Alfa Romeo, torna la Giulietta? Ma stavolta è una SUV
Torna l'Alfa Romeo Giulietta. O meglio, torna un'Alfa Romeo di segmento C. Ad annunciarlo è stato il gruppo Stellantis che, durante la presentazione del suo nuovo piano industriale FaSTLAne, ha mostrato anche un'anteprima della vettura (foto sotto, mentre qui sopra c'è una nostra elaborazione). La nuova Alfa, però, non sarà una classica hatchback, ma adotterà forme rialzate, vicine a quelle di una crossover o SUV. Stile in evoluzione Lo stile evolve le attuali linee del marchio, con un frontale prominente che integra un'evoluzione del Trilobo. Il cofano, piuttosto lungo, dovrebbe ospitare una nuova gamma di motori multienergia: l'impiego di unità ibride è pressoché certo, così come il debutto di una versione elettrica. La vettura, attesa dopo il 2027, condividerà tecnologie che verranno introdotte da una Peugeot nello stesso periodo, probabilmente l'erede spirituale della 208, evolvendole per un segmento superiore.Per le versioni elettriche è prevista un'architettura in grado di supportare sistemi a 800 Volt, anche se non è scontato che la nuova segmento C Alfa Romeo utilizzi questa soluzione. Le batterie saranno LFP con struttura cell-to-body.La nuova Alfa Romeo Giulietta - se questo sarà il nome definitivo della segmento C attesa tra il 2027 e il 2028 - potrà inoltre integrare soluzioni come lo sterzo steer-by-wire, il sistema di infotelematica STLA SmartCockpit e le tecnologie di connettività e guida assistita STLA Brain.
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Stellantis: 60 nuovi modelli nel piano 2030, cosa cambia per Fiat e tutti gli altri brand
Nuovi modelli, razionalizzazione dei marchi e 60 miliardi di investimenti: è questo il nuovo piano strategico FaSTLAne che il gruppo Stellantis ha presentato ad Auburn Hills, a pochi chilometri da Detroit, sede americana del gruppo.Una delle novità più rilevanti è la piattaforma STLA One, una nuova architettura pensata per massimizzare sinergie e competitività. Proprio le sinergie saranno uno dei pilastri del futuro di Stellantis: il gruppo ha già stretto alleanze con altri colossi dell'auto, da Jaguar Land Rover a Dongfeng, fino a Leapmotor. L'obiettivo principale, a livello di prodotto, sarà quello di lanciare, da oggi al 2030, 60 nuovi modelli e 50 aggiornamenti significativi, per tutti i marchi. In totale, vedremo 39 veicoli con motori termici o mild hybrid, 24 ibridi, 15 ibridi plug-in o con range extender e 29 elettriche pure. Sono stati annunciati 23 lanci (12 nuovi modelli e 11 restyling) nei segmenti A e B per i marchi Fiat, Citroën, Jeep, Peugeot e Opel. Forte anche l'offensiva per il segmento C: entro il 2030 arriveranno 20 modelli dei marchi Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Jeep, Peugeot, Opel, Citroën e DS, di cui 11 modelli totalmente inediti e nove aggiornamenti di prodotti già esistenti.Nella nuova strategia sono previsti quattro brand globali cui dare precedenza: Fiat, Jeep, Peugeot e Ram. Più cinque marchi globali: Alfa Romeo, Citroën, Opel, Chrysler e Dodge.Gli altri brand finiranno sotto il controllo dei marchi principali: Fiat controllerà anche Lancia e Abarth, mentre la Citroën avrà sotto di sé DS. STLA One, la nuova architettura modulareIl pilastro tecnologico del nuovo corso industriale di Stellantis è rappresentato da STLA One, un'architettura globale modulare che debutterà nel 2027 con l'obiettivo di rivoluzionare i segmenti B, C e D.Progettata per accorpare cinque piattaforme in un'unica soluzione scalabile, STLA One punta a una riduzione dei costi del 20% e alla produzione di oltre 2 milioni di unità entro il 2035, arrivando a coprire più di 30 modelli.Questa strategia, definita "modular by design", introduce una flessibilità multi-energia senza compromessi in termini di efficienza tra i diversi powertrain e integra tecnologie annunciate già da anni ma mai arrivate in produzione, come STLA Brain, STLA SmartCockpit e il sistema steer-by-wire.Sul fronte dell'elettrificazione, l'architettura supporterà sistemi a 800 volt per ricariche rapide e adotterà batterie con chimica LFP (litio-ferro-fosfato) con struttura cell-to-body, soluzione che consente di ridurre costi e impiego di materie prime critiche.Entro il 2030, Stellantis prevede che il 50% dei propri volumi si baserà su sole tre piattaforme globali, con un riutilizzo dei componenti fino al 70%, rafforzando un ecosistema industriale semplificato e più competitivo rispetto ai principali rivali europei.La diffusione della piattaforma STLA One inizierà con un modello Peugeot, forse la nuova generazione della 208, per poi proseguire, nell'ordine, con Opel, Jeep e Alfa Romeo. L'obiettivo è di arrivare fino a un milione di vetture prodotte annualmente su questa base. FiatFiat sarà uno dei marchi più importanti per l'intero gruppo Stellantis. Nelle nuove logiche di razionalizzazione, il brand di Torino si è distinto per il suo alto potenziale di redditività e grazie alla sua presenza a livello quasi globale sarà uno dei marchi che guiderà il lancio delle nuove tecnologie e degli asset globali della nuova strategia. Fiat è stata infatti collocata al pari di Jeep, Peugeot e Ram: a questi quattro marchi (e a Pro One, per i veicoli commerciali) Stellantis dedicherà il 70% degli investimenti destinati ai marchi.In totale, la Fiat lancerà cinque nuovi modelli, tra cui una E-Car (che verrà presentata al Salone di Parigi per poi arrivare sul mercato nel 2029) e tre vetture SmartCar. Oltre alle già annunciate Fiat Grizzly e Fiat Grizzly Coupé (o Fastback), il marchio italiano punta a lanciare una serie di novità per la mobilità urbana. Sono infatti in arrivo una vettura di taglia simile alla 500 (forse la E-Car), rappresentata nelle slide come una futuristica concept, e una sorella maggiore della Topolino, con forme che rimandano a quelle della Fiat 600 Multipla, un modello già in passato citato da Olivier Franois come sogno nel cassetto da riportare in produzione. Sullo sfondo, i più attenti noteranno anche il tre ruote già lanciato dal marchio e, in mezzo al mare, una Fiat 500 anfibia. La E-Car sotto i 15 mila euroPer ampliare il proprio bacino di clienti, il gruppo Stellantis lancerà nel 2028 una nuova famiglia di compatte elettriche dal prezzo estremamente contenuto. L'obiettivo è quello di proporla sul mercato con un prezzo inferiore ai 15 mila euro, con l'inizio della produzione previsto tra due anni. Stellantis ha già annunciato che questa vettura 100% elettrica avrà dei prezzi di listino in tutto e per tutto paragonabili a quelli delle utilitarie Fiat e Citroën. La presentazione del modello di serie, o di una concept che ne anticiperà le forme, dovrebbe avvenire già dopo l'estate, al Salone di Parigi: la prima ad arrivare sul mercato, tra due anni, dovrebbe essere la E-Car Citroën, seguita nel 2029 dalla E-Car Fiat. AbarthSecondo la nuova strategia di Stellantis, d'ora in poi il marchio dello Scorpione sarà direttamente controllato dalla Fiat. Non sono stati invece fatti annunci riguardo a nuovi modelli o versioni. Alfa RomeoIl marchio del Biscione è stato indicato come uno dei marchi regionali più forti, alla pari di Opel, Citroën, Dodge e Chrysler. Come questi brand, anche l'Alfa Romeo beneficerà di una maggiore differenziazione rispetto agli altri marchi. Tuttavia, non dovrebbe ricevere per prima i nuovi "asset globali", che verranno inizialmente introdotti sui brand "core", con più altro potenziale di redditività: Fiat, Jeep, Peugeot e Ram.Al momento non si è ancora parlato del futuro di Giulia e Stelvio. MaseratiStellantis ha annunciato la propria intenzione di rafforzare la Maserati: al momento non è dato sapere se tramite partnership o con investimenti mirati, ma l'intenzione del gruppo è quella di rilanciare il marchio e ampliare la gamma con due nuovi modelli di segmento E, una berlina e una Suv. Per scoprire più dettagli sulla futura strategia del Tridente dovremo però aspettare ancora un po': a dicembre brand presenterà la sua roadmap dettagliata per il futuro durante un evento che si terrà a Modena. LanciaIl futuro di Lancia è assicurato da un riposizionamento del brand. Definito come "importante in Italia" (al pari di DS in Francia), lo storico brand piemontese verrà gestito direttamente da Fiat e verrà "sviluppato come marchio specializzato". JeepEntro il 2030, oltre a un complessivo aggiornamento della gamma, la Jeep lancerà anche un nuovo modello, la Wrangler Scrambler. Coperta da un telo sulle slide di presentazione, ha forme da pick-up ed è possibile che sia una sorta di sorella minore della Gladiator e derivata dalla Wrangler. PeugeotPeugeot, tra i marchi principali del nuovo piano, lancerà sette nuovi modelli nei prossimi quattro anni. Si tratterà di una nuova shooting brake di segmento D realizzata su base Dongfeng e di veicoli più piccoli. In arrivo ci sono infatti una Suv di segmento C e due modelli a ruote basse, tutti basati sula nuova piattaforma STLA One e dotati di motori multienergia. Novità anche per il segmento B, con due nuove piccole elettriche (sempre su STLA One) con carrozzeria hatchback e Suv. CitroënCitroën riporterà in vita la 2CV (il teaser è qui sopra), che diventerà uno dei modelli chiave di questa nuova strategia e dovrebbe essere l'interpretazione francese della E-Car di Stellantis. In arrivo anche due Smart Car e altri quattro modelli, per un totale di sette nuove vetture entro il 2030. Si tratterà principalmente di Suv, di varie dimensioni, ma anche di una crossover con linee che ricordano quelle di una berlina/fastback, forse una riedizione della C5X o della C4X. DSAl pari di Lancia, DS è stata ridimensionata e verrà controllata da Citroën. Per il momento, tuttavia, non sono stati annunciati nuovi modelli. Articolo in aggiornamento
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Stellantis lancia FaSTLAne 2030: 60 miliardi di investimenti, nuova strategia su marchi e alleanze
Stellantis ha presentato ad Auburn Hills (Michigan) il nuovo piano strategico: si chiama FaSTLAne 2030 e prevede investimenti per 60 miliardi di euro nei prossimi cinque anni.Il piano si basa sulla priorità di mettere il cliente al centro e su una maggiore disciplina nell'allocazione del capitale verso regioni e marchi in grado di generare i migliori rendimenti. FaSTLAne 2030 è il risultato di mesi di lavoro disciplinato in tutta l'azienda ed è progettato per guidare una crescita redditizia a lungo termine. Con il cliente al centro di tutto ciò che facciamo, il piano realizzerà il nostro obiettivo: consentire alle persone di muoversi con i brand e i prodotti che amano e di cui si fidano, sfruttando una combinazione unica di punti di forza, ha commentato l'ad Antonio Filosa.Abbiamo persone fantastiche, una scala globale, marchi capaci di connettere e ispirare, solide radici locali e una rete di concessionari partner attenta alle esigenze distintive dei clienti, oltre a un focus costante su innovazione ed eccellenza esecutiva, aggiunge Filosa. Questi elementi ci permettono di offrire valore, funzionalità e accessibilità, amplificando anche i benefici delle partnership strategiche 'win-win': abbiamo tutto ciò che serve per raggiungere gli obiettivi di FaSTLAne 2030. Oltre 60 nuovi modelli entro il 2030Il piano si fonda su sei pilastri strategici. Il primo riguarda una gestione dei marchi profondamente rivista: l'obiettivo non è solo massimizzare l'efficienza del capitale, ma anche evitare duplicazioni e sostenere la redditività.Stellantis punta così a lanciare entro il 2030 oltre 60 nuovi veicoli e circa 50 aggiornamenti rilevanti per tutti i marchi e le diverse alimentazioni. Nel dettaglio, 29 saranno elettriche, 15 plug-in hybrid o a autonomia estesa, 24 hybrid e 39 con motorizzazioni tradizionali o mild hybrid. Priorità a Jeep, Ram, Peugeot e FiatIl nuovo approccio individua quattro marchi globali prioritari per guidare lo sviluppo dei nuovi asset: Jeep, Ram, Peugeot e Fiat. A questi sarà destinato circa il 70% degli investimenti legati a marchi e prodotti, insieme alla divisione Pro One per i veicoli commerciali.Accanto a loro opereranno cinque marchi regionali - Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo - che utilizzeranno asset globali mantenendo una propria distintività.DS e Lancia saranno invece gestiti rispettivamente da Citroën e Fiat, assumendo un ruolo più specializzato. Lo stesso vale per Abarth, destinata a passare sotto il marchio torinese. Maserati, sempre più lussoIl piano prevede anche un rafforzamento di Maserati, destinata a diventare un marchio sempre più focalizzato sul puro lusso. La gamma sarà ampliata con due nuovi modelli del segmento E, attesi nei prossimi anni. Piattaforme, motori e tecnologieUn altro capitolo del nuovo piano è dedicato a piattaforme, propulsori e tecnologie, su cui il gruppo investirà oltre 24 miliardi di euro (40% del totale stanziato) nei prossimi cinque anni. Le architetture saranno modulari, a partire dalla nuova Stla One, e dovranno esprimere il 50% dei volumi globali entro il 2030. Sul fronte motoristico è confermato il nuovo approccio "multi-energia": il gruppo ha in programma l'estensione dell'attuale offerta, "con nuovi ibridi, nuovi veicoli elettrici a batteria e motorizzazioni termiche ad alta efficienza. Entro il 2030, quasi il 50% dei volumi annuali globali sarà dotato di soluzioni di propulsione multiregionali, con flessibilità energetica integrata nel portafoglio prodotti", aggiunge il costruttore.Quanto all'ambito prettamente tecnologico, la strategia parte da un principio che si rifà a una famosa frase di Henry Ford: "La tecnologia conta solo se migliora la vita quotidiana dei clienti". A tal proposito, l'intelligenza artificiale sarà integrata in tutta la catena del valore e lo sviluppo di tecnologie globali avverrà "in collaborazione con partner di primo livello, da implementare poi localmente nei marchi e nei prodotti in ciascuna regione". Stellantsi fa riferimento tre specifiche architetture: STLA Brain, l'architettura software e di calcolo centrale scalabile; STLA SmartCockpit, un nuovo modo per i clienti di interagire con i propri veicoli; STLA AutoDrive, il sistema scalabile di guida autonoma". Tutte queste tecnologie saranno lanciate nel 2027 ed entro il 2030 dovranno coprire il 35% dei volumi annuali globali (la percentuale dovrà superare il 70% entro il 2035). Partnership "reciprocamente vantaggiose": c'è anche TataAltro capitolo riguarda l'avvio di "partnership reciprocamente vantaggiose". L'obiettivo è sviluppare e finanziare prodotti congiuntamente con altri costruttori per "accedere a nuovi mercati, ampliando le soluzioni tecnologiche, aumentando l'utilizzo della capacità produttiva e migliorando la competitività di approvvigionamento. A tal proposito si citano i recenti accordi con Leapmotor, il rilancio dell'alleanza con Dongfeng e la lettera d'intenti con Jaguar Land Rover.Inoltre, si cita anche un altro costruttore: "Con Tata, l'Azienda sta migliorando la sua competitività delle regioni Asia Pacifico, Medio Oriente e Africa, e Sud America, attraverso sinergie su produzione, fornitori, prodotti e tecnologie". E non mancano indicazioni sui vari partner su architettura informatica, software, ADAS, intelligenza artificiale e tecnologia delle batterie. Tra questi si menzionano Applied Intuition, Qualcomm, Wayve, Nvidia, Uber, Mistral AI e Catl. Tagli alla capacità europea per 800 mila unitàUn ulteriore pilastro verte sull'ottimizzazione dell'impronta industriale. Stellantis punta ad aumentare il tasso di utilizzo della capacità grazie al lancio di nuovi prodotti. Tuttavia non mancano specifiche misure in ambito regionale. In Europa, per esempio, la capacità dovrebbe essere ridotta di oltre 800 mila unità, attraverso la riconversione di alcuni impianti, come Poissy (Francia) e facendo leva sulle partnership (come a Madrid, Saragozza e Rennes), con l'obiettivo di preservare i livelli occupazionali. L'utilizzo degli impianti aumenterà quindi dal 60% all'80% nel 2030. Negli Stati Uniti, l'incremento di produzione dovrebbe migliorare il tasso di saturazione all'80% nel 2030, mentre in Medio Oriente e Africa, il piano prevede la localizzazione di prodotti per raggiungere il pieno utilizzo della capacità. Il time-to-market dovrà scendere a 24 mesiFaSTLAne 2030 fornisce anche alcune indicazioni sul fronte della cosiddetta "execution". Tra le tante cose, è previsto che, nello sviluppo del prodotto, il time-to-market passi dai 40 mesi attuali a 24, mentre sul fronte dei costi è stato lanciato un programma (Value Creation Program) per generare 6 miliardi di euro di riduzione dei costi annuali entro il 2028.Inoltre, viene confermata una politica di maggior autonomia per ogni singola regione operativa. Anche con il nuovo piano ognuna potrà "definire e implementare piani su misura che si adattino meglio alle realtà dei mercati locali e alle preferenze distintive dei clienti". Più peso al Nord America L'autonomia si accompagna con tutta una serie di obiettivi. In Nord America, dove sarà destinato il 60% dei 36 miliardi di euro su marchi e prodotti, Stellantis punta a una crescita del fatturato del 25% e a un margine operativo dell'8-10%. A tal fine si dovrà espandere la copertura del mercato del 50% con 11 nuovi modelli e 35% dei volumi in più, aumentare l'offerta con 7 nuovi prodotti sotto i 40.000 dollari e 2 sotto i 30.000, migliorare la competitività di costo attraverso il VCP.Nell'Europa allargata gli opbiettivi di una crescita dei ricavi del 15% e un margine del 3-5% sarà raggiunto tramite una rifocalizzazione del portafoglio di marchi, una maggior differenziazione dei marchi e della copertura del mercato con un'offensiva del segmento C e la E-Car da produrre a Pomigliano d'Arco. In totale arriveranno 50 novità tra modelli inediti (12 nei segmenti A e B, 11 in quello B) e aggiornamenti (rispettivamente 11 e 9).In Sud America, i ricavi dovrebbero crescere del 10% e il margine arrivare all'8-10% anche grazie a un'offensiva di prodotto in Brasile e Argentina e iniziative di crescita per altri Paesi. Per il Medio Oriente e l'Africa, Stellantis si è posta l'obiettivo di aumentare i, fatturato del 40% e di registrare un margine del 10-12% non solo localizzando prodotti, ma anche aumentando le importazioni dei partner asiatici. Infine, per l'area Asia-Pacifico è confermata la strategia "asset-light" incentata sulle partnership strategiche.
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F1, GP Canada: il primo vero esame della stagione, tra Sprint e aggiornamenti
Dopo due settimane di pausa, la Formula 1 torna in pista al Gilles Villeneuve di Montreal con un fine settimana piazzato in un periodo del calendario completamente nuovo per l'evento canadese. I temi caldi sono principalmente due: il format Sprint - che riduce a una sola sessione il tempo utile per mettere a punto le monoposto - incrocia l'arrivo dei primi pacchetti aerodinamici significativi della stagione.Mercedes e McLaren tirano la prima vera lineaA Miami la Mercedes ha vinto la quarta gara su quattro con la W17 in versione standard, rimandando volutamente gli aggiornamenti proprio in vista del Canada. La logica di Brackley è chiara: portare a Montreal un pacchetto stimato in due-tre decimi su una pista dove il vantaggio della power unit di Brixworth, in particolare nella gestione dell'ibrido, è strutturalmente più alto.La McLaren, che a Miami ha già introdotto il 60% del proprio update, completa qui il restante 40%. Il gap dalla Ferrari, dopo il pessimo avvio, si è ridotto a 16 punti nel Costruttori. Non è un margine che lascia molta tranquillità a Maranello. Ferrari: Montreal come esame di riparazioneIl pacchetto di aggiornamenti portato a Miami (aerodinamica e meccanica) non ha reso quanto promesso in simulazione per il Cavallino. Nessuna parte è stata bocciata, ma il delta atteso non è arrivato. Montreal serve a capire se è un problema di sfruttamento di assetto, finestra gomma, condizioni o se la direzione di sviluppo è sbagliata.I dati raccolti nella due settimane di analisi raccontano due facce diverse: da una parte, una Ferrari ottima nei tratti guidati, dove la trazione resta un punto di forza, in difficoltà nei rettilinei per le note carenze di ricarica dell'ibrido. La SF-26 monta uno scarico soffiato, l'ala reverse e masse radianti ridotte grazie al 6 cilindri 067/6, un motore che lavora "caldo" per scelta progettuale. Tutto questo per compensare i 22-25 cavalli che il propulsore di Enrico Gualtieri paga a quello Mercedes in potenza massima, oltre al deficit di rigenerazione.L'altro nodo è la gomma. A Miami la rossa è uscita dalla finestra di funzionamento, in particolare con la Hard. Le scelte di assetto per Montreal sono state riviste, ma la verifica si farà in pista, nonostante la sola sessione di libere a disposizione. Se il lavoro al simulatore è stato fatto bene, il format Sprint può perfino diventare un vantaggio relativo. Se no, il weekend si complica in fretta. Pirelli, graining e la variabile meteoLa Pirelli porta le tre mescole più morbide della gamma - ossia C3, C4, C5 - su un asfalto rifatto nel 2024, liscio e poco abrasivo. L'usura fisica resterà contenuta; il degrado, invece, sarà guidato dalla gestione termica superficiale. Lo scorso anno il graining ha accompagnato gli pneumatici fino alla domenica: quest'anno, con la nuova generazione di gomme e l'evoluzione rapida della pista, il fenomeno dovrebbe attenuarsi già dopo il venerdì.Resta una variabile, quella delle temperature. L'anticipo di calendario potrebbe portare condizioni più rigide del solito, complicando il warm-up della gomma, soprattutto in qualifica. La Soft è la mescola con il riscaldamento migliore e resta la favorita per la Sprint del sabato; in gara, come visto a Miami, è probabile che i team tornino su un approccio conservativo, puntando alla singola sosta con le due mescole più dure. Solo un ritorno consistente del graining nelle prime fasi potrebbe forzare la doppia sosta.Antonelli leader, Russell sotto pressioneSul piano della classifica, il caso del weekend è interno alla Mercedes. Andrea Kimi Antonelli arriva a Montreal da leader del Mondiale, reduce da tre vittorie consecutive contornate da altrettante pole. George Russell, vincitore solo all'apertura in Australia, ha bisogno di un segnale forte: il duello interno è il sottotesto più interessante del fine settimana, soprattutto perché si corre su una pista dove non basta avere la macchina migliore per tagliare per primi il traguardo. Orari TV: Sky, NOW e TV8Il weekend canadese si svolge, come detto, con il format Sprint. Su Sky Sport F1 e NOW la diretta integrale di tutte le sessioni; TV8 trasmette in chiaro qualifiche e gara, in differita Sprint Qualifying e Sprint Race. Ecco gli orari del fine settimana, già convertiti al fuso orario italiano.Venerdì 22 maggioProve Libere 1 dalle ore 18.30 in diretta esclusiva su Sky Sport F1Sprint Qualifying dalle 22.30 in diretta su Sky Sport F1Sabato 23 maggioSprint Race alle 18:00 in diretta su Sky Sport F1 e TV8Qualifiche ore 22:00 in diretta su Sky Sport F1 e TV8Domenica 24 maggioGara, partenza alle 22 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 23.30
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Hyundai Dark Line: arrivano i20 e Bayon, cambia anche Tucson
Hyundai rende disponibili in Italia i nuovi modelli della linea Dark Line. Dopo il debutto su l'Hyundai Tucson, ora aggiornata al Model Year 2027, questo allestimento arriva anche su l'Hyundai i20 e su l'Hyundai BAYON.La Hyundai i20 è proposta a partire da 19.900 euro con il motore 1.0 T-GDI da 90 CV e cambio manuale, mentre la Hyundai BAYON, con lo stesso powertrain, parte da 23.900 euro. La Hyundai Tucson si conferma infine con prezzi da 34.900 euro e motorizzazioni benzina e full hybrid. Le dotazioni di serie delle versioni Dark LineLe versioni Dark Line, sviluppate per il mercato italiano, offrono finiture dedicate e dotazioni più ricche.Su l'Hyundai i20 e su l'Hyundai BAYON, la dotazione di serie comprende finiture esterne con tetto Glossy Black, cerchi in lega da 16", rivestimenti interni scuri estesi anche al padiglione, sensori di parcheggio posteriori, Drive Mode Select, pacchetto ADAS SmartSense e doppio display da 10,25".La Hyundai Tucson Dark Line, con il nuovo Model Year, introduce anche i nuovi cerchi da 19" con finitura Satin Grey, oltre ai contenuti già disponibili.
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650 CV e 2,4 tonnellate: in pista la Bentayga Speed ribalta le aspettative
Tra i saliscendi dell'Ascari Circuit, nel cuore dell'Andalusia, la Bentley Bentayga Speed appare quasi una provocazione tecnica. Portare in pista una SUV lunga oltre cinque metri, pesante più di 2,4 tonnellate e rifinita come un salotto inglese di alta gamma sembra poco sensato. Poi si indossa il casco, si esce dalla pit lane e si capisce subito dove Bentley ha concentrato il lavoro principale: non sulla semplice potenza, ma su come questa massa riesce a muoversi. Il comportamento dinamico in pistaCon asfalto in temperatura e condizioni ideali, la SUV taglia XL mostra come oggi la sfida non sia soltanto aumentare cavalli o velocità massima, ma controllare dimensioni e trasferimenti di carico con naturalezza e precisione. Il V8 4.0 biturbo da 650 CV e 850 Nm resta centrale: la spinta è poderosa, continua, lineare. I numeri parlano chiaro - 310 km/h di velocità massima e 0-100 km/h in 3,6 secondi.Il punto chiave è però il lavoro su telaio e integrazione elettronica. In pista sorprende per compostezza e facilità di guida. Lo sterzo è preciso, mai nervoso; l'ingresso in curva rapido considerando massa e dimensioni; la stabilità resta elevata anche aumentando il ritmo. Il merito è dell'integrazione tra sterzo integrale, gestione attiva del rollio a 48 volt, sospensioni pneumatiche evolute e controllo della dinamica. La Vehicle Motion Philosophy di BentleyQuesta tecnologia non cerca di mascherare il peso o trasformare la vettura in qualcosa che non è. La Bentayga resta una Bentley: progressiva, fluida, stabile. Qui emerge la Vehicle Motion Philosophy, la stessa base tecnica condivisa con Continental GT e Flying Spur.Si tratta di una gestione integrata di motore, trasmissione, telaio ed elettronica con un obiettivo preciso: prestazioni elevate sempre sfruttabili. Non il comportamento più estremo, ma la largest usage window - ovvero la massima ampiezza d'uso: confort nei lunghi viaggi, stabilità ad alta velocità, precisione nella guida veloce e facilità anche in condizioni difficili. Cambiano le architetture, ma la logica resta identica. Esperienza sensoriale e cura artigianaleIl V8 contribuisce anche all'esperienza sensoriale. Bentley riporta al centro il tema del sound: in accelerazione è pieno e profondo, in rilascio lo scarico offre un borbottio marcato ma naturale.Durante il TechDay gli ingegneri hanno spiegato come risposta del motore, sound, sterzo ed erogazione siano sviluppati insieme a telaio ed elettronica come parte di un'unica esperienza di guida.A bordo restano centrali pelle, cromature, assemblaggi e qualità percepita, elementi che confermano la cura artigianale di Crewe. Il punto chiave emerso all'Ascari è chiaro: la Bentayga Speed non vuole diventare una sportiva estrema, ma dimostra quanto telaio, software ed elettronica possano ampliare le capacità dinamiche senza compromettere confort, qualità e identità.
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