Lepas L6, la nuova plug-in debutta alla Milano Design Week
Lepas, nuovo brand di veicoli elettrificati del gruppo Chery, si prepara al suo debutto ufficiale in occasione della Milano Design Week, che si svolge nel capoluogo lombardo dal 21 al 26 aprile. Protagonista del debutto è la prima SUV del marchio cinese, la Lepas L6, disponibile inizialmente con powertrain ibrido plug-in, a cui si dovrebbe aggiungere in un secondo momento quello full electric. 1.200 km di autonomia complessivaLa Lepas L6 è lunga 455 cm, larga 185 e alta 168. Nel cofano trova posto un powertrain plug-in basato su un 1.5 TGDi turbobenzina da 143 CV, abbinato a un'unità elettrica da 150 kW (204 CV), per una potenza combinata di 205 kW (279 CV): la L6 scatta da ferma a 100 km/h in 7,9 secondi, fino a raggiungere la velocità massima di 179 km/h. La batteria ha una capacità di 18,4 kWh: l'autonomia in elettrico non è dichiarata, mentre quella combinata arriva a 1.200 km. Due allestimenti... e prezziLa gamma, composta da due allestimenti, apre con la versione Pure, che di serie prevede cerchi d'alluminio da 19", guida assistita di livello 2, fari Full LED, climatizzatore bizona, connettività Apple CarPlay e Android Auto wireless, infotainment da 13,2", ingresso e avviamento senza chiave. La top di gamma Premium aggiunge cerchi da 20", interni in ecopelle, impianto Sony a 8 altoparlanti, sedili anteriori riscaldati e ventilati, tetto panoramico e parcheggio remoto.I prezzi? Ancora nulla di ufficiale ma si parlerebbe di circa 1.500 in più rispetto alle cugine di pari categoria, Omoda 7 (da 38.900 euro) e Jaecoo 7 (d 31.900 euro). Le consegne sarebbero fissate per la fine dell'estate. Stile ed eleganzaIl lancio europeo di Lepas si è tenuto durante un evento dal titolo "Here's to Elegance", nel quale è stato presentato il linguaggio stilistico "Leopard Aesthetics", caratterizzato da linee sinuose ed eleganti, e che caratterizza i modelli del marchio cinese, insieme alla piattaforma multienergia Lex, sviluppata internamente dal gruppo Chery. Nel corso della Milano Design Week sarà allestita un'esposizione aperta al pubblico nel quale poter conoscere più da vicino la Lepas L6.
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Benzina a 1,747 euro e diesel a 2,087: prezzi giù per il dodicesimo giorno
Con il petrolio ormai stabile sotto i 100 dollari al barile, prosegue la riduzione dei prezzi medi dei carburanti alla pompa, arrivati al dodicesimo calo giornaliero consecutivo.A segnalarlo è Staffetta Quotidiana nella sua consueta rilevazione, che sottolinea ulteriori elementi emersi dal mercato, tra cui la differenza praticamente azzerata tra compagnie e pompe bianche, sia sulla benzina sia sul gasolio, e i nuovi tagli ai listini dei principali marchi. IP ha ridotto di 1 centesimo al litro i prezzi consigliati della benzina e di 2 centesimi quelli del gasolio; Q8 ha optato per un ribasso di 1 centesimo sulla verde e di 5 sul diesel, mentre Tamoil ha deciso una riduzione, rispettivamente, di 3 e 1 centesimo.Inoltre, dal picco del 9 aprile, la benzina è scesa di 4,5 centesimi, il gasolio di quasi 10, mentre le quotazioni dei prodotti raffinati hanno perso rispettivamente circa 6 e 30 centesimi.Ovviamente, in base a come evolverà la situazione in Medio Oriente, il quadro potrebbe cambiare in maniera repentina. Le rilevazioniIn particolare, questa mattina, 21 aprile, i prezzi medi nazionali dei carburanti alla pompa risultano in calo rispetto a ieri. La benzina self-service sulla rete stradale quota 1,747 euro/litro (-11 millesimi) e il gasolio 2,087 euro/litro (-16 millesimi). Il GPL è a 0,795 euro/litro (invariato), il metano a 1,579 euro/kg (-3 millesimi).In autostrada, la benzina self è a 1,785 euro/litro (-6 millesimi), il diesel a 2,130 euro/litro (-11), il GPL a 0,900 euro/litro (invariato) e il metano a 1,598 euro/kg (invariato).Quanto ai dettagli per modalità di vendita, in base ai dati rilevati alle 8 di ieri mattina e considerando tutti i circa 20 mila punti vendita che comunicano i prezzi all'Osservatorio del MIMIT, le medie dei prezzi praticati vedono la benzina self-service a 1,759 euro/litro (compagnie 1,758, pompe bianche 1,759) e il diesel a 2,104 euro/litro (compagnie 2,105, pompe bianche 2,103).Al servito, la benzina è a 1,895 euro/litro (compagnie 1,932, pompe bianche 1,827), il gasolio a 2,242 euro/litro (compagnie 2,279, pompe bianche 2,173), il GPL a 0,802 euro/litro (compagnie 0,806, pompe bianche 0,797), il metano a 1,581 euro/kg (compagnie 1,583, pompe bianche 1,580) e il GNL a 1,537 euro/kg (compagnie 1,554, pompe bianche 1,524).Infine, tra i principali marchi, Eni quota la benzina self-service a 1,743 euro/litro (1,951 al servito) e il diesel a 2,079 euro/litro (2,285); IP a 1,773 (1,940) e 2,132 (2,299); Q8 a 1,762 (1,932) e 2,110 (2,285); Tamoil a 1,751 (1,833) e 2,085 (2,176).
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Geely E2: l'auto più venduta in Cina arriva in Italia
Il modello con cui Geely si presenta alla Milano Design Week non è la solita SUV, ma una berlina elettrica compatta: è lunga 4,14 m e ha un passo di 2,65. In Cina si chiama Xingyuan e nel 2025 è stata l'auto più venduta in assoluto. Arriverà da noi con il nome E2 nella seconda metà dell'anno, con prezzi da confermare attorno ai 20-25 mila euro. Ti guarda con un sorrisoSemplici e simpatiche le linee, senza angoli vivi, anche a beneficio dell'efficienza aerodinamica. Il frontale è completamente chiuso e si ispira, secondo la Casa, al sorriso che trasmette la filosofia emotiva del veicolo.I gruppi ottici a goccia contengono una firma luminosa composta da diversi elementi a LED che riprendono il disegno di una piuma, con una potenza illuminante equivalente a due campi da calcio. Al posteriore i gruppi ottici sono full LED, con 78 elementi luminosi.Curate con attenzione millimetrica le proporzioni laterali, con un rapporto altezza/larghezza di 1,15 e passo/altezza di 3 a 1, pensate per offrire un abitacolo generoso anche alle persone più alte. Di serie i cerchi di lega da 16" con disegno a quadrifoglio e le maniglie a filo della carrozzeria. Punta in altoGli interni non sono ancora stati presentati, nonostante il modello sia in vendita da due anni in Cina, perché attualmente in fase di riallestimento per il mercato europeo (qui sopra, la versione cinese). La Geely E2 punta comunque a un posizionamento medio-alto, lasciando prevedere materiali ricercati e finiture curate, con proporzioni che richiamano il mondo dell'interior design residenziale di alto livello.Nei mercati cinese e sudamericano, dove questo modello è già in vendita, la plancia propone un doppio motivo a onda, interrotto dal grande schermo dell'infotainment da 14,6". Il tunnel centrale, con un ampio vano portaoggetti nella parte bassa, ospita il selettore delle marce e la piastra di ricarica wireless.Il bagagliaio dovrebbe avere una capacità di circa 370 litri, che diventano oltre 1.300 abbassando gli schienali del divano posteriore. Motori e batterie della E2Nei mercati in cui è attualmente commercializzata, la Geely E2 è disponibile con motori da 58 kW (79 CV) e 85 kW (116 CV), abbinati a batterie al litio-ferro-fosfato da 30 e 40 kWh, per autonomie - nel ciclo CLTC - tra i 310 e i 410 chilometri. Al momento non sappiamo quali saranno le versioni vendute in Italia, che saranno comunicate a ridosso dell'apertura degli ordini. In mostra alla Milano Design WeekGeely è presente al Fuorisalone 2026 presso la Fondazione Istituto dei Ciechi con l'installazione Anima Mundi. A Visionary Impulse, realizzata dallo studio Dotdotdot.Il percorso accoglie i visitatori all'interno di una composizione musicale rielaborata da un algoritmo, che risuona attraverso le 4.000 canne dell'organo storico del 1901, mentre cinque velari semi-trasparenti proiettano ecosistemi naturali in continua mutazione, modulati in tempo reale dai dati ambientali e dalla presenza del pubblico.Accanto alla Geely E2 sono esposte anche la EX5 e la Starray EM-i già in vendita.
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Carburanti meno cari, ma il petrolio torna a salire: i rischi dietro i nuovi ribassi
I prezzi dei carburanti continuano a scendere, ma la situazione dei mercati energetici internazionali rimane caratterizzata da una persistente ed elevata incertezza: lo Stretto di Hormuz è stato di nuovo chiuso, mentre Stati Uniti e Iran continuano il braccio di ferro che potrebbe riaprire il canale diplomatico oppure far ripartire la guerra. La conseguenza? I principali indici del petrolio (Brent e WTI) tornano su un trend di rialzo, anche se restano sotto la soglia dei 100 dollari al barile. Le ultime rilevazioniSecondo la consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, il calo delle medie dei carburanti alla pompa ha subito un'accelerazione in scia al tonfo delle quotazioni dei prodotti raffinati registrato venerdì all'annuncio della tregua, anche se già questa mattina si riversano sui mercati petroliferi i nuovi segnali di tensione arrivati nel fine settimana.Questa mattina, 20 aprile, i prezzi risultano in calo rispetto a venerdì scorso: la benzina self service sulla rete stradale quota 1,758 euro/litro (-11 millesimi) e il gasolio 2,103 euro/litro (-21 millesimi). Il GPL è a 0,795 euro/litro (invariato), il metano a 1,582 euro/kg (+1).In autostrada, la benzina self è a 1,791 euro/litro (-12), il diesel a 2,141 euro/litro (-20), il GPL a 0,900 euro/litro (-1) e il metano a 1,598 euro/kg (+6).Intanto, Eni ha ridotto di 5 centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio, mentre IP ha applicato un taglio di 1 centesimo sul diesel. Q8 ha optato per un calo di 5 centesimi sulla benzina e di 3 sul gasolio. Anche Tamoil ha ridotto di 3 centesimi il diesel.Quanto ai dettagli per modalità di vendita e marchio, in base ai dati rilevati alle 8 di ieri mattina, considerando tutti i circa 20 mila punti vendita che comunicano i prezzi all'Osservatorio del MIMIT, le medie elaborate dalla Staffetta vedono la benzina self service a 1,760 euro/litro (compagnie 1,761, pompe bianche 1,760) e il diesel self service a 2,107 euro/litro (compagnie 2,109, pompe bianche 2,104).Al servito, verde a 1,898 euro/litro (compagnie 1,935, pompe bianche 1,828), gasolio a 2,246 euro/litro (compagnie 2,283, pompe bianche 2,175), GPL a 0,802 euro/litro (compagnie 0,806, pompe bianche 0,797), metano a 1,581 euro/kg (compagnie 1,583, pompe bianche 1,580) e GNL a 1,537 euro/kg (compagnie 1,554, pompe bianche 1,524).Nel dettaglio dei marchi, Eni è a 1,749 euro/litro sulla benzina self service (1,959 al servito) e a 2,086 euro/litro sul diesel (2,293), IP a 1,774 (1,940 servito) e 2,133 (2,300 servito), Q8 a 1,762 (1,934 servito) e 2,111 (2,288 servito), Tamoil a 1,754 (1,836 servito) e 2,092 (2,186 servito). Pichetto: per ora non ci sono criticitàDurante un evento organizzato da Il Giornale, il minisitro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha spiegato che al governo non risultano problemi sulla disponibilità di carbruante: "Si parla di alcune criticità settoriali, anche se dagli elementi che ho al momento per l'Italia non c'è difficoltà su nessun tipo di settore. Certo, possono crearsi alcune disfunzioni dovute a un carico che ritarda ad arrivare, però al momento non ci sono questi problemi". Diverso il discorso del gas: se il prezzo dovesse superare i 70 euro al megawattora (oggi siamo a 40), il governo è pronto a "riattivare le centrali a carbone".
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Genesis, al via gli ordini in Italia: tutti i prezzi di GV60, GV70 e GV80
Genesis ha aperto gli ordini per i primi tre modelli disponibili per il mercato italiano, tutti con powertrain full electric: le SUV GV60 ed Electrified GV70 e la grande berlina Electrified G80. Le due auto a ruote alte sono disponibili in tre allestimenti - Pure, Premium e Luxury, mentre la GV80 è venduta solo nella versione top di gamma Luxury. I listini partono da 56.400 euro per la GV60, da 69.900 euro per la Electrified GV70 e da 81.800 euro per la Electrified G80. Si comincia da PadovaIl primo showroom di Genesis ha aperto nelle scorse settimane a Padova, presso Ferri Auto in Via Venezia 69/A. Il secondo aprirà invece a Roma entro la fine dell'estate, e altre aperture sono previste nei mesi successivi. "L'avvio dell'ordinabilità segna l'ingresso concreto di Genesis nel nostro Paese e conferma la volontà di costruire una presenza solida", spiega Charles Fuster, responsabile del brand Genesis in Italia. "Questi tre modelli interpretano in modo diverso la stessa idea di lusso contemporaneo, sempre riconoscibile nel linguaggio di design Athletic Elegance e in un'attenzione al dettaglio che privilegia equilibrio e comfort". Genesis GV60 Disponibile con powertrain single e dual motor, con potenze da 229 a 490 CV e una batteria da 84 kWh (per un'autonomia fino a 561 km), questa SUV di lusso offre di serie cerchi da 19", vetri posteriori oscurati, specchietti ripiegabili elettricamente, display OLED da 27", ricarica wireless per gli smartphone, portellone elettrico e vernice pastello. Nella dotazione standard anche la guida assistita di livello 2. Prezzi della Genesis GV60GV60 Pure 229 CV: 56.400 euroGV60 Premium 318 CV AWD: 66.300 euroGV60 Luxury 490 CV AWD: 76.500 euro Genesis Electrified GV70Questa SUV di segmento D (è lunga 4.715 mm) è disponibile con powertrain dual motor da 490 CV e trazione integrale, abbinato a una batteria da 490 CV, per un'autonomia di 479 km nel ciclo Wltp. Di serie per tutta la gamma i cerchi di lega da 19", le barre sul tetto anodizzate, il portellone elettrico, vetri posteriori e lunotto riscaldabile, maniglie e griglia frontale cromate. A bordo troviamo i sedili elettrici rivestiti in pelle, l'autenticazione tramite impronta digitale, la guida assistita di livello 2, il display OLED da 27" e l'impianto audio da 8 altoparlanti. Prezzi della Genesis Electrified GV70GV70 Pure 490 CV AWD: 69.900 euroGV70 Premium 490 CV AWD: 73.900 euroGV70 Luxury 490 CV AWD: 78.700 euro Genesis Electrified G80La grande berlina di lusso di Genesis monta due motori elettrici per una potenza complessiva di 370 CV, abbinati alla trazione integrale e a una batteria da 94,5 kWh, che assicura un'autonomia - nel ciclo Wltp - fino a 570 km. Uno solo l'allestimento, Luxury, con cerchi da 19", fari anteriori a matrice di LED, modanature e maniglie cromate, sedili in pelle riscaldati e regolabili elettricamente con memorie, display da 27", climatizzatore bizona, chiave digitale, botola passante per gli sci, sospensioni adattive, guida assistita di livello 2, pompa di calore e modalità one pedal. Prezzi della Genesis Electrified GV80GV80 Luxury 370 CV AWD: 81.800 euro Cinque anni di garanzia totaleDi serie su tutta la gamma di modelli Genesis il programma 5-Year Care Plan, che comprende la garanzia di 5 anni (con chilometraggio illimitato), la manutenzione programmata gratuita, purché effettuata da officine autorizzate Genesis, e assistenza stradale 24/7 in tutta Europa. A questo si aggiungono tutti gli aggiornamenti gratuiti per infotainment, navigatore e software di bordo.
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Imola, sei ore in equilibrio: Toyota vince, Ferrari è a un soffio
Sébastien Buemi a tagliare per primo il traguardo dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari al volante della Toyota GR010 Hybrid #8, precedendo di poco più di tredici secondi Antonio Giovinazzi sulla Ferrari 499P #51. Completa il podio la Toyota #7 di Kamui Kobayashi, Mike Conway e Nyck de Vries. Tredici secondi dopo sei ore. E una velocità media praticamente identica: 180,36 km/h contro 180,37. Numeri che non spiegano tutto, ma suggeriscono molto. Che sarebbe stato un round tiratissimo ed equilibrato lo si era capito già dal sabato: Antonio Giovinazzi strappava la Hyperpole a Sébastien Buemi per soli 0,011 secondi. Meno di mezzo metro sul traguardo. Oltre 92.000 spettatori: Imola è un respiro collettivoLa domenica non fa altro che dare corpo a quella distanza invisibile. Giornata calda, non solo per le temperature. Imola è piena, viva, quasi stretta dentro se stessa. Oltre 92.000 persone dentro il circuito, ma la sensazione è quella di essere molte di più. Tribune e Fan Zone colme, prati occupati, tifosi ovunque pur di vedere un passaggio, un dettaglio.Alle 13:00 il tricolore si alza, sventolato da Kimi Antonelli. Nel paddock si incrociano mondi diversi: Horacio Pagani, Geronimo La Russa al suo primo mondiale in Italia da presidente ACI, Benedetto Vigna e il presidente della Regione Michele De Pascale. il motorsport che esce dalla pista e diventa racconto collettivo. La strategia Toyota e l'inseguimento FerrariPoi la gara. Ferrari parte forte: tiene, costruisce, illude. Toyota osserva: non forza, non sbaglia, aspetta. Il momento arriva senza rumore: una scelta strategica, niente cambio gomme, pista libera. Ryo Hirakawa si prende la leadership non con un sorpasso spettacolare, ma con un gesto invisibile. Da lì in poi cambia tutto.Ferrari resta sempre a vista; Alessandro Pier Guidi prova a ricucire, attacca, insiste. Ma Toyota è meticolosa, precisa, quasi fredda. Non concede nulla. Nel finale non c'è bisogno di colpi di scena: basta non sbagliare. E Toyota non sbaglia. Tra motori e territorio: i tortellini alla TosaE mentre la gara si chiude così, precisa e quasi matematica, Imola continua a raccontarsi anche altrove. Alla Tosa, tra un passaggio e l'altro, c'è chi si accorge che tra asfalto e cordolo qualcuno ha lasciato tortellini e garganelli. Non è una trovata, ma il segno di un luogo dove la pista non è mai separata da quello che la circonda. Perché Imola è così: velocità e territorio nello stesso respiro. LMGT3: un finale al fotofinishMentre in Hypercar si decide tutto in tredici secondi, nella LMGT3 succede l'opposto: la BMW #69 del Team WRT vince per appena 0,265 secondi sulla Corvette #33, dopo il colpo di scena che ferma la McLaren #10 a mezz'ora dalla fine. Un finale da battito di ciglia.Forse è per questo che la sensazione è chiara: questa gara non è iniziata domenica. Era già cominciata il giorno prima. Undici millesimi prima.
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Hyundai Ioniq 3: la hot hatch elettrica da scoprire alla Milano Design Week
La Concept Three vista lo scorso anno a Monaco era già eloquente, ma la distanza tra un prototipo da salone e un'auto di serie è sempre colma di incognite. Invece, la hot hatch elettrica Ioniq 3 che Hyundai ha svelato alla Milano Design Week 2026 è più vicina al concept di quanto ci si potesse aspettare. Più corta e più alta rispetto al prototipo, con un profilo che privilegia l'abitabilità sulla sportività estrema. Ma quello che render e foto spia non potevano raccontare è la cifra aerodinamica definitiva: Cx 0,263, migliore della media di categoria. "Art of Steel": il nuovo corso stilisticoLa Hyundai Ioniq 3 è il primo capitolo di un nuovo linguaggio di design che Hyundai ha chiamato "Art of Steel", dove l'acciaio diventa manifesto con superfici pulite, proporzioni geometricamente precise e tensione dinamica nelle linee. Nicola Danza, Responsabile dell'Exterior Design europeo del marchio, ci ha raccontato che le matite di Hyundai sono tornate a sperimentare sui modelli in carta e in lamiera invece di partire dalla modellazione matematica. Giocando anche con i dettagli, come la firma luminosa Parametric Pixel già vista sulla famiglia Ioniq ma che in questo caso si completa con quattro pixel centrali che richiamano la lettera "H" in codice Morse, easter egg rivelatore della cura dedicata a questa hot hatch. Da meno di 30 mila euroDate di arrivo in Italia e prezzi di listino ancora da comunicare ma Xavier Martinet, Presidente e ceo di Hyundai per l'Europa, fa sapere che tutto dovrebbe essere pronto per lo sbarco verso la fine di giugno a un prezzo di attacco sotto ai 30.000 euro. Dove vederlaHyundai ha costruito attorno alla Ioniq 3 un'installazione visitabile al pubblico fino al 26 aprile in via Tortona 32. L'allestimento si chiama "Unfold Stories" ed è ospitato negli spazi industriali della Torneria Tortona, nel cuore del Fuorisalone. Il percorso espositivo ripercorre la genesi progettuale del modello dagli schizzi iniziali su carta fino alla forma scolpita nell'acciaio.
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Pixel, spoiler, no SUV: la Hyundai Ioniq 3 è la nuova elettrica a tutto design - VIDEO
Con la Ioniq 3, prodotta a Izmit (Turchia) e in arrivo in concessionaria per l'autunno, Hyundai è andata, in un certo senso, controcorrente. Anziché puntare sulla solita SUV compatta, infatti, la Casa coreana ha deciso di entrare nel segmento B elettrico con una hatchback dal profilo sportivo, che fa del design il suo punto di forza. Con un prezzo d'attacco appena sotto i 30 mila euro (per il momento stimato, in attesa del listino ufficiale), avrà due tagli di batteria e un'autonomia fino a 490 km. Pixel e spoiler: non teme di osareCome promesso, la Concept Three vista a Monaco ha trasferito fedelmente la sua impronta sulla vettura di serie. C'è lo spoiler in punta di coda, sebbene ridimensionato rispetto a quello del prototipo, e sul frontale spadroneggiano i Pixel LED, che disegnano una firma luminosa molto moderna, caratterizzata da luci diurne sottilissime. I quattro quadrati luminosi richiamano la H di Hyundai in codice Morse: lo stesso simbolo si ritrova anche sulle calotte degli specchi. Molto curata nell'aerodinamica, questa compatta vanta un Cx di 0,26. Nella versione più sportiveggiante, griffata N-Line, l'auto adotta una mascherina più aggressiva verniciata in nero lucido, cerchi scuri da 19 pollici, uno spoiler posteriore maggiorato e interni dalle tinte scure con elementi dedicati (come le cuciture o il volante). Interni, abitabilità e bagagliaio: la forma non penalizza la praticitàPur essendo compatta (4,16 metri di lunghezza, 1,80 di larghezza e 1,51 di altezza, con un passo di 2,65), la Ioniq 3 accoglie sul divanetto anche passeggeri più alti della media. Non male neppure la capacità del bagagliaio, che dichiara 441 litri, sommando i 320 litri disponibili sopra il pavimento del vano (regolabile su due livelli) e quelli sotto, nella megabox.Quanto agli arredi, i rivestimenti sono morbidi e realizzati con materiali sostenibili. La plancia è scavata da una lunga tasca che ricorda quella della prima Panda di Giugiaro, ma imbottita e rifinita come il divano di casa. Tra easter egg e dettagli di stile (come gli alloggiamenti degli speaker ispirati ai dischi in vinile), l'abitacolo, disponibile anche con impianto stereo Bose, è ricco di particolari curiosi. Infotainment, debutta Pleos: anima Android e nuove funzioniSul cruscotto spicca una strumentazione dallo schermo molto sottile che raggruppa tutte le informazioni principali. Le sue dimensioni contrastano con quelle del touch screen centrale, che negli allestimenti superiori ha un display da 14,6 pollici (altrimenti si limita a 12,9'').Il vero punto di svolta, però, è il debutto di Pleos, un sistema di nuova generazione basato su Android Automotive, che promette un deciso salto di qualità in termini di fluidità, grafica e connettività (quando abbiamo visto l'auto in anteprima, il sistema era in modalità demo e non era possibile interagirvi). Motore, batteria e ricarica: tutti i dettagliLa Ioniq 3 nasce sulla variante della piattaforma E-GMP destinata ai modelli più accessibili, cioè quella con motore e trazione anteriore. L'architettura elettrica è a 400 volt e la gamma di powertrain prevede due tagli di batteria, da 42,2 e 61 kWh di capacità, abbinati a un motore elettrico da 250 Nm di coppia massima e due differenti livelli di potenza.La batteria più grande è accoppiata a un'unità da 135 CV, mentre sulla standard range i cavalli sono 147. L'autonomia, rispettivamente, arriva fino a 490 e 335 km. Le prestazioni vedono uno scarto di sei decimi nello 0-100 km/h (9,6 contro 9,0 secondi).Per la ricarica in AC è disponibile, in alternativa all'11 kW di serie, il caricatore da 22 kW. Alle colonnine in corrente continua, invece, il pit-stop richiede, sulla carta, la consueta mezz'ora per passare dal 10 all'80%. Prezzi e data di lancioHyundai non ha ancora diffuso i listini della Ioniq 3, attesa nelle concessionarie dal prossimo autunno. Secondo le nostre stime, i prezzi dovrebbero partire da poco meno di 30 mila euro, considerando che la Ioniq 3 si posizionerà immediatamente al di sopra della Inster.
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Nuova Mercedes Classe C, lelettrica svolta nel design - VIDEO
Da Monaco a Stoccarda. La risposta arriva puntuale, quasi sincronizzata nei tempi e nei modi. E così, se BMW rende elettrico un modello fondamentale come la nuova Serie 3, la i3, Mercedes, poco dopo, fa lo stesso con la Classe C.La nuova berlina porterà in dote quanto già visto sulla GLC: sistema a 800 V, batteria capiente, autonomia estesa e una profonda integrazione tra meccanica e software. Il design prende le distanze dalla termicaDal vivo la nuova Classe C mostra linee tese e scolpite, in netto contrasto con la versione termica, che proseguirà la sua carriera. La Classe C a batteria prende le distanze dalla cugina a pistoni anche visivamente: compare il grande scudo retroilluminato già visto sulla GLC elettrica e spariscono dettagli come i nerboruti power dome sul cofano, sostituiti da superfici meno turbate. Ma è il complesso delle forme - e delle proporzioni - a dare all'auto un appeal molto diverso dalla berlina fin qui conosciuta. E, dopo esserti abituato, ti accorgi che l'occhio torna sempre a inquadrare il frontale: sono il grande stemma e la nuova calandra a richiamare spesso l'attenzione.Un dettaglio che riporta a quando le auto d'alta gamma sfoggiavano griglie cromate mastodontiche come status e che oggi sarà ancora uno spartiacque tra chi apprezzerà o meno questa nuova interpretazione stilistica. I tempi cambiano, cambiano anche i riferimenti e così il posteriore punta su una soluzione più essenziale, vicina a quanto visto sulla prima elettrica MercedesAMG, la concept AMG GT XX. C 400 4MATIC: prestazioni e autonomia al verticeLa versione della Classe C elettrica presentata nei pressi di Albufeira, in Portogallo, è la C 400 4MATIC, per ora il modello di punta della gamma. Si vocifera di future varianti fiirmate MercedesAMG, ma al momento non c'è nulla di ufficiale.Nel caso della 400 4MATIC, i due motori sviluppano 490 CV in combinata e consentono uno 0100 km/h in 4,1 secondi. L'autonomia omologata è di 760 km, garantiti da una batteria da 94 kWh e da un livello di efficienza che sfrutta le competenze maturate con la Vision EQXX e poi trasferite sui modelli di serie, CLA inclusa.Grazie all'architettura a 800 V, la Classe C elettrica può recuperare fino a 320 km in circa 10 minuti: un dato che, secondo quanto dichiarato, permetterebbe di percorrere con una sosta relativamente breve 1.000 km di guida mista. Una piattaforma pensata da zero tra software e meccanicaPer progettare la Classe C elettrica, gli ingegneri sono partiti da un foglio bianco. Ne beneficia l'integrazione tra inverter, motori e batteria ai fini delle percorrenze, ma anche quella tra trazione e parte digitale.Bisogna infatti considerare l'impressionante mole di dati in arrivo dai sistemi di guida altamente assistita - anche in vista delle funzioni che arriveranno nei prossimi anni, magari tramite aggiornamenti overtheair - a cui si somma la miriade di funzionalità dedicate all'intrattenimento dei passeggeri. facile capire perché le auto di oggi dispongano di hardware dalle prestazioni impressionanti.Il beneficio è anche strutturale: se un tempo le funzioni erano gestite da molte centraline diverse, oggi tutto si è ridotto a poche unità, contabili sulle dita di una mano. Veri e propri cervelli governati da software evoluti sviluppati internamente, che nel caso di Mercedes prendono il nome di MB.OS. Più spazio a bordo e sospensioni intelligentiLa nuova piattaforma porta con sé anche un vantaggio concreto sul fronte dell'abitabilità. Il passo cresce di 97 mm rispetto alla Classe C termica e l'effetto si percepisce subito: chi siede davanti dispone di 12 mm in più per le gambe, mentre il tetto panoramico di serie fa guadagnare fino a 22 mm di spazio per la testa anteriore e 11 mm per quella posteriore.Non sono numeri astratti: salendo a bordo, la sensazione è quella di un'auto cresciuta in modo proporzionato, più ariosa senza diventare dispersiva. Evolvono anche le sospensioni pneumatiche Airmatic, capaci di anticipare buche e dossi grazie ai dati cartografici e alle informazioni provenienti dal cloud, adattando l'assetto prima ancora che la ruota incontri l'ostacolo.
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Omoda & Jaecoo verso il milione di auto vendute: a Pechino debutta il parcheggio autonomo
Al Salone di Pechino 2026, che inizia nei prossimi giorni, Omoda & Jaecoo celebrano il terzo anniversario della nascita del brand, e l'ormai imminente raggiungimento di un traguardo importante, la milionesima vettura venduta: in questo lasso di tempo il marchio del Gruppo Chery ha superato quota 900.000 unità nei 64 mercati in cui è commercializzato. In Europa la sua presenza arriva in sedici paesi, dove sono state vendute più di 220.000 unità; nel Regno Unito la quota di mercato è di oltre il 2%. Sguardo al futuroOmoda & Jaecoo stanno però già guardando "oltre il perimetro dell'automobile tradizionale", con nuovi investimenti in ricerca e sviluppo, verso una trasformazione in azienda tecnologica a tutto tondo: in questo contesto rientra il progetto Mornine, il robot umanoide sviluppato con con il team AiMoga, già utilizzato in oltre trenta paesi all'interno di concessionarie e spazi espositivi, per accogliere i clienti e presentare loro i prodotti. Arriva il parcheggio autonomoTra le altre novità di Omoda & Jaecoo c'è anche il sistema VPD (Virtual Parking Driver), tecnologia di parcheggio autonomo che verrà presentata al pubblico al prossimo Salone di Pechino, all'interno di aree dimostrative dedicate a visitatori e giornalisti.
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BYD punta ACEA: i cinesi vogliono entrare nell'associazione dei costruttori europei
BYD ha richiesto l'adesione all'ACEA, l'associazione europea dei costruttori automobilistici: lo ha confermato a Bloomberg un portavoce della stessa associazone. Se l'ingresso dovesse venire ratificato, quella di Shenzhen diventerebbe la prima Casa cinese a unirsi al gruppo. L'ingresso nella lobby aumenterebbe l'influenza di BYD in un momento di crescente concorrenza con le aziende locali, come Volkswagen e Stellantis, e consentirebbe al colosso orientale di avere un peso politico maggiore in un contesto segnato dalle tensioni sui dazi per le auto elettriche prodotte in Cina. Tutti d'accordo?Stando alle indiscrezioni, alcuni membri dell'ACEA sarebbero contrari all'ingresso di BYD nel gruppo, anche perché per diventare membri si richiede un periodo più lungo di produzione in Europa e lo sviluppo di una relazione funzionale con l'associazione. Un'eventuale spaccatura rispecchierebbe divisioni più ampie in tutta Europa su come gestire l'ascesa delle Case automobilistiche cinesi.
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Ford Mustang GTD Competition: record clamoroso al Nürburgring in 6408
Ford ha stabilito un nuovo record sul giro sull'Anello Nord del Nürburgring con la Mustang GTD guidata dal pilota ufficiale Dirk Müller, con un tempo di 6 minuti, 40 secondi e 8 decimi. Si tratta nel dettaglio della inedita GTD Competition, un allestimento che la Ford ha sviluppato proprio per incrementare ulteriormente le prestazioni della vettura e riprendersi il primato di auto americana più veloce al Ring, recentemente conquistato dalla Corvette ZR1X. 17 secondi in meno col kit CompetitionLa Mustang GTD Competition, che per la cronaca ha battuto di 5 secondi anche la Porsche 911 GT3 RS con kit Manthey, ha migliorato di ben 17 secondi il tempo stabilito in precedenza dalla GTD standard. In questo momento è la seconda auto omologata per uso stradale più veloce mai registrata al Ring, superata solo dalla Mercedes-AMG One. La Competition sarà offerta in serie limitataPer il momento la Ford non ha svelato tutti i dettagli dell'allestimento Competition, che sarà proposto in futuro in serie limitata e omologato anche per l'uso su strada. Quello che sappiamo è che il V8 5.2 litri con compressore volumetrico è stato ulteriormente potenziato e che l'aerodinamica è stata modificata, ricorrendo anche a coperture aerodinamiche per i nuovi cerchi in magnesio. Anche i pneumatici sono stati evoluti e il peso totale ridotto, semplificando gli interni e intervenendo su alcuni elementi meccanici.
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Alpine A390: l'elettrica trimotore in anteprima italiana alla Milano Design Week
In occasione della Milano Design Week, che si terrà nel capoluogo lombardo dal 20 al 26 aprile, l'Atelier Alpine Lounge di via Amerigo Vespucci 8 si trasforma in uno spazio espositivo dedicato al brand transalpino. Protagonista della manifestazione è la nuova Alpine A390: la berlina fastback, dotata di tre motori elettrici, è presentata in anteprima nazionale assoluta, affiancata da una mostra dell'artista Alessandro Sambini. Tecnica e designGiovedì 23 aprile alle ore 18.00 si svolgerà tra le mura dell'Atelier, in compagnia della A390, un talk intitolato "Performance ed eleganza in dialogo", con l'architetto Marco Piva e Davide Valsecchi. L'evento, moderato dalla giornalista Mara Sangiorgio, punta a esplorare il rapporto tra tecnica e progetto estetico nella visione di Alpine.
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BYD Dolphin Surf diventa una "pila" per elettrodomestici alla Milano Design Week
Alla Milano Design Week 2026 sarà presente anche BYD, che presenta il progetto Inside the Experience, nello spazio di via Bergognone 26, in collaborazione con il produttore di elettrodomestici Haier. La Dolphin Surf alimenta gli elettrodomesticiUtilizzando una BYD Dolphin Surf e la tecnologia Vehicle-to-Load (V2L), che permette di sfruttare l'auto come fonte di energia per alimentare dispositivi esterni, la compatta elettrica sarà utilizzata per tutta la settimana della manifestazione per far funzionare uno degli elettrodomestici Haier.La tecnologia V2L è disponibile di serie su tutta la gamma BYD (anche sulla Dolphin Surf) ed eroga una potenza di circa 3 kW tramite un adattatore collegato alla presa di ricarica dell'auto. La citycar elettricaLa BYD Dolphin Surf è un'auto compatta (lunga 3,99 metri) dalle linee affilate, discretamente spaziosa per quattro persone e con un ricco allestimento di serie. Oltre al V2L, offre l'accesso con chiave digitale, un infotainment connesso da 10 e i sistemi di guida assistita di livello 2.Il bagagliaio ha una capacità (rilevata dal Centro prove) di 247 litri. Due le motorizzazioni, da 88 o 156 CV, con batterie LFP da 30 o 43,2 kWh, per un'autonomia media dichiarata di 300 km (fino a 431 km in ambito urbano). Tre gli allestimenti, con prezzi a partire da 19.490 euro.
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Arte e van a sei ruote: Lexus alla Milano Design Week 2026
Lexus, il brand di lusso di Toyota, porta alla Milano Design Week 2026 l'anteprima mondiale dell'installazione Space, ispirata alla LS Concept, originale van a sei ruote presentato al Japan Mobility Show dello scorso anno. La mostra sarà visitabile presso Superstudio Più, nel distretto di Tortona, dal 21 al 26 aprile, nei giorni della kermesse meneghina. In mostra le opere di artisti emergentiInsieme a "Space" saranno esposte quattro opere inedite del progetto Discover Together 2026, che unisce creativi emergenti e designer Lexus attorno al tema "Discover your space", incentrato sull'idea di spazio personale e privato. Gli artisti protagonisti di quest'anno, con le loro opere, sono Kyotaro Hayashi & Yumi Kurotani (Giappone), lo Studio Guardini Ciuffreda (Italia), Random Studio (Paesi Bassi) e il Progetto diffuso Lexus (Giappone). Il filo conduttore di tutte le opere, che saranno svelate solo la prossima settimana, è il van LS Concept. L'iniziativa di Lexus rientra nella strategia di presenza del marchio negli eventi culturali di riferimento a livello internazionale, con la città di Milano scelta come palcoscenico per il debutto globale di questo modello.
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WEC 2026: il Mondiale Endurance riparte da Imola nel segno del BoP "invisibile"
C'è un momento, nelle corse, in cui il rumore dei motori lascia spazio al brusio delle domande. Il Mondiale Endurance 2026 parte da lì: dalla decisione di FIA e ACO di non pubblicare più il Balance of Performance (BoP). Ufficialmente serve a ridurre polemiche e speculazioni. In realtà cambia il modo di leggere la gara. Perché il BoP non era solo uno strumento tecnico, ma una lente attraverso cui appassionati e addetti ai lavori provavano a capire perché una vettura fosse davanti e un'altra dietro. Toglierlo significa rinunciare a una parte di trasparenza, ma anche spostare il racconto. Un weekend da centomila spettatori a ImolaIl debutto a Imola rafforza questo passaggio. Il prologo si è svolto davanti al pubblico, in un contesto più partecipato e europeo nel senso pieno del termine. Un weekend che si preannuncia da circa centomila spettatori, distribuiti tra autodromo e città: segno di un campionato che continua a crescere come sistema, anche senza il traino di figure simboliche come Valentino Rossi. Ferrari 499P e la sfida delle HypercarIn pista, però, tutto diventa più difficile da decifrare. Ferrari arriva da una stagione dominante, con tre vittorie consecutive a Le Mans e il titolo mondiale piloti e costruttori. Un'eredità pesante, costruita anche su un lavoro tecnico molto preciso durante l'inverno: correlazione aerodinamica, gestione gomme e ottimizzazione del pacchetto. Ma senza dati pubblici, capire quanto questo si traduca in vantaggio reale diventa complesso. Lo stesso vale per Toyota, Cadillac e BMW, tutte con programmi ormai maturi, mentre Alpine continua a crescere e Peugeot, insieme ad Aston Martin, resta in una fase più fluida di sviluppo. Genesis, al debutto, entra direttamente in una categoria che non concede margini di adattamento. BoP segreto: un cambio netto per il pubblicoIl BoP, in fondo, non è scomparso. Si è semplicemente spostato: è diventato invisibile. I team continuano ad avere accesso ai dati per interpretare il proprio livello di performance, ma all'esterno cambia tutto. Per il pubblico è un cambio netto. Senza numeri ufficiali, il giudizio torna a essere empirico, visivo, quasi istintivo. Si osservano i long run, si confrontano i passi gara, si leggono le strategie. Ma manca sempre un pezzo del puzzle. Tra trasparenza e fiducia nel sistema WECEppure, dentro questa scelta, c'è anche l'opportunità di riportare il focus su ciò che accade davvero: la guida, la gestione, le decisioni al muretto. Velocità, strategia, talento, senza il filtro costante dei numeri. Il punto, però, resta aperto: quanto può durare un sistema che chiede fiducia senza offrire piena leggibilità? Il WEC ha costruito la propria credibilità sulla trasparenza. Rendere meno leggibile uno dei suoi elementi chiave significa spostare il baricentro dalla comprensione alla fiducia. A Imola si corre senza riferimenti ufficiali. Capire cosa sta succedendo sarà più difficile e, forse proprio per questo, ancora più interessante.
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Stretto di Hormuz riaperto: il petrolio crolla del 10%, ma per i carburanti ci vorrà tempo
La notizia è la piena apertura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran, annunciata da USA e Iran nel quadro della tregua in Libano: il ministro degli Esteri della Repubblica Islamica, Abbas Araghchi, ha scritto su X che lo sblocco durerà per il periodo residuo del cessate il fuoco sulla rotta coordinata. Il prossimo round di trattative diplomatiche è atteso in Pakistan, a Islamabad, probabilmente domenica, riferisce la testata americana Axios. Crollo del greggio: Brent e WTI ai minimiCome conseguenza della riattivazione della rotta marittima energetica più critica al mondo, i prezzi del petrolio sono crollati del 10% nella giornata di oggi: segnale che gli operatori leggono un possibile allentamento della strozzatura senza precedenti nei flussi dell'oro nero. Il calo segue anche i segnali di continui progressi nei negoziati per il cessate il fuoco. Il Brent (parametro di riferimento globale) è sceso a 88,90 dollari al barile, il livello più basso da oltre un mese, mentre il WTI (principale riferimento statunitense) si attesta a 83,35 dollari. Benzina e diesel scenderanno?Non ci sarà un collasso immediato del prezzo di benzina e diesel, perché il mercato è regolato da dinamiche che non rispondono istantaneamente alle fluttuazioni del greggio. il fenomeno della asimmetria dei prezzi, per cui il carburante schizza verso l'alto alla velocità di un razzo quando ci sono tensioni, mentre scende con la lentezza di una piuma quando la crisi rientra.Questa è l'unica certezza. I carburanti che acquistiamo oggi sono infatti stati prodotti con petrolio comprato mesi fa a prezzi di crisi: solo dopo lo smaltimento delle scorte l'eventuale beneficio potrebbe trasferirsi al consumatore. Per il resto, l'incertezza resta sovrana tra la volubilità di Trump, la volatilità geopolitica e le speculazioni internazionali.Ne è un'ulteriore prova l'attacco del presidente USA all'Alleanza Atlantica: Ora che la situazione nello Stretto di Hormuz si è risolta, ho ricevuto una telefonata dalla NATO in cui gli alleati mi chiedevano se avessimo bisogno di aiuto. Ho detto loro di starne fuori. Sono stati inutili nel momento del bisogno: una tigre di carta, ha scritto sul suo social Truth. Il blocco navale americano rimarrà comunque pienamente in vigore ed efficace nei confronti dell'Iran. Una linea che conferma come la stabilità dell'area resti legata a un equilibrio precario tra diplomazia e deterrenza.
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Auto elettrica, lItalia accelera: più ricarica pubblica, ma la rete va potenziata
L'auto elettrica piace di più in Italia, ma per una diffusione più ampia servono infrastrutture di ricarica capillari e reti elettriche intelligenti. quanto emerso dall'evento Grid to Chargers, svoltosi presso il Kilometro Rosso Innovation District di Bergamo, uno dei più avanzati distretti dell'innovazione e della ricerca applicata, e moderato da Marco Pascali, vicedirettore di Quattroruote.Promosso da ABB Electrification, l'incontro ha riunito i principali attori della filiera - tra cui MotusE, Politecnico di Milano, Enel, Edison Next e A2A EMobility - per discutere il tema dell'integrazione tra rete elettrica e infrastrutture di ricarica. I numeri oggi vero che tra il 2023 e il 2025 i punti di ricarica pubblici nel Belpaese sono aumentati del 44%, raggiungendo quota 73.047, pari a una presa ogni sei elettriche circolanti. Tuttavia, resta prioritario colmare il divario nella densità infrastrutturale - 14,2 punti ogni 100 km, contro una media UE di 20,9 - e migliorare la distribuzione territoriale. Le sfide del futuroLe priorità strategiche riguardano tre ambiti: l'adeguamento agli standard europei (AFIR), la progettazione di infrastrutture modulari in grado di scalare con la domanda futura e la formazione di competenze tecniche specializzate.In particolare, Gianluca Lilli (ABB) e Maurizio Delfanti (Politecnico di Milano) hanno sottolineato l'importanza dell'orchestrazione digitale: la gestione intelligente dei carichi consente di trasformare la ricarica da potenziale elemento di stress per la rete a risorsa per la stabilità del sistema energetico. Digitalizzazione e sinergia diventano così leve chiave per rendere la mobilità elettrica una realtà solida e sostenibile.
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Toyota Yaris Cross 2026, il nuovo frontale è un alveare: ecco come cambia col restyling - VIDEO
Dal 2021 la Yaris non è più solo il piccolo genio (che ormai tanto piccolo non è più). L'offerta si è sdoppiata con l'arrivo della Toyota Yaris Cross, variante SUV che in un formato compatto (4,18 metri di lunghezza) condensa la frugalità dell'hatchback con un'attitudine e uno stile più muscolare, abbinati a una posizione di guida rialzata. Una vera B-SUV ibrida, tra le (ancora) poche nel suo segmento con un powertrain full hybrid e la doppia scelta tra due e quattro ruote motrici. Un modello di successo, tanto da diventare, in Europa, la Toyota best seller, mentre in Italia se ne vendono più di tremila ogni mese.La novità è che adesso è arrivato un restyling a cambiarle il volto, ma non la natura: interni e meccanica sono quelli di sempre. In veste aggiornata, la nuova Yaris Cross sarà ordinabile nei prossimi giorni e in consegna a fine settembre. Un alveare davanti: come cambia il frontaleSquadra che vince, dunque, si cambia, ma senza esagerare. Può ben dirsi coraggiosa la revisione stilistica del frontale, caratterizzato da una grande trama a nido d'ape. La mascherina, ora in tinta con la carrozzeria, è un tocco elegante, che si accompagna a un paraurti semplificato da linee più pulite.La Yaris Cross diventa così ancora più riconoscibile e guadagna anche una nuova firma luminosa, con luci diurne integrate di serie.Come consuetudine dei restyling, arriva una nuova gamma di cerchi di lega (da 17 pollici sulle versioni Icon, da 18 pollici sulle Premium). Si amplia inoltre la palette di colori, con in copertina il Precious Bronze dell'esemplare in foto, disponibile esclusivamente in soluzione bi-tono con tetto e montanti a contrasto. Gli interni vanno al sodoNell'abitacolo i ritocchi riguardano quello che in gergo si definisce colour and trim, cioè alcune finiture e accostamenti cromatici. Nessun elemento strutturale è stato modificato, né sulla consolle centrale né sulla plancia, dove la strumentazione digitale si abbina a un touch screen da 10,5 pollici.Pulsanti e plastiche rimangono più funzionali che seducenti e, a seconda dell'allestimento, cambiano anche i sedili: quelli della Yaris Cross Premium adottano una rifinitura in similpelle realizzata con un nuovo materiale eco-sostenibile, composto da PVC di origine vegetale, sughero di scarto e PET riciclato.Da notare poi come alcune dotazioni siano state estese a un maggior numero di allestimenti: è il caso, per esempio, degli specchietti richiudibili elettricamente, ora di serie, o della ricarica wireless e dei sensori di parcheggio, presenti dall'allestimento intermedio in su. La sportiva ha un look tutto suoUn discorso a parte merita la versione GR Sport, dal look esclusivo sia dentro sia fuori, e forte di sospensioni ricalibrate per restituire un feeling di guida più sportiveggiante. La differenza si nota, per esempio, nel design del paraurti anteriore e dei cerchi da 18 pollici.Caratteristico anche l'abitacolo, con sedili sportivi, tappezzeria grigia con cuciture rosse, logo GR sugli appoggiatesta e inserti verniciati in argento su portiere e cruscotto. Motori: in Italia ha 131 cavalliRispetto all'ultimo aggiornamento, datato 2024, non ci sono novità sostanziali sul fronte del powertrain, se non la scelta di Toyota Italia di vendere la nuova Yaris Cross esclusivamente nella versione più potente. Parliamo della motorizzazione 1.5 full hybrid da 131 CV, disponibile con trazione anteriore o integrale.Con una coppia di 185 Nm, questa SUV giapponese scatta da 0 a 100 km/h in 10,7 secondi. Le emissioni di CO2 dichiarate sono comprese tra 100 e 107 g/km, mentre il consumo medio stimato dalla Casa varia tra 4,4 e 4,7 l/100 km. In altri mercati resterà a listino anche il sistema Hybrid 115 CV, previsto solo con due ruote motrici. Consegne e prezziLe vendite del restyling partiranno a maggio, con le prime consegne a settembre. Al momento Toyota non ha comunicato i prezzi ufficiali, ma il confronto con il listino attuale lascia pensare che non ci saranno scossoni: oggi la 1.5 Hybrid 131 CV parte da poco meno di 32 mila euro.
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WEC: a Imola il mondiale endurance comincia fuori dai cancelli
Giovedì sera, a Imola, il WEC era già cominciato, anche senza il rombo dei motori. Bastava stare in mezzo alla gente. Non tanto per la scenografia - piazza Matteotti piena, i piloti sul palco - ma per quello che succedeva attorno. Le file prima degli eventi, le conversazioni rubate tra appassionati e addetti ai lavori, i piloti che scendono tra il pubblico senza filtri. lì che il World Endurance Championship cambia dimensione: da evento globale a qualcosa di sorprendentemente vicino. Cultura tecnica e Trofeo BandiniLa chiave, quest'anno, sta nei dettagli. Uno su tutti: l'incontro con Horacio Pagani, organizzato dal sindaco Marco Panieri nella biblioteca comunale. Non una passerella, ma un dialogo vero con gli studenti.Accanto a questo, i riconoscimenti legati al Trofeo Bandini, che in questa edizione speciale dedicata al WEC hanno portato a Imola una platea trasversale: piloti, comunicatori, protagonisti dell'industria. Tra i premiati Alessandro Pier Guidi, volto della continuità Ferrari nell'endurance, e Gian Luca Pellegrini, oggi direttore editoriale di Domus, a rappresentare il ruolo del racconto nel costruire valore attorno all'automobile. Il Prologo e il lavoro in pista delle HypercarPoi c'è la pista. E c'è stato il Prologo. Previsto inizialmente come apertura stagionale in Qatar e poi riposizionato a Imola, è diventato di fatto il primo vero atto del campionato WEC. Due giornate che non fanno classifica, ma costruiscono contesto.Le Ferrari 499P hanno lavorato sulla correlazione dei dati aerodinamici e sulla gestione dei nuovi pneumatici, confermando un'impostazione orientata alla costanza più che alla prestazione sul giro secco. Peugeot, Toyota e il debutto di Genesis Magma RacingIl quadro Hypercar resta però aperto. Peugeot prosegue nello sviluppo del proprio progetto, mentre il debutto di Genesis Magma Racing introduce un elemento di novità e prospettiva per il futuro del campionato. Attorno, restano riferimenti solidi come Toyota, Cadillac e BMW, in un equilibrio tecnico che difficilmente si può leggere prima della gara. Ed è proprio questo il punto. Segnali e prospettive per la garaA Imola non ha senso forzare gerarchie prima del tempo. Senza qualifiche e griglia definitive, il rischio è raccontare un ordine che non esiste ancora. Più utile, invece, interpretare i segnali: chi ha una base solida, chi lavora sulla durata, chi sembra già dentro la stagione.Il WEC a Imola è un sistema che tiene insieme tecnica, territorio e persone. Il resto lo dirà la bandiera a scacchi dopo le sei ore di gara, ma la sensazione è che la partita sia già cominciata.
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