Germania - Volkswagen, lIG Metall resta al comando ma la vittoria è a metà: ecco cosa cambia a Wolfsburg

4 Ruote - Mar 16,2026
L'IG Metall si conferma il primo sindacato all'interno di Volkswagen, ma il voto lancia un messaggio chiaro: qualcosa si è incrinato. L'IG Metall, infatti, mantiene sia il suo ruolo guida, sia il suo potere d'influenza nel consiglio di fabbrica e, di conseguenza, in quello di sorveglianza. Tuttavia, l'esito delle elezioni, condotte la scorsa settimana in dieci impianti e presso gli uffici di VW Financial Services, mostra alcune crepe, in particolare a Wolfsburg, sede della più grande fabbrica del costruttore tedesco e centro di riferimento del potere dell'organizzazione e della sua massima rappresentante, Daniela Cavallo. I risultati delle elezioni: il peso di WolfsburgIn dettaglio, l'IG Metall ha ottenuto 304 dei 359 seggi disponibili e, soprattutto, è riuscita a respingere l'assalto di organizzazioni sindacali vicine al partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD). Le votazioni più importanti si sono comunque svolte a Wolfsburg, anche in virtù dell'elevato numero di aventi diritto: 61.300 persone, quasi la metà dei 130.000 dipendenti tedeschi di Volkswagen.L'affluenza si è, tra l'altro, mantenuta sostanzialmente stabile rispetto alla precedente tornata elettorale: 59,1%, contro il 59,25% del 2022. La lista guidata da Cavallo ha ottenuto 52 dei 67 seggi del futuro consiglio di fabbrica, superando ampiamente la soglia dei 34 posti per la maggioranza assoluta, ma rispetto a quattro anni fa è scesa dall'85,5% al 74,8% dei voti.Oltre all'IG Metall, hanno ottenuto seggi anche Christliche Gewerkschaft Metall (5,3% dei voti e 3 posti), Die Alternative (2,5% e 1 posto), GFT-Freie Liste (1,7% e 1 posto), Die Andere Liste (14,1% e 10 seggi), mentre sono rimasti fuori dal consiglio Teamaufbruch e Mensch VW.Di particolare rilievo è il risultato di Die Andere Liste. Lo schieramento, che ha aumentato il proprio peso in consiglio di sei seggi, è guidato dall'ex presidente dell'IG Metall di Wolfsburg, Frank Patta, già protagonista in passato di duri scontri con il predecessore di Cavallo alla presidenza del consiglio di fabbrica, il potentissimo e influente Bernd Osterloh. Patta, che proprio per i dissapori con Osterloh ha abbandonato l'IG Metall per fondare una propria lista, è tornato a criticare aspramente il suo ex sindacato durante la recente campagna elettorale. Gli altri impiantiUlteriori indicazioni interessanti sono arrivate dagli altri impianti. A Braunschweig, dove l'affluenza è stata del 63%, la lista Zentrum, affiliata all'AfD, ha ottenuto il 6,5% dei voti, riuscendo così a portare in consiglio due rappresentanti. Anche in questo sito l'IG Metall ha mantenuto la maggioranza con il 78,5%, ma ha subito una perdita significativa di consensi rispetto a quattro anni fa, quando aveva superato il 93%. Di conseguenza, ha perso cinque seggi, scendendo a 28 su 35.Ad Hannover, il sindacato dei metalmeccanici ha ottenuto l'82% dei 7.820 voti, conquistando 33 seggi, tre in meno rispetto al 2022, mentre a Osnabrück ha ricevuto oltre il 92% dei 1.527 voti. L'IG Metall si è imposta anche a Emden con l'85,1%, ottenendo 31 seggi, e a Salzgitter, con l'83,6% dei voti, circa sei punti percentuali in meno rispetto a quattro anni fa. Il messaggio dei lavoratori al sindacatoDunque, l'IG Metall mantiene il proprio potere all'interno dei vari consigli di fabbrica, ma perde consensi. Il motivo è ormai noto. A Wolfsburg erano in palio 67 posti, sei in meno rispetto a quattro anni fa, a causa della pesante variazione della forza lavoro complessiva. Nel 2022 erano quasi 68.000 i dipendenti con diritto di voto, circa 7.000 in più.E proprio i tagli occupazionali sono alla base dell'insoddisfazione manifestata dai lavoratori negli ultimi mesi per l'operato del sindacato. L'IG Metall, come dimostrano anche le critiche di Patta, è accusata di aver spianato la strada al noto accordo di Natale del 2024. Cavallo e l'IG Metall sono riusciti a evitare licenziamenti forzati e a mantenere una serie di garanzie lavorative, ma in cambio di una massiccia riduzione degli organici - circa 35.000 persone usciranno dal perimetro aziendale nei prossimi anni - e della chiusura di alcuni siti, tra cui Dresda e Osnabrück.I lavoratori hanno quindi lanciato un segnale chiaro ai propri rappresentanti, che dovranno tenerne conto in caso di eventuali nuove richieste di tagli da parte del management. Per ora Volkswagen dovrebbe rimanere immune a ulteriori riduzioni degli organici, in virtù di quanto stabilito dall'accordo di Natale. Saranno invece altri i marchi del gruppo interessati, a partire da Porsche.Di recente, l'amministratore delegato Oliver Blume ha parlato della necessità di tagliare 50 mila posti nei prossimi anni, ma in questa cifra sono inclusi i 35.000 già concordati in Volkswagen, mentre i restanti 15.000 riguarderanno le altre Case del gruppo. Se ne occuperanno il prossimo consiglio di fabbrica generale e quelli dei singoli impianti, che si insedieranno nelle prossime settimane. Cavallo dovrebbe mantenere la presidenza del consiglio di fabbrica di Wolfsburg e di quello generale, e di conseguenza il suo incarico nel consiglio di sorveglianza, salvo sorprese oggi imprevedibili.
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Carburanti - Diesel mai così caro da 4 anni: nel 2022 Draghi tagliò le accise, ora il governo tergiversa

4 Ruote - Mar 16,2026
ormai inarrestabile la corsa dei prezzi di benzina e diesel, scatenata dalle ripercussioni della guerra in Iran sui mercati energetici: Staffetta Quotidiana ricorda che il Brent scambia da giorni sopra i 100 dollari al barile, mentre le quotazioni dei prodotti raffinati stanno correndo anche per il rafforzamento del dollaro sull'euro (la moneta unica è ai minimi da agosto 2025).Le conseguenze sono visibili nei listini dei carburanti alla pompa: al selfservice la benzina è al picco dal 6 agosto 2024, mentre il gasolio è al massimo dal 22 marzo 2022, giorno in cui il governo Draghi intervenne con il taglio delle accise. Questa volta, invece, l'esecutivo Meloni non pare avere alcuna voglia di intervenire, anche se non mancano frizioni interne alla coalizione di maggioranza tra chi auspica un intervento di sterilizzazione (il ministro degli Esteri, Antonio Tajani), chi è contrario (il ministro delle Imprese, Adolfo Urso) e chi è possibilista, ma deve fare i conti con la tenuta dei conti pubblici (il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti). Rilevazioni e medieIn tale contesto, la testata specializzata evidenzia innanzitutto alcune dinamiche. Anche Eni ha infatti superato quota due euro al litro sul gasolio (il suo prezzo è rimasto sotto tale soglia per due settimane), pur restando tra i sei e i sette centesimi al di sotto degli altri maggiori marchi (IP, Q8 e Tamoil). Sulla benzina, il cane a sei zampe è circa quattro centesimi sotto la concorrenza.Quanto alla consueta rilevazione giornaliera, Staffetta segnala la decisione di IP di aumentare di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Q8 ha optato per un rialzo di cinque centesimi su entrambi i carburanti, mentre Tamoil ha stabilito un aumento di 4 centesimi sulla benzina e di 8 centesimi sul diesel.Le medie, elaborate sulla base di quanto comunicato ieri 15 marzo dai gestori di circa 20 mila impianti al relativo Osservatorio del MIMIT, mostrano la benzina al selfservice a 1,841 euro/litro (+25 millesimi sulla media di venerdì scorso) e il diesel a 2,070 euro/litro (+37).Al servito, benzina a 1,973 euro/litro (+21), diesel a 2,200 euro/litro (+33), GPL a 0,705 euro/litro (+1), metano a 1,501 euro/kg (+6) e GNL a 1,234 euro/kg (1). Lungo le autostrade, benzina a 1,927 euro/litro (2,178 al servito), gasolio a 2,133 euro/litro (2,385), GPL a 0,837 euro/litro, metano a 1,534 euro/kg, GNL a 1,295 euro/kg.
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