SUV full hybrid - Nuova Nissan XTrail: cambia il frontale e punta tutto sullePower - VIDEO
La Nissan ha presentato il restyling della X-Trail, la grande SUV (disponibile anche a 7 posti) arrivata sul mercato esattamente venticinque anni fa. Le novità coinvolgono soprattutto il frontale, reso più aggressivo e personale, e all'interno dell'abitacolo, con una dotazione tecnologica più ricca. In gamma rimaranno i powertrain e-Power da 204 e 213 CV, rispettivamente a 2 e 4 ruote motrici. Prezzi e data di commercializzazione per l'Italia non sono ancora stati annunciati. Esterni all'insegna dell'avventuraInvariate misure e proporzioni: la nuova Nissan X-Trail cambia soprattutto nel frontale, con paraurti più sportivi e una mascherina più grande all'interno della griglia VMotion della Casa giapponese. Al posteriore, oltre ai nuovi paraurti, i gruppi ottici a LED presentano uno stile più leggibile all'interno. Con questo modello debuttano anche due nuove tinte per la carrozzeria, che vedete in queste immagini: Universal Blue e Baja Storm. Interni più curati e tecnologiciNessuna novità per quanto riguarda l'abitacolo, che con questo aggiornamento beneficia di nuovi materiali e rivestimenti, tra cui la pelle color noce, finiture in legno per la plancia e - sulla N-Trek - anche tessuti lavabili per sedili e pannelli porta. Su tutta la gamma diventano di serie i sedili anteriori e posteriori riscaldati, così come il volante, il climatizzatore a tre zone, infotainment da 12,3" e sedile posteriore frazionato 40/20/40. Su richiesta parabrezza riscaldabile e impianto stereo Bose. Infotainment connesso con GoogleAll'interno dell'infotainment della nuova Nissan X-Trail debutta l'architettura software di Google, con le funzioni dell'assistente vocale per la gestione di molte funzioni dell'auto (dal condizionatore al navigatore), la possibilità di scaricare app aggiuntive dal Play Store e aggiornamenti over-the-air. Le nuove telecamere a 360 migliorano la visibilità all'esterno dell'auto, aggiungendo anche le funzioni di "trasparenza" sotto il cofano e agli incroci. Aggiornamenti in arrivo anche per la suite di Adas ProPilot, che migliora l'assistente al mantenimento della corsia di marcia, la lettura dei segnali stradali e la frenata controllata. C'è anche la più avventurosa N-Trek Questo allestimento, disponibile anche in Italia, ha un disegno diverso all'interno della griglia, che riporta anche il simbolo del monte Fuji accanto alla targa e tre elementi in plastica color argento alla base del cofano. Le protezioni sotto il paraurti sono in color "magma red", ripreso anche sui loghi (davanti e dietro) e su una delle razze dei cerchi di lega da 19". Anche all'interno troviamo cuciture rosse e il logo colorato sul volante. A caratterizzare questo allestimento ci sono poi i mancorrenti neri, il tetto panoramico ad apertura elettrica e i sedili in CellCloth impermeabile e lavabile. Nel bagagliaio c'è un tappetino in gomma e rivestimenti reversibili. Addio al mild hybridAll'interno del cofano, la nuova Nissan X-Trail manda in pensione i mild hybrid da 163 CV del modello precedente e mantiene solo i due powertrain e-Power di terza generazione: una motorizzazione full hybrid con la sola unità elettrica collegata alle ruote di trazione e il motore termico che funge da generatore per la batteria, che non si ricarica alla spina. Una soluzione che consente di guidare di fatto un'auto elettrica, senza preoccuparsi della ricarica. La X-Trail sarà disponibile in due varianti:204 CV, 330 Nm di coppia, 0-100 in 8 secondi e velocità massima di 170 km/h213 CV, 330 Nm (+ 195 Nm dal motore elettrico posteriore), 0-100 in 7 secondi e 180 km/h di velocità massima
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Carburanti - Diesel oltre i 2 euro al litro: prezzi alle stelle, ma qualcosa finalmente si muove
Continuano ad arrivare notizie negative dai listini dei carburanti, con i prezzi medi del diesel che hanno superato i 2 euro al litro. Tuttavia, non manca qualche segnale di uscita da un tunnel oltremodo preoccupante per l'economia non solo italiana. Infatti, le quotazioni del petrolio sono crollate, quantomeno rispetto ai picchi di quasi 120 dollari al barile degli scorsi giorni, in scia alle rassicurazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, su una conclusione rapida dell'escalation militare in Medio Oriente, la causa principale dell'attuale tensione sui mercati petroliferi internazionali. Primi segnali di ribassoPrimi segnali di ribassoStaffetta Quotidiana, nella sua rilevazione giornaliera, dà comunque conto di mercati estremamente agitati, con quotazioni in saliscendi: ieri i prodotti raffinati, ossia benzina e gasolio, sono crollati, pur rimanendo su livelli record, mentre questa mattina si è registrato un nuovo rialzo.Insomma, lo scenario continua a essere improntato alla volatilità e in Italia non mancano polemiche per l'assenza di iniziative da parte del governo: tutti si aspettavano un intervento, come la sterilizzazione delle accise, nella riunione di ieri del consiglio dei ministri, ma l'esecutivo ha deciso di non intervenire.Intanto, IP ha ridotto di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio, mentre Tamoil ha optato per un ribasso di un centesimo sul diesel. Listini ancora in forte rialzoSui prezzi medi praticati alla pompa si riversano comunque i rialzi riscontrati ieri sui listini consigliati: al self-service la benzina ha sfondato quota 1,8 euro/litro (non succedeva dal 7 marzo 2025), mentre il gasolio ha superato di slancio la soglia psicologica dei 2 euro al litro (livello più alto dal 5 luglio 2022).In particolare, le medie nazionali, elaborate da Staffetta Quotidiana sulla base di quanto comunicato ieri 10 marzo dai gestori di circa 20 mila impianti all'Osservatorio del Mimit, mostrano per la verde un valore di 1,802 euro/litro (+19 millesimi) e per il diesel di 2,013 euro/litro (+43).Al servito, benzina a 1,936 euro/litro (+17), gasolio a 2,140 euro/litro (+43), GPL a 0,703 euro/litro (+1), metano a 1,487 euro/kg (+10) e GNL a 1,233 euro/kg (+1).Lungo le autostrade, benzina a 1,886 euro/litro (2,139 al servito), gasolio a 2,066 euro/litro (2,316), GPL a 0,835 euro/litro, metano a 1,525 euro/kg e GNL a 1,310 euro/kg.
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Guerra in Iran - Cè un petrolio di carta ed è quello delle speculazioni che gonfiano i prezzi alla pompa
Mentre il mondo guarda col fiato sospeso i distributori di benzina e diesel, la vera partita si gioca lontano dalle pompe di carburante, nei mercati finanziari dove il petrolio cartaceo detta legge. A muovere l'economia non è solo il greggio fisico, ma soprattutto una mole enorme di contratti virtuali che, alla prima scintilla geopolitica, accendono i rincari ben prima che un solo barile venga raffinato. Vediamo allora come gli speculatori fanno affari d'oro. La scossa della guerraLo scoppio delle ostilità tra Stati Uniti, Israele e Iran, avvenuto il 28 febbraio 2026, ha scosso i mercati energetici. Dalla prima apertura dei mercati successiva al fine settimana, le quotazioni del greggio Brent sono balzate del 10%, mentre quelle del gasolio raffinato registravano un incremento del 20% in poche ore. Il bilancio è quello di uno shock sistemico: tra il 27 febbraio e il 6 marzo, la quotazione del Brent è salita da 72,87 a 92,69 dollari al barile, segnando un +27,2% con punte che hanno portato il Brent in area 100 dollari.Ancora più pesante è stata l'escursione per i prodotti raffinati. Il gasolio ha subìto un'impennata di 396 dollari per tonnellata (+51,9%), con la benzina che segnava un +24,8%. Traducendo questi numeri in valori al litro sulla piazza del Mediterraneo (IVA inclusa), il raffinato della benzina è passato da 0,566 a 0,721 euro per litro, mentre il gasolio è esploso da 0,666 a 1,033 euro.In Italia, i prezzi medi alla pompa hanno rispecchiato questa tensione: il gasolio self è salito del 10,9%, portando la media nazionale a 1,911 euro e spingendo quasi la metà dei punti vendita sopra la soglia psicologica dei 2 euro. Il mito del petrolio comprato primaDavanti a rincari così repentini, l'opinione pubblica punta spesso il dito contro i petrolieri, accusandoli di vendere in Italia a prezzi stellari carburante che sarebbe stato comprato prima a costi inferiori. Premesso che non parliamo di enti di beneficenza, ma di società nate per macinare profitti, la tesi è comunque discutibile per varie ragioni.Anzitutto, non è dato sapere cosa significhi comprato prima. Prima quando? E poi sono gli stessi Stati UE a imporre l'obbligo di tenere riserve strategiche da usare in caso di emergenza. Infine, la dinamica di comprare prima e raffinare dopo vale ovunque nel mondo. Paragone a spanneImmaginiamo che il confronto sia col greggio di tre mesi fa, quando veleggiava a 64 dollari al barile. Il fatto è che nel serbatoio dell'auto non ci va il greggio. Tra estrazione e distributore si inserisce la raffinazione, un processo complesso che trasforma il barile in diversi prodotti (benzina, gasolio, jet fuel, olio combustibile) con logiche di mercato proprie. Ogni prodotto risponde a una domanda variabile e stagionale che influenza costi e margini.A incidere è il crack spread: la taratura dei margini in funzione del prodotto che esce dalla raffineria. Questo determina il margine medio di una raffineria che lavora diversi derivati. A dicembre 2025, per esempio, il crack spread in Europa era di 23 dollari al barile per la benzina e 24 per il gasolio. Speculazione cartacea: sta qui il vero businessSe la filiera fisica ha le sue regole tecniche, la vera pressione speculativa che gonfia i prezzi va ricercata nel mercato finanziario cartaceo dei futures: contratti che impegnano ad acquistare o vendere una determinata quantità di petrolio a un prezzo stabilito oggi, ma con consegna e pagamento previsti a una data futura. Pezzi di carta scambiati in fretta migliaia di volte, senza che ci sia qualcuno a ritirare un litro di oro nero.Qui si scambiano volumi di petrolio virtuale che superano di molte volte le consistenze fisiche reali. Un mercato pronto a cogliere i premi di rischio derivanti da ogni crisi: in questo caso, la guerra. La partita di poker fra vincenti e perdentiLa speculazione finanziaria anticipa i movimenti del mercato fisico, trasferendo le tensioni dei titoli cartacei sui listini dei raffinati prima che il greggio acquistato mesi fa venga lavorato. Nel mercato di carta si fanno gli affari d'oro, sfruttando emotività e incertezza. Nell'ombra ci sono operatori finanziari che effettuano scommesse davvero azzardate, pronti a riscuotere somme gigantesche generate dal fumo delle esplosioni in Medio Oriente. E talvolta sono costretti a subire sconfitte cocenti che si traducono in perdite miliardarie. il salto nel buio del giocatore di poker.
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Pregi e difetti - Mazda3, la compatta in controtendenza con il 2.5 aspirato e il cambio manuale - VIDEO
Nel panorama automobilistico la Mazda3 continua a seguire una filosofia ostinatamente personale. La compatta di Hiroshima si presenta agli addetti ai lavori con soluzioni in controtendenza rispetto alla concorrenza, caratteristiche che abbiamo assaporato in questo nuovo diario di bordo. Abbinata felice?La primizia si trova già a partire dall'abbinata motore-cambio. Accoppiato al motore 2.5 litri aspirato troviamo un cambio manuale che restituisce un'erogazione lineare e un'esperienza d'uso ormai d'antan. Per chi predilige la comodità, però, la trasmissione automatica è comunque disponibile. Dotata di 6 marce, si dimostra una valida alleata: pur non avendo la rapidità dei recenti doppia frizione, risulta fluida e calibrata per assecondare la regolarità del propulsore aspirato senza alcuna esitazione. Ed è anche un abbinamento funzionale alle caratteristiche di erogazione della potenza, più concentrata nella zona alta del contagiri. Tra cavallo e cavaliereEntrando nell'abitacolo si viene accolti da un'ergonomia impeccabile, con una triangolazione tra sedile, pedaliera e volante studiata per garantire una postura corretta e allineata, ideale per farti sentire subito a tuo agio.Mazda, per definire questa alchimia, usa un'espressione giapponese: Jinba Ittai. Ci spiegano essere la sintesi perfetta tra un cavallo e il suo cavaliere (e non scudiero). Io non conosco il giapponese, ma dopo tanti chilometri su Mazda di ogni sorta penso di aver capito qual è la filosofia di base. E mi piace.Cosa ancor più importante, questa attenzione all'ergonomia di guida fa sì che si trascorra più serenamente il tempo al volante. Sul filo dei GNell'ottica di aumentare questa sensazione di controllo si inserisce il G-Vectoring Control Plus, evoluzione del sistema di controllo della dinamica del veicolo ideato a Hiroshima. A differenza dei tradizionali controlli di stabilità, attivi quasi esclusivamente in situazioni di emergenza, il GVC Plus lavora costantemente in background. Non te ne accorgi, ma in fase di inserimento in curva il sistema riduce impercettibilmente la coppia del motore: questo trasferisce carico quanto basta alle ruote anteriori, aumentando l'aderenza a terra e la precisione dello sterzo.La vera peculiarità della versione Plus interviene però in uscita di curva. Mentre il guidatore riallinea il volante, l'elettronica applica una lievissima forza frenante alle ruote esterne. L'azione genera un momento imbardante stabilizzante che aiuta a riportare la vettura in traiettoria lineare in modo del tutto naturale e fluido.Utile, davvero? Non vi so dire se sia così. Posso però dirvi che ho apprezzato prima di tutto il bilanciamento e la precisione del telaio, il tanto appoggio in curva e la precisione dello sterzo. Il classico che (non) tramontaMazda fa auto con una logica tutta sua. Che poi questo punto di vista sia condivisibile o meno potrebbe aprire a interminabili discussioni. E non parlo solo delle scelte motoristiche, ma anche di quelle di stile. In un'epoca in cui le plance delle automobili sembrano tutte la copia carbone l'una dell'altra, dominate da schermi touch sempre più invadenti, l'infotainment della Mazda3 rivendica con orgoglio la propria assoluta originalità. Il display, dalle proporzioni classiche e dallo sviluppo orizzontale, risulta magistralmente incastonato nella parte superiore della plancia. Questa felice integrazione, abbinata alla gestione dei menu tramite il rotore fisico sul tunnel centrale, permette di consultare le informazioni senza mai distogliere lo sguardo dalla strada per centrare icone virtuali. Una scelta talmente classica che rischia di tornare di moda. Pregi e difettiAnalizzando la vettura, sono venuti a galla pregi e difetti che riguardano dettagli di stile e caratteristiche costruttive. Tra i pregi sicuramente il comportamento dinamico, che è solido, merito di un telaio reattivo capace di ottimizzare i trasferimenti di carico per garantire inserimenti in curva veloci; tuttavia, bisogna fare i conti con un carico volante un po' pesante nelle manovre a bassa velocità, oltre che con l'adozione di un semplice ponte torcente posteriore al posto di un più raffinato multilink. A questo comportamento dinamico si abbina poi la scelta dei materiali, con un abuso di plastiche in nero lucido, troppo soggette a graffi, e si scontra con anacronismi come la presenza di fari alogeni per gli anabbaglianti sugli allestimenti meno ricchi.
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Stellantis - Jeep, svolta nell'elettrificazione: negli USA librido userà tecnologie Toyota e Bosch
La revisione delle strategie di elettrificazione di Stellantis ha determinato diverse modifiche non solo alla gamma d'offerta, ma anche al portafoglio complessivo delle tecnologie al servizio delle nuove motorizzazioni. Di recente, per esempio, il gruppo ha deciso di fermare la commercializzazione negli Stati Uniti delle ibride plug-in. Ma questo non si traduce in un addio ai motori con l'aiutino elettrico. Anzi.Un portavoce della filiale americana di Stellantis ha confermato indiscrezioni lanciate dall'emittente CNBC su una precisa scelta strategica presa negli ultimi mesi: Stellantis si sta affidando a tecnologie sviluppate da Bosch e da un fornitore partecipato dalla Toyota per alcune varianti ibride di importanti modelli Jeep commercializzati proprio negli Stati Uniti. I modelli e le tecnologieIn particolare, Stellantis ha deciso di adottare per la nuova Jeep Cherokee un sistema di trasmissione ibrida a variazione continua con due motori, sviluppato dalla Blue Nexus, una joint venture nata nel 2019 per produrre sistemi di propulsione per veicoli elettrici: nel suo azionariato figurano Aisin e Denso, due grandi produttori di componentistica legati al gruppo Toyota, e, con il 10% del capitale, la stessa Casa nipponica.Le tecnologie Bosch, invece, saranno utilizzate per la prossima generazione di veicoli elettrici ad autonomia estesa, ossia le auto a batteria con Range Extender. Tale tecnologia comparirà per la prima volta sull'imminente Jeep Grand Wagoneer.
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