GIMS 2023 - Appuntamento in Qatar

4 Ruote - Gen 28,2023

Il Gims si sdoppia e scommette sul Qatar, puntando su una formula che mescola auto d'eccellenza ed esperienze: si terrà infatti a Doha l'edizione 2023 del Ginevra Motor Show, la prima dopo tre anni di assenza del salone svizzero a causa della pandemia e delle difficoltà organizzative. 

Con il GP. Dal 5 al 14 ottobre prossimi, la rassegna sbarcherà nella capitale dell'Emirato in concomitanza con il Gran Premio di Formula 1, in calendario dal 6 all'8 ottobre. Sono previsti otto giorni di manifestazioni, che si svolgeranno in quattro diverse location: innanzitutto, ci sarà l'esposizione delle vetture, con tutto il meglio della produzione di auto di lusso (sportive ma anche classiche), che si terrà all'interno del Doha Exhibition and Convention Center, lo spazio di 29.000 metri quadri da poco inaugurato. Nei giorni successivi al Gran Premio, i visitatori potranno effettuare dei test drive sulla pista di F.1 di Lusail, anch'essa da poco rinnovata. Ulteriori esperienze di guida, stavolta sulle dune di sabbia, si potranno fare con le off-road nel Sealine Desert, affacciato sul Golfo Persico. Infine, per tutti ci sarà la Doha Parade of Excellence, una carovana serale di supercar e vetture classiche che si terrà sul lungomare della città.

Posizione centrale. Dopo i mondiali di calcio, il Qatar scommette dunque sull'auto per portare nel paese visitatori e nuove attività. Anche Doha, come Ginevra, è in una posizione centrale, raggiungibile con un volo di non più di sei ore da quasi l'80% della popolazione mondiale, ha spiegato alla presentazione milanese Sandro Mesquita, ceo di Gims, impegnato in un roadshow per promuovere l'evento. Per convincere i visitatori stranieri ad andare in Qatar, promettono gli organizzatori, saranno creati pacchetti interessanti, che comprendono voli, ospitalità e ingressi. Di certo, il pubblico di riferimento sarà quello dei Paesi del Medio Oriente, ma grazie alla concomitanza con il Gran Premio e al programma di esperienze, si punta a coinvolgere appassionati provenienti anche da Paesi più lontani. Il target di presenze attese è di 200.000 persone. La manifestazione sarà accompagnata anche da eventi collaterali, come aste di auto di pregio e altre iniziative in via di definizione. in costruzione, tra l'altro anche un museo dell'automobile, che sarà però inaugurato nel 2025, per la seconda edizione del motor show.

In attesa delle Case. L'apertura delle prenotazioni per gli espositori sarà a febbraio: Abbiamo già contatti con diversi marchi, anche importanti, ha aggiunto Mesquita, e contiamo di ospitarne un numero variabile tra 30 e 50. Sappiamo che i saloni dell'auto tradizionali sono ormai superati: noi vogliamo cambiare modello e offrire qualcosa di nuovo, che però abbia sempre l'automobile al centro. 

Si tornerà anche a Ginevra. La scelta del Qatar non cancella il ruolo della città svizzera, che nelle intenzioni degli organizzatori resta comunque uno dei due poli della manifestazione. L'esposizione sarà infatti annuale e si alternerà tra le due location. La società ha già annunciato le date dell'edizione 2024: si terrà al Palaexpo di Ginevra, dal 26 febbraio al 1 marzo.

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Formula E - Diriyah, Gara 1: Wehrlein vince in rimonta

4 Ruote - Gen 27,2023

Il Mondiale di Formula E torna a essere protagonista di questo fine settimana, con il doppio evento dell'ePrix di Diriyah, in Arabia Saudita. Gara 1 ha visto Pascal Wehrlein, pilota della Porsche, conquistare la vittoria con una prestazione superba. Una vittoria che celebra in grande stile la cinquantesima corsa in full electric del tedesco. Wehrlein, che ha lottato fino alla fine con Jake Dennis della Andretti per difendere vittoria, ha tagliato per primo il traguardo con solo mezzo secondo di vantaggio. La terza posizione è andata a Sam Bird, pilota della Jaguar, che ha portato il team inglese nuovamente sul podio.

Vittoria in rimonta. Lungo i 2,49 del circuito cittadino di Diriyah abbiamo assistito a una corsa combattuta. La Porsche, che l'hanno scorso su questa pista aveva faticato non poco, ha dimostrato di essere una vera e propria minaccia per i concorrenti, nonostante la corsa del tedesco sia iniziata dalla nona posizione sulla griglia di partenza. L'urlo di soddisfazione di Wehrlein al termine dei 39 giri è stato per certi versi liberatorio, perché il team sa di avere adesso una vettura competitiva e soprattutto una powertrain efficiente. Lo dimostra anche oggi -  il secondo posto della Andretti che monta la stessa power unit della vettura ufficiale. Regna un po' di delusione in casa Envision perché, dopo la pole di Buemi (che mancava da quattro anni), il team non è riuscito a tenere il passo dei migliori e il pilota svizzero non è andato oltre al quarto posto finale, alle spalle di un soddisfatto Bird che ha definito il podio come una piccola vittoria. L'inglese della Jaguar è stato anche in prima posizione, salvo poi cederla alla 99X Electric di Wehrlein al 30 giro.

Le classifiche. Dopo due gare, Jake Dennis è in testa al campionato per un solo punto in più rispetto a Pascal Wehrlein - 44 a 43 - con Buemi terzo a quota 23. La classifica a squadra vede la Andretti in testa con 58 punti contro i 49 della Porsche che, in questa occasione, soffre del ritiro al primo giro di Antonio Felìx da Costa per un incidente. Tuttavia, le classifiche sono destinate a cambiare già domani, quando alle 18 italiane scatterà Gara 2 dell'ePrix di Diriyah.

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Opel Grandland GSe - Vietato annoiarsi (col plug-in)

4 Ruote - Gen 27,2023

Suv ibrida - per di più ricaricabile - e performante. L'identikit porterebbe a indagare nel segmento premium e, invece, è la Opel a stuzzicare chi non si accontenta della solita plug-in buona per il casa-ufficio settimanale e pronta all'uso per le gite fuoriporta del weekend. Lo fa con la Grandland GSe (Grand Sport Electric): una sport utility da 300 cavalli la cui miscela di ingredienti va oltre una buona dose di potenza e coppia abbinate alla trazione integrale, sintonizzando a dovere anche sterzo, telaio e sospensioni, per un piacere di guida più rotondo. Che, sebbene arrivi da un modello generalista, quanto al prezzo ci riporta nell'alveo del succitato premium: il listino parte, infatti, da 55.000 euro.

Corredo high-tech. Certo, la cifra si riferisce a una vettura da famiglia plug-in (tecnologia ancora cara) e a un allestimento piuttosto completo, che restringe notevolmente il catalogo degli optional, da cui è possibile "pescare", per esempio, il cofano nero: una finitura da scegliere se si vuole sottolineare ulteriormente la presenza scenica di questa Grandland, già caratterizzata da elementi specifici come il paraurti anteriore, il diffusore posteriore, il badge GSe sul portellone e i cerchi da 19 pollici modello "Monza". L'abitacolo mantiene una certa sobrietà, limitandosi ad innestare nei già noti interni della Grandland sedili di foggia sportiva, sagomati e rivestiti di Alcantara e, come di consueto per il marchio del Blitz, certificati Agr per l'ergonomia. Il volante e le sedute riscaldate, il sistema multimediale Navi Pro con display da 10", compatibile con Apple CarPlay e Android Auto (via cavo), la strumentazione digitale da 12 pollici e la telecamera posteriore fanno altresì parte della dotazione standard. Stesso discorso - spostandosi nel campo degli aiuti alla guida - per la frenata d'emergenza con rilevamento dei pedoni, il riconoscimento automatico dei cartelli stradali, il cruise control adattivo e l'assistenza al parcheggio automatica, giusto per citare alcuni dei dispositivi offerti di serie.

In elettrico a corto raggio. Tutto ciò fa della Grandland GSe una Suv facile da usare come auto di tutti i giorni, forte di un tesoretto di autonomia in elettrico che si rivela prezioso se la nostra routine prevede spostamenti brevi: a detta della Casa, sono circa una sessantina i chilometri garantiti, dopo ogni ciclo di carica, dalla batteria agli ioni di litio da 14,2 kWh. Nella guida quotidiana sarà difficile ottenere simili risultati, ma, se si ha modo e voglia di ricaricare spesso la batteria, soprattutto tra le mura domestiche, l'ibrido plug-in porterà comunque i suoi benefici. A proposito di ricarica, fa specie constatare che, con questi prezzi di listino, il caricabatterie da 7,4 kW sia disponibile solo a richiesta.

Il plus della trazione integrale. La vera indole di questa sport utiltiy, però, emerge quando, usciti dalla città, ci si concede una "sgambata" su qualche strada panoramica tutta curve e tornanti. Il potenziale del powertrain si percepisce da subito, al minimo richiamo del piede destro: lo 0-100 km/h si archivia in 6,2 secondi e la velocità massima è di 235 km/h. A disposizione ci sono un 1.6 turbo benzina da 200 cavalli coadiuvato da due unità elettriche, una da 110 cavalli sull'asse anteriore e una da 113 al posteriore, e dal cambio automatico a 8 rapporti. Il sistema offre dunque una trazione integrale elettrificata permanente che in uscita di curva si fa sentire, infondendo fiducia e invogliando a spingere. Oltre ai già menzionati 300 cavalli di potenza, il sistema eroga ben 520 Nm di coppia, grazie ai quali la spinta non manca mai, per muoversi a passo di fanfara anche là dove la strada s'inerpica.

Rollio (quasi) neutralizzato. In questo contesto va sottolineato come l'assetto regga bene il gioco al powertrain. Le sospensioni (schema McPherson all'anteriore e multilink al posteriore) possono contare su molle più rigide e ammortizzatori Koni FSD (Frequency Selective Damping), che grazie a una specifica tecnologia modificano la risposta quando sono soggetti a maggiori sollecitazioni, privilegiando il confort. In generale, il fine tuning operato sull'assetto tiene bene a bada il rollio, che quando si forza il passo un poco affiora com'è inevitabile per un'auto del genere, dal baricentro alto e un peso in ordine di marcia di quasi 19 quintali ma senza dare fastidio. Casomai, per quanto anche lo sterzo abbia una taratura ad hoc, nella guida più dinamica è bene impostare la modalità di guida Sport. Per avere dal comando un feedback più consono alle prestazioni che la Grandland GSe sa offrire.

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Suzuki - In Europa arriva la Jimny elettrica

4 Ruote - Gen 27,2023

La Suzuki ha in programma di lanciare in Europa cinque auto a batteria entro il 2030 e tra le novità spicca anche la variante elettrica della fuoristrada Jimny. A svelarlo è stata la stessa Casa di Hamamatsu nelle slide pubblicate a corredo della presentazione del suo nuovo piano industriale, che prevede nel complesso il lancio di 17 Bev tra Giappone, India e Vecchio continente.

Il teaser. Nella slide dedicata all'Europa si nota il profilo di cinque modelli elettrici, tra cui uno è inconfondibilmente la Jimny. Al momento non si hanno informazioni sul crono-programma dettagliato e quindi non si sa quale dei cinque possa essere il primo a sbarcare sui mercati europei. Tra l'altro, la slide mostra anche le linee di un veicolo dalle forme di una Kei-car, le auto di piccola cilindrata molto popolari in Giappone, nonché altri tre modelli tutti da decifrare. A ogni modo, le cinque Bev dovranno consentire alla Casa nipponica di raggiungere nel 2030 un mix di vendite composto per l'80% da elettriche e per la restante parte da ibride. 

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Carburanti - L'Antitrust avvia un'indagine conoscitiva sui prezzi di benzina e diesel

4 Ruote - Gen 27,2023

L'Autorità garante della concorrenza e del mercato continua a tenere accesso il suo faro sulla questione carburanti. Dopo la richiesta di collaborazione alla Guardia di Finanza per valutare pratiche commerciali scorrette ed eventuali violazioni o le istruttorie e le ispezioni nei confronti di cinque compagnie petrolifere, l'ente guidato da Roberto Rustichelli ha avviato anche "un'indagine conoscitiva sulle dinamiche competitive della filiera di carburanti per autotrazione al fine analizzare l'andamento dei prezzi e alcune fasi specifiche della filiera petrolifera. In particolare", ha spiegato lo stesso Rustichelli nel corso di un'audizione alla Commissione Attività produttive della Camera sul recente Decreto Trasparenza, "l'indagine è diretta ad approfondire le dinamiche concorrenziali delle fasi di estrazione e raffinazione, nonché ad analizzare le evoluzioni dei prezzi intervenute nelle diverse fasi della distribuzione al fine di comprendere meglio le dinamiche di formazione e verificare l'esistenza di eventuali ulteriori spazi di intervento".

Critiche al governo. Sul decreto, invece, il presidente dell'Antitrust non ha nascosto alcune sue perplessità: l'Autorità, pur accogliendo "con favore un ulteriore potenziamento delle misure di visibilità dei prezzi praticati dai singoli distributori, con le rilevazioni ministeriali e la diffusione tramite strumenti tradizionali o telematici", ritiene infatti "che non vi sia necessità di introdurre un meccanismo di calcolo e di diffusione di valori di riferimento medi, atteso che appaiono incerti i benefici per i consumatori a fronte invece di un possibile rischio di riduzione degli stimoli competitivi. Inoltre", ha proseguito Rustichelli, "l'introduzione, in capo agli esercenti, dell'obbligo dell'indicazione, accanto al prezzo di vendita praticato, del prezzo medio regionale calcolato dal ministero, appare suscettibile di presentare anche talune possibili controindicazioni". A tal proposito, "va rilevato infatti che la media aritmetica del prezzo regionale risulta molto poco rappresentativa dell'effettivo contesto competitivo in cui un impianto di distribuzione di carburanti opera. In particolare, come indicato dalla prassi dell'Autorità, e in generale delle autorità antitrust anche in ambito internazionale, un impianto di distribuzione di carburanti risulta effettivamente in concorrenza soltanto con gli impianti situati a pochi chilometri di distanza (o, alternativamente, raggiungibili in un tempo di percorrenza limitato), in quanto soltanto gli impianti più vicini possono costituire una concreta alternativa per il consumatore che necessita di rifornire la propria vettura".

Scarsa utilità. "La dimensione regionale risulta, in altri termini, di gran lunga eccedente l'insieme dei distributori di carburanti che effettivamente potrebbero risultare, per i consumatori, alternativi a un dato impianto", ha aggiunto Rustichelli. "Potrebbe pertanto facilmente verificarsi che, per motivi collegati ai costi e alla logistica, alla densità di distributori, nonché al livello della domanda, il prezzo in una determinata sotto-zona sia diverso da quello medio regionale, che quindi costituirebbe, in questo senso, un indicatore non rappresentativo della situazione locale e, come tale, poco utile al consumatore". Infine, l'obbligo della doppia cartellonistica, "al di là dei possibili oneri aggiuntivi per gli esercenti, potrebbe perfino indurre in confusione alcuni consumatori. Per altro verso, la diffusione presso gli esercenti di un prezzo medio regionale, a prescindere dalla rappresentatività di tale dato, rischia di ridurre la variabilità di prezzo in quanto potrebbe essere utilizzata dalle imprese per convergere automaticamente su un 'prezzo focale', verosimilmente assestatosi a un livello sufficientemente capiente - che ci si attende possa venire automaticamente seguìto da tutti i distributori concorrenti, in quanto potrebbe fornire un parametro chiaro da seguire per evitare una 'guerra di sconti' che andrebbe a beneficio ai consumatori".

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Gruppo Volkswagen - La rete di ricarica rapida supera le 15 mila colonnine

4 Ruote - Gen 27,2023

Il Gruppo Volkswagen, insieme ad alcuni partner, ha già installato circa 15 mila punti di ricarica rapida (fino a 350 kW), oltre un terzo dei 45 mila previsti al 2025 dal piano industriale New Auto. Piano che per la fine del 2023 prevede il collegamento alla rete di altre 25 mila colonnine, di cui circa 10 mila in Europa. 

 

I partner. Nel Vecchio continente, i punti di ricarica vengono installati in parte con l'aiuto di Ionity, la joint venture con altre Case automobilistiche come BMW, Ford, Mercedes o Hyundai, e in parte con altri operatori: è il caso della Enel X Way del gruppo Enel, con la quale l'anno scorso è stata costituita Ewiva, oppure della britannica BP, che contribuirà all'installazione di circa 8 mila paline in tutta Europa. Il gruppo di Wolfsburg sta lavorando anche con la spagnola Iberdrola per coprire le principali arterie stradali della Spagna. Negli Stati Uniti, l'espansione dell'infrastruttura è affidata alla controllata Electrify America, mentre in Cina agisce Cams, una joint venture con realtà locali, tra cui le Case Jac Motors e Faw. Delle 45.000 stazioni HPC in programma per il 2025, 18.000 saranno in Europa, 10.000 in Nord America e 17.000 in Cina. "Volkswagen - ha affermato il responsabile tecnologico Thomas Schmall - ha iniziato anni fa a creare questa rete globale. Ora siamo tra i pionieri della mobilità elettrica e abbiamo 15.000 punti di ricarica rapida in Nord America, Cina ed Europa per dimostrarlo. un risultato che abbiamo raggiunto insieme ai nostri partner industriali e del settore energetico. Riteniamo che la ricarica sia non solo una condizione preliminare per la mobilità elettrica, ma anche un'area di business strategica ad alto potenziale. Abbiamo intenzione di espanderla ulteriormente in futuro".

  

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Micromobilità - Servizi NLT di Compass Rent per le minivetture Ligier

4 Ruote - Gen 27,2023

Con l'aumentare dell'interesse verso le microvetture e il loro circolante si diffondono servizi dedicati a questa soluzione di mobilità tipicamente urbana: fra i modelli più popolari, quelli della francese Ligier saranno presto proposti anche con contratti di noleggio a lungo termine, sviluppati da Compass Rent. La società specializzata nel servizio di noleggio a lungo termine di Compass Banca, nata nel 2021, ha siglato a questo scopo un accordo con Ligier Group, che vanta quasi il 50% delle immatricolazioni di microcar in Europa. In Italia, nel 2022 le registrazioni hanno fatto segnare un sensibile aumento: l'Ancma, Associazione nazionale ciclo motociclo e accessori, indica un totale di 13.073 unità per la categoria dei quadricicli, cui appartengono le microcar, pari al 18% in più rispetto agli 11.051 dell'anno precedente.

Presto anche l'elettrico. Al momento dell'annuncio dell'accordo, Nicola de Cesare, direttore denerale di Compass Rent, ha sottolineato il valore dell'ampliamento delle soluzioni di noleggio non più solo alle auto, ma anche alle moto e microcar, rallegrandosi dell'importanza attribuita anche da Ligier Group alle potenzialità degli strumenti alternativi alla proprietà. Antonello Curcuruto, amministratore delegato di Ligier Group, si è dichiarato convinto che la collaborazione non solo permetterà di ampliare l'offerta commerciale dell'azienda, ma supporterà ulteriormente la diffusione delle microcar, oggi sempre più richieste tra le soluzioni di mobilità rispettose dell'ambiente. Il marchio francese ha recentemente annunciato di aver sviluppato un nuovo motore termico con consumi ridotti ed emissioni controllate di CO2 riciclabili al 95%. Inoltre, nella primavera 2023 verrà lanciata la Myli con motore 100% elettrico, modello su cui la Ligier punta per diffondere l'utilizzo dei veicoli a zero emissioni anche fra i giovanissimi.

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Alfa Romeo - L'ammiraglia arriverà nel 2027 (e non sarà per forza una Suv)

4 Ruote - Gen 27,2023

Della futura Alfa Romeo di segmento E, di cui vi avevamo parlato tempo fa, ora si sa qualcosa di più. E a svelare gli ultimi dettagli sul suo conto è stato lo stesso ceo della Casa, Jean-Philippe Imparato, parlando con la stampa internazionale in occasione del lancio della Suv Tonale in Giappone. "Dobbiamo essere nel segmento E in Nord America", queste le parole del top manager francese riportate da Automotive News, "e ci stiamo lavorando". La nuova ammiraglia del Biscione sarà completamente elettrica, ha detto Imparato, e arriverà nel 2027. Per ampliare le vendite nella regione, l'Alfa ha bisogno di qualcosa di più grande di Tonale e Stelvio e che abbia un powertrain "full electric". Imparato ha aggiunto che il nuovo ingresso aiuterà il marchio a raggiungere l'obiettivo di generare il 40% delle vendite globali al di fuori dell'Europa entro il 2030: una crescita molto significativa rispetto al 18% del 2021.

Suv? Non è detto. Circa la forma della carrozzeria del nuovo, grande modello, nel 2022 Imparato aveva evocato la BMW X5, la X6 e pure la Serie 7 come possibili rivali, facendo così intendere che la futura Alfa Romeo sarebbe stata una vettura dalla forte connotazione premium, da introdurre nei mercati dove esiste da tempo un'elevata richiesta specifica. Oggi, sul genere di vettura, Imparato non si è lasciato andare a confidenze eccessive, ma ha spiegato che non ha bisogno di essere per forza una crossover. Perché il passaggio ai veicoli elettrici pone un premio all'aerodinamica, ha detto il ceo del Biscione, e questo apre la porta a berline o a colpi di scena creativi rispetto ai format più tradizionali del segmento. Forme e design della nuova Alfa, ha spiegato ancora Imparato, saranno comunque definiti l'anno prossimo.  

Le Quadrifoglio elettriche toccheranno i 1.000 CV. Il primo modello a batteria dell'Alfa Romeo arriverà nel 2024 (si tratta, con ogni probabilità, della variante a zero emissioni della piccola Suv in arrivo dalle linee polacche di Tychy), seguito dalla prima EV su piattaforma dedicata l'anno seguente. Entro il 2027, poi, il marchio milanese mira ad avere solo modelli elettrici in gamma, anche negli Stati Uniti. "Ho bisogno di trasferire il concetto di performance", ha aggiunto Imparato. "Saremo un marchio EV ad alte prestazioni. L'Alfa Romeo farà della sportività il segno distintivo dei suoi prossimi veicoli elettrici". E questo, come ha spiegato ancora il ceo del brand, richiede la ricarica ad alta velocità a 800 volt, tempi di ricarica di 18 minuti al massimo e potenze che saranno comprese tra 350 e 800 cavalli, con le sportive Quadrifoglio che toccheranno quot 1.000. Piani di grande respiro per un marchio che attualmente è presente sui mercati internazionali con tre modelli: l'appena arrivata Tonale, la Giulia e la Stelvio (con quest'ultima che, negli Usa, è la più venduta dal 2018).

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Lexus - Full hybrid, turbo: ora è più appagante

4 Ruote - Gen 27,2023

Pensi a Lexus e ti viene in mente l'ibrido. Che poi è quello Toyota: affidabile, efficiente, capace di tenere bassa la sete di benzina anche su una grande Suv. Un'idea che arrivò nel 2003 con la prima RX (la 400h). Oggi, però, con la quinta generazione pronta a far capolino nelle concessionarie, la Lexus RX amplia l'offerta motoristica: confermate la classica full hybrid (350h) e la variante plug-in (450h), ma da oggi c'è anche la 500h che introduce un nuovo modo di intendere la tecnologia ibrida.

Arriva il turbo. Dentro il cofano c'è un 2.4, quattro cilindri in linea turbocompresso (una prima per Lexus) che insieme ai due motori elettrici (uno per asse) sviluppa 371 cavalli complessivi per uno 0-100 in 6,2 secondi. Lei si pone al top della gamma con un prezzo di listino di 99.000 euro. Unico allestimento, il più ricco F-Sport, e tutta una serie di dettagli tecnici prima non pervenuti. Cambia la filosofia a monte, che non è più quella della massima efficienza votata al risparmio di carburante, ma si fanno strada anche le prestazioni e un certo piacere di guida.  

Il cambio che mancava. una full hybrid anche lei, ma con un'architettura diversa. Per prima cosa non hai a che fare con la classica trasmissione e-CVT a variazione continua montata sulle altre versioni. Al suo posto un sei marce automatico con convertitore di coppia: effetto trascinamento addio. Te ne accorgi distintamente in modalità automatica quando, chiedendo potenza, non percepisci più il motore salire rapidamente di giri, con poca coerenza con la velocità reale. Ora ci sono sei rapporti veri che vengono sparati dentro, uno dietro l'altro al regime corretto. Il piacere di guida è su un altro livello.  

Luxury lounge. Intorno al posto guida, non ci sono particolari effetti speciali. L'arredamento è curatissimo, la qualità dei materiali è all'altezza delle aspettative di questo prezzo, ma non brilla per soluzioni avveniristiche. Al centro della plancia si staglia un touchscreen da 14 pollici di diagonale per il sistema multimediale, che adesso può contare sull'assistente vocale, azionabile dicendo Hey Lexus, su una Cpu più potente, su servizi cloud e sugli aggiornamenti over-the-air. Il silenzio a bordo è sovrano a tutte le andature, mentre ti rilassi su sedili dalle imbottiture perfette per esser morbidi, ma sostenuti dove serve. Ci sono anche ventilazione o riscaldamento a seconda delle esigenze. I chilometri scorrono via che è un piacere, coccolati anche da un impianto audio di alto livello firmato Mark Levinson con 21 speaker.

Gira anche dietro. Ma se la strada non è più quella a tre corsie, la nuova RX 500h ti accompagna lo stesso di buon grado, soprattutto nella modalità più sportiva, che irrigidisce gli ammortizzatori e rende ancor più pronta e svelta la trasmissione. Le ruote posteriori sterzanti, una prima anche loro, danno un bel contributo in curva rendendo la grossa Suv, di quasi cinque metri, più agile di quello che diresti. Alle alte velocità, invece, ruotando nella stessa direzione di quelle anteriori, alzano l'asticella alla voce stabilità.

Coppia dove serve. Sul guidato entra in partita anche il nuovo sistema Direct4, una sorta di controllo di trazione pensato per gestire con precisione l'erogazione della potenza tra motore elettrico anteriore e posteriore, andando a bilanciare continuamente la coppia trasmessa sui due assi in base alle condizioni stradali e allo stile di chi sta guidando. In questo modo la coppia, secondo la Lexus, potrebbe arrivare fino all'80% dietro. Uso il condizionale perché mi riservo di valutare questa tecnologia con i dati del Centro prove (arriverà per il prossimo numero). Mi sono accorto, invece, del nuovo impianto frenante, esclusivo della 500h, che ora prevede dischi all'anteriore da ben 400 mm. Fondamentali per fermare con maggior energia una massa di poco superiore alle 2 tonnellate. Posto che le parole sportività e Suv, faticano a stare nella stessa frase, devo dire che ora la RX si lascia guidare con un certo trasporto, sfoggiando delle qualità prima messe da parte. Sicuramente il confort rimane il suo primo obiettivo, ma ora ci si può togliere qualche soddisfazione in più.  

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Opel Astra - Se elettrificata fa rima con affilata

4 Ruote - Gen 27,2023

Tre lettere portano il passato nel futuro. La sigla GSE era una volta l'abbreviazione di Grand Sport Einspritzung (Iniezione Grand Sport) e contrassegnava le versioni sportiveggianti di alcuni modelli Opel, come la Monza. Oggi che e sta per electric, le stesse lettere rievocano lo spirito originario in uno scenario, però, in cui l'elettrificazione avanza: la Casa tedesca punta infatti ad offrire, entro il 2024, una variante elettrificata di ciascun modello (al momento solo la Crossland ne è sprovvista) e a schierare una gamma cento per cento elettrica già a partire dal 2028. Un orizzonte temporale, quest'ultimo, che sembra impartire una missione a scadenza alla Astra GSe, mossa da un powertrain plug-in da 225 cavalli e 360 Nm abbinato a un'estetica incattivita ma in punta di matita e a un telaio un po' più affilato grazie a interventi mirati. Il prezzo non è popolare: il listino parte da 48.050 euro.

Ha (quasi) tutto di serie. Per riconoscerla occorre soffermarsi sui dettagli. Al frontale c'è un paraurti dal disegno specifico, con una bocca più ampia. Sul lato-b, invece, a fare la differenza è sostanzialmente il logo GSe. Contribuiscono a una presenza più incisiva, poi, anche il telaio ribassato di 10 mm e i cerchi di dimensioni importanti (da 18'' di serie), che hanno un design ispirato alle ruote della concept Manta GSe. Forse si sarebbe potuto osare un po' di più su una hatchback dalle pretese sportiveggianti, soprattutto nell'abitacolo, dove l'unico elemento corsaiolo sono i sedili, sagomati, con appoggiatesta integrato e rivestiti di Alcantara. Issandosi al vertice della gamma Astra, la GSe offre una dotazione piuttosto completa, con strumentazione digitale, display multimediale da 10 pollici con navigatore integrato, compatibilità Apple CarPlay e Android auto senza cavo, ricarica wireless e telecamera di parcheggio con visuale a 360 gradi.

Powertrain versatile. Con qualche rinuncia La natura ibrida ricaricabile di quest'Astra impone alcuni compromessi dovuti alla presenza di componenti specifiche. Il primo è l'adozione di un serbatoio più piccolo, da 40 litri contro i 52 litri di un'Astra a benzina, per alimentare il quattro cilindri da 1.6 litri di cilindrata e 180 cavalli di potenza che, insieme con un'unità elettrica da 110 cavalli e con il cambio automatico a 8 rapporti, compone il powertrain. Poi, occorre accontentarsi di un bagagliaio dalla volumetria ridotta rispetto a quello di un'Astra endotermica: per la presenza della batteria, dalla capacità lorda di 12,4 kWh, si perdono circa una settantina di litri nominali, per un totale di 352. un pegno che si paga per avere la chance di viaggiare anche solo a corrente: secondo la Opel, sono circa 60 i chilometri percorribili con un ciclo di carica. Nella realtà, l'autonomia dipende molto dipende dallo stile di guida, e il primo ad essere più prudente è il computer di bordo, che quando inizio il test drive, con gli accumulatori carichi al 97%, segna quasi la metà: 32 km. Il consumo dichiarato (a batteria piena) è 1,1-1,2 litri per 100 km (quello in elettrico introno ai 15 kWh/100 km), mentre le emissioni di CO2 si attestano a 25-26 g/km.

Bel gioco di squadra. L'hatchback non arriva ai 300 CV della Grandlad GSe e non ha la trazione integrale, ma rispetto a un'Astra 1.6 Hybrid 180 mette in gioco una buona dose di cavalli in più: 225 in totale, conditi da 360 Nm di coppia. Una dote che non fa troppa differenza nei freddi numeri delle prestazioni: 0-100 km/h da 7,5 secondi (contro i 7,6 dell'altra Astra con la spina) e 235 km/di velocità di picco (solo 10 in più). Un dato, quello della punta massima, che viaggiando in elettrico puro si riduce drasticamente a beneficio dell'efficienza, fermandosi al muro dei 135 km/h. In generale, senza incollare la schiena al sedile, la spinta del powertrain si rivela generosa e presente in ogni circostanza. L'elettrico aiuta quando c'è da piazzare un sorpasso e, in generale, le due unità interagiscono con efficacia. Se si accelera con decisione, l'endotermico alza un po' i toni, altrimenti interviene con discrezione. Più dolce che rapido il cambio, paragonato ad alcune soluzioni a doppia frizione, ma il piacere di guida non ne risente.

Non solo CV. Fosse solo questione di cavalli, l'Astra GSe avrebbe poco da aggiungere rispetto, per esempio, a una Peugeot 308 Hybrid, già proposta in questa identica configurazione di powertrain. Ma la tedesca può contare anche su un tuning ad hoc del comparto tecnico che va oltre il già citato telaio ribassato. Pure lo sterzo, i freni, l'Esp e le sospensioni sono accordati in modo da assecondare l'indole sportiveggiante di questa hatchback, raggiungendo, nell'insieme, un piacevole equilibrio. L'elemento più incisivo, insieme a molle più rigide, sono gli ammortizzatori Koni FSD (Frequency Selecting Damping), che danno risposte differenti alle alte e alle basse frequenze: sui fondi irregolari, dove le sollecitazioni sono maggiori, la taratura si fa più morbida, per aumentare il confort. Tra le curve emerge una sensazione di stabilità e controllo, la frenata è ben modulabile e lo sterzo, che aumenta nel carico al crescere della velocità, piuttosto preciso. A disegnare le traiettorie, insomma, ci si prende gusto al punto, talvolta, di ignorare che, con i suoi 17 quintali in ordine di marcia, questa Phev proprio un fuscello non è.

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XPeng - Due nuove elettriche per l'Europa

4 Ruote - Gen 27,2023

La Xpeng è pronta a presentare due nuovi modelli dedicati al mercato europeo e ha diffuso un teaser anticipando l'evento che si terrà il prossimo 3 febbraio. Nell'immagine sono visibili due veicoli dalle caratteristiche ben diverse tra loro: una Suv e un modello dalla carrozzeria più bassa, che potrebbe essere una berlina. Entrambe le auto sono caratterizzate dalla firma luminosa di tutti i modelli del marchio, con la sottile fascia di Led che percorre l'intero frontale.

Sbarco in Europa con berline e Suv elettriche. In Europa sono già ordinabili la Suv G3 e le berline P5 e P7. I nuovi modelli potrebbero ampliare l'offerta e, secondo alcune indiscrezioni, la loro identità non è un mistero difficile da risolvere: la crossover potrebbe essere la variante europea della Suv G9 da 4,9 metri già in vendita in Cina, mentre la berlina avrebbe le fattezza di un'ulteriore variante della stessa P7. A febbraio, la Xpeng aprirà il primo centro per le consegne e la manutenzione a Lorenskog, in Norvegia, seguito nei prossimi mesi da quelli in Finlandia, Svezia e Olanda.

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Lightyear  - Il futuro dell'auto solare è sempre più incerto

4 Ruote - Gen 27,2023

Doveva rivoluzionare il settore automobilistico, ma il destino dell'auto "solare" presentata dalla Lightyear è sempre più in bilico. Atlas Technologies BV,  la società operativa responsabile della produzione della prima vettura sviluppata dall'azienda olandese, ha infatti presentato un'istanza di bancarotta, che è stata immediatamente accolta dal tribunale fallimentare di Hertogenbosch. 

I segnali. Così, è partita una procedura di amministrazione straordinaria che alimenta i dubbi sul futuro della Lightyear, anche se negli scorsi giorni erano già emersi segnali precisi su una situazione finanziaria messa a dura prova dalle difficoltà di sviluppo e produzione della Lightyear 0, l'auto elettrica dotata di pannelli fotovoltaici sulla carrozzeria. Pochi giorni fa, l'azienda ha comunicato la decisione di sospendere completamente il progetto della sua prima vettura a causa delle "molte difficoltà affrontate" e della contestuale scelta di salvaguardare il futuro indirizzando tutte le attenzioni e le risorse sulla Lightyear 2. Al contempo, la Lightyear ha presentato una richiesta al tribunale per aprire una procedura di sospensione dei pagamenti nei confronti della Atlas Technologies BV, ma non della Atlas Technologies Holding BV, titolare dei diritti di proprietà intellettuale e dei brevetti, e della Lightyear Layer BV (quest'ultima dal ruolo ignoto nella catena societaria). In sostanza, l'Atlas Technologies è stata costretta a fermare la produzione della Lightyear 0 a neanche due mesi dall'avvio dell'assemblaggio presso l'impianto della Valmet Automotive a Uusikaupunki (Finlandia).

Un futuro incerto. Ora la Lightyear si concentrerà sul nuovo veicolo, sfuttando "i preziosi insegnamenti" forniti dal processo di sviluppo del primo veicolo e puntando a lanciare il secondo "nei tempi previsti", ossia nel 2025. "Recentemente - ha affermato l'amministratore delegato Lex Hoefsloot - abbiamo aperto una lista d'attesa per la Lightyear 2 che ci ha portato oltre 40.000 registrazioni di clienti privati e circa 20.000 prenotazioni da parte di proprietari di flotte. Speriamo di concludere alcuni investimenti chiave nelle prossime settimane per passare alla  Lightyear 2, un veicolo elettrico solare a prezzi accessibili disponibile per un pubblico più ampio". Intanto, il destino della Lightyear 0 dimostra quanto sia difficile produrre auto e ancor di più con un'idea, quella dei pannelli solari sulla carrozzeria, a cui i costruttori, piccoli e grandi, non hanno mai riservato grandi attenzioni a causa delle (non poche) problematiche: le celle fotovoltaiche hanno una bassa resa, non assicurano potenze sufficienti ad alimentare da sole il veicolo o a caricare le batterie durante la marcia, dipendono ovviamente dall'irradiazione solare e possono rappresentare anche un pericolo per la sicurezza. Tutto ciò determina anche costi di produzione particolarmente elevati. Dunque, non devono meravigliare le difficoltà della Lightyear così come quelle della tedesca Sono Motors, da anni alle prese con ostacoli finanziari forse insormontabili. 

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Audi activesphere - Un po' crossover, un po' pick-up per viaggiare in realtà aumentata - VIDEO

4 Ruote - Gen 26,2023

E sono quattro, come gli anelli che compongono il simbolo del casato. L'activesphere chiude la saga delle sphere, la famiglia di concept che dà forma al futuro dell'Audi, completata dalle già svelate skysphere, grandsphere e urbansphere. Un coup de thétre, l'ultimo atto: parliamo infatti di una crossover-coupé che all'occorrenza si trasforma in pick-up, tanto elegante nella parte alta della carrozzeria quanto muscolare e catafratta nella sezione più vicina o a contatto con l'asfalto - ma si potrebbe pure dire sterrato, ché la concept ha una doppia anima, stradista e avventuriera, dietro la quale si cela l'ambizione di aggiungere, un giorno, una Suv dura e pura al portfolio-prodotto: ci torneremo su dopo. Ma non finisce qui, perché una volta entrati nell'abitacolo dell'activesphere, e indossati un paio di occhiali per la realtà aumenta, sembra quasi di essere Tom Cruise in Minority Report. Si accede, insomma, a una nuova dimensione che, secondo l'Audi, un giorno farà parte della nostra vita quotidiana. Dentro e fuori dall'auto.

Doppio strato. Cominciamo col presentare il mezzo, che a un primo sguardo si presenta come una suv-coupé di dimensioni importanti: quasi cinque metri di lunghezza per 2,07 di larghezza. Emerge subito la ricerca dei contrasti. Dal tetto ai passaruota, infatti, dominano superfici lisce e pulite, tanto che la parte superiore potrebbe tranquillamente essere isolata e applicata a una coupé a quattro porte. Ma la base su cui poggia è di tutt'altra natura. Una luce a terra di 21 centimetri (variabile fino a 25, in fuoristrada), generosi angoli d'attacco e d'uscita, cerchi da 22'' e protezioni per la carrozzeria (specie quelle laterali, mobili, che fuoriescono in modalità off-road e si ritraggono su strada, a favore di una maggiore aerodinamicità) fanno dell'activesphere un giocattolone ibrido e versatile. E il bello deve ancora venire

Voilà, il cassone. A comando, l'auto cambia i propri connotati per venire incontro alle nostre esigenze. Amate andare in mountain bike, oppure in surf? Ecco, allora, che il lunotto scorre in avanti sopra al tetto, una paratia si issa dietro ai sedili e il bagagliaio si trasforma in un letto simile a quello dei pick-up, sul quale è possibile caricare la qualunque. Tutto molto americano? Vero, infatti questa show-car è stata concepita dal Centro Stile di Malibù, affacciato sulla Pacific Coast Highway: naturale, quindi, che un certo stile di vita sia connaturato in questa sphere che, al pari delle sorelle che l'hanno preceduta, è un'elettrica realizzata sulla piattaforma Ppe, con rete di bordo a 800 volt, accumulatori da 100 kWh e potenza di ricarica fino a 270 kW, per un'autonomia nominale di oltre 600 km. Un pianale, sviluppato da Audi in collaborazione con la Porsche, che nel 2023 vedrà la sua prima applicazione con la Q6 e-tron, e che qui, nello specifico, prevede uno schema bimotore (con conseguente trazione integrale) dalla potenza complessiva di 325 kW e 720 Nm.

Occhiali magici. Che ci crediate o no, fin qui siamo al contorno. Come tutte gli altri prototipi Audi di questa famiglia, infatti, anche l'activesphere è stata realizzata, per ciò che riguarda gli esterni, in funzione dell'abitacolo: che è il nucleo la sfera, appunto di un'esperienza a bordo del tutto inedita, garantita dalle innovative tecnologie a bordo, dall'ampio spazio generato dal pianale elettrico e, soprattutto, dalla presenza (presunta) della guida autonoma, oggi impraticabile ma data per scontata nel futuro. Un interno del tutto privo di interfacce visibili e quasi del tutto spoglio di comandi fisici. In Audi spiega il capo del design, Marc Lichte, ci siamo chiesti: cosa c'è oltre il display?. E la risposta è in un paio di occhiali per la realtà aumentata che ci permettono di visualizzare schermate, immagini e dati come se fossero degli ologrammi, con i quali però è possibile interagire a tocchi, gesti o parole come se fossero dei display, sebbene intangibili e invisibili a occhio nudo. Per capirci, tutti le funzioni comprese, per esempio, le regolazioni del clima - sono proiezioni che si possono richiamare semplicemente muovendo un dito o una mano. Le portiere, poi, integrano i comandi MMI touchless, sempre accessibili.

Un derby virtuale. A poche settimane di distanza dal Ces e dalla presentazione della BMW i Vision Dee, sembra dunque accendersi una sfida a distanza tra Ingolstadt e Monaco sull'integrazione della realtà aumentata o virtuale con quella reale nella guida, sia essa attiva oppure del tutto automatizzata. Sulla BMW, come già sappiamo, tutto ciò avviene tramite il parabrezza. L'Audi, invece, si svincola da ogni superficie optando per un approccio completamente libero: puoi scegliere di avere il pannello di controllo ovunque tu voglia, spiega Lichte. In questo caso, però, tutto passa dal filtro di un paio di occhiali VR che la Casa sta sviluppando con una startup londinese e che, in un certo senso, potremmo considerare la nuova chiave d'accesso all'automobile. Il capo-designer non ha dubbi: Questi occhiali saranno l'Hmi (Human machine interface, ndr) del futuro. Non domani, ma fra più di cinque o sei anni e altro elemento di differenziazione dalle altre Case introducono l'elemento della portabilità. Per godere della realtà aumentata anche nelle nostre esperienze al di fuori dall'auto, magari mentre pedaliamo con una delle e-bike ancorate al cassone dell'activesphere.

L'inizio di una nuova (fuori)strada? Se questo è il futuro dell'interfaccia uomo-auto secondo Ingolstadt, tutto il resto non va declassato a pura accademia. C'è sempre un motivo per cui facciamo show-car come queste sottolinea Lichte, alludendo al fatto che, in futuro, potrebbe forse arrivare anche un'Audi con le fattezze di una fuoristrada dura e pura, che riprenda alcuni spunti della activesphere. Nel segmento premium prosegue il designer con queste caratteristiche ci sono solo la Land Rover Defender e la Mercedes-Benz Classe G. Come mai?. Lichte è convinto che anche a Ingolstadt ci sia spazio per un'auto del genere: L'Audi ha una lunga storia legata alla trazione integrale. Un mezzo del genere aggiunge il desgner tedesco sarebbe perfettamente coerente con il marchio. Stay tuned.   

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Su Quattroruote di febbraio - Salvini: "Il 2035 non è un dogma"

4 Ruote - Gen 26,2023

Non ha remore, com'è nel suo stile, Matteo Salvini, vicepresidente del consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, nell'intervista che ha rilasciato a Quattroruote che potrete trovare nel fascicolo di febbraio, in edicola da martedì 31 gennaio. Una conversazione nella quale il titolare di uno dei dicasteri più importanti della compagine governativa spazia tra tutti i temi di attualità, dalla transizione ecologica alle infrastrutture, dalla politica di mobilità alla revisione del Codice della strada.

Scadenza da rivedere. Sul passaggio alla mobilità elettrica, il ministro è drastico: "La transizione", afferma, "come dice la parola stessa va accompagnata, gestita, spiegata, ma non dev'essere una ghigliottina: mettere fuori norma le auto a combustione interna nel 2035 è un suicidio industriale, culturale, economico". Dunque, la data fissata dall'Unione Europea è da ricontrattare con Bruxelles, esattamente come alcune delle scadenze previste dal Pnrr.

Le norme. Venendo a una dimensione più locale, Salvini contesta invece ai sindaci le richieste "diametralmente opposte" che formulano: c'è chi, infatti, vorrebbe norme più severe in tema di sicurezza dei monopattini e chi, invece, spinge per favorire la cosiddetta "mobilità dolce". Per questo, il ministro vuole "norme più omogenee nel Codice della strada", che intende sottoporre a revisione completa entro la fine di quest'anno. L'aumento degli incidenti con monopattini, quadruplicati tra il 2020 e il '21, configura infatti una situazione di vera emergenza che va affrontata quanto prima.

Velocità. In linea di principio, il ministro non è contrario a maggiori controlli sulle infrazioni, anche perché la patente a punti sembra stia perdendo efficacia di deterrente ("Gli automobilisti con zero punti sono meno di 20 mila, una percentuale irrisoria"). I controlli, però, devono essere fatti là dove sussistano pericoli reali per la sicurezza e non per fare cassa, senza lasciare mano libera ai pregiudizi: "Ci sarebbe da parlare del bizzarro dibattito sui 30 all'ora", dichiara Salvini a Quattroruote, "a mio avviso un provvedimento che parte da prese di posizioni ideologiche", cioè da un atteggiamento, come quello assunto dal consiglio comunale di Milano, "che vuole punire chi va in auto", impedendone l'uso, "lo stesso obiettivo delle Aree B e delle Ztl". Insomma, "chi vuole andare in bici dev'essere libero di farlo dove vuole, ma la macchina è uno strumento fondamentale di lavoro che, come tale, va trattato".

Il Ponte. Infine, Salvini è convinto che la grande infrastruttura concepita per collegare stabilmente la Calabria e la Sicilia si farà: "Ho chiesto", spiega, "un percorso normativo che permetta di aggiornare il progetto già validato e approvato e poi, sventuratamente, bloccato". L'operazione richiederebbe, secondo i tecnici da lui interpellati, poche settimane di lavoro, tanto da indurlo a ipotizzare la posa della prima pietra dell'opera entro due anni. Frattanto, però, il ministero è impegnato anche a sbloccare centinaia di lavori su ponti, viadotti e strade, indispensabili per adeguare la nostra viabilità alle esigenze odierne, e a condurre un contenzioso sui mezzi pesanti con l'Austria, le cui "limitazioni ai nostri autisti sono assolutamente fuori dalle norme".

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Volvo Recharge - Uno scorcio sul futuro del marchio

4 Ruote - Gen 26,2023

Innovazione, efficienza e sicurezza: sono questi i concetti alla base della concept Recharge della Volvo, che dopo la sua presentazione digitale nel 2021 si fa vedere finalmente in carne e ossa nello store milanese della Casa. Visto da vicino, il manifesto del marchio scandivano è un concentrato di tecnologia che dà forma alle ultime novità sul fronte della digitalizzazione, dei materiali e dell'abitabilità: nessun bottone, sedute personalizzate, software dell'infotainment raffinato e rivestimenti degli interni riciclati sono solo alcuni esempi.

Si apre con lo swipe. Partiamo dagli interni, perché qui l'accesso nell'abitacolo è scenografico. Infatti, l'apertura delle portiere ad armadio avviene con uno swipe sulla carrozzeria, come se stessimo sbloccando lo schermo del nostro smarthpone. Poco dopo a colpire sono i sedili: i poggiatesta hanno integrato il sistema audio con regolazione del volume touch, così da permettere a ogni passeggero di scegliere il proprio confort sonoro. Presenti anche i poggiapiedi per i passeggeri posteriori con la possibilità di ruotare e modificare l'altezza della seduta elettronicamente, per favorire l'interazione tra i passeggeri. Sempre dietro, al centro dei due schienali c'è una luce verticale che simula le lampade a vulcano degli anni 80 e che identifica visivamente l'assistente vocale. Spazio anche alla creatività dei più piccoli: un tavolino centrale a scomparsa presenta i famosi bottoncini della Lego, per ospitare le costruzioni con i mattoncini più famosi del mondo.

La mamma della futura gamma EV. La Recharge non è un semplice laboratorio perché alcune delle novità viste oggi - e proposte in anteprima nel 2021 -, hanno già fatto la loro comparsa nella EX90, la prima vettura figlia della concept presentata nell'inverno del 2022. Per esempio, su entrambe le auto troviamo i rivestimenti di tessuto "Nordico": un particolare materiale sviluppato dalla Volvo, realizzato a partire da sostanze naturali, a base biologica e riciclate. Medesimi anche la configurazione dell'infotainment da 14,5", il quadro strumenti orizzontale, la posizione della leva del cambio automatico dietro il volante e il sistema operativo VolvoCars.OS. Sul piano della sicurezza, a bordo della Suv è stato introdotto il radar che rileva movimenti nell'ordine del millimetro per azzerare il rischio di lasciare a bordo bambini o animali, un dispositivo anticipato dalla Recharge.

Ispira anche gli esterni. La Concept Recharge oltre a dare una direzione sull'abitabilità del futuro, definisce anche lo stile delle Volvo di domani. I fanali saranno infatti un elemento distintivo anche per la prossima gamma elettrica, con la forma a T dei Led (chiamata dagli svedesi Thor's Hammer) che sarà riconoscibile sia dalle luci di posizione, sia dai proiettori abbaglianti e anabbaglianti. Infatti, in entrambe le situazioni sarà mantenuta la stessa firma luminosa. Sempre fuori è possibile notare maniglie e finestrini laterali a filo della carrozzeria, così da poter creare una superficie unica, utile a ridurre le turbolenze e a migliorare l'aerodinamica. Sul tetto invece, troviamo il Lidar, in grado di rilevare oggetti a 250 metri di distanza con precisione al centimetro. Quest'ultimo è un dispositivo fondamentale per la Volvo, perché riduce il tasso di incidenti e rende possibile la progettazione di auto più sicure pur utilizzando materiali più leggeri, a tutto vantaggio dell'efficienza. Lo stesso discorso vale anche per il tetto di cristallo, che oltre rendere l'abitacolo più luminoso, diminuisce il peso del veicolo e incrementa la durata della batteria.

Anche per le quattro zampe. Tecnologia, efficienza ma anche versatilità. Le future elettriche di Volvo riserveranno un'attenzione particolare anche per i nostri amici a quattro zampe. Il vano del baule è dotato di alcune soluzioni per semplificare la vita degli amanti degli animali: il pianale di carico presenta infatti una ciotola stabilizzata, per non disperdere acqua e cibo durante il movimento, oltre a un lancia-palline e a un vano per custodire il guinzaglio.

Il design delle EV. Presenti insieme alla Recharge anche Riccardo Balbo, direttore accademico dell'Istituto europeo di design e Michele Albera, Transportation design Master Coordinator presso lo IED, per un approfondimento sull'evoluzione del design dei veicoli. Per i due esperti il design è un elemento cardine che armonizza il progetto intero di una vettura rendendolo coerente: per esempio la forma esterna deve corrispondere a ciò che si trova dentro il cofano e nell'abitacolo. Quest'ultimo è stato anche un elemento di approfondimento: è il fattore che si sta evolvendo maggiormente negli ultimi anni, capace di identificare sempre di più una vettura (al contrario degli esterni). Inoltre gli interni stanno diventando più inclini alla gamefication e all'interazione digitale per regalare esperienze ai passeggeri. Infine, a Michele Albera abbiamo chiesto se l'intelligenza artificiale potrà sostituire nel futuro il lavoro del designer: l'esperto non ci nasconde un certo timore dei colleghi nei confronti di questa tecnologia, anche se rimane favorevole all'opportunità, che da una parte semplificherà la vita dei designer e dall'altro evolverà le mansioni e le attività di quest'ultimi.

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Germania - Nuova bocciatura per i limiti sulle Autobahn: "Non sono necessari"

4 Ruote - Gen 26,2023

In Germania, è sempre aperto il dibattito sui limiti di velocità sulle grandi arterie autostradali, le cosiddette Autobahn. Sulla questione è tornato il ministro dei Trasporti, Volker Wissing, che ha bocciato, per l'ennesima volta, l'ipotesi di ampliare il vincolo dei 130 chilometri orari a tutta la rete come avviene in altri Paesi europei. In realtà è valido su molte autostrade, ma non sono pochi i tratti completamente liberi dove alcuni automobilisti scatenano i loro istinti corsaioli, come nel caso della Bugatti Chiron spinta fino a 417 km/h. "La velocità è responsabilità individuale dei cittadini, purché non si mettano in pericolo gli altri. Lo Stato dovrebbe restare fuori da questo aspetto", ha spiegato il ministro alla Bild am Sonntag, respingendo l'ennesima richiesta di uno dei partiti della coalizione di governo di stabilire dei limiti: sono soprattutto i Verdi a sostenerne l'introduzione.

Velocità già in calo. Per dare forza alla sua bocciatura, un cavallo di battaglia del suo partito, i Liberali dell'Fdp, Wissing ha fatto riferimento a quanto sta avvenendo lungo le strade tedesche, dove si sta già registrando un calo della velocità media grazie al rincaro dei prezzi dei carburanti (i valori alla pompa di benzina e diesel sono oltre gli 1,8 euro al litro). "I prezzi elevati dell'energia stanno già spingendo molte persone a guidare più lentamente. E anche con le auto elettriche le persone non guideranno così velocemente perché vorranno risparmiare la batteria", ha sottolineato Wissing, parlando anche di un altro importante tema legato alle infrastrutture (la necessità di aumentare gli investimenti pubblici per nuove arterie stradali) e da tempo oggetto di un aspro dibattito all'interno della coalizione. Il ministro, infatti, è convinto della necessità di avviare un piano per costruire più strade e ridurre al minimo la congestione su quelle esistenti. "In Germania, non solo il numero di automobili è aumentato, ma anche il traffico merci", ha affermato Wissing. "Nel 2023, ci saranno 50 milioni di tonnellate in più da trasportare, ci sarà più traffico sulle strade tedesche e dobbiamo affrontarlo. Altrimenti, l'economia si fermerà presto e perderemo posti di lavoro". 

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L'intervista - Folonari (Mercury): La clientela premium è attenta alla privacy

4 Ruote - Gen 26,2023

Mercury è una delle prime società ad avere introdotto il noleggio a lungo termine in Italia; oggi dispone di diverse sedi, a Brescia, Milano, Verona e Vicenza e propone il noleggio di veicoli nuovi, usati con un massimo di 12 mesi e 20 mila chilometri, usati a medio termine per periodi di 12-24 mesi o a breve termine e gestisce il renting anche a breve termine di Porsche Italia. Ecco la visione dell'amministratore delegato Italo Folonari.

Problemi di consegne e di aumenti di listini: come li avete gestiti nel 2022?
La situazione genera due problemi. Il primo è la difficoltà a configurare e ordinare nuovi veicoli. I cambiamenti di listino, intesi non solo come modifica dei prezzi ma anche come aggiunta, eliminazione o modifica di accessori di serie od opzionali, ci costringono a tornare dai clienti più volte. Questo comporta un aggravio di costi commerciali e amministrativi, oltre a obbligarci a riaprire trattative commerciali già archiviate. Il secondo problema sono i tempi di attesa. Mercury, tuttavia, è avvantaggiata per due motivi. Il primo deriva dal fatto di avere una clientela altamente fidelizzata, quindi ad attendere sono spesso clienti attivi ai quali proponiamo il prolungamento del contratto in scadenza. Il secondo motivo è legato al fatto che Mercury possiede una flotta di veicoli sostitutivi premium, che possono essere offerti ai nuovi clienti in attesa di quelli definitivi. Siamo, invece, disarmati quando viene annullato un ordine, magari dopo un anno di attesa, per cancellazione dell'allestimento: in questi casi, però, il cliente capisce che la responsabilità è della Casa e quasi sempre si orienta su altro brand.

Nuove alimentazioni e tecnologie di bordo: quali sono le più richieste dai fleet manager?
Credo che queste richieste arrivino soprattutto da flotte molto grandi di veicoli operativi o dal mercato retail alla ricerca di canoni sempre più bassi. Mercury ha una clientela di medie e piccole flotte che non richiedono queste tecnologie. Anzi, la clientela premium è molto attenta alla privacy, pertanto non vuole installazioni di default. Il nostro sforzo è cercare tecnologie che ci aiutino a migliorare il servizio post-vendita, senza essere troppo invasive.

Noleggio ai privati, auto in abbonamento, mid term, noleggio di elettrico tutto compreso (magari con la possibilità di utilizzare per alcuni periodi un'auto termica), noleggio dell'usato o di mezzi di micromobilità Quale sarà per voi il futuro prossima della mobilità?
Molto difficile prevederlo. L'intero mercato è in evoluzione. Il legislatore ha imposto ai costruttori un cambio di tecnologia, i costruttori stanno investendo su ricerca e ingegnerizzazione di nuove auto e hanno colto l'occasione per rinnovare la loro distribuzione commerciale. Il consumatore, anche in seguito al Covid e per il timore dei cambiamenti climatici, sta modificando abitudini e strumenti per la mobilità. Non so se nel 2035 le auto saranno elettriche o a biometano, ma sono certo che the ownership to usership transition prosegue ed aumenterà, man mano che i millenian cresceranno.

Quali sono le vostre strategie di sviluppo anche per rafforzare il noleggio ai privati?
Mercury non insegue i volumi, ma la fidelizzazione della clientela che apprezza e valorizza tutti i nostri servizi (commerciali, amministrativi e post-vendita). Il mercato retail ricerca, invece, rate bassa e pochi servizi, quindi non ci vede coinvolti direttamente. Ma è un mercato in forte crescita, che vede affacciarsi nuovi protagonisti che hanno il contatto con il cliente finale. Cinque anni fa abbiamo creato una divisione che propone servizi B2B per la pianificazione, realizzazione e gestione di società di noleggio. Abbiamo contribuito a realizzare due progetti di valenza nazionale (Rent2Go e Porsche Rental Services) e altri con perimetro regionale e per alcuni di questi continuiamo a gestire segmenti di business.

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Dacia - Bigster, Jogger e nuova Duster per arrivare al milione

4 Ruote - Gen 26,2023

Innanzitutto, le conferme. La Bigster, finora un prototipo, ma destinata a incarnare il futuro della Dacia come Suv del segmento C, arriverà nel 2025. Prima di lei, già nel 2024, sarà il turno della nuova Duster. Mentre per l'anno appena iniziato, le novità più importanti saranno la versione elettrificata della Jogger, la Hybrid 140 (come i suoi cavalli) e la Spring 65 CV. Il marchio rumeno, sempre più strategico nel gruppo Renault come "cash machine", ovvero macchina da soldi, punta a crescere e a delineare la sua identità "essential", ma non più low-cost. E lo dimostrano i dati record del 2022, presentati in conferenza stampa di inizio anno nella rinnovata concessionaria Paglini di Castellanza, in provincia di Varese. La prima, dopo quella di Roma, l'aprile scorso, ad adottare la nuova immagine, con la scritta stilizzata e portata orgogliosamente, oltre che negli showroom (86 nella Penisola, abbinati a quelli Renault, ma con mandati separati), anche sul portellone di tutti i modelli, mentre sulla griglia anteriore campeggia il cosiddetto "Dacia link", formato dalle consonanti DC stilizzate. Un logo che ha già tenuto a battesimo 37 mila ordini di nuovi modelli, solo in Italia, dal giugno scorso. La definiscono strategia per dare valore al brand, perfettamente inserita in quella Renaulution annunciata da Luca De Meo esattamente due anni fa. Insomma, come abbiamo scritto da poco, la Casa dell'Est Europa, che ha compiuto un cammino per certi versi simile a quello della Skoda in orbita VW.

Numeri e strategie. La Dacia, in pochi anni, ha superato le 570 mila auto vendute nei dodici mesi. E presto potrebbe spingersi molto oltre, fino al simbolico traguardo del milione di vetture. Le chiavi del successo del marchio sono state ribadite da Guido Tocci, managing director Italia. In tre punti: Design-to-cost, ovvero puntare sull'essenziale, prevedendo oggi quello che sarà davvero importante per gli automobilisti tra tre anni (i tempi tra progettazione e mercato); piattaforme Renault già ammortizzate nei costi di sviluppo; ultimo, la semplicità, fatta di chiarezza nell'offerta, combinazioni limitate (400 quelle per l'intera gamma) e, com'è noto, zero sconti. In un mercato totale Italia 2022 che è sceso del 10%, la Dacia è cresciuta del 9%, con una quota arrivata al 5,1%, e piazzandosi al sesto posto tra i marchi (era nona nel '21). Risultato ancor più notevole se si guarda il mercato dei "privati" (ovvero escludendo le sempre più rilevanti flotte aziendali): se il mercato scende del 16%, il marchio rumeno segna +16%, con una quota dell'8,3% che la fa balzare al 4 posto, terzo se si considerano solo gli "stranieri".

Nessun pericolo di cannibalismo. Di fronte al successo della Dacia, ci sono rischi per il primato della Renault? Tutt'altro, spiega Tocci, perché il ruolo del marchio rumeno è proprio quello di sfruttare il know-how della Casa madre francese nella catena di redditività del gruppo. Insomma, per i prossimi anni, con l'arrivo di nuovi modelli sempre più apprezzati (e tenendo conto che ormai nove clienti su dieci scelgono le versioni più accessoriate, alla faccia dell'immagine low-cost) la strada sempbra ben tracciata. Ma con la svolta elettrica? Per ora nella gamma figurano la Spring, derivata dalla Zoe, e sarà inserita a breve la Jogger Hybrid. Ma cosa succederà quando anche la Dacia sarà costretta ad aumentare i prezzi di listino a causa dell'introduzione di versioni a batteria? "Questo tema non è ancora stato aperto", conclude Tocci. Citando il ceo del marchio Denis Le Vot: "Fino al 31 dicembre 2034 venderemo motori termici". E, in ogni caso, sempre più puliti. La sorpresa per il futuro potrebbe riguardare il Gpl, nicchia nella quale la Dacia è numero uno (tre auto su quattro sono vendute in versione bifuel). Una Euro 7 con versione a gas e cambio automatico della Sandero. "perfetta per le città italiane", spiega Tocci. Ultima domanda: perché non pensare a una full hybrid a Gpl? "Per ora non è nei programmi".

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Peugeot E-Lion Day - La e-3008 porterà al debutto la piattaforma Stla Medium

4 Ruote - Gen 26,2023

Auto elettriche accessibili economicamente e facili da usare. questo il nuovo mantra della Peugeot, svelato durante l'E-Lion Day insieme a molte altre novità, anche di prodotto. A partire dal fatto che sarà una vettura del Leone, la nuova e-3008, a portare al debutto la nuova piattaforma Stla Medium. La gamma di EV del costruttore francese è destinata ad ampliarsi rapidamente (nella gallery qui sopra si possono vedere le silhouette delle nuove auto in arrivo), diventando totalmente elettrica nel 2030: dopo i modelli già commercializzati, come le piccole e-208 ed e-2008, il marchio del Leone lancerà tra pochi mesi la già presentata e-308, che prometterà un'efficienza record di 12,7 kWh per 100 km. E nella seconda metà di quest'anno la segmento C sarà seguita da una Suv, la e-3008, che è destinata a essere una vera pietra miliare. Non solo per la Peugeot, ma per l'intero gruppo Stellantis.

Debutta la Stla Medium, con 700 km d'autonomia. La Peugeot e-3008, infatti, porterà al debutto la nuova piattaforma Stla Medium che verrà poi impiegata da tutte le nuove elettrificate di dimensioni medio-grandi dei vari marchi sotto l'egida Stellantis. Per il momento il costruttore non ha svelato dettagli approfonditi sull'architettura che farà da base all'erede elettrica della 3008, limitandosi a dire che sarà proposta con tre differenti powertrain, anche in versione dual motor con trazione integrale. La notizia più interessante, tuttavia, riguarda l'autonomia, che secondo il costruttore sarà attorno ai 700 chilometri nella versione con batteria più capiente, confermando i dati preliminari della piattaforma comunicati negli scorsi mesi.

Cinque elettriche in arrivo. D'altronde durante l'E-Lion day la Peugeot è stata molto chiara sul suo futuro a corrente: "Quest'anno tutta la nostra gamma sarà elettrificata, entro il 2025 tutti i modelli avranno una versione elettrica e dal 2030 tutte le Peugeot vendute in Europa saranno 100% elettriche". Entro due anni, infatti, debutteranno cinque nuovi modelli a batteria. Dopo le già annunciate e-308 ed e-308 SW sarà il turno della e-408 e delle Suv e-3008 ed e-5008.

Arriva l'ibrido full. Quest'anno, inoltre, arriverà anche un nuovo ibrido a 48 volt che verrà utilizzato su diversi modelli: 208, 2008, 308, 3008, 5008 e 408 beneficeranno di un turbobenzina PureTech da 100 o 136 cavalli abbinato a una nuova trasmissione automatica doppia frizione elettrificata, la E-DCS6, che integrerà un motore elettrico da 21 kW (29 CV). Questa soluzione, simile a quella utilizzata su altre vetture del gruppo Stellantis, consentirà alle ibride Peugeot di ridurre fino al 15% consumi ed emissioni: per la 3008, per esempio, si parla di 126 g/km di CO2 nel ciclo Wltp. Questo anche grazie alla possibilità di viaggiare in modalità totalmente elettrica, che secondo la Casa consente di muoversi per il 50% del tempo durante la guida in città.

Niente EV sotto la 208. In questo elenco mancano però le piccole: attualmente in gamma ci sono già le e-208 ed e-2008, che però non avranno delle sorelle minori. Linda Jackson, amministratrice delegata della Peugeot, ha infatti escluso, per il momento, l'arrivo di piccole elettriche da posizionare al di sotto del segmento B: "L'obiettivo attuale è quello di rendere abbordabile tutta l'offerta del nostro marchio, senza introdurre nuovi modelli ma trovando soluzioni, di acquisto o noleggio, che consentano ai clienti di potersi permettere le nostre elettriche".

 

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BMW - Serie 4, X1 e ammiraglie si aggiornano

4 Ruote - Gen 26,2023

La BMW chiude il 2022 con un importante risultato: secondo i calcoli preliminari, le emissioni della flotta sono state ridotte di oltre il 9% rispetto all'anno precedente, con una media di 105 g/km nel ciclo Wltp. Questo obiettivo è stato raggiunto lavorando sull'elettrificazione dei modelli e sul costante aggiornamento dei prodotti: questa filosofia sarà quindi portata avanti anche per il 2023. Inoltre, a partire dalla prossima primavera, la Casa renderà disponibili diversi aggiornamenti per le gamme dei modelli X7, Serie 7, Serie 4, M4, i7 ed iX. Nel corso dell'anno verrà anche rilasciato l'Operating System 9: il primo modello a riceverlo sarà la nuova generazione della X1.

Serie 4 e M4. Per tutte le Serie 4 e le M4 la BMW introduce il Curved Display con sistema operativo 8.0.  quindi di serie il BMW Live Cockpit Plus con doppio schermo da 12,3 e 14,9 pollici ed è integrata anche la variante più aggiornata del Persoanl Assistant. Per tutte le motorizzazioni delle Serie 4 Coupé, Gran Coupé e Cabriolet sono inoltre previsti ora di serie i paddle al volante, un selettore aggiornato della trasmissione e il pacchetto M high-gloss Shadowline. Tra gli optional della Serie 4 e della M4 si aggiungono inoltre i rivestimenti interni Aluminium Rhombicle, mentre per le sole M4 è disponibile la finitura Sensatec per la plancia e un nuovo pacchetto di adesivi M per i cofani.

Serie 7 ed X7. Per la Suv X7 è prevista l'introduzione dei gruppi ottici Iconic Glow già introdotti sulla Serie 7 con cristalli Swarovski. Sarà inoltre possibile ordinare la vettura con il Remote Control Parking e il Manouvre Assistant controllato dalla MyBMW App e il pacchetto M high-gloss Shadowline. Per la Serie 7, oltre al medesimo pacchetto di parcheggio automatizzato, vengono rese disponibili anche nuove tinte esterne, tra cui la variante BMW Individual Frozen Tanzanite Blue metallic completa o bicolore e i rivestimenti interni M Merino (Taupe Grey/Night Blue o Caramel/Atlas Grey) o Individual Merino di pelle e cashmere Black/Grey.

iX e i7. Per l'elettrica iX vengono introdotti il pacchetto Remote Control Parking con Manouvre Assistant e il Predictive Heat Management aggiornato, già presentato sulla berlina i7. Il pacchetto Driving Assistant è inoltre arricchito dal Trailer Assistant. Per la Suv elettrica e per la i7 è inoltre prevista l'adozione di serie del caricabatterie di bordo a 22 kW Mode 3 per velocizzare le procedure di ricarica da Wallbox.

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