Toyota Rav4 - Al volante dell'ibrida plug-in

4 Ruote - Feb 25,2021

Sfornare a raffica elettriche, ibride, ibride plug-in e persino auto a idrogeno per assecondare una domanda sempre più forte di vetture con emissioni contenute è qualcosa che pochi costruttori possono permettersi e la Toyota è certamente in testa al gruppo: l'ennesima conferma è la  Rav4 di quinta generazione con le batterie ricaricabili, una Suv - anzi, molti dicono la Suv per eccellenza, visto che è stata lei la fondatrice del segmento - con alcune caratteristiche che la rendono diversa dalle altre plug-in. Per esempio, cosa ne dite di un'ibrida che può fare da gruppo elettrogeno per tre giorni?

Scelta energica. L'approccio tecnico non è diverso da quanto già visto sulla Prius Phev, ma con alcune differenze non da poco: la batteria litio-ioni ha una capacità elevata per una plug-in, oltre 18 kWh netti, i quali garantiscono alla Rav4 un'autonomia in modalità Ev tra le più elevate della categoria: parliamo di una media di 75 km nel ciclo Wltp e di 100 km nelle condizioni più favorevoli, ossia in città. Insomma, dati molto interessanti, che non mancheremo di verificare in sede di Prova su strada. 

All'insegna della flessibilità. Numeri di questa portata, ovviamente, aumentano notevolmente la flessibilità d'uso di un'ibrida ricaricabile; la si può benissimo immaginare come un'auto che va in elettrico per tutta la settimana, nei brevi tragitti, per poi andare ben più lontano nei week end: sempre fra i dati dichiarati, si legge che con una ricarica completa della batteria e un pieno di benzina (il serbatoio è da 55 litri) si possono percorrere fino a 1.300 km. La media del test al computer di bordo è stata di 20 kWh/100 km in elettrico e attorno ai 18 km/l su una strada statale, con traffico.

Ricaricabile alla massima potenza. il powertrain ricaricabile ha portato con sè anche un sensibile aumento di potenza disponibile, che nel complesso arriva a 306 CV, ben 84 in più rispetto alla Rav4 full hybrid; una scelta in parte necessaria, visto il maggior peso, ma che ha dato anche parecchio smalto alle prestazioni, consentendo alla Suv di coprire lo 0-100 km/h in sei secondi netti. Se si sceglie di viaggiare in elettrico c'è una ragionevole limitazione delle prestazioni, ma che permette comunque di viaggiare a una velocità massima di 135 km/h e lascia liberi di approfittare delle eccellenti capacità di ripresa date dal sistema ibrido, composto dal 2.5 endotermico a ciclo Atkinson e dal doppio motore sincrono a corrente alternata (anzi, per dirla tutta le unità elettriche sono tre, ma una serve solo come starter/generatore).

Si viaggia in silenzo. Una qualità che si nota immediatamente della Rav4 Phev è la capacità di risolvere in modo quasi totale la questione della rumorosità del motore in accelerazione: un effetto legato alle caratteristiche della trasmissione e-Cvt che era già stato attenuato parecchio, ma mai definitivamente eliminato. Qui l'apporto elettrico alla coppia motrice è molto più alto rispetto a un'ibrida tradizionale e quindi, anche quando si affonda tutto il pedale del gas, il quattro cilindri non è chiamato a raggiungere regimi troppo alti. Si sente solo un lieve tremolio accompagnato da una voce bassa, profonda, ben filtrata e niente affatto sgradevole.

Superdotate. C'è un prezzo da pagare, ovviamente, per avere la batteria, la trazione integrale e tutto il ben di dio offerti sia dalla versione base (Dynamic+, da 55.000 euro) e la top di gamma (Style+, da 60.000 euro). Numeri alla mano, la Rav4 plug-in costa circa 8.000 euro in più della variante full hybrid. Non pochi, ma tra incentivi e sconti si possono risparmiare 10.000 euro sulla prima e addirittura 11.000 sulla seconda. In concessionaria , la vettura si potrà vedere a partire dal 2 aprile.   

Non solo in movimento. Una curiosità cui ho accennato all'inizio è la disponibilità, nel mercato giapponese e in quello Usa (improbabile l'Europa, ma non si sa mai) di una speciale presa Mennekes che permette di usare l'energia della batteria anche all'esterno della vettura, per alimentare apparecchiature fino a 1,5 kW a 110 V come, per esempio, un fornello o delle luci. Insomma, un gruppo elettrogeno a tutti gli effetti che può anche ricaricare la batteria per tre giorni grazie all'ausilio del motore a combustione. I campeggiatori e i catastrofisti sono avvisati. 

Test dell'alce. Infine, i più informati ricorderanno che lo scorso dicembre la Rav4 Phev è stata sottoposta al test dell'alce da una rivista svedese (sembra di essere tornati al 1997, ai tempi della Mercedes Classe A) e di aver deluso per la velocità di percorrenza, inferiore alle aspettative. La Casa ha replicato il test e ha provveduto ad aggiornare il software dell'Esp e del controllo di trazione, eliminando il difetto; le versioni già vendute e quelle in arrivo hanno già le centraline aggiornate.

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Audi Q3 TFSI e - Al volante dell'ibrida ricaricabile

4 Ruote - Feb 25,2021

Con questa fanno dieci, tanti quanti sono i modelli ibridi plug-in presenti nella gamma della Casa tedesca. Un innesto importante, quello della Q3 e della più dinamica Q3 Sportback, se si considera che un'Audi su cinque venduta in Italia è proprio una di queste due Suv. Adesso, quindi, la scelta include un sistema di propulsione in più, che può incontrare i favori di quell'utenza il cui commuting quotidiano rientra nei fatidici 50 chilometri circa. Come sottolineiamo sempre nel caso di tutte le Phev, infatti, i massimi benefici di questa tecnologia si apprezzano sui brevi e medi tragitti e se si dispone di un punto di ricarica domestica, per rigenerare il più spesso possibile la batteria. Così, si può viaggiare quasi esclusivamente in elettrico con la rassicurante certezza che, all'occorrenza, ci sono comunque un motore termico e un serbatoio di benzina per ampliare il proprio raggio d'azione.

Powertrain da 245 CV. Nella fattispecie delle Q3 TFSI e, il powertrain è quello ormai ben noto del gruppo Volkswagen, che vede in prima linea il buon 1.4 turbobenzina accoppiato al cambio a doppia frizione e, sistemato fra i due, un motore elettrico. Per questa Suv, la scelta è ricaduta sulla variante più potente, con un output complessivo di 245 CV anziché i 204 dell'architettura base. La batteria al litio ha una capacità di 13 kWh (ricarica in circa 5 ore e mezza con la presa domestica, meno di 4 ore con la trifase) e, quando si sceglie di viaggiare in modalità Ev, il range dichiarato secondo il ciclo Wltp oscilla fra i 45 e i 51 km.

Un percorso impegnativo. Il tragitto che mi aspetta è incantevole paesaggisticamente parlando, ovvero i passi dolomitici, ma piuttosto sfidante per una plug-in ibrida, per via dei considerevoli dislivelli. La mia riserva energetica di 50 km, da computer di bordo, si esaurisce quindi piuttosto in fretta mentre affronto il passo Giau. Ho deciso di mantenere la modalità automatica di gestione dell'energia e di non passare subito all'ibrido, proprio per apprezzare le prestazioni in puro elettrico su un percorso di montagna: la guida è estremamente fluida e la brillantezza adeguata (0-60 km/h in 5,2 secondi) mi consente di salire spedito fra i tornanti, senza stare a scomodare il 1.4 a benzina; volendo, ma qui non è il caso, potrei pure viaggiare fino a 140 km/h spinto soltanto dai 116 CV e 330 Nm di coppia del motore elettrico.

Gli assi nella manica. In discesa recupero un po' di energia, con l'elettrico che lavora come alternatore ed è anche un buon freno motore virtuale per non sollecitare troppo l'impianto frenante, che è elettroidraulico e vanta una buona modulabilità. Il resto del tragitto lo affronto in modalità ibrida, quella in cui la gestione elettronica fa lavorare con la massima efficienza i due propulsori. A disposizione ho però due utili carte che potrei giocarmi: la funzione battery hold, che consente di preservare la batteria per un successivo utilizzo Ev in area urbana, e la battery charge, dove il termico, oltre a fornire trazione, funge da generatore per ripristinare l'accumulatore, consci però del fatto che i consumi di benzina, per forza di cose, salgono un po'.

La grinta che non ti aspetti. Direzione passo Falzarego, un'altra arrampicata. Adesso che il 1.4 turbobenzina è della partita, voglio godermi un po' di piacere di guida, d'altronde questa strada la chiama a gran voce. In salita, con l'acceleratore spalmato sul pavimento, la spinta è quella che ti aspetti da un millequattro con 150 cavalli: buona, sì, ma in carriera ammetto di aver guidato attrezzi più performanti. Affondando in kick-down, per richiamare il boost elettrico e tutti i 245 cavalli a raccolta, la sensazione è però quella di un raddoppio delle prestazioni, tant'è che il controllo di trazione, causa anche un fondo dall'aderenza non ottimale, deve fare gli straordinari. Morale, se serve della grinta qui ce n'è un bel po' (0-100 in 7,3 secondi) ed è superiore a quella di una qualsiasi altra Q3 diesel o benzina, ad eccezione naturalmente di una RS con cinque cilindri.

I numeri. Dopo oltre 70 km di saliscendi dolomitici, percorsi senza troppi complimenti nei confronti dell'accelertore, tiro le somme e il risultato non è affatto male: il computer parla di un consumo di benzina di 7 litri per 100 km e uno di energia pari a 13,5 kWh/100 km. Sempre a proposito di conti, ma stavolta quelli economici, fateli bene: se usata nel modo giusto, una vettura del genere potrebbe convenire. I prezzi, ovviamente, sono premium e partono da 47.900 euro per la Q3 e da 50.900 euro per la Q3 Sportback, ma ci sono da prendere in considerazione una serie di benefit. Prima di tutto i 6.500 euro di incentivi statali con rottamazione, ma anche l'esenzione dal bollo, o la riduzione del suo importo, a seconda della Regione (e si paga soltanto per i 110 kW del 1.4 a benzina), l'assicurazione che può abbassare il prezzo di un 10% circa, l'accesso agevolato ad alcune Ztl e ai parcheggi. Per l'acquisto, infine, ci sono formule di leasing e di noleggio a lungo termine a condizioni vantaggiose, con canoni all inclusive a partire da 259 euro al mese.

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Sul numero di marzo - Paradosso neopatentati: possono guidare elettriche scattanti, ma non le citycar

4 Ruote - Feb 25,2021

Un'anacronistica legge del 2011 impone a chi ha conseguito la patente B da meno di un anno di non guidare auto considerate potenti, ovvero con potenza superiore a 70 kW (95 CV) e potenza specifica, riferita alla tara, maggiore di 55 kW/t. A parte la scarsa efficacia e i problemi che ha sollevato in molte famiglie, questa norma si scontra oggi con una grave incongruenza, legata alla crescente diffusione delle auto elettriche. Le vetture a batteria, infatti, riportano sulla carta di circolazione non la potenza di picco, spesso elevata, ma quella massima sui 30 minuti, come previsto da un regolamento dell'Unione Europea. Un valore, misurato con prove al banco, che risulta sensibilmente inferiore a quello massimo, ma che è valido ai fini della legge sui neopatentati, oltre che per il calcolo delle imposte. Il risultato è paradossale, come dimostrano gli esempi pubblicati sul numero di marzo di Quattroruote in cui abbiamo confrontato modelli analoghi con propulsore elettrico e termico come la Hyundai Kona, la Opel Corsa e le Volkswagen ID.3 e T-Cross. Le prime, infatti, che hanno prestazioni più elevate soprattutto in termini di accelerazione e ripresa, sono alla portata dei neo-automobilisti, le seconde, invece, no. La Hyundai Kona Electric 64 kWh, per esempio, brucia lo 0-100 km/h in 7,2 e riprende da 70 a 120 km/h in soli 5,8, contro i 10,5 e 17,3 della Kona 1-6 CRDi con motore a gasolio; ancora più ampio il divario tra la Volkswagen ID.3 (i cui tempi sono, rispettivamente, di 7 e 6,5) e la T-Cross 1.0 TSI 95 CV (che ferma i cronometri su 11,2 e 21,8). Un motivo in più, dunque, per abolire una legge assurda e anacronistica, contro la quale Quattroruote si batte fin dalla sua entrata in vigore.

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Targa Telematics - Focus estero per la tech company

4 Ruote - Feb 25,2021

Un'ulteriore tappa del percorso di internazionalizzazione per Targa Telematics, azienda italiana che sviluppa soluzioni nel campo della telematica, della smart mobility e dell'IoT. La tech company, che vanta sedi dirette anche in Francia e nel Regno Unito, e che opera in paesi di tutto il mondo, dagli Stati Uniti all'Australia, Nuova Zelanda, Asia compresa, rafforza la propria presenza sui mercati esteri con l'apertura degli uffici in Portogallo e l'avvio della fase di start-up in alcuni paesi latini, tra cui Messico e Brasile, a testimonianza della volontà di investire nonostante l'emergenza sanitaria ancora in corso. Negli ultimi cinque anni, Targa Telematics è stata protagonista di una crescita significativa, caratterizzata da un fatturato cresciuto in modo esponenziale, passando dai 5 milioni di euro ai 40 milioni di euro, con oltre mezzo milione di asset gestiti. Nonostante l'incertezza causata dalla pandemia, continuiamo a investire nella nostra espansione sui mercati stranieri con visione strategica e con la consapevolezza di aver creato delle soluzioni in grado di fare la differenza indipendentemente dai confini territoriali, dichiarato il ceo Nicola De Mattia. Rafforzando ulteriormente il nostro percorso di crescita internazionale, saremo in grado di posizionarci in maniera sempre più distintiva come punto di riferimento per la smart mobility sia in Europa sia negli altri continenti.

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Tesla Model 3 - Si ferma una linea di produzione: mancano i chip

4 Ruote - Feb 25,2021

La Tesla ha temporaneamente fermato una delle linee di produzione della Model 3 nella fabbrica di Fremont, in California. Secondo delle  indiscrezioni, lo stop è iniziato il 22 febbraio e dovrebbe durare due settimane, fino al 7 marzo prossimo. I motivi dietro a questa decisione non sarebbero noti nemmeno ai dipendenti, ma la spiegazione più logica è la carenza di chip che ormai da tempo affligge tutti i settori industriali, specialmente quello automotive.

Una crisi che colpisce tutti. La Tesla si aggiunge alla lunga lista di costruttori che stanno affrontando il medesimo problema: basta pensare ai continui aggiustamenti alla produzione di ToyotaNissanHondaMazda e dei marchi di Stellantis, oppure alla Ford e alla General Motors, che sono state costrette a ridurre i volumi produttivi in alcuni dei loro stabilimenti, arrivando a dover parcheggiare nei piazzali i veicoli parzialmente assemblati, in attesa di poter montare le componenti elettroniche. La crisi dei chip, che secondo alcuni esperti durerà a lungo, è talmente impattante che gli Stati Uniti e l'Unione Europea hanno iniziato a valutare iniziative per ridurrne gli effetti: in particolare, il presidente Biden ha annunciato l'intenzione di chiedere al Congresso l'autorizzazione per un maxi-finanziamento da 37 miliardi di dollari per rafforzare la capacità produttiva di processori sul territorio nazionale.

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Stellantis - La Geico Taikisha di Cinisello costruirà l'impianto di verniciatura di Gliwice

4 Ruote - Feb 25,2021

Sarà la Geico Taikisha a costruire il nuovo impianto di verniciatura nella fabbrica di PSA di Gliwice, in Polonia. La multinazionale italo-giapponese con sede a Cinisello Balsamo, nell'hinterland milanese, specializzata nella realizzazione di macchinari automatizzati per la tinteggiatura delle scocche, si è aggiudicata l'importante commessa dal gruppo Stellantis, che nello stabilimento polacco produce i furgoni per i marchi Peugeot, Citroën, Opel e Vauhall.

Approccio costruttivo innovativo. Secondo le previsioni, la nuova struttura verrà allestita nel giro di 15 mesi. Si tratta di tempistiche ridotte rispetto alla media: un elemento risultato decisivo nell'assegnazione dell'appalto e dovuto all'approccio particolarmente innovativo nella progettazione dell'impianto, che viene interamente realizzato nel centro di ricerca e sviluppo globale della Geico, a Cinisello Balsamo, applicando modelli matematici che consentono di simulare i processi propri di un impianto di verniciatura. Sempre attraverso simulazioni, vengono anche ottimizzati i flussi delle scocche e dei materiali all'interno delle strutture. Ricorrendo a software di realtà immersiva, infine, una ricostruzione in 3D (in scala 1:1) dell'impianto è esplorabile già in fase di progettazione, con lo scopo di minimizzare gli errori.

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Andrea Mascaretti - Urban Mobility, le proposte per Milano: incentivare l'usato e creare 200.000 parcheggi

4 Ruote - Feb 25,2021

Sono a favore dello sviluppo sostenibile, ma le false politiche green sono più un danno che un vantaggio. Il riferimento, ovviamente, è al Piano dell'Aria di Palazzo Marino e all'obiettivo del sindaco di dimezzare le auto e i parcheggi in città, privilegiando piste ciclabili e mobilità morbida. Per Andrea Mascaretti, consigliere comunale di Fratelli d'Italia, già assessore all'epoca di Letizia Moratti e della candidatura per ospitare Expo 2015, Milano ora rischia di prendere un percorso sbagliato e, fondamentalmente, ingiusto per i cittadini e insostenibile economicamente. Dopo Legambiente (qui l'intervista alla presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto e il mondo dei concessionari (qui l'intervento di Gianluca Italia, ad di Overdrive), torniamo alla politica per proseguire il dibattito innescato con il convegno Urban Mobility organizzato da Quattroruote e Aci Milano. Il tema è sempre quello delle politiche della mobilità, la transizione verso l'auto  elettrica e le scelte imposte dal Piano Aria Clima, che presenta non pochi punti deboli.

Dottor Mascaretti, come consigliere comunale di opposizione ha presentato oltre 3 mila emendamenti al Piano Aria Clima. Ci può riassumere quali sono a suo avviso gli errori dell'amministrazione e cosa si potrebbe fare per migliorare la qualità dell'aria?
Innanzitutto, si muove da un punto di partenza sbagliato. Rischia di penalizzare i milanesi dal punto di vista economico, della salute, della libertà: obbliga a rinunciare all'auto, perché creerà disagi crescenti per chi si muove con la propria macchina, senza pensare che l'auto è stata una grande conquista per le famiglie italiane, che finalmente hanno potuto viaggiare per il paese, andare al lavoro ma anche in vacanza. E poi bisogna essere onesti, non sono le auto a produrre le polveri sottili: il lockdown lo ha dimostrato, con le PM10 oltre i limiti in alcuni giorni dopo che le auto non circolavano da due mesi. La pianura padana è un grande territorio agricolo, con allevamenti intensivi che producono polveri sottili e riscaldamento atmosferico. Si vuole trasformare Milano in una città ciclopedonale, ma non hanno nemmeno fatto i conti con l'apporto sostanziale degli automobilisti sul bilancio della città: basta sfogliarlo per rendersi conto che 285,5 milioni di euro arrivano dalle multe, altri 34 milioni dagli ingressi in Area C, 32 dalla sosta gestita da Atm, necessari per il trasporto pubblico locale che da solo costa 900 milioni l'anno se dimezziamo le auto, si dimezzerà anche il loro contributo alle casse di 350 milioni di euro.  Senza contare che, in più, migliaia di persone costrette a rinunciare all'auto dovranno usare proprio i mezzi pubblici, per i quali però c'è un limite oggettivo di capienza ed è impensabile che vadano tutti in bici o in monopattino

Dal Comune rispondono che è l'Europa che lo vuole la riduzione di auto dalle città è un impegno preso da tutte le amministrazioni delle grandi città del Continente e il futuro è nel trasporto pubblico e nella mobilità dolce, cioè bici e monopattini...
Non mi sembra che le ciclabili siano un successo. Siamo andati a verificare l'utilizzo delle corsie verniciate sull'asfalto in corso Buenos Aires e abbiamo contato un quinto dei passaggi sbandierati dal Comune: circa 1.800 passaggi in una giornata di sole, senza controindicazioni all'uso delle due ruote, molto lontani dai 10.000 dichiarati lo scorso ottobre dall'assessore Granelli. E intanto si è bloccata la circolazione, persino le ambulanze rischiano di non riuscire a passare e a manovrare tra gli stalli creati in mezzo a ciclabili e carreggiate, mentre i taxisti spesso rinunciano alle chiamate, perché nelle ore di punta arrivano con 15 euro già sul tassametro e l'alta probabilità che il cliente nel frattempo sia andato via. E poi, in ogni caso, le bici non sono adatte a tutti e in tutti i periodi dell'anno: Milano non ha un clima favorevole, tra pioggia, basse temperature, alte d'estate. E per le commissioni, la spesa? In più bisogna considerare che Milano invecchia, l'età media sale perché si sta bene, ma non così tanto bene da andare in bici a 80 anni! Per di più su strade colabrodo, rischiando incidenti in continuazione.  Quanto ai mezzi pubblici, c'è un dato che tengono nascosto al pubblico: lo sa che in metropolitana le polveri sottili sono dieci volte più alte che per strada? L'Arpa, su mandato della Procura, qualche anno fa ha misurato 327 mg per metro cubo contro la media, in superficie, di 32 mg. L'unica che si salva è la linea lilla, perché ha le barriere di protezione tra i binari e le banchine: ecco, si potrebbe investire per fare protezioni simili anche sulle altre linee della MM.

Mi sembra ovvio che sull'obiettivo di dimezzare le auto a Milano è in forte disaccordo con la giunta attuale. Ma come risolverebbe il problema del traffico e dell'inquinamento?
Il primo obiettivo dev'essere quello di fluidificare il traffico e i mezzi per farlo sono l'opposto di quello che fa il Comune. Bisogna realizzare nuovi parcheggi, silos o sotterranei, per togliere le auto dalle strade e allargare le carreggiate. Solo così si può ridurre il traffico, che in larga parte è causato proprio dalla ricerca di un posto libero dove lasciare l'auto. I parcheggi di interscambio con la metropolitana, per chi arriva da fuori, oggi sono solo 16.000 ce ne vorrebbero 200 mila se davvero vogliamo incentivare i pendolari a entrare in città con i mezzi. Non servono i divieti, ma incentivi veri, raggiungibili da tutti. Per esempio, anche per cambiare auto: è inutile regalare qualche migliaio di euro per l'acquisto di auto che nuove costano oltre 30.000 euro. Si dovrebbe invogliare i proprietari di vecchie auto inquinanti a cambiarle con modelli più recenti, Euro 6 di seconda mano, pagando l'80% del valore. Auto usate di pochi anni avrebbero prezzi accessibilissimi e in questo modo tutti potrebbero contribuire a una svolta ecologica sostenibile.

 

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Land Rover Defender - Arriva la versione V8 sovralimentata

4 Ruote - Feb 25,2021

La Land Rover ha introdotto alcune novità riguardanti la Defender: la fuoristrada, infatti, ora è disponibile con un nuovo motore V8, vanta un sistema di infotainment aggiornato ed è declinata in due inedite versioni speciali, la Carpathian Edition e la XS Edition. Prezzi e disponibilità di queste varianti e della nuova motorizzazione, però, non sono ancora stati comunicati.

V8 supercharged da 525 CV. La new entry di maggiore sostanza è il 5.0 V8 sovralimentato a benzina da 252 CV e 625 Nm di coppia massima. Questo propulsore è offerto su entrambe le versioni di carrozzeria della Defender, ossia la 90 (a passo corto) e la 110 (a passo lungo), ed è abbinato a un cambio automatico a otto rapporti. Secondo il costruttore, spinta da questo motore la Suv inglese (nella configurazione a tre porte) è in grado di coprire lo 0-100 km/h in 5,2 secondi e di raggiungere una velocità di punta pari a 240 km/h, consumando 14,5 l/100 km ed emettendo 327 g/km di CO2. Le varianti V8 vantano una messa a punto apposita delle sospensioni e della trasmissione, oltre a un nuovo differenziale posteriore elettronico che, a detta della Casa, dovrebbe offrire maggiore manovrabilità e agilità. Gli ingegneri hanno anche aggiornato il Terrain Response 2, introducendo un settaggio esclusivo per le versioni a otto cilindri: si tratta del "Dynamic", che promette prestazioni più sportive e una guida più coinvolgente, grazie a una risposta dell'acceleratore più diretta e a una taratura specifica degli ammortizzatori, dello sterzo e del torque vectoring.  

Dettagli specifici. Esternamente, le Defender spinte dal V8 si riconoscono per i badge specifici, i quattro terminali di scarico e i cerchi di lega da 22" con finitura Satin Dark Grey che coprono i freni con pinze Xenon Blue e dischi da 20" di diametro. Per quanto riguarda la carrozzeria, i clienti possono scegliere tra tre colori: Carpathian Grey, Yulong White e Santorini Black. Le prime due tinte, inoltre, sono offerte con tetto a contrasto Narvik Black opzionale. All'interno, invece, la fuoristrada presenta sedili rivestiti di pelle Windsor Ebony con tessuto scamosciato Miko e accenti Robustec, mentre il volante a quattro razze vanta rivestimenti di Alcantara e paddle del cambio cromati e satinati. La pelle ricopre anche parte della plancia e la leva del cambio, mentre i battitacchi illuminati sono contraddistinti dalla scritta "V8".

Al vertice della gamma la Carpathian Edition. La Land Rover ha anche presentato l'allestimento Carpathian Edition, disponibile solo per le Defender V8. Questa versione si pone al vertice della gamma della fuoristrada inglese ed è offerta solamente con la carrozzeria verniciata di Carpathian Grey abbinata a tetto, cofano motore e portellone posteriore neri. Gli esterni, inoltre, sono ricoperti con una pellicola protettiva satinata che conferisce alla vettura una finitura semi-opaca e al contempo protegge l'auto da graffi, piccoli urti e scheggiature. Nell'abitacolo, invece, la Carpathian Edition presenta gli stessi rivestimenti e gli stessi elementi già visti sulla variante V8 standard.

La XS Edition. La Land Rover ha introdotto un ulteriore allestimento, chiamato XS Edition, che va a sostituire la First Edition e si pone al di sopra dell'SE. La nuova versione è disponibile per entrambe le varianti della Suv, 90 e 110, con motorizzazione benzina P400, diesel mild-hybrid D250 e ibrida plug-in P400e. La XS Edition è caratterizzata dalle sezioni inferiori delle portiere e dai passaruota in tinta con la carrozzeria e dai cerchi di lega da 20" con finitura grigia satinata, mentre i colori disponibili per la carrozzeria sono il Silicon Silver, l'Hakuba Silver, il Gondwana Stone e il Santorini Black. All'interno, invece, troviamo i sedili rivestiti di pelle goffrata, riscaldabili e con regolazioni elettriche a 12 vie. La dotazione di serie include le sospensioni pneumatiche a controllo elettronico, il Terrain Response configurabile, i fari Matrix Led, lo specchietto retrovisore con tecnologia ClearSight e il sistema multimediale Pivi Pro con impianto audio Meridian a 10 altoparlanti.

Infotainment Pivi Pro da 11,4". La Casa inglese ha infatti reso disponibile sulla Defender una nuova versione dell'infotainment, denominata appunto Pivi Pro, che vanta uno schermo da 11,4". La Land Rover ha dichiarato che il sistema, oltre a essere più veloce e intuitivo del precedente, è stato progettato con l'obiettivo di ridurre la distrazione del conducente. Il Pivi Pro è offerto come optional sulla maggior parte degli allestimenti e supporta anche gli aggiornamenti software over-the-air (Ota).

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Seat Leon Sportstourer - Nuovi motori per la station wagon

4 Ruote - Feb 25,2021

La Seat ha aggiornato la gamma motori della Leon Sportstourer introducendo tre nuove motorizzazioni: la 1.5 TGI a metano da 130 CV, la 1.0 eTSI mild-hybrid a benzina da 110 CV e una versione del 2.0 TDI diesel da 115 CV. A questi si aggiunge anche l'ingresso a listino di un'inedita variante integrale.

440 km a metano. La Sportstourer a metano monta il 1.5 TGI da 130 CV già visto su altri modelli del gruppo Volkswagen, abbinato al cambio automatico Dsg a sette rapporti. Secondo il costruttore, i consumi sono compresi tra 6 e 6,7 m/km, mentre le emissioni di CO2 nel ciclo Wltp sono comprese tra i 108 e i 120 g/km. La familiare è dotata di tre serbatoi per il metano che, complessivamente, hanno un volume netto di 17,3 kg e, a detta della Casa, consentono di percorrere a metano fino a 440 km, che diventano 600 sfruttando anche il serbatoio di benzina da nove litri. Grazie a questa configurazione, la vettura è omologata monovalente e ciò comporta alcuni benefici fiscali, che variano a seconda della Regione di residenza, oltre alla possibilità di accesso in zone a traffico limitato. La TGI è disponibile in abbinamento a tutti gli allestimenti presenti nella gamma e, grazie al contributo del marchio e agli incentivi statali, è offerta a partire da 22.250 euro.

Mild hybrid da 110 CV. La gamma di powertrain elettrificati, invece, si allarga con l'introduzione del 1.0 eTSI mild hybrid da 110 CV, abbinato al doppia frizione Dsg. In determinate condizioni, il sistema a 48 V permette alla vettura di procedere con il propulsore endotermico spento, mentre in fase di frenata recupera energia che viene poi utilizzata per supportare il motore a combustione durante le accelerazioni. I consumi e le emissioni di CO2 dichiarate si attestano tra 5,3 e 6,2 l/100 km e tra 120 e 141g/km rispettivamente. La nuova motorizzazione mild hybrid è disponibile per tutti gli allestimenti presenti a listino e, al netto degli sconti della Casa e degli incentivi, è offerta a partire da 20.700 euro.

Un nuovo diesel entry-level. Per quanto riguarda i propulsori diesel, il 2.0 TDI ora è disponibile in una nuova versione da 115 CV che, offerta in abbinamento a tutti gli allestimenti, dichiara emissioni di CO2 al di sotto del limite necessario per accedere agli ecoincentivi statali: sconti compresi, il prezzo parte da 20.900 euro. Il 2.0 TDI da 150 CV accoppiato al cambio automatico Dsg a sette marce, invece, ora è offerto anche con la trazione integrale 4Drive negli allestimenti Business, FR e Xcellence. In questo caso i prezzi partono da 26.600 euro.

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Volvo-Geely - Addio al progetto di fusione

4 Ruote - Feb 25,2021

La Volvo e la cinese Geely hanno deciso di cancellare il progetto di fusione, annunciato prima della pandemia del coronavirus, per privilegiare la strada delle collaborazioni industriali. Le due aziende automobilistiche, entrambe controllate dalla holding Zhejiang Geely dell'imprenditore Li Shufu, hanno in particolare siglato un accordo per rafforzare la cooperazione nel campo dei propulsori, nella condivisione di piattaforme per veicoli elettrici, negli acquisti, nelle tecnologie per la guida autonoma, nei servizi post-vendita e nell'espansione della rete globale del marchio Lynk & Co.

Le motivazioni. A spiegare le ragioni della decisione sono stati i top manager dei due brand: "Dopo aver valutato diverse opzioni per creare valore", ha spiegato Hkan Samuelsson, presidente e amministratore delegato della Volvo, "abbiamo concluso congiuntamente che un modello di collaborazione tra due società indipendenti sia il modo migliore per garantire una crescita continua e allo stesso tempo realizzare sinergie tecnologiche in molte aree. Accogliamo con favore l'opportunità di un'ulteriore e più profonda collaborazione con Geely Auto". "In qualità di azionisti e gestori di un portafoglio di società interamente possedute e quotate, la Geely Holding vede dei vantaggi significativi da partnership e alleanze più profonde pur mantenendo l'indipendenza", ha aggiunto Li Shufu. "Siamo incoraggiati dalle potenziali sinergie e opportunità di crescita favorite da questa collaborazione, che creerà due società ancora più forti e competitive a livello globale nel mondo in rapida evoluzione della tecnologia automobilistica e dei nuovi servizi per la mobilità".

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Skoda Fabia - Nuovi dettagli sulla quarta generazione

4 Ruote - Feb 25,2021

Ormai rimangono solo le camuffature a custodire i segreti della nuova Fabia, il cui debutto dovrebbe essere questione di settimane. Nell'attesa, la Skoda ha infatti diffuso ulteriori immagini della vettura e rilasciato informazioni che riguardano le dimensioni, la gamma dei motori e le dotazioni che caratterizzano la quarta generazione della compatta boema.

Le dimensioni. Anzitutto ora sappiamo quali saranno, in termini di misure, i risultati derivanti dall'utilizzo della piattaforma Mqb-A0, già in dote alle cugine Volkswagen Polo e Seat Ibiza. In questa nuova serie, la Fabia guadagna 11 cm in lunghezza, quasi cinque in larghezza e 9,4 nel passo, con valori che salgono rispettivamente a 4,11, 1,78  e 2,56 metri. Il tutto si tradurrà in maggiore spazio a disposizione per i passeggeri, soprattutto in seconda fila, ma cresce anche il bagagliaio, passando dagli attuali 330 litri a 380 dichiarati (per la versione a cinque porte) e raggiungendo un valore di 1.190 con i sedili posteriori ripiegati.

Solo a benzina. Nel cofano arrivano poi i motori Evo, aggiornati per contenere le emissioni e i consumi, due aspetti sui quali la Skoda ha lavorato anche limando il coefficiente di resistenza aerodinamica della Fabia, ridotto a 0,28 (da 0,32), ridisegnando alcune componenti, a partire dalle ruote, e sfruttando una serranda del radiatore a regolazione attiva. La gamma è composta da cinque benzina per potenze comprese tra 65 e 150 CV, anche se l'unità più prestante (l'1.5 TSI da 150 CV) non sarà proposta in Italia. La scelta nel nostro Paese ricadrà dunque unicamente sui tre cilindri, aspirati MPI da 65 e 80 CV (abbinati a un manuale a 5 marce con una coppia di 95 Nm) e turbo TSI da 95 e 110 CV con una coppia di 175 Nm. Il 110 cavalli può fare coppia con un cambio manuale a 6 marce o con il Dsg a 7 rapporti.

Fino a nove airbag. Tra le altre novità si segnalano una dotazione di sicurezza ampliata e inedite soluzioni pratiche per vivere l'auto. La quarta serie della compatta della Freccia alata offre fino a nove airbag, mentre la lista degli Adas disponibili si allunga con il Travel Assistant, il Side Assistant e il Park Assistant. Da altri modelli della Casa, poi, derivano lo schienale del sedile del passeggero anteriore abbattibile, la tasca posizionata sotto la copertura del vano bagagli, la presa USB C supplementare integrata allo specchietto retrovisore interno e, nel vano posteriore, due tasche porta-smartphone sugli schienali dei sedili anteriori.

Arriva la strumentazione digitale. Pur con le pellicole ancora addosso, la Fabia tradisce già in queste immagini alcune caratteristiche del suo rinnovato stile, reso più dinamico da linee scolpite e da una fanaleria dal taglio felino, che attraverso la tecnologia rende il muso della vettura più grintoso. Già nella versione d'accesso, infatti, i Led sono presenti per le funzioni principali, mentre, a richiesta, si possono avere i fari full Led. Non sono ancora state fornite, invece, immagini degli interni, nei quali la plancia è stata rimodellata per enfatizzare la larghezza dell'abitacolo, debutta il Virtual Cockpit (optional) ed è possibile aggiungere diverse decorazioni a seconda degli allestimenti, che sono tre: Active, Ambition e Style.

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Quattroruote Professional - Usato online, al via la partnership tecnologica con Indicata

4 Ruote - Feb 25,2021

Editoriale Domus evolve l'offerta di servizi professionali alle aziende del settore automotive annunciando una partnership commerciale strategica tra Quattroruote Professional e Indicata, azienda italiana di Autorola Group, leader nella business intelligence e gestione dei veicoli usati. Grazie all'accordo, i prodotti Infocar di Quattroruote, da sempre un supporto strategico per il business degli operatori di settore, si arricchiscono dell'analisi dei dati di mercato realizzata in tempo reale da Indicata. Una lettura digitale che rende disponibili nuovi indicatori, come il valore di offerta sul web, il periodo di giacenza di un annuncio online o la variabilità del prezzo a seconda della geolocalizzazione del veicolo. Dal canto suo, Indicata adotta la banca dati di Quattroruote Professional, incluso il sistema di riconoscimento del veicolo tramite targa, incrementando così il livello di precisione e affidabilità dei propri servizi.

Più dati e informazioni per gli operatori. Il risultato della partnership è uno strumento ancora più completo e costantemente aggiornato con cui le Case automobilistiche, le Concessionarie e i rivenditori di usato, le società di servizi finanziari e i proprietari di flotte aziendali, possono gestire in maniera ancora più moderna e competitiva il flusso della compravendita di veicoli usati. In un mercato sempre più dinamico anche l'offerta di servizi deve evolvere. Con questa importante collaborazione Quattroruote Professional consolida da un lato la propria leadership nel mercato della valutazione dei veicoli usati, dall'altro conferma la propria innata capacità di innovare le soluzioni proposte mantenendo fede a quella qualità e affidabilità di cui Editoriale Domus è da sempre portavoce dichiara Luigi Caligaris, direttore Business Unit Professional di Editoriale Domus. Autorola ha sempre avuto una visione innovativa ed Indicata è la prova concreta di questa filosofia, orientata giorno dopo giorno, allo sviluppo, alla creazione e alla ricerca di nuove soluzioni che creino valore aggiunto per nostri clienti. Questo desiderio di crescita costante, ci ha spinto ad aprire a collaborazioni che potessero essere la chiave del successo per i nostri interlocutori. Oggi, a sei anni dal lancio con orgoglio pensiamo ai risultati fin qui ottenuti e con altrettanto orgoglio ed entusiasmo vogliamo condividere la nascita di questa fortissima partnership tra Indicata e Quattroruote Professional, uniti per dare valore aggiunto, spiega Alberto Ongari, Head of Indicata Italia.

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Stati Uniti - Biden promette 37 miliardi di dollari per superare la crisi dei chip

4 Ruote - Feb 25,2021

La Casa Bianca ha presentato le prime misure operative per superare la crisi dei semiconduttori che sta creando grossi problemi alle attività automobilistiche negli Stati Uniti. In particolare, il neo presidente Joe Biden ha annunciato l'intenzione di chiedere al Congresso l'autorizzazione per un maxi-finanziamento da 37 miliardi di dollari (oltre 30 miliardi di euro) per rafforzare la capacità produttiva di chip sul territorio nazionale. 

L'ordine esecutivo. Biden ha anche firmato un ordine esecutivo per affrontare la carenza di semiconduttori e rispondere, così, agli allarmi lanciati da numerosi membri del Campidoglio e, ancor di più, dalle associazioni di categoria. Le attuali criticità, destinate a durare per buona parte del 2021 e a generare conseguenze sostanziali sulla produzione di auto e sui risultati economici delle aziende del settore, è stata, tra l'altro, oggetto di una lungo incontro tra lo stesso presidente americano e una delegazione bipartisan di politici statunitensi. Il provvedimento non riguarda esclusivamente il mondo dell'auto e prevede l'avvio di un'analisi dell'intera filiera produttiva di quattro prodotti critici: semiconduttori, batterie per veicoli elettrici, terre rare e farmaci. Inoltre, l'analisi dovrà interessare sei settori industriali sulla falsariga del modello utilizzato dal Pentagono per rafforzare la base industriale della Difesa: tra questi figurano le tecnologie per le comunicazioni, i trasporti e l'energia. 

Gli obiettivi. L'ordine esecutivo non è teso solamente a ricevere rapporti sulle condizioni dell'industria statunitense, ma anche a individuare soluzioni e iniziative da mettere in atto nel più breve tempi possibile per affrontare i colli di bottiglia che ormai da mesi interessano le forniture di prodotti critici. L'obiettivo è diversificare le fonti di approvvigionamento globale, sviluppare la produzione interna, aumentare la collaborazione con i Paesi soprattutto dell'America Latina per ridurre la dipendenza dalla Cina, formare e riqualificare i lavoratori statunitensi e, nel caso, limitare l'importazione di determinati semilavorati o prodotti finiti. Le misure messe in campo da Biden sono state accolte con favore dal settore automobilistico statunitense, a partire dalla Ford, che potrebbe essere costretta a ridurre la propria produzione di veicoli del 20% solo nel primo trimestre a causa della crisi dei chip.   incredibilmente importante per la nostra forza lavoro, per i nostri clienti e per le nostra attività l'impegno a porre fine a questa carenza di semiconduttori il prima possibile, hanno affermato da Dearborn.

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FCA Bank e Leasys - Auto allasta più facili con le-commerce di Clickar

4 Ruote - Feb 24,2021

Nel 2021 l'evoluzione delle piattaforme di Leasys e FCA Bank proseguirà con l'introduzione di due nuovi servizi: un nuovo sistema di gestione delle relazioni con i clienti con la piattaforma ConnectiOn e la versione 3.0 del Finance Calculator, il servizio digitale con cui ottenere un preventivo su misura, per clienti privati e business, che verrà integrato nei portali My FCA Bank, l'area clienti dove poter gestire per esempio i finanziamenti, i prestiti e il conto deposito. Con 14 piattaforme integrate disponibili per quasi 2 milioni di clienti e utilizzate dai principali stakeholders, prosegue così la strategia di sviluppo delle società del Gruppo FCA Bank, con l'obiettivo di migliorare il customer journey e rendere più efficienti le attività di gestione operativa. Nel corso dell'anno arriverà anche una nuova integrazione di Clickar, il primo portale per la compravendita online di veicoli usati o ex-noleggio, in grado di gestire contemporaneamente aste per clienti privati e business. Sarà introdotto un processo di e-commerce che permetterà di prenotare o aggiudicarsi un'auto e procedere, direttamente dalla piattaforma, al perfezionamento dell'acquisto tramite pagamento diretto con carte, bonifico o tramite richiesta di un finanziamento. All'epoca, nel 2008, fu proprio Clickar a dare il via alla strategia di sviluppo delle società del Gruppo FCA Bank, insieme alla piattaforma DealOn, nata nello stesso anno e studiata per supportare i dealer nella gestione del ciclo di vita dei prodotti dedicati al dealer financing, dal finanziamento dei veicoli ai finanziamenti puri a supporto della rete. A queste è seguito nel 2015 il lancio di RetailOn, il sistema gestionale e contabile con cui i dealer possono gestire l'intero business del finanziamento clienti di FCA Bank (sia credito che leasing) e, nel 2013, della piattaforma RentOn, nata con l'obiettivo di supportare i processi chiave relativi al noleggio a lungo termine. L'evoluzione è proseguita nel 2017 con il lancio del portale My Leasys, l'area clienti per il lungo termine, nel 2018 con il Digital Onboarding, piattaforma di firma digitale che ha reso il processo di sottoscrizione completamente paperless, e U-Go by Leasys, che mette a disposizione della clientela privata, in tutta Italia, soluzioni di car sharing peer-to-peer, mentre nel 2020 sono state introdotti l'Online Check, che permette ai clienti la pre-approvazione online del finanziamento più idoneo alle singole necessità, I-Link, piattaforma di mobilità condivisa pensata per creare una community di utenti con cui condividere l'utilizzo dell'auto, e U-Move, l'app che raccoglie tutte le offerte di Leasys e permette di gestirle con semplicità. Infine, il mese scorso, è stata la volta di LeasysGO!, la piattaforma di car sharing dedicata alla Nuova 500 elettrica.

 

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Mondiale Endurance - La Ferrari tornerà a Le Mans nel 2023 con una Hypercar

4 Ruote - Feb 24,2021

Una splendida notizia per tutti gli appassionati di motorsport: la Ferrari ha annunciato l'avvio del proprio programma Le Mans Hybrid che porterà il Cavallino Rampante in pista a partire dal 2023 per sfidare in primis Porsche, Toyota, Audi e Peugeot.

Il ritorno, 50 anni dopo. Nel 1973, Enzo Ferrari decise di abbandonare le competizioni endurance per concentrarsi esclusivamente sulla Formula 1 e così sarà ancora fino alla fine del 2022. Esattamente cinquant'anni dopo, nel 2023 appunto, il Cavallino Rampante schiererà la sua Hypercar nella categoria regina del WEC. La decisione di competere nella top class del Mondiale Endurance è arrivata dopo un'attenta e dettagliata analisi: dopo aver scartato l'ipotesi di correre nella Indycar, la Ferrari ha deciso di prendere al volo l'occasione di competere ad alti livelli nell'endurance.  Il programma di collaudi in pista, il nome della vettura e i piloti che prenderanno parte a questa nuova avventura saranno comunicati più avanti.

Grandi ambizioni. John Elkann, Presidente di Ferrari, ha commentato: In oltre 70 anni di competizioni abbiamo portato le nostre vetture a ruote coperte a trionfare sulle piste di tutto il mondo, sperimentando soluzioni tecnologiche d'avanguardia: innovazioni che nascono dai circuiti e rendono straordinaria ogni auto stradale prodotta a Maranello. Con il nuovo programma Le Mans Hypercar, Ferrari rilancia il suo impegno sportivo e conferma la volontà di essere protagonista nei campionati di eccellenza del motorsport mondiale. Jean Todt, presidente della FIA, ha accolto con entusiasmo l'annuncio affermando: "Questa è una grande notizia per la Fia, per l'Aco e più in generale per il mondo del motorsport. Crediamo fortemente nello spirito della Le Mans Hypercar e non vedo l'ora di vedere concretizzarsi in pista questo ambizioso progetto".

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Fisker - Nel 2023 una nuova elettrica progettata con Foxconn

4 Ruote - Feb 24,2021

La Fisker ha annunciato una nuova alleanza con la Foxconn, un produttore di elettronica taiwanese famoso per essere il principale fornitore della Apple. Le due aziende hanno siglato un memorandum d'intesa che le porterà a realizzare insieme una nuova auto elettrica da proporre a livello globale: il modello, del quale è stato svelato solo un primo teaser, sarà venduto con marchio Fisker e "aprirà la strada a un nuovo segmento di mercato, portando al debutto nel settore diverse innovazioni tecnologiche".

Ambizioni globali. L'elettrica sarà sviluppata congiuntamente dalle due aziende, sarà prodotta dalla Foxconn e sarà venduta in tutto il mondo dalla Fisker, che dovrebbe occuparsi anche del design. La nuova Ev è stata soprannominata Project Pear, acronimo di Personal Electric Automotive Revolution, ma per il momento le due società hanno fornito solo alcuni dettagli generici della vettura, la cui produzione sarà avviata nell'ultimo trimestre del 2023, un anno dopo l'arrivo sul mercato della prima Fisker di nuova generazione, la Suv Ocean. L'obiettivo del progetto Pear è raggiungere un volume annuale di 250 mila unità, che saranno vendute in tutti i principali mercati globali, dall'Europa al Nord America fino ad arrivare all'India e, ovviamente, alla Cina.

Elettrica con un buon rapporto qualità-prezzo. "Creeremo un veicolo che oltrepasserà i confini sociali - ha dichiarato Henrik Fisker, presidente dell'omonima casa automobilistica - offrendo al contempo una combinazione di tecnologia avanzata, design desiderabile, innovazione e rapporto qualità-prezzo, mantenendo il nostro impegno a creare i veicoli più sostenibili del mondo". Young-way Liu, presidente della Foxconn, ha poi aggiunto: "La nuova collaborazione tra Foxconn e Fisker rivoluzionerà il modello dell'industria automobilistica introducendo funzionalità provenienti dal mondo dell'information technology, che già oggi aiutano i costruttori ad accelerare la transizione verso processi di produzione e modelli di business nuovi, innovativi ed efficienti. Grazie alla collaborazione tra le nostre aziende ci vorranno solo 24 mesi per produrre la prossima Fisker, dalla ricerca e sviluppo alla produzione, riducendo della metà il tempo normalmente necessario per portare un nuovo veicolo sul mercato". Negli ultimi mesi la Foxconn ha siglato diverse alleanze strategiche nel mondo delle quattro ruote, alleandosi con i cinesi della Geely, ottenendo una commessa per la produzione della Byton M-Byte e formando una joint venture con il gruppo FCA.

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Lutto nel mondo dell'auto - Addio al maestro battilastra Gian Carlo Guerra

4 Ruote - Feb 24,2021

Il 17 febbraio, a pochi giorni dal suo 90esimo compleanno, si è spento Gian Carlo Guerra, il battilastra modenese al quale si deve la realizzazione di diverse vetture leggendarie, tra le quali spicca la Ferrari 250 GTO.  

La carriera. Come ricordano i colleghi di Ruoteclassiche, negli anni 50 Guerra iniziò a lavorare per la Carrozzeria Scaglietti, dove diede forma alle lamiere che hanno vestito alcune tra le più belle automobili mai costruite, quasi tutte a marchio Ferrari: oltre alla già citata 250 GTO, il maestro battilastra ha realizzato le carrozzerie di modelli come le 250 Spider California, 275 GTB e 365 GTB/4, meglio nota come Daytona. Nel 1971 passò alla Lamborghini, dove si dedicò al progetto della Countach.

Il progetto ModenArt. Negli ultimi anni, il carrozziere, insieme agli storici colleghi Afro Gibellini, Oriello Leonardi e Fernando Baccarini, ha contribuito al progetto ModenArt, che riunisce le più importanti opere dei maestri "carrozzai". Tutti gli esemplari della collezione sono estremamente fedeli alle versioni originali e sono stati realizzati con le stesse attrezzature, le stesse tecniche e, soprattutto, le stesse mani che li avevano plasmati in passato.

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Stellantis - Tavares: "Rilanceremo il marchio Maserati"

4 Ruote - Feb 24,2021

Carlos Tavares è tornato in Italia a poco più di un mese dalla sua ultima visita negli stabilimenti del gruppo FCA. L'amministratore delegato di Stellantis ha incontrato i rappresentanti dei lavoratori e le sigle sindacali nelle fabbriche torinesi di Grugliasco e Mirafiori, nuovo fulcro dell'elettrificazione dei brand italiani. In Piemonte, infatti, nascono modelli come la Fiat Nuova 500 a batterie e la versione ibrida della Maserati Ghibli: proprio il marchio del Tridente è stato citato più volte dal manager portoghese, che ha promesso nuovi piani di rilancio per la Casa di Modena.

Il polo del lusso si risolleverà. Negli ultimi anni il gruppo FCA ha investito molto sugli stabilimenti di Grugliasco e Mirafiori, trasformandoli in un polo del lusso dedicato alla produzione di diversi modelli della Maserati. Oltre alla Ghibli, infatti, le linee alle porte di Torino si occupano dell'assemblaggio della sorella maggiore Quattroporte, mentre la Suv Levante viene costruita a Mirafiori, a fianco del Cinquino elettrico. Nell'ultimo periodo, complice la pandemia, le vendite dei modelli d'alta gamma hanno subito una notevole flessione, costringendo le fabbriche torinesi a ridurre i propri volumi, ma a seguito della nascita di Stellantis per il marchio del Tridente sono attese importanti novità. L'elettrificazione, infatti, giocherà un ruolo fondamentale nella rivoluzione della gamma, a partire dalla Suv media Grecale e dalle nuove generazioni delle GranTurismo e GranCabrio. Alcune sigle sindacali hanno inoltre riferito come durante la visita a Grugliasco Carlos Tavares abbia confermato a più riprese l'impegno di Stellantis a sostenere gli stabilimenti italiani e in particolare per quelli torinesi, i quali avranno un'importanza strategica a livello globale per il rilancio del marchio Maserati.

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Lucid Motors - In cantiere una nuova Suv e la "rivale" della Model 3

4 Ruote - Feb 24,2021

L'amministratore delegato della Lucid Motors, Peter Rawlinson, ha dichiarato che prevede di lanciare una rivale diretta della Tesla Model 3 entro il 2025. La Casa statunitense sta infatti seguendo la stessa strategia adottata da Elon Musk, ossia iniziare con un'auto di lusso, la Air, per creare un alone premium attorno al marchio e poi espandersi nel mercato di massa.

Una sfida finanziaria. Entusiasta, Rawlinson ha però sottolineato che l'aumento dei volumi, necessario per offrire una vettura più economica, sarà una grande sfida finanziaria: "Per realizzare un'auto più piccola è necessario più capitale, perché è necessaria una fabbrica più grande e più automazione". L'ad, inoltre, ha comunicato che la produzione della versione top di gamma della Air inizierà alla fine del 2021, mentre nel corso del 2022 seguirà una variante meno costosa, con un prezzo d'attacco inferiore a 70 mila dollari (circa 57.500 euro). Successivamente, nel 2023, verrà proposta anche una Suv, al momento nota come Project Gravity.

L'auto da 25 mila dollari. Il manager ha dichiarato che "il mondo ha urgente bisogno di una vettura elettrica da 25 mila dollari (circa 20.500 euro, ndr). La Lucid Motors, però, realisticamente non potrà offrire un'auto del genere per altri otto anni", aggiungendo che nemmeno la Tesla ha ancora lanciato un modello così accessibile. Rawlinson ha anche rivelato che nell'ultimo mese è stato contattato da note Case automobilistiche che hanno espresso interesse per la tecnologia della Lucid, sottolineando che la collaborazione con un'altra azienda potrebbe portare a realizzare una vettura veramente economica già nei prossimi tre o quattro anni.

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Accademia Editoriale Domus - Il Master in Fotografia Automotive torna a maggio: aperte le iscrizioni

4 Ruote - Feb 24,2021

Dopo il successo della prima edizione, torna a maggio il Master in Fotografia Automotive promosso dall'Accademia Editoriale Domus. Il corso, realizzato in collaborazione con Quattroruote, è dedicato a chi desidera migliorare le proprie competenze e abilità con la macchina fotografica in relazione a uno specifico settore, quello dell'automobile.

Il programma. Il corso è a numero chiuso, con un massimo di 20 partecipanti, e prevede un totale di 40 ore formative, suddivise in dieci sessioni di lezioni online (tramite la piattaforma Teams), ciascuna da mezza giornata e in lingua italiana, per tutto il mese di maggio. Le date sono le seguenti: dal 3 al 5, dal 10 al 12 e dal 17 al 20 maggio con orario part-time dalle 9.30 alle 13.00. L'accesso al master, dal costo di 700 euro Iva esclusa, non richiede competenze specifiche: possono parteciparvi sia i fotografi professionisti, sia i neofiti appassionati dei due ambiti, dal momento che in Italia il percorso formativo offerto è unico nel suo genere. Nei criteri di selezione, tuttavia, verrà data la precedenza ai candidati con una conoscenza base della fotografia e dei principali programmi di sviluppo fotografico come Photoshop e Lightroom.

Dentro il master. I dieci moduli offriranno una panoramica dedicata al settore della fotografia automotive, sia a livello editoriale-redazionale sia pubblicitario, spaziando dallo still life in studio allo sport in pista, fino ai prodotti più recenti appena introdotti sul mercato, rivolgendosi a supporti cartacei, web e social. Le lezioni saranno tenute da tre grandi professionisti del settore, riconosciuti a livello nazionale e internazionale: Massimiliano Serra, fotografo ufficiale di Quattroruote, seguirà i partecipanti durante l'intera esperienza in qualità di tutor con la collaborazione degli esperti Paolo Carlini e Marco Campelli.

Cosa serve per partecipare. Ai partecipanti verranno fornite delle credenziali private per accedere all'area personale a loro riservata, al fine di usufruire del materiale didattico messo a disposizione durante le lezioni. Per accedere alla virtual classroom sarà sufficiente disporre di un PC (o tablet in alternativa) con connessione wi-fi, microfono e webcam. Al termine del master, ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. Per inoltrare la candidatura, basta accedere alla pagina dedicata sul sito dell'Accademia ED.

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