Porsche Taycan - Al vaglio anche una versione Sport Turismo

4 Ruote - Mar 04,2021

"Stiamo pensando a diverse idee per ampliare la gamma della Porsche Taycan e una Sport Turismo da inserire tra la sedan e la Cross Turismo è sicuramente una di queste. Ma per ora non possiamo aggiungere altro". Lo ha dichiarato Stefan Weckbach, responsabile del modello elettrico di Stoccarda, nel corso di una tavola rotonda con la stampa internazionale a margine della presentazione della nuova crossover a zero emissioni.

Formula collaudata. L'apertura di Weckbach, per quanto non vada letta come l'ufficializzazione definitiva di una terza variante di carrozzeria, indica comunque con chiarezza il desiderio della Porsche di sviluppare le potenzialità della Taycan. La quattro porte elettrica tedesca ha incontrato un riscontro commerciale superiore alle aspettative e per questo l'operazione avrebbe assolutamente senso. Tanto più considerato che la formula Sport Turismo - dunque quella di una station sportiva pura, senza la caratterizzazione off-road - sarebbe l'anello di congiunzione ideale tra la berlina e la neonata Cross. Oltre che una strada già battuta con un certo successo, sulla base della Panamera.

Allo studio anche la Taycan 4 berlina. L'eventuale Taycan Sport Turismo, del resto, non sarebbe l'unica aggiunta all'offerta del modello: "Tra le opzioni che stiamo valutando, c'è anche quella di aggiungere la variante Taycan 4, disponibile dal lancio sulla Cross Turismo, anche sulla berlina" (che oggi viene offerta soltanto nelle versioni base a trazione posteriore, 4S, Turbo e Turbo S, ndr).

Made in Zuffenhausen. In ogni caso, l'ampliamento di gamma derivato dall'arrivo della Cross Turismo, non comporterà cambiamenti in termini di strategia produttiva: "Abbiamo voluto che il nostro primo modello elettrico fosse prodotto a Zuffenhausen anche per una questione simbolica: abbiamo investito oltre un miliardo di euro per l'adeguamento dell'impianto e quando lo abbiamo fatto avevamo già previsto la Cross Turismo. La sua introduzione sui mercati non ci costringerà ad ampliare la produzione a un'altra fabbrica", ha spiegato Weckbach.

Non supererà la berlina. La sfera d'influenza commerciale della Cross Turismo, d'altronde, sarà più ridotta rispetto a quella della sedan: "Non è una carrozzeria che va per la maggiore né negli Usa né in Cina", ha spiegato Weckbach, "dunque il suo baricentro in termini di vendite sarà in Europa". Nel nostro continente, secondo il dirigente tedesco, la nuova variante rappresenterà il 40% del volume totale della Taycan, con picchi di oltre il 50% in alcuni mercati (come la Norvegia). A livello globale, invece, la sua incidenza non sarà superiore al 25%.

Cayenne elettrica? Una (quasi) certezza. Rispondendo a una domanda di Quattroruote, infine, Weckbach si è dimostrato possibilista anche sull'eventualità di una Cayenne elettrica, sulla scia di Taycan Cross Turismo e dell'imminente Macan elettrica, in arrivo nel 2022: "Abbiamo annunciato che entro il 2025 il 50% della nostra produzione sarà elettrica o ibrida plug-in e che questa quota salirà all'80% entro il 2030, dunque è naturale che un giorno si parlerà di elettrico anche per la Cayenne: saremo pronti a realizzarlo in tempi molto rapidi quando il mercato lo richiederà".

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Mondiale Endurance - La 24 Ore di Le Mans è rinviata ad agosto

4 Ruote - Mar 04,2021

Ora è ufficiale: la 24 Ore di Le Mans è stata rinviata al 21 e 22 agosto 2021. L'ottantanovesima edizione della celeberrima gara di durata era stata programmata originariamente per il 12 e 13 giugno, ma alla fine si è deciso di spostare leggermente avanti l'appuntamento per avere l'opportunità di aprire le tribune ai tifosi, nel rigoroso rispetto delle misure di sicurezza anti-Covid.

Pubblico in tribuna. Il rinvio ad agosto della 24 Ore di Le Mans è stato concordato dall'Automobile Club de l'Ouest - organizzatore della gara - insieme agli organizzatori del Mondiale Endurance e alla Fia. La decisione è arrivata per dare un'ulteriore opportunità a concorrenti, partner e spettatori di poter godere di un'edizione della gara quanto più normale possibile, mantenendo inalterato il resto del calendario del WEC. Oltre ad avere più possibilità di poter accogliere del pubblico sulle tribune, il rinvio ad agosto evita, di fatto, la concomitanza con il GP del Canada di Formula 1.

Il comunicato. Pierre Fillon, presidente dell'ACO, ha detto: "Sebbene sia stata una decisione difficile da prendere, pensiamo sia quella giusta. Correre la 24 Ore di le Mans a porte chiuse per il secondo anno consecutivo sarebbe impensabile. Stiamo quindi facendo tutto il possibile per evitare che ciò accada. Stiamo lavorando molto duramente per organizzare un evento sicuro, con tutte le precauzioni necessarie in atto. La gara di quest'anno promette di essere decisamente combattuta, anche grazie al debutto della nuova classe Hypercar".

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Seat - Col governo di Madrid e Iberdrola per la prima fabbrica di batterie in Spagna

4 Ruote - Mar 04,2021

Anche la Spagna avrà, entro breve tempo, una fabbrica per la produzione di batterie destinate ai veicoli elettrici. A realizzarla, secondo quanto rivelato dal ministro dell'Industria locale, Reyes Maroto, durante un evento del sindacato Ugt, sarà un consorzio pubblico-privato: vedrà, infatti, la partecipazione iniziale del governo di Madrid, della società energetica Iberdrola e della Seat, ma sarà aperto al coinvolgimento di altri partner. 

Le iniziative del governo. Il consorzio - ha spiegato il ministro - farà parte del primo Perte (Proyectos estratégicos para la recuperación y transformación económica, ndr), che mira alla transizione verso i veicoli elettrici e connessi. Il progetto consentirà lo sviluppo di una serie di iniziative che garantiscano l'esistenza, in Spagna, delle infrastrutture, delle strutture e dei meccanismi necessari per produrre in modo indipendente e competitivo un veicolo elettrico completo e connesso. un impegno del governo affinché la Spagna continui a essere leader nel settore automobilistico mondiale, scommettendo sulla mobilità sostenibile. Impegno dimostrato, tra l'altro, dal recente rifinanziamento dei programmi per l'acquisto dei veicoli a zero emissioni. Madrid ha aumentato a 120 milioni di euro il secondo Programma di incentivazione per la mobilità efficiente e sostenibile (Moves) e ha stanziato fino a 400 milioni per una terza iniziativa con finalità analoghe (la dotazione potrà essere incrementata fino a 800 milioni). 

Dettagli a breve. Per ora non si conosce il luogo prescelto per la prima fabbrica di batterie spagnola, ma tutto lascia propendere per Barcellona. Il coinvolgimento della Seat e le strategie di elettrificazione della Casa rafforzano, infatti, l'ipotesi che la struttura possa essere realizzata nelle vicinanze del complesso produttivo di Martorell, alle porte del capoluogo catalano. In tal senso, non è escluso che già domani emerga qualche dettaglio: è in calendario, infatti, una cerimonia per i 70 anni della Seat, che vedrà la partecipazione del Re Filippo VI, del premier Pedro Sánchez e dell'amministratore delegato del gruppo Volkswagen, Herbert Diess. Inoltre, la scorsa settimana, il numero uno della stessa Seat, Wayne Griffiths, ha parlato di "discussioni abbastanza avanzate con il governo per agevolare la produzione di auto elettriche a Martorell, ha chiesto all'esecutivo un fermo impegno sull'elettrificazione e ha auspicato la possibilità di avere una fabbrica di batterie nelle vicinanze per sostenere i progetti dell'azienda. La Seat ha un piano quinquennale per investire cinque miliardi di euro su progetti di ricerca e sviluppo per elettrificare la propria gamma e su nuovi macchinari e strutture per i suoi stabilimenti nell'area di Barcellona. 

I progetti. Tra l'altro, non lontano da Martorell, per la precisione nella zona franca di Barcellona, è presente un impianto automobilistico in via di dismissione per il quale le autorità locali starebbero valutando diversi progetti, tra cui la riconversione in una fabbrica proprio di batterie. Si tratta di uno dei tre stabilimenti della Nissan destinati a chiudere i cancelli alla fine del 2021. La Casa di Yokohama ha posticipato di un anno la chiusura per consentire alle autorità locali di individuare un'alternativa che dia un futuro ai suoi circa tremila lavoratori: al momento, avrebbero manifestato un interesse concreto la coreana LG Chem e la francese Schneider Electric, che vorrebbero avviare la produzione di batterie, e la svedese Inzile, intenzionata ad assemblare veicoli elettrici. Il 31 marzo è il termine ultimo per la presentazione dei progetti definitivi. Il principale impianto della Nissan a Barcellona potrebbe anche finire al centro di un ulteriore progetto sostenuto dalla Generalitat per realizzare un battery hub per la produzione e il riciclaggio degli accumulatori. In tal caso, però, il governo catalano ha posto una precisa condizione per portarlo avanti: ottenere parte dei fondi europei destinati alla Spagna nel quadro del Recovery Fund. Si parla di 6,8 miliardi di euro sui 140 miliardi complessivi che saranno concessi dall'Unione Europea al governo di Madrid.

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Porsche Taycan - Cross Turismo, ecco la "wagon" elettrica

4 Ruote - Mar 04,2021

Prima una berlina sportiva, poi una wagon con tratti da crossover: è questa la strategia della Porsche per la Taycan, che debutta oggi nella versione Cross Turismo. A differenza di quanto fatto con la Panamera, l'elettrica non guadagna soltanto un bagagliaio più versatile, ma anche alcune caratteristiche tecniche ed estetiche che richiamano il mondo del fuoristrada leggero. In Italia, la Porsche Taycan Cross Turismo è ordinabile con prezzi a partire da 96.841 euro: le prime consegne sono previste in estate.

Con il pacchetto Off-Road è più alta di 30 mm. Ispirata alla concept Mission-E Cross Turismo del 2018, la nuova Taycan Cross Turismo propone un taglio inedito della coda, che mantiene il gruppo ottico a Led a tutta larghezza e aggiunge un pratico portellone. Il design combina stile ed efficienza: il Cx, infatti, è 0,26 e non è prevista, in questo caso, un'ala attiva sulla coda, ma un più semplice spoiler fisso. Il pacchetto Off-Road esalta lo spirito da crossover della cinque porte, aggiungendo i flap agli angoli dei paraurti e la bussola integrata nell'infotainment. Le sospensioni pneumatiche, che offrono di serie la funzione Smart-Lift, sono inoltre dotate della specifica modalità Gravel per la guida fuori dall'asfalto, che aumenta di 30 mm l'altezza minima da terra rispetto alla Taycan berlina e attiva regolazioni specifiche del controllo di trazione e di stabilità. Per la Cross Turismo, la Porsche dichiara 36 mm di spazio in più per la testa dei passeggeri posteriori, mentre il bagagliaio ha una capienza variabile da 446 a 1.212 litri: valori che scendono rispettivamente a 405 e 1.171 litri per le sole versioni Turbo e Turbo S. 

Da 380 a 761 CV. La Porsche Taycan Cross Turismo è proposta in quattro differenti versioni a trazione integrale, tutte dotate di Performance Battery Plus da 93,4 kWh. Il modello di ingresso è la Taycan 4 da 380 CV (che diventano 476 CV in overboost) con un'autonomia dichiarata compresa tra i 389 e i 456 km nel ciclo Wltp. Seguono la 4S da 490 CV (571 in overboost) e 388-452 km di percorrenza con un ciclo di carica; la Turbo da 625 CV (680 CV in overboost) e un'autonomia di 395-452 km; e la Turbo S da 625 CV (761 CV in overboost), che a batteria completamente carica copre dai 388 ai 419 km. La velocità massima è di 220 km/h per la 4, 240 km/h per 4S e 250 km/h per le Turbo e Turbo S. Grazie al Launch Control, tutti i modelli ottengono risultati brillanti nell'accelerazione da fermo, con i 100 km/h che si raggiungono in tempi variabili da 5,1 a 2,9 secondi in base alla versione. Di serie è previsto il caricabatterie di bordo da 11 kW, mentre quello da 22 kW è opzionale: la tecnologia a 800 Volt e la compatibilità con le colonnine più veloci disponibili sul mercato consentono di recuperare fino a 100 km di autonomia in cinque minuti.

A 200 km/h con il carico sul tetto. Insieme alla Cross Turismo, la Porsche presenta anche due nuove eBike e uno speciale sistema di trasporto dedicato, dotato di un supporto posteriore che non blocca l'apertura del portellone. Il catalogo Tequipment include anche sistemi di trasporto da fissare sul tetto, tra i quali figura il modello Performance omologato per raggiungere i 200 km/h. Oltre ai tradizionali optional ordinabili al momento dell'acquisto, la Porsche offre anche la possibilità di attivare alcuni accessori attraverso l'infotainment di bordo e lo store virtuale. La selezione delle Functions on Demand include, per il momento, il Porsche Intelligent Range Manager (Pirm), il servosterzo Plus, il mantenimento attivo della corsia e il pacchetto di Adas Porsche InnoDrive.

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Renault Mégane eVision - Avvistati i prototipi della crossover elettrica

4 Ruote - Mar 04,2021

Un prototipo della Renault è stato fotografato per la prima volta in Scandinavia alle prese con i collaudi: si tratta con ogni probabilità versione di serie della Mégane eVision, presentata nell'ottobre scorso come concept e attesa sul mercato già alla fine del 2021.

La crossover elettrica che reinventa la Mégane. Si tratta di un modello cruciale per la Casa francese, indicato da Luca De Meo come un punto di riferimento sotto diversi aspetti: per le forme da crossover, che sostituiscono quelle della cinque porte classica offrendo più spazio a fronte di una minore lunghezza; per la piattaforma Cmf-Ev, specifica dei modelli elettrici; e per il design, che inaugura un nuovo corso stilistico. Il prototipo immortalato in queste foto spia appare molto simile alla concept e mostra un assetto leggermente rialzato, i passaruota sagomati e un taglio piuttosto netto della coda, con sbalzi contenuti e ruote di grande diametro. Lo sportello di ricarica sul parafango destro non è nascosto alla vista, mentre lo sono i gruppi ottici anteriori e posteriori, che sulla concept Mégane eVision sono stati ridisegnati da Laurens Van den Acker. Il logo della Renault sul frontale c'è, ma non si vede, con la losanga coperta dalle pellicole. 

60 kWh per 217 CV. Per la Mégane eVision, la Renault ha annunciato batterie da 60 kWh e un motore singolo da 217 CV con possibilità di ricarica a 130 kW: si tratta di valori coerenti con quelli della "sorella" Nissan Ariya che presto arriverà sul mercato. Dalla crossover giapponese dovrebbero essere riprese anche le opzioni di connettività, pensate in funzione dell'autonomia.

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Automotive Cells Company - Stellantis e Total, la joint venture produrrà batterie anche per altri costruttori

4 Ruote - Mar 04,2021

Automotive Cells Company, la joint venture per la produzione di batterie costituita dal gruppo Stellantis e dalla multinazionale petrolifera Total, ha intenzione di fornire accumulatori non solo ai suoi soci di riferimento, ma anche ad altre realtà del settore automotive. A precisare il raggio d'azione dell'azienda, operativa da circa sei mesi, è stato l'amministratore delegato Yann Vincent: "Stiamo iniziando con il primo contratto con Stellantis, ma anche discutendo con altre Case automobilistiche. La nostra missione è produrre e vendere a qualsiasi costruttore". 

I due stabilimenti. Tra i possibili clienti ci potrebbe essere anche la Renault, vista la disponibilità a entrare nell'azionariato della joint venture. Inoltre, l'amministratore delegato Luca de Meo e il presidente Jean-Dominique Senard hanno recentemente sottolineato quanto sia essenziale la vicinanza delle fabbriche di batterie agli impianti di assemblaggio per ridurre il costo dei veicoli alla spina. Il progetto della Automotive Cells Company, infatti, prevede la realizzazione di uno stabilimento a Douai, nella Francia settentrionale, non lontano dai tre impianti della Losanga che andranno a costituire il cosiddetto "Polo del Nord", dedicato alla produzione delle vetture elettriche e delle relative componenti. In ogni caso, la joint venture tra Stellantis e Total non è ancora completamente operativa: attualmente è nel pieno del processo di autorizzazione per i lavori a Douvrin e per la realizzazione di una fabbrica con capacità iniziate di 8 GWh, da incrementare fino ad almeno 24 GWh entro il 2030 (l'obiettivo finale è arrivare a 32 GWh). Inoltre, è previsto che venga realizzato un secondo stabilimento a Kaiserslautern, in Germania, che dovrebbe iniziare la produzione nel 2025: anche in questo caso l'obiettivo è arrivare a una capacità di almeno 24 GWh. L'intero progetto prevede l'assemblaggio di accumulatori per 1 milione di veicoli all'anno e investimenti per 5 miliardi di euro. Di questi, il 26% sarà sostenuto da finanziamenti pubblici concessi da Francia (846 milioni) e Germania (437 milioni) nel quadro di un programma di interesse europeo, definito dall'Ue per ridurre la dipendenza del Vecchio continente dalle produzioni asiatiche di batterie. 

Conversione di vecchi siti. Le due nuove fabbriche saranno, tra l'altro, localizzate all'interno di complessi produttivi del gruppo Stellantis attualmente dedicati alla produzione di motori a combustione interna. La loro conversione, ha spiegato Vincent, consentirà di compensare l'ormai imminente calo produttivo che interesserà i propulsori benzina e diesel, riducendone le conseguenze sul piano occupazionale. Il sito di Douvrin conta oggi su circa 1.500 dipendenti e la sua riconversione potrà creare tra 1.400 e 2.000 posti di lavoro diretti. Inoltre, durante i 18 mesi dedicati alla costruzione delle nuove strutture e all'ammodernamento di quelle esistenti, saranno operativi tra i 350 e i 400 operai.  

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Porsche - Possibile ritorno in Formula 1 dal 2025

4 Ruote - Mar 04,2021

Dell'ingresso del gruppo Volkswagen in Formula 1, con i brand Audi o Porsche, se n'è parlato spesso negli ultimi anni. Evidentemente le orbite dei due mondi devono essersi incrociate più volte, l'ultima delle quali fra il 2014 e il 2016, quando l'attuale ceo della F.1, Stefano Domenicali, è passato da Maranello a Ingolstadt in qualità di vice presidente delle nuove iniziative di business dei Quattro anelli: tradotto, si può serenamente supporre che la sua lunga esperienza al muretto servisse proprio per studiare un piano di fattibilità per un potenziale ingresso nel Circus con un marchio del gruppo, vanificato poi dal dieselgate.

Le nuove regole. Oggi però ci sono altri elementi che, messi assieme, alimentano nuovamente un possibile e reale interesse del gruppo, in particolare della Porsche, verso la massima categoria del motorsport. Tutto ruota attorno alla sostenibilità, con la F.1 stessa che ha già annunciato l'obiettivo di diventare carbon neutral dal 2030: dalla logistica dei viaggi al riciclaggio dei rifiuti negli autodromi, oltre a delle power unit più pulite. E sono proprio queste ultime a essere l'elemento più attrattivo, considerato che da tempo sono già sul tavolo discussioni per renderle più pulite e sostenibili - ecologicamente ed economicamente - con nuove regole che dovrebbero entrare in vigore nel 2025. Non è un mistero, infatti, che i motori turbo ibridi introdotti nel 2014 non piacciano a nessuno, ai team in primis, per via delle loro complessità e degli elevati costi di sviluppo. Renderli più semplici creerebbe interesse verso nuovi costruttori e, se ci fosse un elemento capace di rendere la tecnologia realmente veicolabile verso la produzione di serie, probabilmente vedremmo ancor più scuderie in gara.

eFuel al centro. I biocarburanti, che sono uno dei pilastri per la sostenibilità delle future power unit, potrebbero quindi essere la chiave di volta per stimolare nuovi ingressi. Lo scorso dicembre, la Fia ha consegnato i primi barili di eFuel ai produttori dei motori (Ferrari, Mercedes, Honda e Renault) per iniziare i primi test di validazione. E qui entra in ballo la Porsche, che proprio di recente ha manifestato una notevole attenzione verso queste soluzioni, alle quali molti altri costruttori stanno lavorando da tempo. Nella fattispecie, la Casa di Stoccarda circa un anno fa ha annunciato una partnership con Siemens Energy e altre società per dar vita a un progetto pilota in Cile (scelto per la grande quantità di sole e vento) per la produzione di eFuel, con una prima gittata di 130.000 litri già nel 2022, per poi arrivare a 550 milioni di litri nel 2026.

Il futuro non è solo elettrico. La Porsche, conscia del fatto che il futuro dell'automotive non può essere soltanto elettrico - nonché moralmente impegnata a tenere in vita i motori termici ad alte prestazioni - ha tutto l'interesse nell'investire in biocarburanti, come ha sottolineato anche Frank Walliser, capo della divisione Motorsport e GT, in occasione del lancio della 992 GT3. L'eFuel, secondo il manager tedesco, potrebbe consentire una riduzione dell'85% della CO2, portando il livello di emissioni di una vettura termica al pari a quello di un'elettrica (considerando il weel-to-wheel, dal pozzo alla ruota).

Le esperienze in F.1. Il gruppo tedesco, quindi, sta monitorando con attenzione l'evolversi delle discussioni sui nuovi regolamenti e, se come promesso i biocarburanti e la sostenibilità saranno al centro della rivoluzione della F.1 del futuro, potremo tornare a vedere il marchio di Stoccarda su una monoposto. Una Formula 1 appena accarezzata nel 1962, con la Porsche 804 che gareggiò soltanto quella stagione con scarso successo, e riabbracciata negli anni 80 con grande soddisfazione in veste di fornitore di motori, con il TAG Porsche progettato dall'ingegner Mezger che consentì alla McLaren di aggiudicarsi tre Mondiali Piloti (uno con Lauda e due con Prost) e due titoli Costruttori. Nel 1991 ci riprovarono motorizzando la Footwork di Alboreto e Caffi, ma con risultati disastrosi.

Team o fornitore? Ora, se tutti i tasselli combaceranno, sarà interessante scoprire con quali modalità il gruppo tedesco potrebbe fare il suo sbarco in Formula 1. La Porsche e l'Audi hanno una notevole potenza di fuoco nel motorsport, ma mettere in piedi una squadra da zero (o quasi) è un impegno piuttosto massiccio, anche se la F.1 dovesse davvero eliminare o ridurre, come ha lasciato intendere Domenicali, la fee di ingresso di 200 milioni di euro che ogni nuovo team deve sborsare per far parte del Circus. La strada più breve sarebbe quella di tornare a essere un engine supplier e in questo senso potrebbero esserci diverse alternative: una Red Bull che alla fine di quest'anno perderà la Honda (anche se gli austriaci continueranno a farsi in casa il propulsore giapponese fino al 2025), una Williams in cerca di identità e successi perduti (inoltre, l'attuale ceo Jost Capito è stato manager di lungo corso nel gruppo tedesco, anche a capo di Volkswagen Motorsport), oppure l'inglese neo motorizzata Mercedes per un rinnovato e suggestivo binomio McLaren-Porsche.  

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Honda - Guida assistita, in Giappone debuttano i sistemi di livello 3

4 Ruote - Mar 04,2021

La Honda si appresta a lanciare i sistemi di guida assistita di livello 3, nonostante le recenti rinunce di alcuni costruttori (come l'Audi) e malgrado gli inviti alla prudenza lanciati da enti come l'agenzia per la cybersecurity dell'Unione europea. A partire dal 5 marzo, infatti, la Casa di Tokyo inizierà a offrire in leasing in Giappone la Legend EX equipaggiata con Sensing Elite, un'evoluzione del pacchetto di funzioni di sicurezza attiva già offerto sull'intera gamma europea.

Il Traffic Jam Pilot. Tra le diverse tecnologie incluse nella nuova suite figura il sistema Traffic Jam Pilot, una funzione di guida automatizzata di livello 3 già certificata dalle autorità giapponesi. Secondo la Casa la funzione consente al sistema di bordo di controllare l'auto in determinate condizioni, come per esempio quelle di traffico in colonna in autostrada, senza richiedere input specifici da parte del guidatore, che comunque deve essere necessariamente presente e pronto a intervenire. Per gestire il veicolo, il sistema determina la posizione dell'auto e le condizioni della strada utilizzando i dati di mappe tridimensionali in alta definizione e sfruttando il sistema satellitare globale di navigazione: il Traffic Jam Pilot è in grado di rilevare, a 360 gradi, tutti gli oggetti che si trovano nel raggio della vettura: allo stesso tempo, il sistema monitora i livelli di attenzione del guidatore attraverso la telecamera montata a bordo. Grazie a un'analisi continua, l'unità elettronica di controllo effettua riconoscimenti, previsioni e prende decisioni di guida in base ai monitoraggi, regolando di conseguenza accelerazione, frenata e sterzo. Il sistema di bordo incorpora un dispositivo supplementare di sicurezza che garantisce l'affidabilità dell'auto anche in caso di di problemi di funzionamento dei sistemi di assistenza alla guida inclusi nel pacchetto tecnologico.

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Skoda Kushaq - Nuovi bozzetti anticipano gli interni della Suv per l'India

4 Ruote - Mar 04,2021

La Skoda ha diffuso i bozzetti degli interni della Kushaq, la nuova Suv compatta riservata al mercato indiano che sarà presentata il prossimo 18 marzo. La vettura, basata sulla piattaforma Mqb-A0 del gruppo Volkswagen, sarà il primo di quattro modelli che Wolfsburg ha deciso di realizzare appositamente per conquistare nuovi clienti nel Paese asiatico.

Schermo dell'infotainment da 10". Con un passo di 2,65 metri a fronte di dimensioni esterne ridotte, la Kushaq promette una buona abitabilità, ma non solo: ai passeggeri, infatti, sarà offerto un ambiente che integra le ultime novità tecniche e stilistiche del marchio. La plancia, dalle forme minimaliste, è dominata dallo schermo dell'infotainment da 10" in stile tablet e dal display della stumentazione digitale, mentre i comandi del climatizzatore rimangono separati e collocati sulla console centrale. Per il momento la Skoda non ha fornito indicazioni sul software che equipaggerà la vettura, ma probabilmente si tratterà della più recente evoluzione del sistema della Casa boema.  

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Jeep - Tavares: "Siamo disposti ad abbandonare il nome Cherokee"

4 Ruote - Mar 04,2021

Il gruppo Stellantis è disponibile a cancellare il nome Cherokee dalla gamma Jeep e a soddisfare, così, la richiesta avanzata da uno dei leader dei nativi americani: lo ha dichiarato l'amministratore delegato, Carlos Tavares, in un'intervista al Wall Street Journal, confermando l'impegno al dialogo con i rappresentanti degli indiani d'America.

La richiesta. Pochi giorni fa, Chuck Hoskin Jr., il capo della Nazione Cherokee, la più grande delle tre tribù Cherokee riconosciute dal governo federale degli Stati Uniti, ha chiesto esplicitamente all'azienda automobilistica di non utilizzare denominazioni legate alla storia degli indiani. "Penso sia arrivato il tempo in cui società o squadre sportive non usino più nomi, immagini e mascotte legati ai nativi americani", ha spiegato Hoskin, aggiungendo che solo i nativi hanno il diritto di decidere come impiegare i propri nomi e simboli. Negli Stati Uniti, non si tratta di una questione irrilevante: si inserisce in un dibattito sempre più acceso direttamente legato alle proteste contro il razzismo e ogni discriminazione sociale, etnica o politica. L'anno scorso, per esempio, ha fatto scalpore la decisione della franchigia della Nfl dei Washington Redskins di modificare il proprio nome (che in inglese significa Pellerossa) e il logo (un indiano stilizzato) su invito soprattutto degli sponsor. Una decisione analoga è stata presa nel baseball dai Cleveland Indians. La Jeep, almeno inizialmente, ha respinto la richiesta di Hoskin, pur garantendo la propria disponibilità al dialogo: "I nomi delle nostre auto sono sempre stati scelti attentamente con lo scopo di rendere omaggio ai nativi americani, alla nobiltà dei loro popoli, al loro orgoglio e al loro coraggio.

La replica. Interpellato sulla disponibilità a cancellare il nome Cherokee, Tavares è stato chiaro: "Siamo pronti a arrivare a qualsiasi punto, fino a prendere una decisione con le persone appropriate e senza intermediari. "In questa fase - ha proseguito il manager portoghese - non so se ci sia un problema reale. Ma se c'è, ovviamente lo risolveremo", ha poi chiosato facendo presente di non essere direttamente coinvolto nei colloqui con i nativi. Di certo, Tavares rischia di doversi occupare personalmente della questione vista l'importanza sia dei modelli interessati (le Jeep Cherokee e Grand Cherokee costituiscono oltre il 40% delle vendite negli Stati Uniti) sia delle eventuali conseguenze per la reputazione aziendale. Per ora, l'amministratore delegato non sembra preoccupato ed è convinto che assegnare nomi indiani alle auto del marchio Jeep rappresenti una forma di rispetto: "Non ci vedo nulla di negativo. Penso sia solo un modo di esprimere la nostra passione creativa, le nostre capacità artistiche.

Le altre interviste. Tavares, ieri impegnato in una lunga giornata di presentazione dei risultati finanziari di FCA e PSA (l'ad di Stellantis ha dedicato oltre due ore alla conference call con gli analisti), ha interloquito con varie testate. A Las Echos, per esempio, ha ribadito di attendersi un sostegno governativo da parte del Regno Unito a favore dell'impianto inglese di Ellesmere Port, mentre con il Sole 24 Ore ha trattato il tema del processo di consolidamento del gruppo, escludendo, almeno per ora, nuove operazioni di acquisizione o fusione, per concentrare tutte le attenzioni sull'integrazione delle attività dei due costruttori confluiti in Stellantis.

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Documento unico - Le associazioni automotive: "Posticipate l'entrata in vigore di almeno sei mesi"

4 Ruote - Mar 04,2021

L'entrata in vigore del Documento unico di circolazione e proprietà dei veicoli deve essere posticipata di almeno sei mesi. A sostenerlo sono le rappresentanze del settore auto italiano (Anfia, Aniasa, Assilea, Federauto, Unasca e Unrae) che, con una lettera indirizzata al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Enrico Giovannini, hanno chiesto di rinviare l'implementazione del nuovo sistema per le pratiche di immatricolazione e passaggio di proprietà dei veicoli che, allo stato attuale, sarà operativo a partire dal 31 marzo.

I tempi non sono maturi. Introdotta da una legge del 2015 e disciplinata da una norma del 2017, la nuova carta di circolazione sarebbe dovuta entrare in vigore più di due anni fa, ma il tutto è stato posticipato diverse volte, l'ultima a causa del coronavirus. Le associazioni, però, affermano che sarebbe comunque impossibile dare completa attuazione al processo di migrazione al nuovo sistema del Documento unico entro la fine del mese, sollevando anche diversi dubbi sul regolare funzionamento della piattaforma informatica a esso collegata e il conseguente rischio di arrecare "notevoli disagi" agli operatori e ai cittadini. La situazione, infatti, è complessa: nonostante sia in fase di progressivo consolidamento, grazie all'impegno delle amministrazioni (Motorizzazione, ACI e PRA) e degli Sportelli telematici dell'automobilista, il sistema necessita ancora di molte implementazioni e test di tenuta. Secondo le rappresentanze, tutto ciò creerebbe ulteriori impatti negativi sul mercato dell'auto, già fortemente rallentato dalla crisi in corso. Pertanto, il settore che il governo fissi un nuovo termine "più ragionevole", concedendo una proroga.

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Mini - Le novità della gamma e la Camden Edition

4 Ruote - Mar 04,2021

Con il recente restyling, la Mini ha rivisto la gamma degli allestimenti e introdotto un'esclusiva edizione speciale. Per le Mini 3 porte, 5 porte e Cabrio, infatti, sono ora previste quattro linee di equipaggiamento: Essential, Classic, Yours e John Cooper Works, alle quali possono essere abbinate le motorizzazioni già note. La nuova versione, proposta in serie limitata, è denominata invece la Camden Edition: verrà offerta fino al 31 marzo a partire da 23.100 euro, ecoincentivi e sconto della Casa inclusi.

Essential, Classic, Yours e John Cooper Works. L'allestimento Essential rappresenta la Mini entry-level e, oltre a una serie di optional organizzati in pacchetti, dispone di limitate possibilità di personalizzazione. La dotazione di serie include i sedili rivestiti di tessuto, i gruppi ottici a Led, l'infotainment con schermo da 8,8" e il volante rivestito di pelle. La versione Classic, invece, offre nove tinte esterne (con carrozzeria bicolore e strisce opzionali), sedili rivestiti di pelle e tessuto, fari posteriori a Led, illuminazione d'ambiente e le Mini Driving Modes. La più ricca Yours vanta una carrozzeria bicolore, dei badge specifici, i cerchi di lega da 18" (17" nel caso dell'elettrica Cooper SE), i rivestimenti di pelle nappa, le finiture interne di alluminio e il cielo antracite. Infine, l'allestiento John Cooper Works, che è disponibile su tutte le motorizzazioni a eccezione della One da 75 CV e della Cooper SE, aggiunge un pacchetto aerodinamico specifico, le dettagli esterni Piano Black, il tetto e gli specchietti di colore Chili Red, le sospensioni a controllo elettronico e i sedili sportivi.

La "londinese". La Mini Camden Edition, che prende il nome da un celebre quartiere di Londra, viene offerta solo in versione 3 e 5 porte One e Cooper a benzina. Oltre ai loghi esterni specifici, questa serie limitata sfoggia cerchi di lega da 16" neri, fari e luci di coda a Led, ed è equipaggiata di serie con i sensori di parcheggio posteriori, con l'infotainment Mini Connected dotato di navigatore e con il cruise control.

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Formula 1 - La Haas mostra la sua nuova livrea

4 Ruote - Mar 04,2021

Gunther Steiner lo aveva anticipato, alla fine della passata stagione: la Haas rompe con il passato. Lo ha fatto già lo scorso dicembre, annunciando una nuova coppia di piloti. Due debuttanti dalle belle speranze: il tedesco Mick Schumacher e il russo Nikita Mazepin. E oggi conferma la tendenza, con la presentazione della nuova VF-21.

Addio al grigio. La Haas scenderà in pista con una nuova e accattivante livrea, con la quale la squadra americana dice addio al grigio tipico della Haas Automation per una nuova linea prettamente bianca. La nuova livrea è una sorta di omaggio all'arrivo del nuovo sponsor russo "Uralkali", ossia la società di fertilizzanti russa a cui fa capo proprio il padre di Mazepin. Non è un caso, infatti, che la vettura sia caratterizzata da strisce blu e rosse che - oltre al bianco - richiamano specificatamente la bandiera russa.

La presentazione in Bahrain. Mazepin e Schumacher porteranno al debutto la nuova VF-21 nei test del Bahrain. Proprio sul circuito del Sakhir, il prossimo 12 marzo, il team farà la sua presentazione ufficiale alla presenza dei due piloti e del management. La parola d'ordine è profilo basso, soprattutto per questa stagione che si preannuncia tutta in salita. La squadra americana punta tutto sul 2022 e ha rinunciato allo sviluppo di questa stagione: un rischio calcolato per quello che sarà sicuramente un anno di transizione, lontani dai riflettori, anche per permettere a Schumacher e Mazepin di fare esperienza.

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Ristrutturazione finanziaria - Europcar rilancia il piano Connect con una nuova governance

4 Ruote - Mar 03,2021

Europcar Mobility Group si appresta a rilanciare il piano Connect con una iniezione di nuovi capitali da 250 milioni di euro e di finanziamenti per la flotta pari a 225 milioni di euro, abbinati a una riduzione del debito di 1,1 miliardi di euro, trasformato in equity (ridotto ora a 980 milioni), e con l'arrivo di Alexandre de Juniac alla presidenza del consiglio di amministrazione. De Juniac, ex numero uno di Air France-Klm, e fino al 31 marzo presidente della Iata, l'associazione internazionale delle compagnie aeree (dove verrà sostituito da Willie Walsh, ex British Airways group), dovrà trasformare Europcar da azienda di noleggio a breve termine a mobility provider a tutto tondo. A supportarlo in questo compito ci sarà, nel management dell'azienda, anche l'italiano Fabrizio Ruggiero, che occupa la posizione di deputy ceo e direttore generale della società. La stategia è quella di privilegiare prodotti con un taglio più business, come ha ricordato lo stesso Ruggiero, anche se la ceo Caroline Parot afferma che i nostri team si preparano all'estate e alla prospettiva di una ripresa progressiva dei viaggi nazionali e internazionali. 

Focus sulle aziende. La roadmap strategica della società con sede a Parigi prevede primariamente soluzioni sempre più flessibili a medio e lungo termine per aziende, oltre che servizi di prossimità 100% digitali nei centri urbani, un rafforzamento dell'offerta e della presa e della riconsegna dei veicoli contactless, e al consolidamento delle partnership internazionali. L'emblema del nuovo corso di Europcar è il contratto firmato con Post Nord in Danimarca, per una flotta in noleggio a lungo termine di furgoni elettrici targati Mercedes-Benz, tutti connessi e gestiti attraverso un software di fleet management. Del resto, il target è arrivare entro il 2023 ad avere almeno un terzo della flotta gestita alla spina e sempre più connessa già quest'anno nel caso dei veicoli commerciali grazie sia a partnership come quelle con NewMotion, Geotab e Telefónica sia allo sviluppo di marchi interni al gruppo, come nel caso di come Ubeeqo, i cui veicoli offerti in sharing sono ormai elettrificati nel 65% dei casi.

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Covid - Daimler, FCA, PSA, Renault e Volkswagen: la crisi cancella 100 miliardi di ricavi

4 Ruote - Mar 03,2021

Mancano all'appello quasi 100 miliardi di euro di ricavi e 16 miliardi di profitti operativi: il conto economico 2020 delle big 5 europee dell'auto piange. Per colpa del Covid, innanzitutto, che ha di fatto azzerato il mercato per un paio di mesi. E di una ripresa, guidata dagli incentivi concessi dai governi, che non è comunque riuscita a compensare quanto perduto nel periodo di lockdown. Del resto, i dati sono eloquenti: lo scorso anno le immatricolazioni in Europa, mercato chiave per i player locali, sono calate del 24,3%, che significa 4 milioni di auto in meno.

La Renault ha perso più di tutte. Nel 2020, Volkswagen (223 miliardi di euro), Daimler (154 miliardi), FCA (87 miliardi), PSA (61 miliardi) e Renault (43 miliardi) hanno prodotto nel complesso un fatturato di 568 miliardi contro i 665 miliardi dell'esercizio precedente (-97 miliardi). La flessione più significativa è stata quella della Régie (-21,6%), che tuttavia ha dato i primi concreti segnali di risveglio nel quarto trimestre, grazie alla riduzione dei costi fissi e alla migliorata politica di pricing adottata dall'ad, Luca De Meo. Più contenuti i cali delle due tedesche (-11% circa sia per Wolfsburg sia per Stoccarda) che hanno beneficiato della buona ripartenza del mercato cinese. Intorno al 20%, infine, è risultata la contrazione dei ricavi di FCA e PSA, all'ultimo bilancio separato prima della nascita di Stellantis.

Profitti operativi a -16,1 miliardi.  marcato anche il ridimensionamento della redditività, sebbene, Renault a parte, le altre Case abbiano conservato un Ebit (risultato operativo) positivo, riuscendo in qualche modo a generare valore. Una menzione particolare va a Daimler, che ha addirittura migliorato il risultato da 4,3 a 6,6 miliardi, rinunciando però al 20% degli investimenti (da 7,2 a 5,5 miliardi) e all'11% delle spese in ricerca e sviluppo (da 9,7 a 8,6 miliardi) e tagliando 10 mila posti di lavoro in tutto il mondo. Se ai 6,6 miliardi di Ebit della Casa della Stella si aggiungono i 10,6 di VW (-45% sul 2019), i 3,7 di FCA e PSA (rispettivamente -44% e -41%) e si tolgono i 2 miliardi di rosso di Renault, il monte profitti operativi totali delle cinque Case europee raggiunge 22,6 miliardi, vale a dire 16,1 miliardi in meno rispetto all'esercizio 2019.

Segnali in controtendenza sul finire dell'anno. A parziale consolazione va detto che i numeri del quarto trimestre restituiscono segnali di inversione di tendenza, specialmente per FCA, che ha registrato numeri record di gruppo e in Nord America, con un Ebit rettificato rispettivamente a 2,3 e 2,2 miliardi di euro e margini all'8,2% e all'11,6%.

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Amicar - A Napoli raddoppia il car sharing elettrico

4 Ruote - Mar 03,2021

Nonostante le difficoltà di un primo anno iniziato in piena pandemia, lo scorso giugno, e di diversi episodi di vandalismo e veri e propri furti, Amicar, il primo e unico car sharing a Napoli, con la più grande flotta di auto totalmente elettriche nel Mezzogiorno, non lascia e, anzi, raddoppia. Alle 35 Peugeot e-208 con le quali il servizio era iniziato, si aggiungeranno altre 30 vetture a batterie, operative in flotta entro metà aprile. Il servizio Amicar Sharing, nato sulle ceneri del progetto sperimentale Ci.Ro, (sostenuto nel 2014 dal Comune di Napoli e dal Ministero dello Sviluppo economico (MiSE) e durato circa un triennio, con 11 Zoe sul territorio partenopeo), era stato progettato in epoca pre-Covid e in realtà puntava a un mondo "normale" con una città piena di turisti, studenti universitari e professionisti, oltre che sulla movida nel centro antico e sul lungomare di Napoli.

Scommessa sul futuro. L'emergenza Covid ha imposto al gestore, il gruppo di imprese sociali Gesco, di rivedere i programmi e convertirsi, in un certo senso, verso l'integrazione del trasporto pubblico, messo in difficoltà proprio dalla pandemia. Ma non sono mancati altri problemi. Subito dopo l'avvio dell'attività abbiamo subìto degli atti vandalici e poi 5 furti, nonostante le auto fossero dotate di più dispositivi di sicurezza e di geolocalizzazione. Come vero e proprio atto dimostrativo a fine ottobre, dopo l'ennesimo furto, abbiamo sospeso il servizio presentandoci in Prefettura per consegnare simbolicamente le chiavi delle auto al Prefetto. Il servizio è poi ripreso nel giro di qualche giorno, racconta Vittorio de Majo, responsabile del servizio. Vogliamo scommettere sul futuro e il nostro piano industriale prevede una flotta di 100 veicoli entro la primavera 2022, aggiunge de Majo. Oggi gli iscritti alla piattaforma sono circa 2.600 e si contano più di 5.500 sessioni di noleggio, di durata media di 30 minuti medi. In totale, le e-208 hanno percorso quasi Km 75.000 con una media di 13 km per sessione. Il servizio per ora è limitato al territorio del comune di Napoli, per l'inizio e chiusura del noleggio, ma gli utenti possono circolare liberamente anche al di fuori dei confini cittadini, con tariffe di 0,30 centesimi di euro al minuto o di 90 euro al giorno. Stiamo lavorando all'estensione del servizio in alcuni comuni dell'area Metropolitana, verso l'area flegrea e quella vesuviana, conclude de Majo. Nell'autunno scorso le cronache avevano riportato la sospensione del servizio dovuta ai danni subiti alle vetture, via sempre più gravi, tra vandalismo e furti. Delle sei auto rubate, soltanto una era stata ritrovata, mentre le altre potrebbero essere finite nel mercato illegale dei ricambi, visto che le e-208, batterie a parte, condividono gran parte delle componenti con le versioni a motore termico. Per utilizzare le auto in car sharing è sufficiente registrarsi sul sito o scaricare l'app Amicar Sharing, mentre il pagamento avviene, come di consueto, con carta di credito. In periodo di pandemia, è obbligatorio per gli utenti di Amicar Sharing indossare mascherina e guanti, mentre le auto hanno in dotazione un vaporizzatore per l'auto-sanificazione della vettura. Gesco, inoltre, provvede alla sanificazione delle auto con frequenza bisettimanale.

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Nuovo Quattroruote - L'editoriale di marzo - Se la macchina torna oggetto del privilegio

4 Ruote - Mar 03,2021

La transizione verso l'elettrico è un processo ormai inevitabile, ma comporta dei costi che stanno portanto la mobilità a diventare sempre più cara. Negli scorsi mesi i rappresentanti di svariate case automobilistiche hanno sottolineato come le auto elettriche presentino costi sociali e ambientali che, a oggi, risultano ancora insostenibili. Per questo bisognerà ponderare le prossime mosse nell'ambito dell'elettrificazione: il timore è che, alla fine, il conto della rivoluzione sarà pagato dai consumatori meno abbienti.

ECCO IL TESTO DELL'EDITORIALE DEL NUMERO DI MARZO

Posso soltanto immaginare lo sconcerto della gente nell'osservare quanto sta accadendo nel mondo dell'auto, fra annunci, proclami, minacce, pentimenti e polemiche. Quando già si dava per ineluttabile il processo verso l'elettrificazione le ultime Case ad annunciare ulteriori investimenti sul tema sono Ford, GM e Jaguar Land Rover il fronte del consenso si è improvvisamente e clamorosamente incrinato. Dopo l'inopinata uscita di Akio Toyoda sui rischi della decarbonizzazione (sull'ultimo numero abbiamo analizzato le sue argomentazioni), altri big hanno rotto gl'indugi, accodandosi al numero uno della Toyota nel dar voce alle loro perplessità. Nel giro di pochi giorni, Luca De Meo di Renault, Carlos Tavares di Stellantis e Volkmar Denner di Bosch si sono iscritti al sempre più numeroso club degli scettici, sottolineando come il cambio di paradigma imposto all'industria da Bruxelles implichi una serie d'incognite ancora da risolvere.
Posizione condivisa anche da Roberto Cingolani, ministro del neonato dicastero della Transizione ecologica, il quale appena insediatosi in un esecutivo che rivendica fra le priorità del programma la difesa dell'ambiente ha ritenuto opportuno fare un richiamo alla ragionevolezza: Quando Akio Toyoda ha affermato che le auto elettriche presentano costi sociali e ambientali ancora insostenibili, molti si sono stracciati le vesti, soprattutto tra chi fa una moda dell'essere green. A ben vedere, però, il capo della Toyota ha fatto solo presente che anche una buona tecnologia come l'auto elettrica va usata con intelligenza. Il litio e il cobalto, materiali necessari per la produzione delle batterie, sono difficili da trovare e da smaltire: se anche volessimo sostituire l'intero parco veicoli globale immediatamente, le riserve di questi due metalli oggi non basterebbero a soddisfare la domanda, così come l'intera produzione elettrica oggi disponibile non sarebbe sufficiente a garantire le ricariche. Quindi questa tecnologia necessita di tempo per essere metabolizzata e sviluppata, anche dal punto di vista infrastrutturale.
Vedremo quali riflessi avrà questa nuova posizione, decisamente di rottura rispetto all'atteggiamento pregiudiziale accreditabile in buona sostanza ai Cinque Stelle, sulle decisioni in tema di mobilità del governo Draghi. A me, fra i tanti dubbi portati dai "dissidenti", colpisce l'allineamento di De Meo e Tavares, due fuoriclasse per visione industriale e strategica, in merito a un aspetto sul quale Quattroruote insiste da mesi: l'elettrico oggi un business sostenuto dai soldi pubblici che non risponde a una naturale domanda espressa dal mercato troverà senso e significato soltanto se il grande pubblico avrà i mezzi economici per fare il salto tecnologico. Il che è istanza niente affatto scontata. Il manager italiano ha ricordato che le auto diverranno molto più care nei prossimi anni. una cosa che nessuno vuole ammettere, tantomeno i politici che spingono sull'elettrico, ma un powertrain a batterie costa tre o quattro volte più di uno a combustione interna. Ci vorranno dieci anni per ridurne il prezzo alla metà, quindi tra dieci anni costerà ancora il doppio.
Il suo omologo francese è stato ancora più tranchant: Noi costruttori abbiamo la tecnologia e le capacità produttive per elettrificare i modelli, ma dobbiamo fare in modo che essi siano sufficientemente convenienti rispetto al potere d'acquisto dei cittadini. L'elettrificazione non è una tecnologia a basso budget: è complessa, onerosa, con costi che si ridurranno soltanto con le economie di scala. Quindi, o le aziende si mettono da sole in difficoltà perché costrette a ridurre i margini o aumentano i prezzi per proteggere i guadagni (e in questo caso perdono una parte della clientela). L'elettrificazione, per ora, non sta portando a soluzioni che le classi medie possano permettersi. I prezzi devono essere sufficientemente convenienti per garantire la mobilità dei cittadini. Quindi la domanda da rivolgere ai governi è: che cosa avete intenzione di fare per far tornare i conti e ridurre le emissioni? A conti fatti, è una decisione di natura politica.
Tavares centra il punto: se è stata la politica a decidere che l'unica soluzione per garantire la sostenibilità ambientale è il full electric (assioma peraltro tutto da dimostrare: nel grande schema del bilancio energetico globale, le auto private rappresentano già ora una minima parte del problema, quindi l'insistenza sul volerle indirizzare verso una precisa tecnologia ha più il sapore dell'accanimento ideologico. E si continua a sottovalutare l'incidenza su tale bilancio della produzione industriale, ovvero di come le automobili vengono costruite), è altresì giusto che sia la politica stessa a creare le condizioni affinché il consumatore medio possa assecondare la transizione desiderata. Il tema non è banale: se è vero che il costo industriale delle EV scenderà sempre più velocemente, lo è altrettanto che l'Europa ha messo in moto un meccanismo tale da rendere sempre più costoso lo sviluppo dei motori termici (il raggiungimento dei limiti Euro 7 sta già facendo dormire sonni agitati a molti). Certo, un giorno non proprio prossimo i costi industriali delle due soluzioni s'incroceranno, rendendo indolore (e forse automatica) la scelta. Rimane però il fatto che si è scientemente deciso di spostare sempre più in alto l'accesso alle automobili nuove, rendendone chimerico l'acquisto per un numero enorme di automobilisti, che già oggi stentano a cambiare la vecchia macchina.
Riservare il diritto alla mobilità a un gruppo di privilegiati è una sconfitta della collettività, perché non è chi non veda come la motorizzazione di massa sia stata una conquista di civiltà che ha cambiato il corso del XX secolo. Quattroruote una volta scrisse: L'automobile non dev'essere un mezzo riservato a chi ha molto denaro, ecco perché vogliamo che l'automobile divenga sempre più sicura, sempre più economica, e sia facilmente accessibile a chiunque la desideri. Parole di Gianni Mazzocchi: era il dicembre del 1962. Il futuro, o è di tutti o non è.

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Fine del "chapter 11" - Hertz punta a uscire dalla crisi entro l'estate

4 Ruote - Mar 03,2021

Due fondi di investimento, Knighthead Capital Management e Certares Opportunities LLC, sono pronti a investire fino a 4,2 miliardi di dollari per rilevare la maggioranza fino al 100% del capitale - di Hertz e farla uscire dal chapter 11, il sistema statunitense per la protezione dai creditori a cui la società di autonoleggio fece ricorso nel maggio 2020 a causa della crisi dovuta alla pandemia del Covid-19

Depositato il piano. Grazie all'intervento dei fondi, insieme a un finanziamento da 1 miliardo di dollari, una linea di credito da 1,5 miliardi e una nuova linea di cartolarizzazione per finanziare la nuova flotta di veicoli negli Stati Uniti, è stato depositato il nuovo piano di riorganizzazione e la relativa dichiarazione presso il tribunale fallimentare degli Stati Uniti nel Delaware, con cui Hertz punta a uscire dal chapter 11 già entro l'estate. La prima udienza per valutare l'ammissibilità del piano si terrà il prossimo 16 aprile, in attesa che vengano coinvolti tutti i creditori. "Siamo entusiasti di raggiungere questa importante pietra miliare nel nostro processo di ristrutturazione. Il nostro piano di riorganizzazione ci fornisce un chiaro percorso verso il completamento della nostra ristrutturazione finanziaria e l'uscita dal chapter 11 entro l'inizio o la metà dell'estate. Il sostegno degli sponsor del piano dimostra la loro fiducia nel potenziale di crescita di Hertz, anche grazie alla loro preziosa esperienza nel settore dei viaggi e del tempo libero", ha commentato il ceo Paul Stone. Certares e Knighthead hanno recentemente costituito il CK Opportunities Fund, un veicolo finanziario co-gestito dedicato specificamente agli investimenti nel settore dei viaggi e del tempo libero. Knighthead è una società leader nella gestione degli investimenti nel credito, fondata nel 2008, con 5,5 miliardi di dollari di asset in gestione. Certares è una piattaforma privata dedicata agli investimenti nei settori dei viaggi, del turismo e dell'ospitalità con circa 4,5 miliardi di dollari di patrimonio in gestione.

 

 

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Mazda CX-5 - L'aspirato dice ancora la sua

4 Ruote - Mar 03,2021

Il primo sentimento che provi è nostalgia. Perché, fra decine di Suv che si elettrificano lei, la Mazda CX-5, segue una strada tutta sua: a spingere, benzina (aspirati) da 165 o 194 CV e turbodiesel 2.2 da 150 o 184 CV (in arrivo ad aprile) con trazione anteriore o integrale. Niente mild hybrid nel 2021? Ancora possibile. E senza grosse rinunce. Insomma, trattasi di macchina concreta: di questi tempi, intrisi di elettriche e plug-in, può tornare utile. In attesa di mettere le mani sulla turbodiesel, abbiamo guidato la 2.0 Skyactiv-G da 165 CV con trazione anteriore e cambio manuale, nel ricchissimo allestimento Homura (che in giapponese significa "fuoco").

Nuovo schermo. Da fuori, la CX-5 cambia poco: dimensioni (455x212x168 centimetri) e physique du rle sono quelli che conosciamo. Riflettori puntati, quindi, sul nuovo e più generoso display centrale del sistema multimediale, che passa da 8 a 10,25 pollici, con rapporto d'aspetto 8:3. Come da tradizione Mazda, lo schermo non è touch (si comanda con la solita rotella sul tunnel centrale) e offre la necessaria predisposizione per Apple CarPlay e Android Auto. Rivisto il software, per accogliere la radio Dab. Scaricando (gratuitamente) sul proprio smartphone l'app MyMazda, si possono anche bloccare le porte a distanza, inviare la destinazione al navigatore, tenere sotto controllo la manutenzione e prenotare il tagliando.

Piatto ricco. Prima di parlare dell'esperienza di guida, val la pena una breve digressione sulla ricca dotazione della versione speciale Homura, che affianca l'edizione limitata 100th Anniversary e si aggiunge ai livelli Business, Exclusive e Signature. Oltre al già citato impianto multimediale, la versione comprende, fra le altre cose, i cerchi di lega da 19 in nero lucido, i fari a Led adattivi con abbaglianti automatici, il portellone apribile elettricamente, i sedili di materiale pregiato (gli anteriori sono regolabili elettricamente) con inserti di tessuto scamosciato, l'impianto audio Bose con dieci altoparlanti, il clima automatico bizona, le telecamere a 360 e l'head-up display. Non mancano il regolatore di velocità attivo (la funzione stop&go è disponibile solo con il cambio automatico), il mantenimento della corsia e il monitoraggio angolo buio. Il tutto, scegliendo il 2.0 Skyactiv-G da 165 CV con cambio manuale a sei marce e trazione anteriore, costa 36.800 euro.

Vecchio stampo. La nostalgia, si diceva. Bastano pochi metri per farla riaffiorare: i 213 Nm a 4.000 giri/min del quattro cilindri aspirato a benzina chiedono come potete immaginare un uso piuttosto intenso del cambio. Il che, di per sé, non è affatto un problema: il sei marce, nel pieno della tradizione Mazda, è un vero piacere da manovrare, con innesti netti e precisi. Il quattro cilindri, va detto, restituisce una certa sensazione di brillantezza ai bassi regimi, anche se non ci si può attendere un brio da turbo. Nemmeno nei sorpassi: bisogna scalare un paio di marce e non aver timore a esplorare tutta la gamma del contagiri, fino a lambire la zona rossa. Con consumi che risentono molto del tipo di percorso e dello stile di guida: guidando con attenzione, si può stare intorno ai 13-14 km/l (secondo il computer di bordo).

Armonica. A colpire, più che le doti prestazionali, è il fine tuning complessivo, di alto livello. La CX-5 è ben ammortizzata, non si corica troppo in curva e può vantare un buon confort acustico anche a velocità autostradali, con il motore che si fa sentire un po' troppo soltanto in piena accelerazione. Gli Adas, dal canto loro, aiutano senza diventare pedanti: il mantenimento della corsia, per dire, entra in azione quasi in sordina. Lo sterzo non avrà forse l'efficacia di realizzazioni più recenti e affilate ma, a conti fatti, permette di pennellare con sicurezza le traiettorie, che si tratti di una rotonda, un misto collinare o un curvone autostradale. Le Suv capaci di far stare bene chi guida con tante piccole attenzioni non sono tante e la CX-5 nonostante gli anni sulle spalle è ancora tra queste. Lunga vita, insomma, finché ce n'è.

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Formula 1 - Aston Martin svela la nuova AMR21

4 Ruote - Mar 03,2021

L'attesa è finalmente finita: Sebastian Vettel e Lance Stroll hanno finalmente potuto togliere il velo alla nuovissima Aston Martin AMR21, la monoposto che segna il ritorno ufficiale del costruttore inglese in Formula 1, dopo 61 anni.

La vettura. La AMR21 ha per metà il DNA di quella che è stata la Racing Point RP20 dello scorso anno, la stessa che Sergio Perez ha portato alla vittoria nel GP del Sakhir e che ha consentito al team di conquistare il quarto posto nel Mondiale Costruttori, alle spalle di Mercedes, Red Bull e McLaren. Tenendo conto delle restrizioni sullo sviluppo imposte dalla FIA tramite i regolamenti tecnici del 2021, la vettura può essere considerata una sorta di evoluzione di quella dello scorso anno, almeno per il 50%. Il team ha speso infatti i due token di sviluppo di quest'anno sulla monoscocca, per colmare alcune lacune che ogni tanto facevano scivolare la vettura a centro gruppo, lasciando così per strada qualche altra ghiotta occasione di far punti. Andrew Green, direttore tecnico della Aston Martin F.1, ha spiegato che il lavoro di progettazione della nuova AMR21 è cominciato lo scorso agosto e si è concentrato particolarmente sull'aerodinamica, il vero campo di gara tra i progettisti per quest'anno. E mentre oggi la AMR21 viene svelata agli appassionati di motorsport, in factory si lavora già al pacchetto di aggiornamenti che saranno introdotti lungo la stagione 2021, mentre contestualmente si lavora già al progetto 2022. "Penso che l'arrivo di Aston Martin abbia ulteriormente motivato il team verso una ancora maggiore attenzione nei dettagli. Inoltre, stiamo assumendo nuovo personale per sviluppare ulteriormente l'azienda. Avere Aston Martin dalla nostra parte è un grande cambiamento e per noi è elettrizzante", ha detto Green. Un entusiasmo che ha aiutato i 500 membri del team a dare vita alla nuova AMR21.

Il sogno diventa realtà. Lawrance Stroll, executive chairman della Aston Martin, ha aperto la presentazione della nuova AMR21 affermando: "Sognavo questo giorno da molto tempo. Ho sempre amato le auto, sin da quando ero bambino e ho da sempre adorato le corse. Il mio primo sogno è stato quello di avere un team di Formula Uno. L'altro, era quello di acquisire una significativa partecipazione in Aston Martin. Oggi è la fusione di questi due sogni. Questo dimostra che i sogni possono diventare realtà e oggi prendono forma nella AMR21. Il ritorno di Aston Martin in Formula 1, dopo 61 anni, ha un grande effetto su questo sport, sui media e sui tifosi, conquistando un'attenzione globale. Questo è solo l'inizio. Il team sta spingendo e le nostre ambizioni non conoscono limiti. Abbiamo tutte le carte in regola per fare dei progressi veri. Il lancio della nuova AMR21 è la celebrazione di un nuovo inizio per la Aston Martin: questa vettura rappresenta la massima espressione di performance, innovazione e qualità ingegneristica. Credo fermamente in questo team e nel mix perfetto tra l'esperienza e la velocità di Sebastian Vettel e Lance Stroll". Otmar Szafnauer, team principal e ceo della Aston Martin, ha aggiunto: "Il lancio di questa nuova vettura riempie d'orgoglio ogni singolo membro di questo team. Il marchio Aston Martin è davvero iconico e per noi è un enorme privilegio rappresentarlo all'apice del motorsport. Sebastian Vettel si è unito a noi e correrà al fianco di Lance Strol. Seb è certamente una persona da cui possiamo imparare molto e si è già integrato perfettamente con il team. Il nostro obiettivo per il 2021 è migliorare quanto già di buono fatto lo scorso anno".

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