Cupra - Leon VZ, anteriore furente: come va la hot hatch da 325 CV
La Cupra Leon VZ sale sul podio delle trazioni anteriori più potenti attualmente sul mercato, condividendo la top 3 con la Honda Civic Type R e la cugina Volkswagen Golf GTI Edition 50. Una versione speciale che sarà prodotta in serie limitata - solo 1.500 esemplari - e arriverà nelle concessionarie nei primi mesi del 2026. Nata calienteCostruita sulla piattaforma MQB Evo, la Leon VZ adotta il 4 cilindri 2.0 turbobenzina più spinto a disposizione dai tecnici di Martorell insieme a quello da 333 CV in dote alla variante Sportstourer a trazione integrale. Qui ci sono 325 cavalli, 420 Nm di coppia capaci di portare la compatta spagnola fino alla velocità massima di 270 km/h e di chiudere la pratica dello 0-100 km/h in 5,4 secondi.La potenza gravita solo sulle ruote anteriori e viene gestita grazie al differenziale autobloccante VAQ a controllo elettronico. Le sospensioni, con una messa a punto dedicata, sono MacPherson all'anteriore e multilink al posteriore, con molle e ammortizzatori ad hoc. Lo sterzo progressivo ricalibrato a Martorell e il noto Adaptive Chassis Control (DCC), che adatta l'assetto a seconda delle condizioni del manto stradale e della modalità di guida selezionata, completano il pacchetto. Solo per gli occhi più attentiIl dinamismo Cupra si fa notare nel look in tutte le fasce di prezzo, e qui solo l'occhio più attento può riconoscere le differenze per la VZ. Oltre al badge specifico color rame, per questa potentissima Leon troviamo quattro scarichi tondi al posteriore. Mentre dentro le finiture in dark chrome firmano questa versione Veloz, accompagnata da sedili Sabelt avvolgenti ad hoc. La magia del differenzialeInsieme alla Formentor VZ5, la Leon VZ ci ha accompagnato in una cronoscalata alle porte di Barcellona. Durante il trasferimento su strada a scorrimento veloce ho potuto apprezzare la qualità costruttiva dell'abitacolo: fruscii praticamente inesistenti e solo la voce piacevole del 4 cilindri che ti accompagna nel viaggio e ti fa dimenticare di essere a bordo di una hot hatch. Mai troppo secca sullo sconnesso, è anzi un'ottima compagna per le commissioni di tutti i giorni.Raggiunto il passo montano arriva il momento di lanciarsi a capofitto tra tornanti e saliscendi: qui il differenziale anteriore vale da solo il prezzo del biglietto. I quasi 4,40 metri della Leon voltano con chirurgica precisione: nessuna sbavatura e quell'oggetto a controllo elettronico lì davanti al posto di guida ti invoglia a lasciarti andare, ti fa sentire un tutt'uno con la vettura fin dai primi metri, donandoti confidenza. Poi al resto pensa lui, lo sterzo progressivo: diretto, preciso, ad alto tasso comunicativo. Infine, le prestazioni in frenata sono altrettanto di primo livello, con freni a sei pistoncini Akebono.
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F.1 GP Las Vegas - Libere 2: Norris e Antonelli protagonisti
La notte di Las Vegas non è fatta per essere ordinata. Luci, rumore e soprattutto imprevisti: sulla Strip succede sempre qualcosa e la FP2 non ha fatto eccezione. Tra un tombino saltato, una pista ancora troppo scivolosa e le squadre costrette a improvvisare, il nome in cima alla classifica è tornato quello di Lando Norris.McLaren in testaChe Norris potesse stare davanti non era una follia, ma dopo una FP1 complicata dal graining evidente e dalla poca fiducia con l'asfalto scivoloso, immaginare una McLaren al comando non era il pronostico più scontato da fare. Alla fine della sessione, Lando ha comunque segnato un crono 1:33.602 con gomma soft che gli vale il miglior giro del venerdì. Gli ingegneri di Woking hanno abbandonato le scelte estreme sulle ali e alleggerito l'anteriore, trovando una finestra più gestibile sul giro secco, migliorando il feeling generale della vettura per stessa ammissione del pilota inglese.Antonelli subito veloceSecondo posto per Andrea Kimi Antonelli: il rookie della Mercedes, al debutto assoluto su questo tracciato, ha mostrato una maturità tecnica che ormai non stupisce più. Anche se sono ancora prove libere e tutto resta incerto, l'aver chiuso la giornata a 29 millesimi dal leader del campionato fa sicuramente morale. Leclerc terzo, ma con un brivido finaleCharles ha portato la sua Ferrari al terzo posto e con mezzo sorriso: il ritmo c'era, ma il problema arrivato negli ultimi minuti lo ha spedito in una via di fuga quando avrebbe voluto provare il giro buono con la soft. Ferrari, quindi, con dati solo parziali e con un cambio da sostituire. Per fortuna il problema è arrivato a fine turno, senza intaccare il lavoro dell'intera sessione.La star inattesa: un tombinoA Las Vegas può succedere di tutto, ma forse nessuno si aspettava di veder saltare un altro tombino com'era già successo nel 2023. La FP2 è stata sospesa una prima volta a causa di una copertura ballerina in curva 17, poi nuovamente interrotta. E alla fine: tutti ai box per le riparazioni del caso.Questa volta non ci sono stati danni alle vetture e la direzione gara prudente, forse troppo, ma alla fine è giusto così. I piloti sono rimasti con un solo tentativo utile sulla soft, e per alcuni tra cui Leclerc, Verstappen, Hamilton, Russell - nemmeno quello.Chi si è visto e chi noAlle spalle del trio di testa, la situazione si fa subito più sfumata. Nico Hülkenberg ha portato la Sauber in quarta posizione, confermando un buon feeling sul giro secco e infilando una prestazione che vale ancora poco, ma fa comunque morale. Poco più indietro si sono messe in mostra le due Racing Bulls, con Hadjar e Lawson separate da appena otto millesimi e comunque entrambe nel raggio dei tre decimi dalla McLaren: un bel segnale di compattezza per il team faentino, anche se il quadro generale è ancora troppo nebuloso per sbilanciarsi.Giornata più complicata, invece, per George Russell, soltanto settimo e con oltre quattro decimi di ritardo dal compagno Antonelli; non è andata meglio agli altri big rimasti fuori dalla lotta al vertice. Albon, Verstappen e Hamilton hanno completato una top ten che sembra più un collage di occasioni mancate che un'immagine reale dei valori in campo. Oscar Piastri non è andato oltre il quattordicesimo tempo, frenato dall'unico tentativo sulla soft abortito in anticipo.Guarda la classifica completa delle Libere 2 a Las Vegas >>
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Cupra - Formentor VZ5, la magia del 5 cilindri per pochi fortunati
Quello che sembrava un amaro addio è invece un dolce ritorno, con il divertimento di guida della Cupra Formentor VZ5 che non lascia orfani gli appassionati. La valida ricetta - versatilità da sport utility e bella guida - si rifà il look, mantiene fede alla meccanica collaudata che conoscevamo già e riporta la crossover spagnola al confine delle power wagon più blasonate. Al passo coi tempiBen pensata, ben ragionata, con tutti i dettagli al proprio posto. Da lontano resta sotto copertura, da vicino toglie il fiato. Il muso ridisegnato della Formentor prevede ora un'inedita firma luminosa con fari Matrix full LED, una griglia con maglie più ampie e splitter dedicato in fibra di carbonio. Anche la coda si aggiorna, con i paraurti e gli scarichi ad hoc, nonché i proiettori luminosi a tre elementi che inglobano il marchio, ora retroilluminato. Piccoli aggiornamenti anche dentro, nuove cornici per selettore della marcia e sui pannelli laterali del tunnel centrale, insieme allo schermo per l'infotaninment da quasi 13 pollici, con i comandi del clima a sfioramento illuminati: ora sì che si sa dove mettere le mani quando si guida di notte. Completano il pacchetto i sedili avvolgenti Cup Bucket (disponibili nel pacchetto Extreme che comprende anche pinze a sei pistoncini Akebono) che ti calzano a pennello e ti fanno viaggiare per ore; senza dimenticare un impianto audio Sennheiser con 12 speaker da 390W. Concerto ad alta velocità. Disordine sonoro da far innamorareMa il pezzo forte è ancora lì dentro il cofano, statuario, il 5 cilindri 2.5 turbobenzina da 390 CV e 480 Nm di coppia, che il marchio spagnolo è riuscito a strappare ai cugini di Audi Sport. La nuova Formentor VZ5 resta fedele infatti alla scalpitante progressione del propulsore che conoscevamo, nessuna modifica di erogazione o limitazioni alla centralina, in barba all'elettrificazione. Eccellente anche la taratura del DSG a 7 rapporti e delle sospensioni: nonostante la VZ5 sia nata su un telaio rigido, fa lavorare bene gli ammortizzatori. Si può guidare dolcemente sul velluto a bassa velocità e in autostrada, così come si può scatenare l'auto tra i tornanti di montagna con appoggi sicuri e agilità rara da trovare per vetture di questo segmento. E poi c'è la magia, sull'asse posteriore, ovvero il Torque Splitter per giocare con la trazione integrale e le modalità di guida Cupra e Drift. In picchiata tra i passi con Jordi GenéLa Cupra ci ha dato la possibilità di gustarci la nuova Formentor VZ5 su un breve tratto di montagna chiuso al traffico alle porte di Barcellona, organizzando una specie di cronoscalata con un ospite d'eccezione a farci da lepre: l'ex pilota Le Mans e turismo Jordi Gené. Ed è proprio qui che ti rendi conto di quanto sia raro un oggetto del genere nel panorama automobilistico moderno: bella da guidare, semplice e ben ragionata, per toglierti soddisfazioni alla guida; e al tempo stesso generosa nel concedere lo spazio per seggiolini e passeggino, oppure anche per due valigie di grosse dimensioni. A volerlo cercare, però, un difetto c'è: la Formentor VZ5 sarà un modello per pochi, perché ne saranno costruite solo 4.000 unità, anche con guida a destra per alcuni mercati internazionali. Speriamo non sia l'atto finale di una macchina entusiasmante.
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