Patente - La decurtazione dei punti ora è via mail

4 Ruote - Ott 14,2020

Con lentrata in vigore del cosiddetto decreto Semplificazioni, oltre alle clamorose novità sul fronte delle multe (autovelox di quartiere, telecamere per sanzionare i divieti di accesso, liberalizzazione dellistituzione di Ztl e potere di sanzionare la sosta concesso ai netturbini), sono arrivate anche un paio di novità burocratiche in materia di punti patente e carta di circolazione introdotte al solo scopo di contenere la spesa pubblica. Vediamole nel dettaglio.

Variazione di residenza solo nellarchivio informatico. Fino a qualche giorno fa, in occasione del trasferimento di residenza, al proprietario di un veicolo arrivava un tagliando adesivo da applicare sulla carta di circolazione. Da oggi non accadrà più e laggiornamento dei dati sarà presente solo sullArchivio nazionale veicoli della Motorizzazione civile. Lattestazione contenente i dati di residenza, comunque, sarà scaricabile dal portale dellautomobilista (www.ilportaledellautomobilista.it).

Stop alla comunicazione di decurtazione punti. Analoga semplificazione riguarda la comunicazione di avvenuta decurtazione dei punti sulla patente, che finora arrivava per posta con una lettera del ministero dei Trasporti. Una comunicazione che aveva ununica funzione pratica, visto che il titolare della patente era già a conoscenza della perdita di punteggio prevista per una determinata violazione fin dal ricevimento (o dalla consegna, in caso di contestazione immediata su strada) del verbale di violazione: liscrizione a un corso di recupero punti.

Notifica via mail o su cellulare. Anche questa comunicazione non arriverà più su carta, ma sarà inviata via mail allinteressato, previa registrazione sul Portale dellautomobilista (da cui sarà in ogni caso scaricabile successivamente in formato Pdf). Inoltre, utilizzando lapp iPatente, è possibile ricevere direttamente sul proprio cellulare, se abilitato, la notifica di avvenuta decurtazione dei punti.

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Mission Impossible 7 - Tom Cruise e una BMW Serie 3 in divisa ai Fori Imperiali - FOTO GALLERY

4 Ruote - Ott 14,2020

Ancora una BMW sul set di Mission Impossible. Dopo la M5 nera avvistata giorni fa per le strade di Roma, ecco che in via dei Fori Imperiali spunta unaltra vettura dellElica, la nuova Serie 3. E non un esemplare qualunque: quello impiegato nelle riprese del settimo capitolo della saga di cui è protagonista il mitico agente segreto Ethan Hunt, interpretato Tom Cruise adotta le livree della Polizia italiana. Peraltro, esce piuttosto malconcio dalle scene, probabilmente a conclusione di uno spettacolare inseguimento che vedremo nella pellicola diretta da Christopher McQuarrie e prodotta dallo stesso Cruise.

Solo per il set. Comè intuibile, si tratta di una vettura così allestita proprio per le riprese. Del resto, non ci risultano al momento esemplari dellattuale Serie 3 in forza alla Polizia di Stato, sebbene nella storia della BMW più venduta di sempre non siano finora mancate unità al servizio del celebre corpo delle forze armate italiane, come i 278 esemplari di 320d Touring (F31) forniti nel 2016 alla Stradale. E non vanno dimenticati altri veicoli della Casa bavarese, come le BMW X5 prive di insegne ufficiali per i servizi sotto copertura del Nocs, il Nucleo operativo centrale di sicurezza, e numerose moto, tra le quali la F 700 GS e la R 1200 RT. E a proposito di mezzi a due ruote, lo stesso Cruise è stato avvistato sul set capitolino in sella a una G 310 GS, anchessa in divisa.

Un lungo sodalizio. Quello tra la BMW e il celebre franchise cinematografico sembra essere un rapporto di collaborazione piuttosto duraturo. Nellultimo capitolo andato in sala, cioè Fallout del 2018, è possibile ammirare, tra le varie auto, una M5 F90, una Serie 7 della generazione G12 e una Serie 5 E28, oltre a una moto R nineT Scrambler. A far bella mostra di sé in Rogue Nation del 2015 è invece una M3 berlina (F80), e non va dimenticata la S 1000 RR, unaltra due ruote. Ma la BMW più spettacolare della saga, probabilmente, rimane la concept EfficientDynamics, ovvero il prototipo che ha anticipato forme e soluzioni della i8, impiegata nella pellicola Protocollo Fantasma del 2011.   

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Formula 1 - Alonso in Renault, primi giri in pista

4 Ruote - Ott 14,2020

Fernando Alonso è ufficialmente tornato al volante di una Formula 1. Ieri, sul circuito di Barcellona, il due volte campione del mondo spagnolo si è calato nell'abitacolo della R.S.20 e ha percorso un totale di 21 giri, coprendo la distanza massima di 100 chilometri imposta dal regolamento della FIA per questo genere di test.

Non si parla daltro. Per la Renault è certamente un buon momento: la vettura è in crescita e Daniel Ricciardo è riuscito a conquistare un terzo posto nel GP dell'Eifel di domenica scorsa, rompendo un digiuno che durava dal GP della Malesia del 2011. Non poteva esserci momento migliore per Fernando Alonso di calarsi in quella stessa vettura per riprendere familiarità con una monoposto di F.1 dopo diversi mesi di digiuno: l'ultima volta che aveva guidato una Formula 1 era laprile del 2019, durante un test in Bahrain con la McLaren.

20 anni di carriera. Ironia della sorte, Alonso è tornato a guidare sullo stesso circuito in cui vent'anni fa provava la sua prima monoposto di F1, la Benetton. " stato chiaramente particolare essere di ritorno a Barcellona. Mi ricordo del 2000. qui che avevo guidato la Benetton con quelli di Enstone", ha detto. "Ora, nel 2020, siamo qui con Renault. un posto speciale dove ho molti bellissimi ricordi. una pista che conosco molto bene, per cui è stata una bella giornata. Fernando ha svolto gran parte dei 21 giri con telecamere e droni alle calcagna, ma ha anche approfittato della giornata per provare piccoli dettagli come sedile, volante e pedaliera. Parlando della vettura, Fernando ha definito la R.S.20 una bella sorpresa: "La mia ultima esperienza con un motore Renault risaliva al 2018 e ho constatato che è stato fatto un passo avanti, cosa piuttosto importante. Mi è sembrato che andasse tutto bene. Non sono riuscito a portare al massimo le performance della monoposto, dato che sto ancora riprendendo il ritmo, ma sono contento della giornata".

Verso Abu Dhabi. Il prossimo obiettivo della Renault sarà quello di portare Fernando Alonso ai test di Abu Dhabi, così da iniziare a far entrare lo spagnolo nel vivo del programma 2021: manca però l'approvazione da parte della FIA, poiché quelle giornate sono generalmente dedicate ai piloti esordienti. Lo spagnolo, comunque, è fiducioso di poter tornare fin da subito a lottare per le posizioni che contano: "So ciò di cui è capace il team e so che ci sono buone prospettive per il futuro. Il podio doveva arrivare. La cosa più importante è proseguire la tendenza che vediamo ora, mantenendo questa dinamica e continuando in questa direzione fino allanno prossimo, ma soprattutto nel 2022. Penso che sappiamo come riuscirci"

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Volkswagen Taos - Svelata negli Usa la nuova Suv entry-level

4 Ruote - Ott 14,2020

La Volkswagen introduce negli Stati Uniti la Taos, una nuova Suv che si posiziona alla base dell'offerta per il mercato locale, sotto alla Tiguan. Si tratta di un modello nato espressamente per la clientela americana e sarà prodotto nella fabbrica messicana di Puebla. Il debutto nelle concessionarie dovrebbe avvenire nella seconda parte del 2021.

Sotto i 4,5 metri. La Taos è lunga 4,46 metri e ha un interasse di 2,69 metri, eguagliando quindi nelle dimensioni la Tiguan europea con passo standard, mentre il bagagliaio ha una capacità di 460 litri. Il design è quello tipico dei modelli del marchio, con elementi come i gruppi ottici a Led e la mascherina che richiamano alle più recenti novità internazionali, mentre l'elemento luminoso frontale a tutta larghezza, proposto sulla versione all'apice della gamma, richiama la ID.4. La fiancata ricorda la Seat Ateca, anche se il cristallo fisso posteriore ha un taglio specifico, mentre le cromature sui paraurti sono un vezzo tipicamente americano. Gli interni seguono l'esempio degli ultimi modelli del gruppo, con gli schermi digitali per la strumentazione (da 8" o 10,25") e per l'infotainment (da 6,5 o 8") affiancati e le bocchette e i comandi fisici del climatizzatore spostati verso il basso. La leva del cambio automatico rimane quella tradizionale.

Solo 1.5 benzina. Coerentemente con le politiche commerciali americane, la Volkswagen ha previsto per la Taos un'unica motorizzazione a benzina: si tratta di un 1.5 turbo da 158 CV (non il 1.5 TSI aggiornato europeo), che viene abbinato al cambio automatico otto marce, per le varianti a trazione anteriore, e all'automatico doppia frizione sette marce per quelle integrali 4Motion. Gli allestimenti sono tre e sono denominati S, SE ed SEL. 

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Citroën C5 Aircross - La C Series in Italia con prezzi a partire da 31.400 euro

4 Ruote - Ott 14,2020

La Citroën ha aperto in Italia gli ordini per la C5 Aircross C Series, un'edizione speciale disponibile con prezzi compresi tra i 31.800 e i 34.900 euro. Questo allestimento personalizzato è già stato proposto dalla Casa francese su altri modelli della gamma e viene ora anche abbinato alla Suv offrendo contenuti esclusivi. La vettura sarà disponibile nelle versioni Puretech 130 e BlueHDi 130 con il cambio manuale o automatico a otto marce Eat8.

Colori e accessori unici. La C Series include il Pack Color Deep Red esterno per il paraurti, le barre e gli Airbump, i loghi esclusivi sulla fiancata e gli interni caratterizzati dal rivestimento Tep Grey per la plancia. I sedili Advanced Comfort propongono la finitura di tessuto Tep Wild Grey con cuciture bianche e inserti rossi. Di serie sono previsti anche il Pack Drive Assist con gli Adas principali, l'infotainment Connect Nav con radio Dab e Connect Box, il sistema Keyless, la retrocamera, i vetri posteriori oscurati e i cerchi di lega da 18". I clienti potranno scegliere la vettura nelle tinte esterne Natural White, Pearl White, Pearl Black, Steel Grey e Platinium Grey e anche nelle varianti bicolore. Inoltre, il Pack Deep Red può essere sostituito su richiesta da quelli Silver e White.

Listino prezzi Citroën C5 Aircross C Series:

Citroën C5 Aircross C Series Puretech 130 31.400 Euro
Citroën C5 Aircross C Series Puretech 130 EAT8 33.400 Euro
Citroën C5 Aircross C Series BlueHDi 130 32.900 Euro
Citroën C5 Aircross C Series BlueHDi 130 EAT8 34.900 Euro

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Lutto nel mondo dell'auto - Si è spento Aldo Brovarone

4 Ruote - Ott 14,2020

Il designer italiano Aldo Brovarone, famoso per aver firmato lo stile di modelli come la Maserati A6 GCS, la Ferrari F40 e, la sua preferita di sempre, la Dino, si è spento all'età di 94 anni. Nato a Vigliano Biellese il 24 giugno del 1926, Brovarone sognava di fare il pilota aeronautico, ma la vita gli ha riservato ben altro. Da giovane venne deportato in Polonia: una volta terminata la seconda guerra mondiale espatriò in Argentina, dove incontrò il fondatore della Cisitalia, Piero Dusio, che proprio in Sudamerica aveva aperto una fabbrica di automobili. Così iniziò la carriera di designer automobilistico di Brovarone, che presto riuscì a farsi notare dalla Pinin Farina, dove venne assunto nel 1953 diventando uno dei disegnatori di punta dell'atelier piemontese. Nel 1988 andò in pensione ma non smise di interessarsi al mondo delle quattro ruote, avviando una collaborazione con lo Studio Torino, la Stola e la Fioravanti.

Le sue opere. Durante la sua lunga carriera Aldo Brovarone ha firmato il design di svariati modelli italiani. Alcuni esempi sono, come anticipato, la Maserati A6 GCS del 1953, il suo primo lavoro per Pinin Farina, la Ferrari Dino Berlinetta Speciale del 1965, basata sul telaio di una Dino da corsa, e la Ferrari F40, l'ultima vettura di Maranello con la sua firma. Il designer ha però curato lo stile di modelli di altri marchi italiani, come l'Alfa Romeo, per la quale ha plasmato le linee della Spider (la Duetto realizzata insieme a Franco Martinengo), della Giulia Coupé Speciale del 1965 e delle concept Eagle e 6C 3000 Superflow. A Brovarone si devono le forme di modelli come la Lancia Gamma Coupé, ma anche di vetture di altri marchi europei: abbiamo raccolto le sue opere più famose nella nostra Foto gallery sfogliabile qui sopra.

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GM vs FCA - La General Motors presenta una nuova causa legale

4 Ruote - Ott 14,2020

La General Motors non ha alcuna intenzione di arrendersi nella propria battaglia legale contro la Fiat Chrysler per le presunte tangenti al sindacato Uaw. Il gruppo di Detroit ha deciso di depositare l'ennesima denuncia nonostante abbia subito già due sconfitte con il rigetto delle sue istanze, da parte di una corte federale prima e di un tribunale statale poi.

La prima causa. La prima causa è stata avviata lo scorso autunno alla corte federale di Detroit. L'accusa contro il costruttore italo-americano era di presunte tangenti pagate all'organizzazione sindacale Uaw al fine di ottenere condizioni favorevoli nel corso delle trattative per il rinnovo del contratto di lavoro. In questo caso, il giudice incaricato ha, alla fine, respinto l'istanza non ritenendo le prove sufficienti per portare in giudizio la Fiat Chrysler. Ad agosto un nuovo tentativo: la GM ha chiesto la riapertura del caso sulla base di nuove prove relative a tangenti e trasferimenti di denaro su conti correnti esteri, che sono state considerate dal giudice incaricato troppo "speculative" per giustificare l'avvio del procedimento.

Nuovi tentativi a Detroit e Cincinnati. Lo scorso settembre la General Motors, nonostante nella prassi giuridica americana sia quasi impossibile ottenere parere favorevole su un procedimento archiviato, ha optato per un secondo tentativo depositando una nuova causa alla corte statale di Detroit: le accuse sono rimaste le stesse, anche se la denuncia è stata estesa anche a due ex manager della filiale americana della FCA, Joe Ashton e Alphons Iacobelli, già condannati nell'ambito del processo per un caso di corruzione all'interno del sindacato. Ora, GM tenta un'altra strada, cercando di ottenere la riapertura del caso anche alla sesta corte d'Appello di Cincinnati, in Ohio. In ogni caso, la Fiat Chrysler ha sempre respinto le accuse definendole prive di fondamento. 

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Land Rover-Segway - I monopattini per le Range Rover Evoque e Discovery Sport

4 Ruote - Ott 14,2020

La divisione italiana della Land Rover ha avviato una collaborazione con la Segway, azienda produttrice di monopattini elettrici. Come risultato di questa partnership, il marchio inglese ha annunciato larrivo di una serie speciale per i modelli Range Rover Evoque e Discovery Sport denominata Urban View Segway-Ninebot.

Un monopattino a bordo. Ledizione, limitata a sole 200 unità in vendita in Italia tra i mesi di ottobre e dicembre del 2020, è pensata per favorire la diffusione della micromobilità elettrica sul territorio nazionale, che sta conoscendo una grande crescita nei mesi successivi allemergenza coronavirus. Entrando più nel dettaglio, la Land Rover offrirà sul mercato i due modelli allestiti con tetto panoramico in abbinamento a un monopattino ripiegabile Segway-Ninebot Max G30. Si tratta di una proposta, questa, volta a integrare la mobilità tradizionale su quattro ruote a quella urbana da ultimo miglio.

Il modello Max G30. Il Segway-Ninebot Max G30 è equipaggiato con una batteria da 551 Wh che garantisce, secondo il costruttore, fino a 65 km di autonomia per una velocità massima di 25 km/h e un peso di circa 19 kg. Dotato di fanali anteriori e posteriori a Led, nonché di ruote ammortizzanti con pneumatici da 10, è provvisto anche di un doppio sistema frenante per garantire una maggior stabilità e maneggevolezza.

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Volkswagen<br> - Golf GTI Clubsport: come una R, più di una R

4 Ruote - Ott 14,2020

Descrivere la nuova Volkswagen Golf GTI Clubsport da 300 CV come la GTI di serie più potente di sempre sarebbe riduttivo. E anche paragonarla a unaltra Golf, la R - che di cavalli ne ha sempre 300 - non sarebbe sufficiente. La Clubsport, infatti, è molto di più. Aerodinamica specifica, assetto sviluppato tra i cordoli del Nürburgring, freni potenziati e svariati affinamenti meccanici sono solo alcuni dei dettagli che caratterizzano la nuova regina della gamma a trazione anteriore di Wolfsburg. Un modello che, nelle mani del collaudatore Benjamin Leuchter, è riuscito a completare un giro del Nordschleife in meno di otto minuti: 7:54 se si vuole essere precisi. Certo non si tratta di un vero e proprio record di categoria, ma mai prima dora una GTI di serie aveva fatto segnare un tempo del genere. Debutterà nelle concessionarie tedesche entro la fine dellanno, ma larrivo in Italia non è ancora confermato.

Il Ring nel cuore. I più attenti ricorderanno che la settima generazione della cinque porte, in versione Clubsport S da 310 CV, era riuscita a girare all'Inferno Verde in sette minuti e 49 secondi, ma si trattava di una variante alleggerita e a tiratura limitata di 400 esemplari. Oltre a questo il tempo della S è stato registrato su un giro secco, mentre, a detta della Casa, la nuova Clubsport è riuscita a inanellare diversi giri consecutivi mantenendo un passo regolare attorno ai 7:54. Nellambito dei modelli di serie, la nuova Clubsport ha migliorato di 13 secondi il tempo al Ring della GTI Performance dultima generazione, che a sua volta aveva migliorato di una manciata di secondi il tempo dellomologa della settima serie. Il tutto utilizzando sui tre modelli sempre lo stesso tipo di pneumatici, dei Michelin Pilot Sport Cup 2. Per raggiungere questo livello prestazionale i tecnici della Volkswagen hanno sviluppato una modalità specifica per la GTI Clubsport denominata Nürburgring e pensata per garantire il massimo delle prestazioni sulla pista tedesca. Con questo setup lassetto a controllo non è nella sua regolazione più rigida per fornire più trazione sugli avvallamenti che caratterizzano il tracciato, mentre il propulsore, il differenziale elettronico, lo sterzo progressivo e i sistemi elettronici sono tarati per garantire unelevata reattività agli input del guidatore, una caratteristica fondamentale per staccare un buon tempo sul Nordschleife.

Nuova turbina e intercooler maggiorato. Passando alla tecnica, la GTI Clubsport è spinta da un 2.0 TSI (nome in codice EA888 evo4) in grado di erogare ben 55 cavalli in più rispetto alla GTI Performance, per un totale di 300 CV e 400 Nm. Per raggiungere questo livello di potenza i tecnici di Wolfsburg hanno modificato diversi componenti del propulsore: la turbina Garrett della GTI ha lasciato spazio a un nuovo turbo firmato Continental, lintercooler è stato maggiorato e lelettronica di gestione del motore è stata riprogrammata (la Casa consiglia inoltre di utilizzare benzina a 98 ottani). Per garantire delle accelerazioni ancor più grintose i rapporti del cambio automatico Dsg doppia frizione (DQ381 a sette marce) sono stati accorciati e le logiche di cambiata sono state modificate. Il risultato è uno 0-100 km/h in meno di sei secondi e una velocità massima limitata elettronicamente a 250 km/h.

Le modifiche allassetto. La Volkswagen non si è limitata a incrementare la potenza del propulsore per rendere più sportiva la sua cinque porte. Trattandosi di un modello destinato agli amanti della guida, gli ingegneri tedeschi hanno lavorato di fino sulle sospensioni adattive Dcc, modificandone le geometrie e altri dettagli. Il camber dellasse anteriore, per esempio, è stato incrementato fino a -1,2 per garantire una migliore sensibilità nella guida al limite, mentre un nuovo sottotelaio dalluminio ha permesso di aumentare la rigidità torsionale dellavantreno che, tra le altre cose, utilizza una versione specifica del differenziale elettronico Vaq. Al posteriore debuttano invece nuovi cuscinetti, molle, mozzi e un braccio di controllo riconfigurato. Anche i freni sono stati aggiornati con dei nuovi dischi forati da 357x34 con campana dalluminio (che permette di ridurre di 600 grammi il peso di ogni disco) abbinati a pinze a due pistoncini. Vista la dimensione dellimpianto frenante, di serie sono previsti dei cerchi di lega da 18 con pneumatici 225/40, ma a richiesta si possono avere anche dei 19 con gomme da 235/35.

Più aggressiva, anche nel look. A completare lallestimento della nuova Clubsport è presente un kit aerodinamico specifico composto da nuovi paraurti, da uno spoiler posteriore e da terminali di scarico spostati verso lesterno di 40 mm per donare alla coda un look più aggressivo. Grazie a queste modifiche la Golf può contare su un maggiore carico aerodinamico, risultando così più agile e precisa nella guida ad alta velocità. Di serie sono previsti dei fari Led Plus, ma a richiesta si può avere il sistema IQ.Light già disponibile anche per le altre versioni della Golf dottava generazione. Allinterno dellabitacolo sono presenti finiture esclusive per i sedili, con rivestimenti ArtVelours e impunture a contrasto, e per la plancia, mentre il Digital Cockpit ha una grafica specifica. Il pulsante davviamento, infine, ha una retroilluminazione rossa che "pulsa" simulando i battiti di un cuore umano, una chicca da veri appassionati.

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Hyundai i20 - Più affilata e, allo stesso tempo, matura

4 Ruote - Ott 14,2020

Il vento è cambiato. Lo suggeriscono la bocca anteriore vorace, la forma affilata e pungente dei proiettori, il cofano teso verso lasfalto. Ma anche le pieghe della fiancata, ricca di nervature, il profilo slanciato, i gruppi ottici posteriori a freccia. Lo conferma la scheda tecnica: la nuova Hyundai i20 è più piantata a terra, grazie allaumento di tre centimetri in larghezza e la perdita di due in altezza. Da una parte vuole restituire unimmagine più fresca di sé, dallaltra rimane estremamente pragmatica. Con prezzi compresi fra i 16.950 euro della 1.2 MPI da 84 CV con cambio manuale e i 22.600 della 1.0 T-GDi mild a 48V con il doppia frizione a sette rapporti. La 1.0 T-GDi Bose che abbiamo guidato costa 21.400 euro.

Multimediale. Il pragmatismo traspare anche nellabitacolo, con una plancia piuttosto semplice nei materiali (è costruita interamente di plastica rigida) ma con alcune particolarità stilistiche, come le lamelle orizzontali che nascondono le bocchette dellaria. Davanti agli occhi di chi guida sullallestimento top, denominato Bose per la presenza dellimpianto audio premium a otto altoparlanti cè un pannello digitale da 10,3, dotato di tre diverse grafiche: ognuna è accoppiata a una specifica modalità di guida (Eco, Comfort e Sport). Sulla destra, il cockpit si prolunga con lo schermo del sistema multimediale, anchesso da 10,3 pollici, che funziona alla grande e, naturalmente, offre la connettività Apple CarPlay e Android Auto (wireless solamente sullallestimento Connectline).

Grande, dentro. Così come labitabilità: lallungamento di 10 mm del passo (258 centimetri in totale, per una lunghezza di 4,04 metri) ha giocato a favore della i20, che si conferma generosa nello spazio interno, pure per chi siede dietro. Non ci sono le bocchette dellaria posteriori, ma si può soprassedere; più difficile, invece, mandar giù la capacità del bagagliaio. Perché, sulle varianti 48V, il pozzetto è occupato dalla batteria agli ioni di litio, che fa perdere una certa quantità di litri rispetto ai 352 disponibili sulle altre versioni. Cè comunque un sistema che permette di assicurare contro lo schienale del divano la cappelliera una volta smontata, in modo da sfruttare più facilmente tutto lo spazio disponibile in altezza.

Veleggia. La Hyundai i20 1.0 T-GDi con sistema mild hybrid a 48v e cambio manuale a sei marce porta in dote una première nel segmento B: si tratta di un dispositivo che, in rilascio (a determinate condizioni) disaccoppia il propulsore dalla trasmissione permettendo allauto di veleggiare in modalità coasting, al minimo o in alcune situazioni perfino a motore spento. Quando si torna sullacceleratore con il piede, il tre cilindri si riaccende quasi come se nulla fosse. Il tutto avviene con una certa dolcezza, anche se, talvolta, si desidererebbe una maggior lestezza fra lo stacco e il riattacco della frizione. Bene anche il cambio, preciso negli innesti ma caratterizzato da una corsa un po lunga.

Sicura e gradevole. Il percorso di prova prevedeva tanto extraurbano e un po di autostrada: terreni ideali per accorgersi di un comparto telaistico ben fatto, sterzo compreso, e di una silenziosità che pare quella di un segmento superiore. Se fra le curve le sospensioni sostenute aiutano, sulle asperità più accentuate si avverte qualche scossone di troppo, davanti come dietro. I 100 cavalli del tre cilindri turbobenzina, aiutati dal sistema mild hybrid, muovono con una certa scioltezza la i20, anche se il meglio arriva ad andature più dolci. Pure (e soprattutto) in termini di consumi: durante il tragitto di circa 150 km, affrontato con una guida brillante ma non troppo, il computer di bordo ha segnato una media intorno ai 17 chilometri con un litro di benzina.

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Adas - Aci e Bosch: "Con la frenata assistita tamponamenti ridotti del 45%"

4 Ruote - Ott 13,2020

Bosch e Aci hanno realizzato un nuovo studio che evidenzia limportanza dei sistemi di assistenza alla guida (i cosiddetti Adas) ai fini della sicurezza stradale. La ricerca, condotta in collaborazione con il Politecnico di Torino, si è concentrata in particolare sugli effetti della frenata assistita: secondo i risultati, questo dispositivo elettronico diminuisce del 45% i sinistri per tamponamento nei veicoli con meno di tre anni.

Incrocio di informazioni. Tale statistica ha ancor più valore sottolineano Aci e Bosch - se si considera che gli incidenti per tamponamento rappresentano circa un terzo del totale. Lo studio ha incrociato una serie di dati, tra i quali le informazioni sulle percorrenze provenienti dalle scatole nere di un campione di veicoli in Italia (1,5 milioni nel 2017 e 1,8 milioni nel 2018), quelle sulla natura degli incidenti (provenienti dal database ACI-ISTAT) e i numeri relativi ai modelli di autovetture circolanti. I risultati, espressi indicatori di sinistrosità dati dal rapporto tra numero di incidenti e le percorrenze dei veicoli, indicano che quasi un tamponamento su due è evitato grazie allAeb. Sempre secondo lo studio, poi, la presenza della frenata assistita non produce alcun rischio compensato negli incidenti in cui il dispositivo non è rilevante (per esempio uno scontro laterale o unuscita di strada): circostanze in cui si assiste, anzi, a una riduzione del 13%.

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Peugeot e-208 - Dalla Handytech un allestimento per disabili

4 Ruote - Ott 13,2020

La Handytech, azienda italiana specializzata nella produzione di allestimenti per veicoli dedicati alle persone affette da disabilità, ha installato su una Peugeot e-208 full electric alcuni componenti specifici per gli individui soggetti a handicap motori.

Comandi ad hoc. Si tratterebbe della prima vettura elettrica allestita per soddisfare tali esigenze, alla luce anche del nuovo emendamento del Decreto fiscale 2020 che, per le persone disabili, stabilisce lIva al 4% anche sui veicoli ibridi e a zero emissioni (che si affiancano, dunque, a quelli a motore termico) entro una potenza di 150 kW. Nello specifico, la e-208 frutto di questo progetto è stata dotata di un acceleratore a volante HT-Speed Up e di un freno di tipo verticale HT-Push, prodotti entrambi dallazienda di Moncalvo d'Asti. Linstallazione dei due dispositivi è, nel complesso, identica a quella effettuata sui veicoli a motore termico e anche sul piano economico non vi sono differenze. La Peugeot e-208 equipaggiata con questi specifici componenti presenta ununità elettrica che eroga 136 CV e 260 Nm di coppia. La batteria da 50 kWh consente di passare da 0 a 100 km/h in circa otto secondi e garantisce, secondo la Casa, unautonomia di 340 km nel ciclo Wltp.

I dettagli degli equipaggiamenti. LHT-Speed Up è strutturato in modo tale da consentire unaccelerazione graduale della vettura e può essere regolato per adattarsi alle varie forme dei volanti. La componente elettronica può essere attivata tramite un pulsante e si interfaccia alle molteplici tipologie di impianti elettrici originali dei veicoli, offrendo assistenza al guidatore durante il viaggio e in fase di parcheggio. Allo stesso modo, anche il freno con fissaggio verticale HT-Push si adatta alle esigenze dellutilizzatore integrandosi al meglio dentro labitacolo e, lavorando in sinergia con i dispositivi di accelerazione, consente di gestire al meglio le operazioni di partenza in salita e di parcheggio. Entrambi i dispositivi, una volta installati, mantengono inalterati i sistemi di sicurezza di serie del veicolo.

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Audi Q8 - Arriva la variante ibrida plug-in

4 Ruote - Ott 13,2020

L'Audi introduce in Italia la Q8 TFSI e quattro, che sarà disponibile entro la fine dell'anno con prezzi ancora da definire. Si tratta della variante plug-in hybrid della suv-coupé tedesca, che affianca le analoghe versioni della cugina Q7 già in commercio. I dettagli degli allestimenti saranno resi noti con l'uscita dei listini completi. 

381 o 462 CV e fino a 49 km in elettrico. Nel caso della Q8 sono previste due varianti dello stesso powertrain che abbina il V6 3.0 TFSI da 340 CV, con cambio automatico otto marce e trazione integrale, e il motore elettrico. I clienti potranno infatti scegliere tra le varianti da 381 CV e 600 Nm (55 TFSI) e 462 CV (60 TFSI), entrambi dotati di batterie al litio da 17,8 kWh. La prima tocca i 100 km/h da fermo in 5,8 secondi e dichiara consumi calcolati nel ciclo Wltp compresi tra 2,8 e 3,1 l/100 km (a batteria piena) con 63-70 g/km di CO2 emessa; la seconda passa da 0 a 100 km/h in 5,4 secondi, dichiara 64-70 g/km di CO2 alla voce emissioni e promette gli stessi consumi della versione meno potente. Per entrambe la velocità è autolimitata a 135 km/h in elettrico e a 240 km/h in modalità ibrida, mentre l'autonomia con le batterie è compresa tra 48 e 49 km. Al guidatore resta la scelta tra la modalità EV e quella Hybrid, con quest'ultima suddivisa a sua volta nelle varianti Auto, Hold e Charge da selezionare in base alle esigenze e al percorso. Nella modalità Auto viene attivato il Predictive Efficiency Assistant che combina i dati di navigazione e lo stile di guida per ottimizzare l'efficienza complessiva. Non mancano, infine, i classici settaggi dell'Audi Drive Select: Auto, Comfort, Dynamic, Efficiency, Individual, Allroad e Offroad. 

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Italia - Una proposta per vietare le auto diesel e benzina dal 2035

4 Ruote - Ott 13,2020

Un ordine del giorno, come si suol dire in Parlamento, non si nega a nessuno. Soprattutto quando la sua formulazione, come quasi sempre accade, non vincola il governo a intervenire, ma semplicemente a "valutare lopportunità di...". Gli ordini del giorno sono però utili per capire che aria tira nelle Camere e, quindi, che direzioni potrebbe prendere in futuro il legislatore. Soprattutto quando provengono dalle fila della maggioranza.

La proposta: solo elettriche e plug-in dal 2035. Proprio ieri alla Camera è stato approvato un ordine del giorno che impegna il governo a valutare lopportunità di vietare, a partire dal 2035, la commercializzazione di nuovi autoveicoli di categoria M1 (cioè autovetture fino a 3,5 tonnellate, ndr) con emissioni di CO2 superiori a 50 g/km. In questa soglia rientrano solo le auto elettriche e ibride plug-in: le vetture con propulsori benzina, diesel e a gas, dunque, non potrebbero più essere vendute. Il primo firmatario della proposta è il farmacista siciliano Giuseppe Chiazzese, deputato M5S, componente la commissione Attività produttive, commercio e turismo di Palazzo Montecitorio.

LEuropa del Nord fa da battistrada. Un obiettivo ambizioso ma non impossibile da raggiungere se è vero che, come ricorda Chiazzese nelle premesse del documento, i Governi di molti Paesi europei stanno abbracciando lidea della mobilità elettrica quale unica strada da seguire in futuro e per questo hanno definito date limite per porre fine alla commercializzazione di nuovi veicoli di categoria M1 a benzina e diesel (come per esempio Francia, Norvegia, Germania, Olanda, Irlanda, Paesi Bassi e Regno Unito).

Lobiettivo del governo: 4 milioni di elettriche nel 2030. Il deputato pentastellato cita anche il recente Pniec (Piano nazionale integrato per lenergia e il clima) del dicembre 2019 con il quale lItalia ha fissato gli obiettivi al 2030 sullefficienza energetica, sulle fonti rinnovabili e sulla riduzione delle emissioni di CO2, nonché gli obiettivi in tema di sicurezza energetica, interconnessioni, mercato unico dellenergia e competitività, sviluppo e mobilità sostenibile. Un piano che prevede una diffusione complessiva di quasi 6 milioni di veicoli ad alimentazione elettrica al 2030 di cui circa 4 milioni di veicoli elettrici puri.

Lobiettivo Ue: zero emissioni nel 2050. Come finirà? Difficile fare previsioni. Di certo cè che gli indirizzi a livello sovranazionale, ai quali lItalia inevitabilmente dovrà conformarsi, sono chiari: riduzione di almeno il 40% delle emissioni di CO2 entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, come prevede laccordo mondiale di Parigi sul clima del 2015, e una più severa transizione verso quota zero emissioni nette entro il 2050, come prevede la comunicazione della Commissione del 28 novembre 2018.

Dai trasporti Ue il 2,5% delle emissioni mondiali di CO2. Giova peraltro ricordare, come ammette lo stesso esecutivo comunitario, che lUnione europea è responsabile del 10% delle emissioni mondiali di gas serra e che, allinterno dellUnione, il settore del trasporti nel suo complesso è responsabile di circa un quarto delle emissioni di gas serra dell'Unione, cioè del 2,5% delle emissioni mondiali di anidride carbonica. Dunque, se dincanto da oggi nella Ue circolassero solo mezzi di trasporto, pubblici e privati, a zero emissioni, la CO2 emessa nel pianeta si ridurrebbe appena di due punti e mezzo.

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Mercedes-Benz EQC 4x4 - Off-road estremo a emissioni zero

4 Ruote - Ott 13,2020

La Mercedes-Benz ha costruito un prototipo basato sulla Suv elettrica EQC e pensato per la guida nei percorsi più estremi in fuoristrada. Si tratta della EQC 4x4, realizzata dallo stesso team che in passato ha concepito la omonima one-off su base Classe E All-Terrain e la serie limitata della G 500 4x4. La base è quella del modello di serie, già dotato di trazione integrale grazie alla presenza di un motore elettrico per ogni asse, ma le modifiche sono tali da trasformarne sia l'aspetto che le caratteristiche.

Assetto rialzato e maxi carreggiate. I tecnici hanno per prima cosa fornito la vettura di un assetto pneumatico rialzato di 140 mm, che porta a 400 mm la profondità di guado superabile. Per ottenere questo risultato, sono stati installati gli assi a portale, che alzano notevolmente gli assali rispetto al centro delle ruote. L'insieme degli interventi, uniti al design modificato dei paraurti, ha permesso di ottenere angoli di attacco e uscita rispettivamente di 31,8 e 33 gradi, migliori di quelli della Classe G. L'elettronica di bordo è stata modificata lavorando sulla taratura della modalità di guida Off-Road: in particolare, il maggiore grip dei pneumatici speciali 285/50 su cerchi da 20" ha permesso di aumentare la disponibilità di coppia su fondi accidentati. Per installare queste ruote sono stati montati dei parafanghi aggiuntivi su misura che influiscono sul look della vettura e la rendono di circa 10 centimetri per ogni lato più larga rispetto al modello originale. L'insieme degli interventi ha sollevato la EQC di 20 centimetri rispetto al modello di serie, ma le modifiche meccaniche hanno permesso allo stesso tempo di non ridurre il diametro di sterzata.

Anche l'audio vuole la sua parte. Per esaltare la guida in fuoristrada è stato anche previsto un feedback sonoro specifico. La EQC 4x4 porta infatti al debutto il Lampspeaker: un sistema che integra nel vano dei gruppi ottici i diffusori del sistema AVAS (Acoustic Vehicle Alert System) obbligatorio per legge, mentre dalle casse interne della vettura viene riprodotto un suono digitale che varia in base agli input del guidatore.

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Citroën Ami - Al volante della due posti elettrica - VIDEO

4 Ruote - Ott 13,2020

La gente si gira a guardarla e a scattare foto come se fosse una diva. Una supercar nel centro di Milano fa meno click della Citroën Ami, lauto simmetrica e ultra compatta che presto diventerà un elemento del paesaggio urbano come già avviene a Parigi. Ho detto auto, ma in effetti non lo è: si tratta di un quadriciclo leggero guidabile a 14 anni con il patentino AM, quello per i ciclomotori, e da 16 anni si può anche trasportare un passeggero. Il tutto ben protetti dal freddo (cè il riscaldamento), con la massima semplicità di guida e in modo ecocompatibile. La Ami infatti è elettrica, percorre circa 70 km con una ricarica completa ed è praticamente priva di manutenzione. 

Impone qualche rinuncia. Meccanicamente è una struttura collaudata: telaio di tubi dacciaio saldati (a vista sul soffitto), scocca di plastica in pannelli termoformati e unità motrice da 8 CV a corrente continua a 48 V, con trazione anteriore e batterie litio ioni da 5,5 kWh, che si ricaricano in tre ore da una comune presa da 10 A, senza wallbox, oppure da una colonnina pubblica con un adattatore. Labitacolo è estremamente luminoso grazie alla vetratura che copre oltre il 50% della superficie interna, compreso il tetto, che non ha il tendalino; destate potrebbe fare caldo e non cè ovviamente il climatizzatore. Lo stile esterno lo lasciamo giudicare a voi, ma la forma a scatola, quasi un parallelepipedo perfetto, non sarà bellissima, ma è funzionale per avere dimensioni contenute, sbalzi minimi e grande maneggevolezza nei parcheggi e nelle strade strette. Con una lunghezza di 2 metri e 41, appena qualche centimetro in più della sua concorrente Twizy, offre spazio per due sedili affiancati e anche per il carico di un trolley da cabina.

Come va. In ambito cittadino i suoi 45 km/h di velocità massima possono sembrare pochi, e - lo ammetto - qualche strombazzata di clacson, durante il mio test, lho avuta, ma bisogna considerare il limite generale di velocità in città e quello di legge dei quadricicli. In compenso frena bene (con recupero di energia) e lo sterzo è leggero anche senza assistenza. La velocità massima si raggiunge in breve tempo e si avverte solo un leggero calo di spinta in salita, più marcato col passeggero a bordo. Per la Ami sono previste formule di acquisto e noleggio: 6.000 euro in contanti (con bonus per i quadricicli elettrici) oppure 19,99 euro al mese pagando un anticipo di 2.644 euro e sottoscrivendo un contratto di 48 mesi. Più avanti arriverà anche in car sharing. Per vederla in azione, cliccate sopra e guardate il video del nostro test a Milano.

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Honda Civic Type R - Più grinta e meno peso con le personalizzazioni Access

4 Ruote - Ott 13,2020

La Honda ha presentato la nuova linea di accessori dedicati alla più recente versione della Civic Type R. La berlina sportiva può essere infatti personalizzata esteticamente attraverso il programma Honda Access, che per il momento è offerto in via ufficiale solo sul mercato giapponese.

Finiture esterne e cerchi forgiati. Esternamente la Civic può essere dotata di nuovi elementi di fibra di carbonio con trama a vista o con una finitura rossa: lo stesso colore viene ripreso dagli inserti per la griglia anteriore, lo spoiler posteriore, la presa d'aria sul cofano e le calotte degli specchietti. Sono previsti anche cerchi forgiati da 20" con canale da 8" in tinta bianca che permettono di risparmiare circa 2 kg per ogni gruppo ruota rispetto a quelli standard.

Carbonio e Led per gli interni. L'abitacolo può essere impreziosito con un nuovo pomello del cambio con finitura rossa e i pannelli di carbonio con inserti di poliestere rosso per la plancia, inoltre è possibile installare l'illuminazione interna a Led con sezioni integrate nella console centrale e nei pannelli porta. Sono previsti anche altri accessori come il battitacco personalizzato, i tappetini, le pellicole protettive per il portellone, i profili aerodinamici per i cristalli e la rete per i bagagli.

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Audi-Faw - Firmato un accordo per la produzione dei veicoli elettrici in Cina

4 Ruote - Ott 13,2020

LAudi ha stretto un accordo con la  Faw che porterà alla produzione congiunta di veicoli elettrici destinati al mercato cinese. La collaborazione è stata annunciata nel corso della Conferenza automobilistica Germania-Cina tenutasi nella città di Changchun. La partnership conferma unalleanza di lunga data tra le due società oltre che tra la Faw e il gruppo Volkswagen, già legate da una joint venture specializzata nella produzione di autoveicoli.

La Ppe sbarca in Cina. Tramite questo accordo, la Casa tedesca intende accrescere ulteriormente la propria presenza in Asia come fornitore di mobilità premium sostenibile. Nello specifico, il marchio dei Quattro anelli prevede di portare in Cina la Premium Platform Electric (Ppe) - la base per veicoli elettrici sviluppata insieme alla Porsche - con lobiettivo di favorire il passaggio allelettrificazione in quello che è il principale mercato del brand. Secondo questo progetto, i primi modelli Audi a zero emissioni basati sulla Ppe dovrebbero cominciare a essere prodotti in Cina a partire dal 2024.

Progetto già in atto. Le attività, in tal senso, sono però già iniziate: le due società stanno infatti producendo congiuntamente le Q2L e-tron e A6L TFSIe con tecnologia ibrida plug-in. Inoltre, dalla fine di settembre anche la e-tron, inizialmente importata, viene prodotta nello stabilimento cinese di Changchun. Nei prossimi anni, la gamma elettrica destinata al Paese asiatico dovrebbe arricchirsi di nuovi modelli, con lobiettivo dellAudi di arrivare a vendere in Cina, entro il 2025, un terzo delle sue unità a zero e basse emissioni prodotte.

Consegne in crescita anche nel 2020. Parlando di numeri, da gennaio a settembre del 2020 la Casa tedesca ha consegnato 512.081 veicoli in Cina, registrando una crescita del 4,5% rispetto allo stesso periodo dellanno precedente nonostante lemergenza coronavirus. Tramite la joint venture Faw-Volkswagen, inoltre, lAudi può contare su quattro sedi nel Paese del dragone dedite alla produzione di veicoli: a Changchun, Foshan, Tianjin e Qingdao, con una capacità totale di circa 700 mila veicoli all'anno.

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Lotus - Nuovi investimenti per la sede di Hethel

4 Ruote - Ott 13,2020

Grazie a una nuova iniezione di capitali, la Lotus ha potuto aggiornare lo storico sito di Hethel per supportare le attività della divisione Lotus Engineering: la società di consulenze tecniche del marchio britannico è giunta al quarantesimo anno di vita e sarà presto spostata nella sua nuova sede situata all'interno dell'Università di Warwick.

Orizzonti allargati. Gli investimenti includono nuove attrezzature per la prototipazione dei componenti e per i test dedicati ai powertrain, sia tradizionali sia elettrici: questi ultimi possono ora contare su una sala prova dedicata per testare motori, trasmissioni ed elettronica di controllo. Sono stati inoltre aggiornati i sistemi per la verifica delle emissioni in modo da rispondere ai più recenti standard internazionali. Tutti questi elementi consentiranno di ampliare i servizi che la Lotus Engineering potrà offrire a terze parti, spaziando dalla meccanica all'aerodinamica fino all'interfaccia uomo-macchina sia per modelli tradizionali sia per quelli elettrificati. 

Al via la produzione di una nuova sportiva. Anche il circuito di prova di Hethel ha subito un interessante aggiornamento: pur conservando il disegno originale della pista da 3,5 km, la Casa ha provveduto a installare delle nuove barriere di sicurezza e un nuovo sistema di telecamere di controllo. Qui, infatti, sono state recentemente realizzate delle aree dedicate all'assemblaggio dei veicoli, dove saranno costruite sia la serie limitata di 130 esemplari dell'hypercar elettrica Evija sia un nuovo modello che la Lotus prevede di presentare nel 2021: potrebbe trattarsi di una nuova sportiva compatta, visto che l'attesa Suv sarà invece prodotta in Cina.

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Rolls-Royce - La statuetta luminosa è fuorilegge

4 Ruote - Ott 13,2020

LUnione Europea ha spento la statuetta. La versione luminosa dello Spirit of Ecstasy, liconica miniscultura che sovrasta la sontuosa calandra delle Rolls-Royce, è stata dichiarata fuorilegge: tutte quelle in circolazione vanno scollegate, con buona pace di quei facoltosi clienti che, per assicurarsi l'appariscente optional Flying Lady, hanno speso ben 3.500 sterline (circa 3.870 euro al cambio attuale). A bandire l'accessorio sono le normative comunitarie volte alla riduzione dellinquinamento luminoso.

Un accessorio recente. La celebre statuetta comparve per la prima volta nel 1911 sulla Rolls-Royce di John Walter Edward Douglas-Scott-Montagu, secondo Barone Montagu di Beaulieu: stando alla versione più accreditata della storia, lartista Charles Sykes realizzò l'emblema prendendo a modello Eleanor Velasco Thornton, amante dellaristocratico cliente della Casa di Goodwood. Ben più recente, invece, è la sua variante luminosa, apparsa per la prima volta sulla concept elettrica 102EX del 2013 (qui sopra), prima di debuttare come optional su tutta la gamma Rolls-Royce e poi uscire di scena l'anno scorso.

Statue da scollegare. Secondo la ricostruzione del Daily Mail, infatti, non è più possibile richiedere questa dotazione dal 2019. Il marchio britannico ha poi fatto sapere che avviserà tutti gli attuali proprietari delle limo con la statuetta luminosa della necessità di "scollegarla", spegnendola una volta per tutte. A loro verranno offerte varie opzioni, tra le quali il rimborso dellaccessorio e l'installazione di una versione argentea della statuetta.

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