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Solo elettrica, ma con 3.100 Nm alla ruota: la Jeep Compass 4xe alla prova in off-road

4 Ruote - Lug 14,2026
Se la scelta può essere discutibile, le ragioni tecniche lo sono molto meno. Il riferimento è alla Jeep Compass 4xe, la variante più pronta al fuori strada della gamma, che - a differenza della precedente generazione ibrida plug-in - sarà disponibile solo nella versione elettrica. E le ragioni (tecniche, dicevamo) sono molteplici: una su tutte, la piattaforma STLA Medium, progettata con una certa attenzione nei confronti dell'elettrico. La seconda è legata alle prestazioni pure in off-road, dove i motori elettrici hanno un vantaggio. Esattamente ciò che Jeep ci ha invitato a provare sul campo, negli esercizi in fuori strada. Carattere e stile da off-road In primo luogo, oltre a caratterizzazioni estetiche specifiche, tra cui i paraurti con protezioni maggiorate e adesivi dal look "outdoor", che la differenziano dalla 2WD, la Compass 4xe si distingue per i pneumatici all-season di serie e l'assetto rialzato di un centimetro, che permette alla SUV americana di affrontare guadi fino a 48 centimetri. Dentro, invece, spicca il contrasto cromatico fra il classico colore scuro e gli inserti in tabacco quasi aranciato, oltre a una particolare scocca dei sedili anteriori a rete, per proteggerli da graffi e usura, e anche per appendervi oggetti vari. Oltre 3.000 Nm di coppia Sotto la pelle, invece, una sola configurazione meccanica: una batteria da 96 kWh ad alimentare due motori elettrici, capaci di 345 Nm all'anteriore e 232 Nm al posteriore. Così la potenza complessiva tocca i 375 CV, mentre l'autonomia dichiarata nel ciclo Wltp supera i 600 km.In ottica off-road, però, è interessante il valore di coppia alla ruota: al retrotreno il rapporto di riduzione è di 14:1, dunque molto corto, che fornisce fino a 3.100 Nm alla ruota partendo da fermo. A differenza del sistema usato per la Avenger 4xe (che però è ibrida), la trazione integrale rimane disponibile - se necessario - anche a velocità più sostenute. Non si ferma mai La prova si è articolata su più percorsi off-road, fra cui gli esercizi tecnici, dove si fanno subito notare gli angoli caratteristici: 28 d'attacco, 17 di dosso e 31 d'uscita. Interessante anche il comportamento del software di gestione della trazione: in base alla modalità di guida scelta può modificare l'intervento del controllo trazione e dell'ESP oltre alla risposta dell'acceleratore, auto-regolandosi in base all'aderenza disponibile senza fatica alcuna da parte del conducente. Ed è proprio in questo che l'elettrico ha il suo vantaggio più grande: la risposta immediata e la coppia istantanea riducono a zero i ritardi tipici delle trazioni integrali tradizionali, in contesti off-road dove lo slancio, l'aderenza e la coppia modulabile rapidamente sono fattori a dir poco cruciali.Le sospensioni, ben tarate per la strada, sembrano soffrire un po' di più le basse frequenze in fuori strada (anche per via della massa del veicolo), come gli avvallamenti su fondo meno morbido, ma offrono alla ruota una buona escursione negli esercizi più impegnativi. Niente integrale col motore termico Più spinosa è la questione del "solo elettrica": al momento Jeep non sembra avere intenzione alcuna di offrire una 4x4 quantomeno ibrida, sottolineando che la miglior prestazione in fuoristrada si ottiene con l'elettrico. Dall'altra parte, va considerato che la necessità di ricaricare l'auto potrebbe dimostrarsi un limite quando si parte per l'avventura (anche se l'autonomia dichiarata resta notevole).In un certo senso, pare che Jeep voglia intendere la Compass 4xe non come una semplice variante a trazione integrale, ma come vettura a sé stante dove le prestazioni nel fuoristrada tecnico devono essere il punto massimo raggiungibile da un'auto basata su questa piattaforma. E ciò sembra aver significato sacrificare il motore termico in favore di una gestione della coppia più rapida e responsiva. Certo, la Compass 4xe non è una off-road dura e pura, ma da questo primo contatto emergono doti fuoristradistiche migliori di quanto ci si aspetterebbe, trattandosi di una vettura relativamente tradizionale come schemi meccanici generali. Non resta che attendere un test più approfondito nel nostro Centro Prove, per valutare davvero le sue prestazioni - su strada e in fuori strada, ma anche nei consumi e nelle autonomie reali. Il listino di Jeep Compass 4xe Jeep Compass 4xe Upland AWD: 54.900 euroJeep Compass 4xe Overland AWD: 57.900 euro
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Cupra allarga la gamma Raval verso il basso: arriva la Plus da 135 CV

4 Ruote - Lug 14,2026
Cupra espande la gamma della Raval verso il basso con una nuova entry level. Si tratta della Raval Plus, ordinabile da settembre a partire da circa 29.000 euro, che rappresenta la porta d'ingresso del mondo Cupra a zero emissioni. Almeno fino a settembre, quando arriverà la variante da 116 CV e un prezzo di circa 26.000 euro. Fino a 300 km di autonomia La Raval Plus affianca i modelli da 211 e 226 CV già in commercio e propone un motore elettrico singolo da 135 CV, abbinato a una batteria LFP da 37 kWh che garantisce fino a 300 km di autonomia. La ricarica a 88 kW permette di passare dal 10 all'80% in 23 minuti. In corrente alternata la potenza di ricarica massima è di 11 kW. Tre pacchetti tecnologici su richiesta La dotazione di serie potrà essere completata con tre pacchetti di optional denominati Edge (con ricarica wireless per smartphone, Digital Key e V2L), Light & Sound (con impianto audio Sennheiser e Smartlight 2.0) e Drive (con gli Adas completi del Travel Assist 3.0, le telecamere a 360 gradi e il parcheggio remoto).
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Cappellano (Stellantis): il Made in EU è cruciale, ma servono criteri chiari

4 Ruote - Lug 14,2026
Emanuele Cappellano, responsabile delle attività europee di Stellantis, è tornato a sottolineare la posizione del suo gruppo sui principi del "Made in EU". Secondo il manager, il trattamento preferenziale da accordare alle produzioni europee può diventare "un importante strumento di politica industriale europea", per restituire "competitività" all'industria e "favorire la filiera", ma a precise condizioni: "criteri chiari e non tali da introdurre ulteriori ostacoli od oneri per il settore", "un'impostazione corretta e un'applicazione rigorosa". In caso contrario, rischia di "rivelarsi inutile, se non addirittura controproducente".La posizione del gruppo, condivisa di recente con Volkswagen e Renault, è articolata su alcune direttrici di riferimento, a partire dai requisiti: Cappellano ricorda la necessità di "favorire le aziende che producono nell'Ue almeno il 70% di vetture vendute all'interno dei suoi confini, con almeno il 70% di contenuto locale europeo".  E poi, "il perimetro applicativo va limitato ai 27 Stati Membri, in modo da proteggere industria e consumatori europei". In terzo luogo, il Made in EU deve includere "tutto il valore aggiunto - design, ricerca e sviluppo, ingegneria e componentistica - e non limitarsi all'assemblaggio". Inoltre, "le filiere strategiche servono requisiti realistici rispetto allo stato dell'industria europea", in particolare, nella produzione delle batterie, "per cui pensiamo sia sostenibile prevedere un obbligo di produzione locale a partire dal 2030".Infine, è necessario evitare nuovi oneri, magari tramite un "approccio adeguatamente premiale". A tal proposito, Cappellano ha menzionato alcune misure già previste dal Pacchetto Automotive, come i super-crediti sulle emissioni di CO2 delle e-Car.  "Le Norme UE penalizzano l'industria" Detto questo, Cappellano non ha mancato di ribadire le critiche agli attuali regolamenti europei, accusati di "scarsa aderenza alla realtà di un mercato in profonda trasformazione" e quindi penalizzanti per l'intera industria e in particolare per i veicoli commerciali leggeri e le auto piccole. Per i primi servono "un approccio dedicato" e non equiparato con le vetture, una maggiore gradualità, obiettivi realistici e piena flessibilità, mentre per le seconde "sono necessarie norme che le possano davvero valorizzare". il caso dei super crediti per le piccole elettriche, "uno strumento fondamentale per favorire una transizione più rapida e sostenibile". "Infine, per favorire investimenti e produzioni su larga scala e mantenere prezzi di acquisto accessibili, è importante 'congelare' la regolamentazione per almeno 10 anni", ha aggiunto il manager.Del resto, il settore automotive è già alle prese con "profonde criticità strutturali": dai tre milioni di volumi persi rispetto al 2019 a una concorrenza cinese, che ha già superato il 10% in Europa e "può contare su un contesto e su condizioni competitive difficilmente replicabili nel nostro Continente". "Ciò significa che per le aziende automobilistiche europee la contrazione di mercato non si limita ai 3 milioni di vetture già perse ma va ben oltre, attestandosi attorno ai 4,5/5 milioni di unità", ha proseguito Castellano, ricordando l'obiettivo di Stellantis di "governare questo contesto" e di "riconquistare spazio di mercato", anche con 50 novità nei prossimi 5 anni: 25 nuovi modelli e 25 aggiornamenti".  "Abbiamo raggiunto e, in parte, superato il Piano Italia" Ovviamente, l'intervento del dirigente ha riguardato anche le attività italiane. Gli "ambiziosi obiettivi" del Piano Italia sono stati "in gran parte raggiunti e, in alcuni casi, superati", malgrado gli oneri prodotti dal "difficile contesto operativo". Stellantis, però, ha già messo in atto una nuova strategia, e ha registrato "risultati concreti" anche in Italia: immatricolazioni in crescita di quasi il 7% nel primo semestre (+16% inludendo il contributo di Leapmotor); la Pandina sempre al vertice delle auto più vendute, Fiat Professional al vertice dei veicoli commerciali, volumi produttivi in aumento del 14%, minor ricorso agli ammortizzatori sociali e un miglioramento dei rapporti con l'intera filiera."Continueremo a portare avanti" il Piano "con il lancio di nuovi prodotti, la rinnovata centralità dei nostri stabilimenti, investimenti strategici nell'innovazione e una collaborazione sempre più stretta con i fornitori", ha proseguito il responsabile delle attività europee, non senza chiedere a tutta la filiera il sostegno alla richiesta "alla Commissione europea di essere annoverati tra i cosiddetti settori energivori". "Allo stesso modo, il vostro sostegno sui territori sarebbe cruciale per permettere ai nostri progetti sul fotovoltaico e sulle biomasse di avanzare più rapidamente", ha aggiunto.Infine, non è mancata una considerazione sul recente Dpcm Automotive. Per Cappellano "va nella giusta direzione sia sul fronte dei contributi per l'innovazione e l'industrializzazione che su quello degli incentivi all'acquisto di veicoli". "Credo, infatti, sia davvero importante lavorare per rendere più attraente e più semplice investire in Italia, così come aiutare le famiglie ad acquistare nuovi veicoli. Ancor meglio lasciatemelo dire se prodotti in Europa. Ad esempio, dall'introduzione di incentivi per l'acquisto di auto piccole potrebbero trarre beneficio tanto le famiglie e l'industria italiana quanto l'ambiente", ha concluso il manager, auspicando che "tutti i protagonisti" del Tavolo "continuino a offrire il loro supporto per il bene dell'industria automobilistica italiana".
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Zenvo Aurora, a Goodwood arriva il V12 quad-turbo da 1850 CV e 416 km/h

4 Ruote - Lug 14,2026
Zenvo torna a mostrarsi in pubblico al Goodwood Festival of Speed con due esemplari della nuova hypercar Aurora, annunciata per la prima volta nel 2023. All'evento inglese sono stati esposti due Validation Prototype delle varianti Tur e Agil, che mostrano la biposto in una versione ormai molto vicina a quella che sarà prodotta a partire dai prossimi mesi. La produzione sarà limitata a 100 unità, equamente divise fra le due varianti. V12 quad-turbo e tecnologia ibrida La Zenvo ha scelto per la Aurora degli obiettivi molto ambiziosi: oltre al design aggressivo, allo studio aerodinamico e alla tecnologia di bordo di ultima generazione, il lavoro più grande è stato quello relativo al powertrain. Il motore è infatti un V12 6.6 litri con quattro turbine sviluppato in collaborazione con Mahle capace di erogare 1.250 CV con un regime massimo di 9.800 giri. A questo si aggiunge il motore elettrico da 200 CV integrato nel cambio sette marce automatico per la più leggera Agil, mentre sulla Tur sono previsti due motori elettrici anteriori per ottenere la trazione integrale e toccare quota 1.850 CV. La Tur tocca i 100 km/h da fermo in 2,3 secondi con una punta massima di 416 km/h.
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Vacanze con il cane? Il vademecum da leggere prima di partire in auto

4 Ruote - Lug 14,2026
L'estate coincide spesso con le partenze per le vacanze, per le famiglie e per i loro animali domestici. E quello che per i padroni è l'inizio di un periodo di relax, per il cane può essere un'importante fonte di stress: rumori, odori, movimenti e caldo mettono alla prova i suoi sensi, più di quanto non lo siano già i nostri, rendendo gli spostamenti più impegnativi di quanto si possa immaginare.Ecco alcune indicazioni pratiche stilate da Tavo Pets insieme alla veterinaria Zita Talamonti, esperta in comportamento animale: indicazioni pratiche per affrontare i viaggi in auto in modo più sicuro e confortevole. Attenzione a rumori, odori e movimento Come sappiamo, l'udito del cane è molto sensibile (percepisce frequenze fino a 65.000 Hz, contro i 20.000 dell'uomo): le sirene, i clacson della nostra e altrui auto, il vento provocato dai finestrini aperti e la musica ad alto volume possono aumentare il livello di stress dell'animale. Ecco perché è consigliabile mantenere un ambiente il più possibile tranquillo. Anche gli odori hanno un peso importante: meglio evitare deodoranti molto intensi, e ricordarsi di portare con sé una coperta o un oggetto che abbia un odore familiare. Ricordatevi anche che alle alte velocità, il rapido susseguirsi di stimoli visivi può accrescere il mal d'auto (se non addirittura disorientamento o ansia), specialmente nei soggetti più sensibili. Soste, acqua e pasti leggeri Per ridurre il rischio legato alla nausea è meglio tenere il cane a digiuno nelle quattro-sei ore precedenti alla partenza, assicurandosi invece che disponga sempre di acqua fresca e di una temperatura adeguata nell'abitacolo. Se il viaggio è molto lungo, cercate di programmare una sosta ogni due ore circa, in modo da permettere all'animale di muoversi, bere e rilassarsi un po' prima di ripartire. Anche il trasportino serve alla sicurezza Uno degli aspetti più importanti riguarda il trasporto del cane: secondo la veterinaria Talamonti, un trasportino introdotto gradualmente, e vissuto come un piccolo rifugio, aiuta a limitare gli stimoli esterni e aumenta la sicurezza in caso di frenate o incidenti. Il trasportino andrebbe ancorato con il sistema Isofix, e la sua superficie interna dev'essere stabile e non scivolosa. Stando a un'indagine commissionata da Tavo su cinquemila proprietari di animali, oltre la metà di loro ha viaggiato almeno una volta senza sistemi di protezione per il loro animale, e circa un terzo è stato distratto alla guida proprio dall'animale. Tra coloro che sono stati coinvolti in un incidente (o lo ha sfiorato), il 59% riferisce che il proprio animale ha riportato lesioni.
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Sulla GWM Ora Ballet Cat, omaggio al Maggiolino, arriva la modalità Lady Driving

4 Ruote - Lug 14,2026
Si scrive Ora Ballet Cat, ma è difficile non vedere subito il chiaro omaggio al Maggiolino della Volkswagen. La cinese GWM ha confermato l'arrivo sul mercato interno della sua curiosa quattro porte aggiornata a quattro anni dal lancio: oltre a novità relative agli allestimenti sono previsti powertrain più potenti. L'intenzione è quella di risollevare le sorti di un modello che - almeno per ora - è stato un flop commerciale. Arriva la modalità Lady Driving Lunga 4,4 metri e con un passo di 2,75 metri, la Ora Ballet Cat è commercializzata solo nella variante elettrica a motore singolo, la cui potenza è salita da 169 a 201 CV, portando la velocità massima a 180 km/h. I dati della batteria LFP non sono stati invece ancora svelati, così come l'autonomia.C'è però una curiosità che supera i dati tecnici: dal momento che la vettura è pensata soprattutto per la clientela femminile, GWM ha confermato la presenza della modalità di guida Lady Driving, che modifica la soglia di intervento degli ADAS per aumentare la distanza dagli altri veicoli e monitorare con maggiore rigidità stanchezza e distrazione della guidatrice.
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Osservatorio Drivalia: ibride ed elettriche salgono al 54% dei noleggi estivi

4 Ruote - Lug 14,2026
L'Osservatorio Drivalia ha esaminato oltre 50 mila prenotazioni per il trimestre giugno-agosto, scattando una fotografia dei principali trend del noleggio a breve termine.Le principali evidenze sono: la scelta di auto a basse emissioni è ormai una realtà consolidata; si prenota con più anticipo; i soggiorni si prolungano; il turismo internazionale fa la parte del leone. Tutti i numeri della ricerca In particolare, le auto elettrificate rappresentano il 54% dei noleggi estivi di Drivalia. A fare la parte del leone sono le ibride, che salgono al 44% delle scelte complessive, due punti percentuali in più rispetto al 42% dello scorso anno. Stabili al 105 le elettriche, mentre le motorizzazioni tradizionali a benzina e diesel continuano a perdere terreno, scendendo dal 48% al 46%.Tra gli altri dati spicca la propensione dei consumatori a ottimizzare il budget e a bloccare le tariffe migliori: l'anticipo medio di prenotazione sale da 24 a 31 giorni, mentre la durata media del noleggio si allunga da 8 a 9 giorni. L'analisi demografica conferma poi la forte attrattività dell'Italia per il turismo estero: ben il 61% delle prenotazioni arriva infatti dall'estero. In cima alla classifica dei paesi di provenienza svetta l'Italia con il 38%, seguita a ruota dalla Germania che, con il 26% delle prenotazioni, si conferma il primo mercato estero. Seguono Stati Uniti (17%) e Francia (15%).  A livello geografico, il Sud e le Isole fanno il pieno di prenotazioni. La Sicilia conquista il vertice della classifica, con il 16,9% delle prenotazioni. Seguono la Sardegna con il 15,8% e la Puglia con il 14,5%. L'attrattività delle isole si fa ancora più marcata se si analizza il sotto-segmento dei clienti che scelgono vetture elettrificate: in questo caso la Sardegna sale al primo posto con il 19,2% delle preferenze, seguita da Sicilia e Puglia, entrambe al 16,2%.In un contesto economico complesso, e di fronte alle incertezze attuali, i consumatori non rinunciano alle vacanze, ma scelgono di pianificarle con più consapevolezza e lungimiranza, commenta Pasquale Piccolino, Country Manager di Drivalia Italia. Da un lato, il sorpasso storico delle motorizzazioni a zero e basse emissioni, che superano il 50% delle preferenze, dimostra una maturità ormai strutturale verso un turismo sostenibile. Dall'altro, l'aumento dell'anticipo di prenotazione e della durata dei noleggi risponde all'esigenza di ottimizzare tempi e costi, trasformando il noleggio nel pilastro di un viaggio più consapevole.
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Arrivano nuove batterie per la Fiat 500 elettrica: in produzione dal 2027

4 Ruote - Lug 14,2026
Stellantis è pronta a dare nuova linfa alla Fiat 500 elettrica. Il responsabile delle attività europee Emanuele Cappellano è intervenuto al Tavolo Automotive, convocato al Mimit dal ministro per le Imprese Adolfo Urso e ha comunicato importanti sviluppi per il "Cinquino" a batteria: l'anno prossimo, infatti, sulla linea di Mirafiori arriverà una versione aggiornata, in particolare sul fronte degli accumulatori. "Nel 2027, con le nuove batterie sviluppate e prodotte a Mirafiori potremo rendere la 500 elettrica ancora più competitiva e attrattiva", ha affermato il manager. Nuova generazione nel 2030 Cappellano ha proseguito, confermando quanto già anticipato dall'amministratore delegato Antonio Filosa durante la sua recente audizione in Parlamento, ma con una precisazione: Filosa non ha precisato l'anno di lancio dell'erede della 500, limitandosi ad indicare il suo arrivo a Mirafiori tra il 2030 e il 2031.Tuttavia, è chiaro che ora sia stata presa una decisione definitiva. Lo dimostrano le dichiarazioni del responsabile europeo: "A partire dal 2030, poi, arriverà la nuova generazione con più varianti, grazie alle quali rafforzeremo ulteriormente lo stabilimento". Sempre a proposito di Mirafiori, Cappellano non ha mancato di sottolineare ancora una volta che "il futuro di Mirafiori non dipende solo dall'assemblaggio". "All'interno del complesso torinese, infatti, facciamo molte cose: produciamo i nostri cambi elettrificati eDCT per vetture ibride, che continuano a registrare numeri in crescita; rigeneriamo motori, cambi e batterie all'interno del nostro hub di economia circolare; sviluppiamo nuovi prodotti grazie al lavoro di più di 3.000 ingegneri e di un centro di ricerca avanzata sulle batterie. A Mirafiori, infine, la produzione è cresciuta in modo significativo, richiedendo l'inserimento di circa 400 nuovi colleghi e riducendo di oltre il 70% il ricorso agli ammortizzatori sociali", ha concluso il dirigente.
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La B8 Erprober monta il primo motore boxer da oltre 1.000 CV sviluppato interamente da Ruf

4 Ruote - Lug 14,2026
Ruf ha presentato al Goodwood Festival of Speed un progetto totalmente nuovo per i clienti alla ricerca di un'esperienza di guida analogica. Sulla base della CTR3 è stato sviluppato il prototipo B8 Erprober che porta al debutto un powertrain 8 cilindri boxer biturbo con cambio manuale, progettato dal Costruttore tedesco. Un motore 8 cilindri boxer da oltre 1.000 CV per le Ruf del futuro Ruf è legato da sempre a Porsche, ma ha deciso di andare oltre le restrizioni della meccanica originale: quello visto a Goodwood è il primo di una serie di prototipi di sviluppo che plasmeranno le Ruf del futuro. Partendo da una versione a passo allungato della CTR3, nata a sua volta sulla base delle Porsche a motore centrale della serie Boxster e Cayman e presentata per la prima volta nel 2007, è stato creato lo spazio necessario per accogliere un 8 cilindri boxer 4.4 litri biturbo da oltre 1.000 CV con cambio manuale sei marce. I dati tecnici non sono ancora quelli definitivi, ma è chiaro che il motore ha solo una lontana parentela con quelli della 911 di serie.
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Alfa Romeo, ecco la prima immagine della prossima C-Suv del Biscione

4 Ruote - Lug 14,2026
Emanuele Cappellanno, responsabile delle attività europee di Stellantis, ha colto l'occasione del Tavolo Automotive, convocato al Mimit dal ministro per le Imprese, Adolfo Urso, per svelare una prima, parziale immagine della prossima Suv di segmento C di Alfa Romeo. "Entro fine 2027 Melfi potrà contare anche su un nuovo modello Alfa Romeo, con cui coinvolgeremo sempre di più la filiera locale. A questo proposito, vi mostro in anteprima un dettaglio di questa nuova vettura", ha affermato il manager. "So che è solo un piccolo dettaglio, ma è il massimo che posso condividere in questo momento. Il team design di Alfa Romeo è al lavoro sugli ultimi particolari, ma come vedete è già pronta. Vi posso assicurare che incarna una vera Alfa Romeo per carattere e stile e che è davvero bellissima!"
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Addio al V10: la Lexus LFA torna come supersportiva a batteria

4 Ruote - Lug 14,2026
Se le GR GT e GR GT3 rappresentano il manifesto della performance secondo Toyota, la Lexus LFA Concept porta all'estremo le potenzialità della piattaforma elettrica, sintetizzando in un solo prototipo ricerca tecnologica, aerodinamica e design. Attenzione a giudicarla troppo presto, però, perché riesce a emozionare nonostante le batterie. I meriti dell'elettrico Basata sullo stesso telaio da corsa in alluminio delle sorelle GT e GT3, la Lexus LFA Concept riesce a modellare al meglio la struttura su cui nasce grazie alla compattezza dei motori elettrici rispetto a quelli termici. Questo si traduce in una carrozzeria dalle linee più pulite e sinuose rispetto alla GT e un baricentro ulteriormente ribassato. Un prototipo che di fatto evolve i tratti caratteristici della LFA del 2010 e che anticipa i lineamenti di una supersportiva a batteria che solcherà la strada nel prossimo decennio. Insomma un'estetica d'impatto, che punta a far emozionare. LFA 2.0 LFA quindi assume un nuovo significato per Toyota, diventa il manifesto in termini di tecnologia e design, pur mantenendo una linea ereditaria con la LFA del 2010. Al retrotreno troviamo infatti una firma luminosa che è un tributo agli irresistibili scarichi triangolari della LFA (da cui usciva il canto indimenticabile del V10), così come non mancano le prese d'aria sulle fiancate che puntano al posteriore. Sotto l'ala posteriore attiva si nasconde la presa di ricarica, mentre il tetto accoglie un piccolo drone. Magari da utilizzare per monitorare la situazione del traffico davanti a noi. Sportiva fuori, salotto dentro Se all'esterno entusiasma per il design ricercato, a bordo la LFA Concept lascia a bocca aperta con soluzioni avveniristiche: volante a cloche stile aeronautico (presumibilmente con il sistema steer-by-wire già utilizzato su alcune Lexus di serie), tanti comandi tattili e rotelle disposti internamente e sulla corona per gestire le funzioni della vettura e attivare modalità di guida come la F-Mode. C'è anche un selettore per il sistema di simulazione delle cambiate. Al centro troviamo invece un enorme tunnel centrale: se sulla GR GT questo elemento è legato alla presenza dell'albero di trasmissione in fibra di carbonio, qui fa sentire a proprio agio come se fosse un pezzo d'arredo. Sul cielo dell'auto si trova un display per il climatizzatore, mentre davanti al guidatore un particolare schermo 3D segue la conformazione della plancia e propone informazioni disposte su tre diversi livelli a sviluppo verticale. E il motore? Niente V10 aspirato, pistoni in alluminio forgiato, bielle in titanio o carter secco. La LFA Concept dovrebbe portare al debutto una piattaforma elettrica con batterie allo stato solido realizzate in collaborazione con Panasonic, tecnologia che prometterebbe 1.000 km di autonomia e tempi di ricarica nell'ordine dei 10 minuti. Bocche cucite per tutti gli aspetti tecnici da parte degli ingegneri Lexus, che però son ben felici di farci sentire i suoni prototipali del sound generator che dovrebbe simulare il canto del V10, che si alternano a tonalità più futuristiche.
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Torna l'incubo carburanti: diesel oltre i 2 euro in dieci regioni italiane

4 Ruote - Lug 14,2026
Peggiora ulteriormente la situazione dei carburanti, con il diesel già oltre i due euro al litro in dieci tra regioni e province italiane: Staffetta Quotidiana, nella sua rilevazione giornaliera, elenca Basilicata, Bolzano, Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Trento e Valle d'Aosta."La recrudescenza del conflitto nel Golfo Persico e il continuo calo delle scorte di petrolio e prodotti - scrive la testata specializzata - hanno fatto balzare le quotazioni di benzina e gasolio a inizio settimana. Completamente vanificati i cali registrati tra giovedì e venerdì scorsi: la quotazione della benzina è salita dell'equivalente di due centesimi e mezzo, quella del gasolio di oltre sei. Il Brent è schizzato del 10%, ben al di sopra degli 80 dollari. E così i prezzi dei carburanti alla pompa continuano la loro corsa, al massimo da metà giugno: benzina verso 1,89 euro, gasolio a un passo dai due euro al litro, con dieci regioni già al di sopra della soglia, in media self service". In particolare, questa mattina 14 luglio il prezzo medio dei carburanti erogati al fai-da-te lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,885 euro per la benzina (+6 millesimi rispetto a ieri), 1,997 per il gasolio (+8), 0,750 per il Gpl (-1) e 1,555 per il metano (+1). Sulla rete autostradale, verde a 1,885 euro (+6 millesimi), diesel a 1,997 (+8), Gpl a 0,750 (-1) e metano  1,555 (+1). Prezzi consigliati e praticati Staffetta Quotidiana segnala anche la decisione di Eni di aumentare di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e diesel. Q8 ha optato per un rialzo di due centesimi sulla verde e di sei sul gasolio, mentre Tamoil si è limitata ad aumentare di 1 centesimo il diesel. Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati (rete stradale e autostradale) mostrano la benzina self service a 1,882 euro (compagnie 1,886, pompe bianche 1,874) e il diesel a 1,991 euro/litro (1,995; 1,985). Al servito, verde a 2,018 euro/litro (2,058; 1,944), gasolio a 2,128 (2,168; 2,053), Gpl a 0,760 (0,770; 0,749), metano a 1,556 (1,555; 1,556), Gnl a 1,440 (1,447; 1,434).Lo spaccato dei marchi vede Eni a 1,881 euro sulla benzina self-service (2,090 al servito) e 1,984 sul diesel (2,195); IP a 1,898 (2,065) e 2,006 (2,173); Q8 a 1,881 (2,043) e 1,994 (2,156); Tamoil a 1,878 (1,958) e 1,988 (2,071).
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Il motore full hybrid di Bigster e Duster arriva anche sulla Sandero Stepway

4 Ruote - Lug 14,2026
Dacia ha aperto gli ordini della Sandero Stepway Hybrid 155, che monta il powertrain full hybrid già visto su Bigster, Duster e Jogger. La nuova motorizzazione è disponibile per gli allestimenti Expression ed Extreme, con prezzi da 20.800 euro. Nel corso delle prossime settimane arriverà anche per la Sandero Streetway. Il motore full hybrid Alla base del powertrain full hybrid di Dacia Sandero, di origine Renault, c'è un 4 cilindri benzina da 1.8 litri e 109 CV, abbinato a due motori elettrici: uno da 49 CV che dà trazione alle ruote e una seconda unità che fa da starter/generatore ad alta tensione. La batteria ha una capacità di 1,4 kWh. Il cambio automatico elettrificato, privo di frizione, prevede quattro rapporti per il motore termico e due per quello elettrico. I consumi dichiarati dalla Casa sono di 4,2 litri di benzina ogni 100 km. Per avere un'idea dei consumi reali, ecco quanto consuma la SUV Duster con lo stesso motore. La dotazione della Sandero Hybrid 155 La Dacia Stepway Hybrid 155 è disponibile a partire dall'allestimento Expression, che prevede cerchi da 16", barre del tetto modulari, fendinebbia anteriori, maniglie e retrovisori (regolabili elettricamente) in tinta carrozzeria, calandra e protezioni in plastica Starkle. All'interno, quattro alzacristalli elettrici, infotainment da 10" con Apple CarPlay e Android Auto wireless, telecamera e sensori di parcheggio posteriori. La top di gamma Extreme aggiunge i cerchi di lega da 16", il climatizzatore automatico, il quadro strumenti da 7", il freno a mano elettrico, accesso e avviamento senza chiave, i sensori di parcheggio anteriori, le finiture color rame all'interno, i tappetini in gomma e la selleria in Tep Microcloud lavabile. Il listino di Dacia Sandero Hybrid 155 Sandero Expression Hybrid 155: 20.800 euroSandero Extreme Hybrid 155: 21.900 euroLa Sandero Stepway è disponibile anche con il TCe 110 a benzina e il bifuel Eco-G 120, anche con il cambio automatico.
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Linee squadrate e lunotto tradizionale: prime foto della Polestar 4 SUV al Nürburgring

4 Ruote - Lug 14,2026
A pochi giorni dal teaser che ne ha ufficializzato l'arrivo a settembre siamo in grado di mostrarvi le prime foto spia della Polestar 4 SUV. La vettura è stata immortalata durante i rituali test al Nürburgring e sfoggia una camuffatura non troppo invasiva: come si vede, il frontale è molto simile a quello della Polestar 4 coupé, e si intuiscono chiaramente gli ingombri della zona posteriore. Come cambia la carrozzeria Per trasformare la 4 in una SUV la Polestar ha scelto di crescere leggermente in lunghezza rispetto ai 4,84 metri della coupé quattro porte, modificando poi la carrozzeria con l'introduzione di un volume più squadrato e di un normale lunotto in vetro. Sul tetto spiccano i mancorrenti, che pur rubando qualcosa in termini di aerodinamica, sono in perfetta armonia con la filosofia del modello. C'è anche la Performance La presenza delle pinze gialle e dei cerchi in lega di grandi dimensioni confermano che l'esemplare delle immagini è quello dotato del pacchetto Performance: la Polestar infatti dovrebbe offrire la SUV con la medesima selezione di powertrain della coupé con la scelta fra motore singolo posteriore da 200 kW (272 CV) e Dual motor da 400 kW (544 CV).
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Tre schermi, ChatGPT e più autonomia: prima prova per la nuova Audi Q4 e-tron

4 Ruote - Lug 13,2026
L'elettrica più venduta di Audi, in Italia e in Europa, è la Q4 e-tron: la SUV tedesca si è aggiornata di recente con un restyling relativamente leggero all'esterno, ma molto più corposo in abitacolo. Restano invariate le dimensioni (è lunga 4,60 metri) e l'abitabilità generale, sia per la variante SUV che per la più filante Sportback, perché la novità principale riguarda la tecnologia di bordo: in linea con quanto visto sugli ultimi modelli di Ingolstadt, la plancia ora dispone di tre schermi distinti. Arriva anche ChatGPT Il primo, da 11,9", è il quadro strumenti digitale personalizzabile con tutte le informazioni utili da tenere sott'occhio durante la guida, coadiuvato da un head-up display a realtà aumentata proiettato su un'ampia porzione del parabrezza. Al centro invece trova posto l'infotainment principale da 12,8", basato sul sistema operativo Android Automotive OS: rapido e reattivo agli input, oltre che ricco di funzioni, fra cui anche l'intelligenza artificiale integrata nell'assistente vocale con ChatGPT e la compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto wireless. Infine, un terzo schermo da 12" di fronte al passeggero anteriore, che permette anche la visione di contenuti multimediali. E naturalmente questo schermo è di tipo "privacy": dal lato guida risulta nero e invisibile al conducente, per impedire distrazioni. Come cambia fuori la Audi A4 e-tron Fuori, invece, le novità riguardano il colore della calandra piena che ora è in tinta carrozzeria, oltre alle forme dei paraurti, con design progettato per migliorare i flussi aerodinamici. Restano il fondo carenato e la fanaleria di tipo OLED, che però si aggiorna: i gruppi ottici possono mostrare firme luminose specifiche utili come segnalazioni a chi segue (ad esempio, in caso di veicolo fermo sulla carreggiata), rendendo i fari uno strumento attivo in fatto di sicurezza.  Da guidare è la stessa... Dal punto di vista dell'esperienza di guida non ci sono però differenze sostanziali, e al volante troviamo sostanzialmente una riconferma su quasi tutta la linea. Lo sterzo e la taratura delle sospensioni, benché un po' rigide per sostenere correttamente la massa del veicolo, garantiscono un comportamento di guida piacevole, che trasmette un buon senso di stabilità generale. Le versioni restano tre, partendo dalla Standard con batteria più contenuta (59 kWh netti) e trazione posteriore da 204 CV, passando per la Long Range sempre a singolo motore ma con batteria maggiorata (77 kWh netti) e potenza a 286 CV, e infine la quattro che aggiunge un secondo motore all'avantreno e tocca quota 340 CV.  ... ma adesso va più lontano C'è però un incremento dell'autonomia per tutte le versioni: le più efficienti arrivano adesso a un massimo di 592 chilometri dichiarati nel ciclo Wltp. Seppur relativamente contenuto, l'aumento (fra i 15 e 40 km in base alle versioni) resta interessante perché ottenuto solo con interventi mirati al powertrain, senza stravolgimenti in fatto di batterie. Lo stesso vale per la potenza di ricarica in corrente continua, che cresce di 10 kW, toccando quota 185 kW. Novità assoluta per un'elettrica Audi, invece, è il Vehicle-to-Load: tutti i modelli permettono la ricarica bidirezionale, per alimentare dispositivi esterni con potenza di 2,3 o 3,6 kW. Il listino della Audi Q4 e-tron Custom Edition 59 kWh 204 CV RWD: 43.350 euroBusiness 59 kWh 204 CV RWD: 50.900 euroBusiness 59 kWh 204 CV RWD Sportback: 52.900 euroBusiness 77 kWh 286 CV RWD: 56.500 euroBusiness 77 kWh 286 CV RWD Sportback: 58.500 euro
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Stellantis, la cura Filosa funziona: consegne in crescita, boom in Nord America

4 Ruote - Lug 13,2026
Arrivano nuovi segnali positivi sul cambio di direzione impresso da Antonio Filosa al gruppo Stellantis.Il gruppo ha fornito le prime stime sulle consegne consolidate del secondo trimestre, chiuso con un aumento del 10% rispetto al pari periodo dell'anno scorso.A trainare la crescita è stato un vero e proprio boom del Nord America, con un +38%, mentre l'Europa allargata ha messo a segno un +5%. Le consegne regione per regione In dettaglio, le consegne in Nord America sono state pari a 445 mila, ossia 122 mila in più. Stellantis attribuisce la crescita del 38% per lo più aprodotti nuovi o rinnovati e nuove offerte di motorizzazioni, tra cui Ram 1500 HEMI V8, Ram 1500 TRX SRT, Jeep Grand Wagoneer e Grand Cherokee e Chrysler Pacifica. A questo si aggiunge il progressivo aumento dei volumi di Jeep Cherokee e Dodge Charger SIXPACK a 2 e 4 porte. Inoltre, il boom è da legare anche alle attività di preparazione alle già programmate pause produttive estive. Nell'Europa allargata, invece, le consegne, pari a 762 mila, sono aumentate di circa 39 mila unità (+5%) grazie ai maggiori volumi determinati dai recenti lanci di prodotto per alcuni specifici marchi. A tal proposito, vengono menzionati modelli basati sulla piattaforma Smart Car, tra cui Citroën C3 e C3 Aircross, Opel/Vauxhall Frontera e Fiat Grande Panda, e la nuova Jeep Compass. Questi modelli, con 49 mila unità aggiuntive, hanno parzialmente compensato il calo di circa 28 mila unità nelle consegne dei modelli B-Suv della precedente generazione, tra cui Jeep Avenger, Fiat 600, Opel Mokka e Peugeot 2008. Inoltre, le consegne di veicoli a marchio Leapmotor sono aumentate di circa 25 mila unità, raggiungendo 33 mila unità, grazie alla forte domanda per i modelli T03 e B10. In Medio Oriente e Africa, le consegne sono diminuite del 3% a 121 mila unità a causa del conflitto tra Iran e Usa. Tra i vari Paesi spiccano, in positivo, l'Algeria e il Marocco, mentre la Turchia ha pagato condizioni di mercato meno favorevoli. In Asia-Pacifico, le performance sono rimaste stabili con 16 mila volumi. Infine in Sud America le consegne sono diminuite del 3% a 253 mila unità, con la crescita in Brasile (circa 21 mila unità in più) più che compensata dal calo negli altri mercati della regione, principalmente in Argentina, dove sono diminuite di circa 25 mila unità.
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La Baby-G non sarà tedesca: Mercedes raddoppia l'impianto in Ungheria

4 Ruote - Lug 13,2026
Di recente, il sindacato tedesco dei metalmeccanici è stato chiarissimo nel promettere un'estate calda ai vertici di costruttori e fornitori: l'IG Metall intende lanciare "un massiccio contrattacco" contro piani di riduzione della forza lavoro, chiusura di fabbriche o delocalizzazione delle attività produttive. A finire nell'occhio del ciclone non sono stati solo i vertici del gruppo Volkswagen, ma anche quelli di Mercedes-Benz, per un invito ai dipendenti a lavorare di più a parità di stipendio.Chissà ora cosa diranno i rappresentanti dei lavoratori dopo la conferma dell'ennesimo progetto di espansione della produzione fuori dai confini della Germania: la Casa di Stoccarda ha infatti completato i lavori per il raddoppio della fabbrica ungerese di Kecskemét e, soprattutto, confermato la localizzazione nell'impianto magiaro della variante compatta della Classe G, che molti pensavano venisse assegnata a uno dei siti tedeschi (e precisamente a Rastatt, nel Baden-Württemberg). Il raddoppio di Kecskemét A ottenere l'assegnazione della novità in arrivo nel 2027 è invece Kecskemét. La decisione è direttamente legata alla strategia di riduzione dei costi perseguita dai vertici di Mercedes. L'impianto ungherese, infatti, garantisce economie di scala e riduzione delle spese ormai impossibili per gli impianti tedeschi, ancor di più dopo gli ultimi interventi sulle strutture produttive. Nella giornata di oggi, 13 luglio, si è tenuta la cerimonia di inaugurazione dei nuovi spazi alla presenza, tra gli altri, del premier Péter Magyar. I lavori, sostenuti da investimenti per circa un miliardo di euro, hanno portato alla realizzazione di due nuovi capannoni per le carrozzerie e le linee di assemblaggio, di un secondo reparto di stampaggio, di un nuovo reparto di verniciatura e di un impianto di assemblaggio di batterie. Nel complesso, la superficie dello stabilimento è passata da 200 a 440 ettari: Kecskemét è così diventato uno dei maggiori impianti di Mercedes-Benz a livello globale: con una capacità potenziale fino a 400.000 veicoli l'anno diventerà il più grande stabilimento della Stella a tre punte d'Europa.L'espansione, che sarà accompagnata da un rafforzamento degli organici (oggi sono più di 5 mila i lavoratori impiegati) consentirà all'azienda di produrre diversi modelli oltre all'attuale Mercedes GLB. Si parte dalla Classe C elettrica, ma a breve arriverà anche la Baby-G, che sarà assemblata solo in Ungheria (GLB e Classe C sono, invece, condivise con Brema). Perché Kecskemet? Mercedes ha scelto l'impianto magiaro per tutta una serie di fattori. Innanzitutto, la fabbrica è tra le più recenti della rete produttiva dell'azienda tedesca: è stata inaugurata solo nel 2012 e da allora è stata più volta sottoposta a interventi di ammodernamento all'insegna della flessibilità produttiva (le vecchie linee possono sfornare in contemporanea modelli termici ed elettrici, mentre i nuovi reparti saranno dedicati esclusivamente ai veicoli a batteria), dell'intelligenza artificiale e della digitalizzazione. La Casa tedesca ha scelto Kecskemét per creare la sua prima replica digitale completa di un intero capannone di assemblaggio: una cosiddetta "Digital Factory Twin" che consente di sperimentare e controllare virtualmente i processi industriali. In tal modo, si può pianificare, validare e ottimizzare gli scenari di prodotto e di produzione ancor prima della loro implementazione nella realtà e quindi migliorare la qualità, ridurre i rischi e aumentare l'integrazione di modelli e tecnologie. Kecskemét beneficia inoltre di diversi progetti all'insegna della sostenibilità ambientale e dell'autonomia energetica. Nelle sue vicinanze è stato creato un parco fotovoltaico di 240.000 metri quadrati con una capacità di 27,4 MWp. L'impianto, grazie ance ai ai pannelli sulle nuove strutture, conta su una capacità totale di 42,3 MWp, che copre circa il 25% del suo fabbisogno energetico annuo. Inoltre il nuovo reparto verniciatura ha consumi energetici di circa il 20% inferiori rispetto alla struttura attuale ed emissioni di CO2 più basse di circa l'80%. Ovviamente ci sono altri fattori favorevoli, tra cui i minori oneri per il lavoro, in particolare rispetto alla Germania. Nel complesso, secondo il direttore finanziario Harald Wilhelm, i costi di produzione in Ungheria sono inferiori del 70% rispetto al livello tedesco.
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Geely E2, aperti gli ordini in Italia della best seller cinese: si parte da 19.900 euro

4 Ruote - Lug 13,2026
Geely ha aperto gli ordini della E2, la versione per il mercato europeo della Xingyuan, che nel 2025 è stata l'auto (non solo elettrica, in assoluto) più venduta in Cina. Tre gli allestimenti a listino (Pro, Max e Ultra), con dotazione molto ricca fin da quello base, che parte da 19.900 euro (20.900 euro con la messa su strada). La scheda tecnica della Geely E2 La Geely E2 è una hatchback compatta lunga 4.135 mm, larga 1.805, alta 1.580 e con un passo di 2.645 mm. Cinque i posti a sedere, con un bagagliaio da 375 litri (1.320 abbassando gli schienali della seconda fila di sedili), a cui si aggiungono 70 litri del frunk. Il motore elettrico è montato sull'asse posteriore, ed è disponibile in due varianti di potenza:60 kW (82 CV) e 150 Nm, con batteria LFP da 35 kWh: 0-100 in 14,2 secondi. velocità massima 130 km/h, autonomia di 252 km85 kW (116 CV) e 150 Nm, con batteria LFP da 47 kWh: 0-100 in 11,5 secondi, 130 km/h di velocità massima, autonomia di 345 kmPer entrambe le versioni la ricarica in corrente continua accetta potenze fino a 70 kW, per passare dal 30 all'80% in 25 minuti. Tutto (o quasi) di serie per Pro e Max Il listino della Geely E2 apre con la versione meno potente Pro, che di serie prevede cerchi d'acciaio da 16", fari full LED, vetri posteriori oscurati, maniglie a scomparsa, specchietti a regolazione elettrica, sensore luce e pioggia. All'interno troviamo sedili in pelle vegana (anteriori a regolazione elettrica, posteriori frazionati 60:40), accesso e avviamento senza chiave, quadro strumenti digitale da 8,8" e infotainment da 14,6" con Apple CarPlay e Android Auto, climatizzatore automatico con bocchette per i sedili posteriori, sensori di parcheggio posteriori con telecamera. Per tutte è prevista la guida assistita di livello 2 e la funzionalità Vehicle-to-Load. Powertrain e batteria a parte, la Max condivide la medesima dotazione di serie. Geely E2 Ultra L'allestimento top di gamma Ultra completa la dotazione con i cerchi di lega da 16", il tetto nero a contrasto e il portellone ad apertura elettrica. A bordo c'è il volante riscaldato, l'illuminazione ambientale a 256 colori, i sedili anteriori riscaldati, la ricarica wireless per gli smartphone e la telecamera panoramica a 540. Il listino della Geely E2 Geely E2 Pro: 19.900 euroGeely E2 Max: 22.900 euroGeely E2 Ultra: 24.900 euroDi serie il bianco pastello; su richiesta si può avere solo la tinta metallizzata (500 euro) a scelta tra Silver, Grey, Green e Beige. La top di gamma Ultra può avere (senza sovrapprezzo) anche gli interni bianchi.
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Dettagli in color bronzo, soft top beige e pneumatici da 35": la Wrangler Laredo è tornata

4 Ruote - Lug 13,2026
Jeep presenta la nona serie speciale della serie Twelve 4 Twelve. Si tratta della Wrangler Laredo, sigla che torna così sul mercato dopo anni di assenza. I clienti americani possono ordinare la Laredo in versione due e quattro porte con un sovrapprezzo di 1.995 dollari sulla variante Willys con Xtreme 35 Tire Package. Dotazione da vero fuoristrada La personalizzazione della Wrangler Laredo è affidata a colori e grafiche iconiche che richiamano i modelli del passato: sono presenti infatti dettagli color bronzo e Gobi all'esterno, mentre torna a grande richiesta il soft top beige. L'abitacolo propone pelle Nalla color Bison Brown con dettagli Mayan Gold e plancia Global Black. La dotazione di serie comprende l'assetto rialzato di 1 pollice (2,54 cm) e i pneumatici offroad da 35" su cerchi color bronzo con fissaggio beadlock.
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Il ritorno delle supercar giapponesi: biturbo V8 e telaio in alluminio per la Toyota GR GT - VIDEO

4 Ruote - Lug 13,2026
Per capire l'importanza di questo progetto, Toyota è andata dritta al sodo, realizzando quella che potremmo definire "trinità" di supercar. Con la GR GT, la versione da gara GT3 e la Lexus LFA Concept, la Casa giapponese ha infatti progettato e realizzato tre manifesti di tecnologia, design e performance. Senza paura, per dimostrare al mondo e ai blasonati concorrenti europei che cosa significa realizzare una super sportiva che rispecchi la tradizione giapponese. Modello aerodinamico di base Dopo averle toccato con mano lo scorso anno in Giappone, in concomitanza all'annuncio dell'ambizioso piano di Woven City, Toyota svela ulteriori dettagli della sua GT. Partendo dal design dirompente, la Casa conferma come le forme siano funzionali al raffreddamento e alla downforce: priorità assoluta al modello aerodinamico ideale, con look e forme che si sono adattate all'aerodinamica del corpo vettura. Niente sistemi di deportanza attiva, per mantenere l'auto semplice e leggera e dare un ruolo centrale al pilota. Che può contare su un motore in posizione anteriore centrale, tra l'asse delle ruote anteriori e l'abitacolo, così da centralizzare le masse: il dato dichiarato parla di una distribuzione dei pesi del 45% davanti e del 55% dietro. Centro di gravità Il cofano della GR GT è così lungo e basso per questioni di visibilità: elemento centrale quando si va forte in pista, per avere sempre qualche metro più di visuale per affrontare al meglio il punto di corda o anticipare pericoli. Il motore di questa GT è stato inoltre studiato per abbassare il baricentro della vettura: il V8 è più compatto del V10 della "vecchia" Lexus LFA, l'ultima supercar di Toyota, più basso di 66 mm rispetto al dieci cilindri aspirato. Un risultato niente male, considerando che questo propulsore ha due turbo tra le bancate. La GR GT può contare inoltre anche su un albero motore più basso di 41 mm. Rispetto alla Toyota 2000GT di fine anni Sessanta, l'altezza di 119 cm della GR GT è di soli 3 cm superiore a quella della prima supercar giapponese, che toccava i 116 cm. Un otto cilindri che è un capolavoro La GR GT conta su un sistema ibrido, con l'elettrico votato intelligentemente alle performance, lasciando alla meccanica un ruolo assolutamente centrale. L'8 cilindri biturbo da 4.0 litri è a "V calda", con il sistema di sovralimentazione posto tra le due bancate, e condivide la maggior parte degli elementi strutturali con il propulsore da corsa della GT3. Di fatto la GT è un'auto da competizione omologata per la strada, con tanto di carter secco, corsa corta, doppio sistema di iniezione (diretto e indiretto) e intercooler maggiorato per il raffreddamento del propulsore. I cilindri sono inoltre stati trattati per aumentare la porosità superficiale della camera di scoppio, e quindi migliorare la lubrificazione. Le potenze non sono ancora state comunicate ufficialmente, ma dovrebbero aggirarsi intorno ai 650 CV e agli 850 Nm di coppia. Un transaxle poco tradizionale Oltre al centro di gravità, per la GR GT è stato studiato un rigoroso posizionamento di tutte le componenti con configurazione transaxle, che prevede motore davanti e trazione posteriore. Il differenziale meccanico a slittamento limitato è però posizionato nella parte frontale del cambio, invece che all'estremità posteriore, con la coppia motrice che viene rimandata al differenziale grazie a una coppia di ingranaggi posti alla fine degli 8 rapporti. Una soluzione adottata dalle sportive a motore centrale o dalle trazioni integrali con motore e cambio montati anteriormente, e che consente di accorciare il passo, arrivando per la GR GT a 2,72 metri. E se tutto ciò non bastasse, per rendere ancor più compatto il layout motore-trasmissione, la componente ibrida è posizionata a monte del cambio, in cui si inserisce un albero di trasmissione in fibra di carbonio. Ibrido da competizione Gli ingegneri Toyota dimostrano ancora una volta di essere maestri dell'ibrido, in tutti i contesti, dalla mobilità di massa alle performance: il motogeneratore è utilizzato solo per compensare il turbolag e colmare i vuoti di coppia generati dai cambi di marcia. Oltre che nelle accelerazioni, viene utilizzato per gestire i giri motore, le forze e le inerzie generate dalle componenti meccaniche durante la fase di scalata, così da rendere più omogeneo il lavoro delle componenti. Questa soluzione dovrebbe assicurare, secondo Toyota, scalate più veloci del 45% rispetto alle concorrenti. Telaio su misura La GR GT è un manifesto di performance, persino nel telaio, il primo realizzato interamente in alluminio con tre differenti tipologie di materiale (estruso, pannelli o per pressofusione), combinate in base alle forze che pesano sulla struttura in movimento. Con questa soluzione si realizza una struttura rigida ma leggera, con elementi in alluminio realizzati per fusione a bassa pressione: una tecnica di produzione che permette di ottenere parti complesse con proprietà meccaniche superiori e maggior precisione dimensionale rispetto all'alta pressione. Un telaio progettato per le corse, non a caso condiviso da GR GT e GT3. Per gestire al meglio il peso non mancano poi il tetto in fibra di carbonio e i pannelli porta in carbonio forgiato. Abitacolo da corsa Durante questo nuovo incontro con la GT ho avuto la possibilità di salire a bordo della sportiva giapponese, per toccare con mano il lavoro degli ingegneri di Toyota. Subito si notano un volante compatto e un enorme tunnel centrale, che nasconde al suo interno l'albero di trasmissione: l'impressione è di tornare alle supersportive di un tempo. Ottima la triangolazione sedile, volante e pedali: basta poco per farsi calzare a pennello l'ergonomia della seduta, con regolazione manuale della seduta in fibra di carbonio. vero che la fine del cofano non si vede, ma è talmente basso e piatto che non c'è nulla che possa interferire con la visuale esterna; anche i montanti stretti non sembrano disturbare lo sguardo. Lo schermo centrale per tutte le informazioni è di piccole dimensioni, così come è ridotto il display del quadro strumenti davanti al pilota. Niente distrazioni insomma. Il prezzo della Toyota GR GT è da confermare, ma il listino dovrebbe partire da circa 200.000 euro.
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