Defender OCTA ai raggi X: tecnica e test sul nostro tracciato off-road - VIDEO
Controcorrente per i puristi del fuoristrada, abituati a passaggi tecnici e affrontati con calma, la Defender OCTA è progettata per andare terribilmente veloce sullo sterrato. Sotto il cofano c'è un V8 biturbo a V calda di derivazione BMW, capace di erogare 635 CV e 750 Nm di coppia, che possono arrivare fino a 800 Nm nelle modalità di guida più estreme. A supporto interviene il sistema semiattivo 6D Dynamic delle sospensioni, che ne amplia le capacità su ogni terreno, insieme al differenziale centrale e posteriore bloccabili. Non mancano inoltre ABS e launch control specifici per l'off-road. Già dalla scheda tecnica emerge una base di altissimo livello, tanto che la piattaforma OCTA è stata scelta come riferimento per il programma Defender nella Dakar, nella categoria Stock dedicata ai veicoli derivati dalla serie. I numeri non bastano: il test del Centro ProveNoi di Quattroruote siamo andati oltre i numeri: la Defender OCTA è stata messa alla prova tra rampe, trincee, twist e tratti veloci della nostra area off-road, senza trascurare le verifiche sul ponte dell'officina del Centro Prove. L'obiettivo è stato analizzare l'ingegneria e i dettagli tecnici che la rendono così efficace, oltre che estremamente divertente, sulle strade bianche. Sospensioni 6D Dynamic: come funzionanoIl cuore del progetto sono le sospensioni 6D Dynamic, un sistema complesso basato su un'architettura idraulica interconnessa per gestire gli ammortizzatori attivi, abbinati a molle ad aria. La vera innovazione sta nella connessione tra le quattro ruote, gestita da una centralina che regola in tempo reale compressione ed estensione di ogni ammortizzatore. In questo modo la taratura si adatta costantemente al fondo e alle condizioni di guida.Il sistema sfrutta un collegamento idraulico tra gli elementi delle sospensioni, eliminando la necessità delle tradizionali barre antirollio e permettendo un controllo attivo di rollio e beccheggio. Questo approccio consente di mantenere la scocca più stabile nelle fasi dinamiche, senza compromettere la capacità di articolazione in fuoristrada.Ne derivano una gestione più raffinata dei trasferimenti di carico e una maggiore escursione delle ruote, con benefici concreti sia nella guida veloce su sterrato sia nei passaggi più tecnici. Una supercar fuori schemaTra inserimenti di sterzo, trasferimenti di carico e anche salti, la Defender OCTA riesce a rendere intuitiva la guida veloce in fuoristrada. Il lato ludico della tecnica si accompagna a dati di rilievo come la capacità di guado fino a 1 metro, un angolo d'attacco di 40,2, uno d'uscita di 42,8, un angolo di dosso di circa 29 e fino a 323 millimetri di altezza da terra.Il V8 permette inoltre di spingere una massa superiore a 2,5 tonnellate fino a circa 250 km/h, con uno 0-100 km/h in appena 4 secondi. In questo modo la Defender OCTA prova a unire mondi diversi, ampliando il perimetro delle tradizionali supercar stradali.Nel video sopra si parla anche di una versione da gara sviluppata per i rally raid, caratterizzata da soluzioni estreme come un serbatoio di capacità assai superiore rispetto al modello di serie.
Categorie: 4 Ruote
Alfa Romeo aggiorna la Junior: più dotazioni di serie su Sprint e Ti, ecco cosa cambia
Alfa Romeo rilancia la Suv compatta Junior aggiornando le dotazioni delle versioni posizionate al cuore della gamma. La Junior Sprint e la Junior Ti possono ora contare di serie su alcuni contenuti precedentemente riservati agli optional. L'aggiornamento è trasversale a tutte le motorizzazioni: vediamo nel dettaglio gli equipaggiamenti. Cosa cambia per le versioni Sprint e TiLa novità principale riguarda gli allestimenti Sprint e Ti, arricchiti sul fronte del confort e della sicurezza. Nella dotazione standard entrano infatti il volante in pelle con palette del cambio (per le versioni ibride), il cruise control adattivo, la ricarica wireless per smartphone, il keyless, la retrocamera, i sensori di parcheggio, gli specchietti ripiegabili elettricamente e il monitoraggio dell'angolo cieco.L'allestimento Ti continua a distinguersi per un look più vistoso, caratterizzato da body kit in nero lucido e da elementi come l'illuminazione ambientale interna: dettagli che rafforzano un posizionamento più ricercato rispetto alla Sprint. La Sport Speciale raccoglie l'eredità delle OlimpiadiAlfa Romeo aggiorna anche la serie speciale dedicata alle Olimpiadi di Milano-Cortina, che lascia spazio alla nuova Junior Sport Speciale. Questa versione riprende le dotazioni tecnologiche introdotte su Sprint e Ti, ma si distingue per interni specifici con rivestimenti in Alcantara, capaci di sottolinearne il carattere più esclusivo. Una promozione per la SprintIn parallelo debutta una nuova promozione dedicata alla Junior Sprint aggiornata: la ibrida 1.2 145 CV Hybrid eDCT6 Sprint scende fino a 27.450 euro in caso di finanziamento (rate da 159 euro al mese) e a 29.450 euro con permuta.
Categorie: 4 Ruote
SAIC accelera: i cinesi puntano la Galizia per la fabbrica europea di MG
Arrivano nuove indiscrezioni sulle strategie di SAIC Motor per la realizzazione del primo impianto automobilistico in Europa. Da tempo è nota la scelta della Spagna e, in particolare, della Galizia come sede della fabbrica. Nelle ultime ore sono però emersi ulteriori dettagli sul progetto del colosso cinese.Tutte le attenzioni si concentrerebbero su una cittadina costiera non lontana da La Corua, capoluogo della comunità autonoma nel nord-ovest della Spagna. Si tratta di Ferrol, che sarebbe in prima fila per ottenere l'investimento. Sarebbe stata anche individuata un'area specifica nella zona portuale, anche se restano da risolvere alcune criticità prima del via libera definitivo a un insediamento sostenuto dalle autorità locali.Di recente, il presidente della Giunta della Galizia, Alfonso Rueda, si è recato in Cina, visitando una fabbrica di batterie della stessa SAIC e incontrando i vertici del gruppo, tra cui il presidente Xiaoqiu Wang. Al centro dei colloqui, le opportunità commerciali e i possibili investimenti industriali in Galizia. Il progetto cineseSAIC è da tempo oggetto di una corte serrata da parte dell'amministrazione regionale. L'azienda ha valutato anche altre opzioni, tra cui Ungheria e Repubblica Ceca, ma ha preferito la Spagna - e la Galizia - per la vicinanza al Regno Unito, principale mercato europeo del marchio MG. I rappresentanti del gruppo hanno inoltre visitato diverse aree candidate, come il porto di Vigo, il polo industriale di Plisan e i siti tra As Pontes e Narón.Alla fine, la scelta sarebbe ricaduta su Ferrol grazie a una serie di vantaggi logistici, a partire dalla presenza dell'area portuale. SAIC avrebbe già individuato lo spazio più adatto all'interno dello scalo, le cui infrastrutture dovranno però essere ammodernate per accogliere le grandi navi del gruppo. Nella fase iniziale, infatti, la produzione dovrebbe avvenire tramite kit di assemblaggio provenienti dalla Cina, rendendo il porto un elemento cruciale per l'intero progetto.Resta tuttavia un nodo da sciogliere. Pur non essendo di grandi dimensioni - la capacità prevista è di circa 120 mila veicoli l'anno - la fabbrica potrebbe risultare incompatibile con le attività di un'altra azienda già presente nell'area. Si tratta della Windwaves, specializzata in strutture in acciaio per parchi eolici galleggianti, che ha ottenuto in concessione trentennale circa otto ettari per realizzare un impianto superiore ai 12.000 metri quadrati. Su questo e altri aspetti stanno lavorando i vertici dell'amministrazione regionale, confermando il forte supporto garantito finora a SAIC.
Categorie: 4 Ruote
Volkswagen ID. Polo arriva in Italia: quanto costano la Edition 1 e la Edition 1 More
Volkswagen apre gli ordini in Italia della nuova ID. Polo, controparte elettrica di uno dei modelli più iconici, venduto in oltre 20 milioni di unità a livello globale. In Italia, la compatta avrà un listino che partirà da circa 25.000 euro, ma le prime versioni in arrivo, come sempre, non sono le più economiche. Si parte con due serie specialiIn attesa dell'arrivo della gamma completa previsto nel corso dell'estate ad aprire le danze sono due edizioni speciali: Edition 1 ed Edition 1 More, che offrono una dotazione particolarmente ricca e un vantaggio economico (rispetto al prezzo di listino di una ID. Polo parimenti configurata) stimato fino a 5.000 euro.Entrambe le versioni sono equipaggiate con il motore da 155 kW (211 CV) e una batteria da 52 kWh netti, che garantisce l'autonomia massima sopra indicata. Prezzi e offerta lancioLa ID. Polo Edition 1 parte da 35.000 euro, mentre la Edition 1 More è proposta a 38.400 euro. La Volkswagen, però, accompagna il lancio a una promozione che abbassa il prezzo a 29.950 euro in caso di permuta o rottamazione, vincolata all'adesione al piano finanziario Progetto Valore Volkswagen. Nel dettaglio, l'offerta prevede un anticipo di 5.500 euro, 35 rate da 289 euro al mese, con un TAN fisso del 4,99% e un TAEG del 6,10%. Nel pacchetto sono inclusi anche l'estensione di garanzia Extra Time di 2 anni o fino a 80.000 km e una percorrenza complessiva di 30.000 km. Dotazioni: cosa offrono le edizioni di lancioLa Edition 1, con cerchi in acciaio da 17'', punta su una dotazione piuttosto completa già di serie. Sono compresi, tra gli altri, i Fari a LED con Light Assist, gli specchietti elettrici riscaldabili e ripiegabili (Mirror Pack), il climatizzatore automatico bizona, infotainment con schermo da 12,9 e navigatore, l' illuminazione ambiente interna il volante multifunzione rivestito di pelle, i sedili anteriori riscaldabili, la ricarica wireless per smartphone, il keyless, la ricarica bidirezionale, il cruise control adattivo, la frenata automatica con riconoscimento pedoni e ciclisti, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori e la retrocamera.La Edition 1 More, riconoscibile dai cerchi diamantati da 17'' con finitura nera, alza l'asticella con alcune aggiunte tra cui i fari IQ.Light LED Matrix con listello orizzontale e loghi anteriore e posteriore illuminati, sedili anteriori in tessuto Seaqual e con funzione massaggio, pedaliera in acciaio in "Play&Pause", tetto panoramico e, tra gli Adas, il Connected Travel Assist con riconoscimento semafori o la telecamera a 360 o il Park Assist Pro (sistema di parcheggio semi-automatico con Remote Control e funzione memorizzazione di parcheggio).
Categorie: 4 Ruote
24 Ore di Le Mans 2026, tutti i protagonisti: Ferrari guida la sfida tra 62 auto
A poche ore dal via delle prove del secondo round del WEC, la gara di Spa, è stata pubblicata la entry list definitiva della 94 edizione della 24 Ore di Le Mans, in programma dall'11 al 14 giugno sul Circuit de la Sarthe. Saranno 62 le vetture al via e 186 i piloti impegnati nella corsa endurance più famosa del mondo, terzo appuntamento del FIA WEC 2026, ma soprattutto una delle grandi classiche dello sport mondiale, insieme al GP di Monaco e alla 500 Miglia di Indianapolis.La griglia: Hypercar, LMP2 e LMGT3La griglia sarà composta da 18 Hypercar, 19 LMP2 e 25 LMGT3. Numeri che confermano l'ottimo stato di salute della classica francese, tornata negli ultimi anni al centro dell'automobilismo internazionale grazie alla presenza di costruttori ufficiali, piloti di primo piano e un livello tecnico senza precedenti nell'era moderna.Ferrari, obiettivo poker con la 499PFerrari arriverà a Le Mans dopo tre vittorie consecutive con la Ferrari 499P, ma il successo Toyota a Imola ha già mostrato una stagione 2026 più aperta rispetto al recente passato. Spa-Francorchamps, in calendario sabato, rappresenta l'ultima verifica prima della 24 Ore, con i team tradizionalmente impegnati a non svelare completamente il proprio potenziale. Parola d'ordine: bluff. Hypercar: l'elenco completoQueste le Hypercar iscritte alla 24 Ore di Le Mans 2026:#007 Aston Martin THOR Team - Aston Martin ValkyrieHarry Tincknell / Tom Gamble / Ross Gunn#009 Aston Martin THOR Team - Aston Martin ValkyrieAlex Riberas / Marco Srensen / Roman De Angelis#5 Porsche Penske Motorsport - Porsche 963Matt Campbell / Mathieu Jaminet / Kévin Estre#6 Porsche Penske Motorsport - Porsche 963Laurens Vanthoor / Kévin Estre / André Lotterer#7 Toyota Racing - Toyota GR010 HybridMike Conway / Kamui Kobayashi / Nyck de Vries#8 Toyota Racing - Toyota GR010 HybridSébastien Buemi / Brendon Hartley / Ry Hirakawa#12 Cadillac Hertz Team JOTA - Cadillac V-Series.RAlex Lynn / Will Stevens / Norman Nato#15 BMW M Team WRT - BMW M Hybrid V8Kevin Magnussen / Raffaele Marciello / Dries Vanthoor#17 Genesis Magma Racing - Genesis GMR-001André Lotterer / Luis Felipe Derani / Mathys Jaubert#19 Genesis Magma Racing - Genesis GMR-001Mathieu Jaminet / Paul-Loup Chatin / Daniel Juncadella#20 BMW M Team WRT - BMW M Hybrid V8Robin Frijns / René Rast / Sheldon van der Linde#35 Alpine Endurance Team - Alpine A424António Félix da Costa / Charles Milesi / Ferdinand Habsburg#36 Alpine Endurance Team - Alpine A424Frédéric Makowiecki / Jules Gounon / Victor Martins#38 Cadillac Hertz Team JOTA - Cadillac V-Series.RSébastien Bourdais / Earl Bamber / Jack Aitken#50 Ferrari AF Corse - Ferrari 499PAntonio Fuoco / Nicklas Nielsen / Miguel Molina#51 Ferrari AF Corse - Ferrari 499PAlessandro Pier Guidi / James Calado / Antonio Giovinazzi#83 AF Corse - Ferrari 499PYifei Ye / Robert Kubica / Philip Hanson#93 Peugeot TotalEnergies - Peugeot 9X8Paul di Resta / Stoffel Vandoorne / Nick Cassidy#94 Peugeot TotalEnergies - Peugeot 9X8Loïc Duval / Malthe Jakobsen / Théo Pourchaire#101 Cadillac WTR - Cadillac V-Series.RRicky Taylor / Jordan Taylor / Filipe AlbuquerqueLMP2: esperienza e nuovi protagonistiNella classe LMP2 saranno presenti 19 Oreca 07-Gibson. Una categoria che mantiene grande prestigio a Le Mans e che vedrà al via piloti di rilievo come Jack Doohan, Pietro Fittipaldi, Romain Dumas, Kévin Estre, Nico Müller, Julien Andlauer, Richard Verschoor e Doriane Pin, tra i talenti più osservati del panorama europeo.LMGT3: sfida tra marchi e ritorni illustriLa classe LMGT3 si annuncia particolarmente combattuta, con Ferrari, Porsche, Corvette, Lexus, Aston Martin, BMW, Ford, Mercedes-AMG e McLaren. Tra i piloti più attesi figurano José María López, Mattia Drudi, Augusto Farfus, Davide Rigon, Alessio Rovera, Daniel Serra, Richard Lietz, Lilou Wadoux, Nicky Catsburg, Maxime Martin e Logan Sargeant.Tra le squadre più interessanti della categoria GT spicca Kessel Racing, al via con due Ferrari 296 LMGT3 Evo. Sulla #57 correranno Takeshi Kimura, Conrad Laursen e Daniel Serra, mentre la #74 vedrà impegnati Dustin Blattner, Lorenzo Patrese e Dennis Marschall. Proprio Patrese riporta a Le Mans un cognome storico, quello del padre Riccardo, ex pilota di Formula 1 e vicecampione del mondo nel 1992.Le Mans, una nuova età dell'oroPiù che una semplice entry list, quella pubblicata dall'ACO rappresenta la fotografia di una Le Mans che vive una nuova età dell'oro. Oggi la corsa francese non è soltanto il vertice dell'endurance, ma una delle poche gare capaci di unire storia, tecnologia, grandi marchi e fascino globale.
Categorie: 4 Ruote
Spa, la gara del poker: Ferrari e Toyota si studiano verso Le Mans
Dopo la 6 Ore di Imola il quadro si è fatto più chiaro. Ferrari ha dimostrato che la 499P è nata bene anche su piste guidate e tecniche, Toyota ha confermato di essere ancora il riferimento nella gestione gara, mentre alle spalle il gruppo si è compattato. BMW cresce, Alpine continua a lavorare sui dettagli, Cadillac resta pericolosa sui circuiti veloci e Peugeot prova a ritrovare continuità.Ma Spa-Francorchamps è diversa da tutto il resto. Uno dei circuiti più iconici e impegnativi del motorsport mondiale: 7,004 chilometri nelle Ardenne, 19 curve e continui saliscendi che costringono squadre e piloti a trovare compromessi quasi impossibili tra carico aerodinamico, efficienza e gestione gomme.Qui contano la fiducia aerodinamica e l'efficienza sul Kemmel, ma soprattutto la capacità di interpretare condizioni in continuo cambiamento. Sole, pioggia, vento e umidità possono trasformare il tracciato in pochi minuti. anche per questo che nel paddock viene considerata la vera prova generale della 24 Ore di Le Mans.Le sezioni simbolo restano le stesse. Eau Rouge e Raidillon, affrontate in pieno dalle Hypercar, sono ancora oggi tra i punti più spettacolari del mondiale. Poi il Kemmel Straight, cruciale per la velocità di punta, prima della staccata di Les Combes. Più avanti, Bruxelles, Pouhon e Blanchimont raccontano l'anima tecnica del circuito: curve veloci, carico laterale e precisione assoluta.Antonello Coletta e la squadra arrivano in Belgio con i riflettori puntati. A Maranello sanno che Spa, almeno sulla carta, dovrebbe adattarsi bene alle caratteristiche della loro Hypercar. Ma proprio per questo nessuno vuole scoprirsi troppo. Dopo c'è Le Mans, che assegna punti doppi, e ogni dato raccolto può diventare un vantaggio decisivo nel giro di poche settimane. La sensazione è che vedremo stint molto ragionati, strategie conservative e parecchio lavoro nascosto nei long run. Dall'altra parte, Toyota Gazoo Racing continua a muoversi con una calma quasi chirurgica che negli anni ha costruito il suo dominio nell'endurance. L'obiettivo è chiaro: battere Ferrari prima di Le Mans avrebbe un peso psicologico enorme. E Spa, con il suo mix di velocità ed efficienza, resta una pista storicamente favorevole alla Toyota GR010 Hybrid.Tra gli osservati speciali anche Gabriele Tarquini con il progetto Genesis Magma Racing. Il brand coreano prosegue il percorso di avvicinamento al mondiale endurance e Spa rappresenta un banco di prova importante. Tarquini ha ammesso che il tracciato belga sarà una sfida vera per chi sta costruendo esperienza, anche perché il team non dispone ancora di dati reali sufficienti su un circuito così complesso.Nella classe LMGT3 occhi puntati su Alessio Rovera, atteso a confermare la competitività Ferrari in una categoria sempre più serrata e imprevedibile.Il tema centrale resta uno: quanto vedremo davvero? Spa è da sempre la gara delle mezze verità. Qui nessuno mostra completamente il proprio potenziale. Si lavora su consumi, temperature, finestra ideale degli pneumatici ed efficienza negli stint lunghi, aspetti che contano più del tempo secco sul giro.Ed è proprio questo il fascino della tappa belga. Non vince soltanto la macchina più veloce. Vince chi riesce a capire meglio cosa raccontare agli avversari, e soprattutto cosa non raccontare.Il weekend di Spa-Francorchamps prende il via oggi con le prime prove libere. La gara scatterà sabato alle 14 e in Italia sarà trasmessa da Eurosport e Discovery+. Perché nel paddock lo sanno bene: dopo le Ardenne, la strada porta direttamente a Le Mans.
Categorie: 4 Ruote
La benzina sale ancora, ma ai distributori arrivano i primi ribassi
I prezzi della benzina continuano a salire, mentre il gasolio resta in lieve calo. Secondo Staffetta Quotidiana, però, iniziano ad affacciarsi anche i primi ribassi dei prezzi consigliati, spinti dal tonfo delle quotazioni internazionali, a loro volta influenzate dai vaghi annunci di un possibile accordo tra USA e Iran. Il Brent si mantiene sotto i 100 dollari al barile, mentre il WTI oscilla intorno ai 93 dollari.Entrando nel dettaglio, Eni ha ridotto di un centesimo al litro il prezzo della benzina e di cinque centesimi quello del gasolio. IP ha applicato un ribasso di un centesimo su entrambi i carburanti. Q8, invece, ha tagliato di tre centesimi sulla verde e di due sul diesel. Le rilevazioniNelle rilevazioni giornaliere, questa mattina 7 maggio la benzina self service sulla rete stradale è a 1,937 euro/litro (+3 millesimi rispetto a ieri), mentre il gasolio si attesta a 2,037 euro/litro (-5). Il GPL è a 0,819 euro/litro (-2), il metano a 1,570 euro/kg (-2).In autostrada, la benzina al fai-da-te raggiunge 1,994 euro/litro (+5), il diesel 2,099 euro/litro (-13), il GPL 0,929 euro/litro (+1) e il metano 1,596 euro/kg (+2).Per quanto riguarda le modalità di vendita, i dati elaborati da Staffetta sulla base delle comunicazioni all'Osservatorio del Mimit indicano medie pari a:benzina self service a 1,936 euro/litro (compagnie 1,942, pompe bianche 1,922)diesel self service a 2,044 euro/litro (compagnie 2,048, pompe bianche 2,035)Al servito:benzina a 2,068 euro/litro (compagnie 2,111, pompe bianche 1,988)gasolio a 2,181 euro/litro (compagnie 2,223, pompe bianche 2,104)GPL a 0,828 euro/litro (compagnie 0,840, pompe bianche 0,814)metano a 1,572 euro/kg (compagnie 1,570, pompe bianche 1,573)GNL a 1,498 euro/kg (compagnie 1,521, pompe bianche 1,482)Infine, il dettaglio per operatore:Eni: benzina self a 1,951 euro/litro (2,154 al servito), gasolio a 2,044 (2,254)IP: benzina a 1,947 (2,109), gasolio a 2,057 (2,224)Q8: benzina a 1,940 (2,097), gasolio a 2,047 (2,217)Tamoil: benzina a 1,937 (2,009), gasolio a 2,041 (2,124)
Categorie: 4 Ruote
Jaguar Type 00, il nome è questione di giorni: la scommessa elettrica debutta a settembre
La Jaguar Type 00 è un punto di svolta per il marchio inglese. Ma è diventata anche oggetto di un feroce dibattito: la campagna pubblicitaria che ha introdotto il nuovo corso del Giaguaro ha scatenato un polverone, accompagnato dall'addio dell'ad Adrian Mardell (sostituito dal direttore finanziario P.B. Balaji) e, soprattutto, dello storico capo del design Gerry McGovern.D'altra parte, le controversie hanno giocato un ruolo cruciale nel mantenere alta l'attenzione sulla concept elettrica e, soprattutto, le aspettative sulla sua versione definitiva. Ebbene, l'attesa sta per finire: secondo Autocar India, il nome definitivo sarà svelato il 12 maggio, mentre per toccare con mano la versione di serie della Jaguar rosa bisognerà aspettare ancora qualche mese: la presentazione è prevista per settembre, mentre le consegne partiranno all'inizio del 2027. Cosa sappiamoMolti dettagli sono già noti, anche perché abbiamo avuto modo di osservare da vicino i muletti di prova: qui potete leggere il nostro primo contatto. Le forme da gran turismo e il design generale - cofano lungo, coda corta, frontale squadrato e tetto spiovente - restano sostanzialmente fedeli al prototipo. Tuttavia, la versione di serie sarà a quattro porte, non a due.Decisamente particolari le proporzioni: la Jaguar elettrica misura oltre 5,20 metri di lunghezza, ma ha un'altezza da coupé (poco sopra i 140 cm) e una larghezza da supercar (quasi 2,20 metri con gli specchietti). In altre parole, si preannuncia come un modello di rottura rispetto al passato. Del resto, ai vertici della Jaguar non hanno mai nascosto l'intenzione di reimmaginare il marchio nell'era dell'elettrico.Basata sulla nuova Jaguar Electric Architecture (JEA), piattaforma dedicata esclusivamente ai veicoli a batteria, la futura ammiraglia sarà dotata di tre motori (due posteriori e uno anteriore) per una potenza complessiva superiore ai 1.000 CV. La batteria da 120 kWh promette un'autonomia fino a 700 km nel ciclo WLTP.
Categorie: 4 Ruote
Stellantis e leconomia circolare: a Casablanca apre il terzo centro di smontaggio
Stellantis, tramite la divisione dedicata all'economia circolare SUSTAINera, ha inaugurato il primo centro di smontaggio dei veicoli nell'area Africa e Medio Oriente.Il polo, situato a Casablanca (Marocco), rientra nel piano di crescita regionale del gruppo e rappresenta un ulteriore segnale dell'impegno nel campo dell'economia circolare, leva fondamentale per estendere la vita utile dei veicoli e dei componenti, ridurre gli sprechi e ottimizzare l'impiego delle risorse lungo l'intera filiera automobilistica. Il terzo polo di smontaggioQuello di Casablanca è il terzo centro di smontaggio dopo quelli di Torino e San Paolo, in Brasile. Concepite come sito industriale, le attività principali includono l'approvvigionamento di veicoli a fine vita tramite compagnie assicurative, aste e canali specializzati, lo smontaggio dei mezzi, la vendita di componenti rigenerati e usati - anche tramite la piattaforma B-Parts - e la raccolta di componenti destinati al riciclo.Il centro, realizzato grazie a un investimento di 1,6 milioni di euro, si estende su 6.000 metri quadrati, impiega 150 addetti tra diretti e indiretti e ha una capacità di smontaggio di 10 mila veicoli l'anno.
Categorie: 4 Ruote
Nissan Ariya si aggiorna: nuovo look, infotainment Google e ADAS evoluti
Nissan introduce in Italia il Model Year 2026 della Ariya. Il restyling della SUV elettrica ha debuttato in Giappone a fine 2025 ed è ora disponibile anche nel nostro Paese. L'aggiornamento interessa design, tecnologia di bordo e allestimenti, mentre restano invariati powertrain e autonomie. Ritocchi al design e nuove dotazioni tecnologicheIl frontale della Ariya è stato rivisto ed è subito riconoscibile per il nuovo disegno dei gruppi ottici e del paraurti. Inediti anche i cerchi di lega, disponibili nelle misure da 19 e 20 pollici.In abitacolo cambia la console centrale, ora più capiente, e debutta il caricatore wireless per smartphone. Il sistema di infotainment integra ora la suite di applicazioni Google, ampliando connettività e funzioni.Dal punto di vista tecnico, Nissan ha affinato l'assetto per migliorare confort e tenuta di strada. Per la ricarica sono confermati il sistema rapido in corrente continua da 130 kW e quello di bordo in corrente alternata da 11 kW, con funzione Vehicle-to-Load (V2L). La dotazione di ADAS è stata ulteriormente arricchita, con l'introduzione del controllo adattivo della distanza di sicurezza. Powertrain invariati e autonomie confermatePer il mercato italiano, la gamma replica le specifiche della versione precedente ed è articolata su tre varianti: Engage: motore singolo da 217 CV, batteria da 63 kWh e 404 km di autonomiaAdvance: 242 CV, batteria da 63 o 87 kWh e fino a 533 km di autonomiaEvolve: disponibili le versioni a due e quattro ruote motrici e-4ORCE, con 306 CV e fino a 509 km di percorrenzaPer il momento non è prevista l'introduzione della versione sportiva Nismo da 435 CV. Gli allestimenti disponibili per l'ItaliaL'Ariya Engage offre di serie cerchi da 19", interni in tessuto, doppio schermo da 12,3", funzione e-Pedal Step, retrocamera e pacchetto base di ADAS.La versione Advance aggiunge il pacchetto ProPILOT con Navi-Link, telecamere a 360 gradi, sedili e volante riscaldabili, portellone elettrico e vetri posteriori oscurati.Al vertice, l'Ariya Evolve include anche tetto panoramico, piantone dello sterzo elettrico, head-up display, ProPILOT Park e impianto audio Bose.
Categorie: 4 Ruote
Toyota e lIA fatta in casa: "Aiuterà i dipendenti invece di sostituirli"
Toyota vuole un'intelligenza artificiale tutta sua. Non è la prima Casa che pensa all'IA, ovviamente, ma mentre molte concorrenti basano i propri sistemi su modelli sviluppati da terzi, i nipponici hanno deciso di fare tutto internamente. Una strategia coraggiosa - e costosa in termini di tempo, investimenti e risorse - che riflette una politica sempre più diffusa tra le aziende: sviluppare sistemi proprietari consente di proteggere i dati e di creare modelli allineati alla filosofia aziendale. I posti di lavoro sono salviProprio su questo punto ha insistito Daisuke Toyoda, senior vice president di Woven by Toyota, la sussidiaria che si occupa delle tecnologie per la mobilità e dello sviluppo del software per i veicoli del marchio, dalla guida autonoma ai sistemi di sicurezza.Il manager ha ribadito la volontà di creare una piattaforma proprietaria per salvaguardare il knowhow produttivo, rispettare gli standard industriali dell'azienda e, soprattutto, mantenere il controllo delle scelte strategiche.Toyoda ha inoltre sottolineato che l'adozione dell'IA nelle fabbriche non comporterà tagli occupazionali. Al contrario, i sistemi intelligenti supporteranno i lavoratori nelle attività quotidiane, contribuiranno alla formazione delle nuove reclute e analizzeranno i flussi produttivi per migliorarne l'efficienza. L'IA è già all'operaL'iniziativa - dal costo non ancora annunciato - prenderà forma in un nuovo centro di ricerca a Woven City, la cittàlaboratorio realizzata da Toyota sul sito di una ex fabbrica. Popolata da Inventori (startup e istituti di ricerca) e da alcuni dipendenti dell'azienda con le loro famiglie, rappresenta l'ambiente in cui vengono testati veicoli e soluzioni di mobilità del futuro.Qui è già operativo il Woven City AI Vision Engine, un foundation model pensato per svolgere un'ampia gamma di compiti. Attraverso dati visivi, comportamentali e ambientali raccolti da telecamere, veicoli e utenti, il sistema consente alla città di interpretare il mondo reale in tempo reale, individuare potenziali rischi e coordinare la risposta dei diversi sistemi connessi.
Categorie: 4 Ruote
Oltre 100 mila euro di utile per auto: perché Ferrari può osare con la Luce
Ferrari è una macchina da utili senza pari all'interno dell'industria automobilistica globale: neppure i diretti concorrenti riescono a raggiungere i livelli di redditività registrati a Maranello negli ultimi anni. Basta un dato per capirlo: la Casa emiliana guadagna oltre 100 mila euro su ogni singola vettura commercializzata. un indicatore chiave in vista di uno degli appuntamenti più delicati del prossimo futuro. Il 21 maggio 2026, a Roma, sarà svelata la Luce, la prima elettrica del Cavallino Rampante. Come ha spiegato l'amministratore delegato Benedetto Vigna, la nuova creatura "è molto più di un nuovo modello ed è molto più che elettrica". Ed è, probabilmente, la scommessa più impegnativa mai affrontata da Maranello, che però si basa su conti molto precisi. Più di 100 mila euro guadagnati per autoFerrari può permettersi di rischiare con la Luce proprio grazie a una redditività senza rivali. La società fornisce una ripartizione dei ricavi tra vendita di auto e ricambi, sponsorizzazioni e proventi commerciali, oltre ad altre attività come la gestione del circuito del Mugello o la fornitura di motori in Formula 1. Non è però noto il contributo di ciascuna voce alla redditività complessiva.Limitandosi alle attività operative, nel 2025 Maranello è riuscita ad aumentare l'utile per vettura da 137.289 a 154.692 euro, spinta dal continuo miglioramento dei prezzi medi e dal contributo crescente delle personalizzazioni. Non a caso, Ferrari è diventata un punto di riferimento per tutto l'alto di gamma.Guardando ai profitti netti, l'utile unitario ha raggiunto 117.302 euro, contro i 110.966 del 2024. Il trend è confermato anche nel primo trimestre dell'anno in corso: l'utile operativo per vettura è salito da 153.151 a 159.488 euro, mentre quello netto è passato da 116.417 a 120.198 euro. Numeri che raccontano più di qualsiasi slogan la forza del marchio Ferrari e la disponibilità della clientela a pagare.Il confronto con Lamborghini è emblematico: nel 2025, a livello operativo, il marchio di Sant'Agata Bolognese ha guadagnato 70.531 euro per vettura, meno della metà rispetto a Maranello. Perché Ferrari può osare: margini, clientela e prezziIn altre parole, Ferrari può contare su una base di clienti estremamente facoltosa e fedele, pronta a seguire il marchio anche su territori inesplorati. Ed è qui che entra in gioco la Luce, in un contesto di mercato che oggi appare tutt'altro che ricettivo verso le supercar elettriche, come dimostrano i rallentamenti di Lamborghini, Rimac o Bentley.Vigna, però, ha chiarito la visione: Noi siamo convinti che i leader restano tali solo se osano e usano la tecnologia nuova per generare emozioni nuove o diverse. Un messaggio netto: a Maranello non c'è alcuna intenzione di fare passi indietro.Anche il prezzo della Luce parla chiaro. Le indiscrezioni indicano una forbice tra tra 500 e 550 mila euro, poco sopra Purosangue, che parte da circa 445 mila euro ed è sold-out da mesi. Un risultato ottenuto nonostante lo scetticismo iniziale, poi smentito dai fatti.La Luce punta a creare un segmento a sé, oggi inesistente, rivolgendosi soprattutto a collezionisti e appassionati storici, disposti a tutto pur di guidare la prima elettrica Ferrari. Una scommessa commerciale e industrialeVigna ha parlato di oltre 60 brevetti legati alla Luce, dai motori elettrici agli inverter, dalla dinamica del veicolo all'integrazione delle batterie nel telaio, fino a volante, display e interfaccia utente. Non c'è una singola dimensione dell'auto che non sia stata ripensata in modo innovativo, ha sottolineato il CEO.I costi di sviluppo non graveranno solo sulla Luce, ma potranno essere ripartiti su futuri modelli, migliorando la redditività complessiva.Nel frattempo, Ferrari ha già ottenuto un risultato fondamentale: ha generato un hype enorme. L'attesa è altissima, come ha ammesso lo stesso Vigna parlando di grande curiosità da parte dei clienti, storici e potenziali.Sul piano finanziario, infine, Ferrari può contare su fondamenta solidissime. Nel 2025 i flussi di cassa operativi sono cresciuti da 1,03 a 1,54 miliardi di euro, a fronte di investimenti per 950 milioni. L'indebitamento industriale netto era di appena 32 milioni, nonostante riacquisti di azioni proprie e dividendi per oltre 1,3 miliardi.In buona sostanza, Ferrari ha risorse più che sufficienti per assorbire l'intera avventura della Luce, che si tratti o meno di una hit rivoluzionaria. E in caso di successo, gli effetti sul fronte finanziario potrebbero essere ancora più sorprendenti. Non ci vorrà molto sapere come andrà a finire: la Luce sarà svelata a Roma il prossimo 25 maggio.
Categorie: 4 Ruote
Motor Valley Fest: a Modena il futuro della mobilità per le nuove generazioni
Non solo il festival della Terra dei Motori dell'Emilia-Romagna, ma anche un laboratorio di orientamento con incontri tematici, Talent Talk e progetti universitari: è Motor Valley Fest, in programma a Modena dal 28 al 31 maggio 2026. L'evento punta a fare anche da bussola per indicare alle nuove generazioni la strada verso le professioni della mobilità, in un mercato del lavoro in continua trasformazione, tra competenze emergenti e percorsi sempre più dinamici. Talent Talk: il dialogo tra giovani e aziendeL'appuntamento è per giovedì 28 maggio dalle 14.30 alle 18.30, e per venerdì 29 maggio dalle 10.30 alle 17.30 con i Talent Talk: 10 incontri sul palco del Teatro del Collegio San Carlo della città. A raccontare l'evoluzione delle professioni saranno Dallara, Ducati, Ferrari, Lamborghini e Pagani. Più le aziende HPE Group, Loccioni e Visa Cash App - Racing Bulls. Inoltre, gli incontri con la Muner (Motor Valley University of Emilia-Romagna) e Accenture permetteranno di approfondire il tema delle nuove competenze necessarie. Le iscrizioni - gratuite - sono aperte sul sito del festival. Formula SAE: la competizione universitaria internazionalePiazza Grande a Modena ospiterà anche i progetti di Formula SAE, la competizione universitaria internazionale di design ingegneristico di cui Dallara è partner chiave, sponsor tecnico e riferimento industriale: una possibilità di confronto tra 11 università italiane e 16 team impegnati nello sviluppo di prototipi, anche senza pilota.
Categorie: 4 Ruote
Audi Auto Union Lucca: la leggenda da 326 km/h torna in vita dopo 90 anni
Audi Tradition ha presentato a Lucca una replica fedele della celebre Auto Union Typ B del 1935, realizzata sulla base di fotografie storiche e documenti d'archivio per celebrare una vettura da record della Casa dei Quattro Anelli, legata al nostro Paese per un gioco del destino. A Lucca per casoLa vettura entrò nella storia a metà anni Trenta per aver percorso il chilometro in 11,01 secondi, con una velocità media sul miglio di 320,267 km/h e una punta di 326,975 km/h. L'Auto Union Typ B diventò così l'auto da corsa su strada più veloce del mondo, un risultato straordinario ottenuto sull'asfalto della FirenzeViareggio, nei pressi di Lucca, a seguito di un cambio di programma legato al meteo rispetto al piano originale che prevedeva l'Ungheria. Da allora, la vettura è informalmente ricordata con il nome della cittadina toscana che ha ospitato, per caso, l'impresa. Ricostruita con le foto dell'epocaIl progetto, realizzato interamente a mano, è durato oltre tre anni sotto la guida di Timo Witt, responsabile della collezione veicoli storici di Audi, ed è stato completato all'inizio del 2026. Il coefficiente aerodinamico rilevato in galleria del vento è pari a 0,43, un dato che testimonia quanto la carrozzeria in alluminio levigato, con coda a pinna e passaruota a goccia, fosse già un capolavoro di ingegneria del flusso d'aria. Soluzioni sofisticate che obbligarono i tecnici dell'epoca a compromessi significativi, come un angolo di sterzo molto limitato e un abitacolo compatto, in cui la temperatura per il pilota cresce rapidamente. Furia V16Dentro il cofano della replica trova posto un V16 sovralimentato di derivazione Auto Union Typ C 1936, portato a 6.005 cc per una potenza complessiva di 520 CV contro i 343 CV e i 4.951 cc dell'originale del 1935: una piccola licenza degli ingegneri di Ingolstadt. La nuova Auto Union Lucca arricchisce così la famiglia delle Frecce d'Argento della collezione storica Audi, accanto ad altre ricostruzioni che hanno contribuito a mantenere viva la memoria di un'epoca irripetibile. La Auto Union Lucca celebra l'avanguardia tecnica dei Quattro Anelli, ancora oggi evidente nelle competizioni. Un esempio è la monoposto R26 di Formula 1 affidata a Nico Hülkenberg e Gabriel Bortoleto, con cui Audi Revolut F1 Team ha debuttato nel Mondiale, chiudendo idealmente un cerchio iniziato su un rettilineo toscano quasi un secolo fa: stessa spinta all'innovazione, stesso coraggio nel sfidare le convenzioni. Dopo la presentazione a Lucca, la vettura sarà protagonista al Festival of Speed di Goodwood (912 luglio).
Categorie: 4 Ruote
Pirelli: la tecnologia Cyber Tyre sbarca negli Stati Uniti
Pirelli ha annunciato nuovi investimenti nella fabbrica di Rome (Georgia) per rafforzare la presenza nel mercato chiave degli Stati Uniti. Il sito produttivo, già attivo nel Motorsport e nella produzione di pneumatici di alta gamma, sarà ampliato per costruire localmente anche soluzioni dotate della tecnologia Cyber Tyre. Investimenti per l'America e tecnologia MIRSL'annuncio è arrivato durante il SelectUSA Investment Summit, occasione in cui Pirelli ha presentato anche l'evoluzione più recente del pacchetto hardware e software Cyber Tyre. Nello stabilimento americano debutterà inoltre il sistema MIRS (Modular Integrated Robotized System), progettato per migliorare produttività, qualità e flessibilità, adattandosi in modo più efficace alla domanda del mercato.
Categorie: 4 Ruote
BMW frena: conti in calo tra dazi, Cina e cambi sfavorevoli
Il primo trimestre non è stato facile per il gruppo BMW: i risultati finanziari hanno risentito di problemi ormai comuni a tutti i costruttori.A pesare sono stati diversi fattori estremamente sfavorevoli, come la volatilità dei cambi (in particolare dollaro USA e yuan cinese), i dazi statunitensi e il rincaro delle materie prime. I dati trimestraliIl gruppo ha chiuso il periodo con 565.780 veicoli consegnati, in calo del 3,5% rispetto a un anno fa. A incidere soprattutto sono stati il -4% nelle Americhe e il -10% della Cina, che hanno annullato la crescita del 3,1% in Europa.I ricavi, nonostante un mix di prodotto positivo (la gamma M, ad esempio, ha coperto circa un decimo delle vendite di BMW), hanno risentito sia della flessione dei volumi sia di altri elementi critici: la persistente e intensa concorrenza nel settore automobilistico, in particolare in Cina, oltre all'effetto dei cambi sfavorevoli. Il fatturato è così sceso dell'8,1% a 31 miliardi, mentre a cambi costanti la flessione è stata del 4,3%.Sul fronte della redditività, oltre al calo di vendite e prezzi, hanno inciso anche il rincaro delle materie prime e le conseguenze dei dazi USA. Il gruppo ha registrato un utile ante imposte di 2,35 miliardi (-24,6%), con un margine passato dal 9,2% al 7,6%, comunque in linea con il 7,7% dell'intero 2025. I profitti netti sono scesi del 23,1% a 1,67 miliardi.Nelle sole attività Automotive, l'utile operativo è calato del 33,5% a 1,345 miliardi, con un margine sceso dal 6,9% al 5%. Il dato resta all'interno delle previsioni (4-6%), ma sarebbe stato più elevato senza l'impatto dei dazi, quantificato in 1,25 punti percentuali, e gli oneri legati all'acquisizione del controllo della joint venture cinese BBA (-1,2 punti). Si conferma invece solida la generazione di cassa, con flussi in crescita da 413 a 777 milioni. Le prospettivePer i prossimi mesi, il gruppo punta a contenere gli effetti della crisi del settore e di un contesto macroeconomico complesso facendo leva sul proprio approccio tecnologicamente aperto e su un portafoglio ordini robusto, in particolare per le elettriche. Nei primi tre mesi dell'anno, le prenotazioni hanno raggiunto un massimo storico grazie a una crescita superiore al 60% in Europa.Ancora una volta, i nostri risultati del primo trimestre dimostrano il valore della coerenza strategica, della solidità operativa e di un elevato grado di flessibilità. Siamo ben posizionati per continuare a ottenere successi, nonostante le condizioni difficili, ha dichiarato l'AD Oliver Zipse, sottolineando come il punto di forza sia un'ampia gamma di prodotti in grado di coprire tutti i principali segmenti e offrire l'intera varietà di motorizzazioni.A Monaco di Baviera, tuttavia, non vengono nascosti i timori legati a un contesto economico in deterioramento. Il gruppo prevede un mercato globale in leggera contrazione, un elevato livello di volatilità legato ai dazi doganali, forte incertezza geopolitica in Medio Oriente e pressioni persistenti da cambi, materie prime e concorrenza.Nonostante ciò, vengono confermate le stime per l'intero anno: consegne attese stabili e margine operativo Automotive compreso tra il 4% e il 6%, grazie ai programmi di riduzione e controllo dei costi. I risultati effettivi, tuttavia, potrebbero discostarsi dalle previsioni in funzione dell'evoluzione del contesto politico e macroeconomico.
Categorie: 4 Ruote
Prezzi carburanti, ora il problema è la benzina: la verde tocca i record di ottobre 2023
I prezzi della benzina non fermano la loro corsa al rialzo, mentre quelli del diesel restano sostanzialmente stabili. Come evidenzia Staffetta Quotidiana nella consueta rilevazione giornaliera, prosegue la salita della verde, spinta - oltre che dall'aumento delle accise - anche dalle quotazioni internazionali. Questa mattina il prezzo medio alla pompa ha raggiunto il livello più alto da oltre due anni e mezzo (11 ottobre 2023), mentre il gasolio si stabilizza su valori quasi invariati.In questo contesto, la testata specializzata segnala anche la decisione di Q8 di ridurre di due centesimi al litro i prezzi consigliati del diesel. Le rilevazioniNel dettaglio, oggi 6 maggio la benzina self service sulla rete stradale si attesta a 1,934 euro/litro (+8 millesimi), mentre il gasolio è a 2,042 euro/litro (-1). Il GPL è a 0,821 euro/litro (+1) e il metano a 1,572 euro/kg (-1).In autostrada, la verde al fai-da-te è a 1,989 euro/litro (+8), il diesel a 2,112 euro/litro (-2), il GPL a 0,928 euro/litro (+1) e il metano a 1,594 euro/kg (invariato).Lo spaccato per modalità di vendita, basato sui dati comunicati ieri mattina dai gestori all'Osservatorio del Mimit, indica la benzina self service a 1,928 euro/litro (compagnie 1,936; pompe bianche 1,912) e il diesel a 2,046 euro/litro (compagnie 2,050; pompe bianche 2,038).Al servito, la verde è a 2,060 euro/litro (compagnie 2,104; pompe bianche 1,978), il gasolio a 2,183 euro/litro (compagnie 2,225; pompe bianche 2,106), il GPL a 0,827 euro/litro (compagnie 0,840; pompe bianche 0,813), il metano a 1,573 euro/kg (compagnie 1,571; pompe bianche 1,574) e il GNL a 1,514 euro/kg (compagnie 1,530; pompe bianche 1,501).Infine, sul fronte dei principali marchi, Eni registra 1,950 euro/litro sulla benzina self service (2,152 al servito) e 2,045 sul gasolio (2,254); IP 1,936 (2,097) e 2,060 (2,228); Q8 1,936 (2,083) e 2,053 (2,219); Tamoil 1,935 (2,006) e 2,043 (2,125).
Categorie: 4 Ruote
Geely punta la fabbrica Ford di Valencia: ecco i modelli che produrrebbe in Spagna
Dalla Spagna arrivano nuove indiscrezioni sull'arrivo dei costruttori cinesi all'interno di importanti fabbriche europee. Secondo diverse testate, tra cui La Tribuna de Automoción, Geely avrebbe già raggiunto un accordo con Ford per acquistare parte dell'impianto di Almussafes, alle porte di Valencia. Qualcosa si muovePer ora non ci sono né conferme né smentite ufficiali. Ford si è limitata a ribadire quanto affermato a febbraio in risposta a un articolo di Reuters su trattative proprio con Geely: Abbiamo colloqui continui con molte aziende su una varietà di argomenti. A volte si concretizzano, a volte no.Di certo, qualcosa si muove. Che i gruppi cinesi vogliano entrare in Europa acquisendo spazi produttivi sottoutilizzati è ormai noto: le indiscrezioni in merito si susseguono con regolarità. Tutti parlano con tutti e non sorprende che le voci coinvolgano gran parte dell'industria europea, con Stellantis, Volkswagen, Ford e Nissan al centro dei rumor su possibili partnership. Finora, però, non si sono concretizzati accordi ufficiali.Il quadro, tuttavia, potrebbe cambiare rapidamente: le indiscrezioni aumentano e le trimestrali dei grandi costruttori evidenziano la necessità di affrontare il problema della sovracapacità produttiva. Al momento, l'unica soluzione socialmente sostenibile rispetto alla dismissione degli impianti e al taglio di migliaia di lavoratori sembra arrivare proprio dai costruttori cinesi, spinti da forti ambizioni espansionistiche. Le Geely che nascerebbero in SpagnaNon mancano dettagli sui possibili piani del gruppo del Dragone. Geely avrebbe individuato, all'interno del complesso di Almussafes, la struttura che ospita il reparto di assemblaggio Body 3, oggi inattivo dopo l'addio alla piattaforma CD4 e ai modelli Mondeo, Galaxy e S-Max, trasferiti a Valencia nel 2015 dopo la chiusura dello stabilimento belga di Genk.Il Body 3 è il reparto più moderno e avanzato del complesso, ma attualmente sono operativi gli altri due: la Ford Kuga viene prodotta sulle linee del Body 2 e, in parte, su quelle del Body 1.L'operazione consentirebbe a Geely di sviluppare l'attività in autonomia rispetto a Ford, senza condividere la catena delle forniture. Allo studio ci sarebbe l'assemblaggio di un modello con tre varianti di motorizzazione - ibrida, ibrida plug-in ed elettrica - identificato internamente come progetto 135 e basato sulla piattaforma modulare multi-energia GEA (Global Intelligent Electric Architecture). Inoltre, sarebbero in corso valutazioni per produrre un modello Ford sulla stessa architettura.Tra le ipotesi sul tavolo c'è anche la Geely E2: diversi fornitori della Comunità Valenciana sarebbero già stati contattati per possibili contratti legati alla SUV compatta, in arrivo anche in Italia (l'abbiamo già testata: qui potete leggere il nostro primo contatto in Cina). Manca ancora il via libera definitivo al progetto, ma le trattative appaiono in fase avanzata: emergono già indicazioni su impatti occupazionali e produttivi. Secondo la stampa iberica, l'avvio delle attività di Geely ad Almussafes, insieme ai programmi Ford, potrebbe consentire allo stabilimento di recuperare nel medio termine i volumi pre-Covid, quando l'Ovale Blu produceva oltre 300.000 unità annue con cinque modelli.In questo scenario, non solo verrebbe preservata l'occupazione degli attuali oltre 4.000 lavoratori, ma si aprirebbe anche la strada a nuove assunzioni.
Categorie: 4 Ruote
Autovelox, conto alla rovescia: arriva il decreto che cambia multe e ricorsi
Si è conclusa il 4 maggio, senza reazioni, la pubblica consultazione europea sul cosiddetto decreto omologazione autovelox, che l'Italia aveva trasmesso a Bruxelles il 3 febbraio scorso.In assenza di commenti e di pareri circostanziati della Commissione Ue e degli altri Stati membri - relativi a eventuali ostacoli alla libera circolazione delle merci o a difetti di conformità al diritto comunitario - il decreto può ora essere formalmente adottato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.Quando accadrà? Impossibile dirlo con certezza, anche se molti addetti ai lavori danno per imminente l'entrata in vigore delle nuove norme, così da arrivare ai grandi esodi estivi con un quadro regolatorio sui controlli elettronici della velocità più chiaro e meno esposto ai ricorsi. Fine del contenzioso?Che cosa cambierà dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto ministeriale sull'omologazione degli autovelox?Grazie alle nuove disposizioni, dovrebbe cessare il contenzioso sulle multe degli autovelox - fatti salvi i procedimenti già avviati - esploso negli ultimi anni dopo le ordinanze della Cassazione, secondo cui solo un dispositivo omologato - e oggi nessuno lo è formalmente - può costituire prova valida della multa per eccesso di velocità, come previsto dall'articolo 142 del Codice della strada. Una sanatoria per 15 dispositiviIl nodo più discusso riguarda la norma che di fatto omologa d'ufficio 15 apparecchiature già approvate in base al decreto del 13 giugno 2017, n. 282.Una vera e propria sanatoria per 15 dispositivi, ritenuta da alcuni giuristi illegittima: un decreto ministeriale può disciplinare le procedure di omologazione, ma non trasformare retroattivamente le approvazioni in omologazioni.Un possibile vulnus che potrebbe generare nuovo contenzioso davanti ai giudici di pace, ai tribunali e, in ultima istanza, alla Cassazione.Non solo: secondo alcuni operatori, la competenza sull'omologazione spetterebbe al ministero delle Imprese, in quanto autorità nazionale di riferimento in materia metrologica. Il fronte anti-autovelox, dunque, si prepara a nuove contestazioni.Corsia preferenziale per i dispositivi quasi in regolaIl decreto prevede anche una procedura semplificata per le apparecchiature approvate prima del provvedimento del 2017 ma già dotate di documentazione idonea su taratura e test di laboratorio.In questi casi, produttore o distributore possono ottenere l'omologazione integrando la documentazione già presentata. Il ministero dovrà esprimersi entro 60 giorni, adottando, in caso di esito positivo, il relativo decreto.Negli altri casi, invece, resta l'iter ordinario, più complesso. I 15 autovelox sanatiDal 15 giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale saranno considerati automaticamente omologati i seguenti autovelox:Marca e modelloDecreto dirig. di approvazioneAutovelox 106n. 476 del 09/12/2025Vrs-Evo-T12-5-Rn. 342 del 02/10/2025Velocar Red&Speed Evo-Rn. 342 del 02/10/2025Celeritas Mse 2021n. 401 del 19/08/2024Tutor 3.0n. 305 del 20/06/2024Vergilius Plusn. 149 del 27/03/2024Celeritas Mvd 2022n. 290 del 25/07/2023Vrs Evo 2n. 271 dell'11/07/2023T-Exspeedn. 236 del 05/06/2023K53800_Speedn. 549 del 21/12/2021Tcs - Traffic Control Systemn. 378 del 09/09/2021Autosc@N Speedn. 356 del 18/08/2021Celeritas Mvd 2020n. 349 del 16/08/2021Aguia Red & Speedn. 48 del 01/03/2021Velocar Red&Speed Evo Mn. 5240 del 31/08/2017
Categorie: 4 Ruote
Villa dEste Style Electric Yachting 2026: il futuro della nautica elettrica sul Lago di Como
Sul Lago di Como, nella cornice senza tempo di Villa d'Este - e nel weekend che precede il Concorso d'Eleganza - la nautica elettrica abbandona definitivamente i panni della sperimentazione per mostrarsi in una fase di piena maturità. La sesta edizione di Villa d'Este Style Electric Yachting, in programma domenica 10 maggio, si conferma tra gli appuntamenti di riferimento in Italia per osservare l'evoluzione della mobilità sostenibile sull'acqua.Il legame con il territorio e la Fondazione Alessandro VoltaA fare da filo conduttore è il dialogo tra industria, ricerca e territorio, in un contesto che unisce tradizione e innovazione a pochi passi dalla città di Como, legata alla figura di Alessandro Volta. L'evento rinnova la collaborazione con la Fondazione a lui dedicata, impegnata nelle celebrazioni per il bicentenario. Protagonisti e innovazioni tecniche: Porsche, Frauscher e CandelaSul piano tecnico, l'edizione 2026 evidenzia un'offerta articolata. Tra i protagonisti spicca Frauscher che, insieme a Porsche, porta in acqua la 790 Spectre, sintesi tra know-how automotive e nautico.Accanto a questa, trovano spazio l'Ecolux 850 di Ecoline Marine, il Seal di Vita e le realizzazioni del Cantiere Ernesto Riva, tra cui ER Revolution ed E-Next Tender. Presente anche il Candela 7 di ABC Boat.A completare l'ecosistema arrivano tecnologie come le moto d'acqua di Taiga Motors e le infrastrutture di ricarica rapida di Aqua superPower, sempre più strategiche per una rete di navigazione elettrica diffusa. Il contributo accademico: Politecnico di Milano e TorinoDeterminante il contributo accademico: il Politecnico di Milano presenta il prototipo del Team Polimi Energy Boat, con Università di Bologna (Team Argonauts UniBo) e Politecnico di Torino (H2Fly). Presente anche l'Università di Trieste. Tech Talk e prove in acquaPiù che una vetrina, Villa d'Este Style Electric Yachting è una piattaforma: dai Tech Talk alle prove in acqua fino alla parata al Tempio Voltiano.A chiudere, lo Student Award premia i progetti più promettenti, confermando il ruolo delle nuove generazioni. Meno concept e più prodottiIn un settore giovane ma in rapida evoluzione, l'appuntamento fotografa il momento: meno concept e più prodotti, meno esercizi di stile e più soluzioni pronte all'uso.La transizione elettrica, anche sull'acqua, ha ormai una rotta definita.Informazioni e prenotazioniL'esperienza è aperta anche agli ospiti non residenti per la giornata di domenica - a pagamento - con posti limitati e prenotazione obbligatoria, scrivendo a marketing@villadeste.it o consultando il sito dell'Hotel.
Categorie: 4 Ruote