Quotazioni - Auto usate 2025: i modelli che tengono di più il valore
Dopo la rapida e a tratti impetuosa crescita registrata nel triennio 2021-2023, già dal 2024 le quotazioni delle auto usate hanno iniziato lentamente a scendere, seppure con modalità differenti per le diverse anzianità. Ma quali sono i modelli che, in base ai dati dell'Analisi di mercato, la divisione di Quattroruote Professional che si occupa delle quotazioni, tengono meglio, come si dice in gergo, il valore? Cos'è il VR% e perché è importante per le quotazioniTutto dipende, ovviamente, dall'anzianità della vettura, tenendo presente che il parametro di riferimento è il cosiddetto Valore Residuo Percentuale (VR%), un indicatore espresso in percentuale, appunto, rispetto al prezzo di listino attualizzato, cioè quello in vigore al momento dell'acquisto corretto con la variazione dei prezzi al consumo. Nelle tabelle sottostanti sono riportati, per tre anzianità di riferimento (usato di 12 mesi, 48 e 72 mesi) i dieci modelli con il VR% più alto. Fattori che influenzano valore residuo e quotazioneOvviamente, il VR% può essere calcolato rispetto a qualsiasi anzianità del modello ed è solo un dato di partenza per calcolare la quotazione teorica del singolo esemplare, che cambia in base alle specifiche caratteristiche. Le principali variabili in gioco sono la percorrenza complessiva, lo stato della carrozzeria e degli interni, la manutenzione ordinaria e straordinaria effettuata, la presenza di accessori qualificanti. Non solo. Il valore effettivo del singolo esemplare dipende poi dalla domanda e offerta esistenti sullo specifico modello in un determinato momento e in una determinata zona. Insomma, come sempre, il prezzo di vendita lo fa il mercato. Classifica dei modelli con il VR% più altoTutto ciò premesso, limitatamente ai cinque modelli con il VR% di vendita Iva inclusa più alto, la fotografia scattata dall'Osservatorio Quattroruote Professional nelle tre situazioni considerate è la seguente: Usato di 12 mesiMARCA E MODELLOVR %Mustang91,63%Mazda MX-5 4 serie90,60%Subaru BRZ 2 serie89,27%Toyota Land Cruiser 250/25187,05%Porsche Macan83,53% Fonte: Osservatorio Quattroruote Professional Usato di 48 mesiMARCA E MODELLOVR %Toyota Land Cruiser 150/15578,26%Subaru BRZ 1 serie78,20%Abarth 69574,63%Mercedes Classe G (*461/3/5)73,13%Mazda MX-5 4 serie72,65% Fonte: Osservatorio Quattroruote Professional Usato di 72 mesiMARCA E MODELLOVR %Suzuki Jimny 4 serie87,91%Toyota GT8671,74%Nissan Z71,54%Subaru BRZ 1 serie69,74%Toyota Land Cruiser 150/15569,07% Fonte: Osservatorio Quattroruote Professional
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Regno Unito - Addio endotermiche: Jaguar produce l'ultima F-Pace e prepara la Type 00
La Jaguar arriva a un altro punto di svolta. Si chiude infatti definitivamente la produzione della F-Pace nella fabbrica inglese di Solihull e con lei termina la carriera endotermica del marchio, ormai deciso a rilanciarsi nel settore delle elettriche. La Suv, che ha debuttato nel 2016 come prima Jaguar a ruote alte, è stata offerta in varianti benzina, diesel e plug-in hybrid. L'ultimo esemplare, di colore nero, appartiene alla gamma sportiva SVR ed entrerà immediatamente nella collezione del Jaguar Daimler Heritage Trust. Scossoni ai vertici, si aspetta la Type 00La notizia giunge in un momento complesso per la Jaguar: dopo i feedback negativi sul cambio di strategia e di immagine e dopo il lancio della discussa concept Type 00, la Casa ha affrontato le voci sull'uscita del designer Gerry McGovern, finora tiepidamente smentite ("non l'abbiamo licenziato", si è limitata a dire la Casa) e dell'amministratore delegato Adrian Mardell. Quest'ultimo è stato sostituito da P.B. Balaji di Tata Motors, che deve raccogliere un testimone difficile: la Jaguar è ora sostanzialmente priva di modelli a listino e attende il lancio della elettrica di serie nel 2026 per riprendere il suo cammino. Nel frattempo, noi di Quattroruote abbiamo già provato la Type 00, ricavandone interessanti impressioni. Nessun modello-ponteLa scelta di non prevedere un periodo di convivenza tra modelli di vecchia e nuova generazione è unica nel panorama automobilistico e fa riflettere sulla complessità delle sfide che l'industria ha affrontato in questi ultimi anni. Per la Jaguar il settore premium è già votato agli elettroni e la scelta senza ritorno che è stata fatta ne plasmerà il futuro e il successo commerciale.
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Centro prove - Le 10 regine dellaccelerazione: chi domina sullo 0-100 km/h?
Se è vero che oggi gli argomenti di discussione virano spesso verso altri lidi (infotainment, consumi, Adas), quando si entra nel territorio della prestazione c'è ancora un solo numero in grado di tracciare, meglio di ogni altro, il profilo di una vettura: accelerazione 0-100 km/h. Basta quello, che siano quattro, otto o dodici secondi, per ottenere una sintesi delle capacità di un'auto e far comprendere al volo se si tratta di un prodotto brillante, oppure no. Perché sono decenni che lo 0-100 ce l'abbiamo in testa: per noi appassionati questo valore è uno dei termometri della performance.Di seguito, quindi, vi presentiamo la Top 10 delle sportive più scattanti mai passate dal nostro Centro prove di Vairano, dalla posizione più bassa alla vetta della classifica. 10. McLaren 720S Coupé - 2,70 secondiRimpiazzata dalla più prestante 750S, la precedente 720S provata su Quattroruote nel 2018 continua a occupare la decima piazza assoluta in materia di accelerazione. Lo fa con un ottimo 2,7 secondi sullo 0-100, valore di rilievo se si considerano i 720 CV e la sola trazione posteriore. Più che lo scatto breve, è interessante l'allungo: 0-200 in 7,07 s e chilometro da fermo in 17,87 s con uscita a 296,8 km/h. 9. McLaren 570S Spider - 2,67 secondiAl nono posto un'altra McLaren, la più piccola 570S Spider, che si mette dietro la sorella maggiore con un vantaggio di soli 3 centesimi. A 200 km/h ci arriva in 8,32 s e il km da fermo in 18,8 s (uscita a 276,1 km/h). 8. Porsche Taycan Turbo S - 2,65 secondiNella classifica ristretta entra anche una elettrica, forte della sua potenza massima combinata (761 CV di picco massimo, 680 cavalli costanti) e, soprattutto, della sua architettura bimotore che di fatto la rende una 4x4. Così, in termini di motricità e scatto breve, la Porsche Taycan Turbo S è riuscita a mettere a segno un tempo straordinario: 2,65 secondi, un'accelerazione mostruosa cui contribuisce anche la scelta di averla dotata di un riduttore con due rapporti, con il primo più corto proprio per favorire gli scatti e il secondo per gli allunghi; che sono buoni, per inciso, ma non quanto quelli delle sportive tradizionali: il km viene tagliato dopo 19,47 secondi. 7. Lamborghini Huracán Evo Coupé - 2,64 secondiTempo strepitoso per questa Huracan Evo Coupé, con la trazione integrale e una logica di funzionamento del launch control evidentemente ben a punto. 2,64 sono i secondi necessari per bruciare lo scatto breve, mentre l'allungo garantito dal V10 5.2 consente di bruciare il km da fermo in 19,18 secondi, sfondando il muro dei 270 km/h. 6. Maserati GT2 Stradale - 2,57 secondiSole due ruote posteriori, ma un launch control che lavora bene e un notevole grip meccanico garantito dai pneumatici specialistici. Così, alla Maserati GT2 Stradale sono sufficienti 2,57 secondi per chiudere la pratica dello 0-100 km/h, con la sua corsa che prosegue senza cali nel corso dei mille metri di test uscendone a 268,8 km/h dopo 19,08 secondi. 5. Porsche 918 Spyder - 2,56 secondiQui andiamo un po' indietro nel tempo, precisamente nel novembre del 2014 quando la prima supercar plug-in ibrida della storia ha varcato i cancelli della nostra pista di Vairano. La potenza combinata di 893 cavalli arrivava da un motore elettrico sistemato sull'asse anteriore e una seconda unità a batteria sistemata dietro, a supporto del termico: un V8 aspirato di 4.6 litri strettamente derivato dalla Porsche RS Spyder di classe LMP2 che gareggiava nell'American Le Mans Series e alla 24 Ore di Le Mans. Grazie alla notevole cavalleria e alla trazione sulle quattro ruote, la Porsche 918 Spyder siglava, all'epoca, il record assoluto sullo 0-100: 2,56 secondi; notevolissimo, poi, l'allungo: 17,96 secondi sul km, con una velocità di 291,6 km/h. 4. Porsche 911 GT2 RS - 2,55 secondiIl record della 918 Spyder è stato poi infranto, qualche tempo dopo, da un'altra Porsche: la GT2 RS su base 991, ancora oggi senza un'erede diretta (ma che dovrebbe arrivare a breve). Con 700 cavalli, 750 Nm di coppia e un telaio in splendida forma (materiali compositi di ogni genere in ogni dove per contenere il peso in 1.545 kg), questa supersportiva ha fatto valere la proverbiale motricità di tutte le 911 staccando un tempo di 2,55 secondi. Rispetto alla 918 Spyder, però, in allungo perde qualcosa, uscendo dal km con 10 km/h in meno (281,0). 3. Lamborghini Revuelto - 2,41 secondiLe supercar plug-in, nel frattempo, si sono evolute ed ecco arrivare la Lamborghini Revuelto, con 1.015 cavalli spremuti dal colossale V12 aspirato di 6.5 litri abbinato a ben tre motori elettrici, di cui due deputati a dare moto alle ruote anteriori. Con un tempo di 2,41 secondi sullo scatto breve, si pone sul gradino più basso del podio; tuttavia, in questo caso, considerare solo lo 0-100 è poco indicativo: una volta lanciata, la Lambo riesce infatti a dare sfogo a tutta la sua potenza propulsiva e così le bastano 7,06 secondi per arrivare a 200 km/h e appena 17,63 per tagliare il km, con una punta d'uscita di ben 298,06 km/h. 2. Audi RS e-tron GT Performance - 2,19 secondiPer raccontare questo secondo posto, dobbiamo spoilerarvi la vincitrice di questa Top 10. L'Audi RS e-tron GT Performance, infatti, ha stampato lo stesso identico tempo (2,19 secondi) della Ferrari SF90 Stradale. Tuttavia, mettiamo la sportiva di Maranello al primo posto perché molto più rapida dell'Audi in tutti gli altri traguardi, dai 200 km/h ai 400 e 1.000 metri. Ciò non sminuisce, comunque, una prestazione di assoluto rilievo, ottenuta grazie alla spinta congiunta di un motore per ogni asse e a una potenza di picco di ben 925 cavalli e 1.000 Nm di coppia. lo stacco da fermo di quest'Audi a impressionare, basti pensare che nel primissimo spunto, da 0 a 30 km/h, rifila quasi un decimo alla Ferrari: 0,36 secondi anziché 0,43. 1. Ferrari SF90 Stradale - 2,19 secondiAnd the winner is Come già anticipato, la SF90 Stradale, forte di un powertrain straordinario da 1.000 cavalli combinati e di un favorevole rapporto peso-potenza, oltre che di strategie di partenza molto raffinate. Detto del tempo sullo 0-100, identico a quello dell'Audi RS e-tron GT, è l'allungo a fare davvero la differenza con qualsiasi altra vettura: la Ferrari detiene infatti anche i record assoluti sullo 0-200 km/h (soli 6,27 secondi), sui 400 metri (9,30 secondi, 242,5 km/h) e sul km da fermo (17,09 secondi, 303,43). Dunque, per riscrivere nuovi riferimenti, aspettiamo al varco la Ferrari F80
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Lamborghini Diablo - Quando il Diavolo vestiva... Gandini
Negli anni '90, per chi cresceva tra poster e modellini, poche auto erano in grado di catturare l'immaginazione come la Lamborghini Diablo. Bassa, larga e tagliente, imponeva la propria presenza già da ferma: un'immagine che per un bambino significava velocità assoluta, forse la più estrema del panorama automobilistico dell'epoca. Dietro questo impatto visivo si celava una storia complessa. La Diablo nacque in un periodo creativo esaltante ma instabile per Lamborghini, con la responsabilità di sostituire la Countach, vettura che aveva garantito la sopravvivenza della Casa nei momenti più difficili. Il progetto P132 e la sfida ai rivaliIl progetto P132, guidato dall'ingegnere Luigi Marmiroli, aveva il compito di conciliare prestazioni, comfort e sicurezza, confrontandosi con concorrenti in rapida evoluzione come la Ferrari Testarossa, la Porsche 959 e la F40. Marmiroli approfondì la conoscenza del marchio recandosi direttamente da Ferruccio Lamborghini e studiando da vicino Miura e Countach, per interpretare con precisione l'identità che la nuova vettura avrebbe dovuto incarnare. Design e motore: la firma di Gandini e il V12 da 492 CVIl design fu affidato a Marcello Gandini, il cui tratto aveva già definito l'immagine Lamborghini nei decenni precedenti. La scelta del motore ricadde su un V12 L522 da 5,7 litri, capace di 492 CV e 580 Nm di coppia, con iniezione elettronica LIE e quattro alberi a camme in testa. Il telaio tubolare e la distribuzione interna dell'albero motore abbassavano il baricentro, mentre lo sviluppo aerodinamico fu condotto anche al Laboratoire Aérodynamique Eiffel. Le prime prove su strada e pista a Nardò segnarono le fasi cruciali del progetto. L'arrivo di Chrysler come investitore nel 1987 permise di sostenere i test e accelerare lo sviluppo, nonostante i ritardi che posticiparono il lancio, originariamente previsto per il 1988. Il debutto e l'evoluzione della DiabloIl nome Diablo fu scelto in prossimità della presentazione ufficiale, avvenuta il 20 gennaio 1990 a Montecarlo, segnando l'inizio della produzione di una delle Lamborghini più iconiche. La Diablo si evolse rapidamente, introducendo la trazione integrale con la versione VT del 1993 e aggiornamenti tecnici come ammortizzatori elettronici e servosterzo. Le versioni SE30, SV e GT rappresentarono i vertici prestazionali della gamma, con potenze fino a 575 CV e pesi ridotti fino a 1.460 kg. La Diablo GT-R e la SV-R portarono il V12 anche in pista, consolidando l'esperienza agonistica della Casa. Il restyling del 1998, sotto la guida di Luc Donckerwolke e la proprietà Audi, ammodernò linee e motore, introducendo la 6.0 con 550 CV e 620 Nm, mantenendo l'usabilità quotidiana senza rinunciare alle prestazioni estreme. Un'eredità che dura nel tempoCon 2.903 esemplari prodotti fino al 2001, la Diablo chiuse il suo ciclo cedendo il testimone alla Murciélago, lasciando un'eredità tecnica e stilistica che ha influenzato la Lamborghini contemporanea, confermando il valore di un progetto che seppe coniugare audacia estetica e precisione ingegneristica.
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Stati Uniti - Arizona, via i limiti sullInterstate 8: di giorno liberi, di notte 80 miglia
Chi percorre le strade degli Stati Uniti rimane sempre stupito nel riscontrare limiti di velocità anche in zone pressoché deserte. Ora qualcosa sta iniziando a cambiare: lo Stato dell'Arizona ha fatto il primo passo per eliminare i limiti in alcune strade rurali, ossia arterie che attraversano aree desertiche o poco urbanizzate. A tal fine è stato emanato il RAPID Act (Reasonable and Prudent Interstate Driving) per verificare i risultati relativi al traffico e agli incidenti.La nuova norma, che non si applicherà ai veicoli commerciali, sarà per il momento limitata al tratto statale della Interstate 8: si tratta di un'autostrada che collega San Diego, in California, a Casa Grande, tra Phoenix e Tucson, passando, tra l'altro, per il deserto di Sonora. Zero limiti di giorno, 80 miglia di notteIn un mondo dove i limiti aumentano e le velocità si abbassano per contrastare l'inquinamento, il progetto dell'Arizona è piuttosto semplice: i legislatori statali hanno attribuito la scelta alla necessità di ridurre i tempi di percorrenza notoriamente lunghi in tratti sostanzialmente privi di traffico e di particolari pericoli. Le multe ci saranno ancora, ma saranno legate alla guida pericolosa, mentre i limiti nelle zone indicate avranno due livelli: nessuna indicazione di giorno se non il buonsenso dei guidatori e 80 miglia (128 km/h) di notte. Per individuare le zone adatte a questo progetto pilota sono stati tenuti in considerazione alcuni fattori fondamentali: distanza dai centri abitati, numero di incidenti negli ultimi 5 anni inferiore alla media nazionale e segnaletica e infrastrutture allineate agli standard più recenti. L'esempio del MontanaL'Arizona non è comunque il primo Stato a eliminare le limitazioni. Con il "Reasonable and Prudent Act" il Montana non ha imposto vincoli diurni di velocità sulle strade dal 1955 al 1974 e dal 1995 al 1999 ed è proprio a questo esempio che si è ispirato il nuovo RAPID Act. Nel Montana la legge fu cambiata nel 1975 dopo l'Emergency Energy Highway Conservation Act del presidente Richard Nixon, che influenzò anche le scelte dei costruttori di auto in tema di dispositivi antinquinamento. Con una bella dose di spirito il Montana accettò l'imposizione dei limiti di 55 miglia orarie (88 km/h) creando una specifica multa da appena 5 dollari per i trasgressori, che venivano multati per "spreco non necessario di risorse naturali".
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Mercato del nuovo - Prezzi auto 2025: primo stop agli aumenti dei listini dopo 4 anni
Una premessa: stabilire il prezzo medio reale di vendita delle auto nuove è impossibile. Le somme che gli acquirenti pagano alle concessionarie, infatti, dipendono da quattro variabili: le versioni di ciascun modello realmente acquistate, indipendentemente da quelle presenti nel listino; le campagne promozionali delle Case in vigore al momento dell'acquisto; gli optional a pagamento inseriti da ciascun cliente su ogni singolo esemplare al momento dell'acquisto; gli sconti praticati dalle concessionarie al singolo cliente (che spesso dipendono a loro volta da altre variabili quali la presenza di un usato in permuta e l'acquisto di un finanziamento).Certo, le campagne sono note, ma le altre tre variabili no. Dunque, non è possibile conoscere l'importo medio reale fatturato in Italia ai clienti, che pure alcuni centri studi stimano, e, quindi, sapere se questa somma è aumentata o diminuita nell'anno che si sta per concludere. Prezzo medio complessivo giù dell'1,2% però possibile sapere cosa è accaduto ai prezzi di listino, un dato ufficiale comunicato dalle Case e che Quattroruote Professional tiene costantemente monitorato. Ebbene, a dicembre 2025 la media dei prezzi di listino di tutte le versioni di tutti i modelli in vendita in Italia è diminuita, rispetto a dicembre 2024, dell'1,2% in presenza di un'inflazione che invece a novembre (ultimo dato disponibile) è aumentata, sempre su base annua, dell'1,2%. Primo calo dopo quattro anni di aumentiAttenzione, però, si tratta di un dato grezzo riferito all'offerta complessiva di tutte le Case e, dunque, rappresentativo unicamente delle politiche industriali e commerciali dei costruttori. Si tratta comunque di un'indicazione interessante, considerando che un anno fa l'analogo dato aveva registrato una crescita dello 0,8% rispetto a dicembre 2023, che due anni or sono l'incremento era stato del 9,1% su dicembre 2022, del 12% a dicembre 2022 su dicembre 2021 e del 3,9% a fine 2021 nel confronto con dicembre 2020. Prezzo medio omogeneo su dello 0,9%Il dato è grezzo - si diceva, e dunque da prendere con le molle - perché nell'arco del 2025, come ogni anno, l'offerta delle Case è sensibilmente cambiata e, dunque, la fotografia del listino scattata a dicembre 2025 non è esattamente sovrapponibile all'analoga fotografia scattata un anno fa. In questi dodici mesi, infatti, molti modelli e versioni sono entrati/usciti dai listini, sono sbarcati in Italia due brand assenti 12 mesi fa - Geely e Tiger e sono usciti dal mercato Jaguar e ZD, che non ha più nel listino delle autovetture la D2s in versione M1, presente fino a giugno 2025. Dunque, se invece di confrontare l'offerta complessiva delle Case si considerano solo i modelli/versioni che erano a listino a dicembre 2024 e che ancora lo sono oggi, la media dei relativi prezzi risulta in crescita dello 0,9%, ossia di una misura leggermente inferiore al tasso ufficiale dell'inflazione, pari, come detto, a novembre (il dato di dicembre non è ancora disponibile), all'1,2%. Prezzo medio ponderato giù dello 0,7%C'è poi un terzo punto di vista dal quale è possibile osservare la dinamica dei prezzi di listino: il prezzo medio ponderato con i dati di immatricolazione di ciascun modello in un arco di tempo sufficientemente lungo, per esempio il trimestre precedente, in modo da ricavare un prezzo che, al netto di sconti delle concessionarie, campagne delle Case e optional a pagamento scelti da ciascun cliente, si avvicini il più possibile a quello reale di vendita, che per definizione non può essere noto. Ebbene, facendo questo esercizio, si scopre che a dicembre 2025, il prezzo medio ponderato delle auto in vendita in Italia, un buon indicatore della dinamica della domanda, è diminuito dello 0,7% rispetto a dicembre 2024.
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Anteprima - Alfa Romeo 2026: tutte le novità in arrivo, aspettando Giulia e Stelvio
Il 2026 sarà, per l'Alfa Romeo, un anno di transizione: le novità si concentrano principalmente sul restyling della Tonale, presentato lo scorso ottobre e pronto ad arrivare nelle concessionarie all'inizio del prossimo anno. Alla Suv di segmento C si aggiungono il Model Year 2026 della Junior e gli allestimenti Milano Cortina 2026 dedicati alle Olimpiadi invernali, di cui il gruppo Stellantis è partner ufficiale. Riflettori puntati sull'inizio del 2027, quando verranno presentate le nuove Giulia e Stelvio: quelle attuali rimarranno in gamma almeno per tutto il prossimo anno. Alfa Romeo TonaleLa Suv media, che ha debuttato nel 2022, si aggiorna con novità che riguardano stile, tecnica e gamma prodotto. A catturare immediatamente lo sguardo c'è il nuovo paraurti ridisegnato con il trilobo allargato, prese d'aria più pulite e uno scudetto concavo ispirato alle storiche 33 Stradale e GT 2000. La presenza su strada migliora sensibilmente grazie anche alle nuove carreggiate, allargate di un centimetro, che si affiancano allo sbalzo anteriore leggermente ridotto. Minimi i ritocchi ai gruppi ottici posteriori, nuovo il disegno dei cerchi di lega da 19 e 20. All'interno il quadro strumenti conserva la struttura a cannocchiale, ma i materiali migliorano nei punti di contatto, con finiture più curate e nuove combinazioni cromatiche. Inedito il selettore rotativo del cambio, che sostituisce la leva tradizionale, contribuendo a una maggiore pulizia d'insieme. Rimangono (per fortuna) i paddle di alluminio ricavati dal pieno dietro il volante. L'infotainment può contare su un processore più rapido, sugli aggiornamenti software over-the-air e la connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto. invariata la gamma motori, che comprende il 1.5 turbo mild hybrid da 175 CV, la plug-in da 270 CV e, per chi percorre tanti chilometri, il 1.6 turbodiesel da 130 CV con trasmissione automatica a 6 marce. Cinque gli allestimenti, compresa la nuova serie speciale Milano Cortina 2026.Quando arriva: già disponibileMotorizzazione: mild hybrid, plug-in, gasolioQuanto costerà: da 39.850 euro Alfa Romeo Junior MY26Piccole novità per la Suv compatta del Biscione, con l'ingresso a listino delle nuove versioni Sprint e Ti: tanti dettagli sportivi, sedili avvolgenti riscaldati e regolabili elettricamente, pedaliera e battitacco in alluminio. A listino arrivano anche i pacchetti Sport e Techno, che ampliano la dotazione con i sedili Sabelt rivestiti di Alcantara, i fari a matrice di Led e la guida assistita di livello 2. Invariata la gamma motori, con la mild hybrid da 145 CV (anche nella versione Q4 a trazione integrale) e l'elettrica da 156 e 282 CV. Quando arriva: già disponibileMotorizzazione: mild hybrid, elettricaQuanto costerà: da 30.750 euro Serie speciale Milano Cortina 2026In qualità di sponsor dei giochi olimpici di Milano Cortina 2026, l'Alfa Romeo fornirà (insieme agli altri brand del gruppo Stellantis) i mezzi per atleti, dirigenti e ospiti della manifestazione. Per l'occasione è stata anche lanciata una serie speciale chiamata proprio Milano Cortina 2026, destinata a Junior e Tonale e disponibile per tutte le motorizzazioni. La dotazione di questi modelli si arricchisce del bodykit nero lucido con inserti argentati su minigonne e paraurti, cerchi di lega diamantati, pinze freno nere, vetri posteriori oscurati, il badge Sport Speciale sul parafango e i loghi delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi sui montanti centrali. All'interno luce ambientale, pedaliera in alluminio e rivestimenti di Alcantara con dettagli in pelle e cuciture a contrasto.Quando arrivano: già disponibiliMotorizzazione: mild hybrid, plug-in, elettrica, gasolioQuanto costerà: da 35.250 euro (Junior), 45.540 euro (Tonale) Alfa Romeo Giulia e StelvioLe versioni attualmente in gamma rimarranno in produzione nello stabilimento di Cassino almeno fino al 2027. L'ha confermato Santo Ficili, ceo del Biscione, durante la presentazione del restyling della Tonale. Le ammiraglie dell'Alfa Romeo celebrano il debutto del Quadrifoglio su un'auto di produzione, avvenuto nel 1963, con 63 esemplari numerati della serie speciale Quadrifoglio Collezione. Nel frattempo, complice anche un mercato che si è rivelato meno ricettivo del previsto nei confronti delle auto elettriche, l'Alfa Romeo si è presa del tempo per lavorare alla nuova piattaforma che farà da base alle prossime generazioni di Giulia e Stelvio. Che non vedranno la luce prima del 2027, quando arriveranno sul mercato sia in versione 100% elettrica, sia con motorizzazioni ibride a benzina.
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Ferrari - La Trilogia del V8 aspirato
360 Challenge Stradale, 430 Scuderia, 458 Speciale. Tre pietre miliari che segnano l'evoluzione della filosofia Ferrari più estrema applicata alle berlinette a motore centrale e un unico filo conduttore che proprio su questi tre modelli ha raggiunto la sua massima espressione: il V8 aspirato. Un collezionista piemontese le ha portate a Vairano per condividere con noi (e con voi) la sua passione per questa triade. Un'occasione più unica che rara per ripassare l'evoluzione tecnica che ha traghettato Ferrari da un passato analogico e ruvido al presente tecnologico e raffinato. 360 Challenge Stradale: il punto di partenzaIl punto di partenza è la 360 Challenge Stradale del 2003. Il V8 3.600 cc è ancora un esponente della famiglia di motori Dino, evoluti nei decenni precedenti in casa Ferrari e arrivati qui alla loro massima espressione. Con le sue cinque valvole per cilindro punta tutto sugli alti regimi, con una coppia massima di 373 Nm a 4.750 giri, una potenza di 425 cv e limitatore a 8.500 giri.Il peso, drasticamente ridotto grazie a carbonio, Lexan e a un abitacolo spogliato, si ferma sotto i 1.200 kg. Il cambio è l'F1 elettroattuato, reso più veloce che sulla 360 standard, ma con ancora quel vuoto di coppia che dà peso alla cambiata. Siamo agli inizi degli anni 2000, è già arrivata una certa dose di elettronica, ma l'esperienza di guida è ancora estremamente analogica e basta premere il pulsante START per far vibrare l'abitacolo e sentirlo invaso da un suono quasi metallico che sembra scappato dai decenni precedenti. 430 Scuderia: il salto tecnologicoCon la 430 Scuderia, nel 2007, il concetto si evolve. Il V8 completamente nuovo (codice F136) da 4.300 cc introduce la fasatura variabile, rendendo la curva di coppia più piena e sfruttabile, con un picco di 470 Nm a 5.250 giri. Si sale a 510 cv, sempre pronti a correre fino agli 8.500 giri. Anche l'elettronica fa un salto importante: arrivano E-Diff, F1-Trac e il manettino, strumenti che non addomesticano la vettura, ma aiutano il pilota a sfruttarla meglio. Il cambio F1 diventa rapidissimo (60 ms), ma la frizione singola continua a far sentire il colpo. Le sospensioni magnetoreologiche SCM migliorano il controllo e l'aerodinamica cresce in efficienza. La Scuderia è più veloce, più precisa, ma resta una supercar dal carattere molto meccanico (e proprio questo connubio, ci confessa il proprietario, la rende la sua preferita delle tre). 458 Speciale: l'apice del V8 aspiratoIl percorso si chiude con la 458 Speciale, apice assoluto del V8 aspirato Ferrari. La cilindrata sale a 4.500 cc, la linea rossa si sposta a 9.000 giri e arrivano i trombocini di aspirazione a geometria variabile. La potenza specifica è da record per un aspirato di serie: 625 cv con 540 Nm di coppia a 6.000 giri. L'aerodinamica diventa attiva, le sospensioni e il differenziale dialogano con il Side Slip Control, capace di gestire l'angolo di deriva in tempo reale. Il cambio è esclusivamente a doppia frizione e l'efficacia in pista raggiunge livelli impensabili per un'auto stradale di pochi anni prima. Nonostante siano passati solo 5 anni (siamo nel 2013) il salto di prestazioni (e la facilità con cui si estraggono) è abissale. cambiato anche il carattere, come manifesta l'estetica sia esterna che interna. Tutto è più raffinato, limato, rifinito. Ma una costante è rimasta: l'urlo del V8 aspirato. Dopo di lei, il turbo cambierà tutto.
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Anteprima - Dacia 2026: tutte le novità in arrivo, dalla C-Neo all'elettrica Evader
Per la Dacia il 2026 si giocherà su due fronti. Il primo riguarda le novità di prodotto: si parte con la C-Neo (nome provvisorio), modello di segmento C con linee filanti e l'impostazione muscolosa e pratica delle auto della Casa di Mioveni, seguita - entro la fine dell'anno - da una piccola elettrica costruita sulla base della Renault Twingo. Il secondo fronte è quello dell'aggiornamento della gamma attuale, con l'arrivo nelle concessionarie dei restyling presentati qualche settimana fa e il debutto di nuove motorizzazioni elettrificate. Dacia C-NeoIl nuovo modello della Dacia entra nel segmento C con una media moderna, ma di sostanza, che non trascura l'immagine e si declina in una gamma versatile, fatta di versioni ibride (mild e full), a Gpl e trazione integrale. Le linee sono quasi da fastback, l'assetto leggermente rialzato, stile crossover, mentre lo spazio a bordo dovrebbe superare quello delle classiche hatchback. Il corpo vettura, lungo circa 4,6 metri, poggia sulla versatile piattaforma Cmf-B del gruppo Renault.Lo stile, robusto, riprende quello degli altri modelli in gamma, e fa il paio con la tipica essenzialità della Casa, anche se in abitacolo non mancheranno schermi fino a 10 pollici per strumentazione e infotainment. La gamma motori dovrebbe ricalcare fedelmente quella della Bigster: solo versioni elettrificate, a partire da quelle a benzina mild hybrid, anche con il Gpl, per arrivare alle ibride full. Non mancherà neppure il nuovo propulsore Hybrid-G 150 4x4, che abbina il bifuel alla trazione integrale.Quando arriva: dicembre 2026Motorizzazione: Bifuel a Gpl, ibrido (mild e full)Quanto costerà: circa 20.000 euro Dacia Evader Evader è il nome provvisorio di questa piccola elettrica, costruita sulla base della Renault Twingo, che la Dacia si prepara a lanciare con prezzi a partire da circa 18 mila euro. Dovrebbe essere lunga circa 3,8 metri, poco di più della compatta Spring, con look da mini crossover e assetto leggermente rialzato. La capacità della batteria non è stata dichiarata, ma ci si aspetta un'autonomia nell'ordine dei 250 km nel ciclo Wltp.Quando arriva: presentazione a fine 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: circa 18.000 euro Dacia Duster/BigsterLe due Suv della Dacia accolgono l'arrivo in gamma di una nuova variante di powertrain, che mette insieme il Gpl con l'ibrido mild e la trazione integrale. Il sistema, incentrato su un 1.2 turbobenzina tre cilindri, conta su un motore elettrico posteriore da 31 CV per una potenza complessiva di 150 CV.Quando arriva: inizio 2026Motorizzazione: mild hybrid bifuel a GplQuanto costerà: da 28.500 euro (Duster), da 29.900 euro (Bigster) Dacia Sandero Nei primi mesi del 2026 arriverà il nuovo restyling della compatta, che coinvolge sia la versione cittadina Streetway che la più avventurosa Stepway. Le novità coinvolgono soprattutto il frontale, con la firma luminosa a T rovesciata e la calandra ridisegnata. Nuovi anche i cerchi di lega e, per la Stepway, protezioni in plastica Starkle sui passaruota. All'interno il volante diventa più ergonomico e arriva un display centrale da 10, abbinato alla strumentazione digitale da 7 (non per l'allestimento base Essential). I motori guadagnano qualche cavallo: il benzina passa da 90 a 100, il bifuel a Gpl da 100 a 120, volendo anche col cambio automatico, mentre sulla Stepway arriverà - nel corso dell'anno - il full hybrid da 155 CV.Quando arriva: inizio 2026Motorizzazione: benzina, bifuel a Gpl, full hybridQuanto costerà: da 14.800 euro Dacia JoggerUn po' wagon, un po' crossover, questa Dacia si aggiorna nei contenuti, tanto all'esterno quanto in abitacolo, introducendo quanto visto anche sulla sorella minore Sandero. Tra le novità sottopelle figurano il powertrain full hybrid da 155 cavalli, che sostituisce quello da 140, e il motore benzina-Gpl da 120 cavalli al posto di quello da 100, con la capacità del serbatoio del gas portata a 48,8 litri complessivi rispetto ai 40 del modello precedente, un incremento del 20%.Quando arriva: inizio 2026Motorizzazione: benzina, bifuel a Gpl, full hybridQuanto costerà: da 18.800 euro
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Emissioni - Dieselgate, Mercedes paga 150 milioni negli USA: cosa prevede laccordo
Sono passati ormai quasi dieci anni, ma il Dieselgate continua a produrre conseguenze economiche per i grandi costruttori. L'ultimo sviluppo arriva dagli Stati Uniti, dove i filoni giudiziari legati allo scandalo delle emissioni sono molteplici. In particolare, la filiale americana di Mercedes-Benz ha accettato di pagare 149,6 milioni di dollari (circa 85 milioni di euro) per chiudere l'ennesimo processo basato sulle accuse di installazione di dispositivi illeciti per la manipolazione delle emissioni. L'ultimo procedimentoL'accordo di patteggiamento, ancora subordinato al via libera di un tribunale, è stato raggiunto con i procuratori generali di 48 Stati, oltre a Porto Rico e al Distretto di Columbia. Prevede una serie di disposizioni, a partire dalle procedure di pagamento dei circa 150 milioni di dollari: 120 milioni saranno versati immediatamente ai singoli Stati, mentre l'esborso per i restanti 29,6 milioni sarà ridotto di 750 dollari per ogni veicolo che Mercedes riparerà, ritirerà dal mercato o riacquisterà.La Casa tedesca dovrà sostituire i software di 39.565 veicoli non riparati fino ad agosto 2023. Inoltre, dovrà garantire un'estensione di garanzia ed erogare 2.000 dollari a ogni proprietario. Mercedes ha anche accettato di adottare misure per prevenire future violazioni e rispettare specifici obblighi di vigilanza.Mercedes, che già nel 2020 aveva raggiunto un patteggiamento da 1,5 miliardi di dollari con il governo degli Stati Uniti e le autorità della California per chiudere il processo per frode, ha ribadito l'infondatezza delle accuse, negando qualsiasi responsabilità. Secondo l'azienda, l'ultimo accordo è coperto da sufficienti accantonamenti di bilancio e risolve tutti i procedimenti legali ancora pendenti negli USA.
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Miti da sfatare - Auto elettriche e ZTL: cosa sapere per evitare multe salate
Se avete appena comprato un'auto elettrica con gli incentivi 2025, è il momento di godere delle numerose agevolazioni riservate a questo tipo di vettura, ma risulta difficile orientarsi nella giungla di notizie online. In particolare, molti siti riportano che le auto elettriche possono entrare in tutte le ZTL: non è vero. Si tratta di equivoci che comportano il rischio di ricevere a casa multe seriali da centinaia di euro. Un esempio concretoImmaginate di voler sapere se potete accedere liberamente in tutte le Zone a traffico limitato di Milano, digitando in un motore di ricerca Auto elettrica ZTL Milano. Fra le migliaia di risposte, quella tipica è: A Milano, le auto elettriche godono di pieno accesso e gratuità in tutte le ZTL. Falso. In realtà, per esempio, le elettriche sono vietate nella ZTL Quadrilatero: ogni volta che le telecamere immortalano la targa, scatta la multa di circa 95 euro al proprietario del mezzo. Accesso alle Ztl con auto elettriche: regole, rischi e segnali da conoscereQuando si parla di accesso alle Ztl con un'auto elettrica, la prima regola è non dare nulla per scontato. Spesso, infatti, serve registrare la targa nel sistema del Comune, che inserirà la Bev in una sorta di lista bianca. Ma attenzione: il via libera potrebbe avere una data di scadenza e, in molti casi, è legato alla targa e non al cittadino. In altre parole, se cambi auto, devi rifare tutto da capo.E non finisce qui. Le amministrazioni possono modificare le concessioni in qualsiasi momento, soprattutto se cambiano le esigenze di traffico o di inquinamento. E poi c'è un altro dettaglio che può spiazzare: non è detto che l'autorizzazione per una Ztl valga per tutte le zone a traffico limitato della stessa città. Spesso i Comuni gestiscono più aree con sistemi separati, e ogni varco ha le sue regole.Qualcuno potrebbe pensare di chiedere lumi all'intelligenza artificiale, ma anche qui serve prudenza. L'AI è un modello linguistico addestrato per fornire informazioni, e non è infallibile: può sbagliare, essere incompleta o non aggiornata.Infine, c'è la segnaletica Ztl, che non aiuta a semplificare le cose. Il cartello è un divieto: cerchio rosso su fondo bianco. Sotto, pannelli integrativi indicano orari ed eccezioni, mentre display luminosi mostrano scritte come Varco attivo o Ztl closed, in verde o in rosso. Interpretare tutto questo nel traffico, magari con auto che premono dietro, non è proprio immediato. Multe a rafficaFra il momento in cui l'auto elettrica entra in una ZTL vietata e la data in cui il titolare riceve a casa la multa di 95 euro, possono trascorrere parecchi giorni. Se in quel lasso di tempo il proprietario accede più volte nella ZTL vietata, si vedrà recapitare un numero di contravvenzioni pari alle infrazioni: sono le sanzioni seriali. C'è un'unica soluzioneL'unico modo rapido per evitare le multe è cercare informazioni sul sito ufficiale del Comune, sperando che siano aggiornate. In alternativa, occorre contattare la Polizia Locale di quell'amministrazione.
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Fipa Spa - Desner investe in Italia: produrrà quadricicli elettrici a Grugliasco
La Desner ha confermato la nascita in Italia della FIPA S.p.A, aprendo la strada alla produzione industriale di veicoli elettrici nel nostro Paese. La società cinese ha scelto l'Italia per l'assemblaggio di veicoli elettrici leggeri L6 ed L7 destinati al mercato europeo, e la nuova realtà industriale si occuperà della riqualificazione del sito Lear di Grugliasco. La gamma attuale comprende i quadricicli A05, W300, Y300 e P300. Arriva un'elettrica di segmento ATra le dichiarazioni del fondatore Angelo Sun emerge un'anticipazione importante: la Desner vuole sviluppare anche una vettura di segmento A, che si posizionerà al di sopra dei quadricicli leggeri e pesanti attuali. Pur senza riferimenti diretti, questa scelta potrebbe essere dettata dall'arrivo dei futuri regolamenti europei sulle E-Car.
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Acea - Mercato auto Europa: novembre in crescita, boom di elettriche e ibride plug-in
Il mercato dell'auto europeo si mantiene in territorio positivo: a novembre, secondo i dati diffusi dall'Acea, le nuove immatricolazioni nell'area UE + Efta + UK sono state 1.079.563, il 2,4% in più rispetto allo stesso mese del 2024. Si conferma il segno più pure nel bilancio annuale: nei primi undici mesi dell'anno le immatricolazioni totali sono state 12.098.650, con un incremento dell'1,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Mercati: la Spagna continua a correreAnalizzando i dati mensili delle diverse aree geografiche di riferimento, l'Unione Europea segna un +2,1%, i Paesi Efta un +28,3% e il Regno Unito un -1,6%. Tra i maggiori mercati del blocco comunitario, spicca sempre la Spagna, con una crescita del 12,9%. Bene anche la Germania (+2,5%), in lieve flessione la Francia (-0,3%), stabile l'Italia. Sempre in spolvero elettriche e Plug-inSul fronte delle alimentazioni, prosegue il trend decisamente positivo delle motorizzazioni alla spina: nell'intero continente (UE + Efta + UK) le elettriche segnano un +37,3%, mentre nella sola Unione Europea registrano un tasso di crescita del 44,1% (25,7% da gennaio), con una quota di mercato che raggiunge il 16,9%. Le ibride plug-in migliorano del 33,9% (+38,4% nella UE) e le ibride non ricaricabili del 2,8% (4,2%). In calo le auto a benzina (-19,9%, con un -21,9% nel blocco comunitario) e le diesel (-23,1% in Europa, -23,2% nella UE). L'andamento dei gruppiPer quanto riguarda i costruttori, il Gruppo Volkswagen si conferma al primo posto in tutta Europa con 299.402 nuove immatricolazioni e una crescita del 4,1% rispetto a novembre 2024: tra i vari marchi, Volkswagen segna un +0,8%, koda un +4,3%, Audi un +9,9%, Cupra un +28,8%, mentre Seat flette dell'1,6% e Porsche del 28,9%.Al secondo posto Stellantis, con 138.747 targhe e un calo del 2,7%. In crescita Opel (+5,5%), Citroën (+13,7%), Fiat (+16,1%) e Lancia (+20,7%), in calo Alfa Romeo (-5,3%), Peugeot (-15,5%), Jeep (-21,8%), DS (-36%).Il Gruppo Renault immatricola 115.041 vetture, registrando un +3%, con un +5,7% della Renault e un -1,7% della Dacia. Crescono anche i gruppi Hyundai/Kia (+0,2%) e BMW (+1,7%). In calo Toyota (-9,9%), Mercedes-Benz (-7,8%), Volvo (-14,8%) e Jaguar Land Rover (-27,6%). Salgono Ford (+0,8%) e soprattutto le cinesi SAIC Motor (+20,9%) e BYD (+221,8%).Scende la Tesla (-11,8%), contrastati gli altri marchi giapponesi: -10% Nissan, -13,5% Suzuki, +8,4% Mazda, +18,5% Honda, -25,5% Mitsubishi.
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Green Deal - Auto "made in UE", il rischio autogol sugli incentivi: ecco perché
Made in European Union è una delle espressioni cardine del nuovo Pacchetto Automotive proposto dalla Commissione europea. Ma che cosa significa, in concreto, vetture fatte nell'UE? La risposta non è ancora codificata: la definizione operativa del Made in UE sarà chiarita nei prossimi passaggi attuativi. Nel frattempo, il tema conta - e molto - perché impatta su incentivi, flotte aziendali e competitività industriale. Auto Made in Ue: due possibili requisiti Un possibile criterio è la valorizzazione del contenuto europeo lungo la filiera (componenti e trasformazioni a più alto valore).Un altro è la localizzazione in UE delle fasi critiche (es. celle delle batterie, semiconduttori). Qual è l'obiettivo I documenti della Commissione non citano esplicitamente la Cina, ma il pacchetto punta a rafforzare la manifattura europea (batterie, acciaio lowcarbon, piccole elettriche M1E) e a rendere più competitivo l'ecosistema, in un contesto in cui sono già attivi dazi antisovvenzioni sulle elettriche importate dalla Cina. Etichetta europea: rischi ed effetti a catenaSe i criteri Made in UE diventeranno stringenti, produrre un'elettrica potrebbe costare di più nel breve periodo, comprimendo i margini o spingendo i listini verso l'alto, con possibili riflessi sulla domanda e sulla velocità della transizione. In parallelo, non si può escludere un protezionismo riflesso da parte di altri blocchi. Sono rischi plausibili, ma dipenderanno da come verranno scritti i requisiti e da quali incentivi/leve fiscali accompagneranno il cambio. Il nodo della tracciabilitàLa filiera auto europea è profondamente integrata a livello globale: minerali e terre rare, componenti critici e knowhow attraversano confini. Stabilire con precisione che cosa sia europeo lungo tutta la supply chain richiede tracciabilità e metodologie condivise (si pensi al passaporto digitale delle batterie e agli atti delegati in via di adozione). Flotte aziendali green Made in UE: la vera svoltaFinora l'UE ha spinto i costruttori (lato offerta); domani metterà obiettivi nazionali obbligatori per le grandi imprese (lato domanda), chiedendo più immatricolazioni di veicoli a basse/zero emissioni. E c'è un passaggio chiave: gli aiuti pubblici ai veicoli corporate - acquisto, leasing o noleggio - dovranno andare solo a mezzi verdi prodotti nell'UE. Non sono menzionate multe immediate, ma reporting e monitoraggio saranno serrati. Italia: che cosa serve davveroCon un punto di partenza più debole sulle elettriche aziendali, l'Italia dovrà muoversi su due binari: incentivi mirati e riforma fiscale dell'auto aziendale (deducibilità, fringe benefit, ammortamenti), per allinearsi alle best practice europee e non perdere il treno delle flotte green.
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Hyundai - Una maxi elettrica e il restyling della Ioniq 6 al Salone di Bruxelles
La Hyundai ha annunciato un debutto mondiale al Salone di Bruxelles e ha diffuso un piccolo teaser. Accanto al nuovo modello, la Casa coreana presenterà anche in anteprima europea il restyling della Ioniq 6. L'elettrica più grande del listinoLa novità assoluta di Hyundai si posizionerà all'apice della gamma elettrica attuale per dimensioni, ma nulla è ancora noto sulla tipologia di carrozzeria. Il teaser mostra il logo sotto la striscia LED orizzontale del frontale, elemento che ricorda la monovolume Staria, oggi offerta in versioni diesel e ibride: serve infatti un veicolo davvero imponente per superare i 5,06 metri della Ioniq 9. Il restyling della Ioniq 6Accanto alla nuova elettrica debutterà anche il restyling dellaIoniq 6, già svelato in Corea nei mesi scorsi. Si tratta della prima europea, che sarà seguita a breve dall'avvio delle consegne. La berlina è stata ridisegnata mantenendo il focus sull'efficienza aerodinamica ed è già stata annunciata anchela variante N da 650 CV.
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Modellini - Kimera EVO38 1:18, esclusiva come l'originale
La Kimera EVO38 in scala 1:18 si colloca sul podio dei modelli più interessanti dell'anno: frutto di una partnership tra la casa automobilistica di Cuneo, guidata da Luca Betti, e lo storico brand modellistico La Mini Miniera, il modello in resina è stato realizzato in soli 150 esemplari divisi in due speciali livree: rosso e oro. Una produzione limitata che riflette fedelmente l'esclusività della vettura reale. Dal punto di vista estetico colpisce per le proporzioni muscolose, una verniciatura estremamente pulita e omogenea, oltre che per l'eleganza della base in pelle, completa di targa con incisa la numerazione progressiva della tiratura. Assetto aggressivo, schiacciato al suolo, che evidenzia ancor più la definizione negli sbalzi, nelle modanature, in tutte le prese d'aria e le griglie finemente riprodotte, fino all'alettone integrato che domina la parte posteriore. Graficamente le parti in carbonio hanno una trama realistica e cromaticamente corretta, gruppi ottici di straordinaria brillantezza, profondità e trasparenza, così come le vetrature.Dalla coda, attraverso il lunotto, si intravede il cuore meccanico da 600 cavalli della EVO38. Fedele e curata la riproduzione dei cerchi, equipaggiati con pneumatici Pirelli P Zero. All'interno del modello troviamo la stessa cura maniacale: sedili da gara con cinture di sicurezza brandizzate Martini Racing, plancia compatta e comandi ben leggibili anche in scala, finiture accurate e una corretta disposizione dei volumi mettono in risalto la postazione di guida con il volante collocato alla giusta altezza e distanza dalla seduta del pilota.Un modello che fonde lo stile Kimera a un'artigianalità modellistica made in Italy, destinata a occupare un posto di rilievo nelle collezioni più esclusive. La si trova nei migliori negozi a 300 euro, prezzo in linea con il mercato per qualità, rarità e dettagli presenti.
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Stellantis - Fiat Fastback 2026: le ultime foto spia mostrano come sarà
Proseguono a ritmo serrato gli avvistamenti dei prototipi della Fiat Fastback in Italia. Quelle che vi mostriamo oggi sono le più recenti foto spia della vettura, che nonostante le pellicole applicate alla carrozzeria mostra ormai senza ulteriori protezioni il design della coda. Lunotto senza veliLa Fastback, attesa al debutto nel corso del 2026, ha proporzioni da suv-coupé e proprio sulla coda si sono concentrate per mesi le indiscrezioni. Ora possiamo osservarla quasi senza veli: lunotto fortemente inclinato, gruppi ottici separati in tre elementi LED quasi del tutto scoperti e un'appendice aerodinamica sul bordo del portellone che potrebbe avere due interpretazioni: una soluzione attiva non ancora visibile oppure un componente finto per sviare l'attenzione. Quel che è certo è che l'andamento del tetto e delle portiere sembra tale da non compromettere lo spazio in altezza per i passeggeri posteriori. Dettagli da SuvIn base a quanto già visto su altri prototipi sappiamo anche che la Fastback adotta soluzioni stilistiche tipiche dei fuoristrada, come gli inserti in plastica nera sui bordi dei passaruota e l'assetto lievemente rialzato. Questi componenti potrebbero comunque cambiare in base agli allestimenti e alla tipologia di powertrain, visto che dovrebbero essere della partita anche versioni ibride a trazione integrale. Scelte coerenti con la prima generazione del modello, commercializzata solo in Sud America, persino in versione Abarth. L'ibrido ha bisogno di ariaSecondo le informazioni raccolte sul luogo degli scatti, il prototipo emetteva chiaramente il rumore di un motore endotermico. Questo dettaglio non stupisce, visto che conosciamo bene la piattaforma multienergia Smart Car sulla quale la Fastback è basata, ma ci permette di dare un senso alla disposizione delle prese d'aria frontali: è possibile infatti notare una seconda apertura orizzontale al di sopra della targa, che potrebbe rappresentare il principale segno di riconoscimento rispetto alla variante elettrica.
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Green Deal - 2035, nulla è scontato: il pacchetto Ue è solo allinizio
La scorsa settimana, il pacchetto Automotive è stato al centro del dibattito sul futuro dell'industria europea dell'auto. Le proposte della Commissione Ue hanno alimentato divisioni e giudizi sferzanti. Al di là degli attacchi ad alzo zero, come quello della VDA (la presidente Hildegard Müller ha parlato di pacchetto disastroso), oppure delle prese di posizione di alcuni costruttori (l'ad di Stellantis, Antonio Filosa, sul Financial Times ha ribadito l'insufficienza delle misure), è necessario chiarire un punto: le proposte non sono di immediata applicazione e saranno passibili di modifiche anche sostanziali durante l'iter legislativo.Non a caso, i primi commenti a caldo hanno usato toni diplomatici: il pacchetto è visto da più parti come un primo passo e non come un traguardo finale nel percorso avviato con il Dialogo Strategico. Cosa ci dice il passatoIl passato suggerisce molto sul destino del pacchetto durante l'iter di conversione. Partiamo dal regolamento sulle emissioni che, finora, prevedeva il bando delle endotermiche al 2035. Oggi la Commissione ha proposto un emendamento: taglio dell'obiettivo di riduzione allo scarico al 90% (dal 100%), con compensazioni obbligatorie per il 10%. Il bando (proposto nel luglio 2021) prima di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale richiese oltre venti mesi, dopo i consueti passaggi in Parlamento e Consiglio, emendamenti inclusi (e-fuel tedeschi, deroghe per piccoli costruttori). Il processo è complesso e articolato. Tanta carne al fuocoBen più breve, ma non meno tortuoso, è stato il caso dell'emendamento per introdurre il meccanismo di compliance per le multe sullo sforamento dei limiti alle emissioni. La Commissione ha svelato il suo Piano d'Azione per l'auto all'inizio dello scorso marzo, inserendo uno specifico provvedimento per alleviare l'impatto del regime sanzionatorio, che è stato approvato da Parlamento e Consiglio Ue alla fine di maggio, non senza ritardi rispetto alle aspettative. A ogni modo, ci sono voluti almeno tre mesi prima della sua entrata in vigore, nonostante una condivisione generalizzata della necessità di apportare le modifiche tanto richieste dall'industria europea.Con il pacchetto, però, la posta in gioco è molto più alta e non solo per le tante proposte elaborate dalla Commissione. Un emendamento riguarda il regolamento 2019/1242 e il meccanismo di calcolo delle emissioni per i camion per il 2025/2029, un altro il regolamento 2019/631 sulle emissioni dei veicoli leggeri e un altro ancora l'etichettatura dei veicoli e l'abrogazione della direttiva 1999/94/CE. E poi si propone un nuovo regolamento che va a modificare i regolamenti 561/2006, 2018/858, 2019/2144 e 2024/1257, con l'obiettivo di semplificare i requisiti tecnici e le procedure di prova per i veicoli a motore e abrogare la direttiva 70/157/CEE e il regolamento 540/2014.E questo senza dimenticare le proposte sulle batterie, i controversi requisiti per le flotte aziendali e la definizione della nuova normativa per le E-Car. Il quadro è poi esacerbato dalle prese di posizione di diversi governi, come quello italiano, che hanno promesso battaglia durante i vari processi legislativi. Insomma, c'è così tanta carne al fuoco (e tanti cuochi intorno a molteplici bracieri) che è molto difficile pensare che il pacchetto entri in azione in pochi mesi.
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Bosch - Un progetto di AI con Microsoft e NVIDIA per gli interni delle auto connesse
Bosch ha scelto il CES 2026 di Las Vegas per presentare una piattaforma di estensione per l'infotainment di bordo basata sull'intelligenza artificiale. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con Microsoft e NVIDIA ed è pensato per poter aggiornare i cockpit esistenti, introducendo nuove funzionalità senza rimuovere l'hardware già presente. L'AI guiderà la crescita del settoreLa presenza dell'AI permette di introdurre elementi inediti: il software è in grado di apprendere durante l'utilizzo, riconoscere preferenze e abitudini degli occupanti e dialogare in maniera naturale grazie ai comandi vocali. Secondo Bosch, questo settore sarà uno di quelli in maggior crescita entro il 2030: il gruppo prevede vendite per oltre 2 miliardi di euro in questo contesto. Un hardware da NVIDIA e il pacchetto 365 da MicrosoftGrazie alla partnership con Microsoft, Bosch ha studiato sistemi per rendere produttivo il tempo trascorso in auto, trasformandola in un ufficio mobile grazie all'integrazione con la suite 365. quindi possibile, ad esempio, gestire riunioni di Teams in relazione all'attivazione degli ADAS, mettendo così in sicurezza l'utente. Grazie alla piattaforma SoC NVIDIA DRIVE AGX Orin viene resa disponibile una capacità di calcolo aggiuntiva con un modulo collegato alla rete Ethernet di bordo.
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Autostrade - Riforma pedaggi: come funziona il pay per use e perché conviene
A pochi giorni dall'introduzione di un meccanismo di rimborso dei pedaggi in caso di ritardi per lavori, arriva un'altra novità per chi percorre le autostrade italiane: l'Autorità dei Trasporti ha approvato nuovi sistemi tariffari per le concessioni autostradali. Anche in questo caso, il principio base è il cosiddetto pay per use, che si traduce nel riconoscimento in tariffa dei soli investimenti effettivamente realizzati e non programmati. La novità apre così la strada alla possibilità di una riduzione degli attuali pedaggi.Non a caso, il presidente dell'Autorità, Nicola Zaccheo, parla di un cambio di paradigma fondamentale rispetto al passato. L'intervento dell'Art mira a garantire un corretto bilanciamento tra la sostenibilità economico-finanziaria delle concessioni, l'effettiva realizzazione degli investimenti e la necessità di contenere i costi per l'utenza, promuovendo una gestione più improntata a criteri di efficienza, responsabilità e trasparenza, aggiunge Zaccheo. I cardini del provvedimentoIn altre parole, l'Autorità, tramite due distinte delibere (240 e 241), ha dato forma alla tanto attesa riforma del sistema dei pedaggi. Di seguito, gli elementi principali:Remunerazione del capitale: il tasso di remunerazione del capitale investito (Wacc) viene allineato a valori di mercato, con aggiornamenti periodici;Poste figurative: le voci relative alla remunerazione del capitale investito, posposte per non gravare subito sulla tariffa, sono legate agli investimenti realizzati;Equilibrio economico-finanziario: nuovi criteri per misurare l'equilibrio delle concessioni, con meccanismi di compensazione in caso di disequilibri;KPI: indicatori per monitorare la performance, incentivando efficienza e qualità del servizio;Ambito di applicazione: le nuove regole valgono per le concessioni da gennaio, con misure transitorie per quelle vigenti. Alcuni elementi, come il Wacc e le poste figurative, entrano in vigore subito. Gli obiettiviL'Autorità dei Trasporti punta a garantire trasparenza e verificabilità delle variabili economiche, accesso equo e non discriminatorio all'infrastruttura, uniformità dei criteri di contabilità regolatoria e ottimizzazione delle previsioni di traffico e gestione del rischio, sempre a tutela degli utenti.
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