La Lancia Gamma "pizzicata" di nuovo su strada: svelati dettagli inediti sul design
Nuovi dettagli emergono dalle più recenti foto spia foto spia della Lancia Gamma. La nuova ammiraglia del marchio torinese, che debutterà al Salone di Parigi a ottobre, è già stata avvistata più volte ed è ormai alla fine del suo ciclo di test su strada: per lei mancano solo le ultime rifiniture prima di raggiungere concessionari e clienti. I cerchi in lega a tre razze e il lunotto quasi senza veliNelle nuove foto che pubblichiamo, la Lancia Gamma mostra la coda e la fiancata. Osservando bene, si possono notare alcuni particolari: sul lunotto, infatti, è rimasto soltanto un elemento camuffato (forse un componente aerodinamico) e non sono più visibili le protezioni che in passato nascondevano la reale inclinazione del cristallo.Inoltre, si scorgono per la prima volta dei cerchi in lega a tre razze, che donano un tocco di originalità al gruppo ruota. La vettura è parcheggiata, quindi i Led dei fari sono spenti e non sono visibili, ma l'andamento del posteriore è quello già osservato nei mesi scorsi sui vari prototipi. Varianti motori: ibrida o elettrica sulla piattaforma STLA MediumLa Gamma, della quale abbiamo già pubblicato delle ricostruzioni digitali, si posizionerà all'apice dei listini della Lancia, riportando il marchio nel segmento D. Lunga circa 4,7 metri, sfrutta la piattaforma STLA Medium e, come la cugina Citroën N8, offrirà varianti ibride a benzina ed elettriche, inclusa una sportiva HF che però potrebbe essere soltanto a batteria.
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Astraux AL6 e AL7: in Italia due nuove microcar elettriche con autonomia fino a 180 km
Durante l'Automotive Dealer Day 2026 di Verona, China Car Company (già distributore ufficiale di DFSK per il nostro mercato) ha annunciato i piani di importazione e commercializzazione in Italia del brand di quadricicli elettrici Astraux, la cui gamma è attualmente composta dai modelli AL6 e AL7, rispettivamente omologati L6e e L7e. Due posti, dimensioni ultracompatteAd accomunare i due modelli, entrambi a due posti, sono le dimensioni: lunghezza di 2.317 mm, larghezza di 1.295, altezza di 1.720 e passo di 1.585 mm. Quello che cambia è invece il powertrain: l'AL6 ha una potenza nominale di 5,2 kW (7 CV) e massima di 10,2 kW (14 CV), con velocità limitata elettronicamente a 45 km/h, così da consentire la guida anche ai possessori di patente AM1, dai 14 anni in su. L'AL7 ha invece un motore da 10 kW (14 CV) e potenza massima di 20,1 kW (28 CV), con la velocità massima che arriva a 90 km/h. Due tagli di batteria: fino a 180 km di rangeL'AL6 è disponibile nella versione base con batteria da 5 kWh e un'autonomia dichiarata di 95 chilometri. Le versioni Pro e Ultra, così come l'AL7, hanno invece accumulatori da 10 kWh e autonomie, rispettivamente, di 180 e 150 chilometri. Dal punto di vista meccanico, gli Astraux hanno sospensioni anteriori MacPherson e posteriori a bracci longitudinali, freni anteriori a disco e posteriori a tamburo, con pneumatici 145/70 R12". Dotazione automobilisticaSu tutta la gamma dei quadricicli Astraux sono presenti fari a Led ad accensione automatica, tetto apribile in vetro, climatizzatore con filtro antipolline, telecomando per l'apertura delle porte, freno di stazionamento a pedale, chiusura automatica portiere durante la marcia, avviamento senza chiave, porte USB e tergicristallo anteriore. Tutti i modelli dispongono inoltre di connettività 4G con relativa app per controllare la posizione, lo stato di carica della batteria e la chiusura delle porte. Si possono arricchireI modelli più ricchi (AL6 Ultra e AL7 Pro) aggiungono il display centrale da 7" con connettività Bluetooth e due altoparlanti, l'ingresso senza chiave, gli specchietti retrovisori, i sensori di parcheggio, gli alzacristalli elettrici, i sedili in similpelle, la ricarica wireless per lo smartphone e i comandi multifunzione sul volante rivestito. Il modello più potente ha anche l'Abs, l'airbag lato conducente e il servosterzo, disponibile su richiesta sull'AL6. Tra gli optional figurano anche la telecamera a 360 e i sedili sportivi con poggiatesta integrato. Due le colorazioni disponibili, giallo e grigio.
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Alfa Romeo Classiche porta ad Arese il restauro e la certificazione delle storiche
La divisione Alfa Romeo Classiche amplia la propria offerta con due nuovi servizi, a cui si può accedere presso il Museo Alfa Romeo di Arese. Il primo riguarda la consegna post-restauro: chi affida la propria vettura alle Officine Classiche di Torino può ora riceverla direttamente ad Arese invece che a Mirafiori. Al momento sono previste due formule: quella base comprende trasporto, cerimonia di consegna e test drive sulla pista del museo; quella premium aggiunge inoltre riprese video, incontri con i tecnici e la visita guidata dell'esposizione. La seconda novità riguarda le ispezioni per la Certificazione di Autenticità, finora erogate principalmente a Torino o a domicilio del cliente, e che adesso possono anche essere svolte all'interno del Museo, con appuntamenti dedicati in occasione di raduni ed eventi. Le Officine ClassicheAttive dal 2015, le Officine Classiche si trovano nell'ex Officina 83 di Mirafiori, su una superficie di circa 6.000 metri quadrati, dove ci sono ponti sollevatori, macchinari specifici e una cabina dedicata alla verniciatura. I tecnici che lavorano sulle vetture dei privati sono gli stessi che si occupano della collezione aziendale. Il programma Classiche comprende tre servizi: certificato d'origine, certificazione di autenticità e restauro. Cinquant'anni di MuseoIl 2026 è anche l'anno del cinquantesimo anniversario del Museo di Arese, inaugurato nel 1976 e rinnovato nel 2015. Il percorso espositivo si articola su tre livelli tematici: Timeline, Bellezza e Velocità, e ospita vetture che vanno dalla prima A.L.F.A. 24 HP alle monoposto di Formula 1 di Fangio. Il Museo rientra oggi nel progetto BottegaFuoriserie, l'iniziativa che unisce i progetti heritage di Alfa Romeo e Maserati.
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XPeng avvia il primo Robotaxi di serie in Cina: guida autonoma livello 4, senza Lidar ma con l'IA
La XPeng ha conquistato un primato in Cina: è il primo costruttore ad aver avviato l'assemblaggio in serie di un robotaxi. Nella fabbrica di Guangzhou viene infatti costruito il modello derivato dall'ammiraglia GX con sistema di guida autonoma di Livello 4, dotato di una capacità di calcolo di 3.000 TOPS (Trillion Operations Per Second) grazie ai chip Turing AI sviluppati dalla stessa XPeng. Niente LiDAR, basta l'IA per la guida autonoma di Livello 4La tecnologia di guida autonoma della XPeng rinuncia ai costosi Lidar e si affida alle normali telecamere collegate al sistema di intelligenza artificiale VLA 2.0 con tempi di risposta inferiori agli 80 millisecondi. Si tratta, per inciso, della stessa piattaforma del robot umanoide IRON e delle future VTOL del marchio. Dopo aver ottenuto i necessari permessi per la circolazione ed aver completato i test su strada, la XPeng prevede di avviare i primi servizi pilota nella seconda parte dell'anno, per poi avviare il servizio regolarmente nel 2027 senza la presenza di personale a bordo.
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Denza N9, una plug-in da 420 km elettrici che ricarica in 9 minuti: aperti gli ordini in Cina
La Denza ha aperto gli ordini in Cina per la SUV plug-in hybrid N9 Flash Charging Edition. Il modello del marchio premium della BYD è proposto a partire da 409.800 yuan, pari a circa 51.900 euro al cambio attuale, e promette ricariche in soli 9 minuti. Batteria da elettrica e ricarica ultra-rapidaLa base tecnica è quella delle Blade Battery di seconda generazione, compatibili con il sistema Flash Charging. Con una batteria da ben 75,3 kWh è possibile percorrere fino a 420 km nel ciclo CLTC (notoriamente meno severo del Wltp), mentre aggiungendo il pieno di benzina del motore 2 litri turbo l'autonomia totale raggiunge i 1.520 km. La ricarica dal 10 al 97% richiede 9 minuti e ne bastano 5 per fermarsi al 70%, sfruttando la sempre più ampia rete di ricarica dedicata. Oltre 17'' per il touch screen centraleLo stile della carrozzeria da 5,25 metri e sei posti è massiccio, ma anche originale grazie agli elementi scuri nel frontale, ai passaruota sagomati e alla grande fascia Led posteriore, senza contare le opzioni bicolore degli allestimenti più ricchi. All'interno troviamo uno schermo centrale da 17,3", due display da 13,2" per guidatore e passeggero e un head-up display da 50". ormai standard sia l'assenza di comandi fisici, sia la presenza della doppia piastra di ricarica che domina la console centrale. Quasi 1.000 CV, asse posteriore sterzante e movimenti da granchioNonostante la massa e le dimensioni, le prestazioni sono di rilievo assoluto grazie alla presenza di tre motori elettrici. La potenza a disposizione è pari a 925 CV e 1.035 Nm, e così i 100 km/h da fermo vengono raggiunti in 3,7 secondi. Sul fronte telaio troviamo il DiSus-A Control e la tecnologia e3: questo significa poter contare sulla sterzata integrale e sui movimenti in diagonale (crab walking, "camminata da granchio"). Per quanto riguarda la sicurezza, la N9 offre di serie il pacchetto di ADAS God's Eye 5.0.
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Skoda Epiq, prezzi da 26.400 euro e fino a 441 km di autonomia: tutti i dettagli e le versioni
Epiq è la nuova Suv elettrica di Skoda, che si propone con prezzo invitante: parte infatti da 26.400 euro (versione ordinabile da ottobre) e nasce per allargare l'offensiva a batteria del brand, forte del grande successo della Elroq una tra le EV più venduta in Europa, con circa 100.000 unità nel primo anno. Dopo averla messa alla prova in anteprima sulle strade portoghesi in veste di prototipo, ora è il momento di scoprire tutte le sue caratteristiche. Compatta e pratica, con 475 litri di bagagliaioLunga 4.171 mm, larga 1.798, alta 1.581 e con un passo di 2.601 mm, la Epiq punta al cuore del mercato non solo con un listino invitante, ma proponendo la nota formula Simply Clever della Casa boema, con soluzioni "furbe" per semplificare la vita di tutti i giorni. Due esempi: la spugna specifica per pulire il cavo di ricarica e il vano ricavato sotto il piano di carico, che porta la capacità complessiva del bagaglio a 475 litri dichiarati: mica male per una SUV compatta; ribaltando gli schienali della seconda fila si arriva a 1.345 litri. Stile Modern SolidPensata per la vita da città, la Skoda Epiq sfrutta paraurti massicci e passaruota in plastica opaca per proteggere la vernice dai graffi da parcheggio. Sia davanti sia dietro troviamo otto elementi verticali, note distintive di design ma funzionali nella porzione anteriore per dare aria alla griglia aerodinamica adattiva, che porta il Cx a 0,275. Ecco quindi l'attuazione dei famosi stilemi Modern Solid annunciati ormai nel lontano 2022: firma luminosa sdoppiata sul frontale e con disegno a T al retrotreno, pulizia stilistica e razionalità. Abitacolo pulitoAnche a bordo troviamo pochi elementi e tanta pulizia formale, che aumentano l'ariosità e gli spazi. La plancia è composta da un unico elemento orizzontale, a cui si aggiungono le bocchette laterali del clima e lo schermo centrale per l'infotaiment da 13". Nella console centrale invece troviamo la piattaforma di ricarica wireless e un ulteriore vano sotto la mensola. Le razze del volante sono poco affollate di tasti fisici, ma prevedono solo lo stretto necessario per la guida. Non manca poi la possibilità di sfruttare la frenata rigenerativa che permette la guida One pedal; su richiesta, in aggiunta ai tanti Adas disponibili di serie, si può avere anche il pacchetto Travel Assist 3.0 che legge i semafori, adeguando il comportamento della vettura, e il sistema di assistenza intelligente al parcheggio. La terza delle MEB+ a trazione anteriorePrima elettrica del marchio a trazione anteriore (la piattaforma è infatti una versione "semplificata" della Meb del Gruppo Volkswagen), la Skoda Epiq sarà proposta sul mercato italiano in tre differenti versioni:Epiq 35: motore da 85 kW (115 CV) e 267 Nm, batteria LFP Litio-Ferro-Fosfato da 38,5 kWh lordi, autonomia non dichiarata (ancora in fase di omologazione). Potenza di ricarica in corrente continua fino a 50 kW.Epiq 40: motore da 99 kW (135 CV) e 267 Nm, batteria LFP da 38,5 kWh lordi. Potenza di ricarica in corrente continua fino a 90 kW.Epiq 55: motore da 155 kW (210 CV) e 290 Nm, batteria NMC Nichel-Manganese-Cobalto da 55 kWh, autonomia di 441 km. Accelerazione 0-100 km/h in 7,1 secondi, 160 km/h di velocità massima. Potenza di ricarica in corrente continua fino a 105 kW. La dotazione della Skoda EpiqLa versione della Epiq con denominazione modello prevede di serie i cerchi da 17", climatizzatore automatico monozona, luce ambientale, rivestimenti dei sedili in materiale riciclato, avviamento senza chiave, infotainment da 13" con connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, sensori di parcheggio posteriori e sette airbag.La versione Selection aggiunge i cerchi da 18", i vetri posteriori oscurati, il cruise control adattivo, i sensori di parcheggio anteriore, volante e sedili anteriori riscaldabili, il climatizzatore bizona, accesso e avviamento senza chiave, digital key per smartphone, ricarica wireless, la selezione delle modalità di guida, telecamera posteriore, ricarica bidirezionale e l'ombrello nella portiera del conducente.La versione di lancio First Edition, disponibile nella prima fase di vendita della Epiq, si distinge per le finiture in color Orange Navajo (specchietti retrovisori, cerchi, montanti anteriore e centrale, dettagli sui paraurti), il badge e il battitacco con la scritta "First Edition", cerchi da 20", lettering e mancorrenti al tetto in nero lucido, pedaliera sportiva in alluminio e tetto nero a contrasto. All'interno c'è il volante sportivo a tre razze con le palette per il recupero dell'energia in frenata, con impunture rosse e badge First Edition. Il listino della Skoda EpiqLa commercializzazione della nuova SUV compatta boema inizia il 20 maggio con la Epiq 55 Selection, con le prime consegne previste a settembre. Da ottobre inizierà invece la prevendita dei modelli 35 e 40, con le consegne attese per il mese di dicembre.Epiq 35: 26.400 euroEpiq 40: 27.700 euroEpiq 55 Selection: 36.100 euroEpiq 55 First Edition: 38.600 euro
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Auto cinesi, nuovo record d'importazioni in Italia: vale oltre mezzo miliardo
Il mese di marzo ha visto l'Italia registrare nuovi record sul fronte dell'interscambio commerciale con il resto del mondo. Le esportazioni hanno infatti raggiunto il loro massimo storico mensile a 61,7 miliardi di euro, il 7,4% in più rispetto a un anno fa, grazie soprattutto agli acquisti dei nostri maggiori partner, Francia e Germania, e ad alcuni specifici settori merceologici, tra cui spiccano metalli, elettronica e auto. Crescono anche le importazioni (+8% a 56,97 miliardi), ma la bilancia commerciale rimane positiva, con un avanzo sostanzialmente stabile: 4,709 miliardi, contro i 4,706 miliardi dello stesso mese del 2025.Detto questo, è interessante esaminare quale sia il contributo delle quattro ruote ai due indicatori. Marzo, secondo i dati e le tabelle diffuse dall'Istat, ha visto l'Italia registrare una crescita a doppia cifra delle esportazioni di autoveicoli, ma le importazioni sono cresciute ancora di più per effetto di un balzo a tripla cifra della Cina: solo a marzo, l'import dal Paese del Dragone ha superato la soglia del mezzo miliardo di euro. Il boom da estIn particolare, le importazioni dalla Cina hanno raggiunto i 523,264 milioni di euro. Rispetto allo stesso mese del 2025, la crescita è stata del 252,5%. Marzo vale oltre la metà delle importazioni cinesi nei primi tre mesi dell'anno: il valore ammonta a 994,53 milioni, il 131,8% in più sui primi tre mesi del 2025.Non solo. Le spedizioni cinesi coprono oltre un decimo delle importazioni totali di autoveicoli, pari a 4,893 miliardi, e, vista la loro crescita, hanno un peso notevole nell'aumento del dato complessivo: +22,1%. Analogo discorso vale per il primo trimestre: il totale delle importazioni si attesta a 11,85 miliardi (+14,2%).Rimane ancora notevole il divario dall'area Ue e, ancor di più, dai nostri maggiori partner commerciali in ambito automobilistico, ossia Germania, Spagna e Francia. A marzo abbiamo importato quasi 1,2 miliardi di autoveicoli made in Germany (+5,5%), mentre le spedizioni dalla Spagna hanno sfiorato i 625 milioni (+30,3%) e quelle dalla Francia i 305 milioni (+5,2%).Nel trimestre, invece, i tedeschi salgono a 3,01 miliardi (+4,3%), gli spagnoli a 1,4 miliardi (+22,5%) e i francesi a quasi 820 milioni (+12,6%). Siamo, ovviamente, in deficit commerciale, ma il tasso di crescita delle nostre esportazioni è molto più elevato nel confronto mensile e, in alcuni casi, anche in quello trimestrale. A marzo abbiamo registrato un +21,3% verso la Germania (433,25 milioni), +47,5% verso la Spagna (146,28 milioni) e un +32,8% verso la Francia (342,02 milioni). Nel trimestre: -3% con i tedeschi (1,04 miliardi), +32,5% con gli spagnoli (350 milioni) e +2,1% con i francesi (818,6 milioni). I motiviDetto questo, il miglioramento delle esportazioni è molto probabilmente da attribuire a due fattori. Il primo è il peso sempre notevole, in particolare per il loro valore monetario, delle produzioni di nicchia, ossia di quelle per lo più riferibili alla Motor Valley e ai suoi nomi più noti: Ferrari e Lamborghini.Il secondo fattore è legato alla ripresa di alcune fabbriche Stellantis. Secondo il report trimestrale della Fim-Cisl, i diversi siti di assemblaggio del gruppo nel nostro Paese hanno prodotto 120.366 autoveicoli, il 9,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Il solo segmento delle autovetture ha messo a segno un balzo del 22% (73.841 unità) grazie al +92,5% di Melfi (17.110), al +42,4% di Mirafiori (14.040) e al +6,7% di Pomigliano (39.750). I tre siti hanno compensato il crollo di Cassino (-37,4%, appena 2.916 vetture assemblate), mentre Modena, per quanto in fortissima crescita (+583%), fornisce un contributo più limitato: 205 unità.Quanto alle importazioni, i numeri cinesi sono di grandissimo rilievo. Anche in questo caso ci sono due fattori da considerare. Il primo è ormai noto: i costruttori del Dragone stanno aumentando le loro pressioni commerciali sul mercato europeo, e quindi le spedizioni verso il Vecchio Continente. Nel primo trimestre il loro export ha riguardato 2,34 milioni di veicoli, con una crescita del 53%.Il secondo è di natura logistica. Non sono infatti da trascurare la posizione geografica dell'Italia all'interno delle rotte marittime globali e il ruolo delle grandi compagnie di navigazione e dei nostri hub portuali. Basta guardare una mappa: siamo al centro del Mediterraneo e quindi favoriti nell'intercettare la maggior parte dei cargo provenienti dalla Cina attraverso il Canale di Suez. Inoltre, rappresentiamo un ponte naturale verso l'Europa centrale e settentrionale, un aspetto dirimente sul fronte logistico, ancor di più in presenza di infrastrutture adeguate a ospitare e gestire le grandi navi adibite al trasporto di veicoli.In tal senso bastano due recenti annunci per comprendere quanto l'Italia abbia già oggi un ruolo centrale nella logistica automotive cinese. Di recente è stato fornito un quadro della collaborazione logistica tra Leapmotor International (joint venture tra Leapmotor e Stellantis) e il gruppo Grimaldi, tra i principali operatori mondiali nelle navi car-carrier: solo nei primi tre mesi dell'anno sono stati effettuati 15 viaggi tra Cina ed Europa, con scali in otto porti europei, di cui tre italiani (Livorno, Civitavecchia e Gioia Tauro).Negli ultimi 18 mesi, la collaborazione tra le due aziende ha permesso di consegnare quasi 100.000 veicoli, di cui 20.000 destinati al mercato italiano nel primo trimestre del 2026. Tra l'altro, è legata a Grimaldi la società Automar, specializzata in logistica portuale per gli autoveicoli. Uno dei suoi principali hub è proprio a Gioia Tauro, il più grande porto di transhipment del Mediterraneo.Lo scalo è stato scelto da BYD come polo per la distribuzione nell'Italia centromeridionale, ma viene utilizzato anche da altri costruttori: per esempio, nel porto calabrese arrivano i veicoli che il gruppo DR rifinisce a Macchia d'Isernia.
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Kia Seltos, spaziosa e abbordabile: il bello di una Suv full hybrid che fa i 25 km/l in città - VIDEO
Tra normative e nuove motorizzazioni, scegliere un'auto oggi non è facile: specie quando si tratta di valutare il reale vantaggio di un propulsore rispetto a un altro. C'è richiesta di vetture funzionali e concrete, e la Kia ha ascoltato queste istanze decidendo di portare in Europa (e anche in Italia) la seconda generazione della Seltos: una Suv lunga 4,43 metri che si inserisce nella gamma tra Niro e Sportage. I prezzi per l'Italia sono ancora da confermare, ma il listino dovrebbe partire da circa 31.000 euro. Nelle concessionarie a giugnoGià pronta per l'arrivo in Italia, la prima Seltos che vedremo sarà proposta con il quattro cilindri 1.6 turbobenzina senza elettrificazione, accoppiato a un cambio manuale a sei marce oppure a un automatico a sette rapporti a doppia frizione. Accanto alla versione con trazione anteriore, per la gioia per tanti sbarcherà nel nostro Paese anche il modello con trazione integrale tradizionale. A settembre arriverà poi il 1.6 full hybrid da 157 CV (oggetto del nostro test), con la parte termica affidata a un 1.6 litri aspirato con automatico a 6 rapporti e con un'unità elettrica alimentata da una grande (almeno per il segmento) batteria da 1,49 kWh. Anche per l'ibrida non mancherà una variante e-AWD, cioè la trazione integrale virtuale, realizzata con un piccolo motore elettrico sull'asse posteriore per una potenza di sistema di circa 181 CV. Questa è tutta un'altra SeltosRispetto alla vecchia generazione, peraltro molto diffusa tra le vie di Seoul, dove ho provato la nuova Seltos, spicca un design più fresco e moderno: carrozzeria leggermente squadrata, con un frontale caratterizzato da una firma luminosa vicina agli stilemi delle elettriche del marchio (con lo stesso processo che ha coinvolto anche Picanto e Stonic), e un posteriore piuttosto aggressivo. Kia si dimostra ancora uno di quei marchi che pone molta attenzione allo stile delle vetture, usato per differenziarsi dalla concorrenza. Lo si nota anche nell'integrazione del proiettore anteriore nella calandra, un dettaglio che sottolinea la cura del reparto design Kia. Con questi consumi c'è poco da direIn questo primo test col 1.6 full hybrid abbiamo registrato percorrenze notevoli: 25 km/l nel traffico di Seoul con una media finale, tra autostrada e tratti extraurbani, di circa 20 km/l. Numeri presi dal computer di bordo a fine prova e da verificare presso il nostro Centro Prove, ma che regalano ottime premesse. Tutta questa efficienza si paga in termini di prestazioni pure: il quattro cilindri è un po' "seduto" nelle partenze da fermo, e per sorpassi o disimpegni negli incroci occorre schiacciare a fondo il pedale dell'acceleratore. Ma di questi tempi, forse è meglio fare più attenzione al portafogli. Il merito di questa efficienza va anche alla batteria del sistema full hybrid, che tende il più possibile a far viaggiare a motore termico spento e a favorire il veleggiamento. Non manca poi un sistema di rigenerazione adattivo che studia traffico e percorso, per scegliere la strategia di accumulo d'energia migliore. Buona anche l'impostazione di guida e la triangolazione tra sedile, volante e pedali permette di ritagliarsi una posizione comoda. Comoda e con tanto spazioUn altro aspetto che mi ha convinto è l'abitacolo: accoppiamenti ben riusciti, materiali belli da vedere e toccare e tanti tasti fisici a supporto della guida. Che richiedono uno sforzo mnemonico rispetto a un display touch, ma aiutano a non distrarsi. A dominare la scena, sopra la plancia, c'è lo schermo panoramico da 30" che integra due display da 12,3 pollici per infotainment e guidatore, a cui si aggiunge uno da 5" per il climatizzatore. La visibilità di quest'ultimo viene parzialmente ostruita dalla corona del volante, ma compensano i già citati tasti fisici. Da ultimo, si fa notare il baule, che ha una capacità dichiarata di 536 litri. Per il mercato italiano, gli interni della Seltos saranno in colore nero, diversi da quelli delle immagini di questo articolo, che si riferiscono al modello per il mercato coreano. Per quanto riguarda i prezzi, il listino è ancora da confermare, ma il 1.6 turbobenzina dovrebbe partire da circa 31.000 euro, il full hybrid da 34.000 euro.
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Motor Valley, il rilancio di Ares entra nella fase operativa grazie a nuovi soci: ecco chi sono
Torna a nuova vita Ares, marchio modenese specializzato nella personalizzazione di veicoli di lusso. Infatti, dopo diversi mesi di crisi, è stato annunciato un più ampio progetto di rilancio, con il coinvolgimento di importanti investitori e di un'azienda nota per uno dei salvataggi di maggior rilievo nell'automotive tedesco, la Recaro. Il progetto vede in prima fila, come azionista di maggioranza, Proma Group, società campana attiva nella progettazione, nello sviluppo e nella produzione di componentistica automotive con oltre 1 miliardo di euro di fatturato e più di 5.000 dipendenti. I numeri, però, si riferiscono al 2024 e non comprendono quindi il contributo del marchio tedesco, rilevato dall'amministrazione straordinaria all'inizio del 2024, e soprattutto l'importante commessa per i sedili dei modelli Grenadier. Nella nuova compagine sociale di Ares figura anche Boris Collardi: il suo nome dirà poco o nulla al grande pubblico, ma si tratta di un banchiere con un curriculum di tutto rispetto nel mondo delle gestioni patrimoniali (ha ricoperto ruoli di primissimo livello in Julius Baer e Pictet, due tra le maggiori realtà del settore). La gestione operativa della nuova Ares è stata affidata ad Antonio Trotta, ingegnere meccanico con un oltre 26 anni di esperienza nel mondo delle quattro ruote: ha lavorato per Bridgestone e poi per Bosch, dove ha assunto diversi ruoli nei settori manifatturiero e logistico e, in particolare, nel campo della gestione della qualità e nei rapporti con i fornitori. Nel 2016 diventa responsabile proprio della qualità della supply chain per Ferrari, mentre dal 2021 è responsabile degli acquisti per motori e propulsori elettrici. Il progetto di rilancioFondata da Dany Bahar e Waleed Al Ghafari, Ares è stata una delle "piccole" realtà della Motor Valley più in vista degli ultimi anni, al punto da attirare anche l'interesse di importanti investitori. Nel 2022 hanno affiancato i fondatori e l'imprenditore svizzero Philippe Gaydoul lo stesso Collardi, Marco Bizzarri, allora numero uno della maison fiorentina Gucci, e soprattutto Alfredo Altavilla, già braccio destro di Sergio Marchionne prima in Fiat e poi in FCA e oggi importante consulente della BYD. Negli anni successivi, però, la società modenese, allora denominata Ares Design, entra in una fase di difficoltà culminata con l'accesso allo strumento della liquidazione giudiziale.L'anno scorso, poi, è arrivata un'offerta di affitto del ramo d'azienda da parte di Ares Operations, veicolo creato da Trotta per rilanciare il marchio e individuare nuovi investitori. Ora, il progetto diventa più concreto ed entra nella fase operativa grazie al coinvolgimento di Proma e alla nuova compagine sociale, che dovrà garantire "una visione industriale di lungo periodo" alla nuova Ares Atelier.Trotta, nel ruolo di direttore generale, avrà il compito di sviluppare "un'organizzazione industriale solida, scalabile e coerente con gli standard qualitativi del marchio" modenese, preservando il legame con il territorio e "con le competenze tecniche e manifatturiere che ne hanno definito l'identità sin dalle origini". L'obiettivo rimane sempre lo stesso: sfornare vetture "concepite per esprimere unicità, ricerca tecnica e visione personale" e con un approccio incentrato su "design su misura, engineering avanzato, artigianalità e co-creazione". Ovviamente, non cambia il posizionamento nel segmento delle auto bespoke ultra-esclusive e ad alte prestazioni. A tal proposito sono già in fase di sviluppo diversi progetti sul piano industriale e di prodotto.
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Benzina ai massimi da ottobre 2023: il diesel torna a salire e sta per scadere lo sconto accise
A pochi giorni dalla scadenza dello sconto sulle accise, continua a salire il prezzo medio della benzina, mentre il diesel vede i primi rialzi dopo una lunga fase ribassista durata quaranta giorni. A spingere i valori, secondo Staffetta Quotidiana, sono i mercati petroliferi internazionali, con le quotazioni dei prodotti raffinati che tra ieri e venerdì hanno messo a segno due forti aumenti.In particolare, il prezzo medio nazionale della benzina è arrivato al livello più alto dal 7 ottobre 2023, ma con l'accisa piena che, a legislazione corrente, rientrerà in vigore sabato 23 maggio, sarebbe a 2,012 euro al litro. Il gasolio, invece, salirebbe a 2,222 euro al litro. Rialzi sul prezzo consigliato: le rilevazioniStaffetta Quotidiana segnala anche la decisione di Eni e IP di aumentare di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Tamoil, invece, ha optato per un rialzo di due centesimi sulla verde e un ribasso di uno sul diesel.Tornando alle medie elaborate dalla testata specializzata, questa mattina 19 maggio la benzina self service sulla rete stradale è a 1,951 euro/litro (+8 millesimi rispetto a ieri), il gasolio a 1,978 euro (+1), il Gpl a 0,807 euro (-1) e il metano a 1,564 euro/kg (invariato). In autostrada, la verde fai-da-te è a 2,032 euro (+9), il diesel a 2,067 euro (+3), il Gpl a 0,915 euro (invariato) e il metano a 1,588 euro (invariato). I prezzi medi al "self" e al "servito"Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati vedono la benzina self service a 1,945 euro/litro (compagnie 1,949, pompe bianche 1,939) e il diesel a 1,979 euro (compagnie 1,982, pompe bianche 1,973). Al servito, verde a 2,081 euro (compagnie 2,121, pompe bianche 2,006), gasolio a 2,118 euro (compagnie 2,159, pompe bianche 2,042), Gpl a 0,815 euro (compagnie 0,826, pompe bianche 0,803), metano a 1,564 euro/kg (compagnie 1,564, pompe bianche 1,564) e Gnl a 1,455 euro/kg (compagnie 1,470 euro/kg, pompe bianche 1,443 euro/kg).
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Kia Niro, più tecnologia e addio all'elettrico: il restyling (solo ibrido) visto da vicino
Pochi mesi fa, la Kia Niro aggiornata si presentava al mercato interno ed è già pronta per il debutto in Europa. Oltre a una bella rinfrescata per quanto riguarda il design, la grossa novità, per la Suv coreana, è l'abbandono della motorizzazione 100% elettrica: su quel fronte, infatti, la Kia punterà tutto sulla EV3, evitando quindi sovrapposizioni in gamma. E andrà all-in sul 1.6 aspirato full hybrid per quanto riguarda, invece, la Niro. Stile modernoIl facelift della Niro si concentra soprattutto nella zona anteriore: si avvicina agli ultimi stilemi del marchio, uniformandosi - un po' come è già successo a Picanto e Stonic - al design della gamma elettrica, caratterizzata da uno stile più fresco e moderno. Il frontale è ora più pulito e minimale, con una nuova firma luminosa caratterizzata da proiettori affilati.La Niro cambia anche dietro, riposizionando la targa sul paraurti e non più sul portellone del bagagliaio e mostrando nuovi elementi luminosi verticali dedicati a retromarcia e retronebbia. Si aggiornano anche i due inserti a forma di boomerang che trovano posto sul montante C e se ne aggiunge un terzo al centro, sotto il lunotto posteriore.Le dimensioni crescono leggermente: 4,43 metri di lunghezza (invece di 4,42 metri), mentre il passo di 2,72 metri rimane invariato. Parlando di efficienza, il coefficiente aerodinamico è pari a 0,28. Addio elettrico, ora è solo full hybridCome accennato, la Niro punta tutto sul full hybrid. Un powertrain che già conosciamo, composto da un quattro cilindri aspirato da 1.6 litri per la parte termica, da 102 CV, accoppiato a un'unità elettrica da 43 CV, per una potenza di sistema di 138 CV.Quanto a prestazioni, la velocità massima è di 170 km/h e lo 0-100 km/h avviene in 11,1 secondi. Quest'ibrido sfrutta un cambio automatico doppia frizione a sei rapporti.Infine, dovrebbe essere confermata anche per il restyling della Niro l'introduzione sul mercato italiano della versione Tri-Fuel, che aggiunge il GPL alla motorizzazione ibrida. Dentro più techCon il restyling, la Kia Niro si aggiorna notevolmente anche negli interni, mostrando una nuova plancia, in linea con quella proposta dagli ultimi modelli del gruppo Hyundai-Kia. Sul ponte di comando troviamo quindi uno schermo panoramico che integra due display da 12,3 pollici, rispettivamente per infotainment e strumentazione. Aggiornati i materiali e i rivestimenti, mentre non cambia il tunnel centrale, così come il selettore della trasmissione. Il layout è ordinato e c'è una dashboard touch per le scorciatoie dedicate alle impostazioni del clima o del navigatore.L'area tech si completa con dotazioni come la piastra di ricarica wireless, la connessione ai sistemi Apple CarPlay e Android Auto senza fili e l'head-up display. Alla già nota suite di Adas, che comprende la frenata di emergenza frontale, il mantenimento di corsia e la prevenzione delle collisioni negli angoli ciechi, Kia aggiunge ora l'Hands-On Detection (HOD), il sensore che rileva la presenza delle mani sul volante.
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Toyota bZ4X Touring: spazio, 380 CV e un'anima off-road, ma lautonomia...
In un mercato affollato di Suv elettriche, le auto pensate per fare davvero tutto sono ancora poche. Le wagon a batteria quasi non esistono, e quelle alte da terra ancora meno. La Toyota bZ4X Touring prova a colmare questo vuoto: più lunga, più spaziosa della versione standard e con ambizioni che vanno oltre la città. Non è "solo" un'altra variante, ma un cambio di prospettiva che punta su 380 CV e la trazione integrale. Basteranno i centimetri in più a sfidare il dominio della Tesla Model Y? L'abbiamo messa alla prova tra asfalto e fango. Design più robusto e passaruota scolpiti Iniziamo dagli esterni visto che, rispetto alla bZ4X normale, cambia anche lo stile. La Touring adotta paraurti specifici, passaruota più marcati, piastre protettive e cerchi neri fino a 20 pollici, con un look che strizza l'occhio al mondo outdoor. Rimane il family feeling Toyota dei modelli elettrici, ma con un'impronta più muscolosa.Dentro ritroviamo l'impostazione già vista sulla bZ4X, con il display della strumentazione alto davanti al guidatore e il grande schermo centrale da 14, facile da gestire e sempre connesso alla rete. I sedili - regolabili elettricamente - sono comodi da subito, senza bisogno di cercare troppo la posizione. Dietro si sta larghi, con spazio per le gambe e soprattutto per la testa, grazie alla linea del tetto meno inclinata. E poi c'è il tetto panoramico, che apre l'abitacolo e cambia l'aria a bordo: più luce, più respiro. Insomma, non è un interno che vuole stupire. uno di quelli in cui dopo cinque minuti ti senti a posto. Confort da ammiraglia e qualche "ombra" ergonomicaSu strada, la bZ4X Touring si rivela una passista eccezionale. L'insonorizzazione è curatissima: anche a velocità autostradali, i fruscii aerodinamici sono ridotti al minimo, permettendo di godersi l'ottimo impianto audio o una conversazione tranquilla. L'assetto merita un plauso: la taratura delle sospensioni è equilibrata, capace di "digerire" con disinvoltura le buche e le asperità più secche senza mai risultare troppo cedevole in curva.Tuttavia, non è tutto oro quello che luccica. Se dietro l'accoglienza è regale con sedili riscaldabili, bocchette d'aria dedicate e un pavimento che, a differenza di molte BEV rivali, non è eccessivamente rialzato (evitando la scomoda posizione "a gambe rannicchiate") davanti il posto guida fa discutere. La strumentazione alta, pensata per essere letta sopra il volante, soffre del tipico "effetto Peugeot": a seconda della statura, la corona del volante può coprire parte delle informazioni. Un dettaglio che verificheremo meglio quando l'avremo al Centro prove per il test strumentale. Pratica, invece, la chiave digitale via smartphone, che permette di lasciare il telecomando a casa. Al volante: spinta vigorosa, ma l'autonomia...Con i suoi 380 CV, la versione AWD è un piccolo mostro di coppia: ci sono a disposizione del piede destro 286 Nm per asse. Anche per questo lo scatto è bruciante 4,5 secondi per coprire lo 0-100 e la spinta è costante, quasi prepotente quando si affonda il pedale. Ma non fatevi ingannare dai numeri: la bZ4X Touring non nasce per correre, ma per viaggiare in souplesse.Il vero punto debole emerso dalla nostra prova sono i consumi: nonostante i dati ottimistici sulla carta, nel mondo reale non siamo mai riusciti a scendere sotto i 20 kWh/100 km. Facendo due conti, con la batteria da 74,7 kWh (71 netti), l'autonomia reale si attesterebbe intorno ai 330-340 km: valori lontani dai 528 dichiarati. Avventura vera: guadi e trainoDove la Toyota mette la freccia e sorpassa la concorrenza è nell'uso "rude". Mentre molte rivali si fermano davanti a una pozzanghera profonda, la bZ4X Touring vanta una capacità di guado di ben 50 cm e una protezione sottoscocca rinforzata per il pacco batteria. Interessante la capacità di traino della AWD: 1.500 kg. Per darvi un'idea, è un valore che la mette sullo stesso piano di una Volvo XC40 Recharge o di una Tesla Model Y, superando nettamente le coreane (Kia EV6 e Ioniq 5), che nelle versioni d'accesso si fermano a molto meno. l'auto giusta per chi ha un piccolo rimorchio o una barca e vuole passare all'elettrico senza rinunce o compromessi. Ricarica più rapida anche al freddoIn Toyota hanno lavorato anche sulla gestione termica della batteria. Il sistema di precondizionamento permette di passare dal 10 all'80% in circa 28 minuti con ricarica rapida DC da 150 kW. Anche con temperature di -20 C i tempi restano vicini alla mezz'ora. Interessante, a questo punto, fare un cenno anche lato garanzia: Toyota promette almeno il 70% della capacità della batteria fino a 10 anni o un milione di chilometri, con controlli annuali dedicati. Versioni e prezziLa gamma della bZ4X Touring è strutturata per rispondere a esigenze diverse:Touring Icon (FWD, 224 CV): proposta a 46.500 euro (con permuta/rottamazione Toyota). Offre un pacchetto già completo per chi cerca spazio ed efficienza.Touring Icon (AWD, 380 CV): il prezzo sale a 50.000 euro. Qui si aggiunge la trazione integrale X-Mode e la potenza record.Touring Premium (AWD, 380 CV): il top di gamma da 53.500 euro (con permuta). la versione più ricca: cerchi da 20", caricatore di bordo da 22 kW per ricariche AC rapide, sedili in pelle sintetica e un pacchetto ADAS ancora più evoluto per la massima sicurezza.
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Auto elettrica low cost, Stellantis: arriva la nuova city car prodotta in Italia
Il gruppo Stellantis ha annunciato il via al primo progetto di una nuova E-Car: un'auto "elettrica, compatta ed economicamente accessibile" che verrà prodotta a partire dal 2028 nello stabilimento di Pomigliano d'Arco. Stando a quanto riferito dai sindacati, che hanno potuto visionare in anteprima il nuovo piano industriale di Stellantis, questo modello avrà "un target di prezzo di 15.000 euro".Un modello "di piccole dimensioni", "innovativo" sviluppato per rispondere alla sempre maggiore domanda di vetture piccole ed economiche, che andrà a inserirsi in un segmento "ad alto potenziale", ma che negli ultimi anni ha subito "una contrazione senza precedenti". La nuova E-Car, che risponde alle linee guida indicate dall'Unione Europea, giocherà un ruolo chiave nella diffusione dei veicoli 100% elettrici destinati all'uso urbano, ma non solo. Quella che nascerà all'interno del gruppo Stellantis sarà una vera e propria famiglia di modelli, che si "distingueranno per un design all'avanguardia", sviluppati con la collaborazione di "partner selezionati". "I clienti chiedono il ritorno di auto di piccole dimensioni dal design distintivo, prodotte con orgoglio in Europa, accessibili ed ecologiche", spiega Antonio Filosa, ceo di Stellantis. "L'inizio della produzione è previsto nel 2028 nel nostro stabilimento di Pomigliano". La scelta del costruttore punta a rivitalizzare gli impianti campani (dove viene prodotta la Fiat Panda), in virtù del fatto che la nuova E-Car nasce con la "prospettiva di volumi produttivi significativi". La risposta dei sindacatiIn un comunicato congiunto, i sindacati Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr esprimono soddisfazione per la decisione di produrre a Pomigliano la nuova piattaforma di e-car, che si affianca alla attuale Fiat Pandina ibrida. "A regime questo dovrebbe consentirci di arrivare finalmente alla piena occupazione di tutto il personale, che resta il nostro obiettivo fondamentale", spiegano i sindacati, che chiedono però il "pieno coinvolgimento dei lavoratori, per poter affrontare tempestivamente qualsiasi sviluppo e implicazione, tanto più che i tempi di realizzazione sono purtroppo ancora lunghi", e le "incognite molteplici, soprattutto rispetto alle ricadute sull'indotto, che ha forte necessità di nuovi carichi di lavoro e di prospettive solide". Da qui la richiesta di un "confronto puntuale su ogni fase del progetto e sui suoi effetti occupazionali e industriali", anche sul futuro e il rilancio di tutti gli altri stabilimenti italiani, di cui "non accetteremo mai la dismissione".
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Tatuus: prodotta la 500 T-421, la monoposto su cui sono cresciute le stelle della F.1
Se c'è un settore in cui il Made in Italy detiene ancora il monopolio è sicuramente il motorsport. Solo qualche mese fa abbiamo fatto il nostro viaggio dietro le quinte della Tatuus (e qui vi proponiamo il video con il nostro Ing. Andrea Cartapani) dove abbiamo conosciuto tutte le fasi di produzione delle monoposto propedeutiche alla Formula 1: tutti i piloti attualmente in griglia (tranne Alonso, ma per motivi di anagrafe, perché all'epoca non esisteva ancora la categoria F4) hanno infatti corso su una vettura Tatuus.La numero 500Già qui si pongono le basi per definirla di diritto un'azienda leader nel mondo delle corse. E se ciò non bastasse arrivano anche i numeri: la T-421 è a oggi la monoposto Formula 4 più impiegata al mondo, in un totale di 16 campionati tra Europa, Americhe, Asia e Oceania, e proprio in queste ore la seconda generazione della vettura ha raggiunto quota 500 unità, in soli cinque anni. Numeri pazzeschi per questo mondo, che non si fermano qui, perché se dovessimo considerare anche la prima generazione della T-421 arriveremmo a sfiorare gli 800 esemplari. Griglie da 50 vettureUn successo non solo per l'azienda, ma per tutto il movimento motorsport, che sembra almeno per quanto riguarda questi campionati scacciare la crisi, così come racconta il ceo del Gruppo Korus (a capo della Tatuus) Giovanni Delfino: Con la Formula 4, sin dalla prima generazione nel 2014, la FIA ha dato vita a un nuovo modello di passaggio tra karting e monoposto che ha garantito ai piloti di arrivare sempre più preparati alle categorie superiori. Un modello che è andato affermandosi nel corso di anni di grande sviluppo per il motorsport, nei quali tanti campionati sono nati e cresciuti fino a raggiungere, con la seconda generazione che oggi celebriamo, griglie che sfiorano le 50 vetture per round. Numeri che erano difficili da immaginare all'inizio di questo cammino ma che oggi determinano la meravigliosa quotidianità di tante delle aziende che compongono il gruppo Korus.I prossimi obiettivi?La Tatuus però non intende fermarsi e punta al traguardo delle 1.000 monoposto, sfiorando la costruzione dei diversi modelli Formula Renault dei primi anni Duemila, un obiettivo decisamente ambizioso considerando un'altra epoca dal punto di vista economico. Un traguardo però non impossibile da raggiungere: la produzione della T-421, infatti, proseguirà fino al 2028, anno in cui è prevista secondo i regolamenti FIA la nascita della vettura di generazione 3, al cui sviluppo il gruppo Korus sta già lavorando .
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Audi a Fuoriconcorso: il motorsport come forma d'innovazione tecnologica
La prima volta dell'Audi al FuoriConcorso di Como non è stata soltanto una passerella di modelli da corsa. A Villa Sucota, il baricentro dell'evento si è spostato dalla pura esposizione statica al racconto vivo di chi quelle macchine le ha portate al limite. Nel weekend del Concorso d'Eleganza Villa d'Este si è infatti tenuto anche il talk "Autenticità e avanguardia", dove tre leggende del motorsport Dindo Capello, Tom Kristensen e Allan McNish hanno tracciato la rotta che unisce le corse d'altri tempi alla sfida odierna dei Quattro anelli in Formula 1.Il messaggio arrivato da Como è chiaro: la tecnologia non è un fine, ma il risultato di una visione strategica che vede nel pilota il primo dei collaudatori. Allan McNish, oggi Racing Director del progetto F1, ha subito inquadrato l'approccio necessario per competere ai massimi livelli: Tecnologia e sport seguono strade parallele. necessario capire che spesso non si tratta di correre una gara sprint, bensì una maratona. Devi fare il tuo lavoro oggi, ma devi tenere gli occhi puntati sull'obiettivo futuro. Un concetto che trova riscontro nel legame tra chi siede nell'abitacolo e chi progetta nei laboratori di Ingolstadt. Tom Kristensen, plurivincitore della 24 Ore di Le Mans, ha spiegato come questo travaso non sia solo teorico: Le auto da corsa Audi sono dotate di tecnologie che trovano ampia applicazione anche su strada. Per questo il lavoro del pilota spesso si intreccia con quello dell'ingegnere. La velocità è una conseguenza di molteplici fattori che trovano espressione finale nell'essere umano che porta al limite vettura e soluzioni tecniche.A chiudere il cerchio della filosofia Audi è stato Dindo Capello, sottolineando che la prestazione pura è una dote quasi scontata in certi contesti, mentre la differenza la fa il metodo costruttivo: La velocità è solo l'ultima parte del nostro lavoro, perché quando vieni coinvolto in un team di alto livello come quello Audi è perché la velocità è qualcosa che devi avere naturalmente. Tutto il resto devi costruirlo lavorando insieme, fianco a fianco con chi progetta e sviluppa la vettura. Questa "cultura di team" si rifletteva nelle undici Audi esposte, capitoli di una storia fatta di intuizioni. Dalla Sport quattro del 1984, che ha imposto la trazione integrale nei rally, alla R18 e-tron quattro del 2013, pioniera dell'ibrido endurance. Oggi, questa eredità si materializza nella monoposto R26 per la Formula 1 e nella nuova Audi RS 5, la prima plug-in hybrid di Audi Sport con 639 CV, che porta su strada il sistema Dynamic Torque Control derivato direttamente dalle gare. L'appuntamento lariano ha confermato che l'innovazione tecnologica, per essere autentica, non può prescindere da una stratificazione di esperienza. In un panorama automobilistico in rapida trasformazione, la pista resta l'unico laboratorio in grado di validare le idee prima che diventino uno standard quotidiano.
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ComoNExT: la mobilità sostenibile cerca la scossa giusta
L'acronimo ComoNExT è eloquente: per proiettarsi nel futuro contiene la parola inglese Next, che qui si legge "Nuove Energie per il Territorio". Infatti, stamane, nell'ambito della manifestazione 8 Lago di Como Ecogreen si è svolto, presso l'Auditorium Innovation Hub di Lomazzo, il primo Smart Evolution Forum sull'innovazione nella mobilità sostenibile. L'iniziativa, organizzata dall'ACI della città lariana col patrocinio della Fondazione Alessandro Volta, ha rappresentato un momento di confronto fra istituzioni, mondo della ricerca e imprese. Gli impegniAperto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'innovazione tecnologica, Alessio Butti, che ha illustrato i progetti governativi legati al trasporto pubblico integrato (car sharing, bici condivise e altri servizi dentro un unico canale digitale), l'evento ha visto gli interventi di Enrico Gelpi e Roberto Conforti (ACI Como) e la presentazione di progetti innovativi come RicaricAci di Carolina Marchini (Atlante). Da parte sua, il presidente dell'Automobile Club di Como, Enrico Gelpi, ha evidenziato l'impegno strategico di ACI nel dotare la provincia di infrastrutture di ricarica elettrica e nel promuovere comportamenti di guida sostenibili. Mentre il presidente di ComoNExT, Enrico Lironi, ha sottolineato che le start-up locali dimostrano come l'ecosistema stia già generando soluzioni concrete con impatti reali per cittadini e imprese. Una gara di regolarità per elettriche, ibride e bi-fuelIl confronto ha rappresentato l'occasione per presentare la gara di regolarità riservata a veicoli elettrici, ibridi e bi-fuel valida per il Campionato italiano energie alternative, in programma il 29 e 30 maggio sulle strade del Comasco. Nel corso del forum, spazio a start-up (tra cui Volta Structural Energy Srl, Elevate Srl, Storaltil Srl e Social Self Driving Srl) su nuove soluzioni per la mobilità del futuro. In chiusura dei lavori, una challenge tra i 900 knowledge worker delle aziende della Community di ComoNExT con veicoli elettrici.
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Suzuki Jimny, ritorno in Europa da elettrica? Un designer Ford la immagina così
Il successo della Suzuki Jimny non accenna a diminuire, nonostante la quarta generazione sia sul mercato dal 2018: in molti sperano in un suo ritorno dopo che la piccola 4x4 ha smesso di essere importata in Europa (come passenger car) a causa dei regolamenti sulle emissioni. In attesa di un'iniziativa ufficiale della Casa giapponese, Christopher Giroux, senior car designer alla Ford, ha immaginato un modello totalmente nuovo dell'iconica fuoristrada compatta. Forme inedite e carrozzeria intercambiabilePartendo dalla volontà di creare un modello esclusivamente elettrico a trazione integrale, Giroux ha immaginato un veicolo compatto con carrozzeria modulare a due porte. Il segreto è tutto nella sezione posteriore, che può essere sostituita per creare un tetto fisso, un cassone oppure un piccolo camper.Le forme sono più generose rispetto al modello attuale, ma gli sbalzi ridottissimi risultano ideali per la guida lontano dall'asfalto, rafforzando la vocazione off-road della Jimny. In Europa con l'elettrico?Il designer di Ford Europe ha voluto dire la sua in maniera professionale, con ricostruzioni digitali molto accurate e stilemi inediti per Suzuki, che sfociano in gruppi ottici LED molto compatti e grandi loghi del modello con il font tradizionale.Un modello come questo, dotato di powertrain elettrico a batteria, potrebbe riportare la Jimny sul mercato europeo: oggi Suzuki ha dovuto limitare le importazioni per il tema delle emissioni, proponendo in alcune aree il modello soltanto come autocarro.
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Renault Niagara, il pick-up debutta il 10 settembre: le ultime sul nuovo modello per il Sudamerica
Si ispira alla concept Niagara presentata nel 2023 il nuovo pick-up di Renault destinato ai paesi dell'America Latina, che di quel modello mantiene anche il nome. Il Renault Niagara, che sarà prodotto nello stabilimento di Cordoba, in Argentina, verrà presentato ufficialmente il prossimo 10 settembre e commercializzato entro la fine dell'anno. 14 nuovi modelli per i mercati emergentiIl Renault Niagara rientra nel piano strategico futuREady, presentato a inizio marzo, che prevede per i mercati emergenti la presentazione e la commercializzazione di 14 nuovi modelli entro il 2030. Tra questi, anche la crossover compatta Kardian, la SUV Boreal, svelata la scorsa estate, e la grande SUV Filante. Il pick-up Niagara, di cui al momento è disponibile solo una prima immagine teaser con il nome modello sulla ribaltina del cassone, sarà un mezzo dal "design possente", "versatile, confortevole e con tanta tecnologia".
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ZTL Roma: pass 1.000 euro auto elettriche da luglio 2026: la guida
Il Comune di Roma aggiorna le regole per l'accesso alle Zone a traffico limitato. La novità è che dal 1 luglio 2026 anche i proprietari delle auto elettriche (e di quelle a idrogeno) non residenti nella singola ZTL pagheranno per accedere: il pass costerà 1.000 euro l'anno. Si tratta di un importo inferiore rispetto a quello che i titolari delle vetture termiche dovranno versare, spiega la nota del Campidoglio, senza dire altro. Addio quindi per le BEV alla semplice registrazione della targa a costo zero come avverrà sino a fine giugno. Pass 1.000 euro auto elettriche: come fare Il permesso resterà gratuito per i residenti. Dal 16 giugno, i non residenti potranno chiedere il pass di un anno, che avrà la durata di cinque anni per chi ha un Isee inferiore a 15 mila euro. Autorizzazione gratuita invece per i domiciliati nelle ZTL di San Lorenzo e Testaccio; a pagamento per i domiciliati delle ZTL Centro e Trastevere, con importi differenziati. Pass gratuito inoltre per il primo permesso degli artigiani con laboratorio in ZTL, per il transito scolastico, per i medici convenzionati e per i lavoratori notturni (con settore e con orario). Invariate le modalità di richiesta per gli utenti che hanno già diritto al permesso ZTL ordinario. Per tutti gli altri, la richiesta va presentata tramite lo sportello online di Roma Servizi per la Mobilità, con Spid o carta d'identità elettronica. La registrazione della targa tramite lo sportello online su romamobilita.it resta valida fino al 30 giugno: poi, avrà effetto ai soli fini della sosta gratuita nelle aree tariffate. Ai nuovi permessi rilasciati dal 16 giugno al 30 giugno sarà assegnata validità dal 1 luglio: in questa data, sarà obbligatorio il nuovo permesso per accedere e circolare nelle ZTL. La modalità della registrazione resterà valida solo come autorizzazione per la sosta gratuita nelle strisce blu. Le esenzioni Chi non paga il pass di 1.000 euro auto elettriche? Taxi, Noleggio con conducente, Forze di Polizia in servizio di ordine pubblico (escluse targhe civili). E titolari di CUDE, ovvero il contrassegno disabili, in corso di validità, previa segnalazione delle targhe nell'elenco dei mezzi associati al permesso. Esenti anche mezzi di soccorso o emergenza (con scritte identificative), segnalando le targhe attraverso lo specifico servizio online. Niente tassa neppure per servizi di car sharing. Idem motocicli, ciclomotori e quadricicli. Auto elettriche: una benedizione, ma I veicoli elettrici sono una benedizione' per l'ambiente e per l'aria che respiriamo, ma il numero di autoveicoli elettrici che entrano nella ZTL è aumentato in maniera esponenziale: 75 mila le autorizzazioni in corso di validità, con effetti sull'occupazione degli spazi di sosta e sulla congestione del traffico, giustifica la misura il Comune. Pertanto, si mira a ridurre i livelli di congestione da traffico, gestire la significativa crescita degli autoveicoli elettrici già autorizzati all'ingresso, mantenere un accesso regolato tramite tariffe agevolate e differenziate per specifiche categorie.
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DFSK E5 Plus arriva in Italia: 7 posti, 214 CV e 1.200 km di autonomia tra elettrico e benzina
In occasione dell'Automotive Dealer Day 2026 di Verona, China Car Company ha presentato la nuova SUV plug-in DFSK E5 Plus, che arriverà in Italia dopo l'estate, con un prezzo ancora non comunicato, ma che viene definito dal distributore italiano "molto competitivo" per il segmento. Powertrain da 214 CVLunga 4.760 mm, larga 1.865, alta 1.710 e con un passo di 2.785 mm, la E5 Plus è una SUV di segmento D a sette posti. Sofisticata la meccanica, con sospensioni MacPherson all'anteriore e multilink al posteriore. Di serie i cerchi di lega da 19". A muovere questa SUV cinese pensa un powertrain composto da due motori elettrici a magneti permanenti, capaci di una potenza di 160 kW (214 CV), abbinati a un'unità termica da 1.5 litri da 95 CV e 135 Nm di coppia e un cambio automatico e-Cvt. La E5 Plus accelera da ferma a 100 km/h in 8 secondi e raggiunge la velocità massima di 180 km/h. Percorre 1.200 km senza fermarsiLa batteria ha una capacità di 25,3 kWh, che consente alla E5 Plus di muoversi a zero emissioni per 120 chilometri; l'autonomia combinata supera invece i 1.200 chilometri. In corrente continua, la batteria si ricarica dal 30% all'80% in meno di mezz'ora. Le modalità di funzionamento del powertrain possono essere selezionate dal conducente, e oltre alle consuete eco, sport e comfort ci sono anche quelle che privilegiano la modalità elettrica oppure l'autonomia complessiva. Dotazione full optionalGli interni sono curati e ricchi: di serie i rivestimenti in pelle di sedili e plancia, infotainment da 15,6" e quadro strumenti digitale da 8,8", abbinati al climatizzatore automatico, connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto e tetto panoramico elettrico. Le sedute della seconda fila sono scorrevoli e hanno lo schienale reclinabile su diverse posizioni. Per privilegiare il carico è possibile abbattere gli schienali dei posti dietro e ottenere un piano di carico piatto lungo 1,9 metri. Il bagagliaio, con portellone ad apertura elettrica, che mette a disposizione 187 litri con tutti gli occupanti a bordo, e 465 nella configurazione a cinque posti. Di serie la telecamera a 360, la modalità "telaio trasparente" per vedere eventuali ostacoli sotto l'auto e la guida assistita di livello 2 con monitoraggio degli angoli ciechi. Sei le tinte disponibili per la carrozzeria: Midnight Black, Moonlight silver, Nebula White, Lunar Grey, Aurora Green e Sand Grey. Come per tutti gli altri modelli della gamma DFSK, anche la E5 Plus ha una garanzia di 5 anni o 100.000 km.
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