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Porsche Taycan, con il nuovo model year ha imparato a simulare le cambiate

4 Ruote - Giu 17,2026
Porsche ha presentato il Model Year 2027 dell'elettrica Taycan, che introduce tre novità. La prima è l'E-Shift, un sistema che simula un cambio a otto marce tramite paddle al volante sportivo: ogni cambiata provoca un innesto percettibile, una coppia di trascinamento specifica per marcia e una variazione del suono interno ed esterno prodotto dal Porsche Electric Sport Sound. Il tutto arricchito da un contagiri virtuale e da un segnalatore luminoso sul quadro strumenti. L'E-Shift è di serie sulla Taycan Turbo GT. Adesso vanno più lontano La seconda novità riguarda l'autonomia: i modelli a trazione posteriore (berlina e Sport Turismo) possono essere ordinati con pneumatici estivi da 20 pollici a bassa resistenza al rotolamento che, abbinati alla batteria Performance Plus, portano l'autonomia nel ciclo Wltp fino a 700 km per la berlina e 671 km per la Sport Turismo. Ancora più sportiva La terza e ultima novità della Taycan MY27 è il kit Manthey per la Turbo GT con pacchetto Weissach, che prevede modifiche all'aerodinamica, al telaio e al powertrain: disponibile per la prima volta come equipaggiamento montato direttamente da Porsche, questo kit ha permesso al collaudatore Lars Kern di stabilire il record per le auto elettriche al Nürburgring, con un tempo di 6:55.553. Gli altri aggiornamenti riguardano l'infotainment, che diventa quello già visto su Macan Electric e Cayenne Electric, aggiornamenti OTA, widget personalizzabili e assistente vocale con interazione in linguaggio naturale.
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Deepal S05, lunga autonomia e prezzo sotto i 30 mila euro: abbiamo guidato la Suv ibrida plug-in di Changan

4 Ruote - Giu 17,2026
Changan apre una nuova fase della propria offensiva europea. Dopo essere sbarcata da noi con una gamma composta da modelli elettrici, la Casa cinese introduce ora nei mercati del Vecchio Continente, Italia compresa, la tecnologia plug-in hybrid. Il debutto avviene sulla Deepal S05, Suv di segmento C lunga 4,60 metri, che già affianca nella gamma del costruttore la più grande S07. L'obiettivo, spiegano i tecnici di Chongqing, è quello di offrire una vettura capace di mantenere tutti i vantaggi della guida elettrica negli spostamenti quotidiani, senza rinunciare alla libertà di affrontare lunghi viaggi. Il termico funge da range extender Il powertrain Ultra Hybrid a trazione anteriore combina un motore elettrico da 234 CV con un quattro cilindri benzina 1.5 da 86 CV. Quest'ultimo lavora per la maggior parte del tempo come range extender, alimentando un generatore e intervenendo direttamente nella trazione soltanto quando viene richiesta la massima accelerazione, oppure quando il software di gestione preserva l'energia della batteria. Si ricarica in corrente continua con potenza fino a 55 kW La potenza complessiva raggiunge i 258 CV, mentre la batteria Lfp da 18,4 kWh consente fino a 100 chilometri di percorrenza in modalità elettrica e un'autonomia dichiarata di 1.060 chilometri. A differenza di molte concorrenti plugin hybrid, inoltre, la Deepal S05 Ultra Hybrid può essere ricaricata in corrente continua fino a 55 kW: secondo la Casa bastano circa 15 minuti per passare dal 30 all'80%. Come va su strada Al volante la cinese, che abbiamo provato in anteprima sulle strade di Barcellona, sembra un'elettrica pura. La marcia è estremamente silenziosa, anche se sotto i 30 km/h si percepisce troppo il suono dell'avvisatore acustico per i pedoni. La risposta all'acceleratore è pronta e il passaggio tra le diverse modalità di funzionamento avviene in maniera quasi impercettibile: il motore termico praticamente non si sente. L'assetto privilegia il confort, confermando la vocazione più turistica che sportiva del modello. Lo sterzo, pur filtrato dall'assistenza, restituisce un feedback discreto e garantisce agilità nel traffico e nelle manovre. Buono anche il lavoro delle sospensioni nell'assorbire le irregolarità del fondo stradale. Nella guida più brillante emerge inevitabilmente una certa impostazione orientata al confort, ma il comportamento resta sempre prevedibile. Com'è dentro e fuori La Deepal S05, anche nella versione Ultra Hybrid, porta la firma del centro stile Changan di Torino. La linea è moderna e pulita, con gruppi ottici sottili, superfici levigate e maniglie a scomparsa che contribuiscono a un'immagine tecnologica. Il passo di 2,88 metri le garantisce inoltre proporzioni equilibrate e una presenza su strada importante.L'abitacolo segue la filosofia minimalista tipica delle vetture cinesi più attuali. La plancia è dominata dal display centrale da 15,4 pollici che, all'avvio, si orienta automaticamente verso il guidatore. Da questo si gestiscono praticamente tutte le funzioni di bordo tramite comandi touch e vocali. Una soluzione scenografica, ma che finisce per complicare perfino le operazioni più comuni. La quasi totale assenza di tasti fisici obbliga infatti a passare dal touchscreen perfino per la regolazione degli specchietti retrovisori esterni. Manca il cassettino, ma c'è un vano refrigerato Qualche riserva arriva anche sul fronte della praticità. Al pari della sorella elettrica, la Deepal S05 Ultra Hybrid rinuncia infatti al classico cassetto portaoggetti davanti al passeggero. Non mancano però idee interessanti: tra queste il grande vano refrigerato ricavato nel tunnel centrale. Convincente lo spazio a bordo, soprattutto per chi viaggia nella seconda fila, mentre il bagagliaio da 552 litri raggiunge i 1.310 litri abbattendo gli schienali posteriori. Nella versione più ricca completano il quadro l'headup display con realtà aumentata, i sedili ventilati e riscaldabili e l'impianto audio a 14 altoparlanti. Allestimenti e prezzi Per il mercato italiano la Deepal S05 Ultra Hybrid è proposta negli allestimenti Pro e Max, con prezzi rispettivamente di 33.990 e 37.990 euro. Entrambi prevedono una garanzia di 7 anni o 160.000 chilometri sull'intera vettura e di 8 anni o 200.000 chilometri sui componenti elettrificati. In fase di lancio, inoltre, Changan ha previsto una campagna promozionale che porta il prezzo della Pro a 29.490 euro.
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Stellantis, le richieste di Filosa allItalia: "Servono risposte urgenti su energia e lavoro"

4 Ruote - Giu 17,2026
Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis, è stato aascoltato dalle commissioni riunite Attività produttive, della Camera, e Industria, del Senato, sullo stato della produzione automobilistica del gruppo in Italia.L'audizione - avvenuta nella Sala del Mappamondo di Montecitorio e molto apprezzata dai parlamentari rispetto a quella del suo predecessore Carlos Tavares - non ha riservato grandi novità, ma il manager non ha mancato di fare ai parlamentari delle richieste; quest'ultime riguardano condizioni di contesto che non favoriscono gli investimenti di qualsiasi tipo di impresa industriale, e che già da tempo sono oggetto di dibattito tra le associazioni datoriali e le istituzioni. Filosa si è soffermato, in particolare, sui costi dell'energia e del lavoro. Servono risposte straordinarie e urgenti" Dietro al nostro piano c'è uno sforzo davvero significativo in termini di investimenti. Questo sforzo è reso ancor più difficile dal contesto, sia nazionale che europeo. So bene - ha detto il manager - che conoscete già i limiti competitivi del nostro Paese e le complessità delle regole europee, ma è importante, per me, condividere con voi alcune riflessioni, ha spiegato Filosa, partendo dal tema energetico: Nel primo trimestre dell'anno, il costo dell'energia elettrica per Stellantis in Italia è stato in media di 205 euro al megawatt/ora. Per la stessa quantità di energia, in Spagna abbiamo pagato in media 90 euro e in Francia 100. Ovvero, meno della metà in entrambi i Paesi. evidente come questo divario non sia sostenibile, tanto da noi quanto dai nostri fornitori.Riconosciamo" ha continuato l'ad, l'impegno delle istituzioni italiane per mitigare il problema, nei limiti dei vincoli europei e dell'attuale instabilità geopolitica. In particolare, apprezziamo le misure del governo adottate per contenere il peso delle bollette: vanno nella direzione corretta e ne auspichiamo una rapida attuazione. Tuttavia, la situazione è tale da richiedere risposte davvero straordinarie ed urgenti, ha proseguito l'amministratore delegato, evidenziando alcune contro-misure già attuate dal gruppo, tra cui diversi progetti di autoproduzione da fonti rinnovabili e, soprattutto, l'avvio dell'iter per il riconoscimento di azienda energivora, che potrebbe garantire l'accesso ad agevolazioni e sgravi. In ogni caso, per Filosa servono semplificazioni e non ostacoli burocratici.Il secondo tema riguarda la competitività, e in particolare il costo del lavoro. Secondo l'ad, serve introdurre meccanismi di flessibilità in linea con le esigenze operative contemporanee, come è stato fatto in Spagna. Una flessibilità che gratifichi e tuteli le persone e che, al contempo, sintonizzi la produzione, il mercato e le altre dinamiche esogene. In questo senso, mi sembra vadano le misure recentemente introdotte dal parlamento nel corso della conversione del DL 1 maggio'. Solo agendo su aspetti fondamentali come energia e lavoro potremo trasformare il nostro impegno di oggi nel successo industriale dell'Italia di domani", ha aggiunto Filosa. Rispettiamo i vincoli Ue, ma sono da ripensare" Ovviamente, anche il contesto europeo produce i suoi effetti sull'operatività di qualsiasi azienda. Noi costruttori europei ha evidenziato il dirigente - ci troviamo da tempo stretti tra le pressioni della domanda e i vincoli dell'offerta previsti da regole europee pensate in un contesto caratterizzato da sfide completamente diverse da quelle attuali. Vincoli che rispettiamo, ma che pensiamo debbano essere ripensati per garantire la sostenibilità e la crescita dell'industria europea.Filosa, anche in una prospettiva italiana, ha quindi sottolineato tre priorità. Una riguarda i veicoli commerciali leggeri: L'azzeramento delle emissioni e la transizione verso l'elettrico sono obiettivi che continuiamo a condividere. Servono, però, realismo sulle regole e realismo sui tempi della loro attuazione".La seconda interessa il segmento delle auto piccole: importante stabilire chiaramente, e al più presto, norme che le possano davvero valorizzare. A tal proposito, la proposta della Commissione europea di riconoscere a questo segmento i cosiddetti super crediti va esattamente nella direzione che auspichiamo.La terza fa riferimento al made in Europe. Per Filosa rappresenta una straordinaria opportunità e un primo importante strumento per una politica industriale europea capace di rafforzare l'industria e proteggere tanti posti di lavoro. Tuttavia, ha puntualizzato, la sua attuazione deve essere fondata su un criterio di premialità e non introdurre ulteriori ostacoli o oneri per il settore. Confermato il Piano Italia, ma andremo anche oltre" Gran parte dell'audizione ha comunque riguardato gli impegni di Stellantis per l'Italia. Filosa, che non ha mancato di ricordare Sergio Marchionne (Oggi sarebbe stato il suo 74 compleanno: i suoi valori accompagnano ancora oggi le persone di Stellantis che come me hanno avuto la fortuna di lavorare con lui), ha innanzitutto evidenziato quanto fatto da quando ha assunto il timone dell'azienda: Abbiamo invertito la rotta anteponendo la qualità alle efficienze 'a tutti i costi' e tornando a puntare sulla forza dei nostri prodotti. Imprimere un cambiamento così profondo alla nostra strategia è stato difficile, ma necessario per metterci nelle condizioni di ripartire con rinnovata fiducia. Una scelta netta, fatta per riportare le persone al centro di tutto ciò che facciamo.Ci sono segnali incoraggianti, ma le criticità registrate negli ultimi anni non sono ancora alle nostre spalle. Per garantire sostenibilità a lungo termine, è indispensabile che anche il quadro normativo sostenga la competitività del settore in Italia e in Europa, ha aggiunto Filosa, ricordando alcuni cardini del piano FaSTLAne 2030, tra cui i 60 miliardi di euro di investimenti, di cui il 40% in Europa, gli oltre 60 lanci tra il 2026 e il 2030 a livello globale e l'obiettivo di superare l'80% di utilizzo della capacità europea entro il 2030. Un traguardo ambizioso che raggiungeremo, in particolare, grazie all'aumento dei volumi, generato dai nuovi lanci e dal miglioramento della qualità; alla riconversione di alcuni stabilimenti; alle partnership industriali, che ci consentiranno di condividere capacità produttiva e know-how."In Italia, continueremo ad investire in modo significativo, in linea con quanto fatto negli anni passati - ha poi proseguito il manager -. Sono convinto che anche per questo il nostro Paese non debba sentirsi secondo a nessuno", ha quindi assicurato Filosa. "Credo che i primi risultati dell'anno testimonino la nostra serietà e sono il frutto di un dialogo costante e costruttivo con i sindacati, la filiera e i rappresentanti del governo", ha continuato l'amministratore delegato, sottolineando come l'aumento dei volumi produttivi del 16% nei primi cinque mesi dell'anno abbia consentito di ridurre del 30% il ricorso alla cassa integrazione. A Mirafiori, per esempio, è stato ridotto del 77% e a Modena del 97%, ma Filosa ne ha auspicato l'azzeramento."Chiaramente -ha aggiunto - non possiamo controllare le dinamiche di mercato e, ancor meno, abbiamo la possibilità di orientare i grandi fenomeni geopolitici. Ma credo sia importante sottolineare che abbiamo mantenuto gli impegni del 'Piano Italia'. In molti casi andremo anche oltre".  Visione chiara per l'Italia, Cassino e Maserati non sono in vendita" Per l'Italia - ha messo in chiaro Filosa - abbiamo una visione chiara, che passa anche attraverso il coinvolgimento di tutti i marchi italiani. A partire da Fiat, il nostro marchio globale più importante in termini di volumi, proseguendo con Lancia, che abbiamo deciso di proiettare nel futuro in sinergia strategica con Fiat. Alfa Romeo continuerà a rafforzare il suo posizionamento distintivo anche grazie all'eccellenza produttiva italiana. Lo farà in segmenti chiave, tra cui quello delle auto grandi. E concludendo con Maserati, stiamo definendo un ambizioso piano che presenteremo a Modena entro fine anno. Piano che comprenderà anche l'arrivo di due nuovi modelli del segmento delle ammiraglie. Maserati andrà a completare la nostra strategia globale e, vedrete, si confermerà icona italiana di stile ed eleganza".La visione è chiara soprattutto per gli impianti: "L'Italia, infatti, sarà l'hub produttivo delle auto piccole, negli stabilimenti di Mirafiori e di Pomigliano; delle vetture di fascia medio-alta e lusso negli stabilimenti di Melfi, Cassino e Modena e dei veicoli commerciali nello stabilimento di Atessa".Filosa ha, tra le altre cose, ricordato l'arrivo a Pomigliano entro il 2028 della prima piattaforma E-Car e la produzione di almeno due nuovi modelli ad alti volumi ("spero tre", ha auspicato Filosa) e, con un prezzo intorno ai 15.000 euro, più accessibili. Si aggiungeranno alla Fiat Pandina ibrida, la cui produzione continuerà almeno fino al 2030. A Melfi, invece, una nuova Alfa Romeo si affiancherà a Jeep Compass, DS N 8 e N 7 e Lancia Gamma, mentre a Mirafiori è già in programma l'arrivo dell'erede dell'attuale 500 dal 2030 o dal 2031. A tal proposito, Filosa ha parlato di una vettura "multienergia e con forme diverse". In sostanza, avrà diverse declinazioni di carrozzeria. C'è poi il nodo Cassino. Non posso ancora entrare nei dettagli, ma posso confermare che siamo al lavoro, anche con potenziali partner, per il suo futuro, legato al piano Maserati. Nel frattempo, ci stiamo concentrando sulla gamma attuale, con il lancio di una serie speciale per le Alfa Romeo Giulia e Stelvio e l'arrivo di una nuova Maserati Grecale dal 2027. "Maserati non è in vendita, Cassino non è in vendita", ha quindi rimarcato Filosa, parlando di "negoziazioni in corso con due importanti partner, che possono portarci tecnologia, sviluppo e idee e ora stiamo scegliendo con quale andare avanti". Si tratta di "partnership collaborative e di sviluppo anche della filiera produttiva. Anche prima di dicembre speriamo di dare novità importanti". Le collaborazioni riguarderanno "Modena e Cassino per il futuro di Maserati", ma anche le city car di Pomigliano, secondo un modello analogo a quello adottato, per esempio, a Rennes con Dongfeng: una joint venture con Stellantis al 51% e una cooperazione basata su quattro pilastri: "distribuzione di vetture, condivisione di asset manifatturieri,sviluppo di tecnologie e prodotti, sviluppo delle filiere locali". Di sicuro nell'impianto laziale arriveranno altri modelli dopo il restyling già annunciato per Giulia e Stelvio. Infatti, l'ad ha ribadito la produzione di due ammiraglie di segmento E per il Tridente. A tal proposito Filosa ha ricordato come in passato il marchio avesse in gamma vetture come Biturbo, Quattroporte e Levante.Infine, ad Atessa arriverà la prossima generazione di grandi veicoli commerciali, il che esclude qualsiasi ipotesi di delocalizzazione, magari in Polonia, come temuto da alcuni sindacalisti. "Una strategia ben definita" riguarda anche tutti gli impianti di componentistica, tra cui Termoli dove è confermata la produzione dei cambi eDCT e dei motori GSE per compensare l'addio alla gigafactory di Acc. Non è mancato un passaggio sulla filiera italiana, definita un altro pilastro della nostra nuova strategia. Filosa ha evidenziato il lavoro in corso con alcuni fornitori proprio per Atessa con un approccio che sarà replicato a Melfi per la nuova Alfa Romeo. Da ultimo, il nostro impegno è confermato anche dai 7 miliardi di euro che spendiamo ogni anno in acquisti da fornitori italiani, ha aggiunto l'ad, ricordando anche il miliardo di euro stanziato su ricerca e innovazione nel 2025 e lo stanziamento di altri 5 miliardi nei prossimi 5 anni. Dialogo sia franco e costruttivo" Abbiamo rispettato gli impegni presi e, con il nostro nuovo piano, abbiamo aggiunto tasselli importanti per il futuro. Lo abbiamo fatto in un contesto difficile, consapevoli di come il nostro impegno da solo non bastasse per risolvere i problemi che il settore sta attraversando. Per continuare su questa strada, però, c'è bisogno del contributo di tutti: istituzioni nazionali ed europee, sindacati e filiera", ha quindi concluso Filosa, secondo il quale "è necessario che tutto l'ecosistema si mobiliti per il futuro dell'industria dell'auto, un settore fondamentale che, da sempre, contribuisce alla centralità dell'Italia in Europa e nel mondo. Confido che potremo portare avanti questo impegno insieme, attraverso un dialogo franco e costruttivo, consapevoli di come l'obiettivo sia comune.
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Stellantis, Wayve e Uber firmano un accordo per lo sviluppo di robotaxi di livello 4

4 Ruote - Giu 17,2026
Il gruppo Stellantis, Wayve e Uber hanno firmato un memorandum d'intesa per lo sviluppo e la commercializzazione di servizi legati ai robotaxi di livello 4 (quelli che prevedono la guida senza conducente, per intendersi) su scala globale. A ciascuno il suo L'accordo assegna a ciascun partner un ruolo distinto: Stellantis si occuperà di progettazione e produzione dei veicoli basati sulle piattaforme L4-Ready, dotati di sistemi di sensori integrati e ridondanze per l'uso intensivo senza guidatore. Dal canto suo, Wayve fornirà il software di guida autonoma basato su AI, progettato per operare senza mappe precaricate e adattarsi a diversi contesti urbani, mentre Uber gestirà la flotta attraverso la propria piattaforma globale, aprendo le corse autonome al pubblico tramite la propria app. Accordo non vincolante L'accordo rafforza collaborazioni e partnership già avviate: Stellantis e Wayve hanno siglato a maggio 2026 un accordo per la guida L2++ supervisionata, mentre Wayve e Uber stanno già lavorando insieme per l'implementazione di robotaxi autonomi a Londra, Tokyo e altre città. Il memorandum, non vincolante, lascia a ciascuna azienda la facoltà di stringere ulteriori accordi nell'ambito della guida autonoma.
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Germania, crisi automotive: due terzi dei fornitori spostano gli investimenti all'estero

4 Ruote - Giu 17,2026
Sorpasso dal sapore amaro nell'automotive tedesco: stando a un sondaggio condotto a maggio dalla VDA, l'associazione tedesca dell'industria automobilistica, e che ha coinvolto 116 aziende, i fornitori che prevedono per il 2027 un peggioramento della situazione economica superano quelli più ottimisti. Un terzo degli intervistati attende un aggravamento della crisi, contro il 25% che spera in un miglioramento, mentre a inizio 2026 le proporzioni erano invertite. Le aziende dell'indotto indicano tra le principali criticità l'aumento dei costi energetici, aggravato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, ma anche l'eccesso di burocrazia e l'irrigidimento delle norme sul lavoro. Meno investimenti e più tagli Due terzi dei fornitori hanno quindi rinviato, cancellato o trasferito all'estero investimenti inizialmente destinati alla Germania: a beneficiarne sono soprattutto i Paesi asiatici, seguiti dal Nord America e, in misura minore, da altre aree dell'Unione Europea. Di conseguenza, metà delle imprese prevede tagli di personale sul territorio nazionale (la stima più recente parla di 225.000 posti di lavoro persi in tutto il settore auto entro il 2035), mentre solo il 3% prevede nuove assunzioni. Tra le realtà che riducono il numero di addetti in patria, il 44% assume contestualmente all'estero. La locomotiva d'Europa che viaggia col freno a mano tirato.
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Xpeng P7+, aperti gli ordini per la nuova fastback elettrica da 503 CV

4 Ruote - Giu 17,2026
Xpeng ha aperto gli ordini della fastback elettrica P7+, che in gamma si affianca alle SUV G6 e G9, già disponibili da qualche mese sul mercato italiano. Come gli altri due modelli a ruote alte, anche la berlina viene assemblata in Austria, negli stabilimenti di Magna Steyr a Graz. Tre le motorizzazioni a listino, con potenze da 245 a 503 CV e batterie da 61,7 a 74,9 kWh, per autonomie che arrivano fino a 530 km: prezzi da 46.170 a 57.170 euro. I dati tecnici della Xpeng P7+ Lunga 5.071 mm, larga 1.937 e alta 1.512, la Xpeng P7+ è una filante fastback con un passo di tre metri esatti e un bagagliaio da 573 litri, che diventano 1.931 abbassando gli schienali della seconda fila di sedili. la versione Standard Range a trazione posteriore ha un motore da 180 kW (245 CV) e 450 Nm di coppia, per uno 0-100 coperto in 6,9 secondi. La Long Range ha un motore da 230 kW (313 CV), mentre la AWD Performance a trazione integrale monta due motori, per una potenza combinata di 370 kW (503 CV) e 670 Nm di coppia: "zerocento" in 4,3 secondi. La velocità massima è limitata a 200 km/h su tutte le versioni. Batterie e autonomia Per tutte, le batterie sono al litio-ferro-fosfato: la Standard Range monta accumulatori da 61,7 kWh, per un'autonomia dichiarata di 455 km (550 in città); le Long Range e AWD montano batterie da 74,9 kWh per percorrenze rispettivamente di 530 (660 in città) e 500 (600 in città) chilometri. L'architettura a 800 Volt consente ricariche in corrente continua fino a 446 kW (350 per la Standard Range). La dotazione di serie Ricca la dotazione di serie della Xpeng P7+, che fin dalla versione d'attacco prevede le maniglie elettriche a scomparsa nella carrozzeria, gruppi ottici a LED davanti e dietro, sensori luce e pioggia, specchietti retrovisori richiudibili elettricamente, vetri posteriori oscurati, tetto panoramico in vetro, portellone ad apertura elettrica e cerchi di lega da 19". In abitacolo, accanto al quadro strumenti digitale da 8,8" c'è l'infotainment da 15,6" con Apple CarPlay e Android Auto, climatizzatore bizona, pompa di calore, luci ambientali in 32 colori, impianto audio da 20 altoparlanti con cancellazione attiva del rumore, doppia piastra di ricarica wireless per gli smartphone, sedili della prima fila con regolazioni elettriche, riscaldabili e ventilati. Tutti gli Adas sono inclusi Le versioni Long Range e Performance arricchiscono la dotazione con cerchi da 20", rivestimenti dei sedili in pelle Nappa, display da 8" per i sedili posteriori (riscaldati e ventilati, con funzione di massaggio). Di serie per tutta la gamma la guida assistita di livello 2 con monitoraggio dell'angolo cieco, avviso apertura portiere, frenata d'emergenza anche agli incroci e funzioni avanzate di parcheggio autonomo. Oltre alle dotazioni previste per i singoli allestimenti, su richiesta solo il gancio di traino estraibile elettronicamente (1.500 euro) e il colore: l'Arctic White pastello è di serie, i metallizzati Graphite Gray, Midnight Black e Silver Frost si pagano 1.190 euro. Il listino della Xpeng P7+ Xpeng P7+ RWD Standard Range: 46.170 euroXpeng P7+ RWD Long Range: 52.170 euroXpeng P7+ AWD Performance: 57.170 euroGrazie a un accordo di ATFlow (che importa e distribuisce Xpeng in Italia) con l'aggregatore di ricarica Electrip, con i modelli Xpeng immatricolati nel 2026 sono compresi 3.020 kWh di ricarica gratuiti e tariffe scontate del 15% per cinque anni. Per tutta la gamma Xpeng la garanzia è di 5 anni / 120.000 km sul veicolo (compresa l'assistenza stradale) e di 8 anni / 160.000 km sulla batteria.
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Lepas L8, tutti i prezzi per l'Italia della nuova SUV plug-in da 279 CV

4 Ruote - Giu 17,2026
Lepas ha annunciato i prezzi della Suv L8, il primo modello del brand del gruppo Chery ad arrivare in Italia. Questa sport utility con powertrain ibrido plug-in, presentata lo scorso anno al Salone di Torino, sarà disponibile da luglio negli allestimenti Essence ed Elegance, con un listino che parte da 41.700 euro. Nel corso del 2026 la gamma Lepas si amplierà con i modelli a ruote alte L6 e L4. La Lepas L8 è lunga 4.688 mm, larga 1.871 e alta 1.686, con un passo di 2.800 mm. Il bagagliaio mette a disposizione 507 litri dichiarati (1.314 con gli schienali della seconda fila abbassati). Il powertrain Super Hybrid abbina il 1.5 benzina a ciclo Miller da 143 CV a due motori elettrici, per una potenza combinata di 205 kW (279 CV) e 365 Nm di coppia. La L8 scatta da ferma a 100 km/h in 7,9 secondi e raggiunge la velocità massima di 180 km/h. Trazione anteriore, schema MacPherson all'anteriore e multilink al posteriore: la batteria da 18,4 kWh permette di percorrere 90 km in modalità solo elettrica (123 nel ciclo Wltp urbano), mentre l'autonomia complessiva è di 1.040 chilometri. La dotazione di serie di Lepas L8 L'allestimento d'attacco Essence si presenta già con una dotazione molto completa che comprende cerchi di lega da 19", fari full LED anteriori e posteriori, mancorrenti sul tetto, vetri posteriori oscurati, specchietti ripiegabili elettricamente e maniglie a filo carrozzeria. All'interno, quadro strumenti digitale da 10,2" e infotainment da 13,2" (con Apple CarPlay e Android Auto wireless), telecamera a 540 e climatizzatore automatico bizona. Di serie per tutta la gamma la guida assistita di livello 2 con monitoraggio dell'angolo cieco. La versione top di gamma La versione Elegance arricchisce la dotazione con cerchi da 20", tetto panoramico apribile, luce ambientale, portellone ad apertura elettrica, assistenza al parcheggio da remoto, impianto audio Sony a 8 altoparlanti, sedili in ecopelle riscaldati, ventilati e con funzione massaggio (con memoria per il conducente). La gamma di colori offre il bianco Himalayan di serie, le tinte metallizzate (Provence Purple, Mariana Black e Norwegian Forest Green) costano 700 euro e l'opaca Iceland Lava Matte Gray (solo per Elegance) costa 1.200 euro. Il listino di Lepas L8 Lepas L8 Essence: 41.700 euroLepas L8 Elegance: 44.700 euroPer tutta la gamma la garanzia è di 7 anni o 150.000 chilometri, mentre per le componenti elettriche (come la batteria) è di 8 anni / 160.000 km. I dati tecnici della Lepas L8
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Bovensiepen 05 GT: una BMW M5 Touring da 800 cavalli firmata Frank Stephenson

4 Ruote - Giu 17,2026
Alpina, uno dei uno dei grandi nomi del tuning tedesco, è finita da alcuni anni nell'orbita della BMW. Tuttavia, la Casa bavarese ha solo acquistato i diritti del marchio, non l'intera azienda: che oggi si chiama Bovensiepen Automobile, continua a reinterpretare modelli dell'Elica ed è più viva che mai. Lo dimostra, per esempio, la Bovensiepen Zagato, presentata al Concorso d'Eleganza di Villa d'Este del 2025, ma ancor di più quest'ultima creazione: la Bovensiepen 05 GT.La base è, anche in questo caso, una vettura del brand di Monaco, nella fattispecie la BMW M5 Touring. Nel cofano romba sempre un V8 biturbo da 4.4 litri elettrificato, ma i cavalli, qui, sono stati portati da 727 a 800 CV. Inoltre, sulla carrozzeria spicca la firma di un grande designer, Frank Stephenson. Che ha iniziato la carriera alla Ford, dove ha contribuito alla progettazione della Ford Escort RS Cosworth del 1992 (è suo, per dire, il famoso alettone al posteriore), poi è passato alla BMW e ha posto la sua firma sulla prima X5 e, quindi, sulla rinascita della Mini. Nella sua carriera spiccano poi esperienze in Ferrari (ha lavorato su icone come la 612 Scaglietti) e Maserati (è sua la Quattroporte), la direzione del Centro Stile Fiat e del design dell'Alfa Romeo e la collaborazione con McLaren per la MP4-12C e la P1.  Un design all'insegna della sportività LaBovensiepen 05 GT viene prodotta sempre a Buchloe (alle porte di Monaco di Baviera), con i metodi artigianali che hanno contraddistinto la storia di Alpina e con la stessa cura per i dettagli, ma Stephenson ha ovviamente fornito un contributo decisivo per dare ancora più carattere alla vettura. il caso di un elemento che percorre tutta la parte bassa della carrozzeria: una linea che avvolge il corpo della vettura, sulla falsariga dellaBovensiepen Zagato, e collegail paraurti anteriore, le minigonne laterali e la sezione posteriore. Un altro elemento stilistico fondamentale è rappresentato dal frontale: imponente, caratterizzato da una griglia in acciaio inox e da ampie prese d'aria. Anche in questo caso, è chiara la somiglianza con la coupé basata sulla BMW M4. Infine, al posteriore spicca l'impianto di scarico Akrapovi in titanio con quattro terminali ovali. Il tutto, unito alle ampie sezioni anteriori e posteriori, conferisce alla vettura un aspetto ancor più sportivo e grintoso rispetto alla M5 Touring di serie. Tale esclusività è accentuata da altre scelte distintive, tra cui i cerchi da 21 pollici in lega leggera e gli pneumatici appositamente sviluppati dalla Pirelli. La stessa filosofia progettuale, accompagnata dalla cura artigianale e dalla scelta di materiali lussuosi, si riscontra all'interno della vettura, dove spiccano il volante Lavalina realizzato a mano con paddle del cambio in alluminio fresato o l'ampio ricorso a pellami pregiati forniti da aziende agricole selezionate in Germania, Austria, Svizzera e Italia. Gli eventuali clienti possono comunque chiedere qualsiasi tipologia di personalizzazione: si può perfino scegliere un rivestimento in Alcantara per il bagagliaio, timbri esclusivi sui poggiatesta o speciali tappezzerie.  Un propulsore ad alte prestazioni Ovviamente, il carattere sportivo della Bovensiepen 05 GT si concretizza nelle specifiche del propulsore ibrido plug-in. L'intero sistema garantisce una potenza di di 589 kW (800 CV, per l'appunto) e una coppia di ben 1.100 Nm. Il sistema consente di raggiungere una velocità massima di 305 km/h e di chiudere lo 0-100 km/h in meno di 3,6 secondi. Per fare un confronto, la M5 Touring ha già di suo specifiche prestazionali di tutto rispetto, con i suoi 727 CV e una coppia di 1.000 Nm, ma qui si va oltre.La Bovensiepen 05 GT, che è stata testata sulle piste di Papenburg e Nardò, ha dimensioni quasi identiche a quelle della creatura di Monaco di Baviera (5.092 mm di lunghezza, 1.970 mm di larghezza, 1.516 mm di altezza, ma il peso di 2.555 kg è superiore di 80 kg), ma il suo prezzo è decisamente più elevato: in Germania può essere acquistata a partire da 198.900 euro (Iva inclusa), mentre la M5 Touring parte da 147.200 euro. Le prime consegne sono previste per il quarto trimestre del 2026. 
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Hyundai MY2026: torna il Gpl su Kona, i20 e Bayon

4 Ruote - Giu 17,2026
Nonostante il calo degli ultimi mesi (legato anche a una minore offerta di modelli), il Gpl rimane uno dei "carburanti rifugio" per eccellenza, per i costi chilometrici sensibilmente più bassi e l'elevata autonomia complessiva, grazie alla presenza di due serbatoi. Con la presentazione degli aggiornamenti per il Model Year 2026, Hyundai ha deciso di rilanciare le motorizzazioni bifuel a Gpl per i20, Bayon e Kona, vendute allo stesso prezzo delle equivalenti a benzina. Hyundai i20 a Gpl La hatchback coreana è disponibile con la motorizzazione a Gpl nel più venduto allestimento Connectline, con un 1.0 T-GDi da 84 CV e un listino che parte da 22.250 euro. Di serie per questo modello i cerchi da 16", quadro strumenti digitale e infotainment da 10,25" con Apple CarPlay e Android Auto. Hyundai Bayon a Gpl Per questa B-SUV coreana (è lunga 418 cm), la motorizzazione a Gpl è disponibile negli allestimenti XTech e Business, a partire da 23.200 euro. Di serie l'infotainment da 10,25" con Apple CarPlay e Android Auto wireless, quadro strumenti ibrido con display centrale da 4,2". La variante Business (24.600 euro) completa la dotazione con cerchi di lega da 16", fari full LED, quadro strumenti da 10,25", illuminazione ambientale e calandra anteriore in nero lucido. Hyundai Kona a Gpl Anche per la SUV media coreana gli allestimenti delle versioni a Gpl sono XTech e Business, con prezzi rispettivamente di 27.350 e 28.750 euro. Di serie per la XTech i cerchi da 16", luci full LED, telecamera e sensori anteriori e posteriori, avviamento senza chiave, strumentazione digitale da 12". La Business aggiunge i cerchi da 17", il supporto lombare elettrico per il conducente, la piastra di ricarica wireless per smartphone, i retrovisori ripiegabili elettricamente e il sensore pioggia. Su questo modello il 1.0 T-GDi ha 110 CV. Le offerte di lancio Con i finanziamenti di Hyundai, le nuove motorizzazioni sono disponibili in promozione con forti riduzioni sul prezzo di listino: i20 Gpl Connectline con anticipo di 5.772 euro, 35 canoni mensili da 75 euro e maxirata finale di 10.903 euroBayon Gpl XTech con anticipo di 7.168 euro, 35 canoni mensili da 86 euro e maxirata finale di 9.976 euroKona Gpl XTech con anticipo di 7.300 euro, 35 canoni mensili da 139 euro e maxirata finale di 13.128 euro
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Nuova Fiat Grizzly Fastback: sorpresa su strada senza camuffature prima del debutto

4 Ruote - Giu 17,2026
La Fiat Grizzly Fastback è stata appena svelata e, prima ancora di raggiungere le concessionarie si concede una passerella sulle strade italiane, praticamente senza veli, per una serie di foto spia. La nuova C-SUV della Casa torinese sarà protagonista al Salone di Parigi che si terrà il prossimo ottobre. Cambia solo la coda La Grizzly Fastback è la sorella con carrozzeria filante della Grizzly: insieme andranno ad insediare l'affollatissimo segmento C con varianti ibride benzina ed elettriche. I dati tecnici non sono stati ancora resi noti e non sappiamo quindi neanche se la Fastback proporrà le medesime motorizzazioni della sorella Grizzly. Le differenze tra le due SUV sono piuttosto evidenti: la Fastback gioca sullo stile offrendo una coda più bassa e sfuggente e il montante spezzato dal contrasto di colori fra carrozzeria e tetto nero. I due modelli sono identici nel frontale e nelle fiancate, fino alle portiere, così come nella fascia dei gruppi ottici posteriori. Più sportiva nello stile L'assenza dei mancorrenti sul tetto è piuttosto logica, visto che la Fastback dovrebbe attrarre clienti in cerca di maggior sportività e dinamismo. Lo stesso discorso vale per la diversa finitura dei cerchi di lega, mentre non possiamo per il momento sapere se siano previste differenze tecniche relative all'assetto o ai powertrain per donare a questa variante un carattere più pepato. Per ora vediamo l'ibrida Il muletto che vedete in queste immagini, a cui manca il lettering Fastback alla base del portellone, è certamente quello ibrido, come confermano sia la scritta sul retro che la presenza di un silenziatore sotto al paraurti posteriore. Non è da escludere che anche le prese d'aria anteriori presentino una disposizione specifica per le varianti termiche: l'elettrica potrebbe dunque presentare un frontale più chiuso, come già accaduto su altri modelli del Gruppo Stellantis.
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Prezzi carburanti ancora in calo: benzina e diesel giù con il petrolio sotto gli 80 dollari al barile

4 Ruote - Giu 17,2026
Arrivano nuovi segnali positivi per le tasche degli automobilisti. "Le prospettive di pace tra Iran e Usa nonostante l'incognita Israele e la necessità di ricostituire le scorte distendono i mercati petroliferi, con il Brent sotto gli 80 dollari per la prima volta dal 2 marzo", scrive Staffetta Quotidiana nella sua consueta rilevazione giornaliera, sottolineando come stia proseguendo "il calo delle quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo e, conseguentemente, dei prezzi dei carburanti alla pompa".Infatti, sia la benzina, che il diesel risultano in deciso calo rispetto a ieri 16 giugno, mentre le principali compagnie continuano a rivedere al ribasso i listini consigliati. Le rilevazioni odierne In dettaglio, questamattina 17 giugno il prezzo medio della benzina venduta in modalità self-service lungo la rete autostradale è pari a1,872 euo al litro (-9 millesimi rispetto a ieri), mentre per il gasolio è a 1,974 euro, 11 millesimi in meno. Per il Gpl la media è di0,777 euro (-1), mentre per il metano è di 1,561 euro/kg (-2). Sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 1,964 euro per la verde (-9), 2,060 euro per il diesel (-9), 0,886 euro per il Gpl e 1,584 euro per il metano.Infine, Staffetta Quotidiana segnala la decisione dell'Eni di ridurre i prezzi consigliati della benzina di un centesimo al litro e quelli del gasolio di due. Q8 ha optato per un ribasso di tre centesimi sulla verde e di due sul diesel e Tamoil di due centesimi su entrambi i carburanti.
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Renault Boreal, la C-SUV brasiliana sbarca in Europa (ma non in Italia) con il full hybrid da 160 CV

4 Ruote - Giu 17,2026
Come anticipato lo scorso anno, la Renault Boreal esce dai confini dell'America Latina per sbarcare in Europa: prodotta inizialmente nello stabilimento di Curitiba, in Brasile, la C-SUV francese uscirà anche dagli impianti di Bursa, in Turchia, il secondo mercato mondiale di Renault per volumi. La Boreal verrà esportata nei paesi dell'Europa dell'Est, del Medio Oriente e dell'Africa settentrionale. Qualità premium Progettata fin dall'inizio come auto globale, la Renault Boreal è una SUV premium di segmento C, lunga 4,56 metri, con un passo di 2,70 e un bagagliaio da 680 litri (1.868 ribaltando i sedili posteriori). Lo stile riprende quello degli ultimi modelli della Casa francese, con una carrozzeria imponente, linee decise e muscolose. Curati anche gli interni, realizzati con materiali curati, superfici morbide e dettagli incisi al laser. Tanta tecnologia a bordo Il quadro strumenti digitale da 10" si affianca al display dell'infotainment openR Link con ecosistema software di Google e app di terze parti; in base agli allestimenti sarà possibile avere la luce ambientale in 48 colori, sedili anteriori regolabili elettricamente (con memoria per il conducente) e il tetto apribile elettrico. Su richiesta anche l'impianto audio Harman Kardon da 10 altoparlanti e 435 Watt di potenza, sviluppato in collaborazione con il musicista francese Jean-Michel Jarre. Arriva il full hybrid All'attuale motore benzina 1.3 TCe turbo da 145 CV con trasmissione EDC a sei rapporti verrà affiancato il powertrain E-Tech Full Hybrid da 160 CV, sviluppato da Horse e prodotto negli stabilimenti di Valladolid e Bursa: questo sistema consente di guidare fino all'80% in modalità solo elettrica in città, con un consumo dichiarato di 4,8 l/100 km (pari a 20,8 km/l). Entro la fine del 2026 la gamma motori verrà ampliata con l'aggiunta della versione mild hybrid E-Tech 4x4 150 CV.
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BMW, tagliate le stime su consegne, ricavi e utili del 2026: Cina e Medio Oriente presentano il conto

4 Ruote - Giu 17,2026
Il gruppo BMW, da poche settimane guidato da Milan Nedeljkovi, ha rivisto al ribasso le stime su consegne, ricavi e redditività per il 2026. La decisione è legata, innanzitutto, all'evoluzione del contesto economico e a "un effetto una tantum derivante dall'intensificazione e dall'accelerazione delle misure strutturali e di efficientamento".Ci sono, però, ulteriori fattori negativi di particolare rilievo. Il costruttore bavarese parla di un peggioramento dell'andamento "negativo del mercato automobilistico cinese", dove le vendite sono entrate in un fase di forte calo per tutto il settore anche in seguito alla revisione dei meccanismi di incentivazione annunciata dalle autorità di Pechino. "Questa situazione ha portato a un'intensificazione della concorrenza in Cina e in tutta la regione Asia-Pacifico. Il Gruppo BMW non può operare al di fuori di questo contesto di mercato", hanno spiegato da Monaco di Baviera, sottolineando che "l'andamento positivo dei volumi di vendita in Europa e negli Stati Uniti non può compensare il calo delle vendite in Cina e nella regione Asia-Pacifico".Il quadro è ulteriormente esacerbato dall'impatto della crisi in Medio Oriente. Gli effetti negativi hanno una magnitudo superiore alle "ipotesi iniziali" per due problematiche: la prima è rappresentata dai prezzi dell'energia, che "rimangono elevati e pesano sulla struttura dei costi aziendali"; la seconda è "l'instabilità dovuta al conflitto", che "sta influenzando negativamente la fiducia dei consumatori nei mercati di tutto il mondo". Le contromisure Tutti gli effetti contribuiranno a un calo significativo degli utili e del flusso di cassa nel secondo trimestre" e, pertanto, il gruppo ha deciso di "intensificare e accelerare" le misure per la riduzione dei costi: sono previste non meglio precisate iniziative "strutturali e di efficientamento", che produrranno benefici tangibili nei prossimi anni, ma dovranno essere sostenute, dal punto di vista contabile, da componenti una-tantum nella seconda metà del 2026. Nedeljkovi si è limitato a parlare della necessità di "adattare strutture e processi al drastico peggioramento delle condizioni di mercato". " nostra responsabilità imprenditoriale, quindi, intensificare e accelerare significativamente le misure in corso. Tutto ruota intorno alla velocità e all'efficienza", ha aggiunto il successore di Oliver Zipse. La revisione delle stime Tutti gli sviluppi descritti dal gruppo hanno quindi spinto i vertici aziendali a rivedere diverse previsioni commerciali e finanziarie per il 2026. Il ramo Automotive, tra le altre cose, dovrebbe concludere l'anno con consegne in "lieve calo" rispetto al 2025 e non più "allo stesso livello", mentre l'intervallo delle proiezioni sul margine operativo è stato tagliato dal 4-6% all'1-3%. Inoltre, i flussi di cassa sono attesi superiori a 2,5 miliardi, in deciso calo rispetto ai 3,24 del 2025. A livello di gruppo è previsto un utile pre-tasse in contrazione "significativa" a fronte della precedente indicazione su una "diminuzione moderata". 
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Debutta in Cina la MG 07, berlina sportiva da 650 km di autonomia

4 Ruote - Giu 17,2026
MG ha presentato per il mercato cinese la berlina sportiva 07 che, seguendo le attuali tendenze di mercato, sarà disponibile con motorizzazioni full electric e plug-in hybrid: powertrain, quest'ultimo, che la rende potenzialmente interessante anche per i mercati di esportazione. Il listino per la Cina parte da 150.000 yuan (circa 19 mila euro) e arriva fino a sfiorare i 200.000 yuan (poco meno di 25 mila euro, al cambio attuale). Padiglione fluido Lo stile della MG 07 si ispira a quello della Porsche Taycan (e c'è anche chi "copia" la Ferrari Purosangue) ed è dominato dalla curvatura del tetto, che con un unico arco slanciato racchiude parabrezza, abitacolo e lunotto. La finitura scura annulla lo stacco tra il tetto panoramico e il portellone, mentre il sensore LiDAR per gli Adas più evoluti è integrato nella zona anteriore del padiglione. Alla 07 spetta tra l'altro il compito di portare al debutto i sistemi di assistenza alla guida basati sul framework Moment R7 di nuova generazione. Gli interni per il momento non sono stati ancora svelati. Fino a 650 km di autonomia La MG 07 in versione full electric dovrebbe assicurare fino a 650 km di autonomia grazie alla batteria da 67 kWh e il motore singolo sull'asse posteriore da 239 CV. La variante plug-in adotta invece un 1.5 litri aspirato da 112 CV, abbinato a uno elettrico da 207 CV; con la batteria da 30 kWh dovrebbe percorrere 185 km di percorrenza ad emissioni zero (nel generoso ciclo di omologazione cinese).
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Auto elettriche, Motus-E: lItalia può risparmiare fino a 41,5 milioni di barili di petrolio all'anno al 2035

4 Ruote - Giu 16,2026
La mobilità elettrica come strumento per risparmiare sul petrolio, oltre che per un maggiore rispetto dell'ambiente. il messaggio del nuovo Libro Bianco sulla mobilità elettrica di Motus-E, presentato a Roma in occasione della conferenza L'automotive verso il 2035: previsioni, sfide e opportunità, nato all'ombra della nuova crisi mediorientale. Messaggio destinato in primis ai decisori politici: tra gli invitati i ministri Adolfo Urso e Gilberto Pichetto Fratin, e il consigliere sulle politiche energetiche e il Green Deal Philippe Lamberts per la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Due scenari, numeri incoraggianti Partendo dai numeri dell'attuale circolante elettrico e plug-in italiano 830.000 veicoli tra auto, furgoni e camion e dagli oltre 78.000 punti di ricarica a uso pubblico già installati nel Paese, Motus-E analizza e stima l'evoluzione della mobilità elettrica rilasciando una previsione: l'Italia può risparmiare fino a 41,5 milioni di barili di petrolio all'anno al 2035.Come? Due gli scenari presi in considerazione. In quello chiamato Conservativo, scrivono gli analisti di Motus-E, al 2035 il parco circolante italiano conterà 4,6 milioni di veicoli elettrici e 3,2 milioni di plug-in; in quello definito Accelerato diventeranno rispettivamente 6,8 milioni e 2,4 milioni di veicoli. Numeri variabili, naturalmente, in base sia all'andamento del mercato sia alle misure regolatorie dei governi. Risparmi fino a tre miliardi di euro sull'import di petrolio Contestualmente, l'infrastruttura di ricarica a uso pubblico sarà composta al 2035 da oltre 130.000 punti di ricarica nello scenario Conservativo e oltre 160.000 nello scenario Accelerato, a cui si aggiungono fra i 3,3 e i 3,5 milioni di punti privati. Il risultato di questa crescita della mobilità ambientalmente virtuosa, dicono a Motus-E, si rifletterà in una diminuzione delle importazioni di petrolio stimata tra i 34,6 e i 41,5 milioni di barili all'anno.Facendo due calcoli, pur valendo poco meno della metà del consumo globale di un giorno, a un prezzo di 90 dollari al barile (oggi però in caduta) si potrebbero risparmiare fino a circa 3 miliardi di euro. Un aumento della domanda "compatibile col sistema elettrico nazionale" Nel Libro Bianco si calcola che, in base sempre ai due scenari, l'incremento della domanda di elettricità per la ricarica dei veicoli si aggirerebbe tra i 15,2 e i 17,6 TWh, un livello considerato pienamente compatibile con il sistema elettrico nazionale, con riflessi positivi particolarmente rilevanti in termini di stimolo alla produzione di elettricità da fonti rinnovabili e alla riduzione della dipendenza dalle importazioni petrolifere.Il punto è politico. essenziale sottolinea Fabio Pressi, presidente di Motus-E che la flessibilità concessa da Bruxelles all'Italia per accelerare sulla transizione energetica, del valore di 14 miliardi di euro, sia sfruttata in modo realmente utile per i cittadini e per il Paese, ponendo la dovuta attenzione al ruolo della mobilità elettrica per perseguire il triplice obiettivo per il quale le risorse sono state stanziate: rafforzamento della sicurezza energetica, elettrificazione dei consumi e riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. Urso: "Servono neutralità tecnologica e scelte precise sul 'made in Europe'" Sul fronte istituzionale, Adolfo Urso rivendica l'impegno del governo verso il settore: "Abbiamo sbloccato investimenti industriali per l'automotive: oltre il 60% andranno a innovazione e sviluppo", ha detto il ministro delle Imprese e del made in Italy, intervenuto in videoconferenza. "I punti di ricarica per le auto elettriche sono quasi 80 mila", ha sottolineato il senatore di Fratelli d'Italia, "e abbiamo previsto incentivi dedicati e continuativi fino al 2030". Urso ha poi auspicato "la ripresa produttiva di Stellantis attraverso il piano Italia, dopo gli errori strategici della precedente gestione". E allargando lo sguardo sull'Europa, ha invocato apertura tecnologia e maggiore tutela della filiera continentale. "Abbiamo capito prima di altri che la crisi era europea", ha detto il ministro: "Il 2026 dovrà essere l'anno della svolta per il rilancio della produzione. Servono neutralità tecnologica e, con l'Industrial Accelerator Act, scelte precise sui criteri del Made in Europe, oggi eccessivamente allargati".
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Hyundai i20, ecco com'è la nuova crossover (da 17.000 euro) per il Brasile

4 Ruote - Giu 16,2026
Hyundai ha presentato la nuova i20 per il mercato brasiliano: una crossover compatta a due volumi, che si inserisce tra la hatchback HB20 e la piccola SUV Creta, prodotta nello stesso stabilimento di Piracicaba, a San Paolo. Disponibile in quattro allestimenti e con motori a benzina ed etanolo da 80 e 115 CV, ha un listino che parte da 99.990 real brasiliani, al cambio pari a circa 17 mila euro.Come conferma anche Hyundai Italia, la Hyundai i20 presentata oggi è un modello destinato per ora al solo mercato brasiliano: l'erede dell'attuale i20 arriverà in Europa solo alla fine del 2027. E sarà un'auto profondamente diversa da questa, tanto nell'estetica quanto nei powertrain. Un nuovo linguaggio stilistico Lunga 4.130 mm, larga 1.780 e alta 1.495, la Hyundai i20 ha un passo di 2.580 mm e un bagagliaio che mette a disposizione 346 litri con tutti i sedili in uso (1.152 abbassando gli schienali delle sedute posteriori). Questo modello inaugura, almeno sul mercato locale, il linguaggio stilistico Art of Steel ispirato alle linee nette delle opere realizzate in acciaio. Inedita la firma luminosa a forma di H allungata, che comprende i gruppi ottici anteriori e la striscia a LED che li collega. Lo stesso elemento, ma in colore rosso, è ripreso anche al posteriore. Originale il taglio della fiancata, con la linea dei finestrini che risale in maniera netta all'altezza del terzo montante, per intersecarsi con quella del tetto, dall'andamento pressoché piatto. La nuova i20 sarà disponibile nelle colorazioni Atlas White, Onix Black, Brisk Silver, Sand Silver, Sapphire Blue, Shadow Gray, Silk Gray e la nuova Lumina Gray. Interni minimal e moderni L'abitacolo è stato sviluppato con la filosofia "Dynamic Premium Tech", con l'idea di uno spazio dinamico, materiali ricercati e tecnologia solitamente riservata a modelli di segmento superiore. A dominare la plancia c'è il grande schermo che integra la strumentazione digitale e il display dell'infotainment (entrambi da 12,3"), numerosi tasti fisici sotto il display e nel mobiletto centrale, tra le originali bocchette a sviluppo verticale, presenti anche alle estremità della plancia. Pratici i "tasconi" davanti al passeggero e dietro il volante. Ricca dotazione di serie La nuova Hyundai i20 si presenta con una dotazione di serie di tutto rispetto, dalla connettività Bluelink di Hyundai (con Apple CarPlay e Android Auto) agli aggiornamenti over-the-air del software di bordo, specchietti ripiegabili elettricamente e ricarica a induzione per gli smartphone, freno di stazionamento elettronico, bocchette del clima per i passeggeri posteriori, avviamento senza chiave, sensori di parcheggio e telecamera posteriore. Tra gli aiuti alla guida sono disponibili - di serie o a richiesta, in base all'allestimento - il mantenimento della corsia di marcia, la frenata automatica d'emergenza (anche per pedoni e ciclisti) e il monitoraggio dell'angolo cieco. La serie speciale X Line In occasione del lancio della nuova Hyundai i20 sarà disponibile la serie limitata X Line con cerchi di lega da 17" in colore nero lucido, ripreso anche dalle calotte degli specchietti retrovisori, dai loghi dell'auto e dalla calandra anteriore. All'interno, una placca con il numero progressivo della produzione, tappetini in gomma e dettagli esclusivi per questa versione. Due motorizzazioni a benzina ed etanolo Per la nuova Hyundai i20 arriveranno i motori 1.0 a tre cilindri della serie Kappa, aspirati e turbo a iniezione diretta, con potenze rispettivamente di 80 (75 a etanolo) e 115 CV, coppia di 100 e 172 Nm. Due gli allestimenti per la versione aspirata, Comfort e Limited, mentre la turbo è disponibile nelle varianti Limited, X Line, Platinum e Ultimate. Il listino parte da 99.990 real (circa 17.000 euro) per la i20 1.0 MPI Comfort e arriva ai 139.990 real (poco più di 23.500 euro) per la i20 1.0 TGDI Ultimate.
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Luxeed RX: 594 CV, 251 km/h e uno stile che ha scatenato la polemica con Ferrari

4 Ruote - Giu 16,2026
Il nuovo modello della joint venture tra Huawei e Chery è la crossover sportiva Luxeed RX, come emerge dalle informazioni pubblicate sul sito del ministero cinese dei trasporti (Miit). Un modello che ha scatenato un vespaio di polemiche per il suo design. Stile poco originale La Luxeed RX si presenta con linee che ricordano in maniera abbastanza esplicita la Ferrari Purosangue, e questo di per sé non sarebbe né una novità né questione di cui scandalizzarsi: molte auto cinesi si "ispirano" a importanti modelli occidentali, tra cui la prima crossover di Maranello (per esempio, la Xiaomi YU7). La RX riprende molti degli elementi caratterizzanti della Purosangue, dalla forma del muso ai passaruota bombati, dai volumi della fiancata al diffusore posteriore. Chi l'ha disegnata? La polemica è nata quando il direttore generale di Luxeed, Zhao Changjiang, ha dichiarato che il brand ha assunto tra le sue fila un "ex responsabile del design di Ferrari", insieme a ingegneri di BMW e Aston Martin per la messa a punto del telaio. Alla provocazione ha immediatamente risposto Ingrid Sun, responsabile delle pubbliche relazioni di Maranello per la Cina, chiedendo a Changjiang di fare il nome di questo presunto ex capo designer della Ferrari. Qualche giorno dopo, il post di Sun è stato cancellato. Una SUV da oltre 250 km/h Al di là delle controversie legate al suo design, o a chi l'abbia effettivamente firmato, la Luxeed RX è una crossover elettrica che dovrebbe debuttare sul mercato cinese il prossimo autunno. L'auto è lunga 5.020 mm, larga 2.007, alta 1.600 e ha un passo di tre metri esatti. Due i powertrain previsti: single motor da 277 kW (377 CV) e dual motor da 437 kW (594 CV), con trazione integrale e velocità massima di 251 km/h. La batteria, la cui capacità non è stata comunicata, è del tipo Ncm, prodotta dalla Catl. La Luxeed RX monta cerchi da 20 a 22" e un Lidar (opzionale) per i sistemi di assistenza alla guida più evoluti.
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Milano Monza Motor Show 2026: il programma completo dal 26 al 28 giugno all'Autodromo

4 Ruote - Giu 16,2026
Si scaldano i motori in vista dell'edizione 2026 del MIMO Milano Monza Motor Show, che torna dal 26 al 28 giugno prossimi all'Autodromo Nazionale di Monza, in un evento aperto al pubblico, gratuito, dedicato alla passione per le automobili. Una tre giorni in cui ci saranno attività dinamiche, test drive, parate di supercar ed esposizioni dei marchi più importanti e amati, tra cui Ferrari, Lamborghini, Porsche, Aston Martin, McLaren, Lotus e Dallara. Il programma dell'evento Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 20, il MIMO 2026 aprirà il 26 giugno con la parata inaugurale sul circuito di Formula 1. In calendario gli spettacoli di drift organizzati da CID (Campionato Italiano Drifting) sul rettilineo del tracciato, la Supercar Parade con protagoniste le supercar e le hypercar, i trackday per le auto da corsa GT, le competizioni ufficiali GT3isti Challenge e Speed Cup, rispettivamente con le Porsche impegnate nel GTC e con le Lotus Elise ed Exige. Non mancheranno sfide tra le Lamborghini Huracan ST e le Ferrari 296 Challenge, ma anche con le Porsche Taycan Turbo GT racing impegnate nel Taycan Rush. Tutti i protagonisti Tante le Case automobilistiche e le aziende impegnate nei tre giorni dell'evento con i loro modelli in esposizione e da provare:BMW porterà il primo esemplare della Skytop, la concept a cielo aperto di cui verranno prodotti solo 50 esemplariChangan porta i modelli Deepal S05 BEV, Deepal S07 BEV e la Deepal S05 Ultra HybridIl gruppo Chery porterà le Chery Tiggo 8, Chery Tiggo 9, Icaur V27, Lepas L8 e Lepas L6, e aprirà sessioni di test drive di Omoda 5, 7 e 9, Jaecoo 5, 7 e 8Mercedes-Benz porterà diversi modelli da provare, tra cui GLC EQ 400, GLB EQ 250+, CLA EQ 250+ e Classe A 180dTesla porterà Model 3 e Model Y da provare, con Cybertruck e il robot umanoide Optimus in esposizione Ares sarà presente all'Autodromo con la supercar S1 in livrea rossa, una moto Bullet, accanto alle Ares Defender, Wami e PantherBRS, preparatore specializzato in supercar, porterà modelli unici di Lamborghini Revuelto, McLaren 720S, Ferrari SF90 XX e Porsche 992 GT3 RSNei paddock sarà esposta la hypercar Giamaro Krafla, con un V12 quadriturbo da 7.0 litri e 2.157 CVRecaro Automotive sarà presente con i suoi sedili per motorsport, automotive e gaming, con la presentazione del primo simulatore racing RecaroSGT Automobili presenterà invece il tributo all'Alfa Romeo 155 2.5 V6 TI con un restomod basato sulla piattaforma Giorgio
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La Lancia Gamma senza veli: sorpresa sulle strade italiane la Suv made in Melfi

4 Ruote - Giu 16,2026
A pochi giorni dalle foto ufficiali, un prototipo della Lancia Gammapraticamente senza veli è stato fotografato in Italia. La SUV di segmento D ha un ruolo chiave nel rilancio del marchio, affiancando la Ypsilon in un percorso di rinnovamento totale. Le armi a sua disposizione sono moltissime: lo stile unico nel suo genere e la tecnologia di ultima generazione del gruppo Stellantis. In pubblico senza veli Dalle foto ufficiali il passo è breve: la Gamma appare su strada con qualche particolare mancante, come lo sportello del serbatoio, ma già pronta per il debutto che avverrà al Salone di Parigi. Gli elementi di design degni di nota sono tanti, e differenziano il modello italiano dalle concorrenti: il frontale riprende quello della Ypsilon, mentre la fiancata slanciata termina con un montante molto inclinato e con un doppio alettone molto pronunciato. I Led posteriori orizzontali e il paraurti sagomato conferiscono un certo dinamismo al posteriore. Anche il disegno dei cerchi in lega svolge un ruolo importante nella definizione del carattere di questa Suv, che verrà prodotta nello stabilimento di Melfi. Tanto nero lucido I dettagli nero lucido che contrastano con la carrozzeria blu sono determinanti, così come accaduto sulla sorella minore Ypsilon: si tratta infatti di elementi stilistici chiave per "alleggerire" il montante posteriore, dove spicca il logo Lancia. Tuttavia, tratti in nero lucido si ritrovano anche nel frontale e sulla fiancata, in corrispondenza dei passaruota e delle protezioni delle portiere. Ibrida o elettrica Gli interni, già svelati in una prima immagine, non sono visibili in queste immagini, inoltre non sappiamo quale sia la motorizzazione di questo esemplare: per la Gamma è già stata annunciata una gamma che include ibrido ed elettrico, ma in futuro vedremo anche una sportiva HF a batteria, mossa da due motori e con una potenza di 375 CV. Sulla versione elettrica più efficiente, la piattaforma STLA Medium permette di toccare i 740 km di autonomia.
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Iran e USA firmano la pace: Hormuz riaperto, il petrolio scende e cala il prezzo di benzina e diesel

4 Ruote - Giu 16,2026
Nuovi sviluppi nella crisi in Medio Oriente. L'Iran e gli Stati Uniti hanno infatti firmato, tramite un meccanismo di sottoscrizione digitale, l'accordo di pace per chiudere il conflitto iniziato lo scorso 28 febbraio. Tuttavia, la firma, che sarà celebrata venerdì prossimo in una cerimonia a Ginevra, è solo il primo passo di un complesso processo negoziale che dovrà risolvere non pochi nodi sui quali l'incertezza è ancora massima. Uno riguarda lo Stretto di Hormuz. Teheran ha già tolto il blocco, riaprendo completamente il canale, ma il transito gratuito durerà solo per i 60 giorni dei negoziati (comunque prorogabili in caso di progressi concreti al tavolo delle trattative), dopo di che scatterà un sistema di pedaggi.  Intanto, la riapertura del canale e i segnali di distensione hanno già prodotto i primi benefici sui mercati petroliferi, con un calo degli indici di riferimento per il greggio di oltre il 5%. Tuttavia, il ritmo della discesa è rallentato rispetto a ieri e i ribassi sono di poco superiori al 2%: il Brent tratta intorno agli 81 dollari e il Wti ai 79. Non è da escludere che sugli scambi stiano influendo i timori su una progressiva e forte ripresa della domanda asiatica e sui bassi livelli delle scorte a livello globale, in particolare per alcune tipologie di combustibili come il cherosene per gli aerei. In tale quadro, i prezzi medi dei carburanti alla pompa in Italia, grazie ai ribassi dei prodotti raffinati nell'area del Mediterraneo (tornati ai livelli di marzo grazie proprio alla firma dell'accordo), continuano a scendere anche oggi 16 giugno. In particolare, come segnala Staffetta Quotidiana, la benzina self service lungo la rete stradale nazionale è a 1,881 euro al litro (-9 millesimi rispetto a ieri) e il gasolio a 1,985 euro (-11). Sulla rete autostradale la verde al fai-da-te è a 1,973 euro (-21) e il diesel a 2,069 euro.  Le rilevazioni di Staffetta La testata specializzata mette in luce anche la decisione di Eni di ridurre di altri 2 centesimi i prezzi consigliati di benzina e diesel. IP ha optato per un ribasso di un centesimo su entrambi i carburanti, mentre Tamoil ha tagliato di 3 centesimi la verde e di 2 il gasolio. Q8 si è limitata ad abbassare di un centesimo il diesel.  Quanto ai prezzi praticati, le medie elaborate da Staffetta sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, vedono la benzina self service a 1,892 euro/litro (compagnie 1,891; pompe bianche 1,895) e il diesel a 1,999 euro (2,002; 1,993). Al servito, verde a 2,031 euro (2,067; 1,965), gasolio a 2,139 euro/litro (2,180; 2,062), Gpl a 0,788 euro (0,794; 0,780), metano a 1,563 euro/kg (1,562; 1,564), Gnl a 1,463 euro/kg (1,466 euro/kg; 1,461 euro/kg).Lo spaccato di marchi mostra Eni a 1,881 euro sulla benzina self (2,092 al servito) e 2,001 sul gasolio (2,215); IP a 1,902 (2,071) e 2,008 (2,177); Q8 a 1,885 (2,062) e 1,993 (2,169); Tamoil a 1,889 (1,970) e 1,991 (2,077). Le ipotesi sulle accise  I prezzi comprendono ovviamente l'ultimo provvedimento di riduzione delle accise. Sul taglio delle imposte è tornato a parlare il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che non ha escluso la possibilità di non prorogare l'attuale misura alla scadenza. "Sulle accise siamo intervenuti perchè c'era una condizione di emergenza. Per il 3 luglio valuteremo se è venuta meno questa condizione", ha affermato il ministro durante un evento sul nucleare a Torino. Pichetto ha sottolineato anche che "il venir meno dell'emergenza deve far venire meno l'intervento: già ieri i prezzi sono scesi sotto i due euro"."Sulla riapertura dello Stretto di Hormuz dovremo valutare nel merito quelle che sono le condizioni dell'accordo. Pertanto, la prospettiva è quella di rimettere in condizione il Golfo Persico di esportare petrolio, prodotti petroliferi e gas. Questo significa riaumentare di quel 20 per cento che era venuto meno, con la chiusura dello Stretto e con la guerra, e pertanto far calare quella che è la pressione sui prezzi a livello mondiale. Poi però dobbiamo fare due conti sui tempi. Non sappiamo qual è lo stato delle infrastrutture nel Golfo Persico a causa dei bombardamenti. Si tratta di capire quanto tempo impiegheranno a riparare i danni per poter ristabilire un equilibrio", ha aggiunto il ministro non senza ricordare la necessità per il governo di far quadrare i conti anche sul fronte del bilancio pubblico visto quanto è finora costato il taglio delle accise. 
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