Carlos Tavares - "Pronti ad aumentare la produzione della 500 elettrica, ma mancano i componenti"

4 Ruote - Set 20,2022

Il gruppo Stellantis è pronto ad aumentare la produzione della Fiat Nuova 500, ma, al momento, si trova ad affrontare numerose limitazioni, a partire da una mancanza di alcune componenti o materiali destinata a durare perfino decenni. "A Mirafiori ha spiegato l'amministratore delegato Carlos Tavares durante una conferenza stampa - potremmo produrre il triplo di quello che stiamo producendo adesso. Il limite non è dovuto alla capacità produttiva della fabbrica o ai pacchi batteria, ma alla carenza di altri componenti, che sono soggetti alla fornitura di semiconduttori".

Incrementi e limiti. "La 500 elettrica è la Bev più venduta in Europa e potremmo venderne molte di più, ma dipende dalla disponibilità dei componenti. Nel 2021 ne abbiamo prodotte 45 mila: potremmo facilmente raddoppiare la produzione fino a 90 mila unità e organizzarci anche per farne il triplo, ha rimarcato il dirigente lusitano. Non ci sono colli di bottiglia nella produzione, anzi ci sono stati miglioramenti anche sulla qualità, che oggi è ai massimi standard mondiali anche grazie ai lavoratori.  

Enormi potenzialità. Il gruppo, comunque, sta lavorando "con i fornitori per migliorare la situazione" e sfruttare le "enormi potenzialità della 500": "Stiamo cercando di rimuovere tutti gli ostacoli - ha proseguito Tavares - e se riusciremo a risolvere i problemi di fornitura potremo fare molto di più. In tal caso, non sono escluse conseguenze positive, tra cui nuove assunzioni a Mirafiori ("Le faremo se i nostri progetti hanno successo"). Tra l'altro, a Torino è in vista l'arrivo sulle linee delle nuove Maserati, tra cui la GranTurismo. Tavares non si è voluto sbilanciare, ma ha elogiato il lavoro fatto finora sul prossimo modello del Tridente: "La nuova Maserati GranTurismo è straordinaria, è forse l'auto più bella che abbia mai visto". Di sicuro, nel futuro del Tridente "ci saranno molte cose meravigliose".

Nuovi progetti. Per Mirafiori, quindi, il futuro sembra meno oscuro rispetto al passato, anche perché il costruttore euro-americano ha allo studio diverse iniziative oltre a quelle su un polo per l'economia circolare e sulla produzione di trasmissioni. possibile, infatti, che le aree non utilizzate vengano destinate ad altri usi, come la generazione di energia. Tavares non si è voluto sbilanciare: "Con il rincaro dell'energia, capiamo tutti quanto uno stabilimento compatto sia più efficiente". Stellantis intende liberare ulteriori spazi, magari per destinarli ad attività condivise con il comune di Torino, e sfruttare i tetti per produrre energia fotovoltaica, come già avviene in alcuni siti. "Possiamo accelerare e investire in questi progetti da soli o con un partner. Stiamo parlando con diverse società energetiche o investitori", ha argomentato Tavares, spiegando che "la decisione verrà presa entro la fine del mese".

I freni dell'elettrico. Il destino della fabbrica torinese, comunque, è legato alla mobilità elettrica, un tema più volte oggetto di allarmi da parte del manager portoghese. Durante la conferenza stampa, Tavares ha ribadito la sua convinzione su decisioni imposte più dalla politica che dal mercato e sulla conseguente necessità di adeguarsi ai diktat legislativi e di lavorare per rendere "accessibile" alla classe media una soluzione tecnologica non priva di problemi: "Ci vogliono 3/5 anni per fare un'auto e 10 anni per creare un'infrastruttura ma almeno 20 anni per avere tutta l'energia pulita necessaria". Ecco perché, a suo avviso, il mild hybrid rimane la "miglior alternativa per l'ambiente visto che possiamo ridurre le emissioni del 50%". D'altro canto, l'adozione della mobilità elettrica deve affrontare oggi due grandi ostacoli: "I costi delle materie prime che sono volatili e incidono sui costi delle batterie e quindi delle auto, ma anche l'attacco dei cinesi che stanno entrando sul mercato con prezzi molto bassi. Può essere inizialmente un vantaggio per i consumatori, ma potrebbe mettere a rischio il settore automotive. Vorremmo competere a livelli equi, ma sarà una corsa molto difficile, serrata".

Acea e Cina. L'amministratore delegato, ovviamente, ha parlato di diversi altri argomenti. Per esempio, sull'uscita dall'Acea: "Siamo usciti perché i governi non ascoltano l'associazione. Non ho bisogno di dedicare tempo e risorse in un'associazione per parlare con un'amministrazione che non ci ascolta. Non ho nulla contro Acea né contro i suoi membri, ma posso investire meglio le mie risorse e il mio tempo". Oppure sulla Cina: "Ho visto cose che rappresentano un rischio rispetto a come noi facciamo business. Cerchiamo di mantenere un dialogo molto aperto con le autorità cinesi, discutiamo in modo franco e prendiamo decisioni tenendo presente il rischio geo-politico. Cosa succederà alle aziende esposte sul mercato cinese? C'è il rischio di non essere presenti sul mercato più grande del mondo, ma c'è il rischio che, se le tensioni crescono, siamo troppo dipendenti da quel mercato. Sono due facce della stessa medaglia".

Le strategie sull'Africa. Tavares, infine, è stato interpellato da Quattroruote sulle finalità del recente investimento in Africar Group per la creazione di un portale per l'usato. Di certo, non servirà a portare nel Continente Nero vecchie vetture di seconda mano europee: "Ovunque siamo abbiamo la responsabilità di essere carbon neutral entro il 2038. Non è etico portare fuori Europa CO2 che non possiamo produrre più noi". "Il tema delle emissioni è globale, ma fuori da Usa ed Europa l'auto elettrica non è realistica e dobbiamo avere un approccio pragmatico. Portare auto più efficienti per chi non può avere un'elettrica aiuta a ridurre comunque le emissioni. Non vogliamo continuare a costruire ricchezza basata su un business che esporta CO2. Non sarebbe etico. Ma non porteremo in Africa tutto ciò che non è accettabile da noi. Ma solo ciò che è più efficiente, ha concluso.

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Fiat B-Suv - Dopo l'Avenger, tocca all'erede della 500X: ecco cosa ci aspetta

4 Ruote - Set 20,2022

Svelata la Avenger, l'attesa è ora tutta per sua cugina: la B-Suv a marchio Fiat. Seguendo il calendario Stellantis, che dopo la baby Jeep prevede il lancio, nel 2023, dell'erede della 500X, diventa inevitabile spostare l'attenzione sul marchio torinese, per cui dietro l'angolo si profila una svolta importante. Dopo tanto tempo, infatti, arriva finalmente un modello del tutto inedito. E il suo debutto, di fatto, apre una nuova era: quella delle piattaforme condivise con l'ex-gruppo PSA. Nella fattispecie, parliamo del pianale multienergia da cui deriva la Stla Small: una base estremamente versatile che può dare vita a vetture a benzina e diesel, ma anche elettriche.

Come sarà. Tempo fa abbiamo provato ad immaginare il look della Fiat B-Suv e il risultato sono le ricostruzioni grafiche che potete vedere qui. Chiaramente si viaggia nell'abito delle speculazioni, partendo dal presupposto che, pur sostituendo un modello piuttosto popolare come la 500X, la nuova arrivata dovrebbe abbandonare i legami stilistici con la famiglia del Cinquino, in favore di una cifra estetica totalmente ripensata. Da auto sbarazzina, ma anche ingegnosa, chiaramente moderna: un mix di connotati recentemente rievocati più di ogni altro esempio dalla concept Centoventi di Ginevra 2019, che dovrebbe essere fonte d'ispirazione anche per gli interni.

Segmento B: alto o basso? Se il design è ancora da scoprire, la struttura del progetto, invece, è parzialmente ricostruibile dai punti fermi ormai noti. La piattaforma Stla Small sulla quale il ramo ex-FCA di Stellantis costruirà, oltre alla già citata Jeep Avenger, anche la B-Suv Alfa Romeo negli stabilimenti polacchi di Tychy ha generato una vettura, la Avenger appunto, lunga solo 4,08 metri, anche per la necessità di distanziare adeguatamente il nuovo modello dalla Renegade. Tuttavia, su un pianale strettamente parente vengono costruite anche vetture più grandi: la Opel Mokka, che arriva a 4,15 metri di lunghezza, e la Peugeot 208, la quale si spinge addirittura a 4,30. La Fiat B-Suv andrà a rimpiazzare un'auto (la 500X) di 4,26 metri, ma potrebbe optare per una vocazione urbana ancor più spiccata - e quindi misure ridotte - per posizionarsi nel cuore, se non addirittura nella fascia bassa, del segmento B.

L'endotermico non sparisce. Non solo: la città sarà anche l'habitat naturale delle motorizzazioni, che in cima alla gamma proiettano la variante 100% elettrica. Anche qui, in totale assenza di informazioni ufficiali sono i precedenti a fornirci delle indicazioni. Da ultimo la Avenger che, senza esplicitare dati tecnici sulla batteria, è stata accreditata di un'autonomia massima intorno ai 400 km: diversi km in più rispetto a Mokka e 2008 elettriche, accreditate di percorrenze a elettroni di poco superiori ai 300 km. La nuova Fiat B-Suv, comunque, non viaggerà solo a batteria. Nel bouquet di motori dovrebbero essere incluse perlomeno le stesse opzioni che in base alle informazioni da noi raccolte andranno a diversificare la gamma della Avenger: ovvero ibride e termiche pure (e forse anche mild hybrid).

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Stellantis - A Mirafiori nuove trasmissioni per ibride e un polo dedicato alleconomia circolare

4 Ruote - Set 20,2022

Il gruppo Stellantis ha rivelato due nuove iniziative volte a rafforzare la presenza industriale in Italia. Entrambe riguardano il comprensorio di Mirafiori e hanno l'obiettivo di rispondere alle recenti richieste di sindacati ed enti locali su garanzie per il futuro della storica fabbrica torinese. La prima iniziativa riguarda la produzione di nuove trasmissioni elettrificate insieme all'azienda belga Punch Powertrain, mentre la seconda prevede la realizzazione di un polo per l'economia circolare.

La piattaforma per le trasmissioni. Nello specifico, Stellantis e Punch Powertrain - da anni partner del gruppo automobilistico e proprietaria a Torino dell'ex GM Global Propulsion Systems - hanno sottoscritto un nuovo accordo per aumentare la produzione di trasmissioni elettrificate a doppia frizione (eDct) di futura generazione per veicoli ibridi e ibridi plug-in. L'intesa prevede la realizzazione di un nuovo impianto, denominato e-Transmissions Assembly, nel complesso di Mirafiori.  previsto che il sito entri in funzione verso la seconda metà del 2024, andando a integrare l'attuale capacità produttiva di Metz (Francia) e diventando con lo stabilimento francese il fornitore di trasmissioni di tutte le fabbriche Stellantis in Europa.

Il nuovo polo. Mirafiori ospiterà anche il principale Hub per l'Economia Circolare dell'intero gruppo guidato da Carlos Tavares. Tre saranno le attività di riferimento del nuovo polo che sarà inaugurato già l'anno prossimo: rigenerazione di componenti, ricondizionamento e smantellamento di veicoli. L'iniziativa rappresenta un passo verso l'attuazione del piano della divisione Economia Circolare, che punta a quadruplicare i ricavi derivanti dall'estensione della vita utile di componenti e servizi e ad aumentare di dieci volte, rispetto al 2021, i ricavi ottenuti dal riciclo entro il 2030. 

Gli impegni. Nell'annunciare le due nuove iniziative, il gruppo Stellantis ha ricordato anche ulteriori decisioni a favore delle sue attività industriali in Italia: la localizzazione a Melfi della nuova piattaforma elettrica Stla Medium, il progetto della partecipata Automotive Cells Company (Acc) per realizzare a Termoli la sua terza gigafactory europea e la progressiva elettrificazione in corso di tutti gli stabilimenti italiani per la produzione di nuovi modelli elettrici o a basse emissioni. Gli annunci di oggi - aggiunge Tavares - evidenziano sia il nostro impegno verso l'Italia, sia la nostra capacità di prendere decisioni responsabili per anticipare l'imminente cambiamento globale del nostro settore, mentre ci adoperiamo per raggiungere i nostri obiettivi del piano Dare Forward 2030".

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Bosch - "Serve unalternativa alla mobilità a batteria"

4 Ruote - Set 20,2022

Dalla Bosch arrivano nuovi allarmi su un'industria automobilistica unicamente focalizzata mobilità a batteria. In un'intervista alla Stuttgarter Nachrichten e alla Stuttgarter Zeitung, Markus Heyn, numero uno della divisione Mobility Solutions, ha sottolineato i rischi connessi a un approccio non neutrale dal punto di vista tecnologico e per farlo ha ricordato l'attuale crisi energetica. "Attualmente stiamo affrontando le conseguenze della carenza di gas in Germania e in Europa perché non abbiamo preparato abbastanza alternative", ha affermato Heyn. "Nell'industria automobilistica, dovremmo cogliere questa occasione per chiederci cosa possiamo fare se mai dovessero esserci pochissime celle per batterie".

Servono alternative. In tal caso, "tutti vorrebbero vedere un'alternativa all'alimentazione a batteria. Ma questo avverrà solo se ci saremo preparati in tempo utile". Dunque, bisogna prendere in considerazione delle alternative tecnologiche, a partire dalle fuel-cell, le celle a combustibile di idrogeno utilizzate per alimentare motori elettrici e sulle quali l'azienda tedesca ha deciso di scommettere miliardi di euro. A tal proposito, Heyn ha fatto presente i vantaggi che potrebbero scaturire dal loro utilizzo nei camion: a suo avviso, infatti, l'infrastruttura di rifornimento per i veicoli pesanti potrebbe trasformarsi nella spina dorsale di una rete adatta alle auto passeggeri. Per sostenere la sua tesi, il manager tedesco ha ricordato come, inizialmente, il diesel fosse a disposizione solo per i camion, ma la rete di distribuzione è stata successivamente ampliata per rifornire anche le automobili.

 

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Volkswagen ID. Buzz - Dal pronto soccorso al trasporto refrigerato: le altre facce del van elettrico

4 Ruote - Set 20,2022

La Volkswagen è protagonista dell'IAA Transportation di Hannover con il nuovo ID. Buzz. Oltre a mostrare il modello di serie del van elettrico in anteprima mondiale per il pubblico, la Casa tedesca ha realizzato cinque concept che mettono in evidenza le caratteristiche e le potenzialità di personalizzazione dell'Mpv, sia per la versione passeggeri sia per la Cargo.

Il potenziale dell'ID.Buzz nel mondo del lavoro. Grazie alla collaborazione con diversi specialisti del settore, sono nate versioni potenzialmente già pronte per il mercato: la vettura per emergenze mediche (a tre posti), creata con Bösenberg, l'erede spirituale della attuale Caravelle della Snoeks, a cinque posti e con divano posteriore ripiegabile elettricamente, la variante da 390 kg di portata, caratterizzata da un vano di carico refrigerato elettricamente fornito dalla Wükaro (con batterie dedicate da otto ore di autonomia), e l'ID. Buzz Cargo con box separato della Veth Automotive, un veicolo da sei metri cubi di capacità di carico e 680 kg di portata. 

Una versione per la Miele. Una quinta variante personalizzata è stata invece realizzata direttamente dalla Volkswagen Commercial Vehicles in collaborazione con CS/Würth per la Miele. Si tratta di un veicolo per il supporto tecnico, che prevede speciali compartimenti interni su misura, richiesti dal cliente per ricambi ed attrezzature, e nell'abitacolo un tavolino ripiegabile. Il tutto "vestito" con la sgargiante livrea del brand. 

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Milano - Urbanismo tattico avanti tutta

4 Ruote - Set 20,2022

Mentre incombono faraonici progetti pedonal-commerciali, tipo quello che vede la chiusura anche dell'asse primario che va da piazza Castello a piazzale Loreto passando da corso Buenos Aires (sarà la rambla verso Loreto, piazza già venduta dal Comune a privati per un progetto che vedrà cancellare le strade a nord dello storico slargo per far posto all'ennesimo megastore, e conseguenze immaginabili sul traffico), come una goccia che cadendo regolarmente scava la roccia continuano incessanti le operazioni per annientare quel poco ancora funzionante nella viabilità cittadina. Uno degli esercizi preferiti, dichiaratamente anti-auto come il nome militar-antagonista tradisce, è lurbanistica tattica di cui vanno orgogliosi gli uffici preposti di Palazzo Marino: chiudere a macchia di leopardo strade, piazze e i loro collegamenti, coprire di vernice colorata (già sbiadita tre mesi dopo) l'asfalto, installare quattro panchine e due tavoli da ping pong di cemento e spargere in vasi di plastica striminziti alberelli parlando di svolta green (quasi tutti morti quest'estate per la siccità). Per penalizzare la circolazione e, allo stesso tempo, restituire spazi frequentati ai cittadini per favorire la socialità e l'aggregazione sociale, come recita il mantra comunale dopo ogni azione.

Via Beroldo (Loreto). La prossima installazione di questo tipo si vedrà a dicembre nell'apparentemente poco significante via Beroldo nel quadro del piano Scuole car free, che la chiuderà al traffico. Qui, però, l'azione del genio gustatori troverebbe nobili cause nella presenza del liceo classico Carducci, nella non lontana succursale del linguistico Manzoni e del traffico che si viene a creare per effetto del malcostume che vede, soprattutto nei giorni di maltempo, tanti mezzi in doppia fila in fermata breve al mattino o nella prolungata attesa di raccogliere gli studenti in uscita dalle lezioni pomeridiane. Il senso unico di via Beroldo termina sulla circonvallazione di viale Brianza, proprio dove si trova la storica scuola media Ciresola (tratto che va da Loreto ai tunnel della stazione Centrale): serrarlo con i pilomat invece di mandare i vigili a punire chi la occupa irregolarmente, purtroppo, sarà solo la metà della cura urbanistica. Infatti, come recintare una piazza non può evitare lo spaccio, ma solo spostare qualche decina di metri più in là il problema, gli incagli che in assenza cronica di ghisa si formeranno sulle più ampie carreggiate della circonvallazione di viale Brianza saranno perfetti per mandare il traffico in tilt nell'intero settore e pretendere altre misure restrittive contro la mobilità personale. Dimostrando così che le auto sono troppe e che le strade vanno al più presto liberate per favorire la transizione culturale dei milanesi verso le biciclette e i monopattini, meglio se presi in sharing e pagati profumatamente.

Via Venini insegna. Mentre cala decisamente il parco auto dei residenti, tartassati dall'Area C e appiedati dall'Area B, e così il numero dei city user quotidianamente in ingresso a Milano (nessuna cifra ufficiale a questo proposito è disponibile da anni, ma sull'assalto da parte di chi viene da fuori si basano molte delle indimostrate buone teorie comunali sulla viabilità), gli interventi previsti davanti alle scuole saranno alla fine 33, mentre per le piazze tattiche, a oggi una quarantina, non c'è limite. Alla più vicina a viale Brianza, quella di via Venini, non era bastato allargare il parterre per dare più spazio agli studenti in uscita da scuola, ma la modifica era stata estesa su tutto lo slargo tra le vie Spoleto, Venini e Martiri Oscuri: in questi ultimi rientrano da allora anche gli automobilisti da allora costretti a circumnavigare il quartiere per passare da una parte all'altra. Senza contare il degrado imperante, come fatto notare da diversi osservatori e residenti: pavimento scolorito, rifiuti, fioriere tappezzate di tag, notti brave. Nel frattempo, sono spariti i parcheggi e il traffico è impazzito. Obiettivo piazza tattica raggiunto, insomma.

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Project 50 - Dallara 5.0, il 29 settembre si parla di eSports

4 Ruote - Set 20,2022

"Esports: il futuro delle corse è virtuale?": è questo il titolo del nuovo appuntamento di Dallara 5.0: il futuro prende forma, la rassegna organizzata dall'azienda di Varano de' Melegari, in collaborazione con Quattroruote, per festeggiare i suoi primi 50 anni di vita. L'evento, che potrete seguire in streaming anche qui, sul nostro sito, si terrà giovedì 29 settembre alle ore 21 e cercherà di delineare il presente delle competizioni virtuali e ancor più il loro futuro. Non è un mistero, d'altronde, che le nuove tecnologie stiano consentendo ad alcuni eventi digitali di avere un'audience superiore ai numeri di pubblico registrati dalle corse reali.

Il panel. Moderato dal nostro direttore, Gian Luca Pellegrini, il talk vedrà la partecipazione di Matteo Bobbi, ex pilota automobilistico e commentatore televisivo; di Alessio Cicolari, ceo di Ak Informatica e Ak Esports; di Andrea Pontremoli, amministratore delegato della Dallara; e di Federico Carozzi, 4P Country Leader di Lenovo. L'appuntamento è il quarto dei sei previsti dal programma della rassegna.

Sei tappe verso il futuro. Ecco il calendario completo degli incontri: potete rivedere i primi tre cliccando sui rispettivi link.

Space economy: Esigenze e opportunità dallo Spazio - 17 marzo 2022
Mobilità e futuro: quale sarà l'auto di domani? - 5 aprile 2022
Indy Autonomous Challenge: una sfida per il mondo - 26 aprile 2022
Esports: il futuro delle corse è virtuale? - 29 settembre 2022
Ingegneria a confronto - ottobre 2022
Storia e futuro corrono insieme - novembre 2022

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Tesla Supercharger - L'energia costa troppo, volano i prezzi della ricarica

4 Ruote - Set 19,2022

Con una mail ai clienti di tutta Europa la Tesla ha annunciato un rincaro dell'energia elettrica dei Supercharger. L'inevitabile modifica alle tariffe, spinta dalla contingente situazione internazionale, rappresenta un incremento di circa il 35% dei listini e varia in base ai Paesi: in Italia il valore è cresciuto da 0,49 a 0,66 euro/kW/h.

La situazione del mercato energetico. Le nuove tariffe sono allineate a quelle offerte dalle principali aziende presenti sul territorio, che si rivolgono però a utenti di tutte le marche di auto elettriche. Alcuni offrono tariffe agevolate con formule di abbonamento, al momento non presenti nella politica commerciale Tesla; inoltre alcune Case automobilistiche hanno stretto convenzioni che offrono un quantativo di energia già incluso nel prezzo d'acquisto della vettura. Non è da sottovalutare, inoltre, la potenza di ricarica offerta in relazione al prezzo di ogni singola stazione.

Tesla vuole vendere energia a tutte le auto. L'aumento del costo dell'energia giunge in un momento molto particolare per l'Europa: da una parte c'è la forte spinta verso gli utenti, per convincerli al passaggio all'elettrico con incentivi e future politiche volte a bloccare la vendita di modelli endotermici; dall'altra c'è la volontà della stessa Tesla di aprire i propri Supercharger ad altre marche. L'esperimento pilota è stato avviato in Olanda, Francia e Norvegia con un numero limitato di stalli e non ci sono informazioni circa una futura estensione generica a tutti i Supercharger sul territorio del Vecchio continente. 

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Lamborghini LMDh - Debutta un nuovo V8 biturbo

4 Ruote - Set 19,2022

Per il progetto della Lamborghini LMDh è un momento storico: la Casa italiana ha infatti confermato che la vettura destinata alla classe Hypercar del WEC e alla GTP dell'IMSA sarà equipaggiata con un propulsore V8 biturbo progettato dalla Lamborghini Squadra Corse. Il powertrain composto dal V8 con angolo di 90 gradi e il sistema ERS di Bosch Motorsport erogherà come da regolamento una potenza massima di 681 CV. Per la trasmissione è stato scelto il cambio sette rapporti P1359 firmato Xtrac, mentre il sistema di gestione della batteria è della Williams Advanced Engineering. Sarà interessante scoprire se il nuovo V8 sarà poi declinato anche in una versione elettrificata per l'erede della Huracàn oppure se rimarrà esclusivamente riservato alle competizioni.

Scocca firmata Ligier. La scocca della LMDh sarà realizzata dalla Ligier Automotive, uno dei quattro fornitori idendificati dalla FIA, mentre la HP Composites fornirà la carrozzeria e altri elementi in carbonio. Come da regolamento la vettura deve rispettare un peso di 1.030 kg senza pilota e senza carburante e la lunghezza di 5,1 metri. Il nuovo teaser diffuso insieme al comunicato stampa odierno mostra nuovamente il frontale della vettura, dove spiccano i gruppi ottici a Y ispirati a quelli dei modelli Lamborghini di serie. Il debutto in gara è previsto nella stagione 2024.

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Fiat Multipla - Un esemplare da 1.000 CV al Salone di Parigi

4 Ruote - Set 19,2022

Un'idea folle, nata nel 2020, ma che oggi è realtà: Sylvain Lévy e Pierre Chabrier, fondatori del canale YouTube Vilebrequin, dedicato alle quattro ruote, stanno per svelare al grande del pubblico del Salone di Parigi la 1000tipla, una versione monstre della Fiat Multipla, perfetta per le gare di drag race.

Vitaminizzata. Il nome, ovviamente, si deve ai 1.000 CV di potenza, garantiti dal powertrain derivato dalla Corvette Z06. Quanto basta per garantire alla vettura accelerazioni brucianti, agli antipodi della mansueta monovolume che tutti conosciamo. O meglio, di quel che ne rimane, perché anche il corpo vettura è stato profondamente rivisto, con carreggiate allargate, pneumatici oversize, una grande ala posteriore e la carrozzeria a tre porte.

Denaro a pioggia. Per realizzare questo bolide i due giovani youtuber hanno raccolto quasi 1,1 milioni di euro su KissKiss Bank, un noto portale dedicato al foundrasing. L'obiettivo, in realtà, era di soli 50 mila euro, ma i 20.447 contributi raccolti grazie a pacchetti da 5 a 800 euro sono andati ben oltre le aspettative.

Appuntamento in Francia. Come accennato in apertura, l'auto verrà mostrata al grande pubblico del Salone di Parigi, da martedì 18 a domenica 23 ottobre. Chi prenoterà un ingresso gratuito allo stand della 1000tipla, compilando l'apposito form online, concorrerà all'assegnazione di 10 ingressi per due persone alla giornata riservata alla stampa, prevista per lunedì 17 settembre, 10 modelli in scala della 1000tipla e un giro a bordo dello stravagante bolide italofrancese.

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Leasys Rent e Bosch - Arriva a Torino lapp Drivalia Recharge

4 Ruote - Set 19,2022

Leasys Rent, società del gruppo FCA Bank specializzata in formule di noleggio e di abbonamento all'auto, apre a tutti le sue colonnine per le auto elettriche a Torino grazie al lancio dell'app Drivalia Recharge a Torino. Realizzata insieme alla Bosch e già disponibile sugli store Android e Apple, l'applicazione permette a chiunque di accedere alla rete di 480 punti di ricarica (nei prossimi mesi arriverano a 560), con potenza fino a 22 kW, e alle relative zone di sosta sparse in tutta la città, inizialmente disponibili solo ai clienti del noleggio o dello sharing di Leasys Rent e Leasys, società che, appunto, prenderà il nome di Drivalia, società spagnola di rent-a-car acquisita dal noleggiatore controllato dal Crédit Agricole nel novembre 2020.

Le caratreristiche dell'app. Drivalia Recharge è stata sviluppata per garantire una gestione veloce e intuitiva delle sessioni di ricarica della propria auto elettrica o ibrida e per consentire di localizzare le colonnine disponibili più vicine (filtrandole in base al connettore e alla potenza) e di attivare la navigazione verso il punto desiderato. inoltre possibile tenere un 'diario di bordo' per tenere traccia del numero di ricariche e dell'energia totale ricaricata e salvare sulla mappa le stazioni più utilizzate. "Bosch si impegna ogni giorno per raggiungere l'obiettivo di una mobilità non solo personalizzata, ma anche sostenibile e a impatto climatico zero", afferma Camillo Mazza, direttore generale della filiale italiana della multinazionale tedesca. "Per farlo, il software svolge un ruolo chiave: è per questo che metà dei collaboratori Bosch impegnati in Ricerca e Sviluppo nel settore di business Mobility Solutions è costituita da ingegneri dedicati allo sviluppo di software. In quest'ottica, Drivalia Recharge rappresenta un esempio concreto in grado di offrire agli utenti un servizio attento alle singole esigenze personali nel rispetto dell'ambiente". "La diffusione delle infrastrutture di ricarica è alla base di una mobilità a zero emissioni. Con Drivalia Recharge, la ricarica in città si fa ancora più accessibile e a portata di smartphone", aggiunge Paolo Manfreddi, Ceo di Leasys Rent. "Leasys Rent è da tempo impegnata a diffondere una mobilità rispettosa dell'ambiente: siamo quindi orgogliosi di annunciare l'esordio di Drivalia Recharge qui, nella nostra Torino".

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Program Campus - Una giornata all'insegna della sicurezza stradale

4 Ruote - Set 19,2022

Una quarantina di fleet manager (il 60% prospect e il 40% già clienti ci racconta a noi di Fleet&Business l'ad di Program Patrizia Bacci) hanno partecipato, con grande soddisfazione, alla quarta edizione del Program Campus, evento organizzato dal noleggiatore fiorentino all'Autodromo di Modena, con un focus, anche quest'anno, sulla sicurezza delle flotte. "Sicurezza stradale e, inevitabilmente, le alimentazioni alternative sono i temi principali dell'incontro" ha detto Bacci, inaugurando la giornata in autodromo. "Alimentazioni alternative che, naturalmente, stiamo curando per i nostri clienti che, però, ci chiedono ancora eminentemente le motorizzazioni termiche. Secondo me non è stato corretto forzare il mercato, anche con multe milionarie, che non è ancora pronto" dice il direttore operations Andrea Bardini.

Dice Pietro. All'evento, come di consueto, ha partecipato anche il direttore area fisco ed economia dell'Aniasa, Pietro Teofilatto che, altrettanto come di consueto, ha snocciolato diversi dati a proposito di questo grande momento di trasformazione: "è un termine abusato, ma rende l'dea: questa è veramente una tempesta perfetta" commenta Teofilatto, che prosegue "nella quale però il noleggio a lungo termine resiste: quest'anno stimiamo un +6% per il settore, malgrado un mercato asfittico. Ad aprile, ad esempio, abbiamo rappresentato il 30% delle intere immatricolazioni, dopo aver chiuso il 2021 al 25%. Nel 2023 stimiamo di crescere ancora, con un più 9%. Ricordando che immatricoliamo il 129% di auto elettriche e il 47% di quelle plug-in". Un settore, quello dell'Nlt che, inoltre, sforna auto usate di ultima generazione, ed è in prima fila per le auto connesse grazie ad apparti telematici: "siamo a quota 930.000" dice Teofilatto, che sottolinea anche l'importanza delle Rete di assistenza di una flotta, composta da circa 1,1 milioni di mezzi, che sono quelli che generalmente fanno più chilometri: "contiamo 30.000 punti, che fanno 800.000 interventi ogni anno, per oltre 2,1 milioni di operazioni di manutenzione". 

Rete, non solo quella collegata al mondo del noleggio, che solo per il "5% ha strumenti per la calibrazione degli adas secondo quanto ci dicono i produttori di questi macchinari" ha commentato l'amministratore di K4S Michele Mandarino durante una dimostrazione molto seguita in uno dei box della pista, che ha sottolineato come "nei nostri 300 punti in tutta Italia invece siamo strutturati per calibrare qualsiasi Adas. Che, ricordiamo, sono importanti per l'asset, ovvero l'auto, per chi guida e per gli occupanti della stessa ma, anche e soprattutto, come dice la legge, per la sicurezza di pedoni, ciclisti e di tutti coloro che si trovano sulle strade. Secondo uno studio di Consumer Reports se tutti i veicoli fossero equipaggiati con Adas ci sarebbero ben 20.000 morti in meno sulle strade".  Vittime che sono sì gli occupanti delle auto oggetto dell'incidente, ma che coinvolgono anche i pedoni, "circa il 20%" dice il manager, motociclisti, "18%" e ciclisti o conducenti di monopattini "il 10%" chiosa Mandarino.

Gomme e manutenzione predittiva. In altri due box del circuito modenese Daniele Bertolo - Product Marketing Specialist and Training di Pirelli ha ricordato come la sicurezza della auto inizi dai penumatici, visto che sono quei pochi centimetri di gomma che li fanno appoggiare sull'asfalto. "E' importante conoscere le marcature presenti sui pneumatici" ha spiegato, evidenziando come le gomme vengano sviluppate sia dal lato chimico, con le mescole, sia dal lato meccanico, con le intagliature, che sono diverse per i pneumatici estivi, invernali e all season. Inoltre, ha raccontato come l'ampia gamma delle gomme Pirelli, dai PZero ai Cinturati, dagli Scorpion ai Carrier, o agli Elect, studiati appositamente per le auto elettriche, vengano ulteriormente sviluppate per le gomme di primo equipaggiamento in collaborazione con le Case. 

Pneumatici che sono oggetto della manutenzione predittiva che la società CSM360 propugna: "Ci proponiamo come Mobility partner digitali per le aziende. Nasciamo nel 2019 da persone che hanno 30 anni di esperienza nel settore, proponendo servizi di Full fleet management" ha spiegato il General manager di Car Service Management 360 Simone Guidi, che ha proseguito: "facciamo analisi per la manutenzione predittiva, il 16% dei casi secondo i nostri dati, ma anche preventiva, ovvero le revisioni, i tagliandi, il cambio gomme, etc. per meglio organizzare la vita delle flotte e dei fleet manager". CSM 360 ha gestito 40.000 riparazioni lo scorso anno, grazie a un "network di 800 punti di assistenza. Le quali, se non bastano perché non vicino all'assistito, le integriamo supportando officine in loco con nostri tecnici" ha chiosato il manager.

Parola alla pista. Il pomeriggio però la parola è stata data alla pista, momento ludico tanto atteso dai fleet manager, tanto che qualcuno ha stigmatizzato il fatto che noi non organizziamo più Auto aziendali in Pista Tre i gruppi che hanno guidato in pista tre gruppi di auto, rese disponibili grazie ad Audi, con le sue e-tron elettriche, Ford, con la Kuga e la Mustang per il drifting, e Alfa Romeo con la nuova Tonale e, soprattutto, con la Giulia Quadrifoglio da 510 cavalli, per la quale si sono messi in fila per poterla usare prima della pioggia che si mostrava minacciosa su tutto il circuito. Pioggia a parte, poi mai arrivata, i fleet manager hanno sottolineato come ai loro clienti, ovvero i colleghi beneficiari di auto aziendali, piacciono ancora le auto a motore termico vedi quello che ha detto Bardini all'inizio di questo articolo - e, magari, anche quelle potenti. Anche se poi nelle car list scelgono quelle dove si spende meno di fringe benefit, dunque quelle con minori emissioni. Ed ecco spiegato il boom nelle flotte delle plug-in

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Reinova - L'ad Corcione: "Il futuro della mobilità non è roseo"

4 Ruote - Set 19,2022

Per l'industria automobilistica l'orizzonte è carico di nubi, ancor di più nell'attuale fase di passaggio verso l'auto elettrica. "Il futuro della mobilità non si presenta roseo, anzi", afferma Giuseppe Corcione, amministratore delegato dell'azienda modenese Reinova. "L'emergenza sanitaria, la carenza di materie prime, la conseguente crisi dei semiconduttori e l'attuale squilibrio socio-politico scaturito dal conflitto in Ucraina - spiega ancora l'imprenditore - hanno segnato gravemente il mercato automotive che ha registrato, negli ultimi due anni, un rallentamento della produzione di veicoli nuovi, un aumento rilevante dei prezzi e un conseguenziale calo di vendite davvero preoccupante". 

Servono incentivi e investimenti. Corcione delinea, quindi, una sua ricetta per risolvere alcuni dei problemi del settore, in particolare nel Vecchio continente: "Vista la situazione attuale, è davvero necessario che l'Unione Europea incentivi il reshoring della produzione permettendo dunque ai Paesi interni all'Unione di raggiungere una certa indipendenza e, orientativamente entro cinque anni, di avere una propria produzione di materie prime. Bisognerebbe investire maggiormente sull'industria elettronica che, pur richiedendo ingenti capitali e tempi d'esecuzione degli impianti produttivi piuttosto lunghi, rappresenta una concreta e reale soluzione atta a tutelare l'ambiente e il benessere della popolazione". "Infine, è necessario supportare il lavoro di fornitori in grado di trovare soluzioni differenti e alternative che rispondano alle nuove e future esigenze del mercato e di centri più efficienti e all'avanguardia come Reinova in grado di contribuire a una vera e propria rivoluzione della mobilità del futuro, più sicura, sostenibile e innovativa, spiega ancora Corcione.

Cosa fa Reinova. L'imprenditore sottolinea, quindi, i risultati raggiunti dalla sua azienda, a poco più di un anno dall'inaugurazione dell'impianto di Soliera (Modena). Reinova, nata da un'idea di REI Lab, Unindustria RE e Fondazione REI, con il supporto di partner bancari come Intesa San Paolo e aziende e imprenditori del territorio, è un laboratorio dedicato allo sviluppo e alla validazione di componenti per motori elettrici e ibridi e dalla sua fondazione è stata capace di avviare collaborazioni con Energica Motor per test tecnologici, Dell'Orto per la promozione e commercializzazione di sistemi di propulsione per la mobilità urbana, con Social Self Driving per lo sviluppo di sistemi di guida autonoma e semi-autonoma e con Block Harbor Cybersecurity per un progetto di cybersecurity, sicurezza e connettività auto. "Dall'inizio delle attività - aggiunge Corcione -, l'azienda ha perseguito i suoi obiettivi con determinazione e grinta consolidando la sua posizione di polo innovativo per la mobilità sostenibile e oggi punta già a raggiungere ambiziosi traguardi: raddoppiare il fatturato nel 2022 e puntare ai 50 milioni di euro entro il 2026 e, in parallelo, una crescita strutturale che riguarderà anche l'organico, con 65 dipendenti previsti entro l'anno, e 100 dipendenti entro il 2025-26". 

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Auto elettriche - "Pronti per le Ev": Cina, Svezia e Norvegia al top, Italia fanalino di coda

4 Ruote - Set 19,2022

La Cina si conferma al primo posto dell'EV Country Readiness Index, l'indice elaborato dalla società di consulenza EY per classificare i 14 Paesi più pronti ad abbracciare la mobilità elettrica. Il Paese asiatico precede, nell'ordine, Norvegia, Svezia, Germania e Regno Unito. In posizione intermedia si piazzano Corea del Sud, Stati Uniti, Olanda, Spagna e Francia, mentre gli ultimi posti sono appannaggio di Giappone, Italia, Canada e India.

I "freni" nostrani. L'Italia occupa il dodicesimo posto a causa di diversi fattori negativi. Rispetto alle infrastrutture e al sistema produttivo nazionale, il nostro Paese sconta il secondo peggiore punteggio dopo India e Olanda per colpa dei ritardi nella produzione sia di componenti che di veicoli elettrici: si stima che nel periodo 2022-2026, a fronte di una quota del 66% di mezzi a batteria che verranno lanciati sul mercato italiano, solamente il 18% verrà prodotto sul territorio nazionale. Altri fattori penalizzanti sono la bilancia energetica che vede circa il 15% di import di elettricità e una scarsa presenza di colonnine fast a corrente continua. Dato positivo, apparentemente in controtendenza rispetto a quanto spesso evidenziato in merito ai punti di ricarica, è il punteggio relativo al numero di veicoli elettrici rispetto ai connettori, che sarebbe in linea, se non superiore, al tasso raccomandato di 10 unità per punto. Nell'analisi della domanda e dei consumatori, l'Italia si colloca al settimo posto: al dato positivo sulla propensione all'acquisto (45% dei consumatori intervistati) fa da contraltare la scarsa volontà di pagare per la fascia premium di mercato (la fetta più grande dell'offerta EV in questo momento). Infine, il contesto regolatorio vede l'Italia allineata alla maggior parte degli Stati su sistema di incentivi, impegni relativi al bando dei motori a combustione (2035) e obiettivo net zero per il 2050. Rimangono però alcune aree di miglioramento per favorire lo snellimento delle procedure o proporre agevolazioni non monetarie (low-emission zone o vantaggi riservati a possessori di auto elettriche).

Pesano inflazione e caro energia. Per Giovanni Passalacqua, Partner e Automotive Consulting Leader di EY in Italia, l'indagine "fotografa un Paese che, nonostante le sfide che sta affrontando, sostiene lo sviluppo della mobilità elettrica grazie a una serie di iniziative recentemente intraprese e può contare sull'impegno di tutto il settore nel rispondere ai bisogni del consumatore. Secondo la nostra indagine, solo per il 24% degli italiani la difficoltà legata alla ricarica di un veicolo elettrico influisce sull'acquisto. Un dato che è più basso rispetto ad altri Paesi. Tuttavia, il caro energia e la spinta inflazionistica, potrebbero frenare lo sviluppo del mercato. Per sostenere e accelerare lo sviluppo del settore nel medio-lungo termine sarà fondamentale la semplificazione normativa, oltre a far convergere incentivi e interventi di investimento pubblico con iniziative industriali esistenti e future sul territorio".

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Renault Austral - I prezzi e le versioni per l'Italia (senza gasolio)

4 Ruote - Set 19,2022

Si aprono in Italia gli ordini per la Renault Austral: l'inziativa segue l'avvio delle prenotazioni del giugno scorso, aprendo così ufficialmente la carriera commerciale del modello. I listini offrono allestimenti con prezzi compresi tra 32.000 e 44.000 euro e non sono più previste motorizzazioni a gasolio: la scelta è solo tra mild e full hybrid benzina. Le prime consegne sono previste a dicembre.

Tre benzina elettrificati. I clienti potranno scegliere tra le motorizzazioni tre cilindri 1.2 mild hybrid 48V da 130 CV con cambio manuale (con consumi dichiarati compresi tra i 5,2 e i 5,7 l/100 km ed emissioni di CO2 pari a 118-128 g/km), il quattro cilindri 1.3 mild hybrid 12V da 160 CV con cambio automatico (6,2-6,5 l/100 km e 139-147 g/km di CO2), l'E-Tech tre cilindri 1.2 full hybrid da 160 CV con cambio automatico (4,6 l/100 km e 105-122 g/km di CO2) e l'E-Tech tre cilindri 1.2 full hybrid da 200 CV con cambio automatico (4,8 l/100 km e 105-122 g/km di CO2). 

Tre allestimenti. Gli allestimenti sono denominati Equilibre, Techno e Iconic. La entry level Equilibre offre di serie i cerchi di lega da 17", il climatizzatore automatico, i passaruota nero lucido, il doppio display interno da 9" e 12,3", i sensori di parcheggio posteriori, i gruppi ottici Led Pure Vision, l'assistenza al mantenimento di corsia, la frenata automatica con funzione incrocio e il sistema keyless. La Techno aggiunge i cerchi di lega da 19" diamantati, gli interni in pelle e tessuto, l'infotainment OpenR Link con schermo da 12" e Pack Navigazione e Infotainment Google Play, la retrocamera, i sensori di parcheggio laterali e anteriori, i fari Full Led e il divano posteriore scorrevole. La Iconic va ancora oltre con i cerchi da 20", la verniciatura bicolore con barre cromate sul tetto, i gruppi ottici posteriori 3D Led, il sedile del guidatore con funzione massaggio e regolazioni elettriche, il portellone elettrico, l'Adaptive Cruise Control con funzione Stop&Go, il Rear Cross Traffic Alert, il Blind Spot Warning e l'Around View Monitor 3D.

Il pacchetto sportivo Esprit Alpine. Per le versioni Techno e Iconic è possibile richiedere il pacchetto Esprit Alpine per caratterizzare la Austral in un modo più dinamico. La Suv viene in questo caso dotata di paraurti con lama integrata grigio satinato, cerchi da 20" specifici, cornici dei vetri nero lucido, fari posteriori 3D, interni in Alcantara con cuciture blu e volante in pelle nappa con cuciture nei colori Alpine blu, bianco e rosso. Non sono previsti interventi alla meccanica. Le versioni Esprit Alpine possono anche contare sull'esclusiva verniciatura Grigio Scisto, che è offerta in alternativa alle varianti Bianco Ghiaccio, Rosso Passion, Bianco Nacrè, Nero Etoilé e Blu Iron. 


Renault Austral

1.2 Mild Hybrid 48V 130 CV Equilibre: 32.000 euro
1.3 mild hybrid 12V 160 CV Automatica Techno: 36.000 euro
1.3 mild hybrid 12V 160 CV Automatica Techno Esprit Alpine: 37.500 euro
1.2 E-Tech Full Hybrid 200 CV Techno: 39.500 euro
1.2 E-Tech Full Hybrid 200 CV Techno Esprit Alpine: 41.000 euro
1.2 E-Tech Full Hybrid 200 CV Iconic: 43.000 euro
1.2 E-Tech Full Hybrid 200 CV Iconic Esprit Alpine: 44.000 euro

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Skoda Fabia - Una compatta in carriera, dal futuro già scritto

4 Ruote - Set 19,2022

Tra i costruttori che continuano a credere nelle compatte c'è indubbiamente la Skoda. A poco più di un anno dal lancio della quarta generazione della Fabia, la Casa boema ha già confermato la futura introduzione di un modello elettrico pronto a raccoglierne l'eredità. Per anni un po' oscurata dall'ingombrante presenza della cugina Volkswagen Polo, la segmento B di Mlada Boleslav ha fatto emergere col tempo la propria personalità, ritagliandosi uno spazio nel quale prova a mettersi sempre più in mostra l'ultima serie, che ha ancora una lunga carriera davanti. Ma il meglio, come si suol dire, probabilmente deve ancora venire. Perché la futura Skoda elettrica compatta beneficerà della svolta, nel posizionamento del marchio e nello stile, anticipata recentemente dalla concept Vision 7S.

Ieri. Gli esordi della Fabia (1999) anticipano di un soffio il nuovo millennio. Da subito la Casa punta su un'offerta multipla, che alla classica hatchback affianca la berlina a tre volumi e la wagon. Sviluppata sulla base della Polo, viene declinata in una variante, la RS, dall'anima sportiveggiante ma con un motore diesel da soli 130 CV. il punto di partenza che dal 2003 sancisce il sodalizio tra la compatta boema e il mondo dei rally, con la partecipazione al WRC. Anche la seconda serie, in vendita nel 2007, ripropone il binomio tra berlina a due volumi e giardinetta, con una gamma improntata su motori diesel e benzina a tre e quattro cilindri. Ristilizzata nel 2010, viene proposta anche nella versione RS con l'1.4 benzina turbo da 180 cavalli della Polo GTI e, per la prima volta, presentata nella serie speciale Monte Carlo (2011). La terza generazione (2014) dà una svolta nello stile, più dinamico al frontale, ma decide di rinunciare alla variante RS (scarse vendite) benché la Casa scelga di impegnarsi nel rally (Europeo e WRC-2) con la Fabia R5.

Oggi. La Skoda Fabia completa la sua maturazione con la quarta serie, quella attuale, lanciata nel 2021. La compatta dell'est finalmente abbraccia anni dopo le cugine Polo e Seat Ibiza il pianale Mqb A0 del gruppo Volkswagen. un'auto più spaziosa (anche perché salta a 4,11 metri di lunghezza), con un bagagliaio di 380 litri, ma anche più agile su strada. Insieme alle dimensioni, cambiano le proporzioni e il design si fa sempre più dinamico. Gli interni sono high-tech: cruscotto digitale per la strumentazione, tablet per l'infotainment, con misure fino a 9,2. Un'aerodinamica efficiente e motori moderni ne fanno un'auto parca nei consumi nonostante, sino ad oggi, la gamma orfana del diesel e della variante station wagon offra esclusivamente versioni a benzina, totalmente prive di elettrificazione.

Domani. Come detto, la Fabia attuale ha appena iniziato la propria carriera, che prevede un ciclo di vita completo, ma la Skoda ha già annunciato e confermato - l'arrivo di una sua erede (spirituale) a propulsione unicamente a batteria. In base agli ultimi piani comunicati, la data di presentazione sarà il 2026. Il modello farà parte della triade, realizzata sulla variante più compatta della piattaforma Meb, che comprende anche la Volkswagen ID.1 e la Cupra Urban Rebel, e punta a democratizzare l'elettrico: ciò significa un prezzo d'attacco che, compatibilmente con l'evoluzione dei costi industriali nel prossimo quinquennio, potrebbe collocarsi tra i 20 e i 25 mila euro. D'altronde, la vettura sarà tarata principalmente sull'utilizzo urbano, e perciò la formula dovrebbe prevedere un taglio di batteria calibrato ad hoc. Ma l'aspetto più importante, nonché l'unico a oggi concretamente anticipato attraverso un teaser ufficiale, è che la sostituta elettrica della Fabia avrà probabilmente una carrozzeria più alta e muscolare, che ammicca al genere crossover. Con uno stile, ispirato alla concept Vision 7S, che promette davvero un bel salto di qualità.

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Regno Unito - Il saluto delle Case britanniche alla Regina Elisabetta

4 Ruote - Set 19,2022

A Londra è arrivata l'ora dell'ultimo saluto a Elisabetta II, il cui rito funebre è stato celebrato nell'abbazia di Westminster. Più di un milione di inglesi è atteso per le strade della metropoli e numerosi sono i leader mondiali presenti, dal nostro presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Joe Biden, senza dimenticare Emmanuel Macron. Mancherà all'appello Vladimir Putin o, comunque, un rappresentante della Russia: al Cremlino non sono giunti inviti. Sul fronte automotive, nei giorni scorsi non sono mancati i messaggi di cordoglio per la scomparsa della Regina da parte delle Case automobilistiche britanniche. Vediamo quali.  

Aston Martin. L'Aston Martin è profondamente rattristata per la scomparsa di Sua Maestà la Regina. La Regina ha dedicato la sua vita al servizio pubblico e per tutta la sua lunga carriera è stata un'appassionata sostenitrice della cultura d'impresa britannica e dell'innovazione. Siamo stati onorati che abbia visitato l'Aston Martin nel 1966. I nostri pensieri e le nostre condoglianze vanno alla famiglia Reale e al popolo del Regno Unito e del Commonwealth in questo difficile momento.

Bentley. Tutti alla Bentley Motors sono profondamente rattristati nell'apprendere della morte di Sua Maestà la Regina. Una donna davvero straordinaria che ha dedicato la sua vita al servizio del popolo del Regno Unito e del Commonwealth per oltre 70 anni. Ci fermiamo, riflettiamo e mostriamo sincera gratitudine per il regno storico della Regina, fonte di ispirazione per tutti per le generazioni a venire. Le nostre più sincere condoglianze vanno alla famiglia.

McLaren. Uno dei momenti salienti della nostra storia è stato quando Sua Maestà la Regina ha inaugurato il McLaren Technology Center. Ricordiamo quel giorno memorabile.

MG Motors. Tutti sono profondamente rattristati nell'apprendere della morte di Sua Maestà la Regina. Siamo enormemente grati per il Suo servizio alla nazione in oltre 70 anni. I nostri cuori e i nostri pensieri sono con la gente e la Famiglia Reale.

Mini. Siamo profondamente rattristati dalla morte di Sua Maestà la Regina. In questo momento di lutto nazionale e internazionale, porgiamo le nostre più sentite partecipazioni e condoglianze ai membri della Famiglia Reale.

Rolls-Royce. La Casa britannica affida al proprio amministratore delegato, Torsten Müller-tvös, il messaggio di cordoglio per la scomparsa della Regina. Oggi ci uniamo al popolo della Gran Bretagna, al Commonwealth e al popolo del mondo per piangere la morte di Sua Maestà la Regina Elisabetta II. Dedita alla nazione e devota alla sua famiglia, rappresentava i più alti ideali di servizio e di umanità. Per noi della Rolls-Royce, Sua Maestà è stata l'unico monarca britannico che abbiamo mai conosciuto e la sua scomparsa è profondamente sentita da tutti noi. A nome del Consiglio di amministrazione e della comunità mondiale di Rolls-Royce, porgo rispettosamente le nostre più sincere e sentite condoglianze alla famiglia reale in questo momento.

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O.S.C.A. - Il proprietario della DR rilancerà lo storico marchio bolognese

4 Ruote - Set 19,2022

Massimo Di Risio tenta il rilancio di uno dei marchi storici dell'automobilismo italiano. L'imprenditore molisano, proprietario della DR, ha acquisito i diritti per lo sviluppo automotive della O.S.C.A. da Fabia Maserati, nipote di uno dei fondatori della Casa del Tridente e dell'azienda bolognese.

Un po' di storia. La O.S.C.A., acronimo di Officine Specializzate Costruzione Automobili, nasce nel 1947 per opera di Ettore, Ernesto e Bindo Maserati, intenzionati a proseguire il lavoro in campo automobilistico dopo la cessione dell'omonima Casa alla famiglia Orsi nel 1937 e la conclusione di un accordo di consulenza e collaborazione di durata decennale. La loro nuova azienda diventa subito famosa grazie ad automobili da competizione di piccola cilindrata, a partire dalla MT4: caratterizzata da un motore bialbero da poco più di 1 litro e da appena 72 cavalli, la vettura è capace di aggiudicarsi, nella sua classe di riferimento, gare importanti come la Targa Florio. Tanto prestigiori furono i successi, quanto breve è la vita dell'azienda: già nel 1964 i fratelli Maserati decidono di cederla alla famiglia Agusta, che nel 1967 interrompe definitivamente tutte le attività.

Lo spirito dell'operazione. "Sebbene nel corso degli anni il marchio sia stato conteso da più case automobilistiche e da altri interlocutori", spiega Fabia Maserati, "quella di mio padre è stata una scelta precisa, mirata a far rivivere uno tra i brand più gloriosi del motorsport. Mio padre non ha mai preso in considerazione la possibilità di mettere il prestigioso marchio di famiglia sul mercato, ma ha voluto affidarlo nelle mani di chi, come lui, come mio nonno Ernesto e i suoi fratelli, ha sempre pensato che l'odore della benzina fosse il più inebriante dei profumi, così come il rombare dei motori il più emozionante dei suoni, a tal punto da fare dell'automobile un elemento totalizzante della propria vita. Massimo Di Risio", prosegue Maserati, "è stato infatti un pilota vincente, prima ancora di diventare imprenditore di successo dell'automotive. La sua è una storia di grande passione, ha una visione ancora romantica di questo mondo, abbinata però a una grande capacità imprenditoriale. Con tenacia sta infatti portando avanti da anni un innovativo progetto automobilistico. Tutto questo crea inevitabilmente un fil rouge con la storia della mia famiglia. In Di Risio rivedo la stessa passione e la stessa tenacia che hanno animato i Maserati. Per O.S.C.A. svilupperà un piano industriale che potrà riportare il marchio a nuova vita".

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Ponte Morandi - Autostrade per lItalia esclusa dalla responsabilità civile

4 Ruote - Set 19,2022

Nuovi sviluppi nel processo per il disastro del Ponte Morandi: la concessionaria Autostrade per l'Italia e la Spea, la controllata incaricata dei controlli e delle manutenzioni delle infrastrutture stradali, sono state escluse dalla citazione per responsabilità civile. Lo ha deciso il collegio giudicante, presieduto dal giudice Paolo Lepri, accogliendo la richiesta di esclusione presentata dai legali delle due società.

Ragioni tecniche. Autostrade per l'Italia e Spea avevano chiesto di non essere chiamate a rispondere, in sede civile, dei danni comminati nel corso di una delle udienze del processo aperto in seguito al disastro che quattro anni fa ha causato 43 morti. La richiesta ha motivazioni tecnico-processuali: secondo i legali, l'esclusione si è resa necessaria perché già chiamate come responsabili civili nell'incidente probatorio, ossia in una fase di formazione della prova. La posizione è stata condivisa dal pm Massimo Terrile, che ha parlato di una corretta applicazione della legge, rappresentata dal secondo comma dell'articolo 86 del codice di procedura penale, e della necessità di snellire il processo per evitare tempi lunghissimi e l'eventuale estinzione dei reati: sono 1.228 i testimoni, oltre 150 mila gli esami, più di 600 le parti civili. La questione della responsabilità civile è rilevante: con l'esclusione di Aspi e Spea saranno chiamati a pagare i risarcimenti solo gli imputati (sono 59 tra tecnici e dirigenti delle due aziende e di alcuni enti pubblici) e solo in caso di condanna. Se i condannati non risultassero in grado di sostenere gli esborsi, allora salterebbero i risarcimenti alle parti civili. Con la decisione odierna le due società, che già in parte erano uscite dal processo con un patteggiamento da 30 milioni di euro sulla responsabilità amministrativa, potrebbero essere escluse integralmente dal procedimento giudiziario.

 

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Mazda MX-5 - Il raduno a Modena è da Guinness

4 Ruote - Set 19,2022

Oltre 1.500 partecipanti da ogni regione d'Italia, ma anche da Paesi limitrofi, hanno scritto una nuova pagina di quello che è il grande libro della passione per la Mazda MX-5. La spider giapponese conta un'enorme community di fedeli proprietari che, chiamati a raccolta dalla divisione italiana della Mazda, non ha fatto mancare la sua presenza, ieri, all'autodromo di Modena al Raduno dei Record. L'obiettivo dell'evento era battere il record stabilito nel 2013 da un raduno olandese, ma sopratutto passare un'intera giornata all'insegna del culto della Miata con ospiti d'eccezione e la possibilità di mettere alla prova le qualità dinamiche della MX-5 tra i cordoli della pista.

Da Guinness. Conquistare il Guinness World Record non è stata cosa semplice, nonostante l'incredibile affluenza di vetture. Per ottenere la validazione del commissario è stato infatti necessario far completare due giri di pista (lunga 2 km) a tutte le 707 spider presenti in contemporanea, senza mai fermarsi e senza superare gli 8 metri di distanza tra un'auto e l'altra. Ci sono voluti due tentativi, ma alla fine il record è arrivato a suggellare il grande impegno di organizzatori e partecipanti, lasciando a tutti coloro che hanno osservato il primato dalla terrazza del paddock, l'incredibile immagine di questo infinito serpentone di Mazda MX-5.

Dentro e fuori dalla pista. Un primato che ha costituito l'occasione perfetta per organizzare attività, presentazioni e chiamare ospiti d'eccezione che hanno parlato alla folta schiera di appassionati della MX-5, del piacere di guida e dello sviluppo delle auto sportive. Per tutta la mattinata i partecipanti hanno potuto mettere alla prova la propria vettura in sessioni da 30 minuti di guida in pista, mentre tutti coloro che erano interessati alle ultime novità del costruttore giapponese, hanno avuto accesso ai test drive con le vetture della gamma Mazda.

Gli interventi. Intanto, nella sala conferenze dell'autodromo era presente colui che a metà degli anni 80 ha trasformato l'idea di questa spider in realtà, Nobuhiro Yamamoto. Il progettista giapponese ha raccontato ai presenti storie e aneddoti sulla MX-5, spiegando nel dettaglio il significato di Jinba Ittai, la filosofia che ha guidato la genesi di tutte e quattro le generazioni di Mazda MX-5, ovvero il legame profondo tra l'auto e il suo guidatore. Ai talk non sono mancati neanche gli interventi di Roberto Pietrantonio, managing director di Mazda Italia che ha ricordato come nello sviluppo delle nuove autovetture vadano prese in maggiore considerazione le richieste dei clienti, un concetto che pare un po' perso nelle grandi trasformazioni dell'automobile di oggi. A parlare davanti al pubblico si sono quindi alternati alcuni grandi appassionati della vettura, dalle Club leader MX-5 della Sicilia ed Emilia Romagna, Florinda Maraschi e Valentina Grinzato ad Andrea Mancini, il più grande collezionista del mondo di Mazda MX-5 e fondatore di Miataland, passando per i piloti e collaudatori Loris Bicocchi e Marco Apicella e il presidente del Milano Monza Motorshow, Andrea Levy.

Barchetta. Il Raduno dei Record, infine, ha fatto da palcoscenico anche all'anteprima mondiale della concept realizzata dalla Gorgona Cars, che partendo dalla scocca della prima serie della Mazda MX-5 combina la meccanica della serie più recente e il 2.0 benzina da 184 CV con un'originale carrozzeria barchetta, priva di parabrezza. Ve la raccontiamo in tutti i dettagli a questo link.

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