Gruppo Renault, vendite in calo ma ricavi in crescita: è londa lunga della "cura de Meo"
Il gruppo Renault continua a beneficiare delle strategie commerciali dell'ex amministratore delegato Luca de Meo, incentrate su un miglioramento del mix di prodotto e prezzo.Nel primo trimestre, le vendite totali sono scese del 3,3% a 546.183 tra auto e veicoli commerciali, ma i ricavi sono cresciuti del 7,3% a 12,53 miliardi di euro (+8,8% a cambi costanti). Il ramo auto è salito del 6,5% a 10,8 miliardi, mentre i servizi finanziari di Mobilize hanno registrato un miglioramento del 13% a 1,72 miliardi. La strategia commercialeCome detto, a sostenere i ricavi è la conferma dell'efficacia della strategia commerciale impostata dall'ex AD. Le principali caratteristiche sono una maggiore esposizione al canale dei privati, con un mix di vendite pari al 57,7% del totale (15,7 punti in più del mercato), e un posizionamento crescente nelle fasce a maggiore marginalità: i segmenti C e superiori pesano per il 32,8%, quattro punti in più rispetto al primo trimestre 2025.Il gruppo beneficia anche dei piani di elettrificazione, in particolare in Europa, dove le vendite di veicoli alla spina sono aumentate del 12%, raggiungendo un peso sul totale del 52,3% (+9,1 punti). Le sole elettriche sono cresciute del 20,9%, rappresentando il 17% del totale nel trimestre (+4 punti), grazie a la Renault 5, la Renault 4, la Scenic, la Dacia Spring e l'Alpine A290.Le ibride, invece, sono arrivate a rappresentare il 35,3% delle vendite (+5,1 punti), trainate in particolare da Dacia, in crescita del 48,8% grazie a il Duster e il Bigster.In sostanza, il miglior mix di prezzo e prodotto ha consentito di annullare gli effetti di fattori negativi quali la volatilità dei cambi e il calo delle vendite. Le tre marche: male DaciaQuanto alle performance dei singoli marchi, Renault ha visto le vendite aumentare del 2,2% a 397.602 unità, grazie alla crescita dei veicoli elettrificati (oltre il 65% del totale) e alla disponibilità dell'intera gamma di veicoli commerciali leggeri (+15,1% in Europa).Le vendite di Dacia, invece, sono diminuite del 16,3% a 145.335 unità, a causa delle condizioni meteorologiche avverse che hanno influenzato il traffico marittimo nello stretto di Gibilterra, con conseguenti disagi a livello di logistica e produzione e perdite pari a diverse migliaia di unità. La Casa di Mioveni ha inoltre risentito della fase di transizione dell'offerta prodotto verso nuove opzioni di motorizzazione, ma dovrebbe recuperare progressivamente nel corso dei prossimi mesi, anche alla luce della crescita a doppia cifra della raccolta ordini nella prima parte dell'anno.Infine, Alpine, grazie a l'A290, ha registrato una crescita del 54,7% a 3.246 unità.
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Great Wall Ora 5, come va la nuova SUV benzina, full hybrid o elettrica
Parliamoci chiaro: guidare sul proving ground di una Casa automobilistica, tra coni di plastica e percorsi appositamente tracciati, non è come farlo sulle strade. Tantomeno su quelle delle metropoli cinesi, visto che in questo caso ci troviamo non lontano dalla Grande Muraglia, a Baoding (160 km da Pechino), sede della Great Wall. qui che abbiamo potuto vedere dal vivo e assaggiare - seppur fugacemente - la dinamica del nuovo modello in arrivo in Europa, la Ora 5. Fine tuning all'italianaPrima di arrivare da noi (sarà in vendita a giugno), questa crossover dalle linee classiche e tondeggianti, ma con un ponte di comando high-tech, è stata a lungo testata nel Sud Europa, precisamente in Italia e in Spagna, con l'obiettivo di adattarne telaio e dinamica ai gusti locali. Una mano, ai cinesi, l'hanno data consulenti italiani, tra cui la RacingSyn, società che ha esteso la propria esperienza nel motorsport al mondo delle passenger car, collaborando alla messa a punto della Ora 5. Un test al chiusoLa giornata di prova è scivolata via tra slalom, qualche giro sul tracciato di handling e diversi passaggi sulle pavimentazioni, per testare la risposta delle sospensioni e il confort dell'auto sui fondi più irregolari, di varia tipologia. Rimandando un giudizio definitivo a un test più approfondito, restano comunque alcune sensazioni.In primis, la Ora 5 punta soprattutto sul confort di marcia, evitando però quegli eccessi di morbidezza e quella vaghezza nelle risposte dello sterzo che talvolta si riscontrano in alcune auto cinesi. dovuto anche al fatto che in Cina si guida in maniera completamente diversa rispetto all'Europa, non solo per la conformazione del territorio (e quindi delle città e delle strade), ma anche per attitudine.Piace la frenata, anche sull'elettrica, che denota una buona omogeneità e risposte lineari del pedale. Passando su dossi, pavé e fondi butterati di vario genere, la Ora 5 è parsa in grado di filtrare con efficacia le irregolarità grazie allo schema di sospensioni che prevede un multilink posteriore abbinato al classico MacPherson anteriore. Impressioni positive arrivano anche dall'acustica: l'insonorizzazione è coerente con un abitacolo caldo, dove design, cura delle finiture (soprattutto attorno ai posti anteriori: dietro prende il sopravvento la plastica dura) e sedili morbidi contribuiscono a creare un ambiente accogliente. Motori: ce n'è per tutti i gustiSenza entrare nel merito di temi come i consumi, la gamma motori appare adeguata alle esigenze di chi guarda a una crossover come la Ora 5, che per dimensioni si colloca nel segmento C ma per caratteristiche strizza l'occhio al mondo delle B-SUV. soprattutto una gamma versatile: si parte dal 1.5 turbobenzina da 160 CV (vispo, ma non tra i più silenziosi), abbinato a un cambio doppia frizione a 7 marce, si passa al cuore dell'offerta con il full hybrid da 223 CV e trasmissione DHT a due rapporti (0-100 km/h in 7,7 secondi) e si arriva alla variante full electric da 150 kW (204 CV), con un'autonomia dichiarata di 435 km. Prezzi da circa 27 mila euroLa Great Wall dovrebbe comunicare a breve il listino, che per ora possiamo solo abbozzare. Le versioni con motore termico dovrebbero entrambe restare sotto quota 30 mila euro, con il benzina intorno ai 27 mila euro e la full hybrid tra 28 e 29 mila euro. Per l'elettrica si ipotizza invece un prezzo di partenza di circa 37 mila euro. Le vendite dovrebbero partire tra giugno e luglio.
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Dalle SUV ai pickup: ecco tutti i nuovi modelli Great Wall per lItalia - VIDEO
L'Ora giusta scatterà a inizio estate. Archiviata l'esperienza con gli importatori (in Italia era Eurasia Motor Company) e il difficile rilancio a cavallo del Covid, Great Wall Motors avvia la sua nuova fase europea sulla base di una strategia completamente rivista. Un piano che ha portato alla creazione di una vera e propria filiale in Italia e al lancio di almeno cinque modelli entro il 2026, basati su motorizzazioni a benzina, ibride full o plug-in ed elettriche.Si comincia a giugno con la SUV Ora 5 (che in futuro, in Europa, avrà anche una variante station wagon). Poi, una dopo l'altra, arriveranno la H7 e la Jolion Max, altre due sport utility, quindi la fuoristrada Tank 300 e il pick-up Alpha Cannon, che vi presentiamo nel dettaglio. La Ora 5 apre le danzeA dare il la alla nuova gamma sarà, come detto, la Ora 5. Parliamo di una SUV lunga 4,47 metri, larga 1,83, alta 1,64 e con un passo di 2,72 m. Ha un design rétrochic, fatto di linee tonde e forme classiche, ma con dettagli molto moderni, come le luci di coda a LED sottili e integrate nel lunotto.Dentro è un'auto curata nei dettagli: oltre all'immancabile display centrale da 14,6 pollici (con Android Auto e Apple Carplay wireless, aggiornabile OTA) e a un quadro strumenti digitale da 10,25 pollici, spiccano rivestimenti di qualità e dettagli ricercati e tangibili, come i pulsanti fisici per il richiamo di alcune funzioni, che ricordano i toggle switches delle Mini.Nonostante le sue forme sinuose, pensate più per l'estetica che per massimizzare l'abitabilità, questa SUV offre un bagagliaio da 390 a 422 litri a seconda delle versioni e, in seconda fila, uno spazio più che discreto per le gambe. Benzina, ibrida o elettrica, poi la wagonLa Ora 5 incarna alla perfezione l'approccio multienergia di Great Wall: sarà infatti proposta con motore a benzina, full hybrid oppure elettrica.Nel primo caso a muovere l'auto è un 1.5 turbo benzina da 160 CV e 270 Nm, abbinato a un cambio a doppia frizione a 7 rapporti, per uno 0100 km/h in 9,3 secondi.Poi c'è la full hybrid, particolarmente cruciale in questa fase di transizione: il motore termico (sempre il 1.5) e quello elettrico sviluppano 223 CV complessivi, scaricati a terra da una trasmissione DHT a due rapporti. In termini di efficienza, la promessa è di percorrenze vicine ai 20 km/l (5,1 l/100 km il dato combinato dichiarato), mentre lo 0100 km/h scende a 7,7 secondi, lo stesso tempo della versione elettrica.Quest'ultima conta 204 CV, 260 Nm di coppia e batterie LFP da 58,3 kWh, per un'autonomia dichiarata di 435 km Wltp.I prezzi ufficiali verranno comunicati a breve, ma le prime stime indicano meno di 30 mila euro per le versioni a benzina e full hybrid, mentre l'elettrica dovrebbe posizionarsi oltre quota 35 mila euro.In futuro arriveranno altre due varianti di carrozzeria sulla stessa base tecnica: la Ora 5 berlina e la wagon, lunga 4,7 metri, anche ibrida plugin e attesa entro la prima metà del 2027. La giardinetta è prevista nel piano prodotti per l'Europa, ma al momento non c'è l'intenzione di importarla in Italia. Jolion Max, SUV per famiglieIn autunno sarà invece la volta di una SUV per famiglie dal prezzo accessibile (stimato intorno ai 30 mila euro) e con un occhio di riguardo anche alle flotte: è la Jolion Max, sport utility lunga 4,6 metri, larga 1,88 e alta 1,68, con un passo di 2,71 m. disponibile in due declinazioni ibride, full hybrid e plugin, entrambe basate su un 1.5 turbo benzina da 150 CV e 240 Nm. La full hybrid adotta una batteria da 1,09 kWh e sviluppa 223 CV di sistema. La plugin sale invece a 326 CV e promette circa 90 km in elettrico, grazie a una batteria LFP da 19 kWh.Lo stile è più sobrio rispetto alla Ora 5, ma gli interni puntano sulla praticità, con 29 vani portaoggetti e sedili in tessuto ed ecopelle (a seconda degli allestimenti). Sulla plancia ritroviamo il doppio schermo già visto sulla Ora 5, la ricarica wireless fino a 50 W e una dotazione ADAS di serie molto completa, con monitoraggio dell'angolo cieco, mantenimento attivo della corsia, cruise control adattivo e telecamera a 360. Le rivali nel mirino sono Dacia Bigster, MG HS e Omoda 7. H7: con l'ibrido (e non solo) c'è il 4x4Tra settembre e ottobre si aggiungerà alla gamma una terza SUV, la H7, che sulla calandra porta il marchio Haval. Le forme sono più boxy e il look dichiaratamente fuoristradistico.La vocazione all'avventura è supportata dal sistema Hi4, una trazione integrale ibrida on demand, con distribuzione elettronica della coppia fino a 50:50 e torque vectoring attivo sulle singole ruote. Nella configurazione più potente, la H7 è una plugin hybrid da 435 CV, con batteria da 33,8 kWh e fino a 120 km in elettrico.In gamma ci sono anche una full hybrid da 247 CV a due ruote motrici e una versione benzina con 2.0 turbo da 222 CV e 385 Nm, abbinato a un DCT a 9 rapporti e trazione integrale meccanica. L'ambiente interno ha un'impostazione premium, con strumentazione digitale da 12,3 pollici e touchscreen da 15,6 pollici basato sul sistema operativo Coffee. Tank 300: la off-road più dura (anche diesel)L'offerta Great Wall per l'Italia si chiuderà verso dicembre con due modelli di nicchia. Uno è il Tank 300, una fuoristrada lunga oltre 4,7 metri, disponibile anche con piattaforma Hi4T, quella con longheroni e 4x4 meccanico abbinato a un ibrido plugin.Non sono ancora note le versioni destinate al nostro mercato, ma la gamma include anche un 2.0 benzina e un 2.4 diesel, che potrebbe arrivare anche in Italia. Le linee squadrate richiamano icone come Mercedes Classe G, mentre gli interni puntano su finiture curate e dotazioni molto ricche. Alpha Cannon: il maxi pick-upBen equipaggiato e rifinito è anche il pickup Alpha Cannon (in Cina è venduto come Poer): un mezzo da 5,40 metri di lunghezza, quindi decisamente fuori scala per gli standard europei. Può sembrare un azzardo, ma Great Wall è leader nel mercato domestico dei pickup, con una quota vicina al 50%, e vuole cavalcare questa expertise anche in Italia, nonostante le regolamentazioni specifiche che riguardano questo segmento nel nostro mercato.
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Great Wall, 10 modelli in tre anni (più una fabbrica) per conquistare lEuropa
L'obiettivo è ambizioso: "diventare uno dei primi 10 marchi mainstream in Europa". E così riuscire a mettere radici. Cosa che alla Great Wall, uno dei primi costruttori cinesi a tentare di fare breccia nel mercato europeo, sin qui è riuscita solo in parte. Oggi, la Casa della Grande Muraglia si affaccia al Vecchio Continente con una nuova strategia e l'intenzione di allocare sul territorio delle produzioni. Decisioni definitive a riguardo non sono ancora state prese, ma il ceo di Great Wall, Mu Feng, ha rivelato prima del Salone di Pechino di essere in trattative con il governo romeno per aprire una fabbrica di auto elettriche. Secondo indiscrezioni raccolte da Quattroruote, il costruttore di Baoding potrebbe anche sfruttare, parallelamente, o comunque prima dell'avvio del nuovo stabilimento in Romania, la fabbrica di Bahovitsa, in Bulgaria, già utilizzata in passato per produrre i modelli Haval attraverso una collaborazione con la Litex Motors, azienda che poi è fallita nel 2017. Dagli importatori alle filiali: 3 marchi e 10 modelli in 3 anniLa decisione su dove allocare la nuova fabbrica dipende da fattori come "la logistica, la catena produttiva, le politiche locali e il costo della manodopera", ha precisato Mu Feng. Intanto, prende piede in Europa un'espansione che ha portato alla creazione delle prime due filiali, in Italia e Spagna, e all'ingresso nel mercato polacco attraverso una partnership con Astana: un cambio di passo rispetto al passato, quando il colosso cinese si affidava solo agli importatori. Altre sedi con piena responsabilità del mercato locale verranno istituite nel corso del 2027. In Cina, Great Wall ha una galassia di brand, ma in Europa costruirà il proprio portfolio su tre marchi: Great Wall, quello più generalista, Wey e Tank (fuoristrada), entrambi di fascia premium. Che porteranno sul mercato "almeno 10 modelli in tre anni". Tanto ibrido, ma anche il termico puroL'idea di fondo è tarare la propria offerta di modelli in base alle esigenze dei singoli mercati. Non per niente, le prime Great Wall ad arrivare in Italia saranno termiche o ibride (solo la Ora 5, per il momento, è prevista anche elettrica). Full hybrid e plug-in (anche applicato al fuoristrada) fanno la voce grossa, ma la Great Wall ha nel proprio bouquet anche motori diesel che potrebbero essere proposti su alcuni prodotti. Inizialmente, tutte le vetture destinate al mercato europeo giungeranno dalle fabbriche cinesi (13 in totale). Il costruttore, che nel 2025 ha venduto globalmente 1.323.672 auto, può già contare anche su due stabilimenti esteri, in Thailandia e in Brasile. E non è escluso che, in futuro, la fabbrica carioca possa iniziare a rifornire anche il Vecchio Continente. Dealer e assistenza: un centro ricambi in ItaliaNel frattempo, la Great Wall si sta attrezzando per allestire reti di distribuzione e assistenza all'altezza della nuova strategia. Si punterà su concessionari con spazi indipendenti (l'obiettivo, in Italia, è di 50 entro la fine del 2026), inseriti però all'interno di strutture multimarca. La gestione dei ricambi poggerà su tre grandi centri di smistamento, in Olanda, Spagna e Italia: la sede del magazzino italiano dovrebbe essere annunciata entro breve. Il sistema dovrà garantire consegne entro 24 o 48 ore. La garanzia sui veicoli è di 7 anni o 150 mila chilometri (8 anni o 160 mila km sulle batterie).
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Tesla, addio allauto da guidare: "La Roadster sarà lultima"
Arrivano nuove conferme su un futuro non automobilistico per Tesla. Durante la conference call sui risultati del primo trimestre, il patron Elon Musk ha fornito alcune indicazioni sulle strategie di prodotto, precisando che sarà la Roadster l'ultimo veicolo "guidabile" dell'azienda texana. In altre parole, il futuro sarà incentrato sulla guida autonoma e, in particolare, sul Cybercab.In particolare, un analista ha chiesto delucidazioni su un recente post su X in cui Musk ha parlato della possibilità di sviluppare un veicolo per famiglie e sull'ipotesi circolata in passato di un modello compatto (la Model 2). L'imprenditore ha così risposto: "Pensiamo che probabilmente la maggior parte della nostra produzione a lungo termine sarà costituita dal Cybercab, perché il 90% dei chilometri percorsi viene effettuato con una o due persone a bordo. Questo significa che vogliamo che la stragrande maggioranza della nostra produzione sia Cybercab"."Poi, col tempo, avrà senso che l'intera nostra gamma sia composta da veicoli autonomi di diverse dimensioni", ha proseguito Musk, sottolineando che la "gamma futura sarà quasi interamente autonoma. Infatti, a lungo termine, l'unica auto a guida manuale sarà la nuova Tesla Roadster". Nuove promesse mancateTuttavia, la Roadster è ancora lontana dalla presentazione. Musk aveva promesso di svelarne la versione definitiva entro la fine di questo mese, ma non sarà così. "Potremmo presentarla tra circa un mese", ha spiegato. "Richiede molti test e validazioni prima di poterla effettivamente mostrare senza che qualcosa vada storto. Ma penso che sarà una delle presentazioni di prodotto più entusiasmanti di sempre".Si tratta dell'ottava volta, se non di più, che Musk cambia le carte in tavola per la Roadster da quando il prototipo è stato presentato per la prima volta nel novembre 2017, quasi nove anni fa.Anche la terza generazione del robot Optimus ha subito un rinvio. Musk ha infatti confermato per la prossima estate l'inizio della produzione a Fremont, in California, ma ha spostato la presentazione inizialmente in programma nel primo trimestre di quest'anno: avrà luogo "probabilmente verso la metà di quest'anno". Il motivo? I concorrenti "analizzano ogni singolo dettaglio del nostro lancio e copiano tutto il possibile".Un'altra promessa mancata riguarda la guida completamente autonoma e senza supervisione del conducente sui veicoli venduti al pubblico: doveva arrivare già nel 2018, ma è stata rinviata fino allo scorso gennaio. Ora c'è un nuovo slittamento di diversi mesi. "Arriverà probabilmente nel quarto trimestre", ha detto Musk, sottolineando i numerosi ostacoli che ne stanno rallentando lo sviluppo, tra cui "incroci complessi e pericolosi", "segnaletica stradale inadeguata" e "condizioni meteorologiche avverse". A questi si aggiunge una questione puramente tecnologica: la necessità di aggiornare milioni di veicoli con nuovi sistemi informatici e telecamere in grado di supportare l'architettura hardware e software necessaria per il Full Self Driving. I risultati trimestraliDurante la conference call si è anche parlato del progetto Terafab per la produzione di semiconduttori, della motrice Semi ("la produzione inizierà a breve", ha assicurato Musk), dell'espansione del servizio di Robotaxi negli Stati Uniti ("Facciamo del nostro meglio, ma alla fine spetta ai governi europei e all'UE decidere cosa fare") e, ovviamente, dei risultati finanziari del primo trimestre.Tesla ha chiuso il periodo con un fatturato totale di 22,4 miliardi di dollari e una crescita del 16%, legata sia alle attività automotive (+16% e 16,2 miliardi) sia ai servizi (+42% e 3,75 miliardi). La componente energia ha invece subito un calo del 12% (2,4 miliardi) e i proventi della vendita di crediti verdi sono scesi da 595 a 380 milioni.Bene anche la redditività, tornata a crescere dopo alcuni trimestri negativi: l'Ebitda è migliorato del 30% a 3,7 miliardi e l'utile operativo del 136% a 941 milioni, per un margine raddoppiato al 4,2%. In crescita anche i profitti (+56% a 1,45 miliardi) e l'utile per azione, salito da 0,27 a 0,41 dollari, oltre le attese degli analisti (0,37), mentre il fatturato si è rivelato inferiore alle stime di 22,64 miliardi.Indicazioni positive anche dal rendiconto finanziario, con flussi di cassa aumentati da 664 milioni a 1,44 miliardi e una liquidità salita da 36,9 a 44,7 miliardi. Infine, tra gli aspetti che hanno maggiormente attirato l'attenzione degli investitori, figura il forte aumento delle spese in conto capitale, balzate da 1,5 a 2,5 miliardi di dollari."Ci troviamo in una fase di ingenti investimenti, che inizierà ora e durerà un paio d'anni. Pertanto, le nostre previsioni per il periodo 20252026 indicano investimenti superiori a 25 miliardi di dollari", ha spiegato il direttore finanziario Vaibhav Taneja, citando i numerosi progetti su intelligenza artificiale, Robotaxi, Optimus e semiconduttori."Aumenteremo in modo sostanziale i nostri investimenti in futuro", ha aggiunto Musk. "Credo che questo darà i suoi frutti in modo considerevole".
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Benzina e gasolio, il calo dei prezzi è già finito: si riaffacciano i rialzi
I prezzi medi dei carburanti continuano a scendere, nonostante "il terzo deciso rialzo consecutivo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati" in scia alle rinnovate tensioni tra Iran e Stati Uniti.In tale quadro, Staffetta Quotidiana segnala come "ancora una volta" Eni si muova in controtendenza, "alzando i prezzi consigliati e di fatto ponendo fine alla fase degli 'scontoni': dalla seconda settimana di marzo, il Cane a sei zampe si è mantenuto sensibilmente al di sotto della concorrenza (fino a venti centesimi al litro sul gasolio nei giorni intorno a Pasqua), mentre negli ultimi giorni si era attestato fra i due e i quattro centesimi al di sotto sulla benzina e fra due e cinque sul gasolio".In particolare, Eni ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi di benzina e gasolio. Al contrario, IP ha ridotto di quattro centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina e di due quelli del gasolio. Le rilevazioni giornaliereQuanto alle rilevazioni giornaliere, Staffetta segnala che questa mattina 23 aprile i prezzi medi nazionali dei carburanti alla pompa risultano in calo rispetto a ieri: benzina self service sulla rete stradale a 1,737 euro/litro (-3 millesimi), gasolio a 2,067 euro/litro (-7 millesimi). Il Gpl è a 0,795 euro/litro (invariato), il metano a 1,577 euro/kg (-1). In autostrada, la verde self è a 1,781 euro (+3), il diesel a 2,118 euro (-1), il Gpl a 0,901 euro (+2) e il metano a 1,596 euro (-1).Il dettaglio per modalità di vendita in base ai dati rilevati ieri mattina vede la benzina self service a 1,741 euro/litro (compagnie 1,738, pompe bianche 1,746) e il diesel a 2,075 euro/litro (compagnie 2,075, pompe bianche 2,075). Al servito, benzina a 1,879 euro/litro (compagnie 1,913, pompe bianche 1,814), diesel a 2,214 euro/litro (compagnie 2,250, pompe bianche 2,145), Gpl a 0,802 euro/litro (compagnie 0,807, pompe bianche 0,797), metano a 1,578 euro/kg (compagnie 1,581, pompe bianche 1,575), Gnl 1,534 euro/kg (compagnie 1,554 euro/kg, pompe bianche 1,519 euro/kg).Tra i marchi, Eni è a 1,718 euro/litro sulla benzina self service (1,925 al servito) e 2,053 sul diesel (2,258), IP a 1,755 (1,926) e 2,096 (2,267), Q8 a 1,739 (1,917) e 2,075 (2,256) e Tamoil a 1,738 (1,819) e 2,063 (2,149).
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Toyota Yaris Cross 2026, prezzi da 29.600 euro: il restyling debutta alla Milano Design Week
Alla Milano Design Week 2026 debutta la nuova Toyota Yaris Cross, SUV compatta che si aggiorna in punti strategici sul design e sulle dotazioni, semplificando al contempo la gamma motori.Dopo averla conosciuta dal vivo, in occasione della kermesse milanese arriva il listino ufficiale della B-SUV giapponese: in gamma c'è solo il powertrain full hybrid da 130 CV, disponibile in quattro allestimenti. I prezzi? Da 29.600 euro. La dotazione della Yaris CrossLa versione d'attacco, commercializzata con il nome modello, cresce nella dotazione con fari a LED e specchietti ripiegabili elettricamente di serie: il minimo sindacale oggi, soprattutto nell'uso urbano, ma non per questo scontato su tutte le rivali. Il vero baricentro della gamma è la Icon, che aggiunge cerchi di lega da 17", sensori di parcheggio con funzione anticollisione, illuminazione ambientale, ricarica wireless per gli smartphone e sedili più profilati. A partire da questo allestimento, in più, si può anche optare per la trazione integrale con il motore elettrico aggiuntivo sull'asse posteriore. Yaris Cross Premium e GR SportLa Yaris Cross Premium alza l'asticella con cerchi da 18" e interni rivestiti in SakuraTouch, materiale più sostenibile e visivamente ricercato, oltre alle dotazioni più ricche e complete anche in fatto di sicurezza, come il controllo dell'angolo cieco e il portellone elettrico.Chiude la lista la GR Sport, che non cambia la sostanza tecnica ma lavora su assetto, look aggressivo e ambiente interno per una guida più coinvolgente, rimanendo al vertice della gamma in termini di dotazioni. Il listino della Toyota Yaris CrossToyota Yaris Cross: 29.600 euroToyota Yaris Cross "Icon": 32.500 euroToyota Yaris Cross "Premium": 35.450 euroToyota Yaris Cross "GR Sport": 36.750 euroIn occasione del lancio Toyota ha presentato una promozione per la sua nuova B-SUV: in caso di permuta i prezzi scendono rispettivamente a 24.950 euro, 28.700 euro, 30.800 euro e 32.100 euro, con un vantaggio che può superare i 4.500 euro.
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Kimera EVO38 Collezione Martini, sapore di rally
Ci sono colori che, messi assieme, raccontano una storia. Il blu, l'azzurro e il rosso delle livree Martini non decorano semplicemente una fiancata, evocano le leggende dei rally. Proprio come vuole fare la Kimera Automobili con la sua EVO38, che nella nuova serie limitata Collezione Martini non si limita a celebrare il passato, ma estremizza ulteriormente la tecnica di questa sportiva. La EVO38 Collezione Martini è un'evoluzione integrale: il propulsore quattro cilindri di 2.1 litri con doppia sovralimentazione tocca ora la soglia dei 640 cavalli grazie al sistema Flex Fuel, che permette l'utilizzo di bioetanolo E85. Con un peso limato sotto i 1.100 kg, questa due posti vanta un rapporto peso-potenza da auto da corsa, supportato da una coppia di 700 Nm (+22%). E un contagiri che può toccare quota 8.200 (500 in più delle altre EVO38). Per gestire tale esuberanza, i tecnici della Kimera hanno introdotto un sistema di raffreddamento dell'intercooler con spruzzatori d'acqua ad alta pressione, una soluzione che profuma di competizione pura. La Collezione Martini non è una singola livrea: oltre al classico Bianco Perla, i clienti potranno scegliere la EVO38 anche in Rosso Vermouth e Verde Dry. Ogni esemplare è un pezzo unico, impreziosito da carbon-kevlar a vista e scarichi con finitura ceramica: dettagli che nobilitano una meccanica lasciata volutamente scoperta.La presentazione della Collezione Martini è il preludio alla presentazione della nuova Kimera K-39. Il prossimo 15 maggio, infatti, il brand svelerà sul Lago di Como la sua prima vera hypercar, una vettura nata per correre la Pikes Peak, che si staccherà dai concetti finora mostrati dalle varie EVO. L'appuntamento è fissato per il weekend (lungo) di Villa d'Este.
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Mercato auto europeo, segno più anche a marzo: boom di elettriche, volano BYD e Tesla
Arriva un nuovo segnale di ripresa dal mercato europeo dell'auto. A marzo, secondo i dati Acea, sono state immatricolate nell'area composta dai Paesi dell'Unione europea, dell'Efta e dal Regno Unito 1.581.169 vetture, l'11,1% in più rispetto allo stesso mese del 2025.Il risultato del mese scorso, legato soprattutto a una crescita di quasi il 50% per le elettriche, porta il consuntivo del primo trimestre a un aumento delle targhe del 4,1%, con 3.521.110 unità. Mercati: Germania prima tra i grandi PaesiLa suddivisione per aree geografiche vede l'Unione europea registrare a marzo un miglioramento del 12,5%, mentre i Paesi Efta (Islanda, Norvegia e Svizzera) crescono del 15,5% e il Regno Unito del 6,6%.Tra i singoli mercati di maggiori dimensioni del blocco comunitario, è la Germania a mostrare le migliori performance, con un +16%. Bene anche la Francia (+12,9%) e la Spagna (+11,7%), mentre l'Italia segna un +7,6%. Alimentazioni: boom di elettriche e plug-inAnche a marzo prosegue la corsa delle vetture alla spina, da ormai diversi mesi in crescita a doppia cifra per la spinta delle Case automobilistiche a sostenerne le immatricolazioni, così da raggiungere gli obiettivi di emissioni, per la reintroduzione di incentivi all'acquisto in Paesi come la Germania e per il rinnovato interesse da parte dei consumatori per alimentazioni in grado di garantire risparmi nell'attuale contesto di rincaro dei carburanti.A marzo, le auto elettriche sono cresciute in tutta Europa del 41,7% e le ibride plugin del 31,9%, mentre le ibride non ricaricabili salgono del 15,3%. In flessione tutte le motorizzazioni tradizionali: -10,2% per le auto a benzina, -14% per le diesel. Se però si restringe l'analisi alla sola Unione europea, le elettriche balzano del 48,9%, spingendo la quota di mercato trimestrale al 19,4%, quasi quattro punti percentuali in più rispetto al 15,2% dei primi tre mesi del 2025. Bene anche le Phev (+28,2%), mentre le ibride, con un +20,1%, si confermano l'alimentazione preferita, con una quota trimestrale del 38,6%. Benzina e diesel, con un calo mensile, rispettivamente, del 9,4% e del 12,3%, valgono il 30,3% del mercato nel trimestre, contro il 38,2% di un anno fa. I gruppi: in ripresa Stellantis, volano BYD e TeslaPer quanto riguarda i costruttori, il Gruppo Volkswagen si conferma al primo posto in Europa, con 296.431 targhe e un +7,8%. Tra i singoli marchi spicca Skoda, con un +21,2%, mentre Volkswagen registra un +2,2% e Audi un +18,5%. Cupra flette del 6,3%, Seat dell'1,7% e Porsche del 14,5%.Prosegue il recupero di Stellantis: 184.842 immatricolazioni e una crescita del 6,8%, grazie soprattutto al contributo di Fiat (+26,7%), Opel (+22,9%), Lancia (+15,3%) e Citroën (+18,3%). Male Peugeot (-10,6%), Alfa Romeo (-17,2%), Jeep (-2,6%) e DS (-6,7%). Il Gruppo Renault immatricola 125.061 vetture, registrando un +3,9%, con un +3,6% della Losanga e un +3,8% di Dacia. In crescita anche i gruppi Toyota (+6,8%), Hyundai/Kia (+7,2%), BMW (+19,8%) e Mercedes-Benz (+3,8%), mentre alle loro spalle spicca il +6% di Saic e, ancor di più, il +155,2% di BYD. In forte ripresa Tesla, con +101,9%. La classifica dei costruttori(in ordine di nuove immatricolazioni)Gruppo Volkswagen (+7,8%)Gruppo Stellantis (+6,8%)Gruppo Renault (+3,9%)Gruppo BMW (+19,8%)Gruppo Hyundai/Kia (+7,2%)Gruppo Toyota (+6,8%)Mercedes-Benz (+3,8%)Tesla (+101,9%)Nissan (-3,8%)Ford (-14,5%)Saic (+6%)Volvo (+0,4%)BYD (+155,2%)Mazda (+37,4%)Suzuki (-5,5)Jaguar Land Rover (+8,7%)Honda (+31,1%)Mitsubishi (-33%)
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Megacasting Volvo, efficienza svedese: al via la produzione di EX60
Volvo, villa, vovve (Volvo, casa, cane). un simpatico modo di dire svedese, che riporta i tre obiettivi della vita adulta, ma dimostra anche l'orgoglio per il marchio nazionale. L'ha ripetuto persino Ebba Bush, viceministro di Stato e ministra per l'energia, le imprese e l'industria, in un giorno vissuto con grande importanza strategica per la Casa e la Nazione: sono uscite oggi dalla linea di assemblaggio le prime Volvo EX60, la nuova SUV full electric di segmento medio e prima auto elettrica progettata, sviluppata e prodotta in Svezia. Upgrade in fabbricaLo stabilimento di Torslanda, poco distante dal quartier generale di Göteborg, è stato per l'occasione aggiornato con un investimento di circa 10 miliardi di corone svedesi (oltre 900 milioni di euro) per poter ospitare un nuovo impianto per l'assemblaggio delle batterie, una linea di verniciatura completamente rinnovata e le presse dedicate al Megacasting. Il tutto senza mai interrompere la produzione di quello che è uno stabilimento fondamentale per Volvo, da cui escono 6.000 auto a settimana. MegacastingSeguendo la scuola del Gigacasting sviluppato da Tesla e dalla bresciana Idra, produttrice delle Gigapresse, anche Volvo ha deciso di adottare lo stampaggio a iniezione su grossa scala. Cambia leggermente il nome, cambia il fornitore dei macchinari (la svizzera Bühler), ma resta la stessa filosofia con relativi vantaggi: sostituire ciò che normalmente sarebbe composto da decine di pezzi con un unico manufatto. Nella fattispecie, la piattaforma SPA3 su cui si basa EX60 adotta il megacasting per una grossa porzione posteriore del telaio. Così, 8.500 tonnellate di forza di chiusura dello stampo e un getto di alluminio fuso a 700 C permettono di ottenere in due minuti ciò che normalmente sarebbe composto da 100 singoli componenti saldati. E i vantaggi non si fermano a tempi e costi di produzione: si ottiene anche un telaio più rigido e leggero. Per ogni stampaggio vengono iniettati 93kg di alluminio, ma tolti canali ed eccessi si ottiene un pezzo di appena 43kg, circa la metà rispetto alla stessa porzione di telaio tradizionalmente prodotta in lamiera sulla sorella XC60. Peraltro gli scarti di alluminio possono essere immediatamente rifusi nel forno presente a monte della pressa, a differenza di quanto avviene con i ritagli di lamiera che possono essere riciclati solo esternamente. Ovviamente il passaggio a questa tecnologia produttiva è tutt'altro che banale e impone un radicale cambiamento nella progettazione. Se con la lamiera si lavora con fogli bidimensionali che vengono poi sagomati, lo stampaggio a iniezione permette molta più fantasia su geometrie e spessori. Ma mentre la costruzione tradizionale permette di spaziare fra materiali diversi (per esempio per avere parti più rigide e altre più duttili) il Megacasting impone un unico materiale. Un vincolo non da poco quando si parla per esempio di assorbimento degli impatti. Ed è proprio per questo che per ora la tecnologia è adottata solo per la porzione posteriore del telaio. Abbiamo rimosso ogni vincolo, ogni limitazione sia oggettiva che mentale che ci portiamo dietro dai motori termici per ottenere il massimo - Anders Bell, Chief Engineering and Technology Officer. Piattaforma versatileOltre all'adozione del Megacasting, progettare da zero una piattaforma pensata esclusivamente per la trazione elettrica ha permesso di ripensare e ottimizzare molte altre aree tecniche, come la gestione dei volumi, della posizione dell'asse anteriore e degli organi di sterzo in relazione all'abitacolo per massimizzare l'abitabilità. Libertà che permette alla piattaforma SPA3 anche di essere potenzialmente scalata dal segmento B all'F, visto che decade la limitazione del dover alloggiare motori più voluminosi man mano che si sale di segmento. Fondamentale in questo processo di ottimizzazione anche l'adozione di una batteria cell-to-body in cui le singole celle sono fissate direttamente al pacco batteria che a sua volta costituisce parte integrante del telaio, evitando l'effetto matrioska di ulteriori involucri intermedi. EfficienzaLa riduzione del peso nella costruzione del telaio, lo sappiamo, è una preziosa alleata delle elettriche per compensare l'aggravio dato da batterie di grossa capacità e aumentare efficienza e autonomia. Proprio questo sarà un punto di forza di Volvo EX60: con batterie che vanno da 80 a 112 kWh netti, promette autonomie dai 600 agli 810 km da ciclo Wltp combinato, con ricarica dal 10 all'80% in 16 minuti grazie alla piattaforma a 800 Volt. Ma altrettanto importante è l'efficienza produttiva, che permette a EX60 di avere un listino sostanzialmente allineato alla sorella plug-in XC60 (con cui per altro condivide la linea produttiva), con prezzi a partire da 65.350 euro. Oltre le aspettative Nonostante la produzione sia appena partita e le prime consegne siano previste per l'inizio dell'estate, il mese scorso Volvo ha annunciato un aumento dei volumi di produzione di EX60 per il 2026, grazie a una forte domanda in mercati chiave come Svezia e Germania, vendite sopra le previsioni interne in tutti i principali mercati europei e l'imminente apertura degli ordini nei mercati americani e asiatici.
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Fino a 1.450 km di autonomia con la nuova Renault Clio a Gpl
Renault amplia la gamma della nuova Clio con la motorizzazione bifuel Eco-G 120 CV EDC, abbinata al cambio automatico a doppia frizione e dotata di un'autonomia combinata (tra benzina e Gpl) fino a 1.450 km. Questo nuovo modello è già ordinabile, con prezzi che partono da 20.900 euro. Guadagna coppia e potenza...Derivata dalla motorizzazione turbo benzina a iniezione diretta, questa versione bifuel guadagna 20 CV rispetto al modello precedente (Eco-G 100) e 30 Nm di coppia massima: adesso si arriva a 200 Nm. Dotata di serie del cambio automatico a doppia frizione EDC con comandi al volante, la Clio a Gpl scatta da ferma a 100 km/h in 9,8 secondi. ... ma anche autonomiaSecondo la Casa, la compatta francese consuma 5,4 l/100 km, per una percorrenza dichiarata di 18,52 km/l di Gpl. Le emissioni di CO sono di 123 g/km. Il serbatoio della benzina ha una capacità di 39 litri, quello del Gpl arriva a 50 (+25% rispetto al modello precedente, che ne aveva 40): in totale, sempre secondo i dati dichiarati da Renault, la Clio bifuel può contare su un'autonomia complessiva di 1.450 km. Il listino della Renault ClioClio TCe 115 evolution: 18.900 euroClio Eco-G 120 EDC evolution: 20.900 euroClio E-Tech 160 evolution: 24.900 euroClio TCe 115 techno: 21.800 euroClio Eco-G 120 CV EDC techno: 23.300 euroClio E-Tech 160 techno: 26.700 euroClio Eco-G 120 CV EDC esprit Alpine: 24.600 euroClio E-Tech 160 esprit Alpine: 28.300 euro
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Mole Urbana Torpedo: il quadriciclo elettrico di Orbassano diventa a 4 posti
Mole Urbana ha diffuso nuovi dettagli sul quadriciclo Torpedo. Il modello, annunciato nel 2025 all'interno della gamma di 12 modelli elettrici che il marchio piemontese produrrà nella fabbrica di Orbassano, debutta ora in una variante evoluta, sempre più vicina a quella definitiva. La metamorfosi: da due a quattro postiPresentato inizialmente come modello aperto a due posti, il quadriciclo Torpedo si trasforma ora in un veicolo a quattro posti. L'altezza ridotta da terra consente di massimizzare lo spazio interno e al posto del tetto troviamo una semplice rete protettiva. Gli elementi esterni e interni sono caratterizzati da uno stile fortemente identitario; la plancia è definita da un unico elemento che integra alcuni comandi fisici e il display a sviluppo orizzontale. Nelle immagini si fanno notare anche la ruota di scorta montata all'esterno, il bagagliaio a vista in stile motociclistico, le protezioni laterali in plastica morbida e i quattro sedili singoli in pelle con poggiatesta integrato. Progetto modulare e batterie LFPTutti i modelli commerciali e passeggeri di Mole Urbana sono costruiti sulla stessa piattaforma modulare elettrica. Il telaio space-frame in acciaio inox è modulare e sono previsti freni a disco e sospensioni indipendenti. Il motore elettrico è abbinato a batterie litio-ferro-fosfato (LFP) ricaricabili a 22 kW. Le dimensioni raggiungono i 3,3 metri di lunghezza, 1,3 metri di larghezza e 1,7 metri di altezza per un peso di 480 kg (nella configurazione base).
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La nuova BMW Serie 7 cambia volto: l'elettrica ha più di 700 km di autonomia
Il baricentro commerciale di modelli come la Serie 7 si è spostato progressivamente verso Oriente. Non sorprende, quindi, che l'ammiraglia di BMW (almeno in forma di berlina) venga proposta esclusivamente a passo lungo. Al di là di questo dettaglio, rilevante soprattutto per i pochi appassionati rimasti delle tre volumi (o, più probabilmente, per gli NCC) emerge con chiarezza quanto possa cambiare l'esperienza a bordo quando il prezzo di listino smette di rappresentare un limite. La Serie 7 non è mai riuscita a conquistare la mia personale (e opinabile) preferenza tra le berline di alta gamma. Eppure le ho vissute tutte nei miei anni universitari, quando per conquistare un pizzico di indipendenza economica trascorrevo più tempo al volante, proprio in veste di NCC, che in aula. Belle, eleganti, comode. Anzi, comodissime in alcuni casi, meno in altri. Berlina d'alta gammaPer questa anteprima non ho avuto modo di approfondire l'aspetto dinamico, ma è bastato accomodarmi sul sedile della nuova Serie 7 per capire quanto sia cambiato il modo di trascorrere il tempo a bordo di un'auto di questa categoria. Il primo elemento che colpisce è l'attenzione al dettaglio: un aspetto che finalmente appare curato con grande precisione. Rivestimenti e assemblaggi raggiungono un livello molto elevato. il segno di quanto siano cambiate le aspettative dei clienti, soprattutto in Cina, dove queste vetture continuano a vendere bene ma devono confrontarsi con una concorrenza sempre più agguerrita. Non c'è spazio (per compromessi)Ci si può distendere sul sedile posteriore, riposare o guardare la propria serie TV preferita su uno schermo da 31 pollici, a cui volendo si può anche collegare una console per giocare. L'impianto audio, poi, offre una pulizia e una profondità davvero notevoli. Nel complesso, un'esperienza difficilmente replicabile su un'auto normale, nel senso più comune del termine. A essere cambiata, del resto, non è soltanto la domanda: anche l'offerta si è evoluta. Se fino a qualche anno fa le personalizzazioni più estreme erano appannaggio di atelier specializzati o di marchi di lusso, oggi ogni costruttore che ambisce a giocare un ruolo in questo segmento si è dotato di un proprio programma dedicato. Il look è più equilibratoVerniciature, rivestimenti, abbinamenti inusuali e perfino dettagli unici: tutto è configurabile e l'unico vero limite resta la fantasia. Si è così ampliato quel divario che un tempo si fondava sulla tecnologia e che oggi si traduce soprattutto nell'unicità, dell'oggetto e dell'esperienza. Passando alle novità estetiche, la nuova BMW Serie 7 introduce un frontale ridisegnato, con una calandra sempre ottagonale ma più sottile e gruppi ottici principali dalla forma squadrata, non più sviluppati orizzontalmente. Il risultato è un insieme più equilibrato rispetto alla versione pre-restyling. Al posteriore, invece, spicca una fanaleria più marcata. Arriva il Panoramic iDriveAll'interno debutta il nuovo sistema di infotainment Panoramic iDrive, già visto su i3 e iX3, da cui la Serie 7 eredita anche aggiornamenti e miglioramenti hardware. Infine, il software del Theatre Screen, il grande display dedicato ai passeggeri posteriori, è stato completamente riprogettato per risultare più intuitivo e rapido. Sul fronte motori, BMW non rinuncia all'ampia offerta che ha caratterizzato finora la generazione G70 della Serie 7. Le motorizzazioni della BMW Serie 7BMW i7 50 xDrive: powertrain dual motor da 335 kW (455 CV) complessivi, 660 Nm di coppia. Batteria da 112,5 kWh (netti), per un'autonomia da 590 a 708 km. Ricarica in corrente continua fino a 250 kW: dal 10 all'80% in 29 minuti. Accelerazione da ferma a 100 km/h in 5,5 secondi, velocità massima di 210 km/h.BMW i7 60 xDrive: powertrain dual motor da 400 kW (544 CV) complessivi, 745 Nm di coppia. Batteria da 112,5 kWh (netti), per un'autonomia da 590 a 707 km. Ricarica in corrente continua fino a 250 kW: dal 10 all'80% in 29 minuti. Accelerazione da ferma a 100 km/h in 4,8 secondi, velocità massima di 240 km/h.BMW i7 M60 xDrive: powertrain dual motor da 500 kW (680 CV) complessivi, 1.015 Nm di coppia. Batteria da 112,5 kWh (netti), per un'autonomia da 560 a 650 km. Ricarica in corrente continua fino a 250 kW: dal 10 all'80% in 29 minuti. Accelerazione da ferma a 100 km/h in 3,8 secondi, velocità massima di 250 km/h.BMW 740 xDrive: sei cilindri in linea da 3.0 litri e 294 kW (400 CV) con impianto mild hybrid a 48 V, 580 Nm di coppia, 0-100 in 5,1 secondi, velocità massima di 250 km/h.BMW 740d xDrive (novembre 2026): sei cilindri in linea da 3.0 litri e 230 kW (313 CV) con impianto mild hybrid a 48 V, 670 Nm di coppia, 0-100 km/h in 5,7 secondi, velocità massima di 250 km/h.BMW 750e xDrive (novembre 2026): powertrain ibrido plug-in sei cilindri in linea da 3.0 litri, con potenza combinata di 360 kW (489 CV) e 700 Nm di coppia. Autonomia in elettrico di 70 - 82 km. 0-100 km/h in 4,8 secondi, velocità massima 250 km/h (140 km/h in EV).BMW M760e xDrive (novembre 2026): powertrain ibrido plug-in sei cilindri in linea da 3.0 litri, con potenza combinata di 450 kW (612 CV) e 800 Nm di coppia. Autonomia in elettrico di 69 - 80 km. 0-100 km/h in 4,2 secondi, velocità massima 250 km/h (140 km/h in EV).
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Jetta X Concept, la SUV elettrica entry level che punta al mezzo milione di vendite
Oltre alle novità a marchio Volkswagen, il Gruppo tedesco presenta al Salone di Pechino la Jetta X Concept: si tratta di una SUV elettrica del brand Jetta, sviluppato espressamente per il mercato interno in collaborazione con FAW e destinato a trasformarsi entro breve tempo in un modello di serie. Prezzi a partire da circa 100.000 yuan (pari a circa 12.500-15.000 euro al cambio attuale). Una gamma elettrificata entro il 2028Dal 2019 il sub-brand Jetta ha offerto solo modelli endotermici, ma il nuovo obiettivo è elettrificare la gamma per offrire una linea di modelli NEV (New Energy Vehicles) entry-level, puntando ai volumi di vendita con prezzi aggressivi. La Jetta X Concept porta al debutto sia il powertrain elettrificato che il nuovo design "Modern Robust", che caratterizzerà tutti e 5 i modelli previsti da qui al 2028 (4 dei quali saranno elettrificati). L'obiettivo a medio termine è portare il marchio a vendere tra i 400.000 e i 500.000 veicoli all'anno. Design tra minimalismo e off-roadLa Jetta X mostrata a Pechino è dotata di un powertrain puramente elettrico, ma non sono stati ancora diffusi i dati tecnici ufficiali. Il frontale chiuso è un indizio chiaro dell'assenza di un motore termico, mentre le forme sono muscolose e "boxy", quasi a richiamare uno stile off-road con ganci di traino colorati e passaruota marcati. Gli interni, visibili nel prototipo, seguono un layout minimalista con grandi schermi digitali e pochi comandi fisici. Il primo modello derivato da questo concept è atteso sul mercato cinese già entro la fine del 2026.
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Fiat svela la Topolino Sport Edition: la mobilità elettrica si fa audace
La Fiat ha scelto la Milano Design Week per svelare una nuova versione del suo quadriciclo elettrico, la Topolino Sport Edition.La novità del marchio torinese vuole essere un manifesto della mobilità urbana per la Gen Z. La microcar, che arriverà sul mercato nella seconda metà dell'anno, interpreta la sostenibilità con un'attitudine giocosa: ha cerchi dal disegno sfizioso, dettagli interni ed esterni a contrasto che evocano il mondo dello sport heritage e una livrea dedicata che ne esalta le linee tondeggianti. Un mezzo per le nuove generazioniFiat si è così posta l'obiettivo di ampliare il bacino della sua clientela con un quadriciclo dallo stile sbarazzino e con richiami espliciti allo storico Cinquino.La Topolino Sprt Edition punta a trasformare ogni tragitto cittadino in un momento di espressione personale, offrendo alle nuove generazioni un veicolo che unisce responsabilità ambientale, estetica ricercata e un tocco di allegria italiana: una libertà di movimento consapevole, ma anche colorata. E difatti sarà offerta in diverse tinte. Non cambiano, invece, le specifiche tecniche: essendo un allestimento speciale, non ci saranno aggiornamenti per quanto riguarda powertrain e batterie.
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Da Firenze a Sanremo in quattro giorni: il racconto della prima The Mall Race
Oltre 400 km tra le colline del Chianti e la riviera ligure, da Firenze a Sanremo: è questa la cornice della prima The Mall Race, un'avventura su quattro ruote che ha messo insieme automobile, paesaggio e moda in un unico racconto in movimento. Quattro giorni col viaggio come protagonista. Guidare perché si può, perché si vuole, perché il bello dell'automobile è anche quello di poterti far vivere mondi diversi in pochi giorni. Partenza da FirenzeLa carovana è partita da The Mall Firenze con 39 equipaggi al seguito (diversi per età, carattere, esperienza) e auto capaci di rappresentare epoche e sensibilità lontane tra loro. Dallara Stradale, una selezione di Porsche d'antan e moderne, dalla 356 alla 911 Targa 993, fino alle GT3 e GT3 Touring, poi Mercedes, Ferrari, Lamborghini. Insomma, tanto con cui riempirsi gli occhi... e le orecchie. Guardare passare quella fila di macchine fa venire in mente che in un periodo in cui l'automobile sembra sempre in bilico tra quello che era e quello che dovrà diventare, ritrovarne il senso più autentico non è un esercizio nostalgico quanto piuttosto una necessità. E quel senso sta nella strada percorsa, nei paesaggi che cambiano fuori dal finestrino, nelle persone con cui si condivide il tragitto. Arrivo a SanremoIl nostro tour ha attraversato San Gimignano, ha raggiunto Forte dei Marmi seguendo la costa, poi ha piegato verso il Passo del Bracco per scendere fino a Bogliasco per un pranzo vista mare. L'ultimo giorno ha portato la carovana attraverso Millesimo e il Colle di Nava fino a Sanremo, dove ad attendere tutti c'era The Mall Sanremo: punto d'arrivo di un viaggio che, chilometro dopo chilometro, aveva già detto tutto quello che c'era da dire.
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Volkswagen, debuttano in Cina le nuove elettriche ID.Aura T6 e ID.Unyx U9
Volkswagen ha presentato al Salone di Pechino due nuovi modelli destinati espressamente al mercato cinese. Si tratta della SUV ID.Aura T6 e della berlina ID.Unyx U9, entrambe a propulsione elettrica. Al di là della sigla ID non ci sono legami con i prodotti globali della Casa tedesca, visto che si tratta di veicoli sviluppati con partner cinesi e destinati al solo mercato interno. Il SUV ID.Aura T6 e la piattaforma con XPengLa ID.Aura T6 nasce grazie alla partnership con la FAW. Le forme e le proporzioni sono quelle di una SUV media a 5 posti, mentre le novità più importanti sono quelle tecniche: è infatti il primo modello a sfruttare la piattaforma CEA sviluppata con XPeng, che oltre a ridurre del 30% i componenti hardware di bordo può contare su una specifica intelligenza artificiale che gestisce ADAS e infotainment. Per la Aura T6 la Volkswagen prevede in futuro anche una gamma di varianti ibride plug-in ed Extended Range. La berlina ID.Unyx U9 e la guida autonomaLa ID.Unyx U9 si pone invece all'apice della gamma sviluppata con la JAC all'interno del gruppo Volkswagen Anhui, che può già contare sulle SUV 06, 07 e 08. Il taglio del frontale e dei profili laterali richiama quello degli altri modelli, mentre la zona posteriore è particolarmente slanciata. Lunga oltre 5 metri, la U9 punta sull'integrazione della guida autonoma con funzione "Navigate on Autopilot" e con ogni probabilità adotterà soltanto powertrain elettrici con diversi tagli di batteria, come già proposto sulla sorella a ruote alte 08.
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Carburanti: nuove tensioni in Medio Oriente, ma la discesa dei prezzi non si ferma
I prezzi dei carburanti non arrestano la loro discesa, nonostante il rialzo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e le continue frizioni diplomatiche tra Iran e Stati Uniti.Teheran ha respinto le proposte statunitensi per una ripresa dei negoziati a Islamabad, ma il presidente statunitense Donald Trump ha comunque esteso la tregua, smentendo le sue stesse minacce di un imminente intervento militare. A tal proposito, il Wall Street Journal ha ricostruito le ultime ore prima della proroga del cessate il fuoco, evidenziando la volontà del tycoon di non riprendere la guerra e di porre fine a un conflitto che ha determinato un crollo dei consensi nell'elettorato americano. Le rilevazioni di Staffetta QuotidianaDetto questo, vediamo le rilevazioni giornaliere di Staffetta Quotidiana, che tra l'altro segnala anche la decisione di IP di tagliare di due centesimi i prezzi consigliati del gasolio. Questa mattina, 22 aprile i prezzi medi nazionali dei carburanti alla pompa risultano in calo rispetto a ieri: benzina self service sulla rete stradale a 1,740 euro/litro (-7 millesimi), gasolio a 2,074 euro/litro (-13 millesimi). Il Gpl è a 0,795 euro/litro (invariato), il metano a 1,578 euro/kg (-1). In autostrada, la verde al fai-da-te è a 1,778 euro (-7), il diesel a 2,119 euro (-11), il Gpl a 0,899 euro (-1) e il metano a 1,597 euro (-1).Quanto alle medie dei prezzi per modalità di vendita, elaborate dalla testata specializzata sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori di circa 20 mila punti vendita all'Osservatorio del Mimit, la benzina self service sta a quota a 1,748 euro/litro (compagnie 1,746, pompe bianche 1,752) e il diesel a 2,088 euro/litro (compagnie 2,087, pompe bianche 2,089). Al servito, verde a 1,885 euro/litro (compagnie 1,920, pompe bianche 1,820), gasolio a 2,226 euro/litro (compagnie 2,262, pompe bianche 2,158), Gpl a 0,802 euro/litro (compagnie 0,806, pompe bianche 0,797), metano a 1,579 euro/kg (compagnie 1,582, pompe bianche 1,577) e Gnl a 1,535 euro/kg (compagnie 1,554 euro/kg, pompe bianche 1,521 euro/kg).Il dettaglio dei marchi vede Eni a 1,723 euro/litro sulla benzina self service (1,930 al servito) e a 2,058 sul diesel (2,264); IP a 1,763 (1,934) e 2,112 (2,283); Q8 a 1,750 (1,926) e 2,092 (2,274) e Tamoil a 1,743 (1,825) e 2,074 (2,161).
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Horse Powertrain X-Range C15: la tecnologia che trasforma le auto elettriche in ibride
La Horse Powertrain presenta al Salone di Pechino il nuovo X-Range C15 Direct Drive. Si tratta di un powertrain ibrido completo, studiato per trasformare le piattaforme BEV di auto elettriche in REEV con Extended Range oppure in mild hybrid e ibride plug-in. Il C15 è in grado di equipaggiare veicoli di segmento B e C in versione aspirata, e modelli di segmento D e commerciali nella variante turbocompressa. Da elettrica a ibrida senza riprogettare la piattaformaLa Horse ha studiato un pacchetto in grado di sostituire un motore elettrico sull'asse posteriore senza rivoluzionare la piattaforma, permettendo così di ampliare notevolmente il bacino potenziale di clienti di un veicolo, così come già anticipato all'IAA 2025 con il Future Hybrid System. Il powertrain X-Range C15 integra un motore benzina 4 cilindri 1,5 litri in versione aspirata da 95 CV e turbo da 163 CV, la trasmissione, due motori elettrici e l'elettronica di controllo.Uno dei motori elettrici agisce da generatore in serie e in parallelo, mentre l'altro è integrato nella trasmissione e fornisce trazione al veicolo da solo o insieme al motore termico. Il powertrain inoltre è predisposto anche per essere collegato a un altro motore elettrico sull'asse anteriore per offrire l'opzione della trazione integrale.
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Audi alla Milano Design Week, Frascella: "La semplicità è il nuovo lusso"
Audi torna alla Milano Design Week per ribadire il nuovo corso stilistico affidato al Chief Creative Officer Massimo Frascella. Il cuore della strategia risiede nel ridurre il superfluo per esaltare l'essenziale, creando forme capaci di resistere nel tempo, ha rimarcato Frascella, durante un evento organizzato nell'ambito della manifestazione milanese, ormai considerata dai tedeschi di Ingolstadt il palcoscenico ideale per evidenziare i paradigmi stilistici dei quattro anelli. La visione del futuroDurante l'incontro, tenuto nel suggestivo scenario di Portrait Milano e focalizzato sulla transizione verso una nuova era della mobilità premium, il designer ha ribadito la necessità di un approccio metodico e radicale.Il design non è solo estetica, ha spiegato, sottolineando come la filosofia alla base della Concept C sia un manifesto di intenti. Secondo Frascella, la semplicità è lo strumento progettuale fondamentale della sportiva elettrica a due posti. Lo dimostra anche lo stile minimalista degli esterni del prototipo, svelato in anteprima durante l'edizione 2025 dell'evento milanese dedicato al design industriale. Lo stesso concetto riguarda il posizionamento futuro dei modelli, suggerendo un superamento della sola egemonia di SUV e crossover in favore di una riscoperta delle berline, reinterpretate attraverso nuovi canoni. Un approccio che riflette una visione sistemica, ispirata anche agli ecosistemi digitali (con qualche analogia a modelli come Apple) dove fiducia e identità definiscono il rapporto col cliente. In questa prospettiva, il design diventa un atto consapevole di rottura: La semplicità come un valore per restare rilevanti in un mercato in continua trasformazione. L'obiettivo, ha ribadito Frascella, è creare prodotti lontani dalle mode passeggere, coerenti con il Dna del marchio tedesco.
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