BMW Vision ALPINA: in arrivo una coupé inedita, il marchio cambia strategia - VIDEO

4 Ruote - Mag 11,2026
BMW ha diffuso i primi video e immagini della Vision BMW ALPINA, che sarà svelata nel weekend del Concorso d'Eleganza di Villa d'Este. Dopo la recente acquisizione del marchio, BMW sta infatti ridefinendo la strategia di ALPINA, scegliendo il prestigioso appuntamento sul Lago di Como per presentare un'anteprima mondiale. Un profilo da granturismo e i primi indiziLe immagini mostrano la sagoma di una coupé sportiva dalle forme sinuose, con un elemento distintivo nel taglio dei gruppi ottici LED. Non emergono indicazioni sulla meccanica, ma le proporzioni richiamano l'attuale Serie 8. Trattandosi di una concept car, le ipotesi restano aperte: considerando che la Serie 8 è a fine carriera commerciale, non è escluso che ALPINA possa ereditarne la piattaforma per una serie speciale esclusiva con motore endotermico. Oltre il tuning: un cambio di approccioRispetto alla tradizione emerge una chiara rottura. ALPINA ha sempre reinterpretato modelli esistenti, mantenendone riconoscibile l'identità. In questo caso, invece, l'obiettivo sembra essere la creazione di un modello inedito, con design identitario e una proposta ancora più esclusiva.
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Grandine, si può attivare una polizza last minute? Ecco le clausole che riducono il rimborso

4 Ruote - Mag 11,2026
La grandinata del 6 maggio nel Bergamasco ha rimesso sotto i riflettori un tema molto concreto: le polizze che proteggono le auto dagli eventi estremi.Dopo episodi così violenti, è facile pensare che basti attivare una copertura per essere al sicuro. In realtà non è sempre così: tra franchigie, scoperti, massimali e clausole, il rimborso può essere molto diverso da quello che ci si aspetta.Ecco allora cosa sapere davvero prima di sottoscrivere una polizza grandine, passo per passo. Polizza grandine: si può fare anche fuori dalla RCASolo la RC Auto annuale è obbligatoria per chi possiede una vettura. Tutte le altre coperture - dalla polizza grandine alla furto e incendio, fino alla Kasko - sono facoltative.L'automobilista può chiedere un preventivo in qualsiasi momento e a qualunque compagnia, sia insieme alla RCA sia in un secondo momento. Da sola o in pacchettoLa garanzia grandine può essere proposta come copertura singola oppure all'interno di pacchetti con Eventi meteo, Atti vandalici o Kasko.Secondo ANIA, in Italia circa 7,6 milioni di veicoli sono coperti da queste formule, che nel 2024 hanno generato 792 milioni di euro di danni risarciti. Grandine: le clausole che possono limitare il rimborso qui che si gioca davvero la partita. Le compagnie sono libere di stabilire prezzi e condizioni, e alcune clausole possono incidere molto sul risultato finale.Franchigia, scoperto e massimale: la franchigia è la parte fissa a carico del cliente, lo scoperto è una percentuale sul danno, il massimale è il tetto massimo rimborsabile.Clausola del maggiore tra i due: ad esempio, scoperto del 10% con minimo di 500 euro. Su un danno da 6.000 euro, il cliente paga 600 euro, non 500.Numero di eventi coperti: alcune polizze rimborsano un solo sinistro all'anno.Rischio territoriale: in zone più esposte aumentano prezzo e penali, mentre il massimale può ridursi.Degrado dei ricambi: su auto non nuove il rimborso può essere inferiore al costo del pezzo nuovo.Limiti geografici: alcune polizze coprono solo i danni avvenuti nella Provincia di residenza.Verifica preventiva: prima dell'attivazione, soprattutto sull'usato, possono essere richieste foto del veicolo.  Clausole: i punti chiave 1) Le compagnie sono libere di determinare i prezzi della polizza Grandine, nonché le clausole contrattuali. Parliamo di franchigia in euro (l'importo che resta a carico del cliente in caso di danno), scoperto in percentuale (idem), massimale: l'importo massimo risarcito dalla compagnia, che può essere una somma in euro o una percentuale sul valore dell'auto al momento del sinistro. Può esserci anche un numero massimale di eventi risarcibili nel corso dell'annualità assicurativa: se è uno solo, il secondo non viene indennizzato.   2) Le compagnie applicano la clausola del maggiore fra i due: per esempio, uno scoperto del 10% con un minimo di 500 euro di franchigia. Se il danno è di 6.000 euro, il cliente paga 600 euro (il 10%), non 500 euro. 3) In generale, maggiore il rischio che l'evento si verifichi, superiore saranno il prezzo della polizza e le penali, e inferiore il massimale. 4) Per auto non nuove, alcune compagnie applicano il concetto di degrado sui pezzi di ricambio: a mo' di esempio, se un fanale del 2020 viene rotto dalla grandine, l'assicurazione potrebbe rimborsare solo una parte del valore del pezzo nuovo. Mentre altre compagnie prevedono un massimale assicurato (somma massima indennizzabile) che varia in misura percentuale in relazione al valore dell'auto. 5) Le polizze possono anche prevedere la copertura solo per sinistri verificatisi nella Provincia di residenza: se il danno avviene in una Provincia diversa, niente rimborso. 6) Molte compagnie, prima di attivare la garanzia Grandine su un'auto usata, richiedono foto del veicolo per evitare che vengano assicurati danni preesistenti. Due casi concreti: quanto paga davvero l'assicurazioneCaso 1: auto da 30 mila euroAuto da 30.000 euro. Polizza da 100 euro annui, franchigia di 500 euro e massimale di 2.500 euro.Danno da 2.000 euro il rimborso è di 1.500 euro, con 500 euro a carico del cliente.Caso 2: auto da 20 mila euroAuto da 20.000 euro. Polizza da 100 euro, franchigia di 200 euro, massimale 2.500 euro e un solo evento coperto.Primo danno da 1.000 euro rimborso di 800 euro.Secondo evento nello stesso anno nessun rimborso. Riparazione e rimborsi: perché non sempre è indifferenteUn altro punto delicato riguarda le modalità di intervento.Alcune compagnie riconoscono rimborsi pieni o quasi se ci si affida a centri specializzati che operano con tecnica levabolli (a freddo), mentre applicano penali nel caso di riparazioni tradizionali in carrozzeria.Su questo aspetto il dibattito è aperto: per evitare sorprese, è fondamentale verificare le condizioni prima di firmare.Quando conviene davvero la polizza grandineLa polizza grandine può avere senso soprattutto per chi possiede auto recenti o di valore medioalto e vive in aree sempre più esposte a eventi estremi.Ma non va considerata una protezione automatica: prima di sottoscriverla è essenziale capire quanto resta davvero scoperto in caso di danno e quali sono i limiti della copertura.
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177 CV e solo 125 esemplari: ecco la Fabia più sportiva di sempre

4 Ruote - Mag 11,2026
Per festeggiare i 125 anni di impegno nel motorsport, Skoda ha annunciato la Fabia Motorsport Edition, serie limitata che verrà prodotta in 125 esemplari, ciascuno dei quali caratterizzato da una placca metallica in abitacolo con la numerazione progressiva della serie. Al momento non sappiamo ancora quando la Fabia Motorsport Edition potrà essere ordinata, in che modalità e a quale prezzo. Si fa notareRispetto alle versioni normali, la Fabia Motorsport Edition si distingue per i paraurti sportivi e per i tanti dettagli in color nero lucido, dal labbro del paraurti anteriore alle calotte degli specchietti, per la griglia d'aria con motivo a nido d'ape e per le minigonne laterali in color carrozzeria. Numerosi i rimandi al mondo delle corse, dalla fascia nera che collega i gruppi ottici posteriori ai tanti adesivi su portiere, cofano, lunotto e montante posteriore, con la grande scritta "125". Di serie le ruote con cerchi da 18" e pinze dei freni rosse. All'interno, oltre alla targhetta identificativa, le differenze con la 130 si limitano al logo Skoda 125 sul volante e ai tappetini esclusivi per questo modello. La Fabia più "cattiva"Il "cuore" della Fabia Motorsport Edition è la versione 130, con il 1.5 TSI evo2 da 130 kW (177 CV) e 250 Nm di coppia, abbinato al cambio DSG a doppia frizione a sette rapporti con taratura specifica (e doppietta in scalata nella modalità Sport). Assetto ribassato di 15 mm, cerchi da 18", tarature specifiche per sterzo e sospensioni: la Fabia più sportiva scatta da ferma a 100 km/h in 7,4 secondi e arriva a toccare i 228 km/h di velocità di punta.
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Skoda Epiq, primi dettagli senza veli: ecco come saranno i fari LED dell'elettrica - VIDEO

4 Ruote - Mag 11,2026
In attesa del debutto, previsto il 19 maggio, Skoda continua a mostrare teaser della Epiq. Dopo aver visto l'auto camuffata alla Milano Design Week e aver scoperto i bozzetti degli interni, emergono ora i primi dettagli senza veli. Le luci diurne LED della nuova EpiqSkoda ha rilasciato un video in anteprima che permette di osservare per la prima volta il nuovo design delle luci diurne a LED. Il tema a T degli elementi frontali evolve il linguaggio stilistico già visto sulla Octavia, mentre al posteriore troviamo gruppi ottici con LED verticali sui lati e una firma orizzontale che si estende sul portellone. Dimensioni, autonomia e prezzi della SUV elettricaLa Epiq, che abbiamo già provato su strada, amplierà verso il basso l'offerta elettrica del marchio. La SUV, lunga 4,17 metri, avrà prezzi di partenza attorno ai 25.000 euro. La piattaforma è la MEB+ del Gruppo Volkswagen, con due opzioni di batteria da 37 kWh e 51,7 kWh netti, per percorrenze dichiarate di 310 e 430 km di autonomia.
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Benzina, con le app si può risparmiare fino al 4%: ma conta quanto ti sposti

4 Ruote - Mag 11,2026
Fino al 4% di differenza sul prezzo della benzina, restando nella stessa area urbana.Con i listini tornati a salire dall'inizio della guerra in Iran, anche pochi centesimi al litro fanno la differenza. Ma quanto incidono davvero in pratica?Per capirlo, domenica 10 maggio abbiamo simulato la ricerca del distributore più conveniente in tre città italiane, utilizzando un'app tra le più diffuse. Il risultato è chiaro: lo scarto può arrivare fino al 4,2% a pochi chilometri di distanza, con effetti più concreti sulla spesa di chi fa rifornimento con regolarità. Il test: stessa auto, due raggi di ricercaL'indagine è stata condotta impostando la ricerca in modalità self service entro un raggio di 1 km e 2 km.Per rendere i dati confrontabili, abbiamo utilizzato sempre la stessa auto, la Fiat Pandina Hybrid, accreditata nei nostri test di un consumo reale di 5,95 l/100 km (16,81 km/l), e una percorrenza di riferimento di 10.000 km annui.Milano: bisogna allargare il raggioNel quadrante nord-ovest della città, in zona via Cenisio, la differenza tra i distributori nel raggio di un chilometro si ferma a circa 5 centesimi al litro, pari a un risparmio del 2,6%. In termini concreti, si tratta di circa 30 euro l'anno, una cifra ancora contenuta.La situazione cambia sensibilmente allargando la ricerca a due chilometri. In questo caso lo scarto sale a 8,2 centesimi al litro, cioè fino al 4,2%, con un vantaggio che arriva a circa 49 euro l'anno. In altre parole, basta poco per trasformare una differenza marginale in un risparmio un po' più tangibile.Roma: differenze anche a breve distanzaNel quadrante nord-est della Capitale, in zona via Nomentana, il quadro appare più stabile. Già entro un chilometro si registrano differenze nell'ordine dei 6 centesimi al litro, pari a circa il 3,1%, con un risparmio annuo di circa 36 euro.Allargando il raggio a due chilometri, la forbice si apre ulteriormente fino a circa 8 centesimi al litro, cioè il 4,1%, con un vantaggio che sfiora i 48 euro l'anno. La maggiore densità di distributori migliora la scelta e le possibilità di risparmio.Napoli: sotto casa cambia pocoSituazione diversa a Napoli, nella zona di Mergellina. Nel raggio di un chilometro i prezzi risultano sostanzialmente allineati: la differenza si ferma a meno di un centesimo al litro, cioè appena lo 0,5%, con un risparmio annuo, decisamente trascurabile, di circa 5 euro. solo ampliando la ricerca a due chilometri che tornano scarti più rilevanti: fino a 5,9 centesimi al litro, pari a circa il 3%, che si traducono in un vantaggio di circa 35 euro l'anno. Anche qui emerge lo stesso schema: nelle aree più costose serve uscire leggermente dal quartiere per trovare tariffe più competitive. Quanto si risparmia davveroNel complesso, il test mostra che la scelta del distributore può incidere fino al 4% sul prezzo finale del carburante. Tradotto su base annua, significa arrivare a 40-50 euro di risparmio per chi percorre circa 10.000 km.Parliamo di cifre che possono sembrare trascurabili, ma che si ripetono a ogni pieno e che possono diventare interessanti per chi fa più km.Detto questo, bisogna considerare le distanze per raggiungere i distributori: abbiamo visto che entro 2 chilometri il risparmio può crescere in modo significativo grazie a una maggiore possibilità di scelta. Tuttavia, con differenze nell'ordine del 4%, oltre questa soglia, soprattutto in ambito urbano, tra traffico e consumo aggiuntivo, il vantaggio tende rapidamente a ridursi e può anche annullarsi. Senza considerare il tempo che, come tutti sanno, è particolarmente prezioso.
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Gruppo Intergea: Cierreffe distribuirà i ricambi auto di Mahindra in Europa

4 Ruote - Mag 11,2026
Cierreffe Spa, azienda del Gruppo Intergea, ha firmato un accordo strategico con Mahindra & Mahindra per la distribuzione e commercializzazione sul mercato europeo dei ricambi originali del brand indiano. I benefici dell'operazioneL'intesa rende Cierreffe il partner per la gestione logistica dei ricambi di Mahindra Automotive in Europa e rappresenta un ulteriore passo nel consolidamento internazionale dell'azienda italiana, che così amplia il proprio portafoglio marchi (solo in Italia opera per conto di oltre 40 brand) e rafforza la propria presenza nel segmento aftermarket europeo.Questo accordo conferma la solidità del nostro modello distributivo e la credibilità del Gruppo Intergea a livello internazionale. Essere scelti da un gruppo globale come Mahindra è motivo di orgoglio: un impegno che affronteremo con responsabilità e determinazione, commenta Aurelio Pagani, presidente e Ceo di Cierreffe. La dimensione internazionale dell'accordo ci consente inoltre di ampliare il nostro perimetro operativo e di consolidare il nostro ruolo di partner strategico per i grandi costruttori.
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BYD Dolphin Surf 2026: il LIDAR entra nel pacchetto Gods Eye, ecco cosa cambia

4 Ruote - Mag 11,2026
Aprono in Cina gli ordini del MY2026 della BYD Dolphin Surf (Seagull in madrepatria) presentata al Salone di Pechino. Le novità della piccola elettrica, in commercio anche in Italia, si concentrano principalmente sulle dotazioni di sicurezza e sull'aumento dell'efficienza, a vantaggio di consumi e autonomia. Arriva anche il LIDARI cambiamenti all'esterno sono limitati a qualche dettaglio, come il disegno dei cerchi di lega e dei LED all'interno dei gruppi ottici posteriori. Più corposi gli aggiornamenti per quanto riguarda la sicurezza, con l'arrivo della suite di aiuti alla guida DiPilot 300, che prevede anche un LIDAR montato alla sommità del parabrezza. Disponibile solo su richiesta, per ora solo per il mercato cinese (non ci sono informazioni ufficiali circa il suo arrivo in Europa) il pacchetto God's Eye B costa circa 12.000 yuan, poco meno di 1.500 euro. Invariata nelle dimensioni (anche il passo resta di 2,5 metri), la nuova BYD Dolphin Surf/Seagull porta al debutto due nuove colorazioni per la carrozzeria, Mango Orange e Mint Green, insieme al nuovo schema colori Oatmeal Rice per gli interni. Lo schermo centrale dell'infotainment cresce leggermente nelle dimensioni, passando da 10" a 12,8" di diagonale. Quella da 500 km arriverà più avantiAl momento la gamma per il mercato cinese prevede una sola motorizzazione, da 55 kW (75 CV) e 135 Nm di coppia, abbinata a due batterie, da 30,1 kWh e da 38,9 kWh, per autonomie rispettivamente - nel ciclo Cltc - di 305 e 405 km. Al Salone di Pechino è stata presentata anche una variante con range di oltre 500 chilometri, che verrà introdotta sul mercato nel corso dell'anno. Prezzi e allestimentiLa nuova Seagull è disponibile sul mercato locale in quattro allestimenti:Vitality Edition 30 kWh: 69.900 yuan (circa 8.700 euro)Freedom Edition 30 kWh: 78,900 yuan (circa 9.800 euro)Zizai Edition 39 kWh: 78,900 yuan (circa 9.800 euro)Flying Edition 39 kWh: 85,900 yuan (circa 10.700 euro)
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Benzina sotto 1,95 euro, diesel ancora giù: i prezzi aggiornati

4 Ruote - Mag 11,2026
Prezzi ancora in discesa per benzina e diesel. Nella consueta rilevazione giornaliera, Staffetta Quotidiana segnala infatti come il gasolio alla pompa sia in calo da oltre un mese e oggi si mantenga poco sopra i due euro al litro, mentre la benzina, dopo la rimodulazione delle accise di inizio maggio, si attesta intorno a 1,93 euro al litro. Un livello che resiste nonostante le quotazioni dei prodotti raffinati siano tornate a salire con una certa forza.In questo quadro, la testata evidenzia la decisione di Q8 di ridurre di tre centesimi al litro i prezzi consigliati del diesel. Le rilevazioniQuesta mattina (11 maggio) la benzina self service sulla rete stradale è a 1,930 euro/litro (-4 millesimi rispetto a venerdì), mentre il gasolio è a 2,007 euro/litro (-18). Il GPL è a 0,815 euro/litro (-2), il metano a 1,568 euro/kg (-1).In autostrada, la benzina self è a 2,000 euro/litro (invariato), il diesel a 2,078 euro/litro (-15), il GPL a 0,921 euro/litro (-4) e il metano a 1,598 euro/kg (invariato).Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati da Staffetta sulla base dei dati comunicati ieri dai gestori all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi vedono la benzina self service a 1,932 euro/litro (compagnie 1,935, pompe bianche 1,927) e il gasolio a 2,011 euro/litro (compagnie 2,012, pompe bianche 2,008).Al servito:benzina a 2,069 euro/litro (compagnie 2,109, pompe bianche 1,995)diesel a 2,151 euro/litro (compagnie 2,191, pompe bianche 2,077)GPL a 0,822 euro/litro (compagnie 0,834, pompe bianche 0,808)metano a 1,568 euro/kg (compagnie 1,569, pompe bianche 1,567)GNL a 1,468 euro/kg (compagnie 1,483 euro/kg, pompe bianche 1,457 euro/kg)Lo spaccato dei marchi mostra Eni a 1,944 euro/litro sulla benzina fai-da-te (2,149 al servito) e 1,997 sul diesel (2,215); IP a 1,936 (2,102) e 2,026 (2,193); Q8 a 1,929 (2,097) e 2,015 (2,191); Tamoil a 1,922 (2,000) e 2,005 (2,091).
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WEC: BMW rompe gli equilibri, Spa accende i dubbi su Le Mans

4 Ruote - Mag 11,2026
BMW ha vinto a Spa. Ma la vera notizia, forse, è che improvvisamente il FIA World Endurance Championship è diventato molto più difficile da interpretare.La storica doppietta della BMW M Hybrid V8 sul circuito di casa del Team WRT resterà inevitabilmente una delle immagini simbolo della 6 Ore di Spa-Francorchamps 2026. Non solo perché BMW ha conquistato la propria prima vittoria assoluta nell'era Hypercar del WEC, ma anche per il modo in cui è arrivata: dominando un weekend che, fino a pochi mesi fa, sembrava appartenere ad altri.Spa, infatti, non ha semplicemente cambiato il vincitore. Ha modificato la percezione stessa delle gerarchie tecniche del campionato.Bastava osservare la griglia pochi minuti prima del via per capire che qualcosa fosse diverso. Le Ferrari ufficiali non occupavano più il centro della scena visiva e tecnica come accaduto spesso nell'ultima stagione. Con BMW davanti a tutti, Peugeot improvvisamente velocissima e persino Genesis Magma Racing nel traffico delle Hypercar più blasonate, la Ferrari 499P appariva meno dominante del solito.Una sensazione rafforzata dalla sorprendente Hyperpole Peugeot #94. Un risultato difficile da ignorare, considerando quanto la vettura francese fosse apparsa in difficoltà solo poche settimane prima a Imola. Evoluzione tecnica? Caratteristiche favorevoli del tracciato? Oppure un mondiale entrato in una fase molto più complessa da leggere dall'esterno?La risposta arriverà probabilmente a Le Mans. Anche perché Spa, come spesso accade nelle Ardenne, ha vissuto tre giorni quasi surreali: giovedì pioggia e nebbia, venerdì clima autunnale, sabato sole pieno e tribune gremite come raramente negli ultimi anni.In questo scenario, la gara ha confermato un equilibrio improvvisamente mutato. BMW ha controllato traffico, strategie e gestione energetica con notevole lucidità davanti al pubblico di casa del Team WRT. Ferrari ha limitato i danni con il podio della #50 di Fuoco, Molina e Nielsen, dopo il ritiro della #51, coinvolta nelle fasi iniziali in un contatto alla Source.La corsa è cambiata definitivamente dopo il violento incidente che ha eliminato la Peugeot #94, centrata dalla Mercedes LMGT3 di Iron Lynx a Malmedy mentre era ancora in piena lotta per le posizioni di vertice. Da quel momento, neutralizzazioni e Safety Car hanno complicato ulteriormente lo sviluppo della gara.Toyota, invece, è rimasta competitiva ma senza mai trasmettere quella sensazione di controllo assoluto che aveva caratterizzato gran parte delle ultime stagioni. Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti lasciati da Spa. Fino a pochi mesi fa il WEC sembrava ruotare attorno alla Ferrari 499P e alla solidità della GR010 Hybrid. Oggi, invece, il campionato appare molto più compatto.Naturalmente Spa resta un circuito particolare, dove meteo, temperature, configurazioni aerodinamiche e gestione energetica possono alterare sensibilmente i valori in campo. Ma è difficile ignorare quanto il comportamento relativo delle Hypercar sia apparso diverso rispetto a quello visto per gran parte dello scorso campionato.Paradossalmente, proprio nel weekend forse più complicato della stagione, Ferrari è comunque riuscita a portare una 499P sul podio.Ed è probabilmente questo il dettaglio che, a un mese dalla 24 Ore di Le Mans, continua a preoccupare tutti più della doppietta BMW.
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Fratelli Giacomel incontra i fleet manager alla pista di Vairano

4 Ruote - Mag 10,2026
Prosegue la consuetudine delle Fleet Experience organizzate da Fratelli Giacomel per i professionisti della mobilità e della gestione delle flotte nella sede dell'ASC di Vairano (PV), l'impianto di Quattroruote dedicato al testing e alla sicurezza dove vengono realizzate anche le prove delle auto pubblicate da Feet&Business. Quest'anno i fleet manager delle due autorevoli organizzazioni della categoria, Top thousand e Top hundred, hanno avuto la possibilità di provare tutti i modelli più recenti del gruppo VW rappresentati dalla concessionaria milanese: Audi, Skoda, Seat e Volkswagen (anche coi veicoli commerciali) nelle aree dedicate al test dei sistemi di assistenza alla guida e, per le Suv più attrezzate per il fuoristrada, sulla pista offroad. I nuovi marchi e le prospettive del noleggioAd accompagnare i modelli del gruppo tedesco, quelli di due marchi da poco aggiunti all'attività di distribuzione di Fratelli Giacomel, entrambi del gruppo molisano DR: Sportequipe e Ich-X. Un'integrazione che Alberto Giacomel, direttore generale dell'azienda lombarda di distribuzione di veicoli, pensa sia l'inizio di un percorso di costruzione di reputazione, fiducia del cliente e valore residuo che può trarre vantaggio dalla partnership con un protagonista forte come Fratelli Giacomel. Già in passato, aggiunge l'imprenditore, abbiamo lavorato per rafforzare il posizionamento di marchi del gruppo Volkswagen pensiamo a Skoda negli anni '90 la cui situazione, oggi, è completamente diversa in termini di valore residuo, apprezzamento e capillarità del servizio. Giacomel ha anche commentato il momento attuale del noleggio a lungo termine, sostenendo che per allargare le proprie quote di mercato questa formula necessita di un ulteriore sforzo di flessibilità a favore del cliente. Un'esperienza diversa al Circolo dell'AutomobileI fleet manager ospiti dell'iniziativa hanno potuto vivere un'esperienza immersiva di sperimentazione della cecità Dialogo nel buio, promossa dall'Istituto dei ciechi di Milano, nei locali della Clubhouse del Circolo dell'Automobile, la community fondata dalla nostra casa editrice per coltivare la passione e lo spirito dei pionieri dell'automobilismo e la tradizione motoristica.  Intelligenza artificiale: l'impulso deve arrivare dai fleet managerIl programma si è concluso con un confronto fra il presidente dell'Osservatorio Top thousand, Maurizio Capogrosso, e Marco Olcelli, responsabile commerciale dell'area b2b di Fratelli Giacomel, sulle implicazioni più profonde dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale nell'attività dei gestori dei parchi aziendali, dei dealer e nelle interazioni fra di loro. Posizioni non sempre coincidenti, come nel caso della gestione dei dati dei driver: preziosi per lo sviluppo dei modelli predittivi e di miglioramento del servizio da parte del concessionario, specie nel caso di un fleet center come il nostro, ha ribadito Olcelli, dove il settore auto aziendali ha raggiunto il 68% dell'immatricolato; da trattare con particolare cautela nel caso del fleet manager secondo Capogrosso ma sostanziale convergenza sull'importanza di familiarizzare con gli strumenti dell'IA. Sulla cui importanza il presidente di Top thousand ha comunque voluto sollecitare i suoi associati: l'impulso all'utilizzo dell'intelligenza artificiale nei nostri processi deve venire da noi, ancor prima che dalle nostre aziende o dai nostri fornitori.
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Toyota Professional con Focaccia Group per lallestimento dei veicoli commerciali

4 Ruote - Mag 09,2026
Toyota Professional accelera sulla diversificazione della gamma puntando sui veicoli allestiti in funzione dell'utilizzo finale, stringendo un accordo con la specialista Focaccia Group che va oltre la semplice fornitura di complementi delle configurazioni di fabbrica come gli interni dei furgoni, o di costruzione ex novo di sovrastrutture su autotelai. I veicoli completi che nasceranno dal Progetto Allestimenti potranno essere ordinati dai clienti attraverso la rete di concessionari della Casa giapponese, e nella maggior parte dei casi la garanzia dell'allestimento coinciderà con quella del veicolo, a dimostrazione del pieno riconoscimento della qualità dei prodotti del fornitore da parte della Casa. Il programma è stato inaugurato con versioni furgone del compatto Proace City, del medio Proace e del grande Proace Max dotate di rivestimento del comparto merci conforme ai requisiti igienici Haccp, per il trasporto di merci come alcuni generi alimentari, costituito da pannelli preformati in Abs, facilmente lavabile e disinfettabile. Prima gli alimenti, poi le personeLa trasformazione è disponibile indifferentemente per i modelli termici o elettrici dei tre furgoni; gli stessi che, dal prossimo giugno, potranno adottare rivestimenti isotermici e gruppi frigo per movimentare merci a temperatura controllata di diverse classi. In autunno seguiranno gli allestimenti per trasporto persone fino a otto oltre al conducente - del Proace Max, intercettando un'evoluzione del mercato che vede sparire alcune versioni combi/minibus delle taglie maggiori con omologazione autovettura M1 realizzate direttamente dai costruttori dei veicoli, come contromisura all'inseverimento delle norme sulle emissioni; e, parallelamente, la nascita di varianti immatricolate come veicoli speciali in virtù dell'adozione di attrezzature che agevolano l'ingresso da parte di persone a mobilità ridotta, come le rampe d'accesso. In programma, sempre per il Proace Max, ci sono le furgonature gran volume sugli autotelai e gli allestimenti crew cab con seconda fila di posti per i furgoni, più una gamma di officine mobili per tutti e tre i modelli. Un mercato grande; anzi, più grandeIl Progetto Allestimenti di Toyota Professional si sviluppa in risposta a una complessità delle applicazioni lavorative, delle relative soluzioni e delle norme che le regolano, tale da rendere difficile quantificare il fenomeno. Se da un lato, sostiene il costruttore giapponese, le cifre ufficiali indicano un mercato dei veicoli commerciali allestiti pari al 30% del totale, l'inclusione degli allestimenti interni per furgoni come le officine mobili, i rivestimenti del pianale o delle fiancate, le scaffalature o l'applicazione più o meno invasiva di accessori porta a una stima dell'80% di mezzi che, anche se usciti completi dalle fabbriche, richiedono ulteriori completamenti per poter svolgere la propria missione. La risposta della Casa giapponese è solo in apparenza simile a quella di altri costruttori. Focaccia Group viene individuato come partner di punta per accompagnare la Toyota nella scoperta della biodiversità di attività, professioni e relative soluzioni di allestimento. La Casa giapponese avvicina l'allestitore a logiche di produzione su scala industriale e alla propria visione di processo, affidandogli anche la realizzazione diretta o la gestione della fornitura di sovrastrutture che estendono la gamma dell'azienda romagnola ben oltre il perimetro di applicazioni e trasformazioni gestiti finora.  In campo anche i servizi finanziari e il noleggio KintoFocaccia Group è noto per gli allestimenti destinati alle forze dell'ordine e ai corpi di soccorso, oltre che al trasporto di persone disabili. Come detto, il riferimento principale per il cliente è il concessionario, che gestisce le fasi di vendita, postvendita e procedurali, compresa l'offerta delle soluzioni di pagamento e servizio dell'ecosistema Toyota. Partendo dai listini dei tre modelli principali e dei relativi allestimenti (i prezzi Iva esclusa del rivestimento Haccp vanno dai 2.800 euro del Proace City a passo corto ai 4.200 euro del Proace Max a passo lungo e tetto rialzato), sono previsti sia il finanziamento Toyota Financial Service o il noleggio a lungo termine Kinto. Per esempio, il Proace City 1.5 D/100 CV corto può essere acquistato con finanziamento a 48 mesi/60.000 km, anticipo di 6.959 euro Iva esclusa e rata mensile di 149 euro; oppure noleggiato per 36 mesi/30.000 km con anticipo di 7.700 euro e canone mensile di 299 euro, sempre Iva esclusa.
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Porsche allarga il riassetto: chiuse divisioni e società, 500 lavoratori coinvolti

4 Ruote - Mag 08,2026
L'amministratore delegato di Porsche, Michael Leiters, amplia la portata del riassetto di Zuffenhausen, con interventi sempre più profondi e strutturali.Dopo l'addio alla Bugatti, le iniziative più recenti riguardano la chiusura di divisioni e società controllate un tempo considerate cruciali per sostenere la transizione verso la mobilità elettrica: il reparto informatico Car-IT e la realtà delle batterie Cellforce. Oltre 500 i lavoratori coinvolti. Cellforce e controllate nel mirinoIl riallineamento strategico, varato prima dell'arrivo di Leiters e basato su una maggiore apertura tecnologica, prevede la chiusura di Cellforce Group GmbH, con sede a Kirchentellinsfurt (Baden-Württemberg) e un esubero di circa 50 dipendenti, per l'assenza di una sufficiente prospettiva di sostenibilità a lungo termine.Sarà liquidata anche Porsche eBike Performance GmbH, nata per sviluppare sistemi di propulsione ad alte prestazioni per e-bike, a causa di un radicale cambiamento delle condizioni di mercato. La chiusura degli stabilimenti di Ottobrunn (Baviera) e Zagabria coinvolgerà circa 360 dipendenti.Infine, verrà dismessa anche Cetitec GmbH, con sede a Pforzheim (Baden-Württemberg) e attiva nello sviluppo di software per la comunicazione dati per Porsche e l'intero gruppo Volkswagen. La decisione riguarda circa 60 dipendenti in Germania e 30 in Croazia.Nel complesso, oltre 500 lavoratori saranno interessati dal piano, giustificato da Leiters con la necessità di rifocalizzare Porsche sulle attività chiave: Dobbiamo concentrarci nuovamente sul nostro core business. Questa è la base imprescindibile per un riallineamento strategico di successo. Ciò ci obbliga a operare tagli dolorosi, anche nelle nostre società controllate. Assorbita la divisione Car-ITIl riassetto prevede anche una riorganizzazione interna, con la riduzione delle divisioni operative da otto a sette. L'area Car-IT sarà integrata nella Ricerca e Sviluppo a partire dal prossimo primo luglio.La decisione comporta anche uno snellimento del consiglio di gestione, con l'uscita del responsabile della divisione, Sajjad Khan.
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MG HS: Hybrid+ o Plug-in? Quale scegliere tra prezzo e consumi reali - VIDEO

4 Ruote - Mag 08,2026
Il mercato delle C-SUV vive oggi una fase di profonda ridefinizione e MG si colloca al centro di questa trasformazione con risultati commerciali rilevanti: oltre 300.000 unità vendute in Europa nel 2025 e ritmi di crescita a doppia cifra. Ecco perché abbiamo analizzato nel dettaglio la HS, proposta in due declinazioni elettrificate che, pur condividendo DNA stilistico e base meccanica, rispondono a esigenze opposte: la Full Hybrid (o Hybrid+) e la Plug-in Hybrid. Tecnologia e motoriSotto il cofano lavora un 1.5 Turbo quattro cilindri a ciclo Miller, con turbina a geometria variabile e pompe acqua e olio elettriche, soluzioni che migliorano l'efficienza termica. Nella versione Hybrid+, il sistema sviluppa 224 CV e 340 Nm, gestiti da un cambio automatico a doppia frizione in bagno d'olio a 7 rapporti.La Plug-in Hybrid arriva invece a 272 CV complessivi grazie a un'architettura con due motori elettrici: oltre al generatore, è presente un'unità di trazione da 135 kW posizionata a valle del cambio, che permette di viaggiare in modalità elettrica per oltre 100 km, supportata da una batteria da 21,4 kWh.Da un lato un approccio pragmatico, dall'altro la possibilità di sfruttare l'elettrico nella quotidianità e il termico nei percorsi più lunghi. Consumi reali: Hybrid+ contro PHEVIl confronto è oggi particolarmente concreto. Con i prezzi della benzina in crescita, l'attenzione si concentra sulle percorrenze reali. I nostri rilevamenti delineano uno scenario chiaro: con una media di 16,83 km/l e picchi di 21 km/l in città, la HS Hybrid+ si conferma ideale per chi non dispone di ricarica domestica.La HS Plug-in Hybrid, invece, può coprire fino a 133 km in città in modalità elettrica, esprimendo il massimo vantaggio quando si ricarica con continuità, soprattutto a casa. In questo caso, i costi di esercizio possono scendere fino a circa 4 euro ogni 100 km.Va però considerato che, con batteria scarica, il maggiore peso penalizza i consumi, che si attestano intorno ai 15,26 km/l. Prezzi e break-even: quale conviene di piùLa scelta tra le due varianti è legata soprattutto al break-even economico e d'uso. Il differenziale di listino è di circa 6.000 euro: la HS Hybrid+ parte da 31.990 euro, mentre la HS Plug-in Hybrid da 37.990 euro.Il pareggio economico della Plug-in si raggiunge indicativamente dopo circa 60.000 km, a condizione di effettuare ricariche regolari. Tuttavia, il quadro può cambiare sensibilmente in base a variabili come formule finanziarie, utilizzo con Partita IVA o presenza di fringe benefit aziendali.
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F1, c'è l'accordo sulle power unit 2027: l'elettrico arretra

4 Ruote - Mag 08,2026
Bastava davvero così poco per ammettere che qualcosa non funzionava. Dopo mesi di gare segnate da piloti che alzano il piede in curva per gestire la batteria, da lift and coast per recuperare energia e da una gestione dell'erogazione che ha trasformato il giro secco in un esercizio di contabilità elettrica, la Formula 1 ha deciso di intervenire sul regolamento prima ancora che si concluda la sua prima stagione. La FIA ha annunciato che le squadre, la FOM e i motoristi hanno raggiunto un accordo di principio per cambiare i rapporti di forza interni alla power unit a partire dal 2027.Niente stravolgimenti: il regolamento 2026 resta in piedi nella sua impalcatura. Cambia, però, il suo cuore filosofico. Il motore a combustione interna tornerà al centro del progetto, mentre la parte elettrica farà un piccolo passo indietro. Il conto è semplice: circa 50 kW in più all'ICE il motore termico, appunto - grazie a un aumento del flusso di carburante, circa 50 kW in meno alla parte elettrica in fase di erogazione.  Cosa cambia, in concretoL'intervento sul flussometro permetterà di usare più carburante per unità di tempo, dando circa 70 cavalli in più reali al motore termico. La conseguenza diretta, però, è che per gestire un flusso superiore servirà un serbatoio più capiente, e questo è esattamente il motivo per cui l'intervento è stato fissato al 2027 e non al prossimo Gran Premio. I costruttori hanno bisogno di tempo le opportune modifiche e il telaio e il packaging della monoposto 2027 deve essere adeguato di conseguenza.Sul fronte opposto, l'ERS perderà circa 50 kW di potenza in deployment. La capacità della batteria resterà invariata, così come la struttura ibrida del sistema. Cambia, in sostanza, quanta energia elettrica può essere riversata sull'asse posteriore: il principio è ridurre la centralità di un sistema che, fino a oggi, ha imposto ai piloti uno stile di guida che pochi hanno gradito e che il pubblico ha faticato a comprendere. Perché si è arrivati a questo puntoIl regolamento 2026 è nato sotto la spinta dei costruttori, convinti cinque anni fa che l'unico modo per restare rilevanti come laboratorio tecnologico fosse spingere sull'elettrificazione fino a una ripartizione 50/50. Una scelta che, sulla carta, sembrava coerente con la traiettoria dell'industria automobilistica.Da qui le scene che hanno caratterizzato i primi Gran Premi del 2026. L'incidente di Oliver Bearman a Suzuka è stato il campanello d'allarme che ha costretto tutti a sedersi al tavolo. I primi correttivi li abbiamo già visti nel weekend di Miami, misure che hanno prodotto un miglioramento della competizione senza creare problemi di sicurezza. Ma erano evidentemente toppe, non soluzioni. La soluzione, semmai, è quella che ora si profila per il 2027. Una correzione tecnica con un sottotesto politicoSarebbe ingenuo leggere questo accordo solo come una limatura tecnica. L'intervento sul rapporto termico-elettrico è il primo segnale concreto che il vento, ai piani alti della Federazione, è davvero cambiato. Pochi giorni fa, raccontavamo le parole del presidente FIA Mohammed Ben Sulayem, che a Miami ha riaperto pubblicamente il dossier dei V8 aspirati per il ciclo regolamentare post-2030. Una mossa politicamente astuta, letta da molti come un tentativo di alzare il livello dello scontro per costringere i costruttori a un compromesso.Quel compromesso, oggi, è già arrivato con questa piccola variazione di rapporto tra termico ed elettrico. Non è il V8, non è la rivoluzione minacciata, ma è la prima volta in cui i costruttori accettano che la direzione iper-elettrificata in cui avevano spinto la Formula 1 era stata calibrata male. Ben Sulayem ha messo sul tavolo lo scenario massimo, l'addio al turbo-ibrido, e ha ottenuto in cambio l'apertura su uno scenario intermedio: meno elettrico, più termico, regolamento 2026 ridiscusso prima ancora di entrare nella sua seconda stagione.L'accordo di principio dovrà ora passare attraverso il voto dei motoristi e la ratifica del World Motor Sport Council. La FIA stessa parla di un percorso che non dovrebbe incontrare ostacoli formali. Ma il vero terreno di confronto non è quello procedurale, ma la direzione di lungo termine. Il 60/40 del 2027 funziona come una mediazione tra chi ha investito sull'ibrido avanzato e chi spinge per un ritorno a soluzioni più semplici e meno costose. un equilibrio precario, costruito su un compromesso che dura quanto la fiducia reciproca tra le parti.
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Auto usate, aprile in calo: avanzano ibride ed elettriche, diesel ancora leader

4 Ruote - Mag 08,2026
Ad aprile, il mercato dell'usato auto registra una flessione dei passaggi di proprietà. Secondo il bollettino "Auto-Trend" dell'ACI, gli scambi di vetture, depurati dalle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale), sono stati 261.436, l'1,5% in meno rispetto ai 265.485 dello stesso mese del 2025. Dunque, ogni 100 autovetture nuove, ad aprile ne sono state vendute 182 usate.Le minivolture, invece, crescono del 3,6% e, con 214.597 contratti, portano il totale del mercato a 476.033 pratiche (+0,7%).Di particolare rilevanza i numeri delle radiazioni dal Pubblico Registro Automobilistico: 96.270 operazioni e un aumento del 3,7%, frutto della crescita delle demolizioni (+7,9%) e della flessione delle esportazioni (-2,2%). Il tasso unitario di sostituzione si attesta a 0,67 ad aprile. Alimentazioni: benzina e dieselSul fronte delle motorizzazioni, nell'usato continuano a prevalere le alimentazioni tradizionali, diesel e benzina, anche se prosegue la crescita delle vetture elettrificate. Le auto ibride a benzina raggiungono ad aprile una quota dell'11,7% dei passaggi di proprietà, con un incremento del 29% su base annua. In aumento, ma ancora limitato, il peso delle auto elettriche: crescono del 47,6%, ma si fermano a una quota dell'1,6%.Nei minipassaggi continuano a dominare le auto diesel, con una quota del 40,8%, in calo rispetto al 43,7% di aprile 2025. Le ibride a benzina salgono al 14,8% delle minivolture (+31,8%), superando le auto a GPL, ferme al 7%. Le minivolture delle elettriche si attestano al 2%, con una crescita del 45,5%. Anzianità: cresce il peso delle auto più vecchieIl bollettino conferma anche ad aprile il progressivo aumento della quota di vetture usate più anziane. Le auto con età compresa tra 20 e 29 anni rappresentano il 16,6% dei passaggi di proprietà al netto delle minivolture, contro il 14,9% di aprile 2025. Le vetture con oltre 30 anni incidono per il 3% del totale, rispetto al 2,7% dello stesso mese dell'anno precedente.
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ID. Polo GTI al Nürburgring: debutto in pista per lelettrica sportiva

4 Ruote - Mag 08,2026
Volkswagen ha scelto la cornice della 24 Ore del Nürburgring per presentare in anteprima al pubblico la ID. Polo GTI. La sportiva a batteria sarà svelata accanto alla Golf R 24Hall'interno delle manifestazioni previste in occasione dei festeggiamenti per i 50 anni dei modelli sportivi GTI. In parallelo saranno impegnati nella gara tre esemplari della Golf GTI Clubsport 24H nelle classi SP3T ed SP4T. La sportiva a batteriaLa ID. Polo GTI, già annunciata in occasione del Salone di Monaco del 2025, affianca la neonata ID. Polo dando vita ad una gamma completa di modelli elettrici offerti a partire da 25.000 euro.La versione sportiva GTI si distingue subito per le carreggiate allargate, per i cerchi di lega specifici e per i paraurti sportivi, ma anche il powertrain avrà una potenza superiore alla ID.Polo da 211 CV: potrebbe trattarsi dell'unità da 226 CV già proposta per la sorella Cupra Raval VZ.
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Auto elettriche, la selezione delle startup: chi è sparito, chi è in bilico e chi ce lha fatta

4 Ruote - Mag 08,2026
Dall'euforia delle auto elettriche e della mobilità a zero emissioni al crollo: ecco la parabola di numerose startup dell'auto nate tra anni 2010 e 2020 e oggi alle prese con difficoltà finanziarie e industriali. l'effetto di un mercato sempre più selettivo, dove sopravvive solo chi dispone di basi solide - produttive e di capitale - e riesce a trasformare l'innovazione in volumi.L'idea anti Tesla e anti Cina non bastaNon che i progetti fossero per forza deboli o privi di visione: spesso, al contrario, l'idea è stata concreta e ambiziosa, anche come alternativa a Tesla e ai costruttori cinesi. Ma molte startup si sono arenate per carenze di capacità produttiva, errori di esecuzione e fragilità finanziaria. ArrivalLa startup britannica ha visto fallire il progetto dei micro-stabilimenti modulari. Dopo l'amministrazione controllata nel Regno Unito nel 2024 e la bancarotta in Lussemburgo, ha liquidato e venduto gli asset, fermando ogni attività a distanza di circa nove anni dalla fondazione. Bollinger MotorsFondata nel 2014 e poi acquisita in larga parte da Mullen Automotive, la startup USA ha incontrato ostacoli nel lancio dei veicoli elettrici commerciali e off-road, riducendo progressivamente le attività nel corso del 2025, fino allo stop. BytonNata in Cina nel 2016, ha rappresentato uno dei primi grandi fallimenti nel tentativo di espandersi tra Asia, Europa e Stati Uniti, con la sospensione delle attività e la bancarotta della divisione principale nel 2023. CanooPartita nel 2017 con progetti ambiziosi per furgoni elettrici e flotte, non è riuscita a trasformare prototipi e accordi in una rampa produttiva sostenibile. Nel gennaio 2025 ha presentato istanza di liquidazione (Chapter 7) e ha cessato le operazioni. Electric Last Mile SolutionsNata nel 2020 con l'obiettivo di produrre furgoni elettrici negli USA, la società è entrata in procedura concorsuale e ha avviato la liquidazione nel 2022. FiskerNel 2024, la startup statunitense ha chiesto la protezione dal fallimento dopo aver puntato su un modello asset-light. Tra ritardi, stop produttivi e problemi di qualità, non è riuscita a raggiungere gli obiettivi. Per molti clienti, la gestione del post-vendita è diventata un nodo critico. Lordstown MotorsLa realtà americana ha cessato la produzione del pick-up elettrico Endurance e ceduto lo stabilimento in Ohio. Oggi opera principalmente nella gestione dei contenziosi. Nikola CorporationQuella che prometteva di essere l'alternativa a Tesla nei veicoli pesanti elettrici ha perso credibilità dopo scandali e contestazioni. Nel febbraio 2025 ha presentato istanza di Chapter 11. ProterraSpecializzata in bus elettrici e batterie, ha fatto ricorso al Chapter 11 nel 2023 e ha avviato la vendita delle attività. In ristrutturazione (ma ancora esistenti)Alcune realtà non sono ancora scomparse, ma nemmeno operative a pieno regime: tra stop produttivi, ricerca di capitali e processi di riorganizzazione, il loro futuro resta incerto. HiPhi (Human Horizons)Il marchio cinese di auto elettriche di lusso ha sospeso produzione e attività nel 2024, avviando una ristrutturazione legata a gravi problemi di liquidità. Neta Auto (Hozon Auto)La startup cinese ha registrato un forte rallentamento tra 2024 e 2025 ed è entrata in una fase di riorganizzazione profonda, tra produzione ferma e ricerca di nuovi investitori. WM Motor (Weltmeister)Una delle startup cinesi più promettenti ha accumulato debiti e perso fiducia, avviando una procedura di ristrutturazione. Karma AutomotiveFondata nel 2014, ha ridimensionato e riorientato i piani industriali, adattando la strategia a costi in aumento e domanda più debole per alcune nicchie premium a zero emissioni. Le sopravvissute (ma non ancora salvate)Tra le poche realtà ancora operative, alcune startup rappresentano un gruppo a parte: producono (o ci provano), ma non hanno ancora raggiunto una vera sostenibilità industriale. Tra perdite elevate, crescita dei volumi ancora insufficiente e continui interventi sui costi, il loro futuro resta legato alla capacità di scalare rapidamente. Faraday FutureDal 2014, la società americana ha attraversato anni di tensioni finanziarie e indagini. Nel 2026 ha presentato una roadmap industriale e una strategia di diversificazione verso intelligenza artificiale e robotica, subordinata al reperimento di nuovi capitali. LucidRilanciata nel 2016, la startup californiana continua a produrre e consegnare veicoli pur in presenza di perdite rilevanti. Nel 2026 ha annunciato la nomina del nuovo CEO, Silvio Napoli, e ha rafforzato la posizione finanziaria. Con la SUV Lucid Gravity, punta ad aumentare i volumi e avvicinarsi alla sostenibilità economica. RivianAncora operativa, la società produttrice di pick-up e SUV elettriche ha attraversato perdite e riduzioni di personale. La collaborazione con Volkswagen Group su software e piattaforme elettroniche rappresenta una leva per ridurre i costi e accelerare lo sviluppo. Chi ce l'ha fattaIn parallelo, alcune startup sono riuscite a trasformarsi in veri costruttori globali: Leapmotor, Li Auto, Nio e XPeng rappresentano oggi i casi più evidenti, grazie a una combinazione di scala industriale, tecnologia e accesso al mercato cinese. Un mestiere difficileNel giro di pochi anni, il mercato delle auto elettriche e della mobilità a zero emissioni ha già fatto una selezione durissima: tra decine di startup nate sull'onda dell'entusiasmo, la maggior parte non è riuscita a superare la fase industriale.Tra fallimenti, ristrutturazioni e tentativi di rilancio, emerge un quadro chiaro: progettare un'auto innovativa non basta, servono capitale, capacità produttiva e scala per restare sul mercato. qui che molte realtà si sono fermate.
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Quattroruote al Sole: le nostre prove su strada arrivano in TV

4 Ruote - Mag 08,2026
C'è un nuovo spazio televisivo che porta sul piccolo schermo quello che, da sempre, è il patrimonio di Quattroruote: le prove su strada, i test rigorosi e il racconto concreto dell'auto di oggi. Si chiama Quattroruote al Sole ed è il programma nato insieme a Il Sole 24 Ore, in onda su IlSole24OreTV (canale 246 del digitale terrestre) ogni lunedì alle 21:15.  Quattroruote al Sole, un passo importante anche per IlSole24OreTV che amplia così l'offerta di produzioni sviluppate con partner di riferimento dell'automotive, è un'estensione del lavoro della redazione di Quattroruote che già potete seguire sul nostro sito web, sui social come Instagram e sul nostro canale YouTube: un viaggio fatto di verifiche sul campo e osservazioni senza filtri. Al centro le auto, con le loro caratteristiche, peculiarità e, ovviamente, anche difetti.Ogni puntata ruota attorno alle prove su strada e in pista, tratto distintivo di Quattroruote da 70 anni, affiancate da inchieste e reportage per chi guida ogni giorno. Ne nasce un racconto diretto: dati ed esperienza restano i criteri per leggere l'evoluzione della mobilità. La struttura è essenziale: apertura giornalistica e quattro blocchi tematici su tipologie di auto e contesti d'uso, con focus su prestazioni, comportamento su strada ed esperienza di guida.Alla conduzione c'è Marco Pascali, vicedirettore, affiancato dai giornalisti e dai volti della produzione digitale. Lo stesso metodo della redazione portato in TV.Insomma, Quattroruote al Sole è uno strumento in più per orientarsi tra test rigorosi, dati certificati e racconti sul campo: l'appuntamento, come detto, è ogni lunedì alle 21:15 sul canale 246 del digitale terrestre.
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Filtri UFI: linnovazione corre veloce tra F1 e strada

4 Ruote - Mag 08,2026
Innovazione futura illimitata: il tema dell'evento stampa organizzato stamane da UFI a Milano è racchiuso nell'acronimo Unlimited Future Innovation. Siamo un'azienda leader globale nelle soluzioni di filtrazione e gestione termica, nonché nelle tecnologie per l'idrogeno verde, presente nel Campionato mondiale di Formula 1 con la fornitura di sistemi avanzati di filtrazione a tutti gli 11 team che partecipano alla stagione 2026, ha detto in apertura il presidente Giorgio Girondi. Un riconoscimento prestigioso per tecnologie progettate, sviluppate e interamente realizzate nel nostro stabilimento di Marcaria, nel Mantovano. Le due famiglieSono due le tipologie di sistemi di filtrazione, a seconda dell'area tecnica della monoposto in cui operano: motore e telaio (circuiti di raffreddamento e idraulici). Sulla griglia di partenza di ogni Gran Premio di F1 sono presenti almeno 110 filtri UFI, per un totale di oltre 6.000 unità nel corso della stagione.UFI utilizza materiali avanzati: alluminio Ergal, acciaio inox e titanio per i supporti, mentre per i media filtranti la scelta è dettata dalle esigenze dell'impiego, ha sottolineato Girondi. Questi ultimi si basano su tre famiglie di materiali: fibra di vetro, fibre polimeriche e acciaio sinterizzato. Gli incollaggi, infine, sfruttano adesivi sviluppati originariamente per applicazioni aeronautiche. Dal motorsport all'automotive. E ritornoLa società sviluppa metodologie preziose per migliorare processi e fasi di assemblaggio nei siti industriali, destinati alla produzione di serie per l'automotive. Il trasferimento di competenze tra automotive e motorsport è però bidirezionale: il know-how maturato sui veicoli di serie suggerisce soluzioni efficaci anche nelle condizioni estreme delle competizioni.Un esempio? Le fibre sintetiche oggi utilizzate da UFI per i filtri olio e benzina della F1, nate non per le competizioni ma per applicazioni automotive, spiega il presidente. A 360 gradi Fondata nel 1971, questa eccellenza italiana impiega 4.300 professionisti in 21 Paesi, con 22 siti produttivi e 57 uffici commerciali, servendo i settori della mobilità, del motorsport, aerospaziale e navale, industriale ed energetico a livello globale.L'azienda fornisce soluzioni anche ad altre categorie del motorsport, adattandole ai diversi livelli di complessità: Formula 2, Formula 3, IndyCar Series, WEC, IMSA, DTM e vari Challenge. I filtri UFI sono impiegati anche sui mezzi pesanti della Dakar e nel mondo delle due ruote (MotoGP, Moto2, Moto3).Con supporto ai team 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, inclusi test post-gara, ciò che ci spinge è la grande passione per il nostro lavoro.
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Fenomeno Roadster, 1.080 CV a cielo aperto: la nuova Lamborghini da 5 milioni

4 Ruote - Mag 08,2026
Era il 1968 quando Lamborghini creò la prima few-off, la Miura Roadster. Oggi, a distanza di 58 anni, la magia si ripete con la Fenomeno Roadster. In mezzo, una tradizione fatta di capolavori come la Reventón, la Veneno, la Centenario e la Sián, fino alla recente Fenomeno in versione chiusa. In un certo senso, però, il cerchio si chiude. A cominciare dal colore: l'azzurro della carrozzeria richiama proprio quello della Miura del '68. 1.080 CV a cielo apertoUna few-off Lamborghini nasce per condensare tutto ciò che il Toro è in grado di portare su strada, in termini di tecnologia e non solo. Il cuore è il monumentale V12 aspirato da 6.5 litri, capace di 835 CV a 9.250 giri e 725 Nm a 6.750. A supporto lavorano tre motori elettrici - due anteriori e uno posteriore integrato nel cambio a doppia frizione a 8 rapporti.Il risultato è un powertrain ibrido ad alte prestazioni da 1.080 CV complessivi: lo 0-100 km/h è coperto in 2,4 secondi, lo 0-200 in 6,8, mentre la velocità massima supera i 340 km/h. Struttura e peso sotto controlloIl telaio è una vasca in fibra di carbonio monofusoliera, sviluppata con tecnologie derivate dall'aerospazio, le stesse adottate per la Revuelto. Non mancano rinforzi specifici su parabrezza e rollbar integrato, oltre a nuovi telai ausiliari anteriore e posteriore, fondamentali per garantire una rigidità strutturale paragonabile alla Fenomeno Coupé.L'incremento di peso rispetto alla versione chiusa è limitato a circa 10 kg, per un totale di 1.780 kg a secco. Anche l'aerodinamica è stata completamente rivista: il sistema genera lo stesso livello di downforce della coupé, con soluzioni dedicate per ridurre le turbolenze in abitacolo e assicurare il corretto raffreddamento del V12, in assenza dell'S-Duct. Regolazioni di finoPer gestire 1.080 CV servono componenti adeguati. I freni, disponibili anche in versione carboceramica, sono progettati per la massima efficacia, mentre gli ammortizzatori, derivati dal mondo racing, sono completamente regolabili.Specifici anche i pneumatici, sviluppati da Bridgestone: oltre ai Potenza Sport di serie - disponibili anche Runflat - sono previsti pneumatici semi-slick omologati per uso stradale, pensati per chi vuole sfruttare il potenziale in pista. Personalizzazione senza limitiL'abitacolo è dominato da fibra di carbonio, tessuto Corsatex by Dinamica e comandi ispirati all'aeronautica. I sedili sono modellati per offrire massimo contenimento e confort, anche nella guida più estrema.Le possibilità di personalizzazione sono virtualmente infinite: ogni Fenomeno Roadster sarà unica. Lo sviluppo stradale si concluderà entro poco più di un anno, prima della consegna ai 15 fortunatissimi clienti. Tutti gli esemplari, da circa 5 milioni di euro ciascuno, sono già stati assegnati.
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