La partnership - Nuovo accordo con DR Automobiles: Chery debutta in Italia col proprio marchio
DR Automobiles Groupe e Chery hanno firmato un nuovo accordo di cooperazione. L'intesa rinnova e rafforza la partnership strategica ultraventennale tra le due aziende, ma introduce soprattutto un elemento di grande rilievo per il costruttore cinese: il marchio Chery potrà entrare nel mercato italiano in modo indipendente, con una propria rete di distribuzione. Conferme e novitàInnanzitutto, viene confermata l'attuale impostazione della collaborazione industriale. In base al nuovo contratto, Chery continuerà a fornire determinati modelli al gruppo molisano, che provvederà poi a rifinirli presso lo stabilimento di Macchia d'Isernia (foto sopra) e a commercializzarli con i propri marchi, come avvenuto finora.Grazie a questo accordo rinnovato, DR Automobiles Groupe e Chery continueranno a concentrarsi sul miglioramento dell'eccellenza dei prodotti, sul rafforzamento della loro offerta competitiva e sulla creazione di un valore sempre maggiore per i clienti, spiegano le due parti, sottolineando però anche la novità. L'accordo, infatti, consentirà a ciascuna delle due società di esplorare autonomamente ulteriori opportunità commerciali, anche all'interno del mercato italiano, nello spirito di reciproco rispetto, trasparenza e leale concorrenza che da sempre caratterizza il rapporto tra DR Automobiles e Chery.Ciò include, in modo indipendente, l'ingresso del marchio Chery nel mercato italiano con un portafoglio di modelli distinti attraverso una rete dedicata di nuova costituzione, concludono le due società. In sostanza, il brand di Wuhu potrà ora affiancare altri marchi già presenti sul nostro mercato, come Omoda e Jaecoo, oltre a quelli di prossimo arrivo, Lepas ed Exlantix.
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Accordo UeIndia - Giù i dazi, 200 mila auto europee diesel e benzina pronte allexport
L'India e l'Unione europea sono ormai prossime a firmare un accordo commerciale tanto importante quanto attesissimo. Le trattative tra Bruxelles e Nuova Delhi vanno avanti da poco meno di vent'anni: iniziate nel 2007, si sono arenate una prima volta nel 2013, per poi riprendere nel 2022.L'intesa, la cui firma è prevista per domani, in occasione del vertice bilaterale che vedrà la partecipazione dei massimi rappresentanti istituzionali del governo indiano e dell'Ue, coinvolgerà quasi 2 miliardi di persone e, una volta a regime (restano comunque necessari alcuni passaggi tecnici per la ratifica), darà vita a un interscambio commerciale miliardario, destinato ad aumentare rapidamente.Nel 2024, il solo commercio di beni ha raggiunto i 120 miliardi di euro, con un import dall'India pari a 71,4 miliardi e un export europeo di 48,8 miliardi. Tuttavia, le spedizioni di merci dal nostro continente sono fortemente limitate da una serie di vincoli, soprattutto commerciali e normativi, che con l'accordo verranno sensibilmente ridimensionati. il caso del comparto automobilistico: finora i costruttori europei hanno incontrato grandi difficoltà ad affermarsi sul mercato indiano proprio a causa dei numerosi vincoli industriali e operativi imposti da Nuova Delhi. Un accordo "storico"L'intesa è già stata definita di portata storica, non solo per la creazione di una vasta area di scambio e per i numerosi dossier affrontati al tavolo delle trattative. Rappresenta anche l'ennesima risposta europea al neo-protezionismo statunitense: le politiche di Washington hanno infatti spinto Bruxelles ad accelerare la ricerca di nuovi sbocchi commerciali.In questo quadro si inseriscono gli accordi con Giappone e Corea del Sud, la ratifica (per ora congelata) dell'intesa con il Mercosur e l'apertura di un dialogo sempre più intenso con altre aree strategiche, come il Sud-est asiatico e il Medio Oriente.L'importanza dell'accordo con l'India è testimoniata anche dalla partecipazione, in qualità di ospiti d'onore, del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen alla Giornata della Repubblica indiana, celebrata stamattina (nella foto in alto), appuntamento che precede il vertice istituzionale destinato a sancire la firma dell'intesa.Oltre all'accordo commerciale, è prevista la definizione di una Agenda strategica congiunta per i prossimi cinque anni, con oltre 100 iniziative su sostenibilità, energia pulita, tecnologia, innovazione, mobilità, governance globale e connettività. inoltre incluso un nuovo quadro per facilitare la mobilità di studenti, ricercatori e lavoratori qualificati, oltre all'avvio di colloqui per l'associazione dell'India a Horizon Europe, il programma quadro dell'Unione europea per la ricerca e l'innovazione. I riflessi sull'autoCome detto, sono numerosi i dossier oggetto di trattativa e i settori strategici coinvolti: sicurezza, difesa, energia, agricoltura e, naturalmente, industria. In quest'ultimo ambito, l'accordo porterà a una significativa riduzione dei dazi imposti da Nuova Delhi sull'export europeo.Uno dei comparti più avvantaggiati sarà proprio quello automobilistico. L'India dovrebbe ridurre le tariffe doganali sulle auto importate dall'Unione europea dal 110% al 40%, con la prospettiva di un'ulteriore discesa fino al 10% nei prossimi anni.Secondo le indiscrezioni, il governo del primo ministro Narendra Modi avrebbe accettato di tagliare immediatamente i dazi al 40% su un contingente limitato di 200 mila veicoli a combustione interna (diesel e benzina), con un prezzo di importazione superiore ai 15 mila euro.In altre parole, l'accordo è destinato a facilitare l'accesso al mercato indiano per numerose Case europee che, finora, non sono riuscite ad affermarsi pienamente nel terzo mercato automobilistico al mondo, anche a causa degli elevati livelli di protezionismo a tutela dell'industria locale. Costruttori come Volkswagen, Mercedes o Renault dispongono già di fabbriche e attività commerciali nel Paese, ma hanno incontrato ostacoli rilevanti, legati ad esempio ai dazi sull'importazione di componenti e alle difficoltà di integrazione nella filiera indiana.Il taglio dei dazi non si applicherà invece alle auto elettriche per almeno cinque anni.
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Mercedes-Benz - Dal primo brevetto al futuro: la nuova Classe S debutta nel segno della storia
Nel mondo dell'auto, il 29 gennaio è da sempre una data dal valore quasi sacro. E quest'anno più che mai MercedesBenz ha deciso di celebrarla con un evento storico: nel 140 anniversario della nascita dell'automobile, a Stoccarda verrà presentata la nuova Classe S.Un ponte temporale che collega l'ammiraglia del futuro al primordiale avvio della mobilità individuale: il 29 gennaio 1886, infatti, Carl Benz depositò un brevetto (in tedesco, il Patentschrift) destinato a cambiare il corso della civiltà. Il documento originale dell'Ufficio Imperiale dei Brevetti (Kaiserliches Patentamt) di Berlino descriveva un'invenzione allora avveniristica: un veicolo con funzionamento a motore a gas registrato dalla Benz & Co. di Mannheim.Non si trattava di una semplice carrozza motorizzata, ma di una costruzione concepita integralmente per il trasporto di persone, come dimostrano i disegni di quello che oggi conosciamo come Benz PatentMotorwagen. Parallelamente, poco dopo, Gottlieb Daimler costruì la sua prima carrozza motorizzata.Nel 1888 arrivò il primo viaggio automobilistico, da Mannheim a Pforzheim, e da lì il mondo dell'auto iniziò a evolversi con una rapidità mai vista prima. Nel 1900, Wilhelm Maybach riscrisse le regole delle carrozze motorizzate creando una vera e propria automobile, la Mercedes 35 hp, e anno dopo anno arrivarono innovazioni pensate per comfort, efficienza e sicurezza, abbinate a design sempre più raffinati. L'ingegno meccanico da cui tutto è natoLe fonti storiche rivelano dettagli tecnici che, fatte le debite proporzioni, mostrano una cura ingegneristica già straordinaria. Il veicolo leggero a tre ruote era progettato per trasportare due persone ed era spinto da un propulsore a gas alimentato da idrocarburi volatili come la ligroina, con un cilindro la cui temperatura era regolata da un sistema di raffreddamento ad acqua.Il moto era garantito da un volano orizzontale e trasmesso alle ruote tramite ingranaggi conici, con accorgimenti specifici per assicurare stabilità e sicurezza, anche durante le sterzate in curva. Eredità in movimentoSe la vettura di Benz gestiva avviamento, marcia e frenata attraverso un'unica leva di manovra, le auto che l'hanno seguita in questi 140 anni (ne trovate diverse nella galleria d'immagini qui sopra) hanno evoluto con una rapidità impressionante il modo di viaggiare.E la nuova Classe S 2026 non sarà da meno: la Casa ha già annunciato che la nuova ammiraglia ridefinirà il concetto stesso di interazione uomomacchina. Presentare l'ultima nata della Stella nel giorno della Patentschrift originale non è solo un'operazione di marketing, ma un tributo a una visione di libertà di movimento che ebbe inizio 140 anni fa.Dalla fragilità di un triciclo a ligroina alla sofisticazione tecnologica della Classe S, la storia dell'auto continua a correre sulla strada dell'innovazione.
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Rolex 24 di Daytona - Strategia e freddezza premiano Porsche Penske
Daytona non è mai soltanto una gara di velocità. una partita a scacchi lunga ventiquattro ore in cui il cronometro conta meno della lucidità, del traffico, delle scelte ai box e della capacità di adattarsi a condizioni che cambiano di continuo. Anche nel 2026 la Rolex 24 ha confermato questa regola, premiando ancora una volta Porsche Penske con la 963 di Nasr, Andlauer e Heinrich, vincitori dopo 705 giri davanti alla Cadillac Whelen di Aitken, Derani e Blomqvist, battuta per appena un secondo e mezzo. Terza la BMW del Team WRT. La nebbia e la neutralizzazione recordLa corsa si accende subito con un maxi-incidente alla prima curva che coinvolge prototipi e GT, portando a una neutralizzazione immediata e cambiando fin dalle prime battute il volto della gara. Ma il vero spartiacque arriva nella notte, quando una fitta nebbia favorita dall'umidità della Florida costringe la direzione gara a tenere la safety car in pista per oltre sei ore consecutive: il periodo di neutralizzazione più lungo nella storia della 24 Ore di Daytona. Strategie congelate, distacchi azzerati, gerarchie completamente riscritte. Dalla maratona allo sprint finaleFino a quel momento Porsche aveva gestito con metodo, lasciando Cadillac e BMW costantemente in scia senza mai forzare davvero. Con il ritorno della visibilità all'alba, però, la gara cambia natura: da maratona diventa uno sprint di sei ore in cui ogni sosta, ogni sorpasso nel traffico GT e ogni scelta di ritmo può decidere la vittoria. In queste condizioni, i meccanici Porsche riescono anche nell'impresa di ripristinare alcuni danni aerodinamici accumulati nelle fasi caotiche della notte e giocano la carta decisiva ai box, consegnando la leadership alla vettura di Nasr. Da lì in poi è un duello continuo, dove la gestione delle nuove coperture Michelin è risultata fondamentale per lavorare con il cambio di temperature finale. Ferrari e Lamborghini nelle classi GTDNelle classi GT il debutto della Ferrari 296 GT3 Evo ha offerto segnali incoraggianti in una delle prove più dure del calendario. L'affidabilità è stata uno degli aspetti chiave: cinque vetture su sei hanno visto il traguardo. La migliore è stata la AF Corse USA #21 con Fuoco, Wadoux, Mosca e Mann, capace di risalire fino al quinto posto in GTD. In GTD Pro, l'ottavo posto della Triarsi Competizione con Rovera, Molina e Calado ha confermato la solidità della nuova Evo. Sul fronte Lamborghini, la Huracán GT3 Evo2 #63 guidata da Caldarelli, Pepper e Bortolotti ha costruito una gara di grande regolarità, penalizzata solo dal cambio di temperature all'alba. Porsche regina dell'endurance americanoAlla bandiera a scacchi è ancora Porsche a festeggiare la terza Daytona consecutiva, confermandosi punto di riferimento dell'endurance americano. Una vittoria costruita più con la testa che con l'aggressività pura, nella Rolex 24 dove saper aspettare e leggere la gara conta spesso più della velocità assoluta.
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Hypercar - Zonda, Utopia e Huayra: i gioielli della Pagani al Rétromobile 2026
La Pagani Automobili sarà presente al Salon Rétromobile 2026 che si terrà all'Expo di Parigi, a Versailles, dal 28 gennaio all'1 febbraio prossimi. Nell'area Ultimate Supercar Garage, riservata alle supercar più esclusive di sempre, verranno esposte alcune delle più belle hypercar dell'atelier di San Cesario sul Panaro: la Utopia Roadster, la Huayra R, la Huayra Roadster e la Zonda HP Barchetta. Pagani Zonda HP BarchettaProdotta in soli tre esemplari, è uno dei progetti di Grandi Complicazioni, il laboratorio in cui la Pagani interagisce direttamente con il cliente, per dar vita a modelli unici. Su questo modello la monoscocca è in Carbo-Titanium, mentre il motore è un V12 aspirato Mercedes-AMG, sviluppato appositamente per la Pagani, abbinato a una trasmissione manuale a sei rapporti. Pagani Huayra RProdotta in 30 esemplari, è un'auto da pista sviluppata pensando soprattutto alle prestazioni pure: il motore è il V12-R, aspirato da 6.0 litri, sviluppato da HWA e capace di 850 CV e 750 Nm di coppia. La monoscocca in Carbo-Titanium HP62-G2 e Carbo-Triax HP62 è stata progettata per superare gli standard di sicurezza della FIA per le Lmph. Da questo modello è nato il programma Arte in Pista. Pagani Huayra RoadsterAl Rétromobile 2026 sarà presente questa scoperta, con monoscocca centrale in Carbo-Titanium HP62 G2 e Carbo-Triax HP62, con telaietti anteriori e posteriori in acciaio al cromo-molibdeno, che le permettono di essere più leggera della coupé. Il motore è il V12 6.0 litri biturbo da 840 CV di potenza e 1.100 Nm, la cui potenza è gestita da un'aerodinamica dedicata. Pagani Utopia RoadsterMonoscocca in Carbo-Titanium HP62-G2 e Carbo-Triax HP62 come le altre hypercar, questa scoperta monta il Pagani V12 biturbo, sviluppato insieme alla Mercedes-AMG e assemblato a mano, capace di 864 CV di potenza e 1.100 Nm di coppia. Per la dinamica di guida ci sono sospensioni attive e differenziale elettromeccanico. Questa hypercar monta anche i pneumatici Pirelli Cyber Tyre, capaci di comunicare in tempo reale con l'elettronica di bordo per adattare l'assetto alle condizioni dell'asfalto.
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Formula 1 - McLaren svela la sua MCL40 con la livrea per i test
Mentre il circuito di Barcellona inizia ad animarsi con l'inizio della Shakedown Week, la McLaren ha svelato le forme della nuova MCL40, monoposto con cui proverà a difendere entrambi i titoli conquistati lo scorso anno. La vettura ha una livrea nera e argento, pensata appositamente per disputare i primi test di questa settimana, mentre la vedremo nella veste definitiva il prossimo 9 febbraio.Debutto ritardatoLa MCL40 non scenderà subito in pista nel primo giorno di test a Barcellona. La squadra preferisce attendere martedì o mercoledì, concedendo agli ingegneri il massimo tempo possibile per completare la maggior parte dei task necessari prima di far girare la vettura. una scelta che racconta molto dell'approccio McLaren. Mentre alcuni si sono presentati con versioni di base utili a validare concetti e power unit, per poi introdurre aggiornamenti a raffica, a Woking hanno deciso di portare a Barcellona una vettura già in configurazione quanto più vicina possibile a quella che correrà la prima gara. Cosa si vede (e cosa no)Le immagini diffuse oggi raccontano solo una parte della storia. La vettura mostrata è una versione con diversi dettagli del fondo e dell'ala volutamente semplificati. Non è un caso: proprio quelle aree saranno terreno fertile per lo sviluppo nei primi mesi di campionato e nessuno vuol far vedere troppo agli avversari.Quello che è possibile subito notare è che le fiancate appaiono particolarmente spioventi, con un marcato effetto downwash che accompagna i flussi verso il fondo, restringendosi progressivamente nella parte terminale. Una soluzione che punta a massimizzare l'efficienza aerodinamica senza sacrificare stabilità. un disegno che parla di equilibrio più che di estremizzazione, coerente con una squadra che, da campione, ha tutto da perdere e poco da guadagnare nel rincorrere soluzioni troppo aggressive.Il dettaglio tecnico più evidente è il ritorno alla sospensione anteriore push-rod. Nel precedente ciclo tecnico delle vetture a effetto suolo, la McLaren aveva scelto esclusivamente lo schema pull-rod all'avantreno. Ora si torna a una soluzione più tradizionale, probabilmente per ragioni di packaging, accessibilità meccanica e gestione aerodinamica dei flussi. Al posteriore resta confermato lo schema push-rod, in linea con gran parte della concorrenza. Si riparte a testa bassaIl 2025 ha riportato a Woking il titolo costruttori, blindato già a Singapore, e quello piloti, conquistato da Lando Norris nell'epilogo di Abu Dhabi. Un doppio successo che ha riscritto gli equilibri della Formula 1 recente e restituito alla McLaren il ruolo di riferimento tecnico e sportivo dopo un lungo digiuno.Nonostante questo, il team diretto da Andrea Stella ha voluto ribadire che essere stati campioni non garantisce nulla per quest'anno. Il 2026 rappresenta un cambio regolamentare di proporzioni rare, con modifiche simultanee a telaio, power unit e pneumatici. Un progetto mastodontico, probabilmente il più impegnativo mai affrontato dal team negli ultimi vent'anniRob Marshall aveva già anticipato che la McLaren non avrebbe portato una valanga di novità da test, preferendo concentrarsi su una vettura sostanzialmente vicina alla specifica di inizio stagione. un modo diverso di interpretare l'inverno, più vicino alla logica del consolidamento che a quella della sperimentazione continua.
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Cina - La nuova Smart #2 è quasi pronta: ecco quando (e come) tornerà l'erede della Fortwo
I tempi per scoprire come sarà fatta la nuova smart #2 si fanno più stretti del previsto: al Salone di Pechino del prossimo aprile la Mercedes e la Geely (che gestiscono la smart con una joint venture paritaria) presenteranno un prototipo praticamente definitivo della prossima citycar elettrica, attesissima erede della piccola fortwo, andata in pensione nel 2024. La produzione inizierà in Cina entro l'estate, così da raggiungere il mercato locale e quello europeo prima della fine del 2026. Impostazione familiareCostruita sulla nuova piattaforma Eca (Electric Compact Architecture), manterrà i punti cardine della fortwo, ossia dimensioni lillipuziane, due posti e trazione posteriore. Nelle scorse settimane sono cominciati i test su strada della smart #2, con un muletto allestito sulla carrozzeria della precedente fortwo, impegnato a macinare chilometri per mettere a punto dinamica di guida, confort ed efficienza del powertrain. Arriva anche la #6Nel corso dell'anno la smart presenterà anche la #6 EHD, la prima berlina a tre volumi del costruttore cinotedesco, nonché il modello più grande della sua gamma: lunga 4,91 metri, avrà un powertrain ibrido plug-in da 435 CV, con batterie che permettono, nel ciclo di omologazione cinese Cltc, di percorrere fino a 285 km in modalità solo elettrica.
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Pirelli - rottura anche tra i soci: Camfin rompe il patto con la cinese Sinochem
Le diatribe tra il management di Pirelli e l'azionista di maggioranza, la cinese Sinochem, producono ulteriori scossoni, in parte non sorprendenti.Camfin, secondo maggior azionista della società della Bicocca, ha infatti comunicato "la volontà di non rinnovare il patto parasociale afferente Pirelli, sottoscritto con il gruppo Sinochem, che scadrà il prossimo 18 maggio". Nessuna soluzione allo stalloLa holding italiana ha precisato di aver assunto la decisione di non rinnovare il patto a causa dell'attuale stallo delle trattative in corso con i cinesi. Camfin, infatti, ha preso atto "dell'impossibilità di individuare in questa fase con Sinochem, nel contesto del dialogo fra gli azionisti Pirelli promosso dal governo italiano, soluzioni per adeguare la governance" della multinazionale dei pneumatici "in tempo utile alle esigenze normative americane consentendo alla società di continuare a sviluppare la tecnologia Cyber Tyre".Inoltre, il mancato rinnovo è stato deciso per disporre " del tempo sufficiente all'espletamento delle formalità di legge" in vista dell'assemblea degli azionisti programmata per il prossimo 25 giugno. A ogni modo, la holding rimane "disponibile a discutere soluzioni proposte nell'interesse della Società, del mercato e di tutti gli stakeholder, per consentire a Pirelli in tempi brevi di essere in linea con la normativa statunitense". Quali possano essere queste soluzioni non è chiaro: diverse sono le ipotesi sul tavolo, ma quella più auspicabile prevede l'uscita di Sinochem dall'azionariato della Pirelli.In caso contrario, come abbiamo già spiegato, l'azienda rischia di incorrere in diversi ostacoli nella commercializzazione dei Cyber Tyre sull'importante mercato statunitense (20% dei ricavi totali): a marzo, diventeranno operative norme che limiteranno l'utilizzo di hardware e software cinesi che interagiscono con le auto.
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Videogame - Forza Horizon 6: la Toyota GR GT Prototype si può già guidare
La Microsoft ha annunciato la data di uscita drl videogioco Forza Horizon 6, l'ultimo capitolo della serie racing sviluppato da Playground Games: il gioco uscirà su PC e Xbox Series X|S il prossimo 19 marzo. Entro la fine dell'anno arriverà anche su PlayStation 5. I preordini del gioco sono già aperti. Si corre in GiapponeCome i predecessori, anche Forza Horizon 6 sarà ambientato in un mondo aperto liberamente esplorabile, nel quale affrontare gare, competizioni, prendere parte a eventi e sfide (online e non) nell'ambito di un Festival automobilistico. Dopo il Messico, la Gran Bretagna e l'Australia dei capitoli precedenti, FH6 porta i giocatori in una delle location più desiderate dalla community: il Giappone. Il Sol Levante in miniaturaAll'interno della mappa di gioco saranno presenti diverse ambientazioni, dalle foreste con gli alberi in fiore alle montagne innevate, per arrivare a una ricostruzione più piccola - ma molto fedele - della città di Tokyo, con i suoi quartieri, i suoi grattacieli e... il suo traffico. La progressione all'interno del gioco si svolgerà in maniera analoga a quanto visto nei precedenti Forza Horizon, ossia gare via via più impegnative, che man mano permetteranno di sbloccare categorie di auto più potenti. Dalle kei car alle JDMUno degli elementi più unici della serie Forza Horizon è l'enorme quantità di automobili presenti nel gioco, tutte ricostruite in maniera fedele (anche nel sound), tutte personalizzabili con livree e sticker, ma anche con body kit e accessori aftermarket che ne cambiano radicamente l'aspetto e le caratteristiche di guida. All'uscita del gioco saranno disponibili oltre 550 modelli, tra cui kei car, fuoristrada, auto da famiglia, sportive e hypercar. Tra queste anche la GR GT Prototype, l'ultima supercar della Toyota, che fa bella mostra di sé sulla copertina del gioco: mossa da un V8 da 650 CV, è al suo debutto "virtuale" all'interno di un videogame e sarà possibile guidarla fin dai primi minuti di gioco.
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Calcio - Cina, doppio colpo in Serie A: dopo BYD-Inter, Dongfeng si lega al Napoli
Il Dragone automotive segna il secondo gol nel calcio italiano. Dopo la prima rete con l'accordo fra il gigante BYD (re mondiale dell'elettrico) e l'Inter di luglio 2025, la Cina mette a segno la doppietta all'ombra del Vesuvio: il colosso statale Dongfeng diventa partner del Napoli fino alla stagione 2027/2028. I big orientali puntano sullo sport che appassiona milioni di persone per entrare nell'immaginario collettivo rendendo loghi, nomi e modelli sempre più familiari nel Belpaese. Calcio e non soloBYD vende in Italia elettriche e ibride plug-in, mentre la Casa di Wuhan propone, oltre a Bev e Phev, anche full hybrid. I due costruttori hanno optato per le due squadre che, dal 2020, si sono spartite quattro scudetti e sono tuttora in lotta per il tricolore. Una specie di esercizio di posizionamento culturale, perché il calcio garantisce una penetrazione trasversale con tifosi di ogni estrazione sociale. Nella stessa ottica si inquadra la presenza della BYD nel film La Grazia, la nuova opera di Paolo Sorrentino, in cui il presidente della Repubblica Mariano De Santis (interpretato da Toni Servillo) viaggia sulle Denza Z9. Una rottura simbolica rispetto al capo di Stato a bordo di Lancia o Maserati Quattroporte, come già osservato dal nostro direttore editoriale, Gian Luca Pellegrini, in occasione dell'anteprima del film a Venezia. Ondata in EuropaTornando al calcio, la Lunga Marcia della Cina automotive in Europa era già iniziata nel 2005/2006: l'Inter fu la prima squadra italiana a scendere in campo con lo sponsor (allora Pirelli) scritto in caratteri cinesi per celebrare il Capodanno lunare. Mentre la svedese Volvo (oggi della cinese Geely) ha sponsorizzato per anni i nerazzurri. C'è stata poi una transizione dai capitali cinesi che compravano i club: Suning (rivenditore al dettaglio) all'Inter, Li Yonghong al Milan.Gol in ChinaIn più, la cinese Hisense (elettronica di consumo) è diventata uno dei partner più visibili nelle competizioni internazionali. Con AliExpress e Alipay+ integrati nell'esperienza d'acquisto dei biglietti e del merchandising. Senza contare che Infront, controllato dal cinese Wanda Group, gestisce i diritti d'immagine, le attività di marketing e i servizi media di numerosi club di Serie A e della stessa Lega Calcio. Dal Made in China al Gol in China".
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Svolta epocale - Porsche 911 GT3 RS restyling: addio aspirato, arriva il T-Hybrid?
La Porsche potrebbe sorprendere gli appassionati con una scelta radicale: la sua sportiva più estrema, la 911 GT3 RS, potrebbe abbandonare il motore aspirato. Una decisione legata alle nuove normative di omologazione, ma che aprirebbe anche la strada a un importante aumento delle prestazioni. Ne sapremo di più in estate, quando la vettura dovrebbe essere svelata al pubblico in vista del lancio commerciale previsto per il 2027. Col THybrid la RS dice addio all'aspiratoL'attuale GT3 RS della generazione 992 è arrivata al termine della sua carriera, mentre la 992.2 GT3 è già disponibile nelle concessionarie. L'arrivo della nuova RS quindi è imminente, ma questa volta il cambiamento potrebbe essere epocale: per rientrare nelle normative di omologazione e offrire al tempo stesso un reale salto prestazionale, la sportiva potrebbe adottare il sistema THybrid già visto sulla 911 Carrera GTS con il 3.0 da 540 CV e sulla 911 Turbo S con il 3.6 da 711 CV.Una soluzione tecnica che potrebbe permettere alla GT3 RS di mantenere la sua vocazione estrema pur rispettando l'Euro 7. Sound e aerodinamica: gli indizi più fortiI prototipi avvistati durante i collaudi mostrano più di un segnale della rivoluzione in arrivo. Il sound è completamente diverso rispetto all'attuale RS: più cupo, più carico e inequivocabilmente legato alla sovralimentazione. In un primo momento si era ipotizzato che questi muletti fossero riferiti alla futura GT2 RS, ma nuovi dettagli sembrano indicare la strada ibrida.Anche l'aerodinamica racconta qualcosa: prese d'aria e sfoghi sono diversi rispetto alla versione attuale e potrebbero essere necessari per la gestione termica del powertrain ibrido.La profezia di PreuningerQuando, alla fine del 2024, è stata presentata la GT3 restyling, Andreas Preuninger, responsabile del reparto GT, aveva lanciato un avvertimento nelle interviste: il boxer 4.0 aspirato da 9.000 giri aveva i giorni contati e l'Euro 7 sarebbe stata la sua definitiva fine.L'introduzione del THybrid rappresenterebbe il compromesso ideale: garantire agli appassionati un'esperienza di guida all'altezza della tradizione Porsche, ma permettere al marchio di continuare a produrre modelli estremi come le GT3 RS anche negli anni a venire.
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Anteprima - Suzuki 2026: le novità in arrivo in Italia
Dopo i buoni risultati con cui ha chiuso il 2025, la Suzuki affronta il 2026 presentando al mercato italiano uno dei suoi modelli più importanti, la e Vitara elettrica, primo modello a batteria della Casa di Hamamatsu, sviluppato insieme alla Toyota. In termini di volumi, per la Suzuki il mercato italiano rimane quello più importante in Europa: in gamma ci sono powertrain ibridi mild, full e plug-in, con le vendite trainate dalla piccola Swift, dalla Vitara e dalla S-Cross. Tra le novità previste (ma non ancora confermate) c'è anche la nuova Across, presentata in Africa all'inizio di gennaio e destinata a essere commercializzata in tutto il mondo. Suzuki e VitaraAffiancherà, senza sostituirla, l'attuale Vitara termica, che rimarrà a listino ancora per un po'. Lunga 428 centimetri e con un passo di 270, la e Vitara rientra appieno nel segmento B delle Suv elettriche, mettendo a disposizione un abitacolo discretamente spazioso e un bagagliaio che, grazie al divano scorrevole, ha una capacità che va da 244 a 310 litri. Al momento a listino c'è un solo allestimento praticamente full optional (si può scegliere solo il colore della carrozzeria), con cerchi da 19", retrovisori ripiegabili e riscaldabili elettricamente, vetri oscurati, fari a matrice di led, tetto apribile in vetro, sedili in pelle riscaldabili, pompa di calore, telecamera a 360 gradi, sensori luci e pioggia e il pacchetto di Adas con cruise control adattivo. 184 CV e trazione integraleLa e Vitara arriva sul mercato italiano con un powertrain dual motor da 135 kW (185 CV) e la trazione integrale, abbinato a una batteria Blade al litio-ferro-fosfato (fornita dalla BYD) da 61 kWh, con un'autonomia dichiarata di 395 km. Nei prossimi mesi potrebbe arrivare anche una versione a motore singolo con 174 CV di potenza e accumulatori di pari capacità: l'autonomia sale a 426 km.Quando arriva: marzo 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da 38.900 euro Suzuki AcrossAl momento il suo arrivo in Italia non è ancora stato confermato, ma la Across presentata dalla Suzuki all'inizio dell'anno è destinata, secondo il costruttore, a "100 mercati del mondo, Europa inclusa. Il modello attuale è realizzato sulla base della Toyota RAV4 uscente, mentre quello nuovo (costruito sulla base della Maruti Suzuki Victoris) cambia segmento, passando da 4,64 a 4,36 metri. Lo spazio per i bagagli passa da 490 a 330 litri. Gli interni sono moderni, con il doppio display per strumentazione e infotainment. Per questo modello c'è attualmente disponibile una sola motorizzazione, un 1.5 mild hybrid da 103 CV.
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Incentivi 2026 - In arrivo fino a 4.000 euro per i quadricicli: ecco come ottenerli
In teoria avrebbero dovuto arrivare automaticamente all'inizio del 2026 i nuovi - e, sempre in teoria, ultimi - incentivi sui ciclomotori e sulle moto, quadricicli compresi: bonus che allo stato attuale delle cose arrivano fino a 4 mila euro. Invece, per il momento, è tutto bloccato al Ministero delle Imprese in attesa di una modifica della norma attuativa che, stando ad alcune indiscrezioni raccolte da Quattroruote, dovrebbe spostare alcune delle regole che fino all'anno scorso hanno disciplinato l'iniziativa. Per ora ci sono 30 milioniPer ora si sa che per questa nuova tornata di incentivi, che coinvolgerà anche i quadricicli, sono disponibili gli ultimi 30 milioni di euro stanziati nel 2018 dal governo M5S-Lega, quando presidente del Consiglio era Giuseppe Conte. Non è però escluso che il governo allarghi i cordoni della borsa.Impossibile sapere, invece, quando partirà l'operazione. probabile che se ne saprà di più al termine del cosiddetto tavolo automotive, convocato dal dicastero di via Veneto il prossimo 30 gennaio. Lo scorso anno le prenotazioni partirono il 18 marzo. Tre possibili novità: solo privati, solo mezzi elettrici e bonus più bassiIn base alle indiscrezioni raccolte da Quattroruote, pare che il governo sia intenzionato a escludere dai bonus le persone giuridiche (imprese e partite Iva), a limitare l'iniziativa ai soli veicoli elettrici e, probabilmente, ad abbassare l'ammontare massimo dei singoli contributi. Di seguito lo schema che si sta delineando, con l'avvertenza che nulla, finora, è stato ancora confermato. Come funzioneràFondi stanziati dallo Stato 30 milioni di euro (ma non è escluso che aumentino).A chi sono destinati Persone fisiche (privati). L'intenzione del governo è escludere le persone giuridiche, ossia aziende e partite Iva.Tipo di veicolo che potrà essere acquistato con il bonus statale L1e (ciclomotore a due ruote); L2e (ciclomotore a tre ruote); L3e (motociclo a due ruote); L4e (motociclo con sidecar); L5e (triciclo); L6e (quadriciclo leggero); L7e (quadriciclo non leggero);Il mezzo da acquistare dovrà essere nuovo di fabbrica.Alimentazione del veicolo che potrà essere acquistato con il bonus Elettrico (il governo pare intenzionato a escludere i veicoli con motore termico).Modalità di acquisto In proprietà; in leasing (locazione finanziaria).Contributo dello Stato Senza rottamazione: bonus del 30% del prezzo di acquisto fino a un massimo di 3 mila euro (sia la percentuale sia il tetto potrebbero cambiare); con rottamazione: 40% del prezzo di acquisto fino a un massimo di 4 mila euro (sia la percentuale sia il tetto potrebbero cambiare).Rottamazione Indifferentemente veicoli di categoria L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e o L7e (per esempio, si potrà acquistare un L6e, ossia un quadriciclo leggero, rottamando un L1e, ossia un ciclomotore a due ruote); classe Euro 0, 1, 2 o 3; proprietà da almeno dodici mesi; il mezzo da rottamare potrà essere intestato da almeno 12 mesi anche a un familiare convivente.Sconto del venditore Non è escluso che la nuova disciplina possa prevedere uno sconto obbligatorio del venditore in aggiunta al bonus statale.Divieto di vendita Mantenimento della proprietà del mezzo acquistato con l'incentivi per almeno 12 mesi.Retroattività Non è esclusa la possibilità che il diritto al bonus possa esplicitamente essere esteso ai mezzi acquistati a partire dall'1 gennaio 2026, una situazione che dovrà essere specificamente disciplinata.Procedure Penserà a tutto il concessionario. Al contrario degli ultimi incentivi alle auto elettriche, con il bonus ciclomotori e motocicli si torna alle procedure tradizionali. Basterà andare in concessionaria e sarà il venditore, previa verifica della disponibilità dei fondi sul portale del ministero delle Imprese, a prenotare il contributo, che sarà erogato sotto forma di riduzione del prezzo d'acquisto. Insomma, niente voucher, ma non è escluso che, quando le prenotazioni si apriranno, scatti la corsa al bonus e i fondi finiscano nel giro di poche ore.
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Renting a lungo termine - Nel 2025 i canoni mensili scendono del 3,4%
Arrivato a elaborare ben 200 mila dati provenienti dalle proposte online di autovetture e veicoli commerciali nel corso del 2025, l'Osservatorio sui prezzi dei canoni di noleggio di Dataforce rileva per l'anno appena concluso una discesa dei valori medi del 3,4% rispetto al 2024: in pratica, il canone medio richiesto (al netto dell'Iva e, dove previsto, comprensivo dell'anticipo), è sceso da 608,90 a 588,41 euro, confermando la diminuzione in corso nei cinque trimestri consecutivi. La dinamica dei valori a proposito delle varie marche è fortemente influenzata dal normale flusso di ingresso o uscita dai listini dei modelli. Per quanto riguarda le auto, in un mercato dei contratti da 14 a 84 mesi nel quale le durate di 48 e 60 mesi rappresentano oltre l'82%, la società di ricerca e consulenza rileva una diminuzione media del 7,2% nel primo caso e del 6,5% nel secondo. L'arretramento dei canoni è generalizzato indipendentemente dalle alimentazioni: tutte giù di circa il 12% le ibride mild, full e plug-in, mentre è del 3,8% la discesa più contenuta, relativa alle auto a benzina. Clio, X1 e Golf si fanno notareI modelli più presenti nelle proposte online sono la Renault Clio (con un canone medio di 351,4 euro), la BMW X1 (641,5 euro) e la Volkswagen Golf (519,7 euro). I valori più bassi registrati nel 2025 per noleggi di 60 mesi e 100 mila chilometri sono quelli della Kia Picanto (278 euro) della Hyundai i10 (285,6 euro) e della Fiat Pandina (289,5 euro). Nell'analisi specifica per i modelli di Suv di tutte le taglie, emerge una sostanziale stabilità nei modelli presenti nelle prime dieci posizioni, dove la vetta della classifica del canone più conveniente è occupata dalla MG ZS (359,1 euro), seguita dalla Fiat 600 (369,6 euro) e dalla Ford Puma (372,1). Interessante, a proposito di quest'ultima, la presenza nella Top 10 anche dalla corrispondente versione elettrica, la Gen-E, con un canone di una trentina di euro più alto (403,3). Nei veicoli commerciali, il valore medio del canone è passato da 634,37 euro dall'inizio del 2024 a 580,48 a fine 2025 (-8,49).
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F1 2026 - La nuova era di Alpine inizia con la A526 motorizzata Mercedes
Invece del solito capannone gelido in Inghilterra o di un box ripulito per le foto di rito, la Alpine ha deciso di fare le cose diversamente: una presentazione durante una crociera sul Mediterraneo, su una delle navi dello sponsor MSC. stata presentata così la Alpine A526 di Pierre Gasly e Franco Colapinto che non è solo la figlia del nuovo regolamento 2026, ma il simbolo di una rifondazione tecnica e politica, con il passaggio alla power unit Mercedes e l'obiettivo dichiarato di issarsi nella parte alta della classifica.Anima francese, braccia inglesi, cuore tedescoIl 2025 è stato vissuto quasi in apnea: poche soddisfazioni in pista, tanta concentrazione sulle gallerie del vento e sui banchi prova. L'idea era semplice quanto brutale: sacrificare il presente per provare a non sbagliare il futuro. Da qui nasce la A526, prima Alpine senza motore Renault sotto al cofano.La decisione del gruppo di chiudere il programma power unit interno ha costretto la scuderia con sede a Enstone a cercare un partner esterno. La scelta è ricaduta sulla Mercedes, una mossa che va oltre il semplice risparmio di costi: l'obiettivo è smettere di inseguire. Nel ciclo tecnico precedente, il deficit di potenza del V6 ibrido francese costringeva a compromessi aerodinamici pesanti, con carichi spesso tagliati per non pagare troppo sul dritto. Ora, almeno sulla carta, il motore non dovrebbe più essere un freno ai sogni di alta classifica. Ha già girato a SilverstoneLa A526 mostrata al pubblico sulla nave da crociera è la versione da poster, quella levigata per i fotografi. Quella vera, che conta davvero, è già scesa in pista a Silverstone per i canonici 200 km di shakedown. Ed è lì che si è visto quanto Alpine abbia voglia di rischiare, soprattutto sull'avantreno.In controtendenza rispetto a buona parte della concorrenza, gli ingegneri hanno scelto uno schema sospensivo pull-rod davanti. Una soluzione condivisa, per ora, solo con Cadillac e che cambia parecchio il modo in cui si gestiscono i flussi sotto il muso. una scelta coraggiosa: più complessa da mettere a punto, ma teoricamente vantaggiosa in termini di libertà aerodinamica.A completare il quadro, un'ala anteriore che non passa inosservata. Il profilo centrale è molto ampio, poi si alza in un cucchiaio decisamente pronunciato. Se sugli altri team la transizione appare più morbida, sull'Alpine è netta, quasi spigolosa nella sua originalità, disegnando un insieme fuori dal coro. Se davanti l'A526 cerca di distinguersi, nel corpo centrale la filosofia si fa più prudente. Dietro, invece, Alpine sembra allinearsi al trend: sospensione posteriore push-rod, con l'idea di aprire il più possibile l'area a disposizione del diffusore.I regolamenti 2026, pur tagliando diverse libertà aerodinamiche, lasciano ancora spazio a un estrattore di dimensioni generose. Qui si giocherà buona parte dell'efficienza della vettura, perché in un'era in cui la componente elettrica delle Power Unit è più limitata e la resistenza all'avanzamento è nemica dichiarata, ogni punto di carico pulito sul retrotreno diventa oro. Livrea e pilotiNel mezzo di tutti questi strappi col passato, qualcosa però rimane. La livrea, innanzitutto: il blu Alpine continua a fondersi con il rosa del title sponsor BWT, in una combinazione che ormai è parte dell'identità del team. E poi c'è la line-up di piloti, confermata in blocco.Pierre Gasly ha portato in pista la A526 per il filming day di Silverstone, per giunta sotto la pioggia, raccogliendo i primi feedback su ergonomia, visibilità e comportamento generale. Franco Colapinto, promosso e confermato dopo un 2025 in crescendo, inizia questa nuova stagione con un bagaglio di esperienza completamente diverso rispetto al suo arrivo in F1. Per la Alpine, la continuità sui piloti non è un dettaglio: in un contesto tecnico totalmente riscritto, avere due riferimenti stabili al volante aiuta a isolare le variabili.
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Anteprima - Polestar 2026: tutte le novità in arrivo, dall'ammiraglia 5 all'AI di Google
Il 2026 della Polestar sarà, almeno in Italia, un anno maggiormente concentrato sull'ampliamento della propria rete di vendita, con l'apertura di un nuovo showroom a Udine e un altro a Bari, a primavera. Sul fronte del prodotto vero e proprio, la Casa di lusso svedese inizierà le consegne della grande berlina 5 e porterà una serie di aggiornamenti tecnologici alla 3. Sempre nel corso dell'anno la Polestar introdurrà, tramite aggiornamenti over-the-air, l'intelligenza artificiale di Google Gemini a bordo delle sue vetture, a cominciare dalla 2. Ecco tutte le novità in arrivo con date, motorizzazioni e prezzi. E se volete provare alcuni dei loro modelli, non perdetevi l'iniziativa 'Quattroruote c'è'. Polestar 5Trasposizione di serie della Concept Precept, presentata nel 2020, è una filante berlina sportiva, lunga 5,1 metri e alta 1,42 metri, con linee molto aerodinamiche (il Cx è di 0,24). Come sulla Suv-coupé 4 non c'è il lunotto, sostituito dal retrovisore digitale. Minimal ma sportivo l'abitacolo, realizzato con materiali riciclati e sostenibili, sedute Recaro con schienali regolabili singolarmente; si può ricavare un quinto posto di fortuna al posto del bracciolo posteriore. 365 i litri del bagagliaio, a cui si aggiungono i 62 del frunk. Fino a 884 CV e 670 km di autonomiaLa Polestar 5 porta al debutto la nuova piattaforma PPA a 800 volt e batteria da 112 kWh lordi, ricaricabile fino a 350 kW (per passare dal 10 all'80% in 22 minuti). Due le motorizzazioni in gamma: la dual motor da 550 kW (748 CV), capace di toccare i 100 km/h da ferma in 3,9 secondi; la Performance ha una potenza di 650 kW (884 CV) e 1.015 Nm, per uno "zerocento" coperto in 3,2 secondi. Entrambe le varianti sono autolimitate a 250 Km/h. L'autonomia arriva fino a 670 km sulla Dual Motor, grazie al motore posteriore scollegabile e pneumatici più piccoli.Quando arriva: gennaio 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da 119.800 euro Polestar 3La Suv elettrica svedese ha ricevuto upgrade tecnologici, a partire dall'architettura a 800 Volt, per tempi di ricarica ridotti fino al 25% (il picco di potenza in corrente continua sale a 350 kW). Arrivano anche nuove batterie Catl da 92 e 106 kWh e un motore posteriore più potente: in base alle motorizzazioni (da 299 a 517 CV) l'autonomia oscilla tra i 593 e i 635 chilometri. Altra novità è il processore Nvidia Drive AGX Orin, per una capacità di calcolo otto volte superiore al modello precedente. Quando arriva: febbraio 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da 85.900 euro La AI di GeminiLa novità della Polestar che riguarda tutta la gamma si chiama Gemini, ed è l'intelligenza artificiale di Google. Grazie agli aggiornamenti over-the-air, i modelli della Casa svedese potranno beneficiare delle funzionalità messe a disposizione dall'assistente vocale avanzato di Mountain View, che affiancano i tradizionali comandi dell'auto. I primi update saranno resi disponibili sulla Polestar 2 e, nel corso dell'anno, su tutti gli altri modelli.
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Maserati - A The I.C.E. St. Moritz con un'anteprima mondiale del reparto Fuoriserie
La Maserati ha confermato la propria partecipazione in forma ufficiale a The I.C.E. St. Moritz 2026 il 30 e 31 gennaio. L'evento dell'Engadina sarà l'occasione per celebrare l'Anno del Tridente e presentare una anteprima mondiale del reparto Fuoriserie. 100 anni di gare per il TridentePer il momento non sono state fornite indicazioni sull'identità della vettura personalizzata, mentre è confermata la presenza della gamma sportiva con MCPura, MCPura Cielo, GT2 Stradale e gli esemplari unici GranTurismo e GranCabrio Meccanica Lirica. L'Anno del Tridente identifica la partecipazione della Maserati Tipo 26 alla Targa Florio: si tratta del debutto in gara della Casa italiana, celebrato con una vittoria. La Maserati infine sarà presente anche al Concorso d'Eleganza con una 300S e una 4CLT.
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F1 2026 - La nuova Ferrari SF-26 di Leclerc e Hamilton omaggia Lauda
Cadono i veli dalla nuova Ferrari SF-26, settantaduesima vettura di Formula 1 della Scuderia Ferrari, è la risposta di Maranello al cambio regolamentare più radicale degli ultimi anni. Il battesimo, come da tradizione, è avvenuto sul circuito di Fiorano, davanti a un pubblico assiepato lungo il tracciato nonostante il freddo.L'auto nasce dentro un quadro regolamentare che chiede di archiviare l'era effetto suolo e di riscrivere il modo in cui la vettura genera carico. Niente più fondi esasperati, ma un pacchetto aerodinamico ripensato, con volumi più puliti, superfici meno esasperate e l'obiettivo maniacale di togliere ogni etto possibile. In parallelo, sotto il cofano si inaugura la nuova generazione di power unit: sparisce la MGU-H, cresce il peso specifico dell'elettrico con una MGU-K portata fino a 350 kW, e di fatto l'ibrido smette di essere supporto per diventare coprotagonista. Il risultato è una macchina nata da foglio bianco: architettura rivista, integrazione ancora più stretta tra telaio e power unit e un pacchetto pensato per accompagnare la Scuderia lungo tutto il primo ciclo di questa nuova Formula 1. La livrea celebra la 312TSe la tecnica guarda avanti, la livrea fa da ponte tra passato e futuro. La novità più evidente è il ritorno alla vernice lucida dopo sette stagioni di finitura opaca: una scelta che non è solo nostalgica, ma anche di immagine. Il Rosso Ferrari è più brillante e richiama la colorazione speciale vista a Monza nel 2025, strizzando l'occhio a un'epoca di successi e di dominio.Accanto al rosso, il bianco smette di essere semplice dettaglio per diventare co-protagonista. Lo si ritrova nell'area dell'abitacolo e sul cofano motore, in blocchi pieni che disegnano un contrasto netto ma equilibrato. Nel complesso, rosso e bianco costruiscono un linguaggio visivo coerente: la macchina è subito riconoscibile come Ferrari, ma non sembra un semplice restyling del passato recente. una livrea che mette ordine, più che aggiungere strati: meno grafica, più identità. Linee più leggere, idee più chiareVisivamente la SF-26 sembra voler tradurre in forme il mantra anglosassone less is more. Le proporzioni sono più compatte e filanti, con una carrozzeria che rinuncia a qualche muscolo per guadagnare in pulizia. La SF-26 ha una linea più pulita e razionalizzata, una scelta che non è solo estetica, ma serve a creare una piattaforma aerodinamica robusta, comprensibile e soprattutto sviluppabile lungo l'arco del campionato, man mano che i dati della pista inizieranno ad arrivare. una vettura che, almeno sulla carta, nasce senza trucchi visivi e senza colpi di teatro estremi: un corpo macchina che sembra privilegiare coerenza e semplicità funzionale. In un regolamento completamente nuovo, dove tutti brancolano in una zona grigia di simulazioni e supposizioni, Maranello sceglie la strada del metodo: prima capire bene come respira la SF-26, poi spingere sugli sviluppi. Dal CAD all'asfalto: inizia la fase veritàCon la presentazione si chiude la parte più silenziosa del lavoro e se ne apre un'altra, molto più rumorosa, in cui a parlare sarà il cronometro. Oltre i 15 chilometri di shakedown odierno, la SF-26 andrà in pista la settimana prossima a Barcellona, in occasione dello shakedown collettivo che la Formula 1 ha programmato come primo banco di prova delle nuove monoposto. Seguiranno due sessioni di test in Bahrain, dove tra caldo, vento e asfalto abrasivo inizierà il vero confronto dei concetti tecnici messi in campo dalle varie squadre.Per Ferrari sarà una fase delicata: regolamenti nuovi significano curve di apprendimento ripide e grandi margini di guadagno (o di errore) nelle prime settimane. Da Maranello, però, il messaggio è chiaro: approccio metodico, attenzione maniacale al dettaglio e analisi dei dati come unica bussola per una progressione controllata e solida lungo la stagione. Niente proclami quest'anno, a differenza della scorsa stagione, ma la consapevolezza che chi capirà prima come sfruttare il nuovo equilibrio tra aerodinamica ripulita e power unit ibrida potenziata si prenderà un vantaggio che potrebbe durare anche anni. Loic Serra e il foglio biancoIl direttore tecnico telaio torna più volte su un punto: prima ancora di disegnare, bisognava capire fino in fondo che tipo di Formula 1 sarebbe stata quella del 2026. "Lo sviluppo del progetto SF-26 ha richiesto di adattarci a un quadro regolamentare completamente nuovo. Abbiamo dedicato molto tempo alla fase concettuale per recepire il più possibile il nuovo contesto normativo e tecnico. Allo stesso tempo, era fondamentale garantire che l'architettura della vettura ci offrisse sufficiente flessibilità per lo sviluppo nel corso della stagione. In questo scenario, l'efficienza e l'integrazione di soluzioni come l'aerodinamica attiva sono elementi chiave. La SF-26 rappresenta un grande sforzo corale da parte di tutto il team in fabbrica e non vediamo l'ora di iniziare la stagione."Gualtieri: la power unit come parte del telaioSul fronte power unit, il linguaggio è ancora più netto. Enrico Gualtieri non parla di step o di aggiornamento, ma di cambio di filosofia. L'eliminazione della MGU-H, l'aumento massiccio del contributo elettrico e l'arrivo del carburante sostenibile al 99% costringono a ripensare il motore non più come un blocco a sé, da inserire nella scocca, ma come parte organica del concetto vettura.L'aumento significativo del ruolo della componente elettrica, l'introduzione del carburante sostenibile al 99% e l'eliminazione della MGU-H rappresentano un chiaro cambiamento di filosofia, non una semplice evoluzione come quella che abbiamo vissuto dal 2014 al 2025. Questo ci ha richiesto di ripensare l'architettura del propulsore fin dalle prime fasi, lavorando su efficienza, integrazione e gestione dell'energia, sempre più in stretta collaborazione con i colleghi del team Chassis. una sfida tecnica complessa, che abbiamo affrontato con grande rispetto, disciplina e con l'obiettivo di ottimizzare l'intero sistema vettura nel corso della stagione."
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Guida assistita - Tesla, negli USA sparisce lAutopilot: resta solo lFSD a pagamento. E in Europa?
Clamoroso cambio di rotta della Tesla sul fronte degli aiuti alla guida: la Casa americana ha tolto l'Autopilot (che offriva la guida assistita di Livello 2) dalla dotazione di serie della gamma di Model 3 e Model Y vendute negli Stati Uniti. Questa funzione era già stata eliminata - almeno parzialmente - dagli allestimenti Standard per il Nord America, introdotti lo scorso autunno, ed era invece presente sulle versioni Premium. Al posto dell'Autopilot, ora, c'è solo la possibilità di acquistare il pacchetto FSD (Full Self-Driving, un Livello 2 avanzato, almeno allo stato delle cose).L'Autopilot è (per il momento) ancora disponibile di serie su tutte le Model 3 e Model Y vendute in Italia, comprese le più economiche. Meno Adas di serieSulle Model 3 e Model Y destinate al mercato americano rimangono l'assistente al mantenimento della corsia (che interviene con leggere correzioni sullo sterzo quando si sta per superare la riga bianca) e il cruise control adattivo con funzione di Stop & Go. Per poter tornare ad avere la guida assistita di Livello 2, come detto, occorrerà passare al pacchetto completo Full Self Driving, che da metà febbraio - sempre negli Stati Uniti - sarà disponibile solo su abbonamento, e non più acquistabile con un pagamento unico (8.000 dollari). Il prezzo del Full Self-Driving aumenteràLa mossa della Tesla punta ad aumentare il numero di abbonati al sistema Full Self-Driving, a cui dovranno rivolgersi tutti coloro che desiderano poter utilizzare almeno la guida assistita di livello 2, che fino a ieri era disponibile senza sovrapprezzo. In un post su X, il Ceo della Tesla Elon Musk ha aggiunto che "il prezzo di 99 dollari al mese per il Full Self-Driving Supervisionato aumenterà man mano che aumenteranno le sue capacità. Il vero balzo in avanti si vedrà quando potrete starvene al telefono o dormire per tutto il viaggio (ovvero con Fsd non supervisionato)". Più soldi (anche per Musk)Non ci sono spiegazioni ufficiali per la decisione della Tesla, ma possiamo evidenziarne almeno due: la prima è che la Tesla ritiene il modello del canone mensile, soprattutto se crescente nel tempo, economicamente vantaggioso. La seconda riguarda più direttamente Elon Musk e il suo contestato bonus da mille miliardi di dollari: una delle condizioni per ottenerlo è vendere dieci milioni di abbonamenti al pacchetto Fsd. Computare ciò che prima era di serie può essere un colpo basso per i clienti, ma sicuramente contribuisce a raggiungere questo obiettivo. E ora cosa succede in Europa?Al momento qui da noi non cambia nulla, almeno per il momento, ma la situazione potrebbe evolvere rapidamente. Nel corso del suo intervento al Forum Economico di Davos, EMusk ha detto - tra le altre cose - che l'approvazione del Full Self-Driving Supervisionato in Europa dovrebbe arrivare a breve, già entro il prossimo mese di febbraio.Se così fosse, aspettiamoci modifiche all'offerta commerciale in linea con quelle viste negli Stati Uniti. In Italia, l'FSD è stato già testato su strade aperte - anche a Roma e anche il nostro direttore ha avuto modo di provarlo nella variante Supervised: qui vi racconta le sue impressioni, raccolte anche nel video qui sotto. L'assicurazione costa la metàSempre nel suo intervento a Davos, Musk ha richiamato la promozione della compagnia assicurativa Lemonade, che negli Stati Uniti ha lanciato una campagna per i clienti Tesla che prevede una riduzione di circa il 50% dei premi assicurativi a consumo per le tratte percorse utilizzando la tecnologia Full Self-Driving.Secondo la compagnia di New York, dall'analisi dei dati forniti dalla Casa americana, le auto guidate con il sistema Fsd "sono coinvolte in un numero minore di incidenti". Per questo, dice una nota stampa, "più questa tecnologia diventa sicura, più i nostri prezzi scenderanno". Mentre quelli dell'FSD, con ogni probabilità, aumenteranno.
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Suv elettrica - Leapmotor C10 AWD: doppio motore e 600 CV a prezzi spiazzanti
Nel mondo delle Suv elettriche cinesi, dove spesso le differenze si giocano a colpi di schermi giganteschi e dotazioni chilometriche, Leapmotor prova a cambiare registro. Con la C10 AWD non si limita ad aggiungere cavalli alla gamma, ma introduce una versione che punta dritta su prestazioni e trazione integrale, mettendo sul tavolo numeri che, almeno sulla carta, chiamano in causa modelli ben più blasonati. A un prezzo, come da tradizione Leapmotor, ultraconcorrenziale: da 37.900 euro. Alza la posta a 598 CVLa C10 la conosciamo già: è una Suv di taglia media, razionale nell'impostazione e molto concreta nel rapporto tra prezzo, spazio e contenuti. Finora era proposta con due anime ben distinte, la elettrica a trazione anteriore da 218 CV e la range extender Reev da 215 CV. La AWD cambia le regole del gioco. Qui si sale di livello grazie a un powertrain dual motor da 598 CV e a una nuova architettura a 800 volt, pensata per gestire al meglio i tempi di ricarica. La batteria al litio-ferro-fosfato promette bene: dal 30 all'80% in circa 22 minuti, con un picco massimo di 180 kW alle colonnine ad alta potenza. Due motori, quattro ruote motriciLa trazione integrale è uno degli elementi chiave. Il sistema lavora in modo completamente automatico e dialoga costantemente con l'ESP: nella guida normale privilegia un solo motore, quello posteriore, per contenere i consumi, passando al doppio motore solo quando servono più trazione o più spinta. La ripartizione della coppia tra i due assi avviene in tempo reale, con interventi rapidi e poco avvertibili al volante. Non ci sono modalità pensate per l'off-road o la neve: il software di gestione della coppia funziona sempre, su asfalto come su fondi a bassa aderenza, ragionando in modo del tutto autonomo. Al guidatore resta la scelta fra le classiche modalità di guida, da Eco a Sport. Nel club dei 4 secondiSu strada, la C10 AWD sorprende per come riesce a rendere normale una potenza del genere. L'accelerazione è poderosa lo 0-100 in 4 secondi non è un dato da brochure ma l'erogazione rimane fluida, progressiva, mai brutale. un'elettrica che va forte senza metterti pressione, più interessata alla gestione della spinta che a essere affilata tra le curve. Quando il fondo peggiora, come sulla neve, il senso della trazione integrale emerge con chiarezza: la C10 resta composta e prevedibile, con interventi elettronici morbidi e ben calibrati. Non invita a giocare, ma trasmette sicurezza anche forzando un po' il ritmo. D'altro canto lo sterzo è molto leggero e poco comunicativo, coerente con un assetto che privilegia comfort e facilità di guida, sacrificando quasi del tutto la sportività. Batteria, autonomia e primi consumiLa batteria da 81,9 kWh promette cartella stampa alla mano fino a 437 km di autonomia. Un valore che ci riserviamo di verificare presto, non appena la C10 AWD passerà dal Centro Prove. Non è un riferimento per la categoria, ma resta coerente con masse e prestazioni in gioco. Per dare un primo ordine di grandezza, nei 170 km percorsi il computer di bordo ha indicato circa 23 kWh/100 km, un dato tutto sommato incoraggiante considerando il dislivello fino a quota 1.800 metri. Prezzi e versioni (c'è anche la Long Range)Con l'arrivo della AWD debutta anche la C10 Long Range a trazione posteriore, accreditata di 510 km di autonomia. Entrambe restano fedeli alla filosofia Leapmotor, puntando su un posizionamento di prezzo aggressivo. Sono ordinabili in Italia nel solo allestimento Design, il più completo, con listini che partono da 40.900 euro per la Long Range e da 43.400 euro per la AWD. In fase di lancio, con permuta o rottamazione, i prezzi scendono rispettivamente a 35.400 e 37.900 euro. A completare il listino c'è la versione plug-in hybrid Reev, proposta a 37.400 euro.
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