Aston Martin - DBS 770 Ultimate: come lei nessuna mai

4 Ruote - Gen 18,2023

DBS 770 Ultimate, per dire, anzitutto, che la produzione dell'attuale DBS è arrivata al capolinea. Ma anche per sottolineare sin dal nome che, come lei, nessuna mai: con i suoi 770 cavalli, infatti, la Ultimate è la sportiva di serie più potente prodotta sino a oggi dall'Aston Martin. E con i suoi 340 km/h di punta massima, anche la più veloce. Tutto questo, insieme con un look plasmato ad hoc, ne fa un pezzo da collezione declinato in soli 499 esemplari 300 Coupé e 199 Volante , già venduti ancora prima della presentazione.

I numeri del motore. Come detto, il V12 di Gaydon raggiunge, qui, picchi inediti: 770 CV a 6.500 giri/min e una coppia di 900 Nm a partire da 1.800 giri/min fino a 5.000 giri/min, stando al dichiarato. Tra le modifiche effettuate per crescere ulteriormente nelle prestazioni si segnala un aumento del 7% della pressione massima di sovralimentazione del turbo. La potenza è scaricata a terra da un cambio ZF a 8 rapporti, calibrato per garantire passaggi di marcia più rapidi e secchi, e con l'aiuto di un differenziale posteriore meccanico.L'impianto frenante, carboceramico, invece non cambia rispetto alla DBS standard.

Più rigida e diretta. La DBS 770 Ultimate, poi, ha beneficiato anche di un fine tuning dell'assetto che la rende più rigida e di una ricalibrazione specifica degli ammortizzatori e del relativo software di gestione. Interventi che si sentono ma non si vedono, a differenza del lavoro fatto sull'estetica. Il look è incattivito da prese d'aria più ampie, tra cui quella a ferro di cavallo, posizionata sul cofano, per il motore. Per rincarare la dose, non mancano dettagli realizzati con fibra di carbonio sparsi qua e là, fino ad arrivare al diffusore dedicato e agli esclusivi cerchi da 21'' (disponibili con tre finiture) ispirati alla Valkyrie e calzanti pneumatici Pirelli P Zero 265/35 R21 all'anteriore e 305/30 R21 al posteriore.

Com'è dentro. La DBS 770 fa storia a sé anche nel posto guida. L'abitacolo è dotato di serie dei sedili Sports Plus (optional quelli modello Performance) rivestiti di pelle semi-anilina e Alcantara;  fanno parte del capitolato standard pure i paddle di fibra di carbonio sul volante, mentre le placche sulla soglia delle portiere mostrano il logo DBS 770 Ultimate e la numerazione dell'esemplare. Ovviamente è disponibile una vasta gamma di opzioni personalizzate Q by Aston Martin, tra cui livree Q con opzioni grafiche assortite. L'inizio della produzione è previsto entro il primo trimestre del 2023, le prime consegne durante l'estate.

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Stellantis - Andrea Agnelli rassegna le dimissioni da consigliere

4 Ruote - Gen 18,2023

Andrea Agnelli ha deciso di lasciare gli incarichi di consigliere di amministrazione del gruppo Stellantis e della holding Exor. La decisione è stata annunciata durante l'assemblea della Juventus, convocata per procedere con la nomina dei nuovi vertici dopo le dimissioni di massa scatenate dalle conseguenze dell'inchiesta giudiziaria sui bilanci del club bianconero: la procura di Torino ha avviato l'indagine con le ipotesi, tra l'altro, di falso in bilancio, aggiotaggio e false comunicazioni al mercato. "Faccio un passo indietro indispensabile per avere la libertà di pensiero e di azioni che altrimenti non avrei, lascerò il consiglio di tutte le società quotate.  una mia decisione personale, che ho preso d'accordo con John (Elkann, cugino e presidente del costruttore automobilistico, ndr), con cui il rapporto rimane strettissimo, Ajay Banga (presidente di Exor) e Carlos Tavares (ad di Stellantis).  la mia volontà di affrontare il futuro come una pagina bianca", ha spiegato Agnelli. 

Nuove forniture. Intanto, Stellantis continua a stringere accordi nel campo dei minerali critici. Dopo Vulcan Energy per il litio ed Element 25 per il solfato di manganese, è la volta della finlandese Terrafame diventare partner per la fornitura, a partire dal 2025, di solfato di nichel per la produzione delle batterie in base a un accordo di durata quinquennale. "Questo accordo fa parte della strategia di approvvigionamento di materie prime essenziali per soddisfare le nostre esigenze per la produzione dei pacchi batteria per i veicoli elettrici", ha affermato Tavares. "Continuiamo a costruire una nuova catena del valore globale insieme a partner di prima categoria, per sostenere la nostra strategia globale e portare avanti il nostro impegno a diventare il punto di riferimento nel settore per il contrasto al cambiamento climatico, con l'obiettivo di azzerare le emissioni nette entro il 2038, in anticipo rispetto alla concorrenza".

   

 

 

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Wayne Griffiths - "Non vogliamo ridimensionare il marchio Seat"

4 Ruote - Gen 18,2023

Negli ultimi anni, la Cupra, grazie al lancio di diverse novità e alla forte crescita delle vendite, ha messo in secondo piano la Seat, scatenando speculazioni su un progressivo ridimensionamento del marchio catalano. In realtà, superato l'attuale momento delicato che ha spinto il gruppo Volkswagen a privilegiare i brand a maggior redditività nell'assegnazione delle forniture di semiconduttori, a Wolfsburg c'è tutta l'intenzione di garantire un futuro alla Seat. Ne è convinto anche l'amministratore delegato Wayne Griffiths. "La Cupra non ucciderà la Seat, anzi, le vogliamo dare un futuro", ha assicurato il manager britannico nel corso di un colloquio concesso a Quattroruote a margine del primo Gran Premio di Formula E a Città del Messico.

Futuro garantito. "All'interno del gruppo Volkswagen, non ci sono piani di ridimensionamento della Seat", ha rimarcato  Griffiths, che non si è voluto sbilanciare più di tanto sul fronte di possibili novità di prodotto, ma ha comunque garantito che il marchio catalano "continuerà a investire nella produzione di vetture termiche e di ibride plug-in e porterà avanti il suo impegno nelle soluzione per la micro-mobilità insieme a Seat Mo". A tal proposito, quest'anno saranno lanciati due nuovi e-Scooter: il Mo 125 Performance e una nuova versione del Mo 50.

Un piano multi-miliardario. D'altro canto, la Volkswagen ha assegnato a Martorell la responsabilità di progetti di particolare rilevanza. "Il più importante trascende la marca e avrà riflessi sull'intera industria automobilistica spagnola: parliamo di investimenti per 10 miliardi di euro sulla filiera locale delle quattro ruote", ha ricordato Griffiths. "Si tratta di una grande iniziativa: non elettrifichiamo solo le auto, ma anche i due maggiori impianti di assemblaggio della Spagna: Martorell e Pamplona. Inoltre, avremo una fabbrica di batterie a Sagunto. Senza questi investimenti, non ci sarebbe stato un futuro per la Seat e per l'industria automotive del Paese".

UrbanRebel e le altre. Gli investimenti serviranno a preparare le strutture alla produzione delle piccole elettriche per i vari marchi del gruppo tedesco. A tal proposito, Griffiths ha fornito alcuni dettagli, tra cui la conferma di due versioni per la futura Volkswagen ID.2: "La piattaforma per le piccole EV del gruppo Volkswagen, del cui sviluppo noi (Seat-Cupra, ndr) abbiamo la responsabilità, consente a ogni marchio di fare qualcosa di speciale. Il brand VW farà due varianti mentre noi ci focalizzeremo solo su una e quindi non ci sono piani per una variante Cupra a ruote alte". Dunque, Martorell sfornerà le due VW ID.2 e la Cupra UrbanRebel, mentre la sorella a marchio Skoda è stata assegnata all'impianto di Pamplona.

 

Il presente di Cupra. Proprio la UrbanRebel rappresenta uno dei capisaldi delle strategie di espansione della Cupra, già oggi uno dei marchi a maggior crescita nel panorama europeo. Le strategie di ottimizzazione delle forniture di semiconduttori hanno consentito al brand di chiudere il 2022 con un aumento delle vendite del 92,7% a 152.900 unità (97.600 sono Formentor), di compensare il declino della Seat (-40,5% a 232.700) e, quindi, di limitare le perdite della Casa di Martorell a -18,1%. Tuttavia, secondo Griffiths, i due marchi spagnoli "avrebbero anche potuto vendere di più" senza la carenza di chip.

Il futuro del nuovo marchio. A ogni modo, i prossimi mesi vedranno ancora protagonista la Cupra, con la Tavascan, la Terramar e, ovviamente, la UrbanRebel. "Abbiamo tante nuove vetture che arriveranno sul mercato tra il 2024 e il 2025. E poi ci saranno anche i facelift della Formentor e della Leon. Siamo veramente molto impegnati e occupati sul fronte dell'engineering e del design perchè il grosso del lavoro deve ancora venire", ha sostenuto il manager britannico, manifestando la propria convinzione sulla possibilità che i "nuovi prodotti consentano di sfruttare ancora di più il potenziale" dell'intera Seat.

L'impegno nel motorsport. Non poteva, infine, mancare un passaggio sullo sbarco in Formula E e sulle relative aspettative. "Penso che abbiamo molto da imparare. Siamo solo all'inizio di un percorso di lungo termine, non certo di breve", ha spiegato Griffiths, sottolineando alcune caratteristiche del circus 'elettrico': "Ci sono grandi marchi come Audi, Porsche o Jaguar e quindi molta competizione. Inoltre, ritengo sia un format in grado di generare un grande entusiasmo tra gli appassionati, ancor di più tra i giovani. E poi si corre al centro delle città. Insomma è una competizione elettrica e di intrattenimento che si adatta benissimo al marchio Cupra".

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Taxi volanti - Milano si prepara ai primi "vertiporti"

4 Ruote - Gen 18,2023

Milano sogna in grande e nella sua corsa verso il paradigma di città sempre più esclusiva e meno inclusiva annuncia l'avvio nel 2024 dei lavori per la realizzazione di quattro vertiporti, due dei quali in città (a Citylife e a Porta Romana) e altrettanti presso le aree aeroportuali. Lo scopo è dare vita, in vista anche dei giochi olimpici invernali del 2026, a un servizio di aerotaxi elettrici che abbatta i tempi di collegamento tra l'area urbana e gli scali milanesi. Il progetto è stato riferito da Armando Brunini, amministratore delegato della Sea (la società controllata dal Comune che gestisce gli scali di Linate e Malpensa), il quale ha comunicato che allo scopo sarà costituita una nuova società controllata dalla Sea stessa, con la partecipazione dell'azienda specializzata Skyports e di un fondo aeroportuale. L'investimento sarà di circa 30 milioni di euro, per un fatturato ipotizzato nel 2030 intorno ai 13 milioni.

I costi. I prezzi delle corse per Malpensa, che saranno stabiliti dal gestore del servizio (diverso dalla Sea, che si limiterà alle infrastrutture), saranno, secondo le previsioni, di 120 euro a persona, con un calo a 70-80 euro immaginabile quando saranno disponibili velivoli più capienti, in grado di trasportare non due, ma da quattro a sei passeggeri. Il target di clientela è, naturalmente, quello delle classi aeronautiche business e first: così, mentre in città ci si continuerà ad arrabattare per riuscire a trovare un'auto bianca perché il Comune non aumenta il numero delle licenze assoggettandosi  alle pressioni della categoria, un ristretto numero di eletti (2000 al giorno nel 2030, secondo le stime) potrà sottrarsi alla morsa delle auto costrette a viaggiare a 30 all'ora e di biciclette e monopattini, a quel punto diventati il mezzo di trasporto principe nella città disegnata dal sindaco Sala.

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Vanwall - Vandervell S, fino a 580 CV per l'elettrica dal gusto rétro

4 Ruote - Gen 18,2023

La Vanwall, rilanciata in Germania nelle competizioni grazie a Colin Kolles, è balzata all'onore delle cronache per aver messo sotto contratto Jacques Villeneuve, ex campione del mondo di Formula 1 e figlio del compianto Gilles, per partecipare al mondiale WEC con la Vandervell 680 LMH del Floyd Vanwall Racing Team. L'azienda, tuttavia, ha lanciato anche una iniziativa legata al mondo delle auto di serie e, più precisamente, verso quello delle elettriche: è stata infatti presentata la Vandervell S, che sarà prodotta in una serie limitata di 500 esemplari e proposta con prezzi a partire da circa 128.000 euro in Germania. Le prime consegne dovrebbero avvenire già entro la fine del 2023. 

Una hot hatch come opera prima. La vettura ha le forme di una due volumi sportiva, con aggressive appendici di fibra di carbonio, parafanghi bombati abbinati a cerchi da 22", un grande diffusore posteriore e piccoli fari Led che richiamano lo stile degli anni 80 e 90. Per il momento, quelle che vediamo solo soltanto ricostruzioni grafiche della vettura e gli interni non sono stati ancora svelati. Sappiamo però che, nell'abitacolo, pelle e carbonio la faranno da padrone. La denominazione Vandervell S è un omaggio a Tom Vandervell, fondatore del team inglese Vanwall impegnato in Formula 1 dal 1954 al 1961.

Doppio motore da 320 o 580 CV. Il focus della vettura è sulle prestazioni, come dimostra l'assetto aerodinamico dall'impostazione corsaiola. La Vandervell sarà proposta infatti in due allestimenti, denominati S e S Plus, dotati di trazione integrale e due motori: la prima variante, con 450 km di autonomia, eroga 320 CV e tocca i 100 km/h in 4,9 secondi, mentre la S Plus offre 580 CV per toccare i 100 km/h da fermo in 3,4 secondi; quanto all'autonomia, la vettura dichiara 420 km di percorrenza media. 

Nei piani anche una hypercar. Oltre alla Vandervell, la Vanwall sta lavorando anche al debutto di una versione stradale della propria LMH. La vettura è stata avvistata durante i collaudi su strada ed è, per il momento, caratterizzata dalla denominazione Vandervell 1000: sul suo conto non esistono ancora informazioni ufficiali, ma la Casa ne ha mostrato più volte le forme. Il powertrain di questa hypercar potrebbe mantenere lo schema ibrido dello sport prototipo, mentre l'aerodinamica appare solo leggermente ingentilita rispetto all' auto da corsa da cui deriva. 

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Mercato europeo - Nel 2022 immatricolazioni in calo del 4,1%

4 Ruote - Gen 18,2023

Il mercato automobilistico europeo ha chiuso il 2022 in ulteriore contrazione nonostante la crescita degli ultimi quattro mesi. In particolare, stando ai dati forniti dall'Associazione europea dei costruttori (Acea), le immatricolazioni nella area composta da Ue, Paesi Efta e Regno Unito si sono attestate su 11.286.939 unità, il 4,1% in meno rispetto a un 2021 già negativo (-1,5%).

Le cause. A influire sulla domanda sono state principalmente le conseguenze della carenza dei semiconduttori sulla disponibilità di prodotto, anche se nel periodo autunnale si è assistito a una progressiva ripresa con incrementi a doppia cifra: a dicembre, le registrazioni sono salite del 14,8% a 1.091.119, mentre a novembre sono cresciute del 17,4%, a ottobre del 14,1% e a settembre del 7,9%. In realtà, non bisogna dimenticare come le brillanti performance dell'ultima parte dell'anno siano legate anche, se non soprattutto, alla bassa base di confronto con il 2021, quando la crisi dei chip ha iniziato a produrre effetti consistenti sulle attività produttive delle Case e quindi sulle disponibilità delle reti di vendita. Per comprendere il reale stato del mercato europeo, bisogna fare un confronto con i livelli pre-pandemia del 2019, quando le immatricolazioni hanno superato i 15,8 milioni. Dunque, il mercato europeo ha perso in tre anni quasi il 30% dei volumi.

I principali Paesi. Quanto ai singoli mercati di maggiori dimensioni, solo la Germania ha chiuso l'anno in crescita, con un incremento delle immatricolazioni dell'1,1%, mentre la peggiore si è rivelata l'Italia con un -9,7%, seguita dalla Francia (-7,8%), dalla Spagna (-5,4%) e dal Regno Unito (-2%). I dati mensili assegnano sempre ai tedeschi la palma del miglior andamento con un +38,1%. Il mercato italiano, invece, ha registrato una crescita del 21% e quello britannico del 18,3%. Stabile la Francia (-0,1%) e in forte declino la Spagna (-14,1%).

Stellantis. Nella classifica annuale dei maggiori produttori, Stellantis chiude al secondo posto dietro il gruppo Volkswagen. Il costruttore italo-franco-americano ha registrato 2.052.543 veicoli, il 13,7% in meno rispetto al 2021. Dicembre, con 159.425 immatricolazioni, mostra una flessione del 10,3%, per effetto soprattutto del calo della Peugeot (-25,2%), della Citroën (-18,7%) e della Opel/Vauxhall (-6,6%). Positivi tutti gli altri marchi: +2,1% per la Fiat, +24,2% per la Jeep, +16% per la Lancia, +6,8% per la DS, +42% per l'Alfa Romeo e +57% per la Maserati.

I costruttori tedeschi. Il gruppo Volkswagen ha chiuso l'anno con 2.789.828 immatricolazioni e un calo del 5,7%, mentre l'ultimo mese dell'anno mostra una crescita del 22,2% e 274.137 targhe. Positivi quasi tutti i marchi, con l'unica eccezione del polo del lusso composto da Bentley e Lamborghini (-25,1%): +26,5% per il brand VW, +35% per l'Audi, +4,8% per la Skoda, +24% per la Seat e +1,6% per la Porsche. Nel mondo premium, il gruppo BMW registra 817.993 vetture nei dodici mesi (-4,8%) e 85.424 a dicembre (+24,2%), con il +35,9% del marchio dell'Elica a compensare il -5,9% della Mini. La Mercedes-Benz, invece, cala del 3,5% nell'anno (655.962 immatricolazioni) e sale del 9,5% nell'ultimo mese (69.854), con il brand della Stella a tre punte in crescita del 10,8% e la Smart in discesa del 16,1%.  

Le altre Case occidentali. Il gruppo Renault registra una contrazione annuale del 2,9% (1.061.560 veicoli) e guadagna il 3,5% a dicembre (115.999): il brand della Losanga perde lo 0,2%, la Dacia cresce del 9,3% e l'Alpine del 13,3%. Andamento contrastato anche per la Ford, con un -0,3% annuale (516.614 unità) e un +19,9% mensile (41.822), mentre la Volvo chiude l'anno in discesa del 13% (222.081) nonostante il +28.3% di dicembre (32.222). La Jaguar Land Rover piazza 119.861 veicoli nell'intero 2021 e scende del 20% e nel solo mese di dicembre subisce un calo del 7,4% con 8.813 immatricolazioni. Di queste, 6.953 sono del marchio dei fuoristrada (+0,7%) e 1.860 del brand del Giaguaro (-28,6%).  

Gli asiatici. Il gruppo Hyundai/Kia consolida il primo posto tra i costruttori asiatici: con 1.060.989 immatricolazioni, i coreani chiudono l'anno in crescita del 4,2%, mentre a dicembre assistono a un peggioramento dell'1% con 74.268 targhe e i due marchi su percorsi differenti: -4,4% per la Hyundai e +3,5% per la Kia. Al contrario, il gruppo Toyota cresce del 6% nei dodici mesi (805.952 immatricolazioni) e del 23% nello scorso mese (68.983), con il marchio omonimo in crescita del 20,7% e la Lexus del 61,5%. A dicembre, la Nissan sale del 13,1% (-4,7% nel 2022), la Honda perde il 27,3% (-1,8%), la Mazda balza del 58,9% (-9,9%) e la Mitsubishi migliora del 31,1% (-22,4%). 

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Corvette E-Ray - Elettrificata (con il V8) e integrale

4 Ruote - Gen 17,2023

La Chevrolet festeggia i 70 anni dalla nascita della prima Corvette con un modello unico nel suo genere: si tratta della Corvette E-Ray, che per la prima volta porta nella storia della sportiva americana l'elettrificazione e la trazione integrale. Annunciata già al lancio dell'ottava generazione della Stingray, la prima a motore centrale, la E-Ray sarà offerta in versione targa e convertibile con prezzi a partire da 104.295 dollari, pari a circa 96.000 euro al cambio attuale, 28.000 dollari in più dell'entry level (e praticamente allineata all'aggressiva Z06). La E-Ray fa parte delle model year 2024, per le quali è prevista l'introduzione degli Adas di Livello 2.

Un powertrain da 655 CV. Disponibile anche nelle nuove tinte Riptide Blue, Seawolf Gray e Cacti, la Corvette E-Ray monta il V8 aspirato (LT2) di 6.2 litri della Stingray da 495 CV e 637 Nm, che invia la coppia all'asse posteriore. Sull'asse anteriore, invece, è presente un motore elettrico da 160 CV e 165 Nm, collegato a una batteria da 1,9 kWh che si trova nei due sedili. La potenza totale di sistema è pari a 655 CV (contro i 670 della Z06): grazie alla trazione e4WD priva di collegamento fisico tra gli assi, la E-Ray è capace di toccare le 60 miglia da fermo in 2,5 secondi (circa 1 decimo in meno della Z06 a trazione posteriore) e di bruciare il quarto di miglio in 10,5 secondi. Per la cronaca, l'ingombro del motore anteriore riduce di 28 litri la capacità del vano anteriore, mentre il peso della targa aumenta di 185 CV rispetto alla Stingray.

Sei modalità di guida. La E-Ray non è una plug-in vera e propria, considerata la capacità ridotta della batteria: l'energia viene recuperata in frenata e in rilascio, ma è comunque possibile attivare anche la modalità di guida Stealth, marciando solo in elettrico per brevi tratti a una velocità massima di 72 km/h. Al V8 è abbinata un'inedita batteria agli ioni di litio da 12 volt, che supporta la funzione Start&Stop, mentre il motore elettrico consente di ampliare anche le fasi in cui si può viaggiare con la metà dei cilindri per ridurre i consumi. In totale, il guidatore può contare su sei modalità di guida: Tour, Sport, Track, Weather, My Mode e Z-Mode, alle quali si aggiungono la già citata Stealth e la funzione Charge+, che massimizza il recupero d'energia. Chi guida può tenere sotto controllo il funzionamento del powertrain attraverso tre schermate del display denominate Gauges, Dyno e Data, che mostrano la potenza e la coppia erogata dai motori, le performance e il livello d'efficienza. A proposito di quest'ultima la Chevrolet non ha divulgato i consumi medi.

Assetto e stile mutuati dalla Z06. Caratterizzata dalla carrozzeria allargata analoga alla Z06, la E-Ray si distingue per un diverso setup aerodinamico e per il pacchetto opzionale in fibra di carbonio. L'assetto prevede di serie cerchi di lega da 20" all'anteriore, con pneumatici da 275/30, e da 21" al posteriore, con pneumatici da 345/25. Le sospensioni sono le Magnetic Ride 4.0, a cui si aggiunge l'impianto frenante carboceramico firmato Brembo. E per darle un tocco di sportività in più c'è l'esclusiva livrea opzionale, con una doppia striscia Electric Blue applicata alla carrozzeria.

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Caro carburanti - I benzinai non revocano lo sciopero

4 Ruote - Gen 17,2023

Le associazioni di rappresentanza dei gestori degli impianti di carburante si sono confrontate di nuovo con il governo, ma l'incontro di oggi pomeriggio si è rivelato interlocutorio e lo sciopero proclamato negli scorsi giorni per la fine di gennaio rimane confermato, in attesa dell'esito di un'altra riunione prevista per giovedì 19. "Durante l'incontro non c'è stato nessun impegno concreto, i verbi continuano a essere coniugati al futuro e al condizionale. Per il momento non c'è niente che ci possa far dire che lo sciopero è revocato", ha affermato il presidente di Fegica, Roberto De Vincenzo, al termine del tavolo tenutosi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con la presenza del ministro Adolfo Urso, del capo di Gabinetto dello stesso dicastero, Federico Eichberg, e del Garante per la sorveglianza dei prezzi, Benedetto Mineo.

Il nuovo incontro. "In attesa delle valutazioni del governo lo sciopero previsto per i giorni 25 e 26 gennaio è confermato. Per fare emergere serietà e competenza richiesta c'è tempo fino a un minuto prima della chiusura degli impianti", hanno aggiunto in una nota congiunta la Fegica e la Figisc. Dunque, la vertenza è confermata anche se Giuseppe Sperduto della Faib Confesercenti ha parlato di un'iniziativa "congelata". A suo avviso, infatti, "l'incontro è stato sufficientemente esaustivo rispetto alle richieste. L'impegno da parte del governo e della politica sono fondamentali e importanti. Ci ritroveremo a breve. La mobilitazione rimane in atto. Rimarrà lo sciopero congelato perché andremo a una conferenza stampa di giovedì prossimo e precedentemente avremo documentazione da parte del Governo rispetto alle richieste avanzate sia sul decreto che sul futuro del settore". Il nuovo appuntamento, negli auspici delle associazioni, dovrebbe far emergere qualche passo in avanti. "Ho visto aspetti positivi e negativi. Chiaramente ci aspettiamo che nell'incontro di giovedì il governo riesca ad avere un atteggiamento più concreto", ha sottolineato Bruno Bearzi della Figisc.

Le parole di Urso. L'incontro odierno non ha, dunque, risolto le frizioni degli ultimi giorni. Il primo faccia faccia è avvenuto venerdì 13 gennaio, ma da allora il clima è andato peggiorando a causa della pubblicazione del decreto trasparenza prima e dell'istruttoria avviata dall'Autorità Antitrust dopo. "Ancora oggi - affermano Fegica e Figisc - il governo non ha saputo o voluto assumere la responsabilità di prendere impegni concreti sulle questioni che direttamente possono incidere anche sui prezzi dei carburanti. Immaginando evidentemente di poter continuare ad ingannare gli automobilisti gettando la croce addosso ai benzinai. Confermato il pessimo giudizio sul decreto, pasticciato ed inefficace, a cui sarà necessario mettere mano pesantemente in sede di conversione". A tal proposito, Urso ha manifestato la disponibilità ad apportare delle modifiche al decreto, ma a precise condizioni: "Ovviamente c'è un percorso parlamentare. Le modifiche possono arrivare dal Parlamento o su iniziativa del Governo. Il mio auspicio è che ci sia un confronto sereno e costruttivo per migliorare il provvedimento". E il confronto dovrà avvenire proprio al tavolo della vertenza, dove il governo, ritenendo il settore "strategico", ha "manifestato l'intenzione a migliorare ed accogliere le richieste se in sintonia rispetto alla necessità di dare miglior trasparenza sulla dinamica dei prezzi e contenere effettivamente ogni tentativo speculativo".

 

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Hertz - La partnership per le elettriche con Uber arriva in Europa

4 Ruote - Gen 17,2023

Hertz e Uber hanno deciso di estendere alle capitali europee la loro attuale partnership nordamericana. L'iniziativa porterà la multinazionale del noleggio auto a mettere a disposizione degli autisti della società di ride-hailing fino a 25 mila veicoli elettrici entro il 2025.  

La collaborazione. La collaborazione, che riguarda un'ampia gamma di auto a batteria, compresi modelli Tesla e Polestar, sarà avviata già questo mese a Londra per essere poi ampliata ad altre grandi città del Vecchio Continente come Parigi e Amsterdam. La partnership con Uber rientra nella strategia varata da Hertz per dotarsi di una delle più grandi flotte al mondo per il noleggio di veicoli elettrici: in Nord America sono quasi 50 mila gli autisti Uber che finora hanno noleggiato una Tesla.  

 

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Britishvolt - La startup della gigafactory inglese è a un passo dal fallimento

4 Ruote - Gen 17,2023

La Britishvolt, la startup intenzionata a realizzare una gigafactory nel nord dell'Inghilterra, è a un passo dal fallimento. I vertici dell'azienda hanno presentato un'istanza per accedere alla procedura dell'amministrazione controllata e, di conseguenza, hanno licenziato, con effetto immediato, la maggior parte dei 300 dipendenti. 

Niente risorse. Il fallimento, considerato da molti come un cattivo presagio per le speranze del Regno Unito di dotarsi di un'industria delle batterie per auto elettriche, segue diversi mesi difficili per la Britishvolt, incapace di individuare degli investitori in grado di assicurare gli ingenti capitali necessari per sostenere l'intero progetto di una fabbrica da 38 GWh vicino a Blyth, nella contea del Northumberland: erano previsti investimenti per 3,8 miliardi di sterline e l'assunzione di almeno 3 mila lavoratori (con l'indotto sarebbero stati creati quasi 8 mila posti). Di un possibile fallimento si parla già dalla scorsa estate quando l'azienda ha chiuso una raccolta fondi ad appena 200 milioni di sterline nonostante il sostegno promesso dalle autorità pubbliche (l'ex premier Boris Johnson si era impegnato a erogare 100 milioni una volta avviati i lavori di costruzione) e le collaborazioni avviate con il colosso minerario Glencore, la multinazionale tedesca Siemens, l'italiana Pininfarina e i costruttori inglesi Aston Martin e Lotus. Tra l'altro, l'istanza di amministrazione controllata, con la relativa nomina degli amministratori straordinari, è stata depositata al termine di un vertice che ha visto i creditori respingere tre offerte di acquisizione, di cui una presentata da un consorzio guidato dalla società di private equity DeaLab e un'altra da alcuni degli attuali azionisti. 

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Auto elettriche - Dopo Tesla "tagliano" anche Xpeng e Seres: è già guerra dei prezzi

4 Ruote - Gen 17,2023

Ormai è una corsa a chi taglia di più i prezzi delle elettriche. Almeno in Cina: a pochi giorni dalle riduzioni decise dalla Tesla a livello globale, nel Paese del Dragone la Xpeng annuncia una consistente sforbiciata ai listini. La Casa cinese ha ridotto il prezzo base della berlina P7 a 209.900 yuan (circa 28.660 euro al cambio attuale), il 12,5% in meno rispetto a prima. Secondo i calcoli della Reuters, sono state ribassate anche tutte le versioni della P5 e della sportiva G3, per uno "sconto" compreso tra il 10% e il 13%. 

Guerra dei prezzi all'orizzonte. La decisione della Xpeng segue non solo l'esempio della Tesla, ma anche quello della connazionale Seres, che venerdì scorso ha rivelato una riduzione di almeno 30 mila yuan (4.200 euro) per tutti i suoi modelli. Ovviamente, i continui tagli stanno producendo delle conseguenze. Per esempio, centinaia di cienti della Casa statunitese hanno inscenato delle proteste presso i punti vendita e i centri distribuzione in Cina, chiedendo dei rimborsi o altre forme di risarcimento e manifestando la loro delusione per aver sostenuto esborsi considerevolmente più elevati a pochi giorni dall'annuncio del taglio. Proprio per prevenire analoghe rimostranze, la Xpeng ha deciso di estendere i termini della manutenzione gratuita. All'orizzonte si profila, però, un'altra conseguenza ben nota ai produttori tradizionali: il taglio dei listini sta alimentando le attese su una prossima guerra dei prezzi. D'altro canto, in Cina la concorrenza nel campo dei veicoli a batteria è sempre più intensa e la domanda è prevista in calo nei prossimi mesi a causa del peggioramento dello scenario macro-economico. Dunque, si profila una "normalizzazione" delle politiche commerciali all'insegna di pratiche ben note nel mondo delle endotermiche. 

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Museo Alfa Romeo - Un anno pieno di eventi

4 Ruote - Gen 17,2023

Con diversi anniversari alle porte, il Museo Alfa Romeo ha già pronto un 2023 ricco di eventi. Ben 12 sono le conferenze di "Backstage", la rassegna avviata quattro anni fa per approfondire la storia del Biscione, attraverso gli oggetti della Collezione conservati, appunto, "dietro le quinte". Per i visitatori del museo l'ingresso sarà gratuito, con tanto di parate e flash mob a fare da cornice sulla pista interna, mentre sul palco si alterneranno piloti, storici, giornalisti ed ex dipendenti, chiamati a condividere con il pubblico le proprie esperienze dirette.

Il calendario del 2023. Per ogni mese è previsto un tema diverso, dal prodotto all'industria, dai modelli di serie alle competizioni. Il primo evento, fissato per il 29 gennaio, è dedicato all'Alfa Romeo 8C Competizione a 20 anni dal suo debutto internazionale. Seguiranno approfondimenti dedicati ai 40 anni della Alfa Romeo 33 (19 febbraio), ai 60 anni dell'Autodelta (5 marzo), ai 30 anni dal successo della 155 nel DTM (2 aprile) e alla figura di Giuseppe Busso, a 110 anni dalla nascita (14 maggio). E ancora, il 25 giugno si parlerà dei 100 anni del Quadrifoglio, introdotto alla Targa Florio del 1923, il 27 agosto della storia dei mezzi pesanti Alfa Romeo, in Italia e all'estero, il 9 settembre dell'Alfa Romeo Montreal, fino ad arrivare alle auto del Biscione firmate Zagato (8 ottobre) e ai 60 anni della Giulia Sprint GT (19 novembre). Infine, l'incontro del 3 dicembre sarà dedicato al periodo in cui, durante la Seconda Guerra Mondiale, l'ufficio progettazione fu spostato ad Armeno sul Lago d'Orta, mentre si lavorava ai motori radiali aeronautici.

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Renault - Anche in Italia crescono le elettrificate e il segmento C

4 Ruote - Gen 17,2023

Terza marca nel mercato dei veicoli elettrici in Europa (dietro a Toyota Tesla) e seconda per le vendite di veicoli ibridi, la Renault ha chiuso un travagliato 2022 (per via dei ritardi delle consegne, prima per i componenti e poi per problemi logistici, come tutto l'automotive) con un mix dei modelli migliorato, grazie alla forte crescita nel segmento C in Europa. In particolare, da attribuire al successo di modelli come Arkana, arrivata nel 2021, e Mégane E-Tech Electric. Inoltre, dato molto soddisfacente per l'azienda, sale la quota retail, ovvero dei clienti privati, che tocca quota 78% (sei punti in più rispetto all'anno precedente), in un contesto di generale calo d'immatricolazioni verso i clienti privati (scese dal 63 al 59% della domanda). Per quanto riguarda i mercati extraeuropei, si registrano buone performance in America Latina (+ 8%), trainata in particolare dal Brasile (126 mila unità), Turchia (+ 23%, grazie alla Clio) e Marocco (+ 11%), Paese dove la Losanga ha impiantato buona parte della produzione. Il calo in India (-9%) è invece dovuto al rinnovamento delle linee, ma in ogni caso il marchio resta il primo tra quelli europei presenti nel subcontinente.

Elettrificate in crescita. Nel 2022, la Renault è diventata la terza marca elettrificata (nel mercato delle autovetture) con oltre 228.000 veicoli venduti (+12% rispetto al 2021), in linea con l'obiettivo ambizioso di avere il mix più "verde" in Europa entro il 2025, con oltre il 65% da veicoli elettrificati. La gamma E-Tech (elettrica e ibrida) rappresenta il 39% delle vendite di autovetture Renault in Europa nel 2022, con una media di mercato che si aggira intorno al 31%. La Nuova Mégane E-TECH Electric, in vendita dal secondo semestre 2022, ha raggiunto le 33.000 unità vendute, con una quota considerevole di versioni alto di gamma. Nel 2023, la Casa lancerà questo modello anche fuori dall'Europa.    

Full hybrid in piena espansione. Dall'analisi di mercato, risulta una frenata delle plug-in hybrid, mentre le full hybrid continuano a crescere con 117.000 unità (+64% rispetto al 2021). Questa tecnologia, apprezzata in particolare dai clienti privati per la sua semplicità (non richiede wallbox, né ricariche alle colonnine pubbliche) raggiunge un mix di vendite del 30% con Clio, 31% con Captur, 65% con Arkana ed è già la versione più richiesta della Austral.

Un po' meno A e B. Un trend evidenziato dalla conferenza stampa di inizio anno è la crescita del segmento C, nel quale le vendite di Renault sono aumentate del 21% con oltre 200 mila immatricolazioni, anche grazie al successo della Arkana (più di 80.000 vendite nel 2022, rispetto alle 41.800 unità nella seconda metà del 2021). "Abbiamo raggiunto i nostri obiettivi prioritari nel 2022: crescita sul mercato elettrificato, il segmento C e il mercato delle vendite a privati", spiega Fabrice Cambolive, Chief operating officer del marchio Renault. "La nostra gamma E-Tech risponde perfettamente alle attese dei clienti e ci permette di posizionarci come terza marca in Europa sul mercato elettrificato".

Italia a rilento, ma c'è. Sul fronte dell'elettrico, si registra una crescita che fa ben sperare anche in Italia: la quota delle elettrificate (mild hybrid escluse) sale dal 37 al 41% (a fronte di una media di mercato del 18%), mentre la spinta sul più redditizio segmento C (quello con più ampi margini per le imprese, considerando comunque i grandi volumi) ha permesso di passare dal 12 al 19%, su un mercato in cui vale il 30%. Anche in questo caso, fondamentale per il marchio è il ruolo della Austral. Nel nostro Paese, nonostante l'arretratezza nelle infrastrutture (un terzo delle colonnine rispetto a Francia e Germania e per di più con il 75% dei punti di ricarica sotto i 22 kW), la Mégane E-TECH Electric ha sfiorato le mille unità vendute (950, per la precisione).

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Allianz - Interruzione delle attività e minacce informatiche: ecco cosa temono di più le Case

4 Ruote - Gen 17,2023

L'interruzione delle attività e gli incidenti informatici si confermano tra i rischi più temuti dalle Case automobilistiche: è quanto emerge dalla dodicesima edizione dell'Allianz Risk Barometer, lo studio condotto ogni anno dalla divisione Global Corporate & Specialty della compagnia assicurativa tedesca sulle principali minacce paventate dai responsabili di aziende di diversi settori industriali (al sondaggio hanno partecipato nel complesso oltre 2.700 persone). In particolare, nel settore manifatturiero (che comprende, per l'appunto, l'automotive), la top 5 dei rischi è guidata dall'interruzioni delle attività, anche della catena delle forniture, con il 65% delle risposte, in leggero calo rispetto al 68% della calssifica del 2022. La seconda posizione, invece, è occupata dai rischi informatici, ossia crimini cibernetici, virus, violazione dei dati o guasti ai sistemi tecnologici, con il 38% (l'anno scorso la percentuale si attestava sul 53%). 

Incendi, inflazione, energia. Il terzo rischio più temuto sono gli incendi e le esplosioni con il 24% delle risposte, a fronte del 26% del 2022, mentre gli ultimi due posti sono occupati da due novità: si tratta dei cambiamenti nello scenario macroeconomico (programmi di austerity, aumento del prezzo dei beni di consumo primari, inflazione/deflazione), che si piazzano al quarto con il 23% delle scelte, e della crisi energetica con il 22%. La classifica del comparto manifatturiero ricalca, a grandi linee, quella globale. Infatti, sono gli incidenti informatici e l'interruzione delle attività a rappresentare i principali timori delle aziende (entrambi con il 34% delle risposte), mentre i cambiamenti macroeconomici come l'inflazione, la volatilità dei mercati finanziari, l'incombenza di una recessione (in salita dal decimo al terzo posto) e l'impatto della crisi energetica (nuovo ingresso al quarto posto) salgono in scia alle conseguenze economiche e politiche causate dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina. In calo risultano le catastrofi naturali (dal terzo al sesto), i cambiamenti climatici (dal sesto al settimo) e la pandemia (dal quarto al tredicesimo). Sono delle new entry i rischi politici e la violenza (al decimo posto), mentre la carenza di manodopera qualificata sale all'ottavo. I cambiamenti nello scenario legislativo e regolamentare rimangono al quinto posto, mentre gli incendi scendono di due posizioni al nono posto. 

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Alfa Romeo - Ecco una Tonale diversa dalle altre: è quella per gli Usa?

4 Ruote - Gen 17,2023

Un esemplare della Dodge Hornet, sorella americana dell'Alfa Romeo Tonale, è stato fotografato durante alcuni collaudi in Italia: la sua presenza sul nostro territorio non deve stupire, essendo prodotta sulle stesse linee della Suv del Biscione nella fabbrica di Pomigliano d'Arco, ma non è certo un indizio di un possibile sbarco del brand statunitense nel nostro Paese. Il dettaglio più interessante, semmai, riguarda la Tonale, che presumibilmente pronta ad attraversare l'oceano.

Fari modificati. La Hornet è stata immortalata proprio in compagnia della Tonale e osservando con attenzione gli scatti si può capire che l'esemplare della Suv Alfa Romeo presenta dettagli inediti. I gruppi ottici, infatti, sono diversi da quelli dei modelli europei: la vettura della foto potrebbe dunque essere la versione destinata al mercato statunitense, dove sono previste differenti normative per l'omologazione. All'anteriore si notano le luci d'ingombro arancioni ai lati dei fari, mentre al posteriore gli indicatori di direzione sono rossi.

Diverse nel posizionamento di mercato. La foto, nonché recenti indiscrezioni, fanno dunque pensare a una convivenza americana delle due sorelle, seppure con un posizionamento diverso a livello di prezzi, allestimenti e strategia di vendita. La Hornet è già stata presentata nelle varianti GT 2.0 265 CV e Phev R/T da 285 CV con prezzi a partire da circa 30.000 dollari: sarà lei quindi ad attirare il pubblico generalista, mentre la Tonale avrà un posizionamento più elevato nel segmento premium.

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Il modello solare - Lightyear 2, 10 mila unità ad Arval

4 Ruote - Gen 17,2023

L'offerta dello specialista della mobilità di BNP Paribas sta per ampliarsi dai veicoli termici, ibridi ed elettrici a batterie a quelli a energia solare, grazie alla firma di un preordine per diecimila esemplari della 2, secondo e più compatto modello di berlina Sev (Solar electric vehicle) della Lightyear. L'azienda olandese che si è fatta conoscere con l'affusolata e imponente Lightyear 0 raggiunge così la raccolta di 21mila intenzioni d'acquisto da parte di clienti e partner B2B - per un fatturato di 840mila euro - puntando sulle caratteristiche più popolari della sua nuova realizzazione. La 2 riprende il concetto ispiratore della sorella maggiore, quello di una vettura dotata di pannelli fotovoltaici sul tetto e sul cofano che contribuiscono alla carica delle batterie e ad aumentare l'autonomia (fino a 800 km secondo il costruttore), con un obiettivo di prezzo di listino inferiore ai 40mila euro.

Due anni d'iniziative. La produzione in serie è pianificata per la fine del 2025; contemporaneamente all'annuncio della partnership con Arval, la Lightyear ha aperto una lista d'attesa cui è possibile iscriversi senza costi di prenotazione. Il ruolo di Arval nella collaborazione si estenderà alle attività di supporto all'ingresso sul mercato dell'azienda olandese e dei suoi prodotti, attraverso una serie di eventi per i clienti che verranno organizzati nel corso dell'anno e del 2024. Per il colosso del noleggio, l'acquisizione delle 10mila Lightyear 2 contribuisce al traguardo di noleggiare 700.000 veicoli elettrificati come parte della nostra flotta globale entro il 2025, come ha sostenuto Alain van Groenendael, presidente e ceo di Arval.  

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Auto elettriche - Von der Leyen: "Preoccupati dagli incentivi Usa, lavoriamo a una soluzione"

4 Ruote - Gen 17,2023

Ursula von der Leyen torna a parlare di uno dei temi più caldi del momento per il futuro dell'industria automotive europea. Infatti, il presidente della Commissione europea ha colto l'occasione di un suo intervento al forum di Davos per affrontare di nuovo la questione dell'Inflation Reducton Act (Ira) e delle conseguenze sulle auto elettriche prodotte nel Vecchio continente: "Non è un segreto che alcuni elementi della normativa statunitense abbiano sollevato una serie di preoccupazion,i in particolare per alcuni incentivi", ha affermato von der Leyen. "Per questo abbiamo lavorato con gli Stati Uniti per trovare delle soluzioni, ad esempio per far sì che anche le aziende europee e le auto elettriche prodotte nella Ue possano accedere ai benefici dell'Ira".

I rischi. "Il nostro obiettivo", ha proseguito von der Leyen, "dovrebbe essere quello di evitare interruzioni nel commercio e negli investimenti transatlantici. Dovremmo lavorare per garantire che i nostri rispettivi programmi di incentivi siano equi e si rafforzino a vicenda. E dovremmo stabilire come possiamo beneficiare congiuntamente di questi massicci investimenti, ad esempio creando economie di scala attraverso l'Atlantico o fissando standard comuni. Al centro della visione comune c'è la nostra convinzione che la concorrenza e il commercio siano la chiave per accelerare la tecnologia pulita e la neutralità climatica". Il presidente della Commissione ha anche denunciato i "tentativi agressivi" da parte della Cina o di altri Paesi di conquistare capacità industriali europee e, quindi, ha sottolineato l'urgenza di spingere sulla transizione "senza creare nuove dipendenze". 

Un piano industriale. Per questo è stato lanciato il Green Deal, "un piano per rendere l'Europa la patria delle tecnologie pulite e dell'innovazione industriale" sulla strada delle decarbonizzazione. Il programma è basato su quattro pilastri chiave. Il primo è un contesto normativo, che, secondo von der Leyen, consenta "di crescere rapidamente e di creare condizioni favorevoli per settori cruciali". A tal proposito sono state citate le iniziative NextGenerationEU e REPowerEU e l'imminente "Net-Zero Industry Act" che seguirà il modello del Chips Act, punterà a "semplificare e velocizzare le autorizzazioni per i nuovi siti di produzione clean-tech" e andrà di pari passo con il Critical Raw Materials Act. Dunque, servirà a ridurre le dipendenza dell'Europa da alcuni Paesi come la Cina e a rafforzare approvvigionamento, produzione e trasformazione insieme a partner quali Stati Uniti e Ucraina.

Gli aiuti di Stato. Altro pilastro del Green Deal riguarda i finanziamenti. Anche in questo caso von der Leyen ha citato - anche se solo indirettamente - gli Stati Uniti: "Per mantenere attrattiva l'industria europea è necessario essere competitivi con le offerte e gli incentivi attualmente disponibili al di fuori della Ue. Per questo proporremo di adeguare temporaneamente le nostre norme sugli aiuti di Stato per velocizzarle e semplificarle, contrastando i rischi di delocalizzazione dovuti ai sussidi esteri". Si tratta, in ogni caso, di uno strumento limitato perché richiede di aumentare i finanziamenti comunitari per "evitare un effetto di frammentazione sul mercato unico e sostenere la transizione verso tecnologie pulite in tutta l'Unione". Da qui nasce l'idea, per il medio termine, di creare un "Fondo di sovranità europeo" per aumentare le risorse disponibili per la ricerca, l'innovazione e i progetti industriali fondamentali per la decarbonizzazione. Per l'immediato si valuta, invece, una "soluzione ponte per fornire un supporto rapido e mirato dove è più necessario". Il Green Deal punta, inoltre, a sviluppare le competenze necessarie per realizzare la transizione e allo stesso a "facilitare un commercio aperto ed equo a vantaggio di tutti" perché gli scambi internazionali sono "fondamentali per aiutare la nostra industria a ridurre i costi, creare posti di lavoro e sviluppare nuovi prodotti".

Le accuse alla Cina. "Per lo stesso motivo, laddove il commercio non è equo, dobbiamo rispondere in modo più deciso", ha proseguito von der Leyen, lanciando precise accuse alla Cina. Pechino "ha fatto del potenziamento dell'innovazione e della produzione di tecnologie pulite una priorità chiave nel suo piano quinquennale. Domina la produzione globale in settori come i veicoli elettrici o i pannelli solari, essenziali per la transizione. Ma la concorrenza sullo zero netto deve basarsi su condizioni di parità. La Cina ha incoraggiato apertamente le aziende ad alta intensità energetica in Europa e altrove a delocalizzare tutta o parte della loro produzione. Lo fanno con la promessa di energia a buon mercato, basso costo del lavoro e un ambiente normativo più indulgente. Allo stesso tempo, la Cina sovvenziona pesantemente la sua industria e limita l'accesso al suo mercato per le aziende dell'Ue". Dunque, a suo avviso, bisogna "utilizzare tutti i nostri strumenti per affrontare le pratiche sleali".

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Fiat - Multipla per sempre

4 Ruote - Gen 17,2023

In tempi di monovolume e multispazio gemelle, in molti casi derivate da veicoli commerciali, si sente sempre più la mancanza di linee originali in tali segmenti. Del resto, sono ormai lontani gli anni 90 e il decennio successivo, quando quasi tutti i marchi avevano in gamma Mpv di varie forme e dimensioni, alcune delle quali davvero curiose. Una di queste, la Fiat Multipla, può essere addirittura considerata un'icona dell'automobilismo, tanto che nel 1999 venne selezionata dal MoMA di New York come esempio di mobilità moderna per la mostra "Different Roads".

La proposta. Proprio a causa della sua linea fin troppo originale, la Multipla ha avuto un successo inferiore alle aspettative di Torino, ma l'indubbia praticità del modello e la "giocosità" del suo abitacolo sono ancora oggi rimpiante da tanti automobilisti. Ecco perché Tommaso D'Amico, di cui vi avevamo già parlato per alcuni rendering di un'ipotetica Campagnola del terzo millennio, ha ideato un'eventuale riedizione moderna della Mpv a sei posti, unendo sapientemente dettagli attuali a silhouette e proporzioni della Multipla restyling, prodotta dal 2004.

Stile moderno. L'architetto abruzzese, che ama condividere sui social le sue creazioni, ha ripreso da quest'ultima la sezione frontale priva del precedente scalino sotto il parabrezza, modellandola con una calandra ispirata a quella del nuovo Fiat Doblò. Al posteriore, invece, la scelta di D'Amico è ricaduta su una striscia a Led come quella della Tonale, mentre sulle fiancate spiccano delle maniglie a scomparsa, una soluzione oggi adottata da diversi modelli, e i retrovisori esterni ben più sportivi di quelli "da furgone" della Multipla.

Tre posti davanti. Mantenendo proporzioni analoghe, cioè un corpo vettura molto largo in rapporto alla lunghezza, l'architetto con la passione per il car design ha fatto salva la principale caratteristica della youngtimer italiana, ossia la configurazione 3+3, con tre poltroncine davanti e dietro. La plancia, come quella del modello originale, risulta ovviamente "sospesa" per consentire al passeggero centrale di accomodarsi senza grandi problemi. Del resto, il braccio del guidatore sarà per lui poco invadente: la vettura è stata immaginata priva di leva del cambio, sostituita dal selettore della trasmissione utilizzato dal gruppo Stellantis per moltissimi nuovi modelli, compreso l'E-Doblò. E voi come la vedreste una nuova Multipla?

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Stati Uniti - Il 2035 alla rovescia del Wyoming: "Mettiamo al bando le elettriche"

4 Ruote - Gen 17,2023

Il mondo alla rovescia è nel Wyoming. Mentre la transizione elettrica avanza e in più parti si è giunti a stabilire lo stop alla vendita di auto a combustione entro la metà della prossima decade (approvato anche dal parlamento europeo), da un pezzo dell'America "deep red" si solleva la protesta contro la mobilità a batteria: alcuni legislatori repubblicani hanno presentato infatti una proposta di legge che recita il testo ufficiale "sostiene la graduale cessazione della vendita di nuovi veicoli elettrici entro il 2035". Il motivo? "Assicurare la stabilità dell'industria petrolifera dello Stato", ritenuta "vitale" per la sua popolazione. In effetti, l'economia locale poggia in gran parte su questa risorsa: il Wyoming è tra i principali produttori di greggio degli Stati Uniti.

Una lunga arringa. Il testo della proposta, firmata, tra gli altri, da alcuni senatori del Grand Old Party, incalza con una sfilza di "whereas" ("considerato che") per spiegare le ragioni di questa iniziativa è proprio il caso di dirlo contro-corrente. Si ricorda anzitutto come la produzione di petrolio e benzina si stata "un orgoglio industriale per lo Stato" e come abbia contribuito a "creare innumerevoli posti di lavoro", oltre che a finanziare le casse statali; si rammenta come i veicoli a benzina abbiano sostenuto, sin dalla loro invenzione, i trasporti delle imprese locali; e ancora, affermando che i combustibili fossili "continueranno a essere vitali per il trasporto di merci e persone negli anni a venire", questo "bill" sottolinea che la proliferazione di mezzi elettrici a scapito di quelli a benzina "avrà impatti deleteri" sulle comunità del Wyoming.

Viaggiare a corrente in Wyoming. Ma non è tutto. Nella raffica di "whereas" sono denunciati anche i limiti dell'elettrico, in generale e nello specifico del contesto locale. Si cita, per esempio, la mancanza di un'infrastruttura di ricarica "tale da rendere percorribili i vasti tratti di autostrada che attraversano lo Stato"; si paventa il pericolo di rimanere a sprovvisti di batterie, dal momento che sono fatte con minerali di non facile reperibilità, dunque a rischio di continue interruzioni della catena di forniture; infine, si solleva il problema dello smaltimento degli accumulatori, non facilmente riciclabili, e dello sviluppo di pratiche di smaltimento "sicuro e responsabile". L'arringa porta quindi alla conclusione che, alla luce di tutto ciò, la soluzione potrebbe essere il pahse-out delle auto elettriche entro il 2035 nel Wyoming, per contribuire a preservare "risorse critiche per il Paese a scopi vitali".          

La retromarcia. L'attacco ha ovviamente suscitato reazioni e, secondo quanto riportato dai media americani, il capofila della proposta, il repubblicano Jim Anderson, avrebbe prontamente innestato la retromarcia. Per il senatore, infatti, il disegno di legge non punterebbe a eliminare gradualmente la vendita di Bev, ma solo a contrastare le politiche di Stati come la California, che hanno imposto un bando alla commercio di endotermiche. Insomma, non un divieto ma una controffensiva di chi difende gli interessi economici legati al petrolio e alla mobilità a bielle e pistoni. Anderson, dal canto suo, ha dichiarato di "non avere alcun problema con i veicoli elettrici", aggiungendo, a presunto sostegno di questa tesi, di avere "molti amici e familiari che li posseggono": casomai, il repubblicano si oppone a chi osteggia l'acquisto di auto a benzina. Una posizione palesemente smentita dal testo della proposta di legge. A cui risponde Marc Geller, portavoce della californiana Electric Vehicle Association: "Forse dovremmo vietare tutte le auto e tornare ai cavalli".  

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Studio Acea - L'identikit delle auto europee: sempre di più, agée ed endotermiche

4 Ruote - Gen 17,2023

Sulle strade dell'Unione europea circolano sempre più auto, con un'età media in continua crescita e con le alimentazioni tradizionali ancora dominanti: è questa la fotografia scattata dall'Acea sui veicoli in uso nei Paesi del blocco comunitario sulla base degli ultimi dati disponibili, quelli del 2021. In particolare, rispetto al 2020, il parco circolante è risultato in crescita dell'1,2% a poco più di 249,65 milioni di vetture.

Crescita generalizzata. Tutti i Paesi, con l'unica eccezione della Slovenia (-4,1%), hanno assistito a un incremento dei veicoli in uso sulle proprie strade: si va dal +0,3% di Italia (39.822.723 auto) e Finlandia, al +8,2% della Slovacchia. Tra i cosiddetti 'major market', la Germania assiste a un aumento dello 0,6%, la Francia dello 0,7% e la Spagna dello 0,9%. In ogni caso, sono le nazioni del centro e dell'est Europa, come la Slovacchia, a segnare i tassi di crescita più forti visti i loro bassi livelli di motorizzazione: +3,5% in Croazia, +3,2% in Lituania, +3% in Polonia, +4,6% in Romania, +2,7% in Repubblica Ceca e +2,5% in Ungheria. 

Sale l'età media. Ad aumentare non è soltanto il numero delle auto, ma anche la loro età media: nel 2021 quest'ultima è salita a 12 anni, contro gli 11,8 del 2020. I parchi più vecchi si riscontrano in Grecia (17 anni) ed Estonia (16,8), quelli più giovani in Lussemburgo (7,6) e Danimarca (8,5). Tra le principali nazioni spicca il dato della Spagna, con una media di 13,5 anni (13,1 nel 2020), ma anche gli altri sperimentano trend in crescita: l'Italia passa dall'11,8 al 12,2, la Francia dal 10,3 al 10,5 e la Germania da 9,8 a 10,1. 

Il peso della tradizione. L'Acea fornisce anche un quadro delle diverse alimentazioni, sottolineando come le auto ricaricabili (a batteria e ibride plug-in) rappresentino solo l'1,5% del totale nonostante le forti crescita delle vendite degli ultimi anni. La percentuale è comunque superiore all'1,1% del 2020 e il 2022 dovrebbe aver determinato un ulteriore miglioramento. In ogni caso, il "dominio" delle strade europee resta appannaggio delle motorizzazioni tradizionali, con la benzina al 51,1% e il diesel al 41,9%, mentre le ibride sono solo il 2,3% del totale. 

La densità. Infine, non potevano mancare i dati sul tasso di motorizzazione, anch'esso in costante crescita: nel 2021 è arrivato a 567 vetture ogni mille abitanti, contro i 560 del 2020, i 555 del 2019, i 545 del 2018 e i 536 del 2017. Il Lussemburgo, di nuovo, registra la maggior densità di auto con 698 vetture, mentre la Romania è ultima con 396. In Italia, invece, circolano 672 veicoli ogni mille abitanti, in Germania 584, in Francia 573 e in Spagna 535. 

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