Canada - Stop agli obblighi sulle elettriche, ma arrivano maxi incentivi "antiTrump"

4 Ruote - Feb 06,2026
Il Canada reagisce alle continue minacce di Donald Trump con una nuova politica industriale orientata a ridisegnare il futuro del suo settore automobilistico.Da un lato, il governo guidato da Mark Carney (nella foto sotto durante una visita a un impianto di componentistica in Ontario) ha cancellato l'obiettivo introdotto dalla precedente amministrazione Trudeau, che prevedeva il 20% di auto elettriche vendute entro il 2026 e l'obbligo di passare ai veicoli a zero emissioni entro il 2035. Dall'altro lato, però, Ottawa ha presentato una strategia completamente rinnovata per sostenere l'industria locale, puntando su un pacchetto di agevolazioni agli investimenti e su un percorso di elettrificazione più graduale. Le nuove strategieIn sostanza, il Canada compie un passo indietro e uno in avanti allo stesso tempo, con l'obiettivo di ridurre la forte dipendenza dal mercato degli Stati Uniti. L'industria automobilistica canadese impiega oltre 500.000 lavoratori (di cui 125 mila direttamente) e nel 2025 ha prodotto più di 1,2 milioni di vetture. Il 90% dei veicoli realizzati nel Paese e il 60% della componentistica vengono esportati negli USA. Un equilibrio diventato critico da quando Washington, da aprile, applica un dazio del 25% su tutte le parti automobilistiche considerate non americane.Per rafforzare l'autonomia industriale, il governo canadese ha quindi varato una nuova strategia articolata su più fronti. Sono stati messi in campo 3 miliardi di dollari di incentivi destinati alla produzione locale, insieme a un ampio sistema di agevolazioni fiscali, come crediti d'imposta e superammortamenti. Parallelamente sono stati ripristinati gli incentivi all'acquisto, con un contributo fino a 5.000 dollari per le auto elettriche (che calerà progressivamente fino a 2.000 dollari nel 2030) e fino a 2.500 dollari per le ibride plug-in (destinati a scendere a 1.000 a fine decennio). I sussidi sono validi per veicoli con prezzo massimo di 50.000 dollari, una soglia che però non viene applicata ai modelli elettrici prodotti in Canada.Ottawa ha inoltre approvato misure per espandere le reti di ricarica, introdotto strumenti per la tutela dei lavoratori e definito una nuova roadmap per la riduzione delle emissioni. Saranno introdotti standard sempre più severi, con l'obiettivo di raggiungere il 75% di vendite elettriche entro il 2035 e il 90% entro il 2040.
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Stati Uniti - Tesla Roadster: Musk deposita il nuovo logo, la supercar elettrica dei sogni è vicina?

4 Ruote - Feb 06,2026
Secondo numerose indiscrezioni emerse online, Tesla avrebbe depositato un nuovo logo per la Roadster, confermando il debutto ormai imminente del modello definitivo, atteso da quasi nove anni. Nei documenti presentati allo United States Patent and Trademark Office (USPTO) compare non solo il logo dedicato al modello, ma anche un profilo stilizzato che richiama il design slanciato della futura sportiva elettrica.Il debutto della vettura sarebbe previsto per aprile. Nove anni di attesa per la supercar elettricaLa Tesla Roadster è probabilmente il modello più discusso nella storia dell'azienda. Presentata con grande enfasi nel 2017, prevedeva un deposito di 50.000 dollari per prenotare un esemplare dal prezzo di 200.000 dollari. Successivamente è però sparita dai radar a causa delle difficoltà di sviluppo e dei continui aggiornamenti previsti per incrementare ulteriormente le prestazioni.Nel corso degli anni Elon Musk ha rilasciato dichiarazioni di ogni tipo: presentazioni imminenti, inizio produzione, un pacchetto opzionale con razzi SpaceX, fino alla promessa di prestazioni mai viste prima su un veicolo stradale. L'obiettivo più recente? Sempre più estremo: 0-60 miglia in meno di un secondo. Nelle ultime settimane è arrivato anche l'ennesimo annuncio shock: la nuova Roadster sarà l'ultima e la migliore auto guidata dall'uomo. La Roadster del 2008 è nello spazioLa nuova Roadster rappresenta anche un forte richiamo al passato. Con questo nome, infatti, fu presentata la prima Tesla della storia, nel 2008: una due posti elettrica basata sulla piattaforma della Lotus Elise, proposta all'epoca a circa 90.000 dollari e prodotta in circa 2.500 unità.Tra tutte, la più famosa rimane quella lanciata nello spazio da SpaceX nel 2018, con il manichino Starman al volante. L'auto è tuttora tracciabile online, diventando una delle icone più note dell'era Musk.
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Logistica - Gioia Tauro, BYD apre lhub per la distribuzione nel CentroSud: già sbarcate 1.200 auto

4 Ruote - Feb 06,2026
La BYD sceglie il porto di Gioia Tauro come suo hub strategico per la gestione e la distribuzione dei veicoli nell'Italia centro-meridionale. Le attività logistiche saranno svolte nello scalo calabrese, uno dei principali poli di transhipment del Mediterraneo, grazie a una collaborazione con l'azienda specializzata Automar. Il primo carico è già arrivatoLa partnership, formalmente avviata con l'arrivo a Gioia Tauro di una nave contenente 1.200 vetture BYD destinate alla rete italiana, prevede una gestione integrata di trasporto marittimo, ferroviario e su gomma. All'interno dello scalo, Automar gestisce una piattaforma dedicata alla logistica automotive e alla gestione dei veicoli (foto sopra): il terminal copre 320.000 metri quadrati, offre una capacità di stoccaggio di circa 18.000 mezzi ed è dotato di un centro PDI (PreDelivery Inspections) da 2.400 metri quadrati e di tre binari di raccordo ferroviario.Per BYD, la scelta di Gioia Tauro risponde a una logica di ottimizzazione dei flussi logistici, grazie alla posizione strategica dello scalo e alla possibilità di gestire ingenti volumi, garantendo velocità, flessibilità e continuità operativa.La crescita che stiamo registrando aggiunge il country manager Alessandro Grosso richiede una supply chain solida e capillare. Questa partnership è un tassello importante per migliorare il servizio alla nostra rete e la distribuzione. La collaborazione con Automar ci consente di contare su competenze specifiche nella gestione dei veicoli.Per Automar, invece, la scelta del colosso cinese rafforza il ruolo strategico di Gioia Tauro come polo logistico capace di attrarre traffici, investimenti e nuove opportunità di sviluppo, confermando il valore di una visione industriale che guarda al Sud come leva competitiva per il sistema Paese.Collaborare con un brand vincente e in forte crescita come BYD conferma il valore del lavoro svolto e il ruolo strategico del nostro terminal, sottolinea il presidente Costantino Baldissara.
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Volkswagen - La Scout Traveler Pacific Mist anticipa le personalizzazioni per la Suv elettrica del 2027

4 Ruote - Feb 06,2026
Il Gruppo Volkswagen tiene alta l'attenzione sul marchio Scout presentando la Traveler Pacific Mist Concept. I modelli elettrici di serie debutteranno sul mercato americano nel 2027 e questo prototipo mostra le potenzialità di personalizzazione che saranno in futuro offerte ai clienti. La Suv Traveler, in particolare, sarà offerta a partire da meno di 60.000 dollari. Colori e materiali su misuraSulla base della SUV Traveler, che condivide con il pick-up Terra piattaforma e principali elementi di design, è stata creata la variante Pacific Mist ispirata alla California. La tinta esterna multistrato è stata formulata appositamente per questo esemplare unendo il blu dell'oceano e l'argento delle nuvole, mentre tutte le altre finiture esterne, il tetto e i cerchi di lega da 22" con pneumatici da 35" sono rifiniti in nero lucido. L'abitacolo contrasta con questi colori attraverso i rivestimenti in pelle rosso mattone e gli elementi in denim, caratterizzati da cuciture che ricordano gli stivali da cowboy. Gli accessori per il tempo liberoLa Traveler Pacific Mist è equipaggiata anche con degli accessori inediti su misura: le barre sul tetto predisposte per accogliere futuri sistemi di trasporto dedicati e il contenitore posizionato al posto della ruota di scorta sul portellone, pensato come una sorta di zaino con due comparti e ideale anche per trasportare attrezzatura sportiva bagnata.
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Governo - Decreto Sicurezza: via la patente a chi gira con coltelli e confisca dellauto per chi fugge allalt

4 Ruote - Feb 06,2026
Stop alla patente per chi viene trovato con coltelli vietati: è una delle principali novità introdotte dal discusso Decreto Sicurezza, approvato dal Consiglio dei ministri il 5 febbraio 2026. Il provvedimento raccoglie una serie di misure urgenti, dal fermo preventivo allo scudo penale, per contrastare i recenti episodi di violenza che hanno segnato il Paese. Tra questi rientrano i gravi fatti di Torino del 31 gennaio, dove la protesta per Askatasuna è degenerata in guerriglia urbana. A pesare sulla decisione del Governo ci sono anche episodi che coinvolgono i più giovani, come l'omicidio del 16 gennaio a La Spezia, in cui un 19enne di origini egiziane è stato ucciso con un coltello da un coetaneo di origini marocchine. La norma diventerà operativa una volta pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Patente: decide il PrefettoChi, senza giustificato motivo, porta fuori dalla propria abitazione strumenti con lama affilata o appuntita oltre 8 centimetri, oppure strumenti con lama pieghevole superiore a 5 centimetri, rischia una pena da sei mesi a tre anni di reclusione. Gli ufficiali e gli agenti di Polizia Giudiziaria inviano gli atti al Prefetto, che può disporre - per un periodo fino a un anno - la sospensione della patente, del certificato di abilitazione professionale per motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori, misure che si aggiungono al procedimento penale.Se la persona fermata non possiede ancora la patente, non potrà conseguirla per un periodo fino a dodici mesi. Quando invece il reato è commesso da un minore, chi esercita la responsabilità genitoriale è soggetto a una sanzione pecuniaria compresa tra 200 e 1.000 euro. Misure anti baby gangIl Codice penale già oggi prevede un impianto severo per questi comportamenti, ma l'iter processuale e le garanzie dell'ordinamento fanno sì che la reclusione sia un esito raro per i giovani incensurati. Per questo il legislatore punta su una sanzione amministrativa immediata, come il blocco della patente, capace di incidere direttamente sulla quotidianità del ragazzo. L'obiettivo dichiarato del Governo è quello di arginare il fenomeno delle baby gang e degli studenti che introducono oggetti pericolosi negli istituti scolastici, attraverso una misura di forte deterrenza. Codice della Strada: cosa cambia per chi non rispetta l'altModifiche importanti riguardano anche l'articolo 192 del Codice della Strada, che disciplina il mancato rispetto dell'alt delle Forze dell'ordine. Chi si dà alla fuga con modalità tali da mettere in pericolo l'incolumità altrui è punito con reclusione da sei mesi a cinque anni, oltre alla sospensione della patente da uno a due anni e alla confisca del veicolo, che diventa proprietà dello Stato salvo appartenga a soggetti estranei al reato. Le stesse previsioni si applicano nei casi in cui non sia possibile procedere subito all'arresto per ragioni di sicurezza o di incolumità pubblica o individuale.
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Giappone - Toyota, cambio al vertice: Kon nuovo CEO, ecco perché Sato lascia la guida

4 Ruote - Feb 06,2026
La Toyota procede con un cambio al vertice solo in parte sorprendente: dall'1 aprile il direttore finanziario Kenta Kon assumerà il ruolo di presidente esecutivo e amministratore delegato, sostituendo Koji Sato.Il rimpasto è legato al nuovo incarico istituzionale affidato a Sato, che da poche settimane è diventato ufficialmente presidente della Japan Automobile Manufacturers Association (JAMA). Il manager rimarrà comunque nell'organigramma Toyota come vicepresidente e nel nuovo ruolo di Chief Industry Officer. I motivi del rimpastoLa Toyota ha spiegato nel dettaglio le motivazioni del cambio al vertice. Nel suo nuovo ruolo, Sato si concentrerà sul settore automobilistico in senso più ampio, includendo anche le strategie della stessa Toyota, mentre Kon sarà responsabile della gestione interna dell'azienda come presidente e CEO.Questo cambiamento di ruoli mira ad accelerare il processo decisionale del management in risposta ai cambiamenti dell'ambiente interno ed esterno e a creare una struttura capace di realizzare appieno la missione Toyota, afferma la multinazionale.Nel difficile contesto economico attuale per l'industria automobilistica, cresce l'urgenza di accelerare iniziative concrete di collaborazione industriale per rafforzare la competitività internazionale. Per questo il ruolo di Sato alla JAMA assume una rilevanza significativa: oltre alla guida dell'associazione, è anche vicepresidente della Federazione imprenditoriale giapponese, con il compito di avanzare proposte politiche focalizzate sul monozukuri (produzione) e sulla cooperazione industriale.Secondo Toyota, oggi è necessario non solo rafforzare la cooperazione interna al settore, ma anche ampliare le partnership oltre i suoi confini. Il Consiglio di amministrazione ha quindi stabilito che contribuire al settore è responsabilità di Toyota, dando così il via libera alla nomina di Sato alla presidenza JAMA.Perché proprio KonLa scelta di Kenta Kon è stata motivata dalla sua esperienza maturata in Woven, il progetto di "città del futuro" avviato in Giappone, e soprattutto dal contributo offerto nel migliorare la struttura degli utili dell'azienda. Una competenza ritenuta decisiva per guidare Toyota in una fase di forte trasformazione e crescente pressione competitiva globale.
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Il reset di Filosa - Stellantis, transizione sovrastimata: l'inevitabile cambio di rotta costa 22 miliardi

4 Ruote - Feb 06,2026
Da mesi circolavano ipotesi sulla possibilità di pesanti svalutazioni e rettifiche di bilancio nei conti di Stellantis, ma nessuno immaginava una manovra della magnitudo resa pubblica con i risultati annuali. L'amministratore delegato Antonio Filosa ha scelto di rivedere in profondità le strategie del suo predecessore Carlos Tavares, reimpostando l'intero business con l'obiettivo dichiarato di soddisfare al meglio le preferenze dei clienti e sostenere una crescita profittevole. La decisione ha portato alla contabilizzazione di oneri per 22,2 miliardi di euro, una cifra addirittura superiore a quella affrontata da Ford in una revisione analoga. "Una transizione sovrastimata"La reimpostazione che abbiamo annunciato oggi si inquadra nel decisivo percorso avviato nel 2025, per tornare, ancora una volta, a porre i clienti e le loro preferenze come punto di riferimento di ogni nostra decisione", spiega Filosa, sottolineando che gli oneri "riflettono in larga parte il costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica, che ci ha allontanato dalle esigenze, dalle possibilità e dai desideri reali di molti acquirenti di autovetture".Inoltre, il manager parla di "criticità pregresse, che il nostro nuovo team sta progressivamente gestendo: abbiamo esaminato ogni angolo della nostra attività e stiamo attuando i cambiamenti necessari, mobilitando tutta la passione e l'ingegno che abbiamo in Stellantis. La risposta positiva dei clienti alle nostre iniziative di prodotto nel 2025 si è tradotta in un aumento degli ordini e in un ritorno alla crescita dei ricavi"."Nel 2026, la nostra attenzione incrollabile sarà rivolta a colmare i gap di esecuzione del passato, così da dare ulteriore impulso ai primi segnali di rinnovata crescita. Non vediamo l'ora di condividere tutti i dettagli della nostra nuova strategia durante l'Investor Day del 21 maggio", conclude l'ad. I numeri e gli effetti della stangata Gli oneri produrranno uscite di cassa per 6,5 miliardi nei prossimi quattro anni, ma i loro effetti si fanno sentire già nel secondo semestre: i ricavi risultano compresi tra 78 e 80 miliardi, mentre la redditività è scivolata in negativo con un risultato operativo tra -1,2 e -1,5 miliardi, una perdita netta tra 19 e 21 miliardi e flussi di cassa operativi compresi tra -2,3 e -2,5 miliardi.Nel dettaglio, 14,7 miliardi derivano dal riallineamento dei piani di prodotto alle reali preferenze dei clienti, dalle nuove normative sulle emissioni negli Stati Uniti e dalle aspettative significativamente ridotte per i modelli Bev. All'interno di questa cifra, 2,9 miliardi riguardano svalutazioni per prodotti cancellati - tra cui il Ram 1500 elettrico - e 6 miliardi sono collegati alle piattaforme. Altri 2,1 miliardi sono legati al ridimensionamento della supply chain dedicata ai veicoli elettrici.Un ulteriore impatto di 5,4 miliardi deriva da cambiamenti operativi, con 4,1 miliardi riferiti all'aggiornamento delle stime sui fondi garanzia, reso necessario dal recente aumento dei costi e da un deterioramento della qualità, conseguenza di decisioni operative non all'altezza delle aspettative. I rimanenti 1,3 miliardi comprendono altre iniziative, tra cui la riduzione della forza lavoro in Europa. Niente dividendoStellantis precisa comunque di aver "già adottato la gran parte delle decisioni necessarie per correggere la rotta, in particolare quelle volte ad allineare i piani e il portafoglio prodotti alla richiesta di mercato". Tra le varie azioni vengono citati il piano di investimento da 13 miliardi di dollari negli Stati Uniti, l'ampliamento delle scelte sulle motorizzazioni, la cancellazione di modelli "che non potranno conseguire volumi sufficienti a garantire la redditività", una "profonda riorganizzazione dei processi globali di produzione e gestione" della qualità. Inoltre, il gruppo sottolinea "i primi benefici tangibili" della revisione delle strategie, tra cui il ritorno a volumi e ricavi netti in crescita nel secondo semestre del 2025, un aumento degli ordini dai clienti e dalla rete e i miglioramenti negli indicatori iniziali di qualità": nel secondo semestre le consegne sono cresciute dell'11% a 2,8 milioni di unità, con un +39% solo in Nord America; gli ordini sono aumentati del 13% in Europa allargata; dall'inizio del 2025 le segnalazioni di problemi nel primo mese di servizio delle vetture sono calate di oltre il 50% in Nord America e di oltre il 30% in Europa allargata.Ci sono, però, ulteriori conseguenze, ma questa volta a carico degli azionisti. Infatti, le pesanti perdite hanno spinto il management a cancellare la distribuzione dei dividendi per il 2026. Le prospettiveInfine, non manca un passaggio sulle prospettive finanziarie per il 2026. Stellantis evidenza il contesto operativo complesso, "in particolare per via delle incertezze regolatorie ancora presenti in Europa allargata", ma punta sui "progressi ottenuti nel rafforzamento del portafoglio prodotti e nell'esecuzione industriale" per proseguire lungo un percorso di "miglioramento sequenziale" dei principali parametri di bilancio: per il 2026, si prevede un aumento dei ricavi netti, del margine operativo e della generazione di cassa, con un ritmo di crescita più sostenuto nel secondo semestre.
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Bosch - Track Performance Assist, il copilota virtuale che ti insegna a guidare forte

4 Ruote - Feb 06,2026
Avete presente quando si fa scuola guida e l'istruttore ha i doppi pedali per aiutare il principiante di turno? Ecco, ora pensate alla stessa cosa ma in pista, a 200 all'ora. E senza un umano al vostro fianco. Questo, in poche parole, è il Bosch Track Performance Assist, una sorta di copilota virtuale che, oltre a darti indicazioni su come guidare, ti può anche aiutare attivamente, arrivando perfino a frenare al posto tuo. L'ho provato sulla pista tedesca di Boxberg, mettendomi al volante di un'Aston Martin DB12 (4.0 V8 biturbo, 680 CV e 800 Nm) e devo dire che, dopo le diffidenze iniziali, ho iniziato ad apprezzarlo. Angelo custode, ma anche coachPremessa: amo le auto analogiche, mi piace guidare in purezza, senza elettronica. Ma farlo con una vettura da 2, 3 o 400 cavalli è una cosa, mentre passare a potenze molto superiori un'altra. Per questo, non disdegno quegli aiuti che ti consentono di fare bene o male quello che vuoi (ammesso che tu lo sappia effettivamente fare) e che intervengono un po' come angeli custodi, garantendoti sicurezza.Ecco, quello sviluppato dalla Bosch è un sistema pensato sia per questo, sia per insegnarti a guidare più forte.Agisce sulle varie centraline della vettura e, tramite diversi sensori, rileva la tua posizione in pista, la velocità e tantissimi altri parametri: dall'angolo di imbardata a quanto premi sul gas, per trovare sempre la velocità ottimale con cui percorrere una curva. Per farlo utilizza un'intelligenza artificiale che calcola la traiettoria ideale e la confronta con quella dell'auto, cercando di sovrapporle tramite interventi su freni e acceleratore (per ora non è previsto alcun assist di sterzo, ma sarebbe potenzialmente fattibile). Tutta la pista flat outNelle modalità più conservative (ce ne sono otto diverse) puoi anche farti tutto il circuito flat out, col piede affondato sul pedale del gas senza mai alzarlo. Dopo qualche timore iniziale (mi fidavo ciecamente degli ingegneri che l'hanno sviluppato, ma sull'auto c'ero io, non loro) ho provato a non mollare l'acceleratore, lasciando gestire tutto all'elettronica.Avvicinandoti alle curve, l'auto ti indica con una voce registrata il punto di staccata e, se tu non freni, frena lei per te. Entri in curva (sempre col gas spalancato) e il sistema parzializza l'acceleratore, aumentando la potenza inviata alle ruote posteriori man mano che inizi a riallineare. Sulla carta, dunque, il Track Performance Assist riesce a trovare il grip ottimale in ogni frangente, consentendoti di sfruttare al massimo l'auto.Riducendo l'intervento dell'elettronica, il punto di staccata viene comunque segnalato e, se vai lungo, lui è sempre lì a vegliare su di te. In accelerazione invece è abbastanza permissivo: se percepisce che hai il controllo, ti lascia pure uscire dalle curve di traverso.Il prodotto è già valido, ma ci sono ancora margini di miglioramento e Bosch non ha ancora deciso quando introdurre questo sistema di nicchia e riservato unicamente all'uso in pista sul mercato. Quello che è certo, però, è che questa tecnologia non è fine a sé stessa: il marchio tedesco intende infatti utilizzarla anche per proporre nuove soluzioni destinate alle auto di tutti i giorni.
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Immatricolazioni - La Cina domina il mercato globale: un terzo delle auto vendute nel mondo viene da Pechino

4 Ruote - Feb 06,2026
La Cina continua a frantumare un record dopo l'altro: nel 2025, un'auto su tre vendute nel mondo viene dal Paese del Dragone. Per la precisione, il Celeste Impero ha raggiunto una quota del 35,6% del mercato globale, superando il primato stabilito nel 2024. Secondo l'associazione dei costruttori cinesi, su un totale di 96,47 milioni di auto vendute nel mondo, ben 34,35 milioni sono attribuibili alla superpotenza asiatica, per un incremento del 9% anno su anno.  Le altre nazioni non reggono il ritmoA fronte di una crescita globale del 5%, gli Stati Uniti restano indietro, fermandosi a 16,72 milioni di unità (+1%). Segue l'India con 5,58 milioni (+7%), poi il Giappone a 4,56 milioni e la Germania a 3,16 milioni, rispettivamente +3% e +1%. La spinta cinese appare ormai inarrestabile rispetto ai mercati storici dell'automotive. Nuovo boom delle esportazioniSul fronte delle esportazioni, la Cina consolida la leadership con 8,32 milioni di veicoli esportati nel 2025, segnando un +30% rispetto all'anno precedente. L'estero resta una valvola di sfogo cruciale per i costruttori locali, soprattutto in piena guerra degli sconti interna, che riduce i margini e spinge le aziende a cercare profitti più solidi sui mercati internazionali.
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