Più grinta e ricarica flash: a Pechino debutta la nuova BYD Atto 3
BYD porterà al Salone di Pechino la seconda generazione della Atto 3, la SUV media con la quale ha debuttato anche in Italia qualche anno fa. Il nuovo modello è destinato inizialmente al mercato locale e arriverà solo più avanti anche in Europa, dove è appena stato introdotto l'aggiornamento Evo. Cresce e diventa più grintosaLa nuova BYD Atto 3 manterrà la trazione posteriore del modello attuale, ma cresce nelle dimensioni: è lunga 4.665 mm (ben 21 cm in più), larga 1.895 mm (+20 mm), alta 1.675 mm (+60 mm) e con un passo di 2.770 mm (+50 mm).Dal punto di vista estetico, a giudicare dai primi bozzetti pubblicati dalla Casa cinese, cambia leggermente il frontale, con la mascherina in colore carrozzeria e un disegno più sportivo dei paraurti. Al posteriore, invece, le luci a tutta larghezza diventano più sottili e abbandonano la firma luminosa a goccia. Ricarica in un... flashAl momento, almeno per il mercato cinese, sono previste due motorizzazioni. La versione single motor eroga 200 kW (272 CV) ed è abbinata a una batteria LFP da 57,5 kWh, per un'autonomia di 540 km nel ciclo CLTC. La dual motor, con trazione integrale, sale a 240 kW (326 CV), utilizza una batteria da 68,5 kWh e promette 630 km di autonomia.La nuova Atto 3 integrerà anche la tecnologia Flash Charging, presentata poche settimane fa, capace di potenze di ricarica fino a 1.500 kW. Secondo BYD, consente di passare dal 10% al 70% in cinque minuti e di raggiungere il 97% in meno di dieci.
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Le nuove auto Huawei: quattro concept (o forse no) pronte per Pechino
Sono apparse in rete alcune immagini relative alle vetture che Huawei presenterà al Salone di Pechino attraverso i brand con cui collabora. In assenza di comunicazioni ufficiali, non è ancora possibile avere un quadro completo di questi veicoli, né sapere se si tratti di concept o di modelli già pronti per il mercato. Primi spunti sullo stileDalle immagini pubblicate è evidente che Huawei abbia scelto di presidiare segmenti molto diversi tra loro: una fuoristrada, una GT, una SUV e una MPV. Al di là della colorazione grigia e della presenza del LiDAR sul tetto, non emergono particolari legami tra le quattro vetture, che potrebbero dunque appartenere a brand differenti.Gli elementi stilistici risultano molto vari, come dimostrano i fari a croce posteriori della fuoristrada o gli sfoghi d'aria molto accentuati della GT. Le forme particolarmente chiuse di tutti i frontali fanno invece pensare all'adozione di motori elettrici o di sistemi EREV. I marchi della Harmony Intelligent Mobility Alliance (HIMA)Huawei ha già portato sul mercato numerosi veicoli grazie alle joint venture sviluppate all'interno della Harmony Intelligent Mobility Alliance (HIMA). Di questo network fanno parte brand come Aito (con Seres), Luxeed (con Chery), Stelato (con BAIC) e Maextro (con JAC).Un'altra collaborazione già attiva è quella con Dongfeng per il nuovo marchio Yijing, che dovrebbe debuttare proprio alla rassegna di Pechino con una SUV fullsize equipaggiata con il sistema di guida assistita Qiankun ADS.
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Smart Concept #2: lerede elettrica della fortwo prende forma nei primi bozzetti
A pochi giorni dal Salone di Pechino, smart svela i primi bozzetti e alcuni dettagli della Concept #2, showcar che anticipa la versione di serie della smart #2: in sostanza, l'erede elettrica della mitologica fortwo. Di lato è familiareLa nuova smart #2 è disegnata dal centro stile globale di Mercedes-Benz seguendo il linguaggio "Love, Pure, Unexpected". Le immagini dei primi bozzetti confermano quanto visto con le foto dei muletti impegnati nei test su strada, ossia la continuità stilistica con la fortwo, di cui vengono esasperate proporzioni e linee curve: le ruote sono agli estremi della carrozzeria, molto compatta e con due posti a sedere. Un altro elemento di continuità con il modello precedente sembra essere la forma dei fari posteriori, squadrati alla base del lunotto, sulla cui sommità si trova un piccolo spoiler. Lo sguardo, però, è nuovoIn questi sketch cambia completamente il frontale, con gruppi ottici a goccia, prese d'aria verticali alle estremità del paraurti anteriore, quasi interamente coperto da una enorme "bocca" integrata, con due inserti in pelle: materiale che ritorna anche nello spoiler posteriore. I gruppi ottici anteriori e i cerchi concavi condividono un elemento di stile molto elegante, sottili fibbie in tessuto che sembrano trattenere i fari e i coprimozzi con il logo smart: dettagli che difficilmente troveranno posto nel modello di serie. Dettagli color oro Dalle prime immagini della Concept #2 emergono altri elementi interessanti, a cominciare dalla combinazione cromatica bicolore, con finiture matte bianche e dettagli in oro caldo, utilizzato per lo spoiler, il montante anteriore e le cornici di finestrini e fari. Originali i quattro tagli all'interno dei gruppi ottici anteriori, che sembrano dividere il proiettore in nove parti. Piattaforma, motori e batterieAl momento non ci sono ancora informazioni su powertrain, potenze e batterie: sappiamo però che la nuova smart sarà a trazione posteriore, come la fortwo, con batterie più efficienti e dotazioni di sicurezza molto avanzate. I piani attuali prevedono che venga costruita in Cina, sulla nuova piattaforma Eca (Electric Compact Architecture) del gruppo Geely: il marchio è gestito da una joint venture tra il costruttore cinese e il gruppo Mercedes-Benz. Al Salone avremo modo di conoscere meglio le strategie di commercializzazione della smart #2. Ci sarà anche la berlina #6 EHDCome anticipato nei giorni scorsi, allo stand di smart all'interno di Auto Beijing 2026 sarà presentata al pubblico anche la versione definitiva della #6 EHD, berlina fastback che inizialmente sarà commercializzata solo sul mercato cinese (al momento non è previsto il suo arrivo in Europa). La più grande smart di sempre, lunga circa cinque metri, avrà un powertrain ibrido plug-in condiviso con la SUV #5, capace di una potenza combinata di 435 CV e batterie che consentono di percorrere fino a 285 km nel ciclo cinese CLTC.
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La nuova MG4 Urban cambia stile, interni e tecnica: arrivano le batterie a stato semisolido
A pochi giorni dal Salone di Pechino, dove farà il suo debutto in pubblico, la MG4 si presenta nella sua veste definitiva, pronta a sbarcare anche in Italia da metà anno: le specifiche tecniche e i prezzi per il nostro mercato non sono ancora stati annunciati, ma nel Regno Unito (dove sono iniziate le prevendite qualche settimana fa) il listino apre da 23.495 sterline, pari a poco più di 27 mila euro. Lo stile cambia rottaLa versione definitiva della MG4 Urban rompe completamente con il modello che va a sostituire, presentandosi con linee più morbide e proporzionate, un frontale chiuso e gruppi ottici a goccia con una firma luminosa composta da diversi elementi a LED. Sportivo il labbro inferiore del paraurti, tagliato al centro.Scolpita la fiancata, con ruote da 17" di serie. Al posteriore, i fari a LED sono collegati da una sottile striscia luminosa. Interni più curatiSemplice ma elegante la plancia, con il grande schermo da 15,6" dell'infotainment (con assistente virtuale gestito dalla AI, sviluppato insieme alla Oppo) e il quadro strumenti da 8,8" dietro il volante. Tanti i comandi fisici sotto il display centrale, per la regolazione del climatizzatore e dell'impianto stereo. I rivestimenti interni saranno disponibili nei nuovi colori Yacht Blue e Midnight Purple, a cui si abbinano - sulle versioni più ricche - luci ambientali in sync con la musica e sedili anteriori a regolazione elettrica. Anche con la batteria a stato semi-solidoAl momento sono due le versioni previste per l'Europa: una meno potente, da 110 kW (150 CV), abbinata a una batteria da 43 kWh, capace di percorrere fino a 323 chilometri, e quella da 118 kW (160 CV) con batteria da 53,9 kWh, per una percorrenza di 415 chilometri. La ricarica in corrente continua permette di passare dal 30% all'80% di carica in meno di venti minuti.Sul mercato cinese arriverà anche la versione con batteria a stato semisolido: prodotte dalla QuiTao Energy, sono agli ioni di litio e manganese, hanno una capacità di 70 kWh e una densità energetica di 180 Wh/kg. Secondo la Casa permettono un'autonomia di 537 km nel ciclo di omologazione cinese. Questa variante, ci spiega MG, sbarcherà anche in Europa entro la fine dell'anno.
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Kia porta il design al centro del pensiero: due mostre alla Milano Design Week
Kia torna alla Milano Design Week con due mostre complementari che segnano un ulteriore passo nell'evoluzione del brand, valido riferimento in termini di design automotive. Riunite sotto il tema "Resonance of Opposites", le esposizioni interpretano in chiave aggiornata la filosofia "Opposites United", indagandone le implicazioni culturali ed emotive. Gli appuntamenti della Milano Design WeekDal 2023 la Casa coreana ha consolidato la propria presenza nelle celebre settimana meneghina, trasformandola in un laboratorio di dialogo e ricerca; quest'anno il focus si sposta da una semplice esposizione di risultati a un approccio più riflessivo, orientato a cogliere i segnali di una cultura in trasformazione e a esplorare le connessioni tra visione progettuale e sensibilità umana. Non più soltanto oggetti o concept, ma un sistema di pensiero che mette in relazione intuizione, metodo e contesto, restituendo al design una dimensione quasi filosofica. Le due mostre - "Journey of Reflection", al Museo della Permanente (fino al 26 aprile), e "Journey of Projection", al Salone dei Tessuti (2226 aprile) - si configurano come un percorso unitario articolato in due happening distinti. Le installazioniLa mostra invita a entrare nel processo creativo di Kia attraverso tre dimensioni chiave. "Cultural Vanguard" è un'installazione luminosa dinamica che traduce in onde cromatiche il dialogo tra prospettive diverse. "Creative Risk-Takers" propone uno spazio interattivo, quasi un canyon, che reagisce ai movimenti del pubblico stimolando esplorazione e sperimentazione. "Relentless Innovators", infine, offre un ambiente raccolto in cui luce e colore evolvono lentamente, evocando il tempo come elemento essenziale dell'innovazione. Nelle ore serali, il percorso si arricchisce di talk e performance con designer e artisti, trasformando la mostra in una piattaforma viva di confronto interdisciplinare.Karim Habib, responsabile globale del design Kia, ha sottolineato come l'edizione 2026 segni un punto di convergenza tra introspezione e manifestazione progettuale: un passaggio chiave nel percorso del brand, orientato a un'innovazione consapevole e continua. Tre anni di MDWKia è presente per il quarto anno consecutivo alla Design Week milanese e prosegue un percorso coerente. Dopo il debutto del 2023, incentrato sui principi di Opposites United, il 2024 ha esplorato nuove libertà espressive con Intersections Beyond Boundaries, mentre il 2025 ha alternato ricerca artistica e visione della mobilità con Eclipse of Perceptions e Transcend Journey.
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Tolti i veli alla Gen4 di Formula E
La Formula E ha presentato al Paul Ricard la Gen4, la nuova generazione di monoposto che debutterà nella stagione 2026/27, aprendo un nuovo ciclo tecnico del campionato. Un salto di scala per questa vettura pensata per dare alla categoria un peso diverso, anche fuori dalla pista.I numeri, almeno sulla carta, sono quelli che servono per marcare la differenza. La Gen4 supera i 335 km/h di velocità massima, vale a dire oltre 200 miglia orarie, scatta da 0 a 100 km/h in circa 1,8 secondi e da 0 a 200 in 4,4 secondi. In configurazione standard di gara arriverà a 450 kW, mentre in Attack Mode o in assetto da qualifica toccherà i 600 kW, pari a circa 815 CV. Rispetto alla Gen3 Evo, Formula E parla di un incremento del 71% nella potenza di picco e di un netto passo avanti anche sui tempi sul giro. Le novità tecniche più interessantiIl dato più interessante, però, non è soltanto la potenza. La Gen4 sarà infatti la prima monoposto della categoria con trazione integrale attiva permanente, non più limitata a fasi specifiche come partenze, qualifica o Attack Mode. Finora la serie ha costruito gran parte della propria identità su efficienza, gestione dell'energia e compromessi; adesso introduce una macchina che punta anche a essere più aggressiva sul piano dinamico, più efficace in trazione e più veloce in uscita di curva.Sotto la carrozzeria c'è una nuova batteria da 55 kWh, con una capacità energetica superiore del 43% rispetto alla generazione precedente. Il sistema di frenata rigenerativa arriva fino a 700 kW e, secondo i dati diffusi, sarà in grado di recuperare quasi il 50% dell'energia utilizzata in gara. La Gen4, insomma, non vuole soltanto andare più forte: vuole farlo restando un laboratorio credibile per l'efficienza e la gestione dell'energia.Per scaricare a terra questa potenza, la categoria ha rivisto anche il capitolo pneumatici. Si passa a una strategia con due specifiche distinte: una gomma da asciutto ad alte prestazioni e una Monsoon dedicata alle condizioni di bagnato intenso. Sparisce quindi l'idea della copertura unica per ogni scenario, una delle caratteristiche più discusse delle ultime generazioni. Cambiano anche le misure, con sezioni più generose, 295 mm all'anteriore e 330 mm al posteriore. Sicurezza & SostenibilitàSul fronte della sicurezza e dell'ergonomia, la nuova monoposto introduce un abitacolo più ampio, una maggiore libertà di movimento per mani e sterzo e una posizione di guida più regolabile. Anche qui il senso dell'operazione è chiaro: non solo migliorare la protezione in caso d'impatto, ma rendere la vettura più adattabile ai piloti e meno condizionata da compromessi progettuali che negli anni avevano finito per diventare strutturali.La sostenibilità, naturalmente, resta parte centrale del pacchetto. La Gen4 viene presentata come una vettura da corsa con costruzione al 100% riciclabile, almeno il 20% di materiali riciclati nei componenti chiave, carrozzeria con fibra di carbonio riciclata e materiali bio-based, pneumatici composti per il 65% da materiali naturali e riciclati, compreso il 30% di gomma naturale certificata, e una batteria priva di terre rare. Tutte le carte in regolaLa Gen4 sarà il terreno di lavoro dei costruttori che hanno aderito al nuovo ciclo regolamentare 2026-2030: Jaguar, Porsche, Nissan, Mahindra, Lola Yamaha e Stellantis, che schiererà due marchi, Citroën e Opel. un passaggio importante perché dice molto della posta in gioco. Se la Gen3 Evo aveva già dato alla serie una base più credibile, la Gen4 è la macchina con cui Formula E prova a consolidare la propria posizione come campionato capace di attrarre programmi ufficiali, sviluppo tecnologico e un racconto industriale più robusto. La partita vera, però, comincia adesso. I numeri sono forti, le soluzioni tecniche anche, la presenza dei costruttori dà solidità all'operazione. Resta da capire se tutto questo si tradurrà in ciò di cui la Formula E ha davvero bisogno: gare migliori, più immediate da leggere, più spettacolari senza artifici e con una credibilità tecnica finalmente difficile da mettere in discussione. Stavolta, più che proclamare una nuova era, il campionato dovrà dimostrare di meritarla.
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Range Rover Pearl of Tay: il lusso su misura alla Milano Design Week
Nella folta presenza di installazioni automotive alla Milano Design Week 2026, Range Rover conquista il pubblico meneghino con l'ultima one-off Pearl of Tay. Una vettura che porta al massimo esclusività, lusso e grado di personalizzazione, espressione più elevata del lavoro del dipartimento SV Bespoke della Casa inglese, che consente ai clienti l'accesso a opzioni di configurazione praticamente illimitate. A partire dal cofano, con rivestimenti del badge in oro 24 carati. La Range Rover Pearl of Tay si trova nella Galleria Meravigli, con entrata in via Meravigli 5. I tre capitoli di TracesMa andiamo con ordine: prima di scoprire la Pearl of Tay, il brand inglese propone ai visitatori un viaggio in tre capitoli tra memorie, colori, finiture, ricami e materialità. Un'esplorazione delle capacità pressoché infinite di realizzazione del reparto SV Bespoke, in grado di esaudire ogni desiderio del proprio facoltoso cliente. La perla di Milano: la Range Rover da collezioneBasata su una variante a passo lungo, la Pearl of Tay è una oneoff che porta al debutto la tinta duotone fade - opzione prima non disponibile - che sfuma sulla coda della vettura. Questo specifico esemplare è caratterizzato da un bianco perla nella zona bassa e da un rose gold satinato su cofano e tetto.Non mancano i nuovi loghi Range Rover - due R che si specchiano -, presentati l'anno scorso e per la prima volta visibili su un modello di serie. Un badge dedicato esclusivamente ai modelli SV Bespoke che, come confida Martin Limpert, Global Managing Director, evolve il linguaggio visivo del marchio.Il lusso prosegue con dettagli in ceramica, un abitacolo business class con minibar e cuciture tridimensionali sui poggiatesta, ispirate alle perle d'acqua dolce del fiume Tay in Scozia. Celebrare la personalizzazione e parole sul futuroSempre con Martin Limpert abbiamo parlato del futuro del brand: Quest'anno siamo molto entusiasti perché entriamo in una nuova era con il lancio della Range Rover Electric, un momento fondamentale per noi. Inoltre, c'è un nuovo modello in fase di test basato sulla piattaforma EMA: sarà una Range Rover completamente nuova. Ma ciò che celebriamo oggi è il bespoke: nuove possibilità di personalizzazione per permettere ai clienti di esprimersi con esemplari unici al mondo, come la Pearl of Tay.
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Drivalia lancia un abbonamento CarCloud per la mobilità elettrica
Drivalia amplia ulteriormente il raggio d'azione dei suoi abbonamenti con il nuovo CarCloud Electric, una soluzione concepita appositamente per rispondere alle esigenze di chi desidera conciliare sostenibilità e pragmatismo economico nell'attuale fase di persistente incertezza dei costi energetici. La flotta di CarCloud ElectricIl nuovo abbonamento conta su una flotta di veicoli a batteria, suddivisa in tre categorie principali:City car, con odelli come Fiat 500e, Peugeot 208e ed Opel Corsa-e;City SUV, con Jeep Avenger e MG 4;Urban Crossover con la Skywell BE11. L'offerta e i serviziIn occasione della fase di lancio, per le attivazioni effettuate entro il 31 maggio 2026, il nuovo CarCloud Electric è accessibile con un costo di iscrizione di 99,50 euro, anziché di 199 euro, e un canone mensile che passa da 599 a 539 euro (IVA inclusa).Oltre al risparmio sul canone e iscrizione, CarCloud Electric si distingue per l'accessibilità dei costi d'esercizio: in base al modello scelto, l'efficienza del nuovo pacchetto permette di arrivare a fare un pieno di energia anche solo con 13 euro, garantendo un'autonomia di percorrenza fino a 400 km.Anche l'abbonamento Electric non richiede alcun anticipo e offre la possibilità di essere rinnovato mensilmente fino a un anno o disdetto in qualsiasi momento, senza penali, dopo i primi 30 giorni. Il canone mensile include2.000 km al mese, polizza RC Auto con coperture Kasko e furto, e assistenza per la manutenzione ordinaria e straordinaria. Per attivare il servizio è sufficiente acquistare il voucher e attivarlo sul sito CarCloud, con la possibilità di prenotare o cambiare veicolo con un preavviso di 48 ore lavorative presso i Drivalia Mobility Store abilitati. Inoltre, per i primi tre mesi, l'abbonamento include 24 ore di car sharing elettrico al mese in omaggio, da utilizzare con il servizio E+Share Drivalia nelle città di Torino e Lione.
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MIMO e Salone Auto Torino: le date del 2026 e il nuovo asse con la Cina
Durante la presentazione della mostra "10 anni di Saloni dell'Auto all'aperto", che racconta la storia e l'evoluzione del format dei motor show aperti al pubblico, Andrea Levy ha ufficializzato i calendari delle edizioni 2026 dei due appuntamenti principali del format. MIMO Milano Monza Motor Show si svolgerà dal 26 al 28 giugno all'Autodromo Nazionale di Monza con la formula già rodata: ingresso gratuito, supercar e hypercar in pista con sessioni dinamiche aperte al pubblico e test drive di una pluralità di marchi, sia in circuito sia su viabilità ordinaria. Il Salone Auto Torino torna invece dall'11 al 13 settembre nel capoluogo piemontese, con oltre 40 case automobilistiche attese in esposizione statica e in test drive per le vie del centro, sempre con ingresso gratuito. bTOb: occhi puntati alla filieraTra le novità del 2026 anche una rinnovata attenzione alla componente professionale. Il 10 settembre, il giorno prima dell'apertura al pubblico del Salone Auto Torino, il Teatro Regio del capoluogo piemontese ospiterà il programma bTOb: una giornata di incontri riservata agli operatori di settore con costruttori, componentistica, servizi alla mobilità e finanza. Una ulteriore area di sviluppo per il format di Levy, che ha scelto la Milano Design Week per festeggiare dieci anni di appuntamenti nati con l'idea di coinvolgere un pubblico ampio, e non solo quello strettamente interessato al mondo dell'auto. Portando direttamente le novità, quelle più comuni così come gli oggetti del desiderio spesso inarrivabili, direttamente nel contesto urbano o in location iconiche come l'Autodromo di Monza. Non molto diverso da ciò che accade nella Design Week, dove per una settimana l'anno le voci di una creatività sempre più cross-settoriale si impadroniscono delle vie di Milano. Spazio anche al designL'appuntamento milanese ha puntato il faro anche su TADA Torino Automotive Design Award, che premia il design automobilistico in cinque categorie con una giuria di giornalisti italiani e media cinesi come Autohome e CCOY (China Car of the Year).
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Coda tronca, design futuribile, sette posti: lelettrica avveniristica cancellata da Ford
L'ormai ex responsabile della gamma elettrica di Ford, Doug Field, ha diffuso attraverso i social la prima immagine della SUV mai nata che la Casa ha deciso di cancellare prima del debutto, originariamente fissato per il 2025. Design inedito influenzato dall'aerodinamicaLa vettura appare di profilo e presenta linee avveniristiche, fortemente influenzate dalla ricerca aerodinamica. Il progetto prevedeva sette posti su tre file e uno stile completamente diverso da quello degli altri modelli del marchio, con una zona posteriore tronca e discendente. Ford aveva anticipato l'arrivo del modello già nel 2023, promettendo un'autonomia di circa 560 km, ma le mutate condizioni del mercato hanno spinto i vertici della Casa a bloccare il progetto. Cambio di strategia verso l'ibridoFord ha infatti deciso di modificare in maniera sostanziale la propria strategia: stop a una gamma esclusivamente elettrica e spazio all'ibrido in varie forme. L'F150 Lightning diventerà così un elettrico con Extended Range, mentre una nuova piattaforma, denominata Universal Electric Vehicle Platform, consentirà di proporre numerosi modelli riducendo i costi di sviluppo. In parallelo, le partnership con Renault e Geely sono destinate a dare nuova linfa anche al mercato europeo.
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Sony-Honda Mobility cambia rotta: stop alle auto elettriche, resta solo il software
Sony-Honda Mobility avrà un futuro completamente diverso rispetto agli obiettivi iniziali: non più un costruttore di auto elettriche, ma un più semplice laboratorio tecnologico. Pochi giorni fa, la cancellazione del progetto per lo sviluppo congiunto dell'elettrica Afeela 1 e di un secondo modello sempre a batteria ne aveva messo in dubbio perfino la sopravvivenza. Le due aziende partner, però, non avevano sciolto le riserve, in attesa della conclusione di un'analisi approfondita delle attività e delle prospettive della loro impresa congiunta.Ora l'esame è concluso ed è stata presa una decisione: il perimetro di Sony-Honda Mobility sarà completamente ridisegnato e le operazioni saranno incentrate esclusivamente sullo sviluppo di tecnologie informatiche al servizio della mobilità. Netto ridimensionamentoSony, Honda e Sony Honda Mobility hanno raggiunto un accordo sulla direzione strategica e sul posizionamento della joint venture, tenendo conto dello stop ai due modelli elettrici e dell'analisi condotta negli ultimi dieci giorni. Le tre società hanno concluso che, nell'attuale contesto, sarebbe difficile trovare, nel breve e medio termine, il modo di immettere sul mercato prodotti e servizi in linea con la missione originaria di SHM. Sulla base di queste conclusioni, le società hanno deciso di rivedere temporaneamente l'attuale struttura e di ridimensionarne le attività, hanno aggiunto, precisando che i circa 400 dipendenti della joint venture saranno riassegnati, in linea di principio, alle società madri e alle entità collegate, tenendo conto delle loro preferenze individuali.Per ora, però, Sony Honda Mobility non sparirà completamente: le aziende partner non intendono disperdere quanto di buono è stato raggiunto dall'avvio delle attività, nel settembre del 2022, sul fronte dell'integrazione di tecnologie, competenze e capacità di sviluppo. Honda e Sony hanno infatti sottolineato l'intenzione di rimanere fedeli ai principi stabiliti al momento della creazione della joint venture: contribuire e guidare l'evoluzione della mobilità. In prospettiva, tenendo conto del mutato contesto di mercato, le tre aziende prevedono di proseguire il dialogo sulla forma ottimale di collaborazione, con l'obiettivo di apportare nuovo valore all'esperienza utente attraverso il software, in previsione di un'era in cui i sistemi avanzati di assistenza alla guida diventeranno la norma, hanno aggiunto, senza fornire dettagli più precisi.Alla fine, è molto probabile che vengano confermate le indiscrezioni del Nikkei sulla possibilità che Sony e Honda si limitino a utilizzare la joint venture per valutare l'applicazione di quanto finora sviluppato al di fuori del segmento dei veicoli elettrici. A partire da alcuni dispositivi tecnologici progettati per l'Afeela 1, tra cui un assistente vocale basato sull'intelligenza artificiale e funzionalità audio dedicate all'auto. In altre parole, Sony Honda Mobility non sarà più una società di sviluppo e produzione di auto elettriche, ma un piccolo laboratorio focalizzato su soluzioni informatiche per la guida assistita e autonoma.
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RCA sempre più cara: +20% in quattro anni
Assicurare l'auto costa sempre di più: 431,80 euro il prezzo medio a settembre 2025, in salita del 3,5% sullo stesso periodo del 2024, come emerge dal report IVASS delle scorse ore. I 360,10 euro del 2021 sono ormai un lontano ricordo, anche a causa dell'inflazione, che fa salire gli importi dei risarcimenti e, di riflesso, delle polizze RCA: in un quadriennio, quindi, il boom è del 19,91%. Tariffe e differenze territorialiLe tariffe variano in base a numerosi parametri, tali per cui maggiore è il rischio di sinistro, più elevato è l'esborso medio. A Napoli in particolare - come evidenziano le tabelle dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni - i prezzi della RCA sono da record: un assicurato under 24 paga 1.223,60 euro.Fra i più fortunati, gli abitanti di Aosta over 60, che versano 314,60 euro.Sono dolori anche per gli automobilisti che, dopo aver causato un incidente, subiscono un peggioramento di due classi di merito, con rincari pesantissimi. E in caso di curriculum pulito, senza sinistri a carico? difficile che un consumatore possa beneficiare di riduzioni significative di tariffa grazie al miglioramento della classe. Il rallentamento della crescitaSe proprio si vuole scovare qualche nota non negativa, la crescita dei prezzi rallenta: nel quarto trimestre 2024 le tariffe erano schizzate del 6,6%, mentre nel 2023 l'incremento aveva toccato addirittura il 7,8%. Di questi tempi, occorre accontentarsi.
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Volkswagen, meno auto per battere la crisi: tagli ai volumi anche in Europa
Il Grupo Volkswagen entra nella nuova normalità dell'auto europea: meno volumi, più pressione, margini troppo bassi. Oliver Blume, amministratore delegato del costruttore di Wolfsburg, torna a lanciare l'allarme: il problema non è la forza lavoro, ma la sovraccapacità produttiva, ormai cronica per l'industria.Le sovraccapacità produttive non sono sostenibili a lungo termine per la nostra azienda. Nell'attuale contesto di mercato e nel panorama competitivo, la pianificazione dei volumi del passato non è più realistica, ha detto Blume a Manager Magazine. Un mondo in piena trasformazionePer Blume, l'ultimo anno con un contesto di mercato prevedibile è stato il 2019, prima della pandemia. In quell'anno il gruppo Volkswagen ha venduto circa 11 milioni tra auto, furgoni e camion, un livello sufficiente a sostenere una capacità di quasi 12 milioni di veicoli e garantire un buon tasso di utilizzo, pur con differenze tra impianti.Con la pandemia è arrivato lo spartiacque: le vendite annuali sono scese a circa 9 milioni e il contesto è cambiato così profondamente da rendere improbabile un ritorno ai livelli prepandemici.I dazi doganali negli Stati Uniti, l'enorme pressione competitiva in Cina, il mercato europeo in contrazione e ora la guerra in Medio Oriente. Chissà cosa succederà dopo. Questi sviluppi non sono semplicemente transitori: questa è la nuova normalità. E noi dovremo essere all'altezza della situazione, ha chiarito l'amministratore delegato.Lo squilibrio tra vendite e capacità è evidente e la sovraccapacità del gruppo è significativa, costosa e insostenibile. Da qui la necessità di eliminare un milione di volumi potenziali tra Cina ed Europa, dopo misure già avviate: in Cina la capacità è stata ridotta di 1 milione di unità, mentre il gruppo si prepara a tagliarne un altro milione in Europa, soprattutto in Germania. Gli impianti sotto esameNel Vecchio Continente sono sotto osservazione gli stabilimenti sottoutilizzati e più costosi, dentro un piano per ridurre i costi operativi del 20% e liberare risorse per il futuro. Blume considera Volkswagen competitiva sul prodotto, ma la marginalità operativa, scesa nel 2025 al 2,8%, non basta a finanziare gli investimenti: il taglio dei costi resta la leva principale per rendere il gruppo più resiliente anche in uno scenario di bassa crescita.Blume non ha citato siti specifici né distinto tra endotermico ed elettrico, ma la riduzione della sovraccapacità passerà dalla rete industriale. Il gruppo ha già chiuso Buxelles e Dresda (foto sopra) e a breve chiuderà anche Osnabrück. Restano dubbi su Emden e Zwickau, dedicate ai modelli elettrici con una sola linea attiva ciascuna. A Zwickau, dove in passato non si è saturata la capacità nemmeno con cinque modelli, verrà prodotto un solo modello a batteria, aumentando i timori.Situazione simile a Hannover: Volkswagen ID. Buzz e T7 Multivan non bastano a saturare l'impianto. E anche su Wolfsburg aleggiano nubi fosche.In Germania stiamo riducendo i costi e ottenendo risultati senza precedenti. Ciononostante, continuiamo a essere penalizzati da una capacità eccessiva che si traduce in costi elevati. Dobbiamo trovare una soluzione adeguata, ha aggiunto Blume, anticipando nuove misure. Nel mirino anche l'offerta di prodottoBlume vuole evitare chiusure e cita Osnabrück, ipotizzando un futuro non più automobilistico: Stiamo negoziando con aziende della difesa che potrebbero utilizzare l'impianto e mantenere la forza lavoro. Questo intendo per misure intelligenti'.Non esclude nemmeno la vendita a costruttori cinesi interessati a entrare in Europa evitando i dazi tramite attività locali, ma frena sulle aspettative: pesano costi operativi elevati, bassi tassi di utilizzo e contratti collettivi. E, come ricorda, per i gruppi del Dragone i costi industriali sono fondamentali.Il taglio dei costi riguarda anche i prodotti: oggi il gruppo offre circa 150 modelli, ma per Blume devono scendere sotto 100. Serve una pianificazione strategica per marchi, regioni e segmenti. Per le motorizzazioni ci allineeremo ai mercati regionali, mentre per gli allestimenti focalizzeremo ulteriormente l'offerta.Obiettivo finale: portare la redditività dal 2,8% a un target tra 8% e 10% entro il 2030. Un traguardo che Blume definisce significativamente più ambizioso rispetto al passato, ma necessario per ridurre l'impatto dei rischi competitivi.
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MINI Cooper Paul Smith, oltre la showcar: ora si ordina e a Milano si vede dal vivo
Per anni le Mini firmate Paul Smith sono state oggetti da ammirare e basta. Concept, pezzi unici, esercizi di stile e, solo in certi casi, serie limitate. Questa volta no: da qualche mese, la MINI Cooper Paul Smith Edition è a listino, si può ordinare. E in questi giorni la si può vedere dal vivo alla Milano Design Week, visitando Palazzo Borromeo d'Adda in Via Manzoni. Quando è il dettaglio a fare la differenzaLa Mini Paul Smith in configurazione 3 porte, 5 porte e Cabrio, e non cambia la sostanza meccanica della nuova Mini (c'è anche elettrica), ma lavora dove la casa di moda sa fare meglio: nei dettagli. E, come spesso accade, sono quelli che fanno il tutto. Fuori ci sono tre tinte carrozzeria, tocchi Nottingham Green, il richiamo alla Signature Stripe sul tetto e cerchi da 18 pollici dedicati. Detto così sembra un elenco accessori. In realtà l'effetto è meno decorativo di quanto si pensi: non è una Mini travestita da stilista, è una Mini che usa il colore con intelligenza. Interni dedicati Dentro è anche meglio. C'è il solito gusto di Paul Smith per infilare piccole sorprese dove non te le aspetti: cuciture multicolore sul volante, grafiche dedicate nell'infotainment, il coniglio disegnato sui tappetini, la frase sul battitacco. Chicche? Sì. Ma fatte con misura, senza trasformarla in una bomboniera. Le motorizzazioni? Ci sono tutteInteressante il fatto che la Mini Paul Smith non sia solo un esercizio estetico per collezionisti. La puoi ordinare davvero. Per ora si parte dall'elettrica: 184 o 218 CV, con prezzi da 36.250 euro. Ma entro breve arriveranno anche le termiche, con Cooper da 156 CV e Cooper S da 204 CV. Il giardino della curiositàOltre alla macchina, nel cortile di Palazzo Borromeo d'Adda c'è anche qualcosa che raccoglie il suo immaginario: A Garden of Curiosity, un'installazione immersiva nel verde di un giardino che non ti aspetti. Un modo per illustrare anche da
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Lepas L6, la nuova plug-in debutta alla Milano Design Week
Lepas, nuovo brand di veicoli elettrificati del gruppo Chery, si prepara al suo debutto ufficiale in occasione della Milano Design Week, che si svolge nel capoluogo lombardo dal 21 al 26 aprile. Protagonista del debutto è la prima SUV del marchio cinese, la Lepas L6, disponibile inizialmente con powertrain ibrido plug-in, a cui si dovrebbe aggiungere in un secondo momento quello full electric. 1.200 km di autonomia complessivaLa Lepas L6 è lunga 455 cm, larga 185 e alta 168. Nel cofano trova posto un powertrain plug-in basato su un 1.5 TGDi turbobenzina da 143 CV, abbinato a un'unità elettrica da 150 kW (204 CV), per una potenza combinata di 205 kW (279 CV): la L6 scatta da ferma a 100 km/h in 7,9 secondi, fino a raggiungere la velocità massima di 179 km/h. La batteria ha una capacità di 18,4 kWh: l'autonomia in elettrico non è dichiarata, mentre quella combinata arriva a 1.200 km. Due allestimenti... e prezziLa gamma, composta da due allestimenti, apre con la versione Pure, che di serie prevede cerchi d'alluminio da 19", guida assistita di livello 2, fari Full LED, climatizzatore bizona, connettività Apple CarPlay e Android Auto wireless, infotainment da 13,2", ingresso e avviamento senza chiave. La top di gamma Premium aggiunge cerchi da 20", interni in ecopelle, impianto Sony a 8 altoparlanti, sedili anteriori riscaldati e ventilati, tetto panoramico e parcheggio remoto.I prezzi? Ancora nulla di ufficiale ma si parlerebbe di circa 1.500 in più rispetto alle cugine di pari categoria, Omoda 7 (da 38.900 euro) e Jaecoo 7 (d 31.900 euro). Le consegne sarebbero fissate per la fine dell'estate. Stile ed eleganzaIl lancio europeo di Lepas si è tenuto durante un evento dal titolo "Here's to Elegance", nel quale è stato presentato il linguaggio stilistico "Leopard Aesthetics", caratterizzato da linee sinuose ed eleganti, e che caratterizza i modelli del marchio cinese, insieme alla piattaforma multienergia Lex, sviluppata internamente dal gruppo Chery. Nel corso della Milano Design Week sarà allestita un'esposizione aperta al pubblico nel quale poter conoscere più da vicino la Lepas L6.
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Benzina a 1,747 euro e diesel a 2,087: prezzi giù per il dodicesimo giorno
Con il petrolio ormai stabile sotto i 100 dollari al barile, prosegue la riduzione dei prezzi medi dei carburanti alla pompa, arrivati al dodicesimo calo giornaliero consecutivo.A segnalarlo è Staffetta Quotidiana nella sua consueta rilevazione, che sottolinea ulteriori elementi emersi dal mercato, tra cui la differenza praticamente azzerata tra compagnie e pompe bianche, sia sulla benzina sia sul gasolio, e i nuovi tagli ai listini dei principali marchi. IP ha ridotto di 1 centesimo al litro i prezzi consigliati della benzina e di 2 centesimi quelli del gasolio; Q8 ha optato per un ribasso di 1 centesimo sulla verde e di 5 sul diesel, mentre Tamoil ha deciso una riduzione, rispettivamente, di 3 e 1 centesimo.Inoltre, dal picco del 9 aprile, la benzina è scesa di 4,5 centesimi, il gasolio di quasi 10, mentre le quotazioni dei prodotti raffinati hanno perso rispettivamente circa 6 e 30 centesimi.Ovviamente, in base a come evolverà la situazione in Medio Oriente, il quadro potrebbe cambiare in maniera repentina. Le rilevazioniIn particolare, questa mattina, 21 aprile, i prezzi medi nazionali dei carburanti alla pompa risultano in calo rispetto a ieri. La benzina self-service sulla rete stradale quota 1,747 euro/litro (-11 millesimi) e il gasolio 2,087 euro/litro (-16 millesimi). Il GPL è a 0,795 euro/litro (invariato), il metano a 1,579 euro/kg (-3 millesimi).In autostrada, la benzina self è a 1,785 euro/litro (-6 millesimi), il diesel a 2,130 euro/litro (-11), il GPL a 0,900 euro/litro (invariato) e il metano a 1,598 euro/kg (invariato).Quanto ai dettagli per modalità di vendita, in base ai dati rilevati alle 8 di ieri mattina e considerando tutti i circa 20 mila punti vendita che comunicano i prezzi all'Osservatorio del MIMIT, le medie dei prezzi praticati vedono la benzina self-service a 1,759 euro/litro (compagnie 1,758, pompe bianche 1,759) e il diesel a 2,104 euro/litro (compagnie 2,105, pompe bianche 2,103).Al servito, la benzina è a 1,895 euro/litro (compagnie 1,932, pompe bianche 1,827), il gasolio a 2,242 euro/litro (compagnie 2,279, pompe bianche 2,173), il GPL a 0,802 euro/litro (compagnie 0,806, pompe bianche 0,797), il metano a 1,581 euro/kg (compagnie 1,583, pompe bianche 1,580) e il GNL a 1,537 euro/kg (compagnie 1,554, pompe bianche 1,524).Infine, tra i principali marchi, Eni quota la benzina self-service a 1,743 euro/litro (1,951 al servito) e il diesel a 2,079 euro/litro (2,285); IP a 1,773 (1,940) e 2,132 (2,299); Q8 a 1,762 (1,932) e 2,110 (2,285); Tamoil a 1,751 (1,833) e 2,085 (2,176).
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Geely E2: l'auto più venduta in Cina arriva in Italia
Il modello con cui Geely si presenta alla Milano Design Week non è la solita SUV, ma una berlina elettrica compatta: è lunga 4,14 m e ha un passo di 2,65. In Cina si chiama Xingyuan e nel 2025 è stata l'auto più venduta in assoluto. Arriverà da noi con il nome E2 nella seconda metà dell'anno, con prezzi da confermare attorno ai 20-25 mila euro. Ti guarda con un sorrisoSemplici e simpatiche le linee, senza angoli vivi, anche a beneficio dell'efficienza aerodinamica. Il frontale è completamente chiuso e si ispira, secondo la Casa, al sorriso che trasmette la filosofia emotiva del veicolo.I gruppi ottici a goccia contengono una firma luminosa composta da diversi elementi a LED che riprendono il disegno di una piuma, con una potenza illuminante equivalente a due campi da calcio. Al posteriore i gruppi ottici sono full LED, con 78 elementi luminosi.Curate con attenzione millimetrica le proporzioni laterali, con un rapporto altezza/larghezza di 1,15 e passo/altezza di 3 a 1, pensate per offrire un abitacolo generoso anche alle persone più alte. Di serie i cerchi di lega da 16" con disegno a quadrifoglio e le maniglie a filo della carrozzeria. Punta in altoGli interni non sono ancora stati presentati, nonostante il modello sia in vendita da due anni in Cina, perché attualmente in fase di riallestimento per il mercato europeo (qui sopra, la versione cinese). La Geely E2 punta comunque a un posizionamento medio-alto, lasciando prevedere materiali ricercati e finiture curate, con proporzioni che richiamano il mondo dell'interior design residenziale di alto livello.Nei mercati cinese e sudamericano, dove questo modello è già in vendita, la plancia propone un doppio motivo a onda, interrotto dal grande schermo dell'infotainment da 14,6". Il tunnel centrale, con un ampio vano portaoggetti nella parte bassa, ospita il selettore delle marce e la piastra di ricarica wireless.Il bagagliaio dovrebbe avere una capacità di circa 370 litri, che diventano oltre 1.300 abbassando gli schienali del divano posteriore. Motori e batterie della E2Nei mercati in cui è attualmente commercializzata, la Geely E2 è disponibile con motori da 58 kW (79 CV) e 85 kW (116 CV), abbinati a batterie al litio-ferro-fosfato da 30 e 40 kWh, per autonomie - nel ciclo CLTC - tra i 310 e i 410 chilometri. Al momento non sappiamo quali saranno le versioni vendute in Italia, che saranno comunicate a ridosso dell'apertura degli ordini. In mostra alla Milano Design WeekGeely è presente al Fuorisalone 2026 presso la Fondazione Istituto dei Ciechi con l'installazione Anima Mundi. A Visionary Impulse, realizzata dallo studio Dotdotdot.Il percorso accoglie i visitatori all'interno di una composizione musicale rielaborata da un algoritmo, che risuona attraverso le 4.000 canne dell'organo storico del 1901, mentre cinque velari semi-trasparenti proiettano ecosistemi naturali in continua mutazione, modulati in tempo reale dai dati ambientali e dalla presenza del pubblico.Accanto alla Geely E2 sono esposte anche la EX5 e la Starray EM-i già in vendita.
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Carburanti meno cari, ma il petrolio torna a salire: i rischi dietro i nuovi ribassi
I prezzi dei carburanti continuano a scendere, ma la situazione dei mercati energetici internazionali rimane caratterizzata da una persistente ed elevata incertezza: lo Stretto di Hormuz è stato di nuovo chiuso, mentre Stati Uniti e Iran continuano il braccio di ferro che potrebbe riaprire il canale diplomatico oppure far ripartire la guerra. La conseguenza? I principali indici del petrolio (Brent e WTI) tornano su un trend di rialzo, anche se restano sotto la soglia dei 100 dollari al barile. Le ultime rilevazioniSecondo la consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, il calo delle medie dei carburanti alla pompa ha subito un'accelerazione in scia al tonfo delle quotazioni dei prodotti raffinati registrato venerdì all'annuncio della tregua, anche se già questa mattina si riversano sui mercati petroliferi i nuovi segnali di tensione arrivati nel fine settimana.Questa mattina, 20 aprile, i prezzi risultano in calo rispetto a venerdì scorso: la benzina self service sulla rete stradale quota 1,758 euro/litro (-11 millesimi) e il gasolio 2,103 euro/litro (-21 millesimi). Il GPL è a 0,795 euro/litro (invariato), il metano a 1,582 euro/kg (+1).In autostrada, la benzina self è a 1,791 euro/litro (-12), il diesel a 2,141 euro/litro (-20), il GPL a 0,900 euro/litro (-1) e il metano a 1,598 euro/kg (+6).Intanto, Eni ha ridotto di 5 centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio, mentre IP ha applicato un taglio di 1 centesimo sul diesel. Q8 ha optato per un calo di 5 centesimi sulla benzina e di 3 sul gasolio. Anche Tamoil ha ridotto di 3 centesimi il diesel.Quanto ai dettagli per modalità di vendita e marchio, in base ai dati rilevati alle 8 di ieri mattina, considerando tutti i circa 20 mila punti vendita che comunicano i prezzi all'Osservatorio del MIMIT, le medie elaborate dalla Staffetta vedono la benzina self service a 1,760 euro/litro (compagnie 1,761, pompe bianche 1,760) e il diesel self service a 2,107 euro/litro (compagnie 2,109, pompe bianche 2,104).Al servito, verde a 1,898 euro/litro (compagnie 1,935, pompe bianche 1,828), gasolio a 2,246 euro/litro (compagnie 2,283, pompe bianche 2,175), GPL a 0,802 euro/litro (compagnie 0,806, pompe bianche 0,797), metano a 1,581 euro/kg (compagnie 1,583, pompe bianche 1,580) e GNL a 1,537 euro/kg (compagnie 1,554, pompe bianche 1,524).Nel dettaglio dei marchi, Eni è a 1,749 euro/litro sulla benzina self service (1,959 al servito) e a 2,086 euro/litro sul diesel (2,293), IP a 1,774 (1,940 servito) e 2,133 (2,300 servito), Q8 a 1,762 (1,934 servito) e 2,111 (2,288 servito), Tamoil a 1,754 (1,836 servito) e 2,092 (2,186 servito). Pichetto: per ora non ci sono criticitàDurante un evento organizzato da Il Giornale, il minisitro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha spiegato che al governo non risultano problemi sulla disponibilità di carbruante: "Si parla di alcune criticità settoriali, anche se dagli elementi che ho al momento per l'Italia non c'è difficoltà su nessun tipo di settore. Certo, possono crearsi alcune disfunzioni dovute a un carico che ritarda ad arrivare, però al momento non ci sono questi problemi". Diverso il discorso del gas: se il prezzo dovesse superare i 70 euro al megawattora (oggi siamo a 40), il governo è pronto a "riattivare le centrali a carbone".
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Genesis, al via gli ordini in Italia: tutti i prezzi di GV60, GV70 e GV80
Genesis ha aperto gli ordini per i primi tre modelli disponibili per il mercato italiano, tutti con powertrain full electric: le SUV GV60 ed Electrified GV70 e la grande berlina Electrified G80. Le due auto a ruote alte sono disponibili in tre allestimenti - Pure, Premium e Luxury, mentre la GV80 è venduta solo nella versione top di gamma Luxury. I listini partono da 56.400 euro per la GV60, da 69.900 euro per la Electrified GV70 e da 81.800 euro per la Electrified G80. Si comincia da PadovaIl primo showroom di Genesis ha aperto nelle scorse settimane a Padova, presso Ferri Auto in Via Venezia 69/A. Il secondo aprirà invece a Roma entro la fine dell'estate, e altre aperture sono previste nei mesi successivi. "L'avvio dell'ordinabilità segna l'ingresso concreto di Genesis nel nostro Paese e conferma la volontà di costruire una presenza solida", spiega Charles Fuster, responsabile del brand Genesis in Italia. "Questi tre modelli interpretano in modo diverso la stessa idea di lusso contemporaneo, sempre riconoscibile nel linguaggio di design Athletic Elegance e in un'attenzione al dettaglio che privilegia equilibrio e comfort". Genesis GV60 Disponibile con powertrain single e dual motor, con potenze da 229 a 490 CV e una batteria da 84 kWh (per un'autonomia fino a 561 km), questa SUV di lusso offre di serie cerchi da 19", vetri posteriori oscurati, specchietti ripiegabili elettricamente, display OLED da 27", ricarica wireless per gli smartphone, portellone elettrico e vernice pastello. Nella dotazione standard anche la guida assistita di livello 2. Prezzi della Genesis GV60GV60 Pure 229 CV: 56.400 euroGV60 Premium 318 CV AWD: 66.300 euroGV60 Luxury 490 CV AWD: 76.500 euro Genesis Electrified GV70Questa SUV di segmento D (è lunga 4.715 mm) è disponibile con powertrain dual motor da 490 CV e trazione integrale, abbinato a una batteria da 490 CV, per un'autonomia di 479 km nel ciclo Wltp. Di serie per tutta la gamma i cerchi di lega da 19", le barre sul tetto anodizzate, il portellone elettrico, vetri posteriori e lunotto riscaldabile, maniglie e griglia frontale cromate. A bordo troviamo i sedili elettrici rivestiti in pelle, l'autenticazione tramite impronta digitale, la guida assistita di livello 2, il display OLED da 27" e l'impianto audio da 8 altoparlanti. Prezzi della Genesis Electrified GV70GV70 Pure 490 CV AWD: 69.900 euroGV70 Premium 490 CV AWD: 73.900 euroGV70 Luxury 490 CV AWD: 78.700 euro Genesis Electrified G80La grande berlina di lusso di Genesis monta due motori elettrici per una potenza complessiva di 370 CV, abbinati alla trazione integrale e a una batteria da 94,5 kWh, che assicura un'autonomia - nel ciclo Wltp - fino a 570 km. Uno solo l'allestimento, Luxury, con cerchi da 19", fari anteriori a matrice di LED, modanature e maniglie cromate, sedili in pelle riscaldati e regolabili elettricamente con memorie, display da 27", climatizzatore bizona, chiave digitale, botola passante per gli sci, sospensioni adattive, guida assistita di livello 2, pompa di calore e modalità one pedal. Prezzi della Genesis Electrified GV80GV80 Luxury 370 CV AWD: 81.800 euro Cinque anni di garanzia totaleDi serie su tutta la gamma di modelli Genesis il programma 5-Year Care Plan, che comprende la garanzia di 5 anni (con chilometraggio illimitato), la manutenzione programmata gratuita, purché effettuata da officine autorizzate Genesis, e assistenza stradale 24/7 in tutta Europa. A questo si aggiungono tutti gli aggiornamenti gratuiti per infotainment, navigatore e software di bordo.
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Imola, sei ore in equilibrio: Toyota vince, Ferrari è a un soffio
Sébastien Buemi a tagliare per primo il traguardo dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari al volante della Toyota GR010 Hybrid #8, precedendo di poco più di tredici secondi Antonio Giovinazzi sulla Ferrari 499P #51. Completa il podio la Toyota #7 di Kamui Kobayashi, Mike Conway e Nyck de Vries. Tredici secondi dopo sei ore. E una velocità media praticamente identica: 180,36 km/h contro 180,37. Numeri che non spiegano tutto, ma suggeriscono molto. Che sarebbe stato un round tiratissimo ed equilibrato lo si era capito già dal sabato: Antonio Giovinazzi strappava la Hyperpole a Sébastien Buemi per soli 0,011 secondi. Meno di mezzo metro sul traguardo. Oltre 92.000 spettatori: Imola è un respiro collettivoLa domenica non fa altro che dare corpo a quella distanza invisibile. Giornata calda, non solo per le temperature. Imola è piena, viva, quasi stretta dentro se stessa. Oltre 92.000 persone dentro il circuito, ma la sensazione è quella di essere molte di più. Tribune e Fan Zone colme, prati occupati, tifosi ovunque pur di vedere un passaggio, un dettaglio.Alle 13:00 il tricolore si alza, sventolato da Kimi Antonelli. Nel paddock si incrociano mondi diversi: Horacio Pagani, Geronimo La Russa al suo primo mondiale in Italia da presidente ACI, Benedetto Vigna e il presidente della Regione Michele De Pascale. il motorsport che esce dalla pista e diventa racconto collettivo. La strategia Toyota e l'inseguimento FerrariPoi la gara. Ferrari parte forte: tiene, costruisce, illude. Toyota osserva: non forza, non sbaglia, aspetta. Il momento arriva senza rumore: una scelta strategica, niente cambio gomme, pista libera. Ryo Hirakawa si prende la leadership non con un sorpasso spettacolare, ma con un gesto invisibile. Da lì in poi cambia tutto.Ferrari resta sempre a vista; Alessandro Pier Guidi prova a ricucire, attacca, insiste. Ma Toyota è meticolosa, precisa, quasi fredda. Non concede nulla. Nel finale non c'è bisogno di colpi di scena: basta non sbagliare. E Toyota non sbaglia. Tra motori e territorio: i tortellini alla TosaE mentre la gara si chiude così, precisa e quasi matematica, Imola continua a raccontarsi anche altrove. Alla Tosa, tra un passaggio e l'altro, c'è chi si accorge che tra asfalto e cordolo qualcuno ha lasciato tortellini e garganelli. Non è una trovata, ma il segno di un luogo dove la pista non è mai separata da quello che la circonda. Perché Imola è così: velocità e territorio nello stesso respiro. LMGT3: un finale al fotofinishMentre in Hypercar si decide tutto in tredici secondi, nella LMGT3 succede l'opposto: la BMW #69 del Team WRT vince per appena 0,265 secondi sulla Corvette #33, dopo il colpo di scena che ferma la McLaren #10 a mezz'ora dalla fine. Un finale da battito di ciglia.Forse è per questo che la sensazione è chiara: questa gara non è iniziata domenica. Era già cominciata il giorno prima. Undici millesimi prima.
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