Carburanti, prezzi ancora in discesa: nuove riduzioni sul gasolio
"Calano ancora, per quanto con meno forza rispetto ai giorni scorsi, i prezzi dei carburanti alla pompa. Quotazioni internazionali al quarto aumento consecutivo per la benzina, mentre il gasolio fa registrare un'inversione di marcia": è questo il quadro dell'andamento dei principali combustibili fossili delineato da Staffetta Quotidiana nella sua consueta rilevazione giornaliera, segnalando anche la decisione di IP di ridurre di due centesimi al litro i prezzi consigliati del gasolio. Le rilevazioniIn particolare, questa mattina 24 aprile i prezzi medi nazionali dei carburanti alla pompa risultano in calo rispetto a ieri: benzina self service sulla rete stradale a 1,736 euro/litro (-1 millesimo), gasolio a 2,062 euro/litro (-5 millesimi). Il Gpl è a 0,795 euro/litro (invariato), il metano a 1,577 euro/kg (invariato). In autostrada, la benzina self è a 1,786 euro (+5), il diesel a 2,117 euro (-1), il Gpl a 0,904 euro (+3) e il metano a 1,596 euro (invariato).Quanto ai dettagli per modalità di vendita in base ai dati comunicati ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati vedono la benzina self service a 1,738 euro/litro (compagnie 1,737, pompe bianche 1,741) e il diesel a 2,068 euro/litro (compagnie 2,070, pompe bianche 2,065). Al servito, verde a 1,876 euro/litro (compagnie 1,912, pompe bianche 1,810), gasolio a 2,207 euro/litro (compagnie 2,246, pompe bianche 2,134), Gpl a 0,802 euro/litro (compagnie 0,807, pompe bianche 0,797), metano a 1,576 euro/kg (compagnie 1,579, pompe bianche 1,575) e Gnl a 1,536 euro/kg (compagnie 1,554 euro/kg, pompe bianche 1,522 euro/kg).Infine, tra i marchi Eni è a 1,725 euro/litro sulla benzina self service (1,932 al servito) e 2,058 sul gasolio (2,265); IP a 1,751 (1,922) e 2,088 (2,258), Q8 a 1,735 (1,910) e 2,066 (2,245) e Tamoil a 1,732 (1,813) e 2,053 (2,139).
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Stellantis, nuove voci sul piano industriale: massima priorità a Fiat, Jeep, Peugeot e Ram
Manca meno di un mese alla presentazione del piano industriale di Stellantis e le agenzia di stampa continuano a lanciare indiscrezioni sulle prossime mosse dell'amministratore delegato Antonio Filosa. Le ultime arrivano dalla Reuters: il gruppo concentrerà la maggior parte dei suoi investimenti sui marchi Jeep, Ram, Peugeot e Fiat.In sostanza, la strategia a lungo termine di Stellantis dovrebbe essere incentrata sui suoi brand internazionali più popolari e redditizi, che dovrebbero così ottenere un "aumento sostanziale" delle risorse, mentre quelli con volumi commerciali inferiori, come Citroën, Opel e Alfa Romeo, che con la precedente gestione di Carlos Tavares ricevevano una parte "più equa" degli investimenti interni, dovrebbero diventare regionali o nazionali, e comunque limitati a mercati specifici in cui sono già forti o hanno potenziale di crescita. Nessun marchio sarà chiuso o cedutoStellantis ha preferito non commentare le indiscrezioni su una riorganizzazione strategica, che avrebbe già ottenuto il sostegno dei maggiori azionisti, tra cui la Exor della famiglia Agnelli. Il gruppo ha ribadito che tutti i suoi 14 marchi rappresentano "un punto di forza fondamentale nel nostro percorso strategico, ponendo i clienti al centro di ogni nostra attività". "La combinazione unica di portata globale e profonde radici locali di Stellantis ci permette di aiutare ogni marchio a esprimere la propria storia, il proprio carattere e i propri punti di forza, per soddisfare le esigenze e le preferenze dei nostri clienti ovunque si trovino e qualunque cosa desiderino", ha aggiunto l'azienda.Detto questo, il riassetto del portafoglio dei brand è uno degli argomenti da sempre al centro dell'attenzione del mercato borsistico. Sin dalla nascita di Stellantis, investitori e analisti hanno manifestato dubbi sulla coesistenza di così tanti marchi, spesso senza alcuna distinzione in termini di posizionamento. Ma questo problema è da attribuire più che altro alla precedente gestione, che non ha saputo valorizzare brand come Alfa Romeo o Maserati, alimentando così ulteriormente i dubbi e le speculazioni sulla possibile vendita o chiusura di Lancia, DS, Citroën o Opel.Tuttavia, sempre secondo la Reuters, Filosa non avrebbe alcuna intenzione di intraprendere questa strada, poiché ritiene che tali marchi abbiano un potenziale in alcune regioni o nei grandi mercati nazionali. "Alcuni di questi brand potrebbero rivelarsi utili al gruppo in futuro, qualora le condizioni di mercato dovessero evolversi", spiega all'agenzia di stampa Marco Santino, partner della società di consulenza Oliver Wyman, aggiungendo che una volta che un marchio è stato chiuso è "molto difficile riportarlo in vita".L'amministratore delegato sembra comunque intenzionato a un cambio di rotta rispetto al passato: gli investimenti verrebbero concentrati su Jeep, Ram, Peugeot e Fiat, perché considerati marchi "davvero importanti" per gli elevati volumi di vendita e profitti, mentre altri marchi come Citroën, Opel e Alfa Romeo verrebbero utilizzati "in modo tattico in specifici paesi e segmenti di mercato". Tra le opzioni ci sarebbe la possibilità che i brand regionali utilizzino piattaforme e tecnologie sviluppate dai marchi principali, con l'aggiunta di elementi distintivi sul fronte, per esempio, del design. A questo si aggiunge l'ipotesi, da tempo in circolazione, di un rebadging di alcuni modelli per specifici mercati locali. In altre parole, Stellantis pare intenzionata a gestire i suoi marchi in mopo più dinamico e con una maggior accortezza strategica rispetto al passato.
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Avatr 06T, la nuova station (elettrica ed extended range) che punta anche allItalia
Avatr presenta al Salone di Pechino la versione definitiva della 06T. Si tratta della prima station wagon del marchio premium di Changan, che collabora con CATL e Huawei per le soluzioni tecnologiche di bordo. Sarà offerta in Cina a partire da 219.900 yuan con powertrain elettrici ed Extended Range. Il gruppo ha recentemente svelato i piani per il debutto in Europa e Italia con i marchi Deepal, Changan e Avatr. Sportiva fuori, digitale dentroIl design dinamico e slanciato è frutto dello stile Future Sports Aesthetics, che caratterizza gli attuali modelli del marchio ed è riconoscibile anche per i LED sdoppiati nel frontale. La wagon misura 4,94 metri in lunghezza ed è larga 1,96 metri; non mancano accessori premium come le telecamere al posto degli specchietti. Gli interni offrono ben quattro schermi anteriori: quello centrale da 15,6", quelli laterali da 6,7" dedicati agli specchietti e quello a sviluppo orizzontale da 35,4" sotto al parabrezza.L'intelligenza artificiale MoLA coordina tutte le funzioni di bordo; inoltre, la piattaforma Huawei ADS 4 con LiDAR e radar offre le funzioni più avanzate di guida autonoma. Quattro powertrain e autonomia fino a 1.250 kmI clienti potranno scegliere tra quattro powertrain:L'elettrico a motore singolo posteriore da 612 CV con batteria da 72,88 kWh (autonomia CLTC di 652 km);L'elettrico da 683 CV con accumulatore da 87,3 kWh (autonomia CLTC 741 km);L'elettrico trimotore da 968 CV e 680 km di autonomia;Il Dual Motor Extended Range con motore 1.5 turbobenzina, capace di 330 km di percorrenza in elettrico e 1.250 km complessivi.
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Leapmotor B05 debutta in Italia: 218 CV, trazione posteriore e prezzi da 26.900 euro
Nel pieno della Milano Design Week, Leapmotor apre gli ordini anche in Italia della B05, le cui consegne inizieranno nelle prossime settimane. La nuova hatchback elettrica della Casa cinese è disponibile in due allestimenti, Life e Design, con prezzi da 26.900 euro (in promozione a 22.900 euro). Piccola "pepata"Lunga 4,43 metri, larga 1,88 e con un passo di 2,74 metri, la Leapmotor B05 ha linee - e temperamento - da berlinetta sportiva: il motore da 160 kW (218 CV) e 240 Nm le permette di accelerare da ferma a 100 km/h in 6,7 secondi; la trazione è posteriore, la distribuzione dei pesi è 50:50 e la taratura delle sospensioni è stata messa a punto dagli ingegneri del gruppo Stellantis. L'indole pepata di quest'auto è sottolineata anche da dettagli come i cerchi aerodinamici da 19" e le portiere senza cornice. Curata l'aerodinamica, con soluzioni sofisticate come la griglia anteriore attiva, le maniglie a scomparsa e i deflettori posteriori sagomati: il risultato è un Cx di 0,26. Due i tagli di batteria, da 56 e 67 kWh, per autonomie rispettivamente di 401 e 482 chilometri. La ricarica in corrente continua arriva fino a 174 kW, per passare dal 30% all'80% in circa 17 minuti. La dotazione della B05La Leapmotor B05 prevede su tutta la gamma il quadro strumenti digitale da 8,8", il display centrale dell'infotainment da 14,6" con sistema operativo Leap OS 4.0 Plus. La versione Design aggiunge gli interni in ecopelle, i sedili anteriori riscaldati e l'impianto audio potenziato. Su tutta la gamma sono previsti sette airbag (tra cui uno centrale tra i sedili anteriori) e la guida assistita di livello 2. La B05 è disponibile nelle tinte Lightning Yellow, Windy Grey, Metallic Black, Starry Night Blue e Galaxy Silver. I prezzi della Leapmotor B05B05 Life 218 CV 56 kWh: 26.900 euroB05 Life 218 CV 67 kWh: 29.400 euroB05 Design 218 CV 67 kWh: 30.900 euroIn occasione del lancio di questo modello, Leapmotor propone uno sconto, in caso di permuta o rottamazione, di 4.000 euro sul prezzo di listino, che per la versione d'attacco scende a 22.900 euro.
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Citroën ëC3 Urban Range: batteria più piccola e dotazione semplificata a 18.900 euro. Conviene?
L'ultima generazione della Citroën C3 è decisamente apprezzata nel nostro Paese. Fra i modelli del segmento B a benzina è la più venduta (16% di share, stando ai dati della Casa francese) e nella versione elettrica fa ancora meglio: la scelgono un italiano su due fra quelli che puntano a una quattro metri a batteria (la gettonatissima Leapmotor T03 è assai più corta, con i suoi 362 centimetri contro i 402 cm della C3).Del resto, nella sua categoria, è fra le vetture più spaziose (se la gioca con la cugina Fiat Grande Panda), più pratiche e accessibili nel prezzo.In questo, la versione Urban Range che provo oggi si prospetta particolarmente interessante, visto che nell'allestimento base ha un listino da 20.490 euro e un prezzo promo (con permuta o rottamazione di un usato) di soli 18.900 euro. Almeno fino al 30 aprile, poi si vedrà.Ma a cosa fa rinunciare rispetto alle altre versioni? E, soprattutto, come va? Meno energia, rifornimenti più lentiPartiamo dalle differenze meccaniche della Citroën ëC3 Urban Range rispetto alle altre versioni dell'elettrica francese. L'elenco finisce presto, perché riguarda solo la batteria (e la sua ricarica): è sempre al litioferrofosfato, ma ha una capacità di 30 kWh anziché 44.Certo, si tratta di un aspetto tutt'altro che secondario per una BEV, con effetti importanti sull'autonomia: quella media dichiarata scende a 204 km contro i 320 delle versioni standard (con queste ultime il nostro Centro prove ne ha rilevati 287). Pochi, vero. Ma consideriamo che si tratta di un'auto pensata soprattutto per il commuting quotidiano e da vivere in particolare in città. Qui, fra l'altro, l'autonomia (sempre dichiarata) è di 300 km (140 in meno delle altre ëC3), un valore tutto sommato accettabile per le percorrenze di tutti i giorni.Non cambia la potenza del motore, 113 cavalli, mentre peggiora l'accelerazione che passa da 10,4 a 11,6 secondi per lo 0100 km/h, perché la nuova batteria può rilasciare con meno rapidità la sua energia. Ma non è certo un'auto che si sceglie per lo scatto.Per quanto riguarda le ricariche, in corrente alternata le potenze sono le stesse: 7,4 kW (o, in opzione, 11 kW). In corrente continua, invece, la Casa dichiara un picco di 30 kW, contro i 100 delle versioni standard (la ricarica 2080% richiede 36 minuti anziché 26).Ma, come diciamo sempre, una BEV - soprattutto di questo tipo - ha senso solo se la si può ricaricare da casa, possibilmente ogni sera. A tal proposito, da una presa a 14 ampere occorrono 6 ore e 41 minuti, sempre per il 2080%, contro le 9 ore e 55 minuti della batteria più grande.Fra le note positive va anche segnalata la riduzione di oltre 150 kg nel peso: l'ago della bilancia passa infatti da 1.491 a 1.338 kg, guidatore incluso. You o Plus?Metabolizzate le differenze meccaniche, che permettono di tagliare fino a 3.410 euro, passiamo all'altra voce che porta a un prezzo così allettante per la BEV che mi accingo a guidare: l'allestimento You, che rispetto alla Plus (l'unico altro disponibile per la Citroën ëC3 Urban Range) fa risparmiare ancora 3.410 euro.Interessante. Ma cosa comporta?Al di là delle ruote da 16 pollici con copricerchi in plastica (anziché da 17), l'effetto più visibile - e che potrebbe spaventare - è l'assenza del sistema di infotainment: c'è solo un supporto per lo smartphone, alimentabile dalla presa USBC nella plancia. Sulle prime questa novità può scioccare, ma alla fine non è forse vero che ormai utilizziamo sempre di più il telefono per navigare e ascoltare la nostra musica preferita? Dal mio punto di vista, quindi, va bene così.La lista delle rinunce rispetto alla Plus prosegue con l'assenza dei sedili Citroën Advanced Confort, ma va detto che quelli della You (in tessuto, con poggiatesta integrati) sono comunque molto comodi e accoglienti. Manca anche la finitura in tessuto della plancia, ma le plastiche, per quanto rigide, sono gradevoli all'aspetto e ben assemblate.Quello che si ritrova è la praticità dei comandi e il display digitale, semplice nella grafica ma posizionato in alto e ben leggibile.E dietro? Niente prese USBC (la Plus ne ha due per i passeggeri posteriori) e niente alzavetro elettrici, per la verità presenti solo nell'allestimento Max, che - è bene ricordarlo - per questa versione non è disponibile.Resta comunque tanto spazio, soprattutto in altezza. Lo stesso vale per la capacità del bagagliaio, sempre con 310 litri dichiarati (298 misurati con la Max nei nostri test certificati), anche se meno sfruttabile per l'assenza del divano frazionato. In promo per tutto aprileSommando la batteria meno capiente e l'allestimento più economico si risparmiano 5.910 euro rispetto a una ëC3 standard Plus e addirittura 7.910 euro rispetto alla Max, prevista solo con la batteria da 44 kWh.Se dai 20.490 euro di listino della Citroën ëC3 Urban Range You si sottrae lo sconto riservato - almeno fino al 30 aprile - a chi permuta o rottama un usato, la spesa scende a 18.900 euro, una cifra che, a mio avviso, rende questa configurazione molto interessante.L'alternativa più allettante è, oltre alla Fiat Grande Panda (da 23.900 euro), la già citata Leapmotor T03: offre una dotazione più ricca e lo stesso prezzo di listino (18.900 euro). Per contro, ha un bagagliaio più piccolo (240 litri dichiarati, 203 rilevati dal nostro Centro prove) e soprattutto una facilità d'uso inferiore, visto che la gestione delle funzioni passa dall'infotainment. Una scelta che può mettere in difficoltà i guidatori meno avvezzi alla tecnologia.Al contrario, nella Citroën ëC3 la praticità è di casa, e ne ho avuto la riprova nel test drive nei dintorni di Marsiglia. Tutto è al posto giustoA bordo ci si sente subito rassicurati dalla presenza di comandi fisici per il clima (rigorosamente manuale). Una scelta che si affianca ai tasti per disattivare il mantenimento di corsia e gli avvisi sui limiti di velocità.La poltrona non si regola in altezza, ma né io né il mio compagno di viaggio (ben più alto di me), con cui mi alterno alla guida, abbiamo avuto difficoltà a trovare la posizione corretta, anche grazie alla buona escursione del volante.Il comando di marcia è dove te lo aspetti - fra i sedili - così come il freno a mano a leva. Giri la chiave, inserisci la D (manca una funzione P di parcheggio) e parti con un'erogazione lineare e la giusta vivacità, soprattutto in città e sulle statali.Buono il confort offerto dalle sospensioni, che sfruttano ammortizzatori con fine corsa idraulici, utili per digerire le asperità (si avvertono solo i dossi più marcati).In autostrada emergono qualche limite in più, ma fino ai 120 km/h delle autoroute francesi ci si arriva senza affanni. Poi bisogna fare i conti con una certa rumorosità e con il rapido calo dell'autonomia.Nel mio giro, su 85 km fra urbano, litoranea e autostrada, ho consumato il 45% di energia, il che fa ipotizzare una percorrenza realistica di circa 190 km. Quando l'auto passerà dal Centro prove di Vairano potremo essere più precisi grazie ai nostri test comparabili e certificati.Nel frattempo, siamo curiosi di conoscere la vostra opinione su questa versione pensata per il commuting quotidiano.
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Economia circolare, Seat inaugura a Barcellona il suo nuovo hub
Ormai è un trend da tenere in debita considerazione per comprendere quale sia il futuro dell'industria automobilistica europea. Stiamo parlando dell'economia circolare e delle iniziative avviate dai costruttori per creare poli specializzati nello smantellamento e nel riciclaggio di veicoli, con l'obiettivo di recuperare parti e componenti da ricondizionare e reimmettere sul mercato.Tra i pionieri figurano Renault con la sua ReFactory di Flins e Stellantis con i suoi hub di Mirafiori e, prossimamente, di Poissy, ma l'elenco è ormai sempre più lungo e include anche altre grandi realtà del settore, come BMW. L'ultima azienda ad aprire un polo dedicato all'economia circolare è Seat: la Casa di Martorell ha inaugurato proprio oggi, 23 aprile, un suo centro specializzato nella zona franca di Barcellona. Il progetto Il polo, operativo già dallo scorso dicembre grazie a un investimento di 4,85 milioni di euro da parte di Seat, include un'area di smontaggio dei veicoli su una superficie totale di 5.000 metri quadrati, un magazzino di 3.000 metri quadrati e uno spazio esterno dedicato alla movimentazione delle auto.Il progetto, realizzato anche grazie a 1,32 milioni di euro di finanziamenti pubblici del programma spagnolo Perte (Proyectos estrategicos para la recuperacion y transformacion economica), analogo al nostro PNRR, prevede nella prima fase attività concentrate sullo smantellamento e sul recupero di componenti delle auto Seat e Cupra.I veicoli vengono prima sottoposti a un processo di drenaggio e decontaminazione; successivamente, le parti riutilizzabili vengono smontate, riciclate, ricondizionate, imballate e stoccate per la successiva commercializzazione. I materiali di scarto vengono invece gestiti in un'area dedicata all'interno della struttura. La Casa, però, prevede di ampliare le attività per includere nuove iniziative di economia circolare.
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Porsche Cayenne Coupé Electric: il Cx scende, l'autonomia aumenta - VIDEO
Vista dal vivo, di profilo pieno, devo ammettere che fa un certo effetto: pur essendo la declinazione coupé di una enorme SUV, leggi Porsche Cayenne Electric, questo nuovo derivato pare più una filante hatchback a ruote alte che una sport utility. Il Cx scende, l'autonomia aumentaRispetto al modello di derivazione, infatti, la Cayenne Coupé è inedita dal montante A in poi e anche il parabrezza è specifico. L'intera linea del tetto, che in prossimità del terzo finestrino disegna una flyline del tutto simile a quella della 911, è più bassa di 24 mm e l'insieme contribuisce a diminuire il Cx: dal già ottimo 0,25 si passa a 0,23. La minor resistenza all'avanzamento comporta, a detta della Casa, un aumento dell'autonomia rispetto alla SUV fino a 18 chilometri a parità di allestimento e powertrain, per un massimo di 669 chilometri nel ciclo WLTP a seconda della versione. Aerodinamica attivaPresente anche sulla Coupé l'aerodinamica attiva, anch'essa determinante per il risultato: feritoie anteriori attive che si aprono e si chiudono in funzione del fabbisogno d'aria; flap che fuoriescono automaticamente dalle estremità del paraurti posteriore per ridurre le turbolenze in coda; in più, un inedito spoiler retrattile sulla sommità del baule. Come cambiano gli interniPer quel che riguarda gli interni, se la zona anteriore è identica a quella della Cayenne SUV, la parte posteriore differisce leggermente. Non tanto in termini di spazio, perché quello per la testa continua a essere più che adeguato nonostante il padiglione più spiovente, quanto nella configurazione: è possibile avere un divano a tre posti, lo stesso della SUV, ma anche due sedili singoli separati da un generoso e attrezzato tunnel centrale. Il vano bagagli, invece, perde circa 250 litri, a causa della maggiore inclinazione del lunotto posteriore. Gamma e prezziInvariata la gamma, che si compone di tre versioni, tutte dotate di due motori elettrici e dunque di trazione integrale: la versione base con 408 cavalli (442 in overboost), la S che sale a 544 CV (666 in overboost) e la Turbo che arriva a 857 cavalli e, per qualche istante, tocca 1.156 CV. I prezzi della Cayenne Coupé Electric vanno da 113.008 euro a 172.662 euro, pari a circa 3.000-4.000 euro in più (a seconda delle versioni) rispetto al corrispettivo modello SUV.
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Urus SE Tettonero: i 63 anni di Lamborghini sono una serie speciale da 630 unità
Per celebrare i 63 anni dalla fondazione, Lamborghini presenta in occasione della Milano Design Week 2026 l'Urus SE Tettonero, serie speciale limitata a soli 630 esemplari. Un omaggio numerico e stilistico che gioca sul contrasto: sei le tinte disponibili - tra cui il Verde Mercurius - abbinate a tetto nero così come alla fascia inferiore della carrozzeria, separate da un pin-striping decorativo a contrasto. Il tema cromatico prosegue anche nell'abitacolo, con finiture coordinate. Per chi desiderasse celebrare l'anniversario in modo più lampante, c'è anche la possibilità di inserire uno speciale logo 63. I pneumatici sono i Pirelli P Zero di quinta generazione e Scorpion Winter 2. Resta inoltre attivo il programma Ad Personam, che amplia ulteriormente le opzioni di personalizzazione della vettura. Sul piano tecnico, invece, non ci sono novità: la base è quella dell'Urus SE ibrida plug-in, con il motore 4.0 V8 biturbo affiancato dall'elettrico. E i numeri sono una riconferma: potenza complessiva di 800 CV, per 950 Nm di coppia.
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Volkswagen, inizia l'era del full hybrid: come funziona il nuovo sistema per Golf e TRoc
Anticipato durante la presentazione della T-Roc 2026, il primo powertrain full hybrid di Volkswagen arriverà entro la fine del 2026 sulla nuova SUV media e sulla Golf, che con questa motorizzazione si chiameranno Hybrid. Il nuovo full hybridDeclinato in due varianti di potenza, da 136 e 170 CV, con 306 Nm di coppia massima, il nuovo full hybrid di Volkswagen è composto dal motore termico 1.5 TSI turbobenzina, una batteria agli ioni di litio da 1,6 kWh (lordi) e un modulo ibrido che contiene al suo interno il motore di trazione, il generatore, l'elettronica di controllo e la frizione che stacca il TSI durante il funzionamento in serie.La batteria è alloggiata sotto il pavimento, nella parte posteriore dell'auto. Al momento Volkswagen non ha ancora pubblicato i dati relativi a consumi ed emissioni, limitandosi a dire che questo motore consuma meno benzina di un mild hybrid. Funziona in serie o in paralleloIl powertrain full hybrid ha tre modalità di funzionamento, gestite in maniera automatica dal software di bordo, anche sulla base del profilo di guida scelto:Modalità solo elettrica: alle basse velocità e per brevi distanze, l'unità termica è spenta e l'auto viene mossa dal solo motore elettricoModalità in serie: il motore termico è attivo ma disaccoppiato, così da lavorare solo come generatore per il motore elettricoModalità in parallelo: le due unità, termica ed elettrica, lavorano insieme, con il TSI come motore primario a partire da circa 60 km/h e il motore elettrico che lo supporta nelle fasi in cui serve potenza, per esempio nei sorpassi o nelle ripartenze.Di serie, sulle Golf Hybrid e T-Roc Hybrid saranno disponibili tre profili di guida: Eco, Comfort e Sport. In Eco la potenza del motore è limitata al 70% di quella nominale per ridurre i consumi, mentre la modalità Sport migliora la risposta del powertrain per garantire maggiori prestazioni.
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Monopattini elettrici: assicurazione rinviata a luglio, ma il targhino resta dal 17 maggio
Slitta al 16 luglio l'obbligo di assicurazione per i monopattini elettrici. Lo ha stabilito una circolare congiunta del ministero delle Imprese e di quello dei Trasporti, tenuto conto delle criticità di natura tecnica rappresentate da Ania, l'associazione delle assicurazioni, che ha richiesto un ulteriore termine di 60 giorni. Nella circolare si fa riferimento, in particolare, ai lavori (attualmente in corso, ndr) per la predisposizione tecnica delle piattaforme informatiche da utilizzare per l'emissione delle polizze assicurative che non consentono, si sottolinea nel documento, di avere i sistemi informatici pienamente operativi per il 17 maggio. Obbligo di targhino dal 17 maggioInsomma, tutto rinviato al 16 luglio. Nulla cambia, invece, sull'obbligo di targhino, che entrerà in vigore, ha precisato la circolare, il 17 maggio e non il 16 come inizialmente ipotizzato. Entro quella data chi vorrà utilizzare il monopattino in città (fuori città lo scooter elettrico è sempre vietato, anche su eventuali piste ciclabili) dovrà avere applicato sul parafango posteriore o sulla parte anteriore del canotto dello sterzo l'apposito contrassegno prodotto dal Poligrafico dello Stato e rilasciato dalla Motorizzazione civile (qui le istruzioni per richiederlo).A questo proposito, in considerazione del picco di richieste che verosimilmente si verificherà nell'imminenza dell'entrata in vigore del nuovo obbligo, si consiglia di anticipare il più possibile la presentazione della domanda e il ritiro del targhino agli sportelli della motorizzazione. Multe da 50 a 100 euroRicordiamo che la violazione delle norme di comportamento (circolare senza giubbino riflettente in condizioni notturne, senza avere compiuto 14 anni, senza almeno un caschetto da bicicletta conforme alle norme UNI EN 1078 o UNI EN 1080, trasportando persone, cose o animali, marciando sul marciapiede, contromano, su strade su cui non è consentito o superando la velocità massima di 20 km/h o di 6 km/h nelle aree pedonali) prevede una multa di 50 euro (scontata a 35 euro per chi paga entro 5 giorni), che salgono a 100 euro (70 euro con lo sconto) per chi circola senza targhino o senza assicurazione.
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Stellantis, quattro impianti da vendere o condividere coi cinesi: c'è anche Cassino?
Stellantis avrebbe identificato quattro impianti in Europa da vendere o condividere con potenziali partner cinesi: è questa l'ultima indiscrezione lanciata dall'agenzia americana Bloomberg in merito ai piani del gruppo guidato da Antonio Filosa per ridurre la sovracapacità produttiva nel Vecchio Continente.Delle quattro fabbriche, l'agenzia di stampa cita Rennes, in Francia (foto in basso), Madrid, in Spagna, e Cassino, in Italia (foto qui sotto). Quest'ultimo, tra l'altro, è il sito italiano iin maggior sofferenza sul fronte dei volumi produttivi, al punto da aver alimentato nuovi timori ai vertici delle organizzazioni sindacali. Pioggia di indiscrezioniLe nuove indiscrezioni seguono di pochi giorni quelle sui colloqui avviati da Stellantis con potenziali partner, tra cui Dongfeng Motor. Il costruttore di Wuhan avrebbe anche avviato negoziati per rilanciare i legami con Stellantis ed eventualmente riprendere la produzione congiunta di automobili in Europa e in Cina. A tal proposito, rappresentanti del gruppo cinese avrebbero visitato, all'inizio di aprile, gli stabilimenti di Rennes e Madrid e altri impianti tra Italia e Germania.A ogni modo, Bloomberg precisa che non è stata ancora presa alcuna decisione su specifici stabilimenti e che non sono da escludere imprevisti. Dunque non vi è alcuna certezza che si concretizzi un eventuale accordo, anche perché le trattative sarebbero incentrate su un aspetto di non facile attuazione: lo scambio di tecnologie e spazi produttivi. Del resto, Stellantis potrebbe avere più tavoli aperti ed essere disponibile a stringere accordi di collaborazione con più di un'azienda cinese: nelle scorse settimane si è vociferato anche di Xiaomi e Xpeng. Per ora Stellantis ha preferito non commentare, limitandosi a quanto affermato nei giorni scorsi:Nell'ambito della sua normale attività, Stellantis intrattiene discussioni con diversi operatori del settore in tutto il mondo su vari argomenti, sempre con l'obiettivo finale di fornire ai clienti le migliori opzioni di mobilità, ha dichiarato la società, precisando di non voler commentare speculazioni. Il peso della politicaEventuali cessioni, visto il loro impatto occupazionale, dovranno comunque passare al vaglio delle autorità politiche, che sarebbero già state informate da Stellantis della propria sovraccapacità produttiva in Europa. Il gruppo conta una ventina di impianti: quattro sarebbero di troppo.Di uno si conosce già il destino: a Poissy, in Francia, è stato deciso lo stop alla produzione di auto nel 2028 e la conversione del sito in un polo di economia circolare. Il progetto comporterà non solo un taglio agli organici, ma anche un impatto sull'indotto e su fornitori come Lear e Forvia; per questo i sindacati francesi hanno già indetto le prime manifestazioni di protesta.I piani di Stellantis sono comunque al centro dell'attenzione delle massime autorità italiane. Lo dimostra una recente dichiarazione del ministro delle Imprese, Adolfo Urso. Interpellato sul possibile interesse di Dongfeng per Cassino, Urso ha evidenziato l'apertura di Palazzo Chigi a "investitori stranieri disposti a scommettere sul nostro Paese".
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Fleet&Business Day: i temi delledizione 2026
Dopo Reload nel 2025, c'è una nuova parola chiave per l'edizione 2026 del Fleet&Business Day. Il titolo è infatti Remix - La formula vincente per le car list da qui al 2030 e oltre, fra obiettivi aziendali, incognite normative, valori residui, sicurezza. L'appuntamento è quest'anno il 22 settembre al Labirinto della Masone a Fontanellato, in provincia di Parma, epicentro di arte e buona cucina. Quattroruote Fleet&Business prosegue nel precorso di approfondimento dei temi di interesse per la quotidianità operativa dei fleet manager e dei fattori che ne influenzano le scelte riguardo alle car list. Come l'ipotetica revisione della fiscalità delle auto delle imprese, o l'accelerazione che l'Unione Europea vuole imprimere alla decarbonizzazione delle flotte aziendali, in un momento in cui i responsabili della mobilità delle aziende affrontano vecchie e nuove implicazioni della cessione delle auto alle diverse figure professionali, compresi gli aspetti legati alla sicurezza. La prospettata introduzione di quote obbligatorie di immatricolazione di auto elettriche e plug-in già dal 2030 per le grandi aziende e i noleggiatori avrebbe inevitabili riflessi già sulle prossime car list, anche nel caso di imprese piccole e medie. Nella prima parte di Remix, dal titolo Fleet manager: ultima chiamata, la redazione di Quattroruote Fleet&Business si confronterà con un gruppo di esperti per immaginare quale aspetto assumeranno le flotte da qui a tre o quattro anni alla luce delle prospettive di armonizzazione fiscale e della possibile entrata in vigore del regolamento sulla decarbonizzazione delle flotte proposto dalla Commissione Europea. Adas: un investimento in sicurezza, un valore da trasmettereIl percorso legislativo di introduzione obbligatoria dei sistemi di assistenza alla guida è per certi versi più lineare. La quantità di Adas disponibili, la presenza contemporanea nei listini e sui veicoli di dispositivi obbligatori e di altri opzionali, oltre alle differenze in alcuni casi marcate nel funzionamento fra i vari modelli lascia però spazio a difficoltà di interpretazione. Una sfida in più per il fleet manager che deve valutarne gli effetti sulla sicurezza e sui costi e promuovere la consapevolezza della loro utilità presso l'azienda e fra gli assegnatari. Tecnologie da comprendere e utilizzare è il titolo del secondo incontro, nel quale analizzeremo lo stato dell'arte degli Adas, porteremo l'esperienza di test di Quattroruote e scopriremo come procede il cammino verso la guida autonoma.
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Lancia Corse HF: Luca Martello è il nuovo responsabile del reparto sportivo
Luca Martello è stato nominato responsabile di Lancia Corse HF. Raccoglie il testimone da Eugenio Franzetti e inizierà la sua carriera in questo ruolo in occasione del Rally Due Valli in programma a giugno, dove debutterà il Trofeo Lancia Rally4. Mentre Franzetti è diventato responsabile marketing di Alfa Romeo, Luca Martello si impegnerà nel doppio ruolo, affiancando la direzione della parte motorsport con il ruolo di Product Manager della Lancia Ypsilon. Dalla stradale all'auto da corsaIl valdostano Martello, classe 1991, è entrato nel Gruppo Stellantis nel 2016 e dal 2020 lavora per il marchio Lancia. Ha seguito tutte le fasi del progetto dell'attuale generazione della Ypsilon ed ha contribuito alla sua trasformazione in una vettura da corsa in tutte le sue declinazioni. La sua conoscenza del progetto e dell'evoluzione della vettura sarà determinante per la crescita del programma sportivo e per il rilancio del leggendario logo HF.
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Horse Powertrain: a Pechino debutta il nuovo V6 biturbo ibrido da 544 CV
Al Salone di Pechino, Horse Powertrain non parla solo di auto elettriche: dopo il powertrain X-Range C15, pensato per convertire le piattaforme elettriche, è stato svelato anche W30, un V6 benzina ibrido destinato ai modelli di alta gamma che raggiungerà il mercato nel 2028. Un V6 biturbo da 8.000 giriIl progetto è nato con l'obiettivo di bilanciare potenza ed efficienza. Il V6 biturbo a 90 gradi, capace di toccare gli 8.000 giri, ha una cilindrata di 3 litri ed è stato sviluppato nelle varianti mild hybrid e full hybrid, con potenze fino a 544 CV e 700 Nm.Il peso dell'intero propulsore (160 kg) è inferiore a quello degli altri V6 sul mercato e il progetto è stato ottimizzato sia per il montaggio longitudinale sia per quello trasversale, offrendo così la massima modularità. La trasmissione ibrida 4LDHTAccanto al V6 è stata sviluppata anche una trasmissione automatica denominata 4LDHT. Si tratta di un'unità da 199 kg a quattro marce, specifica per modelli ibridi e dotata di due motori elettrici integrati: uno da 408 CV, che può ricaricare le batterie, e uno da 612 CV, che può contribuire alla trazione.Per il momento Horse non ha fornito il valore di potenza e coppia combinata dell'intero powertrain, ma è evidente che questo nuovo progetto possa dar vita a veicoli dalle prestazioni molto elevate, candidandosi per i prodotti premium del Gruppo.
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Norauto Prevensys 5 arriva in Italia: 50.000 km certificati e Classe A sul bagnato
Norauto presenta in Italia il pneumatico Prevensys 5. La quinta generazione di questo prodotto in Europa è stata studiata per offrire qualità elevata, maggiore durata, ridotto impatto ambientale ed efficace compatibilità con i veicoli elettrificati di ultima generazione. 50.000 km di percorrenzaQuesto pneumatico estivo è certificato dalla Dekra per percorrenze fino a 50.000 km o 5 anni ed è consigliato anche per i veicoli ibridi ed elettrici più pesanti, grazie alla carcassa rinforzata. Ha ottenuto l'omologazione in Classe A per l'aderenza sul bagnato, mentre il disegno del battistrada ottimizzato contribuisce a ridurre la resistenza al rotolamento e, di conseguenza, consumi ed emissioni.
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Ponti di primavera 2026: quello del 1 maggio è da triplo bollino rosso
In occasione dei prossimi ponti di primavera, Viabilità Italia - il Centro di coordinamento nazionale in materia di viabilità, presieduto dal direttore del Servizio Polizia Stradale della Polizia di Stato - ha diffuso le previsioni dei flussi di traffico. Poche criticità sono previste in occasione del 25 aprile, mentre si annunciano tre bollini rossi per il ponte del 1 maggio. Tranquillo il fine settimana del 25 aprileNel complesso, Viabilità Italia prevede condizioni di traffico intenso ma senza particolari problemi in concomitanza del 25 aprile che, quest'anno, cadrà di sabato.Cinque i bollini gialli previsti: dal pomeriggio-sera di venerdì 24 fino a tutto sabato 25, per poi riprendere nelle ore pomeridiane di domenica 26 e nella mattinata di lunedì 27 aprile.L'unica breve attenuazione, con traffico normale, è prevista la mattina di domenica 26. 1 maggio: bollini rossi in partenza e per il rientroDifferente la situazione prevista per il 1 maggio, che cadrà di venerdì e, di fatto, agevolerà un lungo fine settimana di vacanza. L'incremento dei flussi sarà consistente e sono previsti tre bollini rossi per traffico intenso con possibili criticità: i primi due, in uscita dalle grandi città e verso le località turistiche, nel pomeriggio-sera di giovedì 30 aprile e nella mattinata di venerdì 1 maggio. In queste fasce orarie, al traffico sulle lunghe percorrenze si sommerà quello legato alle gite fuori porta. Il terzo bollino rosso è previsto a partire dalle ore pomeridiane di domenica 3 maggio, in coincidenza con i rientri. Traffico intenso: il calendario dei bollini gialliI bollini gialli per traffico intenso sono previsti nella mattinata di giovedì 30 aprile, nel pomeriggio di venerdì 1 maggio e nelle tre fasce mattutine di sabato 2, domenica 3 e lunedì 4 maggio. La circolazione sarà sostanzialmente regolare solo sabato 2 maggio, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali. Stop ai mezzi pesanti: orari e dateCome di consueto, fuori dai centri abitati scatteranno le limitazioni alla circolazione per i veicoli con massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate.Lo stop ai mezzi pesanti sarà in vigore dalle 9:00 alle 22:00 nelle seguenti giornate:Sabato 25 aprileDomenica 26 aprileVenerdì 1 maggioDomenica 3 maggio
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Garage Italia: la 500 Spiaggina MY26 elettrica incanta il Fuorisalone
Garage Italia Customs presenta alla Milano Design Week 2026 la 500 Spiaggina Model Year 2026 a propulsione elettrica. La vettura è stata aggiornata sotto diversi punti di vista ed è proposta con tre diverse livree personalizzate.L'architettura è stata evoluta per migliorare sicurezza e confort, mentre gli interni sono stati ridisegnati con un nuovo tunnel centrale e vani portaoggetti. Anche l'interfaccia grafica è stata completamente rivista; all'interno sono previsti tessuti per esterni personalizzati, tappetini di derivazione nautica Italdek e dettagli unici su campione per ogni esemplare. Tre vetture personalizzate a MilanoLe tre interpretazioni della Spiaggina MY26 mostrano la versatilità del reparto tailoring di Garage Italia:Palazzo AvinoVersione rosa con interni in tessuto Pergola, realizzato in collaborazione con Mariaflora, dedicata al celebre hotel della Costiera Amalfitana.10 Corso ComoVettura itinerante caratterizzata da grafiche astratte che riprendono l'identità del concept store milanese, con interni in tessuto jacquard Pioggia.Superstudio MaxiEsposta all'interno della mostra The City, questa unità vanta una verniciatura Wimbledon White con striscia rossa e bande blu. L'abitacolo è un omaggio all'artigianato, con soluzioni su misura. Tecnologia e personalizzazioneIl cuore della 500 Spiaggina MY26 è il sistema di riqualificazione elettrica (retrofit) sviluppato con Newtron, che garantisce una mobilità a zero emissioni, ideale per borghi marittimi e centri storici.Ogni componente, dai rivestimenti alle finiture di ispirazione nautica, sottolinea la missione del brand fondato da Lapo Elkann: trasformare icone del passato in oggetti del desiderio contemporanei e sostenibili.
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Gruppo Renault, vendite in calo ma ricavi in crescita: è londa lunga della "cura de Meo"
Il gruppo Renault continua a beneficiare delle strategie commerciali dell'ex amministratore delegato Luca de Meo, incentrate su un miglioramento del mix di prodotto e prezzo.Nel primo trimestre, le vendite totali sono scese del 3,3% a 546.183 tra auto e veicoli commerciali, ma i ricavi sono cresciuti del 7,3% a 12,53 miliardi di euro (+8,8% a cambi costanti). Il ramo auto è salito del 6,5% a 10,8 miliardi, mentre i servizi finanziari di Mobilize hanno registrato un miglioramento del 13% a 1,72 miliardi. La strategia commercialeCome detto, a sostenere i ricavi è la conferma dell'efficacia della strategia commerciale impostata dall'ex AD. Le principali caratteristiche sono una maggiore esposizione al canale dei privati, con un mix di vendite pari al 57,7% del totale (15,7 punti in più del mercato), e un posizionamento crescente nelle fasce a maggiore marginalità: i segmenti C e superiori pesano per il 32,8%, quattro punti in più rispetto al primo trimestre 2025.Il gruppo beneficia anche dei piani di elettrificazione, in particolare in Europa, dove le vendite di veicoli alla spina sono aumentate del 12%, raggiungendo un peso sul totale del 52,3% (+9,1 punti). Le sole elettriche sono cresciute del 20,9%, rappresentando il 17% del totale nel trimestre (+4 punti), grazie a la Renault 5, la Renault 4, la Scenic, la Dacia Spring e l'Alpine A290.Le ibride, invece, sono arrivate a rappresentare il 35,3% delle vendite (+5,1 punti), trainate in particolare da Dacia, in crescita del 48,8% grazie a il Duster e il Bigster.In sostanza, il miglior mix di prezzo e prodotto ha consentito di annullare gli effetti di fattori negativi quali la volatilità dei cambi e il calo delle vendite. Le tre marche: male DaciaQuanto alle performance dei singoli marchi, Renault ha visto le vendite aumentare del 2,2% a 397.602 unità, grazie alla crescita dei veicoli elettrificati (oltre il 65% del totale) e alla disponibilità dell'intera gamma di veicoli commerciali leggeri (+15,1% in Europa).Le vendite di Dacia, invece, sono diminuite del 16,3% a 145.335 unità, a causa delle condizioni meteorologiche avverse che hanno influenzato il traffico marittimo nello stretto di Gibilterra, con conseguenti disagi a livello di logistica e produzione e perdite pari a diverse migliaia di unità. La Casa di Mioveni ha inoltre risentito della fase di transizione dell'offerta prodotto verso nuove opzioni di motorizzazione, ma dovrebbe recuperare progressivamente nel corso dei prossimi mesi, anche alla luce della crescita a doppia cifra della raccolta ordini nella prima parte dell'anno.Infine, Alpine, grazie a l'A290, ha registrato una crescita del 54,7% a 3.246 unità.
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Great Wall Ora 5, come va la nuova SUV benzina, full hybrid o elettrica
Parliamoci chiaro: guidare sul proving ground di una Casa automobilistica, tra coni di plastica e percorsi appositamente tracciati, non è come farlo sulle strade. Tantomeno su quelle delle metropoli cinesi, visto che in questo caso ci troviamo non lontano dalla Grande Muraglia, a Baoding (160 km da Pechino), sede della Great Wall. qui che abbiamo potuto vedere dal vivo e assaggiare - seppur fugacemente - la dinamica del nuovo modello in arrivo in Europa, la Ora 5. Fine tuning all'italianaPrima di arrivare da noi (sarà in vendita a giugno), questa crossover dalle linee classiche e tondeggianti, ma con un ponte di comando high-tech, è stata a lungo testata nel Sud Europa, precisamente in Italia e in Spagna, con l'obiettivo di adattarne telaio e dinamica ai gusti locali. Una mano, ai cinesi, l'hanno data consulenti italiani, tra cui la RacingSyn, società che ha esteso la propria esperienza nel motorsport al mondo delle passenger car, collaborando alla messa a punto della Ora 5. Un test al chiusoLa giornata di prova è scivolata via tra slalom, qualche giro sul tracciato di handling e diversi passaggi sulle pavimentazioni, per testare la risposta delle sospensioni e il confort dell'auto sui fondi più irregolari, di varia tipologia. Rimandando un giudizio definitivo a un test più approfondito, restano comunque alcune sensazioni.In primis, la Ora 5 punta soprattutto sul confort di marcia, evitando però quegli eccessi di morbidezza e quella vaghezza nelle risposte dello sterzo che talvolta si riscontrano in alcune auto cinesi. dovuto anche al fatto che in Cina si guida in maniera completamente diversa rispetto all'Europa, non solo per la conformazione del territorio (e quindi delle città e delle strade), ma anche per attitudine.Piace la frenata, anche sull'elettrica, che denota una buona omogeneità e risposte lineari del pedale. Passando su dossi, pavé e fondi butterati di vario genere, la Ora 5 è parsa in grado di filtrare con efficacia le irregolarità grazie allo schema di sospensioni che prevede un multilink posteriore abbinato al classico MacPherson anteriore. Impressioni positive arrivano anche dall'acustica: l'insonorizzazione è coerente con un abitacolo caldo, dove design, cura delle finiture (soprattutto attorno ai posti anteriori: dietro prende il sopravvento la plastica dura) e sedili morbidi contribuiscono a creare un ambiente accogliente. Motori: ce n'è per tutti i gustiSenza entrare nel merito di temi come i consumi, la gamma motori appare adeguata alle esigenze di chi guarda a una crossover come la Ora 5, che per dimensioni si colloca nel segmento C ma per caratteristiche strizza l'occhio al mondo delle B-SUV. soprattutto una gamma versatile: si parte dal 1.5 turbobenzina da 160 CV (vispo, ma non tra i più silenziosi), abbinato a un cambio doppia frizione a 7 marce, si passa al cuore dell'offerta con il full hybrid da 223 CV e trasmissione DHT a due rapporti (0-100 km/h in 7,7 secondi) e si arriva alla variante full electric da 150 kW (204 CV), con un'autonomia dichiarata di 435 km. Prezzi da circa 27 mila euroLa Great Wall dovrebbe comunicare a breve il listino, che per ora possiamo solo abbozzare. Le versioni con motore termico dovrebbero entrambe restare sotto quota 30 mila euro, con il benzina intorno ai 27 mila euro e la full hybrid tra 28 e 29 mila euro. Per l'elettrica si ipotizza invece un prezzo di partenza di circa 37 mila euro. Le vendite dovrebbero partire tra giugno e luglio.
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Dalle SUV ai pickup: ecco tutti i nuovi modelli Great Wall per lItalia - VIDEO
L'Ora giusta scatterà a inizio estate. Archiviata l'esperienza con gli importatori (in Italia era Eurasia Motor Company) e il difficile rilancio a cavallo del Covid, Great Wall Motors avvia la sua nuova fase europea sulla base di una strategia completamente rivista. Un piano che ha portato alla creazione di una vera e propria filiale in Italia e al lancio di almeno cinque modelli entro il 2026, basati su motorizzazioni a benzina, ibride full o plug-in ed elettriche.Si comincia a giugno con la SUV Ora 5 (che in futuro, in Europa, avrà anche una variante station wagon). Poi, una dopo l'altra, arriveranno la H7 e la Jolion Max, altre due sport utility, quindi la fuoristrada Tank 300 e il pick-up Alpha Cannon, che vi presentiamo nel dettaglio. La Ora 5 apre le danzeA dare il la alla nuova gamma sarà, come detto, la Ora 5. Parliamo di una SUV lunga 4,47 metri, larga 1,83, alta 1,64 e con un passo di 2,72 m. Ha un design rétrochic, fatto di linee tonde e forme classiche, ma con dettagli molto moderni, come le luci di coda a LED sottili e integrate nel lunotto.Dentro è un'auto curata nei dettagli: oltre all'immancabile display centrale da 14,6 pollici (con Android Auto e Apple Carplay wireless, aggiornabile OTA) e a un quadro strumenti digitale da 10,25 pollici, spiccano rivestimenti di qualità e dettagli ricercati e tangibili, come i pulsanti fisici per il richiamo di alcune funzioni, che ricordano i toggle switches delle Mini.Nonostante le sue forme sinuose, pensate più per l'estetica che per massimizzare l'abitabilità, questa SUV offre un bagagliaio da 390 a 422 litri a seconda delle versioni e, in seconda fila, uno spazio più che discreto per le gambe. Benzina, ibrida o elettrica, poi la wagonLa Ora 5 incarna alla perfezione l'approccio multienergia di Great Wall: sarà infatti proposta con motore a benzina, full hybrid oppure elettrica.Nel primo caso a muovere l'auto è un 1.5 turbo benzina da 160 CV e 270 Nm, abbinato a un cambio a doppia frizione a 7 rapporti, per uno 0100 km/h in 9,3 secondi.Poi c'è la full hybrid, particolarmente cruciale in questa fase di transizione: il motore termico (sempre il 1.5) e quello elettrico sviluppano 223 CV complessivi, scaricati a terra da una trasmissione DHT a due rapporti. In termini di efficienza, la promessa è di percorrenze vicine ai 20 km/l (5,1 l/100 km il dato combinato dichiarato), mentre lo 0100 km/h scende a 7,7 secondi, lo stesso tempo della versione elettrica.Quest'ultima conta 204 CV, 260 Nm di coppia e batterie LFP da 58,3 kWh, per un'autonomia dichiarata di 435 km Wltp.I prezzi ufficiali verranno comunicati a breve, ma le prime stime indicano meno di 30 mila euro per le versioni a benzina e full hybrid, mentre l'elettrica dovrebbe posizionarsi oltre quota 35 mila euro.In futuro arriveranno altre due varianti di carrozzeria sulla stessa base tecnica: la Ora 5 berlina e la wagon, lunga 4,7 metri, anche ibrida plugin e attesa entro la prima metà del 2027. La giardinetta è prevista nel piano prodotti per l'Europa, ma al momento non c'è l'intenzione di importarla in Italia. Jolion Max, SUV per famiglieIn autunno sarà invece la volta di una SUV per famiglie dal prezzo accessibile (stimato intorno ai 30 mila euro) e con un occhio di riguardo anche alle flotte: è la Jolion Max, sport utility lunga 4,6 metri, larga 1,88 e alta 1,68, con un passo di 2,71 m. disponibile in due declinazioni ibride, full hybrid e plugin, entrambe basate su un 1.5 turbo benzina da 150 CV e 240 Nm. La full hybrid adotta una batteria da 1,09 kWh e sviluppa 223 CV di sistema. La plugin sale invece a 326 CV e promette circa 90 km in elettrico, grazie a una batteria LFP da 19 kWh.Lo stile è più sobrio rispetto alla Ora 5, ma gli interni puntano sulla praticità, con 29 vani portaoggetti e sedili in tessuto ed ecopelle (a seconda degli allestimenti). Sulla plancia ritroviamo il doppio schermo già visto sulla Ora 5, la ricarica wireless fino a 50 W e una dotazione ADAS di serie molto completa, con monitoraggio dell'angolo cieco, mantenimento attivo della corsia, cruise control adattivo e telecamera a 360. Le rivali nel mirino sono Dacia Bigster, MG HS e Omoda 7. H7: con l'ibrido (e non solo) c'è il 4x4Tra settembre e ottobre si aggiungerà alla gamma una terza SUV, la H7, che sulla calandra porta il marchio Haval. Le forme sono più boxy e il look dichiaratamente fuoristradistico.La vocazione all'avventura è supportata dal sistema Hi4, una trazione integrale ibrida on demand, con distribuzione elettronica della coppia fino a 50:50 e torque vectoring attivo sulle singole ruote. Nella configurazione più potente, la H7 è una plugin hybrid da 435 CV, con batteria da 33,8 kWh e fino a 120 km in elettrico.In gamma ci sono anche una full hybrid da 247 CV a due ruote motrici e una versione benzina con 2.0 turbo da 222 CV e 385 Nm, abbinato a un DCT a 9 rapporti e trazione integrale meccanica. L'ambiente interno ha un'impostazione premium, con strumentazione digitale da 12,3 pollici e touchscreen da 15,6 pollici basato sul sistema operativo Coffee. Tank 300: la off-road più dura (anche diesel)L'offerta Great Wall per l'Italia si chiuderà verso dicembre con due modelli di nicchia. Uno è il Tank 300, una fuoristrada lunga oltre 4,7 metri, disponibile anche con piattaforma Hi4T, quella con longheroni e 4x4 meccanico abbinato a un ibrido plugin.Non sono ancora note le versioni destinate al nostro mercato, ma la gamma include anche un 2.0 benzina e un 2.4 diesel, che potrebbe arrivare anche in Italia. Le linee squadrate richiamano icone come Mercedes Classe G, mentre gli interni puntano su finiture curate e dotazioni molto ricche. Alpha Cannon: il maxi pick-upBen equipaggiato e rifinito è anche il pickup Alpha Cannon (in Cina è venduto come Poer): un mezzo da 5,40 metri di lunghezza, quindi decisamente fuori scala per gli standard europei. Può sembrare un azzardo, ma Great Wall è leader nel mercato domestico dei pickup, con una quota vicina al 50%, e vuole cavalcare questa expertise anche in Italia, nonostante le regolamentazioni specifiche che riguardano questo segmento nel nostro mercato.
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