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Leapmotor T03 Van, la furgonetta elettrica con gli incentivi costa come una e-bike

4 Ruote - 3 ore 10 min fa
Da meno di tre mesi sul mercato, la versione Van immatricolata autocarro (N1) della Leapmotor T03 appartiene a una delle classi di veicoli commerciali che può accedere agli incentivi statali appena annunciati. Il prezzo passa così da 14.590 a 5.900 euro. Cinque chili che valgono 8.000 euro La T03 Van è basata sull'omonima citycar elettrica a cinque porte del brand cinese partner di Stellantis e, come quasi tutte le furgonette, rinuncia al divano in favore di un vano di carico accessibile sia dalle portiere posteriori sia dal portellone e separato dal posto guida da una griglia di protezione, a seguito di una trasformazione eseguita in Italia, a Mirafiori. Il comparto di carico è di 657 litri e la portata di 220 chili, mentre la massa totale a pieno carico raggiunge i 1.505 kg. Quest'ultimo dato fa rientrare la van cinese nella seconda classe di veicoli prevista dal decreto che ha attivato gli incentivi, quella dei mezzi fra 1,5 a 2,39 tonnellate, che prevede, per gli elettrici, un contributo statale di 8.000 euro in caso rottamazione di un altro autocarro o di 4.500 euro senza rottamazione. Nel caso della condizione più favorevole, al prezzo di listino di 14.590 euro (esclusi Iva, messa su strada, Ipt e contributo smaltimenti pneumatici) sono sottratti gli 8.000 euro e 690 euro di contributo della Casa, per un totale di 5.900 euro. La Van segue così le orme della berlina, che a fine 2025, con gli incentivi destinati alle auto elettriche (che la portarono ai primi posti nelle immatricolazioni nazionali) raggiunse il prezzo Iva compresa di 4.900 euro: quanto alcuni modelli di biciclette a pedalata assistita e non.
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Topolino e Tris sbarcano in Vaticano: ecco la flotta elettrica firmata Fiat

4 Ruote - 4 ore 20 min fa
In un evento dedicato alla mobilità sostenibile e a una nuova partnership, Fiat ha consegnato in comodato al Vaticano una trentina di mezzi elettrici leggeri, fra il quadriciclo la Topolino e la Tris a tre ruote sempre a batteria, ispirata all'Ape Piaggio e altrettanto pratica per il lavoro con il suo cassonetto. La visione di Olivier Franois e la micromobilità Fiat Le Fiat Topolino non sono macchine in senso classico - ha detto nel corso di una breve cerimonia nella piazza antistante il governatorato del Vaticano Olivier Franois, direttore marketing mondo del gruppo Stellantis - ma pensate per servire. Sono semplici, pratiche, elettriche e soprattutto umane. la missione di Fiat: creare oggetti umani per nuovi modi di vivere la micromobilità sostenibile.A margine dell'appuntamento in Vaticano, Fiat rilancia la sua visione di mobilità sostenibile con il suo mezzo elettrico tra i più accessibili. La Topolino ha adesso nuove versioni: la Corallo, la Sport Special Edition (foto sopra) due modelli in co-marketing. Una con la società Monster, la Monsterino, accessoriata con due altoparlanti portatili e magnetici, l'altra con il marchio francese Vilebrequin, un rinnovo di collaborazione, con porte e tetto soft da mare. Da Fiat Professional arriva la nuova Tris elettrica Da Fiat Professional arriva anche un'evoluzione della Tris, in versione sia pick-up (prezzi a partire da 6.950 euro) che cargo box chiusa, con vendite a partire dal prossimo settembre per la prima. La tre ruote fa da base anche alla versione turistica Dolcevita in forma di concept e, in partnership con Caffè Vergnano 1882, a una originale versione da caffè bar mobile.
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Ibrida, elettrica, a idrogeno: BMW X5, stile Neue Klasse e una sola piattaforma - VIDEO

4 Ruote - 4 ore 34 min fa
Ci sono modelli che segnano un prima e un dopo nel percorso di una Casa automobilistica. Nel caso di BMW individuarne uno solo è complesso, ma sul piano commerciale la X5 ha rappresentato uno spartiacque evidente. Nata per rispondere al successo della Mercedes ML, lanciata nel 1999 come primo modello della famiglia X, ha conquistato oltre tre milioni di clienti e oggi arriva nella veste rinnovata della quinta generazione. Un modello chiave e una produzione strategica La X5 è tra i modelli più venduti del marchio, ma è negli Stati Uniti che si avvicina al ruolo di best seller - quasi alla pari con la X3. Non sorprende quindi che il lancio ufficiale sia avvenuto nello stabilimento di Spartanburg, dove viene prodotta, al termine di un piano di investimenti da 1,7 miliardi di dollari che ha incluso l'ampliamento del sito esistente e la costruzione dell'impianto di Woodruff, dedicato alle elettriche, da cui nascerà la BMW iX5. Piattaforma flessibile e cinque tecnologie La versione a batteria sarà solo una delle cinque disponibili, nel segno della flessibilità produttiva. Se il design richiama alcuni elementi della Neue Klasse, alla base c'è un approccio pragmatico fondato sulla piattaforma CLAR della generazione precedente, aggiornata per accogliere powertrain diversi: diesel, benzina, elettrico, plug-in hybrid e, dal 2028, idrogeno. iX5: elettrica da oltre 800 km e ricarica ultra-rapida Sono proprio le motorizzazioni elettrificate ad attirare l'attenzione. La iX5 60 xDrive sfrutta la sesta generazione eDrive (Gen6) a 800V e le celle cilindriche 46x120 mm con architettura cell-to-pack, già viste sulla iX3, con benefici in termini di efficienza e una densità energetica superiore del 20%. La batteria raggiunge i 141 kWh netti, con un'autonomia WLTP dichiarata tra 645 e 845 km.Il sistema xDrive abbina un motore posteriore EESM da 329 CV a uno anteriore ASM da 249 CV, per 578 CV e 805 Nm complessivi (0-100 km/h in 4,6 secondi). La ricarica ultra-rapida arriva a 460 kW (10-80% in 23 minuti), mentre la gestione bidirezionale V2L, V2H e V2G consente di utilizzare l'auto come accumulatore energetico. Plug-in hybrid, mild hybrid e idrogeno L'approccio flessibile coinvolge l'intera gamma. Nel 2028 debutterà la iX5 Hydrogen, con celle a combustibile di terza generazione e serbatoi piatti in carbonio capaci di garantire circa 750 km di autonomia, installati nello stesso spazio della batteria - e viceversa. Sul fronte attuale, le plug-in hybrid - la 50e da 489 CV e la M60e da 612 CV - integrano un motore elettrico da 197 CV nel cambio Steptronic a otto rapporti, con fino a 102 km di autonomia elettrica grazie a una batteria da 26,5 kWh. Proprio queste versioni giocano un ruolo centrale nel segmento, anche in virtù del contesto normativo favorevole alle flotte.I sei cilindri mild hybrid 48V - benzina (40 xDrive, 400 CV) e diesel (40d xDrive, 313 CV) - beneficiano di un boost da 18 CV; il diesel supporta l'HVO100, con una riduzione delle emissioni di CO2 fino al 90%. Heart of Joy Sul piano dinamico c'è l'Heart of Joy per le versioni elettriche e fuel cell: una centralina evoluta che coordina erogazione, frenata rigenerativa e sterzo con una velocità dieci volte superiore rispetto al passato. L'assetto adattivo di serie - con distribuzione dei pesi 50:50 - può essere arricchito con l'Adaptive Chassis Control, che include sospensioni pneumatiche e asse posteriore sterzante fino a 3,2 gradi, mentre il pacchetto Professional introduce barre antirollio attive a 48V Volt. Design Neue Klasse e soluzioni aerodinamiche Esteticamente, le proporzioni muscolari si fondono con il linguaggio pulito della Neue Klasse. Il frontale più verticale è dominato dalla calandra Iconic Glow illuminata e dai gruppi ottici con firma a doppia X. Le maniglie tradizionali lasciano spazio ai BMW Winglets, integrati nei montanti B e C, con apertura elettrica e Soft Close di serie.I cerchi arrivano fino a 23 pollici, mentre la coda presenta gruppi ottici sottili a tutta larghezza e contribuisce a un Cx di 0,28. Interni digitali e assistenza evoluta L'abitacolo riprende gli elementi della Neue Klasse con il BMW Panoramic Vision, che proietta le informazioni lungo tutta la base del parabrezza, affiancato dal display centrale da 17,9 pollici con OS X. Debutta anche lo schermo passeggero da 14,6 pollici con oscuramento automatico, mentre le finiture Clear & Bold introducono materiali come ardesia e cristallo. Il controllo vocale evolve grazie all'IA generativa di Amazon Alexa+. Sul fronte ADAS, la X5 raggiunge il Livello 2 con il pacchetto Motorway & City Assistant, che abilita la guida hands-free in autostrada fino a 130 km/h e la funzionalità Address-2-Address per la gestione automatizzata degli scenari urbani. Il sistema Symbiotic Drive assicura un'interazione naturale tra elettronica e conducente, mantenendo elevato il coinvolgimento alla guida.
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Stellantis cambia assetto: Maserati a Ficili, Imparato lascia il gruppo

4 Ruote - 5 ore 6 min fa
Era nell'aria ormai da tempo, ma l'ufficialità è arrivata solo ora, nel quadro delle nuove nomine annunciate da Stellantis: Jean-Philippe Imparato, ex braccio destro di Carlos Tavares e tra i pochi dirigenti della vecchia guardia ad aver resistito al profondo rimpasto manageriale voluto dall'ad Antonio Filosa, lascerà l'azienda per aprire un nuovo capitolo della sua vita. Maserati in mano a Santo Ficili L'uscita del dirigente non sorprende, perché negli ultimi mesi il suo peso all'interno di Stellantis è stato progressivamente ridimensionato. Un anno fa, quando Filosa ha assunto ufficialmente il timone del gruppo, Imparato era stato confermato nel ruolo di responsabile dell'Europa allargata e dei marchi europei, ma aveva perso la guida di Alfa Romeo e della divisione per i veicoli commerciali Stellantis Pro One. Poi, lo scorso autunno, per Imparato è arrivato un ulteriore ridimensionamento, con la nomina ad amministratore delegato della sola Maserati.Negli ultimi mesi era abbastanza evidente che il vero timoniere del Tridente fosse un altro manager, il direttore operativo Santo Ficili. Ora sarà proprio quest'ultimo ad assumere l'incarico di amministratore delegato della Maserati, mantenendo lo stesso ruolo in Alfa Romeo. Inoltre, un altro incarico di Imparato, quello di Head of Stellantis & You Sales and Services, passa a Luca Napolitano.
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Fino a 20 mila euro di bonus furgoni per le piccole aziende

4 Ruote - 5 ore 15 min fa
destinata alle piccole e medie imprese che acquisteranno veicoli commerciali o industriali medioleggeri la fetta più grande degli incentivi previsti dal Dpcm Automotive appena varato, con bonus da 2.000 a 20.000 euro a seconda del peso e dell'alimentazione del mezzo, oltre che alla rottamazione o meno di veicoli della stessa categoria. Le quattro fasce che hanno diritto ai contributi statali Il decreto del presidente del consiglio che ha appena superato il vaglio della Corte dei Conti vale complessivamente 1,35 miliardi di euro da adesso al 2030, ma il grosso spetta alla filiera produttiva e distributiva. Fra i fondi destinati a privati e piccola e media impresa, i veicoli per trasporto leggero si aggiudicano 180 milioni, con bonus differenziati come segue:1) Massa totale fino a 1.49 tonnellate: 2.000 euro per veicoli termici (solo con rottamazione); 4.000 euro per veicoli elettrici (con rottamazione) o 2.000 euro (senza rottamazione)2) Massa totale da 1,5 a 2,39 tonnellate: 3.000 euro per veicoli termici (solo con rottamazione); 8.000 euro per veicoli elettrici (con rottamazione) o 4.500 euro (senza rottamazione)3) Massa totale da 2,4 a 3,49 tonnellate: 4.500 euro per veicoli termici (solo con rottamazione); 14.000 euro per veicoli elettrici (con rottamazione) o 10.000 euro (senza rottamazione)4) Massa totale da 3,5 a 4,24 tonnellate: 8.000 euro per veicoli termici (solo con rottamazione); 18.000 euro per veicoli elettrici (con rottamazione) o 14.000 euro (senza rottamazione)5) Massa totale da 4,25 a 7,2 tonnellate: 10.000 euro per veicoli termici (solo con rottamazione); 20.000 euro per veicoli elettrici (con rottamazione) o 16.000 euro (senza rottamazione). Anche i piccoli camion beneficiano del bonus Da notare che la prima categoria include anche i modelli più compatti della categoria autocarri (N1), comprese le van derivate da autovetture; la quarta, inoltre, accorpa gli autocarri (sempre categoria N1) sulla soglia del limite massimo di massa (3,5 t) ammesso per la guida da parte di conducenti con patente B con i più leggeri dei veicoli industriali (categoria N2), che richiedono la patente C, salvo la deroga per i modelli elettrici, per i quali è consentita la guida con patente B fino a 4,25 t. Proprio da quest'ultima soglia parte l'ultima categoria, che si spinge fino a 7,2 t, di fatto nel segmento dei veicoli industriali medioleggeri come l'Iveco Daily 72. Vanno tenuti per almeno due anni Il decreto precisa che il nuovo veicolo deve essere intestato al soggetto beneficiario del contributo e la cui proprietà deve essere mantenuta per almeno 24 mesi. Inoltre, i contributi sono riconosciuti anche alle società di noleggio, previa presentazione al concessionario di un ordine finalizzato alla stipula di un contratto di noleggio, di durata non inferiore a tre anni, sottoscritto con una Pmi esercente attività di trasporto di cose in conto proprio o in conto terzi. La società di noleggio è tenuta a concedere alla locataria uno sconto obbligatorio pari al contributo ottenuto da ripartire sui canoni mensili dovuti dall'azienda che noleggia il veicolo.
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Toyota, nuovo passo verso la produzione di eVtol: nasce la joint venture con Joby

4 Ruote - 5 ore 33 min fa
Toyota compie un nuovo passo avanti nell'alleanza con Joby Aviation nel campo degli eVtol, i velivoli elettrici a decollo verticale. La Casa nipponica, già da tempo azionista della società statunitense, ha annunciato l'avvio della collaborazione strategica in ambito manifatturiero, con la creazione di una joint venture dedicata. Con Joby per produrre eVtol L'impresa congiunta, di cui Toyota deterrà il 51% del capitale, combinerà le competenze di Joby nel campo dell'aviazione elettrica con l'esperienza del gruppo giapponese nei sistemi di produzione. L'alleanza si concentrerà inizialmente sulla creazione delle basi per la produzione commerciale e sul progresso delle attività industriali, con particolare attenzione al miglioramento di produttività, qualità e costi. In futuro, supporterà anche l'espansione della capacità produttiva di Joby, con l'obiettivo di favorire la certificazione degli aeromobili e sostenere la prevista crescita della domanda di eVtol. "Fin dalla nostra fondazione, siamo stati guidati dalla filosofia di rendere la mobilità accessibile a tutti. Nel corso del tempo abbiamo continuato ad ampliare il significato di mobilità. Consideriamo la mobilità aerea come una naturale estensione di questa visione, dalla terra al cielo, e come un modo per apportare nuovo valore alla vita delle persone e alla società", commenta il presidente di Toyota, Akio Toyoda. "Crediamo che questo rafforzamento del rapporto rappresenti un importante passo avanti nella realizzazione della società della mobilità del futuro.""Toyota è al fianco di Joby da quasi un decennio, fornendoci una guida e un supporto preziosi mentre costruivamo le basi per la produzione dei nostri velivoli", aggiunge JoeBen Bevirt, fondatore e CEO di Joby Aviation. "L'annuncio di oggi riflette la solidità del nostro rapporto e la fiducia condivisa nelle opportunità future".
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Stellantis, Tychy a quota mezzo milione di B-SUV: la Junior segna il traguardo

4 Ruote - 5 ore 47 min fa
Lo stabilimento Stellantis di Tychy ha raggiunto un traguardo significativo, toccando quota 500.000 veicoli prodotti nel segmento B-SUV.La soglia è stata superata con l'Alfa Romeo Junior Sport Speciale, rifinita in Rosso Brera con tetto nero a contrasto e dotata di un propulsore ibrido di 1.2 litri da 145 CV, abbinato alla trazione integrale. I numeri dell'impianto Tychy produce vetture da oltre cinquant'anni. Nel 2024, in occasione del 50 anniversario, è stato raggiunto un ulteriore traguardo: oltre 11 milioni di unità complessive. Sempre nel 2025 si è concluso un programma quinquennale di modernizzazione che ha portato all'avvio di una nuova generazione di B-SUV. Oltre alla Junior, dalla fabbrica escono anche la Jeep Avenger e la Fiat 600. Nel 2025 i tre modelli hanno contribuito a portare Stellantis al secondo posto nel segmento B-SUV nell'area EU30, con una quota del 21,2% e 544.000 veicoli venduti.
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Fiat Multiplina, la microcar a quattro posti arriva nel 2028

4 Ruote - 6 ore 10 min fa
Nell'ambito della giornata dedicata alla micromobilità, Fiat ha annunciato la Multiplina Concept, che anticipa la versione di serie di una nuova microcar elettrica a quattro posti, e che fino a oggi abbiamo sempre chiamato Quattrolino: arriverà nel 2028, affiancando la Topolino e il veicolo commerciale Tris, erede elettrico dell'Ape Piaggio. Una Topolino più grande Come si vede dalle prime immagini mostrate da Fiat, la Multiplina Concept sarà più lunga della Topolino (che misura 2,53 metri) e riprenderà alcuni degli elementi già visti sulla Quattrolino, a cominciare dal disegno dei gruppi ottici anteriori, con tre elementi a LED all'interno di un faro tondo, che nella parte alta "sfora" all'interno della cornice bianca del parabrezza. I gruppi ottici posteriori riprendono invece quelli verticali della Topolino. Quattro posti, tetto apribile Come la microcar torinese, anche la Multiplina ha due sole portiere, con i finestrini fissi che si aprono ribaltando la parte inferiore del vetro. I vetri della seconda fila avranno invece l'apertura a compasso. Possiamo immaginare che, anche su questo modello, il cavo di ricarica sia nascosto all'interno della portiera del passeggero. Nel render si intravede anche la capote in tela arrotolata: una soluzione che rende la Multiplina particolarmente adatta a muoversi nelle località di villeggiatura, e con la bella stagione. L'incognita dei motori La nuova Multiplina sarà un quadriciclo elettrico: una scelta coerente con la mobilità urbana a zero emissioni. Al momento non abbiamo informazioni ufficiali o dati tecnici, ma è molto probabile che la nuova citycar di Fiat sia un quadriciclo pesante L7e (mentre la Topolino è un quadriciclo leggero): una soluzione che permetterebbe di muovere con maggior disinvoltura il doppio dei passeggeri. Per legge, i quadricicli L7e possono avere una potenza massima di 15 kW (20 CV) e una velocità massima di 90 km/h. La batteria, vista la maggior disponibilità di spazio nel pavimento, dovrebbe avere una capacità superiore ai 5,4 kWh della Topolino, che di suo assicura un'autonomia di 53 chilometri (rilevati dal Centro prove).
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Alpine A290 Rallye Lacoste: 290 coccodrilli nascosti, un solo esemplare

4 Ruote - 7 ore 35 min fa
Alpine e Lacoste hanno creato una one-off e una collezione coordinata, protagonista del video The Test con l'ambassador Lacoste Pierre Niney e il pilota ufficiale del BWT Alpine Formula One Team Pierre Gasly. La vettura è stata denominata Alpine Lacoste A290 Rallye - Beware of the Crocodile. Caratteristiche estetiche e modifiche alla carrozzeria La A290 non è stata soltanto rivista a livello cromatico: la carrozzeria presenta parafanghi e paraurti completamente nuovi, elementi aerodinamici aggiuntivi, una presa d'aria sul tetto e cerchi in lega con coperture aerodinamiche. Il bianco domina la scena, ma il rosso applicato all'ala posteriore richiama la classica lingua del coccodrillo Lacoste, presente fisicamente sulla superficie.Anche assetto e impianto frenante sono stati aggiornati in chiave racing, mentre il powertrain resta quello di serie della A290 Rallye, con una diversa regolazione dell'erogazione pensata per la guida nel misto stretto. Interni esclusivi in tessuto Lacoste e dettagli in 3D Gli interni sono dominati dal rosso: sedili e pannelli porta sono rivestiti nel classico tessuto Lacoste realizzato dallo specialista Potencier e il coccodrillo è riproposto su tutta la plancia attraverso piccoli loghi tono su tono.Gli elementi metallici sono rifiniti con un effetto anodizzato rosso, mentre alcune componenti inedite sono state stampate in 3D appositamente per questo esemplare. Per rafforzare ulteriormente il legame tra i due marchi, Alpine ha inserito un totale di 290 coccodrilli sulla vettura.
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Mirafiori si ferma più a lungo: tra componenti e mercato, i nodi della 500 ibrida

4 Ruote - 12 ore 33 min fa
Stellantis ha comunicato alle organizzazioni sindacali la decisione di prolungare di una settimana il fermo estivo dello stabilimento di Mirafiori. L'impianto torinese resterà inattivo dal 27 al 31 luglio, oltre che nelle prime tre settimane di agosto già da tempo programmate.L'azienda ha attribuito la decisione alle difficoltà di approvvigionamento di motori, paraurti e sensori: in particolare, alcuni fornitori non riuscirebbero a tenere il passo dell'aumento della produzione della Fiat 500 ibrida.  I timori dei sindacati Le organizzazioni sindacali temono, invece, che il fermo aggiuntivo - l'ennesimo dopo i giorni di inattività stabiliti dopo il ponte del 2 giugno e dal 24 al 26 giugno, in concomitanza con la festa di San Giovanni, patrono di Torino - sia legato a una domanda di mercato inferiore alle attese per il cinquino ibrido.A tal proposito, la Fim-Cisl ricorda la recente decisione di Stellantis di ridurre il ritmo produttivo della linea di assemblaggio da 430 a 400 vetture al giorno.Inoltre, poche settimane fa il responsabile delle attività europee, Emanuele Cappellano, non ha confermato l'obiettivo annuale dei 100 mila esemplari per entrambe le versioni della 500: Mirafiori produce ancora la variante elettrica. Dipende dalla dinamica di mercato. Non so dire se raggiungeremo l'obiettivo, ha affermato il dirigente proprio sulla possibilità di arrivare al target.Del resto, come rivelato dallo stesso Cappellano, nei primi tre mesi dell'anno Mirafiori ha sfornato circa 15 mila esemplari della 500, il che rafforza i timori dei sindacati su una chiusura d'anno lontana dai volumi promessi. La Fiom-Cgil teme, soprattutto, per i lavoratori assunti come interinali verso fine gennaio: tra luglio e settembre scadrà il 40% dei circa 500 contratti e il sindacato non esclude la possibilità di un nuovo ricorso allo strumento della cassa integrazione.
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La transizione per le flotte aziendali secondo Scame

4 Ruote - Giu 29,2026
L'integrazione di veicoli a zero emissioni all'interno dei parchi auto aziendali rappresenta una sfida articolata che richiede nuove competenze tecniche, gestionali e fiscali. Scame, la specialista dei sistemi di ricarica per veicoli elettrici, è attiva anche nella consulenza ai fleet manager e, nel suo recente E-Mobility day dedicato ai gestori della mobilità aziendale, ha riunito un gruppo di esperti per analizzare le implicazioni della transizione ecologica per il mondo business.Il mercato: le flotte aziendali come motore del cambiamentoSull'interpretazione dei dati di mercato, che attestano un ritardo delle imprese nazionali nell'adozione di auto elettriche rispetto alla media europea, s'è soffermata Anna Forciniti, Impact-driven innovation advisor & founder di Evidentia SB, invitando a leggere questo gap come un'opportunità di crescita strutturale. Aggiungendo che la spinta all'elettrificazione non risiede esclusivamente in logiche di natura ambientale o di conformità ai criteri Esg (Environmental, social, and governance), ma si configura come una precisa strategia geopolitica volta all'indipendenza e all'efficienza energetica, fattore cruciale per abbattere i costi industriali e favorire la competitività a lungo termine delle aziende. Il total cost of ownership e il nuovo ruolo del fleet managerIl passaggio alla mobilità a spina impone una rilettura dei costi aziendali. Matteo Gizzi, head of E-mobility market intelligence di Motus-E, ha ribadito che il vero incentivo all'elettrificazione è di natura economica, purché l'investimento venga gestito in modo corretto. Analizzando il total cost of ownership (Tco) su un ciclo di 4 anni e 60.000 chilometri, Gizzi sostiene come il maggiore costo iniziale d'acquisto di un veicolo elettrico venga ampiamente ammortizzato dalla riduzione dei costi operativi, quali la manutenzione e l'energia. Affinché questa convenienza si concretizzi, è fondamentale gestire il costo del rifornimento: le simulazioni dimostrano che, mantenendo il mix di ricarica al di sotto di 0,60 euro per kWh, si ottiene un risparmio netto rispetto alle motorizzazioni tradizionali. In questo ecosistema complesso, il ruolo del fleet manager è mutato da puro gestore dei veicoli ad analista di dati, chiamato a interfacciarsi con l'energy manager, il dipartimento risorse umane e quello responsabile degli acqisti per bilanciare efficacemente i consumi dell'impresa.Fiscalità differenziata per le ricaricheGli aspetti fiscali sono stati affrontati da Stefania Prandelli, dottore commercialista e partner di Rivetti & Partners. Un tema che resta di difficile gestione è quello della ricarica domestica. Al momento, l'Agenzia delle Entrate considera l'energia rimborsata per la ricarica a casa come reddito tassabile per il dipendente, per via della complessa misurazione tra l'uso privato e l'uso lavorativo. Al contrario, l'installazione di colonnine in sede aziendale consente la totale deducibilità del costo e l'Iva detraibile per l'azienda. Inoltre, un'impresa dotata di pannelli fotovoltaici può se in possesso delle adeguate autorizzazioni vendere l'energia prodotta ai propri dipendenti fatturandola in conformità alla normativa vigente e aggiungendo l'Iva, oppure integrarla in piani di welfare aziendale, esentandola così da tassazione per il lavoratore. Infrastrutture di ricarica, power management e charging policyL'inserimento di veicoli elettrici nella flotta impone un adeguamento delle infrastrutture fisiche, tema esplorato da Gerald Avondo, head of Product and services E-Mobility di Scame. Per evitare di richiedere costosi e lenti aumenti di potenza alla rete nazionale, la soluzione tecnica risiede nel Dynamic power management (gestione dinamica del carico), in grado di monitorare il consumo totale dell'edificio e di dirottare la potenza residua esclusivamente verso le colonnine di ricarica.Dal punto di vista tecnico, è fondamentale che i fleet manager conoscano le differenze d'interfaccia. I caricatori in corrente alternata (AC) sono vincolati dal convertitore di bordo del veicolo, fattore dirimente per organizzare i turni di ricarica, così come è essenziale sapere in anticipo se la flotta prevede solo veicoli ibridi plug-in che spesso utilizzano esclusivamente connettori AC, rendendo inutile l'installazione di dispendiose colonnine in corrente continua (DC).Risulta dunque indispensabile adottare un documento aziendale specifico, la charging policy, attraverso il quale stabilire con chiarezza le regole di utilizzo delle infrastrutture interne, pubbliche e private: quali dipendenti hanno accesso prioritario, le fasce orarie consentite per le colonnine, la gestione delle code e delle notifiche per liberare gli stalli, fino all'assegnazione e al rimborso delle wallbox domestiche. Solo attraverso regole certe e un approccio sistemico, conclude Avondo, la complessità dell'elettrificazione può essere gestita con successo all'interno delle organizzazioni aziendali.
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La Cupra Raval sarà tra le protagoniste del Goodwood Festival of Speed

4 Ruote - Giu 29,2026
Cupra ha confermato la presenza all'edizione 2026 del Goodwood Festival of Speed, che si svolgerà dal 18 al 20 settembre prossimi. Il marchio spagnolo metterà al centro dell'attenzione la sportiva elettrica compatta Raval, al suo debutto in terra inglese. Modelli speciali sulla salita di Goodwood Nel comunicato ufficiale che annuncia la sua presenza a Goodwood, Cupra ha confermato di avere altri annunci in serbo per l'evento inglese, senza però fornire dettagli precisi sulle novità che saranno comunicate. confermato inoltre che sulla salita di Goodwood si esibiranno due modelli speciali, ma anche in questo caso non sappiamo ancora di cosa si tratta, e soprattutto se saranno della partita anche motori endotermici.
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Electra inaugura a Peschiera del Garda la sua prima stazione di ricarica da 1.000 kW

4 Ruote - Giu 29,2026
L'operatore Electra ha inaugurato a Peschiera del Garda, presso il centro commerciale ICS, la sua prima stazione di ricarica italiana da 1.000 kW. L'hub è uno dei più potenti oggi disponibili in Europa (ma BYD ha le colonnine Flash da 1.500 kW, inagurate di recente a Bologna), e permette una ricarica completa in 10 minuti, in condizioni ottimali. La postazione è dotata di quattro colonnine (con 8 punti di ricarica) capaci di erogare fino a 600 kW, e altre due (4 punti di ricarica) fino a 300 kW. I prezzi sono allineati al resto delle altre postazioni, indipendentemente dalla potenza erogata. Electra punta a installare, entro il 2027, altre 300 stazioni di questo tipo in tutta Europa. Electra diventa eMSP In occasione dell'inaugurazione della nuova stazione di ricarica, Electra ha cambiato anche il proprio modello di business: a partire dal 29 giugno, infatti, l'operatore diventa eMobility Service Provider (eMSP), ossia fornitore di servizi di mobilità elettrica che dà accesso - tramite un'unica app o la tessera RFID - a oltre 800 mila punti di ricarica in tutta Europa gestiti da diversi operatori. I prezzi dei kWh sono sempre visibili prima di iniziare una sessione: con le reti partner non ci sono extra nelle tariffe, e con alcuni operatori (tra cui Ionity, Fastned e Atlante) sono previsti sconti speciali. All'interno della app di Electra è presente anche un route planner per gestire lunghe tratte con pianificazione di soste e tempi di attesa, in base anche alla disponibilità di punti di ricarica.
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MIMO 2026: hypercar, supersportive, e quella voglia di auto che non passa mai

4 Ruote - Giu 29,2026
Si è chiusa la quinta edizione del MIMO Milano Monza Motor Show, che ancora una volta ha trasformato l'Autodromo di Monza in un grande punto d'incontro per appassionati dell'automobile. Al di là delle vetture da sogno e dello spettacolo, quello che colpisce è il pubblico: persone diverse, accomunate dalla voglia di vivere l'auto da vicino, in un momento storico in cui il settore continua a mutare a una velocità impressionante. Perché MIMO non è soltanto una vetrina di modelli esclusivi, è un luogo in cui convivono mondi molto diversi tra loro: da una parte le hypercar da oltre duemila cavalli, come la Giamaro Krafla, dall'altra le nuove proposte di mobilità dei costruttori, le tecnologie elettrificate e persino l'intelligenza artificiale. Il filo conduttore, però, resta sempre lo stesso: la curiosità verso il futuro dell'automobile. Tra artigianalità e pezzi da 90 Tra gli spazi più interessanti quello di ARES Atelier, che ha confermato la propria capacità di coniugare artigianalità e design esponendo alcune delle sue creazioni. Poco distante, BRS Motorsport ha richiamato gli appassionati con una selezione di vetture per nulla scontata: dalla Ferrari 458 Speciale Aperta alla Porsche 911 GT3 Manthey, passando per mamma e figlia con una Alpine A110 1.6 e una moderna A110 R. Tra le anteprime, una menzione speciale merita la 55-SGT, protagonista della giornata inaugurale, e che abbiamo anche avuto l'occasione di provare durante Ignition, la festa per i 70 anni di Quattroruote: un omaggio (con contenuti tecnici di prim'ordine) alla leggendaria 155 V6 Ti che dal '93 al '96 disturbò le case tedesche a casa loro, nel campionato DTM. Tra test drive e sensibilizzazione All'interno dei box dell'Autodromo si sono alternate le novità di Changan, Chery, Omoda & Jaecoo, Mercedes-Benz, Tesla e molti altri, mentre il pubblico ha potuto salire a bordo delle vetture nei test drive. Un modo concreto per avvicinare il pubblico alle tecnologie che, nel giro di pochi anni, entreranno nella quotidianità di milioni di automobilisti. E sempre di quotidianità si è parlato allo stand Cybex, dove è stato affrontato il tema della sicurezza dei più piccoli. Giro d'onore Fuori dai box, invece, è stata la pista a prendersi la scena. Le Supercar Parade hanno riportato, come da tradizione, centinaia di vetture sportive sulle sopraelevate e sul tracciato dell'Autodromo, mentre le competizioni della domenica, dal GT3isti Challenge alla Speed Cup, hanno ribadito il legame tra il MIMO e il motorsport. L'auto è sempre la protagonista Quella che resta, alla fine, è una sensazione già emersa nelle edizioni precedenti: l'automobile continua a suscitare interesse, anche in un periodo in cui il dibattito pubblico la mette spesso al centro di polemiche e trasformazioni. Cambiano le alimentazioni, i costruttori e i linguaggi. Non cambia, però, la voglia delle persone di vedere, ascoltare e capire da vicino un oggetto che per molti continua a rappresentare molto più di un semplice mezzo di trasporto. A ricordarlo è stato anche un incontro casuale tra i paddock. Un ragazzino arrivato da Cuba, che aveva scelto di trascorrere una giornata del suo viaggio in Italia proprio al MIMO: girava tra le supercar con gli occhi spalancati, fermandosi davanti a ogni vettura con curiosità autentica. Il sogno di trovarsi a pochi metri da Ferrari, Porsche e Lamborghini è uguale in tutto il mondo.
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Renault openR link, con l'aggiornamento arriva la AI di Google Gemini

4 Ruote - Giu 29,2026
cominciata lo scorso 15 giugno la distribuzione da parte di Renault dell'ultimo aggiornamento del suo sistema di infotainment openR link, che introduce Google Gemini in sostituzione di Google Assistant. Questo update è distribuito over-the-air tramite internet, ed è disponibile su tutti i modelli europei con questo sistema operativo, da Twingo a Rafale. Si può sempre cambiare idea Google Gemini introduce l'intelligenza artificiale di Mountain View nelle conversazioni con l'assistente di bordo, che diventa in grado di gestire richieste complesse e prolungate. L'integrazione all'interno dell'infotainment di bordo permette alla AI di controllare direttamente molte funzioni dell'auto, dal climatizzatore alla radio, dalle impostazioni all'autonomia residua (per i modelli elettrici). In un prossimo aggiornamento verrà introdotta la modalità Gemini Live, per avere conversazioni ancora più naturali, e con la possibilità di cambiare lingua nel corso della stessa sessione. L'attivazione di Gemini è facoltativa, e si può tornare al "vecchio" Google Assistant in qualsiasi momento.
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Abbiamo guidato la 55-SGT: drift e 750 CV, così rivive lanima dell'Alfa 155 DTM - VIDEO

4 Ruote - Giu 29,2026
Ci sono auto che definiscono una storia sportiva. Quando nel 1993 l'Alfa Romeo 155 V6 TI sbarcò nel DTM, dominò contro i colossi tedeschi a casa loro, chiudendo la stagione con 12 vittorie su 20 gare. Oggi abbiamo potuto provare in anteprima mondiale a Vairano l'erede spirituale di quel mito: la 55-SGT. Un progetto matto, nato per applicare i concetti del motorsport alle tecnologie odierne senza perdere di vista l'uso su strada. E che è stato uno dei protagonisti assoluti di MIMO 2026. Dalla piattaforma Giorgio al prototipo zero Sviluppata da SGT Automobili, realtà formata da professionisti del settore, la 55 SGT non è un restomod classico ma una reinterpretazione che prende forma a partire dalla piattaforma Giorgio di Giulia e Stelvio, qui adeguatamente modificata. Trattandosi del prototipo zero, la gestiamo con cautela, ma la tentazione di spingere è forte perché la coppia è pazzesca.Nata con il corredo genetico giusto, parti e ti rendi conto che la 55-SGT si guida senza pensare troppo. Considerando qualche piccolo dettaglio ancora da sistemare, comprensibile vista la fase prototipale dell'esemplare a nostra disposizione, riconosci subito il comportamento ben bilanciato delle auto da cui la 55-SGT deriva. Infatti, il connubio tra pilota e macchina è lineare, il passaggio tra input e reazione avviene in modo fluido e senza strappi. Carrozzeria in fibra di carbonio e aerodinamica attiva In accelerazione, come nella fase di sterzata, il cambio di stato è leggero se vuoi, oppure estremo se in quel momento le chiedi tutto. Specie il lavoro sullo sterzo lo apprezzi, e non è scontato. Le carreggiate allargate, che donano un appoggio superiore, hanno richiesto nuove tarature della scatola sterzo, e poi c'è il telaio. La piattaforma, come detto, è quel capolavoro che risponde al nome di Giorgio. La carrozzeria però è stata modificata. Infatti, oltre al design, il vero lavoro è sottopelle: l'intera sezione superiore è stampata in un unico pezzo di fibra di carbonio.Diego Iodice, uno dei tre fondatori e colui che ha curato lo sviluppo, ci ha spiegato la filosofia del team: "Quando si è realizzato questo omaggio si è voluta rispettare fedelmente l'origine, ma cercare di mettere dei contenuti nuovi". Per incrementare la rigidità torsionale sono state eliminate le portiere posteriori (solo accennate sulla fiancata) e i sedili dietro, facendo largo uso di carbonio, carbo-titanio e kevlar. Abitacolo ed ergonomia da vera vettura da competizione L'abitacolo deriva dall'esperienza dei fondatori nelle competizioni. Persino il posto guida è stato oggetto di modifiche. stato arretrato di 50 mm verso il centro dell'auto e la pedaliera riposizionata per ottimizzare pesi ed ergonomia. Sembra di stare su una vettura da corsa. Iodice mi ha ricordato l'esclusività della progenitrice: "Stiamo parlando di una macchina che all'epoca costava 5 miliardi, mentre una Formula 1 ne costava 3 e mezzo. Quando decisero di fare una vettura per il Turismo, era per dimostrare l'eccellenza dell'engineering italiano, anche in terra tedesca. Queste macchine si sono sempre fatte in Italia, non altrove". Trazione integrale specifica con modalità drift Come la sua ispiratrice, la 55-SGT adotta una trazione integrale specifica. Tramite i selettori sulla console si gestisce la ripartizione della coppia, che permette di passare da un 50:50 fino al 100% al posteriore in modalità drift, per esibirsi a ruote fumanti. Una possibilità che la Giulia Quadrifoglio non ha. Gli ammortizzatori sono regolabili - singolarmente sui due assi - direttamente dall'abitacolo, sia in rimbalzo sia in estensione, e anche l'aerodinamica prevede flap anteriori regolabili. Possono essere impostati dal pilota oppure, quando la pressione sui freni supera i 30 bar, tornano in posizione quasi verticale per spingere a terra l'asse anteriore in fase di frenata e ingresso curva. Il motore V6 delle Giulia e Stelvio Quadrifoglio Anche il motore è il noto propulsore delle Giulia e Stelvio Quadrifoglio. Offre tre mappature da 520, 560 e 620 cavalli, ma il potenziale è ben superiore. Diego mi ha confessato: "In collaborazione con Ferrari aveva con facilità 900 cavalli. stato fatto un downgrade per il modello stradale e noi abbiamo liberato una parte di potenza riguardando componenti esterne. Lo Stage 2 ci porterà a 750 cavalli con massima affidabilità". Prezzo e omologazione stradale Il prezzo è di circa 450.000 euro, donor car inclusa. Nonostante l'impostazione specialistica, la vettura è omologata per la strada e SGT ha già fatto intendere che arriveranno presto altri progetti.
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La Veloce12 Aperta celebra i 100 anni di Touring Superleggera

4 Ruote - Giu 29,2026
La carrozzeria Touring Superleggera presenta una nuova evoluzione del proprio progetto restomod su base Ferrari 550 Maranello. Si tratta della Veloce12 Aperta, che affianca la Veloce12 e la Barchetta, e che celebra i 100 anni di attività dell'atelier milanese. C'è spazio anche per i bagagli Rispetto alle versioni Coupè e Barchetta della 550, realizzate da Ferrari, la variante Targa è stata sviluppata completamente dalla Touring Superleggera. L'arco in alluminio e i due elementi smontabili rendono la vettura ideale compagna di viaggio a cielo aperto, senza rinunciare al confort di un modello chiuso. Il bagagliaio da 327 litri, con le valigie su misura, è perfetto per le esigenze di una coppia di viaggiatori. Il V12 è più potente La carrozzeria della Veloce12 è realizzata in fibra di carbonio e rispetto alla 550 Maranello di partenza presenta alcune modifiche ai gruppi ottici e alle prese d'aria. Il V12 da 5.5 litri con cambio manuale sei marce è dotato di un nuovo impianto di scarico firmato Supersprint e tocca quota 503 CV: la Targa scatta da ferma a 100 km/h in 4,4 secondi e tocca i 290 km/h di velocità massima. Assetto e freni sono stati rivisti grazie alla collaborazione con Tractive e Brembo.
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Jeep, i piani per lEuropa: focus sul segmento B, arrivano due nuove SUV

4 Ruote - Giu 29,2026
Il segmento B sarà il nuovo focus di Jeep. A qualche settimana dalla presentazione del piano industriale Stellantis, il brand ha fatto chiarezza sulle sue strategie europee per il futuro: da una gamma di due modelli come quella attuale (più la Grand Cherokee, non citata, ndr), entro la fine del decennio il marchio americano arriverà ad avere nelle proprie concessionarie sei differenti vetture. Avenger e Compass, come già noto, verranno affiancate dalla Recon (100% elettrica, ma forse destinata a montare, più avanti, un range extender) già il prossimo anno, che sarà seguita da due SUV di dimensioni compatte e da un modello grande, di segmento D, basato su piattaforma Dongfeng. Le due B-Suv Oltre all'Avenger - che tutti conosciamo e che la Jeep considera come un modello di richiamo fondamentale per la propria gamma, in grado di attrarre clienti interessati a una hatchback - la Casa americana punta ad ampliare la propria presenza nel segmento delle SUV attorno, o poco al di sopra, dei quattro metri di lunghezza, con un modello compatto e uno più grande, entrambi disponibili anche con trazione integrale e con powertrain multienergia.Descritte come B-Suv Compact (comunque più grande della Avenger) e B-Suv Large, queste vetture differiranno, oltre che per dimensioni, anche per carattere: una dovrebbe essere una SUV a tutti gli effetti, mentre l'altra potrebbe strizzare maggiormente l'occhio al mondo off-road, magari con forme più boxy e reminiscenze del passato del marchio.Non si è parlato di nomi, ma è possibile che una di queste due possa essere l'erede della Renegade. Rispondendo a una domanda diretta di Quattroruote, i vertici Jeep hanno confermato l'impiego della nuova piattaforma Stla One per entrambe le vetture (la Avenger rimarrà su CMP, ndr), rimandando al prossimo decennio l'eventuale introduzione di una vettura al di sotto del segmento B, cugina delle future E-Car Fiat e Citroën: Al momento non è nel piano. Ma il mondo non finisce oggi e quindi più avanti faremo le nostre analisi anche per delle E-Car. La D-SUV in Cina Meno informazioni sono trapelate sulla nuova D-Suv in arrivo in collaborazione con il marchio cinese Dongfeng. Quello che sappiamo, e che i manager della Jeep ci hanno confermato, è che si tratterà di una vettura irriconoscibile rispetto ai modelli del produttore asiatico: Lo stile sarà 100% Jeep, così come le capacità off-road e l'esperienza di guida a trazione integrale. Per la produzione ci si affiderà a uno stabilimento cinese ed è probabile che pure questa vettura venga proposta con motori multienergia.
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Crisi Volkswagen: rispunta lipotesi di vendita per Ducati e Lamborghini

4 Ruote - Giu 29,2026
Il gruppo Volkswagen rimane sotto i riflettori dei mercati finanziari. Le indiscrezioni su un nuovo piano di ristrutturazione particolarmente doloroso, unite al recente accordo per la cessione della ex MAN Energy Solutions, stanno alimentando di nuovo speculazioni su ulteriori operazioni di dismissione di attività o marchi. In Borsa, infatti, è tornata in auge l'ipotesi di una cessione per due simboli della Motor Valley italiana, Ducati e Lamborghini. Cessioni e indiscrezioni Come detto, ad alimentare le speculazioni è stata la sottoscrizione di un accordo per cedere a Bain Capital il 51% di Everllence, la ex MAN Energy Solutions specializzata nella produzione di grandi motori diesel per navi, turbine per il settore energetico e altre soluzioni industriali. L'operazione, che una volta completata dovrebbe portare Wolfsburg a incassare circa 7,4 miliardi di euro, è stata spiegata con la volontà del costruttore di rafforzare significativamente la propria posizione finanziaria e, al contempo, di razionalizzare il proprio portafoglio di investimenti.In altre parole, la cessione, da tempo sul tavolo del management e capace di attrarre l'interesse di numerosi investitori (Bain ha battuto la concorrenza di altri fondi come CVC ed EQT), è l'ennesima prova di una strategia di ridimensionamento del perimetro operativo del gruppo Volkswagen. Tutto estremamente positivo. Peccato che, dopo 48 ore, il costruttore sia finito nel tritacarne delle polemiche per le indiscrezioni su un possibile piano per tagliare 100 mila dipendenti, ossia un sesto dell'attuale forza lavoro, e chiudere altri quattro impianti in Germania, oltre a quelli già destinati alla dismissione in forza dell'ormai famoso accordo di Natale del 2024 sottoscritto con i rappresentanti dei lavoratori. Ducati e Lamborghini La cessione, le indiscrezioni sul piano di tagli e le continue dichiarazioni del management sulla necessità di nuove misure di efficientamento e ristrutturazione hanno quindi fatto da detonatore per le speculazioni borsistiche. Del resto, i vertici non hanno mai fatto mistero della possibilità di cedere asset considerati non più strategici, come partecipazioni nelle divisioni per le batterie PowerCo e per la guida autonoma ADMT (Autonomous Driving Mobility & Transport). Inoltre, negli ultimi mesi sono state già vendute azioni della controllata dei camion Traton.Insomma, Wolfsburg sta cercando qualsiasi modo per trovare risorse da destinare al possibile piano di ristrutturazione (destinato a generare oneri consistenti, per cui è necessario individuare adeguate coperture) e soprattutto agli investimenti per il futuro. Ecco perché l'ipotesi di una cessione di Ducati o Lamborghini non sarebbe peregrina, pur non essendo ancora del tutto concreta. Il Financial Times riporta il pensiero di alcuni consulenti che hanno lavorato all'operazione Everllence: a loro avviso, il successo dell'asta, caratterizzato da continui rilanci e da una forte competizione tra i partecipanti, è un buon viatico per altre dismissioni.In poche parole, si spera che recenti e non meglio precisate proposte di acquisto per Ducati (un'ipotesi già emersa nel 2017 e poi bloccata dai sindacati tedeschi) oppure di quotazione per Lamborghini trovino terreno fertile ai piani alti di Wolfsburg. Per alcuni analisti, però, le probabilità di realizzazione di operazioni del genere sono per ora basse, anche considerando che altre potenziali operazioni, come la cessione di PowerCo, rischiano di rivelarsi tutt'altro che redditizie.A ogni modo, nulla è da escludere. Non a caso si parla anche di valutazioni in corso sul marchio americano Scout: Volkswagen starebbe già portando avanti uno studio di fattibilità per attrarre investitori esterni. Inoltre, il responsabile Scott Keogh ha di recente rivelato come un'opzione di valorizzazione sia rappresentata dalla quotazione in Borsa. Una cosa è certa: a Wolfsburg qualcosa bolle in pentola. Per avere maggiori dettagli non bisognerà aspettare molto tempo: l'amministratore delegato Oliver Blume dovrebbe presentare i suoi piani al consiglio di sorveglianza già nelle prossime settimane.
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Audi Q7, la certezza del diesel: come va e quanto consuma con il V6 3.0 TDI

4 Ruote - Giu 29,2026
L'Audi Q7 si aggiorna puntando su una maggiore disponibilità di spazio (declinata a 6 o 7 posti), su un'architettura digitale inedita e su un approccio stilistico più marcato, per confermare la sua attitudine ai lunghi viaggi. Lunga 5,06 metri, con un passo di tre metri, la SUV di Ingolstadt cresce in altezza di cinque centimetri rispetto alla serie uscente. Un'importante innovazione sul fronte della sicurezza riguarda i fari Matrix LED abbinati ai moduli OLED 3.0: la Q7 porta al debutto la proiezione sull'asfalto degli indicatori di direzione, studiata per allertare in modo più efficace pedoni e ciclisti nelle ore notturne. Al lancio, lato powertrain, sarà presente solo l'unità turbodiesel. Abitacolo e infotainment La transizione digitale passa attraverso un'architettura basata su Android Automotive con integrazione dell'intelligenza artificiale. La scenografia, però, prevale sulla praticità d'uso.La totale assenza di tasti fisici in plancia rende pulito l'insieme, ma costringe a focalizzare l'attenzione sul display centrale. Non solo per gestire la temperatura e l'intensità del flusso, ma anche per regolare le bocchette d'aerazione.Gli ottimi comandi vocali consentono comunque di assolvere alcune funzioni a voce. Decisamente pratico il tasto ad asterisco sulla razza destra del volante, che consente di accedere al menu delle scorciatoie per disattivare alcuni ADAS. Lo spazio non manca La capacità di carico del bagagliaio spazia da 670 a 2.075 litri per la cinque posti, versione protagonista di questa prima presa di contatto. Se l'auto è provvista delle sospensioni pneumatiche, si ha pieno controllo del pianale di carico.La soglia è a filo e, soprattutto, sono presenti una serie di tasti all'interno del bagagliaio che consentono, oltre ad abbassare il pianale, di abbattere (e riposizionare) la seconda fila di sedili, così come di spostare avanti o indietro le due sedute anteriori.Ovviamente lo spazio per gli occupanti è generoso in tutte le direzioni e su tutte le sedute. Solo chi siede al centro nella fila posteriore trova la seduta leggermente più rigida, nonostante la qualità del pellame. La certezza del diesel In fase di lancio, la gamma motori è incentrata sul V6 3.0 TDI associato al sistema mild hybrid a 48 Volt, dotato di compressore elettrico, turbocompressore e unità elettrica posta fra motore e cambio.Sono previsti due livelli di potenza: 245 CV (500 Nm) e 299 CV (630 Nm). Il doppio sistema di sovralimentazione elimina eventuali ritardi di risposta: la reazione è immediata, ma senza il classico calcio nella schiena.La progressione è lineare, anche considerando una massa di circa 2.450 kg. I consumi rilevati dal computer di bordo sono in linea con la stazza della vettura e con un percorso di prova prevalentemente montano: 11,4 km/l. Sospensioni pneumatiche e retrotreno autosterzante Ci sono due elementi fondamentali di cui tenere conto: le sospensioni pneumatiche e il retrotreno autosterzante. Le prime filtrano senza compromessi le imperfezioni del manto stradale e, anche nelle modalità più dinamiche (Dynamic), mantengono un buon grado di morbidezza, senza penalizzare il confort.Il secondo limita gli effetti di un passo di tre metri su strade ricche di curve. Le ruote posteriori sterzano fino a 5 gradi in controfase fino a 60 km/h oppure nella stessa direzione oltre tale velocità.La Q7 mostra un'agilità interessante per una vettura di queste dimensioni. Lo sterzo è sempre puntuale e preciso, più consistente e rapido nelle risposte. I tornanti, anche i più stretti, scorrono con facilità, complice anche il cambio Tiptronic, che nelle modalità più sportive privilegia il freno motore. Morbida quando serve Diversa la situazione se si privilegia l'efficienza di marcia, optando per le modalità Efficiency o Comfort. In questo caso, la taratura più morbida delle sospensioni accentua i movimenti della scocca e riduce un po' l'efficacia nella guida più brillante.Per chi preferisce un approccio meno impegnativo, la modalità Auto è quella più equilibrata. La Audi Q7 si adatta alla situazione di marcia: sui lunghi rettilinei privilegia l'efficienza, mentre quando aumenta il ritmo passa a una risposta più dinamica.La vettura resta sempre coerente con la sua natura, con i lunghi trasferimenti autostradali come terreno ideale. Gamma e prezzi La nuova Audi Q7 arriverà nelle concessionarie a settembre. I prezzi di partenza sono fissati a 87.150 euro per la motorizzazione 3.0 TDI da 245 CV e a 89.850 euro per la variante 3.0 TDI da 299 CV. Tre gli allestimenti:Business Advanced: prezzi a partire da 87.150 euro, questa declinazione include il display dedicato al passeggero, il climatizzatore a tre zone e la Top view camera 3D surround a 360 gradi.S line: disponibile a partire da 96.500 euro per la versione da 245 CV e 99.200 euro per quella da 299 CV. Le sospensioni pneumatiche adattive Sport e lo sterzo integrale sono di serie. Identity: con un listino che parte da 115.550 euro (245 CV) e arriva a 118.250 euro (299 CV), introduce i fari anteriori Led Plus con funzione Matrix abbinati alle luci posteriori Oled digitali. 
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