Benzina e diesel quasi allo stesso prezzo: possibili ribassi nel weekend
Prosegue il progressivo avvicinamento tra i prezzi della benzina e del gasolio, con la prima in rialzo e al massimo dal 10 ottobre 2023 e il secondo in calo sui livelli di quasi due mesi fa. quanto scrive Staffetta Quotidiana nella sua consueta rilevazione giornaliera, sottolineando inoltre che il calo delle quotazioni dei prodotti raffinati lascia aperta la strada a possibili ribassi nel fine settimana. Prezzi carburanti oggi 15 maggioIn particolare, questa mattina 15 maggio la verde self service sulla rete stradale quota 1,939 euro/litro (+3 millesimi rispetto a ieri), il gasolio 1,983 euro/litro (-5), il GPL 0,809 euro/litro (-1) e il metano a 1,565 euro/kg (invariato).In autostrada, la benzina al fai-da-te è a 2,017 euro/litro (+6), il diesel a 2,068 euro/litro (+1), il GPL a 0,916 euro/litro (-1) e il metano a 1,591 euro/kg (-5).La testata specializzata segnala anche la decisione di Eni e IP di ridurre di un centesimo al litro i prezzi consigliati del gasolio. Modalità di vendita e prezzi mediQuanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio Mimit, le medie dei prezzi praticati sulla rete stradale e autostradale vedono la benzina self service a 1,938 euro/litro (compagnie 1,942, pompe bianche 1,929) e il diesel a 1,990 euro/litro (compagnie 1,992, pompe bianche 1,985).Al servito, verde a 2,072 euro/litro (compagnie 2,113, pompe bianche 1,996), gasolio a 2,129 euro/litro (compagnie 2,169, pompe bianche 2,053), GPL a 0,817 euro/litro (compagnie 0,829, pompe bianche 0,805), metano a 1,566 euro/kg (compagnie 1,566, pompe bianche 1,566), GNL a 1,455 euro/kg (compagnie 1,470, pompe bianche 1,444).Prezzi carburanti per marchioLo spaccato dei marchi mostra Eni a 1,948 euro/litro sulla benzina self service (2,153 al servito) e 1,986 sul diesel (2,198); IP a 1,939 (2,108) e 2,002 (2,171); Q8 a 1,948 (2,101) e 1,992 (2,164); Tamoil a 1,937 (2,016) e 1,980 (2,067).
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Stellantis rilancia l'alleanza con Dongfeng: in Cina saranno prodotte anche due Jeep
Arrivano nuove conferme sul rilancio dell'alleanza tra Stellantis e Dongfeng. Dopo le prime anticipazioni al Salone dell'Auto di Pechino, il gruppo guidato da Antonio Filosa ha annunciato "la firma di un accordo di cooperazione strategica con l'obiettivo di espandere la partnership" tramite "la produzione congiunta di veicoli Peugeot e Jeep in Cina per il mercato cinese e per l'esportazione in altri mercati". Non solo. Le due aziende hanno sottoscritto anche un Memorandum of Understanding (MoU) "strategico non vincolante per rafforzare ulteriormente la loro cooperazione, facendo leva sulle rispettive dimensioni di scala, competenze e capacità di ricerca e sviluppo nel settore". Per ora non ci sono ulteriori dettagli, ma non è da escludere che il memorandum sia solo il primo passo verso un'estensione dell'alleanza anche al di fuori della Cina come anticipato nelle ultime settimane da diverse indiscrezioni di stampa. Due novità per Peugeot e JeepNon mancano, invece, dettagli sull'accordo per le produzioni congiunte. L'intesa, subordinata alle necessarie approvazioni e alla definizione dei relativi contratti di attuazione, prevede che la joint venture Dongfeng Peugeot Citroën Automobile (Dpca) produca nell'impianto di Wuhan, a partire dal 2027, due nuovi veicoli a nuova energia (Nev), ossia elettriche e ibride plug-in, a marchio Peugeot.Le due novità proporranno la nuova identità di design ispirata alle concept car svelate a Pechino (foto sopra): saranno destinate al mercato cinese e all'esportazione verso i mercati globali e rientrano nel piano di crescita internazionale di Peugeot. Inoltre, sempre a partire dal 2027, il piano prevede l'avvio della produzione a Wuhan di due fuoristrada Nev a marchio Jeep destinati ai mercati globali.Il progetto, che beneficia delle favorevoli politiche industriali del settore automotive della provincia di Hubei e della municipalità di Wuhan, comporta un investimento complessivo di circa 1 miliardo di euro, di cui 130 milioni a carico di Stellantis. In vista nuovi sviluppi?Per ora si parla di Cina e di novità per Peugeot e Jeep, ma come detto non sono da escludere nuovi sviluppi. Lo fa capire anche Filosa nel suo commento alla firma dell'accordo: Guardiamo con fiducia a questo progetto e a una collaborazione destinata a rafforzarsi ulteriormente nel tempo". Forte di oltre 30 anni di storica collaborazione e di competenze automobilistiche condivise, Stellantis e Dongfeng sono pronte a valorizzare ulteriormente i rispettivi punti di forza e a introdurre veicoli completamente nuovi, dotati di tecnologie all'avanguardia sull'elettrico, attraverso i brand che i clienti in tutto il mondo amano e di cui si fidano", aggiunge il manager napoletano.Da Qing Yang, presidente di Dongfeng Group, arriva, invece, una dichiarazione che sembra un atto d'accusa alla precedente gestione di Carlos Tavares, che ha sostanzialmente ridimensionato la presenza industriale in Cina e le varie joint venture.Dongfeng Motor ha sempre considerato la trasformazione e il rilancio di Dongfeng Peugeot Citroën Automobile una priorità strategica fondamentale, sostenendone e promuovendone pienamente lo sviluppo sostenibile". "Con la firma di questa cooperazione strategica, grazie all'integrazione dei punti di forza industriali della provincia di Hubei, dei vantaggi derivanti dalla presenza globale di Stellantis e delle tecnologie avanzate di Dongfeng nel campo dei veicoli elettrici intelligenti, si apre un nuovo percorso basato su sinergie complementari e vantaggi condivisi per tutte le parti. Questo darà senza dubbio un forte impulso al processo di trasformazione di Dpca, conclude Qing Yang.
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Il Senato approva la riforma dellIpt
Con 99 voti favorevoli e 56 contrari il Senato ha approvato in prima lettura il cosiddetto decreto fiscale che contiene la riforma dell'Ipt per le auto a noleggio. In pratica, quando il provvedimento sarà convertito in legge, cosa che dovrà accadere improrogabilmente entro il 26 maggio, le imprese che operano nel settore dell'autonoleggio non dovranno più pagare l'imposta all'amministrazione provinciale del luogo ove ha sede legale la società intestataria del mezzo, bensì a quella del territorio in cui si svolge la gestione ordinaria dell'attività di noleggio. L'Ipt torna alle province in cui c'è la sede operativaIn pratica, la norma riporterà il gettito dell'Ipt nelle casse delle province che lo hanno perduto in seguito alla sciagurata riforma fiscale che nel 2011 soppresse la misura fissa dell'imposta per gli atti soggetti a Iva stabilendo che l'Ipt fosse determinata, anche per le imprese, con gli stessi criteri degli atti non soggetti a Iva, ossia in misura proporzionale alla potenza. Una riforma che fece esplodere i costi di trascrizione a carico delle società di autonoleggio, intestatarie di un gran numero di mezzi (centinaia di migliaia nel caso dei big del comparto) e che indusse gli operatori a targarli, attraverso società di comodo, diciamo così, interamente controllate, nelle province, segnatamente Trento e Bolzano, che, in virtù della loro autonomia, avevano potuto mantenere il precedente regime agevolato.Aniasa: norma soggetta a interpretazioneDa fine maggio, salvo improbabili sorprese, non sarà più così, farà fede in cui si svolge la gestione ordinaria dell'attività di noleggio. Ma che cosa si intende con gestione ordinaria dell'attività di noleggio? Nelle intenzioni del legislatore dovrebbe essere la sede operativa della società; secondo l'Aniasa, l'associazione delle imprese dell'autonoleggio e del car sharing, invece. il concetto di gestione ordinaria è di arbitraria individuazione, soprattutto per imprese con numerose sedi distribuite sul territorio nazionale e attività frazionate tra più strutture operative. Si pensi, si sottolinea, agli uffici delle imprese di noleggio situate negli aeroporti o presso le stazioni ferroviarie, dove sono offerti alla clientela veicoli che circolano continuamente sull'intero territorio nazionale. Rischio contenziosoInsomma, in assenza di chiarimenti a prova di interpretazioni, si rischia il caos. L'Aniasa ha già avvertito che la novità, oltre a essere in totale antitesi sia con l'orientamento dell'Agenzia delle Entrate (Circolare n. 20/E del 2024), sia con l'articolo 73 del Testo unico delle imposte sui redditi, discostandosi perfino dalle linee guida dell'Ocse e dal consolidato orientamento in materia della Corte di Cassazione, rischia di aprire la strada a una nuova fase di contenziosi.Una riforma ad hoc per Ipt e bollo delle auto a noleggioDa lì la richiesta al governo di aprire un nuovo tavolo di confronto (con il governo, ndr) finalizzato a individuare un meccanismo che consenta un'equa distribuzione del gettito fiscale così raccolto su tutto il territorio nazionale. Come? Attraverso la centralizzazione della riscossione dei tributi (chiaro il riferimento anche alla tassa automobilistica, al momento non toccata dalla riforma, ndr), con successiva redistribuzione alle regioni e alle province sulla base di criteri oggettivi da queste ultime determinate. Un modello analogo, secondo l'associazione, esiste già in Francia e Germania, dove sistemi di compensazione interterritoriale evitano distorsioni e assicurano equità tra le amministrazioni locali.
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Forza Horizon 6 è il miglior gioco di corse degli ultimi tempi
Arriva il prossimo 19 maggio Forza Horizon 6, il sesto e ultimo capitolo della serie arcade firmata Playground Games: il festival automobilistico per eccellenza si trasferisce finalmente in Giappone, la location in assoluto più attesa dai fan della serie, e quella che meglio di tutte riesce a raccontare la passione per l'automobile in tutte le sue forme, dalle piccole kei car alle supersportive, a cominciare dalla Toyota GR GT, protagonista della copertina del gioco. Un parco auto da capogiro, tra JDM e supercarCome sempre, ma mai come questa volta, il "cuore" di Forza Horizon 6 è la collezione di vetture: sono oltre 550 le auto presenti nel gioco, da oltre 80 costruttori. A dominare la scena, comprensibilmente, sono soprattutto le JDM (Japanese Domestic Market), dalle Nissan Skyline GT-R alle diverse generazioni di Silvia, Celica e Supra, le Mazda RX-7 con il Wankel e persino la Mazda 787B che ha vinto a Le Mans, da trovare esplorando l'immensa mappa di gioco. Ogni singolo modello è ricreato con una precisione e una cura impressionante: può essere esplorato e studiato da vicino, in ogni dettaglio. Ancor più sbalorditivo è il lavoro svolto dagli sviluppatori per quanto riguarda il sound dei motori, tra i migliori mai ascoltati all'interno di un videogame. Ed è proprio in questa ricerca assoluta di qualità ed eccellenza che sta il bello del "collezionismo" di Forza Horizon 6. Il Giappone è il vero protagonistaA rendere unica l'esperienza di gioco, molto più del Messico di FH5 o del Regno Unito di FH4, è la mappa del Giappone, che presenta una varietà di ambientazioni e scenari da mozzare il fiato, da giustificare un numero spropositato di ore passato a girovagare per il mondo di gioco senza una meta precisa, solo per gustare la libertà di potersi muovere liberamente (in barba alla fisica o ai danni alle auto) e scoprire tutti gli angoli nascosti del Giappone, tra foreste di ginkgo, petali di ciliegio sollevati al passaggio delle auto lungo i passi del Touge e le regioni innevate del nord. Non manca Tokyo, pur se in scala ridotta e con molto meno traffico che nella realtà (per fortuna, aggiungiamo), che sintetizza in maniera riuscita l'essenza della capitale giapponese tra strade strette, sopraelevate, tunnel e ponti. In tutto questo ritroviamo anche il sistema dinamico delle stagioni, che settimanalmente cambia il look del mondo di gioco e le condizioni di guida delle strade. Tornano i "braccialetti"La struttura di FH6 riprende quella dei primi capitoli, in cui si comincia la propria avventura come semplici turisti, si partecipa alle prime gare per conquistare "braccialetti" di colore diverso che consentono di sbloccare gradualmente auto più potenti e competizioni più impegnative, abbandonando quindi l'approccio del "tutto e subito" di FH5. Rimane sempre la possibilità di esplorare liberamente la mappa di gioco, non necessariamente seguendo le strade asfaltate. Debuttano il garage personalizzato per le proprie auto e un'area personale dove poter costruire piste, percorsi acrobatici e perfino un giardino zen a tema automobilistico. Il miglior gioco di corse del 2026L'unico difetto (se così si può chiamare) del gioco è di non voler stravolgere una formula consolidata (e amatissima) e molto riuscita, mantenendo l'impianto principale simile a quello dei capitoli precedenti. Anche così, però, Forza Horizon 6 rimane al momento il miglior videogame di corse uscito quest'anno, e un titolo imperdibile per chiunque abbia anche una pur minima passione per le quattro ruote: sempre accessibile e approcciabile, graziato da un modello di guida che riesce sempre a divertire, regala un mondo di gioco enorme e bellissimo, una quantità di auto impressionante e una ancor più impressionante mole di contenuti. Si può giocare già dal 15Forza Horizon 6 è disponibile su Xbox Series X|S, PC Windows, Steam, Xbox Cloud Gaming e con il Game Pass. La versione per PlayStation 5 arriverà entro la fine dell'anno. La Premium Edition aggiunge una serie di contenuti esclusivi, tra cui il pacchetto auto Italian Passion Car (previsto a luglio), le prime due espansioni e l'accesso al gioco a partire dal 15 maggio, quattro giorni in anticipo rispetto alla versione normale.
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Retromarcia Honda: il tutto elettrico slitta al 2050, in arrivo 15 nuove ibride
Di fronte a uno storico risultato negativo, Honda ha annunciato un deciso cambio di rotta. Per la prima volta dal 1957 la Casa giapponese ha registrato un rosso in bilancio, e il CEO Toshihiro Mibe ha dovuto ammettere la difficoltà presentando un nuovo piano strategico basato su due pilastri: l'abbandono del target 2040 per la completa elettrificazione della gamma e l'introduzione di 15 modelli ibridi entro il 2030, tra novità e aggiornamenti.Era stato proprio Mibe a spingere Honda verso il mondo delle elettriche, in controtendenza rispetto ad altri costruttori giapponesi. Ora, però, la strategia cambia in modo netto. Due concept car ibride per il futuro della gammaPer confermare il nuovo orientamento di prodotto, Honda ha diffuso le prime immagini di due concept car. La prima è una berlina con portellone, possibile erede dell'Accord, mentre la seconda - di colore rosso - è una SUV di taglia media.Secondo quanto dichiarato ufficialmente, entrambi i modelli arriveranno sul mercato entro il 2028. I dettagli tecnici non sono ancora stati comunicati, ma Honda sta lavorando su nuove unità a 4 e 6 cilindri, capaci di ridurre i consumi fino al 30% rispetto alle motorizzazioni attuali. Priorità all'ibrido per gli USAPer tornare rapidamente in utile, il CEO Mibe ha delineato una strategia molto chiara: oltre allo stop alla collaborazione con Sony sulle elettriche Afeela e all'abbandono dei modelli Generation 0, Honda concentrerà gli sforzi sul mercato americano.L'obiettivo è aumentare la produzione locale e rafforzare l'offerta di modelli ibridi, oggi i più richiesti dalla clientela. Parallelamente, saranno riviste le procedure di assemblaggio per ridurre tempi e costi, prendendo spunto dalle soluzioni adottate dai costruttori cinesi. Questa trasformazione potrebbe comportare anche un riassetto della forza lavoro. Il tutto elettrico slitta al 2050L'obiettivo di una gamma completamente elettrica entro il 2040 è stato definito irrealistico. Una presa di posizione che avvicina Honda alla recente revisione dei piani da parte di altri grandi gruppi automotive.Oltre alla cancellazione di alcuni modelli, Honda dovrà rivedere anche i progetti già avviati per la produzione di veicoli elettrici e batterie in Cina e in Canada. Il nuovo orizzonte per una gamma a zero emissioni potrebbe spostarsi al 2050.
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Pirelli, arrivano i P Zero su misura per la BMW iX3: più autonomia e meno rumore
Pirelli ha sviluppato due nuovi prodotti della gamma Perfect Fit per la BMW iX3. Grazie alla collaborazione diretta con la Casa tedesca, sono state realizzate soluzioni su misura per le caratteristiche della SUV elettrica, offrendo due alternative con tecnologia Elect, pensata per i modelli elettrificati e capace di contribuire a ridurre i consumi. P Zero per la guida, P Zero E per l'efficienzaGli pneumatici specifici per la iX3 sono il P Zero e il P Zero E. Il primo appartiene alla quinta generazione della famiglia e privilegia l'agilità e la precisione di guida; il secondo si distingue per l'impiego di oltre il 55% di materiali riciclati e di origine naturale.Il P Zero E è inoltre omologato in tripla classe A europea, con valori ottimali in termini di resistenza al rotolamento, rumorosità e frenata sul bagnato.Per il P Zero sono previste misure da 20" e 21" (con configurazione differenziata tra gli assi), mentre il P Zero E è disponibile esclusivamente nella versione da 22", anch'essa differenziata. Sviluppo virtuale e tempi ridottiPrima dei test su pista, BMW e Pirelli hanno sviluppato a lungo queste applicazioni per la iX3 utilizzando il Virtual Development Center (VDC) di Breuberg e il Driving Simulation Centre di Monaco.Le simulazioni virtuali hanno permesso di ridurre i tempi di sviluppo del 30%, con un risparmio anche in termini di costi.
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Guida a 17 anni: cosa cambia con le nuove patenti UE
Bruxelles impone una rivoluzione alle patenti nei Paesi membri, con l'obiettivo di migliorare la sicurezza stradale. Nella maggior parte dei casi, gli Stati dovranno adeguarsi entro il 26 novembre 2029 (quarta direttiva pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, numero L del 5 novembre 2025). Patente B per le auto a 17 anni, ma con accompagnatoreQuesta novità, antcipata da Quattroruote lo scorso ottobre, entrerà in vigore entro il 26 novembre 2028. Gli Stati membri rilasceranno la patente di categoria B per le auto, contrassegnata con il codice UE 98.02, ai candidati che abbiano compiuto 17 anni.Fino ai 18 anni potranno guidare solo se accompagnati da una persona accanto con determinati requisiti: rispetto delle norme sulla guida in stato alterato da alcol o droga, età minima di 24 anni, patente della categoria posseduta da oltre cinque anni e assenza di interdizioni alla guida nello Stato membro di emissione negli ultimi cinque anni (salvo ulteriori condizioni che i Paesi possono applicare).Gli Stati potranno esigere l'identificazione degli accompagnatori e limitarne il numero. Le patenti saranno riconosciute reciprocamente tra i Paesi che le rilasciano. Guida accompagnata oggi in ItaliaIn Italia si può già guidare a 17 anni grazie alla Guida accompagnata: è necessario svolgere almeno 10 ore di pratica in autoscuola. Successivamente, i titolari di patente A1 (conseguita a 16 anni) o B1 possono scegliere fino a tre accompagnatori con patente B o superiore da almeno 10 anni e con età massima di 60 anni.A 18 anni è ammesso richiedere il foglio rosa per esercitarsi con un accompagnatore che abbia la patente da almeno 10 anni (o di categoria superiore) e non più di 65 anni. Dopo aver superato sia il test teorico sia l'esame pratico si consegue la patente.Con l'entrata in vigore della patente UE per 17enni, la Guida Accompagnata italiana è destinata a scomparire. Cosa si potrà guidare con la patente BCon la patente B si potrà guidare anche:un camper con massa massima autorizzata superiore a 3.500 kg ma non oltre 4.250 kg, anche in combinazione con un rimorchio se la massa complessiva non supera 5.000 kg;un veicolo di emergenza (ambulanze, Polizia, Protezione civile, soccorso, Vigili del fuoco) con massa superiore a 3.500 kg ma non oltre, anche in combinazione con un rimorchio, i 5.000 kg complessivi;un veicolo alimentato con combustibili alternativi, anche in combinazione con un rimorchio, se la massa complessiva supera 4.250 kg ma non 5.000 kg.A una condizione: completare un corso di formazione pratico oppure superare una prova di capacità e comportamento. Gli Stati potranno richiedere entrambe le condizioni. Patente C1, C1E e C a 17 anniSi potranno ottenere a 17 anni anche le patenti C1, C1E o C, purché i candidati possiedano la CQC merci: i Paesi saranno liberi di recepire la direttiva.Le patenti saranno riconosciute reciprocamente tra gli Stati membri che le rilasciano e recheranno sul retro il codice UE 98.02.I 17enni potranno guidare solo se accompagnati da una persona in grado di fornire indicazioni durante la guida. Numerosi i requisiti: rispetto delle norme su alcol e droga, età minima di 24 anni, patente della categoria posseduta da oltre cinque anni e possesso della CQC merci (o formazione equivalente).Ogni cinque anni gli Stati membri forniranno alla Commissione UE le statistiche sugli incidenti dei 17enni. Patente per stranieri in ItaliaNovità per gli stranieri residenti in Italia: se non sarà possibile sostenere l'esame teorico e pratico per la patente B in una lingua UE (anche con interprete), i candidati potranno conseguire la patente nel Paese di cittadinanza. Cambio automaticoIl codice UE 78 (cambio automatico) non verrà più riportato sulle patenti di categoria A1, A2, A, B1, B o BE di nuova emissione, oppure potrà essere rimosso se il candidato o il titolare supera una prova di capacità e completa un'apposita formazione. La decisione resta facoltativa per gli Stati. Quiz sul pronto soccorsoGli Stati potranno dispensare i candidati dal rispondere alle domande sul pronto soccorso, a una condizione: aver svolto un corso pratico certificato. Patenti superiori alla BChi possiede la patente B potrà passare direttamente alle categorie C1E, CE, D1E o DE, senza il conseguimento preventivo delle categorie intermedie, come previsto dall'attuale direttiva. Alcol e droga: la strettaPer i conducenti inesperti è previsto un periodo di prova di almeno due anni, durante il quale potranno applicarsi norme più rigorose e sanzioni più severe per la guida in stato di ebbrezza.Gli Stati potranno esigere un periodo di prova aggiuntivo o integrativo e adottare misure per ridurre le infrazioni tra i neopatentati, in particolare:guida sotto l'effetto di droghe;mancato rispetto dell'uso delle cinture di sicurezza;inosservanza dei sistemi di ritenuta per bambini.
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Unione Europea - Presto la patente si prenderà a 17 anni
Patente B a 17 anni, provvedimenti di sospensione e revoca finalmente transfrontalieri e documento digitale in tutta l'Unione Europea, come già da circa un anno accade in Italia. Queste le principali novità approvate oggi in via definitiva dal parlamento di Strasburgo e che gli Stati della Ue dovranno recepire negli ordinamenti nazionali entro tre anni. Vediamo nel dettaglio le principali novità.Patente B a 17 anniSi potrà ottenere la patente B già a 17 anni ma - come già accade in Italia da diversi anni (senza molto successo, per la verità con la GA-Guida accompagnata, che però non è una patente) - si potrà guidare solo se accompagnati da un conducente esperto fino al compimento dei 18 anni.Patente C a 18 anni e D a 21Per ovviare alla carenza di conducenti professionisti, le nuove norme consentiranno ai diciottenni di ottenere la patente per guidare un autocarro (categoria C) e ai ventunenni quella per guidare un autobus (categoria D), ma solo a condizione che siano in possesso di un certificato di abilitazione professionale. Altrimenti, l'età minima per guidare questi veicoli è fissata rispettivamente a 21 e 24 anni. Si tratta di norme che l'Italia ha già nel proprio ordinamento. Anzi, da noi la D si può conseguire già a 18 anni ma con alcune limitazioni.Validità per 15 anni riducibili a 10La patente di guida per motocicli (A) e automobili (B) sarà valida per 15 anni, ma gli Stati membri potranno ridurre questo periodo a 10 anni se il permesso di guida, come in Italia, vale anche come documento d'identità nazionale. La patente per autocarri (C) e autobus (D) avrà invece una validità di 5 anni, come già accade da. noi. Gli Stati dell'Unione, come già previsto nel nostro Paese, potranno decidere di ridurre il periodo di validità per i conducenti di età pari o superiore a 65 anni, in modo da sottoporre i titolari a controlli medici più frequenti o a corsi di aggiornamento.Neopatentati per due anniPer la prima volta, le norme Ue stabiliscono un periodo di prova di almeno due anni per i conducenti inesperti, i cosiddetti neopatentati. Come già accade in Italia (ma da noi si è considerati neopatentati per tre anni), le norme che si applicano a questa categoria di guidatori saranno più rigorose e le sanzioni, per le violazioni più gravi, per esempio la guida in stato di ebbrezza, saranno più severe.Possibilità di autovalutazione al posto della visita medicaPrima di ottenere la prima patente o al momento di chiedere un rinnovo, il conducente dovrà sottoporsi a una visita medica che includa l'esame della vista, come già accade in Italia, e anche delle condizioni cardiovascolari: questa sarà una novità anche per il nostro Paese.Tuttavia, i vari Stati dell'Unione potranno scegliere di sostituire la visita medica, ma solo per i conducenti di automobili o motocicli e solo in fase di rinnovo, come già accade in alcuni Paesi dell'Unione, con moduli di autovalutazione o altri sistemi di valutazione previsti a livello nazionale.Sanzioni accessorie transfrontalierePer contrastare le violazioni più gravi (stato di ebbrezza, uso di sostanze stupefacenti, ecc...) commesse in un altro Paese dell'Unione, i provvedimenti di ritiro, sospensione, revoca o qualunque altra limitazione, previsti dall'ordinamento nazionale ma attualmente non applicabili ai documenti rilasciati da un Paese estero, saranno finalmente trasferiti al paese dell'Unione che ha rilasciato la patente in modo da garantire l'applicazione delle sanzioni su tutto il territorio dell'Unione.Patente digitaleIn Italia la patente digitale esiste già da circa un anno. Le nuove norme europee prevedono che questo formato si diffonda in tutta l'Unione. Dunque, quando la norma sarà a regime, gli italiani con la patente digitale nell'IT-Wallet che guideranno in un altro Paese Ue non dovranno più avere in tasca il documento fisico. I conducenti europei avranno comunque il diritto di chiedere una patente fisica (attualmente in Italia la patente digitale si affianca alla card, che viene comunque rilasciata).Scambio di informazioniLe autorità nazionali dovranno informarsi reciprocamente sui provvedimenti adottati sulle patenti in seguito a gravi violazioni, tra cui la guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, il coinvolgimento in un incidente mortale o le situazioni più gravi di eccesso di velocità.Più consapevolezza nella formazioneNel percorso di formazione dei guidatori si dovrà dare maggiore enfasi sulla consapevolezza dei rischi per pedoni, bambini, ciclisti e altri utenti della strada vulnerabili.Nuovi argomenti d'esameL'esame dovrà includere domande sui rischi legati agli angoli ciechi, sui sistemi di assistenza alla guida, sull'apertura sicura delle porte e sui rischi di distrazione dovuti all'uso del cellulareTre anni per recepire le novitàLe nuove norme entreranno in vigore il ventesimo giorno successivo alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, che dovrebbe avvenire nel giro di qualche settimana. I paesi dell'Unione avranno poi tre anni di tempo per recepire le nuove disposizioni nell'ordinamento nazionale e un altro anno per attuarle. Insomma, al più tardi entro la fine del 2029 saranno in vigore in tutta l'Unione.Si ringrazia per collaborazione Andrea Onori, vicesegretario nazionale autoscuole e responsabile della sicurezza stradale dell'Unasca.
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Motus-E conferma Pressi: "Ora lelettrico è una questione strategica"
L'assemblea dei soci di Motus-E ha confermato Fabio Pressi alla presidenza dell'associazione per la promozione della mobilità elettrica.Nell'ultimo biennio abbiamo assistito, anche in Italia, a una crescita della consapevolezza sui cambiamenti in atto nel settore automotive e sull'importanza di affrontare l'elettrificazione dei trasporti con pragmatismo e visione industriale, per cogliere le opportunità di un trend globale, ha affermato il manager torinese, attuale amministratore delegato di A2A E-Mobility, subito dopo la rielezione.Pressi ha quindi sottolineato la centralità della mobilità elettrica nella transizione energetica del Paese, un aspetto ancora più rilevante alla luce dei recenti shock petroliferi.L'innovazione è la via maestra per affrontare le turbolenze geopolitiche, ha aggiunto il presidente di Motus-E. La mobilità elettrica rappresenta un volano fondamentale per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e per il raggiungimento di una maggiore sovranità energetica nazionale. In questo senso, l'esperienza di Motus-E, che da anni collega i comparti dell'auto e dell'energia, sarà sempre più cruciale. Motus-E, il nuovo consiglio direttivoL'assemblea ha eletto anche i vicepresidenti:Massimo Leonardo, Partner PwC Strategy& ItalyPhilipp Senoner, CEO e co-fondatore di AlpitronicStefano Sordelli, Direttore Group Press, Communications & External Relations di Volkswagen Group ItaliaPer il prossimo biennio, il consiglio direttivo sarà composto da:Fabio Pressi, A2A E-Mobility (Presidente)Massimo Roccia, AllianzPhilipp Senoner, Alpitronic (vicepresidente)Gabriele Tuccillo, AtlanteAlessandro Grosso, BYD Industria ItaliaSimone Tripepi, Enel X Way ItaliaAndrea Carluccio, Haiki CobatFederico Caleno, IplanetRoberto Colicchio, Plenitude On The RoadMassimo Leonardo, PWC Business Services (vicepresidente)Gabriella Favuzza, Renault ItaliaStefano Sordelli, Volkswagen Group Italia (vicepresidente)Laura Castelli, Erion EnergyStefano Scainelli, Scame ParreStefano Mottarelli, Tesla ItalyMatteo Gasparetto, Volvo Trucks Italia
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Alfa Romeo 33 Stradale, prima consegna: chi lha comprata e comè fatta
Dell'Alfa Romeo 33 Stradale si sa ormai tutto. Quattroruote l'ha anche provata in pista. Ma ora c'è un elemento in più: la prima è stata consegnata. E dietro c'è una storia che racconta perfettamente cosa rappresenta oggi il Biscione.Progettata dal centro stile torinese di Stellantis e prodotta in soli 33 esemplari dalla Carrozzeria Touring Superleggera, questa fuoriserie segna il tentativo di dare una nuova forma al patrimonio storico del marchio e tornare a costruire auto capaci di generare emozioni autentiche. Non a caso, di Alfa Romeo si ricordano ancora parole come quelle attribuite a Henry Ford - Ogni volta che vedo passare un'Alfa Romeo, mi tolgo il cappello. Il primo proprietarioNon deve quindi stupire la nazionalità del primo cliente della nuova 33 Stradale: un imprenditore statunitense. Non un acquirente qualsiasi, ma un collezionista con una lunga storia legata ad Alfa Romeo.Le chiavi della coupé due posti sono state consegnate presso la concessionaria Alfa Romeo di Austin (Texas) a Glynn Bloomquist, appassionato di competizioni e grande estimatore del marchio italiano. Nella sua collezione spiccano una Giulietta Spider Veloce del 1958, già appartenuta a Bobby Rahal, e una Giulia Quadrifoglio 100 Anniversario, provata in pista al Circuit of the Americas nel 2023 su invito del team Alfa Romeo.In quell'occasione Bloomquist incontra Cristiano Fiorio, responsabile del progetto 33 Stradale, e accetta l'invito a diventare uno dei 33 clienti. A una sola condizione: la vettura doveva essere rossa.A metà maggio 2024 raggiunge Arese per finalizzare di persona la configurazione del suo esemplare. Il risultato è una 33 Stradale irripetibile, costruita esattamente secondo i suoi desideri: carrozzeria Rosso Villa d'Este, banda bianca sul frontale ispirata alla Tipo 33 da competizione degli anni Sessanta, cerchi Progressive da 20 pollici neri con diamantatura e inserti in carbonio, interni in pelle esclusiva e numero 14 su portiere e poggiatesta. Un omaggio a Enzo Ferrari - che lo utilizzò sulle Alfa Romeo degli anni Venti - e ad A.J. Foyt, quattro volte vincitore della 500 Miglia di Indianapolis. La seconda consegnaMa non è l'unica 33 Stradale speciale.Dopo la prima, una seconda consegna è avvenuta al Museo Alfa Romeo di Arese, il luogo che ospita l'esemplare del 1967 da cui nasce l'intero progetto. Questa vettura porta con sé una tinta sviluppata su misura nell'ambito del programma Bottegafuoriserie.Nasce dalla richiesta di un cliente che desiderava un rosso capace di evocare le tonalità più iconiche del Biscione. Il risultato richiama l'arancione della Montreal ed è il frutto di una lavorazione artigianale a quattro strati.La base è un pastello ispirato al Rosso Italia delle Giulietta Spider e dei Duetto anni Sessanta, più brillante del classico Rosso Alfa, seguito da un primo trasparente di profondità, un layer perlato micalizzato con riflessi oro e un trasparente finale.Il risultato è una vernice che cambia con la luce: più sobria in ambienti chiusi, cangiante alla luce diretta del sole, quando i riflessi dorati esaltano le linee della carrozzeria.L'esemplare resterà esposto al pubblico fino al 2 giugno, offrendo ai visitatori la possibilità di osservare da vicino le competenze artigianali e tecniche del reparto Bottegafuoriserie.
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Una Jeep da supereroi: la Wrangler diventa l'auto di Captain America
Prosegue la campagna Twelve 4 Twelve di Jeep: la Casa americana ha presentato la Wrangler America250 Edition, che festeggia i 250 anni dalla costituzione degli Stati Uniti d'America. Una serie limitata con la livrea che richiama la bandiera degli Usa e il copriruota posteriore ispirato allo scudo di Captain America, il supersoldato patriottico impegnato ad affrontare i nemici dell'Asse durante la Seconda Guerra Mondiale. Disponibile come pacchetto optional per la Wrangler, l'allestimento America250 arriverà in estate, al costo di 2.095 dollari. Rosso, blu e biancoLa Jeep Wrangler America250 ha la carrozzeria bianca, con il badge America250 accanto ai parafanghi anteriori e numerosi dettagli rossi e blu, ossia i colori della bandiera statunitense: gli adesivi lungo la parte bassa delle portiere e sul cofano, dove anche la scritta Wrangler mantiene la medesiam scelta cromatica, e poi la capote blu denim. Sotto il faro posteriore destro c'è una bandiera americana in bianco e nero. Le ruote da 33" BFGoodrich AllTerrain sono abbinati a cerchi grigi e neri dal design ispirato a quello delle prime Willys. All'interno i sedili e la plancia sono rivestiti in tessuto blu con cuciture a contrasto in rosso e bianco; il logo America 250 è cucito sugli schienali dei sedili, le bocchette dell'aria sono in carbonio anodizzato e le cinture di sicurezza di colore rosso. Esclusivo anche il portachiavi, con il logo America 250 da un lato e la bandiera americana dall'altro. C'è anche il fumetto Nell'ambito della collaborazione con Marvel, la Wrangler A250 ha il copriruota posteriore che richiama lo scudo di Captain America. Chi acquista quest'auto, infine, riceverà un fumetto (con copertina esclusiva) che vede protagonisti il Cap e la Jeep Willys, entrambi "nati" nel 1941. Un "duo" che probabilmente vedremo anche sul grande schermo: "lavoriamo con Jeep anche guardando al futuro, verso un nuovo, epico racconto con Avengers: Doomsday", spiega Holly Frank, vicepresidente e responsabile di marketing e promozioni di Disney (che possiede Marvel). Nel frattempo, in Canada...A nord degli Stati Uniti, in Canada, Jeep ha presentato la Wrangler Rocky Mountain 392, serie limitata per questo mercato: costruita sulla base della Moab 392 con il V8 Hemi da 470 CV, questa versione si caratterizza per finiture specifiche, come l'adesivo Rocky Mountain sul cofano e le cinture di sicurezza in Dark Ruby Red. Questo modello è in vendita a partire da 99.995 dollari canadesi (poco più di 62 mila euro).
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Monopattini senza targhino, sabato scattano le multe: corsa agli sportelli
Conto alla rovescia per l'obbligo di targhino per i monopattini elettrici. Dalla mezzanotte del 16 maggio tutti i mezzi elettrici su miniruote potranno circolare su strada solo se provvisti dell'apposito contrassegno, prodotto dal Poligrafico dello Stato e distribuito dalla Motorizzazione civile: in caso contrario, scatteranno le multe previste dal Codice della strada. Si può richiedere dal 18 marzoLa corsa agli uffici provinciali del ministero dei Trasporti è partita solo negli ultimi giorni, con sportelli presi d'assalto da decine di migliaia di persone (nei mesi scorsi il dicastero di Piazza di Porta Pia aveva acquistato al buio - ossia senza sapere quante sarebbero state le domande - 210 mila contrassegni dal Poligrafico dello Stato anticipando un milione e mezzo di euro). Eppure, l'entrata in vigore dell'obbligo è nota a tutti dal 18 marzo scorso, ma, come spesso accade in Italia, la maggior parte delle persone si attiva solo a ridosso delle scadenze. Tant'è che tutti gli addetti ai lavori (personale della motorizzazione civile delle grandi città e agenzie di pratiche auto) danno ormai per scontata l'impossibilità di soddisfare in tempo tutte le domande già presentate o in arrivo tra oggi e domani (per l'appunto il 16 maggio, ultimo giorno utile prima dell'entrata in vigore dell'obbligo, cade di sabato, giorno in cui gli uffici della Motorizzazione sono chiusi). Nessuna prorogaOvviamente il fatto di non avere il contrassegno sul monopattino elettrico, pur avendo presentato domanda di rilascio e avendo con sé la relativa ricevuta, non esenta dall'obbligo previsto dal Codice della strada. Dunque, dalla mezzanotte di sabato si sarà sanzionati se il contrassegno non sarà regolarmente applicato sul mezzo, con multe per i monopattini elettrici già previste dalla normativa. Le cose da sapere sul targhinoRicapitoliamo sinteticamente tutto quello che bisogna sapere sul targhino dei monopattini elettrici, ricordando che l'obbligo di assicurazione per la responsabilità civile è invece slittato al 16 luglio. Chi può chiederloMaggiorenni (per sé o per conto dei minori che utilizzano i monopattini)Dove si richiedeAgenzia di pratiche autoPortale dell'automobilista (accesso tramite Spid, sezione Servizi online, pagina Gestione pratiche online)Quanto costaContrassegno: 8,66 euroDiritti motorizzazione: 10,20 euroImposta di bollo: 16 euroCommissioni Pago PA: 1-2 euro per ogni pagamentoLibera tariffa d'agenzia se ci si rivolge a uno studio di consulenza automobilisticaDove si ritiraAgenzia di pratiche auto (per chi lo ha richiesto in agenzia)Motorizzazione civile (per chi lo ha richiesto direttamente attraverso il Portale dell'automobilista)Com'è fattoDimensioni: base 5 cm, altezza 6 cmMateriale: supporto plastificato adesivo non rimovibileColori: caratteri neri su un fondo bianco riflettente su cui è riportata in trasparenza la scritta M.E.F.Combinazione alfanumerica: sei caratteri disposti sue righe da tre caratteri ciascunaCaratteri utilizzati:Lettere: B, C, D, F, G, H, J, K, L, M, N, P, R, S, T, V, W, X, Y, ZNumeri: da 2 a 9Emblema della repubblica: il contrassegno avrà l'emblema della repubblica italiana, analogo a quello adottato sulle normali targhe auto (stella con sigla RI sopra una ruota dentata circondata da un ramo di ulivo a sinistra e di quercia a destra)Dove va applicatoSu uno specifico portatarghino montato sul parafango posterioreSulla parte anteriore del piantone dello sterzo a un'altezza compresa tra 20 e 120 centimetri da terraAttenzione, il contrassegno autoadesivo plastificato, per le sue caratteristiche costruttive, non può essere riposizionato senza evitare la sua distruzione. Dunque bisogna prestare la massima attenzione nell'applicarlo ed eventualmente, se non si ha la manualità necessaria, farsi aiutare.Le multeCircolazione senza contrassegno: 100 euro (70 euro per chi paga entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notifica del verbale)Circolazione con contrassegno contraffatto: 100 euro (70 euro per chi paga entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notifica del verbale) Le norme di comportamentoChi può condurliPersone di età superiore a 14 anniNon serve alcuna patenteDove possono circolareNelle aree pedonali, ma solo se la loro circolazione non è esplicitamente vietata, a condizione di non superare la velocità di 6 km/hSulle strade urbane che hanno il limite di velocità fino a 50 km/h ma senza superare la velocità di 20 km/hSulle piste ciclabili senza superare la velocità di 20 km/hDove non possono circolareSui marciapiediSulle strade extraurbane (nemmeno su piste ciclabili)Come si conduconoCasco obbligatorio per tuttiDa mezz'ora dopo il tramonto a mezz'ora prima dell'alba e, comunque, in tutti i casi di scarsa visibilità, i conducenti, anche i maggiorenni, devono indossare il giubbino o le bretelle retroriflettentiDa mezz'ora dopo il tramonto a mezz'ora prima dell'alba e, comunque, in tutti i casi di scarsa visibilità, i monopattini devono avere accese le luci anteriore e posterioreI conducenti devono sempre procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a dueI conducenti devono avere libero l'uso delle braccia e delle mani e reggere il manubrio sempre con entrambe le mani vietato trasportare altre persone, oggetti o animali, trainare altri veicoli o farsi trainare da altri veicoliLe multe(Tra parentesi l'importo per chi paga entro 5 giorni dalla contestazione o dalla notifica del verbale)Monopattino con motore superiore a 11 kw: sequestro e confiscaMonopattino con motore termico: sequestro e confiscaMonopattino con caratteristiche diverse (per esempio sedile): 200 (140)Senza luci o con luci spente quando richiesto: 50 (35)senza giubbotto rifrangente quando richiesto: 50 (35)senza avere compiuto 14 anni: 50 (35)senza casco (Uni En 1078 o 1080): 50 (35)Trasporto di persone, cose o animali: 50 (35)su marciapiede: 50 (35)contromano: 50 (35)senza avere libero l'uso delle mani: 50 (35)su strade extraurbane o urbane con limite superiore a 50 km/h: 50 (35)a velocità superiore a 20 km/h (o 6 km/h nelle aree pedonali): 50 (35)sosta su marciapiede: 41 (28,70)senza assicurazione: 100 (70)senza contrassegno o con contrassegno contraffatto: (dal 16/7) 100 (70)
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Toyota sta pensando a un nuovo pick-up su base RAV4
Toyota sta valutando l'ipotesi di proporre negli Stati Uniti un pick-up compatto con telaio portante. Sulla scia del successo dei concorrenti, la Casa giapponese potrebbe sfruttare la base tecnica della nuova RAV4 per introdurre un modello più piccolo rispetto ai pick-up con telaio a longheroni. Il mercato è pronto: sfida al Ford MaverickLa conferma arriva dal CEO di Toyota North America, Tetsuo Ogawa, ai microfoni di Automotive News. Secondo quanto emerso, i concessionari chiedono con forza un prodotto capace di competere con rivali come la Ford Maverick, oggi riferimento del segmento.La scelta di utilizzare la piattaforma TNGA-K della RAV4 - invece della TNGA-C di Corolla e Prius - consentirebbe di ridurre tempi e costi di sviluppo, garantendo al tempo stesso una portata adeguata alla tipologia di veicolo e l'adozione dei più recenti powertrain elettrificati.
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Il V8 evolve sulla Classe S: perché è diverso dagli altri - VIDEO
Se c'è un'auto che fa da sfera di cristallo per l'intera industria, quella è la Mercedes Classe S. Dal debutto della W116 nel 1972 - primo modello a dotarsi dell'ABS - alla W140 che ha portato l'ESP nel 1995, l'ammiraglia di Stoccarda ha introdotto soluzioni all'avanguardia capaci di dettare il passo al mercato. Oggi l'evoluzione della W223 segna un aggiornamento profondo: oltre il 50% delle componenti è stato reingegnerizzato. L'elettrificazione permea l'intera gamma, ma la vera novità è un'altra. Motori: debutta il nuovo V8Per la prima volta debutta un V8 di 4.0 litri di nuova generazione, con soluzioni mutuate direttamente dalle competizioni. Non è la solita formula da cartella stampa: il nuovo M177 Evo da 537 CV attinge a piene mani dalla galassia AMG. Spicca l'adozione dell'albero motore piatto, derivato dalla GT Black Series e adattato a una berlina di rappresentanza.Secondo Mercedes, questa architettura è oggi compatibile con emissioni contenute e con le richieste di un mercato sempre più esigente.Al volante, l'orchestra meccanica regala una progressione poderosa fino a 7.000 giri/min. Chi apprezzava il V8 tradizionale dovrà però ricalibrare l'orecchio: le tonalità profonde lasciano spazio a un sound più metallico, tipico dei motori flat-plane. Sul fronte dell'erogazione, invece, i vantaggi risultano evidenti. Confort e controlloMotore e telaio dialogano in modo impeccabile: le sospensioni E-Active Body Control mantengono la scocca livellata in curva e assorbono le asperità grazie a telecamere, dati di navigazione in tempo reale e input dal Cloud.Nonostante dimensioni importanti, la Classe S non intimorisce: l'asse posteriore sterzante fino a 10 garantisce un'agilità sorprendente per una berlina di questa taglia. Abitacolo: lusso digitale e funzionalitàL'abitacolo resta un manifesto di lusso high-tech. La MBUX Superscreen domina la plancia e gestisce un'intelligenza artificiale che integra ChatGPT e Google Gemini attraverso l'avatar LittleBenz.Dietro, la vettura diventa una vera business lounge: doppi schermi e videoconferenze integrate si affiancano all'acustica del Burmester 4D con Dolby Atmos.Da segnalare un ritorno apprezzato: Mercedes reintroduce i comandi fisici al volante per volume e Distronic. Sul fronte sicurezza, i fari Digital Light aumentano luminosità e portata, mentre i micro-LED introducono una firma visiva inedita. Guida assistita: avanti, ma con limiti normativiQuanto alla guida assistita, l'architettura MB.Drive sfrutta dieci telecamere e molteplici radar per abilitare un evoluto Livello 2++, attivo soprattutto in autostrada in Europa.Il Livello 3 - Drive Pilot non è più disponibile negli Stati Uniti e non verrà reintrodotto fino a quando il quadro normativo non sarà adeguato.
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Date per morte, ora corrono: le citycar tornano in Europa. Ecco perché
Piccolo è (di nuovo) bello: date per morte fino a poco tempo fa, le citycar tornano protagoniste, spinte anche dalle nuove proposte ibride ed elettriche, sostenute in alcuni casi da incentivi molto consistenti, come quelli italiani.I dati di vendita dei primi tre mesi del 2026 per il mercato europeo lo confermano: il segmento delle citycar cresce del 6,5% (136.271 immatricolazioni) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre il mercato nel suo complesso si ferma al +4,1%.Ecco i dieci modelli di segmento A più venduti in Europa nel primo trimestre dell'anno e le ragioni di questo ritorno di interesse. Fiat Pandina La citycar torinese, regina del mercato anche in Italia, si conferma leader in Europa con 40.291 immatricolazioni nel primo trimestre del 2026, in lieve calo del 3,1% rispetto allo scorso anno. Toyota Aygo X Il recente aggiornamento ha introdotto il powertrain full hybrid derivato da Yaris, che sostituisce il precedente motore a benzina. Una scelta che premia consumi ed efficienza: nel primo trimestre sono state immatricolate 30.781 unità, con una crescita del 34%. Kia Picanto Kia PicantoCon 15.378 immatricolazioni, la citycar coreana conquista il terzo posto sul podio, nonostante una flessione dell'8,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Leapmotor T03 Leapmotor T03La citycar elettrica Leapmotor sale al quarto posto grazie soprattutto al successo ottenuto in Italia, sostenuto da incentivi e campagne promozionali aggressive. Nel trimestre totalizza 14.908 immatricolazioni, con un aumento del 486%. Hyundai Inster Hyundai InsterDisponibile anche nella variante Cross, la city-SUV elettrica conquista il quinto posto con 9.115 immatricolazioni, in crescita del 75% rispetto all'anno precedente. Hyundai i10 Hyundai i10In calo la sorella della Kia Picanto, che nei primi tre mesi del 2026 registra 7.195 immatricolazioni, con una flessione del 58% su base annua. Fiat 500 Fiat 500La piccola italiana chiude il trimestre con 6.950 immatricolazioni, segnando una crescita del 157%. Il risultato è legato all'introduzione della versione mild hybrid da 65 CV, che affianca la variante elettrica. Dacia Spring Dacia SpringLa citycar elettrica di Mioveni registra 6.088 immatricolazioni, in calo del 47% rispetto allo scorso anno, penalizzata da una concorrenza sempre più ampia nel segmento. Fiat 500e Perde terreno anche la piccola hatchback elettrica marchiata Fiat: nei primi tre mesi del 2026 le immatricolazioni sono state 3.870, per un calo dell'8.8% rispetto allo scorso anno. Renault Twingo E-Tech Renault Twingo E-TechCon 1.300 immatricolazioni, la citycar elettrica della Losanga chiude la top 10 europea. A sostenerne l'interesse contribuisce anche lo stile, che richiama la Twingo degli anni Novanta. Italia capofila delle citycarA trainare il successo delle citycar in Europa è l'Italia, che da sola rappresenta il 50% del mercato del Vecchio Continente, con una crescita del 23% rispetto allo scorso anno. Nel nostro Paese si concentra la quasi totalità delle Fiat Pandina e oltre due terzi delle Leapmotor T03, spinte dagli incentivi.Seguono Germania (11%), Regno Unito (9,5%, -20%), Francia (9,4%, +22%) e Olanda (4,1%, -14%).Sul fronte delle alimentazioni, le citycar elettriche valgono il 26% del mercato: un'auto su quattro in questo segmento è a zero emissioni. Le full hybrid, assenti lo scorso anno, salgono al 19%, mentre il 54% resta in mano ai motori benzina e mild hybrid.
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Benzina su, diesel giù: il gasolio tornerà a costare meno della verde?
L'andamento dei prezzi medi alla pompa è ormai consolidato: la benzina continua a salire, mentre il diesel è in calo. Una dinamica che, secondo le stime, potrebbe portare a breve al nuovo controsorpasso della verde sul gasolio, dopo l'inversione registrata a inizio anno con il riallineamento delle accise. In pratica, dopo alcuni mesi il diesel potrebbe tornare a costare meno della benzina, anche per effetto della recente rimodulazione fiscale.La testata specializzata segnala inoltre un lieve calo delle quotazioni dei prodotti raffinati, insieme agli ultimi aggiornamenti sui prezzi consigliati: Eni ha aumentato la benzina di un centesimo, mentre Q8 e Tamoil di tre centesimi. Sempre Tamoil ha invece ridotto il diesel di due centesimi. Le rilevazioni dei prezziSecondo i dati del 14 maggio, sulla rete ordinaria la benzina self service si attesta a 1,936 euro/litro (+6 millesimi), mentre il diesel scende a 1,988 euro/litro (-4). Il GPL è a 0,810 euro/litro (-1) e il metano a 1,565 euro/kg (-1).In autostrada, la verde self service sale a 2,011 euro/litro (+7), con il diesel a 2,067 euro/litro (-1). Il GPL è a 0,917 euro/litro (-1) e il metano a 1,596 euro/kg (invariato).I prezzi medi elaborati dal Mimit mostrano sulla rete complessiva:Benzina self service: 1,932 euro/litro (compagnie 1,935 - pompe bianche 1,926)Diesel self service: 1,994 euro/litro (compagnie 1,996 - pompe bianche 1,989)Al servito:Benzina: 2,068 euro/litroDiesel: 2,133 euro/litroGPL: 0,818 euro/litroMetano: 1,566 euro/kgGNL: 1,457 euro/kgTra i marchi principali:Eni: benzina 1,943 (2,147 servito), diesel 1,987 (2,199)IP: benzina 1,936 (2,103), diesel 2,008 (2,176)Q8: benzina 1,934 (2,096), diesel 1,996 (2,169)Tamoil: benzina 1,920 (2,003), diesel 1,983 (2,071) Raffinazione: Isab torna in mani italianeSul fronte industriale, gli ultimi giorni segnano passaggi rilevanti nella raffinazione italiana. Socar ha completato l'acquisizione del 99,82% di Italiana Petroli (IP), includendo una rete di circa 4.500 impianti, due raffinerie e una struttura logistica integrata.Ancora più significativa l'operazione relativa alla raffineria Isab di Priolo Gargallo, la più grande in Italia con una capacità autorizzata di 20 milioni di tonnellate annue. Ludoil Capital, controllata da Ludoil Energy, ha siglato un accordo con GOI Energy per rilevare il sito e le infrastrutture collegate.L'operazione prevede l'acquisto iniziale del 51% con successivo incremento della quota, subordinato al Golden Power. Il ritorno in mani italiane segna un passaggio rilevante: l'impianto era stato ceduto nel 2012 da Erg a Lukoil, poi passata a GOI dopo le sanzioni.L'obiettivo è avviare una nuova fase industriale: accanto alla raffinazione tradizionale, Ludoil punta sulle bioenergie avanzate, tra cui HVO, SAF, bioetanolo di seconda generazione e BioETBE. Il sito dispone già di una centrale da 540 MW e prevede nuovi impianti rinnovabili per altri 20 MW.Con questa operazione, Ludoil rafforza l'integrazione nella filiera energetica e si trasforma in una realtà multi-energy, con ricavi attesi superiori ai 10 miliardi di euro annui.
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Lotus Emira, rivoluzione motori: il V6 ibrido Horse scalza Toyota e AMG
Lotus ha appena annunciato un cambio di rotta strategico e, nelle ultime ore, emergono importanti indiscrezioni che anticipano un aggiornamento tecnico sostanziale per la Emira. Addio a Toyota e AMG per i motori della EmiraLotus ha dichiarato di voler introdurre a breve un'Emira più leggera e più potente, sottolineando anche l'obiettivo di rafforzare le partnership industriali per migliorare i risultati. In questo contesto si collocano le nuove informazioni diffuse dal CEO Feng Qingfeng: l'Emira dovrebbe abbandonare le attuali forniture di motori Toyota e Mercedes-AMG per adottare soluzioni firmate Horse, società del gruppo Geely, proprietario della Casa di Hethel. Arriva il nuovo V6 ibrido HorseAl Salone di Pechino, Horse ha presentato un inedito V6 biturbo ibrido, destinato a diventare l'elemento chiave della futura evoluzione della sportiva. Il sistema sviluppa 544 CV e punta su un peso contenuto per garantire prestazioni elevate.Il propulsore è abbinato al cambio automatico 4LDHT, specifico per modelli ibridi, che integra due motori elettrici: uno da 408 CV, con funzione di ricarica della batteria, e uno da 612 CV, che contribuisce direttamente alla trazione.Al momento non è stata comunicata la potenza complessiva del sistema, né la tempistica precisa del debutto.
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Xpeng tratta con Volkswagen per le fabbriche, ma cè un problema: "Sono un po' vecchie"
Xpeng esce allo scoperto e conferma l'ambizione di espandere la propria rete produttiva in Europa anche tramite l'acquisto di impianti di assemblaggio.Non solo: l'azienda cinese, come ha rivelato il responsabile delle attività per l'Europa nordorientale Elvis Cheng al Future of the Car Summit del Financial Times, è già in trattative con Volkswagen e altri costruttori per individuare uno stabilimento da trasformare nella futura sede produttiva europea. Perché Xpeng vuole produrre in EuropaCheng ha spiegato anche i motivi che hanno spinto l'azienda ad avviare la ricerca di un impianto. Attualmente, Xpeng sfrutta l'impianto austriaco per produrre la G6 e la G9, aggirando così i dazi dell'Unione europea sulle elettriche cinesi.A Graz è inoltre attesa anche la berlina P7+: a gennaio sono stati completati i test di produzione. Tuttavia, la catena di montaggio dedicata ai modelli Xpeng sta ormai raggiungendo il limite della capacità disponibile.Di conseguenza, l'azienda deve individuare alternative. Tra le opzioni anche la costruzione di un nuovo impianto, ma la soluzione più rapida sarebbe entrare in una fabbrica già operativa, preferibilmente tra quelle in difficoltà. Nel Vecchio Continente non mancano opportunità: il tasso medio di utilizzo degli stabilimenti si aggira intorno al 55%. Wolfsburg aperta ai partnerIn questo scenario si inseriscono le recenti dichiarazioni dell'amministratore delegato di Volkswagen, Oliver Blume. Il gruppo punta a ridurre la capacità produttiva europea di almeno 1 milione di veicoli per allinearla alla domanda, contenere i costi e migliorare la redditività.Blume ha però escluso la chiusura di impianti, parlando di soluzioni intelligenti come la condivisione della capacità inutilizzata con altri costruttori interessati a produrre in Europa, tra cui proprio i player cinesi.A Wolfsburg è quindi in corso una valutazione sulla possibilità di mettere a disposizione parte della capacità in eccesso ai partner. Tra questi figura proprio Xpeng: nel 2023, Volkswagen ha investito circa 700 milioni di dollari per acquisirne il 5% e avviare una collaborazione per il mercato cinese, già ampliata nel tempo.Il nodo degli impianti vecchiResta però un ostacolo non secondario. Nel mirino del gruppo tedesco ci sono fabbriche sottoutilizzate, ma non tutte rispondono alle esigenze dei costruttori cinesi.Cheng ha infatti chiarito che molti impianti esistenti non sono compatibili con i requisiti di prodotto di Xpeng. Il motivo è tecnico: il manager ha definito gli stabilimenti Volkswagen un po' vecchi, lasciando intendere la necessità di strutture più moderne e flessibili per i modelli elettrici di nuova generazione.
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Nuova Golf elettrica, se ne riparla nel 2030: Volkswagen rinvia il progetto
Volkswagen posticiperà il debutto della variante elettrica della Golf alla fine del decennio. Lo ha confermato il CEO Thomas Schäfer al Financial Times: quella che potrebbe chiamarsi ID. Golf, seguendo l'esempio della ID. Polo appena lanciata, era inizialmente prevista per il 2028.La nona generazione della Golf, di cui sono già stati mostrati i primi teaser, sarà costruita in Messico, mentre è confermata in Germania la produzione della versione a batteria. Nel 2028 arriva la piattaforma SSPSecondo le dichiarazioni di Schäfer, la gamma elettrica resterà quindi quella attuale, con le nuove ID. Polo, ID. Cross e ID.3 Neo in arrivo. però evidente che i motivi del rinvio potrebbero essere di natura strategica.La Golf elettrica potrebbe infatti adottare la piattaforma SSP di nuova generazione, progettata per ridurre i costi e introdurre il sistema a 800 volt sviluppato in collaborazione con Rivian. La SSP debutterà inizialmente sui modelli premium Audi e Porsche, per poi estendersi anche alla fascia media del mercato.
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Stellantis entra nel WCM e riprende leredità di Marchionne
Stellantis non ha mai avuto nulla a che fare con il World Class Manufacturing. Una scelta che resta difficilmente comprensibile, considerando i risultati ottenuti nel tempo da questo sistema di gestione degli impianti produttivi, fortemente voluto da Sergio Marchionne per il gruppo Fiat. Oggi, però, lo scenario è cambiato: al vertice non c'è più Carlos Tavares, ma Antonio Filosa, manager cresciuto proprio accanto al dirigente italo-canadese e quindi pienamente consapevole dell'importanza del WCM.Di conseguenza, Stellantis ha annunciato l'adesione alla World Class Manufacturing Association, organizzazione internazionale che promuove la manifattura di eccellenza. L'ingresso arriva a pochi giorni dall'approvazione unanime del consiglio direttivo, dopo la richiesta presentata proprio da Filosa. Per il gruppo si tratta di un primo passo concreto verso il recupero di una delle eredità più significative di Marchionne. Cos'è il WCM e cosa cambia per StellantisL'Associazione ha il compito di diffondere il modello da cui prende il nome: il World Class Manufacturing, un sistema integrato di derivazione giapponese progettato per migliorare le performance produttive. Il metodo si basa su iniziative come l'eliminazione degli sprechi, l'innalzamento della qualità e l'aumento dell'efficienza. L'obiettivo è raggiungere l'eccellenza operativa e rafforzare la competitività dell'industria manifatturiera su scala globale, anche attraverso la condivisione delle migliori pratiche.Non a caso il presidente dell'organizzazione, Enrico Pisino, sottolinea che la presenza del gruppo arricchirà il nostro lavoro e rafforzerà la capacità di incidere nei settori in cui operiamo, aggiungendo di guardare con entusiasmo alle opportunità che questa collaborazione potrà generare.A rappresentare Stellantis nel consiglio direttivo sarà Francesco Ciancia, responsabile globale delle attività produttive e membro del Leadership Team. L'adesione alla World Class Manufacturing Association - afferma Ciancia - rafforza l'impegno di Stellantis verso l'eccellenza industriale, favorendo il benchmarking globale, consolidando i principi della produzione snella negli stabilimenti e accelerando le prestazioni attraverso la collaborazione con i principali attori dell'ecosistema.
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