Mercedes crolla in Cina: vendite giù del 30%, tagliate le stime annuali

4 Ruote - Lug 28,2026
La Cina continua a presentare il conto ai costruttori occidentali. Stavolta tocca a Mercedes-Benz, che ha chiuso il secondo trimestre con risultati fortemente penalizzati dalla frenata del suo mercato più importante: il crollo delle vendite in Cina ha infatti inciso sui conti di Mercedes-Benz Cars e spinto il gruppo a rivedere al ribasso alcune stime per il 2025.Il costruttore di Stoccarda, che ha compensato le difficoltà della sua principale divisione con il buon andamento dei servizi finanziari e dei veicoli commerciali leggeri, ha quindi rivisto alcune prospettive annuali proprio a causa delle persistenti difficoltà sul mercato cinese. Bilancio Mercedes-Benz: il calo della Cina pesa sul secondo trimestre  In particolare, il secondo trimestre si è chiuso con ricavi in calo da 33,2 miliardi di euro del pari periodo del 2025 a 32,1 miliardi, mentre l'utile operativo è salito del 21,5% a 1,55 miliardi e l'utile netto del 13,5% a 1,08 miliardi grazie ai primi effetti del piano di efficientamento, nonché ai proventi generati dalla cessione della società di noleggio Athlon ad Arval e dalla dismissione di azioni Daimler Truck. Inoltre, i flussi di cassa delle attività industriali si sono attestati a 1,1 miliardi, il 40,9% in meno rispetto agli 1,86 miliardi di un anno fa.Tuttavia, come detto, i risultati sono stati sostenuti soprattutto dalle divisioni Vans e Financial Services. Mercedes-Benz Cars, invece, ha registrato un netto peggioramento delle performance. Il fatturato è sceso del 4,9% a 22,99 miliardi di euro, in scia a vendite totali in contrazione del 7,9%, nonostante il +50,9% delle sole elettriche.L'utile operativo si è così contratto del 93,7%, fermandosi ad appena 49 milioni di euro, anche a causa della necessità di contabilizzare svalutazioni per 704 milioni di euro sulle attività cinesi. Escludendo questa voce straordinaria, il dato risulta comunque in calo del 26%, a 909 milioni, con un margine passato dal 5,1% al 4%. I flussi di cassa, invece, sono crollati da 1,3 miliardi a 379 milioni.A pesare sulla divisione è stato soprattutto il forte calo delle vendite in Cina: il -30% circa registrato sul mercato cinese ha annullato i buoni risultati ottenuti in Europa (+4%) e negli Stati Uniti (+10%). Il peso del Paese del Dragone emerge da un altro dato significativo: escludendo il contributo delle attività cinesi, le vendite globali del gruppo risultano in crescita del 2%. La Stella rivede le prospettive annuali Ovviamente non è solo la Cina a incidere sui conti di Mercedes-Benz. Tra le cause delle performance del trimestre, l'azienda cita infatti non solo "l'intensificarsi della pressione di mercato, soprattutto in Cina", ma anche "un mix di modelli meno favorevole, misure relative al ciclo di vita del prodotto e costi legati alle campagne di lancio, parzialmente compensati dai continui miglioramenti in termini di efficienza".In altre parole, come afferma l'amministratore delegato Ola Källenius, il "contesto di mercato è difficile", ma Mercedes è riuscita a rimanere "in linea con le previsioni" e a proseguire il programma di lanci, che prevede oltre 40 novità tra il 2025 e il 2027. Finora questo percorso ha consentito di registrare un aumento delle vendite di elettriche del 51% e di "più che raddoppiare" gli ordini di vetture a batteria in Europa.Il nodo della Cina, tuttavia, resta irrisolto anche perché "il mercato e i clienti cinesi rimangono di elevata importanza strategica per Mercedes-Benz". Nel frattempo, l'evoluzione dell'ambiente operativo e i risultati del primo semestre, dopo un avvio d'anno già caratterizzato da utili e ricavi in calo, hanno spinto il management a rivedere alcune stime per l'intero 2025.Nel dettaglio, sono state confermate le previsioni di un fatturato di gruppo stabile, di un utile operativo "significativamente superiore" e di flussi di cassa in leggero calo. Sono invece state riviste le aspettative per la sola Mercedes-Benz Cars: a causa delle condizioni "persistemente difficili" del mercato cinese, vendite e ricavi non sono più attesi stabili, ma in lieve diminuzione.
Categorie: 4 Ruote

Agosto da bollino rosso e nero: le date da segnare prima di mettersi in viaggio

4 Ruote - Lug 28,2026
Traffico in primo piano per l'esodo estivo 2026: per agosto, Autostrade per l'Italia ha delineato il quadro completo della circolazione, evidenziando i giorni più critici sia per chi si sposta verso le località di villeggiatura sia per chi rientra nei grandi centri urbani.  Come sempre, fa testo la legenda coi bollini di quattro colori, ossia verde che sta per regolare, giallo per intenso, per poi passare al rosso (intenso con possibile criticità), fino al nero con punto esclamativo (critico). Con le stime divise per fasce orarie: mattino dalle 7 alle 13, pomeriggio 13-16, e sera 16-21. Traffico agosto 2026: le date da bollino rosso e nero Ben tre i bollini neri e cinque i rossi ad agosto sulla rete Aspi. L'esordio, sabato 1, è contrassegnato da traffico critico al mattino e da un'allerta elevata al pomeriggio. Che si ritrova dalle 7 alle 13 di domenica 2. Ma è venerdì 7 che il traffico intenso con possibile criticità domina, seguito da un doppio nero il giorno successivo, con leggero calo domenica 9. Meno bollente il Ferragosto, mentre sabato 22 si ricomincia con un rosso al mattino. Idem sabato 29 agosto.  Rientro dalle ferie: quando evitare le autostrade ad agosto Weekend 1-2 agosto dominato dal giallo, con un verde la sera di sabato e un rosso domenica pomeriggio. Lunedì 3 mattina, ancora intenso con possibile criticità. Dopodiché, un'ondata di bollini verdi fino a venerdì 7 mattina, con sabato 8 rosso. Ferragosto il momento peggiore: se sabato 15 ci sono due gialli e un verde, domenica 16 e lunedì 17 seguono un andamento identico, con rosso mattina e pomeriggio, più un giallo la sera. Idem gli altri due weekend: 22-23 e 29-30. Con una coda di traffico intenso di lunedì 31. Cliccare qui per saperne di più.  Mezzi pesanti: tutti i giorni di divieto alla circolazione Oltre alle previsioni Anas su strade e autostrade di propria competenza, è utile il calendario di agosto delle limitazioni alla circolazione stradale fuori dai centri abitati per i veicoli con massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate. Ecco i divieti:   - sabato 1 agosto dalle 8 alle 22; - domenica 2 dalle 7 alle 22; - venerdì 7 dalle 16 alle 22; - sabato 8 dalle ore 8 alle 22; - domenica 9 dalle 7 alle 22; - venerdì 14 dalle 16 alle 22; - sabato 15 dalle 7 alle 22; - domenica 16 dalle 7 alle 22; - sabato 22 dalle 08 alle 16; - domenica 23 dalle 7 alle 22; - sabato 29 dalle 8 alle 16; - domenica 30 dalle 7 alle 22. Viabilità in tempo reale: numeri e servizi utili per gli automobilisti Notizie sempre aggiornate sul traffico sono disponibili tramite i canali del Cciss (numero gratuito 1518, siti web www.cciss.it e mobile.cciss.it), le trasmissioni di Rai-Isoradio, i notiziari di Onda Verde sulle tre reti Radio-Rai e sul Televideo. Informazioni in tempo reale sulla rete autostradale in concessione, sulle condizioni di viabilità e del traffico lungo le varie tratte e altre notizie utili per il viaggio, sono disponibili sui diversi canali attivati dalle singole società concessionarie (siti Internet, numeri dedicati, app ecc.). Ulteriori informazioni sono riportate su www.aiscat.it. 
Categorie: 4 Ruote

Elettriche, altra batosta: dopo la ZTL di Roma, Brescia toglie i parcheggi gratis

4 Ruote - Lug 28,2026
Beffa estiva per i bresciani che hanno un'auto elettrica. La brutta notizia arriva dal sito web del Comune della Leonessa d'Italia, dove si legge che la richiesta di nuovi permessi per accesso e sosta in ZTL delle auto elettriche è temporaneamente sospesa. L'amministrazione sta procedendo a un "aggiornamento della disciplina in vigore". In sostanza, se fino al 31 luglio 2026 chi possiede una vettura a batteria potrà parcheggiare gratuitamente negli stalli blu, dal 1 agosto dovrà pagare. Come qualsiasi altra automobile. La decisione del Comune segna una svolta per chi utilizza quotidianamente un'auto elettrica in città. Oltre alla sospensione delle nuove autorizzazioni per l'accesso alle Zone a traffico limitato, viene meno una delle agevolazioni più apprezzate dagli automobilisti: la gratuità della sosta sugli stalli blu.Brescia segue RomaBrescia sembra quindi seguire l'esempio di Roma, dove i proprietari di auto elettriche non residenti nelle Zone a traffico limitato devono sostenere costi fino a 1.000 euro per ottenere il pass di accesso. Un cambiamento significativo rispetto alla gratuità prevista fino a pochi anni fa. I proprietari contestano la retromarcia sulle auto elettriche Da anni istituzioni e amministrazioni locali invitano cittadini e aziende a investire nella mobilità elettrica, presentandola come uno degli strumenti per migliorare la qualità dell'aria. In cambio vengono promesse agevolazioni di varia natura, a partire dagli accessi gratuiti nelle ZTL e dalla sosta gratuita sugli stalli blu e gialli.Ci si potrebbe quindi attendere un potenziamento delle infrastrutture, con più colonnine rapide e affidabili, maggiori controlli contro la sosta abusiva negli spazi dedicati alla ricarica e misure più efficaci contro gli atti vandalici e i furti di rame nelle stazioni.Invece, proprio mentre il numero di vetture a batteria inizia timidamente a crescere, alcuni Comuni cambiano direzione. A Roma la motivazione ufficiale riguarda le esigenze di mobilità urbana e le ripercussioni sul traffico provocate dall'aumento delle auto elettriche autorizzate all'accesso. Di esigenze di bilancio o di maggiori entrate, invece, le amministrazioni non parlano. Una linea che, per certi versi, ricorda quella adottata sul tema degli autovelox, spesso giustificati esclusivamente come strumenti per la sicurezza stradale. 
Categorie: 4 Ruote

Volkswagen apre alla Cina: joint venture con Gotion per la gigafactory di Sagunto

4 Ruote - Lug 28,2026
I vertici del gruppo Volkswagen hanno già chiarito la possibilità di procedere con una razionalizzazione del perimetro operativo molto più profonda di quanto finora effettuato con la cessione, per esempio, del 51% di Everllence, la ex Man Energy Solutions. Tra le possibili dismissioni sarebbe finito perfino uno dei progetti più importanti avviati dalla controllata PowerCo in Spagna, la gigafactory di Sagunto, alle porte di Valencia.Secondo indiscrezioni lanciate da La Tribuna de Automoción, testata che negli ultimi mesi ha anticipato diversi accordi strategici, il costruttore tedesco sarebbe in trattative per cedere la maggioranza della fabbrica di batterie a uno dei suoi principali partner, la cinese Gotion. I negoziati sarebbero già in fase avanzata, come dimostrerebbero le visite all'impianto dell'amministratore delegato della società asiatica e di numerosi tecnici incaricati di valutare lo stato di avanzamento dei lavori. Una joint venture a guida cinese? Le visite sarebbero servite per "discutere i dettagli del progetto, valutare la fattibilità dell'operazione e definire l'offerta finanziaria", aggiunge la testata, sottolineando la buona intesa tra le parti emersa durante le trattative.In altre parole, diversi elementi lascerebbero pensare a un esito positivo dell'operazione. In particolare, le discussioni, in corso da mesi, sarebbero concentrate sulla possibilità di costituire una joint venture con la maggioranza in mano a Gotion e PowerCo nel ruolo di azionista di minoranza.In ogni caso, i negoziati riguarderebbero soltanto Sagunto e non l'intera PowerCo, la divisione dedicata alle batterie per la quale il gruppo ha già indicato la possibilità di una valorizzazione a causa del deficit di competitività rispetto ai rivali asiatici.L'impianto, strategico per i piani di elettrificazione del gruppo tedesco nella Penisola Iberica, fornirà le batterie per i modelli elettrici prodotti tra Martorell, Pamplona e Palmela e sarebbe destinato a passare sotto gestione cinese anche per acquisire le necessarie competenze tecnologiche.La scelta di Gotion non sarebbe casuale. L'azienda è il quinto produttore mondiale di batterie ed è già strettamente legata ai tedeschi. Il gruppo Volkswagen è infatti il maggiore azionista, con una quota di circa il 25,6%, oltre a essere uno dei principali clienti.In base a un accordo valido fino al 2032, Gotion è il fornitore di riferimento per le batterie in Cina e, in attesa dell'entrata in funzione di Sagunto, sta già consegnando celle per i modelli elettrici prodotti in Spagna: la Cupra Raval e la Volkswagen ID.Polo a Martorell, nonché la Skoda Epiq e, dalla fine di agosto, la Volkswagen ID.Cross a Pamplona.
Categorie: 4 Ruote

Gasolio, lo sconto di 17 centesimi non si vede: per ora solo Eni abbassa i prezzi

4 Ruote - Lug 28,2026
L'ultimo sconto sul diesel annunciato dal governo non trova ancora piena applicazione. Lo segnala Staffetta Quotidiana nella sua consueta analisi giornaliera: "Prezzo della benzina ancora in lieve aumento, gasolio in leggero calo, con la sola Eni che, tra i maggiori marchi, risulta al momento (ore 9:00) aver applicato il taglio dell'accisa: -14 centesimi al litro, che con l'Iva diventano 17 centesimi alla pompa".Due sono le possibili motivazioni dei ritardi nell'adeguamento dei listini. La prima è la pubblicazione del nuovo decreto legge in Gazzetta Ufficiale poco prima di mezzanotte. La seconda potrebbe essere legata alla questione delle giacenze: prodotto acquistato con le vecchie aliquote che va smaltito prima di applicare ai prezzi al pubblico le nuove accise, evitando così vendite sottocosto.Secondo la testata specializzata, questa mattina, 28 luglio, l'effetto del taglio dell'accisa sui prezzi risulta appena percepibile: appena cinque millesimi sul prezzo medio, contro i 17 centesimi teorici dello sconto. In particolare, la benzina erogata in modalità self-service lungo la rete stradale nazionale quota 1,986 euro al litro (+4 millesimi rispetto a ieri), il gasolio 2,180 euro (-5), il Gpl 0,743 euro (invariato) e il metano 1,605 euro/kg (+2). Sulla rete autostradale il prezzo medio al fai-da-te è invece di 2,074 euro per la verde (+3), 2,250 euro per il diesel (-5), 0,876 euro per il Gpl (-1) e 1,609 euro per il metano (+3). Benzina e diesel: tutti i prezzi aggiornati Per quanto riguarda i dettagli per modalità di vendita, elaborati da Staffetta sulla base delle comunicazioni effettuate ieri dai gestori all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati tra rete stradale e autostradale mostrano una benzina self service a 1,984 euro al litro (compagnie 1,989 euro, pompe bianche 1,976 euro) e un diesel a 2,187 euro (2,188 e 2,187 euro rispettivamente).Al servito, la benzina si attesta a 2,119 euro al litro (2,158 euro per le compagnie e 2,046 euro per le pompe bianche), mentre il gasolio arriva a 2,323 euro (2,357 e 2,259 euro). Il Gpl quota 0,753 euro al litro (0,761 e 0,742 euro), il metano 1,601 euro/kg (1,590 e 1,610 euro) e il Gnl 1,446 euro/kg (1,447 e 1,446 euro).Lo spaccato dei marchi mostra Eni a 1,981 euro sulla benzina self service (2,188 euro al servito) e 2,158 euro sul gasolio (2,366 euro); IP a 1,995 euro (2,161 euro) e 2,196 euro (2,363 euro); Q8 a 1,990 euro (2,146 euro) e 2,200 euro (2,362 euro); Tamoil a 1,987 euro (2,063 euro) e 2,191 euro (2,269 euro).Quotazioni di diesel e petrolio: cosa succede sui mercatiInfine, Staffetta segnala un interessante sviluppo sul fronte delle quotazioni dei prodotti raffinati. La benzina tratta a 729 euro per mille litri, circa 15 euro in meno rispetto a ieri, mentre il diesel sale a 973 euro per mille litri (+8 euro), pur restando lontano dalla soglia dei mille euro raggiunta pochi giorni fa in scia all'escalation militare in Medio Oriente.Segnali positivi arrivano anche dal petrolio, con il WTI indirizzato verso gli 80 dollari al barile e il Brent verso quota 85 dollari.
Categorie: 4 Ruote

Troppi costi, pochi ricavi: Stellantis dice addio al car sharing

4 Ruote - Lug 28,2026
Stellantis dice addio al mondo del car sharing. Il gruppo, finora ultimo grande costruttore a mantenere una presenza nel mercato delle auto in condivisione, ha sottoscritto un accordo per cedere la controllata Free2move a Mutares, holding di investimenti tedesca già protagonista in passato di altre operazioni con aziende dell'ex galassia Fiat: negli anni scorsi, Iveco ha infatti ceduto il produttore di mezzi per i vigili del fuoco Magirus proprio alla società di Monaco di Baviera.La cessione di Free2move, che dovrebbe essere completata entro la fine dell'anno, è coerente con le linee guida del piano industriale di Stellantis, FaSTLAne 2030, e in particolare con l'obiettivo di concentrare investimenti e risorse su regioni, marchi e tecnologie "in grado di generare i rendimenti più elevati". Una scelta in netta controtendenza rispetto ai servizi di car sharing, progressivamente abbandonati da quasi tutti i costruttori a causa degli elevati costi e della ridotta redditività. Emblematico il caso della Renault, che ha deciso di chiudere le attività di gestione di auto condivise di Mobilize per le "scarse prospettive finanziarie del business". Il futuro di Free2move "Concentrando ulteriormente la nostra attenzione sulle attività puramente automotive, rafforziamo la nostra capacità di conseguire risultati sostenibili nel lungo periodo", ha commentato Virgilio Cerutti, Head of Business Development & Partnerships di Stellantis.Il gruppo si libera quindi di un'attività sempre più difficile da sostenere, mentre per Mutares l'acquisizione è perfettamente in linea con la propria strategia: la società tedesca investe in imprese che attraversano fasi complesse per sostenerne la ristrutturazione e tentare un rilancio industriale.In quest'ottica, il Chief Investment Officer Johannes Laumann ha spiegato l'intenzione di sfruttare la separazione di Free2move dal gruppo guidato da Antonio Filosa per rilanciarne le prospettive: "Le attività di car sharing di Free2move uniscono la forza di un marchio riconosciuto a livello internazionale a un significativo potenziale di miglioramento operativo a seguito della prevista separazione da Stellantis. Insieme al management team, non vediamo l'ora di rafforzare il modello operativo di Free2move e di sviluppare ulteriormente l'azienda affinché diventi una piattaforma indipendente di riferimento nel settore della mobilità".In altre parole, Free2move potrà beneficiare di una maggiore agilità, di investimenti dedicati e di una più ampia flessibilità operativa grazie al passaggio sotto il controllo di Mutares e all'uscita dal perimetro di Stellantis.
Categorie: 4 Ruote

Torna lo sconto sui carburanti, ma solo sul diesel: -17 centesimi fino al 6 agosto

4 Ruote - Lug 27,2026
Il Consiglio dei ministri ha deciso di intervenire in modo tempestivo sulla questione caldissima dei rincari dei carburanti. Oggi pomeriggio è stata convocata una riunione per esaminare e approvare un decreto legge contenente "Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alla ulteriore crisi dei mercati internazionali".In particolare, l'incontro, durato neanche venti minuti, si è concluso con il via libera alla reintroduzione del taglio delle accise, ma con modalità differenti rispetto all'ultima configurazione degli sconti: infatti, è stato deciso di varare uno scontro /tra accise e Iva) di 17 centesimi al litro solo sul diesel (la benzina rimane invariata).  Quanto durerà lo sconto? Come indicato dal ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, durante una conferenza stampa organizzata al termine del Cdm, lo sconto rimarrà in vigore "fino al 6 agosto". Complessivamente il costo dell'operazione si aggira attorno ai 125 milioni di euro per quanto riguarda lo sconto delle accise, ha aggiunto Giorgetti.Il costo della misura, che entrerà in vigore alla mezzanotte di oggi ed è accompagnata dalla proroga dello sconto per gli autotrasportatori e del credito di imposta per gli agricoltori, non è sostenuto da nuove accise su altri prodotti, come da ipotesi circolata durante la giornata, bensì da altre coperture finanziarie, tra cui una parte dell'extragettito IVA di giugno e proventi generati da sanzioni dell'Antitrust. ''Non siamo intervenuti sulle accise sui tabacchi. Monitoreremo giornalmente l'andamento dei prezzi che evolvono in modo assai erratico base alle situazioni di conflitto'', ha precisato ancora Giorgetti. '' chiaro che la situazione evolve di giorno in giorno. Oggi ad esempio il prezzo del Brent è in calo, la speranza è che questo si traduca tra qualche giorno anche in una diminuzione del prezzo alla pompa".In ogni caso, è già "previsto un Cdm il 4 di agosto che valuterà cosa fare in base alla situazione".
Categorie: 4 Ruote

Una Range Rover Bespoke del 1993 e una SV Ultra nuova: all'asta in coppia

4 Ruote - Lug 27,2026
La Range Rover Bespoke Classic debutterà alla Monterey Car Week 2026 in abbinamento al primo esemplare destinato al mercato americano della Range Rover SV Ultra. I due esemplari unici, caratterizzati dalla livrea abbinata e definiti "Matched Pair", saranno offerti in coppia all'asta da RM Sotheby's il 14 agosto e il ricavato sarà devoluto in beneficenza. La Range Rover classica si ispira alla nuova SV La Bespoke Classic nasce da un esemplare del 1993 con motore V8 3.9 litri in allestimento Country Edition. Il restauro totale ha richiesto oltre 2.000 ore di lavoro ed è stato compiuto rispettando le specifiche dell'epoca per quanto riguarda la meccanica. La carrozzeria è stata verniciata nella tinta Titan Silver sviluppata per la nuova SV Ultra, mentre gli interni in Ultrafabrics propongono l'inedito abbinamento tra Orchid White e Cinder Grey e finiture della plancia in alluminio. I cerchi di lega sono stati verniciati in Satin Platinum Atlas con bordi diamantati e sono stati eliminati i profili sulle fiancate: questi interventi mirano a rendere la Classic più simile al modello attuale. Una coppia di esemplari unici la prima volta che il reparto Bespoke crea una coppia di Range Rover di vecchia e nuova generazione abbinati. Si tratta di un esempio delle infinite possibilità di personalizzazione disponibili per i clienti, che possono studiare ogni dettaglio in collaborazione con gli esperti della Casa inglese.
Categorie: 4 Ruote

Classe C elettrica, oltre 760 km di autonomia e prestazioni brillanti: il nostro primo test

4 Ruote - Lug 27,2026
Per festeggiare i primi 140 anni di storia, dalle parti di Stoccarda hanno deciso di regalarsi la Mercedes-Benz Classe C elettrica: una berlina che vuole portare nel nuovo mondo, quello senza cilindri e pistoni, gli stessi valori per cui le quattro porte della Stella brillano da anni, prima e dopo quella pietra miliare che si chiama 190E. Per ora, è disponibile soltanto la C 400 4Matic, bimotore, con un listino che parte da 70.429 euro. L'ho guidata per la prima volta a Helsinki, in Finlandia. Autonomia fino a 761 km e ricarica a 330 kW Lunga 4,88 metri (+13 cm rispetto alla C termica attuale, che comunque rimane regolarmente a listino) e con un passo di 2,96 (+10 centimetri), la Mercedes-Benz Classe C elettrica è una berlina dalle forme piuttosto classicheggianti. Nasconde una batteria da 94 kWh netti ricaricabile, grazie all'architettura a 800 volt, fino a 330 kW alle colonnine HPC, per un 10-80% da soli 22 minuti. Agli stalli AC è previsto il caricatore di bordo da 11 kW. Come da tradizione, l'efficienza s'annuncia di altissimo profilo: in media, la 400 4Matic dovrebbe percorrere fino a 761 km con un pieno d'energia (vedremo a Vairano), anche grazie a un Cx da riferimento (0,22). Interni hi-tech, più spazio e doppio bagagliaio Dentro, la Classe C elettrica è un compendio di tecnologia: il maxischermo a tutta plancia (la diagonale è da 39,1 pollici) modifica in modo sensibile le interazioni con l'automobile (si può utilizzare con facilità anche la voce) mentre i sedili certificati Agr - disponibili con le funzioni di riscaldamento, ventilazione e massaggio - favoriscono un confort elevato nelle lunghe percorrenze. Notevole il guadagno, in termini di spazio, rispetto alla C termica: dietro c'è un maggior agio per le gambe, sebbene non ci sia molto spazio per sistemare bene i piedi sotto ai sedili anteriori. Ad annunciarsi ottima è la capacità di carico: oltre al vano posteriore da 470 litri dichiarati, c'è anche un frunk anteriore da 100.  Come va su strada: confort, agilità e 489 CV L'asse posteriore sterzante, le molle pneumatiche e un reparto sospensioni di pregevole caratura (doppio quadrilatero davanti, multilink a 5 leve dietro) rendono la Classe C elettrica molto comoda sulle strade butterate e, allo stesso tempo, le donano un'apprezzabile agilità fra le curve, soprattutto se si considera che la massa in ordine di marcia si aggira intorno ai 2.400 chili. Con prestazioni decisamente brillanti: i 489 cavalli e gli 800 Nm di coppia generati dai due motori permettono accelerazioni e riprese al fulmicotone; pure la velocità massima è di livello, visto che - anche grazie al cambio a due rapporti - la Classe C può raggiungere i 210 km/h di punta. Il tutto con una stabilità, mi hanno assicurato i tecnici della Stella presenti all'evento, che segna nuovi standard. La aspettiamo a Vairano.
Categorie: 4 Ruote

BYD cambia la Seal 6: sul tetto spunta il LiDAR, ma non è l'unica novità

4 Ruote - Lug 27,2026
BYD ha diffuso in Cina le prime informazioni sul Model Year 2027 della Seal 06. La vettura, che in Italia è nota come Seal 6 è stata per il momento mostrata solo con carrozzeria berlina tre volumi e non è ancora nota la data di avvio della commercializzazione. Arriva il LiDAR sul tetto L'aggiornamento è di fatto un vero e proprio restyling: a cambiare sono il frontale, i gruppi ottici anteriori e posteriori e soprattutto il tetto, dove è stato integrato il sensore LiDAR per la guida autonoma come già accaduto sulla Dolphin Surf. Le modifiche estetiche hanno contribuito ad aumentare la lunghezza di 150 mm, ma non sappiamo se questo dato sia legato ad altri fattori. Salgono potenza e autonomia per tutte Sul fronte dei powertrain non sono state ancora diffuse tutte le informazioni ufficiali, ma precedenti anticipazioni danno per certe due novità principali: l'aumento significativo della potenza delle versioni elettriche da 218 a 326 CV, l'arrivo di una batteria più capiente ed efficiente nonché l'aggiornamento delle plug-in hybrid DM-i con una maggiore autonomia elettrica e un motore più potente.
Categorie: 4 Ruote

La prima cabrio per l'India? La disegnano gli studenti IED, ecco le proposte

4 Ruote - Lug 27,2026
Prosegue la collaborazione tra lo IED di Torino e Tata Motors: nell'ambito del progetto di tesi dell'anno accademico 2025/2026, gli studenti del Triennio in Transportation Design sono stati coinvolti nella progettazione della prima cabriolet concepita espressamente per il mercato indiano, segmento finora sconosciuto sul mercato locale. Come nasce un'auto Il progetto, che ha coinvolto anche il Tata Motors Design Tech Centre Italia, ha portato gli studenti ad approfondire il contesto sociale ed economico dell'India (mercato, evoluzione della mobilità e patrimonio culturale), così da tradurlo in otto concept differenti, sviluppati in tutto il loro percorso, dagli sketch alla modellazione digitale completa. Il progetto è diventato, per Tata, un'opportunità di dialogo con i designer di domani, mentre per IED un'ulteriore conferma del valore della collaborazione con le aziende all'interno del percorso formativo dei suoi studenti. I progetti degli studenti Tra le proposte - alcune delle quali sono state già presentate: le trovate nella gallery in testa all'articolo - la Sandhya interpreta la cabrio come simbolo di lusso indiano radicato nella tradizione, con proporzioni da GT e dettagli ispirati all'artigianato locale; la Vayuna punta invece sull'identità nazionale e il Made in India in chiave contemporanea. Spostandosi in ambiti più sperimentali troviamo la Elytra, ispirata alla natura, con un meccanismo di apertura del tetto che ricorda quello delle ali di una coccinella, mentre la Niiva riesce a trasformare la carrozzeria da coupé a barchetta. La Sol integra una console musicale come spazio di socialità, la Tata 101 esplora il dualismo della condivisione e del raccoglimento personale, mentre la Traveler nasce per esplorare l'India più autentica e vivere esperienze all'aria aperta.
Categorie: 4 Ruote

Honda e Nissan: niente fusione, ma un sistema operativo comune

4 Ruote - Lug 27,2026
Honda e Nissan svilupperanno un sistema operativo nel settore automotive. La notizia è stata diffusa da alcune agenzie stampa giapponesi e conferma così l'intenzione di rafforzare la posizione dei rispettivi gruppi industriali nell'era dei software-defined vehicles dopo il naufragio di una vera e propria fusione nel 2025. Sistema operativo e centraline uniche Il nuovo OS deriva in parte da quanto già sviluppato dalla Nissan e sarà condiviso con Honda come centro nevralgico dei veicoli di nuova generazione. L'accordo dovrebbe prevedere anche la standardizzazione dell'hardware di controllo, ma non l'eventuale condivisione delle sedi produttive, che dovrebbero quindi rimanere separate. Il progetto consentirà di velocizzare lo sviluppo di nuovi modelli e condividere i costi, inoltre aprirà la strada ad aggiornamenti OTA in remoto che consentiranno di modificare pesantemente le funzioni di bordo, sia per correggere errori che per migliorare l'esperienza a bordo e la sicurezza. Mitsubishi come terzo partner Vista la collaborazione già in atto tra Nissan e Mitsubishi, come dimostra il lancio della Eclipse Sportback derivata dalla Leaf, è molto probabile che anche il terzo marchio giapponese sia destinato ad entrare nell'accordo. Sembra invece esclusa dall'operazione Renault, pur avendo ancora una piccola partecipazione in Nissan.
Categorie: 4 Ruote

Noleggio sociale: l'auto non si sceglie, il modello lo decide l'ACI

4 Ruote - Lug 27,2026
C'è un dettaglio del noleggio sociale da 100 euro al mese che potrebbe sorprendere chi intende beneficiarne: non si potrà scegliere quale auto guidare. L'ACI acquisterà infatti un unico modello attraverso una gara europea, mettendolo poi a disposizione di chi otterrà l'agevolazione. Non ci sarà quindi una gamma di vetture tra cui scegliere in base a gusti, preferenze o necessità. questo uno degli aspetti più particolari dell'iniziativa, presentata nei giorni scorsi alla presenza del ministro Adolfo Urso.Facciamo dunque chiarezza sul noleggio sociale, su come funziona e sulla platea dei possibili beneficiari. Le condizioni del noleggio Il contratto di noleggio sociale che si va a stipulare ha una durata minima di tre anni e prevede un canone mensile di 100 euro (IVA inclusa), con un limite di percorrenza di 12.000 chilometri annui. Al termine dei tre anni sarà possibile riscattare l'auto con uno sconto del 10% sul valore residuo. Quali modelli? Uno solo Non esiste una lista di modelli a disposizione di chi vorrà (e potrà) avvalersi del noleggio sociale, per un motivo molto semplice: ACI e Mimit organizzeranno una gara europea, a cui potranno partecipare tutti i costruttori che operano nel continente. E se per caso ve lo state chiedendo: sì, anche quelli cinesi. I requisiti per il bando Per potersi aggiudicare la gara, i costruttori dovranno rispettare almeno due condizioni fondamentali:Proporre un modello di automobile con un prezzo massimo di 14.800 euro IVA esclusa (quindi circa 18.000 euro di listino) e omologazione Euro 6 fino a 135 g/km di CO2Un'adeguata rete di ritiro e assistenzaL'ultimo punto, in particolare, sarà fondamentale per l'aggiudicamento della gara. E per un motivo molto semplice: nei 100 euro di canone sono compresi tutti i servizi di un noleggio, e questo vuol dire RCA, bollo, manutenzione ordinaria e straordinaria, assistenza stradale. Il costruttore deve quindi poter garantire di riparare e rimettere in efficienza le proprie vetture nel minor tempo possibile e nel migliore dei modi, potendo contare su una rete di assistenza capillare e di provata efficienza. E deve poter consegnare l'auto senza imporre spostamenti onerosi (in termini di tempo e di denaro) a chi la noleggia. Quante auto disponibili per il noleggio? Al momento non è dato saperlo: tutto dipenderà dal prezzo d'acquisto del modello che si aggiudica la gara. Potrebbe vincere un'auto che costa 14.800 euro (sempre IVA esclusa), oppure una che ne costa 10.000: in quest'ultimo caso, l'ACI potrebbe acquistarne molte di più. Con i 50 milioni di euro messi a disposizione dal Mimit, l'ACI stima che i beneficiari potrebbero essere tra i 3.000 e i 4.000. Non tantissimi, ma un numero congruo per quella che è stata fin da subito presentata come sperimentazione. Già pronti per il bis E che, se dovesse aver successo, è già pronta per essere ripetuta più avanti, con un quantitativo maggiore di fondi (già allocati, ma non possiamo quantificare). E con regole che andranno eventualmente ridefinite sulla base di come andrà questo primo "giro". " una misura sperimentale: ove avesse successo, come speriamo, aumenteremo in modo significativo le risorse a essa destinata, rendendola strutturale", ha dichiarato il ministro Urso nella conferenza stampa di presentazione. I tempi per il via del noleggio sociale Le tempistiche non saranno comunque brevi. I tempi tecnici per indire una gara europea sono lunghi, e si prevede che possano richiedere alcuni mesi. A questi seguiranno poi le necessità operative vere e proprie, dall'acquisto delle auto da parte di ACI, che concederà effettivamente il noleggio, alla burocrazia annessa.A quel punto sarà aperta la piattaforma online su cui presentare la domanda (gestita dal Mimit, come per gli incentivi). Prevedibile, anche per l'elevata richiesta che si aspetta l'ACI, il classico "clic day". Le domande non saranno accettate automaticamente, ma saranno vagliate per verificare il rispetto dei requisiti.L'ACI stima che le prime consegne delle auto inizieranno solo nel 2027 (inoltrato, aggiungiamo noi). Noleggio sociale: chi può fare domanda Al momento, l'unica informazione sicura è che potranno presentare domanda le persone fisiche con un ISEE inferiore a 30.000 euro. Sarà inoltre obbligatorio rottamare un veicolo fino a Euro 4, posseduto da almeno 12 mesi. A questi due requisiti se ne potranno aggiungere altri, volti soprattutto a verificare la "solidità" del beneficiario e la sua capacità di far fronte ai canoni di noleggio. A tutela di tutte le parti coinvolte. I dettagli di questi ulteriori requisiti sono ancora da definire e verranno presentati nei prossimi mesi. Le auto che potrebbero rientrare nel noleggio sociale Siccome le liste ci piacciono sempre, spulciando i listini siamo andati a cercare tutti i modelli che costano meno di 18 mila euro, e che potrebbero quindi - almeno teoricamente - rientrare nella rosa di quelli che potranno partecipare al bando dell'ACI e del Mimit.Citroën C3 1.2 Turbo You: 16.700 euroDacia Sandero Streetway: tutti i modelli tranne la Eco-G 120 Auto expression e Journey, da 14.800 euroDacia Sandero Stepway: tutti i modelli tranne le Eco-G 120 Auto e Full Hybrid nell'allestimento Expression, escluso l'allestimento Extreme, da 16.500 euroDFSK Glory 500 1.5 MT: 17.988 euroDR 3 1.5 MT: 17.900 euroEMC quattro 1.5 MT: 17.700 euroEVO 3 1.5 MT: 15.900 euroEVO 4 1.5 MT: 16.900 euroFiat Pandina Pop / Icon (non Cross): da 15.950 euroFiat Grande Panda 1.2 Turbo Pop: 17.900 euroKia Picanto 1.0 Urban: 17.800 euroMG 3 1.5 Standard: 16.990 euroSeat Ibiza 1.0 MPI: 17.000 euro Aspettiamoci qualche sorpresa Attenzione, però: i costruttori che partecipano alla gara hanno facoltà di proporre i prezzi che ritengono opportuni, prevedendo per esempio sconti importanti, anche a fronte del risalto mediatico che una simile iniziativa si porterà inevitabilmente appresso. Non è da escludere quindi che possano partecipare automobili che teoricamente superano il tetto massimo di 14.800 euro (IVA esclusa), che una Casa decide però di vendere a prezzo ridotto.
Categorie: 4 Ruote

Nuovi optional e il pacchetto AMG: Mercedes-Benz VLE si aggiorna

4 Ruote - Lug 27,2026
Mercedes-Benz introduce a listino varianti aggiuntive e una gamma accessori ampliata della nuova VLE elettrica, che abbiamo già guidato in anteprima. Il monovolume elettrico è disponibile in Italia a partire da 90.580 euro. L'unico powertrain disponibile per il momento è quello denominato 300 con motore singolo anteriore da 272 CV e batteria da 115 kWh ricaricabile a 300 kW con 700 km di autonomia, ma in futuro sono previste anche l'integrale 400 4Matic da 415 CV e una entry-level con batterie da 80 kWh. I nuovi optional a listino La gamma degli optional della VLE 300 si allarga con l'introduzione dei sedili posteriori Premium Comfort elettrici, del tetto Sky View, dell'allestimento 8 posti e del Night Package. inoltre possibile abbinare la Line Exclusive ai pacchetti Premium e Premium Plus: quest'ultimo include l'head-up display e l'MBUX Superscreen. Un tocco sportivo con i pacchetti AMG Debuttano inoltre i pacchetti AMG Line e AMG Line Plus, che introducono paraurti e calandra AMG illuminata. La AMG Line (2.867 euro) include anche le finiture esterne in alluminio, i cerchi da 20" a cinque razze, le finiture interne in alluminio spazzolato e i ricami specifici per i sedili, mentre la variante Plus (6.182 euro) aggiunge le finiture esterne Dark Chrome e nero lucido, i cerchi da 21" con razze sdoppiate, i sedili Excellence con cuciture rosse, le cinture di sicurezza rosse e le finiture della plancia carbonio AMG Silk-Matt.
Categorie: 4 Ruote

Incidenti stradali, meno vittime ma è allarme per monopattini ed e-bike

4 Ruote - Lug 27,2026
I numeri della sinistrosità stradale in Italia del 2025 non sono degni di un Paese civile: 2.868 vittime (-5,3% rispetto al 2024) e 237.822 feriti (+1,7%), per un totale di 177.207 incidenti (+2,2%), stando al più recente bollettino Istat. A peggiorare le cose la mobilità ciclistica e della micromobilità elettrica, con 253 morti (+21,6%). Di questi, 198 tra chi usa bici normali (+20%), 30 tra utilizzatori delle cosiddette e-bike (+50%) e 25 tra i conducenti di monopattini elettrici (+8,7%). Da evidenziare che quei tipi di spostamenti hanno superato, nella prima metà dell'anno scorso, la soglia del 5%. Monopattini elettrici, c'è da preoccuparsi In particolare, gli incidenti che hanno coinvolto almeno un monopattino elettrico sono stati 4.130 nel 2025 (+6%), contro i 564 nel 2020. I feriti 3.997. Di cui 3.763 conducenti con lesioni e addirittura 234 fra i passeggeri, nonostante sia vietato trasportare persone. Mentre i pedoni investiti dalle tavolette e quindi feriti sono stati 208 (+16,2%). In quanto alle bici elettriche, 2.311 sinistri (dai 240 del 2020), con 2.238 feriti, e 93 pedoni investiti. Costo sociale enorme Premesso che l'Istat rileva solo gli incidenti con lesioni, il costo sociale di questi sinistri ammonta a 18,2 miliardi di euro nel 2025, l'equivalente dell'1% del Pil. Sommando quelli con solo i danni alle cose, ossia 4,4 miliardi di euro stimati dall'Ania (l'Associazione delle compagnie assicuratrici), si arriva a 22,6 miliardi. Obiettivo UE lontanissimo Bruxelles ha fissato come target il dimezzamento dei morti su strada nel 2030, per toccare quota 1.587 in Italia: pur in presenza di un lieve miglioramento, l'obiettivo pare oggi irraggiungibile. Siamo inoltre a 49 decessi su per incidenti stradali ogni milione di abitanti, parecchio superiore alla media dell'Unione Europea (43). Sempre più stranieri coinvolti Aumenta la quota di stranieri coinvolti in incidenti: dall'8,9% del 2019 al 13,7% del 2025. La comunità più rappresentata? In un terzo dei casi Romania, Albania e Marocco (a seguire, Pakistan, Germania, Egitto , Tunisia, ma anche Bangladesh, Moldavia e Ucraina). Attenzione: per i monopattini elettrici, su 3.886 conducenti sinistrati, il 58,3% sono di nazionalita non italiana. Le cause L'Istat si basa sui report delle Forze dell'ordine in seguito a incidenti con lesioni. Sulla scorta di quelli, le cause del 43,1% dei sinistri sono distrazione, mancato rispetto della precedenza, velocita troppo elevata e manovra irregolare. Ma restano escluse le circostanze legate all'alterazione dello stato psicofisico da alcol e droga, perché l'informazione non è esaustiva. Comunque, valutando le multe date da Polizia Stradale e Carabinieri in occasione di incidente, su 58.607 sinistri, il 7,7% e risultato correlato all'alcol e il 3,8% alle droghe.  
Categorie: 4 Ruote

V12 aspirato e cambio manuale: la supercar italiana dedicata al padre della F40

4 Ruote - Lug 27,2026
Silvestri Automobili è una nuova casa automobilistica specializzata in supercar in serie limitata: nasce a Crocetta di Sant'Agata Bolognese sulla base della preesistente ST Saldature di Massimiliano Silvestri, e ha appena presentato la sua prima vettura: si chiama MN-40 Tributo, ed è una sportiva che rende omaggio all'ingegner Nicola Materazzi, padre di icone come la Ferrari F40, la Lancia Stratos e la B Engineering Edonis. Ne faranno solo 15 Questo modello sarà prodotto in quindici esemplari nell'arco di tre/quattro anni, ed è realizzato su un telaio tubolare in alluminio, progettato con il contributo dello stesso Materazzi, con carrozzeria in fibra di carbonio e motore V12 aspirato (di produzione italiana) in posizione centrale-posteriore, abbinato a un cambio manuale. Il design dell'auto, firmato da Francesco Rocco, richiama la Ferrari F40 in alcuni dettagli, come l'alettone posteriore e il profilo nero lungo la fiancata, ma al tempo stesso introduce soluzioni originali, come l'ala integrata nel frontale e la coda "avvolgente", con i tre scarichi integrati nel paraurti posteriore. Svelata da una maquette in scala 1:1, che mostra da un lato la carrozzeria e dall'altro il telaio, la MN-40 è una supercar omologata per l'uso stradale, che nasce con l'obiettivo di offrire un'esperienza di guida "old school", sostanzialmente analogica, senza l'elettrificazione o gli invasivi sistemi di assistenza alla guida di molte sportive moderne. Una nuova realtà della Motor Valley Silvestri Automobili si inserisce così nella tradizione della Motor Valley emiliana, dove - accanto a Ferrari, Lamborghini e Maserati - sono nate nel tempo realtà artigianali e di nicchia come Bugatti Automobili di Campogalliano, Cizeta, B.Engineering, De Tomaso e Pagani. Fondata da Massimiliano Silvestri, che vanta quasi trent'anni di esperienza tra Maranello, Modena e Sant'Agata Bolognese, la nuova azienda punta a valorizzare questo patrimonio di competenze per dare vita a una supercar costruita secondo la più classica tradizione del Made in Italy.
Categorie: 4 Ruote

Un altro colosso tedesco finisce nei guai: Varta verso lo smembramento

4 Ruote - Lug 27,2026
Un altro grande nome dell'industria tedesca finisce in bancarotta: Varta, storico produttore di batterie con sede a Ellwangen, nella parte orientale del Baden-Württemberg, ha presentato al Tribunale Distrettuale di Stoccarda l'istanza per accedere a uno degli strumenti previsti dalla legge fallimentare tedesca, la procedura di insolvenza in regime di autoamministrazione.L'azienda, che già negli anni scorsi ha affrontato non pochi problemi finanziari, rischia ora di scomparire oppure di andare incontro a uno spezzatino delle attività operative.  Si va verso lo spezzatino Toccherà ora all'avvocato Tobias Wahl, nominato dal tribunale quale amministratore provvisorio, trovare una soluzione a una crisi più finanziaria che commerciale e operativa, garantire il futuro della società e salvaguardare quasi 4.200 posti di lavoro. Il suo compito non sarà facile perché Varta è il simbolo di cosa significhi la spietata concorrenza dei cinesi in alcuni ambiti tecnologici. La società tedesca ha negli anni concentrato le sue attività nel campo delle micro-batterie per dispositivi elettronici, ma negli ultimi mesi avrebbe perso un importante cliente. Varta cita, tra le cause della sua crisi, "condizioni di mercato significativamente deteriorate, domanda più debole, effetti negativi sulla valuta e, più recentemente, la decisione di un cliente di riferimento di porre fine alla cooperazione". Si tratta del colosso Apple, che ha deciso di affidarsi proprio a un fornitore cinese per i suoi AirPods. A pagarne le conseguenze sono così le divisioni operative Varta Microbattery GmbH, Varta Micro Production GmbH e Varta Storage GmbH, mentre è stata esclusa dalla procedura di insolvenza l'unità Consumer Batteries e le società collegate, che sono giuridicamente e operativamente separate, finanziariamente indipendenti e ancora redditizie. A ogni modo, Wahl dovrà individuare, in via prioritaria, delle fonti di finanziamento alternative a quelle che finora hanno sostenuto le attività. L'azienda è controllata dall'imprenditore austriaco Michael Tojner e dalla Porsche, ma i due azionisti si sono riufiutati di mettere a disposizione nuovi capitali. Varta è quindi sul punto di essere smembrata: i creditori più importanti, tra cui  Deutsche Bank e gli hedge fund RBC BlueBay, Blantyre e Whitebox, avrebbero messo nel mirino la divisione ancora in bonis per scorporarla dall'azienda, mentre Tojner ha espresso interesse per il solo settore delle microbatterie.La Porsche ha investito nella Varta all'inizio del 2025 nel quadro di un'operazione finanziaria condotta insieme all'imprenditore austriaco per procedere con l'ennesimo salvataggio della società di Ellwangen. Grazie a 60 milioni di euro, la Casa di Zuffenhausen ha rilevato la metà del capitale, nonchè la maggioranza dell'attuale Varta V4Smart, produttore di batterie cilindriche agli ioni di litio ad alte prestazioni. Anche queste attività non rientrano nella procedura concorsuale.
Categorie: 4 Ruote

Il gasolio sfiora il record storico: torna il taglio delle accise

4 Ruote - Lug 27,2026
Mentre il diesel si avvicina al record storico e il governo valuta un nuovo intervento sulle accise, arrivano i primi segnali positivi per le quotazioni del petrolio. Come segnala Staffetta Quotidiana nella sua consueta analisi giornaliera, dopo il forte rialzo registrato fino a sabato i prezzi dei carburanti stanno mostrando segnali di progressiva stabilizzazione grazie al calo delle quotazioni del greggio favorito dagli spiragli di tregua in Medio Oriente.Gli Stati Uniti, infatti, hanno deciso di fermare gli attacchi all'Iran. Ufficialmente, Washington ha scelto di privilegiare le vie diplomatiche per risolvere il conflitto mediorientale. Tuttavia, secondo diverse ricostruzioni della stampa americana, le operazioni sarebbero state sospese a causa della crescente scarsità di munizioni e missili e del continuo calo dei consensi per l'operato dell'attuale amministrazione Trump.In ogni caso, gli spiragli di tregua hanno già prodotto effetti immediati sul mercato petrolifero. I due indici di riferimento per le quotazioni del greggio si sono infatti allontanati dalla soglia dei 100 dollari al barile. Il WTI tratta poco sopra gli 84 dollari, mentre il Brent si attesta intorno ai 91 dollari. Diesel vicino al record storico: prezzi oltre 2,18 euro Detto questo, il quadro resta critico per le tasche degli automobilisti. La benzina ha superato quota 1,98 euro al litro, raggiungendo il livello più alto dal 5 ottobre 2023. Il gasolio, invece, è salito a 2,18 euro al litro, tornando sui valori registrati il 18 marzo 2022, all'indomani dell'invasione russa dell'Ucraina.Il diesel è così sempre più vicino al record storico di 2,229 euro al litro toccato il 17 marzo 2022, livello che portò il governo Draghi a intervenire con il taglio delle accise.In particolare, questa mattina, 27 luglio, il prezzo medio nazionale dei carburanti in modalità self service risulta pari a 1,982 euro al litro per la benzina (+14 millesimi rispetto a venerdì), 2,185 euro per il gasolio (+24), 0,743 euro per il GPL (-1) e 1,603 euro/kg per il metano (+8).Sulla rete autostradale, la benzina si attesta a 2,071 euro al litro (+12 millesimi), il diesel a 2,255 euro (+27), il GPL a 0,877 euro (-2) e il metano a 1,606 euro/kg (+10).In questo contesto, Staffetta Quotidiana segnala anche la decisione di Q8 di aumentare di un centesimo al litro i prezzi consigliati della benzina e di due centesimi quelli del diesel. Tamoil, invece, ha ritoccato verso l'alto di due centesimi la verde e di tre centesimi il gasolio. Taglio delle accise sul diesel: le ipotesi del governo In altre parole, la situazione continua a destare preoccupazione nonostante i segnali di distensione in Medio Oriente. Proprio per questo motivo, il governo ha deciso di uscire allo scoperto per calmierare i prezzi ed evitare pesanti riflessi sull'andamento dell'inflazione.A Roma si stanno valutando diverse opzioni, ma un obiettivo appare chiaro: riportare il diesel sotto la soglia dei 2 euro al litro.Tra le ipotesi allo studio c'è la reintroduzione di un taglio delle accise sul gasolio più consistente rispetto a quello previsto per la benzina. probabile che venga replicato quanto deciso il 30 aprile scorso, quando fu introdotto uno sconto di 20 centesimi al litro sul diesel (24,4 centesimi considerando l'IVA) e di 5 centesimi sulla benzina (6,1 con l'IVA).Si tratterebbe comunque di un intervento ponte: l'obiettivo è arrivare alla prima settimana di agosto e procedere con una nuova proroga grazie all'extra-gettito IVA maturato nel mese di luglio.
Categorie: 4 Ruote

Ha più di 1.000 CV e si muove come un granchio: com'è e come va la MHero I - VIDEO

4 Ruote - Lug 27,2026
L'impatto visivo non lascia spazio a sfumature: o si accetta la sua estetica estrema, o si volta altrove lo sguardo. La MHero I, primo modello del brand premium. L'impatto visivo non lascia spazio a sfumature: o si accetta la sua estetica estrema, o si volta altrove lo sguardo. La MHero I, primo modello del brand premium del gruppo Dongfeng dedicato all'off-road, si presenta con forme aggressive, spigoli vivi e volumi imponenti. Come la stazza: l'auto è lunga 4,99 metri, larga ben 2,08 metri e alta quasi due metri. I motori arrivano fino a quasi 1.100 CV di potenza massima. Il prezzo? Da marchio di lusso: si parte da 133.900 euro.Accanto alla MHero I debutta anche la MHero II, una SUV da oltre cinque metri con motore plug-in da 686 CV che promette di sparigliare il segmento premium con un prezzo di circa 75.000 euro. Si parte con il Range Extender La piattaforma tecnica del gruppo Dongfeng permette di declinare la MHero I in tre varianti, con due diverse filosofie di trazione. Alla base della gamma si collocano le versioni Rev, veicoli elettrici con Range Extender, per superare l'ansia da autonomia: nella configurazione del veicolo della nostra breve prova, il motore termico - un 1.5 turbobenzina - lavora esclusivamente come generatore, con il solo compito di ricaricare il pacco batteria.Le ruote, di conseguenza, sono mosse sempre e soltanto dai motori elettrici, che possono essere due o tre, a seconda delle versioni.L'esemplare oggetto di questo primo contatto adotta la motorizzazione d'accesso Rev II. Lo schema prevede il propulsore termico abbinato a due motori elettrici collocati sull'asse posteriore. La potenza complessiva di sistema è di 544 CV, mentre la coppia massima è di 700 Nm.La batteria, con chimica litio-ferro-fosfato (LFP), ha una capacità di 42,9 kWh, sufficiente a garantire circa 100 km di autonomia in modalità puramente elettrica prima dell'intervento del generatore termico, portando la percorrenza complessiva dichiarata a 729 km secondo il ciclo WLTC, che però sappiamo essere piuttosto blando.Poco importa, perché più che il confort a lungo raggio, le montagne dell'Altopiano di Asiago ci hanno permesso di apprezzare le doti fuoristradistiche della MHero I. Tecnica da vera off-road L'adozione di sospensioni pneumatiche adattive AeroRide consente un'escursione complessiva di 150 mm (da -45 a +105 mm rispetto all'altezza standard), che porta la luce libera da terra a variare da 221 a 336 mm.Numeri alla mano, gli angoli caratteristici ne beneficiano in modo diretto: l'angolo d'attacco varia da 31 a 36,8, quello d'uscita si attesta tra 31 e 37,5, mentre l'angolo di dosso oscilla tra 20 e 27,9.Valori importanti che, insieme alla capacità di guado dichiarata fino a 90 centimetri, definiscono una carta d'identità votata al superamento degli ostacoli. Aggiungiamo poi la possibilità di bloccare il differenziale anteriore, oltre all'opportunità di gestire la coppia sull'asse posteriore con i due motori elettrici, e si capisce subito che la libertà di movimento offerta da quest'auto è notevole. C'è anche l'elettrica da oltre 1.000 CV Per chi cerca prestazioni superiori, il listino propone la variante Rev III: i motori elettrici salgono a tre, la potenza totale tocca gli 816 CV (600 kW) e la coppia raggiunge i 1.050 Nm.In questo caso cambia anche la batteria, un'unità al nichel-cobalto-manganese (NCM) da 65,8 kWh che innalza l'autonomia elettrica a 156 km.Al vertice si posiziona la MHero I Bev, una full electric pura spinta da quattro motori elettrici indipendenti, uno per ruota, capace di erogare 1.088 CV e 1.400 Nm di coppia massima, coprendo lo 0-100 km/h in 4,2 secondi a fronte di una batteria da 142,7 kWh. Come se la cava in fuoristrada Il nostro test parte dall'Hotel Croce Bianca, nel centro di Asiago, e termina a quota 1.658 metri sul livello del mare al Rifugio Larici.Mettersi al volante di un mezzo che ferma l'ago della bilancia a 3.130 kg a vuoto (valore che sale a 3.293 kg per la versione Bev) impone un approccio prudente e privo di velleità sportive.La potenza di 544 CV della Rev II è indubbiamente vigorosa e la risposta all'acceleratore è quella tipica dei motori elettrici: immediata e lineare. Tuttavia, l'erogazione della coppia deve fare i conti con una massa inerziale imponente, che influenza anche, e soprattutto, ogni curva.Va detto però che il basso centro di gravità offerto dalle batterie integrate nel telaio rende il comportamento prevedibile e sicuro. Anche perché nei trasferimenti di carico il lavoro delle sospensioni a doppi bracci oscillanti supportate dagli ammortizzatori pneumatici fornisce una buona tenuta e precisione. Si muove anche in diagonale Il vero elemento di sorpresa in termini di dinamica è il sistema a quattro ruote sterzanti. L'asse posteriore può ruotare fino a 10,6, riducendo il raggio di sterzata a soli 5,1 metri: un valore insolito per un veicolo lungo cinque metri, che ne facilita la gestione negli spazi stretti e nelle manovre di parcheggio.Meno sfruttabile nell'uso comune, ma interessante dal punto di vista ingegneristico, è la funzione Crab-walk (già vista sull'Hummer EV) che permette al veicolo di muoversi in diagonale orientando le ruote posteriori nello stesso senso di quelle anteriori.In fuoristrada, la gestione elettronica all-terrain con modalità dedicate e i blocchi dei differenziali garantiscono un'eccellente motricità. La suite tecnologica rende facile portare in fuoristrada la MHero I.Il conducente, attraverso il sistema di telecamere a 360, può tenere sotto controllo dove mette le ruote e può, grazie all'Hill Descent Control, preoccuparsi solo dello sterzo mentre è il ripartitore di frenata a occuparsi di mantenere l'assetto dell'auto in discesa.Aiuto importante quando l'aderenza è poca ma il peso no. Il risultato è che portare fuori strada quest'auto è un'impresa alla portata anche del pilota meno esperto. Lusso e tecnologia L'abitacolo cerca di giustificare il posizionamento di prezzo alternando materiali di pregio a una forte digitalizzazione. La plancia si sviluppa attorno a tre schermi principali: la strumentazione LCD da 12,3" per chi guida, il display centrale touch da 15,6" dedicato alle funzioni di infotainment e alla gestione del veicolo e un ulteriore schermo da 12,3" davanti al passeggero anteriore.I sedili rivestiti in pelle Nappa offrono regolazioni elettriche e funzioni di riscaldamento e ventilazione di serie, mentre lo spazio per i passeggeri posteriori è corretto in termini di centimetri per le gambe.Da migliorare invece la capacità del bagagliaio, che varia da 452 a 1.137 litri: una volumetria non eccezionale se rapportata agli ingombri esterni della carrozzeria. I prezzi della MHero I I prezzi di listino della MHero I riflettono l'ambizione premium del costruttore cinese: si parte dai 133.900 euro necessari per la versione d'accesso Rev II, per passare ai 164.900 euro della Rev III, fino a raggiungere i 206.900 euro della variante Bev, a cui vanno aggiunti i costi di messa in strada.A questi prezzi la competizione è agguerrita e conta su un'eredità importante. Mercedes Classe G, Land Rover Defender e Toyota Land Cruiser sono tutte alternative dall'elevato blasone.Se però queste possono contare su uno status ormai riconosciuto ovunque nel mondo, le armi della MHero I toccano corde diverse. L'eccentrica fuoristrada cinese vuole farsi vedere, più che essere riconosciuta. Ed è certamente una giocata intelligente quando il resto del listino odierno è ormai appiattito su consolidati canoni stilistici e tecnici.C'è anche la MHero IIParallelamente, la gamma si arricchisce con l'arrivo della MHero II. La MHero II adotta dimensioni ancora più generose, crescendo di 10 centimetri in lunghezza (5,10 metri totali) e beneficiando di un passo di 3 metri che ottimizza lo spazio a bordo, portando il volume del bagagliaio a 828 litri.Ha dimensioni maggiori e finiture interne ancor più curate, ma la MHero II punta su ciò che più fa tremare la produzione europea: un rapporto qualità-prezzo invidiabile. Questo modello si posiziona infatti a una soglia di prezzo inferiore, con un listino che attacca a circa 75.000 euro. Prezzo decisamente interessante in rapporto alle finiture e alle dotazioni.Sotto il profilo meccanico, la MHero II sfrutta la medesima base tecnologica della sorella minore, ma oggi viene proposta in un'unica configurazione ibrida plug-in da 686 CV e 848 Nm di coppia, alimentata da una batteria LFP da 31,7 kWh.A differenza del sistema REEV della MHero I, questa architettura promette un'autonomia complessiva superiore ai 1.100 km, pur mantenendo uno schema di sospensioni a quadrilateri e una trazione integrale intelligente con 7 modalità di guida dedicate ai terreni più impegnativi. C'è anche l'MHero II Parallelamente, la gamma si arricchisce con l'arrivo dell'MHero II. Quest'ultimo adotta dimensioni ancora più generose, crescendo di 10 centimetri in lunghezza (5,10 metri totali) e beneficiando di un passo di 3 metri che ottimizza lo spazio a bordo, portando il volume del bagagliaio a 828 litri. Ha dimensioni maggiori e finiture interne ancor più curate, ma l'MHero II punta su ciò che più fa tremare la produzione europea: un rapporto qualità-prezzo invidiabile. Questo modello si posiziona infatti ad una soglia di prezzo inferiore, con un listino che attacca a circa 75.000 euro. Prezzo decisamente interessante in rapporto alle finiture e alle dotazioni. Sotto il profilo meccanico, l'MHero II sfrutta la medesima base tecnologica del fratello minore, ma ad oggi viene proposto in un'unica configurazione ibrida plug-in da 686 CV e 848 Nm di coppia, alimentata da una batteria LFP da 31,7 kWh. A differenza del sistema REEV dell'MHero 1, questa architettura promette un'autonomia complessiva superiore ai 1.100 km, pur mantenendo uno schema di sospensioni a quadrilateri e una trazione integrale intelligente con 7 modalità di guida dedicate ai terreni difficili.
Categorie: 4 Ruote

Una plug-in su quattro arriva dalla Cina: Volkswagen chiede subito i dazi

4 Ruote - Lug 27,2026
Bruxelles sta da tempo valutando l'imposizione di dazi sulle auto ibride plug-in cinesi, ma finora non ha fatto passi concreti verso l'introduzione di nuove barriere doganali in grado di arginare l'invasione del made in China. Dal settore, invece, arriva una prima richiesta per accelerare il processo. Oliver Blume, amministratore delegato del gruppo Volkswagen, ha esplicitamente chiesto all'Unione europea di imporre "rapidamente" tariffe analoghe a quelle che gravano già da mesi sulle elettriche."Non abbiamo tempo da perdere", ha affermato Blume durante la conference call sui risultati del primo semestre. I numeri dell'invasione  La richiesta di Blume è rafforzata da dati che parlano chiaramente di un'invasione inarrestabile. Secondo elaborazioni della società di analisti Dataforce, citate da Autonews Europe, i cinesi hanno già conquistato quasi un terzo del mercato europeo delle ibride plug-in. In particolare, i marchi del Dragone hanno venduto 208.368 veicoli, raggiungendo il 27,3% del segmento.Inoltre, il podio della classifica dei modelli più venduti è monopolizzato da vetture cinesi: la BYD Seal U precede la BYD Atto 2 e la Jaecoo 7. La prima europea si trova al quarto posto: è la Volkswagen Tiguan.Blume spera ora che all'interno della UE si trovi un accordo per definire già nei prossimi mesi delle misure che riportino "condizioni di parità" sul mercato continentale. Il manager auspica che la configurazione dei nuovi dazi replichi quella già in vigore per le auto a batteria. "Le norme sulle elettriche funzionano. In questo ambito siamo competitivi in termini di prezzo. Il problema si pone con gli ibridi plug-in", ha affermato. Del resto, è ormai chiaro che i costruttori cinesi abbiano messo nel mirino l'Europa anche per arginare il problema del calo delle vendite sul mercato interno. In generale, la spinta sulle esportazioni li ha già portati ad aumentare le proprie vendite a tassi a tripla cifra.Sempre secondo Dataforce, il primo semestre si è chiuso con 685.990 veicoli commercializzati da marchi del Dragone, con un aumento del 101% sul pari periodo dell'anno scorso e una quota passata in un anno dal 5% al 9,5%."I concorrenti cinesi subiscono pressioni sul mercato interno e l'esportazione rappresenta la loro unica opportunità di successo", ha fatto presente Blume, auspicando una rapida attuazione di misure di protezione più ampie per l'industria automobilistica europea nell'ambito del Made in Europe.Al contempo, però, il manager ha confermato la possibilità di importare in Europa veicoli prodotti in Cina per sfruttare una base di costo inferiore, mentre ha escluso accordi per la condivisione degli impianti europei con Case cinesi.
Categorie: 4 Ruote