BMW Serie 8 - Nuovo avvistamento della Cabrio

4 Ruote - Ott 22,2018

La BMW Serie 8 Cabriolet è pronta al debutto e i collaudatori stanno ormai testando i prototipi su strada con minime camuffature. Le foto spia che vi proponiamo permettono di vedere la nuova Cabriolet su strada, mentre la presentazione potrebbe avvenire già nei prossimi mesi.

Senza veli. La Serie 8 è già stata presentata in versione Coupè, quindi è naturale che le uniche pellicole adesive siano state posizionate nella zona del cofano posteriore, là dove la Cabriolet adotta un design diverso. La capote di tela rientra infatti nel suo alloggiamento svelando una classica impostazione 2+2, mentre il cofano posteriore piatto destinato al vano bagagli termina con un accenno di spolier. Paraurti e gruppi ottici sono gli stessi della coupé e anche gli interni saranno identici.

Una nuova versione benzina in arrivo. La Serie 8 è stata per il momento annunciata in sole due varianti: la M850i con il V8 4.4 biturbo benzina da 530 CV e la 840d con il 3.0 diesel da 320 CV. Il prototipo delle immagini ha però una targhetta 840i, segno che una motorizzazione sei cilindri benzina è in arrivo per ampliare la gamma.

La BMW Serie 8 Cabriolet (https://www.quattroruote.it/news/foto_spia/2018/08/29/bmw_al_via_i_test_nella_valle_della_morte_per_la_serie_8_cabrio.html) è pronta al debutto ed i collaudatori stanno ormai testando i prototipi su strada con minime camuffature. Le foto spia che vi proponiamo permettono di vedere la nuova Cabriolet su strada, mentre la presentazione potrebbe avvenire già nei prossimi mesi. Senza veli. La Serie 8 è già stata presentata in versione Coupè, quindi è naturale che le uniche pellicole adesive siano state posizionate nella zona del cofano posteriore, là dove la Cabriolet adotta un design diverso. La capote in tela rientra infatti nel suo alloggiamento svelando una classica impostazione 2+2, mentre il cofano posteriore piatto destinato al vano bagagli termina con un accenno di spolier. Paraurti e gruppi ottici sono gli stessi della coupè ed anche gli interni saranno identici. Una nuova versione benzina in arrivo. La Serie 8 è stata per il momento annunciata in sole due varianti: la M850i con il V8 4.4 biturbo benzina da 530 CV e la 840d con il 3.0 diesel da 320 CV (https://www.quattroruote.it/news/nuovi-modelli/2018/06/15/bmw_la_serie_8_svelata_a_le_mans.html). Il prototipo delle immagini ha però una targhetta 840i, segno che una motorizzazione sei cilindri benzina è in arrivo per ampliare la gamma.
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Ford Ecosport - Una settimana con la 1.5 TDCi 125 CV AWD ST-Line - DAY 1

4 Ruote - Ott 22,2018

La protagonista del nostro Diario di bordo questa settimana è la Ford Ecosport 1.5 TDCi 125 CV S&S AWD ST-Line, in pratica l'allestimento top di gamma abbinato alla più potente delle unità a gasolio (l'altra è da 100 CV), al cambio manuale a sei marce e alla trazione integrale. Lunga 4 metri e 10 offre una ricca la dotazione di serie, che include, fra l'altro, climatizzatore automatico, cruise control, Touch Nav Sys 8'' Sync 3, sistema keyless Start, mancorrenti sul tetto, fari diurni a Led, cerchi di lega da 17'' bruniti, sensori di parcheggio e specchietti ripiegabili elettricamente e riscaldati. Fra gli optional, oltre alla vernice metallizzata Ruby Red Tc ( 900), l'esemplare in prova è dotato del Design Pack ST Line ( 800, che include spoiler posteriore, privacy Glass e fari Xeno), del lettore cd integrato ( 150) e del piccolo tetto panoramico apribile ( 500). Dal prezzo di listino di 28.600 euro si raggiungono così i 30.950 euro. Per chi fosse interessato all'acquisto, fino al 31 ottobre si può usufruire di uno sconto fino a 5.900 euro, grazie agli Ecoincentivi Ford, con permuta o rottamazione e, in caso di finanziamento, anticipo zero e prima rata a gennaio 2019.

 

 

 

 

 

 

Gioca a fare la "grande" [Day 1]. Impostazione di guida rialzata, in stile sorella maggiore Kuga, e tanto spazio a bordo, nonostante sia fra le più piccole del segmento, con i suoi 4 metri e dieci. Chi siede davanti non ha problemi di sorta, ma anche dietro c'è spazio per le gambe e aria sopra la testa, e il morbido divanetto posteriore può accogliere anche un quinto passeggero, complice l'assenza del tunnel centrale. L'unico neo, proprio a causa della generosa imbottitura, è che, a schienale abbattuto, non si forma un piano di carico livellato. Una volta in marcia si apprezzano subito altre due qualità: la prontezza del TDCi da 125 CV e 300 Nm di coppia massima a 1.750 giri e il cambio, molto morbido e fluido negli innesti. Ciò che mi è piaciuto meno, a parte l'assenza di vani portaoggetti degni di questo nome (sia quello ai piedi della console centrale sia quello nel bracciolo sono lillipuziani) è il display dell'ottimo sistema d'infotainment: la palpebra che fuoriesce dalla plancia è troppo verticale e per nulla orientata verso chi guida, rendendo la lettura delle informazioni meno agevole di quando avviene sul altri modelli. Per contro, ho apprezzato la presenza di alcune funzioni. Una su tutte la possibilità, una volta azionata la retromarcia, di visualizzare le immagini della retrocamera in due modalità: classica e "zoom", che consente di avere l'esatta percezione della distanza da eventuali ostacoli in coda. Per quanto riguarda il confort in marcia, infine, l'assetto fa di tutto per offrire il giusto compromesso tra piacere di guida e capacità di assorbimento di pavé, buche, tombini e delle altre imperfezioni del manto stradale. Resto ancora un po' dubbioso, invece, sul sistema di apertura del portellone: retaggio della vecchia versione con la ruota di scorta esterna, rischia di complicare un po' la vita in caso di parcheggio in spazi angusti. Alessandro Carcano, redazione Mercato

 

 

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Gruppo FCA - Accordo per cedere la Magneti Marelli per 6,2 miliardi

4 Ruote - Ott 22,2018

Il gruppo FCA ha siglato un accordo definitivo per cedere la Magneti Marelli alla Calsonic Kansei, azienda giapponese di componentistica di proprietà del fondo statunitense di private equity KKR. La cessione, dal controvalore di 6,2 miliardi di euro, pone fine a diversi mesi di trattative sempre sul punto di saltare a causa soprattutto delle divergenze sulla valutazione dell'azienda di Corbetta (Milano).

Nasce un colosso della componentistica. L'operazione, che è previsto venga perfezionata nella prima metà dell'anno prossimo una volta ottenute tutte le autorizzazioni normative, porterà alla nascita della Magneti Marelli CK Holdings e del settimo maggior operatore indipendente al mondo del campo della componentistica per gli autoveicoli, con un fatturato complessivo di 15,2 miliardi di euro, quasi 200 stabilimenti e centri di ricerca e sviluppo in Europa, Giappone, America e Asia-Pacifico. Il nuovo gruppo sarà guidato da Beda Bolzenius, già manager delle multinazionali del settore Bosch e Johnson Controls e amministratore delegato della Kalsonic Kansei dallo scorso marzo, mentre Ermanno Ferrari, nuovo numero uno della Magneti Marelli, entrerà nel consiglio di amministrazione della neonata Magneti Marelli CK Holdings.

Saltano spin-off e quotazione. La cessione a Calsonic Kansei, azienda nata nel 1999 dalla fusione tra i componentisti nipponici Calsonic e Kansei e nel 2016 ceduta dalla Nissan e altri azionisti al fondo Usa per 4,5 miliardi di dollari, fa saltare il precedente progetto di scorporo della Magneti Marelli con la successiva quotazione sulla Borsa di Milano. Il progetto era stato fortemente voluto da Sergio Marchionne, ma il gruppo FCA non aveva mai chiuso le porte a eventuali offerte di terze parti. E, infatti, sin da quando è stato avviato il progetto di separazione sul tavolo dei vertici aziendali sono arrivate le manifestazione di interesse della Kkr e anche di altre società di investimento e aziende del settore

Le divergenze sulla valutazione. Il fondo statunitense è riuscito ad aprire un tavolo di trattative ottenendo anche il diritto di esclusiva ma i negoziati si sono rivelati più difficile del previsto a causa, soprattutto, delle divergenze sulla valutazione da assegnare alla Magneti Marelli con il gruppo italo-statunitense a chiedere più di 6 miliardi e i giapponesi a offrire anche un miliardo in meno. Nelle ultime settimane sono anche circolate diverse ipotesi per chiudere l'operazione come la vendita delle sole attività "non-captive" dell'azienda lombarda, ossia non legate alle forniture al gruppo FCA. L'interesse dei giapponesi non è comunque mai venuto meno neanche dopo aver perso l'esclusiva, grazie al continuo appoggio della Kkr che ora, secondo alcune indiscrezioni provenienti dal Giappone, è intenzionata anche a sostenere un aumento di capitale dell'azienda giapponese. Del resto la Kalsonic Kansei ha un fatturato di circa 7 miliardi contro i quasi 8 della di Magneti Marelli.

La prima grande operazione di Manley. Per Mike Manley si tratta della prima grande operazione straordinaria da quando ha assunto la guida del gruppo italo-statunitense in sostituzione di Marchionne. Con i 6,2 miliardi incassati dalla cessione potrà ora sostenere le esigenze finanziarie di un piano industriale che prevede 45 miliardi di euro di investimenti, di cui 9 solo nell'elettrificazione della gamma. La vendita è probabilmente destinata a rinfocolare le polemiche sull'ennesimo trasferimento di un grande marchio italiano sotto il controllo di una realtà estera e ad alimentare le richieste dei sindacati su garanzie occupazionali e investimenti in Italia. Tra le righe del comunicato di cessione, oltre alla garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali degli stabilimenti italiani di Magneti Marelli, emergono comunque precisi impegni tra le parti per non rompere del tutto i legami tra FCA e Magneti Marelli. Infatti, si legge, è stato "sottoscritto un contratto di fornitura pluriennale che rafforzerà ulteriormente una relazione di mutuo beneficio sia per le gamme di offerta in crescita di Magneti Marelli che di FCA e che sosterrà le operation di Magneti Marelli in Italia, ben posizionandole per una continua crescita e successo nel futuro". "Dopo aver esaminato attentamente una serie di opzioni per consentire a Magneti Marelli di esprimere tutto il suo potenziale nella prossima fase del suo sviluppo, la combinazione con Calsonic Kansei si è rivelata un'opportunità ideale per accelerare la crescita futura di Magneti Marelli a beneficio dei suoi clienti e delle sue persone eccezionali", aggiunge Manley. "Le attività così combinate continueranno a essere uno dei partner commerciali più importanti di FCA e vorremmo vedere questo rapporto crescere ulteriormente in futuro. L'operazione riconosce anche il pieno valore strategico di Magneti Marelli ed è un altro importante passo nel nostro continuo focus sulla creazione di valore".  

Nuove opportunità in un settore in trasformazione. Per la Magneti Marelli, che manterrà a Corbetta la sede operativa, grazie all'appartenenza a un gruppo di componentistica indipendente si aprono ora nuove opportunità di crescita e sviluppo all'interno di un settore che sta affrontando le sfide dell'elettrificazione e delle nuove tecnologie per la connettività e la guida autonoma. Non a caso Bolzenius sottolinea che "negli ultimi anni la nostra industria ha attraversato un periodo di forti cambiamenti e la prossima fase sarà ancora più dinamica". Ora i due componentisti, secondo il manager tedesco, potranno fare leva su "una presenza geografica e linee di prodotti complementari, mentre i nostri rispettivi clienti beneficeranno di un maggiore investimento in persone, processi e nuovi prodotti innovativi".

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F.1, GP Stati Uniti - Raikkonen torna alla vittoria dopo 5 anni

4 Ruote - Ott 21,2018

Kimi Raikkonen ha vinto il Gran Premio degli Stati Uniti, diciottesima prova del Mondiale di Formula 1. Il pilota della Ferrari rompe un digiuno durato cinque anni, vale a dire 113 gare lontano dalla vittoria. Max Verstappen ha chiuso in seconda posizione, negando a Hamilton la possibilità di conquistare il titolo iridato già ad Austin. Lewis non è andato oltre il terzo posto, mentre Vettel è passato quarto sotto la bandiera a scacchi, con il rammarico di aver buttato alle ortiche un'altra occasione, dopo l'ennesimo incidente al via.

Iceman è tornato. Kimi ha costruito la sua gara con intelligenza fin dalla partenza: scattato ottimamente, è andato subito a insidiare il poleman Hamilton e alla prima curva lo ha superato senza alcun indugio. Il finlandese ha poi dovuto remare per potersi imporre sugli avversari, ma è riuscito a portare la Ferrari per primo sotto la bandiera a scacchi, festeggiando nel migliore dei modi il suo trentanovesimo compleanno. "Vincere è una sensazione grandiosa, meglio che arrivare secondo!", ha detto Kimi Raikkonen al termine della gara. "Però, è anche vero che non mi cambia la vita, anche se siamo qui per cercare di vincere. Un weekend interessante per il team, soprattutto perché siamo reduci da gare difficili, sono contento. Certo non è il risultato migliore per la squadra, avremmo preferito avere Sebastian più avanti, ma è importante essere tornati a lottare. Questa vittoria aiuta, quindi andiamo in Messico con entrambi i campionati ancora aperti e punteremo ovviamente a fare il massimo".

Verstappen, secondo in rimonta. Partito dalla diciottesima posizione, il pilota olandese della Red Bull ha dimostrato - ancora una volta - di che pasta è fatto. La sua è stata una gara straordinaria: al primo giro è finito largo, nel caos delle prime curve si è tenuto lontano dai guai e poi ha iniziato la sua rimonta. Sul finale ha anche tenuto testa a Lewis Hamilton, ingaggiando un duello per la seconda posizione che è andata poi a suo favore, con Hamilton terzo. Il pilota inglese oggi ha patito i problemi alle gomme posteriori, con del blistering che lo ha costretto a fare due soste, in una gara in cui i top driver hanno optato per un solo pit-stop. Il terzo posto ottenuto oggi, con Vettel quarto, gli impedisce di avere la certezza matematica del titolo: la festa è solo rimandata in Messico, la prossima settimana.

Ancora un errore per Vettel. Continua il periodo nero del quattro volte campione del mondo della Ferrari che, anche oggi, ha mancato l'occasione di tenere aperti i giochi. Dopo essere stato costretto a partire dalla quinta posizione - avendo rimediato una penalità di tre posizioni nelle prove libere, per non aver rallentato abbastanza in regime di bandiera rossa - Sebastian ha ingaggiato un duello con la Red Bull di Ricciardo ed è finito in testacoda. Ancora una volta. Scivolato nelle retrovie, ha dovuto recuperare a suon di sorpassi e alla fine ha conquistato la quarta posizione, strappandola dalle mani di Bottas.

La top ten. Buon risultato per la Renault: nonostante i distacchi accusati rispetto a Mercedes, Ferrari e Red Bull, il team anglo-francese ha chiuso in sesta e settima posizione con Nico Hulkenberg e Carlos Sainz. In top ten anche le due Force India, con Ocon ottavo e Perez decimo. Tra di loro la Haas di Kevin Magnussen, in nona posizione.



GP degli Stati Uniti Risultati della gara

1. Raikkonen - Ferrari

2. Verstappen - Red Bull

3. Hamilton - Mercedes

4. Vettel - Ferrari

5. Bottas - Mercedes

6. Hulkenberg - Renault

7. Sainz - Renault

8. Ocon - Force India

9. Magnussen - Haas

10. Perez - Force India

11. Hartley - Toro Rosso

12. Ericsson - Sauber

13. Vandoorne - McLaren

14. Gasly - Toro Rosso

15. Sirotkin - Williams

16. Stroll - Williams

Ritirati: Leclerc (Sauber), Ricciardo (Red Bull), Grosjean (Haas), Alonso (McLaren)

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Mercati esteri - Le auto che vorremmo anche in Italia FOTO GALLERY

4 Ruote - Ott 21,2018

A fine agosto la Renault ha presentato al Salone di Mosca la concept Arkana, che prefigura in veste pressoché definitiva un modello di serie al debutto nel primo semestre del 2019. Del resto, questa Suv-coupé nasce proprio nella capitale russa e punta alla conquista dei mercati asiatici. Ma, forse, non lEuropa: "Non abbiamo preso decisioni definitive", ha spiegato Laurens Van Der Acker, capo del design Renault (l'articolo è su Quattroruote di ottobre). Eppure, la sua linea filante e aggressiva piacerebbe (o potrebbe piacere) anche agli automobilisti del Vecchio Continente. Non si tratta di un caso isolato: dopo aver parlato delle Fiat extraeuropee e delle auto straniere a noi sconosciute, abbiamo raccolto nella nostra galleria di immagini dieci vetture, già in vendita o in arrivo sui mercati esteri, che vorremmo vedere anche in Italia.  

 

 

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F.1, GP Stati Uniti - Pole per Hamilton. Vettel secondo a 61 millesimi

4 Ruote - Ott 20,2018

Lewis Hamilton ha ottenuto la pole position del Gran Premio degli Stati Uniti, diciottesima prova del Mondiale di Formula 1. L'inglese della Mercedes ha fermato il cronometro sull'1:32.237, conquistando la sua pole numero 81 in carriera, la terza consecutiva sul circuito di Austin. Sebastian Vettel non è riuscito a battere il rivale per la lotta al titolo appena 61 millesimi: quando il suo ingegnere gli ha comunicato il distacco da Lewis, le imprecazioni via radio si sono sprecate. Vettel domani non partirà comunque dalla prima fila, perché dovrà arretrare di tre posizioni, a causa della penalità rimediata durante le prove libere di ieri.

In aggiornamento

 

GP Stati Uniti - Risultati delle qualifiche

1. Hamilton - Mercedes | 1:32.237
2. Vettel - Ferrari | 1:32.298
3. Raikkonen - Ferrari | 1:32.307
4. Bottas - Mercedes | 1:32.616
5. Ricciardo - Red Bull | 1:33.494
6. Ocon - Force India | 1:34.145
7. Hulkenberg - Renault | 1:34.215
8. Grosjean - Haas | 1:34.250
9. Leclerc - Sauber | 1:34.420
10. Perez - Force India | 1:34.594

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Dodge Challenger - Al volante della Hellcat

4 Ruote - Ott 20,2018

un caso di nomen omen la Dodge Challenger, la sfidante che da mezzo secolo tiene testa a Camaro e Mustang, mostri sacri dellindustria automobilistica a stelle e strisce. Da qualche tempo la partita fra le tre muscle-car per eccellenza si gioca anche al di qua dellAtlantico. Tuttavia, mentre le proposte di Chevrolet e Ford si sono parzialmente adattate alle esigenze europee - nelle linee quanto nella proposta motoristica, che include propulsori turbo quattro cilindri - la Challenger è rimasta ostinatamente fedele alla sua formula originale. Piaccia o meno. In questo, senza dubbio, è quella con più carattere del trio.

La nipote del Generale Lee. I tratti somatici della Dodge Challenger non mentono: sono ancora gli stessi della Dodge Charger del 69, protagonista dei folli inseguimenti in The Dukes of Hazzard. Col mitico Generale Lee la vettura condivide il design dei lunghissimi cofani anteriore e posteriore, il montante posteriore palestratissimo e la nervatura sulla fiancata, che si impenna quasi in corrispondenza del passaruota posteriore. E che dire della fanaleria? Gli occhi sono quelli della nonna, e non mentono. Non cè spazio per gentilezze stilistiche come la coda fastback della Mustang, né per le deviazioni dal tema primigenio, come il frontale dellultima Camaro: sulle Challenger le linee sono tese, nette e spezzate. Lei è fieramente così, cruda e rude. E questa determinazione ha il suo prezzo: un abitacolo che nella zona posteriore sembra più angusto rispetto a quello delle rivali; il che è paradossale per unauto lunga 5 metri.

 

Downsizing, questo sconosciuto. Lofferta motoristica della Challenger è quasi uno statement: qui il motore più piccolo è un V6 di 3.6 litri e oltre 310 CV di potenza. Così, tanto per gradire. Niente turbo, niente sofisticate strategie elettroniche di funzionamento per risparmiare carburante. Ma per lutenza italiana, che fa i conti con la bruttura del superbollo, cè pure la versione al valium, con 250 CV. Se invece non spaventa diventare fra i migliori amici dellagenzia delle entrate (e dei benzinai), la scelta deve obbligatoriamente cadere sulle tradizionali edizioni con motore V8, quelle vere, con lAmerica nel monoblocco: fra queste spicca la SRT Hellcat, un no-sense su quattro ruote con dei numeri da paura. Nel vano motore è stato incatenato un folle V8 Hemi da 6.2 litri, sovralimentato, che sprigiona qualcosa come 717 CV e 881 Nm di coppia massima. Non serve aggiungere altro.

Un assaggio di Hulk. Un giro a bordo di questo mostro ce lha concesso la KWA, il nuovo importatore della Ram 1500 in Europa. Il primo impatto con la Hellcat è certamente quello sonoro. Come diamine hanno fatto a omologarla? Il sound è davvero infernale da fuori: il preludio lo regala il compressore volumetrico che inghiotte litri e litri daria, poi arriva il bang subsonico degli scarichi. Una sinfonia a otto cilindri che è proprio come te laspetti, esageratamente rumorosa, quasi violenta quando ci si avvicina alla zona rossa del contagiri e condita da sonori scoppi in rilascio. Basta già questo per innamorarsi dellauto, senza nemmeno mettersi al volante peraltro. Una volta nellabitacolo, un veloce colpo docchio lo merita la plancia, dove spicca linfotainment con trouchscreen da 8,4 della divisione americana di FCA: la qualità realizzativa complessiva è discreta, ma nulla più. Le regolazioni di piantone e sedile permettono di cucirci addosso il posto guida, con la seduta comoda e contenitiva.

Al volante ti senti Bruce Willis. Il tracciatino di prova dove ci viene lasciata la Hellcat, nei pressi di Stoccolma, le sta proprio stretto: per scatenare a pieno il suo V8 servirebbero ben altri rettilinei. Se non altro ci viene consentito di guidarla con i controlli elettronici spenti. Alla prima accelerata la Dodge manifesta le sue intenzioni bellicose e fa subito fumare i pneumatici posteriori. Un monito che ricorda al pilota quanto su questo mezzo lacceleratore vada dosato con perizia. Alla prima curva ad ampio raggio, con lo sterzo quasi dritto e col punto di corda alle spalle, metto il gas a tavoletta e eccola lì la coda che inizia ad allargare. Eppure la transizione dallassetto stabilizzato al sovrasterzo è relativamente amichevole e facilmente gestibile: sulle curve più lente, però, il gioco cambia parecchio e bisogna essere pronti col controsterzo. Recuperata trazione, la progressione è schiacciante, assecondata dallottimo automatico ZF a 8 marce.

Non concede sconti. Lavantreno, su cui grava il 57% della massa, è incisivo e ispira fiducia tanto quanto limpianto frenante griffato Brembo. Guidando col dovuto garbo, la Hellcat sa essere anche efficace, nonostante la mole di oltre 2 tonnellate e la distribuzione dei pesi non equilibratissima: il problema è che ci si ritrova presto a strafare col pedale dellacceleratore per dilettarsi nel gestire un retrotreno che vorrebbe prendere a calci nel sedere il mondo intero. Unesperienza esaltante e terrificante allo stesso tempo. La Hellcat è così, pazza esattamente come la si immagina che sia e per nulla incline a fare sconti: concede tanto, a patto che si rispetti la sua incontenibile personalità (o la si guidi con gli aiuti elettronici sempre inseriti). Per averla servono poco meno di 80 mila euro, ma ne bastano la metà se si ripiega sulla V6. Avendo la possibilità, però, la scelta è obbligata.

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