Hyundai Santa Fe - Le nuove tecnologie e i motori ibridi del restyling

4 Ruote - Giu 30,2020

Meno di un mese fa vi avevamo svelato i primi dettagli relativi al restyling della Hyundai Santa Fe. Ora abbiamo la possibilità di condividere anche gli altri aggiornamenti riguardanti la quarta generazione della Suv coreana, lanciata nel 2018. Novità che riguardano, questa volta, particolari tecnici, la nuova piattaforma e, soprattutto, le inedite motorizzazioni ibride (full e plug-in) che faranno parte della gamma rinnovata, il cui lancio è previsto in ottobre.  

Cambia la piattaforma. La nuova Santa Fe, di cui vi avevamo già raccontato le modifiche estetiche e quelle relative agli interni, è la prima Hyundai europea realizzata sulla piattaforma di terza generazione, già utilizzata sulla Sonata. Unarchitettura che consente vantaggi in termini di prestazioni, maneggevolezza, efficienza e sicurezza. Grande attenzione è stata riservata al posizionamento dei gruppi pesanti, anche relativi allibrido, nella parte inferiore del pianale, così da migliorare il baricentro e il comportamento stradale. Al riguardo, sono stati rivisti i punti dattacco dei bracci dello sterzo, con lobiettivo di migliorare lhandling. La nuova architettura, oltre a garantire uninsonorizzazione più curata rispetto alla serie attuale, offre ancora più agio agli occupanti, nonostante la presenza dei powertrain elettrificati. Lo confermano le dimensioni: lunghezza, 4.785 mm (+15 mm), larghezza 1.900 (+10 mm), altezza 1.685 (+5 mm), mentre invece il passo rimane invariato (2.765 mm). Il posizionamento del pacco batterie sotto il sedile del passeggero nella versione full hybrid, e sotto i sedili anteriori sulla variante plug-in, non comporta riduzioni di spazio nellabitacolo o nel bagagliaio. Anzi, la Suv offre tre centimetri in più per le gambe di chi siede in seconda fila, e quattro in più per chi sta in terza fila (questultima opzione, però, non è stata ancora confermata per lItalia).

Full e plug-in hybrid. Due arrivi di spicco nella gamma motori: il full hybrid e il plug-in. Il primo, disponibile al lancio, è costituito dallabbinamento tra il nuovo 1.6 T-GDi turbo a iniezione diretta di benzina e un motore elettrico da 60 CV (potenza totale, attorno ai 230 CV, non ancora ufficializzata), alimentato da una batteria agli ioni di litio da 1,49 kWh. Full hybrid che sarà disponibile in versione a due o quattro ruote motrici. Librido plug-in, invece, che arriverà allinizio del 2021, verrà proposto con lo stesso 1.6 T-GDi, abbinato, però, a ununità elettrica da 91 CV (potenza totale, 265 CV) e a una batteria agli ioni di litio da 13,8 kWh. Questa variante sarà disponibile con la trazione integrale. Entrambi i powertrain ibridi saranno inoltre abbinati a un cambio automatico a sei marce di nuova concezione. Il motore 1.6 T-GDi, poi, è il primo a utilizzare la tecnologia Cvvd (Continuously variable valve duration), che regola la durata dellapertura e chiusura delle valvole in base alle condizioni di guida, garantendo un aumento delle prestazioni e miglioramenti nellefficienza e, di conseguenza, nelle emissioni. Presente anche il sistema di ricircolo dei gas di scarico a bassa pressione (Lp Egr), per ottimizzare ulteriormente lefficienza. In alternativa, la gamma offrirà anche il 2.2 turbodiesel aggiornato per ottenere consumi e prestazioni più brillanti. Rispetto alla generazione precedente, il blocco motore è ora d'alluminio, con un risparmio di peso di 19,5 kg. Diverse parti del quattro cilindri sono state riviste, come per esempio lalbero a camme. Inoltre, è stato adottato un nuovo sistema diniezione che lavora a 2.200 bar (prima era a 2.000), con lobiettivo di incrementare le performance. La versione diesel, che eroga 202 CV e 440 Nm di coppia, è disponibile a trazione anteriore o integrale. E potrebbe essere abbinata ma al riguardo la Casa deve ancora confermare a un inedito cambio automatico otto marce wet con doppia frizione a bagno d'olio.

Trazione 4x4: ora cè la manopola. Come nella serie precedente, la Santa Fe è dotata del sistema di trazione integrale Htrac, combinazione delle parole Hyundai e traction. Per la prima volta, però, la Suv coreana utilizza il selettore Terrain Mode: una manopola collocata sul tunnel che consente di selezionare le modalità dinamiche e i settaggi relativi alla trazione, adattabili a vari tipi di fondo (come sabbia, neve e fango, mentre quelle relative alla guida sono eco, sport e comfort). In aggiunta, lo smart driving mode, comporta il riconoscimento automatico dello stile di guida da parte dellauto, che selezionerà il settaggio più adatto, senza che il driver debba farlo. In condizioni di scarsa aderenza, la potenza viene automaticamente distribuita alle quattro ruote. In modalità sport, invece, il sistema Htrac punta alle prestazioni, ripartendo fino al 50% della coppia alle ruote posteriori, mentre in comfort si può distribuire fino al 35% al retrotreno. Attivando la funzione eco, infine, il sistema mira a risparmiare carburante, utilizzando la sola trazione anteriore.

Sicurezza: pacchetto più ricco. La Santa Fe è equipaggiata con il pacchetto di sicurezza attiva Hyundai SmartSense ulteriormente arricchito. Per la prima volta, infatti, la Suv è dotata dellHighway driving assist (Hda): la funzione, attivabile dal volante, è una combinazione del Lane following assist e dello Smart cruise control, che utilizza sensori e dati di navigazione per regolare automaticamente la velocità. Unaltra nuova funzionalità, il Reverse parking collision avoidance assist (Pca), utilizza la telecamera e i sensori posteriori per rilevare gli ostacoli durante la retromarcia, fornendo un alert e azionando i freni, se necessario, per evitare una collisione. Il Remote smart parking assist (Rspa) consente invece di muovere avanti o indietro lauto utilizzando la chiave, senza essere a bordo. Altri sistemi sono il Forward collision avoidance assist (Fca), il Blind spot collision warning (Bcw), il Blind spot collision avoidance assist (Bca), il Safe exit assist (Sea), il Blind spot view monitor (Bvm), il Lane following assist (Lfa) e il Rear cross traffic collision avoidance assist (Rcca).

Categorie: 4 Ruote

Gruppo FCA - Aumentano i volumi a Melfi, stop agli esuberi dopo due anni

4 Ruote - Giu 30,2020

La fabbrica di Melfi del gruppo FCA si appresta a tornare alla normalità produttiva, con un aumento dei volumi e lo stop agli esuberi tra i lavoratori. In particolare, secondo quanto annunciato da Fim-Cisl, Uil-Uilm, Fismic e Aqcf sulla base di comunicazioni della direzione dello stabilimento lucano, la linea di assemblaggio della Jeep Compass è passata ieri da uno a due turni lavorativi, con una produzione di 80-90 veicoli a turno.

Produzione in aumento. I volumi sono destinati ad aumentare entro la fine di luglio, quando la catena di montaggio sfornerà 400 autovetture al giorno, sempre su due turni, con limpiego di 2.000 lavoratori. Lunedì 6 luglio ripartirà anche la produzione dei modelli Renegade e 500X con motorizzazioni tradizionali: è previsto, però, che venga terminata il 31 luglio. 

Stop agli esuberi. L'aumento delle produzioni consentirà di reimpiegare tutta la forza lavoro e, pertanto, non sono più previsti esuberi giornalieri a partire dalla metà di luglio. Vista la situazione, ai sindacati è stata comunicata l'intenzione dell'azienda di procedere solo con "sospensioni mirate e limitate alle fermate di sabato e domenica". La comunicazione più importante, a detta delle organizzazioni sindacali, è comunque quella relativa all'assenza di quegli esuberi iniziati nellagosto del 2018 con la fine della produzione della Punto. "Dopo due anni, dunque, niente più esuberi nello stabilimento di San Nicola di Melfi grazie agli investimenti che lazienda ha deciso di fare su Compass ed elettriche", affermano le sigle sindacali. L'azienda, tuttavia, ha in programma di ricorrere alla cassa integrazione ordinaria per il 25 e il 26 luglio e dall'1 al 9 agosto. Lo stabilimento, inoltre, chiuderà dal 10 al 23 agosto per la tradizionale pausa estiva.

Categorie: 4 Ruote

Itinerari in auto - Da Roma a Tivoli, i luoghi delle ville

4 Ruote - Giu 30,2020

In una sessantina di chilometri è possibile passare dal centro di Roma a zone altrettanto ricche di storia e di cultura millenaria. Basta circa un'ora per raggiungere Tivoli dalla città eterna passando per altre meraviglie del territorio laziale, come Palestrina, e ammirare antichi palazzi, acquedotti, parchi e ville di ogni epoca. Sarà così facile trasformare una breve gita in un'intensa giornata a spasso nella storia: come sempre, vi raccomandiamo di verificare in anticipo le aperture dei luoghi di interesse.

Grandi ville e meravigliosi giardini. I dintorni della capitale hanno sempre fatto di tutto per non sfigurare, con risultati spesso eccellenti, come nel caso di Tivoli. Andiamo, allora.

Alle porte dalla città eterna. Si esce dall'area metropolitana con la diramazione Roma Sud dell'Autostrada del sole, che si abbandona allo svincolo di San Cesareo, da dove con la s.p. 215 e la s.r. 155 si arriva a Palestrina. Lo sguardo è immediatamente attratto dal Palazzo Colonna Barberini, sede del Museo archeologico di Palestrina ed edificato nell'XI secolo (l'attuale aspetto cinquecentesco è dovuto a una radicale ristrutturazione) nel luogo dove sorgeva il santuario della Fortuna Primigenia. Di quest'ultimo monumento del II secolo a.C. sono comunque ancora visibili alcuni settori.

Dagli acquedotti alle ville. Dopo una sosta nella Cattedrale di Sant'Agapito (XI secolo), ci si rimette in moto sulla s.p. 55 in direzione di Gallicano del Lazio, antico municipium romano che conserva numerose tracce di quel periodo. Qui è spettacolare, seppure poco noto, il percorso degli acquedotti romani (Anio Vetus, Aqua Marcia, Anio Novus e Aqua Claudia) e destano ammirazione anche i quattro ponti risalenti alla stessa era. Superata quindi Corcolle, ci si avvia alla volta di Tivoli, preceduta da Villa Adriana: costruita tra il 118 e il 138 d.C., è la più nota tra le dimore romane della zona e si estende su una superficie di ben 120 ettari, di cui 40 accessibili al pubblico, che può ammirare un gran numero di edifici, terme, padiglioni e ninfei, collegati tra loro da un agevole percorso di visita. A Tivoli si ammirano anche la rinascimentale Villa d'Este, con i suoi giardini, e l'ottocentesca Villa Gregoriana, all'interno di un grande parco comprendente anche i resti della residenza di Publio Manlio Vopisco.

Da vedere: Villa d'Este, un trionfo di fontane. Tutto nacque da una delusione. Il cardinale Ippolito II d'Este, uscito sconfitto da un conclave nel quale pensava di divenire papa, si ritirò nella tenuta di Villa d'Este, a Tivoli, e decise di replicarvi i fasti delle corti di Ferrara, Roma e Fontainebleau. Era il 1550 e i pendii scoscesi intorno alla villa aiutarono l'opera degli architetti, che poterono dar sfogo alla fantasia e realizzare una grandiosa concentrazione di fontane monumentali, ninfei, grotte e giochi d'acqua. Il risultato è un autentico museo a cielo aperto, con opere costruite tra il XVI e il XVIII secolo. La Fontana di Nettuno è forse la più spettacolare, ma restano nel cuore anche la Fontana dei Draghi, che sovrasta le peschiere, la panoramica Fontana della Rometta e la più appartata Fontana dell'Ovato.

IL VIAGGIO IN CIFRE

Distanza totale: 64,6 km

Tempo di percorrenza: 1 ora (soste escluse)

Scopri gli altri itinerari

Categorie: 4 Ruote

Formula 1 - 1961-1973: Dio salvi la regina!

4 Ruote - Giu 30,2020

Nei grandi cicli in cui è possibile suddividere i 70 anni di storia della Formula 1, ripercorsi nel Dossier allegato ai numeri di luglio di Quattroruote e Ruoteclassiche, quello che comprende gli anni 60 e i primi 70 si svolge allinsegna della supremazia dei costruttori e dei piloti britannici. Anche se è vero che, scorrendo lalbo doro, ci simbatte in due importanti eccezioni, quella del 1961 in cui, con un tragico epilogo sul circuito di Monza, ad aggiudicarsi lalloro è lamericano Phil Hill con la Ferrari 156, e quella del 64, che vede ancora prevalere una Rossa di Maranello (nello specifico, la 158) con lex campione delle due ruote John Surtees.

Viva la leggerezza. Questo ciclo di supremazia british vede emergere soprattutto le personalità di due figure: John Cooper e Colin Chapman. Il primo, insieme con il padre Charles, porta dal 57 la rivoluzione nel mondo dei Gran Premi, fino a quel momento dominato da monoposto grandi, pesanti e a motore anteriore. I Cooper, invece, hanno già capito dallesperienza nelle formule minori che la leggerezza conta più della potenza pura: questa filosofia, applicata alla F.1, porta già alla seconda stagione di presenza nella massima categoria alle vittorie di Stirling Moss nel GP di Argentina e di Maurice Trintignant in quello di Monaco. Le Cooper-Climax sbaragliano il lotto delle avversarie nel 59 e nel 60 con laustraliano Jack Brabham e da allora la Formula 1 non è più la stessa: tutti, compresa la Ferrari, che sarà lultima ad abbracciare questa scelta, si convertiranno al motore posteriore, collocato in vetture dalla massa molto contenuta.

Il genio di Colin. Chapman è un personaggio più controverso. La brillantezza delle sue intuizioni tecniche, dalla ricerca spasmodica della leggerezza alleffetto suolo della 78, non si discute, così come sono acclarati il suo gusto per lessenzialità dei progetti e lamore per linnovazione. Talvolta, però, questo approccio lo ha portato a spingere la ricerca ai limiti, forse anche oltre: e sono diversi i piloti (da Jim Clark a Jochen Rindt) che ne hanno fatte le spese, perdendo la vita proprio al volante di una Lotus. A questo si aggiunge lalone di mistero che ha circondato la sua morte, avvenuta il 16 dicembre del 1982 alletà di soli 54 anni, in un momento in cui la sua azienda versa in difficoltà finanziarie. Colin, comunque, resta uno dei più grandi interpreti della filosofia della leggerezza, applicata fin dalla sua prima monoposto di F.1, la Lotus 18, il cui telaio derivava semplicemente da quello di una vettura di Formula Junior, concepita per potenze di gran lunga inferiori. I suoi capolavori restano le Lotus 25 e 33, letteralmente costruite intorno al pilota (lo straordinario Jim Clark) con il quale costituiscono nei Mondiali del 63 e del 65 un binomio imbattibile.

Campioni indimenticabili. Dei grandi driver britannici di quel periodo, due su tre sono scozzesi. Il primo è lindimenticabile Jim Clark: nato dopo quattro sorelle, dopo aver vissuto tra allevamenti di pecore mette in luce un talento straordinario, che non sfugge a Chapman. Dei 72 Gran Premi disputati, ne vince ben 25, conquistando 33 pole position: a Monza, nel 1967, non simpone ma compie un capolavoro, partendo in testa, perdendo un giro per una foratura, rimontando fino a riportarsi al comando, per arrestarsi in prossimità del traguardo solo per un problema di pescaggio della benzina (la gara sarà vinta in volata da Surtees con la Honda). Con la Lotus domina i Mondiali del 63 e 65; su una Lotus, ma di Formula 2, perde la vita il 7 aprile del 68 a Hockenheim. Miglior sorte è certo toccata al secondo scozzese della compagnia, sir Jackie Stewart, della cui presenza, nonostante gli 81 anni compiuti, possiamo ancora godere nelle vesti di commentatore di F.1. Dislessico da ragazzo, nazionale inglese di tiro a volo alle Olimpiadi di Roma del 60, trova in Ken Tyrrell il suo Chapman: con lex boscaiolo inglese vince i Mondiali del 69 (con la Matra-Ford, gestita da Tyrrell), del 71 e del 73. Poi capisce che le corse sono troppo pericolose e si ritira, dedicandosi a mille altre attività, da quella di testimonial alla gestione, negli anni 90, di una propria squadra (che riesce anche a vincere una gara con Johnny Herbert). Inglese, e non scozzese, è invece lindimenticabile Graham Hill (il cui figlio Damon sarà iridato nel 96 con la Williams). Personaggio a tutto tondo, è lunico che, fino a oggi, si è potuto cingere della Triple Crown, avendo vinto due Mondiali di F.1 (nel 62 e nel 68, con le inglesissime BRM e Lotus), la 500 Miglia dIndianapolis (nel 66, con una Lola) e la 24 Ore di Le Mans (nel 72, con la Matra-Simca ed Henri Pescarolo come compagno). Cinque volte trionfatore nel GP di Monaco (secondo, in questo, solo al leggendario Ayrton Senna), Hill provò anche a creare un suo team di F.1, prima di trovare la morte nel 1975 ai comandi del proprio aereo, un Piper Aztec.

Categorie: 4 Ruote

Salone di Ginevra - Salta l'edizione 2021, si tratta per la vendita del format

4 Ruote - Giu 29,2020

La Fondazione Salon International de l'Automobile, che fino a oggi si è occupata dell'organizzazione del Salone di Ginevra, non gestirà l'edizione 2021. A seguito dell'annullamento della manifestazione di quest'anno a causa dell'emergenza coronavirus e delle conseguenze finanziarie derivate, l'associazione guidata da Maurice Turrettini ha infatti comunicato di voler cedere i diritti della kermesse. A pesare sulla decisione è stata anche l'incertezza manifestata dalla maggior parte delle case automobilistiche, scettiche sull'ipotesi di partecipare a una nuova edizione prima del 2022. Inoltre, data l'imprevedibilità dell'evoluzione della pandemia, non vi sono garanzie sulla possibilità di aprire al pubblico, tra soli nove mesi, una manifestazione che negli scorsi anni ha richiamato oltre 600.000 visitatori da tutto il mondo.

Il format verrà ceduto al Palexpo. Durante una conferenza stampa organizzata proprio all'interno del Palexpo e trasmessa in diretta streaming online, la Fondazione ha annunciato di non volersi occupare dell'organizzazione della prossima edizione del Salone e di voler promuovere la cessione del format alla società che gestisce la fiera di Ginevra: l'obiettivo è trovare una soluzione che consenta comunque lo svolgimento del più grande evento pubblico svizzero. La decisione segue di pochi giorni il no al prestito di 16,8 milioni di franchi (15,7 milioni di euro) approvato dal Gran Consiglio di Ginevra nelle scorse settimane: ringraziando le autorità locali per la fiducia concessa, la Fondazione non ha infatti considerato i termini del prestito come una garanzia di stabilità finanziaria a lungo termine. Nel giro di un solo anno, infatti, l'associazione avrebbe dovuto restituire un milione di franchi al Cantone svizzero.

Categorie: 4 Ruote

Alex Zanardi - Nuovo intervento neurochirurgico, le condizioni restano "gravi"

4 Ruote - Giu 29,2020

Alex Zanardi è stato nuovamente operato al cervello: la decisione è stata presa dai sanitari del Policinico Santa Maria alle Scotte, dove l'ex pilota è ricoverato dallo scorso 19 giugno dopo l'incidente con la sua handbike.

Il bollettino. Il secondo intervento di neurochiriurgia, durato due ore e mezza, era stato già ipotizzato dall'équipe medica che ha in cura l'atleta paralimpico: a quanto si apprende, i medici hanno scelto di procedere dopo una Tac di controllo. L'ultimo bollettino dell'ospedale, diramato in serata, parla di condizioni cliniche "stabili dal punto di vista cardiorespiratorio e metabolico, ma gravi da quello neurologico". Dopo l'operazione, Zanardi è stato riportato in terapia intensiva: la prognosi, pertanto, rimane riservata.  

L'incidente. Dieci giorni fa, Zanardi si è scontrato con un camion durante una tappa della staffetta Obiettivo Tricolore, mentre viaggiava lungo la statale 146 a Pienza, vicino a Siena: stando alle ricostruzioni, l'atleta avrebbe perso il controllo della propria handbike, invadendo la corsia in cui viaggiava il tir. Sul caso la procura della città toscana ha aperto un fascicolo e sono in corso verifiche e perizie: quella sulla handbike del campione dovrebbe essere effettuata nella giornata di martedì.  

Categorie: 4 Ruote

Nuovo Quattroruote - Scopri il numero di luglio - VIDEO

4 Ruote - Giu 29,2020

E siamo giunti alla Fase 3. Mentre l'Italia allenta le misure di contenimento, l'emergenza coronavirus diventa soprattutto economica: nel mondo dell'auto, in particolare, le Case devono fare i conti con una situazione sempre difficilissima, mentre la clientela resta alla porta e attende gli incentivi promessi dalla politica. Ed è per questo che Quattroruote di luglio, già disponibile in Digital Edition e in edicola da martedì 30 giugno, indaga nuovamente sugli effetti della pandemia: con il dossier #backontrack, un hub per immaginare la mobilità del futuro, ma pure con le inchieste sulle storture generate dal Covid-19, come gli odiosi rincari (da noi ribattezzati "tassa Covid") applicati in alcune officine; oppure l'analisi sulle occasioni, tutte da dimostrare, che sembrano fioccare ovunque dopo la quarantena. Ovviamente non mancano le novità, le analisi, i test del Centro Prove di Vairano e i contenuti esclusivi: come l'impressione di guida della Ferrari SF90 Stradale, mostruosa ibrida plug-in da 1.000 CV.

Allora, curiosi di leggere i dettagli di ciò che vi attende? Scopriteli qui sotto.

Land Rover Defender. No limits come sempre, ma in un'interpretazione assolutamente contemporanea. Per non essere prigioniera del passato, la Defender si apre a tutto ciò che finora aveva rifiutato con sdegno: e cioè tecnologia, confort e sicurezza. Che sia una Land Rover lo si capisce subito, che sia diversa da tutte le altre in listino è altrettanto lapalissiano, che sia una Defender non c'è proprio alcun dubbio. Ma ora vi chiederete come si comporta questa nuova Land, come va su strada e soprattutto se, in off-road, è ancora quel mezzo inarrestabile che lha resa famosa negli anni. In altre parole, se riesce a mettere d'accordo qualità e caratteristiche in genere ben poco conciliabili tra loro.

Honda Jazz. Con il debutto della quarta generazione, sul razionale pentagramma della Honda Jazz compare una nota più accesa del solito: si chiama Crosstar, affianca la versione tradizionale e strizza locchio, nellestetica, alle Suv di segmento B. Forte del passaggio definitivo al powertrain ibrido di serie, condiviso fra laltro con la sorella maggiore CR-V, questa Jazz ci ha piacevolmente stupito non solamente nel confort, ma pure nei consumi, davvero bassi.

Mercedes GLA. Avete presente la prima generazione della GLA? Era una sorta di Classe A rialzata, una crossover che dava quasi l'impressione che a Stoccarda non ci avessero creduto fino in fondo. Adesso, però, alla Mercedes hanno cambiato rotta: lunga come prima, anzi un centimetro e mezzo più corta, ma più larga e soprattutto più alta di 10 cm. Così la seconda serie della GLA, ottavo modello della proficua famiglia Mfa, diventa una Suv a tutti gli effetti. Guadagna qualche centimetro anche dentro, specie dietro (ma il baule resta soltanto discreto) e riceve in dote le innovazioni comuni alle sorelle di piattaforma: abitacolo ben rifinito, plancia hi-tech con un infotainment di livello, Adas di ultima generazione e nuovi motori. Tra cui il 1.3 turbobenzina da 163 CV realizzato in collaborazione con la Renault, un propulsore che dà soddisfazioni quando premi il pedale destro, ma anche quando devi fermarti a far rifornimento. Il confort? Ottima la silenziosità, mentre lassetto è un po' rigido.

Lancia Ypsilon Hybrid. Passano gli anni (nove, per la precisione) e lei è sempre lì, saldamente nella parte alta della classifica del mercato italiano. Un po perché è una delle piccole più eleganti di sempre, un po perché, fra sconti e promozioni, si porta a casa davvero con poco. Adesso, però, cè un motivo in più per preferirla: come già accaduto sulle sorelle 500 e Panda, anche la Lancia Ypsilon dice addio al quattro (Fire) per accogliere, nel cofano, il tre cilindri (FireFly) con sistema mild hybrid a 12 volt. Le prestazioni sono in linea con quelle del cuore nato nellormai lontano 1985, i consumi notevolmente inferiori. La ricetta, insomma, funziona.

Sei mild da città. Sempre in tema di ibrido leggero, questo mese vi proponiamo anche un confronto serrato tra sei varianti mild hybrid di modelli molto popolari: Fiat Panda e 500, Lancia Ypsilon, Mazda2, Suzuki Ignis e Swift. Consumano meno rispetto alle sorelle con motori termici e garantiscono le stesse prestazioni, o quasi. Con prezzi contenuti.  

Le altre prove e le impressioni di guida. Oltre al test della Volkswagen T-Roc Cabriolet e all'interessantissima prova speciale sulle défaillance dei sistemi di frenata automatica di emergenza, la grande protagonista di questo mese è la Ferrari SF90 Stradale. Gian Luca Pellegrini ha guidato la prima Rossa ibrida plug-in sulle strade dell'Appennino Tosco-Emiliano e sulla pista di Fiorano: per sapere come va, basta leggere il servizio da otto pagine che abbiamo dedicato alla "gigacar" da 1.000 CV. Ma non è finita qui: le impressioni di questo mese vi propongono anche l'Audi RS4 Avant e la Subaru Impreza.  

QElectric. La cover di luglio è dedicata alla prova della Tesla Model 3 Standard Range, la versione con la batteria più piccola: come potrete verificare, però, l'elettrica di Elon Musk va comunque lontano. Abbiamo poi dato una sbirciatina alla prima Hyundai a batteria su pianale dedicato, la 45, che per fondare una nuova era si richiama a una pietra miliare del passato, quella Pony che a metà degli anni 70 lanciò il marchio coreano anche allestero. E poi ecco la nuova Opel Mokka, che perde la X nel nome, una manciata di centimetri in lunghezza e guadagna una linea atletica, un nuovissimo infotainment e un pacco batterie. La versione elettrica, come già accaduto per la Corsa, è quella che ha effettivamente alzato il sipario.

Attualità e Inchieste. LAttualità del numero di luglio non poteva non indagare su come la pandemia di Covid-19 abbia o meno mutato le politiche commerciali di Case e concessionarie, viste le centinaia di migliaia di vetture rimaste invendute durante il lockdown. Per questo, abbiamo visitato diverse concessionari di marchi differenti, con lo scopo di farci redigere preventivi di acquisto con finanziamento delle stesse auto già oggetto di uninchiesta analoga, pubblicata su Quattroruote di dicembre 2019. Sconti (in percentuale sul prezzo di listino degli esemplari in pronta consegna) e tassi dinteresse sono stati così confrontati: e le sorprese non sono mancate. Così come sorprendenti, anzi sconcertanti, sono risultati gli esiti dellinchiesta condotta in incognito nei centri privati di revisioni delle zone di Milano, Pavia, Cremona e Piacenza, con lintento di verificare laccuratezza dei controlli. Che, comè facile immaginare, tanto accurati troppo spesso non sono: soltanto in due dei centri visitati, infatti, le nostre auto sono state bocciate. Ma è bastato scegliere altre officine perché tutte e quattro le vetture venissero regolarmente promosse dai tecnici addetti alle revisioni.  

Anteprime e Autonotizie. La Nissan, nel quadro dellalleanza con la Renault, vara un piano di rilancio che rafforza la cooperazione, taglia volumi produttivi e varianti di modelli. Ma non rinuncia ai suoi cavalli di razza e allemozione: ecco, nella sezione Anteprime, come saranno la nuova Qashqai e lerede della sportiva Z. Le Autonotizie si occupano invece di due modelli controversi, destinati a suscitare molte discussioni: la BMW Serie 4, dominata da un doppio rene verticale di proporzioni mai viste su una carrozzeria simile, e la Citroën C4, che con questa generazione inaugura un nuovo stile allinsegna delloriginalità che da sempre distingue il marchio. Non mancano tutti i restyling che non sono usciti durante il lockdown e che ora si affollano negli showroom: dalla Hyundai Santa Fe alle Mercedes Classe E Coupé e Cabriolet, dalla Seat Ateca (pure Cupra) alla Volkswagen Arteon che, con loccasione, aggiunge alla gamma linedita carrozzeria shooting brake.

Quattroruote + speciale 70 anniversario Formula 1. Nel 2020 il Mondiale di Formula 1 compie 70 anni: Quattroruote, con il prezioso contributo di Ruoteclassiche, celebra la ricorrenza con un volume che ripercorre questa straordinaria avventura del motorsport raccontando i protagonisti leggendari (uomini e macchine) che si sono susseguiti nei vari decenni. Lo speciale è disponibile con Quattroruote a 2,90 euro in più.

Quattroruote + volume "Alfa Romeo: questioni di stile". In occasione dei 110 anni di Alfa Romeo, il nuovo volume della collana Passione Quattroruote celebra i due elementi inconfondibili della Casa del Biscione: stile e design. I protagonisti spiegano, con testimonianze inedite, i perché di unidentità che non ha eguali. Il volume è disponibile con Quattroruote a 5,90 euro in più.

Come richiedere allegati e dossier. Chi è già abbonato a Quattroruote può richiedere gli allegati e i dossier inviando un'email a uf.vendite@edidomus.it, telefonando al numero 800-001199 (dal lunedì al venerdì dalle 8.45 alle 20, sabato dalle 8.45 alle 13) oppure inviando un fax allo 0292856110 o allo 02022111959.

Categorie: 4 Ruote

Fiat 500 - Presentata la serie speciale France Edition

4 Ruote - Giu 29,2020

La Fiat ha presentato una serie speciale della Nuova 500 elettrica riservata al mercato francese, la France Edition. Sarà prodotta in 500 esemplari e può essere già ordinata con un prezzo di partenza di 29.900 euro, che sale a 32.900 euro optando per la variante cabriolet. In Francia gli incentivi per i modelli elettrici possono raggiungere i settemila euro, ai quali si sommano ulteriori sgravi in caso di rottamazione: il prezzo d'attacco può quindi scendere fino a 17.900 euro, mentre in alternativa è previsto anche un piano di noleggio a lungo termine Leasys da 99 euro al mese.

Bianca o nera con tanti accessori. La 500 France Edition mantiene inalterate le caratteristiche tecniche del Cinquino a zero emissioni. Nello specifico, grazie a batterie da 42 kWh ricaricabili tramite un sistema a 85 kW, offre fino a 320 km di autonomia nel ciclo Wltp. La serie speciale si caratterizza per la tinta esterna Onyx Black o Solid White pastello, i cerchi da 16" e le finiture esterne cromate: di serie sono previsti un tetto panoramico di vetro o una capote nera e il badge France Edition sui montanti centrali. Gli interni propongono a loro volta la fascia della plancia in tinta con la carrozzeria e i rivestimenti di tessuto Seaqual, oltre all'infotainment Uconnect 5 con display da 10,25 pollici. La dotazione comprende anche i servizi connessi della Telematic Box, inclusi per i primi tre anni, e un pacchetto completo di Adas, mentre rimangono opzionali sia la Wallbox sia il cavo di ricarica rapida Mode 3 a 11 kW.

Categorie: 4 Ruote

Ciclabili - Quel pasticcio di via Tuscolana

4 Ruote - Giu 29,2020

Mobilità sostenibile, ma non molto sicura. Lo scorso maggio, il Comune di Roma ha dato il via a un piano straordinario per la realizzazione di 150 chilometri di nuove bike lane transitorie, promuovendo così la mobilità dolce in questi mesi di convivenza con il coronavirus in cui è preferibile non utilizzare i mezzi pubblici. Tra le nuove ciclabili è previsto il prolungamento fino al quartiere San Giovanni della ciclovia Tuscolana, realizzata tra il 2018 e il 2019: un percorso non proprio temporaneo, essendo già stati previsti nel piano urbano per la mobilità sostenibile (Pums) del 2019 ben 2,4 km di corsia destinata ai velocipedi, dal Quadraro alla stazione Tuscolana.

Nessun divisorio. Le novità, semmai, sono rappresentate dallulteriore prosecuzione fino a Largo Brindisi e, soprattutto, dalladozione di una pista "light", approfittando delle disposizioni del decreto Rilancio che, oltre a stanziare 40 milioni di euro (in seguito saliti a 137) per tali opere, prevedono la possibilità di realizzare corsie ciclabili, in sostanza delimitate da sole strisce di vernice. Finora, il nuovo percorso ha fatto emergere non pochi problemi in termini di viabilità e, soprattutto, di sicurezza. Per le bici, ma anche per le stesse automobili e i pedoni.

Possibilità dinvasione. Alcuni tra i maggiori pericoli arrivano proprio dal primo segmento della nuova bike lane, lungo la celebre salita del Quadraro. Dalla fermata della metro A di Porta Furba allarco di Sisto V, lo spazio destinato alle auto delle due carreggiate risulta ora ridotto, ma non abbastanza da scoraggiare i veicoli a disporsi comunque su due corsie: quelle più a destra potrebbero quindi invadere la ciclabile (delimitata solo dalla vernice) per evitare collisioni con i veicoli a sinistra. A creare ulteriore confusione cè il rilievo delle strisce discontinue che, sebbene cancellate, danno limpressione di essere ancora lì.

Acquedotto (poco) Felice. In direzione centro, il problema sorge quando, nel tratto di cui si discute, è necessario curvare a destra: qui, infatti, le vetture tendono a chiudere la traiettoria invadendo la bike lane, come dimostra limmagine sopra riportata. Non è finita: al termine della curva, una corsia di immissione, proveniente da destra, confluisce nella carreggiata. In condizioni di scarsa visibilità, i veicoli in arrivo, non obbligati a fermarsi, ma a dare precedenza, rischiano di investire le bici in transito. Un problema analogo avviene nella direzione contraria, dalla parte opposta dellacquedotto Felice che separa in quel punto le due carreggiate di via Tuscolana, dove le auto provenienti da via Demetriade confluiscono nel bel mezzo di una curva a sinistra, anche in questo caso con il solo obbligo di dare precedenza.

Una sola direzione. Dopo larco di Sisto V, alla cui destra è presente un improbabile cartello (visibile nella foto qui sopra) che segna la fine del percorso ciclabile, sorge un altro problema. Lo stesso percorso, infatti, prosegue verso il centro senza una corrispondente corsia in direzione opposta: nel momento in cui scriviamo, quest'ultima non è stata ancora realizzata se non allaltezza della stazione Tuscolana, come vedremo. Proprio per questo, diversi ciclisti diretti verso Cinecittà percorrono la bike lane contromano: un comportamento contrario al codice della Strada (la stessa definizione di corsia ciclabile parla espressamente di "circolazionenello stesso senso di marcia degli altri veicoli") e al buonsenso. Ciò potrebbe spingere alcuni utenti ad allargarsi allimprovviso verso le auto, essendo la corsia troppo stretta per la circolazione di due velocipedi in parallelo. Parliamo di bici per comodità, ma non manca la presenza di numerosi monopattini elettrici, il cui uso disinvolto sta facendo emergere alcune criticità.

Spartitraffico naturali. Fino allingresso del centro sportivo della Banca dItalia, la ciclabile è separata dal resto della strada dalle auto parcheggiate in parallelo, a cui sono stati riservati nuovi posteggi. Questa soluzione, pur facendo felici gli automobilisti della zona che temevano una riduzione dei parcheggi, ha reso ancor più esiguo che altrove lo spazio della carreggiata riservato ai veicoli. Il problema è in particolare sentito fino allincrocio con via di Porta Furba, prima del quale le vetture possono marciare disponendosi in una sola corsia per senso di marcia: basta unauto in panne per bloccare tutto. Qui, peraltro, circolano durante il giorno numerose ambulanze da e per lospedale Vannini del vicino quartiere di Torpignattara, i cui movimenti potrebbero essere ostacolati dal restringimento della strada. Anche per questo Monica Lozzi, presidente del Municipio VII, ha fatto sapere che i nuovi parcheggi potrebbero essere eliminati per agevolare la viabilità, essendo già presenti dei posti auto tra le due carreggiate.

Problemi di parcheggio. I posti auto sono stati invece ridotti allAppio, tra piazza Santa Maria Ausiliatrice e il ponte ferroviario della stazione Tuscolana, dove il percorso della ciclabile è finora arrivato. Nel tratto interessato sono stati eliminati i posti auto a spina, sostituiti da quelli in parallelo, che, insieme ai cassonetti, separano di fatto la corsia ciclabile dal resto della strada. Il tutto appare ora più ordinato, ma il percorso per le biciclette diventa meno lineare, imponendo ai ciclisti alcuni "slalom" lungo la corsia. Quella delle auto parcheggiate sulla ciclabile è una vecchia storia, che già aveva interessato (e interessa ancora) il tratto originario della ciclovia, quello tra piazza di Cinecittà e il Quadraro, in corrispondenza di bar, farmacie e altre attività.

I pedoni. Più preoccupanti, tuttavia, sono le auto parcheggiate sulle nuove aree di attesa del bus, verniciate sulla strada a ridosso della corsia ciclabile e, in effetti, facilmente scambiabili per posti auto, come testimonia la foto qui sopra. La loro presenza potrebbe costringere gli utenti ad attendere il mezzo dellAtac al centro della strada, rischiando di essere investiti dai veicoli in transito. Una possibile soluzione, auspichiamo noi, potrebbe arrivare dallimpiego di pedane rialzate, come quella già adottata in via Gallia, facilmente removibile e installabile altrove, qualora non più necessaria. Del resto, il Municipio ha già fatto sapere di voler mettere a disposizione per la messa in sicurezza della nuova ciclovia il milione di euro stanziato prima del lockdown in previsione del prolungamento del percorso. Una somma poi risparmiata accedendo ai fondi messi sul piatto dal governo per le nuove bike lane.

Vernice fresca. I soldi, aggiungiamo, saranno necessari anche per adeguare i nuovi segmenti di percorso nel frattempo realizzati. Del resto, proprio mentre scriviamo, è in corso il completamento della ciclabile fino alla stazione Tuscolana. Non solo: sullo stesso segmento, come accennavamo, si sta procedendo anche alla realizzazione della corsia opposta, al momento fino allincrocio con via Veturia.

Troppo stretta. Anche nel nuovo tratto non mancano i problemi, specie in direzione centro, subito dopo il ponte ferroviario: qui la bike lane segue la corsia di immissione delle auto dirette a destra, stringendosi in alcuni punti fino a un minimo di circa 60 cm (da noi stessi misurati al suo interno). Non solo: subito dopo il semaforo, quando vetture e bici svoltano a destra in via Monselice, cè il rischio che le prime travolgano le seconde stringendo troppo la curva, dove peraltro la corsia per la mobilità dolce misura solo 80 cm. Unipotesi, anche questa, tuttaltro che irrealistica, come testimonia la foto qui sopra. bene prestare attenzione, in attesa di auspicabili adeguamenti.

Categorie: 4 Ruote

Mercedes F.1 - Nuova livrea nera contro il razzismo

4 Ruote - Giu 29,2020

Il team Mercedes si schiera apertamente contro il razzismo e ogni tipo di discriminazione. La squadra campione del mondo dà un segnale forte del suo impegno, che troverà spazio in un programma di inclusione a lungo termine, cambiando il colore delle sue macchine. La Mercedes W11 affidata a Lewis Hamilton e Valtteri Bottas correrà il Mondiale 2020 di F.1 con una livrea tutta nera.

We Race as One. Nelle ultime settimane, il movimento Black Lives Matter si è mobilitato per portare alla luce i casi di razzismo e discriminazione, specie dopo la morte di George Floyd a Minneapolis, lo scorso 25 maggio. Lo stesso Lewis Hamilton si è esposto in prima persona, scendendo in piazza a manifestare. Il sei volte campione del mondo, il primo pilota di colore in F1, si è attivato per coinvolgere tutto il circus a far sentire la propria voce che troverà concretamente spazio nelliniziativa #WeRaceAsOne. Hamilton, tramite i suoi canali social, ha detto: "Continuerò a usare la mia voce per rappresentare quelli che non ne hanno uno e parlare per coloro che sono sotto rappresentati, per dare loro l'opportunità di avere una possibilità nel nostro sport". E Oggi, commentando questa iniziativa della Casa della Stella, ha affermato: "Ho vissuto episodi di razzismo in prima persona e parlo con il cuore quando faccio appello al cambiamento. Vorrei ringraziare molto Toto e tutto il board della Mercedes per aver trovato il tempo di ascoltare e capire veramente le mie esperienze e la mia passione e per aver fatto questo passo così importante".

Il primo passo della Mercedes. La squadra diretta da Toto Wolff ha fatto unautoanalisi dai risultati che fanno riflettere. emerso che il 3% dei dipendenti del team si identifica in gruppi etnici minoritari e che solamente il 12% del personale è rappresentato da donne. Nel comunicato di oggi, si legge che questa mancanza di diversità dimostra che dobbiamo trovare nuovi approcci per attrarre talenti che attualmente non raggiungiamo. Per dare un segnale immediato del suo impegno, la Mercedes ha scelto di cambiare la livrea della sua W11. Per questanno scomparirà largento tipico delle vetture di Stoccarda per far posto a uninedita colorazione all-black. Toto Wolff, team principal e ceo del team Mercedes-AMG Petronas F1, ha detto: "Il razzismo e la discriminazione non devono avere posto nella nostra società, nel nostro sport o nella nostra squadra. Questa è una convinzione fondamentale in Mercedes. Ma è sbagliato rimanere in silenzio: per questo abbiamo scelto di gareggiare con una livrea totalmente nera per questa stagione. Questa livrea è il nostro impegno pubblico a intraprendere azioni positive".

Categorie: 4 Ruote

Audi Q5 - Con il restyling punta sull'ibrido

4 Ruote - Giu 29,2020

L'Audi presenta il restyling della Q5, allineando così l'estetica della Suv a quella dei più recenti modelli del marchio. La strada è simile a quella già percorsa con l'A4 e coinvolge design, powertrain e connettività per aggiornare il modello e tenere alto il livello rispetto alla concorrenza. La commercializzazione è prevista in autunno e per il momento è noto soltanto il prezzo d'attacco in Germania, pari a 48.700 euro. stata inoltre annunciata una serie speciale denominata Edition One, che offrirà una serie di personalizzazioni uniche e una dotazione particolarmente ricca di accessori.

Gli Oled posteriori con grafica personalizzata. La Q5 restyling, più lunga di 19 mm rispetto alla precedente (per una lunghezza totale di quattro metri e 68 cm), è subito riconoscibile per il nuovo taglio delle luci diurne a Led integrate negli elementi principali (Matrix Led in opzione) e per il single frame ottagonale ancora più grande. Le prese d'aria risultano più ampie e aggressive, mentre le minigonne si estendono maggiormente per avvicinare la vettura a terra, confermando così l'indole prettamente stradale. Nella zona posteriore troviamo i gruppi ottici Oled con effetto tridimensionale opzionali e un nuovo diffusore inferiore. I fari Oled offrono una grafica estremamente curata e nitida ma includono anche un'innovativa funzione di sicurezza: grazie ai sensori di prossimità, consentono di comunicare agli altri utenti quando ci si avvicina troppo al veicolo illuminando uno degli elementi. La loro grafica, inoltre, varia in base alla modalità di guida, mentre la variante di base è disponibile in tre versioni che il cliente potrà scegliere al momento dell'ordine.

Debutta l'infotainment Mib3. Oltre ai nuovi abbinamenti di finitura delle varianti base, Advanced Line ed S Line, la Q5 propone anche le tinte esterne inedite District Green e Ultra Blue. inoltre possibile ordinare anche un allestimento con finiture totalmente nere per i particolari esterni. Gli interni mantengono l'impostazione già nota e sono previsti tre livelli di finitura con nuovi dettagli e un'illuminazione diffusa ancora più ricercata. L'infotainment Mib3 di nuova generazione con servizi connessi utilizza il display touch da 10,1 pollici che ha permesso di rimuovere i comandi nella console centrale davanti al cambio. La strumentazione tradizionale può essere sostituita con l'Audi Virtual Cockipit da 12,3 pollici. Grazie al cambio generazionale l'infotainment offre nuovi servizi, tra cui spicca l'integrazione dell'assistente Alexa e il pacchetto Car-To-X gestito dall' Audi Connect. I settaggi preferiti da ogni utente possono inoltre essere salvati sul profilo MyAudi su cloud per migliorare l'esperienza di guida e utilizzo del veicolo.

Per ora solo diesel Mild Hybrid. Per il lancio l'Audi ha previsto la sola variante 40 TDI con motore 2.0 turbodiesel da 204 CV e 400 Nm, dotato di un nuovo basamento d'alluminio e abbinato al sistema Mild Hybrid Mhev e al cambio automatico sette marce S tronic con trazione integrale. I valori preliminari di consumo medio nel ciclo Wltp sono pari a 5,3-5,4 l/100 km e 139-143 g/km. In un secondo tempo saranno introdotte anche due varianti meno potenti del due litri a gasolio, un V6 TDI e due modelli 2.0 turbobenzina, inoltre è confermata la versione TFSI e plug-in hybrid con due livelli di potenza. Non si parla invece, per il momento, di una sportiva firmata RS. I dettagli su allestimenti e dotazioni saranno resi noti al momento dell'uscita del listino italiano.

Categorie: 4 Ruote

#ripartiamoinsieme - Sei mesi di Quattroruote a prezzo scontato

4 Ruote - Giu 29,2020

Ora più che mai è importante ripartire ed è per questo che l'Editoriale Domus ha ideato una promozione per consentirvi di farlo risparmiando: con #ripartiamoinsieme, potrete infatti abbonarvi alle nostre riviste a prezzi scontati, sia che la vostra passione siano le auto, sia che vi interessino le moto, i viaggi o il mondo del design.  

Sconti da subito. La promozione per Quattroruote è già disponibile sull'e-commerce di Editoriale Domus. Fino al 6 agosto, sarà possibile acquistare un abbonamento semestrale con prezzi scontati: gli appassionati d'auto potranno così ricevere a casa sei numeri della rivista a 19,90 euro (Digital Edition compresa), ai quali bisogna aggiungere 1,90 euro per le spese. Per abbonarsi è sufficiente seguire i link qui sopra e, se non si possiede già un account, registrarsi all'e-store.

Vai allo Shop di Editoriale Domus

Categorie: 4 Ruote

Nissan - "Nessuna cospirazione interna contro Ghosn"

4 Ruote - Giu 29,2020

La Nissan smentisce con determinazione le ultime ricostruzioni della stampa su un presunto piano organizzato internamente per cacciare l'ex presidente Carlos Ghosn. "So che sui libri e sugli organi di informazione si è parlato di una cospirazione, ma non ci sono prove a supporto di questa tesi", ha affermato Motoo Nagai, presidente di uno dei comitati interni al consiglio di amministrazione, durante l'assemblea annuale degli azionisti.  

Inchiesta non solo interna. L'arresto di Ghosn nell'autunno del 2018 ha generato numerose speculazioni su una fronda interna di dirigenti che hanno orchestrato un'indagine sul suo operato per cacciarlo dall'azienda giapponese e bloccare il suo obiettivo di rafforzare l'integrazione con la Renault. Nagai, però, ha spiegato che l'indagine su Ghosn è stata condotta anche da studi legali esterni e non solo per iniziativa di parte della dirigenza. 

Una lunga assemblea. Gli azionisti hanno colto l'occasione dellassemblea e le due ore di relativo dibattito (quasi il doppio rispetto alle previsioni) per chiedere non solo della vicenda Ghosn ma anche di altre questioni più impellenti, a partire dalle strategie di rilancio. Sotto il fuoco delle domande è finito, in particolare, l'amministratore delegato Makoto Uchida, sottoposto a diverse domande su quali siano i suoi piani per ridare lustro a una reputazione aziendale messa a dura prova dallo scandalo e dal cattivo andamento delle vendite e dei risultati finanziari. Uchida, comunque, ha ribadito la promessa di presentare le proprie dimissioni nel caso di risultati ancora insoddisfacenti e di scarsi progressi nell'implementazione del piano industriale di recente presentazione: "All'ultima assemblea straordinaria degli azionisti vi ho pregato di licenziarmi se le performance di Nissan non migliorano. Questa linea di condotta non è cambiata".

Categorie: 4 Ruote

Scooter - Abbiamo guidato il Qooder

4 Ruote - Giu 28,2020

Ha quattro ruote, ma non è unauto; cè il manubrio, ma non si tratta di una moto (almeno non in senso stretto). Per quanto si tenti dincasellarlo in una categoria specifica, il Qooder fa di tutto per rimanerne al di fuori. I punti fermi? Quattro pneumatici, appunto, guidabili tranquillamente con la patente B. Tutto il resto, invece, è fluido. Anzi bascula, per essere precisi.

 

Stabile e sicuro. Già, perché il senso stesso del Qooder risiede nel sistema HTS (Hydraulic Tilting System): sospensioni basculanti, appunto, che consentono a questo veicolo di piegare come una moto, pur avendo quattro ruote. Leffetto lo percepisci subito, non appena ti trovi a curvare sul pavé, sui tombini, sulle rotaie del tram o dove lasfalto è danneggiato: in questi frangenti il Qooder restituisce a chi guida una sensazione di sicurezza senza pari, per una stabilità a prova di bomba, pure sull'asfalto bagnato.

 

Differenze importanti. Una bella sensazione perfino per chi, come il sottoscritto, è motociclista da anni. Ecco, in questo caso, non si può fare a meno di notare una certa inerzia nei veloci cambi di direzione: bisogna sempre applicare una bella forza per far scendere in piega il Qooder. Tuttavia, una volta raggiunto langolo voluto, nulla (o quasi) potrà perturbare la traiettoria che avete impostato. Chi è abituato alla moto, o allo scooter, noterà poi una maggior difficoltà nella difficile arte di svicolare fra le auto incolonnate: la larghezza di questo quadriruota (84 centimetri, contro gli 80 del tre ruote Piaggio MP3 e i 73, per capirci, di uno scooter tradizionale come lHonda SH300i) è importante. Così come la massa: 281 kg in ordine di marcia, nelle manovre da fermo, si sentono tutti.

bgg

Un tipo tranquillo. Non è il genere di veicolo capace di farvi innamorare con le prestazioni, il Qooder. Un po per i già citati chilogrammi di troppo, un po perché, a spingere, cè un monocilindrico 400 cm3 da 33 cavalli a 7.000 giri e 39 Nm a quota 5.000 giri. Inutile, insomma, tentare lo scatto in stile centometrista al semaforo. Nemmeno i freni sono da supersportiva: il pedale che agisce (come la leva di sinistra) su tutti e quattro i dischi aiuta ma lAbs, ormai presente su molti scooter, qui non è stato previsto. Volendo, con un po di mestiere si può pure star fermi senza toccare terra con i piedi: bisogna avere laccortezza di arrestarsi in equilibrio e mantenere in pressione limpianto frenante.

S

Addio cavalletto Ci vuole un poco più di tempo, invece, per prendere confidenza con la leva che blocca il basculamento delle sospensioni (in rosso, sotto al manubrio) e con quella, integrata nella parte posteriore destra della carenatura, che attiva il freno di stazionamento. Entrambe sono da armare ogniqualvolta parcheggiate: il Qooder, infatti, non dispone di cavalletto. Utile, infine, il vano sottosella, capace di contenere un casco integrale.  

CI PIACE: stabilità, sensazione di sicurezza
NON CI PIACE: peso, maneggevolezza

Prezzo di listino: 11.490 euro

DATI TECNICI DICHIARATI DAL COSTRUTTORE
Motore: monocilindrico, 4 tempi
Cilindrata: 399 cm3
Potenza: 33 CV a 7.000 giri/min
Coppia: 39 Nm a 5.000 giri/min
Consumo medio: 18,9 km/l
Interasse: 158 cm
Lunghezza: 220 cm
Larghezza: 84 cm
Altezza: 136 cm (sella: 78 cm)
Massa: 281 kg

 
Categorie: 4 Ruote

Col numero di luglio - Un dossier per i 70 anni della Formula 1

4 Ruote - Giu 28,2020

La Formula 1 compie 70 anni. Tanti, infatti, sono trascorsi da quel sabato 1 maggio del 1950 in cui, sul circuito inglese di Silverstone, "home of the motorsport" come ama autodefinirsi, veniva disputato il primo Gran Premio valido per il Campionato mondiale. Era un bel sabato di sole, intorno alla pista erano assiepati 200 mila spettatori e ad assistere alla gara era presente la famiglia reale al completo, a testimonianza dellimportanza dellevento. Settantanni dopo, invece, il Mondiale ha rischiato di non disputarsi affatto per la prima volta, a causa della pandemia del Covid-19, che ha portato alla cancellazione dei primi tre mesi e mezzo di gare di un calendario che avrebbe dovuto essere il più lungo della storia, con 22 appuntamenti. Ora, invece, siamo alle soglie della prima corsa della stagione, il GP dAustria in programma il 5 luglio al Red Bull Ring: altre sette eventi sono quasi certi, sia pure in assenza di pubblico, ma cè una ragionevole certezza che altri eventi possano aggiungersi per completare il Mondiale. Poca importa: un settantesimo compleanno devessere comunque degnamente celebrato. Quattroruote e Ruoteclassiche lo hanno voluto fare con un dossier, disponibile con il numero di luglio di entrambe le riviste a 2,90 euro.  

Corsi e ricorsi. La Formula 1 si sa non procede a decenni, ma a cicli. Ne abbiamo individuati sei, che costituiscono lossatura del fascicolo. SI parte col periodo 1950-60, che inizia col predominio delle Alfa Romeo anteguerra e si chiude con la rivoluzione portata nei Gran Premi da John Cooper e dalle sue minuscole monoposto; si prosegue con gli anni compresi tra il 61 e il 73 che vedono il predominio di quelli che venivano chiamati, con un certo disprezzo, i garagisti inglesi, in realtà telaisti eccelsi; e si va avanti con lintervallo 1974-1982, nel quale Maranello torna a imporre la propria legge di costruttore completo delle monoposto. Dall83 al 93 sono, invece, in scena soprattutto i motori sovralimentati: è il grande ciclo prima della Tag-Porsche e poi della Honda, soprattutto della McLaren e di quei grandi campioni che furono Senna e Prost. Il periodo tra il 1994 e il 2007 è, principalmente, quello di un asso ancora detentore del prima di titoli iridati, quel Michael Schumacher capace di sbaragliare gli avversari prima con la Benetton, poi con il magico team delle Rosse, che porta a vincere cinque allori consecutivi. Dal 2008 al 2019, infine, sono due temi tecnici a dettare legge: quello dellaerodinamica, di cui Adrian Newey è stato linterprete maestro, e delle power unit ibride, finora monopolio della Mercedes.

I contenuti. Di ogni ciclo, il Dossier dedicato da Quattroruote e Ruoteclassiche ai 70 anni della Formula 1 racconta gli eventi più importante, ricorda i piloti e i protagonisti (progettisti, team manager) più importanti, rievoca la gara indimenticabili e la monoposto imbattibile (con esclusivi disegni tecnici). A completare il fascicolo, la guida al Mondiale 2020, con i protagonisti più attesi (Leclerc e Verstappen su tutti), le squadre, le piste e unanticipazione delle novità regolamentari, la cui entrata in vigore è stata spostata dal 2021 allanno successivo a causa proprio della pandemia e dei suoi pesanti effetti sui bilanci dei team.

Categorie: 4 Ruote

Auto trasformabili - Se il tetto apribile diventa una capote FOTO GALLERY

4 Ruote - Giu 28,2020

Il fascino di viaggiare en plein air ma senza scoprirsi troppo. Se oggi il tetto apribile è in genere relegato nella lista degli optional a pagamento, in passato faceva parte della dotazione standard di vetture iconiche come la Fiat 500 del 1957, la Citroën 2CV e di altri modelli. Auto tuttaltro che di lusso, equipaggiate con quello che oggi, al tempo di sofisticati climatizzatori e tetti di vetro panoramici, viene considerato un capriccio dellautomobilista.

Idea economica. Proprio perché parliamo di auto economiche, la ragione di tale scelta può essere individuata nei costi di produzione: di fatto, il prezzo dellacciaio rendeva allepoca più conveniente utilizzare la tela per il tetto, risparmiando sul ricorso alle superfici metalliche. Del resto, al contrario di oggi, i tetti di tessuto non venivano abbinati ad avanzati e altrettanto costosi meccanismi di apertura, potendo contare su semplici ed economici bottoncini, come quelli che fecero la fortuna, anche in decenni più recenti, delle fuoristrada-cabriolet.

Una vera capote. Parlare di tetto apribile, però, è riduttivo: quelli visti sul Cinquino, sulla sua progenitrice Topolino e sulla Deux Chevaux sono in realtà delle vere e proprie capote. Il profilo di queste vetture, con tutti i montanti al loro posto, è quello delle automobili a carrozzeria chiusa, ma che, da aperte, rimandano al fascino delle vere cabriolet. In casi simili, si parla di vetture trasformabili, in ossequio alla denominazione che identificava in passato questo tipo di carrozzeria. In tempi più moderni, lidea è stata ripresa su vari modelli, come la Nuova Fiat 500 elettrica. La quale è tuttavia solo lultimo dei vari esempi che abbiamo raccolto nella nostra galleria di immagini.

Categorie: 4 Ruote

Citroën - Martone firma due bici in vendita online

4 Ruote - Giu 27,2020

Anche la Citroën, come altri brand automobilistici, sta introducendo delle biciclette sul mercato con lobiettivo di sfruttare la crescente domanda di mobilità leggera. In particolare, grazie alla collaborazione con il brand Martone Cycling, sono disponibili al momento due modelli distinti di Rider The Citroënist: uno da uomo, già commercializzato nella primavera del 2019, e uno completamente nuovo da donna.

Per gli spostamenti quotidiani. Le due Rider The Citroënist di Martone sono state pensate per essere mezzi pratici, funzionali e confortevoli, da usare nella quotidianità. Il modello Woman, disponibile in taglia unica (44 cm) al prezzo di 980 euro, si distingue da quello da uomo, in vendita invece in due taglie (52 e 56 cm) a 950 euro, principalmente per la presenza di un cestino incorporato nel manubrio e per la diversa forma del telaio. Telaio che, per entrambe le biciclette, è di lega di acciaio e alluminio, per un peso totale di circa 12 kg. I cerchi neri adottano mozzi dacciaio inossidabile e pneumatici antiforatura. Inoltre, tutti e due i modelli sono dotati di un cambio a tre marce e presentano una particolare catena verniciata di rosso, tratto distintivo dei modelli firmati Martone. Il logo Citroënist è ben visibile sul sellino e sul telaio (assieme a quello del partner), mentre il marchio Citroën Origins, creato per il centenario della Casa francese nel 2019, è presente sul manubrio. Entrambi i modelli possono essere acquistati online sulle-store Citroën Lifestyle.

Categorie: 4 Ruote

Sul numero di luglio - Revisioni truccate, il vizietto che non passa mai di moda

4 Ruote - Giu 27,2020

Quanto sono seri i controlli tecnici periodici sulle auto in circolazione? I dubbi, anche tra i nostri lettori, sono frequenti: li fughiamo su Quattroruote di luglio, dopo esserci procurati quattro auto (Alfa Romeo 159 SW, Fiat 500, Mazda3 e Mazda5) che dovevano essere revisionate durante il periodo del lockdown. Con queste vetture, abbiamo visitato sei officine delle province di Milano, Pavia, Cremona e Piacenza: prima di far sottoporle al test, però, abbiamo provveduto a causare, nel nostro Centro prove, alcuni difetti che, sulla carta, avrebbero dovuto determinare la bocciatura delle auto durante la prova. Qualche esempio? Luci e indicatori di direzione non funzionanti, fari mal regolati al punto da causare l'abbagliamento degli altri guidatori, freno a mano inefficiente, pneumatici sgonfi solo da un lato e, persino, una marmitta bucata. Non è difficile immaginare come spesso siano andate le cose: su sei officine visitate, soltanto due hanno respinto le nostre auto malandate, trovando inaccettabile il mancato funzionamento del freno a mano. Ma è bastato spostarsi anche di poco per trovare tecnici molto meno severi: al punto che, alla fine, tutte e quattro le nostra auto malandate hanno ottenuto il tagliando da apporre al libretto che attesta lesito regolare della prova.

Categorie: 4 Ruote

Suv, crossover e fuoristrada - Tutti i modelli in vendita del segmento C FOTO GALLERY

4 Ruote - Giu 27,2020

Dopo avervi mostrato i modelli più piccoli, è giunto il turno delle auto a ruote alte appartenenti al segmento C, tuttaltro che povero di proposte: ne abbiamo contate più di quaranta, tra Suv, crossover e fuoristrada, quasi tutte con dimensioni tra i 430 e i 450 centimetri di lunghezza. La più piccola è la Volkswagen T-Roc: sebbene sia lunga solo 4,23 m, il suo posizionamento commerciale allinterno della gamma del marchio tedesco la annovera nel ricco segmento delle medie. Talmente florido da non lesinare novità neppure in un periodo così disastroso per leconomia mondiale: tra le ultime proposte, infatti, non mancano la seconda generazione della Mercedes GLA, che abbiamo già guidato, il restyling della Seat Ateca, seguito dalla sua versione a marchio Cupra, e la nuova Citroën C4, di cui conosceremo maggiori dettagli tra pochi giorni. Potete trovare questi e altri modelli nella nostra galleria di immagini dedicata alle auto a ruote alte di segmento C.

Categorie: 4 Ruote

Autostrade - Intesa Sanpaolo cede il controllo della Brebemi alla spagnola Aleatica

4 Ruote - Giu 27,2020

 

 

Il gruppo bancario Intesa Sanpaolo dice addio alla Brebemi (A35), il collegamento autostradale tra Milano e Brescia attivo dal 2014. L'istituto di credito ha sottoscritto un accordo con la spagnola Aleatica per cedere tutte le partecipazioni detenute nella società di progetto e nella controllante Autostrade Lombarde.

L'accordo. Nello specifico, l'intesa prevede che Aleatica acquisisca lo 0,0542% della Brebemi e il 55,782% della Autostrade Lombarde (che della società di progetto detiene il 78,9%) e subentri "in tutte le interessenze economiche detenute da Intesa Sanpaolo" sempre che gli altri soci non esercitino il diritto di prelazione sulle quote. Il perfezionamento della cessione, infatti, è soggetto, tra le altre cose, "allespletamento della procedura di prelazione statutaria a favore degli altri azionisti. Nelle due società sono presenti diversi soci, tra cui enti pubblici, associazioni industriali e camere di commercio, banche locali, aziende di costruzioni e gestori autostradali, tra cui la Satap del gruppo Gavio (in predicato, tra l'altro, di uscire dall'azionariato come la stessa Intesa Sanpaolo) e la Milano Serravalle.

Chi è Aleatica. Loperazione, di cui non sono stati forniti i dettagli economici, rappresenta una nuova incursione spagnola nel settore delle concessioni autostradali italiane: Abertis è diventata maggior azionista della Serenissima nel 2016 prima di passare sotto il controllo della holding italiana Atlantia nel 2018. Aleatica, controllata dall'IFM Global Infrastructure Fund gestito da IFM Investors (società australiana di investimenti controllata a sua volta da 27 fondi pensione senza scopo di lucro), opera esclusivamente nel settore delle infrastrutture: il suo portafoglio include 14 strade a pedaggio, tre porti, un sistema di metropolitana leggera e un aeroporto. Nel segmento autostradale gestisce 1.350 chilometri di strutture viarie tra Australia, Nord America, Sud America ed Europa.

Il commento. La cessione, che per Intesa Sanpaolo rientra nel programma di dismissioni di partecipazioni azionarie non più strategiche, è la conferma di un trend in atto da tempo nel settore delle infrastrutture, con il progressivo passaggio di asset in concessione, o comunque sottoposti a procedure di regolamentazione, a operatori industriali specializzati. Ed è questo quanto avvenuto con la Brebemi come ammesso dal presidente Francesco Bettoni nel commentare la sottoscrizione dellaccordo: Siamo particolarmente lieti della scelta fatta dal nostro socio di maggioranza Intesa Sanpaolo, che dopo aver svolto un ruolo determinante e fondamentale per la nascita, la realizzazione e lavvio dellinfrastruttura, ha individuato in un grande gruppo mondiale presente anche nel settore infrastrutturale come Aleatica il suo perfetto successore per lo sviluppo, lulteriore crescita e il successo di A35 Brebemi. Siamo felici di dar loro il benvenuto nella nostra società e nel nostro Paese come investitore e operatore strategico orientato al lungo periodo, avendo una significativa esperienza nello sviluppo e nella gestione di autostrade in tutto il mondo. Questo investimento avviene in un momento non facile per lItalia (e in generale a livello globale) e rappresenta un forte segnale di fiducia non solo nei confronti di Brebemi, ma anche della realtà economica lombarda.

Categorie: 4 Ruote