Liguria inaccessibile - Le strade alternative per la Riviera

4 Ruote - Lug 09,2020

Raggiungere la Liguria è un incubo. La necessità di sottoporre ad accurate verifiche tutte le gallerie che interessano le autostrade della regione con un piano intensivo di controlli imposto dal ministero delle Infrastrutture fa sì che, con larrivo dellestate, il viaggio dalla Pianura Padana alle sospirate località di mare sia diventato una vera odissea. E, allora, perché non cambiare, abbandonare le arterie a pagamento e percorrere le vecchie statali e provinciali? Non tanto per risparmiare tempo, ché la tortuosità dei percorsi impone sicuramente medie modeste, ma per risparmiarsi stress e arrabbiature, godere del piacere della guida e, magari, approfittarne per visitare luoghi che siamo soliti trascurare. Così la vacanza, in un certo senso, inizia già con il viaggio. Ecco, allora, i nostri consigli per sei percorsi che consentono di raggiungere la Liguria senza utilizzare le strade a pedaggio, tre per la Riviera di Levante e altrettanti per quella di Ponente.

Riviera di Levante

Da Piacenza a Recco. Si parte dalla città emiliana imboccando la s.s. 45 che corre lungo il fiume Trebbia e che porta fino a Bobbio, dove vale la pena prevedere una sosta almeno per ammirare il celebre Ponte del Diavolo, che deve il soprannome alla forma particolare delle sue arcate; se si dispone di più tempo, non sono da trascurare anche il Duomo quattrocentesco, il visconteo Castello Malaspina e labbazia di San Colombano. Da Bobbio in poi il percorso della s.s. 45 della Val di Trebbia si fa più tortuoso, rendendo la guida più piacevole; dopo Torriglia si entra in Liguria e si affronta il modesto (per altitudine, 674 m s.l.m.) Passo della Scoffera. Prima di scendere a Recco e al mare può valere la pena fare una piccola deviazione per Uscio, un borgo grazioso conosciuto per la produzione di orologi da torre. Da lì, la s.s. 333 consente di raggiungere Recco e la vicina Camogli.

Da Serravalle Scrivia a Recco. Alternativo al percorso precedente per raggiungere la Riviera è questo itinerario che parte da Serravalle Scrivia, località facilmente raggiungibile con lautostrada A7 Milano-Genova (e sede di un popolare outlet). La si lascia con la s.s. 35 dei Giovi in direzione di Arquata Scrivia, proseguendo per Isola del Cantone, Ronco Scrivia e Busalla (larteria a pagamento corre vicina). Se si prosegue lungo la statale, si affronta il Passo dei Giovi che porta direttamente a Genova; entrati a Busalla, invece, poco dopo il Municipio si può girare a sinistra e, superate un paio di rotonde, seguire le indicazioni per la s.s. 226 della Valle di Scrivia. Un tracciato tortuoso e amato dai motociclisti, che consente di raggiungere - lasciandosi questa volta sulla sinistra Torriglia - il Passo della Scoffera, dal quale, come nel percorso precedente, è agevole arrivare a Recco e al mare.

Da Parma a La Spezia. Fare la Cisa senza utilizzare lautostrada della Cisa è semplice, divertente e, oltretutto, consente di ripercorrere i passi della prima corsa automobilistica disputata da Enzo Ferrari nel 1919, la Parma-Poggio di Berceto. La strada da imboccare lasciando Parma è la s.s. 62, che passa da Collecchio per arrivare a Fornovo di Taro, località dopo la quale la carreggiata si stringe e iniziano le curve che consentono di arrivare a Berceto. Dove è bene prevedere una sosta, per ammirare il Duomo (di origine longobarda) e il castello duecentesco. Ad attenderci, successivamente, cè un bel tratto guidato, che consente di raggiungere il Passo della Cisa, a quota 1.039 metri; curve e tornanti consentono di sconfinare in Toscana e di scendere a Pontremoli, patria dei tipici testaroli (un antico tipo di pasta cotto in origine su forme di ghisa o terracotta). Ma imperdibile è soprattutto la visita del castello del Piagnaro che ospita il Museo delle Statue Stele, enigmatica testimonianza di unantichissima civiltà vissuta in Lunigiana tra il IV e il I millennio a.C. Ad Aulla si arriva con un tratto più veloce e pianeggiante (ma attenzione gli autovelox): da lì a La Spezia e alla Riviera mancano poco più di 20 chilometri.

Riviera di Ponente

Da Alessandria ad Albisola Marina. La statale 30 consente di lasciare la città piemontese e di raggiungere, in verità senza troppe emozioni, Acqui Terme: queste sono le terre del moscato dAsti e dei vini astigiani Doc, quindi può valere la pena fare acquisti in qualche cantina (ma niente assaggi per chi guida). Dopo Borgo Ratto, prevedete una breve deviazione per la vicina Mombaruzzo: qui, la specialità da gustare sono gli amaretti artigianali. Una sosta la merita, quindi, la successiva e già citata Acqui Terme, con il suo Duomo romanico e il celebre monumento della Bollente, fontana dalla quale sgorga acqua sulfurea a 75 C. Le indicazioni da seguire quando si riparte sono quelle per Sassello-s.s. 334, trascurando la meno piacevole s.s. 30 che ci porterebbe a Savona. In Liguria si entra 7 km prima di Sassello, altra località nota per i suoi amaretti. Si scala il Colle del Giovo (a quota 516 metri) e si scende infine ad Albisola con una strada larga e piacevole, non priva di qualche tornante. Se, invece, dovete andare alla vicina Varazze, lasciate la 334 per la strada 542 a un bivio, riconoscibile per la presenza di una cappella con colonnato.

Da Masone a Cogoleto. Lautostrada A26 è paralizzata? E voi abbandonatela a Masone e utilizzate la s.p. 456 del Turchino, che porta allomonimo Passo a 542 metri di altitudine. Proseguendo su questa provinciale si arriva direttamente a Voltri; se, invece, subito dopo la galleria di valico si gira a destra e simbocca la s.p. 73, si percorrerà il Passo del Faiallo. Una strada meno trafficata, con qualche tornante e un valico a quota 1.061 m, che vi consentirà di attraversare il Parco naturale regionale del Beigua, unarea protetta che interessa una decina di comuni liguri e che tutela la biodiversità della fauna. La strada, poi, prende la denominazione di s.p. 40 fino a Urbe, dove si dovrà girare a sinistra seguendo le indicazioni per Piampaludo. Località dalla quale la provinciale 57 salirà ai 1.108 metri di Prato Rotondo e scenderà verso Alpicella e Pero. Una deviazione a sinistra sulla s.p. 30 consente, infine, di raggiungere, con una discesa un po stretta, Cogoleto e la vicina Arenzano.

Da Alba a Savona. Alba, città incantevole e gastronomicamente attraente, è oggi facilmente raggiungibile in autostrada. Lasciandola, dopo averla visitata, per raggiungere il mare si percorre la s.p. 3bis per raggiungere Gallo; poi, la s.p. 9 che conduce a Castiglione Falletto. La tappa successiva è Monforte dAlba, dove si può arrivare con le provinciali 3 e 163 o con un percorso collinare, molto più gradevole, che passa da una località celebre in tutto il mondo: Barolo. Il paesaggio è piacevole, i vigneti circondano le carreggiate e le cantine dove fare scorta di vini pregiati non mancano. Da Monforte, la s.p. 9 conduce a Dogliani, cara al secondo Presidente della Repubblica italiana Luigi Einaudi e patria di un noto Dolcetto. Uscendo dallabitato simbocca la s.s. 661 che conduce a Belvedere Langhe e Murazzano, con un percorso che sale a 791 metri; la strada prende poi la denominazione di s.p. 28bis e porta a Millesimo e Carcare, nei pressi dellautostrada A6 Torino-Savona. La si può utilizzare entrandovi dal casello di Altare, oppure si può proseguire sulla s.s. 29 che consente di raggiungere Savona dal suo entroterra.

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Ponte di Genova - La Consulta dà torto ad Autostrade: "Legittimo escludere Aspi dalla ricostruzione"

4 Ruote - Lug 08,2020

Escludere Autostrade per l'Italia dalla ricostruzione del ponte Morandi è stata una scelta "legittima", giustificata "dall'eccezionale gravità della situazione". Con la sentenza odierna, pronunciata nello stesso giorno in cui il governo ha confermato che Aspi gestirà pro tempore il nuovo viadotto di Genova, la Corte Costituzionale ha stabilito che le questioni relative all'estromissione della concessionaria dal nuovo progetto "non sono fondate". La bocciatura è un assist indiretto per il governo, impegnato nella difficile partita della revoca delle concessioni autostradali.

La soddisfazione del premier. Secondo la Consulta, quindi, l'esecutivo ha avuto le sue ragioni nell'estromettere la concessionaria dalla ricostruzione, una misura che venne adottata con il cosiddetto "decreto Genova", col quale fu nominato anche l'attuale commissario, il sindaco del capoluogo ligure Marco Bucci. Non solo: i giudici hanno ritenuto corretto che Aspi si facesse carico delle spese di rimozione e di successiva ricostruzione dell'infrastuttura. "Ci conforta che la Corte costituzionale abbia confermato la piena legittimità della soluzione normativa che venne a suo tempo elaborata dal governo", ha commentato il premier Giuseppe Conte. La questione della revoca delle concessioni autostradali ad Aspi verrà discussa in sede di Consiglio dei ministri.  

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FLEET&BUSINESS - Elettrificazione e sicurezza al centro del Digital Event

4 Ruote - Lug 08,2020

Cybersecurity, elettrificazione, Coronavirus: sono questi i temi caldi, anzi bollenti, nel dibattito sulle flotte. E, naturalmente, sono stati al centro del Fleet&Business Digital Event, che ha visto tredici protagonisti impegnati su tre tavoli tematici e oltre 120 iscritti tra i professionisti del settore collegati in streaming. Il periodo del lockdown, con la drammatica fermata di tutto il settore, ha inevitabilmente segnato un prima e un dopo. Ma i grandi trend non si arrestano, e anzi la ripresa lascia intravedere una spinta ancora più decisa verso linnovazione. Il momento di transizione tra tecnologie differenti è tuttaltro che compiuto e sinterseca con il tema sempre più ineludibile della sicurezza, mentre le esigenze di ridurre i costi, da parte delle aziende come dei privati, costringe a trovare nuove soluzioni. Lavvio ai lavori ha riguardato la cybersecurity, ultima frontiera del furto dauto, ma anche di dati sensibili.

Più elettronica, più rischi. Grande interesse, dunque, per lintervento di Luca Savoldi, ceo e cofondatore di Abissi, che ha mostrato limpatto delle nuove tecnologie di bordo e il rischio di intrusioni, che costringono ad alzare i muri di sicurezza. Punto di partenza, i dati di fatto: lelettronica di bordo è passata dall1% del valore di unauto nel 1950 allattuale 35%, con la prospettiva di arrivare al 50% nel prossimo decennio. Gli attacchi digitali, di conseguenza, non possono che essere favoriti dalla sempre maggiore complessità informatica, ma la percezione del rischio non viaggia di pari passo. Se risulta altissima per quanto riguarda la sicurezza di reti informatiche e pc aziendali, non si può dire altrettanto per quanto riguarda lautomomotive, dove gli atti di pirateria sono in netta crescita, ma dove non tutte le società sono consapevoli e pronte ad affrontare i pericoli. Se con la precedente generazione di car hacking i rischi erano legati allattivazione di opzioni non acquistate, frodi sulla garanzia o alterazione del chilometraggio, negli ultimi anni si è passati a veri e propri danni per la privacy, ricatti informatici e warfare, ovvero guerra nelle sue accezioni più disparate. Tra gli scenari futuri indicati dal ceo di Abissi, troveranno sempre più rilevanza le operazioni di bug bounty, pratica che prevede una ricompensa a chi segnala malfunzionamenti nei programmi, ma anche sicurezza multilivello e monitoraggio dei veicoli in tempo reale.

Difendersi dalla nuvola. Ma i principali player del settore, ovviamente, sono già impegnati sui fronti più delicati, per evitare che auto sempre più connesse ed equipaggiate di adas e nuove tecnologie non diventino preda dei cybercriminali. Lo conferma Massimo Braga, vicedirettore generale di LoJack: Lo scenario dei furti dauto sta mutando rapidamente. In particolare, due sono i metodi contro cui andranno trovate adeguate contromisure: i cosiddetti connected attack e gli attacchi via Cloud, una nuova categoria di furto elettronico per cui la parte di "intelligence" risiede in server remoti e non nello strumento utilizzato per l'attacco. Per prevenire le minacce relative alla protezione della privacy e dei dati trasferiti attraverso i propri sistemi telematici, LoJack punta sullutilizzo del riconoscimento a due fattori anche per il trasferimento dei dati o lautenticazione dei pacchetti dati (payload authentication) con contemporanea crittografia (payload encription).

Tra Sim e Adas. Il tavolo dedicato alla sicurezza ha visto protagonisti anche Vodafone e Audi. Innanzitutto è importante assicurarsi che solo i soggetti e gli oggetti autorizzati comunichino fra loro e, a questo scopo, Vodafone dispone di una rete non pubblica, segregata, con Sim che hanno funzioni di autenticazione: solo le Sim autorizzate possono partecipare allo scambio di dati, ha spiegato Paolo Giuseppetti, responsabile per linnovazione dellAutomotive del colosso delle telecomunicazioni. "La digitalizzazione delle flotte è un passo obbligato, per i benefici di gestione, e dobbiamo aiutare le aziende a superare le paure sulla sicurezza", ha aggiunto la Country manager IoT (Internet of things) Stefania Gilli. Audi, da parte sua, allinterno del Gruppo Volkswagen, si sta focalizzando su due tematiche, la One Infotainment Platform, che consente una maggiore facilità di dialogo tra utilizzatore e veicolo grazie ad elevati livelli di personalizzazione al fine di garantire comfort e sicurezza e quella della guida autonoma di 3 livello. La sicurezza - ha sottolineato Vincenzo Vavalà, direttore vendite di Audi Italia - è assolutamente cruciale quando ci si affida così tanto allelettronica di bordo. Noi stiamo lavorando sulla democratizzazione degli Adas e, per fare un esempio, la nuova A3 ha 18 dispositivi di rilevamento tra radar e sonar.

Le flotte del futuro. Se la cybersecurity si è imposta a grande richiesta proprio partendo dalle domande dei fleet manager, lelettrificazione delle flotte è un tema più prevedibile, ma dagli esiti tuttaltro che scontati. Secondo Alberto Viano, ad di LeasePlan Italia, è come se le elettriche giocassero fuori casa, su strade nate per le auto tradizionali". Già ora risultano convenienti, anche in termini di tempo risparmiato non facendo il pieno di benzina o gasolio, per chi percorre meno di 300 km al giorno. "Ma serve un piano infrastrutturale, che preveda sulle autostrade caricatori ad alta velocità, sopra i 100 kW, in modalità open", aggiunge Viano. Tra le proposte della sua azienda, il pagamento posticipato dopo due mesi, con chilometraggio illimitato e senza vincoli di durata. Incoraggianti, secondo unindagine di Lease Plan, i dati del mercato: la quota di aziende che hanno dichiarato di avere nella loro flotta almeno un veicolo elettrico è passata dal 9,3% del 2018 al 23% del 2020, con una media di 4 veicoli elettrici per flotta e una percorrenza passata da 9.971 a 15.500 km/anno nel 2020. Trend in crescita confermato da Laura Martini di Leasys: Puntiamo a raggiungere entro il 2021 una flotta composta per il 60% da veicoli elettrici o ibridi. Entro il 2020, il totale dei Mobility Store elettrificati salirà a 400, per 1.200 punti di ricarica complessivi. I cambiamenti temporanei o epocali dovuti al coronavirus sono al centro della riflessione di Luca De Pace, ceo di MyFleetSolution, che ha sottolineato come le flotte evolveranno rispetto ai mutati scenari che l'esperienza contingente ci ha lasciato, soprattutto in tema di organizzazione del lavoro, ovvero diffusione dello smart working e riorganizzazione degli spostamenti casa-lavoro ma nel lungo periodo vedremo una grande accelerazione, dovuta al fatto che è un processo che è partito e non si può arrestare. Lesperienza della pandemia Covid-19 ha spinto anche Rental Plus a trovare nuove strategie aziendali. Ci siamo attivati adottando un modello organizzativo flessibile in grado di venire incontro alle esigenze dei nostri clienti, offrendo un servizio di mobilità all inclusive e senza vincoli, spiega il general manager Stefano Orlandini. nato così Freedom, il noleggio a medio termine con il quale non si hanno vincoli di durata. Daltra parte, è evidente che lemergenza abbia spinto gli italiani a preferire soluzioni di mobilità individuale. Questo 2020 ha rimescolato le carte un po in tutti gli ambiti. La cultura ecologica sta entrando nel quotidiano di ciascuno, ma la distribuzione delle stazioni di ricarica rende difficoltoso un approccio strutturale, evidenzia Andrea Compiani, di Unipol Rental, nuovo nome di Car Server dopo la recente acquisizione da parte di UnipolSai. Poter contare sulla nostra rete di agenzie significa per noi avere una forza vendita straordinaria,  seconda per capillarità solo a Poste Italiane. Un punto di forza che può fare la differenza.

Diesel non molla. Sul fronte delle Case, infine, Kia e BMW hanno portato la loro esperienza sulla via dellelettrificazione, con i coreani in pole position per quanto riguarda lofferta di modelli, tra i quali spiccano le ibride con motore a gasolio, e i bavaresi impegnati nel conciliare la sostenibilità con il piacere di guida. La nostra offerta full electric comprende oggi la BMW i3 e la Mini Cooper SE. A queste presto si affiancherà la BMW iX3, seguita dalla i4 e dalla iNEXT il prossimo anno. Nel 2023 avremo in gamma 25 modelli elettrificati, di cui la metà completamente elettrici, illustra Dario Mennella, Sales manager di BMW Italia. Tra i fattori che influenzeranno il mercato del noleggio a lungo termine post-covid, spiega Giovanni Buscemi, responsabile Flotte di Kia Italia, prevediamo prolungamenti contrattuali per posticipare una scelta di mobilità, maggiore richiesta del prodotto noleggio dovuto alla ricerca di costi certi/fissi, attrattività delle promozioni legate a vetture elettriche ed elettrificate, ma anche la riduzione delle percorrenze medie annue dovute all'utilizzo sempre più diffuso di virtual meeting anche nelle vendite, che porteranno a considerare le vetture elettriche come soluzione alla mobilità per lavoro. Resta il nodo del sostegno alla svolta elettrica. Da alcuni anni ormai sappiamo che il futuro della mobilità è lauto a zero emissioni, molto più efficiente e con costi inferiori di manutenzione, argomenta Massimiliano Balbo di Vinadio, di Targa Telematics. Ma non decolla a causa del prezzo, minimo 30 mila euro per unutilitaria, troppo alto per un consumatore medio che ha una capacità di spesa intorno ai 10 mila euro; gli incentivi del governo per rottamare la vecchia auto con una elettrica o ibrida sono esigui, rispetto per esempio a Francia e Germania.

Ricariche standard. Infine, la chiusura dellevento ha toccato uno dei problemi ancora irrisolti, ovvero le carenze infrastrutturali per la ricarica delle elettriche, sottolineate da diversi relatori, oltre alla standardizzazione dei pagamenti. Sul fronte delle infrastrutture, Antonio Gioia, di E-mobility A2A Energy Solutions ha ricordato che dal 2010, il gruppo A2A ha iniziato a creare una rete di ricarica pubblica, a partire dai territori di riferimento. Aggiungendo che sicuramente, una rete di ricarica capillare permetterà di aumentare le possibilità di rifornimento e di ridurre la range anxiety, uno dei maggiori freni alla diffusione delle elettriche. Anche sulla interoperabilità e la standardizzazione dei pagamenti si continuano a fare passi in avanti, soprattutto in termini di roaming, con un coinvolgimento sempre più ampio degli attori in gioco. Ad oggi moltissime transazioni vengono gestite in digitale e non fa eccezione anche il pagamento delle ricariche, ha spiegato Andrea Pizza, responsabile flotte di Evway by Route220. chiaro che allestero, soprattutto in alcuni paesi, la consapevolezza e la fiducia in questa tecnologia è maggiore, ma anche in Italia il tema sta suscitando sempre più interesse e lo testimoniano le numerose aziende che già si stanno muovendo, virtuosamente, in questa direzione.

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Renault E-Tech - Al volante delle varianti ibride di Clio, Captur e Mégane

4 Ruote - Lug 08,2020

Parto dalla fine per rendere le cose un po più semplici: il nuovo sistema ibrido Renault E-Tech, che debutta in questi giorni sui modelli ClioCaptur Mégane, restituisce delle belle sensazioni di guida e vanta consumi molto contenuti, almeno per quello che ho potuto leggere sul computer di bordo durante una prima presa di contatto. Sono doti che ogni vettura ibrida dovrebbe possedere, vista la missione di tale tecnologia, ma che non bisogna mai dare per scontate. Specie se si parla di unarchitettura del tutto inedita come quella francese.

Un mezzo cambio che funziona. La Renault, infatti, si è inventata un powertrain davvero ingegnoso, con lo stesso hardware che viene declinato nelle varianti full (solo per la Clio) e plug-in hybrid (su Captur e Mégane). Dentro il cofano cè un quattro cilindri 1.6 aspirato che proviene dalla banca organi dellAlleanza, a cui sono collegati un motore elettrico principale e ununità secondaria che funge da generatore/starter. In mezzo, cè una trasmissione a dir poco originale: è simile a un tradizionale cambio meccanico automatizzato a sei marce, ma è privo di frizione, sincronizzatori e di alcuni rapporti non necessari, come la retromarcia, la prima e la seconda. Questo perché a muovere lauto da ferma cè sempre e soltanto il motore elettrico principale, con quello termico che entra invece in azione soltanto a vettura già lanciata, quando sono sufficienti le cambiate lunghe. E le unità a batteria si occupano di sincronizzare linnesto dei rapporti e di compensare il vuoto di coppia durante i passaggi di marcia. Il vantaggio, secondo i tecnici francesi, è che una soluzione del genere garantisce il più alto rendimento nel trasferimento della potenza e della coppia, perché i trascinamenti sono ridotti allosso. E proprio lassenza del tipico effetto trascinamento dei cambi Cvt, con i giri motore che non corrispondono alleffettiva velocità, è il pregio maggiore che percepisce chi sta al volante.

Sensazioni da elettrica pura. Parto dalla Clio, con il suo full hybrid dalla potenza combinata di 140 cavalli, che derivano dai 91 CV del termico, i 49 dellelettrico principale e i 20 di quello secondario. Avviamento e partenza, come detto, avvengono esclusivamente in modalità elettrica. E, anche accelerando con una certa decisione, l'unità termica resta in silenzio. Non occorre avere una piuma al posto del piede, insomma, per beneficiare della trazione a emissioni zero in un percorso urbano: la Renault dichiara addirittura che l80% della marcia in città avviene in EV. Quando poi il 1.6 entra in azione, lo fa sempre in maniera piuttosto discreta. I passaggi di marcia, peraltro, vengono ben gestiti dai motori elettrici e risultano quasi inavvertibili, al netto di qualche ticchettio meccanico se le frenate e le scalate sono repentine. A proposito di rallentamenti, se ci sono frequenti stop and go è consigliabile spostare il selettore del cambio dalla D alla B, questo per ottenere la massima rigenerazione e ricaricare la batteria al litio da 1,2 kWh: la decelerazione è notevole e leffetto è quello del one pedal feeling tipico delle elettriche. Dopo una quarantina di chilometri percorsi fra città e statale, sul computer di bordo ho letto 4,5 litri/100 km (22,2 km/litro), non lontani dai 4,3 dichiarati nel ciclo Wltp, con 96 g/km di emissioni. Interessante anche il prezzo: per la versione dattacco Zen occorrono 21.950 euro, che arrivano a 27.700 euro per la ricca Initiale Paris, con gli ordini già aperti e le consegne previste a settembre.

La prima B-Suv alla spina. Cifre più importanti, invece, per la Captur: 32.950 euro per lallestimento Intens e 36.950 per la Initiale Paris. Qui, però, si paga la tecnologia ibrida plug-in: a parità di motore termico e trasmissione, le due unità elettriche sono più potenti (67 CV quella principale e 34 la secondaria, per una potenza combinata di 160 cavalli) e la batteria al litio ha una capacità di 9,8 kWh. Per ricaricarla - operazione dobbligo con una Phev se volete trarre il massimo beneficio, ricordatelo - servono dalle tre alle cinque ore (a 2,4 o 3,7 kWh) e il caricatore di bordo non accetta la corrente continua, scelta dettata dal voler preservare al massimo la durata delle batterie, garantite otto anni (anche sulla Clio) come nel caso delle elettriche pure della Renault. Sin dai primi metri, si percepisce subito una maggior presenza della trazione elettrica. Le due unità sono più prestanti e il motore a benzina viene chiamato in causa molto più raramente rispetto alla Clio. In città, di fatto, si viaggia quasi sempre in EV, modalità che può essere vincolata con lapposito tasto sulla console centrale e attraverso cui si possono percorrere, secondo la Renault, 50 km in statale e 65 in città, con la velocità massima elettrica fissata a 135 km/h. Come nel caso della Clio, è presente la modalità B per rigenerare la batteria, ma la decelerazione è meno intensa: per frenare non basta rilasciare lacceleratore, ma occorre usare il pedale sinistro. Anche con la Captur ho percorso un tragitto misto di una quarantina di chilometri, con il computer di bordo che ha restituito dati decisamente confortanti: 0,8 litri/100 km e un consumo di energia di 14,6 kWh/100 km. Da precisare, al solito, che con la batteria carica il termico non lavora quasi mai, dunque è normale che i consumi siano così bassi. La Casa, comunque, dichiara un consumo medio nel ciclo Wltp di 1,4 litri/100 km, con 32 g/km di emissioni.

Mégane per le flotte. Stessi numeri e le medesime sensazioni al volante della Mégane E-Tech plug-in hybrid, che adotta lidentica tecnologia della Captur. In questo caso, i consumi e le emissioni sono leggermente più bassi (1,3 l/100 km e 28 g/km) per via della maggior efficienza aerodinamica. La Mégane, che arriverà in un secondo momento (ordinabile da ottobre a prezzi non ancora annunciati), può essere una scelta ragionata per le flotte aziendali.

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Lamborghini Sián - Svelata la variante Roadster

4 Ruote - Lug 08,2020

Dopo i 63 esemplari della coupé, la Lamborghini annuncia l'arrivo della Sián Roadster, prodotta in appena 19 unità tutte già prenotate. Questa hypercar adotta il medesimo powertrain ibrido con supercondensatori della variante "chiusa", per una potenza totale di 819 CV:  grazie al rapporto peso/potenza di 2 kg/CV abbinato alla carrozzeria open-top, la vettura coniuga prestazioni esaltanti con il piacere della guida a cielo aperto. La Roadster tocca i 100 km/h da fermo in 2,9 secondi, mentre la velocità massima è di oltre 350 km/h. Il prezzo non è stato comunicato.

Prese d'aria intelligenti e tante personalizzazioni. Il design della Sián è stato modificato nella zone delle fiancate e del cofano motore per poter integrare la soluzione del tetto asportabile. Importante, poi, è la ricerca aerodinamica: la vettura unisce infatti soluzioni innovative, come l'ala posteriore attiva e gli sfoghi d'aria per il raffreddamento con sistema brevettato, a elementi di design ispirati al passato e in particolar modo alla Countach. Per il lancio, il reparto Ad Personam della Casa di Sant'Agata ha scelto la nuova tinta Blu Uranus abbinata all'Oro Electrum, quest'ultimo riservato ai cerchi di lega e alle finiture interne: si tratta di una livrea simbolo dell'elettrificazione dei modelli del Toro, che in futuro sicuramente ritroveremo su altre serie speciali. Gli interni sfoggiano anche elementi stampati in 3D, che possono essere realizzati su campione per i clienti, incidendo per esempio le iniziali del nome. 

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Dataforce - La lentissima risalita del mercato dei noleggiatori

4 Ruote - Lug 08,2020

A giugno, il noleggio a lungo termine ha limitato le perdite in linea con la media del mercato, con un -20,94% contro il -22,11%  totale (per 21.418 nuove targhe, a fronte delle 26.888 di giugno 2019). Continua, invece, il crollo del breve termine, a quota -66,87% (6.239 veicoli). Al giro di boa del 2020, il comparto del lungo termine ha così targato 110.040 veicoli, contro i 183.509 del primo semestre 2019, per una perdita secca del 40% (-73.469 unità), mentre il breve termine si è fermato ai 55.424 unità rispetto alle 155.980 del 2019, per un -62% (mancano 90.556 targhe). Si tratta di un disastro annunciato, per cui poco potranno fare gli incentivi che il governo sta varando, perché andranno a beneficiarne soprattutto i privati. "Sarebbe stato auspicabile lallineamento della fiscalità sulle flotte aziendali ai livelli europei, 100% di detraibilità dellIva e 100% di deducibilità dei costi, lunica reale soluzione (strutturale) al rilancio della mobilità business", commenta Salvatore Saladino, country manager di Dataforce Italia.

Generalisti meglio delle captive. Sempre a giugno, gli operatori emanazione del mondo bancario e finanziario hanno immatricolato  11.986 vetture (-14,47%), mentre i noleggiatori delle Case si sono fermati a 8.877 (-26,67%). Dopo i primi sei mesi dellanno Leasys continua a comandare il gruppo con 23.239 immatricolazioni, contro le 43.104 dello stesso periodo del 2019 (-46,1%). Al secondo posto rimane Arval, a quota 18.301 vetture (9.710 in meno, a -34,7%), seguita da ALD Automotive, con 12.726 veicoli, per una flessione del 37,1%. Appena sotto al podio Volkswagen Leasing che, con 12.066 auto, risulta essere loperatore che perde di meno tra quelli ai vertici (-32,2%). Al quinto posto LeasePlan, scesa a 9.817 nuove targhe (-47,1%). Questi numeri fanno sì che la quota di mercato di Leasys scenda del 2,6%, al 24,2%, mentre Arval cresce di 1,6 punti, attestandosi sul 19%, così come ALD, al 13,2% (+0,7%) e Volkswagen (12,5%, +1,5%). Il 10,2% di market share è invece appannaggio di Leaseplan, con una perfomance del -1,6%. Nelle posizioni successive, subito dietro ad Alphabet (-37,5%) ,ecco laccelerazione di Free2Move Lease (gruppo PSA-Opel), che con 3.448 vetture (+10,5%) si porta in settima posizione. Seguono Car Server, prossimamente UnipolRental (-34,5%), Mercedes-Benz Charterway (-20,4%), SIF (bilancio quasi in pareggio con un -2,2%), ES Mobility dellalleanza Renault-Nissan (-53,1%), Athlon (in grande difficoltà: -87,3%), Rent2Go (-24%), Toyota Fleet Mobility (che lo scorso anno non era presente nelle classifiche di Dataforce) e Program (-44%). Per i Vcl, gli unici operatori a chiudere la classifica provvisoria in attivo dopo sei mesi sono Free2Move Lease (+23,6%), Mercedes-Benz Charteway (+23,6%) e Rent2Go (+44,6%).

Il disastro breve termine. Malgradole le voci che si sono susseguite sul futuro di Hertz, la classifica del primo semestre vede lo stesso trio in testa e nello stesso ordine: con un immatricolato totale PC + LCV di 8.792 veicoli (-65.6% rispetto allo scorso anno), Hertz Italia si conferma al primo posto davanti ad Avis Budget Italia (8.759, -66,6%) e a Locauto (5.327, a -39,2%), lunica del trio di testa che guadagna quote di mercato, per la precisione il 3,6% rispetto allo scorso anno. In quarta posizione troviamo Europcar con 5.237 immatricolazioni (-54,7%), con le quali l'azienda guadagna l'1,5% di market share e  scalzare Sixt ferma a 4.641 immatricolazioni (-60,6%). Seguono Rent a Car Italy (3.754 nuove targhe, -59,1% rispetto allo scorso anno), Goldcar (1.826 vetture, -85,9%), Autovia (763), Noleggiare (514) e DeMontis (203), con crolli nellordine dell80% e quote di mercato sostanzialmente invariate.

Tra le Case primeggia ancora Fiat.  Fiat, con 2.942 immatricolazioni (-4,33%), guida la classifica delle Case sul noleggio a lungo termine, seguita da Audi (2.423 unità targate a giugno, con un ottimo +12,33%) e Volkswagen (2.045, -21,56%). In quarta posizione c'è Peugeot con 1.272 unità (-24,76%), seguita da BMW con 1.267 (+4,97%). Diversa la situazione sul cumulato annuo, dove il podio è occupato da Fiat (15.570 unità, in calo del 48,83%), Volkswagen (9.663, -31,96%) e Audi (8.136, -18,49%), davanti a Peugeot (7.549, -19,15%). La top 5 si chiude con la BMW (5.597 immatricolazioni, -22,78%). Tra i modelli, la Fiat Panda resta saldamente in testa, seguita da Volkswagen Tiguan, Audi A3,  Citroën C3 e Volkswagen T-Roc.

Si accende una scintilla. Le propulsioni tradizionali pagano dazio rispetto a quelle ibride ed elettriche, con un calo del -36,19%, contro un -7,7% delle motorizzazioni considerate più green. Male anche il Gpl (in calo del 44,18%), mentre per le auto a metano va segnalata una piccola crescita nei volumi: da 259 a 327 unità (a +26,25%). Con 606 nuove immatricolazioni, la crescita delle full electric è stata del 75,65%, con le ibride plug-in a +524% e le mild-hybrid a +361%. Più contenuto lincremento delle ibride tradizionali: +23,89%.

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Dopo il lockdown - Il 40% di chi abita in città punta su bici e monopattini

4 Ruote - Lug 08,2020

Dopo le impressioni, i numeri: dopo il lockdown per coronavirus, quattro italiani su dieci hanno scelto di utilizzare bici e monopattini per gli spostamenti urbani. quanto emerge da unindagine di SWG, condotta nelle principali città italiane e diffusa dalla compagnia assicurativa Zurich.

Bici in crescita. Abbiamo già parlato del boom di bici vendute a maggio (+60% rispetto al 2019): complici il bonus mobili e la paura dei contagi sui mezzi del trasporto pubblico, i pezzi piazzati sono stati ben 540 mila. Una crescita impressionante, peraltro avvalorata dai risultati del sondaggio: secondo SWG, il 6,4% dei contattati dichiara di non essere abituato a utilizzare la bici tradizionale, ma intende farlo in questa fase di convivenza con il virus. Non solo: il 16,1% del campione dice di farne già uso e di voler aumentare la frequenza.

Mezzi elettrici. Le bici a pedalata assistita è il prodotto che pare avere più appeal tra i neofiti, tantè che c'è persino chi è disposto a truccarle per renderle più veloci, proprio come avviene con i cinquantini. In questo caso, ben il 9,9% di coloro che non hanno mai fatto uso di tali mezzi a batteria dichiara di volersi avvicinare a essi per la prima volta. Va tuttavia osservato che il 68,3% del campione afferma di non aver mai fatto uso di bici elettriche e, al contempo, di non avere intenzione di farlo in futuro, contro il 33,9% delle due ruote tradizionali. Quanto ai monopattini elettrici, gli intervistati che dichiarano di voler iniziare a farne uso sono il 4,7% del totale.

Pericolo incidenti. L'esplosione di questi mezzi potrebbe comportare un aumento dei sinistri che coinvolgono i loro utenti. Lo ricorda la stessa Zurich, che non a caso propone garanzie quali la responsabilità civile della mobilità e della vita privata e gli infortuni della mobilità del contraente: questi prodotti coprono, rispettivamente, anche i danni arrecati a terzi e quelli alla propria persona derivanti dalluso di bici e non solo. Ancora una volta, i numeri invitano alla prudenza: tra il 2010 e il 2018, in Europa, sono morti 19.450 ciclisti, segnando una riduzione annua dello 0,4% (contro il -3,1% dei decessi di conducenti e passeggeri di veicoli a motore). Anche per questo, tramite il decreto Rilancio, le varie città italiane si stanno attrezzando con nuove infrastrutture e percorsi dedicati a biciclette e mezzi della micromobilità. Non solo: molto attuale è il dibattito sullobbligo del caschetto, che a giudizio di molti (Quattroruote compresa) dovrebbe essere esteso a tutti gli utilizzatori di monopattini elettrici, e non solo ai conducenti minorenni come accade oggi.

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Cupra el-Born - L'elettrica nella gamma del brand sportivo: debutterà nel 2021

4 Ruote - Lug 08,2020

La el-Born non verrà più lanciata come Seat, ma come Cupra. Una sorpresa, che dimostra il fatto di voler puntare forte sullampliamento di gamma del marchio sportivo. L'elettrica, presentata come concept molto simile alla versione di serie, sarà anche il primo modello a emissioni zero del giovane brand nato nel 2018, basato sulla piattaforma dedicata Meb: verrà realizzata nello stabilimento tedesco di Zwickau (dove viene costruita anche la cugina Volkswagen ID.3) e sarà lanciata nel 2021.

Fino a 500 km di autonomia. Rispetto alla concept Seat, il Centro di Martorell ha lavorato per rendere la vettura ancora più dinamica. Spinta da un motore elettrico alimentato da una batteria da 77 kWh, la el-Born potrà percorrere fino a 500 km: con la ricarica rapida, sarà possibile ripristinare almeno 260 km di percorrenza in soli 30 minuti. Notevoli le prestazioni, con lo 0-50 km/h coperto in soli 2,9 secondi. Il modello sarà dotato anche di controllo dinamico dellassetto (Dcc Sport) e di tecnologie innovative, tra cui lhead-up display con realtà aumentata.

La prima non si scorda mai. L'altra grande chicca della Cupra è la crossover sportiva Formentor, che da oggi potrà essere opzionata online nella versione Launch edition. Il modello, che sarà auto ufficiale del club FC Barcellona, è il primo progettato ex novo per il brand iberico. La produzione inizierà a fine luglio sulla Linea 2 dello stabilimento di Martorell (la stessa su cui nascerà la Leon ibrida plug-in), mentre i primi esemplari arriveranno in Italia a settembre. Nelledizione di lancio, la crossover sarà equipaggiata con il propulsore top di gamma, il 2.0 TSI a iniezione diretta di benzina da 310 CV e 400 Nm, abbinato alla trazione integrale 4Drive e al cambio automatico Dsg a sette marce. I cerchi di lega saranno da 19", mentre limpianto frenante è il Performance Brembo. Nel 2021, la Formentor punterà forte sullelettrificazione grazie alla versione ibrida plug-in, forte di una potenza totale di 245 CV e di unautonomia in modalità elettrica di 50 km nel ciclo Wltp. Infine, la versione rinnovata della Cupra Ateca, il cui lancio è previsto in autunno, più o meno nello stesso periodo in cui dovrebbero essere disponibili anche le Leon più sportiveggianti, in versione station e berlina.

Effetto Covid. Il coronavirus ha picchiato duro, anche nel caso di Seat e Cupra. Ma i responsabili dei due marchi, rispettivamente Carsten Isensee e Wayne Griffiths, da Casa Seat a Barcellona restano fiduciosi in una ripresa che si dovrebbe materializzare gradualmente a partire dalla seconda metà dellanno e, soprattutto, allinizio del 2021. Cè stata una pausa in tutti i sensi, in questo lockdown, Seat ha chiuso il primo trimestre del 2020 con un risultato di -48 milioni di euro, e il secondo semestre non si preannuncia migliore. Ma, come si diceva, ci sono segnali e fatti che inducono a guardare al futuro con un certo ottimismo.

Ritorno alla normalità. Gli incentivi per lauto che sono stati ufficializzati in questi mesi in molti Paesi europei e i nuovi prodotti della Seat e della Cupra dovrebbero consentire di invertire, gradualmente, il trend. Con gli stabilimenti di Martorell, Barcellona e quello Seat componentes, che stanno tornando gradualmente ai volumi produttivi pre-pandemia. Il piano e le strategie che Seat e Cupra metteranno in atto da qui al 2025 per superare la crisi e migliorare tutte le loro performance partono da un assunto: i due marchi saranno ben definiti, con personalità specifiche, prezzi (e quindi margini) e clientele differenti. Anche se i loro rapporti, a tutti i livelli, resteranno molto stretti.

Investimenti per 5 miliardi. Il piano economico, presentato oggi, punterà a innovare, digitalizzare e a rendere più green entrambi i marchi. Nel caso della Cupra, contribuirà a farlo diventare ancora più emozionale e prestazionale. Sul tavolo verranno messi ben 5 miliardi di euro di investimenti, da qui al 2025, destinati a finanziare progetti di ricerca e sviluppo per creare nuovi modelli e realizzare strutture, con lobiettivo di elettrificare progressivamente la gamma. E di realizzare auto elettriche a Martorell, ma solo a partire dal 2025, quando ci saranno, secondo la Casa, le giuste condizioni di mercato. Il Gruppo Volkswagen vuole fare sul serio nel Paese iberico, ma per riuscire - e questo è emerso più volte durante la conferenza stampa - ha bisogno della collaborazione del governo e degli enti locali, che dovranno impegnarsi a fondo nellallestimento della rete infrastrutturale di ricarica e nel varare incentivi ad hoc.  

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Mobilità elettrica - FCA, Enel X e Symbola: "L'Italia può essere in prima fila"

4 Ruote - Lug 08,2020

Dell'Italia si dice spesso che non sia allavanguardia in ambito tecnologico. Spesso e volentieri si dipinge il quadro di un Paese arretrato, che rischia di non cogliere le opportunità generate dai grandi cambiamenti in atto a livello globale in molteplici settori economici. Incluso quello automotive, alle prese con il fenomeno della mobilità elettrica. Eppure, la realtà sembra dire ben altro stando all'ultima ricerca condotta dalla Fondazione Symbola, in collaborazione con la Fiat Chrysler e la Enel X, che individua ben 100 storie di imprese capaci di cavalcare l'onda dello sviluppo tecnologico legato al futuro delle quattro ruote.

100 aziende all'avanguardia. La terza edizione dello studio 100 Italian E- Mobility Stories 2020" racconta, per l'appunto, lesperienza di "100 eccellenze delle-mobility Made in Italy". Si tratta di un elenco che include le più svariate realtà dell'industria, non solo quella automobilistica. Si va dagli atenei come il Politecnico di Torino e di Milano, o le Università dell'Aquila, di Cassino e del Lazio Meridionale, di Genova, di Modena e di Reggio Emilia, di Padova e di Bologna, ai centri di ricerca (Cnr o Ispra), dalle associazioni Anfia, Legambiente e Motus-E alle utility come A2A, Hera, Iren, Enel e Terna. E, ovviamente, figurano anche piccoli e grandi nomi legati al mondo della mobilità in senso lato: Askoll, Brembo, Energica, Dallara, Gamma, Ferrari, FCA, Iveco, Maserati, Piaggio, Pininfarina, Sicily by Car, STMicroelectronics, Targa Telematics o Tazzari. In poche parole, la ricerca delinea un panorama variegato che racconta storie di avanguardia, non certo di arretratezza, che riguardano tutto il territorio italiano.

Un punto di svolta. "Raccontiamo - spiega l'ad di Enel, Francesco Starace - unItalia che gioca un ruolo di primo piano nel processo di transizione verso la mobilità sostenibile: 100 storie di idee, tecnologie e progetti portati avanti con passione e determinazione, che rappresentano unimportante opportunità economica e contribuiscono allo sviluppo del settore automobilistico e dellintero Paese. La crescente concentrazione della popolazione mondiale in grandissime aree metropolitane chiede a gran voce un ripensamento di tanti stili di vita. Ciò passa necessariamente attraverso una mobilità sostenibile, pubblica e privata, che non sia dannosa per lambiente e che si annunci prepotentemente e sempre più chiaramente elettrica". "Le 100 storie di imprese, associazioni e centri di ricerca - aggiunge Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola - rappresentano leccellenza italiana della mobilità elettrica e ci dicono che lItalia è già scesa in campo. La filiera raccontata da Symbola ed Enel, in collaborazione con FCA, ci dice anche che il nostro Paese ha le energie per superare la crisi".

Un Paese ricco di competenze. Del resto, l'elenco avrebbe potuto includere ben più delle 100 realtà prese in considerazione. Ma, al di là dei numeri, emerge quanto il tessuto economico italiano si stia muovendo per cogliere le opportunità di una transizione energetica ormai irreversibile in virtù dell'evoluzione tecnologica, della necessità di ridurre l'impatto della mobilità tradizionale sulle città, dei sempre più numerosi programmi politici specifici e degli ingenti investimenti effettuati dalle Case automobilistiche. "Di tutte le eccellenze italiane - precisa Starace - abbiamo dovuto fare una cernita in questo libro.  stata una scelta dolorosa, ma così facendo questo numero simbolico racconta un progresso importante e un interesse crescente di tutta l'industria automobilistica italiana al processo di transizione". Transizione arrivata ormai a un punto di svolta, in cui l'Italia può giocare un ruolo di primo piano grazie a un ampio spettro di competenze e tecnologie lungo tutta la filiera: dalle Case automobilistiche ai produttori di e-bike e veicoli leggeri, passando per motorini e autobus elettrici. Nella componentistica, per esempio, le aziende italiane creano, prototipano e realizzano motori, statori, freni e dispositivi elettronici, fino a scocche e pacchi batterie. Ci sono designer, chiamati in tutto il mondo a ripensare le nuove forme della mobilità elettrica, operatori del car sharing, multi-utility, gestori di soluzioni per la ricarica e studi di consulenza. Si tratta di un sistema ricchissimo di competenze distribuito lungo tutto il Paese, ma con alcuni centri di riferimento: il polo di Torino, la Motor Valley emiliana, il distretto di Brescia e il polo dellautomotive abruzzese. 

Serve un'ecosistema. Non mancano, comunque, delle problematiche da risolvere, come ammesso da Pietro Gorlier, responsabile dell'area Emea del gruppo FCA: "La nostra e-Mobility - afferma il manager torinese - continua a svilupparsi e a diventare sempre più articolata, con numerosi accordi per offrire soluzioni che semplificano la vita a chi acquisterà e userà una nostra auto elettrica o ibrida". Tuttavia, aggiunge ribadisce Gorlier, "le vetture elettriche devono essere pensate e inserite in un eco-sistema molto più ampio e perché possano essere accessibili a tutti è necessario un contorno fatto di infrastrutture di ricarica, costi dellenergia adeguati - oggi la ricarica pubblica è tre volte più costosa di quella privata e questo limita l'efficacia dell'auto elettrica -, parcheggi dedicati, gestione semplificata del suolo pubblico per linstallazione di colonnine, misure di supporto alla domanda, oltre che un piano di riqualificazione della filiera industriale. Un contorno che richiede molti investimenti, privati e pubblici".  Infine, "serve un approccio logico, razionale, per step e non demagogico. Un approccio che costruisca con determinazione a partire dalle eccellenze già in essere".

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Patenti - Gli automobilisti italiani sono sempre di più

4 Ruote - Lug 08,2020

Si parla tanto di nuova mobilità, si incentivano mezzi di trasporto alternativi come i monopattini elettrici, si finanziano investimenti sulle ciclovie, ma intanto in Italia aumentano i patentati. Secondo uno studio realizzato dal comparatore assicurativo Facile.it, basato sui dati ufficiali del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel nostro Paese i titolari di una patente di guida attiva erano 39,2 milioni al termine del 2019, con un incremento 437mila unità rispetto a due anni fa e di 3,9 milioni in rapporto alla fine del decennio precedente (2010).

Crescono le B. Il dato complessivo, è bene precisare, include anche le licenze conseguibili prima della maggiore età, come la patente AM per i ciclomotori, i cosiddetti cinquantini ma anche i quadricicli leggeri come le minicar e i quad, e la A1 per i motocicli fino a 125cc, oltre a quelle per le moto (A e A2) e per gli autocarri. Ma ciò non cambia il quadro nella sua sostanza: la necessità di guidare unautomobile è sempre più diffusa, tantè che il 92% dei patentati italiani detiene una licenza di categoria B, che è anche la tipologia con il maggiore incremento (+590mila contando le BE e BS) nel periodo osservato, passata da 35,70 milioni nel 2017 a 36,29 milioni nel 2019.

Geografia del fenomeno. A varie velocità, il trend è costante in quai tutte le regioni dello Stivale. La sola eccezione è rappresentata dal Molise, che dal 2017 alla fine del 2019 ha registrato un calo dello 0,11%. La regione che ha riscontrato lincremento percentuale più alto è il Trentino-Alto Adige (+2,27%), seguito da Lombardia (+1,72%) e, alla pari, da Emilia-Romagna e Campania (+1,64%). Gli aumenti più contenuti, invece, riguardano Basilicata (+0,11%), Liguria (+0,17%) e Valle dAosta (+0,21%).

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Formula 1 - Alonso alla Renault dal 2021

4 Ruote - Lug 08,2020

Fernando Alonso torna ufficialmente in Formula 1. Il due volte campione del mondo ha raggiunto un accordo con la Renault per un biennale e prenderà il posto delluscente Daniel Ricciardo a partire dalla prossima stagione.

Forti ambizioni. Fernando Alonso ha commentato questo ritorno dicendo: "La Renault è la mia famiglia con la quale condivido i miei ricordi più cari in Formula 1, ma ora guardo al futuro. Tornare in squadra è per me un grande motivo di orgoglio. Con il team condivido la visione e le ambizioni. I loro progressi di questo inverno danno credibilità agli obiettivi per il 2022 e condividerò con loro tutta la mia esperienza: il team vuole e ha i mezzi per tornare sul podio, così come me!". 

Un gradito ritorno. Lultima volta che abbiamo visto Fernando in azione in F.1 è stato il GP di Abu Dhabi del 2018 e conserviamo il ricordo di quel giro donore, scortato da Vettel e Hamilton fino al traguardo, prima di esibirsi nei tondi sullasfalto tra i fuochi dartificio di Yas Marina, per salutare il suo pubblico e congedarsi dal circus. Lo abbiamo ritrovato poi in pista in Indycar, alla Dakar, lo abbiamo visto laurearsi campione del mondo endurance con la Toyota e alzare il trofeo del vincitore in due edizioni della 24 Ore di Le Mans. Alonso ha dimostrato di essere un pilota completo e con ancora tanta voglia di vincere, oltre che un personaggio in grado di catalizzare a sé lattenzione mediatica in qualunque cosa si cimenti. Il suo ritorno in Formula 1 con la Renault è unoperazione ad alto rischio, perché se a Enstone non sapranno dargli una vettura competitiva, tutto andrà a trasformarsi in una semplice operazione nostalgia.

Il benvenuto del team. Cyril Abiteboul, ceo di Renault Sport Racing, ha commentato l'annuncio dicendo: "L'arrivo di Fernando Alonso fa parte del piano di Renault di continuare il proprio impegno in Formula 1 per tornare al vertice. La sua presenza nel nostro team è una risorsa formidabile, sia a livello sportivo che per il marchio, a cui è molto legato. Oltre ai successi passati, questa è una scelta audace per un progetto futuro. La sua esperienza e determinazione ci consentiranno di ottenere il meglio per portare il team verso l'eccellenza. Insieme ad Esteban Ocon, la sua missione sarà aiutare il team a prepararsi per la stagione 2022 per essere nelle migliori condizioni".

Quando le statistiche non bastano. I numeri di Alonso in Formula 1 non rispecchiano la misura del campione. Fernando ha preso parte a 315 Gran Premi, vincendone 32. Ha anche segnato 22 pole position, 23 giri veloce ed è andato a podio complessivamente per 97 volte, raccogliendo un totale di 1899 punti. Ha avuto 15 compagni di squadra in totale nelle sue esperienze fatte in Minardi, Renault, McLaren e Ferrari: il più ostico è stato certamente Lewis Hamilton. Il prossimo anno scenderà in pista nuovamente con la Renault, alla soglia dei 40 anni, ma con lo spirito competitivo di un ragazzino.

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Nissan Italia - Cambio al vertice: Marco Toro è il nuovo ad

4 Ruote - Lug 08,2020

La Nissan annuncia nuove nomine, effettive dal prossimo 1 agosto, per alcune filiali europee. In particolare, nella sede italiana Marco Toro sostituirà l'attuale amministratore delegato Bruno Mattucci, il quale andrà a dirigere Nissan Iberia (con responsabilità per la Spagna e il Portogallo): entrambi i dirigenti avranno come riferimento Roel De Vries, Vice Presidente Senior Sales & Marketing di Nissan Europa.

I due profili. Laureato in ingegneria elettronica, Marco Toro è entrato nella divisione italiana della Casa di Yokohama nel 1994 con il ruolo di coordinatore del dipartimento IT. In seguito ha maturato varie esperienze nel post-vendita, nelle vendite e nella gestione delle risorse umane. Dal 2003 al 2004 ha lavorato in Nissan Europa come manager per lo Sviluppo rete dellAlleanza con Renault. Nel 2005 è tornato in Italia, ricoprendo anche la posizione di direttore del post-vendita per tre anni e, dal 2009 al 2012, quella di direttore delle vendite. Nel 2012, Toro si è trasferito in Portogallo con la carica di direttore generale, prima di venire promosso, un anno dopo, ad amministratore delegato di Nissan Iberia. Ruolo che adesso, nellambito di uno scambio ai vertici, passa a Bruno Mattucci. Ingegnere elettronico con laurea allUniversità La Sapienza di Roma, Mattucci è stato presidente e ad di Nissan Italia dal 2014 a oggi: arrivato nel 1993 dopo vari incarichi in Fiat, dal 2010 al 2014 ha occupato la posizione di direttore della comunicazione di marketing per l'Europa e dal 2012 al 2014 quella di direttore generale di Nissan Austria.

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Mercedes-Benz Classe S - Mbux di seconda generazione, tutto quello che c'è da sapere - VIDEO

4 Ruote - Lug 08,2020

Apprendo, dalla nota stampa diffusa dalla Mercedes-Benz riguardo l'Mbux di nuova generazione (al debutto sulla prossima Classe S, l'ammiraglia di Casa), che il sofisticatissimo sistema multimediale ora è in grado di rispondere a un numero di domande di carattere generale superiore rispetto al passato, comprese - cito alla lettera - "questions about animal noises".

Funzioni inaspettate. Ora, a prescindere da cosa l'auto materialmente faccia per dare risposta a questi interrogativi (spero che riproduca effettivamente i versi: sarebbe geniale), mi rendo conto che la cosa possa far sorridere. Ma mi vengono in mente due considerazioni. La prima: non è detto, nel 2020, che solo la Tesla possa mettere dentro i suoi software "feature" strane e originali. Dove sta scritto?

Una nuova attitudine. La seconda: questa circostanza è la fotografia più fedele di una Casa automobilistica che senza farsi troppe turbe sul peso della prestigiosissima Stella che la rappresenta, ha messo le scarpe da ginnastica al precedente ad, Dieter Zetsche, un signore distinto classe 1953 che incarnava con i suoi baffoni la quintessenza della tradizione tedesca. Senza fargli perdere un grammo di credibilità e autorevolezza. Ecco: l'atto secondo dell'Mbux sarà il paio di sneaker dell'ammiraglia di Stoccarda: la terrà sul pezzo, ma non ne diluirà la sostanza. Anzi.

Cinque schermi in auto. Progettato con i mercati di Usa e Cina in mente, l'Mbux della nuova Classe S - che dovrebbe essere presentata a settembre - parte dall'assunto che in questi due Paesi, dove realizza la maggior parte delle vendite, il proprietario siede quasi sempre sul sedile posteriore. Ed è proprio da questa parte dell'abitacolo che è partito il design dell'interfaccia digitale: chi si accomoda dietro gode delle stesse funzioni dei passeggeri anteriori. E ha a disposizione tre touchscreen, che portano il totale degli schermi in auto a quota cinque.

Oled, feedback aptico, riconoscimento facciale. Queste interfacce visive, che ora si possono sbloccare via Pin, impronta digitale, riconoscimento vocale o facciale, sono in grado di dialogare tra loro inviando o ricevendo contenuti come una destinazione del navigatore tra un passeggero e l'altro. Alcune sono passate alla tecnologia Oled (guadagnando una migliore qualità dei colori e del nero, oltre a ridurre il consumo energetico del 30% rispetto agli Lcd) e hanno adottato il feedback aptico ai comandi. Ma il progresso più significativo è quello che ha interessato il quadro strumenti virtuale, che ora è in grado di riprodurre immagini tridimensionali.

Come funziona il quadro strumenti 3D. L'effetto di profondità spaziale, spiega il Costruttore, è stato ottenuto dalla combinazione di un Lcd con una peculiare struttura dei pixel e una griglia controllabile, posizionata ad alcuni millimetri di distanza dallo schermo. Quest'ultima, grazie a un azionamento a latenza molto ridotta, si sposta seguendo i movimenti della testa del guidatore, facendo sì che l'occhio destro e quello sinistro vedano pixel differenti. Il movimento in tempo reale di questa barriera viene determinato sulla base delle immagini raccolte da una telecamera posta nel display che segue lo sguardo del guidatore.

Prevede i desideri degli occupanti. Combinando le immagini raccolte dalle telecamere frontali e l'algoritmo per il deep learning, la nuova Classe S potrà anche anticipare le intenzioni degli occupanti, grazie a una nuova funzione definita Mbux Interior Assist. Il sistema sarà capace di interpretare i movimenti della testa, delle mani e il linguaggio del corpo, per esempio accendendo le luci d'ambiente nella zona dell'abitacolo dove si cerca un oggetto con lo sguardo, abilitando la regolazione degli specchi esterni semplicemente quando il guidatore li osserva, oppure aprendo il tetto panoramico quando viene rilevato un comando gestuale, senza toccare tasti.

Come funziona la realtà aumentata. Anche l'head up display può vantarsi di una nuova prima: le indicazioni in realtà aumentata. Il proiettore ha un'apertura di 10 orizzontali e 5 verticali e produce un'immagine alla distanza virtuale di dieci metri dal punto di osservazione, generando l'effetto di uno schermo da 77" sovrapposto all'ambiente circostante. L'unità che forma l'immagine, realizzata dalla Texas Instruments, è composta da una sorgente di luce e una matrice di 1,3 milioni di specchi che può riprodurre ologrammi dinamici come le indicazioni di svolta "a lisca di pesce", che si spostano nel campo visivo frontale seguendo il movimento dell'auto.

"Hey Mercedes" alla seconda. I comandi vocali con l'ormai celebre frase di attivazione "Hey Mercedes", a loro volta, registrano importanti novità. Il sistema funziona in 27 lingue diverse, ha migliori capacità di comprensione, fa da assistente vocale per determinati compiti (per esempio fornendo indicazioni per connettere un telefono via Bluetooth) e può essere comandato anche dai sedili posteriori: sono i microfoni d'ambiente a decifrare quale passeggero ha fatto una determinata richiesta.

Impara nuove espressioni. Per alcuni comandi (come "accetta la chiamata") la frase di attivazione "Hey Mercedes", inoltre, non è più necessaria. Ma c'è dell'altro: la nuova funzione Smart home permette di controllare domotica ed elettrodomestici dall'auto. E grazie all'algoritmo con capacità di apprendimento il sistema impara nuovi termini di uso comune e segue l'evoluzione del linguaggio nel tempo. Sempre lì torniamo: è anche così che la Classe S confermerà di stare sul pezzo.

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Nuova mobilità - Accelerazione elettrica nei Paesi Bassi

4 Ruote - Lug 08,2020

Nuovi investimenti per 30 milioni di euro da parte del governo olandese per allargare la rete di stazioni di ricarica nel paese, che si vanno ad affiancare ai 10 milioni di euro stanziati per sovvenzionare la vendita di veicoli alla spina. Peraltro già esauriti. Rimangono 6 milioni di euro per lacquisto di auto elettriche usate, ma tutti gli addetti ai lavori, con le flotte aziendali in prima fila, si attendono nuovi finanziamenti da parte del governo.

Obiettivo 1,9 milioni di auto elettriche. Questo è lobiettivo che il governo orange vuole raggiungere entro il 2030 - sono 200 mila oggi -che dovranno esser servite da 1,7 milioni di stazioni di ricarica. Il nuovo investimento nel porterebbe 550 nuove entro il 2025, soprattutto nei parcheggi di ricarica intelligenti.

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Ponte di Genova - Il governo: "Sarà gestito da Autostrade"

4 Ruote - Lug 08,2020

Il Ponte di Genova sarà gestito da Autostrade per lItalia, almeno fino a uneventuale revoca della concessione: a confermarlo è la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli, dopo averlo comunicato in una lettera al commissario per la ricostruzione (e sindaco di Genova) Marco Bucci in vista del passaggio di consegne per il nuovo viadotto e le procedure di collaudo.

"C'è ancora l'ipotesi di revoca". A stipulare il protocollo e a gestire la fase sarà dunque lattuale concessionario, Aspi appunto, società della famiglia Benetton. Le cui prospettive, però, sono ancora incerte: "Confermo che il nuove Ponte Morandi sarà gestito da Autostrade ha detto la ministra in unintervista radiofonica. La gestione va al concessionario, che oggi è Aspi, ma sulla vicenda c'è ancora l'ipotesi di revoca". Secondo De Micheli, la vicenda "è soggetta a un'ultima fase, dopo questo faticosissimo percorso sulla vicenda della revoca e degli inadempimenti delle manutenzioni. Comunque un concessionario ci sarà sempre, sicuramente nell'immediato futuro". La titolare del Mit si è espressa anche sulle verifiche in corso sulla rete autostradale della Liguria, che stanno causando gravi problemi di viabilità, soprattutto intorno alla città di Genova: "Nei prossimi dieci giorni terminiamo tutti i controlli e la programmazione degli interventi potrà essere fatta da qui fino a fine anno".

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Indagine Bankitalia - Casello salatissimo, investimenti scarsi

4 Ruote - Lug 07,2020

Tra il 2009 e il 2018 i ricavi da pedaggi sono cresciuti da 4,8 a 6,1 miliardi di euro, che equivale al +28% in termini nominali e al +13% in termini reali. quanto emerge dallIndagine conoscitiva sulle concessioni autostradali presentata da Fabrizio Balassone, capo del servizio di Struttura economica della Banca d'Italia, alla Commissione Lavori pubblici del Senato. Lincremento degli incassi è legato soprattutto al costante aumento delle tariffe unitarie, a fronte di un andamento dei volumi di traffico che ha sostanzialmente seguito il ciclo economico e che al termine del periodo considerato era su livelli analoghi a quelli iniziali. Con l'eccezione del 2012, i ricavi sono aumentati ogni anno: alla riduzione dei volumi di traffico negli anni della crisi del debito sovrano (pari al 10% tra il 2010 e il 2013), infatti, si è accompagnato il costante incremento delle tariffe unitarie, ha spiegato Balassone.

Lavori ai minimi. Nello stesso periodo, dice Bankitalia, la spesa annua per investimenti si è quasi dimezzata, raggiungendo il minimo nel 2017. La spesa è stata destinata per la maggior parte al potenziamento della rete esistente. Nel periodo si sono registrati rilevanti scostamenti tra gli investimenti programmati nei piani economico-finanziari dei concessionari e quelli realizzati (in media pari a un terzo); tale divario, in attenuazione negli ultimi anni, è riconducibile in larga parte ai ritardi nellesecuzione di alcune opere, anche a causa dei rallentamenti sorti nelle fasi di approvazione dei progetti e di rilascio delle autorizzazioni. Il ridotto sviluppo della rete osservato negli ultimi decenni, sebbene in parte connesso alle molte opere già realizzate in passato, riflette anche la mancata realizzazione di una quota degli investimenti programmati, previsti nei piani economico-finanziari delle imprese concessionarie, ha fatto presente Balassone. "Tra il 2009 e il 2018, ha aggiunto, la spesa annua per gli investimenti è stata in media di 1,6 miliardi di euro, seguendo un trend decrescente, con una riduzione del 46% in termini nominali e del 51% per cento in termini reali. Balassone ha poi specificato che "con riguardo al grado di attuazione degli investimenti, tra il 2009 e il 2018 il tasso di realizzazione di quelli programmati è stato di circa il 66%. A partire dal 2013, il divario tra investimenti effettivi e programmati si è ampliato, raggiungendo il valore più elevato nel 2015, quando gli investimenti effettivi sono stati la metà di quelli previsti. Successivamente lo scostamento si è ridotto, soprattutto per il calo degli interventi programmati.

Dovè la concorrenza? Lassetto istituzionale che ha a lungo retto il settore si è caratterizzato per una limitata applicazione dei principi concorrenziali, precisa la banca centrale. Ciò si è riflesso nel ridotto ricorso a procedure a evidenza pubblica e in durate elevate degli affidamenti, anche per effetto di diffuse proroghe. Fino a tempi recenti, il mercato non era sottoposto alla regolazione di unautorità indipendente e vi era limitata trasparenza sui contenuti delle concessioni e sulle condizioni a cui venivano modificate. Negli ultimi anni il contesto regolatorio è migliorato, in particolare per le novità apportate dal Codice dei contratti pubblici nel 2016 e dal DL 109/2018. Le norme del Codice dovrebbero favorire, in particolare al momento dellaffidamento di nuove concessioni, una maggiore apertura alla concorrenza e una chiara attribuzione del rischio operativo ai concessionari. Nellimmediato le nuove disposizioni si applicheranno a gestioni che coprono il 18% della rete in concessione, percentuale che salirà al 40 tra dieci anni e sarà pari al 96 nel 2040.

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Audi Q4 e-tron Sportback - Primo sguardo alla futura Suv coupé

4 Ruote - Lug 07,2020

La nuova Audi Q4 Sportback e-tron, anticipata da una concept omonima che ne svela linee e contenuti, sarà uno dei 20 modelli elettrici che la Casa di Ingolstadt lancerà entro il 2025. Loffensiva a batteria dei Quattro anelli comprenderà, oltre alla nuova Q4 e alle Suv e-tron, anche vetture dalle linee più classiche, compresa una compatta e delle Avant, le familiari del marchio tedesco, con lobiettivo di andare a coprire ogni fetta rilevante del mercato, dalle segmento C ai modelli più lussuosi. Per questo motivo nei prossimi anni il costruttore utilizzerà quattro differenti piattaforme per sviluppare le sue vetture a batteria, a partire dalla Meb del gruppo Volkswagen, che farà da base alle Q4 e a una nuova compatta a zero emissioni, fino ad arrivare alle Ppe e J1, sviluppate insieme alla Porsche, e alla Mlb evo, interamente progettata dagli ingegneri di Ingolstadt.

Fino a 500 km dautonomia. Sorella della già nota Q4 e-tron concept, la Sportback entrerà in produzione nel 2021 con una carrozzeria da Suv coupé e dimensioni che la posizioneranno nel cuore del segmento D: quattro metri e 60 centimetri di lunghezza, 1,6 metri daltezza, 1,9 metri di larghezza e un passo di 277 cm. Tra i due assi della vettura troverà spazio un pacco batterie da 82 kWh e 510 kg di peso: integrato nel pavimento, fornirà unautonomia Wltp tra i 450 e i 500 km a seconda che la vettura sia, rispettivamente, a trazione integrale o posteriore e potrà essere ricaricato con una potenza massima di 125 kW, ripristinando l80% dellautonomia in mezzora. Il prototipo, che dovrebbe anticipare anche nella meccanica la futura versione quattro, utilizza due motori elettrici con una potenza complessiva di 306 CV, sufficienti a garantire uno 0-100 km/h in 6,3 secondi. La velocità massima, invece, è limitata a 180 km/h. In condizioni di marcia normali viene utilizzato solo il propulsore posteriore da 201 CV e 310 Nm, mentre lanteriore, da 102 CV e 150 Nm, non è chiamato in causa finché il sistema non registra perdite daderenza o il guidatore non richiede le massime prestazioni alla vettura.

Spazio per quattro. La Q4 Sportback e-tron concept ha un Cx di 0,26 (la Suv che lha preceduta si fermava a 0,27) e utilizza sospensioni di tipo MacPherson allanteriore e multilink con molle separate al posteriore, in entrambi i casi con ammortizzatori adattivi. Il prototipo monta cerchi di lega da 22 ed è caratterizzato da una muscolosa carrozzeria che evolve le linee della Q4 e-tron concept presentata al Salone di Ginevra del 2019. Come questultima, la Sportback propone interni particolarmente spaziosi con dettagli, come i tappetini, realizzati con materiali riciclati. Labitacolo ha unimpostazione a quattro posti: ogni passeggero ha a disposizione un sedile rivestito dAlcantara con poggiatesta integrato. La console centrale è dominata da uno schermo da 12,3 orientato verso il guidatore, che può utilizzare anche un ampio head-up displat per non distogliere gli occhi dalla strada. Non essendo presente una leva del cambio tradizionale o un freno a mano, infine, i designer hanno integrato nella plancia degli spaziosi scompartimenti con sistemi di ricarica wireless per smartphone.

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Roma - I monopattini Lime sono disponibili sull'app di Uber

4 Ruote - Lug 07,2020

Uber ha messo a disposizione dei propri utenti a Roma una flotta di mille monopattini elettrici Lime, confermando i programmi annunciati durante la Conferenza Nazionale sulla Sharing Mobility tenutasi il mese scorso nella capitale. Lapp per il ride sharing ha dunque implementato questa nuova modalità di trasporto, che si affianca ad altri servizi quali Uber Black, per offrire ai cittadini locali delle alternative di mobilità rispetto alla propria auto.

Come prenotarli. Gli utenti potranno visualizzare i monopattini disponibili direttamente sulla schermata principale della piattaforma, scegliere il mezzo più vicino a loro e cliccare sul pulsante noleggia per effettuare la prenotazione comodamente tramite smartphone. Il costo è di un euro allo sblocco e di 0,25 euro al minuto per lutilizzo. La velocità massima di questi veicoli è di 25 km/h: prima di affittarli, la società Lime consiglia agli utenti di adottare tutte le misure di sicurezza per i loro spostamenti su strada, incluso lutilizzo del casco, su questi mezzi obbligatorio solo per i minorenni.

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Decreto Semplificazioni - Sbloccate 130 grandi opere: molte sono strade e autostrade

4 Ruote - Lug 07,2020

Il governo approva il dl Semplificazioni e, al contempo, sblocca 130 grandi opere per un totale di investimenti di quasi 200 miliardi di euro. Nello specifico, al fianco del decreto legge e del Piano Nazionale delle Riforme approvati stanotte dall'esecutivo, è stato varato il piano "Italia Veloce: l'obiettivo è ridare slancio all'economia italiana e quindi superare la crisi dovuta al coronavirus.

Al via subito. L'elenco degli interventi, a cui dovrebbero aggiungersi ulteriori iniziative in capo ad altri dicasteri, include diverse grandi strutture viarie da tempo oggetto di discussioni politiche, o comunque attese da tempo dai cittadini dei territori interessati. Tra le strade e le autostrade, già finanziate per 54,3 miliardi di euro (mancano risorse per 9,2 miliardi), figurano, infatti, la Gronda di Genova o la nuova SS106 Ionica. "Italia veloce è un piano di 130 opere strategiche individuate dal Mit a cui aggiungiamo le opere per le Olimpiadi di Cortina, quelle per sanità, dissesto idrogeologico, scuole, caserme, carceri e polizia", ha spiegato il premier Giuseppe Conte, sottolineando come i cantieri siano destinati a partire immediatamente grazie alle nuove norme incluse nel dl Semplificazioni.

La clausola politica. Tuttavia, non va dimenticato come il via libera al decreto sia arrivato con la clausola del 'salvo intese', la formula adottata in assenza di un testo definitivo degli articolati, che potranno così essere rivisti ed eventualmente corretti prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. La clausola, secondo alcune ricostruzioni di stampa, è stata inserita per ragioni tecniche: in sostanza, manca l'accordo politico sui alcune questioni controverse legate proprio ad alcune delle grandi opere da sbloccare. 

La nomina dei commissari. Infatti, quelle considerate prioritarie e destinate a essere affidate a commissari straordinari, come è stato per il Ponte di Genova, non sono entrate nel decreto legge o nel Piano Nazionale delle Riforme, l'allegato al Documento di economia e finanza (Def) che illustra alla Commissione Europea il quadro degli interventi programmatici: la lista è inclusa all'interno del Piano Italia Veloce da tempo allo studio del dicastero retto da Paola De Micheli e inserito come allegato al decreto legge. Entro dicembre dovranno essere nominati i commissari con appositi decreti, ma Conte ha voluto sgombrare il campo da eventuali equivoci: "Diamo poteri regolatori a tutte le stazioni appaltanti: non serve necessariamente un commissario per procedere velocemente ma prevediamo che in casi complessi sia possibile nominare commissari sulla scia di Expo e del Ponte Genova". Le opere stradali da commissariare sono comunque 9, tra cui la Grosseto-Fano, la Roma-Latina, il terzo megalotto della SS106 Ionica e la Tarquinia-San Pietro in Palazzi. Altre opere incluse nell'elenco sono la A24-A25, la Ragusana, la Monte Romano est-Civitavecchia, la SS4 Salaria, il Ponte ad Albiano Magra (crollato nell'aprile scorso), la e78 Grosseto-Fano, la Pedemontana Veneta e la Pedemontana Lombardia. Previsto, anche, il potenziamento o lampliamento di diverse altre tratte autostradali o di collegamento dellA22 e dellA4.

I programmi prioritari. Altre opere sono attualmente nella fase degli studi di fattibilità: il completamento dell'itinerario Livorno-Civitavecchia; la riqualifica della E45/SS 3 bis Orte-Ravenna; la riqualifica della SS 309 Ravenna-Venezia; il potenziamento della SS 7 quater Domitiana. Nel piano sono inclusi anche alcuni programmi definiti sempre prioritari, che in sostanza sono cinque: la valorizzazione del patrimonio stradale esistente (fra cui manutenzione ponti e viadotti statali e provinciali; es. ponti sul Po); il potenziamento tecnologico della A2 e la digitalizzazione (fra cui programma smart road): ripristino e messa in sicurezza delle infrastrutture a rischio sismico (le strade colpite dal sisma Italia centrale); il decongestionamento e la fluidificazione di tratte autostradali (la quarta corsia A1 tra Milano sud e Lodi; la terza corsia A13 fra Monselice e Padova sud e fra Bologna e Ferrara sud; la quarta corsia A14 tra il nuovo svincolo di Ponte Rizzoli e la diramazione per Ravenna; la terza corsia dinamica dellA12 fra Cerveteri e Torrimpietra); il decongestionamento delle aree metropolitane (fra cui i potenziamenti della tangenziale di Bari, del nodo di Firenze, del sistema autostradale e della tangenziale nel nodo di Bologna e la Gronda di Genova). 

Di seguito l'elenco delle opere stradali prioritarie incluso nell'allegato al dl Semplificazioni:

- Potenziamento dell'autostrada A22 tra Bolzano sud e l'interconnessione con l'autostrada A1 Verona Nord
- Nuovo collegamento autostradale Campogalliano Sassuolo tra lautostrada A22 e la S.S. 467
- Potenziamento a 4 corsie della via Salaria
- Potenziamento dell'autostrada A4 mediante l'ampliamento alla terza corsia nelle tratte tra San Donà di Piave ed Alvisopoli e tra Gonars e Villesse
- Nuova superstrada regionale Pedemontana Veneta
- Nuova Autostrada regionale Pedemontana Lombarda
- Raccordo Autostradale A15 - A22 - TiBre 1 lotto Parma Terre Verdiane
- Nuova Autostrada Regionale Cispadana
- Completamento SS 675 Orte-Civitavecchia - Nuova tratta Monte Romano est - Civitavecchia
- Selci Lama (E45) - S. Stefano di Gaifa. Adeguamento a 2 corsie della Galleria della Guinza (Lotto 2) e del Tratto Guinza - Mercatello Ovest (Lotto 3)
- Selci lama (E45) S.Stefano di Gaifa. Adeguamento a 2 corsie del tratto della Variante di Urbania
- Selci Lama (E45) - S. Stefano di Gaifa. Adeguamento a 2 corsie del tratto Mercatello sul Metauro ovest-Mercatello sul Metauro est (Lotto 4)
- Tratto Selci lama (E45) S.Stefano di Gaifa. Adeguamento a 2 corsie del tratto Mercatello sul Metauro est-S.Stefano di Gaifa (Lotti 5-10) - Completamento
- Tratto 1 Grosseto - Siena: lotto 4. Adeguamento a 4 corsie dal km 27+200 al km 30+040
- Tratto 1 Grosseto - Siena: lotto 9. Adeguamento a 4 corsie dal km 41+600 al km 53+400
- Tratto Siena - Bettolle (A1). Adeguamento a 4 corsie del Tratto Siena - Ruffolo (Lotto 0)
- Itinerario E78 S.G.C. Grosseto Fano Tratto Grosseto Siena. Interventi di miglioramento Galleria Casal di Pari (esistente).
- Nodo di Arezzo (S.Zeno)-Selci lama (E45). Adeguamento a 4 corsie del Tratto San Zeno Arezzo - Palazzo del Pero - 1 Lotto
- Nodo di Arezzo (S.Zeno)-Selci lama (E45). Adeguamento a 4 corsie del Tratto San Zeno Arezzo - Palazzo del Pero - Completamento
- Selci Lama (E45) - S. Stefano di Gaifa Adeguamento a 2 corsie del tratto Selci Lama (E45) - Parnacciano (Guinza) lotto 1
- Nodo di Arezzo (S.Zeno)-Selci lama (E45). Adeguamento a 4 corsie del Tratto Le Ville - Selci Lama (E45) Lotto 7
- Quadrilatera Umbria Marche - Opere integrative a completamento dell'itinerario
- Corridoio Tirrenico Meridionale autostradale Tor de Cenci Latina
- Bretella stradale Cisterna - Val Montone
- SS372 - Adeguamento a 4 corsie dal km 0+000 al km 60+900 1 lotto dal km 37+000 (svincolo di San Salvatore Telesino) al km 60+900 (svincolo di Benevento)
- SS 372 - Adeguamento a 4 corsie dal km 0+000 al km 60+900 2 lotto dal km 0+000 (A1 Caianello) al km 37+000 (svincolo di San Salvatore Telesino)
- Riqualificazione RA5 5 e SS 407 Basentana - 2 Stralcio e completamento
- SS 658 Melfi - Potenza - Messa in sicurezza del tracciato e allacciamento stabilimento industriale
- Adeguamento collegamenti SS 96 Matera-Bari
- Adeguamento delle sedi esistenti e tratti di nuova realizzazione Salerno-Potenza-Bari - 4 tratta: da zona industriale Vaglio a svincolo SP Oppido - SS 96
- Miglioramento viabilità di adduzione (A2 Salerno-Reggio Calabria) - svincoli di Cosenza Nord (località Settimo di Rende) e Cosenza Sud
- Completamento 3 megalotto della S.S. 106 Jonica, dallinnesto con la S.S. 534 a Roseto Capo Spulico
- SS.N.131 Carlo Felice e Diramazione Centrale Nuorese - Adeguamento, messa in sicurezza e risoluzione dei nodi critici con il completamento dell'itinerario Sassari-Olbia
- Riqualificazione e Manutenzione A19 Palermo-Catania
- Potenziamento collegamento SS 640 Agrigento-Caltanissetta
- Itinerario Ragusa Catania
- SS 16 Adriatica Falconara Baraccola 

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FCA - Produzione ripresa anche nello stabilimento di Kragujevac

4 Ruote - Lug 07,2020

Il gruppo Fiat Chrysler ha riavviato la produzione nello stabilimento di Kragujevac, in Serbia. La fabbrica, chiusa il 16 marzo scorso a causa della pandemia del coronavirus, ha riaperto in cancelli ieri per accogliere circa 2 mila lavoratori impegnati nelle operazioni di ripristino delle attività produttive e oggi ha riacceso le catene di montaggio dedicate alla 500L. 

Riattivata anche Tychy. I lavoratori saranno operativi, come da prassi, su due turni di lavoro, mentre ancora non sono noti i programmi produttivi per le prossime settimane e in particolare per il mese di agosto, quando lo stabilimento viene di solito sottoposto a lavori di manutenzione. Durante la serrata sono già state effettuare attività di revisione dei protocolli operativi e delle fasi di controllo della qualità. Il 16 marzo scorso era stata disposta la serrata anche a Tychy, dove il gruppo automobilistico produce le 500 e le Lancia Ypsilon. Lo stabilimento polacco è stato riaperto il 16 giugno e gli oltre 2 mila operai sono tornati alle proprie postazioni lavorando su due turni lavorativi. In entrambi i siti sono stati implementati protocolli di sicurezza sulla falsariga di quanto già deciso per gli impianti italiani.

Più tempo per l'indagine antitrust. Intanto gli uffici antitrust della Commissione Europea hanno deciso di rinviare dal 22 ottobre al 13 novembre prossimo il termine ultimo per liter autorizzativo sulla fusione tra la Fiat Chrysler e la PSA. Bruxelles, a metà giugno, ha avviato un'indagine approfondita nel timore che l'operazione possa ridurre i livelli di concorrenza all'interno del mercato dei veicoli commerciali leggeri. Ora, secondo quanto affermato da un portavoce della direzione generale della Concorrenza, la proroga è stata decisa in accordo con le parti interessate, il che suggerisce la possibilità che le due aziende siano pronte a offrire alcune concessioni per rispondere agli interrogativi della Commissione Europea e ottenere così il via libera alla fusione già ricevuto dalle autorità antitrust statunitensi, cinesi, giapponesi e russe. 

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