F.1, GP Miami - Verstappen leader nella Sprint Qualifying

4 Ruote - Mag 03,2024

Max Verstappen partirà davanti a tutti domani, nella Sprint Race di Miami: l'olandese della Red Bull Racing ha infatti segnato il giro più veloce nella Sprint Qualifying, fermando il cronometro sull'1:27.641. "A essere sincero, ho fatto un giro terribile", ha commentato un incredulo Verstappen alla fine della sessione. "Forse in Q3 è stato più difficile far funzionare le gomme e non ho migliorato molto con le morbide. Non è stato piacevole guidare in queste condizioni e non pensavo potessimo lottare per la pole a un certo punto. Non so cosa sia successo agli altri nell'ultimo giro, ma ci è andata bene".

Piccolo miracolo per Leclerc. La giornata del monegasco è iniziata malissimo, perché costretto a fermarsi - a causa di un suo errore - al primo giro dell'unica sessione di prove libere. Ci si aspettava da lui una Sprint Qualifying tutta in salita, ma Charles è riuscito a segnare comunque un tempo significativo e portarsi a casa la prima fila dello schieramento per la Sprint di domani. In seconda fila troviamo l'altra RB20 guidata da Sergio Perez e, davvero a sorpresa, la Visa Cash App RB di Daniel Ricciardo. L'australiano è certamente il pilota che è riuscito a interpretare meglio le difficili condizioni di oggi e ha portato la sua VCARB01 in seconda fila: domani avrà un'occasione ghiotta per andare a punti che tutto il team faentino vorrà sicuramente sfruttare.

McLaren inciampa. La MCL38 aveva mostrato i muscoli in tutte le fasi di questa giornata, tranne nel momento in cui contava di più farlo, ossia nel Q3 con le gomme Soft. Così, Oscar Piastri non è andato oltre il sesto tempo, mentre è andata peggio a Lando Norris che domani partirà soltanto nono, alle spalle delle due Aston Martin di Stroll e Alonso e davanti alla Haas di Nico Hulkenberg. Problemi con le gomme anche per le due Mercedes che invece hanno avuto difficoltà nella Q2 a girare con le mescole medie. Così, il risultato finale è pessimo: fuori dai primi dieci, con George Russell undicesimo e Lewis Hamilton dodicesimo.

I risultati completi delle Sprint Qualifying a Miami >>

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Alfa Romeo Junior - Aperti gli ordini dei modelli base

4 Ruote - Mag 03,2024

L'Alfa Romeo ha aperto gli ordini della Junior base. Gli allestimenti d'ingresso gamma della Suv sono da oggi acquistabili sia in versione ibrida sia elettrica con prezzi a partire da 29.900 euro o a 200 euro al mese (con anticipo e riscatto variabili a seconda della versione). Dopo il debutto della serie di lancio Speciale, svelata a Milano lo scorso 10 aprile, la Casa del Biscione ha dato il via alla commercializzazione delle varianti meno equipaggiate della Suv che avrà il compito di riportare il marchio nel segmento B e di incrementarne notevolmente i volumi di vendita.

I motori. L'Alfa Romeo Junior (non è prevista una nomenclatura specifica per la versione base, che si chiama semplicemente Junior) è disponibile nella versione Ibrida con prezzi a partire da 29.900 euro o Elettrica, da 39.500 euro (contro i 31.500 e 41.500 delle Speciale). Nel primo caso i clienti avranno a disposizione un 1.2 tre cilindri turbobenzina con cambio elettrificato eDct6 (prodotto a Torino) che metterà sul piatto una potenza massima di 136 CV. La versione Bev, invece, dispone di una batteria da 54 kWh con motore elettrico anteriore da 156 CV e promette un'autonomia Wltp di 410 km che possono salire fino a 590 km nel ciclo urbano. Per la ricarica in corrente continua è possibile sfruttare colonnine a una potenza massima di 100 kW, per passare in mezz'ora dal 10 all'80% del range.

Le dotazioni di serie. Rispetto agli altri allestimenti, la Junior base si riconosce per i cerchi di lega da 17 pollici sull'ibrida e da 18 sull'elettrica, con design specifici. I fari full Led anteriori e posteriori sono di serie, così come lo scudetto Leggenda (visibile sul modello con carrozzeria blu) e le calotte degli specchietti retrovisori di colore nero. All'interno sono presenti i rivestimenti Icona di tessuto, il sedile guidatore e passeggero regolabili manualmente, il volante di ecopelle con paddle integrati per l'ibrida, i poggiatesta posteriori e il divano abbattibile con ripartizione 60/40. Come per le altre versioni, anche sulle Junior base sono previsti il climatizzatore automatico e i due schermi da 10,25" per quadro strumenti e infotainment, quest'ultimo dotato di due porte Usb (di tipo A e C), comandi vocali, bluetooth e compatibilità wireless con Android Auto e Apple CarPlay. Di serie sono previsti anche diversi Adas, tra cui la frenata automatica d'emergenza e il cruise control adattivo.

I pacchetti. A richiesta sono disponibili due pacchetti di accessori. Il pack Techno aggiunge il portellone elettrico, i gruppi ottici Matrix Led, il navigatore connesso, l'assistente virtuale e la guida assistita di livello 2. Il pack Premium prevede invece rivestimenti di tessuto e vinile, sedile guidatore massaggiante regolabile elettricamente, pedaliera d'alluminio e illuminazione ambientale interna a Led.

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Pagani - Un nuovo showroom a Hong Kong per le hypercar

4 Ruote - Mag 03,2024

La Pagani ha aperto un nuovo showroom a Wanchai, sull'Isola di Hong Kong, dove vent'anni fa è stata consegnata la prima auto della Casa di San Cesario sul Panaro. Un'operazione che punta a rafforzare il legame con il territorio e ad ampliare la presenza nel mercato asiatico. L'apertura del nuovo showroom conferma il legame che da vent'anni ci unisce a Hong Kong, sottilinea Horacio Pagani. Sarà un nuovo punto di riferimento alle tantissime persone nel territorio che amano le nostre Hypercar e sono sensibili ai valori della bellezza, del prezioso artigianato e dell'impegno nel migliorare continuamente la tecnologia.

Servizio completo. Pagani Hong Kong sarà concessionario esclusivo per la regione, e metterà a disposizione dei clienti strumenti di visualizzazione digitale ed esperti dei prodotti Pagani per la selezione di ogni dettaglio della loro prossima hypercar. Non manca la struttura post-vendita (avviata lo scorso anno), con attrezzature specializzate e meccanici formati per garantire la meticolosa manutenzione imposta dalle Pagani.

 

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Francia - I nuovi incentivi affossano le elettriche made in China

4 Ruote - Mag 03,2024

La Francia ha raggiunto il suo obiettivo: la nuova formula degli incentivi, varata alla fine dell'anno scorso, ha generato un vero e proprio crollo delle vendite di vetture elettriche prodotte in Cina e, in particolare, della Dacia Spring, della Tesla Model 3 e della MG4. 

I calcoli. Il nuovo meccanismo delle agevolazioni prevede una complessa formula che, tenuto conto di una serie di parametri come le emissioni dei trasporti marittimi o l'energia utilizzata per le attività industriali, esclude proprio le auto cinesi dagli incentivi e, al contempo, privilegia le produzioni europee. Si tratta, in sostanza, di una barriera all'ingresso alternativa ai dazi più volte richiesti alla Commissione Ue dal presidente francese Emmanuel Macron per frenare la temuta invasione di elettriche del Dragone. La sua implementazione, come detto, avrebbe già portato dei risultati. Nello specifico, tra gennaio e novembre dell'anno scorso, le tre auto hanno raggiunto in totale una quota del 24% sul mercato delle elettriche. Tale percentuale è salita al 32% a dicembre, quando le tre Case hanno avviato specifiche campagne promozionali per anticipare proprio l'esclusione dagli incentivi, e poi è scesa progressivamente fino a collassare: 22% a gennaio, 14% a febbraio, 9% a marzo e 4% ad aprile. Il crollo è stato ben accolto soprattutto dal ministro dell'Economia, Bruno Le Marie, che ha elogiato il buon funzionamento dei nuovi e più restrittivi criteri di ammissibilità agli incentivi.

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Europa vs Cina - Indagine anti-dumping, Bruxelles contro BYD, Geely e Saic

4 Ruote - Mag 03,2024

La Commissione europea attacca BYD, Geely e Saic, i tre costruttori cinesi al centro dell'indagine anti-dumping avviata lo scorso autunno: in una lettera inviata proprio alle tre aziende e raccolta dalla testata Politico, la Commissione Ue avverte di non aver ricevuto "informazioni sufficienti" sui sussidi ottenuti da Pechino, sulle attività produttive al centro dell'inchiesta e sui rapporti di fornitura che agevolerebbero ingiustamente le Case cinesi rispetto alla concorrenza occidentale.

I rischi. Ora, le Case cinesi rischiano di subire delle conseguenze economiche. La stessa Commissione, scrive la testata americana, ha spiegato che la mancata ricezione delle informazioni richieste si traduce nella necessità di privilegiare un approccio basato sui "dati disponibili", il che significa che il massimo organo esecutivo della Ue avrà mano libera per imporre dazi più elevati sulle importazioni. L'indagine, insomma, potrebbe portare a un risultato pesante per le tre società.

Fasi finali. L'inchiesta sembra giunta al termine e il commissario Valdis Dombrovskis parla di una possibile conclusione "prima della pausa estiva". Tra l'altro, la lettera a BYD, Geely e Saic precede di pochi giorni l'arrivo in Europa di Xi Jinping: il presidente cinese sarà in visita diplomatica prima a Parigi, dove incontrerà Emmanuel Macron e Ursula von der Leyen, poi a Belgrado e Budapest. I precedenti non mancano: già a dicembre, Bruxelles aveva scritto a Saic per lamentarsi della mancata collaborazione. A loro volta, i cinesi hanno replicato alla commissione sottolineando l'eccessiva quantità di informazioni richieste e, soprattutto, di non poter rispondere alle richieste che riguardano i loro fornitori. 

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Autostrade - Inaugurato l'innesto A4 della Pedemontana Veneta

4 Ruote - Mag 03,2024

La Pedemontana Veneta, una delle opere infrastrutturali più discusse e controverse d'Italia, è stata finalmente completata con l'apertura dell'ultima bretella di collegamento con la rete autostradale locale. Oggi, infatti, è stata inaugurata l'interconnessione tra la superstrada a pedaggio e l'A4 Brescia-Padova: sarà transitabile a partire dalle 8 del 4 maggio.

Lavori completati o quasi. In sostanza, sono state portate a compimento tutte le opere necessarie per aprire completamente al traffico i 94,5 chilometri che collegano le province di Vicenza e Treviso e, soprattutto, per ridurre la congestione della tratta autostradale tra Brescia e Padova. L'opera, frutto di una serie di lavori effettuati per circa quattro anni e mezzo e costati 2,2 miliardi di euro, non si può comunque dire completata nella sua interezza: mancano all'appello l'apertura al traffico della nuova autostazione di Montecchio Maggiore, prevista a fine giugno 2024; il completamento del parcheggio adiacente al casello nelle settimane successive e in ogni caso entro luglio; la fine dei lavori del nuovo Centro Manutenzione; il riordino della viabilità esterna al vecchio casello di Montecchio. 

Infrastruttura strategica. Durante la cerimonia di inaugurazione, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha sottolineato alcuni dei benefici generati dalla nuova arteria: "Parliamo di una struttura che ci dà un dimezzamento dei tempi di percorrenza, minore inquinamento, una maggiore sicurezza stradale sgravando alcune delle strade a maggior incidentalità d'Italia. Inoltre, ci aiuta a togliere traffico pesante dalla viabilità ordinaria". L'opera attraversa 36 Comuni ed è caratterizzata da 14 caselli per il pedaggio. "Probabilmente tra 10, 20 o 30 anni la Pedemontana Veneta richiederà una corsia in più", ha aggiunto Zaia". "Le previsioni parlano di un incremento del 15-20% di traffico proveniente dall'A28, un aumento che ci permetterà di avere anche un quadro più definito di quali potrebbero essere eventuali ritocchi sul tema pedaggi. Zaia auspica anche la realizzazione di un'altra opera controversa, la Valdastico Nord. Alla cerimonia è intervenuto anche il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha parlato di "un'opera conclusa e non semplicemente promessa e progettata. Mi piace pensare - ha aggiunto il ministro - che si tratti di uno dei tanti tasselli dopo diversi anni di 'no' e di ritardi. Il mondo produttivo merita un'Italia moderna, con infrastrutture all'altezza".

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Tesla - Usa, chiusa l'indagine sul touchscreen di Model S e X

4 Ruote - Mag 03,2024

La Nhtsa, l'ente federale per la sicurezza stradale Usa, ha comunicato di aver formalmente chiuso l'indagine sui problemi al touchscreen delle Tesla Model S e Model X costruite prima di marzo del 2018. Agli inizi del 2022, l'iniziativa aveva portato al richiamo negli Usa di circa 135 mila vetture (inizialmente 160 mila): di queste, fa sapere la Tesla, 104 mila sono state riparate entro febbraio di quest'anno, rimediando a un difetto nel pannello di controllo del sistema di infotainment che avrebbe potuto generare malfunzionamenti nella retrocamera (perdita di immagini), negli indicatori di direzione esterni (mancata illuminazione), negli sbrinatori, ma anche negli Adas (assenza di segnali acustici, degli avvisi e del rilevamento del conducente).

Un problema di memoria. Per la National Highway Safety Administration, il richiamo operato dalla Casa di Elon Musk sembra far fronte al guasto del touchscreen: perciò, i federali hanno chiuso il fascicolo aperto nel corso del 2020. Tuttavia, l'ente americano continuerà a monitorare l'andamento della campagna di messa in sicurezza, che era stata avviata dalla Tesla solo dopo l'invio di una lettera formale da parte dell'agenzia. Il malfunzionamento era collegato ai cicli di scrittura limitati della memoria del device, che smetteva di rispondere agli input del guidatore arrivando in alcuni casi a oscurare integralmente o parzialmente il display.

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Mazda CX-60 - 1.200 km nei luoghi più affascinanti del Marocco

4 Ruote - Mag 03,2024

Tutto è iniziato e si è concluso nella città di Marrakech. Immaginate un lungo anello di strada attraverso viste mozzafiato e panorami incantevoli per un'avventura su strade poco battute, in una delle zone più affascinanti del Marocco. Un viaggio magico, che ha fatto da banco di prova per la nostra Mazda CX-60.

L'obiettivo. Il programma è serratissimo: quarantotto ore a disposizione per percorrere 1.200 km salendo fino a 3.000 metri sopra il livello del mare. Nel mezzo: villaggi di pietra e fango, rigogliose macchie verdi, gole, deserto e tanta, tanta polvere. Benvenuti all'Epic Drive 2024, un tour organizzato da Mazda che ogni anno tocca i luoghi più belli del pianeta.  

Day 1. Di buon'ora, non più tardi delle 6:00 del mattino, ci lasciamo Marrakech alle spalle. Viaggiamo sulla R203, un nastro d'asfalto, dove non incontriamo anima viva per ore, fatto salvo qualche carretto trainato da asini che viaggia indisturbato a centro strada. Per chi se lo stesse domandando, la nostra Mazda CX-60 non è stata preparata, è rimasta quella strettamente di serie. Pneumatici estivi su cerchio da 21 compresi. Visto l'alto rischio di foratura, l'organizzazione ci ha muniti di una ruota di scorta di dimensioni standard nel baule, oltre al kit di riparazione e gonfiaggio. 

Occhio alla strada. Siamo in direzione Tizi-n-Test verso la catena montuosa dell'Alto Atlante dove si staglia un vertiginoso passo di montagna a quota 2.200 metri, che collega Marrakech alla cittadina di Taroudant. Bisogna prestare molta attenzione agli strapiombi di 500 metri privi di barriere a pochi centimetri dalle ruote: non c'è la linea continua e chi sopraggiunge in senso contrario, il più delle volte lo fa pensando di non incontrare nessuno.

Diesel delle meraviglie. Passano i chilometri, i paesaggi e le ore al volante, ma la Mazda CX-60 si riconferma la grande passista che abbiamo avuto modo di conoscere tante volte, fin dai primissimi rilevamenti al Centro Prove. Un'auto dalle dimensioni importanti (4,75 metri), ma con un motore altrettanto generoso dentro il cofano. L'accoppiata con il diesel 6 cilindri 3.3 di cilindrata da 249 CV è perfetta per godere di prestazioni brillanti ma pure di buoni consumi, che per tutto il viaggio sono rimasti sempre sotto i 7 litri/100 km.

Sono passate più di 10 ore e oltre 500 chilometri dalla partenza: il primo giorno di raid termina dopo a una ventina di chilometri a sud di Ouarzazate: passeremo la notte qui, sotto un cielo che si illumina di stelle.

Day 2. La sveglia, manco a dirlo, suona presto e, prima ancora che il sole sorga del tutto, siamo già in auto. Passeranno 12 ore prima di vedere la meta. Proseguiamo verso nord alla volta delle Gorges du Dadès, le Gole del Dades. In salita sulla R704, non ci rimane che arrampicarci fino a quota 3.000 metri e scavallare un lungo passo montuoso. Di asfalto nemmeno l'ombra, solo un infinito serpente di rocce aguzze nascoste dalla polvere. La trazione integrale dalla CX-60 fa bene il suo dovere, mentre la modalità Off Road rende un po' più dolce lo smorzamento delle sospensioni. A cedere dopo una lunga ed estenuante battaglia contro la natura, sono stati due pneumatici che, nonostante il battistrada specifico per la guida su asfalto, ci hanno portati quasi fino in cima. L'auto di supporto arriva in poco tempo e il cambio ruota è stato veloce. L'ultima parte del tracciato è interamente su strade extraurbane, con limiti di velocità che continuamente, e senza apparente motivo, passano da 50 a 80 chilometri l'ora. Bisogna prestare attenzione ai controlli della polizia, ma fila tutto liscio. Come del resto queste due intense giornate...

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RC Auto - Quel boom di auto polacche a... Napoli

4 Ruote - Mag 03,2024

Sarebbe sbagliato relegare il fenomeno delle targhe polacche che affollano ormai da qualche anno le strade del Napoletano a quel variopinto sottobosco di stratagemmi che arricchiscono il "colore" del nostro Paese: su tutto il territorio italiano, infatti, ammontano a ben 55 mila le auto con targa estera e l'80% di queste sono polacche. Solo a Napoli ce ne sarebbero 35 mila. Guidate, naturalmente, da conducenti italiani. Italianissimi.

RC fino a quattro o cinque volte più bassa. Le ragioni di questa singolare concentrazione sono presto dette: per sfuggire al caro-polizza locale, dovuto a una micro-incidentalità diffusa, diversi automobilisti - spesso aiutati da agenzie di consulenza - radiano la propria auto per esportazione, la reimmatricolano in Polonia o in un altro Paese dell'Est, la intestano a una società di noleggio e da quest'ultima prendono la vettura in leasing. Ciò consente di pagare tassa di circolazione e Rc Auto in loco, risparmiando fino a quattro o cinque volte sull'assicurazione.

Un giochino rischioso. Tutto ciò che abbiamo raccontato è legale? Sì, basta ricordarsi di iscrivere la vettura al Reve, il Registro dei veicoli immatricolati all'estero, procedura obbligatoria se il suo utilizzo prosegue oltre i trenta giorni. L'iscrizione facilita l'identificazione nel caso di infrazioni, ma non impedisce ai furbetti della targa di non pagare allo Stato italiano l'importo del bollo auto, che legittimamente va corrisposto dalla società di leasing allo Stato polacco. l problemi possono sorgere, però, nel momento in cui accada un sinistro, poiché non è sempre e automaticamente garantita la copertura assicurativa. E se poi l'azienda di leasing estera fallisse, gli stessi furbetti della targa rischierebbero di ritrovarsi appiedati.  

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Jinpeng XY - L'anti-Topolino cinese è qui

4 Ruote - Mag 03,2024

Dalla Cina per sfidare Fiat Topolino e Citroën Ami (ma non solo). Sono state sdoganate, per essere vendute in estate, le prime unità destinate all'Italia della Jinpeng XY, quadriciclo elettrico di 2,85 metri distribuito nel nostro Paese da Desner Auto. L'importatore non ha ancora comunicato i prezzi ma ha già annunciato la disponibilità dei ricambi e, soprattutto, verificato i dati tecnici. L'allestimento dei primi esemplari verrà completato nei prossimi giorni.

Oltre 100 km in città. Secondo quanto comunicato da Desner dopo verifiche interne, i dati coincidono con quelli forniti dalla Casa madre cinese. La XY, che è disponibile nelle varianti con batterie da 6 kWh (con velocità fino a 45 km/h) e 7,7 kWh (con punta massima di 65 km/h), dichiara un'autonomia Wltp di 72 e 80 km rispettivamente, ma promette altresì percorrenze - rilevate dall'importatore superiori ai 100 km" in tratti "prevalentemente cittadini e pianeggianti. Per la ricarica, si parla di tempi dai 6 alle 8 ore per ripristinare l'intero range partendo da una percentuale di autonomia sotto il 10% (il quadriciclo da 7 kW ha sia la presa Tipo 1 che la Tipo 2). Le due varianti differiscono anche per il propulsore, che nel primo caso è un motore elettrico a corrente alternata da 4 kW di potenza e 79 Nm di coppia, mentre nel secondo un'unità a magneti permanenti da 6 kW e 95 Nm. I consumi previsionali sono di 147 e 126 Wh/km.

Cos'ha di serie. Questa microcar elettrica a trazione posteriore è dotata di freni anteriori a disco da 210 mm, posteriori a tamburo e ruote da 12'' con gomme misura 145/70. Fanno parte dell'equipaggiamento base una strumentazione Lcd da 7'' e un touch screen centrale da 9'', due prese Usb (una anteriore e una posteriore), la retrocamera e il servosterzo. Riscaldamento e aria condizionata sono entrambe garantiti sugli allestimenti City E-CCO (da 6 kWh) e Long Range E-CCO (da 7,7 kWh), mentre sulle versioni City e Long Range c'è solo il riscaldamento. Desner fa sapere che sulle vetture importate in Italia, a prescindere dall'allestimento, saranno garantite anche le seguenti dotazioni: bluetooth, accensione keyless, tergicristalli a due velocità, un portatelefonino con cavo (Android o Apple) e la mappatura per due modalità di guida (Drive, più risparmiosa, e Sport).

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Mercato italiano - Cardinali (Unrae): ''Pessimi segnali sulla transizione ecologica''

4 Ruote - Mag 03,2024

Andrea Cardinali, direttore generale dell'Unrae, le immatricolazioni sono tornate a crescere. Si può leggere qualcosa in questo dato?
Io leggerei il dato di aprile insieme a quello di marzo:con la Pasqua a cavallo fra i due mesi, potrebbe esserci stato un travaso di consegne dal primo al secondo,che peraltro hanno avuto rispettivamente due giorni lavorativi in più e in meno dell'anno scorso. Nel bimestre abbiamo avuto circa 3.200 unità in più, una modestissima crescita dell'1,1%.

Osservando i canali, spicca la perdurante e relativa debolezza del noleggio a lungo termine e la crescita delle autoimmatricolazioni. Che cosa sta accadendo?
L'Nlt sembra ormai assestato a un quinto del mercato, credo che la fiammata registrata a cavallo tra il 2022 e il 2023 si spieghi con una accelerazione post Covid più che con un allargamento della base. E non credo che il calo attuale sia attribuibile all'attesa dei nuovi incentivi: difficilmente potrebbe penalizzare questo canale fino a sottrargli sei punti di quota. Riguardo alle autoimmatricolazioni, la quota nel quadrimestre è al 10%, un livello comunque inferiore al periodo pre Covid.

Sulle alimentazioni sprofonda la quota di auto con la spina
Questo sì, è dovuto all'annuncio prematuro degli incentivi, che ha paralizzato il mercato delle auto a zero e bassissime emissioni. E la loro lenta estinzione si traduce in una continua crescita della CO2: stiamo andando contromano.

Un po' tutto il quadro della transizione è preoccupante, no?
Sì, i segnali sono molti e non arrivano solo dall'Italia. Due settimane fa il commissario europeo Thierry Breton ha messo in guardia sull'effettiva raggiungibilità del target 2035 per vari motivi, tra i quali l'inadeguatezza della rete di infrastrutture di ricarica. Questa, per raggiungere gli obiettivi 2030, dovrebbe crescere tre volte più velocemente dell'ultimo tasso di installazione annuale. Ma secondo l'Acea, l'Associazione dei costruttori, il fattore di accelerazione necessario è addirittura pari a otto. Questi allarmi dovrebbero essere uno sprone a rimboccarsi le maniche, non un alibi per rinviare tutto. Ancora tre giorni fa a Torino, ilG7 Clima, Energia e Ambiente ha affermato che l'elettrificazione è la tecnologia chiave per la decarbonizzazione del trasporto stradale".

Nel frattempo, in Italia, l'infrastrutturazione subisce una battuta d'arresto
La decisione di BeCharge di realizzare solo 1.063 stazioni di ricarica sulle 2.738 che si era aggiudicata lo scorso luglio col primo bando Pnrr, è un pessimo segnale. Adesso quelle 1.665 colonnine andranno rimesse a gara. Ma per arrivare alle 13.755 (solo in ambito urbano) che devono essere operative entro il 2026 ne mancano altre 9.037. Insomma, un percorso critico. Preoccupano anche gli aumenti tariffari delle ricariche pubbliche e l'eliminazione delle formule di abbonamento da parte di alcuni operatori. L'elettrico ha fatto sempre leva sui minori costi d'esercizio a fronte del maggiore costo d'acquisto. Un argomento importante.

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Mercato italiano - La Top 10 di aprile - FOTO GALLERY

4 Ruote - Mag 03,2024

In aprile, il mercato italiano dell'auto è tornato in territorio positivo dopo la frenata del mese precedente. Nulla di nuovo, invece, tra i modelli più "targati": la Fiat Panda si conferma al primo posto della classifica mensile, mantenendo la leadership assoluta. Sfoglia la gallery di immagini qui sopra per consultare le prime dieci posizioni del mercato.

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Koelliker - Mitsubishi nella flotta di Noleggiare

4 Ruote - Mag 03,2024

Le oltre 50 filiali di Noleggiare presenti in tutta Italia si apprestano ad accogliere 900 vetture della Mitsubishi in base a un accordo fra l'importatore Koelliker e la società italiana di locazione a breve, medio e lungo termine di auto e furgoni. Le auto, Colt, Space Star e ASX, saranno dedicate alle attività di noleggio a breve, in forza a una rete che copre fra l'altro praticamente tutti i principali aeroporti e le stazioni ferroviarie. Una modalità di distribuzione scelta frequentemente dai nuovi brand che si affacciano sul mercato o, come nel caso della Mitsubishi, da marchi consolidati che dispongono di modelli appena presentati, ai quali vogliono dare visibilità diffusa, come sono appunto la Colt e la ASX, derivate rispettivamente dalle Renault Clio e Captur.

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Lexus UX 2024 - Più cavalli e nuova batteria al litio per l'ibrida giap

4 Ruote - Mag 03,2024

La Lexus UX si rinnova: l'attuale 250h lascia spazio alla nuova 300h, che eleva la potenza fino a 199 cavalli e porta alcune novità a livello tecnologico, ma con consumi ed emissioni più bassi che in passato. Già ordinabile, il MY2024 ha un listino che attacca a 43.500 euro.

Design distintivo. La crossover di segmento C, uno dei modelli più venduti dal marchio premium, non propone cambiamenti all'esterno: la vettura rimane fedele alle origini del 2018, aggiungendo tre nuovi colori carrozzeria e la possibilità di averli in combinazione con il tetto nero (1.500 euro). Per identificarla non rimane che puntare l'occhio al posteriore: se c'è la scritta 300h, è la nuova UX.

Schermi più grandi. Qualche novità più di sostanza, invece, la troviamo all'interno con l'arrivo di display più grandi, sia per la strumentazione, sia per l'infotainment: entrambi sono da 12,3 pollici nell'allestimento top di gamma. Sempre comodi i sedili, specie quelli anteriori dal taglio sportivo: peccato, però, che lo spazio a bordo - per un'auto lunga 4,45 metri - sia un po' risicato sia davanti, sia dietro. E pure il bagagliaio, dalla forma non molto regolare, si ferma a soli 315 litri, con il doppiofondo aperto. 

Nuova batteria al litio. Il cambiamento principale è sottopelle. Viene mantenuto il 2.0 benzina da 152 CV, ma ora c'è una nuova batteria agli ioni di litio più efficiente, così come c'è un nuovo motore-generatore ad alte prestazioni per i modelli con trazione integrale, con una potenza di 40 CV ed una coppia di 84 Nm (precedentemente, erano 7 CV e 55 Nm rispettivamente). 

Si guida bene. La seduta è un po' più bassa rispetto alla classiche Suv e il baricentro più vicino all'asfalto trasmette un certo piacere tra le curve. Alzando il ritmo la UX si lascia apprezzare per la compostezza e incassa egregiamente i fondi irregolari, rimanendo sempre sicura anche nella guida più spigliata. 

Qui prezzi. La nuova Lexus UX 300h, nelle versioni 2WD e 4WD, è già ordinabile e le prime consegne sono previste tra circa tre-quattro mesi. Il listino prezzi, in base agli allestienti, oscilla tra i 43.500 e i 58.000 euro. L'offerta di lancio, però, prevede uno sconto in concessionaria di circa 8.000 euro anche per chi non ha una vettura da rottamare. In questo modo, una UX in allestimento base, già molto completo, si può mettere in garage per 35.500 euro. Da valutare anche la F-Design a trazione anteriore, che con lo sconto della Casa scende a 39.500 euro. Quattro gli allestimenti: Urban, F-Design, F-Sport e Luxury. 

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Stellantis - Più ingegneri in India, Brasile o Marocco per tagliare i costi

4 Ruote - Mag 03,2024

Stellantis ha iniziato ad assumere la maggior parte della sua forza lavoro ingegneristica in Paesi come Marocco, India e Brasile, con l'obiettivo di tagliare le spese operative. Lo scrive l'agenzia di stampa Bloomberg, sottolineando come il costo di assunzione di professionisti brasiliani o indiani sia anche inferiore ai 50.000 euro l'anno, cinque volte meno di quanto sia necessario spendere a Parigi o Detroit. 

Un trend generale. Secondo la testata americana, la decisione del gruppo di affidarsi a Paesi low-cost per la sua manodopera qualificata rientra in una tendenza ormai generalizzata in un comparto automobilistico alle prese con il rallentamento delle vendite di elettriche e con la necessità di tagliare i costi di sviluppo pur di rendere le Bev più accessibili. Bloomberg cita, per esempio, la Tesla e la Volkswagen, che stanno tagliando posti di lavoro e spostando produzioni in località più economiche; o la Renault, che ha tagliato 1.500 ingegneri in Francia e realizzato hub in Romania, Brasile e Corea del Sud; e anche BMW sta assumendo in India. Tuttavia, secondo il resoconto Stellantis è al momento la "più aggressiva" nella sua scommessa, visto che nel lungo termine punta ad assumere circa due terzi dei suoi "cervelli" in Paesi a basso costo. Un ingegnere francese o statunitense ha compensi per l'equivalente di 150-200 mila dollari, mentre il salario di un messicano, un brasiliano o un indiano arriva al massimo al 20-30% di quello dei colleghi occidentali.

Problemi. Stellantis ha confermato le ricostruzioni, aggiungendo ulteriori particolari sul fronte degli obiettivi: oltre ai risparmi di costo, il gruppo sta cercando di acquisire competenze in settori quali software, intelligenza artificiale e chimica delle batterie. Per esempio, in Messico il costruttore è alla ricerca di ingegneri elettronici, mentre in Brasile punta ad assumerne circa 500 da aggiungere ai quasi 4 mila già impiegati, molti dei quali su progetti di natura globale. Tuttavia, la scommessa sta portando anche conseguenze negative. Bloomberg cita per esempio i problemi riscontrati nello sviluppo del sistema sterzante della piattaforma low-cost "Smart Car", originariamente affidata all'indiana Tata Consulting Services: decine di ingegneri francesi e italiani sono stati inviati in India, via aereo ovviamente, per individuare le necessarie soluzioni. Inoltre, i sindacati americani hanno già avvertito di quanto la mancanza di tecnici stia creando problemi produttivi all'impianto di Sterling Heights, in Michigan.

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Ferrari 12Cilindri - Il Cavallino nella sua forma migliore

4 Ruote - Mag 03,2024

La scocca della nuova V12 è tutta nuova e vanta una maggiore rigidezza torsionale rispetto al modello precedente: lunga 4,73 metri, larga 2,18 e alta 1,29, la 12Cilindri trova sicuramente nel passo la sua misura più interessante: 2,70 metri, vale a dire due centimetri meno della 812 Superfast, alla ricerca di una maggiore reattività e di un comportamento ancora più dinamico. Lo conferma il dato sul peso (1.560 kg a secco) e soprattutto la sua ripartizione, ulteriormente migliorata: 48,3% davanti, 51,7% dietro.

Il 6.5 V12 è lo stesso della 812 Competizione, con 830 CV a 9.500 giri e 678 Nm a 7.250 giri. Tante le soluzioni per ridurre peso e inerzia delle componenti, dalle bielle in titanio ai pistoni in alluminio fino all'albero motore, alleggerito del 3%. L'unità è abbinata per la prima volta al doppia frizione otto marce, che incrementa del 12% la coppia a terra e riduce del 30% i tempi di cambiata. Le prestazioni? 2,9 secondi sullo 0-100 km/h, meno di 7,9 sullo 0-200, oltre 340 km/h di velocità massima.

La 12Cilindri mette in mostra una fiancata geometrica, che si sviluppa a partire da una sezione a diedro, ideale collegamento della fascia frontale con quella posteriore. Un'estetica avvolgente, che se nel muso omaggia la 365 GTB/4 Daytona del 1968, dietro si produce in una coda avveniristica, caratterizzata dal lunotto a delta wing, di ispirazione aerospaziale, e dalle due appendici alari attive, capaci di lavorare nelle configurazioni Low drag e High downforce a seconda delle necessità.

 

L'abitacolo ripropone la formulazione dual cockpit simmetrica tra il lato del guidatore e quello del passeggero, come già visto su Roma e Purosangue. Trova conferma anche il volante capacitivo della SF90 (ma con un feedback tattile migliorato dei comandi sulle razze), mentre a livello d'interfaccia compare un layout a tre schermi: cockpit da 15,6, infotainment centrale da 10,25 e passeggero da 8,8. Novità assoluta, sulla berlinetta, il tetto panoramico in vetro oscurato di serie.

La 12Cilindri attinge dal meglio della produzione più recente della Ferrari: spiccano, tra gli altri sistemi, l'introduzione del brake by wire, che ha consentito di adottare l'Abs Evo della 296 GTB e il suo raffinato sensore 6w-CDS, da cui dipende il funzionamento del Side slip control 8.0, ottimizzato nell'accuratezza e nel controllo dell'aderenza. Dalla 812 Competizione deriva il sistema di quattro ruote sterzanti, capace di regolare in maniera indipendente il movimento di ciascuna delle ruote.

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Lutto - Addio a Giuseppe Berta, memoria storica della Fiat

4 Ruote - Mag 03,2024

Giuseppe Berta, economista e grande storico della Fiat, a cui ha dedicato gran parte della sua carriera accademica, si è spento dopo una lunga malattia. Nato a Vercelli 72 anni fa, si è laureato in Lettere all'Università Statale di Milano; in seguito ha collaborato con il Centro studi della Fondazione Adriano Olivetti di Ivrea. Dal 1996 al 2002 ha diretto l'Archivio storico della Fiat, tra il 2004 e il 2017 è stato consigliere di amministrazione della Fondazione Luigi Einaudi di Torino. stato professore di Storia contemporanea alla Bocconi di Milano, è stato membro del Comitato Scientifico di Fondazione Feltrinelli e del Comitato Scientifico del Centro Studi di Confindustria.

Autore e saggista. Nel corso della sua lunga carriera, Berta ha scritto numerosi libri e saggi sull'Italia industriale, tra l'esperienza in Olivetti, la crisi della Fiat dei primi anni Duemila e la nascita di FCA: tra i tanti, Le idee al potere. Adriano Olivetti tra la fabbrica e la comunità (1980), Mirafiori. La fabbrica delle fabbriche (1998), Fiat-Chrysler e la deriva dell'Italia industriale (2011) e Chi ha fermato Torino? Una metafora per l'Italia (2020).

Parole profetiche. In un'intervista concessa a Repubblica nel 2019, tra le ultime prima di ammalarsi, Berta parlava di un rafforzamento di indirizzo sull'elettrico, sottolineando come il problema restano i volumi, e non si dissipano le incertezze che gravano sul destino dell'automotive torinese, invitando a pilotare il passaggio di una parte consistente della filiera auto alle piattaforme elettriche. Serve un grande sforzo per mobilitare investimenti e fare in fretta.

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Mercato italiano - Tornano a crescere le immatricolazioni: +7,5% ad aprile

4 Ruote - Mag 02,2024

Il mercato italiano dell'auto torna alla crescita. Dopo la frenata di marzo, che aveva interrotto ben 19 mesi di segni più, in aprile le immatricolazioni sono state 135.353, il 7,5% in più rispetto allo stesso mese del 2023. Il miglioramento è stato determinato soprattutto da due fattori: due giorni lavorativi aggiuntivi (20 quest'anno, contro i 18 dell'anno scorso) e il nuovo boom delle autoimmatricolazioni. Senza questi effetti positivi, si sarebbe fatta sentire la continua attesa per i nuovi incentivi, come dimostrato dal crollo delle vendite di auto a basse emissioni. Detto questo, rimangono lontani i livelli pre-pandemia: il primo quadrimestre risulta in crescita del 6,1% a 552.941 targhe, un valore, secondo le elaborazioni dell'Unrae, inferiore del 17% rispetto al pari periodo del 2019.

Stellantis. Ad aprile, il gruppo guidato da Carlos Tavares conta 42.615 auto immatricolate, l'1,3% in meno rispetto a un anno fa. Quasi tutti i marchi sono in territorio negativo: -3,8% per Alfa Romeo (2.291 targhe), -7,9% per DS (580), -1% per Fiat (15.207), -16,6% per Jeep (5.025), -38% per Maserati (201), -11,2% per Opel (3.617) e -21,9% per Peugeot (5.957). In controtendenza Citroën con un +96% (5.945) e Lancia con un +1,9% (3.792).

Gruppo Volkswagen. Per Wolfsburg, le targhe totali sono 22.375, per un calo del 2,3%. Audi perde il 10,2% (5.762 registrazioni), Lamborghini il 7,5% (37) e Volkswagen l'11,8% (10.281), mentre Cupra guadagna il 61,3% (1.668), Seat il 62,3% (1.423) e Skoda l'11,1% (3.204).

Renault. Il gruppo francese guidato da Luca de Meo cresce del 18,2% grazie a 14.894 immatricolazioni. Di queste, 7.798 sono della Dacia (+21,1%) e 7.096 del marchio della Losanga (+15,1%).

Toyota. In grande crescita il gruppo delle tre ellissi: le 10.371 le immatricolazioni mensili implicano un balzo del 63,8%. Il marchio Toyota segna un +65,2% a 9.972 unità, mentre la Lexus migliora del 34,8% (399 immatricolazioni).

BMW. Per il costruttore bavarese le registrazioni totali sono 7.414, il 15,7% in più rispetto a un anno fa: il marchio BMW immatricola 6.199 vetture e guadagna il 22,4%, mentre la Mini, con 1.215 targhe, perde il 9,7%.

Ford e gruppo Hyundai. L'Ovale Blu, invece, subisce un calo del 10,5%, fermandosi a 6.610 registrazioni. Al contrario la Hyundai, con 4.269 targhe, sale del 14,5%, mentre la consociata Kia con 3.860 vetture consegnate, rimane sui livelli dello scorso anno (+0,1%).

Mercedes. Bene anche Mercedes-Benz con 4.601 targhe e una crescita del 10,3%: il marchio della Stella sale del 13% (4.301 immatricolazioni) e compensa il -17,8% della Smart (300).

Le altre asiatiche. Questi i risultati del resto del comparto giapponese: +69,2% per Nissan (2.509), +23,2% per Suzuki (3.346), +19,8% per Mazda (889), +123% per Honda (698), +1.181 per Mitsubishi (551) e -61,2% per Subaru (83).

Premium e sportive. Tra i marchi del segmento premium, la Volvo targa 1.346 vetture, il 10,9% in più rispetto a un anno fa, e il gruppo Jaguar Land Rover 1.041 (+62,7%), di cui 84 per il marchio del Giaguaro (-33,9%) e 957 per il brand delle fuoristrada (+86,6%). Calo a doppia cifra per la Tesla, con un -53,4% (345 elettriche immatricolate). Nel segmento delle sportive di lusso la Ferrari segna un -11,1% (64) e la Porsche un +44,8% (831).

Gli altri brand. Performance leggermente positiva per il gruppo DR, con un +0,5% (2.442 targhe). Tra i marchi di origine cinese, MG sale del 20,4% (3.646) e Lynk & Co registra un -89,8% (81). Bene Eurasia Motor Company con 140 registrazioni e un aumento del 164,2%.

La top ten. Non cambia nulla al vertice della classifica dei modelli più popolari: la Fiat Panda, con 10.314 unità, è sempre prima. La seconda posizione è occupata dalla Dacia Sandero (5.179) e la terza dalla Lancia Ypsilon (3.792). Seguono, nell'ordine, la Citroën C3 (3.732), la Toyota Yaris (3.571), la Ford Puma (2.960), la Renault Clio (2.939), la Peugeot 208 (2.850), la MG ZS (2.656) e la Volkswagen T-Roc (2.620).

I canali commerciali. Per quanto riguarda i canali di vendita, i privati crescono del 13,9%, mentre il noleggio vede la componente di lungo termine peggiorare del 15,8% e quella di breve migliorare del 9%. Bene le società, con un +10,1%. Infine, le autoimmatricolazioni balzano del 39% (+40,7% l'uso privato e +16% l'uso noleggio).

Crollano le Bev. Le Bev, già in caduta del 34,5% a marzo, perdono il 19,6% e scendono dal 3,1% al 2,3% del mercato totale. Prosegue il momento negativo delle ibride plug-in: -26,1% e quota in contrazione dal 4,8% al 3,3%. Al contrario, le ibride non ricaricabili salgono del 23% (+39,2% per le "full", +17,9% per le "mild") e passano dal 34,7% al 39,7% del mercato. Tra le motorizzazioni tradizionali, le auto a benzina crescono del 16,2%, per una quota in miglioramento dal 29,2% al 31,6%, mentre le diesel perdono il 21,8% e scendono dal 19,8% al 14,4%. In spolvero il metano: +138% e quota raddoppiata dallo 0,1% allo 0,2%. Infine, torna in territorio positivo il Gpl: +10,3% per un peso sul mercato in espansione dall'8,3% all'8,5%.

La classifica delle Ev. All'interno dell'aggregato delle sole elettriche, in cima troviamo sempre la Tesla Model Y (237 targhe), seguita da Volvo EX30 (207), Jeep Avenger (191), Smart Fortwo (183), BMW iX1 (157), Audi Q4 e-tron (138), Mercedes-Benz EQA (128), Fiat 500 (102), Tesla Model 3 (101) e Mercedes EQB (91).

Emissioni. Quanto alle emissioni, aprile è il secondo mese di fila con il segno più: la CO2 media è pari a 121,9 g/km, lo 0,5% in più rispetto ai 121,3 dello stesso mese dell'anno scorso. Inoltre, il consuntivo del quadrimestre mostra un dato in aumento da 120,2 a 121,3 g/km (+0,9%). Ad aprile sono state immatricolate 3.995 auto (2,9% del mercato) con emissioni inferiori ai 20 g/km e 3.595 vetture (2,6% del totale) nella fascia 21-60 g/km. Sono state invece 93.253 le registrazioni di modelli con CO2 compresa tra i 61 e i 135 g/km, pari al 68,1% del totale. Oltre a queste tre fasce, sono state registrate anche 30.596 auto (22,3% del mercato) con emissioni di anidride carbonica tra i 136 e i 190 g/km, mentre i modelli con valori superiori ai 190 g/km sono 2.874 (2,1%).

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Ferrari - Nuova V12, l'attesa è (quasi) finita

4 Ruote - Mag 02,2024

Con un estratto di un' intervista ad Enzo la Ferrari ha annunciato per domani il debutto della nuova sportiva V12 a motore anteriore, erede dell'attuale 812 Superfast. Possiamo per un attimo udire l'urlo del motore, ma non ci sono riferimenti né al nome scelto per la vettura né al suo design.

Evoluzione di un classico. La F167, sigla di progetto con la quale è identificata la nuova V12, è stata più volte fotografata durante i collaudi, prima con la carrozzeria della Roma e poi con quella definitiva. Le proporzioni sono quelle classiche, con il lungo cofano e la coda raccolta, ma è difficile cogliere altri particolari concreti. Bocche cucite anche sulla tecnica: con ogni probabilità i progettisti hanno potuto sfruttare le innovazioni tecnologiche introdotte con la 812 Competizione, superando così le prestazioni della Superfast.

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Mercato italiano - Crollano elettriche e plug-in: pesa il ritardo degli incentivi

4 Ruote - Mag 02,2024

In aprile, il mercato italiano dell'auto ha assistito a un nuovo crollo delle immatricolazioni di auto elettriche e ibride plug-in. Il motivo, secondo le associazioni di rappresentanza del settore, è da attribuire all'attesa per i nuovi incentivi annunciati dal governo, ancora inevasi. Ne è convinta l'Unrae: pur rivedendo al rialzo le stime annuali a 1,63 milioni di targhe grazie al miglioramento del quadro macro-economico e a un primo trimestre migliore delle attese, l'associazione dei costruttori esteri sottolinea proprio l'effetto delle mancate agevolazioni. "Sul fronte delle auto 'con la spina' - afferma il presidente Michele Crisci - si procede in retromarcia. La prolungata attesa degli incentivi, che non saranno legge prima di metà maggio, riduce gli effetti sul mercato agli ultimi quattro mesi e protrae anche in aprile la paralisi di mercato per Bev e Phev: nel mese, le prime si fermano al 2,3% di quota e le seconde al 3,3%".

Anfia. L'Anfia, l'associazione delle filiera automotive, sottolinea il continuo divario delle immatricolazioni rispetto ai volumi pre-pandemia e definisce "grave" il "ritardo nell'implementazione della norma sui nuovi incentivi: l'offerta di modelli a bassa e nulla emissione locale aumenta la possibilità di scelta degli acquirenti, ma questo sembra non essere sufficiente per riportare il mercato a livelli necessari per un efficace rinnovo del parco circolante italiano", avverte il presidente Roberto Vavassori.

Federauto e Motus-E. "Ad aprile - aggiunge il neo presidente dei concessionari Federauto, Massimo Artusi - i volumi immatricolati registrano segno positivo ma al netto degli effetti dovuti ai due giorni lavorativi in più sul calendario di quest'anno, il risultato non sarebbe stato diverso da quello di marzo. Il mercato dell'auto, se non fosse per le auto immatricolazioni dei dealer, in specie sulle motorizzazioni preferite dagli acquirenti benzina ed ibrido, avanza a stento". Anche per questo il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, averte dell'urgenza "di rendere operativi i nuovi incentivi: a seguito dell'annuncio di un imminente Ecobonus più vantaggioso di quello in vigore, è del tutto naturale che cittadini e imprese rinviino i propri acquisti per beneficiare di agevolazioni più convenienti. Auspichiamo quindi che i nuovi incentivi, già resi noti, possano giungere all'attuazione in tempi rapidi.

Dataforce e Csp. Tra gli osservatori del mercato spicca il commento di Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia, che parla di "nuovi incentivi impelagati da autorizzazioni burocratiche che tardano ad arrivare: sembra sempre più evidente", aggiunge l'esperto, "che i partiti della maggioranza di governo intendano sfruttare a proprio vantaggio la visibilità che i media daranno ai nuovi bonus nell'ottica delle elezioni europee". A tal proposito, Gian Primo Quagliano del Centro Studi Promotor ritiene "sempre più necessario un profondo ripensamento delle prospettive del mercato dell'auto, anche in vista delle crescenti perplessità che stanno emergendo sulle modalità della transizione energetica".

 

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