FCA-PSA - Stellantis nascerà il 16 gennaio

4 Ruote - Gen 04,2021

Il 16 gennaio 2021 nascerà ufficialmente Stellantis, il nuovo gruppo automobilistico frutto della fusione dei gruppi FCA e PSA. La data è stata comunicata dai due costruttori a valle delle rispettive assemblee degli azionisti, che hanno approvato il progetto di integrazione a larghissima maggioranza. 

Le altre date. "A seguito delle approvazioni assembleari odierne e dell'ottenimento il mese scorso delle ultime autorizzazioni normative, tra cui in particolare quelle della Commissione Europea e della Banca Centrale Europea, FCA e Groupe PSA prevedono di perfezionare la fusione il 16 gennaio 2021", si legge in un comunicato congiunto, dove si forniscono ulteriori date relative alla negoziazione delle azioni ordinarie del nuovo gruppo. I titoli Stellantis saranno scambiati da lunedì 18 gennaio sul Mercato Telematico Azionario di Milano e sull'Euronext di Parigi e il giorno successivo sul New York Stock Exchange. 

Il nuovo gruppo. La data di perfezionamento della fusione è di molto in anticipo rispetto alle previsioni dei vertici aziendali (entro la fine del primo trimestre) e a diverse ricostruzioni di stampa, che avevano indicato la fine di gennaio per il completamento dell'operazione. Solo la famiglia Peugeot ha fornito un periodo di tempo azzeccato parlando di un completamento nei giorni successivi alle assemblee odierne. Con il closing nasce il quarto maggior produttore automobilistico al mondo, con 8,7 milioni di veicoli venduti nel 2019, ricavi per quasi 167 miliardi di euro e profitti per circa 7 miliardi. In sostanza, un colosso secondo solo a multinazionali del calibro dei gruppi Volkswagen e Toyota e all'alleanza franco-nipponica Renault-Nissan-Mitsubishi. Anche per questo motivo i vertici aziendali hanno salutato l'esito delle assemblee con soddisfazione e con dichiarazioni non dissimili. Di data o momento storico hanno infatti parlato sia John Elkann, presidente della Fiat Chrysler, sia Louis Gallois, numero uno del consiglio di sorveglianza del gruppo PSA, e Carlos Tavares, attuale amministratore delegato del costruttore transalpino e prossimo ad assumere lo stesso ruolo in Stellantis. 

Il nuovo Cda. Proprio Tavares siederà nel cda della nuova realtà automobilistica al fianco del presidente John Elkann e del vice presidente Robert Peugeot, nonché di Henri de Castries, Andrea Agnelli, Fiona Clare Cicconi, Nicolas Dufourcq, Ann Frances Godbehere, Wan Ling Martello, Jacques de Saint-Exupéry e Kevin Scott. A questo consiglio e ancor di più alla nuova squadra manageriale guidata dal dirigente portoghese toccherà il compito di trasformare in realtà i propositi ribaditi ancora una volta da Elkann durante l'assemblea: "Vogliamo avere un ruolo di primo piano nel prossimo decennio, che ridefinirà la mobilità, proprio come hanno fatto i nostri padri fondatori con grande energia negli anni pionieristici. Il prossimo decennio ridefinirà la mobilità. Noi intendiamo svolgere un ruolo determinante nella costruzione di questo nuovo futuro ed è stata quest'ambizione a unirci".  "Stellantis - ha aggiunto - sarà uno dei maggiori Oem a livello mondiale. Ciò che più conta è che sarà un'azienda con le dimensioni, le risorse, la molteplicità di componenti e il know-how necessari per cogliere con successo le opportunità di una nuova era". Di opportunità ha parlato anche Tavares, sottolineando come la nascita di Stellantis sia la risposta alle "sfide e alle opportunità del futuro" della mobilità e dell'industria dell'auto. Risposta che si sostanzierà in "massicci investimenti per preparare un futuro brillante per la nuova compagnia". "FCA e PSA sono due aziende in buona salute ma siamo coscienti che saremo più forti insieme", ha quindi fatto presente il manager portoghese confermando l'obiettivo prioritario dei 5 miliardi di euro di sinergie. A tal proposito Mike Manley, l'attuale amministratore delegato della Fait Chrysler destinato a diventare il responsabile delle Americhe nel nuovo gruppo, ha spiegato che il 40% delle sinergie sarà generato dalla condivisione di piattaforme e sistemi di propulsione", dall'ottimizzazione degli "investimenti in ricerca e sviluppo" e dal miglioramento dei processi di produzione, il 35% da risparmi sugli acquisti e il 7% arriverà da risparmi sul fronte delle spese amministrative e generali. "Siamo pronti e preparati - ha affermato Manley - a realizzare con successo questa fusione e apportare un valore significativo a tutti i nostri stakeholder, vale a dire i nostri dipendenti, i nostri clienti e i nostri azionisti. 

La cedola straordinaria. Azionisti che già tra pochi giorni potranno beneficiare di una consistente remunerazione. Ai sensi di quanto concordato con i francesi a metà settembre per modificare l'accordo orginario e adeguarlo al nuovo contesto operativo determinato dalla pandemia del coronavirus, il consiglio di amministrazione ha deliberato la distribuzione di un dividendo straordinario di 1,84 euro per azione ordinaria, per un totale di 2,9 miliardi di euro. Il pagamento, fissato per il 15 gennaio, è però "condizionato a un ulteriore annuncio che confermi che tutti i necessari adempimenti societari propedeutici al completamento della fusione sono stati espletati e che il Dividendo Straordinario è diventato incondizionato. Tale annuncio è previsto entro mercoledì 13 gennaio 2021. In assenza di tale comunicazione, il Dividendo Straordinario non sarà pagabile".

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Mercato italiano - Immatricolazioni in calo anche a dicembre: -15%

4 Ruote - Gen 04,2021

Il mercato italiano dell'auto chiude il 2020 con un altro segno meno a dicembre e numeri coerenti con le previsioni delle maggiori associazioni di rappresentanza del settore: Secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti, a dicembre le immatricolazioni sono state 119.454, il 15% in meno rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. 

Il consuntivo annuale. Coi dati dell'ultimo mese dell'anno si chiude un 2020 particolarmente negativo per l'intero mondo delle quattro ruote. Nei primi sei mesi la domanda è stata penalizzata dalle conseguenze della pandemia del coronavirus, mentre la seconda parte dell'anno ha beneficiato solo in parte dei programmi di incentivazione alla rottamazione. Da novembre in poi hanno iniziato a produrre effetti negativi due fattori: da una parte l'esaurimento dei fondi per il sostegno ai programmi di rottamazione e dall'altra le nuove misure restrittive varate dal governo per frenare la seconda ondata del coronavirus. Il 2020, dunque, si chiude con 1.381.496 immatricolazioni, il 27,9% in meno rispetto al 2019. Si tratta di un dato sostanzialmente in linea con la maggior parte delle previsioni: l'Unrae, per esempio, aveva indicato registrazioni sotto gli 1,4 milioni di unità.

Positivo il gruppo FCA. Con 31.525 immatricolazioni, a dicembre la Fiat Chrysler Automobiles registra un incremento dell'1,1%. A sostenere le performance del costruttore italoamericano sono il brand Fiat (con 19.519 veicoli e una crescita dell'1%) e la Lancia, con 4.728 registrazioni e un +20,5%. Male la Jeep con 5.458 unità (-5,1%), la Maserati con 139 (-11,5%) e l'Alfa Romeo con 1.664 vetture (-17,6%). Per il gruppo l'anno si chiude con 332.983 immatricolazioni, il 26,8% in meno rispetto al 2019. 

Bene anche PSA. Andamento positivo anche per la PSA, ormai prossima a fondersi con la stessa FCA per dare vita al nuovo gruppo Stellantis. Sono 17.158 le immatricolazioni del costruttore francese, il 3,1% in più rispetto al 2019. Il brand più performante è la Opel con un incremento dell'8,7% (3.597 immatricolazioni), seguita dalla Peugeot con un +4,3% (7.925). In calo la Citroën, con 5.245 unità registrate e un -0,3%, e la DS, con 391 immatricolazioni e un -17,9%. Per il costruttore transalpino le immatricolazioni annuali sono 204.572 (-31,3%).

Wolfsburg in forma. I numero sono favorevoli anche per il gruppo Volkswagen: le immatricolazioni mensili ammontano a 20.529 (+4,6%) e quelle annuali a 225.052 (-23,7%). A dicembre il marchio Volkswagen immatricola 12.600 veicoli e sale del 15,4%, mentre l'Audi, con 3.770 registrazioni, flette del 23,4%. Con 2.408 vetture la Seat cresce del 21,5%, mentre la Skoda, con 1.742 unità, scende del 2,9%. In crescita la Lamborghini, anche se con sole nove immatricolazioni (+12,5%).

Giù Renault e Ford. In calo a doppia cifra risulta il gruppo Renault: scende del 25,4% con 12.214 immatricolazioni, di cui 3.563 per la Dacia (-46,7%) e 8.651 per il marchio della Losanga (-10,6%), per un totale di 139.300 registrazioni annuali (-29,7%). Chiusura d'anno negativa anche per la Ford con 6.758 immatricolazioni nel mese di dicembre (-27,8%) e 89.558 nell'intero anno (-26,9%).   

Forte calo per Daimler e BMW. Performance decisamente sottotono per i grandi costruttori premium tedeschi. Daimler, con 3.669 auto immatricolate, registra una discesa del 73,5%: la Mercedes cala del 50% (3.142 immatricolazioni) e la Smart del 93% (527). In tutto il 2020, le immatricolazioni del costruttore di Stoccarda sono state 50.483 (-48,6%). In calo risulta anche il gruppo BMW, con 4.718 veicoli (-19,6%): il brand dell'Elica scende del 22,3% (3.525 veicoli) e la Mini del 10,4% (1.193), mentre il consuntivo annuo evidenzia una flessione del 21,6% (62.597 immatricolazioni). 

Asiatiche in chiaroscuro. Tra i costruttori orientali il gruppo Toyota chiude dicembre con 8.396 registrazioni e un balzo del 35,5% con il marchio omonimo che sale del 46,2% e la Lexus che perde il 49,2%: in totale sono 75.192 le immatricolazioni annuali (-21,7%). Tra gli altri operatori giapponesi, la Nissan lascia sul terreno il 10,3% (2.481 immatricolazioni) e il 34,61% nel 2020 (28.365). La Honda flette nel mese del 38,8% (-22,66% nel 2020), la Suzuki del 41,8% (-12,61%), la Mazda del 62% (-24,68%), la Subaru del 45,7%  (-25,12%) e la Mitsubishi del 63,7% (-48,97%). Sempre in Asia, la coreana Hyundai subisce un crollo del 58,6% (-33,7% annuale), mentre la consociata Kia si ferma al 44,6% (-25,77%).

Volvo scende, Tesla sale. Nel segmento premium, Volvo e Jaguar Land Rover registrano risultati in netta controtendenza. La Casa svedese vede le immatricolazioni salire del 35,3% (1.643 unità) e quelle annuali scendere del 18,39% (17.053). Il gruppo britannico riscontra a dicembre un peggioramento del 33,2% con 905 unità, di cui 231 Jaguar (-45,7%) e 674 Land Rover (-27,4%): l'anno si chiude con 14.853 immatricolazioni e un -39,4%. Continua a brillare la Tesla grazie a un +151,5% con 923 immatricolazioni e un +55,1% con 3.804 registrazioni nel 2020. Nel superpremium avanza del 30,8% la Ferrari (17 vetture targate) mentre perde il 6,2% la Porsche (422): il 2020 vede 505 registrazioni per il Cavallino Rampante (+2%) e 5.668 per la Casa di Zuffenhausen (-15,5%).

Panda sempre salda in vetta. La classifica mensile dei modelli più popolari vede sempre in testa la Fiat Panda, con 9.068 immatricolazioni. Al secondo posto, ben distanziata, si posiziona la Toyota Yaris (4.948), e al terzo la Lancia Ypsilon (4.728). Seguono, nell'ordine, la Fiat 500 (4.704), la Renault Captur (4.338), la Volkswagen T-Roc (3.292), la Fiat 500X (2.978), la Jeep Compass (2.753), la Dacia Sandero (2.704) e la Jeep Renegade (2.671). La top-ten annuale vede, come da diversi anni a questa parte, la Panda in testa con 110.465 registrazioni. Seguono la Lancia Ypsilon, la Fiat 500X, la Renault Clio, la Fiat 500, la Jeep Renegade, la Toyota Yaris, la Renault Captur, la Citroën C3 e la Dacia Sandero. 

Ancora boom per elettriche e ibride. Sul fronte delle alimentazioni prosegue il tracollo delle motorizzazioni tradizionali e, di converso, il boom delle alternative. Per le vetture a gasolio il mese di dicembre si chiude con una flessione del 36,8% e un peso sul mercato sceso dal 34,8% al 25,8% (dal 40% al 33,1% nel confronto annuale). Le auto a benzina perdono il 42% e scendono dal 48,5% al 33% (dal 44,3% al 37,5% nell'intero 2020). Male anche Gpl (-23,1% a dicembre e -31,1% nell'anno) e metano (-12,2% e -18,1%). Crescono a tripla cifra, invece, le elettrificate. Le ibride salgono del 181,4% a dicembre, più che triplicando la quota di mercato (dal 6,5% al 21,4%) e del 103% nei dodici mesi (penetrazione in aumento dal 5,7% al 16%). Ancor più forti le performance per le ibride plug-in: +809,3% lo scorso mese (quota dallo 0,5% al 5,3%) e +319,1% nel 2020 (quota dallo 0,3% al 2%). Infine le elettriche mettono a segno una crescita mensile del 753,5% salendo dallo 0,6% al 6% del mercato. Nel cumulato annuo i veicoli alla spina salgono del 207,6% e passano dallo 0,5% al 2,3%.

In calo i privati. In termini di canali di vendita sono i privati a contenere le perdite mensili con un -0,5% (-19,1% nel 2020), mentre il noleggio perde a dicembre il 15,5% (-34,7% nei dodici mesi) con la componente di breve termine in flessione del 71,5% e quella di lungo in crescita del 4,1%. Le società flettono mensilmente del 41,6% e del 44,4% nell'intero anno.  

Ancora male l'usato. Il mercato delle auto di seconda mano lancia ancora segnali negativi. A dicembre i trasferimenti di proprietà, al lordo delle minivolture (i passaggi temporanei a nome dei concessionari, in attesa della rivendita ai clienti), si attestano su 276.665 unità, il 13,8% in meno rispetto al corrispondente mese del 2019. Nell'intero anno il calo è del 27,9% per 3.018.301 passaggi.

Il commento delle associazioni. Le tre principali associazioni del settore, con un comunicato congiunto, attribuiscono il "forte calo" di dicembre soprattutto all'esaurimento degli incentivi stanziati in precedenza. "Confermate, quindi, le fosche previsioni dei mesi scorsi, il 2020 verrà ricordato come drammatico anche per il settore automotive, con un crollo di immatricolazioni spaventoso, 535.000 vetture in meno rispetto al 2019 (-27,9%) e l'intera filiera in ginocchio", aggiungono Anfia, Federauto e Unrae, sottolineando come occorra "guardare avanti con spirito costruttivo per ripartire, così come avvenuto in Parlamento con l'approvazione bipartisan di un emendamento alla legge di Bilancio 2021 che ha introdotto nuove misure di sostegno al rinnovo del parco circolante con vetture meno inquinanti e più sicure, fortemente appoggiate" dalle associazioni del settore. Archiviamo il 2020 come l'anno più difficile del dopoguerra per il nostro settore ma guardiamo al 2021 con fiducia, grazie alle misure entrate in vigore con l'inizio del nuovo anno", dichiara il presidente di Anfia, Paolo Scudieri. Secondo Adolfo De Stefani Cosentino di Federauto, "l'Automotive italiano chiude il 2020 con tutti i numeri in rosso: mercato, fatturato, profitti sono tutti espressione di un anno disastroso che, purtroppo ricorderemo a lungo. Fintanto che non saremo certi di essere usciti dalla pandemia, la sopravvivenza delle aziende e dei posti di lavoro resterà sospesa nell'incertezza. Grazie alla volontà bipartisan del Parlamento il 2021 parte sulla spinta delle nuove misure della legge di Bilancio, recependo in larga misura le richieste delle nostre Associazioni, ma il lavoro da fare non è certamente esaurito perché il Recovery fund sarà la sfida in cui il nostro impegno comune sarà ancora determinante per trasformare l'incertezza in nuove opportunità di crescita del mercato. Infine, per Michele Crisci, presidente dell'Unrae, "il Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) non potrà prescindere dall'auto e dalle innovazioni alle quali da tempo lavorano i costruttori, senza dimenticare le necessarie infrastrutture pubbliche idonee ad agevolare la diffusione di nuove tipologie di vetture. Inoltre, al fine di non perdere competitività con le concorrenti imprese europee, che godono di particolari agevolazioni fiscali, auspichiamo che in Italia possa finalmente essere rivisto il sistema di detraibilità e deducibilità per i veicoli aziendali".

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Dakar 2021, Stage 2 - Toyota sugli scudi, Al-Attiyah torna a vincere

4 Ruote - Gen 04,2021

Nasser Al-Attiyah ha conquistato la vittoria nella seconda tappa della Dakar 2021, nel percorso di 457 chilometri cronometrati (e 228 di spostamenti) che ha portato la carovana da Bisha fino a Wadi ad-Dawasir. Il pilota qatariota della Toyota Gazoo Racing si è così riscattato dopo la brutta giornata di ieri e ha recuperato un po' di terreno nei confronti dei rivali della Mini, in particolare Peterhansel e Sainz, oggi rispettivamente in seconda e terza posizione.

 

In rimonta. Grazie al risultato odierno, Al-Attiyah è risalito fino alla terza posizione nella classifica assoluta e ha così commentato la tappa: "E' stata una buona giornata. Ieri avevamo perso molto tempo perché avevamo fatto da battistrada e non è stato certo un vantaggio. Oggi però tutto è andato bene. Le gomme si sono comportate ottimamente, così come la macchina. Il passo è stato buono dall'inizio alla fine e non abbiamo commesso alcun errore. Sono abbastanza contento, vedremo. C'è ancora tanta strada, ma è un buon inizio".

 

Peterhansel passa al comando. Il team Mini JCW resta leader nella classifica generale, anche se registra un avvicendamento di piloti. Stéphane Peterhansel, infatti, grazie al secondo posto di questa Stage 2 è riuscito a portarsi in testa, passando davanti al compagno di squadra Carlos Sainz. Per lo spagnolo oggi si è profilata una giornata piuttosto faticosa e lungo il percorso ha perso minuti preziosi nove in totale - che gli sono costati la leadership nella generale, nonostante il podio virtuale della tappa. Exploit per Sébastien Loeb, sesto di tappa con la Hunter del team Bahrain Raid XTreme, a sandwich tra le due Century di Serradori e Baragwanath.

 

Dakar 2021, classifica generale dopo la Stage 2

 

1. Peterhansel/Boulanger - X-Raid JCW | 7h 17m 18s

2. Sainz/Cruz - X-Raid JCW | 7h 23m 55s

3. Al-Attiyah/Baumel - Toyota Gazoo Racing | 7h 26m 32s

4. Serradori/Lurquin - SRT Racing | 7h 31m 39s

5. Przygonski/Gottschalk - Orlen Team | 7h 43m 45s

6. Al-Rajhi/von Zitzewitz - Overdrive Toyota | 7h 44m 50s

7. Loeb/Elena - Bahrain Raid Xtreme | 7h 53m 58s

8. Baragwanath/Perry - Century Racing | 7h 57m 09s

9. Ten Brinke/Colsoul - Overdrive Toyota | 7h 59m 07s

10. Roma/Winocq - Bahrain Raid Xtreme | 7h 59m 13s

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Stellantis - Anche gli azionisti FCA approvano la fusione con PSA

4 Ruote - Gen 04,2021

Anche gli azionisti del gruppo FCA, come previsto, hanno approvato a il progetto di fusione con la francese PSA. L'assemblea dei soci, chiamata a esaminare e a votare l'operazione successivamente alle due analoghe riunioni del gruppo PSA, si è chiusa con una largissima maggioranza di consensi che ha determinato il via libera ufficiale alla nascita di Stellantis e, come ammesso dal presidente John Elkann, posto le basi per "un giorno storico per FCA".

L'assemblea. In particolare l'assemblea ha approvato, con quasi il 99,15% dei voti favorevoli, la fusione transfrontaliera con il costruttore transalpino e alcune proposte collegate all'operazione di integrazione, tra cui la nomina del nuovo consiglio di amministrazione: sarà composto da John Elkann, in qualità di presidente, Robert Peugeot, Carlos Tavares, Henri de Castries, Andrea Agnelli, Fiona Clare Cicconi, Nicolas Dufourcq, Ann Frances Godbehere, Wan Ling Martello, Jacques de Saint-Exupéry e Kevin Scott. In sostanza si tratta del prossimo cda di Stellantis. Del resto il progetto di fusione prevede che sia Fiat Chrysler NV a incorporare PSA e quindi a modificare la sua denominazione in Stellantis NV.

Il discorso di Elkann. "Il prossimo decennio ridefinirà la mobilità", ha esordito Elkann nel suo discorso di apertura dell'assemblea. "Noi intendiamo svolgere un ruolo determinante nella costruzione di questo nuovo futuro, ed è stata quest'ambizione a unirci. Stiamo vivendo un'epoca di profondi cambiamenti nel nostro settore, caratterizzata da una rapidità e un'intensità paragonabili soltanto a ciò che accadde alle sue origini, alla fine del diciannovesimo secolo. Si tratta di un'epoca estremamente complessa, ma allo stesso tempo entusiasmante. Credo sia un momento molto simile a quello che i nostri padri fondatori hanno affrontato con grande energia in quegli anni pionieristici. Hanno dato vita a imprese in grado di resistere alla prova del tempo, e capaci di essere all'altezza delle sfide lanciate dal mercato. Imprese che hanno saputo innovarsi, adattarsi ai tempi e alle esigenze dei loro clienti. Questo è ciò che ci ha spinto a creare Stellantis e che continuerà a ispirarci mentre andremo avanti a costruire sulle fondamenta poste da questa fusione. Il  ruolo di azionisti di riferimento che abbiamo svolto da oltre un secolo è stato determinante, fornendo capitali e coraggio, sia in tempi buoni che in tempi difficili".

Le opportunità. "La fusione proposta con Groupe PSA è un ulteriore coraggioso passo avanti nel nostro viaggio", ha proseguito Elkann. "Stellantis rappresenta l'unione di due partner che condividono la stessa mentalità. Due realtà che si alleano per costruire qualcosa di unico. Stellantis sarà uno dei maggiori Oem a livello mondiale. Ciò che più conta è che sarà un'azienda con le dimensioni, le risorse, la molteplicità di componenti e il know-how necessari per cogliere con successo le opportunità di una nuova era". Si tratta di un'aggregazione tra due società che hanno dimostrato resilienza e ingegnosità straordinarie, e che ora stanno dando prova di lungimiranza combinando i loro punti di forza per affrontare le sfide globali del nostro settore. Stellantis rappresenta l'unione di due partner che condividono la stessa mentalità. Due realtà che si alleano per costruire qualcosa di unico offrendo ai propri clienti veicoli e servizi per la mobilità originali, sicuri, pratici, innovativi e sostenibili", ha concluso escludendo tra l'altro ostacoli al perfezionamento dell'integrazione: "Il completamento della fusione è soggetto al soddisfacimento o alla rinuncia di alcune condizioni sospensive, che sono quasi tutte soddisfatte. Non prevediamo che alcuna di tali condizioni sospensive sia di ostacolo al completamento della transazione entro le tempistiche pianificate". 

Le parole di Manley. Dopo Elkann, ha preso la parola anche all'amministratore delegato Mike Manley, che ha ribadito alcune delle caratteristiche del nuovo gruppo Stellantis, dai volumi di vendita ai risultati finanziari, dalla presenza geografica "ben bilanciata in tutto il mondo" a un "ampio" portafoglio marchi "iconici", "con forti radici nazionali" e "altamente complementari". Il manager inglese, destinato a ricoprire il ruolo di responsabile delle Americhe nella nuova realtà automobilistica, ha inoltre rivelato alcuni aspetti finora ignoti sul fronte delle sinergie, già incrementate dagli originari 3,7 miliardi a oltre 5 miliardi. Il 40% sarà generato tramite la "convergenza di piattaforme e sistemi di propulsione", l'ottimizzazione degli "investimenti in ricerca e sviluppo" e il miglioramento dei processi di produzione. Il 35% arriverà da risparmi sugli acquisti ottenuti sfruttando le maggiori dimensioni e l'accesso a nuovi fornitori, mentre il 7% arriverà da risparmi sul fronte delle spese amministrative e generali, tramite l'integrazione di funzioni come vendite e marketing e l'ottimizzazione dei costi nelle regioni maggiormente presidiate. Altre sinergie saranno generate tramite il miglioramento dei processi in altre funzione come logistica, catena di approvvigionamento, qualità e operazioni post-vendita. "Siamo pronti e preparati a realizzare con successo questa fusione e apportare un valore significativo a tutti i nostri stakeholder, vale a dire i nostri dipendenti, i nostri clienti e i nostri azionisti", ha auspicato Manley.

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Lexus UX Hybrid - A listino il model year 2021

4 Ruote - Gen 04,2021

La Lexus ha diffuso le informazioni relative alla gamma 2021 della UX per il mercato italiano. La Suv ibrida giapponese è spinta da un propulsore ibrido da 184 CV ed è disponibile con prezzi compresi tra 38.000 e 52.000 euro, sui quali si possono applicare fino a 7.000 euro di sconto unendo gli incentivi statali e gli Hybrid Bonus previsti dalla Casa giapponese.

La Midnight diventa un allestimento standard. La UX viene ora proposta in quattro allestimenti denominati Executive, Midnight, F-Sport e Luxury. La prima è disponibile solo con trazione anteriore e la Luxury solo con quella integrale, mentre Midnight ed F-Sport offrono la doppia opzione. La Midnight deriva dalla serie limitata lanciata nel 2019 e offre di serie l'infotainment con display da 7", il Blind Spot Monitor, il Rear Cross Traffic Alert, i cerchi di lega neri da 18", la finitura nera delle griglie frontali e delle barre sul tetto, i gruppi ottici Bi-Led oscurati e il rivestimento interno nero di tessuto sintetico Tahara realizzato con qualità artigianale con inserti Grigio e Cobalto. La versione F-Sport offre invece l'infotainment con schermo da 10,3", l'head-up display e i rivestitmenti di pelle per i sedili sportivi del pacchetto F-Sport Pack, mentre la Luxury aggiunge alle dotazioni il Panoramic View Monitor e i sedili regolabili elettricamente e ventilati.

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FCA-PSA - Stellantis, i francesi approvano la fusione

4 Ruote - Gen 04,2021

Gli azionisti del gruppo PSA hanno approvato a larghissima maggioranza il progetto di fusione con la Fiat Chrysler Automobiles. Le due assemblee convocate oggi per esaminare e votare l'operazione, infatti, si sono chiuse con un esito previsto e scontato: il via libera è arrivato con una schiacciante maggioranza di voti favorevoli.

Le due assemblee. La giornata assembleare ha visto prima la riunione speciale degli azionisti della PSA titolari di diritti di voto doppi (tra questi la famiglia Peugeot, i cinesi di Dongfeng e la banca pubblica Bpifrance), che hanno approvato, con oltre il 99,99% dei voti favorevoli, il principale punto all'ordine del giorno: "L'esame e l'approvazione della prevista fusione transfrontaliera per incorporazione della società nella Fiat Chrysler Automobiles NV". Il secondo appuntamento del giorno ha riguardato l'assemblea straordinaria di tutti gli azionisti. Anche in questo caso l'assise è stata chiusa con un voto quasi unanime: il 99,85% si è espresso a favore dell'operazione di fusione. 

Momento storico. "Stellantis nasce con le migliori condizioni e sulle basi migliori", ha affermato il presidente del consiglio di sorveglianza del gruppo PSA, Louis Gallois, che in apertura di assemblea aveva parlato di giornata "storica". "Con Carlos Tavares il gruppo PSA è diventato il più redditizio al mondo" e nonostante la crisi provocata dalla pandemia di Covid-19 "è in buona salute", ha aggiunto Gallois, sottolineando la fusione "con una società che ha grande storia e altrettanta salute". Di "momento storico" ha parlato anche l'amministratore delegato Carlos Tavares sottolineando gli obiettivi del progetto di fusione - tra cui "proteggere i lavoratori e garantire il futuro della società" - e "la grande maturità degli azionisti dei due gruppi che hanno una visione chiara dell'avvenire e hanno dimostrato di sapersi adattare alle diverse condizioni". La nascita di Stellantis, ha aggiunto, rappresenta la risposta alle "sfide e alle opportunità del futuro" della mobilità e dell'industria dell'auto. Risposta che si sostanzierà in "massicci investimenti per preparare un futuro brillante per la nuova compagnia". 

Ottenute tutte le autorizzazioni. FCA e PSA "sono due aziende in buona salute ma siamo coscienti che saremo più forti insieme", ha ribadito il manager portoghese confermando l'obiettivo prioritario dei 5 miliardi di euro di sinergie e rivelando anche come il progetto sia stato autorizzato da tutte le autorità di vigilanza competenti, tra cui la Commissione Europea, l'ostacolo più impegnativo da superare come dimostrato dalla necessità per i due gruppi di presentare una serie di proposte per alleviare i timori di Bruxelles sull'impatto della fusione sul mercato dei veicoli commerciali leggeri. Con il via libera delle autorità antitrust e quello, anche in questo caso scontato, degli azionisti FCA (l'assemblea è prevista nel pomeriggio), la fusione non ha altri grandi passaggi da superare se non alcune formalità tecniche. Pertanto il perfezionamento e la nascita ufficiale di Stellantis è ormai dietro l'angolo. "Abbiamo ottenuto le autorizzazioni necessarie e con il vostro voto siamo pronti ad annunciare la data del closing della fusione con FCA", ha chiarito Tavares. "Inizierà così un nuovo capitolo della nostra storia". 

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Multe - Nel 2021 calano gli importi, ma solo delle sanzioni più salate

4 Ruote - Gen 04,2021

Come anticipato da Quattroruote sul numero di gennaio, con l'inizio del 2021 sono diminuiti gli importi di alcune multe per violazione delle normative stradali: ciò accade per la prima volta dall'introduzione del nuovo Codice, datata 1 gennaio 1993, ma il ribasso non riguarda tutte le tipologie di sanzioni. A ben guardare, infatti, solo quelle più salate risultano scontate di qualche euro, mentre quelle sotto i 250 euro non subiranno alcuna variazione.

Pochissima differenza. Volendo fare qualche esempio, è scesa da 544 a 543 euro la multa per il superamento dei limiti di velocità di oltre 40 km/h ed entro i 60 km/h (e da 847 a 845 euro se si supera la soglia di oltre 60 km/h), mentre per chi circola senza assicurazione l'ammenda è passata da 868 a 866 euro (in forma ridotta, da 607,60 a 605,50 euro). Si tratta, appunto, di violazioni pesanti, mentre per quelle meno gravi non è previsto alcun ritocco all'ingiù: il divieto di sosta ordinario, sempre a titolo di esempio, mantiene un importo di 42 euro (che diventano 29,40 con pagamento ridotto), e in generale rimangono stabili le sanzioni che non superano i 250 euro.

Dipende dall'indice dei prezzi al consumo. Il ribasso delle multe non fa certo notizia per la sua entità né per l'impatto che è destinato ad avere sui cittadini ma, come detto, perché si tratta di un caso unico in 28 anni. A determinarlo è una regola scritta nel Codice della strada legata agli indicatori espressi dall'Istat. In sostanza, la norma prevede che le multe siano aggiornate ogni due anni in misura pari all'intera variazione dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati verificatesi nei due anni precedenti. In base all'ultimo dato diffuso dall'Istat, tale indice è risultato in negativo dello 0,2%: dunque sono scattati i tagli alle ammende, dai quali rimangono escluse quelle di importo inferiore per via delle norme sull'arrotondamento.  

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Incidenti - Crollo nel 2020, ma è leffetto lockdown

4 Ruote - Gen 04,2021

Drastica riduzione degli incidenti stradali (-30,5%), delle vittime (-28,3%) e dei feriti (in calo addirittura del 38,3%) nel 2020: lo comunicano i dati diffusi dalla polizia stradale. In un contesto normale, tali numeri avrebbero certificato un netto miglioramento della sicurezza su strada, ma oggi vanno letti alla luce della pandemia in corso, e quindi in virtù del crollo del traffico veicolare causato dal lockdown primaverile e, in seguito, dalle successive misure locali e temporanee di blocco, alcune tuttora in vigore.

22.393 incidenti in meno. Fatta questa premessa, i dati sull'incidentalità stradale rilevata dalla polizia di Stato e dai carabinieri restituiscono un quadro molto meno grave rispetto a quello del 2019: il numero assoluto dei sinistri è sceso da 73.496 a 51.103, e quelli con esito mortale (1.079) sono diminuiti del 26,9%. Risulta ancora più marcata la diminuzione degli incidenti con lesioni (20.676, pari a un calo del 34,6%) e quella delle persone ferite, che sono state 29.858.

Sulle strade per controllare gli spostamenti. Venendo allo specifico delle misure per il contenimento dell'emergenza coronavirus, la Polstrada ha operato in prima linea fin dall'istituzione delle prime "zone rosse", con posti di blocco per verificare gli spostamenti autorizzati: sono stati eseguiti controlli su 1.439.339  persone, quasi equamente divisi tra viabilità autostradale e ordinaria. Gli accertamenti svolti nelle aree di servizio sono stati 150.793.

Quasi 2,5 milioni di punti decurtati. Per quanto riguarda le attività più tradizionali della Polstrada, dal 1 gennaio al 27 dicembre 2020 sono stati effettuati 479.897 pattugliamenti di vigilanza stradale e contestate 1.596.686 infrazioni al Codice della strada; sono state ritirate 25.368 patenti di guida e 34.223 carte di circolazione. I punti patente decurtati sono stati 2.498.401. I conducenti sottoposti a controllo con etilometri e precursori sono risultati 621.809, di cui 8.744 sanzionati per guida in stato di ebbrezza alcolica, mentre quelli denunciati per guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti sono stati 850.

I limiti di velocità. E ancora: le violazioni per eccesso di velocità sono state 560.264. In particolare, la Polstrada ha controllato con il Tutor 109 tratte, pari a circa 1.060 km. Dallo scorso 21 dicembre, con l'entrata in funzione di 25 nuovi siti, i tratti di strada monitorati sono saliti 134, per un complessivo di 1.400 km vigilati. Nel periodo dal 1 gennaio 2020 al 30 novembre 2020, il Tutor ha consentito di accertare 263.429 violazioni dei limiti di velocità, mentre complessivamente le violazioni per eccesso di velocità registrate si attestano a 533.595.

Campagne di formazione. La Polstrada ha anche portato avanti varie iniziative di formazione e sensibilizzazione sulla sicurezza stradale. Tra queste si segnala, in collaborazione con il dipartimento di Psicologia dell'Università La Sapienza di Roma, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il ministero dell'Istruzione, il Moige e altri partner, il progetto Icaro: giunto alla 20esima edizione, prevede attività di formazione agli studenti delle scuole primarie e secondarie di secondo grado per favorire comportamenti corretti alla guida e una mobilità consapevole. Le altre attività sono state: "Inverno in Sicurezza" e "Vacanze Sicure", campagne sul corretto equipaggiamento e sull'efficienza dei pneumatici durante il periodo invernale ed estivo in partnership tra Polizia di Stato, Assogomma e Federpneus; "Biciscuola", in collaborazione con l'organizzazione del Giro d'Italia, che punta a sensibilizzare sul rispetto dell'ambiente, delle regole della sicurezza e dell'educazione stradale i bambini delle scuole primarie; "Guida e Basta", uno spot e un'app ideati con Anas SpA per illustrare gli effetti negativi della distrazione alla guida, in particolare quando si fa un uso scorretto dello smartphone al volante.

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Tesla - Piccoli aggiornamenti per la Model 3

4 Ruote - Gen 04,2021

La Tesla ha introdotto ulteriori aggiornamenti per la Model 3 destinata al mercato cinese, anticipando alcune novità che, probabilmente, ritroveremo nei prossimi mesi anche su tutti gli altri modelli commercializzati a livello globale. Dopo le modifiche apportate nell'ottobre scorso, che includono anche una batteria più capiente, l'elettrica americana viene ora dotata dei pannelli porta con le stesse finiture di legno già viste sulla Model Y e, tra gli optional, viene reso disponibile il volante riscaldabile.

Mani calde con un aggiornamento software. Proprio quest'ultimo è l'elemento più interessante: la Casa statunitense, infatti, potrebbe offrirlo attraverso un aggiornamento software a pagamento, predisponendo l'hardware per questa funzione su tutti gli esemplari di nuova produzione. Si tratterebbe dell'ultimo esempio di una politica che ha sempre caratterizzato il marchio californiano e che, in futuro, potrebbe essere attuata anche dagli altri costruttori generalisti, cambiando radicalmente l'esperienza di acquisto e di uso dei veicoli da parte dei clienti.

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Auto elettriche - Erion Energy: "Il riciclo delle batterie richiederà una filiera dedicata"

4 Ruote - Gen 04,2021

Quali sono le potenzialità e le criticità del riciclo delle batterie per auto elettriche e ibride? A fare il punto sulla situazione è la Erion Energy, realtà dedicata a pile e accumulatori all'interno del sistema multi-consortile no profit Erion, attivo nella gestione dei rifiuti associati ai prodotti elettronici. Il presupposto iniziale verte sull'importanza per l'intero settore delle attività di recupero, anche alla luce delle direttive europee: "Il riciclo delle batterie sarà la prossima sfida per i produttori", spiega la Erion. "Il recupero di litio, cobalto, nichel e manganese diverrà ancora più strategico in vista dell'incremento della domanda mondiale di batterie". Le previsioni per i prossimi anni indicano una richiesta 14 volte superiore rispetto al 2018 e per il 17% proveniente dall'Europa. Tutto ciò si tradurrebbe ovviamente nella necessità di riciclare quantitativi notevoli di accumulatori: il consorzio stima che se nel 2030 si dovessero riciclare tutte le batterie delle auto elettriche immesse sul mercato fino al 2020, sarebbe necessario attrezzarsi per la raccolta e il trattamento di circa 28.000 tonnellate di rifiuti, pari al doppio del peso della torre di Pisa.

Le direttive europee. In tal senso sono tre le sfide da superare: efficienza delle risorse, approvvigionamento sostenibile delle materie prime e riciclo responsabile. La questione riguarda, soprattutto, i produttori di batterie che, in base alla direttiva europea 2006/66/CE (recepita in Italia con il Decreto Legislativo 188/2008), sono responsabili dell'intero ciclo di vita del prodotto. A tal proposito, la Commissione europea, nell'ambito del Circular Economy Action Plan, ha presentato la proposta di un nuovo regolamento che, oltre a mantenere i principi e le responsabilità dei produttori, prevede l'introduzione di standard di sostenibilità e sicurezza obbligatori per tutte le batterie immesse sul mercato europeo. Uno degli obiettivi primari è evitare, o minimizzare, l'utilizzo di sostanze inquinanti privilegiando l'impiego di materiali riciclati per la fabbricazione delle nuove celle.

Serve una filiera. Anche per questo motivo la Erion Energy si sta strutturando per sostenere i propri associati coinvolti in specifici settori come quello della mobilità elettrica. L'obiettivo è anche la creazione di una filiera appositamente dedicata alle attività di riciclo e recupero, in particolari di materie prime come il litio e il cobalto, la cui domanda entro il 2030 potrebbe crescere fino a 80 volte rispetto ai livelli attuali. Si tratta di materiali riciclabili a patto, però, "che si sviluppi una filiera nazionale ed europea in chiave circolare per il riciclo e il riutilizzo delle batterie". "I vantaggi di una corretta gestione delle batterie sono rappresentati dalla conservazione delle risorse, ma anche da un aspetto di prevenzione. Un trattamento idoneo permette di evitare l'emissione nell'ambiente di sostanze pericolose", afferma Danilo Bonato, direttore generale di Erion Energy. "Il litio è molto reattivo all'aria e all'acqua poiché entrando in contatto con l'ossigeno genera prodotti tossici e come altri metalli è altamente infiammabile e a rischio esplosione. Alla luce di questo è fondamentale farci trovare pronti e preparati al cambiamento che coinvolgerà tutti gli attori: dall'industria, agli Stati, dalla ricerca agli addetti ai lavori del settore del riciclo". Solo in Europa sono state annunciate 15 gigafactory per la produzione di accumulatori al litio entro il 2025, sufficienti per fornire accumulatori a 6 milioni di veicoli all'anno. La sfida non è banale sia perché una corretta gestione del riciclo e riuso delle batterie - intesa come la possibilità di dare una seconda vita alle celle al litio secondo i principi dell'economia circolare - necessita di un livello industriale che al momento l'Italia non ha (ora le batterie al litio finiscono per lo più in Germania, che comunque resta ancora molto lontana da Paesi come la Cina che da anni hanno investito in circuiti di recupero volti alla massimizzazione delle materie prime seconde), sia perché l'odierno sistema ha costi elevati, che solo un forte investimento sul fronte tecnologico potrà abbattere", conclude Bonato.

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Fisker - Rilasciato un teaser del pick-up elettrico

4 Ruote - Gen 04,2021

La Fisker tiene viva l'attenzione sul suo futuro attraverso un continuo flusso di anticipazioni circa le attività di sviluppo e progettazione dei propri veicoli. Il fondatore e ceo della Casa Henrik Fisker, infatti, è molto attivo sui social e alterna le informazioni sull'ormai imminente debutto della Ocean con alcuni teaser relativi a dei nuovi modelli. L'ultima notizia, in particolare, riguarda un pick-up elettrico che potrebbe derivare proprio dalla Suv a zero emissioni e che, secondo indiscrezioni, potrebbe essere denominato Alaska.

Un posteriore originale per distinguersi. Il teaser pubblicato è, di fatto, un render basato proprio sulla Ocean, con un posteriore completamente ridisegnato. I fari posteriori sono infatti inediti, così come lo spoiler con la fascia a Led integrata presente sul tetto, che donano alla vettura un look diverso rispetto a quello dei pick-up tradizionali. Il segmento è tra i più vivaci del momento negli Stati Uniti, con la Ford, la GM, la Tesla e la Rivian già pronte al lancio di nuovi modelli, e altri concorrenti e startup pronti alla rincorsa.

Quattro elettriche entro il 2025. La Fisker aveva anticipato l'arrivo di un pick-up elettrico già lo scorso luglio, pubblicando un'immagine che svelava la strategia della Casa, intenzionata a lanciare, entro il 2025, un totale di quattro modelli a zero emissioni. Insieme con la Ocean e il pick-up, arriveranno sul mercato anche una Suv-coupé e quella che sembra costituire la versione di serie della concept Emotion del 2018.

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Byton - Siglato un accordo con la Foxconn per la produzione della M-Byte

4 Ruote - Gen 04,2021

La Byton ha siglato un accordo strategico con la Foxconn per la produzione della M-Byte. Il colosso tecnologico taiwanese investirà, secondo le prime indiscrezioni, circa 200 milioni di dollari (163 milioni di euro), ma i dettagli della trattativa non sono stati svelati. Per la startup automobilistica cinese si tratta di un passo importante in vista dell'introduzione sul mercato della sua Suv elettrica, che avrebbe già dovuto debuttare nel 2020 e che ora è rimandata al 2022, anche a causa dell'emergenza sanitaria.

Dagli iPhone all'auto elettrica. In precedenza la Foxconn ha avviato trattative anche con il Gruppo FCA e sta portando avanti progetti per realizzare batterie allo stato solido, confermando così un forte interesse per il settore automotive. L'azienda taiwanese, però, è nota soprattutto per la sua partnership con la Apple nella produzione dell'iPhone: anche per questo viene indicata come possibile candidata ideale per portare sul mercato il progetto Titan. Al momento si tratta solo di suggestioni, ma sarà interessante seguire l'evoluzione degli eventi visto, che la vettura della Mela potrebbe debuttare nel 2024. 

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Bentley - La Bentayga Hybrid si aggiorna

4 Ruote - Gen 04,2021

La Bentley ha diffuso i dati definitivi della Bentayga Hybrid, rinnovata grazie al restyling lanciato nei mesi scorsi. Questa versione della lussuosa Suv gioca un ruolo particolarmente importante all'interno della strategia Beyond100, che vedrà il marchio inglese proporre solo modelli ibridi plug-in a partire dal 2026, prima di convertirsi interamente all'elettrico dal 2030. Oltre alla Bentayga, la Casa inglese presenterà una seconda vettura elettrificata nel corso dell'anno.

449 CV ibridi. Dentro al cofano della Bentayga troviamo lo stesso powertrain plug-in hybrid della versione uscente e comune anche ad altri modelli del gruppo Volkswagen: questo sistema, composto da un V6 3.0 turbobenzina abbinato a un motore elettrico integrato nel cambio automatico e alimentato da un pacco batterie da 17,3 kWh, è in grado di erogare un totale di 449 CV e 700 Nm. Secondo il più permissivo ciclo Nedc, la vettura può percorrere fino a 49 km a zero emissioni, che salgono a un totale di 857 km andando a utilizzare anche il serbatoio di benzina. Nel ciclo di omologazione, inoltre, il costruttore dichiara una media di 3,3 l/100 km e 78 g/km di CO2. Infine, sono presenti tre modalità di guida: Ev per l'uso del solo propulsore elettrico, Hybrid per lasciare al computer la gestione dei motori e Hold per mantenere la carica delle batterie.

La connettività migliora anche l'efficienza. La connettività di bordo gioca un ruolo cruciale nell'esperienza di guida e nell'efficienza della vettura. In particolare, il guidatore può contare sull'Efficiency Navigation System, una soluzione che restituisce un feedback aptico all'acceleratore per suggerire quando rilasciare il pedale in base alle condizioni del traffico e alla natura del percorso. Il display centrale da 10,9 pollici, inoltre, è compatibile con Apple CarPlay e Android Auto anche in modalità Wireless, mentre la Sim di bordo permette di dialogare in remoto con il veicolo tramite l'app My Bentley per monitorare i parametri principali e gestire alcuni aspetti del powertrain ibrido, come i dati di viaggio e consumo, le fasi di ricarica e la pre-climatizzazione dell'abitacolo. Infine è presente la funzione E-Charging, pensata per trovare e prenotare le colonnine di ricarica posizionate lungo il percorso. 

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Monopattini elettrici - In Spagna non potranno più circolare nelle aree pedonali e sui marciapiedi

4 Ruote - Gen 04,2021

La Spagna ha varato una stretta nella circolazione dei monopattini elettrici. Dal 2 gennaio, la DGT (l'agenzia governativa responsabile delle politiche stradali) ha introdotto nuove regole che impediscono a questi veicoli di mobilità dolce di transitare sui marciapiedi, nelle aree pedonali, ma anche in altri punti cittadini, come i tunnel urbani e gli incroci, oltre che sulle strade extraurbane e, ovviamente, sulle tangenziali e le autostrade.

Una persona sola, non oltre i 25 km/h. Le nuove norme puntano a migliorare, rendendola più sicura, la convivenza nelle città iberiche tra i pedoni e gli utenti dei monopattini elettrici. Quest'ultimi non possono superare i 25 km/h di velocità, trasportare più di una persona e chi li usa è soggetto alla stessa regolamentazione valida per gli altri veicoli a motore; ciò significa, per esempio, che ora il conducente può essere sottoposto al test dell'etilometro qualora venga fermato dalla polizia.

Verso l'obbligo dell'assicurazione. La Spagna, come altri Paesi, sta fronteggiando le problematiche sorte con il proliferare dei monopattini elettrici e il loro utilizzo sovente improprio e pericoloso: una pratica dovuta in alcuni casi all'assenza di regole specifiche, ma in altri, come Quattroruote ha testimoniato, all'ignoranza e alla mancata applicazione delle norme vigenti. Restando in Spagna, solo a Barcellona, nel 2020, sono state registrate oltre 8 mila denunce per uso improprio del monopattino elettrico. Adesso chi sgarra rischia una multa fino a 500 euro. Il governo spagnolo, tra l'altro, prevede di normare in modo ancor più dettagliato le condizioni utilizzo di questi mezzi: il prossimo passo dovrebbe essere l'introduzione di un'assicurazione obbligatoria. I monopattini elettrici dovranno anche avere una carta di circolazione, che ne attesti la confomità ai regolamenti tecnici nazionali e internazionali, e un manuale d'uso, ma per questi due requisiti è stata stabilita una moratoria di due anni che consenta ai costruttori di adattarsi agli standard fissati in materia.

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Enel X - Con l'app si gestiscono oltre 90 mila punti di ricarica europei

4 Ruote - Gen 04,2021

Decine di migliaia di punti di ricarica accessibili attraverso una sola credenziale. la possibilità offerta da JuicePass, l'app di Enel X che, attraverso degli accordi di interoperabilità, ha superato in Europa le 90 mila colonnine associate, di cui 12.500 di proprietà.

Roaming europeo. Tramite l'applicazione, l'utente può sfruttare i punti di ricarica di svariati operatori energetici senza la necessità di sottoscrivere molteplici contratti: a tal fine, un passo avanti decisivo è stato fatto con l'acquisizione del 12,5% della berlinese Hubject (la joint venture dedicata all'e-mobility alla quale partecipano, tra gli altri, BMW, Daimler, Volkswagen e Bosch). L'intesa ha aperto agli utenti di Enel X le soluzioni di ricarica dell'operatore tedesco (e viceversa, visto che i clienti stranieri possono utilizzare a loro volta le colonnine italiane). "La nostra mission è offrire un'esperienza di ricarica agevole e senza confini", commenta Francesco Venturini, amministratore delegato di Enel X (intervistato, tra l'altro, sul supplemento Q Novità in regalo con Quattroruote di gennaio).

La rete. Chi utilizza JuicePass può contare su più di 90 mila punti di ricarica corrente alternata (AC) fino a 43 kW e a corrente continua (DC) fino a 50 kW, ma anche su tecnologie ultrafast come i charging point del consorzio Ionity. Solo in Italia, la stessa Enel X è presente con oltre 12 mila delle 13.126 colonnine pubbliche distribuite sul territorio (dati Eafo): grazie ai citati accordi di interoperabilità, a livello globale le postazioni disponibili nel mondo sono ben 170 mila, tra soluzioni pubbliche e private.

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Tesla - Nuovo record: quasi 500 mila consegne nel 2020

4 Ruote - Gen 04,2021

La Tesla ha aggiornato i suoi record commerciali nel 2020: le consegne si sono attestate a 499.550 unità, il 36% in più rispetto al precedente massimo storico di 367.500 veicoli, registrato nel 2019. Con questi numeri la Casa californiana è riuscita a battere le attese del mercato ma ha solo sfiorato l'obiettivo indicato dal suo amministratore delegato Elon Musk.

I numeri. Infatti, le 499.550 unità consegnate tra ottobre e dicembre si confrontano con le circa 493 mila attese dagli analisti del settore. Tuttavia, seppur di poco, risultano al di sotto del target di almeno mezzo milione di unità fissato da Musk. Obiettivo superato, comunque, sul fronte della produzione: l'anno scorso le linee di assemblaggio dell'azienda californiana tra Fremont e Shanghai hanno sfornato 509.737 veicoli, il 40% in più rispetto al 2019. A spingere le performance annuali della Tesla è stata in particolare la domanda della Cina, che ha compensato la prolungata chiusura delle attività statunitensi per effetto della pandemia del coronavirus e il calo delle vendite tra Stati Uniti, dove sono ormai esaurite le agevolazioni fiscali all'acquisto di auto elettriche, ed Europa, mercato diventato sempre più competitivo con l'arrivo in massa nel segmento delle elettriche dei maggiori costruttori europei. Sul fronte prodotto, sono i modelli più recenti e abbordabili a sostenere i dati sulle consegne: l'anno scorso sono stati 442.511 gli esemplari venduti delle Model 3 e Model Y, mentre sono appena 57.039 le Model S e Model X.

Il trimestre. Da record si sono rivelati anche i numeri del terzo trimestre: le consegne sono state pari a 180.570 unità (di cui 161.650 Model 3 e Y e 18.920 Model S e X) contro le 139.593 del terzo trimestre e le 112.000 del pari periodo dell'anno scorso. Per ora non ci sono indicazioni sui prossimi mesi ma solo un target, abbastanza vago, sull'intero 2021. Musk, in occasione della presentazione dei risultati finanziari del terzo trimestre, ha parlato di un obiettivo compreso tra le 840 mila unità e il milione. In ogni caso si tratterebbe dell'ennesima crescita a doppia cifra per un'azienda che, al momento, detiene la leadership globale del mercato delle elettriche e punta ad arrivare a numeri mai visti neanche dalle grandi Case automobilistiche. Nelle ultime settimane lo stesso Musk ha più volte posto l'accento sull'obiettivo di vendere 20 milioni di auto l'anno entro il 2030, quasi il doppio rispetto a quanto raggiunto da colossi del calibro della Toyota o della Volkswagen. Per raggiungere un traguardo del genere la Tesla sta continuamente ampliando la sua impronta produttiva e commerciale: in estate dovrebbe diventare operativa la prima fabbrica europea nelle vicinanze di Berlino e in autunno l'impianto del Cybertruck ad Austin, in Texas. Inoltre è previsto l'ingresso in nuovi mercati con lo sbarco nei prossimi mesi in India. 

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Dakar 2021, Stage 1 - Doppietta della Mini, vince Sainz

4 Ruote - Gen 03,2021

Dopo il buon avvio delle Toyota nel prologo di ieri, non si è fatta attendere la risposta degli avversari della Mini che hanno dato spettacolo nel corso della prima tappa della Dakar 2021. Dopo un inizio non certo dei migliori, Carlos Sainz ha vinto oggi la Stage 1 con 8 secondi di vantaggio sull'altra Mini Jcw Rally di Stephane Peterhansel. Terzo Prokp su Ford Raptor RS.

Sovvertiti i pronostici. Carlos Sainz ha iniziato la sua prova di oggi dalla ventottesima posizione e lungo i 277 chilometri di prova cronometrata - che ha portato la carovana da Jeddah a Bisha lo spagnolo ha confermato di essere l'osso duro di sempre. Nonostante l'inizio claudicante di ieri, caratterizzato da una foratura all'ultimo chilometro di gara, Sainz oggi è stato in grado di esprimere tutto il suo potenziale, confermandosi tra i protagonisti principali di questa Dakar. Ha imposto il proprio ritmo, nonostante lo svantaggio di passare in mezzo alla tanta polvere alzata dai diretti concorrenti che gli sono partiti davanti. La gara è stata intensa, perché Sainz si è trovato a competere sul filo dei secondi con il compagno di squadra, altro veterano che risponde al nome di Stéphane Peterhansel. Il risultato finale è un piccolo capolavoro del team Mini JCW, perché la doppietta porta i due protagonisti odierni davanti a tutti anche nella classifica generale.

Toyota perde terreno. L'unico equipaggio in grado di tenere il ritmo delle due Mini lì davanti è stato quello di Martin Prokop, al volante della Ford del team Benzina Orlen Team. Il ceco, affiancato dal connazionale Chytka, ha chiuso con 3 minuti e 18 di ritardo dal leader, ma è riuscito a tenersi alle spalle anche le due Century del team SRT Racing di Serradori e Seaidan che ieri avevano ben figurato. Tappa difficile, invece, per le Hilux del team Toyota Gazoo Racing: la prima che troviamo in classifica è quella guidata da Giniel De Villiers. Il sudafricano ha chiuso con 8 minuti e 59 secondi di ritardo da Sainz, in settima posizione. Nasser Al-Attiyah, invece, di minuti di ritardo ne ha collezionati poco più di 12 e ha chiuso con il decimo tempo assoluto oggi. Il qatariota è partito per primo nella tappa odierna, ma ha avuto delle difficoltà a metà del percorso, dove ha perso gran parte del tempo sugli avversari.

Dakar 2021, Classifica Generale dopo la Stage 1 (Primi dieci)

1. Sainz/Cruz - X-Raid JCW | 3h 12m 20s

2. Peterhansel/Boulanger - X-Raid JCW | 3h 12m 28s

3. Prokop/Chytka - Benzina Orlen Team | 3h 15m 19s

4. Serradori/Lurquin - SRT Racing | 3h 18m 22s

5. Seaidan/Kuzmich - SRT Racing | 3h 20m 13s

6. Al-Qassimi/Panseri - Abu Dhabi Racing | 3h 20m 13s

7. De Villiers/Bravo - Toyota Gazoo Racing | 3h 21m 03s

8. Roma/Winocq - Bahrain Raid Xtreme | 3h 21m 42s

9. Przygonsky/Gottschalk - Orlen Team | 3h 21m 42s

10. Al-Attiyah-Baumel - Toyota Gazoo Racing | 3h 24m 18s

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Fiat, Lancia e Alfa Romeo - 50 pubblicità apparse su Quattroruote FOTO GALLERY

4 Ruote - Gen 03,2021

Auto italiane di un passato recente, che gli appassionati di motori ricordano con nostalgia. Ve le raccontiamo nella nostra galleria d'immagini, aiutandoci con le loro pubblicità apparse su Quattroruote a cavallo tra gli anni 90 e 2000. Ben 50 sono le réclame selezionate, tutte legate ai marchi Fiat, Lancia e Alfa Romeo, che hanno per protagonisti modelli di largo successo, ma anche flop commerciali e sportive di nicchia, talvolta con la presenza di celebri testimonial.

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Dakar 2021, Prologo - Stesso tempo per Al-Attiyah e Baragwanath

4 Ruote - Gen 02,2021

La Dakar 2021 ha preso ufficialmente il via con il prologo di oggi che visto la carovana spostarsi attorno a Jeddah in un un percorso di 118 chilometri, di cui solamente 11 cronometrati. La Toyota si è subito candidata tra le protagoniste di questa edizione, con Nasser Al-Attiyah autore del miglior tempo di giornata. Seconda posizione, ma con lo stesso identico crono, per la Century Racing di Brian Baragwaath. Terzo, a soli 8 secondi, l'altra Hilux del team Overdrive Toyota, con al volante Yazeed al-Rajhi.

Buona la prima per le Toyota. Nasser Al-Attiyah, al termine della breve prova cronometrata di oggi, ha detto: "Siamo partiti bene, era importante per verificare che tutto funzionasse correttamente e capire quanto eravamo veloci. Sono contento che la Dakar sia iniziata". Questa prima prova ha messo in evidenza le vetture giapponesi, mentre per trovare i piloti di punta della Mini bisogna scorrere la classifica fino a oltre la Top 10. Stephane Peterhansel è stato tra quelli che si è piazzato meglio, chiudendo la giornata in undicesima posizione, alle spalle del nove volte campione del WRC Sébastien Loeb. Non è andata meglio a Carlos Sainz, vincitore della passata edizione, considerando che lo spagnolo ha accusato una foratura nell'ultimo chilometro di gara e ha chiuso in ventottesima posizione, a 36 secondi dal leader.

Domani la Stage 1. Il prologo di oggi fa classifica e determina l'ordine di partenza della prima prova vera e propria che si svolgerà domani. Si correrà lungo un percorso di 345 chilometri totali, di cui 277 km cronometrati, che porterà i piloti da Jeddah fino a Bisha.

Dakar 2021, la classifica del Prologo

1. Al-Attiyah/Baumel - TOYOTA GAZOO RACING | 00h 05' 48"

2. Baragwanath/Perry - CENTURY RACING | 00h 05' 48"

3. Al Rajhi/von Zitzewitz - OVERDRIVE TOYOTA | 00h 05' 56"

4. Przygonsky/Gottschalk - ORLEN TEAM/OVERDRIVE | 00h 06' 00"

5. Ten Brinke/Colsoul - OVERDRIVE TOYOTA | 00h 06' 02"

6. Terranova/Graue - X-RAID TEAM | 00h 06' 02"

7. Lategan/Cummings - TOYOTA GAZOO RACING | 00h 06' 03"

8. Serradori/Lurquin - SRT RACING | 00h 06' 04"

9. Al Qassimi/Panseri - ABU DHABI RACING | 00h 06' 04"

10. Loeb/Elena - BAHRAIN RAID XTREME | 00h 06' 05"

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Tesla Autopilot - Musk: "Raggiungeremo la guida autonoma di livello 5 nel 2021"

4 Ruote - Gen 02,2021

Entro quest'anno la Tesla lancerà la guida autonoma di livello 5, il massimo nella classificazione Sae: quella in cui veicoli - teoricamente anche privi di comandi - non necessitano di alcun input umano per guidare in qualsiasi condizione. Parola dell'amministratore delegato e maggior azionista Elon Musk, che in una lunga intervista concessa a Mathias Döpfner (numero uno della società editoriale tedesca Axel Springer) e pubblicata da Business Insider ha delineato una serie di obiettivi strategici della Casa californiana.  

Guida autonoma. "Sono estremamente fiducioso che la Tesla raggiungerà il livello 5 nel 2021. Fiducioso al 100%", ha detto l'imprenditore, non senza esprimere alcuni timori sui processi normativi di autorizzazione. Sei mesi fa, Musk aveva parlato della possibilità di lanciare una tecnologia di livello 5 entro la fine del 2020, salvo poi indicare il 2021 come nuovo orizzonte: una tempistica che ora parrebbe confermata. In ogni caso, secondo Musk molto dipenderà dai quadri legislativi locali e il primo via libera potrebbe arrivare dal Paese che più di ogni altro sta investendo sulla guida automatizzata: "Negli Usa l'approvazione sarà piuttosto rapida, soprattutto in alcuni Stati", ha detto l'imprenditore. "Altri Paesi, come forse la Norvegia, saranno molto veloci nel dare l'ok, ma l'Europa presenterà effettivamente le maggiori difficoltà. L'iter è abbastanza impegnativo e le nostre più grandi sfide per l'approvazione si concentreranno lì. Troppi cuochi in cucina". Al momento, nel Vecchio continente, la stessa Tesla non propone sistemi di guida assistita che vadano oltre il livello 2 della scala Sae.

Autopilot in licenza. Secondo Musk, le tecnologie per la guida autonoma della Tesla potrebbero essere concesse anche ad altri costruttori mediante accordi di licenza o fornitura. "Possiamo produrre o concedere parte della nostra tecnologia ad aziende come la BMW. Stiamo cercando di essere il più puri possibile rispetto al nostro obiettivo, che è quello di accelerare l'avvento dell'energia sostenibile. Non si tratta di creare 'giardini competitivi' recintati o qualcosa del genere: renderemo disponibile la nostra rete di Supercharger ad altre società. Offriremo la licenza dell'Autopilot. E possiamo potenzialmente fare qualcosa con le celle della batteria. Siamo disposti a concedere in licenza la tecnologia per aiutare altre aziende a fare la cosa giusta". Oltre a confermare la propria contrarietà ad acquisizioni ostili da parte di Tesla (per quanto siano agevolate dall'elevata capitalizzazione di Borsa) e la preferenza verso eventuali fusioni con aziende interessate ("Forse, se una società ci dicesse 'vogliamo fonderci con Tesla', verrebbe presa in considerazione"), Musk ha ribadito i suoi obiettivi commerciali: "Ci sono circa due miliardi di auto e camion attivi nel mondo e questo numero è in aumento. Vorremmo sostituire l'1% della flotta globale ogni anno. Per fare davvero un colpo, doveremo superare il punto decimale. Quindi sarebbero circa 20 milioni di veicoli all'anno".

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