Kia EV6 - La crossover elettrica si concede un (leggero) restyling

4 Ruote - Mag 14,2024

La Kia ha presentato in Corea il restyling della sua crossover elettrica EV6, che sul mercato locale è già disponibile nelle versioni Long Range a due e quaatro ruote motrici, con batteria da 84 kWh e autonomie che vanno dai 494 ai 456 km.

Pochi ritocchi. Come anticipato nei giorni scorsi, rispetto al modello precedente la nuova EV6 cambia soprattutto nel frontale, dove troviamo inediti gruppi ottici e mascherina, che richiamano lo stile degli ultimi modelli a batteria della Casa coreana inaugurato dalla grande Suv EV9, già Auto dell'anno 2024. Nuovo lo stile dei cerchi di lega e dei paraurti anteriori, che nell'allestimento GT-Line hanno un taglio più sportivo. Al posteriore rimane l'originale fascia rossa a tutta larghezza nella parte superiore, ma i led all'interno sono più numerosi e meno spessi. Invariata la cornice cromata che corre alla base del portellone, mentre cambia lo stile dei paraurti, anch'essi differenziati a seconda dell'allestimento.

E dentro? L'abitacolo della nuova EV6 non presenta novità di rilievo rispetto al modello che va a sostituire: cambia leggermente la forma della corona del volante, con scanalature sopra e sotto le due razze; la forma del pannello di vetro che ingloba strumentazione e infotainment, infine, non è più trapezoidale ma rettangolare. Rimane la sottile console centrale con il selettore della marcia, il pulsante d'avviamento rivolto verso il conducente e la piccola plancetta a sfioramento con comandi contestuali per climatizzatore e infotainment.

Motori, dotazioni e versioni. Al momento non abbiamo informazioni circa la gamma per il mercato italiano, che al momento prevede quattro allestimenti, powertrain single motor da 125 e 168 kW (170 e 228 CV) e trazione posteriore, dual motor da 239 kW (325 CV) e due tagli di batteria, da 58 e 77,4 kWh.

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Elettriche cinesi<br> - Ufficiale: Biden alza i dazi dal 25 al 100%

4 Ruote - Mag 14,2024

La Casa Bianca conferma le indiscrezioni sulla stangata a danno delle elettriche prodotte in Cina: i dazi sulle importazioni aumentano a partire da subito, passando dal 25% (quota stabilita dall'amministrazione Trump) al 100%. La percentuale sale ulteriormente al 102,5% considerando anche un'ulteriore tariffa imposta dalla Us Customs and Border Protection a valere sul prezzo di vendita di merci importate di qualsiasi tipologia e provenienza. 

Le motivazioni. Secondo Washington, l'incremento "proteggerà i costruttori americani dalle pratiche commerciali sleali della Cina" e consentirà di sostenere le strategie volte a garantire che il "futuro dell'industria automobilistica si realizzi in America grazie a lavoratori americani". La Casa Bianca è preoccupata dei rischi delle esportazioni cinesi: sono cresciute del 70% tra il 2022 e il 2023 grazie ad ampi sussidi e a pratiche "non di mercato, che comportano rischi sostanziali di sovracapacità produttiva". La stangata, continua l'amministrazione Biden, difenderà "gli investimenti e i posti di lavoro dalle importazioni cinesi a prezzi inglusti". 

Le altre misure. Il provvedimento, tecnicamente un ordine esecutivo del presidente al rappresentante commerciale degli Stati Uniti, non riguarda solo le auto. Infatti, salgono dal 7,5% al 25% i dazi sulle batterie agli ioni di litio per le auto (dal 2026 per le altre tipologie di veicoli) e sui componenti per gli accumulatori. Inoltre, nel 2026 passeranno da zero al 25% le tariffe doganali sulla grafite naturale e sui magneti permanenti, mentre già quest'anno saranno incrementate le imposizioni sugli altri minerali critici. Analoghi incrementi interessano l'acciaio e l'alluminio e le gru portuali, mentre per i semiconduttori e i moduli per pannelli solari si passa dal 25% al 50%. Colpiti anche dispostivi medici come siringhe, aghi, mascherine, guanti chirurgici o respiratori. La decisione di aumentare le tariffe, presa ai sensi della sezione 310 del Trade Act del 1974 (consente al governo di reagire contro pratiche commerciali ritenute scorrette o in violazione degli standard globali), interessa complessivamente 18 miliardi di dollari di importazioni dalla Cina. Una porzione esigua del totale, che l'anno scorso ha superato i 448 miliardi. Da questo punto di vista, l'ordine rappresenta un provvedimento puramente simbolico. Tuttavia, sul fronte geopolitico, è destinato sicuramente a esacerbare le relazioni tra Washington e Pechino. 

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Elettriche cinesi - Per il governo italiano i dazi sono inevitabili

4 Ruote - Mag 14,2024

Per il governo italiano, la decisione degli Stati Uniti di alzare i dazi sulle auto elettriche cinesi rappresenta una strada da seguire anche per l'Unione Europea. " inevitabile che l'Europa debba tutelare la produzione di fronte a fenomeni di concorrenza sleale", sostiene il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, dicendosi "convinto" della necessità, per il prossimo Parlamento europeo, di "percorrere questa strada, raccogliendo la sfida lanciata dagli Stati Uniti all'egemonia cinese". 

No al purismo economico. Dello stesso avviso il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti: "Va bene la competizione all'interno del mercato europeo, ma dobbiamo difenderci da quella di chi arriva da fuori. Non possiamo essere soltanto noi quelli legati al purismo economico e alla teoria del libero scambio". "Dobbiamo tutelare il lavoro e la produzione europea'', ha aggiunto Urso, commentando anche gli ultimi sviluppi della partnership tra Stellantis e Leapmotor: "Le affermazione di Tavares confermano le nostre analisi e le nostre ansie, è necessario che in Italia ci sia almeno un secondo produttore automobilistico". 

La critica all'Europa. Giorgetti è intervenuto con un messaggio anche all'Automotive Dealer Day, in corso alla Fiera di Verona. "L'automotive è l'emblema di come l'Unione Europea non abbia fatto politiche industriali negli ultimi 10 anni", ha detto il ministro. "Nessuno mette in discussione gli obiettivi di decarbonizzazione e la transizione ecologica, ma proprio la serietà degli obiettivi imporrebbe una strategia organica e senza scorciatoie. L'obettivo al 2035 non sta dispiegando effetti risolutivi né sulla domanda, né sull'offerta di veicoli elettrici, mentre gli effetti sul termico stanno paralizzando gli investimenti del settore nel suo complesso. L'unica ad essersi mossa in questo contesto è l'Europa. Usa e Cina hanno seguito strategie opposte basate su strategie industriali proattive, fondate sul massiccio dispiegamento di sussidi industriali. Se questa tendenza non venisse invertita sarebbe a rischio non solo l'automotive, ma l'intera industria europea".

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Mercedes-Benz - Classe G: inarrestabile, anche a corrente

4 Ruote - Mag 14,2024

Pochi dettagli distinguono da fuori la rinnovata Classe G: a cambiare sono soprattutto i montanti del parabrezza, dotati di un bordo in plastica per ridurre i fruscii in velocità. Un'esigenza più stringente nell'inedita G 580 a batteria, capace di muoversi in silenzio grazie ai quattro motori elettrici collegati a ciascuna ruota. Ma per chi ha nostalgia del rombo di un V8, la funzione G-Roar lo può riprodurre con l'hi-fi.

Una silhouette dedicata. La versione BEV sfoggia una mascherina cieca e piccole feritoie nei passaruota posteriori per migliorare (per quanto possibile) l'aerodinamica. Dietro, poi, un contenitore quadrangolare può sostituire la ruota di scorta: ospita i cavi per la ricarica in corrente alternata a 11 kW (in continua, invece, si arriva a 200 kW).

Tutta da guidare. La Casa promette un'autonomia di circa 430 km, grazie alla batteria da 116 kWh. Nell'attesa della verifica del nostro Centro prove, nel mio test le percorrenze sono state ben diverse. Anche perché la G 580 non invita ad andare piano, coi suoi 587 CV che celano i 3.085 kg dell'auto. Il solo accumulatore al litio ne pesa 720, ma, essendo in basso, fra i longheroni, non penalizza il rollio. E i quattro motori controllati singolarmente rendono la guida precisa.

Non teme l'acqua. Pure in off-road la batteria non rappresenta un problema: è protetta da una lastra spessa 2,6 cm composta da vari materiali, incluso il carbonio. E l'involucro a tenuta stagna fa affrontare guadi fino a 85 cm (15 in più dei modelli termici). Nei sentieri impervi, poi, la nuova G 580 può contare sulla funzione G-Turning, che migliora l'agilità, frenando le ruota posteriore interna e accelerando quella esterna. Ancora più originale la modalità G-Turn: fa girare l'auto su se stessa, come i mezzi cingolati.

Con la AMG in off-road. Insospettabilmente a suo agio in fuoristrada anche la G 63 AMG, specie col pacchetto Offroad AMG Pro con ammortizzatori attivi che stabilizzano il rollio (si fa a meno della classica barra in acciaio). Una soluzione simile c'è pure col pacchetto Performance AMG, che esalta tenuta di strada e agilità. Da urlo il V8 biturbo, invariato nella potenza (585 CV) ma rivisto per accoppiarlo al motore elettrico da 20 CV del sistema mild hybrid: migliora la risposta ai bassi giri e, secondo la casa, riduce del 2% il consumo medio. La media dichiarata è di 6,8 km/l; nel test ne ho letti nel cruscotto meno di 5.

Le più mansuete. Chi cerca emozioni meno forti può puntare sull'altra versione a benzina, la G 500 con un 3.0 da 449 CV, o sulla diesel di pari cilindrata, da 367 CV, anch'esse mild hybrid. Della 450 d ho apprezzato la regolarità di funzionamento, nonché i 10 km/litro letti nel cruscotto dopo un lungo trasferimento autostradale.

I prezzi. La G 36 AMG è al vertice della gamma pure per il prezzo, 202.371 euro. L'elettrica G 580, però, non è distante, almeno nella ricca versione Edition One; la base, invece, ne costa 169.840 euro. Con la G 450 d a gasolio si parte da 139.669, mentre la G 500 a benzina "attacca" a 155.669.

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Stellantis - Le elettriche Leapmotor arrivano a settembre

4 Ruote - Mag 14,2024

Stellantis è pronta ad avviare l'esportazione dei modelli Leapmotor sul mercato italiano: le prime vetture, ossia l'utilitaria T03 e la Suv medio-grande C10 (qui trovate la gamma attuale della startup cinese), arriveranno nelle nostre concessionarie già a settembre. Si tratta di uno dei dettagli forniti dall'amministratore delegato Carlos Tavares, intervenuto alla conferenza stampa organizzata ad Hangzhou per annunciare il perfezionamento dell'accordo firmato dalle due aziende.

Il piano prodotti. "Abbiamo chiuso l'accordo vincolante con Leapmotor solo sette mesi dopo averlo annunciato", ha spiegato Tavares. "Ora entriamo nella fase operativa. Da settembre 2024 avvieremo le esportazioni dei veicoli di Leapmotor in nove mercati europei: Italia, Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Spagna, Portogallo, Grecia e Romania. Il processo sarà sostenuto da 200 punti di vendita, con un importante contributo della rete Stellantis  & You". Le vetture sono già nel pieno della fase di omologazione: "Dal quarto trimestre", ha aggiunto Tavares, "entreremo anche in altre regioni importanti, a partire dal Sud America. Poi procederemo con Medio Oriente e Africa e quindi con India e Asia Pacifico". Si tratta, comunque, solo della prima fase di esecuzione di un piano congiunto che prevede il lancio di sei modelli entro il 2027: in particolare, dopo la T03 (accreditata di un'autonomia di 265 km) e la C10 (420 km), la roadmap prevede il lancio di altri quattro modelli: una C-Suv all'inizio del 2025, un'hatchback di segmento C a pochi mesi di distanza e quindi, a cavallo del 2027, una compatta e una Suv medio-piccola. Insomma, la partnership con Leapmotor consente a Stellantis di accelerare il piano strategico Dare Forward 2030, mettendo sul piatto "nuovi modelli elettrici convenienti e tecnologie all'avanguardia, efficienti anche dal punto di vista dei costi".

Cautela sulla produzione in Europa. Zhu Jiangming, numero uno di Leapmotor, ha illustrato le strategie commerciali della sua azienda per i prossimi tre anni: "Ogni anno contiamo di lanciare da due a tre auto per coprire tutti i segmenti e le fasce di prezzo in Cina", mentre sui mercati esteri è prevista l'introduzione di almeno una novità l'anno. "I nostri prezzi competitivi saranno un vantaggio e Stellantis ci aiuterà a crescere all'estero con punti vendita e centri assistenza a supporto dei clienti. Utilizzeremo capacità produttiva di Stellantis, un vantaggio che altri produttori cinesi non hanno", ha aggiunto Jiangming. Per ora non sono state confermate le indiscrezioni di stampa sui piani produttivi per l'Europa: Tavares ha spiegato che la strategia per i mercati esteri "parte da un presupposto: o siamo in grado di esportare tramite Leapmotor International oppure, se non possiamo esportare, possiamo usare gli stabilimenti produttivi di Stellantis nelle varie regioni. Se avrà più senso assemblare localmente, selezioneremo gli impianti migliori e decideremo sulla base di due criteri: qualità e costi. Faremo valutazioni Paese per Paese".  

I dazi? Meglio di no. Tavares ha poi ribadito la sua posizione sulla questione dei dazi. Secondo l'ad, la visita di Xi Jinping in Francia "testimonia  le buone relazioni con la Cina: non vogliamo una frammentazione del mondo che non aiuta ad affrontare i temi globali come la salute, il commercio e il riscaldamento globale. Ogni iniziativa che supporta la collaborazione è qualcosa che promuoveremo e supporteremo. Come Stellantis, siamo favorevoli al libero scambio globale". 

 

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Porsche 911 - Il 28 maggio debutta il restyling (con l'ibrido)

4 Ruote - Mag 14,2024

Il prossimo 28 maggio Porsche presenterà il restyling della 911. Nell'attesa di conoscere tutte le informazioni sulla 992.2, la Casa ha diffuso le ormai tradizionali immagini dei collaudi dei prototipi, fornendo anche alcune succose anticipazioni sui contenuti tecnici.

Il primo ibrido serve per andare più forte. L'aggiornamento della 992 avrà un compito fondamentale: portare l'elettrificazione per la prima volta sulla 911 di serie. Questa scelta tecnica, rivoluzionaria considerando la lunga tradizione del modello ma prevista fin dall'inizio del progetto, è stata operata in ottica puramente prestazionale. La Porsche, per il momento, non ha voluto svelare tutti i dettagli; sappiamo che un prototipo ha già battuto la versione precedente di 8,7 secondi al Nürburgring siglando un tempo di 7 minuti e 16 secondi, ma è difficile giudicare questi numeri senza conoscere le differenze tecniche. Stando alle dichiarazioni del pilota ufficiale Jörg Bergmeister, le novità sono evidenti: maggiori potenza e grip ed una risposta ancora più pronta dal motore, proprio grazie all'ibrido.

Le differenze del restyling. Osservando le fotografie ufficiali possiamo subito notare il nuovo paraurti posteriore con i terminali di scarico spostati verso il centro, presenti anche sugli esemplari dotati di aerokit con l'appendice aerodinamica fissa. Nel frontale, invece, sono cambiate le prese d'aria inferiori, più grandi e dotate di listelli orizzontali che nascondono le paratie mobili. Sappiamo, inoltre, che all'interno cambierà la plancia, passando a un'impostazione totalmente digitale, che abbandonerà l'attuale contagiri tradizionale utilizzando soltanto lo schermo curvo.

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Mercedes - Stop alla piattaforma per le elettriche di lusso

4 Ruote - Mag 14,2024

La Mercedes-Benz ha deciso di interrompere lo sviluppo di una piattaforma dedicata alla produzione di elettriche di fascia alta. La nuova architettura, nota come "MB.ea-Large", figurava tra le iniziative più importanti all'interno delle strategie di elettrificazione del costruttore tedesco, anche per l'impegno economico: si parlava di investimenti per circa 5 miliardi di euro. Tuttavia, stando alle anticipazioni della testata Handelsblatt, poi confermate da Stoccarda, il progetto ha pagato lo scarso ritmo di adozione della mobilità elettrica e la conseguente decisione dei vertici aziendali di frenare il processo di trasformazione dell'azienda in un costruttore di sole elettriche.

Piani saltati. A partire dal 2028, la nuova piattaforma doveva rappresentare la base per produrre diverse novità a batteria e, in particolare, la nuova generazione di modelli come le berline Classe S e Classe E o le Suv GLS e GLE. Tuttavia, la domanda di elettriche di lusso si sta rivelando assai inferiore alle aspettative, su livelli che rendono impossibile generare adeguate economie di scala. Per questo, i vertici hanno deciso di prendere un'altra strada e di utilizzare l'attuale piattaforma Eva2 invece di crearne una nuova da zero.

Slitta il phase-out. Nel confermare le indiscrezioni di stampa, la Mercedes ha quindi ribadito che organizzerà la propria rete produttiva in modo flessibile. per consentire la produzione in parallelo di veicoli termici ed elettrici anche dopo il 2030, la data inizialmente indicata per l'addio ai motori a combustione. "Il ritmo della trasformazione è determinato dalle condizioni del mercato e dai desideri dei nostri clienti", ha aggiunto la Mercedes, ribadendo le recenti dichiarazioni dell'amministratore delegato Ola Källenius sulla necessità di adeguare l'offerta all'andamento della domanda, una condizione da sempre considerata imprescindibile anche quando non sembravano esserci segnali di revisione delle strategie. La Casa intende comunque creare le condizioni per una nuova flotta di auto a zero emissioni, ma il cosiddetto phase-out slitterà dal 2030 al 2039. Nel mentre, si punterà soprattutto sulle ibride plug-in, che, insieme alle elettriche, dovranno passare dal 20% delle vendite al 50% già nella seconda metà del decennio. 

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Ligier - La sportiva a idrogeno debutta in pista a Le Mans

4 Ruote - Mag 14,2024

La Ligier prosegue il discorso avviato nel 2023 con la JS2 RH2. Dopo aver svelato il progetto alla scorsa edizione della 24 Ore di Le Mans, la Casa francese sarà presente all'edizione 2024 per portare in pista la vettura. L'anteprima dinamica si svolgerà nell'ambito di uno speciale evento dimostrativo per veicoli a idrogeno che si terrà sabato 15 giugno, poche ore prima dell'inizio della edizione numero 92 della 24 ore. L'auto sarà inoltre esposta all'Hydrogen Village per l'intera durata della manifestazione.

5.000 km di test, zero intoppi. Bosch Engineering e Ligier Automotive hanno già percorso oltre 5.000 km con la JS2 RH2 senza guasti, superando la distanza dell'intera 24 Ore e toccando oltre 280 km/h di punta massima. Il motore 3 litri biturbo alimentato direttamente a idrogeno eroga una potenza massima di 602 CV e 650 Nm (contro i 570 CV iniziali) e il carburante è contenuto in speciali serbatoi a 700 bar di pressione. Un ulteriore sviluppo ancora allo studio prevede un'evoluzione del sistema per il passaggio all'idrogeno liquido.

La prima volta dell'idrogeno in pista a Le Mans. Quello che si terrà il 15 giugno, sarà il primo evento in assoluto in anteprima mondiale riservato alle auto da corsa alimentate a idrogeno. Oltre alla JS2 RH2, entreranno in pista anche la H24 di MissionH24 con sistema fuel cell e altri costruttori impegnati in programmi simili.

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Francia - Chiude lennesima fabbrica di componentistica

4 Ruote - Mag 14,2024

In Francia chiude i battenti l'ennesima fabbrica di componentistica per auto. Si tratta dello stabilimento della MA France a Seine-Saint-Denis, alle porte di Parigi. Il tribunale fallimentare di Bobigny ha deciso di porre in liquidazione coatta amministrativa l'azienda a causa della crisi causata dal calo delle commesse da parte di Stellantis. La chiusura del sito, che segue lo stop alle attività della Marelli ad Argentan e di altre aziende in diverse località, vanno in fumo centinaia di posti di lavoro: MA France impiegava 280 persone con contratto a tempo indeterminato e da 120 a 150 a tempo determinato.

Una crisi italiana. Tra l'altro, lo stop dell'azienda transalpina è il riflesso delle tensioni in atto tra Stellantis e un suo importante fornitore italiano. Infatti, MA France è di proprietà della CLN,  gruppo piemontese da oltre 7 mila dipendenti e 1 miliardo di ricavi attivo nella lavorazione di lamiere e altri elementi in metallo per le auto. A Seine-Saint-Denis si producono componenti per carrozzerie e telai e il 90% dei volumi erano destinati proprio al costruttore guidato da Carlos Tavares, in particolare a utilitarie e veicoli commerciali leggeri. Di recente, però, la CLN ha chiesto al suo principale cliente una rivalutazione dei prezzi del 12% a causa dell'aumento dei costi di produzione, ottenendo un rifiuto. Tra l'altro, alcuni giorni fa le proteste dei lavoratori di MA France hanno determinato lo stop alle attività produttive di negli stabilimenti Stellantis di Poissy e Hordain, in Francia, e di Luton, in Inghilterra. 

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DR Automobiles - Tutte le novità del 2024 - FOTO GALLERY

4 Ruote - Mag 14,2024

Al Dealer Day 2024, la tre giorni dedicata agli operatori del settore automotive, il gruppo DR Automobiles ha presentato tutte le novità in arrivo per i suoi quattro brand: un nuovo modello per Evo, ben tre anteprime per il marchio Dr, tra cui una plug-in da 315 CV, due new entry per Sportequipe e le prime tre vetture del marchio Tiger. Ve le illustriamo tutte, una per una, nella nostra galleria fotografica.

 

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Opel Frontera - Sarà anche a sette posti

4 Ruote - Mag 14,2024

L'opzione dei sette posti renderà ancor più versatile un modello che, di per sé, punta a massimizzare lo spazio in relazione agli ingombri. Lunga 4 metri e 38 cm, la Frontera ha dalla sua un bagagliaio da oltre 450 litri (dichiarati) quando tutti e cinque i posti sono in uso. L'offerta sarà declinata su due livelli d'allestimento, base e GS, non ancora dettagliati. Una delle principali differenze sarà nel sistema di infotainment, con la Frontera GS che verrà dotata schermo touch da 10 pollici e navigatore, nonché della telecamera posteriore, mentre l'entry level proporrà una smartphone station: il sistema multimediale diventa così fai da te, agganciando il proprio smartphone per interagire con l'auto attraverso un'app e sfruttando la tecnologia Nfc. Per arricchire le dotazioni, inoltre, saranno offerti pacchetti opzionali.

Mossa da un powertrain da 113 CV, la Frontera elettrica è proposta in due versioni. L'entry level avrà un'autonomia Wltp di 300 km, e si suppone adotti le stesse batterie al litio-ferro-fosfato della Citroën ë-C3, altro modello su base Smart Car. Per la long range - che potrebbe invece montare accumulatori del tipo Nmc (nichel-manganese-cobalto), ma al momento la Casa non ha comunicato nulla al riguardo vengono dichiarati fino a circa 400 km di range con un singolo ciclo di carica. Il prezzo tedesco di 29 mila euro si riferisce alla Frontera Bev da 300 km.

In alternativa c'è l'ibrida, con tecnologia a 48 volt. La Frontera Hybrid punta su un powertrain largamente diffuso nel gruppo Stellantis, che prevede un turbobenzina di 1.2 litri e 100 CV abbinato a un motore elettrico da 28 CV integrato a un cambio doppia frizione a sei rapporti. Questo sistema, che permette di percorrere brevi tratti solo a corrente comportandosi, di fatto, come un full hybrid è disponibile anche con una versione più potente dell'1.2 turbo, da 136 CV. Al momento, la Frontera non prevede varianti a benzina non elettrificate.

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Manutenzione e assistenza - Point S cresce con le flotte

4 Ruote - Mag 14,2024

Da manutenzione e sostituzione pneumatici, ai servizi d'officina in senso più ampio, fino a una rete dedicata espressamente alle esigenze delle flotte di vetture, veicoli commerciali e industriali. La catena francese Point S è già presente in Italia con 220 punti di vendita, assistenza e riparazione e, accanto alle attività a supporto degli utenti privati, ha via via avviato un processo di specializzazione per andare incontro alle esigenze dei clienti aziendali, con un'apposita infrastruttura digitale, di software e personale dedicato. La divisione è stata battezzata Viasso e si occupa di fornire non solo le prestazioni di officina ma anche il coordinamento per le attività di fatturazione alle flotte clienti delle grandi società di noleggio a breve e lungo termine, agli enti pubblici e alle società del settore energia e infrastrutture. Viasso, infatti, negozia i contratti con le flotte per conto dei centri di riparazione e manutenzione indipendenti che fanno parte della rete Point S e i cui operatori ricevono una costante formazione. Il prossimo obiettivo di Point S è diventare entro il 2026 la più grande rete qualificata e certificata per la manutenzione di veicoli elettrici.

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Renault - Simulare conviene

4 Ruote - Mag 14,2024

Alle porte di Parigi, all'interno del Technocentre (il centro di design e sviluppo della Renault), da quasi un anno lavora uno dei più avanzati simulatori di guida al mondo. La Casa francese ha deciso di realizzarlo nel 2017, investendo 26 milioni di euro, di cui nove per la realizzazione dell'edificio di 1.400 metri quadri che lo ospita. Parliamo di una cella in carbonio che al suo interno accoglie un veicolo in scala 1:1 e schermi a 360 gradi per riprodurre infiniti scenari di guida. Un guscio di 16 tonnellate in grado di muoversi in tutte le direzioni, grazie a un sistema di motori elettrici che poggiano su una speciale soletta in cemento armato spessa 1,5 metri: in tutto, parliamo di circa 90 tonnellate. Siamo tra i primi giornalisti a vederlo all'opera, nella sua impressionante mole e rapidità.

Un gigante agilissimo. Il sistema riproduce accelerazioni laterali e longitudinali fino a 1g, e permette di svolgere in tutta sicurezza ogni tipo di test di guida. Uno staff di ingegneri è di continuo al lavoro per creare nuovi scenari di prova, dalla pista alla strada (oggi stanno mappando l'intera rete viaria francese). Oltre alla sicurezza dei collaudatori, ci sono altri due aspetti che hanno spinto ad affrontare questo investimento: la velocizzazione dei tempi di sviluppo e la riduzione dei costi. Un tempo servivano circa quattro anni per progettare una nuova vettura; con questo sistema e sofistiscati sistemi di calcolo ne basteranno due. La nuova Twingo che arriverà nel 2025 sarà fra i primi modelli a beneficiarne, ma per vedere un progetto veramente da zero occorrerà attendere le future generazioni di Megane e Scenic. Oltre alle vetture Renault e Dacia, nel Roads (l'acronimo sta per Renault Operational Advanced Driving Simulator) nasceranno anche i modelli Nissan che la Casa della losanga svilupperà nell'ambito dell'alleanza franco-giapponese: la prima sarà la nuova Micra, 100% elettrica.

Perché si risparmia? Per dimezzare i tempi e i costi di sviluppo, tutti i sistemi dell'auto (dalla struttura agli Adas, dalle sospensioni ai pneumatici) vengono modellizzati: così, il loro comportamento può essere simulato da una rete di computer. Via via che lo sviluppo prosegue i modelli matematici diventano sempre più rispondenti a quella che sarà la vettura reale. Il simulatore mette insieme tutto questo, verificando il comportamento su strada (ovviamente virtuale) con alla guida un collaudatore, questo sì in carne e ossa. I milioni di dati raccolti vengono analizzati in una notte inviandoli attraverso il cloud a potenti calcolatori. Il mattino dopo si individuano, grazie all'intelligenza artificiale, eventuali aspetti da mettere a punto. E poi, via con altre prove. Solo alla fine, quando tutto nel mondo virtuale è ok, si può passare a realizzare alcuni prototipi. Per apprezzare, on the road, tutto il lavoro svolto dal... Roads.

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Xiaomi - Ora i cinesi "puntano" la Model Y

4 Ruote - Mag 13,2024

Dopo il debutto della berlina sportiva SU7 (che abbiamo visto dal vivo durante il Salone di Pechino), la Xiaomi sta lavorando al suo prossimo modello, una Suv ad alte prestazioni da mettere in concorrenza diretta con la Tesla Model Y. Niente di cui stupirsi, in verità: le sport utility vehicle sono sempre più popolari, anche in Cina, e rappresentano una fetta di mercato che non può essere ignorata.

Se ne parla da almeno tre anni. Lei Jun, ceo della Xiaomi, aveva parlato della possibilità di produrre una Suv già nel 2021, quando erano iniziati i lavori della prima auto elettrica del colosso tecnologico cinese. Alla fine l'azienda aveva deciso di puntare su una berlina sportiva che andasse a competere direttamente con la Model 3; l'ipotesi di un modello a ruote alte non è mai stata accantonata, e potrebbe concretizzarsi già nel 2025. Ancora ignote le specifiche dell'auto, che con ogni probabilità sarà costruita sulla stessa piattaforma Modena della SU7, oggetto di una recente polemica con il governo italiano.

Ma prima... La produzione della prima Suv della Xiaomi non inizierà prima che vengano conclusi i lavori di ampliamento dello stabilimento di Pechino; al momento la priorità della Casa cinese è riuscire a stabilizzare la produzione della SU7, che al momento non riesce a soddisfare la domanda. A fronte di diecimila esemplari prodotti (e meno di ottomila consegnati), sono già più di 90.000 gli ordini piazzati dal debutto dell'auto a fine marzo, e da allora le azioni della Xiaomi sono salite di circa il 30%.

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DS - Arriva la collezione Antoine de Saint-Exupéry

4 Ruote - Mag 13,2024

Si celebra quest'anno l'ottantesimo anniversario della scomparsa di Antoine de Saint-Exupéry, uno dei più apprezzati autori francesi, a cui la DS vuol rendere omaggio con una collezione speciale per i modelli 3, 4 e 7. Gli ordini apriranno nelle prossime settimane.

DS 3 Antoine de Saint-Exupéry. La più piccola della gamma è disponibile con la carrozzeria nella tinta perlacea Volo di notte, con speciali pigmenti che creano riflessi dorati (ma c'è anche in Grigio Cristallo e Nero Perla). Di serie i cerchi da 18 nel medesimo colore e i badge della versione sulle porte anteriori. L'interno è basato sull'allestimento Opéra, con pelle nappa marrone per i sedili e rivestimenti speciali per la plancia. Sui battitacchi c'è la citazione Per quelli che viaggiano, le stelle sono delle guide, tratta da Il Piccolo Principe.

I prezzi.

  • DS 3 E-Tense Antoine de Saint-Exupéry: 46.050 euro.
  • DS 3 Hybrid Antoine de Saint-Exupéry: 37.550 euro.
  • DS 3 PureTech 130 Antoine de Saint-Exupéry: 36.050 euro.
  • DS 3 BlueHDi 130 Antoine de Saint-Exupéry: 38.000 euro.

DS 4 Antoine de Saint-Exupéry. La versione speciale della crossover è basata sull'opera Corriere del Sud, il primo libro dell'autore francese. Riporta sui battitacco la citazione Le stelle determinano le distanze reali per noi e il disegno di un aeroplano. La carrozzeria è disponibile nei colori Volo di notte (ripreso dai cerchi di lega da 19), Grigio Cristallo e Nero Perla.

I prezzi. 

  • DS 4 E-Tense 225 Antoine de Saint-Exupéry: 54.600 euro.
  • DS 4 Hybrid Antoine de Saint-Exupéry: 45.150 euro.
  • DS 4 PureTech 130 Antoine de Saint-Exupéry: 43.700 euro.
  • DS 4 BlueHDi 130 Antoine de Saint-Exupéry: 45.150 euro.

DS 7 Antoine de Saint-Exupéry. La versione speciale della Suv francese è ispirata al saggio La saggezza delle sabbie. Il badge Antoine de Saint-Exupéry è presente sulla plancia e nei battitacco, insieme alla citazione la via del dialogo tra le stelle e noi. Esclusivi per questo modello i cerchi di lega da 21, nella colorazione Volo di notte. La carrozzeria è disponibile anche in Grigio Cristallo, Nero Perla e Blu Imperiale.

I prezzi.

  • DS 7 E-Tense 4x4 360 Antoine de Saint-Exupéry: 68.800 euro.
  • DS 7 E-Tense 4x4 300 Antoine de Saint-Exupéry: 64.200 euro.
  • DS 7 E-Tense 225 Antoine de Saint-Exupéry: 59.100 euro.
  • DS 7 BlueHDi 130 Antoine de Saint-Exupéry: 50.250 euro.

L'autore. Conosciuto soprattutto per "Il piccolo principe", Antoine de Saint-Exupéry è stato anche scienziato e aviatore: arruolatosi nell'Aeronautica Militare Francese durante la Prima Guerra Mondiale, ha lavorato come pilota di linee e affrontato numerose tratte in solitaria, ispirazione di molte delle sue opere. morto a bordo di un aereo nel 1944, durante una missione di ricognizione per la Resistenza francese. Il Piccolo Principe è stato pubblicato l'anno prima ed è ancora oggi l'opera letteraria più tradotta al mondo.

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Bain &amp; Company - Di Loreto: Bev vicine alla diffusione di massa

4 Ruote - Mag 13,2024

La transizione? Si è fermata. Le elettriche? L'Italia è ancora nella fase degli innovatori, ma Francia, Germania e Regno Unito sono ampiamente nella fase degli anticipatori, quella immediatamente precedente la diffusione di massa. E le Case cinesi? Arriveranno al 7% del mercato europeo entro il 2030. Sono le tre principali suggestioni che Gianluca Di Loreto, partner di Bain & Company e uno tra i più acuti analisti in Europa sul mondo dell'auto, ha lanciato il 9 maggio a Milano a margine della presentazione del rapporto Aniasa 2023 e della consueta indagine annuale sulla mobilità degli italiani targata Bain-Aniasa.

Crescita interrotta. Dopo aver evidenziato la crescita delle emissioni di CO2 dell'immatricolato negli ultimi anni, dovuta all'aumento medio dei consumi di carburante provocato dalla sostanziale sostituzione delle auto a gasolio con quelle a benzina, Di Loreto ha messo l'accento sul gravissimo ritardo dell'ex Belpaese, rispetto ai principali partner europei, sulla quota di auto elettriche. Per l'analista, è vero che negli ultimi mesi le "curve di crescita" delle BEV si sono appiattite ovunque, soprattutto in Germania, anche a causa del blocco degli incentivi; tuttavia, i major market continentali, ossia, Germania, Regno Unito e Francia, hanno raggiunto quote prossime a quelle che gli esperti dei mercati ritengono possano far scattare la fase della diffusione di massa, attorno al 15%. Non così in Italia e in Spagna, dove invece le Bev con una quota del 2-3% - appaiono ancora confinate al ristretto perimetro degli innovatori.

Pericolo cinese per Italia e Regno Unito. Allargando lo sguardo al panorama globale, secondo Di Loreto si sta entrando in una nuova era della geopolitica dell'auto. Nel 2019, il 42% delle vetture vendute in Cina apparteneva a marchi europei, mentre solo il 27% era di brand locali. Nel 2023, la situazione è cambiata radicalmente: solo il 32% delle auto vendute in Cina apparteneva a marchi europei, mentre ben il 43% proveniva da marchi locali. Insomma, la Cina si sta riprendendo il suo mercato. E la temuta invasione cinese dell'Europa? Di Loreto prevede che entro il 2030 i marchi cinesi acquisiranno una quota di mercato di almeno il 7%, con un impatto significativo, in particolare, in Italia e Regno Unito, ossia i principali paesi importatori di veicoli.

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Toyota B-Suv - L'elettrica per l'Europa è quasi pronta

4 Ruote - Mag 13,2024

Un po' per tattica, un po' per filosofia, la Toyota non ha ancora affondato il colpo nell'elettrico. Come ben sappiamo, però, sarà solo questione di tempo, ché la gamma è già bell'e pianificata e il colosso giapponese attende solo il momento giusto per entrare nel mercato con ogni singolo modello. A tal proposito, il 2024 sarà un anno cruciale: quello della B-Suv. Meglio nota come Toyota Urban Suv, dopo il reveal della concept al Kenshiki Forum del 2023, che qui vi proponiamo nelle nostre ricostruzioni grafiche esclusive.

Dimensioni cittadine. Prendete il nome con beneficio di inventario, perché probabilmente cambierà. Dovessimo attenerci al codice alfanumerico della Casa, non sarebbe assurdo immaginare sulla targa di presentazione una scritta bZ2X, sulla falsariga della prima e sin qui unica Toyota elettrica per l'Europa, la bZ4X. Il tutto nel rispetto delle dovute differenze dimensionali, che si riflettono sul numero da anteporre alla X e, qualora confermate, lascerebbero intendere pure l'arrivo di qualcosa di intermedio tra i 4,69 della bZ4X e le misure di questa segmento B a ruote alte. Ovvero, quote vicine ai 4,3 metri di lunghezza per 1,82 di larghezza e 1,62 di altezza dichiarati dal prototipo, perimetro entro il quale si svilupperà una carrozzeria spigolosa e slanciata, dai tratti quasi sportivi. In ossequio all'indirizzo stilistico intrapreso ormai da tempo dalla Toyota, già espresso da modelli come la nuova Prius o la C-HR II, oltre che dalla stessa bZ4X e, in ultimo, proprio dalla concept Urban Suv.

Made in India, con vista sul 2025. La Toyota ha confermato che la versione di serie di questa sport utility compatta debutterà nei prossimi mesi, con la possibilità di ordinarla già nel 2024: sulle consegne, invece, non sono stati forniti  tempi altrettanto precisi, e non è escluso che i clienti debbano aspettare il 2025 per mettersela in garage. La Urban Suv (o bZ2X), se preferite, verrà proposta con due differenti tagli di batteria, di cui uno intorno dovrebbe aggirarsi intorno ai 60 kWh di capacità. La gamma sarà declinata in versioni a due e quattro ruote motrici, offrendo sia un livello di autonomia tarato prettamente sulle esigenze urbane, sia uno a più ampio raggio. Secondo indiscrezioni, non ancora confermate, anche la Suzuki sarebbe coinvolta nel progetto. Per la precisione, il costruttore di Hamamatsu lancerà una vettura analoga, derivata dalla concept eVX, sfruttando una piattaforma comune fornita dalla Toyota. Ma, soprattutto, la Suzuki potrebbe prendersi in carico la produzione di entrambe i modelli. Affidandoli udite, udite - alla Maruti, in India.

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La guida - Wallbox in condominio? Ecco come fare (ed evitare gli errori)

4 Ruote - Mag 13,2024

Quante sono le colonnine condominiali in Italia? Non esistono per il momento dati precisi e consolidati da fonti qualificate, ma basta confrontarsi con alcuni installatori specializzati per intuire che, in proporzione alle wallbox collocate nelle villette (Qui il nostro approfondimento), qui si parla di numeri molto esigui. Del resto, nell'ultima finestra temporale utile (chiusa in marzo) per accedere ai contributi statali per l'installazione stanziati per il 2023 sarebbero pervenute domande solo da 13 condomìni. Quali sono i problemi che limitano la diffusione proprio in quei contesti urbani dove, a causa delle progressive limitazioni all'uso delle auto termiche, maggiormente avrebbero senso le vetture a corrente se si facilitasse la possibilità della ricarica privata? Vediamolo assieme, cercando di dare risposta ai quesiti più comuni che solleva chi sta valutando l'opzione elettrica per la propria mobilità e non vive in una casa indipendente.

vero che un singolo condomino non può decidere d'installare autonomamente una colonnina nel proprio box?
No, è un falso mito. La legge non lo vieta e, a meno che non sia esplicitamente escluso dal regolamento condominiale, si è liberi di dotarsi di una wallbox. A una condizione: quella di non ledere i diritti degli altri condomini e di ottemperare alle esigenze di sicurezza.

Che cosa significa, in concreto? Che cosa devo fare per rispettare la sicurezza e anche i miei vicini?
Si tratta di adeguare l'impianto e i contatori ove necessario. Se infatti il box auto è già alimentato da corrente privata e collegato al contatore di casa, si può procedere all'installazione senza dover chiedere alcun permesso. Occorre però verificare la potenza della linea elettrica e qui possono nascere i problemi, perché la quasi totalità dei box è servita da impianti sottodimensionati, ovvero tra i 3 e i 4 kW; per passare ad almeno 6 kW diventerà quindi inevitabile fare un upgrade della linea elettrica nelle aree comuni, rendendo necessaria la convocazione di un'assemblea. 

Che cosa succede se la proposta e il progetto d'installazione vengono bocciati? Il singolo condomino si deve rassegnare?
No, può comunque procedere, consapevole però che dovrà sostenere le spese di tasca propria, o dividendole con chi si è dichiarato favorevole, e che potrebbe essere necessario aggiornare il certificato prevenzione incendi. Infatti, i garage condominiali con una superficie complessiva superiore a 300 metri quadrati necessitano del cosiddetto sistema di sgancio, ovvero un pulsante, da azionare in caso di emergenza, che stacca simultaneamente l'alimentazione del garage e della wallbox. In alcuni casi i box auto condominiali hanno un contatore comune e quindi si deve aggiungere il costo di un misuratore dei consumi. Infine (ma si tratta di eventualità rare, date l'età e la conformazione dei garage dei palazzi italiani) si può scegliere di utilizzare uno spazio comune. Ovviamente, i lavori non devono arrecare danni alle aree condivise e le auto in carica non devono ostacolare l'accessibilità.

Qual è l'ordine di grandezza dei costi da sostenere per adeguare l'impianto? E come funzionano i contributi pubblici?
Se il contatore è lontano dal box, le spese per il singolo condomino possono arrivare facilmente a 5 mila euro tra progetto, materiali e manodopera. Per quanto riguarda i contributi statali, va detto che Il governo ha messo a disposizione 70 milioni di euro per stimolare l'installazione di colonnine domestiche, ma ha anche stabilito finestre temporali strette per presentare le domande: l'ultima di queste per privati e condomìni si è chiusa il 14 marzo. Al contrario, imprese e professionisti possono ancora fare domanda (il termine è il 20 giugno) seguendo la procedura online già attivata in occasione delle precedenti finestre. Il bonus wallbox, ovvero il contributo per le colonnine domestiche che riguardava le spese sostenute nel corso del 2023, prevedeva un'agevolazione dell'80% del prezzo di acquisto e posa, fino a un massimo di 1.500 euro per persona fisica e fino a 8.000 euro in caso d'installazione nelle parti comuni di edifici condominiali.

Ci saranno nuove finestre temporali? E, in tal caso, come si presenta domanda?
Dalle precedenti tornate sono avanzati soldi e il 2024 è tra gli anni interessati dal bonus. Quindi si attende che si aprano nuovi termini. Del resto, i contributi per gli interventi effettuati nel 2023 si erano aperti e chiusi prima della fine dell'anno. Quindi, è stata creata una nuova finestra (quella chiusasi il 14 marzo) per permettere a chi aveva effettuato l'installazione sul finire dell'anno di accedere ai fondi. Quando si riapriranno i termini, se nulla cambierà nella procedura, la domanda andrà inserita sulla piattaforma Invitalia; tra le difficoltà lamentate da molti utenti, c'è l'obbligo di accedere con Spid, Cie (Carta d'identità elettronica) o Cns (Carta nazionale dei servizi) e la necessità di avere una Pec. Tra i documenti da presentare, codice fiscale del condominio, estremi del documento d'identità dell'amministratore, delibera assembleare di autorizzazione lavori, estratti conto dei pagamenti e copie delle fatture di acquisto e installazione delle infrastrutture di ricarica. Infine, il certificato di conformità dell'impianto.

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Ecobonus Lombardia - Incentivi veicoli elettrici e termici per micro, piccole e medie imprese

4 Ruote - Mag 13,2024

Arrivano gli incentivi veicoli stanziati dalla Regione Lombardia, a favore di micro, piccole e medie imprese che rottamano un usato e comprano o prendono in leasing mezzi a basso impatto ambientale elettrici o termici: 5 milioni e 940 mila euro per il biennio 2024/25 ripartiti al 50% sulle due annualità. Si va da un bonus di 1.500 euro acquistando scooter, passando per i 4.000 euro delle auto, a 30 mila euro per mezzi più pesanti. Scontati anche e-cargo bike, furgoni e bus. Da radiare un veicolo a benzina fino a Euro 2 incluso, o diesel fino a Euro 5 incluso. Non ne hanno diritto le aziende attive nel settore del commercio di veicoli. Per la linea di finanziamento 2024, si partirà alle 10 di domani, fino alle 16 del 31 ottobre 2024 (o fino a esaurimento fondi), mentre il via per i bonus dell'anno prossimo è alle 10 del 2 dicembre 2024 (fino alle 16 del 30 settembre 2025). Ogni acquirente può presentare al massimo quattro domande di contributo, a fronte dello stesso numero di mezzi radiati, intestati all'impresa da minimo dodici mesi.

Quando fare richiesta. La domanda va presentata prima del perfezionamento dell'acquisto del veicolo: si prenota la risorsa, poi assegnata secondo l'ordine cronologico di invio telematico della richiesta. Info tecniche nella pagina web specifica di Unioncamere Lombardia. Attenzione alla differenza: mentre nel caso degli incentivi statali il consumatore non deve fare nulla (la concessionaria prenota il bonus) e lo sconto è immediato, il meccanismo degli incentivi locali prevede che l'acquirente si attivi.

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Batterie - Il "made in Europa" taglierebbe del 60% le emissioni di CO2

4 Ruote - Mag 13,2024

Produrre batterie per auto elettriche in Europa consente di abbattere l'impronta di carbonio degli accumulatori, quantomeno rispetto a "una catena del valore interamente controllata dalla Cina". In particolare, una nuova analisi di Transport & Environment fissa al 37% le minori emissioni di anidride carbonica con l'attuale mix energetico nella Ue e al 62% considerando il crescente peso delle fonti rinnovabili nei processi produttivi. Nel complesso, l'insediamento in Europa della produzione di celle e componenti necessari per soddisfare la domanda di sistemi di accumulo potrebbe far risparmiare circa 133 Mt di CO2 tra il 2024 e il 2030.

Rischi ancora alti. L'analisi dà conto anche di alcuni segnali di miglioramento. Infatti, in Europa è a rischio più della metà dei progetti annunciati per le batterie agli ioni di litio, ma nel 2023 erano i due terzi: in un anno si è passati dal 68% al 47% di programmi non certi di arrivare a compimento. In ogni caso, il 53% dei progetti presenta ancora un rischio medio-alto di essere ritardato, ridimensionato o cancellato del tutto. A tal proposito, mentre Francia, Germania e Ungheria hanno registrato i maggiori progressi grazie a iniziative (Acc e Verkor in Francia, Northvolt in Germania), che nella precedente analisi apparivano a rischio, in Italia la capacità produttiva pianificata è scesa a 48 GWh per il fallimento dell'iniziativa ItalVolt (per ora rimangono in vita Teverola e Termoli). "Il governo dovrebbe capire che le batterie e i metalli che le compongono sono il nuovo oro", afferma Carlo Tritto, Policy Officer per T&E Italia. "L'Italia deve giocare un ruolo propulsivo in Europa, per predisporre un quadro che da qui ai prossimi anni garantisca reale sostegno alla transizione, ad esempio negoziando migliori strumenti di finanziamento per le gigafactory".

La situazione in Europa. In generale, l'Europa ha il potenziale per rendersi autosufficiente nella produzione di celle dal 2026 e coprire il 56% della domanda di catodi entro il 2030. Inoltre, potrebbe anche soddisfare tutto il suo fabbisogno di litio raffinato e assicurarsi tra l'8% e il 27% dei minerali grazie al riciclo. Mancano, però, gli impianti e - soprattutto - il sostegno finanziario delle istituzioni.  

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