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Torna lo sconto sui carburanti, ma solo sul diesel: -17 centesimi fino al 6 agosto

4 Ruote - 1 ora 18 min fa
Il Consiglio dei ministri ha deciso di intervenire in modo tempestivo sulla questione caldissima dei rincari dei carburanti. Oggi pomeriggio è stata convocata una riunione per esaminare e approvare un decreto legge contenente "Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alla ulteriore crisi dei mercati internazionali".In particolare, l'incontro, durato neanche venti minuti, si è concluso con il via libera alla reintroduzione del taglio delle accise, ma con modalità differenti rispetto all'ultima configurazione degli sconti: infatti, è stato deciso di varare uno scontro /tra accise e Iva) di 17 centesimi al litro solo sul diesel (la benzina rimane invariata).  Quanto durerà lo sconto? Come indicato dal ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, durante una conferenza stampa organizzata al termine del Cdm, lo sconto rimarrà in vigore "fino al 6 agosto". Complessivamente il costo dell'operazione si aggira attorno ai 125 milioni di euro per quanto riguarda lo sconto delle accise, ha aggiunto Giorgetti.Il costo della misura, che entrerà in vigore alla mezzanotte di oggi ed è accompagnata dalla proroga dello sconto per gli autotrasportatori e del credito di imposta per gli agricoltori, non è sostenuto da nuove accise su altri prodotti, come da ipotesi circolata durante la giornata, bensì da altre coperture finanziarie, tra cui una parte dell'extragettito IVA di giugno e proventi generati da sanzioni dell'Antitrust. ''Non siamo intervenuti sulle accise sui tabacchi. Monitoreremo giornalmente l'andamento dei prezzi che evolvono in modo assai erratico base alle situazioni di conflitto'', ha precisato ancora Giorgetti. '' chiaro che la situazione evolve di giorno in giorno. Oggi ad esempio il prezzo del Brent è in calo, la speranza è che questo si traduca tra qualche giorno anche in una diminuzione del prezzo alla pompa".In ogni caso, è già "previsto un Cdm il 4 di agosto che valuterà cosa fare in base alla situazione".
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Una Range Rover Bespoke del 1993 e una SV Ultra nuova: all'asta in coppia

4 Ruote - 2 ore 45 min fa
La Range Rover Bespoke Classic debutterà alla Monterey Car Week 2026 in abbinamento al primo esemplare destinato al mercato americano della Range Rover SV Ultra. I due esemplari unici, caratterizzati dalla livrea abbinata e definiti "Matched Pair", saranno offerti in coppia all'asta da RM Sotheby's il 14 agosto e il ricavato sarà devoluto in beneficenza. La Range Rover classica si ispira alla nuova SV La Bespoke Classic nasce da un esemplare del 1993 con motore V8 3.9 litri in allestimento Country Edition. Il restauro totale ha richiesto oltre 2.000 ore di lavoro ed è stato compiuto rispettando le specifiche dell'epoca per quanto riguarda la meccanica. La carrozzeria è stata verniciata nella tinta Titan Silver sviluppata per la nuova SV Ultra, mentre gli interni in Ultrafabrics propongono l'inedito abbinamento tra Orchid White e Cinder Grey e finiture della plancia in alluminio. I cerchi di lega sono stati verniciati in Satin Platinum Atlas con bordi diamantati e sono stati eliminati i profili sulle fiancate: questi interventi mirano a rendere la Classic più simile al modello attuale. Una coppia di esemplari unici la prima volta che il reparto Bespoke crea una coppia di Range Rover di vecchia e nuova generazione abbinati. Si tratta di un esempio delle infinite possibilità di personalizzazione disponibili per i clienti, che possono studiare ogni dettaglio in collaborazione con gli esperti della Casa inglese.
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BYD cambia la Seal 6: sul tetto spunta il LiDAR, ma non è l'unica novità

4 Ruote - 3 ore 16 min fa
BYD ha diffuso in Cina le prime informazioni sul Model Year 2027 della Seal 06. La vettura, che in Italia è nota come Seal 6 è stata per il momento mostrata solo con carrozzeria berlina tre volumi e non è ancora nota la data di avvio della commercializzazione. Arriva il LiDAR sul tetto L'aggiornamento è di fatto un vero e proprio restyling: a cambiare sono il frontale, i gruppi ottici anteriori e posteriori e soprattutto il tetto, dove è stato integrato il sensore LiDAR per la guida autonoma come già accaduto sulla Dolphin Surf. Le modifiche estetiche hanno contribuito ad aumentare la lunghezza di 150 mm, ma non sappiamo se questo dato sia legato ad altri fattori. Salgono potenza e autonomia per tutte Sul fronte dei powertrain non sono state ancora diffuse tutte le informazioni ufficiali, ma precedenti anticipazioni danno per certe due novità principali: l'aumento significativo della potenza delle versioni elettriche da 218 a 326 CV, l'arrivo di una batteria più capiente ed efficiente nonché l'aggiornamento delle plug-in hybrid DM-i con una maggiore autonomia elettrica e un motore più potente.
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La prima cabrio per l'India? La disegnano gli studenti IED, ecco le proposte

4 Ruote - 4 ore 3 min fa
Prosegue la collaborazione tra lo IED di Torino e Tata Motors: nell'ambito del progetto di tesi dell'anno accademico 2025/2026, gli studenti del Triennio in Transportation Design sono stati coinvolti nella progettazione della prima cabriolet concepita espressamente per il mercato indiano, segmento finora sconosciuto sul mercato locale. Come nasce un'auto Il progetto, che ha coinvolto anche il Tata Motors Design Tech Centre Italia, ha portato gli studenti ad approfondire il contesto sociale ed economico dell'India (mercato, evoluzione della mobilità e patrimonio culturale), così da tradurlo in otto concept differenti, sviluppati in tutto il loro percorso, dagli sketch alla modellazione digitale completa. Il progetto è diventato, per Tata, un'opportunità di dialogo con i designer di domani, mentre per IED un'ulteriore conferma del valore della collaborazione con le aziende all'interno del percorso formativo dei suoi studenti. I progetti degli studenti Tra le proposte - alcune delle quali sono state già presentate: le trovate nella gallery in testa all'articolo - la Sandhya interpreta la cabrio come simbolo di lusso indiano radicato nella tradizione, con proporzioni da GT e dettagli ispirati all'artigianato locale; la Vayuna punta invece sull'identità nazionale e il Made in India in chiave contemporanea. Spostandosi in ambiti più sperimentali troviamo la Elytra, ispirata alla natura, con un meccanismo di apertura del tetto che ricorda quello delle ali di una coccinella, mentre la Niiva riesce a trasformare la carrozzeria da coupé a barchetta. La Sol integra una console musicale come spazio di socialità, la Tata 101 esplora il dualismo della condivisione e del raccoglimento personale, mentre la Traveler nasce per esplorare l'India più autentica e vivere esperienze all'aria aperta.
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Honda e Nissan: niente fusione, ma un sistema operativo comune

4 Ruote - 4 ore 46 min fa
Honda e Nissan svilupperanno un sistema operativo nel settore automotive. La notizia è stata diffusa da alcune agenzie stampa giapponesi e conferma così l'intenzione di rafforzare la posizione dei rispettivi gruppi industriali nell'era dei software-defined vehicles dopo il naufragio di una vera e propria fusione nel 2025. Sistema operativo e centraline uniche Il nuovo OS deriva in parte da quanto già sviluppato dalla Nissan e sarà condiviso con Honda come centro nevralgico dei veicoli di nuova generazione. L'accordo dovrebbe prevedere anche la standardizzazione dell'hardware di controllo, ma non l'eventuale condivisione delle sedi produttive, che dovrebbero quindi rimanere separate. Il progetto consentirà di velocizzare lo sviluppo di nuovi modelli e condividere i costi, inoltre aprirà la strada ad aggiornamenti OTA in remoto che consentiranno di modificare pesantemente le funzioni di bordo, sia per correggere errori che per migliorare l'esperienza a bordo e la sicurezza. Mitsubishi come terzo partner Vista la collaborazione già in atto tra Nissan e Mitsubishi, come dimostra il lancio della Eclipse Sportback derivata dalla Leaf, è molto probabile che anche il terzo marchio giapponese sia destinato ad entrare nell'accordo. Sembra invece esclusa dall'operazione Renault, pur avendo ancora una piccola partecipazione in Nissan.
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Noleggio sociale: l'auto non si sceglie, il modello lo decide l'ACI

4 Ruote - 6 ore 24 min fa
C'è un dettaglio del noleggio sociale da 100 euro al mese che potrebbe sorprendere chi intende beneficiarne: non si potrà scegliere quale auto guidare. L'ACI acquisterà infatti un unico modello attraverso una gara europea, mettendolo poi a disposizione di chi otterrà l'agevolazione. Non ci sarà quindi una gamma di vetture tra cui scegliere in base a gusti, preferenze o necessità. questo uno degli aspetti più particolari dell'iniziativa, presentata nei giorni scorsi alla presenza del ministro Adolfo Urso.Facciamo dunque chiarezza sul noleggio sociale, su come funziona e sulla platea dei possibili beneficiari. Le condizioni del noleggio Il contratto di noleggio sociale che si va a stipulare ha una durata minima di tre anni e prevede un canone mensile di 100 euro (IVA inclusa), con un limite di percorrenza di 12.000 chilometri annui. Al termine dei tre anni sarà possibile riscattare l'auto con uno sconto del 10% sul valore residuo. Quali modelli? Uno solo Non esiste una lista di modelli a disposizione di chi vorrà (e potrà) avvalersi del noleggio sociale, per un motivo molto semplice: ACI e Mimit organizzeranno una gara europea, a cui potranno partecipare tutti i costruttori che operano nel continente. E se per caso ve lo state chiedendo: sì, anche quelli cinesi. I requisiti per il bando Per potersi aggiudicare la gara, i costruttori dovranno rispettare almeno due condizioni fondamentali:Proporre un modello di automobile con un prezzo massimo di 14.800 euro IVA esclusa (quindi circa 18.000 euro di listino) e omologazione Euro 6 fino a 135 g/km di CO2Un'adeguata rete di ritiro e assistenzaL'ultimo punto, in particolare, sarà fondamentale per l'aggiudicamento della gara. E per un motivo molto semplice: nei 100 euro di canone sono compresi tutti i servizi di un noleggio, e questo vuol dire RCA, bollo, manutenzione ordinaria e straordinaria, assistenza stradale. Il costruttore deve quindi poter garantire di riparare e rimettere in efficienza le proprie vetture nel minor tempo possibile e nel migliore dei modi, potendo contare su una rete di assistenza capillare e di provata efficienza. E deve poter consegnare l'auto senza imporre spostamenti onerosi (in termini di tempo e di denaro) a chi la noleggia. Quante auto disponibili per il noleggio? Al momento non è dato saperlo: tutto dipenderà dal prezzo d'acquisto del modello che si aggiudica la gara. Potrebbe vincere un'auto che costa 14.800 euro (sempre IVA esclusa), oppure una che ne costa 10.000: in quest'ultimo caso, l'ACI potrebbe acquistarne molte di più. Con i 50 milioni di euro messi a disposizione dal Mimit, l'ACI stima che i beneficiari potrebbero essere tra i 3.000 e i 4.000. Non tantissimi, ma un numero congruo per quella che è stata fin da subito presentata come sperimentazione. Già pronti per il bis E che, se dovesse aver successo, è già pronta per essere ripetuta più avanti, con un quantitativo maggiore di fondi (già allocati, ma non possiamo quantificare). E con regole che andranno eventualmente ridefinite sulla base di come andrà questo primo "giro". " una misura sperimentale: ove avesse successo, come speriamo, aumenteremo in modo significativo le risorse a essa destinata, rendendola strutturale", ha dichiarato il ministro Urso nella conferenza stampa di presentazione. I tempi per il via del noleggio sociale Le tempistiche non saranno comunque brevi. I tempi tecnici per indire una gara europea sono lunghi, e si prevede che possano richiedere alcuni mesi. A questi seguiranno poi le necessità operative vere e proprie, dall'acquisto delle auto da parte di ACI, che concederà effettivamente il noleggio, alla burocrazia annessa.A quel punto sarà aperta la piattaforma online su cui presentare la domanda (gestita dal Mimit, come per gli incentivi). Prevedibile, anche per l'elevata richiesta che si aspetta l'ACI, il classico "clic day". Le domande non saranno accettate automaticamente, ma saranno vagliate per verificare il rispetto dei requisiti.L'ACI stima che le prime consegne delle auto inizieranno solo nel 2027 (inoltrato, aggiungiamo noi). Noleggio sociale: chi può fare domanda Al momento, l'unica informazione sicura è che potranno presentare domanda le persone fisiche con un ISEE inferiore a 30.000 euro. Sarà inoltre obbligatorio rottamare un veicolo fino a Euro 4, posseduto da almeno 12 mesi. A questi due requisiti se ne potranno aggiungere altri, volti soprattutto a verificare la "solidità" del beneficiario e la sua capacità di far fronte ai canoni di noleggio. A tutela di tutte le parti coinvolte. I dettagli di questi ulteriori requisiti sono ancora da definire e verranno presentati nei prossimi mesi. Le auto che potrebbero rientrare nel noleggio sociale Siccome le liste ci piacciono sempre, spulciando i listini siamo andati a cercare tutti i modelli che costano meno di 18 mila euro, e che potrebbero quindi - almeno teoricamente - rientrare nella rosa di quelli che potranno partecipare al bando dell'ACI e del Mimit.Citroën C3 1.2 Turbo You: 16.700 euroDacia Sandero Streetway: tutti i modelli tranne la Eco-G 120 Auto expression e Journey, da 14.800 euroDacia Sandero Stepway: tutti i modelli tranne le Eco-G 120 Auto e Full Hybrid nell'allestimento Expression, escluso l'allestimento Extreme, da 16.500 euroDFSK Glory 500 1.5 MT: 17.988 euroDR 3 1.5 MT: 17.900 euroEMC quattro 1.5 MT: 17.700 euroEVO 3 1.5 MT: 15.900 euroEVO 4 1.5 MT: 16.900 euroFiat Pandina Pop / Icon (non Cross): da 15.950 euroFiat Grande Panda 1.2 Turbo Pop: 17.900 euroKia Picanto 1.0 Urban: 17.800 euroMG 3 1.5 Standard: 16.990 euroSeat Ibiza 1.0 MPI: 17.000 euro Aspettiamoci qualche sorpresa Attenzione, però: i costruttori che partecipano alla gara hanno facoltà di proporre i prezzi che ritengono opportuni, prevedendo per esempio sconti importanti, anche a fronte del risalto mediatico che una simile iniziativa si porterà inevitabilmente appresso. Non è da escludere quindi che possano partecipare automobili che teoricamente superano il tetto massimo di 14.800 euro (IVA esclusa), che una Casa decide però di vendere a prezzo ridotto.
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Nuovi optional e il pacchetto AMG: Mercedes-Benz VLE si aggiorna

4 Ruote - 8 ore 9 min fa
Mercedes-Benz introduce a listino varianti aggiuntive e una gamma accessori ampliata della nuova VLE elettrica, che abbiamo già guidato in anteprima. Il monovolume elettrico è disponibile in Italia a partire da 90.580 euro. L'unico powertrain disponibile per il momento è quello denominato 300 con motore singolo anteriore da 272 CV e batteria da 115 kWh ricaricabile a 300 kW con 700 km di autonomia, ma in futuro sono previste anche l'integrale 400 4Matic da 415 CV e una entry-level con batterie da 80 kWh. I nuovi optional a listino La gamma degli optional della VLE 300 si allarga con l'introduzione dei sedili posteriori Premium Comfort elettrici, del tetto Sky View, dell'allestimento 8 posti e del Night Package. inoltre possibile abbinare la Line Exclusive ai pacchetti Premium e Premium Plus: quest'ultimo include l'head-up display e l'MBUX Superscreen. Un tocco sportivo con i pacchetti AMG Debuttano inoltre i pacchetti AMG Line e AMG Line Plus, che introducono paraurti e calandra AMG illuminata. La AMG Line (2.867 euro) include anche le finiture esterne in alluminio, i cerchi da 20" a cinque razze, le finiture interne in alluminio spazzolato e i ricami specifici per i sedili, mentre la variante Plus (6.182 euro) aggiunge le finiture esterne Dark Chrome e nero lucido, i cerchi da 21" con razze sdoppiate, i sedili Excellence con cuciture rosse, le cinture di sicurezza rosse e le finiture della plancia carbonio AMG Silk-Matt.
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Incidenti stradali, meno vittime ma è allarme per monopattini ed e-bike

4 Ruote - 8 ore 17 min fa
I numeri della sinistrosità stradale in Italia del 2025 non sono degni di un Paese civile: 2.868 vittime (-5,3% rispetto al 2024) e 237.822 feriti (+1,7%), per un totale di 177.207 incidenti (+2,2%), stando al più recente bollettino Istat. A peggiorare le cose la mobilità ciclistica e della micromobilità elettrica, con 253 morti (+21,6%). Di questi, 198 tra chi usa bici normali (+20%), 30 tra utilizzatori delle cosiddette e-bike (+50%) e 25 tra i conducenti di monopattini elettrici (+8,7%). Da evidenziare che quei tipi di spostamenti hanno superato, nella prima metà dell'anno scorso, la soglia del 5%. Monopattini elettrici, c'è da preoccuparsi In particolare, gli incidenti che hanno coinvolto almeno un monopattino elettrico sono stati 4.130 nel 2025 (+6%), contro i 564 nel 2020. I feriti 3.997. Di cui 3.763 conducenti con lesioni e addirittura 234 fra i passeggeri, nonostante sia vietato trasportare persone. Mentre i pedoni investiti dalle tavolette e quindi feriti sono stati 208 (+16,2%). In quanto alle bici elettriche, 2.311 sinistri (dai 240 del 2020), con 2.238 feriti, e 93 pedoni investiti. Costo sociale enorme Premesso che l'Istat rileva solo gli incidenti con lesioni, il costo sociale di questi sinistri ammonta a 18,2 miliardi di euro nel 2025, l'equivalente dell'1% del Pil. Sommando quelli con solo i danni alle cose, ossia 4,4 miliardi di euro stimati dall'Ania (l'Associazione delle compagnie assicuratrici), si arriva a 22,6 miliardi. Obiettivo UE lontanissimo Bruxelles ha fissato come target il dimezzamento dei morti su strada nel 2030, per toccare quota 1.587 in Italia: pur in presenza di un lieve miglioramento, l'obiettivo pare oggi irraggiungibile. Siamo inoltre a 49 decessi su per incidenti stradali ogni milione di abitanti, parecchio superiore alla media dell'Unione Europea (43). Sempre più stranieri coinvolti Aumenta la quota di stranieri coinvolti in incidenti: dall'8,9% del 2019 al 13,7% del 2025. La comunità più rappresentata? In un terzo dei casi Romania, Albania e Marocco (a seguire, Pakistan, Germania, Egitto , Tunisia, ma anche Bangladesh, Moldavia e Ucraina). Attenzione: per i monopattini elettrici, su 3.886 conducenti sinistrati, il 58,3% sono di nazionalita non italiana. Le cause L'Istat si basa sui report delle Forze dell'ordine in seguito a incidenti con lesioni. Sulla scorta di quelli, le cause del 43,1% dei sinistri sono distrazione, mancato rispetto della precedenza, velocita troppo elevata e manovra irregolare. Ma restano escluse le circostanze legate all'alterazione dello stato psicofisico da alcol e droga, perché l'informazione non è esaustiva. Comunque, valutando le multe date da Polizia Stradale e Carabinieri in occasione di incidente, su 58.607 sinistri, il 7,7% e risultato correlato all'alcol e il 3,8% alle droghe.  
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V12 aspirato e cambio manuale: la supercar italiana dedicata al padre della F40

4 Ruote - 8 ore 30 min fa
Silvestri Automobili è una nuova casa automobilistica specializzata in supercar in serie limitata: nasce a Crocetta di Sant'Agata Bolognese sulla base della preesistente ST Saldature di Massimiliano Silvestri, e ha appena presentato la sua prima vettura: si chiama MN-40 Tributo, ed è una sportiva che rende omaggio all'ingegner Nicola Materazzi, padre di icone come la Ferrari F40, la Lancia Stratos e la B Engineering Edonis. Ne faranno solo 15 Questo modello sarà prodotto in quindici esemplari nell'arco di tre/quattro anni, ed è realizzato su un telaio tubolare in alluminio, progettato con il contributo dello stesso Materazzi, con carrozzeria in fibra di carbonio e motore V12 aspirato (di produzione italiana) in posizione centrale-posteriore, abbinato a un cambio manuale. Il design dell'auto, firmato da Francesco Rocco, richiama la Ferrari F40 in alcuni dettagli, come l'alettone posteriore e il profilo nero lungo la fiancata, ma al tempo stesso introduce soluzioni originali, come l'ala integrata nel frontale e la coda "avvolgente", con i tre scarichi integrati nel paraurti posteriore. Svelata da una maquette in scala 1:1, che mostra da un lato la carrozzeria e dall'altro il telaio, la MN-40 è una supercar omologata per l'uso stradale, che nasce con l'obiettivo di offrire un'esperienza di guida "old school", sostanzialmente analogica, senza l'elettrificazione o gli invasivi sistemi di assistenza alla guida di molte sportive moderne. Una nuova realtà della Motor Valley Silvestri Automobili si inserisce così nella tradizione della Motor Valley emiliana, dove - accanto a Ferrari, Lamborghini e Maserati - sono nate nel tempo realtà artigianali e di nicchia come Bugatti Automobili di Campogalliano, Cizeta, B.Engineering, De Tomaso e Pagani. Fondata da Massimiliano Silvestri, che vanta quasi trent'anni di esperienza tra Maranello, Modena e Sant'Agata Bolognese, la nuova azienda punta a valorizzare questo patrimonio di competenze per dare vita a una supercar costruita secondo la più classica tradizione del Made in Italy.
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Un altro colosso tedesco finisce nei guai: Varta verso lo smembramento

4 Ruote - 8 ore 42 min fa
Un altro grande nome dell'industria tedesca finisce in bancarotta: Varta, storico produttore di batterie con sede a Ellwangen, nella parte orientale del Baden-Württemberg, ha presentato al Tribunale Distrettuale di Stoccarda l'istanza per accedere a uno degli strumenti previsti dalla legge fallimentare tedesca, la procedura di insolvenza in regime di autoamministrazione.L'azienda, che già negli anni scorsi ha affrontato non pochi problemi finanziari, rischia ora di scomparire oppure di andare incontro a uno spezzatino delle attività operative.  Si va verso lo spezzatino Toccherà ora all'avvocato Tobias Wahl, nominato dal tribunale quale amministratore provvisorio, trovare una soluzione a una crisi più finanziaria che commerciale e operativa, garantire il futuro della società e salvaguardare quasi 4.200 posti di lavoro. Il suo compito non sarà facile perché Varta è il simbolo di cosa significhi la spietata concorrenza dei cinesi in alcuni ambiti tecnologici. La società tedesca ha negli anni concentrato le sue attività nel campo delle micro-batterie per dispositivi elettronici, ma negli ultimi mesi avrebbe perso un importante cliente. Varta cita, tra le cause della sua crisi, "condizioni di mercato significativamente deteriorate, domanda più debole, effetti negativi sulla valuta e, più recentemente, la decisione di un cliente di riferimento di porre fine alla cooperazione". Si tratta del colosso Apple, che ha deciso di affidarsi proprio a un fornitore cinese per i suoi AirPods. A pagarne le conseguenze sono così le divisioni operative Varta Microbattery GmbH, Varta Micro Production GmbH e Varta Storage GmbH, mentre è stata esclusa dalla procedura di insolvenza l'unità Consumer Batteries e le società collegate, che sono giuridicamente e operativamente separate, finanziariamente indipendenti e ancora redditizie. A ogni modo, Wahl dovrà individuare, in via prioritaria, delle fonti di finanziamento alternative a quelle che finora hanno sostenuto le attività. L'azienda è controllata dall'imprenditore austriaco Michael Tojner e dalla Porsche, ma i due azionisti si sono riufiutati di mettere a disposizione nuovi capitali. Varta è quindi sul punto di essere smembrata: i creditori più importanti, tra cui  Deutsche Bank e gli hedge fund RBC BlueBay, Blantyre e Whitebox, avrebbero messo nel mirino la divisione ancora in bonis per scorporarla dall'azienda, mentre Tojner ha espresso interesse per il solo settore delle microbatterie.La Porsche ha investito nella Varta all'inizio del 2025 nel quadro di un'operazione finanziaria condotta insieme all'imprenditore austriaco per procedere con l'ennesimo salvataggio della società di Ellwangen. Grazie a 60 milioni di euro, la Casa di Zuffenhausen ha rilevato la metà del capitale, nonchè la maggioranza dell'attuale Varta V4Smart, produttore di batterie cilindriche agli ioni di litio ad alte prestazioni. Anche queste attività non rientrano nella procedura concorsuale.
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Il gasolio sfiora il record storico: torna il taglio delle accise

4 Ruote - 8 ore 48 min fa
Mentre il diesel si avvicina al record storico e il governo valuta un nuovo intervento sulle accise, arrivano i primi segnali positivi per le quotazioni del petrolio. Come segnala Staffetta Quotidiana nella sua consueta analisi giornaliera, dopo il forte rialzo registrato fino a sabato i prezzi dei carburanti stanno mostrando segnali di progressiva stabilizzazione grazie al calo delle quotazioni del greggio favorito dagli spiragli di tregua in Medio Oriente.Gli Stati Uniti, infatti, hanno deciso di fermare gli attacchi all'Iran. Ufficialmente, Washington ha scelto di privilegiare le vie diplomatiche per risolvere il conflitto mediorientale. Tuttavia, secondo diverse ricostruzioni della stampa americana, le operazioni sarebbero state sospese a causa della crescente scarsità di munizioni e missili e del continuo calo dei consensi per l'operato dell'attuale amministrazione Trump.In ogni caso, gli spiragli di tregua hanno già prodotto effetti immediati sul mercato petrolifero. I due indici di riferimento per le quotazioni del greggio si sono infatti allontanati dalla soglia dei 100 dollari al barile. Il WTI tratta poco sopra gli 84 dollari, mentre il Brent si attesta intorno ai 91 dollari. Diesel vicino al record storico: prezzi oltre 2,18 euro Detto questo, il quadro resta critico per le tasche degli automobilisti. La benzina ha superato quota 1,98 euro al litro, raggiungendo il livello più alto dal 5 ottobre 2023. Il gasolio, invece, è salito a 2,18 euro al litro, tornando sui valori registrati il 18 marzo 2022, all'indomani dell'invasione russa dell'Ucraina.Il diesel è così sempre più vicino al record storico di 2,229 euro al litro toccato il 17 marzo 2022, livello che portò il governo Draghi a intervenire con il taglio delle accise.In particolare, questa mattina, 27 luglio, il prezzo medio nazionale dei carburanti in modalità self service risulta pari a 1,982 euro al litro per la benzina (+14 millesimi rispetto a venerdì), 2,185 euro per il gasolio (+24), 0,743 euro per il GPL (-1) e 1,603 euro/kg per il metano (+8).Sulla rete autostradale, la benzina si attesta a 2,071 euro al litro (+12 millesimi), il diesel a 2,255 euro (+27), il GPL a 0,877 euro (-2) e il metano a 1,606 euro/kg (+10).In questo contesto, Staffetta Quotidiana segnala anche la decisione di Q8 di aumentare di un centesimo al litro i prezzi consigliati della benzina e di due centesimi quelli del diesel. Tamoil, invece, ha ritoccato verso l'alto di due centesimi la verde e di tre centesimi il gasolio. Taglio delle accise sul diesel: le ipotesi del governo In altre parole, la situazione continua a destare preoccupazione nonostante i segnali di distensione in Medio Oriente. Proprio per questo motivo, il governo ha deciso di uscire allo scoperto per calmierare i prezzi ed evitare pesanti riflessi sull'andamento dell'inflazione.A Roma si stanno valutando diverse opzioni, ma un obiettivo appare chiaro: riportare il diesel sotto la soglia dei 2 euro al litro.Tra le ipotesi allo studio c'è la reintroduzione di un taglio delle accise sul gasolio più consistente rispetto a quello previsto per la benzina. probabile che venga replicato quanto deciso il 30 aprile scorso, quando fu introdotto uno sconto di 20 centesimi al litro sul diesel (24,4 centesimi considerando l'IVA) e di 5 centesimi sulla benzina (6,1 con l'IVA).Si tratterebbe comunque di un intervento ponte: l'obiettivo è arrivare alla prima settimana di agosto e procedere con una nuova proroga grazie all'extra-gettito IVA maturato nel mese di luglio.
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Ha più di 1.000 CV e si muove come un granchio: com'è e come va la MHero I - VIDEO

4 Ruote - 10 ore 10 min fa
L'impatto visivo non lascia spazio a sfumature: o si accetta la sua estetica estrema, o si volta altrove lo sguardo. La MHero I, primo modello del brand premium. L'impatto visivo non lascia spazio a sfumature: o si accetta la sua estetica estrema, o si volta altrove lo sguardo. La MHero I, primo modello del brand premium del gruppo Dongfeng dedicato all'off-road, si presenta con forme aggressive, spigoli vivi e volumi imponenti. Come la stazza: l'auto è lunga 4,99 metri, larga ben 2,08 metri e alta quasi due metri. I motori arrivano fino a quasi 1.100 CV di potenza massima. Il prezzo? Da marchio di lusso: si parte da 133.900 euro.Accanto alla MHero I debutta anche la MHero II, una SUV da oltre cinque metri con motore plug-in da 686 CV che promette di sparigliare il segmento premium con un prezzo di circa 75.000 euro. Si parte con il Range Extender La piattaforma tecnica del gruppo Dongfeng permette di declinare la MHero I in tre varianti, con due diverse filosofie di trazione. Alla base della gamma si collocano le versioni Rev, veicoli elettrici con Range Extender, per superare l'ansia da autonomia: nella configurazione del veicolo della nostra breve prova, il motore termico - un 1.5 turbobenzina - lavora esclusivamente come generatore, con il solo compito di ricaricare il pacco batteria.Le ruote, di conseguenza, sono mosse sempre e soltanto dai motori elettrici, che possono essere due o tre, a seconda delle versioni.L'esemplare oggetto di questo primo contatto adotta la motorizzazione d'accesso Rev II. Lo schema prevede il propulsore termico abbinato a due motori elettrici collocati sull'asse posteriore. La potenza complessiva di sistema è di 544 CV, mentre la coppia massima è di 700 Nm.La batteria, con chimica litio-ferro-fosfato (LFP), ha una capacità di 42,9 kWh, sufficiente a garantire circa 100 km di autonomia in modalità puramente elettrica prima dell'intervento del generatore termico, portando la percorrenza complessiva dichiarata a 729 km secondo il ciclo WLTC, che però sappiamo essere piuttosto blando.Poco importa, perché più che il confort a lungo raggio, le montagne dell'Altopiano di Asiago ci hanno permesso di apprezzare le doti fuoristradistiche della MHero I. Tecnica da vera off-road L'adozione di sospensioni pneumatiche adattive AeroRide consente un'escursione complessiva di 150 mm (da -45 a +105 mm rispetto all'altezza standard), che porta la luce libera da terra a variare da 221 a 336 mm.Numeri alla mano, gli angoli caratteristici ne beneficiano in modo diretto: l'angolo d'attacco varia da 31 a 36,8, quello d'uscita si attesta tra 31 e 37,5, mentre l'angolo di dosso oscilla tra 20 e 27,9.Valori importanti che, insieme alla capacità di guado dichiarata fino a 90 centimetri, definiscono una carta d'identità votata al superamento degli ostacoli. Aggiungiamo poi la possibilità di bloccare il differenziale anteriore, oltre all'opportunità di gestire la coppia sull'asse posteriore con i due motori elettrici, e si capisce subito che la libertà di movimento offerta da quest'auto è notevole. C'è anche l'elettrica da oltre 1.000 CV Per chi cerca prestazioni superiori, il listino propone la variante Rev III: i motori elettrici salgono a tre, la potenza totale tocca gli 816 CV (600 kW) e la coppia raggiunge i 1.050 Nm.In questo caso cambia anche la batteria, un'unità al nichel-cobalto-manganese (NCM) da 65,8 kWh che innalza l'autonomia elettrica a 156 km.Al vertice si posiziona la MHero I Bev, una full electric pura spinta da quattro motori elettrici indipendenti, uno per ruota, capace di erogare 1.088 CV e 1.400 Nm di coppia massima, coprendo lo 0-100 km/h in 4,2 secondi a fronte di una batteria da 142,7 kWh. Come se la cava in fuoristrada Il nostro test parte dall'Hotel Croce Bianca, nel centro di Asiago, e termina a quota 1.658 metri sul livello del mare al Rifugio Larici.Mettersi al volante di un mezzo che ferma l'ago della bilancia a 3.130 kg a vuoto (valore che sale a 3.293 kg per la versione Bev) impone un approccio prudente e privo di velleità sportive.La potenza di 544 CV della Rev II è indubbiamente vigorosa e la risposta all'acceleratore è quella tipica dei motori elettrici: immediata e lineare. Tuttavia, l'erogazione della coppia deve fare i conti con una massa inerziale imponente, che influenza anche, e soprattutto, ogni curva.Va detto però che il basso centro di gravità offerto dalle batterie integrate nel telaio rende il comportamento prevedibile e sicuro. Anche perché nei trasferimenti di carico il lavoro delle sospensioni a doppi bracci oscillanti supportate dagli ammortizzatori pneumatici fornisce una buona tenuta e precisione. Si muove anche in diagonale Il vero elemento di sorpresa in termini di dinamica è il sistema a quattro ruote sterzanti. L'asse posteriore può ruotare fino a 10,6, riducendo il raggio di sterzata a soli 5,1 metri: un valore insolito per un veicolo lungo cinque metri, che ne facilita la gestione negli spazi stretti e nelle manovre di parcheggio.Meno sfruttabile nell'uso comune, ma interessante dal punto di vista ingegneristico, è la funzione Crab-walk (già vista sull'Hummer EV) che permette al veicolo di muoversi in diagonale orientando le ruote posteriori nello stesso senso di quelle anteriori.In fuoristrada, la gestione elettronica all-terrain con modalità dedicate e i blocchi dei differenziali garantiscono un'eccellente motricità. La suite tecnologica rende facile portare in fuoristrada la MHero I.Il conducente, attraverso il sistema di telecamere a 360, può tenere sotto controllo dove mette le ruote e può, grazie all'Hill Descent Control, preoccuparsi solo dello sterzo mentre è il ripartitore di frenata a occuparsi di mantenere l'assetto dell'auto in discesa.Aiuto importante quando l'aderenza è poca ma il peso no. Il risultato è che portare fuori strada quest'auto è un'impresa alla portata anche del pilota meno esperto. Lusso e tecnologia L'abitacolo cerca di giustificare il posizionamento di prezzo alternando materiali di pregio a una forte digitalizzazione. La plancia si sviluppa attorno a tre schermi principali: la strumentazione LCD da 12,3" per chi guida, il display centrale touch da 15,6" dedicato alle funzioni di infotainment e alla gestione del veicolo e un ulteriore schermo da 12,3" davanti al passeggero anteriore.I sedili rivestiti in pelle Nappa offrono regolazioni elettriche e funzioni di riscaldamento e ventilazione di serie, mentre lo spazio per i passeggeri posteriori è corretto in termini di centimetri per le gambe.Da migliorare invece la capacità del bagagliaio, che varia da 452 a 1.137 litri: una volumetria non eccezionale se rapportata agli ingombri esterni della carrozzeria. I prezzi della MHero I I prezzi di listino della MHero I riflettono l'ambizione premium del costruttore cinese: si parte dai 133.900 euro necessari per la versione d'accesso Rev II, per passare ai 164.900 euro della Rev III, fino a raggiungere i 206.900 euro della variante Bev, a cui vanno aggiunti i costi di messa in strada.A questi prezzi la competizione è agguerrita e conta su un'eredità importante. Mercedes Classe G, Land Rover Defender e Toyota Land Cruiser sono tutte alternative dall'elevato blasone.Se però queste possono contare su uno status ormai riconosciuto ovunque nel mondo, le armi della MHero I toccano corde diverse. L'eccentrica fuoristrada cinese vuole farsi vedere, più che essere riconosciuta. Ed è certamente una giocata intelligente quando il resto del listino odierno è ormai appiattito su consolidati canoni stilistici e tecnici.C'è anche la MHero IIParallelamente, la gamma si arricchisce con l'arrivo della MHero II. La MHero II adotta dimensioni ancora più generose, crescendo di 10 centimetri in lunghezza (5,10 metri totali) e beneficiando di un passo di 3 metri che ottimizza lo spazio a bordo, portando il volume del bagagliaio a 828 litri.Ha dimensioni maggiori e finiture interne ancor più curate, ma la MHero II punta su ciò che più fa tremare la produzione europea: un rapporto qualità-prezzo invidiabile. Questo modello si posiziona infatti a una soglia di prezzo inferiore, con un listino che attacca a circa 75.000 euro. Prezzo decisamente interessante in rapporto alle finiture e alle dotazioni.Sotto il profilo meccanico, la MHero II sfrutta la medesima base tecnologica della sorella minore, ma oggi viene proposta in un'unica configurazione ibrida plug-in da 686 CV e 848 Nm di coppia, alimentata da una batteria LFP da 31,7 kWh.A differenza del sistema REEV della MHero I, questa architettura promette un'autonomia complessiva superiore ai 1.100 km, pur mantenendo uno schema di sospensioni a quadrilateri e una trazione integrale intelligente con 7 modalità di guida dedicate ai terreni più impegnativi. C'è anche l'MHero II Parallelamente, la gamma si arricchisce con l'arrivo dell'MHero II. Quest'ultimo adotta dimensioni ancora più generose, crescendo di 10 centimetri in lunghezza (5,10 metri totali) e beneficiando di un passo di 3 metri che ottimizza lo spazio a bordo, portando il volume del bagagliaio a 828 litri. Ha dimensioni maggiori e finiture interne ancor più curate, ma l'MHero II punta su ciò che più fa tremare la produzione europea: un rapporto qualità-prezzo invidiabile. Questo modello si posiziona infatti ad una soglia di prezzo inferiore, con un listino che attacca a circa 75.000 euro. Prezzo decisamente interessante in rapporto alle finiture e alle dotazioni. Sotto il profilo meccanico, l'MHero II sfrutta la medesima base tecnologica del fratello minore, ma ad oggi viene proposto in un'unica configurazione ibrida plug-in da 686 CV e 848 Nm di coppia, alimentata da una batteria LFP da 31,7 kWh. A differenza del sistema REEV dell'MHero 1, questa architettura promette un'autonomia complessiva superiore ai 1.100 km, pur mantenendo uno schema di sospensioni a quadrilateri e una trazione integrale intelligente con 7 modalità di guida dedicate ai terreni difficili.
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Una plug-in su quattro arriva dalla Cina: Volkswagen chiede subito i dazi

4 Ruote - 10 ore 37 min fa
Bruxelles sta da tempo valutando l'imposizione di dazi sulle auto ibride plug-in cinesi, ma finora non ha fatto passi concreti verso l'introduzione di nuove barriere doganali in grado di arginare l'invasione del made in China. Dal settore, invece, arriva una prima richiesta per accelerare il processo. Oliver Blume, amministratore delegato del gruppo Volkswagen, ha esplicitamente chiesto all'Unione europea di imporre "rapidamente" tariffe analoghe a quelle che gravano già da mesi sulle elettriche."Non abbiamo tempo da perdere", ha affermato Blume durante la conference call sui risultati del primo semestre. I numeri dell'invasione  La richiesta di Blume è rafforzata da dati che parlano chiaramente di un'invasione inarrestabile. Secondo elaborazioni della società di analisti Dataforce, citate da Autonews Europe, i cinesi hanno già conquistato quasi un terzo del mercato europeo delle ibride plug-in. In particolare, i marchi del Dragone hanno venduto 208.368 veicoli, raggiungendo il 27,3% del segmento.Inoltre, il podio della classifica dei modelli più venduti è monopolizzato da vetture cinesi: la BYD Seal U precede la BYD Atto 2 e la Jaecoo 7. La prima europea si trova al quarto posto: è la Volkswagen Tiguan.Blume spera ora che all'interno della UE si trovi un accordo per definire già nei prossimi mesi delle misure che riportino "condizioni di parità" sul mercato continentale. Il manager auspica che la configurazione dei nuovi dazi replichi quella già in vigore per le auto a batteria. "Le norme sulle elettriche funzionano. In questo ambito siamo competitivi in termini di prezzo. Il problema si pone con gli ibridi plug-in", ha affermato. Del resto, è ormai chiaro che i costruttori cinesi abbiano messo nel mirino l'Europa anche per arginare il problema del calo delle vendite sul mercato interno. In generale, la spinta sulle esportazioni li ha già portati ad aumentare le proprie vendite a tassi a tripla cifra.Sempre secondo Dataforce, il primo semestre si è chiuso con 685.990 veicoli commercializzati da marchi del Dragone, con un aumento del 101% sul pari periodo dell'anno scorso e una quota passata in un anno dal 5% al 9,5%."I concorrenti cinesi subiscono pressioni sul mercato interno e l'esportazione rappresenta la loro unica opportunità di successo", ha fatto presente Blume, auspicando una rapida attuazione di misure di protezione più ampie per l'industria automobilistica europea nell'ambito del Made in Europe.Al contempo, però, il manager ha confermato la possibilità di importare in Europa veicoli prodotti in Cina per sfruttare una base di costo inferiore, mentre ha escluso accordi per la condivisione degli impianti europei con Case cinesi.
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F1, GP dUngheria: Norris conquista la prima vittoria stagionale

4 Ruote - Lug 26,2026
Lando Norris ha vinto il Gran Premio d'Ungheria, regalando alla McLaren il primo successo della stagione 2026. Il campione del mondo in carica ha preceduto Max Verstappen e Andrea Kimi Antonelli. Quarta e quinta posizione per le Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton. Ritirato Oscar Piastri mentre occupava il secondo posto.Una vittoria di forzaLa gara della McLaren è iniziata con il duello tra Norris e Piastri. L'australiano ha sfruttato meglio lo scatto da fermo e si è presentato davanti al compagno di squadra alla prima curva. Norris, partito dalla pole position, ha dovuto fare i conti con una monoposto poco stabile nei primi chilometri.Continuavo a perdere il posteriore e ho avuto diversi scatti. Per il primo giro era ormai finita, ha raccontato il campione del mondo alle interviste post gara. Superata quella fase, però, la sua corsa ha assunto un'altra direzione: Norris ha trovato un ritmo superiore rispetto agli avversari, riuscendo anche ad allungare la durata degli stint senza compromettere le prestazioni delle gomme.Piastri è rimasto al comando fino al quarantesimo giro, ma la gestione strategica della McLaren ha gradualmente spostato l'equilibrio in favore di Norris. Il team ha utilizzato la gara dell'australiano per coprire le mosse della Ferrari di Hamilton, mentre il britannico ha potuto sfruttare il proprio passo e una pista più libera. Spingevo come un matto per cercare di indurre Piastri all'errore. Quello di oggi è stato uno dei migliori ritmi di gara che abbia mai avuto, ha spiegato Norris.Il ritiro di Piastri cancella la doppietta La McLaren avrebbe potuto completare il fine settimana con una doppietta, ma la gara di Piastri è terminata al giro 56 per un guasto al cambio. La corsa dell'australiano si era già complicata dopo il secondo pit stop, quando era rientrato nel traffico. In quella fase era stato anche coinvolto in un contatto con Carlos Sainz alla curva 3, mentre il pilota della Williams stava lottando con una Haas.Andrea Stella, team principal della McLaren, ha sottolineato soprattutto i progressi prestazionali della MCL40: stato bello vedere una macchina abbastanza veloce da conquistare la pole e la vittoria. Lando è riuscito a estrarre ogni millesimo e il passo mostrato in gara è stato ancora più incoraggiante.Verstappen secondo, un piccolo miracolo Il ritiro di Piastri ha consegnato la seconda posizione a Max Verstappen. Un risultato difficilmente prevedibile dopo le difficoltà incontrate dalla Red Bull durante il fine settimana, tra problemi di bilanciamento, cambiate poco regolari e una monoposto distante dalle preferenze del pilota olandese.Verstappen ha gestito le gomme e sfruttato ogni occasione disponibile, compresa quella presentatasi nel confronto con Hamilton. Non mi aspettavo di salire sul podio, ha ammesso. Abbiamo lavorato duramente, cercando di sopravvivere con le varie mescole e di prendere le decisioni giuste con la strategia. Contro Hamilton ho visto quella che poteva essere la mia unica opportunità e ci ho provato.Antonelli in vacanza da leader del Mondiale Andrea Kimi Antonelli ha completato il podio al termine di una gara costruita anche attraverso una scelta strategica aggressiva. La Mercedes ha provato a completare il Gran Premio con una sola sosta, ma l'usura delle gomme ha costretto il pilota italiano a rientrare nuovamente ai box. stata una gara difficile e dovevamo provare qualcosa con la strategia. Abbiamo tentato la singola sosta, ma la gomma era troppo al limite e siamo stati costretti a fermarci, ha spiegato l'italiano.Il terzo posto permette al pilota Mercedes di aumentare il vantaggio in classifica su Hamilton e sul compagno di squadra George Russell. Sono molto contento. il modo migliore per arrivare alla pausa estiva da leader del Mondiale. Dovremo continuare a spingere, perché la seconda parte della stagione sarà difficile.Ferrari mai in lotta per la vittoria La scuderia di Maranello ha chiuso con Leclerc quarto e Hamilton quinto, senza riuscire a inserirsi concretamente nella contesa per il successo. Entrambi sono partiti con gomme Soft, differenziando la strategia rispetto ai principali avversari, schierati con le Medium. Lo scatto poco efficace delle due SF-26 ha però vanificato il possibile vantaggio iniziale.Il britannico ha inoltre ricevuto cinque secondi di penalità per avere superato il limite di velocità nella corsia dei box durante l'ultima sosta. La sanzione ha definito l'ordine finale delle due Ferrari, con Leclerc quarto davanti a Hamilton. Un risultato inferiore alle aspettative per una squadra che aveva impostato la gara con l'obiettivo di recuperare posizioni fin dalla partenza.Il resto della Top 10George Russell ha compromesso la propria gara al via, scivolando fino alla ventunesima posizione. Il britannico ha poi rimontato fino al settimo posto, alle spalle della Red Bull di Isack Hadjar, sesto al traguardo.La Racing Bulls ha portato entrambe le monoposto in zona punti: Liam Lawson ha concluso ottavo, mentre Arvid Lindblad ha ottenuto la decima posizione. Tra loro si è inserito Nico Hülkenberg, nono e per la prima volta a punti in questa stagione con l'Audi.I risultati completi del GP d'Ungheria 2026 >>
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F1, GP dUngheria: Norris soffia la pole a Hamilton per 12 millesimi

4 Ruote - Lug 25,2026
La pole position del Gran Premio d'Ungheria sembrava destinata alla Ferrari. A prendersela, invece, è stato Lando Norris con la sua McLaren, capace di precedere Lewis Hamilton per appena dodici millesimi al termine di una sessione rimasta incerta fino all'ultimo.L'inglese della McLaren ha completato un giro praticamente perfetto proprio quando Hamilton sembrava aver messo al sicuro la partenza al palo. Ne è uscita una prima fila interamente britannica, con Charles Leclerc terzo davanti alla Mercedes di Andrea Kimi Antonelli.La McLaren trova la finestra giustaLa MCL40 si è presentata all'Hungaroring con diverse novità, inserite in un pacchetto più ampio pensato per aumentare il carico aerodinamico. Tra gli interventi più significativi c'è quello sul fondo, particolarmente importante su un tracciato lento e tortuoso come quello di Budapest.Il risultato, almeno sul giro secco, è stato evidente. A Monaco la McLaren non era riuscita a sfruttare il proprio potenziale, soprattutto per le difficoltà nel portare gli pneumatici nella corretta finestra di temperatura. In Ungheria, invece, Norris ha trovato subito fiducia e ha sfruttato al meglio il comportamento della monoposto.Sono molto, molto contento di essere tornato davanti, ha dichiarato il pilota della McLaren. stata una qualifica difficile: le Ferrari erano molto veloci ed è stato tutto molto serrato per l'intero weekend. Abbiamo portato alcuni aggiornamenti ed è difficile capire quanto abbiano inciso, ma oggi ci hanno aiutato. La macchina si sta comportando bene e sono davvero contento per la squadra. Domani ci aspetta un altro lavoro importante.Hamilton: La pole ci è sfuggita Lewis Hamilton ha mostrato un passo molto competitivo durante tutte le fasi delle qualifiche, ma non è riuscito a migliorarsi nell'ultimo tentativo. Una circostanza che ha consentito a Norris di sottrargli la pole, seppur per un margine minimo.Prima di tutto, complimenti a Lando per il suo grande giro, ha commentato il ferrarista. Mi sono sentito competitivo durante tutte le qualifiche. Per qualche ragione siamo usciti per primi e non credo fosse la scelta giusta: il grip non c'era, né per me né per Charles. Credo che domani sarà una giornata difficile. Siamo stati i più veloci durante le qualifiche, quindi è una pole che ci è sfuggita.Sul risultato di Hamilton rimane inoltre l'incognita legata a un possibile impeding ai danni di Oscar Piastri, episodio che richiederà una valutazione da parte dei commissari. Nel caso venisse accertato, Lewis potrebbe perdere cinque posizioni sulla griglia di domani.Leclerc limita i danniCharles Leclerc scatterà dalla terza posizione, al termine di una qualifica più complicata rispetto a quella del compagno di squadra. Dal Q2 in avanti il monegasco ha segnalato una progressiva mancanza di grip, faticando a estrarre prestazione dagli pneumatici e a mantenere la necessaria fiducia nella SF-26.Oggi il vento è cambiato parecchio e non credo di aver fatto un gran lavoro, ha ammesso il monegasco. Mi sono sentito un po' fuori fase e le qualifiche sono state disordinate. Abbiamo dovuto inseguire, ma il passo non è mai stato al livello di Lewis. Si trattava quindi di massimizzare il risultato e credo di esserci riuscito.Antonelli fermato dalla bandiera gialla Andrea Kimi Antonelli ha conquistato il quarto tempo, precedendo Oscar Piastri e Max Verstappen. Il pilota italiano ha però dovuto alzare il piede all'ultima curva durante il suo giro veloce, a causa della bandiera gialla provocata dal testacoda di Verstappen.Secondo Antonelli, senza quella neutralizzazione sarebbe stato possibile almeno avvicinare o superare il tempo di Leclerc. Il quarto posto conferma comunque la competitività mostrata dalla Mercedes, anche se George Russell non è andato oltre la settima posizione, a oltre mezzo secondo dalla pole e con circa due decimi di ritardo dal compagno di squadra. La sua Mercedes è rimasta bloccata in fondo alla curva 1, causando un'altra gialla che ha tenuto tutti col fiato sospeso.Racing Bulls e Audi completano la top tenArvid Lindblad ha portato la Racing Bulls in nona posizione, confermando la solidità della VCARB03 su un circuito che richiede molto carico. Più difficile la sessione di Liam Lawson, eliminato nel Q2 con l'undicesimo tempo dopo essersi lamentato di una monoposto complicata da guidare.A completare la top ten è Nico Hülkenberg, autore di una qualifica positiva con l'Audi. Le caratteristiche dell'Hungaroring sembrano adattarsi bene alla R26, anche se Gabriel Bortoleto non è riuscito a sfruttarne completamente il potenziale, fermandosi al quattordicesimo posto.I risultati completi delle qualifiche all'Hungaroring >>
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Redion, il nuovo nome di Europ Assistance

4 Ruote - Lug 25,2026
Cambio di nome, stesse competenze ma all'interno di una piattaforma che dall'assicurazione viaggio, all'assistenza medica e di emergenza, alla protezione dei dipendenti, alle soluzioni per salute e mobilità, fino ai programmi globali b2b2c e all'assicurazione embedded per istituzioni finanziarie, piattaforme travel e datori di lavoro multinazionali. l'evoluzione voluta dal gruppo Generali per Europ Assistance, che diventa Redion integrandosi con Generali Employee Benefits. Una piattaforma multinazionale per privati e aziende Oltre 12 mila dipendenti e ricavi di 5,8 miliardi di euro sono il biglietto da visita di Redion, il nuovo marchio della piattaforma globale Care di Generali, attivo da qualche settimana per identificare le attività riunite di Europ Assistance (che all'inizio del 2026 ha acquisito Swiss Life Network) e Generali Employee Benefits (Geb). Un'evoluzione che giustifica il passaggio di testimone rispetto a un nome, Europ Assistance, che già da tempo opera oltre lo scenario continentale con servizi decisamente più ampi rispetto alla sola assistenza, in particolare quella stradale, con cui è nota nel settore automotive da oltre 60 anni. La piattaforma opera con multinazionali, player globali del settore travel, istituzioni finanziarie e i loro clienti finali, offrendo servizi che spaziano dall'assicurazione viaggio all'assistenza medica e di emergenza, dalla protezione dei dipendenti vita, invalidità, infortuni, salute alle soluzioni per salute e mobilità, fino ai programmi globali b2b2c e all'assicurazione embedded per istituzioni finanziarie, piattaforme travel e datori di lavoro multinazionali. Lo sviluppo delle attività, sostiene il gruppo, si concentrerà adesso su tecnologia, dati e intelligenza artificiale, allo scopo di migliorare l'efficienza della rete e la gamma dei servizi.
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Oltre 800 km in autostrada: i consumi reali dell'Audi Q3 Sportback TDI

4 Ruote - Lug 24,2026
In Italia la Audi Q3 è la bestseller dei Quattro anelli: la terza serie si presenta con uno stile più pulito e soluzioni tecnologiche ereditate dai modelli di segmento superiore. Accanto alla SUV c'è la Sportback, con il tetto dall'andamento più filante e 4 cm meno in altezza, che le danno un look più sportivo. La SUV di Ingolstadt è lunga 4.531 mm e ha un passo di 2.681 mm, che assicura un buon agio per chi siede dietro (ma non per chi sta al centro). Non da record la capacità del bagagliaio, che però ha forme regolari e si rivela versatile grazie al divano che scorre di 10 cm: si passa da un minimo di 363 a 421 litri. Come da tradizione per la Casa tedesca, anche sulla Q3 materiali e assemblaggi sono di ottima fattura. Nuovo il Palcoscenico Digitale, il grande display che ospita la strumentazione digitale e l'infotainment. Audi Q3 Sportback TDI: il motore Il quattro cilindri turbodiesel da 2.0 litri è un grande classico della produzione tedesca, che qui lavora senza "aiutini" elettrici ed è abbinato all'altrettanto collaudato cambio DSG a doppia frizione a sette rapporti: il motore eroga 110 kW (150 CV) e 360 Nm di coppia, che gestiscono senza affanni il peso dell'auto (1.799 kg in condizioni di prova). Considerando l'autonomia di oltre 800 km in autostrada e il confort di cui è capace, i viaggi sono il pane quotidiano della Q3. A cui però non è il caso di chiedere troppa sportività: la ripresa non manca mai, ma senza eccessi. La trazione integrale è disponibile sulla motorizzazione più potente, da 142 kW (193 CV). Audi Q3 Sportback TDI: i consumi reali *Prezzo del gasolio al 21/07/2026: 2.107 /litroNella Prova su strada, pubblicata su Quattroruote di febbraio 2026, la Audi Q3 Sportback TDI conferma la sua vocazione di auto per chi deve macinare tanti chilometri tutti i giorni, anche in virtù di un'autonomia notevolissima nei lunghi viaggi (14,8 km/l in autostrada). In città sconta, come prevedibile, l'assenza del mild hybrid (13,9 km/l). Il 2.0 TDI da 150 CV si conferma comunque un buon compromesso tra efficienza e prestazioni. Certo, il prezzo del gasolio di queste ultime settimane costringe a qualche valutazione aggiuntiva. Audi Q3 Sportback TDI: gamma e allestimenti La gamma della Audi Q3 è composta dai tre allestimenti Business, Business Advanced e S line. Fin dal modello base sono di serie i cerchi in lega da 17", il palcoscenico digitale con quadro strumenti da 11,9" e infotainment da 12,8", l'impianto audio Audi Sound System, la ricarica wireless per gli smartphone, il portellone ad apertura elettrica, il climatizzatore bizona e lo sterzo progressivo. La Business Advanced aggiunge i cerchi da 18", il cruise control adattivo, l'assistente di parcheggio Plus e la guida assistita di livello 2. La S line completa la dotazione con una caratterizzazione sportiva esterna e interna, i cerchi da 19 e i gruppi ottici a LED anteriori e posteriori. Audi Q3 Sportback TDI: i prezzi Audi Q3 Sportback TDI Business: 47.500 euroAudi Q3 Sportback TDI Business Advanced: 50.100 euroAudi Q3 Sportback TDI S line: 52.300 euro Consumi reali, tutte le nostre prove autoAudi Q3 Sportback TDIDacia Duster Hybrid 155Fiat 500 HybridRenault Clio E-TechToyota Aygo X 115 Hybrid
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Esodo estivo, 27 milioni di auto in viaggio: i giorni e le strade da bollino rosso

4 Ruote - Lug 24,2026
Da oggi a domenica 26 luglio, sulle strade e autostrade Anas sono previsti 27 milioni di spostamenti di auto. Si tratta del primo grande fine settimana di partenze estive e, per questo, la società del Gruppo FS ha predisposto il piano esodo 2026, rafforzando il presidio con 2.500 addetti distribuiti sul territorio nazionale.Parallelamente, fino al 7 settembre saranno chiusi o sospesi 1.175 cantieri, pari all'83% di quelli attualmente attivi. I giorni più critici dell'esodo Secondo Viabilità Italia, è previsto il bollino rosso nel pomeriggio di oggi, 24 luglio, e nella mattinata di sabato 25 luglio, a causa dell'aumento dei flussi dai grandi centri urbani verso le località turistiche e balneari.Particolarmente delicata la situazione di domenica 26 luglio, soprattutto nelle ore pomeridiane, quando si concentreranno i rientri.Per agevolare la circolazione è inoltre in vigore il divieto di transito dei veicoli pesanti oggi dalle 16 alle 22, sabato 25 luglio dalle 8 alle 16 e domenica 26 luglio dalle 7 alle 22. Le tratte da tenere d'occhio Tra le arterie che potrebbero registrare i maggiori volumi di traffico figurano:A2 Autostrada del Mediterraneo, tra Campania, Basilicata e CalabriaStatali 106 Jonica e 18 Tirrena Inferiore in CalabriaAutostrade A19 Palermo-Catania e A29 Palermo-Mazara del Vallo in SiciliaStatale 131 Carlo Felice in SardegnaStatale 148 Pontina nel Lazio, arteria particolarmente trafficata che, insieme alla SS7 Appia, assicura i collegamenti tra Roma e le località turistiche del basso LazioItinerario E45 (SS675 e SS3 bis) che interessa Umbria, Toscana ed Emilia-Romagna e collega il Nordest con il Centro ItaliaDirettrici SS1 Aurelia (Lazio, Toscana e Liguria) e SS16 Adriatica (Puglia, Molise, Abruzzo, Emilia-Romagna e Veneto)Al Nord i raccordi autostradali RA13 e RA14 in Friuli-Venezia Giulia verso i valichi di confine, la SS36 del Lago di Como e dello Spluga in Lombardia, la SS45 di Val Trebbia in Liguria, la SS26 della Valle d'Aosta e la SS309 Romea tra Emilia-Romagna e Veneto, oltre alla SS51 di Alemagna in VenetoCome controllare traffico e viabilità in tempo realePer monitorare in tempo reale la situazione della viabilità sono disponibili:stradeanas.it/it/esodoestivo, stradeanas.it/infotraffico, i canali social (Facebook.com/stradeanas, gli account X @stradeanas, @VAIstradeanas e @clientiAnas) VAI (Viabilità Anas Integrata) all'indirizzo stradeanas.it/it/vai-traffico-in-tempo-realeApp "VAI" di Anas, scaricabile gratuitamente dall'App store e dal "Play storeCCISS Viaggiare InformatiNumero verde Pronto Anas 800841148Live chat servizio clienti all'indirizzo www.stradeanas.it da lunedì a venerdì dalle 8 alle 20Bollettini di viabilità su Tgcom24 e sulle radio partner di Anas: Rai Isoradio e Radio Italia (nazionale)
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Come capire se un'auto è fatta bene: i dettagli da controllare prima dell'acquisto - VIDEO

4 Ruote - Lug 24,2026
Come si riconosce un'auto fatta bene? La risposta va ben oltre una plancia morbida o un rivestimento piacevole al tatto. da qui che prende spunto una nuova puntata della nostra video-serie di consigli pratici (Tips&Tricks), dedicata alla qualità percepita e ai dettagli che permettono di valutare la bontà di un progetto già durante una visita in concessionaria. Perché la vera qualità si nasconde spesso dove l'occhio si sofferma meno: negli assemblaggi, nella precisione delle giunzioni, nella cura dei comandi e nell'isolamento acustico. La qualità percepita non è una semplice sensazione, ma il risultato di una verifica metodica. Al Centro Prove ogni vettura viene sottoposta a numerosi controlli specifici che riguardano la precisione degli accoppiamenti tra i pannelli della carrozzeria, l'uniformità della verniciatura, la qualità di assemblaggi, guarnizioni e materiali dell'abitacolo. Valutiamo inoltre il funzionamento dei comandi, il loro feedback e il livello di silenziosità, elementi che raccontano molto della cura con cui un'auto è stata progettata e costruita. Protagonista della prova è la nuova Genesis GV60, modello che punta molto sulla qualità costruttiva e sulla raffinatezza dell'abitacolo. il punto di partenza ideale per capire come distinguere una vettura semplicemente ben rifinita da una davvero ben progettata, andando oltre le apparenze e imparando a osservare quei particolari che fanno la differenza anche dopo molti anni di utilizzo. Tutti i dettagli nel video qui sopra.
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Hyundai rinnova la Ioniq 6: in Italia arriva solo la versione N Line da 325 CV

4 Ruote - Lug 24,2026
Hyundai ha presentato la versione aggiornata della Ioniq 6, che abbiamo già guidato nei mesi scorsi. Con il restyling, la filante berlina elettrica (il Cx è di 0,215) è oggetto di un'importante semplificazione della gamma: a listino rimane la sola versione sportiveggiante N Line (in attesa della più cattiva N), con powertrain da 325 CV, batteria da 84 kWh e prezzi da 60.300 euro. I dati tecnici La Hyundai Ioniq 6 N Line è lunga 4.935 mm, larga 1.880, alta 1.495 e ha un passo di 2.950 mm. Cinque i posti a sedere, mentre il bagagliaio mette a disposizione 401 litri complessivi, a cui si aggiungono i 14,5 del frunk. Il powertrain dual motor ha una potenza di 240 kW (325 CV) e 605 Nm di coppia: lo 0-100 km/h è coperto in 5,1 secondi, e la velocità massima è limitata a 185 km/h. La batteria ha una capacità di 84 kWh, per un'autonomia di 595 km nel ciclo Wltp. Costruita sulla piattaforma E-Gmp a 800 Volt, alle colonnine HPC passa dal 10% all'80% in 18 minuti. Un solo allestimento La Ioniq 6 è disponibile sul mercato italiano nel solo allestimento N Line, con una forte caratterizzazione sportiva, che emerge dal design dei paraurti e le minigonne laterali, i dettagli in color nero lucido e i cerchi da 20", abbinati a pneumatici 245/40 R20. All'interno, rivestimenti in pelle e materiale scamosciato, pedaliera in metallo e volante a tre razze con logo N. La dotazione di serie Di serie i fari a matrice di LED, le maniglie a scomparsa, i vetri posteriori oscurati, gli specchietti retrovisori ripiegabili elettricamente e la tecnologia V2L. A bordo troviamo volante e sedili riscaldati (anteriori ventilati, con memoria per il conducente), climatizzatore bizona, pompa di calore, luci ambientali, sensori luci e pioggia, portellone ad apertura elettrica. Al doppio display da 12,3" per strumentazione e infotainment (con connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto) è abbinato l'head-up display, la chiave digitale e l'impianto audio Bose. La suite di aiuti alla guida HyundaiSense prevede la guida assistita di livello 2 con monitoraggio dell'angolo cieco. Gli optional La Ioniq 6 N Line prevede di serie la tinta carrozzeria micalizzata in Ultimate Red: su richiesta i colori metallizzati (900 euro) oppure opachi (1.100 euro). Unico optional, il Tech Pack (1.800 euro), con tetto apribile e specchietti esterni digitali. Il listino della Ioniq 6 N Line Ioniq 6 AWD 325 CV 84 kWh N Line: 60.300 euro
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