Acc - Iniziano i lavori per la gigafactory di Termoli

4 Ruote - Gen 19,2024

Automotive Cells Company ha fornito nuovi dettagli sul progetto per la realizzazione di una fabbrica di batterie per auto elettriche nella cittadina molisana di Termoli. "La gigafactory rappresenta un investimento di più di 2 miliardi di euro e almeno 1.800 occupati, con ricadute positive sul territorio locale e nazionale", ha scritto la società sul suo account LinkedIn, aggiungendo che "i lavori di costruzione stanno per iniziare". 

Gli incontri. I nuovi sviluppi sono stati annunciati il 18 gennaio ai rappresentanti delle autorità locali dai vertici aziendali guidati dall'amministratore delegato Yann Vincent. Alla riunione hanno partecipato il presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, l'assessore alle Attività produttive, Andrea Di Lucente, il sindaco di Termoli, Francesco Roberti, e Piero Donato Silvestri, presidente del Cosib, il consorzio per lo sviluppo industriale della Valle del Biferno. "Le autorità locali - spiega ancora la joint venture tra Stellantis, Mercedes e Total - hanno da subito accolto con favore Acc e il suo grande progetto industriale sin dal suo annuncio nel 2022, e hanno rinnovato ieri una collaborazione mai interrotta per superare le sfide rappresentate dalla localizzazione di questo impianto produttivo. Infatti, è necessaria una forte collaborazione con il governo nazionale e con le istituzioni locali per difendere la competitività futura della gigafactory italiana, contenendo i costi dell'impianto e quelli per il suo funzionamento, ad esempio favorendo la disponibilità di energia rinnovabile e a costi ragionevoli e garantendo infrastrutture logistiche efficienti e adeguate". Il 17, invece, il management ha incontrato il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, con l'analogo scopo di discutere dei progressi e delle potenzialità del progetto.

Produzione nel 2026. Nei mesi scorsi, Acc ha già fornito delle indicazioni sull'iniziativa industriale. Il cronoprogramma prevede una prima fase di addestramento e formazione del personale a partire dagli ultimi mesi del 2024 e l'avvio delle attività industriali nel gennaio 2026 con i primi 600 lavoratori. Nel 2025 partirà una seconda fase che porterà a raddoppiare la manodopera, aggiungendo altri 600 addetti. Dal 2028, poi, l'occupazione del sito crescerà ulteriormente fino a 1.800 persone per garantire una produzione di 40 gigawattora di batterie, abbastanza per fornire circa 800 mila veicoli l'anno. Nel frattempo, il percorso di riconversione del sito molisano comporterà progressivi stop per le attuali produzioni. La prima interruzione riguarderà l'area cambi, dove lavorano circa 400 operai, entro il primo quadrimestre del 2024. Entro la fine 2026, verrà interrotto l'assemblaggio del motore Fire, che impiega circa 1.000 addetti. L'intero progetto, che dovrebbe ricevere finanziamenti pubblici per 370 milioni di euro, porterà alla realizzazione della terza fabbrica europea della Acc: la prima è stata già inaugurata a Douvrin (Francia), mentre la seconda, a Kaiserslautern (Germania), dovrebbe aprire i battenti nei prossimi mesi. 

 

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Strade - Asfalto riciclato, in Italia aumenta: è presente su una strada su tre

4 Ruote - Gen 19,2024

Continua la crescita del riciclo delle pavimentazioni stradali nel nostro Paese, ossia dell'utilizzo del fresato d'asfalto: oggi è presente nel 30% delle strade, contro il 25% del 2018 e il 20% del 2014. Questo ha evitato di utilizzare 10 milioni di tonnellate di inerti nel solo 2023, per un valore economico complessivo di 440 milioni di euro, e di viaggiare a un tasso di recupero del 60% (il restante 40% di fresato resta a deposito in attesa di utilizzo), assottigliando il gap rispetto alla media europea del 68%. Un trend destinato a lievitare, in quanto gli operatori stanno trovando soluzioni tecniche che consentano un maggior recupero del fresato in fase produttiva, senza intaccare la qualità del prodotto finale. Sono i dati principali del recente report del Siteb, l'associazione italiana strade e bitumi.

Si può fare meglio. "L'utilizzo del fresato è limitato da una normativa nazionale farraginosa, dalla burocrazia che ne ostacola il recupero e da una ritrosia culturale che spinge gran parte delle stazioni appaltanti, in fase di definizione del capitolato di gara, a non prevederne un adeguato utilizzo", spiega Alessandro Pesaresi, presidente Siteb, "un contributo a superare questi limiti potrebbe arrivare da alcuni interventi sull'attuale impianto legislativo".

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Renault 5 - Le prime foto dell'elettrica francese

4 Ruote - Gen 18,2024

La presentazione ufficiale della nuova Renault 5 è prevista per la fine di febbraio, con l'apertura del Salone di Ginevra 2024. Nel frattempo, però, la piccola francese è già impegnata nei test su strada, anche in Italia. Un nostro lettore, Luca Bocedi, ha infatti sorpreso un esemplare camuffato nei pressi di Livigno, probabilmente alle prese con i collaudi a temperature sotto zero.

Sotto la maschera è una R5. La mimetizzazione non nasconde le linee della nuova elettrica francese, che richiamano quelle della storica utilitaria degli anni Settanta. L'esemplare fotografato dal nostro attento lettore riprende molti degli elementi che abbiamo scoperto in questi mesi: il particolare taglio dei proiettori anteriori e la griglia rettangolare nel paraurti, le protezioni laterali sui parafanghi, il generoso spoiler sopra il lunotto e le maniglie delle portiere posteriori nascoste nel finestrino.

E dentro il cofano? Il muletto della nuova Renault 5 che abbiamo guidato ad aprile montava un motore da 136 CV, potenza che potrebbe essere confermata anche sulla versione di serie (ma non è da escludere che possa arrivare anche un modello più potente da 150 CV). Nessuna informazione per quanto riguarda la capacità della batteria, anche se al momento l'ipotesi più accreditata vede l'arrivo di due versioni, una da 42 e un'altra da 52 kWh.

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Jeep Wagoneer S - La versione di serie si presenta

4 Ruote - Gen 18,2024

Un anno e mezzo dopo le immagini della concept, riecco la Jeep Wagoneer S. E stavolta siamo di fronte al primo scatto ufficiale della versione di serie, che verrà introdotta quest'anno a partire dall'autunno prossimo. La Suv elettrica farà il suo debutto negli Stati Uniti, dove vengono vendute anche le sorelle endotermiche, mosse da motori a otto cilindri. Ma a differenza di queste, la Esse - esclusivamente elettrica - sarà un modello globale. E perciò destinato ad approdare anche in Europa tra la fine del 2024 e l'inizio del 2025.

Com'è. La presentazione della Wagoneer S era attesa per l'inizio di quest'anno e il primo teaser arriva puntuale a fornircene un assaggio. Nell'immagine in chiaroscuro si riesce a cogliere qualche piccola differenza rispetto al prototipo del 2022: su tutte l'assenza della scritta Wagoneer sul cofano, che, a dirla tutta, ci sorprende un po'. Il look mischia tratti tipicamente Jeep con stilemi più contemporanei, vedi la nuova griglia a sette feritoie illuminata a Led, in linea con l'anima elettrica della vettura. In generale, questa sport utility appare molto fedele nell'estetica alla concept che l'ha precedura. E sembra confermare, nella carrozzeria, una caratterizzazione più sportiveggiante rispetto alle omonime a bielle e pistoni, dalle linee più tradizionali. L'elettrica rappresenterà anche la massima espressione del lusso per la Casa, posizionandosi in cima al listino della famiglia Wagoneer e al vertice dell'intera gamma del costruttore americano.

600 CV, 0-100 da 3,5 secondi. Le prestazioni saranno all'altezza. La trazione integrale 4xe con sistema di gestione all-terrain sarà offerta di serie, ma soprattutto i cavalli saranno tanti quanti ne aveva promessi la concept: 600 tondi, per uno 0-10 km/h da 3,5. Non si parla, per ora, di autonomia, dopo i 640 km annunciati un anno e mezzo fa. Per il resto, aspettiamoci un'auto mastodontica, ampiamente sopra i 5 metri, ma comunque un po' più compatta rispetto alla Wagoneer con motore V8, che è lunga 5,45 metri.

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FastWay - 80 nuovi punti di ricarica nell'ultimo anno, 250 nei primi mesi del 2024

4 Ruote - Gen 18,2024

FastWay, operatore del settore della ricarica pubblica per veicoli elettrici, ha chiuso il suo primo anno di attività con l'installazione di 80 punti di ricarica. Le colonnine, secondo quanto comunicato dalla società, si trovano in tutto il Nord Italia e lungo dei "corridoi che permettono ai possessori di Bev di spostarsi e ricaricare rapidamente in territori finora carenti di stazioni veloci".

Il piano. FastWay ha, inoltre, siglato accordi con oltre 50 Comuni, tra cui Milano, Genova, Novara, Vicenza, Biella, Asti e, da ultima, Gorizia, dove sarà il primo operatore per gestire il servizio di ricarica in città. Inoltre sono state avviate delle partnership per la realizzazione di stazioni in parcheggi a uso pubblico presso strutture private (ristoranti, supermercati o parchi commerciali). Quanto alle prospettive, l'azienda ritiene di poter raggiungere, già nei primi mesi di quest'anno, l'obiettivo di installare 250 nuovi punti di ricarica veloce. 

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Volkswagen - Aspettando la Tiguan elettrica, ecco tutte le novità del 2024

4 Ruote - Gen 18,2024

Nei giorni scorsi, la Volkswagen ha presentato alcuni dati relativi alle attività dell'anno appena concluso, annunciando consegne per 4,87 milioni in tutto il mondo (+6,7%), di cui 394 mila elettriche, e illustrando i piani di espansione della gamma per il futuro. Non solo le novità in rampa di lancio nel 2024, che a breve approfondiremo: la Casa ha anche confermato per il 2026 l'arrivo di una "Suv elettrica compatta di segmento C", i cui piani per la produzione in serie nella seconda metà del decennio in corso erano già stati anticipati. Almeno in parte.

Una Tiguan a batteria. Nello specifico, ci si riferisce all'auto che, in maniera ufficiosa, è stata battezzata dalla stampa come ID. Tiguan, sulla scorta di alcune dichiarazioni del ceo Thomas Schäfer, che auspicava, per i prossimi modelli elettrici, il rispolvero di alcuni nomi iconici del brand, tra cui Tiguan e Golf. La Volkswagen ha poi confermato esplicitamente l'intenzione di lanciare una nuova Suv elettrica della stessa taglia della Tiguan, quindi intorno ai 4,5 di lunghezza, nel 2026: sarà un modello basato sulla Meb Plus, evoluzione dell'attuale piattaforma su cui poggia la famiglia ID., che verrà prodotta nella fabbrica di Wolfsburg.

A fine estate c'è la Golf. Tornando alla stretta attualità, il 2024 parte dalla scorsa stagione, portando in concessionaria alcune delle novità del 2023. Nuova Passat, T-Cross restyling, Tiguan III e la berlina elettrica ID.7 saranno tutte in vetrina entro la primavera, mentre nel secondo trimestre sarà la volta dell'ID. Buzz LWB, la versione a passo lungo (3,24 metri) e a sette posti dell'erede del Bulli. Nella seconda parte dell'anno, invece, si concentreranno gli arrivi delle novità del 2024, a partire dal restyling della Golf che verrà svelato a breve. L'aggiornamento dell'ottava serie sarà in vendita a partire da settembre, al termine di un'estate che vedrà l'ingresso nella famiglia di elettriche tedesche della station wagon ID.7 Tourer.  

Occhio alla Tayron. Ufficialmente, le new-entry da Wolfsburg finiscono qui, ma secondo le informazioni da noi raccolte potrebbero esserci altre sorprese, tutte collocate sul finire dell'anno (e quindi a rischio di slittare nel 2025). La più concreta riguarda il possibile approdo in concessionaria del modello che prenderà il posto della Tiguan Allspace, la Tayron. Come vi abbiamo già raccontato in passato, con la terza generazione della Tiguan la Casa tedesca ha deciso di non riproporre la variante allungata e a sette posti, puntando invece su un modello diverso, strettamente derivato dalla Suv - Tayron, appunto - già lanciata sul mercato cinese. I clienti Volkswagen, dunque, potranno ancora puntare su un'alternativa più grande e abitabile rispetto alla Tiguan, dal momento che la Tayron si colloca, per dimensioni, a cavallo tra il segmento C e il D. In aggiunta a questa novità, la coda del 2024 potrebbe portare le varianti GTX (ad alte prestazioni) e Pro S (dall'autonomia dichiarata di 700 km).  

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Gioia Tauro - Sequestrate 251 auto: valgono 22 milioni di euro

4 Ruote - Gen 18,2024

Maxi sequestro di auto di lusso al porto di Gioia Tauro, il principale scalo di trasbordo  d'Italia e uno dei maggiori hub per il trasporto marittimo di veicoli. La Polizia di Stato ha requisito 251 veicoli, dal valore di circa 22 milioni di euro, arrivati sulle banchine all'interno di container provenienti dal Canada.

I controlli. L'operazione è stata condotta in coordinamento con Interpol, Servizio Cooperazione Internazionale di Polizia, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Gioia Tauro e Guardia di Finanza e con la collaborazione della "Royal Canadian Mounted Police" presso l'Ambasciata del Canada in Italia: dallo scorso settembre, si precisa in un comunicato, sono stati svolti "accurati controlli" su container provenienti dai porti canadesi di Toronto, Montreal e Vancouver e destinati a raggiungere scali di Libia, Marocco, Turchia ed Emirati Arabi Uniti. La Polizia ha bloccato e ispezionato oltre 400 container imbarcati su diversi cargo, individuando così i veicoli poi sequestrati. Tutti i mezzi sono di "grossa cilindrata", "seminuovi",  "appartenenti a grandi marchi" e "oggetto di molteplici furti nel territorio canadese". Alcuni, infine, presentavano "dati identificativi contraffatti quasi alla perfezione". 

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Gelo a Chicago - "Tesla morte ai Supercharger": le ipotesi sui malfunzionamenti virali

4 Ruote - Gen 18,2024

L'ondata di gelo che in questi giorni sta colpendo la città di Chicago (con tempature minime rilevate di -19, percepite anche come -30 per via del vento forte) sta dando parecchi grattacapi a tanti proprietari di Tesla, che non riescono a ricaricare le proprie auto ai Supercharger. Di più: i media locali, con un certo gusto per il colore, parlano persino di "cimiteri di elettriche", immobili alle colonnine perché impossibilitate a ricaricare. Ma è davvero così? In rete, questo va detto, si trovano numerosi video, servizi e resoconti che mostrano persone effettivamente in difficoltà, se non addirittura costrette a far rimorchiare la propria vettura presso il Tesla Center più vicino. E c'è pure chi si è messo a monitorare l'afflusso in tempo reale ai Supercharger, rilevando "intasamenti" dovuti alle auto che non riescono a ripartire dopo essere state collegate alle colonnine. Il fenomeno suscita curiosità, anche perché le Bev di Elon Musk sono le auto più vendute in Paesi molto più freddi come la Norvegia, dove il gelo è la norma. E dunque, cosa succede? Proviamo a fare un po' di chiarezza su quello che sta avvenendo a Chicago e a spiegare le possibili ragioni di questi inconvenienti.

Supercharger in tilt. L'ipotesi più accreditata, anche dalle analisi delle ultime ore, è che molti stalli di ricarica semplicemente non funzionino, o abbiano problemi di erogazione di corrente a temperature così basse, ovvero dai -20 in giù. Alcuni utenti riferiscono di due, tre prese funzionanti in un intero hub di Supercharger. Una possibile spiegazione per questo problema è che le colonnine usate negli Stati Uniti siano meno equipaggiate per affrontare ondate di gelo intenso rispetto a quelle installate in paesi più freddi come la citata Norvegia.

Cavi abbandonati. Alcuni proprietari riferiscono di cavi di ricarica staccati e lasciati nella neve, dove ghiacciano e non funzionano quando vengono collegati all'auto. La pratica di lasciare il cavo a terra, invece che correttamente inserito nel Supercharger, è anche un modo per segnalare ad altri utenti l'indisponibilità di una colonnina, ma che in questo caso rischia di scatenare un circolo vizioso: chi non vede partire la carica, magari perché la batteria è fredda, può essere indotto a pensare che la colonnina sia guasta, e lascia quindi per terra il cavo, facendogli un danno.

Problemi alla rete elettrica. Le condizioni eccezionalmente fredde di questi giorni potrebbero portare a interruzioni - anche temporanee - a livello di rete elettrica, con una conseguente indisponibilità del servizio dei Supercharger. Le reti ad alta tensione degli Stati Uniti non sono nuove a problemi di tenuta, che il gelo rischia di accentuare.

Consumi "impazziti". Le auto elettriche consumano di più quando fa freddo, per tenere l'abitacolo caldo e la batteria alla corretta temperatura d'esercizio, a maggior ragione se le temperature sono ben al di sotto dello zero. Un limite di cui tener conto, che può portare anche a dimezzare l'autonomia, e che se sottovalutato rischia di lasciare a piedi gli automobilisti più incauti, che si mettono in macchina pensando di poter coprire una distanza superiore a quella effettivamente percorribile dall'auto.

Il preriscaldamento. Anche per via dei maggiori consumi in condizioni di grande freddo, la ricarica ad alta potenza dei Supercharger potrebbe non partire proprio perché le auto arrivano con una riserva di corrente non sufficiente a far partire il preriscaldamento della batteria. In questo caso, per evitare ulteriori danni, il software dell'auto inibisce il processo di ricarica a freddo. Ricordiamo che le Tesla preriscaldano sempre la batteria, a patto che ci sia sufficiente carica e solo se viene impostato un Supercharger come destinazione nel navigatore di bordo. Diversamente, se non ci si avvale di questo sistema (anche per abitudine se la stazione è quella in cui ci si reca di solito), la batteria non viene preriscaldata. E non è previsto - come su modelli di altri costruttori - un comando manuale per attivare il preriscaldamento.

Sempre pronti. Che le auto (elettriche ed endotermiche) soffrano con le temperature estreme non è cosa che si scopre oggi. Mai come in queste occasioni è importante non sottovalutare le condizioni meteo in cui ci si mette al volante, e sapere cosa aspettarsi per affrontare al meglio i problemi. Una lezione che i proprietari delle Tesla di Chicago stanno imparando a loro spese in questi giorni.

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Melfi - Firmato l'accordo di programma per l'area di crisi, ma le risorse sono esigue

4 Ruote - Gen 18,2024

A più di sei mesi dalla firma del decreto per il riconoscimento del distretto lucano dell'automotive come area di crisi complessa, arrivano ulteriori novità per i potenziali progetti di rilancio di una delle maggiori zone industriali del Mezzogiorno: il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha infatti "approvato la stipula dell'Accordo di programma finalizzato alla riconversione e riqualificazione dell'area di crisi industriale complessa di Melfi, Potenza e Rionero Vulture". 

Risorse esigue. Il Mimit, "considerata l'importanza di rilanciare il territorio lucano ai fini dello sviluppo dell'economia regionale e del settore dell'automotive nazionale, ha stanziato 20 milioni di euro per i progetti imprenditoriali, mediante il ricorso al regime di aiuto della Legge 181/1989, misura volta alla salvaguardia dei livelli occupazionali e il recupero della capacità produttiva dei territori". L'intervento agevolativo nazionale e gli strumenti di supporto nell'area verranno gestiti da Invitalia, che fornirà anche assistenza tecnica al ministero delle Imprese. Inoltre, la Regione Basilicata contribuirà con 8,7 milioni di euro. Si tratta, dunque, di meno di 30 milioni di euro, una cifra già considerata  esigua dalle organizzazioni territoriali. 

Un ampio territorio. L'accordo, che coinvolge anche il ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, l'Agenzia nazionale politiche attive del lavoro, la Regione Basilicata e il Comune di Melfi, riguarda ben 49 Paesi della provincia di Potenza: Abriola, Acerenza, Albano di Lucania, Anzi, Atella, Avigliano, Balvano, Banzi, Baragiano, Barile, Bella, Brindisi Montagna, Calvello, Campomaggiore, Cancellara, Castelmezzano, Filiano, Forenza, Genzano di Lucania, Ginestra, Laurenzana, Lavello, Maschito, Melfi, Montemilone, Muro Lucano, Oppido Lucano, Palazzo San Gervasio, Picerno, Pietragalla, Pietrapertosa, Pignola, Potenza, Rapolla, Rionero in Vulture, Ripacandida, Ruoti, Ruvo del Monte, San Chirico Nuovo, San Fele, Sant'Angelo Le Fratte, Satriano di Lucania, Savoia di Lucania, Tito, Tolve, Trivigno, Vaglio Basilicata, Venosa, Vietri di Potenza.

La crisi del settore. Per ammissione dello stesso Mimit, tale territorio risulta "particolarmente colpito dalla crisi del settore automobilistico" e in particolare da specifici fattori esplicitati da Palazzo Piacentini nel suo comunicato: "Ridimensionamento delle attività dello stabilimento Stellantis" nella frazione San Nicola di Melfi, "riconversione dei processi produttivi dovuta alla transizione verso l'elettrico" e "relative difficoltà per le numerose aziende dell'indotto che si occupano di componentistica, trasporti, logistica integrata e servizi". Il programma, oltre alla tutela dell'occupazione a rischio e alla creazione di nuove figure professionali, ha l'obiettivo di rilanciare le attività di ricerca industriale e sviluppare iniziative imprenditoriali "in grado di contribuire alle produzioni strategiche della regione, con particolare riguardo alla produzione di autoveicoli e mezzi di trasporto e alla sua componentistica quindi produzione di gomma, materiali tessili, chimici, plastiche, materiali avanzati, nanotecnologie, le applicazioni per la fotonica, meccanica, meccatronica, robotica, telecomunicazioni e componentistica energetica e in tutti quei settori qualificati per il processo di innovazione e transizione delle specializzazioni manifatturiere già presenti nell'area".

 

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Auto elettriche - BYD taglia i listini tedeschi: la "guerra dei prezzi" arriva in Europa

4 Ruote - Gen 18,2024

Il mercato delle elettriche tedesche è in pieno fermento dopo la decisione del governo di anticipare la fine degli incentivi e il conseguente rallentamento della domanda. Oltre alla Tesla, anche la sua ormai diretta rivale, la cinese BYD, ha messo mano ai listini pur di rilanciare le vendite. In particolare, secondo Automobilwoche, l'azienda di Shenzhen ha già tagliato i prezzi della propria offerta dal 5% al 15%, avviando anche in Europa una "guerra" (con lo stesso Musk) che finora sembrava confinata alla sola Cina.  

I tagli. Per ora la sforbiciata riguarda solo la Germania, ma, visto quanto deciso dalla Casa texana per altri mercati europei, come quello italiano, e le analoghe modifiche apportate ai listini da altri costruttori, tra cui la Volkswagen, non è da escludere un progressivo dilagare dei tagli, con effetti positivi soprattutto per i consumatori. Al momento, comunque, la Byd ha ridotto del 15% il prezzo base della Atto 3: l'allestimento Comfort è ora disponibile per i clienti tedeschi a 37.990 euro, mentre l'edizione Design parte da 39.990 euro. Per la Dolphin il taglio è, invece, dell'8% circa e per la Seal del 5%. La riduzione potrebbe anche essere legata alla necessità di rilanciare la presenza della Byd sul mercato tedesco. Nonostante gli ambiziosi piani di espansione, i volumi sono ancora esigui: i dati ufficiali mostrano come l'anno scorso le immatricolazioni si siano fermate a 4.139 unità, di cui 700 solo a dicembre. Il 90% delle targhe ha riguardato la Atto 3, mentre le immatricolazioni della Dolphin sono state 68 e quelle della Seal 21.

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Mercato europeo - Prospettive negative per il 2024: "La domanda rallenterà"

4 Ruote - Gen 18,2024

Il mercato dell'auto europeo chiude il 2023 in crescita, ma i dati di dicembre riservano diversi segnali negativi per i prossimi mesi. Il rallentamento dell'ultima parte dell'anno scorso rischia di proseguire anche nella prima parte del 2024 a causa di diversi fattori di incertezza, in primis le prossime elezioni europee. Proprio la tornata elettorale rappresenta una delle maggiori preoccupazioni delle associazioni di settore o degli esperti che hanno commentato gli ultimi dati diffusi dall'Acea: dopo sedici mesi consecutivi di crescita, dicembre ha mostrato un calo dell'immatricolato del 3,8%, portanto i dodici mesi a poco meno di 12,3 milioni di unità, il 13,7% in più sul 2022, ma il 18,7% in meno sul 2019. E il 2024? Le previsioni sono di un rallentamento della domanda.

La filiera. Per esempio, l'Anfia ipotizza una crescita al +3%. A pesare, secondo il presidente Roberto Vavassori, saranno i "rischi di recessione di economie trainanti come quella tedesca, le condizioni del credito ancora restrittive e la diffusa riduzione degli incentivi per l'acquisto delle vetture elettriche". Vavassori, però, aggiunge il confronto politico tra le questioni alle quali prestare attenzione: "Nell'ottica di proseguire il percorso di decarbonizzazione della mobilità in Ue costruendo una transizione ordinata e razionale, l'industria automotive si prepara a intensificare il dialogo istituzionale sui principali dossier in vista delle elezioni europee di giugno".

Il peso di Bruxelles. Dataforce Italia aggiunge che per il 2024 "la variabile più importante resta quella politica, con le elezioni europee di giugno. Sperando di avere candidati che vogliano fare gli interessi dell'Europa e dei suoi cittadini, sperando soprattutto che questi stessi cittadini riescano a far scomparire la peggiore classe politica che abbia mai governato l'Unione". Detto questo, la società di analisi prevede i cinque mercati di maggiori dimensioni (Italia, Francia, Spagna, Germania e Regno Unito) una crescita del 5,7%, con il canale dei privati sotto la media del mercato (+2,2%) e le elettriche sopra (+16,7%), un tasso di crescita comunque inferiore rispetto a quello dell'anno precedente. A tal proposito pesa la Germania, che ha chiuso l'anno con quattro mesi di crescita negativa rispetto al 2022 anche per effetto della fine delle agevolazioni per le elettriche. "A dicembre, in Germania, mancano all'appello ben 72.400 immatricolazioni rispetto all'anno precedente, di cui quasi 49.700 sono da ricercarsi nel comparto Bev, che dal 17 dicembre non è stato più sostenuto dagli incentivi statali", conclude Dataforce.

Le Case estere. Di incentivi, e nello specifico della situazione italiana, parla l'Unrae: "I dati continuano a non mostrare miglioramenti nel forte ritardo italiano nella transizione energetica", osserva il direttore generale Andrea Cardinali. "Il 2023, purtroppo, rappresenta un altro anno perso in questa direzione". Cardinali torna a chiedere di correggere l'attuale schema degli incentivi, esprimendo apprezzamento per alcune delle misure prospettate (inclusione delle imprese nella platea dei beneficiari, aumento degli importi e utilizzo dei fondi non usati nel 2023), ma esprime preoccupazioni per i "tempi di operatività", che "rischiano di essere molto lunghi, paralizzando il mercato per mesi, visti i necessari passaggi istituzionali e la necessità di aggiornare la piattaforma Invitalia. Nel frattempo, restano bloccati anche i 'vecchi' incentivi, ufficialmente ancora in vigore ma in realtà inutilizzabili perché la piattaforma non è stata attivata".

"La pacchia è finita". Infine, non va trascurato l'andamento dei canali commerciali. Non a caso, il Centro Studi Promotor sottolinea come per il mercato sia "finita la pacchia: il risultato del 2023 è dovuto essenzialmente alla domanda delle aziende che hanno sostenuto il mercato nell'intera area, avendo la capacità di assorbire i forti rincari dei prezzi delle auto degli ultimi anni", sottolinea il presidente Gian Primo Quagliano. "La buona propensione all'acquisto di auto dalle aziende ha infatti compensato la forte debolezza della domanda dei privati scoraggiata soprattutto da aumenti dei prezzi che in Italia sono cresciuti del 34,3% tra il 2019 e il 2022, e hanno avuto ulteriori aumenti nel 2023. In alcuni mercati particolarmente importanti dell'area la domanda delle flotte mostra segni di cedimento e a questo si deve attribuire il dato negativo di dicembre che, tra l'altro, getta un'ombra sinistra sul 2024. E ciò anche perché, mentre si esauriva il portafoglio ordini accumulato ai tempi delle carenze di produzione legate alle difficoltà di fornitura di componenti importanti, come microchip, cavi ed altro, non si ricostituiva un portafoglio ordini abbastanza importante per sostenere il mercato nel 2024".  

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Hyundai Bayon - Nuovo look e più tecnologia

4 Ruote - Gen 18,2024

Anche la Hyundai Bayon approda al restyling di metà carriera, che ne cambia il look e porta qualche novità tecnologica all'interno dell'abitacolo. Il suo arrivo nelle concessionarie è atteso entro l'estate.

Aria di famiglia. Il look della Suv compatta cambia principalmente nel frontale, con una nuova barra a Led che collega le luci diurne, per dar vita alla firma luminosa Seamless Horizon già vista sulla nuova Hyundai Kona. Cambiano anche i paraurti anteriore e posteriore, mentre la fiancata non è stata toccata. Nuovo il disegno dei cerchi di lega da 16 e 17". Quattro le nuove colorazioni per la carrozzeria (Lumen Grey Pearl, Meta Blue Pearl, Lucid Lime Metallic e Vibrant Blue Pearl), che si affiancano alle cinque già esistenti, tutte abbinabili al tetto nero a contrasto.

Tecnologia alla guida. Poche, ma mirate, le novità introdotte in abitacolo, dove debuttano gli aggiornamenti over-the-air per le mappe del navigatore, due nuove (e più moderne) prese USB-C, una davanti e una dietro, e le luci ambientali a Led personalizzabili nel colore. A richiesta è disponibile un impianto audio Bose con otto altoparlanti (e subwoofer nel bagagliaio). Il pacchetto Hyundai SmartSense, che comprende l'allerta per i sedili posteriori, la frenata automatica d'emergenza (con riconoscimento di pedoni e ciclisti), il mantenimento attivo della corsia, il cruise control assistito con i dati del navigatore e il monitoraggio dell'angolo cieco, si arricchisce di una chiamata d'emergenza migliorata, basata su rete 4G, che allerta automaticamente i soccorsi se viene rilevata l'apertura degli airbag in seguito a un incidente.

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RC Auto - Arriva la tabella unica per le lesioni gravi: primi dubbi sull'efficacia

4 Ruote - Gen 18,2024

in fermento il settore delle polizze RC Auto e non solo per la decisione del ministro delle Imprese, Adolfo Urso, di convocare la Commissione per la sorveglianza dei prezzi, destinati a subire nuovi rincari dopo quelli del 2023. Infatti, il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di decreto del presidente della Repubblica con la "Tabella delle menomazioni all'integrità psicofisica comprese fra 10 e 100 punti". Non parliamo di risarcimento del danno patrimoniale (per esempio, ai veicoli o ai beni trasportati), né di rimborsi per ferite lievi, ma del ristoro delle lesioni gravi. Siamo nel campo di quei pochi sinistri con conseguenze pesanti per gli utenti della strada. Teoricamente, l'obiettivo del legislatore è garantire alle vittime il diritto a un pieno ed equo risarcimento del danno, abbassando i costi gravanti sul sistema assicurativo, raffreddando i prezzi e facendo ordine in un sistema gravato da forti differenze territoriali. Se e quando il capo dello Stato valuterà lo schema di decreto approvato dal Consiglio dei ministri, allora le cose potrebbero cambiare: la partita è ancora lunga e non mancano dubbi sugli effetti del nuovo dispositivo.

La situazione oggi. Attualmente, esistono due tabelle dei valori pecuniari del risarcimento: quella di Milano e quella di Roma. Stando alla Cassazione, si devono adottare le indicazioni del tribunale di Milano: stabiliscono un valore pecuniario da attribuire a ogni singolo punto di invalidità (danno biologico) compreso tra 10 e 100 punti. Addirittura, con sentenza 38077/2021, gli ermellini riaffermano la preminenza "paranormativa" dei parametri meneghini. Che prevedono due danni: quello biologico, ossia la lesione dell'integrità psicofisica della persona, che varia anche in base all'età del soggetto; e quello morale, cioè la sofferenza psicologica interiore.

Forse, domani. Dopo l'eventuale ok del presidente della Repubblica, con la possibile futura Tabella unica nazionale si cancelleranno i singoli schemi e si introdurrà una proporzionalità diretta con il grado di invalidità e una inversa con l'età del danneggiato. Ma davvero la Tabella unica porterà benefici per i danneggiati? I risarcimenti saranno più alti? Difficile rispondere. Gli esperti sono al lavoro per valutare se il valore dei punti di invalidità delle tabelle milanesi siano più elevati di quelli della Tabella unica. Inoltre, la Tabella unica prevede il danno biologico e - attenzione - tre gradi di danno morale, ossia lieve, medio e pesante. Questo è un aspetto chiave: se prevarrà il grado lieve, i risarcimenti saranno certamente inferiori agli attuali.

Una lunga battaglia. tanto calda la questione quanto è stata lunga l'attesa per il sì allo schema di decreto: se ne parla addirittura dal 2005. Con varie associazioni dei consumatori e in difesa delle vittime della strada che si sono sempre messe di traverso, contestando le varie bozze di Tabella unica: il motivo? Andavano a vantaggio solo dei gruppi assicurativi e non degli automobilisti.

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Genesis - X Snow Speedium EV, un'elettrica... per la neve

4 Ruote - Gen 18,2024

La Genesis ha diffuso le prime immagini della X Snow Speedium EV. Si tratta della nuova evoluzione del progetto Genesis X a propulsione elettrica che ha dato vita alla GT del 2021, alla X Speedium Coupé del 2022, alla X Convertible e alla hypercar X Gran Berlinetta Vision Gran Turismo. Come quest'ultima, la X Snow Speedium EV è (per il momento) un prototipo virtuale e non sappiamo se Genesis la costruirà e mostrerà dal vivo.

Dal verde al bianco per gli sport invernali. La X Snow Speedium EV ha la stessa carrozzeria della Speedium Coupé ed è dedicata al mondo dello sci e degli sport invernali: infatti, è stata realizzata collaborando con la svizzera Anavon Ski, che ha creato un portasci specifico per il tetto. Il tema invernale è esaltato anche dalla colorazione bianca scelta per la carrozzeria, che modifica radicalmente l'aspetto rispetto all' Inje Green della sorella.

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Mercato europeo - Il 2023 si è chiuso in crescita: +14%

4 Ruote - Gen 18,2024

Il mercato automobilistico europeo ha chiuso il 2023 in territorio positivo, anche se a dicembre il trend di crescita si è arrestato per l'andamento negativo delle auto a batteria e delle ibride plug-in, in particolare per il crollo della domanda tedesca causato dallo stop agli incentivi. In particolare, stando ai dati forniti dall'Associazione europea dei costruttori (Acea), le immatricolazioni nella area composta da Ue, Paesi Efta e Regno Unito si sono attestate su 12.847.481 unità, il 13,7% in più rispetto al 2022. Si tratta, in ogni caso, di livelli ancora lontani dal periodo pre-pandemia: mancano all'appello 3 milioni di auto rispetto al 2019, quando le immatricolazioni superarono i 15,8 milioni. L'ultimo mese dell'anno, invece, mostra un calo del 3,8% a 1.048.727 unità (in questo caso, influisce anche il confronto statistico con gli elevati volumi dello stesse mese del 2022). 

I mercati principali. Il peggioramento della domanda, dopo ben 16 mesi consecutivi di crescita, è da ascrivere inanzitutto al mercato tedesco. La Germania, infatti, registra un -23%, che va ad annullare il buon andamento degli altri Paesi dai maggiori volumi nel Vecchio continente: +14,5% in Francia, +10,6% in Spagna, +9,8% in Regno Unito e +5,9% in Italia. Quasi tutti gli altri mercati mostrano valori in crescita e solo in pochi casi si riscontrano dati negativi, ma si tratta di Paesi come Cipro o Slovacchia con una dimensione non sufficiente a influenzare i volumi totali. I dati dell'ultimo mese dell'anno hanno un peso anche nel consuntivo annuale della Germania, risultato in crescita di appena il 7,3%, un tasso nettamente inferiore a quello degli altri 'major market': +18,9% per l'Italia, +17,9% per il Regno Unito, +16,7% per la Spagna e +16,1% per la Francia. 

Le alimentazioni. Sull'andamento negativo del mercato tedesco influisce principalmente la fine anticipata degli incentivi per l'acquisto di auto a basse emissioni e il relativo crollo delle immatricolazioni di elettriche (-47,6%) e ibride plug-in (-74,4%). Anche per questo, l'Unione Europea ha chiuso dicembre con un calo del 16,9% per le Bev. Si tratta del primo calo dall'aprile 2020. L'intero anno, invece, mostra una crescita del 37%, capace di spingere la relativa quota al 14,6%. L'area composta da Ue, Paesi Efta e Regno Unito segna, invece, un +28,2% nonostante il calo del 25,4% di dicembre (oltre al dato tedesco, spicca anche il -34,2% britannico). Quanto alle altre alimentazioni, le ibride plug-in segnano un -7% annuale e un -33,5% mensile, le ibride crescono del 29,5% nel 2023 e del 26% nel mese. Bene anche le auto a benzina, in crescita, rispettivamente, del 10,6% e del 5,1%, mentre le diesel calano del 5,8% e del 9,1%.

Stellantis. Nella classifica annuale dei maggiori produttori, Stellantis chiude al secondo posto dietro il gruppo Volkswagen. Il costruttore italo-franco-americano ha registrato 2.128.625 veicoli, il 3,7% in più rispetto al 2022. Dicembre, con 136.016 immatricolazioni, mostra una flessione del 14,9%, per effetto di un calo generalizzato per i vari marchi in portafoglio: -14,6% per Peugeot, -7,3% per Opel/Vauxhall, -18,6% per Fiat, -13,4% per Citroën, -22,4% per Jeep, -14,1% per Alfa Romeo, -44,8% per DS e -44,1% per Maserati. Si salva solo la Lancia con un +15,9%.

I costruttori tedeschi. Il gruppo Volkswagen ha chiuso l'anno con 3.324.705 immatricolazioni e un miglioramento del 18,5%, mentre l'ultimo mese dell'anno mostra un calo dello 0,5% (pari a 273.176 targhe) legato, per lo più, ad alcuni dei brand di riferimento per Wolfsburg: -5% per Volkswagen, -8% per Audi, -40,2% per Porsche. Al contrario, Skoda segna un un +13,4%, Seat un +28,1%, Cupra un +20,9% e il polo del lusso composto da Bentley e Lamborghini un +2,3%. Nel mondo premium, il gruppo BMW registra 913.955 vetture nei dodici mesi (+11,6%) e vede dicembre crescere del 5,7% (90.662 immatricolazioni) in virtù del +7,1% del marchio dell'Elica e del +0,3% della Mini. Positiva anche la Mercedes-Benz con una crescita annuale dell'8,3% (710.433 registrazioni) e un ultimo mese dell'anno a +0,5% (70.223) per effetto del +0,1% del brand della Stella a tre punte e del +10,4% della Smart.  

Le altre Case occidentali. Il gruppo Renault registra un +16,9% nei dodici mesi (1.242.293 targhe), mentre a dicembre flette del 3,8% a causa del -2,2% della Losanga e del -6,5% della Dacia (Alpine cresce del 51,4%). Andamento contrastato anche per la Ford, con un +0,4% annuale (518.371 unità) e un -15,5% mensile (35.318), mentre la Volvo chiude l'anno in salita del 16,1% (287.150) nonostante il -10,3% di dicembre (30.478). La Jaguar Land Rover piazza 145.490 veicoli nell'intero 2023 (+21,4%) e 11.598 a dicembre (+32%). Infine, per la Tesla le immatricolazioni totali sono 366.326 (+56,9%), di cui 38.973 nell'ultimo mese (-30,2%). 

Gli asiatici. Il gruppo Hyundai/Kia consolida il primo posto tra i costruttori asiatici: con 1.106.467 immatricolazioni, i coreani chiudono l'anno in crescita del 4,3%, mentre a dicembre assistono a un miglioramento del 5,1% con 77.059 targhe ed entrambi i marchi crescita: +6,8% per Hyundai e +3% per Kia. Il gruppo Toyota cresce del 10,2% nei dodici mesi (888.770 immatricolazioni) e del 3,2% nello scorso mese (71.449), con il marchio omonimo in crescita del 2,3% e la Lexus del 14,9%. A dicembre, la Nissan sale del 5,9% (+23,1% nel 2023), la Honda del 30% (-9,8%), la Mazda dell'1,9% (+30,2%) e la Suzuki del 22,7% (+41,6%), mentre la Mitsubishi perde il 44,6% (-25,1%). 

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Hyundai Kona - Look più grintoso con l'elettrica N-Line

4 Ruote - Gen 18,2024

Un primo passo verso il dinamismo, dettato da un aspetto più grintoso fuori e dentro: la Hyundai Kona elettrica viene offerta per la prima volta nell'allestimento N-Line, sdoganando, di fatto, questa versione nello schieramento a batteria del costruttore coreano. La produzione inizierà nel prossimo mese, con consegne delle vetture nei vari mercati europei a partire dalla prossima primavera.

Interventi ad hoc. Come insegnano i precedenti sul fronte endotermico, il cuore di questo allestimento sportiveggiante sta nel design. La Kona elettrica N-Line, nello specifico, si distingue per paraurti, sia anteriori sia posteriori, dal design specifico, per la presenza di minigonne laterali e per i cerchi da 19 pollici dedicati. A suggellare il tutto il badge N Line, il cui logo è replicato negli interni, sui sedili sportivi con cuciture rosse a contrasto.

Il bicolor è un optional. Tocchi di rosso nell'abitacolo, per esempio sul volante, portano echi pistaioli nella vita di tutti i giorni. Senza, però, che il powertrain si sposti di un cavallo: e non è chiaro, a tal proposito, se la versione N-Line verrà abbinata a entrambe le varianti della Kona Bev (quella da 156 e quella da 218 CV) o soltanto alla più potente delle due. Nella dotazione sono inclusi anche gli specchietti verniciati di nero lucido, volante e pedaliera di metallo, il cielo nero e rivestimenti ad hoc per i sedili (di tessuto o Alcantara mista a pelle). Il tetto nero bicolore è un altro tratto distintivo, ma non è previsto di serie.

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Volkswagen - La versione Edition Plus sbarca anche sulle elettriche ID.

4 Ruote - Gen 18,2024

Dopo le termiche, le elettriche: l'allestimento Edition Plus è disponibile su tutta la gamma elettrica ID. della Volkswagen, che a fronte di una spesa di 1.000 euro in più rispetto all'allestimento base può far risparmiare fino a 8.800 euro sull'acquisto dei singoli accessori. Ma ci sono novità anche per le Suv ID.4 e ID.5, sulle quali debutta il nuovo propulsore APP550 da 286 CV e 545 Nm.

ID.3 Edition Plus. Il nuovo allestimento è disponibile per entrambe le versioni della gamma ID.3, con batteria da 58 kWh e da 77 kWh. La dotazione di serie della versione Edition Plus prevede cerchi di lega (da 18 per la Pro Performance, da 20 per la Pro S), vernice metallizzata, Comfort Pack (navigatore satellitare Discover Pro, climatizzatore automatico bizona, sedili anteriori e volante riscaldabili, ricarica wireless per lo smartphone), fari a matrice di Led e vetri posteriori oscurati, telecamera di parcheggio, apertura/chiusura e avviamento keyless, assistente automatico al parcheggio, antifurto e sistema di protezione proattivo degli occupanti. Il risparmio a fronte dell'acquisto delle singole dotazioni extra è di 5.550 euro per la Pro Performance da 58 kWh (che accede anche agli incentivi statali) e di 5.230 euro per la Pro S da 77 kWh.

Volkswagen ID.4 e ID.5 Edition Plus. Come anticipato lo scorso ottobre, entrano in gamma le nuove versioni di queste due Suv elettriche, che portano al debutto il nuovo motore APP550 da 286 CV e 545 Nm. La ricarica in corrente continua delle versioni a trazione integrale passa da 135 a 175 kW. All'interno si trova invece il nuovo infotainment MIB4 con schermo da 12,9 e comandi touch per climatizzatore e volume. Gli allestimenti Edition Plus (+2.000 euro per ID.4 Pure Edition Plus, +1.000 euro per ID.4 Pro, ID.4 Pro 4Motion e ID.5 Pro) offrono un controvalore di 8.800 euro, con una dotazione che prevede quanto segue: vernice metallizzata, cerchi di lega da 19, navigatore Discover Pro, ricarica wireless per lo smartphone, climatizzatore automatico bizona, 4 prese USB-C extra, volante riscaldabile con comandi touch, portellone elettrico, fari a matrice di Led, luci posteriori a led 3D con indicatori di svolta dinamici, vetri posteriori scuri, sedili in ArtVelours, bracciolo posteriore centrale con funzione carico passante, illuminazione ambientale in 30 colori, telecamera di parcheggio, apertura/chiusura e avviamento senza chiavi, antifurto, sistema di protezione proattivo degli occupanti, assistente automatico al parcheggio.

Volkswagen ID.7 Edition Plus. La nuova berlina offre l'allestimento Edition Plus a 1.300 euro in meno rispetto alla versione Pro, con un risparmio di 7.650 euro. La dotazione comprende vernice metallizzata, fari a matrice di Led, luci posteriori con indicatori dinamici, vetri posteriori scuri, portellone elettrico, illuminazione ambientale a 30 colori, sedili anteriori ErgoActive con rivestimento ArtVelours, plancia e inserti rivestiti di similpelle.

I prezzi per l'Italia.

ID.3 Pro Performance Edition Plus: 41.990 euro.
ID.3 Pro S Edition Plus: 45.200 euro.

ID.4 Pro Performance Edition Plus: 46.990 euro.
ID.4 Pro Edition Plus: 48.990 euro.
ID.4 Pro 4Motion Edition Plus: 50.990 euro.

ID.5 Pro Edition Plus: 52.280 euro.

ID.7 Pro Edition Plus: 63.550 euro.

 

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Gruppo Renault - R5 elettrica, Bigster, A290 e le altre: tutte le novità del 2024

4 Ruote - Gen 17,2024

Nel presentare i risultati dell'anno appena trascorso, il gruppo Renault ha illustrato i piani di espansione dei singoli marchi per il 2024, annunciando, in totale, l'arrivo sul mercato di dieci novità, tra modelli inediti, facelift e nuove generazioni. A questi va ad aggiungersi, nella seconda metà dell'anno, il reveal della Dacia Bigster, che però sarà sul mercato solo dal 2025. Vediamo, marca per marca, quali saranno le new entry dei prossimi 12 mesi.

Sette (o forse più) novità con la losanga. Il piatto più ricco lo offre ovviamente la Renault, con ben sette innesti. I due più importanti riguardano il fronte elettrico delle passenger car, che si arricchirà con la C-Suv Scenic E-Tech Electric e, successivamente, con la Renault 5 elettrica, che debutterà al prossimo Salone di Ginevra (26 febbraio) per poi essere commercializzata in estate. Parlando di ibride, la Régie ha indicato nei suoi piani due veicoli per il mercato europeo. Uno è la Rafale, una Suv-coupé proposta con motorizzazioni full hybrid (vendite al via entro il primo trimestre) e poi anche plug-in (dall'autunno). Con il secondo, invece, la Casa potrebbe fare riferimento al restyling della Captur, in programma anch'esso nella prima parte dell'anno. A queste potrebbe aggiungersi, con tempi di lancio che però potrebbero sfociare nel 2025 (motivo per cui non rientra nel computo ufficiale delle novità) un'inedita sport utility che andrà a posizionarsi tra la Captur e la Austral. In aggiunta a ciò, il marchio della losanga accoglierà nella propria flotta di veicoli commerciali il nuovo Master (nelle versioni termica ed elettrica) e, guardando ai mercati extra europei, introdurrà la Kardian e un veicolo realizzato da Renault Korea Motors: si tratta di una sport utility full hybrid dal profilo sportiveggiante, basata su una piattaforma condivisa con la Geely, alla quale la Renault sta cedendo quote della propria filiale coreana per avviare sinergie industriali.

Aspettando Bigster, ecco Duster. Per il brand rumeno, il 2024 si aprirà con le consegne della nuova Duster, presentata nei mesi scorsi e attesa nelle concessionarie per marzo. Già nota la composizione della gamma, che prevede varianti a benzina, a Gpl e, per la prima volta, full hybrid, mosse dal powertrain che ha già esordito sulla Jogger. A Ginevra, la Dacia presenterà poi un aggiornamento della compatta elettrica Spring, pronto ad andare in vetrina tra la fine dell'estate e l'autunno prossimi. Ma non è tutto, perché nella seconda metà del 2024, probabilmente in occasione del Salone di Parigi (14-20 ottobre), verrà svelata la Bigster, il nuovo modello di fascia C anticipato nel 2021 dall'omonima concept: una vettura importante, che porterà il marchio a competere in un segmento molto affollato e complesso in Europa.

La piccola bomba (Bev). Chiude la panoramica Alpine, che nel 2023 ha proseguito la strategia di sviluppo internazionale con vendite in nuovi Paesi come Israele e il Marocco, arrivando a 146 punti vendita nel mondo. Quest'espansione continuerà nel 2024 con l'approdo in Turchia nel primo semestre. Tuttavia, il clou sarà rappresentato dal lancio della city car sportiva A290, la prima Alpine 100% elettrica: un modello che nasce sulla stessa base della Renault 5 E-Tech Electric, ma con ambizioni superiori in termini di prestazioni. Tanto da far sognare, per lei, anche un futuro nelle competizioni.   

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Gpl - Un carburante sottovalutato?

4 Ruote - Gen 17,2024

Nel 2023, le auto a Gpl vendute in Italia hanno rappresentato il 9% del totale. Una fetta di mercato dominata da Renault e Dacia (con le best seller Sandero, Duster e Captur sul podio) e da pochi altri esempi, per lo più attinenti al mondo delle citycar e alle fasce più economiche. Con un prezzo al litro che è meno della metà di quello della benzina, in effetti, il risparmio è sempre stato uno dei cavalli di battaglia di questa alimentazione, che però nasconde delle potenzialità (forse sottovalutate) anche dal punto di vista funzionale.

Per capire di cosa stiamo parlando, bisogna partire da un velocissimo ripasso di chimica: la sigla Gpl sta per "gas di petrolio liquefatto" e descrive una miscela costituita principalmente da propano, una percentuale minoritaria di butano e piccolissime quantità di etano o altri idrocarburi. Il propano non è altro che una piccola catena di tre atomi di carbonio circondati da otto atomi di idrogeno, mentre il butano, molecola più pesante, è formato da quattro atomi di carbonio e 10 atomi di idrogeno. La caratteristica fondamentale di questa miscela è di essere un gas a temperatura e pressione ambientali, e di poter liquefare molto facilmente se compressa. E avere un liquido già a pochi bar significa poter stoccare comodamente una buona quantità di materia, a differenza di quanto avviene per il metano o, ancor peggio, l'idrogeno, che richiedono pressioni di centinaia di atmosfere.

Allo stesso tempo, la natura gassosa del Gpl presenta un vantaggio non indifferente per la fase di combustione: la miscelazione con l'aria è molto più facile. Se benzina e gasolio necessitano di particolari accorgimenti dal punto di vista dell'iniezione e della fluidodinamica interna al cilindro per poter vaporizzare, per il Gpl questo processo è spontaneo. Il risultato è una combustione più uniforme e una produzione decisamente minore di particolato, che nei motori benzina e, soprattutto nei diesel, è formato proprio dall'incompleta combustione di goccioline di carburante che non sono state in grado di evaporare (e quindi di bruciare) completamente. In più, se torniamo alla formula chimica del propano, possiamo notare che il rapporto fra atomi di idrogeno e atomi di carbonio all'interno della molecola è 8/3, cioè 2.67, valore molto alto se paragonato al 1.7-1.9 di benzina e diesel. Più atomi di idrogeno in proporzione agli atomi di carbonio si traducono in una combustione che a parità di massa di carburante produce meno CO2.

Un carburante quindi intrinsecamente più pulito rispetto a benzina e gasolio (che infatti ha spesso permesso anche di godere di ecoincentivi), ma anche un carburante efficace. Non tutti forse sanno, per esempio, che il Gpl ha un'ottima resistenza alla detonazione, con un numero di ottano superiore a 100, caratteristica che permette al motore di lavorare con maggior anticipo e compressione, favorendone il rendimento.

Il rovescio della medaglia è che il Gpl possiede un potere calorifico per unità di volume minore rispetto a quello di benzina e gasolio (23.7 MJ/l contro 31.7 e 36.1, rispettivamente). In altre parole, un litro di Gpl contiene quasi il 30% in meno di energia rispetto a un litro di benzina. Questo unito al fatto che il gas in fase di aspirazione occupa volume che potrebbe essere destinato all'aria, rischia di ridurre le prestazioni del motore. Conseguenza che era effettivamente presente nei primi impianti a Gpl, ma che è stata fortemente limitata, se non completamente annullata, sui motori di ultima generazione turbocompressi e a iniezione diretta. Similmente, anche i problemi di affidabilità legati all'usura precoce delle valvole e relative sedi sono stati mitigati dai materiali e dall'affinamento degli impianti più moderni.

E così, se da un lato l'alimentazione a Gpl sembra oggi decisamente più matura rispetto a qualche anno fa, dall'altro bisogna constatare come i modelli su cui viene effettivamente proposta si stiano riducendo, a causa della polarizzazione verso motorizzazioni a benzina elettrificate o completamente elettriche. Ma in virtù di quanto ci siamo appena detti, il gas di petrolio liquefatto non meriterebbe ancora un po' di attenzione? 

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Ford Kuga     - Cambia volto e saluta il diesel

4 Ruote - Gen 17,2024

La Ford presenta in Europa il restyling della Kuga, che sarà in vendita entro poche settimane. In attesa di annuciare prezzi e specifiche per il mercato italiano, la Casa americana ha svelato immagini e dettagli tecnici dell'apprezzata Suv media.

Frontale inedito per riconoscerla. Pur trattandosi solo di un restyling, la Kuga ha decisamente cambiato aspetto: il frontale è stato profondamente rivisto sostituendo non solo i paraurti, ma ridisegnando anche i gruppi ottici con un nuovo motivo sdoppiato delle luci diurne. La mascherina è ancora più grande e ingloba al centro il logo Ford, prima relegato sul cofano. La coda, invece, è rimasta fedele al concetto originale, con differenze limitate alla disposizione interna degli elementi dei gruppi ottici. Il design è differenziato in maniera netta tra le tre versioni della Kuga: Titanium, ST-Line e Active hanno paraurti e finiture specifiche.

Il Sync4 ha lo schermo da 13,2". L'abitacolo è stato aggiornato per poter ospitare l'infotainment di ultima generazione Sync4 con connettività 5G, navigazione su base cloud, assistente Alexa integrata e connettività wireless per smartphone. Tutti gli allestimenti offrono di serie questo sistema con schermo da 13,2" sviluppato in senso orizzontale e privo dei comandi fisici dell'impianto precedente: la console centrale risulta così semplificata, ma rimangono al loro posto le regolazioni tradizionali del climatizzatore.

Ibride più efficienti, manca il diesel. La Ford ha confermato che tutti i powertrain elettrificati sono stati evoluti. La versione 2.5 benzina Plug-in hybrid da 243 CV promette ora 69 km di autonomia con la già nota batteria da 14,4 kWh (e fino a 88 km nel ciclo urbano) e dichiara una media Wltp di 0,9-1,2 l/100 km e 20-28 g/km di CO2, mentre la Kuga 2.5 Hybrid raggiunge i 900 km di autonomia e dichiara 5,3-6,4 l/100 km e 121-146 g/km con allestimenti a due e quattro ruote motrici. Alla base del listino troviamo anche la tre cilindri 1.5 Ecoboost Hybrid 150 CV da 6,3-7,2 l/100 km e 144-163 g/km, mentre non c'è più traccia del 2.0 diesel EcoBlue offerto in precedenza. Tutte le versioni sono state aggiornate per offrire prestazioni superiori e maggiore efficienza, inoltre alcuni modelli possono trainare fino a 2.100 kg e offrono le esclusive soluzioni Trailer Connection Checklist e Trailer Tow Navigation integrate nel Sync4 per aiutare i clienti che guidano la vettura con il rimorchio. Anche gli Adas compiono un ulteriore passo avanti. L'Adaptive Cruise Control è ora in grado di analizzare la mappa per rallentare in prossimità di curve e incroci, mentre il software di bordo utilizza le telecamere a 360 gradi per ricreare un'immagine aerea della vettura nelle fasi di parcheggio e di collegamento al rimorchio.

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