Anteprima - BMW 2026, la nuova era di Serie 3 termica e i3 Neue Klasse elettrica: ecco come saranno

4 Ruote - Feb 25,2026
Il 2026 sarà l'anno della Serie 3, tanto in versione termica quanto elettrica. Come altri modelli della Casa di Monaco (e di altri costruttori, da Mercedes ad Audi), la berlina della BMW proseguirà la sua carriera lungo due binari paralleli: quello delle motorizzazioni con pistoni e quello full electric. Entrambe le varianti saranno disponibili anche con la carrozzeria station wagon. Per parlare di prezzi è ancora presto, ma possiamo immaginare un listino a partire da 55.000-65.000 euro. La nuova BMW i3La novità più importante per la Casa tedesca è l'arrivo della berlina elettrica su base Neue Klasse, che segue di qualche mese il debutto della iX3 elettrica, già disponibile nelle concessionarie. Dal punto di vista delle proporzioni la variante elettrica avrà un cofano più corto e un montante anteriore più avanzato, con una linea di cintura ascendente. Il frontale sarà lo stesso della versione termica, ispirato ai modelli del passato, con l'unica differenza della griglia anteriore chiusa. Interni tecnologiciAlla stregua di tutti i prossimi modelli della BMW, anche la nuova Serie 3 (sia termica che elettrica) adotterà il Panoramic iDrive che ha debuttato sulla iX3, un display molto lungo e sottile, posizionato sotto il parabrezza, che sostituisce la tradizionale strumentazione dietro il volante. Quest'ultimo avrà forme avveniristiche così come il display centrale dell'infotainment, di forma esagonale. Oltre 1.000 CV della versione M3Sul fronte dei motori, almeno nella prima fase di lancio la nuova BMW i3 monterà il medesimo powertrain dual motor da 345 kW (469 CV), abbinato a una batteria di generose dimensioni, da 109 kWh, per autonomie che dovrebbero aggirarsi attorno agli 800 chilometri. In un secondo momento la gamma si amplierà con una variante più accessibile, single motor e batteria più piccola. Attesissima anche la prima iM3 elettrica, che monterà quattro motori - uno per ruota - e dovrebbe contare su una potenza combinata di oltre 1.000 CV. Non temano però i petrolhead: la M3 arriverà anche per la Serie 3 termica. La nuova Serie 3 termicaLa nona generazione della Serie 3 (la prima è del 1975) arriverà entro la fine dell'anno, e sarà realizzata sulla base del pianale CLAR del costruttore tedesco. Manterrà le proporzioni del modello attuale, con il cofano lungo e l'abitacolo arretrato, mentre il frontale sarà completamente nuovo, con il doppio rene sottile e la cornice illuminata che integra i gruppi ottici.Sul fronte delle motorizzazioni, è probabile una sovrapposizione con quelle della "cugina" X3, ossia unità mild hybrid a benzina e a gasolio e una versione ibrida plug-in. La presentazione di questo modello è prevista entro la fine dell'anno, con l'arrivo sui mercati nel 2027.
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Auto elettriche - Telepass e Repower: l'accordo per 1.000 nuovi punti di ricarica in Italia

4 Ruote - Feb 25,2026
Si rafforza la piattaforma digitale della mobilità dell'app Telepass: 1.000 prese Repower integrate in tutta Italia, per un totale di 56.000 punti di ricarica di numerosi gestori. Lo prevede un accordo fra la società leader del telepedaggio e l'operatore svizzero, che consolida la rete di colonnine interoperabili. Tutto facile con lo smartphoneI clienti Telepass possono individuare, attivare e pagare il rifornimento di elettroni direttamente in app, senza ulteriori strumenti o contratti. Le colonnine Repower, situate in prossimità di ristoranti, alberghi e parcheggi, si integrano nei principali luoghi di vita e di viaggio: con potenze fino a 30 kW in DC, alimentate da energia certificata rinnovabile, sono compatibili con tutte le BEV.
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Pratiche automobilistiche - Nasce la rete certificata dellUnasca

4 Ruote - Feb 25,2026
Garantire ai cittadini e alle imprese elevati standard di qualità, competenza professionale e affidabilità. Con questo obiettivo nasce la Rete certificata Unasca, circa 500 agenzie di pratiche auto di tutta Italia che hanno liberamente scelto di qualificare ulteriormente i propri servizi. Ma l'obiettivo, ha rivelato il segretario della maggiore organizzazione del settore, Giuseppe Guarino nel corso della presentazione dell'iniziativa nella sala stampa della Camera dei deputati, è arrivare nel breve termine a mille operatori certificati. Formazione e controlliLa Rete certificata, sottolinea l'Unione delle autoscuole e degli studi di consulenza automobilistica, nasce dalla consapevolezza che oggi non basta più distinguere tra operatori autorizzati e non autorizzati, ma che è necessario introdurre un ulteriore livello di professionalità. Le pratiche automobilistiche, infatti, coinvolgono registri pubblici - l'Archivio nazionale veicoli della Motorizzazione civile e il Pubblico registro automobilistico gestito dall'Aci - e sono caratterizzate da una digitalizzazione particolarmente spinta. E siccome ogni operazione può avere effetti giuridici ed economici rilevanti, la fiducia negli operatori è un elemento chiave di tutela dell'interesse pubblico. Dunque, rivolgersi a un'agenzia certificata, secondo l'associazione, significa contare su un operatore continuamente e obbligatoriamente formato, sottoposto a controlli da parte della stessa associazione, vincolato a specifiche norme etiche e operative contenute nel regolamento della Rete certificata e tenuto a fornire un servizio altamente professionale nei confronti dei cittadini e delle imprese clienti. Sinergie con Polizia Stradale e MotorizzazioneIl tutto in sinergia con le principali istituzioni coinvolte nella gestione della mobilità e della sicurezza, ossia la Polizia Stradale - alla presentazione dell'iniziativa era presente il direttore del servizio Santo Puccia - e la Motorizzazione Civile, rappresentata nella sala stampa della Camera dal direttore Gaetano Servedio. Un contrassegno anticontraffazioneMa come si farà a distinguere un'agenzia certificata - ossia in possesso di particolari requisiti organizzativi, professionali e deontologici - da una che non lo è? Da un contrassegno anticontraffazione prodotto dal Poligrafico dello Stato - alla presentazione dell'iniziativa era presente il direttore generale dell'IPZS, Maurizio Fatarella - che gli aderenti alla Rete certificata applicheranno all'ingresso dell'agenzia.
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Serie speciale - Mini celebra Monte Carlo 1965: nasce la John Cooper Works Victory Edition

4 Ruote - Feb 25,2026
La Mini ha presentato la 1965 Victory Edition per le John Cooper Works a benzina ed elettrica: una serie speciale per celebrare la Mini Cooper S che, proprio nel 1965, ha conquistato un'incredibile vittoria nel Rally di Monte Carlo, guidata da Timo Mäkinen e dal copilota Paul Easter. Prezzi e apertura degli ordini di questa serie limitata arriveranno a maggio. Sembra nata per i rallyLa Mini 1965 Victory Edition si distingue per la tinta della carrozzeria in Chili Red, con una striscia bianca che attraversa l'auto dal cofano al tetto; sulle fiancate campeggia il numero "52", in bianco, lo stesso numero di gara della Mini del 1965, ripreso anche da uno sticker sul montante posteriore. Il tetto è bianco a contrasto, con vetro panoramico, mentre i cerchi di lega sono da 18" in Lap Spoke Bicolore per la variante endotermica oppure JCW Mastery Spoke in nero per quella elettrica. Esclusivi per questa versione anche i coprimozzi flottanti e le valvole dei pneumatici con il numero 52. Interni classicamente sportiviAprendo la portiera si trova uno sticker con i richiami alla gara di Monte Carlo e il battitacco con l'annata scritta in bianco su fondo rosso e nero. All'interno dell'abitacolo ci sono finiture in antracite scuro e rosso, mentre la razza centrale del volante e il vano portaoggetti a centro console riportano la scritta "1965". Il numero di gara della Cooper S, 52, è presente anche sulla cover della chiave, disponibile solo per gli acquirenti di questa serie speciale. C'è solo la John Cooper WorksLa Mini 1965 Victory Edition è disponibile con le motorizzazioni delle John Cooper Works, a benzina ed elettrica: la prima ha una potenza di 170 kW (231 CV) e una coppia massima di 380 Nm, per uno 0-100 km/h coperto in 6,1 secondi. La JCW elettrica ha un powertrain da 190 kW (258 CV) e scatta da ferma a 100 km/h in 5,9 secondi.
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Volvo - EX30 2026: nuovo motore entry level, interni più raffinati. E l'elettrica diventa power bank

4 Ruote - Feb 25,2026
La Volvo ha presentato il Model Year 2026 della SUV elettrica compatta EX30: le novità riguardano l'arrivo di una nuova motorizzazione, ulteriori opzioni per i rivestimenti interni e importanti aggiornamenti sul fronte tecnologico. Gli ordini del nuovo modello apriranno tra qualche settimana. Un nuovo motoreLa Volvo EX30 MY26 introduce alla base del listino un nuovo powertrain single motor da 110 kW (150 CV), abbinato a una batteria da 51 kWh, per un'autonomia dichiarata di 339 chilometri. Con la stessa motorizzazione sarà disponibile anche una batteria da 69 kWh, per arrivare a 476 km di autonomia. Interni più ricchiCon il Model Year 2026, la EX30 introduce due nuovi allestimenti per gli interni: il primo, Harvest, offre rivestimenti dei sedili in materiale tessile riciclato e cielo nero. Il secondo si chiama Black, ed è facile immaginare la scelta cromatica dominante, sia per le sedute che per i rivestimenti di plancia e portiere. Arrivano anche tre nuove tinte per la carrozzeria: Onyx Black,Vapour GreyeCrystal White. Si aggiorna l'interfacciaIl nuovo software di bordo introduce una nuova interfaccia utente più intuitiva da utilizzare, con schermate di impostazioni e controlli completamente ridisegnate, e una barra di comandi personalizzabile, dove inserire le scorciatoie alle funzioni più usate. La nuova EX30 MY26 porta a bordo anche la funzionalità Vehicle-to-Load (V2L), per poter utilizzare l'auto come fonte di energia e alimentare/caricare altri dispositivi, dalle biciclette elettriche ai barbecue da campeggio. L'adattatore V2L è venduto come accessorio a parte. Per i modelli già in commercio, entrambe le funzionalità saranno rese disponibili gratuitamente con aggiornamenti over-the-air che saranno distribuiti nel corso dell'estate. Novità anche per la Cross CountryLa variante più avventurosa della SUV svedese eredita tutte le novità presentate sulla EX30 normale, con l'aggiunta dell'allestimento Plus e la nuova motorizzazione single motor da 150 CV (finora era disponibile solo a trazione integrale).
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Bilanci - Aston Martin, conti in profondo rosso: Stroll corre ai ripari, in arrivo 600 tagli al personale

4 Ruote - Feb 25,2026
L'Aston Martin è ormai entrata in una spirale di crisi nonostante le continue iniezioni di capitali da parte dei principali azionisti. La recente decisione di vendere i diritti dello storico nome della Casa di Gaydon all'omonima scuderia di Formula 1 ha confermato la carenza di liquidità dell'azienda e la conseguente necessità di mettere in atto operazioni di natura prettamente finanziaria pur di rimettere in carreggiata conti sempre più critici.Lo dimostra il bilancio 2025, chiuso con un crollo di tutti i principali parametri reddituali. La conseguenza, in parte anticipata nei mesi scorsi, è l'avvio di un piano di ristrutturazione ad ampio spettro, che porterà, tra l'altro, al taglio del 20% dei circa 3 mila lavoratori. Conti in profondo rossoD'altro canto, i volumi di vendita sono scesi del 10% a 5.448 unità, ma i ricavi hanno fatto peggio: -21% a 1,258 miliardi di sterline (1,44 miliardi di euro al cambio attuale). La redditività, poi, lancia segnali preoccupanti. Il margine operativo lordo si è contratto del 37% a 369,8 milioni, mentre la perdita operativa, depurata dalle voci straordinarie, è peggiorata da 82,8 milioni a 189,2 milioni. Il conto economico si chiude in rosso per 363,9 milioni (289,1 milioni la perdita del 2024).Alla base del peggioramento ci sono diversi fattori. Aston Martin ha attribuito il calo dei volumi alle accresciute sfide nel contesto macroeconomico globale, alle incertezze geopolitiche, alle minori consegne di versioni speciali e a un approccio disciplinato al bilanciamento tra produzione e domanda. In altre parole, manca l'interesse tra i consumatori, anche se qualche segnale di ripresa è arrivato dal quarto trimestre, con un aumento delle vendite del 47% rispetto ai tre mesi precedenti. Lo dimostra anche il peggioramento del mix di prezzo, con l'Asp (Average Selling Price) in flessione del 15%. Sulla redditività hanno poi avuto un impatto negativo i dazi introdotti negli Usa, l'aumento delle tasse sul lusso in Cina, oneri di garanzia supplementari, un aumento degli aiuti alla rete dei concessionari e delle spese per migliorare la qualità del prodotto.C'è poi da tenere in considerazione i segnali negativi provenienti dal rendiconto finanziario. Aston Martin ha chiuso il 2025 bruciando cassa per 410 milioni (392 milioni nel 2024) nonostante la decisione di tagliare gli investimenti di 60 milioni rispetto ai 401 milioni spesi l'anno precedente. In cassa rimane a disposizione una liquidità di 250 milioni, ma l'aspetto più preoccupante è la sostenibilità del debito.L'indebitamento netto è salito da 1,16 miliardi di fine 2024 a 1,38 miliardi, per una leva finanziaria cresciuta da 4,3 a 12,8 volte il margine operativo lordo rettificato. Si tratta di un chiaro segnale di forte tensione finanziaria: generalmente le aziende, soprattutto industriali, tendono a mantenere il rapporto sotto la soglia delle 3 volte per non subire, per esempio, un aumento degli interessi sui finanziamenti o non dover ricorrere ad aumenti di capitale e operazioni analoghe. Si corre ai ripariTutto ciò spiega l'operazione di cessione del nome alla scuderia, che ha fatto incassare 50 milioni di sterline. Tuttavia, dal comunicato sui conti emergono ulteriori iniziative messe in atto dal management, guidato da meno di un anno dall'ex Bentley Adrian Hallmark (foto sopra).In attesa che alcune novità di prodotto dispieghino effetti positivi (le consegne della Valhalla sono partite solo alla fine dell'anno scorso), Hallmark ha delineato la necessità per l'azienda di rispondere alle dinamiche del mercato con una serie di misure, tra cui la riduzione degli investimenti e, soprattutto, il miglioramento dell'efficienza operativa. In tale contesto rientra il programma di taglio della forza lavoro, che porterà all'uscita di 600 dipendenti.A Gaydon hanno già riscontrato i primi effetti positivi nel quarto trimestre (i flussi di cassa sono risultati positivi per 5 milioni). Inoltre, i vertici scommettono sul miglioramento dell'offerta (saranno lanciate nuove derivate e si punterà sempre di più sulle personalizzazioni), sulla continua ottimizzazione della base dei costi e sull'aumento delle consegne della Valhalla (ne saranno consegnate 500 quest'anno) per assistere a un sostanziale miglioramento delle performance finanziarie sia nel 2026, sia nel medio termine.Tuttavia, non mancano ostacoli da superare, a partire dall'impatto economico derivante dalla minaccia imprevedibile o dall'introduzione di ulteriori dazi doganali statunitensi, dalle modifiche alle imposte sulle auto di lusso in Cina e dalla continua dipendenza da una rete stabile di fornitori globali.
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Gasolio - Auto usate, il diesel crolla al Nord e vola al Sud: tutti i dati del 2025

4 Ruote - Feb 25,2026
Pur mantenendo il primato nel florido mercato delle auto di seconda mano, nel 2025 l'usato diesel ha perso terreno, anche se, come abbiamo visto qualche giorno fa, le quotazioni, per ora, non soffrono particolarmente questa dinamica. Vediamo nel dettaglio cosa è accaduto alla più demonizzata delle alimentazioni. Il mercato dell'usato cresce ancora, ma la domanda diesel arretraA fronte di un numero crescente di acquisti di vetture usate (+2,06%), i passaggi di proprietà di quelle alimentate esclusivamente a gasolio (dunque escluse le ibride, in crescita) sono diminuiti del 5,41%. Insomma, il peso delle diesel pure diminuisce, anche se i numeri restano imponenti, visto che parliamo di oltre 1,31 milioni di esemplari su un totale di 3,22 milioni che hanno cambiato proprietario. Da queste cifre, ovviamente, sono escluse le minivolture, ossia le quattro ruote ritirate in permuta dalle concessionarie e dai rivenditori a fronte dell'acquisto di un'altra vettura, nuova o usata. L'usato a gasolio scoppia di salute in SiciliaCome sempre, il dato medio nazionale nasconde al proprio interno dinamiche diverse e, a volte, sorprendenti. Per esempio, mettendo in ordine le province in base alla variazione del numero di auto usate con alimentazione esclusiva a gasolio acquistate nel 2025, si scopre che in 13 territori, tutti del Sud, lo scorso anno la domanda è aumentata. E che sette di queste province sono in Sicilia (e tre in Sardegna): Se, invece, si osserva il lato opposto della classifica, si scopre che in ben 94 province l'usato diesel è diminuito e che in 16 di queste è crollato di oltre il 10%. Non solo. Dieci di queste sedici - non è una sorpresa, ma i numeri sono significativi - sono in Lombardia, regione in cui il diesel, soprattutto quello meno recente a causa delle significative e crescenti limitazioni alla circolazione, è ormai in caduta libera. Di seguito le sedici province che nel 2025 hanno registrato una diminuzione a doppia cifra degli acquisti di auto usate a gasolio:
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Modellini - Questa McLaren W1 costa 25.000 euro. Ma sta su una scrivania

4 Ruote - Feb 24,2026
C'è una nuova McLaren che costa 25.000 euro, ma con un piccolo difetto: è in scala 1:8. Si tratta dell'ultima opera della Amalgam, che ha realizzato un modellino dettagliatissimo della W1 che sarà disponibile sia per i collezionisti che per i clienti che hanno ordinato l'ultima hypercar della Casa di Woking. 300 ore per il montaggioLunga 57 centimetri, la W1 della Amalgam richiede oltre 300 ore per essere assemblata nella fabbrica di Bristol e sono servite oltre 3.000 ore per mettere a punto il progetto in collaborazione con la McLaren. Attraverso i progetti originali, i colori ufficiali e dettagli unici come gli alettoni motorizzati e i rivestimenti interni conformi all'auto vera, questo modello spicca come una vera e propria opera d'arte. Launch Edition e Tailor MadeI clienti potranno scegliere fra due diverse varianti: Launch Edition e Tailor Made. La prima, della quale saranno costruiti 199 esemplari, replica la configurazione in Papaya Spark della vettura svelata nel 2024 e costa 17.995 euro. La Tailor Made invece viene realizzata su commissione per replicare l'esatta configurazione della W1 ordinata dai clienti McLaren: in questo caso il prezzo sale a 25.195 euro.
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Auto elettriche - Ospedali più green in EmiliaRomagna: 90 stazioni di ricarica nei parcheggi sanitari

4 Ruote - Feb 24,2026
Nell'ambito di un piano di ammodernamento e sostenibilità della sanità in EmiliaRomagna, Edison Next ha avviato l'installazione di 90 stazioni di ricarica per auto elettriche nei parcheggi pubblici di 34 presidi ospedalieri regionali.Ogni infrastruttura sarà dotata di due punti di ricarica:58 postazioni Fast in corrente continua da 50 kW,32 postazioni Quick in corrente alternata da 22 kW.Il progetto, che sarà completato entro la fine del 2026, punta a integrare la mobilità elettrica con i servizi pubblici essenziali, riducendo l'impatto ambientale degli spostamenti quotidiani di personale sanitario, pazienti e visitatori.L'integrazione tra infrastrutture di ricarica e strutture sanitarie contribuisce a ridurre le emissioni e a migliorare la qualità dell'aria, anche negli ambienti ospedalieri, ha dichiarato l'assessore regionale alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi. La prima colonnina è già attivaI lavori sono già stati completati presso l'Ospedale di Vaio a Fidenza, dove sono state installate tre colonnine con sei punti di ricarica complessivi: quattro Fast da 50 kW e due Quick da 22 kW.Le prossime installazioni interesseranno l'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, l'Ospedale Civile di Guastalla, l'Ospedale Franchini di Montecchio Emilia e l'Ospedale Sant'Anna di Castelnovo ne' Monti.Tutti gli ospedali coinvoltiIl piano coinvolge numerose strutture sanitarie su tutto il territorio regionale, tra cui l'Istituto Ortopedico Rizzoli, il Policlinico di Sant'Orsola, l'Ospedale Maggiore e il Bellaria di Bologna, il Policlinico di Modena, il Bufalini di Cesena, l'Azienda OspedalieroUniversitaria di Parma, gli Ospedali Infermi di Rimini e Faenza, il Ceccarini di Riccione, il Santa Maria delle Croci di Ravenna, oltre a numerose altre strutture tra Piacenza, Ferrara, Imola, Sassuolo e la Romagna. Si paga anche con l'appOltre alla progettazione e all'installazione, Edison Next si occuperà della gestione e manutenzione delle colonnine per 10 anni, garantendo la fornitura di energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili.Per il pagamento delle ricariche sarà possibile utilizzare le principali app dei gestori di mobilità elettrica, le tessere RFID e le carte di pagamento, grazie alla compatibilità delle colonnine con i principali operatori del settore.
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Gran Bretagna - Aston Martin: operazione liquidità tra la Casa e il team di Formula 1

4 Ruote - Feb 24,2026
L'Aston Martin ha ottenuto un'ulteriore iniezione di liquidità attraverso un'operazione che coinvolge la propria squadra di Formula 1. Lawrence Stroll è riuscito infatti a estendere a tempo indeterminato l'uso esclusivo del nome Aston Martin da parte del team (gestito dalla Amr GP Holding) pagando una royalty di 50 milioni di sterline alla Casa automobilistica, la Aston Martin Lagonda quotata in borsa. Vendite in calo nel 2025Questo salto mortale finanziario sembra suonare come un campanello d'allarme per la Casa di Gaydon: rilanciata nel 2020 dallo stesso Stroll, non ha ancora raggiunto i target previsti. Le vendite non decollano (5.448 veicoli consegnati nel 2025, inferiori al 2024), i debiti aumentano e i grandi investimenti messi in campo per rivoluzionare la gamma non hanno ancora portato i risultati attesi. Parte del quadro negativo è stato attribuito alla flessione degli Stati Uniti a causa dei dazi. Le attese per la F1 2026La Formula 1 si trova nel frattempo in un momento delicatissimo: con i grandi investimenti decisi per affrontare il cambio di regolamenti, la Aston Martin ha puntato tutto su Adrian Newey e sulla partnership esclusiva con la Honda, ma i primi test pre-campionato non hanno fornito i feedback sperati. 
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Auto elettriche - Ampere e Basquevolt insieme per le batterie al litio metallico

4 Ruote - Feb 24,2026
Ampere, la divisione del gruppo Renault che si occupa di software e veicoli elettrici (recentemente "rientrata" all'interno della struttura aziendale), ha stretto un accordo con l'azienda francese Basquevolt per accelerare lo sviluppo delle batterie al litio metallico. Questi accumulatori verranno utilizzati, almeno in questa fase, sui veicoli elettrici in fase di test e di pre-produzione. Come funzionano Diversamente da quelle agli ioni di litio, che utilizzano un elettrolita liquido, le batterie al litio metallico utilizzano elettroliti polimerici con un anodo solido. Questa soluzione permette di avere batterie con una maggiore densità energetica, fino al doppio rispetto alle tradizionali batterie Li-Ion, ma anche più compatte e leggere, con una stabilità termica garantita anche a temperature più estreme. La principale limitazione di questo genere di batterie (oltre al maggior costo di produzione), almeno allo stato attuale, è che sopportano solo poche decine di cicli di carica/scarica, e per questo non sono ancora pronte per un uso commerciale, ma ben si prestano per i prototipi e i sample di pre-produzione. Le prospettive future proprio in questo ambito che si muoveranno le due aziende inizialmente, ma l'obiettivo è "aprire la strada allo sviluppo commerciale delle batterie al litio metallico per i veicoli elettrici", anche grazie a nuovi processi industriali che ne rendano più economica e pulita la produzione. Secondo la Renault, questo si si tradurrà in una "riduzione di circa il 30% degli investimenti di capitale per GWh nelle gigafactory convenzionali e in una riduzione di energia del 30% per kWh prodotto per i futuri veicoli elettrici".
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Guida autonoma - La scommessa di Uber: da app di ride hailing a piattaforma globale per robotaxi

4 Ruote - Feb 24,2026
Nel lontano 2015 l'ex CEO di Uber, Travis Kalanick, puntava a costruire una flotta di auto robot per sostituire i taxi nel mondo. Non è andata così. E infatti oggi, l'attuale amministratore delegato, Dara Khosrowshahi, punta ad altro: rendere la celebre app un fornitore globale di un pacchetto di servizi per la guida autonoma. Chiamata Autonomous Solutions, la suite cercherà di farsi strada nell'era dei robotaxi, sempre che ci sia l'avvento. In parallelo, l'azienda americana continuerà a crescere nel trasporto su prenotazione (ride-hailing). Cos'è Uber Autonomous SolutionsLa trovata di Uber è una piattaforma da proporre a partner di vario genere, capace di mettere a disposizione i dati geospaziali dinamici e le soluzioni di mappatura raccolti nel mondo da migliaia di veicoli dell'azienda americana in ambienti ad alto traffico: 72 miliardi di viaggi dal 2010, preziosi per addestrare i modelli di vetture senza conducente. Vengono così fornite le conoscenze necessarie per una commercializzazione dell'auto a guida autonoma.La società ha sviluppato inoltre un'interfaccia software che permette ai passeggeri (gli unici presenti nell'abitacolo) di controllare audio, temperatura e assistenza nella vettura senza conducente. Il robotaxi Nuro-Lucid-Uber, in uscita quest'anno, sarà il primo a integrare questa esperienza sui tablet di bordo. I dati alla base di tuttoI dati geospaziali dinamici di Uber aiutano a perfezionare i percorsi e i tempi stimati di arrivo, mitigando i rischi derivanti dal maltempo e dalle improvvise chiusure stradali. L'obiettivo è che i veicoli autonomi si trovino sempre nel posto giusto al momento giusto, riuscendo a orientarsi anche in luoghi molto affollati, come possono essere gli stadi dopo gli eventi sportivi.In più, Uber ritiene che i propri team per il supporto normativo vantino una profonda esperienza e relazioni consolidate: l'intento è favorire l'introduzione di nuove tecnologie nei mercati di tutto il mondo, fondamentali per la commercializzazione della tecnologia autonoma. I conti tornano?Nel 2023, Uber ha raggiunto per la prima volta l'utile operativo annuale, 1,89 miliardi di dollari (rispetto a una perdita di 9,1 miliardi nel 2022), dopo una sequela di perdite colossali degli anni precedenti. Tanto che il CEO Dara Khosrowshahi lo ha definito un punto di svolta. In positivo anche il 2024 a 6,7 miliardi, e il 2025 a 10,05 miliardi. Da startup sperimentale a pilastro redditizio della mobilità globale, con in mente un passo successivo: l'automazione che si trasforma da costo visionario in un asset strategico mondiale.
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Cina - BYD lancia Linghui, un nuovo brand dedicato a robotaxi e mobilità privata

4 Ruote - Feb 24,2026
La BYD ha presentato in Cina il nuovo brand Linghui, dedicato ai robotaxi e ai servizi di trasporto privato. Il marchio debutta con la monovolume M9, al momento ibrida, ma la strategia prevede il lancio di altri tre modelli elettrici denominati e5, e7 ed e9. Una PHEV a 7 posti per cominciareL'MPV M9 adotta un powertrain plug-in hybrid con motore termico 1,5 litri turbo benzina da 156 CV e un elettrico da 272 CV. Si tratta dello stesso schema della cugina BYD Xia DM-i, da cui la M9 deriva anche dal punto di vista stilistico, eccezione fatta per la griglia frontale e alcuni dettagli minori. Il veicolo 7 posti misura 5,2 metri con un passo di 3,04 metri. I dati relativi a prestazioni e autonomia non sono stati ancora resi noti: sul modello BYD la batteria da 20,4 kWh garantisce circa 100 km di autonomia prima di ricorrere al motore a benzina.
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Stato di ebbrezza - Alcolock, la norma è operativa: chi deve installarlo, prezzi e funzionamento

4 Ruote - Feb 24,2026
Dopo 14 mesi dalla sua introduzione nel nostro ordinamento e dopo quasi otto mesi dalla definizione delle sue caratteristiche tecniche, diventa pienamente operativa la norma sull'alcolock. I primi due alcoltest collegabili all'auto e in grado di impedire l'avviamento del motore in caso di esito positivo sono acquistabili sul mercato. Si tratta del Breatech Alcolock B1000 e dello Zaldy Alcolock, proposti a un prezzo di listino attorno ai 1.500-1.600 euro più le spese di installazione.L'elenco degli autoveicoli sui quali possono essere installati (tutte le autovetture e tutti gli autocarri nel caso dello Zaldy) e degli installatori autorizzati a montarli è stato pubblicato sul Portale dell'automobilista.  Destinati a chi è stato condannato per guida in stato di ebbrezzaDa oggi, dunque, chi è stato condannato per il reato di guida con un tasso alcolemico nel sangue superiore a 0,8 g/l, dopo aver scontato la pena potrà mettersi al volante solo se sul veicolo sarà installato (a proprie spese) uno dei due alcolock (ma nelle prossime settimane dovrebbero arrivarne altri) e solo se lo strumento rileverà l'assenza di alcol. Solo in questa situazione, infatti, l'alcolock permetterà alla vettura di mettersi in moto. Il divieto di guida con una presenza anche minima di alcol nel sangue, la cosiddetta tolleranza zero, varrà per due anni se il reato che era stato commesso dal guidatore è "lieve", ossia con tasso alcolemico superiore a 0,8 e fino a 1,5 g/l, oppure per tre anni se grave, ossia sopra 1,5 g/l.
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Stellantis - La Opel Corsa GSE è quasi pronta: ecco la prima immagine dell'elettrica da 281 CV

4 Ruote - Feb 24,2026
La notizia era nell'aria, per usare un eufemismo. Ora è ufficiale: Opel si prepara a introdurre una versione pepata della sua compatta, la Corsa GSE. La vettura sarà disponibile agli ordini nel corso di quest'anno, riporta la nota ufficiale senza fornire indicazioni sulle prime consegne, probabilmente previste per l'autunno. Come preventivato, la hot hatch sarà 100% elettrica, sulle orme altre cugine del gruppo Stellantis e dalla sorella maggiore Mokka GSE. 281 cavalli e un look aggressivoLa Corsa GSE, la cui prima immagine teaser mostra il dettaglio dei cerchi sportivi, rivestiti da una camuffatura brandizzata estesa all'intera carrozzeria, arriva infatti dopo le varie Lancia Ypsilon HF e Peugeot E-208 GTi. Sebbene le caratteristiche tecniche non siano ancora state comunicate, dunque, è facile prevederne i punti salienti, ossia la presenza di un motore da 281 cavalli e 345 Nm di coppia all'anteriore e quella del differenziale Torsen. Un assetto ribassato e irrigidito, dischi freno ad hoc con pinze gialle (che già si vedono nell'immagine) completeranno il pacchetto, che sotto il profilo estetico dovrebbe caratterizzarsi per paraurti dal design specifico e interni con sedili rivestiti di Alcantara.
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Modellini - Lancia Delta Integrale Solido 1:18: il mito di Miki Biasion a Sanremo 1989

4 Ruote - Feb 24,2026
Quando si nomina Sanremo 1989, ad alcuni torna in mente la vittoria della coppia Fausto Leali - Anna Oxa... ad altri quella di Miki Biasion e Tiziano Siviero. Lo strumento con cui trionfarono nella Riviera dei Fiori fu la Lancia Delta HF Integrale, rossa in livrea Martini, la stessa che Solido propone in scala 1:18. Estetica e dettagli della carrozzeriaUn modello che si riconosce subito per il cofano bombato con le prese d'aria supplementari, i quattro proiettori circolari incastonati nella calandra nera, paraurti scolpito con ampie feritoie di raffreddamento e carreggiate allargate senza eccessi caricaturali. La livrea Martini Racing e le graficheLa livrea Martini Racing è riprodotta con buona precisione cromatica: il tono del rosso dialoga bene con le bande azzurre e blu che scorrono lungo passaruota e fiancate. Corretti i loghi degli sponsor e le grafiche aggiuntive, così come la targa TO 86305M ed il numero di gara 1, dettaglio che ancora oggi fa vibrare la memoria degli appassionati del mondiale rally di fine anni Ottanta. Interni racing e fedeltà storicaAprendo le portiere si entra in un abitacolo spartano e funzionale come sulla vettura reale. I sedili anatomici con cinture Sabelt a più punti, il roll-bar ben visibile, la plancia ricca di strumenti supplementari e quel volante che in mano a Biasion ha segnato un periodo in cui il Rally parlava italiano (con accento veneto), profumava di super e gloria mondiale. Rapporto qualità-prezzo e conclusioniNon raggiunge la raffinatezza maniacale delle Delta di fascia altissima, ma offre un rapporto qualità-prezzo fissato a 54,90 euro coerente con la filosofia del marchio francese: die-cast robusto, porte apribili ed una presenza scenica notevole anche nelle vetrine più ampie.La vittoria a Sanremo nel 1989 fu l'ennesima conferma della superiorità della squadra ufficiale Lancia Martini Racing in quella stagione, esattamente al centro di un dominio che avrebbe consegnato alla Casa torinese sei titoli costruttori consecutivi dal 1987 al 1992.
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Miti storici - Fiat 500 Topolino, la prima utilitaria: perché è nata e come ha cambiato lItalia

4 Ruote - Feb 24,2026
La prima Fiat 500 nasce nel 1936. Ribattezzata al volo Topolino, per quel musino un po' così e i fanaloni che sembrano le orecchie, appunto, di Mickey Mouse, arriva in un'Italia che ha bisogno di muoversi, ma soprattutto di sentirsi moderna. Lo Stivale è ancora largamente agricolo, le strade asfaltate se non sono proprio fantascienza, miraggi sì. E l'automobile è un bene per pochi(ssimi). L'idea che guida i progettisti torinesi è chiara: creare una macchina semplice, robusta, economica, capace di portare la motorizzazione a quattro ruote fuori dalle chiacchiere dei salotti. Tanto per contestualizzare: stiamo parlando di un parco circolante di poco più di 260.000 auto. Che vuol dire una ogni 160 persone. Un'Italia tra telefoni bianchi e autarchiaIl periodo storico è quello del consenso, delle adunate e della radio, accesa davanti al divano. Per chi ce l'ha (la radio o il divano). Per le strade si fischiettano le canzoni del Trio Lescano, al cinema arrivano i telefoni bianchi (così si chiamavano allora le commedie leggere), mentre le parole si italianizzano: il bar diventa mescita', autorimessa' al posto di garage e diporto' invece di sport. E poi, al suo solito, D'Annunzio ci mette lo zampino, e s'inventa una parola nuova. Questa volta la sua creatività finisce in un tramezzino', per non dire sandwich. Insomma è un'Italia che cammina, a passo romano, ma cammina. Il prezzo della libertà su quattro ruoteLa Topolino, quando arriva negli autosaloni, costa 8.900 lire. Lo stipendio medio di un operaio è di 500 lire al mese, il pane costa poco più di una lira al chilo, un caffè al bar, ops, alla mescita, meno di una lira. Insomma, non è ancora un'auto per tutti, ma è la prima che renda l'idea della macchina, almeno possibile. Da sapere: la 500 è tra le auto più piccole al mondo prodotte in grande serie. lei a inaugurare la tradizione italiana del "piccolo è bello". Evoluzione tecnica e modelli: 500, 500 B e 500 CTre le serie (500, 500 B e 500 C), sfornata fino al 1955, arriva a oltre 519.000 esemplari prodotti. Ma più che i numeri, interessano le date. Perché la Topolino è una vera macchina del tempo, anzi, dei tempi: capace com'è di attraversare guerra e dopoguerra, traghettando gli e vinceremo!' sconfitti agli euforici figli del boom. Il motore, che rimane un quattro cilindri raffreddato ad acqua, è affidabile più che brillante. Nato con le valvole laterali (e di 569 cm), si evolve e guadagna quelle in testa (dalla B in poi). La velocità massima è di 85 km/h (arriverà a 95 con B e C), più che sufficienti visto che il vero limite è comunque la strada, non il tachimetro. Dalla Giardiniera al riscaldamento di serieDalla serie B, alla Topolino spunta la coda, nel senso che oltre che berlinetta, dal 1948 diventa anche Giardiniera. Cosa non da poco, perché finalmente i posti a sedere raddoppiano e lo spazio di carico per le masserizie aumenta. La C introduce altre novità, due su tutte: la testata in alluminio e il riscaldamento, che funge anche da sbrinatore, di serie. Una prima assoluta in casa Fiat. L'eredità della Fiat 500 TopolinoMorale, la Topolino non promette ancora libertà per tutti, ma introduce l'idea di autonomia per molti. Ed è forse questo il suo vero lascito. Aver cambiato la testa agli italiani che, con lei, hanno cominciato a pensare (o sognare) di essere tutti automobilisti.
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Lo studio - Auto più efficienti, pesanti e potenti: Nature usa i dati di Quattroruote per spiegare laumento delle emissioni

4 Ruote - Feb 24,2026
Uno studio pubblicato su Nature, che ha analizzato 531 modelli venduti in Europa negli ultimi 15 anni, ha dimostrato che l'aumento progressivo di potenza e di massa delle auto ha contribuito a mantenere elevati i consumi, e di conseguenza le emissioni, riducendo gli effetti positivi derivanti dalla maggiore efficienza dei powertrain più moderni.Lo studio, i cui dati sono stati raccolti utilizzando i risultati delle prove di Quattroruote, è stato condotto da diversi ricercatori, tra cui il professor Franco Ruzzenenti, docente dell'Università di Groningen, in Olanda. Il "Power Rebound Effect"Partendo dal presupposto che le auto moderne sono più efficienti, anche e soprattutto per i passi avanti compiuti sul fronte delle motorizzazioni, ci si aspetterebbe una riduzione delle emissioni legate al trasporto privato, anche grazie alle normative di omologazione sempre più stringenti. I dati reali, invece, dicono l'opposto: negli ultimi vent'anni le emissioni da auto private sono passate da 2,2 a 3,2 miliardi di tonnellate.Secondo l'articolo pubblicato su Nature, questo si spiega in diversi modi: da un lato, la discrepanza tra le emissioni dichiarate e quelle reali (che ha portato nel 2017 alla sostituzione dei cicli di omologazione Nedc con quelli Wltp). I ricercatori considerano anche il cosiddetto effetto rimbalzo, quello per cui il miglioramento generale dell'efficienza energetica (di un'auto, ma non solo) porta ad aumentare i consumi complessivi. Poi c'è il fatto che, molto banalmente, ci sono molte più automobili sulle strade (europee, ma non solo): in Europa siamo passati dai 156 milioni del 1990 ai 247 milioni del 2020.Da ultimo, che è poi l'aspetto chiave dello studio, va considerato che la potenza media delle auto è aumentata nel tempo, di pari passo con l'efficienza energetica dei loro motori, portando a quello che i ricercatori hanno definito "effetto rimbalzo di potenza" ("power rebound effect"), per cui la maggior quantità di cavalli a disposizione porta a guidare in maniera più aggressiva (accelerazioni improvvise, curve prese in fretta, frenate più brusche), annullando quindi i vantaggi in termini di consumi e di emissioni allo scarico.Secondo i ricercatori, i risultati dello studio potrebbero avere implicazioni a livello politico, visto che si chiede al legislatore di sviluppare strategie che disincentivino il continuo aumento di potenza.Per quanto riguarda le auto elettriche, i minori dati a disposizione non hanno permesso di ottenere un risultato definitivo: considerato che molti modelli dispongono di cospicue cavallerie, sarà interessante capire se studi simili si occuperanno di valutare anche le implicazioni energetiche di questa "prestanza", per quanto a emissioni zero (allo scarico).  Il ruolo di QuattroruoteAl di là delle conclusioni dello studio, o meglio delle richieste che ne derivano, più o meno condivisibili, un dato è certo: in mancanza di dati ufficiali dei governi, i ricercatori hanno attinto alla fonte immediatamente più attendibile, ossia l'enorme database del Centro prove di Quattroruote: test condotti da "un gruppo di driver professionisti, che guidano le auto in pista per misurarne le prestazioni e sulle strade per valutarne i consumi in condizioni reali". La rigorosità delle prove, unita all'ambiente controllato (con i macchinari e i sensori) "assicurano l'affidabilità dei dati e stabiliscono una configurazione credibile per analizzare la relazione tra le proprietà di un'auto e la sua efficienza energetica".
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Stato solido - Le batterie della Donut Lab si ricaricano in 4 minuti, ma il "miracolo" è rinviato

4 Ruote - Feb 24,2026
La Donut Lab risponde alle polemiche e alle critiche di chi definisce "impossibili" le sue batterie a stato solido, definite una "truffa" dal CEO della cinese Svolt Yang Hongxin. La startup finlandese ha creato un sito, chiamato "I Donut Believe" (gioco di parole tra il nome dell'azienda e la frase I don't believe, non ci credo) dove ha pubblicato il primo rapporto dell'ente svedese VTT, che ha messo alla prova la velocità di ricarica delle sue batterie a stato solido. Con risultati onestamente impressionanti, ancorché parziali e che lasciano molti interrogativi ancora aperti. Ricarica rapida in meno di 5 minutiSecondo il rapporto pubblicato dalla VTT, la batteria è in grado di passare dallo 0% all'80% di carica in quattro minuti e mezzo a 11C, un valore di C-Rate estremamente elevato. Questo parametro indica la velocità teorica con cui si può caricare o scaricare completamente una batteria in relazione alla sua capacità: più è alto questo valore, meno tempo ci vuole. Per intenderci, le Tesla Model 3, che sono note per la loro efficienza, hanno un C-rate massimo tra 2,8C e 3,3C (in base alle versioni). Lo "stress" delle batterieIn generale, C-rate troppo elevati generano calore e stress chimico nelle celle, che ha un impatto sulla vita utile della batteria e provocare surriscaldamenti anche importanti. Come per gli smartphone, anche per le auto elettriche vale la regola che più lenta è la carica, minore è lo stress per la batteria; la ricarica rapida è comoda, ma andrebbe utilizzata solo in casi particolari (es., lunghi viaggi). Le batterie a stato solido promettono di risolvere questo problema: nei test della VTT, dopo alcuni cicli di ricarica, la capacità utile della batteria è rimasta al 100% caricando a 5C, e al 98,4-99,6% a 11C.La VTT ha testato una singola cella da 26Ah della Donut Lab in un ambiente controllato, con dissipatori di calore passivi montati sui due lati della batteria, a 5C (130A) e 11C (286A). A 5C, la cella è arrivata all'80% in 569 secondi, meno di nove minuti e mezzo. A 11C sono bastati 276 secondi, poco più di quattro minuti e mezzo. I dissipatori sono saliti a una temperatura di 63 (47 per i test a 5C). Il problema della gestione termicaTuttavia, durante uno dei cicli di carica a 11C, la temperatura della batteria della Donut Lab ha raggiunto i 90, e l'esperimento è stato bloccato. Il dissipatore è stato fissato meglio alla cella, e il test ripetuto. Un segnale abbastanza evidente che, diversamente da quanto dichiarato dalla Donul Lab in passato, anche le sue batterie hanno bisogno di un sistema di raffreddamento attivo (come sulle elettriche con batterie convenzionali), non limitato a dissipatori passivi. Manca tutto il restoIl rapporto della VTT si occupa solo della ricarica delle batterie. Mancano ancora test affidabili di terze parti che verifichino le altre dichiarazioni della Donut Lab:densità energetica di 400 Wh/kg (contro i 2/300 delle Li-Ion)vita utile di 100.000 cicliprestazioni stabili tra i -30 e i 100Da ultimo, la Donut Lab sostiene che le sue batterie costano più o meno quanto quelle tradizionali agli ioni di litio. Sul sito è comunque presente un countdown, dove si dice che tra una settimana verranno pubblicati altri test. Cosa stanno facendo gli altriAl di là dei proclami della Donut Lab, forse troppo ottimistici, quel che è certo è che il settore delle batterie a stato solido è in fermento: il loro arrivo sul mercato non è imminente, ma neppure troppo lontano. La Geely sta lavorando ai prototipi da presentare entro la fine dell'anno, la BYD punta a produrre i primi esemplari di test nel 2027, così come la Catl, mentre la Toyota vorrebbe portarle sul mercato entro il 2030.La Changan inizierà i primi test di installazione di batterie a stato solido sui suoi modelli prima dell'autunno di quest'anno, con la produzione in serie già nel 2027: secondo la Casa cinese, questi accumulatori hanno una densità energetica di 400 Wh/Kg (come quelli della Donut Lab) e consentono autonomie di oltre 1.500 km con una carica.
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Nomine - Audi affida la svolta tecnica a Rouven Mohr: l'ex Lamborghini dovrà portare su strada la Concept C

4 Ruote - Feb 24,2026
Audi  ha deciso di imprimere una svolta alla sua direzione tecnica: la Casa tedesca ha affidato a Rouven Mohr l'incarico di Chief Technical Officer. Mohr sostituisce, con decorrenza dall'1 marzo, Geoffrey Bouquot, che lascia Ingolstadt per perseguire nuove opportunità professionali. "Un ruolo centrale in un momento cruciale"Il manager assume una posizione di primissimo piano, come dimostrano alcune frasi del comunicato di nomina. Audi parla esplicitamente di momento cruciale per la sua trasformazione tecnologica e sottolinea il ruolo centrale delle attività di Sviluppo Tecnico nell'attuazione della strategia e nel concretizzare lo slogan All'avanguardia della tecnica nella prossima generazione di veicoli.Mentre il settore attraversa una profonda trasformazione verso l'elettrificazione, i veicoli definiti dal software e l'ingegneria basata sull'intelligenza artificiale, Audi continua ad affinare la propria attenzione al prodotto e al design e ad accelerare l'innovazione, aggiunge la Casa dei quattro anelli, delineando così quali sono i compiti assegnati a Mohr. Una scelta che dice tantoAl di là delle dichiarazioni di prassi, è palese come il nuovo direttore tecnico sia stato scelto per le competenze affinate negli ultimi anni. Mohr vanta 18 anni di esperienza nel Gruppo Volkswagen, con ruoli di crescente responsabilità nello sviluppo dei veicoli, ma nell'ultimo decennio ha ricoperto importanti posizioni in Lamborghini.Dal 2017 al 2019 è stato responsabile dello sviluppo di Aventador, Huracán e Urus, mentre nel 2022 è stato nominato direttore tecnico di Lamborghini (manterrà anche questo incarico fino a quando non sarà scelto un successore). In questa veste ha giocato un ruolo centrale nel piano di ibridazione della gamma e nella progettazione di nuovi modelli come la Revuelto o la Temerario. E proprio l'esperienza a Sant'Agata Bolognese sarà cruciale a Ingolstadt, visto quanto il futuro del marchio tedesco, quantomeno nel breve termine, dovrà passare dall'ibrido. In fin dei conti, le motivazioni alla base della scelta di Mohr non sono diverse da quelle che hanno portato al vertice della Porsche un grande esperto dell'ibrido come MichaelLeiters.Inoltre, Mohr, con il suo lavoro sulle ultime novità del Toro, ha dimostrato di avere le competenze per portare avanti uno degli ultimi progetti di punta di Audi: la Concept C. Il prototipo elettrico è considerato un punto di svolta per lo stile dei quattro anelli, ma la sua trasformazione da concept a prodotto di serie sarà un lavoro estremamente complesso, ancor di più alla luce della resistenza dell'alto di gamma ad abbracciare la mobilità alla spina.Lo sanno bene proprio a Sant'Agata Bolognese, dove hanno ormai rinunciato alla versione elettrica della Lanzador per puntare su una variante ibrida plug-in. Avverrà lo stesso per la ConceptC? 
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