Mercedes-Benz Classe C - Proseguono i test della quinta generazione - VIDEO

4 Ruote - Mag 22,2019

Ancora molto coperta di pellicole e pesantemente camuffata (pure le luci e la griglia non sono definitive), la prossima generazione della Mercedes-Benz Classe C fa palestra tra i cordoli del Nürburgring preparandosi al passaggio di consegne dalla versione attuale. Unoperazione che richiede del tempo e non avverrà prima della fine dellanno prossimo, con lo sbarco nelle concessionarie programmato per il 2020. Ma sul futuro della loro berlina a Stoccarda hanno già le idee molto chiare. E se da queste foto spia al momento non si evince granché, sul numero dello scorso febbraio vi abbiamo anticipato parecchie novità.

Più lunga, ma non troppo. Partiamo dalle misure. Per la nuova Classe C nome in codice W206 - è prevista una lievitazione controllata delle dimensioni. Dovrebbe aumentare la lunghezza, sforando la soglia dei 4,70 metri (ora siamo a 4,69). Questo però non stravolgerà né le proporzioni né il passo. Piuttosto, si noterà unevoluzione dello stile sulle orme delle ultime CLS e CLA. Meno nervature, dunque, e superfici più lisce.

 

Arriva lassistente vocale. Negli interni, il cambiamento più significativo è praticamente già annunciato. Con la quinta generazione, anche la Classe C monterà il sistema multimediale Mbux, e con esso, si suppone, un cruscotto a doppio pannello digitale, che racchiude in un pezzo unico strumentazione e infotainment.

Sempre più elettrificata. Le modifiche tecniche partono invece dal pianale, unevoluzione della piattaforma attuale: la base più leggera, grazie a una dose accresciuta di alluminio, sarà abbinata a una nuova gamma di motori. Oltre alla versione a benzina mild hybrid, attualmente basata su un 1.5 litri da 197 CV, la media di Mercedes si potrà avere anche ibrida plug-in, probabilmente scegliendo, come motore termico, tra un benzina (di 2.0 litri di cilindrata) o un diesel (sempre di 2.0 litri). Potrebbe essere rivista anche la lineup delle varianti AMG, dove il V6 lascerà spazio a un sei cilindri in linea mild hybrid.

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Engine of the Year 2019 - Nuova vittoria per il V8 biturbo Ferrari

4 Ruote - Mag 22,2019

Il premio Engine of the Year giunge alla sua ventesima edizione e cambia pelle, adeguando il regolamento e le categorie alle nuove realtà del mercato. Non è un caso, quindi, che la denominazione sia diventata Engine + powertrain of the Year, dando risalto alle soluzioni elettrificate e non utilizzando più come riferimento la cilindrata del propulsore endotermico. La Ferrari è riuscita a conquistare nuovamente il premio assoluto con il V8 biturbo di 3.9 litri, dominando anche diverse categorie, ma la sorpresa è sicuramente la Jaguar I-Pace, capace di primeggiare sia tra le elettriche, sia nel confronto diretto con veicoli tradizionali.

Il nuovo regolamento nell'era dell'elettrificazione. In base alla rinnovata formula sono state individuate sette diverse classi: sotto i 150 CV, tra i 150 e i 250 CV, tra i 250 e i 350 CV, tra i 350 e i 450 CV, tra i 450 e i 550 CV, tra i 550 e i 650 CV e oltre i 650 CV. A queste si aggiungono alcuni premi speciali: Best New Engine, Best Performance Engine, Best Electric Powetrain e Best Hybrid Powertrain. La classifica si chiude con il titolo assoluto Best Engine+Powetrain of the Year 2019. Nella galleria dimmagini qui sopra tutti i propulsori premiati questanno nelle 12 categorie.

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Breve termine - Tariffe stabili in tutto il mondo

4 Ruote - Mag 22,2019

In tutto il mondo, nei prossimi dodici mesi, le tariffe del noleggio a breve termine rimarranno pressoché stabili: è quanto riferisce il rapporto Ground Monitor 2019, pubblicato da American Express Global Business Travel. Se la crescita dei prezzi stimata è dell'1% circa negli Stati Uniti e in Canada e dello 0,75% in Argentina, Brasile, Cile e Messico, in Europa le tariffe dovrebbero diminuire, con cali variabili dallo 0,5% (Regno Unito) al 4,5% (Belgio): in questo quadro, l'Italia dovrebbe attestarsi su un -2%.

Più costi e concorrenza. Le ragioni di tale quadro stanno nell'aumento dei costi per l'acquisizione di auto nuove e ben equipaggiate e nella concorrenza delle società di ride hailing come Lyft e Uber, le quali mantengono la pressione sui prezzi. Prezzi che in Italia, secondo il recente rapporto Aniasa, nel 2018 sono calati dell1,4% per ogni noleggio, a fronte però di una crescita del 4,7% dei giorni e del 3,2% del numero di noleggi, per un fatturato arrivato a un miliardo 228 milioni di euro (più 1,8% anno su anno): di questo, oltre 390 milioni di euro sono appannaggio del mondo corporate, grazie a prenotazioni dirette delle aziende, anche per il rimpiazzo delle auto a noleggio a lungo termine

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Crash test - Cinque stelle per sette modelli

4 Ruote - Mag 22,2019

Brave tutte: che siano elettriche, ibride, berline compatte oppure Suv. Era piuttosto variegata lultima tornata dei test Euro NCAP e si è conclusa con un'ecumenica promozione a pieni voti: le sette analizzate dallente per la sicurezza, infatti, hanno conseguito le cinque stelle, il massimo della valutazione. Con dei distinguo, ovviamente, se si va a guardare i punteggi alle varie voci delle singole performance. Vediamo allora come si sono comportate le candidate, tra le quali non mancano modelli dai volumi di mercato importanti (Renault Clio, Mazda 3, Toyota Corolla e Rav4) e debuttanti assolute, come l'Audi e-tron, la Lexus UX e la Volkswagen T-Cross.

Audi e-tron. La prima elettrica di Ingolstadt si è dimostrata allaltezza della situazione con punteggi tendenzialmente elevati in ogni tipo di test. Il 91% ottenuto nella protezione degli occupanti adulti beneficia dellottima performance nella prova dellurto contro la barriera laterale, ed è solo leggermente penalizzato da lievi criticità riscontrate nella protezione del torace nellurto contro il palo. La dotazione standard di assistenti alla guida tutela adeguatamente chi è al volante (75%), mentre in caso di investimento del pedone (76%), la porzione di cofano capace di mitigare limpatto è abbastanza estesa.

Toyota Rav4. Sempre Suv, stavolta ibrida, e stessa musica. Suonata dalla Rav4 con numeri ancora più alti, a partire dalla protezione degli adulti (93%), che poteva perfino essere migliore se gli airbag laterali a tendina si fossero dispiegati bene durante i test degli urti laterali contro la barriera e il palo. Buoni riscontri anche dal comparto elettronico, con la frenata automatica che ha lavorato bene sia in contesto urbano (favorendo un lusinghiero 85% nella protezione dei pedoni e dei ciclisti) sia ad alte velocità.

Renault Clio 5. Gli ultimi test Euro Ncap dicono anche che la quinta generazione della Clio ha molto a cuore i passeggeri, siano essi adulti (96%) oppure bambini (89%). Valevoli delle cinque stelle pure i comportamenti nelle restanti prove, comprese quelle che riguardano la sicurezza attiva; con la sola eccezione del mantenimento della corsia, valutato con due punti su quattro.

Lexus UX. Tornando a unibrida, la prima Suv compatta della Lexus ha risposto bene ai crash-test raggiungendo leccellenza in entrambe le prove d'urto laterale contro la barriera e contro il palo, che hanno contribuito a una valutazione del 93% nella protezione degli occupanti adulti. Positivi riscontri anche per il sistema di frenata demergenza della UX, a cui va parte del merito per l85% di punteggio conseguito dallibrida alla voce Vulnerable Road Users.

Mazda 3. Nel novero delle auto testate hanno brillato anche due hatchback. La prima è la Mazda 3, che nella tutela degli adulti ha ottenuto il massimo punteggio complessivo (98%) e giudizi più che positivi in tutte le prove. Buona la protezione dei pedoni, adeguata quella per i ciclisti, per un 81% finale alla voce specifica. Si sono invece riscontrate lievi criticità per il sistema di mantenimento della corsia, che su questo modello è attivo solo a partire dai 55 km/h.

Toyota Corolla. Di compatta in compatta, la Toyota Corolla si è distinta soprattutto nella tutela dei pedoni e dei ciclisti (86%): i test hanno riscontrato esiti confortanti in caso d'urto, ma anche un efficace funzionamento del sistema automatico di frenata. Ben protetti nellimpatto guidatore e passeggero frontale, alla luce di una valutazione complessiva del 95% per quanto riguarda gli adulti.

Volkswagen T-Cross. Chiude il quadro la T-Cross, che a dispetto delle dimensioni compatte dimostra di avere una dotazione di sicurezza standard di tutto rispetto, tantè che ha ottenuto il massimo punteggio nei sistemi di assistenza alle guida. A riprova di ciò, la B-Suv di Wolfsburg è arrivata all80% nel Safety Assist, la sezione di prove riguardante gli Adas; questo nonostante la valutazione non così eccellente dello Speedlimiter (1.3 punti su 3). Sempre adeguato il contributo del freno automatico, anche nella salvaguardia di pedoni e ciclisti. Da segnalare, per la sport utility basata sulla Polo, anche il 97% di rating ottenuto nella protezione degli occupanti adulti; lunico, marginale rischio rilevato è per la tibia del conducente in caso di urto frontale.

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Strategie - Il futuro delle flotte secondo Mercedes

4 Ruote - Mag 22,2019

"Elettrificazione, connettività e dispositivi di sicurezza sempre più evoluti sono i tre pilastri su cui basiamo la nostra proposta". La strategia di Mercedes-Benz Italia per il mondo corporate, come sottolineato dal responsabile flotte Christian Catini, è chiara: si muove nell'ambito del piano globale Ambition 2039, con il quale la Casa di Stoccarda si impegna a produrre veicoli a emissioni zero in meno di tre cicli di vita (con un mix di auto al 50%, tra elettriche pure e ibride plug-in) già nel 2030.  

Offerta elettrica. Per quanto riguarda lelettrificazione della flotta, l'offerta Mercedes si basa sulle emissioni zero in commercio (dalle Smart alla nuova EQC) e su quelle in arrivo a breve. Secondo Maurizio Zaccaria, smart & innovative sales senior manager per il Italia e responsabile flotte del marchio Smart, la consulenza del costruttore è essenziale per gestire l'infrastruttura di ricarica e affrontare con efficacia il mercato in questo momento di transizione. Al momento, la Mercedes punta molto sui nuovi powertrain ibridi plug-in alimentati a diesel, in grado di percorrere 50 km a emissioni zero e disponibili sulla Classe C e sulla Classe E. Presto, tali propulsioni sbarcheranno anche sui modelli più piccoli e sui Van e-Vito ed e-Sprinter, nonché sulla nuova GLE: quest'ultima, in particolare, sarà in grado di raggiungere i 100 km in modalità elettrica.

Connect Business. Alla fine di luglio, la Mercedes lancerà anche in Italia il servizio per fleet manager Connect Business: lo strumento  consente la localizzazione in tempo reale dei veicoli con notifiche di geofencing, una comunicazione sicura ed efficiente con i driver, una reportistica istantanea dello status delle vetture, il registro dei percorsi con opzioni per l'uso privato e lintegrazione di tutti i dati delle vetture in modalità multibrand. Un modo, come ha precisato Catini, per fare cultura nel settore delle flotte, il quale pesa per il 39% delle vendite italiane.  

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Formula 1 - Monaco, la gara più glamour dell'anno

4 Ruote - Mag 22,2019

Il mondo della Formula 1 è ancora scosso dalla notizia della morte di Niki Lauda ma, come ogni volta ci tocca ricordare in queste situazioni, lo spettacolo deve andare avanti e il circus si prepara alla prossima tappa del Mondiale 2019: il Gran Premio di Monaco.

Tra le stradine del Principato. Il sesto appuntamento della stagione si correrà sul circuito di Monte Carlo, nel Principato di Monaco, tra quelle stradine che da sempre ospitano il circus della Formula 1. Con i suoi 3,3 chilometri è il circuito più corto del campionato e il nastro d'asfalto si snoda per 19 curve in totale. Se da una parte è facile definirlo un circuito anacronistico, non adatto a ospitare le moderne vetture di Formula 1, dall'altra parte quello di Monte Carlo resta un appuntamento molto atteso, forse più per gli eventi collaterali e il lusso ostentato che per lo spettacolo vero e proprio. Rispetto allo scorso anno, alcune parti della pista sono state riasfaltate, ma tutto sommato non dovrebbero presentarsi notevoli differenze con le caratteristiche del vecchio asfalto. L'aderenza resta bassa e il tracciato evolve poco durante il weekend, poiché dopo le sessioni la circolazione viene nuovamente aperta al traffico veicolare. Sul tracciato di Monte Carlo basta il minimo errore per vedere una monoposto finire contro le barriere e il pilota riesce davvero a fare ancora la differenza in un tempo sul giro.

Le scelte della Pirelli. Oltre a puntare ad avere il massimo del carico aerodinamico, per compensare la mancanza di grip i piloti potranno contare sulle mescole più morbide della gamma Pirelli 2019. A Monaco, infatti, saranno a disposizione le mescole C3 (White), C4 (Yellow) e C5 (Red). Mario Isola, responsabile del programma F.1, ha spiegato: "Comera prevedibile, a Monaco porteremo le tre mescole più morbide della gamma 2019, con la C5 equivalente alla Pink hypersoft 2018, ma disegnata in modo da avere meno graining con temperature basse e consentire ai piloti di spingere al massimo da inizio a fine dello stint. A parità di performance, non sarà quindi così necessaria una gestione accurata di questa mescola. Monaco non ha eguali, è un gran premio dove ogni opportunità in chiave strategica va afferrata al volo, soprattutto con un periodo di safety car. Su questo tracciato è davvero difficile sorpassare, quindi il tempo guadagnato o perso per il pit stop è fondamentale, come dimostrato lo scorso anno da Daniel Ricciardo che, partito dalla pole position, ha vinto nonostante un problema tecnico che lha rallentato".

Così in classifica. La Mercedes arriva a Monaco da dominatrice assoluta: se dovesse riuscire a portare Hamilton e Bottas nelle prime due posizioni, segnerebbe il record assoluto nella storia della Formula 1: nessuno mai è riuscito a conquistare sei doppiette consecutive. Per adesso il team di Brackley guida la classifica con 217 punti, mentre la Ferrari è seconda con 121 punti. Terza la Red Bull Honda, a quota 87. La sfida per il campionato piloti è attualmente monopolizzata da Hamilton e Bottas, con il cinque volte campione del mondo che è attualmente leader con 7 punti di vantaggio sul compagno di squadra.

Il GP di Monaco in tv. Come di consueto, a Monaco le prove libere vengono disputate già il giovedì, mentre il venerdì resta una giornata libera dalle attività in pista, ma densa di eventi collaterali per tutti i team. Tutto lo spettacolo di Monte Carlo sarà trasmesso in diretta sia sulla pay-tv Sky che su TV8, in chiaro per tutti.

Giovedì 23 maggio 2019

Prove Libere 1 | dalle 11 in diretta su Sky Sport F1

Prove Libere 2 | dalle 15 in diretta su Sky Sport F1

Sabato 25 maggio 2019

Prove Libere 3 | Dalle 12 in diretta su Sky Sport F1

Qualifiche | dalle 15 in diretta su Sky Sport F1 e TV8

Domenica 26 maggio 2019

Gara, GP Monaco | dalle 15:10 in diretta su Sky Sport F1 e TV8

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Aston Martin - Una DBS Superleggera dedicata a James Bond

4 Ruote - Mag 22,2019

UnAston Martin dedicata a 007 non è esattamente una novità. Se cè loccasione, a Gaydon non se la fanno scappare, e questa DBS Superleggera OHMSS ne è la riprova, dopo la DB9 GT Bond Edition del 2015 e le varie riproduzioni dei modelli originali. Anche stavolta, tiratura limitata: 50 esemplari che celebrano i 50 anni dalluscita di On Her Majesty Secret Service (di qui la sigla che accompagna il nome), sesta pellicola della saga dedicata allagente segreto. Nella quale James Bond guidava la DBS verde oliva del 1969 che ha ispirato la serie speciale odierna.

Tanti dettagli fanno la differenza. Di straordinario, la DBS Superleggera OHMSS non ha solo il colore della carrozzeria, esteso al tettuccio e ai gusci retrovisori, ma anche inserti aerodinamici in fibra di carbonio, come lo splitter e le lame laterali. E poi i cerchi: ruote da 21 forgiate, a effetto diamantato con finiture in nero lucido. Anche la griglia non è quella di serie: con sei barre orizzontali cromate, richiama quella della DBS del film.

Pronta al brindisi. Passando agli interni, i rivestimenti sono in pelle nera mista ad Alcantara grigia, come sulloriginale, che aveva anche il portaguanti rifinito in rosso: perciò sulla nuova si sprecano cuciture a contrasto della stessa cromia. Tra gli optional, cè anche la drink case, una custodia fatta apposta per ospitare due bottiglie di champagne e quattro flutes.

La tecnica non si tocca. Non cambia un bullone, invece, sottopelle. La DBS Superleggera di James Bond non ha un cavallo in più rispetto a quella standard, spinta da un V12 da 5.2 litri capace di erogare 725 cavalli a 6.500 giri e una coppia di 900 Nm. Il prezzo? In Inghilterra la special edition è proposta a 300.007 sterline, pari a circa 340.000 euro al cambio odierno.

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Gruppo Fca - Brasile, investimenti per 3,1 miliardi di euro fino al 2024

4 Ruote - Mag 22,2019

Il gruppo Fiat Chrysler Automobiles ha in programma di investire in Brasile 14 miliardi di reais, poco più di 3,1 miliardi di euro, per ampliare la gamma d'offerta e aumentare le capacità produttive degli stabilimenti di Goiana, nello Stato di Pernambuco, e di Betim, vicino a Belo Horizonte (Minas Gerais). La maggior parte delle risorse, stanziate per i prossimi 5 anni, sono destinate in particolare ad accrescere l'offerta nel segmento delle Suv dei marchi Fiat e Jeep. 

Due nuovi modelli a Goiana. Gli investimenti sono stati annunciati dal responsabile dell'area Latam, Antonio Filosa, in occasione di un evento organizzato per celebrare i  quattro anni di vita dello stabilimento di Goiana. Il complesso produttivo, che attualmente assemblea le Jeep Compass e Renegade e il pick-up Fiat Toro, inizierà a produrre entro la fine del prossimo anno un quarto modello, una Suv a marchio Fiat. La vettura sarà equipaggiata con un motore diesel da 2 litri di cilindrata e dalla versione turbo da 150 cavalli del 1.3 Firefly montato su numerosi modelli presenti nella gamma Fiat per il mercato sudamericano, a partire dalla Palio, una delle vetture più popolari in Brasile. Il nuovo veicolo condividerà con la Toro la piattaforma, ma sarà ispirato al prototipo Fastback presentato lo scorso anno al Salone di San Paolo. Lo stile da Suv-coupé della Fastback sarà fonte di ispirazione anche per il primo restyling della Toro. 

Compass a sette posti. A Goiana è previsto venga localizzato prima del 2021 anche un quinto modello, la versione a sette posti della Jeep Compass, ma si parla della possibilità che venga prodotto un ulteriore pick-up a marchio Ram con un posizionamento di mercato al di sopra di quello della Toro. A tal proposito Filosa aveva indicato, negli scorsi mesi, il lancio durante il 2019 del Ram 1500 sul mercato brasiliano. Nel complesso la fabbrica pernambucana riceverà investimenti per 7,5 miliardi di reais (1,7 miliardi di euro circa).

A Betim nuovi motori e pick-up. La fabbrica di Betim dovrebbe invece iniziare a produrre i motori turbo 1.0 e 1.3 della famiglia Firefly così come una nuova Suv compatta per il marchio Fiat che faccia concorrenza a modelli come la Volkswagen T-Cross e la Nissan Kicks. Nello storico stabilimento brasiliano della Fiat  (è stato inaugurato nel 1976) arriverà anche l'erede della Strada, da anni il veicolo commerciale leggero più venduto in Brasile. 

In programma il lancio di 25 modelli. Il programma di investimenti è destinato a sostenere diversi obiettivi commerciali e produttivi. Il gruppo ha per esempio in programma di aumentare la capacità produttiva totale dei suoi due stabilimenti brasiliani di 100 mila unità l'anno per arrivare a 350 mila e per raggiungere un traguardo del genere ha intenzione di assumere 9 mila lavoratori. Sul fronte commerciale l'obiettivo è lanciare nei prossimi cinque anni 25 modelli nuovi o aggiornati. 

Via libera al progetto Detroit. Il gruppo FCA, che tra l'altro ieri ha celebrato i 100 anni della sua presenza in Argentina, ha inoltre compiuto ulteriori passi avanti nel suo progetto di un nuovo complesso produttivo a Detroit. Il consiglio comunale della metropoli del Michigan ha infatti approvato i termini chiave di un accordo che consentirà alla Fiat Chrysler di realizzare la prima fabbrica automobilistica all'interno del perimetro cittadino in quasi 30 anni. Detroit investirà 50,6 milioni di dollari per sostenere, per esempio, esenzioni fiscali come l'abbattimento delle tasse del 50% per 12 anni e uno scambio di terreni con alcuni possidenti locali come la famiglia Moroun. Inoltre il comitato esecutivo del Michigan Strategic Fund ha approvato agevolazioni statali per 223,5 milioni di dollari, di cui 55 milioni per lacquisto delle proprietà immobiliari e i lavori preparatori per le nuove strutture produttive. Il gruppo, che tra l'altro ha garantito un accesso privilegiato per gli abitati di Detroit alle selezioni per le 4.950 assunzioni legate al progetto, ha in programma di investire nel complesso 2,5 miliardi di dollari, di cui 1,6 miliardi per ampliare l'impianto Mack Avenue e 900 milioni di dollari per ammodernare il Jefferson North Assembly Plant. Il governatore del Michigan, Gretchen Whitmer, ha quantificato in circa 50 mila posti di lavoro l'impatto occupazionale complessivo determinato solo a Detroit dal progetto del nuovo complesso produttivo ma i piani della Fiat Chrysler prevedono, nel complesso, investimenti per 4,5 miliardi su cinque stabilimenti del Michigan, tra cui anche Warren e Sterling Heights.

 

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Singer - Dickinson: "Basta musica, rifaccio le Porsche 964"

4 Ruote - Mag 22,2019

Da musicista di fama planetaria a sofisticato curatore di automobili depoca: è la storia di Rob Dickinson e della sua viscerale venerazione per la Porsche 911. Classe 1965, britannico, Rob è stato per anni cantautore e chitarrista (è cugino di Bruce Dickinson, che suonò con gli Iron Maiden fino al 1992), prima nella rock-band dei Catherine Wheel e poi come solista. Ora, dopo aver fondato la Singer Vehicle Design nel 2009, si dedica anima e corpo a restauro e aggiornamento tecnico delle Porsche 964, un modello di cui è pazzamente innamorato fin da quando era bambino. La sua azienda è intitolata a Norbert Singer, ingegnere di fondamentale importanza nelle vittorie della Porsche alla 24 Ore di Le Mans fra gli anni 70 e fine 90.

Come si sente Rob Dickinson: più designer di auto o più musicista rock?
Per circa dieci anni essere un musicista era tutto per me. Dopo quei dieci anni sulla strada, facendo musica, i Catherine Wheel hanno prodotto album acclamati e girato il mondo. Ma nel 2000 il fuoco per la band si stava affievolendo e la mia attenzione tornò alle macchine che avevo sempre amato, ai miei studi iniziali e al lavoro come designer automobilistico. Singer Vehicle Design è nato da quell'ossessione rinata per le quattro ruote e in questo momento le auto sono al centro della mia attenzione.

Norbert Singer. La tua azienda ha il nome di questo famoso ingegnere: perché?
Il nome Singer racchiude alcune cose importanti. Rende omaggio a una specie di dio della tradizione legata alla Porsche 911: è una sorta di culto dell'eroe, una denominazione che fa eco al canto del flat-six, cuore delle 911. Ed è anche un cenno alla mia precedente carriera musicale (singer, cantante in lingua inglese, ndr).

Porsche 964: è la 911 perfetta?
La 964 occupa un posto speciale nei nostri cuori. Abbiamo ripristinato due auto basate su piattaforme della serie G e sono macchine fantastiche, ma il telaio della 964 è più rigido, le sospensioni sono state aggiornate, l'elettronica migliorata e sono arrivati il servosterzo e lAbs. Offre ai nostri clienti un punto di partenza migliore da cui creare interpretazioni personali della loro 911 raffreddata ad aria.

Hai mai pensato di lavorare su altre generazioni della 911, come la 993 ad esempio?
La 993 è un'auto favolosa, ma ha perso alcuni dei primi stilemi originali e la caratteristica sospensione posteriore a ruote indipendenti su bracci obliqui della 964 (sostituita da un multilink, ndr). Ora siamo completamente occupati a progettare i nostri servizi per la 964. Comprendiamo questa macchina così profondamente da poter valutare con consapevole precisione la qualità del nostro lavoro.

Secondo te, esiste una sorta di connessione tra musica e design automobilistico?
Per me sicuramente. Mi sono approcciato a musica e design allo stesso modo, inseguendo incessantemente qualcosa che ritenevo giusto, affinando e rifinendo ossessivamente i particolari fino a quando non ho capito che mi ero avvicinato il più possibile all'obiettivo preposto. Il tempo speso nello studio di registrazione per trovare il suono giusto è uguale al tempo passato nello studio di design per dar vita al raggio perfetto: entrambi passano alla ricerca dell'arte.

Il Restomod è la nuova frontiera del lusso e dell'esclusività?
Restomod non è proprio il termine che usiamo. Quello che abbiamo mostrato nell'ultimo decennio è piuttosto una combinazione di estetica, prestazioni e puro coinvolgimento del guidatore, ricercando il tutto senza scorciatoie. E questo ha un grosso appeal per chi ama guidare. Se proponi un modello che è fondamentalmente eccezionale, come l'iconica 911 raffreddata ad aria, offri l'accesso alla moderna scienza dei materiali per beneficiare di vantaggi come una massa ridotta, dinamiche di guida altamente evolute, prestazioni migliorate e poi collabori con partner di talento e con i clienti, il risultato è molto speciale. Penso sia un concetto avvincente dare alle persone la possibilità di collegare elementi del DNA storico della 964 con la loro visione personale dell'auto e poi lasciare che sia la nostra squadra ad affinare i dettagli.

Chi è il tipico cliente Singer?
Probabilmente ci sono alcuni elementi di ciò che facciamo che collegano i nostri clienti in generale. Una Porsche 911 by Singer è qualcosa da vero appassionato. Per molte persone potrebbe semplicemente sembrare una bella 911 depoca, ma è molto di più di questo per quelli che sanno di cosa si tratta realmente. La 911 ha sempre combinato un certo austero pragmatismo con le alte prestazioni per vincere a quasi tutti i livelli del motorsport. La 911 raffreddata ad aria è qualcosa di idiosincratico: non assomiglia a nessun'altra auto, ha un suono unico, è diversa da guidare rispetto a tutto il resto. Questa combinazione di elementi e il coinvolgimento alla guida sono unattrazione irresistibile per i nostri clienti. Oltre a ciò, è nostro compito consentire loro di esprimere delle preferenze speciali piuttosto che farli sentire clienti tipici. Alcuni vogliono unauto più votata alluso in pista, altri desiderano una gran turismo. Profili delle camme, rapporti del cambio, messa a punto degli ammortizzatori, scelte di colore, pellami, ruote e poi cè pure il nostro reparto Desideri Speciali, per chi vuole andare ancora oltre: è tutto organizzato allinsegna della ricerca di un risultato finale che sia molto personale, su cui qualcuno abbia investito tempo e amore.

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Opel Corsa - Al volante del prototipo

4 Ruote - Mag 22,2019

Hornbach, un paesino calato nel nulla della campagna tedesca, al confine con la Francia. Con le Opel Corsa del reparto R&D arrivate dritte da Rüsselsheim ancora wrappate, si parte da qui. E il motivo pratico per il quale sono state scelte queste zone è semplicissimo: garantiscono la riservatezza necessaria per un modello non ancora in commercio. Manca poco, questione di mesi (arriverà in autunno ma in estate sarà già ordinabile), e anche lo sviluppo è alle strette finali.

Nuova piattaforma. La Corsa numero sei segna un passaggio forte in termini tecnici, perché tiene a battesimo la Cmp, la piattaforma di origine PSA dedicata ai segmenti B e C. Ciò non toglie, comunque, che lo sviluppo e la definizione del carattere della vettura rimangano fortemente basati a Rüsselsheim, patria storica di tutte le Opel. La sola carrozzeria peserà 40 chili in meno e, per quanto riguarda i numeri assoluti, i tecnici si sono prefissati di scendere, con la versione più leggera, attorno ai 980 chili a secco, quindi senza guidatore. Risultato molto interessante per un'auto lunga 4,06 metri. Quest'architettura, ovviamente, tiene conto delle ormai imprescindibili esigenze elettriche: su questa stessa base nascerà pure una versione a batteria, anche se per ora l'abbiamo testata soltanto con motori a benzina.

Assetto morbido. Allora, via su questo tragitto ricco di curve, capace di far emergere le doti di questa nuova Opel senza metterla in difficoltà, ché lei è pensata più per alleviare il percorso casa-ufficio che per scrivere pagine inedite del motorsport. Ad aprirmi la strada, una Corsa GSi della generazione uscente guidata da uno degli ingegneri responsabili dello sviluppo, che parte morbido, ma poi evidentemente ci prende gusto. Con i 100 cavalli del tre cilindri turbobenzina di 1.2 litri, a tratti si fatica a stargli dietro, però è evidente che questo inseguimento è quel che serve per apprezzare il telaio, un gran bel mix tra qualità stradali e confort. Rolla, la Corsa, ma tiene senza problemi, passa morbida su buche e sconnessioni, non ti preoccupa mai: è sincera, alla portata e fa sempre quel che promette.

Le parentele francesi si sentono. Certo, è molto diversa dal solco che la tradizione aveva scavato nei decenni passati. Le macchine delle serie precedenti erano più rigide, meno orientate alla comodità e, non bastasse la memoria, ce lo ricordano i due esemplari della quinta generazione, che sono qui proprio per un confronto in diretta. Le guidi e ti verrebbe da dire che le parentele francesi si fanno sentire, perché una Corsa così confortevole non si era mai vista. Meriterebbe soltanto un comando dello sterzo più reattivo, meno demoltiplicato, ma basta scendere con il ritmo per considerarlo, nel complesso, adeguato al profilo di missione reale di questa Opel. Il test prosegue con un esemplare dotato della declinazione più potente del tre cilindri: stessa silenziosità, stesso bel modo di contenere le vibrazioni e una bella iniezione di cavalli. In totale 130, capaci di renderla decisamente più vispa e desiderosa di rispondere alle richieste del piede destro. In questo senso, le dà una mano anche la trasmissione automatica a otto marce, che da un lato permette di non avere a che fare con una leva che non brilla per precisione (quella del manuale, abbinato al motore da 100 cavalli), dall'altro dimostra di avere la verve giusta per assecondare la Corsa anche quando il ritmo si fa impegnato.

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Land Rover - Nuovo look per la Discovery Sport

4 Ruote - Mag 21,2019

La Land Rover presenta l'aggiornamento della Discovery Sport, già ordinabile in Italia con un prezzo di partenza di 39.000 euro. La Suv è stata evoluta dal punto di vista tecnico con l'introduzione di propulsori aggiornati, ora elettrificati, e di tecnologie pensate per la connettività, la sicurezza e la guida in fuoristrada. La carrozzeria e gli interni, infine, hanno subito alcune modifiche per allineare lo stile della sport utility con quello degli ultimi modelli del costruttore britannico.

Frontale e coda rivisti, interni aggiornati. Seguendo l'esempio della Range Rover Velar e della seconda generazione della Evoque, anche la Discovery Sport è stata rivista dal punto di vista stilistico con l'adozione di gruppi ottici Led anteriori e posteriori, inoltre griglie e paraurti sono stati modificati. All'interno troviamo l'infotainment Touch Pro con Smart Settings e hot-spot wifi, ma anche sedili totalmente ridisegnati con la configurazione 5+2 che consente ben 24 differenti combinazioni. Invariate, invece, le dimensioni esterne, con una lunghezza di quattro metri e 60 cm, una larghezza di 189 cm e un'altezza di 172 cm.

Mild e plug-in hybrid in arrivo. L'adozione della piattaforma PTA aggiornata ha permesso di incrementare del 13% la rigidità strutturale predisponendo l'installazione dei sistemi 48V delle varianti mild hybrid. La gamma propulsori è infatti quella più recente a disposizione, con i 4 cilindri benzina e diesel della famiglia Ingenium capaci di rispettare le future normative sulle emissioni in vigore dal 2020. Con le versioni mild hybrid la Discovery Sport arriva fino a un minimo di 144 g/km di CO2 e 6,9 l/100 km, ma entro la fine dell'anno sarà introdotta anche una variante plug-in hybrid. La più efficiente a listino resta la 2.0 diesel 150 CV a trazione anteriore con cambio manuale, capace di 5,9 l/100 km e 140 g/km. Sulle varianti a trazione integrale, infine, è installato il sistema Driveline Disconnect che esclude l'asse posteriore in alcuni frangenti così da ridurre i consumi.

Nuovi dispositivi per confort e sicurezza. La dotazione di sistemi di sicurezza compie ulteriori passi avanti con l'adozione dello Smart Rear View Monitor con display al posto dello specchietto centrale interno. La guida in fuoristrada è inoltre facilitata dal Ground View, che proietta sul display interno le immagini delle telecamere frontali a 180 gradi simulando la trasparenza del cofano motore. La Discovery Sport adotta inoltre il Terrain Response 2 a regolazione automatica, il Tow Assist, l'Adaptive Cruise Control con Steering Assist, il Lane Keep Assist, l'Autonomous Emergency Braking e il Driver Condition Monitor.

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FCA What's Behind - Fiat 500X e Jeep Renegade protagoniste nel secondo episodio - VIDEO

4 Ruote - Mag 21,2019

Il gruppo FCA ha pubblicato un nuovo video della serie dedicata ai collaudi dei propri modelli. Dopo il primo ambientato ad Arjeplog, nella Svezia settentrionale, il secondo episodio di FCA Whats Behind è stato girato nei dintorni di Upington, una delle più torride città del Sudafrica. Protagoniste dei test sono tre Jeep - una Renegade, una Wrangler e una Cherokee e un esemplare di Fiat 500X.

Camuffate sotto il sole. Lobiettivo della campagna è di mostrare il dietro le quinte dello sviluppo delle auto che poi vengono messe in commercio. Nella fattispecie, le Jeep e la Fiat sono state messe a dura prova sia dai terreni sconnessi sia dal caldo estremo, che permette di verificare la tenuta dei sistemi di raffreddamento del motore, ma anche dellimpianto di climatizzazione. Allo stesso tempo, il backstage mostra alcuni prototipi camuffati, dietro ai quali potrebbe celarsi qualche novità di futura introduzione sul mercato. In questo senso insospettisce lapertura presente sul lato destro della Wrangler: che si tratti della versione ibrida plug-in?

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Renault - Mégane RS Trophy-R: è record al Nürburgring

4 Ruote - Mag 21,2019

La Renault ha centrato l'obiettivo e ha fatto coincidere la presentazione della Mégane RS Trophy-R con l'annuncio del nuovo record al Nürburgring per le auto di produzione a trazione anteriore. La versione più estrema della Mégane stradale, erede di una serie di modelli analoghi proposti in passato, ha siglato un tempo di 7 minuti, 40 secondi e 1 decimo sul percorso di 20,6 km, battendo così di quasi 4 secondi la Honda Civic Type R. Il record è stato siglato da Laurent Hurgon, già autore dei tempi ufficiali con le due versioni precedenti della sportiva francese.

Debutto a Monte Carlo, in vendita a fine anno in serie limitata. La Mégane RS Trophy-R, riconoscibile per la presa d'aria sul cofano e le grafiche personalizzate, sarà svelata al pubblico nel weekend del Gran Premio di Montecarlo di Formula 1 alla presenza dei piloti ufficiali Daniel Ricciardo e Nico Hülkenberg. La vettura sarà proposta sul mercato entro la fine del 2019 in una serie limitata di poche centinaia di pezzi, ma non si conoscono ancora le informazioni specifiche per l'Italia.

300 CV e 130 kg in meno delle altre Mégane. Rispetto alla Mégane RS già nota, la Trophy-R adotta modifiche pensate esclusivamente in funzione delle prestazioni. Il propulsore 1.8 turbo è lo stesso della Trophy da 300 CV ed è dotato dell'impianto di scarico Akrapovi, mentre l'assetto è stato totalmente rivisto in collaborazione con la svedese hlins. L'impianto frenante è fornito dalla Brembo e sono previsti anche pneumatici specifici Bridgestone. L'adozione di nuove componenti di carbonio e altre soluzioni hanno permesso infine di ridurre di 130 kg la massa totale, ottimizzando allo stesso l'aerodinamica. Per il momento la Renault non ha fornito ulteriori indicazioni su prestazioni, consumi e dettagli tecnici.

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Fiat 500 Jolly Icon-e - Con Garage Italia la spiaggina diventa elettrica

4 Ruote - Mag 21,2019

L'elettrificazione arriva anche nell'atelier di personalizzazione creato da Lapo Elkann, Garage Italia, che presenta Icon-e, un nuovo progetto che punta a restaurare modelli del passato trasformandoli in elettrici. Il primo modello della nuova serie di vetture a emissioni zero è basato su una Fiat 500 Jolly, una spiaggina costruita a partire dalla fine degli anni cinquanta dalla carrozzeria Ghia.

Il bicilindrico lascia spazio all'elettrico. Pensata per coniugare il passato con il presente, la Fiat 500 Jolly Icon-e è spinta da un motore elettrico posizionato al posto del bicilindrico originale e collegato direttamente al cambio. L'unità elettrica è alimentata da una batteria ricaricabile dalle colonnine rapide in quattro ore: per fare il pieno con le prese domestiche serve il doppio del tempo. Per il momento l'atelier milanese non ha diramato ulteriori informazioni tecniche, limitandosi a descrivere alcune delle particolarità di questo restomod (il restauro di una vettura con componenti moderne, ndr). Il piccolo quadro strumenti del cinquino, per esempio, è stato sostituito da un display digitale da 5" che riporta lo stato di carica della batteria, la velocità e altre informazioni, mentre i sedili, interamente realizzati a mano, sono stati creati intrecciando una corda naturale specifica per l'impiego all'aria aperta.

Look vintage, dettagli moderni. L'estetica è rimasta quella della 500 Jolly del secolo scorso, fatta eccezione per alcuni particolari. I fari sono gli stessi del modello originale ma impiegano un sistema d'illuminazione a Led, mentre la calandra anteriore ora nasconde la presa di ricarica del sistema elettrico. Tra le altre modifiche i carrozzieri della Garage Italia hanno modificato con una struttura di rinforzo la cornice del parabrezza, così da garantire una maggiore sicurezza: anche la rigidità del telaio è stata aumentata con l'inserimento di una cellula di rinforzo. La 500 Jolly è solo il primo esempio del nuovo progetto Icon-e: presto l'atelier di Lapo Elkann svelerà nuove vetture elettriche basate su modelli del passato.

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Toyota Aygo - più connessa e ha due nuove serie speciali

4 Ruote - Mag 21,2019

La Toyota ha introdotto alcuni aggiornamenti per la sua citycar, che diventa più connessa e amplia la gamma con due edizioni speciali. Tra le novità cè anche una formula di acquisto, già sperimentata sulla Rav4 Hybrid e sulla Corolla, che permette di rimodulare i pagamenti del finanziamento in base al chilometraggio, misurato proprio grazie alla connettività di cui dispone la nuova Aygo.

Il finanziamento Pay per drive connect. Il fulcro di tutto è il modulo di trasmissione dati (DCM) integrato allinfotainment. Lo stesso che consente di connettersi allauto via smartphone, attraverso lapp MyT, per vedere dovè parcheggiata, pianificare itinerari o controllare alcuni parametri da remoto. Ma anche, appunto, di tarare le rate delleventuale finanziamento sulleffettivo utilizzo: con le informazioni trasmesse, i chilometri percorsi sono calcolati in tempo reale e di conseguenza viene aggiornato il valore futuro garantito, cioè il valore dellauto al termine del contratto rateizzato.

Le nuove versioni e i prezzi. Con la Aygo Connect arrivano anche le special edition X-cite e X-wave. La prima si riconosce dalla livrea bicolore Orange con tetto nero, in tinta con lo spoiler anteriore e con i retrovisori. Fanno parte dellallestimento anche i vetri posteriori oscurati e i cerchi in lega Glossy Black da 15 a dieci razze, mentre gli interni sono rifiniti con inserti Glossy Black sulla console centrale e sulla plancia, con una cornice cromata per la leva del cambio e con delle bocchette laterali arancioni. Anche la tappezzeria, dai bordi arancioni, riprende gli esterni, mentre i sedili sono rivestiti in tessuto Manhattan. UnAygo Connect X-Wave è invece caratterizzata dal tetto in tela Black apribile elettricamente e, rispetto allallestimento X-play già in gamma, aggiunge cerchi in lega neri da 15, fendinebbia e vetri posteriori oscurati. I prezzi della Toyota Aygo Connect partono da 11.950 euro di listino nella versione a 3 porte in allestimento X-cool. Le nuove serie X-wave e X-cite attaccano entrambe a 15.200 euro.

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Audi Q5 - La 55 TFSI e quattro in vendita in Germania

4 Ruote - Mag 21,2019

I clienti Audi potranno ordinare già dalle prossime settimane in Germania l'inedita Q5 55 TFSI e quattro, disponibile a partire da 60.450 euro. Si tratta della variante plug-in hybrid della suv tedesca, declinata nell'allestimento sportivo S che va così ad affiancare la SQ5 TDI da 347 CV appena introdotta.

367 CV e circa 40 km a emissioni zero. La S5 e quattro propone un powertrain composto dal 2.0 TFSI da 252 CV e 370 Nm  e dal motore elettrico da 143 CV e 350 Nm integrato nel cambio automatico sette marce s tronic. La potenza totale di sistema è pari a 367 CV e 500 Nm e la S5 è così capace di toccare i 100 km/h da fermo in 5,3 secondi, con una velocità massima di 239 km/h. La vettura è dotata di trazione integrale quattro ultra, che può escludere l'asse posteriore in specifiche condizioni di guida per ridurre gli attriti. Trattandosi di una plug-in hybrid è importante sottolineare che le batterie al litio da 14,1 kWh consentono di percorrere circa 40 km in modalità elettrica con velocità massima di 135 km/h, mentre il consumo medio nel ciclo wltp è pari a 2,1-2,4 l/100 km e 46-53 g/km di CO2. I tempi di ricarica delle batteria sono di circa 2 ore e 30 minuti con una connessione a 400V e di circa 6 ore con una presa domestica.

Tre modalità di guida da ibrido a elettrico. Per ottimizzare i consumi l'impianto di climatizzazione utilizza una pompa di calore, inoltre la vettura è dotata del predictive efficiency assistant (PEA) che gestisce automaticamente le fasi di sailing e di recupero dell'energia in frenata (fino a 0,2 g senza attivare l'impianto tradizionale) analizzando i dati provenienti dai sensori e dalle telecamere di bordo e le mappe gps in base alla destinazione impostata. Quando è attivo il Cruise Control il PEA lavora in simbiosi per ridurre al minimo i consumi, mentre nelle altre condizioni viene inviato un feedback aptico al pedale dell'acceleratore e vengono visualizzate delle informazioni sui display di bordo per migliorare l'efficienza durante la guida. La vettura è inoltre dotata di tre diverse modalità di guida denominate Hybrid, Battery Hold ed EV, che permettono di modificare il comportamento del powertrain.

 

 

 

 

 

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Honda e - La piccola elettrica si può prenotare

4 Ruote - Mag 21,2019

Premessa: serve un atto di fiducia. Perché lauto, nella sua veste definitiva, non si è ancora vista e nemmeno si sa, ancora, quanto costerà. Ma da oggi la Honda e, piccola vettura elettrica dal sapore rétro della Casa giapponese, si può prenotare. Basta registrarsi al sito e versare una piccola caparra.

Scegli il colore che vuoi. Non ovunque, sia chiaro. Si comincia da Francia, Germania, Inghilterra e Norvegia, dove sono attive delle piattaforme online per registrare i pre-ordini. Non solo: dagli appositi link è possibile abbozzare una sorta di configurazione, scegliendo il colore. Allo stadio prototipale, prima con la Urban EV e poi con la e-Prototype, la giapponesina alimentata a batteria si era mostrata sempre in bianco: online è configurabile anche in giallo, grigio metallizzato, blu metallizzato o nero perlato.

Lanticipo è rimborsabile. I pionieri dovranno registrarsi e versare un acconto, che in Inghilterra è di 800 sterline (equivalenti a circa 900 euro) per il diritto di prelazione; soldi che, ovviamente, la Honda restituirà in toto in caso di mancato acquisto. Per chi va in concessionaria i preventivi saranno invece raccolti da fine anno e le consegne dei primi esemplari sono previste per la primavera 2020.

Unautonomia che va oltre il commuting. La Honda sostiene di aver già riscontrato un certo interesse nei confronti della sua elettrica: circa 25.000 richieste provenienti da tutta Europa. Del resto, tutto, comprese le foto-spia, fa pensare che i giapponesi vogliano mantenere inalterato lo stile decisamente azzeccato delle concept, caratterizzate da linee essenziali, superfici pulite e un fascino vintage. Quanto alle specifiche tecniche, ancora parziali, la Honda e dovrebbe garantire unautonomia di 200 km, ripristinabile all80% in circa mezzora allacciandosi a una colonnina di ricarica veloce.

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GM - Debutta la piattaforma digitale di nuova generazione

4 Ruote - Mag 21,2019

La General Motors introduce i dettagli della piattaforma digitale dedicata ai futuri modelli elettrificati del gruppo. Si tratta di un complesso ecosistema che comprende la  tutti i sistemi dedicati alla connettività, alla sicurezza e alla guida autonoma Super Cruise che in futuro caratterizzeranno i modelli di serie. La prima vettura ad essere equipaggiata con questa piattaforma sarà la Cadillac CT5 Model Year 2020, la cui produzione sarà avviata nei prossimi mesi. Entro il 2023 sarà alla base della maggior parte dei modelli del gruppo americano

4,5 terabyte di dati ogni ora. Tra le caratteristiche salienti del progetto spicca la capacità di gestire una grande mole di dati. Secondo le informazioni ufficiali il sistema è in grado di processare 4,5 terabyte ogni ora, un valore di cinque volte superiore rispetto a quello attuale. Le vetture saranno infatti in grado di ricevere aggiornamenti over-the-air e integreranno una rete interna e un collegamento esterno in stile Ethernet fino a 10Gbps. Non mancherà infine una protezione hardware e software verso gli attacchi esterni, vista la sensibilità sul tema della cybersecurity.

Riduzione degli investimenti per Maven. Se da una parte crescono gli investimenti sul prodotto, la GM fa invece un passo indietro sugli investimenti legati al car-sharing riducendo le risorse del progetto Maven, avviato nel 2016. Nei prossimi mesi verranno fermate le attività nelle città di Chicago e Boston dove non erano stati ottenuti risultati soddisfacenti, mentre rimarranno per il momento quelle di Los Angeles, Whashington D.C., Detroit, Toronto e altre città minori. Nel gennaio scorso Julia Steyn, a capo di Maven fino dall'inizio, aveva lasciato il suo incarico. 

 

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Mobilità alternativa - Il car sharing elettrico sbarca a Bergamo

4 Ruote - Mag 21,2019

Il car sharing elettrico arriva anche a Bergamo. E lo fa grazie alle sinergie messe in atto da Lozza, service ufficiale Mercedes Benz e Smart, dal Comune di Bergamo e da ALD Automotive. Dal 1 giugno 2019, partirà infatti il servizio Muoviti Controcorrente - Car Sharing Bergamo by Lozza con 10 Renault Zoe: le auto saranno posizionate in 5 stalli (Sentierone, Croce Rossa di Loreto, palazzetto dello sport, Colle Aperto e piazza Mercato del Fieno), a disposizione sia dei cittadini che dei turisti.

Hub ALD. Proprio a Bergamo, la società di noleggio a lungo termine di Société Générale ha recentemente aperto una filiale: come spiega Crescenzo Ilardi, head of market sales & customer management, l'hub è dedicato alla "mobilità integrata, interconnessa e sostenibile". Il servizio di sharing elettrico, che a giugno verrà presentato anche come piattaforma di noleggio auto di flotte aziendali, potrà essere gestito mediante l'app Popmove, utilizzabile per inviare feedback. Inoltre, grazie al controllo remoto, ogni auto sarà prontamente manutenuta e ricaricata da uno staff dedicato. Il car sharing elettrico avrà i seguenti costi: 0,20 euro al minuto, 8 euro allora, 56 euro al giorno, 112 euro per il week-end e 358 euro alla settimana.

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Niki Lauda - L'uomo e il pilota

4 Ruote - Mag 21,2019

Mattina presto, come tante altre. Scorro i giornali sul tablet, per vedere le news. Invece, scopro quello che non avrei mai voluto sapere: Niki Lauda non cè più, se nè andato, questa volta non è riuscito a ingannare la morte. Sono svuotato e, come me, credo lo siano milioni di persone, di fan oltre gli anta, un po ovunque nel mondo. Forse sapevamo tutti che ciò sarebbe potuto accadere, prima del tempo, ma abbiamo sempre immaginato Niki più forte di tutto, anche degli eventi più difficili.  

Un simbolo insieme alla Ferrari. Per chi ha visto correre (e vincere) Niki Lauda con la Ferrari, per chi ha seguito con affetto e gratitudine la sua meravigliosa parabola di tri-campione del mondo ma, soprattutto quella delluomo, è un giorno pesante. Per i più, è il pilota sopravvissuto al rogo della sua Ferrari 312T2 durante il GP di Germania, al Nürburgring, nel 1976. Tutti lo sapevano, anche chi non ha mai guardato una corsa. Per gli altri, è molto di più: è luomo che ad appena una quarantina di giorni dallincidente si presentò a Monza per correre, per difendere il suo titolo dal rivale James Hunt. Ecco, nel suo desiderio di non mollare mai, fin da quando era ferito, nel volto e nellanima nel letto di un ospedale, scorgo una grandezza e una forza danimo che in pochi possono vantare di avere avuto. Anche in qualsiasi altro campo. Quel quarto posto, raccolto alla fine di una commovente ed esaltante rimonta a Monza, che ricordo istante per istante, è forse la sua gara più memorabile, perché nellabitacolo, a fargli compagnia, cerano la paura e la morte. Rivali ben più temibili degli altri colleghi in pista. Da lì, dopo poco più di un mese, si arrivò al G.P. del Giappone al Fuji, ultima corsa di quella pazza stagione 1976. E al colpo di scena del ritiro, al secondo giro, nel diluvio, perché Niki aveva considerato impraticabili le condizioni del tracciato. Paura, delusione per il comportamento dei colleghi, freddezza nel valutare la situazione? Poco importa, ci voleva più coraggio a ritirarsi che a correre, ad ammettere un rifiuto. Ben sapendo poi di aver a che fare, a Maranello, con un gigante delle corse come il Drake. Tanto che, una volta assicuratosi il Mondiale del 1977, Lauda decise di ritirarsi ancora prima della fine della stagione.

Computer sì, ma non fuori dallabitacolo. Tutti hanno sempre dipinto Lauda come un ragioniere al volante. Efficace, ma poco spettacolare. Non era il più veloce di quella straordinaria pattuglia di piloti degli anni '70 e dei primi '80, ma di certo era quello che "sentiva" meglio la macchina e decideva la strategia migliore guidando a 300 allora, con la stessa naturalezza di chi sta seduto in poltrona. Uno che non avrebbe rischiato oltremodo se non fosse stato strettamente necessario. Anche questa una dote rara, degna dei grandi, come Fangio, Stewart, Fittipaldi e Prost, che proprio da Niki imparò come si vincono i mondiali. E ci volle coraggio e un po dincoscienza anche quando, nel bel mezzo delle prove del G.P. del Canada 1979, Niki decise di ritirarsi (per la prima volta), per concentrarsi sul suo nuovo giocattolo, gli aerei della compagnia Lauda Air. Una persona iper-razionale non lavrebbe mai fatto. Al volante sì, sapeva essere un calcolatore, come nel GP del Portogallo del 1984, dopo il clamoroso ritorno in F.1 nel 1982, quando si stava giocando il terzo mondiale (poi vinto) con il suo compagno di squadra Prost. Partito indietro nello schieramento, Prost ebbe la freddezza di saper aspettare a sferrare lattacco decisivo, rimanendo molti giri dietro alla Toleman-Hart di Johansson. Ce la fece, anche grazie al ritiro nelle battute finali di Mansell, e la spuntò per linezia di mezzo punto su Prost. Un piccolo miracolo di una carriera luminosa, quanto la vita di un grande uomo, che ci mancherà molto.

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