Fiat 500 Hybrid, i consumi reali del Centro Prove Quattroruote

4 Ruote - Lug 10,2026
La nuova Fiat 500 Hybrid è pressoché identica alla gemella a batteria (e, come lei, esce dalle linee dello stabilimento di Mirafiori): fuori, a distinguerla c'è solo il paraurti anteriore, con una sottile presa d'aria per raffreddare il motore termico. Dentro arrivano la leva del cambio manuale e il pedale della frizione. Lunga 363 centimetri, la 500 Hybrid è fatta su misura per muoversi in città: meglio se da soli, o al massimo in due: i posti davanti sono spaziosi, mentre quelli dietro sono i più sacrificati, per l'accessibilità e lo spazio in generale, comunque superiore a quello del modello precedente. Riuscita la plancia, bella da vedere e pratica da usare, con una distribuzione razionale dei comandi (tanti quelli fisici). Resta sempre piccolo il bagagliaio: nelle rilevazioni del Centro prove la capacità complessiva è di 174 litri. Fiat 500 Hybrid: il motore Partendo dalla piattaforma della 500e, i tecnici Fiat sono riusciti ad alloggiare il tre cilindri 1.0 Firefly aspirato da 65 CV con il sistema mild hybrid. Che è rimasto lo stesso: un motogeneratore a cinghia, alimentato da una batteria a 12 V, che per qualche istante supporta il termico con 3,6 kW. Rispetto alla 500 precedente si perdono 5 CV, per i più stringenti limiti di omologazione Euro 6bis. Non è un'auto brillante, ma nello scatto breve il tre cilindri mostra una discreta brillantezza, prendendo bene i giri, grazie anche al cambio piacevole da manovrare e alla frizione leggera. I limiti della 500 Hybrid emergono quando si esce dal suo terreno d'elezione: in autostrada o sulle strade collinare, per esempio, dove il motore ha il "fiato corto" e occorre mettere spesso mano al cambio. Fiat 500 Hybrid: i consumi reali *Prezzo della benzina al 09/07/2026: 1,855 /litroNella Prova su strada, pubblicata su Quattroruote di febbraio 2026, la Fiat 500 Hybrid ha ottenuto solo 3,5 stelle su 5 alla voce consumi: le percorrenze medie sono calate dai 18,2 km/litro della 500 precedente ai 16 rilevati per questo modello. Un calo dovuto alla minor potenza del motore, e al fatto che l'auto è un po' più pesante (56 kg), perché più grande ed equipaggiata con sistemi di sicurezza più avanzati.  Fiat 500 Hybrid: gamma e allestimenti La Fiat 500 Hybrid è disponibile in tre varianti di carrozzeria: berlina, cabrio (col tetto in tela) e 3+1, con una piccola porta extra dietro quella del passeggero. L'allestimento d'attacco Pop prevede cerchi d'acciaio da 15", fari posteriori a Led, quadro strumenti digitale da 7" e supporto per lo smartphone. La versione Icon aggiunge i cerchi di lega da 16", il climatizzatore automatico e l'infotainment da 10,25" con Apple CarPlay e Android Auto wireless. La serie speciale Torino, disponibile nelle colorazioni Yellow Gold e Ocean Green, si distingue per il badge con la Mole Antonelliana e i sedili con il logo Fabbrica Italiana Automobili Torino. La versione più ricca La Prima aggiunge cerchi da 17", vetri posteriori oscurati e tetto in vetro con tendina parasole; dentro c'è la ricarica wireless, la telecamera di parcheggio, il sedile posteriore sdoppiato 50/50 e quelli anteriori riscaldabili. Fiat 500 Hybrid: i prezzi Fiat 500 Hybrid Pop: 19.900 euroFiat 500 Hybrid Torino: 20.900 euroFiat 500 Hybrid Icon: 21.650 euroFiat 500 Hybrid La Prima: 24.650 euroFiat 500 Hybrid Pop Cabrio: 22.900 euroFiat 500 Hybrid Icon Cabrio: 24.650 euroFiat 500 Hybrid Dolcevita: 25.200 euroFiat 500 Hybrid La Prima Cabrio: 27.650 euroFiat 500 Hybrid Pop 3+1: 21.400 euroFiat 500 Hybrid Icon 3+1: 23.150 euroFiat 500 Hybrid La Prima 3+1: 26.150 euro Consumi reali, tutte le nostre prove autoDacia Duster Hybrid 155Toyota Aygo X 115 HybridFiat 500 Hybrid
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Largo alla nuova AMG CLA 45 4MATIC+: tre motori da 680 CV, 0-100 in 2,7 secondi e sedili che "fanno ballare"

4 Ruote - Lug 10,2026
Mercedes-AMG ha presentato la CLA 45 4Matic+, sportiva elettrica derivata della CLA, già Auto dell'Anno 2026 e, come quest'ultima, disponibile con carrozzeria coupé e Shooting Brake. Il powertrain, ereditato dalla AMG GT Coupé 4 porte, prevede tre motori elettrici, di cui due sull'asse posteriore, per una potenza complessiva di 500 kW (680 CV). Con la batteria da 94 kWh netti percorre da 640 a 670 km. Sguardo AMG La AMG 45 4Matic+ si riconosce dalla griglia specifica dei modelli di Affalterbach, con i dieci listelli verticali (in cromo lucido o scuro) e la stella Mercedes al centro. Diversamente dalle altre versioni, la sportiva abbandona la fascia luminosa che collega i gruppi ottici, disponibile solo su richiesta. Tanti i dettagli aerodinamici, dallo splitter alle air curtain anteriori, carreggiate allargate, diffusore a sei pinne e spoiler posteriore attivo. Di serie cerchi da 19" con pneumatici 245/40 all'anteriore e 265/40 al posteriore (su richiesta da 20", con ruote da 255/35 e 275/35). Sui sedili si "balla" L'abitacolo è configurato, sia sulla berlina che sulla wagon, solo con quattro posti: nella seconda fila di sedili c'è un bracciolo centrale al posto della quinta seduta. Le sedute, che si possono avere con poggiatesta integrati e funzione memory, hanno cuciture rosse a contrasto. Immancabili il volante AMG Performance con i pulsanti configurabili nella parte bassa per l'aerodinamica attiva e le modalità di guida sportive, così come la pedaliera in acciaio inox con inserti in gomma. Di serie i "seat shaker" che trasmettono vibrazioni sui sedili anteriori, studiate per imitare quelle che arrivano da un motore termico. La componente tecnologica arriva direttamente dalle CLA di serie, con i tre grandi schermi che occupano l'intera plancia e l'infotainment gestito dal sistema Mbux di quarta generazione con sistema operativo MB.OS, che integra ChatGPT, Bing e Gemini. Prestazioni da vera sportiva La CLA 45 4Matic+ monta tre propulsori elettrici, uno all'anteriore e due al posteriore, integrati in nella High Performance Electric Drive Unit: alle basse velocità, per ridurre le perdite da trascinamento, il motore anteriore viene disinserito e l'auto diventa una posteriore pura. La potenza di picco è di 500 kW (680 CV), con una coppia massima di 1.759 Nm. Le AMG scattano da ferme a 100 km/h in 2,7 secondi e raggiungono la velocità massima, limitata elettronicamente, di 250 km/h (270 con il pacchetto AMG Dynamic Plus). Il sound generator di bordo ricrea il suono di un quattro cilindri AMG ottenuto da quasi duemila registrazioni audio prese da una A 45 S. Simula anche le cambiate Oltre alla gestione indipendente delle unità elettriche, la trazione integrale AMG Performance 4Matic+ offre il torque vectoring tra le due ruote posteriori. L'assetto AMG Ride Control abbina molle in acciaio e smorzamento adattivo a tre vie, con sospensioni anteriori a tre bracci e posteriori multilink. Sette le modalità di guida, tra cui la AMGForce S+, che oltre alle vibrazioni dei sedili aggiunge cambi marcia simulati sui paddle e nell'erogazione. Il pacchetto software AMG Track Pace permette di registrare e analizzare la telemetria di bordo, con circuiti precaricati come quelli del Nürburgring e di Spa-Francorchamps. La batteria agli ioni di litio ha una capacità netta di 94 kWh, per un'autonomia di 670 km (coupé) e di 640 km (Shooting Brake). L'architettura a 800 Volt permette di ricaricare in corrente continua con potenze fino a 330 kW, per passare dal 10 all'80% in 22 minuti.
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Cina, nuovo record mensile per l'export: più di 1 milione di veicoli spediti all'estero

4 Ruote - Lug 10,2026
L'industria dell'auto cinese raggiunge un nuovo record storico. A giugno, secondo i dati della China Association of Automobile Manufacturers (Caam), le esportazioni hanno superato per la prima volta la soglia del milione di unità.In particolare, sono stati esportati 1,037 milioni di mezzi, per un aumento dell'11,6% rispetto a maggio e di ben il 75,1% rispetto allo stesso mese del 2025. La spinta di elettriche e ibride Il primo semestre ha pertanto visto la Cina spedire al di fuori dei suoi confini 5,096 milioni di veicoli, il 65,3% in più rispetto al pari periodo dell'anno scorso. L'andamento delle performance è legato anche agli sviluppi sul mercato interno: la concorrenza sempre più intensa (su alcuni segmenti è ormai spietata e insostenibile) sta spingendo le aziende di maggior dimensioni a cercare all'estero una valvola di sfogo a una sovraccapacità produttiva ormai cronica (secondo alcune analisi il tasso di utilizzo non supera il 50%, peggio di quanto sta avvenendo in Europa). Non a caso il trend delle esportazioni sta superando, e non di poco, le aspettative dell'associazione. A inizio anno, infatti, la Caam aveva previsto 7,4 milioni di veicoli esportati e una crescita di appena il 4,3%. Al ritmo attuale, invece, l'export potrebbe anche superare la soglia dei 10 milioni. Tra l'altro, la stessa associazione segnala un significativo "cambiamento strutturale" nella suddivisione delle esportazioni. Per la prima volta i veicoli a nuova energia (Nev), ossia elettriche, ibride plug-in, auto a idrogeno e carburanti alternativi, hanno rappresentato oltre il 50% delle spedizioni. Solo a giugno, ne sono stati esportati 523 mila, con una crescita di 1,6 volte rispetto a un anno fa. Il primo semestre, invece, ha visto l'esportazione di 2,355 milioni di Nev, 1,2 volte in più rispetto al livello raggiunto nei primi sei mesi del 2025 e il 46,2% del totale.  I nuovi obiettivi di Pechino Sempre sul fronte delle Nev, è arrivata da Pechino un importante novità sugli obiettivi delle autorità nazionali. Il Consiglio di Stato, ossia il governo, ha pubblicato il "Piano d'azione per il picco delle emissioni di carbonio del 15esimo piano quinquennale", con un aggiornamento della tabella di marcia per raggiungere precisi target sul fronte della transizione energetica. In sostanza, è stato fissato un nuovo traguardo: entro il 2030, il 30% del parco circolante dovrà essere composto da veicoli a nuova energia. Dunque, nel giro di neanche cinque anni il loro peso dovrà più che raddoppiare entro cinque anni. Infatti, secondo i dati del Ministero della Pubblica Sicurezza, alla fine del 2025 i Nev erano pari al 12,01% dell'intero parco, ossia 43,97 milioni. Di questi, il 68,74% era rappresentato da i veicoli a batteria (30,22 milioni). 
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Volkswagen taglia modelli e capacità: nessuna chiusura e niente esuberi (per ora)

4 Ruote - Lug 09,2026
Al termine di una giornata convulsa, i vertici del gruppo Volkswagen hanno risposto alle richieste di chiarezza avanzate dai sindacalisti per sgombrare il campo da una ridda di indiscrezioni su un nuovo piano "lacrime e sangue" caratterizzato da massici tagli alla forza lavoro e da diverse chiusure di impianti in Germania.Nel lungo comunicato diffuso in seguito all'incontro tra il management e il consiglio di sorveglianza figurano numerose misure di efficientamento, ma non si fa alcuna menzione di possibili esuberi per migliaia di lavoratori o della dismissione di impianti. Al contrario, le iniziative più importanti riguardano la gamma prodotto e la capacità produttiva. L'impressione è che per ora non si siano voluti comunicare molti dei dettagli del piano anticipati dalla stampa per non alimentare tensioni con i sindacati e i politici tedeschi. Le ragioni del piano Il pacchetto di misure, finalizzato a "rendere l'azienda ancora più resiliente, efficiente e agile", è composto da 12 iniziative e si basa sui progressi raggiunti negli ultimi anni. A tal proposito, i vertici spiegano che "gli obiettivi chiave in termini di prodotti, tecnologie e regioni sono stati raggiunti, in alcuni casi anche in anticipo rispetto alle previsioni", e "nonostante le enormi difficoltà geopolitiche e finanziarie esterne, che sono state in gran parte compensate".Tuttavia, il "drastico" cambiamento del contesto operativo globale (i vertici citano le tensioni geopolitiche, l'aumento dei costi dovuto principalmente ai dazi doganali, i crescenti requisiti normativi e l'intensificazione della concorrenza) rendono necessari nuovi interventi per rendere il gruppo immune dalle influenze esterne.  Gamma dimezzata Una delle iniziative più importanti riguarda la gamma prodotto, che "verrà gradualmente semplificata fino al 50% e concentrata sui segmenti di mercato più attraenti". Inoltre, la "complessità dell'offerta, per esempio il numero di opzioni di equipaggiamento disponibili, sarà ridotta fino al 75%". In tal caso, l'obiettivo è concentrare investimenti e risorse su prodotti e tecnologie che offrono "il maggior valore aggiunto per i clienti e il maggiore contributo al valore del Gruppo". Tre milioni di volumi in meno Una seconda iniziativa interessa piattaforme, architetture elettroniche e software. Il fine è "armonizzare" tutte le tecnologie "per soddisfare le esigenze dell'emisfero occidentale e di quello orientale", "realizzare sinergie a livello di Gruppo in modo più efficace", eliminare sovrapposizioni e duplicazioni e concentrare l'attenzione su "tecnologie competitive con un elevato potenziale di scalabilità e chiari vantaggi per il cliente".C'è poi un chiaro intervento sulla capacità produttiva. Il gruppo non parla di chiusure di impianti, ma si limita a ribadire la necessità di allineare la "propria rete produttiva al mutato contesto di mercato e alla concorrenza fortemente intensificata". A tal fine, l'obiettivo per tutti i marchi è dotarsi di una capacità coerente con la domanda e pari a "circa 9 milioni di unità", tre milioni rispetto ai 12 milioni pre-Covid. Tuttavia, il gruppo ha già tagliato due milioni di volumi. Pertanto, il milione aggiuntivo sarà raggiunto tramite "ulteriori interventi" in Cina e in Europa. Per ora non si hnanno ulteriori dettagli. Vengono poi confermati interventi per una maggiore efficienza delle funzioni di sviluppo e indirette: "La digitalizzazione, l'intelligenza artificiale e i servizi condivisi contribuiranno ad aumentare la produttività e la velocità. Strutture gestionali più snelle stanno semplificando i processi decisionali". Focus sul core business dell'auto Infine, viene confermato l'obiettivo di "concentrarsi sul core business del settore automobilistico", anche se non vengono fornite conferme sulle indiscrezioni degli ultimi giorni su possibili valorizzazioni di asset come la Ducati o la cessione di partecipazioni in altri ambiti (si è vociferato della vendita di diverse quote in club calcistici tedeschi come il Bayern di Monaco). Una cosa è certa: come ha dimostrato la recente cessione di Everllence, "ilportafoglio azionario e di investimenti" verrà "allineato al contributo strategico, al rendimento e all'impegno di capitale, con l'obiettivo di raggiungere una maggiore focalizzazione, una minore complessità e una maggiore flessibilità finanziaria". L'ottimismo di Blume Nel comunicato non manca un esercizio di ottimismo da parte dell'amministratore delegato Oliver Blume. Il nostro obiettivo è chiaro: entro il 2030 renderemo il Gruppo Volkswagen l'azienda automobilistica più attraente al mondo, con marchi iconici, prodotti innovativi, tecnologie all'avanguardia, risultati finanziari solidi, performance affidabili sui mercati dei capitali e un forte spirito di squadra". "Con il nostro piano per il futuro, stiamo entrando nella prossima fase di trasformazione, con le nostre sole forze. Stiamo rendendo il Gruppo Volkswagen più veloce, più resiliente e più competitivo: attraverso una minore complessità, tecnologie mirate, un allineamento ancora più forte di prodotti, sviluppo e produzione con i mercati regionali, la riduzione delle sovraccapacità, un portafoglio azionario snello e strutture significativamente più agili. In questo modo, creiamo le condizioni per un successo duraturo, anche in un contesto sempre più esigente", ha concluso Blume. Nonostante i progressi compiuti, le riduzioni dei costi previste finora nell'ambito dei programmi concordati non sono sufficienti nell'attuale contesto economico e geopolitico. Dobbiamo invece riallineare radicalmente il nostro modello di business e conseguire miglioramenti strutturali e sostenibili", ha aggiunto il direttore finanziario Arno Antlitz. "Ciò include il miglioramento della struttura dei costi dei nostri veicoli senza compromettere la qualità del prodotto, una significativa riduzione dei costi generali, un aumento dell'efficienza dei nostri stabilimenti e un'accelerazione dello sviluppo tecnologico e dei processi decisionali. Possiamo raggiungere questo obiettivo solo riducendo sostanzialmente la complessità, sia nel nostro portafoglio prodotti e nelle piattaforme tecnologiche, sia nel numero di unità e nei livelli decisionali. Questi ambiti di intervento sono affrontati nel piano futuro presentato oggi. Un'attuazione rapida e coerente è fondamentale".
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Crisi Volkswagen, ridda di voci su tagli e chiusure: sindacati sul piede di guerra

4 Ruote - Lug 09,2026
La crisi della Volkswagen e le tante indiscrezioni di stampa sul nuovo piano di ristrutturazione dei vertici aziendali stanno accendendo gli animi dei sindacalisti tedeschi, ormai sul piede di guerra e pronti ad alzare le barricate.Diversi rappresentanti dei lavoratori hanno alzato la voce contro la mancanza di chiarezza e l'assenza di notizie ufficiali sulle strategie dell'amministratore delegato Oliver Blume e oggi, già prima della presentazione delle nuove misure di efficientamento al consiglio di sorveglianza e in concomitanza con diverse iniziative di mobilitazione in tutta la Germania (le foto in pagina sono state scattate dai rappresentanti dell'IG Metall in diversi impianti e sedi), hanno messo in chiaro le loro intenzioni bellicose. Tanto più che diverse testate hanno lanciato nuove ipotesi su tagli ancor più pesanti di quanto finora emerso. Tagli senza precedenti Partiamo proprio da queste nuove indiscrezioni. Lo Spiegel ha confermato i rumor di Manager Magazin sulla possibile chiusura di quattro fabbriche tedesche, ma ha aggiunto le tempistiche: Zwickau ed Emden chiuderebbero in cancelli entro cinque anni, Hannover nel 2032 e Neckarsulm nel 2034, il che si tradurrebbe nel taglio di circa 40 mila persone. Il gruppo avrebbe anche in programma una riduzione degli investimenti per circa 50 miliardi di euro (il ciclo di pianificazione per il quinquennio 2027-203 sarebbe sostenuto da 135 miliardi di euro e non più dai 180 miliardi del precedente) e di eliminare altri 50.000 posti di lavoro entro il 2030. A tal proposito, la Bild ha lanciato ulteriori indiscrezioni, secondo cui i tagli potrebbero anche essere più profondi e ampi. Il management, infatti, vorrebbe tagliare 120 mila posti di lavoro, 20 mila in più rispetto a quanto finora anticipato. In particolare, si tratterebbe di tagliare dai 55.000 ai 70.000 dipendenti, che si aggiungerebbero così ai circa 50.000 esuberi già previsti dagli accordi con i rappresentanti dei lavoratori (35 mila in capo a Vw e gli altri 15 mila a carico di Porsche e Audi).La riduzione dovrebbe avvenire principalmente attraverso pensionamenti anticipati, uscite volontarie, scorpori e società di ricollocazione. Inoltre, sarebbe prevista una revisione delle attuali garanzie occupazionali. Sindacati in massima allerta Tra le ipotesi allo studio vi sarebbe anche la riconversione di alcuni siti produttivi ad attività nel settore della difesa, sul modello dello stabilimento di Osnabrück, nonchè una profonda riorganizzazione del gruppo, con lo scorporo delle attività automobilistiche e della divisione componenti in società distinte e la trasformazione della holding Volkswagen in una struttura più snella, con l'obiettivo di accelerare i processi decisionali e ridurre i costi. In tal caso, si ridurrebbe il peso dei rappresentanti dei lavoratori nella governance del gruppo.Questa ipotesi, insieme a quella di una revisione delle attuali garanzie occupazionali, ha però scatenato le ire dei sindacalisti. Chi attacca i lavoratori e la gestione condivisa corre il rischio di scatenare un grande conflitto sociale, ha dichiarato Thorsten Groger, capo negoziatore per l'Ig Metall del contratto collettivo di lavoro. Resisteremo con tutte le nostre forze a qualsiasi attacco agli organici del gruppo Volkswagen e ai nostri stabilimenti. La comunicazione del consiglio di gestione è disastrosa. Lasciare i lavoratori in una situazione di tale incertezza è irresponsabile e vergognoso. I consiglieri più pagati del Paese dovrebbero essere ritenuti responsabili delle proprie parole: esistono soluzioni più intelligenti della chiusura degli stabilimenti, ha aggiunto Groger. Ferma opposizione a qualsiasi chiusura "Se i piani brutali della direzione dovessero concretizzarsi, ci opporremmo con tutte le nostre forze", ha dichiarato Christiane Benner, primo presidente dell'IG Metall, mentre è dura la posizione pure di Daniela Cavallo, presidente del consiglio di fabbrica: I rappresentanti sindacali sono pronti a rimettere al loro posto il Consiglio di gestione se necessario e, insieme ai lavoratori, a ricordargli le loro reali responsabilità.   Chiunque metta in discussione anche solo uno di questi stabilimenti si scontrerà con la ferma resistenza di IG Metall e dei dipendenti. IG Metall, al fianco dei lavoratori, combatterà con tutte le sue forze ogni nuovo piano di riduzione del personale. Non accetteremo la chiusura degli stabilimenti, né in Sassonia né in nessun'altra località della Germania, ha aggiunto Jan Otto, direttore distrettuale di IG Metall per Berlino-Brandeburgo-Sassonia.Otto ha quindi rivolto un appello ai dirigenti: Smettetela di turbare migliaia di persone e le loro famiglie. Mettete fine agli attacchi contro i dipendenti, agli attacchi alla cogestione e al futuro dei nostri stabilimenti. I tagli al personale o addirittura la chiusura di interi impianti non risolvono alcun problema e non conducono l'azienda verso un futuro migliore, anzi, tutt'altro. I dipendenti non sono la causa della crisi; non sono responsabili dei problemi di vendita in Cina o di una strategia di prodotto errata. Assumetevi le vostre responsabilità e garantite prodotti e tecnologie competitivi. questo che assicura il futuro dell'azienda, non la continua eliminazione di sempre più posti di lavoro". 
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544 CV, 90 km in elettrico e telaio a longheroni: la Denza Bao 5 si prepara a sbarcare in Europa

4 Ruote - Lug 09,2026
Dopo la sportiva elettrica Z, Denza (marchio premium di BYD) ha presentato a Goodwood il secondo modello destinato al mercato europeo, la SUV di segmento D Bao 5 con propulsore ibrido plug-in DMO (Dual Mode Off-road), utilizzato anche per il pick-up BYD Shark. "Il segmento dei SUV premium è particolarmente rilevante per i clienti europei", spiega Stella Li da Goodwood, dove è stato presentata la Denza Bao 5. "E siamo convinti che questo modello saprà rispondere alle loro aspettative". Gli ordini per l'Europa apriranno nel corso dell'estate, con le consegne previste nell'ultimo trimestre del 2026. Anche in questo caso, prezzi non ancora annunciati. Linee (e meccanica) da vero fuoristrada Caratterizzata da linee massicce e squadrate, la Denza Bao 5 è lunga 4.888 mm (4.921 la versione Ultimate), larga 1.970 e alta 1.920, e ha un passo di 2.800 mm. La capacità del bagagliaio è di 475 litri, che diventano 1.736 abbassando gli schienali della seconda fila. Lo schema meccanico è quello di un fuoristrada tradizionale, con telaio a longheroni e tre differenziali elettronici autobloccanti. La più ricca versione Ultimate integra anche il sistema di controllo della carrozzeria DiSus-P, che aumenta l'altezza da terra di 90 mm (fino a 310 mm), con angoli di attacco e uscita rispettivamente di 39 e 34. Abitacolo di lusso... La vocazione premium dell'auto appare evidente appena si entra in abitacolo, dove dominano materiali pregiati, rivestimenti in pelle e finiture ricercate. L'impostazione rimane però quella di un fuoristrada, con maniglioni nella console centrale e tanti tasti fisici comodi da azionare. I sedili anteriori sono a regolazione elettrica con massaggio, mentre tutte le sedute possono contare sulla funzione di riscaldamento. Nella console centrale è presente anche un vano refrigerato e riscaldato da 4,5 litri, la cui temperatura (da -6 a 50) può essere gestita tramite la app dell'auto, da cui si controlla anche la chiave digitale, di serie. ... e con tanta tecnologia Tanta la tecnologia a bordo, dal quadro strumenti digitale da 12,3" abbinato a uno schermo centrale da 15,6" per l'infotainment. con Google integrato. Il conducente dispone di un head-up display, mentre il passeggero ha davanti a sé un terzo schermo dedicato. L'impianto audio, firmato Devialet, ha 18 altoparlanti, con diffusori integrati nei poggiatesta. Due le piastre di ricarica a induzione, cinque le porte USB. 544 CV con l'ibrido plug-in 90 km di autonomia in EV Il powertrain ibrido plug-in DMO (Dual Mode Off-road) prevede un quattro cilindri turbobenzina da 1.5 litri e 150 CV, abbinato a due motori elettrici, uno sull'asse anteriore e uno su quello posteriore, con potenze rispettivamente di 200 kW (272 CV) e 285 kW (388 CV). La potenza di sistema è di 544 CV e 760 Nm di coppia: la Bao 5 copre lo 0-100 km/h in 4,8 secondi e raggiunge la velocità massima di 180 km/h, limitata elettronicamente. La batteria Blade integrata nel telaio con la tecnologia Cell-to-Chassis ha una capacità di 31,8 kWh, per un'autonomia in elettrico di 90 km. Con il pieno di benzina e di elettroni, la Bao 5 percorre fino a 835 km. La potenza di ricarica in corrente continua è di 100 kW. Due versioni a listino La Denza Bao 5 sarà disponibile in due allestimenti: la Elegance, con cerchi di lega da 18", pedane laterali, barre portatutto sul tetto e tetto panoramico. All'interno troviamo le sedute e il volante riscaldato (quelle anteriori anche ventilate con massaggio) e luci ambientali personalizzabili. La versione Ultimate aggiunge le sospensioni intelligenti DiSus-P, i cerchi da 20", rivestimenti in pelle Nappa, i sedili posteriori ventilati, la copertura della ruota di scorta sul portellone e lo specchietto retrovisore digitale. La gamma di colori della carrozzeria comprende le tinte Shadow Black, Snowy White, Pinnacle Grey, Wagner Glacier Blue, Dolomite Green e Tarim Polar Gold (che vedete in queste immagini), a cui si aggiunge la tinta opaca Mineral Purple.
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Un abitacolo versatile e modulare: Xiaomi presenta SkyNomad, il suo terzo modello

4 Ruote - Lug 09,2026
Xiaomi alza l'asticella della sue ambizioni in campo automobilistico, ampliando la gamma con un terzo modello. Si chiama SkyNomad, e fa parte di una nuova famiglia di prodotti pensata con finalità completamente diverse da quelle della berlina SU7 e della SUV YU7.Infatti, queste due sono state progettate intorno al conducente e alle sue esigenze, mentre la SkyNomad ha il suo centro di gravità nell'abitacolo, pensato come uno "spazio abitativo che si adatta alle ore del giorno". E difatti, sulla base delle poche immagini finora diffuse, l'ultima creatura del colosso cinese è chiaramente un modello dalle dimensioni generose e dalle forme robuste e squadrate.  Un abitacolo modulare e configurabile Del resto, la stessa Xiaomi pone l'accento sulle caratteristiche distintive dell'abitacolo, quantomeno rispetto a quanto oggi proposto dall'industria automobilistica cinese. "Grandi configurazioni da sei e sette posti e interni ricchi sono ormai comuni", sottolinea l'azienda, aggiungendo, però, che oggi "le priorità degli acquirenti stanno cambiando: sempre più il fattore decisivo non è se l'abitacolo sia grande o i sedili morbidi, ma se gli occupanti si sentano davvero a proprio agio al suo interno"."Questo cambiamento - prosegue Xiaomi - riflette il modo in cui le persone usano effettivamente le loro auto: spostarsi fino a due ore al giorno, riposarsi al posto di guida, lavorare da un'auto parcheggiata, portare la famiglia in un viaggio nel weekend o usare il veicolo come seconda casa durante il campeggio. Per questi proprietari, un'auto funziona non solo come veicolo, ma anche come un'estensione del loro spazio abitativo, in movimento. Questo principio - progettare un'auto costruita intorno a come le persone si sentono davvero al loro interno - è stato il punto di partenza per lo sviluppo di SkyNomad all'inizio del 2023".  Basta guardare alcune foto schematiche per comprendere come l'abitacolo sia stato progettato all'insegna della modularità e della flessibilità: può, insomma, essere configurato in base a molteplici esigenze e finalità.  A breve in Cina (e forse in Europa) La SkyNomad, sviluppata sulla base della nuova architettura Kunlun, sarà lanciata a breve sul mercato cinese, ma da tempo circola l'ipotesi che possa sbarcare l'anno prossimo anche in Europa. Per ora mancano dettagli sulle motorizzazioni: le indiscrezioni della stampa locale parlano di una propulsione elettrica con range extender, con i due motore elettrici dovrebbero assistiti da un turbo da 1.5 litri. Grazie anche a un pacco batterie di grandi dimensioni (si parla di oltre 70 kWh), la nuova Xiaomi dovrebbe garantire un'autonomia fino a 1.500 km: in modalità elettrica ci si aspetta percorrenze tra i 400 e i 500 chilometri. 
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1.604 CV, ricarica in 9 minuti e quattro posti: la Denza Z reinventa le supercar elettriche

4 Ruote - Lug 09,2026
Denza, marchio premium di BYD, ha presentato al Goodwood Festival of Speed la sua prima supercar elettrica, chiamata Z. Quattro le varianti previste: Coupé, Spider, Racing e una Special Edition, che il prossimo autunno si cimenterà nel tentativo di battere il record al Nürburgring.Gli ordini delle prime tre versioni apriranno nel corso dell'estate, con le consegne previste entro la fine dell'anno. Prezzi non annunciati. Tre motori, più di 1.600 CV Il "cuore tecnico" della Denza Z è la piattaforma proprietaria e3 Sports Car Platform, che prevede un powertrain a tre motori, uno all'anteriore e due al posteriore (uno per ruota), con trazione integrale e una potenza combinata di 1.180 kW (1.604 CV) e 1.240 Nm di coppia. La Coupé copre lo 0-100 km/h in 2,25 secondi, lo 0-200 in 6,36 secondi, fino a toccare i i 300 km/h. La Racing, con pneumatici semi-slick (opzionali) scende fino a 1,96 e 6 secondi, e raggiunge i 350 km/h. Lo schema meccanico prevede sospensioni a doppio triangolo all'anteriore e multilink a cinque bracci al posteriore, con sofisticate sospensioni magnetoreologiche DiSus-M, impianto frenante carboceramico con pinze a sei pistoncini anteriori e quattro posteriori, e il sistema Vehicle Motion Control che si occupa di gestire frenata, sospensioni e sterzo. Ricarica completa in meno di 10 minuti La batteria montata a bordo è una Blade 2.0 da 76 kWh, integrata nella scocca con l'architettura Cell-to-Body 2.0: l'autonomia dichiarata nel ciclo Wltp è di 410 km per la Coupé, 400 km per la Spider e 380 km per la Racing. Come la Denza Z9GT, anche questa sportiva supporta la tecnologia di ricarica Flash Charging, capace di una potenza fino a 1.500 kW: la batteria passa dal 10% al 97% in 9 minuti, anche a temperature fino a -30C. Linee filanti e sportive Il design della Denza Z è firmato da Wolfgang Egger, in BYD dal 2016, che descrive la sportiva come una "scultura dinamica della velocità". L'auto è lunga 4.780 mm, larga 1.975 e alta 1.330 (1.350 la Spider), con un passo di 2.780 mm. Molto pronunciati i parafanghi, mentre il frontale integra una presa d'aria centrale con funzioni di raffreddamento e gestione dei flussi d'aria. La Racing, più lunga di 90 mm e larga di 15 mm, ha anche lo splitter anteriore in fibra di carbonio e l'alettone posteriore regolabile su tre posizioni. Interni di lusso (e spaziosi) Rara, per un'auto del genere, la configurazione a quattro posti dell'abitacolo, con gli schienali della seconda fila che possono essere abbattuti per ampliare la capacità del bagagliaio: da 250 a 550 litri (131 - 176 per la Spider).  All'interno troviamo materiali pregiati e finiture di lusso, con tessuti in effetto velluto, dettagli in alluminio e fibra di carbonio. Al quadro strumenti da 8,9" si affianca l'infotainment da 12,8", con l'ecosistema software di Google e impianto audio Devialet con Dolby Atmos. Sul volante ci sono i tasti per richiamare le modalità Track e Boost: quest'ultima aumenta per 20% la coppia disponibile del 30%.
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Stati Uniti, robotaxi bloccano ambulanze e pompieri: software sotto accusa

4 Ruote - Lug 09,2026
I robotaxi vanno in tilt alla vista di luci lampeggianti, razzi di segnalazione, fumo, fuoco e coni stradali: l'allarme arriva dalla Nhtsa, l'agenzia statunitense per la sicurezza stradale. Che ha documentato molteplici casi in cui le auto a guida autonoma hanno pericolosamente interferito con ambulanze e camion dei vigili del fuoco, ostacolando soccorsi e attività d'emergenza. Robotaxi non distinguono situazioni a rischio: quale soluzione?  La Nhtsa ha quindi deciso di pianificare degli incontri con gli sviluppatori dei robotaxi entro fine luglio, con l'obiettivo di sollecitare soluzioni ai bug dei software. Per ora non trapela nessun nome, ma in Texas i media locali riferiscono che a maggio un mezzo della Waymo abbia bloccato una corsia utilizzata dai pompieri per raggiungere un edificio in fiamme. Non è certo la prima volta che i veicoli senza conducenti causano gravi problemi, ma l'incolumità pubblica rimane una priorità assoluta per le autorità americane.
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Polestar, record di vendite nel primo semestre: forte crescita anche in Italia

4 Ruote - Lug 09,2026
Polestar ha chiuso il primo semestre con il suo record storico di vendite: l'azienda svedese ha commercializzato 30.423 vetture (+0,4%), di cui 17.296 nel secondo trimestre (-4%).  Raggiungere vendite record nel primo semestre dell'anno, nonostante le difficoltà normative e le sfide di mercato, rappresenta un risultato significativo. Continuiamo a registrare progressi su tutti i fronti, ottenendo una solida crescita in diversi mercati chiave, in particolare nel Regno Unito, in Germania, in Corea del Sud e nella regione Iberica", ha spiegato l'amministratore delegato Michael Lohsceller. Prosegue inoltre l'espansione della nostra rete di vendita al dettaglio, che oggi conta 235 punti vendita, con una crescita del 39% rispetto allo scorso anno. Restiamo concentrati sulla realizzazione dei nostril obiettivi di business, mentre ci avviciniamo a un'importante fase di lancio di nuovi modelli nei prossimi mesi. A breve inizieremo le prime consegne di Polestar 5, mentre la produzione di Polestar 4 SUV è già iniziata con le prime consegne previste nel corso del quarto trimestre". I risultati in Italia Quanto all'Italia, Polestar ha visto le vendite crescere del 58% rispetto allo stesso periodo del 2025. "Una performance che conferma il crescente interesse dei clienti italiani per la proposta di Polestar e il rafforzamento della presenza del brand sul territorio", spiega l'azienda.Per il direttore generale di Polestar Italia, Elettra Benelli, "la crescita registrata nel primo semestre del 2026 conferma il ruolo sempre più strategico dell'Italia all'interno del percorso di sviluppo di Polestar in Europa. L'incremento del 58% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno riflette la crescente fiducia dei clienti nel nostro brand. Design, tecnologia e sostenibilità sono gli elementi determinanti della crescita di Polestar".
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Dalla Goccia Ruggente del 1957 nasce il futuro stile MG: ecco la D-SUV Cyber

4 Ruote - Lug 09,2026
Si chiama Cyber, un nome che parla di futuro. Così si chiama il prototipo che traccia le linee del design MG per i prossimi anni. elettrica, a va sans dire, e ha una lunghezza stimabile in 470 cm, che la colloca nel segmento delle D-SUV. Le sue forme sinuose coniugano la muscolosità tipica delle SUV con il dinamismo, le prestazioni e l'efficienza nei consumi. Linee familiari A tratti, lo stile ricorda altri modelli a ruote alte ad alte prestazioni come la Ferrari Purosangue o la Xiaomi YU7, ma la verità è che affonda le sue radici in un progetto leggendario del passato. Mi riferisco alla EX181, il leggendario prototipo denominato Roaring Raindrop, la Goccia Ruggente che nel 1957, fra le mani di Stirling Moss, tocco la velocità di ben 395 km/h, anche grazie alle sue forme affusolate. Solo due anni dopo un altro pilota di Formula 1, Phil Hill, superò quel primato raggiungendo i 410 km/h. Proiettata nel futuro La MG Cyber punta su uno stile forte e personale, realizzato dal Design Centre di Londra sotto la guida di Carl Gotham, e anticipa la visione del futuro del brand del gruppo Saic. In questo prototipo, esposto al Goodwood Festival of Speed, gli interni non sono visibili: il team di Gotham ci sta ancora lavorando. Ma ci promettono che saranno accattivanti almeno quanto gli esterni. Nel frattempo, fra i dettagli aerodinamici possiamo apprezzare i montanti C che incorporano dei deviatori di flusso che raccordano l'aria nella parte posteriore, riducendo i vortici che peggiorano il Cx. Interessante anche l'uso di LED per il logo MG anche nelle fiancate, oltre che per il frontale e la coda. ancora presto per parlare di potenze, di prestazioni o di batterie, visto che per trasformare la MG Cyber in un modello di serie serviranno almeno un paio d'anni. Nel frattempo, possiamo però farci un'idea del futuro corso stilistico di MG. E voi che ne dite?
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Confort da SUV premium, ma il tre cilindri convince davvero? La prova della DS N7 Hybrid 145

4 Ruote - Lug 09,2026
La DS manda in pensione la DS 7 e inaugura una nuova fase con la N7. Cresce nelle dimensioni, debutta con una gamma elettrificata e punta ancora più in alto per qualità percepita e confort. Nel primo contatto su strada la Hybrid da 145 CV convince per silenziosità, assetto e finiture, ma il piccolo tre cilindri lascia aperta una riflessione su una vettura che vuole giocare nel campionato delle premium. Prima del motore c'è l'effetto wow Ci sono auto che raccontano subito quello che vogliono essere. La nuova DS N7 ci riesce ancora prima di partire. Apri la portiera, ti accomodi al volante e vieni accolto da un abitacolo che punta tutto sulla raffinatezza. Pelle (vera), Alcantara, inserti in alluminio o legno lavorati a laser, superfici morbide e una cura per i dettagli che ormai rappresenta il marchio di fabbrica della Casa francese. Più che stupire con schermi giganteschi o effetti speciali, la N7 cerca di trasmettere una sensazione di qualità attraverso materiali e lavorazioni. Poi premi il pulsante di avviamento. Ed è qui che arriva il primo contrasto. Sotto il cofano della versione che abbiamo guidato lavora il noto 1.2 turbo tre cilindri mild hybrid da 145 CV, già impiegato su numerosi modelli del gruppo Stellantis. Un propulsore che conosciamo bene e che, inevitabilmente, porta a una domanda: è davvero il motore giusto per una SUV che vuole sedersi al tavolo delle premium? Più elegante, senza rincorrere le mode La N7 raccoglie l'eredità della DS 7 senza rivoluzionarne l'impostazione. Piuttosto, la evolve. La lunghezza sale a 4,66 metri, il passo raggiunge i 2,79 metri e il design abbandona qualche eccesso stilistico del passato per adottare linee più pulite. Il nuovo frontale è dominato dalle sottili Light Blade verticali e dalla calandra illuminata, mentre il lavoro sull'aerodinamica ha permesso di raggiungere un Cx di 0,26, valore interessante per una SUV di queste dimensioni.Anche l'abitacolo cresce in maturità. Le superfici vetrate sono più ampie, il tetto panoramico lascia entrare più luce e il bagagliaio offre fino a 560 litri di capacità. Non cerca effetti scenografici, ma restituisce una sensazione di solidità e cura superiore rispetto al modello che sostituisce. Confort prima di tutto Dopo pochi chilometri è chiaro quale sia la filosofia della N7. Non è un'auto che cerca la guida sportiva, ma una vettura pensata per macinare chilometri nel massimo relax. Le sospensioni filtrano bene le asperità, lo sterzo è ben tarato tra le ragioni della facilità d'uso in città e una certa prontezza tra le curve. Piccola nota a margine, la configurazione a quattro razze a croce lascia un po' spaesati quando si cerca la classica (e corretta) posizione alle "nove e un quarto".L'aspetto che però convince maggiormente è l'insonorizzazione. Il lavoro svolto dai tecnici francesi è evidente. A velocità autostradali arrivano pochissimi fruscii aerodinamici e anche il rumore di rotolamento degli pneumatici è ben filtrato. L'ambiente resta ovattato e trasmette quella sensazione di tranquillità che rappresenta uno dei punti di forza della vettura. Il tre cilindri fa il suo dovere. Ma... Il 1.2 mild hybrid da 145 CV sorprende positivamente per fluidità. L'assistenza elettrica rende piacevoli le partenze, mentre il cambio automatico a doppia frizione privilegia il confort piuttosto che la rapidità delle cambiate. Nella guida rilassata il sistema convince: il cambio lavora bene, è dolce negli innesti e accompagna il motore senza attirare l'attenzione. Solo quando si richiede un'accelerazione più decisa emerge qualche limite: in alcune riprese o nei cambi di ritmo mostra una leggera esitazione prima di selezionare il rapporto corretto. Non è un comportamento che disturba realmente, ma ricorda come la priorità sia sempre il confort. Non tanto per le prestazioni e i consumi favorevoli all'utilizzo quotidiano, quanto per la percezione complessiva. Seduti in un abitacolo così ricercato, il piccolo tre cilindri sembra l'unico elemento che non riesce a trasmettere quella stessa sensazione di esclusività che invece emerge dal resto della vettura. L'elettrica sembra la scelta più coerente per questo motivo che le versioni 100% elettriche appaiono più in sintonia con la filosofia della N7. Non soltanto perché nella variante Long Range dichiara fino a 734 km di autonomia WLTP, ma soprattutto perché la silenziosità tipica della propulsione elettrica valorizza ulteriormente un abitacolo già eccellente sotto il profilo del confort acustico. Oltre al fatto che scatto e ripresa sono di un altro livello. una di quelle auto nelle quali l'assenza del motore termico sembra quasi completare il progetto. Gamma e prezzi della DS N7 Hybrid 145 CV (1.2 mild hybrid)N7:42.400 euroPallas:45.600 eurotoile:50.280 euroLa Première:56.280 euroE-Tense 230 CV (543 km WLTP)Pallas:49.840 eurotoile:54.520 euroLa Première:60.520 euroE-Tense Long Range 245 CV (734 km WLTP)Pallas:55.840 eurotoile:60.520 euroLa Première:66.520 euroE-Tense AWD Long Range 350 CV (679 km WLTP)Pallas:65.640 eurotoile:70.320 euroLa Première:76.320 euro
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100 Tridenti per i 100 anni nelle corse: Maserati presenta la Project GT4

4 Ruote - Lug 09,2026
La Maserati ha scelto il Goodwood Festival of Speed 2026 per svelare in anteprima mondiale la Project GT4, una vettura sviluppata dalla divisione Maserati Corse per portare in pista le specifiche stilistiche e ingegneristiche della nuova GranTurismo. "Project GT4 rappresenta un passaggio naturale nell'evoluzione del programma Maserati Corse e completa la nostra visione per il futuro delle competizioni GT. Forte dell'esperienza maturata con Maserati GT2, questo progetto nasce con l'obiettivo di portare nella categoria GT4 tutto il know-how tecnico, sportivo e operativo sviluppato in questi anni, mantenendo un forte legame con la Nuova GranTurismo da cui deriva", afferma Vincent Biard, responsabile di Maserati Corse.  "Il nostro obiettivo - aggiunge - è chiaro: sviluppare una vettura competitiva, affidabile e accessibile ai team e ai piloti che scelgono Maserati. Il percorso di sviluppo è appena iniziato, ma stiamo già lavorando per arrivare alla stagione 2028 con una vettura in grado di competere ai massimi livelli e ambire al successo. In un anno in cui celebriamo i 100 anni del Tridente e 100 anni di Maserati nelle competizioni, Project GT4 rappresenta un ulteriore tassello della nostra strategia sportiva e conferma la volontà del marchio di continuare a investire nel motorsport internazionale". Tutti gli elementi distintivi La Project GT4 si affiancherà alla GT2, protagonista dal 2023 nelle competizioni a ruote coperte, in particolare nelle GT2 European Series, e alla MCXtrema, vettura destinata a pochi clienti esclusivi desiderosi di cimentarsi in pistaLa vettura beneficia delle migliorie tecniche e dell'evoluzione stilistica introdotte con la nuova GranTurismo ma con elementi distintivi, a partire dall'integrazione di componenti specifiche per le gare nel frontale per arrivare a elementi aerodinamici (spoiler, splitter e dive plane all'anteriore, minigonne, allettone posteriore solo per citarne alcuni), concepiti secondo criteri funzionali, ma anche in questo caso integrati in modo armonico nel design. Gli interni conservano gli elementi distintivi della plancia GT, ma ovviamente adottano una configurazione adeguata all'uso in pista. Dal punto di vista tecnico, la Project GT4 adotta il motore Nettuno V6 3.0 litri in posizione anteriore-longitudinale, con tecnologia di combustione a precamera derivata dalla Formula 1 e potenze superiori ai 700 CV. Tra le altre specifiche spiccano l'architettura a trazione posteriore, le sospensioni derivate direttamente dalla GranTurismo Trofeo, gli ammortizzatori e le barre antirollio regolabili e un peso inferiore di circa 400 kg rispetto alla vettura stradale.Tra le componenti racing dedicate figurano la configurazione aerodinamica ottimizzata per incrementare il carico verticale, il cofano con aperture specifiche, l'impianto frenante dedicato, roll cage, sedile e serbatoio omologati e cerchi da 18 pollici conformi ai regolamenti GT4. Una livrea speciale Infine, la Project GT4 è stata svelata con una livrea speciale per celebrare il centenario del marchio. Un grande Tridente attraversa la vettura, dal tetto alla parte posteriore, unitamente a 100 piccoli Tridenti blu, tono su tono. La fascia bianca anteriore richiama alcune tra le più iconiche vetture da competizione Maserati del passato, come la 420M/58 Eldorado, mentre il blu e il giallo ricordano la città di Modena.
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Piccola, sportiva e con un maxi spoiler: ecco la MG GO! che anticipa la prossima MG2

4 Ruote - Lug 09,2026
Si scrive MG GO!, ma fra le righe si legge MG2. Potrebbe essere questo il nome della piccola elettrica inglese che vedremo - nella sua veste definitiva - tra circa un anno. Nel frattempo il prototipo della MG GO! ne anticipa alcuni tratti. Tratti che sono decisamente sportivi e accattivanti, e che personalmente ricordano modelli compatti di altri marchi (leggasi Mini o Suzuki), ma che in realtà affondano le proprie radici nel passato del brand inglese. Come ci raccontano Jozef Kaba, vice presidente di Saic con delega al design, e Carl Gotham, direttore del centro stile di Londra, i fari tondi si ispirano alla MGB GT del 1965 disegnata da Pininfarina, e lo stesso dicasi per la linea di cintura, perfettamente orizzontale. La MGB GT era però una coupé, e per ricordarla la MG GO! mimetizza le porte posteriori. Il modello di serie potrebbe riprendere questo dettaglio celando le maniglie nelle cornici dei finestrini. Dettagli sportivi Nella parte posteriore, invece, la piccola elettrica si rifà ad altri due modelli storici del brand inglese, la MG Metro Turbo e la MG ZR, con i loro vistosi alettoni. Il prototipo è accompagnato da un estrattore che ne esalta la sportività, ma che difficilmente sarà presente nel modello di serie (insieme a numerosi altri elementi, dai ganci anteriori alle ruote 245/35 R20 con mozzo centrale, passando per l'assetto ribassato). Massimo riserbo sui powertrain Nessuna specifica, almeno per il momento, per quanto riguarda motori e autonomie. la MG2, derivata dalla MG GO!, sarà una full electric da città, e potrebbe essere costruita sull'architettura Modular Scalable Platform (Msp) già utilizzata per la MGS5 EV. Considerata la sua destinazione d'uso, potrebbe muoversi tranquillamente nel traffico urbano con una batteria di circa 40 kWh e un'autonomia di 300 chilometri. Dovrebbe stare sotto i 25.000 euro Come accennato, l'auto che arriverà nel 2027 si chiamerà probabilmente MG2, e avrà forme meno vistose. Mi garantiscono però i due designer che saranno "altrettanto ricche di personalità". Lunga intorno ai quattro metri, la MG2 sottolinea l'impegno della Casa anglo-cinese nella democratizzazione della mobilità elettrica, a cominciare dal listino, che dovrebbe partire da meno di 25.000 euro. Una strada già perseguita da altri costruttori cinesi con modelli di prossimo sbarco in Europa, dalla Geely E2 alla Leapmotor B03X. Richiami al passato
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La Cupra Leon e-Hybrid Racer stupisce a Goodwood con un powertrain inedito da 500 CV e cambio sequenziale

4 Ruote - Lug 09,2026
Come anticipato, Cupra arriva al Goodwood Festival of Speed 2026 con due modelli speciali, che affiancano il debutto della Cupra Raval con guida a destra, destinata al mercato inglese. Si comincia con la Leon da 500 CV La prima novità di quest'anno, impegnata nella salita della celebre collina inglese è la Cupra Leon VZ e-Hybrid Racer: molto originale il powertrain, che combina il motore elettrico della Raval, l'unità termica della Leon VZ e la batteria della Leon plug-in. La potenza di sistema è di 370 kW (503 CV), il cambio è un sequenziale a sei rapporti: questo prototipo scatta da fermo a 100 km/h in 3,8 secondi e raggiunge una velocità massima di 265 km/h. Torna la Formula E Il secondo modello speciale presentato da Cupra a Goodwood è la nuova monoposto di Formula E, nata dalla rinnovata collaborazione con Kiro Race Co. e sviluppata secondo le specifiche della nuova Gen4: presentata con la livrea "Energy Flow", debutterà nella stagione 13 del campionato. La potenza complessiva sale a 600 kW (816 CV) e arriva la trazione integrale: la monoposto scatta da ferma a 100 km/h in 1,8 secondi e tocca i supera i 335 km/h di velocità massima. La Raval debutta in UK In occasione dell'evento di Goodwood, il marchio spagnolo presenta anche la versione per il mercato inglese (quindi con la guida a destra) della Cupra Raval, la prima della nuova famiglia di elettriche del gruppo Volkswagen su piattaforma Meb+. Commercializzata a partire da 23.785 sterline (poco meno di 28 mila euro, mentre da noi il listino attacca a 35.950 euro), è disponibile anche nella versione VZ da 33.495 sterline (poco più di 39 mila euro, da noi 46.600 euro), con cerchi da 19", sedili sportivi a regolazione elettrica, fari a matrice di LED, sospensioni DCC Sport e differenziale elettronico a slittamento limitato.
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Nuovi modelli, consegne e servizi più rapidi: i prossimi cinque anni di Stellantis per le flotte

4 Ruote - Lug 09,2026
Più modelli disponibili, a cominciare da Fiat Grizzly e Lancia Gamma fino alle E-Car, maggiori investimenti anche per sviluppare i canali di distribuzione e attenuare i tempi di attesa, rafforzamento dell'organizzazione dalle strutture centrali fino ai dealer. I riflessi del piano strategico quinquennale Fastlane sull'attività della divisione Stellantis Fleet&Business Solutions sono stati illustrati dai vertici della business unit per l'Italia nel corso dell'incontro annuale con clienti e noleggiatori, svoltosi a Bari dal 6 all'8 luglio e intitolato Further, faster, stronger. La fabbrica di Melfi in prima linea A sottolineare il ruolo strategico del prodotto anche nelle forniture aziendali e nelle nuove forme di mobilità, le ospiti d'onore della manifestazione presieduta da Fabio Mazzeo, Fleet & Business Solutions director di Stellantis Italia, sono state le nuove Fiat Grizzly Suv e Fastback e la Lancia Gamma. Gli invitati hanno potuto vederle in anteprima, nel caso della nuova Gamma anche durante una visita dello stabilimento di Melfi, dove la Suv Lancia, che sarà svelata il prossimo autunno, sarà assemblata accanto ad altri modelli che nascono sulla stessa piattaforma, le DS N7 e N8, la Jeep Compass e, dal 2028, una inedita Alfa Romeo. L'offerta da Leapmotor a Maserati Entro il 2030, ha rimarcato Marco Becchero, capo Marketing e operations della divisione per l'Italia, Stellantis intende arrivare a coprire il 99% del mercato b2b grazie anche alle novità dei dieci marchi, da Citroën a Maserati e da Opel ad Alfa Romeo (molte delle quali basate sull'architettura Stla One), con alimentazioni dal mild hybrid all'elettrico puro e dal full al plug-in hybrid, comprese le ricaricabili con range extender portate in dote dalla partnership con la cinese Leapmotor. Ottanta centri fleet by dealer Andrea Croce (vendite corporate e noleggio a lungo termine) ha illustrato i principali punti del rafforzamento degli organici e delle risorse della business unit, indirizzato in particolare a sviluppare le relazioni con le società di noleggio emergenti e le intermediarie, alla migliore integrazione dei concessionari nel business delle aziende. Le attività fleet by dealer gestiranno a regime un'ottantina di punti di contatto specializzati. Sul fronte post-vendita, saranno le tecnologie a garantire uno snellimento delle procedure per permettere di massimizzare la disponibilità in servizio dei veicoli. Nicola Pumilia (vendite flotte e gare) ha invece toccato il tema delicato dei tempi di consegna descritto gli interventi strutturali che hanno portato in pochi mesi a una riduzione degli stock da 72 mila a 63 mila veicoli, dal cambio di fornitori, all'estensione degli orari di attività dei piazzali, alla messa in servizio di ulteriori navi, treni e bisarche. Ci vuole una riforma fiscale Il tema delle prospettive del mercato è stato affrontato da Fabio Mazzeo in un incontro con i giornalisti- Il direttore della business unit ha detto di attendersi che, superata l'impasse causata dalle ripetute modifiche alla disciplina dei fringe benefit, nel resto del 2026 e nel corso del 2027 il settore si rafforzerà, specie se interverranno auspicate modifiche organiche dell'intero comparto fiscale. Una crescita più graduale riguarderà il mercato dei veicoli commerciali, le cui difficoltà attuali, secondo Mazzeo, sono anche dovute al ritorno alla normalità dopo un ritmo di immatricolazioni che, fino all'anno scorso, è stato sostenuto da gare di enti particolarmente corpose. Credo che il segmento C-Suv continuerà a essere premiato dalle aziende, ha aggiunto Mazzeo, e noi continueremo a rafforzare l'offerta. Ma il capo delle Fleet & Business Solutions arriva a ipotizzare che una leva per la definitiva diffusione delle formule alternative all'acquisto dell'auto anche fra la clientela più sensibile ai costi - i privati e le famiglie - potrà essere la nuova generazione delle future E-Car compatte dei marchi generalisti del gruppo. All'estremo opposto, il consolidamento del segmento D vedrà in campo Alfa Romeo e Maserati.
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Union Jack, Union Jack ovunque: la Oxford Edition celebra i 25 anni della Mini

4 Ruote - Lug 09,2026
Al Goodwood Festival of Speed Mini celebra i 25 anni della nuova serie, che ha debuttato nel 2001, presentando la Cooper Oxford Edition, serie speciale esclusiva per la versione a tre porte, disponibile nelle varianti Cooper C e Cooper S. Al momento non ci sono informazioni circa le tempistiche di arrivo sul mercato e sui prezzi a cui verrà proposta. Tutto a tema Union Jack Il nome di questo allestimento richiama in maniera diretta lo stabilimento di Oxford, dove veniva prodotta la prima Mini di Sir Alec Issigonis, e dove dall'inizio del 21esimo secolo viene prodotto il modello attuale. All'esterno, la nuova Mini Cooper Oxford Edition si presenta con il tetto bianco con lo Union Jack della bandiera inglese, abbinato a tre colorazioni per la carrozzeria: Chili Red, Indigo Sunset Blue e Blazing Blue. Bianche le calotte degli specchietti retrovisori, mentre i cerchi da 18" Slide Spoke bicolore hanno dettagli dedicati su mozzi e tappi valvola. C'è anche l'abbigliamento In abitacolo il tema della Union Jack torna anche con la bandiera stampata sul volante, a ore sei, nei tappetini con grafica a bandiera circolare dal lato del guidatore e con la bandiera a scacchi per il passeggero, oltre ai battitacco dedicati. Di impatto anche la grafica dell'infotainment a OLED, con la bandiera del Regno Unito come sfondo. Insieme all'auto, Mini ha presentato anche la Oxford Capsule, collezione lifestyle che comprende borsa da viaggio, t-shirt, cappellino, adesivi e l'ombrello a bastone, con finiture in blu scuro coordinate alla colorazione Indigo Sunset Blue.
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Kia Seltos, come va e quanto consuma la SUV che rende democratico lo spazio

4 Ruote - Lug 09,2026
Il gioco è noto: prendi una base tecnica già presente in gamma e ci costruisci sopra una SUV a cavallo fra i segmenti B e C, quelli che tirano di più. La Kia Seltos fra l'altro già una realtà da anni in altri angoli del globo è il prodotto di questo sensatissimo ragionamento: una gran quantità di spazio in 4,43 metri di lunghezza, prezzi a partire da 31.500 euro, motori termici (o ibridi full: la Seltos 1.6 Hev che abbiamo già guidato), trazione anteriore o integrale, cambi manuali o a doppia frizione. Spazio per tutti Un bel melting pot, insomma. Con spazio da vendere: dentro, anche cinque passeggeri viaggiano senza grosse difficoltà. C'è agio per le gambe e per la testa, si può pure regolare l'inclinazione del divano. Dietro non mancano le bocchette, due prese Usb, si possono avere le sedute riscaldabili (e quelle davanti ventilate). Finitura più che discreta, materiali rigidi ma ben assemblati. Vani portaoggetti? Numerosi, anche se non tutti sono rivestiti di fondo morbido. Di livello anche la capacità del vano bagagli: fanno 536 litri, che verificheremo come al solito quando la macchina arriverà al Centro prove. Quattro cilindri di sostanza Per questo primo contatto scelgo la Kia Seltos 1.6 T-GDI da 180 CV, con trazione anteriore (l'integrale è del tipo a inserimento automatico, con possibilità di bloccaggio tramite un tasto sul volante) e cambio a doppia frizione a 7 rapporti. A listino figura pure una versione con il cambio manuale che, però, non rientrava nella rosa di questo primo test. Il percorso tutto asfaltato - nei dintorni di Francoforte (una quarantina di chilometri) è misto, con tanti rettilinei, un po' d'autostrada e pochi tratti urbani. Il quattro cilindri turbobenzina ha la birra che serve. Complice il doppia frizione, riprendere velocità non è mai un problema e, con tutta probabilità, nemmeno la marcia a pieno carico lo spaventa. Ha soltanto un gran vocione e una certa ruvidezza, che fanno compagnia in abitacolo quando si preme l'acceleratore a tavoletta. Il consumo? Ho visto oscillare il computer di bordo dai 7 ai 9 l/100 km. Impronta comoda Alla Kia giurano di aver modificato il comportamento dinamico in chiave europea: le sensazioni sono giustamente turistiche, ma l'impressione è che la Seltos riesca a contenere in modo più che dignitoso il rollio, anche se si affrontano le curve con un certo piglio. Qualche fruscio alle velocità autostradali emerge, mentre non so dirvi molto sull'assorbimento, perché le strade tedesche incontrate nel test erano lisce come tavoli da biliardo. Tenete comunque presente che le Seltos 2WD prevedono sospensioni posteriori a ruote interconnesse, mentre quelle a trazione integrale montano un più pregevole schema multilink.
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Prezzi alla pompa in salita per benzina e diesel, schizzano greggio e prodotti raffinati

4 Ruote - Lug 09,2026
I carburanti tornano a diventare un grande problema per gli automobilisti e, ovviamente, l'economia nazionale. Negli ultimi giorni si sta palesando un trend rialzista per benzina e diesel dall'esito imprevedibile. La causa è legata, ancora una volta, alle rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran, che ieri hanno riportato gli indici principali del petrolio a toccare di nuovo gli 80 dollari al barile. Staffetta Quotidiana, nella sua consueta rilevazione giornaliera, segnala non solo l'aumento dei prezzi alla pompa, ma anche altri effetti. Infatti, il deterioramento della crisi in Medio Oriente sta facendo "schizzare" le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati: il gasolio è salita di quasi dieci centesimi al litro e la benzina di quasi quattro. "L'effetto sui prezzi alla pompa si vedrà compiutamente a partire da domani" 10 luglio, aggiunge la testata specializzata.Intanto, questa mattina 9 luglio il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,858 euro al per la benzina (+3 millesimi rispetto a ieri), 1,946 per il gasolio (+5), 0,755 per il Gpl (-2) e 1,553 per il metano (invariato). Sulla rete autostradale, la verde al fai-ta-te è 1,951 euro (+6), il diesel a 2,033 (+10), il Gpl a 0,884 (invariato) e il metano a 1,579 (invariato). Prezzi consigliati e praticati Staffetta Quotidiana segnala anche la decisione di Tamoil di aumentare di due centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina.Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati dalla testata sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati vedono la verde self service a 1,857 euro (compagnie 1,862, pompe bianche 1,848) e il diesel a 1,944 (1,950; 1,932). Al servito, benzina a 1,994 (2,034; 1,918), gasolio a 2,083 (2,126; 2,002), Gpl a 0,766 (0,776; 0,754), metano a 1,554 (1,553; 1,555), Gnl a 1,442 (1,451; 1,435).Lo spaccato dei marchi mostra Eni a 1,860 euro/litro sulla verde self service (2,069 al servito) e 1,959 sul diesel (2,171); IP a 1,871 (2,039) e 1,954 (2,123); Q8 a 1,856 (2,019) e 1,940 (2,104); Tamoil a 1,858 (1,935) e 1,937 (2,020.
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788 CV e 200 esemplari: la McLaren 788HS è il canto del cigno della 720S

4 Ruote - Lug 09,2026
La Casa inglese McLaren, tramite il reparto Special Operations, ha presentato al Goodwood Festival of Speed la 788HS, variante più estrema che chiude il ciclo della famiglia 720S/750S. Diversamente dalle Longtail che l'hanno preceduta, questa 788HS adotta la denominazione High Sport, già usata su few-off come la MP4-12C HS e la 675LT MSO HS. La produzione di questo modello sarà meno esclusiva: sono previsti 200 esemplari, divisi tra coupé e Spider. la più potente della famiglia 720S La McLaren 788HS monta una versione potenziata del V8 biturbo 4.0 litri M840T, capace di 788 CV e 800 Nm di coppia, 37 CV in più rispetto alla 750S e 22 CV in più della 765LT, guadagnati utilizzando nuovi turbocompressori a bassa inerzia, una doppia pompa del carburante e pistoni forgiati. La sportiva inglese accelera da ferma a 100 km/h in 2,8 secondi e arriva a toccare una velocità massima di 330 km/h. Il rapporto peso/potenza è di 1,61 kg/CV, con un peso a secco di 1.265 kg: sono 36 kg in più rispetto alla 765LT, dovuti principalmente ai nuovi elementi aerodinamici, come lo spoiler posteriore attivo e il cofano con S-duct e il diffusore derivato dalla Formula 1. La taratura delle sospensioni idrauliche è specifica per questo modello, con altezza da terra ridotta di 5 mm rispetto alla 750S. Abbondanza di carbonio Di serie anche i freni carboceramici con pinze anteriori monoblocco a sei pistoncini e cerchi forgiati con mozzo centrale. All'interno, di serie sono previsti i sedili in fibra di carbonio (che sulla 750S sono solo su richiesta), così come la console centrale nello stesso materiale.
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