Volkswagen, meno auto per battere la crisi: tagli ai volumi anche in Europa

4 Ruote - Apr 21,2026
Il Grupo Volkswagen entra nella nuova normalità dell'auto europea: meno volumi, più pressione, margini troppo bassi. Oliver Blume, amministratore delegato del costruttore di Wolfsburg, torna a lanciare l'allarme: il problema non è la forza lavoro, ma la sovraccapacità produttiva, ormai cronica per l'industria.Le sovraccapacità produttive non sono sostenibili a lungo termine per la nostra azienda. Nell'attuale contesto di mercato e nel panorama competitivo, la pianificazione dei volumi del passato non è più realistica, ha detto Blume a Manager Magazine. Un mondo in piena trasformazionePer Blume, l'ultimo anno con un contesto di mercato prevedibile è stato il 2019, prima della pandemia. In quell'anno il gruppo Volkswagen ha venduto circa 11 milioni tra auto, furgoni e camion, un livello sufficiente a sostenere una capacità di quasi 12 milioni di veicoli e garantire un buon tasso di utilizzo, pur con differenze tra impianti.Con la pandemia è arrivato lo spartiacque: le vendite annuali sono scese a circa 9 milioni e il contesto è cambiato così profondamente da rendere improbabile un ritorno ai livelli prepandemici.I dazi doganali negli Stati Uniti, l'enorme pressione competitiva in Cina, il mercato europeo in contrazione e ora la guerra in Medio Oriente. Chissà cosa succederà dopo. Questi sviluppi non sono semplicemente transitori: questa è la nuova normalità. E noi dovremo essere all'altezza della situazione, ha chiarito l'amministratore delegato.Lo squilibrio tra vendite e capacità è evidente e la sovraccapacità del gruppo è significativa, costosa e insostenibile. Da qui la necessità di eliminare un milione di volumi potenziali tra Cina ed Europa, dopo misure già avviate: in Cina la capacità è stata ridotta di 1 milione di unità, mentre il gruppo si prepara a tagliarne un altro milione in Europa, soprattutto in Germania. Gli impianti sotto esameNel Vecchio Continente sono sotto osservazione gli stabilimenti sottoutilizzati e più costosi, dentro un piano per ridurre i costi operativi del 20% e liberare risorse per il futuro. Blume considera Volkswagen competitiva sul prodotto, ma la marginalità operativa, scesa nel 2025 al 2,8%, non basta a finanziare gli investimenti: il taglio dei costi resta la leva principale per rendere il gruppo più resiliente anche in uno scenario di bassa crescita.Blume non ha citato siti specifici né distinto tra endotermico ed elettrico, ma la riduzione della sovraccapacità passerà dalla rete industriale. Il gruppo ha già chiuso Buxelles e Dresda (foto sopra) e a breve chiuderà anche Osnabrück. Restano dubbi su Emden e Zwickau, dedicate ai modelli elettrici con una sola linea attiva ciascuna. A Zwickau, dove in passato non si è saturata la capacità nemmeno con cinque modelli, verrà prodotto un solo modello a batteria, aumentando i timori.Situazione simile a Hannover: Volkswagen ID. Buzz e T7 Multivan non bastano a saturare l'impianto. E anche su Wolfsburg aleggiano nubi fosche.In Germania stiamo riducendo i costi e ottenendo risultati senza precedenti. Ciononostante, continuiamo a essere penalizzati da una capacità eccessiva che si traduce in costi elevati. Dobbiamo trovare una soluzione adeguata, ha aggiunto Blume, anticipando nuove misure. Nel mirino anche l'offerta di prodottoBlume vuole evitare chiusure e cita Osnabrück, ipotizzando un futuro non più automobilistico: Stiamo negoziando con aziende della difesa che potrebbero utilizzare l'impianto e mantenere la forza lavoro. Questo intendo per misure intelligenti'.Non esclude nemmeno la vendita a costruttori cinesi interessati a entrare in Europa evitando i dazi tramite attività locali, ma frena sulle aspettative: pesano costi operativi elevati, bassi tassi di utilizzo e contratti collettivi. E, come ricorda, per i gruppi del Dragone i costi industriali sono fondamentali.Il taglio dei costi riguarda anche i prodotti: oggi il gruppo offre circa 150 modelli, ma per Blume devono scendere sotto 100. Serve una pianificazione strategica per marchi, regioni e segmenti. Per le motorizzazioni ci allineeremo ai mercati regionali, mentre per gli allestimenti focalizzeremo ulteriormente l'offerta.Obiettivo finale: portare la redditività dal 2,8% a un target tra 8% e 10% entro il 2030. Un traguardo che Blume definisce significativamente più ambizioso rispetto al passato, ma necessario per ridurre l'impatto dei rischi competitivi.
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MINI Cooper Paul Smith, oltre la showcar: ora si ordina e a Milano si vede dal vivo

4 Ruote - Apr 21,2026
Per anni le Mini firmate Paul Smith sono state oggetti da ammirare e basta. Concept, pezzi unici, esercizi di stile e, solo in certi casi, serie limitate. Questa volta no: da qualche mese, la MINI Cooper Paul Smith Edition è a listino, si può ordinare. E in questi giorni la si può vedere dal vivo alla Milano Design Week, visitando Palazzo Borromeo d'Adda in Via Manzoni. Quando è il dettaglio a fare la differenzaLa Mini Paul Smith in configurazione 3 porte, 5 porte e Cabrio, e non cambia la sostanza meccanica della nuova Mini (c'è anche elettrica), ma lavora dove la casa di moda sa fare meglio: nei dettagli. E, come spesso accade, sono quelli che fanno il tutto. Fuori ci sono tre tinte carrozzeria, tocchi Nottingham Green, il richiamo alla Signature Stripe sul tetto e cerchi da 18 pollici dedicati. Detto così sembra un elenco accessori. In realtà l'effetto è meno decorativo di quanto si pensi: non è una Mini travestita da stilista, è una Mini che usa il colore con intelligenza. Interni dedicati Dentro è anche meglio. C'è il solito gusto di Paul Smith per infilare piccole sorprese dove non te le aspetti: cuciture multicolore sul volante, grafiche dedicate nell'infotainment, il coniglio disegnato sui tappetini, la frase sul battitacco. Chicche? Sì. Ma fatte con misura, senza trasformarla in una bomboniera. Le motorizzazioni? Ci sono tutteInteressante il fatto che la Mini Paul Smith non sia solo un esercizio estetico per collezionisti. La puoi ordinare davvero. Per ora si parte dall'elettrica: 184 o 218 CV, con prezzi da 36.250 euro. Ma entro breve arriveranno anche le termiche, con Cooper da 156 CV e Cooper S da 204 CV. Il giardino della curiositàOltre alla macchina, nel cortile di Palazzo Borromeo d'Adda c'è anche qualcosa che raccoglie il suo immaginario: A Garden of Curiosity, un'installazione immersiva nel verde di un giardino che non ti aspetti. Un modo per illustrare anche da 
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Lepas L6, la nuova plug-in debutta alla Milano Design Week

4 Ruote - Apr 21,2026
Lepas, nuovo brand di veicoli elettrificati del gruppo Chery, si prepara al suo debutto ufficiale in occasione della Milano Design Week, che si svolge nel capoluogo lombardo dal 21 al 26 aprile. Protagonista del debutto è la prima SUV del marchio cinese, la Lepas L6, disponibile inizialmente con powertrain ibrido plug-in, a cui si dovrebbe aggiungere in un secondo momento quello full electric. 1.200 km di autonomia complessivaLa Lepas L6 è lunga 455 cm, larga 185 e alta 168. Nel cofano trova posto un powertrain plug-in basato su un 1.5 TGDi turbobenzina da 143 CV, abbinato a un'unità elettrica da 150 kW (204 CV), per una potenza combinata di 205 kW (279 CV): la L6 scatta da ferma a 100 km/h in 7,9 secondi, fino a raggiungere la velocità massima di 179 km/h. La batteria ha una capacità di 18,4 kWh: l'autonomia in elettrico non è dichiarata, mentre quella combinata arriva a 1.200 km. Due allestimenti... e prezziLa gamma, composta da due allestimenti, apre con la versione Pure, che di serie prevede cerchi d'alluminio da 19", guida assistita di livello 2, fari Full LED, climatizzatore bizona, connettività Apple CarPlay e Android Auto wireless, infotainment da 13,2", ingresso e avviamento senza chiave. La top di gamma Premium aggiunge cerchi da 20", interni in ecopelle, impianto Sony a 8 altoparlanti, sedili anteriori riscaldati e ventilati, tetto panoramico e parcheggio remoto.I prezzi? Ancora nulla di ufficiale ma si parlerebbe di circa 1.500 in più rispetto alle cugine di pari categoria, Omoda 7 (da 38.900 euro) e Jaecoo 7 (d 31.900 euro). Le consegne sarebbero fissate per la fine dell'estate.  Stile ed eleganzaIl lancio europeo di Lepas si è tenuto durante un evento dal titolo "Here's to Elegance", nel quale è stato presentato il linguaggio stilistico "Leopard Aesthetics", caratterizzato da linee sinuose ed eleganti, e che caratterizza i modelli del marchio cinese, insieme alla piattaforma multienergia Lex, sviluppata internamente dal gruppo Chery. Nel corso della Milano Design Week sarà allestita un'esposizione aperta al pubblico nel quale poter conoscere più da vicino la Lepas L6.
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Benzina a 1,747 euro e diesel a 2,087: prezzi giù per il dodicesimo giorno

4 Ruote - Apr 21,2026
Con il petrolio ormai stabile sotto i 100 dollari al barile, prosegue la riduzione dei prezzi medi dei carburanti alla pompa, arrivati al dodicesimo calo giornaliero consecutivo.A segnalarlo è Staffetta Quotidiana nella sua consueta rilevazione, che sottolinea ulteriori elementi emersi dal mercato, tra cui la differenza praticamente azzerata tra compagnie e pompe bianche, sia sulla benzina sia sul gasolio, e i nuovi tagli ai listini dei principali marchi. IP ha ridotto di 1 centesimo al litro i prezzi consigliati della benzina e di 2 centesimi quelli del gasolio; Q8 ha optato per un ribasso di 1 centesimo sulla verde e di 5 sul diesel, mentre Tamoil ha deciso una riduzione, rispettivamente, di 3 e 1 centesimo.Inoltre, dal picco del 9 aprile, la benzina è scesa di 4,5 centesimi, il gasolio di quasi 10, mentre le quotazioni dei prodotti raffinati hanno perso rispettivamente circa 6 e 30 centesimi.Ovviamente, in base a come evolverà la situazione in Medio Oriente, il quadro potrebbe cambiare in maniera repentina.  Le rilevazioniIn particolare, questa mattina, 21 aprile, i prezzi medi nazionali dei carburanti alla pompa risultano in calo rispetto a ieri. La benzina self-service sulla rete stradale quota 1,747 euro/litro (-11 millesimi) e il gasolio 2,087 euro/litro (-16 millesimi). Il GPL è a 0,795 euro/litro (invariato), il metano a 1,579 euro/kg (-3 millesimi).In autostrada, la benzina self è a 1,785 euro/litro (-6 millesimi), il diesel a 2,130 euro/litro (-11), il GPL a 0,900 euro/litro (invariato) e il metano a 1,598 euro/kg (invariato).Quanto ai dettagli per modalità di vendita, in base ai dati rilevati alle 8 di ieri mattina e considerando tutti i circa 20 mila punti vendita che comunicano i prezzi all'Osservatorio del MIMIT, le medie dei prezzi praticati vedono la benzina self-service a 1,759 euro/litro (compagnie 1,758, pompe bianche 1,759) e il diesel a 2,104 euro/litro (compagnie 2,105, pompe bianche 2,103).Al servito, la benzina è a 1,895 euro/litro (compagnie 1,932, pompe bianche 1,827), il gasolio a 2,242 euro/litro (compagnie 2,279, pompe bianche 2,173), il GPL a 0,802 euro/litro (compagnie 0,806, pompe bianche 0,797), il metano a 1,581 euro/kg (compagnie 1,583, pompe bianche 1,580) e il GNL a 1,537 euro/kg (compagnie 1,554, pompe bianche 1,524).Infine, tra i principali marchi, Eni quota la benzina self-service a 1,743 euro/litro (1,951 al servito) e il diesel a 2,079 euro/litro (2,285); IP a 1,773 (1,940) e 2,132 (2,299); Q8 a 1,762 (1,932) e 2,110 (2,285); Tamoil a 1,751 (1,833) e 2,085 (2,176).
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