Escalade, Tahoe, Silverado: i giganti USA di Cadillac e Chevrolet sbarcano in Italia

4 Ruote - Lug 03,2026
General Motors  si prepara a tornare in Europa, Italia compresa, con una gamma di pick-up e SUV a marchio Chevrolet e Cadillac importati direttamente dagli Stati Uniti. L'operazione sarà gestita da GM Specialty Vehicles (GMSV), la divisione creata nel 2020 per raccogliere l'eredità di Holden dopo l'uscita di scena dello storico marchio in Australia e Nuova Zelanda. I modelli in arrivo Per la commercializzazione nel Vecchio Continente, GMSV si appoggerà a distributori locali, ai quali saranno affidate la vendita e l'assistenza post-vendita. L'obiettivo dichiarato è garantire ai clienti europei lo stesso livello di servizio offerto da General Motors sul mercato statunitense.I modelli attesi in EuropaIl piano di lancio previsto per il 2026 comprende alcuni dei modelli più rappresentativi dei marchi Cadillac e Chevrolet:Cadillac Escalade Premium Luxury PlatinumCadillac Escalade Sport PlatinumCadillac Escalade ESV Premium Luxury PlatinumCadillac Escalade ESV Sport PlatinumCadillac Escalade-VChevrolet Silverado 1500 LT Trail BossChevrolet Silverado 1500 ZR2Chevrolet Silverado 1500 High CountryChevrolet Suburban High CountryChevrolet Tahoe RSTChevrolet Tahoe High CountrySi tratta di una gamma composta quasi esclusivamente da grandi SUV e pick-up, un tipo di offerta finora poco presente sui mercati europei. Un piano di espansione più ampio Il ritorno di General Motors in Europa si inserisce all'interno di una strategia di espansione internazionale più articolata. Il gruppo è già presente in alcuni Paesi europei con la Chevrolet Corvette e negli ultimi anni ha avviato la commercializzazione di diverse elettriche Cadillac, tra cui Optiq e Lyriq, in mercati come Francia, Germania, Irlanda, Svezia e Svizzera.Le attività di GMSV prenderanno il via dal Regno Unito per poi estendersi progressivamente ad altri Paesi europei, tra cui Italia, Germania, Spagna, Olanda, Repubblica Ceca, Svizzera e Svezia. L'obiettivo è disporre di almeno un punto vendita ufficiale in ciascun mercato interessato.
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Stellantis, la ripresa accelera: Melfi e Mirafiori spingono, Cassino resta il nodo critico

4 Ruote - Lug 03,2026
Arrivano nuovi segnali di ripresa dalla rete produttiva italiana di Stellantis. Nel complesso, secondo l'ormai tradizionale report trimestrale della Fim-Cisl, gli impianti del gruppo hanno chiuso i primi sei mesi dell'anno con 252.223 auto e veicoli commerciali, registrando un aumento del 13,7% rispetto allo stesso periodo del 2025.Il rilancio, accompagnato da un calo del 30% del ricorso agli ammortizzatori sociali, non solo prosegue, ma sembra anche accelerare: il primo trimestre si era infatti chiuso con un +9,5%. Va comunque ricordato che il 2025 è stato un anno particolarmente difficile per Stellantis in Italia e che l'attuale tasso di crescita beneficia anche di una base di confronto molto bassa.In ogni caso, gli attuali ritmi di recupero, insieme all'arrivo sulle linee produttive di alcune novità come la Lancia Gamma, spingono il sindacato a prevedere una chiusura d'anno poco sopra quota 500 mila veicoli. Un risultato nettamente migliore rispetto ai circa 380 mila dell'intero 2025, ma ancora lontano dall'obiettivo dichiarato nei tavoli ministeriali di raggiungere un milione di veicoli l'anno. Bene Melfi e Mirafiori, Cassino in crisi A sostenere la crescita del primo semestre è soprattutto il comparto delle vetture, che mette a segno un +27,7% con 158.193 unità prodotte. Restano invece in difficoltà i veicoli commerciali: ad Atessa sono usciti dagli impianti 94.030 mezzi da lavoro, in calo del 4%.Tra i modelli che stanno contribuendo maggiormente alla risalita, la Fim-Cisl segnala la Jeep Compass a Melfi e la Fiat 500 ibrida a Mirafiori. Il loro ingresso nelle linee di assemblaggio ha favorito una crescita significativa dei volumi, pur senza compensare completamente le perdite accumulate negli ultimi anni.Lo stabilimento lucano registra così un balzo dell'88,4%, con 35.920 veicoli assemblati. Il polo torinese, invece, segna una crescita ancora più marcata, pari al 135,4%. Tuttavia, le 36.048 unità prodotte alimentano ancora i timori sul mancato raggiungimento, entro fine anno, dell'obiettivo dei 100 mila veicoli complessivi.Pomigliano d'Arco si conferma ancora una volta il cuore della produzione italiana grazie all'inossidabile Fiat Pandina. Lo stabilimento campano, con 79.050 unità realizzate, mantiene sostanzialmente gli stessi volumi di un anno fa grazie al +6% della citycar, nonostante il calo del 18,6% dell'Alfa Romeo Tonale. Un discorso a parte riguarda Maserati a Modena: il trasferimento da Torino delle GranTurismo e GranCabrio ha determinato un'impennata produttiva, con 475 esemplari assemblati contro i 45 dello scorso anno.Resta invece critica la situazione dello stabilimento di Cassino, dove la produzione è crollata del 36,2% fermandosi a 6.700 unità. Di queste, 4.125 sono rappresentate dalle Alfa Romeo Giulia e Stelvio, mentre le restanti 2.575 sono Maserati Grecale." un dato che evidenzia la drammaticità della situazione produttiva dello stabilimento", ha affermato il segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano. "La condizione del sito produttivo e dell'intero indotto, con questi numeri, è diventata insostenibile", ha aggiunto il sindacalista, ricordando che il 2025 si è chiuso con meno di 20 mila vetture prodotte e che le stime per il 2026 indicano un'ulteriore flessione, fino a circa 13 mila unità.
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