Volkswagen - Polo, Taigo, T-Cross, T-Roc, Tiguan e Touran: i prezzi dell'allestimento Edition Plus

4 Ruote - Gen 16,2024

Debutta nella gamma dei modelli termici della Volkswagen un nuovo allestimento, chiamato Edition Plus, che a fronte di un sovrapprezzo di 200 euro rispetto alla versione base Life (Business nel caso della Touran), offre una dotazione più ricca, che può arrivare a far risparmiare fino a 5.800 euro sull'acquisto dei singoli accessori. La versione Edition Plus permette anche di risparmiare sul canone mensile del finanziamento Progetto Valore Volkswagen rispetto alla versione Life con pari allestimento.

Polo Edition Plus. Questo allestimento arricchisce la dotazione di serie della Life con la telecamera posteriore, i finestrini posteriori oscurati e il climatizzatore automatico Climatronic a due zone con comandi touch, per un risparmio di 850 euro (e circa 30 euro in meno sul canone mensile del finanziamento a 36 mesi).

T-Cross e Taigo Edition Plus. La dotazione della piccola Suv tedesca e della sua versione coupé comprende i cerchi di lega da 17, la vernice metallizzata, i finestrini posteriori oscurati, apertura/chiusura porte e avviamento senza chiave, la telecamera posteriore, i sensori per la pioggia e gli abbaglianti, per un risparmio complessivo di 2.100 euro sul listino (e circa 80 euro sulla rata mensile).

T-Roc Edition Plus. Sulla Suv troviamo i cerchi da 17, la vernice metallizzata, i finestrini posteriori oscurati, l'apertura/chiusura porte e l'avviamento senza chiave, la telecamera posteriore: per un risparmio di 2.600 euro sul listino e 100 euro sul canone mensile.

Tiguan Edition Plus. La terza generazione della Tiguan arriverà nei concessionari a marzo, e in questo nuovo allestimento sono presenti i cerchi di lega da 17, la vernice metallizzata, i fari anteriori a matrice di Led con il listello luminoso a collegarli, i gruppi ottici posteriori a Led con effetto 3D, il pacchetto Comfort (con apertura/chiusura porte e avviamento senza chiave, memorizzazione del parcheggio, portellone elettrico, antifurto volumetrico) e pacchetto Style (listelli e mancorrenti cromati, vetri posteriori scuri). Il risparmio cliente è di 4.800 euro, e di circa 200 euro sulla rata mensile del finanziamento Progetto Valore a 36 mesi.

Touran Edition Plus. Sulla monovolume tedesca il nuovo allestimento si posiziona sopra quello Business e aggiunge i cerchi di lega da 17, la vernice metallizzata, l'apertura/chiusura delle porte e l'avviamento senza chiave, il portellone elettrico, la telecamera posteriore, i fari anteriori a Led, i sedili anteriori riscaldabili, l'antifurto volumetrico, per un risparmio di 5.800 euro sul prezzo di listino, e di circa 200 euro sul canone mensile del finanziamento.

Tutti i prezzi per l'Italia.

Polo 1.0 EVO Edition Plus: 23.550 euro.
Polo 1.0 TSI Edition Plus: 24.250 euro.
Polo 1.0 TSI Edition Plus DSG: 25.950 euro.

T-Cross 1.0 EVO Edition Plus: 23.550 euro.
T-Cross 1.0 TSI Edition Plus: 24.250 euro.
T-Cross 1.0 TSI Edition Plus DSG: 25.950 euro.

Taigo 1.0 TSI Edition Plus: 26.100 euro.
Taigo 1.0 TSI Edition Plus: 27.600 euro.
Taigo 1.0 TSI Edition Plus DSG: 29.200 euro.

T-Roc 1.0 TSI Edition Plus: 30.300 euro.
T-Roc 1.5 TSI ACT Edition Plus: 32.800 euro.
T-Roc 1.5 TSI ACT Edition Plus DSG: 34.900 euro.
T-Roc 2.0 TDI SCR Edition Plus: 34.350 euro.
T-Roc 2.0 TDI SCR Edition Plus DSG: 38.900 euro.

Tiguan 1.5 eTSI EVO ACT Edition Plus DSG (130 CV): 39.900 euro.
Tiguan 1.5 eTSI EVO ACT Edition Plus DSG (150 CV): 39.900 euro.
Tiguan 2.0 TDI SCR EVO Edition Plus DSG: 43.550 euro.
Tiguan 2.0 TDI SCR EVO Edition Plus DSG 4MOTION: 48.700 euro.

Touran 1.5 TSI ACT Edition Plus DSG: 43.300 euro.
Touran 2.0 TDI SCR Edition Plus: 43.000 euro.
Touran 2.0 TDI SCR Edition Plus DSG: 46.450 euro.

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Daihatsu - Scandalo sui test di sicurezza, il governo giapponese impone lo stop totale

4 Ruote - Gen 16,2024

Dopo lo stop alle consegne e ai lavori in fabbrica, il ministero dei trasporti giapponese ha avviato le procedure per la revoca alle certificazioni che autorizzano la produzione di tre modelli della Daihatsu. La decisione è arrivata dopo un'ispezione condotta negli stabilimenti della Casa giapponese lo scorso 15 gennaio.

Stop a tre modelli. La procedura di revoca, avviata dal ministro Tetsuo Saito, riguarda tre modelli prodotti dalla Daihatsu: la Gran Max, la TownAce (per conto di Toyota) e la Bongo (per Mazda). Oltre alla cancellazione delle autorizzazioni, il ministro ascolterà i rappresentanti dell'azienda in un'udienza convocata per il prossimo 23 gennaio, ed emanerà un'ordinanza che impone al Costruttore una drastica revisione della sua struttura interna.

Tutto da capo. Ancora non è chiaro quale sarà il futuro dei modelli coinvolti in questo scandalo, né della Daihatsu, che si è assunta piena responsabilità degli avvenimenti: si tratta di fatti che scuotono le fondamenta della nostra azienda, e riconosciamo l'estrema gravità della situazione. Abbiamo tradito la fiducia degli azionisti e dei clienti, e vogliamo ancora una volta offrire le nostre più sincere scuse, si legge in una nota stampa. Implementeremo cambiamenti profondi nel management, ma anche nella cultura dell'ambiente di lavoro, con la premessa fondamentale del rispetto della legge. Faremo avere al ministero il nostro primo rapporto da qui a un mese, e riferiremo ogni tre mesi sullo stato di avanzamento dell'implementazione di queste misure continua infine il comunicato.

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Porsche Macan - Solo elettica: ecco come sarà

4 Ruote - Gen 16,2024

Questione di giorni prima che la Porsche tolga i veli dalla nuova Macan. Il 25 gennaio scatterà infatti l'ora della presentazione ufficiale, quando finalmente vedremo le linee e le forme della Suv sportiva che arriverà sul mercato a fine estate. L'aspetto di questa seconda generazione, la quale, come è noto da tempo, sarà solo elettrica, è infatti il punto più interessante, ora come ora, di un'auto che ha già rivelato, durante questi mesi di attesa, buone parte delle sue caratteristiche tecniche. In questi rendering esclusivi abbiamo cercato di ricostruire come sarà, sulla scorta delle indiscrezioni da noi raccolte, dei teaser e delle immagini dei prototipi camuffati sinora emersi.

Più filante. C'è anzitutto da capire se, con l'avvento dell'elettrico, la Porsche Macan 2024 avrà dimensioni superiori rispetto a quelle del modello attuale, lungo 4,73 metri. Di sicuro, la Suv sembra aver guadagnato slancio grazie al nuovo look, che prevede un posteriore più dinamico, quasi da Suv-coupé. A dare quest'impressione contribuisce soprattutto il lunotto, ben più inclinato di prima, sotto al quale troverà posto un alettone retraibile, simile a quello già proposto, per esempio, sulla Panamera. Il muso mantiene una continuità stilistica con il modello uscente, ma è più chiuso e sfoggia gruppi ottici assottigliati, più geometrici e caratterizzati ciascuno da quattro, sottili elementi a Led. In coda, una striscia luminosa a tutta larghezza andrà a enfatizzare le linee sportive del lato-B.

Abitacolo "alla Panamera". Per quanto riguarda gli interni, la nuova Porsche Macan segue la scuola dell'ultima Panamera: selettore della trasmissione dietro il volante, più spazio sul tunnel centrale per gli oggetti d'uso quotidiano e un triplo schermo basato su Android Automotive. Chi siede al volante troverà di fronte a sé un pannello Lcd da 12,6, sovrastato (volendo) da un grande head-up display a realtà aumentata. Sulla plancia, poi, saranno presenti due touch screen da 10,9: uno per l'infotainment e un altro, opzionale, per il passeggero.

Motori, batteria, autonomia. Dal punto di vista tecnico, le innovazioni saranno tante. Sappiamo infatti che la Macan 2 avrà il compito di portare all'esordio la piattaforma Ppe del gruppo Volkswagen, sviluppata a quattro mani dalla Casa di Zuffenhausen insieme con l'Audi e dedicata ai modelli elettrici d'alta gamma. Si tratta di un pianale di tipo skateboard, con la batteria posizionata tra i due assi, sotto l'abitacolo, che dà la possibilità di montare due differenti motori elettrici. Nel caso della prossima Macan, però, le versioni proposte saranno tutte a trazione integrale. La Suv sfrutterà motori sincroni a magneti permanenti di tre differenti tipologie: all'avantreno, per tutte le varianti, sarà presente un'unità molto compatta, lunga solo 10 centimetri, mentre quelle al posteriore, ben più grandi, varieranno a seconda dell'allestimento. A differenza della Taycan, la trasmissione sarà monomarcia a doppio stadio, dicono nel gruppo Volkswagen, poiché invece di utilizzare un ingranaggio grande ne vengono utilizzati due più piccoli. Specifiche dettagliate sulle potenze dei tre propulsori non sono ancora state fornite, ma sappiamo già che la top di gamma sforerà il muro dei 600 CV con una coppia di oltre 1.000 Nm. Ad alimentare i tre powertrain, ci penserà la batteria agli ioni di litio, che avrà una capacità totale attorno ai 100 kWh: composta da 12 moduli formati da 15 celle prismatiche con chimica nickel-cobalto-manganese, promette un'autonomia superiore ai 500 chilometri. La nuova Macan sfrutterà un'architettura 800 volt, che le consentirà di gestire potenze fino a 270 kW nella ricarica in corrente alternata, per passare dal 10 all'80% dell'autonomia in meno di 22 minuti.

Migliora l'agilità. Dal punto di vista della dinamica, che in parte abbiamo avuto modo di valutare in un primo contatto da passeggeri e di approfondire nell'ambito di un tech-day organizzato dalla Casa, il pianale Ppe sfrutterà sospensioni sofisticate, con un retrotreno multilink a cinque leve e un avantreno a doppio quadrilatero, con la possibilità per i clienti di scegliere l'assetto pneumatico con ammortizzatori a controllo elettronico Pasm. L'altezza da terra della Macan potrà essere regolata automaticamente o tramite i programmi di guida preimpostati, qualora si volesse percorre dei tratti in off-road. La Suv potrà avere avere cerchi fino a 22 pollici e, in questa seconda generazione, introdurrà un plus come l'asse posteriore sterzante, per ridurre il diametro di volta e diventare più agile tra le curve strette. Lo sterzo, poi, risulterà più diretto del 15% rispetto a quello del modello uscente, ormai destinato a uno stop anticipato delle vendite in Europa per questioni legate alla cybersecurity.

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Northvolt - Nuovi finanziamenti per 5 miliardi di dollari

4 Ruote - Gen 16,2024

La Northvolt ha raccolto 5 miliardi di dollari di nuovi finanziamenti per ampliare la sua prima fabbrica di batterie a Skellefte (Svezia) e finanziare i suoi progetti nel campo del riciclaggio degli accumulatori. I nuovi capitali sono stati forniti all'azienda svedese sotto forma di un cosiddetto "prestito green": il suo ammontare è il maggiore mai registrato in Europa per un simile strumento finanziario.

Il finanziamento. ll nuovo prestito include una componente di 1,6 miliardi di dollari destinata a rifinanziare analoghi finanziamenti ottenuti nel 2020 ed è garantito dagli oltre 55 miliardi di dollari di ordini finora raccolti per la fornitura di batterie a diverse aziende del settore automobilistico come BMW, Scania, Volvo e Volkswagen. Alla raccolta fondi, organizzata con la consulenza di BNP Paribas, Allen & Overy e Mannheimer Swartling, hanno partecipato 23 banche commerciali e altre due istituzioni finanziarie: la Banca europea per gli investimenti (BEI) e la Nordic Investment Bank (NIB), che hanno erogato le loro risorse grazie al sostegno del programma InvestEU della Commissione europea. Inoltre, una parte dei debiti gode delle garanzie concesse da Swedish National Debt Office, Euler Hermes, Export-Import Bank of Korea (KEXIM), Nippon Export and Investment Insurance (NEXI) e Korea Trade Insurance Corporation (K-Sure).

Le disponibilità. Il nuovo debito porta a oltre 13 miliardi di dollari le risorse finora raccolte dall'azienda svedese per sostenere la sua espansione tra Europa e Nord America e, in particolare, i progetti Northvolt Ett a Skellefte, Northvolt Dwa a Gdansk (Polonia), Northvolt Drei a Heide (Germania), Northvolt Fem a Borlänge (Svezia), Northvolt Cuberg a San Leandro (Stati Uniti), Northvolt Six a Montreal (Canada), nonché la gigafactory Novo in joint venture con la Volvo a Göteborg (Svezia). Ai precedenti round di finanziamenti, tra l'altro, hanno partecipato colossi finanziari come BlackRock, Goldman Sachs, Baillie Gifford, il fondo sovrano di Singapore Gic, la stessa Volkswagen (attuale azionista di riferimento con circa il 20% del capitale) e perfino la Compagnia di San Paolo, una delle maggiori fondazioni di origine bancaria italiane. I legami con l'Italia non si fermano qui: tra i fondatori dell'azienda c'è anche l'ingegnere torinese Paolo Cerruti, attuale direttore operativo con un passato alla Tesla e alla Nissan. 

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RC Auto - Tariffe alle stelle, convocata la Commissione di allerta dei prezzi

4 Ruote - Gen 16,2024

Tariffe RC Auto alle stelle nel 2023: l'allarme è così forte che il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, si muove. Per mercoledì 14 febbraio 2024, Urso ha convocato la Commissione di allerta rapida di sorveglianza dei prezzi sul settore assicurativo. Obiettivo della riunione, cui parteciperanno i principali attori del comparto, approfondire le recenti dinamiche delle garanzie obbligatorie dei veicoli. Infatti, a novembre 2023, il prezzo medio delle Rca è schizzato a 391 euro, in rialzo del 7,1% su base annua, come indicano i dati ufficiali l'Ivass, l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni. A questi, si sommano le statistiche dei vari broker online: in particolare, Segugio.it registra a dicembre 2023 un premio medio di 458,6 euro, in crescita del 24% sull'anno precedente e sopra quello del 2018.

Qualcosa non quadra. Va ricordato che le compagnie sono libere di fissare i prezzi dal 1 luglio 1994, anno della liberalizzazione delle tariffe: generalmente, maggiori sono i costi dei risarcimenti, più elevati diventano i listini. Le cose potrebbero cambiare solo studiando riforme strutturali del settore, per stimolare la concorrenza. Fra i punti deboli, l'indennizzo diretto introdotto nel 2007 e le clausole con franchigie a carico degli automobilisti che si rivolgono ai riparatori convenzionati, cercando di tagliare fuori quelli indipendenti.

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Jaguar Land Rover - Massimo Frascella lascia il ruolo di capo designer

4 Ruote - Gen 16,2024

Massimo Frascella ha rassegnato le dimissioni dal ruolo di responsabile del design della Jaguar Land Rover. Per ora non si conoscono i motivi che hanno spinto Frascella a lasciare il gruppo britannico. Il direttore creativo Gerry McGovern si è limitato a parlare dell'intenzione della matita italiana di "perseguire nuove opportunità". 

Una lunga carriera. Frascella, nato 54 anni fa a Massa Carrara, ha iniziato la sua carriera nel mondo della progettazione automobilistica subito dopo aver terminato gli studi presso lo Iaad (Istituto d'Arte Applicata e Design) di Torino, dove si è specializzato "Transportation design" nel 1997. Ha lavorato al Centro Stile Bertone fino al 2001 per poi passare alla Ford Motor. Nel 2005 si trasferisce alla Kia e nel 2011 alla Jaguar Land Rover, dove scala le gerarchie arrivando ad assumere la carica di chief designer e firma numerosi modelli lanciati negli ultimi anni dal gruppo britannico come le Land Rover Defender, Discovery e Velar. 

 

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Stellantis - La responsabilità del Nord America passa a Carlos Zarlenga

4 Ruote - Gen 16,2024

Stellantis ha annunciato un avvicendamento al vertice di una delle sue più importanti business unit regionali. Carlos Zarlenga, dal 2022 numero uno della filiale messicana, è stato nominato nuovo chief operating officer per il Nord Amderica, sostituendo dall'1 febbraio prossimo Mark Stewart. 

Il compito. L'argentino Zarlenga è stato promosso per i risultati commerciali raggiunti in Messico e ora avrà il compito di "rinforzare e migliorare le prestazioni di Stellantis in Nord America, liberando il potenziale del portafoglio dei marchi americani in stretta collaborazione con i loro amministratori delegati". "Nel mercato molto esigente del Nord America, con molti ostacoli da superare per promuovere le prestazioni del Gruppo, Carlos Zarlenga è il miglior leader nel nostro pool di talenti per sostituire Mark Stewart e guidare il cambiamento del nostro modello di business verso l'elettrificazione in questa regione. Carlos Zarlenga ha dimostrato la sua capacità di riunire ed unire team diversi, fornendo i risultati attesi", ha commentato l'amministratore delegato del gruppo automobilistico, Carlos Tavares, ringraziando Stewart per il lavoro prestato negli ultimi tre anni e augurandogli il meglio per "una nuova posizione". Per ora, però, non si conosce il ruolo affidato all'ormai ex direttore operativo delle attività nordamericane di Stellantis. 

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Lamborghini - Una Urus Performante per la Polizia di Dubai

4 Ruote - Gen 15,2024

Dopo la Polizia italiana, anche quella di Dubai si è dotata di una Lamborghini Urus Performante. La super Suv italiana entra in una delle flotte più esclusive del pianeta, dove già nel 2022 era stata inserita una Urus e dove le italiane sono già di casa: nel 2021, infatti, erano state adottate anche Giulia e Stelvio Quadrifoglio. Nel corso degli anni il dipartimento ha "arruolato" persino una Bugatti Veyron e la hypercar araba W Motors.

Livrea e accessori personalizzati per entrare in servizio. La Performante da 666 CV, personalizzata con la livrea specifica bianca e verde delle forze dell'ordine della città, è stata consegnata in occasione del Dubai Airshow 2023 e sarà utilizzata principalmente per compiti pubblici. Per entrare nella flotta, la Urus è stata dotata di barre luci Led specifiche, di sirena elettrica, della cassetta blindata per le armi, di un vano specifico per le attrezzature di servizio e di un display a messaggio variabile.

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Mar Rosso - La Suzuki ferma l'impianto ungherese di Esztergom

4 Ruote - Gen 15,2024

Dopo la Tesla e la Volvo, un'altra Casa automobilistica è costretta a chiudere uno dei suoi impianti europei a causa delle conseguenze della crisi nel Mar Rosso sulle catene di approvvigionamento globali. Si tratta della Suzuki, che alla Reuters ha confermato la decisione di chiudere i cancelli della fabbrica di Esztergom, nel nord dell'Ungheria, per sette giorni consecutivi.

Lo stop. L'impianto non produrrà i modelli Vitara e S-Cross da oggi, 15 gennaio, fino a domenica 21 gennaio. Il fermo produttivo è stato attribuito ai ritardi nella consegna di motori prodotti in Giappone: la carenza è direttamente legata alle attuali tensioni che stanno interessando lo stretto di Bab al-Mandab, alla congiunzione tra il Mar Rosso e l'Oceano Indiano, dove i ribelli Houthi stanno conducendo una campagna di attacchi contro le navi in transito come ritorsione per la guerra nella Striscia di Gaza. Le incursioni hanno spinto diverse nazioni a inviare nell'area fregate e imbarcazioni militari a protezione dei convogli mercantili: le marine statunitense e britanniche hanno già lanciato un pesante attacco contro le postazioni militari dei ribelli e diverse città dello Yemen. Nel mentre, le grandi compagnie di navigazione hanno deciso di evitare di attraversare il Mar Rosso, scegliendo la via più lunga e costosa della circumnavigazione dell'Africa. Ovvie le conseguenze per le navi in arrivo dai Paesi asiatici: aumentano i giorni di viaggio e i relativi costi, il che sta determinando i primi colli di bottiglia nei flussi commerciali verso l'Europa e perfino i primi stop alle navi petroliere e gassiere in partenza dal Golfo Persico. 

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Stellantis - Mirafiori si ferma per tre settimane

4 Ruote - Gen 15,2024

Non solo Volkswagen: il generalizzato rallentamento della domanda per le auto elettriche in Europa fa sentire i suoi effetti anche sulla fabbrica di Mirafiori. Il complesso torinese, infatti, si fermerà dal 12 febbraio al 3 marzo prossimi: le ragioni starebbero soprattutto nel calo degli ordini per la Nuova Fiat 500. Stellantis, secondo quanto spiegato dalla Fiom torinese, ha quindi comunicato il ricorso alla cassa integrazione per 2.260 addetti delle carrozzerie. La sospensione produttiva è stata attribuita dalla direzione aziendale alla "necessità di adeguare i flussi produttivi delle vetture assemblate all'andamento della domanda del mercato". Probabile che le attività della fabbrica stiano anche iniziando a risentire dell'effetto prodotto dai recenti annunci su una prossima rimodulazione degli incentivi per elettriche e ibride plug-in.

Problemi a Melfi. Un altro fronte caldo per l'industria dell'auto italiana si è aperto pure al Sud e in particolare in Basilicata, dove i dipendenti delle società di logistica e magazzinaggio Fdm e Las sono da alcuni giorni in agitazione per il mancato rinnovo di una commessa da parte del gruppo automobilistico. Oltre allo sciopero, 110 lavoratori hanno organizzato dei presidi di protesta davanti alla sede della Fdm e oggi sui binari della stazione di San Nicola di Melfi pur di attirare l'attenzione delle autorità sia locali, sia nazionali (della vertenza si sta interessando in prima persona l'assessore regionale al lavoro, Michele Casino, che si è recato a Melfi e dal Comune ha anche telefonato al ministro delle imprese, Adolfo Urso). Immediati gli effetti sulla fabbrica Stellantis: secondo una nota raccolta da alcune testate locali, la carenza di componenti ha costretto la direzione aziendale a fermare le attività fino a domani.  

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Carburanti - I prezzi tornano a salire

4 Ruote - Gen 15,2024

I prezzi dei carburanti tornano a salire in scia alla crescita delle quotazione del petrolio e dei prodotti raffinati determinata dalla crisi nel Mar Rosso. Staffetta Quotidiana, nella sua consueta rilevazione, parla di diversi "aggiustamenti al rialzo registrati negli ultimi due giorni sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi". A tal proposito, sabato 13 gennaio, Eni e Q8 hanno aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio, mentre IP si è limitata a un ritocco di 0,5 centesimi.

Le medie. Quanto alle medie dei prezzi comunicati ieri, 14 gennaio, dai gestori di circa 18 mila impianti all'apposito Osservatorio del ministero delle Imprese e del made in Italy, al self-service la verde quota a 1,773 euro/litro (+1 millesimo sulla precedente rilevazione) e il gasolio a 1,731 euro/litro (+1). Al servito, benzina a 1,913 euro/litro (invariato), diesel a 1,871 euro/litro (invariato), Gpl a 0,714 euro/litro (invariato), metano a 1,420 euro/kg (-7) e Gnl a 1,297 euro/kg (-1). Lungo le arterie autostradali, benzina a 1,858 euro/litro (2,128 al servito), gasolio a 1,823 euro/litro (2,097 al servito), Gpl a 0,846 euro/litro, metano a 1,488 euro/kg e Gnl a 1,317 euro/kg.

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A2a - A Milano arriva la ricarica (lenta) per chi sosta sulle strisce blu

4 Ruote - Gen 15,2024

Entro la fine del 2025, A2a installerà a Milano 2 mila colonnine (per 4 mila punti totale) di ricarica lenta a 7 kW. Distribuiti su 285 stazioni, i connettori triplicheranno la disponibilità attuale e non avranno spazi riservati al "pieno" delle auto elettriche: le City Plug, questo il nome delle paline alte poco più di un metro, saranno infatti posizionate negli stalli blu della sosta a pagamento e in quelli gialli dedicati ai residenti. Stalli che potranno essere occupati indifferentemente da auto termiche o a batteria.  

Permanenza prolungata. Il progetto prevede infrastrutture di arredo urbane compatte, il cui design è stato ideato da Giugiaro Architettura, alimentate da energia ottenuta al 100% da fonti rinnovabili: "Inauguriamo un'era", spiega a Quattroruote Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2a: "L'obiettivo è accelerare la transizione elettrica, senza stalli dedicati né limiti orari per l'occupazione della colonnina da parte delle vettura in ricarica". Ma cosa intende esattamente il top manager? In base all'articolo 158 del Codice della strada, il mezzo elettrico che fa "rifornimento" ha diritto di sostare nello spazio dedicato sino a 60 minuti dopo il completamento dell'operazione: può sforare l'ora di tolleranza se la potenza della stazione non supera i 22 kW e se la ricarica si completa nella fascia oraria fra le 23 e le 7. Altrimenti, l'auto è in sosta vietata. In questo senso, le colonnine di A2a cambiano le carte in tavola.I noltre, nei prossimi mesi, potrebbe esserci una seconda novità: prese di ricarica A2A nei lampioni della luce, come già accade all'estero.

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Mazda - MX-5 RS, pronta per i track day

4 Ruote - Gen 15,2024

Il brand Mazda Spirit Racing, ancora sconosciuto in Europa, ha presentato al Tokyo Auto Salon due varianti speciali della Mazda 3 e della MX-5 battezzate RS. Omologate per l'uso su strada, sono pensate per chi ama i trackday ma, per il momento, sono solo delle concept: è probabile, tuttavia, che il marchio possa dare vita a una serie di pacchetti di accessori ufficiali derivati da questi prototipi.

Messa a punto specifica per guidare su strada e in pista. La MX-5 RS di Spirit Racing adotta nuove sospensioni con altezza ridotta, il  pacchetto aerodinamico con splitter e minigonne, cerchi di lega specifici e stripes personalizzate, mentre non sono state annunciate per il momento modifiche al powertrain. La Mazda 3 RS offre modifiche analoghe, ma la messa a punto delle sospensioni è stata pensata per mantenere un maggiore confort su strada.

L'esperienza viene dalle competizioni. Le due concept RS sono state affiancate dalle più recenti auto da competizione sviluppate dalla Mazda Spirit Racing, come la MX-5 della categoria ST-5 del campionato giapponese Super Taikyu e la Mazda 3 con motore 2.2 a gasolio alimentato a biodiesel. Sono state proprio queste vetture a ispirare lo sviluppo e la messa a punto delle stradali RS.

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Lexus UX - Il Model Year 2024 arriva in Europa

4 Ruote - Gen 15,2024

La Lexus presenta la variante aggiornata della UX dedicata al mercato europeo, con specifiche leggermente diverse rispetto a quelle anticipate recentemente per il Giappone. La Suv è rimasta sostanzialmente invariata a livello estetico e le modifiche sono concentrate nel powertrain, che ora promette una maggiore efficienza.

Con l'elettrico posteriore da 41 CV cambia tutto. La UX250h viene sostituita dalla UX300h con motore potenziato e varianti a due e quattro ruote motrici. Lo schema a trazione integrale E-Four è stato rivisto in maniera netta sostituendo il motore elettrico posteriore a induzione da 7 CV con uno a magneti permanenti da 41 CV: questo non solo modifica la reattività e il comportamento della vettura, ma offre prestazioni superiori su strada. All'anteriore troviamo il già noto quattro cilindri 2.0 abbinato a un altro motore elettrico: la potenza complessiva, per le versioni destinate all'Europa, è così salita da 184 a 199 CV. Anche la batteria è stata totalmente rivista, passando dalla tecnologia nichel metal-idruro agli ioni di litio. La nuova UX300h offre prestazioni globalmente superiori: i 100 km/h da fermo vengono raggiunti in 8,1 secondi per la 2WD (4 decimi in meno della precedente) e 7,9 secondi per la 4WD (8 decimi in meno), con consumi medi rispettivamente di 4,7-5,0 e 5,0-5,4 l/100 km.

450 km di autonomia per l'elettrica. Capitolo a parte per l'elettrica UX300e, già presentata nel 2023: i tecnici Lexus in questo caso hanno puntato a migliorare l'autonomia sostituendo la precedente batteria da 54,3 kWh con una da 72,8 kWh che propone una maggiore densità energetica. La nuova versione promette 450 km d'autonomia con tempi di ricarica ridotti di 20 minuti (60 totali) per passare dallo 0 all'80% sfruttando colonnine rapide.

Strumentazione digitale, nuovi Adas e colori. Nell'abitacolo spicca la strumentazione digitale da 12,3", ma vengono rese disponibili anche nuove combinazioni di tinte e finiture per i rivestimenti e colori della carrozzeria inediti. Sul piantone del volante è stato inoltre integrato il sistema di sicurezza Drive Monitor che può attivare il Driver Emergency Stop in caso di malore, mentre al pacchetto di Adas Lexus Safety System+ si aggiungono il Safe Exit Assist e il Proactive Driving Assist.

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Autovelox - Limite di 30 km/h a Bologna: occhio alle supermulte da Telelaser

4 Ruote - Gen 15,2024

Autovelox: la rivoluzione in Italia parte da Bologna il 16 gennaio 2024. Non tanto per il nuovo limite di 30 km/h (quasi) ovunque, contro i precedenti 50 km/h, ma per gli occhi elettronici che multeranno chi sgarra. Saranno Telelaser del tipo TruCam o TruSpeed. Ogni giorno, sei pattuglie (operanti su turni) verranno impegnate in attività di controllo sia nelle zone 30, sia sulle direttrici che restano a 50 km/h. Le strade a 30 sono quelle più vissute dalle persone, dove ci sono scuole, mercati e negozi di vicinato, ospedali, case di cura e della salute, parchi e giardini, case di quartiere, impianti sportivi, con un'elevata presenza di utenti vulnerabili (pedoni, ciclisti, bambini, persone anziane o con disabilità). L'individuazione delle priorità di controllo tiene conto anche delle oltre 18 mila segnalazioni arrivate dal questionario di ascolto sul progetto Città 30, con cui i bolognesi hanno indicato in modo ricorrente 250 strade più pericolose in città.

Con gli Infovelox. Il 16 gennaio esordiranno anche gli Infovelox, nuovi pannelli luminosi mobili che segnalano in tempo reale la velocità effettiva dei veicoli in transito: luce verde sotto i 30 km/h, luce rossa sopra. Le pattuglie li collocheranno in prossimità dei posti di controllo e fermeranno i conducenti che non rispettano il limite: oltre al verbale per eccesso di velocità, potranno scattare contravvenzioni per qualsiasi altra infrazione al Codice della strada (guida con smartphone in mano, mancato allacciamento della cintura e altro).

Multa al volo, patente a rischio. TruCam e TruSpeed verranno segnalati con un cartello 80 metri prima, con contestazione immediata dell'infrazione: il verbale non arriva a casa. Se si perdono punti della patente, il taglio dei crediti è immediato. Nelle strade a 30 km/h non ci saranno invece autovelox fissi, che sono previsti sulle strade a 50 km/h.

Multe per superamento dei 30 km/h. Tenuto conto del margine di tolleranza di 5 km/h previsto per legge, la sanzione scatta dai 36 km/h nelle strade in cui il limite è dei 30 e dai 56 km/h nelle strade in cui il limite è dei 50. Ecco le multe ordinate in base alla gravità della violazione:
1. 29,4 euro per chi supera il limite fino a 10 km/h (quindi tra i 36 km/h e i 45 km/h nelle strade con limite dei 30 km/h), pagando entro i 5 giorni con sconto del 30%. Altrimenti, 42 euro entro 60 giorni.
2. Pagando entro cinque giorni, verbale di 121,1 euro e taglio di tre punti della patente per chi supera il limite tra 11 e 40 km/h. Oppure 173 euro e decurtazione di tre punti.
3. Verbale di 543 euro, sei punti e sospensione della patente da uno a tre mesi per chi circola tra 41 e 60 km/h oltre il limite. Niente sconto per via dello stop alla licenza.
4. Infine, 845 euro, 10 punti e sospensione della patente da sei a 12 mesi per chi circola oltre 60 km/h in più del limite. Niente sconto per via dello stop alla licenza.

C'è la mappa. possibile navigare anche una mappa dei limiti di velocità, disponibile a questo link, sviluppata su piattaforma OpenStreetMap. Le strade che scendono subito da 50 a 30 km/h sono indicate in azzurro, quelle che restano a 50 km/h in rosso. In giallo, invece, le arterie dove oggi vigono i 50 km/h e che diventeranno a 30 km/h in seguito a interventi.

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Fake news - La bufala sull'Europa che vuole farci rottamare l'auto

4 Ruote - Gen 15,2024

Da qualche giorno circola con insistenza la presunta notizia di un nuovo regolamento europeo in materia di rottamazioni: secondo Isabella Tovaglieri, europarlamentare della Lega, la Commissione europea avrebbe infatti presentato una proposta per imporre la rottamazione di veicoli a fine vita, anche se riparabili. In realtà, Bruxelles - pur nella sua bulimia normativa - tutto vuole tranne che imporre un obbligo del genere. il caso, dunque, di fare del fact-checking, anche per evitare nuove e inutili preoccupazioni tra gli automobilisti.

"Contro il diritto di proprietà". Partiamo dall'allarme dell'europarlamentare, secondo la quale a Bruxells starebbero definendo "una proposta assurda che lede la libertà di scelta e il diritto di proprietà, che non tiene conto del valore d'uso e del valore affettivo dei veicoli, e che minaccia di penalizzare non solo i cittadini e i lavoratori che non sono in grado di cambiare l'automobile, ma anche il settore delle auto storiche". In sostanza, Tovaglieri ritiene che la Commissione voglia sequestrare e rottamare auto usate a sua piena discrezione: "Secondo i criteri ipotizzati dalla commissione Ue si salverebbero solo le vetture con almeno 30 anni, uscite di produzione, storicamente conservate e mantenute nel loro stato originale senza aver subito modifiche significative. Dopo il boicottaggio dei biocarburanti, una nuova spada di Damocle incombe sul futuro di un settore che dà lustro alla storia del motorismo e del design europeo, legato a doppio filo con la nostra cultura e la nostra identità. Giù le mani dalle nostre auto, basta ecotasse e imposizioni assurde".  

Il testo senza interpretazioni. La proposta risale allo scorso luglio e riguarda i veicoli fuori uso, ossia da considerare ormai come rifiuti. Dunque non più riparabili. Nello specifico, la Commissione vuole introdurre misure per migliorare la "circolarità delle auto", stabilendo delle regole per la progettazione, la produzione e il trattamento di fine vita e prevenendo le esportazioni all'estero di mezzi non più idonei alla circolazione. Tra le varie iniziative figurano, per esempio, istruzioni chiare e dettagliate per i demolitori sulla sostituzione e la rimozioni delle componenti, l'invito ai produttori a utilizzare una maggior percentuale di plastica riciclata (ogni veicolo dovrà essere riutilizzabile o riciclabile per almeno l'85% della massa), il miglioramento delle attività di trattamento e raccolta di altri materiali come materie prime, acciaio o alluminio, un rafforzamento delle responsabilità in capo ai costruttori, maggior trasparenza nei controlli e un tracciamento digitale dei veicoli fuori uso tramite un apposito passaporto. In sostanza, Bruxelles punta a migliorare la qualità della raccolta, del trattamento e del riciclaggio dei veicoli, il che significa che la proposta si rivolge ai costruttori, alle società di riciclo e agli Stati membri. Non vi è alcuna imposizione in capo agli automobilisti. L'unico obbligo è il ricorso a centri di raccolta e trattamento autorizzati che, a loro volta, dovrebbero rilasciare specifici certificati di rottamazione anche per evitare il fenomeno dei "veicoli scomparsi".

 

I criteri. Ovviamente, nella proposta della Commissione si definiscono anche i criteri per distinguere un mezzo "fuori uso" da un usato e stabilire se sia "tecnicamente irriparabile". L'elenco dei casi è lungo: tale veicolo è stato ridotto in pezzi o smembrato; è stato saldato o chiuso con schiuma isolante; è stato bruciato completamente al punto da risultarne distrutto il vano motore o l'abitacolo; è stato immerso nell'acqua fin sopra il cruscotto; non possono essere riparati o sostituiti pneumatici e ruote, sospensioni, sterzo, freni e relativi comandi, giunti e dispositivi di fissaggio dei sedili, airbag, pretensionatori, cinture di sicurezza e loro componenti periferici, carcassa e telaio; i componenti strutturali e di sicurezza hanno difetti tecnici irreversibili e non sostituibili, quali invecchiamento del metallo, numerose spaccature degli strati di vernice o corrosione perforante eccessiva; la riparazione richiede la sostituzione del motore, del cambio, della carcassa o dell'insieme del telaio, con conseguente perdita dell'identità originale del veicolo. Inoltre, il veicolo non è economicamente riparabile se il suo valore di mercato è inferiore al costo delle riparazioni necessarie per ripristinarlo nell'Unione a una condizione tecnica sufficiente per ottenere un certificato di conformità nello Stato membro in cui è stato immatricolato prima della riparazione.  

Altre giustificazioni. In pratica, il veicolo da rottamare deve avere danni evidentemente non risolvibili. Sono però fuorvianti ulteriori criteri che hanno scatenato le rimostranze: il veicolo può essere considerato tecnicamente non riparabile pure se è stato immerso nell'acqua fin sotto il cruscotto con danni al motore o al sistema elettrico; le porte non sono fissate; perde carburante o suoi vapori con un rischio di incendio e di esplosione; è avvenuta una fuoriuscita dal sistema a gas liquido che comporta il rischio di incendio e di esplosione; perde liquidi di funzionamento (carburante, liquido per freni, liquido antigelo, acido della batteria, liquido refrigerante) con un rischio di inquinamento delle acque; i freni e i componenti dello sterzo sono eccessivamente usurati. Anche in questo caso, però, l'Europa specifica: "Se sussiste una delle condizioni si esegue una valutazione tecnica del veicolo per determinare se la sua condizione è sufficiente per ottenere un certificato di conformità nello Stato membro in cui il veicolo è stato immatricolato prima della riparazione". Dunque, il veicolo può anche passare un'eventuale ispezione. Infine, per determinare se il mezzo usato è fuori uso è possibile avvalersi anche di altri criteri come giustificazione supplementare. Tra questi: assenza di mezzi che permettano di identificare il veicolo, in particolare il numero di identificazione del veicolo; il proprietario è sconosciuto; sono trascorsi più di due anni dalla data in cui il mezzo avrebbe dovuto essere sottoposto all'ultimo controllo tecnico nazionale obbligatorio; il veicolo non è protetto adeguatamente contro i danni durante lo stoccaggio, il trasporto, il carico e lo scarico; oppure, è stato consegnato a un punto di raccolta autorizzato per poi essere trattato o a un impianto di trattamento dei rifiuti autorizzato. 

Discrezionalità. Detto questo, rimane inviolabile il diritto dei proprietari di scegliere il destino preferito per il proprio veicolo. La proposta, infatti, ha il solo obiettivo di definire un quadro per migliorare la gestione dei veicoli a fine vita e, come precisato da un portavoce della Commissione all'Afp, non concede alla Ue alcun diritto di "sequestrare e rottamare un'auto se quest'ultima non soddisfa i criteri". Alla fine, spetterà al proprietario decidere se dismettere il mezzo o no. E in ogni caso, per ora si tratta solo di una proposta che dovrà essere esaminata e approvata dal Parlamento e dal Consiglio ed eventualmente emendata. E non è detto che i tempi siano stretti. Dunque, è il caso di parlare solo di un allarme, neanche tanto circostanziato. 

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Auto elettriche - Traghetti Corsica Linea, per salire a bordo la carica deve essere inferiore al 30%

4 Ruote - Gen 15,2024

Corsica Linea, una delle compagnie attive nella gestione di servizi di trasporto tra Marsiglia e l'isola a nord della Sardegna, ha stabilito una regola per chiunque voglia imbarcarsi su uno dei suoi traghetti con un veicolo elettrico: i conducenti, infatti, vengono invitati a presentarsi con una carica della batteria non superiore al 30%. 

Non ci sono regole condivise. Il provvedimento, che potrebbe essere una conseguenza dell'incendio che la scorsa estate ha colpito il cargo Fremantle Highway al largo delle coste olandesi o di ulteriori problemi riscontrati dagli armatori con il trasporto di auto elettriche, non deve sorprendere più di tanto perché diverse compagnie stanno definendo delle regole per consentire l'imbarco di veicoli alla spina: in alcuni casi è espressamente vietato, in altri si riscontra un'ampia discrezionalità. In pratica, ogni società stabilisce regole diverse, alimentando l'incertezza. Alcune compagnie come la norvegese Uecc hanno fissato un intervallo tra il 20% e il 50% per il trasporto di elettriche (secondo alcuni studi, con una carica inferiore al 50% la chimica delle celle è da considerare più stabile). Le vetture Tesla e MG, per esempio, vengono spedite rispettando proprio questo intervallo. Un'altra compagnia norvegese, la Havila Kystruten, ha invece vietato il carico di qualsiasi veicolo ricaricabile, mentre l'Irish Ferries eroga perfino un servizio di ricarica a bordo: è la dimostrazione di come non esistano regole precise e comuni. 

Rischi e rimedi. Le varie restrizioni, ovviamente, servono alle compagnie per ridurre le possibilità di incidenti, per quanto le statistiche abbiano ormai dimostrato come il rischio di incendio di un'elettrica non sia molto diverso da quello di una termica. Tuttavia, mentre il rogo di un'auto tradizionale si può estinguere con gli attuali sistemi, i veicoli alla spina necessitano di particolari dispositivi di protezione, ancor di più nelle stive delle navi, dove i mezzi vengono stipati all'inverosimile per ragioni di spazio. Un altro aspetto da non sottovalutare in futuro, ovvero quando il parco circolante alla spina sarà più consistente, è rappresentato dalla lunghezza della tratta. Sotto i 45 minuti, i rischi possono anche essere limitati ma, per le traversate più lunghe, sarà necessario stabilire delle regole definitive e - soprattutto - dotare le imbarcazioni di sistemi di estinzione appositamente progettati. 

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Fermo amministrativo - Circoli con le ganasce fiscali? Rischi una maxi sanzione di 1.984 euro

4 Ruote - Gen 15,2024

Ganasce fiscali al centro di una doppia interpretazione delle regole: cosa succede se si viaggia lo stesso, nonostante il fermo amministrativo? In premessa, vediamo di cosa si tratta: parliamo di un atto con cui le amministrazioni o gli enti (Comuni, Regioni, e altri), tramite i concessionari della riscossione, bloccano un bene mobile del debitore iscritto in pubblici registri, ossia la vettura. Così da indurre l'automobilista a pagare il dovuto: una vecchia multa da Codice della strada, un bollo auto (tassa di proprietà regionale) o altro. Con questo provvedimento, la vettura non può circolare. E non può essere radiata dal Pubblico registro automobilistico, né demolita, né esportata. Se il veicolo viene venduto, il debito rimane sulle spalle del vecchio proprietario, ma gravato del fermo: il nuovo proprietario non può né circolare, né radiare il mezzo. Infine, se il debitore non paga le somme contestate, il riscossore può agire forzatamente per la vendita del veicolo. Ed eccoci alla questione: cosa succede se si guida quell'auto su strade pubbliche, nonostante le ganasce fiscali?

Prima interpretazione (2019). Con la circolare 300/A/559/19/101/20/21/4 del 21 gennaio 2019, il ministero dell'Interno (Servizio Polizia Stradale) escludeva la possibilità di applicare la sanzione al caso di circolazione con veicolo sottoposto a fermo fiscale: niente multa di 1.984 euro, in quanto l'applicazione del fermo fiscale non richiede la nomina di un custode.

Seconda interpretazione (2022). Con la circolare 300/STRAD/1/0000038917.U/2022 del 22 novembre 2022, il ministero dell'Interno ha ribaltato l'interpretazione richiamando una recente sentenza della Cassazione (la 16787 del 24 maggio 2022): per chi viaggia con le ganasce, scatta la multa di 1.984. Basta un controllo delle Forze dell'ordine su strada, ed ecco il verbale. Il tutto in base all'articolo 86 comma terzo, decreto presidente della Repubblica 602/1973: si estende l'ambito delle condotte punibili dall'articolo 214, comma 8, del Codice della strada alla circolazione di un veicolo sottoposto a fermo fiscale. Invece, non si applicano la revoca della patente e la confisca del veicolo.

Come cancellare il fermo. Comunque, le ganasce fiscali si possono eliminare. Occorre regolarizzare il proprio debito con il concessionario della riscossione, che emetterà un provvedimento di revoca. Può anche darsi che ci siano errori, però la questione va dimostrata. Se il fermo è stato iscritto in base a una somma non dovuta dal contribuente (sgravio totale per indebito), il riscossore provvede a richiedere al Pubblico registro automobilistico la cancellazione gratuita dell'iscrizione del fermo. Idem se il veicolo è stato venduto con atto di data certa anteriore all'iscrizione del fermo. Inoltre, in caso di rateizzazione del proprio debito, al pagamento della prima rata del piano, il debitore può domandare al riscossore che il fermo sia sospeso (non eliminato): di solito, si ottiene l'ok. Dopo aver pagato l'ultima rata, il mezzo sarà libero.

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Stati Uniti - Cummins pagherà 2 miliardi di dollari per i defeat device nei pick-up Ram

4 Ruote - Gen 14,2024

La Cummins sborserà fino a 2 miliardi di dollari per chiudere una causa promossa dal Dipartimento di Giustizia e dalla California: l'azienda statunitense, nota per la produzione di motori diesel, è stata accusata di aver installato dispositivi o software illegali per la manipolazione delle emissioni in 960 mila propulsori forniti al marchio Ram (oggi del gruppo Stellantis) per i pick-up 2500 e 3500 prodotti dal 2013 al 2023.

Multe ed esborsi. Nell'accordo transattivo raggiunto con le autorità giudiziarie la Cummins non ha ammesso alcun illecito, ma pur di chiudere la causa ha accettato di pagare la multa più consistente mai comminata per una violazione del Clean Air Act: la sanzione di 1,675 miliardi di dollari (oltre 1,5 miliardi di euro) include 1,48 miliardi per il governo federale, 164 milioni per il California Air Resources Board e 33 milioni di dollari per l'ufficio del procuratore generale della California. Inoltre, l'azienda dovrà spendere oltre 325 milioni di dollari per rimediare alle emissioni in eccesso, di cui 175 milioni solo in California, e finanziare la sostituzione di motori obsoleti nelle locomotive diesel.

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Formula E - ePrix Messico: pole e vittoria per la Porsche di Wehrlein

4 Ruote - Gen 14,2024

Il Mondiale di Formula E è entrato nel vivo con l'ePrix di Mexico City, disputato all'Autodromo Hermanos Rodriguez. Dopo aver conquistato la pole position, Pascal Wehrlein ha condotto la sua Porsche verso una vittoria trionfale. Torna sul podio Sébastien Buemi che, dopo aver tallonato la Porsche per quasi l'intera gara, ha chiuso comunque con la seconda posizione. Terzo posto per Nick Cassidy, alla sua prima gara con la Jaguar Racing. Il neozelandese ha preceduto la Maserati di Guenther, a sua volta davanti di sette secondi su Mitch Evans, in difficoltà nella parte finale della corsa. Inizia con un doppio piazzamento a punti la stagione del team DS Penske, con Jean-Eric Vergne sesto al traguardo (attaccato a Evans) e Vandoorne ottavo. Il campione del mondo in carica - Jake Dennis - non è andato oltre il nono posto. Il pilota della Andretti ha chiuso davanti al compagno di squadra Norman Nato, ai margini della Top Ten.

Le parole del vincitore. Partire in testa è stato fondamentale per Wehrlein e lo stesso pilota tedesco ha sottolineato come la Porsche si sia concentrata su questo aspetto per lo sviluppo della propria vettura. "Un'ottima giornata, con pole e vittoria", ha detto Pascal al termine della corsa. "Il focus di questa stagione sono state proprio le qualifiche, che nell'ultima metà dello scorso anno sono state il nostro punto debole. Speriamo di aver fatto dei passi avanti, ma potremo confermarlo solo nelle prossime gare. Sono comunque molto contento, perché la gara non è stata semplice. Magari da fuori è sembrato più facile del previsto, dato che sono quasi sempre stato in testa, ma ho dovuto risparmiare molta energeria. Solo quando Buemi ha commesso un errore e ha perso un po' di scia io ho potuto respirare un po'. Ringrazio il team per tutto il duro lavoro, continueremo a spingere".

Verso l'Arabia Saudita. La Formula E tornerà in pista tra due settimane, con la corsa in notturna sul tracciato di Diriyah. Sarà un doppio appuntamento, in programma il 26 e 27 gennaio.

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