Tesla - Perché il prezzo del Tesla Cybertruck è aumentato del 17% dopo dieci giorni
Dieci giorni: tanto è durato il prezzo della versione d'attacco del Cybertruck della Tesla, la più economica da quando è iniziata la commercializzazione del pick-up elettrico, a fine 2023. Un allestimento abbastanza ricco, con due motori e trazione integrale, 325 miglia di autonomia (523 km), sospensioni adattive, copricassone elettrico e funzionalità V2L. Da oggi, però, il listino del pick-up elettrico schizza da 59.990 a 69.990 dollari: un aumento secco del 17%. Per questo modello, tra l'altro, non è neppure disponibile l'opzione di leasing, a cui accedono invece gli altri allestimenti. Una mossa non inattesaA poche ore dal lancio del nuovo allestimento, il 19 febbraio, sul social network Elon Musk aveva detto che il prezzo sarebbe rimasto valido "solo per i prossimi dieci giorni". Aggiungendo che "tutto dipende dalla domanda che vedremo con questo livello di prezzi". In questo caso, però, si tratta di un facile caso di profezia che si autoavvera: la domanda è stata gonfiata dall'offerta legata al prezzo più basso mai visto per questo modello (con una dotazione addirittura più ricca di quello che ha sostituito). Facile, a questo punto, giustificare l'aumento di prezzo con il maggior numero di richieste arrivate in dieci giorni.
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Verso le E-Car - Dacia Evader 2026, la SUV elettrica economica: base Twingo e prezzo da 18.000 euro
Oltre alla nuova C-Neo, nel corso del 2026 la Dacia presenterà una compatta elettrica chiamata Evader: realizzata sulla base della Renault Twingo, destinata inizialmente ad affiancare, e poi sostituire, la piccola Spring, fresca di restyling. Il nuovo modello potrebbe essere svelato già al prossimo Salone di Parigi che si terrà a ottobre, e proposto con prezzi che partono da 18.000 euro. Look da SUV urbanaLa base di partenza della Evader è la nuova Twingo, erede a batteria della storica utilitaria degli anni Novanta, e per questo le dimensioni saranno molto simili: la piccola elettrica della Dacia dovrebbe misurare circa 3,8 metri e larga poco più di 1,7, con un passo di 2,49 metri. In linea con la filosofia "avventurosa" del marchio, anche la Evader proporrà un look da crossover, come si vede anche nella nostra ricostruzione: assetto rialzato e tante protezioni in plastica, che la fanno sembrare una piccola SUV da città. Interni pratici e robustiAl momento non ci sono informazioni precise per quanto riguarda l'abitacolo, ma sappiamo che la Dacia non è solita riprendere in maniera pedissequa, all'interno dei propri modelli, le soluzioni già adottate dalla Renault. Una volta a bordo della Evader ci si troverà quindi in un ambiente semplice, robusto e ben costruito, con tante soluzioni orientate alla praticità (come il sistema YouClip) e al contenimento dei costi, si veda per esempio il supporto per smartphone al posto dell'infotainment nell'allestimento d'attacco. Pensata per la cittàNonostante sia un modello nato per muoversi principalmente in ambito urbano, non è da escludere che gli allestimenti più costosi prevedano soluzioni più "avventurose", peraltro già viste su altri modelli della Dacia, dai tappetini lavabili in gomma ai mancorrenti sul tetto che ruotano di 90, per trasformarsi in pratiche barre portatutto. Per quanto riguarda il bagagliaio, la Twingo ha una capacità di 360 / 1.000 litri, che nel caso della Evader potrebbero anche essere di più, favoriti dalle linee più squadrate del posteriore. Motori e batteriaDove invece la Dacia è solita attingere alla Renault come "banca organi" per i propri modelli è la gamma di motorizzazioni. Nel caso della Evader, possiamo quindi prevedere fin da subito un'unica motorizzazione da 60 kW (82 CV), che per la piccola francese si traduce in uno 0-100 coperto in 12,1 secondi e una velocità massima di 130 km/h. La batteria LFP al litio-ferro-fosfato ha una capacità di 27,5 kWh, per un'autonomia dichiarata, sempre nel caso della Twingo, di 263 km nel ciclo WLTP. Considerate le forme più alte e squadrate della Evader, 250 chilometri può essere una stima plausibile. La potenza massima di ricarica in corrente continua dovrebbe essere di 50 kW. Fatta in Europa, per l'EuropaDiversamente dalla Spring, la seconda Dacia elettrica sarà interamente progettata e prodotta in Europa, e questa la mette in ottima posizione per entrare nel nascente segmento delle E-Car, anticipata lo scorso dicembre dal "pacchetto Automotive" presentato dalla Commissione Europea. Per poter beneficiare degli incentivi e delle agevolazioni previste per questa categoria di modelli, è necessario che siano lunghi al massimo 4,2 metri e che siano "prodotti all'interno dell'Unione Europea". Un passaggio che si presta a molti distinguo, e sul quale si attende maggior chiarezza dal legislatore.
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Lutto nell'auto - Addio a Sandro Munari, il Drago dei rally: luomo che conquistò il Monte Carlo nella notte del Turini
Ciao, drago. Anzi, Drago, perché così, con la D maiuscola, ce n'è stato e ce ne sarà soltanto uno, Sandro Munari. Sei partito, a 85 anni e dopo una malattia abbastanza lunga, per l'ultima prova speciale, quella dalla quale non si fa più ritorno al parco assistenza.E lo hai fatto proprio nei giorni in cui tutti parlano di te, perché sono passati cinquant'anni da quella leggendaria notte del Turini, quando con la tua piccola Lancia Fulvia 1.6 HF sbaragliasti tutto lo squadrone delle Alpine-Renault, esaltando l'orgoglio di una schiera di italiani appassionati di rally, aprendo il poker delle tue quattro vittorie al Rally di Monte Carlo.Una perla preziosa, nel tuo palmarès infinito, di unico campione del mondo rally che non si poteva chiamare così, ché nel 1977 quella che vincesti era ancora la Coppa FIA Piloti (il primo titolo iridato sarebbe stato assegnato due anni dopo al tuo amico-rivale Björn Waldegrd). Ma non importa, perché per noi saresti sempre stato tu il primo, vero campione del mondo, unico italiano fino all'arrivo di Miki Biasion (e da allora, purtroppo, nient'altro). Carriera straordinariaCon le quattro ruote, Sandro, hai vinto tutto. Due titoli italiani rally, uno europeo (1973), sette gare valide per il Mondiale, quattro Rally di Monte Carlo (facendo grande la Lancia Stratos), ma anche la Targa Florio 1972, con la Ferrari 312 PB divisa con un altro mito italiano, Arturo Merzario, e il Tour de France Automobile, con la Stratos, sempre affiancato dall'inseparabile Mario Mannucci.Sei stato in cima al mondo, senza che questo cambiasse in alcun modo il tuo essere schivo, modesto, riservato: più bravo al volante che con le parole, al contrario di tanti campioni di oggi. Ci hai fatto esaltare negli anni dell'epopea italiana dei rally, all'insegna prima della Lancia, poi della Fiat, poi ancora della Lancia.Un'epoca eroica, quando le corse su strada erano ancora fatica, sudore, resistenza, notti in bianco, e non sfide al decimo di secondo. Quando, come hai raccontato, il rally non era una gara di regolarità, né un raduno, ma una marcia al limite delle possibilità fisiche e meccaniche su strade tracciate quando l'automobile apparteneva ancora alla fantasia. Di tutto questo, non ti ringrazieremo mai abbastanza. I ricordiDegli anni più belli hai affidato la memoria a un libro, scritto nel 1981 con Cesare De Agostini, oggi praticamente introvabile e intitolato, guarda un po', La coda del Drago. Un flusso di ricordi che inizia proprio da lì: Mi chiamavano Drago, scrivevi, fu un secondo nome con il quale mi avevano ribattezzato, in un giorno senza data tra gli anni '60 e '70, proprio il periodo in cui i rally cominciavano a mettere radici in Italia e a creare i loro personaggi.Poesia pura, ma quel soprannome non te l'ha più tolto nessuno, Drago. Uomo della notte, che di notte ha costruito tante delle sue vittorie, che ha dovuto vivere a ore rovesciate, che, per sua ammissione, è di natura uno fondamentalmente solo.Gli aneddoti. Ce ne sono decine, raccontati in quel libro. Di quel Monte Carlo 1972, Munari, che con la Fulvia si era trovato in testa dopo il ritiro dell'Alpine di Jean-Pierre Nicolas per la rottura del cambio, scriveva: Mancano quattro o cinque ore alla fine della gara.La dimensione umana delle corse: altro che freddi campioni. Chi sta al volante vive attimi di puro terrore. Per la paura di perdere una gara ormai quasi vinta. Per la paura e basta.E invece l'hai fatto. Prima con la Fulvia, poi con la Ferrari. Con la quale trionfasti, battendo l'Alfa Romeo 33 di Nanni Galli ed Helmut Marko (proprio lui, l'eminenza grigia di oggi della Red Bull Racing). Per poi dire, alla fine: Il 7080% del merito della vittoria va a Merzario.I grandi campioni si riconoscono anche da questo. Grazie, Drago.
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Skoda - Un nuovo plug-in da 272 CV per la Superb (ma non in Italia)
Secondo quanto dichiara la Skoda, una Superb venduta su quattro è ibrida plug-in. Abbastanza naturale, quindi, ampliare l'offerta con una nuova motorizzazione, più potente, da 200 kW (272 CV), già utilizzata su altri modelli del gruppo Volkswagen, come la Audi Q3, la Cupra Formentor VZ e la Golf GTE. 68 CV e 50 Nm in piùDisponibile al momento solo per la berlina a tre volumi negli allestimenti più ricchi, il nuovo powertrain ibrido plug-in è il più potente nella gamma della Superb: a muoverlo il 1.5 TSI da 130 kW (177 CV) abbinato a un'unità elettrica da 85 kW (116 CV) e una batteria da 25,7 kWh lordi, per una percorrenza a zero emissioni di 134 km. Rispetto al powertrain da 150 kW (204 CV), questo guadagna 50 kW e altrettanti Nm di coppia, per un'accelerazione da ferma a 100 km/h in 7,1 secondi e una velocità massima di 225 km/h. Freni più potenti (e più freddi)Per gestire l'incremento di potenza è stato migliorato l'impianto frenante, che ora prevede dischi ventilati anche al posteriore da 310 mm di diametro e 22 di spessore (rispetto a quelli da 300 x 12 del modello da 150 kW). All'anteriore sono invece state ampliate le prese d'aria che raffreddano i freni. Per ora non arriva in ItaliaPer il momento l'introduzione di questo powertrain riguarda la versione berlina della Superb, e solo negli allestimenti Sportline e Laurin & Klement. In Italia, dove l'ammiraglia boema viene commercializzata solo nella variante station wagon, non è previsto l'arrivo della nuova motorizzazione. La situazione potrebbe però cambiare se, come molto probabile, la Skoda dovesse decidere di portarlo anche sulla famigliare.
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Modelli e prezzi - Auto a 7 posti: dalle icone ai marchi emergenti, 10 modelli per famiglie
In altri tempi erano più in voga. Certamente più famose, complice il successo di modelli iconici, negli anni d'oro delle monovolume. Oggi le auto a sette posti non sono propriamente sulla bocca di tutti, ma restano comunque molto utili: lo dimostra un'offerta ancora abbondante e variegata, cui si è appena aggiunta anche la Tesla Model Y.I modelli disponibili sono numerosi, come potete verificare di persona consultando il nostro listino (cliccando il filtro 7 posti nella ricerca). Grandi o compatte, generaliste o premium, termiche o elettriche. Con tante nuove proposte arrivate dalla Cina. Prezzi? Si va da circa 20 mila euro a oltre 100 mila euro.Tra nomi noti e outsider, qui sotto trovate 10 modelli a sette posti che spaziano dall'accessibile al lusso. Citroën C3 AircrossIn 4,4 metri di Suv, Stellantis è riuscita a inserire sette sedute (l'auto è disponibile anche a cinque posti). Lo stesso vale per la Opel Frontera, che di fatto è la sua gemella tedesca. Quando non servono, gli strapuntini si ripiegano facilmente, lasciando spazio a un bagagliaio da 330 litri. Prezzi da 23.500 euro per la versione a sette posti. Dacia Jogger Un po' crossover, un po' giardinetta. La Dacia per famiglie offre anche la terza fila di sedili, abbinata a una gamma di motori pensata per quasi tutte le esigenze (tranne il diesel): benzina, Gpl e full hybrid. Prezzi da 19.250 euro per la versione a 7 posti. Evo SpazioEvo, marchio del gruppo DR, non abbandona la ricetta della grande monovolume a prezzi abbordabili. Lunga 4,85 metri e spinta da un 1.5 turbo a benzina o Gpl, la Spazio può accogliere fino a 7 persone, con un listino che parte da circa 30 mila euro. Hyundai Ioniq 9Dentro è enorme, grazie ai suoi 505 cm da paraurti a paraurti. Ed è anche una delle non rarissime, ma ancora poco diffuse elettriche a 7 posti. La Ioniq 9 monta una batteria da 110 kWh ed è disponibile con trazione posteriore o integrale. Prezzi da 69.900 euro. Lexus LMUna MPV extra-lusso, configurabile come limousine o come piccolo torpedone. La Lexus LM unisce esclusività e praticità, ma il prezzo è da supercar: il listino parte da 135 mila euro. Mercedes GLB in arrivo la nuova generazione, con una doppia anima: ibrida o elettrica. La Mercedes GLB resta una delle porte d'accesso al mondo delle sette posti premium, senza dover salire sulle grandi (e costose) Suv ammiraglie. Listino da circa 46.000 euro. Renault EspaceDella storica monovolume ha conservato il nome e i sette posti, trasformandosi però in una Suv a tutti gli effetti. Oggi la Renault Espace è proposta esclusivamente con motorizzazioni ibride. Prezzi da 43.900 euro. Skoda KodiaqEsiste anche in versione RS, con trazione integrale e 245 cavalli. Ma la Kodiaq è apprezzata soprattutto per il comfort e per l'eccezionale capacità di carico: a voi la scelta tra un bagagliaio enorme o i sette sedili. Prezzi da 50.450 euro. Sportequipe 8All'interno della galassia dei marchi DR, Sportequipe punta ad alzare l'asticella. Frutto delle sinergie con il colosso cinese Chery, la Sportequipe 8 è una Suv a sette posti con prezzi a partire da circa 36 mila euro. SWM G03FNella lunga lista di outsider c'è anche la G03F della SWM (Speedy Working Motors), marchio nato a Varese negli anni 70 ma oggi di proprietà cinese. Questa Suv da 4,61 metri a sette piazze è disponibile a benzina o con sistema super-ibrido. Prezzi da 19.990 euro.
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