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Fino a 800 euro per convertire lauto a GPL o metano: chi può ottenere il nuovo bonus

4 Ruote - 2 ore 50 min fa
Mercoledì 29 luglio, alle ore 12, scattano gli incentivi per trasformare le auto usate in vetture a gas: un bonus retrofit di 400 euro per il GPL e di 800 euro per il metano. Non si tratta dei classici incentivi statali destinati all'acquisto di auto nuove, ma di misure pensate per ridurre l'impatto ambientale dei veicoli già in circolazione. Lo prevede il governo che, da tempo, annuncia nuove risorse per l'automotive attraverso il DPCM del 10 giugno 2026, che include anche il leasing sociale, da rendere operative tramite specifici provvedimenti attuativi. In questo caso, il via libera arriva da un decreto della Direzione generale per la Politica industriale del ministero delle Imprese. Incentivi GPL e metano 2026: chi può ottenere il bonus Il fondo, pari a 4 milioni di euro, resterà attivo fino al 31 dicembre 2026 e sarà gestito tramite la piattaforma Invitalia. Il requisito principale è che il veicolo sia almeno Euro 3. Il contributo è destinato a persone fisiche e giuridiche, a condizione che queste ultime non svolgano attività di commercio di autoveicoli della categoria M1, che acquistano e installano sulla propria auto un impianto di alimentazione a GPL o metano.Ogni impianto deve essere dotato di apposito codice di omologazione, ottenuto secondo la normativa italiana o il Regolamento UN 115. Inoltre, deve essere nuovo di fabbrica e acquistato, installato e collaudato in una data successiva al 10 giugno 2026. Bonus retrofit auto: come fare domanda e ottenere lo sconto L'installatore effettua la prenotazione del bonus tramite la piattaforma dedicata, mentre il proprietario del veicolo paga direttamente l'importo già scontato del contributo statale. Nella fattura relativa all'acquisto e all'installazione dell'impianto devono essere indicati sia lo sconto applicato grazie all'incentivo sia il nominativo dell'intestatario o del cointestatario del veicolo.Entro 120 giorni dalla prenotazione, l'installatore è tenuto a completare la procedura. Successivamente, il costruttore dell'impianto riceve tutta la documentazione necessaria per recuperare il contributo. Il bonus viene quindi rimborsato e recuperato sotto forma di credito d'imposta. Per ulteriori dettagli è possibile consultare la documentazione ufficiale pubblicata dal ministero.
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Oltre 40 marchi, test drive e anteprime: a settembre torna il Salone Auto Torino

4 Ruote - 5 ore 43 min fa
Dall'11 al 13 settembre Torino ospiterà la terza edizione di Salone Auto Torino, manifestazione automobilistica a ingresso libero che anche quest'anno porterà nel cuore del capoluogo piemontese novità, test drive, anteprime ed eventi dedicati agli appassionati e agli operatori del settore.Oltre 40 marchi hanno finora confermato la loro presenza: Alfa Romeo, Ares, Lamborghini, BMW, BYD, Changan, Chery, Citroën, DS, EMC, FAW, Fiat, GAC, Geely, GWM, Honda, Hongqi, ICAUR, Italdesign, Jeep, KGM, KIA, Lancia, Leapmotor, Lepas, Linktour, Lynk&Co, Lotus, Maserati, Mazda, Mercedes-Benz, Omoda&Jaecoo, Opel, Peugeot, Pininfarina, Porsche, Recaro, Suzuki, Renault, Tesla, X-Peng e Zeekr.Gli organizzatori confermano il format open-air e puntano a replicare l'affluenza delle prime due edizioni, che hanno superato complessivamente i 500 mila visitatori. Il centro di Torino sarà trasformato in un palcoscenico dedicato all'automobile e al dialogo tra industria, pubblico e territorio. Confermata anche l'area Test Drive per provare gratuitamente su strada le vetture messe a disposizione da BYD, Changan, EMC, Geely, GWM, Honda, Hongqi, KIA, Lepas, Lynk&Co, Mazda, Omoda&Jaecoo, Tesla e Zeekr. Salone Auto Torino 2026: programma, test drive e aree espositive Il percorso espositivo si svilupperà tra piazza Castello, i Giardini dei Musei Reali e i Giardini Reali, dove saranno allestiti gli spazi dei marchi automobilistici, le aree dedicate ai test drive e le altre iniziative. Accanto alle Case saranno presenti aziende della filiera, centri stile, università, associazioni di categoria, partner industriali, Forze Armate e Corpi dello Stato, oltre a media italiani e internazionali. Tra gli altri parteciperanno Allianz Direct, Arexons, ASI Automotoclub Storico Italiano, Arma dei Carabinieri, Dumarey, Esercito Italiano, Guardia di Finanza, IED Torino, Norauto, Politecnico di Torino, Polizia di Stato e Vigili del Fuoco. Presenti anche Quattroruote, Rai e Sport Mediaset.Nelle prossime settimane sarà presentato il programma completo della manifestazione e l'elenco definitivo delle vetture esposte, comprese numerose anteprime per il mercato italiano.Tra le iniziative collaterali spicca Promozioni Week by Salone Auto Torino: anche senza visitare l'evento, i consumatori potranno beneficiare di condizioni speciali disponibili nei concessionari di Alfa Romeo, BYD, Citroën, DS, EMC, FIAT, Hongqi, Jeep, KIA, Lancia, Leapmotor, Lepas, Lynk&Co, Mazda, Omoda&Jaecoo, Opel, Peugeot, Renault e Suzuki. Gli eventi speciali Un'altra novità è bTOb, appuntamento dedicato alla filiera automotive in programma giovedì 10 settembre al Teatro Regio. Riunirà Case, aziende della componentistica, fornitori, startup, istituzioni e associazioni di categoria. La giornata si aprirà con il convegno "La sostenibilità del sistema automotive", dedicato ai temi della transizione industriale, dell'innovazione, della competitività e dell'evoluzione della filiera. Fino alle 18 sarà inoltre aperta la Business Lounge dedicata agli incontri di networking.Il Salone, che partirà venerdì 11 settembre con l'inaugurazione ufficiale e il Press Day, ospiterà anche la seconda edizione del Torino Automotive Design Award (TADA) e il Supercar Meeting, appuntamento dedicato a supercar, hypercar, one-off, limited edition, prototipi e auto classiche provenienti da tutta Italia. La giornata inizierà alla Reggia di Venaria per concludersi in piazza Castello.Torna inoltre il Pass Convenzioni Salone Auto Torino, che consentirà ai visitatori di usufruire di agevolazioni presso musei, hotel, ristoranti, attività commerciali, servizi turistici e trasporti durante l'evento."Salone Auto Torino continua a crescere insieme al settore automotive e al territorio che lo ospita. L'edizione 2026 conferma la volontà di offrire un evento capace di parlare a pubblici diversi: agli appassionati, che potranno scoprire le novità delle Case automobilistiche e vivere l'esperienza dei test drive; ai professionisti, grazie al debutto di bTOb Salone Auto Torino; e alla città, attraverso iniziative che coinvolgono il tessuto economico, culturale e turistico. Torino è la città dell'automobile e Salone Auto Torino vuole contribuire a valorizzarne il ruolo, creando occasioni di incontro, dialogo e sviluppo per tutto il sistema automotive", ha commentato il presidente della manifestazione Andrea Levy.
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Noleggio sociale, il tuo Isee è sotto la soglia dei 30.000 euro? Ecco come capirlo

4 Ruote - 5 ore 53 min fa
Anche con il noleggio sociale il parametro di riferimento sarà l'Isee. Infatti, come annunciato lo scorso 23 luglio dal ministro delle Imprese Adolfo Urso, potranno accedere a questa iniziativa solo le persone fisiche con un Indicatore della situazione economica equivalente inferiore a 30 mila euro (nel caso dell'ultimo incentivo all'acquisto di auto elettriche, invece, la soglia di accesso era più alta, fino a 40 mila euro). Isee: che cos'è Ma che cos'è l'Isee? Come si calcola? Quanto costa? E a chi bisogna rivolgersi per averlo? Vediamo di capirlo partendo da una premessa. Anzi, due:Al contrario di quanto comunemente si pensa, l'Isee non è un indicatore del reddito;l'Isee è uno strumento tecnico che permette di confrontare nella maniera più accurata possibile la situazione economica delle persone o delle famiglie, indipendentemente dallo stipendio o dalla pensione o, in generale, dal reddito. E che, proprio per questa sua caratteristica, è usato dallo Stato, dalle pubbliche amministrazioni e da enti privati per selezionare o regolare l'accesso a determinati servizi o prestazioni e i relativi costi (si pensi, per esempio, alla refezione scolastica o alle tasse universitarie).Non esiste un solo Isee: c'è quello ordinario (da utilizzare per accedere al noleggio sociale), ma vi sono anche Isee specifici (Isee minorenni, Isee università eccetera) da utilizzare, a richiesta, per accedere a prestazioni specifiche. Isee: come si calcola L'Isee ordinario tiene conto di cinque aspetti principali:Composizione e caratteristiche del nucleo familiare (comprese eventuali disabilità o non autosufficienze);Abitazione (di proprietà o in affitto);Patrimonio immobiliare;Patrimonio mobiliare (depositi bancari o postali, titoli finanziari, veicoli eccetera);Redditi (da lavoro, da pensione, fondiari ed eventuali trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari).     Isee: chi lo rilascia L'Isee è elaborato e messo a disposizione dall'Inps (Istituto nazionale della previdenza sociale) sulla base della Dsu (Dichiarazione sostitutiva unica), una dichiarazione che si articola in diversi moduli e, per ciascun modulo, in diversi quadri (un po' come nei modelli per la dichiarazione dei redditi) da compilare a seconda delle caratteristiche del nucleo familiare e del tipo di prestazione che si intende richiedere.Molte delle informazioni contenute nella Dsu sono o possono essere acquisite direttamente dagli archivi dell'Agenzia delle Entrate e degli enti di previdenza. Isee: come si ottiene Per ottenere l'Isee bisogna presentare all'Inps la Dsu in una delle due modalità previste:non precompilata;precompilata.Nel primo caso è necessario rivolgersi a un Caf (Centro di assistenza fiscale). Basta prendere un appuntamento e presentarsi nell'ufficio con i documenti che saranno richiesti al primo contatto. Sulla base dei documenti forniti o acquisiti direttamente dal Caf, il Centro di assistenza fiscale compilerà la Dsu e la trasmetterà all'Inps che, a sua volta, elaborerà e invierà, nel giro di pochi giorni, l'indicatore Isee.Nella seconda situazione, invece, la Dsu precompilata con i dati dell'Agenzia delle Entrate, dell'Inps e quelli autodichiarati dal cittadino può essere autorizzata direttamente dal sito dell'Inps a cui si può accedere tramite Spid o Cie. Isee: quanto costa L'Isee non costa nulla, anche nel caso in cui ci si rivolga a un Caf. Ogni Centro di assistenza fiscale, infatti, è tenuto a prestare gratuitamente il servizio di consulenza, compilazione e trasmissione della Dsu. Isee: quanto dura Salvo eventuali variazioni dei dati contenuti nella Dsu, l'Isee è valido fino al 31 dicembre dell'anno in cui è stata presentata la dichiarazione. Per l'anno successivo bisognerà chiederlo nuovamente. Isee: i controlli Sui dati dichiarati in sede di rilascio della Dsu, l'Agenzia delle Entrate può effettuare controlli e verifiche, in particolare presso le banche o gli intermediari finanziari che gestiscono il patrimonio mobiliare. In caso di dichiarazioni mendaci sono previste conseguenze penali. 
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L'elettrica da 15 mila euro, la SUV Leapmotor, le nuove Corsa e Astra: i piani Opel fino al 2030

4 Ruote - 6 ore 4 min fa
Una SUV sviluppata con Leapmotor, un'elettrica da circa 15.000 euro e l'erede della Corsa: sono i modelli con cui Opel rinnoverà la gamma entro il 2030.Anche la Casa del Blitz, come Alfa Romeo, Citroën, Chrysler e Dodge, è diventato un marchio regionale, attivo soltanto in alcune aree geografiche come l'Europa o l'America. Una razionalizzazione voluta da Antonio Filosa e illustrata nel piano strategico FaSTLAne 2030 di Stellantis.Ecco tutte le principali novità Opel attese da qui alla fine del decennio. La nuova SUV sviluppata con Leapmotor Da tempo Stellantis guarda a Oriente per le proprie partnership strategiche. La più importante è quella con Leapmotor, che ha consentito alla Casa cinese di portare in Europa alcuni dei suoi modelli. Da questa collaborazione nascerà anche una nuova SUV Opel, della quale proponiamo una ricostruzione realizzata sulla base delle informazioni attualmente disponibili e ispirata alla Leapmotor B10. Design sportivo e motorizzazioni elettrificate Le linee riprenderanno gli stilemi tipici del Blitz, a partire dal frontale Vizor con logo illuminato e firma luminosa a LED che richiama il "mirino" introdotto dalla Corsa Vision Gran Turismo.Rispetto alla B10, con cui condividerà le dimensioni, circa 4,5 metri di lunghezza, la nuova SUV di segmento C di Opel proporrà forme più tese e dinamiche, in linea con il carattere del marchio.Le motorizzazioni saranno condivise con il modello cinese. Sono quindi attesi powertrain elettrici e range extender, con motore elettrico posteriore da 160 kW (218 CV). Le versioni elettriche potranno utilizzare batterie da 56 o 67 kWh, mentre la variante range extender abbinerà un accumulatore da 18,8 kWh a un motore 1.5 aspirato da 68 CV con funzione di generatore. L'elettrica da 15.000 euro Accanto alla futura Citroën 2 CV e alla nuova piccola Fiat, Opel lancerà un proprio modello basato sul progetto E-Car di Stellantis. Si tratterà di una piccola elettrica pratica ed economica, destinata a essere prodotta a Pomigliano d'Arco.Il debutto potrebbe avvenire nel 2028, in contemporanea con le altre due vetture del gruppo. Il prezzo di partenza dovrebbe aggirarsi attorno ai 15.000 euro.Al momento non sono emerse indicazioni precise su forme e dimensioni, ma è plausibile attendersi proporzioni analoghe a quelle delle altre due cugine, con una lunghezza inferiore ai 4 metri. Piccola da città Non ci sono ancora dettagli ufficiali su batterie e motorizzazioni. Come già emerso in precedenza, però, il progetto E-Car Stellantis nasce con l'obiettivo di offrire modelli accessibili e a basso costo.Di conseguenza, anche la proposta Opel dovrebbe privilegiare potenze e autonomie contenute, adeguate a un utilizzo prevalentemente urbano, ambito nel quale questa piccola elettrica sarà chiamata a esprimere al meglio le proprie caratteristiche. Nuove Corsa e Astra: i prossimi arrivi La condivisione di pianali e tecnologie con Leapmotor potrebbe in futuro coinvolgere anche altri modelli Opel, ma per ora non sono disponibili indicazioni più precise.Di certo la gamma del Blitz continuerà ad ampliarsi. Entro il 2030 sono attesi almeno altri due modelli strategici: l'erede della Corsa, prevista con motorizzazioni multienergia, e la nuova generazione dell'Astra, disponibile anche in versione station wagon.Entrambe saranno sviluppate sulla nuova piattaforma STLA One di Stellantis.
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A Portofino con un'elettrica di 2,5 metri: perché qui la Microlino è a casa

4 Ruote - 7 ore 7 min fa
L'automobile ha la capacità di servire funzioni diverse: può essere un mezzo di trasporto, uno strumento di lavoro o un veicolo del divertimento. Ma quando funziona davvero, sa aggiungere a ogni spostamento quel pizzico di leggerezza che un'auto non dovrebbe mai perdere. E poco importa se la Microlino non è un'automobile nel senso più pieno del termine - è un quadriciclo elettrico -, anzi è forse proprio quello il suo punto di forza. Basta guardarsi attorno: vetture sempre più grandi in spazi che restano sempre gli stessi. Il risultato è che l'equilibrio tra uomo e macchina è oggi più fragile che mai. Sfilare nel traffico stretto: agilità e dimensioni ridotte La prova del nove è arrivata sulle strade della Liguria, tra Rapallo, Santa Margherita e Portofino: lì, tra turisti già saturi di scorci da cartolina e obiettivi puntati ovunque, questa simpatica macchinina riesce a strappare un sorriso anche al viaggiatore più disincantato. Da Rapallo in poi la strada si stringe, si affaccia sul mare e poi lo perde di nuovo dietro un muro di ville liberty. un percorso che a bordo di un'auto vera, ingombrante, costringe a un calcolo costante: quanto spazio ho, quanto ne serve all'altro senso di marcia, passerò tra quell'utilitaria in doppia fila e un motorino che sbuca dal nulla. A bordo della Microlino, quel calcolo sparisce. I suoi 2,51 metri di lunghezza - meno di una Smart, meno praticamente di tutto quello che circola oggi su queste strade - la rendono una presenza quasi trasparente nel traffico, capace di infilarsi dove altri restano bloccati e di parcheggiare di traverso, a pettine, in uno spazio che per chiunque altro sarebbe solo un buco tra due paraurti. Da Santa Margherita alla piazzetta di Portofino A Santa Margherita, con il lungomare intasato di auto a passo d'uomo, è la sua andatura silenziosa - il motore elettrico da 17 CV non fa rumore, non vibra, non disturba chi cerca relax - a renderla quasi invisibile finché non passa accanto e qualcuno, inevitabilmente, si gira. Ed è a Portofino, tra i vicoli che si stringono fino a diventare un imbuto proprio davanti alla piazzetta, che la Microlino smette di essere un vezzo cittadino e diventa strumento di mobilità perfettamente a suo agio. Lì dove i SUV si arrendono e le auto normali rinunciano già a un chilometro di distanza, lei arriva, si volta e riparte come nulla fosse. Sembra quasi nata per un ambiente così. Come la signora Mariangela che a Portofino c'è nata per davvero e che gestisce il Panificio Canale, istituzione di questo borgo tutto italiano. "Noi siamo qui da 120 anni", dice, e io le credo, signora: starei anche io ad oltranza in un posto così, in cui il tempo sembra scorrere in modo differente. Stile, capsule collection e produzione a Torino Non è un caso che proprio in quella piazzetta, dentro una delle boutique che vi si affacciano, MC2 Saint Barth abbia scelto di dedicare alla Microlino una capsule collection. Il marchio del beachwear italiano costruisce le proprie collezioni sull'identità dei luoghi in cui apre bottega. lo stesso principio che rende la Microlino così a suo agio proprio lì: non un prodotto pensato per andare bene ovunque, ma un oggetto che trova il proprio senso pieno quando incontra il contesto giusto. In Italia sappiamo ancora costruire ciò che serve: oggetti non per forza fini a sé stessi, ma strumenti di mobilità adatti alle peculiarità del nostro Paese. Non a caso la Microlino è prodotta a Torino con una tecnologia quasi da automobile vera - scocca portante in alluminio e acciaio, sospensioni indipendenti su entrambi gli assi e batteria fino a 15 kWh - fin qui prodotta in oltre 5.000 esemplari. Ed ecco anche spiegato il motivo di un prezzo superiore alla concorrenza. Mobilità urbana a misura d'uomo In un mercato che continua a proporre colossi a quattro ruote per strade concepite secoli fa, la Microlino procede controcorrente con la forza delle idee semplici. In questa giornata non ha soltanto dimostrato di saper passare dove gli altri si fermano: ha ricordato che la mobilità del futuro, per essere davvero intelligente, deve prima di tutto tornare a misura d'uomo.
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Mercato auto usate, la metà ha oltre 10 anni ma le più giovani sono in aumento

4 Ruote - 7 ore 26 min fa
A maggio il mercato dell'auto usata torna in territorio negativo. Secondo le elaborazioni dell'Unrae, i trasferimenti di proprietà sono stati 444.625, il 3,1% in meno rispetto allo stesso mese dell'anno scorso.A influire sono soprattutto i dati sui passaggi netti, risultati in calo del 6% a 248.954 unità, mentre le minivolture (i contratti temporanei con i concessionari in attesa della rivendita) sono cresciute dello 0,8% a 195.671.I primi cinque mesi dell'anno si chiudono comunque con un incremento dello 0,7% e 2.416.129 trasferimenti (+0,5% sul 2019), di cui 1.335.993 passaggi netti (-1,8%) e 1.080.136 minivolture (+3,9%). Domina la benzina, quasi il 50% sono auto con oltre 10 anni L'analisi dell'Unrae fornisce ulteriori informazioni sulle caratteristiche dei trasferimenti netti mensili. Per esempio, lo spaccato delle alimentazioni vede dominare le vetture a benzina, con il 38,6% di quota (38,7% a maggio 2025). Il diesel perde 4,1 punti percentuali e scende al 37,9%. Le elettriche salgono dall'1% all'1,5%, le ibride plug-in dall'1,2% all'1,7% e le ibride non ricaricabili dal 9,9% al 12,8%. Stabile il metano al 2%, mentre il Gpl cresce di 0,3 punti e raggiunge il 5,5%.Quanto all'anzianità, si confermano i trend dei mesi scorsi, con un aumento del peso delle auto più giovani e di quelle più anziane. La quota di vetture con oltre 10 anni di vita sfiora il 50%, salendo di 0,3 punti al 49,1%. In discesa le fasce intermedie: le auto da 6 a 10 anni passano dal 17,4% al 16,7%, mentre quelle da 4 a 6 anni scendono dall'11,1% al 10,4%.Al contrario, le auto fino a 4 anni guadagnano 1,2 punti e arrivano al 23,8%, con la fascia tra 2 e 4 anni in crescita dall'11,9% al 12,6% e quella fino a 1 anno dal 5,8% al 6,4%. Sostanzialmente stabili le vetture tra 1 e 2 anni: rappresentano il 4,8% del totale, contro il 4,9% di un anno fa. I trend delle minivolture Fra i passaggi temporanei, le auto diesel mantengono la leadership, ma calano di 3,6 punti al 40,4%. Le vetture a benzina cedono 0,8 punti al 31,9%, quelle a Gpl 0,1 punti al 5,3% e quelle a metano 0,3 punti all'1,7%. In crescita, invece, le auto ibride, dal 12,3% al 15,6%, le ibride plug-in, dal 2% al 2,8%, e le elettriche, dall'1,5% al 2,3%.Quanto all'età media, la quota delle autovetture con più di 10 anni scende dal 36,7% al 36,2%, quella delle auto da 6 a 10 anni dal 20% al 19,2% e quella della fascia 4-6 anni dal 13% al 12,6%. Le vetture da 2 a 4 anni guadagnano 1 punto e raggiungono il 18,6%, quelle da 1 a 2 anni crescono di 0,2 punti al 7,4% e quelle fino a 1 anno di 0,5 punti al 6%.Nel complesso, le vetture fino a 4 anni di anzianità coprono il 32% delle minivolture, 1,7 punti percentuali in più rispetto a maggio 2025.
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Tajani vuole abolire il bollo auto. Ma servono 7,48 miliardi all'anno

4 Ruote - 8 ore 33 min fa
Si torna a parlare di abolizione del bollo auto: a farlo, stavolta, è Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Affari Esteri, con un reel pubblicato ieri. Noi vogliamo ridurre le tasse in Italia. Lo slogan sarà meno tasse, meno tasse, meno tasse. A cosa penso? Abbattere le tasse sulle tredicesime, ridurre l'Irpef dal 35 al 33% allargando la base fino a 60.000 euro e, per esempio, abolire il bollo sulle auto o sulle moto.Un'intenzione già manifestata in passato da numerosi politici, specialmente in vista delle scadenze elettorali, ma mai tradottasi in realtà. Perché? Andiamo a scoprirne i motivi.  Bollo auto: 7,48 miliardi di euro l'anno Ogni automobilista paga la tassa di proprietà della vettura alla Regione di residenza: gli enti locali incamerano complessivamente 7,48 miliardi di euro all'anno, pari al 9% del carico fiscale sulla motorizzazione secondo le stime Anfia. Queste risorse servono a finanziare i bilanci regionali, in particolare i servizi legati alla mobilità, al trasporto pubblico e alla manutenzione delle strade.Se questo gettito venisse meno, per molte amministrazioni che già attraversano difficoltà economiche sarebbe una vera e propria batosta. Il governo dovrebbe quindi individuare una soluzione in grado di evitare il collasso dei conti regionali.Il problema è che, come lo stesso esecutivo ha ammesso più volte, il Paese fatica già a trovare una copertura adeguata per un importante e strutturale taglio delle accise. E allora la domanda è inevitabile: dove reperire 7,48 miliardi di euro l'anno da destinare alle Regioni per compensare la scomparsa del bollo auto?  Le vecchie promesse L'11 aprile 2008, l'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nel corso di una popolare trasmissione televisiva, anticipò l'intenzione di abolire gradualmente il bollo auto. In seguito propose di intervenire almeno sulla prima auto nel 2012, tornando poi sull'argomento nel 2017.Nel 2016 toccò invece al premier Matteo Renzi, che si disse intenzionato a cancellare la tassa automobilistica già con la legge di Stabilità 2017 o, comunque, entro la fine della legislatura, nella primavera del 2018.Ogni volta, però, si ripresenta il problema di un deficit pubblico che rischia di allontanarsi dai parametri richiesti da una gestione sostenibile dei conti e dall'Unione Europea. Un refrain che ritorna puntualmente a ogni appuntamento elettorale e che continua a scontrarsi con i vincoli di bilancio, lasciando irrisolto il rebus della copertura miliardaria necessaria per compensare il mancato gettito destinato alle Regioni.
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Mercedes crolla in Cina: vendite giù del 30%, tagliate le stime annuali

4 Ruote - 9 ore 7 min fa
La Cina continua a presentare il conto ai costruttori occidentali. Stavolta tocca a Mercedes-Benz, che ha chiuso il secondo trimestre con risultati fortemente penalizzati dalla frenata del suo mercato più importante: il crollo delle vendite in Cina ha infatti inciso sui conti di Mercedes-Benz Cars e spinto il gruppo a rivedere al ribasso alcune stime per il 2025.Il costruttore di Stoccarda, che ha compensato le difficoltà della sua principale divisione con il buon andamento dei servizi finanziari e dei veicoli commerciali leggeri, ha quindi rivisto alcune prospettive annuali proprio a causa delle persistenti difficoltà sul mercato cinese. Bilancio Mercedes-Benz: il calo della Cina pesa sul secondo trimestre  In particolare, il secondo trimestre si è chiuso con ricavi in calo da 33,2 miliardi di euro del pari periodo del 2025 a 32,1 miliardi, mentre l'utile operativo è salito del 21,5% a 1,55 miliardi e l'utile netto del 13,5% a 1,08 miliardi grazie ai primi effetti del piano di efficientamento, nonché ai proventi generati dalla cessione della società di noleggio Athlon ad Arval e dalla dismissione di azioni Daimler Truck. Inoltre, i flussi di cassa delle attività industriali si sono attestati a 1,1 miliardi, il 40,9% in meno rispetto agli 1,86 miliardi di un anno fa.Tuttavia, come detto, i risultati sono stati sostenuti soprattutto dalle divisioni Vans e Financial Services. Mercedes-Benz Cars, invece, ha registrato un netto peggioramento delle performance. Il fatturato è sceso del 4,9% a 22,99 miliardi di euro, in scia a vendite totali in contrazione del 7,9%, nonostante il +50,9% delle sole elettriche.L'utile operativo si è così contratto del 93,7%, fermandosi ad appena 49 milioni di euro, anche a causa della necessità di contabilizzare svalutazioni per 704 milioni di euro sulle attività cinesi. Escludendo questa voce straordinaria, il dato risulta comunque in calo del 26%, a 909 milioni, con un margine passato dal 5,1% al 4%. I flussi di cassa, invece, sono crollati da 1,3 miliardi a 379 milioni.A pesare sulla divisione è stato soprattutto il forte calo delle vendite in Cina: il -30% circa registrato sul mercato cinese ha annullato i buoni risultati ottenuti in Europa (+4%) e negli Stati Uniti (+10%). Il peso del Paese del Dragone emerge da un altro dato significativo: escludendo il contributo delle attività cinesi, le vendite globali del gruppo risultano in crescita del 2%. La Stella rivede le prospettive annuali Ovviamente non è solo la Cina a incidere sui conti di Mercedes-Benz. Tra le cause delle performance del trimestre, l'azienda cita infatti non solo "l'intensificarsi della pressione di mercato, soprattutto in Cina", ma anche "un mix di modelli meno favorevole, misure relative al ciclo di vita del prodotto e costi legati alle campagne di lancio, parzialmente compensati dai continui miglioramenti in termini di efficienza".In altre parole, come afferma l'amministratore delegato Ola Källenius, il "contesto di mercato è difficile", ma Mercedes è riuscita a rimanere "in linea con le previsioni" e a proseguire il programma di lanci, che prevede oltre 40 novità tra il 2025 e il 2027. Finora questo percorso ha consentito di registrare un aumento delle vendite di elettriche del 51% e di "più che raddoppiare" gli ordini di vetture a batteria in Europa.Il nodo della Cina, tuttavia, resta irrisolto anche perché "il mercato e i clienti cinesi rimangono di elevata importanza strategica per Mercedes-Benz". Nel frattempo, l'evoluzione dell'ambiente operativo e i risultati del primo semestre, dopo un avvio d'anno già caratterizzato da utili e ricavi in calo, hanno spinto il management a rivedere alcune stime per l'intero 2025.Nel dettaglio, sono state confermate le previsioni di un fatturato di gruppo stabile, di un utile operativo "significativamente superiore" e di flussi di cassa in leggero calo. Sono invece state riviste le aspettative per la sola Mercedes-Benz Cars: a causa delle condizioni "persistemente difficili" del mercato cinese, vendite e ricavi non sono più attesi stabili, ma in lieve diminuzione.
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Agosto da bollino rosso e nero: le date da segnare prima di mettersi in viaggio

4 Ruote - 9 ore 22 min fa
Traffico in primo piano per l'esodo estivo 2026: per agosto, Autostrade per l'Italia ha delineato il quadro completo della circolazione, evidenziando i giorni più critici sia per chi si sposta verso le località di villeggiatura sia per chi rientra nei grandi centri urbani.  Come sempre, fa testo la legenda coi bollini di quattro colori, ossia verde che sta per regolare, giallo per intenso, per poi passare al rosso (intenso con possibile criticità), fino al nero con punto esclamativo (critico). Con le stime divise per fasce orarie: mattino dalle 7 alle 13, pomeriggio 13-16, e sera 16-21. Traffico agosto 2026: le date da bollino rosso e nero Ben tre i bollini neri e cinque i rossi ad agosto sulla rete Aspi. L'esordio, sabato 1, è contrassegnato da traffico critico al mattino e da un'allerta elevata al pomeriggio. Che si ritrova dalle 7 alle 13 di domenica 2. Ma è venerdì 7 che il traffico intenso con possibile criticità domina, seguito da un doppio nero il giorno successivo, con leggero calo domenica 9. Meno bollente il Ferragosto, mentre sabato 22 si ricomincia con un rosso al mattino. Idem sabato 29 agosto.  Rientro dalle ferie: quando evitare le autostrade ad agosto Weekend 1-2 agosto dominato dal giallo, con un verde la sera di sabato e un rosso domenica pomeriggio. Lunedì 3 mattina, ancora intenso con possibile criticità. Dopodiché, un'ondata di bollini verdi fino a venerdì 7 mattina, con sabato 8 rosso. Ferragosto il momento peggiore: se sabato 15 ci sono due gialli e un verde, domenica 16 e lunedì 17 seguono un andamento identico, con rosso mattina e pomeriggio, più un giallo la sera. Idem gli altri due weekend: 22-23 e 29-30. Con una coda di traffico intenso di lunedì 31. Cliccare qui per saperne di più.  Mezzi pesanti: tutti i giorni di divieto alla circolazione Oltre alle previsioni Anas su strade e autostrade di propria competenza, è utile il calendario di agosto delle limitazioni alla circolazione stradale fuori dai centri abitati per i veicoli con massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate. Ecco i divieti:   - sabato 1 agosto dalle 8 alle 22; - domenica 2 dalle 7 alle 22; - venerdì 7 dalle 16 alle 22; - sabato 8 dalle ore 8 alle 22; - domenica 9 dalle 7 alle 22; - venerdì 14 dalle 16 alle 22; - sabato 15 dalle 7 alle 22; - domenica 16 dalle 7 alle 22; - sabato 22 dalle 08 alle 16; - domenica 23 dalle 7 alle 22; - sabato 29 dalle 8 alle 16; - domenica 30 dalle 7 alle 22. Viabilità in tempo reale: numeri e servizi utili per gli automobilisti Notizie sempre aggiornate sul traffico sono disponibili tramite i canali del Cciss (numero gratuito 1518, siti web www.cciss.it e mobile.cciss.it), le trasmissioni di Rai-Isoradio, i notiziari di Onda Verde sulle tre reti Radio-Rai e sul Televideo. Informazioni in tempo reale sulla rete autostradale in concessione, sulle condizioni di viabilità e del traffico lungo le varie tratte e altre notizie utili per il viaggio, sono disponibili sui diversi canali attivati dalle singole società concessionarie (siti Internet, numeri dedicati, app ecc.). Ulteriori informazioni sono riportate su www.aiscat.it. 
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Elettriche, altra batosta: dopo la ZTL di Roma, Brescia toglie i parcheggi gratis

4 Ruote - 9 ore 27 min fa
Beffa estiva per i bresciani che hanno un'auto elettrica. La brutta notizia arriva dal sito web del Comune della Leonessa d'Italia, dove si legge che la richiesta di nuovi permessi per accesso e sosta in ZTL delle auto elettriche è temporaneamente sospesa. L'amministrazione sta procedendo a un "aggiornamento della disciplina in vigore". In sostanza, se fino al 31 luglio 2026 chi possiede una vettura a batteria potrà parcheggiare gratuitamente negli stalli blu, dal 1 agosto dovrà pagare. Come qualsiasi altra automobile. La decisione del Comune segna una svolta per chi utilizza quotidianamente un'auto elettrica in città. Oltre alla sospensione delle nuove autorizzazioni per l'accesso alle Zone a traffico limitato, viene meno una delle agevolazioni più apprezzate dagli automobilisti: la gratuità della sosta sugli stalli blu.Brescia segue RomaBrescia sembra quindi seguire l'esempio di Roma, dove i proprietari di auto elettriche non residenti nelle Zone a traffico limitato devono sostenere costi fino a 1.000 euro per ottenere il pass di accesso. Un cambiamento significativo rispetto alla gratuità prevista fino a pochi anni fa. I proprietari contestano la retromarcia sulle auto elettriche Da anni istituzioni e amministrazioni locali invitano cittadini e aziende a investire nella mobilità elettrica, presentandola come uno degli strumenti per migliorare la qualità dell'aria. In cambio vengono promesse agevolazioni di varia natura, a partire dagli accessi gratuiti nelle ZTL e dalla sosta gratuita sugli stalli blu e gialli.Ci si potrebbe quindi attendere un potenziamento delle infrastrutture, con più colonnine rapide e affidabili, maggiori controlli contro la sosta abusiva negli spazi dedicati alla ricarica e misure più efficaci contro gli atti vandalici e i furti di rame nelle stazioni.Invece, proprio mentre il numero di vetture a batteria inizia timidamente a crescere, alcuni Comuni cambiano direzione. A Roma la motivazione ufficiale riguarda le esigenze di mobilità urbana e le ripercussioni sul traffico provocate dall'aumento delle auto elettriche autorizzate all'accesso. Di esigenze di bilancio o di maggiori entrate, invece, le amministrazioni non parlano. Una linea che, per certi versi, ricorda quella adottata sul tema degli autovelox, spesso giustificati esclusivamente come strumenti per la sicurezza stradale. 
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Volkswagen apre alla Cina: joint venture con Gotion per la gigafactory di Sagunto

4 Ruote - 10 ore 4 min fa
I vertici del gruppo Volkswagen hanno già chiarito la possibilità di procedere con una razionalizzazione del perimetro operativo molto più profonda di quanto finora effettuato con la cessione, per esempio, del 51% di Everllence, la ex Man Energy Solutions. Tra le possibili dismissioni sarebbe finito perfino uno dei progetti più importanti avviati dalla controllata PowerCo in Spagna, la gigafactory di Sagunto, alle porte di Valencia.Secondo indiscrezioni lanciate da La Tribuna de Automoción, testata che negli ultimi mesi ha anticipato diversi accordi strategici, il costruttore tedesco sarebbe in trattative per cedere la maggioranza della fabbrica di batterie a uno dei suoi principali partner, la cinese Gotion. I negoziati sarebbero già in fase avanzata, come dimostrerebbero le visite all'impianto dell'amministratore delegato della società asiatica e di numerosi tecnici incaricati di valutare lo stato di avanzamento dei lavori. Una joint venture a guida cinese? Le visite sarebbero servite per "discutere i dettagli del progetto, valutare la fattibilità dell'operazione e definire l'offerta finanziaria", aggiunge la testata, sottolineando la buona intesa tra le parti emersa durante le trattative.In altre parole, diversi elementi lascerebbero pensare a un esito positivo dell'operazione. In particolare, le discussioni, in corso da mesi, sarebbero concentrate sulla possibilità di costituire una joint venture con la maggioranza in mano a Gotion e PowerCo nel ruolo di azionista di minoranza.In ogni caso, i negoziati riguarderebbero soltanto Sagunto e non l'intera PowerCo, la divisione dedicata alle batterie per la quale il gruppo ha già indicato la possibilità di una valorizzazione a causa del deficit di competitività rispetto ai rivali asiatici.L'impianto, strategico per i piani di elettrificazione del gruppo tedesco nella Penisola Iberica, fornirà le batterie per i modelli elettrici prodotti tra Martorell, Pamplona e Palmela e sarebbe destinato a passare sotto gestione cinese anche per acquisire le necessarie competenze tecnologiche.La scelta di Gotion non sarebbe casuale. L'azienda è il quinto produttore mondiale di batterie ed è già strettamente legata ai tedeschi. Il gruppo Volkswagen è infatti il maggiore azionista, con una quota di circa il 25,6%, oltre a essere uno dei principali clienti.In base a un accordo valido fino al 2032, Gotion è il fornitore di riferimento per le batterie in Cina e, in attesa dell'entrata in funzione di Sagunto, sta già consegnando celle per i modelli elettrici prodotti in Spagna: la Cupra Raval e la Volkswagen ID.Polo a Martorell, nonché la Skoda Epiq e, dalla fine di agosto, la Volkswagen ID.Cross a Pamplona.
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Gasolio, lo sconto di 17 centesimi non si vede: per ora solo Eni abbassa i prezzi

4 Ruote - 11 ore 15 min fa
L'ultimo sconto sul diesel annunciato dal governo non trova ancora piena applicazione. Lo segnala Staffetta Quotidiana nella sua consueta analisi giornaliera: "Prezzo della benzina ancora in lieve aumento, gasolio in leggero calo, con la sola Eni che, tra i maggiori marchi, risulta al momento (ore 9:00) aver applicato il taglio dell'accisa: -14 centesimi al litro, che con l'Iva diventano 17 centesimi alla pompa".Due sono le possibili motivazioni dei ritardi nell'adeguamento dei listini. La prima è la pubblicazione del nuovo decreto legge in Gazzetta Ufficiale poco prima di mezzanotte. La seconda potrebbe essere legata alla questione delle giacenze: prodotto acquistato con le vecchie aliquote che va smaltito prima di applicare ai prezzi al pubblico le nuove accise, evitando così vendite sottocosto.Secondo la testata specializzata, questa mattina, 28 luglio, l'effetto del taglio dell'accisa sui prezzi risulta appena percepibile: appena cinque millesimi sul prezzo medio, contro i 17 centesimi teorici dello sconto. In particolare, la benzina erogata in modalità self-service lungo la rete stradale nazionale quota 1,986 euro al litro (+4 millesimi rispetto a ieri), il gasolio 2,180 euro (-5), il Gpl 0,743 euro (invariato) e il metano 1,605 euro/kg (+2). Sulla rete autostradale il prezzo medio al fai-da-te è invece di 2,074 euro per la verde (+3), 2,250 euro per il diesel (-5), 0,876 euro per il Gpl (-1) e 1,609 euro per il metano (+3). Benzina e diesel: tutti i prezzi aggiornati Per quanto riguarda i dettagli per modalità di vendita, elaborati da Staffetta sulla base delle comunicazioni effettuate ieri dai gestori all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati tra rete stradale e autostradale mostrano una benzina self service a 1,984 euro al litro (compagnie 1,989 euro, pompe bianche 1,976 euro) e un diesel a 2,187 euro (2,188 e 2,187 euro rispettivamente).Al servito, la benzina si attesta a 2,119 euro al litro (2,158 euro per le compagnie e 2,046 euro per le pompe bianche), mentre il gasolio arriva a 2,323 euro (2,357 e 2,259 euro). Il Gpl quota 0,753 euro al litro (0,761 e 0,742 euro), il metano 1,601 euro/kg (1,590 e 1,610 euro) e il Gnl 1,446 euro/kg (1,447 e 1,446 euro).Lo spaccato dei marchi mostra Eni a 1,981 euro sulla benzina self service (2,188 euro al servito) e 2,158 euro sul gasolio (2,366 euro); IP a 1,995 euro (2,161 euro) e 2,196 euro (2,363 euro); Q8 a 1,990 euro (2,146 euro) e 2,200 euro (2,362 euro); Tamoil a 1,987 euro (2,063 euro) e 2,191 euro (2,269 euro).Quotazioni di diesel e petrolio: cosa succede sui mercatiInfine, Staffetta segnala un interessante sviluppo sul fronte delle quotazioni dei prodotti raffinati. La benzina tratta a 729 euro per mille litri, circa 15 euro in meno rispetto a ieri, mentre il diesel sale a 973 euro per mille litri (+8 euro), pur restando lontano dalla soglia dei mille euro raggiunta pochi giorni fa in scia all'escalation militare in Medio Oriente.Segnali positivi arrivano anche dal petrolio, con il WTI indirizzato verso gli 80 dollari al barile e il Brent verso quota 85 dollari.
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Troppi costi, pochi ricavi: Stellantis dice addio al car sharing

4 Ruote - 11 ore 32 min fa
Stellantis dice addio al mondo del car sharing. Il gruppo, finora ultimo grande costruttore a mantenere una presenza nel mercato delle auto in condivisione, ha sottoscritto un accordo per cedere la controllata Free2move a Mutares, holding di investimenti tedesca già protagonista in passato di altre operazioni con aziende dell'ex galassia Fiat: negli anni scorsi, Iveco ha infatti ceduto il produttore di mezzi per i vigili del fuoco Magirus proprio alla società di Monaco di Baviera.La cessione di Free2move, che dovrebbe essere completata entro la fine dell'anno, è coerente con le linee guida del piano industriale di Stellantis, FaSTLAne 2030, e in particolare con l'obiettivo di concentrare investimenti e risorse su regioni, marchi e tecnologie "in grado di generare i rendimenti più elevati". Una scelta in netta controtendenza rispetto ai servizi di car sharing, progressivamente abbandonati da quasi tutti i costruttori a causa degli elevati costi e della ridotta redditività. Emblematico il caso della Renault, che ha deciso di chiudere le attività di gestione di auto condivise di Mobilize per le "scarse prospettive finanziarie del business". Il futuro di Free2move "Concentrando ulteriormente la nostra attenzione sulle attività puramente automotive, rafforziamo la nostra capacità di conseguire risultati sostenibili nel lungo periodo", ha commentato Virgilio Cerutti, Head of Business Development & Partnerships di Stellantis.Il gruppo si libera quindi di un'attività sempre più difficile da sostenere, mentre per Mutares l'acquisizione è perfettamente in linea con la propria strategia: la società tedesca investe in imprese che attraversano fasi complesse per sostenerne la ristrutturazione e tentare un rilancio industriale.In quest'ottica, il Chief Investment Officer Johannes Laumann ha spiegato l'intenzione di sfruttare la separazione di Free2move dal gruppo guidato da Antonio Filosa per rilanciarne le prospettive: "Le attività di car sharing di Free2move uniscono la forza di un marchio riconosciuto a livello internazionale a un significativo potenziale di miglioramento operativo a seguito della prevista separazione da Stellantis. Insieme al management team, non vediamo l'ora di rafforzare il modello operativo di Free2move e di sviluppare ulteriormente l'azienda affinché diventi una piattaforma indipendente di riferimento nel settore della mobilità".In altre parole, Free2move potrà beneficiare di una maggiore agilità, di investimenti dedicati e di una più ampia flessibilità operativa grazie al passaggio sotto il controllo di Mutares e all'uscita dal perimetro di Stellantis.
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Torna lo sconto sui carburanti, ma solo sul diesel: -17 centesimi fino al 6 agosto

4 Ruote - Lug 27,2026
Il Consiglio dei ministri ha deciso di intervenire in modo tempestivo sulla questione caldissima dei rincari dei carburanti. Oggi pomeriggio è stata convocata una riunione per esaminare e approvare un decreto legge contenente "Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alla ulteriore crisi dei mercati internazionali".In particolare, l'incontro, durato neanche venti minuti, si è concluso con il via libera alla reintroduzione del taglio delle accise, ma con modalità differenti rispetto all'ultima configurazione degli sconti: infatti, è stato deciso di varare uno scontro /tra accise e Iva) di 17 centesimi al litro solo sul diesel (la benzina rimane invariata).  Quanto durerà lo sconto? Come indicato dal ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, durante una conferenza stampa organizzata al termine del Cdm, lo sconto rimarrà in vigore "fino al 6 agosto". Complessivamente il costo dell'operazione si aggira attorno ai 125 milioni di euro per quanto riguarda lo sconto delle accise, ha aggiunto Giorgetti.Il costo della misura, che entrerà in vigore alla mezzanotte di oggi ed è accompagnata dalla proroga dello sconto per gli autotrasportatori e del credito di imposta per gli agricoltori, non è sostenuto da nuove accise su altri prodotti, come da ipotesi circolata durante la giornata, bensì da altre coperture finanziarie, tra cui una parte dell'extragettito IVA di giugno e proventi generati da sanzioni dell'Antitrust. ''Non siamo intervenuti sulle accise sui tabacchi. Monitoreremo giornalmente l'andamento dei prezzi che evolvono in modo assai erratico base alle situazioni di conflitto'', ha precisato ancora Giorgetti. '' chiaro che la situazione evolve di giorno in giorno. Oggi ad esempio il prezzo del Brent è in calo, la speranza è che questo si traduca tra qualche giorno anche in una diminuzione del prezzo alla pompa".In ogni caso, è già "previsto un Cdm il 4 di agosto che valuterà cosa fare in base alla situazione".
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Una Range Rover Bespoke del 1993 e una SV Ultra nuova: all'asta in coppia

4 Ruote - Lug 27,2026
La Range Rover Bespoke Classic debutterà alla Monterey Car Week 2026 in abbinamento al primo esemplare destinato al mercato americano della Range Rover SV Ultra. I due esemplari unici, caratterizzati dalla livrea abbinata e definiti "Matched Pair", saranno offerti in coppia all'asta da RM Sotheby's il 14 agosto e il ricavato sarà devoluto in beneficenza. La Range Rover classica si ispira alla nuova SV La Bespoke Classic nasce da un esemplare del 1993 con motore V8 3.9 litri in allestimento Country Edition. Il restauro totale ha richiesto oltre 2.000 ore di lavoro ed è stato compiuto rispettando le specifiche dell'epoca per quanto riguarda la meccanica. La carrozzeria è stata verniciata nella tinta Titan Silver sviluppata per la nuova SV Ultra, mentre gli interni in Ultrafabrics propongono l'inedito abbinamento tra Orchid White e Cinder Grey e finiture della plancia in alluminio. I cerchi di lega sono stati verniciati in Satin Platinum Atlas con bordi diamantati e sono stati eliminati i profili sulle fiancate: questi interventi mirano a rendere la Classic più simile al modello attuale. Una coppia di esemplari unici la prima volta che il reparto Bespoke crea una coppia di Range Rover di vecchia e nuova generazione abbinati. Si tratta di un esempio delle infinite possibilità di personalizzazione disponibili per i clienti, che possono studiare ogni dettaglio in collaborazione con gli esperti della Casa inglese.
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Classe C elettrica, oltre 760 km di autonomia e prestazioni brillanti: il nostro primo test

4 Ruote - Lug 27,2026
Per festeggiare i primi 140 anni di storia, dalle parti di Stoccarda hanno deciso di regalarsi la Mercedes-Benz Classe C elettrica: una berlina che vuole portare nel nuovo mondo, quello senza cilindri e pistoni, gli stessi valori per cui le quattro porte della Stella brillano da anni, prima e dopo quella pietra miliare che si chiama 190E. Per ora, è disponibile soltanto la C 400 4Matic, bimotore, con un listino che parte da 70.429 euro. L'ho guidata per la prima volta a Helsinki, in Finlandia. Autonomia fino a 761 km e ricarica a 330 kW Lunga 4,88 metri (+13 cm rispetto alla C termica attuale, che comunque rimane regolarmente a listino) e con un passo di 2,96 (+10 centimetri), la Mercedes-Benz Classe C elettrica è una berlina dalle forme piuttosto classicheggianti. Nasconde una batteria da 94 kWh netti ricaricabile, grazie all'architettura a 800 volt, fino a 330 kW alle colonnine HPC, per un 10-80% da soli 22 minuti. Agli stalli AC è previsto il caricatore di bordo da 11 kW. Come da tradizione, l'efficienza s'annuncia di altissimo profilo: in media, la 400 4Matic dovrebbe percorrere fino a 761 km con un pieno d'energia (vedremo a Vairano), anche grazie a un Cx da riferimento (0,22). Interni hi-tech, più spazio e doppio bagagliaio Dentro, la Classe C elettrica è un compendio di tecnologia: il maxischermo a tutta plancia (la diagonale è da 39,1 pollici) modifica in modo sensibile le interazioni con l'automobile (si può utilizzare con facilità anche la voce) mentre i sedili certificati Agr - disponibili con le funzioni di riscaldamento, ventilazione e massaggio - favoriscono un confort elevato nelle lunghe percorrenze. Notevole il guadagno, in termini di spazio, rispetto alla C termica: dietro c'è un maggior agio per le gambe, sebbene non ci sia molto spazio per sistemare bene i piedi sotto ai sedili anteriori. Ad annunciarsi ottima è la capacità di carico: oltre al vano posteriore da 470 litri dichiarati, c'è anche un frunk anteriore da 100.  Come va su strada: confort, agilità e 489 CV L'asse posteriore sterzante, le molle pneumatiche e un reparto sospensioni di pregevole caratura (doppio quadrilatero davanti, multilink a 5 leve dietro) rendono la Classe C elettrica molto comoda sulle strade butterate e, allo stesso tempo, le donano un'apprezzabile agilità fra le curve, soprattutto se si considera che la massa in ordine di marcia si aggira intorno ai 2.400 chili. Con prestazioni decisamente brillanti: i 489 cavalli e gli 800 Nm di coppia generati dai due motori permettono accelerazioni e riprese al fulmicotone; pure la velocità massima è di livello, visto che - anche grazie al cambio a due rapporti - la Classe C può raggiungere i 210 km/h di punta. Il tutto con una stabilità, mi hanno assicurato i tecnici della Stella presenti all'evento, che segna nuovi standard. La aspettiamo a Vairano.
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BYD cambia la Seal 6: sul tetto spunta il LiDAR, ma non è l'unica novità

4 Ruote - Lug 27,2026
BYD ha diffuso in Cina le prime informazioni sul Model Year 2027 della Seal 06. La vettura, che in Italia è nota come Seal 6 è stata per il momento mostrata solo con carrozzeria berlina tre volumi e non è ancora nota la data di avvio della commercializzazione. Arriva il LiDAR sul tetto L'aggiornamento è di fatto un vero e proprio restyling: a cambiare sono il frontale, i gruppi ottici anteriori e posteriori e soprattutto il tetto, dove è stato integrato il sensore LiDAR per la guida autonoma come già accaduto sulla Dolphin Surf. Le modifiche estetiche hanno contribuito ad aumentare la lunghezza di 150 mm, ma non sappiamo se questo dato sia legato ad altri fattori. Salgono potenza e autonomia per tutte Sul fronte dei powertrain non sono state ancora diffuse tutte le informazioni ufficiali, ma precedenti anticipazioni danno per certe due novità principali: l'aumento significativo della potenza delle versioni elettriche da 218 a 326 CV, l'arrivo di una batteria più capiente ed efficiente nonché l'aggiornamento delle plug-in hybrid DM-i con una maggiore autonomia elettrica e un motore più potente.
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La prima cabrio per l'India? La disegnano gli studenti IED, ecco le proposte

4 Ruote - Lug 27,2026
Prosegue la collaborazione tra lo IED di Torino e Tata Motors: nell'ambito del progetto di tesi dell'anno accademico 2025/2026, gli studenti del Triennio in Transportation Design sono stati coinvolti nella progettazione della prima cabriolet concepita espressamente per il mercato indiano, segmento finora sconosciuto sul mercato locale. Come nasce un'auto Il progetto, che ha coinvolto anche il Tata Motors Design Tech Centre Italia, ha portato gli studenti ad approfondire il contesto sociale ed economico dell'India (mercato, evoluzione della mobilità e patrimonio culturale), così da tradurlo in otto concept differenti, sviluppati in tutto il loro percorso, dagli sketch alla modellazione digitale completa. Il progetto è diventato, per Tata, un'opportunità di dialogo con i designer di domani, mentre per IED un'ulteriore conferma del valore della collaborazione con le aziende all'interno del percorso formativo dei suoi studenti. I progetti degli studenti Tra le proposte - alcune delle quali sono state già presentate: le trovate nella gallery in testa all'articolo - la Sandhya interpreta la cabrio come simbolo di lusso indiano radicato nella tradizione, con proporzioni da GT e dettagli ispirati all'artigianato locale; la Vayuna punta invece sull'identità nazionale e il Made in India in chiave contemporanea. Spostandosi in ambiti più sperimentali troviamo la Elytra, ispirata alla natura, con un meccanismo di apertura del tetto che ricorda quello delle ali di una coccinella, mentre la Niiva riesce a trasformare la carrozzeria da coupé a barchetta. La Sol integra una console musicale come spazio di socialità, la Tata 101 esplora il dualismo della condivisione e del raccoglimento personale, mentre la Traveler nasce per esplorare l'India più autentica e vivere esperienze all'aria aperta.
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Honda e Nissan: niente fusione, ma un sistema operativo comune

4 Ruote - Lug 27,2026
Honda e Nissan svilupperanno un sistema operativo nel settore automotive. La notizia è stata diffusa da alcune agenzie stampa giapponesi e conferma così l'intenzione di rafforzare la posizione dei rispettivi gruppi industriali nell'era dei software-defined vehicles dopo il naufragio di una vera e propria fusione nel 2025. Sistema operativo e centraline uniche Il nuovo OS deriva in parte da quanto già sviluppato dalla Nissan e sarà condiviso con Honda come centro nevralgico dei veicoli di nuova generazione. L'accordo dovrebbe prevedere anche la standardizzazione dell'hardware di controllo, ma non l'eventuale condivisione delle sedi produttive, che dovrebbero quindi rimanere separate. Il progetto consentirà di velocizzare lo sviluppo di nuovi modelli e condividere i costi, inoltre aprirà la strada ad aggiornamenti OTA in remoto che consentiranno di modificare pesantemente le funzioni di bordo, sia per correggere errori che per migliorare l'esperienza a bordo e la sicurezza. Mitsubishi come terzo partner Vista la collaborazione già in atto tra Nissan e Mitsubishi, come dimostra il lancio della Eclipse Sportback derivata dalla Leaf, è molto probabile che anche il terzo marchio giapponese sia destinato ad entrare nell'accordo. Sembra invece esclusa dall'operazione Renault, pur avendo ancora una piccola partecipazione in Nissan.
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Noleggio sociale: l'auto non si sceglie, il modello lo decide l'ACI

4 Ruote - Lug 27,2026
C'è un dettaglio del noleggio sociale da 100 euro al mese che potrebbe sorprendere chi intende beneficiarne: non si potrà scegliere quale auto guidare. L'ACI acquisterà infatti un unico modello attraverso una gara europea, mettendolo poi a disposizione di chi otterrà l'agevolazione. Non ci sarà quindi una gamma di vetture tra cui scegliere in base a gusti, preferenze o necessità. questo uno degli aspetti più particolari dell'iniziativa, presentata nei giorni scorsi alla presenza del ministro Adolfo Urso.Facciamo dunque chiarezza sul noleggio sociale, su come funziona e sulla platea dei possibili beneficiari. Le condizioni del noleggio Il contratto di noleggio sociale che si va a stipulare ha una durata minima di tre anni e prevede un canone mensile di 100 euro (IVA inclusa), con un limite di percorrenza di 12.000 chilometri annui. Al termine dei tre anni sarà possibile riscattare l'auto con uno sconto del 10% sul valore residuo. Quali modelli? Uno solo Non esiste una lista di modelli a disposizione di chi vorrà (e potrà) avvalersi del noleggio sociale, per un motivo molto semplice: ACI e Mimit organizzeranno una gara europea, a cui potranno partecipare tutti i costruttori che operano nel continente. E se per caso ve lo state chiedendo: sì, anche quelli cinesi. I requisiti per il bando Per potersi aggiudicare la gara, i costruttori dovranno rispettare almeno due condizioni fondamentali:Proporre un modello di automobile con un prezzo massimo di 14.800 euro IVA esclusa (quindi circa 18.000 euro di listino) e omologazione Euro 6 fino a 135 g/km di CO2Un'adeguata rete di ritiro e assistenzaL'ultimo punto, in particolare, sarà fondamentale per l'aggiudicamento della gara. E per un motivo molto semplice: nei 100 euro di canone sono compresi tutti i servizi di un noleggio, e questo vuol dire RCA, bollo, manutenzione ordinaria e straordinaria, assistenza stradale. Il costruttore deve quindi poter garantire di riparare e rimettere in efficienza le proprie vetture nel minor tempo possibile e nel migliore dei modi, potendo contare su una rete di assistenza capillare e di provata efficienza. E deve poter consegnare l'auto senza imporre spostamenti onerosi (in termini di tempo e di denaro) a chi la noleggia. Quante auto disponibili per il noleggio? Al momento non è dato saperlo: tutto dipenderà dal prezzo d'acquisto del modello che si aggiudica la gara. Potrebbe vincere un'auto che costa 14.800 euro (sempre IVA esclusa), oppure una che ne costa 10.000: in quest'ultimo caso, l'ACI potrebbe acquistarne molte di più. Con i 50 milioni di euro messi a disposizione dal Mimit, l'ACI stima che i beneficiari potrebbero essere tra i 3.000 e i 4.000. Non tantissimi, ma un numero congruo per quella che è stata fin da subito presentata come sperimentazione. Già pronti per il bis E che, se dovesse aver successo, è già pronta per essere ripetuta più avanti, con un quantitativo maggiore di fondi (già allocati, ma non possiamo quantificare). E con regole che andranno eventualmente ridefinite sulla base di come andrà questo primo "giro". " una misura sperimentale: ove avesse successo, come speriamo, aumenteremo in modo significativo le risorse a essa destinata, rendendola strutturale", ha dichiarato il ministro Urso nella conferenza stampa di presentazione. I tempi per il via del noleggio sociale Le tempistiche non saranno comunque brevi. I tempi tecnici per indire una gara europea sono lunghi, e si prevede che possano richiedere alcuni mesi. A questi seguiranno poi le necessità operative vere e proprie, dall'acquisto delle auto da parte di ACI, che concederà effettivamente il noleggio, alla burocrazia annessa.A quel punto sarà aperta la piattaforma online su cui presentare la domanda (gestita dal Mimit, come per gli incentivi). Prevedibile, anche per l'elevata richiesta che si aspetta l'ACI, il classico "clic day". Le domande non saranno accettate automaticamente, ma saranno vagliate per verificare il rispetto dei requisiti.L'ACI stima che le prime consegne delle auto inizieranno solo nel 2027 (inoltrato, aggiungiamo noi). Noleggio sociale: chi può fare domanda Al momento, l'unica informazione sicura è che potranno presentare domanda le persone fisiche con un ISEE inferiore a 30.000 euro. Sarà inoltre obbligatorio rottamare un veicolo fino a Euro 4, posseduto da almeno 12 mesi. A questi due requisiti se ne potranno aggiungere altri, volti soprattutto a verificare la "solidità" del beneficiario e la sua capacità di far fronte ai canoni di noleggio. A tutela di tutte le parti coinvolte. I dettagli di questi ulteriori requisiti sono ancora da definire e verranno presentati nei prossimi mesi. Le auto che potrebbero rientrare nel noleggio sociale Siccome le liste ci piacciono sempre, spulciando i listini siamo andati a cercare tutti i modelli che costano meno di 18 mila euro, e che potrebbero quindi - almeno teoricamente - rientrare nella rosa di quelli che potranno partecipare al bando dell'ACI e del Mimit.Citroën C3 1.2 Turbo You: 16.700 euroDacia Sandero Streetway: tutti i modelli tranne la Eco-G 120 Auto expression e Journey, da 14.800 euroDacia Sandero Stepway: tutti i modelli tranne le Eco-G 120 Auto e Full Hybrid nell'allestimento Expression, escluso l'allestimento Extreme, da 16.500 euroDFSK Glory 500 1.5 MT: 17.988 euroDR 3 1.5 MT: 17.900 euroEMC quattro 1.5 MT: 17.700 euroEVO 3 1.5 MT: 15.900 euroEVO 4 1.5 MT: 16.900 euroFiat Pandina Pop / Icon (non Cross): da 15.950 euroFiat Grande Panda 1.2 Turbo Pop: 17.900 euroKia Picanto 1.0 Urban: 17.800 euroMG 3 1.5 Standard: 16.990 euroSeat Ibiza 1.0 MPI: 17.000 euro Aspettiamoci qualche sorpresa Attenzione, però: i costruttori che partecipano alla gara hanno facoltà di proporre i prezzi che ritengono opportuni, prevedendo per esempio sconti importanti, anche a fronte del risalto mediatico che una simile iniziativa si porterà inevitabilmente appresso. Non è da escludere quindi che possano partecipare automobili che teoricamente superano il tetto massimo di 14.800 euro (IVA esclusa), che una Casa decide però di vendere a prezzo ridotto.
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