Hyundai Dark Line: arrivano i20 e Bayon, cambia anche Tucson

4 Ruote - Mag 21,2026
Hyundai rende disponibili in Italia i nuovi modelli della linea Dark Line. Dopo il debutto su l'Hyundai Tucson, ora aggiornata al Model Year 2027, questo allestimento arriva anche su l'Hyundai i20 e su l'Hyundai BAYON.La Hyundai i20 è proposta a partire da 19.900 euro con il motore 1.0 T-GDI da 90 CV e cambio manuale, mentre la Hyundai BAYON, con lo stesso powertrain, parte da 23.900 euro. La Hyundai Tucson si conferma infine con prezzi da 34.900 euro e motorizzazioni benzina e full hybrid. Le dotazioni di serie delle versioni Dark LineLe versioni Dark Line, sviluppate per il mercato italiano, offrono finiture dedicate e dotazioni più ricche.Su l'Hyundai i20 e su l'Hyundai BAYON, la dotazione di serie comprende finiture esterne con tetto Glossy Black, cerchi in lega da 16", rivestimenti interni scuri estesi anche al padiglione, sensori di parcheggio posteriori, Drive Mode Select, pacchetto ADAS SmartSense e doppio display da 10,25".La Hyundai Tucson Dark Line, con il nuovo Model Year, introduce anche i nuovi cerchi da 19" con finitura Satin Grey, oltre ai contenuti già disponibili.
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650 CV e 2,4 tonnellate: in pista la Bentayga Speed ribalta le aspettative

4 Ruote - Mag 21,2026
Tra i saliscendi dell'Ascari Circuit, nel cuore dell'Andalusia, la Bentley Bentayga Speed appare quasi una provocazione tecnica. Portare in pista una SUV lunga oltre cinque metri, pesante più di 2,4 tonnellate e rifinita come un salotto inglese di alta gamma sembra poco sensato. Poi si indossa il casco, si esce dalla pit lane e si capisce subito dove Bentley ha concentrato il lavoro principale: non sulla semplice potenza, ma su come questa massa riesce a muoversi. Il comportamento dinamico in pistaCon asfalto in temperatura e condizioni ideali, la SUV taglia XL mostra come oggi la sfida non sia soltanto aumentare cavalli o velocità massima, ma controllare dimensioni e trasferimenti di carico con naturalezza e precisione. Il V8 4.0 biturbo da 650 CV e 850 Nm resta centrale: la spinta è poderosa, continua, lineare. I numeri parlano chiaro - 310 km/h di velocità massima e 0-100 km/h in 3,6 secondi.Il punto chiave è però il lavoro su telaio e integrazione elettronica. In pista sorprende per compostezza e facilità di guida. Lo sterzo è preciso, mai nervoso; l'ingresso in curva rapido considerando massa e dimensioni; la stabilità resta elevata anche aumentando il ritmo. Il merito è dell'integrazione tra sterzo integrale, gestione attiva del rollio a 48 volt, sospensioni pneumatiche evolute e controllo della dinamica. La Vehicle Motion Philosophy di BentleyQuesta tecnologia non cerca di mascherare il peso o trasformare la vettura in qualcosa che non è. La Bentayga resta una Bentley: progressiva, fluida, stabile. Qui emerge la Vehicle Motion Philosophy, la stessa base tecnica condivisa con Continental GT e Flying Spur.Si tratta di una gestione integrata di motore, trasmissione, telaio ed elettronica con un obiettivo preciso: prestazioni elevate sempre sfruttabili. Non il comportamento più estremo, ma la largest usage window - ovvero la massima ampiezza d'uso: confort nei lunghi viaggi, stabilità ad alta velocità, precisione nella guida veloce e facilità anche in condizioni difficili. Cambiano le architetture, ma la logica resta identica. Esperienza sensoriale e cura artigianaleIl V8 contribuisce anche all'esperienza sensoriale. Bentley riporta al centro il tema del sound: in accelerazione è pieno e profondo, in rilascio lo scarico offre un borbottio marcato ma naturale.Durante il TechDay gli ingegneri hanno spiegato come risposta del motore, sound, sterzo ed erogazione siano sviluppati insieme a telaio ed elettronica come parte di un'unica esperienza di guida.A bordo restano centrali pelle, cromature, assemblaggi e qualità percepita, elementi che confermano la cura artigianale di Crewe. Il punto chiave emerso all'Ascari è chiaro: la Bentayga Speed non vuole diventare una sportiva estrema, ma dimostra quanto telaio, software ed elettronica possano ampliare le capacità dinamiche senza compromettere confort, qualità e identità.
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AsConAuto, officine e ricambi: come cambia laftersales tra ADAS e connettività

4 Ruote - Mag 21,2026
I mutamenti tecnologici legati ad ADAS e connettività stanno ridisegnando l'attività quotidiana delle autofficine italiane. In uno scenario affascinante ma ancora ricco di incognite, AsConAuto intende confermarsi punto di riferimento per officine autorizzate e riparatori indipendenti.A fotografare la situazione è stato, durante l'Automotive Dealer Day 2026 (Verona, 19-21 maggio), Roberto Scarabel, presidente dell'associazione che riunisce i concessionari italiani e promuove la distribuzione dei ricambi originali sul territorio nazionale."L'aftersales vive una trasformazione profonda: venditori e autoriparatori devono confrontarsi con vetture sempre più tecnologiche, nuovi modelli di mobilità, le esigenze delle flotte e clienti molto più attenti a qualità del servizio e trasparenza. Mettiamo a disposizione strumenti, competenze e servizi capaci di accompagnare l'evoluzione del settore". In continua evoluzioneAsConAuto supporta 23 mila professionisti della riparazione attraverso una distribuzione rapida di ricambi originali multimarca, effettuata con una flotta di proprietà di 600 veicoli. A questo si aggiungono accesso alle informazioni tecniche, un ampio portafoglio di servizi e programmi di formazione specialistica. partita inoltre la fase di test dell'integrazione tra ARiA (area riservata alle officine del network) e partslink24: gli affiliati possono accedere ai ricambi originali di 52 marchi inserendo numero di telaio o targa, velocizzando il processo di ordine. Già oggi, l'82% delle consegne avviene in meno di cinque ore, con una forte riduzione degli errori di identificazione.Noleggio a lungo termine, comparto chiaveAsConAuto mette a disposizione del noleggio a lungo termine sia ricambi originali sia componenti rigenerati, offrendo ai provider la possibilità di scegliere tra primo impianto e ricondizionato, senza rinunciare a qualità e rapidità di consegna.Indagine: poca trasparenza sui ricambiLuca Montagner, Senior Advisor di AsConAuto Academy, ha illustrato i risultati di un'indagine condotta a gennaio 2026 su 1.000 automobilisti italiani che si sono rivolti a officine indipendenti.Due su tre non vengono coinvolti nella scelta dei ricambi per manutenzione e riparazione. Anche quando la scelta viene proposta, solo il 10% dichiara di aver ricevuto spiegazioni dettagliate."I consumatori nutrono un buon livello di fiducia nelle officine indipendenti, ma serve lavorare su comunicazione, trasparenza e cultura della manutenzione, coinvolgendo le Case". Bilancio positivo e prospettiveAsConAuto ha chiuso il 2025 con un giro d'affari di 1,175 miliardi di euro. Nei primi tre mesi del 2026 la crescita è stata del 2,1%, a quota 308 milioni.In Europa, con circa 350 milioni di veicoli tra auto e commerciali leggeri, il mercato dell'aftermarket vale 270 miliardi di euro. In Italia si attesta a 36 miliardi ed è in aumento, sostenuto anche dall'invecchiamento del parco circolante, che ha raggiunto un'età media vicina ai 13 anni.Prossimo appuntamento il 15 e 16 ottobre con il Service Day, evento dedicato all'aftermarket nato da un'idea dell'associazione.
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Bosch rilancia Bari: il diesel trova una seconda vita nel nuovo polo europeo

4 Ruote - Mag 21,2026
La Bosch di Bari è diventata un simbolo della crisi dell'industria automobilistica europea. Da punto di riferimento per i motori diesel grazie alla tecnologia del common rail, si è trasformata nell'ennesimo caso di progressiva dismissione delle attività, complice la demonizzazione dei propulsori a gasolio, le politiche comunitarie e l'incapacità - soprattutto italiana - di individuare strade alternative concrete e sostenibili.Basta un dato: oggi la forza lavoro conta poco più di 1.400 collaboratori, circa mille in meno rispetto al picco dell'epoca d'oro della produzione di componenti per motori diesel.L'azienda tedesca ha più volte cercato sbocchi alla crisi dell'impianto di Modugno, presentando progetti di riconversione con risultati limitati. Emblematico il caso della produzione di e-bike, mai realmente decollata. Ora, però, emerge un nuovo tentativo di rilancio, incentrato proprio sullo storico core business diesel. Il progetto di rilancioNel corso dell'ultimo anno è stato avviato un percorso di trasformazione dello stabilimento con l'obiettivo di sviluppare un hub europeo dedicato al remanufacturing di componenti automotive destinati all'aftermarket. In altre parole, il futuro dell'impianto punta sull'economia circolare, in linea con quanto sta avvenendo in altri siti automotive europei, tra cui Mirafiori, a Torino.La prima fase ha previsto il trasferimento a Bari delle attività di rilavorazione delle pompe di iniezione dallo stabilimento di Jihlava, in Repubblica Ceca, insieme alla definizione del layout produttivo, all'installazione dei macchinari e alla formazione del personale.Per ora le attività riguardano le pompe di iniezione, ma dal secondo semestre dell'anno il perimetro sarà esteso anche agli iniettori, ampliando le competenze tecnologiche e rafforzando il posizionamento nell'aftermarket europeo.Economia circolare e competenzePer Bosch, il progetto rappresenta una risposta concreta al calo dei volumi produttivi legati al primo equipaggiamento per motori endotermici. In questo contesto, l'economia circolare consente di valorizzare competenze industriali già presenti e orientarle verso attività aftermarket e di ricondizionamento, oggi in forte crescita per l'estensione del ciclo di vita dei prodotti.Il potenziale è sostenuto anche dall'evoluzione del parco circolante europeo, caratterizzato da veicoli sempre più longevi e da una domanda aftermarket destinata a rimanere centrale nei prossimi anni.Accanto agli aspetti ambientali e di mercato, il progetto ha un impatto rilevante sullo sviluppo delle competenze e sull'occupabilità. Le nuove attività richiedono infatti capacità produttive, tecniche e di controllo qualità, sviluppate attraverso percorsi di formazione dedicati, in particolare su diagnosi, revisione, rilavorazione e processi aftermarket.
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Volkswagen stoppa le voci sulle fabbriche: "Nessuna trattativa con costruttori cinesi"

4 Ruote - Mag 21,2026
Nelle ultime settimane sono circolate diverse indiscrezioni su possibili accordi tra Volkswagen e costruttori cinesi per la condivisione di capacità produttiva o la cessione di impianti. Rumor che hanno subito messo in allerta sindacati e lavoratori tedeschi.Per riportare calma e rassicurare un clima già teso è intervenuto proprio chi, in precedenza, aveva alimentato le speculazioni con aperture a eventuali negoziati. L'amministratore delegato Oliver Blume ha approfittato di un'assemblea dei lavoratori per chiarire la posizione del gruppo e scongiurare iniziative di protesta."Al momento non ci sono piani né discussioni in corso con produttori cinesi", ha assicurato Blume, spiegando che il gruppo sta valutando soluzioni per gestire la sovraccapacità produttiva in Europa. "Nei nostri stabilimenti europei e tedeschi abbiamo ancora capacità in eccesso. Dobbiamo affrontare questo problema per restare competitivi", ha aggiunto, ribadendo inoltre che la Casa non tornerà ai livelli di vendita pre-pandemia. Strategia industriale e siti a rischioSulla base dell'accordo siglato a fine 2024, Volkswagen si è impegnata a evitare licenziamenti su larga scala. L'intesa prevede però anche la dismissione di alcuni siti produttivi. Dresda ha già interrotto l'assemblaggio di auto pochi mesi fa, mentre per Osnabrück sono in corso trattative per la cessione a un gruppo della difesa, l'israeliana Rafael.Altri stabilimenti sono finiti al centro delle indiscrezioni proprio a causa delle precedenti dichiarazioni di apertura del management, alimentando ulteriormente l'incertezza tra i dipendenti.I sindacati: "Basta speculazioni"La presidente del consiglio di fabbrica, Daniela Cavallo, ha chiesto di mettere fine alle speculazioni sul futuro degli impianti tedeschi."Considerata l'immagine recente dell'azienda, non stiamo certo vincendo premi. Al contrario, si ha l'impressione che Volkswagen sia diventata un obiettivo di acquisizione e abbia bisogno di essere salvata", ha scritto in un messaggio ai dipendenti.La sindacalista ha quindi invitato la dirigenza a concentrarsi sullo sviluppo dei prodotti, evitando "l'ennesimo dibattito su presunte chiusure di stabilimenti o ipotetici colloqui con terze parti per utilizzi alternativi degli impianti".
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Boom di nuovi marchi auto, quasi tutti cinesi: saranno 27 entro il 2028

4 Ruote - Mag 21,2026
Negli ultimi mesi, i principali costruttori europei hanno lanciato l'allarme su un'intensificazione delle pressioni commerciali. Il motivo è legato al dinamismo dei marchi cinesi, sempre più intenzionati a sbarcare nel Vecchio Continente anche per trovare un'alternativa alla guerra dei prezzi in corso sul mercato interno.I prossimi anni sono destinati a registrare un ulteriore aumento della competizione, a causa del crescente numero di marchi pronti a debuttare in Europa, Italia compresa. Secondo l'ultimo New Brand Observatory, presentato da Quintegia all'Automotive Dealer Day, sul nostro mercato sono già arrivati o arriveranno entro il 2028 ben 27 nuovi brand, per il 90% di origine o proprietà cinese. Non è dunque da escludere un ulteriore incremento della quota: quelli già presenti sfiorano il 6% (5,8% nel primo trimestre), contro lo 0,4% del 2021.L'appuntamento veronese ha visto anche il debutto di diversi nuovi marchi, tra cui Hongqi tramite EMC, Linktour e GAC Aion con ATFlow. Numeri, modelli, consumatoriL'espansione nel nostro Paese è per ora più contenuta rispetto ad altri mercati europei. Tra il 2021 e il 2024 in Italia sono entrati 18 marchi emergenti contro i 27 nei primi cinque mercati europei, mentre tra quest'anno e il 2028 ne sono attesi altri 9. Nei principali mercati Ue si arriverebbe così a un totale di 43 brand, contro i 27 italiani. Tuttavia, l'interesse cresce: il 49% dei concessionari (36% nel 2024) punta sui nuovi marchi nel prossimo futuro.Sul fronte dell'offerta, tra i marchi emergenti già presenti in Europa prevalgono modelli nei segmenti SUV C e SUV D: una decina per ciascuno in Italia e circa quindici in Europa. Più debole, invece, la presenza nei segmenti A e B, sempre meno presidiati anche dai costruttori tradizionali.L'arrivo dei nuovi brand sta influenzando anche le scelte dei consumatori. Secondo l'Automotive Customer Study 2025 di Quintegia, il 44% degli acquirenti si dichiara disposto a valutarli per un eventuale acquisto. La quota sale al 74% tra i giovani della Generazione Z. I marchi emergentiL'Osservatorio offre uno spaccato dei brand già presenti e di quelli in arrivo. In Italia, tra i più noti, spiccano MG di Saic, i marchi del gruppo DR (da Evo fino a Tiger), BYD, Omoda e Jaecoo di Chery, Lynk & Co e Polestar di Geely, EMC di Eurasia Motor Company con Intergea, Leapmotor con Stellantis, oltre ai marchi di matrice Dongfeng come DFSK. A questi si aggiungono realtà gestite da concessionari distributori o in private label.Tra i prossimi ingressi è attesa anche Denza di BYD. In Europa sono già presenti realtà non ancora operative in Italia come Nio - con i sub-brand Onvo e Firefly - oltre a marchi non asiatici come lo spagnolo Ebro, il vietnamita VinFast e il turco Togg. L'impatto sulla rete di venditaL'ingresso dei nuovi marchi sta già incidendo sulla rete distributiva. In Italia si contano oltre 800 punti vendita, mentre negli altri mercati europei si varia dai circa 300 della Germania agli oltre 400 della Gran Bretagna.Gli imprenditori concessionari coinvolti sono più di 400 e gestiscono portafogli multi-brand e multi-costruttore nel 75% dei casi. Un cambiamento evidente anche nella struttura della rete: se nel 2015 un concessionario rappresentava in media due marchi, nel 2025 si arriva a 3,5 brand per punto vendita. Inoltre, un concessionario su tre legato ai marchi tradizionali affianca anche brand emergenti.
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Hongqi debutta in Italia con EMC: arrivano le SUV a benzina HS3 e HS5

4 Ruote - Mag 21,2026
All'Automotive Dealer Day EMC Auto ha presentato i primi due modelli del marchio Hongqi che saranno disponibili in Italia a partire dal mese di settembre: la HS3 e la HS5. Motori 1.5 e 2.0 turbo per il debuttoIl brand di lusso di FAW debutta nel nostro Paese con due SUV a benzina, scegliendo una strategia diversa rispetto ai modelli elettriche proposti in altri mercati. La HS3, lunga 4,65 metri, è spinta da un 1.5 TGDI da 169 CV abbinato a un cambio doppia frizione a sette marce, mentre la HS5, lunga 4,78 metri, propone un 2.0 TGDI da 252 CV con trazione integrale e cambio automatico a otto marce. Hongqi: 68 anni di storiaFondata nel 1958, Hongqi è il primo storico fornitore delle auto di Stato cinesi. Nel 2025 ha venduto 460.000 veicoli, con una crescita dell'11,7% rispetto all'anno precedente, confermando un'espansione costante a livello globale. Il debutto europeo risale al 2021 e oggi è attivo anche un centro R&D a Monaco di Baviera.In altri Paesi dell'Unione sono già disponibili modelli non ancora annunciati per l'Italia, come la berlina EH7 e le SUV E-HS9 ed EHS7, anche in versione elettriche.
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Renault: qualità e velocità ai tempi della Twingo elettrica

4 Ruote - Mag 21,2026
La qualità non si sacrifica alla velocità. il messaggio che, dalla fabbrica di Novo Mesto, in Slovenia, Renault affida alla nuova Twingo ETech, la piccola elettrica in vendita da aprile e primo modello sviluppato in soli due anni grazie alla collaborazione con Geely. Sviluppo in un centro ricerca a Shanghai, design e produzione in Europa. Sulla qualità - ci dice Thierry Charvet, cui fa capo la divisione industria e logistica del gruppo Renault, nel corso di una visita allo stabilimento sloveno - puntiamo a diventare il costruttore punto di riferimento in Europa. Dove, entro la fine dell'anno, arriveranno la piccola Dacia elettrica e, a seguire, la sorellina Nissan a zero emissioni, costruite sulla stessa piattaforma. Il piano FutuREady e l'affidabilitàIl miglioramento della qualità dei veicoli è il nuovo mantra di Renault. Secondo i dati forniti dal costruttore, l'affidabilità delle vetture con la losanga è triplicata negli ultimi due anni, con un tasso di problemi dimezzato dopo 12 mesi di utilizzo grazie a un tempo di rilevazione ridotto da 30 giorni a 30 minuti. L'obiettivo dichiarato nel nuovo piano di crescita, chiamato FutuREady, è piuttosto ambizioso: garantire che dopo cinque anni l'auto venduta sia come nuova. Digitalizzazione e IA in fabbrica con GoogleCome? Il gruppo francese punta sulla digitalizzazione delle fabbriche insieme a Google, partner non solo dietro il sistema infotelematico di bordo ma anche primo partner industriale. Ancora numeri e fatti: sono 1.278 gli addetti dedicati alla qualità; 5 i miliardi di dati raccolti ogni giorno dagli impianti; 9 milioni di chilometri di test effettuati nel 2025; 1.000 controlli con l'intelligenza artificiale per veicolo previsti entro il 2027; 90% delle funzioni dei veicoli con software aggiornabili da remoto.La chiave di volta è l'utilizzo crescente - come nel resto del mondo - dell'IA in tutti i processi, che a Novo Mesto vediamo onnipresente lungo la linea della Twingo elettrica. Dal controllo finale del sottoscocca a quello degli sportelli, sui quali lavorano donne e uomini finché, al termine, un piccolo braccio meccanico con in testa due telecamere - sembra ET - gira intorno alla vettura per l'ispezione e dà l'ok, sempre che non rilevi problemi. Il fattore umano nella fabbrica definita dal software la fabbrica intelligente, necessaria a Renault come agli altri costruttori, nel momento in cui l'automobile viene definita sempre più dal software. Google fornisce al gruppo l'infrastruttura cloud per raccogliere e analizzare miliardi di dati industriali attraverso strumenti digitali di analisi in tempo reale. Resta ancora (per fortuna) un fattore umano che conta: La qualità non può essere imposta per decreto. Il concetto di zero difetti non esiste - dice Charvet - la qualità deve essere costruita ogni giorno, sul campo, dalla fase di progettazione e per tutto il ciclo di vita del veicolo.
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BMW Italia, ritorno al vertice: Sergio Solero nuovo CEO dal 1 luglio

4 Ruote - Mag 21,2026
Sergio Solero assumerà dal 1 luglio la carica di presidente e amministratore delegato di BMW Italia. Per il manager si tratta di un ritorno al vertice della filiale italiana del costruttore bavarese, dove è già stato numero uno dal 2014 al 2019, nonché in Italia.Negli ultimi sette anni ha ricoperto diverse posizioni in Casa madre: vicepresidente Sales Steering and Marketing Aftersales and Customer Support, poi vicepresidente Retail Development e, più recentemente, president e CEO di BMW Switzerland.Solero sostituisce Massimiliano Di Silvestre che, dopo sette anni alla guida, ha lasciato l'azienda per affrontare nuovi incarichi professionali. Gli elogi a Di SilvestreBMW Italia saluta dunque Di Silvestre e non mancano gli elogi per il suo operato. Bernhard Kuhnt, responsabile della regione Europa, cita "alcune pietre miliari".Per esempio, BMW Italia ha conquistato per la prima volta nella sua storia la leadership del mercato premium nel 2024, mantenendola anche nel 2025, mentre la divisione motociclistica ha più volte registrato record di vendite.Inoltre, l'Italia è stata tra i primi tre mercati a lanciare il modello di agenzia per il brand Mini e ha completato l'implementazione del progetto Retail Next, dedicato alla trasformazione della rete dei concessionari.
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Benzina e diesel allo stesso prezzo: ora tutto si gioca tra accise e Hormuz

4 Ruote - Mag 21,2026
I prezzi medi della benzina continuano a salire, mentre scendono quelli del gasolio. L'andamento, come segnala Staffetta Quotidiana, ha portato i due carburanti quasi alla parità: ormai li separano poco più di pochi centesimi.La notizia, però, è un'altra. La testata specializzata evidenzia infatti ribassi sui prezzi consigliati dei principali marchi, sulla scia del calo delle quotazioni petrolifere. Il motivo? I segnali dei primi passaggi di petroliere nello Stretto di Hormuz, con una progressiva riapertura di un bacino da cui transita circa il 20% del greggio mondiale. Indicazioni positive, che rafforzano le speranze di un accordo sulla crisi in Medio Oriente.Nel dettaglio, Eni ha ridotto di 2 centesimi al litro i prezzi consigliati del gasolio, mentre Q8 e Tamoil hanno applicato un ribasso di 1 centesimo sulla benzina. Le rilevazioniSecondo i dati aggiornati al 21 maggio, la benzina self service sulla rete stradale è a 1,965 euro/litro (+4 millesimi), mentre il gasolio è a 1,978 euro/litro (-2). Il GPL si attesta a 0,806 euro/litro (-1), il metano a 1,565 euro/kg (invariato).In autostrada, la benzina self service sale a 2,049 euro/litro (+5), il diesel a 2,068 euro/litro (-2), il GPL a 0,912 euro/litro (-2) e il metano resta stabile a 1,588 euro/kg.Per quanto riguarda le modalità di vendita, le medie elaborate sui dati comunicati al Mimit mostrano:Benzina self service: 1,963 euro/litro (compagnie 1,970, pompe bianche 1,949)Diesel: 1,982 euro/litro (compagnie 1,987, pompe bianche 1,971)Al servito:Benzina: 2,098 euro/litro (compagnie 2,142, pompe bianche 2,016)Diesel: 2,121 euro/litro (compagnie 2,165, pompe bianche 2,039)GPL: 0,814 euro/litro (compagnie 0,825, pompe bianche 0,802)Metano: 1,565 euro/kg (compagnie 1,566, pompe bianche 1,564)GNL: 1,453 euro/kg (compagnie 1,464 euro/kg, pompe bianche 1,444 euro/kg)Tra i principali marchi:Eni: 1,985 euro/litro benzina self (2,189 servito), 1,993 diesel (2,205)IP: 1,970 (2,135) e 1,999 (2,166)Q8: 1,961 (2,120) e 1,977 (2,147)Tamoil: 1,967 (2,043) e 1,972 (2,057) Accise: cosa succede oraSi avvicina la scadenza del taglio delle accise. Il 21 maggio è prevista una riunione tecnica in vista del consiglio dei ministri del 22 maggio.Il governo è pronto a varare un decreto per prorogare lo sconto:6,1 centesimi/litro sulla benzina24,4 centesimi/litro sul gasolio (Iva inclusa)La proroga dovrebbe arrivare fino all'8 o 9 giugno, ma non si esclude un'estensione ulteriore, legata alle coperture disponibili grazie all'extragettito Iva.
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