Dazi, 2035 e Green Deal: laddio di Zipse a BMW è un atto daccusa contro Bruxelles
Nel giorno in cui lascia il ruolo di amministratore delegato di BMW, Oliver Zipse non sceglie toni concilianti. Dal palco dell'assemblea degli azionisti, il numero uno uscente del gruppo di Monaco attacca l'Unione europea - con toni ancora più duri del solito: I dazi sulle elettriche cinesi sono un boomerang. Nel mirino finiscono anche Green Deal, bando delle endotermiche al 2035 e Made in Europe dell'Industrial Accelerator Act, scelte definite controproducenti per industria, consumatori e ambiente. Dazi, un boomerang per i consumatoriNel suo intervento, Zipse parte da una panoramica delle attività nei mercati chiave come la Cina, dove la strategia è riassunta nello slogan In China. For China. With China. Tutto ciò include anche le esportazioni dalla Cina - ed è qui che i dazi punitivi imposti dalla Commissione europea sulle elettriche ci danneggiano: sono tra i più elevati che dobbiamo sostenere, afferma.Da qui l'attacco: Questo non può essere nell'interesse dell'UE. I dazi sono un boomerang. Chi li paga? Il cliente.Lo stesso discorso vale per le tariffe tra UE e Stati Uniti: L'aliquota per le importazioni nell'UE dovrebbe scendere allo 0%. L'accento è sul dovrebbe', perché non è ancora stata implementata.Secondo Zipse, i dazi non proteggono, ma causano danni a tutte le parti coinvolte. Una rete globale di produzione e fornitura resta un punto di forza, mentre i settori protetti da barriere tariffarie rischiano di indebolirsi. Le esportazioni e il libero scambio sono alla base di innovazione e occupazione, sottolinea. Made in Europe, buone idee ma attuazione deboleIl secondo affondo riguarda l'Industrial Accelerator Act: La Commissione europea ha buone intenzioni, ma l'attuazione spesso lascia a desiderare. Lo dimostra l'iniziativa Made in Europe'.Per Zipse, ogni politica industriale dovrebbe riconoscere che le esportazioni generano valore - soprattutto in Germania - e garantire la continuità delle relazioni globali. La mobilità elettrica non è possibile senza catene del valore internazionali. Il 2035? Non giova neanche all'ambienteIl terzo attacco prende di mira i regolamenti sulle emissioni e la revisione del bando alle endotermiche al 2035. Ancora una volta: buona idea, cattiva esecuzione.La proposta non favorisce l'apertura tecnologica e ignora la realtà del mercato. Per oltre il 90% dei veicoli nell'UE resterà di fatto un divieto. Inoltre sono previste rigide quote di elettrificazione per le flotte aziendali.Per il manager, queste misure non giovano ai consumatori, né all'industria, né all'ambiente. Il rischio è una dipendenza strategica se parti chiave della filiera verranno localizzate fuori dall'Europa.La risposta BMW: neutralità tecnologicaZipse rivendica il modello seguito dal gruppo: un approccio tecnologicamente neutrale che consente di aumentare il peso di elettriche e plug-in hybrid, mantenendo anche le motorizzazioni tradizionali e riducendo le emissioni.Abbiamo superato ancora una volta gli obiettivi UE sulle emissioni di CO2. Nel 2025 con un margine di 2,9 grammi, scendendo sotto i 90 g/km in Europa. Un risultato ottenuto senza pooling o medie pluriennali. Germania, competitività in caloInfine, l'altro affondo: la perdita di competitività della Germania. Rappresenta ancora un polo industriale centrale, ma sta perdendo terreno.Oltre ai costi energetici e del lavoro più elevati, Zipse accusa Bruxelles: Non premia innovazione ed esportazioni, ma spinge verso la riduzione delle dimensioni aziendali, sostituendo il mercato con divieti e protezionismo.
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BYD vuole le fabbriche europee: Stellantis nel mirino, Maserati "molto interessante
Arrivano nuove conferme sulle mire dei cinesi in Europa e, in particolare, di BYD, tra i costruttori del Dragone più chiacchierati quando si parla di possibili accordi per acquisire o condividere impianti di assemblaggio.Stella Li, vice presidente del costruttore di Shenzhen e responsabile delle attività internazionali, ha confermato trattative in corso con diverse Case europee, tra cui Stellantis, per rilevare stabilimenti sottoutilizzati. Le attività di scouting non riguardano solo la Germania, dove è emerso un possibile interesse per la Gläserne Manufaktur di Volkswagen a Dresda: l'analisi coinvolge vari Paesi, tra cui anche l'Italia."Non stiamo parlando solo con Stellantis, ma anche con altre aziende", ha dichiarato Li in un colloquio con Bloomberg, a margine del convegno "Future of the Car" del Financial Times a Londra. "Stiamo cercando qualsiasi stabilimento disponibile in Europa perché vogliamo sfruttare questa capacità produttiva inutilizzata", ha aggiunto. Le visite in Italia e l'interesse per MaseratiLe dichiarazioni della dirigente si inseriscono in un contesto di indiscrezioni sempre più insistenti sull'espansione dei costruttori cinesi e sulla disponibilità di gruppi europei a condividere impianti in sofferenza, per affrontare il tema della sovraccapacità produttiva. Un fenomeno che riguarda non solo Volkswagen, ma anche Ford e Nissan.Sul fronte delle collaborazioni, la direzione è già tracciata: lo dimostra l'ampliamento dell'intesa industriale tra Stellantis e Leapmotor, che porterà nuove produzioni a Saragozza e Madrid. Tuttavia, il gruppo potrebbe estendere ulteriormente il perimetro dei partner, come indicato dall'ad Antonio Filosa durante la prima giornata della conferenza del Financial Times.Li ha comunque precisato che BYD preferirebbe gestire direttamente gli impianti: una soluzione ritenuta "più semplice" rispetto alle joint venture. Al momento non sembrano esserci operazioni concrete. Alla domanda su una possibile visita allo stabilimento di Cassino, la dirigente ha confermato che i rappresentanti dell'azienda hanno già esaminato "molti impianti" in Europa. "L'Italia è nella rosa dei Paesi di interesse", ha aggiunto, sottolineando come, nel lungo periodo, anche la Francia possa risultare strategica grazie ai costi contenuti dell'energia elettrica.Oltre agli impianti, la ricerca si estende anche ai marchi legacy in difficoltà. Li ha definito brand come Maserati "molto interessanti", pur escludendo al momento operazioni di acquisizione. "Continuiamo a studiare la situazione, ma non abbiamo ancora intrapreso alcuna azione", ha precisato.BYD ha comunque deciso di accelerare la propria presenza in Europa, come dimostra anche il debutto del marchio premium Denza. In parallelo, procede il rafforzamento delle attività di Ricerca e Sviluppo con un'intensa campagna di assunzioni locali, anche a discapito di concorrenti come Porsche e Mercedes: "Stiamo assumendo molto personale per la R&S nel Regno Unito, in Francia e in altre regioni", ha concluso Li.
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Lamborghini Revuelto, 63 esemplari solo per il Nord America
Lamborghini ha presentato per il mercato del Nord America (che comprende Stati Uniti e Canada) la Revuelto NA63, few-off della sua nuova sportiva ibrida, nata per rendere omaggio al suo mercato più importante per volumi di vendita. NA come Nord America, 63 come l'anno 1963, quello della fondazione della Casa di Sant'Agata Bolognese. E 63 come il numero di esemplari in cui verrà prodotta questa serie speciale della Revuelto. Quattro livree diverseLa Lamborghini Revuelto NA63 sarà disponibile con una livrea esclusiva con strisce bicolore lungo il cofano anteriore, abbinate a dettagli coordinati su minigonne laterali, profili dello splitter anteriore ed elementi dell'ala del diffusore posteriore. Completa la personalizzazione la grafica 63 sulle portiere. La prima delle quattro configurazioni previste si ispira alla bandiera statunitense e prevede la carrozzeria in Blu Marinus, con le strisce sono in Rosso Mut e Bianco Monocerus opaco. In alternativa sono disponibili le configurazioni con carrozzeria Grigio Serget ed elementi Blu Royal e Bianco Monocerus; Bianco Sideralis con dettagli Rosso Mars e Blu Royal; carrozzeria Grigio Acheso con accenti Nero Nemesis e Arancio Xanto. Nessuna novità per il V12Dal punto di vista meccanico e telaistico, la Revuelto NA63 è identica alla versione "normale", con il V12 aspirato abbinato al sistema ibrido sviluppato da Lamborghini, per una potenza di sistema di 1.015 CV e 807 Nm di coppia massima. La Revuelto scatta da ferma a 100 km/h in 2,5 secondi e supera i 350 km/h di velocità massima.
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Mercedes-AMG GT Coupé 4 porte, gomme fumanti nei test: il debutto è imminente
In attesa della presentazione ufficiale del 19 maggio, Mercedes-Benz ha tornato a mostrare la Mercedes-AMG GT Coupé 4 porte, ancora con carrozzeria camuffata. Per l'occasione è stata coinvolta Doriane Pin, campionessa della F1 Academy e oggi pilota al simulatore del Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team. Piattaforma AMG-EA e tecnologia AMG RACE ENGINEERInsieme al CEO Ola Källenius, Doriane ha avuto modo di provare la nuova sportiva elettrica, di cui abbiamo già scoperto i dettagli dell'abitacolo. Costruita sulla inedita piattaforma AMG-EA, con motori a flusso assiale, la berlina punta a prestazioni elevate anche in pista grazie alla nuova gestione della dinamica di guida AMG RACE ENGINEER.Resta da capire se, come suggeriscono foto spia e indiscrezioni, Mercedes-Benz proporrà sia una versione endotermica sia una elettrica: i dettagli completi saranno svelati nei prossimi giorni.
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Seat Ibiza e Arona 2026, cosa cambia: nuovi colori e dotazioni
Aggiornate all'inizio di marzo, le Seat Ibiza e Arona completano la gamma con l'introduzione di due nuove colorazioni per la carrozzeria, Liminal (rosso) e Hypnotic (giallo), che si aggiungono alle sette già disponibili a listino. Nessuna novità per quanto riguarda le motorizzazioni, ma cresce la dotazione di serie, che include l'High Beam Assist (abbaglianti automatici) e lo specchietto retrovisore elettrocromatico.Le versioni sportive FR aggiungono i sedili sportivi in tessuto Nuance; su Ibiza FR arrivano anche i fari full LED con firma luminosa, mentre su Arona debutta il sistema di parcheggio con sensori anteriori e posteriori abbinati alla telecamera di retromarcia. Arrivano i nuovi FR PackLa razionalizzazione della gamma introduce anche pacchetti dedicati, in particolare per le versioni FR. L'FR Pack per Ibiza (3.110 euro, in promozione a 1.365 euro) include la strumentazione digitale da 10,25", l'infotainment con navigatore da 9,2", i sedili anteriori sportivi avvolgenti, i cerchi di lega da 18" e le bocchette di aerazione retroilluminate.Per Arona, l'FR Pack (3.695 euro, in promozione a 1.610 euro) aggiunge il Safe Drive Pack M (con cruise control adattivo) e il sistema di ingresso e avviamento senza chiave. I prezzi di Ibiza e AronaIbiza è disponibile con motorizzazioni benzina da 80 a 150 CV, con prezzi a partire da 16.000 euro. Arona, invece, propone unità benzina da 95 a 150 CV, con un listino che parte da 22.350 euro.
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Auto, lallarme dalla Germania: 225 mila posti a rischio entro il 2035
Dalla Germania arriva un nuovo allarme sull'impatto occupazionale delle attuali politiche dell'Unione europea sull'industria automobilistica. A lanciarlo è stata Hildegard Müller (foto sotto), presidente dell'associazione di settore VDA (Verband der Automobilindustrie), in un intervento pubblicato su alcune testate del gruppo editoriale RND."Purtroppo, sulla base dei calcoli attuali, dobbiamo presumere che entro il 2035 andranno persi 225.000 posti di lavoro", ha scritto Müller, aggiornando al rialzo le precedenti stime. In passato, infatti, la VDA prevedeva la perdita di 190 mila occupati tra il 2019 e la metà del prossimo decennio. I lavoratori più colpiti nell'autoLe nuove proiezioni indicano quindi circa 35 mila posti in più destinati a scomparire nei prossimi anni. L'emorragia occupazionale è già in atto: il comparto automotive, pilastro del tessuto industriale tedesco, ha perso circa 100 mila lavoratori tra il 2019 e il 2025.A subire i contraccolpi maggiori sono e saranno soprattutto i fornitori. Secondo Müller, la causa principale è la transizione dai motori termici alla mobilità elettrica. In particolare, le politiche europee e il bando delle endotermiche metterebbero a rischio circa 50 mila posti.Accanto alla transizione tecnologica, la VDA sottolinea anche una grave e persistente crisi di competitività della Germania e dell'intera Europa. "Le condizioni stanno peggiorando sensibilmente", ha aggiunto Müller, citando tra i fattori critici il peso del fisco, l'aumento dei costi energetici, il costo del lavoro e un'eccessiva burocrazia.Per salvaguardare l'occupazione, la presidente propone un approccio più aperto alle tecnologie alternative all'elettrico, tra cui l'ibrido plug-in, i range extender e i carburanti rinnovabili. A Bruxelles si chiede maggiore flessibilità, mentre al governo tedesco viene sollecitato un intervento per rafforzare la competitività del sistema Paese. Perché la VDA lancia l'allarmeL'intervento di Müller si inserisce in un contesto politico particolarmente delicato. L'attenzione è focalizzata su Bruxelles e sulle iniziative legislative del Partito popolare europeo.L'eurodeputato Massimiliano Salini (foto sopra) ha presentato una bozza di relazione con emendamenti alla proposta della Commissione Ue di revisione del regolamento sulle emissioni per autovetture e veicoli commerciali leggeri.Tra i punti principali figurano un adeguamento degli obiettivi di riduzione della CO2 alle condizioni di mercato e un maggiore riconoscimento dei carburanti rinnovabili. La proposta prevede, per i veicoli commerciali leggeri, un taglio del 30% entro il 2030 e dell'80% entro il 2035. Per le auto, invece, restano invariati i target del 55% al 2030 e del 90% al 2035, ma con un peso maggiore dei carburanti rinnovabili previsti dalla direttiva RED III.In particolare, si propone il riconoscimento immediato di queste soluzioni con una quota del 10%, rispetto al 3% indicato dalla Commissione europea.La proposta ha ricevuto il sostegno di alcune associazioni italiane, tra cui Assogasliquidi. Il presidente Matteo Cimenti ha espresso soddisfazione, sottolineando come venga finalmente rispettato il principio di neutralità tecnologica, con una valorizzazione più ampia dei carburanti rinnovabili.Il testo sarà ora esaminato dalla Commissione ENVI del Parlamento europeo e successivamente dall'Assemblea plenaria. Tuttavia, la bozza ha già acceso le prime tensioni tra i gruppi della maggioranza, composta da PPE, S&D e Renew Europe.
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Benzina, rialzi a sorpresa: in autostrada sale oltre i 2 euro
Il prezzo della benzina alla pompa torna a salire dopo cinque giorni di lieve ribasso e in autostrada supera di nuovo i 2 euro al litro in modalità self service. Il rincaro, secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, è legato al terzo deciso rialzo consecutivo della quotazione internazionale. Il diesel, invece, resta in calo.Nel dettaglio, la mattina del 13 maggio la benzina self service sulla rete stradale si attesta a 1,930 euro/litro (+1 millesimo rispetto a ieri), mentre il gasolio scende a 1,992 euro/litro (-5). Il GPL cala a 0,811 euro/litro (-1) e il metano a 1,566 euro/kg (-1).In autostrada, la benzina fai-da-te sale a 2,004 euro/litro (+5), il diesel scende a 2,068 euro/litro (-5), il GPL a 0,918 euro/litro (-1) e il metano resta stabile a 1,596 euro/kg.Sempre secondo Staffetta Quotidiana, IP e Q8 hanno aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati della benzina, mentre Tamoil ha applicato un rialzo di due centesimi sulla benzina e una riduzione di due centesimi sul gasolio. Modalità di vendita e marchiLe medie dei prezzi praticati, elaborate sulla base dei dati comunicati dai gestori all'Osservatorio del Mimit, indicano:benzina self service a 1,930 euro/litro (compagnie 1,933, pompe bianche 1,925)gasolio a 2,000 euro/litro (compagnie 2,001, pompe bianche 1,997)Al servito si rilevano:benzina a 2,067 euro/litro (compagnie 2,106, pompe bianche 1,993)gasolio a 2,139 euro/litro (compagnie 2,178, pompe bianche 2,065)GPL a 0,819 euro/litro (compagnie 0,831, pompe bianche 0,807)metano a 1,568 euro/kg (compagnie 1,568, pompe bianche 1,567)GNL a 1,466 euro/kg (compagnie 1,485, pompe bianche 1,452)Prezzi per marchioTra i principali marchi, Eni registra:benzina self a 1,943 euro/litro (2,147 al servito)gasolio a 1,990 euro/litro (2,202)Seguono:IP: benzina 1,931 (2,099), gasolio 2,010 (2,179)Q8: benzina 1,931 (2,095), gasolio 2,002 (2,177)Tamoil: benzina 1,921 (1,999), gasolio 1,994 (2,080)
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Jaguar elettrica, dal rosa al nome ufficiale: Type 01, la GT da 1.000 CV
Dopo le polemiche sulla cosiddetta "Jaguar rosa" - che, tra le altre conseguenze, avrebbero portato alla defenestrazione dello storico designer della Casa inglese, Gerry McGovern - Jaguar ha confermato il nome definitivo della sua nuova GT elettrica a quattro porte: la vettura del rilancio si chiamerà Type 01. La versione definitiva del modello, che abbiamo già guidato in anteprima, verrà svelata nel corso del 2026. Tradizione e futuroIl nome, spiega la Casa in una nota, richiama la tradizione delle Type, ma ribadisce anche il ruolo di apripista affidato a quest'auto. Lo 0 sottolinea la propulsione a zero emissioni, mentre 1 indica il primo modello del nuovo corso di Gaydon.I nostri ingegneri hanno progettato un'auto che si distingue da qualsiasi altra elettrica per aspetto e carattere di guida, pur riflettendo la sua origine unica, spiega Rawdon Glover, direttore del marchio. Il nome Type 01 fa parte di questa storia: per me lo zero rappresenta anche un completo reset del brand. Oltre 1.000 CVSul piano tecnico, la Jaguar Type 01 adotta un powertrain con tre motori elettrici, in grado di erogare oltre 1.000 CV e più di 1.300 Nm di coppia.La carrozzeria utilizza un'architettura inedita, con la sigla Type 01 posizionata tra cofano e parabrezza. I primi prototipi della nuova GT elettrica scenderanno in strada a Monaco, con livrea camouflage, nel prossimo fine settimana in occasione del Gran Premio di Formula E.
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Jeep Avenger 2026, ordini già aperti: cosa cambia e quanto costa il restyling - VIDEO
un'evoluzione in punta di matita quella di Jeep Avenger restyling. Le modifiche sono mirate: intervenire in modo radicale su un'auto che ha già superato i 270 mila esemplari venduti sarebbe stato rischioso, così gli aggiornamenti si concentrano sui punti che iniziavano a mostrare il passare del tempo.Il frontale è il primo elemento coinvolto, ma cambiano anche gli interni, ora più curati, e arrivano piccoli affinamenti alla gamma motori.Ordinabile da oggi in Italia, la Suv compatta viene proposta anche in una nuova Special Edition dedicata all'85 anniversario di Jeep. Le prime consegne sono attese da settembre, mentre i prezzi spaziano dai 25.700 euro della versione benzina manuale ai 42.400 euro della variante elettrica al vertice della gamma. Design: interventi miratiSotto una carrozzeria che resta compatta, con una lunghezza di 4.084 mm, Avenger conferma un'impostazione tecnica pensata anche per l'off-road. La luce libera dal suolo raggiunge i 210 mm, un valore di riferimento nel segmento, mentre gli angoli caratteristici sono stati ottimizzati per migliorare la mobilità su fondi impegnativi.Il restyling introduce la nuova calandra a sette feritoie retroilluminata a Led, reinterpretazione della firma di Jeep ispirata a Compass, affiancata da gruppi ottici Matrix.La protezione della carrozzeria è affidata a nuovi paraurti e skid plate molded-in-color, progettati per assorbire gli urti urbani senza lasciare segni evidenti: il colore non viene applicato in superficie, ma integrato direttamente nel materiale plastico. Interni: più qualità percepitaAll'interno, l'evoluzione si concentra sulla qualità percepita e sulla razionalizzazione delle superfici. La plancia introduce inserti imbottiti nella parte inferiore e pannelli porta realizzati con materiali più morbidi.L'infotainment resta basato su schermo da 10,25 pollici con sistema Uconnect e compatibilità wireless con Android Auto e Apple CarPlay.Migliora anche la gestione degli spazi: l'abitacolo offre 34 litri di vani portaoggetti, mentre il bagagliaio raggiunge i 380 litri, che scendono a 325 nella versione 4xe, con una soglia di carico a 730 mm e un accesso al bagagliaio largo un metro. Motori: confermati benzina, ibrido ed elettricoLa gamma motori viene confermata con piccoli aggiornamenti. Il punto di ingresso resta il tre cilindri 1.2 Turbo da 100 CV e 205 Nm, con nuovi pistoni, fasatura rivista per ridurre gli attriti interni, iniezione diretta a 350 bar e ciclo Miller per contenere i consumi, dichiarati tra 5,5 e 5,9 l/100 km. Questo tre cilindri utilizza una distribuzione a catena per migliorare l'affidabilità rispetto alle precedenti soluzioni a cinghia (ormai pensionate da diverso tempo): particolare attenzione è stata posta anche al consumo dell'olio, limitato grazie a una riprogettazione del blocco motore, dei pistoni e delle fasce. Anche per questo, gli intervalli di manutenzione sono stati portati a due anni o 25 mila chilometri (in precedenza, 12 mesi e 20 mila km) con controlli annuali intermedi.La versione eHybrid da 110 CV utilizza un sistema a 48V con batteria da 0,9 kWh e motore elettrico integrato nel cambio doppia frizione, consentendo brevi tratti in elettrico a bassa velocità.La 4xe da 145 CV introduce un secondo motore elettrico sull'asse posteriore, offrendo così la trazione integrale. Completa l'offerta la versione elettrica da 156 CV con batteria da 54 kWh, che assicura un'autonomia compresa tra 386 e 400 km e supporta la ricarica fino a 100 kW, con passaggio dal 20 all'80% in circa 27 minuti. Allestimenti e prezzi: tutta la gammaGli allestimenti Longitude, Altitude e Summit coprono le versioni a trazione anteriore, mentre la gamma 4xe si articola nelle varianti Upland e Overland. Al vertice si colloca la 85th Anniversary, riconoscibile per i dettagli dorati, i cerchi da 18 pollici con finitura specifica, i fari LED Matrix di serie e gli interni in tessuto tartan con cuciture a contrasto. La dotazione include anche la telecamera a 360 con vista dall'alto, particolarmente utile nelle manovre. Listino Jeep Avenger restylingJeep Avenger 1.2 Turbo Longitude - 25.700 euroJeep Avenger 1.2 Turbo Altitude - 27.700 euroJeep Avenger 1.2 Turbo 85th Anniversary - 29.700 euroJeep Avenger 1.2 Turbo Summit - 29.700 euroJeep Avenger 1.2 eHybrid Longitude - 27.700 euroJeep Avenger 1.2 eHybrid Altitude - 29.700 euroJeep Avenger 1.2 eHybrid 85th Anniversary - 31.700 euroJeep Avenger 1.2 eHybrid Summit - 31.700 euroJeep Avenger 1.2 eHybrid 4xe Upland - 32.700 euroJeep Avenger 1.2 eHybrid 4xe 85th Anniversary - 34.700 euroJeep Avenger 1.2 eHybrid 4xe Overland - 34.700 euroJeep Avenger EV Longitude - 39.400 euroJeep Avenger EV Altitude - 40.400 euroJeep Avenger EV Anniversary - 42.400 euroJeep Avenger EV Summit - 42.400 euroI prezzi sono da intendersi esclusa la messa su strada, pari a 950 euro.
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Fiat Grande Panda Turbo 100: primo test della versione base con cambio manuale - VIDEO
Mancava solo lei all'appello e, alla fine, è arrivata. Di Fiat Grande Panda abbiamo già conosciuto le versioni elettrica e ibrida, ma la nuova arrivata potrebbe diventare la più venduta della gamma: è la motorizzazione Turbo 100, che abbina al motore termico - non elettrificato - il cambio manuale a sei rapporti. Il motore Turbo 100: nuova base, più efficienzaIl nuovo propulsore è stato progettato per sostituire il PureTech, con cui condivide ormai solo alcune caratteristiche di base e poche componenti. Il Turbo 100 introduce un nuovo blocco cilindri, pistoni inediti, una turbina a geometria variabile e iniettori con pressione di esercizio a 350 bar. inoltre un motore a ciclo Miller, quindi pensato per sacrificare leggermente la prestazione pura a favore del rendimento termodinamico e dell'efficienza. La distribuzione, infine, abbandona la cinghia a bagno d'olio per adottare una più robusta catena in acciaio. La potenza è di 100 CV, con una coppia di 205 Nm. Come va la Grande Panda manualeIl cambio della Grande Panda Turbo 100 è un manuale a sei rapporti condiviso con altre vetture di Stellantis, caratterizzato da un pomello dalla forma particolare ma comodo nell'utilizzo. La leva ha un'escursione piuttosto ampia, ma resta sempre vicina al volante e richiede uno sforzo contenuto. Gli innesti non brillano per precisione, ma sono compensati da finecorsa ben calibrati. La rapportatura appare azzeccata: il motore offre una buona elasticità e risponde già dai 1.500 giri/min, permettendo di salire rapidamente di marcia, mentre i rapporti abbastanza lunghi consentono di sfruttare l'intera curva di coppia senza lavorare troppo sulla leva. A 50 km/h, per esempio, si può inserire la quarta marcia senza strattoni, mantenendo comunque una risposta pronta all'acceleratore.I prezzi della Fiat Grande Panda Turbo 100Grande Panda Turbo 100 benz. man. Pop: 17.900 euroGrande Panda Turbo 100 benz. man. Icon: 19.400 euroGrande Panda Turbo 100 benz. man. La Prima: 22.400 euro
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Ipotesi di riforma dellIpt, Aniasa allattacco
Una norma che frena sviluppo e investimenti, contraria ai principi di modernizzazione e semplificazione e che, soprattutto, rischia di aprire la strada a una nuova fase di contenziosi. la dura presa di posizione dell'Aniasa, la società che all'interno di Confindustria rappresenta, tra le altre, le imprese di autonoleggio e car sharing, sulla proposta di modifica della disciplina dell'Ipt - l'Imposta che si paga alla provincia di residenza della persona fisica o in cui ha sede legale la persona giuridica a cui viene intestato il mezzo nell'ambito della conversione in legge del cosiddetto decreto fiscale, approvato dal governo il 27 marzo scorso e che domani approderà nell'aula del Senato in prima lettura.Non conterà più la sede legaleNel mirino del sodalizio guidato da Italo Folonari c'è un emendamento a prima firma Claudio Lotito (Forza Italia) che impatta proprio sulle imprese che operano professionalmente nel settore del noleggio dei veicoli. Come? Prevedendo una disciplina ad hoc dell'Imposta provinciale di trascrizione per le società che, come spesso accade, hanno la sede legale distinta dalla sede in cui avviene la gestione ordinaria in via principale dell'attività. Ebbene, afferma la proposta di modifica, sarà quest'ultima, e non quella legale, la sede da considerare ai fini della destinazione del gettito dell'imposta.In pratica, se la norma sarà approvata non basterà più, per un big dell'autonoleggio, intestare un veicolo a una società satellite con sede legale in una provincia in cui l'imposta è agevolata, ma bisognerà versarla comunque all'ente locale competente in relazione al territorio in cui si svolge la gestione ordinaria dell'attività di noleggio. Obiettivo: spostare il gettito nelle grandi cittàChiaro l'obiettivo dell'emendamento. Riportare il gettito dell'Ipt nelle casse delle province che lo hanno perduto in seguito alla sciagurata riforma fiscale che nel 2011 soppresse la misura fissa dell'imposta per gli atti soggetti a Iva stabilendo che l'Ipt fosse determinata, anche per le imprese, con gli stessi criteri degli atti non soggetti a Iva, ossia in misura proporzionale alla potenza. Una riforma che fece letteralmente esplodere i costi di trascrizione a carico delle società di autonoleggio, intestatarie di un gran numero di mezzi (centinaia di migliaia nel caso dei big del comparto) e che indusse gli operatori a targarli nelle province, segnatamente Trento e Bolzano, che, in virtù della loro autonomia, avevano potuto mantenere il precedente regime agevolato.Dubbi sul concetto di gestione ordinariaTornando al cosiddetto emendamento Lotito, l'Aniasa evidenzia due criticità: la prima legata al concetto di gestione ordinaria; la seconda, in relazione al consolidato orientamento fiscale su questa materia.Per quanto riguarda il primo aspetto, l'Associazione sottolinea che il concetto di gestione ordinaria è di arbitraria individuazione, soprattutto per imprese con numerose sedi distribuite sul territorio nazionale e attività frazionate tra più strutture operative. Si pensi, si sottolinea, agli uffici delle imprese di noleggio situate negli aeroporti o presso le stazioni ferroviarie, dove sono offerti alla clientela veicoli che circolano continuamente sull'intero territorio nazionale".Contrasto con l'orientamento fiscalePer quanto riguarda, invece, l'aspetto fiscale, l'Aniasa ricorda che si tratta di una proposta in totale antitesi sia con l'orientamento dell'Agenzia delle Entrate (Circolare n. 20/E del 2024), sia con l'articolo 73 del Testo unico delle imposte sui redditi, discostandosi perfino dalle linee guida dell'Ocse e dal consolidato orientamento in materia della Corte di Cassazione.
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Design, piattaforma, dimensioni: la MG4 Urban cambia tutto
Potrebbe sembrare una semplice variante, a giudicare dal nome, ma non è così. La MG4 Urban ha un'impostazione ben distinta: pur richiamando una vocazione cittadina, il nuovo modello è lungo 439 cm, 10 in più rispetto alla MG4. E porta con sé nuove e diverse soluzioni interessanti, a partire dalla piattaforma. L'architettura, infatti, non è condivisa con la MG4 standard ed è progettata per compattare il telaio e aumentarne la rigidità strutturale. Per raggiungere l'obiettivo, MG ha adottato la tecnologia Cell-to-Body (CTB): la batteria (da 43 o 54 kWh lordi) diventa parte integrante della struttura, contribuendo alla rigidità complessiva.Il sistema permette anche di contenere il peso: pur essendo più grande, la Urban scende a circa 1.450 kg, ovvero circa 300 kg in meno rispetto alla MG4 con la batteria più capiente (77 kWh). Cresce anche il bagagliaio (fino a 577 litri dichiarati), grazie alla trazione anteriore e a una sospensione posteriore diversa: un ponte torcente al posto del multi-link a 5 leve, soluzione meno raffinata ma più compatta. Design, abitacolo e tecnologiaPure lo stile cambia in modo evidente: la MG4 Urban adotta linee più morbide ed eleganti, meno tese, con benefici anche per lo sfruttamento dello spazio interno.All'interno domina la tecnologia: strumentazione digitale da 7 pollici, schermo centrale da 12,8 pollici con Apple CarPlay e Android Auto wireless, oltre alla ricarica a induzione per smartphone. Si percepisce anche una maggiore attenzione ai materiali: rivestimenti più curati, superfici morbide nei punti giusti e l'uso di tessuto tecnico, meno soggetto a ditate rispetto al nero lucido. Su strada: assetto, prestazioni e autonomiaLa rinuncia al multi-link non penalizza la guida. La taratura delle sospensioni è centrata sull'utilizzo tipico: assetto morbido e confortevole, ma non cedevole, con una buona sensazione di stabilità, anche superiore alla MG4 standard.Questo comportamento emerge soprattutto alle velocità più elevate, dove ci si aspetterebbe meno disinvoltura. Invece, la Urban trasmette solidità anche nei contesti autostradali.Le prestazioni sono adeguate a una compatta di segmento C: batterie LFP da 43 o 54 kWh lordi (circa 1 kWh in meno netti), con potenze di 110 e 118 kW. Entro fine anno sono attese anche batterie semisolide. Ricarica, frenata rigenerativa ed efficienzaInteressante la gestione della frenata rigenerativa, regolabile su più livelli e con modalità onepedal: il rallentamento è deciso, ma fluido fino all'arresto. Un aiuto concreto per massimizzare l'autonomia, soprattutto in città, anche se la ricarica non brilla per potenza: 11 kW in AC e tra 82 e 87 kW in DC a seconda della batteria.Nel primo contatto, l'efficienza appare comunque positiva (circa 16 kWh/100 km da computer di bordo), ma serviranno gli strumenti del nostro Centro Prove per confermare il dato.I prezzi della MG4 UrbanMG4 Urban 43 kWh Comfort: 25.490 euroMG4 Urban 54 kWh Comfort: 27.990 euroMG4 Urban 54 kWh Premium: 30.990 euro
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Skoda Peaq cambia scala: 7 posti e quasi 3 metri di passo per lammiraglia elettrica
Mancano poche settimane alla presentazione ufficiale della nuova Skoda Peaq, la nuova SUV elettrica che, nella gamma della Casa boema, affiancherà la Elroq, la Enyaq e la più piccola Epiq (che invece conosceremo il prossimo 19 maggio). La SUV più grandeLa Peaq sarà la Skoda a ruote alte più grande della gamma (più lunga di lei c'è solo la Superb wagon): anche se le misure precise non sono state comunicate ufficialmente, sarà lunga circa 488 cm, 22 più della Enyaq e 12 più della Kodiaq, la sette posti boema con motore termico. Rispetto a quest'ultima cresce di 17 cm anche il passo, per arrivare a ben 296 cm, uno dei più lunghi consentiti dalla piattaforma Meb su cui è costruita la Peaq. In altezza arriva a 166 cm, 4 più della Enyaq. Interni ampi e luminosiL'obiettivo dei designer, spiega la Casa in una nota, è "creare un modello capace di offrire la miglior abitabilità nel suo segmento": un risultato ottenuto non solo grazie ai centimetri in più rispetto agli altri, ma anche con una impostazione dello spazio interno volta a massimizzare lo spazio per i suoi occupanti: le sedute anteriori, per esempio, sono più "in alto e vicine al volante". Al senso di ariosità contribuisce anche il grande tetto panoramico in vetro che arriva fin quasi alla terza fila di sedili, dove c'è anche un piccolo finestrino (fisso). Lo stile è "Modern Solid"La carrozzeria della Peaq è ancora coperta da camuffature, ma si intravedono comunque i nuovi gruppi ottici a forma di T, ripresi anche al posteriore, l'incavo centrale nel cofano (dove il lettering Skoda ha preso il posto del tradizionale logo), le fiancate muscolose con passaruota pronunciati, la linea del tetto leggermente discendente e le maniglie a scomparsa nella carrozzeria, che migliorano anche l'aerodinamica di un'auto comunque imponente. Al momento non abbiamo informazioni sui powertrain, ma possiamo senz'altro aspettarci diversi tagli di batteria e configurazioni single e dual motor con trazione integrale.
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Fiat 500 Hybrid Cabrio Dolcevita: lestate si guida a cielo aperto
A poche settimane dall'inizio dell'estate, Fiat presenta la 500 Hybrid Dolcevita, serie speciale disponibile esclusivamente per la versione Cabrio della citycar. Il modello, caratterizzato da una dotazione molto ricca, sarà prodotto per un periodo limitato: ordini già aperti con un listino che parte da 25.200 euro e un'offerta di lancio da 19.950 euro. La 500 Hybrid Cabrio DolcevitaIspirata alle estati sulla costa italiana e alla sofisticata eleganza degli anni '60, la nuova 500 Hybrid Dolcevita si distingue per i fari full LED anteriori e posteriori, i cerchi di lega diamantati da 16", le calotte cromate degli specchietti e la capote in tessuto blu.All'interno, i sedili sono rivestiti in tessuto Pieds de poule e vinile, con il logo 500 ricamato sugli schienali. Completano l'equipaggiamento l'infotainment da 10,25", il climatizzatore automatico, i sensori di parcheggio posteriori e il sensore pioggia per l'attivazione automatica dei tergicristalli. Prezzi, sconti e finanziamentoIl listino della 500 Hybrid Dolcevita parte da 25.200 euro, ma per le prime settimane è proposta con uno sconto di 3.750 euro in caso di rottamazione di un veicolo fino a Euro 4, a cui si aggiungono 1.500 euro per chi sceglie il finanziamento di Stellantis Financial Services. In questo caso il prezzo scende a 19.950 euro.Il piano prevede un anticipo di 2.717 euro, 35 rate mensili da 199 euro e una maxirata finale (valore garantito futuro) di 15.572,10 euro (TAN 8,99%, TAEG 11,46%). L'offerta è valida fino al 27 maggio 2026. Arriva anche la 3+1Con la serie speciale debutta anche la 500 Hybrid 3+1: come sulla versione elettrica, questa variante introduce una piccola portiera posteriore sul lato passeggero, migliorando l'accessibilità.La 500 Hybrid 3+1 è disponibile negli allestimenti Icon e La Prima, con un prezzo di partenza di 22.900 euro.
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Stellantis oltre Leapmotor: in arrivo nuovi partner, nessun taglio ai marchi
Nel futuro di Stellantis potrebbero esserci ulteriori partnership industriali, oltre a quella in rapida espansione con Leapmotor. L'amministratore delegato Antonio Filosa, intervenuto al Future of the Car Summit del Financial Times, ha chiarito che le collaborazioni avranno un ruolo centrale nel piano industriale atteso la prossima settimana.Stellantis ne ha compreso il valore e saranno integrate nella nostra strategia futura, ha spiegato il manager. Collaborare con più partner per definire una roadmap di sviluppo tecnologico, ottimizzare la catena di fornitura ed eventualmente valorizzare la capacità produttiva rappresenta un'opportunità per creare vantaggi reciproci.Non è la prima volta che Filosa sottolinea il peso delle alleanze. Poche settimane fa aveva già indicato come possibile modello l'accordo con Leapmotor, aprendo allo stesso approccio con altre Case cinesi. Oggi ha ribadito il concetto: intese come quella sulla produzione di una novità Opel (anticipata dall'immagine qui sotto) e la condivisione dell'impianto di Madrid potrebbero essere estese. L'elevata capacità produttiva, la presenza globale e l'ampio portafoglio di marchi rendono Stellantis particolarmente attrattiva per partnership di lungo periodo. Ci sono molte cose che si possono fare in questo ambito, ha aggiunto. Troppi marchi? Nessuno sarà abbandonatoIl 21 maggio, ad Auburn Hills, il gruppo il nuovo piano industriale. L'attenzione di analisti e investitori è concentrata su più fronti. Oltre alle collaborazioni (nelle ultime settimane sono emersi i nomi di possibili partner come Dongfeng, Hongqi, Xpeng e Xiaomi), sarà sotto osservazione la gestione dei marchi.Da tempo Stellantis viene criticata per l'ampiezza del portafoglio, con frequenti speculazioni su possibili cessioni o chiusure, anche per brand storici come Alfa Romeo o Maserati. Filosa però ha escluso questa ipotesi, definendo tutti i marchi un punto di forza e sottolineandone il valore strategico: una riduzione drastica comporterebbe la perdita di clienti a favore della concorrenza.L'orientamento sembra piuttosto quello indicato da indiscrezioni recenti: concentrare la maggior parte degli investimenti sui brand principali (Jeep, Ram, Peugeot e Fiat) e assegnare agli altri un ruolo mirato su specifici segmenti e mercati. La questione fondamentale è combinare un'efficiente allocazione del capitale con strategie dedicate a ciascun marchio, ha concluso Filosa.
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Volkswagen Touran, cala il sipario: addio a una delle ultime vere auto per famiglie
Cala il sipario anche per la Volkswagen Touran, la monovolume realizzata sulla base della Golf che ha debuttato nel 2003, ed è stata venduta in oltre 2,3 milioni di unità. Gli ultimi esemplari sono stati prodotti a Wolfsburg lo scorso aprile: dalle sue linee di montaggio usciranno i modelli destinati a prenderne il posto, ossia la Tiguan e la Tayron. Rispetto alle multispazio più convenzionali come Caddy, la Touran si è sempre distinta per un'impostazione meno spartana e più automobilistica: interni curati, sospensioni multilink posteriori, sedili della seconda e terza fila completamente removibili, portiere posteriori tradizionali e non scorrevoli. Spazio a non finireLa prima serie, arrivata nel 2003, è stata aggiornata con due restyling, nel 2006 e nel 2010. Lunga 4,4 metri, larga 1,79 e alta 1,65, aveva un passo di 2,68 metri e un bagagliaio particolarmente generoso, favorito dalle forme squadrate della carrozzeria: circa 130 litri in configurazione a sette posti, 700 litri a cinque posti e quasi 2 metri cubi con soli due sedili.La gamma motori comprendeva unità a benzina, diesel - con il 2.0 TDI che ha debuttato proprio su questo modello - e, per alcuni anni, anche una versione a metano monovalente EcoFuel. Nel 2015 è arrivata la seconda generazione, più aerodinamica, ancora più spaziosa e dotata di propulsori meno inquinanti. C'è solo a stockOggi Touran è disponibile unicamente con esemplari a stock. L'offerta prevede il 1.5 TSI da 150 CV e i 2.0 TDI da 122 e 150 CV, abbinabili al cambio manuale a sei rapporti o all'automatico DSG a sette marce. I prezzi partono da 44.750 euro per la benzina e da 46.400 euro per la diesel.
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Polestar 3 a 800 Volt, Polestar 4 cambia nome: prezzi e ordini in Italia
Polestar ha annunciato l'apertura degli ordini per le versioni rinnovate delle sue due SUV elettriche, Polestar 3 e Polestar 4, che con questo aggiornamento cambia denominazione e diventa Polestar 4 coupé. Prezzi a partire da 83.600 euro per la 3 e da 65.100 euro per la 4 coupé. Polestar 3Le novità principali riguardano la Polestar 3, con l'introduzione della nuova architettura elettrica a 800 Volt, che permette potenze di ricarica fino a 350 kW, per passare dal 10 all'80% della batteria in 22 minuti, con un miglioramento del 35% rispetto al modello precedente. Ad aumentare l'efficienza alle colonnine contribuisce anche il sistema Breathe Charge, software che analizza e gestisce in tempo reale la potenza di ricarica in base allo stato delle batterie. Più potenza alle ruoteCon l'aggiornamento aumentano anche le potenze complessive di tutta la gamma: Rear Motor 92 kWh: da 238 kW (324 CV) a 245 kW (333 CV)Dual Motor 106 kWh: da 360kW (489 CV) a 400 kW (544 CV)Performance 106 kWh: da 380kW (517 CV) a 500 kW (680 CV)Nelle versioni a trazione integrale il motore anteriore si disconnette automaticamente quando non è richiesta tutta la potenza (tipicamente nell'uso quotidiano), e sono state aggiornate sospensioni, barre antirollio e software di gestione dello sterzo. All'interno arriva il nuovo processore Nvidia Orin, con una potenza di calcolo fino a otto volte superiore del precedente, mentre per la carrozzeria debuttano due nuove colorazioni, Storm e Krypton. Polestar 4 coupéNessuna novità visibile per la SUV-coupé della Casa svedese, che aggiunge però la dicitura "coupé" alla denominazione modello, a sottolineare l'originale design con il lunotto chiuso e lo specchietto digitale all'interno dell'abitacolo. La nuova gamma porta in dote una nuova messa a punto del telaio, ammortizzzatori e barre antirollio rivisti, per risposte più controllate in tutte le condizioni di guida. La Polestar 4 coupé è disponibile nella versione Rear Motor da 200 kW (272 CV), oppure Dual Motor da 400 kW (544 CV); per entrambe le varianti, la batteria ha una capacità di 100 kWh. Il listino di Polestar 3Polestar 3 Rear motor: 83.600 euroPolestar 3 Dual motor: 93.600 euroPolestar 3 Performance: 107.900 euro Il listino di Polestar 4 coupéPolestar 4 coupé Rear motor: 65.100Polestar 4 coupé Dual motor: 72.100 euro
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Sassi dai cavalcavia, la follia si ripete. Cosa fare subito se succede
Non sono bravate e possono uccidere. Il lancio di sassi dai cavalcavia è una pratica criminale che in Italia ha già provocato morti, feriti gravi e condanne pesantissime. L'ultimo episodio è avvenuto la sera del 7 maggio a Vezzano, sulla Gardesana, dove tre auto sono state colpite mentre viaggiavano di notte. Un rischio che ogni automobilista dovrebbe conoscere: cosa è successo, i precedenti più gravi e come tutelarsi dopo l'impatto. L'episodio più recente All'altezza di un cavalcavia nei pressi di un ristorantepizzeria è scattato l'agguato: due vetture viaggiavano verso Vigolo Baselga, la terza in direzione delle Sarche. Il bilancio è di danni ai veicoli e schegge di vetro sul volto di un automobilista, che non ha riportato ferite gravi. Uno dei conducenti è riuscito a intravedere sul cavalcavia alcuni giovani: immediata la chiamata ai Carabinieri che, arrivati poco dopo, hanno perlustrato la zona e avviato le ricerche dei responsabili. In quel punto non sono presenti telecamere, ma nei pressi del cavalcavia sono state rinvenute alcune pietre. 40 anni di folliaTutti gli episodi che riguardano il lancio di sassi dal cavalcavia sono gravissimi. Alcuni, però, hanno suscitato più indignazione e clamore di altri.22 aprile 1986: vittima la piccola Maria Jlenia Landriani, di due mesi e mezzo. Dormiva in braccio alla madre quando venne colpita da un masso lasciato cadere dal cavalcavia della provinciale MilanoLentate.13 febbraio 1991: persero la vita sull'autostrada del Brennero i coniugi Domenico Fornale, 70 anni, e Rosa Perena, 69.29 dicembre 1993: Monica Zanzotti, 25 anni, fu uccisa da un macigno di 12 kg che colpì la sua vettura sulla A22. I responsabili, tre ventenni, furono identificati e condannati.27 dicembre 1996: alle 23.30 Maria Letizia Berdini perse la vita sulla TorinoPiacenza. Era in auto con il marito, in viaggio di nozze verso Parigi.1 giugno 2002: in Campania morì Rosa Miscioscia, 48 anni, dopo essere stata colpita da un oggetto metallico.13 agosto 2005: vicino Cassino, in provincia di Frosinone, un masso di 40 kg lanciato da un cavalcavia sull'autostrada RomaNapoli uccise un uomo e ferì sei persone.I precedenti del 20268 marzo - Bolzano: una pietra ha colpito una vettura lungo la Mebo, all'altezza di Terlano, frantumando il parabrezza e causando due feriti lievi.10 marzo - Autostrada A4 (Novara): alcuni mezzi pesanti diretti verso Milano sono stati bersagliati da pietre all'altezza del km 85. Le indagini hanno chiarito che i lanci provenivano lateralmente dalla carreggiata e non da un cavalcavia.14 marzo - Usmate Velate (MB): tre ragazzi di 13 anni sono stati fermati dai Carabinieri dopo essere stati sorpresi a lanciare sassi da un ponte ferroviario verso binari e strade adiacenti. Almeno un automobilista ha riportato la rottura del parabrezza.14 aprile 2026 - Foggia: fa storia a sé l'episodio avvenuto durante alcune proteste degli autotrasportatori, con lanci di sassi e oggetti contundenti dai cavalcavia che hanno danneggiato decine di bus e autocarri. In questo caso si è trattato di un contesto di guerriglia urbana o protesta sindacale. Se ti succede mentre guidi: cosa fare subito dopo l'impatto1) Se sei ferito, chiama immediatamente i soccorsi. Anche lesioni apparentemente lievi, come tagli da schegge di vetro o contusioni, devono essere valutate da un medico. Fermati in un luogo sicuro ed evita di ripartire senza assistenza sanitaria. Referti del pronto soccorso, certificazioni mediche e fotografie sono fondamentali per dimostrare il nesso tra l'evento e il danno fisico, e per ottenere il risarcimento.2) Non fermarti mai sotto il cavalcavia. Dopo l'impatto la priorità è allontanarsi dalla zona di pericolo e raggiungere una piazzola, un'area di servizio o comunque un punto sicuro. Fermarsi subito sotto il ponte espone al rischio di ulteriori lanci.3) Chiama le Forze dell'ordine. Se intervengono e constatano il danno, gli accertamenti aiutano a provare l'evento. Gli autori restano spesso sconosciuti; se identificati, nella maggior parte dei casi si tratta di minori, con possibilità di rivalersi civilmente sulle famiglie. Il gestore della strada non è di norma responsabile, salvo mancate misure di sicurezza in aree già note per episodi simili.4) Se puoi, documenta subito l'accaduto. Fotografa i danni all'auto, i vetri infranti, eventuali sassi sull'asfalto e il cavalcavia. Utili anche le testimonianze di altri automobilisti coinvolti o presenti sul posto.5) Avvisa tempestivamente la compagnia assicurativa. Una polizza facoltativa Atti vandalici consente di ottenere il rimborso dei danni nei limiti di massimali, franchigie e scoperti. indispensabile denunciare il sinistro nei termini contrattuali, allegando verbale delle Forze dell'ordine, fotografie e preventivi di riparazione.6) In assenza di copertura Atti vandalici, la sola RCA non dà diritto al risarcimento. Conviene comunque raccogliere ogni elemento utile, nella speranza di risalire ai responsabili e attivare un'azione civile.7) Se l'auto è inutilizzabile, conserva tutte le ricevute. Spese per carro attrezzi, auto sostitutiva o trasporti alternativi possono essere richieste a rimborso.8) Le immagini di una dashcam possono fare la differenza. I filmati aiutano a ricostruire la dinamica dell'evento e possono risultare preziosi sia per le indagini sia per la compagnia assicurativa.9) In presenza di tratti già noti per episodi simili, valuta un supporto legale. Un avvocato può esaminare eventuali profili di responsabilità del gestore della strada, soprattutto se mancano protezioni o sistemi di sorveglianza.10) Nei casi più gravi, è possibile chiedere il risarcimento dei danni psicologici. Stati d'ansia persistenti o paura alla guida possono essere riconosciuti come danno non patrimoniale, purché supportati da certificazioni mediche specialistiche che attestino il nesso di causalità. Cosa rischiano i colpevoli?Nel caso di maggiorenni, la giurisprudenza italiana ha consolidato l'orientamento secondo cui il lancio di sassi da un cavalcavia può configurare il reato di omicidio volontario con dolo eventuale: chi compie il gesto è consapevole che l'impatto con un veicolo in velocità può provocare la morte degli occupanti.
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Renault 4 JP4x4, off-road e un surf sul tetto: la spiaggina elettrica debutta al Roland-Garros
In occasione degli Open di tennis del Roland-Garros 2026, Renault presenta la 4 JP4x4 Concept. Il prototipo richiama apertamente due versioni speciali della Renault 4 originale, ovvero la Plein Air e la JP4, reinterpretandole in chiave giovane e fresca sulla base della 4 elettrica. Accanto alla Concept, Renault svela anche la 4 Roland-Garros E-Tech, definita show-car ma verosimilmente vicina a una futura serie speciale. Verde e arancio, solo due posti: il design della spiagginaIl contrasto tra la carrozzeria Emerald Green e l'arancio degli interni è uno degli elementi distintivi della JP4x4, insieme alla profonda trasformazione della carrozzeria. Da cinque porte, la Renault si trasforma infatti in una spiaggina con cassone aperto e portiere semplificate, per un'esperienza di guida completamente all'aria aperta. I rinforzi strutturali mantengono la rigidità del corpo vettura, mentre una pratica ribaltina consente di caricare i bagagli. L'abitacolo è caratterizzato da due sedili a guscio con poggiatesta integrato, rivestiti in tessuto. Una spiaggina a trazione integrale e assetto rialzatoPer ottenere la trazione integrale, Renault ha installato un secondo motore elettrico sull'asse posteriore, del quale non sono state comunicate le specifiche tecniche. Il guidatore può attivare la modalità 4x4 tramite un comando dedicato. In ottica off-road, l'assetto è stato rialzato di 15 mm. I cerchi da 18" montano pneumatici 225/55 adatti anche alla guida fuori dall'asfalto, soluzione che ha comportato l'allargamento di 10 mm delle carreggiate. La 4 Roland-Garros E-Tech show-carSulla 4 Roland-Garros E-Tech, Renault ha fornito pochi dettagli. La show-car è dotata del tetto in tela Plein Sud e potrebbe anticipare una serie limitata con personalizzazione dedicata, seguendo una strategia già vista con la 5 Roland-Garros E-Tech.
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Corolla compie 60 anni: Toyota lancia una versione speciale celebrativa
In attesa di scoprire come sarà la prossima generazione della Corolla, Toyota ha presentato - per il solo mercato giapponese - un aggiornamento della gamma attuale, per festeggiare i sessant'anni del suo modello di maggior successo: la prima serie ha debuttato nel 1966, e da allora è stata venduta in oltre 57 milioni di esemplari. La dodicesima generazione della Corolla è stata presentata nel 2018 (in Europa è arrivata l'anno successivo) e aggiornata nel 2022. Una serie speciale per tutta la gammaIl rinnovamento della Corolla venduta in Giappone inizia con le versioni berlina a tre volumi (Active Sport) e station wagon (Touring Active Sport): nel corso dell'anno coinvolgerà anche la hatchback (Sport) e la SUV (Cross). Per l'occasione, la Casa giapponese ha anche presentato un nuovo veicolo realizzato sulla base della Corolla per le scuole guida, disponibile con motori a benzina (cambio manuale) e full hybrid (automatico). Le novità della Corolla per i suoi 60 anniLe nuove Corolla si distingueranno per il logo del 60esimo anniversario sul paraurti anteriore e sul rivestimento in pelle sintetica della plancia, dalla parte del passeggero; tutte monteranno cerchi di lega da 17" dal disegno esclusivo e finiture nere, mentre le versioni a trazione anteriore avranno una taratura specifica delle sospensioni. Sulla berlina cambia anche il disegno del paraurti anteriore, mentre i sedili anteriori saranno sportivi, in grigio chiaro e nero. Paraurti specifico anche per la station wagon, dal taglio più "avventuroso", sedili sportivi in nero e grigio scuro, e una tinta nera esclusiva per la carrozzeria. Di serie per tutta la gamma (dall'allestimento base X) l'ingresso senza chiave e il navigatore connesso. I prezzi per il GiapponeLa Toyota Active Sport 60th Anniversary Edition 2WD parte da 3.231.800 yen (circa 17.500 euro), la 4WD da 3.446.300 yen (circa 18.600 euro). Per la station wagon, la 2WD costa 3.282.400 yen (circa 17.700 euro), mentre quella con la trazione integrale costa 3.496.900 (circa 18.900 euro).
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