Suv plug-in - Audi Q5 e-hybrid: così la funzione battery charge fa la differenza nei viaggi

4 Ruote - Feb 13,2026
Come scriviamo sempre in occasione delle prove su strada delle plug-in, per trarre i massimi vantaggi da questa tecnologia occorre ricaricare la batteria il più frequentemente possibile. Infatti, una Phev - se utilizzata in maniera oculata - può rivelarsi conveniente, a patto però di trovarsi nelle condizioni ideali per ricaricarla con facilità.Proprio per rispondere a questa esigenza, Audi ha previsto anche per la Q5 e-hybrid la funzione battery charge, che consente di ricaricare la batteria in movimento attraverso il motore termico, raggiungendo così una sostanziale indipendenza dalla colonnina nei viaggi più lunghi. L'alternativa alla sostaLa funzione battery charge, che esiste già da tempo su alcune Phev, nel caso di Audi è stata esasperata sino a farla diventare una vera alternativa alla sosta presso le colonnine pubbliche (che per definizione sono molto costose). Non a caso, non è nemmeno presente la presa di ricarica per la corrente continua, ma solo quella per l'alternata.Di fatto, la funzione battery charge ricarica la batteria durante la marcia con un ritmo pari a circa l'1% ogni 2,3 chilometri percorsi. Il sistema può immagazzinare fino al 75% di energia nell'accumulatore, purché si superino i 65 km/h.Ma come si misura il vantaggio concreto? Secondo la Casa, oltre a un notevole risparmio di tempo, legato all'assenza di soste alla colonnina, il battery charge può abbattere i costi fino al 9% rispetto all'utilizzo - sconsigliato, ma assai diffuso - della plug-in con batteria scarica. Il beneficio sale fino al 13% se confrontato con un viaggio in modalità hybrid, partendo con la batteria carica e prevedendo una sosta intermedia alla colonnina.Bisogna mettere in conto, comunque, che durante la fase di ricarica in movimento il motore termico avrà, ovviamente, consumi superiori: nel test completo dell'A5 plug-in hybrid, dotata del medesimo powertrain della Q5, trovate le differenze misurate dal Centro Prove. Ma torniamo alla nostra Q5 e-hybrid. Una volta ottenuta l'energia necessaria lungo le strade a scorrimento veloce, e grazie al contributo del motore termico che lavora come generatore, si consiglia quindi di proseguire in modalità EV. Modalità che può contare su una cospicua autonomia, pari a 100 km WLTP, grazie a un accumulatore da 20,7 kWh netti.La potenza di ricarica da 11 kW in corrente alternata permette invece di ripristinare il 100% della batteria in circa 2,5 ore, rendendo il sistema particolarmente adatto alla ricarica domestica, con un ulteriore vantaggio in termini di costi di esercizio. Anche il termico punta sull'efficienzaSe da un lato l'unità elettrica viene coinvolta attivamente nella gestione intelligente dell'energia, dall'altro il motore termico alla base di questo plug-in è progettato per la massima efficienza. Sia nella variante da 299 CV sia in quella da 367 CV - oggetto del nostro test - troviamo il 2.0 TFSI montato in posizione longitudinale, accreditato di 252 cavalli e funzionante secondo il ciclo Miller.Il propulsore adotta un rivestimento al plasma dei cilindri, una tecnologia in grado di ridurre l'attrito del 6% all'interno delle camere di combustione. Il risultato è un'ottimizzazione del ciclo di funzionamento del motore che si traduce in consumi più contenuti, senza penalizzare la fluidità di marcia e la prontezza di risposta. Per tutte le stradeAutostrada, statale e un piccolo accenno di fuoristrada. Quanto basta per capire se la Q5 e-hybrid è davvero una Suv plug-in versatile. Per questo sono partiti da Milano in direzione Carrara, verso le affascinanti cave di marmo, concedendomi una digressione lungo i tornanti della Cisa vecchia.La prima parte del viaggio è servita a darmi una prima indicazione sui consumi della funzione battery charge (che, come sempre, andranno poi verificati dal nostro Centro Prove). Con questa modalità attiva, il computer di bordo ha registrato un consumo di circa 11 km/l, considerando anche il tratto in salita della Cisa.L'energia elettrica così accumulata è stata poi sfruttata lungo i tornanti della statale, dove il contributo dell'unità elettrica regala uno spunto più pronto in uscita di curva e una risposta complessivamente più vigorosa del powertrain. Del resto, lo 0-100 km/h dichiarato in 5,1 secondi parla chiaro.L'asfalto viscido della Val di Taro ci ha invece permesso di apprezzare le qualità dell'assetto: i multilink a cinque bracci su entrambi gli assi, l'assetto ribassato di 20 mm e la trazione quattro consentono di affrontare le sinuosità con grande disinvoltura, facendo scorrere la vettura con naturalezza nonostante il baricentro alto. Personalmente ho trovato solo un po' invadenti gli Adas dedicati al centraggio della corsia, soprattutto nella guida più dinamica. E nella cava?Le strade di servizio della cava di Colonnata sono state il terreno ideale per uno stress test su comfort e modalità offroad plus. Le sospensioni pneumatiche adattive, che aumentano l'altezza da terra di 60 mm, permettono di superare senza difficoltà strade bianche e buche profonde, filtrando bene gli scossoni.Nonostante si tratti di una sport utility dall'impostazione urbana, equipaggiata con normali pneumatici invernali, gli ostacoli si affrontano con sorprendente facilità. Nulla di estremo, certo, ma in situazioni reali - come strade allagate o fondi dissestati in città - l'assetto della Q5 e-hybrid non va mai in affanno.In definitiva, se questa è una delle Audi più vendute, il motivo è semplice: la Q5 sa adattarsi con coerenza a ogni viaggio e a ogni situazione, mantenendo sempre un equilibrio riuscito tra efficienza, confort e piacere di guida. Audi Q5 e-hybrid e Q5 Sportback e-hybrid: i prezziAudi Q5 e-hybrid quattro 299 CV: 69.150 euroAudi Q5 Sportback e-hybrid quattro 299 CV: 75.450 euroAudi Q5 e-hybrid quattro 367 CV: 81.650 euroAudi Q5 Sportback e-hybrid quattro 367 CV: 84.450 euro
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Anteprima - Voyah sbarca in Italia: tutti i modelli elettrici e range extender in arrivo nel 2026

4 Ruote - Feb 13,2026
Il gruppo Dongfeng, che ha scelto l'Italia come porta di ingresso per l'Europa, è già presente sul nostro territorio con tre marchi (quattro se si conta Forthing, che viene però commercializzato in maniera autonoma): quello principale, ossia Dongfeng, MHero (per gli appassionati di fuoristrada) e Voyah, brand premium che si prepara al mercato italiano con quattro modelli, uno dei quali già in commercio.Nel corso del 2026 inizierà la vendita della Suv elettrica Courage, già a listino, affiancata dalla versione range extender della Free (già disponibile con powertrain full electric), dalla grande monovolume Dream e, verso la fine dell'anno, della filante berlina sportiva Passion. Voyah CourageQuesta grossa crossover di segmento D (è lunga 4,73 m e ha un passo di 2,9 m) è già ordinabile, ma le consegne stanno iniziando solo in queste settimane. Interessanti i numeri che mette sul piatto: un powertrain bimotore con trazione integrale, con 320kW (435 CV) di potenza e 620 Nm di coppia, abbinato a una batteria da 80 kWh per un'autonomia di circa 440 chilometri. In Cina, dove viene prodotta, è disponibile anche con potenze inferiori, che potrebbero arrivare più avanti anche in Europa.Quando arriva: febbraio 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da 50.700 euro Voyah Free 318 ErevIl primo modello del brand Voyah presentato sul mercato italiano è una grande sport utility che sfiora i cinque metri di lunghezza: il passo di quasi tre metri offre molto spazio a bordo per tutti i passeggeri e relativi bagagli. La capacità dichiarata del vano di carico è di 560 litri, a cui si aggiungono i 72 litri del frunk anteriore. Di grande impatto la plancia, con tre schermi da 12,3" sviluppati in orizzontale, davanti al guidatore e al passeggero. A listino c'è attualmente la versione full electric, con motore da 360kW (489 CV) e 720 Nm di coppia, abbinato a una batteria da 106.0 kWh, per circa 500 km di autonomia nel ciclo Wltp. Quasi da sportiva le prestazioni: scatto 0-100 coperto in 4,4 secondi e 200 km/h di velocità massima. Nei prossimi mesi arriverà la versione 318 Erev, dove 318 sono i chilometri in modalità elettrica assicurati dalla batteria (la cui capacità non è stata dichiarata), almeno nel ciclo di omologazione cinese. Quando arriva: primavera 2026Motorizzazione: ErevQuanto costerà: da circa 50 mila euro Voyah DreamLa Vohay Dream è una grande monovolume con configurazioni da 4 a 7 posti, lunga 5,31 metri e con un passo di 3,2 metri; nell'abitacolo, lussuoso e ben rifinito, ci sono tre schermi affiancati in senso orizzontale, a cui si aggiunge un head-up display da 29". A prova di trasloco il vano di carico, che con tutti i sedili in uso mette a disposizione 452 litri, che diventano 2.680 abbassando le sedute della seconda e terza fila; a questi si aggiungono i 40 del frunk, ideali per i cavi di ricarica. A spingere la Dream c'è un powertrain dual motor da 435 CV, con trazione integrale: nonostante gli ingombri (e il peso), scatta da ferma a 100 km/h in 5,9 secondi. L'autonomia dichiarata è di 482 chilometri.Quando arriva: 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: prezzi non dichiarati Voyah PassionQuesta berlina sportiva avrà interni lussuosi e tecnologici, con pellami e materiali di alta qualità in tutto l'abitacolo e un'illuminazione ambientale raffinata. Ben cinque schermi gli schermi a disposizione dei passeggeri: tre sulla plancia (strumentazione, infotainment e un display per il passeggero), uno al centro della console per i comandi del climatizzatore, e uno nel bracciolo del divano posteriore per infotainment e temperatura. Il powertrain dual motor da 510 CV e 730 Nm, con trazione integrale, permette alla Passion di scattare da ferma a 100 km/h in soli 3,8 secondi, mentre la batteria (capacità non dichiarata) dovrebbe garantire almeno 600 km di autonomia. Quando arriva: 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: prezzi non dichiarati
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Stellantis - Nuova Opel Astra, il prezzo non cambia: il listino parte da 32.450 euro

4 Ruote - Feb 13,2026
La Opel ha aperto gli ordini della nuova Astra, la versione aggiornata della media di Russelheim. Disponibile anche in versione station wagon (con la denominazione Sports Tourer), la media tedesca offre motorizzazioni mild hybrid, ibrida plug-in, full electric e turbodiesel.Rispetto al modello precedente il prezzo d'attacco è ancora di 32.450 euro per la versione entry level, la 1.2 mild hybrid. Come cambia la nuova AstraLe novità all'esterno si concentrano principalmente sul frontale, con il nuovo Vizor ridisegnato e il logo del Blitz illuminato; meno visibili gli interventi in abitacolo, dove arrivano i sedili Intelli-Seat (pensati per migliorare il confort nei viaggi) di serie per tutta la gamma, e un maggior uso di materiali riciclati per rivestimenti e tessuti. Per quanto riguarda le motorizzazioni, cresce leggermente la capacità della batteria della versione elettrica (58 kWh), per un'autonomia di 454 km, 35 in più del modello precedente; per la plug-in arrivano aggiornamenti all'unità termica, una nuova trasmissione doppia frizione a 7 rapporti e una batteria di maggiori dimensioni, per un'autonomia in elettrico di 83 km nel ciclo Wltp. Il listino della nuova Opel AstraInvariati i prezzi rispetto al modello in uscita, così come gli allestimenti, Edition e GS. Ecco il listino per l'Italia:Astra 1.2 Hybrid 145 CV Edition: 32.450 euroAstra 1.6 Hybrid 145 CV GS: 35.250 euroAstra 1.6 Phev 196 CV Edition: 39.250 euroAstra 1.6 Phev 196 CV GS: 42.050 euroAstra 1.5 D 131 CV Edition: 32.950 euroAstra 1.5 D 131 CV GS: 35.750 euroAstra Bev 156 CV Edition: 39.900 euroAstra Bev 156 CV GS: 42.000 euroAstra Sports Tourer 1.2 Hybrid 145 CV Edition: 33.650 euroAstra Sports Tourer 1.6 Hybrid 145 CV GS: 36.450 euroAstra Sports Tourer 1.6 Phev 196 CV Edition: 40.450 euroAstra Sports Tourer 1.6 Phev 196 CV GS: 43.250 euroAstra Sports Tourer 1.5 D 131 CV Edition: 34.150 euroAstra Sports Tourer 1.5 D 131 CV GS: 36.950 euroAstra Sports Tourer Bev 156 CV Edition: 41.100 euroAstra Sports Tourer Bev 156 CV GS: 43.200 euro
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StarPlus Energy - Stellantis, nuova frenata sullelettrico: in bilico la JV con Samsung per le batterie

4 Ruote - Feb 13,2026
Il mosaico elettrico dell'ex CEO di Stellantis, Carlos Tavares, potrebbe perdere un altro tassello: secondo indiscrezioni raccolte da Bloomberg, il gruppo euroamericano valuterebbe l'uscita dalla StarPlus Energy. Ossia, la joint venture statunitense destinata a produrre batterie con la sudcoreana Samsung SDI. La mossa rientrerebbe nel drastico ridimensionamento dei piani elettrici voluto dall'AD Antonio Filosa, e confermato dalla recente svalutazione record per 22 miliardi di euro. Lo testimonia la recente vendita della quota nel venture canadese NextStar Energy (accumulatori) alla LG Energy Solution. Liquidità da preservareStellantis starebbe esplorando opzioni per vendere la sua quota nella StarPlus Energy (che ha due impianti a Kokomo, Indiana) all'azienda asiatica o a terzi, nel tentativo di ridurre gli investimenti nell'elettrico e preservare la liquidità dopo le rettifiche di valore di portata storica. Da parte della società, nessuna conferma, ma neppure una secca smentita: Sono in corso discussioni collaborative con Samsung, fa sapere un portavoce.
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Stati Uniti - Lo Start&Stop rischia di sparire: Trump e lEPA riscrivono bonus e regole ambientali

4 Ruote - Feb 13,2026
L'ultima decisione dell'amministrazione Trump di smantellare uno dei cardini delle politiche ambientali dell'era Obama ha un impatto immediato anche sul mondo dell'auto. Con un post su X, il responsabile dell'EPA Lee Zeldin ha annunciato la fine dei crediti federali che negli ultimi anni avevano incentivato l'adozione dello Start&Stop, uno dei dispositivi meno apprezzati dagli automobilisti. Non si tratta di un divieto, ma della rimozione dei vantaggi regolatori che ne avevano favorito la diffusione su larga scala. Lo Start&Stop e i bonus greenSono lontani i tempi in cui proprio l'EPA teneva in scacco le Case costruttrici con regole sempre più stringenti e procedure di omologazione severe. Lo Start&Stop si è imposto soprattutto grazie ai bonus verdi riconosciuti ai costruttori: secondo le stime dell'agenzia, il sistema poteva garantire risparmi di carburante nell'ordine del 45% in determinate condizioni di utilizzo, contribuendo al rispetto degli standard federali su consumi ed emissioni.Non era un obbligo, ma un meccanismo di incentivi che ha reso il dispositivo quasi universale, nonostante le crescenti lamentele dei clienti abbiano nel tempo portato all'introduzione di comandi per la disattivazione. Meno vincoli sulle emissioni, auto più semplici (secondo la Casa Bianca)L'annuncio sullo Start&Stop si inserisce in un quadro più ampio. L'amministrazione Trump ha infatti avviato la revoca dell'endangerment finding del 2009, la valutazione scientificolegale che costituiva la base delle normative federali sui gas serra. Una mossa che indebolisce la capacità del governo di regolamentare le emissioni climalteranti, aprendo la strada a una revisione profonda degli standard ambientali nel settore automotive.Secondo Trump e i suoi, questa deregolamentazione consentirà di ridurre i costi di produzione e semplificare le auto, eliminando sistemi considerati superflui e contribuendo a prezzi di listino più bassi. Si tratta però di stime politiche, destinate a confrontarsi sia con il mercato sia con una probabile stagione di ricorsi legali.
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Unione Europea - Auto elettriche cinesi, svolta sui dazi Ue: Pechino apre alle trattative dirette e individuali

4 Ruote - Feb 13,2026
Pechino apre a un approccio più flessibile in materia di dazi europei sulle auto elettriche. Il ministero del Commercio cinese ha autorizzato i produttori a negoziare in modo indipendente con l'Unione europea per l'eliminazione delle barriere sull'export di BEV nel Vecchio Continente: ogni costruttore potrà avviare trattative individuali per ottenere un prezzo minimo in sostituzione della tassa. La svoltaUn cambio di rotta deciso dopo che il gruppo Volkswagen ha ottenuto la sospensione delle tasse sulla Cupra Tavascan (fatta in Cina e venduta in UE), in cambio di un prezzo minimo, di una quota di vendita massima e di un impegno a investire nelle produzioni europee: è la prima esenzione dall'adozione dei dazi nel 2024. In parallelo, lo stesso governo orientale prosegue l'opera diplomatica con Bruxelles. Non sarà facile e veloceL'eventuale approvazione UE è condizionata a una disamina modello per modello: questa procedura richiede tempo, perché si deve individuare anche lo share massimo di immatricolazioni e un eventuale sviluppo di asset produttivi locali.
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L'offensiva della Stella - MercedesBenz accelera: 30 nuovi modelli entro il 2027, tra termici ed elettrici

4 Ruote - Feb 13,2026
La Mercedes-Benz ha presentato un ambizioso piano di ampliamento e rinnovamento della propria gamma che prevede l'arrivo di trenta nuovi modelli - tra novità assolute e facelift - nei prossimi due anni: sedici arriveranno nel 2026 (sei di questi saranno elettrici), e altri quattordici nel 2027 (solo tre a batteria). I primi sette nuovi modelli verranno presentati entro i prossimi tre mesi. Le novità già presentateNel documento pubblicato dalla Mercedes vengono identificate come novità del 2026 la nuova Classe S, presentata nelle scorse settimane, la GLC elettrica svelata al Salone di Monaco, la GLB vista a fine dicembre (elettrica e termica) e la CLA Shooting Brake. Quello che vedremo per primoLa Casa tedesca non è entrata nel dettaglio dei singoli modelli, ma di alcuni già sappiamo, e la slide delle prime novità del 2026 lascia intuire qualcosa di più. La prima a debuttare dovrebbe essere la Maybach Classe S, realizzata sulla base della nuova ammiraglia tedesca, seguita da un aggiornamento della GLS (con la versione Maybach a seguire poco dopo). Sarà poi la volta della berlina elettrica firmata Mercedes-AMG, destinata a raccogliere il testimone dell'attuale GT Coupé4, accreditata di una potenza superiore ai 1.000 CV. Per quanto riguarda il settore "entry level" il 2026 vedrà arrivare un profondo restyling della Classe C termica (anche station wagon), a cui entro la fine dell'anno si affiancherà la versione elettrica. Sempre parlando di modelli a batteria, potrebbe arrivare un aggiornamento per EQS ed EQS SUV. Previsto anche l'arrivo di una nuova famiglia di modelli, sviluppata sulla nuova architettura Van.EA, destinata a sostituire Vito, Sprinter e Classe V, con uno stile anticipato dalla concept Vision V. Le novità del 2027Per l'anno prossimo potrebbero arrivare i restyling delle attuali GLC e GLC Coupé termiche, per allinearsi alla nuova versione elettrica, la nuova generazione della GLA (anche Bev, naturalmente). Il 2027 potrebbe essere l'anno del debutto della "baby G", la versione più piccola dell'attuale Classe G, oltre a un nuovo modello entry level destinato a sostituire la Classe A, con uno stile che fonde minivan e crossover.
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