Mercato italiano - Auto a Gpl in crisi, lelettrico sorpassa: ecco i modelli che resistono al crollo

4 Ruote - Feb 03,2026
Il primo mese del 2026 ha visto risultati positivi per le auto elettriche (9.446 immatricolazioni, +40,6%) e addirittura eccellenti per le plug-in (12.502, +152%). Male invece è andata per le bifuel a Gpl, che hanno registrato 9.345 nuove targhe, contro le 13.907 dello stesso mese del 2025. Un calo del -32,8%, che porta la quota di mercato dal 10,3% al 6,5%. sicuramente presto per parlare di difficoltà strutturale del Gpl, ma si tratta di una tendenza in corso da qualche tempo. Nel 2025 le nuove targhe sono state 142.253, contro le 147.761 del 2024: un calo del -3,7%, che ha portato la quota di mercato su base annua dal 9,4 al 9,2%. I motivi per cui gli automobilisti italiani scelgono altre motorizzazioni sono numerosi, ma tra questi non va trascurata la crescente disponibilità di modelli elettrificati: è certamente un caso, ma è comunque significativo che le full hybrid, nel mese di gennaio, abbiano guadagnato il 32,8%, esattamente quanto perso dai modelli a Gpl. Gpl, un destino segnato?Nel resto d'Europa il Gpl vede aumentare le sue quote di mercato: nel 2025 le vendite dei modelli bifuel sono cresciute del 10%. Un risultato favorito dalla minor tassazione del carburante, e dalla riduzione di emissioni garantite da questo tipo di motorizzazione. " un'alternativa molto economica per ridurre le emissioni delle flotte", spiega Frank Marotte, responsabile vendite della Dacia, uno dei marchi che vende più auto a Gpl in assoluto. Ma non per molto: le nuove (e più severe) normative europee sulle emissioni potrebbero costringere i produttori al "phase-out" del Gpl e rinunciare a questo tipo di motorizzazione, privilegiando soluzioni a zero emissioni (auto elettriche) o con carburanti più sostenibili (ecofuel). Quella del Gpl - spiega Marotte - è una proposta "che non potrà andare oltre il 2030". Con i contraccolpi che questo comporterà alle vendite della Dacia. La top ten di gennaioDi seguito trovate la classifica dei dieci modelli a Gpl più venduti in Italia a gennaio. A dominare sono sempre i due modelli di punta della Dacia, la Sandero e la Duster, seguiti dalla Renault Captur e dalla Clio, tutti parte dello stesso gruppo, uno dei più impegnati nelle motorizzazioni bifuel. Non è un caso (questa volta per davvero) che nella classifica delle auto bifuel più vendute di tutto il 2025 occupassero le stesse posizioni. Dacia SanderoCon 2.538 nuove immatricolazioni, la compatta mantiene la prima posizione ma accusa il colpo: nel gennaio del 2024 erano state 4.402. Un risultato che si ripercuote anche nella classifica complessiva dei modelli più venduti, dove passa dal secondo al sesto posto. Del resto, delle 2.937 Sandero immatricolate a gennaio, ben l'86% sono a Gpl. Dacia DusterRisultati analoghi anche per la Suv di Mioveni, che nella motorizzazione a Gpl a gennaio ha registrato 1.636 nuove targhe, pari al 70% del totale (2.337). Renault CapturPer la B-Suv francese a gennaio sono stati immatricolati 896 esemplari a Gpl, contro i 1.548 dello stesso mese del 2025: la perdita è del 42,1%. Renault ClioPer la compatta francese i risultati sono invece abbastanza in linea con quelli dello scorso anno: 878 esemplari a Gpl contro gli 874 di gennaio 2025. Va però ricordato che la versione a Gpl della sesta generazione non è ancora ordinabile: i clienti potrebbero star aspettando quella. Evo 6Questa Suv media, derivata dalla Forthing Friday, registra 429 nuove immatricolazioni nella versione a Gpl. Le motorizzazioni Bifuel sono offerte su tutti i modelli a benzina del gruppo DR. Dacia BigsterSono 382 gli esemplari bifuel per la "sorella maggiore" della Duster, che a gennaio dello scorso anno non era ancora a listino. Questo modello è disponibile anche con powertrain mild e full hybrid di derivazione Renault. Dacia JoggerCon la naturale eccezione della citycar elettrica Spring, tutti i modelli della Dacia sono disponibili a Gpl, e tutti sono in questa classifica. La Jogger si piazza al settimo posto con 232 nuove immatricolazioni. Le alternative sono a benzina o full hybrid. DR 5All'ottavo posto la Suv media del gruppo DR, disponibile anche nel più ricco allestimento Collection, con motore 1.5 a benzina da 177 CV. Le immatricolazioni di gennaio sono 216. Tiger SixCon 212 targhe entra in classifica anche il nuovo brand del gruppo DR, presentato lo scorso anno. Anche in questo caso il motore è un 1.5 a benzina da 177 CV, trasformato a Gpl in Italia. Hyundai i20Chiude la classifica la compatta coreana: sono 184 gli esemplari a Gpl di nuova immatricolazione. Questo modello è disponibile anche con motori benzina da 79 e 100 CV, oppure mild hybrid da 100 CV.
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Nuova norma - Cina, stop alle maniglie a scomparsa: la sicurezza prima del design

4 Ruote - Feb 03,2026
Pechino ferma le maniglie a scomparsa. Il governo cinese ha introdotto una nuova regola che obbliga le Case automobilistiche a produrre auto e veicoli commerciali leggeri dotati di leve di apertura meccaniche visibili. L'obiettivo è aumentare la sicurezza di guidatore e passeggeri, rendendo più rapido ed efficace l'intervento dei soccorsi in caso di incidente. La decisione nasce da diversi episodi registrati nel Paese, dove in situazioni di incendio o perdita di potenza elettrica gli occupanti e persino i soccorritori hanno avuto difficoltà ad aprire le portiere: in alcuni casi la tecnologia, invece di aiutare, ha complicato l'uscita dal veicolo. Cambia tutto dal 2027La Cina ha pubblicato il nuovo standard nazionale GB 48001-2026 lo scorso 28 gennaio. Approvata dal Miit, la norma entrerà in vigore il 1 gennaio 2027, con un periodo di transizione pensato per permettere alle Case di adeguarsi gradualmente. Per i veicoli che richiederanno l'omologazione a partire dal 1 luglio 2025, il tempo a disposizione sarà di tredici mesi, mentre per i modelli già omologati l'obbligo scatterà definitivamente il 1 luglio 2027. Parola d'ordine: tutto facile e immediatoSecondo il regolamento, ogni portiera dovrà essere dotata di leve meccaniche accessibili sia dall'interno sia dall'esterno, così da garantire l'apertura anche in caso di emergenza, blackout o incidente. Lo standard definisce criteri chiari riguardo allo spazio operativo necessario e alla forza richiesta per azionare la maniglia. All'interno dell'abitacolo saranno inoltre presenti istruzioni permanenti ad alto contrasto, facilmente riconoscibili da chiunque. Le maniglie con attivazione elettrica dovranno includere anche collegamenti meccanici separati, progettati per resistere ad almeno 500 N di forza senza rompersi. Elettriche premium nel mirinoLa misura, valida per tutte le vetture, incide in modo particolare sul segmento delle auto elettriche premium, spesso caratterizzate da maniglie a scomparsa utilizzate per ragioni estetiche o aerodinamiche. Con questa scelta, la Cina diventa il primo Paese al mondo a introdurre una norma vincolante su questo elemento, creando un precedente che potrebbe influenzare i mercati internazionali e i futuri standard globali di sicurezza.
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Modellini - Renault Mégane Maxi Ottomobile: il mito del Rally di Sanremo 1998 in scala 1:18

4 Ruote - Feb 03,2026
Ottomobile presenta la Renault Mégane Maxi che partecipò al Rally di Sanremo nel 1998, vestendo l'iconica livrea giallo-blu Renault Sport dell'equipaggio Rowe-Ringer, riprodotta in scala 1:18. Sold out e strategie di pre-ordineIl capitolo più interessante riguarda il lancio commerciale di questo modello. Realizzata in 1.500 esemplari, la vettura è andata sold out in pochi giorni dall'apertura della prevendita sul sito ufficiale, confermando una tendenza chiara nel modellismo dinamico e statico contemporaneo: le serie limitate, specialmente se abbinate a soggetti iconici, non aspettano il collezionista indeciso. In questo contesto, il pre-ordine è una vera strategia per garantirsi il modello al prezzo di listino, evitando rincari sul mercato secondario. Recensione: estetica e fedeltà della carrozzeriaLe forme muscolose della carrozzeria sono state riprodotte con grande fedeltà: parafanghi pronunciati, minigonne generose e l'alettone posteriore che domina la vista. La verniciatura è lucida, con una separazione netta tra i colori. Le grafiche esterne riproducono fedelmente gli sponsor e le scritte celebrative del titolo britannico rally 1998. Curato il lavoro sui gruppi ottici e sulle sottili prese d'aria anteriori, elementi che mantengono profondità e realismo. La coda raccoglie i maggiori dettagli, con la tipica forma ovale sdoppiata dei fari riprodotta con ottime trasparenze. Interni e dettagli dell'abitacoloRealistico l'abitacolo spoglio da vera vettura da competizione di fine anni Novanta, con il roll-bar ben visibile, sedili racing con cinture e una plancia corretta nelle proporzioni. Lo sguardo cade inevitabilmente sulla postazione di guida, dove volante e strumentazione sono proporzionati e fedeli all'originale Renault Sport. Un modello da collezione e investimentoUn modello ben riuscito che può inserirsi in ampie collezioni tematiche, destinato a un'immediata rivalutazione vista la rapidissima reazione del mercato e l'esaurimento delle scorte ufficiali.
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Mercato italiano - Cardinali (Unrae): "Ora la riforma fiscale"

4 Ruote - Feb 03,2026
Dopo il tavolo automotive del 30 gennaio scorso, in cui il ministero delle Imprese ha annunciato un pacchetto di 1,6 miliardi in cinque anni di aiuti all'industria dell'auto e alla domanda, il direttore generale dell'Unrae, Andrea Cardinali, chiede al governo una sede operativa di confronto con le associazioni di settore per arrivare entro l'estate a una riforma della fiscalità dell'auto aziendale. Partiamo dal mercato. Una crescita tendenziale del 6% non si vedeva da marzo 2025 E per vedere un volume, nel primo mese dell'anno, superiore alle 143 mila unità di gennaio 2026 bisogna tornare a gennaio 2020. un dato molto positivo, ma la crescita sull'anno scorso è dovuta quasi interamente al noleggio a breve termine.Che ha quasi triplicato le immatricolazioni rispetto a gennaio 2025. Una quota superiore all'8% nel primo mese dell'anno non si vedeva dal 2020. Come si spiega? Il dato in sé è indubbiamente sorprendente, e andrebbe analizzato in profondità, ma non abbiamo ancora dettagli. So che è previsto un aumento della domanda, e penso che le olimpiadi invernali abbiano inciso. Può esserci anche un'anticipazione per la Pasqua relativamente bassa, ma al 5 aprile mancano ancora due mesi. Peraltro, il rent-a-car aveva registrato crescite significative già a novembre e dicembre, in bassa stagione.Dietro a questo boom potrebbero nascondersi forzature di qualche operatore? Impossibile dirlo, senza nemmeno un'analisi degli intestatari.Sulle alimentazioni spiccano due dati: il boom delle mild hybrid e l'ennesimo crollo delle diesel. Le ibride, mild e full, hanno superato per la prima volta il 50%. Insieme al crollo delle diesel, è un'indicazione precisa di come si sta orientando il mercato. possibile che sulla domanda di auto a gasolio abbia impattato l'aumento delle accise, nonostante il prezzo alla pompa sia lontano dai recenti massimi, ma credo che nell'immaginario collettivo il gasolio sia ormai spacciato.Le elettriche, invece, pur crescendo rispetto a gennaio 2025, rallentano nel confronto con i due mesi precedenti, in cui la quota di mercato delle Ev era stata a doppia cifra. L'onda lunga degli incentivi sta già finendo? L'onda è senz'altro in fase calante, però l'effetto incentivi non è finito considerando che i voucher erogati dal ministero dell'Ambiente sono stati quasi 56 mila. A novembre e a dicembre c'è stato il boom perché si è targato tutto l'arretrato disponibile in pronta consegna. Ora siamo entrati in una fase più normale, in cui man mano si immatricola quello che è stato ordinato nei mesi scorsi.A proposito di incentivi, venerdì scorso al tavolo automotive è stata annunciata la ripartizione di un fondo da 1,6 miliardi di euro in cinque anni, di cui 1,2 miliardi all'industria e 400 milioni alla domanda, da ripartire, quest'ultima somma, in cinque iniziative: veicoli commerciali, moto e ciclomotori, colonnine, retrofit a gas e noleggio sociale. Facendo la media, a ogni iniziativa andranno 16 milioni all'anno. Un po' poco per incidere, no? Sì. Oltretutto non sono una novità: si tratta dei residui del fondo automotive stanziato nel 2022 dal governo Draghi e destinato in parte alle stesse iniziative, mai decollate o neanche partite. Il noleggio sociale (50 milioni una tantum) e gli incentivi VCL (40 milioni l'anno) li attendiamo dal 7 agosto 2024. Vedremo se e quando saranno veramente disponibili queste risorse. Per ora si tratta dell'ennesimo annuncio.Peraltro il governo continua a convocare un tavolo che non è un tavolo, in cui non ci si confronta e non si decide A me il tavolo automotive sembra un rituale un po' stanco. Nell'ultima edizione, dopo una lunga parte monopolizzata dal Mimit e da Stellantis, a chi si era iscritto a parlare sono rimasti 60 secondi. Noi, come Unrae, nei nostri 60 secondi abbiamo chiesto al governo di far partire un tavolo per la riforma della fiscalità delle auto aziendali. Ma un tavolo che sia veramente operativo, ossia finalizzato a prendere decisioni, non a rilasciare dichiarazioni. Nella filiera c'è un consenso unanime sull'uso della leva fiscale, sia pur con diverse sfumature. Che non possono essere un alibi per non fare niente. I tavoli servono appunto a trovare un punto di sintesi. Ovviamente, dovrà essere un tavolo interministeriale con almeno Mef e Mimit, per assicurare il coordinamento delle politiche fiscali e industriali. E altri tavoli simili potrebbero nascere per affrontare altre questioni. Tutti tavoli da affiancare al tavolo automotive, senza la pretesa di sostituirlo.Anche perché siamo al terzo anno della delega fiscale, che scadrà ad agosto. Basteranno questi pochi mesi, ammesso che lo si voglia, per mettere a punto uno schema di riforma? Per un'iniziativa del genere sei mesi ci vogliono tutti. Quindi il tavolo dovrebbe partire entro marzo per non fallire. possibile che al governo, in realtà, non interessi affatto utilizzare la leva fiscale? Se in due anni e mezzo non è successo niente Non credo che non gli interessi. Il contesto non è semplice: da un lato c'è un problema cronico di risorse. E il 2026 non farà eccezione. Dall'altro c'è un problema di priorità, tra le quali la difesa. Diciamo che finora non c'è stata la volontà politica di affrontare questo tema e che i vincoli di bilancio non hanno dato al governo margini di manovra rispetto a temi ritenuti prioritari.Il fatto che ci si avvicini all'ultimo anno di legislatura potrebbe aiutare? Dubito che una riforma della fiscalità delle company car possa avere appeal in chiave elettorale. Ma il punto fondamentale è che un intervento del genere non sarebbe un provvedimento per gli operatori dell'auto, ma per la clientela: per le aziende che utilizzano vetture nuove e per i consumatori meno abbienti che le comprano usate. A beneficiarne, oltre all'ambiente, sarebbero innanzitutto le imprese, di qualunque settore. Che però su questo fronte non hanno mai fatto sentire la propria voce, lasciando la battaglia fiscale al mondo dell'auto.
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Giochi di Borsa - Elon Musk fonde SpaceX con xAi. Tesla sarà la prossima?

4 Ruote - Feb 03,2026
Dopo diversi giorni di indiscrezioni di stampa e speculazioni di mercato, Elon Musk ha formalizzato una delle operazioni finanziarie di maggior portata per la grande finanza americana. L'imprenditore ha annunciato la fusione tra due delle sue aziende più in vista: SpaceX ha acquisito xAI per dare vita al più ambizioso motore di innovazione verticalmente integrato sulla Terra (e non solo).Per ora non sono confermati i rumor sulla possibilità che anche un altro gioiello finanziario dell'uomo più ricco al mondo, Tesla, entri in gioco in una riorganizzazione più ampia del suo impero. L'operazione annunciata rappresenta però un nuovo passo nel tentativo di mettere ordine nelle sue proprietà, e non è da escludere che la società texana possa un giorno confluire in un nuovo colosso tecnologico dalle valutazioni ancor più trilionarie di quelle attuali. La visione "fantascientifica" di MuskLa transazione annunciata durante la notte italiana vede SpaceX acquisire xAI e mettere insieme attività che spaziano dai vettori aerospaziali alle telecomunicazioni satellitari, dall'intelligenza artificiale alla piattaforma di social network X (l'ex Twitter). L'obiettivo, come spiegato dallo stesso Musk, è creare un operatore verticalmente integrato in grado di sfruttare tutte le nuove tecnologie a disposizione, tra cui innanzitutto l'IA, per rafforzare le ambizioni di esplorazione nello spazio più volte indicate dall'imprenditore, ma anche per molto altro ancora.Musk ha infatti tratteggiato un quadro al limite del fantascientifico, parlando di grandi data center orbitali, in grado di sfruttare l'energia solare e risolvere la fame di energia dell'intelligenza artificiale. Secondo lui, gli attuali progressi nell'IA dipendono da grandi data center terrestri che richiedono enormi quantità di energia e raffreddamento, e la domanda globale di elettricità per queste tecnologie non può essere soddisfatta con soluzioni terrestri senza imporre difficoltà alle comunità e all'ambiente. Da qui l'idea di creare una costellazione di satelliti capaci di sfruttare direttamente l'energia solare pressoché costante con costi operativi e di manutenzione ridotti e trasformare radicalmente le capacità di scalare i sistemi di calcolo. Luna, Marte e l'UniversoMusk non si limita a immaginare un milione di satelliti che operano come data center orbitali, ma fornisce cifre ancora più estreme. La sua intenzione è lanciare ogni anno satelliti per un carico complessivo di un milione di tonnellate quando l'attuale record non supera le 3.000 per portare in orbita dispositivi in grado di generare una potenza di calcolo di 100 kW per tonnellata, ottenendo così 100 gigawatt di capacità IA aggiuntiva. In definitiva, esiste una strada per lanciare 1 terawatt all'anno dalla Terra, ha aggiunto.A suo avviso, entro 2 o 3 anni il modo più economico per generare elaborazione di intelligenza artificiale sarà nello spazio. , secondo Musk, il primo passo verso una civiltà di livello Kardashev II, un metodo che classifica le civiltà in base al progresso tecnologico. E nella visione dell'imprenditore c'è anche la possibilità di sbarcare sulla Luna per stabilire una presenza permanente per attività scientifiche e produttive, con fabbriche di satelliti da inviare nello spazio con una capacità da 500 a 1000 TW/anno. Le capacità che sbloccheremo rendendo realtà i data center spaziali afferma finanzieranno e consentiranno la creazione di basi autosufficienti sulla Luna, un'intera civiltà su Marte e, in ultima analisi, l'espansione nell'Universo. Gli scenari di Borsa e la TeslaNell'operazione SpaceXxAI non c'è solo fantascienza. Sul piano finanziario, la fusione ha risvolti molto concreti. Da mesi circolano indiscrezioni su un possibile sbarco a Wall Street di SpaceX, con una valutazione vicina ai 1000 miliardi di dollari. L'anno scorso la società spaziale ha venduto azioni sulla base di una valutazione totale di 800 miliardi, mentre xAI è stata valutata recentemente 230 miliardi, raccogliendo 20 miliardi da investitori del calibro di Nvidia, Cisco e Qatar Investment Authority. Anche Tesla ha partecipato alla provvista, investendo 2 miliardi nell'ambito delle sue strategie sull'IA e sulla guida autonoma.Oggi circolano valutazioni per la società risultante dalla fusione di circa 1.250 miliardi di dollari, un valore prossimo alla capitalizzazione di mercato di Tesla, pari a 1.320 miliardi. E qui si aprono ulteriori scenari. La fusione rientra in un progetto più ampio di riordino delle partecipazioni di Musk. Le sue aziende fanno capo direttamente a lui: non esiste una holding come nel caso della Exor della famiglia Agnelli o della Fininvest degli eredi Berlusconi. Tuttavia, questo non è il primo passo della riorganizzazione: X.com, la piattaforma ex Twitter, è già stata inglobata in xAI.Non è dunque da escludere che in futuro anche altre attività vengano fuse, a partire proprio da Tesla, vista la vicinanza dei valori che renderebbe più semplice una fusione alla pari e soprattutto gli ultimi sviluppi strategici. Con l'addio a Model S e Model X, Musk ha chiarito che il futuro della società di Austin non è più incentrato sul mondo tradizionale dell'auto: Tesla guarda alla robotica, all'intelligenza artificiale e ai sistemi energetici, gli stessi ambiti su cui punta la nuova SpaceX. Inoltre, le divisioni dedicate al fotovoltaico e all'accumulo energetico si inseriscono perfettamente nel progetto di infrastrutture basate sull'energia solare.In altre parole, ci sono segnali concreti che indicano un possibile futuro di Tesla all'interno di un conglomerato tecnologico e industriale senza precedenti, quantomeno sul piano dei numeri e dell'integrazione tra spazio, energia e intelligenza artificiale.
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Gernot Döllner - Audi fa mea culpa: Cambiare nome allA4 è stato un errore. Lo correggeremo"

4 Ruote - Feb 03,2026
Ilcambio di nome da A4 ad A5 è stato "un errore". Un errore che potrebbe essere corretto in tempi relativamente brevi. A dirlo è nientemeno che l'amministratore delegato dell'Audi,Gernot Döllner:parlandocol magazine australiano Drive, il top manager ha fatto intuire che la berlina di Ingolstadt potrebbe tornare alla denominazione originale, usata con successo per trent'anni. Tempo di ripensamentiNel 2024 la Audi aveva annunciato una nuova strategia di naming dei propri modelli, per differenziare le motorizzazioni termiche da quelle elettriche: numeri dispari per i motori tradizionali, numeri pari per le Bev. La nuova A5, erede della A4, è stata la prima Audi a rientrare in questo nuovo piano (anche se la A4 elettrica ancora non si è vista), che ha coinvolto anche le station wagon e le sportive S5, a cui presto si uniranno anche le RS5. L'idea, però, non è piaciuta ai clienti e già per la A6 la Casa tedesca ha fatto marcia indietro: la nuova berlina non si è chiamata A7, come avrebbe dovuto, ma è rimasta A6, tanto nella versione termica quanto in quella elettrica, che si distingue per la denominazione e-tron. Il ritorno dell'A4Audi ha già detto che le ultime mosse sul naming non hanno avuto l'esito previsto e lo stesso Döllner lo ha ribadito: " stato un errore e lo correggeremo, torneremo alla vecchia nomenclatura. 'A' per i modelli con il pianale ribassato, 'Q' per le Suv, con i numeri che definiscono la dimensione o il segmento dell'auto. Punto". Su queste premesse si fonda quindi l'ipotesi di un'ulteriore marcia indietro in occasione del primo aggiornamento della A5: "Sì, pensiamo che si possa fare", ha concluso Döllner. Per l'A4, un ritorno al futuro. 
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Stati Uniti - Arriva unaltra Tesla Model Y low cost: più sprint, meno autonomia e niente guida assistita

4 Ruote - Feb 03,2026
La Tesla ha inserito nella gamma per il mercato americano una seconda Model Y Standard a trazione integrale, che affianca la variante più economica della Suv elettrica americana, presentata lo scorso ottobre e disponibile anche in Italia. Possiamo immaginare che questa nuova Model Y arrivi anche da noi nelle prossime settimane, ma al momento non c'è nulla di confermato. Il nuovo modello costa 41.990 dollari (tasse escluse), duemila in più della versione a trazione posteriore. Va più veloce, ma si ferma primaLa Tesla non comunica i dati tecnici dei suoi powertrain, ma la nuova Model Y AWD Standard monta due motori elettrici, che le permettono di avere prestazioni superiori: lo 0-60 mph (96 km/h) è coperto in 4,6 secondi, contro i 6,8 della versione single motor a trazione posteriore. La velocità massima di 125 mph (201 km/h) è la stessa per entrambi i modelli. Non dovrebbe essere cambiata la batteria: la Model Y AWD Standard ha un'autonomia dichiarata di 294 miglia, pari a 473 chilometri; la meno potente RWD ne dichiara 321 (516 km). Meno aiuti alla guidaAnche la nuova Model Y AWD Standard ha una dotazione meno ricca delle versioni Premium, rispetto alle quali perde le barre luminose davanti e dietro, il tetto panoramico, i vetri doppi e lo schermo touch per la seconda fila di sedili, rivestiti in pelle sintetica e non più ventilati. Più piccolo lo schermo anteriore, così come i cerchi di lega (da 18), con gli ammortizzatori a smorzamento passivo.Sul fronte della sicurezza non è più prevista la guida assistita di Livello 2, ma solo il cruise control adattivo. La suite più evoluta Fsd è disponibile sia in abbonamento (99 dollari al mese) sia come optional, a 8.000 dollari. E dal 14 febbraio non sarà più possibile acquistarla.
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Mercato italiano - Le 50 auto più vendute d'Italia a gennaio

4 Ruote - Feb 02,2026
Il 2026 inizia in maniera molto positiva per il mercato del nuovo: nel primo mese dell'anno si registra un +6,2% rispetto a gennaio 2025. Secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti, le nuove immatricolazioni di gennaio 2026 sono state 141.980 (a gennaio 2025 erano state 133.721).L'onda lunga degli incentivi statali per le auto elettriche arriva a lambire anche il primo mese dell'anno: le vendite di Bev sono cresciute del 40,6% rispetto a gennaio 2025. A segnare il miglior risultato sono comunque le plug-in, come del resto negli ultimi mesi: anche a gennaio la crescita è a tre cifre, con un +152% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Segno più anche per le ibride, mentre le motorizzazioni tradizionali continuano a perdere consistenti quote di mercato (anche il Gpl perde oltre il 30%). Fiat PandinaInattaccabile la prima posizione della citycar costruita a Pomigliano d'Arco, che anche nel primo mese del 2026 si conferma la regina del mercato: gli esemplari di nuova immatricolazione sono stati 13.308, più del doppio di quelli della Avenger, piazzatasi al secondo posto. Jeep AvengerLa B-Suv americana parte bene per il 2026 conquistando il secondo posto, con 5.133 nuove targhe. Questo modello è disponibile con powertrain benzina, mild hybrid (anche 4xe a trazione integrale) e full electric. Citroën C3Al terzo posto la best seller del Double Chevron, che registra 3.516 nuove immatricolazioni nel mese di gennaio. Questa compatta cittadina è disponibile, come la Avenger, con motorizzazioni benzina, mild hybrid e full electric. Fiat Grande PandaEntra nella top ten la nuova segmento B della Fiat, che condivide la piattaforma con C3 e Avenger: a listino con motori benzina, mild hybrid ed elettrici, nel mese di gennaio ha registrato 3.299 nuove immatricolazioni. Toyota Aygo XCon 3.029 nuove targhe, la citycar giapponese (appena rinnovata, con un nuovo powertrain full hybrid) si piazza al quinto posto della classifica di gennaio. Dacia SanderoPer il mese di gennaio, la più venduta delle auto della Dacia conquista "solo" la sesta posizione, con 2.937 nuove immatricolazioni. Nelle scorse settimane è arrivato il restyling nelle concessionarie. Renault ClioIn queste settimane arriverà nelle concessionarie la sesta generazione della compatta francese, che anche con il modello uscente continua a riscuotere consensi: a gennaio ne sono state immatricolate 2.651. Nella foto la quinta serie, cui si riferiscono i dati di vendita. Toyota YarisIl "piccolo genio" giapponese conquista l'ottavo posto della classifica del mese di gennaio con 2.499 nuove immatricolazioni. Quest'auto è disponibile con powertrain full hybrid da 116 e 131 CV (oltre alla sportiva GR a benzina). Peugeot 208La francese, che presto arriverà anche nella versione GTi ad alte prestazioni (con motore elettrico) registra per il primo mese dell'anno 2.462 nuove immatricolazioni: per lei è il nono posto. Volkswagen T-RocLa nuova generazione della Suv media di Wolfsburg ha debuttato qualche mese fa, e piace agli automobilisti italiani: con 2.440 targhe conquista la decima posizione della top ten di gennaio. 11. Peugeot 3008 - 2.37812. Dacia Duster - 2.33713. MG ZS - 2.23914. Toyota Yaris Cross - 2.22815. Nissan Qashqai - 2.16016. Opel Corsa - 2.13717. Audi Q3 - 2.09118. BMW X1 - 2.08919. Ford Puma - 2.06920. Renault Captur - 2.06821. Volkswagen Tiguan - 1.97122. Toyota C-HR - 1.97023. BYD Seal U - 1.81924. Volkswagen T-Cross - 1.61625. Alfa Romeo Junior - 1.54326. Kia Sportage - 1.52827. MG MG3 - 1.37928. Kia Picanto - 1.36529. Peugeot 2008 - 1.34830. Hyundai Tucson - 1.30531. Mercedes GLA - 1.27532. Omoda 5 - 1.25833. Audi A3 - 1.18234. BMW X3 - 1.16735. Fiat 600 - 1.10736. Ford Tourneo Courier - 1.09037. Nissan Juke - 1.07338. Fiat 500 - 1.05939. Citroen C3 Aircross - 1.03040. Lancia Ypsilon - 1.02741. Suzuki Swift - 95142. Leapmotor T03 - 94943. Audi A1 - 91944. Skoda Kamiq - 87545. Suzuki Vitara - 86946. Mercedes Classe A - 86647. BYD Dolphin Surf - 85648. Volkswagen Golf - 85649. Ford Kuga - 83850. Audi Q5 - 832 Gruppi e marchiPer quanto riguarda i costruttori, al primo posto troviamo sempre il gruppo Stellantis, che a gennaio ha immatricolato 46.295 veicoli, il 10,97% in più rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, quando erano stati 41.720. In crescita quasi tutti i marchi: Citroën (+2,78%), DS (+13,29%), Fiat (+20,49%), Jeep (+1,34%), Lancia (+15,39%), Opel (+11,24%). In calo Alfa Romeo (-8,56%) e Maserati (-57,14%). Nella galassia Stellantis c'è anche Leapmotor, che lo scorso anno di questi tempi debuttava sul mercato, immatricolando 161 vetture: a gennaio 2026 sono invece 1.118, con un incremento del +594,41%.Segno positivo anche per il gruppo Volkswagen, che a gennaio registra un +5,11%: le nuove targhe sono state 21.290, contro le 20.255 dello stesso mese dello scorso anno. In crescita tutti i marchi principali: Volkswagen (+2,97%), Audi (+2,62%), Cupra (+51,77%), Lamborghini (+11,86%) e Skoda (+8,32%). In calo solo Seat (-35,09%). Perde quote di mercato il gruppo Renault (13.294 targhe, -24,42%): segno più per la losanga (+5,81%) e Alpine (+230%), scende la Dacia (-40,77%).Risultati positivi anche per il gruppo Toyota (10.696 targhe, +0,69%) e BMW (7.719 targhe, +5,55%), così come Mercedes-Benz (5.525 targhe, +27,66%). In crescita MG (4.240, +2,64%), Nissan (3.408, +8,60%), Volvo (1.279, +15,85%), Mazda (1.198, +24,66%), Honda (1.006, +51,96%), Tesla (713, +74,75%), Subaru (182, +63,96%), Lynk & Co. (111, +81,97%) e Ferrari (88, +1,15%). In calo tutti gli altri: Ford (4.901, -5,95%), Kia (3.677, -7,05%), Hyundai (3.583, -4,71%), Suzuki (2.204, -19,62%), il gruppo DR (2.111, -0,38%), Land Rover (627, -2,94%) e Porsche (395, -33,28%).I gruppi cinesi continuano a fare storia a sé con crescite a tre cifre: oltre alla già citata Leapmotor, ecco come sono andati gli altri: BYD (3.553, +329,63%), il gruppo Chery con Omoda & Jaecoo (2.496, +357,14%), EMC (399, +143,29%), DFSK (222, +149,44%) e KGM (143, +361,29%). Le alimentazioniIl mese di gennaio conferma l'effetto positivo degli incentivi per le auto elettriche, che anche nei primi trentuno giorni del 2026 registrano una forte crescita (anche se inferiore a dicembre): con 9.446 nuove immatricolazioni (contro le 6.718 del 2025) l'incremento è del +40,6%, per una quota di mercato che passa dal 5 al 6,6%.Non dà segni di arrestarsi neppure il successo delle ibride plug-in, che a gennaio registrano 12.502 nuove targhe, contro le 4.961 dell'inizio del 2025: l'incremento è del +152%, la quota di mercato arriva all'8,7% (era il 3,7% all'inizio del 2025). Per quanto riguarda le ibride non ricaricabili, le mild sono state 54.138 (+20,6%, quota di mercato 37,7%), mentre le full sono state 20.604 (+32,8%, 14,4% la quota di mercato).Calano vistosamente le motorizzazioni tradizionali, come da diversi mesi a questa parte: -25,4% per la benzina, -16,6% per il gasolio e -32,8% per il Gpl. Tutti i dati del mercato I commenti di Unrae e Motus-E L'Unrae saluta favorevolmente l'inizio positivo del 2026 anche se, ricorda, "il confronto con il periodo pre-pandemia resta penalizzante: rispetto a gennaio 2019 mancano ancora circa 23.300 unità (-14,1%)", e sulla chiusura dell'anno suggerisce cautela. L'associazione delle Case estere invita il governo a "velocizzare le procedure per il rimborso degli importi anticipati dai concessionari: il settore risulta esposto finanziariamente per oltre 300 milioni di euro, con il rischio che eventuali ritardi possano riflettersi anche sui tempi di immatricolazione delle vetture incentivate". Da ultimo, ricorda Roberto Pietrantonio, presidente dell'Unrae, "per colmare il divario con gli altri mercati europei servono strumenti concreti ed efficaci", a cominciare dalla "riforma mirata della fiscalità delle flotte aziendali, intervenendo su detraibilità dell'IVA, deducibilità dei costi e tempi di ammortamento".Per Motus-E, che rappresenta la filiera della mobilità elettrica, i numeri di gennaio vanno letti con cautela: "sul piano europeo, nel 2025 la quota di mercato delle auto elettriche ha raggiunto il 20,1% in Francia, il 19,1% in Germania, il 9% in Spagna e il 23,5% nel Regno Unito. Lo scorso anno la market share dei veicoli full electric in Italia si era attestata al 6,2%". "I primi mesi del 2026 continueranno a beneficiare della corsa agli incentivi di ottobre", ricorda il presidente di Motus-E Fabio Pressi, "ma in prospettiva il ritardo sulla mobilità elettrica dell'Italia rischia di tornare ad aumentare". L'invito quindi è riprendere le agevolazioni statali, "che sono state confermate in toto in mercati come Francia e Spagna, e reintrodotte in Germania", e che contribuiscono "in modo decisivo alla tenuta del mercato".
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Test al Polo - Jaguar Type 00: la super GT da 1.000 CV messa alla prova nei ghiacci

4 Ruote - Feb 02,2026
Prosegue il percorso di avvicinamento della Jaguar Type 00 verso il debutto sul mercato. La Casa inglese ha diffuso nuove immagini dei prototipi durante i test di sviluppo al Circolo Polare Artico, senza per il momento fornire ulteriori informazioni sulla data di presentazione ufficiale. La berlina elettrica rappresenta una scommessa totale per la Jaguar, che ha chiuso la carriera di tutti gli altri modelli endotermici per rilanciarsi esclusivamente nel segmento delle auto a batteria di lusso. Record di collaudi per il nuovo progettoLa super berlina a batterie, che abbiamo già potuto assaporare da passeggeri, è definita dalla stessa Jaguar come una GT a quattro porte. Trattandosi di un progetto nato dal foglio bianco, lo sforzo ingegneristico è stato elevatissimo: 150 prototipi hanno percorso milioni di chilometri per sviluppare al meglio tutti i componenti e trovare la messa a punto ideale per mantenere il DNA del marchio nell'era della mobilità elettrica. Powertrain su misura e piattaforma JEALa piattaforma sulla quale la GT è costruita è totalmente inedita e specifica per il marchio del Giaguaro. Lo schema tecnico prevede tre motori elettrici e oltre 1.000 CV di potenza massima, asse posteriore sterzante, sospensioni ad aria di ultima generazione e cerchi da 23" con pneumatici su misura. Non ci sono ancora informazioni ufficiali sulla capacità della batteria (si ipotizza l'unità da 118 kWh della Range Rover elettrica) e la Casa non ha per il momento confermato le indiscrezioni circa l'arrivo di una futura variante con Range Extender a benzina.
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Auto cinesi - Chery sbarca in Italia: gamma ibrida in arrivo, ecco quando

4 Ruote - Feb 02,2026
Il gruppo Chery si prepara ad arrivare anche in Italia, dopo aver firmato nei giorni scorsi un importante accordo di collaborazione con il gruppo DR Automobiles, che rinnova la ventennale partnership tra le due realtà e apre la strada al debutto del brand Chery sul nostro mercato. Il gruppo cinese è già presente con i marchi Omoda & Jaecoo, a cui nel corso dell'anno si affiancheranno anche Lepas e iCaur. I primi modelli a marchio Chery arriveranno in Italia entro giugno. La gamma della CheryLa Chery punterà principalmente su powertrain ibridi, in particolare full hybrid e plug-in, per arrivare ad avere - insieme agli altri brand - una gamma completa di New Energy Vehicles (Nev), in grado di "soddisfare le diverse esigenze dei consumatori italiani", ma al tempo stesso "consolidando la presenza strategica del gruppo in Europa". I modelli esatti non sono ancora stati comunicati, ma abbracceranno tutto il mercato, dalle compatte di segmento A fino alle multispazio a sette posti. L'impegno in Italia e in EuropaDa 23 anni il gruppo Chery è il principale esportatore di auto cinesi nel mondo: nel 2025 sono stati 1,34 milioni i veicoli che hanno lasciato la Cina per arrivare nel resto del globo. L'azienda possiede otto centri di ricerca e sviluppo tra Europa, Asia e America, e in Italia punta a diventare un player di primo piano grazie anche alla costruzione di una rete di vendita e assistenza dedicata. Un impegno che la Chery definisce "In Italy, For Italy, Be Italy".
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Test - Ferrari 849 Testarossa: librido che piace e ridefinisce la bella guida - VIDEO

4 Ruote - Feb 02,2026
Raccogliere un testimone importante come quello della SF90 Stradale è tutt'altro che semplice. Soprattutto se decidi anche di rispolverare un nome iconico dalle parti di Maranello. Ma la Ferrari non delude mai quando presenta una nuova stradale. E con la nuova 849 Testarossa il Cavallino è riuscito ad alzare ancora di più l'asticella delle prestazioni Ferrari, spostandola oltre quel limite che credi sia irraggiungibile, finché non ti metti al volante e capisci che gli uomini in rosso ce l'hanno fatta anche questa volta. Io l'ho scoperto sul circuito Monteblanco e nelle strade tra Valencia e Huelva, in Spagna. Dove ho vissuto un'esperienza paranormale per noi comuni mortali, ma che è la quotidianità (o quasi) di un cliente Ferrari. Testarossa l'abbiamo pensata per chi vuole girare in pista, farsi qualche giro al limite e poi tornare su strada e andare a fare shopping mi raccontano i ragazzi in rosso. Ha 1.050 cavalli, tre motori elettrici e un V8 biturbo (per i dettagli tecnici, vi rimando al nostro articolo dello scorso anno). Ciò nonostante, la cosa che più mi ha impressionato di lei è quanto sia facile da guidare. Tra i cordoli, sì, ma soprattutto fuori. Perché è vero, sullo scivolosissimo asfalto bagnato del Monteblanco, la Assetto Fiorano ha dimostrato doti di trazione quasi impensabili, portandomi a velocità folli con un'esuberanza esilarante. Ti stampa un sorriso sulla faccia a ogni uscita di curva, dopo che hai stretto i denti in staccata per sopportare l'elevatissima forza longitudinale che riescono a generare (anche in queste condizioni) gli enormi freni carboceramici sviluppati insieme alla Brembo. Che sono di tipo by-wire, ma ti raccontano con una precisione notevole come le pastiglie stanno mordendo i dischi e come le gomme afferrano l'asfalto. Per non parlare del blending pressoché perfetto tra frenata dissipativa (quella di dischi e pastiglie, appunto) e quella rigenerativa. Perché, qui, l'ibrido plug-in oltre a caricarsi col classico cavo, recupera (tanta) energia in frenata, oppure sfruttando il moto del V8 da 830 CV, riempiendo la batteria da 7,45 kWh in men che non si dica.Forse anche troppo rapidamente, almeno sugli esemplari di pre-serie che ho guidato: in condizioni di basso carico, lasciando scorrere la Testarossa accarezzando il gas, ho notato un leggerissimo effetto di tira e molla dovuto alla frenata rigenerativa, che entra in funzione per caricare le batterie ma poi si stacca, perché sente una piccolissima percentuale di acceleratore premuto. Un dettaglio difficile da percepire, che mi è parso l'unica nota leggermente stonata in una sinfonia pressoché perfetta. Storcere il naso per questo tipo d'elettrificazione è totalmente sbagliato: nessun termico puro potrebbe raggiungere questi livelli prestazionali garantendo al contempo una fruibilità quotidiana elevata: ed è proprio questo il punto di forza della 849 Testarossa. Su strada, se vuoi, è docile e pacata, con il V8 che si spegne molto spesso lasciando la scena alla parte elettrica, che ti porta a velocità sostenute con un'ottima progressione. E tra i cordoli, magari in modalità Qualify (la più estrema del nuovo eManettino touch) ti proietta a velocità inusitate, comunicandoti con anticipo quello che sta per fare. Tanto col Manettino (quello tradizionale, analogico) in Sport quanto in Race o, addirittura in CT Off, quando l'elettronica lascia al tuo piede destro la gestione (quasi) totale della trazione.Meravigliosamente semplice da capire, ha dei limiti molto elevati, che in qualche decina di giri è difficile raggiungere. Quello che posso dirvi, parlando della pura efficacia in pista, è però che di auto (stradali) così ne ho guidate davvero poche. L'assetto (passivo sulla Assetto Fiorano) ha una taratura ottimale per la pista: i movimenti del corpo vettura sono limitati allo stretto necessario, ma neppure sui cordoli ti dà la sensazione di essere troppo duro. L'erogazione del V8 è puro godimento quando ti avvicini agli 8.300 giri a cui è limitato, mentre sotto hai l'elettrico che sopperisce ai ritardi fisiologici dell'erogazione termica, tirandoti fuori dalle curve con precisione e rapidità disarmanti. E poi c'è quella posizione di guida magnifica, comoda e non troppo distesa, col volante bello verticale, collegata a uno sterzo che è pura poesia: a Maranello, sotto questo punto di vista non hanno rivali. Su una vettura integrale così, non me lo aspettavo: pensavo che la trazione all'avantreno inquinasse la purezza del comando come su altre vetture sportive, e invece la 849 Testarossa racconta alle tue mani una storia fatta di dettagli minimi, che ti fanno entrare in simbiosi con l'auto. Preciso, diretto, leggero il giusto: trovargli un difetto è difficile. Come lo è trovare una critica per questo modello. Se proprio dovessi appuntare qualcosa, direi che io (185 cm, ma con un busto lungo) non sono comodissimo con il casco indossato. Problema che non si pone su strada, che è il vero regno di questa sportiva. Tra le curve aperte al traffico vanta una docilità fuori dal comune, si lascia gestire come se avesse meno della metà dei suoi cavalli, ma è sempre pronta a scatenare tutta la potenza con un semplice movimento del tuo piede destro. confortevole, offre una buona visibilità anteriore (dietro, però, il punto cieco dei montanti è molto importante), fa duettare elettrico e termico con grande armonia ed è pure silenziosa. Forse anche troppo. Perché va bene avere l'elettrico che azzera il suono, ma il V8, purtroppo, ha una voce tappata dalle normative antinquinamento (anche acustico) volute dall'Unione Europea.A Maranello potrebbero farlo urlare come pochi, ma non possono. Dunque, hanno studiato uno scarico di Inconel pensato per accordare le note del quattro litri rendendole più piacevoli e coinvolgenti. Perché ok doversi piegare a Bruxelles, ma a Maranello comanda ancora la passione.
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Skoda - La Epiq è in arrivo: ecco le prime foto ufficiali dell'elettrica da 25 mila euro

4 Ruote - Feb 02,2026
La Skoda ha pubblicato le prime foto ufficiali della Epiq, mostrando un esemplare camuffato con una coloratissima livrea. Le differenze con la concept svelata all'IAA di Monaco del 2025 sono minime e non resta che attendere l'ormai imminente debutto sul mercato. Lo stile è quello della conceptLa cinque porte elettrica si pone alla base dell'offerta elettrica della Skoda a un prezzo di circa 25.000 euro. Il modello è stato sviluppato sulla medesima piattaforma MEB+ della Cupra Raval e delle Volkswagen ID. Polo e ID. Cross. Lo stile è figlio del completo rinnovamento del design della Casa boema: nel frontale troviamo i gruppi ottici sdoppiati e otto grandi feritoie verticali, mentre la mascherina chiusa è ancora parzialmente coperta dalle pellicole. La fiancata presenta parafanghi allargati e maniglie tradizionali, mentre la coda riprende i fari Led a forma di T. Elettrica da 420 km di autonomiaIn attesa di conoscere i dati tecnici definitivi, facciamo riferimento a quelli della concept: 4,1 metri di lunghezza, 475 litri di capienza del bagagliaio e powertrain elettrico con un singolo motore anteriore. Poiché la cugina ID.Cross dichiara 211 CV e 420 km di autonomia, è molto probabile che lo stesso schema tecnico sia stato scelto anche per la piccola Skoda Epiq.
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Nuova elettrica - MG4 Urban, nel Regno Unito si parte da 27 mila euro: a breve i prezzi per l'Italia

4 Ruote - Feb 02,2026
La MG ha aperto nel Regno Unito le prenotazioni dell'elettrica MG4 Urban, che al momento affiancherà a listino l'attuale MG4, a sua volta oggetto di un (piccolo) aggiornamento e una sforbiciata alla gamma. La MG4 Urban sarà disponibile in due allestimenti, Comfort e Premium, con prezzi che partono da 23.495 sterline, pari a poco più di 27 mila euro. Questo modello arriverà anche in Italia nella prima metà dell'anno: specifiche tecniche e prezzi non sono ancora stati annunciati, ma il listino inglese ci permette di farci un'idea di quanto costerà anche da noi. Due motori, due batterieLa MG4 Urban guadagna una decina di centimetri sulla "sorella" MG4 (4,39 metri contro 4,29), e ha un passo di 2,75 metri (+45 mm). Nell'abitacolo la plancia è dominata da un grande schermo dell'infotainment da 15,6", con un software sviluppato in collaborazione con la Oppo, che sfrutta il potente microprocessore Qualcomm Snapdragon 8155. La versione meno potente monta un'unità elettrica da 110 kW (150 CV), abbinata a una batteria da 43 kWh, per un'autonomia dichiarata di 323 chilometri; la più potente ha un motore da 118 kW (160 CV) e accumulatori da 53,9 kWh, per una percorrenza di 415 chilometri. I prezzi della MG4 UrbanEcco il listino completo della gamma della MG4 per il Regno Unito:MG4 Urban Comfort Standard Range: 23.495 (circa 27.100 euro)MG4 Urban Comfort Long Range: 25.495 (circa 29.500 euro)MG4 Urban Premium Long Range: 27.995 (circa 32.300 euro) MG4 EV MY26 Premium Long Range: 29.995 (circa 34.600 euro)MG4 EV MY26 Premium Extended Range: 32.995 (circa 38.100 euro)MG4 EV MY26 XPower: 33.995 (circa 39.200 euro)
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Olimpiadi invernali - Le gomme dei Giochi: Pirelli equipaggia la flotta di Milano Cortina 2026

4 Ruote - Feb 02,2026
In qualità di Olympic and Paralympic Partner di Milano Cortina 2026, la Pirelli equipaggerà la flotta ufficiale dei giochi olimpici che prenderanno il via il prossimo 6 febbraio. Saranno circa tremila le auto impegnate a vario titolo nell'evento: Abarth, Alfa Romeo, Fiat, Lancia e Maserati. Tutte, però, monteranno i pneumatici winter e all season dell'azienda milanese. A livello operativo il supporto sarà garantito dalla rete di rivenditori Pirelli, tramite un servizio di assistenza dedicato. Le gomme dei giochiLa flotta monterà prodotti di punta della gamma Pirelli, tra cui il Cinturato Winter 3, pneumatico ad alte prestazioni per berline e crossover che ha ottenuto il primo posto nei test di frenata, trazione e handling su neve condotti da Dekra e TV. Ci saranno poi lo Scorpion Winter 2 e il P Zero Winter 2 per i modelli più sportivi, affiancati dal Cinturato All Season SF3 per la gamma quattro stagioni, tutti caratterizzati da elevate prestazioni su neve e bagnato. Su alcuni pneumatici è disponibile anche la tecnologia Elect, sviluppata per veicoli elettrificati per migliorare autonomia, confort acustico e comportamento dinamico grazie a mescole specifiche, strutture rinforzate e resistenza al rotolamento ridotta fino al 10%.
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Porsche - I segreti della Cayenne elettrica: viaggio nella fabbrica robotizzata che produce le batterie

4 Ruote - Feb 02,2026
Varcando la soglia dello Smart Battery Shop Porsche di Horná Streda, dopo aver indossato camice e copriscarpe per non contaminare l'ambiente, la prima cosa che sorprende è la scarsa presenza umana. Sparse su 41.100 metri quadrati di superficie, le linee scorrono praticamente da sole, tra 369 robot degni di un film di fantascienza, celle impilate con precisione millimetrica e schermi che mostrano in tempo reale lo stato di ogni singolo processo. Ogni ora vengono prodotti 132 moduli batteria da 113 kWh ed è qui, a poco più di un'ora da Bratislava, che inizia il percorso industriale della nuova Porsche Cayenne elettrica, destinata a segnare una tappa chiave nella strategia verde del costruttore tedesco. Una fabbrica digitale e sostenibileLo stabilimento slovacco è stato concepito come una fabbrica completamente digitalizzata. Un digital twin replica in tempo reale ogni fase della produzione e interviene immediatamente in caso di criticità. Con lo Smart Battery Shop abbiamo messo insieme decenni di esperienza nell'industrializzazione, sposando le tecnologie più avanzate nella produzione delle batterie, spiega Stefanie Fischer, responsabile del progetto. L'impianto utilizza energia rinnovabile, con il supporto di impianti fotovoltaici e sistemi a pompa di calore, puntando a un'elevata autosufficienza e riducendo l'impronta di CO. Flessibilità e tracciabilità in cloudLa flessibilità è uno degli aspetti chiave dell'impianto. Lo Smart Battery Shop non è stato pensato esclusivamente per la Cayenne: la sua architettura è già predisposta per adattarsi a volumi diversi e per realizzare in futuro moduli batteria differenti. Tutti i dati vengono raccolti e archiviati in cloud, garantendo una tracciabilità completa nel tempo e la possibilità di analizzare ogni modulo anche a distanza di anni grazie all'intelligenza artificiale. L'assemblaggio a Bratislava: dove l'uomo incontra la macchinaDal silenzio quasi asettico di Horná Streda si passa al ritmo della fabbrica Volkswagen di Bratislava, dove la Cayenne elettrica prende forma. Su una linea lunga 523 metri vengono costruite insieme le versioni ibride attuali e le nuove varianti elettriche. Qui la presenza degli operatori è costante in tutte le fasi di montaggio e controllo qualità. Il SUV elettrico Porsche può essere configurato con un'ampia gamma di personalizzazioni, dai colori speciali ai materiali su misura, unendo efficienza industriale e cura quasi artigianale. Il futuro della mobilità PorscheLa nostra forza è riuscire a combinare flessibilità produttiva e competenze delle persone sulla linea, sottolinea Alexander Eckert, responsabile produzione e logistica Porsche a Bratislava. Il percorso della Cayenne elettrica parte da una batteria realizzata internamente in un contesto fortemente digitalizzato e si completa su una linea dove l'automazione convive con il contributo umano. Su questo equilibrio tra innovazione e tradizione, Porsche costruisce la propria visione per un futuro a zero emissioni.
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Febbraio 2026 - Quattroruote compie 70 anni con la prova della Fiat 500 Hybrid e un'intervista esclusiva a Giugiaro

4 Ruote - Feb 02,2026
Quattroruote compie 70 anni.Tanto è passato da quando, nel febbraio del 1956, arrivò in edicola il primo numero del nostro mensile, fondato da Gianni Mazzocchi. Poco dopo, in aprile, si aggiunse un sottotitolo profetico: Rivista mensile per gli automobilisti di oggi e di domani. Quel domani, è il caso di dirlo, è andato molto lontano. E noi lo celebriamo con un numero speciale, in edicola dal 3 febbraio e già disponibile in Digital Edition, in cui ripercorriamo sette decenni d'auto (e di italiani): una sezione che trovate anche sul nostro sito e che verrà arricchita nel corso del 2026 con nuovi contenuti.Nel frattempo, vi proponiamo le interviste a Giorgetto Giugiaro, uno dei più grandi designer del '900, e ad Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis, che ci ha concesso un colloquio esclusivo sul presente e sul futuro del gruppo.E non è finita qui: nel suo editoriale, il nostro direttore Alessandro Lago vi fa una domanda: che auto desiderate - anzi, desideriamo - davvero? Proprio così: nel nostro settantesimo anno abbiamo deciso di dare nuovo spazio alla voce di chi, nel dibattito attuale, si sente troppo poco ascoltato. E cioè a chi l'auto la deve comprare e usare ogni giorno. E dunque: che auto desiderate? Quanto siete disposti a spendere? Cosa ritenete indispensabile e cosa superfluo? Quali tecnologie vi convincono e quali vi lasciano perplessi? Cosa oggi riesce ancora a emozionarvi in un'automobile e cosa, invece, sentite mancare? Rispondeteci partecipando al nostro sondaggio e aiutandoci a rendervi un servizio e un'informazione sempre migliori. Bastano due minuti!         Prove su strada Fiat 500 HybridLa Fiat 500 che nacque soltanto elettrica diventa, finalmente, anche ibrida. Torna coi piedi per terra, insomma, per assecondare le richieste del mercato e le carte in regola per ripetere i successi che le appartengono ci sono tutte: design fra i più riusciti in assoluto, piattaforma più moderna (Adas e Infotainment al passo coi tempi) e un'abitabilità superiore al modello datato 2007, almeno ai posti anteriori perché dietro, e nel baule, resta come prima.L'unico aspetto che non fa segnare miglioramenti è proprio il motore ibrido, il noto 3 cilindri 1.0 aspirato che aveva fatto il suo debutto nel 2020 con Panda e 500. Per adeguarsi alla Euro 6bis, la 500 Hybrid perde cinque cavalli (da 70 a 65) e aumenta di peso, per cinquanta chili circa. Risultato: c'è meno sprint. All'atto pratico, però, in ambito cittadino non si patisce più di tanto, occorre soltanto darsi da fare con il cambio manuale per tenere bello vispo il 3 cilindri. Il comportamento dinamico è più che buono: a prova di neopatentato. La prova della 500 Hybrid è su Quattroruote di febbraio 2026 e nella sezione QPremium. Audi Q3 SportbackAnche la terza serie dell'Audi Q3 ripropone la variante Sportback. Esteticamente più dinamica, con la coda spiovente, non costringe a grandi rinunce in termini di spazio rispetto alla sorella: il passo è lo stesso - 268 centimetri - e, dietro, se ne perdono soltanto tre in senso verticale. Facile entrare in confidenza con l'infotainment Mmi, anche se in questa versione è un po' più semplice - nelle grafiche e nelle funzionalità - rispetto a ciò cui Audi ci ha abituato. In ogni caso, oltre agli schermi di generose dimensioni (12,3") di serie ci sono il navigatore con aggiornamento del traffico in tempo reale e le connettività wireless per Android ed Apple, piastra di ricarica (ventilata) inclusa. L'Audi Q3 Sportback oggetto della prova punta tutto sull'immarcescibile 2.0 TDI, qui senza alcun tipo di elettrificazione (c'è soltanto il classico start & stop), con 150 cavalli, trazione anteriore e cambio automatico a doppia frizione a 7 rapporti. Così, la Q3 Sportback non è brillantissima nello scatto, ma i 360 Nm e la fluidità della trasmissione gestiscono bene i cambi di passo. In sintesi parliamo di una buona globetrotter, comoda, con tanta autonomia (secondo il Centro prove, 834 km in media, più di 800 in autostrada). Ciò detto, si meriterebbe un affinamento nell'assetto.  Toyota Aygo XL'avevamo già accarezzata sul finire dello scorso anno, ma adesso finalmente abbiamo il verdetto dei numeri: la nuova Toyota Aygo X, grazie al powertrain full hybrid ereditato dalla Yaris, fa un enorme balzo in avanti in termini di prestazioni e consumi. Ecco un paio di numeri per inquadrare meglio la situazione: 26 km/litro reali in città e una media di 21,7, pari a quasi il 30% di miglioramento rispetto al precedente 3 cilindri 1.0 termico. Stessa musica sul fronte delle prestazioni: l'accelerazione 0-100 scende da 16,1 a 9,6 secondi, una vita.Il resto, nel complesso, resta allineato a prima, data la medesima struttura di base. Il comportamento della Aygo X Hybrid è agile e sicuro, anche nelle manovre d'emergenza, e il confort discreto, oltretutto leggermente migliorato. L'abitacolo garantisce spazio a sufficienza davanti, mentre dietro e nel baule occorre sacrificarsi un poco. Più moderno il comparto multimediale: strumenti digitali, infotainment connesso, piastra di ricarica wireless. Leapmotor B10Già sulla carta promette bene: una C-Suv da 4 metri e mezzo di lunghezza, spaziosissima e straordinariamente accessoriata, proposta a circa 30 mila euro. Ed è elettrica! La Leapmotor, startup cinese gestita (in Europa) da Stellantis, è aggressiva coi prezzi e con i contenuti tecnici. Lo dimostra la B10, che ha raccolto subito parecchi consensi fra coloro che sono alla ricerca di un'auto a batteria adatta alla famiglia. La prova del nove, sulla pista di Vairano, conferma le buone doti del prodotto: la B10 spicca in termini di confort, di spazio per passeggeri e bagagli ed è un buon compromesso fra prestazioni ed efficienza. Con la batteria più grande (65 kWh netti) garantisce un'autonomia adeguata (circa 350 km in media, che salgono a quasi 450 in città) e la velocità di ricarica presso le Hpc, durante i viaggi, è piuttosto rapida, sebbene la curva sia molto altalenante. Qualche riserva, invece, sull'interazione uomo-macchina, ancora acerba come del resto la maggior parte dei prodotti cinesi. Migliorata quella, la strada è giusta.  Primo contattoQuesto mese abbiamo guidato la nuova Jeep Compass con l'atteso powertrain full hybrid; il prototipo della Volkswagen ID. Polo, elettrica compatta che verrà proposta dopo l'estate a partire da 25 mila euro; e infine la BYD Atto 2, una plug-in hybrid da 1.000 km di autonomia complessiva. Anteprime e AutonotizieNel 2027, la Peugeot 208 avrà un'erede che punterà forte sul design e sull'innovazione, anche all'interno dove debutterà un nuovo volante con sistema steer-by-wire: l'abbiamo ricostruita con dei rendering esclusivi che trovate nella sezione Anteprime, insieme alla nuova Mercedes-AMG Suv. Molto più presto, invece, debutteranno modelli che abbiamo visto al Salone di Bruxelles: tante le nuove vetture presentate, tra cui le Kia EV2, Volvo EX60 e Mazda CX-6e. Non mancano le nostre rubriche Hanno detto che, con il numero uno di Nvidia e i suoi annunci al Ces di Las Vegas, e la retrospettiva dedicata alle copertine storiche. A chiudere la sezione, la Dakar vinta dalla Dacia e le Finali Mondiali di Gran Turismo a Fukuoka: siamo andati in Giappone per seguire queste gare di simracing, scoprendo un mondo che solo in parte ci si può immaginare da casa. Attualità e InchiesteChe cosa avrebbero potuto sognare gli automobilisti italiani per il nuovo anno? Magari una boccata di ossigeno sui prezzi di listino, sulle tasse, sul caro-polizza e sui carburanti. Invece, il 2026 si è aperto con una serie di aumenti. Se vi sentite tartassati non perdete il servizio "Quattro bastonate e una caramella". In "La versione di Antonio" invece, il nuovo amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, spiega in un'intervista esclusiva la sua visione strategica alla vigilia del piano industriale. Vi raccontiamo anche perché Trump vuole la Groenlandia e dedichiamo ampio spazio allo Speciale 70 di Quattroruote: un viaggio temporale nell'Italia che si è trasformata, con i ricordi di Giovanna Mazzocchi e un'intervista a Giorgetto Giugiaro focalizzata sul domani dietro l'angolo. Come richiedere allegati e dossierChi è abbonato a Quattroruote può richiedere gli allegati e i dossier inviando un'email a uf.vendite@edidomus.it, oppure telefonando al numero 02.56568800 (da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 18).
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Economia circolare - Svolta BMW: arriva il riciclo diretto delle batterie senza trattamenti chimici o termici

4 Ruote - Feb 02,2026
Il gruppo BMW ed Encory hanno inaugurato a Salching, in Bassa Baviera, l'impianto Cell Recycling Competence Center (CRCC), che si occupa di riciclo diretto delle batterie. Questa tecnologia, sviluppata internamente dalla Casa tedesca, consente lo smontaggio dei materiali residui della produzione di celle per batterie, eliminando le tradizionali fasi di trattamento chimico o termico, con gli annessi (ed elevati) consumi energetici. Le materie prime così recuperate vengono reintrodotte direttamente nel ciclo produttivo, senza necessità di essere riportate allo stato originario. Tonnellate da riciclare ogni annoIl centro, realizzato in un capannone di 2.100 m con impianti fotovoltaici sul tetto, è gestito dalla joint venture Encory (partecipata al 50% da BMW Group e Interzero Group), impiega circa 20 addetti e conta di riciclare diverse decine di tonnellate di batterie all'anno, riutilizzate per la produzione di altri accumulatori nello stabilimento di Parsdorf, portando così avanti la strategia del Gruppo BMW per l'introduzione di soluzioni di economia circolare lungo tutta la filiera delle batterie.
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Mercato Italia - Il diesel è morto? No: nell'usato domina e i costruttori non lo abbandonano

4 Ruote - Feb 02,2026
Chi ha detto che il diesel è morto? Certo, nelle concessionarie è buio pesto, ma nel mercato dell'usato le cose non vanno poi così male. E, al contrario di quello che comunemente si pensa, l'industria europea, soprattutto quella tedesca, non ha ancora mollato la tecnologia che dai tempi del Dieselgate è sul banco degli imputati.Non ci credete? Armatevi di pazienza e seguiteci in questa incursione nei numeri. Che, ovviamente, non hanno la pretesa di essere validi sempre, ovunque e per chiunque, come sempre succede quando si parla di dati medi. Nel nuovo è un bagno di sangueIniziamo dalle auto nuove, Nel 2025 le immatricolazioni diesel sono crollate: -31,46% per le macchine alimentate solo a gasolio e -23,62% per le diesel nel loro complesso, ibride mild e full comprese. Certo, come si può vedere dallo specchietto qui sotto, le hybrid hanno tenuto, ma si tratta di una fetta di mercato piccola, inferiore persino a quella che nel 2025 si sono ritagliate le elettriche (6,21%). Il risultato è che, in termini di quota di mercato, il diesel in senso lato ha perso quasi 4,3 punti scendendo al 15% (nel 2018, per dire, era al 51%...). Gasolio leader nell'usatoNell'usato, però, il gasolio appare tuttora sotto un'altra luce. Certo, l'arretramento c'è stato anche lì (la quota gasolio nei passaggi di proprietà è diminuita di 2,6 punti), ma il solo diesel la fa ancora da padrone nei piazzali dell'usato e nelle compravendite tra privati, con il 40,8% dei passaggi di proprietà netti registrati al Pra nel 2025 rispetto al 36,6% delle auto solo a benzina (rispettivamente 42,7% e 46% includendo le rispettive ibride). Le quotazioni e il valore residuo non crollanoSi dirà: ok, gli acquisti di macchine usate tengono grazie all'enorme circolante a gasolio accumulato negli anni in cui questa alimentazione ha dominato le immatricolazioni, i prezzi, peròE invece no. Premesso che, in generale, nel 2025 è proseguito il calo delle quotazioni dopo i forti rialzi registrati negli anni post Covid, il valore residuo medio del gasolio non ha registrato particolari scossoni. Anzi. A fronte di un arretramento medio complessivo di 4,75 punti percentuali del superindice dell'usato di Quattroruote Professional, tra gennaio 2025 e gennaio 2026 il diesel (Hev e Mhev comprese) ha perso solo 3,89 punti, in linea con il dato medio delle auto a benzina (-3,80). Insomma, non è vero, statistiche alla mano, che l'usato a gasolio è diventato invendibile, come sostiene qualcuno. In un anno l'offerta non è cambiataAnche perché l'industria nel diesel sembra credere ancora. Secondo la Banca dati di Quattroruote Professional, a gennaio 2026 risultano in vendita in Italia 113 modelli (il 14,4% del totale) con almeno una versione a gasolio (ibride mild e full comprese, plug-in escluse). Complessivamente, le versioni diesel sono ben 1215, il 22,5% di tutte quelle a listino. La cosa un po' sorprendente è che l'offerta non è cambiata rispetto a gennaio 2025 (anche se, va detto, si era sensibilmente ridotta nel corso del 2024). Ormai è un affare della GermaniaMa quali Case offrono tuttora versioni a gasolio? Secondo Quattroruote Professional, 24 su 75, una su tre. La maggior parte dei modelli con almeno una versione diesel, però, è presente nei listini di solo quattro brand: Mercedes-Benz, BMW, Audi e Volkswagen offrono attualmente il 57% di tutti i modelli in vendita (il 55% un anno fa) e il 70% di tutte le versioni (il 71% un anno fa). Insomma, il diesel, oggi, parla quasi solo tedesco.
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Flotte e professionisti - Cupra lancia l'allestimento Business per Formentor, Terramar e Leon Sportstourer

4 Ruote - Feb 02,2026
La Cupra ampia l'offerta di Formentor, Terramar e della Leon Sportstourer (la versione station wagon della compatta spagnola) con l'allestimento Business, dedicato alle flotte e ai professionisti, ma disponibile anche ai clienti privati. Già ordinabile, arricchisce le versioni d'attacco con il pacchetto Edge e dotazioni specifiche per i diversi modelli. Cupra Terramar BusinessLa Suv Terramar rende disponibile l'allestimento Business per le motorizzazioni mild hybrid da 150 CV, ibrida plug-in da 204 CV e benzina da 204 CV con trazione integrale 4Drive. La dotazione si arricchisce del pacchetto Edge, che comprende climatizzatore a tre zone, illuminazione ambientale Smart Wraparound, accesso e avviamento senza chiave, portellone elettrico, volante riscaldato, specchietti ripiegabili elettricamente, vetri posteriori oscurati, cavo di ricarica Mode 3 (per la plug-in) e cruise control adattivo. Di serie anche la vernice metallizzata nei colori Timanfaya Grey, Cosmos Blue, Midnight Black e Glacial White e i cerchi di lega da 18.Terramar 1.5 Hybrid DSG Business: 43.900 euroTerramar 1.5 e-Hybrid DSG Business: 49.100 euroTerramar 2.0 TSI DSG 4Drive Business: 47.900 euro Cupra Formentor BusinessLa Formentor Business è disponibile per tutte le motorizzazioni in gamma, eccezion fatta per le versioni VZ ad alte prestazioni: la mild hybrid da 150 CV, la benzina da 150 e 204 CV, la diesel da 150 CV e la plug-in da 204 CV. Come la Terramar, viene aggiunto il pacchetto Edge con l'illuminazione ambientale Smart Wraparound, l'accesso senza chiave Keyless Advanced, la videocamera posteriore e il portellone elettrico. Di serie anche i cerchi da 18" e la vernice metallizzata nei colori Midnight Black, Glacial White e Magnetic Tech.Formentor 1.5 TSI Business: 38.500 euroFormentor 1.5 Hybrid DSG Business: 42.150 euroFormentor 2.0 TDI DSG Business: 43.050 euroFormentor 2.0 TSI 4Drive DSG Business: 45.350 euroFormentor 1.5 e-Hybrid DSG Business: 48.000 euro Leon Sportstourer BusinessLa Leon Sportstourer Business, versione station wagon della hatchback spagnola, è disponibile con le motorizzazioni mild hybrid da 150 CV, la benzina da 150 e 204 CV, la diesel da 150 CV e la plug-in da 204 CV. Anche in questo caso, il pacchetto Edge aggiunge l'accesso senza chiave Keyless Advanced, l'illuminazione ambientale Smart Wraparound, la videocamera posteriore, l'antifurto e il portellone elettrico, cerchi di lega da 18" e vernice metallizzata nei colori Midnight Black, Glacial White e Magnetic Tech.Leon Sportstourer 1.5 TSI Business: 35.700 euroLeon Sportstourer 1.5 Hybrid DSG Business: 39.500 euroLeon Sportstourer 2.0 TDI DSG Business: 40.000 euroLeon Sportstourer 2.0 TSI 4Drive DSG Business: 43.050 euroLeon Sportstourer 1.5 e-Hybrid DSG Business: 45.950 euro
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Stati Uniti - Ford-Xiaomi, retroscena e smentite: la vera partita potrebbe giocarsi in Europa

4 Ruote - Feb 02,2026
Negli ultimi due giorni, il Financial Times ha riportato di nuovo l'attenzione sulle mire espansionistiche dei costruttori cinesi: la Ford, secondo la testata finanziaria britannica, avrebbe intrattenuto colloqui con Xiaomi per costituire una joint venture per la produzione di veicoli elettrici negli Stati Uniti.Le indiscrezioni sono state seccamente e prontamente smentite da entrambe le aziende, ma riaccendono comunque le attenzioni sulle strategie delle Case del Dragone e, ancor di più, sui primati raggiunti nel campo delle auto a batteria: gli occidentali, volenti o nolenti, devono purtroppo affidarsi ai loro rivali orientali se vogliono veramente puntare sull'elettrico. Non a caso, negli Stati Uniti la stessa Ford è finita nel tritacarne delle polemiche politiche per altre indiscrezioni di stampa: i presunti colloqui con un altro colosso cinese, BYD, per la produzione proprio di accumulatori. I riflessi della "geopolitica"Vediamo dunque cosa sta succedendo oltreoceano, perché quello che avviene in giro per il mondo ha riflessi anche in Europa, uno dei mercati maggiormente messi nel mirino dai cinesi negli ultimi anni. In tal senso, sono ormai note le conseguenze delle politiche protezionistiche americane, che stanno spingendo le aziende cinesi a individuare nuovi sbocchi commerciali per i loro prodotti: di recente, per esempio, la Chery ha acquistato la fabbrica della Nissan a Rosslyn, in Sudafrica, mentre non si contano le operazioni di sbarco dei costruttori del Dragone nel Sud-est asiatico o in America Latina.In questo quadro, la vicenda tutta italiana della Pirelli, con lo stallo sulla governance tra Camfin e il management da una parte e la Sinochem dall'altra, riassume bene quanto sia importante tenere in debita considerazione quanto avviene negli USA: i vincoli introdotti dall'ex amministrazione Biden (non quella attuale di Trump) all'uso di software e hardware di Paesi ostili come, per l'appunto, la Cina rischiano di limitare le attività della società della Bicocca in uno dei suoi maggiori mercati al mondo. Cosa sta succedendo in UsaTorniamo indietro di qualche giorno per riepilogare la vicenda. Sabato scorso il Financial Times, sulla base di fonti a conoscenza del dossier, scrive di colloqui tra Ford e Xiaomi per una partnership nel campo delle elettriche, incentrata su una joint venture per la produzione di auto a batteria negli Stati Uniti.Immediate le smentite. Un portavoce dell'Ovale Blu ha bollato l'articolo come completamente falso. Xiaomi ha aggiunto l'azienda cinese non vende i suoi prodotti e servizi negli Stati Uniti e non sta negoziando per farlo.Detto questo, non va dimenticato il contesto: i colloqui, infatti, sarebbero avvenuti in un quadro di crescenti tensioni commerciali tra Pechino e Washington. Inoltre, l'amministrazione Trump ha tagliato i sostegni alle elettriche, spingendo le Big Three di Detroit a ridurre drasticamente il loro impegno sull'elettrificazione. il caso della stessa Ford, costretta a contabilizzare una svalutazione multimiliardaria delle sue attività su elettriche e batterie.L'amministratore delegato Jim Farley non ha mai fatto mistero della sua ammirazione per i risultati raggiunti dai cinesi, ma nell'attuale quadro politico è difficile pensarlo attivo in discussioni con operatori che rischiano di essere osteggiati dall'attuale governo statunitense: l'inquilino della Casa Bianca ha sì aperto alla possibilità di investimenti cinesi in fabbriche di auto negli USA, ma al contempo l'amministrazione sta minacciando chiunque faccia affari con la Cina (per esempio, il Messico avrebbe bloccato i progetti di espansione della BYD proprio a causa delle pressioni di Washington legate a nuovi dazi).In altre parole, è elevato il rischio di un contesto instabile e incerto. Del resto, basta leggere le cronache politiche successive all'ipotesi di una partnership tra Ford e BYD. I politici statunitensi, infatti, continuano a esprimere timori sull'ingresso negli Stati Uniti di case automobilistiche e produttori di batterie sostenuti dal governo cinese.Pochi giorni fa, il presidente repubblicano di una commissione della Camera, John Moolenaar, ha inviato una lettera a Farley per chiedere chiarimenti sulla presunta joint venture con BYD e mettere in guardia sui potenziali rischi: La Cina ha già dimostrato negli ultimi mesi di poter utilizzare la catena di approvvigionamento automobilistica come un'arma. Si tratta di una vulnerabilità seria che peggiorerebbe ulteriormente se Ford dovesse stringere una nuova partnership con BYD. Non sono mancati neppure dubbi sul progetto Ford per produrre batterie con tecnologie CATL. Le conseguenze per l'EuropaIn sintesi, l'espansione dei cinesi negli Stati Uniti continua a essere frenata dai dazi e dalle ragioni geopolitiche. Tuttavia, i costruttori del Dragone devono diversificare urgentemente le loro fonti di reddito: l'intensificazione della concorrenza interna e la sovracapacità produttiva rendono cruciale l'espansione nei mercati esteri.In tal senso BYD è tra le più attive, anche perché subisce gli effetti delle sue stesse politiche aggressive in Cina: il taglio continuo dei listini ha generato risposte analoghe da parte della concorrenza. Ora la società di Shenzhen ne paga le conseguenze con un rallentamento delle vendite (a gennaio 30,11% sul 2025 e 50,04% su dicembre). Tuttavia l'azienda brilla in altre aree: nel 2025 ha registrato una crescita delle esportazioni del 140%.In Europa le immatricolazioni della BYD sono balzate di quasi il 230%, contribuendo all'ascesa cinese nel Vecchio Continente: il Dragone ha ormai raggiunto una quota del 10%, attirando consumatori con prodotti accessibili e tecnologici. Sull'affidabilità la strada è ancora lunga, ma i costruttori cinesi hanno dimostrato una rapidità senza precedenti nell'aggirare ostacoli, come nel caso dei dazi UE, spostando l'offerta su motorizzazioni termiche e soprattutto ibride plug-in.Anche Xiaomi ha rivisto i propri piani: inizialmente prevedeva di sbarcare in Europa nel 2030, ma l'interesse dei consumatori ha accelerato tutto. Il debutto è ora previsto già nel 2027.Resta il nodo dei dazi europei. E qui sorge una domanda: non è che i colloqui con Ford riguardino l'Europa, più che gli Stati Uniti?
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