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Lamborghini porta l'alta moda sulle sue supercar: ecco le Temerario più esclusive

4 Ruote - 7 ore 27 min fa
Lamborghini ha esposto al Goodwood Festival of Speed due esemplari Ad Personam della nuova Temerario. Queste due interpretazioni della V8 ibrida mostrano le potenzialità del programma di personalizzazione della Casa del Toro, che permette di realizzare veri e propri esemplari unici senza limiti alla fantasia e con una qualità artigianale delle lavorazioni. L'ispirazione dall'alta moda L'ispirazione per queste due vetture viene dal mondo dell'alta moda, e per questo motivo gli esperti del reparto Ad Personam hanno scelto di introdurre per la prima volta elementi legati alla sartoria, con inserti in tessuto di lana gessata per gli interni e linee grafiche che sulla carrozzeria richiamano i segni degli stilisti sulle pezze di tessuto per definire il taglio degli elementi. Colori esclusivi e materiali innovativi La prima Temerario combina il Grigio Crater Matt con le grafiche Grigio Artis, mentre la seconda unisce il Celeste Fedra e il Bianco Phanes in combinazione con gli elementi tecnici del pacchetto Alleggerita in versione Matt. Gli interni presentano cuciture e ricami specifici, ma soprattutto portano al debutto la lana vergine gessata per pannelli porta, padiglione e parafiamma. Il colore della lana è su base nera con righe color argento discontinue: l'argento torna poi negli inserti in pelle che contrastano con la fibra di carbonio a vista. Sull'esemplare con pacchetto Alleggerita la lana è invece sostituita da Corsa Tex by Dinamica con la stessa finitura argentata con linee discontinue.
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Audi aggiorna la Q3: cresce la dotazione di serie, ma il prezzo non cambia

4 Ruote - 7 ore 52 min fa
Audi presenta il Model Year 2027 della Q3, anche nella più filante versione Sportback, introducendo aggiornamenti che riguardano la dotazione di serie, i sistemi di assistenza e la digitalizzazione a bordo. Inviariati i listini, che prevedono sei motorizzazioni e tre allestimenti, con prezzi che partono da 44.200 euro per la SUV e da 46.200 euro per la Sportback. Le consegne dei nuovi modelli inizieranno in autunno. Migliora la dotazione di serie Fin dall'allestimento Business diventano di serie il climatizzatore automatico bizona, il riscaldamento dei sedili anteriori, la retrocamera e l'ingresso/avviamento senza chiave. Nuovo il terzo display da 10,9" sulla plancia (che Audi chiama Palcoscenico digitale), dedicato al passeggero, introdotto anche nel restyling della Q4 e-tron. Aggiornati i comandi sul volante, che diventano fisici e non più touch, mentre per i passeggeri posteriori arrivano tre prese USB-C da 100 Watt. Gli Adas vengono aggiornati con un cruise control adattivo che utilizza i dati online sul traffico e una nuova telecamera per il monitoraggio dell'attenzione del conducente. Novità per le plug-in Per quanto riguarda le versioni plug-in, attualmente con un powertrain da 200 kW (272 CV), arriva la funzionalità Plug & Charge per avviare automaticamente la ricarica presso le colonnine compatibili, senza necessità di utilizzare app o tessere. Su questi modelli aumenta infine la capacità di traino, che raggiunge i 2.000 kg (+600 rispetto al modello precedente). Il listino di Audi Q3 MY2027 Audi Q3 TFSI 150 CV Business: 44.200 euroAudi Q3 TFSI 150 CV Business Advanced: 46.800 euroAudi Q3 TFSI 150 CV S line: 49.000 euroAudi Q3 TFSI 204 CV quattro Business: 51.000 euroAudi Q3 TFSI 204 CV quattro Business Advanced: 53.600 euroAudi Q3 TFSI 204 CV quattro S line: 55.800 euroAudi Q3 TFSI 265 CV quattro S line: 64.500 euroAudi Q3 TDI 150 CV Business: 45.500 euroAudi Q3 TDI 150 CV Business Advanced: 48.100 euroAudi Q3 TDI 150 CV S line: 50.300 euroAudi Q3 TDI 193 CV quattro Business: 52.100 euroAudi Q3 TDI 193 CV quattro Business Advanced: 54.700 euroAudi Q3 TDI 193 CV quattro S line: 56.900 euroAudi Q3 e-hybrid 272 CV Business: 52.000 euroAudi Q3 e-hybrid 272 CV Business Advanced: 54.600 euroAudi Q3 e-hybrid 272 CV S line: 56.800 euroInvariata la gamma motori e allestimenti della versione Sportback, che costa 2.000 euro in più.
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Da Melfi a Parigi: l'auto del presidente Macron è costruita in Italia

4 Ruote - 8 ore 26 min fa
DS ha consegnato al Presidente della Repubblica francese Macron un esemplare unico denominato N7 lysée, che entra così a far parte della flotta ufficiale e affianca la Presidential DS N8 già utilizzata nel 2025. la prima elettrica della Presidenza ed è omologata per 740 km di autonomia. Allestimento speciale per il 14 luglio La N7 di Macron ha debuttato il 14 luglio, in occasione della parata a Parigi per la festa della Repubblica, ed è stata personalizzata per il Presidente con passo allungato di 25 centimetri e blindatura integrale. Lo spazio extra è dedicato ai passeggeri posteriori, che possono così contare su un vero e proprio ufficio mobile e vetri oscurabili, mentre le sospensioni di serie sono state sostituite con un sistema idropneumatico. La carrozzeria è verniciata nella tinta Liberty Blue e la griglia anteriore è illuminata con LED nei colori della bandiera francese. Il tricolore torna poi sui loghi, sul portellone e sui coprimozzi. Gli interni sono invece rifiniti con Alcantara grigio chiaro per il padiglione, i sedili in pelle Nappa Eternal Blue con inserti in Alcantara e le finiture in legno di frassino con incisioni laser sulla plancia. Produzione a Melfi, i prezzi della DS N7 La DS N7, prodotta nella fabbrica italiana di Melfi insieme alla cugina Lancia Gamma, sarà effettivamente disponibile sul mercato nell'ultimo trimestre dell'anno, ma gli ordini sono già aperti con prezzi a partire da 42.400 euro (35.665 euro con la promozione di lancio). I clienti possono scegliere tra le varianti elettriche E-Tense da 230 e 350 CV e la ibrida da 145 CV negli allestimenti base, Pallas, Etoile e La Première.
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Carburanti rinnovabili, al via il progetto pilota in Spagna con BMW, Bosch, Repsol e Toyota

4 Ruote - 8 ore 34 min fa
Bosch, Toyota Motor Europe, BMW Group e Repsol hanno lanciato in Spagna un progetto pilota per dimostrare, in condizioni di utilizzo reale, la possibilità di alimentare i veicoli attualmente in circolazione esclusivamente con benzina rinnovabile al 100%.L'iniziativa, partita all'inizio di luglio e della durata di sei mesi, prevede l'impiego di 20 veicoli Toyota e BMW alimentati con Nexa 95, un prodotto fornito dalla compagnia petrolifera iberica. Bosch, dal canto suo, mette a disposizione la soluzione Digital Fuel Twin per la tracciabilità digitale del carburante e la raccolta e la verifica dei dati sui rifornimenti. Gli obiettivi del progetto L'obiettivo della sperimentazione è "fornire prove concrete, raccolte in condizioni reali, che dimostrino come i veicoli alimentati esclusivamente con carburanti rinnovabili possano essere introdotti efficacemente su larga scala, contribuendo al percorso europeo verso la decarbonizzazione della mobilità attraverso un approccio complementare e tecnologicamente neutrale, senza lasciare indietro nessuno".Tre saranno le finalità operative: verificare la disponibilità della benzina rinnovabile sul mercato, facendo leva sull'infrastruttura di Repsol; valutare la maturità delle tecnologie di tracciabilità e certificazione digitale, grazie al sistema Digital Fuel Twin di Bosch, che certifica l'impiego dei carburanti rinnovabili lungo l'intero ciclo di vita; dimostrare l'impiego operativo di flotte Veef (Vehicles running Exclusively on Eligible Fuels) per evidenziare che i veicoli attualmente in circolazione possono essere alimentati fin da oggi con carburanti rinnovabili al 100% attraverso l'infrastruttura di rifornimento esistente. Con Eligible Fuels si fa riferimento a carburanti rinnovabili e a basse emissioni di carbonio conformi ai criteri della Direttiva Red e in grado di garantire una significativa riduzione delle emissioni di gas serra rispetto ai carburanti fossili, considerando l'intero ciclo well-to-wheel: in altre parole biocarburanti prodotti in modo sostenibile e carburanti rinnovabili ottenuti da rifiuti, residui o fonti energetiche rinnovabili.  "Il progetto -  spiegano le tre aziende - è stato concepito per generare dati e informazioni a supporto del dibattito in corso a livello europeo sulle modalità di decarbonizzazione del settore automotive. In un contesto in cui le politiche dell'Unione europea sono attualmente concentrate prevalentemente sull'elettrificazione, l'iniziativa mira a dimostrare che i carburanti rinnovabili possono svolgere un ruolo complementare e scalabile nella riduzione delle emissioni di Co2. I dati e i risultati intermedi del progetto pilota saranno condivisi con i decisori politici europei, gli operatori del settore e i media, contribuendo al confronto sulla neutralità tecnologica e sulla possibile integrazione dei veicoli Veef nei futuri quadri normativi". Infine, l'iniziativa dovrà fornire informazioni "per la validazione delle attività di ricerca e sviluppo e per i metodi di monitoraggio, valutando la scalabilità degli approcci esistenti per la tracciabilità fisica dei rifornimenti e la capacità degli operatori del settore carburanti di associare i consumi di carburante ai singoli veicoli".
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La Ferrari 849 Testarossa Spider non sorprende per i suoi 1.050 CV, ma per le emozioni al volante - VIDEO

4 Ruote - 8 ore 50 min fa
La cosa più sorprendente, con la 849 Testarossa Spider, è che non serve capirla tutta. L'erede della SF90 Stradale è un labirinto tecnico che, appena inizi a guidare, smette di sembrare il dedalo che è. Il genius loci di Maranello ne ha infatti custodito l'essenza, e la berlinetta V8 plug-in convince per un motivo molto semplice: non dà la sensazione di essere un'ibrida che deve giustificare sé stessa e la sua natura. una Ferrari e basta. Elogio del piacere fisico Complessa, elettrificata, piena di elettronica, ma capace di restituire una fisicità che, di questi tempi, è una boccata di ossigeno. Lo fa nei dettagli, con il meraviglioso ritorno dei tasti fisici sul volante, e lo fa nella guida, che rimane istintiva, carnale, ancestrale quel tanto che basta per non perdere di vista l'idea stessa che l'automobile sia (e debba essere, verrebbe da dire) un mezzo meccanico. La sua enorme complessità lavora sotto traccia e diventa qualcosa di molto semplice. Basta una curva: freni, inserisci, senti l'anteriore che prende la linea, riapri, lasci campo al V8. E ti godi il modo in cui tutto arriva insieme. il trionfo dell'elettronica, ma la guida rimane quanto di più analogico tu possa immaginare. La guidi d'istinto e tutto si traduce in quella bella guida che conosci da sempre. Ti mette a tuo agio I 1.050 cavalli che hai alle spalle non sono la cosa più intrigante, e la strada che attraversa Tenerife aiuta a capirlo in fretta. Larga, pulita, con asfalto perfetto, lunghi rettilinei e curve veloci, sembra disegnata per mettere d'accordo motore e telaio. Nei curvoni ampi, quelli dove al massimo pensi di stabilizzare ma non certo di parzializzare, la Testarossa è divina per la sua capacità di essere efficace e di metterti a tuo agio. Istanze che a questo livello di performance non sempre vanno a braccetto.  E quando le curve si fanno più numerose e strette emerge un'attitudine all'agilità che sulla SF90 Stradale mancava. La macchina entra più rapida, più pulita, più disponibile. E dal punto di corda in poi, con il Rac-e, l'asse anteriore che grazie a due motori elettrici è capace di generare torque vectoring, chiudi la linea esattamente come l'avevi immaginata. uno di quei momenti in cui anche il più ottanico degli appassionati deve arrendersi all'elettricità. Spinge con ferocia Non ha la telepatia di una 296 Speciale, d'accordo, però la cura 296 si sente. La 849 è più composta, più adulta, più fine. Ha i muscoli, eccome, ma non pensa solo a mostrarli. Insomma, non è il copia-incolla di ciò che avevamo visto e provato sulla sua antenata, per quanto il travaso di tecnologia dall'una all'altra sia oggettivamente ampio. E l'affinamento lo noti anche in dettagli come la fusione tra termico ed elettrico. Sulla SF90 l'ingresso dei motori elettrici aveva una grande brutalità, affascinante ma non sempre perfettamente amalgamata. Qui la spinta è ancora feroce, però arriva più naturale e in totale sintonia con quella del V8. E finisce che la prepotenza degli elettrici fa corpo unico con l'arroganza del termico. Aria ben gestita Il fatto che questa 849 Testarossa sia Spider aggiunge un altro strato al racconto. I mille paesaggi che si susseguono, dal mare a una sorta di deserto lavico, passando attraverso boschi fitti, con il tetto aperto sembrano entrare nell'abitacolo. Il giro dell'aria è ben gestito, anche in velocità, e non senti mai il bisogno di chiudere il tetto. Emozioni che si fondono alla grande con quelle meccaniche.  E il tutto riporta a quelle sensazioni che il più delle volte siamo portati ad attribuire al passato, a oggetti d'altri tempi, quelli che (troppo) spesso invochiamo con religiosa nostalgia fantasticando su motori senza filtri (metaforici e no), cambi manuali, autobloccanti schiettamente e ovviamente meccanici. Lei invece ottiene lo stesso effetto grazie appunto a una quantità enorme di elettronica. A dimostrazione che onorare la tradizione non deve essere sterile ossequio a ciò che è passato, ma un modo credibile e sentito di affinare, innovare, reinterpretare. Esattamente ciò che fa la 849 Testarossa.
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Compatta, spaziosa, dal prezzo abbordabile: ID. Cross è la B-Suv (elettrica) che mancava alla Volkswagen - VIDEO

4 Ruote - 10 ore 42 min fa
In Italia quasi un'auto venduta su tre è fatta così: carrozzeria suvveggiante, guida alta e dimensioni compatte. Secondo una formula di successo che Volkswagen ha già applicato alla T-Cross prima di questa quasi omonima ID. Cross. Di mezzo c'è una piccola (nel nome), grande (nella sostanza) differenza: alla base, stavolta, c'è la tecnologia elettrica, da Wolfsburg finalmente sdoganata anche su modelli più compatti e accessibili. Come questa B-SUV elettrica in arrivo a inizio 2027, il cui prezzo (non ancora ufficiale) è stimato intorno ai 28 mila euro. facile da parcheggiare e sorride A livello di estetica spicca il nuovo linguaggio stilistico Volkswagen, denominato Pure Positive, caratterizzato da superfici pulite, un frontale a linee orizzontali e uno sguardo meno "corrucciato" rispetto ad alcuni modelli elettrici introdotti dal marchio nel recente passato. La firma luminosa a LED e il montante C, ispirato alle vecchie Golf e ai van Volkswagen, sono tratti distintivi. Nel complesso, la vettura rimane fedele al design della concept presentata al Salone di Monaco 2025.Metro alla mano, parliamo di un'auto facile da gestire negli spazi di manovra. La Volkswagen ID. Cross misura 4.153 mm di lunghezza, 1.794 mm di larghezza e 1.581 mm di altezza, con un passo di 2.601 mm: insomma, è di un'unghia più lunga della T-Cross ma con 5 cm in più di interasse (più vicino a quello di una Golf berlina che a quello di una Polo). Le ruote sono disponibili con misure da 17 a 20 pollici. Spazio a bordo e un bagagliaio da 475 litri Ci soffermiamo sul dato del passo non a caso. Pur essendo compatta, infatti, sfruttando l'architettura MEB+ l'elettrica offre maggiore abitabilità rispetto alla T-Cross termica (almeno stando a quanto dichiarato dalla Casa). Il bagagliaio, poi, raggiunge 475 litri, 20 in più rispetto al modello endotermica, ai quali si aggiunge un vano anteriore da 22 litri destinato principalmente ai cavi di ricarica.  Interni: tornano in auge i comandi fisici L'abitacolo combina superfici a sfioramento e controlli tradizionali. Il quadro strumenti digitale misura 10,25 pollici, mentre il touch screen centrale dell'infotainment raggiunge 12,9 pollici.Ritroviamo anche qui la modalità "Vista Rétro", che riproduce sul quadro strumenti una grafica ispirata alla Golf di prima generazione. Assecondando i desiderata dei clienti, poi, la Volkswagen ha reintrodotto un buon numero di tasti fisici per climatizzazione e le funzioni principali.  Dotazioni: c'è anche lo stereo Harman Kardon La prima impressione è di un mix riuscito tra praticità e qualità percepita: aiuta il fatto di aver incrociato, come spesso accade nelle anteprime alla stampa, un esemplare particolarmente accessoriato (e perciò ben più caro dei 28.000 mila euro di base listino). La ID. Cross può essere equipaggiata con contenuti poco diffusi nel segmento dei SUV compatti: per esempio, Tun impianto audio Harman Kardon da 425 watt con dieci altoparlanti e subwoofer, sedili anteriori elettrici con funzione massaggio pneumatica a 12 vie, memoria per il conducente e un tetto panoramico da 740 x 905 mm con tendina elettrica.In generale l'offerta si articola negli allestimenti Trend, Life e Style, con i livelli superiori che aggiungono, tra gli altri elementi, climatizzatore automatico bi-zona, ACC, fari Matrix LED IQ.LIGHT e accesso keyless.  Due batterie e tre livelli di potenza La nuova ID. Cross adotta una configurazione a trazione anteriore, una soluzione che, in campo elettrico, il costruttore non utilizzava dai tempi di e-up! ed e-Golf. Alla base del sistema c'è il nuovo motore elettrico APP290, disponibile in tre livelli di potenza: 85 kW (116 CV), 99 kW (135 CV) e 155 kW (211 CV).Sono invece due i tagli di batteria previsti: da 37 kWh netti, con chimica LFP (litio-ferro-fosfato), e da 52 kWh netti, con celle NMC (nichel-manganese-cobalto). L'autonomia WLTP stimata raggiunge 316 km con la batteria più piccola e circa 436 km con quella più grande. Ricarica rapida fino a 105 kW e funzione Vehicle-to-Load L'architettura MEB+ introduce la cella unificata del Gruppo Volkswagen con tecnologia cell-to-pack. Sulla ID. Cross, la ricarica in corrente alternata arriva a 11 kW, mentre quella in corrente continua raggiunge 90 kW per la batteria da 37 kWh e 105 kW per quella da 52 kWh.Secondo le stime del costruttore, il passaggio dal 10% all'80% richiede circa 27 minuti con la batteria più piccola e 24 minuti con quella da 52 kWh. presente, inoltre, la funzione Vehicle-to-Load (V2L), che permette di alimentare dispositivi esterni fino a 3,6 kW, inclusa la ricarica di biciclette elettriche tramite adattatore dedicato. Si ferma da sola. Anche al rosso Tra le novità tecnologiche spicca il Connected Travel Assist, evoluzione del Travel Assist che sfrutta dati condivisi ("swarm data") e introduce il riconoscimento automatico dei semafori. Il sistema può rallentare e arrestare il veicolo davanti a un semaforo rosso entro i limiti previsti.Sulla ID. Cross, come già sulla ID. Polo, è disponibile la funzione One-Pedal Driving, che consente rallentare, fino all'arresto completo, semplicemente rilasciando l'acceleratore, sfruttando la frenata rigenerativa.  Telaio ad hoc e capacità di traino fino a 1.200 kg Per la nuova architettura a trazione anteriore, Volkswagen ha sviluppato un telaio specifico con sospensioni MacPherson anteriori e asse posteriore a bracci interconnessi. presente inoltre un nuovo impianto frenante di tipo "one-box" con recupero energetico ottimizzato.Infine, qualche dato non trascurabile per chi vuole "camperizzare" l'auto: la Volkswagen ID. Cross con batteria da 52 kWh potrà trainare fino a 1.200 kg (su pendenza dell'8%), mentre il carico dinamico sul tetto raggiunge 75 kg, consentendo di installare una tenda da tetto.
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A metà stagione il WEC non ha più un favorito: il finale è tutto da scrivere

4 Ruote - 11 ore 53 min fa
Il Mondiale Endurance ha una strana capacità: quando sembra aver trovato un padrone, riesce sempre a rimettere tutto in discussione. La Sei Ore di San Paolo non consegna soltanto il secondo successo stagionale alla BMW: consegna soprattutto un campionato che, arrivato esattamente a metà del suo cammino, è più aperto di quanto molti immaginassero dopo Le Mans. Sulla Sarthe, dove i punti valgono doppio, sembrava potesse nascere una fuga. Interlagos, invece, racconta un'altra storia. Un secondo posto che vale come un primo Ferrari non ha vinto. Eppure lascia il Brasile con qualcosa che, in un mondiale, pesa quasi allo stesso modo: un secondo posto costruito con intelligenza, strategia e una capacità di esecuzione che continua a rappresentare il vero punto di forza della 499P. Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi hanno trasformato una pista storicamente difficile in un podio che nessuno, nemmeno dentro Maranello, considerava realmente alla portata. il genere di risultato che spesso vale più di una vittoria conquistata su un circuito favorevole. Gli altri contendenti Dall'altra parte c'è una BMW che, dopo Spa, dimostra definitivamente di non essere più un'inseguitrice occasionale. Il progetto M Hybrid V8 è cresciuto gara dopo gara e oggi può guardare Ferrari negli occhi senza complessi. Alle loro spalle continuano a muoversi Cadillac e Toyota, pronte a inserirsi appena uno dei protagonisti commette un errore. forse questo il vero volto del WEC moderno: nessun dominio, ma una battaglia continua tra costruttori che arrivano da filosofie tecniche e industriali completamente diverse.Anche Ferrari lascia Interlagos con due facce. La numero 51 raccoglie il massimo possibile grazie a una strategia perfetta e a un'esecuzione impeccabile. La numero 50 paga invece un errore nelle prime fasi della corsa e un drive through che cancellano un potenziale podio. La 83 di AF Corse conferma invece la competitività del pacchetto Ferrari, risalendo fino al quinto posto nonostante danni e penalità. Un futuro incerto Adesso il paddock si concede quasi due mesi di pausa. Il Mondiale riprenderà soltanto a settembre, al Circuit of the Americas di Austin, una pista che sulla carta potrebbe adattarsi meglio alle caratteristiche della Ferrari. Il lungo intervallo servirà anche a osservare ciò che accade fuori dai circuiti.Il calendario continua infatti a prevedere il Qatar e il Bahrain per chiudere la stagione. Oggi non esistono indicazioni ufficiali che facciano pensare a cambiamenti, ma l'inasprimento delle tensioni nell'area del Golfo rende inevitabile una domanda: il campionato riuscirà davvero a concludersi come programmato? A oggi, nessuno può rispondere a questa domanda. Anche se, a giorni, potrebbe arrivare l'ufficialità di quello che si racconta nei corridoi, ossia Barcellona e Monza. La boa è ormai alle spalle. Adesso inizia la parte di campionato dove ogni punto pesa più di una vittoria e ogni errore rischia di costare un mondiale. 
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Oltre il 50% bruciato in Borsa: Lucid risponde alle voci sul rischio bancarotta

4 Ruote - 12 ore 15 min fa
Vi ricordate le tante startup "anti-Tesla" spuntate dal nulla negli anni scorsi e capaci di raggiungere valutazioni stratosferiche a Wall Street? Dire che se la passano male è un eufemismo: c'è chi è fallito miseramente (Fisker, Arrival, Workhorse, Bollinger Motors, Canoo), chi è diventato uno scandalo finanziario (Nikola) e chi è riuscito a salvarsi per il rotto della cuffia ma rimane lontanissima dai livelli commerciali e produttivi della Tesla. Tra queste figurano, per esempio, Faraday Future, Rivian e Lucid Motors.Proprio quest'ultima, però, è finita di nuovo nel tritacarne di speculazioni che ieri hanno prodotto un crollo in Borsa di oltre il 50%. Tutto è partito da alcune indiscrezioni lanciate da un sito specializzato (eletric-vehicles.com), secondo cui l'azienda californiana starebbe valutando due opzioni: procedere con il delisting da Wall Street per tornare totalmente privata oppure presentare l'istanza per accedere allo strumento dell'amministrazione controllata ai sensi del famoso Chapter 11 della legge fallimentare statunitense. La smentita del management Le indiscrezioni si inseriscono in una situazione non certo florida per l'azienda. Di recente, Lucid ha nominato quale nuovo amministratore delegato Silvio Napoli, manager italiano con un lungo passato ai vertici del gruppo svizzero Schindler, che ha lanciato un piano di ristrutturazione che porterà entro l'anno al taglio di oltre 2.000 dipendenti.Il management ha però escluso di essere sull'orlo della bancarotta: "L'azienda dispone di liquidità sufficiente per proseguire le proprie attività anche il prossimo anno e non ha costituito alcun comitato speciale del Consiglio di amministrazione per esaminare gli scenari riportati. Il nostro obiettivo è migliorare l'esecuzione, rafforzare le attività e posizionare Lucid in modo da poter realizzare appieno il potenziale della sua tecnologia, dei suoi prodotti e della sua innovazione".
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Diesel oltre i 2 euro al litro: non si ferma la corsa dei carburanti

4 Ruote - 12 ore 40 min fa
"Non si fermano i rialzi delle quotazioni petrolifere, sullo sfondo dell'aggravarsi della crisi del Golfo: mentre il Brent sfiora quota 85 dollari, i prodotti raffinati tornano al livello della seconda metà di maggio. Alla pompa, il diesel supera di slancio la soglia psicologica dei due euro al litro in modalità self service, mentre la benzina è a un passo da 1,9. Questa mattina si registrano nuovi forti rialzi sui listini dei prezzi consigliati".La fotografia scattata da Staffetta Quotidiana, nella sua disamina giornaliera sui prezzi dei carburanti, conferma quanto la situazione sia ormai negativa, in particolare per le tasche di chi ogni giorno usa le strade per i propri spostamenti quotidiani o per lavoro.  Prezzi e listini Questa mattina 15 luglio il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,897 euro al litro per la benzina (+12 millesimi rispetto a ieri), 2,017 per il gasolio (+20), 0,749 per il Gpl (-1) e 1,560 per il metano (+5). Sulla rete autostradale verde a 1,986 (+13), diesel a 2,086 (+16), Gpl a 0,882 (-1) e metano a 1,591 (+4).Quanto ai prezzi consigliati, Staffetta segnala la decisione di Eni di aumentare di due centesimi al litro sia la benzina, che il diesel. IP, invece, ha optato per un rialzo di un centesimo sulla verde e di due sul gasolio. Per Q8 +4 centesimi sulla benzina e +6 sul diesel. Tamoil ha alzato, rispettivamente, di 3 e 2 centesimi.  Modalità di vendita e marchi Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati dalla testata specializzata sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati (rete stradale e autostradale insieme) vedono la benzina self service a 1,887 euro (compagnie 1,891, pompe bianche 1,879) e il diesel a 1,999 (2,001; 1,994). Al servito, verde a 2,024 euro/litro (2,064; 1,948), gasolio a 2,136 (2,175; 2,062), Gpl a 0,759 (0,769; 0,748), metano a 1,557 (1,556; 1,558), Gnl a 1,441 euro/kg (1,447  1,436).Lo spaccato dei marchi principali mostra Eni a 1,892 euro sulla benzina self service (2,101 al servito) e 1,995 sul diesel (2,206); IP a 1,899 (2,067) e 2,008 (2,176); Q8 a 1,883 (2,046) e 1,999 (2,163); Tamoil a 1,882 (1,962) e 1,994 (2,077).
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La crisi dell'auto tedesca: Magna chiude l'impianto di Dorfprozelten

4 Ruote - 12 ore 46 min fa
Dall'industria automobilistica tedesca arriva l'ennesimo segnale di crisi: Magna ha confermato a diverse testate la decisione di chiudere l'impianto di Dorfprozelten, nella Baviera settentrionale.  Chiusura anticipata  Il destino della fabbrica, specializzata in specchietti retrovisori esterni e interni, era comunque segnato da tempo, ma la Magna ha deciso di anticipare i tempi a causa di "un andamento economico persistentemente negativo". In particolare, la direzione ha ritenuto "non più economicamente sostenibile" proseguire le attività. Inoltre, non sono stati sufficienti a garantire un futuro al sito gli investimenti degli ultimi anni, né tantomeno i programmi di riduzione dei costi.  La fabbrica, infatti, doveva chiudere i battenti già diversi anni fa, ma alla fine era stato raggiunto un accordo con i rappresentanti dei lavoratori per ridurre gli organici e tentare di ridare slancio alle attività industriali. Nel 2023 l'impianto era stato salvato grazie alle pressioni delle autorità locali, dei politici e del sindacato dei metalmeccanici dell'IG Metall. Il prezzo pagato dai dipendeti è stato però pesante: all'epoca furono eliminati quasi 200 posti di lavoro, mentre per altri 250 dipendenti era stato raggiunto un accordo per garantire il loro impiego fino alla fine del 2028. Ora, invece, lo stabilimento chiuderà già a metà del 2027 e 216 operai perderanno il posto. La decisione della Magna di anticipare la dismissione ha, ovviamente, irritato l'IG Metall, che non ha mancato di lanciare dure accuse alla direzione. "I lavoratori hanno contribuito a garantire la sicurezza del sito e confidavano che le misure concordate sarebbero state adottate per assicurare la redditività a lungo termine dell'impianto", ha dichiarato il rappresentante Christoph Curs, attribuendo la colpa della chiusura ai manager perché - contrariamente alle promesse degli anni scorsi - non sono stati introdotti nuovi prodotti, e neppure ne sono stati trasferiti da altre sedi. "La direzione sta staccando la spina e ci ritroviamo ancora una volta in una situazione difficile", ha aggiunto Curs.
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Veicoli elettrici per le forze dell'ordine: nasce una partnership italiana per accelerare l'elettrificazione

4 Ruote - 12 ore 47 min fa
Bertazzoni Veicoli Speciali, azienda emiliana specializzata in allestimenti per le forze di polizia e i servizi di soccorso, ha firmato un accordo di collaborazione con Energetica e Silla Industries per proporre alle Pubbliche Amministrazioni una soluzione integrata dedicata alla mobilità elettrica. L'obiettivo è offrire agli enti pubblici un interlocutore unico per veicoli e infrastrutture, semplificando il processo di elettrificazione delle flotte. Accanto alla fornitura di veicoli veri e propri, l'accordo punta anche alla progettazione e alla realizzazione delle infrastrutture di ricarica, uno degli aspetti più complessi nella transizione verso flotte a zero emissioni. Bertazzoni, attiva dal 1971 e impegnata dal 2018 con i mezzi elettrificati per polizia e soccorso, metterà a disposizione la propria esperienza negli allestimenti speciali; dal canto suo, Energetica seguirà la progettazione degli impianti e il supporto tecnico, mentre Silla si occuperà delle forniture dei sistemi di ricarica prodotti in Italia.
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Sette posti e fino a 601 km di autonomia: aperti gli ordini della Skoda Peaq

4 Ruote - 12 ore 56 min fa
Skoda ha aperto gli ordini della Peaq, la nuova SUV elettrica a sette posti, l'unica configurazione disponibile sul mercato italiano. Due le motorizzazioni, da 204 e 300 CV, così come i tagli di batteria (63 e 91 kWh) e gli allestimenti, Selection e Sportline: il listino parte da 49.950 euro, con le prime consegne previste per ottobre 2026. Skoda Peaq: i dati tecnici Caratterizzata da un Cx di 0,249 (le maniglie sono a filo carrozzeria) la Skoda Peaq è lunga 4.874 mm, larga 1.867, alta 1.664 e con un passo di 2.965 mm. Il bagagliaio, che è ovviamente uno dei punti di forza di questo modello, mette a disposizione 299 litri in configurazione a 7 posti, che diventano 890 con 5 sedili in uso e 2.075 abbattendo anche quelli della seconda fila. A questi si aggiunge anche il frunk da 37 litri, buono per i cavi di ricarica. Ecco le motorizzazioni disponibili al lancio in Italia:Peak 60: 150 kW (204 CV) e 350 Nm, trazione posteriore, batteria da 63 kWh (59 netti) con autonomia fino a 452 km, 0-100 in 8,5 km/h, velocità massima di 160 km/hPeak 90x: 220 kW (299 CV) e 545 Nm, trazione integrale, batteria da 91 kWh (86 netti) con autonomia fino a 601 km, 0-100 in 6,8 km/h, velocità massima di 180 km/h La dotazione di serie La Skoda Peaq apre il listino con la versione Selection: di serie la vernice metallizzata, i cerchi di lega da 19", i vetri posteriori oscurati, il portellone elettrico e la telecamera posteriore, il climatizzatore a tre zone, l'head-up display con realtà aumentata, strumentazione digitale da 10,25", infotainment con display verticale da 13,6" con sistema operativo Android e il volante riscaldabile. Su tutta la gamma anche la tecnologia V2L e il Travel Assist 3.0: guida assistita di livello 2 con assistenza al cambio di corsia, monitoraggio dell'angolo cieco e rilevamento dei semafori, sistema di parcheggio semiautonomo e tramite app. La Skoda Peaq Sportline L'allestimento superiore aggiunge i cerchi da 20", l'illuminazione della calandra e i fari a matrice di LED, i mancorrenti in alluminio, la chiave digitale, la telecamera a 360, la pedaliera sportiva in alluminio, doppia piastra di ricarica per gli smartphone, sedili anteriori sportivi a regolazione elettrica con memoria, volante sportivo a tre razze con palette per la gestione del recupero dell'energia in frenata. I pacchetti optional Su richiesta, per la versione Selection, il pacchetto Tech (1.590 euro) comprende i fari a matrice di LED, la telecamera a 360 e la calandra illuminata; il Convenience Pack (1.470 euro) offre le piastre di ricarica wireless, la chiave digitale e i sedili anteriori elettrici con memoria. Su richiesta anche l'impianto stereo Sonos a 16 altoparlanti e i sedili con massaggio (da 1.550 a 2.330 euro in base alla versione), il Winter Pack (530 euro) con parabrezza e sedili posteriori riscaldabili. Il Simply Clever Pack (70 euro) consente di avere il cestino per i rifiuti nel pannello porta, il pulisci cavi di ricarica, il supporto per i tablet per i passeggeri posteriori e il secondo ombrello nella portiera del passeggero. Il tetto panoramico elettro-cromico da 2 metri quadrati, solo per la Sportline, costa 1.920 euro. Il listino della Skoda Peaq Skoda Peaq Selection 60: 49.950 euroSkoda Peaq Selection 90 4x4: 59.950 euroSkoda Peaq Sportline 60: 55.000 euroSkoda Peaq Sportline 90 4x4: 65.000 euro
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La nuova idea di Horse: un pieno di metanolo per ricaricare la batteria

4 Ruote - 14 ore 3 min fa
Horse unisce la tecnologia REEV con l'alimentazione a metanolo e presenta il nuovo powertrain D20 Methanol. Il sistema è già pronto per le normative Euro 7 e per quelle cinesi CN6b ed è studiato in maniera da poter essere integrato nel maggior numero possibile di piattaforme modulari. Caratteristiche tecniche del motore a metanolo e del generatore Il motore endotermico è un 4 cilindri 2 litri turbocompresso da 143 CV alimentato al 100% da metanolo e capace di avviarsi a freddo fino a temperature di -35 gradi. Un'ulteriore innovazione è relativa al generatore elettrico collegato direttamente all'albero motore: si tratta di un'inedita unità a flusso assiale, che offre maggiori prestazioni ed efficienza (96,4%) a fronte di ingombri ridotti del 46%. L'intero powertrain pesa 170 kg e può ricaricare una batteria da 40 kW con 19,8 litri di carburante.
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Solo elettrica, ma con 3.100 Nm alla ruota: la Jeep Compass 4xe alla prova in off-road

4 Ruote - Lug 14,2026
Se la scelta può essere discutibile, le ragioni tecniche lo sono molto meno. Il riferimento è alla Jeep Compass 4xe, la variante più pronta al fuori strada della gamma, che - a differenza della precedente generazione ibrida plug-in - sarà disponibile solo nella versione elettrica. E le ragioni (tecniche, dicevamo) sono molteplici: una su tutte, la piattaforma STLA Medium, progettata con una certa attenzione nei confronti dell'elettrico. La seconda è legata alle prestazioni pure in off-road, dove i motori elettrici hanno un vantaggio. Esattamente ciò che Jeep ci ha invitato a provare sul campo, negli esercizi in fuori strada. Carattere e stile da off-road In primo luogo, oltre a caratterizzazioni estetiche specifiche, tra cui i paraurti con protezioni maggiorate e adesivi dal look "outdoor", che la differenziano dalla 2WD, la Compass 4xe si distingue per i pneumatici all-season di serie e l'assetto rialzato di un centimetro, che permette alla SUV americana di affrontare guadi fino a 48 centimetri. Dentro, invece, spicca il contrasto cromatico fra il classico colore scuro e gli inserti in tabacco quasi aranciato, oltre a una particolare scocca dei sedili anteriori a rete, per proteggerli da graffi e usura, e anche per appendervi oggetti vari. Oltre 3.000 Nm di coppia Sotto la pelle, invece, una sola configurazione meccanica: una batteria da 96 kWh ad alimentare due motori elettrici, capaci di 345 Nm all'anteriore e 232 Nm al posteriore. Così la potenza complessiva tocca i 375 CV, mentre l'autonomia dichiarata nel ciclo Wltp supera i 600 km.In ottica off-road, però, è interessante il valore di coppia alla ruota: al retrotreno il rapporto di riduzione è di 14:1, dunque molto corto, che fornisce fino a 3.100 Nm alla ruota partendo da fermo. A differenza del sistema usato per la Avenger 4xe (che però è ibrida), la trazione integrale rimane disponibile - se necessario - anche a velocità più sostenute. Non si ferma mai La prova si è articolata su più percorsi off-road, fra cui gli esercizi tecnici, dove si fanno subito notare gli angoli caratteristici: 28 d'attacco, 17 di dosso e 31 d'uscita. Interessante anche il comportamento del software di gestione della trazione: in base alla modalità di guida scelta può modificare l'intervento del controllo trazione e dell'ESP oltre alla risposta dell'acceleratore, auto-regolandosi in base all'aderenza disponibile senza fatica alcuna da parte del conducente. Ed è proprio in questo che l'elettrico ha il suo vantaggio più grande: la risposta immediata e la coppia istantanea riducono a zero i ritardi tipici delle trazioni integrali tradizionali, in contesti off-road dove lo slancio, l'aderenza e la coppia modulabile rapidamente sono fattori a dir poco cruciali.Le sospensioni, ben tarate per la strada, sembrano soffrire un po' di più le basse frequenze in fuori strada (anche per via della massa del veicolo), come gli avvallamenti su fondo meno morbido, ma offrono alla ruota una buona escursione negli esercizi più impegnativi. Niente integrale col motore termico Più spinosa è la questione del "solo elettrica": al momento Jeep non sembra avere intenzione alcuna di offrire una 4x4 quantomeno ibrida, sottolineando che la miglior prestazione in fuoristrada si ottiene con l'elettrico. Dall'altra parte, va considerato che la necessità di ricaricare l'auto potrebbe dimostrarsi un limite quando si parte per l'avventura (anche se l'autonomia dichiarata resta notevole).In un certo senso, pare che Jeep voglia intendere la Compass 4xe non come una semplice variante a trazione integrale, ma come vettura a sé stante dove le prestazioni nel fuoristrada tecnico devono essere il punto massimo raggiungibile da un'auto basata su questa piattaforma. E ciò sembra aver significato sacrificare il motore termico in favore di una gestione della coppia più rapida e responsiva. Certo, la Compass 4xe non è una off-road dura e pura, ma da questo primo contatto emergono doti fuoristradistiche migliori di quanto ci si aspetterebbe, trattandosi di una vettura relativamente tradizionale come schemi meccanici generali. Non resta che attendere un test più approfondito nel nostro Centro Prove, per valutare davvero le sue prestazioni - su strada e in fuori strada, ma anche nei consumi e nelle autonomie reali. Il listino di Jeep Compass 4xe Jeep Compass 4xe Upland AWD: 54.900 euroJeep Compass 4xe Overland AWD: 57.900 euro
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Cupra allarga la gamma Raval verso il basso: arriva la Plus da 135 CV

4 Ruote - Lug 14,2026
Cupra espande la gamma della Raval verso il basso con una nuova entry level. Si tratta della Raval Plus, ordinabile da settembre a partire da circa 29.000 euro, che rappresenta la porta d'ingresso del mondo Cupra a zero emissioni. Almeno fino a settembre, quando arriverà la variante da 116 CV e un prezzo di circa 26.000 euro. Fino a 300 km di autonomia La Raval Plus affianca i modelli da 211 e 226 CV già in commercio e propone un motore elettrico singolo da 135 CV, abbinato a una batteria LFP da 37 kWh che garantisce fino a 300 km di autonomia. La ricarica a 88 kW permette di passare dal 10 all'80% in 23 minuti. In corrente alternata la potenza di ricarica massima è di 11 kW. Tre pacchetti tecnologici su richiesta La dotazione di serie potrà essere completata con tre pacchetti di optional denominati Edge (con ricarica wireless per smartphone, Digital Key e V2L), Light & Sound (con impianto audio Sennheiser e Smartlight 2.0) e Drive (con gli Adas completi del Travel Assist 3.0, le telecamere a 360 gradi e il parcheggio remoto).
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Cappellano (Stellantis): il Made in EU è cruciale, ma servono criteri chiari

4 Ruote - Lug 14,2026
Emanuele Cappellano, responsabile delle attività europee di Stellantis, è tornato a sottolineare la posizione del suo gruppo sui principi del "Made in EU". Secondo il manager, il trattamento preferenziale da accordare alle produzioni europee può diventare "un importante strumento di politica industriale europea", per restituire "competitività" all'industria e "favorire la filiera", ma a precise condizioni: "criteri chiari e non tali da introdurre ulteriori ostacoli od oneri per il settore", "un'impostazione corretta e un'applicazione rigorosa". In caso contrario, rischia di "rivelarsi inutile, se non addirittura controproducente".La posizione del gruppo, condivisa di recente con Volkswagen e Renault, è articolata su alcune direttrici di riferimento, a partire dai requisiti: Cappellano ricorda la necessità di "favorire le aziende che producono nell'Ue almeno il 70% di vetture vendute all'interno dei suoi confini, con almeno il 70% di contenuto locale europeo".  E poi, "il perimetro applicativo va limitato ai 27 Stati Membri, in modo da proteggere industria e consumatori europei". In terzo luogo, il Made in EU deve includere "tutto il valore aggiunto - design, ricerca e sviluppo, ingegneria e componentistica - e non limitarsi all'assemblaggio". Inoltre, "le filiere strategiche servono requisiti realistici rispetto allo stato dell'industria europea", in particolare, nella produzione delle batterie, "per cui pensiamo sia sostenibile prevedere un obbligo di produzione locale a partire dal 2030".Infine, è necessario evitare nuovi oneri, magari tramite un "approccio adeguatamente premiale". A tal proposito, Cappellano ha menzionato alcune misure già previste dal Pacchetto Automotive, come i super-crediti sulle emissioni di CO2 delle e-Car.  "Le Norme UE penalizzano l'industria" Detto questo, Cappellano non ha mancato di ribadire le critiche agli attuali regolamenti europei, accusati di "scarsa aderenza alla realtà di un mercato in profonda trasformazione" e quindi penalizzanti per l'intera industria e in particolare per i veicoli commerciali leggeri e le auto piccole. Per i primi servono "un approccio dedicato" e non equiparato con le vetture, una maggiore gradualità, obiettivi realistici e piena flessibilità, mentre per le seconde "sono necessarie norme che le possano davvero valorizzare". il caso dei super crediti per le piccole elettriche, "uno strumento fondamentale per favorire una transizione più rapida e sostenibile". "Infine, per favorire investimenti e produzioni su larga scala e mantenere prezzi di acquisto accessibili, è importante 'congelare' la regolamentazione per almeno 10 anni", ha aggiunto il manager.Del resto, il settore automotive è già alle prese con "profonde criticità strutturali": dai tre milioni di volumi persi rispetto al 2019 a una concorrenza cinese, che ha già superato il 10% in Europa e "può contare su un contesto e su condizioni competitive difficilmente replicabili nel nostro Continente". "Ciò significa che per le aziende automobilistiche europee la contrazione di mercato non si limita ai 3 milioni di vetture già perse ma va ben oltre, attestandosi attorno ai 4,5/5 milioni di unità", ha proseguito Castellano, ricordando l'obiettivo di Stellantis di "governare questo contesto" e di "riconquistare spazio di mercato", anche con 50 novità nei prossimi 5 anni: 25 nuovi modelli e 25 aggiornamenti".  "Abbiamo raggiunto e, in parte, superato il Piano Italia" Ovviamente, l'intervento del dirigente ha riguardato anche le attività italiane. Gli "ambiziosi obiettivi" del Piano Italia sono stati "in gran parte raggiunti e, in alcuni casi, superati", malgrado gli oneri prodotti dal "difficile contesto operativo". Stellantis, però, ha già messo in atto una nuova strategia, e ha registrato "risultati concreti" anche in Italia: immatricolazioni in crescita di quasi il 7% nel primo semestre (+16% inludendo il contributo di Leapmotor); la Pandina sempre al vertice delle auto più vendute, Fiat Professional al vertice dei veicoli commerciali, volumi produttivi in aumento del 14%, minor ricorso agli ammortizzatori sociali e un miglioramento dei rapporti con l'intera filiera."Continueremo a portare avanti" il Piano "con il lancio di nuovi prodotti, la rinnovata centralità dei nostri stabilimenti, investimenti strategici nell'innovazione e una collaborazione sempre più stretta con i fornitori", ha proseguito il responsabile delle attività europee, non senza chiedere a tutta la filiera il sostegno alla richiesta "alla Commissione europea di essere annoverati tra i cosiddetti settori energivori". "Allo stesso modo, il vostro sostegno sui territori sarebbe cruciale per permettere ai nostri progetti sul fotovoltaico e sulle biomasse di avanzare più rapidamente", ha aggiunto.Infine, non è mancata una considerazione sul recente Dpcm Automotive. Per Cappellano "va nella giusta direzione sia sul fronte dei contributi per l'innovazione e l'industrializzazione che su quello degli incentivi all'acquisto di veicoli". "Credo, infatti, sia davvero importante lavorare per rendere più attraente e più semplice investire in Italia, così come aiutare le famiglie ad acquistare nuovi veicoli. Ancor meglio lasciatemelo dire se prodotti in Europa. Ad esempio, dall'introduzione di incentivi per l'acquisto di auto piccole potrebbero trarre beneficio tanto le famiglie e l'industria italiana quanto l'ambiente", ha concluso il manager, auspicando che "tutti i protagonisti" del Tavolo "continuino a offrire il loro supporto per il bene dell'industria automobilistica italiana".
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Zenvo Aurora, a Goodwood arriva il V12 quad-turbo da 1850 CV e 416 km/h

4 Ruote - Lug 14,2026
Zenvo torna a mostrarsi in pubblico al Goodwood Festival of Speed con due esemplari della nuova hypercar Aurora, annunciata per la prima volta nel 2023. All'evento inglese sono stati esposti due Validation Prototype delle varianti Tur e Agil, che mostrano la biposto in una versione ormai molto vicina a quella che sarà prodotta a partire dai prossimi mesi. La produzione sarà limitata a 100 unità, equamente divise fra le due varianti. V12 quad-turbo e tecnologia ibrida La Zenvo ha scelto per la Aurora degli obiettivi molto ambiziosi: oltre al design aggressivo, allo studio aerodinamico e alla tecnologia di bordo di ultima generazione, il lavoro più grande è stato quello relativo al powertrain. Il motore è infatti un V12 6.6 litri con quattro turbine sviluppato in collaborazione con Mahle capace di erogare 1.250 CV con un regime massimo di 9.800 giri. A questo si aggiunge il motore elettrico da 200 CV integrato nel cambio sette marce automatico per la più leggera Agil, mentre sulla Tur sono previsti due motori elettrici anteriori per ottenere la trazione integrale e toccare quota 1.850 CV. La Tur tocca i 100 km/h da fermo in 2,3 secondi con una punta massima di 416 km/h.
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Vacanze con il cane? Il vademecum da leggere prima di partire in auto

4 Ruote - Lug 14,2026
L'estate coincide spesso con le partenze per le vacanze, per le famiglie e per i loro animali domestici. E quello che per i padroni è l'inizio di un periodo di relax, per il cane può essere un'importante fonte di stress: rumori, odori, movimenti e caldo mettono alla prova i suoi sensi, più di quanto non lo siano già i nostri, rendendo gli spostamenti più impegnativi di quanto si possa immaginare.Ecco alcune indicazioni pratiche stilate da Tavo Pets insieme alla veterinaria Zita Talamonti, esperta in comportamento animale: indicazioni pratiche per affrontare i viaggi in auto in modo più sicuro e confortevole. Attenzione a rumori, odori e movimento Come sappiamo, l'udito del cane è molto sensibile (percepisce frequenze fino a 65.000 Hz, contro i 20.000 dell'uomo): le sirene, i clacson della nostra e altrui auto, il vento provocato dai finestrini aperti e la musica ad alto volume possono aumentare il livello di stress dell'animale. Ecco perché è consigliabile mantenere un ambiente il più possibile tranquillo. Anche gli odori hanno un peso importante: meglio evitare deodoranti molto intensi, e ricordarsi di portare con sé una coperta o un oggetto che abbia un odore familiare. Ricordatevi anche che alle alte velocità, il rapido susseguirsi di stimoli visivi può accrescere il mal d'auto (se non addirittura disorientamento o ansia), specialmente nei soggetti più sensibili. Soste, acqua e pasti leggeri Per ridurre il rischio legato alla nausea è meglio tenere il cane a digiuno nelle quattro-sei ore precedenti alla partenza, assicurandosi invece che disponga sempre di acqua fresca e di una temperatura adeguata nell'abitacolo. Se il viaggio è molto lungo, cercate di programmare una sosta ogni due ore circa, in modo da permettere all'animale di muoversi, bere e rilassarsi un po' prima di ripartire. Anche il trasportino serve alla sicurezza Uno degli aspetti più importanti riguarda il trasporto del cane: secondo la veterinaria Talamonti, un trasportino introdotto gradualmente, e vissuto come un piccolo rifugio, aiuta a limitare gli stimoli esterni e aumenta la sicurezza in caso di frenate o incidenti. Il trasportino andrebbe ancorato con il sistema Isofix, e la sua superficie interna dev'essere stabile e non scivolosa. Stando a un'indagine commissionata da Tavo su cinquemila proprietari di animali, oltre la metà di loro ha viaggiato almeno una volta senza sistemi di protezione per il loro animale, e circa un terzo è stato distratto alla guida proprio dall'animale. Tra coloro che sono stati coinvolti in un incidente (o lo ha sfiorato), il 59% riferisce che il proprio animale ha riportato lesioni.
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Sulla GWM Ora Ballet Cat, omaggio al Maggiolino, arriva la modalità Lady Driving

4 Ruote - Lug 14,2026
Si scrive Ora Ballet Cat, ma è difficile non vedere subito il chiaro omaggio al Maggiolino della Volkswagen. La cinese GWM ha confermato l'arrivo sul mercato interno della sua curiosa quattro porte aggiornata a quattro anni dal lancio: oltre a novità relative agli allestimenti sono previsti powertrain più potenti. L'intenzione è quella di risollevare le sorti di un modello che - almeno per ora - è stato un flop commerciale. Arriva la modalità Lady Driving Lunga 4,4 metri e con un passo di 2,75 metri, la Ora Ballet Cat è commercializzata solo nella variante elettrica a motore singolo, la cui potenza è salita da 169 a 201 CV, portando la velocità massima a 180 km/h. I dati della batteria LFP non sono stati invece ancora svelati, così come l'autonomia.C'è però una curiosità che supera i dati tecnici: dal momento che la vettura è pensata soprattutto per la clientela femminile, GWM ha confermato la presenza della modalità di guida Lady Driving, che modifica la soglia di intervento degli ADAS per aumentare la distanza dagli altri veicoli e monitorare con maggiore rigidità stanchezza e distrazione della guidatrice.
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Osservatorio Drivalia: ibride ed elettriche salgono al 54% dei noleggi estivi

4 Ruote - Lug 14,2026
L'Osservatorio Drivalia ha esaminato oltre 50 mila prenotazioni per il trimestre giugno-agosto, scattando una fotografia dei principali trend del noleggio a breve termine.Le principali evidenze sono: la scelta di auto a basse emissioni è ormai una realtà consolidata; si prenota con più anticipo; i soggiorni si prolungano; il turismo internazionale fa la parte del leone. Tutti i numeri della ricerca In particolare, le auto elettrificate rappresentano il 54% dei noleggi estivi di Drivalia. A fare la parte del leone sono le ibride, che salgono al 44% delle scelte complessive, due punti percentuali in più rispetto al 42% dello scorso anno. Stabili al 105 le elettriche, mentre le motorizzazioni tradizionali a benzina e diesel continuano a perdere terreno, scendendo dal 48% al 46%.Tra gli altri dati spicca la propensione dei consumatori a ottimizzare il budget e a bloccare le tariffe migliori: l'anticipo medio di prenotazione sale da 24 a 31 giorni, mentre la durata media del noleggio si allunga da 8 a 9 giorni. L'analisi demografica conferma poi la forte attrattività dell'Italia per il turismo estero: ben il 61% delle prenotazioni arriva infatti dall'estero. In cima alla classifica dei paesi di provenienza svetta l'Italia con il 38%, seguita a ruota dalla Germania che, con il 26% delle prenotazioni, si conferma il primo mercato estero. Seguono Stati Uniti (17%) e Francia (15%).  A livello geografico, il Sud e le Isole fanno il pieno di prenotazioni. La Sicilia conquista il vertice della classifica, con il 16,9% delle prenotazioni. Seguono la Sardegna con il 15,8% e la Puglia con il 14,5%. L'attrattività delle isole si fa ancora più marcata se si analizza il sotto-segmento dei clienti che scelgono vetture elettrificate: in questo caso la Sardegna sale al primo posto con il 19,2% delle preferenze, seguita da Sicilia e Puglia, entrambe al 16,2%.In un contesto economico complesso, e di fronte alle incertezze attuali, i consumatori non rinunciano alle vacanze, ma scelgono di pianificarle con più consapevolezza e lungimiranza, commenta Pasquale Piccolino, Country Manager di Drivalia Italia. Da un lato, il sorpasso storico delle motorizzazioni a zero e basse emissioni, che superano il 50% delle preferenze, dimostra una maturità ormai strutturale verso un turismo sostenibile. Dall'altro, l'aumento dell'anticipo di prenotazione e della durata dei noleggi risponde all'esigenza di ottimizzare tempi e costi, trasformando il noleggio nel pilastro di un viaggio più consapevole.
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