Gruppo Volkswagen - Nuova Seat Ibiza 2026: allestimenti, motori, prezzi e dotazione completa

4 Ruote - Mar 04,2026
Seat ha aperto gli ordini della nuova Ibiza, rivista alla fine dello scorso anno, con aggiornamenti che hanno riguardato piccoli ritocchi all'estetica e diverse novità sul fronte tecnologico. La compatta spagnola è disponibile in quattro allestimenti e altrettante motorizzazioni, tutte a benzina, da 80 a 150 CV, con prezzi che partono da 16.000 euro. La dotazione di serie della nuova IbizaL'allestimento d'attacco, che prende il nome dal modello, prevede cerchi di lega da 15", gruppi ottici anteriori e posteriori a LED, così come i fendinebbia con funzione cornering, gli specchietti regolabili elettricamente e i finestrini elettrici anteriori. Completano la dotazione il quadro strumenti digitale da 8", l'infotainment da 8,25", la presa USB-C e il climatizzatore manuale. Per la sicurezza sono presenti tutti gli ADAS obbligatori per legge, i sensori di parcheggio posteriori e l'assistente al mantenimento della corsia. Ibiza Style e BusinessL'allestimento Style aggiunge la connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, il sensore luci per l'accensione automatica dei fari, i cerchi di lega da 16", il divano posteriore frazionato, il rivestimento in pelle per volante e leva del cambio, i pannelli porta in tessuto e le tasche portaoggetti sul retro dei sedili anteriori. La versione Business include inoltre l'infotainment da 9,2" con navigatore integrato, i comandi vocali e la vernice metallizzata. Ibiza FRLa Ibiza FR, versione top di gamma, completa la dotazione con un design sportivo specifico (paraurti dedicati, doppio terminale posteriore, loghi su paraurti e fiancate), sedili anteriori sportivi, specchietti ripiegabili elettricamente, vetri posteriori oscurati, quattro finestrini elettrici, climatizzatore bizona e luce ambientale. Si aggiungono inoltre i sensori di parcheggio anteriori, la telecamera posteriore, il sensore pioggia e la selezione della modalità di guida, non disponibile per la 80 CV aspirata. Pacchetti e optionalI colori metallizzati (di serie sulla Business) costano 670 euro, mentre le tinte speciali arrivano a 880 euro. Il Safe & Driving Pack M include il cruise control adattivo con Start & Stop, disponibile solo per le versioni con cambio automatico DSG. La guida assistita di livello 2, con mantenimento attivo al centro della corsia, è disponibile su richiesta (non per l'allestimento base) a 900 euro.Tra gli optional figurano anche il tetto panoramico in vetro (1.050 euro), lo Storage Pack (530 euro, con caricatore wireless per smartphone e bracciolo anteriore) e l'accesso senza chiave (310 euro). Esclusivo della FR è il FR Pack, che include navigatore connesso da 9,2", fari Full LED, cerchi da 18" e bocchette di aerazione retroilluminate, proposto in offerta a 1.200 euro invece di 2.835 euro. Il listino della nuova Seat IbizaIbiza 1.0 80 CV: 16.000 euroIbiza Style 1.0 80 CV: 20.800 euroIbiza Style 1.0 EcoTSI 95 CV: 21.450 euroIbiza Style 1.0 EcoTSI 115 CV: 22.150 euroIbiza Style 1.0 EcoTSI 115 CV DSG: 23.950 euro Ibiza Business 1.0 80 CV: 21.750 euroIbiza Business 1.0 EcoTSI 95 CV: 22.400 euroIbiza Business 1.0 EcoTSI 115 CV: 23.100 euroIbiza Business 1.0 EcoTSI 115 CV DSG: 24.900 euroIbiza FR 1.0 80 CV: 23.300 euroIbiza FR 1.0 EcoTSI 95 CV: 23.900 euroIbiza FR 1.0 EcoTSI 115 CV: 24.600 euroIbiza FR 1.0 EcoTSI 115 CV DSG: 26.550 euroIbiza FR 1.5 EVO 150 CV DSG: 27.800 euroIn questa fase di lancio la Casa spagnola propone la sua nuova compatta con finanziamenti a tasso agevolato (Tan 1,95%, Taeg 3,11%), nessun anticipo e rate da 199 euro al mese.
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Colonnine di ricarica - Italia, ricarica pubblica in crescita: ora ci sono 73.000 punti, ma il 15% è scollegato

4 Ruote - Mar 04,2026
Cresce ancora la rete italiana di ricarica pubblica, toccando quota 73.047 punti, distribuiti su circa 36.500 colonnine: è il dato principale, aggiornato al 31 dicembre 2025, che emerge dal più recente report di Motus-E. L'associazione per la mobilità elettrica evidenzia come siano quasi 9.000 prese in più sul 2024, a sua volta in aumento rispetto al passato. Restano tuttavia diversi problemi, il primo dei quali è il 15% di punti scollegati (il 18% nel 2023): si tratta di infrastrutture installate dagli operatori, ma non accessibili al pubblico per ragioni amministrative (autorizzazioni, scavi, permessi e tanto altro). Quindi, quanti punti di ricarica sono attivi?Ai 73.047 connettori totali, vanno quindi sottratti i 10.957 scollegati, che restano tali per mesi o per anni: quelli attivi scendono a 62.090. Da questi vanno anche eliminati i punti oggetto di atti vandalici di varia natura e quelli coi cavi tranciati dai ladri di rame, questione di un certo peso ormai da anni. In assenza di numeri ufficiali, parliamo di centinaia di stazioni non utilizzabili per periodi non brevi. Autostrade: Italia a rischio infrazione UESalgono anche i punti di ricarica sulle autostrade, arrivati a 1.374, di cui il 62% con potenza superiore ai 150 kW: includendo le prese entro 3 km dalle uscite autostradali, il totale è di 4.170. Sono però gravi i ritardi nella predisposizione e pubblicazione dei bandi di gara da parte di diverse concessionarie autostradali: l'Italia non ha raggiunto gli obiettivi imposti dal Regolamento europeo AFIR (centrati al 90%). Esiste il rischio che l'Unione Europea apra una procedura d'infrazione ai danni del nostro Paese. Se non ci si adegua, si rischiano multe salatissime, da sommarsi ad altre violazioni UE, molte delle quali in campo ambientale. Colonnine: fra buone e cattive notizieLa distribuzione geografica dei connettori non è omogenea, sebbene le differenze si stiano attenuando: il 59% si concentra al Nord (dove circolano più auto elettriche), contro il 19% del Centro e il 22% del Sud. La Lombardia si conferma la prima Regione (15.836), davanti a Piemonte (6.981), Lazio (6.975), Veneto (6.700), Emilia-Romagna (5.927) e Campania (4.969). Tra le città, Roma leader (3.973), davanti a Milano (3.375) e Napoli (2.277).Analizzando però il numero di punti per km quadrato di superficie, il capoluogo campano primeggia a 19,5, davanti alla metropoli lombarda (18,6) e a Torino (9,3). Inoltre, nel 95,6% del territorio nazionale è presente almeno un punto di ricarica in un raggio di 10 km, e nel 71,4% del territorio è presente almeno una presa in un raggio di 5 km. Ma si toccano i 2.000 punti nel raggio di 10 km nei pressi delle grandi città. Il paragone con l'EuropaNel nostro Paese, c'è un punto di ricarica a uso pubblico ogni 6 auto elettriche immatricolate: l'infrastruttura italiana si piazza davanti a quelle di Francia (uno ogni 8,3 BEV), Germania (ogni 10,7) e Regno Unito (ogni 16,6). Belpaese in testa anche per quanto riguarda il numero di punti di ricarica rispetto alla lunghezza totale della rete stradale, con una media di una presa ogni 4 km di strade, al pari di Germania e Regno Unito, davanti alla Francia (ogni 6 km).Una rete di ricarica in espansione costante, ma con burocrazia e ritardi autostradali che ne frenano la piena efficienza, come Motus-E sottolinea. Resta da capire se l'attuale dotazione, oggi sufficiente per un parco di 373.683 elettriche, sia adeguata in caso di forte crescita delle BEV nei prossimi anni.
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Adas e infotainment - Volvo aggiorna 2,5 milioni di auto: arriva il nuovo sistema UX

4 Ruote - Mar 04,2026
La Volvo è pronta a rilasciare un aggiornamento gratuito over-the-air su circa 2,5 milioni di vetture prodotte dal 2020 ad oggi. La maxi operazione consentirà di dotare le vetture del nuovo Volvo Car UX, un layout aggiornato dell'infotainment basato su software Android Automotive di Google. Infotainment più rapido e intuitivoLa Volvo ha studiato questo restyling per offrire ai clienti un'esperienza di utilizzo più veloce e intuitiva, riducendo i passaggi necessari per raggiungere le funzioni di più comune utilizzo. Per raggiungere questi obiettivi sono state studiate le statistiche di utilizzo e ascoltati i suggerimenti dei clienti, inoltre è stato creato un nuovo tema grafico che sarà esteso a tutte le vetture indipendentemente dall'anno e dal modello. Per le varianti plug-in inoltre è stato creato il nuovo comando Drive Modes nella schermata home per poter passare con un solo click dalla modalità elettrica a quella ibrida. ADAS nello store e Google Gemini nel futuroIl nuovo aggiornamento rende inoltre disponibili nuove opzioni di acquisto per i clienti: sarà infatti possibile acquistare il pacchetto Pilot Assist attraverso lo store integrato per i veicoli non ancora dotati di questa funzione. Ulteriori upgrade futuri sono già previsti e permetteranno di integrare a bordo l'assistente Google Gemini.
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OTA - Smart #5 si aggiorna over-the-air: infotainment più evoluto e ADAS più accessibili

4 Ruote - Mar 04,2026
La Smart ha rilasciato un aggiornamento over-the-air dedicato alla #5. Con la versione 2.2.0, il SUV offre un infotainment ancora più completo e un'esperienza di guida ancora più confortevole. ADAS a portata di manoI tecnici hanno rivisto alcune funzioni di bordo e in particolare hanno migliorato l'accesso alle funzioni del superamento dei limiti di velocità nel Drive Setup per velocizzare il richiamo delle impostazioni personalizzate. Il riconoscimento dei cartelli stradali inoltre prevede ora tre diverse modalità: segnale visivo, visivo e acustico o disattivato, che viene poi memorizzata nel profilo utente. Manuali a comando vocale e mirroringGrazie all'assistente vocale, è ora possibile ottenere informazioni relative alle funzioni di bordo: l'IA accede ora alle FAQ e al manuale utente per fornire risposte rapide e puntuali. L'infotainment infine si arricchisce della App di Amazon Music, compatibile anche con lo standard Dolby Atmos dell'impianto Sennheiser Signature delle varianti Brabus e Premium, e della funzione mirroring via cavo. Quest'ultima consente di utilizzare gli schermi di bordo per riprodurre contenuti di smartphone, tablet e laptop e spostarli dal display centrale a quello del passeggero a vettura ferma per lavoro o svago.
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Su strada - Ferrari Luce, un lampo nel buio: la prima elettrica di Maranello si mostra in video

4 Ruote - Mar 04,2026
Non il diavolo, ma in questo caso la sorpresa, sta nei dettagli. Ferrari ha diffuso un nuovo video sulla Luce, che racconta un po' la genesi della prima Ferrari elettrica di Maranello, rivelando nuovi particolari.Tanti i protagonisti e le testimonianze: da Piero Ferrari a John Elkann, da Benedetto Vigna al capo del design Flavio Manzoni, ovviamente Jony Ive e Marc Newson, i due ex designer Apple a cui la Casa emiliana si è affidata per realizzare una Ferrari senza precedenti, non solo per la tipologia di powertrain completamente elettrico, ma per l'intera concezione del progetto.Dopo aver approfondito la tecnica e toccato con mano gli interni, restano ancora in gran segreto forme e stile esterno della Ferrari Luce, che si vede sfrecciare su strada in alcuni istanti di questa clip, illuminando una strada buia. Le immagini sotto la lenteAbbiamo allora vivisezionato, e schiarito, le immagini del filmato, alla ricerca di qualche frame capace almeno di abbozzare la sagoma della Ferrari Luce. Sin qui, infatti, l'elettrica di Maranello si è fatta vedere solo sotto forma di muletto, pesantemente camuffata da pellicole mimetiche e appendici posticce.Nonostante i ripetuti avvistamenti su strada, insomma, poco o nulla ha lasciato intravedere i tratti del design di una vettura che, come emerge anche dal video, sarà di grandi dimensioni: nell'ordine dei cinque metri di lunghezza, con quattro posti a sedere e un passo di 296 centimetri, già comunicato ufficialmente. Più vicina alla produzione?Anche l'esemplare utilizzato nel video sembra appartenere alla batteria di prototipi impegnati negli ultimissimi collaudi, ma alcuni dettagli non corrispondono (a partire dai fari, che paiono molto bassi): che si tratti di una versione più vicina alla produzione?In ogni caso, toccherà aspettare ancora per avere anticipazioni davvero succose sugli esterni. Al contrario, è già calato il velo sugli interni della Ferrari Luce, disegnati da Jony Ive, l'ex responsabile del design Apple che ha creato iPhone e iPad.Nell'abitacolo troviamo lavorazioni dal pieno in alluminio e vetro high-tech, con display digitali (ma lancette vere) dalla grafica minimalista. La qualità costruttiva è di altissimo livello: si percepisce dalla scocca del cruscotto, ma anche toccando le singole levette sul volante o sulla console.Volante e quadro strumenti sono solidali tra loro, mentre il touchscreen, montato su un giunto a sfera, può essere orientato verso il pilota o il passeggero. Il vetro è utilizzato anche per la chiave, la prima al mondo con display E-Ink integrato, che cambia colore quando viene posizionata nel dock sulla console centrale per accendere l'auto. 1.000 CV e più di 500 km con un pienoSolo a maggio conosceremo nel dettaglio le specifiche tecniche della Ferrari Luce, ma molto è già stato anticipato lo scorso ottobre. La prima EV di Maranello sarà mossa da quattro motori elettrici, due all'anteriore e due al posteriore, così da garantire la trazione integrale.Avrà quattro ruote sterzanti e una potenza massima (teorica) di 830 kW (1.129 CV), ripartiti perlopiù al posteriore. La Luce scatterà da 0 a 100 km/h in circa 2,5 secondi e supererà i 310 km/h di velocità massima.Progettate e assemblate a Maranello, le batterie a 880V saranno integrate direttamente nel telaio: sono composte da 210 celle suddivise in 15 moduli, per una capacità lorda totale di 122 kWh. L'autonomia stimata dovrebbe superare i 530 chilometri, mentre la potenza di ricarica toccherà picchi di 350 kW.Per quanto riguarda il sound, nessun artificio: solo l'amplificazione della voce elettrica dell'auto.
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BYD - Yangwang U7, quattro motori e batterie Blade 2.0 da 150 kWh: l'autonomia arriva a 1.000 km

4 Ruote - Mar 04,2026
Il marchio di lusso della BYD Yangwang ha presentato il MY26 della sua berlina sportiva U7, con quattro motori elettrici e i nuovi accumulatori Blade 2.0 da 150 kWh, che assicurano - nel ciclo di omologazione cinese Cltc, una percorrenza di 1.006 chilometri. Ha anche più di 1.000 CVA rendere il dato ancor più incredibile è il fatto che la U7 monta un powertrain con quattro motori elettrici, uno per ruota, ciascuno da 239 kW (325 CV), per una potenza combinata di 960 kW (1.305 CV) e 1.680 Nm. Tutte le ruote sterzano: quelle sull'asse posteriore ruotano di 20, riducendo il raggio di sterzata dell'auto - lunga 5,26 m - a soli 4,85 metri. Le nuove batterie Blade verranno presentate il 5 marzo nel corso di un evento della BYD, insieme ad altre novità della Casa cinese, tra cui la ricarica a 1,5 MW (1.500 kW) di potenza.
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Guerra in Iran - Che effetti avrà la guerra in Medio Oriente sullEuropa e sulla ricarica delle auto elettriche?

4 Ruote - Mar 04,2026
La nuova crisi del Medio Oriente ha alzato l'attenzione sul petrolio. Tuttavia, è l'intero mercato energetico a subire gli effetti negativi dell'escalation militare nell'area del Golfo Persico. Abbiamo chiesto ad Alberto Prina Cerai (foto sotto), analista presso l'Osservatorio di Geoeconomia dell'Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi), un parere sugli impatti del conflitto sui mercati del gas e dell'elettricità, a partire dalle conseguenze sul GNL, il gas naturale liquefatto di cui il Qatar è uno dei maggiori produttori al mondo.A suo avviso, l'intera situazione è da monitorare attentamente: l'Europa è meno esposta ai flussi qatarioti, ma non è comunque immune dai riflessi di un peggioramento della crisi sul piano militare. La situazione del gasPer Prina Cerai, il movimento al rialzo del TTF (Title Transfer Facility), principale mercato di riferimento per il gas scambiato in Europa, è sintomo che i mercati hanno prezzato il rischio geopolitico che ora si è concretizzato con una notevole riduzione dei cargo di GNL in transito nello Stretto di Hormuz, dal quale transita il 20% circa dell'offerta globale di gas naturale liquefatto (120 bcm/anno), con il Qatar da solo responsabile della maggior parte dell'offerta (seguito dagli Emirati Arabi Uniti).Dopo l'interruzione delle attività di produzione di QatarEnergy, principale esportatore del Golfo, il prezzo del gas naturale in Europa è aumentato del 50%, ai massimi da circa un anno e mezzo ma comunque, per ora, ben al di sotto dei massimi raggiunti nel 2022, avverte l'esperto, sottolineando che gran parte dei volumi dal Qatar sono destinati strutturalmente alla domanda asiatica, principalmente Cina, India e Giappone, mentre l'UE risulta meno esposta in termini di approvvigionamento sul totale del fabbisogno di GNL.Infatti, il blocco comunitario importa dagli Stati Uniti il 90% del gas liquefatto di cui ha bisogno, mentre circa l'8-10% dei cargo arriva dal Qatar (circa 18 miliardi di metri cubi). E ovviamente, quando si parla di Europa, si comprende anche l'Italia.Dunque, il gas non rappresenta a prima vista una fonte di preoccupazione. Tuttavia, l'intera questione va inquadrata all'interno del più ampio quadro dei flussi di export globali e della relativa competizione tra i Paesi per accaparrarsi la maggior parte dei carichi. In un contesto di stoccaggi medi in Europa ai minimi (sotto il 30%) e con lo shortage che potrebbe indurre a massicci acquisti asiatici in primavera, è plausibile ritenere che la competizione sui cargo spot possa intensificarsi.Il maggior rischio, però, è legato a una prolungata chiusura dello Stretto. In tal caso, per Prina Cerai, si potrebbero riscontrare conseguenze addirittura peggiori rispetto alla perdita dei 106 bcm dalla Russia nel 2022 sul mercato del gas. In questo scenario, lo spread tra il TTF e il JKM (la borsa asiatica del gas) potrebbe indurre a reindirizzare cargo non contrattualizzati dagli USA verso l'Europa per rimpiazzare eventuali volumi dal Qatar, rispetto alle forniture a lungo termine, aggiunge l'esperto, sottolineando la necessità di monitorare, oltre alla chiusura dello stretto che rimane un'opzione molto costosa sia in termini economici che strategici per l'Iran eventuali attacchi a infrastrutture strategiche, come i terminal, la cui esposizione e/o danneggiamento potrebbe avere impatti ancor più drammatici sulle capacità di liquefazione. L'impatto sui prezzi dell'elettricitàDetto questo, non va trascurato un altro aspetto: il legame tra i prezzi del gas e le tariffe dell'elettricità. Come ci ha mostrato l'invasione russa dell'Ucraina, shock geopolitici che impattano il mercato del gas hanno una correlazione quasi inevitabile sui prezzi dell'elettricità, rimarca l'analista dell'Ispi. L'esposizione sarà particolarmente grave per quei Paesi il cui mix di generazione elettrica è sbilanciato sulle centrali a gas a ciclo combinato, a prescindere dalle rotte di approvvigionamento (via gasdotto o GNL).Questo è oltremodo collegato all'attuale design del mercato, che vede proprio questi impianti dettare il prezzo marginale dell'elettricità sul mercato europeo e del PUN (Prezzo Unico Nazionale) in Italia, l'indicatore del prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica. Un prezzo di oltre 45 euro/MWh per il gas naturale implicherebbe un prezzo dell'energia elettrica all'ingrosso di circa 147 euro/MWh, prosegue Prina Cerai.Dunque, si rischia il salasso per le famiglie. E non mancano effetti collaterali per il mondo dell'auto. Il rincaro dell'elettricità, infatti, potrà avere dirette implicazioni per le ricariche delle auto elettriche, ma avverte l'esperto a seconda della tipologia: chi carica con ricarica domestica, con contratti tutelati potrebbe non dover assorbire eventuali rincari, ma i prezzi in bolletta seguono comunque il PUN; con accumuli o fotovoltaico, una tipologia di consumatori sicuramente ristretta, l'aumento sarà schermato. Chi ricarica in colonnine pubbliche dipenderà dai contratti di fornitura degli operatori, dai margini commerciali oppure dagli abbonamenti.
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Guerra in Iran - Benzina e diesel, i prezzi volano: il governo sterilizzerà le accise?

4 Ruote - Mar 04,2026
Si impennano i prezzi di benzina e (soprattutto) gasolio alla pompa, mentre proseguono a briglia sciolta i rialzi sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi, sulla scia di quotazioni internazionali in preda al panico.Non è per nulla positivo il quadro delineato da Staffetta Quotidiana sull'andamento dei listini dei carburanti. Nella sua rilevazione giornaliera, la testata specializzata va anche oltre, ipotizzando per i prossimi giorni un peggioramento della situazione, che trasformerà in realtà i timori su un prossimo salasso ai danni degli automobilisti.Del resto, Staffetta Quotidiana segnala che mentre il Brent ha chiuso ieri (3 marzo, ndr) sopra gli 80 dollari e la quotazione del gasolio ha sfondato quota mille dollari la tonnellata (in euro siamo al massimo da ottobre 2023), i prezzi alla pompa iniziano ad adeguarsi. Il gasolio, in media nazionale self service, è al livello più alto dal 14 luglio 2024, la benzina dal 21 dicembre scorso. Tuttavia, già domani (5 marzo) i record saranno aggiornati. Verso la sterilizzazione delle accise?Il rincaro rischia così di produrre pesanti ripercussioni economiche: l'aumento dei prezzi, in particolare per il diesel (il combustibile di riferimento per il mondo dell'autotrasporto), potrebbe presto riversarsi sui beni di consumo e in particolare sul carrello della spesa, riducendo il potere d'acquisto e mettendo a dura prova le capacità di spesa delle famiglie.Non devono quindi stupire le ricostruzioni fornite da Staffetta sulla possibilità che torni in pista l'ipotesi di applicazione della norma (tutt'ora in vigore) sulla sterilizzazione delle accise: l'articolo 1, comma 291, della legge 244/2007 (legge di bilancio 2008) stabilisce che le accise possono essere diminuite per compensare le maggiori entrate dell'Iva derivanti dall'aumento del prezzo internazionale del petrolio greggio. Il decreto, si legge nella norma, può essere adottato se il prezzo del greggio aumenta, sulla media del mese precedente, rispetto al valore di riferimento indicato nell'ultimo Documento programmatico di finanza pubblica. E tale circostanza, segnala la testata, si è proprio verificata nei frangenti attuali. Nuovi rincari alla pompaDetto questo, Staffetta Quotidiana dà conto anche delle mosse annunciate oggi dalle varie compagnie, che già ieri avevano stabilito un rincaro dai tre ai sei centesimi.Eni ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina e di sette centesimi quelli del gasolioIP ha deciso per un rialzo di quattro centesimi sulla verde e sul dieselQ8 ha stabilito un incremento di quattro centesimi sulla benzina e di sei centesimi sul gasolioTamoil ha optato per un aumento di tre centesimi su entrambi i combustibili Le medie volanoQuanto alle medie nazionali, elaborate da Staffetta sulla base di quanto comunicato ieri mattina (2 marzo) dai gestori di circa 20 mila impianti all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy, si registrano i primi effetti dei rincari decisi ieri.Al self service, la benzina quota 1,693 euro/litro (+19 millesimi sulla precedente rilevazione) e il diesel 1,753 euro/litro (+25).Al servito, verde a 1,830 euro/litro (+17), gasolio a 1,888 euro/litro (+23), Gpl a 0,691 euro/litro (+1), metano a 1,404 euro/kg (+1) e Gnl a 1,227 euro/kg (-4).Lungo le autostrade, benzina a 1,787 euro/litro (2,047 al servito), gasolio a 1,845 euro/litro (2,102), Gpl a 0,829 euro/litro, metano a 1,462 euro/kg, Gnl a 1,296 euro/kg.
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Nuova showcar - Renault Bridger Concept, la SUV urbana dal piglio off-road

4 Ruote - Mar 04,2026
Il prossimo 10 marzo, in occasione della presentazione del piano strategico futuREady del gruppo Renault, il costruttore francese presenterà anche la Bridger Concept: una showcar che anticipa un futuro modello di serie, progettato in India e destinato ai mercati asiatici. Linee decise e compatteLa Bridger è una SUV urbana compatta, lunga meno di quattro metri, dallo stile deciso: le poche immagini e il profilo che si intravede nel primo teaser ufficiale mostrano un corpo vettura massiccio, con il cofano piatto e i passaruota pronunciati, il portellone verticale - con la ruota di scorta all'esterno - e i mancorrenti sul tetto. Un'auto che, pur destinata a muoversi in città, sembra avere le carte in regola per affrontare agevolmente strade bianche e fuoristrada leggero. E quel nome...Bridger parte dalla parola inglese "bridge", ponte, a cui è stata aggiunta la desinenza "er". Con quest'auto, spiega Sylvia dos Santos, responsabile della strategia naming di Renault, "abbiamo arricchito la famiglia di nomi derivati da termini inglesi, seguendo la scia della Renault Duster", già commercializzata in India (e oggetto di un importante aggiornamento alla fine di gennaio).
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Maranello - Ferrari non rallenta sullelettrico: Capiamo Lamborghini, ma i leader devono osare

4 Ruote - Mar 04,2026
La Ferrari non nutre dubbi sulla sua prima elettrica, a differenza della sua grande rivale nella Motor Valley, la Lamborghini.Il numero uno della Casa di Sant'Agata Bolognese, Stephan Winkelmann, ha rivelato al Sunday Times la decisione di rivedere i progetti elettrici (incarnati dalla Lanzador) a causa dell'assenza di interesse da parte della clienetela: il quarto modello del Toro arriverà comunque sul mercato, ma in variante plug-in.A Maranello, invece, si prosegue senza indugio sul programma di lancio della Ferrari Luce: Rispetto il punto di vista di Stephan così come sono sicuro che lui rispetta il nostro, ma ognuno ha la sua strategia, ha spiegato l'amministratore delegato del Cavallino Rampante, Benedetto Vigna, a margine dell'inaugurazione di un nuovo centro medico nella sede emiliana. "Bisogna osare e usare le nuove tecnologie"Vigna ha anche cercato di spiegare con poche parole per quale motivo la Ferrari continua a scommettere sulla tecnologia elettrica, nonostante nell'alto di gamma siano sempre di più le aziende che hanno deciso di abbandonarla, proprio a causa dello scarso interesse dei clienti. Noi siamo convinti che i leader sono e continuano a essere tali solo se osano e cercano di usare la tecnologia nuova, qualunque essa sia, per destare nuove emozioni o emozioni diverse in chi usa quel prodotto. Dunque, nessun passo indietro sul progetto Luce (sopra una delle ultime foto spia della vettura). La Ferrari ha più volte confermato il lancio della sua prima elettrica nel 2026 e, negli ultimi mesi, ha svelato alcuni dettagli: il sistema di propulsione e poi alcune parti degli interni, affidati all'esperta mano dell'ex designer della Apple Jony Ive.Per vedere nella sua interezza la prima elettrica di Maranello bisognerà attendere ancora pochi mesi: la presentazione avrà luogo a Roma il 25 maggio.
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Nuova legge - Radiazione delle auto con fermo amministrativo: come funziona e cosa dice la circolare ACI

4 Ruote - Mar 04,2026
Svolta per il destino delle auto fantasma e dei mezzi abbandonati: dopo che la legge 14 del 26 gennaio 2026, in vigore dal 20 febbraio, ha cambiato le carte in tavola, è arrivata la circolare ACI per interpretare le nuove regole.Si tratta di una prima informativa, ma le istruzioni di carattere operativo e procedurale dovranno essere oggetto di una disciplina congiunta con la Direzione generale della Motorizzazione del ministero delle Infrastrutture. quest'ultima l'amministrazione competente, alla quale è stata attribuita anche la gestione del Registro dei veicoli fuori uso: servirà quindi un tavolo operativo per definire con precisione le procedure. Serve l'attestazione di inutilizzabilitàLa nuova normativa stabilisce che, ai fini della radiazione per demolizione di un veicolo fuori uso, non può essere opposta l'iscrizione del fermo amministrativo.C'è però un documento chiave affinché possa scattare la radiazione per demolizione dei mezzi sui quali risulta iscritto un fermo amministrativo: l'attestazione di inutilizzabilità, che deve essere allegata al fascicolo della richiesta di cancellazione per demolizione del veicolo dal PRA (Pubblico registro automobilistico) e dall'ANV (Archivio nazionale veicoli). Ci si rivolge ai Comuni, pagandoL'attestazione costituisce un servizio a domanda individuale sottoposto a tariffe ed eseguito con modalità organizzative stabilite dai singoli Comuni, competenti al rilascio.Nel caso di veicoli rinvenuti da organi pubblici o non reclamati dai proprietari o acquisiti per occupazione, l'attestazione di inutilizzabilità in parola viene rilasciata dal competente ufficio della Polizia Locale o dall'ufficio individuato dall'ente proprietario della strada. Quando si applica la disposizioneLa legge riguarda:i mezzi conferiti dal proprietario o detentore volontariamente ai centri di raccolta per la demolizione;quelli rinvenuti da organi pubblici o non reclamati dai proprietari o acquisiti per occupazione, conferiti ai centri di demolizione dall'Autorità procedente (Comuni, Province, Città metropolitane o enti proprietari della strada).Rimane esclusa la radiazione per definitiva esportazione all'estero, così come quella dei mezzi provenienti dalle depositerie giudiziarie o avviati alla demolizione su disposizione dell'autorità giudiziaria. I dubbi sulle dateLa legge è in vigore dal 20 febbraio. Per i veicoli presi in carico prima di quella data, nel caso in cui sia iscritto un fermo, potranno essere esibite, ai fini della radiazione per demolizione, le dichiarazioni di inutilizzabilità rilasciate dalle pubbliche autorità.Per quanto riguarda invece i mezzi rinvenuti prima, si darà seguito alla radiazione anche in assenza di tale documento. Ora, vista la complessità della materia, la palla passa al ministero delle Infrastrutture.
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Frodi ai quiz - Esami della patente, arrivano i jammer: stop alle truffe con microcamere e auricolari

4 Ruote - Mar 04,2026
Per arginare il fenomeno delle truffe durante gli esami teorici della patente, il Ministero delle Infrastrutture si prepara a introdurre nelle sedi d'esame i dispositivi jammer, strumenti in grado di bloccare segnali radio non autorizzati. L'obiettivo è impedire qualsiasi tentativo di comunicazione illecita tramite microauricolari, mini telecamere, smartphone o altri strumenti elettronici nascosti, garantendo la regolarità dei test a quiz.La circolare 3098 del 30 gennaio 2026 annuncia infatti l'installazione graduale dei dispositivi in 130 aule della Motorizzazione Civile, in una prima fase, utilizzando le risorse stanziate dalla legge Bilancio 2025. Come funziona lo schermo jammerCome si evince dalle cronache, alcuni candidati furbetti si mettono in contatto con complici esterni tramite sistemi di ricetrasmissione, soprattutto microtelecamere nascoste nei bottoni delle camicie per inquadrare i videoterminali, e auricolari attraverso cui ricevere le risposte corrette ai quiz.I jammer agiscono saturando i canali di comunicazione con un rumore bianco che inibisce le frequenze radio: in questo modo oscurano ogni segnale non autorizzato durante la sessione d'esame. Tutele per i soggetti a rischioPoiché i campi elettromagnetici dei jammer possono interferire con alcuni strumenti elettromedicali personali collegati via Bluetooth, WiFi, LTE o 5G per funzioni cliniche o salvavita, la circolare impone specifiche tutele per donne in stato di gravidanza, persone particolarmente sensibili o fragili, o con condizioni mediche particolari.Presentando una certificazione medica specialistica che attesti la patologia o la condizione di fragilità, i soggetti a rischio avranno il diritto di partecipare a sedute d'esame senza attivazione dei jammer. Business da stroncare: 7.000 euro a truffaLa mossa del ministero è volta anche a migliorare la sicurezza stradale. Dopo essere stato promosso al test in modo illecito, l'allievo deve affrontare la prova pratica: ottenendo la patente, rappresenterebbe un pericolo pubblico alla guida, perché digiuno delle regole del Codice della strada.L'intervento mira inoltre a stroncare il business delle frodi agli esami della patente: il servizio di ricetrasmissione costa da 1.000 a 7.000 euro, da versare alla banda organizzatrice.
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Guerra in Iran - Quali saranno gli effetti sullexport delle auto cinesi in Europa?

4 Ruote - Mar 04,2026
L'escalation militare in Medio Oriente ha già determinato ripercussioni sui trasporti marittimi: le rinnovate minacce della milizia yemenita degli Houthi hanno aumentato i timori sul passaggio delle grandi navi cargo lungo il corridoio del Mar Rosso e spinto al rialzo sia i noli marittimi sulle rotte tra Europa e Asia, sia le polizze assicurative per i carichi.La domanda, come si suol dire, sorge spontanea: la crisi avrà un impatto anche sulle esportazioni di veicoli cinesi in Europa? Abbiamo chiesto un parere a Gianluca Di Loreto (foto sotto), Partner e responsabile italiano automotive della società di consulenza Bain & Company.L'export cinese verso l'Europa è intrinsecamente sensibile alla dinamica dei costi logistici e alla stabilità delle rotte marittime. Un aumento prolungato dei noli o eventuali congestioni potrebbero comprimere i margini e rallentare temporaneamente i flussi, afferma il consulente aziendale, sottolineando però un aspetto che Quattroruote ha più volte messo in luce negli ultimi mesi: Va considerato che i player cinesi hanno mostrato elevata velocità di adattamento, anche attraverso strategie di localizzazione produttiva e assemblaggio nei mercati di destinazione. La parola d'ordine è diversificazioneIn uno scenario di maggiore volatilità globale prosegue Di Loreto saranno avvantaggiati gli operatori capaci di bilanciare export e footprint industriale locale, riducendo la dipendenza da singoli corridoi logistici.Ma è oggi possibile individuare chi potrà uscire vincitore o sconfitto da una partita tanto imprevedibile? Più che di vincitori e vinti, in questa fase è corretto parlare di diverso grado di esposizione al rischio, risponde il partner di Bain. Di sicuro, risultano strutturalmente più resilienti i gruppi con supply chain diversificate e regionalizzate, elevata flessibilità produttiva e solidità finanziaria tale da assorbire pressioni temporanee sui margini. Sono invece più vulnerabili gli operatori con forte dipendenza da singole regioni e con strutture di costo meno elastiche.Il messaggio, coerente con quanto già visto nel contesto dei dazi, è chiaro: per l'automotive la resilienza della supply chain è ormai una leva strategica, non più solo operativa, prosegue Di Loreto. Investire in flessibilità, visibilità end-to-end e ridondanza selettiva rappresenta oggi una priorità competitiva. Cosa devono aspettarsi i consumatori?Tutto ciò vale per l'impatto lato offerta, ma quali saranno le conseguenze sulla domanda? Ci saranno effetti sui prezzi delle auto o sui tempi di consegna?Sul primo punto, Di Loreto esprime non poca cautela: Nel breve termine è difficile parlare di un aumento generalizzato dei listini. L'automotive lavora su pianificazioni prezzo plurimensili e opera in un contesto di forte pressione competitiva, che rende complessa una revisione immediata verso l'alto. Anche perché negli ultimi mesi l'eccesso di offerta rispetto alla domanda (in Europa come in Cina) ha portato semmai a un crollo dei prezzi netti, ossia a un aumento degli sconti.Questo vale per l'immediato, ma nel lungo termine lo scenario potrebbe cambiare. Se la volatilità energetica dovesse tradursi in un incremento strutturale dei costi industriali e logistici energia per gli impianti, trasporto marittimo, componentistica è realistico attendersi un progressivo trasferimento a valle di parte di questi extra-costi, da leggersi più come minore calo' che come effettivo aumento dei prezzi, avverte il consulente. In altre parole, è possibile che i costruttori frenino l'attuale propensione a lanciare frequenti campagne promozionali per sostenere le vendite.Quanto ai tempi di consegna, la situazione è per fortuna migliore, anche perché il mondo dell'auto ha ormai appreso la lezione della pandemia. Tuttavia, anche in questo caso non sono da escludere ripercussioni nel lungo periodo: Dopo le criticità legate a semiconduttori e componentistica, il settore ha investito significativamente in resilienza e presidio della catena di fornitura. Oggi le supply chain sono più monitorate e, in molti casi, strutturalmente più robuste. Nel breve non si intravedono impatti diffusi sui lead time. Tuttavia, qualora la volatilità si riflettesse sui flussi logistici globali ad esempio tramite rallentamenti o congestioni su specifiche rotte potrebbero emergere tensioni puntuali.In ogni caso, per Di Loreto, è prematuro parlare di effetti sistemici. Molto dipenderà dall'evoluzione del quadro macroeconomico e dalla capacità dei costruttori di attivare leve di mitigazione già predisposte negli ultimi anni. In altre parole, le variabili in gioco sono molteplici e di sicuro ai piani alti delle Case automobilistiche si spera, come tutti, in una rapida risoluzione della crisi.
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Guerra in Iran - WEC: salta il Qatar, il Mondiale Endurance parte dallItalia alla 6 Ore di Imola

4 Ruote - Mar 03,2026
La stagione 2026 del FIA World Endurance Championship non inizierà in Medio Oriente, ma in Italia. La 1812 km del Qatar, inizialmente prevista dal 26 al 28 marzo sul tracciato di Lusail, è stata ufficialmente rinviata alla seconda metà dell'anno per ragioni legate all'attuale e delicata situazione geopolitica nell'area.Dopo un confronto tra FIA, ACO, organizzatori locali e Lusail International Circuit, la decisione è stata presa mettendo al centro la sicurezza di team, piloti, addetti ai lavori e pubblico. La gara qatariota, che negli ultimi anni aveva assunto il ruolo di round inaugurale del campionato, verrà recuperata molto probabilmente nella seconda metà del calendario, in data da definire. La 6 Ore di Imola diventa il round d'aperturaDi conseguenza, il primo appuntamento stagionale sarà la 6 Ore di Imola, in programma dal 17 al 19 aprile all'Autodromo Enzo e Dino Ferrari. Un cambio di scenario significativo, che riporta l'apertura del Mondiale Endurance in Europa e, simbolicamente, in un Paese che vive con particolare attesa questa nuova stagione.In Italia, infatti, l'attenzione è tutta per la Ferrari campione del mondo, chiamata a difendere il titolo conquistato nel 2025. Il pubblico di Imola si prepara ad accogliere le 499P con l'entusiasmo delle grandi occasioni, in un clima che si preannuncia intenso ma rispettoso del momento internazionale. L'avvio in casa, per il Cavallino, assume così un valore ancora più forte, sportivo e simbolico. Novità nel calendario e presentazione ufficialeC'è poi un elemento organizzativo non secondario: a differenza dello scorso anno, la gara non si disputerà nel weekend pasquale. Una collocazione diversa nel calendario che dovrebbe favorire una partecipazione più ampia di pubblico e appassionati, evitando la sovrapposizione con le festività.La 6 Ore di Imola sarà presentata ufficialmente mercoledì 11 marzo, alle ore 11.00, a Milano, alla presenza dei vertici del campionato e di alcuni protagonisti del mondiale. Un appuntamento istituzionale che segnerà idealmente l'inizio della stagione 2026. Impatto tecnico e test collettiviIl rinvio del Qatar modifica anche la dinamica tecnica dell'avvio di campionato. In molti avevano ipotizzato la possibilità di concentrare in Italia una sessione di test collettivi a ridosso della gara, come accaduto in passato a Lusail. Ora squadre e organizzatori dovranno ridefinire tempi e programmi, con Imola che diventa il fulcro del debutto stagionale.Resta sullo sfondo un quadro internazionale complesso. La crisi in Medio Oriente potrebbe avere ripercussioni anche su altri campionati, e non è escluso che pure il calendario della Formula 1 possa essere oggetto di valutazioni nelle prossime settimane. In questo scenario, autodromi europei come Imola e Istanbul osservano con attenzione l'evoluzione della situazione.Per il FIA World Endurance Championship si tratta di un avvio diverso da quello pianificato, ma non meno significativo. L'Italia diventa il punto di partenza di una stagione molto attesa, mentre la gara del Qatar verrà recuperata quando le condizioni lo permetteranno. Nel frattempo, sarà Imola ad accendere per prima i motori del mondiale 2026.
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SUV range extender - Volkswagen ID. Era 9X: un cinema a bordo per sedurre il mercato cinese

4 Ruote - Mar 03,2026
La Volkswagen ha svelato gli interni della ID. Era 9X, maxi SUV costruita nell'ambito della joint venture con il gruppo Saic, e destinata al solo mercato cinese. A muoverla una soluzione tecnica inedita per il costruttore tedesco, ossia un powertrain range extender, con 1.5 benzina da 141 CV che si occupa di ricaricare le batterie delle due varianti in gamma, da 295 e 510 CV. Un tuffo nel lussoCon questo modello la Casa tedesca abbandona, almeno per il mercato cinese, l'austera sobrietà europea per puntare in maniera più decisa al lusso, interpretato in "chiave cinese", con materiali raffinati e soluzioni di grande impatto scenico: l'abitacolo è probabilmente quello a maggior densità tecnologica mai prodotto dalla Volkswagen. A dominare la plancia sono due schermi da 15,6" al centro e dal lato del passeggero, mentre per il conducente c'è solo un piccolo quadro strumenti annegato nella finitura in legno che attraversa l'intero abitacolo. Tolti i pulsanti sulle razze, non c'è praticamente traccia di comandi fisici (e vedremo se questo sarà un problema con le nuove normative cinesi). Maxi schermo posterioreL'effetto "wow" è riservato però ai passeggeri della seconda e terza fila, che possono contare su un pannello da 21,4" ad alta definizione, montato a soffitto e che scende elettronicamente, per un'esperienza quasi cinematografica (con tanto di regolazione dell'immagine per chi siede in posizione più avanzata). Nella ID. Era 9X c'è però anche tanta tecnologia "sottopelle", dall'intelligenza artificiale che interagisce in linguaggio naturale e interpreta le emozioni del conducente, alla navigazione assistita che dialoga con gli Adas di livello 2 avanzato.
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Suv full hybrid - Nuova Renault Austral E-Tech Series, arriva lallestimento esclusivo per lItalia: prezzi e dotazioni

4 Ruote - Mar 03,2026
La Renault ha presentato, in esclusiva per il mercato italiano, l'allestimento E-Tech Series per la Austral, la SUV media rinnovata nel 2025 con un restyling che è intervenuto principalmente sul frontale, per avvicinarlo a quello degli altri modelli della Regié, e nel confort di bordo. La nuova Austral E-Tech Series prevede di serie la carrozzeria in Nero Etoilé (che prima costava 1.000 euro), e aggiunge tra le opzioni disponibili il Blu Ardesia satinato.A bordo debutta un nuovo caricatore a induzione per la ricarica wireless degli smartphone con standard Qi2 (Magsafe per gli iPhone), con anello magnetico che assicura la massima potenza di ricarica sui dispositivi compatibili. Con la collaborazione dell'operatore virtuale Airnity, inoltre, per tre anni è possibile utilizzare la connessione di bordo (2GB/mese) per i dati delle app scaricate all'interno dell'infotainment OpenR Link.Arriverà a breve, con un aggiornament over-the-air, la AI di Google Gemini, che prenderà il posto dell'assistente vocale di Google precedentemente installato. Al posto della modalità di guida Perso (che sta per "personalizzato") ci sarà lo Smart Mode, che gestisce automaticamente il passaggio tra quelle predefinite (Eco, Confort e Sport) in base allo stile di guida del conducente. I prezzi della nuova Austral E-Tech Series Austral Evolution E-Tech series: 35.900 euroAustral Techno E-Tech series: 37.400 euroAustral Esprit Alpine E-Tech series: 40.400 euro
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Premi - World Car Awards 2026, ecco tutte le finaliste: il verdetto tra un mese al Salone di New York

4 Ruote - Mar 03,2026
L'edizione 2026 dei World Car Awards è ormai prossima a concludersi: i 98 giornalisti della giuria hanno infatti scelto, all'interno dellalista provvisoria definita a inizio anno, le tre finaliste per le sei categorie del premio, che anche quest'anno vede tra i suoi partner di riferimento la bergamasca Brembo.Il conto alla rovescia per sapere chi vincerà il riconoscimento terminerà l'1 aprile, quando il New York International Auto Show sarà il palcoscenico della premiazione finale. Le categorie e le finalisteDi seguito, l'elenco delle tre finaliste per ognuna delle sei categorie di vetture che saranno premiate alla manifestazione newyorkese.World Car of the YearBMW iX3Hyundai PalisadeNissan LeafWorld Electric VehicleBMW iX3Mercedes-Benz CLANissan LeafWorld Luxury CarCadillac VistiqLucid GravityVolvo ES90World Performance CarBMW M2 CSChevrolet Corvette E-RayHyundai Ioniq 6 NWorld Urban CarBaojun Yep Plus / Chevrolet Spark EUVFireflyHyundai VenueWorld Car Design of the YearKia PV5Mazda 6e / EZ-6Volvo ES90
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Guerra in Iran - Perché la filiera dellauto rischia un nuovo effetto Covid-19?

4 Ruote - Mar 03,2026
La crisi in Medio Oriente sta già iniziando a produrre i primi effetti economici: l'escalation militare e il conseguente blocco dello Stretto di Hormuz hanno causato un'impennata delle quotazioni petrolifere  che si tradurrà presto in un salasso per i consumatori. Vale per tutti i Paesi, Italia compresa.Ma quale sarà l'impatto sull'industria dell'auto? Abbiamo rivolto l'interrogativo a Francesco Zirpoli (foto sotto), docente presso la Venice School of Management dell'Università Ca' Foscari Venezia e direttore del Cami (Centre for Automotive and Mobility Innovation). A suo avviso, la crisi rischia di esacerbare problematiche già in essere da ormai diversi anni: L'attuale crisi in Medio Oriente, che per ora incide soprattutto sulla logistica dei componenti e sui costi dell'energia, non fa che rendere più evidenti fragilità già emerse durante la pandemia da Covid-19. Alla storica dipendenza dell'Unione europea dalle importazioni di materie prime si aggiunge infatti quella, altrettanto critica, dalla componentistica che costituisce il cuore delle nuove architetture dei veicoli - elettronica di potenza, semiconduttori, batterie e software. Listini a rischio rincariZirpoli delinea poi uno scenario dalle ampie conseguenze anche per gli automobilisti, che rischiano di assistere a ulteriori rincari dei listini, come avvenuto proprio negli anni post-pandemia. Senza un'accelerazione decisa nello sviluppo delle filiere dell'elettrico, dell'elettronica e del software, l'Ue si trova esposta a una doppia pressione. La prima - avverte il docente dell'ateneo veneziano - è di breve periodo: l'aumento dei costi della componentistica e dell'energia si traduce in prezzi più elevati e, in presenza di colli di bottiglia nelle forniture, nella scelta da parte dei produttori di privilegiare i modelli di fascia alta. quanto accaduto durante la pandemia, quando la scarsità di chip spinse a destinarli ai veicoli a maggior valore aggiunto, con una conseguente riduzione dei volumi produttivi e un aumento dei prezzi. Una dinamica analoga oggi colpirebbe i lavoratori e la catena di fornitura sul fronte dei volumi, e i consumatori su quello dei prezzi.In altre parole, l'eventuale prolungamento del conflitto oltre le quattro-cinque settimane indicate dal presidente degli Usa, Donald Trump, potrebbe causare danni alle tasche dei consumatori nel giro di pochissimi mesi. ... e fabbriche a rischio chiusuraTuttavia, Zirpoli segnala anche una seconda pressione di medio-lungo termine, dagli effetti potenzialmente devastanti per l'economia del Vecchio Continente: La perdita di competitività dell'industria europea e il rischio concreto di una riduzione strutturale della produzione sul territorio dell'Unione. Se la crisi non sarà l'occasione per rafforzare innovazione e autonomia strategica, ma porterà invece a un ripiegamento sulle tecnologie tradizionali, le debolezze strutturali dell'Ue si accentueranno.Dunque, per il docente, rallentare gli investimenti in digitalizzazione, elettrificazione e automazione avanzata, così come frenare il percorso verso l'indipendenza energetica basata sulle rinnovabili, non farà che ampliare il divario competitivo rispetto ai Paesi che stanno innovando e decarbonizzando più rapidamente.Al tempo stesso - conclude Zirpoli - aumenterà la dipendenza strategica dai produttori di petrolio e gas, i cui prezzi stanno già gravando in modo significativo sull'industria e sui consumatori europei.Insomma, la crisi in Medio Oriente rappresenta un serio campanello d'allarme per l'intera filiera dell'auto europea.
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Guerra in Iran - Cosa rischia lauto se a Hormuz si ferma anche lalluminio?

4 Ruote - Mar 03,2026
La guerra in Iran rischia di rivelarsi oltremodo controproducente per il mondo dell'auto. E lo sarà ancor di più se venisse confermata l'ipotesi di un prolungamento del conflitto ben oltre le poche settimane previste dal presidente degli Usa, Donald Trump. A tal proposito, il tycoon non ha escluso l'ipotesi peggiore: Avevamo preventivato quattro-cinque settimane, ma abbiamo la capacità di andare oltre.E se si concretizzasse proprio tale ipotesi? Quali saranno le conseguenze per l'industria e il mercato delle quattro ruote? Abbiamo rivolto la domanda a Dario Duse (nella foto sotto durante il nostro ultimo QNext), Emea Leader del team Automotive & Industrial di AlixPartners, nonché responsabile della filiale italiana. Lo scenario tratteggiato dall'esperto non è certo positivo, perché il rincaro dei fattori energetici ha un ovvio riflesso su una domanda già di per sé stagnante. Insomma, l'escalation non aiuta di certo il mercato. Il caso dell'alluminioAnche prima dello scoppio della guerra in Medio Oriente, l'automotive deteneva saldamente la non invidiabile prima posizione tra le industrie più disrupted', esordisce Duse, secondo il quale l'aumento del prezzo dell'energia e, in particolare, del petrolio (Brent salito di oltre il 15% in pochi giorni), in generale non aiuta un mercato dell'auto già stagnante.Tuttavia, l'esperto va oltre, ponendo l'accento su un caso finora poco affrontato nel più ampio dibattito sugli effetti dell'escalation per materie prime cruciali come il greggio e il gas. Infatti, la chiusura dello Stretto di Hormuz potrebbe causare anche tensioni nelle catene di approvvigionamento: per esempio, più del 20% dell'alluminio diretto verso gli Stati Uniti transita da lì, per cui una chiusura protratta potrebbe causare interruzioni delle forniture simili a quelle già sperimentate dall'industria con la carenza dei chip (con impatti molto più severi e duraturi) e con il blocco, per fortuna limitato, dello Stretto di Suez.E tutto ciò riguarderebbe un metallo utilizzato in una molteplicità di componenti e che rappresenta complessivamente circa il 15% del peso di un'automobile moderna (quota in aumento, anche per compensare la crescita di peso legata all'elettrificazione). L'auto non è immune alle crisiIn breve, per Duse, un generalizzato aumento dei costi dell'energia - già particolarmente penalizzante per l'auto in Europa e, in particolare, in Italia -, associato a un ulteriore indebolimento della domanda e a un aumento dei costi legato allo shortage, potrebbe causare effetti importanti se il blocco si prolungasse.Certo, l'industria ha ormai imparato a gestire e minimizzare gli impatti, ma essere attrezzati per la gestione e il monitoraggio non significa essere immuni da conseguenze potenzialmente molto pervasive a livello di componenti, conclude l'esperto di AlixPartners. In altre parole, anche l'industria dell'auto avrebbe tutto l'interesse ad assistere a quella de-escalation auspicata da più parti.
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Guerra in Iran - Cosa cambia per il mondo dellauto tra energia, costi industriali e prezzi finali?

4 Ruote - Mar 03,2026
Il Medio Oriente è in fiamme e nel mondo dell'auto il fuoco cova sotto la cenere. Tutti si aspettano che l'onda d'urto del conflitto investa, in senso figurato, il settore, con pesanti ripercussioni per l'industria automobilistica e per gli automobilisti. Per quantificarne la portata, però, è ancora presto. Anche perché la magnitudo degli effetti di medio-lungo periodo dipenderà anche dalla durata del conflitto. Quattroruote seguirà quotidianamente lo scenario per aggiornarvi su un quadro per definizione dinamico, cercando di rispondere ai quesiti più diffusi, anche con l'ausilio del parere di esperti dei carburanti e dell'energia, delle forniture e della produzione.I fattori in giocoIntanto, vediamo di mettere in fila i fattori in gioco, tra geopolitica ed economia domestica, con una premessa: le ripercussioni più importanti sono strettamente legate alla strategia militare dell'Iran, che punta ad allargare il conflitto dandogli una dimensione regionale e colpendo, oltre alle basi militari americane nell'area, anche le infrastrutture energetiche dei Paesi alleati degli Stati Uniti, dall'Arabia Saudita al Qatar, dagli Emirati al Kuwait.Abbiamo affrontato a parte i primi riflessi di questa strategia sulle quotazioni internazionali del petrolio, ma anche del gas, specie dopo gli attacchi ai siti produttivi in Qatar, che - dallo scoppio della guerra in Ucraina - è diventato uno dei principali fornitori di Gnl (gas naturale liquefatto, trasportato via nave) per l'Europa e per l'Italia in particolare.Il nodo del gasVista la rilevanza del gas nella produzione di energia elettrica, è chiaro quanto questo aspetto sia ancora più allarmante dell'impennata del prezzo del greggio. Bollette energetiche più care significano non soltanto un aggravio per le tasche dei consumatori, ma anche un aumento dei costi di produzione industriali, inclusi quelli della manifattura di auto e componenti.Inoltre, per la prima volta, una crisi nel cuore dell'area petrolifera per antonomasia rischia di avere riflessi sull'auto elettrica analoghi, se non maggiori, a quelli che potrebbero colpire i veicoli termici: un effetto paradossale. Fortunatamente, l'Italia - se è vero che riceve circa un quinto del gas dal Qatar - ne acquista una quota ben maggiore, vicina al 50%, dagli Stati Uniti e anche dall'Algeria. Inoltre, dispone di riserve superiori alla media europea. Se la crisi non dovesse protrarsi troppo a lungo, il Paese potrebbe riuscire ad ammortizzare le conseguenze più pesanti. I costi dei componenti fossiliI rincari energetici, però, sono soltanto l'aspetto più immediato e visibile dello spettro di ripercussioni innescate dall'operazione Ruggito del leone. ragionevole aspettarsi conseguenze a medio-lungo termine sull'intera filiera automotive.Il primo fronte riguarda i rincari di componenti a base fossile, come i polimeri utilizzati per plance, pannelli interni delle portiere, console, guarnizioni, paraurti e altri elementi. La pubblicazione specializzata Automotive Manufacturing Solutions riporta la stima di diversi analisti secondo cui, in uno scenario di crisi prolungata, i costi di questi componenti potrebbero aumentare di una percentuale compresa tra il 15% e il 25%.L'impatto sui trasportiUn altro fattore chiave è l'aumento dei costi di trasporto, legato all'insicurezza delle rotte marittime non solo nello Stretto di Hormuz, attraversato principalmente da petroliere e navi cariche di gas liquido, ma anche nello Stretto di Bab el-Mandeb, all'imboccatura del Mar Rosso, dove gli Houthi, legati all'Iran, hanno già minacciato di riprendere le azioni ostili contro i mercantili.Rotte alternative più lunghe e rincari delle tariffe assicurative rischiano di allungare i tempi di consegna di auto e ricambi e di provocare una nuova impennata dei prezzi per l'utente finale.
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