Mazda3, arriva il Model Year 2027: la media giapponese diventa più sicura e confortevole
Mazda ha presentato il Model Year 2027 della Mazda3, disponibile ancora nella versione hatchback e sedan a tre volumi. Le novità riguardano principalmente la dotazione di sicurezza della suite i-Activsense, che di serie prevede adesso il Driver Monitor per il monitoraggio del conducente tramite una telecamera a infrarossi. Aggiornati i fari a LED adattivi, che migliorano la visibilità nelle ore notturne, e in gamma entra la nuova colorazione Aero Grey, mentre Ceramic e Zircon Sand escono dal listino. La gamma motori Nessun cambiamento alle motorizzazioni a listino, tutte elettrificate: e-Skyactiv G 140 CV M Hybrid: 4 cilindri aspirato da 2.5 litri, 140 CV e 238 Nm di coppia, 0-100 in 9,5 secondi (9,8 per la versione con cambio automatico) e velocità massima di 206 km/h (199 km/h per AT) e-Skyactiv G 186 CV M Hybrid: 4 cilindri turbo da 2.0 litri, 186 CV e 240 Nm di coppia, 0-100 in 8 secondi (8,4 per AT, 8,8 per AT AWD) e velocità massima di 216 km/h (210 per AWD) La nuova Mazda3 Homura Plus Disponibile solo con carrozzeria hatchback, questa versione si posiziona al top della gamma insieme alla Takumi, accentuando ulteriormente il carattere sportivo dell'auto: la dotazione comprende fari a matrice di LED con firma luminosa specifica, telecamera a 360, sedili in pelle nera regolabili elettricamente e riscaldabili, impianto audio Bose da 12 altoparlanti e finiture interne in Gunmetal. Il listino della Mazda3 MY27 Mazda3 e-Skyactiv G 140 CV Prime Line: 28.250Mazda3 e-Skyactiv G 140 CV Centre Line: 30.300Mazda3 e-Skyactiv G 140 CV Exclusive Line: 33.400Mazda3 e-Skyactiv G 140 CV Takumi: 35.500Mazda3 e-Skyactiv G 140 CV Homura: 30.700Mazda3 e-Skyactiv G 140 CV Nagisa: 32.200Mazda3 e-Skyactiv G 140 CV Homura Plus: 34.200Mazda3 e-Skyactiv X 186 CV Centre Line: 32.100Mazda3 e-Skyactiv X 186 CV Exclusive Line: 35.200Mazda3 e-Skyactiv X 186 CV Takumi: 37.300Mazda3 e-Skyactiv X 186 CV Homura: 32.500Mazda3 e-Skyactiv X 186 CV Nagisa: 34.000Mazda3 e-Skyactiv X 186 CV Homura Plus: 36.000Mazda3 e-Skyactiv X 186 CV AWD AT Exclusive Line: 39.400Mazda3 e-Skyactiv X 186 CV AWD AT Takumi: 41.500Mazda3 e-Skyactiv X 186 CV AWD AT Homura: 36.700Mazda3 e-Skyactiv X 186 CV AWD AT Homura Plus: 40.200La versione Sedan costa 1.500 euro in più ed è disponibile solo per alcuni allestimenti / motorizzazioni. In questa fase di lancio, fino alla fine di giugno sono previste offerte con permuta e rottamazione, con il finanziamento Mazda Advantage: per esempio, la Mazda3 5 porte 2.5L e-Skyactiv G 140 CV Prime Line scende a 25.200 euro (24.700 per i titolari di partita IVA).
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Skoda Peaq, il debutto si avvicina: i bozzetti ufficiali della nuova Suv a 7 posti
L'abbiamo già vista su strada, ma la Skoda Peaq non è ancora stata presentata ufficialmente. In attesa del debutto fissato per il 23 giugno, la Casa ha mostrato i bozzetti della vettura, svelando gli ultimi dettagli di stile che caratterizzano la nuova Suv. Design Modern Solid e dimensioni da ammiragliaLa Peaq è l'ammiraglia elettrica della Skoda: una Suv a 7 posti da 4,88 metri, con 2,96 metri di passo. Dal punto di vista del design, esalta i concetti del Modern Solid, la filosofia stilistica che sta progressivamente cambiando tutta la gamma Skoda. Coerente con gli altri modelli elettrici ed endotermici, la Peaq ha forme scolpite e personali, con gruppi ottici dalle forme originali e la mascherina Tech-Deck di nuova generazione, rifinita in nero lucido. innovativo il layout del montante posteriore, abbinato ad una soluzione specifica for il cristallo fisso posteriore. L'abitacolo non è stato ancora completamente svelato, ma sono già stati mostrati i sedili e la Casa sottolinea, in particolare, il grande spazio garantito dalla piattaforma elettrica. Le informazioni tecniche e l'autonomiaGià complete le informazioni tecniche: la Skoda proporrà la Peaq in versione a motore singolo e doppio con potenze comprese tra 204 e 299 CV e batterie da 63 e 91 kWh, per autonomie di oltre 600 km e ricariche 10-80% in meno di 30 minuti.
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Roma, raffica di telecamere ai semafori: multe automatiche fino a 167 euro e... occhio alla patente
Il Comune di Roma scatena un'offensiva contro gli automobilisti che violano il Codice della strada: dopo l'ondata di 60 nuovi autovelox, ecco quella delle telecamere ai semafori. Dal 30 luglio saranno 38 i nuovi occhi elettronici che sanzioneranno chi transita col rosso in 15 incroci particolarmente pericolosi. Che si sommano agli 11 già attivi, per un totale di 49 dispositivi di ripresa all'ombra del Colosseo, che aumenteranno ancora in futuro: il bando vale 3 milioni di euro (ogni strumento costa fino a 24 mila euro e supervisiona due corsie). Grande Fratello semaforico: dove Secondo quanto riferisce Adnkronos, gli strumenti verranno collocati in questi incroci:via Nomentana-viale Regina Margherita;via Cristoforo Colombo-via Laurentina;via Nomentana-Corso Trieste;via Cristoforo Colombo-via di Malafede;piazza delle Cinque Giornate-Ponte Matteotti;via Prenestina-via Tor De Schiavi;via Casilina-viale Palmiro Togliatti;via Cristoforo Colombo-Circonvallazione Ostiense;piazzale Clodio-viale Mazzini;via Prenestina-largo Preneste;via Portuense-via del Trullo;via Appia Nuova-via delle Capannelle;viale Palmiro Togliatti-viale dei Romanisti;circonvallazione Gianicolense-viale dei Colli Portuensi;via di Boccea-via di Torrevecchia. Multe: i rischi per portafogli e patente Le multe saranno automatiche, in assenza di Polizia Locale sul posto, col verbale inviato a casa del proprietario della vettura (se si tratta di mezzo privato) entro 90 giorni dall'accertamento dell'infrazione. L'ammenda è di 167 euro (articolo 146 del Codice della strada), pagabile con lo sconto del 30% entro cinque giorni dalla notifica. In più, c'è il taglio di sei punti della patente. In caso di recidiva, ossia di identica violazione in due anni, la multa è di 167 euro col taglio di sei punti più la sospensione della patente da uno a tre mesi. Cosa deve fare il proprietario dell'auto Quando il titolare della vettura riceve la multa a casa, è obbligato a comunicare il nome del guidatore al momento dell'infrazione: questi subirà i provvedimenti a carico della patente. Se il proprietario non fornisce i dati, si vedrà recapitare una multa supplementare di 291 euro, pagabile con lo sconto del 30% entro cinque giorni dalla notifica (articolo 126-bis). Ma nessuna misura potrà scattare sulle licenze di guida. Segnaliamo infine che per ogni multa ricevuta a casa si pagano anche le spese di notifica: indicativamente, fra 14 e 18 euro.
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Benzina e diesel giù, svolta del governo sulle accise: ecco cosa potrebbe accadere nel weekend
Proseguono i ribassi per i prezzi alla pompa di benzina e diesel, mentre anche le quotazioni dei prodotti raffinati tornano a scendere con forza. Arrivano, dunque, segnali positivi dall'andamento dei listini dei carburanti, ancor di più in vista della scadenza del taglio delle accise.A tal proposito, Staffetta Quotidiana, nella sua consueta rilevazione gionaliera, segnala il cambio di passo del governo dopo alcuni giorni in cui si è andata rafforzando l'ipotesi di uno stop allo sconto o comunque di una sua rimodulazione per privilegiare le fasce di popolazione più deboli. In particolare, nel pomeriggio di ieri 4 giugno il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato un nuovo intervento tramite il ricorso al meccanismo dell'accisa mobile. L'ipotesi delle accise mobili In particolare, è prevista l'emanazione di un decreto ministeriale sabato 6 giugno, quando scadrà lo sconto di 6,1 centesimi sulla benzina e di 12,2 centesimi sul gasolio. Per ora non si sa quale possa essere l'entità e la durata del nuovo taglio perché si può ricorrere alle accise mobili solo dopo la prima settimana di ogni mese, quando viene contabilizzato l'extra-gettito dell'Iva prodotto dai rincari. "Dobbiamo effettivamente valutare quant'è la disponibilità, e per motivi tecnici lo sapremo solo sabato, e le condizioni di mercato, per capire come prolungare lo sconto", ha spiegato Giorgetti.In caso di mancato intervento, Staffetta calcola che con le accise piene il prezzo medio della benzina salirebbe a 1,987 euro/litro, quello del gasolio a 2,106 euro/litro. Le rilevazioni giornaliere Tornando alle rilevazioni giornaliere, questa mattina 5 giugno la benzina self service sulla rete stradale è a 1,926 euro/litro (-4 millesimi rispetto a ieri) e il gasolio a 1,984 euro/litro (-4). Il Gpl è a 0,794 euro/litro (-2), il metano a 1,562 euro/kg (invariato). In autostrada, la benzina self è a 2,023 euro (-5), il diesel a 2,068 euro (invariato), il Gpl a 0,906 euro (-1) e il metano a 1,584 euro (invariato).In tale contesto, la testata specializzata segnala anche la decisione dell'Eni di ridurre di due centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina. IP, invece, ha optato per un ribasso di due centesimi sul gasolio. Q8 ha tagliato di 3 centesimi la verde e di 4 il diesel. Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati sulla rete stradale e autostradale vedono la benzina self service a 1,932 euro/litro (compagnie 1,934, pompe bianche 1,930) e il diesel a 1,990 euro (compagnie 1,993, pompe bianche 1,985). Al servito, benzina a 2,071 euro (compagnie 2,110, pompe bianche 1,999), diesel a 2,131 euro (compagnie 2,171, pompe bianche 2,054), Gpl a 0,803 euro (compagnie 0,812, pompe bianche 0,793), metano a 1,562 euro/kg (compagnie 1,561, pompe bianche 1,563), Gnl a 1,453 euro/kg (compagnie 1,459 euro/kg, pompe bianche 1,448 euro/kg).Lo spaccato dei marchi principali mostra Eni a 1,934 euro sulla benzina self service (2,143 il servito) e 1,987 sul gasolio (2,199); IP a 1,940 (2,108) e 2,002 (2,171); Q8 a 1,930 (2,101) e 1,993 (2,169); Tamoil a 1,919 (2,000) e 1,980 (2,067).
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Auto aziendali e fringe benefit, in arrivo una miniriforma fiscale
"Ci sono voluti 18 mesi, ma sta arrivando finalmente un po' di luce sulla martoriata normativa del fringe benefit". Con queste parole l'Aniasa, l'Associazione delle società di noleggio e sharing, ha salutato le modifiche alla tassazione delle auto aziendali contenute, come ha rivelato il quotidiano Il Sole 24 Ore, in un decreto correttivo della delega fiscale che avrebbe dovuto approdare a Palazzo Chigi il 4 giugno ma la cui approvazione è slittata di qualche giorno. Fringe benefit, vecchio regime anche per le riassegnazioni Tre le novità in arrivo. La prima riguarderà i veicoli aziendali già in flotta al 31 dicembre 2024 e riassegnati in uso promiscuo nel 2025. Una circolare dell'Agenzia delle Entrate del 3 luglio scorso aveva specificato, semplificando al massimo, che la nuova disciplina del fringe benefit contenuta nella legge di bilancio per il 2025 non si dovesse applicare alle proroghe dei contratti in essere al 31 dicembre 2024 ma che, invece, si dovesse applicare ai veicoli già in flotta al 31 dicembre 2024 e riassegnati ad altro dipendente tra il 1 gennaio e il 30 giugno 2025. Anche in queste situazioni, se le indiscrezioni saranno confermate, si applicherà dunque la precedente disciplina, più vantaggiosa per le auto a gasolio e benzina. Lo stesso varrà per i mezzi non soggetti al regime transitorio, ossia riassegnati ad altro dipendente dopo il 30 giugno 2025, finora esclusi dal regime forfettario e soggetti, invece, al cosiddetto valore normale. L'Aniasa parla di "superamento definitivo dell'incubo del calcolo del valore normale per i veicoli assegnati dopo il 30 giugno 2025". Stangata su diesel e benzina in flotta da più di cinque anni La seconda novità sembra ispirata proprio alle proroghe che si sono determinate in seguito all'entrata in vigore, all'inizio del 2025, della nuova disciplina del fringe benefit, che ha agevolato i veicoli plug-in e, soprattutto, elettrici, penalizzando quelli con alimentazione tradizionale. Anche in questo caso, qualora le indiscrezioni trovassero conferma, il prelievo fiscale sui mezzi diesel e benzina in flotta da più di cinque anni aumenterà del 50%. "L'aumento dei parametri di calcolo sui veicoli endotermici", sottolinea l'Aniasa, "spingerà a un ancor maggiore turn over e all'immissione sul mercato di veicoli a basse emissioni". Optional al 5% del valore del fringe benefit Infine, la semplificazione del calcolo degli optional. Attualmente, secondo l'interpretazione dell'Agenzia delle Entrate, se un dipendente decide di aggiungere optional all'auto aziendale concessa in uso promiscuo e ne paga il costo di tasca propria (tramite trattenuta in busta paga), queste somme non possono essere sottratte dal valore del fringe benefit e, quindi, non riducono il valore del fringe benefit soggetto a tassazione. Questo perché, afferma l'Agenzia delle Entrate, gli optional non rientrano nel calcolo forfettario basato sulle tabelle Aci, che considerano solo i costi standard di esercizio del veicolo. Con la modifica in arrivo, in presenza di optional a pagamento il valore del fringe benefit sarà aumentato in misura forfettaria del 5%.
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L'Audi Nuvolari presentata a Monaco: i piloti di F1 l'hanno già guidata
I legami della nuova Audi Nuvolari con il mondo della Formula 1 sono tanti, dal propulsore ibrido all'aerodinamica, dal carbonio della carrozzeria fino alla scelta dei colori. Non è un caso che la nuova supersportiva dei Quattro anelli sia stata presentata nei giorni che precedono il Gran Premio di Monte Carlo. "Con l'Audi Nuvolari portiamo su strada l'emozione pura e la performance", ha dichiarato Gernot Döllner, ceo della Casa tedesca. " un'auto che rivela come intendiamo sviluppare per il futuro il nostro 'All'avanguardia della tecnica'". I piloti di F1 l'hanno già guidata Al reveal ufficiale dell'auto, insieme a Döllner, al responsabile del design Massimo Frascella e a tutto il top management dell'azienda, erano presenti anche i piloti della scuderia Audi Revolut F1 Team, Nico Hülkenberg e Gabriel Bortoleto, che durante lo sviluppo della Nuvolari sono stati direttamente coinvolti. E che si sono detti impressionati dalla vettura: "in particolare tutto l'insieme, il feeling dell'auto, la precisione con cui risponde, il connubio tra performance e guidabilità", ha spiegato Hülkenberg. "Quello che colpisce immediatamente è la pulizia e la precisione della risposta dell'auto in ingresso di curva, con un bilanciamento neutro e affilato, che ti fa sentire tranquillo nel tenere la velocità in curva", ha aggiunto Bortoleto.
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Dacia per famiglie: Striker, la wagon-crossover sotto i 25 mila euro
Proporzioni da station wagon, linee e dettagli da crossover: la Dacia Striker è il nuovo modello di segmento C destinato alle giovani famiglie alla ricerca di un mezzo spazioso, da usare come auto di tutti i giorni ma in grado di gestire le necessità di una vacanza (o di un trasloco), ricco di soluzioni pratiche e, come tutte le gitane di Mioveni, proposto a un prezzo decisamente accessibile, inferiore ai 25 mila euro. La nuova Dacia Striker, che sarà svelata nella sua interezza nelle prossime settimane, farà il suo debutto pubblico al prossimo Salone di Parigi. Stile inedito Lunga 4,62 metri, la Striker introduce un nuovo linguaggio stilistico per la Casa, a cominciare dalla firma luminosa composta da tre elementi a LED (due orizzontali e uno verticali), che disegna una T asimmetrica. La calandra sottile integra il nuovo logo Dacia, ed è punteggiata da piccoli quadrati color argento, elemento che torna anche nella presa d'aria inferiore, dove trovano spazio i fendinebbia. In coda ritroviamo gruppi ottici a LED con lo stile di quelli anteriori, collegati da una striscia nera traslucida al cui interno si trova la scritta Dacia. Il nome del modello è riportato invece nella parte bassa del portellone. Elegante ma "avventurosa" Il prototipo presentato a marzo, che anticipa le linee della versione di serie, si caratterizza per un cofano dalle linee scolpite, con due profonde nervature, una fiancata sinuosa con la linea discendente del tetto, quasi a disegnare un tutt'uno con il sottile lunotto posteriore, snellita dal motivo in color nero lucido che "allunga" il terzo finestrino posteriore. Sulla sommità del lunotto c'è un generoso spoiler con due gobbe, che integra anche la terza luce di stop. Tante le protezioni in plastica che corrono lungo la parte bassa della carrozzeria, che contribuiscono al look da crossover della Striker: realizzate in Sparkle, si distinguono per il caratteristico effetto "granulare" visto anche su Duster e Bigster. Interni spaziosi e versatili Le immagini definitive dell'abitacolo non sono ancora state diffuse, ma i pochi dettagli che si intravedono nelle foto del prototipo fanno pensare a una soluzione molto simile a quanto visto sulla Bigster (e le altre Dacia), con la strumentazione digitale (da 7" per le versioni base, da 10" per quelle più ricche) sotto una tradizionale palpebra e lo schermo dell'infotainment da 10" a centro plancia, leggermente rivolto verso il conducente. In linea con la filosofia di auto pratica e concreta, non mancheranno i comandi fisici per le principali funzioni dell'auto, sul volante e nella console centrale, mentre le versioni con cambio automatico avranno il comando e-Shifter per la selezione delle marce. La gamma motori sarà familiare Se le linee della Striker anticipano il prossimo corso stilistico della Casa di Mioveni, la gamma motori ricalcherà (anche per contenere i costi) quella già presente su altri modelli, a cominciare proprio dalla Bigster, che ha un'offerta di powertrain solo elettrificati: mild hybrid a benzina, da 140 CV (131 CV per la versione a trazione integrale), full hybrid da 158 CV e cambio robotizzato a 4+2 rapporti, e l'originale mild hybrid bifuel a Gpl da 140 CV (154 CV per la 4x4) con cambio robotizzato a doppia frizione a sei rapporti. Difficile dire se la Striker avrà versioni a quattro ruote motrici: hanno poco senso su una station wagon, a maggior ragione se costringono a sacrificare un po' della capacità del bagagliaio (sulla Bigster si perdono circa 100 litri). Un nome ispirato agli anni Ottanta Sembra uno scherzo, ma è la realtà: come spiega la Casa stessa, il nome Striker è "evocativo, possente e ispirato agli anni Ottanta". Rimanda agli altri modelli della Casa, in particolare i più grandi, che terminano in -er, ma al tempo stesso "suggerisce la potenza e la precisione di un colpo, come il gesto di abbattere i birilli del bowling". Quanto costerà la Dacia Striker? I prezzi definitivi della nuova Dacia Striker saranno comunicati solo a ridosso della sua commercializzazione, ma le indiscrezioni parlano di un listino che dovrebbe partire da meno di 25.000 euro, in linea con l'offerta della cugina di segmento C, ossia la già citata Bigster, che apre proprio a 24.800 euro.
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Col Turbo 100 addio ai problemi dell1.2 PureTech
Guai a parlare di 1.2 PureTech di terza generazione. I tecnici francesi del gruppo Stellantis, che incontro a Milano in occasione del lancio del nuovo motore Turbo 100 per le Peugeot 208 e 2008, vogliono evidenziare anche nel nome un netto stacco col passato.Sto parlando del tre cilindri che ha debuttato due anni fa sulla Citroën C3 con cambio manuale e priva di qualsiasi forma di ibridizzazione. Lo stesso che in questi giorni ha esordito anche sulle Fiat Grande Panda e Lancia Ypsilon e nelle prossime settimane andrà a equipaggiare la Jeep Avenger, peraltro ristilizzata.In quest'ultimo caso, esattamente come per le auto del Leone o per la Opel Corsa, va a rimpiazzare il famigerato 1.2 PureTech, quello con la cinghia in bagno d'olio, soggetta a deteriorarsi in particolari condizioni di utilizzo. Ma vediamo nel dettaglio in cosa questo tre cilindri è cambiato, e perché. Qual era il problema Per capire bene come si è arrivati al nuovo 1.2, che di fatto è lo stesso che equipaggia le versioni ibride abbinate al cambio a doppia frizione, occorre fare un passo indietro. La prima generazione del 1.2 PureTech risale al 2014. All'epoca anche altri costruttori (come Ford, giusto per citare uno dei maggiori) utilizzavano cinghie in bagno d'olio, visti i vantaggi rispetto alla catena di distribuzione in termini di efficienza e di silenziosità di funzionamento. Ci volle del tempo per capire che questa soluzione dava dei problemi: alcune molecole presenti nella benzina, che inevitabilmente col passare dei chilometri finivano per contaminare il lubrificante, aggredivano la cinghia stessa, con il distacco di minuscole particelle che alla lunga intasavano il circuito di lubrificazione, portando a rischi di surriscaldamento facilmente immaginabili. Questo problema si accentuava in caso di frequenti utilizzi brevi - il classico tragitto casa ufficio di una decina di chilometri - e ha riguardato anche la seconda generazione del PureTech (arrivata nel 2018), almeno fino a metà 2022, quando i tecnici hanno adottato una nuova cinghia con materiali più resistente agli agenti chimici aggressivi. La catena è per la vita Con l'adozione della catena di distribuzione questo problema è stato definitivamente risolto. Ma questa è solo una delle novità del motore Turbo 100, che rispetto al 1.2 PureTech Gen2 cambia il 70% dei componenti.Fra i principali, l'adozione di un turbocompressore con turbina a geometria variabile e del ciclo di combustione Miller, oltre agli iniettori ad alta pressione a 350 bar: tutte soluzioni che vanno incontro alle esigenze di una maggiore efficienza.I pistoni sono stati ovviamente riprogettati e cambia anche il flusso del circuito di lubrificazione al loro interno, per ridurre il rischio di surriscaldamenti.Gli intervalli di manutenzione passano a due anni (o 25.000 km), mentre ovviamente la distribuzione è a vita, grazie all'adozione della catena. Per la cinghia, invece, era prescritta la sostituzione ogni 6 anni/100.000 km.Per chi invece pensasse ai kit di conversione cinghia/catena che alcuni costruttori after market propongono, il rischio è di andare incontro a problemi ancora maggiori (e l'inevitabile decadenza di ogni tipo di garanzia della Casa), perché nel passare dal PureTech Gen2 al Turbo 100 sono state riprogettate diverse componenti (per esempio, il tendicatena è inserito nella testata) e non sarebbe bastata una semplice modifica della sola distribuzione. Il consumo d'olio, l'altro tema scottante L'altro problema che gli ingegneri francesi sostengono di essersi lasciati alle spalle con il passaggio al nuovo Turbo 100 è l'eccessivo consumo di olio. Nell'1.2 PureTech Gen1 questo era dovuto a un difetto delle fasce raschiaolio, che emergeva in alcune condizioni di utilizzo. Risolto questo aspetto con il passaggio alla seconda generazione, nel 2018 restava un altro problema, dovuto stavolta al malfunzionamento delle valvole del separatore dell'olio (nella foto qui sopra è il componente nero sulla sinistra). In questo caso la soluzione ha richiesto una riprogettazione del separatore stesso, che oggi (anche nel nuovo Turbo 100) ha una costruzione più semplice e affidabile. Il nuovo tre cilindri ha gli stessi ingombri del precedente 1.2 PureTech, nonostante, come detto, mantenga di quest'ultimo solo il 30% dei componenti. Del resto, per alcuni modelli, come nel caso della Peugeot 208 e della 2008, ne va letteralmente a prendere il posto. Lo stesso motore equipaggerà anche il Peugeot Rifter, in questo caso con una potenza di 110 cavalli. Quali tutele per i vecchi clienti Ora, se chi sceglierà il nuovo Turbo 100 può dormire sonni più tranquilli, i clienti del vecchio 1.2 PureTech cosa possono fare? E quali sono le casistiche di difettosità? Gli ingegneri francesi che incontro a Milano si guardano bene dal dare numeri precisi. Dicono che si parla di percentuali molto basse, ma aggiungono che sono in circolazione nel mondo 10 milioni di motori PureTech (la metà dei quali equipaggia una Peugeot). E, quindi, la statistica in questo caso non aiuta Va comunque detto che per i propri clienti la Casa francese ha esteso a 10 anni o 180.000 km la copertura da difetti che riguardino la cinghia in bagno d'olio o il consumo eccessivo di lubrificante. Tutto ciò, a patto che la manutenzione sia stata regolarmente eseguita. Per chi finora non lo avesse fatto è possibile richiedere in concessionaria il cosiddetto Check Plus, che controlla le condizioni della cinghia (operazione che viene eseguita anche in occasione dei tagliandi) e degli altri componenti a rischio: il costo è di circa 400 euro e fa scattare il diritto alla suddetta garanzia estesa. Per quanto riguarda i nuovi modelli, quelli con motore Turbo 100, invece, la copertura è di 8 anni o 160.000 km e copre ogni tipo di difettosità, sempre a patto di effettuare i tagliandi presso la rete ufficiale.
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Audi Nuvolari, oltre la R8: 1.001 CV ibridi e più di 350 km/h
Non una nuova R8, di più: con 1.001 CV ibridi e una velocità massima oltre i 350 km/h, tirata a soli 499 esemplari dal prezzo (non ancora ufficializzato) che dovrebbe oscillare tra i 500.000 e i 600.000 euro in base alle specifiche, la Nuvolari è l'Audi di serie più veloce, potente ed esclusiva di sempre.Realizzata tra l'Emilia-Romagna e Neckarsulm, segue il recente ingresso del marchio nella Formula 1 e nasce con tempi di sviluppo da record: Sono intercorsi solo 409 giorni dal kick-off del progetto alla realizzazione del primo prototipo marciante, ci spiega Rouven Mohr, CTO della Casa. C'è da dire che la base era già pronta: questa super-Audi, infatti, condivide la propria base tecnica a motore V8 centrale con la Lamborghini Temerario, pur mettendosi in proprio per tanti aspetti, dalla gestione della trazione integrale all'impianto frenante, fino ad arrivare all'aerodinamica e alle geometrie (la carreggiata è più larga). C'è tanta Italia, dunque, non solo nel nome. Considerato anche che la Nuvolari porterà per prima su strada, all'inizio del 2027, il nuovo linguaggio stilistico del brand a firma Massimo Frascella.Con questo modello andiamo deliberatamente verso il segmento ad alte prestazioni e affermiamo l'ambizione di Audi di essere il marchio automobilistico premium più desiderabile, ha dichiarato Marco Schubert, membro del CDA e responsabile vendite e marketing. E non è da escludere che la Nuvolari sia l'apripista di una nuova gamma ad alte prestazioni. Lo stile della Concept C e una pelle in carbonioSuperfici tese, tecnologie integrate senza soluzione di continuità e componenti aerodinamiche rigorosamente funzionali ne definiscono la cifra estetica, molto tecnica, che rielabora i canoni stilistici della Concept C su un corpo e proporzioni da sportiva a motore centrale. Nuvolari può vestire diversi colori, tra cui il Titanium caratteristico delle nuove Audi e della R26, la monoposto di Formula 1 oppure sfoggiare il carbonio a vista: la scelta spetta al cliente.Per la prima volta in Audi, il telaio Space Frame in lega di alluminio convola a nozze con una carrozzeria in fibra di carbonio (quasi tutti i componenti esterni sono realizzati in polimero rinforzato con fibra di carbonio), frutto del know-how acquisito in Formula 1. Inediti, per una vettura di serie dei Quattro anelli, sono anche i cerchi forgiati monodado. Interni: tanta qualità, poche distrazioniDentro, come sulla Temerario, il cockpit è avvolgente e l'infotainment (dallo schermo più piccolo) è posizionato a scivolo, ma entrambe si calano in un contesto più sofisticato e minimalista, chiaramente focalizzato sulla guida. Non c'è il display per il passeggero e tutti i comandi essenziali sono posizionati nel campo visivo del conducente.I pulsanti hanno un feedback aptico e sonoro: il tipico click di Audi, quel suono metallico e quella precisione tattile che in passato ha contribuito al successo dei modelli di Ingolstadt, torna a farsi sentire, perfino amplificato, accompagnato da forme funzionali e mai banali. Originali anche le leve per regolare i sedili, che hanno una struttura in fibra di carbonio, per ridurre il peso garantendo al contempo il giusto supporto laterale. Aerodinamica attiva e DRSDal propulsore ibrido alla carrozzeria esterna in carbonio, il filo rosso con la Formula 1 è lungo. Ma il comune denominatore principale sta probabilmente nell'aerodinamica, che sfrutta parti attive per regolare la deportanza, la resistenza aerodinamica e fornire equilibrio in funzione delle condizioni di guida: i piloti del team Audi F1, Nico Hülkenberg e Gabriel Bortoleto, hanno fornito feedback mirati durante la fase di sviluppo.Zero effetti speciali: ogni elemento svolge una funzione aerodinamica precisa. Dalle prese d'aria anteriori, per raffreddare freni, motore termico e componenti ibridi, all'S-duct, che migliora l'efficienza dell'asse anteriore. L'elemento principale è però l'alettone posteriore, adattivo e retrattile, che si regola (manualmente o automaticamente) in tre posizioni: Closed, Low Downforce (LD) e High Downforce (HD).In posizione Closed, l'alettone sparisce, minimizzando la resistenza aerodinamica. Nelle configurazioni LD e HD, invece, genera diversi livelli di deportanza: nei rettilinei passa alla posizione LD per aumentare velocità e stabilità, attivabile anche con il pulsante DRS (Drag Reduction System). In frenata e in curva, l'alettone passa alla posizione HD per ottimizzare la deportanza. Il carico aerodinamico complessivo può superare i 400 kg. Oltre 10.000 giri e più di 1.000 CVLa supercar dei Quattro anelli è mossa da un powertrain ibrido ad alte prestazioni che genera una potenza massima di 736 kW (1.001 CV), superiore a quella della Lamborghini Temerario (920 CV).A fare la differenza è il tuning della parte elettrica: i motori sono gli stessi. Un V8 biturbo 4.0 eroga da solo 800 CV e 730 Nm, raggiungendo i 10.000 giri/min, affiancato da tre unità elettriche a flusso assiale da 110 kW (150 CV) ciascuna. La batteria agli ioni di litio, con una capacità lorda di 7,3 kWh, è più grande di quella Lamborghini.Con questo sistema, la Nuvolari accelera da 0 a 100 km/h in 2,6 secondi e da 0 a 200 km/h in 6,8 secondi, con una velocità massima superiore a 350 km/h. Trazione integrale predittivaI due motori elettrici anteriori assicurano la trazione integrale e un torque vectoring variabile, per massimizzare l'agilità e la stabilità. Con la Nuvolari, Audi evolve il concetto di trazione integrale predittiva grazie a un sistema che elabora continuamente lo stato del veicolo utilizzando dati come angolo di sterzata, accelerazione, imbardata e aderenza, prevedendo eventuali perdite di grip.Sono cinque le modalità di guida: E-Hybrid, Balanced, Dynamic, Dynamic+ e Track, con possibilità di regolare il controllo di trazione fino al TC Off. Gestione energetica e frenata da Formula 1Anche la gestione dell'energia si ispira al motorsport, con strategie di boost e recupero estese a quasi tutte le fasi di guida. All'anteriore, la decelerazione elettrica (fino a 0,3 g, in determinate condizioni) copre parte della frenata, mentre le fasi di veleggiamento consentono il recupero energetico.L'impianto frenante è un sistema brake-by-wire con dischi carboceramici CCM-R derivati dalla Formula 1 (420 40 mm all'anteriore e 410 32 mm al posteriore). La struttura in carbonio a fibre lunghe resiste a carichi termici estremi e a uso intensivo.I dischi beneficiano inoltre di un sistema di raffreddamento interno che, secondo Audi, aumenta la dissipazione del calore fino al +21% rispetto ai sistemi carboceramici tradizionali.
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Ares Atelier al GP di Monaco: il rilancio passa da clienti e lusso su misura
Il rilancio dell'Ares di Modena è entrato nella sua fase operativa grazie al sostegno di nuovi investitori, tra cui Proma Group, società campana già protagonista del salvataggio della tedesca Recaro. Ora, però, servono ulteriori passi per rimettere in carreggiata il marchio modenese specializzato nella personalizzazione di veicoli di lusso, a partire da una ripresa e da un rafforzamento dei legami con il proprio bacino di clienti di riferimento. in questo contesto che si inserisce la decisione della nuova dirigenza, guidata dall'ex Ferrari Antonio Trotta, di presenziare al prossimo GP di Monaco di Formula 1 con diversi spazi riservati non solo ai clienti, ma anche ai partner e agli stakeholder internazionali. Le ambizioni di Ares Il Gran premio è uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario automobilistico mondiale e rappresenta una vetrina ideale per Ares per raccontare la propria identità, caratterizzata da cultura del dettaglio, progettazione su misura e interpretazione contemporanea del concetto di bespoke e, soprattutto, per consolidare il posizionamento nel lusso e nell'unicità.Durante il fine settimana del GP, l'Ares accoglierà i suoi ospiti, tra cui anche appassionati, collezionisti e operatori del settore, in spazi predisposti tra la Rocca di Monaco e l'area del Beau Rivage, uno dei tratti distintivi della gara monacense. Gli incontri saranno l'occasione per approfondire i progetti già avviati e le attività future e per illustrare il percorso di personalizzazione attraverso cui le vetture vengono trasformate per soddisfare le richieste della clientela. Il contesto è quindi perfettamente allineato con le caratteristiche distintive del marchio e con le ambizioni di rilancio della nuova proprietà.
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Unica al mondo: la Bentley speciale di Jason Momoa con oltre 100 dettagli su misura
L'inglese Hedley Studios ha creato una one-off della Bentley Blower Jnr per l'attore Jason Momoa. La vettura è protagonista nella serie On The Roam, in onda su HBO Max. La configurazione scelta da Momoa Sono oltre 100 i particolari su misura richiesti dall'attore per l'auto. Il reparto Bespoke di Hedley Studios ha sviluppato la tinta esterna Momoa Crimson, insieme a dettagli in ottone invecchiato, alla plancia in legno Koa, al teschio in ottone per la leva del cambio, al logo 666 sul radiatore e a molti altri elementi realizzati a mano dagli artigiani esclusivamente per questo esemplare. Elettrica in scala La vettura è una replica della Bentley 4,5 litri Supercharged del 1929. Rispetto all'originale, le dimensioni sono ridotte all'85% e il motore è stato sostituito da un powertrain elettrico. omologata per l'uso stradale ed è riconosciuta direttamente da Bentley. L'autonomia è di 105 km, mentre il motore eroga 20 CV.
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Magna, un futuro sempre più cinese: a Graz arriva un quarto modello Xpeng
Il futuro della Magna Steyr di Graz è sempre più all'insegna delle produzioni cinesi. L'impianto sforna già diversi modelli di costruttori del Dragone, ma a breve le linee di montaggio ospiteranno un ulteriore prodotto, portando così a sei i veicoli di marchi cinesi assemblati nello stabilimento austriaco.Ad annunciare la nuova produzione sono stati due manager di primo piano di Xpeng, uno dei marchi cinesi che hanno sostanzialmente salvato l'impianto grazie ai contratti di produzione sottoscritti con Magna: prima per due SUV, poi per una berlina e ora per un quarto modello non meglio precisato.Kurt Bachmaier, vicepresidente vendite e marketing di Magna, ha chiarito al quotidiano Kleine Zeitung che l'assemblaggio inizierà entro la fine del 2026, senza fornire ulteriori indicazioni. Tuttavia, le tempistiche suggeriscono la possibilità che a Graz arrivi il monovolume X9, da poco lanciato su alcuni mercati con guida a destra come il Regno Unito e già ordinabile in Germania, oppure alcuni modelli della serie Mona. Di recente è stato confermato il debutto europeo della SUV compatta L03 a luglio e il lancio di un secondo prodotto nei mesi successivi."Sono felice di vedere che la nostra solida partnership con Magna continua a crescere. Dalla G6 alla G9, alla P7+ e presto al nostro quarto modello prodotto a Graz, continuiamo a localizzare la produzione in Europa", ha affermato il presidente e amministratore delegato He Xiaopeng, commentando un post su LinkedIn in cui il vicepresidente Brian Gu ha parlato di una collaborazione in fase di ampliamento proprio con un quarto programma produttivo. Una collaborazione in rapida espansione D'altro canto, per Xpeng localizzare le attività produttive in Europa è ormai fondamentale. L'azienda non vuole solo dimostrare il suo impegno di lungo termine verso l'Europa, ma ha anche altri obiettivi: aggirare i dazi europei sulle auto elettriche made in China e individuare nuovi sbocchi di mercato per arginare gli effetti di una guerra dei prezzi sempre più feroce in Cina. Magna, a sua volta, ha trovato nei costruttori cinesi un'ancora di salvezza per Graz. La fabbrica, tra le maggiori al mondo nella produzione di auto conto terzi, ha iniziato a perdere clienti e a registrare un progressivo calo dei volumi. L'azienda austro-canadese è stata quindi costretta ad avviare la ricerca di nuovi partner, individuandoli proprio nei marchi cinesi.E così l'impianto austriaco ha iniziato a sfornare diversi modelli non solo per Xpeng, ma anche per Gac. La fabbrica produce le G6 e le G9 dallo scorso settembre, la P7+ dai primi giorni di gennaio e le Aion V e UT da marzo. Tuttavia, come dimostra l'arrivo di un quarto modello Xpeng, le porte di Graz sono più che aperte ai costruttori cinesi: sono ormai spalancate.
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Non solo video: la TikTok car sarà un social su ruote
TikTok car in arrivo entro fine 2026, almeno secondo alcune indiscrezioni giornalistiche: la novità arriva, ancora una volta, dalla Cina. Il brand Seres ha infatti stretto un accordo con Volcano Engine, divisione specializzata in servizi cloud e intelligenza artificiale controllata da ByteDance, proprietaria del social basato sui video brevi. Dalla collaborazione tra i due gruppi nascerà un nuovo marchio automobilistico, registrato come Saidou Technology, secondo quanto riportato dalla testata Lanjing Auto. TikTok pensa a un abitacolo futuristico La futura "auto di TikTok" dovrebbe essere una crossover elettrica o ad autonomia estesa, con un punto focale chiaro: l'integrazione di tecnologie digitali avanzate all'interno dell'abitacolo. Volcano Engine metterà a disposizione algoritmi proprietari, modelli linguistici di intelligenza artificiale generativa e piattaforme cloud per la gestione dei dati. L'obiettivo è offrire un'esperienza utente altamente personalizzata, trasformando la vettura in uno spazio progettato anche per l'intrattenimento interattivo.In questo contesto, Seres non adotterebbe il sistema di guida intelligente Qiankun di Huawei, già utilizzato sui modelli Aito. Il social su ruote L'esperienza di fruizione dinamica, alla base del successo globale di TikTok, diventerebbe il cuore dell'ecosistema digitale delle vetture Saidou Technology. A bordo, gli occupanti avrebbero accesso a flussi multimediali gestiti in tempo reale da algoritmi predittivi, capaci di adattare contenuti e suggerimenti ai gusti e persino allo stato d'animo di chi viaggia.Il tutto mantenendo una regola fondamentale: migliorare il confort e l'esperienza dei passeggeri senza interferire con la guida. L'ingresso nel comparto auto di competenze nate nel mondo dei social indica una direzione precisa: soprattutto tra i più giovani, cresce l'esigenza di una continuità totale tra vita digitale e mobilità. L'auto diventa così un'estensione naturale dello smartphone, un ambiente connesso, personalizzato e sempre attivo.
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Non è la Apple car, ma l'iPhone c'entra: ecco la prima auto elettrica di Foxconn
Si parla da anni di un'auto progettata e costruita da Foxconn, il colosso della tecnologia e dei microchip che, tra le altre attività, produce gli iPhone per conto di Apple. Dopo accordi mai andati a buon fine e concept rimasti sulla carta, il gruppo taiwanese ha presentato la Foxtron Cavira, una SUV elettrica di segmento D sviluppata insieme alla joint venture Foxtron e destinata a confrontarsi con modelli come Tesla Model Y, Audi Q4 e BMW iX1. Stile tradizionale La Foxtron Cavira adotta linee pulite e senza soluzioni stilistiche estreme: è una SUV lunga 4.695 mm, con un passo particolarmente generoso di 2.920 mm, a vantaggio dello spazio per passeggeri e bagagli, anche se la capacità del vano posteriore non è stata comunicata. L'impostazione degli interni segue un'impronta lineare e minimalista: dietro al volante troviamo un quadro strumenti digitale compatto, mentre il sistema infotainment è affidato a uno schermo verticale. Non mancano i tasti fisici, collocati sotto il display e sulle razze del volante. Buona la qualità percepita, con pellami a vista e inserti in metallo spazzolato. A due o quattro ruote motrici La gamma prevede due versioni. La Emerge Long Range Edition è equipaggiata con un motore posteriore da 186 kW (253 CV) e una batteria al litioferrofosfato da 82,7 kWh, per un'autonomia dichiarata fino a 578 km. Al vertice si colloca la Pioneer Long Range Performance Edition, con powertrain dual motor da 349 kW (474 CV) e uno scatto da 0 a 96 km/h (60 mph) in 3,8 secondi; la batteria è identica, ma l'autonomia scende a 538 km. La ricarica in corrente continua supporta potenze fino a 175 kW, mentre è di serie la funzione V2L, utile per alimentare dispositivi esterni. Quanto costa la Cavira La Foxtron Cavira sarà inizialmente commercializzata solo a Taiwan, con un prezzo di partenza di 1,2 milioni di dollari taiwanesi, pari a circa 32.700 euro. Foxconn ha indicato un generico piano di espansione verso altri mercati, senza però fornire dettagli. Maggiori informazioni sono attese nei prossimi mesi.
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Auto cinesi? 3 giovani italiani su 4 le comprerebbero, ma ibride e sotto i 30.000 euro
Tre giovani italiani su quattro acquisterebbero una vettura cinese, a condizione che il prezzo resti sotto i 30.000 euro. quanto emerge dalla instant survey realizzata a maggio da Areté, società di consulenza automotive. L'indagine mostra chiaramente come sia cambiata la percezione delle nuove generazioni verso i marchi del Dragone: se in passato erano visti come alternative low cost, oggi sono ritenuti sempre più competitivi per qualità e tecnologia. Tra chi prenderebbe in considerazione un veicolo Made in China, quasi la metà sceglierebbe un'auto cinese ibrida, mentre il 34% punterebbe su un'elettrica e il 20% su un modello a benzina. Dove si informano? Prima i siti specializzati Restano comunque alcune perplessità. Il 23% degli intervistati considera ancora debole il servizio post-vendita delle Case orientali, mentre il 22% esprime dubbi sull'affidabilità dei veicoli. Si tratta però di un'utenza che mantiene un forte legame con l'automobile: la metà degli intervistati la utilizza ogni giorno per i propri spostamenti e l'83% ne possiede una. Per informarsi prima dell'acquisto, il 41% si affida a siti specializzati e piattaforme online, il 18% visita direttamente un concessionario e il 17% utilizza i social media. Ne emerge il profilo di un consumatore giovane, informato e sempre meno legato ai preconcetti del passato.
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Lotus Eletre X arriva in Europa: fino a 952 CV e 1.200 km di autonomia
Dopo il cambio di strategia e il ritorno allo sviluppo di varianti endotermiche e ibride, Lotus conferma anche in Europa l'apertura degli ordini della Eletre X. Si tratta della SUV in versione ibrida con range extender, che affianca la variante elettrica con prezzi compresi tra 99.990 e 123.990 euro e che abbiamo già provato in anteprima in Cina. Range extender a benzina La Casa inglese, di proprietà del gruppo cinese Geely, ha sviluppato il powertrain X-Hybrid con due motori elettrici di trazione affiancati da un 2.0 turbo da 204 CV, utilizzato come generatore. La batteria da 70 kWh e il serbatoio di benzina garantiscono un'autonomia complessiva superiore ai 1.200 km, di cui circa 350 in modalità elettrica. La ricarica fino a 350 kW consente di passare dal 20 all'80% in circa 9 minuti, mentre il consumo medio dichiarato nel ciclo WLTP è inferiore a 7,0 l/100 km. La scelta fra 550 e 952 CV Per l'Europa sono previsti due allestimenti, differenziati per potenza massima. La H550 eroga 550 CV, raggiunge i 210 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 4,9 secondi. Al vertice della gamma c'è la H1000, con 952 CV e 935 Nm, capace di 230 km/h e di uno 0-100 km/h in 3,3 secondi. La versione più potente include di serie le barre antirollio attive e un impianto frenante maggiorato, mentre entrambe adottano sospensioni pneumatiche.
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Amazon venderà auto anche in Europa? Il piano parte dal Regno Unito
Dopo aver testato il proprio ingresso nel settore automotive USA, Amazon valuta ora l'espansione del progetto Autos in Europa. L'iniziativa punta a rendere più semplice e immediato l'acquisto di una vettura, integrando strumenti digitali e rete commerciale tradizionale. Si partirebbe dal Regno Unito nel 2026, secondo indiscrezioni. Concessionari sempre fondamentali Attraverso il portale, sarà possibile confrontare modelli nuovi e usati, consultare le caratteristiche tecniche, verificare i prezzi e accedere alle diverse formule di finanziamento o leasing disponibili. Una volta concluso l'iter digitale, il veicolo verrebbe consegnato tramite i concessionari aderenti all'iniziativa.Il programma non intende sostituire i venditori, ma inserirli in un ecosistema più moderno: i dealer continuerebbero a svolgere un ruolo centrale nella vendita, nella consegna dei mezzi e nell'assistenza post-vendita, beneficiando della visibilità garantita da una delle più grandi piattaforme di e-commerce al mondo. Cosa va definito meglio Prima del lancio su larga scala restano tuttavia alcune sfide da affrontare: Amazon dovrà adattare il servizio alle normative europee in materia di privacy, tutela dei consumatori e fiscalità, tenendo conto delle differenze tra i vari Paesi. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se i primi esperimenti in Gran Bretagna confermeranno la fattibilità della strategia e, soprattutto, con quali tempi e modalità il colosso di Seattle deciderà di estendere il servizio ai mercati dell'Europa continentale.
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Grande Panda Turbo, una base per le flotte
Il mercato automobilistico b2b in Italia sta attraversando una fase di forte consolidamento per il marchio Fiat. Nei primi quattro mesi dell'anno, il brand ha registrato una crescita dell'1,5% nella quota di mercato delle autovetture in ambito flotte, posizionandosi come primo marchio nel settore business nazionale. In questo contesto, l'introduzione della Grande Panda Turbo 100 con cambio manuale si inserisce come una mossa mirata per rispondere alle esigenze operative ed economiche delle imprese.Partendo dal principio di neutralità tecnologica, l'offerta complessiva prevede diverse motorizzazioni per integrarsi flessibilmente nelle differenti car policy aziendali: la versione elettrica da 113 CV è indicata per ottenere il massimo vantaggio dalla tassazione dei fringe benefit, grazie a un'alquota agevolata al 10%; la variante mild hbrid da 110 CV è concepita soprattutto per le flotte aziendali ad uso condiviso (pool) e la nuova Turbo 100 manuale è configurata specificamente per intercettare la fascia di accesso del segmento, dove la trasmissione manuale risponde a una specifica fascia di utenza ( tra il 40% e il 50% degli automobilisti guida ancora veicoli con questa tipologia di cambio). Questa versione si propone quindi come una soluzione per le flotte operative che necessitano di un mezzo robusto ed efficiente, mantenendo contenuti i costi senza ricorrere all'elettrificazione. Efficienza operativa e tutela del valore residuoDal punto di vista tecnico, la Grande Panda Turbo 100 adotta un motore a iniezione diretta con ciclo Miller e turbina a geometria variabile da 100 cavalli e una coppia di 205 Nm a 1750 giri (con un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 10,6 secondi). Con una lunghezza di circa quattro metri (3.999 mm) il veicolo punta su parametri centrali per le attività lavorative quotidiane, quali l'abitabilità interna e una capacità di carico del bagagliaio relativamente importante (412 litri). Per la gestione dei parchi auto aziendali, il controllo dei costi di gestione e il mantenimento del valore residuo sono elementi cruciali. Fiat ha affrontato tali dinamiche attraverso due canali. Il primo si riferisce all'integrazione di sistemi Adas, unitamente a dispositivi come il rilevamento della stanchezza del guidatore e i sensori di parcheggio, per concorrere a preservare il valore dell'auto nel tempo. Il secondo sono i costi di gestione calmierati grazie a intervalli di manutenzione programmati ogni due anni o 25.000 chilometri, che si allineano a quelle della motorizzazione ibrida. Allestimenti e formule finanziarie per le impreseIl listino parte da 14672 euro (Iva esclusa) per l'allestimento d'ingresso Pop, mentre il passaggio alla motorizzazione mild ybrid e, successivamente, alla trazione completamente elettrica avviene con incrementi fissi di 1639 e di 3.279 euro per ciascuno step. Il comparto flotte si concentrerà prevalentemente sull'allestimento Business (proposto a 16.926 euro Iva esclusa), che storicamente assorbe circa il 23-25% del mix di vendite b2b poiché include dotazioni molto richieste dalle aziende, quali climatizzatore automatico, navigatore, sensori anteriori di parcheggio e retrocamera. Per supportare le aziende in fase di acquisizione, sono state strutturate due formule finanziarie dedicate. Il leasing Evolease è pensato per professionisti e piccole imprese, prevede un canone mensile di 129 (Ive esclusa per la versione Pop) euro per 36 mesi (Tan 3,99%) a fronte di un anticipo di 2.300 euro. Il noleggio a lungo termine Rent & Buy: gestito da Leasys, offre una formula full service a 219 euro mensili (Iva esclusa, sempre per la Pop) con un anticipo di 4.400 euro. La caratteristica di questo contratto è la trasparenza del valore di riscatto, che viene comunicato all'azienda sin dal momento della stipula per consentire una pianificazione finanziaria senza incognite. La Grande Panda Turbo 100 manuale si rivolge però anche ad altri canali b2b, come il noleggio a breve termine, anche nella modalità vettura sostitutiva per i clienti delle officine. Fiat intende inoltre rispondere in modo mirato alle richieste di grandi forniture per municipalizzate e aziende pubbliche o private, per le quali la divisione b2b di Stellantis sta anche valutando lo sviluppo di configurazioni van.
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Le auto più attese al Salone di Parigi 2026: tutte le novità da smart #2 a Fiat Grizzly
Si svolgerà dal 12 al 18 ottobre prossimi, presso il Paris Expo Porte de Versailles, la 91esima edizione del Mondial de l'Auto, che conosciamo più semplicemente come Salone di Parigi. Un'edizione che si preannuncia tra le più partecipate degli ultimi anni, anche per la forte presenza delle Case: numerosi i ritorni dopo un lungo periodo di assenza. Tra le protagoniste annunciate ci saranno la piccola - e molto attesa - smart #2, le SUV Fiat Grizzly e Grizzly Fastback e la nuova Lancia Gamma. Riflettori puntati anche sulla BYD Dolphin G, compatta plug-in sviluppata per l'Europa, sulla concept che anticipa la nuova Citroën 2CV e sulle piccole elettriche del gruppo Volkswagen, tra cui la ID. Polo, la Skoda Epiq e la più sportiva Cupra Raval.In rigoroso ordine alfabetico, andiamo a scoprire tutte le novità già confermate per il Salone di Parigi 2026. Alfa Romeo La Casa del Biscione approfitterà del Salone di Parigi per dar spazio al servizio Bottega Fuoriserie per la personalizzazione dei suoi modelli, accanto alla gamma di prodotto a listino. Al momento non sono previste al momento anticipazioni o novità relativamente alla nuova SUV di segmento C su base STLA One (si chiamerà Giulietta?) o alle eredi di Giulia e Stelvio. Alpine Per il salone di casa, il marchio di Dieppe porterà tutta la sua gamma, ossia la piccola A290 (gemella della Renault 5), la nuova fastback A390 e i primi elementi che anticipano la visione che il costruttore francese ha in mente per la nuova generazione della sua sportiva a due posti A110, che potrebbe arrivare in versione sia elettrica che termica. Audi La Casa di Ingolstadt sarà presente al Salone di Parigi con tutti i suoi modelli elettrici ed elettrificati. Non confermata ufficialmente, ma pressoché certa la presenza della nuova A2 e-tron, modello di accesso alla gamma elettrica dei Quattro anelli, e che riporta sul mercato uno dei modelli più iconici dei primi anni Duemila (con alcuni richiami stilistici inconfondibili, come il portellone "sdoppiato"). BMW Al momento, la Casa di Monaco non ha ancora ufficializzato le novità che porterà al Salone di Parigi: saranno sicuramente presenti tutti i modelli elettrici della Neue Klasse, dalla iX3 alla Serie 7, passando per la nuova i3 elettrica. Quello francese potrebbe essere l'occasione perfetta per un primo assaggio della prossima Serie 1 e della nuova X5. BYD Il costruttore cinese, che proprio al Salone di Parigi aveva fatto il suo debutto europeo nel 2022, torna tra i padiglioni di Versailles con diverse novità: la più importante è la Dolphin G DM-i, compatta con powertrain ibrido plug-in sviluppata per il mercato europeo, accreditata di un'autonomia combinata di oltre 1.000 chilometri. Accanto a lei ci saranno la SUV ricaricabile Atto 2 DM-i e il primo aggiornamento della Atto 3 elettrica, che migliorerà l'autonomia complessiva (fino a 510 km) e la potenza di ricarica (220 kW). Nello stesso padiglione sarà esposta anche la Denza Z9GT, shooting brake da 1.156 CV ad altissime prestazioni, primo modello del costruttore cinese a supportare la tecnologia Flash Charging da 1.500 kW, per passare dal 10 al 70% di carica in cinque minuti. Citroën Il marchio francese sarà presente al salone di casa con la gamma di modelli attualmente a listino e la concept Elo e l'intera gamma di serie. A catalizzare l'attenzione dei visitatori sarà perà una concept che anticipa la nuova 2CV elettrica: un modello destinato a riportare in vita uno dei nomi più iconici del Double Chevron, costruita a Pomigliano d'Arco sulla piattaforma E-Car, e presentata durante il piano industriale di Stellantis: arriverà nel 2028, con un listino che parte da meno di 15.000 euro. Cupra Il brand sportivo del gruppo Volkswagen, tra i primi ad aver confermato la sua presenza a Parigi, sarà presente con la compatta Raval, elettrica tutto pepe presentata a inizio aprile, già in vendita anche in Italia, con prezzi che partono da 29.950 euro per la Launch Edition da 211 CV e batteria da 52 kWh. Dacia La Casa di Mioveni presenta ben 10 modelli, tutti elettrificati, a confermare il suo impegno verso una mobilità più pulita, senza rinunciare all'accessibilità della sua gamma. La novità più grossa è la Striker, station wagon (lunga 4,62 m) con look da crossover e motorizzazioni tutte elettrificate, anche bifuel a Gpl, a due e quattro ruote motrici. Molto attesa ma non ancora confermata anche la Evader, compatta elettrica - costruita sulla base della Renault Twingo - da 18.000 euro. DS Il brand di lusso della Citroën porta alla Fiera di Versailles la nuova DS N7 che abbiamo già visto in anteprima, e che arriverà in autunno nelle concessionarie italiane con la motorizzazione ibrida da 145 CV e tre varianti elettriche: a due ruote motrici, da 230 e 245 CV, con batteria da 73,7 e 97,2 kWh, e a trazione integrale da 375 CV. Accanto alla nuova SUV sarà esposta anche una versione speciale della compatta DS 3. Fiat La Casa torinese presenterà al pubblico le sue due nuove SUV di segmento C, la Grizzly e la Grizzly Fastback, più lunga e dalle linee affusolate. Le nuove Grizzly avranno gruppi ottici molto originali, con motivi geometrici a LED. Entrambe puntano a diventare riferimento nel segmento per quanto riguarda abitabilità interna e praticità. Previsti al momento powertrain a benzina, ibridi e full electric. Prezzi non ancora comunicati. Accanto alle Grizzly, Fiat porterà a Parigi anche una nuova concept, che al momento non è stata ancora presentata; potrebbe trattarsi della sorella maggiore della Topolino, chiamata Quattrolino, oppure dell'auto che anticipa la prossima E-Car torinese, che si è vista durante la presentazione del piano industriale del gruppo Stellantis. Ford Come altri costruttori, anche per la Casa dell'Ovale Blu quello a Parigi è un gradito ritorno: in fiera saranno presenti le muscle car Mustang, la versione California Special dell'elettrica Mustang Mach-E e la nuova Capri Collection. Non mancheranno poi aree dimostrative per la tecnologia di assistenza alla guida BlueCruise e le vetture Ford impegnate nel motorsport, dalla Formula 1 (con il motore Cosworth della Red Bull) alle Endurance, tra cui la 24 Ore di Le Mans. Genesis Il marchio di lusso della Hyundai è tornato in Italia dopo diversi anni di assenza, e in fiera a Parigi porterà tutti i modelli della sua gamma attuale, dalla SUV GV60 (anche nella versione Magma ad alte prestazioni) alla grande berlina G80 Electrified. A sottolineare il suo impegno del motorsport, Genesis esporrà la GMR-001 impegnata nel WEC e la concept Magma GT, che anticipa un possibile modello di serie. Honda Anche la Casa giapponese torna tra i padiglioni del Salone di Parigi, da cui mancava dal 2018. In fiera saranno esposti tutti i suoi modelli ibridi, con un posto di particolare rilievo per la nuova Honda Prelude e:HEV, coupé sportiva costruita sulla base della Civic. Altre sorprese potrebbero bollire in pentola, ma al momento non sappiamo ancora di cosa si tratta. Hyundai La Casa coreana porterà a Parigi diverse anteprime, a partire dalla nuova Ioniq 3 svelata alla scorsa Milano Design Week: anticipata da una concept futuristica, presenta il nuovo linguaggio stilistico "Art of Steel", fatto di superfici pulite e proporzioni geometricamente precise. Allo stand di Hyundai saranno presenti tutti i modelli in gamma, dalla piccola Inster alla grande Ioniq 9. Possibile, ma non confermata, la presenza delle concept Earth e Venus, destinate per ora alla Cina. Kia La principale novità attesa per la Casa coreana (che fa parte del gruppo Hyundai) è la piccola elettrica EV2, modello che si inserisce in quello che si preannuncia come uno dei segmenti più agguerriti dei prossimi anni. Non abbiamo ancora notizie circa altre possibili anteprime o sorprese, ma la fiera di Versailles potrebbe essere il palcoscenico perfetto per il debutto della piccola EV1, destinata a sfidare Twingo e smart. Lancia La nuova Lancia Gamma è uno dei modelli di punta del gruppo Stellantis al salone francese: prodotta nello stabilimento di Melfi su piattaforma Stla Medium, l'ammiraglia italiana segna il ritorno del marchio nel segmento D con un modello dalle linee filanti, da fastback rialzata, lungo circa 4,7 metri. I gruppi ottici - davanti e dietro - riprendono il motivo a calice della concept Pu+Ra HPE, mentre gli interni si caratterizzeranno per lo stile del design e la cura dei materiali. La Gamma sarà disponibile con il powertrain ibrido da 145 CV e in tre versioni elettriche, con autonomie fino a 740 chilometri. La più potente sarà la HF Integrale da 375 CV e 675 km di autonomia. Leapmotor La joint venture tra il costruttore cinese e il gruppo Stellantis porterà a Versailles la nuova B05, un modello tra i più importanti per i piani di crescita del marchio in Europa. Caratterizzata da una dotazione di serie molto ricca, questa hatchback elettrica è lunga 4.430 mm e ha un passo di 2.735 mm. Inizialmente sarà proposta solo in versione elettrica da 160 kW (218 CV) e batterie da 56 o 67 kWh, per autonomie fino a 460 km. In un secondo momento, come già successo con B10 e C10, dovrebbe arrivare la variante range extender, seguita dalla versione Ultra ad alte prestazioni. Accanto alla B05 sarà esposta anche la SUV compatta B03X, già vista al Salone di Bruxelles e di prossima commercializzazione anche in Italia. Mercedes-Benz Torna a Parigi, tra gli espositori del prossimo Mondial de l'Auto, anche la Casa della Stella, che esporrà in fiera tutte le novità annunciate negli ultimi mesi, dalla nuova Classe C elettrica alla CLA, Car of the Year 2026, anche in versione Shooting Brake, la GLC elettrica, la nuova GLB , le VLE elettriche eredi della Classe V/EQV e l'ammiraglia Classe S, presentata alla fine di gennaio. Ancora incerta, ma molto probabile, la presenza della prima sportiva elettrica di Affalterbach, la Mercedes-AMG GT Coupé da 1.169 CV. E rimane sempre l'incognita della "Baby G"... Mini La Casa inglese non ha ancora confermato quali modelli e novità saranno esposti al Salone di Parigi: tra le presenze certe la nuova Mini Cooper Paul Smith, allestimento speciale realizzato con la collaborazione della maison di moda inglese. Opel Per la Casa del Blitz, quello di Parigi sarà un salone ad alte prestazioni: la novità più importante è la Corsa GSE, la più potente tra le versioni di serie della storica utilitaria tedesca. La base tecnica è quella della Ypsilon HF e della Peugeot e-208 GTI: motore da 207 kW (281 CV) e 345 Nm di coppia, differenziale Torsen, telaio sportivo, carreggiate allargate e assetto ribassato. La messa a punto dell'auto è stata portata avanti sul circuito del NürburgringNordschleife. L'arrivo nelle concessionarie è previsto per l'inizio del 2027. Accanto alla Corsa GSE saranno presenti anche la Mokka GSE e la Corsa GSE Vision Gran Turismo che anticipa gli stilemi della prossima generazione. Peugeot Per la Casa del Leone il Salone di Parigi sarà l'opportunità di presentare le ultime novità di prodotto, dai restyling della 308 e 408, ma anche modelli in arrivo come la sportiva E-208 GTi da 280 CV (la base è quella della Ypsilon HF). Allo stand della Peugeot sarà esposta anche la 9X8 impegnata nel WEC. Renault Per il Salone di Casa, la Regié porterà ben 22 modelli dell'attuale gamma a listino, tra cui la nuova Renault Clio e la piccola elettrica Twingo (che si candida a essere tra i modelli più gettonati della fiera). Accanto a questi ci saranno anche diverse concept, ancora non ufficialmente svelate. Skoda Anticipata alla Milano Design Week in versione colorata (e camuffata), la nuova Skoda Epiq è la cugina di Volkswagen ID. Cross, lunga meno di 4,2 metri e con un passo di 2,6, ricca di soluzioni "Simply Clever" per la vita a bordo, tra cui un bagaglio da 475 litri dichiarati. Disponibile con motori da 115 a 210 CV e batterie da 38,5 a 55 kWh, ha un listino che parte da 26.400 euro. E accanto alla SUV elettrica più piccola della Casa boema, a Parigi ci sarà anche la più grande, la Epiq a sette posti, che affianca in gamma la Skoda Karoq termica. Smart La più attesa al Salone di Parigi è la smart #2, l'erede della fortwo, anticipata dalla concept presentata a fine aprile. A ottobre conosceremo tutti i dettagli su motorizzazioni, prezzi e date di arrivo sul mercato. Per ora sappiamo che dal modello precedente la nuova eredita la trazione posteriore e le linee morbide, con gli sbalzi ridottissimi e le ruote ai quattro angoli della carrozzeria per massimizzare lo spazio a bordo: due posti, comodi, con un bagagliaio risicato ma sufficiente per gestire le esigenze quotidiane. Lunga circa 270 cm, la smart #2 sarà costruita sulla nuova Electric Compact Architecture (Eca), piattaforma a 400 volt sviluppata internamente da Geely e Mercedes, e punta a un'autonomia cittadina di circa 300 km. In fiera, forse con meno occhi puntati adosso, ci sarà anche la smart #6 EHD, la prima berlina a tre volumi del marchio, che monterà un powertrain ibrido plug-in da 435 CV e batterie per percorrere quasi 300 km in modalità elettrica (nel ciclo di omologazione cinese). Volkswagen Oltre alle novità già a listino presentate nei mesi scorsi, la Casa tedesca sarà presente a Parigi con i nuovi modelli a batteria più accessibili, a cominciare dall'erede a batteria della Up!, chiamata ID.1, il cui arrivo sul mercato è previsto per il prossimo anno. Nello stand di Volkswagen saranno presenti anche la nuova ID. Polo (anche nella versione pepata GTI, la prima elettrica) e la ID. Cross. Non ancora confermata ufficialmente, potrebbe esserci anche la ID. Tiguan, aggiornamento - con cambio di nome - della SUV elettrica ID. 4. Volvo Anche la Casa svedese torna a Parigi dopo diversi anni di assenza, portando la sua principale novità per il 2026, ossia la SUV elettrica EX60, presentata all'inizio dell'anno, costruita sulla nuova architettura a 800 Volt e accreditata di un'autonomia massima di 810 km. Xpeng Al Salone di Parigi ci sarà anche la Casa cinese, che porterà i due modelli attualmente a listino, ossia le SUV elettriche G6 e G9, recentemente aggiornate dal lato tecnico, con una potenza di ricarica che ora arriva fino a 525 kW. Sul fronte delle novità, due sono i modelli non ancora confermati ma attesi tra i padiglioni della fiera di Versailles, ma la grande berlina P7+ e la monovolume elettrica X9.
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Il lusso elettrico alza il livello: Rolls-Royce Spectre, 680 CV e 628 km di autonomia
Con la Series II, la Rolls-Royce Spectre aggiorna la propria proposta elettrica con un intervento mirato e coerente alla filosofia del marchio. La coupé è stata rivista con mano leggera sul piano estetico, ma introduce novità rilevanti anche sul fronte tecnico, con più autonomia e ricariche più rapide. Accanto alla versione standard è confermata la Spectre Black Badge, che guadagna ulteriore potenza e coppia, mentre si arricchisce anche il programma di personalizzazione con nuove combinazioni per gli interni. Fino a 680 CV e 628 km di percorrenza Il powertrain elettrico è stato evoluto e ora garantisce un aumento dell'autonomia del 18% grazie alle batterie di nuova generazione da 112,8 kWh, per un totale di 628 km nel ciclo WLTP. Allo stesso tempo, le ricariche risultano più rapide del 14% grazie a un picco di 195 kW, che consente di passare dal 10 all'80% in 28 minuti. Migliorano anche le prestazioni: il motore aggiornato raggiunge 601 CV e 1.015 Nm di coppia. Per la più sportiva Black Badge, Rolls-Royce spinge ancora oltre, con 680 CV e 1.100 Nm disponibili in modalità Spirited. L'artigianalità e l'esclusività Le novità estetiche si concentrano nei dettagli. Debuttano i cerchi forgiati da 23 pollici, rifiniti a mano con sei ore di lavorazione artigianale, mentre l'abitacolo introduce nuove finiture, tra cui la sofisticata Duality Twill, caratterizzata da 2,6 milioni di punti di cucitura realizzati con 16 km di filo e 25 ore di lavoro. Un'alternativa altrettanto ricercata è rappresentata dalla pelle perforata con pattern artistici: ogni abitacolo può includere fino a 78.138 microfori di dimensioni variabili (0,8 mm, 1 mm e 1,2 mm), con inserti illuminati a LED, come nei pannelli porta.Sulla plancia è stato ampliato l'Interior Panel con Clock Gallery: la superficie illuminata integra 8.108 punti luce, mentre l'orologio è stato ridisegnato prendendo ispirazione dal mondo dell'aviazione. Per la versione Black Badge sono inoltre disponibili nuove finiture esterne Iced Black Matte e cerchi in lega specifici a sette razze. I clienti in media percorrono 6.500 km all'anno Rolls-Royce ha diffuso anche un'interessante fotografia della clientela della Spectre, utile per orientare gli aggiornamenti della Series II. Il cliente tipo possiede già almeno un'altra Rolls e dispone in media di sette auto. L'utilizzo della coupé elettrica è relativamente contenuto, con circa 6.500 km all'anno, e la ricarica avviene quasi sempre a domicilio. Spicca il caso di un cliente europeo che ha già superato i 50.000 km in due anni.
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