Lamborghini - Pronta al debutto un'inedita barchetta firmata Squadra Corse

4 Ruote - Ott 02,2020

"Attenzione, macchina veloce aperta". La scritta sulla fiancata della vettura non lascia dubbi e la Lamborghini Squadra Corse ha diffuso questa immagine senza nascondere niente: la foto mostra un modello non ancora presentato, ma offre indizi sufficienti a delineare contorni ben precisi per questa nuova bettura.

Segni particolari. La livrea della hypercar è la stessa della SCV12 appena presentata, ma il design della carrozzeria e il pacchetto aerodinamico sono completamente diversi. Lo stile, poi, è quello tipico delle barchette, e manca del tutto il parabrezza. Inoltre, l'ala posteriore più piccola e gli scarichi più simili a quelli della Aventador SVJ sembrano suggerire la possibilità che la supersportiva in questione sia meno estrema rispetto alla SCV12, la quale non è omologata per l'uso stradale. 

Barchetta da pista. Per il momento, la Lamborghini non ha fornito alcuna informazione, ma il fatto che l'immagine si stata diffusa sulla pagina Facebook della Squadra Corse fa pensare che si tratti del secondo modello curato dal reparto sportivo di Sant'Agata Bolognese. Scontata la presenza del V12 aspirato, meno, invece, il fatto che la biposto sia in futuro utilizzabile anche su strada, come accade per alcune potenziali rivali, per esempio la McLaren Elva. 

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Renault - Un nuovo prototipo anticiperà l'evoluzione dei modelli elettrici

4 Ruote - Ott 02,2020

La Renault sta per avviare un nuovo capitolo della propria storia e un'voluzione nel settore dei veicoli a emissioni zero. Dal 15 al 30 ottobre si terrà infatti Renault Eways, un evento totalmente digitale in cui verranno presentate due concept e durante il quale sarà svelata la strategia del gruppo. La diretta streaming sarà aperta alle 17.00 dal nuovo ad del gruppo, Luca de Meo, ma il calendario prevede anche una serie di conferenze, interviste e tavole rotonde sul tema dell'elettrificazione con ospiti provenienti anche da altre aziende.

La prima concept su base Cmf-Ev. La Renault presenterà una concept basata sulla nuova piattaforma modulare Cmf-Ev, della quale è già stato diffuso un primo teaser del frontale. Nella immagine si intravedono un gruppo ottico e il paraurti: l'impressione è che il design abbia preso una direzione completamente inedita rispetto ai modelli attualmente in commercio. La Casa potrebbe dunque caratterizzare i futuri modelli ad emissioni zero con uno stile personale e indipendente, senza però dare vita ad un brand separato, come hanno fattto altri gruppi industriali.

La Dacia Spring e le Renault ibride di serie. Nello stesso evento verrà presentata nuovamente la Dacia Spring, che anticipa il modello elettrico di serie atteso nel 2021. Quest'ultimo incarnerà la filosofia molto concreta del marchio, con un prezzo che consentirà potenzialmente a tutti di guidare una vettura ad emissioni zero. La Renault presenterà, nella stessa occasione, anche la Arkana E-Tech ibrida, la versione ibrida della suvcoupé in arrivo sul mercato europeo e mostrerà tutti i modelli di serie ibridi attualmente disponibili a listino. 

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Formula 1 - Honda si ritira alla fine del 2021

4 Ruote - Ott 02,2020

Un fulmine a ciel sereno: Honda Motor Company ha annunciato che si ritirerà dalla Formula 1 al termine della prossima stagione. I team Red Bull Racing e AlphaTauri dovranno ora rivedere i propri piani in vista del 2022, anno in cui saranno introdotti i nuovi regolamenti tecnici.

Revisione dei piani futuri. Honda ha deciso di rivedere i piani industriali e di motorsport, anche alla luce della delicata situazione economica globale legata alla pandemia di coronavirus. Ufficialmente, la casa automobilistica giapponese lascia la Formula 1 per concentrarsi su iniziative legate alla salvaguardia dell'ambiente e al raggiungimento della neutralità delle emissioni.

Un ritorno complicato. La Honda ha affrontato l'era ibrida della Formula 1 con non poche difficoltà: tutti ricordano l'imbarazzo della power unit nipponica al suo debutto con la McLaren nel 2015, ma con grande umiltà, spirito di sacrificio e numerosi investimenti, la Honda è riuscita anche a tornare alla vittoria nel 2019 grazie alla Red Bull Racing e a Max Verstappen, conquistando ben quattro successi. A oggi, Honda rimane l'unico motorista a essere riuscito a vincere con due team nell'era ibrida, un record che si è concretizzato proprio quest'anno con la vittoria della Scuderia AlphaTauri al GP d'Italia.

Ripercussioni sul circus. Laddio della Honda alla Formula 1 è una notizia clamorosa, che ci riporta in qualche modo indietro al 2008, quando i vertici giapponesi annunciavano il ritiro tra le lacrime. La decisione annunciata oggi è altrettanto dolorosa e avrà certamente ripercussioni sullintera categoria che affronterà la rivoluzione tecnica del 2022 con soli tre motoristi: Renault, Ferrari e Mercedes. Difficile, quasi impossibile, pensare a oggi a un quarto motorista. Tempi duri per il circus e questo potrebbe essere solo linizio. "Comprendiamo quanto sia stato difficile per Honda Motor Company prendere questa decisione. Honda ha deciso di ridistribuire le proprie risorse e noi comprendiamo e rispettiamo le valutazioni. Per noi adesso si aprono altre sfide, ma siamo ben preparati per rispondere in maniera efficace, come dimostrato in passato", ha commentato Christian Horner della Red Bull Racing. " un peccato che Honda abbia deciso di interrompere il proprio impegno in Formula 1, perché le prestazioni della loro power unit sono migliorate costantemente, tanto da portarla a essere una delle migliori sulla griglia in un arco di tempo breve", ha detto Franz Tost, team principal della Scuderia AlphaTauri. L'austriaco ha aggiunto: "Certamente, rispettiamo la ragione alla base della decisione di Honda di concentrarsi su iniziative ambientali e al raggiungimento della neutralità delle emissioni: tutti alla Scuderia AlphaTauri augurano a Honda di poter raggiungere i loro obiettivi e avere un futuro di successo".

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Car Cost Index - Leaseplan: i modelli elettrificati avanzano

4 Ruote - Ott 01,2020

LeasePlan è la società di noleggio a lungo termine che più sta cavalcando la rivoluzione elettrificata delle flotte aziendali, con una proposta di vetture completa ma anche facendosi portavoce verso le istituzioni di iniziative per favorire il cambiamento. Leaseplan realizza anche uno studio annuale sul Tco (Total Cost of Ownership) delle auto, il Car Cost Index, nei 18 Paesi europei in cui è presente. Da questa analisi risulta che i veicoli elettrici, per diverse categorie di auto e in particolare per le vetture medie, risultano più "risparmiosi" rispetto a una vettura corrispondente spinta da un motore endotermico in molti dei Paesi presi in considerazione: questo grazie alla minore manutenzione di cui necessitano i mezzi a batteria ma, soprattutto, alla minore spesa, almeno per il momento, nei rifornimenti e agli incentivi dei quali godono. "La buona notizia - afferma l'ad di Leaseplan Tex Gunning - è che i costi dei veicoli elettrici si stanno abbassando e stiamo assistendo allo sviluppo di un importante mercato dellusato relativo ai veicoli elettrici di qualità. La cattiva notizia - prosegue Gunning - è che i governi non stanno fornendo le infrastrutture di ricarica necessarie a soddisfare la richiesta proveniente dal mercato".

In Italia, un veicolo elettrificato su quattro. Sul mercato italiano, sul totale delle nuove immatricolazioni della multinazionale olandese nei primi otto mesi dellanno, il 26% sono ibride o elettriche: per una azienda fortemente impegnata nella mobilità sostenibile come LeasePlan - ha detto Alberto Viano, ad di Leaseplan Italia - valutiamo con soddisfazione i nostri incoraggianti risultati sulle alimentazioni elettriche e ibride del 2020". Un veicolo su quattro, quindi, è sulla strada della mobilità sostenibile" afferma Viano. 

Cosa emerge dal Car Cost Index 2020. Secondo i risultati dello studio, i veicoli elettrici appartenenti al segmento delle auto di medie dimensioni presentano prezzi del tutto competitivi rispetto ai veicoli con motore a combustione interna in ben 14 Paesi, tra cui anche lItalia. Sono invece otto, con il Belpaese ancora presente, gli Stati in cui il segmento delle auto compatte vede allineati i costi delle vetture mosse da motori endotermici e quelli delle elettriche. Lindice, naturalmente, presenta Tco molto diversi tra i Paesi europei, che vanno dai 491 euro di spesa mensile per un benzina in Ungheria ai 960 euro al mese, sempre per un benzina, in Svizzera, per vetture di categoria B. Lindice, va precisato, viene calcolato sui primi quattro anni di proprietà e presume percorrenze di ben 30.000 chilometri allanno.

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Mercato auto italia - A settembre torna in positivo: +9,5%

4 Ruote - Ott 01,2020

Il segno più è finalmente tornato sul mercato italiano dellauto: dopo il tracollo dovuto al coronavirus le vendite sono tornate a salire già durante lestate, raggiungendo livelli simili a quelli del 2019 in agosto. Il mese di settembre si è chiuso con una netta crescita rispetto allo stesso mese dello scorso anno: +9,5 % con 156.132 veicoli immatricolati. A spingere le vendite sono stati anche i nuovi incentivi all'acquisto: già nella seconda settimana di settembre i fondi per la fascia 91-110 g/km si sono esauriti e, a oggi, rimangono disponibili 35 milioni per le elettriche e le ibride plug-in della fascia 0-60 g/km e 61 milioni di euro per le auto con emissioni di CO2 comprese tra i 61 e i 90 g/km.

Il consuntivo. I primi nove mesi del 2020 si chiudono con un calo del 34,2% rispetto al 2019 con 966.017 immatricolazioni. Su questi dati continuano a pesare i risultati dei mesi di aprile (-97,6%), maggio (-49,6%), giugno (-23,1%) e luglio (-11%). Le conseguenze del lockdown e della pandemia si faranno sentire fino alla fine di questanno: le nuove previsioni, in ascesa rispetto a quelle diramate allinizio di settembre, stimano 1,35 milioni di vetture, quasi il 30% in meno rispetto agli 1,9 milioni di veicoli registrati lo scorso anno.

FCA. Dopo il calo dello scorso mese il gruppo FCA torna in positivo, chiudendo il mese con una crescita a doppia cifra: +17,4% con 37.173 immatricolazioni. Per quanto riguarda i marchi, la Fiat ha registrato 21.134 auto (+19,1%), seguita dalla Jeep con 7.085 (+24,3%), dalla Lancia con 4.687 (+12,8%), dall'Alfa Romeo con 2.073 (-4,8%) e dalla Maserati con 167 vetture (+7,1%).

PSA. Non così bene i futuri alleati della PSA: il gruppo ha chiuso settembre con 19.971 registrazioni, il 13,8% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Tutti i marchi francesi, però, hanno segnato una crescita: a penalizzare il risultato è stata la Opel che con 4.963 vetture ha segnato un -42,1%. Tra i marchi in positivo, guida le vendite la Peugeot con 8.205 immatricolazioni (+3,36%), seguita dalla Citroën con 6.304 unità (+1,5%) e dalla DS, che lo scorso mese ha registrato 499 vetture facendo segnare un +11,6%.

Volkswagen. Settembre in lieve calo per il gruppo Volkswagen che con 22.495 vetture targate flette di un punto percentuale. Lunico marchio in netta crescita è la Skoda che, con 2.937 immatricolazioni (+48,1%) è arrivata a vendere quasi mille vetture in più rispetto al settembre del 2019. Segno meno per la Volkswagen, per lAudi e per la Seat: con 13.578 auto la capogruppo ha segnato un -3,9%, il marchio dei Quattro anelli non è andato oltre le 4.005 unità (-11,4%) e la Casa spagnola ha raggiunto 1.975 registrazioni (-4,68%).

In aggiornamento

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Porsche - Sotto inchiesta alcuni dipendenti per sospetta manipolazione delle emissioni

4 Ruote - Ott 01,2020

Sono ora indagati dalla procura di Stoccarda i dipendenti della Porsche finiti precedentemente nel mirino di unindagine interna alla Casa di Zuffenhausen per sospetta manipolazione delle emissioni dei motori. Dopo la segnalazione della stessa Porsche, i pubblici ministeri di Stoccarda hanno avviato anche linchiesta: la vicenda, emersa in agosto, riguarda alcuni propulsori sviluppati tra il 2008 e il 2013, ma non lattuale produzione.

La Casa continua a collaborare. La Porsche aveva svolto verifiche interne per accertare presunte modifiche illegali ai componenti software e hardware che potrebbero aver influito sui sistemi di scarico di alcune unità a benzina. Svariati documenti, tra cui email e verbali delle riunioni, ma anche le conversazioni tra dipendenti, sono stati esaminati alla ricerca di prove. Anche la KBA (lente tedesco tedesca che vigila sulle omologazioni) aveva avviato unindagine. In una comunicazione ufficiale, la Casa ha sottolineato come lazienda non risulti indagata, ribadendo la massima disponibilità a collaborare con le autorità.

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Euro NCAP - Ecco i risultati dei nuovi test sugli Adas: critiche alla Tesla Model 3

4 Ruote - Ott 01,2020

L'Euro NCAP ha presentato i risultati dei primi test realizzati con i nuovi protocolli di verifica dei sistemi di guida assistita. Sotto la lente d'ingrandimento dell'ente europeo per la sicurezza dei veicoli sono passate dieci differenti auto con tecnologie di livello 2: i collaudi si sono concentrati sulle funzionalità "Highway Assist", ovvero i sistemi che assistono il guidatore nella guida in autostrada, mantenendo la traiettoria e la distanza dagli altri veicoli presenti. Le prove svolte dall'Euro NCAP vengono riassunte con punteggi su quattro livelli (very good, good, moderate e entry), differenti dunque da quelli utilizzati per i crash test (con la classificazione su cinque stelle) e da quelli che potete trovare sulla nostra rivista: da quasi due anni, infatti, il Centro Prove di Quattroruote svolge collaudi approfonditi per verificare e valutare il funzionamento degli Adas, riportati in un'articolata scheda a corredo di ciascuna vettura testata.

Le nuove procedure. I risultati della campagna di prove organizzata dallEuro NCAP per la valutazione della guida assistita sono stati illustrati dall'Aci e dal Csi (il laboratorio di prova): come detto, i sistemi esaminati combinano il regolatore di velocità attivo (il quale modula landatura della vettura in funzione della velocità impostata dal conducente e di quella dei veicoli che viaggiano davanti) e il sistema di mantenimento della traiettoria. Il lavoro segue quello fatto due anni fa, utilizzando nuove procedure che non solo verificano lefficacia dei dispositivi (come nel 2018), ma anche altri aspetti. A partire dalla comunicazione elaborata dalle Case per pubblicizzare tali sistemi.

Anche il nome conta. Come sottolinea l'EuroNCAP, già la denominazione può essere fuorviante: definire Autopilot un congegno che non può fare a meno della continua attenzione del guidatore (come richiedono le norme in vigore) può indurre lautomobilista a sovrastimarne le possibilità, col rischio di creare situazioni pericolose. Per questo, lente valuta anche il nome del dispositivo e la sua descrizione nelle brochure destinate al pubblico e nei manuali duso della vettura. Un altro pilastro dei test sulla guida assistita è lindicazione dello stato del dispositivo (per esempio, se è attivato o disattivato), ma vengono considerati pure il monitoraggio dellattenzione del conducente e le azioni messe in atto dal sistema in caso di distrazioni. Infine, l'ente analizza anche il comportamento dei sistemi a seguito di un intervento del guidatore sullo sterzo, per esempio per evitare una buca: lideale è quello che collabora, asseconda le intenzioni del conducente e riprende il funzionamento di assistenza dopo la manovra di evitamento. Ulteriori metri di giudizio riguardano ladattabilità automatica del regolatore di velocità attivo ai limiti di velocità e alle caratteristiche della strada (per esempio, in caso di curve) e il comportamento della vettura nel caso in cui un veicolo più lento simmetta nella sua corsia di marcia.

I modelli analizzati. Tra le vetture sottoposte ai test dell'Euro NCAP, i risultati migliori sono stati ottenuti da tre tedesche: Audi Q8, BMW Serie 3 e Mercedes-Benz Classe G hanno avuto il massimo dei voti, ottenendo quattro punti su quattro e la valutazione "molto buono". Le tre premium hanno rispettivamente ottenuto un punteggio del 78%, dell'82% e dell'85% nei test sull'interazione dei sistemi con il conducente e dell'84%, del 90% e dell'89% nel supporto delle tecnologie alla sicurezza del veicolo. L'unico modello che ha ottenuto tre punti su quattro, con il voto "buono", è la Ford Kuga, che ha totalizzato il 66% nelle prove di cooperazione uomo-macchina e l'86% in quelli relativi alla sicurezza. Giudizio "moderato", invece, per le Nissan Juke (52% - 72%), Volvo V60 (71% - 50%), Volkswagen Passat (76% - 61%) e, a sorpresa, anche per la Tesla Model 3, punita principalmente per il nome "fuorviante" del sistema di assistenza alla guida e per lo scarso coinvolgimento del guidatore. L'elettrica, infatti, ha ottenuto solo il 36% nella valutazione sull'interazione dell'Autopilot con il conducente, recuperando con un 95% nella sezione Safety Backup, il voto più alto registrato dalle dieci vetture testate. L'Euro NCAP ha infine valutato come "basici" i sistemi di assistenza delle Peugeot 2008 (61% - 40%) e Renault Clio (62% - 43%).

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Gruppo Volkswagen - Nuove voci sulla quotazione in Borsa della Lamborghini

4 Ruote - Ott 01,2020

Nuove voci su un futuro in Borsa per la Lamborghini a quasi un anno esatto di distanza dai precedenti rumors. Secondo l'agenzia Reuters, la Volkswagen avrebbe iniziato a definire un progetto per rendere la Casa emiliana più autonoma e a valutare accordi di lungo termine per la fornitura di componenti e il trasferimento di tecnologie al costruttore di SantAgata Bolognese. In sostanza, a Wolfsburg starebbero facendo i primi passi per facilitare una quotazione della Lamborghini seguendo la stessa strada intrapresa ormai diversi anni fa dalla Fiat Chrysler con la Ferrari

Ancora nessuna decisione. Il costruttore emiliano, sempre secondo l'agenzia, verrebbe quotato solo parzialmente perché i tedeschi intendono mantenere una partecipazione di controllo. Per ora non è stata presa alcuna decisione definitiva o formale e non ci sarebbero neanche dettagli sulla tempistica dell'operazione. Secondo le voci, però, sarebbero già stati contattati banchieri e potenziali investitori per un'eventuale Ipo (l'offerta pubblica iniziale per lo sbarco in Borsa). Di certo è ormai chiaro da giorni come diversi marchi del gruppo Volkswagen siano finiti al centro di valutazioni strategiche ai massimi livelli manageriali di Wolfsburg: lo dimostrano recenti indiscrezioni su trattative in corso per la cessione della Bugatti alla croata Rimac. Proprio il futuro del marchio di Molsheim e della Lamborghini, nonché quello della Ducati, sarebbe stato discusso venerdì scorso dal consiglio di sorveglianza della Volkswagen. In particolare, sarebbero state intavolate le opzioni migliori per avviare anche i tre brand sul percorso dell'elettrificazione già imboccato da tutte le altre Case del gruppo. 

Le parole di Diess. Vari indizi e dichiarazioni rafforzano le ipotesi su imminenti decisioni importanti, non solo per la Lamborghini. Innanzitutto, il gruppo Volkswagen è solito definire nel periodo tra ottobre e novembre i budget e le strategie per gli anni a venire. Inoltre, l'amministratore delegato Herbert Diess ha assicurato ieri che il costruttore intende annunciare "passi importanti" relativi al proprio futuro prima della fine dell'anno. Queste decisioni potrebbero essere collegate a un più ampio piano di riorganizzazione e razionalizzazione che già in passato ha registrato alcune operazioni rilevanti. Per liberare risorse da destinare all'elettrificazione e ridurre la complessità della struttura organizzativa, Diess ha varato un piano di dismissioni che ha portato alla quotazione delle attività nel settore dei camion confluite nella Traton, alla cessione del produttore di trasmissioni e riduttori Renk e all'avvio di un processo di vendita per la Man Energy Solutions, specializzata in grandi motori diesel. L'abbandono di quest'ultima è stato, però, bloccato a inizio agosto, nonostante l'interesse di grandi imprese del calibro della statunitense Cummins e della giapponese Mitsubishi Heavy Industries. Negli anni scorsi, la stessa sorte è toccata alla Ducati, a un passo dalla vendita alla Harley-Davidson prima del dietrofront voluto esplicitamente dai sindacati tedeschi. Di certo la Volkswagen sta esaminando a fondo quale ruolo la Lamborghini, la Bugatti e la Ducati potranno giocare all'interno di un gruppo automobilistico multimarca sempre più proteso verso la ricerca di sinergie, economie di scala, risparmi e quindi di una maggiore redditività. Un gruppo pronto a lasciarsi alle spalle la "grandeur" ereditata dall'ex patron Ferdinand Piech.  

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Monopattini - Troppi incidenti per contarli

4 Ruote - Ott 01,2020

Difficile dare i numeri, di fronte al boom del fenomeno monopattini. Da una parte, ci sono le stime: quelle che dicono, per esempio, che sulle nostre strade ne circolano già 70-80.000. Dallaltra parlano le cifre ufficiali, come quelle dei gestori: a Milano, i mezzi di questo tipo disponibili in sharing sono sono 6.000, mentre a Roma ne sono previsti 16.000. Altre migliaia si trovano a Firenze, Bologna, Napoli... E poi ci sono i numeri "introvabili", quelli degli incidenti: certi Comuni si rifiutano di fornirli, o non sono in grado di farlo. A qualcuno, però, non sfuggono: come all'Asaps, lassociazione amici della Polizia stradale che dallestate scorsa ha ripreso il monitoraggio dei sinistri sulle tavole a rotelle. Uno strumento indispensabile per ragionare sulla sicurezza e "pesare" la cronaca, ultimamente affollatissima di casi eclatanti: solo negli ultimi giorni di settembre, per citare due episodi legati ai monopattini, sono spuntati un pazzo lanciato a 80 allora (il video è stato registrato dallex calciatore Aldo Serena) e l'assurda sfida di uno youtuber che ha percorso 650 km da Milano a Roma in 11 giorni. Per alcuni un'impresa da record, per altri un esempio da non imitare assolutamente, visto il percorso fatto di svincoli e tratti a rischio.

Solo codici gialli e rossi. Dopo il primo allarme lanciato la scorsa estate, con i dati raccolti nel post-lockdown (43 incidenti gravi e centinaia di sinistri segnalati da circa 500 referenti in tutto il territorio nazionale), lOsservatorio Monopattini dellAsaps continua nella sua opera con difficoltà sempre maggiori. "Abbiamo rinunciato al conteggio di tutti gli incidenti che coinvolgono i monopattini, perché sono diventati troppi e troppo spesso invisibili, cioè non segnalati", spiega Giordano Biserni, presidente dellassociazione. "A fine settembre i casi gravi sono più che raddoppiati, arrivando a superare il centinaio, circa uno al giorno, ma è diventato impossibile registrare i sinistri lievi, quelli che non comportano luscita di ambulanze e il ricovero in codice giallo o addirittura rosso". Quello che preoccupa maggiormente sono le cause degli incidenti: comportamenti sconsiderati - se non addirittura criminali - degli utilizzatori, anche con casi di guida alterata dallalcol, e modalità di guida completamente inosservanti delle normali regole di prudenza, come il contromano, il viaggiare in due, il farsi trainare o trainare biciclette, il mancato stop con il semaforo rosso. Laumento esponenziale di sinistri, secondo i dati Asaps, riguarda le due grandi metropoli, Roma e Milano, ma anche centri urbani minori, dove le ambulanze spesso accorrono per semplici cadute autonome di cui non si ha contezza per il mancato intervento di un organo di polizia stradale: microincidenti dovuti anche a distrazioni alla guida, o alla sede stradale dissestata, ma che si traducono in traumi cranici o facciali. E comunque non si devono dimenticare gli episodi più gravi, che al momento sembrano rimossi: il primo sinistro mortale a Budrio (BO), dove un 60enne si è scontrato con unauto in una rotatoria a scorrimento veloce, ma anche i sei casi di persone ricoverate in prognosi riservata, tra cui due bambini di 7 anni (uno a Numana, nel Conero, caduto da un hoverboard monoruota, e un altro a Campione del Garda, investito da una moto mentre attraversava il lungolago, tra i turisti e bagnanti). Nella casistica non finiscono solo i giovanissimi, come dimostra il caso di un 83enne romano che ha perso il controllo del monopattino al Pincio, rovinando a terra. E poi i casi di vera follia, dal tentativo di attraversare la tangenziale di Trento, finito con uno scontro con una vettura, alle classiche mancate precedenze. Dovute, forse, a un inspiegabile senso di invulnerabilità.

Una battaglia vinta, da prendere a esempio. "La situazione della micromobilità elettrica va seguita e monitorata attentamente", sottolinea Biserni. "Se da un lato occorre valutare i benefici in materia ambientale e di spostamenti più rapidi lungo i brevi tragitti e del minor utilizzo del trasporto pubblico locale, dallaltro occorre ricordare sempre le regole del Codice della strada a chi utilizza i monopattini, ora equiparati alle biciclette". L'Asaps propone anche delle soluzioni: "Vanno trasmessi in rete e in televisione i video dei crash test, come avviene in altri Paesi europei, dove si mostrano i danni subiti da chi utilizza in modo sconsiderato il monopattino. E ben vengano le sanzioni da parte delle polizie locali, che sono ancora troppo poche. Un occhio particolare va poi dato alle manomissioni ed alterazioni dei mezzi che permettono di superare i 25 km/h previsti dalla legge. Ancora, ci vorrebbero forme diverse di tariffazione per i monopattini in sharing, perché quella al minuto spinge ad aumentare la velocità per spendere meno. Infine, proponiamo lassicurazione obbligatoria per gli utenti che utilizzano il monopattino privato". Riusciremo a fare passi avanti sulla sicurezza? Di certo non si tratta di una battaglia semplice, ma Biserni ricorda la vittoria sul casco. "Ci vogliono controlli tassativi sullutilizzo del casco per i minorenni, come siamo riusciti a fare per moto e ciclomotori trentanni fa, e campagne di divulgazione per un utilizzo consigliato anche per i maggiorenni, come avviene sulle piste da sci". Posizione vicina a quella da sempre sostenuta da Quattroruote, a favore dell'obbligo del casco per tutti. Ciclisti compresi.

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Gruppo PSA Italia - Gaetano Thorel sarà ceo della società unica

4 Ruote - Ott 01,2020

Il gruppo PSA diventa società unica in Italia. L'azienda sarà guidata da Gaetano Thorel in qualità di ceo e incorporerà al suo interno le divisioni nazionali dei vari brand affiliati: Peugeot, Citroën, Opel e Psa Service.

I motivi della scelta. La decisione di formare una società unica è stata dettata da molteplici esigenze: in primis, quella di velocizzare le procedure amministrative, contabili e giuridiche del gruppo al fine di trarre il massimo guadagno in termini di risorse economiche, tempo ed efficienza operativa. I brand conserveranno la loro individualità, ma i dipendenti si rifaranno tutti alla stessa realtà societaria.

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Telematica - La tecnologia aiuta la ripresa dell'attività delle flotte

4 Ruote - Ott 01,2020

La tecnologia di bordo aiuta la ripresa delle attività commerciali crollate a causa del Covid-19: è quanto emerge da uno studio di Visirun, società che realizza software per la gestione delle flotte aziendali. Abbiamo rilevato che in Italia, tra metà di febbraio e aprile 2020, gli autisti commerciali hanno visto ridurre le ore guidate di quasi il 40% a causa delle misure implementate in risposta allemergenza coronavirus - ha spiegato Alberto di Mase, marketing manager per lItalia di Visirun -. La maggior parte delle aziende sta ora cercando di tornare ai livelli precedenti allinizio dellemergenza, mostrando una capacità di recupero che non sarebbe stata possibile senza le attuali tecnologie.  

Lo scenario è cambiato. Oggi, la gestione di una flotta aziendale non si limita al semplice monitoraggio dei veicoli, ma permette ai fleet manager di valutarne le prestazioni e di affrontare le priorità che emergono: per esempio l'ottimizzazione dei percorsi, la riduzione delle emissioni, la crescente influenza dell'intelligenza artificiale sui veicoli commerciali e, naturalmente, le opportunità delle nuove propulsioni.

Gli sviluppi della telematica. Agli inizi, la telematica consentiva ai manager di controllare gli spostamenti, il numero di chilometri percorsi e la quantità di carburante consumata; a questa innovazione, i dipendenti hanno risposto prestando maggiore attenzione a come guidano e gestiscono i loro veicoli. Successivamente sono stati introdotti software intelligenti che fornisco maggiori informazioni sulle prestazioni dei guidatori e dei veicoli aziendali attraverso l'aggregazione e l'analisi dei dati. Questi servizi hanno consentito ai fleet manager di misurare le variabili nelle prestazioni, come le frenate brusche, la velocità e il consumo di carburante, attraverso informazioni raccolte e archiviate nel cloud, facilitando così la gestione da remoto dei driver.

La situazione attuale. Ora la telematica vira sempre di più sullaspetto sicurezza: L'integrazione della dash cam, per esempio, può essere determinante per ridurre gli incidenti stradali. Negli ultimi anni - ha evidenziato di Mase - abbiamo assistito a un miglioramento significativo della qualità video grazie a obiettivi a risoluzione più elevata o live streaming tramite tecnologia 4G. Inoltre, la recente introduzione dell'intelligenza artificiale per analizzare i filmati e identificare gli incidenti che necessitano di revisione trasformerà la loro funzionalità e contribuirà a semplificare, per i driver e per i gestori di flotte, sia la risposta agli incidenti sia le pratiche assicurative in caso di risarcimento, ha poi concluso il marketing manager di Visirun, sottolineando anche limportanza del geofencing per stabilire i corretti percorsi che evitino zone a pagamento o Ztl. 

 

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Acquisto auto - Il coronavirus e le incertezze sugli incentivi spingono a rimandare

4 Ruote - Ott 01,2020

Il coronavirus e le incertezze sugli incentivi spingono a rimandare lacquisto dellauto: è quanto emerge da unindagine condotta dal portale di compravendita Subito a cinque mesi dalla fine del lockdown. Secondo le statistiche, leffetto del Covid-19 e le conseguenze sulle finanze dei privati pesano in maniera determinante, ma anche lecobonus non ha inciso come si sperava. Per oltre la metà degli intervistati, i sussidi erano troppo bassi (52%) o inapplicabili ai modelli presi in considerazione (54%).

Timori e budget ridotti. Il risultato è che più di una persona su due (51%) ha deciso di aspettare ancora un po prima di andare in concessionaria. La premessa, come detto, è uno scenario fortemente scottato dallesperienza della pandemia: per il 56% del campione, lemergenza sanitaria continua ad avere un impatto sulla propensione allacquisto, anche se il dato è in diminuzione: in uno studio analogo realizzato da Subito nellaprile scorso, infatti, eravamo al 59%. Una buona fetta degli interpellati (38%) ha però anche ammesso di avere a disposizione un budget ridotto.  

I bonus. La decisione di dilatare le tempistiche dellacquisto dipende soprattutto dallincertezza generale (53%) e in molti si preoccupano per la propria situazione economica (41%). Qualcuno (21%) è invece in attesa di momenti migliori, nel senso che aspetta incentivi o sconti più vantaggiosi. Un altro aspetto evidenziato da questo studio, infatti, è che gli aiuti messi in campo dal governo non hanno funzionato pienamente. E non solo per una questione di fondi messi a disposizione o per i criteri con i quali sono stati destinati: gli incentivi non sono stati recepiti a dovere, se è vero che il 54% degli intervistati li ha definiti poco chiari, mentre il 46% ha risposto che si applicano solo ad auto ibride ed elettriche.

Ok le nuove soluzioni di vendita. Chi ha potuto o voluto comprare unauto ha invece giudicato in maniera tendenzialmente positiva loperato delle concessionarie nel post-lockdown. In particolare, i clienti hanno apprezzato lattenzione ai protocolli sanitari attuati (85%), la possibilità di prendere un appuntamento (83%) e di poter portare avanti gran parte del rapporto con il venditore online (73%), nel rispetto del distanziamento sociale necessario per contenere la diffusione dei contagi.

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Volkswagen Golf - Aperti gli ordini per la Variant

4 Ruote - Ott 01,2020

Per vederla nelle concessionarie bisognerà aspettare fino alla fine di quest'anno, ma la Volkswagen Golf Variant è già preordinabile. La Casa tedesca ha infatti aperto gli ordini per la sua nuova station wagon anche sul mercato italiano, dove viene proposta con tre motorizzazioni abbinabili a tre differenti allestimenti. Il listino parte dai 29.750 euro per la tre cilindri mild hybrid da 110 CV con cambio automatico e dai 30.900 euro per le versioni diesel, tutte basate sullo stesso 2.0 TDI e proposte in due varianti di potenza da 115 e 150 CV, anche con cambio automatico DSG.

Più spazio per i passeggeri. Cresciuta di 66 mm rispetto al modello uscente, la nuova Golf Variant arriva a toccare i quattro metri e 63 centimetri di lunghezza. A beneficiare delle nuove dimensioni sono soprattutto i passeggeri posteriori che ora hanno quasi cinque centimetri di spazio in più per le gambe: il bagagliaio, invece, offre una capacità di carico variabile tra i 611 e i 1.642 a seconda della posizione degli schienali del divano. Gli interni ricalcano l'impostazione introdotta dall'ottava generazione della Golf con il quadro strumenti digitale da 10,25" affiancato su tutte le versioni dallo schermo dell'infotainment da 8".

Life, Style e R-Line. L'offerta della station wagon si articola su tre differenti allestimenti. La versione d'ingresso, la Life, propone una dotazione di serie particolarmente completa: tra i vari accessori previsti, oltre al sopracitato cruscotto con doppio schermo, vi sono il cruise control adattivo, il Lane Assist, la frenata automatica d'emergenza, il climatizzatore automatico, i fari a Led, il sistema keyless, il volante multifunzione rivestito di pelle, il Park Pilot e i cerchi di lega da 16". Con altri 1.850 euro si può passare all'allestimento Style che aggiunge il Traffic Jam Assist, il Climatronic trizona, nuove tonalità per l'Ambient Light interno, i fari a Led Performance, il sedile guidatore ergoActive con 14 regolazioni e funzione massaggio, i rivestimenti di tessuto e artVelours e i cerchi di lega da 17". Con ulteriori 200 euro si arriva alla versione top di gamma, la R-Line, che aggiunge un assetto sportivo ribassato, il selettore Driving Profile, paraurti specifici, sterzo progressivo e vetri posteriori oscurati: rispetto alla Style questo allestimento dispone dei fari a Led Eco e del Climatronic a una zona.

Listino prezzi Volkswagen Golf Variant 2020

Volkswagen Golf Variant 1.0 eTSI Evo 110 CV DSG Life 29.750 euro
Volkswagen Golf Variant 2.0 TDI 115 CV Life 30.900 euro
Volkswagen Golf Variant 2.0 TDI 115 CV Style 32.750 euro
Volkswagen Golf Variant 2.0 TDI 150 CV DSG Life 35.200 euro
Volkswagen Golf Variant 2.0 TDI 150 CV DSG Style 37.050 euro
Volkswagen Golf Variant 2.0 TDI 150 CV DSG R-Line 37.250 euro

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Fusione FCA-PSA<br> - L'antitrust deciderà entro febbraio

4 Ruote - Ott 01,2020

La Commissione Europea deciderà entro il 2 febbraio prossimo se autorizzare o meno la fusione tra la Fiat Chrysler Automobiles e la PSA.  quanto emerge da un breve avviso pubblicato sul sito del massimo organo esecutivo dell'Unione Europea. 

Riparte la procedura. Con l'indicazione della nuova data gli uffici antitrust di Bruxelles hanno riavviato la procedura di esame dell'operazione dopo oltre due mesi di sospensione. A luglio l'iter era stato fermato per consentire ai due gruppi di presentare delle proposte per alleviare i timori sollevati a giugno dai funzionari comunitari sull'impatto della fusione sui livelli della concorrenza sul mercato dei veicoli commerciali leggeri all'interno dello Spazio Economico Europeo e, in particolare, in 14 Stati membri dell'Unione Europea e nel Regno Unito (fino a fine anno ancora sottoposto ai regolamenti Ue): Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Grecia, Ungheria, Italia, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna.

Le proposte. La Fiat Chrysler e la PSA, che in tutta l'Unione Europea arrivano a controllare, congiuntamente, una quota del mercato dei furgoni del 40% (oltre il 50% in Paesi come l'Italia o la Francia), hanno depositato le loro proposte pochi giorni fa. Per ora non ci sono conferme, ma sembra che i due costruttori si siano resi disponibili a rafforzare l'attuale partnership tra i francesi e la Toyota tramite un incremento della capacità produttiva dedicata al Toyota Proace nello stabilimento francese della SevelNord a Hordain. La partnership franco-nipponica risale ai primi anni del decennio e recentemente è stata modificata per includere un ampliamento della gamma dei veicoli commerciali forniti al costruttore giapponese per il mercato europeo con un nuovo furgone compatto da produrre a Vigo, in Spagna.

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Microcar e dintorni - I modelli elettrici disponibili in Italia

4 Ruote - Ott 01,2020

Anche le microcar diventano elettriche. I powertrain a emissioni zero, infatti, ben si sposano con le necessità di mobilità urbana. Non a caso, diversi modelli dalle dimensioni molto ridotte sono stati in passato concepiti con delle unità a batteria. Per esempio, lidea originaria del patron della Swatch, il compianto Nicolas Hayek, prevedeva un motore di questo tipo per la Smart (acronimo di Swatch Mercedes Art) a due posti e, oggi, la gamma del brand ha del tutto abbandonato le unità termiche. Per non parlare di quelle piccole concept pensate per la mobilità urbana che, già decenni fa, sembrava naturale mostrare al grande pubblico dotate dellalimentazione a corrente: è il caso dei prototipi Fiat Downtown, Zic e X1/23, questultimo addirittura risalente al 1976. E oggi, per varie citycar si prospetta un futuro solo elettrico.

Poche pretese. Del resto, se lautonomia delle auto a zero emissioni è da sempre uno dei freni alla diffusione di queste vetture, per le microcar questo problema non sussiste: essendo omologate come quadricli leggeri e pesanti (per maggiori dettagli su questo aspetto, vi invitiamo a leggere un nostro precedente approfondimento), non possono circolare in autostrada. quindi improbabile, anche per le loro dimensioni, che vengano utilizzate per uscire dal loro habitat naturale, la città. Inoltre, il powertrain elettrico risolve lannoso problema di vibrazioni e rumorosità delle versioni con motore a gasolio, sebbene attenuati dalla recente adozione della tecnologia common rail su alcuni modelli, e la coppia istantanea compensa in parte la loro modesta potenza. Senza dimenticare che sono più pesanti delle vetturette termiche: in questo caso, il peso massimo consentito dalla legge non tiene conto di quello delle batterie, il che non guasta, essendo leccessiva leggerezza un problema per la loro stabilità in condizioni critiche, come dimostrato in un nostro test.      

Gli incentivi. Anche le microcar elettriche possono beneficiare di un Ecobonus generoso, non come quello destinato alle vetture di categoria M1 (cioè le vere auto, guidabili con la patente B), ma pur sempre allettante: per i quadricicli leggeri e pesanti lincentivo è pari al 30% del listino fino a un massimo di 3 mila euro, che sale al 40% fino a 4 mila euro in presenza di un altro mezzo usato da rottamare (non necessariamente un quadriciclo: vanno bene, per esempio, anche moto e scooter). Alcune di esse, pur mantenendo dimensioni e fattezze da microauto, sono tuttavia omologate come M1 e, pertanto, accedono addirittura ai ricchi benefici previsti per le EV: 8 mila euro in caso di rottamazione e 6 mila senza.

Aixam. Ma quali sono le microcar elettriche? Già da tempo, diversi costruttori si stanno dedicando alla commercializzazione di vetture a emissioni zero. Tra queste cè la francese Aixam, tra le più note aziende produttrici di miniauto. La sua gamma prevede infatti una linea di prodotti a batteria, denominata e-Aixam, che si articola nei modelli e-City (da 15.599 euro) ed e-Coupé (da 17.999 euro, nella foto qui sopra), pressoché identiche alle omologhe versioni a motore termico. Secondo la Casa, le due vetture hanno possono percorrere fino a 130 km con una ricarica, ma l'autonomia media è di circa 80 km.

ZD. Le vetture ZD nascono dallidea di Alfredo Bacci, per più di 30 anni ingegnere Fiat, e di Ettore Chimenti, ex responsabile marketing della Piaggio. Questi hanno coinvolto nel progetto la cinese Xindayang, azienda specializzata in motori elettrici, lUniversità dellAuto della Provincia dello Jiangsu e lUniversità di Pechino per curare la trazione elettrica, mentre lo stile è italiano. La D2S è, in pratica, lerede di quella D2 che molti italiani hanno già potuto guidare grazie alla flotta di vetture Sharengo. Meglio rifinita ed equipaggiata rispetto alla progenitrice adottata dal car sharing, è disponibile in tre versioni omologate come quadriciclo pesante (quindi guidabili da 16 anni con patente B1) e con unautonomia dichiarata di 150-180 km (Gecko, Ant) o 250-300 km (Colibri). Non mancano, inoltre, due varianti omologate come vere automobili (categoria M1), capaci di toccare una velocità massima di 105 km/h e con percorrenze dichiarate di 150-180 km (Bee) o 250 km (Owl). I prezzi partono da 18.900 euro per i quadricicli e da 22.900 per le automobili.

Tazzari. Lazienda di Imola propone da diversi anni la Zero, una microcar disponibile in molteplici varianti e omologazioni. Nella sua gamma sono presenti le spiaggine Zero 4 OpenSky, tra cui la Tender, non utilizzabile su strade pubbliche, e le versioni Limited (da 14.900 euro) e Sport (da 15.300), queste ultime omologate come quadricicli pesanti a quattro posti e con unautonomia massima dichiarata di 180 km con batterie da 15 kWh. Quanto alle versioni chiuse, con vere fattezze da citycar, sono disponibili la Zero Junior (da 13.800 euro), omologata come quadriciclo leggero, la Zero City (da 15.300 euro), un quadriciclo pesante, e la Zero EM2 Space (da 22.800 euro), considerata dal legislatore una vera automobile (M1). In questi ultimi casi, lautonomia massima è di 140 km sul quadriciclo leggero e di 200 km su quello pesante, sempre optando per il taglio delle batterie più grande.

Estrima. Questo marchio nasce da una costola della Brieda Cabine, le cui cellule di sicurezza per il settore agricolo e quello industriale sono state la base di partenza nel progetto della piccola Briò, tra le microcar elettriche più compatte sul mercato. disponibile in diversi allestimenti (Summer, Winter, Big e Box), ma soprattutto in due varianti: Classic, omologata come quadriciclo leggero, e Bolt, un quadriciclo pesante. La prima, con prezzi da 10.955 euro, può avere una batteria removibile e trasportabile a mo di trolley, che garantisce unautonomia dichiarata di 55 km o accumulatori fissi che le fanno percorrere fino a 100 km. La Bolt, con prezzi da 12.175 euro, è disponibile a sua volta con una batteria fissa per offrire fino a 90 km di marcia.

Renault. Non proprio una microcar in senso stretto, essendo i due occupanti disposti in tandem, la Twizy è disponibile nella versione da 45 km/h, omologata come quadriciclo leggero, e in quella da 80 km/h, entrambe con unautonomia dichiarata di 100 km. Come avviene per la Zoe, lauto elettrica più venduta in Italia, questo veicolo può essere acquistato con batteria di proprietà o a noleggio (Formula Flex). Nel primo caso, i prezzi partono da 12.000 mila e da 12.800 euro, rispettivamente per le versioni guidabili da 14 e 16 anni di età, che scendono a 7.500 e 8.300 con gli accumulatori in locazione.

Citroën. Chiudiamo la nostra rassegna con un modello in arrivo: la microcar Ami, un inedito veicolo del Double Chevron dotato di caratteristiche portiere asimmetriche, di cui una ad apertura tradizionale e laltra incernierata posteriormente. omologata come quadriciclo leggero, il che si traduce in una velocità massima non superiore a 45 km/h. Secondo la Casa, lautonomia di 70 km può essere ripristinata in tre ore utilizzando una normale presa domestica da 220V. Ovviamente, non manca la possibilità di sfruttare wallbox e colonnine pubbliche, utilizzando lapposito adattatore (optional). Non si conoscono ancora i prezzi per lItalia, ma si sa già che in Francia partono da 6.000 euro grazie agli incentivi, con la possibilità di dilazionare il pagamento con un anticipo di 2.641 euro e rate da 19,99 euro al mese.

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Genesis - L'ex Audi Dominique Boesch guiderà il debutto in Europa

4 Ruote - Ott 01,2020

Genesis prepara lo sbarco in Europa. Tempi e modi del debutto non sono ancora stati ufficializzati, ma intanto il marchio coreano, creato dalla Hyundai nel 2015 per sfidare le Case tedesche sul terreno del premium, ha nominato il suo timoniere: sarà Dominique Boesch, ex manager di primo livello dellAudi, della quale ha anche diretto le vendite a livello europeo.

"La patria del premium". Si tratta di una scelta non casuale per fare breccia in un mercato difficile, ma che un brand con le ambizioni di Genesis non poteva ignorare: "LEuropa è la patria spirituale del mercato delle auto premium ha detto Boesch e sono certo che i modelli Genesis che lanceremo qui saranno una piacevole sorpresa per tutti". Dopo oltre ventanni nelle fila della Casa di Ingolstadt, Boesch si trasferirà nellheadquarter europeo di Genesis a Francoforte, facendo riporto diretto a Jaehoon Chang, numero uno del marchio coreano, che ha definito lEuropa un "mercato cruciale" per Genesis.

Una Suv e una shooting brake in arrivo? Nonostante ciò, i contorni della strategia del brand per il Vecchio Continente non sono ancora delineati. La Casa ha annunciato che "dettagli sulla gamma, sulla distribuzione e sui servizi verranno comunicati presto", ma al momento non si conoscono i tempi di lancio delle Genesis né i modelli riservati al mercato europeo. Alcuni dei papabili sono ancora in fase di collaudo, come la variante shooting brake della berlina G70 e la sport utility GV70, sorella minore della GV80. Questultima potrebbe altresì aggiungersi alla gamma europea, al pari della berlinona G80, per competere nella fascia più alta del mercato.

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Gruppo Volkswagen - Audi, in arrivo un'elettrica anti Tesla

4 Ruote - Set 30,2020

"L'Audi ha iniziato una corsa per raggiungere la Tesla". Con queste parole Herbert Diess ha introdotto il progetto Artemis durante la conferenza annuale del gruppo Volkswagen, confermando che un'elettrica di nuova generazione è attualmente in fase di sviluppo. La vettura sarà svelata dal marchio dei Quattro anelli sotto forma di concept il prossimo anno e utilizzerà il nuovo software E3 2.0, che verrà poi reso disponibile per tutti i futuri modelli del gruppo tedesco. Questa, tuttavia, è solo una delle varie novità annunciate oggi a Berlino da Diess, il quale ha anticipato ulteriori comunicazioni entro la fine anno: "La Volkswagen ha bisogno di un cambiamento, di trasformarsi da una collezione di marchi di valore e affascinanti prodotti con motori a combustione a un'azienda digitale che gestisce in modo affidabile milioni di dispositivi per la mobilità, resta in contatto coi clienti, migliora i servizi, il confort dei veicoli e la sicurezza su base settimanale o addirittura giornaliera. Nel resto del 2020, faremo ulteriori passi importanti per impostare la rotta".

Il debutto della GT è imminente. L'elettrica del progetto Artemis sarà solo una delle novità a zero emissioni che l'Audi svelerà nei prossimi mesi. Già entro la fine di quest'anno verrà avviata la produzione della berlina sportiva a batteria e-tron GT; nel 2021 sarà la volta delle versioni di serie delle Suv a elettroni Q4 e-tron e Q4 e-tron Sportback, entrambe con un'autonomia superiore ai 450 km e basate sulla piattaforma Meb; la GT, contrariamente a quanto annunciato inizialmente, nascerà invece sulla J1 già utilizzata dalla Taycan e non su una base ad hoc. L'Audi avrà inoltre il compito di proseguire nello sviluppo della futura piattaforma PPE, acronimo di Premium Platform Electric: questa meccanica servirà da base a tutti i futuri modelli elettrici d'alta gamma del gruppo e verrà inizialmente condivisa con la Porsche per poi arrivare, presumibilmente, anche nella gamma Bentley e Lamborghini. All'interno del gruppo Volkswagen l'Audi si sta occupando anche dello sviluppo delle architetture software E3 1.2 e 2.0: a quest'ultimo stanno lavorando insieme i tecnici della Artemis e i 1.800 specialisti che dallo scorso luglio seguono il progetto Car.Software.Org. Nei prossimi cinque anni Wolfsburg punta infatti a portare dal 10 al 60% il software sviluppato internamente e per farlo dovrà avvalersi del supporto di aziende partner.

Oltre 30 mila ordini per la ID.3. Passando al marchio Volkswagen, Diess ha sottolineato limportanza della ID.3 per la transizione elettrica del brand. La monovolume avrà un ruolo fondamentale nel processo di elettrificazione e sarà presto seguita dalla Suv ID.4, per la quale sono attesi volumi di vendita altrettanto importanti. A oggi la Volkswagen ha già raccolto più di 30 mila ordini per la sua prima elettrica di massa e lobiettivo è quello di raggiungere presto numeri a sei cifre: per la sorella ID.4 le previsioni parlano di mezzo milione di esemplari entro il 2025.

Skoda, Seat, Cupra e Porsche. Lad del gruppo Volkswagen ha proseguito elencando i vari marchi sotto legida di Wolfsburg, a partire dalla Skoda, protagonista di un 2019 da record che le ha permesso di raggiungere un margine operativo di 1,6 miliardi di euro. Ricordando la nuova nomina di Wayne Griffiths come ceo della Seat, Diess ha confermato il piano delettrificazione della Cupra: dopo le ibride plug-in Leon e Formentor, la Casa spagnola lancerà il suo primo modello elettrico, la el-Born. La versione di serie della concept svelata lo scorso anno con marchio Seat debutterà sul mercato nel 2021 e si baserà sulla stessa meccanica della Volkswagen ID.3, alla quale verrà probabilmente data una connotazione più sportiva. Per la Porsche è stato confermato l'obiettivo di raggiungere entro il 2025 il 50% delle vendite con vetture elettriche e ibride plug-in.

Una base elettrica entry level dalla Cina. Per assicurarsi unadeguata fornitura di batterie, il gruppo Volkwagen è entrato nel capitale del produttore cinese Guoxuan High-Tech, specializzato nella produzione dei più economici e stabili accumulatori al fosfato di ferro. Sempre riguardo al mercato cinese, Wolfsburg ha annunciato di voler incrementare al 75% la quota nella joint venture con la Jac con lobiettivo di sviluppare e produrre una nuova versione dingresso gamma della piattaforma elettrica Meb. Al momento la Casa non ha specificato se la nuova meccanica sarà destinata unicamente alla Cina oppure se verrà utilizzata anche su modelli europei di piccole dimensioni.

Confermati gli investimenti. Durante l'Annual General Meeting, la Volkswagen ha confermato le previsioni per il 2020, positive nonostante l'emergenza sanitaria globale. "La trasformazione del gruppo non è stata frenata dal coronavirus, ma accelerata", ha detto Diess, ribadendo il piano che porterà il costruttore tedesco a investire 33 miliardi di euro nella mobilità elettrica entro il 2024. 14 miliardi di euro saranno inoltre investiti nello sviluppo della guida autonoma, anche tramite la collaborazione con la Ford e Argo AI, e nella costruzione di competenze IT.

I risultati finanziari. Nei primi otto mesi del 2020 le consegne globali del gruppo sono diminuite del 21,5%, passando dai 7,1 milioni di veicoli del 2019 a 5,6 milioni. Nonostante il calo, questo risultato è migliore rispetto alla media della concorrenza e ha permesso al colosso di Wolfsburg di guadagnare lo 0,4% nella quota di mercato a livello globale, raggiungendo il 13%. Già dal mese di settembre il gruppo si aspetta una crescita, con il trend positivo che dovrebbe proseguire almeno fino alla fine del 2020 per riportare il segno più sul risultato operativo annuale: Diess ha però cautamente aggiunto che tutte le previsioni a medio e lungo termine "devono continuare a tener conto delle notevoli incertezze" determinate dall'evoluzione della pandemia.

Più trasparenza. Al termine del suo intervento Diess è tornato anche sulla questione dieselgate, ribadendo che tra gli attuali obiettivi cè una maggiore trasparenza. Il gruppo si è avvalso della consulenza di Larry Thompson per modificare le procedure aziendali e semplificare i processi: Abbiamo sviluppato un nuovo sistema di compliance, introdotto un sistema di informatori e stabilito numerosi nuovi processi, regole d'oro e principi di integrità, ha concluso Diess.

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Auto ibride plug-in - Phev, caratteristiche e istruzioni per l'uso

4 Ruote - Set 30,2020

Le ibride plug-in, ovvero lanello di congiunzione tra le full hybrid e le elettriche. Non tutti gli automobilisti, però, possono - o vogliono - fare i conti con le autonomie delle emissioni zero, sebbene la presenza delle infrastrutture dedicate, in Italia e in Europa, sia in forte aumento. Per questo, tra le vetture ibride per antonomasia e le full electric esiste unopzione intermedia, quella delle plug-in, o Phev (acronimo di plug-in hybrid electric vehicle), che possono rifornirsi sia alla colonnina che alla pompa di carburante.

Il mercato. Tra le auto a doppio motore le Phev sono quelle meno diffuse, ma anche quelle la cui fetta di mercato segna gli aumenti più significativi. Nei primi otto mesi del 2020, nonostante lemergenza Covid-19, ne sono state immatricolate in Italia 5.473 unità, contro le 2.022 dello stesso periodo del 2019 (+170,7%); nel Vecchio continente, le immatricolazioni sono state 178.250 nei primi sei mesi di questanno, con una crescita del 114,3% rispetto al primo semestre 2019. Un incremento impressionante, dovuto non solo ai generosi incentivi previsti in Italia e negli altri Paesi europei, ma anche a unofferta di modelli sempre più ampia. FCA, per esempio, ha appena lanciato la gamma 4xe di Jeep, seguendo lesempio di altri marchi premium. Non solo: la stessa Ferrari, sebbene con obiettivi diversi, propone tra i bolidi della propria gamma la SF90 Stradale, la prima Rossa alla spina. Di fatto, una rivoluzione.

La storia. Quella delle auto ibride è una tecnologia che sta prendendo piede solo negli ultimi anni; eppure, come nel caso delle elettriche, lidea è tuttaltro che recente. Già nel 1899, infatti, il mondo dei motori assiste alla nascita della Lohner Semper Vivus (visibile nella foto qui sopra): progettata da un giovane Ferry Porsche ai tempi in cui era stato assoldato dallaustriaca Lohner, la vettura si fa notare per i motori elettrici posizionati sui mozzi anteriori, abbinati a un quadricilindrico Daimler da 16 CV. Se già questo può sembrare fantascienza per lepoca, va detto che quella del powertrain ibrido non è la sola innovazione apportata, poiché lauto presenta persino un primordiale sistema di recupero dellenergia in frenata. Per assistere a una vera produzione di serie di unauto a doppio motore bisognerà attendere il 1997: dieci anni dopo lAlfa 33 Ibrida, rimasta solo un prototipo, arriva la fortunata Toyota Prius, una full hybrid, mentre le plug-in arriveranno nel nuovo millennio. Nel 2008 la cinese BYD mette in produzione la berlina F3DM, la prima Phev prodotta in serie, ma sarà la Prius Plug-In del 2012 la prima auto di questo tipo a ottenere risultati di vendita davvero significativi.

Il sistema della Toyota. Come scrivevamo in apertura, le plug-in consentono di viaggiare in modalità elettrica senza lansia da batteria scarica, poiché abbinano motore, propulsore elettrico e batterie ricaricabili dalla rete. Prima di approfondire i tre elementi, dobbiamo soffermarci sulla soluzione ibrida adottata, analoga per full hybrid e plug-in. Quella brevettata dalla Toyota (nellimmagine qui sotto, il powertrain di una Prius Phev) e ceduta anche ad altre Case adotta due motori-generatori, di cui uno collegato allunità termica e laltro alle ruote: il primo dà la carica alla batteria quando il veicolo è spinto dal motore termico, oppure dà lavviamento a questultimo quando necessario; il secondo, invece, spinge le ruote della vettura e si occupa della ricarica in fase di frenata. Una particolarità di tale sistema è la possibilità di fare a meno di frizione e cambio, grazie a un caratteristico ingranaggio che nel funzionamento risulta simile ai cambi Cvt.

Le alternative. Il sistema della Toyota non è il solo: unalternativa oggi disponibile sul mercato è quella basata su uninterposizione del motore elettrico tra lunità termica e il cambio, in genere un automatico classico o un doppia frizione. I due propulsori possono lavorare contemporaneamente o essere separati per la marcia a zero emissioni grazie a un innesto integrato nel motore a batteria. Cè poi il sistema E-Tech della Renault (visibile nella foto qui sotto), già presentato in versione full hybrid sulla Clio e in versione plug-in su Captur e Mégane: dentro il cofano trova alloggiamento il motore di 1.6 litri, al quale sono collegati ununità a emissioni zero di origine Nissan. Questultima provvede allo spunto da fermo e alla propulsione alle basse velocità (o fino a 130 km/h sulle Phev), e ununità secondaria, anchessa elettrica; questultima, che in fase di rilascio si trasforma in un generatore come laltra, avvia il powertrain a benzina portandolo a un regime di rotazione idoneo a innestare la seconda (la prima è riservata alla marcia a emissioni zero) senza alcun contraccolpo. E così via, con i successivi rapporti.

Phev o range extender? Alle tre soluzioni ora richiamate, potrebbe nei prossimi anni aggiungersi una quarta tipologia, che lavora solo in serie: in sostanza, la trazione è affidata al solo motore elettrico, mentre il termico aziona il generatore che fornisce lenergia al sistema e, alle velocità superiori, può dare un ausilio alla propulsione. In questo caso, tuttavia, diventa piuttosto labile, se non inesistente, la differenza con le elettriche dotate di sistema range extender (come quello in passato disponibile per la BMW i3): di fatto, se la batteria può essere ricaricata anche dallesterno, come avviene per le plug-in, qui ci troviamo di fronte a un generatore che estende lautonomia dellunità a emissioni zero.

Il motore termico. Come abbiamo detto, il sistema ibrido affianca una o più unità elettriche al motore termico. A tal proposito, le auto con tecnologia ibrida, di tipo full hybrid o plug-in, adottano in molti casi un propulsore a ciclo Atkinson: unidea del 1882, tornata in auge grazie alla fasatura variabile e, appunto, alle auto con powertrain misto. Se nelle tradizionali unità a ciclo Otto la compressione della miscela aria/carburante presenta una durata pressoché analoga a quella dellespansione dei gas combusti, nei motori a ciclo Atkinson la prima è più breve della seconda. Il risultato è un aumento dellefficienza (tradotto: diminuiscono i consumi) a scapito della potenza, compensata dalla presenza del motore elettrico o della sovralimentazione.

La batteria. Se quanto detto finora vale sia per le auto ibride tradizionali, cioè le full hybrid, che per quelle alla spina, cioè le plug-in, è la batteria lelemento discretivo tra le due tecnologie: le prime adottano infatti accumulatori non ricaricabili da fonti esterne, che consentono al veicolo di muoversi in elettrico al massimo per un paio di chilometri consecutivi, mentre le seconde utilizzano sempre batterie agli ioni litio, con maggiore capacità in termini di kWh. Per esempio, quella dellAudi A6 Avant 55 TFSI E quattro, da noi provata sul numero di settembre, è da 14,1 kWh. Peraltro, come abbiamo scritto nelle pagine della prova su strada, i maggiori benefici dal punto di vista economico si ottengono caricando frequentemente la batteria: solo così si riescono a percorrere fino a un massimo di diverse decine di chilometri (in genere, tra i 30 e i 50 effettivi) in modalità elettrica, abbattendo i costi.

Alla spina. Per mantenere la carica di batterie così grandi, alle ibride plug-in non basta il recupero dellenergia in fase di rilascio, ma è necessaria una fonte esterna. Proprio come avviene per le full electric, è possibile effettuare questoperazione anche da casa (nel box, per esempio), collegando il cavo in dotazione, dotato di control box, a una presa domestica a 230 Volt:  in tal caso, la quantità di energia non è elevata (la ricarica è limitata a 10 Ampere, quindi a 2,3 kW), ma, a differenza delle Ev, che hanno accumulatori ben più grandi, bastano poche ore per una carica completa. Se poi si desiderano tempi più rapidi è possibile collegare la vettura a una wallbox: ne esistono di diversi tipi, offerte dalle stesse Case o dai player dellenergia (come il modello JuiceBox di Enel X) e godono di una detrazione fiscale del 50% o, addirittura, del 110%, laddove installate contestualmente ad altri interventi di efficientamento energetico. Per collegarsi a queste infrastrutture domestiche è necessario un connettore a 7 poli, lo stesso utilizzato per quelle pubbliche. Non solo: diversi modelli di ibride alla spina supportano la ricarica rapida a corrente continua, che necessitano di appositi connettori (CHAdeMO e CCS Combo 2), da collegare alle infrastrutture di tipo fast.

I prezzi. Essendo più sofisticata, quella delle plug-in è una tecnologia più cara dei sistemi full hybrid. Per avere un termine di paragone, la Hyundai Ioniq presenta una differenza di 7.500 euro tra le versioni Hybrid e le Plug-in Hybrid. Peraltro, al contrario delle elettriche, non sono presenti sul mercato ibride alla spina appartenenti al segmento delle citycar e a quello delle utilitarie, il che non permette di avere sul mercato modelli con prezzi dattacco (ben) inferiori ai 30 mila euro come avviene oggi con le piccole Skoda Citigo-e iV e Renault Twingo Electric, le Ev più economiche (entrambe partono da poco più di 22 mila euro). Di fatto, la plug-in più accessibile è la nuova Renault Captur E-Tech, proposta a partire da 32.950 euro. Le ibride alla spina, tuttavia, beneficiano dellecobonus previsto per quei modelli che emettono da 21 a 60 g/km di CO2: lincentivo statale è pari a 4.500 euro in caso di rottamazione, ai quali se ne aggiungono altri 2 mila come contributo obbligatorio del dealer. In assenza di un veicolo di almeno 10 anni da rottamare, lincentivo statale ammonta a 2.500 euro, a fronte di una riduzione obbligatoria di altri 1.000 euro da parte del concessionario. Ricordiamo che il prezzo di listino della vettura non deve superare i 50 mila euro al netto dellIva. Nel computo non vanno inserite lIpt e la messa su strada, ma vanno considerati gli optional.      

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Mercato auto Italia - Continua il calo delle vendite ai professionisti

4 Ruote - Set 30,2020

Anche nel 2019 il mercato italiano dell'auto ha registrato una flessione negli acquisti da parte dei clienti privati con partita Iva. Dopo il risultato negativo del 2018, lo scorso anno le vendite hanno segnato un ulteriore calo del 4,4%, fermandosi a 208.213 unità e facendo passare la quota di mercato dei professionisti dal 19,9 al 19%. L'unico segno positivo è arrivato dal prezzo medio d'acquisto delle vetture, 25.500 euro, il 2,3% in più rispetto all'anno precedente: questo dato, tuttavia, non è riuscito a contenere la contrazione del fatturato generato da questa categoria di clienti, sceso da 5,4 a 5,3 miliardi di euro (-2,2%).

 

Prevalgono diesel e Suv. A guidare la classifica delle motorizzazioni, come da tradizione, sono le vetture a gasolio, scelte dal 44,6% dei titolari di partita Iva (l'11% in meno rispetto all'anno precedente). Seguono le auto a benzina (36,8%, il 13% in meno del 2018), quelle a Gpl (6,7) e quelle a metano (2,8%). Per quanto riguarda le elettrificate i professionisti hanno alzato la media del mercato, scegliendo nell'8,2% dei casi un'ibrida, nello 0,3% una plug-in e nello 0,7% un'elettrica pura. Quattro titolari di partita Iva su dieci hanno scelto una Suv o una crossover (39,8%): al secondo posto della classifica delle carrozzerie ci sono le berline (36,5%), seguite da fuoristrada (13,1%), monovolume (3,7%), station wagon (3,6%), multispazio (2,1%), cabriolet (0,6%) e coupé (0,6%). Nell'89,3% dei casi le vetture sono state acquistate, mentre il restante 10,7% dei clienti ha scelto di utilizzare la formula del leasing.

Le tipologie professionali. Le Imprese individuali guidano la classifica delle categorie di clienti con partita Iva con il 53,3% degli acquisti totali, distaccando di 30 punti percentuali i professionisti (23,3%) e di quasi 40 punti gli agenti di commercio (13,5%): a chiudere la classifica sono gli agricoltori, con il 9,9% delle vendite totali. La quota dei professionisti è divisa fra studi legali (5,2%), commercialisti (3,4%), società di consulenza (2,5%), ingegneri (2,4%), architetti (2,0%), geometri (1,6%) e altri (6,2%).

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Nissan - Avviata la riorganizzazione delle attività su scala globale

4 Ruote - Set 30,2020

Nissan ridisegna la geopolitica delle sue attività. Nellambito del piano industriale Next, che ha avviato profonde trasformazioni in seno alla Casa di Yokohama con un ridimensionamento del portfolio prodotti e dei presidi industriali, è stata infatti sancita anche una razionalizzazione della presenza geografica: da sette scendono a quattro le regioni di riferimento per il mercato del costruttore giapponese: Giappone e Sud-Est asiatico (Asean), America, Cina e la neonata Ameio, composta da Africa, Medio Oriente, India, Europa (Russia compresa) e Oceania.

De Ficchy al timone. Questultima conta oltre 140 mercati e raggruppa 45 modelli in vendita. I cambiamenti organizzativi saranno in vigore dall1 ottobre; alcune funzioni, come quelle di marketing e vendita, continueranno a concentrarsi su aree geografiche specifiche. A guidare la nuova regione sarà Gianluca De Ficchy, attuale presidente di Nissan Europa. "Questo riallineamento ci aiuterà ad essere più competitivi, migliorando la qualità e la velocità delle nostre operazioni e permettendoci di diffondere le ultime tecnologie ai nostri clienti, in modo più coerente e più rapido" ha dichiarato de Ficchy. "La maggiore dimensione geografica, operativa e di business ha spiegato il manager - permetterà di rispondere al meglio alle sfide che stiamo affrontando in tutto il settore automobilistico. Questo comporterà un cambiamento positivo nel modo in cui operiamo e collaboriamo in tutto il mondo, al fine di garantire il successo futuro del business".

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