Totem GT Super SP - 740 CV per la nuova Sport Prototipo
L'italiana Totem Automobili ha presentato al The Quail l'evoluzione del suo progetto GT. La Totem GT Super SP evolve i concetti introdotti dalla coupé turbobenzina portando le prestazioni su un piano ancor più elevato. E aggiornando lo stile di questa sportiva ispirata all'Alfa Romeo Giulia GTA degli anni Sessanta. 740 CV. Per il momento la Totem non ha pubblicato comunicati stampa o schede tecniche per il lancio della sua nuova sportiva, limitandosi a mostrarla su Instagram accompagnata da alcuni dettagli. Il primo, e forse più importante, è la presenza di un nuovo motore, un 3.2 benzina biturbo da 740 cavalli di potenza massima con cambio manuale a sei marce. Sul volante è presente anche un pulsante, "Bang", probabilmente destinato ad amplificare lo scoppiettio in rilascio emesso dai nuovi scarichi laterali: al suo fianco c'è un selettore per la regolazione dell'assetto. Proprio l'assetto, così come tanti altri dettagli tecnici, è stato aggiornato. Le carreggiate sono state allargate, così come il corpo vettura, e ora sono presenti dei cerchi di carbonio abbinati a un impianto frenante carboceramico.
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Gordon Murray - S1 LM, la McLaren F1 è risorta
Gordon Murray ne ha fatta un'altra delle sue. Alla Monterey Car Week, il reparto Special Vehicles del marchio che porta il nome del leggendario progettista ha svelato la GMSV S1 LM, una sorta di rivisitazione moderna della McLaren F1 degli anni Novanta. Nata dalla passione di un cliente per i progetti di Murray, celebra la vittoria a Le Mans del 1995 innalzando al massimo l'arte ingegneristica del marchio britannico. Tutta nuova. Il design della S1 LM tributa la bellezza della McLaren F1 vincitrice della 24 Ore di Le Mans. La carrozzeria, completamente nuova, presenta una linea del tetto ribassata con pannelli di fibra di carbonio ultraleggeri. L'aerodinamica include uno splitter anteriore, un diffusore e un'ala posteriore a doppio elemento, garantendo un elevato carico aerodinamico. La F1 GTR viene richiamata dalla presa d'aria sul tetto e dallo scarico quadruplo centrale. L'abitacolo, ispirato alle corse, ha una posizione di guida centrale e un ambiente minimalista. Materiali pregiati e artigianalità elevano l'interno, riflettendo il pedigree di questa vettura. Oltre quota 12 mila giri. Cuore della S1 LM è un V12 (strutturale) di 4.3 litri aspirato da oltre 700 CV. Ma il dettaglio più importante è il suo regime di rotazione: questo dodici cilindri, infatti, può toccare i 12.100 giri/min. Lo scarico di Inconel, con schermatura in lamina d'oro a 18 carati, produce una sinfonia unica dai quattro terminali centrali. Il cambio manuale a sei marce, derivato dalla T.50, è ottimizzato per avere innesti ancor più ravvicinati. Le sospensioni hanno una geometria specifica per garantire il massimo piacere di guida e ammortizzatori creati ad hoc. GMSV costruirà solo cinque S1 LM, omologate per la strada, con consegne previste a partire dal prossimo anno.
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The Quail - La Ferrari che non corse mai conquista Monterey
Sono le 8.30 quando i primi fortunati mettono piede sul green del Quail Lodge. Davanti a loro, oltre duecento vetture preparate la sera prima e protette da teli leggeri contro l'umidità della notte. Un'ora di silenzio e privilegio per addetti ai lavori e pochi giornalisti, prima che alle 9.30 arrivi il pubblico, selezionato dalla lotteria e disposto a pagare 2.500 dollari per vivere una giornata che non ha eguali. Diversa la sorte di chi entra grazie agli sponsor: nessuna estrazione, nessuna spesa, solo un invito che apre la porta al salotto più esclusivo della Monterey Car Week.Il prato del Quail si presenta come un salone espositivo a cielo aperto. Gli stand dei costruttori e degli sponsor, allestiti con cura maniacale, fanno da cornice a un mosaico che attraversa epoche e linguaggi. Da un lato le carrozzerie d'epoca, dall'altro le hypercar appena nate, in mezzo restomod raffinati e prototipi futuristici.Il pubblico diventa parte integrante della scenografia. Signore in abiti estivi e cappelli larghi, uomini che osservano dettagli e curvature come se fossero sculture. Intorno, calici di Champagne e il profumo dei sigari cubani, mentre le colline della Carmel Valley restano a fare da cornice silenziosa. Non mancano le world premiere, ormai un appuntamento fisso. Lamborghini ha presentato la Fenomeno, svelata da Stephan Winkelmann come manifesto di potenza e design. Aston Martin ha portato le nuove linee curate da Marek Reichman, Bugatti e McLaren hanno ribadito la loro ossessione per le prestazioni assolute, mentre Pagani ha ricordato a tutti che l'artigianalità può essere spettacolo quanto la potenza.The Quail resta così l'evento che più di ogni altro sintetizza lo spirito della Monterey Car Week: un luogo in cui passato e futuro dialogano senza soluzione di continuità. Una Maserati anni Cinquanta accanto a un prototipo elettrico, una Bentley di sessant'anni fa che sembra rispecchiarsi in una hypercar appena nata. Un racconto di tecnica e cultura, condensato in poche ore di un'unica giornata. Anche i momenti conviviali contribuiscono al fascino: i brunch gourmet, i brindisi, la possibilità per appassionati e collezionisti di incrociarsi senza filtri in un'atmosfera che mescola business e piacere, motori e mondanità.Poi arriva il momento più atteso: la proclamazione del Best of Show. Quest'anno la giuria ha premiato la Ferrari F50 GT1 del 1996, unica al mondo. Un prototipo nato per correre nella categoria GT1, con un V12 portato a 750 cavalli e un'aerodinamica esasperata. Doveva sfidare McLaren e Porsche, ma il progetto si fermò prima del debutto. Rimase soltanto questo esemplare, chassis numero 001. Proprio quella storia incompiuta ha alimentato il mito. A Carmel Valley la F50 GT1 ha trovato la sua rivincita: incoronata Best of Show, è entrata nel Rolex Circle of Champions. Il proprietario, Art Zafiropoulo, ha ricevuto il Datejust 36 inciso per l'occasione, simbolo di un riconoscimento che lega eccellenza e tempo. Così si è chiusa l'edizione 2025 di The Quail: con una Ferrari che non ha mai corso, ma che in California ha vinto la sua gara più importante.
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Lexus Sport - L'erede (elettrica) della LFA
Presto l'iconica Lexus LFA potrebbe avere un'erede, elettrica. Al The Quail, uno degli eventi più importanti della Monterey Car Week, la Casa giapponese ha presentato in anteprima mondiale la Sport Concept, una coupé dalle linee decise con una chiara visione futuristica. Un chiaro segno della direzione che il brand intende prendere per le sue vetture ad alte prestazioni: da lei, infatti, potrebbe nascere il capitolo successivo della leggendaria saga della LFA. Proporzioni da termica, ma senza scarichi. Carrozzeria due porte ampia e dal profilo ribassato, per fondere elementi dinamici ed emozionali in proporzioni che riecheggiano un passato fatto di un dieci cilindri a V che urlava come mai prima di allora nessuna Lexus aveva fatto. Rispetto alle precedenti concept, questo prototipo appare già molto vicino a un modello di produzione, con uno stile aggressivo da gran turismo. All'anteriore, spiccano i fari Led a forma di L integrati nelle prese d'aria e un paraurti scolpito che ridefinisce la calandra. Le fiancate presentano sfoghi d'aria dietro le ruote anteriori e un design del montante C che evoca la LFA. Il posteriore è dominato da una striscia luminosa a Led che attraversa tutta la vettura e un ampio diffusore con un terzo stop in stile Formula 1. Nonostante l'interno non sia stato svelato, si intravedono un quadro strumenti digitale e un volante a cloche, suggerendo il potenziale impiego di un sistema drive-by-wire, già visto su altri modelli del costruttore. Banco di prova. Sul fronte tecnico, sebbene le specifiche dettagliate non siano ancora state rilasciate, l'assenza di terminali di scarico suggerisce chiaramente la presenza di un propulsore completamente elettrico. Questo allineamento con le precedenti indiscrezioni preannuncia il possibile arrivo di una sportiva elettrica già nel 2026, destinata forse a sostituire l'attuale LC. Il ceo della Lexus, Koji Sato, ha inoltre accennato alla possibilità di impiegare una trasmissione manuale simulata per migliorare il coinvolgimento durante la guida di un'auto elettrica. Questa concept, infatti, promette di essere un modello "halo" per Lexus, un banco di prova per tecnologie all'avanguardia che in futuro potrebbero diffondersi sull'intera gamma.
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Honda - Acura RSX, la sportiva cambia volto
La Honda ha cancellato la sua grande Suv elettrica per gli Stati Uniti (che avevamo guidato, sotto forma di prototipo, lo scorso anno in Giappone), ma i progetti per questa vettura potrebbero essere evoluti in un altro modello, con marchio Acura, che arriverà sul mercato nel 2026 riportando in vita un nome storico per il brand: RSX. Quella che a inizio anni 2000 era una coupé dal piglio sportivo, diventerà una grande Suv dalle forme dinamiche: ad annunciarlo è stata la stessa Casa di proprietà della Honda, che ha svelato alla Monterey Car Week una concept che anticipa le forme della nuova sport utilty. Bimotore, con dettagli italiani. La RSX sarà il primo modello del marchio ingegnerizzato sulla piattaforma EV globale della Honda, nonché la prima elettrica prodotta nell'Honda EV Hub in Ohio, sulla stessa linea dell'Acura Integra (gemella americana della "nostra" Honda Integra). Il suo design presenta una silhouette da coupé con proporzioni potenti, cerchi da 21 pollici e un frontale audace con fari estremamente sottili. Sul fronte prestazioni, il prototipo vanta trazione integrale dual-motor, sospensioni sportive e freni Brembo di serie, promettendo guida dinamica. Tra le varie funzionalità che questa piattaforma garantirà, ci sarà anche la ricarica bidirezionale, per alimentare dispositivi o fungere da backup domestico.Arriva Asimo OS. Con la RSX debutterà anche Asimo OS, un nuovo sistema operativo globale sviluppato da Honda in grado di gestire Adas e infotainment, offrendo un'esperienza personalizzata grazie a un sistema di apprendimento delle preferenze del guidatore. Ovviamente disporrà anche di aggiornamenti over-the-air e di tantissime funzionalità avanzate e connesse.
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Meyers - Manx LFG Tuthill, il buggy che riscrive le regole dell'off-road
Il concetto di automobile è molto vario. Si spazia dall'utilitaria, nata come dice il suo nome proprio per essere utile, a vetture ricreative, modelli creati con un solo scopo: far divertire. Niente pretese di fare da un punto A a un punto B, ma solo puro semplice divertimento al volante. E la Monterey Car Week è un florido ecosistema di modelli di questo tipo, tra supercar, sportive col coltello tra i denti e vetture pensate per correre anche dove una strada non c'è, come la nuova Meyers Manx LFG. Creata insieme alla britannica Tuthill, già famosa per alcune elaborazioni Porsche, sarà prodotta in soli 100 esemplari, con i relativi proprietari che non acquisteranno solo l'auto, ma una vera e propria esperienza. Già, perché nel prezzo del biglietto ci sono anche sei anni di avventure organizzate in tutto il mondo: vacanze di corsa, immersi nella natura. Col clima o en plein air, basta un attimo. Il progetto, nato da un'idea di Phillip Sarofim e Richard Tuthill con il contributo di Freeman Thomas, evolve la Manx "tradizionale" in un modello dal look molto più moderno, avventuroso e giocoso. La carrozzeria è di fibra di carbonio e integra una struttura denominata Rops (Roll Over Protection Structure) per garantire la massima sicurezza. Un tratto distintivo della LFG è la sua capacità di trasformarsi: il cockpit chiuso e climatizzato, adatto anche a lunghi viaggi, può essere rimosso in pochi minuti, facendo diventare la vettura un buggy a cielo aperto, permettendo a guidatore e passeggeri di immergersi completamente nell'ambiente circostante. 11 mila giri. Sotto le linee scolpite, la LFG vanta caratteristiche tecniche di primordine. I clienti potranno infatti scegliere diversi motori ad alte prestazioni firmati Tuthill, compreso il "K", un flat six di 3.1 litri a corsa corta con quattro valvole per cilindro con linea rossa a 11 mila giri al minuto. Di serie sono previsti un cambio sequenziale a sei marce e un sistema di trazione integrale con tre differenziali (anteriore, centrale e posteriore) a slittamento limitato. Per affrontare qualsiasi terreno, la vettura dispone di doppi ammortizzatori regolabili a cinque vie con finecorsa idraulici e pneumatici BF Goodrich All-Terrain. Completano la dotazione un terminale di scarico di Inconel, un sistema di navigazione e un serbatoio carburante maggiorata, per renderla pronta per spedizioni molto lontane dai sentieri battuti.
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Lucid - Gravity X, verso nuove avventure (elettriche)
Alla Monterey Car Week, la Lucid ha svela la Gravity X, una concept di Suv pensata per spingere i confini dell'esplorazione, fondendo lusso e capacità fuoristradistiche avanzate. Questo prototipo promette di ridefinire il conetto di Suv dall'animo off-road, mostrando le potenzialità della piattaforma Lucid Gravity. Tra lusso e avventura. Dal punto di vista estetico, la Lucid Gravity X propone quella che la Casa definisce come "robustezza raffinata". Esternamente, sfoggia paraurti modellati per avere angoli d'attacco e uscita adatti all'off-road, carreggiate allargate e un assetto rialzato, con pneumatici all-terrain. Protezioni sottoscocca e ganci di traino ne esaltano la funzionalità fuoristradistiche, pur mantenendo un'aerodinamica molto curata. La carrozzeria è impreziosita da una finitura satinata Astral Drift con audaci accenti arancioni e dettagli di metallo spazzolato. Sul cofano sono incise mappe topografiche di Big Sur e Death Valley, mentre sul tetto è presente un sistema modulare con barre trasversali e luci Led pensato per le escursioni notturne. L'abitacolo presenta rivestimenti di pelle traforata con inserti di tessili tecnico vivacizzati da cuciture e profili arancioni. Il volante di microsuede e i tappetini con logo Gravity di metallo spazzolato completano l'ambiente che unisce lusso e attitudine all'avventura.a configurazione interna offre massima flessibilità con tre file di sedili, capaci di ospitare fino a sette passeggeri e il loro equipaggiamento, grazie anche alla terza fila riponibile e alla possibilità di abbattere completamente i sedili. Oltre 700 km di range. La concept deriva dalla Lucid Gravity Grand Touring e mette sul piatto un powertrain bimotore da 828 cavalli e un'accelerazione da 0 a 96 km/h (0-60 mph) in 3.4 secondi. L'autonomia stimata nel ciclo americano è di 724 chilometri, risultando quindi adatta anche per le esplorazioni più lunghe.
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BMW - M850i Edition M Heritage, onore al passato
Nella cornice della Monterey Car Week, la BMW ha svelato la M850i Edition M Heritage, un'edizione speciale, limitata a sole 500 unità a livello globale, che celebra la Serie 8 originale, la E31, reinterpretandone il fascino con l'eleganza di una coupé a quattro porte contemporanea. Tinte d'epoca. Sul fronte estetico, la M850i Edition M Heritage si distingue per la disponibilità di cinque tinte storiche BMW Individual, riprese proprio dalla E31 degli anni Novanta, tra cui il Mauritius Blue metallic e l'Oxford Green metallic. Il tetto di carbonio sfoggia esclusive strisce con il tricolore tipico del marchio M, mentre i cerchi bicolore Orbit Grey da 20 pollici sottolineano il carattere dinamico di questa vettura. Il pacchetto M Sport Professional, che include freni M Sport con pinze nere, completa l'aggiornamento estetico. All'interno, spiccano i sedili M Sport di pelle Merino nera BMW Individual e Alcantara con un caratteristico motivo a diamante. L'Alcantara si estende anche a cielo, plancia e pannelli porta, mentre le finiture M tricolore arricchiscono le impunture dei sedili e cinture di sicurezza. La console centrale è rifinita di fibra di carbonio opaca, mentre la leva del cambio di cristallo aggiunge un tocco di lusso in più agli interni. Dettagli come le targhette "M850i Edition M Heritage" e "1/500" sui portabicchieri e battitacco rimarcano invece l'esclusività di questo modello. Oltre 500 CV. Dentro il cofano, la M850i Edition M Heritage è equipaggiata con un V8 TwinPower Turbo di 4.4 litri, che negli Stati Uniti eroga, per via delle differenti norme omologative, 523 cavalli e 750 Nm di coppia (da noi arriva a 530 CV). Nessuna modifica nemmeno a livello di trasmissione, con il cambio Steptronic a otto rapporti abbinato al sistema di trazione integrale xDrive. Per lo 0-60 mph (0-96 km/h) bastano 3,9 secondi, mentre la velocità massima è limitata a 250 chilometri orari. La BMW M850i Edition M Heritage sarà disponibile in un'unica configurazione full optional, che include accessori come l'impianto audio Bowers & Wilkins Diamond Surround e il pacchetto di Adas Driving Assistance Professional. L'avvio della produzione è fissato per il mese di novembre, con le prime consegne previste per il primo trimestre del 2026, ma questa serie speciale si può già ordinare, con un prezzo di listino di 130.400 dollari, equivalenti a circa 111.500 euro.
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Touring Superleggera - Veloce12 Barchetta, senza filtri
Con la nuova Veloce12 Barchetta, svelata al The Quail durante la Monterey Car Week, la Touring Superleggera punta a restituire agli appassionati un'esperienza di guida senza filtri. Questa "open-tourer" incarna una filosofia che fonde arte e innovazione con la classicità della "dolce vita". L'obiettivo del progetto era quello di offrire un dialogo onesto e viscerale tra il guidatore e la macchina, celebrando l'era delle gran turismo aperte, con la sinfonia dei dodici cilindri aspirati da godere in purezza. Omaggio all'eleganza. La Veloce12 Barchetta è una scultura in movimento, pensata per non passare inosservata. La sua silhouette dinamica cattura l'essenza della dinamicità anche da ferma, con ogni linea che rende omaggio alla storica tradizione di eleganza di Touring Superleggera. La carrozzeria è realizzata a mano, con l'ausilio di modellazione digitale avanzata per garantire tolleranze di soli 2mm, e offre ampie possibilità di personalizzazione, dalle finiture di vernice ai tetti su misura. Gli interni, a loro volta, sono un inno all'artigianato più raffinato, dove il lusso non è ostentazione ma risultato di cura e intento. Ogni elemento è pensato per essere vissuto, con pelle pregiata a grana piena e Alcantara che rivestono le superfici, creando un'atmosfera senza tempo. Il feeling aptico, a detta della Casa, è curatissimo, dalla resistenza degli interruttori alla zigrinatura di un quadrante. In purezza. Il cuore pulsante della Veloce12 Barchetta è un motore V12 di 5.5 litri aspirato con architettura a 65 gradi, posizionato anteriormente, in posizione longitudinale, e con trazione posteriore. Questo propulsore deriva da quello del modello su cui è basata la vettura, la Ferrari 550, ed è stato ottimizzato con un sistema di raffreddamento PWR e uno scarico Supersprint per erogare fino a 25 CV in più rispetto alla sua configurazione originale, per 503 cavalli totali. L'esperienza di guida è gestita da un cambio manuale a sei marce e le prestazioni sono notevoli: accelera da 0 a 100 km/h in 4,4 secondi e raggiunge una velocità massima prossima ai 320 km/h. La Veloce12 Barchetta nasce dalla conversione di una coupé di origine, con il telaio rinforzato con fibra di carbonio per aumentare significativamente la rigidità torsionale, garantendo stabilità e precisione moderne. Le sospensioni sono state sviluppate con TracTive e presentano ammortizzatori adattivi configurabili. L'impianto frenante è fornito da Brembo, con pinze a sei pistoncini all'anteriore e a quattro per il retrotreno, con entrambi gli assi dotati di dischi da 380 mm. A esso si abbinano cerchi specifici pensati per ridurre le masse non sospese. Le prime consegne della Veloce12 Barchetta sono previste per l'autunno 2026: non ancora comunicati i prezzi.
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Monterey Car Week - Supercar Owners Circle: un raduno da sogno sulla West Coast
Alla Monterey Car Week, quest'anno, è arrivata anche la carovana del Supercar Owners Circle. Basta il nome per evocare un corteo di capolavori su ruote, un club che parla la lingua dell'eccellenza e della rarità. Per la prima volta sulla West Coast, il SOC ha messo in scena un evento che è già entrato nella leggenda californiana: una trentina di auto tra le più straordinarie al mondo, alcune alla loro prima uscita su strada, insieme per una giornata che ha unito passione, scenografia e mondanità.Appuntamento in tarda mattinata, in una strada residenziale poco fuori Carmel, con l'oceano a pochi metri. La villa era quella di Touring Superleggera, dove il ceo e lo staff hanno accolto i soci del Circle con un'ospitalità impeccabile per un evento rigorosamente a porte chiuse. Un privilegio riservato a chi vive il collezionismo automobilistico al livello più alto. Fuori, l'aria umida e densa profumava di resina dei pini marittimi frustati dal vento dell'oceano e di vapori caldi di benzina 100 ottani. Il pubblico iniziava ad assieparsi lungo il percorso, mentre il tam tam correva veloce sui social. Dal fascino puro della Pagani Zonda S alla potenza scolpita della Koenigsegg Regera, dalle Ferrari Monza SP2 e Daytona SP3 alle immortali F40 e F50, fino alla perfezione artigianale di Singer Vehicle Design e alle linee avveniristiche della Czinger C21. C'erano rarità per intenditori puri: Gunther Werks, Hennessey Venom, De Tomaso P72.Poi il rombo. La carovana è scesa verso la Carmel Valley, ha valicato le montagne e raggiunto i cancelli di Laguna Seca, simbolo mondiale del motorsport. Da lì ha proseguito per Monterey, dove, tra l'entusiasmo della folla, ha sfilato lungo Main Street, quindi Pacific Grove. Un passaggio lento, quasi teatrale, prima di infilarsi nella 17-Mile Drive. In una piazzola, lo stop per rifocillarsi: motori spenti, conversazioni vivaci, flash ovunque. Qui l'apoteosi dei curiosi: la strada è rimasta completamente bloccata, ma nessuno sembrava infastidito. Anzi, tutti increduli nell'ammirare, una accanto all'altra, vetture che altrove avrebbero visto solo sulle pagine patinate delle riviste di settore. Il convoglio è poi transitato davanti a The Lodge, cuore pulsante di Pebble Beach, e si è inoltrato nella foresta del comprensorio, tra luci filtrate e ombre verdi. Persino i piccoli cervi della comunità locale si sono fermati, masticando incuriositi. Infine, il gran finale: Motorlux, al Monterey Jet Center. Le vetture del SOC sono state schierate in un'area riservata, pronte a condividere la scena con jet privati e fusoliere lucenti. Un tableau vivente di potenza e lusso, tra brindisi e racconti di viaggi.Il Supercar Owners Circle non ha solo portato in California un raduno irripetibile: ha dimostrato come il mondo dell'auto possa fondersi con il lifestyle più esclusivo, trasformando la passione per le quattro ruote in un'esperienza totale. E, a giudicare dall'entusiasmo di chi c'era e dall'eco globale che ne è seguita questo debutto californiano ha tutte le carte in regola per diventare un appuntamento fisso della Monterey Car Week.
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Lamborghini - Fenomeno, nomen omen
Per i vent'anni del Lamborghini Centro Stile, la casa di Sant'Agata Bolognese celebra la propria eredità progettuale con una creazione senza precedenti che ha nel nome l'intento di mettere le cose in chiaro fin da subito. Il nuovo modello, dedicato ad appena 29 selezionatissimi clienti, si chiama Fenomeno ed è stato presentato in anteprima alla Monterey Car Week 2025, entrando di forza nell'albo delle "few-off" firmate Lamborghini, come Reventón, Veneno, Centenario e Sián. Abbiamo potuto vederla dal vivo in anteprima e vi raccontiamo com'è e com'è fatta. Partiamo col dire che la Lamborghini Fenomeno è la più veloce e potente automobile mai realizzata dal marchio grazie all'integrazione tra il dodici cilindri aspirato e i tre motori elettrici già visti sulla Revuelto. Il V12 è già di suo il più potente della storia del Toro, capace di sviluppare 835 CV (+10 CV rispetto alla Revuelto) a 9.250 giri/min. A questo si aggiungono tre motori elettrici due anteriori e uno posteriore per un totale di 245 CV (+55 CV) per una potenza combinata di 1.080 CV. Il risultato è una supersportiva ibrida con uno 0-100 km/h in 2,4 secondi, uno 0-200 in 6,7 e una velocità massima superiore ai 350 km/h. Il tutto con un rapporto peso/potenza da primato: 1,64 kg/CV. Il peso a secco è di 1.771 kg, inferiore di 1 kg rispetto al dichiarato del modello standard. Il terzo motore elettrico, è integrato nel cambio doppia frizione a otto marce e consente la trazione integrale anche in modalità full electric: agisce in sinergia con una batteria da 7 kWh (+3,2 kWh rispetto alla Reveulto) ad alta densità collocata nel tunnel centrale. Alla base della Fenomeno c'è un telaio a vasca che la Casa ha battezzato con gergo aeronautico monofuselage, traducibile in monofusoliera, realizzata in uno speciale carbonio a fibra corta, a cui si unisce la struttura anteriore in Forged Composite: un'architettura leggera e rigida che richiama i principi aeronautici e offre il supporto giusto a una vettura che vuole esprimere il massimo della tecnologia del marchio. L'auto adotta anche freni carboceramici CCM-R Plus derivati dal mondo endurance e sospensioni regolabili manualmente di tipo racing. Un ruolo centrale lo gioca il sensore 6D, abbinato al sistema Integrated Vehicle Estimator e al freno elettronico IPB, per un controllo più puntuale della vettura grazie alla capacità di leggere in tempo reale accelerazioni, rotazioni e grip e una velocità di risposta migliorata rispetto al passato. Il design, naturalmente, è firmato da Lamborghini Centro Stile guidato da Mitja Borkert ed è modellato pescando a piene mani dall'esperienza nel motorsport e nell'heritage del marchio. Il frontale integra un S-Duct e prese d'aria ispirate alla Huracán GT3 e lo stesso si può dire del vistoso estrattore posteriore, sormontato dall'ala mobile. Ci sono poi elementi che riprendono qua e là dai tratti distintivi delle Lambo del passato (più o meno recente) come la coda lunga dell'Essenza SCV12, i passaruota e le prese Naca della Countach LP5000 o le fiancate e i battistrada a vista della countach LP400. All'interno domina la fibra di carbonio, anche grazie a elementi stampati in 3D come quelli del quadro strumenti. Sedili a guscio dedicati, console centrale con sport pad e sistema di illuminazione ambientale completano l'ambiente high-tech.
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Sono Motors - Allasta i prototipi della Sion
La storia della Sono Motors, iniziata nel 2012, si è conclusa due anni fa con il fallimento dell'azienda e la chiusura del progetto Sion, una monovolume elettrica con pannelli solari sulla carrozzeria per aumentarne l'autonomia. L'azienda, che è tornata con il nome di SonoSolar e si occupa di tecnologia eolica per la mobilità elettrica, ha deciso di dare un taglio netto al passato e di mettere all'asta tutti i prototipi e gli asset legati a quel progetto. Valore emotivo. Per noi inizia un nuovo capitolo e arriva a conclusione un'altra parte della nostra storia passata, spiega la SonoSolar in una nota stampa, Il fondo che gestisce il programma Sion ha avviato un'asta per tutti i pezzi, la componentistica, gli attrezzi e i prototipi della Bev a energia solare. Questi asset non fanno parte dei nostri progetti, ma ne riconosciamo il valore tecnico e, per molti appassionati, anche quello emotivo. Ce n'è per tutte le tasche. L'asta rimarrà online fino al prossimo 9 settembre: al momento sono 267 gli oggetti in vendita, a partire da componenti più piccoli, che partono da 10 euro, fino ai prototipi (che non possono essere immatricolati), con prezzi da 600 euro a salire. I motori elettrici dell'auto partono da una cinquantina di euro. Tutti gli oggetti saranno venduti al miglior offerente.
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Telecamere - Autovelox: permane il caos giuridico
Il problema autovelox in Italia era e resta senza soluzione, anche durante l'esodo estivo. La questione esiste dal 1993, ossia dalla nascita del nuovo Codice della strada, ma è tornata alla ribalta con l'ordinanza della Cassazione 10505/2024 di aprile secondo cui i rilevatori vanno omologati in base all'articolo 142 dello stesso Codice: non basta l'approvazione degli apparecchi, indicata da varie circolari ministeriali, che sono fonti gerarchicamente inferiori alla legge. In quasi un anno e mezzo, la Suprema Corte è tornata parecchie volte sul tema, confermando il principio. Confusione. Mentre rimangono le due interpretazioni, molti autovelox (non tutti, perché alcuni Comuni li hanno spenti) continuano a funzionare e a multare. Diversi automobilisti (non tutti) vincono i ricorsi ai Giudici di pace, sulla scorta dell'articolo 142 del Codice della strada e delle ordinanze della Cassazione. Come se non bastasse Secondo il Codacons, tutti i rilevatori andranno spenti il 18 ottobre 2025. Infatti, il decreto Infrastrutture (legge 105/2025) stabilisce l'obbligo in capo a Comuni, Province e Regioni di censire e comunicare al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti i dispositivi presenti sui rispettivi territori. Condizione necessaria ai fini del legittimo utilizzo delle apparecchiature, dice il dicastero. Gli enti locali tuttavia, aggiunge l'associazione, non possono rispettare l'obbligo di censimento, perché mancherebbe il decreto attuativo da adottare entro il 19 agosto (essendo la legge entrata in vigore il 20 luglio) che fornisce il modulo digitale indispensabile per comunicare i dati. Dopodiché, le amministrazioni avranno 60 giorni per fornire le informazioni sugli autovelox: se no, dovranno disattivare gli strumenti.
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Singer - A Monterey la 911 Carrera "reimmaginata"
La californiana Singer si presenta alla Monterey Car Week con l'anteprima americana della 911 Carrera Coupé Reimagined by Singer svelata a Goodwood. La vettura sarà esposta all'evento The Quail e sarà costruita in 100 esemplari partendo dalla base della Porsche 911 della generazione 964. Singer ha scelto anche l'evento americano per celebrare il traguardo delle 500 vetture assemblate dal 2009 a oggi. Ispirata alle Turbo Look. La Carrera Coupé Reimagined by Singer è caratterizzata dalla carrozzeria di carbonio, dalle luci di profondità a scomparsa nel cofano anteriore e dall'esclusivo kit aerodinamico smontabile. Le carreggiate allargate sono un omaggio alle versioni Turbo Look offerte ufficialmente dalla Porsche negli anni '80. L'esemplare esposto a Monterey, lo stesso di Goodwood, presenta una combinazione di colori unica: carrozzeria in Celeste Passalacqua e interni Mars Pink. Aspirato da 420 CV. Il motore 4 litri boxer sei cilindri aspirato raffreddato ad aria con testate a quattro valvole per cilindro raffreddate a liquido è stato sviluppato in collaborazione con Cosworth. Adotta per la prima volta nel mondo Singer la fasatura variabile ed eroga 420 CV con possibilità di toccare gli 8.000 giri. Il cambio è il classico manuale sei marce. L'assetto prevede ammortizzatori regolabili a quattro vie, controllo di trazione e stabilità, Abs e cerchi da 18" con fissaggio monodado, inoltre il telaio prevede rinforzi specifici studiati in collaborazione con gli esperti della Red Bull Advanced Technologies. Il guidatore può selezionare cinque modalità di guida (Road, Sport, Track, Weather e Off) per regolare il livello di intervento dei controlli elettronici e il setup di assetto e powertrain.
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Hypercar - Chi è la più potente del reame?
Scordatevi l'ingenuità dei tempi in cui ci entusiasmava per i 105 CV della Uno Turbo, ma anche per i 300 e passa di una Porsche 911 o di una Maserati Ghibli. Le auto elettriche hanno ridotto la distanza tra i sogni e la realtà: ormai 200 o 300 CV sono cifre con cui molti si sono abituati. Poi, oltre la vita vera, ci sono le auto più potenti mai costruite, mostri a quattro ruote che inseguono le performance più estreme, che raggiungono un traguardo solo per poter cominciare a correre verso il successivo, ancora più lontano, ancora più impressionante. Tanto per capire in quale campionato si sta correndo, il fanalino di coda di questa classifica è la Ferrari F80 con i suoi soli 1.200 CV. E poi su, a salire, oltre i tremila...
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Motorlux 2025 - Luci, motori e jet: Monterey parte da qui
La sera di Monterey ha un suo odore: benzina 100 ottani, champagne e asfalto appena pulito. Al Monterey Jet Center, Motorlux ha acceso il primo grande brindisi della Car Week. L'ex McCall tre anni fa passato nelle mani di Hagerty non ha perso il vizio di mescolare ali e ruote, turbo e turbofan. All'ingresso, la luce calda del tramonto si rifletteva sulle fusoliere di due Phenom 300 freschi di consegna e sulle pance lucide delle supercar in passerella. In platea, signore con abiti lunghi e sandali gioiello, uomini in giacca leggera e sguardo da collezionista. Qui si viene per farsi vedere, certo, ma soprattutto per vedere. Quest'anno l'Italia si è presentata in grande stile. Alfa Romeo con la 33 Stradale, rossa come si deve, centro esatto di ogni conversazione. Eccentrica con due colpi di scena su base Lamborghini Diablo: la Titano, muscoli e carbonio, e una coupé giallo acido con cerchi e interni bianchi, fotografia di un eccesso che a Monterey è pura grammatica. E poi Kimera, con le sue creature che reinventano la leggenda, portando il gusto del restomod artigianale sulle strade dell'élite. C'era Shelby, con la storia di 60 anni di Mustang compressa in lamiera e cromature. E c'era Mercedes, con un angolo dedicato a Bruno Sacco: linee tese, proporzioni perfette, la firma del designer che ha portato la Stella nel futuro. In mezzo, un florilegio di Ferrari F40, Porsche da 200 miglia orarie, Jaguar, RUF e one-off dal pedigree raro. Motorlux è un salotto a cielo aperto. Sotto gli hangar, le auto dialogano con jet privati ed elicotteri come se fosse normale trovarli nello stesso garage. Intorno, corner gourmet dove chef stellati servono finger food su porcellane sottili, e cantine californiane versano Chardonnay e Pinot Noir senza badare alle etichette stappate. In certi momenti il profumo di tartufo e quello di kerosene sembravano sfidarsi, fondendosi in un aroma che esiste solo qui. Il brusio di fondo è un misto di affari, amicizie, e di quell'inglese infarcito di termini italiani che qui funziona sempre:passione, velocità, design. E per i soci di Supercar Owners Circle, la comunità più esclusiva al mondo di proprietari di hypercar, c'era una lounge privata: ingresso solo su invito, e per farne parte non basta averne una bisogna possederne diverse e poi serve saperle usare. A fare da colonna sonora, la voce dell'asta Broad Arrow: all'interno di un hangar, i primi lotti sfilano davanti a un pubblico che alterna paddle e calice, pronto a contendersi Shelby prototipi, Bugatti Chiron e Ferrari con meno chilometri di un'auto demo. Ma i veri colpi di scena si giocano anche fuori: gente che si ritrova dopo un anno, progetti che nascono su un tovagliolo, inviti che valgono più di un assegno. Motorlux resta questo: l'abbrivio della Monterey Car Week, il primo capitolo dopo il tramonto di una settimana in cui ogni sera sembra l'ultima e ogni macchina sembra la più importante del mondo. Un luogo in cui puoi passare da una Mustang del '65 a un jet da otto posti in meno di dieci passi. Dove il lusso non è un orpello, ma il carburante stesso della festa, e dove anche un passo distratto può farti inciampare in una storia da raccontare. Tra poche ore, al sorgere del sole, la scena si sposterà altrove. Ma stanotte, chi c'era, sa di aver visto Monterey nella sua forma più pura: luci basse, riflessi alti, motori e jet. E una promessa sottintesa: il meglio deve ancora arrivare.
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Lancia Stratos - Asso pigliatutto
Nel 1975, la Lancia Stratos si è già imposta nel mondiale rally. Dopo anni di sperimentazione tecnica e visioni ardite, è lei a riscrivere le regole di questa specialità, a cui abbiamo voluto dedicare un capitolo di questa serie speciale. Tre documentari sulle auto italiane che nel 1975 si imposero nelle rispettive categorie: Formula 1 con la Ferrari 312T, Campionato Sportprototipi con la Alfa Romeo 33 TT 12 e Campionato del mondo rally con, appunto, la Lancia Stratos. L'auto messa in campo dal Gruppo Fiat non nasce da un compromesso, ma da un'idea radicale: un'auto progettata solo per vincere, a partire da un foglio bianco. Bertone presenta il prototipo Zero nel 1970, un'astronave su ruote. Poi tocca a Marcello Gandini tradurre quell'utopia in realtà per la Lancia: linee affilate, abitacolo compatto, motore centrale. A muoverla un V6 Ferrari da 2.4 litri lo stesso della Dino diventa il cuore pulsante della Stratos. Il debutto non è semplice: veloce, sì, ma anche nervosa e instabile. I primi difetti strutturali vengono corretti grazie ai feedback di Sandro Munari. Dopo un avvio complicato, la Stratos prende quindi il volo. Tra il 1974 e il 1976 conquista tre titoli mondiali consecutivi nel Mondiale Rally, cambiando il paradigma delle corse su strada e su terra. Nei tornanti innevati del Montecarlo o tra le pietraie dell'Acropoli, la Lancia danza con precisione chirurgica. leggera, potente, agile, brutale. Un mix irripetibile. E quando anche l'ultima evoluzione della Stratos lascia le scene, lo fa da leggenda. Perché nessuno ha mai osato così tanto, né prima né dopo. Intorno a questa epopea sportiva cresce anche un'aura estetica e culturale. La Stratos non è solo vincente, è bella, audace, irripetibile. Il suo abitacolo stretto e avvolgente sembra una cabina di pilotaggio, il suo profilo a cuneo un esercizio di stile estremo. E anche quando le strategie aziendali spostano l'attenzione su modelli più convenzionali, lei continua a lasciare il segno: alla Targa Florio, al Giro d'Italia e così via. Oggi è un'icona assoluta.
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Shelby - 850 CV (e 200 mila euro) per la Super Snake R
La Shelby presenta la Super Snake R basata sulla nuova generazione della Ford Mustang. La sportiva Made in USA è proposta in serie limitata a partire da 224.995 Dollari (192.500 euro al cambio attuale), prezzo che include anche la vettura di serie nuova da modificare, Si tratta della terza realizzazione della Shelby sulla base della più recente Mustang e la più potente della gamma. 850 CV anche per la pista. Basata sulla Mustang Dark Horse, la Super Snake R adotta una variante con compressore volumetrico del V8 5 litri Coyote con scarico Borla e impianto di raffreddamento modificato. Il motore è abbinato alla trasmissione automatica dieci marce di serie oppure al manuale sei marce Tremec TR-3160. Il progetto è pensato per ottenere le massime prestazioni in pista, pur mantenendo l'omologazione stradale: per questo sono previste modifiche come l'assetto coil-over totalmente regolabile, la barra duomi posteriore, l'eliminazione del divano posteriore, il kit widebody con paraurti ridisegnati e il pacchetto aerodinamico di carbonio. I cerchi forgiati da 20" (con canale da 11" anteriore e 13" posteriore) sono realizzati con parti di magnesio e permettono di utilizzare pneumatici di grandi dimensioni per aumentare ulteriormente il grip meccanico. Colori e stripes. I clienti potranno ordinare la Super Snake R nelle tinte originali Grabber Blue, Race Red, Oxford White, Shadow Black e Carbonized Gray Metallic da combinare con le stripes Satin Black, Satin Blue, Satin Silver e Satin White. In alternativa è possibile ottenere anche la vettura in colore unico oppure con grafiche di vinile personalizzate.
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Czinger - Le GT e SUV annunciate negli anni scorsi non saranno prodotte
La americana Czinger ha deciso di cambiare radicalmente i propri piani. Gli autori della rivoluzionaria sportiva 21C e fornitori di molti costruttori grazie alla loro tecnologia di stampa 3D brevettata per i componenti meccanici hanno cancellato i programmi per altri modelli di maggiore diffusione. Rimanere esclusivi è la priorità. Il direttore commerciale della Czinger George Biggs ha confermato ad Autocar che i piani di sviluppo per una GT e una Suv con lo stesso motore biturbo della 21C sono stati interrotti. Il motivo non è legato a risultati finanziari o dubbi sui volumi futuri di vendita: la Casa vuole rimanere esclusiva e sostenibile nel tempo, senza inseguire le tendenze. Fino almeno al 2035 la CZinger evolverà quindi il progetto della 21C con inedite varianti che potrebbero anche offrire carrozzerie diverse dall'attuale con due posti in tandem. La Hyper GT aveva debuttato come concept nel 2022. Se la SUV, possibile avversaria della Lamborghini Urus, è stata solo immaginata, la GT è stata sviluppata fino alla presentazione della concept avvenuta alla Monterey Car Week del 2022. Denominata Hyper GT, era una 2+2 dalle proporzioni classiche e dalle soluzioni aerodinamiche piuttosto avanzate, con una variante da 1.223 CV dello stesso powertrain ibrido della 21C. Il progetto prevedeva la costruzione di 1.000 esemplari a 1 milione di dollari l'uno.
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Station wagon - Familiari con la... scossa
Il mercato dell'auto - italiano, ma non solo - è sempre più dominato da Suv e crossover, acquistate da più della metà degli automobilisti (dati: Unrae). Con l'avvento dei modelli a ruote alte, le station wagon hanno inevitabilmente perso appeal e dall'inizio dell'anno si sono attestate su una quota di mercato del 2,8%, contro il 3,5 del 2024. Un calo a cui le Case rispondono con nuovi modelli, anche a batteria, che mantengono intatti i capisaldi che da sempre rendono imprescindibili le cosiddette familiari: tanto spazio a bordo per persone e bagagli unito a un'indole da macina chilometri. Anche se alimentate a batteria: percorrenze nell'ordine dei cinquecento chilometri non sono più un miraggio e i modelli più recenti (come la CLA Shooting Brake che arriverà nei prossimi mesi) si avvicinano, sulla carta, agli ottocento. In questa galleria fotografica vi presentiamo le station wagon elettriche a listino, o in arrivo, sul mercato italiano.
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