Stati Uniti - Trump reagisce alla Corte Suprema: nuovi dazi Usa al 15%, ma lauto resta esclusa. Ecco perché
Immediata reazione di Donald Trump alla sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, che cancella i dazi universali introdotti nell'aprile 2025: il presidente impone nuove tariffe del 15%. Tuttavia, auto e ricambi sono esentati.Alla fine, per l'automotive restano le solite vecchie tasse di importazione, con aliquote variabili in base alla provenienza, che erano state introdotte dal tycoon a inizio mandato.In particolare, la barriera è del 17,5% per le auto prodotte nell'Unione Europea ed esportate negli Stati Uniti, grazie all'accordo dell'estate 2025 fra Washington e Bruxelles. Il dazio del 17,5% nasce dalla somma della tassa base MFN (2,5%) e della sovrattassa negoziata al 15%.Senza il patto bilaterale, il tycoon minacciava di applicare la Section 232 al 25%, portando il totale al 27,5%. Le tappe della vicendaStando alla sentenza della Corte Suprema del 20 febbraio 2026, Trump ha ecceduto la propria autorità utilizzando l'IEEPA (International Emergency Economic Powers Act) del 1977 per fissare i dazi universali introdotti nell'aprile 2025: questa legge non conferisce al presidente il potere di stabilire tariffe in modo unilaterale e illimitato.La decisione dei giudici non riguarda i dazi sull'auto, varati sulla base di un'altra legge.Poche ore dopo, il presidente ha invocato una norma diversa, la Section 122 del Trade Act del 1974, per imporre un dazio del 15%, che è il massimo consentito a partire da domani, 24 febbraio: la misura ha una durata di 150 giorni, dopodiché servirà un'eventuale approvazione del Congresso.Auto e ricambi sono esclusi da questa nuova ondata: veicoli e componenti sono infatti già soggetti a dazi specifici imposti sotto un'altra legge, la Section 232 sulla sicurezza nazionale, non colpita dalla sentenza della Corte Suprema. Situazione instabileLa situazione resta di massima incertezza e costringe i mercati a una prudenza estrema: l'automotive evita il rincaro del 15%, ma resta in balia della volubilità di Trump e di equilibri commerciali fragili.
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Stellantis - Nuova Fiat Ritmo, Olivier Franois ci spiega perché non si farà (e perché la Multipla ha più senso)
La comunicazione è cambiata. E i social ne sono diventati parte integrante. Tanto da portare top manager del calibro di Olivier Franois, ceo della Fiat e Chief Marketing Officer dell'intero gruppo Stellantis, a parlare direttamente su Instagram con i nostri follower commentando una serie di rendering, quelli della Fiat Ritmo disegnata da Antonino Barone.Il progetto virtuale del nostro lettore ha scatenato i commenti, tra persone affascinate dall'idea e critiche allo stile, tanto da portare Franois a pubblicare una lunga disamina sul perché questo progetto sarebbe irrealizzabile, nonostante lui stesso abbia apprezzato le linee tracciate da Barone, così come un revival della Ritmo, e sul perché, semmai, avrebbe più senso riportare in vita un modello come la Fiat Multipla. Che, ricordiamolo ancora una volta, non è detto che effettivamente non torni sul mercato: quest'anno, infatti, debutterà una SUV di segmento C caratterizzata da un abitacolo particolarmente spazioso. Finora descritta dalla Casa come Giga Panda, essendo la sorella maggiore della Grande Panda, avrebbe tutte le caratteristiche in regola per essere battezzata Multipla. Franois ha colto l'occasione anche per chiarire agli appassionati alcuni aspetti fondamentali, parlando molto chiaro sui temi dell'elettrificazione imposta dall'Europa e commentando le aspre critiche ricevute da Fiat (così come da tanti altri marchi) riguardo il product planning e la scelta dei modelli da mettere in commercio.Con il tutto elettrico nel 2035 e un percorso molto complesso già verso il 2030, immaginare un progetto nuovo con le motorizzazioni e trasmissioni che piacciono ancora a noi italiani è, oggi, totalmente irrealistico. C'è uno scostamento tra quello che ci chiede l'Europa e quello che ci piace. Ma su questo siamo vittime tutti, costruttori e clienti.Disegnare un'auto - e questo il grande pubblico spesso non lo sa - è la parte più facile. Ovviamente esiste il buon design e quello meno buono. Ma disegnare una macchina out of the blue, come esercizio, non è la vera sfida. La vera sfida è un'altra: capire se quel design si può realizzare davvero.Queste (che trovate qui sotto, ndr) sono le domande da farsi prima di commentare con bellissima oppure con Fiat non è capace. Il design è solo l'inizio. L'auto vera è fattibilità industriale, sostenibilità economica e compatibilità normativa. Non un render. Su quale piattaforma?Gli hater diranno: Ah ma sarà una piattaforma condivisa con altri brand di Stellantis. Certo che sì. Ed è giusto così. Ogni auto moderna nasce su una piattaforma condivisa. Non è un compromesso creativo: è la base del business nel mondo dell'auto. Vale per noi come per tutti gli altri gruppi.La domanda vera è: le proporzioni che vediamo - larghezza, sbalzi, abitabilità - sono compatibili con una piattaforma reale? Per esempio la piattaforma Smart Car, quella usata per Grande Panda. E ricordiamolo: non è una Citroën. stata sviluppata insieme, a quattro mani. Condividere non significa copiare. Detto questo, guardando certe proporzioni del render, non sono sicuro che tutto sia facilmente fattibile su quella base tecnica. E questa è una domanda concreta, non ideologica. La nuova Ritmo sarebbe vendibile oggi?La Ritmo originale era una hatchback a cinque porte. Oggi il mercato si è spostato tantissimo verso le SUV. C'è una differenza enorme tra: Mi piace guardarla, guidata da altri e La compro per me, perché risponde alle mie esigenze. Le esigenze cambiano, i segmenti cambiano, i volumi cambiano: prima ancora del gusto estetico, bisogna chiedersi se l'idea regge commercialmente. Con che motori?Qui il dibattito si scalda sempre: elettrico, ibrido, ridateci il Multijet. Capisco benissimo. Anche a me piacerebbe. Ma non è una scelta di brand. E spesso non è nemmeno una scelta di gruppo: è una scelta regolatoria, europea. La parola a voi lettoriUltimo spunto, conclude il numero della Fiat. Torniamo al design. Se mi piace questa nuova Ritmo? La risposta è semplice: sì. La trovo molto ben fatta. Complimenti ad Antonino Barone e a Quattroruote per un'iniziativa che tiene vivo il dibattito e stimola visione. Ma quando si riporta in vita un design del passato, c'è una sola vera domanda da farsi: perché? In realtà i perché sono potenzialmente due.Primo: quel disegno di una volta incontra esigenze di oggi? Magari perché la storia è ciclica. Oppure perché certi bisogni fondamentali sono universali e non passano mai. per questo che, per esempio, sono convinto che un'interpretazione contemporanea della Panda di Giugiaro, nelle sue dimensioni e proporzioni originali da vera citycar, avrebbe ancora una forza straordinaria. Oppure l'esercizio Multipla: la ricerca radicale e intelligente di nuove soluzioni di spazio è qualcosa che rimane attualissimo. In questo caso si riporta un design perché il suo perché è ancora vivo. Perché risponde a un'esigenza reale. Seconda possibilità (e le due cose non si escludono): si riprende un design perché incarna profondamente il DNA del brand. Perché aiuta a chiarirne la percezione. Perché lo definisce.L'esempio più evidente è la 500, che dal 2007 ha ridefinito la direzione stilistica del brand: piccola, italiana, Dolce Vita. Non solo una macchina, ma un manifesto. Una mobilità leggera, positiva, desiderabile nel mondo.Queste sono le domande da farsi prima di qualsiasi operazione nostalgia. Nel caso della Ritmo, la domanda la giro a voi: c'è oggi un bisogno di mercato tornato rilevante per le soluzioni che offriva allora? Oppure propone un linguaggio stilistico capace di aprire un nuovo capitolo nel percorso di design del brand?Se la risposta è sì, allora non è nostalgia. evoluzione. Ditemi voi.
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Immatricolazioni - Clio, TRoc e 208: testa a testa per lauto più venduta dEuropa ("ballano" solo 147 unità)
La Renault Clio potrebbe diventare l'auto più venduta d'Europa nel primo mese del 2026, seguita molto da vicino dalla Volkswagen T-Roc e dalla Peugeot 208. quanto emerge dai dati preliminari pubblicati dalla società di ricerche Dataforce, che rappresentano il 98% delle vendite totali in Europa, area Efta (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) e Regno Unito.All'appello mancano i risultati di vendita di Portogallo e Bulgaria: il podio potrebbe ancora cambiare, visto che tra la prima e la terza "ballano" solo 147 esemplari. 1. Renault ClioLa sesta generazione della compatta francese debutta sui mercati con un ottimo risultato: a gennaio sono 14.660 gli esemplari immatricolati in Europa: rispetto allo stesso mese dello scorso anno, quando erano stati 13.069, la crescita è del 12%. 2. Volkswagen T-RocAnche la SUV tedesca si è rinnovata da poco, e a gennaio ha totalizzato 14.606 vendite, che la posizionano praticamente testa a testa con la Clio. Rispetto all'anno scorso c'è stato un calo del 5,8%. 3. Peugeot 208Sul gradino più basso del podio sale la compatta francese, che invece è stata aggiornata nel 2023. Un ottimo risultato, considerato che le immatricolazioni sono state 14.513, con un calo del 14% rispetto a gennaio 2025. 4. Volkswagen GolfLa media tedesca perde il 18% rispetto allo scorso anno, arrivando a un numero di immatricolazioni, per gennaio 2026, pari a 14.377 esemplari. 5. Fiat PandinaNonostante l'arrivo della sorella più grande, rimane sostanzialmente stabile l'andamento della piccola citycar torinese, che perde solo lo 0,4% rispetto ai primi 31 giorni del 2026: gli esemplari immatricolati a gennaio sono stati 14.122. 6. Volkswagen TiguanLa SUV media della Casa tedesca conquista il sesto posto con 14.020 unità, con un calo del 18,6% rispetto al 2025. La Volkswagen colloca un quinto modello nella top 25: la Polo è 24esima, con 8.580 immatricolazioni (-3,7%). 7. Toyota Yaris CrossAl settimo posto troviamo invece la crossover giapponese, che con la sorella a ruote basse condivide le motorizzazioni full hybrid. A gennaio sono state 13.246 le immatricolazioni, con una perdita del 10.9% rispetto allo scorso anno. 8. Opel CorsaLa Opel Corsa, che come la 208 ha debuttato nel 2019 ed è stata rinnovata nel 2023, si piazza all'ottavo posto. La compatta del Blitz è disponibile con motori benzina, mild hybrid e full electric. 9. Skoda OctaviaLa best seller della Casa boema si piazza invece il nono posto, trainata soprattutto dalla versione station wagon. Questo modello è disponibile con motori a benzina, mild hybrid e a gasolio. 10. Toyota YarisLa piccola giapponese è ultima nella top ten di Dataforce, con un risultato sostanzialmente in linea con quello dello stesso mese del 2025: con 12.338 immatricolazioni perde lo 0,9%.
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Aspi - Autostrada A1: apre il nuovo viadotto Ribuio tra Incisa e Firenze Sud
L'Autosole diventa ancora più moderna. Dall'ultimo fine settimana di febbraio 2026, entrerà infatti in esercizio il viadotto Ribuio, che fa parte del programma di ampliamento alla terza corsia tra Incisa e Firenze Sud dell'A1 tra il km 311+000 e il km 313+000. L'infrastruttura, lunga 150 metri, costituisce uno degli interventi strategici del progetto, assieme al viadotto Massone e alla nuova galleria naturale San Donato, spiega Autostrade per l'Italia. Due carreggiate, ognuna di due corsieIl Ribuio è una struttura mista acciaio calcestruzzo, articolata in due carreggiate, ciascuna di due corsie: si basa su fondazioni profonde e pile cilindriche ad alta capacità portante. La sua apertura permette di spostare i flussi di traffico sul nuovo asse liberando il tracciato corrispondente, da riqualificare. Interventi: dove e quandoPer realizzare il collegamento tra il nuovo tratto in variante e la viabilità attuale, si interverrà in due weekend. Dalle 20:00 di venerdì 27 febbraio al primo pomeriggio di domenica 1 marzo, e dalle 20:00 di venerdì 6 marzo al primo pomeriggio di domenica 8 marzo. La chiusura totale del tratto Firenze Sud-Incisa sarà limitata, in entrambi i casi, alle notti tra sabato e domenica: di giorno, la circolazione avverrà su una corsia per senso di marcia.
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Premiazioni - ACI celebra i Campioni dellAutomobilismo 2025: Ferrari protagonista
Il motorsport italiano ha chiuso una stagione di altissimo livello partendo dai suoi risultati più prestigiosi. Tra i riconoscimenti centrali della Premiazione dei Campioni dell'Automobilismo 2025, organizzata dall'Automobile Club d'Italia, spiccano quelli riservati a Ferrari per gli eccellenti risultati nel FIA World Endurance Championship, che l'hanno vista primeggiare nella classe Hypercar con la vittoria del titolo Costruttori, del Mondiale Piloti con Alessandro Pier Guidi, Antonio Giovinazzi e James Calado e con il successo, per il terzo anno consecutivo, alla 24 Ore di Le Mans. A questi si è aggiunto il riconoscimento ad Antonio Fuoco, vincitore della FIA GT World Cup, a completare un quadro di assoluta eccellenza internazionale.Con la squadra di Maranello, sono stati premiati numerosi campioni italiani distintisi nelle competizioni europee e mondiali, dai vincitori della 24 Ore di Spa fino ai titoli FIA nelle diverse specialità, a conferma della competitività dell'automobilismo tricolore su tutti i fronti. La cerimonia all'Auditorium ConciliazioneLa cerimonia che si è svolta sabato a Roma, all'interno dell'Auditorium Conciliazione, ha riunito piloti, team, dirigenti sportivi e rappresentanti delle istituzioni per celebrare ufficialmente la stagione 2025. A condurre la serata Roberta Floris e Matteo Bellamoli, che hanno accompagnato sul palco circa 400 premiati tra piloti, navigatori, scuderie, team e figure operative del motorsport. Un numero che restituisce la dimensione reale di un movimento articolato in 25 discipline, capace di coprire l'intero spettro dell'automobilismo sportivo: dalla velocità in circuito ai rally, dalle cronoscalate al karting, dalle auto storiche alla regolarità, fino a off road, slalom, e-sport ed energie alternative. Il debutto di Geronimo La Russa e i titoli italianiL'evento si è aperto con gli interventi delle autorità federali. Al suo debutto ufficiale, il neo presidente ACI Geronimo La Russa ha sottolineato il valore del percorso sportivo come elemento distintivo del campione, richiamando il ruolo di ACI nell'organizzazione di oltre 900 gare annuali e nel supporto a migliaia di licenziati su tutto il territorio nazionale. La cerimonia è poi entrata nel vivo con la consegna dei titoli italiani delle principali categorie, attraversando l'intero panorama agonistico nazionale e dando spazio tanto alle serie più mediatiche quanto a quelle che rappresentano la base tecnica e culturale del motorsport italiano. ACI Team Italia 2026: i nomi della NazionaleUno dei momenti centrali dell'evento è stato la presentazione ufficiale dell'ACI Team Italia 2026, la Nazionale piloti sostenuta dall'Automobile Club d'Italia. Tra i nomi annunciati figurano Roberto Daprà e Giovanni Trentin nel WRC, Andrea Mabellini e Sebastian Dallapiccola nell'Europeo Rally, Gabriele Minì e Matteo De Palo nelle formule propedeutiche, oltre a Simone Faggioli, reduce dal successo alla Pikes Peak. Riconoscimento ai volontari e prospettive futureNon solo piloti, ACI ha voluto valorizzare anche il contributo di figure spesso lontane dai riflettori ma fondamentali per il funzionamento delle competizioni. In questo contesto, il premio FIA Volunteers and Officials assegnato a Veruschka Perazzi ha ricordato come il motorsport sia il risultato di un lavoro collettivo che va ben oltre la prestazione in pista. La Premiazione dei Campioni dell'Automobilismo 2025 si è confermata così non solo come momento celebrativo, ma come fotografia fedele di un movimento maturo, competitivo e radicato, capace di guardare con continuità alle sfide della stagione 2026.
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Stellantis - Alfa Romeo ci ripensa, Giulia e Stelvio Quadrifoglio tornano in vendita: produzione estesa a tutto il 2027
Continuano i cambi di rotta dei costruttori, che stanno progressivamente facendo i conti con una transizione elettrica più lenta del previsto. E così, dopo la chiusura della produzione (e dell'ordinabilità) delle Giulia e Stelvio Quadrifoglio, Alfa Romeo riapre i battenti ai suoi due modelli più sportivi, che torneranno nelle concessionarie già dal mese di marzo.Una scelta per gli appassionatiLa decisione rientra nella strategia del Biscione di estendere la produzione di Giulia e Stelvio fino al 2027, per rispondere alle richieste degli appassionati: abbiamo mantenuto la promessa fatta ai nostri clienti che più tengono alle prestazioni estreme e alle emozioni insite nel Dna dell'Alfa Romeo", ha dichiarato il ceo Santo Ficili. Nate per correreSotto il cofano di entrambi i modelli batte il 2.9 V6 biturbo da 520 CV, abbinato a un differenziale meccanico a slittamento limitato. Nel caso della Giulia, la trazione è posteriore, mentre sulla Stelvio è integrale.La berlina può contare anche su elementi di aerodinamica attiva, a partire dallo splitter anteriore in fibra di carbonio. Inconfondibile la timbrica dello scarico Akrapovi, di serie su entrambi i modelli.Dotazioni e coloriI cerchi sono da 19 pollici sulla Giulia e da 21 pollici sulla Stelvio, con pinze freno in grigio scuro. All'interno spiccano i sedili sportivi Racing Sparco in pelle e Alcantara, con finiture in fibra di carbonio.Le tinte carrozzeria disponibili sono Rosso Etna, Verde Montreal, Blu Misano, Grigio Vesuvio, Nero Vulcano e Rosso Alfa.
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Dati Unrae - Auto usate, il mercato torna in positivo: la metà ha più di dieci anni, diesel ancora leader
Dopo la lievissima flessione di novembre, il mercato dell'auto usata torna a crescere a dicembre: i 467.977 trasferimenti di proprietà implicano un aumento dello 0,8% rispetto al pari mese del 2024. Crescono sia i passaggi netti (+0,6% e 254.777 contratti), sia le minivolture (+1,1% e 213.200 trasferimenti).Il 2025 si chiude con una crescita del 2,9% e 5.593.646 scambi, di cui 3.167.745 netti (+1,9%) e 2.423.901 minipassaggi (+4,3%). Trasferimenti netti: diesel e auto più anzianeNei passaggi netti mensili è sempre il diesel a primeggiare tra le alimentazioni: le auto a gasolio rappresentano ancora il 39,9% dei contratti, ma sono comunque in progressiva discesa (erano al 43,6% a dicembre 2024). Si avvicina il motore a benzina, che si ferma al 37,8% (-0,3 punti percentuali), mentre salgono le ibride (dal 9,3% all'11,9%), le Gpl (dal 4,7% al 5,5%), le ibride plug-in (dall'1,3% all'1,6%) e le elettriche pure (dall'1% all'1,3%). In calo il metano, seppur di poco: scende dal 2,1% al 2%.Quanto all'anzianità delle vetture scambiate, si riscontra una polarizzazione verso il basso e verso l'alto. Infatti, aumentano le vetture più vecchie e quelle più giovani, mentre si riducono le fasce intermedie. La quota dei trasferimenti netti di auto con oltre 10 anni sale di 0,7 punti al 48%, mentre la fascia da 6 a 10 anni sale di 0,3 punti al 17,3%.In calo le vetture da 4 a 6 anni (dal 12,1% al 10,5%), da 2 a 4 anni (dal 12,1% al 12%) e da 1 a 2 anni (dal 4,6% al 4,5%). Le vetture fino a 1 anno salgono dal 6,9% al 7,8%. In ogni caso, i trasferimenti di vetture fino a 4 anni di anzianità coprono il 24,3%, 0,7 punti in più dello stesso mese 2024. Tendenze analoghe per le minivolture Gli stessi trend si riscontrano nei minipassaggi. Sono sempre le diesel le vetture più scambiate, seppure in flessione: calano di 3,5 punti al 40,9%. Il motore a benzina perde 0,4 punti al 32,7%. Il Gpl sale al 5,5%, il metano cede 0,2 punti all'1,8%. In crescita le ibride, al 15,2%. Le ibride plug-in e le elettriche pure si posizionano rispettivamente al 2,4% (+0,6 punti) e all'1,6% (+0,3 p.p.).Anche fra le minivolture recupera la quota delle vetture con più di 10 anni: arrivano al 34,7%, 0,7 punti in più di dicembre 2024. Guadagna 0,3 punti la fascia da 6 a 10 anni (al 19%) e perde 1,8 punti quella da 4 a 6 anni (10,9%). Stabile quella da 2 a 4 anni (16,9%), mentre le auto da 1 a 2 anni scendono al 5,4% (-0,2 punti) e quelle fino a 1 anno risalgono di 1,1 punti fino al 13,1%.Nel complesso, le minivolture di vetture fino a 4 anni di anzianità coprono il 35,4% a dicembre, quasi 1 punto in più dello stesso mese 2024.
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