Forum Automotive - Incentivi auto, Benamati: "Il governo è disponibile al rifinanziamento"

4 Ruote - Mar 22,2021

Gli incentivi alla rottamazione sono ormai quasi esauriti, soprattutto quelli per l'acquisto di vetture nelle fasce di emissioni di CO2 tra i 61 e 135 g/km, ma a breve il governo potrebbe rifinanziarli. Secondo l'onorevole Gianluca Benamati, intervenuto a un evento del Forum Automotive, delle aperture in tal senso si sono già verificate: ll nostro parco circolante - ha affermato il capogruppo del PD alla commissione Attività Produttive della Camera - è tra i più vecchi d'Europa e ciò provoca evidenti ricadute negative in tema di inquinamento atmosferico e sicurezza sulle nostre strade. Velocizzare il ricambio del parco circolante è un tema strutturale che caratterizza il nostro Paese da diversi anni. A questo si è aggiunto un problema congiunturale dovuto alla pandemia degli ultimi 13 mesi. La promozione di incentivi ha consentito di sostenere il settore anche nei primi mesi del 2021. Ho personalmente sottoposto al governo - ha proseguito il deputato del centrosinistra - la questione di un rifinanziamento degli incentivi (in scadenza il 30 giugno) per le fasce di veicoli il cui stanziamento è ormai vicino all'esaurimento. Dal ministero dello Sviluppo Economico ho ricevuto i primi segnali confortanti, che mi fanno ben sperare. Il Mise ha confermato la centralità del comparto automotive e la possibilità di rifinanziare gli incentivi in funzione delle disponibilità economiche.

Interventi strutturali. Per Benamati, tra i politici più attivi nel sostenere le istanze della filiera (ha firmato l'emendamento per estendere gli incentivi alla rottamazione anche alle Euro 6), sarebbe anche opportuno varare iniziative di lungo termine per sostenere la riconversione e il riposizionamento dell'intero settore in un'ottica di risposta alle trasformazioni tecnologiche e alle sfide della transizione energetica. In particolare, il deputato è intervenuto sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), necessario per ottenere le risorse del Recovery Fund, e sulle possibili misure per rinnovare il parco circolante: "Domani, proprio nella Commissione Attività Produttive, avremo una riunione di analisi del Pnrr, un piano in cui puntiamo a inserire anche misure strutturali per la filiera automotive, che è uno dei pilastri dell'economia nazionale e che oggi ha urgente bisogno di sostegno per alimentare una politica di riconversione e rilancio del settore, guidata da investimenti in ricerca, innovazione e formazione degli addetti.

Gli incentivi servono. La disponibilità del governo dà seguito alle tante richieste giunte dal settore per un sostegno a favore di un pezzo importante dell'economia italiana. Sulla questione sono stati diversi gli interventi durante l'evento organizzato da Forum Automotive: Dobbiamo cercare di far ripartire il mercato italiano dell'auto, che è troppo depresso. I livelli del 2021, anche se superiori a quelli del 2020, rischiano di non essere sufficienti per mantenere la filiera italiana. Più che aiuti servono incentivi per far ripartire il mercato", ha affermato Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, sottolineando in particolare la necessità di imprimere un'accelerazione al rinnovo del parco circolante per ridurre le emissioni: se non mettiamo mano pesantemente al rinnovo del parco circolante, difficilmente potremo pensare di risolvere il problema dell'inquinamento ha detto De Stefani Cosentino. Dello stesso avviso si è mostrato Michele Crisci, presidente dell'Unrae, secondo il quale gli incentivi hanno portato degli effetti straordinari nel sostegno alla domanda" e se non dovessero essere rinnovati "si rinuncerà a benefici sia economici sia ambientali.

Necessaria una politica industriale. Di certo, è necessario cambiare passo in termini di politiche industriali per affrontare i cambiamenti tecnologici in corso:  Il momento - ha aggiunto Crisci - è emergenziale, ma la transizione verso la sostenibilità ecologica era già stata intrapresa da anni dal settore e ora deve essere guidata da chi ci governa. "Il percorso è chiaro: si va verso una elettrificazione spinta soprattutto in Europa e in Cina - ha spiegato ancora Gianmarco Giorda dell'Anfia - ma bisogna che la politica gestisca questa transizione in modo proattivo, per non far perdere competitività all'industria italiana ed europea. Serve una politica industriale per il settore auto, ha sottolineato Giorda, altrimenti "rischiamo di perdere pezzi importanti della nostra industria. La transizione va quindi accompagnata, ma senza dogmatismi, magari di stampo magari ambientalistico. Secondo Simonpaolo Buongiardino, presidente di Federmotorizzazione, è infatti necessario "stare sempre con i piedi per terra e pensare, per esempio, ai tanti interrogativi che pone la mobilità elettrica, tra cui i prezzi troppo alti e la scarsità di risorse pubbliche per sostenere gli incentivi. Anche da Massimiliano Archiapatti, numero uno di Aniasa (Associazione Nazionale Industria dell'Autonoleggio), chiede di evitare dogmatismi, ribadendo la necessità di lavorare sull'attuale parco circolante facendo leva soprattutto sulla leva fiscale: da anni Aniasa invoca un allineamento al quadro europeo delle aliquote fiscali italiane sulle auto a noleggio e aziendali. Infine, Fabrizio Guidi, presidente di Asconauto, ha invitato i governanti ad avere un approccio "a largo spettro", che guardi "a tutte le tasche". "La soluzione giusta" ha detto Guidi "è quella che tocca più fasce perché bisogna fare in modo che la gente acquisti automobili e che il parco circolante venga rinnovato. Serve dunque un rinnovamento, ma bisogna agire su più fronti e non solo su determinate motorizzazioni, come sta avvenendo attualmente con l'elettrico, parallelamente a provvedimenti che sfavoriscono i motori endotermici. 

Le auto endotermiche non sono al capolinea. Proprio su questo tema, di grande attualità all'interno del settore alla luce delle decisioni di molti costruttori di abbandonare i motori tradizionali entro un certo lasso di tempo, sono intervenuti diversi consulenti. Per Gianluca di Loreto di Bain & Company, l'auto elettrica è il futuro del mercato perché così è stato imposto per legge: la nuova tecnologia elettrica sta arrivando dall'alto, dai segmenti premium, e questo è la prova che le norme non sempre vanno d'accordo con i modelli di business delle imprese". Dello stesso avviso è Dario Duse, managing director di AlixPartners, secondo il quale "l'innovazione sta partendo dall'alto e non dal basso", mentre "sarebbe stato auspicabile il contrario" vista la maggior diffusione delle utilitarie rispetto ai modelli premium. Di conseguenza, secondo Lorenzo Tavazzi, Partner e Responsabile Area Scenari e Intelligence di The European House - Ambrosetti, è presto per suonare le campane a morto per i motori termici. Del resto, il mercato dell'elettrico cresce ma i numeri sono ancora piccoli ha aggiunto Tavazzi. Quali saranno, dunque, le tecnologie dominanti in un futuro immediato? Per di Loreto, i prossimi anni sembrano più all'insegna dell'ibrido che dell'elettrico puro: un'affermazione che trova concorde Giorgio Barbieri di Deloitte: "l'ibrido consente una transizione più graduale, è meno dirompente per la filiera, è meno costoso e può anche educare il consumatore alle nuove tecnologie. La fine del motore termico non è dunque vicina come sembra. 

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Mercedes-Benz EQS - L'ammiraglia elettrica sarà in vendita ad agosto con la ricarica automatizzata

4 Ruote - Mar 22,2021

La Mercedes ha confermato, pubblicando alcuni nuovi teaser, che la EQS sarà disponibile in alcuni mercati già a partire dal mese di agosto. Per il momento non sono state rese note le aree geografiche in questione né i prezzi dell'ammiraglia elettrica, ma la casa ha comunicato alcuni dettagli relativi alla rete di ricarica a disposizione dei clienti.

Autenticazione e pagamento delle ricariche saranno automatici. La EQS, che secondo i primi dati ufficiali potrà vantare un'autonomia di circa 700 km, potrà accedere al programma Mercedes Me Charge con una nuova procedura semplificata che non richiederà autenticazione da parte dell'utente: sarà infatti l'infotainment integrato nell'Mbux Hyperscreen a indicare i punti di ricarica disponibili e a rendere identificabile il veicolo dall'infrastruttura, in modo da automatizzare le procedure di riconoscimento e di pagamento. In questo modo la ricarica dell'auto si avvicina, nella prassi, a quella dello smartphone. I punti di ricarica disponibili per i clienti della EQS saranno circa 500 mila in tutto il mondo, 200 mila dei quali localizzati in Europa.

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Ferrari 812 - Versione Speciale o nuova generazione?

4 Ruote - Mar 22,2021

Versione Speciale o vera e propria erede della Ferrari 812 Superfast? Le pesanti camuffature che contraddistinguono il prototipo avvistato nelle scorse ore in Italia non consentono di dare una risposta certa a questa domanda, anche se potrebbe essere ancora po' troppo presto per parlare di una nuova generazione della dodici cilindri. La vita della 812, infatti, volge verso il termine, ma la sportiva dovrebbe comunque rimanere in produzione almeno per tutto il 2021, per poi lasciare spazio a un nuovo modello tra il 2022 e il 2023: la Versione Speciale, infatti, sarà probabilmente il canto del cigno della coupé. Il ciclo vita delle ultime dodici cilindri di Maranello è sempre stato di circa sei anni: nel 2017 la 812 Superfast ha preso il posto della F12berlinetta che aveva sostituito nel 2012 la 599 GTB: quest'ultima, a sua volta, aveva preso il posto della 575M nel 2007, cinque anni dopo dall'uscita di scena della 550 Maranello, capostipite della nuova stirpe di V12 anteriori.

Una coda tutta nuova. Anche cercando di scrutare le forme celate dai teli di copertura non è possibile dare una risposta certa alla domanda iniziale. Le similitudini con la 812 Superfast sono moltissime, ma non è detto che i tecnici di Maranello possano aver scelto di testare la meccanica della futura V12 utilizzando una carrozzeria provvisoria derivata dal modello attualmente a listino. Alcuni dettagli fanno pensare che possa effettivamente trattarsi della 812 Versione Speciale: la silhouette del prototipo risulta perfettamente sovrapponibile a quella dell'attuale 812, fatta eccezione per alcuni dettagli come la coda. Il muletto appare più lungo di una decina di centimetri, probabilmente per la presenza di un nuovo spoiler posteriore, più pronunciato e integrato in maniera differente alle carrozzeria. L'andamento delle linee della coda appare molto più tonteggiante rispetto a quello della 812 Superfast: lo spoiler attraverserà l'auto per tutta la sua larghezza, collegando visivamente le due ruote posteriori e modificando drasticamente l'impostazione aerodinamica della coda. In alcune immagini si possono anche intravedere delle increspature sul telo che ricopre il lunotto, che potrebbe integrare delle appendici aerodinamiche ispirate nello stile ai cofani delle sportive a motore centrale, F40 in primis. Le prese d'aria ai lati del paraurti posteriore, inoltre, potrebbero essere state ingrandite, mentre i terminali di scarico (di sezione quadrata sul muletto) sembrano più decentrati rispetto al modello originale, una soluzione che permetterebbe di aumentare ulteriormente le dimensioni dell'estrattore aerodinamico.

Più aperture davanti. Osservando l'anteriore del muletto risultano subito evidenti delle aperture nei teli pensate per garantire la fuoriuscita del calore generato dal motore: la 812 Versione Speciale potrebbe infatti proporre delle inedite prese d'aria sul cofano anteriore, ancora più pronunciate rispetto a quelle viste sull'antenata F12tdf. Inoltre, il paraurti proporrà un nuovo design pensato per favorire il raffreddamento del dodici cilindri, lavorando insieme a delle prese d'aria maggiorate posizionate dietro le ruote anteriori. La gestione termica del V12 sarà infatti uno dei punti cruciali di questa nuova versione pensata per la pista: oltre ad affilare le doti dinamiche della sportiva, i tecnici del Cavallino hanno certamente migliorato il sistema di raffreddamento della 812 Superfast per gestire le elevate temperature che si generano nella guida in circuito. Bocche cucite, per il momento, riguardo la potenza della nuova sportiva: grazie a numerosi affinamenti alla meccanica, quella che in molti indicano come l'ultima Rossa con motore aspirato non elettrificato arriverà a propore una potenza superiore agli 800 CV del modello originale. Viste le meraviglie meccaniche made in Ferrari, non è da escludere che la 812 Versione Speciale possa avvicinarsi agli 850 CV, se non spingersi addirittura verso quota 900 CV.

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Leasys - Lofferta CarCloud cresce con sportive e citycar

4 Ruote - Mar 22,2021

Salgono a 10 i pacchetti di Leasys Carcloud, mentre a un anno e mezzo dal lancio gli iscritti raggiungono quota 15.000. Continua la crescita del primo servizio di abbonamento all'auto in Italia, attivabile con un voucher di Amazon e rinnovabile ogni mese, senza vincoli. Per Leasys, captive del gruppo FCA e ora brand Stellantis, si tratta di un risultato importante, ottenuto grazie alla semplicità della formula, dalla flessibilità dell'abbonamento mensile, gestibile completamente online, e dall'ampia varietà dei veicoli e dei pacchetti disponibili. Tra le ultime formule realizzate, spicca quella che punta sulla sportivià e sullo stile made in Italy: CarCloud Stelvio & Giulia Quadrifoglio (modelli da oltre 500 CV ciascuna, a 1.599 euro al mese, mentre i modelli normali erano già disponibili con CarCloud New Stelvio & Giulia), che si somma all'esclusiva formula premium CarCloud Collection dedicata alle Maserati Levante e Ghibli. All'altro opposto, quello della mobilità cittadina, si aggiunge invece CarCloud Urban Style, che permette di abbonarsi a tre citycar: Peugeot 208, Citroën C3 Opel Corsa. Per la mobilità urbana erano già presenti i pacchetti CarCloud City Plus, con i modelli Fiat 500, Fiat Panda, Fiat Panda Cross e Lancia Ypsilon, mentre CarCloud Metropolis Plus, offre auto più spaziose e versatili come 500L, 500X, Tipo 5porte e Station Wagon

Le altre offerte. A portata di voucher, non mancano i pacchetti dedicati alla mobilità sostenibile ed elettrica: dal CarCloud Electric, dedicato alla Nuova 500 elettrica, a CarCloud City Hybrid, con Fiat 500 Hybrid, Fiat Panda Hybrid e Lancia Ypsilon Hybrid, e CarCloud Renegade & Compass 4xe PLUG-IN HYBRID, con Jeep Renegade 4xe e Jeep Compass 4xe. Infine, per le esigenze professionali quotidiane c'è CarCloud Pro, con protagonisti i due iconici van di Fiat Professional, Fiorino e Doblò.

Si cambia quando si vuole. Secondo Leasys, il successo di questi abbonamenti è attribuibile alla flessibilità dell'offerta: ognuno dei 10 pacchetti consente di noleggiare l'intera gamma di veicoli inclusi e cambiare vettura in qualsiasi momento, presso la rete di Leasys Mobility Stores abilitati e dislocati in tutta Italia. CarCloud è rinnovabile mensilmente (fino a un massimo di 12 mesi) e non prevede penali in caso di disdetta. L'abbonamento comprende 1.500 km al mese e include tutti i servizi previsti da questo tipo di noleggio, dall'RC Auto alla copertura Kasko e furto, manutenzione ordinaria e straordinaria, più eventuali servizi aggiuntivi.

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Ferrari - Sainz e Leclerc a Imola con le SF90 Assetto Fiorano e Spider - VIDEO

4 Ruote - Mar 22,2021

A pochi giorni dall'avvio del Mondiale di Formula Uno, la Ferrari ha portato la sua nuova coppia di piloti in circuito per una piccola sfida. Il teatro di questo video è il circuito di Imola, dove Charles Leclerc e Carlos Sainz sono ripresi al volante dell'ultima creatura del Cavallino: la SF90.

Due versioni. A Leclerc è stata affidata una SF90 Spider, a Sainz una SF90 Stradale Assetto Fiorano, entrambe pronte per una serie di giri al limite sul tracciato emiliano. La due posti plug-in hybrid eroga in totale 1.000 CV e la differenza di peso tra le due versioni è contenuta entro i 100 kg, con la più pesante, la Spider, che arriva a 1.670 chili. Tecnicamente, la SF90 può percorrere fino a 25 km in modalità elettrica, ma per i due giovani piloti del Cavallino quello che più conta è il tempo di 7 secondi netti che la vettura impiega per toccare i 200 km/h da fermo. Il filmato finisce nel migliore dei modi: i due piloti si scambiano le auto e ripartono. 

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Romeo Ferraris - La Giulietta fuori dal Mondiale Turismo

4 Ruote - Mar 22,2021

Il team Romeo Ferraris non porterà in pista l'Alfa Romeo Giulietta nel FIA WTCR del 2021 a causa di un cambio regolamentare che impone l'utilizzo di una centralina unica per tutte le vetture che prendono parte al Mondiale. La squadra ha deciso, a malincuore, di lasciare il campionato per evitare la riprogettazione della vettura per adeguarla ai nuovi parametri.

Una scelta difficile. In realtà, l'utilizzo della centralina unica firmata Marelli era stato già imposto nel 2020 ma, alla luce della delicata situazione legata alla pandemia, la FIA ha consentito al rilascio di una deroga tramite la quale alcuni team hanno avuto comunque l'opportunità di competere. Tra questi, anche Romeo Ferraris, che ha schierato regolarmente la Giulietta. Quest'anno però non saranno concesse altre deroghe e, quindi, il team non sarà al via del Mondiale Turismo, come ha confermato la responsabile, Michela Cerruti. Il team Romeo Ferraris continuerà a impegnarsi in altre categorie nazionali e internazionali, come per esempio il campionato ETCR dove debutterà con l'Alfa Romeo Giulia elettrica. Il team, già nei giorni scorsi, ha confermato che sarà Stefano Coletti il primo pilota a guidare la Giulia ETCR by Romeo Ferraris a Vallelunga, in vista della partenza del Pure ETCR 2021.

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Seat - In arrivo la Cupra Tavascan e una piccola Suv elettrica

4 Ruote - Mar 22,2021

Il prototipo della Cupra Tavascan diventerà realtà nel 2024 e sarà presto seguita da una piccola Ev per la città. Ad annunciare il via libera allo sviluppo e alla produzione di serie della Suv elettrica presentata al Salone di Francoforte del 2019 è stato il numero uno della Seat, Wayne Griffiths, durante la tradizionale conferenza stampa sul bilancio annuale. Il manager britannico, che da pochi mesi ha sostituito Luca De Meo al timone della Casa iberica, ha anche confermato l'arrivo in gamma di una nuova elettrica a ruote alte che andrà a posizionarsi alla base della gamma.

Dettagli nei prossimi mesi. La nuova Suv compatta, destinata in particolare ad ambiti urbani, sarà lanciata nel 2025 a un prezzo compreso tra i 20 e i 25 mila euro, una fascia "fondamentale per rendere accessibile l'elettromobilità". Per ora non si hanno molti dettagli, se non che le dimensioni saranno simili a quella della Seat Arona. Lo stabilimento dove la piccola Suv verrà assemblata e il brand di riferimento saranno annunciati nei prossimi mesi. "La nostra ambizione è che venga prodotta a Martorell", ha sottolineato Griffiths, lasciando però l'ultima decisione ai vertici del gruppo Volkswagen. Probabile che la scelta definitiva arriverà in concomitanza con la definizione del progetto per la realizzazione di una fabbrica di batterie nelle vicinanze dello storico impianto della Seat alle porte di Barcellona. A tal proposito, non è più un mistero che debba essere soddisfatta una condizione: il sostegno, non solo finanziario, del governo spagnolo e dell'Unione Europea al piano Future Fast Forward volto a guidare l'elettrificazione dell'industria automobilistica spagnola.

I piani per Martorell. Il piano, in particolare, è incentrato su un fattore chiave: produrre a Martorell, a partire dal 2025, veicoli elettrici a uso urbano per la Seat e altri brand del conglomerato tedesco. "La nostra ambizione è assemblare più di 500.000 auto elettriche urbane all'anno a Martorell, anche per il gruppo Volkswagen, ma abbiamo bisogno di un chiaro impegno da parte della Commissione Europea", ha sottolineato Griffiths, ribadendo quanto già affermato da Herbert Diess. Il piano per l'elettrificazione deve quindi ottenere il supporto finanziario delle istituzioni affinché il gruppo decida di investire su Martorell, anche per localizzare nelle sue vicinanze una delle sei fabbriche di batterie che i tedeschi intendono costruire in Europa. Griffiths ha quindi invitato la Spagna a "non perdere un'occasione fondamentale" iniziando sin da subito a stimolare la domanda di auto elettriche per arrivare al 10% delle immatricolazioni entro fine anno e ad agevolare la costruzione di un'infrastruttura con almeno 20 mila punti di ricarica. "Abbiamo elaborato il piano, abbiamo i partner giusti a bordo e siamo pronti a investire. Questo progetto vuole diventare il motore della trasformazione dell'industria automobilistica spagnola. Il sostegno del governo e della Commissione europea è necessario affinché il gruppo Volkswagen possa prendere la decisione finale sulla sua esecuzione", ha sintetizzato Griffiths esprimendo ottimismo sulla possibilità di un via libera all'intero progetto: " nell'interesse del Paese sostenere l'elettrificazione. Credo che arriveremo a un accordo perché noi vogliano costruire elettriche a Martorell. Siamo ottimisti".

Seat solo ibride, per ora. All'interno del gruppo Volkswagen anche la Casa catalana ha dunque intrapreso la strada dell'elettrificazione, ma con alcuni distinguo. Per ora, il marchio Seat si concentrerà più che altro sull'ibridizzazione dei motori. Per questo motivo non sono stati rivelati modelli elettrici per il brand. Le strategie di elettrificazione si concentreranno inizialmente sulla Cupra, destinata a lanciare la sua prima Ev, la Born, durante il secondo semestre di quest'anno. Per la Tavascan, secondo modello elettrico Cupra a essere basato sulla piattaforma Meb della Volkswagen, per il momento si sa solo che sarà progettata e sviluppata a Barcellona, mentre nessuna decisione è stata presa sulla localizzazione della produzione. "Ora, a Martorell - ha spiegato Griffiths - siamo pieni e comunque la decisione deve essere presa dal gruppo Volkswagen. Probabilmente arriverà poco prima del lancio. Per ora non posso aggiungere altro". Di certo, la Tavascan è solo l'ultimo esempio di un percorso delineato anni fa da De Meo e che proseguirà anche nei prossimi anni: l'attenzione sarà sempre più concentrata su Suv e crossover: Griffiths, infatti, esclude "nuovi investimenti sulle berline compatte. Dobbiamo investire su segmenti in crescita, le berline non sono la nostra priorità", ha affermato il manager escludendo sostanzialmente un'erede per la Toledo. Nessuna indicazione è stata fornita su un eventuale addio alle endotermiche, anche se il manager ha sottolineato di credere che abbiano ancora un futuro, quantomeno per il prossimo decennio.

Le prospettive per il 2021. La strategia sembra dunque ancora quella tracciata dall'attuale numero uno della Renault. A dimostrarlo è l'attenzione prestata allo sviluppo della Cupra, marchio fortemente voluto proprio da De Meo e destinato a svolgere uno ruolo importante per riportare la Seat sulla strada della crescita dopo un 2020 pesantemente penalizzato dalla pandemia del coronavirus. Per la Cupra si punta a raddoppiare le 27.400 vendite del 2020 (+11,1% sul 2019) e i circa 900 milioni di fatturato e a migliorare dal 5 al 10% il peso sulle vendite totali. Per raggiungere tale obiettivo, si farà leva soprattutto sulla Formentor, che dovrà arrivare al 50% delle vendite del marchio (e la metà di queste dovranno essere raggiunte con le versioni ibride plug-in). L'offerta sarà inoltre ampliata con l'introduzione delle versioni Phev delle Seat Leon, Leon Sportstourer e Tarraco e delle Cupra Leon e Formentor. L'arrivo della Born e delle tante ibride dovrebbe consentire alla Seat di tornare sulla strada della crescita registrata nei cinque anni precedenti al 2020 e soprattutto alla redditività. L'azienda spagnola, infatti, ha chiuso il bilancio dell'anno scorso con una perdita operativa di 418 milioni di euro, contro l'utile di 352 milioni del 2019, mentre il risultato netto è passato da un profitto di 346 milioni a un rosso di 194 milioni. A pesare sono stati due fattori: da una parte la flessione delle vendite del 25,6% a 427 mila unità, con la conseguente contrazione dei ricavi del 21% a 8,784 miliardi, dall'altra la contabilizzazione di oneri per 260 milioni di euro legati al mancato rispetto dei limiti sulle emissioni. Per il direttore finanziario Carsten Isensee, "la grande sfida del 2020 era inizialmente rappresentata dal nuovo obiettivo relativo alle emissioni di CO2. L'accelerazione dell'introduzione delle versioni elettrificate dei modelli Seat e Cupra è arrivata alla fine dell'anno. Durante l'esercizio corrente, con il lancio di Cupra Formentor e-Hybrid e Cupra Born, speriamo di raggiungere gli obiettivi di emissioni di CO2 per il 2021. Il nostro obiettivo è aumentare le vendite e tornare ai volumi pre-Covid. Nel 2021 dobbiamo ritornare alla redditività. Questo è il nostro obiettivo finanziario. Stiamo lavorando alacremente per tornare in positivo quanto prima", ha aggiunto Griffiths, esprimendo ottimismo sulla possibilità di un ritorno all'utile già nel primo semestre.

Gli investimenti. "Le leve chiave per raggiungere la redditività nel 2021", ha proseguito Isensee, "saranno l'aumento del mix di ibride plug-in e il lancio della Cupra Born, che ci permetteranno di raggiungere i nostri obiettivi di CO2. Inoltre, porremo la nostra attenzione sulla riduzione dei costi generali e sulla gestione dei ricavi, concentrandoci sui mercati e sui canali più importanti". La Seat ha anche conseguito un Ebitda positivo per 157 milioni di euro e un flusso di cassa operativo di 466 milioni nonostante gli investimenti, per quanto in calo rispetto agli 1,26 miliardi del 2019, abbiano ancora una volta superato la soglia del miliardo di euro. Tale livello verrà mantenuto anche nel futuro prossimo, grazie al piano di investimenti di 5 miliardi di euro fino al 2025 annunciato lo scorso luglio."Continuiamo a prepararci per le sfide poste dalla trasformazione tecnologica del settore automobilistico, per le quali dobbiamo mantenere lo slancio degli investimenti effettuati negli ultimi anni", ha sottolineato Isensee.

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Tesla - Cina, il governo bandisce le elettriche di Musk dai siti militari

4 Ruote - Mar 22,2021

In Cina le Tesla sono diventate un caso di sicurezza nazionale: il governo ha infatti vietato l'utilizzo delle elettriche californiane al personale dell'esercito, delle aziende di Stato e delle più importanti agenzie per timore dei rischi di spionaggio. La mossa di Pechino ha ricevuto risposta immediata da Elon Musk: "Se la Tesla usasse le sue auto per spiare, in Cina o in qualsiasi altro Paese, verrebbe chiusa ovunque". Resta il fatto che le sue vetture sono state bandite da alcune aree e strutture (principalmente quelle militari) e messe nel mirino in un Paese che rappresenta un mercato florido per la Casa di Palo Alto.

Occhi indiscreti. Secondo le ricostruzioni di alcune agenzie di stampa, tra cui la Reuters, la decisione è stata presa in seguito a una revisione della sicurezza delle vetture della Tesla operata dal governo stesso. In sostanza, il timore dei cinesi è che le telecamere e i sensori possano carpire informazioni top secret, favorendone una diffusione indebita: si parla di immagini registrate, ma anche di dati sensibili e contatti telefonici degli utilizzatori. La direttiva di Stato avrebbe suggerito ai proprietari delle elettriche, contattati nella scorsa settimana, di parcheggiare l'auto al di fuori delle proprietà militari.

La replica di Musk. Le auto contemporanee, si sa, raccolgono un quantitativo sempre più cospicuo di immagini, informazioni, parametri, in primis per aumentare le capacità di guida assistita. Controllare questi dati è diventato fondamentale per i costruttori, e la questione della privacy e della sicurezza da garantire un tema sempre più centrale per assicurarsi la fiducia del cliente. Su questo concetto poggia anche l'autodifesa di Elon Musk, intervenuto in collegamento video al China Development Forum di Pechino: "Se usassimo le auto per spiare, in Cina o altrove, verremmo chiusi. C'è un forte interesse, per noi, a mantenere confidenziale qualsiasi genere di informazione".   

Cina vs Usa. Nel suo discorso, Musk ha anche auspicato una maggiore fiducia reciproca tra le due maggiori economie del mondo: la restrizione all'uso delle Tesla in Cina sembrerebbe infatti frutto di tensioni politiche tra Pechino e il governo degli Stati Uniti. In particolare, il provvedimento sarebbe stato deciso dopo gli scontri diplomatici tra le parti in un meeting tenutosi la settimana scorsa in Alaska, il primo da quando Biden ha assunto la carica di presidente degli Usa. Diversi analisti, tra l'altro, interpretano l'iniziativa della Cina come una sorta di ritorsione per le sanzioni imposte dal governo federale americano al colosso tecnologico Huawei per presunta minaccia alla sicurezza nazionale. A prescindere dalle cause scatenanti, la direttiva di Pechino potrebbe penalizzare la Tesla, che nel 2020 ha consegnato oltre 147 mila vetture (quasi un terzo delle vendite mondiali) in Cina, dove la Model 3 è stata a lungo la bestseller elettrica.  

Una giga pressa per il Cybertruck. Intanto la Casa americana si è assicurata una macchina per la pressofusione dell'alluminio da 8.000 tonnellate che verrà utilizzata per fabbricare il Cybertruck. In ambito produttivo automobilistico si tratta di una prima al mondo, e a fornire il macchinario è stata l'italiana Idra Group: l'azienda del bresciano ha ufficializzato la fornitura attraverso i propri canali social con un video nel quale non viene menzionata espressamente la Tesla, ma genericamente un leader mondiale nella produzione di veicoli a nuova energia. L'annuncio dell'arrivo di un macchinario da 8.000 tonnellate, necessario per la realizzazione di un veicolo più imponente e massiccio come il pick-up elettrico californiano, era stato preannunciato da Elon Musk durante la presentazione dei risultati finanziari del quarto trimestre del 2020.

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ALD - Più elettriche con il car sharing aziendale

4 Ruote - Mar 22,2021

Il car sharing, sempre più diffuso nelle grandi città e rivolto principalmente ai privati, sta prendendo piede anche nelle aziende, e potrebbe diventare decisivo, proprio in ambito corporate, per l'accelerazione delle auto elettriche. La vede così  Ald automotive Italia, che sta esplorando una nuova frontiera: quella, appunto, del corporate car sharing elettrico. L'azienda, tra i leader mondiali nel settore del noleggio a lungo termine, punta a offrire un servizio completo, anche grazie alla partnership con Enel X, per esempio, che permette di installare le colonnine di ricarica direttamente in azienda e di mettere in campo - attraverso ALD Consultancy - un servizio di assistenza ad hoc per la gestione del servizio. L'obiettivo, e la chiave del successo di queste iniziative, è semplificare al massimo la condivisione dei mezzi del parco auto aziendale tra i colleghi interessati. Ovviamente la strategia per riuscirci passa attraverso le app per smartphone e piattaforme web, come MyALD, che rendano l'utilizzo l'utilizzo del car sharing facile e immediato sia per i Fleet Manager sia per i driver. In questo senso sono d'aiuto anche servizi come il Multiparking, che consente ai driver di chiudere i viaggi in un parcheggio aziendale o in altri punti di interesse, come aeroporti o stazioni. Nel caso di viaggi brevi, questo servizio, nelle previsioni dell'azienda, favorirebbe la transizione delle flotte aziendali verso l'elettrico.

Corporate in crescita. Con il piano Move 2025, ALD ha fissato obiettivi ambiziosi, puntando a far salire la quota di veicoli elettrificati al 30% in cinque anni. Il corporate car sharing è un tassello importante di questa strategia dato che consente di ottimizzare la flotta, ridurre il total cost of mobility e il total cost of ownership e sviluppare la mobilità green. Siamo convinti che il car sharing possa avvicinare i dipendenti e le aziende alla transizione green e produrre risparmi, oltre che benefici in termini di rispetto dell'ambiente e di miglioramento della salute pubblica, dichiara ALD. In particolare, la filiale italiana è partita in anticipo su questo fronte, essendo stata scelta come promotrice del progetto. E i numeri le danno ragione: le richieste per il Corporate car sharing di ALD sono cresciute di circa il 10% negli ultimi 3 anni, con un tasso di penetrazione di vetture ad alimentazione alternativa, ibride ed elettriche, di circa il 25%. Dopo la realizzazione del piano Move 2025, gli obiettivi  saranno ancora più ambiziosi: l'azienda di noleggio punta a far salire la quota di veicoli elettrificati almeno al 50% entro il 2030, con una riduzione di emissioni nell'ordine del 40% rispetto a quelle del 2019.

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Renault Arkana - La voglio Suv, anzi coupé - VIDEO

4 Ruote - Mar 22,2021

Lo stile è indubbiamente la prima cosa che colpisce della nuova Renault Arkana, un modello pronto a entrare in un segmento, quello delle Suv-coupé, sempre più ricco di offerte. Lunga quattro metri e 57 centimetri, la francese dà corpo alla nuova strategia di Luca De Meo, intenzionato a dirigere l'allure del marchio Renault verso segmenti più redditizi e a differenziarlo ulteriormente rispetto ai prodotti della Dacia.

Stesso nome, base diversa. Anche se è stata battezzata con lo stesso nome della versione russa del 2019, l'Arkana per l'Europa (costruita a Busan, in Corea del Sud) si basa sulla piattaforma della Captur: rispetto alla sorella per l'Est, ha quindi ha proporzioni e dimensioni nettamente diverse e, soprattutto, una linea da coupé spiovente con un lungo portellone (attenzione all'altezza: quando è aperto arriva a 2 metri e 15) e un lunotto che, pur essendo fortemente angolato, non ostacola eccessivamente la visibilità. L'arco della porta posteriore, di conseguenza, si incurva verso la coda e, in aggiunta a un brancardo abbastanza alto, rende un po' difficoltoso l'accesso alla seconda fila di sedili. Una volta a bordo lo spazio non manca, nemmeno in altezza: si viaggia piuttosto bene in quattro, mentre l'eventuale quinto passeggero deve fare i conti con un posto centrale un po' rialzato.

Spaziosa anche dietro. Una carrozzeria come quella della Arkana rischia di compromettere il volume del bagagliaio, ma tutto sommato la francese se la cava bene anche in quest'ambito: il nostro Centro prove ha rilevato 421 litri (compreso lo spazio sotto il piano di carico): meno del dato dichiarato (513 litri), ma comunque abbastanza per i bagagli ordinari. Per i trasporti eccezionali, comunque, si possono abbattere gli schienali posteriori per usufruire di un vano lungo e dalla forma regolare.

Look Renault Sport. La plancia riprende l'impostazione della Captur, con il comando del cambio posizionato più in basso; condivisa anche la posizione dell'infotainment, in bella vista e pratico da azionare, fatta eccezione per il comando del volume audio touch (in alternativa si possono usare i pulsanti sul volante). Il pannello del clima monozona (leggera caduta di stile in un modello con certi obiettivi) si trova in basso, forse troppo. L'allestimento R.S. Line comprende molte finiture di pregio interne ed esterne, a cominciare dai sedili, davvero di qualità e comodi senza essere troppo rigidi. L'assetto pur garantendo una buona guidabilità, presenta sospensioni morbide che consentono un'elevata escursione delle ruote (l'Arkana un'altezza da terra pari a 20 cm), a tutto vantaggio del confort di marcia.

Ibridino da 12V. In attesa di provare la E-Tech full hybrid in arrivo a giugno, durante il nostro primo contatto abbiamo guidato la versione mild hybrid 1.3 turbo da 140 CV con cambio Edc doppia frizione a sette marce con paddle al volante. Lo starter-generatore a 12V è alimentato da una piccola batteria da 0,13 kWh: svolge principalmente le funzioni di avviamento e non influisce in maniera rilevante sul consumo, che nel test ha oscillato fra gli 11 e i 12 km/l su un percorso misto che ci ha portato anche in autostrada, dove l'altezza della carrozzeria penalizza l'efficienza. La coppia massima di 260 Nm arriva piuttosto in alto e questo condiziona i regimi di cambiata quando si affonda in modo deciso il pedale del gas (situazione, questo, in cui emerge una certa rumorosità). Le marce superiori, però, s'allungano bene fino a una settima da 1.800 giri/min a 100 km/h. Lo sterzo è abbastanza leggero, sia in movimento, sia in manovra, ma ha una zona vuota al centro abbastanza consistente derivata più dalla morbidezza delle sospensioni che non dalla sua demoltiplicazione. I freni hanno quattro dischi che mordono con prontezza.

Listino a quota 30 mila. Il listino della Arkana (per ora) comprende solo due allestimenti: la Intens 1.3 TCe a 30.350 euro (31.850 per la E-Tech in arrivo fra poco) e la R.S. Line 1.3 TCe da 33.150 euro (34.650 per la E-Tech) che abbiamo guidato. Tutte sono dotabili di Adas di livello 2 (600 euro) e di un pack audio Bose (850 euro) che fa tremare i vetri grazie ai suoi bassi.

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Crisi dei chip - Aumentano le fabbriche chiuse e i problemi nella produzione

4 Ruote - Mar 22,2021

Si aggrava la crisi dei semiconduttori all'interno del settore automobilistico. La carenza di chip, unita alle difficoltà di approvvigionamento per altre componenti critiche, sta spingendo un numero crescente di costruttori a rivedere i propri programmi di produzione: in alcuni casi si sta assistendo a una vera e propria chiusura dei cancelli delle fabbriche, anche per un periodo prolungato, in altri si sta procedendo alla produzione solo parziale di alcuni modelli in attesa di completarne l'assemblaggio una volta ricevute le necessarie forniture. 

Toyota chiude Kolin. L'ultimo gruppo di grandi dimensioni a subire gli effetti della carenza di semiconduttori è stato la Toyota, che ha deciso di sospendere temporaneamente la produzione nell'impianto di Kolin, in Repubblica Ceca. La serrata, che avrà una durata di almeno due settimane, è stata causata in particolare da interruzioni della catena degli approvvigionamenti negli Stati Uniti, dove ormai non si contano gli annunci di stop e rallentamenti. 

Ford e Stellantis. In questa direzione si è mosso anche il gruppo Stellantis: per "un certo numero di settimane", la produzione del Ram 1500 Classic, tra Warren, in Michigan, e Saltillo, in Messico, non sarà finalizzata fino a quando non saranno disponibili le componenti necessarie per alcuni dispositivi. In sostanza, gli esemplari del pick-up usciranno dalle catene di montaggio incompleti e non saranno spediti alle concessionarie fino a quando non sarà ultimato l'assemblaggio in tutte le sue parti. La Ford, invece, ha deciso di chiudere del tutto un impianto in Ohio e di ridurre i turni, per tutta la settimana, alla Kentucky Truck Plant di Louisville. A essere penalizzata sarà la produzione di modelli come l'F-150 o l'Edge che, come nel caso di Stellantis, saranno montati senza alcune componenti e parcheggiati per diverse settimane fino a quando non potranno essere completati per essere spediti ai dealer. L'Ovale blu, che ha chiuso i cancelli anche alla fabbrica di Colonia, ha rivisto al rialzo le stime sulle conseguenze della crisi dei semiconduttori sulle proprie performance finanziarie annuali: a Dearborn ritengono possibile un impatto negativo tra 1 e 2,5 miliardi di dollari nel caso di una continua crisi per tutto il primo semestre.  

Problema coronavirus in Brasile. Anche la General Motors sta affrontando analoghi problemi negli stabilimenti di Fort Wayne, in Indiana, e di Silao, in Messico. Alcuni modelli di pick-up, come Chevrolet Silverado e GMC Sierra, saranno prodotti fino al termine dell'estate senza un dispositivo per la gestione dinamica dei flussi di carburante che rende possibile una riduzione dei consumi. Inoltre l'azienda di Detroit ha optato per la serrata in diversi siti: a causa della carenza di semiconduttori due impianti rimarranno chiusi fino almeno a metà aprile, un altro fino al termine di marzo e un altro ancora a tempo indeterminato. Tra l'altro, la GM è stata costretta a fermare le attività nell'impianto brasiliano di Gravatai anche per il peggioramento dell'emergenza sanitaria legata alla pandemia del coronavirus: i cancelli resteranno chiusi ad aprile e maggio. L'ondata di contagi in Brasile ha spinto anche la Volkswagen a sospendere la produzione di automobili e di motori in quattro impianti per almeno 12 giorni.

Gli altri stop. In Nord America sta pagando le conseguenze della crisi dei chip anche la Toyota, costretta a rallentare l'assemblaggio di numerosi modelli tra Stati Uniti e Messico. La Volvo sta riducendo le attività produttive a Ridgeville, in Carolina del Sud, e la Nissan a Smirne, in Tennesse, a Canton, in Mississippi, e ad Aguascalientes, in Messico. La Honda ha fermato la produzione in Canada, Stati Uniti e Messico. La carenza di forniture sta avendo un impatto pesante anche in Europa come dimostrato dalla paralisi improvvisa per alcuni giorni dello stabilimento di Stellantis a Sochaux che ha fatto scattare l'allarme di sindacati e associazioni di categoria. Analoghi problemi sono stati riscontrati a Mirafiori e soprattutto a Melfi, dove l'azienda ha deciso di ricorrere alla cassa integrazione per diverse settimane anche per il calo della domanda. In difficoltà sono anche gli stabilimenti automobilistici tedeschi, dove i costruttori stanno facendo leva sullo strumento dell'orario ridotto per rallentare la produzione e ridurre l'impatto della carenza di semiconduttori e di altre componenti, come la schiuma per le imbottiture. In tale quadro, infine, non va dimenticata un'ulteriore criticità destinata ad avere conseguenze: i prezzi delle materie prime e dell'acciaio stanno aumentando progressivamente a causa di diversi fattori, tra cui le difficoltà logistiche e i bassi livelli d'offerta, determinando un aumento dei costi produttivi per la maggior parte dei costruttori. 

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Aston Martin Vantage - La F1 Edition si ispira alla Safety Car del Circus

4 Ruote - Mar 22,2021

L'Aston Martin sfrutta l'accordo siglato con la Formula Uno per creare una nuova serie speciale della Vantage. A pochi giorni dall'annuncio della partnership per l'utilizzo della Vantage come Safety Car del Mondiale, affiancata dalla DBX come Medical Car in alternanza con le cugine Mercedes-AMG, debutta infatti la Vantage F1 Edition, che sarà offerta con carrozzeria coupé e roadster, con consegne previste a partire dal prossimo maggio.

535 CV e assetto rivisto. La personalizzazione deriva direttamente dalle soluzioni studiate per la Safety Car con lo scopo di esaltare le doti di guida della vettura in pista. Per questo motivo il V8 4.0 biturbo è stato portato da 510 a 535 CV, con la coppia massima fissa a 685 Nm ma disponibile in maniera continuativa da 2.000 a 5.000 giri. Rispetto all'auto di serie, cambiano anche le tarature del software della trasmissione automatica a otto marce, dello sterzo e delle sospensioni. Inoltre sono state modificate le molle e gli angoli caratteristici sull'asse posteriore, per massimizzare il grip in pista. Per la prima volta sulla Vantage, poi, vengono utilizzati cerchi da 21", che sfoggiano un'inedita finitura Satin Black diamantata e sui quali sono montati pneumatici Pirelli Pzero 255/35 e 295/30.

200 kg di downforce in più. Il pacchetto aerodinamico è stato sviluppato per aumentare sensibilmente la downforce: troviamo infatti lo splitter anteriore e l'ala posteriore, oltre a una serie di nuovi elementi del fondo, mentre il diffusore è rimasto quello standard. Rispetto alla Vantage comune, la F1 Edition offre 200 kg di pressione in più alla velocità massima (314 km/h per la Coupé, 305 km/h per la Roadster).

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Mini - Con il nuovo infotainment arriva Amazon Alexa

4 Ruote - Mar 22,2021

La Mini ha fornito nuovi dettagli sull'infotainment introdotto dai restyling delle varianti tre porte, cinque porte e cabrio. Il touchscreen centrale da 8,8" ora viene offerto di serie su tutti gli allestimenti, mentre la strumentazione digitale con schermo da 5" è inclusa nel pacchetto Connect Media opzionale.

Live Widget e grafica rinnovata. Grazie all'aggiornamento del sistema operativo, l'infotainment della Mini offre una serie di funzionalità inedite e una nuova interfaccia. Le schermate, infatti, sono state ridisegnate e i menù principali possono essere personalizzati grazie ai Live Widget, configurabili a seconda delle proprie preferenze per richiamare le funzioni più importanti, come Media, Navigation, Communication, Vehicle Settings, Messages e Mini Connected Apps. Sono inoltre previste due grafiche con stili diversi, che si attivano in base alla modalità di guida selezionata: la Lounge, caratterizzata dai colori turchese e petrolio, e la Sport, dominata da toni rossi e antracite. Oltre a modificare l'aspetto dell'interfaccia e le caratteristiche dinamiche della vettura, i due programmi vanno a cambiare anche l'illuminazione ambientale a Led, offerta come optional.

Alexa a bordo. Per la prima volta su una Mini viene reso disponibile anche l'assistente vocale Amazon Alexa, integrato nei sistemi di bordo in modo da poter gestire il maggior numero di funzioni possibili. Anche la Mini App è stata rivista, ampliando le funzionalità per il controllo remoto della vettura, incluso il monitoraggio della ricarica delle batterie per le versioni elettrificate. All'interno dell'app, inoltre, sono presenti i collegamenti per i servizi Mini Service Partner, Mini Breakdown Service e Mini Online Shop. 

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Jeep - La Wrangler Magneto (elettrica) e gli altri prototipi dellEaster Safari

4 Ruote - Mar 22,2021

Dopo lo stop all'edizione 2020, cancellata a causa dell'emergenza coronavirus, l'Easter Jeep Safari torna a prendersi la scena. All'evento della Casa americana, in programma dal 27 marzo al 4 aprile, verranno svelate sette concept, tra cui un'inedita Wrangler a emissioni zero, che affianca idealmente la variante plug-in 4xe. Del resto, il tradizionale safari è da anni una grande vetrina per il marchio di Stellantis, che qui esibisce il meglio delle proprie soluzioni per l'off-road, grazie alla collaborazione con Jeep Performance Parts (JPP), la divisione di Mopar dedicata agli accessori per la guida in fuoristrada, che vengono testati in condizioni estreme per più di 250 mila miglia (oltre 400 mila km).

Una Wrangler a batterie. Come intuibile, la Jeep Wrangler Magneto è la più importante tra le novità attese a Moab, nello Utah, dove si svolge la kermesse. Sviluppata partendo da una Wrangler Rubicon a due porte, adotta un motore elettrico a flusso assiale da 285 CV che lavora fino a 6.000 giri al minuto, collegato a una trasmissione manuale a sei rapporti: di fatto, parliamo di un powertrain elettrico-manuale con una frizione che lavora come se la vettura montasse un motore termico. Secondo la Casa americana, l'unità utilizzata, che fornisce fino a 370 Nm di coppia, non fa rimpiangere il V6 Pentastar da 3.6 litri.

Numeri promettenti. La Magneto è in grado di accelerare da 0 a 60 miglia orarie in 6,8 secondi. Ad alimentare la vettura, che supporta la ricarica rapida a 800 Volt, c'è un pacco di accumulatori da 70 kWh, collocati in quattro differenti punti, in modo da distribuire equamente il loro peso sulle ruote, e isolati da involucri impermeabili per mantenere invariata la capacità dell'auto di guadare corsi d'acqua fino a 76 cm circa. Del resto, si tratta sempre di un'auto dall'anima offroad: un concetto ribadito anche dai pneumatici tassellati da 35, dai cerchi neri da 17, dai rollbar specifici e da un immancabile verricello collocato sul paraurti anteriore, oltre che dal kit di rialzo JPP da 2.

Un restomod curioso. Nello Utah, la Casa americana renderà omaggio anche al proprio passato mostrando per la prima volta in pubblico la concept Jeepster Beach, ovvero il restomod di una Jeepster Commando (C-101) del 1968, realizzato attingendo dalla meccanica di una moderna Jeep Wrangler Rubicon. Dentro il cofano del prototipo trova infatti spazio il motore turbo a quattro cilindri da 2.0 litri dell'attuale generazione della Wrangler, la cui potenza è stata incrementata fino a 340 CV, mentre la coppia massima è di 500 Nm. All'esterno, un'inedita livrea bicolore (arancio Hazy Ipa e ossido di zinco) dona maggiore risalto alle cromature originali, mentre nell'abitacolo trovano spazio nuovi sedili avvolgenti di pelle rossa con schienale basso. Il divanetto posteriore, invece, è stato rimosso per consentire l'installazione di una gabbia di sicurezza cromata.

Il pick-up. Tra i mezzi presenti al safari c'è anche il curioso Jeep Red Bare Gladiator Rubicon, basato sul pick-up della Casa, che in Europa è disponibile solo con motore a gasolio. Proprio il V6 Ecodiesel da 3.0 litri e 260 CV, abbinato a un cambio a otto velocità TorqueFlite 8HP75, è l'unità scelta per questa concept, che oltretutto adotta assali Dana 44 all'anteriore e al posteriore, pensati per il fuoristrada impegnativo. Tra le varie caratteristiche tecniche, questo veicolo presenta un ragguardevole crawl ratio di 91: 1 per affrontare i percorsi più impervi, oltre al già citato kit di sollevamento JPP da 2. Come intuibile dal nome, questo grintoso pick-up è stato allestito con una livrea rossa (Fire Cracker Red) spezzata dal colore nero della capote di tessuto e impreziosita da grafiche e finiture di colore nero opaco, oltre che dai dettagli dorati. Un simile abbinamento lo ritroviamo nell'abitacolo, dove il cruscotto e i sedili rivestiti di pelle Katzin Black sono resi più originali dalla presenza di una vistosa flanella rossa dal motivo scozzese.

Pensata per il tempo libero. L'altra inedita concept che verrà mostrata all'Easter Jeep Safari 2021 è la Orange Peelz, un omaggio alla guida all'aria aperta tipica della Wrangler. L'iconica fuoristrada è il modello più personalizzato tra i clienti Jeep: oltre il 90% degli esemplari oggi venduti adotta almeno un accessorio JPP, ha dichiarato nel corso della presentazione Ryan Maguire, responsabile vendite e marketing di Mopar negli Usa. La Orange Peelz non è da meno: su questa curiosa fuoristrada color arancio, equipaggiata con il noto V6 Pentastar da 285 CV, sono stati rimossi gli sportelli tradizionali per fare spazio a due mezze porte griffate JPP e non manca un tetto di vetro removibile, realizzato in un unico pezzo. Anche in questo caso sono presenti sulla vettura pneumatici tassellati oversize (BF Goodrich KM3 da 37), abbinati a cerchi d'alluminio da 17. Nell'abitacolo, il bracciolo scozzese e gli inserti dei sedili e della plancia richiamano la livrea esterna Orange Peelz, al pari di alcune finiture a contrasto.

Le altre show car. Al celebre appuntamento di Jeep dedicato al mondo del fuoristrada saranno presenti anche altri tre prototipi, già svelati dal marchio a stelle e strisce nel corso del 2020, che avrebbero dovuto partecipare alla scorsa edizione dell'Easter Jeep Safari, cancellata per la pandemia. Parliamo innanzitutto della Jeep Faraout, sviluppata partendo da un pick-up Gladiator per alloggiare persino una tenda da tetto dispiegabile in pochi secondi, realizzata su misura e in grado di ospitare fino a quattro persone. Nello Utah si potrà poi ammirare la Wrangler 392 Rubicon Concept, il prototipo che anticipa l'omonima versione di serie, già svelata e pronta al debutto nelle concessionarie americane. Infine, sarà mostrata a Moab anche la Jeep Top Dog, nata sulla base del pick-up Gladiator: grazie a un modulo Pcor, questa vettura può trasportare una serie di biciclette e ospitare persino dell'attrezzatura da cucina, come una piastra elettrica che consente di cuocere degli hot dog. 

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Auto elettriche - Le più economiche a listino

4 Ruote - Mar 21,2021

Le auto elettriche sono ancora piuttosto care, è vero, ma alcune recenti novità hanno allargato verso il basso l'offerta, permettendo agli interessati di portare a casa una Ev a prezzi da citycar o utilitarie più tradizionali, grazie agli incentivi statali e locali. In Lombardia, addirittura, il cumulo tra il contributo nazionale e quello regionale ammontava, fino a poche settimane fa, a circa 18 mila euro, facendo scendere il listino di alcune vetture al livello di uno scooter. Come immaginabile, i 16,2 milioni stanziati dalla Regione sono terminati molto rapidamente.

Oltre 10 mila euro. In ogni caso, al di là dei contributi delle amministrazioni locali, rimane ancora una buona disponibilità di fondi stanziati dal governo per l'ecobonus: nel momento in cui scriviamo, le somme residue per auto elettriche e plug-in superano gli 80 milioni di euro. Limitando la nostra analisi alle Ev, alle quali spettano i contributi più generosi, gli acquirenti possono beneficiare di un sussidio che può superare i 10 mila euro. Proprio così: in caso di rottamazione di un veicolo ultradecennale, le elettriche godono di uno sconto di ben 10.440 euro. L'importo è dato dalla somma del contributo statale, di 8 mila euro, con gli ulteriori 2 mila euro (più Iva, essendo applicato sull'imponibile) di sconto obbligatorio del dealer. Se invece non si dispone di un veicolo da demolire, l'importo erogato dallo Stato è di 5 mila euro, mentre lo sconto obbligatorio del concessionario è di mille euro (più Iva) per un risparmio finale di 6.220 euro.

I modelli più economici. Grazie al contributo dello Stato, il prezzo di alcuni modelli elettrici, tutti appartenenti al segmento A, può quindi scendere sotto i 20 mila euro e, in alcuni casi, anche sotto i 15 mila. Per darvi un'idea, nei paragrafi che seguono abbiamo raccolto le auto elettriche più economiche tra quelle disponibili in Italia, tutte con un prezzo di partenza inferiore a 30 mila euro.

Dacia Spring. Con un prezzo che parte da 19.900 euro, è l'auto elettrica più economica tra quelle in vendita in Italia: grazie agli incentivi governativi, questa vettura, al momento in preordine, si può acquistare con 9.460 euro, che salgono a 13.680 se non si dispone di un usato ultradecennale da rottamare. Il motore elettrico ha una potenza di 45 CV e batterie da 27,4 kWh, che dovrebbero permetterle di percorrere fino a 230 km nel ciclo Wltp.

Fiat Nuova 500. La versione entry level della citycar elettrica, denominata Action, ha un prezzo di partenza di 26.150 euro, ed è quindi acquistabile spendendo 15.710 euro grazie all'incentivo previsto in caso di rottamazione. In assenza di un veicolo da demolire, invece, la somma è di 19.930 euro. La potenza del powertrain è di 95 CV, mentre la batteria ha una capacità di 23,8 kWh, per percorrenze dichiarate di 180 km. Tutte le altre versioni della Nuova 500 hanno invece una potenza di picco più elevata (118 CV) e una più grande batteria da 42 kWh, per un'autonomia dichiarata superiore ai 300 km. In questo caso, però, il prezzo parte da 29.900 euro, che usufruendo dei bonus statali diventano 19.460 euro in caso di rottamazione e 23.680 in assenza di un veicolo da demolire.

Renault Twingo Electric. La piccola della Losanga, strettamente imparentata con le Smart fortwo e forfour, è ora disponibile anche in versione elettrica. Il suo prezzo di partenza è di 22.950 euro, che scendono a 12.510 euro demolendo un veicolo ultradecennale e a 16.730 euro senza usato da rottamare. Il powertrain ha una potenza di 82 CV ed è alimentato da una batteria da 22 kWh. L'autonomia è di 190 km.

Smart EQ fortwo. Disponibile anche scoperta, la piccola a due posti ha un prezzo d'ingresso di 25.210 euro: con gli incentivi si può così arrivare a 14.770 euro in caso di rottamazione e 18.990 euro senza usato da demolire. Il motore elettrico posteriore ha una potenza di 82 CV ed è alimentato da una batteria da 18 kWh. Le percorrenze dichiarate sono di 143 km per la variante chiusa e di 139 km per la Cabrio.

Smart EQ forfour. La cugina della Renault Twingo ha un prezzo di partenza di 25.832 euro, che grazie all'ecobonus può scendere a 15.392 euro consegnando un'auto da rottamare e a 19.612 euro in assenza di quest'ultima. Il propulsore da 82 CV e la batteria da 18 kWh sono mutuati dalla EQ fortwo, mentre l'autonomia è di 138 km.

Tazzari Zero EM2 Space. Più lunga di una quindicina di centimetri della Smart fortwo, ma più stretta di 12, è la variante omologata M1 (cioè come una vera auto) della Zero, disponibile anche nelle versioni quadriciclo. Ha una potenza di 20 CV e una batteria da 15 kWh, che secondo la Casa permette percorrenze di 200 km a velocità costante di 50 km/h. Il prezzo di partenza è pari a 27.816 euro, che con gli incentivi possono scendere a 17.376 euro con rottamazione e a 21.596 euro senza usato da demolire.

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Design - Le auto del maestro Marcello Gandini - FOTO GALLERY

4 Ruote - Mar 21,2021

50 anni fa, nel marzo del 1971, la Lamborghini presentò a un'epica edizione del Salone di Ginevra la stessa della Maserati Bora, della Mercedes SL R107 e di altre grandi novità una nuova sportiva, la Countach. Un'auto dallo stile iconico, disegnata da Marcello Gandini. Il maestro piemontese, all'epoca in forza all'atelier Bertone, aveva già firmato per la Casa di Sant'Agata Bolognese altri modelli come la Miura e altri ne firmerà nei decenni successivi. Ma le creazioni del designer non si fermano alle auto del brand emiliano: anche alcune sportive dei marchi Fiat, Lancia, Maserati, Alfa Romeo e Ferrari si devono alla sua matita. E non vanno dimenticate vetture per tutti come la Innocenti Nuova Mini, la Renault Super 5 e la Citroën BX. Le trovate nella nostra galleria di immagini, dove abbiamo raccolto alcune tra le creazioni più famose del grande maestro torinese, in alcuni casi affiancato da altre importanti matite del ventesimo secolo.

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