Mercedes-AMG GT - La nuova generazione avvistata in Italia

4 Ruote - Set 22,2022

La seconda generazione della Mercedes-AMG GT debutterà nel corso del 2023 e probabilmente sarà destinata a offrire solo la carrozzeria coupé: la nuova AMG SL assolverà infatti il compito di spider della gamma con il suo rinnovato piglio sportivo. Nelle scorse ore quattro esemplari della nuova due posti sono stati avvistati in autostrada in Italia da un nostro lettore, che ci ha inviato le foto spia che potete vedere qui sopra.

Scarichi diversi per motori diversi. Le immagini mostrano vari esemplari della vettura con carrozzeria già definitiva e pellicole che nascondono ancora alcuni particolari di design. In generale, la GT appare come un'evoluzione del modello uscente, ma eredita alcuni dei più recenti stilemi che la Mercedes sta introducendo sui propri modelli. L'andamento del montante posteriore è ancora parzialmente nascosto, così come il taglio dei gruppi ottici, mentre è impossibile nascondere il profilo aerodinamico attivo sulla coda. Qui troviamo anche l'elemento che distingue una versione dall'altra, come da tradizione AMG: il taglio dei terminali di scarico. Con ogni probabilità ritroveremo le differenze già previste sulla SL, con gli scarichi rotondi riservati al quattro cilindri turbo della GT 43 da 381 CV  a due ruote motrici e quelli squadrati del V8 delle GT 53 e 63 da 476 e 585 CV con trazione integrale 4Matic+. Secondo alcune fonti, tuttavia, non è esclusa anche la presenza del sei cilindri in linea tre litri turbo ibrido già utilizzato sulla Classe E. 

Potrebbe arrivare una plug-in hybrid estrema. Per la GT potrebbero essere previsti anche ulteriori sviluppi in chiave sportiva: la Black Series, le versioni da competizione GT3 ma anche una possibile versione E-Performance con powertrain ibrido sportivo: in Casa Mercedes-AMG ora c'è l'imbarazzo della scelta tra la versione quattro cilindri appena svelata sulla C 63 S E Performance e quella con motore benzina V8 della GT Coupé. Visto il blasone ed il prezzo della GT è probabile che il V8 sia la soluzione più adatta. 



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Renault R5 Turbo 3E - L'elettrica nata per i traversi

4 Ruote - Set 22,2022

Nell'anno in cui si festeggia il mezzo secolo dalla nascita della Renault 5 non poteva mancare un omaggio alla più folle delle sportive derivate dalla utilitaria francese: la 5 Maxi Turbo a motore centrale. Per questo motivo, la Casa francese ha realizzato la R5 Turbo 3E, una one-off elettrica che sarà svelata al Chantilly Arts & Elegance 2022 (in programma questo weekend in Francia) e verrà in seguito esposta al Salone di Parigi.

380 CV per 1.500 kg con 700 Nm di coppia. La base di partenza è quella della Turbo 2, la versione più evoluta della stradale nata per l'omologazione nel Gruppo B. La vettura si è trasformata in un'elettrica dedicata alla specialità del drift ed è stata pesantemente modificata secondo i canoni attuali del motorsport, con un occhio di riguardo per il mondo dei videogames. La trazione, ovviamente, è solto posteriore: il motore elettrico eroga 380 CV e 700 Nm ed è abbinato a una batteria al litio da 42 kWh. In questa configurazione il prototipo tocca i 100 km/h da fermo in 3,5 secondi e raggiunge i 200 km/h. Inoltre, è prevista una modalità di guida Drift: il pilota può contare su uno sterzo modificato con oltre 50 gradi di angolo massimo delle ruote per controllare la vettura anche nelle sbandate più violente, mentre l'aerodinamica totalmente inedita consente di avere valori elevati di downforce già dalle velocità più basse. L'abitacolo è stato dotato di tutti i sistemi di sicurezza imposti dalla Fia, sia all'interno sia all'esterno, e sono presenti supporti dedicati alle microcamere per riprendere da ogni angolo le evoluzioni in pista, inclusi gli spazi normalmente dedicati ai gruppi ottici. La vettura pesa in totale 1.500 kg, 520 dei quali sono dovuti alle batterie.

Telaio inedito e carrozzeria ispirata alla Turbo 2. Il gruppo di designer guidato da Sandeep Bhambra ha mantenuto cofano anteriore e portiere della Turbo 2 originale, mentre tutti gli altri elementi sono inediti e poggiano su un telaio tubolare sviluppato appositamente per questa vettura. La Turbo 3E è dotata di pannelli esterni di carbonio e al posteriore è più larga di 25 centimetri rispetto alla Turbo 2 (con pneumatici 225/35R19 davanti e 325/25R20 dietro), mentre i gruppi ottici sono stati sostituiti da Led che lampeggiano durante le esibizioni. I sedili di carbonio, il volante e le cinture di sicurezza da competizione sono stati forniti dalla Sabelt. Sono inoltre previsti tocchi di giallo brillante sulla console centrale (dove spicca la leva del freno a mano idraulico) e su altri particolari, che contrastano con il grigio e il nero. Al posto della strumentazione analogica sono previsti dieci schermi ispirati al mondo del retro-gaming, mentre il pulsante di accensione reca la dicitura Free Play.

Tute vintage, ma ci sono anche gli Nft. Durante la parata allo Chantilly Arts & Elegance 2022 verranno mostrate in anteprima anche le tute per l'equipaggio realizzate dal brand La Fameuse, con tanto di loghi vintage del marchio. Oltre a questa collaborazione, la Renault ha anche creato una serie di Nft ispirati alla concept, portando così questo progetto anche nel mondo virtuale.

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Auto elettriche - Anche in Francia spunta l'ipotesi di ridurre l'accesso ai punti di ricarica

4 Ruote - Set 22,2022

Dopo Svizzera e California, anche in Francia i punti di ricarica per le auto elettriche finiscono nel mirino delle autorità di regolamentazione. Rte, il gestore dell'infrastruttura di distribuzione dell'elettricità, ha pubblicato uno studio sui consumi energetici attesi per la prossima stagione invernale e, tra le possibili misure da implementare per favorire il risparmio energetico, ha inserito l'ipotesi di ridurre l'accesso alle colonnine in determinati orari e in caso di sovraccarico della rete.

Inverno alle porte. Rte ha escluso pericoli di un black-out generalizzato, ma non il rischio di frequenti interruzioni della corrente in giornate caratterizzate da condizioni meteo sfavorevoli. La Francia, alle prese con una pesante crisi energetica come tutti i Paesi europei (il problema della scarsità di gas è esacerbato dalla difficile situazione dell'enorme parco di centrali nucleari, per oltre la metà ferme per manutenzione o per questioni di sicurezza), potrebbe evitare qualsiasi pericolo di blocchi temporanei delle forniture di elettricità solo abbassando i consumi nazionali dall'1% al 5% nella maggior parte dei casi e fino al 15% nelle situazione meteorologiche più estreme. Il traguardo può essere raggiunto non solo con iniziative riguardanti il riscaldamento o l'illuminazione, come già previsto dal governo con un piano di sobrietà energetica nazionale, ma anche con altre misure relative alle auto elettriche. 

La proposta. Rte sottolinea l'aumento del numero di mezzi a batteria in circolazione e il crescente peso della ricarica sui consumi di elettricità e, quindi, fornisce dei suggerimenti: in caso di giornate di sovraccarico della rete, con contestuale rischio di interruzioni, sarebbe necessario scaglionare i tempi per evitare che la ricarica avvenga nei momenti di picco, ovvero tra le 8 e le 13 e tra le 18 e le 20. Inoltre, Rte ipotizza la possibilità di precludere l'accesso ai punti di ricarica pubblici per parte della giornata, consentendolo solo in caso di urgenza. A ogni modo, si tratta per ora solo di un'idea da sottoporre all'esame degli operatori, se non di un consiglio per i legislatori, anche se dal governo è arrivata subito la rassicurazione sull'esclusione di eventuali restrizioni all'utilizzo delle colonnine. Tuttavia, è l'ennesima prova delle crescenti preoccupazioni sull'impatto delle auto elettriche sulle reti di distribuzione, soprattutto nei casi di condizioni meteo estreme che determinano un aumento dei fabbisogni di energia. In California, per esempio, il gestore della rete elettica ha invitato i cittadini a evitare di caricare le elettriche fino ad almeno le 22. In Svizzera, il partito dei Verdi ha suggerito non solo di attuare la proposta californiana, ma ha anche chiesto agli elvetici di non utilizzare le elettriche e di preferire per gli spostamenti mezzi alternativi come gli autobus o le bici.

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Cambiare auto - Acquisto o noleggio? Partecipa al nostro sondaggio!

4 Ruote - Set 21,2022

Il mondo dell'auto sta attraversando un periodo di grandi trasformazioni. Sta cambiando non solo l'offerta, con la crescente spinta verso l'elettrico, ma anche, se non soprattutto, la modalità d'acquisto. Da tempo, per esempio, i privati possono ricorrere a formule fino a qualche anno fa loro precluse, come il noleggio. E, infatti, gli ultimi anni hanno evidenziato un vero e proprio boom per il lungo termine ai privati: secondo l'Aniasa, sono stati 65 mila i contratti sottoscritti nel 2020, mentre nel 2021 sono cresciuti fino a 100 mila. 

Il nostro sondaggio. Oggi si aprono sempre più opportunità per ricorrere a una formula evidentemente vincente. Ma i privati conoscono davvero come funziona? Sono valutarne i benefici e i rischi? Sanno determinare se è conveniente o meno? Per scoprirlo, vi invitiamo a partecipare al nostro sondaggio.  

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Volvo - La EX90 punterà tutto sulla sicurezza

4 Ruote - Set 21,2022

Se pensi a una Volvo, la prima cosa a cui la associ è la sicurezza. E questo non da ieri, ma da decenni. E sarà così anche in futuro, pure a breve termine, perché stiamo parlando della nuova Suv EX90 full electric, che sarà svelata il 9 novembre. Ebbene, su questa vettura la sicurezza di serie sarà superiore a quella di qualsiasi altro modello precedente del marchio. Vediamo di capire come. 

Svolta. L'EX90 rappresenta l'inizio di una nuova era per la Casa svedese, che proietta gli standard di sicurezza, di qualità e l'innovazione nel futuro. Si tratta di un'auto studiata per proteggere chi sta a bordo, cercando di mantenere le persone al sicuro quando viaggiano nel traffico. Ma è pure un'auto che impara e può diventare più brava e sicura nel tempo, perché è in grado di apprendere nuove informazioni e di ricevere aggiornamenti.

Si parte dall'uomo. Lo sviluppo della più recente tecnologia di sicurezza della Volvo si basa sulla comprensione del comportamento umano, che affonda i suoi studi in decenni di ricerca condotti sul tema. Un sistema che sarà di serie sulla EX90. Secondo la Casa, ognuno di noi  è probabile che sperimenti o che sia influenzato da almeno un incidente d'auto nella propria vita: e questo anche se si è sempre dimostrato bravo e attento al volante. Ma si sa, anche il guidatore migliore può essere colto da stanchezza o può distrarsi, per i più svariati motivi. E nel traffico, basta poco per incappare in una situazione negativa. L'obiettivo della Volvo è quindi quello di aiutare il driver a migliorare ancora, riducendo il rischio di incidenti, cercando di prevenire ogni pericolo che provenisse dal mondo esterno. Al riguardo, la EX90 è dotata di un ampio scudo di sicurezza che include la più recente tecnologia di rilevamento: in tutto, infatti, sono presenti otto telecamere, cinque radar, 16 sensori a ultrasuoni e un Lidar.

Dall'esterno. Tutti questi dispositivi della EX90, alimentati dalla piattaforma di elaborazione di base e dal software, lavorano insieme per offrire la miglior lettura possibile in tempo reale a 360 gradi. Incorporato nel tetto della EX90, il nuovo Lidar, per esempio, è in grado di rilevare pedoni fino a 250 metri e oggetti scuri, come un pneumatico, fino a 120 metri davanti alla vettura. Il sistema rileva la strada di fronte all'auto di giorno e di notte, pure a velocità autostradali, ed è in grado di riconoscere anche piccoli oggetti che si trovano molto più avanti a noi: in questo modo si regala al guidatore più tempo per reagire ed evitare un potenziale pericolo. Al riguardo, la ricerca della Volvo indica che questo software e i nuovi sensori possono contribuire a ridurre fino al 20% gli incidenti che provocano lesioni gravi o morte. Inoltre, i tecnici della Casa stimano di poter migliorare la prevenzione complessiva degli incidenti fino al 9%, il che potrebbe portare, nel tempo e con un'ampia diffusione, a evitare milioni di incidenti.

Anche dall'interno. Nell'abitacolo, il sistema di sicurezza è rivolto a chi guida, grazie a sensori e a due telecamere che misurano la concentrazione dello sguardo. Ciò consente all'EX90 di notare quando il conducente si distrae, è stanco o comunque poco attento: tutto ciò in modo superiore a quanto è già stato possibile fino a oggi su una Volvo. Anche il volante capacitivo ha un suo ruolo, rilevando se il conducente lo sta impugnando saldamente oppure no. Nel caso in cui le telecamere dovessero registrare comportamenti anomali, si attiva un avviso, che può crescere di intensità se la situazione si stesse aggravando. Se il driver dovesse addormentarsi o accusare un malore, e quindi non rispondere più agli input, allora l'EX90 è progettata per fermarsi in sicurezza sul ciglio della strada, attivando le luci di emergenza per avvisare gli altri automobilisti e facendo partire una chiamata di soccorso. Il focus sul livello di attenzione del guidatore e su tutto ciò che sta attorno all'auto include elementi cruciali relativi alla prossima tecnologia di guida automatizzata che, una volta verificata appieno e approvata, sarà poi introdotta sulla nuova Suv.

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Lamborghini Huracán - Il teaser della futura versione off-road - VIDEO

4 Ruote - Set 21,2022

Non chiamatela Sterrato, almeno fino a quando Lamborghini non ufficializzerà il nome: per ora la Huracán con assetto rialzato viene semplicemente descritta come un modello speciale. Presentando queste nuove immagini, la Casa non ha nemmeno citato l'omonima Concept che abbiamo guidato nel 2019 e che ha dato il via a questo curioso progetto, unico nel suo genere per il momento.

Alta e cattiva, una formula inedita. Nelle immagini e nel video vediamo nuovamente la Huracán muoversi su terreni accidentati: merito dell'assetto totalmente rivoluzionato quanto ad altezza da terra e regolazioni. Nonostante la diversa colorazione delle pellicole la, V10 italiana è ormai uscita allo scoperto: oltre ai pneumatici a spalla alta e alla maggiore luce sotto la scocca ci sono differenze sostanziali a livello di paraurti e passaruota, ma non passano affatto inosservati anche il portapacchi e le luci Led aggiuntive. L'airscoop sul tetto dovrebbe essere realmente chiamato a portare aria fresca al V10, mentre per il momento non sappiamo se per la trazione integrale siano previste regolazioni specifiche: quel che è certo è che con oltre 600 CV su terra e sabbia la biposto sembra decisamente portata a piacevoli sovrasterzi.

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Mercedes-AMG - 680 CV ibridi per la C 63 S E Performance

4 Ruote - Set 21,2022

La Mercedes-AMG C 63 si rinnova e compie un passaggio epocale verso l'elettrificazione. Come ampiamente anticipato dai vertici di Affalterbach non si vive di solo V8, che rimane comunque sui modelli al top del listino come la GT 63 S E Performance da 843 CV: per la Classe C si completa il passaggio alle sole unità quattro cilindri per tutte le versioni benzina e diesel. Dopo la C 43 mild hybrid da 422 CV è ora la volta della C 63 S E Performance, che sfrutta un nuovo powertrtain plug-in hybrid da 680 CV e 1.020 Nm e sarà da subito proposta in versione berlina e Station Wagon.

Più lunga e più larga di tutte le altre. Nonostante l'apparente somiglianza con la C 43, la nuova C 63 è caratterizzata da elementi estetici e aerodinamici specifici. Il frontale è più lungo di 50 mm a causa del diverso design delle prese d'aria, inoltre i parafanghi anteriori sono stati allargati per ospitare pneumatici più larghi: la carreggiata è stata maggiorata di 76 mm e persino il passo risulta più lungo di 10 mm rispetto alle altre versioni. Per la prima volta viene introdotto anche un sfogo d'aria orizzontale sul cofano motore, dove è stato inserito anche in anteprima assoluta il logo circolare nero AMG. Nel frontale sono nascosti anche due Air Panel attivi che modificano la loro posizione in base al fabbisogno del sistema di raffreddamento, mentre in coda troviamo un piccolo alettone integrato e il diffusore con i quattro terminali di scarico rettangolari. Di serie sono previsti cerchi da 19", mentre in opzione sono disponibili quelli fucinati da 20". L'abitacolo propone sedili sportivi (con quelli Performance ridisegnati in opzione), volante performance AMG con display integrati e le grafiche personalizzate dell'Mbux, della strumentazione e dell'head-up display.

170 CV in più del modello uscente per la plug-in hybrid. Il salto rispetto alla V8 uscente (e alle concorrenti BMW e Audi) è enorme: la precedente generazione della C utilizzata il V8 4.0 biturbo nella variante S da 510 CV e 710 Nm, mentre la nuova combina il noto quattro cilindri 2.0 turbobenzina M139 - qui portato a 476 CV e 545 Nm e dotato di turbina maggiorata e motore elettrico di supporto alla sovralimentazione alimentato dal sistema 400 Volt di bordo - a un motore elettrico da 204 CV sull'asse posteriore con cambio due marce dedicato (con la seconda inserita sopra i 140 km/h). Per la trasmissione è confermato l'automatico AMG Speedshift Mct 9G doppia frizione, inoltre è previsto l'asse posteriore sterzante. La batteria a 400V da 6,1 kWh e 89 kg segue la filosofia sviluppata in Formula 1: l'ibrido è pensato in funzione delle prestazioni e si ricarica rapidamente per avere sempre tutta la potenza disponibile, mentre l'autonomia a emissioni zero è limitata a 13 km. A bordo è presente un caricatore da 3,7 kW ed è particolarmente importante la presenza di un sistema di raffreddamento diretto a liquido (14 litri) che tocca singolarmente le 560 celle interne e non l'intero pacco dall'esterno. In questo modo, la batteria lavora alla temperatura ideale di 45 gradi indipendentemente dai cicli di carico e scarico. La Mercedes-AMG dichiara per la C 63 S un tempo di 3,4 secondi per toccare i 100 km/h da fermo e una velocità massima autolimitata di 250 km/h (con pacchetti opzionali per salire a 280 per la berlina e 270 per la Wagon). Il consumo medio omologato è pari a 6,9 l/100 km e 156 g/km.

Assetto e freni al top. La AMG ha colto l'occasione per girare a suo favore il passaggio all'ibrido. Pur dovendo fare i conti con il peso aggiuntivo dell'elettrico e delle batterie, il salto dal V8 al quattro cilindri in linea ha infatti permesso di ridurre di quasi 50 kg il peso sull'asse anteriore, favorendo così la distribuzione dei pesi. Di serie sono previsti il sistema Ride Control AMG con sospensioni attive derivato dalla AMG GT Black Series e l'impianto frenante AMG do materiale composito con pinze anteriori a sei pistoncini, mentre il sistema carboceramico è proposto in opzione. La disposizione degli elementi del powertrain è inoltre concentrata verso il basso per favorire il baricentro, mentre la trazione integrale 4Matic+ mantiene il collegamento fisico tra gli assi anche in presenza del motore elettrico posteriore. 

Otto modalità di guida. La nuova C 63 S E Performance offre ben otto modalità di guida del Dynamic Select AMG: Electric, Comfort, Battery Hold, Sport, Sport+, Race, Slippery e Individual, pensate per poter coprire tutte le possibili condizioni d'uso del veicolo. Questi setup influenzano la risposta del powertrain, la gestione dei motori, la trasmissione, l'assetto e il sound dello scarico. La vettura si avvia sempre in modalità Comfort con il solo motore elettrico (con boost limitato al 25% in accelerazione), ma nell'abitacolo viene comunque diffuso il "ruggito" di una messa in moto classica. In Electric è possibile raggiungere i 125 km/h, mentre con Battery Hold l'accumulatore viene mantenuto al 75%. In Sport e Sport+ il boost del motore elettrico raggiunge rispettivamente il 65 e l'80%, mentre in Race tutti i sistemi sono impostati per le massime prestazioni in pista. Il guidatore può inoltre scegliere tra quattro livelli di recupero dell'energia in rilascio con un tasto sul volante, con mappe preimpostate specifiche in base alle modalità di guida. possibile inoltre selezionare manualmente quattro modalità per la trasmissione, tre modalità per l'assetto e per lo sterzo e quattro livelli (Basic, Advanced, Pro e Master) per i controlli di trazione e stabilità del pacchetto AMG Dynamics. 

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Bando delle endotermiche - Salvini propone un referendum, ma è quasi impossibile

4 Ruote - Set 21,2022

L'auto e la sua industria non sono entrate finora tra gli argomenti più dibattuti nella campagna elettorale per il voto del 25 settembre. Ora va registrato un intervento a gamba tesa di Matteo Salvini su uno dei temi più controversi e dirimenti per il futuro del mondo delle quattro ruote: il leader della Lega, infatti, ha lanciato la proposta di un referendum sul bando delle endotermiche per il 2035. Siano gli operai di Mirafiori e di tutta Italia a dire se è giusto licenziare in Italia per avvantaggiare la Cina, ha aggiunto Salvini durante un comizio al mercato di Rivoli, cittadina alle porte di Torino che, nonostante tutto, rappresenta ancora uno dei simboli dell'industria automobilistica italiana e mondiale.  

Una posizione non nuova. Non è, comunque, la prima volta che Salvini si scaglia contro il bando delle endotermiche. Già alla fine di giugno - in particolare dopo il voto dell'Europarlamento favorevole alla proposta della Commissione europea e il conseguente via libera del Consiglio europeo - il leader leghista aveva descritto lo stop alla vendita di auto diesel e benzina come una follia assoluta, un regalo alla Cina e un disastro per milioni di lavoratori italiani ed europei.

Una boutade? In ogni caso, la proposta di referendum lanciata da Salvini rischia di rivelarsi solo una boutade elettorale, come nel caso della famosa promessa (non mantenuta) di un forte taglio delle accise sui carburanti. D'altro canto, non è neanche la prima volta che il leader leghista lancia delle proposte velleitarie su questioni legate all'Unione europea. Per esempio, all'epoca del voto dei britannici favorevole alla Brexit, Salvini annunciò una raccolta di firme per una legge che modificasse la nostra Costituzione e consentisse agli italiani di esprimersi su temi europei. Si sarebbe trattato, evidentemente, di un referendum di tipo consultivo perché avrebbe chiesto agli elettori un parere (comunque non vincolante) su un dato argomento. Lo stesso vale per la proposta odierna o quantomeno dovrebbe vista l'assenza di qualsivoglia dettaglio da parte dello stesso Salvini.

Il dettato costituzionale. Si tratta, però, di una tipologia referendaria non prevista dalla nostra Costituzione: i referendum sono solo di natura abrogativa, propositiva e costituzionale. Tra l'altro, l'unica "consultazione" avvenuta in Italia su un tema europeo risale al 1989, quando gli italiani furono chiamati a esprimersi sulla trasformazione della Cee nell'attuale Unione europea, ma per indirla fu varata, in via straordinaria, un'apposita legge di integrazione costituzionale. Dunque, per introdurre i referendum consultivi sarebbe necessario apportare prima delle modiche alla Costituzione, ma la stessa carta stabilisce un procedimento revisorio estremamente rigido, che coinvolge entrambi i rami del Parlamento e prevede particolari deliberazioni e maggioranze qualificate. Inoltre, anche se fossero introdotti, i referendum consultivi potrebbero avere una natura solo politica ed effetti giuridici limitati. In tal senso non va dimenticato che la Costituzione stabilisce precise disposizioni sul tema dei trattati internazionali come quello di adesione all'Unione europea. A meno che non si voglia mettere in discussione anche l'appartenenza al blocco comunitario, ma questa è tutt'altra faccenda.

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Toyota Yaris Cross - Aperti gli ordini per la GR Sport

4 Ruote - Set 21,2022

Il nuovo allestimento sportivo GR Sport entra nel listino italiano della Toyota Yaris Cross. La Suv è proposta con prezzi partire da 32.900 euro, ma grazie agli Hybrid Bonus con permuta o rottamazione i clienti la potranno avere a 28.400 euro. L'unica motorizzazione disponibile è la 1.5 Full Hybrid a trazione anteriore con cambio automatico e-Cvt, per la quale il costruttore dichiara un consumo medio Wltp di 4,9 l/100 km con 112 g/km di emissioni di CO2. 

Tocchi sportivi e assetto dedicato. La versione GR Sport della Yaris Cross è caratterizzata da tocchi sportivi ispirati ai modelli griffati Gazoo Racing: il medesimo allestimento è già disponibile per la Yaris, per la C-HR e per la Corolla. Sulla Yaris Cross troviamo in particolare i cerchi da 18" con finitura lucida, il diffusore posteriore integrato nel paraurti, la griglia anteriore specifica con finitura Piano Black, i sedili di Ultrasuede e pelle con cuciture rosse, gli inserti Gun Metal Grey sulla plancia e i loghi GR su poggiatesta, volante, pulsante di accensione e grafica dei display. La vettura è inoltre dotata di un assetto specifico che riduce il rollio e migliora la risposta ai comandi. 

Vernice bicolore esclusiva. La dotazione di serie è particolarmente ricca e allineata con le varianti Lounge e Adventure. Sono inclusi i sedili riscaldabili, il climatizzatore bi-zona, i cristalli posteriori oscurati e il pacchetto di Adas Toyota T-Mate. Per la GR Sport la Toyota ha inoltre previsto di serie l'esclusiva verniciatura Dynamic Grey con tetto e montanti neri a contrasto. In alternativa i clienti potranno scegliere le varianti Emotional Red e Pearl White.

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Breve Termine - Hertz accelera sull'elettrico anche con GM

4 Ruote - Set 21,2022

Dopo Tesla e PolestarHertz accelera sul noleggio elettrico grazie a un accordo con GM, che porterà a ordinare fino a 175 mila vetture alla spina dei marchi Chevrolet, Buick, GMC, Cadillac e BrightDrop - la soluzione di consegne elettriche del gruppo - nei prossimi 5 anni. Le consegne delle prime Chevrolet Bolt EV e Bolt EUV  inizieranno nel primo trimestre del 2023. L'obiettivo attuale dell'azienda è che un quarto della sua flotta sia elettrica entro la fine del 2024.

Futuro elettrico. Le consegne di veicoli elettrici continueranno sino al 2027, periodo durante il quale Hertz pensa che viaggeranno in elettrico per ben 8 miliardi di miglia, evitando di emettere oltre 3,5 milioni di tonnelate di CO2. Si prevede che le consegne di GM a Hertz aumenteranno poiché la Casa statunitense aumenterà rapidamente la sua produzione di veicoli elettrici tra il 2023 e il 2025, grazie all'apertura di stabilimenti di celle di batterie Ultium Cells in Ohio, Tennessee e Michigan. GM prevede una capacità di produzione annuale di 1 milione di veicoli elettrici in Nord America entro il 2025. " entusiasmante che due iconiche aziende americane che hanno plasmato l'evoluzione dei trasporti per più di un secolo si uniscano per ridefinire il futuro della mobilità nel 21 secolo. Siamo entusiasti di collaborare con GM su questa iniziativa, che amplierà notevolmente la nostra offerta di veicoli elettrici ai clienti Hertz, inclusi i viaggiatori d'affari e di piacere, i conducenti di ridesharing e le aziende" ha commentato il Ceo di Hertz Stephen Scherr, a cui ha fatto eco Mary Barra, presidente e Ceo di GM: "Il nostro lavoro con Hertz è un enorme passo avanti per la riduzione delle emissioni e per l'adozione di veicoli elettrici che aiuterà a creare migliaia di nuovi clienti di veicoli elettrici per GM. Con la scelta del veicolo, la tecnologia e l'autonomia che stiamo offrendo, sono fiducioso che ogni esperienza di noleggio aumenterà ulteriormente la considerazione dell'acquisto per i nostri prodotti e guiderà la crescita della nostra azienda".

 

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Enjoy - Anche a Bologna sbarcano le Yoyo elettriche

4 Ruote - Set 21,2022

Dopo Torino - e in attesa di sbarcare anche a Firenze, Milano e Roma - Enjoy mette sulle strade bolognesi le Xev Yoyo, quadricicli elettrici a due posti con la possibilità di fare battery swapping. Sono 50 le Yoyo verde lime che si uniscono alla flotta già disponibile in città per il servizio di car sharing in free floating della Eni, che già conta 155 veicoli tra auto e cargo e che, dal suo arrivo in città nel 2018, ha effettuato già oltre 340.000 noleggi, sui 29 milioni fatti in tutta Italia. La tariffa è di 0,29 euro al minuto a cui, dal 29 settembre, si aggiungerà un costo fisso pari a un euro per lo sblocco del veicolo ad inizio noleggio. Le 50 Yoyo, con una velocità massima di 80 km/h e una autonomia fino a 150 chilometri, sono fornite con una contratto di noleggio a lungo termine da Sifà, società di Nlt di Reggio Emilia del grupo Bper Banca: "Siamo davvero entusiasti di proseguire questo nuovo percorso di collaborazione con Eni e XEV (il costruttore cino-torinese delle Yoyo, ndr). Per Sifà mettere a disposizione prodotti e servizi che supportino lo sviluppo di una mobilità più sostenibile è un obiettivo di primaria importanza su cui tutta l'Azienda sta lavorando con grande impegno, in coerenza con i valori del nostro progetto strategico Circular Mobility" commenta l'ad e fondatore Paolo Ghinolfi.

La ricarica. Gli addetti di Enjoy si occupano della ricarica delle Yoyo, grazie anche alla possibilità di sostituire in un minuto le batterie con il battery swapping possibile in 5 stazioni Eni in città, facendo attenzione di lasciare sempre a disposizione dei cittadini bolognesi e dei visitatori della città felsinea almeno il 30% di ricarica. "Eni è lieta che il Comune di Bologna abbia accolto con entusiasmo il nuovo car sharing elettrico Enjoy, che nei mesi scorsi è stato avviato a Torino e che presto sarà esteso alle altre città in cui il servizio è presente: Firenze, Milano e Roma", commenta Giuseppe Ricci, Direttore generale Energy Evolution di Eni, che prosegue: "Siamo inoltre felici che la presentazione si sia svolta nel contesto della Settimana europea della mobilità, il cui tema 2022 è Better Connections: creare connessioni migliori tra i cittadini e tra i diversi soggetti della mobilità urbana è anche l'intento del car sharing. Da oggi Enjoy contribuisce a un'ulteriore evoluzione degli spostamenti in città perché mette a disposizione dei bolognesi auto che si possono utilizzare solo per il tempo e il tragitto necessario, a zero emissioni di CO2 su strada, e molto maneggevoli. Il nuovo servizio di car sharing elettrico arricchisce l'offerta Eni di prodotti sostenibili e quella delle sue stazioni di servizio, dove viene effettuato il cambio delle batterie delle nuove Enjoy. Si tratta di un ulteriore passo avanti nel nostro percorso verso l'obiettivo, entro il 2050, della totale decarbonizzazione non solo dei nostri processi ma anche dei prodotti per i nostri clienti". In Italia Enjoy, attiva dal 2013, conta oltre 1 milione di clienti, con una flotta complessiva di 2.500 veicoli.

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Mitsubishi - ASX, la gemella giapponese della Renault Captur

4 Ruote - Set 21,2022

Anche la Mitsubishi vuole elettrificare interamente la propria gamma e per farlo sfrutta le sinergie interne all'Alleanza con Nissan e Renault presentando la nuova generazione della ASX. La crossover, in passato progettata in proprio, si trasforma in una versione leggermente rivisitata nell'estetica della Renault Captur: il modello sarà in vendita anche in Europa, ma solo in alcuni Paesi, a partire da marzo 2023.

Gemella della Captur con motori elettrificati. Al di là dei loghi e del motivo grafico della mascherina anteriore, la ASX è in tutto e per tutto identica alla cugina francese e verrà pure assemblata nella stessa fabbrica in Spagna, a Valladolid. La gamma comprenderà tutte le motorizzazioni già viste sulla transalpina: il 1.0 TCe (con cambio manuale), il 1.3 turbobenzina mild hybrid (con trasmissione manuale a sei marce o automatica a sette rapporti), il 1.6 E-Tech full hybrid (con batteria da 1,3 kWh) e il 1.6 E-Tech Plug-in Hybrid (con accumulatori da 10,5 kWh). I dettagli sugli allestimenti, sugli accessori e sul listino prezzi saranno annunciati appena verranno aperti gli ordini, ma per il momento la Mitsubishi non ha chiarito se la nuova ASX arriverà in Italia e in quali saranno i Paesi europei verrà commercializzata.

Dopo la ASX toccherà alla Colt. Quando la Mitsubishi aveva diffuso le prime anticipazioni della ASX non era possibile riconoscere la Captur, ma ora che la vettura è stata presentata possiamo applicare la stessa logica ai teaser della Colt svelati nell'aprile scorso. La Casa giapponese potrebbe seguire la stessa filosofia anche per la piccola di segmento B e sfruttare la base della Renault Clio, introducendo un frontale rivisitato con gli stilemi già visti sulla ASX. La Colt sarà introdotta sul mercato nell'autunno del 2023.

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Caro carburanti - La benzina scende sotto gli 1,69 euro al litro, diesel a 1,79

4 Ruote - Set 21,2022

Nuovi ribassi per i prezzi dei carburanti. Stando alle ultime rilevazioni di Staffetta Quotidiana, la media della benzina self service è sotto 1,69 euro/litro, mentre il gasolio vede rafforzare la sua discesa sotto gli 1,8 euro al litro nonostante un nuovo "rimbalzo" delle quotazioni internazionali.

Le rilevazioni. Nello specifico, le medie dei prezzi, comunicati ieri mattina dai gestori di circa 15 mila impianti all'Osservatorio del ministero dello Sviluppo economico, vedono la benzina self service a 1,684 euro/litro (-7 millesimi rispetto al giorno precedente) e il diesel a 1,79 (-9 millesimi rispetto alla rilevazione di lunedì 19 settembre, quando il gasolio ha rotto al ribasso la soglia degli 1,8 euro). Al servito, benzina a 1,830 euro/litro (-7), diesel a 1,934 euro/litro (-9), Gpl a 0,794 euro/litro (invariato), metano a 3,068 euro/kg (+6), Gnl a 3,244 euro/kg (+36). Lungo le arterie autostradali, benzina a 1,792 euro/litro (2,055 al servito), gasolio a 1,887 euro/litro (2,143 al servito), Gpl a 0,897 euro/litro, metano a 3,718 euro/kg e Gnl a 3,447 euro/kg.

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Aehra - Ecco i primi teaser della Suv premium elettrica

4 Ruote - Set 21,2022

Vi avevamo già parlato di Aehra, neo marchio di lusso italiano con base a Milano, nato dall'intuizione di Hazim Nada e di Sandro Andreotti. Il loro ambizioso progetto è quello di portare sul palcoscenico una serie di modelli elettrici, belli da vedere e anche da guidare. Ebbene, ora sono stati svelati i primi teaser che cominciano a mostrare come sarà la capostipite del brand, un'originale Suv di alta gamma. Il design definitivo e il nome del modello saranno invece presentati in ottobre, mentre nel febbraio prossimo sarà la volta della seconda puntata della gamma, che sarà una berlina. La consegna delle prime vetture Aehra è prevista nel 2025. 

D'effetto. Le forme di questa sport utility appaiono spettacolari. A cominciare dalle soluzioni delle porte, con quelle anteriori che sembrano avere apertura a farfalla, e quelle posteriori, invece, ad ala di gabbiano. Un mix originale e complesso da realizzare, ma che darebbe un'idea chiara dello "spessore" del progetto. Del resto il responsabile del Design è Filippo Perini, che ha lavorato per molti anni alla Lamborghini. Ecco come commenta la sua creazione: "Aehra è nata con l'obiettivo di esprimere, come mai prima d'ora, tutte le potenzialità del design che la tecnologia di avanguardia dei veicoli elettrici oggi offre. Il primo modello Suv coniuga l'ineguagliabile eleganza del design italiano con il meglio dei materiali e dell'ingegneria globali, per portare un cambio di paradigma nell'esperienza del cliente".

Soluzioni spinte. Dunque, questo primo prodotto del brand Aehra, che dovrebbe avere taglia sui cinque metri, potrebbe presentarsi con le carte in regola per farsi notare nell'affollato mercato delle ruote alte di lusso, dominato da nomi molto blasonati. E infatti i teaser mostrano una Suv dallo stile e dalla ricerca aerodinamica "spinti", con frontale corto e inclinato, e gruppi ottici inseriti in una fessura, che regalano personalità all'insieme. Nella vista di lato, poi, il modello risulta molto slanciato, e contraddistinto da una linea ideale che congiunge il muso inclinato, il padiglione spiovente e la coda molto sportiva, un po' allungata.  

Ambizioni globali. Grazie a finanziamenti privati, il brand Aehra ha già stabilito una tabella di marcia chiara per raggiungere gli obiettivi strategici del suo modello di business: penetrazione dei mercati chiave, tra cui il Nord America, l'Europa, la Cina e gli Stati Arabi del Golfo nel 2025. 

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Hyundai - Alla (ri)scoperta della fabbrica green di Noovice

4 Ruote - Set 21,2022

Energia pulita (vedremo come), rispetto per l'ambiente, programmi ambiziosi, e persino tutela e osservazione di 300 specie rare di farfalle. Torniamo a Noovice dieci anni dopo (nove, per la precisione), per vedere i passi avanti fatti dalla Hyundai. Che qui punta tutto sul futuro elettrico, iniziato con la Tucson ibrida e arrivato da qualche anno, tre per la precisione, alla Kona a batteria. La nuova missione si chiama Progress for Humanity e ci riporta verso questo fiore all'occhiello dell'Est europeo, creato dai sudcoreani, che cerca di non pensare alla guerra a pochi relativamente chilometri da qui (Leopoli è a soli 500 km, anche se il fronte è altri mille km più in là). La regione è quella della Moravia-Slesia, tra le Beskydy mountains. Tensioni internazionali tenute sopite e distanti, qui si parla di eolico, fotovoltaico, specie erbacee da tutelare e, come detto, variopinti insetti svolazzanti sui prati attorno alla fabbrica sempre più 4.0.

I numeri, apparentemente simili. Una macchina al minuto è una macchina al minuto, una cosa strabiliante e inimmaginabile da fordisti e tayloristi più accaniti, da quel limite è difficile salire ancora di molto. E infatti, anche con il raddoppio di robot avvenuto nell'ultimo lustro, arrivati a 388 (gli ultimi tre sono stati inseriti a luglio: un investimento di 70 mila euro l'uno, che si ripaga in tre anni e mezzo, ci spiega il responsabile della linea), le cifre sono grossomodo quelle del reportage di dieci anni fa. La fabbrica HMMC (Hyundai Motor Manufacturing Czech) nasce nel 2008 su una superficie di 2 milioni di metri quadrati e un paio d'anni dopo la posa del primo pilastro, con l'avvio della produzione della i30, la prima Hyundai europea, balza a 100 e presto a 350.000 unità/anno. Oltre alla compatta best seller, qui si sfornano le x35 (poi tornata al nome Tucson), e la i20, e nel 2013 si festeggia il primo milione di veicoli. Ecco, ora siamo a 4 milioni (si stima di arrivarci a novembre) I numeri, dicevamo: 3.200 dipendenti, il 95% di cittadinanza ceca, che su tre turni lavorano cinque giorni alla settimana. Dalle presse delle lamiere all'auto fatta e finita ci vogliono appena  20 ore (e mezza, per la precisione): stampaggio 5 ore, saldatura 2 ore, verniciatura 9 ore, assemblaggio 4,5 ore. Dalle linee di produzione esce un'auto ogni minuto, circa 1.300-1.500 al giorno. Sei i modelli prodotti: la compatta i30 (a cinque porte, Wagon, Fastback e N), la Tucson e la nostra protagonista, che guideremo dopo averne avvitato almeno un bullone (ci hanno promesso di metterci al lavoro), ovvero la Kona Electric.

Così piccola, e così autonoma. In attesa della seconda serie della crossover compatta nel 2023, con uno stile ancor più d'impatto e contenuti hi-tech (e con il quasi certo addio al diesel), ci avviamo dall'aeroporto di Cracovia, nella confinante Polonia, allo stabilimento di Noovice, alla guida dell'attuale Kona elettrica. L'avevamo provata nel 2019 e messa a confronto con la versione diesel. La Ev resiste ovviamente meglio all'invecchiamento del modello (le linee da elettrica, con la calandra chiusa e lo sportellino asimmetrico, l'aiutano). All'interno è piacevole, comoda e intuitiva. Alla guida, per esempio, si impara in un attimo ad apprezzare la frenata rigenerativa, settabile su tre livelli. Dopo i primi metri, entrati in autostrada, la tolgo del tutto, per lasciar scorrere l'auto in rilascio. Volendo, nella guida mista, si può gestire la quasi totalità del tragitto soltanto con un pedale (la famosa one pedal drive), peraltro in maniera più modulabile rispetto ad altre elettriche un po' brusche nel decelerare appena si alza il piede destro. Tra i punti forti della Kona Ev c'è l'autonomia, che tra le piccole crossover elettriche, è una delle migliori. Dall'aeroporto di Cracovia alla cittadina industriale di Ostrova, un viaggio di circa 200 km e due ore a 140 km/h (il limite consentito in Polonia), consumiamo meno di 15 kWh per 100 km; all'arrivo ci sono ancora 200 chilometri di autonomia. Più che sufficienti per presentarci alla fabbrica di Noovice l'indomani alle 7.30 (i tre turni degli operai sono 6-14, 14-22, 22-6).

Fabbrica green. Varchiamo i cancelli della factory. Una breve presentazione e ci mettiamo al lavoro. Scarpe antinfortunistiche, tuta blu, guanti e via: si parte dalle presse, dove in realtà è tutto robotizzato, a controllare i pezzi sfornati in quel momento (tetti della Tucson, ma gli stampi, ogni due ore, sono in grado di creare una sessantina di parti diverse, fra cui quelle principali, per assemblare ciascun modello come un puzzle tridimensionale). Ogni 25 pezzi, uno va passato manualmente con una specie di limetta, per verificarne la texture. In questo reparto sono pochi i compiti rimasti destinati agli umani, per ragioni di rapidità, precisione, elasticità e anche di spazio disponibile. A noi tocca inserire due traversine dell'interno porta prima che i rapaci robot li prendano per completare le saldature e rimetterli sul nastro verso l'assemblaggio. Ultimo compito: attaccare le targhette sul portellone e, infine, mettere in moto ed effettuare i controlli luci, tergi, clacson, prima che tutto torni ancora una volta automatizzato, verso la galleria dell'acqua (dove si verifica la tenuta). Poi c'è la pista: 3 km di circuito confort, stabilità, freni: una Vairano in piccolo, dove non si testano le prestazioni, ma si verifica che l'auto non abbia difetti. Cinque minuti per ogni auto e poi nel piazzale, che ne può contenere 10 mila. Crisi energetica permettendo, la Hyundai Czech ha compiuto la trasformazione in fabbrica "green" dall'inizio di quest'anno: l'intero complesso utilizza il 100% di energia proveniente da fonti rinnovabili (in realtà usa l'energia disponibile sulla rete, ma acquista quote di energia pulita garantita dai produttori) e ha quindi raggiunto il traguardo della cosiddetta "carbon neutrality", che l'intera azienda punta a completare nel 2045. Le forniture provengono da fonti e impianti diversi, alcuni nelle vicinanze altri più lontani, che sfruttano impianti a biogas, elioparchi, centrali idriche ed eoliche; inoltre, per centrare l'obiettivo, già da quattro anni la direzione della fabbrica si è impegnata ad abbassare il consumo energetico, che è stato ridotto del 10% grazie agli investimenti sulla sostenibilità (circa 3,7 milioni di euro all'anno), al ricorso a tecnologie a basso impatto come l'illuminazione a Led e i bruciatori a basso consumo nel locale caldaie. Inoltre si è deciso di investire sul fotovoltaico per arrivare a utilizzare pannelli solari ovunque sia possibile (tetti e pareti delle aree di produzione, parcheggi, spazi comuni). Attualmente lo stabilimento è in attesa dei permessi per iniziare i lavori nel 2024. L'obiettivo è di arrivare a risparmiare 500 tonnellate di CO2 all'anno. Sul fronte della biodiversità, invece, si parla di 50 ettari di prati e pascoli curati e protetti, 11.000 nuove giovani piante, 10 milioni di erbe seminate e 200 postazioni installate per il monitoraggio di farfalle rare. Tutto questo grazie anche al lavoro di volontariato dei dipendenti (1.200 ore).

L'altra faccia dell'auto.  E così, in Moravia, lussureggiante regione della Repubblica Ceca, dove, come notavamo già dieci anni fa, capannoni industriali di recente costruzione si alternano a campi da golf, sui Beskydy, che richiamano schiere di giocatori provenienti da tutta Europa, si conferma l'altra faccia dell'auto. Quella dei coreani per i quali la crisi delle quattro ruote sembra lontana.  

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BMW Serie 3 - Un facelift che non tradisce loriginale: è sempre bella da guidare

4 Ruote - Set 21,2022

una gatta da pelare che si ripresenta puntualmente. E non accade certo soltanto alla BMW, ma un po' a tutti i costruttori che hanno in casa un pezzo da novanta, una macchina che, se all'improvviso dovesse per assurdo sparire dalla gamma, farebbe mancare un pezzo dell'identità di una marca. E quando si tratta di rinnovarla, o anche semplicemente aggiornarla, è ogni volta un rebus. In questo, per la Serie 3, vessilllifera berlina sportiva dei colori e dei valori biancoblù, la Casa di Monaco ha scelto la strada più consona e prudenziale: quella di toccare il meno possibile, per non turbare quel delicatissimo equilibrio tra raziocinio e piacere che la dreier ha tradizionalmente saputo tenere insieme come poche altre rivali.

Restyling leggero (e riuscito). Questa è una linea progettuale che è stata perseguita con coerenza su tutti i fronti dello sviluppo del modello rinnovato. E che si intuisce già al primo sguardo: il restyling di questa settima generazione della Serie 3 è stato lievissimo. Forse ancora più del solito, dato che in passato (si pensi alla sparizione dei ciglioni cromati sul doppio rene della E90, accompagnato da tanto di re-design del pannello del cofano) la BMW non si era fatta problemi a rivedere a fondo certi esiti stilistici. Niente di tutto questo è accaduto qui: il facelift ha portato in dote una griglia leggermente più angolare (ma per accorgervene dovete essere o bimmer da forum o avere 11/10 di vista) e soprattutto un gruppo ottico con un paio di novità interessanti: il profilo inferiore senza il dente del paraurti, per un profilo più pulito, e i nuovi Led ad arco rivolto verso il basso (prima guardavano all'insù). Un lavoretto di fino, insomma, senza cedimenti alla tentazione di estendere a dismisura la calandra in altezza, che non sempre ha prodotto esiti convincenti.

Dentro: funziona bene lo schermone. In confronto a quel (poco) che è successo fuori, dentro le modifiche sono state più incisive. La più macroscopica risiede ovviamente nell'ingresso in scena dello schermone panoramico concavo, che incorpora in un unico elemento strutturale le due metà funzionali di base: quella riservata alla strumentazione (ovviamente riconfigurabile) da 12,3 e quella destinata invece all'infotainment che ne misura 14,9. Un'introduzione che ha avuto un'accoglienza non univoca: la vox populi che leggiamo nei commenti sui nostri canali social punta un po' il dito verso l'apparenza un po' appoggiata sulla plancia di questo elemento (e devo dire che mi sembra meglio integrato il Curved display sulle compatte, con i suoi angoli più smussati). Ma d'altra parte va anche sottolineato come il nuovo sistema operativo proprietario 8.0 (con comandi vocali avanzati, funzionalità BMW ID, BMW Intelligent Personal Assistant e aggiornamenti da remoto) scivoli tra i menu con l'agilità di uno smartphone e renda tutte le operazioni principali semplici e intuitive: per qualità grafiche e d'interazione (l'affidabilità della realtà aumentata in parcheggio ne è un esempio) il Connected drive resta un riferimento assoluto nel panorama attuale.

Addio (definitivo) al cambio manuale. Con un approccio non dissimile, la BMW si è mossa sul piano dei motori: poche novità, ma significative. Primo: via il cambio manuale dalla gamma. Adesso c'è solo l'automatico su tutte le versioni (con mini-cursore elettronico al posto della classica leva). Secondo: adesso la trazione integrale è disponibile su entrambe le varianti ibride plug-in (e la più potente è passata da 252 a 292 CV). Il resto è continuità, tanto sui motori a benzina (tre powerstep del 2.0 turbo quattro cilindri, da 156, 184 o 245 CV), quanto sui diesel (2.0 quattro cilindri da 150 o 190 CV, 3.0 sei cilindri in linea da 286 CV) e sulle varianti M Performance, che restano la M340i xDrive (3.0 sei cilindri turbobenzina da 374 CV e la M340d xDrive (3.0 sei cilindri diesel da 340 CV).

Resta sempre un riferimento. una continuità, quella sul fronte della meccanica, che si percepisce genuina e benvenuta anche una volta su strada. Pure dopo l'aggiornamento di metà carriera, la BMW Serie 3 di settima generazione si conferma un'auto senza dubbio equilibrata, ma di un equilibrio che trova il suo baricentro sbilanciandosi evidentemente in direzione del dinamismo. Solo l'Alfa Romeo Giulia le assomiglia (e questo lo abbiamo ribadito numerose volte, anche alla luce dei numeri registrati in pista) per comportamento, reazioni e bontà dei feedback restituiti dai comandi principali. Ma anche sul piano dell'efficacia e della rapidità nel rispondere agli input di chi guida non sono in molte quelle che le stanno dietro: tutto questo si traduce ovviamente in qualche compromesso sul fronte del confort, ma si rimane ampiamente nell'ambito della ragionevolezza.

Uno sterzo inconfondibile. Prendere le curve con la normalissima 320d Touring che ho guidato nelle morbide campagne bavaresi è stata un'esperienza non priva di retrogusti piacevoli: merito del motore, che qui con 190 CV e 400 Nm comincia a dosare quel po' di appagamento personale che non guasta. Merito di quell'incrollabile certezza costituita dall'otto marce ZF. O dello sterzo, ineccepibile per prontezza già dai piccoli angoli e rigore nel tenere la traiettoria impostata, senza dover ricorrere a successive correzioni. Ma anche e questo va ben sottolineato a onor del vero del pacchetto M Sport sull'auto che ho provato. E non è roba da poco: con sospensioni irrigidite, differenziale sportivo e impianto frenante potenziato tutte le fasi fondamentali di inserimento, percorrenza e uscita migliorano drasticamente.

La M340i xDrive: sportiva vera. Vale la pena di dedicare, in conclusione, qualche considerazione anche alla M340i xDrive: modello senza dubbio di nicchia per il suo posizionamento di mercato (i listini toccano con lei quota 74.550 euro, laddove la entry level della gamma parte da 45.550 euro), ma altresì interessante per gli spunti dinamici che offre: come tutte le M Performance di attuale produzione, dalla freschissima M240i xDrive su su fino alla full-size M850i xDrive, anche quella basata sulla Serie 3 merita a pieno titolo l'iniziale del reparto Motorsport nella sua denominazione. Per come suona e tira, il sei in linea ti trasmette sensazioni non lontane da una vera e propria M3. E le inclinazioni complessive di elettronica di gestione e cambio, così come le reazioni del telaio, sono tutto fuorché quelle di un surrogato diluito di qualcosa d'altro. Metteteci dentro il divario di prezzo con la M3 vera e propria (25 mila euro!), quella mezza tacca di esuberanza in meno (che nella guida di tutti i giorni può non dispiacere), e otterrete una sportiva vera. Tutt'altro che da prendere sottogamba.

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Formula 1 - Confermato il calendario con 24 gare

4 Ruote - Set 20,2022

Il Mondiale di Formula 1 si fa sempre più lungo: oggi il Consiglio Mondiale della FIA ha approvato il calendario 2023 che vede salire il numero di gare a 24. Il via già all'inizio di marzo.

Si comincia presto. Il Mondiale 2023 di Formula 1 comincia domenica 5 marzo con il Gran Premio del Bahrain. Secondo le indiscrezioni circolate già nelle scorse settimane, sfruttando la continuità nei regolamenti tecnici, team e piloti avranno a disposizione solamente tre giornate di test collettivi che si disputeranno una settimana prima della gara inaugurale.  La tre giorni di prove si svolgerà sempre sul circuito del Sakhir. Il Medio Oriente ospiterà l'inizio e la fine del prossimo campionato: le prime due prove si terranno in Bahrain e Arabia Saudita, mentre il gran finale è previsto per il 26 novembre allo Yas Marina Circuit di Abu Dhabi. Dal prossimo anno torna anche il Qatar con la gara di Losail, in programma l'8 ottobre.

Tre gare negli USA. La prima trasferta a stelle e strisce sarà quella di Miami, in programma il 7 maggio in Florida, mentre Il GP degli Stati Uniti di Austin, in Texas si correrà il 22 ottobre. Grande attesa per il Gran Premio di Las Vegas, un evento sulla quale Formula 1 sta puntando molto e che si correrà il 18 novembre in Nevada, come penultima prova del campionato.

Monaco è salva. Dopo mesi di discussioni riguardo il futuro della gara nel Principato oggi è arrivato il tanto atteso annuncio del rinnovo. La Formula 1 continuerà a correre a Monte Carlo per almeno altri tre anni. Il Gran Premio di Monaco 2023 è in calendario il 28 maggio.

Italia protagonista. Avremo tre gare negli Stati Uniti, ma non dimentichiamo che ne avremo ben due in Italia. Come già noto, il Gran Premio dell'Emilia-Romagna si correrà a Imola il 21 maggio, mentre il Gran Premio d'Italia a Monza è in programma per il 3 settembre. Piccole modifiche ai tradizionali appuntamenti della calda estate della F.1: il GP del Belgio viene anticipato al 30 luglio, poi i team si prenderanno le canoniche tre settimane di pausa, per riaprire le factory e tornare poi in pista il weekend del 27 agosto a Zandvoort, per il GP d'Olanda.

Il calendario di Formula 1 2023

5 marzo - GP Bahrain, Sakhir

19 marzo - GP Arabia Saudita, Jeddah

2 aprile - GP Australia, Albert Park

16 aprile - GP Cina, Shanghai

30 aprile - GP Azerbaijan, Baku

7 maggio - GP Miami, Miami

21 maggio - GP Emilia-Romagna, Imola

28 maggio - GP Monaco, Monte Carlo

4 giugno - GP Spagna, Barcellona

18 giugno - GP Canada, Montreal

2 luglio - GP Austria, Spielberg

9 luglio - GP Gran Bretagna, Silverstone

23 luglio - GP Ungheria, Hungaroring

30 luglio - GP Belgio, Spa-Francorchamps

27 agosto - GP Olanda, Zandvoort

3 settembre - GP Italia, Monza

17 settembre - GP Singapore, Marina Bay

24 settembre - GP Giappone, Suzuka

8 ottobre - GP Qatar, Losail

22 ottobre - GP Stati Uniti, Austin

29 ottobre - GP Città del Messico, Città del Messico

5 novembre - GP San Paolo, Interlagos

18 novembre - GP Las Vegas, Las Vegas

26 novembre GP Abu Dhabi, Yas Marina

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Octo Forum - Connected circle - Alla ricerca di un'ecosistema dati univoco

4 Ruote - Set 20,2022

Dopo il lancio in grande stile lo scorso anno del primo Octo connected Forum, quest'anno la società telematcia romana ha bissato l'evento, con un sottotitolo ancora più esplicativo, ovvero Connected circle. Un cerchio, un gruppo di lavoro, messo in piedi proprio lo scorso anno che ha, nel giro di un solo anno, dato vita a 14 progetti pilota sviluppatesi in quattro aree strategiche - Smart e Connected Mobility come abilitatori per la Smart City, Maas Mobility-as-a-Service, Mobilità Connessa e gestione delle flotte ed Ecosistemi e spazi-dati per la co-creazione di servizi identificati nello scorso anno da The European House Ambrosetti e da Octo Telematics. "Le tematiche individuate durante il Forum 2021 sono esattamente in linea con i punti trattati dal Pnrr e dal Next Generation EU" ha esordito nel suo intervento il ceo di Octo group Nicola Veratelli, che precisa: "ci eravamo anche detti che per essere efficaci nella realizzazione della via italiana alla mobilità connessa sarebbe stato necessario trasformare le idee in azioni. Ed è esattamente su questo che ci siamo concentrati per questa seconda edizione di Connected Mobility 2025. Per questo abbiamo continuato nel lavoro di convogliare assieme il maggior numero di attori del mercato della mobilità nella creazione di un ecosistema che, raccogliendo il necessario know-how e tutte le expertise correlate, desse vita a un progetto armonico basato su un approccio alla Smart Mobility come catalizzatore e abilitatore delle Smart City. Un approccio che facesse sistema ma che non si limitasse a un generico invito al consociativismo', bensì permettesse di definire azioni concrete e promuovere sinergie ed economie di scala per favorire una Mobilità Connessa capace di contribuire - pur mantenendo inalterato l'approccio coopetitivo' - al bene comune".

Sperimentare per co-creare. A Veratelli ha fatto da contraltare il managing partner & Ceo di The European House Ambrosetti Valerio De Molli: "è importante poter sperimentare per poter co-creare nuovi progetti dice il manager, che prosegue: "abbiamo coinvolto oltre 30 attori in sette tavoli di lavoro, analizzando ben 160 use case in tutto il mondo che incrociano le 4 aeree strategiche annunciate da Nicola (Veratelli, ndr). Il nostro lavoro si è concentrato sullo sviluppo di una roadmap di azioni concrete volte a diffondere best practice utili per il raggiungimento dalla Vision Zero di Octo - Zero inquinamento, Zero traffico e Zero incidenti -. Inoltre, nell'attuale momento di passaggio di Governo che sta vivendo l'Italia, The European House - Ambrosetti e OCTO vogliono mettere a disposizione dei policy maker uno strumento che possa rappresentare un elemento di discussione e di indirizzo delle azioni che definiranno la mobilità del futuro". I sette tavoli che hanno dato vita ai 14 progetti "reali" erano focalizzati sulla Pianificazione urbana, la Sicurezza Stradale, il MaaS - Mobility-as-a-Service, il Behavioural-based Pricing per le assicurazioni, il Monitoraggio dell'efficienza delle flotte, la Transition to green e gli  Ecosistemi di scambio dati. Alle attività hanno partecipato 46 attori della mobilità, provenienti da diversi settori e ambiti di riferimento, dalle Università alla Pubblica Amministrazione ad attori tecnologici a gestori della mobilità urbana ad assicurazioni, ecc. Il panel del primo pomeriggio dedicato alla mobilità connessa come abilitatore della Super Smart Society è stata l'occasione per affrontare i progetti di mobilità in corso, con i rappresentanti delle città di Firenze, Roma, Varese, Milano, Regione Lombardia, Modena, Bari e i dirigenti e tecnici di aziende di trasporto privato e pubblico, utility e costruttori coinvolti nei progetti in corso.

Voci dal palco. Un fil rouge su condivisione dei dati e formazione delle nuove professionalità ha attraversato un po' tutti gli interbventi delle tantissime aziende e rappresentanti delle Pa convocati per questo Forum: "Gli ultimi 24 mesi hanno stravolto il mondo delle mobilità: E se uniamo i puntini su quanto detto sul palco noto che la parola condivisione è stata quella più detta" ha detto Alessandro Balboni Senior IoT Developer di CubeCurve People. "Bisogna investire in tecnologia e in capitale umano. Con una particolare attenzione alla cybersicurezza" ha commentato Oreste Ciani Public Cloud Sales Manager di IBM Italia. Gabriele Ferrazzano Head of Development Smart Mobility Services di Eni/Enjoy e Paolo Manfreddi Ceo di Leasys Rent-Drivalia; Head of European Markets & Business Development di FCA Bank hanno stressato il fatto che se ad oggi il car sharing non è profittevole, "nel mondo lo è solo una società di Singapore, città-paese dove tutto è deciso dall'alto, anche le tariffe" ha sevidenziato Manfreddi, ma che ha tantissime potenzialità, anche e soprattutto in ambito corporate. Il tutto grazie alla telematica, un'eccellenza italiana grazie anche alle assicurazioni: "La telematica è stata antesignana della smart mobility già 20 anni fa. Adottata da una industria, quella delle assicurazioni, che era di nbasso livello tecnologico. Ora siamo alla  terza ondata di innovazione telematica, perché questa rivoluzione ci ha fatto cambiare pelle. Noi ad esempio con Octo abbiamo intrapreso un percorso di co-deign per il prodotto GuidoBene, un successo per premiare chi guida in maniera corretta" commenta Massimiliano Mascoli Head of Insurtech, Business execution & International Business di Sara Assicurazioni. L'importanza del software sottolineato anche dal Ceo di Fca Bank, e Chairman Leasys Giacomo Carelli: "Con Octo stiamo progettando una piattaforma he dovrà servire le esigenze di tutti i nostri clienti. Noi proveniamo da una Casa che ha sempre avuto la parola d'ordine di vendere, vendere, vendere, pe rle proprie auto. Noi invece puntiamo a dare i veicoli ai clienti da 1 minuto, con il breve termine, ai 48 mesi e oltre con il lungo termine, passando per gli abbonamenti mensili o il medio termine. Il tutto grazie alla tecnologia".

Dicono le associazioni. Tecnologia e utilizzo del bene invece dell'acquisto punti su cui ha messo l'accento anche il presidente dell'Aniasa e managing Director di LeasePlan Italia Alberto Viano: "la Telematica serve a tutto il mondo del noleggio e dello sharing: il lungo per garantire una qualità di servizio e una manutenzione predittiva importante, il breve ne ha bisogno per sicurezza e per una corretta gestione, il car sharing non esisterebbe senza la telematica". Un grande sfida. E molteplice: "siamo di fronte a una trasformazione energetica, dal termico alle nuove alimentazioni, imposta dalle normative, e quindi top/down, ma anche a una trasformazione digitale, che nasce  dall'innovazione tecnologica, bottom/up. Entrambi necessitano investimenti miliardari, almeno 70 miliardi ogni anno", che si avranno a disposizione? Ha spiegato con preoccupazione Andrea Cardinali Direttore Generale dell'Unrae. "Il pubblico e il privato devono necessariamente collaborare in questa rivoluzione per creare un ecosistema aperto in tutta Europa" ha aggiunto Johanna Tzanidaki Cio di Ertico, Its Europe, ci cui fanno parti 120 membri.

 

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Jeep vs Mahindra - Torna in tribunale il caso della Roxor venduta negli Stati Uniti

4 Ruote - Set 20,2022

Fa nuovamente notizia lo scontro in tribunale tra Jeep e Mahindra in merito alla commercializzazione negli Stati Uniti della fuoristrada Roxor. Il marchio del gruppo Stellantis aveva già ottenuto un parere positivo nel 2020, citando Mahindra in merito al proprio modello che appariva sostanzialmente identico alla Jeep Wrangler. In seguito a questa decisione, la Mahindra aveva introdotto in appena sei mesi un leggero restyling, mentre l'International Trade Commission aveva rimosso il blocco alla vendita: abbastanza per portare nuovamente Jeep sul piede di guerra.

Tutto da rifare. I giudici hanno ora ritenuto che la decisione dell'International Trade Commission sia stata troppo permissiva e hanno quindi riaperto il caso. La Corte di Detroit dovrà dunque decidere se le modifiche abbiano effettivamente reso la Roxor un prodotto sostanzialmente diverso dalla Wrangler, rispettando quella che negli atti era definitiva "safe distance" rispetto al design originale. Il gruppo Stellantis non ha rilasciato dichiarazioni in merito, mentre un portavoce della Mahindra si è detto fiducioso circa il rispetto delle indicazioni date in prima istanza. 

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Alex Zanardi - Il campione rientra a casa

4 Ruote - Set 20,2022

L'ennesima ripartenza in una lotta alle avversità. Alex Zanardi ha lasciato l'ospedale San Bortolo di Vicenza per tornare a casa, dove potrà proseguire la sua lunga riabilitazione dall'incidente in handbike del giugno 2020. Il campione era stato ricoverato nella clinica vicentina ad agosto, a seguito di un incendio alla sua villa di Noventa Padovana che aveva danneggiato i macchinari di supporto medico necessari per l'assistenza tra le mura domestiche: le fiamme, secondo la ricostruzione dell'accaduto, erano divampate per un surriscaldamento dell'impianto fotovoltaico.

Continua a lottare. Zanardi è stato stabilizzato, hanno detto i medici, e durante la degenza ha proseguito il suo programma riabilitativo. Per l'ex pilota si tratta del secondo ricovero al San Bortolo: il primo era avvenuto nell'aprile del 2021, nell'ambito di uno dei tanti cicli di terapie che Zanardi ha dovuto affrontare dopo quel maledetto 19 giugno 2020, quando il campione bolognese, impegnato in una manifestazione di beneficenza sui colli senesi tra Pienza e San Quirico d'Orcia, si era scontrato contro un camion a bordo della sua handbike, riportando fratture al volto e lesioni alla testa. Da quel momento, Zanardi, già sopravvissuto nel 2001 a un incidente in Formula Cart che gli causò la perdita delle gambe, ha iniziato la sua seconda sfida per la vita. Dopo svariati interventi chirurgici, con l'appoggio immancabile della moglie Daniela e della famiglia, ha intrapreso un complicato e lento recupero. Un percorso irto di ostacoli: l'ultimo, lo sfortunato episodio di agosto. Che Zanardi ha saputo anche stavolta mettersi alle spalle.

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