casa italiana. Cambio manuale e aerodinamica innovativaDefinire la 70 Trionfo una semplice serie speciale è riduttivo: Pagani ha infatti ridisegnato tutti i pannelli della vettura e soltanto le portiere sono le stesse delle altre Huayra. La veste aerodinamica è completamente inedita e deriva dal lavoro sviluppato sulla Huayra BC.Al momento non sono ancora disponibili immagini degli interni, ma secondo quanto indicato dal proprietario della Trionfo, il motore V12 AMG è abbinato al cambio manuale, lo stesso utilizzato sulla celebre one-off Pagani Huayra Epitome.
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Vendite globali - Ufficiale: Toyota prima al mondo, Volkswagen staccata di 2 milioni di auto
La Toyota ha diffuso i dati commerciali definitivi per il 2025: i numeri certificano quanto già si sapeva da diversi giorni, ossia la conferma, per il sesto anno consecutivo, del primato globale del gruppo giapponese e, soprattutto, l'ampio distacco accumulato dal secondo contendente al trono mondiale, i tedeschi della Volkswagen. I numeri del primatoIn particolare, i giapponesi hanno venduto complessivamente 11.322.575 veicoli lo scorso anno, con una crescita del 4,6% rispetto al 2024. La cifra, che include i risultati dei marchi Toyota, Lexus, Daihatsu e Hino, rappresenta un nuovo massimo storico per il costruttore nipponico.Confermato anche l'ampio vantaggio nei confronti del gruppo Volkswagen. I tedeschi, con 8.983.900 veicoli venduti, accusano un distacco superiore ai 2 milioni di unità. Un dato che colpisce, soprattutto se si considera che fino a pochi anni fa il divario era decisamente più contenuto.
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Tesla - Addio a Model S e Model X: le ammiraglie lasciano spazio ai robot Optimus
Addio Model S e Model X, soppiantate dai robot umanoidi Optimus sulle linee della fabbrica californiana di Fremont. L'annuncio shock arriva nientemeno che dal patron della Tesla, Elon Musk: la Casa texana, affermatasi con le più recenti ed economiche Model 3 e Model Y, ma che ha costruito la propria fama sulle due "ammiraglie", annuncia una svolta dalle profonde implicazioni industriali e strategiche. Model S e Model X, ormai obsolete e dai numeri lillipuziani rispetto al resto della gamma, sono giunte alla fine del loro ciclo di vita e, soprattutto, non avranno eredi. Ci aspettiamo di ridurre la produzione di S e X nel prossimo trimestre e quindi di fermarla. giunto il momento di concludere i programmi Model S e X con un congedo onorevole, perché ci stiamo davvero muovendo verso un futuro basato sulla guida autonoma. Se siete interessati ad acquistare una Model S o una Model X, questo è il momento giusto per ordinarla,ha affermato Musk durante la conference call sui risultati trimestrali.Come detto, il posto della Model S e della Model X nella fabbrica di Fremont non sarà preso da altri modelli a quattro ruote, ma da prodotti molto diversi: gli Optimus. Numeri ormai esigui, in altre parole, l'ennesima conferma di un'azienda che sta progressivamente abbandonando il campo automobilistico per concentrarsi sull'high tech. Dopo la Roadster originale, la Model S ha giocato un ruolo fondamentale nella storia di Tesla: lanciata nel 2012 e seguita tre anni dopo dalla Model X, ha fatto conoscere al mondo l'azienda e, ancor di più, Musk. Tuttavia, gli ultimi anni sono diventati un'agonia per entrambi i modelli. L'elevato costo, quantomeno rispetto a 3 e Y, e l'assenza di aggiornamenti rilevanti hanno prodotto una progressiva perdita di peso nelle vendite. L'anno scorso, Model 3 e Model Y, con 1.585.279 consegne, hanno rappresentato il 97% delle vendite globali, mentre il restante 3% (50.850 unità) è attribuito a tutti gli altri modelli in gamma.Tesla non fornisce maggiori dettagli e include nella dicitura other models non solo Model S e X, ma anche Cybertruck e la motrice Semi. quindi probabile che le vendite effettive di berlina e Suv si attestino intorno alle 30 mila unità, a fronte di una capacità produttiva dedicata di circa 100 mila veicoli. In sostanza, i dati commerciali e produttivi non giustificano più la loro permanenza sul mercato. Un futuro all'insegna dell'high techDel resto, la conference call ha visto Musk parlare ben poco di veicoli elettrici e molto di guida autonoma, intelligenza artificiale e robot. A proposito di Optimus, Tesla ha precisato di avere in programma la presentazione della terza generazione entro la fine del trimestre. Per il progetto, definito il primo destinato alla produzione di massa, è in corso la realizzazione di una linea di montaggio a Fremont con una capacità fino a 1 milione di unità l'anno e una catena di fornitori completamente nuova rispetto alle versioni precedenti.Secondo Musk, l'investimento porterà a un incremento significativo della produzione e degli addetti nell'impianto californiano. A ogni modo, l'imprenditore ha escluso volumi produttivi rilevanti prima della fine dell'anno, così come un impiego degli umanoidi in lavori realmente utili all'interno del sito. Il progetto resta infatti nelle fasi preliminari, nel pieno della sua sperimentazione: non a caso, la nuova linea sarà completamente operativa solo a fine anno.Ma il futuro tecnologico di Tesla non si ferma ai robot e guarda anche all'intelligenza artificiale. L'azienda ha rivelato di aver partecipato alla raccolta fondi da 20 miliardi di dollari di xAI, la società di Musk che sviluppa il chatbot Grok, investendo 2 miliardi di dollari.E poi c'è la guida autonoma. Tesla ha svelato per la prima volta il numero di clienti che hanno acquistato il sistema FSD: circa 1,1 milioni alla fine del 2025, 300 mila in più rispetto al 2024, ma ancora lontani dal target dei 10 milioni incluso nel pacchetto di bonus multimiliardari accordati a Musk. Infine, la scommessa sui Cybercab: il patron ha ribadito le sue aspettative su un rapido aumento della flotta e su un peso crescente dei robotaxi nelle attività del gruppo. Una trimestrale deludenteDetto questo, la conference call è stata ovviamente organizzata per parlare dei conti di Tesla. Sebbene alcune metriche trimestrali abbiano battuto le attese, i numeri complessivi dipingono un quadro decisamente negativo.Il 2025 si è chiuso con ricavi annuali in calo per la prima volta nella storia della società: -3% a 94,83 miliardi di dollari, con la flessione della componente auto (-10% a 69,5 miliardi) solo in parte compensata dalla crescita del 27% del business energetico (12,8 miliardi) e del 19% dei servizi (12,5 miliardi).Male anche l'utile operativo, in contrazione del 38% a 4,35 miliardi a causa di un aumento dei costi del 23% (la marginalità è scesa dal 7,2% al 4,6%), così come i profitti netti (-26% a 5,86 miliardi). In controtendenza i flussi di cassa, aumentati del 74% a 6,22 miliardi, anche grazie a un netto taglio degli investimenti (-25% a 8,53 miliardi).Un andamento analogo emerge dai dati del quarto trimestre. I ricavi, pari a 24,9 miliardi, hanno superato le attese del mercato (24,79 miliardi), ma risultano comunque in calo del 3% su base annua, a causa di una flessione dell'11% della divisione auto (17,7 miliardi). L'utile operativo è sceso dell'11% a 1,4 miliardi, quello netto del 16% a 1,76 miliardi. E l'utile per azione di 50 centesimi di dollaro sarà anche sopra le stime, ma resta inferiore del 17% rispetto a un anno fa.
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Noleggio - Locauto lancia un'offerta di telepedaggi con Verra Mobility
Locauto ha avviato con l'azienda Verra Mobility una partnership per introdurre una soluzione di pagamento automatico dei pedaggi in modalità elettronica destinata ai clienti in Italia. Il programma consente ai conducenti di aderire al servizio di telepedaggio al momento del noleggio, presso tutte le sedi Locauto, permettendo di evitare le code ai caselli o di utilizzare contanti. Pagamenti più semplici e sicuriLocauto è da sempre impegnata a offrire soluzioni che semplificano e migliorano l'esperienza di noleggio dei nostri clienti, ha dichiarato Raffaella Tavazza, Ceo di Locauto Group. Abbiamo riconosciuto da subito il valore aggiunto della soluzione Verra Mobility e siamo felici di attivare questa partnership per portare un servizio concreto in tutte le nostre sedi in Italia".Con l'introduzione del pedaggio elettronico, i clienti Locauto possono accedere più facilmente alle corsie dedicate, con un'esperienza più semplice e più sicura lungo la rete stradale italiana. Come già avvenuto in altri mercati europei, il pedaggio elettronico riduce tempi e frustrazione per chi guida e risolve criticità operative per le società di noleggio", ha aggiunto Tsjerk-Friso Roelfzema, Senior Vice President e General Manager di Verra Mobility Europe.
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Stati Uniti - Toyota anticipa una grande Suv: è un'elettrica a sette posti?
La filiale statunitense della Toyota ha pubblicato sui suoi social network una semplice immagine che mostra il posteriore di un nuovo modello, accompagnato semplicemente dalla frase "Something New is On the Horizon", "qualcosa di nuovo all'orizzonte". Di cosa potrebbe trattarsi? Possiamo formulare almeno un paio di ipotesi. Il nuovo Highlander?L'immagine mostra un modello decisamente imponente, il che fa pensare a una vettura a ruote alte. Una Suv, con ogni probabilità, magari la nuova Highlander: la quarta serie ha debuttato nel 2019, e potrebbero essere maturi i tempi di un restyling o di un modello del tutto nuovo. Potrebbe anche trattarsi di un pick-up, ma è un'ipotesi meno probabile: è da poco stata presentata la nuova serie dell'Hilux. Una Suv elettrica?L'ipotesi più accreditata rimane però quella di una grande Suv elettrica a sette posti, un modello che la Casa giapponese ha in cantiere da diverso tempo, e che potrebbe andare a competere con la Kia EV9 e la Volvo EX90. In questo caso, l'auto avrebbe dimensioni intorno ai cinque metri, diventando il modello più grande realizzato sulla piattaforma TNGA-e, con spazio sufficiente per batterie di grandi dimensioni.Si potrebbero anche accorpare le due ipotesi, e ipotizzare che si tratti della versione full electric della Toyota Highlander, con uno stile che richiama gli ultimi modelli delle Tre ellissi e gli stessi punti di forza della variante termica, ossia interni spaziosi, versatili e con una terza fila comoda. Rimaniamo in attesa di nuove informazioni.
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Osservatorio TEA - L'auto italiana è ferma: pochi investimenti, occupati in calo e ritardi sullelettrico
La filiera italiana dell'auto è ferma: investe poco su prodotti e processi e mantiene un approccio eccessivamente prudente sull'elettrico e sugli altri ambiti di sviluppo tecnologico. una fotografia in bianco e nero quella scattata dalla Survey 2025 dell'Osservatorio sulle Trasformazioni dell'Ecosistema Automotive (TEA), guidato dal Center for Automotive & Mobility Innovation della Venice School of Management Università Ca' Foscari Venezia.L'analisi è stata presentata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy a pochi giorni dall'ennesima convocazione di un tavolo automotive (sotto, una foto di uno dei tanti incontri degli anni passati), che rischia ancora una volta di non produrre risultati concreti e tangibili. I numeri dell'immobilismoSono i numeri a certificare la frenata di un settore alle prese con incertezza della domanda europea, tensioni geopolitiche e rischi legati alla transizione tecnologica.Il 57% delle aziende quasi 9 punti percentuali in più rispetto al 2024 non intende investire in innovazione di prodotto nel prossimo triennio.Tiene invece l'innovazione di processo, con una propensione agli investimenti superiore di circa 15 punti percentuali rispetto a quella di prodotto, spinta soprattutto da esigenze di efficientamento e riduzione dei costi. Resta però significativo il dato di chi resta fermo: il 42% non prevede investimenti nemmeno sui processi.Sul fronte della transizione, il 52% delle imprese preferisce restare attivo su componenti o servizi invarianti rispetto al powertrain, cioè non direttamente legati né al motore termico né a quello elettrico, rinviando di fatto le scelte strategiche. Solo il 15,4% ha in programma innovazioni di prodotto per i veicoli elettrici. I punti critici: occupazione e struttura aziendaleIl quadro si fa ancora più preoccupante guardando alle previsioni occupazionali. Nel prossimo triennio i posti di lavoro nell'automotive caleranno del 4,9%, confermando i timori per il futuro dei lavoratori della filiera.Fa eccezione il segmento delle aziende che investono esclusivamente sull'elettrico, che prevedono un aumento degli addetti dell'1,8%, pur denunciando una forte carenza di competenze specialistiche, soprattutto in elettronica di potenza, software e gestione energetica.Criticità emergono anche sul piano finanziario e manageriale. Quasi il 60% delle aziende si affida principalmente all'autofinanziamento, mentre l'accesso al credito bancario viene giudicato costoso e complesso. Ancora più allarmante il dato sulla pianificazione strategica: una impresa su due non redige un business plan formale. Le richieste alle istituzioni: energia e semplificazione Lo studio si chiude con richieste nette alla politica. Per sostenere la transizione e preservare la competitività della filiera, le imprese indicano come priorità assolute la riduzione del costo dell'energia per gli impianti produttivi e la semplificazione burocratica legata agli investimenti. Interventi ritenuti più urgenti ed efficaci rispetto ai soli incentivi alla domanda. in atto una trasformazione profonda del settore automobilistico, con rilevanti implicazioni economiche e sociali, ha spiegato Francesco Zirpoli, direttore dell'Osservatorio TEA, ricordando la recente decisione della Commissione europea di introdurre maggiore flessibilità per le case automobilistiche, nuovi meccanismi di compensazione delle emissioni e incentivi alla produzione europea di piccole elettriche.Per l'industria italiana si tratta di un'opportunità, a patto di non considerarla un'inversione di rotta: la transizione resta guidata dagli investimenti in digitalizzazione, automazione ed elettrificazione, già fortemente avanzati soprattutto in Asia e sui quali l'Italia non può permettersi di restare indietro.Sulla stessa linea Fabio Pressi, presidente di MotusE (nella foto sopra durante il suo intervento all'ultimo Quattroruote Next):Serve un cambio di passo nella politica industriale per l'automotive, in primis a livello europeo, superando un approccio basato esclusivamente sui target e adottando una strategia fondata su meccanismi premiali e schemi di supporto chiari e strutturati, capaci di promuovere una cultura dell'innovazione indispensabile per competere sui mercati globali.Archiviato il dibattito sul phaseout dei motori termici nel 2035, è ora necessario concentrarsi su azioni concrete per tutelare industria e occupazione, costruendo in Italia e in Europa un contesto capace di rilanciare gli investimenti in un settore strategico come l'elettrificazione dei trasporti, ha concluso Pressi.
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Zuffenhausen - Porsche rivoluziona il design dopo 20 anni: dalla McLaren arriva Tobias Sühlmann
Dopo oltre vent'anni, la Porsche cambia guida nel reparto stile. Dal 1 febbraio, Tobias Sühlmann diventerà il nuovo Head of Design, prendendo il posto di Michael Mauer (foto sotto). I legami con il mondo VolkswagenSühlmann arriva da McLaren, dove dal 2023 ricopriva il ruolo di Chief Design Officer. La sua nomina rientra nel percorso di rinnovamento generazionale voluto dalla Casa, ma colpisce il fatto che la matita provenga dall'azienda guidata, fino a pochi mesi fa, dall'attuale CEO Porsche, Michael Leiters.E proprio Leiters non ha nascosto la propria soddisfazione: Tobias Sühlmann può costruire su una filosofia di design unica. Con la sua esperienza nella progettazione di auto sportive e super sportive, affinerà ulteriormente il profilo Porsche. La sua vasta conoscenza lo aiuterà nello sviluppo di numerosi veicoli nel segmento high-end.Un passaggio di consegne tutt'altro che traumatico, considerati i legami storici tra Sühlmann e il mondo Volkswagen. Dopo gli studi all'Università di Scienze Applicate di Pforzheim, il designer oggi 46enne ha iniziato la sua carriera in Volkswagen nel 2005, per poi approdare a Bugatti, Aston Martin, Bentley (dove ha contribuito alla nascita della Batur) e quindi McLaren. Chi è Michael Mauer, grande firma PorscheL'ingresso di Sühlmann sarà agevolato dal suo ricco background, ma il compito resta impegnativo: sostituisce una matita che ha letteralmente segnato la storia recente di Porsche.Mauer, oggi 63 anni (nella foto sopra), è diventato responsabile del Design nel 2004, raccogliendo l'eredità di figure leggendarie come Ferdinand Alexander Porsche, Anatol Lapine e Harm Lagaay. Prima di arrivare a Zuffenhausen, aveva maturato esperienze in Mercedes, Smart e Saab.In vent'anni ha firmato modelli fondamentali come Panamera (sviluppata insieme a Leiters nel 2009) e 918 Spyder, l'aggiornamento della Cayenne e la Taycan, contribuendo anche al percorso di elettrificazione del marchio.Non sorprende, dunque, il tributo del CEO: Mauer ha plasmato un'era alla Porsche. Chi è MauerIl compito della matita sarà facilitato dal suo passato professionale, ma non per questo sarà meno gravoso anche perchè sostituisce una matita che ha segnato la storia recente della Porsche. Mauer, oggi 63enne, è diventato responsabile del Design nel lontano 2004, assumendo un ruolo che in passato è stato ricoperto da mostri sacri dell'automobilismo tedesco come Ferdinand Alexander Porsche, Anatol Lapine e Harm Lagaay.
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Nuova gamma - Mitsubishi, rilancio in Italia a tutto Suv: c'è anche lOutlander
A partire da oggi, la Mitsubishi sarà distribuita in Italia dalla società Bassadone Auto Italia, neocostituita società che fa parte del gruppo Bassadone Automotive Group, uno dei principali distributori indipendenti di automobili in Europa. "La nostra missione sarà riportare Mitsubishi Motors al centro della scelta degli automobilisti italiani", spiega l'amministratore delegato Federico Goretti, che ha lavorato per diversi anni in Giappone per Fca. "Punteremo su una rete di concessionari solida e su un'offerta di prodotti all'avanguardia, in particolare nei segmenti SUV e delle tecnologie ibride plug-in". I modelli della nuova gamma Mitsubishi che arriveranno in Italia sono quattro, tre dei quali sono basati su altrettante vetture della Renault (le due Case, insieme alla Nissan, hanno una collaborazione commerciale):ASX: Suv compatta su base CapturGrandis: Suv media su base SymbiozEclipse Cross: Suv elettrica su base Scenic E-Tech ElectricOutlander: Suv plug-in di segmento DCon la rimodulazione dell'offerta, concentrata sui modelli a ruote alte, spariscono dai listini la piccola Space Star e la Colt, basata sulla precedente generazione della Renault Clio. Mitsubishi ASXIl modello più compatto della Mitsubishi è la "gemella" della Renault Captur, rispetto alla quale si differenzia soprattutto nel frontale grazie al "dynamic shield", il caratteristico scudo delle auto giapponesi. La ASX è lunga 4.227 mm e ha un passo di 2.639, mentre il bagagliaio ha una capacità di 484 litri (348 per la full hybrid), che diventano 1.596 (1.458) abbassando gli schienali della seconda fila di sedili. In abitacolo, strumentazione digitale da 7" e display verticale dell'infotainment da 10,4" con connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto. Tre le motorizzazioni in gamma: il 1.2 turbobenzina da 115 CV, il 1.3 mild hybrid da 140 CV con cambio automatico Dct a sette rapporti, e il 1.8 full hybrid da 160 CV con cambio multimodale senza frizione. La gamma prevede due allestimenti: il nuovo Black Edition, con finiture nere e dalla dotazione già molto completa (cerchi di lega da 18", sensori luce e pioggia, climatizzatore automatico), e il top di gamma Intense, con la guida assistita di livello 2 e il monitoraggio degli angoli ciechi, i mancorrenti sul tetto e gli specchietti ripiegabili elettricamente. Come gli altri modelli della Casa giapponese, anche per lei è prevista una garanzia di 8 anni / 160.000 km.I prezzi della Mitsubishi ASXASX 1.2 Black Edition: 24.900 euroASX 1.3 Mhev Black Edition: 26.900 euroASX 1.3 Mhev Intense: 28.900 euroASX 1.6 Hev Black Edition: 29.900 euroASX 1.6 Hev Intense: 31.900 euro Mitsubishi GrandisCostruita sulla base della Symbioz (a sua volta versione "allungata" della Captur), come la ASX si differenzia dall'omologa francese soprattutto per il Dynamic Shield frontale, ma anche per il paraurti posteriore di nuovo disegno. Lunga 4.413 mm e con un passo di 2.638 mm, ha un bagagliaio di 576/1.682 litri (492/1.582 per la full hybrid), ulteriormente aumentabili grazie al divanetto posteriore scorrevole. Due le motorizzazioni in gamma, il 1.3 mild hybrid con cambio manuale a sei marce o l'automatico a doppia frizione a sette rapporti, e il 1.8 full hybrid da 160 CV. Tre gli allestimenti a listino (i prezzi non sono ancora disponibili): Invite, Intense e Instyle. Di serie per tutta la gamma l'infotainment da 10,4" con connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, specchietti ripiegabili elettricamente, sensori luce e pioggia, mantenimento della traiettoria, climatizzatore automatico e telecamera. La Intense aggiunge il portellone elettrico e il cruise control adattivo, le luci ambientali e la frenata automatica anche nelle manovre. La top di gamma Instyle completa la dotazione con cerchi di lega da 19", strumentazione digitale da 10", tetto in vetro con oscuramento elettronico, volante e sedili anteriori riscaldati, impianto audio Harman Kardon. Mitsubishi Eclipse CrossLa Mitsubishi Eclipse Cross cambia ancora forma: dalla Suv col lunotto diviso in due, il modello si trasforma nella versione modificata della Renault Scenic E-Tech Electric, diventando di fatto la prima elettrica della Casa giapponese. Rispetto alla francese cambia il disegno della griglia frontale, del montante e del paraurti posteriori. Identici gli interni, a cominciare dal doppio display a L per strumentazione e infotainment con sistema OpenR Link basato su Google Automotive. Come l'omologa francese, è lunga 4.489 mm e ha un passo di 2.784 mm; il bagagliaio mette a disposizione 545 litri, che diventano 1.670 abbattendo le sedute posteriori. Il motore, all'anteriore, ha una potenza di 160 kW (218 CV), ed è abbinato a una batteria da 87 kWh, per un'autonomia dichiarata di 635 km. Più avanti arriverà anche la versione con accumulatori da 60 kWh, per un'autonomia di poco superiore ai 400 km. I prezzi e gli allestimenti di questo modello non sono ancora stati comunicati. Mitsubishi OutlanderSviluppata esplicitamente per il mercato europeo, questa Suv di segmento D è anche l'unico modello della gamma per l'Italia a non derivare direttamente da un modello della Renault. Giunta alla sua quarta generazione, la Outlander è commercializzata con un powertrain ibrido plug-in composto da un motore benzina di 2.4 litri abbinato a due unità elettriche, una per asse, da 85 e 100 kW, con trazione integrale.La potenza combinata è di 225 kW (306 CV), che permette all'auto di scattare da ferma a 100 km/h in 7,9 secondi. La batteria ha una capacità di 22,7 kWh, per un'autonomia in elettrico che arriva a 86 km. Sfruttando il pieno di benzina e di corrente si possono percorrere fino a 834 km. L'altezza da terra di 199 mm, unita agli angoli di attacco e uscita di 18,7 / 22,5, rende la Outlander adatta al fuoristrada leggero, aiutata anche dalle sette modalità di guida disponibili (Normal, Eco, Power, Tarmac, Gravel, Snow e Mud). Il bagagliaio ha una capacità di 467 litri (1.404 abbattendo i sedili posteriori), con il portellone ad apertura elettrica di serie. All'interno dell'abitacolo trovano posto i display da 12,3" di strumentazione e infotainment (con connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto), ricarica a induzione e, sull'allestimento top di gamma Instyle, anche l'impianto audio Yamaha. Tre gli allestimenti a listino: Inform, Invite e Instyle. I prezzi per il mercato italiano non sono ancora stati comunicati.
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Renault - Austral e Symbioz, al volante della coppia ibrida - VIDEO
Il segmento delle Suv medie è oggi uno dei più affollati e strategici del mercato europeo. Le CSuv rappresentano circa il 40% delle vendite, e in questo scenario Renault ha scelto di ampliare la propria presenza introducendo nel 2024 la nuova Symbioz, che si affianca all'Austral. Due modelli pensati per coprire esigenze diverse ma perfettamente complementari, che abbiamo guidato per scoprirne caratteristiche e novità. Renault Austral: il cuore della gamma ibridaLa Renault Austral, lunga 4,51 metri, interpreta al meglio il segmento C grazie al suo equilibrio tra spazio, prestazioni e tecnologia. La versione da noi provata è l'ETech full hybrid da 200 CV, un sistema progettato per unire brillantezza e efficienza. Durante il test, il computer di bordo ha registrato consumi inferiori a 6 l/100 km, confermando la vocazione del modello verso la mobilità quotidiana elettrificata. Non sorprende che questa motorizzazione sia oggi quella più richiesta all'interno della gamma. Renault Symbioz: versatilità e nuovo ibrido E-TechA poca distanza nella gamma si colloca la nuova Renault Symbioz, lunga circa 4,4 metri e pensata per chi cerca una Suv più compatta ma comunque spaziosa. Anche qui debutta la tecnologia ETech ibrida, questa volta basata su un motore 1.8 aspirato abbinato all'elettrico per una potenza complessiva di 160 CV. La filosofia è quella dell'efficienza e della guida fluida, ideale per la città e per gli spostamenti quotidiani. Symbioz nasce dalla piattaforma della Captur, ma grazie allo sbalzo posteriore ampliato offre più spazio e una maggiore vocazione familiare. Abitabilità e tecnologia di bordoPur appartenendo a fasce di prezzo differenti - con Symbioz più vicina a Captur e Austral collocata su un livello superiore - i due modelli condividono molti elementi fondamentali. L'abitabilità interna è uno dei punti di forza di entrambi: il bagagliaio sfiora i 600 litri, un valore importante ottenuto anche grazie alla panchina posteriore scorrevole, soluzione che consente di modulare al meglio lo spazio a bordo.La dotazione tecnologica segue lo stesso approccio. Sia Austral sia Symbioz integrano sistemi avanzati di assistenza alla guida e il moderno infotainment OpenR Link con servizi Google integrati, offrendo un ambiente digitale intuitivo e sempre connesso.Insomma, parliamo di due Suv con personalità diverse, ma accomunate da un'unica visione: portare l'elettrificazione su un livello accessibile, moderno e adatto a un pubblico sempre più ampio.
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