Formula 1 - GP di Russia: Hamilton può entrare nella storia

4 Ruote - Set 24,2020

La Formula 1 torna a essere la grande protagonista del weekend: da domani, le monoposto della classe regina del motorsport scendono in pista a Sochi, dove domenica si terrà il Gran Premio di Russia, decimo round del Mondiale 2020.

Russia da record. Lewis Hamilton si presenta a Sochi come leader indiscusso della classifica piloti, con 55 punti di vantaggio sul suo diretto rivale e compagno di squadra, Valtteri Bottas. Per l'inglese della Mercedes, la tappa in Russia rappresenta un momento molto particolare della carriera, poiché se Lewis andasse a vincere, metterebbe in bacheca il successo numero 91 e potrebbe così eguagliare Michael Schumacher nella classifica dei piloti più vincenti di tutti i tempi. Non è un caso che nei garage della Mercedes, questo fine settimana, si segnala la presenza della troupe di Netflix che seguirà il team di Stoccarda e il suo pilota pronto a entrare nella storia.

Kimi il più longevo. A proposito di statistiche: Kimi Raikkonen eguaglia in Russia il primato di presenze in Formula 1 appartenente a Rubens Barrichello. In conferenza stampa qualcuno glielo ha fatto notare, ma lui serafico ha commentato: un record che non vale nulla per me, non fa alcuna differenza, ma chissà che in futuro non guarderò queste cose da un punto di vista differente. Ma questo weekend sarà uguale a tutti gli altri". Tra l'altro, il finlandese ha regalato qualche sorriso sui social qualche giorno fa, postando su Instagram una foto dal titolo "l'evoluzione di un pilota di Formula 1", mettendo a paragone lo stile hardcore di James Hunt a quello eccentrico e modaiolo di Lewis Hamilton. A tal proposito, Kimi ha detto: "La F.1 è un po' diversa da quando ho cominciato, anche se da qualche anno è sempre la stessa". Poi, sull'ipotesi del ritiro per le scarse prestazioni della vettura, ha sviato dicendo: "Oggi la gente tende a innervosirsi per tutto. Purtroppo, adesso è così che va e so benissimo che sarà così anche il prossimo anno, ma non mi crea problemi".

Primi aggiornamenti per la Ferrari. Le difficoltà dell'Alfa Romeo Racing sono legate a quella della Scuderia Ferrari, con la power unit del Cavallino fortemente ridimensionata rispetto allo scorso anno, a causa dell'accordo siglato con la Federazione in merito ad alcune soluzioni tecnologiche considerate borderline. Eppure, in casa Ferrari si sta lavorando giorno e notte per risollevare le sorti di una stagione negativa e in Russia arriveranno i primi aggiornamenti "correttivi" della SF1000. A confermarlo è stato lo stesso direttore sportivo della Ferrari, Laurent Mekies, che ha detto: "In Russia inizia la seconda parte della stagione. Finora abbiamo vissuto momenti molto difficili, ma fa parte del nostro DNA non mollare la presa e anche a Sochi daremo il massimo. Avremo piccoli aggiornamenti aerodinamici che fanno parte di un percorso che punta a correggere le carenze di questa vettura, soprattutto in ottica 2021".

Si allarga la forbice delle strategie. Da domani, dunque, si scenderà in pista per valutare nuove componenti e, soprattutto, capire qualcosa in più sul comportamento delle gomme. La Pirelli, infatti, ha nominato mescole più morbide per Sochi rispetto al GP di Russia dello scorso anno. Il fornitore unico di pneumatici metterà a disposizione la gamma più morbida del 2020, sfruttando anche le caratteristiche di un asfalto poco abrasivo. Mario Isola, responsabile car Racing di Pirelli, ha spiegato: Abbiamo scelto gomme più morbide per consentire velocità più elevate e aggiungere unulteriore sfida in termini di strategia. Grazie alle specifiche attuali, diverse rispetto al 2018, la scelta più morbida con C3, C4 e C5 nominate per questa gara dovrebbe incoraggiare lutilizzo di tutte e tre le mescole, senza il rischio di dover ricorrere a unelevata gestione dei pneumatici in gara".

Come seguire il GP di Russia in tv. Levento di Sochi sarà trasmesso in diretta esclusiva sulla pay-tv Sky ma, come di consueto, chi non è abbonato potrà seguire ugualmente qualifiche e gara con qualche ora di differita sul digitale terrestre. Come di consueto, durante il weekend potrete seguire tutte le fasi salienti con il nostro Speciale F.1, con notizie, commenti e le classifiche in tempo reale.

Venerdì 25 settembre

Prove Libere 1 | dalle 10 in diretta su Sky Sport F1

Prove Libere 2 | dalle 14 in diretta su Sky Sport F1

Sabato 26 settembre

Prove Libere 3 | dalle 11 in diretta su Sky Sport F1

Qualifiche | dalle 14 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 dalle 18

Domenica 27 settembre

Gara | dalle 13:10 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 dalle 18

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Hyundai i30 N - Ecco il restyling della sportiva

4 Ruote - Set 24,2020

La Hyundai presenta la versione restyling della i30 N. La sportiva, venduta in Europa in 25.000 esemplari, torna con modifiche di carattere stilistico allineate a quelle delle altre varianti della i30, ma anche con una importante novità tecnica: l'introduzione del cambio automatico doppia frizione N DCT in alternativa a quello manuale sei marce.

Performance Blue. Lo stile rimane quello aggressivo della i30 N uscente, impreziosito dal nuovo design dei gruppi ottici e dei paraurti. La griglia anteriore è specifica, così come le finiture rosse e in nero lucido: la vettura sfoggia elementi aerodinamici dedicati. Inedito è anche il diffusore posteriore, che integra le due uscite dell'impianto di scarico. Oltre all'esclusiva tinta Performance Blue, sarà possibile ordinare la vettura in altre sei cromie: Polar White, Engine Red, Sunset Red, Shadow Gray, Dark Knight e Phantom Black. 

La dotazione dei due allestimenti. La dotazione di serie include i cerchi di lega da 18" con pneumatici Michelin Super Sport, il pacchetto di Adas SmartSense, ulteriormente arricchito rispetto a quello in dote al modello uscente, e le sospensioni a controllo elettronico con software ritarato, mentre la versione Performance adotta i cerchi da 19" forgiati (più leggeri di 14,4 kg totali rispetto a quelli della i30 N pre-restyling), i pneumatici Pirelli P Zero, l'impianto frenante anteriore maggiorato con dischi da 360 mm e il differenziale autobloccante a controllo elettronico N Corner Carving. Per tutte le varianti è inoltre prevista la strumentazione analogica con Led del limite di giri variabile in base alla temperatura del propulsore e l'indicatore di cambiata, oltre alla funzione Rev Matching per il cambio manuale e il Launch Control. Le finiture interne sono caratterizzate dalle cuciture a contrasto Performance Blue.

I nuovi sedili alleggeriti. Tra gli optional figurano gli interni in pelle, il volante e i sedili riscaldabili, l'infotainment con schermo da 10,25 pollici e i nuovi sedili N Light Seats. Ogni seduta è più leggera di 2,2 kg rispetto ai modelli standard ed offre un maggior supporto in curva. Il rivestimento è di pelle e Alcantara, impreziosito da cuciture blu, mentre nella zona superiore è previsto un logo N illuminato. 

250 o 280 CV con cambio manuale o automatico. I clienti potranno scegliere la i30 N in due varianti di potenza del 2.0 litri turbo benzina. La versione da 250 CV e 353 Nm sarà offerta solo con cambio manuale, mentre la Performance da 280 CV e 392 Nm proporrà la scelta tra il cambio manuale e il nuovo automatico doppia frizione otto marce N DCT. La velocità massima è, per entrambe limitata, a 250 km/h, mentre la Performance tocca i 100 km/h da fermo in 5,9 secondi (2 decimi in meno della precedente). Il motore da 280 CV offre prestazioni superiori anche grazie all'erogazione particolarmente generosa, che garantisce la coppia massima in un intervallo compreso tra 1.950 e 4.600 giri.

Con l'automatico anche nuovi software votati alla prestazione. La i30 N Performance con cambio N DCT implica alcune funzioni di guida specifiche. Il cambio automatico con frizioni a bagno d'olio, con paddles al volante per la gestione manuale dei rapporti, offre tre funzioni uniche del powertrain: l'N Grin Shift, che attiva per 20 secondi le massime prestazioni attraverso un pulsante sul volante, l'N Power Shift che si attiva oltre il 90% dell'acceleratore per ridurre al minimo la perdita di coppia salendo di marcia, mentre l'N Track Sense si attiva automaticamente durante la guida sportiva con il cambio in modalità automatica per selezionare sempre il rapporto ottimale in relazione alle prestazioni. Il guidatore, inoltre, può contare sull'N Grin Control System con le modalità di guida Eco, Normal, Sport, N ed N custom che intervengono su assetto, ESC, differenziale, impianto di scarico, servosterzo e powertrain. 

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Termini Imerese - Presentato un nuovo progetto di rilancio con investimenti per 200 milioni

4 Ruote - Set 24,2020

Nuova speranza di rilancio per Termini Imerese. Dopo il fallimento della BlueTec, il futuro dell'ex area industriale della Fiat passa per l'iniziativa del consorzio Smart City Group con il progetto S.U.D. (Smart Utility District) e la promessa di investimenti per 200 milioni di euro per ridare un lavoro a oltre 600 lavoratori ancora in cassa integrazione.

Le tappe. La nuova proposta si basa, come quella di BlueTec, su un accordo di programma tra Mise, Regione Siciliana ed Invitalia e punta a riconvertire l'area industriale in un sito a vocazione green e ad alta innovazione tecnologica. Formalizzata a maggio con la partecipazione alla manifestazione d'interesse bandita dai commissari straordinari, ha già superato la fase preliminare e ora è entrata nel processo di definizione dei vari progetti, che dovranno essere consegnati ufficialmente nel mese di ottobre. I proponenti hanno anche avviato confronti istituzionali a livello nazionale, regionale e locale per aprire i tavoli di lavoro sui business plan e le relative ricadute occupazionali. Ora si attende solo il parere definivo da parte dei commissari responsabili dell'amministrazione straordinaria della Blutec. 

Gli obiettivi. "Il modello industriale che vogliamo realizzare a Termini Imerese - spiega Giancarlo Longhi, presidente di Smart City Group - è un progetto innovativo e inedito per il nostro Paese, che mira ad un duraturo sviluppo, capace di affrontare con successo qualunque crisi del mercato. positivo che il numero dei progetti e delle imprese che aderiscono al distretto S.U.D. continui ad aumentare, va però ricordato che il tempo stringe". I progetti dell'ecodistretto sono principalmente di tipo ambientale e tecnologico. Al green fanno riferimento quelli incentrati sui cicli delle materie prime seconde, sul recupero energetico da gas tecnici, sul trattamento e pulizia delle acque e il progetto per l'agricoltura sostenibile. All'innovazione guardano i progetti per la produzione di materiali hi-tech (grafene, batterie al litio), la mobilità elettrica, la produzione elettrica da fonti rinnovabili, l'intelligenza artificiale e la ricerca scientifica applicata. Tra le aziende figurano startup, atenei e società tra cui The Graphene Company, Danisi Engineering, SGR Biomethane , EcoEnergy, Sicilgrassi, Elettra Investimenti, Sistem-Evo, Sis.Ter.Pomos e il consorzio interuniversitario Nitel.

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Abi Research - Telematica, Geotab e Verizon ai vertici del settore

4 Ruote - Set 24,2020

Sono Geotab (al vertice per il secondo anno consecutivo) e Verizon (seconda nella classifica assoluta e prima per linnovazione) le società di telematica che guidano la classifica Commercial Telematics Competitive Ranking, compilata dalla società di consulenza sul mercato tecnologico globale ABI Research: l'analisi ha coinvolto 11 provider globali, ovvero Arvento, Geotab, Gurtam, G7, MiX Telematics, Omnitracs, Teletrac Navman, Trimble, Webfleet Solutions (ex TomTom Telematics), Verizon e Zonar.

Numeri e vantaggi. Maggior sicurezza, risparmi sui costi e una migliore operatività della flotta, grazie anche alla manutenzione predittiva, con in più la capacità di gestire le nuove flotte elettrificate: sono questi, secondo ABI, i vantaggi della telematica applicata ai parchi auto aziendali, settore in grande crescita negli ultimi anni. Tornando alla classifica, per Geotab ABI certifica i 2,1 milioni di apparati installati a livello globale, ponendo così la società canadese ai vertici del settore, grazie anche alle diverse collaborazioni avviate con le Case costruttrici. Verizon è invece al primo posto per linnovazione, grazie alla recente soluzione video integrata che sfrutta l'intelligenza artificiale e il machine learning per classificare gli incidenti e analizzare le valutazioni degli utenti, in modo da aumentare la precisione. La multinazionale belga Trimble, la quale ha una piccola presenza italiana a Vimercate, si è classificata al terzo posto assoluto con soluzioni ad ampio spettro e una significativa quota di mercato. Seguono Omnitracs, Zonar e MiX.  "L'industria della telematica vede un ulteriore consolidamento e la necessità di importanti investimenti per finanziare lo sviluppo tecnologico", spiega Susan Beardslee, Principal Analyst di ABI Research. "I fornitori che contano almeno due milioni di abbonati e sono due e ben cinque sono quelli  con almeno un milione". Secondo l'analista, gli ultimi mesi e il periodo di lockdown in particolare hanno dimostrato quanto la telematica sia fondamentale per la gestione delle flotte e la loro corretta operatività.

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Alex Zanardi - "Progressi significativi, ma il quadro generale resta complesso"

4 Ruote - Set 24,2020

L'ospedale San Raffaele di Milano ha comunicato gli ultimi aggiornamenti sulle condizioni di Alex Zanardi dopo il grave incidente dello scorso giugno: il campione paralimpico, trasferito nella struttura il 24 luglio, verrà sottoposto nelle prossime settimane a un nuovo intervento chirurgico. Nel frattempo, i medici hanno registrato dei "progressi significativi" nelle sedute di riabilitazione cognitiva e motoria alle quali Zanardi è stato sottoposto, anche se persiste un quadro generale "complesso". 

Il percorso chirurgico. Nella nota ufficiale, l'ospedale spiega che Zanardi "sta affrontando un percorso di cure sub-intensive, predisposto da una équipe multidisciplinare coordinata dai professori Luigi Beretta (direttore della Neurorianimazione), Mario Bussi (direttore dell'Otorinolaringoiatria), Sandro Iannaccone (responsabile della Neuroriabilitazione) e Pietro Mortini (direttore della Neurochirurgia). Contemporaneamente, è iniziato un ulteriore percorso chirurgico volto alla ricostruzione cranio-facciale. Un primo intervento è già stato eseguito con successo, alcuni giorni fa, dal professor Mario Bussi ed è già in programmazione, per le prossime settimane, una seconda operazione che sarà eseguita dal professor Pietro Mortini".

Piccoli progressi. Come accennato, in questi giorni l'ex pilota è stato "sottoposto a sedute di riabilitazione cognitiva e motoria, con somministrazione di stimoli visivi e acustici, ai quali il paziente risponde con transitori e iniziali segni di interazione con l'ambiente. A fronte di questi progressi significativi", spiega il San Raffaele, "i medici ribadiscono il permanere di un quadro clinico generale complesso, sulla cui prognosi è assolutamente prematuro sbilanciarsi".

L'incidente. Il 19 giugno, Alex Zanardi si è scontrato con un camion mentre prendeva parte a una tappa della staffetta Obiettivo Tricolore. Lincidente è avvenuto lungo la statale 146 a Pienza, vicino a Siena: latleta avrebbe perso il controllo della propria handbike, invadendo la corsia in cui viaggiava il mezzo pesante. Dopo il tempestivo ricovero al Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena, l'ex pilota è stato trasferito prima presso la clinica specialistica Villa Beretta di Costa Masnaga (Lecco), dove avrebbe dovuto intraprendere un percorso di riabilitazione dedicato, quindi al San Raffaele.

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Dieselgate - Martin Winterkorn è accusato anche di manipolazione dei mercati

4 Ruote - Set 24,2020

L'ex presidente del consiglio di amministrazione del gruppo Volkswagen, Martin Winterkorn, dovrà rispondere a un nuovo capo d'imputazione nell'ambito del processo sul dieselgate in Germania. Il tribunale di Braunschweig ha, infatti, avviato un procedimento contro l'ex numero uno del costruttore tedesco per manipolazione dei mercati.

Non ha avvisato gli investitori. Winterkorn dovrà difendersi anche dalle accuse di frode commerciale organizzata e altri capi d'imputazione precedentemente formulati. Secondo i pubblici ministeri, insieme ad altri dirigenti della Volkswagen, l'ex presidente avrebbe avallato l'utilizzo dei defeat device illegali su alcune vetture diesel del gruppo senza informare gli investitori della portata della frode sulle emissioni, per la quale la Casa automobilistica ha pagato più di 30 miliardi di euro in penali. Il tribunale sta valutando se la Volkswagen avesse il dovere di informare in anticipo gli investitori sull'entità delle potenziali multe. La Casa, dal canto suo, ha obiettato che l'ammontare delle sanzioni non era prevedibile.

 

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Motorsport - Ecco la nuova Opel Corsa Rally4

4 Ruote - Set 24,2020

Cresce bene la nuova Opel Corsa Rally4, progettata da Opel Motorsport per i suoi clienti rally: prenderà il posto della Adam R2 che in questi anni ha conquistato in totale 220 vittorie di classe, 530 podi e 32 titoli nei vari campionati nazionali, oltre che quattro titoli europei junior tra il 2015 e il 2018.

Caratteristiche tecniche. La nuova Corsa Rally4, comè facile intuire dal nome, è stata progettata proprio per competere nella categoria Rally4 che andrà a sostituire la classe R2. equipaggiata da un efficiente motore a benzina 1.2 litri a tre cilindri, turbocompresso, basato sul propulsore di serie. Nella versione rally, però, è dotato di una centralina ECU Magneti Marelli che contribuisce a produrre una potenza massima di 208 cavalli e una coppia massima di 290 Nm. La vettura è a trazione anteriore ed è dotata di un differenziale a slittamento limitato, regolabile a tre vie, oltre che un cambio sequenziale a cinque rapporti.

Il commento del pilota. In queste ultime settimane, il test team ha potuto condurre oltre mille chilometri di test su sterrato e asfalto, in condizioni mutevoli, che si aggiungono a quelli effettuati nei mesi scorsi. Tra i collaudatori, anche Marijan Gabriel, che si è detto notevolmente colpito da questa nuova vettura: "La Opel Corsa Rally4 è molto facile da guidare e reagisce bene ai cambiamenti di configurazione. Ho avuto subito fiducia nella vettura. Grazie al passo più lungo è più stabile nelle curve veloci rispetto alla ADAM R2 e tuttavia molto agile. Il motore turbo è fantastico e si sente molto la potenza, soprattutto in salita. Grazie alla maggiore coppia e alla più ampia gamma di giri disponibili, il pilota deve effettuare meno cambi marcia rispetto a una versione comparabile ma non turbo. Anche la trazione è molto buona. Complessivamente, la Opel Corsa Rally4 è una vettura da rally capace e veloce. I test drive sono stati molto produttivi e mi sono divertito molto." Lomologazione è prevista per il prossimo primo dicembre e, poco dopo, si apriranno ufficialmente gli ordini.

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Peugeot 508 - Al volante della versione Peugeot Sport Engineered

4 Ruote - Set 24,2020

Prestazioni elevate, piacere di guida e divertimento, uniti allattenzione per i consumi e per le emissioni inquinanti: è questa la mission del nuovo reparto sportivo del Leone, che cambia nome e diventa Peugeot Sport Engineered. Una premessa doverosa per inquadrare la versione più pepata della 508, il primo modello della Casa francese a beneficiare del lavoro della nuova divisione, sia sulla variante berlina sia sulla wagon. 

Si ricarica alla spina. La 508 Peugeot Sport Engineered sfrutta la tecnologia plug-in hybrid per mettere in campo un totale di 360 cavalli e ben 520 Nm di coppia. Numeri da sportiva, che le permettono di arrivare da 0 a 100 km/h in appena 5,2 secondi e, dove possibile, di accarezzare i 250 orari, emettendo appena 46 grammi di CO2 per chilometro. Risultati, questi, conseguiti grazie alla batteria agli ioni di litio da 11,8 kWh che alimenta due motori elettrici, posizionati sui due assi. Alloccorrenza è una 4x4 che, volendo, può marciare a zero emissioni per 42 chilometri e sino a 135 orari, prima di risvegliare, per proseguire la marcia, il 1.6 turbo benzina da 200 cavalli che è dentro il cofano.

La riconosci per il giallo. Che non sia la solita 508 te ne accorgi subito, perché è più larga di 24 mm davanti, ma lo è anche dietro (di 12 mm) ed è più vicina al suolo di ulteriori 4 mm rispetto allo standard. Tuttavia, rimane sobria e poco appariscente. Fatta eccezione per quei dettagli in giallo fluo (che la Peugeot chiama Kryptonite Yellow), identificativi del reparto sportivo. Piacciano o meno, non si possono eliminare. Decisamente più appaganti i nuovi cerchi che, per la prima volta sulla 508, toccano i 20 pollici di diametro con pneumatici ultraribassati misura 245/35. Nuovi anche i freni, ma solo quelli anteriori, con generosi dischi dalla campana in alluminio e pinza a sei pistoncini, ovviamente gialla. Di alto livello la dotazione di serie che, di fatto, la pone ai vertici della gamma 508.

Tra le curve diverte. Laumento delle prestazioni ha richiesto un attento studio di ricalibrazione delle sospensioni (a controllo elettronico), dello sterzo e dei sistemi elettronici, Esp in primis. La 508 Peugeot Sport Engineered punta tutto sul piacere di guida, ma lo fa a modo suo, mixando la sportività alla comodità di interni ben fatti, lussuosi e moderni. ll volante piccolo dellormai noto i-Cockpit di seconda generazione gioca un ruolo fondamentale nella ricerca del piacere di guida: diretto e progressivo, necessita di poco angolo tra le curve. Il muso mira il punto di corda e in un attimo ci si trova a guardare il tornante successivo. Non è leggera, siamo vicinissimi alle due tonnellate di peso, ma sfoggia unagilità invidiabile e lassetto, sostenuto e ben tarato, concede poco rollio: si può alzare il ritmo nel misto, assecondando la potenza del sistema plug-in. Anche perché i motori elettrici sui due assi, di fatto, realizzano un torque vectoring preciso e puntuale, che aiuta a scaricare a terra tutta la potenza nel migliore dei modi.

Confortevole in viaggio. Il cambio automatico a 8 rapporti con paddle al volante si comporta bene anche se chiamato in causa senza troppi complimenti: è svelto e reagisce prontamente ai desideri del guidatore. Insomma, questa 508 è una gran turismo, ama le curve ma anche i lunghi trasferimenti autostradali, durante i quali ripaga con un confort di alto livello. Una sportiva vellutata, capace di consumare, secondo quanto dichiarato dalla Casa, poco più di due litri ogni 100 km (partendo con le batterie cariche). Ancora sconosciuto il prezzo di listino. Confermata, invece, la data di lancio: febbraio 2021.

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Jeep - In arrivo una serie speciale per gli 80 anni del marchio

4 Ruote - Set 24,2020

Nel 2021 il marchio Jeep compirà 80 anni. Per celebrare tale traguardo, la Casa ha annunciato una serie di eventi che, a partire dal prossimo gennaio, si protrarranno per tutta la durata dellanno solare, accompagnati dal lancio delle versioni 80th Anniversary della propria gamma modelli.

Prime informazioni sullallestimento. I modelli della serie speciale si caratterizzeranno per alcuni elementi esclusivi che riguarderanno sia gli esterni sia gli interni, come i sedili, i cerchi e gli speciali badge celebrativi. Le vetture saranno inoltre dotate delle principali tecnologie e sistemi di sicurezza di ultima generazione lanciati dalla Casa, nonché disponibili anche con il recente sistema ibrido plug-in 4xe.

Date diverse. Le serie 80th Anniversary disponibili nella regione Emea arriveranno negli showroom tra la fine del 2020 e linizio del nuovo anno, con le date di introduzione che potrebbero variare a seconda dei singoli mercati. Negli Usa, invece, il lancio è previsto già nel corso del quarto trimestre di questanno, anche se la Jeep ha dichiarato che tali modelli potrebbero presentare caratteristiche diverse rispetto a quelli destinati a Europa, Medio Oriente e Africa.

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Auto elettriche - Motori, batterie, ricarica: ecco cosa cè da sapere

4 Ruote - Set 24,2020

Ne parlano tutti e le loro vendite sono in forte crescita, nonostante lemergenza coronavirus. Per molti, le auto elettriche rappresentano il futuro, sebbene siano ancora lontane dalla diffusione delle tradizionali vetture a motore termico: in Italia, per esempio, hanno rappresentato l1,6% del mercato nei primi otto mesi del 2020, ma con un incremento del 108,3% rispetto allo stesso periodo del 2019 (dati Unrae). Nei prossimi paragrafi ripercorreremo un po di storia delle emissioni zero, spiegheremo come sono fatte e le caratteristiche delle loro batterie, oltre alle modalità di ricarica, ai connettori e ai prezzi.

Nata nellOttocento. Sembra unidea recente, eppure quella dellauto elettrica è una storia decisamente lunga. Basti pensare che tra le vetture che hanno finora fatto parte della Collezione Quattroruote cè persino una curiosa Ohio M del 1912 (video) con carrozzeria di alluminio e parafanghi di cuoio; e, soprattutto, con un motore a emissioni zero sviluppato dalla General Electric. Del resto, i primi veicoli alimentati a batteria vengono addirittura collocati nella prima metà del XIX secolo: già nel 1828, lungherese nyos Jedlik costruì unauto in scala mossa da ununità elettrica da lui progettata. La prima carrozza con tale propulsore, del tutto spoglia, risale invece al decennio successivo ed è opera dello scozzese Robert Anderson. Non solo: nel 1899, la celebre Jamais Contente a forma di siluro (una copia in dimensioni reali è esposta al Museo dellAuto di Torino), è stata la prima automobile a superare la soglia dei 100 km/h.

Poco successo. Allepoca, gli ordini di questo tipo di alimentazione erano persino superiori a quello delle auto con motore a combustione interna, prima che questultime si imponessero sul mercato qualche anno dopo. Da allora e fino alla fine del secolo scorso, le apparizioni significative di auto elettriche sono state sporadiche, se non con qualche flop negli anni 90, in Europa e oltreoceano (come la GM EV1, nella foto qui sopra). Nel nuovo millennio, tuttavia, batterie più efficienti e normative antinquinamento sempre più severe, ma anche prezzi di listino più bassi, incentivi allacquisto e una generale presa di coscienza ecologista, hanno invertito la rotta.         

Lelettrica oggi. Ma comè fatta unauto a emissioni zero? Rispetto alle auto tradizionali a motore termico, unelettrica è costituita da un minor numero di componenti e, pertanto, ha una struttura abbastanza semplice. Cuore pulsante del veicolo è il powertrain in cui lo statore, ovvero la parte fissa del meccanismo costituita da conduttori di rame isolati collocati attorno a un elemento ferromagnetico, deve creare un campo magnetico rotante. Il movimento di questultimo è seguito dal rotore (nella tipologia più comune dotato di magneti permanenti) che, tramite un riduttore, il differenziale e i semiassi, eroga potenza meccanica trasmessa alle ruote del veicolo.

Piccoli ingombri. Semplice, ma anche piccolo: il motore elettrico è ben più compatto di quello a combustione interna, a tutto vantaggio dellabitabilità se la vettura viene progettata per ospitare esclusivamente delle unità elettriche (diversi modelli, come sappiamo, affiancano alle versioni a emissioni zero quelle a motore termico). Se poi è necessaria una maggiore potenza, i motori possono essere più di uno: per esempio, quando viene installata ununità per ogni asse, ottenendo peraltro la trazione integrale. Ma i propulsori a emissioni zero possono essere persino più di due, come accade con la Lotus Evija, che ne adotta quattro, uno per ogni ruota, per oltre 2.000 CV. A tal proposito, molti avranno notato cifre iperboliche quando si parla della potenza di alcune elettriche: in realtà, il riferimento è spesso al valore di picco e non a quello domologazione, di norma ben inferiore. Se la prima è quella istantanea, ossia il picco raggiungibile dal veicolo in un breve lasso di tempo, la potenza che risulta sul libretto di circolazione è invece erogata in media nellarco di 30 minuti, secondo la normativa ECE R85. Per fare un esempio, la Jaguar I-Pace può erogare fino a 400 CV, ma quelli omologati sono 234.  

Batterie essenziali. Il motore rappresenta sempre il cuore della vettura elettrica, ma è la batteria la sua parte fondamentale: tale componente rappresenta il serbatoio denergia dellauto a emissioni zero, ma è ben più pesante e costoso di quelli dei normali combustibili; peraltro, rispetto a questi ultimi, i tempi per il rifornimento sono ancora piuttosto lunghi, nonostante gli importanti (e continui) progressi tecnologici. Comè noto, le batterie sono basate sul principio della pila elettrochimica: gli elettroni vengono scambiati tra due elementi, detti anodo e catodo, mentre un terzo elemento, detto elettrolito, assume la funzione di tramite ed è di norma allo stato liquido (è il caso delle batterie necessarie allavviamento delle vetture tradizionali) o gelificato. Negli ultimi anni si stanno studiando accumulatori alternativi, come quelli con elettroliti allo stato solido o gli ultracondensatori, che non richiedono reazioni chimiche per immagazzinare energia, promettendo tempi di ricarica molto rapidi. Del resto, superata la scarsa autonomia delle vecchie batterie al piombo, la sfida di oggi è ridurre drasticamente i tempi per un pieno. Non va dimenticato che la densità di energia degli accumulatori al litio è assai più ridotta di quella dei combustibili: per dare un ordine di grandezza, tenendo anche conto del diverso rendimento dei motori (circa il 90% quello degli elettrici, contro il 30% di quelli a combustione), servono circa 30 kg di batterie per ottenere lo stesso lavoro offerto da un kg di benzina.

La ricarica domestica. Nelle elettriche, i sistemi di recupero di energia in fase di rallentamento influiscono positivamente sullautonomia residua del veicolo, incrementandola fino al 30% nei migliori dei casi. Nonostante ciò, la ricarica esterna rimane, ovviamente, la principale fonte di approvvigionamento dellenergia, con tempi e costi diversi a seconda della modalità adottata. Quella più lenta (ma economica) avviene da casa avvalendosi di un cavo di collegamento dotato di control box, da collegare a una presa domestica a 230 Volt: la quantità di energia erogata è modesta, limitata per legge con corrente a 10 Ampere e, quindi, potenza di 2,3 kW. Con tale modalità, una batteria da 40 kWh può richiedere più di 17 ore per un pieno. Per questo, se le ricariche dalla propria abitazione sono frequenti, è consigliabile ladozione di una wallbox, più rapida e più sicura grazie alladozione al suo interno di dispositivi di controllo (come la JuiceBox di Enel X, che ha appena vinto il Compasso dOro 2020 per il suo design): alla wallbox, lauto viene collegata mediante un connettore dedicato a sette poli. Va ricordato, inoltre, che le infrastrutture per le ricariche domestiche o condominiali godono di una detrazione del 50% delle spese sostenute per lacquisto e la posa in opera, che sale al 110% se questultime sono effettuate congiuntamente con gli interventi previsti dallart. 119, comma 1, del decreto Rilancio (isolamento termico e sostituzione degli impianti di riscaldamento).   

La ricarica fuori casa. Lo stesso connettore a sette poli, di Tipo 2 e comunemente denominato Mennekes, viene utilizzato anche con la maggior parte delle colonnine pubbliche e permette dinviare allauto fino a 43 kW, sempre che lauto sia in grado di accettarli. Infatti, il caricatore interno del veicolo, che converte la corrente alternata in continua, ha una capacità ridotta, in genere variabile tra 3,6 e 11 kW. Con il più comune caricatore da 7,4 kW, la ricarica di un accumulatore da 40 kWh comporterà una sosta di circa 5 ore e mezza. Collegandosi invece alle colonnine fast (come quelle Enel X, le Ionity o le Tesla Supercharger), che erogano corrente continua, si bypassa il caricatore di bordo dellauto e si può così ripristinare la batteria con potenze variabili tra 50 e 150 kW (e addirittura 270 kW nel caso della Porsche Taycan): in tal modo, la sosta per il ripristino di 100 km di autonomia può richiedere dai 5 ai 30 minuti. Ovviamente, in questi casi è necessario che lelettrica disponga di un connettore in grado di supportare la ricarica fast (CCS Combo 2 e, nel caso delle giapponesi, CHadeMO).

I prezzi. Per molti, il listino è sempre stato il vero tasto dolente delle elettriche.  Ma è ancora così? I prezzi, in realtà, sono in discesa: con il generoso ecobonus, la nuova Renault Twingo Electric scende a un minimo di 16.450 euro e addirittura a 12.450 in caso di rottamazione, mentre la Skoda Citigo EV può essere portata a casa rispettivamente con un esborso di 16.300 e 12.300 euro. A queste cifre, i modelli più economici diventano decisamente più accessibili. E non va dimenticato che i costi di esercizio sono assai ridotti rispetto a quelli di una vettura convenzionale.

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Lynk&Co - Il prototipo elettrico Zero debutterà al Salone di Pechino

4 Ruote - Set 24,2020

La Lynk&Co presenterà al Salone di Pechino la concept Zero, una vettura che andrà ad anticipare il primo modello full electric del giovane marchio della cinese Geely, atteso nel corso del 2021. Per raggiungere questo obiettivo, il brand, fino a oggi impegnato sulla tecnologia ibrida, sfrutterà le sinergie del gruppo per arrivare sul mercato con un prodotto sulla carta appetibile anche per l'Europa. 

Debutta la piattaforma Sea. Il design è in linea con quello degli altri modelli Lynk&Co. Il frontale riprende infatti il particolare taglio dei gruppi ottici su due livelli e le proporzioni della 03 Sedan, mentre la coda da hatchback si presenta molto allungata, con il lunotto fortemente inclinato. La piattaforma scelta è la nuova Sustainable Experience Architecture (Sea), che darà vita anche ai futuri modelli elettrici Geely e Volvo, senza parentele con quelli attualmente in commercio: la Polestar 2 è infatti basata sull'attuale Cma e non può quindi essere presa come metro di paragone.

Stile unico, interni minimalisti. Il design è influenzato dalla natura del powertrain e, per questo, possiamo trovare degli elementi mai visti sulle Lynk&Co attuali, come il frontale chiuso e le maniglie delle portiere a scomparsa. Gli interni prendono le distanze da tutti gli altri modelli del marchio proponendo un approccio minimalista: l'ampio display dell'infotainment ha le dimensioni di un tablet, mentre, dalle prime immagini pubblicate, non è ancora chiaro se sia presente un secondo schermo per il guidatore. La console centrale è inclinata verso il posto guida e ospita un numero molto limitato di comandi. Non mancano, inoltre, delle novità dal punto di vista dei servizi, con l'introduzione degli aggiornamenti over-the-air dei sistemi di bordo e dell'assistente virtuale con cui dialogare durante il viaggio.

700 km di autonomia. La concept Zero promette un'autonomia di 700 km (nel più permissivo ciclo Nedc) e un tempo inferiore ai quattro secondi per passare da 0 a 100 km/h. Per il momento, tuttavia, i dettagli sul powertrain e sulle batterie non sono ancora noti. L'adozione della nuova piattaforma potrebbe infatti coincidere con un cambio generazionale degli accumulatori.

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Tesla - Un'interruzione della rete blocca le app dei clienti

4 Ruote - Set 24,2020

Dai riflettori del Battery Day al tonfo in Borsa nel giro di qualche ora. Per la Tesla, il seguito dell'evento in cui sono stati annunciati un nuovo modello dingresso gamma da 25 mila dollari e una nuova generazione di batterie è stato un giorno da dimenticare. A partire allincirca dalle 17 di ieri, mercoledì 23 settembre, le piattaforme digitali e lapp della Casa californiana hanno infatti subito uninterruzione di rete che ha impedito di processare gli ordini delle vetture, bloccato il customer service, ma soprattutto lasciato i clienti senza la possibilità di connettersi via app alla propria auto. Questa "tempesta perfetta", combinata alla delusione degli investitori dopo le recenti comunicazioni di Elon Musk, ha fatto calare le azioni in Borsa del costruttore di Palo Alto del 10,3%.

Un caos generale. Il blackout tecnologico è stato segnalato da diversi utenti in tutto il mondo, in particolare via Twitter nel tentativo di attirare immediatamente lattenzione di Musk, a partire dal tardo pomeriggio di ieri. I possessori di Tesla non hanno potuto così utilizzare, per qualche ora, i servizi da remoto forniti dallapp della Casa, che consente anche di aprire e chiudere la vettura. Il "down" del network ha inoltre colpito i possessori dei pannelli Tesla Solar Roof e della batteria domestica Powerwall, non più in grado di monitorare i loro sistemi. Chi si collegava al sito, invece, veniva reindirizzato a una pagina di errore. La connettività delle app sembra sia stata ripristinata nel giro di qualche ora, ma nella serata di ieri la situazione non era ancora tornata del tutto alla normalità.

Il 2022 è troppo lontano per la Borsa. La vicenda ha avuto ricadute anche sul fronte borsistico, dove le azioni della Tesla hanno perso il 10,3%, chiudendo a 380,36 dollari. In questo caso, però, a pesare è stata soprattutto la delusione dei mercati allindomani del Battery Day. Gli investitori, infatti, si aspettavano tempi più brevi per lintroduzione sul mercato delle nuove batterie (prevista nel 2022), della Tesla "base": più in generale, auspicavano informazioni più dettagliate sui piani relativi ai futuri prodotti. Alcuni analisti hanno anche sottolineato come il lancio di una Tesla da 25 mila dollari non prima dei prossimi tre anni possa comportare dei rischi, alla luce della concorrenza che si potrebbe nel frattempo creare allinterno del segmento, alimentata principalmente dalla Volkswagen.  

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California - Dal 2035 stop alla vendita di nuovi veicoli endotermici

4 Ruote - Set 24,2020

La California ha deciso di vietare la vendita di veicoli nuovi ad alimentazione tradizionale a partire dal 2035. Lo stop è stato stabilito dal governatore Gavin Newsom con un ordine esecutivo che replica quanto già annunciato da altri Paesi in tutto il mondo: anche il Regno Unito ha scelto il 2035 come ultimo anno per la commercializzazione di auto a benzina o diesel ma analoghi, e in alcuni casi ancor più stingenti, divieti sono stati annunciati dalla Norvegia, dalla Francia, dallOlanda, dalla Germania o da Singapore

Solo emissioni zero. L'ordine stabilisce che dal 2035 potranno essere commercializzate solo auto a zero emissioni nel Golden State, dove, a detta del governatore, i trasporti sono responsabili del 50% delle emissioni di gas serra. Newsom ha spiegato che il divieto rappresenta "il passo più efficace che il nostro stato può compiere per combattere il cambiamento climatico. Per troppi decenni, abbiamo permesso alle auto di inquinare l'aria che i nostri figli e le nostre famiglie respirano. Le auto non dovrebbero sciogliere i ghiacciai o alzare il livello dei mari minacciando le nostre adorate spiagge e coste". Del resto, la California si trova attualmente ad affrontare una situazione drammatica, con frequenti e disastrosi incendi che hanno spinto il primo cittadino a sottolineare la necessità di accelerare gli sforzi per ridurre le emissioni e contrastare il fenomeno dei cambiamenti climatici: "I nostri obiettivi sono inadeguati alla realtà che stiamo vivendo in tutti i sensi", ha affermato pochi giorni fa nel corso dell'ispezione di una grande area boschiva colpita dagli incendi che stanno imperversando da settimane sul territorio californiano. 

Il peso della California. La California è il maggior mercato automobilistico degli Stati Uniti, con circa l'11% delle vendite nazionali, ed è, da ormai diversi decenni, in prima fila nella lotta ai cambiamenti climatici: per questo è diventata un esempio da seguire per gli altri Stati americani nella definizione di normative e obiettivi ambientali. Ora, secondo quanto annunciato dal governatore, toccherà al California Air Resources Board (CARB) sviluppare regolamenti che impongano che entro il 2035 il 100% delle vendite all'interno dello Stato riguardino auto e veicoli commerciali leggeri a emissioni zero e consentano, così, di ridurre le emissioni di gas serra del 35%. La stessa sorte toccherà ai camion a partire dal 2045, mentre non sarà impedito il possesso di veicoli tradizionali o la loro vendita sul mercato dell'usato. Ovviamente, lannuncio di Newsom ha suscitato le critiche dell'amministrazione Trump, già alle prese con una battaglia legale con la California per la questione delle normative sulle emissioni inquinanti. "Si tratta di un altro esempio di quanto sia diventata estrema la sinistra", ha affermato il portavoce della Casa Bianca, Judd Deere. "Vogliono che il governo stabilisca ogni aspetto della vita di ogni americano, e la misura in cui andranno a distruggere posti di lavoro e aumentare i costi per i consumatori è allarmante. Il presidente Trump non lo sopporterà". Anche dal settore automobilistico sono arrivate critiche, nonché timori per gli effetti dellordine del governatore californiano, ma anche espressioni di sostegno. "Siamo d'accordo con il governatore Newsom sul fatto che è ora di intraprendere un'azione urgente per affrontare il cambiamento climatico", hanno affermato dalla Ford. "Il progresso richiede partnership pubblico-privato, infrastrutture intelligenti e risorse chiave che incoraggino i consumatori a investire in prodotti elettrificati".

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Stati Uniti - Dazi sulla Cina: Tesla, Ford, Mercedes e Volvo fanno causa a Trump

4 Ruote - Set 24,2020

La Tesla apre un nuovo fronte giudiziario dopo le diverse cause intentate contro alcuni concorrenti per presunte violazioni di brevetti o proprietà intellettuali. La Casa guidata da Elon Musk ha citato in giudizio l'amministrazione Trump, il rappresentante per il commercio degli Stati Uniti, Robert Lighthizer, e il commissario ad interim delle dogane statunitensi, Mark Morgan, per i dazi imposti su alcune componenti importate dalla Cina in quanto considerati "arbitrari, capricciosi e un abuso di potere".

Risarcimento danni. La causa, depositata presso la Us Court of International Trade di New York, chiede che alcune specifiche sezioni dei nuovi regolamenti commerciali vengano dichiarate nulle e che la Casa Bianca provveda a risarcire la Tesla per i costi addizionali sostenuti con l'aumento delle spese doganali. In particolare, nel mirino del costruttore sono finite le Liste 3 e 4 degli allegati in cui vengono elencati i beni sottoposti a dazi e le relative tariffe: la Lista 3 include prodotti cinesi per un valore complessivo di 200 miliardi di dollari, che dal 2018 possono essere importati negli Stati Uniti solo dopo il pagamento di un dazio del 25%; la Lista 4, invece, interessa importazioni per 120 miliardi di dollari, soggette dal 2019 a una tariffa del 7,5%. 

Pochi dettagli. Entrambi gli elenchi contengono centinaia di articoli di vario genere, dalle materie prime alle componenti elettroniche. Nella causa non viene specificato quali prodotti sono stati acquistati dalla Tesla dopo il pagamento delle tariffe commerciali, né tantomeno l'ammontare esatto dell'esborso legato alle procedure di sdoganamento. "L'imposizione dei dazi della Lista 3 e della Lista 4 da parte del Rappresentante per il commercio degli Stati Uniti è stata arbitraria e capricciosa, perché l'Ufficio del Rappresentante non ha dato opportunità significative per fornire un parere, non ha preso in considerazione fattori rilevanti nel definire la sua decisione e non è riuscito a tracciare una connessione razionale tra i fatti accertati e le scelte compiute", hanno affermato i legali della Tesla nella documentazione depositata alla corte internazionale per il commercio di New York. 

Le deroghe. I nuovi regolamenti commerciali statunitensi, frutto dell'aspra contesa portata avanti da Trump per riequilibrare gli scambi commerciali con la Cina, consentono alle imprese la possibilità di chiedere una deroga dall'imposizione dei dati su referenze commerciali specifiche. La Tesla ha, per esempio, chiesto nel 2019 di non pagare dazi su grafite artificiale, ossido di silicio e altri semilavorati saldati e ottenuto la deroga fino al termine dello scorso agosto. Al contrario, i funzionari del Rappresentante per il commercio hanno respinto le richieste per un'esenzione dal pagamento del dazio del 25% sui computer e gli schermi della Model 3: a loro avviso, si trattava di dispositivi dotati di tecnologie strategicamente importanti per i programmi di sicurezza nazionale cinese e, quindi, destinati a rappresentare una minaccia per gli Usa. La Tesla ha replicato sottolineando come le componenti interessate rappresentino il "cervello" del suo sistema di pilota automatico e quindi di essere impossibilitata a individuare dei validi prodotti sostitutivi. "L'aumento delle tariffe su queste particolari componenti causa un danno economico alla Tesla, attraverso un incremento dei costi e un impatto negativo sulla redditività", ha scritto il costruttore nella sua richiesta di deroga. "A causa della complessità del computer di bordo della Model 3 e delle stringenti tempistiche necessarie per sostenere la crescita esponenziale della Tesla, la società non è in grado di trovare un altro produttore che soddisfi i suoi requisiti.

Denunce anche da altre Case. Anche la Ford, la Mercedes e la Volvo hanno avviato distinte azioni legali contro l'amministrazione Trump per chiedere la fine immediata dell'imposizione dei dazi sulle importazioni cinesi. Secondo le denunce presentate, sempre presso il tribunale commerciale, le tariffe sono da considerarsi illegali, come tra laltro già deciso dall'lOrganizzazione mondiale del commercio, e pertanto da annullare, con il contestuale risarcimento danni. "Washington ha intrapreso una guerra commerciale senza precedenti, sproporzionata e senza limiti, che ha colpito le importazioni dalla Cina per un valore di oltre 500 miliardi di dollari", ha denunciato la Mercedes, aggiungendo che la legge americana non consente all'amministrazione Trump di condurre una guerra commerciale "illimitata", utilizzando qualsiasi mezzo" per raggiungere i suoi fini.

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Ford Puma ST - 200 CV per la Suv sportiva

4 Ruote - Set 24,2020

La Ford presenta la Puma ST, variante sportiva della Suv compatta che ha molto in comune con la Fiesta ST. Le due vetture condividono infatti lo stesso motore tre cilindri 1.5 Ecoboost da 200 CV e 320 Nm abbinato al cambio manuale sei marce e all'impianto di scarico con valvola attiva. Le informazioni relative a prezzi di listino, dotazioni e tempi di consegna non sono state ancora svelate.

200 CV sulla crossover. A fronte di un peso a secco di 1.358 kg, la Suv è capace di toccare i 220 km/h e di passare da 0 a 100 km/h in 6,7 secondi, mentre i dati preliminari dei consumi indicano una media Wltp di 6,9 l/100 km e 155 g/km di CO2. Oltre al propulsore, la Puma si evolve anche dal punto di vista della telaistica con cerchi da 19", pneumatici 225/40 Michelin Pilot Sport 4S, assetto ribassato, barre stabilizzatrici irrigidite, servosterzo più diretto del 25%, differenziale autobloccante meccanico (inedito nel segmento) abbinato al Torque Vectoring elettronico e impianto frenante con dischi anteriori da 325 mm e posteriori da 271 mm.

Quattro modalità di guida e persino il Launch Control. Al guidatore viene data la possibilità di scegliere tra le modalità di guida Normal, Sport e Track, alle quali si aggiunge l'inedita (per i modelli ST) Eco. In Track viene disabilitato il controllo di trazione, mentre l'Esc permette di far scivolare la vettura prima di intervenire. Il Performance Pack opzionale include anche il Launch Control che attiva modalità specifiche del controllo di trazione, dell'Esc e del Torque Steer Compensation, inoltre sono previste grafiche specifiche per la strumentazione digitale.

Aggressiva nella tinta speciale Mean Green. La Ford Puma ST è subito riconoscibile rispetto alle versioni ST Line grazie al lavoro svolto a livello aerodinamico dalla Ford Performance.  previsto infatti un nuovo splitter frontale che aumenta dell'80% la downforce sull'anteriore, inoltre è stato realizzato un nuovo spoiler sul portellone. Le griglie anteriori sono più grandi per migliorare il raffreddamento, mentre i cerchi di lega sono proposti nelle finiture Magnetite o metallo lucido. La carrozzeria è disponibile nelle tinte Agate Black, Desert Island Blue, Fantastic Red, Frozen White e Magnetic, alle quali si aggiunge la variante Mean Green non disponibile per le altre Puma. Il nero lucido caratterizza in tutte le varianti i particolari esterni, mentre all'interno sono previsti di serie i sedili Recaro rivestiti di tessuto Miko Dinamica, il volante con sezione inferiore piatta e i loghi ST su gran parte degli arredi.

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Dieselgate Volkswagen - Germania, sotto accusa altri otto dipendenti

4 Ruote - Set 23,2020

Altri otto dipendenti della Volkswagen sono finiti sotto accusa nellambito delle indagini sul dieselgate in Germania. I pubblici ministeri di Braunschweig li ritengono infatti reponsabili dei reati di frode, falsa certificazione e violazione della legge contro la concorrenza sleale. Alcuni di questi - hanno comunicato i pm - sarebbero responsabili anche di appropriazione indebita e di evasione fiscale.

Sapevano di favorire pratiche illegali. Secondo l'accusa, i dipendenti hanno partecipato a operazioni di manipolazione dei test sulle emissioni dei motori diesel tra il novembre del 2006 e il settembre del 2015. Nella fattispecie, avrebbero favorito, o quantomeno non impedito, linstallazione dei cosiddetti defeat device, i software in grado di alterare le emissioni dei propulsori a gasolio per favorirne lomologazione, pur sapendo di andare contro la legge. Allinizio dellanno, sei dirigenti della Volkswagen sono finiti nel mirino della procura di Braunschweig con le stesse accuse. Recentemente, i pm hanno anche ampliato i capi dimputazione nei confronti di Martin Winterkorn, ex numero uno del gruppo automobilistico tedesco, il quale sarà processato anche per frode organizzata.  

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Col numero di ottobre - A richiesta il dossier Q Prove Hybrid

4 Ruote - Set 23,2020

Sempre più modelli dispongono anche di una versione ibrida, mild, full o plug-in: destreggiarsi in questo nuovo mercato elettrificato, però, non è affatto semplice. Il dossier Q Prove Hybrid, disponibile a richiesta con Quattroruote di ottobre, fa il punto della situazione sugli ultimi modelli entrati in gamma con test, anticipazioni e analisi dettagliate: nelle 128 pagine del nostro speciale troverete tutte le novità che entreranno a listino nei prossimi mesi, approfondimenti e le Prove su strada di diversi modelli, come la Kia XCeed 1.6 GDI Phev, le Fiat Panda e 500, la Ford Puma, la Honda Jazz, la Lancia Ypsilon, la Mazda CX-30, la Mercedes-Benz Classe A, la Volkswagen Golf e le Toyota C-HR, Yaris e Prius. Per spiegarvi come ottenere il massimo da un'ibrida plug-in, siamo inoltre saliti a bordo di un'Audi A6 Avant 55 TFSI e. Il dossier Q Prove Hybrid, in edicola assieme al numero di ottobre a 2 euro in più, sarà disponibile anche in versione digitale a 1,99 euro per gli acquirenti della singola copia e a titolo gratuito per gli abbonati alla Digital Edition.

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Volkswagen ID.4 - Tolti i veli alla prima Suv elettrica del brand

4 Ruote - Set 23,2020

La tanto attesa ID.4, la prima Suv elettrica della Volkswagen, è pronta al debutto. La sorella maggiore della ID.3, con la quale condivide la piattaforma Meb, sarà disponibile in Germania a partire da 49.950 euro incentivi esclusi, ma in seguito sarà proposta sui principali mercati mondiali in diversi allestimenti e combinazioni di powertrain e batterie per offrire livelli di prezzo, dotazioni e prestazioni molto diverse tra di loro. Al momento del lancio gli unici allestimenti disponibili sono quelli a tiratura limitata denominati ID.4 1st (49.950 euro) e ID.4 1st Max (59.950 euro). La Volkswagen ha previsto una produzione totale di 27 mila esemplari di queste due varianti, a cui seguiranno i normali allestimenti di listino.

La Suv media si elettrizza. Con 4,58 metri di lunghezza e 2,77 metri di passo, la ID.4 entra in uno dei segmenti più combattuti del mercato aggiungendo il nuovo elemento della propulsione elettrica. Lo stile è completamente nuovo per il marchio e riprende i canoni della ID.3, ma aggiunge tocchi unici come i Led frontali che uniscono stilisticamente i gruppi ottici IQ.Light Matrix Led e la fascia posteriore Led con 30 elementi tridimensionali rende più personale anche la coda, dove si fa notare anche il grande spoiler sul lunotto. La fiancata mette in risalto i parafanghi molto bombati, la linea di cintura ascendente e i cerchi di lega da 20" o 21". Il Cx di 0,28 è particolarmente basso per questo tipo di carrozzeria e contribuisce all'efficienza del pacchetto. Il bagagliaio offre una capacità variabile da 543 a 1.575 litri. 

Quattro colori per cominciare. Per gli allestimenti di lancio sono previste solo quattro tinte esterne metallizzate (Blue Dusk, Glacier White, Honey Yellow e Manganese Grey) e il pacchetto opzionale Style con finiture nere del tetto e delle calotte degli specchietti e argento dei montanti e delle sezioni inferiori dei paraurti. Anche le scelte cromatiche degli interni, rivestiti in gran parte di microfibra, sono specifiche per le varianti a tiratura limitata.

Solo display per gli interni. Gli interni offrono grande spazio per i cinque passeggeri grazie al pianale completamente piatto e al passo lungo. Il tetto panoramico contribuisce alla sensazione di ariosità dell'insieme, mentre il design minimalista della plancia è stato creato concentrando nel display centrale, che in base agli allestimenti misura 10" o 12". L'infotainment include la navigazione satellitare, l'App Connect, i servizi We Connect Start per la gestione della ricarica e l'assistente virtuale richiamabile tramite il comando vocale "Hello ID", ma la vettura comunica con il pilota anche tramite la striscia luminosa IQ.Light alla base del parabrezza e con la realtà aumentata dell'head-up display.

Adas di livello 2. Il pacchetto di Adas IQ.Drive include il Park Distance Control, il Lane Assist, l'Autonomous Emergency Braking Front, l'Adaptive Cruise Control con funzione Stop&Go e Speed Limiter, la navigazione predittiva e l'Eco Assistance, mentre la sola ID.4 1st Max offre anche il Travel Assist con Side Assist ed Emergency Assist.

204 CV e 520 km di autonomia per il modello di lancio. La ID.4 sarà inizialmente disponibile in un'unica variante del powertrain. Si tratta di quella da 204 CV e 310 Nm con motore singolo sull'asse posteriore: in questa configurazione la Suv può toccare i 100 km/h da fermo in 8,5 secondi con una punta massima autolimitata di 160 km/h. L'autonomia dichiarata nel ciclo Wltp è pari a 520 km grazie alle batterie da 77 kWh da 493 kg di peso totale: con colonnine rapide da 125 kW è possibile quindi recuperare circa 320 km di autonomia in 30 minuti, mentre la Wallbox ID.Charge è possibile sfruttare la rete a 11 kW. Nel corso del 2021 la Volkswagen introdurrà una variante più potente dotata di trazione integrale: è molto probabile che la gamma possa in futuro articolarsi in maniera simile a quella della sorella Skoda Enyaq.

Le versioni 1st e 1st Max. Entrando nel dettaglio dei due allestimenti di lancio, la Volkswagen ha confermato che sulla ID.4 1st vengono proposti di serie i cerchi da 20", il pacchetto estetico Style, i vetri posteriori oscurati, i sedili anteriori e il volante riscaldabili, l'illuminazione interna a Led con 30 tinte selezionabili, la pedaliera di metallo personalizzata, la retrocamera, il climatizzatore automatico bi-zona con pompa di calore, l'infotainment con display da 10", il tetto panoramico e il pacchetto base di Adas. La ID.4 1st Max aggiunge i gruppi ottici Matrix Led anteriori e 3D Led posteriori, i cerchi da 21", le sospensioni elettroniche Dcc, le finiture bianche a contrasto degli interni, i sedili a regolazione elettrica, il climatizzatore tri-zona, il portellone posteriore elettrico, il pacchetto esteso di Adas, l'infontaiment con display da 12" e l'head-up display con realtà aumentata.

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Milano - Mobilità in sharing: sfida tra monopattini e bici

4 Ruote - Set 23,2020

In questo momento è boom di monopattini: ce ne sono ormai 6.000 a Milano, forniti da otto gestori diversi. un record in Europa, dove nelle principali città, da Parigi a Francoforte, dopo lesplosione iniziale, ne sono rimasti solo un paio a farsi concorrenza, pur con numeri più alti, visto che sotto la torre Eiffel sono 15.000. I monopattini sono anche sotto osservazione per diversi motivi, a partire dalla sicurezza, dal rischio caos sui marciapiedi, ma ovviamente anche per le opportunità che offrono, ovvero muoversi in centro senza usare i mezzi pubblici, in modo rapidissimo e non ultimo parecchio trendy. Senza rifare tutta la storia, dallo sbarco sperimentale nel 2018, al ritiro dopo i primi incidenti di percorso, fino al grande ritorno sponsorizzato dal Comune per risolvere i problemi di mobilità (e ovviamente creandone altri per gli automobilisti, a causa dei lavori per le piste ciclabili che hanno ridotto le carreggiate), vediamo quali sono i migliori, e se davvero la nuova mobilità è competitiva con le "vecchie" biciclette. Che, nel frattempo, si sono modernizzate con le versioni a pedalata assistita, ormai disponibili in buon numero nella città.

BikeMi imbattibile. Quanto alla convenienza, non cè storia: le bici del Comune di Milano, quelle negli stalli (4.650 "muscolari" e 1.150 elettriche) offrono le tariffe più abbordabili. Con 36 euro di iscrizione annuale (che scendono a 12 per gli under 27 con abbonamento Atm, praticamente tutti gli studenti milanesi), si può prendere una bici senza sborsare più un centesimo, utilizzandola ogni volta gratis per la prima mezzora, che è più che sufficiente per lo spostamento medio in città. Per le versioni a pedalata assistita, invece, oltre allo stesso abbonamento, si pagano 0,25 euro per mezzora (meno di 1 cent/minuto). Sparite dalla circolazione le Ofo, le uniche concorrenti delle bici "comunali" sono quelle di Movi by Mobike, le dueruote arancioni con trasmissione a cardano, per intenderci. Le versioni "muscolari" lasciate in free-floating sui marciapiedi sono 8 mila e costano un euro per 20 minuti (5 cent/minuto), ma diversi abbonamenti permettono di risparmiare: con 9,99 euro si possono usare un mese, con 24,99 tre mesi e con 79,99 un anno. Le versioni a pedalata assistita, o ebike, sono 500 in giro per la città (mille prossimamente) e costano 20 centesimi al minuto. Tariffa paragonabile a quella dei monopattini, che però hanno il balzello dello sblocco: tutti i gestori, infatti, richiedono 1 euro per far partire il noleggio. Quanto alla disponibilità e alla diffusione, gli stalli di BikeMi si stanno espandendo fino alle periferie, mentre le Mobike in free-float si trovano, geolocalizzandole con lapp del telefonino, fino ai confini urbani (spesso ammassate proprio al limite concesso, come capita di vedere per esempio tra Milano e Buccinasco, vicino a dove sorgerà il capolinea della MM4).

Monopattini, la nostra classifica. Se con la bici si può partire dai quartieri più esterni, per trovare un monopattino disponibile si deve invece superare la circonvallazione esterna, quella della linea filobus 90-91. I monopattini sono di otto tipi diversi (in realtà, Circ e Bird sono uguali) e si riconoscono dalle diverse colorazioni. Quanto alle differenze vere, in mancanza di prove su strada certificate come quelle che facciamo per le auto in pista, per ora dobbiamo accontentarci delle opinioni raccolte off-the-record dagli addetti ai lavori. Il modello più massiccio e stabile è quello giallo della Wind (ruote grosse, pedana larga e 30 kg di peso): sul pavé si avvantaggia delle sue caratteristiche, ma non è il solo. Al top delle recensioni si piazza anche il rosso/arancione mezzo della Dott, lunico con camere daria nelle ruote davanti e dietro, mentre per gli altri lo standard è la ruota piena, che assorbe molto meno le asperità. Gli argentati Bird (e quindi Circ) sono apprezzati per lassenza di vibrazioni, ma per quanto riguarda quella che potremmo chiamare erogazione, cè qualche parere contrastante: laccelerazione molto pronta lo rende un po più impegnativo di altri modelli. Tra gli ultimi arrivati, Voi (rosso/arancione) ha ricevuto qualche critica per la scarsa efficienza del freno, mentre Lime (nero/verde) risente delle ruote piccole, essendo un modello un po meno recente. Giudizi discreti per Bit (blu/nero) e Helbiz (che spicca per le ruote arancioni).

Circa tre euro a noleggio. La tariffa più bassa è dellitaliana Bit Mobility: un euro allo sblocco (con restituzione di 0,50 se si parcheggia in una zona Bit Point) e 0,15 al minuto. Leuro allo sblocco è una costante per tutti (come lo scatto alla risposta di una volta), mentre la tariffa sale a 0,19/minuto per Wind, Dott, Voi e Circ. Helbiz arrotonda a 0,20 e, infine, Bird e Lime costano 0,25 euro al minuto. Poi ci sono le offerte: abbonamenti settimanali, mensili o persino annuali con sblocchi illimitati, che convengono ai pendolari aficionados di un modello particolare (di fatto, servono a fidelizzare gli utenti, da parte dei gestori). In generale, comunque, un noleggio medio, di una decina di minuti, viene a costare circa 3-3,50 euro.

Pericolo costante. Infine, dopo la panoramica sulle tariffe, cè il capitolo assicurazione. Di fronte a incidenti in aumento, in alcuni casi anche gravi, dovuti spesso a comportamenti irregolari o vere e proprie infrazioni, è meglio sapere che le coperture sono poco chiare. I rischi per chi noleggia non mancano, e le assicurazioni cominciano a proporre polizze ad hoc. In teoria tutto chiaro: il monopattino elettrico può essere utilizzato dai 14 anni di età, con lobbligo del casco per i minorenni. Il Comune, consapevole dei rischi sulla strada, ha imposto alle compagnie polizze per lRC (massimale 6.070.000 euro) e copertura per lutilizzatore: in sostanza, le assicurazioni stipulate coprono anche gli infortuni di chi noleggia il monopattino, ma solo in caso di malfunzionamento, difetto o incidente con veicolo targato provato da un verbale dei vigili. Ma gli appelli al rispetto del Codice della Strada sembrano cadere nel vuoto, tanto che nella Settimana della mobilità 2020 le compagnie di sharing sono state coinvolte in un "tutoraggio" dei loro clienti, per insegnare leducazione stradale e il giusto uso del monopattino. Basta un giro in centro per rendersi conto del caos e dei pericoli della nuova mobilità "dolce", sia per le auto, sia per i pedoni. Mentre lassessore alla Mobilità del Comune, Massimo Granelli, canta vittoria per laumento del 400% di noleggi di monopattini rispetto a febbraio (appena prima del lockdown), con 7.600 noleggi al giorno, per 1,4 chilometri e 10 minuti medi di utilizzo, dalla Regione lassessore alla Sicurezza, Riccardo De Corato, dà tuttaltri numeri, piuttosto allarmanti: da giugno a settembre, nel solo capoluogo si sarebbero verificati 624 incidenti, di cui 342 cadute da bici, 172 investimenti di ciclisti e 110 sinistri in monopattino segnalati da Areu (che gestisce il 112). Per lex vicesindaco, la soluzione ci sarebbe: dotare bici e monopattini di targhe e introdurre il casco e lassicurazione obbligatori.

Meglio farsi una polizza. Per lassicurazione, visto anche che i noleggiatori, pur fornendo la cosiddetta RC, possono poi rivalersi sui conducenti nel caso in cui questi fossero ubriachi, non idonei o trasportassero altre persone o pacchi ingombranti, è consigliabile estendere la propria copertura, e soprattutto quella dei figli. Per i privati, le soluzioni non mancano: la polizza del capofamiglia, in primis, o l'estensione della propria assicurazione auto o moto, con poche decine di euro.

Bird in tribunale. Se gli incidenti in monopattino hanno già causato centinaia di uscite delle ambulanze, per fortuna i casi più gravi sono pochi. Alle cronache, negli ultimi mesi, sono balzati due quindicenni finiti contro un'auto, a Lainate e una 31enne che guidava il suo monopattino elettrico contromano in zona stazione Centrale, travolta da un camion e operata durgenza; pochi giorni fa, infine, un 34enne su un monopattino di proprietà (non noleggiato) è rimasto gravemente ferito dopo aver tamponato unutilitaria in un tunnel sotto la stazione Centrale. Ma il caso più eclatante risale a un anno fa: quello di una donna che stava attraversando la strada vicino alla basilica di Sant'Ambrogio e che fu investita da un 23enne che viaggiava contromano su un monopattino della Bird. Sotto inchiesta per lesioni colpose gravi (frattura del bacino) è finito anche il rappresentante legale della società di noleggio. Il caso, inoltre, è complicato perché allepoca (maggio 2019) la sperimentazione decisa da Palazzo Marino non era ancora ufficialmente partita e le prime società di "sharing" operavano di fatto senza permessi. La vicenda è arrivata in tribunale e la sentenza farà storia, anche perché si scoprirà se il mezzo elettrico era, almeno, coperto da assicurazione.

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FCA - Stop agli ammortizzatori sociali a Mirafiori e Grugliasco

4 Ruote - Set 23,2020

Il polo produttivo della Fiat Chrysler a Torino, composto dagli impianti di Mirafiori e Grugliasco, dice addio agli ammortizzatori sociali dopo oltre dieci anni durante i quali ha fatto frequente ricorso a strumenti come i contratti di solidarietà e la cassa integrazione. Il gruppo automobilistico ha, infatti, comunicato ai sindacati una notizia tanto attesa: grazie agli investimenti effettuati negli ultimi anni sul fronte dell'elettrificazione, a fine settembre, i due impianti cesseranno di utilizzare il contratto di solidarietà (almeno per tutto il 2020), con il conseguente rientro al lavoro di tutti i dipendenti del polo (oltre 4.200 effettivi).

Nuove assunzioni. Da Torino possono arriva anche un'altra buona notizia, ufficializzata sempre alle organizzazioni sindacali dai rappresentanti del cotruttore italo-americano: per far fronte alle necessità legate al lancio sia dei nuovi modelli elettrici (500 e Ducato) sia della Maserati, a partire dalla Ghibli Hybrid attualmente in fase di introduzione sul mercato, saranno assunti altri 20 apprendisti per profili specializzati (team leader, conduttore impianti automatici e manutentore) che andranno ad aggiungersi ai 50 già in fase di inserimento.  inoltre prevista l'assunzione di otto giovani ingegneri per ruoli tecnico specialistici legati al lancio dei prodotti elettrici. Inoltre, i sindacati parlano di ulteriori assunzioni, seppur a tempo determinato. "Il lancio della produzione della prima autovettura Fiat elettrica determinerà l'assunzione temporanea di circa 270 lavoratori in somministrazione per i mesi di ottobre e novembre, che, seppur assunti a tempo determinato, rappresentano una novità nei siti del polo del lusso", ha rivelato Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim Cisl.

I progetti. "La chiusura a fine settembre degli ammortizzatori sociali nel polo produttivo di Torino - fanno presente fonti aziendali - sono l'ulteriore tassello di un ampio programma di valorizzazione e investimenti previsti nel comprensorio di Mirafiori, che trovano ulteriori esempi concreti nell'impianto di Solar Power Production Units con pannelli fotovoltaici, nel centro di assemblaggio di batterie (Battery Hub) e nel progetto pilota Vehicle-to-Grid inaugurato nei giorni scorsi. Tali azioni confermano che per la Fiat Chrysler il polo produttivo di Torino ha un ruolo guida a livello europeo sul fronte dello sviluppo dell'elettrificazione, non solo sui nuovi prodotti, ma anche sull'ecosistema che li circonda". Tra l'altro, all'interno del complesso di Mirafiori, sta proseguendo anche la messa a regime dei macchinari e l'inserimento di personale necessario per la produzione di mascherine chirurgiche nel quadro delle iniziative promosse dalle autorità governative nella lotta contro coronavirus. A tal proposito è previsto l'utilizzo degli impianti per tre turni di lavoro al giorno.

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