Dacia Sandero ibrida col motore della Clio: cosa sappiamo su prezzi e consumi
La Dacia Sandero resta una delle auto di maggior successo in Italia: dopo alcuni mesi in ombra, l'avvio delle consegne del restyling ha riportato la compatta sul podio delle più vendute. Anche a maggio si è piazzata seconda, alle spalle dell'inossidabile Pandina. La novità principale per il 2026 è l'arrivo della motorizzazione full hybrid di derivazione Renault, destinata a renderla ancora più interessante per le famiglie in cerca di un'auto concreta, ben realizzata e ancora più efficiente nei consumi. Fuori non cambia La Dacia Sandero full hybrid arriverà entro la fine dell'anno senza modifiche estetiche: manterrà tutte le novità introdotte dal recente restyling, a partire dalla nuova firma luminosa a "T" rovesciata e dalla calandra ridisegnata con inserti a effetto pixel color argento su fondo nero. Aggiornati anche i gruppi ottici posteriori, mentre la Stepway adotta una fascia nero opaco che attraversa il portellone. Sempre per la variante con impostazione crossover, le protezioni in plastica sono realizzate in Sparkle, già presente su Duster e Bigster. Dentro è più moderna Anche l'abitacolo conferma l'impostazione delle altre versioni. Il quadro strumenti digitale da 7" presenta una grafica aggiornata sugli allestimenti top (Journey ed Extreme), mentre il sistema di infotainment da 10" è disponibile a partire dalla versione Expression. Rivisti ergonomia del volante e selettore del cambio automatico. Nel complesso migliorano materiali e finiture, così come le possibilità di arricchire la dotazione con accessori come la ricarica wireless per smartphone e il navigatore connesso. Il motore è quello della Clio Il sistema full hybrid E-Tech da 155 CV segna il debutto dell'elettrificazione sulla Sandero. Il powertrain, sviluppato da Renault, è già disponibile su Jogger, Duster e Bigster (in configurazione fino a 158 CV per le SUV). Il motore termico è un quattro cilindri aspirato da 1.789 cc prodotto da Horse, da 109 CV, funzionante secondo il ciclo Atkinson con iniezione diretta a 350 bar per aumentare l'efficienza e ridurre consumi ed emissioni. La componente elettrica prevede uno schema serie-parallelo con un'unità da 36 kW (49 CV) e 205 Nm, affiancata da un secondo motore elettrico da 15 kW (20 CV) e da una batteria agli ioni di litio da 1,4 kWh. La potenza complessiva raggiunge 114 kW (155 CV), con trasmissione automatica elettroattuata a 4 marce. In città potrebbe sfiorare i 29 km/l Non sono ancora disponibili i dati ufficiali sui consumi della Sandero full hybrid, ma è possibile fare riferimento ai rilievi del Centro prove sulla nuova Renault Clio, il modello tecnicamente più vicino. La sesta generazione ha registrato una media di 21,2 km/l, con picchi di 28,9 km/l in città (22,4 km/l in statale e 15,5 km/l in autostrada). Valori molto interessanti, soprattutto nell'attuale contesto di rincaro dei carburanti. Per la Sandero è plausibile ipotizzare percorrenze leggermente migliori, considerando un peso potenzialmente inferiore. Quanto costerà la Sandero full hybrid? Il tema prezzo sarà centrale: la Sandero parte oggi da 14.800 euro per la Streetway da 65 CV e da 16.500 euro per la Stepway a GPL da 120 CV. Sulla Jogger il passaggio al full hybrid comporta un aumento di 4.450 euro: mantenendo lo stesso differenziale, la Sandero full hybrid potrebbe partire da poco oltre i 19.000 euro. Una soglia che la renderebbe tra le full hybrid più accessibili del segmento urbano, al di sotto o in linea con modelli come Toyota Aygo X (da 20.850 euro) e Fiat 500 e Grande Panda (da 19.900 euro).
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Jacky Ickx: Le Mans non è una gara, ma una storia sulla vita
Ha corso e vinto ovunque. Sull'asfalto, nel fango, nella notte. E dove una strada non esisteva ancora, spesso è stato lui a immaginarla, disegnarla e dominarla. Jacky Ickx non appartiene soltanto alla storia dell'automobilismo: fa parte di quella rarissima categoria di uomini capaci di attraversare un'epoca intera restando sempre contemporanei. Sei vittorie alla 24 Ore di Le Mans, successi in Formula 1, nel Mondiale Endurance e persino alla Dakar. Ma soprattutto una visione quasi filosofica della corsa, del rischio e della libertà. La 24 Ore di Le Mans: molto più di una semplice garaUna chiacchierata, come con un vecchio amico, per parlare della gara per eccellenza: la 24 Ore di Le Mans e ciò che rappresenta oggi. La risposta diventa qualcosa di più profondo di una semplice intervista. Non è una storia su Jacky Ickx, dice con un sorriso accennato. una storia sulla vita. Tutto, nelle sue parole, parte da qui. Dalla convinzione che la 24 Ore non sia soltanto una competizione automobilistica, ma uno dei luoghi simbolici del Novecento industriale e umano. Per Ickx, Le Mans è sopravvissuta perché ha saputo unire tecnologia, uomini, tragedie, pubblico e libertà. La macchina ha cambiato il mondo, racconta. Ha dato all'uomo la libertà di andare dove voleva. E la corsa è stata un'opportunità straordinaria per svilupparne la tecnica. Il fascino intramontabile della Sarthe Arriva poi il punto centrale, quello che spiega perché la Sarthe continui a esercitare un fascino unico rispetto a qualsiasi altra corsa. Perché è una leggenda? Perché ci sono le storie. I piloti. Le macchine. Gli organizzatori. Ma soprattutto il pubblico. Quando hai trecentomila persone che vengono lì, capisci che quella gara appartiene davvero alla gente. Nelle sue parole non c'è nostalgia. O almeno non nel senso romantico. Quando gli si chiede se il motorsport moderno abbia perso parte della magia di un tempo, Ickx rifiuta quasi il confronto. Il mondo di ieri non assomiglia a quello di oggi. Non mi interessa dire se prima era meglio. finito. Ogni epoca è diversa. Rischio, responsabilità e sicurezza Anche sulla sicurezza evita ogni retorica. Lui, che contribuì simbolicamente a cambiare per sempre la celebre partenza di Le Mans attraversando lentamente la pista e allacciandosi le cinture prima di partire, preferisce parlare di responsabilità più che di eroismo. Fare qualcosa di rischioso è una libertà. Ma certe cose erano semplicemente stupide. Ricorda l'incidente mortale di John Woolfe nel 1969 come uno spartiacque definitivo. Non una battaglia ideologica, ma il momento in cui il motorsport comprese davvero che la sicurezza non era un dettaglio secondario. Eppure, nonostante tutto, la paura non sembra avere spazio nella sua testa. Se pensi al rischio anche solo per un secondo, sei già battuto. Lo dice con una calma quasi disarmante. Non come una posa da uomo duro, ma come una spiegazione tecnica, mentale, esistenziale. Per lui guidare significava entrare in uno stato assoluto di concentrazione. Pensare alla paura equivaleva ad accettare la sconfitta. Il leggendario ritorno della Ferrari con la 499P Il discorso torna inevitabilmente a Ferrari. Al ritorno della 499P e alla vittoria arrivata cinquant'anni dopo l'ultima. Nessuno si aspettava una cosa del genere. Ed è proprio questo che crea la leggenda. Sorride mentre lo dice, consapevole che Le Mans vive anche di imprese quasi impossibili, di storie che sembrano troppo belle per essere reali. Le Mans: storia, coraggio e passioneE forse è proprio questo il punto. Ascoltando Jacky Ickx si capisce che la 24 Ore non è soltanto una corsa lunga un giorno intero. un posto dove da oltre cento anni continuano a incontrarsi industria, coraggio, memoria e passione popolare. Ed è probabilmente per questo che ancora oggi bastano due parole Le Mans per cambiare lo sguardo di chi l'ha vissuta davvero. Sembrano troppo belle per essere vere. E forse è proprio questo il punto. Ascoltando Jacky Ickx si capisce che la 24 Ore non è soltanto una corsa lunga un giorno intero. un posto dove da oltre cento anni continuano a incontrarsi industria, coraggio, memoria e passione popolare. Ed è probabilmente per questo che ancora oggi bastano due parole Le Mans per cambiare lo sguardo di chi l'ha vissuta davvero.
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TikTok Car? ByteDance smentisce
ByteDance, la società madre di TikTok, smentisce i piani per il lancio di un'auto in collaborazione col gruppo Seres. La holding di Pechino ha chiarito che non sta pianificando il debutto di vetture o marchi automobilistici, specificando di non detenere alcuna quota in Saidou Technology, la controllata di Seres nata dalla ristrutturazione del brand Landian: si limiterà a fornire tecnologie per lo smart cockpit e sull'intelligenza artificiale per l'industria automotive, tenendo il brand del social network separato da queste operazioni industriali.
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