Lotus Eletre X arriva in Europa: fino a 952 CV e 1.200 km di autonomia
Dopo il cambio di strategia e il ritorno allo sviluppo di varianti endotermiche e ibride, Lotus conferma anche in Europa l'apertura degli ordini della Eletre X. Si tratta della SUV in versione ibrida con range extender, che affianca la variante elettrica con prezzi compresi tra 99.990 e 123.990 euro e che abbiamo già provato in anteprima in Cina. Range extender a benzina La Casa inglese, di proprietà del gruppo cinese Geely, ha sviluppato il powertrain X-Hybrid con due motori elettrici di trazione affiancati da un 2.0 turbo da 204 CV, utilizzato come generatore. La batteria da 70 kWh e il serbatoio di benzina garantiscono un'autonomia complessiva superiore ai 1.200 km, di cui circa 350 in modalità elettrica. La ricarica fino a 350 kW consente di passare dal 20 all'80% in circa 9 minuti, mentre il consumo medio dichiarato nel ciclo WLTP è inferiore a 7,0 l/100 km. La scelta fra 550 e 952 CV Per l'Europa sono previsti due allestimenti, differenziati per potenza massima. La H550 eroga 550 CV, raggiunge i 210 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 4,9 secondi. Al vertice della gamma c'è la H1000, con 952 CV e 935 Nm, capace di 230 km/h e di uno 0-100 km/h in 3,3 secondi. La versione più potente include di serie le barre antirollio attive e un impianto frenante maggiorato, mentre entrambe adottano sospensioni pneumatiche.
Categorie: 4 Ruote
Amazon venderà auto anche in Europa? Il piano parte dal Regno Unito
Dopo aver testato il proprio ingresso nel settore automotive USA, Amazon valuta ora l'espansione del progetto Autos in Europa. L'iniziativa punta a rendere più semplice e immediato l'acquisto di una vettura, integrando strumenti digitali e rete commerciale tradizionale. Si partirebbe dal Regno Unito nel 2026, secondo indiscrezioni. Concessionari sempre fondamentali Attraverso il portale, sarà possibile confrontare modelli nuovi e usati, consultare le caratteristiche tecniche, verificare i prezzi e accedere alle diverse formule di finanziamento o leasing disponibili. Una volta concluso l'iter digitale, il veicolo verrebbe consegnato tramite i concessionari aderenti all'iniziativa.Il programma non intende sostituire i venditori, ma inserirli in un ecosistema più moderno: i dealer continuerebbero a svolgere un ruolo centrale nella vendita, nella consegna dei mezzi e nell'assistenza post-vendita, beneficiando della visibilità garantita da una delle più grandi piattaforme di e-commerce al mondo. Cosa va definito meglio Prima del lancio su larga scala restano tuttavia alcune sfide da affrontare: Amazon dovrà adattare il servizio alle normative europee in materia di privacy, tutela dei consumatori e fiscalità, tenendo conto delle differenze tra i vari Paesi. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se i primi esperimenti in Gran Bretagna confermeranno la fattibilità della strategia e, soprattutto, con quali tempi e modalità il colosso di Seattle deciderà di estendere il servizio ai mercati dell'Europa continentale.
Categorie: 4 Ruote
Grande Panda Turbo, una base per le flotte
Il mercato automobilistico b2b in Italia sta attraversando una fase di forte consolidamento per il marchio Fiat. Nei primi quattro mesi dell'anno, il brand ha registrato una crescita dell'1,5% nella quota di mercato delle autovetture in ambito flotte, posizionandosi come primo marchio nel settore business nazionale. In questo contesto, l'introduzione della Grande Panda Turbo 100 con cambio manuale si inserisce come una mossa mirata per rispondere alle esigenze operative ed economiche delle imprese.Partendo dal principio di neutralità tecnologica, l'offerta complessiva prevede diverse motorizzazioni per integrarsi flessibilmente nelle differenti car policy aziendali: la versione elettrica da 113 CV è indicata per ottenere il massimo vantaggio dalla tassazione dei fringe benefit, grazie a un'alquota agevolata al 10%; la variante mild hbrid da 110 CV è concepita soprattutto per le flotte aziendali ad uso condiviso (pool) e la nuova Turbo 100 manuale è configurata specificamente per intercettare la fascia di accesso del segmento, dove la trasmissione manuale risponde a una specifica fascia di utenza ( tra il 40% e il 50% degli automobilisti guida ancora veicoli con questa tipologia di cambio). Questa versione si propone quindi come una soluzione per le flotte operative che necessitano di un mezzo robusto ed efficiente, mantenendo contenuti i costi senza ricorrere all'elettrificazione. Efficienza operativa e tutela del valore residuoDal punto di vista tecnico, la Grande Panda Turbo 100 adotta un motore a iniezione diretta con ciclo Miller e turbina a geometria variabile da 100 cavalli e una coppia di 205 Nm a 1750 giri (con un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 10,6 secondi). Con una lunghezza di circa quattro metri (3.999 mm) il veicolo punta su parametri centrali per le attività lavorative quotidiane, quali l'abitabilità interna e una capacità di carico del bagagliaio relativamente importante (412 litri). Per la gestione dei parchi auto aziendali, il controllo dei costi di gestione e il mantenimento del valore residuo sono elementi cruciali. Fiat ha affrontato tali dinamiche attraverso due canali. Il primo si riferisce all'integrazione di sistemi Adas, unitamente a dispositivi come il rilevamento della stanchezza del guidatore e i sensori di parcheggio, per concorrere a preservare il valore dell'auto nel tempo. Il secondo sono i costi di gestione calmierati grazie a intervalli di manutenzione programmati ogni due anni o 25.000 chilometri, che si allineano a quelle della motorizzazione ibrida. Allestimenti e formule finanziarie per le impreseIl listino parte da 14672 euro (Iva esclusa) per l'allestimento d'ingresso Pop, mentre il passaggio alla motorizzazione mild ybrid e, successivamente, alla trazione completamente elettrica avviene con incrementi fissi di 1639 e di 3.279 euro per ciascuno step. Il comparto flotte si concentrerà prevalentemente sull'allestimento Business (proposto a 16.926 euro Iva esclusa), che storicamente assorbe circa il 23-25% del mix di vendite b2b poiché include dotazioni molto richieste dalle aziende, quali climatizzatore automatico, navigatore, sensori anteriori di parcheggio e retrocamera. Per supportare le aziende in fase di acquisizione, sono state strutturate due formule finanziarie dedicate. Il leasing Evolease è pensato per professionisti e piccole imprese, prevede un canone mensile di 129 (Ive esclusa per la versione Pop) euro per 36 mesi (Tan 3,99%) a fronte di un anticipo di 2.300 euro. Il noleggio a lungo termine Rent & Buy: gestito da Leasys, offre una formula full service a 219 euro mensili (Iva esclusa, sempre per la Pop) con un anticipo di 4.400 euro. La caratteristica di questo contratto è la trasparenza del valore di riscatto, che viene comunicato all'azienda sin dal momento della stipula per consentire una pianificazione finanziaria senza incognite. La Grande Panda Turbo 100 manuale si rivolge però anche ad altri canali b2b, come il noleggio a breve termine, anche nella modalità vettura sostitutiva per i clienti delle officine. Fiat intende inoltre rispondere in modo mirato alle richieste di grandi forniture per municipalizzate e aziende pubbliche o private, per le quali la divisione b2b di Stellantis sta anche valutando lo sviluppo di configurazioni van.
Categorie: 4 Ruote
Le auto più attese al Salone di Parigi 2026: tutte le novità da smart #2 a Fiat Grizzly
Si svolgerà dal 12 al 18 ottobre prossimi, presso il Paris Expo Porte de Versailles, la 91esima edizione del Mondial de l'Auto, che conosciamo più semplicemente come Salone di Parigi. Un'edizione che si preannuncia tra le più partecipate degli ultimi anni, anche per la forte presenza delle Case: numerosi i ritorni dopo un lungo periodo di assenza. Tra le protagoniste annunciate ci saranno la piccola - e molto attesa - smart #2, le SUV Fiat Grizzly e Grizzly Fastback e la nuova Lancia Gamma. Riflettori puntati anche sulla BYD Dolphin G, compatta plug-in sviluppata per l'Europa, sulla concept che anticipa la nuova Citroën 2CV e sulle piccole elettriche del gruppo Volkswagen, tra cui la ID. Polo, la Skoda Epiq e la più sportiva Cupra Raval.In rigoroso ordine alfabetico, andiamo a scoprire tutte le novità già confermate per il Salone di Parigi 2026. Alfa Romeo La Casa del Biscione approfitterà del Salone di Parigi per dar spazio al servizio Bottega Fuoriserie per la personalizzazione dei suoi modelli, accanto alla gamma di prodotto a listino. Al momento non sono previste al momento anticipazioni o novità relativamente alla nuova SUV di segmento C su base STLA One (si chiamerà Giulietta?) o alle eredi di Giulia e Stelvio. Alpine Per il salone di casa, il marchio di Dieppe porterà tutta la sua gamma, ossia la piccola A290 (gemella della Renault 5), la nuova fastback A390 e i primi elementi che anticipano la visione che il costruttore francese ha in mente per la nuova generazione della sua sportiva a due posti A110, che potrebbe arrivare in versione sia elettrica che termica. Audi La Casa di Ingolstadt sarà presente al Salone di Parigi con tutti i suoi modelli elettrici ed elettrificati. Non confermata ufficialmente, ma pressoché certa la presenza della nuova A2 e-tron, modello di accesso alla gamma elettrica dei Quattro anelli, e che riporta sul mercato uno dei modelli più iconici dei primi anni Duemila (con alcuni richiami stilistici inconfondibili, come il portellone "sdoppiato"). BMW Al momento, la Casa di Monaco non ha ancora ufficializzato le novità che porterà al Salone di Parigi: saranno sicuramente presenti tutti i modelli elettrici della Neue Klasse, dalla iX3 alla Serie 7, passando per la nuova i3 elettrica. Quello francese potrebbe essere l'occasione perfetta per un primo assaggio della prossima Serie 1 e della nuova X5. BYD Il costruttore cinese, che proprio al Salone di Parigi aveva fatto il suo debutto europeo nel 2022, torna tra i padiglioni di Versailles con diverse novità: la più importante è la Dolphin G DM-i, compatta con powertrain ibrido plug-in sviluppata per il mercato europeo, accreditata di un'autonomia combinata di oltre 1.000 chilometri. Accanto a lei ci saranno la SUV ricaricabile Atto 2 DM-i e il primo aggiornamento della Atto 3 elettrica, che migliorerà l'autonomia complessiva (fino a 510 km) e la potenza di ricarica (220 kW). Nello stesso padiglione sarà esposta anche la Denza Z9GT, shooting brake da 1.156 CV ad altissime prestazioni, primo modello del costruttore cinese a supportare la tecnologia Flash Charging da 1.500 kW, per passare dal 10 al 70% di carica in cinque minuti. Citroën Il marchio francese sarà presente al salone di casa con la gamma di modelli attualmente a listino e la concept Elo e l'intera gamma di serie. A catalizzare l'attenzione dei visitatori sarà perà una concept che anticipa la nuova 2CV elettrica: un modello destinato a riportare in vita uno dei nomi più iconici del Double Chevron, costruita a Pomigliano d'Arco sulla piattaforma E-Car, e presentata durante il piano industriale di Stellantis: arriverà nel 2028, con un listino che parte da meno di 15.000 euro. Cupra Il brand sportivo del gruppo Volkswagen, tra i primi ad aver confermato la sua presenza a Parigi, sarà presente con la compatta Raval, elettrica tutto pepe presentata a inizio aprile, già in vendita anche in Italia, con prezzi che partono da 29.950 euro per la Launch Edition da 211 CV e batteria da 52 kWh. Dacia La Casa di Mioveni presenta ben 10 modelli, tutti elettrificati, a confermare il suo impegno verso una mobilità più pulita, senza rinunciare all'accessibilità della sua gamma. La novità più grossa è la Striker, station wagon (lunga 4,62 m) con look da crossover e motorizzazioni tutte elettrificate, anche bifuel a Gpl, a due e quattro ruote motrici. Molto attesa ma non ancora confermata anche la Evader, compatta elettrica - costruita sulla base della Renault Twingo - da 18.000 euro. DS Il brand di lusso della Citroën porta alla Fiera di Versailles la nuova DS N7 che abbiamo già visto in anteprima, e che arriverà in autunno nelle concessionarie italiane con la motorizzazione ibrida da 145 CV e tre varianti elettriche: a due ruote motrici, da 230 e 245 CV, con batteria da 73,7 e 97,2 kWh, e a trazione integrale da 375 CV. Accanto alla nuova SUV sarà esposta anche una versione speciale della compatta DS 3. Fiat La Casa torinese presenterà al pubblico le sue due nuove SUV di segmento C, la Grizzly e la Grizzly Fastback, più lunga e dalle linee affusolate. Le nuove Grizzly avranno gruppi ottici molto originali, con motivi geometrici a LED. Entrambe puntano a diventare riferimento nel segmento per quanto riguarda abitabilità interna e praticità. Previsti al momento powertrain a benzina, ibridi e full electric. Prezzi non ancora comunicati. Accanto alle Grizzly, Fiat porterà a Parigi anche una nuova concept, che al momento non è stata ancora presentata; potrebbe trattarsi della sorella maggiore della Topolino, chiamata Quattrolino, oppure dell'auto che anticipa la prossima E-Car torinese, che si è vista durante la presentazione del piano industriale del gruppo Stellantis. Ford Come altri costruttori, anche per la Casa dell'Ovale Blu quello a Parigi è un gradito ritorno: in fiera saranno presenti le muscle car Mustang, la versione California Special dell'elettrica Mustang Mach-E e la nuova Capri Collection. Non mancheranno poi aree dimostrative per la tecnologia di assistenza alla guida BlueCruise e le vetture Ford impegnate nel motorsport, dalla Formula 1 (con il motore Cosworth della Red Bull) alle Endurance, tra cui la 24 Ore di Le Mans. Genesis Il marchio di lusso della Hyundai è tornato in Italia dopo diversi anni di assenza, e in fiera a Parigi porterà tutti i modelli della sua gamma attuale, dalla SUV GV60 (anche nella versione Magma ad alte prestazioni) alla grande berlina G80 Electrified. A sottolineare il suo impegno del motorsport, Genesis esporrà la GMR-001 impegnata nel WEC e la concept Magma GT, che anticipa un possibile modello di serie. Honda Anche la Casa giapponese torna tra i padiglioni del Salone di Parigi, da cui mancava dal 2018. In fiera saranno esposti tutti i suoi modelli ibridi, con un posto di particolare rilievo per la nuova Honda Prelude e:HEV, coupé sportiva costruita sulla base della Civic. Altre sorprese potrebbero bollire in pentola, ma al momento non sappiamo ancora di cosa si tratta. Hyundai La Casa coreana porterà a Parigi diverse anteprime, a partire dalla nuova Ioniq 3 svelata alla scorsa Milano Design Week: anticipata da una concept futuristica, presenta il nuovo linguaggio stilistico "Art of Steel", fatto di superfici pulite e proporzioni geometricamente precise. Allo stand di Hyundai saranno presenti tutti i modelli in gamma, dalla piccola Inster alla grande Ioniq 9. Possibile, ma non confermata, la presenza delle concept Earth e Venus, destinate per ora alla Cina. Kia La principale novità attesa per la Casa coreana (che fa parte del gruppo Hyundai) è la piccola elettrica EV2, modello che si inserisce in quello che si preannuncia come uno dei segmenti più agguerriti dei prossimi anni. Non abbiamo ancora notizie circa altre possibili anteprime o sorprese, ma la fiera di Versailles potrebbe essere il palcoscenico perfetto per il debutto della piccola EV1, destinata a sfidare Twingo e smart. Lancia La nuova Lancia Gamma è uno dei modelli di punta del gruppo Stellantis al salone francese: prodotta nello stabilimento di Melfi su piattaforma Stla Medium, l'ammiraglia italiana segna il ritorno del marchio nel segmento D con un modello dalle linee filanti, da fastback rialzata, lungo circa 4,7 metri. I gruppi ottici - davanti e dietro - riprendono il motivo a calice della concept Pu+Ra HPE, mentre gli interni si caratterizzeranno per lo stile del design e la cura dei materiali. La Gamma sarà disponibile con il powertrain ibrido da 145 CV e in tre versioni elettriche, con autonomie fino a 740 chilometri. La più potente sarà la HF Integrale da 375 CV e 675 km di autonomia. Leapmotor La joint venture tra il costruttore cinese e il gruppo Stellantis porterà a Versailles la nuova B05, un modello tra i più importanti per i piani di crescita del marchio in Europa. Caratterizzata da una dotazione di serie molto ricca, questa hatchback elettrica è lunga 4.430 mm e ha un passo di 2.735 mm. Inizialmente sarà proposta solo in versione elettrica da 160 kW (218 CV) e batterie da 56 o 67 kWh, per autonomie fino a 460 km. In un secondo momento, come già successo con B10 e C10, dovrebbe arrivare la variante range extender, seguita dalla versione Ultra ad alte prestazioni. Accanto alla B05 sarà esposta anche la SUV compatta B03X, già vista al Salone di Bruxelles e di prossima commercializzazione anche in Italia. Mercedes-Benz Torna a Parigi, tra gli espositori del prossimo Mondial de l'Auto, anche la Casa della Stella, che esporrà in fiera tutte le novità annunciate negli ultimi mesi, dalla nuova Classe C elettrica alla CLA, Car of the Year 2026, anche in versione Shooting Brake, la GLC elettrica, la nuova GLB , le VLE elettriche eredi della Classe V/EQV e l'ammiraglia Classe S, presentata alla fine di gennaio. Ancora incerta, ma molto probabile, la presenza della prima sportiva elettrica di Affalterbach, la Mercedes-AMG GT Coupé da 1.169 CV. E rimane sempre l'incognita della "Baby G"... Mini La Casa inglese non ha ancora confermato quali modelli e novità saranno esposti al Salone di Parigi: tra le presenze certe la nuova Mini Cooper Paul Smith, allestimento speciale realizzato con la collaborazione della maison di moda inglese. Opel Per la Casa del Blitz, quello di Parigi sarà un salone ad alte prestazioni: la novità più importante è la Corsa GSE, la più potente tra le versioni di serie della storica utilitaria tedesca. La base tecnica è quella della Ypsilon HF e della Peugeot e-208 GTI: motore da 207 kW (281 CV) e 345 Nm di coppia, differenziale Torsen, telaio sportivo, carreggiate allargate e assetto ribassato. La messa a punto dell'auto è stata portata avanti sul circuito del NürburgringNordschleife. L'arrivo nelle concessionarie è previsto per l'inizio del 2027. Accanto alla Corsa GSE saranno presenti anche la Mokka GSE e la Corsa GSE Vision Gran Turismo che anticipa gli stilemi della prossima generazione. Peugeot Per la Casa del Leone il Salone di Parigi sarà l'opportunità di presentare le ultime novità di prodotto, dai restyling della 308 e 408, ma anche modelli in arrivo come la sportiva E-208 GTi da 280 CV (la base è quella della Ypsilon HF). Allo stand della Peugeot sarà esposta anche la 9X8 impegnata nel WEC. Renault Per il Salone di Casa, la Regié porterà ben 22 modelli dell'attuale gamma a listino, tra cui la nuova Renault Clio e la piccola elettrica Twingo (che si candida a essere tra i modelli più gettonati della fiera). Accanto a questi ci saranno anche diverse concept, ancora non ufficialmente svelate. Skoda Anticipata alla Milano Design Week in versione colorata (e camuffata), la nuova Skoda Epiq è la cugina di Volkswagen ID. Cross, lunga meno di 4,2 metri e con un passo di 2,6, ricca di soluzioni "Simply Clever" per la vita a bordo, tra cui un bagaglio da 475 litri dichiarati. Disponibile con motori da 115 a 210 CV e batterie da 38,5 a 55 kWh, ha un listino che parte da 26.400 euro. E accanto alla SUV elettrica più piccola della Casa boema, a Parigi ci sarà anche la più grande, la Epiq a sette posti, che affianca in gamma la Skoda Karoq termica. Smart La più attesa al Salone di Parigi è la smart #2, l'erede della fortwo, anticipata dalla concept presentata a fine aprile. A ottobre conosceremo tutti i dettagli su motorizzazioni, prezzi e date di arrivo sul mercato. Per ora sappiamo che dal modello precedente la nuova eredita la trazione posteriore e le linee morbide, con gli sbalzi ridottissimi e le ruote ai quattro angoli della carrozzeria per massimizzare lo spazio a bordo: due posti, comodi, con un bagagliaio risicato ma sufficiente per gestire le esigenze quotidiane. Lunga circa 270 cm, la smart #2 sarà costruita sulla nuova Electric Compact Architecture (Eca), piattaforma a 400 volt sviluppata internamente da Geely e Mercedes, e punta a un'autonomia cittadina di circa 300 km. In fiera, forse con meno occhi puntati adosso, ci sarà anche la smart #6 EHD, la prima berlina a tre volumi del marchio, che monterà un powertrain ibrido plug-in da 435 CV e batterie per percorrere quasi 300 km in modalità elettrica (nel ciclo di omologazione cinese). Volkswagen Oltre alle novità già a listino presentate nei mesi scorsi, la Casa tedesca sarà presente a Parigi con i nuovi modelli a batteria più accessibili, a cominciare dall'erede a batteria della Up!, chiamata ID.1, il cui arrivo sul mercato è previsto per il prossimo anno. Nello stand di Volkswagen saranno presenti anche la nuova ID. Polo (anche nella versione pepata GTI, la prima elettrica) e la ID. Cross. Non ancora confermata ufficialmente, potrebbe esserci anche la ID. Tiguan, aggiornamento - con cambio di nome - della SUV elettrica ID. 4. Volvo Anche la Casa svedese torna a Parigi dopo diversi anni di assenza, portando la sua principale novità per il 2026, ossia la SUV elettrica EX60, presentata all'inizio dell'anno, costruita sulla nuova architettura a 800 Volt e accreditata di un'autonomia massima di 810 km. Xpeng Al Salone di Parigi ci sarà anche la Casa cinese, che porterà i due modelli attualmente a listino, ossia le SUV elettriche G6 e G9, recentemente aggiornate dal lato tecnico, con una potenza di ricarica che ora arriva fino a 525 kW. Sul fronte delle novità, due sono i modelli non ancora confermati ma attesi tra i padiglioni della fiera di Versailles, ma la grande berlina P7+ e la monovolume elettrica X9.
Categorie: 4 Ruote
Il lusso elettrico alza il livello: Rolls-Royce Spectre, 680 CV e 628 km di autonomia
Con la Series II, la Rolls-Royce Spectre aggiorna la propria proposta elettrica con un intervento mirato e coerente alla filosofia del marchio. La coupé è stata rivista con mano leggera sul piano estetico, ma introduce novità rilevanti anche sul fronte tecnico, con più autonomia e ricariche più rapide. Accanto alla versione standard è confermata la Spectre Black Badge, che guadagna ulteriore potenza e coppia, mentre si arricchisce anche il programma di personalizzazione con nuove combinazioni per gli interni. Fino a 680 CV e 628 km di percorrenza Il powertrain elettrico è stato evoluto e ora garantisce un aumento dell'autonomia del 18% grazie alle batterie di nuova generazione da 112,8 kWh, per un totale di 628 km nel ciclo WLTP. Allo stesso tempo, le ricariche risultano più rapide del 14% grazie a un picco di 195 kW, che consente di passare dal 10 all'80% in 28 minuti. Migliorano anche le prestazioni: il motore aggiornato raggiunge 601 CV e 1.015 Nm di coppia. Per la più sportiva Black Badge, Rolls-Royce spinge ancora oltre, con 680 CV e 1.100 Nm disponibili in modalità Spirited. L'artigianalità e l'esclusività Le novità estetiche si concentrano nei dettagli. Debuttano i cerchi forgiati da 23 pollici, rifiniti a mano con sei ore di lavorazione artigianale, mentre l'abitacolo introduce nuove finiture, tra cui la sofisticata Duality Twill, caratterizzata da 2,6 milioni di punti di cucitura realizzati con 16 km di filo e 25 ore di lavoro. Un'alternativa altrettanto ricercata è rappresentata dalla pelle perforata con pattern artistici: ogni abitacolo può includere fino a 78.138 microfori di dimensioni variabili (0,8 mm, 1 mm e 1,2 mm), con inserti illuminati a LED, come nei pannelli porta.Sulla plancia è stato ampliato l'Interior Panel con Clock Gallery: la superficie illuminata integra 8.108 punti luce, mentre l'orologio è stato ridisegnato prendendo ispirazione dal mondo dell'aviazione. Per la versione Black Badge sono inoltre disponibili nuove finiture esterne Iced Black Matte e cerchi in lega specifici a sette razze. I clienti in media percorrono 6.500 km all'anno Rolls-Royce ha diffuso anche un'interessante fotografia della clientela della Spectre, utile per orientare gli aggiornamenti della Series II. Il cliente tipo possiede già almeno un'altra Rolls e dispone in media di sette auto. L'utilizzo della coupé elettrica è relativamente contenuto, con circa 6.500 km all'anno, e la ricarica avviene quasi sempre a domicilio. Spicca il caso di un cliente europeo che ha già superato i 50.000 km in due anni.
Categorie: 4 Ruote
Benzina e diesel: lo sconto sulle accise sta per finire, ma non per tutti
I prezzi dei carburanti alla pompa continuano a scendere, mentre si avvicina la scadenza del taglio delle accise. Lo sconto termina sabato e pertanto, dal giorno successivo, si vedrà un rimbalzo dei listini sia per la benzina sia per il diesel. A tal proposito, Staffetta Quotidiana segnala che con le accise piene il prezzo medio della verde rischia di salire a 1,991 euro/litro e quello del gasolio a 2,11 euro/litro.D'altro canto, più si avvicina la fine dello sconto, più diventa improbabile una sua proroga. L'ipotesi di un rinnovo del provvedimento resta, ma i segnali indicano un cambio di passo da parte del governo a causa delle ristrettezze di bilancio e, soprattutto, dei vincoli europei, ancor di più dopo il via libera di Bruxelles alla richiesta italiana di maggiore flessibilità contro il caro energia.Infatti, la Commissione europea ha delineato una serie di raccomandazioni su diversi temi, tra cui conti pubblici, fisco, salari, povertà, pensioni e mercato del lavoro, e ha avvertito Palazzo Chigi che la riduzione non mirata delle accise sui carburanti comporta elevati costi fiscali ed è socialmente ed economicamente inefficiente. Dunque, salvo sorprese dell'ultima ora, le probabilità di un rinnovo dello sconto sono molto basse. Le ipotesi sul tavolo Le ipotesi sul tavolo. Anche questo spiega la cautela espressa dal ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, secondo il quale andrà fatta, innanzitutto, una valutazione del livello dei prezzi prima di procedere a una proroga dello sconto (6,1 centesimi al litro sulla benzina e 12,2 centesimi sul gasolio). Si era già fatta una prima valutazione con l'ultimo decreto, con alcune correzioni rispetto a benzina e diesel e con un intervento specifico per l'autotrasporto. una valutazione che va fatta verso il 5 giugno, per decidere come intervenire, ha spiegato il ministro pochi giorni fa, prima del via libera di Bruxelles.La decisione non è comunque lontana. Nel pomeriggio di oggi, 4 giugno, sono previsti prima incontri interni al governo e poi una riunione del Consiglio dei ministri. Nelle ultime ore si sta facendo strada un'ipotesi non nuova: l'intervento potrebbe riguardare solo i contribuenti con un ISEE sotto i 15 mila euro e concretizzarsi nell'erogazione di un voucher di 100 euro ai titolari della Carta Dedicata a Te. Le rilevazioni di Staffetta Quanto al livello dei prezzi citato da Pichetto, questa mattina, 4 giugno, la benzina self service sulla rete stradale è a 1,930 euro/litro (-4 millesimi rispetto a ieri), il gasolio a 1,988 euro (-6), il Gpl a 0,796 euro (-1), il metano a 1,562 euro/kg (invariato). In autostrada, la benzina self è a 2,028 euro (-5), il diesel a 2,068 euro (-6), il Gpl a 0,907 euro (-2) e il metano a 1,584 euro (invariato). Inoltre, Tamoil ha ridotto di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio.Staffetta fornisce anche uno spaccato delle modalità di vendita sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit. Le medie dei prezzi praticati lungo la rete stradale e autostradale vedono la verde self service a 1,936 euro (compagnie 1,937, pompe bianche 1,934) e il diesel a 1,996 euro (compagnie 1,998, pompe bianche 1,992). Al servito, benzina a 2,075 euro (compagnie 2,113, pompe bianche 2,004), gasolio a 2,137 euro (compagnie 2,177, pompe bianche 2,061), Gpl a 0,804 euro (compagnie 0,813, pompe bianche 0,795), metano servito a 1,561 euro/kg (compagnie 1,559, pompe bianche 1,563), Gnl 1,449 euro/kg (compagnie 1,454 euro/kg, pompe bianche 1,446 euro/kg).Tra i marchi principali, Eni è a 1,936 euro/litro sulla benzina self service (2,145 al servito) e a 1,989 sul diesel (2,202); IP a 1,943 (2,110) e 2,006 (2,176); Q8 a 1,933 (2,106) e 1,999 (2,179); Tamoil a 1,923 (2,006) e 1,987 (2,075).
Categorie: 4 Ruote
Un pick-up Fiat ibrido a etanolo: in Brasile il Toro passa al mild hybrid
In Brasile, Fiat continua a mietere successi tra i pick-up: nel 2025, la Casa ha dominato il segmento con l'inarrivabile Strada (compatto) e piazzato il Toro (segmento C) in terza posizione. Proprio il Toro passa ora al Model Year 2027, introducendo per la prima volta in gamma le motorizzazioni Flexfuel (a benzina ed etanolo) con impianto mild hybrid a 48 Volt. C'è anche il turbodiesel La gamma del nuovo Fiat Toro prevede tre motorizzazioni: la Turbo 270 Flex da 176 CV, disponibile nella versione termica pura oppure con l'impianto mild hybrid da 48 Volt (solo per Volcano e Ultra). Per quest'ultima, il motore elettrico affianca quello termico nelle partenze, nei sorpassi e quando c'è bisogno di un po' di potenza in più (fino a 65 Nm di coppia aggiuntiva). La centralina elettronica si occupa di gestire il carico tra le due unità, dando priorità a efficienza e percorrenze: secondo la Casa, con questa motorizzazione le emissioni calano dell'11% e il consumo di carburante scende fino al 12%. In alternativa alle versioni a etanolo c'è anche la 2.2 turbodiesel (per Ranch e Volcano), con 200 CV e 450 Nm di coppia. Le altre novità L'aggiornamento porta in dote una nuova firma luminosa, con un'animazione all'interno dei gruppi ottici anteriori che riprende il disegno di una freccia, e un avvertimento sonoro percepibile all'esterno quando si attivano gli indicatori di direzione. In abitacolo rimangono le novità introdotte lo scorso anno, a partire dalla strumentazione digitale da 7" (dalla Volcano in su) e il display dell'infotainment da 10". Il MY27 della Fiat Toro offre di serie diversi sistemi di assistenza alla guida: frenata automatica d'emergenza, assistente al cambio di corsia e, sui modelli più ricchi, abbaglianti automatici (dalla Volcano in su), monitoraggio dell'angolo cieco e del traffico in arrivo (Ultra e Ranch). I prezzi della Fiat Toro Fiat Toro Endurance Turbo Flex: 167.490 real (circa 28.500 euro)Fiat Toro Freedom Turbo Flex: 177.490 real (circa 30.000 euro)Fiat Toro Volcano Turbo Flex MHEV: 197.490 real (circa 33.500 euroFiat Toro Ultra Turbo Flex MHEV: 206.490 real (circa 35.000 euro)Fiat Toro Volcanic Diesel: 220.490 real (circa 37.500 euro)Fiat Toro Diesel Ranch: 238.490 real (circa 40.500 euro)La Fiat Toro può essere personalizzata con gli oltre novanta accessori previsti da Mopar, dal gancio di traino al portapacchi tubolare, protezioni per tetto e cofano, coperture per il cassone, pedane laterali, fendinebbia, scarichi custom, sensori di parcheggio, tappetini ecc.
Categorie: 4 Ruote
F1, Monaco: tutti in cerca di crepe nel dominio Mercedes
Con il Gran Premio di Monaco di questo fine settimana, la Formula 1 torna nel vecchio continente e ci rimarrà fino a metà settembre. Quest'anno è il Principato - sesto round - a dare il via a quella che chiamiamo la stagione europea.Andrea Kimi Antonelli si presenta a Monte Carlo da leader del campionato e quattro vittorie consecutive che gli hanno fatto scrivere pagine di storia di questo sport e che, di riflesso, stanno regalando all'Italia e al suo pupillo un momento magico. La gerarchia è comunque chiara, la Mercedes è la squadra da battere e ha vinto tutte le gare finora disputate. Ma il Principato è il posto meno adatto dove poter vivere di rendita, almeno per quel che riguarda il punto di vista sportivo: questo è il tracciato più lento e corto della stagione, dove il motore conta meno e il pilota può ancora fare la differenza. qui che Ferrari, McLaren e Red Bull devono provare a sovvertire ogni pronostico e cercare una crepa in quel dominio della Stella. Perché, almeno sulla carta, il Principato può ridurre le distanze dalla W17 e portare la lotta su un terreno meno condizionato dalla superiorità motoristica Mercedes. Ferrari, una pista favorevole alla SF-26Per la Scuderia di Maranello, Monaco è un banco di prova tecnico importante. Il tracciato del Principato mette infatti in secondo piano la potenza del motore ed esalta telaio, trazione meccanica e carico aerodinamico: esattamente le aree in cui la Rossa dovrebbe poter mostrare il proprio potenziale.Il digiuno resta pesante, perché la Ferrari non vince dal GP del Messico 2024, ultimo successo di Carlos Sainz in rosso. Da allora sono passate 36 gare senza il gradino più alto del podio. A Monaco, però, Ferrari può contare anche sul valore aggiunto di Charles Leclerc, che sulle strade di casa ha spesso saputo estrarre qualcosa in più dalla macchina.Il weekend avrà anche un valore strategico fuori dalla pista. Maranello attende infatti l'ufficializzazione da parte della FIA dei costruttori che potranno usufruire dell'ADUO, l'Additional Design and Upgrade Opportunities. Secondo diverse fonti, il Cavallino conta su due step di sviluppo per ridurre il gap dalla power unit Mercedes, con una prima possibile introduzione già in Austria e un secondo pacchetto dopo la pausa estiva. McLaren festeggia i 1000 GP con una livrea specialeIl weekend di Monaco avrà anche una forte componente simbolica per McLaren, che proprio nel Principato raggiungerà il traguardo dei 1000 Gran Premi in Formula 1. Per celebrare l'anniversario, la squadra porterà una livrea speciale in arancione papaya metallizzato e antracite, con il numero 1000 sulle pance della MCL40. La stessa veste grafica sarà usata anche nel successivo GP di Spagna.Non è solo un'operazione nostalgia. McLaren arriva a Monaco con ambizioni sportive vere: Norris e Piastri hanno una macchina che, su una pista ad alto carico e bassa velocità, può inserirsi nella lotta con Ferrari e Mercedes. E il contesto dei 1000 GP aggiunge al weekend un peso narrativo che, in Formula 1, non è mai del tutto secondario.Gomme, la Pirelli sceglie C3, C4 e C5La Pirelli porta a Monaco le tre mescole più morbide della gamma 2026: C3 Hard, C4 Medium e C5 Soft. La scelta è coerente con le caratteristiche del tracciato, che presenta asfalto liscio, bassa energia laterale e necessità di massimizzare il grip meccanico.Quest'anno sono presenti anche diversi tratti riasfaltati: tra le curve 19 e 1, tra curva 7 e l'ingresso del tunnel, oltre all'entrata e all'uscita della pit lane. Il graining potrebbe comparire, ma secondo le simulazioni della Pirelli non dovrebbe condizionare in modo significativo la gara, perché lo sforzo sugli pneumatici sarà concentrato soprattutto sulla trazione.Rispetto all'anno passato, non ci sarà la regola delle due soste obbligatorie. La gara dovrebbe quindi orientarsi verso una sola sosta, salvo interventi di Safety Car o bandiere rosse. Ed è proprio qui che Monaco può diventare imprevedibile: basta un errore, un contatto con il muro o una vettura ferma nel punto sbagliato per riscrivere una strategia apparentemente lineare. Come seguire il GP di Monaco in tvIl weekend seguirà il format tradizionale, con tre sessioni di prove libere, qualifiche e gara. Le qualifiche restano il momento chiave, perché a Monaco partire davanti significa già aver fatto metà del lavoro.Venerdì 5 giugnoProve Libere 1: 13:30 - 14:30 in diretta esclusiva su Sky Sport F1Prove Libere 2: 17:00 - 18:00 in diretta esclusiva su Sky Sport F1Sabato 6 giugnoProve Libere 3: 12:30 - 13:30 in diretta esclusiva su Sky Sport F1Qualifiche: 16:00 - 17:00 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 19:00Domenica 7 giugnoGara: 15:00 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 18:30
Categorie: 4 Ruote
Tutte le Geely vendute in Italia: prezzo, autonomia e consumi
Per il suo arrivo in Italia, fortemente convinto dell'affidabilità dei propri modelli, il brand Geely si è presentato con una promozione davvero particolare, destinata ai suoi primi mille clienti: per premiarli della fiducia accordata al costruttore cinese, a loro è stata riservata la garanzia a vita. Per tutti gli altri, 6 anni o 150.000 chilometri (8 anni sulla batteria). Al momento Geely è presente sul nostro mercato con due modelli, la SUV elettrica EX5 e la Starray EM-i, con powertrain ibrido plug-in. Nei prossimi mesi la gamma si amplierà con la compatta E2, hatchback elettrica che in Cina è stata l'auto più venduta in assoluto nel 2025. E che nel 2027 dovrebbe arrivare anche in versione ibrida, più appetibile per i nostri gusti. Geely EX5 La Geely EX5 è una SUV elettrica di segmento D: è lunga 4.615 mm, larga 1.901, alta 1.670 e ha un passo di 2.750 mm. Lo schema meccanico prevede sospensioni MacPherson all'anteriore e multilink al posteriore. A bordo trovano comodamente posto cinque passeggeri, mentre il bagagliaio offre 461 litri complessivi, che diventano 1.877 abbassando gli schienali della seconda fila. Molto curata la sicurezza: di serie per tutta la gamma 7 airbag e la guida assistita di livello 2, con monitoraggio dell'angolo cieco e la frenata d'emergenza in retromarcia. Fino a 430 km di autonomia La EX5 monta un motore da 160 kW (218 CV) e 320 Nm di coppia che muove le ruote anteriori, e che consente alla SUV di scattare da 0 a 100 km/h in 6,9 secondi (7,1 per le più pesanti Max e Launch Edition), fino a raggiungere la velocità massima di 175 km/h. La batteria al litio-ferro-fosfato è del tipo short blade, con un'architettura più bassa per ridurre l'altezza del pavimento, e ha una capacità di 60 kWh: l'autonomia dichiarata è di 430 km (410 per la Launch Edition). In corrente continua, la ricarica veloce a 100 kW permette di passare dal 30 all'80% in 20 minuti. Di serie la funzionalità Vehicle-to-Load per usare l'auto come generatore di corrente e alimentare dispositivi esterni. Full optional di serie Disponibile in tre allestimenti, offre una dotazione molto completa fin dalla versione d'attacco Pro: vernice metallizzata in cinque colori, cerchi da 18, sensori luce e pioggia, specchietti richiudibili elettricamente, maniglie a filo carrozzeria, abbaglianti automatici, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, telecamera a 360. All'interno strumentazione digitale da 10,2, infotainment da 15,4 con connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, ricarica a induzione per gli smartphone, rivestimenti in similpelle (il volante in microfibra), sedute anteriori riscaldate e ventilate, climatizzatore automatico e pompa di calore. La versione intermedia Max aggiunge i fari full LED, il tetto elettrico panoramico, l'head-up display, il portellone elettrico, gli interni in Ivory White, le sedute anteriori riscaldate e regolabili elettricamente, l'impianto audio Flyme da 16 altoparlanti e 1.000 W di potenza. La versione Launch Edition, che in questi primi mesi di lancio della gamma Geely in Italia è in promozione allo stesso prezzo della Pro (38.900 euro), aggiunge alla dotazione della Max i cerchi di lega da 19" con pneumatici Goodyear. I prezzi di Geely EX5 EX5 Pro: 38.900 euroEX5 Max: 40.900 euroEX5 Launch Edition: 41.900 euro Geely Starray EM-i Il secondo modello della Casa cinese a sbarcare in Italia, provato da Quattroruote a gennaio, è una SUV dalle linee slanciate, lunga 4.740 mm, larga 1.905, alta 1.685 e con un passo di 2.755 mm. Come per la EX5, a bordo si percepisce un'elevata qualità, con una plancia dai rivestimenti morbidi e assemblaggi curati. Moderno il design degli interni, con il quadro strumenti da 10,2" e l'infotainment da 15,4". Il pavimento piatto regala molto spazio per chi siede dietro, che dispone di un buon agio per gambe, testa e spalle. Il bagagliaio mette a disposizione 428 litri, che diventano 2.065 abbassando gli schienali della seconda fila. Più di 70 km in elettrico Il powertrain ibrido plug-in della Starray EM-i è composto da un 1.5 a benzina e un'unità elettrica, per una potenza combinata di 193 kW (262 CV): 0-100 in 8,1 secondi. Come altri sistemi "super hybrid", anche questo privilegia la trazione elettrica laddove possibile, lasciando al motore termico la ricarica della batteria da 18,4 kWh e facendolo intervenire solo quando serve un extra di potenza. Secondo i dati rilevati dal Centro Prove Quattroruote, in modalità a zero emissioni la SUV cinese percorre in media 73 chilometri, che diventano 82 in città, mentre l'autonomia combinata è di 943 km dichiarati. A batterie scariche i consumi di benzina sono buoni: 17,1 km/litro rilevati in media. Tutto (o quasi) di serie Anche per la Starray EM-i la dotazione è molto completa fin dall'allestimento base, chiamato Pro: vernice metallizzata, cerchi da 18", luci a LED, mancorrenti, specchietti ripiegabili elettricamente, vetri posteriori oscurati, sensori luce e pioggia, sedili anteriori a regolazioni elettriche e riscaldati, connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, ricarica a induzione per gli smartphone, climatizzatore automatico, telecamera a 360, sei airbag e guida assistita di livello 2 con monitoraggio degli angoli ciechi. Dalla versione Max ci sono head-up display, tetto panoramico e portellone elettrico. La Launch Edition aggiunge i cerchi da 19" e il cavo di ricarica domestica tipo 2. I prezzi di Geely Starray EM-i Starray EM-i Pro: 34.900 euroStarray EM-i Max: 36.900 euroStarray EM-i Launch Edition: 37.900 euroStarray EM-i Blue Edition: 38.900 euro Geely E2 Svelata alla scorsa Milano Design Week, la Geely E2 è un'elettrica compatta lunga 4,14 m, con un passo di 2,65 m. In Cina, dove l'abbiamo provata, si chiama Xingyuan e nel 2025 è stata l'auto più venduta in assoluto. Il suo arrivo in Italia è previsto per la seconda metà dell'anno, con prezzi a partire da circa 20 mila euro. Le linee sono semplici e sbarazzine, abbellite da un'aerodinamica curata: frontale chiuso, maniglie a filo carrozzeria e cerchi da 16" con disegno a quadrifoglio. Arriverà anche ibrida Curato, pratico e moderno l'abitacolo, con un'elevata qualità percepita, tanti vani portaoggetti e un display centrale da 14 pollici che domina la plancia. Accanto al bagagliaio da 300 litri c'è anche un capiente frunk per i cavi di ricarica. Ancora non sappiamo con quali motorizzazioni arriverà da noi: in Cina c'è nelle versioni da 65 kW (88 CV) e 85 kW (116 CV), con batterie LFP da 30 o 40 kWh, per autonomie che, nel ciclo WLTP, dovrebbero arrivare a circa 300 chilometri. Per il mercato europeo Geely sta anche sviluppando una versione ibrida, attesa per la metà del prossimo anno. La top di gamma è in promozione
Categorie: 4 Ruote
Nissan-Chery, svolta a Sunderland: al via le trattative per condividere la fabbrica
Nissan ufficializza la possibile alleanza con la cinese Chery per la fabbrica di Sunderland. La Casa di Yokohama ha firmato un memorandum d'intesa (MoU) con Chery International UK per valutare la condivisione della capacità produttiva dello stabilimento inglese. Cosa c'è sul tavolo delle trattative Il protocollo d'intesa, che tra l'altro segue di pochi mesi un accordo per la cessione proprio a Chery degli impianti sudafricani della stessa Nissan, non è per ora vincolante e quindi mancano numerosi dettagli. Tuttavia, le due aziende hanno voluto precisare i contorni delle trattative attualmente in corso. La condivisione degli spazi produttivi, per esempio, non comporterà un ingresso di Chery nella proprietà o nella gestione dell'impianto. I negoziati, infatti, vertono su una produzione a contratto: è previsto che a Sunderland Nissan produca auto per conto di Chery International UK. In altre parole, l'impianto rimarrà interamente di proprietà della Casa nipponica e l'intera forza lavoro rimarrà alle sue dipendenze.La firma del memorandum arriva a poche settimane dall'annuncio delle prime misure di ristrutturazione per una fabbrica in grande sofferenza (il tasso di utilizzo non supera il 50% della capacità produttiva) per colpa dei bassi volumi di vendita dei tre modelli ivi assemblati, Qashqai, Juke e Leaf. Nissan ha deciso di accorpare le linee di montaggio, passando da due a una sola, per ridurre i costi e migliorare la sostenibilità economica del sito. L'iniziativa ha così rafforzato le indiscrezioni sui colloqui in corso con Chery. A tal proposito, il protocollo d'intesa prevede la possibilità che Nissan produca veicoli del gruppo cinese sulla linea di produzione numero uno dello stabilimento a partire dal 2027.Per ulteriori dettagli, magari sui modelli prescelti e i volumi previsti, occorre attendere la fine delle trattative. A ogni modo, Massimiliano Messina, presidente di Nissan Amieo (la divisione per Africa, Medio Oriente, India, Europa e Oceania), ha sottolineato come la firma del protocollo rappresenti "un importante passo avanti per le nostre attività". "Non vediamo l'ora di collaborare con Chery International UK nei prossimi mesi per definire una soluzione ottimale per entrambe le aziende", ha concluso il manager italiano. Un'onda inarrestabile Detto questo, la firma del protocollo è l'ennesima conferma delle ambizioni dei costruttori cinesi in Europa. I marchi del Dragone sono sempre più intenzionati a trovare una sponda produttiva per sostenere le strategie di crescita internazionale e, in alcuni casi, aggirare i dazi europei sulle elettriche prodotte in Cina.La stessa Chery è ormai pronta ad avviare sue produzioni nell'impianto di Barcellona, un tempo di proprietà della Nissan e oggi gestito da una joint venture con il rinato marchio iberico Ebro. Leapmotor produrrà diversi modelli negli impianti spagnoli di Stellantis a Saragozza e Madrid, mentre Dongfeng è destinata a occupare gli spazi di un altro impianto Stellantis, quello francese di Rennes. Infine, è recente la decisione della Saic di insediare in Galizia un impianto per la MG.BYD, la più arrembante, sta realizzando due impianti tra Ungheria e Turchia, ma sta anche valutando l'acquisto di ulteriori siti già operativi in tutto il Vecchio Continente. Infine, la Magna Steyr sta producendo modelli di Xpeng e Gac presso il suo impianto austriaco di Graz. Tuttavia, le due aziende, al pari di altri costruttori come Great Wall, Changan e Geely, sono impegnate in un'intensa attività di scouting di stabilimenti europei, in particolare in Spagna.
Categorie: 4 Ruote
Hummer cambia: due concept più corte e radicali disegnano il futuro
Per celebrare l'apertura del nuovo Centro Stile di Pasadena, in California, General Motors ha presentato due concept del marchio Hummer: l'Hummer X SUV e l'Hummer Pick-up. I due modelli mostrano una possibile evoluzione del linguaggio estetico del brand. La principale differenza riguarda le dimensioni: la lunghezza è inferiore di circa 25 centimetri rispetto al modello attualmente in commercio.Ispirazioni per le Hummer del futuro Lo stile delle due concept è aggressivo e massiccio, con soluzioni da off-road puro, come i paraurti e i passaruota in materiale plastico esposti e staccati dalla carrozzeria. La SUV adotta un tetto in tela privo di finestrini, mentre il pick-up propone un abitacolo più tradizionale. I caratteristici sei LED frontali, molto compatti, mantengono il legame con il modello di serie.Tra le soluzioni più originali spicca il drone integrato a bordo, pensato per l'avanscoperta nei passaggi più impegnativi in fuoristrada. Di forte impatto, sul pick-up, la plancia con sette display, che sottolinea l'anima tecnologica del progetto.Non diventeranno modelli di serie GMC ha chiarito che queste due concept non anticipano alcun modello di serie, ma rappresentano un esercizio stilistico utile a definire i futuri stilemi Hummer. comunque plausibile che alcune soluzioni possano arrivare sul mercato, così come l'ipotesi di veicoli con dimensioni e prezzi più contenuti rispetto agli attuali.
Categorie: 4 Ruote
Multe stabili, ma crollano gli autovelox: i dati città per città
Multe stabili, ma diminuiscono i proventi da autovelox. Questa, in estrema sintesi, la fotografia sulle sanzioni amministrative in Italia nel 2025 scattata da Quattroruote e dal Codacons. Sul numero di maggio abbiamo scritto - analizzando gli incassi effettivi da violazioni stradali inseriti nella banca dati degli enti pubblici - che lo scorso anno i comuni e le unioni di comuni italiani hanno ricavato dalle violazioni stradali 1,98 miliardi di euro, lo 0,2% in più rispetto al 2024, e che i 107 comuni capoluogo hanno incassato 1,04 miliardi, esattamente come nel 2024.L'effetto autovelox Nell'articolo sottolineavamo come questa modesta crescita sia arrivata dopo anni di incrementi a doppia cifra, ipotizzando che la significativa battuta d'arresto fosse attribuibile al caos autovelox nel quale sono precipitati i controlli della velocità dopo la sentenza con cui la Corte di cassazione, nel 2024, ha stabilito che solo i dispositivi omologati - e nessuno, incredibilmente, ancora lo è - possono essere considerati fonti di prova delle violazioni.Ricavi da velocità giù del 9%Ieri il Codacons ha confermato l'ipotesi analizzando i dati sui proventi dalla velocità che i comuni sono tenuti a comunicare al ministero dell'Interno entro il 31 maggio di ogni anno: nel 2025 le principali 20 città italiane (a eccezione di Napoli, che alla data del 31 maggio non aveva ancora presentato la documentazione) hanno incassato 56,5 milioni di euro grazie alle sanzioni elevate tramite strumenti di controllo elettronico della velocità, l'8,9% in meno (-5,5 milioni) rispetto agli incassi del 2024, che erano pari a 62,1 milioni di euro. Firenze prima per proventi da velox I dati dell'associazione di consumatori rivelano che in testa alla classifica delle città con le maggiori entrate da autovelox c'è Firenze, che lo scorso anno ha incassato 19,7 milioni di euro, mentre al secondo posto sale il comune di Bologna, con 9,2 milioni di euro. Scende in terza posizione Milano (6,9 milioni), seguita da Genova (4,8 milioni) e Palermo (4,2 milioni). Sempre il Codacons rivela che tra le grandi città che hanno segnato performance negative spicca Roma, con entrate che passano da 4,8 a 2,3 milioni di euro (-52%), mentre a Milano i proventi da autovelox scendono da 10,6 a 6,9 milioni (-34,8%). I comuni con i risultati peggiori sono però Trieste (-94,4%), Bolzano (-84,2%) e Bari (-73%).Le città in cui i ricavi aumentanoSe si limita l'analisi alle prime dieci città italiane, si scopre che nel complesso i ricavi da violazioni stradali sono diminuiti del 3,8% e che i proventi da autovelox - al netto di Napoli, di cui non è disponibile il dato - sono calati dell'8,8%. Da notare che il calo degli incassi complessivi non è generalizzato. Anzi, Firenze (+18,8%), Napoli (+9,6%), Palermo (+8,5%) e Bologna (+7,9%) hanno registrato un incremento. Analoga dinamica divergente rispetto al dato medio si è registrata sulla velocità a Genova (+54,6%), Palermo (+31,8%) e Bologna (+21,3%).A Firenze il 27% arriva dalla velocità Da notare che, sempre limitatamente alle prime dieci città, il capoluogo in cui la velocità pesa di più sul totale dei proventi è Firenze, che dagli autovelox ha ricavato il 26,9% di tutte le multe. Dietro al capoluogo della Toscana vi sono Bologna (20,9%) e Venezia (15,3%). In coda Torino (2,4%), Bari (1,7%) e Roma (1,5%).Di seguito la tabella di Quattroruote con i ricavi dalle multe nelle prime 10 città italiane e quella del Codacons con gli incassi da autovelox nelle stesse città.
Categorie: 4 Ruote
Da Toyota alle Formula: così nasce un motore da corsa - VIDEO
Portare un motore dal mondo della strada a quello delle competizioni richiede una vera e propria trasformazione, in un processo molto più complesso e, per certi versi, persino opposto rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare. Le modifiche non riguardano tanto le prestazioni, quanto affidabilità, controllo e struttura stessa del motore. 3 cilindri al bancoPrendiamo come esempio il 3 cilindri 1.6 di derivazione Toyota che Autotecnica Motori prepara per l'utilizzo sulle Formula Regional prodotte da Tatuus (una trasformazione simile viene operata sul 1.4 Abarth impiegato nelle Formula 4). Innanzitutto si parte da un'attenta analisi del motore originale per determinare quali parti vadano effettivamente modificate e quali invece si possano mantenere per contenere i costi, aspetto fondamentale in campionati in cui è il regolamento stesso a stabilire un price cap.La modifica più radicale riguarda la sostituzione della coppa dell'olio con un sistema a carter secco, che nel caso del 3 cilindri comporta anche l'eliminazione del contralbero di equilibratura. Questa soluzione permette di montare il motore più in basso sulla vettura, abbassando il baricentro. Inoltre, il sotto-basamento dedicato e il coperchio punterie progettato ad hoc consentono di rendere il motore portante, cioè in grado di trasferire i carichi direttamente dal gruppo cambio-sospensioni alla monoscocca in carbonio senza necessità di un telaietto aggiuntivo.Affidabilità e controlloPer garantire la durabilità nelle condizioni tipiche delle corse vengono poi aggiunte paratie di protezione da possibili detriti e supporti supplementari per sostenere elementi come il turbocompressore e alcuni sensori particolarmente sensibili alle elevate vibrazioni.La componentistica interna viene completamente rivista, così come gli organi di controllo elettronico. Come detto, lo scopo principale non è l'incremento della potenza, limitata dal regolamento, quanto la necessità di poter attuare un controllo completo sui parametri di funzionamento per ottenere il comportamento desiderato in termini di erogazione, transitori e gestione delle cambiate, garantendo anche l'assoluta uniformità fra i motori forniti ai diversi team. Fondamentale in questo è il lavoro di calibrazione a banco, in cui si può analizzare la risposta ai diversi input e condizioni di funzionamento incrociando i dati rilevati da numerosi sensori. Segue un'altrettanto importante fase di sviluppo in pista, basata sul riscontro dei piloti. Anche nel WEC L'attività di Autotecnica Motori, nata nel 1977 e passata attraverso la storica partnership con Alfa Romeo per i campionati turismo, va oggi ben oltre la preparazione di motori derivati dalla serie. Da diversi anni, infatti, l'azienda si occupa anche dello sviluppo di propulsori progettati dal foglio bianco. il caso, per esempio, del V6 biturbo che spingerà l'Hypercar McLaren nel WEC a partire dal 2027, dopo la collaborazione svolta negli scorsi anni con Lamborghini per la medesima categoria.
Categorie: 4 Ruote
Toyota porta lidrogeno a Le Mans: debutto in pista per lhypercar senza benzina
In occasione della 94 edizione della 24 Ore di Le Mans, Toyota porterà in pista le prime dimostrazioni pubbliche della TR LH2 Racing Prototype, una vettura sperimentale alimentata da un motore a combustione interna a idrogeno liquido.Il prototipo, sviluppato sullo stesso telaio della Hypercar TR010 HYBRID impegnata nel Mondiale Endurance, rappresenta l'evoluzione più recente del programma Toyota dedicato all'idrogeno nel motorsport. Le dimostrazioni sono in programma giovedì 11 giugno alle 12.50 e sabato 13 giugno alle 12.45 sul tracciato da 13,626 chilometri, offrendo al pubblico la possibilità di vedere e ascoltare una vettura da corsa senza benzina, ma con motore termico.Strategia e sviluppo dell'idrogeno Toyota L'iniziativa rientra nella strategia multi-tecnologica del costruttore per la carbon neutrality, che affianca l'idrogeno alle elettriche e ad altre soluzioni a basse emissioni come possibili strade per la decarbonizzazione della mobilità.Il percorso di sviluppo è iniziato nel 2021 in Giappone, quando il team Rookie Racing schierò nella serie Super Taikyu la GR Corolla H2 alimentata da idrogeno gassoso. Due anni dopo è arrivato il passaggio all'idrogeno liquido, più complesso dal punto di vista tecnico ma potenzialmente più efficace grazie alla maggiore densità energetica.Parallelamente Toyota ha sviluppato questa tecnologia anche nei rally. Nel 2022 la GR Yaris H2 ha effettuato le prime uscite dimostrative al Rally di Ypres, mentre in seguito il progetto si è evoluto nella GR Yaris Rally2 H2 Concept, portata in scena in eventi dimostrativi al Rally di Finlandia e al Rallye Monte-Carlo.Le Mans laboratorio per il futuro Le Mans resta però il banco di prova più rilevante. Già nel 2023 la GR Corolla H2 aveva completato un giro dimostrativo del Circuit de la Sarthe, mentre nello stesso anno era stata presentata la GR H2 Racing Concept, anticipazione di una possibile futura categoria endurance dedicata all'idrogeno.Nel 2025 è stata poi svelata la GR LH2 Racing Concept, alimentata a idrogeno liquido. La nuova TR LH2 Racing Prototype rappresenta oggi la fase più avanzata di quel progetto e il primo prototipo realmente funzionante mostrato in pista davanti al pubblico.Prima delle dimostrazioni la vettura sarà esposta nell'Hydrogen Village, l'area tematica dedicata alle tecnologie a idrogeno allestita all'interno del circuito. Un ulteriore segnale di come Le Mans continui a essere non solo una competizione, ma anche un laboratorio per tecnologie destinate, in prospettiva, alle vetture di serie.
Categorie: 4 Ruote
Rimborso pedaggi: quando spetta e come richiederlo senza errori
Dall'1 giugno puoi ottenere il rimborso del pedaggio autostradale, ma non sempre è così semplice. Tra soglie minime, eccezioni e requisiti specifici, il rischio è di non rientrare nei criteri anche dopo un viaggio problematico. questo il perimetro definito dall'Autorità di Regolazione dei Trasporti, che con la delibera 211/2025 ha introdotto il nuovo sistema di restituzione dei pedaggi: un principio corretto, ma operativo solo in determinate condizioni. In attesa dell'app unica, i concessionari pubblicano le istruzioni sui propri siti. Rimborso pedaggi autostradali: quando spetta e come ottenerlo Il diritto al rimborso, totale o parziale, scatta solo in due casi: cantieri (anche con rallentamenti) oppure traffico completamente bloccato. Quest'ultimo è un evento che interrompe la circolazione e impedisce il deflusso dei veicoli: per ottenere l'indennizzo deve durare almeno 60 minuti.Per i cantieri, il sistema è più restrittivo. Il rimborso è riconosciuto solo se il percorso insiste interamente su tratte gestite dallo stesso concessionario, mentre per i viaggi con più concessionari bisognerà attendere il 1 dicembre 2026. Anche la lunghezza del tragitto incide: sotto i 30 km il ristoro è automatico, tra 30 e 50 km serve un ritardo superiore a 10 minuti, oltre i 50 km la soglia sale a 15 minuti.Nel caso di traffico bloccato, invece, il rimborso è proporzionale alla durata del fermo: 50% tra 60 e 119 minuti, 75% tra 120 e 179 minuti, 100% oltre le tre ore.Le eccezioni sono numerose, e in molti casi il rimborso non scatta affatto. Non è previsto alcun indennizzo se sul percorso è già applicata una riduzione del pedaggio o se i cantieri sono legati a emergenze, come incidenti o eventi meteo straordinari. Restano esclusi anche i cantieri mobili nella fase iniziale.Un parametro chiave è il tempo di riferimento, cioè il tempo teorico di percorrenza calcolato su distanza e velocità media: è su questo valore che si misura il ritardo effettivo.Infine, entrano in gioco due soglie economiche: sotto 0,10 euro non si ha diritto a nulla, mentre gli importi superiori vengono accumulati fino al raggiungimento di almeno 1 euro per l'erogazione. Rimborso Autostrade per l'Italia: regole e casi concreti Per i viaggi dal 1 giugno, Autostrade per l'Italia ha definito modalità operative precise. Il rimborso per i cantieri è riconosciuto solo per tratte interamente gestite da società dello stesso gruppo, mentre quello per traffico bloccato si applica anche su percorsi con più concessionari.Un caso concreto aiuta a capirlo meglio. Un viaggio da Milano Est a Verona Sud non dà diritto al rimborso per cantieri, perché attraversa tratte con gestori diversi. Diverso il caso di un blocco della circolazione: se avviene nella parte gestita da Autostrade per l'Italia, l'indennizzo diventa possibile.Il sistema copre solo cantieri programmati e blocchi della circolazione: sono esclusi i disagi legati a traffico intenso, condizioni atmosferiche o altre cause non riconducibili a queste categorie. Come richiedere il rimborsoLa richiesta può essere effettuata tramite il sito di Autostrade per l'Italia o con l'app Muovy Cashback. La registrazione non è obbligatoria, ma consente di velocizzare la procedura.Con registrazione, è possibile associare dispositivo di telepedaggio o targa e ricevere i rimborsi in automatico, indicando un IBAN per l'accredito.Senza registrazione, invece, tutto passa dalla ricevuta: va conservata, utilizzata almeno 4 ore dopo il ritiro al casello e inserita nella procedura online. A quel punto si riceve via email un codice per monitorare la richiesta.Come viene calcolato il rimborso In presenza di cantieri, l'importo si compone di due elementi: una quota base legata al cantiere e una eventuale quota per il ritardo. Se lungo il percorso sono presenti più cantieri, i rimborsi si sommano, ma non possono superare il pedaggio pagato.Per il traffico bloccato, invece, il calcolo è più diretto: si applica una percentuale sul pedaggio della tratta interessata, fino a un massimo del 100%. In caso di più eventi, gli importi si accumulano, ma resta il limite complessivo.Se nello stesso viaggio si verificano sia cantieri sia blocchi, viene riconosciuto l'importo più favorevole. Tempi e scadenzeI tempi dipendono dalla modalità scelta. Con ricevuta e targa, l'esito arriva entro 7 giorni. Con il telepedaggio, tutto è legato ai cicli di fatturazione.Anche le scadenze cambiano: con ricevuta si ha tempo fino a 12 mesi dal viaggio, mentre con telepedaggio si possono recuperare solo i transiti fino a 4 mesi precedenti l'adesione al servizio. Una misura utile, ma non per tutti Il sistema introduce un principio corretto, ma resta complesso e con margini applicativi limitati. Le critiche si concentrano proprio su questo punto: i vantaggi per gli automobilisti rischiano di essere contenuti, mentre l'impatto sui concessionari appare ridotto.L'Autorità difende la misura, sottolineando il carattere progressivo dell'intervento e la riduzione del meccanismo di compensazione fino al 2030, senza possibilità di recuperare i rimborsi sui pedaggi.In sintesi, ottenere il rimborso del pedaggio autostradale è possibile, ma solo in condizioni precise: tra soglie minime, eccezioni e vincoli sui percorsi, è fondamentale verificare tratta, durata del ritardo e modalità di pagamento prima di fare richiesta.
Categorie: 4 Ruote
Carburanti in calo, ma sabato finiscono gli sconti
I prezzi dei carburanti alla pompa continuano a scendere nonostante "la grande instabilità sui mercati petroliferi internazionali", causata dalle "incertezze del quadro bellico mediorientale". In particolare, Staffetta Quotidiana segnala il gasolio sotto i due euro al litro per la prima volta dal taglio dello sconto sull'accisa dello scorso 23 maggio, nonché l'ormai imminente scadenza degli attuali sconti.Infatti, sabato 6 giugno scade il taglio delle accise di 5 centesimi al litro sulla benzina e di 10 sul gasolio e le ultime indiscrezioni sono concordi nell'escludere la possibilità di un'ulteriore proroga: è sempre più probabile la decisione dell'esecutivo di porre fine allo sgravio fiscale per esigenze di bilancio, concentrando eventuali aiuti sulle fasce più deboli della popolazione.In tal caso, Staffetta calcola che con le accise piene in vigore da domenica 7 giugno, il prezzo della benzina salirebbe a 1,995 euro/litro e quello del gasolio a 2,116 euro/litro. Le rilevazioni giornaliere Quanto alle consuete rilevazioni giornaliere, questa mattina 3 giugno la benzina self service sulla rete stradale è a 1,934 euro/litro (-7 millesimi rispetto a lunedì), il diesel a 1,994 euro (-11), il Gpl a 0,797 euro (-1) e il metano a 1,562 euro/kg (-1). In autostrada, la verde al fai-da-te è a 2,033 euro (-7), il diesel a 2,074 euro (-11), il Gpl a 0,909 euro (-1) e il metano a 1,584 euro (-3).Staffetta segnala inoltre la decisione di IP di ridurre di 2 centesimi al litro i prezzi consigliati del gasolio, mentre Q8 ha optato per un rialzo di un centesimo sulla benzina e un ribasso di un centesimo sul diesel. Tamoil, invece, ha tagliato un centesimo su entrambi i carburanti.La testata specializzata passa poi alla situazione dei prezzi medi dei carburanti praticati per modalità di vendita, in base a quanto comunicato ieri 2 giugno dai gestori degli impianti all'Osservatorio del MIMIT: benzina self service a 1,938 euro/litro (compagnie 1,938, pompe bianche 1,936), diesel a 1,998 euro (compagnie 2,001, pompe bianche 1,994). Al servito, benzina a 2,077 euro (compagnie 2,115, pompe bianche 2,006), diesel a 2,140 euro (compagnie 2,181, pompe bianche 2,064), Gpl a 0,805 euro (compagnie 0,814, pompe bianche 0,795), metano a 1,562 euro/kg (compagnie 1,559, pompe bianche 1,564), Gnl a 1,449 euro/kg (compagnie 1,454, pompe bianche 1,445).Lo spaccato dei marchi vede Eni a 1,937 euro sulla benzina self service (2,147 al servito) e 1,990 sul diesel (2,205); IP a 1,944 (2,112) e 2,009 (2,179); Q8 a 1,934 (2,108) e 2,001 (2,184); Tamoil a 1,924 (2,008) e 1,989 (2,078).
Categorie: 4 Ruote
Drivalia lancia una nuova soluzione per imprese e professionisti: Be Free Biz
Drivalia lancia Be Free Biz, una nuova soluzione di noleggio a lungo termine pensata per rispondere alle necessità di piccole e medie imprese e liberi professionisti.L'inedita proposta della società del gruppo CA Auto Bank si contraddistingue per alcune caratteristiche estremamente importanti nell'attuale panorama economico che richiede soluzioni di noleggio e mobilità sempre più dinamiche ed efficienti. Tutte le caratteristiche dell'offerta Uno dei principali vantaggi diBe Free Biz è, infatti, la disponibilità: la formula offre un accesso immediato a oltre 5.000 vetture (nuove, a km 0 e usate). Sono già disponibili in pronta consegna direttamente negli stock Drivalia, il che contribuisce ad azzerare i tempi d'attesa per i clienti.Be Free Biz supera anche la tradizionale rigidità del noleggio a lungo termine tradizionale, offrendo durate flessibili e modulabili su tre finestre temporali: 12, 24 e 36 mesi.La soluzione si ispira poi aiprincipi dell'economia circolare, proponendo una flotta che include sia modelli nuovi di fabbrica e a km 0, sia veicoli aziendali garantiti, attraverso il Second Life Leasing. Tale formula fa leva sul remarketing della flotta Drivalia, ricollocando sul mercato auto in ottimo stato e come nuove immatricolate nel 2024 o 2025 che, affiancandosi alle vetture di nuova immatricolazione, assicurano alle aziende un abbattimento dei costi di mobilità.Altro punto di forza è l'accessibilità. Per esempio la formula a 12 mesi, strutturata su tre fasce di prezzo, si configura come uno dei noleggi annuali più vantaggiosi sul mercato (tutti i canoni sono da intendersi IVA esclusa):Prima Fascia 399 euro/mese: include modelli versatili come Peugeot 208 e Fiat Panda Cross.Seconda Fascia 499 euro/mese: pensata per una maggiore abitabilità con Opel Corsa, Citroën C3, Ford Puma e Opel Crossland.Terza Fascia 599 euro/mese: dedicata a chi cerca il comfort su strada, con le SuvFord Kuga e Jeep Avenger.Infine,il canone mensile include un pacchetto di servizi completo: copertura assicurativa RC Auto e Furto/Incendio, 20.000 km all'anno, manutenzione ordinaria e straordinaria, assistenza stradale con servizio di traino, servizi di Info Mobility e consegna del veicolo presso i punti Drivalia disponibili in tutta Italia.Be Free Biz, disponibile sia online sul sito Drivali (sezione Lease), che presso larete dei partner autorizzati, prevede un acconto che coincide semplicemente con il primo canone mensile e un sistema di pagamento automatizzato tramite addebito diretto su conto corrente.
Categorie: 4 Ruote
Fiat Grizzly e Grizzly Fastback, come sono le nuove SUV: ecco le prime immagini ufficiali
Con la presentazione del piano strategico FaSTLAne 2030, il gruppo Stellantis ha anticipato le novità in arrivo nei prossimi anni. Tra le più attese ci sono le due nuove Fiat di segmento C, che si chiameranno Grizzly nella variante prettamente SUV e Grizzly Fastback nella versione con carrozzeria SUV-coupé: le due vetture sono già protagoniste delle prime immagini ufficiali, appena divulgate dalla Casa torinese.Questa nuova famiglia di modelli sarà presentata al prossimo Salone di Parigi. "Grizzly e Grizzly Fastback sono due vetture progettate attorno a esigenze e stili di vita diversi, ma accomunate dalle stesse idee: una mobilità intelligente, accessibile e radicata nel DNA del design Fiat", spiega Olivier Franois, CEO della Fiat. Grizzly e Fastback, le nuove C-SUV Lunghe meno di quattro metri e mezzo, le Grizzly rientrano in pieno nel segmento C, uno dei più vivaci (e combattuti) del mercato. Secondo Fiat, questi due modelli rappresenteranno un "nuovo riferimento in termini di praticità, offrendo uno spazio interno eccezionale e una capacità di carico ai vertici della categoria". Simili nelle linee fino al montante centrale, si differenziano nella parte posteriore: la Grizzly è pensata principalmente per le famiglie che cercano tanta praticità e spazio interno, mentre la Grizzly Fastback - più lunga - ha una linea più personale, con la linea discendente del tetto e la silhouette slanciata, accentuata dal tetto nero a contrasto e dalle linee geometriche nel portellone. Fiat Grizzly: c'è anche il nuovo logo Le Fiat Grizzly si caratterizzano per il nuovo logo con l'immagine stilizzata di un orso, e le originali firme luminose a LED davanti e dietro, che ricordano una scacchiera. La griglia anteriore è divisa in due: nella parte alta sono visibili le quattro barre inclinate del logo Fiat, e in quella più bassa altri elementi orizzontali color argento. Gli interni non sono ancora stati resi noti, ma dietro il parabrezza si intravede lo schermo dell'infotainment in posizione centrale. A bordo, spiega Fiat, troveremo un abitacolo "curato, con tanta attenzione ai dettagli e tecnologie pensate per semplificare la vita di tutti i giorni". Motori e piattaforma: cosa sappiamo Costruiti sulla piattaforma Smart Car del gruppo Stellantis, le Grizzly avranno motorizzazioni termiche pure, ibride e full electric, sulla falsariga di quanto già visto con altri modelli del gruppo Stellantis. Al momento non abbiamo informazioni precise sui tagli di potenza e batterie previste, ma possiamo immaginare una versione a benzina da 101 CV con il motore della Grande Panda, la mild hybrid nelle versioni da 110 e 145 CV, e la full electric da 156 CV, con batteria da 54 kWh.
Categorie: 4 Ruote
BMW M2, non solo trazione posteriore: cosa cambia con la M xDrive
BMW introduce sulla coupé M2 una novità tecnica rilevante, ossia la trazione integrale M xDrive. Quella che internamente è nota come G87 è sempre stata proposta con la sola trazione posteriore (come la precedente F87), ma l'arrivo del sistema a ripartizione variabile cambia le regole del gioco. La vettura sarà disponibile a partire dal mese di agosto, con prezzi non ancora comunicati. La prima volta dell'integrale Così come già accaduto sulle sorelle maggiori, la M xDrive è una trazione integrale che privilegia l'asse posteriore, e che prevede regolazioni specifiche dell'assetto e del DSC rispetto alla M2 a due ruote motrici. Il sistema, abbinato al differenziale posteriore attivo, offre al guidatore una maggiore stabilità in tutte le condizioni climatiche e prestazioni ancora più elevate in accelerazione. Attraverso un menu dedicato è possibile scegliere varie modalità di funzionamento dell' M xDrive, inclusa la funzione 2WD con DSC disattivato per tornare a guidare una "posteriore pura". Tre decimi in meno sullo scatto da fermo Il motore rimane lo stesso, ossia il 6 cilindri da 480 CV: si tratta dell'unità aggiornata con il nuovo sistema M Ignite appena annunciato su tutti i modelli M a sei cilindri, integrato per ottemperare alle normative Euro 7. La versione a trazione integrale può essere ordinata soltanto con il cambio automatico M Steptronic otto marce, che consente di ottenere prestazioni sono superiori al modello a due ruote motrici: l'integrale chiude lo 0-100 km/h in 3,7 secondi (3 decimi in meno della M2 normale e 1 decimo in meno della CS da 530 CV), mentre la velocità massima è autolimitata a 250 km/h (285 con l'M Driver's Package).
Categorie: 4 Ruote
Bentley Flying Spur: evolve il design, ma la vera novità è dentro
Ci sono automobili che cambiano per seguire le mode e altre che evolvono con estrema cautela, quasi temessero di alterare un equilibrio costruito in decenni di storia. La nuova Bentley Flying Spur appartiene senza dubbio alla seconda categoria.Per questo, osservandola per la prima volta, si potrebbe pensare a un semplice aggiornamento. In realtà basta soffermarsi sui dettagli, e su ciò che a prima vista non si vede, per capire che a Crewe è avvenuto qualcosa di molto più profondo. Design: evoluzione senza rotture Per oltre vent'anni Bentley ha costruito la propria identità moderna attorno alla caratteristica firma luminosa a quattro fari, un elemento diventato quasi intoccabile e riconoscibile quanto la grande calandra verticale.La Flying Spur inaugura invece una nuova interpretazione. I gruppi ottici assumono una forma ellittica più pulita e sofisticata, con tre moduli LED e una complessa lavorazione interna che richiama la cristalleria intagliata a mano. Di notte la firma luminosa appare più tecnologica, mentre di giorno contribuisce a un frontale più moderno senza tradire il carattere Bentley.Anche il cofano è stato ridisegnato. Le superfici risultano più tese e scolpite, con una nervatura centrale che attraversa l'intera lunghezza dell'auto enfatizzandone la presenza scenica. un dettaglio che richiama alcune grandi Bentley del passato ma allo stesso tempo conferisce alla vettura un aspetto più muscoloso e contemporaneo.La trasformazione prosegue lungo la fiancata. La linea di spalla è più marcata e accompagna lo sguardo fino alla coda, alleggerendo visivamente le dimensioni di una berlina lunga oltre cinque metri. Il risultato è una silhouette più dinamica e slanciata, quasi da fastback, pur mantenendo l'imponenza tipica della Flying Spur.Anche il posteriore racconta questa ricerca di modernità. I nuovi gruppi ottici orizzontali allargano visivamente la vettura e introducono una firma luminosa più sofisticata rispetto al passato. probabilmente la zona dove il cambiamento appare più evidente. Interni: il lusso resta artigianale Dentro, invece, Bentley sceglie una strada diversa rispetto a molti concorrenti. In un mercato che insegue schermi sempre più grandi e interfacce completamente digitali, la Flying Spur continua a valorizzare materiali, lavorazioni e dettagli artigianali.Legni pregiati, pelli cucite a mano e finiture metalliche restano protagonisti dell'abitacolo. I classici strumenti Bentley occupano ancora una posizione centrale sulla plancia e i comandi fisici mantengono un ruolo importante nell'esperienza quotidiana.L'impressione non è quella di entrare in un dispositivo elettronico su ruote, ma in un salotto contemporaneo costruito secondo i più elevati standard dell'artigianato britannico.La versione Azure rappresenta probabilmente l'espressione più autentica di questa filosofia. Le tonalità chiare, i sedili posteriori particolarmente accoglienti, l'attenzione al confort acustico e la ricerca del massimo benessere a bordo confermano la vocazione da grande viaggiatrice di lusso. Motore: ibrido V8 da 680 CV Sotto il cofano trova posto la nuova unità Ultra Performance Hybrid. Il sistema combina il motore V8 biturbo di 4.0 litri con un propulsore elettrico per una potenza complessiva di 680 CV e 930 Nm di coppia. Numeri che garantiscono prestazioni da autentica sportiva, ma che soprattutto accompagnano una nuova fase della sua storia senza rinunciare alle caratteristiche che ne hanno decretato il successo.Bentley è riuscita a fare qualcosa di molto difficile: rinnovare profondamente uno dei suoi modelli simbolo, mantenendolo immediatamente riconoscibile. Una sfida che, osservando la nuoa Flying Spur, sembra vinta.
Categorie: 4 Ruote