Ferrari Luce e la Borsa: lamore non sboccia, ma Maranello può ignorarlo (per ora)
Tutto si può dire della Ferrari Luce, ma una cosa è certa: in un modo o nell'altro la Casa di Maranello ha colpito nel segno, facendo parlare tutto il mondo di un prodotto che già oggi è divisivo e controverso come pochi nella storia dell'industria delle quattro ruote.Rimangono la delusione degli appassionati, i commenti caustici di personaggi di peso e, soprattutto, la reazione della Borsa. Ieri, 26 maggio, le azioni Ferrari hanno chiuso gli scambi a Piazza Affari in ribasso dell'8,37% a 284,05 euro. Si tratta della peggior seduta dal Capital Markets Day dello scorso ottobre. In entrambi i casi la colpa del crollo azionario è stata attribuita al tema dell'elettrico, ma in realtà c'è anche altro e non è di certo da legare alle parole di Luca Cordero di Montezemolo o di altri osservatori.Se dovessi dire quello che penso farei del male alla Ferrari. Si rischia la distruzione di un mito, mi dispiace moltissimo. Spero che si tolga il cavallino, almeno, da quella macchina. Questa sicuramente è una macchina che almeno i cinesi non ci copieranno", ha affermato l'ex presidente a margine dell'assemblea annuale di Confindustria. Identico il commento di Flavio Briatore ("La Luce ha un grande vantaggio: i cinesi non ce la copiano). Ancor più caustico il leader di Azione, Carlo Calenda (è un insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari"). La reazione della Borsa Insomma, Ferrari ha premuto l'interruttore dell'elettrico, ma non ha acceso la luce. A Piazza Affari, poi, sembra ci sia stato un black-out totale. Eppure, quanto avvenuto lo scorso autunno dovrebbe far riflettere. Il mercato, infatti, vive di logiche tutte sue, che spesso e volentieri non si combinano né con quanto dicono gli appassionati né con le logiche industriali di imprese come Ferrari né tantomeno con i commenti a caldo di osservatori vari ed eventuali.Quattroruote lo ha scritto chiaramente in occasione del Capital Markets Day, quando il crollo azionario è iniziato in concomitanza non con le previsioni del management sull'elettrico o sul taglio degli obiettivi di vendita, bensì quando sono state diffuse le stime di medio termine per l'intero gruppo. E gran parte delle perdite sono state determinate da prese di beneficio. Gli operatori di Borsa lavorano secondo la regola sempre valida del buy the rumor, sell the news (compra sulle voci, vendi sulle notizie), ossia intensificano la loro operatività sui titoli sulla base di eventuali speculazioni e poi vendono a man bassa quando arrivano conferme ufficiali.E difatti basta guardare l'andamento delle azioni (nel grafico qui sopra) tra il minimo mensile di 277 euro, registrato il 17 maggio, e il massimo di 310 euro raggiunto alla vigilia della presentazione della Luce. Il rialzo è di quasi il 12%. E oggi? Il titolo ha iniziato la giornata in rialzo dello 0,99% a 286,85 euro, per poi accelerare e superare i 290 euro. Il rimbalzo, per quanto contenuto, rafforza quanto affermato da Gabriel Debach, analista di eToro, secondo il quale attribuire il crollo di ieri a un'unica causa sarebbe semplicistico. La questione dei volumi In sostanza è stata una combinazione di fattori a determinare la freddezza con la quale è stata accolta la Luce. Per esempio, i diversi analisti citati negli articoli di varie agenzie di stampa, specializzate e non (Ansa, Radiocor, Bloomberg, Reuters, MF-News), puntano l'attenzione sulle potenziali vendite e sul prezzo. Equita, per esempio, ha espresso la propria delusione per l'assenza di indicazioni sui volumi nonostante la Luce non sia un modello a tiratura limitata, ma ha anche previsto vendite su livelli tali da non determinare un impatto consistente sui risultati finanziari. Noi restiamo dell'idea che un modello elettrico con prezzo elevato non genererà volumi elevati, evidenziano gli analisti. Non riteniamo che i volumi di questo modello siano determinanti nell'influenzare i risultati di gruppo, ma trattandosi di un primo modello con una nuova motorizzazione è importante preservare l'immagine di qualità e performance.Non è dissimile il commento degli esperti di Mediobanca: Prevediamo che la Luce rimarrà un'offerta di nicchia all'interno del portafoglio, rappresentando circa l'1% dei volumi totali di Ferrari. Anche gli analisti di Intesa Sanpaolo stimano volumi di vendita bassi e soprattutto concentrati su una nuova tipologia di clienti. A tal proposito, dalla maggior banca italiana ricordano l'intervista concessa a Repubblica dall'amministratore delegato Benedetto Vigna. Ci saranno ferraristi che oggi non la vogliono e magari domani cambieranno idea. Ci saranno clienti che hanno già elettriche di altri marchi e vogliono passare a Ferrari. E ci saranno persone che entreranno per la prima volta a Maranello proprio attraverso un'elettrica. già quello che stiamo vedendo, ha risposto il manager alla domanda su chi comprerà la Luce. Dei 1.200 clienti che in questi giorni verranno a vedere e a prenotare la vettura, il 50% è nuovo. Di solito questa quota è del 10%, ha precisato Vigna.Rincara la dose Intermonte: Come la società aveva lasciato intendere, il veicolo si inserisce nel mondo GT (non sport) e si rivolge a una clientela prevalentemente nuova rispetto a quella tradizionale, proprio grazie alla motorizzazione elettrica. Non deve stupire più di tanto. L'obiettivo di Maranello è sempre stato chiaro: aprire nuovi sbocchi di mercato. Il "problema" del prezzo Di sicuro, il prezzo della Ferrari Luce dice molto del posizionamento della Luce e delle strategie di Ferrari. Equita evidenzia come i 550 mila euro del costo base siano superiori al prezzo di vendita medio di gruppo che nel 2025 si è attestato intorno a 440 mila euro. Mediobanca, invece, aggiunge che è ben al di sopra del modello più costoso attualmente in gamma, ossia la 849 Testarossa con i suoi 460.000 euro.Abbastanza ovvie le conseguenze finanziarie. Per Intermonte, il tema dei prezzi è sempre delicato, ma il track record di Ferrari è invidiabile. Pertanto il prezzo, ancor di più considerando le personalizzazioni (supera i 700 mila euro), andrà a migliorare ulteriormente la media dei ricavi unitari. E, di riflesso, una redditività estremamente elevata, come da nostri recenti calcoli. A tal proposito, è emblematica l'analisi di Banca Akros: Sebbene i veicoli elettrici tendano a diluire i margini per le case automobilistiche, riteniamo che il prezzo record elevatissimo compensi ampiamente tale diluizione, con la Luce che dovrebbe essere già redditizia. Inoltre, la prima elettrica di Maranello consentirà di portare il fatturato unitario fino a 460 mila euro nel 2026 anche con volumi limitati e fino a 480 mila euro nel 2027.Detto questo, però, non manca qualche timore. Intermonte, segnalando la sua fiducia nella capacità di Ferrari di produrre il veicolo con i massimi standard di qualità e di gestire il rapporto tra domanda e offerta, lancia un chiaro monito a Maranello. In tal senso, è abbastanza negativa l'opinione di Pierre-Olivier Essig, capo della ricerca di Air Capital, secondo il quale la nuova Ferrari sembra "un mix tra Honda Accord EV e una Tesla Model 3. "Siamo persi nella traduzione della nuova strategia di Ferrari che cerca di emulare il design di Apple", afferma Essig a Bloomberg, dicendo di preferire "vetture cinesi o giapponesi con lo stesso look e simili performance per una frazione del prezzo".Negativo anche il commento di Oddo BHF, che non solo si aspetta un impatto modesto sulle vendite, "una potenziale diluizione dei margini, dati gli elevati costi di sviluppo, e una minore dinamica del valore residuo nei veicoli elettrici" nonostante la garanzia di otto anni su componenti elettrici e batterie (sempre sostituibili), ma soprattutto cita le prime reazioni "in gran parte negative tra i fan più appassionati di Ferrari, a causa delle preoccupazioni relative all'allontanamento della tradizione del marchio". In tal senso Oxcap afferma che "l'estetica della Luce è probabilmente difficile da digerire per molti. La grande scommessa A chiudere il cerchio sulle ragioni alla base della freddezza degli investitori ci pensa Debach. L'elettrica non sarà la Ferrari accessibile, ma una Ferrari ancora più esclusiva, che conferma la volontà di stare in alto, di tutelare esclusività e margini verso i clienti più esigenti. Focus sul valore più che sui volumi. Una scelta coerente, non un azzardo, avverte Debach, aggiungendo che il vero tema è il design, non tanto il motore o la tecnologia, perché nel lusso estremo l'estetica non accompagna il prodotto. il prodotto. la capacità di far innamorare al primo sguardo. E oggi quel colpo di fulmine, per molti, non è scoccato.Attenzione, però: un prodotto esteticamente divisivo non è necessariamente un prodotto sbagliato. Anche la Purosangue divise l'opinione, ma è andata sold-out. Tuttavia, quando si toglie il rombo di un V8 o di un V12, il design deve caricarsi di tutto il peso emozionale che il motore portava da solo. E su questo Ferrari affronta una sfida reale, non solo percettiva. Debach fa poi il paragone con il caso Harley-Davidson: Con la LiveWire elettrica il problema non fu tanto la tecnologia, quanto l'assenza dell'elemento emotivo che definiva il brand, quel rombo che era identità e appartenenza prima ancora che prestazione. La situazione Ferrari è strutturalmente diversa, ma il nodo emozionale è lo stesso: cosa rimane del brand quando togli il suono e la sua silhouette?.Una Luce che divide. Per alcuni è innovativa, per altri è troppo distante dal DNA Ferrari. Ferrari probabilmente ha fatto tutto ciò che aveva senso fare dal punto di vista industriale e strategico. Pricing alto, produzione controllata, approccio multi-energy, tutela dell'esclusività. Il vero verdetto però non arriverà dalla seduta odierna, ma dai depositi. Se le liste d'attesa si formano, il mercato avrà semplicemente avuto torto per qualche mese. Se stentano, allora il crollo di Borsa sarà stato solo il primo segnale, avverte l'analista di eToro, chiudendo con una frase che sintetizza tutto: Nel segmento supercar non basta innovare. Devi emozionare.Probabile, però, che a Maranello ne abbiano tenuto in debito conto, preferendo imboccare la stessa strada del rischio intrapresa con Purosangue. Del resto, basta leggere le dichiarazioni di alcuni mesi fa di Vigna: I leader sono e continuano a essere tali solo se osano e cercano di usare la tecnologia nuova, qualunque essa sia, per destare nuove emozioni o emozioni diverse. Del resto è chiaro come la Luce sia anche qualcosa che va al di là del semplice prodotto: è una scommessa industriale sul futuro di Ferrari (gli investimenti hanno, per esempio, portato ad almeno 60 brevetti che saranno usati su altre creature, con la relativa spalmatura dei costi di sviluppo), ma non è dirimente. Vigna ha sempre parlato di un modello aggiuntivo alla gamma, non sostitutivo. Serve, insomma, a intercettare nuovi clienti. La scommessa è grande, il rischio enorme. Se la Luce andrà bene, la scommessa avrà pagato. In caso contrario, Ferrari può reggere benissimo le conseguenze finanziarie, ma non le ripercussioni sull'immagine e la sua storia.
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Le Volvo si ricaricano ai Supercharger Tesla: svolta anche in Italia
A partire dal prossimo inverno, i possessori di una Volvo elettrica potranno effettuare la ricarica anche presso le stazioni Supercharger di Tesla in tutta Europa.Per accedere alle colonnine della Casa americana sarà sufficiente utilizzare la app Volvo Cars, senza necessità di creare un account Tesla. La rete Supercharger copre in modo capillare 29 Paesi europei, Italia compresa. A beneficiare di questa novità sono tutti i modelli della gamma full electric di Volvo: l'EX30, l'EX40, l'EC40, l'EX60, l'EX90 e l'ES90. Aggiornamenti anche per l'Asia Per quanto riguarda i mercati asiatici, Volvo aggiornerà alcuni modelli venduti in Giappone e Corea del Sud con lo standard NACS (North American Charging System) entro il 2029, così da consentire l'accesso alla rete Supercharger anche in questi territori. Stiamo accelerando il percorso verso la piena elettrificazione e il nostro obiettivo è rendere la ricarica semplice e agevole grazie a un ecosistema perfettamente integrato, spiega Alejandro Castro Pérez, responsabile Energy Solutions di Volvo Cars.
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Dai meme sulla Multipla alla furia di Montezemolo: la Ferrari Luce è già fenomeno di massa
Se l'intento era sorprendere e far discutere, Ferrari può considerare l'obiettivo centrato: la nuova Luce ha infiammato il dibattito pubblico e i social, invasi da critiche, reazioni ironiche e - ovviamente - anche apprezzamenti. Nei commenti dei detrattori più moderati si parla di un design di rottura", altri sono irriferibili e non sono mancati commenti di figure note e notissime (come Luca Cordero di Montezemolo), affiancati da una pioggia di GIF, meme e paragoni con modelli storicamente divisivi come la Fiat Multipla.Insomma, la prima elettrica di Maranello, disegnata dalla LoveFrom di Jony Ive, sta generando un'ondata di contenuti che va ben oltre il tradizionale dibattito automobilistico. I meme più divertenti Anche grazie alla diffusione degli strumenti di AI generativa, i social sono stati rapidamente popolati da reinterpretazioni grafiche, alcune giocose, altre più sofisticate, che amplificano il carattere polarizzante del progetto. Ne è nata una vera produzione spontanea di immagini e suggestioni visive: una dinamica che contribuisce a trasformare il debutto della Luce in un caso mediatico a tutti gli effetti. I commenti dei lettori di Quattroruote Non sono mancate critiche anche da parte dei nostri lettori: "Ferrari Buio", "la Mondial non è più la Ferrari più brutta della storia", "se fai un'auto ci devi mettere i tergicristalli". E non mancano nemmeno i richiami calcistici: Da italiano pensavo che per il 2026 la delusione per la terza mancata qualificazione al Mondiale fosse abbastanza, e invece. C'è anche chi la reinterpreta I social sono anche pieni di possibili reinterpretazioni della Ferrari Luce: basta scorrere un feed qualsiasi per imbattersi in render realizzati da utenti con prompt molto semplici, ma anche in elaborazioni più curate, realizzate da realtà affermate come Avarvarii (foto sotto). "Stavolta i cinesi non ci copieranno" Come detto, la prima elettrica di Maranello è stata ferocemente criticata da Montezemolo. In un'intervista dopo la presentazione dell'auto, l'ex presidente e ad della Ferrari non è andato per il sottile: "Se dovessi dire quello che penso, farei del male alla Ferrari, si rischia la distruzione di un mito [...]. Spero che si tolga il Cavallino almeno da quella macchina [...], sicuramente è un'auto che i cinesi non ci copieranno".Affilato anche Carlo Calenda, leader di Azione, che in Ferrari ha lavorato per diversi anni e proprio alle dipendenze di Montezemolo: "La Ferrari Luce è un insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari", ha attaccato il politico. Un fenomeno culturaleLe reazioni di queste ore, anche quando arrivano da nomi pesanti, sono solo il primo livello di un dibattito che durerà a lungo. Perché oltre al rumore, ai meme e alle dichiarazioni a caldo, resterà una domanda di fondo: la Ferrari Luce avrà davvero aperto una strada nuova, o sarà un esperimento isolato? Nel frattempo, una cosa è certa: la prima elettrica di Maranello è già un fenomeno culturale, prima ancora che industriale.
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Mercato auto europeo: in aprile è ancora boom di elettriche e plug-in, volano le cinesi
Il mercato europeo dell'auto si conferma su un percorso di ripresa. Ad aprile, secondo i dati Acea, sono state immatricolate nell'area che comprende Unione europea, Efta e Regno Unito 1.152.315 vetture, il 7% in più rispetto allo stesso mese del 2025.La crescita mensile, seppur a un ritmo inferiore rispetto a marzo (+11,1%), è trainata ancora una volta dal boom delle vetture elettrificate, con le elettriche in primo piano.Il primo quadrimestre si chiude con 4.672.775 targhe e un aumento del 4,8%. Mercati: il Regno Unito guida la crescitaLa suddivisione geografica evidenzia un'Unione europea in miglioramento del 5,1% ad aprile, mentre i Paesi Efta (Islanda, Norvegia e Svizzera) registrano un calo del 2,1%. Il Regno Unito, invece, mette a segno un deciso +24%.Tra i principali mercati europei, è l'Italia a distinguersi con la crescita più sostenuta (+11,6%). Positiva anche la Spagna (+8,4%) e in progresso, seppur più contenuto, la Germania (+2,7%), mentre la Francia resta leggermente negativa (-0,3%). Alimentazioni: è ancora boom per le elettriche Come detto, a sostenere il mercato sono ancora le elettrificate e, in particolare, le EV, che da mesi beneficiano di diversi fattori: la pressione delle Case sugli obiettivi di emissione, il ritorno degli incentivi in Germania e una crescente attenzione dei consumatori verso soluzioni capaci di garantire risparmi in un contesto di carburanti cari.Le elettriche pure registrano un +38,3%, mentre le plug-in hybrid segnano un +20,3% e le ibride crescono del 12,7%. In netto calo, invece, benzina e diesel, rispettivamente a -14,8% e -17,3%.Limitando l'analisi alla sola Unione europea, le elettriche avanzano del 37,7%, portando la quota di mercato del quadrimestre al 19,7%, oltre quattro punti percentuali in più rispetto al 15,3% dei primi quattro mesi del 2025. Positive anche le plug-in hybrid (+16,4%), mentre le ibride, con un +12%, si confermano la prima scelta degli automobilisti con una quota del 38,2% nel cumulato annuo.Benzina e diesel, in forte contrazione (rispettivamente -16,3% e -17,1% ad aprile), scendono al 30,2% del mercato nel quadrimestre, contro il 38,1% di un anno fa. I gruppi: volano tutte le cinesi, Chery guida la pattuglia Tra i costruttori, il Gruppo Volkswagen resta al comando in Europa con 308.332 immatricolazioni e un +3,5%. Tra i marchi spicca Skoda (+10,8%), mentre Volkswagen segna un -0,9% e Audi cresce del 9,9%. Cupra è in lieve progresso (+0,6%), Seat cala (-1,1%) e Porsche arretra del 16%.Prosegue il recupero di Stellantis, che conta 176.859 vetture e una crescita del 6,7%, sostenuta soprattutto da Fiat (+23%), Opel (+22,9%), Opel/Vauxhall (+16,2%), Citroën (+8,4%) e Peugeot (+1,9%). In difficoltà, invece, Jeep (-3,9%), Alfa Romeo (-33,4%), DS (-24,8%) e Lancia (-10,9%).Il Gruppo Renault si ferma a 106.484 immatricolazioni (-3,6%). In lieve calo anche Toyota (-0,8%) e Hyundai/Kia (-1,3%), mentre crescono BMW (+2,4%) e Mercedes-Benz (+7%).Alle loro spalle si mettono in evidenza i costruttori cinesi, tutti in forte espansione: Geely (+9,1%), Saic Motor (+35,3%), BYD (+114,5%), Chery (+322,3%) e Leapmotor (+403,7%). In recupero anche Tesla, che segna un +46,5%. La classifica dei costruttori (in ordine di nuove immatricolazioni) Gruppo Volkswagen (+3,5%)Gruppo Stellantis (+6,7%)Gruppo Renault (-3,6%)Gruppo Hyundai/Kia (-1,3%)Gruppo BMW (+2,4%)Gruppo Toyota (-0,8%)Mercedes-Benz (+7%)Gruppo Geely (+9,1%)Ford (-13,2%)Saic (+35,3%)BYD (+114,5%)Chery (+322,3%)Nissan (-9,8%)Suzuki (-9,1%)Mazda (+20,9%)Tesla (+46,5%)Jaguar Land Rover (-7,3%)Leapmotor (+403,7%)Honda (+15,8%)Mitsubishi (-53,2%)
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La Lotus Emira più leggera e potente ha il tetto smontabile ispirato alla Esprit
L'annunciata versione speciale della Lotus Emira è pronta per il debutto. In attesa di salutare i motori AMG e Toyota e accogliere le unità firmate Horse, Lotus presenta la Emira 420 Sport, la più leggera e potente nella storia della biposto. Sarà proposta in Europa con un prezzo indicativo di 129.900 euro, poi adeguato in base alle tassazioni nazionali.420 CV, assetto regolabile e kit aerodinamico La sigla 420 Sport riassume i due elementi chiave: la Emira raggiunge quota 420 CV e 500 Nm grazie al 2.0 turbo modificato, mentre l'allestimento aggiornato e l'arrivo di accessori inediti hanno permesso di ridurre di 25 kg la massa totale e di aggiungere 25 kg di downforce. Nel dettaglio, troviamo lo scarico in titanio, la batteria al litio, le sospensioni Multimatic regolabili a due vie con altezza da terra ridotta di 5 mm, gli pneumatici ad alte prestazioni e nuovi elementi aerodinamici in fibra di carbonio inclusi nel kit opzionale. Con il cambio automatico a otto marce, dotato di nuovi paddles in carbonio, la Emira è in grado di toccare i 100 km/h da fermo in 3,9 secondi. Il tetto asportabile stile Esprit Lotus ha scelto il debutto della Emira 420 Sport per presentare anche il nuovo tetto in vetro smontabile ispirato alla Esprit: si tratta di un elemento più grande di un classico tetto apribile, che può essere rimosso e riposto dietro ai sedili in una borsa protettiva. Sarà disponibile come optional su tutte le varianti insieme ad ulteriori possibilità di personalizzazione: il configuratore include nove disegni e finiture dei cerchi in lega, 16 tinte esterne e la speciale verniciatura Tangelo Orange, specifica per la 420 Sport, abbinabile anche al Carbon Fibre Pack e all'Hand Painted Pack per gli interni.
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Microcamere e auricolari agli esami patenti: 106 indagati in Veneto
Scandalo patenti truccate in Veneto con 106 indagati e due presunti gruppi criminali nel mirino: la Procura di Trieste ha coordinato un'attività investigativa condotta dalla Polizia di Stato per sgominare un possibile sistema illecito, in piedi dal 2023. La truffa ipotizzata riguarda i candidati che, durante la sessione di teoria per ottenere la licenza, si mettevano in contatto con compari esterni tramite sistemi di ricetrasmissione sofisticati. Ossia microtelecamere nascoste nei bottoni delle camicie per inquadrare i videoterminali e auricolari per ricevere le risposte corrette ai quiz. Quiz patente truccati: a caccia di prove L'analisi degli smartphone sequestrati e l'acquisizione dei tabulati telefonici hanno consentito agli investigatori di ricostruire numerose frodi: fra i reati contestati agli indagati, la falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Proprio per arginare il business delle truffe - con compensi alla banda organizzatrice da 1.000 a 7.000 euro - il ministero delle Infrastrutture intende consentire alle Motorizzazioni l'uso di dispositivi in grado di analizzare e bloccare le frequenze sospette durante le sessioni, così da alzare il livello di sicurezza informatica.
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Amina: I broker da semplici intermediari a protagonisti della nuova mobilità
Secondo i dati dell'Aniasa, l'associazione degli operatori del noleggio, i broker gestiscono, insieme ai concessionari, circa il 50% dei contratti a lungo termine, alimentando così il cosiddetto canale indiretto della locazione. Si tratta infatti di operatori indipendenti sia dall'industria automotive sia dalle società di noleggio, che attraverso di loro propongono i loro servizi giovandosi della loro diffusa presenza territoriale. Questa caratteristica rende gli intermediari del noleggio interlocutori privilegiati di privati e piccole-medie aziende, proprio nel momento in cui aumenta l'interesse di queste categorie verso le nuove soluzioni di mobilità. L'Associazione mediatori italiani del noleggio auto, Amina, sottolinea l'evoluzione della figura del broker: Negli ultimi anni, sostiene Jacopo Chelazzi, presidente dell'organizzazione, i broker hanno avuto un ruolo decisivo nell'espansione del noleggio verso nuovi clienti: aziende, professionisti, partite IVA e sempre più privati scelgono oggi formule flessibili che consentono di superare il concetto tradizionale di proprietà dell'auto.Semplificazione e soluzioni su misuraA fronte di una crescita enorme della varietà di servizi, formule contrattuali e soluzioni disponibili, prosegue il presidente,il cliente ha bisogno di qualcuno che lo aiuti a orientarsi tra canoni, servizi inclusi, alimentazioni, tempi di consegna e opportunità di mercato. Il broker svolge proprio questa funzione: semplificare la complessità e costruire soluzioni su misura, garantendo supporto durante tutto il ciclo del contratto. Amina sottolinea inoltre l'importanza di valorizzare la professionalità del settore attraverso formazione continua, standard qualitativi condivisi e un dialogo costante con tutti gli attori della filiera automotive e della mobilità.
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Mercedes-AMG GLC 53: come cambia la guida col nuovo sei cilindri in linea
Davanti a me, in questo momento, c'è il cofano aperto di una GLC. Per fortuna non a causa di un guasto meccanico, ma per osservare una delle novità più recenti della gamma Mercedes-AMG. Abbandonando la precedente architettura, la GLC abbraccia un pacchetto tecnico imperniato sul nuovo motore a sei cilindri in linea di 3.0 litri, l'unico oggi disponibile in gamma.Le proporzioni muscolose, la griglia Panamericana a listelli verticali e i passaruota allargati - che ospitano cerchi di lega leggera fino a 21 pollici - chiariscono subito le intenzioni. Ma è sottopelle che si trova la parte più interessante, perché non può che nascere curiosità nel capire come un'auto di queste dimensioni e peso possa risultare così efficace tra le curve. Telaio e dinamica di guidaIn un terreno storicamente ostico per le SUV, a fare la differenza sono soluzioni sofisticate. L'asse posteriore sterzante, di serie, si rivela un alleato prezioso nei tratti guidati e nei tornanti più stretti, mentre lo sterzo a rapporto variabile consente di migliorare la precisione di guida senza perdere efficacia in fatto di sensazioni al volante. A completare il quadro, la trazione integrale 4MATIC+ lavora dietro le quinte per mettere a terra la potenza - con risultati ancora migliori scegliendo il pacchetto opzionale AMG DYNAMIC PLUS, che aggiunge il differenziale posteriore a slittamento limitato e i supporti motore attivi.Le sospensioni AMG RIDE CONTROL con ammortizzazione adattiva gestiscono rimbalzo e compressione in tempo reale, garantendo agilità in curva senza rinunciare al confort. L'impianto frenante, adeguato alle prestazioni, monta dischi da 390x36 mm con pinze fisse a quattro pistoni all'anteriore e 360x26 mm con pinze flottanti al posteriore.Con la GLC 53 ci si ritrova a solcare in comodità le vie glamour del centro come a percorrere strade tortuose a velocità considerevoli. Questo ampio spettro d'uso è, del resto, ciò che ha decretato il successo delle vetture a guida alta sugli altri tipi di carrozzeria. In particolare, la Mercedes-AMG GLC 53 rende semplice la vita in città senza tirarsi indietro quando lo si desidera: a rendere possibile questo cambio d'abito sono i cinque programmi dell'AMG DYNAMIC SELECT - Slippery, Comfort, Sport, Sport+ e Individual - che modificano con un solo pulsante la risposta di motore, cambio, telaio e sterzo. Con l'AMG DYNAMIC PLUS Package opzionale si aggiunge il programma RACE e si sblocca il Drift Mode, che concentra la trazione esclusivamente al posteriore sull'intera gamma di velocità. Motore e tecnicaIl vero protagonista di questa versione, però, è il motore. C'è già stato un 3.0 sulla Mercedes-AMG GLC, ma in quel caso la versione era identificata con il numero 43 e l'architettura era a V. Ora il 3.0 litri a sei cilindri ha la configurazione in linea. Nel dettaglio, troviamo la doppia sovralimentazione: il turbo è ottimizzato per una pressione di 1,5 bar, garantendo coppia abbondante anche ad alto regime, mentre il compressore elettrico ausiliario interviene quasi continuamente e con una potenza aumentata da 5,0 a 7,5 kW, colmando i vuoti di risposta nei transitori.La coppia massima in esercizio continuo è di 600 Nm, che salgono a 640 Nm in overboost per un massimo di dieci secondi. A completamento c'è il sistema ibrido a 48 Volt con motorino elettrico integrato (ISG), alloggiato nella campana del cambio. Oltre a svolgere la funzione di generatore, eroga fino a 17 kW e 205 Nm di coppia in boost, recupera energia in decelerazione e garantisce un riavvio pressoché impercettibile nelle fasi di start-stop.Quanto alla metà termica, beneficia di un aggiornamento significativo: nuova testata con condotti di aspirazione e scarico rivisti, albero a camme di aspirazione inedito, collettore di aspirazione a volume maggiore e intercooler ottimizzato. Il risultato è una risposta al pedale pressoché priva di ritardo: in modalità Sport+, al primo affondo sull'acceleratore la risposta è immediata, seguita da una progressione vigorosa e costante sostenuta da ben 449 CV - contro i 391 della precedente generazione - e da una coppia che in overboost tocca i 640 Nm per 10 secondi.A gestire tutto questo è il cambio a nove rapporti AMG SPEEDSHIFT TCT 9G, fulmineo nelle cambiate e gratificante nelle scalate, accompagnate dalla doppietta automatica e dalle note cupe del nuovo impianto di scarico. I prezziIl listino della Mercedes-AMG GLC 53 parte da 92.883 euro, ma basta qualche click al configuratore per far lievitare il prezzo rapidamente nel campo delle sei cifre.
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Dopo la Luce elettrica c'è tanta benzina: Ferrari registra i nomi di 10 modelli speciali
Dopo lo shock per il debutto della Ferrari Luce, tutto il mondo automotive sta discutendo le decisioni strategiche della Casa di Maranello, ma alcune indiscrezioni molto circoscritte riaprono i temi più cari agli appassionati del marchio - i modelli endotermici, le serie limitate e le varianti da pista. F80, 12Cilindri e 296 si evolveranno Secondo quanto riportato da CarBuzz, Ferrari avrebbe infatti depositato i diritti per le sigle di 10 nuovi modelli, tra cui spiccano nomi illustri che anticipano l'arrivo di progetti già oggetto di rumor, foto spia e anticipazioni. Parliamo delle varianti Targa e Roadster della F80, degli allestimenti da pista F80XX e FXX80, della 12Cilindri declinata come MM, MM Aperta e GTO e delle 296 Challenge Stradale, Challenge Evo e CS. Tutto secondo il copione a benzina Nessuna di queste potenziali novità rappresenta una vera sorpresa ed è molto più in linea con la naturale evoluzione della gamma Ferrari rispetto alla Luce. Dopo il successo della LaFerrari Aperta, l'arrivo di una F80 con tetto aperto appare infatti piuttosto logico, così come lo sviluppo di una nuova XX destinata ad affiancare le versioni ormai più datate.Anche per la 12Cilindri, un modello stradale estremo chiamato GTO proseguirebbe il filone già tracciato da F12 TDF e 812 Competizione, mentre la sigla MM potrebbe indicare qualcosa di ancora più elitario e legato ai programmi Tailor Made.La 296, invece, è forse l'unica a lasciare qualche interrogativo: una Challenge Stradale rischierebbe infatti di sovrapporsi all'attuale Speciale, che ha però scelto un approccio meno estremo rispetto alle V8 del passato, lasciando spazio a una possibile interpretazione più radicale, una sorta di GT3 RS in chiave Ferrari.
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Locauto torna a investire nel noleggio a lungo termine
Locauto Group torna a investire nel noleggio a lungo termine con la creazione di un'apposita divisione. Il timone della business unit è stato affidato a Pasquale Scognamiglio, che, nella veste di Head of Long Term Rental Division, riporterà all'amministratrice delegata del gruppo Raffaella Tavazza."Mi piace ricordare che il noleggio a lungo termine è parte della nostra storia e che da lì tutto è cominciato. Tornare a investire oggi in questo segmento rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di sviluppo di Locauto, per rispondere a un mercato e a comportamenti di consumo profondamente cambiati. Vogliamo confermarci come il punto di riferimento per la mobilità delle persone a 360 gradi", commenta Tavazza. Reti e servizi Per il suo ritorno nel noleggio lungo termine Locauto farà leva, innanzitutto, sulla sua rete:glioltre 110 uffici di noleggioin tutta Italia rappresentano già oggi una piattaforma operativa cruciale per garantire prossimità, continuità e qualità del servizio.Alla rete siaffianca poi un sistema di oltre 6.000 centri di assistenza convenzionati (officine, carrozzerie, gommisti e centri cristalli) già attivi nella manutenzione della flotta circolante per il noleggio a breve termine."La business unit dedicata al noleggio a lungo termine non nasce per caso, ma come evoluzione naturale delle competenze maturate e consolidate nel tempo nel settore della mobilità", affermaScognamiglio. "Il nostro sarà un approccio basato su un modello che unisce esperienza, presidio territoriale, orientamento ad un servizio di qualità e flessibilità nell'adattarsi ai cambiamenti del mercato. In questo contesto, la complementarità con il noleggio a breve termine, unito allo sviluppo di soluzioni commerciali nuove e dedicate ai clienti Locauto, rappresenteranno per noi un vantaggio competitivo reale che ci permetterà di accompagnare con attenzione e continuità coloro che si affideranno a noi in ogni esperienza di noleggio". Un'apposita offerta Reti e servizi non possono non essere accompagnati da specifici prodotti. Il primo èLocauto One+:dedicato a privati e Partite Iva, èpensato per rendere il noleggio a lungo termine più accessibile e flessibile rispetto agli standard di mercato.L'offerta, attiva dal prossimo 24 giugno, prevede una durata contrattuale iniziale fissata a 60 mesi, un pacchetto di servizi e condizioni standard e due profili di percorrenza, da 15.000 e 30.000 km l'anno, in base alle diverse esigenze di utilizzo. inoltre prevista la possibilità, per i clienti, di interrompere il contratto ogni 12 mesi, con costi di uscita chiaramente definiti sin dall'inizio e calcolati in funzione dell'effettivo periodo di utilizzo.
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Chi ha disegnato così la Ferrari Luce
La Ferrari Luce è troppo Apple: lo hanno detto in tanti dopo aver visto gli interni dell'auto, e il paragone non è così peregrino. Dietro al design del bolide elettrico - non solo degli interni, ma anche della carrozzeria - c'è LoveFrom, l'azienda che fa capo a Jony Ive e Marc Newson, due dei designer più influenti degli ultimi trent'anni, soprattutto in campo tecnologico L'uomo della Mela La vera star del duo è Ive. Londinese, classe 1967, è stata la matita di Steve Jobs alla Apple fin dai primi anni '90, il braccio destro che ha dato forma fisica ai sogni del fondatore della Mela. Dall'iPhone al Watch, passando per iPad, iPod e iMac, c'è lui dietro a tutti i prodotti che hanno reso Apple una delle maggiori aziende tecnologiche al mondo, facendola uscire da una nicchia di appassionati per traghettarla verso il successo globale. Ed è suo anche l'Apple Park, la sede spaziale del colosso a Cupertino. Ritorno al futuro Fortemente voluto da John Elkann, Ive viene spesso definito l'uomo che ha salvato Apple dal fallimento, il designer che ha fatto evolvere il mondo tech ripartendo dalle radici del design industriale.Il suo linguaggio è evidente anche nella Ferrari Luce. Alla base c'è il minimalismo di Dieter Rams, la matita della Braun che dagli anni '50 ha creato prodotti capaci di andare oltre la loro funzione per diventare elementi d'arredo, quando non vere e proprie opere d'arte. Impossibile guardare l'orologio della Luce - o dei primi iPhone - senza pensare al segnatempo Braun ABW 30, o osservare l'iPod senza intravedere la radiolina T3. Vetro e acciaio Oltre la forma, Ive è riuscito a creare e innovare una grammatica cromatica poi ripresa da tutti gli altri. Inizialmente ha lavorato sul colore per liberarci dal grigio dei PC e renderli più accessibili, meno alieni - vedi i case degli iMac - poi ha virato verso il bianco per trasformarli in oggetti eleganti, da esporre in casa. Infine ha puntato su quella combinazione di vetro e acciaio che continua a ispirare la tecnologia contemporanea. E la Luce, come dimostrano il maniglione integrato nello schermo centrale e i numerosi elementi trasparenti. Forma e funzione Come per Rams, tutto è studiato per essere esteticamente appagante - la bellezza è parte integrante dell'utilità - ma nulla è mai fine a sé stesso. Tanto nei device quanto nella Ferrari Luce, per Ive l'hardware deve creare un continuum con il software, offrendo una facilità d'uso immediata. Il digitale dialoga con l'analogico: un esempio è il feedback aptico dello schermo centrale, quella vibrazione che permette di percepire tasti in realtà virtuali, oppure gli schermi sovrapposti alle lancette tradizionali.Cos'è LoveFromPer ottenere tutto ciò serve un approccio multidisciplinare, ed è qui che entra in gioco LoveFrom. Forte di oltre 14.300 brevetti e del titolo di baronetto conferito dalla Regina Elisabetta nel 2012, Ive ha lasciato Apple nel 2019 per fondare questo collettivo che riunisce creativi di ogni estrazione: architetti, sound designer, filmmaker ed esperti di interfacce uomomacchina."L'interpretazione da parte di una matita esterna al Ferrari Design Studio diretto da Flavio Manzoni ha permesso di portare uno sguardo nuovo e favorire quella cross fertilization che consente di introdurre linguaggi nuovi, spiega il Cavallino. A LoveFrom è stato dato lo spazio creativo necessario a definire fin dall'inizio la direzione del design del progetto, per tradurre un nuovo linguaggio stilistico interdisciplinare in un'autentica esperienza Ferrari.Arriva l'AINei suoi sette anni di attività, l'azienda - che deve il nome a Steve Jobs, che parlava di produrre le cose con amore e con cura - ha lavorato con clienti di primo piano. Non solo Ferrari, Apple e Moncler, ma anche Christie's, per la quale ha realizzato un nuovo podio per le aste, e ora OpenAI. una delle collaborazioni tech più chiacchierate del momento e dovrebbe portare alla nascita di uno smart speaker dotato di telecamera e potenziato dall'intelligenza artificiale. Previsto per il prossimo anno, sarà seguito da occhiali smart e da una lampada intelligente. Curiosamente, un oggetto ideato per fare luce.
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Lancia Gamma, prime foto ufficiali: ibrida ed elettrica, ecco cosa sappiamo
Lancia ha svelato oggi le prime immagini ufficiali della nuova Gamma, crossover realizzata sulla piattaforma STLA Medium e prodotta nello stabilimento di Melfi. Il nuovo modello della Casa torinese potrà essere ordinato dopo l'estate, con motorizzazioni ibride ed elettriche. I prezzi non sono ancora stati comunicati. Un po' fastback, un po' crossover Realizzata sulla piattaforma STLA Medium del gruppo Stellantis, la nuova Gamma è una fastback rialzata, con look da crossover, lunga 4,67 metri, larga 1,89 e alta 1,66. Simile in tutto e per tutto alla ricostruzione che vi abbiamo presentato lo scorso anno, la Lancia Gamma porta in dote un frontale estremamente personale, con il "calice" luminoso introdotto dalla concept Pu+Ra HPE, una sottilissima striscia luminosa che attraversa il cofano a tutta larghezza, e uno stelo verticale al centro del muso. Lo stesso motivo torna anche al posteriore, con i LED di colore rosso. Aerodinamica curata I gruppi ottici anteriori sono disposti su due livelli, mentre nella parte bassa del paraurti anteriore si intravedono le feritoie attive che si aprono quando serve per raffreddare il powertrain. Le maniglie delle portiere anteriori sono a scomparsa, mentre quelle posteriori sono annegate nella cornice del finestrino, componendo un elemento estetico con il terzo montante, dove si trova anche lo scudetto Lancia. Ai lati del lunotto, molto spiovente, spiccano due piccoli spoiler come elementi aerodinamici. Interni premium L'unica immagine disponibile degli interni della Gamma ci permette di apprezzare il lavoro svolto dai tecnici e dai designer della Casa torinese: si notano tanti rivestimenti in pelle, anche sulle portiere, e una plancia dalle linee pulite e lineari. Dietro il volante (con comandi a sfioramento dal disegno a rombo) c'è il quadro strumenti digitale, al centro lo schermo ultrawide dell'infotainment, con le sezioni più esterne del display riservate ai comandi del climatizzatore per conducente e passeggero. Sotto le bocchette centrali troviamo diversi comandi fisici e il caratteristico "tavolino" a semicerchio per la ricarica wireless degli smartphone. Nel tunnel centrale sono presenti i comandi del selettore delle marce e per la scelta della modalità di guida, mentre al di sotto si trova un capiente vano portaoggetti. Ibrida ed elettrica Per quanto riguarda la gamma motori, la nuova Gamma sarà commercializzata nella versione ibrida con 145 CV e un'autonomia di oltre 1.000 km, e tre varianti full electric: il modello d'attacco, da 230 CV con autonomia di 540 km, da 245 CV con una percorrenza dichiarata di oltre 740 km, e la variante AWD a quattro ruote motrici con 375 CV e autonomia di 675 km. Al via i test su strada Attualmente, fa sapere Stellantis, i primi muletti sono già impegnati nei test su strada. Nei prossimi mesi verranno comunicate le specifiche tecniche definitive delle diverse motorizzazioni.
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BYD Dolphin G DM-i: la compatta plug-in da 1.000 km arriva in Italia
BYD ha svelato le prime immagini della nuova Dolphin G DM-i, la prima compatta con motorizzazione ibrida plug-in destinata ai mercati europei. "Qui il segmento B è uno dei più importanti", sottolinea Stella Li, vice presidente di BYD. "Con questo modello rendiamo la mobilità sostenibile accessibile e alla portata di un numero sempre maggiore di persone". La nuova Dolphin G DM-i arriverà nelle concessionarie italiane prima della fine del mese di giugno: nei prossimi giorni verranno comunicati prezzi e specifiche tecniche complete.Il look è più "europeo" Rispetto alle anticipazioni di qualche giorno fa, la nuova BYD Dolphin G cambia stile, in particolare nel frontale, con un design più moderno e accattivante: come sottolinea la Casa cinese, questo è il primo modello "sviluppato specificamente per il mercato europeo". Le linee sono meno affilate I gruppi ottici sono sottili e il paraurti sportiveggiante, con feritoie laterali e prese d'aria attive nella parte bassa. Le fiancate sono più armoniose, senza tagli netti lungo la linea delle maniglie e nella parte bassa delle portiere, e un diverso disegno del montante posteriore. Meno radicali gli interventi in coda, dove i fari mantengono sostanzialmente invariata la forma di quelli della Dolphin elettrica.Oltre 1.000 km di autonomia In attesa delle specifiche tecniche ufficiali, sappiamo che la BYD Dolphin G DM-i monterà un powertrain Super Hybrid, che privilegia laddove possibile la trazione elettrica: questo consente all'auto di percorrere fino a 23 km con la batteria scarica. Nel complesso, l'autonomia complessiva supera, secondo la Casa, i 1.000 km. Quanto costerà?Il listino della nuova Dolphin G DM-i verrà comunicato nei prossimi giorni. La Dolphin elettrica, con motore da 204 CV e batteria da 60 kWh, parte da 33.790 euro. Se la Casa cinese manterrà la stessa politica di prezzi vista con la SUV compatta Atto 2, la plug-in dovrebbe costare qualche migliaio di euro in meno: in questo caso, il listino potrebbe partire da poco più di 30.000 euro.
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Il diesel continua a salire: cosa cè dietro i prezzi
I prezzi del gasolio continuano a salire. Il motivo lo spiega Staffetta Quotidiana nelle sue rilevazioni giornaliere: i listini non hanno ancora recepito del tutto il rialzo delle accise in vigore da sabato 23 maggio. Infatti, tra il 22 e il 25 maggio la media nazionale dei prezzi in modalità self service è aumentata di 7,8 centesimi, a fronte di un incremento delle imposte di 10 centesimi (12,2 compresa l'Iva).Il ritardo nel processo di adeguamento dei prezzi è legato a due fattori. La testata specializzata cita l'effetto giacenze, in base al quale i distributori continuano a vendere i carburanti al prezzo precedente fino a esaurire le scorte, aggiornando i listini solo al momento del nuovo rifornimento gravato dall'aliquota aggiornata. A questo si aggiunge il calo delle quotazioni dei prodotti raffinati, a sua volta determinato dal ribasso del greggio in scia alle rinnovate speranze di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran: nelle ultime quattro sessioni di scambi, il gasolio ha perso circa sei centesimi al litro.In questo contesto, le rilevazioni indicano per questa mattina (26 maggio) la benzina self service sulla rete stradale a 1,967 euro/litro (-1 millesimo rispetto a ieri), il diesel a 2,057 euro (+11), il GPL a 0,802 euro (-1) e il metano a 1,566 euro/kg (+1). In autostrada, la verde al fai-da-te è a 2,060 euro (+3), il gasolio a 2,142 euro (+15), il GPL a 0,912 euro (+2) e il metano a 1,588 euro (invariato). Prezzi consigliati e praticati Sul fronte dei prezzi consigliati, Staffetta segnala le ultime decisioni dei maggiori marchi: Q8 e Tamoil hanno ridotto, rispettivamente, di tre centesimi al litro il gasolio e la verde.Quanto alla media dei prezzi praticati per modalità di vendita - rete stradale e autostradale - elaborata sulla base dei dati comunicati ieri 25 maggio dai gestori degli impianti all'Osservatorio del MIMIT, la benzina self service è a 1,971 euro (compagnie 1,977, pompe bianche 1,959) e il diesel a 2,048 euro (compagnie 2,061, pompe bianche 2,023). Al servito, la verde è a 2,107 euro (compagnie 2,150, pompe bianche 2,027), il gasolio a 2,181 euro (compagnie 2,228, pompe bianche 2,094), il GPL a 0,810 euro (compagnie 0,818, pompe bianche 0,800), il metano a 1,565 euro/kg (compagnie 1,565, pompe bianche 1,566) e il GNL a 1,452 euro/kg (compagnie 1,461, pompe bianche 1,446).Lo spaccato dei marchi vede Eni a 1,993 euro sulla benzina self service (2,197 al servito) e 2,046 sul gasolio (2,254); IP a 1,981 (2,146) e 2,070 (2,228); Q8 a 1,966 (2,129) e 2,067 (2,212); Tamoil a 1,955 (2,036) e 2,061 (2,134).
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310 km in elettrico e 1.845 totali: la BYD che cambia le plug-in
BYD ha presentato per il mercato cinese il Model Year 2026 della SUV Sealion 06 DM-i, disponibile con prezzi che vanno da 129.900 yuan (circa 16.500 euro) a 159.900 yuan (poco più di 20.000 euro). Poche le novità visibili, mentre il powertrain adotta la quinta generazione della tecnologia Super Hybrid della Casa cinese, che porta a oltre 300 i chilometri che si possono percorrere in modalità solo elettrica.Fuori è sempre la stessa La BYD Sealion 06 DM-i è una SUV di segmento D lunga 4.775 mm, larga 1.890, alta 1.670 e con un passo di 2.765 mm. Il bagagliaio mette a disposizione 425 litri, che diventano 1.440 abbassando gli schienali della seconda fila. Il Model Year 2026 non presenta sostanziali novità nell'estetica, che continua a proporre l'originale design del frontale, con i sottili gruppi ottici su due livelli. In gamma entra una nuova colorazione, Glazed Silver, che si abbina ai rivestimenti in Twilight Blue dell'abitacolo.ADAS: c'è il God's Eye B Anche a bordo, la nuova Sealion 6 DM-i non cambia granché, limitandosi ad aggiungere fragranze gestite dall'infotainment, regolazioni elettriche (con memoria) e poggiagambe per il sedile del passeggero. Cambia leggermente la grafica dell'infotainment e, su richiesta, si può avere la nuova suite di Adas God's Eye B, con guida di livello 2 avanzata (DiPilot 300) per la città e l'autostrada: questo sistema riconosce i semafori e gestisce in autonomia le manovre nel traffico e nelle rotatorie. Quasi duemila km di autonomia La nuova generazione della tecnologia Super Hybrid di BYD mantiene il 1.5 benzina (aspirato e turbo) come unità termica, abbinato a uno o due motori elettrici. La versione a due ruote motrici ha una potenza combinata di 160 kW (218 CV), 300 Nm di coppia e scatta da ferma a 100 km/h in 8,5 secondi. La versione AWD arriva a 238 kW (324 CV) e 500 Nm, con uno 0-100 coperto in 5,9 secondi. La novità principale sta nella batteria Blade di maggiore capacità (non comunicata ufficialmente), che permette di percorrere - nel ciclo di omologazione CLTC, notoriamente più ottimistico del nostro WLTP - fino a 310 km in modalità solo elettrica, e di contare su ben 1.845 km di autonomia complessiva. Numeri che sulla carta impressionano, e che andranno confermati in Europa.Il listino per la Cina Sealion 6 DM-i Pilot Edition: 129.900 yuan (circa 16.500 euro)Sealion 6 DM-i Pilot Pro Edition: 139.900 yuan (circa 17.700 euro)Sealion 6 DM-i Voyage Edition: 149.900 yuan (circa 19.000 euro) Sealion 6 DM-i Flagship Edition: 159.900 yuan (circa 20.200 euro)
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Luce, la Ferrari elettrica che spiazza il mondo - VIDEO
"Sembra una Toyota Prius!", "Oddio, che brutta", "Ma cos'è? Mica è una Ferrari!" questo il tenore medio dei commenti a caldo - scartando quelli più abbottonati, ma ugualmente perplessi - dei colleghi che hanno assistito insieme a me alla presentazione mondiale della Ferrari Luce. Vale a dire la Ferrari che non c'era e che nessuno si sarebbe mai immaginato così. La première si è svolta stanotte a Roma dentro la cornice (spettacolare) della Vela di Calatrava e in una data tutt'altro che casuale: il 25 maggio 1947 Ferrari vinse il Gran Premio alle Terme di Caracalla, la sua prima vittoria assoluta. Da oggi, quella data la ricorderemo anche per la nascita dell'auto più divisiva nella storia del Cavallino Rampante. E il fatto che sia elettrica è già passato in secondo piano. Per molti, anzi, la presenza della batteria sarà il male minore rispetto a queste forme da berlina che sembra uscire da un fumetto di fantascienza. Dunque sì, capire e accettare la Ferrari Luce sarà complicato un po' per tutti. Perché quest'auto rompe gli schemi: non solo come Ferrari, ma come automobile. Ma è proprio questo che rende il progetto affascinante. E per molti versi, folle. Ferrari sì, ma "Designed in California" Della Luce si parla da qualche mese. Delle sue caratteristiche tecniche già ufficializzate e del suo abitacolo minimale e materico, come un device Apple. E non è un caso, perché - lo ricordo a chi si fosse perso le puntate precedenti - quest'auto è stata disegnata a San Francisco dal collettivo LoveFrom, un'enclave di ex designer Apple capitanata da Jony Ive, colui che insieme a Steve Jobs inventò l'iPhone e l'iPad. Questa premessa è necessaria per dare una prima ragione all'impostazione dirompente della Luce, concepita da uno dei più grandi designer industriali della nostra epoca. Che, per inciso, fa un mestiere diverso rispetto ai colleghi di un centro stile automobilistico: loro inventano oggetti con una nuova funzione e una nuova tecnologia. E da Maranello hanno ricevuto un incarico preciso: reinventare l'automobile in quanto Ferrari elettrica. Tre volumi di efficienza Così le forme della Luce sono state ideate e disegnate in funzione della nuova meccanica a elettroni. Niente motore termico, dunque niente cofano lungo. Niente cambio o organi meccanici complicati, dunque un bagagliaio enorme (597 litri). Batteria integrata nel pianale, dunque la piattaforma ideale per l'abitacolo più spazioso della storia Ferrari. E un'auto elettrica da oltre 1.000 CV pensata per viaggiare, dunque da sviluppare aerodinamicamente per tagliare l'aria nel modo più efficiente possibile.Queste esigenze funzionali hanno plasmato la carrozzeria della Luce in tutto e per tutto, determinando una silhouette molto particolare, composta idealmente da due elementi: una sorta di conchiglia di vetro - Ferrari la chiama glass house - che racchiude l'abitacolo, e una fascia esterna che la circonda definendo la linea di cintura. L'auto è proiettata in avanti con uno spettacolare allineamento fra parabrezza e muso, che cela anche un'ala sospesa. I tergicristalli, per non disturbare i flussi d'aria, sono stati spostati ai lati del parabrezza in posizione verticale. Verso il posteriore, invece, la linea si alza chiudendosi con un accenno di terzo volume che incorpora un'ala a coda tronca. Una soluzione aerodinamica funzionale sulla carta, ma che appesantisce la coda, specialmente nella visione di tre quarti. Anche la reinterpretazione dei fanali circolari Ferrari, che sulla Luce si retroilluminano dietro il fascione, non convince un po' per come sono posizionati, un po' perché nell'insieme ricordano più un'auto giapponese (leggi Nissan Skyline). Notare i cerchi enormi, da 23 pollici davanti e da 24 pollici dietro. Quello con il disegno pieno, a turbina, ovviamente serve per pulire ulteriormente i flussi aerodinamici e migliora l'efficienza del 5%. La Ferrari bella dentro Apri la portiera e la storia cambia: tutto ciò che fuori divide, dentro unisce. A colpire è innanzitutto lo spazio, cinque posti veri e comodissimi. Il che non è solo merito diretto dell'architettura elettrica, ma della razionalità progettuale: sedili, pannelli porta, consolle, tasche. Forme semplici, geometriche e un minimo stondate dove serve per massimizzare, anche qui, la funzione (leggasi comodità). E poi c'è la strumentazione già svelata qualche mese fa. Ferrari e LoveFrom hanno fatto una scelta controcorrente rispetto alla moda dello schermo unico orizzontale che domina il mercato: qui la logica è opposta. I comandi sono raggruppati per funzione, i display sono più piccoli ma mirati, e il pezzo forte è il binnacle, un elemento autonomo davanti al pilota con tre quadranti circolari, ciascuno con ghiera in alluminio e vetro lavorato con precisione. Sembra un oggetto d'alta orologeria. Il quadrante centrale combina lancetta meccanica e visualizzazione digitale per velocità e livello batteria: analogico e digitale che convivono invece di combattersi, esattamente come in una buona interfaccia dovrebbe sempre accadere.I materiali sono l'altro fattore wow per qualità e consistenza: alluminio anodizzato riciclato, vetro Corning Gorilla, pelle italiana di qualità e soprattutto zero plastica a vista o quasi (la si trova solo nei portabicchieri). Anche la chiave è un oggetto di design in vetro con un display E Ink: è colorata di giallo quando la tieni in mano e si scurisce quando la inserisci nell'auto. Perché il giallo si trasferisce (letteralmente) nel colore del selettore del cambio per rappresentare l'accensione dell'auto.Il pannello centrale è orientabile e condiviso tra pilota e passeggero, con comandi fisici per le funzioni di uso quotidiano - clima, sedili, audio - e un touchscreen OLED per il resto. Nessuno schermo gigante, nessun menù annidato per abbassare il volume: ogni cosa al suo posto, accessibile senza togliere gli occhi dalla strada. Quattro motori, una sola logica Al posto della trasmissione transaxle ci sono due motori elettrici posteriori - più altri due all'anteriore, ci arriviamo - che dialogano come mai prima d'ora. E non parliamo della "semplice" gestione della coppia via torque vectoring. La Luce fa letteralmente parlare le due unità motrici posteriori, suddividendo tra loro il lavoro quando la richiesta di potenza è contenuta. Si chiama toggling: in modalità Range, quella che massimizza l'autonomia, il motore destro lavora mentre quello sinistro "riposa", e viceversa. Perché anche i motori elettrici hanno un range ottimale e rendono meglio quando operano nella loro finestra di efficienza: meglio sfruttare a fondo uno che usare a metà entrambi. I numeri che contano Scendiamo nei dettagli. La Ferrari Luce è lunga 5.026 mm, larga 1.999, alta 1.544, con un passo di 2.961 mm. Il peso in ordine di marcia è di 2.260 kg, ripartiti 47/53 tra anteriore e posteriore, per un rapporto peso/potenza di 2,16 kg/CV. La batteria strutturale da 800 V ha una capacità lorda di 122 kWh, supporta una ricarica fino a 350 kW e promette 530 km di autonomia WLTP. Non tantissimi, a dire il vero, considerata la capacità degli accumulatori - ma la stazza di questo veicolo è importante, e il Cx di 0,254 racconta quanto ogni millimetro di carrozzeria sia stato pensato per non sprecare energia.Le prestazioni, invece, non ammettono discussioni: 0-100 in 2,5 secondi, 0-200 in 6,8, velocità massima di 310 km/h. Merito di un powertrain quadrimotore da 1.050 CV e 990 Nm - che alle ruote diventano 11.150 Nm. All'anteriore, un assale di soli 65 kg che esprime 210 kW e 280 Nm. Al posteriore le unità più potenti: 129 kg di peso, 620 kW e 710 Nm, scaricati a terra dalle ruote con i cerchi più grandi mai montati su una Ferrari di serie - 24 pollici al posteriore, con pneumatici 315/30, e 23 pollici all'anteriore con 265/35.L'impianto frenante è altrettanto estremo: dischi carboceramici da 390 mm davanti e 372 mm dietro, entrambi da 34 mm di spessore. Ma la vera protagonista della frenata è la rigenerazione, che può assorbire fino a 500 kW con decelerazioni nell'ordine degli 0,68 g - il che significa che nella guida normale i freni tradizionali quasi non vengono coinvolti. A gestire tutto ci sono le paddle al volante: quella sinistra per modulare la decelerazione rigenerativa, quella destra per calibrare la risposta in accelerazione. Elettronica, sospensioni e il capitolo sound Particolare attenzione è stata dedicata alla sensazione di accelerazione: le EV ad alte prestazioni spesso spingono così forte da diventare quasi disorientanti, ma Ferrari ha calibrato l'erogazione per garantire una progressione fluida e leggibile. A vegliare sulla dinamica ci pensano il nuovo Side Slip Control X, il Ferrari Dynamic Enhancer+, il differenziale virtuale posteriore vDiff e il sistema FLOW, che ripartisce la coppia tra le ruote con una precisione irraggiungibile per qualsiasi differenziale meccanico.Tutta la parte elettrica è orchestrata dalla prima Vehicle Control Unit Ferrari, con una rete a tre linee: 800 V per i motori, 48 V per le sospensioni attive, 12 V per gli ausiliari. Le sospensioni attive - evoluzione di quelle già viste su F80 e Purosangue - lavorano in sinergia con l'asse posteriore sterzante (Passo Corto Virtuale 3.0) per coniugare sportività e confort, smorzando le vibrazioni in ingresso nell'abitacolo.Quelle stesse vibrazioni che, invece, vengono deliberatamente amplificate dal sistema audio della Luce - ma solo quelle "giuste". Funziona con una logica mutuata dalla chitarra elettrica: un accelerometro di precisione analizza le vibrazioni degli assali elettrici, filtra le componenti armonicamente nobili, le equalizza e le amplifica sia dentro sia fuori dall'auto. Il risultato cambia a seconda della modalità di guida e, stando agli uomini di Maranello, genera un'esperienza sonora inedita per una Ferrari elettrica. Ferrari Luce: il prezzo A questo punto, è chiaro che l'unicità della Ferrari Luce debba riflettersi anche sul prezzo, che parte da 550 mila euro. Sì, un punto di partenza: perché tra personalizzazioni, finiture su misura e dettagli unici, si può salire ben oltre.
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La Ferrari di Magnum P.I. rinasce in chiave rally: ecco la Maturo 308 Stradale
Sportiva elegante, protagonista anche sul piccolo schermo con Magnum P.I., la Ferrari 308 non si limitò a diventare una star del cinema. Anzi, le officine Michelotto di Padova ne intuirono il potenziale per gareggiare nei rally in configurazione Gruppo 4, dando vita a una parabola breve ma memorabile.La 308 non raggiunse mai i successi della Stratos: tuttavia, la sportiva di Maranello è tornata sotto i riflettori in questi anni, prima con Eugenio Amos - fondatore dell'omonima azienda - impegnato nell'East African Safari Classic Rally 2025, e ora con gli specialisti olandesi dellaMaturo, che hanno dato vita alla 308 Stradale. Fedele all'originale, con componentistica moderna Il progetto si basa su una Ferrari 308 completamente reingegnerizzata, ispirata alle vetture da rally Michelotto Gruppo 4. Il team olandese ha ripensato praticamente ogni aspetto cruciale della piattaforma: dalla rigidità del telaio alla geometria delle sospensioni, passando per la risposta dell'impianto frenante, l'affidabilità della trasmissione e l'ergonomia. Tutti interventi realizzati con materiali moderni, senza però snaturare il carattere inconfondibile dell'auto originale, arricchito da componenti di ultima generazione. Fatta a mano Fatta a manoCome ogni restomod di alto livello, il numero di telaio della donor car viene conservato. Il telaio è stato rinforzato, mentre la carrozzeria introduce passaruota posteriori allargati modellati a mano. A questi si aggiunge un roll cage su misura con oltre 150 saldature strutturali di rinforzo, pensato per migliorare rigidità, equilibrio e sicurezza.Il V8 è stato completamente ricostruito, con aggiornamenti al sistema di aspirazione e all'accensione, oltre a una revisione degli alberi a camme. Non manca uno scarico Capristo personalizzato. A seconda della configurazione scelta, la Maturo 308 Stradale può raggiungere fino a 400 CV. Meccanica da rally Le modifiche proseguono anche sul cambio manuale, rinforzato e caratterizzato da rapporti più corti per adattarsi all'uso rallystico. Esternamente, però, resta fedele all'originale, con la classica leva e la griglia aperta. Completa la configurazione un differenziale autobloccante.Il sistema di sospensioni, sviluppato insieme a Tractive, introduce una regolazione elettronica in grado di modificare la taratura in tempo reale - un ulteriore tocco di modernità. L'abitacolo è invece realizzato su misura, con ampia possibilità di personalizzazione tra fibra di carbonio, alluminio anodizzato, pelle e Alcantara, mentre risultano inediti il layout della plancia e il quadro strumenti.Il prezzo della Maturo 308 Stradale parte da 425.000 euro (IVA esclusa), senza includere la vettura donatrice.
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Auto usate, il mercato accelera: meno diesel e più ibride nei passaggi
Dopo il ritorno alla crescita registrato a febbraio, il mercato dell'auto usata accelera anche a marzo. Secondo l'ultima analisi Unrae, i trasferimenti di proprietà raggiungono quota 535.547, in aumento del 5,6% rispetto allo stesso mese del 2025. Nel dettaglio, le minivolture (244.078) salgono dell'8,5%, mentre i passaggi netti (291.469) crescono del 3,2%.Il primo trimestre si chiude così a 1.479.367 trasferimenti complessivi, con un incremento contenuto ma positivo pari allo 0,7%.Alimentazioni: benzina al vertice, cresce l'elettrificazioneTra le alimentazioni, la benzina si conferma al primo posto nei trasferimenti netti mensili, con una quota del 38,9% (38,5% un anno fa). Il diesel perde ulteriormente terreno, cedendo 4,9 punti e scivolando in seconda posizione.Prosegue invece la crescita delle motorizzazioni elettrificate: le ibride passano dal 9,5% al 12,5%, mentre il GPL sale dal 5% al 5,6% e il metano resta stabile al 2%. In aumento anche le ibride plug-in (dall'1,2% all'1,7%) e le elettriche, che salgono dall'1% all'1,4%, pur mantenendo una quota ancora limitata. Anzianità: aumenta il peso delle auto più recenti Sul fronte dell'anzianità, i trasferimenti netti di vetture con oltre 10 anni guadagnano 0,1 punti, arrivando al 47,9%. In calo invece la fascia tra 6 e 10 anni, che scende al 17,2% (-0,4 punti), e quella tra 4 e 6 anni, al 9,7% (-1,7 punti).Segnali positivi arrivano dai veicoli più recenti: la quota delle auto tra 2 e 4 anni sale al 12,5% (+0,3 punti), mentre quella tra 1 e 2 anni cala leggermente al 4,4% (-0,2). Cresce invece in modo più marcato la fascia fino a 1 anno, che raggiunge l'8,3% (+1,8 punti).Nel complesso, le vetture fino a 4 anni di anzianità coprono il 25,2% degli scambi netti, in aumento di 1,9 punti rispetto allo stesso mese del 2025. Minivolture: diesel in testa ma in calo, flotta più giovane Nel canale delle minivolture, il diesel mantiene la leadership, ma arretra di 3,5 punti, fermandosi al 40,8%. La benzina guadagna terreno, salendo al 32,6% (+0,7 punti).Tra le altre alimentazioni, il Gpl scende al 5,2%, il metano all'1,7%. Le ibride salgono al 15,2%, seguite dalle ibride plug-in al 2,3% e dalle elettriche al 2,1%.Dal punto di vista dell'anzianità, cresce la quota di vetture con oltre 10 anni (36%) e quella tra 6 e 10 anni (19,5%). In aumento anche la fascia tra 2 e 4 anni, che arriva al 18,1%. In calo invece le auto tra 4 e 6 anni (11,3%) e quelle tra 1 e 2 anni (5,7%), mentre la fascia fino a 1 anno sale al 9,2%.Nel complesso, le minivolture di vetture fino a 4 anni di anzianità rappresentano il 33% del totale, 0,9 punti in più rispetto allo stesso mese del 2025.
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Omoda 9: in Cina è già tempo di restyling
Chery ha presentato in Cina il restyling della Exeed C9, venduta in Europa come Omoda 9. La SUV è stata aggiornata sotto il profilo stilistico e tecnico ed è già ordinabile sul mercato interno, mentre il suo debutto nel Vecchio Continente non è ancora stato confermato. D'altronde, la versione oggi disponibile in Europa è arrivata da meno di un anno.Gli interventi sulla carrozzeria sono mirati ma efficaci e contribuiscono a migliorare l'efficienza aerodinamica: il Cx scende a 0,30. L'impostazione dell'abitacolo resta invece sostanzialmente invariata, ma debutta un sistema di climatizzazione evoluto, progettato per aumentare la protezione da allergeni e odori provenienti dall'esterno. Struttura più rigida e sicurezza migliorata Le novità più rilevanti si concentrano sulla struttura. Il telaio è ora realizzato per l'85% con acciaio ad alta resistenza, con rinforzi specifici nella zona del tetto che migliorano la protezione in caso di incidente. Nella stessa logica è stato rivisto anche l'alloggiamento della batteria. Al contrario, almeno per il momento, spariscono le opzioni della trazione integrale e delle sospensioni a controllo elettronico. Motori - la plug-in perde la 4WD (per ora) In Cina la gamma prevede due powertrain. Il primo è un 2.0 turbo benzina da 261 CV abbinato a un cambio doppia frizione a sette marce. Il secondo è una plug-in hybrid con motore 1.5 turbo da 156 CV affiancato da un'unità elettrica da 204 CV, per una potenza complessiva di 360 CV.La batteria è una nuova unità LFP da 19,5 kWh, accreditata di 120 km di autonomia nel ciclo CLTC, con ricarica dal 30 all'80% in 17 minuti.In Italia, invece, resta a listino la versione plug-in 4WD da 537 CV con batteria da 34,46 kWh, capace di garantire fino a 145 km in elettrico, valore che arriva a 181 km in ambito urbano.
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Batterie allo stato solido, BYD accelera coi brevetti ma i test inizieranno nel 2027
Il costruttore cinese BYD ha depositato un brevetto relativo alla membrana dell'elettrolita per le batterie a stato solido, una tecnologia che, secondo la Casa, potrebbe contribuire a migliorare la conducibilità ionica e la resistenza meccanica del componente. Nel documento, tuttavia, non si fa riferimento a parametri chiave come la densità energetica, i tempi di ricarica, i cicli di vita o i costi di produzione di queste batterie. Uno scenario ancora complessoLo scorso aprile il responsabile tecnologico di BYD, Lian Yubo, ha dichiarato che lo sviluppo delle batterie a stato solido dell'azienda è entrato in una fase di svolta cruciale. Restano però diversi colli di bottiglia: tra questi, la stabilità dell'interfaccia tra anodo e catodo solidi, le dispersioni durante le fasi di ricarica e la complessità ingegneristica dell'intero sistema. BYD prevede comunque l'avvio dei primi programmi pilota entro il 2027. Nello stesso periodo dovrebbero partire anche le sperimentazioni degli altri principali player impegnati su questa tecnologia, tra cui Calb, Chery, Catl e Gac.
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