Talk different - Elettrico e dintorni, al Mauto si parla di futuro - SEGUI LA DIRETTA

4 Ruote - Gen 23,2024

Al Mauto di Torino è aperta la mostra Drive Different. Dall'Austerity alla mobilità del futuro, in calendario fino al prossimo 7 aprile. Un percorso realizzato in collaborazione con Quattroruote, Aci e Stellantis che attraversa 50 anni di storia dell'automobile, di innovazione e di progettazione urbana. E sempre al Museo Nazionale dell'Automobile, oggi 23 gennaio, si tiene il primo dei tre incontri del programma Talk Different, in cui accademici, storici, giornalisti, designer, rappresentanti del mondo produttivo e industriale riflettono insieme sul futuro della mobilità, partendo dalle sfide e dalle criticità di ogni giorno. Il talk s'intitola "Elettrico e dintorni" e affronta il tema della rivoluzione elettrica e gli scenari futuri della ricerca e delle politiche di sviluppo: la diretta streaming è visibile qui sotto, oppure sulla pagina Facebook del Mauto.

I relatori. L'incontro di oggi prevede i contributi di:

Benedetto Camerana
, presidente del Mauto
Lorenzo Morello, ingegnere e storico dell'automobile
Roberto Boni, ingegnere ed ex responsabile del Centro prove di Quattroruote
Bruno Dalla Chiara, professore di trasporti al Politecnico di Torino
Franz Leitner, direttore Powertrain Engineering Italy
Gianluca Fulli, docente del Politecnico di Torino
Silvia Verace, urban & transport planner per a2a
Maria Grazia Lisbona, head of propulsion system, South Europe Tech Center Stellantis

Talk Different è moderato da Giosuè Boetto Cohen, curatore della mostra.

 

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BMW - Spunta il teaser della i5 Touring - VIDEO

4 Ruote - Gen 23,2024

La Casa dell'elica l'aveva promesso e i tempi sono ormai maturi: la nuova Serie 5 sarà il primo modello BMW a offrire una station wagon elettrica. Il costruttore tedesco ha infatti diffuso il teaser della i5 Touring, che non solo avrà questo primato, ma anche il compito di svelare per prima le forme della nuova generazione della familiare bavarese, che verrà poi declinata pure nelle varianti endotermiche, tra cui l'attesissima M5 PHEV.

Stile classico, prestazioni al top. Il design appare un'evoluzione dei canoni tradizionali di questo modello: la zona posteriore è slanciata, ma allo stesso tempo piuttosto classica.  nel frontale, semmai, che i5 e Serie 5 hanno preso decisamente le distanze dalla generazione uscente. Nel cofano, la i5 Touring dovrebbe offrire il medesimo powertrain della berlina che abbiamo già guidato, anche se per ora la BMW non ha comunicato dati tecnici. Per il momento ci limitiamo a parlare delle versioni denominate eDrive40, a motore singolo da 340 CV, M60 xDrive, bimotore da 601 CV, che offriranno probabilmente autonomie simili (da 455 a 582 km) a quelle dichiarate dalle i5 con carrozzeria a tre volumi. Lo stesso dicasi per la ricarica, che può raggiungere i 205 kW di potenza, per passare in 30 minuti dal 10 all'80% della carica.

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Volvo - Bologna, arrivano le EX30 in sharing (con tariffe molto interessanti)

4 Ruote - Gen 23,2024

"Destino ha voluto che si chiamasse proprio EX30". Scherza il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, nel presentare lo sbarco della Suv svedese nel servizio di car sharing cittadino. La burla si riferisce al nuovo limite di 30 km/h che ha coinvolto la città (e provocato un putiferio) ma, fuor di battuta, resta il fatto che la Volvo fornirà 300 nuove elettriche a Corrente, il servizio di auto in condivisione 100% elettrico figlio di Tper, l'azienda che gestisce il trasporto su gomma a Bologna e Ferrara e i treni regionali.

Sconti(ssimi) per gli abbonati. Della EX30 vi abbiamo già detto tutto e dalla primavera chi andrà a Bologna potrà provarla dal vivo. E non solo in città. Corrente, infatti, permette di muoversi anche a Ferrara, Imola e Casalecchio di Reno e, cosa assai rara per i servizi in condivisione, consente l'apertura della corsa in una città e la chiusura in un'altra (pagando qualcosa in più). In nome dell'intermodalità, i prezzi sono concorrenziali: con la tariffa standard si paga un euro per prenotare il veicolo e poi 0,34 euro al minuto, ma per gli abbonati ai mezzi pubblici la prima diventa gratis e la seconda scende a 0,24 euro al minuto. Questi ultimi hanno poi uno sconto di dieci euro a tratta e, come suggerisce Corrente, guardando alla percorrenza media giornaliera significa che la maggior parte di loro pagherà davvero poco (se non quasi nulla, almeno in base alle simulazioni).  

Sostenibile e... provata a fondo. "Questa è una condivisione di valori", commenta Michele Crisci, presidente e ad Volvo. "Puntiamo alla sostenibilità offrendo in sharing la Suv elettrica più sostenibile mai prodotta dalla Volvo, con una bassa impronta di CO2 (meno di 30 tonnellate per duecentomila chilometri) e riciclabile al 95%". Quattroruote ha già guidato e messo alla frusta la EX30: il test completo è nell'area in abbonamento QPremium, ma a disposizione avete anche l'anteprima con tanto di videoprova.

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Stellantis - Chiacchiera Italia

4 Ruote - Gen 23,2024

Stellantis finisce sotto il fuoco dei politici italiani, sia di maggioranza che di opposizione. Le bordate sono arrivate prima da Carlo Calenda, segretario di Azione non nuovo a pesanti attacchi nei confronti del gruppo automobilistico, e poi dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Per quanto su posizioni politiche divergenti, i due hanno espresso un concetto condiviso: Stellantis sta abbandonando l'Italia e l'industria automobilistica nazionale. La risposta dell'azienda non s'è fatta attendere, con l'amministratore delegato Carlos Tavares che ha risposto a muso duro alla politica.

Gli strali del premier. Ieri sera, durante la trasmissione "Quarta Repubblica", Meloni è stata invitata a commentare un articolo di Repubblica, dal titolo "L'Italia in vendita", fortemente critico sul piano delle privatizzazioni del governo. "Bello tutto - ha replicato il presidente - , ma che questa accusa arrivi dal giornale di proprietà di quelli che hanno preso la Fiat e l'hanno ceduta ai francesi, che hanno trasferito all'estero sede fiscale e legale, hanno messo in vendita sui siti immobiliari le sedi delle nostre storiche aziende italiane... Non so se il titolo fosse un'autobiografia, ma le lezioni di tutela dell'italianità da questi pulpiti anche no", ha aggiunto Meloni senza mai citare la famiglia Agnelli, maggiore azionista di Stellantis e proprietaria della testata romana.

Calenda: spostano gli investimenti in Marocco. L'attacco di Meloni è stato anticipato da quello, di analoga portata, di Calenda. Intervistato dal Messaggero, l'ex ministro ha parlato di Stellantis come di una "storia allucinante" e ha accusato il presidente John Elkann di non aver mantenuto la promessa su impianti e occupazione in Italia: "Come abbiamo visto con la brutta fine della fabbrica Magneti Marelli a Crevalcore, queste assicurazioni non valgono nulla. Ma questo non è che il principio. La morale è l'irresponsabilità di un capitalismo che usa l'Italia a proprio piacimento". Inoltre, Calenda ha parlato di desertificazione delle fabbrica italiane, a partire da Mirafiori, e di un gruppo che sta privilegiando i suoi siti francesi rispetto a quelli italiani. "Di italiano la ex Fiat non ha più nulla. L'Italia è diventata per loro un mercato qualunque e chiedono ai governi soldi e incentivi, per mantenere quel minimo di presenza a cui sono arrivati", ha continuato il segretario di Azione, affermando poi di essere "in possesso di una lettera che Stellantis ha inviato ai fornitori italiani, decantando le opportunità di spostare gli investimenti in Marocco. Oltre alla lettera, hanno inviato un depliant del governo marocchino che esalta le facilitazioni per l'industria dell'automotive in quel Paese. La fuga dall'Italia continua sempre di più".

La lettera incriminata. A pubblicare la missiva è stato Il Foglio, secondo cui il gruppo ha invitato i fornitori italiani a una due giorni d'incontri a Rabat tenutasi a novembre. Stellantis ha presentato le sue attività in Marocco, anche tramite una visita dell'impianto di Kenitra, e organizzato degli abboccamenti tra i partecipanti e suoi dirigenti. Inoltre, la lettera sarebbe corredata di una brochure del governo locale in cui vengono illustrati i fondamentali dell'economia marocchina, il peso dell'industria automobilistica con il relativo contributo di Renault e Stellantis e le agevolazioni a sostegno delle aziende interessate a investire nel paese nordafricano. In sostanza, per la testata Stellantis avrebbe invitato i suoi fornitori italiani a trasferirsi in Marocco per approfittare dei costi bassi e beneficiare di eventuali commesse. 

Tavares: rispettate i nostri dipendenti italiani. Come detto, l'azienda ha replicato agli attacchi per il tramite del suo amministratore delegato Carlos Tavares, in visita nella fabbrica abruzzese di Atessa, dove è partita la produzione della nuova generazione di furgoni di grandi dimensioni (Fiat Ducato, Peugeot Boxer, Citroën Jumper, Opel/Vauxhall Movano e Toyota Proace Max). "Abbiamo più di 40 mila dipendenti in Italia che lavorano molto duramente per adattare l'azienda alla nuova realtà decisa dai politici. Questa realtà sta mettendo le nostre aziende in una posizione che richiede una trasformazione profonda e rapida. La prima cosa che chiedo è avere rispetto. Non credo che i dipendenti italiani abbiano apprezzato questi commenti, non penso che sia corretto nei loro confronti", ha detto il top manager, escludendo conseguenze per il Tavolo Stellantis: "Il dialogo con il governo italiano andrà avanti, non c'è nessuna demagogia. Il dialogo è permanente, le discussioni sono continue. Siamo desiderosi di proteggere i nostri stabilimenti italiani".

Atessa, Melfi e Mirafiori. Tavares ha quindi confermato l'impegno nel campo dei veicoli commerciali leggeri e in particolare nel sito di Atessa ("continuerà a svolgere un ruolo centrale nel nostro piano strategico, il suo futuro è radioso", anche se servono infrastutture migliori e un costo dell'energia più basso) e ha commentato le indiscrezioni sullo stop a uno dei modelli destinati alla non lontana fabbrica lucana: "Il futuro di Melfi non è a rischio, a prescindere dai prodotti che faremo". Quanto a Mirafiori, il manager è stato abbastanza caustico. "Ringrazio il governo per gli incentivi in vigore da oggi. Ma il confronto è durato nove mesi e gli incentivi per l'elettrico servono per Mirafiori dove si produce la 500. Il risultato è che abbiamo perso quote di mercato e produzione. L'Italia è fra i Paesi che investono meno nell'elettrico: abbiamo la capacità per produrre 1 milione di auto all'anno in Italia, ma abbiamo bisogno degli incentivi per i Bev", ha aggiunto, esprimendo infine ottimismo sulla capacità di affrontare il nuovo produttore che il governo intende portare in Italia: "Se il governo vuole portare un altro produttore siamo pronti a lottare, ma bisogna pensare anche alle conseguenze di questa lotta. Noi vogliamo proteggere gli stabilimenti italiani, siamo pronti a competere. I nostri dipendenti sono pronti a lottare, poi vedremo se sarà stata una scelta buona, una decisione positiva per l'Italia. Se la competizione sarà molto dura bisognerà guardare alle conseguenze".

 

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Nuovi incentivi 2024 - Esclusiva Quattroruote: tornano i contributi sullusato (e non solo)

4 Ruote - Gen 23,2024

Incentivi anche sull'usato e inclusione delle Euro 5 nella rottamazione, ma solo per i redditi bassi. Lo ha rivelato in un'intervista esclusiva che sarà pubblicata sul prossimo numero Quattroruote, in edicola il 2 febbraio, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. A pochi giorni dall'incontro con le associazioni di settore durante il quale sarà illustrata la riforma, in calendario l'1 febbraio, Urso spiega che "il decreto prevede che alle persone fisiche che acquistano, anche in locazione finanziaria, auto usate con emissioni fino a 160 g/km di CO2, con prezzo fino a 25.000 euro, sarà riconosciuto un contributo di 2.000 euro se è contestualmente rottamata una vettura di classe fino a Euro 4".

Rottamabili anche le Euro 5. Per quanto riguarda l'estensione alle Euro 5 della platea di auto rottamabili, Urso precisa che questa possibilità sarà riservata a chi avrà un Isee inferiore a 30 mila euro e solo a fronte dell'acquisto di una vettura elettrica o plug-in, ossia con emissioni di CO2 fino a 60 g/km. Nell'intervista, il ministro delle Imprese delinea meglio anche i contorni di quello che è stato impropriamente definito "leasing sociale", spiegando che si tratterà di un'iniziativa sperimentale, anche in questo caso riservata a chi non ha alti redditi, che prevede un accesso agevolato al noleggio a lungo termine di vetture a basse emissioni "a canone calmierato" e senza anticipo, "somma che viene sovvenzionata con risorse statali".

Bonus da 1.500 a 13.750 euro. Tornando alla riforma, com'è noto i nuovi contributi andranno da un minimo di 1.500 euro sulle auto della fascia di emissioni 61-135 g/km - ossia auto termiche e ibride prevalentemente dei segmenti A, B e C con rottamazione obbligatoria di una vettura Euro 4 - a un massimo di 13.750 euro per l'acquisto di un'elettrica da parte di un acquirente con Isee inferiore a 30 mila euro e rottamazione di una vettura Euro 0, 1 o 2. Lo schema è riassunto nella tabella qui sotto.  

Bisognerà aspettare marzo. Non si sa ancora, invece, quando la riforma entrerà in vigore, visto che, come detto, i suoi contenuti saranno illustrati alle associazioni di categoria l'1 febbraio. Dopo la firma del presidente del Consiglio, il decreto dovrà poi passare al vaglio della Corte dei conti, fase che richiederà alcune settimane, prima della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Da quel momento la riforma sarà operativa, anche se occorrerà qualche altro giorno per l'adeguamento alle novità della piattaforma informatica attraverso la quale le concessionarie potranno prenotare materialmente il contributo. Dunque, è assai probabile che se ne riparlerà a marzo.

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Ricarica elettrica - Ionity dimezza le tariffe per labbonamento Passport

4 Ruote - Gen 23,2024

La rete di ricarica ad alta potenza Ionity ha dimezzato il canone mensile della sua tariffa Passport, dedicata a chi utilizza spesso l'infrastruttura e che a fronte di una quota fissa mensile permette di usufruire di uno sconto di 20 centesimi sui kWh prelevati. Lo scorso anno anche la Tesla aveva ridotto le tariffe della sua rete Supercharger.

Nuovi prezzi. Il canone Passport passa dagli attuali 11,99 euro mensili a 5,99 euro, a partire dalla prima fattura utile. Secondo Ionity, l'opzione Passport si rivela vantaggiosa anche solo ricaricando 30 kWh al mese (corrispondenti a circa 150 km a fronte di un consumo medio di 5 km/kWh. Chi carica mediamente 100 kWh al mese (che corrispondono, con il consumo medio stimato da Ionity, a circa 500 km), spenderebbe infatti 59 euro di corrente e 5,99 euro di abbonamento, pari a 0,65 euro per ogni kWh, contro gli 0,79 della tariffa ad accesso diretto. Il nuovo canone si applica tanto ai nuovi clienti quanto a chi è già abbonato; la formula di abbonamento può essere disdetta in ogni momento con un mese di preavviso.

In Italia i kWh costano di più. Ionity ha anche annunciato, a partire da oggi, una riduzione del prezzo per kWh in Austria, Danimarca, Norvegia e Svezia. In Italia, almeno per il momento, il prezzo al kWh rimane invariato: 0,79 euro (che diventano 0,59 euro per gli abbonati a Passport). E rimane anche uno dei più alti in Europa: in Francia la tariffa al kWh è 0,59 / 0,39 euro, in Spagna 0,65 / 0,45 euro, in Germania 0,69 / 0,49 euro.

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Ferrari - Dalle hypercar alle hyperboat: la prossima Rossa sfreccerà sul mare - VIDEO

4 Ruote - Gen 23,2024

La prossima Rossa non correrà su strada né su pista, ma in mare: lo rivela un video teaser diffuso in giornata dalla Ferrari, che per l'occasione ha pure tappezzato con scatti d'acqua cristallina increspata dalle onde il wall del proprio account instagram ufficiale. Mettendo insieme gli indizi che trapelano dal filmato, il Cavallino sembra sul punto di svelare una barca con hydrofoil, ossia lamine montate sotto lo scafo che, all'aumentare della velocità, sviluppano una portanza tale da sollevarlo sopra il livello dell'acqua, riducendo l'attrito. Un inedito assoluto che ribadisce la volontà e la capacità del marchio diversificare la propria attività, in particolare dall'arrivo del ceo Benedetto Vigna.

"Una sfida sportiva rivoluzionaria". L'hydrofoil è una tecnologia sempre più diffusa nel mondo delle imbarcazioni e non nuova al binomio nautica-motori: basta pensare al Candela C-8 Polestar Edition presentato nella primavera scorsa, frutto della collaborazione, tutta scandinava, tra il costruttore di barche svedese e il marchio elettrico del gruppo Geely. Tornando alla Ferrari, va anche ricordato che il vicepresidente Piero Ferrari è azionista del gruppo Ferretti, uno dei principali produttori di yacht al mondo. In ogni caso, i contorni del nuovo progetto che riguarda Maranello non sono ancora noti. Nelle righe a corredo del teaser, la Casa parla di una gara dove non siamo mai stati prima e di una sfida sportiva rivoluzionaria che trae origine dal nostro dna racing. E ancora: di un'impresa che incarna pienamente l'anima del Cavallino rampante e l'audacia di spingerci dove non siamo mai stati. Quanto, lo scopriremo tra poco.

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Incentivi 2024 - Al via le prenotazioni

4 Ruote - Gen 23,2024

Dopo uno stop stranamente lungo, viene riattivata la piattaforma informatica di prenotazione degli incentivi 2024, come preannunciato una settimana fa da Quattroruote: in pratica, alle 10 le concessionarie potranno inserire i dati dei contratti firmati a partire dal 2 gennaio, giorno di riapertura degli showroom dopo Capodanno. Come noto, si tratta dei contributi già previsti per il 2024 dal decreto varato due anni fa dal governo Draghi, che disciplinava il triennio 2022-2024. La riforma annunciata dal ministro delle Imprese Adolfo Urso, infatti, entrerà in vigore tra alcune settimane: non solo il decreto non è stato ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ma non è stato nemmeno firmato dal presidente del consiglio e sarà illustrato l'1 febbraio dallo stesso Urso alle associazioni di settore. Ciò premesso, vediamo tutto quello che bisogna sapere sugli incentivi 2024 pre-riforma, che non cambiano nell'impostazione di fondo, basata sulle tre fasce di emissioni di anidride carbonica (espresse in g/km) dell'auto che si acquisterà.

Contributi da 2 mila a 5 mila euro. A seconda delle situazioni, i bonus vanno da 2 mila a 5 mila euro in base al seguente schema:
- 0-20 g/km: 3 mila euro senza rottamazione; 5 mila con rottamazione;
- 21-60 g/km: 2 mila euro senza rottamazione; 4 mila con rottamazione;
- 61-135 g/km: 0 euro senza rottamazione; 2 mila con rottamazione.
Alla prima fascia appartengono, attualmente, solo auto elettriche; alla seconda solo vetture plug-in; alla terza, macchine con motore ibrido e termico, prevalentemente dei segmenti A (citycar), B (utilitarie) e C (compatte).

Fondi limitati sulle termiche. A disposizione, per le auto, ci sono 570 milioni, così suddivisi tra le fasce di emissioni della vettura acquistata:
- 0-20 g/km CO2: 205 milioni (194,75 ai privati e 10,25 alle società di car sharing e noleggio a lungo termine);
- 21-60 g/km CO2: 245 milioni (232,75 ai privati e 12,25 alle società di car sharing e Nlt);
- 61-135 g/km CO2: 120 milioni, tutti ai privati.

C'è un limite di prezzo. Non tutte le auto che rientrano nelle diverse fasce di emissioni possono accedere al contributo. Il governo, infatti, ha introdotto un limite massimo di prezzo di listino Iva esclusa ("listino prezzi ufficiale della casa automobilistica produttrice"), accessori compresi, per ciascuna fascia. In particolare:
- 0-20 g/km: 35 mila euro (42.700 Iva compresa);
- 21-60 g/km: 45 mila euro (54.900 Iva compresa);
- 61-135 g/km: 35 mila euro (42.700 Iva compresa).
Attenzione: il limite di prezzo non comprende l'Ipt (Imposta provinciale di trascrizione) e il contributo Pfu (pneumatici fuori uso).

L'auto da rottamare: fino a Euro 4. La rottamazione è obbligatoria solo per chi intende acquistare macchine con motore termico e ibrido con emissioni comprese tra 61 e 135 g/km. La vettura da demolire dev'essere intestata all'acquirente di quella nuova o a un suo familiare convivente da almeno 12 mesi. E deve essere di classe inferiore a Euro 5, ossia Euro 0, 1, 2, 3 o 4.

Ci sono 270 giorni di tempo. L'unica novità, rispetto all'anno scorso, è l'estensione a 270 giorni del termine entro il quale va perfezionata l'operazione con l'inserimento sulla piattaforma informatica del numero di targa assegnato all'auto. In pratica, tra la prenotazione del contributo e l'immatricolazione non possono passare più di nove mesi circa.

Vietato vendere per 12 mesi. Al momento della sottoscrizione del contratto, l'acquirente dovrà firmare una dichiarazione di presa d'atto del requisito del mantenimento della proprietà del veicolo acquistato per almeno 12 mesi.

Familiari conviventi. Infine, la vettura acquistata con l'incentivo potrà essere intestata anche a una persona diversa di quella a cui era intestata quella da rottamare, purché entrambi i soggetti facciano parte dello stesso nucleo familiare (è richiesto lo stato di famiglia).

Escluse le imprese. Fino all'entrata in vigore della riforma, le aziende restano in buona parte escluse da questa iniziativa. Possono infatti ottenere il contributo solo le imprese che operano nell'attività di autonoleggio a lungo termine (ma in questo caso il bonus è dimezzato) e nel car sharing pubblico. E, comunque, solo in caso di acquisto di una vettura delle prime due fasce, ossia elettrica o plug-in.

La riforma allo studio. Come accennato, tra alcune settimane - la data non è prevedibile - entrerà in vigore la riforma annunciata dal ministro Urso il 20 dicembre scorso, che prevede anche un robusto rifinanziamento della dote 2024 con i circa 290 milioni avanzati nel 2022. Semplificando al massimo, nel nuovo schema resteranno invariate le tre fasce di emissioni e i relativi limiti di prezzo. I singoli bonus, invece, saranno incrementati e parametrati alla classe Euro dell'auto da rottamare (aumenteranno al diminuire della classe, ove prevista la rottamazione ovviamente) e arriverà un extra bonus del 25% per le persone con Isee inferiore a 30 mila euro, ma solo nelle prime due fasce. Solo in una situazione il nuovo contributo sarà inferiore a quello attualmente in vigore: l'acquisto di una vettura con emissioni comprese tra 61-135 g/km con rottamazione di una Euro 4: dai 2 mila euro attuali si passerà a 1.500. Ecco perché a chi si trova in questa situazione potrebbe convenire il bonus attuale (che, lo ricordiamo, basterà, in questa prima fase, solo per 60 mila acquirenti). Usiamo il condizionale perché il bonus si aggiunge all'eventuale promozione della Casa e all'eventuale sconto della concessionaria, riduzioni di prezzo che cambiano di mese in mese in base alle iniziative commerciali delle Case e dei dealer.

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F.1 - Madrid ospiterà il Gran Premio di Spagna

4 Ruote - Gen 23,2024

Dal 2026, il Gran Premio di Spagna di Formula 1 si correrà a Madrid. La capitale spagnola farà correre il circus su un tracciato semi-permanente che sorgerà attorno al centro espositivo IFEMA. Il nuovo circuito si snoderà lungo 5,47 chilometri e sarà caratterizzato da 20 curve.

Il circuito. Per la realizzazione dell'impianto saranno utilizzate sia strade pubbliche che terreni privati, sulla falsariga di quanto è stato realizzato a Miami. Il tracciato sarà anche caratterizzato da due brevi tunnel per passare dal complesso di Recinto Ferial all'area di Valdebebas e viceversa. Il punto più caratteristico dovrebbe essere quello compreso tra curva 7 e 9, dove sarà presente una discesa piuttosto ripida. Inoltre, la curva 10 presenterà un banking interessante - sulla falsariga di Zandvoort - mentre il tratto successivo che porta da Curva 13 a curva 17 sarà il punto più veloce di tutto il tracciato. La corsia dei box sorgerà nella vasta rete di padiglioni IFEMA: questo consentirà che alcune hospitality del team saranno all'interno della fiera.

Raggiungibile a piedi. L'obiettivo di EFEMA Madrid è quello di rendere il Gran Premio di Spagna uno dei più sostenibili della stagione. La posizione del circuito è particolarmente strategica: sorge ad appena cinque minuti dall'aeroporto di Madrid-Barajas Adolfo Suárez e, secondo le stime, la quasi totalità del pubblico potrà raggiungere le tribune e le hospitality VIP con mezzi pubblici o addirittura a piedi, per chi arriva dagli hotel sparsi nella zona. Un assist alla Formula 1 che intende raggiungere l'obiettivo Net Zero Carbon entro il 2030. Portare il Gran Premio di Spagna a Madrid è stato possibile anche grazie all'ampio sostegno da parte del governo nazionale, regionale e locale. Secondo le stime, l'evento dovrebbe giovare all'economia locale per circa 450 milioni di euro all'anno. Oltre al Gran Premio, il centro di Madrid si animerà con tante attività per gli appassionati di motorsport e saranno coinvolte le imprese locali e le scuole per garantire che l'intera comunità tragga beneficio da questo evento.

Doppio appuntamento spagnolo. Nel 2026 assisteremo così a due Gran Premi: quello di Madrid si correrà con denominazione GP di Spagna, mentre quello di Barcellona - che ha un contratto valido fino al 2026 - sarà GP di Catalunya. Il ceo della Formula 1, Stefano Domenicali, ha dichiarato: "Madrid è una città incredibile, dallo straordinario patrimonio sportivo e culturale. L'annuncio di oggi dà il via a un nuovo ed entusiasmante capitolo per la F.1 in Spagna".

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Germania - La svolta elettrica mette a rischio il 20% dei dipendenti di fornitori e costruttori

4 Ruote - Gen 23,2024

Zf, Bosch o Continental sono solo gli ultimi grandi operatori dell'auto tedesca ad aver annunciato massicci tagli agli organici. Purtroppo è solo l'inizio, perché nei prossimi mesi la forza lavoro che da sempre viene considerata come un'eccellenza assoluta dell'intero tessuto industriale della Germania si troverà di fronte a uno tsunami: ne è convinto Stefan Bratzel, direttore del Center of Automotive Management di Bergisch Gladbach, secondo il quale il massiccio ridimensionamento, da attribuire direttamente alla transizione verso la mobilità elettrica, metterà a rischio circa un quinto dei lavoratori del settore auto in poco più di cinque anni.

Pioggia di tagli. "La trasformazione - ha scritto Bratzel sul suo account LinkedIn - sta diventando sempre più visibile sotto forma di tagli di posti di lavoro presso le grandi aziende fornitrici. Entro la fine del decennio prevediamo un calo dei posti di lavoro nell'industria automobilistica (produttori/fornitori) di circa il 20%. Parte dello smantellamento è già avvenuto. D'altro canto, si creano posti di lavoro anche in altri settori, ma non tutti gli specialisti dei motori a combustione diventano specialisti dell'intelligenza artificiale". L'allarme di Bratzel non è nuovo. Da tempo, associazioni ed esperti avvertono delle conseguenze del passaggio all'auto alla spina per una platea di lavoratori che, tra fornitori e costruttori, contava oltre 770 mila persone alla fine del 2022. In ogni caso, la riduzione è iniziata da tempo: nel 2018 è stato raggiunto il record di quasi 834 mila dipendenti, ma negli anni successivi si è registrato un progressivo calo degli addetti in scia alla decisione di costruttori e componentisti di mettere mano agli organici.

Tensioni sociali. Finora, i tagli non si rivelati traumatici solo grazie ai tradizionali strumenti di contrattazione con i sindacati: aziende come la Volkswagen, per esempio, stanno riducendo la propria forza lavoro tramite la cosiddetta "gestione della curva demografica". In sostanza, si privilegiano i prepensionamenti o gli esodi volontari e incentivati e non si ricoprono le posizioni vacanti. Da qualche mese, però, la Germania sta affrontando una situazione sempre più tesa. Lo dimostrano le frequenti iniziative di mobilitazione, tra cui le manifestazioni organizzate da agricoltori o camionisti: la protesta contro alcune politiche ambientali varate dal governo federale sta paralizzando da giorni l'intera Germania e ora sta dilagando in tutta Europa con blocchi e picchetti in Francia, Belgio e Italia. Proprio ieri, i contadini calabresi hanno occupato importanti assi viari come l'Autostrada Salerno-Reggio Calabria o la Ss 106 e il centro di Bologna è stato invaso da centinaia di trattori, ma sono stati organizzati presidi anche in Sicilia, Campania, Lazio, Abruzzo o Piemonte. 

 

 

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Audi - A Madonna di Campiglio nasce il Mountain Progress Lab

4 Ruote - Gen 23,2024

A Madonna di Campiglio l'Audi inaugura Mountain Progress Lab, un progetto nato per creare un ecosistema di mobilita sostenibile sull'arco alpino: l'iniziativa vede il coinvolgimento di altri attori locali, tra cui l'Azienda per il Turismo, diversi enti territoriali, l'Università di Trento e l'incubatore di start-up H-Farm.

Un laboratorio per l'ambiente. Il Mountain Progress Lab, spiega la Casa tedesca, rende Madonna di Campiglio "un campo-base dove sviluppare un laboratorio in grado di generare consapevolezza ambientale, applicare un approccio scientifico nell'implementazione di misure a salvaguardia del luogo e reinterpretare ed evolvere la tradizionale vocazione turistica del territorio". L'obiettivo è trasformare la località sciistica in una e-Destination, ossia una zona "in grado di rinnovare e innovare le modalita di relazione tra uomo e natura, in particolare nel campo della mobilita sostenibile". A tal fine, saranno raccolti, elaborati e interpretati i dati relativi ai flussi turistici per garantirne una destagionalizzazione e valorizzare luoghi lontani dai percorsi abituali. Inoltre, Campiglio vuole proporsi non solo come frequentazione turistica, ma anche come luogo dove svolgere attivita lavorativa, incentivando gli smart worker e offrendo una maggiore vivibilita.

Le Q4 e-tron. Per il progetto, l'Audi ha messo a disposizione una flotta di Q4 e-tron che fungeranno da "sentinella del territorio": grazie a specifici sensori saranno monitorati indicatori dello stato di salute dell'ambiente, l'evoluzione della temperatura, l'andamento barometrico, l'umidita dell'aria, la presenza di biossido di azoto, la concentrazione di polveri sottili (PM2.5 e PM10) e, ovviamente, i flussi veicolari. I dati saranno integrati con le informazioni raccolte da sensori fissi collocati lungo le Eco-routes, aree campione del territorio definite insieme alla localita, monitorate in inverno e in estate e integrate in un sistema che ha il suo punto di partenza in uno Smart Hub: realizzato presso il Laghetto di Campiglio, sarà un luogo polifunzionale dotato di una stazione di ricarica ad alta potenza Ewiva. La flotta raccoglierà anche informazioni sui comportamenti individuali e consentirà a cittadini e turisti di confrontarsi con l'Artificial Intelligence a bordo lasciando traccia di abitudini, stili di vita e percezioni della sostenibilita.

I campioni della Ducati. Tra l'altro, il Mountain Progress Lab è stato inaugurato in occasione della seconda edizione dell'evento "Campioni in pista" firmato dalla Ducati. La Casa motociclistica emiliana controllata dalla stessa Audi ha presentato i team ufficiali Ducati MotoGP e WorldSBK e la novità del team Ducati Corse Off-Road. All'evento hanno partecipato i piloti, tra cui il campione del mondo Francesco Bagnaia, e Antonio Cairoli: il nove volte campione del mondo MX sarà il collaudatore della squadra che sancirà l'ingresso di Borgo Panigale nel mondo del motocross con la partecipazione al Campionato Italiano 2024.  

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Audi A3 - Restyling a tutto tondo, anche allstreet: ecco come sarà

4 Ruote - Gen 23,2024

Il gruppo Volkswagen si appresta a lanciare due importanti restyling nello stesso segmento: il primo è l'ormai imminente aggiornamento dell'ottava generazione della Golf; il secondo, anch'esso rilevante visto che parliamo di uno dei modelli più apprezzati nella fascia premium, è il facelift dell'Audi A3 di quarta generazione. Un rinnovamento che aspettavamo da tempo, considerando che la serie attuale, al momento proposta solo nella variante di carrozzeria Sportback, è sul mercato tale e quale dal 2024.

Occhi felini. Dal punto di vista estetico, non aspettiamoci stravolgimenti. L'Audi A3 manterrà una carrozzeria dalle linee piuttosto tormentate, che fa dei gruppi ottici a Led (disponibili anche a matrice) il principale strumento espressivo. Quest'ultimi dovrebbero essere rivisitati internamente, per esibire una firma luminosa diversa, al pari dei paraurti (sia anteriore sia posteriore) e della griglia, meno verticale rispetto a quella attuale. Gli interni saranno ancora caratterizzati dal binomio tra strumentazione e infotainment completamente digitale, ovviamente aggiornati nelle tecnologie di bordo e nell'equipaggiamento secondo gli ultimi sviluppi della gamma di Ingolstadt.

Resta il diesel. Il plug-in cresce? La parola elettrico non è stata sin qui pronunciata per un motivo preciso: la A3 restyling, destinata a diventare la nuova porta d'ingresso al mondo dei Quattro anelli quando l'A1 e la Q2 termineranno la produzione, non avrà una variante mossa solo a batteria, ma si prepara a replicare, grossomodo, l'attuale offerta di motorizzazioni. Ciò significa che, anche dopo il restyling, potremo ancora sceglierla con motori a tre o a quattro cilindri (pure cinque, se la RS 3 manterrà lo stesso motore di oggi), nelle varianti a benzina, lisce o mild hybrid, e anche diesel, tutte affinate sotto il profilo dell'efficienza. Sarà della partita anche l'ibrido ricaricabile delle varianti TFSI e, che potrebbe ricevere un upgrade importante: il gruppo Volkswagen ha infatti recentemente introdotto dei plug-in di nuova generazione, con autonomia a corrente intorno ai 100 km, su alcune vetture; si trattava però di nuovi modelli e non di semplici restyling. Su questo punto, dunque, bisognerà vedere quanto l'Audi sia stata disposta a modificare la piattaforma per far evolvere la sua media.

Si fa in tre. Con il lancio del restyling, la gamma dovrebbe riabbracciare la variante Sedan, che è stata paparazzata durante i collaudi nei mesi scorsi e che, come da copione, affiancherà la più affermata Sportback. Tuttavia, la nuova A3, in vendita dalla prossima primavera, dovrebbe aggiungere un'ulteriore, inedita declinazione. Il nome? Potrebbe chiamarsi allstreet, rievocando, né più né meno, il concetto introdotto in passato dalla A1 citycarver. Avremo dunque, al fianco delle A3 più classiche, anche un'emanazione che strizza l'occhio allo sterrato, con assetto leggermente rialzato, codolini di plastica sui passaruota e protezioni extra per la carrozzeria.    

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Tesla Cybertruck - Il pick-up sbarca in Cina, ma non può essere venduto

4 Ruote - Gen 23,2024

Per Elon Musk, portare il Cybertruck fuori dagli Stati Uniti sarà una missione più complicata del previsto: per il momento, è escluso che il pick-up arrivi in Europa, ma pure in Cina la missione è tutt'altro che banale.

Solo in vetrina. La Tesla sta facendo arrivare via nave un piccolo numero di Cybertruck, destinati agli showroom della Casa americana. Da cui, al momento, non potranno uscire. Alla domanda di un utente su , che si chiedeva quando si potrà guidare il pick-up elettrico sulle strade del Dragone, lo stesso Elon Musk ha risposto che "ottenere l'omologazione per la messa in strada sarà molto difficile".

Un mercato in espansione. Se negli Stati Uniti un mezzo come il Cybertruck risponde a un mercato, quello dei pick-up, storicamente molto rilevante (il 20% dei mezzi privati e il 44% delle immatricolazioni nel loro insieme), in Cina il segmento dei mezzi da lavoro con il cassone è in netta espansione: l'Associazione dei costruttori cinesi stima che la loro quota di mercato sia destinata entro il 2025 a raddoppiare rispetto al 2021, e a raddoppiare di nuovo entro il 2030. Considerati gli incentivi locali per la mobilità elettrica, e che si tratta pur sempre del secondo mercato mondiale, è comprensibile che anche la Tesla sia interessata a vendere il Cybertruck anche in Cina. E a farlo il prima possibile.

Perché non può circolare. Musk non è entrato nel dettaglio delle difficoltà di omologazione: da un lato, però, c'è sicuramente la questione della sicurezza per gli utenti deboli della strada in caso di incidente, come in Europa; dall'altro, potrebbe anche esserci il problema delle dimensioni. Alcune città, come Pechino, vietano del tutto l'ingresso di mezzi di trasporto particolarmente voluminosi: una categoria in cui rientra il pick-up elettrico, lungo quasi sei metri e largo più di due.

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Seat - Tra cinque anni una piccola Bev: sarà l'entry-level del gruppo Volkswagen

4 Ruote - Gen 22,2024

L'ultima Seat deve ancora arrivare e debutterà sul finire di questo decennio. Lo ha confermato alla stampa inglese Marcus Gossen, numero uno della filiale britannica del marchio spagnolo. Stiamo lavorando duramente per avere la giusta entry-level per il gruppo (Volkswagen, ndr), ha dichiarato il manager ad Autocar, lasciando intendere che la prossima creatura di Martorell sarà una Bev e potrebbe avere un prezzo d'attacco ancor più competitivo di quello della Volkswagen ID.1, l'auto con cui il costruttore tedesco aggredirà il mercato a emissioni zero nei prossimi anni, forte di un listino a partire da circa 20 mila euro.

La nuova porta d'accesso. Ma la notizia è, soprattutto, che la Seat non molla la presa sulla produzione, o almeno non a breve. Sul futuro del brand si è discusso a lungo in passato, finché non sono giunte conferme sui piani di trasformare la Sociedad Espaola de Automóviles de Turismo in un marchio focalizzato su veicoli e soluzioni di mobilità cittadina (scooter elettrici, quadricicli, car sharing) anziché sullo sviluppo e la commercializzazione di passenger car. La questione è emersa non solo considerando il posizionamento dei vari brand e prodotti di un gruppo industriale ampio e tentacolare come la Volkswagen, ma ancor più dopo la creazione di Cupra, che di fatto è diventato il marchio di riferimento per il ramo iberico del costruttore. Il futuro di Seat è Cupra, aveva dichiarato al Salone di Monaco Thomas Schäfer, che oltre a dirigere il brand Volkswagen, ha la supervisione strategica dei due brand spagnoli, nonché della Skoda. Nella stessa occasione, Schäfer aveva altresì affermato che la Seat non sarebbe sparita, non solo portando i modelli attuali regolarmente alla fine del loro ciclo di vita (attorno al 2028), ma trasformandosi in qualcos'altro: in una sorta di ticket d'ingresso al mondo Volkswagen, disse allora senza volersi spingere oltre.

In arrivo tra cinque anni. Adesso è Gossen a chiarire meglio il futuro della Seat e, secondo quanto riportato da Autocar, tra cinque anni arriverà un nuovo modello. Sebbene al momento nessuno abbia ancora specificato che si tratta di un'elettrica, non è difficile mettere insieme i pezzi del puzzle e immaginare i contorni del progetto: basta considerare da un lato l'intenzione di trasformare il brand di Martorell nella nuova porta d'accesso al mondo del gruppo Volkswagen, e dall'altro la democratizzazione dell'elettrico che, sul finire di questa decade, il costruttore porterà avanti lanciando delle nuove Bev con prezzi a partire da 25 mila e, addirittura, 20 mila euro.

Un progetto condiviso. Al gradino più alto si posizionerà Cupra con la Raval, vettura cugina della Volkswagen ID.2 e della futura crossoverina Skoda. Sfruttando una versione semplificata del pianale Meb e ricorrendo a batterie di nuova generazione (più economiche), Wolfsburg creerà, a partire da metà decennio, una nuova linea di compatte elettriche dal prezzo abbordabile. Nel caso della Seat, però, si andrà perfino oltre, con una citycar ancora più economica, il cui ticket d'ingresso scenderà sotto i 20 mila euro. Si parla, insomma, di un'auto nata da quel progetto, ancora più ambizioso, che porterà il gruppo Volkswagen a offrire una gamma a corrente con prezzi vicini a quelli delle attuali corrispondenti endotermiche; e se il lancio di una Volkswagen con queste caratteristiche un'ipotetica ID.1 era cosa nota da mesi, adesso emerge per la prima volta l'ipotesi di vedere un'omologa Seat. Ci vorrà tempo, però: un progetto del genere richiede infatti, per il costruttore, sinergie e strutture di costi tali da renderlo sostenibile economicamente. Oltre a ciò, serve un mercato sufficientemente maturo da recepire queste vetture in grandi volumi. Motivo per cui le vere elettriche pop si manifesteranno solo tra qualche anno.  

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Hyundai - Ioniq 5 N, hot hatch con la scossa - VIDEO

4 Ruote - Gen 22,2024

"Abbiamo fatto danzare un elefante da 2,2 tonnellate". Con queste parole Albert Biermann, consulente tecnico della divisione N della Hyundai, ci ha presentato con non poca soddisfazione la nuova Ioniq 5 N. Un modello che, per alcuni versi, può essere visto come una follia, visto tutto il lavoro svolto dai tecnici di Namyang, ma che in realtà (almeno, secondo me) è un nuovo punto di riferimento nel mondo delle elettriche. Proprio così: in Corea hanno dimostrato che una pesante batteria sul fondo può andare a braccetto con un piacere di guida da vera hot hatch. Pardon, da hot Ev.

Non si scherza a Namyang. Quando sono partito per la Corea ero carico di aspettative, ma temevo di essere (almeno in parte) deluso. In fondo, non si può trasformare una paciosa crossover come la Ioniq 5 in un'arma da track day. C'è di mezzo la fisica. A maggior ragione, lo pensavo dopo aver apprezzato la rapidità d'inserimento delle varie i30, i20 e Kona N, così come la loro leggerezza nella guida più dinamica. Invece, non appena mi sono messo al volante della Ioniq 5 N, ho capito che a Namyang non scherzano affatto, nemmeno in tema di elettrico. Anzi.

Innesti frontali, o quasi. Ho iniziato la mia sessione di guida uscendo da un'area di sosta un centinaio di chilometri a sud di Seul. Dopo aver regolato la posizione del sedile, che rimane uno dei pochi nei di questa vettura essendo un po' troppo alta per via della batteria (ora, però, c'è un nuovo mobiletto centrale utile per appoggiare il ginocchio in curva) sono partito d'ignoranza, attivando la modalità di guida più aggressiva, il simulatore di cambiata, il sound generator e l'overboost (che nel gergo Hyundai si chiamano N e-Shift, N Active Sound + e N Grin Boost), immettendomi in un'autostrada deserta. Tiro la prima al limitatore, poi la seconda, la terza e la quarta, con un sorriso che si allarga progressivamente fino a riempirmi la faccia. Non tanto per la spinta poderosa dei 650 CV e 770 Nm generati dai due motori (0-100 in 3,4 e 260 km/h di velocità massima), quanto per la resa sonora e "fisica" dei sistemi sviluppati dai tecnici della Hyundai: sulla concept RN22e che avevo guidato l'anno scorso, queste soluzioni non mi avevano convinto fino in fondo, ma negli ultimi mesi sono state effettivamente affinate (grazie dell'ascolto) ed è indubbio che su questa N siano in forma smagliante. Inutile nascondersi: quando guidi questa elettrica sembra di essere su una hot hatch termica, con un sound che ti entra nel cervello e delle cambiate degne di un sequenziale da corsa a innesti frontali. Spettacolo vero.

Anche per tutti i giorni. I miei bollenti spiriti, però, si freddano al primo degli innumerevoli autovelox che popolano le strade coreane. Così tolgo il simulatore di cambiata e rimango in modalità monomarcia (perché di fatto un cambio non c'è, visto che la trasmissione prevede solo un riduttore a rapporto fisso) e continuo a viaggiare attorno ai 120 all'ora, notando un assetto confortevole sulle sconnessioni e un abitacolo ben isolato dai rumori esterni. Riattivo di tanto in tanto i vari sistemi per divertirmi scalando qualche marcia (con tanto di effetto freno motore e conseguente rallentamento), fin quando arrivo al termine del mio turno di guida. Prima di salire su un altro modello (di cui non posso ancora raccontarvi nulla) do un'occhiata al computer di bordo per vedere i consumi: 4,3 km/kWh segnati all'80% in autostrada. Un buon risultato dopotutto, che con la batteria da 84 kWh (ricaricabile a 350 kW, per un 10-80% in 18 minuti) dovrebbe portare l'autonomia reale ben al di sopra dei 300 km negli spostamenti quotidiani. Anche senza lesinare troppo sul gas.

Una (bella) giostra. Ma la più potente Hyundai stradale mai realizzata non si può di certo provare solo su strada: quei matti del reparto N non hanno voluto portarci nella loro pista di Namyang, ritenuta un po' troppo piccola per questa bomba elettrica, riservandoci invece l'ex circuito di Formula 1 di Yeongam. Un tracciato molto vario, con curve di raggio estremamente diverso tra loro e lunghi tratti in appoggio, che di certo non premiano un'auto dalla massa elevata. Anche qui metto la modalità N e attivo tutti gli ammennicoli tecnologici, notando subito come tra i cordoli le sospensioni adattive rendano la vettura una tavola, con pochissimo rollio e una stabilità notevole. pensata per essere piacevole da guidare, la Ioniq 5 N, e per questo il posteriore tende ad allargare leggermente permettendoti di chiudere meglio le curve, soprattutto attivando l'N pedal nella sua modalità più sportiva. Questo sistema regola la risposta dell'acceleratore applicando una frenata rigenerativa in rilascio: è più o meno brusco a seconda del setup, ma risulta molto efficace, arrivando ad applicare un rallentamento fino a 0,6 g. Tradotto? Appena molli l'acceleratore, prima ancora di passare sul freno l'auto rallenta parecchio, impuntandosi leggermente davanti, con un conseguente trasferimento di carico che rende ancor più preciso l'anteriore in inserimento. Bello, bellissimo, anche perché basta giocare un po' con lo sterzo e col gas per intraversare la Ioniq 5 N quanto vuoi, aiutato dal differenziale posteriore a slittamento limitato. Dai pochi gradi che ti servono per uscire a cannone da una curva, alla spazzolata a ruote fumanti per dare l'addio al treno di gomme e chiudere un turno in pista. Quest'ultimo, a detta degli uomini della divisione N, può durare almeno una ventina di minuti, al termine dei quali si può uscire (come si farebbe su una termica stradale per farla raffreddare) per fare il pieno, sempre in 20 minuti, e poi tornare in pista. Una giostra senza fine, o quasi.

Sotto gli 8 minuti al Ring, per due volte di fila. Il "quasi" però è d'obbligo, perché se da un lato il sistema di raffreddamento di motori e batteria è molto efficace (tiene gli accumulatori attorno ai 30-40 gradi anche dopo un uso intenso), dall'altro a soffrire sono le gomme. Quando guidi la Ioniq 5 N, quasi non senti il suo peso reale perché sembra di essere su un'auto più leggera di almeno 5-600 kg: solo negli appoggi più lunghi e veloci percepisci un po' di deriva, ma dopo qualche giro fatto come si deve la fisica torna a bussare alla tua porta - anzi, a quella dei pneumatici - e ti ricorda che lei non si può battere. Inevitabile: quando le gomme si scaldano troppo, iniziano a perdere progressivamente grip e la Ioniq diventa meno efficace. Nulla che un giro di cool down non possa evitare, certo, ma questo è un limite naturale. Che non impedisce alla hot hatch coreana, però, di fare due giri del Nürburgring consecutivi in meno di 8 minuti. Per chi ci riesce, ovvio.

Sterzo magnifico. Chiudo con quella che secondo me è la modifica che più ha impattato sul piacere di guida di questa vettura: lo sterzo. Che è totalmente diverso da quello della Ioniq (servoassistenza direttamente sul pignone, nuovo piantone e supporti rinforzati) e che da solo, secondo me, vale il prezzo del biglietto (che dovrebbe essere attorno ai 75 mila euro, quando arriverà nei primi mesi del prossimo anno): è diretto, comunicativo e preciso come non ne vedevo da tempo. Un comando che trasferisce i tuoi pensieri sulla strada, facendo girare la macchina proprio come vorresti. Qualcosa di unico nel mondo elettrico e di sempre più raro anche in quello termico. Negli ultimi anni c'è chi ha creato modelli velocissimi sul dritto ed efficaci anche sulle curve vedi le varie Porsche Taycan, M della BMW i, Mercedes-AMG EQ e pure Tesla , ma farlo su un'auto premium (nell'indole e, soprattutto, nel prezzo) è una cosa, mentre farlo partendo dalla base di un'auto generalista è un'altra. Guidare la Ioniq 5 N in pista sapendo che era un'elettrica è stato quasi surreale: al reparto N sono riusciti ad ammaestrare quell'elefante in maniera incredibile.

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Pininfarina - Al via il programma di certificazione delle vetture classiche

4 Ruote - Gen 22,2024

La Pininfarina ha lanciato un nuovo programma di valorizzazione delle vetture classiche: l'iniziativa si chiama Pininfarina Classiche, si rivolge agli appassionati e ai collezionisti del marchio e sottolinea l'impegno dell'azienda torinese nella conservazione e nella valorizzazione del suo patrimonio storico automobilistico e industriale.

La certificazione. Pininfarina Classiche certifica, attraverso attestati ufficiali, le auto classiche, incluse le youngtimer, disegnate e prodotte negli stabilimenti Pininfarina nel corso degli anni. Il catalogo riguarda oltre 50 modelli assemblati per vari marchi da fine anni 50 sino a tutti gli anni 90. In archivio sono inoltre presenti matricole di produzione relative a più di 700 mila vetture e oltre 20 mila documenti di rilevanza storica, tra sketch, piani di forma, fotografie, schede e corrispondenza tecnica. Grazie alle informazioni a disposizione, Pininfarina Classiche rilascia dichiarazioni di specifiche di produzione, associando al numero di telaio di ciascuna vettura informazioni esaustive come il mercato di destinazione, il modello e il codice tipo, il colore esterno, le finiture interne, la data di uscita, nonché i numeri di motore e di scocca del veicolo. 

Si parte con la Duetto. Nella fase iniziale del servizio, saranno rilasciate certificazioni per le prime vetture selezionate, tra cui l'Alfa Romeo Spider (Duetto) dal 1966 al 1993, la Fiat 124 Spider dal 1966 al 1982 e la Pininfarina Spider Europa e Volumex dal 1982 al 1985. Subito dopo, il programma sarà esteso a numerosi altri marchi e modelli.

 

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Lancia - Le nuove elettriche, le HF e il motorsport

4 Ruote - Gen 22,2024

In un'intervista rilasciata alla testata belga Autonieuws, Charles Fuster, capo del marketing e della comunicazione del marchio Lancia, ha confermato il cronoprogramma che prevede l'arrivo, nel 2026, del secondo modello di nuova generazione, seguito due anni dopo da una terza vettura. Dopo la Ypsilon, infatti, arriveranno prima l'ammiraglia elettrica Gamma e poi una media, sempre a batterie, la Delta. Le tre vetture dovrebbero impiegare le nuove piattaforme del gruppo Stellantis, con la Stla Small dedicata all'utilitaria, la Stla Medium per la cinque porte di segmento C e la Stla Large, appena svelata in tutti i suoi principali dettagli, per la grande berlina.

Con la nuova Ypsilon tornerà in gamma anche una sigla storica per il marchio italiano: HF. Che contraddistinguerà le versioni più sportive delle vetture e che troverà una declinazione specifica su ogni modello. Per il momento è presto per parlare di potenze, ma le premesse per un ritorno in grande stile ci sono tutte: per la Ypsilon HF è stata infatti annunciato un powertrain da 240 CV che, probabilmente, sarà condivisa con la Abarth 600e.

Interpellato sull'opportunità di tornare nel mondo delle corse, Fuster si è fatto sfuggire un "non si sa mai": ora la priorità è quella di lanciare prodotti e far crescere i volumi di vendita, ma con una base di partenza come quella delle versioni HF entrare nel mondo delle corse richiederebbe solo volontà e investimenti. Nel gruppo Stellantis la Opel ha lanciato da tempo un monomarca nell'ambito dei rally per la Corsa-e, ma con quasi il doppio dei cavalli la piccola Ypsilon potrebbe portare questo progetto su tutto un'altro livello.

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Mobilità elettrica - Byd vs Catl, calano i prezzi delle batterie

4 Ruote - Gen 22,2024

Mentre i tagli al listino della Tesla (e delle auto cinesi) fanno presagire a Carlos Tavares (Stellantis) un "bagno di sangue", il mondo delle batterie cala l'asso sforbiciando i prezzi degli accumulatori. I protagonisti sono due dei maggiori produttori al mondo, Contemporary Amperex Technology Co. Limited (Catl) e Byd (che produce anche auto), entrambi basati in Cina.

Tanto risparmio. Come riportato dal Cnevpost, Catl sta riorganizzando la propria linea di produzione in vista di un taglio ai costi. Con il 37,4% del mercato è il leader globale degli accumulatori (rifornisce anche Stellantis) e non vuole mollare la presa. Il suo prodotto di punta, le batterie Lfp da 69 kWh con standard dimensionale Vda per veicoli "economici" (fra 100 mila e 200 mila yuan, 12.500-25.000 dollari) ora costano meno. A inizio 2023 venivano vendute a 0,9 yuan (0,13 dollari) al Wh, ad agosto 2023 il prezzo era sceso a 0,6 yuan (0,08 dollari) al Wh e la previsione è che, in questo 2024, si arriverà a 0,4 yuan (0,06) dollari al Wh. Un taglio della metà in un anno, insomma. Facendo i conti, si vede che, risparmiando anche solo 0,1 yuan per Wh, un'auto con batteria da 60 kWh costa 6.000 yuan (833 dollari) in meno.

Ed ecco Byd. Anche FinDreams, l'unità batterie di Byd, sta preparando la contromossa. L'azienda, che detiene il 15,7% del mercato globale,  ha diramato un avviso interno in cui chiede ai suoi impiegati di continuare a ridurre i costi. L'obiettivo è diventare sempre più competitivi soprattutto negli appalti: secondo il management, ci sono ancora ampi margini di manovra per effettuare tagli e non c'è tempo da perdere. Il mercato corre.

 

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Autovelox ko - Fleximan fa un'altra vittima: ecco la mappa dei colpi

4 Ruote - Gen 22,2024

Quello che molti utenti dei social dipingono come un supereroe, Fleximan, sta allargando il proprio raggio d'azione. Diverse, ormai, sono le zone del Nord Italia in cui il famigerato vendicatore delle multe ha messo mano al flessibile: l'ultimo colpo è stato messo a segno il 21 gennaio in provincia di Bergamo, portando a 15 le "vittime" segate in due. Saranno le indagini in corso a stabilire se ad agire è un soggetto solo, una banda o vari individui che si muovono in autonomia (a questo punto, c'è chi pensa a un nutrito gruppo di emulatori): nel frattempo, vediamo la "mappa" delle manomissioni, la stessa al vaglio degli inquirenti che stanno cercando di tracciare i movimenti del vandalo.  

Sebbene le notizie sugli autovelox già abbattuti siano discordanti, Fleximan ha già segato in due 15 pali, di fatto commettendo dei reati (danneggiamento aggravato di un bene pubblico). Ecco la cronologia delle manomissioni:

1. 18-19 maggio 2023: Fleximan debutta in Veneto, a Bosaro (Rovigo), al chilometro 51 della Statale 16, mozzando il dispositivo entrato in funzione il 20 marzo.
2. 29 maggio: velox sulla Regionale 482 Altopolesana (ex Statale Ostigliese), a Baruchella (Rovigo), attivato il 12 aprile.
3. 19 luglio: di nuovo a Bosaro, viene tranciato il dispositivo appena rimesso in sesto. Una "sfida" agli amministratori, quasi a significare che l'autovelox può essere preso di mira ogni volta che volta che viene riattivato.
4. 6 agosto: "cade" lo strumento automatico sulla Provinciale 46 a Mazzorno Destro (Rovigo), a Taglio di Po.
5. 2 novembre: nuovo abbattimento dell'occhio elettronico di Baruchella. Una seconda provocazione.
6 e 7.
23 dicembre: dopo le cinque "vittime" in provincia di Rovigo, vengono segati due velox sulla Tangenziale di Asti (Piemonte).
8. 24-25 dicembre: durante la notte, Fleximan torna a colpire a Taglio di Po (Rovigo).
9. 24 dicembre: nuovo "colpo" a Garzara (Corbola, Rovigo) sulla Regionale 495, ex Statale di Codigoro.
10. 4 gennaio 2024: il primo abbattimento del nuovo anno, il decimo in totale, è a Rosolina (Rovigo), sulla Romea, al chilometro 71,760.
11. 9 gennaio: sul Passo Giau (Comune di Colle Santa Lucia, Belluno, pertanto ancora in Veneto), sopra Cortina, viene giù l'occhio elettronico più redditizio d'Italia. l'azione che scatena i tifosi nei social, che parlano (rischiando) persino di un Robin Hood.
12. 13 gennaio: prima azione in Emilia-Romagna, nella Bassa Reggiana, sempre nella notte: ko uno speciale autovelox. Per la precisione, un Tutor per il controllo della velocità media su un tratto di quattro chilometri della Cispadana, fra Boretto (Reggio Emilia) e lingresso del centro abitato di Gualtieri.
13. 14 gennaio: Fleximan arriva in Lombardia, a Cremona, e abbatte l'autovelox di Martignana di Po.
14. 19 gennaio: in quel di Padova (Carceri), si dà l'addio a un apparecchio collocato lungo la Strada regionale 10.
15. 21 gennaio: si torna in Lombardia, in provincia di Bergamo, per il taglio del palo del velox collocato sulla Statale 42 ad Albano Sant'Alessandro.

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Opel - La Manta è "congelata"? Nuove indiscrezioni sulla crossover elettrica

4 Ruote - Gen 22,2024

Il gruppo Stellantis avrebbe "congelato" il progetto della Opel Manta, facendo scendere da cinque a quattro i futuri modelli prodotti a Melfi. L'indiscrezione, clamorosa se confermata, arriva dalla Francia e a riportarla è il sito de l'Automobile Magazine, storica testata di motori transalpina. Secondo i piani sinora noti, e confermati a più riprese dalla Casa, il nuovo modello dovrebbe essere presentato nel 2025 per poi entrare in produzione proprio sulle linee dello stabilimento lucano, dove il gruppo guidato da Carlos Tavares costruirà diversi modelli bastati sulla piattaforma Stla Medium, anche per i marchi DS, Lancia e Jeep.

Non è la solita Opel. Secondo quanto riportato dal sito francese, la decisione sarebbe stata presa a seguito di discussioni interne riguardo al posizionamento di Opel, il cui catalogo "dovrebbe restare focalizzato su una gamma generalista più classica". La Manta, lo ricordiamo, si preannuncia come un modello in parte fuori dagli schemi dell'attuale gamma Opel: una vettura più emozionale, in cui il design emerge fortemente e la carrozzeria prende una piega quasi sportiva, soprattutto al posteriore, tracciando linee da crossover-coupé. Solo elettrica, la Manta è destinata a posizionarsi al vertice della gamma del Blitz come una sorta di nuova ammiraglia: dovrebbe essere lunga circa 4,7 metri e poggiare sulla piattaforma Stla Medium, in grado di accogliere due tagli di batterie di tipo Nmc da 73 kWh e da 98 kWh per un'autonomia stimata, rispettivamente, di 500 e 700 km. La base tecnica è sufficientemente versatile da consentire versioni a trazione sia anteriore, sia integrale, con l'aggiunta di un modulo elettrico nella parte posteriore. Configurando, così, powertrain le cui potenze possono spaziare tra 220 e 390 cavalli complessivi.

Nessun riscontro ufficiale, per ora. Nella galassia Stellantis ogni marchio ha una sua specifica roadmap per la transizione verso la mobilità a emissioni zero e Opel, che si appresta a svelare le eredi di Crossland e Grandland nei prossimi 12 mesi, è uno dei più precoci: dal 2026, infatti, ogni nuovo modello sarà esclusivamente elettrico, mentre lo stop definitivo dei propulsori endotermici è previsto, a oggi, per il 2028. Possibile che, stante un programma così ambizioso, si sia deciso di rinunciare a un modello importante come la Manta? Peraltro alla luce della  Experimental, la concept che ne ha anticipato in buona parte lo stile? Per tanti motivi, l'indiscrezione in arrivo dalla Francia va presa con le dovute cautele. Da Stellantis, per ora, non giungono conferme, ma nemmeno smentite ufficiali riguardo a quanto è stato scritto oltralpe.

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