F.1, GP di Germania - Pole per Hamilton, disastro per la Ferrari

4 Ruote - Lug 27,2019

Lewis Hamilton ha conquistato la pole position del Gran Premio di Germania, undicesima prova del Mondiale di Formula 1 2019. L'inglese della Mercedes non ha avuto rivali: grazie al tempo di 1:11.767, Lewis ha preceduto la Red Bull di Max Verstappen di tre decimi. Terza posizione per Bottas, rimasto dietro l'olandese per una manciata di millesimi. Quarta posizione, a completare l'alternanza Mercedes-Red Bull, c'è la RB15 di Pierre Gasly.

Débcle Ferrari. Proprio quando la SF90 aveva dimostrato di avere il passo per giocarsi la pole position, ecco che laffidabilità ha giocato un brutto scherzo a entrambe le vetture di Maranello. Nella Q1, al primo giro cronometrato, Vettel ha accusato un problema tecnico che lo ha costretto a riportare la vettura ai box. Senza la possibilità di poter effettuare un giro, Sebastian partirà domani dallultima posizione. Mi sento vuoto, molto deluso, ha ammesso Sebastian. Una delusione amara, perché qui la macchina va bene. Pensavo di avere buone possibilità e invece devo già pensare a domani.  Lopportunità di provarci con la vettura numero 16 è svanita poco prima della Q3, quando un altro problema di natura tecnica non è ancora chiaro se è lo stesso accusato da Vettel ha fermato anche la SF90 di Charles Leclerc, che partirà decimo domani. Hockenheim amara pe il team di Maranello.

I primi dieci. Ottima quinta posizione per l'Alfa Romeo Racing, grazie all'ottima prestazione firmata da Kimi Raikkonen. Il pilota finlandese ha preceduto la Haas di Grosjean e la McLaren di Carlos Sainz. Si rivede lì davanti anche la Racing Point - anche grazie alla versione B della RP19 - con Sergio Perez in ottava posizione. Hulkenberg e la Renault partiranno dalla nona posizione, con il tedesco che sarà affiancato dalla Ferrari di Leclerc, in quinta fila.

In aggiornamento

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Non solo piccole - Tutte le auto per i neopatentati da acquistare nel 2019 FOTO GALLERY

4 Ruote - Lug 27,2019

Nei dodici mesi successivi al conseguimento della patente B, i neofiti della guida non possono mettersi al volante di veicoli dalla potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 55 kW/t. In ogni caso, la potenza dell'auto non deve superare i 70 kW.

Il paradosso del foglio rosa. La limitazione, contro la quale ci siamo più volte espressi, non piace agli automobilisti, soprattutto ai più giovani, che per questa norma spesso si vedono negata la possibilità di guidare l'auto di famiglia: se non supportato economicamente dai genitori, è difficile che un ragazzo possa acquistare un'altra vettura, anche di seconda mano, in regola con i parametri imposti dal legislatore. In molti casi, attenderà un anno prima di guidare la macchina di mamma e papà, magari la stessa che ha utilizzato con il foglio rosa: paradossalmente, in presenza di tale documento, e di un accompagnatore esperto, non sono previste limitazioni di potenza.

I modelli consentiti. Per aiutare a capire quali automobili possano utilizzare i neofiti, abbiamo raccolto tutti i modelli loro consentiti presenti oggi sul mercato, suddivisi per marchi: troverete veicoli con ogni tipo di alimentazione, dalle tradizionali auto a benzina fino alle elettriche, dalle diesel alle ibride, senza dimenticare i veicoli alimentati a metano o a Gpl; quanto alle carrozzerie, troverete citycar e utilitarie, ma anche Suv e berline, nonché wagon e monovolume. Abbiamo escluso i veicoli di derivazione commerciale: li potrete trovare, con gli altri, nel nostro listino, selezionando "solo auto per neopatentati" tra i filtri speciali. Inoltre, una nostra recente rassegna può essere daiuto nella scelta di un esemplare di seconda mano, con le quotazioni di una selezione di modelli appetibili per i più giovani, inferiori a 10 mila euro.

Mio figlio può guidare la mia auto? Chi vuole invece sapere se lauto in suo possesso, non più a listino, sia utilizzabile da un neopatentato, sulla carta di circolazione troverà alla voce "P.2" e nelle indicazioni supplementari a pagina 3, rispettivamente, la potenza massima e la potenza specifica, purché limmatricolazione sia avvenuta dopo il 4 ottobre 2007. Se avvenuta prima, troverà la tara della vettura nelle carte di circolazione modello MC804 e MC804 MEC, in uso tra il 1994 e il 1999. In questo caso, basterà dividere la potenza massima espressa in kW per il valore della tara espresso in tonnellate, arrotondando il risultato fino al terzo decimale e ottenendo così il valore della potenza specifica. Nei casi non contemplati, consigliamo infine di digitare il numero di targa sul Portale dellAutomobilista.

 

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Lotus Evora - La GT si aggiorna negli USA: è più leggera e potente

4 Ruote - Lug 26,2019

La Lotus ha aggiornato la Evora GT destinata al mercato nordamericano (USA e Canada), proponendo un'unica, rinnovata versione che rimpiazza in un solo colpo le versioni Sport 400 e 400 della Gran Turismo inglese. Con il model year 2020 si parte da 422 CV (10 in meno della GT 430 sport disponibile in Europa), accompagnati da una massa alleggerita (fino a 1.408 chili, cioè 32 in meno rispetto alla Evora 400), un setup dell'assetto rivisto e un carico aerodinamico ottimizzato con interventi mirati. La si può avere in configurazione due posti o 2+2.

I segreti della dieta. La riduzione di peso è frutto soprattutto di innesti in fibra di carbonio che, al contempo, ritoccano lo stile della Evora GT. Il pacchetto, capace di far lievitare il prezzo dell'auto fino a 97.000 dollari (87.000 euro circa al cambio odierno), include nella dotazione di serie come il paraurti posteriore, i condotti d'aria alle ruote posteriori e il battitacco, mentre vanno pagati a parte elementi come il tettuccio o il pannello monopezzo posteriore con spoiler integrato. Così se ne vanno 22 chili: altri 10 si risparmiano optando per lo scarico in titanio.

Le prestazioni. Ma veniamo al motore. Il sei cilindri da 3.5 litri che equipaggia questo modello arriva a produrre 422 CV a 7.000 giri e 430 Nm (che diventano 450 nella versione automatica) di coppia disponibile a partire da 3.500 giri. La Evora GT completa così lo 0-60 miglia orarie in 3,8 secondi, se equipaggiata con il cambio manuale, mostrandosi più lenta di un decimo con il cambio automatico. Tra le due versioni cambia anche la velocità massima: 303 km/h per la prima, 280 per la seconda.

ESP on demand. Il tutto è condito da sospensioni sportive firmate Eibach, ammortizzatori Bilstein e un impianto frenante griffato Ap Racing. La Evora GT calza pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2 misura 245/35 Zsu ruote da 19'' all'anteriore e 295/30 su cerchi da 20'' al posteriore. L'ESP ha quattro modalità di intervento: Drive, Sport, Race più quella che permette di disattivarlo. Negli interni, cruscotto, pannelli porta e tunnel della trasmissione sono rivestiti in Alcantara con cuciture a contrasto (la pelle è optional). Anche il volante è in Alcantara e sfoggia un inserto in fibra di carbonio, stesso materiale di cui è fatta la parte posteriore dei sedili, forniti dalla Sparco. Al centro c'è un infotainment con schermo da 7'' compatibile con Apple CarPlay e Android Auto.

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F.1, GP di Germania - Doppietta Ferrari nelle libere di Hockenheim

4 Ruote - Lug 26,2019

La Ferrari è rimasta davanti a tutti anche nella seconda sessione di prove libere del GP di Germania. Charles Leclerc ha ottenuto il miglior tempo, fermando il cronometro sull'1:13.449 e precedendo il compagno di squadra per poco più di un decimo. Terza posizione per Hamilton, praticamente sugli stessi tempi dei ferraristi, mentre Bottas - quarto in classifica - ha accusato un ritardo un po' più consistente, sei decimi.

La Rossa sugli scudi. Nonostante l'assenza di aggiornamenti tecnici importanti, come è invece avvenuto in casa Mercedes e Red Bull, la Ferrari è riuscita a sfruttare le alte temperature della pista. Sia Charles che Sebastian sono apparsi soddisfatti del bilanciamento della SF90 e anche nelle simulazioni di passo gara risultavano leggermente più veloci rispetto ai due piloti della Mercedes. Ma, come ribadito stamattina, le condizioni meteo cambieranno: si prevede l'arrivo della pioggia per domani e domenica e, quindi, potrebbe succedere davvero di tutto.

Concorrenza agguerrita. Si preannuncia un altro weekend combattuto, quello che ci aspetta in Germania. Le prestazioni di Ferrari, Mercedes e Red Bull sembrano non essere così marcate e il probabile arrivo della pioggia potrebbe riservare ulteriori colpi di scena. Quella che probabilmente soffre di più in questo momento è la Red Bull, oggi in pista con una sola punta - Max Verstappen - dopo l'incidente di Pierre Gasly. Il francese è finito a muro, all'uscita dell'ultima curva, per un suo errore, danneggiando seriamente la RB15 sotto lo sguardo attonito di Helmut Marko.

Racing point in risalita. Dopo il disastroso andamento delle ultime gare, il team sembra aver corretto un bel po di problemi alla sua vettura. Quella portata a Hockenheim è una vera e propria versione B e le cose sembrano star andando nel verso giusto, con Lance Stroll riuscito oggi a conquistarsi il settimo posto in classifica e con il compagno Sergio Perez che ha chiuso in decima posizione. Tra loro due troviamo l'Alfa Romeo Racing di Kimi Raikkonen e la Renault di Hulkenberg, rimasta ferma in uscita dalla corsia box per un problema tecnico, durante la simulazione di gara.

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Mercedes-Benz - EQ S: proseguono i test dell'ammiraglia elettrica

4 Ruote - Lug 26,2019

passato quasi un anno dal primo avvistamento dei prototipi della EQ S, la futura ammiraglia elettrica della Mercedes-Benz. Oggi siamo in grado di mostrarvi delle foto spia ben più significative, con la vettura che si avvicina ormai all'aspetto definitivo. Il suo debutto avverrà tra le fine del 2020 e l'inizio del 2021, quando oltre alla EQ C, già in vendita, avremo scoperto anche la compatta EQ A.  

Proporzioni inedite per la Stella. La prima impressione osservando le foto è che la EQ S sia chiamata a unire le dimensioni da berlina premium con passo molto lungo con uno stile ben più sportivo e dinamico rispetto alla cugina Classe S di nuova generazione. Nel frontale troviamo i gruppi ottici inclinati già visti sulla EQ C, mentre la mascherina è ancora coperta, ma dovrebbe essere simile a quella della Suv. Le proporzioni tra cofano, fiancata e coda sono totalmente nuove e il parabrezza risulta molto inclinato e allungato. Il montante posteriore è ancora nascosto e caratterizzato da nervature probabilmente fittizie, mentre il coda si notano gruppi ottici non definitivi.  

L'ammiraglia con il portellone. Un altro elemento unico della EQ S, che la distingue in maniera netta dalla Classe S, è rappresentato dai cofani: quello anteriore è ampio e integrato con parte dei parafanghi, mentre dietro troviamo addirittura un vero e proprio portellone da hatchback, soluzione che sembra pensata per avvicinarsi il più possibile alla rivale designata di casa Tesla. Ulteriore curiosità: sulle portiere sono presenti sia le maniglie tradizionali sia quelle a scomparsa, mentre gli specchietti retrovisori rimangono di stile tradizionale.

Piattaforma modulare. La piattaforma della EQ è quella mea modulare sviluppata appositamente per i modelli elettrici. Dovremmo quindi aspettarsi un carry over delle soluzioni viste sulla EQ C, con la trazione integrale e una potenza totale di 408 CV, ma è probabile che siano previste anche altre versioni e ulteriori varianti degli accumulatori.

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Dacia - In Brasile debuttano i restyling di Sandero, Stepway e Logan a marchio Renault

4 Ruote - Lug 26,2019

La Renault ha presentato in Brasile il restyling dei modelli Sandero, Stepway (qui trasformata in un modello separato) e Logan, noti in Europa con il marchio Dacia. Il restyling è allineato con gli stilemi globali del marchio francese e dovrebbe anticipare gli interni previsti anche per le vetture commercializzate con il marchio rumeno nel Vecchio Continente.

Gruppi ottici e paraurti aggiornati. Esteticamente le tre vetture sono state aggiornate intervenendo sui gruppi ottici e sui paraurti. Al di là della mascherina con il logo della Losanga si notano infatti nel frontale le luci led a "C" integrate nell'elemento principale e i particolari cromati. Al posteriore il cambiamento è ancora più netto, perchè i fari Led si estendono sul portellone e propongono una grafica a sviluppo orizzontale che richiama ad altri modelli Renault. Curioso notare come la Logan non sia stata invece modificata in coda. L'abitacolo è stato rinfrescato ricorrendo a materiali di qualità superiore e ad abbinamenti cromatici rivisti, ma sono nuovi anche i sedili anteriori e l'infotainment con display da 7" con funzioni aggiuntive. 

Solo a benzina. Sul mercato sudamericano l'offerta dei propulsori è limitata ai benzina aspirati 1.0 Sce 79 CV e 1.6 SCe 115 CV, entrambi capaci di funzionare anche a etanolo con una riduzione di tre CV della potenza massima. La novità è la disponibilità del cambio automatico cvt X-Tronic sulla versione più potente. Curiosamente i modelli con l'automatico sono caratterizzati anche dagli inserti in plastica grezza sui passaruota, normalmente riservati alla sola Stepway.

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Seat Leon - Arriva la Black Edition

4 Ruote - Lug 26,2019

La Seat introduce in Italia la Leon Black Edition, che sarà proposta a partire da 21.100 euro in versione cinque porte e da 21.850 euro per la Sportourer ST. Questa serie speciale giunge alla fine della carriera della vettura, visto che è ormai vicino il lancio della quarta generazione.

Dotazioni più ricche della FR. La Black Edition nasce sulla base dell'allestimento sportivo FR e per questo propone di serie i gruppi ottici Full Led, il Media System Plus da 8 pollici, il volante multifunzione, il Seat Drive Profile e il padiglione interno nero. A tutto questo si aggiungono i sedili sportivi rivestiti in Alcantara, i cerchi di lega da 17 o 18" in base alle motorizzazioni, il tetto panoramico e la verniciatura nero lucido delle calotte degli specchietti, della griglia frontale e dei mancorrenti sul tetto nel caso della versione ST. 

Benzina, diesel e bifuel a metano. La gamma dei propulsori è comune alla FR, e comprende: il 1.0 TSI da 115 CV e il 1.5 TSI Eco da 130 CV con cambio manuale, il 1.5 Eco ACT TSI da 150 CV con cambio DSG, il 1.6 TDI da 115 CV con cambio manuale e il 2.0 TDI da 150 CV con cambio manuale. Sulla sola Black Edition viene offerto anche il 2.0 TDI da 150 CV con il DSG , inoltre è proposta anche la variante bifuel a metano 1.5 TGI da 130 CV abbinata al cambio automatico.

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F.1, GP di Germania - Due Ferrari davanti a tutti nelle Libere 1

4 Ruote - Lug 26,2019

Il weekend del Gran Premio di Germania è entrato nel vivo con la prima sessione di prove libere. Sul circuito di Hockenheim, Sebastian Vettel e Charles Leclerc hanno occupato le prime due posizioni al termine dei 90 minuti di prove. Il tedesco ha preceduto il compagno di squadra monegasco di due decimi abbondanti, mentre Hamilton e Verstappen hanno chiuso in terza e quarta posizione, staccati di tre decimi.

In aggiornamento...

Guarda la classifica completa delle Libere 1

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Ford - La Ka+ si prepara a lasciare il mercato europeo

4 Ruote - Lug 26,2019

La Ford eliminerà dalla gamma europea la Ka+ nei prossimi mesi. La entry level dell'Ovale Blu, nata come soluzione low cost e in seguito aggiornata con varianti più ricche per venire incontro al gusto europeo, è costruita in India, ma i risultati di vendita hanno deluso le aspettative, con circa 50.000 esemplari consegnati nel Vecchio Continente nel 2018. In Italia, invece, pare godere ancora di un certo apprezzamento: il modello è risultato infatti quarantesimo tra i 50 più venduti nel primo semestre 2019, con 7.027 unità totali (dati Unrae).

Il piano di ristrutturazione europeo. L'eliminazione della Ka+ rientra in un più ampio piano di ristrutturazione che la Ford sta portando avanti, sia dal punto di vista del personale che del portafoglio dei prodotti. I risultati del primo trimestre 2019 hanno evidenziato i problemi attuali e la redditività di questo modello, in un segmento molto combattuto come quello delle citycar, non ne giustifica più l'esistenza.  importante notare anche che l'unica motorizzazione prevista, il 1.2 aspirato da 86 CV, è deficitaria pure dal punto di vista delle emissioni (da 114 a 129 g/km di CO2 in base all'allestimento), ulteriore punto a sfavore nel contesto europeo. 

Futuro incerto per il segmento A. L'approccio dei costruttori al segmento A è in continua evoluzione e sembra aver avviato una parabola discendente. Il gruppo PSA ha già preso decisioni drastiche in casa Opel, dove non ci sarà un futuro per Karl e Adam, e probabilmente anche le Peugeot 108 e Citroën C1 non avranno eredi, mentre sarà interessante vedere quale strada sarà intrapresa dal gruppo Volkswagen alla luce del recente accordo di collaborazione con la Ford stessa, esteso anche all'elettrificazione.

 

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Renault - Crolla l'utile semestrale, pesa Nissan

4 Ruote - Lug 26,2019

La Renault ha registrato nel primo semestre un forte declino dei profitti. L'utile netto è sceso dagli 1,95 miliardi di euro del corrispondente periodo dell'anno scorso a 970 milioni per colpa soprattutto del venir meno del contributo della Nissan.

Dal Giappone un "pesante" effetto negativo. La Casa di Yokohama, di cui i francesi controllano oltre il 43% del capitale, ha a sua volta subito da inizio anno un continuo crollo della redditività. L'esercizio fiscale al 31 marzo scorso ha mostrato una contrazione dell'utile operativo del 44% e dei profitti del 57%, mentre tra aprile e giugno, ossia il primo trimestre del corrente anno fiscale, i due indicatori sono scesi, rispettivamente, del 98,5% e del 94%. A Yokohama hanno pagato le performance commerciali deficitarie, in particolare in Europa e Stati Uniti, nonché ulteriori fattori sfavorevoli, tra cui un analogo andamento negativo riscontrato dalla controllata Mitsubishi. La Casa dei tre Diamanti ha visto i profitti calare del 67% e l'utile operativo dell'86% per colpa di ricavi in discesa, perdite su cambi e crescenti costi di ricerca e sviluppo. Conseguentemente i profitti della Renault sono stati pesantemente penalizzati dal declino del relativo contributo della Nissan, risultato in calo di ben 826 milioni nel semestre: è passato da un dato positivo per 805 milioni a uno negativo per 21 milioni. 

Gli altri impatti sfavorevoli. La Casa transalpina ha, però, pagato ulteriori problematiche. I ricavi sono scesi del 6,4% con le attività Automotive in contrazione del 7,7% a causa soprattutto dei minori volumi di vendita in Turchia, Francia e Argentina e del deprezzamento di alcune valute di Paesi emergenti. L'utile operativo è quindi sceso da 1,914 miliardi a 1,654 miliardi con un margine passato dal 6,4% al 5,9%. Inoltre, la Renault ha bruciato cassa nel semestre per effetto principalmente dell'aumento degli investimenti: alla fine di giugno il flusso di cassa operativo è risultato negativo per 716 milioni di euro, a fronte del dato positivo per 418 milioni di un anno fa. 

La revisione delle stime annuali. I vertici aziendali hanno anche deciso di rivedere, seppur parzialmente, le stime sull'andamento del 2019. La previsione sulla domanda automobilistica globale è stata modificata per tener conto di un declino del 3% circa e non più dell'1,6% e pertanto i ricavi non sono più visti in crescita, bensì solo stabili rispetto al 2018. Ciononostante sono stati confermati gli obiettivi di un margine operativo intorno al 6% e di un flusso di cassa positivo. "In un contesto operativo più difficile del previsto, il gruppo ha mantenuto la rotta nella prima parte dell'anno e registrato performance in linea con le aspettative. Il lancio di molti nuovi modelli, una maggiore competitività e lo spirito combattivo dei team consentono al gruppo di confermare i propri obiettivi di redditività per l'intero anno", ha commentato l'amministratore delegato Thierry Bollorè, che della questione Nissan ha parlato durante la consueta conference call con gli analisti successiva alla pubblicazione dei conti. 

Priorità all'alleanza. "La nostra principale priorità è l'alleanza con Nissan e se sentite quello che hanno detto ieri loro hanno bisogno dell'alleanza. Non sono in una situazione di difficoltà a causa dell'alleanza", ha affermato l'amministratore delegato sottolineando come la priorità assoluta sia ora quella di riportare i giapponesi sulla "giusta strada". Bollorè ha così fatto eco a recenti dichiarazioni del presidente Jean-Dominique Senard, che in pratica ha invitato la Nissan a rimettere a posto la situazione anche con misure drastiche come poi effettivamente annunciato con il taglio di 12.500 posti di lavoro. Senard ha anche chiuso per l'ennesima volta le porte a una ripresa delle trattative con la Fiat Chrysler e lo stesso ha fatto Bollorè sottolineando, anche con una punta di rammarico, come la Renault non abbia "più discussioni in corso con la FCA".  

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Metano - Accordo tra Snam e IP per 26 nuovi impianti

4 Ruote - Lug 26,2019

Saranno 26 i nuovi impianti di rifornimento di metano realizzati, a partire dal 2020, sulla rete ordinaria e quella autostradale: è il primo frutto dell'accordo tra Snam e IP, siglato nel 2018, che prevede sino a 200 nuove strutture in tutta Italia.

C'è tutta la Penisola. I nuovi impianti di erogazione sorgeranno in Veneto (2), Lazio (6), Emilia Romagna (2), Toscana (5), Lombardia (5), Abruzzo, Piemonte, Umbria, Calabria, Marche, Puglia (tutte un solo impianto). Le stazioni in Veneto ed Emilia Romagna, inoltre, ospiteranno anche erogatori di gas naturale liquefatto (LNG). Le nuove aperture si sommano alle già presenti stazioni a marchio IP presenti sul territorio e rappresentano un sostanziale miglioramento della capillarità nella distribuzione dei carburanti per la mobilità sostenibile.

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Kia Stinger GT420 - Dall'Inghilterra per i track day

4 Ruote - Lug 26,2019

La filiale inglese della Kia ha realizzato la Stinger GT420, un esemplare unico pensato per la guida in pista nei track day. Partendo dalla base della versione di serie della Stinger con motore V6 biturbo, i tecnici hanno sviluppato una serie di modifiche ad hoc in collaborazione con lo Hyundai Motor Europe Technical Centre di Rüsselsheim.

428 CV dal V6 3.3 biturbo. L'esemplare utilizzato dalla Casa è il primo giunto in Inghilterra all'inizio del 2017 ed è stato in passato utilizzato per le prove della stampa e per una serie di iniziative promozionali. Il propulsore V6 3.3 biturbo è stato modificato dalla HMTEC installando un impianto di scarico Miltek privo di catalizzatori, un filtro aria K&N e una nuova gestione elettronica, ottenendo così una potenza massima di 428 CV e 560 Nm, contro i 370 CV e 510 Nm originali. Il motore è abbinato al cambio automatico di serie, rivisto nel sistema di raffreddamento nell'elettronica. 

Quasi 200 kg in meno della vettura di serie. Per ridurre il peso l'abitacolo è stato spogliato di tutti gli elementi superflui, inclusi airbag, sedili, infotainment, rivestimenti e materiale fonoassorbente. I cristalli posteriori sono stati bloccati rimuovendo il sistema di apertura e i pannelli porta sono stati sostituiti da semplici elementi di copertura. Anche il tetto apribile è stato smontato e sostituito da un pannello fisso, mentre si sono aggiunti il rollbar di sicurezza, l'estintore e i sedili Recaro da competizione con cinture a sei punti fisse. In totale, la Stinger è stata alleggerita di 150 kg, ai quali si aggiungono i 22 risparmiati sostituendo la batteria originale con una Lite Blox LiPo.

Assetto e freni per la guida in pista. L'assetto è stato sviluppato esclusivamente per la guida in circuito. Per questo motivo i cerchi in lega OZ Racing Leggera da 19", più leggeri di 5 kg ciascuno rispetto agli originali, montano pneumatici Pirelli Trofeo R nelle misure 235/35 e 265/30. Gli ammortizzatori di serie hanno molle Eibach Pro e sono abbinati a barre antirollio maggiorate e a elementi modificati per aumentare il camber, mentre l'impianto frenante Brembo prevede pinze anteriori a sei pistoncini con dischi da 380 mm e tubazioni di raffreddamento dedicate. Al posteriore è stato mantenuto l'impianto originale con nuovo materiale d'attrito firmato Endless. Anche aerodinamica ed estetica sono state aggiornate. I paraurti anteriori e posteriori sono stati dotati di splitter e diffusore firmati Stillen, mentre la Air Design ha fornito lo spoiler sul portellone. Non manca infine una livrea specifica, combinata con la tinta di serie HiChroma Red.

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Tesla - Il cofondatore Straubel lascia il ruolo di responsabile delle tecnologie

4 Ruote - Lug 26,2019

Ennesimo avvicendamento manageriale ai vertici della Tesla. JB Straubel ha deciso di lasciare il ruolo di chief technology officer, responsabile delle tecnologie.

Drew Baglino nuovo CTO. Straubel non reciderà del tutto i legami con l'azienda californiana, che tra l'altro ha contributo a fondare nel 2003 insieme a quel Martin Eberhard cacciato nel 2007 su iniziativa dell'allora finanziatore principale e attuale ceo Elon Musk. Il dirigente dimissionario rimarrà in azienda con un incarico di consulente mentre il suo attuale ruolo, ricoperto dal 2005, sarà assunto da Drew Baglino, uno dei veterani della Tesla e attuale vice presidente con delega allo sviluppo tecnologico. 

Il quarto avvicendamento da inizio anno. Le dimissioni di Straubel seguono un continuo rimpasto manageriale ai vertici della Casa. Da inizio anno sono stati molti i manager a lasciare i propri incarichi e in alcuni casi si tratta di ruoli apicali e importanti. Ad abbandonare Palo Alto, la città della California dove la Tesla ha il suo quartier generale, sono stati il direttore finanziario, Deepak Ahuja, a gennaio, il responsabile degli Affari Legali e Societari, Dane Butswinkas, a febbraio e il vice presidente della produzione, Steve MacManus, a giugno.

Un addio preoccupante per il mercato. Tuttavia l'uscita, seppur parziale, di Straubel rischia di avere serie ripercussioni, come dimostrato dai primi commenti di alcuni analisti. Per esempio, secondo Alexander Potter di Piper Jaffray, il dirigente è "la seconda persona probabilmente più importante" della Tesla e pertanto le sue dimissioni rischiano di accentuare i timori di investitori già scottati dall'ennesimo e profondo rosso nei bilanci trimestrali. Del resto, Straubel ha sempre avuto un ruolo importante nella storia della Tesla: ha contributo allo sviluppo del pacco batterie del primo modello, la Roadster, è stato coinvolto nella progettazione della Model S, ha supervisionato la creazione della rete di ricarica rapida e nel suo ruolo di cto è stato ovviamente responsabile di tutti gli aggiornamenti tecnologici lanciati dalla Casa.

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Link & Co - Collaudi avviati per la Suv coupé

4 Ruote - Lug 26,2019

Si intensificano i collaudi su strada della Lynk & Co Suv Coupé, un modello inedito che nel 2020 dovrebbe aggiungersi alla gamma del giovane marchio cinese controllato dalla Geely.

Fari posteriori mai visti. L'esemplare delle foto spia odierne svela qualche dettaglio aggiuntivo. Le forme sono quelle già viste nei mesi scorsi, con il frontale simile alla 01 e alla 02 e una coda più sfuggente. Oggi siamo in grado di osservare in maniera precisa sia il taglio del cristallo posteriore, sia la disposizione dei Led dei gruppi ottici posteriori. Il portellone integra anche un piccolo spoiler, mentre nella parte inferiore del paraurti si notano una protezione metallica e il doppio terminale di scarico. Proprio il design dei gruppi ottici è probabilmente l'elemento più interessante, perché segna un totale cambio di passo rispetto a tutti gli altri modelli della gamma.

Meccanica comune. La Lynk & Co utilizzerà anche per questo modello la piattaforma e i powertrain comuni alla Volvo XC40, offrendo esclusivamente versioni elettrificate. Anche gli interni, incluso l'infotainment, dovrebbero replicare la soluzione già vista sulle altre crossover 01 e 02, seguendo quindi anche le innovative strategie di car sharing che caratterizzano il brand fin dal suo debutto.  

 

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Istat - Meno incidenti e vittime nel 2018

4 Ruote - Lug 26,2019

Dopo un 2017 in controtendenza, in Italia gli incidenti stradali con lesioni a persone sono tornati a calare, secondo i dati appena pubblicati dall'Istat. Nel 2018, infatti, i sinistri con lesioni sono stati 172.344, l'1,5% in meno rispetto allanno precedente. In diminuzione anche le vittime decedute entro 30 giorni dallevento e i feriti, rispettivamente, 3.325 (-1,6%) e 242.621 (-1,7%). Una, piccola, buona notizia, dunque. Ma non per tutti gli avventori della strada: i morti tra i pedoni sono aumentati dell1,5%, a quota 609, quelli tra i ciclomotoristi del 17,4% (108 in tutto) e quelli tra gli occupanti di autocarri del 15,3% (188). In calo, invece, le vittime tra i centauri (-6,8%, per un totale di 685), tra i ciclisti (-13,8%, 219) e tra gli automobilisti (-3%, 1.420). Lo scorso anno gli incidenti sono stati provocati soprattutto dalla distrazione alla guida (in primis per l'utilizzo dei cellulari), un comportamento purtroppo sempre più frequente, dal mancato rispetto della precedenza e dalla velocità troppo elevata (nel complesso, il 40,8% dei casi). Le prime due tipologie sono anche le più sanzionate dalle forze dellordine, mentre risultano in diminuzione le contravvenzioni per eccesso di velocità (ricordiamo, però, che lo scorso anno i Tutor sono stati spenti per diverse settimane).

Le conseguenze del Ponte Morandi. Sui numeri dei morti in autostrada, ovviamente, pesano i 43 causati dalla tragedia del Ponte Morandi sull'A10 Genova-Savona-Ventimiglia. Così il totale delle vittime del 2018 ha superato quello del 2017: 327 contro 296, per un aumento del 10,5%. In calo, invece, i morti sulle strade extraurbane e urbane: rispettivamente, 1.596 (-1,2%) e 1.402 (- 4,4%).

Meno vittime anche in Europa. In diminuzione gli incidenti mortali pure sulle strade del Vecchio Continente: poco più di 25 mila, contro i 25.321 del 2017, per una flessione dell'1%. Se poi si confrontano i dati del 2018 con quelli del 2010 (anno di benchmark per la sicurezza stradale), si può vedere come i decessi si siano ridotti del 21% in Europa e del 19,2% in Italia. L'anno scorso gli incidenti stradali hanno provocato 49,1 morti ogni milione di abitanti nellUnione Europea e 55 nel nostro Paese, che è così salito dal 18 al 16 posto della graduatoria continentale.

 

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Honda e - Focus sulle dotazioni multimediali

4 Ruote - Lug 25,2019

La Honda ha diffuso alcune informazioni e un video sul funzionamento dell'infotainment della Honda e, la compatta elettrica, già prenotabile, che debutterà sui principali mercati internazionali entro la fine dell'anno. Noi di Quattroruote l'abbiamo anche guidata in anteprima: questo modello rappresenta un cambio di paradigma totale per la Casa giapponese, che oltre ad aprire alla propulsione elettrica ha scelto di sviluppare una piattaforma dedicata e uno stile completamente nuovo. 

Cinque schermi sulla plancia. L'abitacolo, in contrasto con la carrozzeria che strizza l'occhio anche ai modelli del passato, introduce elementi fortemente contemporanei. Le telecamere esterne proiettano infatti le immagini su due display ai lati della plancia, che ospita anche due grandi schermi touch, affiancati l'uno all'altro, da 12,3 pollici ciascuno. Davanti al guidatore è invece presente un monitor da 8,8 pollici per la strumentazione, mentre un sesto, piccolo pannello sostituisce il retrovisore interno per migliorare la visibilità in ogni condizione. 

 

Con un swipe da uno schermo all'altro. Le immagini passano da un display all'altro. L'infotainment è completamente nuovo e integra sia le funzionalità tradizionali sia le grafiche dedicate alla vettura, come la gestione dei flussi di energia e la programmazione della ricarica e della pre-climatizzazione. Gli schermi sono controllabili con logiche analoghe ai tablet, inclusa la funzione di swipe che può spostare da uno schermo all'altro le informazioni, dando così accesso con facilità anche al passeggero anteriore, che può così gestire app separate da quelle del guidatore. 

Assistente vocale e App per il controllo remoto. I comandi rapidi sui bordi sono personalizzabili e non mancano né la connettività wifi e bluetooth né l'intelligenza artificiale a controllo vocale dell'Honda Personal Assistant. Quest'ultimo si attiva con il comando "Ok Honda" ed è capace di imparare le abitudini dell'utente. La Casa giapponese ha previsto anche la compatibilità con Andoid Auto e Apple CarPlay e ha integrato alla dotazione tecnologica un hotspot di bordo. Una App dedicata permette poi di interagire in remoto con il veicolo per controllare lo stato della ricarica, l'autonomia residua e altre funzioni, oltre a sostituire la chiave nella gestione delle serrature. 

 

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Nuovo Quattroruote - L'editoriale del numero di agosto

4 Ruote - Lug 25,2019

Il mestiere di giornalista di Quattroruote non è facile. Non lo è perché è missione complessa ricoprire il ruolo di trait dunion fra le pulsioni emotive degli appassionati, le esigenze del mercato e glinteressi dei costruttori. Senza false modestie, riteniamo di avere sempre svolto bene il nostro lavoro: se a 63 anni dalla fondazione Quattroruote continua a essere un riferimento nellautomotive, è perché il mondo della mobilità continua a riconoscerci una capacità unica nel raccontare senza compromessi prodotti e servizi, avendo come unica e sola priorità glinteressi dei consumatori. Oggi questindustria è al centro di un cambio di paradigma epocale, che sta trasformando il modo di concepire, realizzare, costruire, pensare e comunicare i mezzi di trasporto. Si tratta di una rivoluzione non lineare, però, che genera confusione e incertezza. Proprio per questo non abbiamo alcuna intenzione di abdicare alla vocazione, voluta dal fondatore Gianni Mazzocchi, di essere sempre al fianco degli automobilisti. Possiamo adeguarci ai tempi che evolvono. Possiamo rivedere il modo di testare le auto. Possiamo presidiare nuovi media lontani dal mensile. Ma cè una cosa che non vogliamo tradire. E sono i nostri valori. Potrei farne un lungo elenco. Preferisco utilizzare un solo sostantivo: credibilità. Quella non è in vendita. La verità non ha prezzo. E non lo hanno neppure letica e il rispetto dei lettori, che sono il nostro vero patrimonio. Leditoriale di questo mese è dedicato a chi, come limportatore italiano della Mitsubishi, pretende che Quattroruote cancelli giudizi non graditi pena la cancellazione degli investimenti pubblicitari. Leggetelo. la mia risposta. la risposta di tutta la redazione. 

IL TESTO DELL'EDITORIALE DEL NUMERO DI AGOSTO

Nel febbraio del 2019, pubblichiamo la prova della Mitsubishi Outlander Phev (è la versione plug-in), macchina di un certo successo a livello europeo, in quei Paesi dove il cavo elettrico garantisce incentivi. Arrivati alle misurazioni dei consumi, sottolineiamo che com'è inevitabile sulle plug-in le percorrenze calano quando le batterie finiscono e al moto deve pensare il solo propulsore termico. Scriviamo dunque che una volta esaurita la carica o in autostrada, la media di 21,6 km/l scende vistosamente. Ai livelli di un'assetata Suv. Nelle tabelle che riassumono le prestazioni, i numeri a giustificare il commento: dai 21,6 km/l con batteria al 100%, la media precipita a 11,1 km/l. Risultato: tre stelle e mezzo alla voce consumi. Come detto, nulla di strano: le plug-in trovano senso quando se ne sfrutta l'energia elettrica; senza l'ausilio degli accumulatori, si comportano come auto normali, con lo svantaggio del peso. L'importatore della Casa non gradisce questo passo della prova. Ci fa sapere che, per loro, la Outlander non è assetata: se anche lo fosse, avremmo dovuto usare parole più morbide. Pazienza: il nostro lavoro porta spesso a scrivere cose che alle Case non piacciono. I numeri, però, non mentono. il motivo per cui ci siamo dotati di strumenti e palcoscenici di test unici al mondo.

Passano cinque mesi. Decidiamo di ripubblicare la prova della Outlander nel nostro Dossier Suv, l'abituale "best of" delle prove su strada, perché riteniamo il modello degno di interesse e di certo non sono i consumi un po' alti a pregiudicarne i contenuti. Come sempre facciamo in caso di repliche, avvisiamo l'importatore. Il quale a quel punto pretende che le frasi sgradite pubblicate a suo tempo vengano fatte sparire. E comunica all'Editoriale Domus la volontà di subordinare gl'investimenti pubblicitari già decisi all'accettazione del loro aut-aut. Al nostro rifiuto, Mitsubishi Motors Italia tiene fede alla promessa, cancellando le attività pianificate per il 2019. La risposta è a pagina 234 del Dossier Suv, dove la prova della Outlander appare in versione originale e non emendata secondo i desideri del costruttore: la macchina era assetata e rimane tale.

Quattroruote non si piega a questi ricatti. Lo esigono i valori d'indipendenza che da 90 anni muovono l'Editoriale Domus. Lo impone il rispetto dei lettori. Se per il management italiano della marca del Diamante il giornalismo è commercio di opinioni, è evidente che la distanza dai nostri principi è incolmabile. Sia chiaro: continueremo a scrivere della Mitsubishi e a testare i suoi prodotti (se l'importatore ce ne darà modo), con l'obiettività di chi fa informazione senza pregiudizi né condizionamenti. Semplicemente, la nostra credibilità non è in vendita.

Detto questo, la Casa giapponese non è nuova a inciampi etici. Nei primi anni 2000, si scoprì che la dirigenza si era "dimenticata" d'informare le autorità delle lamentele di 64 mila clienti, per evitare costosi richiami. Poco dopo, venne fuori che, sempre per lo stesso motivo, la marca aveva nascosto i difetti di altre 160 mila macchine. Sempre in quel periodo, una serie di 70 incidenti portò alla luce un piano della divisione Fuso (quella dei veicoli commerciali) per coprire deliberatamente alcune gravi mancanze dei propri veicoli. La società, vistosi scoperta, chiese scusa e definì l'episodio il frutto di una cultura aziendale basata sul sistematico occultamento. Questo però non risparmiò a Katsuhiko Kawasoe, capo della divisione, una condanna assieme ad altri tre manager per aver, con la sua negligenza, causato la morte di almeno una persona . L'azienda, in una crisi di vendite e reputazione che portò al divorzio da DaimlerChrysler (proprietaria del 34% delle quote azionarie), venne salvata grazie a una sostanziosa iniezione di capitali. Nel 2016, la Mitsubishi ammise di aver truccato i dati delle emissioni delle proprie auto nei precedenti 25 anni. Lo scandalo fu tale che la Nissan di Carlos Ghosn acquisì il controllo della corporation di Tokyo a prezzo di saldo. Nel 2017, Mitsubishi Materials confessò di aver falsificato i dati sulla qualità dei propri prodotti.

Quando nel dicembre del 2017 intervistai l'attuale ceo, Osamu Masuko, domandandogli se i numerosi episodi suggerissero l'esistenza di una questione etica nell'industria giapponese, mi rispose: Queste vicende hanno evidenziato un problema di sistema. Il nostro obiettivo è di recuperare credibilità e di riportare fra le priorità la creazione del valore. Evidentemente il pensiero del capo non è arrivato in Italia.

                                                                                                                           Gian Luca Pellegrini

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Limiti di emissione - USA, quattro costruttori seguiranno la normativa californiana

4 Ruote - Lug 25,2019

Secondo unanticipazione pubblicata dal Washington Post, BMW, Ford, HondaVolkswagen hanno raggiunto un accordo con il California Air Resources Board, lente di Sacramento preposto al contrasto dellinquinamento atmosferico, riguardo i limiti demissione per i modelli futuri.

Un "no" politico preventivo. Si tratta di una notizia densa di significato politico, perché i quattro costruttori hanno così espresso un secco no alla politica più permissiva che si appresta a varare lamministrazione Trump, nel campo del contenimento delle emissioni nocive generate dalle automobili.

50 mpg. Nello specifico, le Case in questione hanno stabilito di seguire la prescrizione californiana delle 50 miglia per gallone, obiettivo da raggiungere entro il model year 2026, invece di attendere le nuove indicazioni più blande in arrivo da Washington.

Perché anche il Carb può legiferare. Va ricordato, per inciso, che negli Usa i singoli stati sono liberi di seguire la normativa Epa (lEnvironmental protection agency è lufficio nazionale che detta legge in materia ambientale) oppure quella Carb (che viene adottata da 16 dei 50 stati dellunione). La speciale dispensa legislativa per lente californiano ha ragioni storiche: per primo, il Golden state legiferò negli Usa in materia di inquinamento atmosferico, in risposta ai problemi di qualità dellaria che interessarono Los Angeles ben prima di altre zone del Paese.

Lettera aperta per un'armonizzazione normativa. Le Case che hanno scelto di omologare le loro vetture per gli Usa secondo la normativa Carb, hanno diffuso una nota stampa congiunta in cui caldeggiano ladozione di una normativa unica che regoli lintero mercato statunitense.

Il passo indietro che vuole Trump. La Casa Bianca, nel 2018, aveva annunciato l'intenzione di bloccare le iniziative dell'EPA precedentemente concordate con il governo Obama, con un programma di progressive restrizioni per il periodo 2020-2026. Trump vorrebbe anche togliere alla California la possibilità di stabilire parametri diversi sulle emissioni rispetto a quelli degli altri 50 stati membri e cancellare gli incentivi per le auto elettrificate. L'obiettivo dichiarato della corrente amministrazione è quello di evitare una escalation di tecnologia e costi che impedisca ai cittadini di acquistare veicoli nuovi. Una prospettiva che, nell'ottica dell'amministrazione Trump, mette in secondo piano il tema della riduzione delle emissioni.

Il nuovo protocollo è meno restrittivo del programma Obama. L'appoggio confermato dalle quattro Case alla normativa Carb giunge a seguito del rifiuto di Washington di trovare un punto di contatto con i costruttori, dopo il fallimento di una trattativa già avviata. L'intesa tra le Case e l'ente di Sacramento prevede una progressiva riduzione delle emissioni e l'adozione di crediti per incentivare l'elettrificazione. Le percentuali di riduzione, tuttavia, sono inferiori rispetto a quelle originariamente previste da Obama: i 3,7% l'anno (di cui l'1% attraverso i crediti), contro il 5% voluto dal precedente legislatore.

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Gruppo PSA - L'Italia spinge al rialzo i conti

4 Ruote - Lug 25,2019

LItalia è un Paese sempre più centrale per il business di PSA e soprattutto quello che cresce di più in Europa. Nei primi sei mesi del 2019, il gruppo ha immatricolato nel nostro Paese 195.248 vetture e veicoli commerciali dei marchi Citroën, DS, Opel e Peugeot, per una quota di mercato del 16,6%, guadagnando 1,1 punti percentuali rispetto allanalogo periodo del 2018. Lincremento è il maggiore sul mercato italiano tra i gruppi automobilistici e rafforza il secondo posto in Italia in termini di quota alle spalle di FCA e due punti sopra Volkswagen. Tutti i brand hanno guadagnato share (Peugeot è al 6%, Opel al 5,5% e Citroën oltre il 5%), con un immatricolato complessivo in aumento del 4,1% in controtendenza rispetto al mercato, che registra un -2,7%.

Volano i veicoli commerciali. In particolare, merita di essere segnalata la performance dei veicoli commerciali con oltre 18.600 immatricolazioni e una quota del 19,5%, che consente a PSA Italia di consolidare il secondo posto in termini di quota di mercato. Eccellenti, in particolare, i numeri di Opel, che sta conquistando rapidamente quote di mercato (4,5%), 1,4 punti in più rispetto al primo semestre 2018.

Redditività al top. A livello mondiale, il fatturato semestrale di PSA ha raggiunto 38,3 miliardi, in calo dello 0,7% rispetto al primo semestre del 2018. Ciononostante il risultato operativo ha raggiunto 3,34 miliardi, in crescita del 10,6%, mentre quello della divisione Automotive ha registrato un incremento del 12,6% a 2,66 miliardi. Questo forte livello di redditività dell8,7% è stato raggiunto attraverso un mix di prodotto favorevole grazie ai Suv e alla continua riduzione dei costi, nonostante limpatto negativo dei tassi di cambio. Grazie alla forte marginalità, al top nel settore, il risultato netto consolidato ha superato la soglia dei 2 miliardi, in aumento di 335 milioni.

Le vendite. Sotto il profilo commerciale, nel periodo gennaio-giugno PSA ha venduto 1,9 milioni di veicoli, 1,68 milioni dei quali in Europa, dove la crescita è stata dello 0,3%. In forte calo la Cina (-60%), lAmerica Latina a causa dellArgentina (-29%), azzerate le vendite in Iran.

Elettrificazione. Il gruppo PSA punta poi a diventare uno dei grandi protagonisti della mobilità elettrificata con tutti i nuovi modelli proposti in versione ibrida plug-in o completamente elettrica: DS 3 Crossback E-tense, Peugeot e-208 ed e-2008 e Opel Corsa-e in versione al 100% elettrica e DS 7 Crossback E-tense 4X4, Peugeot 3008 Hybrid e Hybrid4, Peugeot 508 e 508 SW Hybrid, Opel Grandland X Hybrid4 e Citroën C5 Aircross Hybrid in versione ibrida plug-in.

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Nuove tecnologie - Quando è l'auto che paga per te

4 Ruote - Lug 25,2019

E se fosse la tua auto a pagare per te? Presto sulle Mercedes potrebbe avvenire, grazie alla collaborazione che la Casa tedesca ha avviato con Riddle & Code, startup specializzata in interfacce blockchain, con cui sta sperimentando la soluzione Crypto: una scatola che consente una sicura e semplice identificazione del veicolo che ne è dotato. L'obiettivo è permettere transazioni sicure e, secondo quanto afferma Riddle&Code, "scambiare dati con soluzioni di fatturazione, sistemi smart city o parcheggi senza interazione umana". Ovvero pagare il parcheggio o il pedaggio e ricevere la fattura corrispondente, il tutto in automatico. Oltre a ciò, Crypto dà anche modo di registrare le prestazioni del veicolo (per esempio, il chilometraggio, il consumo di carburante e l'usura dei componenti), permettendo così di gestire al meglio la flotta aziendale in cui è eventualmente inserito, la manutenzione e il remarketing. Ed è una soluzione pensata anche per equipaggiare le reti di car sharing e di veicoli autonomi, scambiare dati sul traffico in tempo reale, connettersi con le infrastrutture di eventuali smart city e trasmettere informazioni sugli incidenti alle autorità e alle compagnie di assicurazione.

In arrivo una criptovaluta della Stella? L'archiviazione sicura dei dati di Riddle & Code chiamata Secure Element 2.0 offrirà alle vetture che adotteranno questa soluzione - se la sperimentazione avrà successo - un'identità sicura basata su blockchain. Con la possibilità, quindi, di creare anche una criptovaluta da utilizzare per alcuni pagamenti ben definiti. Da notare che, all'inizio di quest'anno, la Mercedes-Benz Cars ha anche collaborato con Icertis, fornitore leader di soluzioni per la gestione dei contratti aziendali basati su cloud, al fine di sviluppare e implementare una catena di controllo sui fornitori incentrata sulle blockchain.

 

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