Ford BlueCruise - Viaggio "senza mani" con la Mustang Mach-e e l'F-150 - VIDEO

4 Ruote - Apr 14,2021

L'hanno chiamato Mother of All Road Trips, quelli della Ford: un tour di 110.000 miglia (quasi 180 mila km), attraverso 37 Stati del Nord America, che è servito a testare il BlueCruise, il sistema di tecnologie dell'Ovale blu che consente di viaggiare senza mani ("hands-free") in alcuni tratti di autostrada. il passaggio finale di un processo di sviluppo durato anni, che ha richiesto oltre 800 mila km di prove. Ora siamo ai dettagli, in attesa del lancio commerciale, previsto nella seconda metà del 2021: sui veicoli già predisposti, nello specifico quelli con il Co-Pilot360 Active 2.0 Prep Package, questa tecnologia potrà essere aggiunta anche tramite gli aggiornamenti over-the-air.  

Uscire dal laboratorio. Il road trip del BlueCruise è iniziato un anno fa coinvolgendo diversi esemplari di F-150 e Mustang-Mach-E. Lo scopo? Immergere il sistema nella vita reale, fatta di segnaletiche orizzontali sbiadite e condizioni meteo variabili, che non sempre consentono agli Adas di inquadrare la situazione in modo ottimale prima dell'intervento: "Ci sono complessità autostradali e condizioni di guida che semplicemente non è possibile replicare in un laboratorio", ha affermato Hau Thai-Tang, Chief product platform and operations officer della Ford. E quindi via sulle strade di Canada e Usa, a fare esperienza, memorizzare situazioni mutevoli e mettere a punto le logiche di funzionamento di un pacchetto che consentirà ai clienti di macinare chilometri con più sicurezza e relax. Ma che non intende affatto, col lavoro dei dispositivi elettronici, sostituirsi al conducente.

Un occhio sul guidatore. Il BlueCruise della Ford combina radar e telecamere e si basa sul lavoro congiunto di sistemi come il cruise adattivo con funzione stop&go, il mantenimento di corsia e il riconoscimento automatico dei limiti di velocità. E c'è anche una telecamera, integrata nella strumentazione, che punta sul guidatore assicurandosi che questi tenga gli occhi fissi sulla strada: in caso contrario, scatta il richiamo. In pratica è il sistema a indicare al guidatore quando si verificano le condizioni per togliere le mani dal volante: lo fa tramite degli indicatori luminosi blu che compaiono sul quadro strumenti.

Tempi di lancio e prezzi (negli Usa). Oltre al pick-up F-150 e alla Mustang Mach-E, prossimamente altre Ford disporranno del BlueCruise, per il quale sono previsti sviluppi. Il passo successivo sarà l'integrazione nel sistema del Lane Change Assist, che consente di cambiare corsia semplicemente toccando le frecce, e del Predictive Speed Assist, che regola la velocità automaticamente in situazioni come curve e rotatorie; il tutto di pari passo a un costante aggiornamento delle mappe. Il prezzo di questa tecnologia? In linea con la tradizione pop dell'Ovale blu: 600 dollari (500 euro) per il software (al lancio nella seconda metà del 2021) inclusi i servizi per tre anni. L'hardware, invece, varia di costo a seconda del modello: sull'F-150 il pacchetto completo è offerto a 1.595 dollari (poco più di 1.300 euro), mentre sulla Mach-E è di serie in alcune versioni e optional in altre, proposto all'interno di una suite tecnologica da 3.200 dollari (circa 2.700 euro).

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Fiat 500 - L'elettrica sarà anche Van

4 Ruote - Apr 14,2021

Chi si ricorda la mitica Panda della Sip? Presto potrebbe avere un'erede. Nella gamma Fiat, infatti, dovrebbe tornare una piccola pensata per il lavoro, basata però sulla Nuova 500 elettrica. Nei piani presentati dal gruppo Stellantis ai fornitori, infatti, figurerebbe anche una Fiat 500 Van a batteria, un modello nell'aria già da tempo, ma finora mai apparso all'interno di documenti ufficiali del costruttore. L'annuncio della Ev, atteso per le prossime settimane, non dovrebbe tuttavia rivoluzionare l'offerta di Fiat Professional: il nuovo modello andrà probabilmente a posizionarsi - sia per prezzo, sia per capacità di carico - tra la Panda Van (disponibile a due o quattro posti) e la 500L Pro per il trasporto persone.

Due posti e tanto spazio dietro. Quasi certamente, la scaletta che caratterizzava le Panda Van impiegate dal fornitore telefonico di Stato non verrà riproposta sulla 500 Van, ma non è detto che alcune soluzioni, come le aperture ricavate nei finestrini posteriori (che saranno comunque sostituiti da dei pannelli di plastica) non possano essere utilizzate anche dalla nuova elettrica. Quello che è certo è che i posti a bordo saranno soltanto due, dietro ai quali sarà presente un divisorio che separerà fisicamente l'abitacolo dal grande bagagliaio. Niente sedili posteriori, dunque, e un vano di carico che potrà accomodare anche oggetti voluminosi. Certo non ci sarà lo spazio che possono garantire vetture di segmento superiore, come il Fiorino, ma la configurazione dell'abitacolo consentirà di proporre la piccola elettrica a molte aziende: fattorini, artigiani e servizi di pronto intervento, infatti, dovrebbero essere il target di questo nuovo modello. Il powertrain elettrico consentirebbe anche l'accesso a numerose zone a traffico limitato e ai centri cittadini di molte città europee, che in futuro potrebbero chiudere la circolazione ai veicoli con motori a combustione interna.

Per la città, ma non solo. Pensata principalmente per essere utilizzata in ambito urbano, la Nuova 500 Van dovrebbe riproporre gli stessi powertrain disponibili sulla sorella a tre porte. Per mantenere il prezzo d'attacco al di sotto dei 20 mila euro (attualmente, grazie ad alcune promozioni, la Nuova 500 parte da 19.930 euro), la piccola torinese potrebbe essere proposta anche con le batterie da 23,8 kWh e motore da 95 CV, la stessa configurazione disponibile per l'allestimento base Action attualmente a listino. Con questa meccanica, la versione per trasporto persone propone un'autonomia Wltp di 190 km, che salgono a 257 nel ciclo urbano: di serie è previsto un sistema di ricarica a 50 kW che consente di fare il pieno d'elettricità sfruttando anche le colonnine rapide. Non è da escludere, tuttavia, che la Fiat possa proporre la 500 Van pure in una versione pensata per consentire un più ampio raggio d'utilizzo: con la batteria da 42 kWh e il motore da 118 CV e 220 Nm, la Nuova 500 arriva a percorrere fino a 320 km nel ciclo Wltp che, a detta della Casa, possono salire fino a 459 km nell'utilizzo cittadino. La versione Van dell'elettrica sarà costruita a Mirafiori, sulle stesse linee che già assemblano le tre porte, Cabrio e 3+1.

Interni semplificati, infotainment optional. Quasi certamente, la Nuova 500 Van non farà numeri da capogiro a livello commerciale, ma andrà a integrare le vendite delle versioni già disponibili proponendosi a una nicchia di clienti. All'interno dell'abitacolo, l'elettrica dovrebbe proporre una configurazione meno ricercata rispetto alle varianti attualmente a listino: materiali più robusti potrebbero sostituire le finiture attualmente presenti, ma non sono escluse ulteriori configurazioni per gli interni, alcune delle quali potrebbero disporre del nuovo infotainment connesso portato al debutto proprio dalla piccola Ev.

Gli altri modelli in arrivo. In una slide mostrata dal gruppo Stellantis ai propri fornitori e pubblicata da Automotive News, si pososno vedere anche gli altri modelli che entreranno in produzione quest'anno. Oltre alle Opel Mokka, Maserati MC20 e al trittico di veicoli commerciali Citroën Berlingo, Opel Combo e Peugeot Partner, le cui linee sono state già avviate, in estate il gruppo nato dalla fusione di FCA e PSA introdurrà altri modelli, a partire dalle Peugeot 308, che nascerà nella fabbrica di Mulhouse, e DS 4, che sarà assemblata a Rüsselsheim. In arrivo anche altri modelli destinati a un uso professionale, come i Citroën Jumpy ed eBerlingo, gli Opel Vivaro, eMovano ed eCombo, i Peugeot Jumpy ed eRifter e la versione a batteria del Fiat Ducato. Entro la fine dell'anno, nella fabbrica di Cassino entrerà in produzione la Suv Maserati Grecale, mentre in Germania, nello stabilimento Opel di Rüsselsheim, saranno avviate le linee della nuova Opel Astra, che dovrebbe portare al debutto nuovi motori ibridi plug-in e inedite soluzioni di connettività: da confermare, infine, l'arrivo di una versione full electric derivata dalla sorella Peugeot 308.

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Automotive - Non solo chip, ora manca anche la gomma

4 Ruote - Apr 14,2021

La crisi dei chip non è il solo problema che il settore automobilistico deve affrontare nella gestione delle catene di approvvigionamento globale. Nelle ultime settimane, come rilevato dall'agenzia Bloomberg, sta emergendo una crescente carenza di gomma, non solo per i pneumatici, ma anche per i molteplici usi all'interno di ogni veicolo: basta aprire un qualsiasi cofano motore per comprendere quanto si ricorra a questo materiale per ridurre le vibrazioni o isolare determinate componenti. 

Prezzi in aumento. Le Case, già alle prese con frequenti sospensioni delle attività produttive per mancanza di semiconduttori, stanno ora riscontrando un rapido esaurimento delle scorte e una sempre minor disponibilità di prodotto. Le cause sono, come nel caso dei chip, di diversa natura. Per esempio, le conseguenze della pandemia del coronavirus ha alterato i flussi commerciali e l'intera catena di approvvigionamento, mentre la Cina, maggior consumatore al mondo di gomma naturale, ne ha fatto incetta nei mesi scorsi per approfittare dei prezzi bassi e sostenere le proprie produzioni nel pieno della ripresa dell'economia nazionale. Dunque, la disponibilità di forniture si è ridotta già nei mesi scorsi, ma nelle ultime settimane è emerso un ulteriore problema: un fungo, noto come Pestalotiopsis, ha colpito prima le piantagioni dello Sri Lanka, per poi diffondersi in altri Paesi asiatici che sono grandi produttori di gomma (le maggiori piantagioni si trovano infatti in aree dal clima caldo e umido all'interno della fascia tropicale). In tale quadro, un'altra criticità è rappresentata dalla frammentazione del mercato, con tanti piccoli produttori incapaci di adeguare la produzione all'andamento della domanda. Si è così esacerbata una situazione che sta spingendo i fornitori dei costruttori automobilistici ad accaparrarsi forniture per anticipare un possibile esaurimento delle disponibilità. Le conseguenze ultime sono un aumento dei prezzi per un materiale che, a livello globale, viene utilizzato quasi per la maggior parte proprio dal settore automotive. Il 26 febbraio scorso, le quotazioni dei future hanno raggiunto il massimo degli ultimi quattro anni, arrivando a 2.600 dollari la tonnellata, per poi calare gradualmente, pur in un clima di forte volatilità. Ma tra gli analisti c'è chi ritiene possibile un raddoppio dei prezzi nel giro di pochi anni.

Sale l'attenzione. Per ora, la carenza non è comunque paragonabile a quella dei semiconduttori, ma i grandi costruttori stanno monitorando la situazione e, al momento, non esprimono particolari timori. Tuttavia, le iniziative di alcuni fornitori fanno capire il livello di allerta: per la distribuzione della gomma necessaria per la produzione degli pneumatici, la Michelin sta utilizzando spedizioni aeree in modo da accelerare le consegne e aggirare diverse difficoltà logistiche determinate dalle conseguenze della pandemia (congestione dei porti, carenza di container, mancanza di navi, aumento dei noli, solo per citare i più importanti). Del resto, la gomma naturale ha proprietà tali da renderla un prodotto difficilmente sostituibile con materiali sintetici. Come se non bastasse, il settore si trova ad affrontare ulteriori carenze: sul mercato, per esempio, si stanno riscontrando difficoltà nell'approvvigionamento di schiuma per sedili, resine plastiche, materie prime quali il rame e perfino l'acciaio. Quest'ultimo è ormai da anni di particolare interesse per l'Italia alla luce della crisi dell'Ilva di Taranto, che ha ridotto la disponibilità di prodotti utilizzati dalla maggior parte delle industrie manifatturiere italiane. Il calo dei volumi pugliesi e, per alcuni aspetti, il peggioramento della qualità hanno spinto le aziende ad approvvigionarsi sempre di più all'estero, come nel caso del vicino impianto automobilistico di Melfi. 

Mancano altri materiali. La filiera automobilistica italiana ha già lanciato un primo allarme diverse settimane fa: l'associazione di rappresentanza Anfia ha avvertito delle difficolta di approvvigionamento non solo di semiconduttori, ma anche di elementi essenziali per diverse componenti dei veicoli e ha anche sottolineato il forte rincaro per acciaio (prodotti piani e laminati) e alcune materie prime plastiche (acrilonitrile-butadiene-stirene, poliammide e polipropilene). "Sia per l'acciaio, che per le materie prime plastiche, pur trovandoci di fronte ad un fenomeno che lo squilibrio tra domanda e offerta lasciava presagire gia a fine 2020, a preoccupare sono le proporzioni acquisite nelle ultime settimane, in cui la scarsa disponibilita dei materiali in questione sta facendo pericolosamente allungare le tempistiche di consegna, in alcuni casi addirittura triplicate, minacciando la capacita delle aziende di soddisfare la domanda finale dei clienti, con conseguenti ritardi, e rischiando di causare rilevanti perdite economiche, aveva spiegato a inizio febbraio l'associazione, ipotizzando che parte della colpa fosse da attribuire all'assorbimento delle disponibilita mondiali di materia prima da parte della Cina. In ogni caso, le crescenti difficoltà di approvvigionamento all'interno del settore automotive mettono in luce la necessità di rivedere l'attuale catena del valore: le conseguenze della pandemia hanno infatti messo a nudo le fragilità di una globalizzazione troppo spinta e, soprattutto, di quel modello produttivo del just-in-time ormai da decenni imperante nelle fabbriche automobilistiche. 

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Nissan GT-R Nismo - Piccoli ritocchi e una nuova serie speciale

4 Ruote - Apr 14,2021

La Nissan ha presentato una versione ulteriormente evoluta della GT-R Nismo, che sarà disponibile alla fine del 2021: la vettura è basata sulla generazione R35, sul mercato ormai dal 2007, e sarà sviluppata in due varianti distinte, quella "classica" e un'edizione a tiratura limitata. Entrambe potranno essere ordinate nell'esclusiva tinta Nismo Stealth Gray e adottano il nuovo logo Nissan, portato al debutto sulla Arija. La Special Edition è dotata anche del cofano con fibra di carbonio a vista (che porta un lieve risparmio di peso) e dei cerchi di lega forgiati da 20" Rays.

Parti bilanciate per il V6 della Special Edition. La meccanica non prevede modifiche sostanziali: il motore è il V6 biturbo da 3.8 litri nella variante da 600 CV con turbine derivate dalla GT-R GT3, mentre l'impianto frenante carboceramico Brembo adotta dischi anteriori da 410 mm e posteriori da 390 mm. Per la variante a tiratura limitata sono però previsti componenti bilanciati con tolleranze ridotte assemblati dai Takumi, gli specialisti che si occupano dei motori della GT-R.

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Hyundai Bayon - Al volante della cittadina mild hybrid - VIDEO

4 Ruote - Apr 14,2021

Carattere, stile, design, appeal, look quante definizioni per cercare di descrivere le sembianze di un'auto secondo i canoni dell'estetica, che in realtà trovano poche certezze quando si parla di quattro ruote. ben vero che ci sono delle famose icone della bellezza e della bruttezza (alla fine vi dirò la mia), ma nel caso della nuova Hyundai Bayon, siamo su un terreno di forte soggettività. Al lavoro di Luc Donckerwolke e del suo team di designer bisogna riconoscere la volontà di realizzare qualcosa di molto diverso dal solito in un segmento in forte competizione e dove bisogna per forza distinguersi, farsi riconoscere. Come potete vedere dal nostro video, ho portato la coreana in città e in autostrada: e, forse, sono riuscito a trovare anche le ragioni di questa forzata riconoscibilità.

Numeri in fila. 4,18 metri di lunghezza, spazio per quattro (più un eventuale bambino) e 400 litri di bagagli, 150 cm di altezza e un 1.0 turbobenzina mild hybrid a 48V che permette uno 0-100 km/h in 10,4 secondi e 185 km/h di velocità massima. In questa infilata di numeri c'è l'essenza di una sport utility compatta che prende le mosse dalla Kona (che è più avventurosa, infatti può avere anche le quattro ruote motrici, negate alla Bayon), ma più votata al commuting urbano. Più bassa (anche come posto di guida), impugnando il volante restituisce la sensazione di sedersi dento una i20 leggermente rialzata, ma molto più spaziosa, specie in altezza.

In anticipo sui tempi. La Bayon che abbiamo guidato, la 1.0 T-GDi mild hybrid da 120 CV, è in realtà un'anteprima che impiegherà ancora qualche mese per arrivare in concessionaria: da subito invece ci sarà il 1.0 turbobenzina da 100 CV, ultima evoluzione del tre cilindri serie K, e un 1.2 da 84 CV molto meno interessante perché non mild hybrid e disponibile solo con cambio manuale (è il più economico, infatti il prezzo annunciato è di 19.400 euro, sconti esclusi). La versione da 100 CV si potrà invece scegliere con o senza elettrificazione e anche col cambio automatico a sette marce Dct.

Più efficienza. Torniamo al nostro 120 CV, che è brillante e sale prontamente di giri, alzando anche un po' la voce quando ci si avvicina alla zona rossa del contagiri. Nella versione con cambio manuale tutti i rapporti sono ben raccordati, ma generalmente corti (quarta da 40 km/h a 1.000 giri/min), quindi non occorre ricorrere troppo spesso alla leva per riprendere velocità: in questo, viene in aiuto anche il mild hybrid a 48V che la Hyundai ha già messo in campo per altri modelli. Si tratta di un sistema di elettrificazione basato su una batteria litio-ioni da 0,44 kWh (posizionata al posto della ruota di scorta nel bagagliaio, che comunque ha una buona capacità) e uno starter-generatore appaiato al motore, capace di recuperare energia in frenata e in rilascio per poi restituirla nelle fasi di accelerazione. I consumi scendono: non così tanto come le full hybrid, ma a detta del costruttore si può risparmiare fino al 10-12%, arrivando a 16-17 km/litro in città (con una guida attenta) e a 13-14 nel misto. Il fatto di avere una tensione relativamente alta permette di tenere basse le correnti di recupero, con meno perdite per effetto Joule e in definitiva un rendimento maggiore di altri sistemi a 12V.

Anima cittadina. Gli interni e gli allestimenti su questo esemplare (il top di gamma per la Germania) sono molto completi sotto tutti i punti di vista: in particolare, sono compresi i sistemi di assistenza alla guida, l'infotainment firmato Bose e la strumentazione digitale. Come detto, la disposizione e il disegno della plancia prendono le mosse dalla i20, con qualche limite a livello di visibilità per via del montante sinistro massiccio e del lunotto inclinato (in parte ingombrato dal poggiatesta centrale). Si viaggia ben isolati dal fondo stradale e fra le mani lo sterzo non delude. Il cambio è preciso, la frizione ha una corsa lunga ma è leggera. Infine, le telecamere e i sensori di prossimità aiutano nel disimpegno cittadino, compensando la limitata definizione degli ingombri.

Listino in arrivo. In attesa di conoscere i prezzi per tutte le versioni, che serviranno per avere una visione un po' più completa della nuova Hyundai Bayon, lascio spazio ai vostri commenti, ricordando però che rompere con gli stili omologati proponendo forme nuove, magari molto criticate all'inizio, ha poi rivelato dei modelli di enorme successo. Vi do un solo indizio era una Nissan del 2010.

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Xpeng - Svelati i teaser della P5

4 Ruote - Apr 14,2021

La Xpeng ha svelato il teaser della P5, il nuovo modello di serie che svelerà al prossimo Salone di Shanghai. Il marchio cinese di auto elettriche, già noto per l'ammiraglia P7 e per la Suv G3, commercializzata anche in Norvegia, ha scelto la sua seconda berlina per introdurre la tecnologia dei sensori lidar nei modelli di grande diffusione della sua gamma.

Prima auto di serie con i lidar a bordo. La P5 sarà infatti la prima Xpeng dotata del pacchetto di Adas Xpilot 3.5, capace di sfruttare anche i lidar per migliorare ulteriormente le funzionalità di guida assistita. I sensori sono stati realizzati in collaborazione con la Livox, hanno una portata di 150 metri e un angolo di visione di 120 gradi. A giudicare dai teaser, la P5 avrà forme ispirate alle sorella maggiore P7, con un design basato su linee curve e grandi elementi a Led orizzontali, sia al frontale sia al posteriore. Sui powertrain, per il momento, da parte della Casa c'è il più stretto riserbo.

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Lynk & Co - L'offerta BtoB affidata ad ALD Automotive

4 Ruote - Apr 13,2021

Lynk & Co sceglie ALD Automotive per sviluppare la sua offerta BtoB in sette mercati europei, ovvero Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi bassi, Spagna e Svezia. Il partner preferenziale per l'offerta di noleggio di lungo termine corporate, come si legge in una nota del costruttore cinese del gruppo Geely, proporrà alle sue aziende-clienti un unico modello, la suv 01 in versione ibrida o ibrida plug-in (261 CV per una utonomia solo elettrica di 69 km e un consumo di 1,2 litri per 100 km, secondo dati Wltp), con durata dei contratti e chilometraggio flessibili e con i classici servizi del noleggio a lungo termine: immatricolazione, assistenza in caso di guasto, la manutenzione effettuata a domicilio dal servizio Lynk & Co e l'assicurazione (tranne che in Francia e Germania). Il contratto, gestito online, verrà seguito per tutta la sua durata dalla società di Nlt del gruppo Société Générale - dalla firma elettronica al controllo del credito -, in collaborazione con un team interno creato appositamente per il business corporate.

Piattaforma condivisa. L'approccio innovativo scelto dal brand cinese, ovvero di vendere le sue auto solo in abbonamento prevede anche l'accesso da parte dei driver a una piattaforma che consente la prenotazione e la condivisione del loro veicolo con amici, familiari o con comunità chiuse. Come possono essere quelle che utilizzano auto in pooling aziendale. "Ogni 01 viene fornita con le stesse caratteristiche standard, il che significa che possono essere utilizzate in modo intercambiabile tra i dipendenti" si legge nella nota. Mentre il mondo si adatta a nuovi modi di lavorare, è più importante che mai per le aziende dare la priorità alla sostenibilità, alla flessibilità e al benessere dei dipendenti. Siamo molto orgogliosi di aver sviluppato un'offerta B2B che aiuta le aziende a raggiungere questi obiettivi e a modernizzare la loro flotta afferma l'ad del Costruttore cinese Alain Visser. Siamo orgogliosi di collaborare con Lynk & Co per fornire soluzioni di mobilità per la nuova generazione connessa. Con il passaggio graduale dalla proprietà all'uso, abbracciamo pienamente l'approccio di Lynk & Co per fornire un grande valore alla mobilità ecosostenibile aggiunge il deputy ceo della società di Nlt francese John Saffrett

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Dieselgate - Germania, la Volkswagen dovrà risarcire anche i finanziamenti

4 Ruote - Apr 13,2021

La Volkswagen deve rimborsare i clienti che hanno contratto finanziamenti per acquisire veicoli equipaggiati con software per la manipolazione delle emissioni inquinanti: lo ha stabilito, in Germania, la Corte di giustizia federale, respingendo il ricorso presentato dalla Casa automobilistica contro una precedente sentenza, nell'ambito di uno dei tanti filoni giudiziari legati allo scandalo del dieselgate.

Il caso. In particolare, il tribunale di Karlsruhe, corte di ultima istanza nel sistema giudiziario tedesco, ha convalidato il parere di un giudice che ha imposto alla Volkswagen di rimborsare 3.300 euro e gli interessi sul prestito erogato dalla VW Bank a un cittadino tedesco che, nel 2013, aveva acquistato una Golf con il motore EA 189 finito al centro dello scandalo delle emissioni. Il veicolo è stato restituito alla concessionaria appena è scoppiato il dieselgate e il proprietario ha immediatamente chiesto un risarcimento danni. "Il cliente deve essere risarcito come se l'acquisto non fosse avvenuto", ha affermato il giudice Stephan Seiters. Dal canto suo, la Volkswagen, da sempre contraria a rimborsare gli interessi maturati, ritiene che la sentenza non sia applicabile a tutti i finanziamenti erogati per l'acquisto di una vettura.  

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Hyundai Staria - In Europa (per ora) sarà solo diesel

4 Ruote - Apr 13,2021

La Hyundai ha fornito tutte le informazioni sul conto della Staria, una mpv pensata per una nicchia di clienti alla ricerca di spazio e confort. La vettura, concepita con un design futuristco che poco ha a che vedere con gli altri modelli del marchio, offre alcune caratteristiche uniche nel suo genere e arriverà anche in Europa nella seconda metà del 2021 ma, per il momento, non sarà commercializzata in Italia.

Farà da base anche per ambulanze e camper. La Staria è il primo esempio del programma Purpose Built Vehicles (Pbv) che la Hyundai intende portare avanti per offrire ai clienti veicoli capaci di rispondere a esigenze molto specifiche. In futuro dalla Staria deriveranno allestimenti speciali come ambulanze, limousine e veicoli da campeggio, ma è in programma anche una variante elettrica. L'obiettivo del progetto era quello di disegnare un prodotto partendo dall'interno per massimizzare lo spazio e la luminosità. La Staria offre da due a undici posti a fronte di un passo di 3,27 metri e di una lunghezza totale di 5.253 mm, di un'altezza di 1.990 mm e di una larghezza di 1.997 mm.

In Europa con il 2.2 diesel da 177 CV. La Hyundai ha previsto per la Staria delle motorizzazioni già utilizzate su altri modelli: in Europa la mpv sarà disponibile unicamente con il diesel 2.2 Vgt, mentre in altri mercati la si potrà avere con il V6 benzina 3.5 G6DIII aspirato. Il primo offre la scelta tra cambio manuale o automatico ed eroga 177 CV e 440 Nm, mentre il secondo, da 272 CV e 338 Nm, è disponibile esclusivamente con l'automatico otto marce. Di serie sono presenti sospensioni posteriori multi-link e a richiesta sono previste anche varianti a trazione integrale. Molto completa anche la dotazione di Adas, tra cui spiccano anche il Safe Exit Assist e il Rear Occupant Alert pensati espressamente per questa tipologia di veicolo. Al debutto assoluto troviamo invece il sistema Wireless Module Seat Belt Reminder, che permette di mantenere l'avviso di cintura non allacciata pur offrendo la possibilità di spostare a piacimento i sedili. Alle famiglie è dedicata anche una funzione specifica dell'infotainment che permette di visualizzare i sedili posteriori dallo schermo centrale anteriore grazie a una telecamera dedicata e di parlare senza dover alzare la voce attraverso l'impianto audio.

La versione Premium. In alternativa alla variante standard, la Hyundai ha previsto anche l'allestimento Premium che si caratterizza per le finiture esterne cromate, i fari posteriori Pixel Led e i cerchi di lega dedicati. L'abitacolo è proposto nelle versioni a sette e nove posti: il primo adotta nella seconda fila due poltrone Premium Relaxation con supporto per le gambe e regolazioni elettriche, mentre il secondo prevede quattro sedili centrali con quelli della seconda fila girevoli per creare un vero e proprio ufficio viaggiante. Gli interni sono impreziositi anche dall'illuminazione Led con 64 colori selezionabili, dall'impianto audio Bose e da tinte specifiche dei rivestimenti di pelle.

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Stati Uniti - La Casa Bianca stanzia 50 miliardi di dollari per risolvere la crisi dei chip

4 Ruote - Apr 13,2021

Negli Usa il governo ha in programma di spendere 50 miliardi di dollari per sostenere il settore dei semiconduttori e risolvere le criticità che hanno determinato l'attuale "crisi dei chip" e le relative ripercussioni su numerosi comparti industriali, a partire dall'automotive. Il 12 aprile, nel corso di un incontro con i rappresentanti di diverse aziende e multinazionali, il presidente Joe Biden ha promesso innanzitutto un sostegno bipartisan a una legislazione che favorisca le attività produttive e di ricerca e sviluppo all'interno del territorio statunitense. Un primo risultato è stato già raggiunto: l'iniziativa ha infatti spinto la Intel, la maggior aziende al mondo di semiconduttori, ad annunciare un ambizioso piano per risolvere la carenza di questi componenti destinati al settore automobilistico. 

L'incontro. L'incontro, organizzato in modalità virtuale nel pieno di una crisi che sta determinando frequenti stop alla produzione automobilistica non solo statunitense, ha visto la partecipazione dei massimi rappresentanti di 19 grandi aziende, tra cui Mary Barra della General Motors, Jim Farley della Ford e Carlos Tavares del gruppo Stellantis. Erano presenti anche il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan, il direttore del Consiglio economico nazionale, Brian Deese, e il segretario al commercio, Gina Raimondo, nonché dirigenti della Samsung, della AT&T, della Alphabet (la holding proprietaria di Google), della Dell, della Northrop Grumman e di società fortemente legate alla produzione di semiconduttori per conto terzi e oggi nel mirino della critica per la difficoltà nel soddisfare la crescente domanda proveniente dal settore automobilistico, la GlobalFoundries e la Taiwan Semiconductor Manufacturing Company. 

Chip for America. "Oggi ho ricevuto una lettera da 23 senatori e 42 membri della Camera, sia repubblicani che democratici, a sostegno del programma 'Chip for America', ha esordito Biden, ribadendo come alla Casa Bianca il problema della carenza di semiconduttori sia considerato una "priorità assoluta e immediata. Lo dimostra l'inclusione della crisi dei chip tra i temi principali da affrontare nel quadro del piano di rilancio da oltre 2 mila miliardi di dollari presentato pochi giorni fa: proprio in questo piano sono stati inclusi i 50 miliardi di dollari promessi per rivitalizzare il settore dei semiconduttori negli Stati Uniti. Nel corso dell'incontro, che ha visto tutte le parti discutere dell'impatto della crisi e dei migliori approcci di beve e lungo termine per trovare una soluzione, i rappresentati del settore hanno messo in luce l'importanza di migliorare la trasparenza nella catena delle forniture e di incoraggiare un aumento della capacità di produzione negli Stati Uniti per evitare problemi analoghi in futuro e per ridurre la dipendenza da altri Paesi, soprattutto quelli asiatici, dove si concentra gran parte della produzione. "Dico da tempo, ormai, che la Cina e il resto del mondo non stanno aspettando e non c'è motivo per cui gli americani debbano aspettare. Stiamo investendo molto in settori come i semiconduttori e le batterie; questo è quello che stanno facendo altri e anche noi lo dobbiamo fare, ha spiegato Biden. Non solo: la crisi dei chip minaccia altresì la sicurezza nazionale, visto il loro pervasivo utilizzo nel campo delle telecomunicazioni e delle nuove tecnologie. Anche per questo motivo, nei prossimi giorni, la commissione per il Commercio del Senato terrà un primo incontro su una misura bipartisan per rafforzare la ricerca e affrontare soprattutto la concorrenza cinese. 

Le tendenze del settore. Del resto, gli Stati Uniti si trovano in una situazione estremamente particolare: hanno creato il settore dei semiconduttori dal secondo dopoguerra in poi, grazie soprattutto a programmi di sviluppo finanziati dalle agenzie pubbliche, ma ora hanno perso la leadership produttiva, pur mantenendo quella nella ricerca e nella progettazione. Nel 1990, secondo i dati della Semiconductor Industry Association, il settore statunitense era responsabile del 37% della produzione globale, mentre oggi tale quota è scesa al 12%, a dimostrazione del terreno perso nei confronti altri Paesi, come Giappone, Corea del Sud, Taiwan e Cina. Le aziende asiatiche hanno, tra l'altro, approfittato della tendenza all'outsourcing creata dagli stessi statunitensi, che hanno col tempo affidato a terzi la responsabilità di fasi a basso valore aggiunto, come l'assemblaggio dei wafer di silicio, per mantenere internamente attività di ricerca o comunque ad alta marginalità. In tale quadro va letta l'attuale crisi dei chip, determinata da diversi fattori, a partire dall'estremizzazione del concetto del just-in-time. La pandemia del coronavirus ha spinto i grandi produttori di semiconduttori a privilegiare la domanda proveniente da settori meno influenzati dalle misure di lockdown, come l'elettronica di consumo e l'informatica. Purtroppo il settore si è trovato del tutto impreparato a soddisfare l'imprevisto rimbalzo della domanda automobilistica e, soprattutto, ad affrontare i crescenti problemi logistici degli ultimi mesi. In sostanza, l'eccessiva lunghezza della catena del valore e la relativa concentrazione della produzione in Asia, unite alle ripercussioni della pandemia, sono alla base dell'attuale carenza di semiconduttori. Ecco perché molti ritengono sia necessario un ripensamento delle catene del valore di buona parte dei settori industriali, e quindi valutare un accorciamento delle filiere per riportare le attività manifatturiere ad avvicinarsi ai mercati di sbocco. Si tratta, però, di un trend destinato a manifestare i suoi effetti solo nel medio-lungo termine: nel breve tutto dipenderà dalla capacità delle aziende di aumentare la produzione e, quindi, di ridurre un divario tra domanda e offerta che, a detta della Nvidia, maggior produttore al mondo di chip grafici, è destinato a durare per la maggior parte del 2021. Di sicuro fino all'autunno: lo dimostra la decisione della Renault, che ha avviato trattative con i sindacati per estendere fino a settembre il periodo di sospensioni parziali delle attività produttive in tre dei quattro impianti in Spagna (tra aprile e settembre i cancelli rimarranno chiusi per uno o tre giorni ogni settimana) e il relativo ricorso alla cassa integrazione per circa 9 mila lavoratori.

L'iniziativa della Intel.  in tale contesto che va letta un'iniziativa della Intel: la multinazionale, secondo quanto rivelato alla Reuters dal suo amministratore delegato, Pat Gelsinger, ha intenzione di mettere a disposizione di altre aziende una parte della sua capacità produttiva per risolvere le attuali carenze di forniture già nel breve termine. L'azienda californiana, una delle ultime nel settore a progettare e produrre i suoi chip, ha già in corso delle trattative con realtà specializzate nella progettazione di semiconduttori per l'automotive al fine di avviare, entro sei o al massimo nove mesi, la produzione in alcuni impianti tra Oregon, Arizona, New Mexico, Israele o Irlanda. La soluzione di aprire gli stabilimenti a terze parti potrebbe essere decisamente più rapida rispetto, per esempio, alla costruzione di nuove fabbriche, che richiedono dai tre ai quattro anni di lavoro e, pertanto, potrebbe risolvere, almeno in parte, le attuali criticità affrontate dal settore automobilistico. Per il futuro, visto l'aumento della domanda delle Case automobilistiche e il crescente utilizzo di microprocessori legato all'elettrificazione e alla digitalizzazione, serviranno comunque nuovi impianti e la Intel intende realizzarne tra gli Stati Uniti e l'Europa, con il chiaro obiettivo di contrastare l'attuale predominio asiatico. 

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Skoda Kodiaq - Tolti i veli al restyling

4 Ruote - Apr 13,2021

La Skoda Kodiaq debutta in versione restyling. La Suv sarà effettivamente disponibile nelle concessionarie a partire dal mese di luglio e i dettagli per il mercato italiano non sono ancora noti. Le novità riguardano lo stile e gli accessori, ma è importante anche l'introduzione dei motori a benzina aggiornati, incluso il 2.0 TSI da 245 CV che sostituisce il diesel biturbo sulla sportiva RS.

Paraurti ridisegnati e Matrix Led al debutto. Gli aggiornamenti della Kodiaq seguono una logica evolutiva e mantengono intatte le caratteristiche principali del veicolo. Sul fronte del design, oltre ai nuovi loghi e badge, la Suv è subito riconoscibile per i paraurti ridisegnati e per la mascherina rivisitata, mentre alcuni allestimenti sfoggiano anche delle finiture di metallo nelle sezioni inferiori. Tutti le Kodiaq adottano i fari a Led dal design modificato, ma per la prima volta vengono proposti in opzione anche i gruppi ottici anteriori Matrix Led. Altri aggiornamenti riguardano i cerchi di lega, disponibili ora fino con diametro fino a 20" e in specifiche versioni ottimizzate per una minore resistenza aerodinamica, e la finitura nera lucida dello spoiler posteriore. 

Infotainment Mib3 e sedili climatizzati. Nell'abitacolo la Skoda ha inserito una serie di luci Led aggiuntive e volanti a due e tre razze di nuovo disegno. Sono ora disponibili ulteriori opzioni per le finiture, come la pelle traforata in abbinamento ai sedili anteriori elettrici con ventilazione e massaggio e la variante vegana Eco realizzata in materiali riciclati. previsto anche un aggiornamento per l'impianto audio opzionale Canton, ora dotato di dieci diffusori per 575 Watt totali, inoltre il Virtual Cockpit da 10,25 pollici propone ora quattro diverse grafiche personalizzabili e schermate specifiche per le Sportline e RS. L'infotainment, disponibile nelle tre varianti Bolero, Amundsen e Columbus con schermo da 8" o 9,2", è basato sulla piattaforma Mib3 con eSim integrata e offre quindi una serie di funzionalità connesse ampliate e l'assistente virtuale Laura. Anche gli Adas sono stati migliorati con l'introduzione del Crew Protect Assist con sensori addizionali. 

Cinque motori. La gamma dei propulsori è stata aggiornata sfruttando le unità Evo Euro 6d del gruppo Volkswagen. Sono quindi disponibili i 2.0 TDI da 150 e 200 CV e i benzina 1.5 TSI 150 CV e 2.0 TSI 190 CV, ai quali si aggiunge per la sola versione RS il 2.0 TSI 245 CV benzina che sostituisce il precedenti BiTDI da 240 CV. Il 1.5 TSI è l'unico ad adottare il cambio manuale (con Dsg opzionale) mentre le altre versioni offrono di serie l'automatico doppia frizione: la trazione integrale è proposta solo per le 2.0 TDI da 200 CV e 2.0 TSI da 190 e 245 CV.

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Hyundai - Il restomod della Pony inaugura il Motorstudio di Busan

4 Ruote - Apr 13,2021

La Hyundai rende omaggio alle proprie origini realizzando un prototipo basato sulla prima serie della Pony. Dopo aver presentato la Concept 45, che ha poi dato vita alla Ioniq 5 rielaborando proprio lo stile di Giugiaro degli anni 70, è ora la volta di un restomod in piena regola.

Restomod a Led. Partendo dalla base di una Pony tre porte prima serie del 1975, convertita con un non ben precisato powertrain elettrico, i designer hanno aggiunto una serie di modifiche ispirate al contesto attuale. I paraurti cromati sono stati maggiormente integrati nella carrozzeria e verniciati in tinta; poi sono stati eliminati catarifrangenti e modanature, i gruppi ottici totalmente rivisti. I fari anteriori mantengono l'impostazione a quattro elementi circolari, ora con tecnologia a Led estesa anche alle frecce (separate), mentre quelli posteriori riprendono il concetto "Pixel Led" che proprio sulla Ioniq 5 ha debuttato nella produzione di serie. I cerchi di lega, infine, sostituiscono quelli originali di lamiera e mantengono un design molto chiuso, che ricorda quello della Pony seconda serie del 1982. Ultimo tocco di modernità: microcamere sono integrate nel guscio di piccoli retrovisori di forma classica, posizionati sui parafanghi anteriori.

L'abitacolo è anni 70. Gli interni sono altrettanto particolari, perché rendono ancora più evidente la commistione tra passato e futuro. Elementi come le bocchette di areazione circolari, il volante a tre razze e i cristalli a comando manuale sono stati rivisti senza stravolgerne le forme, mentre la strumentazione e la console centrale cambiano la pelle. Al posto della leva del cambio c'è un portabicchieri, mentre gli elementi analogici hanno lasciato il posto a curiosi bulbi a catodo freddo in perfetto stile anni 70. 

Il nuovo Motorstudio di Busan. La vettura è stata realizzata in esemplare unico ed esposta in occasione dell'inaugurazione del nuovo Hyundai Motorstudio di Busan. Si tratta della sesta struttura aperta al pubblico di questa tipologia dopo quelle già aperte a Seoul, Goyang, Hanam, Pechino e Mosca. La concept fa parte della mostra denominata "Reflections in Motion", che mette in correlazione il design con il tempo, spaziando dalle vetture al design astratto fino alla visione futura della mobilità, avvalendosi della collaborazione di alcuni artisti contemporanei.

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Peugeot 508 Pse - Al volante della station wagon

4 Ruote - Apr 12,2021

consistente il palmarès sportivo della Peugeot, con trionfi che vanno dal mondo del rally a quello delle gare endurance, passando per la Parigi-Dakar, le sport prototipo e i record alla Pikes Peak. Un patrimonio da cui il costruttore transalpino vuole tornare ad attingere, creando una nuova generazione di prodotti ad alte prestazioni, che uniscono le ragioni della bella guida a quelle dell'ecologia. Il primo risultato di questo binomio di istanze è la 508 Peugeot Sport Engineered, l'ibrida plug-in proposta nelle varianti berlina e station wagon con prezzi da 69.450 e 70.650 euro rispettivamente.

Sportività green. "Quest'auto rappresenta un nuovo modo di concepire la sportività in tempo di elettrificazione e farà da apripista ad altri modelli di medesima caratura tecnica", fa sapere la Peugeot. E la nuova 308 sembra essere la prima candidata a ricevere il trattamento Pse. Di fatto, questo nuovo sub brand manda in pensione la storica sigla GTI, legata tradizionalmente al motorismo termico: un avvicendamento iniziato già qualche anno fa con l'arrivo delle vetture by Peugeot Sport. Ecco, quindi, che Pse si configura come l'apice della produzione Peugeot, un marchio che, all'interno della galassia Stellantis, se la gioca nel segmento mainstream di alto livello.

Si lascia guardare. La nuova 508 Peugeot Sport Engineered è un'auto che ha una certa personalità. Lo testimoniano particolari come la griglia frontale dark chrome, gli sgargianti convogliatori d'aria frontali e i flap aerodinamici posti nella porzione inferiore del corpo vettura. Dettagli che fanno buona compagnia all'estrattore posteriore, che incorpora i due tubi di scarico, e ai cerchi di lega neri da 20. La grinta trova sponda all'interno, dove spiccano gli avvolgenti sedili foderati di pelle e Alcantara: belli, comodi e certificati Agr. Generosa la dotazione di serie: solo il parabrezza riscaldato, il tetto panoramico e la tinta esterna bianca o nera sono a pagamento (di serie c'è l'intrigante Grigio Selenium).

Telaio rivoluzionato. I benefici della cura Pse non sono solo estetici: i tecnici francesi, infatti, hanno rivisto da cima a fondo l'impostazione del telaio. L'auto poggia su molle più rigide rispetto a quelle delle altre 508 ed è più bassa di un centimetro davanti e di un millimetro dietro, dove c'è un'architettura multilink. Il gruppo sospensivo beneficia pure di nuove barre antirollio con diametro di 22 mm, mentre a schiacciare visivamente l'auto a terra contribuiscono le carreggiate allargate: quella anteriore è cresciuta di 24 mm, quella posteriore di 12. Ricalibrato lo sterzo e potenziata la frenata, che sfrutta un impianto Alcon con dischi anteriori da 380 mm e pinze a quattro pompanti.

Gioca a fare la granturismo. A Pratica di Mare, ho guidato la 508 Peugeot Sport Engineered station wagon. L'auto è brillante e l'accoppiata fra il motore termico, un 1.6 turbobenzina, e il propulsore elettrico, posizionato al retrotreno, produce numeri di tutto rispetto: la potenza massima è di 360 CV, mentre la coppia tocca quota 520 Nm. La vettura, inoltre, può contare su una trazione integrale shaft-free e il tutto è orchestrato dal cambio automatico a otto marce. Ne risultano capacità di accelerazione e ripresa degne di nota: lo 0-100 km/h viene coperto in 5,2 secondi, mentre l'80-120 richiede tre secondi netti. Ma ciò che convince di più è certamente il telaio: il peso c'è (siamo quasi in zona 1.900 kg), ma la distribuzione delle masse è stata fatta a dovere, posizionando la batteria da 11,8 kWh subito davanti al retrotreno.

Agile e ferma. Fra le curve, la 508 Pse è molto rapida nei cambi di direzione ma, al contempo, molto stabile: ne derivano una buona tenuta di strada e un piacevole senso di sicurezza. L'agilità è esaltata pure dallo sterzo, reattivo anche se non molto comunicativo. E se compostezza e capacità di trazione non prestano il fianco a critiche, lo stesso non si può dire del cambio automatico, un po' sornione quando si usano i paddle al volante. Di livello la potenza frenante, anche se il bite iniziale potrebbe essere più incisivo: in compenso, la modulabilità è discreta. Il rovescio della medaglia dell'assetto sportivo unito ai cerchi da 20" - gommati con pneumatici Michelin Pilot Sport 4 - è qualche scossone di troppo su buche e asperità: la modalità Comfort dell'assetto a controllo elettronico può mitigare solo in parte gli effetti di una strada dissestata, ma si tratta di un pegno che si paga consapevolmente. Ottima, infine, è l'insonorizzazione dell'abitacolo, in grado di garantire un confort acustico di alto livello.

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Emissioni - Francia, stop alla vendita di auto oltre i 123 g/km dal 2030: primo sì in parlamento

4 Ruote - Apr 12,2021

La Francia si appresta a varare regolamenti sempre più stringenti sulla vendita di veicoli endotermici. L'Assemblea nazionale, il ramo del parlamento transalpino analogo alla nostra Camera dei deputati, su proposta del governo ha adottato un articolo della Legge sul Clima che introduce un bando alla vendita di autovetture nuove con emissioni di anidride carbonica superiori ai 123 g/km nel ciclo Wltp (95 g/km secondo il Nedc). Lo stop verrà imposto a partire dall'1 gennaio 2030.

Testo quasi definitivo. Il testo non è ancora definitivo, ma, secondo la prassi, è improbabile che una disposizione già votata e approvata in prima lettura subisca delle modifiche nelle fasi successive dell'iter parlamentare. Il bando riguarda autovetture per trasporto privato (per i veicoli commerciali e industriali è stato approvato un emendamento che stabilisce il bando dei combustibili fossili entro il 2040) e prevede alcune eccezioni: sono esclusi i veicoli per usi specifici, come per esempio i fuoristrada utilizzati per lavoro o in zone di montagna. In ogni caso, le deroghe non potranno superare il 5% delle vendite annuali di auto nuove.

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Ford - Avvistati i prototipi della Suv su base Meb

4 Ruote - Apr 12,2021

L'accordo di collaborazione tra il gruppo Volkswagen e la Ford porterà alla nascita di modelli elettrici dell'Ovale Blu realizzati sulla piattaforma Meb del costruttore tedesco: quelle che vi proponiamo, scattate in un deposito, sono le prime foto spia del prototipo di una Suv a emissioni zero della Casa americana, ancora camuffato e coperto da un telo.

Suv media. Quando la vettura farà il suo debutto sulle linee di produzione europee, probabilmente nel 2023, la Ford proporrà un modello il cui posizionamento potrebbe essere analogo a quello della "cugina" Volkswagen ID.4, rispetto alla quale il modello a stelle e strisce si distinguerà nel design con un'dentità precisa. Le immagini consentono di osservare solo qualche dettaglio, come i cerchi di lega aerodinamici e la sezione inferiore dei paraurti: troppo poco per permetterci di fare considerazioni sullo stile. L'impressione, comunque, è di avere di fronte un veicolo dalle forme più spigolose rispetto alla ID.4, che nella parte alta del frontale potrebbe prevedere una sorta di mascherina a sviluppo orizzontale, che in queste immagini si intravede tra le pieghe del telo. Il colore grezzo della carrozzeria suggerisce che possa trattarsi solo di un modello di stile in scala 1:1, quindi privo di tutti i dettagli e i componenti delle vetture marcianti. 

Ampia scelta per le batterie. Trattandosi di un modello realizzato sulla piattaforma Meb, la Ford potrebbe ereditare l'intero powertrain dalla Volkswgen, senza apportare modifiche. Ciò significherebbe poter contare su varianti a due e quattro ruote motrici e su almeno due tagli delle batterie: da 52 e 77 Kw nel caso della ID.4, oppure 62 ed 82 kW se si prende come riferimento la Skoda Enyaq iV. 

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Yamaha - In arrivo un powertrain elettrico da 476 CV

4 Ruote - Apr 12,2021

La Yamaha presenta un nuovo powertrain modulare per auto elettriche: appositamente ideato per vetture sportive, può arrivare a erogare fino a 476 CV. Si tratta di un'evoluzione del progetto avviato a inizio anno, quando fu ufficializzato per la prima volta un nuovo sistema propulsivo con motore a magneti permanenti in grado di erogare potenze comprese tra 47 e 272 CV.  

Ordinazioni aperte. In attesa di presentare nel dettaglio il powertrain all'Esposizione d'ingegneria automobilistica di Yokohama, in programma dal 26 al 28 maggio, la Casa giapponese ha fatto sapere di essere già disposta a raccogliere eventuali ordini. Al momento le informazioni inerenti al motore elettrico da 476 CV, raffreddato ad olio, sono ridotte all'osso: la sua principale peculiarità riguarda la costruzione compatta, che integra la trasmissione e l'inverter in un'unica unità. L'intero lavoro è incentrato esclusivamente sul propulsore, ma la Yamaha è pronta a realizzare anche tutti gli accessori necessari per adattare il powertrain alle singole tipologie di veicolo, creando un prodotto su misura pronto per essere installato.

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Flotte elettriche - ABB e Amazon AWS si alleano per una soluzione in cloud

4 Ruote - Apr 12,2021

Una soluzione digitale basata sul cloud per la gestione in tempo reale della flotta di veicoli elettrici grazie alla collaborazione tra ABB e Amazon Web Services (AWS). Una partnership che cerca di sfruttare l'esperienza di ABB nella gestione dell'energia, nella tecnologia di ricarica e nelle soluzioni di e-mobility con quella del colosso tecnologica di Seattle, in una piattaforma che integra i dati delle flotte aziendali con le informazioni sui punti di ricarica elettrica. L'implementazione della soluzione, prevista per la seconda metà del 2021, darà l'ennesima spinta all'uso efficiente dei veicoli aziendali elettrificati. "Questa nuova soluzione rivoluzionerà il mondo della mobilità elettrica, integrando hardware e software EV in un unico ecosistema per fornire un'esperienza utente senza soluzione di continuità. Siamo fiduciosi che lavorando insieme possiamo spingere l'uso dei veicoli elettrici delle flotte dando agli operatori la fiducia per fare il passaggio commenta Il Presidente della divisione eMobility di ABB Frank Muehlon.

Berlino. ABB ha scelto Berlino per lanciare una start up per lo sviluppo di tecnologie per la gestione delle flotte per operatori a Case costruttrici, realtà che lavora anche con AWS, con un focus particolare sulle infrastrutture di ricarica. La piattaforma sviluppata con AWS si basa sull'intelligenza artificiale e sui big data e includerà una serie di funzioni che partono dalla pianificazione della carica al monitoraggio in tempo reale dalla manutenzione predittiva all'ottimizzazione del percorso in base all'ora del giorno, al tempo e ai modelli di utilizzo.  "Mentre le industrie vanno avanti con l'elettrificazione delle loro flotte di veicoli, i clienti hanno bisogno di servizi affidabili e intuitivi che li aiutino ad adattarsi al nuovo modello operativo e a ottimizzare il modo in cui utilizzano le loro flotte. Questa collaborazione tra AWS e ABB combinerà le profonde competenze delle nostre aziende nel settore auto, nella logistica e nell'elettrificazione per offrire una soluzione di gestione intelligente delle flotte elettriche. Il tutto in cloud", afferma Jon Allen, direttore dei servizi btob automotive di AWS.

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Enjoy - Ecco come funziona il purificatore automatico

4 Ruote - Apr 12,2021

Da poco meno di un mese gli utenti di Enjoy, l'operatore di car sharing operativo a Milano, Torino, Firenze, Bologna e Roma, possono contare su una protezione in più: ogni vettura, a fine noleggio, attiva in automatico un sistema di purificazione dell'aria presente nell'abitacolo, abbattendo la carica batterica. Si tratta di un'arma in più per offrire alla clientela vetture sicure da usare. Per capire come funziona, abbiamo portato presso la sede di Quattroruote una delle nuove Fiat 500 Hybrid che stanno entrando in flotta e l'abbiamo studiata con attenzione.

Parte da remoto. L'apparecchio, prodotto dalla Octo Telematics, è installato a bordo delle vetture sotto la plancia, in posizione protetta. Tecnicamente è un depuratore che sfrutta l'azione combinata dei raggi Uv e di un catalizzatore per ripulire il flusso d'aria generato da una ventola interna. Secondo il costruttore, è in grado di produrre 25 milioni di ioni per cm3 al secondo, sufficienti per ridurre la carica batterica all'interno dell'abitacolo e contrastare allergeni e cattivi odori. Quindi, ogni volta che un cliente termina un noleggio, il dispositivo si mette in funzione (comandato da remoto) e con un ciclo che dura mezz'ora tratta in modo efficace l'ambiente a bordo. Il successivo utente che dovesse prenotare la vettura viene avvisato tramite l'app se è in corso il ciclo di depurazione. Al momento in cui scriviamo, il sistema è già stato installato su circa 2.100 delle 2.700 vetture della flotta Enjoy e si arriverà al completamento in tempi molto brevi. In ogni modo, alcuni adesivi verdi, presente su varie parti dell'auto, avvisano il conducente della presenza di questo dispositivo. Funziona? Sia chiaro, il purificatore non è il solo contrasto al pericolo di contagio, ma è un sistema che si va ad affiancare alle operazioni di pulizia e sanificazione che Enjoy sta già facendo con maggiore frequenza da quando è scoppiata la pandemia: quattro o cinque lavaggi profondi di esterni e interni al mese e una sanificazione delle superfici di contatto periodiche nel corso del servizio quotidiano.

Reazione al covid. L'occasione di vedere all'opera il purificatore è stata propizia anche per scambiare due chiacchiere informali con Fabio Rufini, responsabile attuazione servizi rete e smart mobility di Enjoy. Lo scorso anno, ci racconta Rufini, "abbiamo avuto un calo dei noleggi di oltre il 70% durante il primo lockdown, abbiamo poi registrato una ripresa in settembre e ottobre rispetto ai mesi precedenti con un +70% rispetto alla media del periodo marzo-agosto, fino al nuovo calo dovuto alle nuove restrizioni di fine 2020 e inizio 2021 quantificabile intorno al -45%. A questa flessione ha contribuito anche lo stop alla circolazione serale delle nostre macchine: la chiusura dei locali, infatti, ha spazzato via tutta la clientela che si spostava di sera o nei fine settimana per frequentare cinema o ristoranti. In ogni modo, vediamo il bicchiere mezzo pieno: il riscontro che ne abbiamo ricavato è che l'utenza sia soddisfatta del lavoro che facciamo nella cura delle vetture e le ritenga sicure, dei mezzi cioè da utilizzare con tranquillità. Infatti, ogni volta che c'è maggiore libertà di circolazione, le nostre prenotazioni riprendono a salire. Consci di questo, stiamo quindi continuando a investire sulla sicurezza della nostra flotta e a sviluppare nuovi servizi e offerte per il pubblico.

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Telematica - Visirun diventa Verizon Connect

4 Ruote - Apr 12,2021

Sei anni di preparazione - l'italianissima Visirun fu infatti acquisita da Fleetmatics nel 2015, poi a sua volta entrata nel colosso Verizon un anno dopo - per arrivare oggi al rebranding che fa diventare Visirun appunto Verizon Connect: ci allineiamo così al resto degli altri paesi dove siamo presenti (15, con ben 3.000 dipendenti, ndr) e nel contempo lanciamo anche il nuovo prodotto, che porterà ancora più qualità ai nostri clienti. E di conseguenza anche ai loro clienti e fornitori spiega a noi di Fleet&Business il Country marketing manager di Verizon Connect Italia Alberto Di Mase che, sottolinea, la centralità del nostro paese per le strategie del colosso nordamericano: ricordo che, oltre alla sede di Ferrara, abbiamo un centro a Firenze che rappresenta l'hub di ricerca e sviluppo di data products del gruppo.

L'offerta telematica. Dal 2018 l'offerta telematica del gruppo è rappresentata da Verizon Connect e include alcuni brand precedentemente attivi sul mercato, quali Verizon Telematics, Fleetmatics e Telogis, per flotte sia pesanti sia leggere, ma anche per asset mobili, quali generatori, macchine per il movimento terra e naturalmente container che, spesso, si trovano in paesi lontanissimi da chi li gestisce e stanno fermi anche per lungo tempo nei piazzali. E che necessitano quindi di un monitoraggio continuo precisa Di Mase. "Vogliamo offrire agli utenti italiani l'innovazione, la fiducia e l'affidabilità che contraddistinguono Verizon Connect dice Andrés Irlando, SVP e Presidente del Public Sector presso Verizon e Presidente di Verizon Connect, "l'integrazione di Visirun in Verizon Connect permetterà di portare sul mercato soluzioni e prodotti innovativi, offrendo ai nostri clienti italiani le più recenti innovazioni tecnologiche per aiutarli a far crescere il loro business. Inoltre, il team locale rimarrà lo stesso e continuerà a fornire le migliori soluzioni ai nostri clienti" chiosa Derek Bryan, Managing Director di Verizon Connect Europe. 

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Toyota - Spuntano i teaser di una Suv

4 Ruote - Apr 12,2021

Il 19 aprile la Toyota presenterà un inedito modello elettrico del quale, per il momento, sono stati diffusi solo alcuni teaser. Le immagini mostrano parte del frontale della vettura, che potrebbe essere svelata ancora allo stadio di concept. Questa piccola anticipazione, comunque, basta a far capire che questo modello prenderà le distanze da tutti gli altri presenti nella gamma del costruttore giapponese, proponendo uno stile e una impostazione unica nel suo genere.

Segni particolari. Sul muso dell'auto le luci diurne a Led sono estremamente sottili e i gruppi ottici principali si trovano nella parte inferiore, mentre il logo Toyota posizionato sul cofano, con bordatura blu, è quasi orizzontale. Le immagini non chiariscono invece quale sia la forma della mascherina, che potrebbe essere chiusa, trattandosi di un modello privo di motore endotermico. 

A ruote alte. Questo nuovo modello dovrebbe avere le proporzioni di una Suv, presumibilmente basata sulla piattaforma elettrica e-Tnga che la Toyota ha sviluppato in collaborazione con la Subaru, la quale dovrebbe poi dovrebbe presentare una sua interpretazione della vettura. Nel breve comunicato che annunca il reveal, la Toyota ha speso la denominazione Beyond Zero, che da tempo identifica il percorso di ricerca sulle tecnologie fuell cell intrapreso dalla Casa giapponese, che ha portato al lancio della seconda generazione della Mirai.  dunque probabile che anche la nuova Suv adotti la medesima tecnologia. 

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