Test - Toyota GR Yaris Aero Performance: la compatta più vicina a unauto da rally

4 Ruote - Feb 05,2026
La Aero Performance è arrivata nella gamma Toyota GR Yaris e l'asticella già molto alta si alza ancora. Si tratta di un'evoluzione profonda, pensata per rafforzare il legame tra la versione stradale e il mondo sportivo di Toyota Gazoo Racing. Il primo contatto alla guida di questa compatta è avvenuto in un contesto tutt'altro che casuale: il Rally di Montecarlo, primo e leggendario appuntamento del Mondiale WRC 2026, una delle prove più dure e selettive tra strade tortuose, neve e ghiaccio a perdita d'occhio. Dalle competizioni alla stradaFin dal debutto nel 2020, la GR Yaris è stata sviluppata con un obiettivo chiaro: portare su strada l'esperienza maturata nelle competizioni. Un metodo che passa dall'analisi dei dati raccolti in gara al confronto diretto con i piloti, fino allo studio dei componenti sottoposti alle massime sollecitazioni. La nuova Aero Performance rappresenta l'ultimo passo di questa filosofia e introduce sei inediti elementi aerodinamici, progettati per migliorare prestazioni, raffreddamento e stabilità alle alte velocità e nelle frenate più decise. Dettagli tecnici e aerodinamica derivano dal motorsportTra le modifiche più evidenti spicca il nuovo cofano in alluminio con ampio condotto di estrazione del calore, ispirato alla Yaris GRMN e sviluppato nelle competizioni del Campionato rally giapponese. Dal mondo Super Taikyu arrivano invece lo spoiler anteriore ribassato, pensato per ridurre la portanza e affinare il bilanciamento aerodinamico complessivo un lavoro a cui ha contribuito anche il pilota professionista Kazuya Oshima.Al posteriore debutta un grande alettone regolabile manualmente, progettato per garantire maggiore stabilità alle alte velocità e in frenata, con la possibilità di aumentarne o ridurne l'incidenza in funzione dell'utilizzo, ad esempio in pista. Il pacchetto aerodinamico si completa con un nuovo rivestimento del sottoscocca, derivato ancora una volta dalle competizioni Super Taikyu, e con specifici condotti aerodinamici sia anteriori sia posteriori: i primi migliorano la direzionalità nelle frenate più impegnative, i secondi ottimizzano il flusso d'aria sotto l'auto, riducendo resistenza e turbolenze. Motore turbo e cambio manuale: un feeling da rallyentro il cofano ritroviamo una conferma: l'1.6 turbo a tre cilindri, capace di erogare 280 CV e 345 Nm, abbinato esclusivamente al cambio manuale a 6 rapporti. Un cambio solido, duro, con innesti tutt'altro che delicati - e forse poco amichevoli per un uso rilassato in città - ma che restituiscono una sensazione di coinvolgimento totale, quella che chi ama guidare cerca istintivamente.Lo sterzo è stato ulteriormente affinato: con il maggior grip generato dall'aerodinamica si può osare di più anche sugli angoli dell'avantreno, dando a questa compatta una rapidità nei cambi di direzione che richiama immediatamente il mondo delle corse. Ma non quello delle piste perfette: è una sensazione più ruvida, vera, tipica delle auto da rally su strada aperta. Insomma, la Toyota GR Yaris Aero Performance è probabilmente l'auto più vicina a una vera vettura da rally che si possa guidare legalmente su strada. Prezzi e versioniToyota GR Yaris: 52.000 euroToyota GR Yaris Aero Performance: 58.000 euro
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Nuova Suv - Xpeng GX: all'ammiraglia cinese piace il lusso Range Rover

4 Ruote - Feb 05,2026
La Xpeng ha presentato per il mercato cinese la sua nuova ammiraglia a ruote alte, la GX, dotata di powertrain range extender. Anche se, a guardarla da fuori, questa Suv di lusso fa pensare ad altre "range": la Range Rover, per essere precisi. Sembra un inglese di lussoLunga oltre 5,2 metri, la Xpeng GX riprende lo stile della Range Rover, in particolare nella fiancata, nello sviluppo orizzontale di cofano e tetto, che appare sospeso sopra i montanti neri, e il taglio verticale della coda. A ricordare la Suv inglese ci sono anche il taglio dei sottili gruppi ottici anteriori e il caratteristico colore champagne della carrozzeria.Le differenze si fanno più evidenti nella coda, dove al posto dei fari a sviluppo verticale c'è una striscia a Led che attraversa il portellone da parte a parte. Portellone che, per inciso, sembra avere una ribaltina separata, proprio come la Range Rover. A scomparsa le maniglie delle portiere (altro elemento in comune con la Suv inglese), che la Cina dovrebbe vietare a partire dal prossimo anno. Elettrica, ma ci sono pure i pistoniLa GX monterà un powertrain con range extender, ossia un'unità elettrica che dà trazione alle ruote, una batteria di media capacità e un motore termico che si occupa esclusivamente di ricaricare gli accumulatori. L'autonomia combinata dovrebbe superare i 1.000 chilometri. Le specifiche precise saranno svelate nei prossimi giorni: l'auto verrà presentata al Salone di Pechino di fine aprile, e il ministero dei trasporti cinese dovrebbe pubblicare i dati tecnici quanto prima. Nei prossimi anni la Xpeng introdurrà le motorizzazioni Reev (che la Casa chiama Xpeng Kunpeng Super Electric System) su altri modelli della sua gamma, tra cui la berlina P7 e la Suv G6, per ora solo sul mercato cinese.
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Made in Europe - Volkswagen e Stellantis avvertono Bruxelles: per salvare l'auto servono etichette e incentivi

4 Ruote - Feb 05,2026
Oliver Blume e Antonio Filosa, amministratori delegati del gruppo Volkswagen e di Stellantis, lanciano un appello congiunto alle istituzioni europee attraverso un intervento pubblicato su Il Sole 24 Ore, Les Echos e Handelsblatt. Al centro c'è uno dei pilastri del recente pacchetto Automotive della Commissione Ue: il trattamento preferenziale da accordare alle produzioni europee.In sintesi, i due manager ribadiscono una posizione sostenuta da tutta la filiera: ogni veicolo che soddisfa i criteri del Made in Europe dovrebbe ricevere un'etichetta dedicata e beneficiare di diversi vantaggi, come incentivi nazionali all'acquisto o corsie preferenziali negli appalti pubblici.  Un dilemma strategico per l'auto europeaL'intervento si apre con un'analisi del contesto geopolitico e delle due sfide centrali per l'industria automobilistica europea: la concorrenza di importatori provenienti da Paesi con norme meno rigorose e l'esposizione ai rischi del commercio internazionale.Il caso più evidente è quello delle batterie. L'Europa sta investendo miliardi per sviluppare e produrre una tecnologia cruciale. Al tempo stesso, i clienti si aspettano veicoli elettrici accessibili, condizione fondamentale per la diffusione della mobilità elettrica.Tuttavia, spiegano Blume e Filosa, più basso è il prezzo di un'auto, maggiore è la pressione per importare le batterie più economiche possibili. Ne deriva un conflitto tra riduzione dei costi a breve termine, dipendenza da Paesi terzi e resilienza strategica di lungo periodo. Le Case si trovano quindi davanti a un vero dilemma strategico. La risposta: rafforzare il Made in EuropePer risolvere il dilemma, Blume e Filosa indicano una direzione precisa: puntare con decisione sul Made in Europe. Il loro ragionamento si basa su due principi fondamentali. Prima di tutto, chi vende veicoli ai clienti europei dovrebbe produrli in condizioni equivalenti, assicurando così una concorrenza realmente leale. Inoltre, le risorse dei contribuenti europei devono essere impiegate per sostenere la produzione interna e attirare nuovi investimenti nel continente.Il concetto di Made in Europe deve essere definito con criteri chiari, evitando qualsiasi deriva protezionistica. L'obiettivo è costruire o rafforzare la resilienza europea nelle componenti più strategiche. Per i veicoli elettrici, questo significa considerare la produzione del veicolo, il powertrain elettrico, le celle delle batterie e le componenti elettroniche più rilevanti.Secondo i due manager, gli obiettivi devono essere ambiziosi ma realistici. Occorrono incentivi intelligenti per sostenere una crescita stabile della produzione europea. L'etichetta Made in Europe e i sussidi all'acquisto, però, non bastano: servono anche misure capaci di compensare i costi aggiuntivi richiesti dalla produzione interna, come bonus CO inseriti nel regolamento sulle emissioni. Se un costruttore rispetta i requisiti Made in Europe per una parte significativa della sua flotta, il bonus dovrebbe essere applicato all'intera gamma di veicoli elettrici. In questo modo, le aziende sarebbero incentivate a mantenere la produzione nell'Ue e a reinvestire i miliardi risparmiati in sanzioni in progetti strategici sul territorio europeo. L'Europa deve decidere cosa vuole diventareSecondo Blume e Filosa, questo approccio permette di mantenere aperto il mercato europeo garantendo concorrenza leale, sostenendo crescita e occupazione e mantenendo i costi sotto controllo. Ma avvertono che i requisiti di localizzazione, da soli, non bastano a risolvere tutte le sfide. Serve una politica industriale completa, con sussidi mirati per la produzione di celle per batterie europee e incentivi all'acquisto dei veicoli elettrici prodotti in Europa.In un contesto globale in cui molti Paesi difendono con fermezza le proprie industrie, l'Europa deve decidere se vuole limitarsi a essere un mercato di destinazione o se intende rimanere una potenza industriale. Se attuata nel modo corretto, concludono i due dirigenti, una strategia Made in Europe potrebbe trasformarsi in una vera storia di successo europea.
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Supercar - la prima di 200: ecco la Mercedes-AMG GT 63 Pro 4Matic+ di Kimi Antonelli

4 Ruote - Feb 04,2026
La Mercedes-AMG ha consegnato il primo esemplare della GT 63 Pro 4Matic+ "Motorsport Collectors Edition" a Kimi Antonelli, pilota della scuderia Mercedes AMG Petronas F1, a poche settimane dall'inizio della nuova stagione di Formula 1 (con tutte le novità a livello tecnico). Solo 200 esemplariProdotta in 200 esemplari, la GT 63 Pro 4Matic+ "Motorsport Collectors Edition" si caratterizza per i tanti dettagli che rimandano al team impegnato nel campionato iridato, a cominciare dal colore nero ossidiana metallizzato, le stelle argentate dipinte a mano sulle fiancate posteriori, i dettagli in tinta "Petronas" sulle fiancate, sullo splitter anteriore, sulle minigonne, sul diffusore, sui cerchi da 21" e sulle pinze freno. Preparata per correreLa sportiva tedesca monta il V8 biturbo AMG da 4.0 litri, capace di una potenza massima di 612 CV (450 kW). Specifica per questo modello la messa a punto aerodinamica, per ridurre il carico alle alte velocità e migliorare il raffreddamento del motore. A sottolinearne la vocazione corsaiola provvedono il pacchetto AMG Exterior Carbon Fibre, con splitter, diffusore e spoiler posteriore in carbonio, il tetto aerodinamico in vetro e l'alettone fisso sul portellone. L'impianto frenante prevede pinze fisse a sei pistoncini davanti (su dischi da 420 mm) e flottanti a un pistoncino dietro, mentre sui cerchi AMG da 21" sono montati pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2R Cup da 295/30 ZR 21 all'anteriore e 305/30 ZR 21 al posteriore. Sportiva anche dentroNell'abitacolo i sedili AMG Performance sono rivestiti in pelle nera e microfibra con impunture nella tinta Petronas, con lo stemma AMG in rilievo sui poggiatesta. Tanti i dettagli in fibra di carbonio su plancia e console centrale, dove si trova anche il badge "1 of 200". Di serie l'impianto audio Burmester High End3D, con 15 altoparlanti e 1.170 watt di potenza, la telecamera a 360, l'head-up display e la funzione specifica AMG Track Pace per la telemetria durante la guida in pista.
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Pubblicità - BYD, il Giurì stoppa la campagna contro Stellantis: Purefication si ferma, ora resta il caso ADAS

4 Ruote - Feb 04,2026
Il Giurì della Pubblicità ha imposto a BYD lo stop immediato della campagna Purefication, avviata a inizio anno e ritenuta un chiaro riferimento a Stellantis. Con il provvedimento 1/2026, l'Authority ha stabilito che i messaggi diffusi tramite TV, stampa, sito Internet e social media dalla filiale italiana del costruttore cinese violano il Codice di autodisciplina pubblicitaria.La campagna, dai toni ironici, puntava il dito sui problemi tecnici della cinghia a bagno d'olio del motore 1.2 PureTech di Stellantis, con slogan come La tua cinghia dà i numeri? e incentivi fino a 10.000 euro per chi rottamava uno dei modelli oggetto di richiamo. Per l'Authority la campagna è scorrettaSecondo l'Autorità, quei contenuti hanno infranto gli articoli 2 (comunicazione commerciale ingannevole), 14 (comparazione) e 15 (denigrazione) del Codice. Il Giurì ha quindi ordinato la cessazione immediata della campagna, giudicata come un attacco diretto e scorretto ai prodotti della concorrenza.  Sicurezza e ADAS: l'altro fronte BYD-StellantisParallelamente, il 20 gennaio BYD ha lanciato una seconda stoccata a Stellantis. Il tema riguarda i possibili risparmi che secondo il Ceo della Fiat, Olivier Franois, si potrebbero realizzare riducendo il numero di ADAS sulle citycar (per esempio Panda e 500) e compensando questi ultimi con una limitazione della velocità massima. Una proposta-provocazione che, in ogni caso, dovrebbe essere presa in considerazione dall'Europa, che di fatto ha reso obbligatori gli stessi Adas. Comunque sia, il marchio cinese ha risposto con una nuova campagna dedicata alle 5 stelle Euro NCAP ottenute dalla propria gamma, sottolineando gli investimenti nelle tecnologie di assistenza alla guida e nella sicurezza attiva, e la sensazione è che lo scontro tra i due big dell'automotive sia appena iniziato: sarà un match lungo, combattuto su un ring fatto di marketing e forse anche di tribunali, dove ogni mossa può trasformarsi in una strategia comunicativa. O in un caso legale.
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Guida autonoma - Waymo: I nostri robotaxi sono 10 volte più sicuri degli umani alla guida

4 Ruote - Feb 04,2026
L'arringa di Waymo si basa su un dato preciso: i suoi robotaxi causerebbero 10 volte meno incidenti con lesioni gravi rispetto alle auto guidate da persone in condizioni analoghe lungo lo stesso percorso. così che la società si appresta a replicare ai commenti critici, in vista dell'audizione odierna alla commissione per il commercio del Senato degli Stati Uniti, come riporta la Reuters. Le polemiche sulla sicurezza e i casi criticiL'azienda del gruppo Alphabet (holding cui fa capo Google) è infatti al centro delle polemiche nate per diversi episodi. Non c'è solo la paralisi da blackout elettrico delle vetture senza conducente a San Francisco di fine 2025: le agenzie federali hanno aperto indagini su un suo veicolo che ha colpito un bambino vicino a una scuola elementare e su altri casi in cui i robotaxi sono passati accanto a scuolabus fermi mentre i passeggeri salivano o scendevano dai mezzi.Waymo comunque è in buona compagnia: anche i robotaxi Tesla sono nel mirino. Stando alla NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration), un automobilista americano è coinvolto in un incidente ogni 200 mila miglia, quattro volte meno spesso delle Model Y senza conducente. Meno vincoli per vincere la corsa contro la CinaProprio Waymo e Tesla sono in pressing sul Congresso USA affinché venga approvata una legislazione con meno vincoli sulla guida autonoma per far progredire i veicoli robot: sostengono che la leadership americana nel settore sia sotto la minaccia diretta della Cina, in un comparto di importanza strategica paragonabile a quella dell'aviazione e dello spazio. 
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Pneumatici - Continental Silent Pattern e ContiSilent: come funzionano le tecnologie che riducono il rumore

4 Ruote - Feb 04,2026
Il rumore è uno dei fattori che, oltre a influire sul confort a bordo di una vettura, può incidere pesantemente anche sull'ambiente circostante: l'Organizzazione mondiale della sanità ha individuato nel frastuono del traffico il secondo maggiore rischio ambientale per la salute in Europa.I pneumatici giocano ovviamente un ruolo determinante; per questo, da tempo, i costruttori sono obbligati a ridurne l'impatto acustico. L'emissione sonora è un tema così cruciale che viene evidenziato nell'etichetta europea obbligatoria dal 2012, insieme alle prestazioni in frenata sul bagnato e alla resistenza al rotolamento, parametro che incide direttamente sui consumi. Si lavora sui tasselliNelle gomme il livello di rumorosità dipende soprattutto dal disegno del battistrada, strettamente collegato alla capacità di smaltimento dell'acqua nella guida sul bagnato. Per i costruttori si tratta quindi di trovare un equilibrio difficile, progettando forme e dimensioni dei tasselli in grado di coniugare i due obiettivi.La soluzione di Continental si chiama Silent Pattern, un disegno ottimizzato per attenuare i suoni generati intorno ai 50 km/h, velocità alla quale il rumore di rotolamento risulta più percepibile. Per ridurre tale rumorosità, la spaziatura e le angolazioni dei blocchi del battistrada sono state volutamente differenziate. Una tecnica adottata anche da altri costruttori e che nel tempo si sta affinando sempre di più.Questa tecnologia è disponibile su diversi prodotti della gamma Continental, dalle EcoContact 6 Q alle coperture per autobus come le Conti Urban NXT. I passeggeri ringrazianoPer quanto riguarda il confort a bordo, con la diffusione delle auto elettriche il tema della rumorosità delle gomme diventa ancora più cruciale, soprattutto alle basse e medie velocità. Nelle Bev, infatti, manca il rumore del motore che fa da sottofondo e il rotolamento dei pneumatici diventa molto più avvertibile.Per contrastarlo, oltre a lavorare sull'insonorizzazione del veicolo, vengono adottate soluzioni specifiche come schiume interne alla struttura degli pneumatici: diversi produttori le propongono con vari nomi, come il Pirelli Noise Cancelling System o il MICHELIN Acoustic.Nel caso di Continental, questa tecnologia si chiama ContiSilent (immagine sopra) e secondo quanto dichiara il costruttore permette di ridurre fino a 9 dB il rumore di rotolamento (generato dalle vibrazioni dell'aria all'interno del pneumatico) percepito nell'abitacolo. La schiuma in poliuretano ha infatti il compito di assorbire parte delle vibrazioni generate dal pneumatico, impedendo che si propaghino all'interno del veicolo.
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2035 - Per i pro transizione la frenata dell'Europa porterà a meno elettriche e più CO

4 Ruote - Feb 04,2026
Transport & Environment, una delle associazioni ambientaliste più influenti a Bruxelles, ha pubblicato una lunga analisi sull'impatto della proposta della Commissione Europea per rivedere i regolamenti comunitari sulle emissioni delle auto. Nel report, ricco di numeri, grafici ed elaborazioni, T&E lancia un'accusa diretta alle istituzioni comunitarie sostenendo che la revisione porterà a un calo delle vendite di auto elettriche, compromettendo gli attuali benefici ambientali.Si tratta di una posizione già nota, anche nei numeri diffusi dagli stessi promotori della revisione, ma che l'associazione ha deciso di rimarcare per aumentare la pressione su Bruxelles e spingerla a mantenere lo status quo. Tanti numeri e qualche dubbioSecondo T&E, le conseguenze della revisione sarebbero di vasta portata, soprattutto per quanto riguarda il ritmo di adozione delle auto elettriche. La Commissione propone infatti di ridurre l'obiettivo di abbattimento delle emissioni al 2035 dal 100% al 90%, lasciando il 10% residuo alla possibilità di usare biocarburanti, efuel e acciaio verde. Questo consentirebbe ai costruttori di continuare a vendere motori a combustione e ibridi, con un impatto diretto sulla diffusione delle auto a batteria.All'interno dell'analisi emerge però un evidente cortocircuito statistico: T&E sostiene che la revisione ridurrà la quota di veicoli elettrici a batteria di 15 punti percentuali, passando all'85% dal 100%. Una formulazione che nella versione sintetica dell'associazione può risultare ambigua, perché l'uso improprio del simbolo % potrebbe essere interpretato come riduzione percentuale anziché come variazione assoluta. Più avanti, infatti, la stessa T&E chiarisce il dato parlando correttamente di punti percentuali.L'associazione stima inoltre gli effetti al 2030: la spalmatura delle emissioni sul periodo 20302032 e l'introduzione di supercrediti dedicati alle piccole elettriche europee potrebbero portare a un calo di 10 punti percentuali della quota di Bev, dal 57% al 47%. T&E parla di una vera e propria decelerazione dell'adozione delle elettriche proprio nella fase più critica della transizione. Gli scenari del 2035Ulteriori dubbi emergono nel passaggio dedicato al 2035. T&E afferma che la quota di Bev dipenderà dal mix di alimentazioni scelto dalle case automobilistiche. L'associazione spiega che con il target del 90% le flotte dovranno restare sotto 11 gCO/km come media di flotta nel 2035. E dopo quella data, i costruttori saranno liberi di vendere qualsivoglia propulsore: benzina, diesel, ibridi, plugin e range extender.A seconda del mix, secondo T&E le case potrebbero vendere fra il 5% e il 50% di veicoli non elettrici. importante chiarire che il 50% nonBEV non appartiene allo scenario centrale, ma rappresenta un estremo teorico di sensitività: si verifica solo nell'ipotesi di forte ricorso a elettriche con range extender molto efficienti, valutate da T&E a 22 g/km. Se invece lo scenario considera un portafoglio più realistico con molte ibride plugin a 45 g/km, la quota nonBEV scenderebbe al 25%. Nel cosiddetto scenario centrale, T&E ipotizza: 10% PHEV, 5% ICE e il resto Bev. da questo scenario che deriva la stima dell'85% di auto elettriche al 2035. L'impatto sulle emissioni sarebbe altrettanto significativo. T&E sostiene che la revisione porterebbe le flotte europee a emettere 720 milioni di tonnellate di CO in più fra il 2025 e il 2050, pari a un incremento del 10% rispetto alla normativa attuale. E gli scenari peggiorativi non finiscono qui: se Bruxelles dovesse indebolire ulteriormente il target, passando dall'obiettivo del 100% all'80% nel 2035, distribuire su cinque anni i requisiti al 2030 e ampliare il sistema dei supercrediti, la quota Bev scenderebbe al 32% nel 2030 e al 70% nel 2050, mentre le emissioni crescerebbero di 1,4 miliardi di tonnellate. Le raccomandazioniNella parte finale del documento, T&E entra nel merito delle proprie richieste alla Commissione, chiedendo di eliminare i crediti per i biofuel, cancellare i meccanismi di compliance pluriennale, ridurre il peso dell'acciaio verde e rivedere la definizione stessa di eCar. L'associazione propone di ridurre la lunghezza massima delle vetture elettriche incentivabili da 4,2 a 4,1 metri, di abbassare i supercrediti da 1,3 a 1,2, di limitarne la validità a tre anni e di riservarli esclusivamente a modelli prodotti in Europa, con batterie assemblate nel continente e una quota crescente di componenti europei.In definitiva, dopo pagine di grafici e simulazioni, T&E arriva alla prevedibile conclusione: per l'associazione è indispensabile mantenere standard rigorosi sulle emissioni di CO fino al 2035, chiedendo a Bruxelles un dietrofront e il ritorno ai regolamenti originari.
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The Mall Race - Il nuovo evento che unisce motori, lifestyle e panorami mozzafiato

4 Ruote - Feb 04,2026
Non è una gara, certo, ma non è nemmeno un semplice tour. The Mall Race nasce con un'idea precisa: mettere al centro il piacere di guidare, scegliendo strade, soste e tempi con la stessa cura con cui si prepara un viaggio atteso da tempo. il primo evento dedicato ai motori firmato The Mall Luxury Outlets, pensato per chi vive l'automobile come parte di uno stile di vita che intreccia motori, territori ed experience. Dal 17 al 19 aprile, 30 equipaggi selezionati affronteranno un percorso tra Toscana e Liguria, unendo strade panoramiche e soste esclusive. La partenza è fissata a The Mall Firenze, con arrivo finale a The Mall Sanremo e tappa intermedia a Forte dei Marmi. Un'esperienza di guida consapevoleThe Mall Race non è una competizione cronometrata, ma un'esperienza che celebra la guida come gesto consapevole. Per tre giorni i partecipanti si muoveranno in un contesto che unisce eccellenze paesaggistiche, ospitalità di qualità e momenti pensati per il piacere: hotel eleganti, cene di gala e attività su misura.La collaborazione con Victorious e il legame con l'automotiveOrganizzato insieme a Victorious, realtà con grande esperienza nel mondo delle experience automotive d'alta gamma, l'evento consolida il dialogo tra The Mall e il settore dei motori. Dopo collaborazioni prestigiose come la 1000 Miglia e l'apertura della Dallara Lounge a Sanremo, questo appuntamento rappresenta un passo ulteriore verso un'integrazione ancora più fluida tra lifestyle e territorio. Programma e dettagli della partecipazioneLa quota partecipativa include l'iscrizione di auto e pilota, l'ospitalità in hotel quattro stelle, il catering completo e la welcome bag. Partecipare significa immergersi in un racconto fatto di strade ed emozioni.17 aprile The Mall Firenze Forte dei Marmi10:00 11:00: Registrazione dei team11:00 12:30: Shopping experience12:30: Brunch14:30: Partenza 1 tappa19:00: Arrivo a Forte dei Marmi, checkin e cena18 aprile Forte dei Marmi Sanremo09:00: Partenza 2 tappa13:00: Pranzo lungo il percorso18:00: Arrivo a Sanremo con sfilata nel centro storico20:30: Cena di gala (dress code: cocktail)19 aprile Sanremo The Mall Sanremo09:00: Partenza per la tappa finale10:30: Tempo libero per lo shopping13:00: Brunch conclusivo14:30: Cerimonia di premiazione e saluti finali
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Aspi - Italia in Movimento: le autostrade protagoniste alla Triennale per Milano-Cortina 2026

4 Ruote - Feb 04,2026
Fra le numerose iniziative legate alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, Italia in Movimento. Autostrade e futuro si distingue per il suo approccio culturale. La mostra alla Triennale di Milano, promossa da Autostrade per l'Italia e realizzata in collaborazione con il MAXXI (Museo nazionale delle arti del XXI secolo), invita i visitatori a riflettere sul ruolo delle autostrade: infrastrutture di collegamento, ma anche elementi che modellano paesaggio, mobilità e identità del Paese. Un viaggio, mille emozioni tra storia e futuroCurata da Pippo Ciorra con Angela Parente, l'esposizione (visitabile fino al 22 febbraio) propone un percorso in quattro sezioni che intreccia storia, architettura, fotografia e visione futura. Dalla costruzione della rete autostradale alla rappresentazione del viaggio come esperienza sociale, dalla valorizzazione del territorio attraverso gli scatti di Iwan Baan fino alle prospettive tecnologiche offerte da Emiliano Ponzi, le infrastrutture diventano strumenti di connessione tra territori, comunità e grandi eventi internazionali.
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