Motor Valley Fest: a Modena il futuro della mobilità per le nuove generazioni

4 Ruote - Mag 06,2026
Non solo il festival della Terra dei Motori dell'Emilia-Romagna, ma anche un laboratorio di orientamento con incontri tematici, Talent Talk e progetti universitari: è Motor Valley Fest, in programma a Modena dal 28 al 31 maggio 2026. L'evento punta a fare anche da bussola per indicare alle nuove generazioni la strada verso le professioni della mobilità, in un mercato del lavoro in continua trasformazione, tra competenze emergenti e percorsi sempre più dinamici. Talent Talk: il dialogo tra giovani e aziendeL'appuntamento è per giovedì 28 maggio dalle 14.30 alle 18.30, e per venerdì 29 maggio dalle 10.30 alle 17.30 con i Talent Talk: 10 incontri sul palco del Teatro del Collegio San Carlo della città. A raccontare l'evoluzione delle professioni saranno Dallara, Ducati, Ferrari, Lamborghini e Pagani. Più le aziende HPE Group, Loccioni e Visa Cash App - Racing Bulls. Inoltre, gli incontri con la Muner (Motor Valley University of Emilia-Romagna) e Accenture permetteranno di approfondire il tema delle nuove competenze necessarie. Le iscrizioni - gratuite - sono aperte sul sito del festival. Formula SAE: la competizione universitaria internazionalePiazza Grande a Modena ospiterà anche i progetti di Formula SAE, la competizione universitaria internazionale di design ingegneristico di cui Dallara è partner chiave, sponsor tecnico e riferimento industriale: una possibilità di confronto tra 11 università italiane e 16 team impegnati nello sviluppo di prototipi, anche senza pilota.
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Audi Auto Union Lucca: la leggenda da 326 km/h torna in vita dopo 90 anni

4 Ruote - Mag 06,2026
Audi Tradition ha presentato a Lucca una replica fedele della celebre Auto Union Typ B del 1935, realizzata sulla base di fotografie storiche e documenti d'archivio per celebrare una vettura da record della Casa dei Quattro Anelli, legata al nostro Paese per un gioco del destino.  A Lucca per casoLa vettura entrò nella storia a metà anni Trenta per aver percorso il chilometro in 11,01 secondi, con una velocità media sul miglio di 320,267 km/h e una punta di 326,975 km/h. L'Auto Union Typ B diventò così l'auto da corsa su strada più veloce del mondo, un risultato straordinario ottenuto sull'asfalto della FirenzeViareggio, nei pressi di Lucca, a seguito di un cambio di programma legato al meteo rispetto al piano originale che prevedeva l'Ungheria. Da allora, la vettura è informalmente ricordata con il nome della cittadina toscana che ha ospitato, per caso, l'impresa. Ricostruita con le foto dell'epocaIl progetto, realizzato interamente a mano, è durato oltre tre anni sotto la guida di Timo Witt, responsabile della collezione veicoli storici di Audi, ed è stato completato all'inizio del 2026. Il coefficiente aerodinamico rilevato in galleria del vento è pari a 0,43, un dato che testimonia quanto la carrozzeria in alluminio levigato, con coda a pinna e passaruota a goccia, fosse già un capolavoro di ingegneria del flusso d'aria. Soluzioni sofisticate che obbligarono i tecnici dell'epoca a compromessi significativi, come un angolo di sterzo molto limitato e un abitacolo compatto, in cui la temperatura per il pilota cresce rapidamente. Furia V16Dentro il cofano della replica trova posto un V16 sovralimentato di derivazione Auto Union Typ C 1936, portato a 6.005 cc per una potenza complessiva di 520 CV contro i 343 CV e i 4.951 cc dell'originale del 1935: una piccola licenza degli ingegneri di Ingolstadt. La nuova Auto Union Lucca arricchisce così la famiglia delle Frecce d'Argento della collezione storica Audi, accanto ad altre ricostruzioni che hanno contribuito a mantenere viva la memoria di un'epoca irripetibile. La Auto Union Lucca celebra l'avanguardia tecnica dei Quattro Anelli, ancora oggi evidente nelle competizioni. Un esempio è la monoposto R26 di Formula 1 affidata a Nico Hülkenberg e Gabriel Bortoleto, con cui Audi Revolut F1 Team ha debuttato nel Mondiale, chiudendo idealmente un cerchio iniziato su un rettilineo toscano quasi un secolo fa: stessa spinta all'innovazione, stesso coraggio nel sfidare le convenzioni. Dopo la presentazione a Lucca, la vettura sarà protagonista al Festival of Speed di Goodwood (912 luglio).
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Pirelli: la tecnologia Cyber Tyre sbarca negli Stati Uniti

4 Ruote - Mag 06,2026
Pirelli ha annunciato nuovi investimenti nella fabbrica di Rome (Georgia) per rafforzare la presenza nel mercato chiave degli Stati Uniti. Il sito produttivo, già attivo nel Motorsport e nella produzione di pneumatici di alta gamma, sarà ampliato per costruire localmente anche soluzioni dotate della tecnologia Cyber Tyre. Investimenti per l'America e tecnologia MIRSL'annuncio è arrivato durante il SelectUSA Investment Summit, occasione in cui Pirelli ha presentato anche l'evoluzione più recente del pacchetto hardware e software Cyber Tyre. Nello stabilimento americano debutterà inoltre il sistema MIRS (Modular Integrated Robotized System), progettato per migliorare produttività, qualità e flessibilità, adattandosi in modo più efficace alla domanda del mercato.
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BMW frena: conti in calo tra dazi, Cina e cambi sfavorevoli

4 Ruote - Mag 06,2026
Il primo trimestre non è stato facile per il gruppo BMW: i risultati finanziari hanno risentito di problemi ormai comuni a tutti i costruttori.A pesare sono stati diversi fattori estremamente sfavorevoli, come la volatilità dei cambi (in particolare dollaro USA e yuan cinese), i dazi statunitensi e il rincaro delle materie prime. I dati trimestraliIl gruppo ha chiuso il periodo con 565.780 veicoli consegnati, in calo del 3,5% rispetto a un anno fa. A incidere soprattutto sono stati il -4% nelle Americhe e il -10% della Cina, che hanno annullato la crescita del 3,1% in Europa.I ricavi, nonostante un mix di prodotto positivo (la gamma M, ad esempio, ha coperto circa un decimo delle vendite di BMW), hanno risentito sia della flessione dei volumi sia di altri elementi critici: la persistente e intensa concorrenza nel settore automobilistico, in particolare in Cina, oltre all'effetto dei cambi sfavorevoli. Il fatturato è così sceso dell'8,1% a 31 miliardi, mentre a cambi costanti la flessione è stata del 4,3%.Sul fronte della redditività, oltre al calo di vendite e prezzi, hanno inciso anche il rincaro delle materie prime e le conseguenze dei dazi USA. Il gruppo ha registrato un utile ante imposte di 2,35 miliardi (-24,6%), con un margine passato dal 9,2% al 7,6%, comunque in linea con il 7,7% dell'intero 2025. I profitti netti sono scesi del 23,1% a 1,67 miliardi.Nelle sole attività Automotive, l'utile operativo è calato del 33,5% a 1,345 miliardi, con un margine sceso dal 6,9% al 5%. Il dato resta all'interno delle previsioni (4-6%), ma sarebbe stato più elevato senza l'impatto dei dazi, quantificato in 1,25 punti percentuali, e gli oneri legati all'acquisizione del controllo della joint venture cinese BBA (-1,2 punti). Si conferma invece solida la generazione di cassa, con flussi in crescita da 413 a 777 milioni. Le prospettivePer i prossimi mesi, il gruppo punta a contenere gli effetti della crisi del settore e di un contesto macroeconomico complesso facendo leva sul proprio approccio tecnologicamente aperto e su un portafoglio ordini robusto, in particolare per le elettriche. Nei primi tre mesi dell'anno, le prenotazioni hanno raggiunto un massimo storico grazie a una crescita superiore al 60% in Europa.Ancora una volta, i nostri risultati del primo trimestre dimostrano il valore della coerenza strategica, della solidità operativa e di un elevato grado di flessibilità. Siamo ben posizionati per continuare a ottenere successi, nonostante le condizioni difficili, ha dichiarato l'AD Oliver Zipse, sottolineando come il punto di forza sia un'ampia gamma di prodotti in grado di coprire tutti i principali segmenti e offrire l'intera varietà di motorizzazioni.A Monaco di Baviera, tuttavia, non vengono nascosti i timori legati a un contesto economico in deterioramento. Il gruppo prevede un mercato globale in leggera contrazione, un elevato livello di volatilità legato ai dazi doganali, forte incertezza geopolitica in Medio Oriente e pressioni persistenti da cambi, materie prime e concorrenza.Nonostante ciò, vengono confermate le stime per l'intero anno: consegne attese stabili e margine operativo Automotive compreso tra il 4% e il 6%, grazie ai programmi di riduzione e controllo dei costi. I risultati effettivi, tuttavia, potrebbero discostarsi dalle previsioni in funzione dell'evoluzione del contesto politico e macroeconomico.
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Prezzi carburanti, ora il problema è la benzina: la verde tocca i record di ottobre 2023

4 Ruote - Mag 06,2026
I prezzi della benzina non fermano la loro corsa al rialzo, mentre quelli del diesel restano sostanzialmente stabili. Come evidenzia Staffetta Quotidiana nella consueta rilevazione giornaliera, prosegue la salita della verde, spinta - oltre che dall'aumento delle accise - anche dalle quotazioni internazionali. Questa mattina il prezzo medio alla pompa ha raggiunto il livello più alto da oltre due anni e mezzo (11 ottobre 2023), mentre il gasolio si stabilizza su valori quasi invariati.In questo contesto, la testata specializzata segnala anche la decisione di Q8 di ridurre di due centesimi al litro i prezzi consigliati del diesel. Le rilevazioniNel dettaglio, oggi 6 maggio la benzina self service sulla rete stradale si attesta a 1,934 euro/litro (+8 millesimi), mentre il gasolio è a 2,042 euro/litro (-1). Il GPL è a 0,821 euro/litro (+1) e il metano a 1,572 euro/kg (-1).In autostrada, la verde al fai-da-te è a 1,989 euro/litro (+8), il diesel a 2,112 euro/litro (-2), il GPL a 0,928 euro/litro (+1) e il metano a 1,594 euro/kg (invariato).Lo spaccato per modalità di vendita, basato sui dati comunicati ieri mattina dai gestori all'Osservatorio del Mimit, indica la benzina self service a 1,928 euro/litro (compagnie 1,936; pompe bianche 1,912) e il diesel a 2,046 euro/litro (compagnie 2,050; pompe bianche 2,038).Al servito, la verde è a 2,060 euro/litro (compagnie 2,104; pompe bianche 1,978), il gasolio a 2,183 euro/litro (compagnie 2,225; pompe bianche 2,106), il GPL a 0,827 euro/litro (compagnie 0,840; pompe bianche 0,813), il metano a 1,573 euro/kg (compagnie 1,571; pompe bianche 1,574) e il GNL a 1,514 euro/kg (compagnie 1,530; pompe bianche 1,501).Infine, sul fronte dei principali marchi, Eni registra 1,950 euro/litro sulla benzina self service (2,152 al servito) e 2,045 sul gasolio (2,254); IP 1,936 (2,097) e 2,060 (2,228); Q8 1,936 (2,083) e 2,053 (2,219); Tamoil 1,935 (2,006) e 2,043 (2,125).
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Geely punta la fabbrica Ford di Valencia: ecco i modelli che produrrebbe in Spagna

4 Ruote - Mag 06,2026
Dalla Spagna arrivano nuove indiscrezioni sull'arrivo dei costruttori cinesi all'interno di importanti fabbriche europee. Secondo diverse testate, tra cui La Tribuna de Automoción, Geely avrebbe già raggiunto un accordo con Ford per acquistare parte dell'impianto di Almussafes, alle porte di Valencia. Qualcosa si muovePer ora non ci sono né conferme né smentite ufficiali. Ford si è limitata a ribadire quanto affermato a febbraio in risposta a un articolo di Reuters su trattative proprio con Geely: Abbiamo colloqui continui con molte aziende su una varietà di argomenti. A volte si concretizzano, a volte no.Di certo, qualcosa si muove. Che i gruppi cinesi vogliano entrare in Europa acquisendo spazi produttivi sottoutilizzati è ormai noto: le indiscrezioni in merito si susseguono con regolarità. Tutti parlano con tutti e non sorprende che le voci coinvolgano gran parte dell'industria europea, con Stellantis, Volkswagen, Ford e Nissan al centro dei rumor su possibili partnership. Finora, però, non si sono concretizzati accordi ufficiali.Il quadro, tuttavia, potrebbe cambiare rapidamente: le indiscrezioni aumentano e le trimestrali dei grandi costruttori evidenziano la necessità di affrontare il problema della sovracapacità produttiva. Al momento, l'unica soluzione socialmente sostenibile rispetto alla dismissione degli impianti e al taglio di migliaia di lavoratori sembra arrivare proprio dai costruttori cinesi, spinti da forti ambizioni espansionistiche. Le Geely che nascerebbero in SpagnaNon mancano dettagli sui possibili piani del gruppo del Dragone. Geely avrebbe individuato, all'interno del complesso di Almussafes, la struttura che ospita il reparto di assemblaggio Body 3, oggi inattivo dopo l'addio alla piattaforma CD4 e ai modelli Mondeo, Galaxy e S-Max, trasferiti a Valencia nel 2015 dopo la chiusura dello stabilimento belga di Genk.Il Body 3 è il reparto più moderno e avanzato del complesso, ma attualmente sono operativi gli altri due: la Ford Kuga viene prodotta sulle linee del Body 2 e, in parte, su quelle del Body 1.L'operazione consentirebbe a Geely di sviluppare l'attività in autonomia rispetto a Ford, senza condividere la catena delle forniture. Allo studio ci sarebbe l'assemblaggio di un modello con tre varianti di motorizzazione - ibrida, ibrida plug-in ed elettrica - identificato internamente come progetto 135 e basato sulla piattaforma modulare multi-energia GEA (Global Intelligent Electric Architecture). Inoltre, sarebbero in corso valutazioni per produrre un modello Ford sulla stessa architettura.Tra le ipotesi sul tavolo c'è anche la Geely E2: diversi fornitori della Comunità Valenciana sarebbero già stati contattati per possibili contratti legati alla SUV compatta, in arrivo anche in Italia (l'abbiamo già testata: qui potete leggere il nostro primo contatto in Cina). Manca ancora il via libera definitivo al progetto, ma le trattative appaiono in fase avanzata: emergono già indicazioni su impatti occupazionali e produttivi. Secondo la stampa iberica, l'avvio delle attività di Geely ad Almussafes, insieme ai programmi Ford, potrebbe consentire allo stabilimento di recuperare nel medio termine i volumi pre-Covid, quando l'Ovale Blu produceva oltre 300.000 unità annue con cinque modelli.In questo scenario, non solo verrebbe preservata l'occupazione degli attuali oltre 4.000 lavoratori, ma si aprirebbe anche la strada a nuove assunzioni.
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Autovelox, conto alla rovescia: arriva il decreto che cambia multe e ricorsi

4 Ruote - Mag 06,2026
Si è conclusa il 4 maggio, senza reazioni, la pubblica consultazione europea sul cosiddetto decreto omologazione autovelox, che l'Italia aveva trasmesso a Bruxelles il 3 febbraio scorso.In assenza di commenti e di pareri circostanziati della Commissione Ue e degli altri Stati membri - relativi a eventuali ostacoli alla libera circolazione delle merci o a difetti di conformità al diritto comunitario - il decreto può ora essere formalmente adottato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.Quando accadrà? Impossibile dirlo con certezza, anche se molti addetti ai lavori danno per imminente l'entrata in vigore delle nuove norme, così da arrivare ai grandi esodi estivi con un quadro regolatorio sui controlli elettronici della velocità più chiaro e meno esposto ai ricorsi. Fine del contenzioso?Che cosa cambierà dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto ministeriale sull'omologazione degli autovelox?Grazie alle nuove disposizioni, dovrebbe cessare il contenzioso sulle multe degli autovelox - fatti salvi i procedimenti già avviati - esploso negli ultimi anni dopo le ordinanze della Cassazione, secondo cui solo un dispositivo omologato - e oggi nessuno lo è formalmente - può costituire prova valida della multa per eccesso di velocità, come previsto dall'articolo 142 del Codice della strada. Una sanatoria per 15 dispositiviIl nodo più discusso riguarda la norma che di fatto omologa d'ufficio 15 apparecchiature già approvate in base al decreto del 13 giugno 2017, n. 282.Una vera e propria sanatoria per 15 dispositivi, ritenuta da alcuni giuristi illegittima: un decreto ministeriale può disciplinare le procedure di omologazione, ma non trasformare retroattivamente le approvazioni in omologazioni.Un possibile vulnus che potrebbe generare nuovo contenzioso davanti ai giudici di pace, ai tribunali e, in ultima istanza, alla Cassazione.Non solo: secondo alcuni operatori, la competenza sull'omologazione spetterebbe al ministero delle Imprese, in quanto autorità nazionale di riferimento in materia metrologica. Il fronte anti-autovelox, dunque, si prepara a nuove contestazioni.Corsia preferenziale per i dispositivi quasi in regolaIl decreto prevede anche una procedura semplificata per le apparecchiature approvate prima del provvedimento del 2017 ma già dotate di documentazione idonea su taratura e test di laboratorio.In questi casi, produttore o distributore possono ottenere l'omologazione integrando la documentazione già presentata. Il ministero dovrà esprimersi entro 60 giorni, adottando, in caso di esito positivo, il relativo decreto.Negli altri casi, invece, resta l'iter ordinario, più complesso. I 15 autovelox sanatiDal 15 giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale saranno considerati automaticamente omologati i seguenti autovelox:Marca e modelloDecreto dirig. di approvazioneAutovelox 106n. 476 del 09/12/2025Vrs-Evo-T12-5-Rn. 342 del 02/10/2025Velocar Red&Speed Evo-Rn. 342 del 02/10/2025Celeritas Mse 2021n. 401 del 19/08/2024Tutor 3.0n. 305 del 20/06/2024Vergilius Plusn. 149 del 27/03/2024Celeritas Mvd 2022n. 290 del 25/07/2023Vrs Evo 2n. 271 dell'11/07/2023T-Exspeedn. 236 del 05/06/2023K53800_Speedn. 549 del 21/12/2021Tcs - Traffic Control Systemn. 378 del 09/09/2021Autosc@N Speedn. 356 del 18/08/2021Celeritas Mvd 2020n. 349 del 16/08/2021Aguia Red & Speedn. 48 del 01/03/2021Velocar Red&Speed Evo Mn. 5240 del 31/08/2017
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