Gruppo Volkswagen - Michael Mauer è il nuovo responsabile del Design

4 Ruote - Dic 14,2022

Il Gruppo Volkswagen ha avviato una riorganizzazione delle funzioni Qualità e Design, con l'obiettivo di rafforzare i legami tra i marchi Volkswagen, Audi e Porsche, agevolare la definizione delle priorità strategiche e rispondere con maggior rapidità ai cambiamenti in atto nel settore automobilistico. In tale quadro rientra la decisione di affidare il ruolo di Head of Group Design a Michael Mauer, in sostituzione di Klaus Zyciora.

A Neumayer la qualità. Mauer assumerà l'incarico a partire dall'1 gennaio prossimo e manterrà la responsabilità dello Stile della Casa di Zuffenhausen, dove ha firmato modelli come la 911, la 918 Spyder, la Macan e la Taycan. Lo stesso farà un altro manager: Michael Neumayer, infatti, sostituirà Frank Welsch come capo della divisione Quality Management, anche se non abbandonerà il posto di Head of Quality dell'Audi. Le nomine sono coerenti con quanto deciso lo scorso settembre dal neo amministratore delegato Oliver Blume: tutte le funzioni chiave sono state assegnate ai marchi di riferimento all'interno del gruppo di Wolfsburg con l'obiettivo di coordinare le attività a sfruttare le sinergie. Dunque, produzione e approvvigionamento fanno riferimento alla Volkswagen, vendite e qualità all'Audi e design e sviluppo alla Porsche.  

 

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Mercedes-Benz - Nuovo piano per motori e batterie: oltre 1 miliardo di investimenti

4 Ruote - Dic 14,2022

La Mercedes-Benz ha definito un piano per allineare la sua rete produttiva globale nel campo dei propulsori e delle batterie alle strategie di elettrificazione. In particolare, la Casa della Stella a tre punte investirà più di 1 miliardo di euro per avviare nel 2024 la produzione in diversi stabilimenti di batterie, sistemi di propulsione, trasmissioni e assali destinati ai futuri modelli a corrente.

Nuove piattaforme. Le fabbriche tedesche di Kamenz e Untertürkheim e quella cinese di Pechino, che già assemblano batterie per elettriche e ibride, realizzeranno accumulatori per le vetture basate sulle prossime piattaforme MMA e MB.EA. Analoghe attività industriali sono state assegnate anche all'impianto di motori di Kölleda, ma in questo caso il costruttore è in attesa del via libera alle agevolazioni richieste al Land della Turingia. Inoltre, a Untertürkheim, Pechino e Sebes (Romania) saranno prodotti sistemi di propulsione per le auto delle nuove piattaforme, mentre Amburgo e la stessa Untertürkheim rimarranno gli stabilimenti principali per l'assemblaggio di assali e componenti elettrici. Infine, come già annunciato lo scorso anno, nello stabilimento di Berlino verranno fabbricati motori elettrici ad alte prestazioni per la piattaforma AMG.EA a partire dalla metà del decennio.

Le strategie. Il piano è strettamente collegato all'accordo raggiunto lo scorso giugno dai vertici aziendali e dalle organizzazioni sindacali per accelerare la conversione delle fabbriche europee alla mobilità elettrica e raggiungere l'obiettivo al 2025 del 50% delle vendite con auto alla spina (Bev e ibride plug-in) e quello al 2030 del 100% con solo auto a batteria. In tale contesto, Sindelfingen sarà  la sede dei veicoli di fascia alta (top end) sulla piattaforma AMG.EA, Brema e Kecskemét (Ungheria) dei modelli "core-luxury" e Rastatt e la stessa Kecskemét delle vetture entry level. In ogni caso, molte delle fabbriche continueranno a produrre motori e componenti per veicoli endotermici fino a quando ci sarà una domanda, visto che la Mercedes-Benz punta per il 2030 a diventare un marchio 100% elettrico, ma laddove le "condizioni di mercato lo consentano". Tra l'altro, il nuovo piano per le fabbriche non dedicate all'assemblaggio di auto segue di pochi giorni un progetto di riorganizzazione della rete produttiva dei veicoli commerciali, che prevede la conversione della fabbrica di motori di Jawor (Polonia) in un impianto dedicato ai furgoni di grandi dimensioni della sola Mercedes-Benz. Infatti, sono state sospese le trattative con la statunitense Rivian per la creazione di un'apposita joint venture. 

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Best of 2022 - Polestar, il vento (elettrico) del Nord soffia anche in Italia

4 Ruote - Dic 14,2022

I più attenti lo ricorderanno come una sorta di braccio sportivo della Volvo, prima che si tramutasse in ciò che è diventato dal 2017 a questa parte: ovvero, un brand a sé stante benché ancora orbitante intorno a Göteborg - focalizzato sull'elettrico ad altre prestazioni. In Europa, i primi passi li ha mossi già qualche anno fa. In Italia, invece, il grande pubblico ha cominciato a conoscere Polestar solo sul finire del 2022, con l'arrivo in vetrina dei primi modelli: le Polestar 2 e 3.

La fastback. Nel primo caso parliamo di una berlina elettrica dalla coda spiovente i cui esordi risalgono addirittura al 2019. Nel tempo, la Polestar 2 è stata affinata e sdoganata in mercati, rispetto all'Italia, più maturi nello sviluppo della mobilità alla spina. Lunga 4,61 metri, nel panorama automobilistico attuale si pone come la rivale più diretta della Tesla Model 3. Un ruolo che certamente le può calzare, ma che non esaurisce l'essenza di questa Ev, concentrato di design e tecnologia. Da guidare in diverse salse, partendo dalla configurazione entry-level (un solo motore, 170 kW di potenza, batteria da 68 kWh e un'autonomia dichiarata fino a 470 km), passando a varianti ad autonomia estesa (540 km, grazie a una batteria da 78 kWh) o a trazione integrale (300 kW di potenza, batteria da 78 kWh e percorrenze fino a 480 km con un ciclo di carica). Per arrivare alla versione più sportiveggiante, la Performance Pack, con ammortizzatori regolabili, freni Brembo e potenza fino di 350 kW e 680 Nm.

Sport utility grande. Già in vendita, ma in consegna solo sul finire del 2023, c'è anche la Polestar 3: stavolta si tratta di una Suv di 4,9 metri, con un passo che sfiora i tre (2,98 metri) e un bagagliaio di 484 litri. Il design e la filosofia costruttiva si innestano nel filone della berlina 2, con l'aggiunta di qualche tocco più personale. E di una buona dose di tecnologia per la sicurezza: la sport utility svedese, infatti, può essere dotata di Lidar (lo stesso montato sulla Volvo EX90) e attrezzata per la guida assistita di livello 3. Al momento del lancio, la Polestar 3 sarà offerta solo in versione Long Range Dual Motor: standard, da 490 CV e 840 Nm di coppia massima, e con il Performance Pack, da 517 CV e 910 Nm, per uno 0-100 km/h da 4,7 secondi.   

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Mercedes-AMG - C 63 S E Performance: saprà emozionare senza i V8? - VIDEO

4 Ruote - Dic 14,2022

So già a cosa state pensando: un'icona delle berline-missile che ha sempre vissuto di maleducatissimi V8, prima aspirato e poi biturbo, oggi si presenta con un piccolo 4 cilindri 2 litri, per di più elettrificato. Ma volenti o nolenti questo è il progresso nel nome della sostenibilità, e sbattergli la porta in faccia è un po' come quelli che inneggiano il ritorno dei V10 aspirati in Formula 1 perché urlavano più dei V6 ibridi e le tribune tremavano. Perciò il punto è questo: se siete dei nostalgici della meccanica vecchia scuola, questa Mercedes-AMG potrebbe deludervi. Se al contrario siete affascinati dalla tecnologia al servizio delle prestazioni sì, perché anche le F1 moderne sono innegabilmente più veloci delle vecchie allora continuate a leggere, perché la C 63 non è mai stata così in forma in vita, sua almeno numericamente.

Potenza specifica da urlo. Il suo powertrain eroga infatti 680 cavalli, 1.020 Nm di coppia e lo 0-100 si chiude dopo 3,4 secondi. Il tutto grazie a un pacchetto tecnico assai complesso e raffinato. A partire dal 4 cilindri 2 litri, che solo lui spara fuori una quantità di cavalli imbarazzante: 476 CV a 6.750 giri, per una potenza specifica di 238 CV/litro che è quasi roba da rally Gruppo B. Deriva da quello della AMG A 45, soltanto che è montato in senso longitudinale e ha una turbina gigantesca azionata da un piccolo motore elettrico (alimentato dalla rete di bordo a 400 V), così da eliminare del tutto il ritardo di risposta. montato per il lungo, dicevo, perché qui c'è un albero di trasmissione che, una volta uscito dal doppia frizione a nove rapporti, conduce al retrotreno, zona in cui si trova tutto il pacchetto elettrico: un motore da 204 cavalli collegato a un cambio a due rapporti dedicato e a un differenziale autobloccante; dopodiché, sopra di essi, una batteria al litio specifica (che ruba un po' di spazio al baule, sia sulla berlina sia sulla SW), realizzata dai tecnici della AMG seguendo le dritte dei colleghi di Brixworth, sede dell'High Performance Powertrain che ha dominato, fino al 2021, l'era ibrida in Formula 1.

Batteria con retrogusto di Formula Uno. Con un peso di 89 chili e una capacità di 6,1 kWh, questo accumulatore ha una elevata densità d'energia (1,7 kWh/kg) e la sua finalità non è tanto quella di garantire una buona autonomia in EV (il dichiarato Wltp di appena 13 chilometri la dice lunga su questo), quanto supportare le prestazioni. E per farlo, sfrutta anche un raffinato sistema di raffreddamento, perché è noto che il problema dei powertrain elettrificati è il surriscaldamento con progressiva perdita di prestazioni. Qui ci sono 14 litri di fluido dielettrico, un liquido capace di asportare calore, che va a lambire ognuna delle 560 celle del pacco batterie. Così, la temperatura riesce a rimanere costante, attorno agli ottimali 45 gradi, indipendentemente dalla frequenza con cui viene scaricata e ricaricata.

La massa, però, si sente. Tutta questa tecnologia ha un peso, naturalmente: quantificabile in circa 22 quintali in ordine di marcia, che sono quattrocento chili mal contati più di prima. E a essere sinceri, in pista si sentono. La C 63 fa di tutto per sminuire la sua massa, grazie a un gran bell'avantreno a quadrilateri con ammortizzatori specifici, a uno sterzo ottimamente calibrato e al retrotreno sterzante. Tuttavia, la complessità tecnica del tracciato Ascari, in Spagna, mette a dura prova il telaio, che poggia peraltro su pneumatici sportivi (Michelin Pilot Sport 4S), ma poco adatti a un impiego limite. Insomma, non è una spada come una AMG GT Black Series, e manco vuole esserlo, sebbene dopo qualche giro, prese le misure, riesce a essere piuttosto divertente. Se la guidi pulito paghi sottosterzo ed efficacia, quindi tanto vale essere più decisi e quella massa là sfruttarla per giocare a trasferire i pesi (ben distribuiti, va detto: 49-51) e guadagnare agilità.

Col boost spinge fortissimo. Semmai è proprio il powertrain a impressionare. Perché di strada, la C 63, ne fa tanta e maledettamente in fretta. L'erogazione del 4 cilindri è massiccia e prontissima: non avesse la turbina mossa dall'elettrico e il motore posteriore a colmare, in basso avrebbe senza dubbio un vuoto gigantesco. Ma è proprio la componente elettrificata a tirarti fuori velocemente dalle curve e a garantire un'erogazione costante e poderosa, con un effetto boost elettrico sul posteriore che favorisce anche un leggero e piacevole sovrasterzo. A proposito di boost: l'apporto del motore posteriore non è mai al massimo delle sue capacità: varia da un minimo del 20% a un massimo dell'80% a seconda della modalità di guida scelta; per avere a disposizione tutta la potenza, è sufficiente però affondare in kickdown. E addirittura, nel caso un cliente volesse utilizzare la vettura in pista, attraverso la track app di AMG si può impostare una strategia per sfruttare al massimo l'efficienza dell'elettrico: in base al tracciato scelto, l'elettronica suggerisce i tratti più redditizi in cui usare, per qualche secondo, la massima potenza elettrica, magari in uscita da una curva stretta in vista di un lungo rettifilo

Coperta più lunga, ma un po' di nostalgia... Sebbene dubiti che la suddetta funzione sarà la killer application della vettura, nel complesso la C 63 AMG dei tempi moderni è una vettura a cui hanno allungato la coperta. Nella guida sportiva mette meno in soggezione e dà più fiducia (la trazione integrale aiuta), mentre quando vai a spasso c'è più quiete: è una plug-in ibrida, dunque viaggia spesso in elettrico, e il suono del 4 cilindri è sempre molto edulcorato ed eticamente corretto. Per i miei gusti, però, pure troppo. Anche nelle modalità di guida più spinte, per via delle caratteristiche proprie di questo frazionamento, la cui voce è meno presente ed elitaria rispetto a un plurifrazionato. Insomma, c'è più spinta, quello sì, ma a mio avviso meno carattere. Ultima curiosità: quando si viaggia in EV si può attivare un sound artificiale, che accompagna l'erogazione, e viene emesso anche al di fuori della vettura attraverso due altoparlanti anteriori e una soundbar posteriore. E soprattutto in questi frangenti, i nostalgici, potrebbero versare qualche lacrimuccia pensando al V8 e ai suoi quattro rumorosissimi scarichi

 

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Mercato italiano - Le stime per il 2023: domanda in lieve ripresa e sempre più ibride

4 Ruote - Dic 13,2022

Il mercato automobilistico italiano è destinato a chiudere il 2022 in forte calo e il 2023 in lieve ripresa, ma su volumi decisamente lontani dal passato. In particolare, l'Unrae prevede per quest'anno circa 1,3 milioni di immatricolazioni, con un calo del 10,8% sul 2021, del 5,9% sul 2020 e addirittura del 32,2% rispetto ai livelli pre-pandemici del 2019. Per i prossimi dodici mesi, invece, è attesa una lieve ripresa, con 100 mila registrazioni in più (+7,7%) e 1,4 milioni di unità, un dato assai inferiore ai quasi 2,5 milioni registrati prima della grande crisi del 2008.

Sempre più ibride. Il direttore generale dell'associazione delle Case estere, Andrea Cardinali, ha anche fornito un quadro sul peso delle varie alimentazioni: "Nel 2023 la quota dei modelli elettrici ed ibridi plug-in crescerà ulteriormente, anche se nel 2022 le elettriche pure scenderanno dal 4,6% del 2021 al 4%". Per il prossimo anno, l'associazione prevede una quota del 6,8% per le plug-in e del 6% per le elettriche pure, a fronte, rispettivamente, del 4,8% e del 4,6% stimato per l'anno corrente. Dunque, le auto alla spina dovrebbbero salire dal 9,4% dell'immatricolato al 12,8%. La crescita sarà un po' più incisiva per le ibride mild e full, per cui si prevede un aumento dal 29% del 2021 al 34% del 2022 e, successivamente, al 36,6% del 2023. Di conseguenza, è destinato ad ampliarsi il divario con le motorizzazioni tradizionali: l'anno prossimo si dovrebbe chiudere con una quota del 25,4% per le vetture a benzina e del 16,7% per le diesel.

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Opel - GSe, sportività in salsa elettrificata

4 Ruote - Dic 13,2022

Negli anni 70 e 80 era l'iniezione - o "einspritzung", alla tedesca - a guidare la sportività nella sigla GSe della Opel. Ma i tempi cambiano: il rilancio di questa sigla cambia infatti il significato della "e", che diventa oggi acronimo di electric, con la Grandland e la Astra che grazie all'ibrido plug-in possono contare su una maggiore potenza. Per scoprirle, siamo andati a Rüsselsheim, dove ha sede la Casa del Fulmine, toccandole con mano e parlando con chi le ha create.

L'easter egg dentro le Opel. Eun Seok Lee (exterior designer di Opel) e Kyung Min Lee (interior designer) ci hanno raccontato le basi dello stile Opel di oggi e domani, sottolineando come il Vizor (la calandra anteriore che include anche i fari) sia un elemento fondamentale per il marchio. Infatti, se in futuro avrà numerose funzioni accogliendo per esempio sensori e telecamere nei modelli attuali guida anche la progettazione degli interni. La plancia Pure Panel con doppio display da 10" dell'Astra GSe, per esempio, ha una forma curvilinea senza cornici che ricorda proprio il Vizor sul frontale. Ma nell'abitacolo ci sono anche delle chicche nascoste, come i piccoli squali stilizzati che si trovano nel supporto al cassetto portaoggetti, sulle pareti dei pannelli porta anteriori oppure sul retro dei tappetini antiscivolo dei vani portaoggetti. Dei veri e propri easter egg che da quasi vent'anni sono diventati un dettaglio imperdibile per gli appassionati del marchio. Era infatti l'estate del 2004 quando il designer Dietmar Finger, mentre era al lavoro sulle linee della Corsa, stava cercando un modo per rendere meno impersonale un dettaglio nascosto della vettura, quando suo figlio gli disse: "Papà, perché non ci metti uno squalo?". Il resto è storia.

Come la X Hybrid4, ma con più carattere. Due motori elettrici, uno da 110 CV all'anteriore e l'altro da 113 CV al posteriore, e uno termico di 1.6 litri da 200 CV: il risultato sono quattro ruote motrici e una potenza complessiva di 300 CV. Questa è la carta d'identità della Opel Grandland GSe. E se il cuore non cambia molto rispetto alla variante X Hybrid4, sono le sensazioni di guida a evolvere. La ricetta della GSe prevede, infatti, ammortizzatori Koni FSD (che regolano il flusso dell'olio idraulico a seconda della frequenza di oscillazione della sospensione), una ritaratura del servosterzo per un feeling di guida più solido e cerchi da 19 pollici con design specifico. Attenzione anche all'estetica: il tetto, i loghi e il diffusore posteriore nero (volendo, come optional, anche il cofano può avere questa tinta) caratterizzano l'allestimento, mentre dentro troviamo sedili sportivi, rivestiti di Alcantara e con impressi i loghi GSe, immancabilmente certificati Agr (l'ente indipendente tedesco degli specialisti in medicina posturale). Infine, la "e" può significare anche efficienza: in alcune situazioni viene privilegiato l'impiego del motore elettrico posteriore, escludendo l'anteriore in modo da ridurre i consumi di corrente (a proposito, la batteria è da 13,2 kWh e promette fino a 60 km d'autonomia in modalità 100% elettrica).

Assetto specifico e sound virtuale. L'Astra GSe, invece, monta un 1.6 benzina abbinato a una sola unità elettrica per una potenza di sistema di 235 cavalli e 360 Nm, con l'autonomia in Ev dichiarata che rimane a quota 60 chilometri. Come sulla Suv, anche sulla segmento C troviamo una nuova taratura dello sterzo e sospensioni Koni FSD, a cui si aggiunge una modifica sostanziale dell'assetto: la GSe ha un'altezza da terra inferiore di 10 mm rispetto alla variante standard, mentre l'Esp ha una nuova messa a punta per dare maggiori libertà nella guida sportiva. I rivestimenti dei sedili sportivi anteriori sono di Alcantara, mentre il volante è rifinito di pella Nappa. I cerchi sono da 18 pollici con un design specifico simile a quello della Grandland: le versioni Gse saranno disponibili per Astra e Astra Sports Tourer, con le prime consegne previste nella primavera 2023.

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Bertone - La hypercar del rilancio sarà alimentata con carburante sintetico

4 Ruote - Dic 13,2022

La hypercar del rilancio della Carrozzeria Bertone debutterà il 21 dicembre. Il marchio italiano, oggi di proprietà della Ideactive dei fratelli Ricci, ha diffuso anche nuovi teaser della vettura e fornito i primi dettagli tecnici: in particolare, pare che la supersportiva potrà muoversi anche con un particolare carburante sintetico. Il lancio avviene a 110 anni dalla fondazione della Bertone e a otto anni dal fallimento della precedente azienda.

Bertone costruirà la hypercar. Uno dei punti cardine del progetto è chiaramente lo stile: le linee sono tese, aggressive ed estreme, con proporzioni tipiche delle hypercar attuali a motore centrale ed elementi originali come le fiancate scavate, i Led anteriori a sei elementi e quelli posteriori a linee orizzontali alternate. Il logo con la "b" è ripreso nel monodado dei cerchi e al centro della zona posteriore: è la conferma che la Bertone aspira a diventare un costruttore di modelli in serie limitata.

Il motore è alimentato con carburante sintetico. In un periodo dove le batterie la fanno da padrone, la propulsione elettrica è di fatto esclusa, ma il powertrain riserverà sicuramente delle sorprese: la Bertone ha infatti scelto un motore capace di essere alimentato con carburante ricavato dagli scarti delle materie plastiche. Per il momento non sono noti altri dettagli, ma ne sapremo di più alla presentazione della hypercar.

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Auto elettriche - Nasce Ewiva, la nuova rete di ricarica "firmata" Enel X Way e Volkswagen

4 Ruote - Dic 13,2022

La nuova rete di ricarica Ewiva, frutto della joint venture tra Enel X Way e il gruppo Volkswagen, debutta a Roma con l'inaugurazione della nuova stazione in via Flaminia 871. Quello capitolino è solo uno dei 233 siti (per un totale di 750 punti di ricarica) già operativi della nuova startup, ma l'obiettivo è salire a 250 entro fine anno e addirittura a 800 entro il 2025, con 3.000 prese complessive.

Alta potenza. La nuova rete punta a rafforzare la presenza di colonnine ultra rapide nella Penisola, con postazioni HPC da 150 a 350 kW, fatta eccezione per alcuni connettori "stand alone" da 100 kW riservati a spazi ridotti come i centri storici. A seconda dei punti disponibili in ciascun sito e di altre caratteristiche, le stazioni della joint venture vengono distinte in "basic", "convenience" e "premium": quella di Roma, appartenente a quest'ultima categoria, è dotata di ben 14 punti di ricarica suddivisi in sette colonnine da 300 kW, una potenza sufficiente per portare la carica del veicolo dal 20 all'80% in soli 20 minuti (sempre che il modello supporti la modalità).

Piattaforma aperta. I nuovi punti Ewiva possono essere utilizzati da tutti i veicoli elettrici e plug-in (dunque non solo del gruppo Volkswagen), peraltro con una notevole flessibilità nelle modalità di fruizione e pagamento: come spiega il ceo Federico Caleno, la joint venture sta infatti lavorando "sia sul pagamento con carta di credito (senza necessità di app e registrazione, ndr), sia su un sistema plug and charge", in grado di riconoscere veicolo e cliente con il solo collegamento della vettura alla stazione.      

Lunga collaborazione. Con l'inaugurazione della rete Ewiva il gruppo Enel celebra i 10 anni di impegno nella mobilità elettrica, nonché la partnership con Wolfsburg: "Pensiamo che sia necessario avere ecosistemi che collaborino e non competano", sottolinea Elisabetta Ripa, ceo di Enel X Way. "Il nostro è un modello di collaborazione". Quella tra il colosso energetico italiano e il gruppo Volkswagen risale al 2021, quando Enel X (da cui in seguito sarebbe nata Enel X Way, dedicata alla mobilità elettrica) e i tedeschi annunciarono per la prima volta l'obiettivo congiunto dei 3.000 punti di ricarica italiani entro il 2025. "L'espansione dell'infrastruttura ha un ruolo chiave nel successo delle auto elettriche", ricorda - non a caso - Thomas Schmall, membro del board e responsabile per la Tecnologia del gruppo Volkswagen.  

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L'intervista - Tavazza (Locauto): "Lelettrico resta un punto di domanda"

4 Ruote - Dic 13,2022

Al Gruppo Locauto Raffaella Tavazza è approdata nel 2005, dopo diverse esperienze in società di consulenza; da allora ha compiuto un lungo percorso di crescita in azienda, iniziato con la gestione dei rapporti con i clienti e proseguito nell'ambito commerciale fino a diventare vicepresidente nel 2015 e, dal giugno 2022, chief executive officer. Ecco la sua visione dell'anno che sta per chiudersi e le sue riflessioni sulle tendenze in atto.

Problemi di consegne e di continui aumenti di listini: come li avete gestiti quest'anno?
Stiamo certamente affrontando un periodo difficile: gli aumenti di listino da parte dei costruttori sono spesso improvvisi e la disponibilità di veicoli continua a essere limitata. Alla Locauto consideriamo il noleggio a lungo termine un servizio personalizzato in base alle esigenze del cliente e probabilmente mai come in questo momento questa filosofia si sta rivelando vincente. Guidiamo il cliente verso la scelta dei modelli e degli allestimenti più veloci da reperire sul mercato, operando nel modo più rapido ed efficace nelle procedure di finalizzazione dei contratti, per evitare che gli aumenti dei listini possano all'ultimo istante invalidare offerte già formulate e accettate dai clienti.

Nuove alimentazioni e tecnologie di bordo (Adas in particolare): quali sono le più richieste dai fleet manager?
La curiosità verso la tecnologia di bordo sta aumentando, anche e soprattutto in termini di sicurezza: sono soprattutto le aziende più grandi e strutturate a richiedere vetture fornite di Adas, per tutelare dipendenti e collaboratori. Per quanto riguarda le alimentazioni, il diesel rimane ancora l'opzione preferita per le aziende che hanno importanti necessità chilometriche, mentre fra le nuove soluzioni propulsive rileviamo un sempre maggior interesse per l'ibrido. Per i nostri clienti, l'elettrico resta un grosso punto di domanda. In attesa che l'Unione Europea e tutta l'industria dell'auto prendano una direzione chiara, non registriamo al momento particolare entusiasmo verso questa opzione: continueremo comunque a monitorare la situazione, per intercettare e soddisfare al meglio le possibili nuove esigenze della nostra clientela.

Noleggio ai privati, auto in abbonamento, mid term, usato, micromobilità Quale sarà, secondo voi, il futuro prossimo della mobilità?
L'incertezza che stiamo vivendo, anche da un punto di vista economico, ha contribuito ad abbattere differenze storiche fra il noleggio a breve e quello a lungo termine. Le formule di noleggio rigide e prestabilite del passato hanno lasciato spazio a proposte personalizzate sulle esigenze dei clienti, sempre alla ricerca di una mobilità flessibile per spostarsi per poche ore, per mesi o per anni. Anche in questo campo siamo stati precursori delle nuove tendenze, posizionandoci come punto di riferimento per la mobilità privata e aziendale per tutte le esigenze di durata. Se dovessi riassumere il futuro della mobilità in tre parole chiave direi flessibilità, tecnologia e controllo, sia dei costi sia delle emissioni. L'ultima parola chiave è quella da sempre fa parte del Dna della Locauto: l'elemento umano, ovvero mantenere al centro delle nostre iniziative clienti e dipendenti.

Concessionari, agenzie di brokeraggio, banche, hub diretti: quali sono le vostre strategie di sviluppo per rafforzare anche il noleggio ai privati?
Il Gruppo Locauto ha avviato da alcuni anni un importante piano di espansione commerciale: oggi la rete dispone di 90 uffici di noleggio in tutta Italia. stata una crescita organica, ponderata e soprattutto qualitativa. I nostri rental agent sanno dare ai clienti, sia privati sia professionisti, tutte le risposte necessarie alle loro esigenze di mobilità, di breve, medio e lungo termine, che sono spesso peculiari e non semplici da soddisfare.

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Formula 1 - Seidl alla Sauber, Stella team principal McLaren

4 Ruote - Dic 13,2022

Una giornata ricca di annunci in seguito all'effetto domino scatenato dalle dimissioni di Mattia Binotto da team principal della Ferrari. L'uscita del manager reggiano ha portato alla nomina di Frédéric Vasseur come suo successore a partire dal prossimo 9 gennaio, una mossa che ha lasciato così un posto libero alla Sauber Motorsport, team che diventerà Audi a partire dal 2026.

Seidl in Sauber. Andreas Seidl ha lasciato il suo ruolo di team principal della McLaren e da gennaio sarà il nuovo ceo della squadra. Sarà proprio lui a dover scegliere il nuovo team principal e pare che in cima alla lista possa esserci Jost Capito, che nel frattempo ha lasciato la Williams. Dividere il ruolo di team principal e ceo è a tutto vantaggio di Seidl che potrà concentrarsi sulla strategia globale della squadra. Inoltre, l'esperienza di Seidl nella gestione della Porsche ai tempi del Mondiale Endurance e quella maturata in F.1 come numero uno della McLaren rafforzerà ulteriormente la sua posizione in vista dell'arrivo di Audi. L'ulteriore vantaggio è che Seidl ha già lavorato per diversi anni in Sauber in qualità di responsabile delle operazioni in pista: "Conosco molto bene la squadra", ha detto il tedesco. "Ho lavorato e vissuto a Hinwil per quattro anni ed è fantastico adesso tornare a far parte del Gruppo Sauber. Non vedo l'ora di unirmi al team e lavorare con tutti i miei colleghi sugli ambiziosi obiettivi che ci siamo prefissati".

Stella al comando della McLaren. Con l'uscita di Seidl, il team di Woking ha subito reagito promuovendo Andrea Stella come team principal a partire dal 2023. L'ingegnere italiano è arrivato in squadra nel 2015 e ha lavorato con la McLaren prima nel ruolo di capo delle operazioni di gara ed è stato poi promosso a performance director e infine a racing director. Prima di andare in Inghilterra, Andrea Stella ha lavorato in vari ruoli di responsabilità per 15 anni con la Scuderia Ferrari. Oggi ha dichiarato: "Mi sento privilegiato nell'assumere il ruolo di Team Principal. Grazie a Zak e agli azionisti per la loro fiducia. Abbiamo tanto lavoro da fare per risalire la china sulla griglia, ma sono entusiasta di poter fare questo viaggio insieme a un team ricco di talento, esperienza e spirito di squadra".

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Texa - Luca Magnotta è il nuovo direttore generale

4 Ruote - Dic 13,2022

Texa, azienda trevigiana specializzata in strumenti diagnostici, dispositivi per la telediagnosi, stazioni per la manutenzione degli impianti A/C e analizzatori di gas di scarico, ha nominato Luca Magnotta quale nuovo direttore generale Garage Equipment e Telemobility in sostituzione di Luciano Marton. Nato a Torino nel 1976, Magnotta ha maturato una ventennale esperienza in Magneti Marelli dove ha ricoperto, dal 2014 al 2017, il ruolo di direttore generale di Magneti Marelli Electronic & Powertrain in Brasile e poi, rientrato in Italia, ha assunto la posizione di direttore Marketing, Vendite e Sviluppo della linea di Business Electronics. 

I compiti. Il suo arrivo in Texa consentirà all'azienda di consolidare le posizioni nel settore Garage Equipment e Telemobility e di crescere ulteriormente nella più recente linea di business e-Powertrain dedicata allo sviluppo e alla produzione di sistemi per la propulsione elettrica dei veicoli e dell'elettronica associata. L'azienda trevigiana, fondata nel 1992, si appresta a chiudere il 2022 con un fatturato in crescita del 10% al record di circa 170 milioni di euro, nonostante un contesto generale caratterizzato dalla carenza di componentistica elettronica e da situazioni di blocco di alcuni mercati per il conflitto in Ucraina. 

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Mobilize - Nasce Lease&Co per accelerare le offerte di leasing operativo

4 Ruote - Dic 13,2022

La Mobilize Financial Services del gruppo Renault ha creato una nuova divisione. Si tratta di Mobilize Lease&Co e il suo compito sarà quello di "accelerare l'implementazione delle offerte di leasing operativo e soddisfare così le nuove esigenze di mobilità dei propri clienti". In particolare, la nuova realtà dovrà sviluppare soluzioni basate sull'utilizzo e comprensive di offerte di leasing sempre più flessibili, nonché servizi di gestione della flotta attraverso la connettività dei veicoli.

Gli obiettivi. Le offerte proposte da Mobilize Lease&Co saranno disponibili per tutti i tipi di clienti del gruppo, siano essi clienti retail o aziendali (piccole e medie flotte, grandi clienti e operatori di mobilità), a partire dalla Francia, ma è previsto che siano progressivamente estese a diversi Paesi in Europa e America Latin. L'obiettivo è raggiungere una flotta di 1 milione di veicoli entro il 2030, rispetto ai circa 350.000 attuali.

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Scuderia Ferrari - Frédéric Vasseur è il nuovo Team Principal

4 Ruote - Dic 13,2022

Frédéric Vasseur sarà il nuovo Team Principal e General Manager della Scuderia Ferrari a partire dal prossimo 9 gennaio.

Finalmente l'ufficialità. La notizia era nell'era ormai da diverse settimane, ancor prima che il Mondiale di Formula 1 vivesse la sua ultima tappa ad Abu Dhabi. Ma in quell'occasione tutti hanno gettato acqua sul fuoco, prendendo tempo. Non ne è passato molto, però, per avere l'ufficialità delle dimissioni di Mattia Binotto e della sua sostituzione con Frédéric Vasseur. Il manager francese lascia la Sauber Motorsport dopo sei anni di collaborazione e accettare la nuova sfida a Maranello. Lo ha fatto dicendo:  "Sono davvero felice e onorato di assumere la guida della Ferrari come Team Principal. Sono sempre stato spinto dalla passione per il motorsport e la Ferrari ha sempre rappresentato per me l'apice. Non vedo l'ora di lavorare con il team per onorare la storia di questa squadra".

Lunga esperienza. Vasseur ha un'esperienza di oltre 25 anni nel motorsport, dalle Formule Junior fino alla Formula 1. anche considerato un talent scout, tanto da aver promosso in GP2 talenti come Nico Rosberg e Lewis Hamilton, rispettivamente nel 2005 e nel 2006. L'ingaggio di Vasseur mette così un freno alle promozioni interne all'aziende che ha portato alla nomina dei diversi team principal in questi anni. Adesso, il francese si prepara a lasciare la Sauber Motorsport e dal prossimo 9 gennaio si insedierà a Maranello per questa nuova e difficile avventura professionale.

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Stati Uniti - Effetto Suv e pick-up: solo un lieve calo per le emissioni, consumi stabili

4 Ruote - Dic 13,2022

Nel 2021, il mercato automobilistico statunitense ha registrato solo lievi miglioramenti sul fronte della riduzione delle emissioni, mentre i consumi sono risultati stabili: è quanto emerge dall'Automotive Trends Report pubblicato dall'Epa, l'agenzia federale per la protezione ambientale, basato sui dati dei cosiddetti Model Year 2021. Le tendenze sono sostanzialmente positive, ma i risultati sarebbero stati migliori senza gli effetti di uno dei principali andamenti della domanda americana: il progressivo addio alle berline e la sempre più forte propensione all'acquisto di Suv e pick-up.

I dati. Nello specifico, i modelli 2021 hanno evidenziato una frenata nel continuo miglioramento dell'efficienza delle motorizzazioni: i consumi sono rimasti invariati sui massimi storici di 25,4 miglia per gallone (10,8 km/litro) già raggiunti nel report dell'anno scorso e quindi non hanno contribuito al trend di miglioramento assistito a partire dai Model Year 2004 e quantificato in un -32% (6,1 Mpg in valori assoluti). Le emissioni, invece, hanno registrato il minimo storico di 347 grammi per miglio, due grammi in meno rispetto all'anno scorso. Per fare un confronto, in Europa il dato medio è intorno ai 110 grammi per chilometro. Il trend, in questo caso, è positivo visto che dal 2004 le emissioni sono calate del 25% (-114 g/mi). Tra l'altro, l'anno scorso tutte le tipologie di veicoli hanno registrato dei minimi storici e tutti i 14 maggiori costruttori presenti sul mercato americano (gruppi con almeno 150 mila veicoli MY 2021 prodotti) hanno rispettato i limiti stabiliti dalle normative americane.

Sempre più "ruote alte". Tuttavia, l'Epa avverte che "lo spostamento del mercato dalle auto verso Suv e pick-up ha compensato alcuni dei benefici raggiunti a livello di flotta" sul fronte delle emissioni. Infatti, berline e station wagon sono scese al 26% dei volumi produttivi con i Model Year 2021, quasi la metà rispetto al 50% del 2013, mentre le Suv sono arrivate al record del 45% e i pick-up al 16%. Il trend di mercato non dovrebbe comunque influire sul percorso di miglioramento delle emissioni e dei consumi, anche alla luce dei requisti più severi introdotti dall'amministrazione Biden. Infatti, i dati preliminari per i Model Year 2022 mostrano un aumento delle percorrenze a 26,4 Mpg (11,2 km/litro) e una riduzione delle emissioni di CO2 a 331 grammi per miglio. 

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Dallara - Svelata la nuova SF23 per la Super Formula

4 Ruote - Dic 13,2022

La Super Formula è la massima categoria del motorsport giapponese, una serie di successo che si appresta a festeggiare il suo 50 anniversario con la stagione 2023 che partirà il prossimo aprile dal circuito del Fuji. C'è anche tanto know-how italiano in pista, garantito da un partner di successo della categoria: Dallara.

Ecco la SF23. Per celebrare al meglio il cinquantesimo anno in pista, la Super Formula ha commissionato a Dallara la realizzazione di una nuova generazione di vetture, più performanti e dal design moderno e accattivante. Il risultato è la nuova Dallara SF23, creata su tre pilastri fondamentali: stile, aerodinamica e sostenibilità. La carrozzeria è stata disegnata partendo da un foglio bianco, rendendo attuali le forme e il design di questa nuovo monoposto. Grande attenzione è stata posta anche sullo sviluppo aerodinamico, finalizzato al miglioramento dei sorpassi e - di conseguenza - alla spettacolarizzazione del campionato. Infine, ma non certo per ordine di importanza, la sostenibilità. Per le componenti della carrozzeria, la Dallara ha utilizzato materiali derivati dalla fibra di lino, sughero e fibra di carbonio riciclata.

Partnership di successo. dal 2014 che la Dallara realizza le monoposto della Super Formula giapponese, garantendo prestazioni eccellenti e del tutto simili a quelle di Formula 2 e Indycar. Proprio grazie al coinvolgimento del costruttore italiano, la serie giapponese ha visto progressivamente crescere il livello della competizione e con la SF23 Next 50 si alza ulteriormente l'asticella delle prestazioni.

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Best of 2022 - Jeep Avenger, è nata una stella

4 Ruote - Dic 13,2022

Regina del Salone di Parigi, finalista del premio Auto dell'anno, nonché la prima Jeep elettrica in assoluto: in qualche modo, la Avenger si presenta già decorata senza avere ancora, di fatto, iniziato la propria carriera. Svelata non più tardi dello scorso settembre e da poco ordinabile (qui i prezzi), di sicuro è un'auto molto attesa. Sia perché le Jeep in formato ridotto piacciono tanto (e la Renegade ce lo insegna), sia perché l'elettrico principale, ma non esclusiva alimentazione di questo modello desta ancor più curiosità quando è accostato al mondo del fuoristrada, di cui il brand ex FCA è il principale alfiere. Noi di Quattroruote siamo tra i pochi ad aver già guidato la baby Suv americana. E le prime impressioni sono buone.

Anche a benzina. La Jeep elettrica è anche la più piccola della gamma: con i suoi 4,08 metri di lunghezza, è ben 16 cm più corta di una Renegade. La compattezza si riflette anche sul bagagliaio (321 litri) ma diventa un asso nella manica in città, per divincolarsi nel traffico. Ed è proprio alla dimensione urbana che guarda questa prima versione della Avenger, con trazione anteriore, motore da 156 cavalli e 260 Nm e una batteria da 54 kWh (51 netti), per un'autonomia nominale di poco inferiore ai 400 km - che se fosse confermata all'atto pratico, basterebbe a coprire il fabbisogno settimanale per il commuting. Volendo, la Avenger è anche mossa da un motore benzina tradizionale: un tre cilindri 1.2 turbo da 100 cavalli e 205 Nm, abbinato a un cambio manuale a sei rapporti. Solo per l'Italia e la Spagna.  

La concept integrale. Date le sue caratteristiche, in molti si chiedono se la Avenger sia "una vera Jeep". Anche perché finora non si è parlato di trazione integrale: non esattamente un dettaglio, se si tratta di un modello del marchio americano. Al riguardo, la Casa ha provato a tranquillizzare il pubblico a Parigi, presentando, contestualmente alla Avenger 2WD, la 4xe concept, prototipo di una futura variante più fuoristradistica. Tutto lascia pensare che la sua naturale derivazione di serie sarà una versione della B-Suv a quattro ruote motrici.  

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Formula 1 - Honda si è iscritta come motorista per il 2026

4 Ruote - Dic 12,2022

La Honda si prepara tornare ufficialmente in Formula 1 a partire dal 2026. Questa volta non sono solamente delle indiscrezioni, perché a confermare la notizia è stato lo stesso presidente di Honda Racing - Yasuhary Watanabe.

Un capitolo mai chiuso. Honda si è ritirata ufficialmente dalla Formula 1 alla fine del 2020, ma è un po' come se non se ne fosse mai andata del tutto. Il motorista giapponese è infatti rimasto con un piede nel circus grazie alla partnership con Red Bull Racing e Scuderia AlphaTauri, dando alle due squadre il supporto nella gestione delle power unit, congelate nello sviluppo fino alla fine del 2025. Inoltre, la supremazia del team di Milton Keynes ha portato i giapponesi a rafforzare ulteriormente il legame riportando il logo Honda nuovamente in bella vista sulle vetture, a fare il paio con quello già presente di HRC. Segnali che avevano in qualche modo lasciato intendere un cambio di programma per il motorista giapponese.

L'interesse per i nuovi regolamenti. La Formula 1 introdurrà nel 2026 delle power unit caratterizzate da carburanti sintetici a zero emissioni e da un aumento consistente della componente elettrica. Questa direzione ha già attirato l'interesse dell'Audi, che ha confermato il proprio coinvolgimento per il 2026 unendo le proprie forze a quelle di Sauber Motorsport. Evidentemente, la Honda non vuole perdere l'occasione il treno e ha così deciso di aderire al regolamento 2026 in qualità di motorista. Le parole di Watanabe sono state chiare: "Ci siamo iscritti come costruttori di PU a partire dal 2026 perché i regolamenti della F1 sono orientati nella direzione zero emissioni. La maggiore elettrificazione dei motori coincide con i nostri obiettivi ed essendo un marchio dalla spiccata sportività, abbiamo deciso di riprendere la ricerca attraverso le corse".

Futuro da delineare. L'annuncio del ritorno della Honda apre diversi scenari interessanti: dall'intensificarsi della partnership con la famiglia Red Bull fino al coinvolgimento con un team ufficiale, ripetendo l'esperienza terminata nel 2008. Al momento, Watanabe ha confermato solo l'iscrizione come motorista senza però, in effetti, aggiungere nulla sul ritorno in F.1. Le opzioni sul tavolo sembrano essere diverse, ma è ancora troppo presto per parlarne. L'unica cosa certa è che qualcosa di interessante bolle già in pentola.

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Sicurezza stradale - Salvini: "Revocare a vita patente a ubriachi e drogati"

4 Ruote - Dic 12,2022

Matteo Salvini interviene sui recenti fatti di cronaca che hanno interessato le strade italiane con numerosi incidenti mortali. "Dobbiamo intervenire sulle sanzioni, non tanto economiche e penali, ma in termini temporali. Diverse associazioni di vittime della strada chiedono la revoca a vita della patente nei casi più gravi. Chi si mette alla guida ubriaco marcio o drogato deve sapere che è un potenziale assassino. Quindi la sospensione della patente per due o tre anni o la revoca a vita va fatta", ha affermato il ministro dei Trasporti, in occasione della presentazione del Rapporto Dekra sulla sicurezza stradale.

Servono interventi. Salvini ha proposto anche altri interventi. Dobbiamo intervenire sui punti patente, perché stando alle statistiche di qualche anno fa gli italiani erano corretti alla guida: il 98% ha più di 20 punti. Fra gli zero e nove punti ci sono 'solo' lo 0,24%, che sono 100 mila persone. Questo ci deve far riflettere", ha aggiunto Salvini, che ha poi rivolto la sua attenzione anche sulle revisioni dei mezzi pesanti e sugli incidenti che riguardano biciclette o monopattini: "Penso ai drammi in bicicletta, alla morte di Rebellin ma anche dello studente di Milano. Ci impongono un ragionamento e una riflessione. Il metro e mezzo di distanza dai ciclisti è cosa buona e giusta in linea di principio, ma diverse sedi stradali non prevedono la possibilità di avere questa distanza. Dobbiamo identificare non tanto i ciclisti quanto i conducenti di monopattino, che nella sua versione elettrica raggiunge velocità su strada o sul marciapiedi, ahimè, notevoli. Rendere più sicura la guida sulle due ruote e sul monopattino elettrico, con casco e targa. Non ci può essere impunità".

Multe in base al reddito. Alla presentazione del rapporto Dekra era presente anche il vice-ministro Galeazzo Bignami, che, in vista dell'aumento delle multe per infrazioni stradali, ha proposto una revisione del sistema sanzionatorio sulla falsariga di quanto già è in vigore in alcuni Paesi europei. Potremo introdurre un incremento di sanzioni in base al reddito", ha spiegato Bignami, parlando della necessità di svolgere "un approfondimento specifico anche sulla possibilità di realizzare una proporzionalità tra il reddito e le sanzioni.

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Toyota - Possibile rinvio per alcuni progetti di auto elettriche

4 Ruote - Dic 12,2022

La Toyota potrebbe apportare significative modifiche ai suoi progetti più rilevanti nel campo delle auto elettriche. In particolare, secondo la Reuters, la Casa nipponica ha in programma di incontrare all'inizio dell'anno prossimo i suoi principali fornitori per illustrare delle correzioni alla strategia al 2026, presentata alla fine del 2021 e caratterizzata da investimenti per 30 miliardi di dollari e dal lancio di 16 veicoli a batteria: sul tavolo ci sarebbe il rinvio di alcuni programmi per lo sviluppo di prodotti come le eredi delle due prime elettriche pure, la Toyota bZ4X e la Lexus RZ.

I motivi. Stando alle ricostruzioni dell'agenzia di stampa, le modifiche ai piani sarebbero legate all'intenzione della Toyota di migliorare la competitività delle elettriche, accelerando l'adozione di tecnologie in grado di aumentare le prestazioni dei motori e delle batterie e di garantire una maggior integrazione tra i vari dispositivi elettronici a bordo veicolo. L'obiettivo dei giapponesi sarebbe anche quello di ridurre il divario di performance e costi delle elettriche rispetto alla concorrenza, a partire dalla Tesla.

Problemi con la e-Tnga. Le principali modifiche dovrebbero riguardare la seconda fase della strategia al 2026. La prima fase è stata incentrata sul lancio di modelli quali la bZ4X, la prima di una serie di veicoli della serie "beyond zero". La seconda copre diversi anni e ha il suo fulcro nella piattaforma e-Tnga: un gruppo di lavoro, guidato dal chief competitive officer Shigeki Terashi, sta valutando se cancellare del tutto tale piattaforma, nata sulla base della Tnga dedicata ai modelli endotermici, per creare un'architettura nativa per le elettriche. La e-Tnga consente di assemblare le auto a batteria sulle stesse catene di montaggio dei veicoli a benzina o ibride, ma limita la capacità del costruttore di adottare quelle innovazioni che gli ingegneri riconoscono come cruciali per il successo della Tesla. Inoltre, la piattaforma è stata progettata sulla base dell'obiettivo di vendere 3,5 milioni di elettriche l'anno entro il 2030, ma si tratta di un target non più in linea con le prospettive di crescita del mercato. In tale contesto sarebbe da leggere il lavoro condotto con due importanti fornitori, Denso e Aisin, per valutare la possibilità di accelerare l'adozione di nuovi sistemi di gestione termica, propulsori elettrici più avanzati e inverter al carburo di silicio. La Toyota "discute e lavora sempre attivamente con fornitori e partner chiave su una varietà di dossier" per raggiungere la neutralità carbonica, ha replicato la Casa nipponica, spiegando di non avere dettagli da rivelare sui progetti di sviluppo dei veicoli elettrici.

 

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Bugatti - Baby II Carbon Edition, l'elettrica rétro per piccoli (principi)

4 Ruote - Dic 12,2022

La Bugatti W16 Mistral non è solo l'ultimo modello della Casa a utilizzare il glorioso motore quadriturbo, ma è anche la fonte di ispirazione per una nuova serie limitata (in miniatura) da collezione: si tratta della Bugatti Baby II Carbon Edition, che potrà essere configurata come la sorella maggiore e sarà proposta in serie limitata a partire da 80 mila euro, tasse escluse.

L'accessorio ideale per le 99 Mistral. La Baby II è un modello in scala della Type 35 e rappresenta l'ideale accessorio da abbinare ai 99 esemplari della W16 Mistral: non si tratta solo di un prodotto da esposizione, ma di una vettura - adatta a bambini e ragazzi - con un motore elettrico e tutta la meccanica funzionante. Sarà possibile far realizzare a mano la Baby II con le medesime finiture e specifiche della corrispondente W16 Mistral, dando vita a un'accoppiata unica al mondo. Sono previste finiture di carbonio a vista interne ed esterne, mentre il peso è stato ridotto rimuovendo la ruota di scorta. E i gruppi ottici Led adottano un elemento orizzontale che richiama quello della Mistral.

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