Rolls-Royce Ghost - La Zenith Collection è il massimo del lusso

4 Ruote - Ago 14,2019

Ne produrranno solamente 50 di questa Rolls-Royce Ghost Zenith Collection pronta a sfilare in anteprima a Pebble Beach. Segni particolari: un livello di personalizzazione mai visto per la berlina a quattro porte inglese, avviata verso il traguardo dei due lustri di carriera, onorata dal titolo di modello più venduto nella storia del marchio di lusso per eccellenza.

Ritorno alle origini. In qualche modo la Zenith Collection ne ripercorre la storia. Diversi, infatti, sono i richiami alla concept 200EX, da cui tutto ebbe inizio per la Ghost. Il più significativo è rappresentato dalla placchetta numerata al centro della consolle centrale, che è stata realizzata fondendo lo Spirit of Ecstasy del prototipo mostrato al Salone di Ginevra del 2009. A questo si rifà anche la complessa incisione sulla consolle centrale, differente su ciascuno dei cinquanta pezzi previsti: nasce da un'unica opera d'arte successivamente divisa in 50 pannelli. 

Ricca di lavorazioni. Gli interni sono ricchi di dettagli caratteristici. Ne sono un esempio gli intarsi delle porte, disponibili rifiniti in legno, in materiale tecnico o impiallacciati, oppure i ricami dei sedili posteriori, che prendono ispirazione dai dettagli stilistici della Silver Ghost del 1907. I rivestimenti della selleria sono in pelle a contrasto, mentre il cielo ha una configurazione unica nella gamma Rolls-Royce, denominata Shooting Star, e ha una fattura praticamente artigianale.

Bicolore con finiture speciali. Gli esterni di questa serie limitata prevedono invece una speciale verniciatura bi-tono con finitura lucida a contrasto. I collezionisti possono scegliere tra tre possibili abbinamenti cromatici per la carrozzeria: Iguazu Blue con Andalusian White, Premiere Silver con Arctic White o Bohemian Red con Black Diamond. Il cofano in argento satinato è l'ennesimo richiamo alla 200EX, la prima vettura della Casa in assoluto a sfoggiarlo. Quanto prezzo della Ghost Zenith Collection, verrà forse svelato solo in occasione del concorso d'eleganza.

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Bugatti - Un teaser anticipa la nuova hypercar

4 Ruote - Ago 14,2019

A poche ore dall'inizio della Monterey Car Week, la Bugatti ha pubblicato un filmato nel mostra un teaser del nuovo modello che debutterà in California accompagnato da due EB110. L'evento sarà trasmesso in diretta dalla Casa francese che ha dato appuntamento agli appassionati europei per la sera del 16 agosto (in California l'unveiling è fissato per le 11:20 locali).

Bugatti destrutturata. Il costruttore di Molsheim ha realizzato un video che unisce spezzoni d'epoca con ricostruzioni tridimensionali realizzate al computer. In alcune immagini è possibile vedere i filmati girati alla presentazione della EB110 nella fabbrica italiana di Campogalliano, modello ripreso anche in veste Imsa nelle scene successive. I due esemplari della sportiva degli anni novanta sono accompagnati da quella che sembra essere un'installazione artistica che mostra una sorta di Bugatti destrutturata, un modello che mostra richiami alla EB110, come il frontale e la parte intuibile della fiancata.

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Acura - A Monterey torna la Type S

4 Ruote - Ago 14,2019

La Acura apre le danze della Monterey Car Week svelando la prima concept dell'evento californiano. La nuova Type S è una filante berlina sportiva che anticipa le forme della nuova generazione della TLX, un modello destinato a riportare nella gamma del costruttore giapponese la denominazione Type S, che caratterizzerà due modelli sportivi attesi entro il 2021.

Quasi coupé. La concept prende le distanze dall'attuale TLX proponendosi con un look più snello, sportivo e dinamico. Le linee della coda ricordano quelle delle coupé, mentre l'assenza delle maniglie delle portiere conferisce una grande pulizia stilistica alla fiancata, caratterizzata principalmente da una grande venatura che parte dal passaruota anteriore, che racchiude cerchi di lega da 21", e attraversa la vettura per tutta la sua lunghezza, fondendosi visivamente con le linee dello spoiler posteriore. Il frontale, invece, è caratterizzato da una calandra Diamond Pentagon affiancata da sottili gruppi ottici Jewel Eye Led, la cui impostazione potrebbe essere ripresa anche sul modello di serie, così come le luci diurne Chicane ispirate alla Acura ARX-05 Daytona da corsa.

Con un nuovo V6. Per il momento la Casa non ha svelato i dettagli tecnici della nuova quattro porte, né le tempistiche di commercializzazione del modello di serie. Tuttavia, negli scorsi mesi è stato annunciato l'arrivo di un nuovo sei cilindri ad alte prestazioni esclusivamente sviluppato per i modelli sportivi del gruppo Honda. Le nuove Type S potrebbero utilizzare proprio questo V6 abbinato al sistema Sh-Awd, il Super Handling All-Wheel Drive già impiegato su molti modelli del costruttore nipponico.

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Kia - Prime immagini della Mohave

4 Ruote - Ago 14,2019

Anticipata qualche mese fa attraverso concept Masterpiece, si svela online la nuova generazione della Kia Mohave, conosciuta in alcuni mercati (Stati Uniti e Cina, nella fattispecie) col nome di Borrego. Suv di grandi dimensioni, ma apparentemente più compatta della Telluride, della quale però riprende largamente lo stile, è destinata ai mercati asiatici. E si presenta senza il logo Kia, ma con un suo scudetto specifico.

Firmata dietro. Squadrata e muscolosa, la Mohave resta fedele al prototipo svelato a marzo in occasione del salone di Seoul pur normalizzandosi in alcuni tratti. I muscoli ci sono tutti. E sono ampiamente diffuse le superfici cromate, che sottolineano il peso del frontale. Caratteristici di questo modello anche i fari a cubetti, così come i gruppi ottici di coda, collegati da una modanatura in cui è stampato a lettere cubitali il nome.

Trazione integrale e V6. Le immagini, postate su Facebook dalla Casa senza informazioni tecniche di accompagnamento, rivelano la presenza della trazione integrale, di una corazza (vedi le protezioni per il sottoscocca sia all'anteriore sia al posteriore) piuttosto strutturata e, in generale, una più spiccata vocazione fuoristradistica rispetto alla Sorento. Il badge V6 3.0 litri suggerisce invece la conferma nel cofano di un turbodiesel da 256 CV, lo stesso in dote alla generazione uscente della Mohave.

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Volkswagen<br> - La T-Roc diventa Cabrio

4 Ruote - Ago 14,2019

Dopo il pensionamento del Maggiolino, ultimo modello di Wolfsburg ad avere una versione Cabriolet, la T-Roc riporta in casa Volkswagen un modello che si rivolge agli appassionati della guida open-air, sebbene in formato Suv.

Scommessa ponderata. Diversamente dalle Suv coupé o con il Dna da gran turismo, la nuova scoperta si colloca in una nicchia che non ha dato grandi soddisfazioni ai brand che vi si sono cimentati sinora, come la Range Rover con lEvoque Cabrio o la Nissan, che nel 2010 propose negli Stati Uniti la Murano CrossCabriolet. Alla Volkswagen, però, ritengono che le possibilità di affermazione della T-Roc Cabriolet siano sostenute tanto dal fatto che è una sport utility compatta, quanto dal prezzo (non ancora svelato poiché la commercializzazione sarà avviata nella prossima primavera) decisamente inferiore a quello dellunica alternativa presente sul mercato, che si colloca in un segmento superiore.

Ma non ceravamo già visti? La gestazione della T-Roc Cabriolet ha seguito la tempistica di ogni altro modello, a dispetto di quanto possa suggerire il suo aspetto. Questultimo non ha imposto al Centro Stile grandi sforzi di fantasia come quelli profusi per definire i lineamenti della T-Cross Breeze, ossia la showcar che al salone di Ginevra del 2016 annunciò lavvento di Suv marchiati Volkswagen di taglia inferiore alla Tiguan. Le differenze più significative tra il prototipo e il modello definitivo, infatti, si concentrano nel Lato B.

Sempre equilibrata. Formalmente la Cabriolet non abdica alla muscolosità tipica delle Suv, ma si presenta con una linea piuttosto slanciata frutto dellequilibrio delle proporzioni, generato anche dalla crescita di quattro centimetri della lunghezza e del passo rispetto a quelli della T-Roc, oltre che dalla perdita del tetto rigido nonché delle due porte posteriori e del portellone. Il quadro è completato sia dalla definizione della coda, il cui profilo è caratterizzato da un accenno di spoiler che dà continuità allandamento spiovente della linea di cintura, sia dalla riuscita integrazione del soft-top, che non altera lequilibrio delle vesti sia quando è ripiegato in bella vista sopra al bagagliaio, sia quando protegge labitacolo. Questultimo è arredato come quello del modello di derivazione, ma è configurato a quattro posti.

Si copre e scopre velocemente. La capote segue i dettami della tradizione Volkswagen, poiché è multistrato ed è movimentata da un sistema elettromeccanico. Basta quindi premere un pulsante sulla consolle fra i sedili per aprire o chiudere il soft top in nove secondi anche in marcia sino a 30 km/h. Lo sviluppo della T-Roc Cabriolet, ovviamente, ha portato con sé specifici irrobustimenti strutturali non solo del pianale Mqb ma anche della cornice del parabrezza. Non mancano anche dei rollbar di sicurezza reversibili sistemati dietro i sedili posteriori, che fuoriescono dai loro alloggiamenti non appena viene superata una determinata accelerazione trasversale o quando i sensori registrano uneccessiva inclinazione della vettura.

Due motori, due allestimenti. La T-Roc Cabriolet sarà proposta solo in versioni a trazione anteriore e con motori sovralimentati a benzina. A listino saranno presenti il tre cilindri da un litro con 115 CV e 200 Nm di coppa e il quattro cilindri 1.5 con 150 CV e e 250 Nm. Questultimo potrà abbinarsi sia al cambio manuale a sei marce sia all'automatico doppia frizione Dsg a sette rapporti. Per quanto riguarda gli allestimenti lofferta sarà composta dalle versioni Style e Sport. Questultima preannuncia un consistente miglioramento della connettività grazie allinfotainment Mib3, portato recentemente al debutto dalla rinnovata famiglia della Passat. 

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BMW 330e - Al volante della Serie 3 ibrida plug-in

4 Ruote - Ago 14,2019

La versione ibrida plug-in non è certo una novità per la BMW Serie 3, visto che aveva debuttato nel 2015 sul modello precedente. La nuova, però, anche se ripropone lo stesso powertrain, ovvero il due litri turbobenzina a iniezione diretta da 184 cavalli e un elettrico che prende il posto del convertitore di coppia nel cambio automatico ZF a otto marce, beneficia di vari miglioramenti, a partire dalla batteria, che è passata da 7,6 a 12 kWh, consentendo così di estendere da 40 a 66 km lautonomia in modalità esclusivamente elettrica. Ma non solo: laccumulatore è ora collocato sotto il sedile posteriore, mentre il serbatoio del carburante è piazzato sopra il retrotreno, così la ripartizione dei pesi migliora e la capienza del bagagliaio rispetto alla versione normale si riduce meno (ma passa comunque da 480 a 375 litri).

Elettronica più intelligente. Poi, lelettronica di gestione del sistema ibrido è migliorata e il motore elettrico è più potente (113 cavalli invece di 88) e così si può viaggiare a corrente fino a 110 km/h nella modalità Hybrid, che è impostata di default allavviamento (prima il limite era di 80 km/h), e 140 km/h in quella Electric (contro 120 km/h). Inoltre, nel settaggio Sport si attiva la funzione XtraBoost, che porta la potenza complessiva dei propulsori da 252 a 292 cavalli. Infine, quando è impostata la destinazione sul navigatore lenergia della batteria viene amministrata al meglio per poter attraversare i centri urbani viaggiando a corrente e la vettura è in grado di riconoscere le zone dove sono ammesse solo le elettriche, commutando di conseguenza il funzionamento.

In Sport si trasforma. Messa alla prova in un percorso di unottantina di chilometri, che dalle vicinanze di Monaco si snoda nelle strade di campagna e comprende un breve tratto di autostrada, la 330e si è dimostrata fluida, silenziosa e precisa nel riconoscere lingresso e luscita dei centri abitati, che coincidono con il passaggio dalla modalità ibrida a quella a batteria e viceversa. E se le prestazioni quando si mette giù tutto il gas sono apprezzabili (0-100 in 5,9 secondi e 230 km/h di velocità massima) il feeling di guida non è particolarmente eccitante, ma basta selezionare la modalità Sport per trasformare la vettura. Il sound del motore, che in tale impostazione funziona di continuo e non a intervalli, si fa più cupo e grintoso, la risposta allacceleratore diventa assai più pronta e lassetto sirrigidisce. Insomma, la 330e non diventa una M3, ma, ve lo assicuro, va forte, grazie allapporto dei due propulsori spinto al massimo, e sa far divertire. Il peso aggiuntivo della batteria e del sistema ibrido (270 kg) però, si sente nelle manovre brusche, dove la vettura mostra un po dinerzia.

Sfrutta al massimo la batteria. Per quanto riguarda il consumo, posso dare queste informazioni, ricavate dal computer di bordo: sono partito con 43 km di autonomia elettrica indicata e la batteria carica al 100% e dopo aver percorso 83,4 km, di cui 52,6 a corrente, laccumulatore era quasi del tutto esaurito (solo un chilometro di autonomia residua) e il consumo medio di benzina era pari a 3,3 litri/100 km, a cui vanno aggiunti i circa 13 chilowattora necessari per ricaricare la batteria. Naturalmente, su un tragitto più lungo e meno adatto a unibrida il vantaggio dato dalla percorrenza a corrente si riduce e la sete di benzina cresce, ma proprio per questo oggi è fondamentale scegliere lauto in funzione dellimpiego: la 330e sarebbe perfetta per i pendolari che dallhinterland entrano tutti i giorni in città e nel fine settimana la usano per svago, senza lansia da autonomia delle elettriche pure, mentre per chi fa abitualmente molti chilometri la soluzione migliore resta una diesel.

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Jeep Wrangler - Un aggiornamento riduce le vibrazioni

4 Ruote - Ago 13,2019

Il gruppo FCA avrebbe trovato una soluzione per ridurre le vibrazioni generate da alcuni esemplari di Jeep Wrangler. Il costruttore ha sviluppato un nuovo ammortizzatore che, stabilizzando lo sterzo, limiterebbe le vibrazioni percepite sul volante in caso di sconnessioni affrontate a velocità autostradali, chiamate in gergo death wobble.

Non è un richiamo. Per il momento la Jeep ha iniziato ad avvisare i primi clienti americani della possibilità di aggiornare gratuitamente le vetture con il nuovo stabilizzatore. L'operazione, totalmente a carico del costruttore, non è classificata come richiamo in quanto le vibrazioni non sarebbero riconducibili a problemi di sicurezza: si tratterebbe infatti di un fenomeno di risonanza. "Quando si colpisce un dosso sulla strada questo tipo di sospensione può innescare una risonanza e quello che abbiamo riscontrato è che non appena ha fatto freddo lo scorso autunno abbiamo iniziato a ricevere delle lamentele a riguardo" ha commentato al Detroit Free Press Mark Chernoby, chief technical compliance officer del gruppo FCA.

Cos'è il death wobble. L'effetto wobble, o death wobble, è prodotto dalle deformità della pavimentazione stradale su cui sta viaggiando un qualsiasi mezzo dotato di ruote. Le sconnessioni generano solitamente delle vibrazioni a bassa frequenza che, in alcuni casi, potrebbero essere trasmesse al volante della vettura tramite lo sterzo.

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Autostrade - Nuovo sciopero in vista il 25 e 26 agosto

4 Ruote - Ago 13,2019

Il 25 e il 26 agosto è un programma uno sciopero di quattro ore nelle autostrade. Dalle 10 alle 14, dalle 18 alle 22 di domenica 25 agosto e dalle 22 di domenica 25 alle 2 di lunedì 26 si fermeranno gli addetti all'esazione ai caselli e il personale turnista non sottoposto alla regolamentazione dello sciopero, si legge nel comunicato diffuso da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl Viabilità e Logistica. La protesta segue la rottura delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale di settore e la relativa mobilitazione già avviata il 4 e il 5 agosto scorso.

Stop, ma non per tutti. Sempre dalla nota diffusa dai sindacati si apprende che a incrociare le braccia sarà il Personale impiegato con turni sfalsati e spezzati nelle ultime quattro ore della prestazione mentre il personale tecnico e amministrativo si fermerà le prime quattro ore del proprio turno di lunedì 26 agosto. Rimarrà invece in servizio chi è sottoposto alla legge dello sciopero e alla regolamentazione provvisoria del settore.

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Dacia - Una Duster ibrida per abbassare le emissioni della gamma

4 Ruote - Ago 13,2019

Dacia potrebbe introdurre sul mercato una Suv ibrida per abbassare il livello medio di emissioni della sua gamma. L'indiscrezione è lanciata da Automotive News citando fonti anonime interessate alla vicenda nonché le parole di Olivier Murguet, direttore commerciale della Renault, il quale aveva dichiarato che difficilmente il marchio romeno potrebbe rimanere ai margini del movimento dell'elettrificazione. Soprattutto alla luce degli obiettivi sulla riduzione di gas inquinanti fissati dall'Unione Europea per il 2021: limitazioni severe che, qualora non venissero rispettate, implicherebbero sanzioni salate.

Rincaro o multa? Per il brand low-cost della Régie il tema è oltremodo spinoso per via della sua politica di prezzi, decisamente competitiva. La crescita della spesa per la modernizzazione e per la messa in regola dei modelli a marchio Dacia, infatti, comporterebbe rincari difficili da assorbire sul mercato, fatto da una clientela notoriamente attenta al prezzo finale. Rendere ibrida o comunque conforme agli standard di emissioni richiesti entro due anni - una Dacia costerebbe più di 1.200 euro a esemplare, secondo gli analisti di Evercore ISI. Di contro, non rispettare i parametri europei avrebbe come conseguenza per la Renault, alla luce delle previsioni della società di servizi finanziari Jefferies, sanzioni per 450 milioni di euro, e quindi la rinuncia di una bella fetta del profitto calcolato per il prossimo anno.

Elettrificazione leggera. Logica vuole che gli sviluppi di un simile scenario possano tradursi nel lancio di una Dacia Duster ibrida. Una versione mild hybrid, più probabilmente, che sfrutti i motori delle nuove Clio e Captur. Questa sarebbe la soluzione più economica per allineare la sport utility compatta alle future normative senza farne impennare il prezzo e, di riflesso, eroderne la redditività. Che, dal parere di alcuni esperti, risulta superiore a quella di svariati modelli premium.

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Porsche Cayenne E-Hybrid - Anche la Coupé diventa ibrida

4 Ruote - Ago 13,2019

Presentando le nuove Porsche Cayenne Turbo S E-Hybrid la Casa di Zuffenhausen ha lanciato sul mercato anche la versione V6 ibrida della Suv coupé. La nuova Porsche Cayenne E-Hybrid Coupé riprende la stessa meccanica della variante già disponibile a listino, proponendosi (in Germania) con prezzi a partire da 95.968 euro.

Fino a 43 km col V6 spento. Rispetto alle nuove Turbo S la E-Hybrid dispone di due cilindri in meno e di un powertrain meno estremo: i cavalli scendono dai 680 delle V8 ai 462 della V6 (il 3.0 turbo arriva a 340 CV senza il supporto dell'elettrico). Lo schema del sistema plug-in hybrid è lo stesso, con un motore elettrico da 136 CV integrato nel cambio che contribuisce a garantire una coppia massima complessiva di 700 Nm. La Cayenne Coupé alla spina può arrivare a percorrere fino a 43 km a zero emissioni grazie a una batteria agli ioni di litio da 14,1 kWh, proponendo un consumo medio Nedc compreso tra i 3,1 e i 3,2 l/100 km (17,7-18,7 kWh/100 km in elettrico). Di serie è previsto il pacchetto Sport Chrono che garantisce un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 5,1 secondi, che può scendere di un decimo sugli esemplari dotati dei pacchetti d'alleggerimento. In entrambi i casi la velocità massima è di 253 km/h.

Per il pieno servono almeno due ore. Sfruttando lo stesso sistema elettrico della sorella, anche l'autonomia della Cayenne E-Hybrid Coupé può essere ripristinata in meno di due ore e mezza tramite una presa a 7,2 kW. Le tempistiche salgono a otto ore sfruttando le prese di corrente domestiche da 10 Ah: tutti i processi di ricarica sono controllabili dal proprio smartphone grazie all'applicazione Porsche Connect che permette di gestire svariate funzioni dell'auto da remoto.

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W Motors - Un collezionista giapponese acquista cinque Fenyr Supersport

4 Ruote - Ago 13,2019

Non una, cinque. Un collezionista ha acquistato cinque esemplari della Fenyr Supersport, la supersportiva da 800 CV made in Dubai assemblata dalla W Motors. Ad annunciarlo è la Casa stessa via Facebook: si tratta degli ultimi cinque dei 10 esemplari previsti dalla serie Launch Editions.

Dirette in Giappone. Considerando che il prezzo di questo modello si aggira (di base) intorno al milione e 400mila euro, stiamo parlando di un acquisto da sette milioni di euro almeno. Che forse qualche altro appassionato avrebbe speso diversamente, magari diversificando un pochino. Non Tetsumi Shinchi, ceo della Shibaura Group Holding Inc, che ha ordinato cinque Fenyr su specifica commissione. Grande collezionista di supercar, l'imprenditore giapponese metterà in mostra il suo lotto di Fenyr alla prossima edizione dell'evento Mega Super Car Motor Show.

Cuore Porsche. Intanto vale la pena ricordare che cosa si è messo in garage. Ola Fenyr Supersport è un'esotica hypercar costruita su un telaio realizzato dalla Magna Steyr e spinta da un flat six da 3.8 litri elaborato dall Ruf, e perciò capace di sprigionare una potenza massima di 800 CV e ben 800 Nm di coppia. Le prestazioni? Sulla scheda tecnica la W Motors riporta 2,7 secondi nello 0-100 km/h, 9,4 per lo 0-200 e una velocità di punta di 395 km/h.  

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La nostra storia - Le più belle copertine estive di Quattroruote FOTO GALLERY

4 Ruote - Ago 13,2019

Copertine da mare, copertine da amare. Da oltre sessantanni, Quattroruote è testimone della storia e del costume italiano: dalla motorizzazione di massa alla crisi petrolifera, dai primi grandi esodi delle famiglie a bordo delle 500 alle grandi opere, spesso attese troppo a lungo. Tutto passa per lauto, e tutto è stato raccontato nei suoi 768 fascicoli, persino le vacanze. Anche con le nostre copertine: sole, mare, spiagge e ovviamente lei, lautomobile. Magari scoperta, come la più classica delle auto per lestate. Ma anche familiare, per i grandi viaggi, o avventuriera, integrale, se non addirittura anfibia. Cè di tutto nelle nostre cover estive. E sono tante. Noi ne abbiamo scelte 25: ve le raccontiamo nella nostra gallery.

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BMW Serie 5 - Nuovi collaudi per il restyling

4 Ruote - Ago 13,2019

La BMW sta collaudando la versione restyling della Serie 5, che potrebbe debuttare entro breve tempo per poi essere commercializzata nel 2020. Stretta tra la Serie 3 di nuova generazione la Serie 7 totalmente rimaneggiata, la berlina supera la boa di metà carriera con interventi al design del frontale e della coda per rimanere al passo con i tempi.

Il frontale si aggiorna. L'aggiornamento riguarda anche la versione plug-in hybrid, come evidenziato come dal badge eDrive presente sul montante posteriore e dalla presa di ricarica sul passaruota sinistro di un esemplare presente in questo bouquet di foto spia. Nella coda della Serie 5 potrebbero essere introdotti fari ridisegnati, ma è nel frontale che si notano le differenze maggiori: la disposizione delle prese d'aria inferiori potrebbe infatti cambiare e gli elementi interni dei gruppi ottici dovrebbero essere completamente ridisegnati. La mascherina parrebbe fedele alla forma classica, invece di virare verso quella sovradimensionata della Serie 7 e della X7.

Ibrida aggiornata. L'aggiornamento dei propulsori benzina e diesel è scontato, ma sulla plug-in hybrid potrebbero anche arrivare novità più sostanziali, come l'Xtraboost della 330e oppure il powertrain con il sei cilindri benzina visto sulla 745e. Non vanno infine dimenticate le tecnologie di bordo, con il probabile arrivo del sistema operativo 7.0 già visto su altri modelli e capace di integrare la strumentazione digitale di nuova concezione, l'infotainment rinnovato e l'assistente virtuale.

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Porsche Cayenne<br> - 680 CV per la Turbo S E-Hybrid

4 Ruote - Ago 13,2019

La Porsche Cayenne più potente di sempre è ibrida. Come già visto sull'ammiraglia Panamera, la Casa di Zuffenhausen ha scelto la via dell'elettrificazione per creare la Suv più performante della propria storia. La Porsche Cayenne Turbo S E-Hybrid è la nuova punta di diamante dell'offerta a ruote alte del costruttore tedesco, tanto per prestazioni quanto per prezzi. Disponibile anche in versione coupé, la sport utility ibrida plug-in è già ordinabile (in Germania) con prezzi a partire da 172.604 euro.

Prestazioni (quasi) da 911 Turbo. La formula è la stessa già vista sulla Panamera Turbo S E-Hybrid che ha portato al debutto la nuova generazione di powertrain ibridi plug-in della Casa tedesca. Un V8 biturbo di 4.0 litri accreditato di 550 CV si abbina a un motore elettrico da 136 CV con frizione a controllo elettronico posizionato all'interno del cambio automatico Tiptronic S a otto rapporti, creando un sistema in grado di generare una potenza massima di 680 CV e 900 Nm. La Suv ibrida riesce così a scattare da 0 a 100 km/h in soli 3,8 secondi e a toccare una velocità massima di 295 km/h. Nonostante questo la presenza del motore elettrico garantisce anche un'elevata efficienza: con 40 km d'autonomia a zero emissioni (con velocità massima di 135 km/h), la Cayenne Turbo S E-Hybrid  ha un consumo medio dichiarato compreso tra i 3,7 e i 3,9 l/100 km nel cicolo Nedc (18,7-19,6 kWh/100 km in modalità elettrica). Le batterie agli ioni di litio da 14,1 kWh sono posizionate al di sotto del piano di carico del vano bagagli e possono essere ricaricate in meno di due ore e mezza utilizzando una presa a 400 volt: collegandosi alle reti domestiche tradizionali servono invece sei ore per fare un pieno d'elettroni.

I carboceramici sono di serie. Trattandosi delle versioni più esclusive della gamma, le nuove Cayenne Turbo S E-Hybrid hanno una dotazione di serie particolarmente ricca. Oltre ai dettagli estetici esclusivi, come i cerchi di lega da 21" (i 22" sono optional) e le finiture con i colori tipici delle ibride di Stoccarda, le due Suv dispongono dell'impianto frenante carboceramico Porsche Ceramic Compisit Brake, del Porsche Dynamic Chassis Control con stabilizzazione attiva del rollio, del differenziale posteriore Porsche Torque Vectoring Plus, del pacchetto Sport Chrono, del servosterzo Power Steering Plus e delle sospensioni pneumatiche adattive Porsche Active Suspension Management. Non mancano, infine, dotazioni come i fari full Led (i matrix sono optional) e l'infotainment connesso con porte Usb-C e compatibilità con Apple CarPlay wireless: a richiesta sono disponibili anche un head-up display, la videocamera termica del Night Vision e il sistema Porsche InnoDrive che include il cruise control adattivo, il mantenimento attivo della traiettoria, la frenata autonoma d'emergenza e il riconoscimento dei cartelli stradali.

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Genova - Ponte Morandi: abbattute le ultime parti della pila 2

4 Ruote - Ago 13,2019

La demolizione del Morandi è stata completata, parole di Vittorio Omini, responsabile dei lavori di demolizione, a quasi un anno esatto dalla strage che ha colpito la città di Genova il 14 agosto del 2018. Con l'abbattimento dei resti delle pile 1 e 2 è stata riaperta al traffico via Porro, bypass di collegamento fondamentale tra la Valpolcevera e la città.

Lavori finiti. O quasi. Circa 70mila tonnellate di cemento sono state rimosse dai demolitori in poco più di otto mesi. E se il contratto prevedeva la fine dei lavori per il 26 luglio, ad oggi, seppur in ritardo, l'impresa si può definire conclusa con successo. Le operazioni non del tutto: bisogna infatti eliminare quel che rimane della pila 10, che insistono su via Fillak. Per questo si attende il via libera dei periti. Il cantiere dovrebbe essere tolto definitivamente entro la fine di settembre.

Il traffico si muove. Solo allora sarà possibile ripristinare completamente la circolazione, compresa quella del trasporto pubblico, nelle vie interessate dal crollo del Ponte Morandi. L'ultimo intervento di demolizione ha però permesso di transitare nuovamente per via Porro, che resterà interdetta solo ai mezzi superiori alle 3,5 tonnellate dalle 22 alle 6; una decisione presa dal commissario Bucci in accordo con i residenti, per tutelarne le esigenze di riposo notturno. I parcheggi di via Porro saranno spostati in via Fillak, che si prevede di riaprire al traffico entro l'apertura delle scuole (16 settembre).

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Renault Mégane - Restyling in arrivo per la wagon francese

4 Ruote - Ago 12,2019

La Renault Mégane Sporter, introdotta sul mercato nel 2016, è pronta a concedersi il classico aggiornamento di metà carriera. Le novità estetiche, come dimostrano le foto spia odierne, riguarderanno esclusivamente alcuni componenti della carrozzeria. Tali modifiche si affiancheranno, con molta probabilità, a interni più curati, caratterizzati da una dotazione tecnologica dultima generazione. La presentazione ufficiale del restyling dovrebbe avvenire nel corso del prossimo anno.

Ritocchi mirati. Il muletto della vettura francese è stato immortalato durante una sessione di messa a punto su strada, in Sierra Nevada (Spagna). Fin dal primo sguardo sintuisce che il frontale sfoggerà una calandra più pronunciata, abbinata a grandi gruppi ottici, rivisitati secondo lo stile dei modelli di recente produzione. Anche al posteriore non è da escludere un cambiamento nel layout della fanaleria, al momento ancora camuffata in maniera importante. Il listino non dovrebbe subire grandi cambiamenti, confermando una gamma completa, con differenti soluzioni di propulsione a benzina e gasolio. Attualmente i clienti possono infatti optare per ben 31 differenti combinazioni, tra allestimenti e motorizzazioni, di cui 14 a benzina e 17 a gasolio. Non è da escludere neppure lipotesi che il restyling rappresenti la giusta occasione per snellire la gamma.

In rapida evoluzione. Quel che è certo è che le tempistiche di lancio dei nuovi modelli della Losanga saranno sempre più rapide. La Casa punta infatti a ridurre a solo tre anni i tempi di sviluppo delle nuove vetture. L'obiettivo rientra nel programma denominato Fast (Future-ready At Scale Transformation), legato al piano industriale 2022 "Drive The Future".

 

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Bosch - Le informazioni dei display saranno in 3D

4 Ruote - Ago 12,2019

Dopo cinema, home video e videogiochi, il 3D si prepara al debutto anche sulle automobili. Secondo la Bosch, che sarà presente al prossimo Salone di Francoforte, il quadro strumenti virtuale e altri display potranno in futuro disporre di una particolare tecnologia che permetterà di visualizzare immagini a tre dimensioni, senza luso dei classici occhialini. Qualcosa di simile a quanto già visto da diversi anni sulla consolle Nintendo 3DS e, più di recente, sui televisori glass free.

Lutilità. Voglia di stupire? Non proprio: il 3D, secondo l'azienda tedesca, migliorerebbe la percezione degli avvisi visualizzati. "La profondità di campo del display consente ai conducenti di acquisire più rapidamente importanti informazioni visive, come quelli provenienti dai sistemi di assistenza alla guida e lavviso di ingorgo", afferma Steffen Berns, presidente di Bosch Car Multimedia. "Gli avvisi che sembrano saltare fuori dal display sono molto più evidenti e urgenti agli occhi dellautomobilista". Nelle fasi di parcheggio, inoltre, la visualizzazione in 3D delle immagini provenienti dalla retrocamera dovrebbe aiutare il guidatore a meglio comprendere quanto spazio ci sia tra il paraurti posteriore e lostacolo. Non solo: nella navigazione, la profondità percepita, per esempio, grazie alle immagini tridimensionali dei palazzi renderebbe più immediata lindividuazione del punto di svolta successivo.

Lhardware. Display più grandi e intelligenti, con caratteristiche come il 3D passivo e il feedback aptico, uniti ad altre funzionalità di bordo come i controlli vocali, necessitano ovviamente di maggiori potenze di calcolo, alle quali corrispondono in genere molteplici centraline. Per le nuove tecnologie di interfaccia uomo-macchina (HMI), la Bosch utilizza una sola un'unità di controllo, riducendo il peso deo componenti hardware e, soprattutto, i tempi di sviluppo del veicolo. Inoltre, con gli aggiornamenti over-the-air, il sistema di infotaiment può essere aggiornato come uno smartphone, senza passare per i centri di assistenza.

La crescita. La tecnologia 3D viene annunciata in un momento di forte crescita delle tecnologie di bordo: "in questarea Bosch ha un enorme potenziale commerciale", afferma Berns. Secondo Global Markets Insights, lesplosione dellinfotainment raddoppierà a livello globale il mercato dei display per lauto da 15 miliardi di dollari (13,4 miliardi di euro) a 30 miliardi (26,7 miliardi di euro) entro il 2025.

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BMW - La M8 Competition è la nuova safety car della MotoGP

4 Ruote - Ago 12,2019

La nuova safety car della MotoGP è una BMW M8, per giunta nella sua veste più estrema: la versione Competition che porta a 625 cavalli (contro i 600 standard) la potenza massima del V8 M Twin Power Turbo da 4.4 litri nascosto nel cofano. Con la divisa da arbitro della massima serie motociclistica, la sportiva bavarese ha debuttato il week-end scorso sul circuito del Red Bull Ring, a Spielberg, in occasione del Gran Premio d'Austria.

Roll cage e lampeggianti. Oltre al suo ruolo, che la obbliga a rispettare requisiti di sicurezza ed equipaggiamenti adatti alle corse (compreso un set di pneumatici Michelin Cup), a rendere speciale questa vettura è la quantità optional che monta, la maggior parte acquistabile anche dai clienti privati attingendo dal catalogo M Performance.

Più che full optional. La dotazione extra parte dalle numerose aggiunte in carbonio (il diffusore, le minigonne, la cover del motore, i flap) e dall'alettone posteriore M8 GTE, passando per gli accessori che caratterizzano l'abitacolo (sedili Recaro, cinture Schroth, Volante M-Performance con cover in carbonio e tappezzeria dedicata), per finire con i dettagli stilistici esclusivi come il doppio rene verniciato di rosso, lo spoiler anteriore in nero lucido e ovviamente la livrea MotoGP. Lo scarico sportivo in titanio e i terminali in carbonio fanno parte della gamma degli accessori della M8 di serie ma non sono disponibili in Europa.  

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Bugatti - Un tuffo allindietro nel Blu

4 Ruote - Ago 12,2019

In casa Bugatti fervono i preparativi per le celebrazioni di un anniversario molto importante. Da qui alla fine dellanno sono infatti in calendario diversi eventi in cui saranno festeggiati i 110 anni dalla fondazione dellazienda. Uno dei momenti clou è in programma già nei prossimi giorni, il 16 agosto, quando sarà svelata in California una nuova supercar, nel corso della Monterey Car Week. Dato però che gli anniversari sono spesso anche un momento di riflessione sul passato, prima del debutto in società di questa sportiva la Bugatti ha voluto rendere omaggio a un periodo importante della propria storia: quello della gestione di Romano Artioli, a cavallo tra la fine degli anni 80 e i primi anni 90. E per farlo, ha fatto riaprire i battenti della leggendaria Fabbrica Blu di Campogalliano, dove fu costruita la EB110, a sua volta rivalutata e non più considerata come la Cenerentola della famiglia. 

Nella terra dei motori. Il sito di Campogalliano, che un paio di anni fa fu teatro di uno spettacolare raduno, sorge a pochi passi dallAutostrada del Brennero, nel cuore modenese delle Motor Valley, poco lontano dagli stabilimenti Ferrari, De Tomaso, Lamborghini e Maserati. Artioli pensò che questo fosse il il luogo perfetto per reclutare manodopera specializzata e trovare fornitori allaltezza dei suoi piani e vi fece costruire un impianto industriale allavanguardia, che emana ancora un fascino unico. Sviluppata su unarea complessiva di 240.000 metri quadri, la fabbrica di Campogalliano è stata progettata dallarchitetto Giampaolo Benedini, fu ultimata in soli tre anni e venne inaugurata il 15 settembre 1990, a 109 anni esatti dalla nascita di Ettore Bugatti.

Unatmosfera magica. Nonostante la EB110 fosse allepoca al top per prestazioni e tecnologia con il suo V12 3.5 quadriturbo e la trazione integrale, il mercato le riservò unaccoglienza tiepida. Le linee di Campogalliano, così, sfornarono in tutto appena 96 EB110 GT e 32 EB110 Super Sport e dopo meno di cinque anni la fabbrica chiuse, venendo poi smantellata. Oggi lo stabilimento offre uno scenario un po sinistro da scontro post atomico, con capannoni e corridoi deserti e solo pochi oggetti sparsi qua e là a ricordare i fasti dei tempi lontani. La galleria delle immagini propone scorci e dettagli suggestivi e merita di essere sfogliata completamente, dalla prima allultima foto. Chi rimanesse affascinato dal posto e volesse magari ammirare dal vivo lo splendido soffitto della hall, che riproduce una ruota della Bugatti Type 57, può provare a contattare lo storico custode della struttura, Ezio Pavesi. Periodicamente i cancelli di Campogalliano si aprono per visite guidate e manifestazioni speciali, cui può valere la pena di partecipare.

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Parco Valentino - Il Salone diventa Milano-Monza Open Air Motor Show

4 Ruote - Ago 12,2019

Si chiamerà Milano-Monza Open Air Motor Show la nuova edizione di Parco Valentino. Dopo l'annuncio del cambio di location, la manifestazione nata e cresciuta a Torino arriva in Lombardia: i primi dettagli saranno svelati giovedì 19 settembre durante una conferenza stampa che si terrà a Milano.

Le date e i biglietti. La sesta edizione del Parco Valentino è in programma dal 18 al 21 giugno 2020 nelle città di Monza e Milano. La kermesse avrà un'anima dinamica pensata per coinvolgere il pubblico con un programma ricco di novità. Per il momento le location definitive dell'evento non sono state ancora ufficializzate ma, vista la collaborazione dell'Automobile Club d'Italia, non è da escludere che oltre al centro di Milano l'Open Air Motor Show possa fare tappa anche all'Autodromo Nazionale di Monza e nel parco della città brianzola. Lo stesso Andrea Levy, patron della manifestazione, annunciando l'addio a Torino aveva dichiarato: Ringraziamo la città di Torino per aver collaborato in questi cinque anni alla creazione di un evento di grande successo, capace di accendere sulla città i riflettori internazionali. Seguendo la nostra vocazione innovativa, abbiamo scelto per il 2020 di organizzare la sesta edizione in Lombardia in collaborazione con l'Aci. Sarà un grande evento internazionale, allaperto e con una spettacolare inaugurazione dinamica a Milano nella giornata di mercoledì 10 giugno 2020". Come da tradizione il salone diffuso potrebbe infine proporsi con la stessa formula già vista a Torino, con biglietti d'ingresso gratuiti previa registrazione a un sito internet dedicato.

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