Ford Pro - Il nuovo Transit Connect è anche plug-in

4 Ruote - Gen 30,2024

Quasi due anni dopo aver annunciato il Tourneo Connect per trasporto passeggeri, Ford Pro svela la terza generazione del furgone Transit Connect, che entrerà in produzione dalla prossima primavera e per il quale le consegne sono previste alla fine dell'estate. Nel lasso di tempo fra i due annunci, il costruttore ha tolto i veli sul suo secondo modello nel segmento dei van compatti, il più piccolo (ma non più tanto) Tourneo/Transit Courier, confermando un'evoluzione nel tradizionale equilibrio fra i due prodotti. Adesso, la nuova edizione di uno dei veicoli commerciali di maggiore diffusione della Ford la cui generazione attuale continua a vendere bene e la cui produzione nello stabilimento spagnolo di Valencia non si arresterà prima di aprile -  si ritaglia uno spazio diverso; anche perché, a differenza del fratello minore, non è frutto di un progetto autonomo ma origina, come altri modelli, dalla collaborazione industriale della Casa statunitense con la Volkswagen, che costruisce il Connect a immagine e somiglianza del proprio Caddy. Come per il Tourneo, anche per il Transit la personalizzazione si concentra sul frontale, lasciando gran parte della meccanica, abitacolo e capacità di carico sostanzialmente coincidenti con il modello tedesco.

Non proprio gemelli. La formula scelta dai due partner - già sperimentata nei casi dei pick-up Ford Ranger/VW Amarok e che verrà confermata dai commerciali medi Ford Transit Custom/VW Transporter - evidenzia però una certa libertà di manovra a ciascuno nell'attingere alle risorse comuni, e un qualche grado di autonomia nei tempi di dispiegamento sul mercato della linea di modelli. Il Transit Connect, insomma, si svela ben quattro anni dopo il Caddy, ma posta comunque con sé qualche sorpresa. Al motore diesel 2.0 litri da 102 o 122 CV, quest'ultimo disponibile anche con trazione integrale o cambio automatico a doppia frizione a 7 rapporti, si affianca un benzina plug-in, un'inedito non solo nella storia del modello e del segmento (non della famiglia Ford Pro, come dimostrano il Transit Custom Phev di prima e prossima generazione e l'altrettanto prossimo Ranger con la spina) e non ancora visto nella famiglia Caddy, anche se il sistema porta la firma Volkswagen. Il 4 cilindri 1.5 è associato a un'unità elettrica, insieme alla quale sviluppa 150 CV e 350 Nm (330 nella marcia a zero emissioni), e a un cambio a doppia frizione a 6 marce. La batteria ad alta tensione che alimenta l'insieme permette un'autonomia in elettrico dichiarata fino a 110 km e può essere ricaricata sia in corrente alternata a 11 kW sia con la ricarica rapida a corrente continua, fino a 50 kW. Come sempre sono presenti tre modalità di guida selezionabili dal conducente in base all'utilizzo: EV Now per guidare utilizzando solo il motore elettrico; EV Auto per bilanciare l'erogazione dei due motori; EV Later, per conservare l'energia elettrica e utilizzarla successivamente in modalità EV Now.

Da due a cinque posti. La capacità di carico, come detto, non sorprende chi ha già aperto le porte di un Caddy furgone, sia nella versione a passo corto (4,5 metri totali) sia in quella con interasse e sbalzo posteriore allungati (4,85 metri), nei quali si possono stivare, secondo la Ford, rispettivamente 3,1 e 3,7 metri cubi; sono valori inferiori a quelli del cugino VW, ma solo in funzione del differente sistema di calcolo della capacità. Le portate massime sono di 770 kg per il plug-in e 820 per il diesel. Dove il nuovo Transit Connect si distingue dal Caddy è nella versione combi, che a differenza del furgone, a soli due posti, è dotato di un divano a tre posti in seconda fila. Si tratta di un doppia cabina mobile, una soluzione in cui si sono cimentati tutti, ma che qui, grazie anche alla collaborazione con lo specialista di trasformazioni Snoeks, raggiunge un nuovo traguardo. Il sedile posteriore si ripiega facilmente in avanti e verso l'alto per aumentare il volume di carico a 2,5 m3 (L1) o 3,1 m3 (L2); sia in questa posizione, sia nella configurazione a cinque posti, gli occupanti sono protetti da una paratia protettiva completa, che ha sostituito la grata della generazione precedente. La versione Combi è, fra l'altro, l'unica a essere disponibile nell'allestimento Active, con la tipica caratterizzazione crossover/offroad (passaruota allargati e barre sul tetto) trasversale al mondo delle auto e dei veicoli commerciali per trasporto persone della Ford. Un altro esempio, fra l'altro, di distinzione fra lo sviluppo della gamma del Transit Connect e del Caddy, del quale non s'è ancora vista una variante Alltrack. Gli altri allestimenti del nuovo Connect, disponibili sia per il furgone sia per il combi, sono il più semplice Trend e il più completo Titanium.

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Dacia Sandrider - Con Loeb, Gutierrez e Al-Attiyah alla Dakar 2025

4 Ruote - Gen 30,2024

Con la presentazione del prototipo Sandrider la Dacia conferma la presenza alla edizione 2025 della Dakar e al Campionato Mondiale Rally Raid W2RC. Per questo progetto la Dacia ha stretto una collaborazione con la Prodrive e il debutto in gara è previsto a ottobre al rally del Marocco, per poi prendere parte all'intera stagione 2025. La Dacia ha messo sotto contratto tre equipaggi di grande esperienza: Sébastien Loeb con Fabian Lurquin, Cristina Gutierrez con Pablo Moreno Huete e Nasser Al-Attiyah con un copilota ancora da confermare.

Nella classe regina con il progetto Prodrive. La Casa ha sviluppato il veicolo per la categoria regina delle specialità, la Ultimate T1+. Il telaio tubolare, la carrozzeria in carbonio e il powertrain sono stati studiati per ridurre il peso di circa 15 kg rispetto alle concorrenti dirette e il bilanciamento del peso tra gli assi è stato spostato verso l'anteriore. La portanza è stata ridotta del 40%, elemento fondamentale per bilanciare downforce, stabilità e consumi. Il motore, alimentato con carburante sintetico della Aramco, è un V6 biturbo tre litri da 360 CV e 539 Nm (molto probabilmente di derivazione Nissan) abbinato alla trazione integrale e al cambio sequenziale sei marce: non è previsto, quindi, un sistema ibrido di supporto.

Pronta per il deserto. Il design è ispirato alla concept Manifesto del 2022 e risulta essenziale e semplice: molte soluzioni sono in realtà frutto di simulazioni virtuali pensate per ottimizzare l'aerodinamica ed offrire la massima visibilità all'equipaggio. Gli sbalzi sono ridotti al minimo: su 4,14 metri di lunghezza totale il passo è infatti pari a 3 metri. La vernice antiriflesso applicata alla carrozzeria in carbonio e il sistema brevettato di pigmenti nella fibra per riflettere i raggi infrarossi seguono la stessa logica, mentre l'abitacolo adotta una plancia modulare che può essere personalizzata in base alle esigenze dei singoli equipaggi in gara. La Sabelt ha sviluppato sedili da competizione omologati in tessuto antibatterico, capaci di regolare il grado di umidità e ogni possibile dettaglio è stato studiato pensando alle condizioni estreme delle gare: vicino alle ruote, per esempio, sono previste superfici magnetiche dove attaccare i bulloni delle ruote in caso di foratura, così da non perderli nella sabbia.

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Volkswagen Polo - 500 mila chilometri e non sentirli

4 Ruote - Gen 30,2024

A Quattroruote riceviamo spesso mail di lettori che ci comunicano, soddisfatti, traguardi a cifra tonda per le proprie auto. Di solito, si tratta di vetture di medie o di grandi dimensioni con instancabili motori a gasolio e un po' di anni alle spalle, ma a volte arrivano anche segnalazioni di piccole utilitarie a benzina particolarmente longeve. L'ultima testimonianza di questo genere ci arriva dal Veneto, dove una Volkswagen Polo del maggio 1992 ha superato il traguardo del mezzo milione di chilometri.

Lunga carriera. La tedesca ha doppiato la boa qualche mese fa e ora si trova già quota 505 mila km. Il suo campo di gioco sono stati soprattutto il Veneto e la Lombardia, percorsi per quasi 32 anni dal lettore Vittorio Visentini di Mazzano, una frazione di Negrar di Valpolicella (VR), e dalla sua famiglia: "Quest'auto sembra immortale e mangia pochissima benzina, come la 500 di una volta", commenta il signor Visentini, classe 1950. A tal proposito, specifichiamo che la Polo in questione è un esemplare di seconda generazione a coda tronca (all'epoca veniva prodotta anche la variante con lunotto spiovente, battezzata Polo Coupé), dotato del motore a benzina da 1.043 cc e 45 CV. Dunque non un propulsore da grandi viaggi, ma robusto e affidabile. 

Addio alla Polo. Visentini, che ama cambiare da solo l'olio del motore ogni 15 mila km ("ne mangia pochissimo", ci dice), testimonia di non aver avuto grossi problemi con la sua auto: gli unici interventi non in programma sono stati in passato la sostituzione di una guarnizione della testata e del cavo della frizione, mentre due mesi fa ha ceduto un manicotto, subito rimpiazzato. Nemmeno la carrozzeria ha deluso: tuttora non ha segni evidenti di corrosione. Eppure, per questa Polo è giunto il momento di andare in pensione, con l'imminente arrivo in famiglia di una nuova auto: Cristian Visentini, che cederà la sua Chrysler PT Cruiser al padre Vittorio, ha ordinato una Skoda Kamiq.

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Italdesign - Aperta una nuova filiale negli Stati Uniti

4 Ruote - Gen 30,2024

Italdesign ha deciso di rafforzare la sua presenza negli Stati Uniti tramite la costituzione di Italdesign Usa: "La costituzione di una filiale è la nostra risposta alla fiducia che i nostri clienti americani ripongono in noi e nei servizi che siamo in grado di offrire", ha spiegato Antonio Casu, amministratore delegato dell'azienda di Moncalieri oggi controllata dal gruppo Volkswagen.

La nomina. La guida operativa della filiale è stata affidata a Fabrizio Mina. Laureatosi al Politecnico di Torino in Ingegneria Meccanica, ha assunto in passato ruoli chiave all'interno della Geico e della Comau. Nel ruolo di ad di Italdesign Usa, avrà il compito, come spiegato da Casu, di condurre "iniziative strategiche per contribuire alla crescita complessiva del nostro business sul mercato americano".

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Aston Martin - Vantage stradale e GT3, il restyling è alle porte

4 Ruote - Gen 30,2024

Il 12 febbraio l'Aston Martin presenterà ben tre nuovi modelli: la monoposto di Formula 1 AMR24 che Alonso e Stroll guideranno nel campionato del mondo 2024 e il restyling della Vantage, sia in versione GT3 che stradale, di cui la Casa inglese ha lasciato trapelare solo l'immagine che vedete qui sopra.

Si è già fatta vedere. In realtà la nuova Vantage GT3 inglese ha già debuttato, praticamente senza camuffature, nella gara di Daytona che si è corsa nel fine settimana, e nella quale si è piazzata quarta, dietro la Ferrari 296, la Porsche 911 e la BMW M4. Il 4.0 V8 biturbo di derivazione Mercedes della GT3 ha una potenza compresa tra i 500 e i 600 cavalli, mentre la versione stradale potrebbe averne qualcuno di meno: la conferma definitiva arriverà solo il 12 febbraio, quando saranno svelate le specifiche tecniche dell'auto (che manterrà l'attuale automatico ZF a otto rapporti). La versione stradale non avrà gli stessi specchietti del modello da corsa, e neppure l'enorme spoiler posteriore, ma i nuovi gruppi ottici potrebbero essere gli stessi, così come il paraurti anteriore.

Progettata per veri piloti. Questo è il claim con cui la Aston Martin presenta la nuova Vantage, una sportiva per veri piloti, per coloro che bramano la purezza nella guida e puntano al limite. Prima della classe, ma non solo per i numeri. Sarà un'autentica, incontaminata celebrazione della performance. Non a caso, a presentarla sarà lo stesso Fernando Alonso.

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Industria - Svolta elettrica: com'è verde la mia fabbrica

4 Ruote - Gen 30,2024

Nella svolta epocale della mobilità verso una maggiore sostenibilità, non sono coinvolti solamente i veicoli, ma anche (e soprattutto) i loro costruttori. Infatti, nel calcolo delle emissioni totali generate nel ciclo di vita di un prodotto  - sia esso elettrico o termico - contano moltissimo quelle generate dalla sua realizzazione, a cominciare dai materiali che lo compongono per finire con l'energia consumata dalla fabbrica da cui esce. Nel processo di decarbonizzazione, dunque, gli impianti produttivi sono interessati da una rivoluzione pari a quella che coinvolge direttamente i veicoli, per quanto il focus mediatico, per ovvie ragioni, sia puntato soprattutto su questi ultimi.

Fatta l'auto, facciamo gli stabilimenti. L'industria tedesca, essendosi in questa fase storica fatta carico dell'onore, e dell'onere, di promuovere la produzione su vasta scala di veicoli a zero emissioni (altri avevano fatto anni prima da pionieri, leggi soprattutto Nissan e Renault), è quella su cui logicamente sono più accesi i riflettori. In vario modo e in varia misura, tutti i marchi, a cominciare da quelli premium, stanno mettendo mano al loro tessuto industriale. La Mercedes-Benz, per esempio, dimostra come sia possibile, se non azzerare del tutto, almeno minimizzare l'impronta carbonica delle "culle dell'auto". Alla BMW provano a ridurre quella di uno dei componenti più critici: le batterie, che, se consentono alle auto di marciare senza un grammo di CO2 allo scarico, ne producono molta in fase di costruzione. E se elettriche le vetture dovranno essere (e sempre più saranno), è il caso che gli operai imparino a maneggiare rotori e statori con la stessa maestria con infilano pistoni nei cilindri e serrano testate: all'Audi glielo stanno insegnando.

Fine di un'epoca. Da che Henry Ford ha inventato la catena di montaggio, l'ambiente in cui nasceva l'auto di grande serie come la Model T è sempre stato immortalato come cupo e aberrante, al di là dell'efficienza in termini di numeri di produzione e costanza qualitativa. Olii, grassi e fumi di scarico erano la normalità, a Dearborn come al Lingotto di Torino. Oggi si può agire diversamente, come fa la Mercedes-Benz nell'altrettanto storico stabilimento di Sindelfingen (20 km a sudovest di Stoccarda), quello da cui negli anni 50 uscivano le SL 300 "Ala di gabbiano", ma che risale al lontano 1915. L'intero sito occupa un'area di tre milioni di metri quadrati e ci lavorano ben 35 mila persone; ma il fiore all'occhiello è la Factory 56, un edificio di 220 mila metri quadri, che ha assorbito circa un terzo dei 2,1 miliardi di euro pianificati nell'arco dell'ultimo decennio per l'ammodernamento di tutti gli impianti.

Il tetto? Una riserva di acqua ed energia. Da lì escono le Classe S (inclusa la EQS), le Classe E berlina e station wagon T (solo la All Terrain), oltre alle GLC; tutte su due sole linee in grado di accogliere indifferentemente modelli termici o elettrici: altra flessibilità rispetto alla citata Ford T che non poteva nemmeno permettersi di cambiare il colore. A colpire il visitatore, pur abituato a frequentare luoghi simili, è soprattutto la luminosità dell'ambiente, persino in un piovosa giornata come quella in cui lo abbiamo visitato. Più che dei led, è merito del design del tetto, completamente trasparente laddove non è ricoperto di pannelli solari e dalla vegetazione: nell'insieme costituisce una riserva di energia e di acqua che aiuta l'impianto di climatizzazione, oltre a contribuire al recupero di risorse importanti. 

Batterie "tampone" dalle auto. La potenza elettrica installata del fotovoltaico è di 5 MW, quella in eccesso finisce in una centrale d'accumulo da 1.400 kWh costituita da batterie "second life", cioè giunte fine vita per l'utilizzo veicolare (sotto l'80% del potenziale di scarica), ma ancora buone per impieghi stazionari. Da qui arriva il 30% dell'energia necessaria al funzionamento delle linee d'assemblaggio, che nell'insieme assorbono un quarto in meno di strutture di pari capacità. Una centrale termica a biogas fa il resto, affinché la Factory 56 possa definirsi a impatto zero dal punto di vista della CO2.

 

Con la "testa" tra le nuvole. In un impianto così complesso nulla si muove a caso: oltre a macchine e robot ci sono anche circa 400 Agv (carrelli a guida automatica) per l'approvvigionamento dei componenti lungo le linee. Il tutto corre su una rete Wlan che funziona già con standard 5G in grado di riconoscere e seguire passo passo ogni auto lungo l'intero processo produttivo. Si sono risparmiate circa 10 tonnellate di anidride carbonica l'anno affidando il controllo della produzione alla piattaforma digitale MO360 che attraverso il Cloud Microsoft collega il sito di Sindelfingen agli oltre 30 stabilimenti Mercedes sparsi in tutto il mondo. 

Cinquemila tonnellate di CO2 risparmiate. Nessun link, invece, a Ingolstadt, appena 250 km a ovest, sebbene anche in casa Audi sfruttino il protocollo MO360. Pure qui la sostenibilità è al centro dell'attenzione: solo nel 2022 sono stati utilizzati 35 GWh in meno dell'anno precedente, risparmiando all'ambiente 5 mila tonnellate di anidride carbonica, con un importante contributo fornito dai 23 mila metri quadri di pannelli fotovoltaici installati sui tetti. Così la culla della A6 e-Tron è diventata "carbon neutral" al pari altri stabilimenti del marchio dei Quattro anelli. previsto che lo diventino tutti entro il 2025, incluso quello ungherese di Gyor da cui escono persino i V10 di Lamborghini e Audi R8. Mentre questo poderoso termico si sta avviando alla pensione, sulle linee di assemblaggio cominciano a vedersi pure i motori elettrici: una garanzia occupazionale per chi ci lavora.

Auto nuova, materiali usati. In questo escursus attraverso i marchi premium tedeschi non può certo mancare la BMW, ovviamente anch'essa avviata alla svolta green dei suoi siti produttivi. In quello di Landshut, dove c'è la fonderia dell'alluminio, sempre grazie all'apporto del solare, si risparmia il 30% dei chilowattora necessari a uno dei processi fra i più "energivori" di tutti quelli coinvolti nella costruzione di un veicolo. Ma anche l'estrazione della materia prima è fortemente impattante da questo punto di vista, per cui la Casa bavarese si è imposta il target di utilizzare almeno il 50% di materiali riciclati nella produzione di nuove auto, percentuale che sale a due terzi per le parti di lega leggera.

Una fabbrica a metà. Economia circolare è la parola d'ordine pure per uno dei componenti più critici delle auto elettriche: la batteria. Da Monaco lo sviluppo di accumulatori sempre più efficienti continua, non solo nei laboratori dove si studiano le celle, ma anche in strutture più ampie dove se ne verifica la fattibilità industriale. Così a Parsdrof, appena fuori dalla capitale bavarese, è stato creato il Cell Manufacturing Competence Centre (CMCC), una sorta di "protofabbrica" non per la produzione in massa - che resta appaltata ai soliti fornitori esterni - piuttosto una via di mezzo che permette alla BMW di controllare tutti i processi di lavorazione. Lo scopo, anche qui, è minimizzare lo sfruttamento di nuove risorse, specie nel caso dei materiali difficili da reperire e trattare come litio, silicio, nichel, cobalto e così via.

Geometria alla bavarese: cilindro batte rettangolo. Attualmente, per esempio, si stanno mettendo a punto i campioni delle nuove celle cilindriche che andranno a equipaggiare la Neue Klasse, prevista per il 2025. L'abbandono della forma rettangolare che ha caratterizzato finora gli accumulatori di tutte le elettriche della Casa non ha impedito comunque di guadagnare il 20% di densità energetica, e senza ancora ricorrere alla tecnologia dell'elettrolita allo stato solido. La forma circolare è legata alla facilità di calandrare (processo meccanico di laminazione) gli elettrodi quando ci sono in gioco spessori infinitesimi: 6 e 12 micrometri, rispettivamente per catodo e anodo. Il primo è già realizzato con materiali del tutto riciclati, ma l'obiettivo è arrivare a fare lo stesso con l'intera batteria, recuperando materie prime pure dallo smaltimento di quelle usate e abbassando nel complesso le emissioni di anidride carbonica del 60%.

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General Motors - I concessionari Usa chiedono modelli ibridi e meno focus sull'elettrico

4 Ruote - Gen 30,2024

La General Motors si è posta da tempo l'obiettivo di diventare un costruttore specializzato in auto elettriche, ma il percorso verso la piena elettrificazione rischia di essere più accidentato del previsto. Secondo il Wall Street Journal, i concessionari statunitensi stanno facendo pressioni sui vertici aziendali per ottenere nuovi modelli ibridi, anziché a batteria. 

Le richieste. In particolare, la testata finanziaria scrive di un "gruppo influente di proprietari di concessionarie" che avrebbe espresso forti preoccupazioni per una strategia di elettrificazione troppo aggressiva: a loro avviso, la General Motors rischia di perdere clienti con un'offerta incentrata solo su auto elettriche e con un mercato, come quello statunitense, ancora poco ricettivo nei confronti delle Bev, fatta eccezione per la Tesla. Lo dimostra anche la recente decisione della Ford di tagliare la produzione del pick-up a batteria F-150 Lightning. Da qui la richiesta di modificare i programmi per sviluppare e vendere anche veicoli ibridi. L'azienda di Detroit, pur comprendendo i timori dei concessionari, ha escluso la possibilità di cambiare l'attuale strategia, sottolineando di non avere alcun programma per un'offerta di Phev. Attualmente, la GM vende ibride solo in Cina e quindi ha le relative tecnologie: tuttavia, il passato tentativo di commercializzarle anche negli Stati Uniti si è rivelato infruttuoso.  

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Veicoli commerciali - Stellantis, idrogeno anche per i furgoni di taglia grande

4 Ruote - Gen 30,2024

Come annunciato, il 2024 sarà l'anno dell'estensione delle celle a combustibile a idrogeno alla gamma di veicoli commerciali Stellantis Pro One di taglia grande, quella di Fiat Ducato, Citroën Jumper, Opel Movano e Peugeot Boxer, mentre il cugino statunitense RAM ProMaster dovrebbe seguire nel 2025. Il gruppo italofrancese utilizza già la tecnologia, sviluppata insieme dalla compartecipata (dal 2023) Symbio, per i furgoni di classe media Citroën Jumpy, Opel Vivaro e Peugeot Expert cui, secondo il comunicato diffuso oggi, si aggiunge adesso il Fiat Scudo.

I quattro modelli sono assemblati nello stabilimento francese di Hordain (storica sede di produzione di tre diverse generazioni di modelli a una tonnellata di portata dai tempi della collaborazione FCA-PSA), dopo che nella fase iniziale gli esemplari nati solo elettrici da 100 kW/136 CV venivano spediti dalla fabbrica nell'Alta Francia fino in Germania, vicino al quartier generale Opel di Rüsselsheim, per l'installazione di una cella da 45 kW e serbatoi da 4,4 kg di idrogeno e la sostituzione della batteria originaria da 55 o 75 kWh con una più compatta da 10,5 kWh; l'insieme permette secondo Stellantis a un'autonomia complessiva di 400 km. Sarà invece di 500 km, sempre secondo l'annuncio odierno, il raggio d'azione dei modelli della taglia maggiore, di cui non sono stati tuttavia ancora indicati i dati tecnici, ma solo i tempi di rifornimento dell'idrogeno di meno di cinque minuti (contro i quattro dei medi), e lo stabilimento di produzione di Gliwice (Polonia, che già assorbe parte dei volumi i questa taglia di modelli, affiancandosi ad Atessa, in Abruzzo).

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Cirelli - Replica alla Baic: "Le nostre attività sono tutte regolari"

4 Ruote - Gen 30,2024

Botta e risposta tra Cirelli e Baic all'indomani dell'annuncio della partnership esclusiva che lega il costruttore cinese alla DR Automobiles per la vendita dei suoi prodotti in Europa: una dichiarazione che, contestualmente, ha indotto la Baic a chiarire la propria posizione nei confronti di Cirelli, importatore italiano che assembla autoveicoli nelle sue sedi di Bergamo, Verona e Alessandria. Il colosso asiatico aveva affermato "di non avere alcun legame o partnership con l'azienda", accusandola di "aver promosso i prodotti Baic sotto un nome diverso e senza autorizzazione" e chiedendo di "interrompere immediatamente qualsiasi attività" relativa ai veicoli prodotti in Cina. Non si è fatta attendere la replica di Cirelli: "Non c'è alcuna irregolarità e non abbiamo bisogno di alcuna autorizzazione da parte di Baic".

"Nessuna sostituzione". La questione riguarda le Cirelli 2 e 4, realizzate a partire dai corrispettivi cinesi Baic X35 e X55, che l'azienda italiana trasforma e promuove col proprio marchio. Cirelli Motor Company segnala che "non vi è alcuna irregolarità nelle attività di commercializzazione" di questi modelli e smentisce "di aver mai promosso i prodotti Baic sostituendosi al nome del costruttore"; affermando, anzi, che "tutte le trasformazioni sul veicolo sono conseguenza di rigorosi controlli effettuati da funzionari tecnici abilitati dal ministero dei Trasporti italiano".

I chiarimenti sulle regole. Cirelli chiarisce poi i contorni e le dinamiche che regolano la propria attività: "Le vetture e i ricambi Baic", si legge nella nota, "vengono introdotti in Europa da importatori e la partnership con l'azienda citata (cioè la DR, ndr) non limita la libera commercializzazione dei prodotti regolarmente venduti da Baic ad altri soggetti in Europa". L'azienda italiana sottolinea poi di aver operato in maniera trasparente e secondo le regole europee, le quali prevedono "che il soggetto importatore di prodotti extra Ue debba comunicare la denominazione commerciale (in questo caso Cirelli) e il nome del costruttore (Baic)", che viene esplicitato, per esempio, nelle schede tecniche dei prodotti presentati attraverso il sito. "Cirelli", si legge ancora, "ha sempre dichiarato il costruttore Baic nei modelli 2 e 4 sul proprio sito internet e nella carta di circolazione. Essendo veicoli di provenienza cinese", continua il marchio, "la denominazione commerciale è d'obbligo per legge e la stessa è a favore degli utenti finali che è evidente non possano rivolgersi a Baic-Cina per vizi o difetti, ma che trovano nella Cirelli Motor Company l'interlocutore per qualsiasi problema, difetto o la sola necessità di reperibilità dei ricambi sulle automobili acquistate in tutta la propria rete italiana".

Non serve l'ok dalla Cina, L'altro punto su cui il marchio italiano risponde riguarda la necessità di ricevere dal costruttore un nullaosta a svolgere questo genere di attività. A tal proposito, Cirelli dichiara di non avere bisogno di alcuna autorizzazione da parte di Baic, specificando di non aver alcuna volontà di sostituirsi nella denominazione come costruttore, limitandosi invece a commercializzare il prodotto e assumendosi l'intera responsabilità, come da normativa Europea.

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Audi Q7 - (ancora) tempo di restyling

4 Ruote - Gen 30,2024

La Q7 è uno dei modelli più anziani dell'attuale gamma Audi: è stata presentata nel 2015 e nel 2019 ha ricevuto un primo aggiornamento, quindi la nuova versione rappresenta di fatto il secondo restyling, che porterà la Suv a sette posti fino a fine carriera. Non ci sono modifiche invasive alla linea, ma un generale affinamento dei dettagli e dei particolari che permettono di tenere il passo con i modelli più recenti del marchio. Al di là di paraurti e cerchi di lega ridisegnati, troviamo elementi decorativi rivisti e una finitura specifica del Single Frame, differenziata in base all'allestimento. Alla gamma delle verniciature si aggiungono inoltre le varianti Sakhir Gold, Ascari Blue e Chili Red.

Uno degli elementi sui quali l'Audi ha concentrato il proprio lavoro è quello dei gruppi ottici. La tecnologia HD Matrix Led con abbaglianti Laser all'anteriore e quella Oled posteriore sono già note, ma vengono applicate per la prima volta sulla Q7. Il guidatore non solo può contare sulla massima visibilità, ma può selezionare anche quattro diversi motivi grafici delle luci diurne e dei fari posteriori attraverso l'infotainment. I fari posteriori riprendono inoltre dalle A8 e Q8 la funzione di avviso di distanza di sicurezza: a vettura ferma si attivano quando un veicolo si trova a meno di 2 metri di distanza.

L'abitacolo, offerto nelle varianti cinque e sette posti, ha mantenuto la medesima impostazione del modello uscente, con tre schermi per gestire rispettivamente strumentazione (con grafica aggiornata per la gestione degli Adas), infotainment e climatizzazione. I clienti possono ora selezionare nuovi elementi di finitura per la plancia denominati Natural Elm Burl Silver, Matte Carbon Twill e Matte Brushed Aluminum, inoltre l'infotainment MIB3 è stato aggiornato per poter accogliere applicazioni di terze parti come Spotify e Amazon Music attraverso uno store dedicato.

Per il mercato tedesco l'Audi ha confermato le motorizzazioni già note: i diesel 45 TDI quattro 231 CV e 50 TDI quattro 286 CV, il benzina 55 TFSI quattro 340 CV e la sportiva SQ7 V8 TFSI quattro da 507 CV, mentre nel comunicato non si menzionano per il momento le varianti plug-in hybrid, che probabilmente debutteranno in un secondo tempo. In base all'allestimento e alla motorizzazione, le sospensioni prevedono ammortizzatori tradizionali o a controllo elettronico oppure il sistema pneumatico, abbinabile anche all'asse posteriore sterzante e alle barre antirollio eAWS con impianto a 48V. Oltre all'altezza regolabile (da +90 a -15 mm), la variante pneumatica dell'assetto offre la funzione Lift per la guida in fuoristrada leggero. Alla dotazione degli Adas, infine, si aggiunge il Park Assist Plus con la possibilità di manovrare il veicolo in remoto dalla App negli spazi più stretti.

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Sondaggio - Mobilità del futuro, il questionario della Luiss Business School: ecco come partecipare

4 Ruote - Gen 30,2024

L'Osservatorio Auto e Mobilità della Luiss Business School sta studiando l'impatto delle nuove tecnologie sulle decisioni di acquisto di un'auto nuova, e sulle preferenze degli automobilisti relative alle diverse alternative di mobilità. Questa indagine segue una precedente ricerca dell'università romana che ha esplorato temi come la sostenibilità, la sicurezza e l'elettrificazione nel settore.

Un sondaggio per i lettori. Il contributo dei lettori di Quattroruote aiuterà l'Osservatorio a comprendere meglio i fattori che incentivano i consumatori italiani a rinnovare il loro parco auto, che è attualmente uno dei più datati in Europa. Per partecipare al sondaggio dell'Osservatorio della Luiss potete cliccare qui: servono solo pochi minuti di tempo, ma il contributo di ciascuno sarà fondamentale per analizzare le tendenze e le dinamiche di un settore in rapida trasformazione, e contribuirà alla riuscita del progetto di ricerca dell'università. Vi invitiamo anche a condividere questo articolo con amici e familiari per raggiungere un campione ancora più ampio e rappresentativo.

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Vendite globali - La Toyota resta in vetta

4 Ruote - Gen 30,2024

La Toyota si conferma primo costruttore automobilistico al mondo anche nel 2023: i giapponesi si sono piazzati in cima alla classifica delle vendite globali, superando per il quarto anno consecutivo i rivali del gruppo Volkswagen.

I numeri. In dettaglio, il colosso nipponico ha commercializzato in tutto il mondo 11.233.039 auto e veicoli commerciali a marchio Toyota, Lexus, Daihatsu e Hono, registrando una crescita del 7,2% rispetto al 2022 e staccando i tedeschi, a quota 9.239.500 mezzi (+11,8%). I dati includono il contributo delle attività nei veicoli pesanti anche per Wolfsburg, ma la classifica non cambia considerando solo le auto passeggeri. Il gruppo Toyota, comprendendo la Daihatsu ed escludendo la Hino Motors, ha venduto circa 11,1 milioni di vetture, contro i 10,33 milioni del 2022, mentre Volkswagen, al netto della divisione Traton con i suoi marchi Man, Scania, Navistar e Volkswagen Truck & Bus, è arrivata a 8,9 milioni di auto (7,97 milioni nel 2022).

Il podio. Alle spalle di giapponesi e tedeschi si piazza Hyundai Motor Group, da anni al terzo posto della classifica globale. Nel 2023, il conglomerato coreano ha venduto 7,32 milioni di veicoli dei marchi Hyundai, Kia e Genesis, registrando una crescita anno su anno del 6,7%. 

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Milano - Sixt al centro della movida

4 Ruote - Gen 30,2024

Come annunciato alla fine dell'anno scorso, Sixt ha dato il via al programma di inaugurazione delle sue nuove stazioni per il 2024. Il primo taglio del nastro del nuovo anno è nello storico quartiere della movida milanese di corso Como, di viale Pasubio 3. Lo spazio si snoda su due livelli da 70 metri quadrati ed è provvisto di parcheggio dedicato per il check-in e check-out dei clienti, in piazza XXV Aprile. Il potenziamento del network della società di noleggio premium proseguirà fino a raggiungere le dieci aperture di nuove stazioni nel corso del 2024 - tre delle quali negli aeroporti di Pescara, Trieste e Trapani -, che si aggiungono alle 23 già esistenti. Per Angelo Ghigliano, vicepresidente e amministratore delegato responsabile per operation, fleet, performance & skills, sales e marketing di Sixt Italia, le ambizioni di crescita sul mercato nostrano si basano anche sulla possibilità per gli utenti di accedere a tutti i servizi "tramite una piattaforma tecnologicamente avanzata e interconnessa, che consente di gestire ovunque le prenotazioni di tutti i mezzi a disposizione: dall'auto al noleggio con conducente, al servizio taxi, di sharing o di due ruote nelle città dove disponibili. Il tutto personalizzato dall'indiscussa qualità di un servizio premium".  

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Renault - Annullata la quotazione in borsa di Ampere

4 Ruote - Gen 29,2024

Con una decisione inaspettata, il gruppo Renault ha deciso di annullare la quotazione in Borsa di Ampere, prevista per la prima metà del 2024. Presentata ufficialmente lo scorso novembre, la divisione dedicata esclusivamente ai veicoli elettrici e allo sviluppo software è incaricata di mettere a terra la terza fase della Renaulution di Luca de Meo, ovvero la democratizzazione dei veicoli elettrici in Europa, a cominciare da una citycar prevista per il 2026.

Le motivazioni. In una nota stampa diramata in serata si legge che le attuali condizioni di mercato non consentono di portare avanti il processo di quotazione in Borsa e di soddisfare al meglio gli interessi del gruppo Renault, dei suoi azionisti e di Ampere. Questo nonostante nel 2023 i risultati finanziari siano stati significativamente superiori alle aspettative, generando flussi di cassa più alti del previsto. La società continuerà a essere finanziata dal gruppo Renault, che ha confermato sia il traguardo del break-even finanziario entro il 2025 sia tutti gli obiettivi annunciati nel corso del Capital Market Day. La decisione, sottolineano da Parigi, non ha nessun impatto sulle prospettive finanziarie del gruppo Renault né sulla sua strategia di allocazione del capitale.

La Renaulution continua. Gli obiettivi di Ampere rimangono invariati nonostante la decisione del gruppo Renault, in particolare per quel che riguarda la riduzione del costo dei veicoli elettrici del 40% nel giro di una generazione, lo sviluppo sul piano tecnologico e il lancio di numerosi nuovi modelli: Scenic, Renault 5, Renault 4, Twingo e altri due non ancora annunciati. Sono estremamente orgoglioso dei nostri team che, con Ampere, hanno creato in meno di due anni la miglior risposta alla concorrenza, ha dichiarato Luca de Meo, ceo del Gruppo Renault. Oggi abbiamo preso una decisione pragmatica. Siamo tutti concentrati sulla realizzazione della nostra strategia e sulla costruzione di un track-record per creare valore per tutti i nostri stakeholder.

Un periodo complicato. La decisione arriva in un periodo tutt'altro che semplice per le auto elettriche e la transizione a cui stiamo assistendo in questi anni: la domanda di veicoli a batteria si sta rivelando meno imponente del previsto e questo sta costringendo molti costruttori a cambiare strategia, anche mettendo in campo quella che è già stata definita guerra dei prezzi per cercare di rendere più accessibile l'acquisto dei modelli attualmente a listino.

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Lutto nel giornalismo - Addio a Piero Evangelisti, stimato collega

4 Ruote - Gen 29,2024

Si è spento a Bologna Piero Evangelisti, galantuomo del giornalismo automotive. Classe 1955, era uno dei più stimati e preparati colleghi del nostro settore, grande memoria storica delle quattro ruote. Nato in Emilia, ha mosso i suoi primi passi nella comunicazione dei motori, prima come consulente di Autogerma, storico importatore e distributore in Italia di auto del gruppo Volkswagen, e in seguito come capo dell'ufficio stampa di Volvo Italia, nella sua città natale, Bologna. Gli anni 90 ne hanno segnato l'avvicinamento alla carta stampata, in scia alle orme del padre Athos, celebre esperto di Formula 1 per la Gazzetta dello Sport e giurato del titolo del Car of the Year: in quel decennio, infatti, hanno preso il via i suoi rapporti con importanti testate legate ai motori e con il quotidiano Il Giornale, con cui ha collaborato anche in tempi molto recenti.

Alla sua famiglia va il cordoglio della redazione e dei collaboratori di Quattroruote.   

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Fiat - Ritocchi in cantiere per la Panda

4 Ruote - Gen 29,2024

Un muletto della Fiat Panda è stato fotografato in Italia durante una prova di collaudo. Si tratta con ogni probabilità di un nuovo aggiornamento del modello, ancora sulla breccia nonostante si parli da tempo dell'arrivo di una sostituta a batterie: secondo i piani strategici, la Panda attuale - costruita a Pomigliano - sopravviverà fino al 2026, mentre l'elettrica si vedrà già nel corso di quest'anno.

Tutto uguale fuori, dentro si nasconde qualcosa. La sigla VP applicata sulla fiancata  della vettura protagonista delle foto spia è tipica dei prototipi sottoposti ai test, ma per il resto non si notano differenze estetiche rispetto alla Hybrid in vendita nelle concessionarie. Un'immagine degli interni sembra invece indicare la presenza di una camuffatura sulla plancia, indizio che potrebbe suggerire un'evoluzione dell'infotainment. Non ci sono anticipazioni o notizie su questo restyling (o model year), ma non è da escludere che la Fiat scelga la strada dell'ulteriore semplificazione della gamma e del modello per lasciare spazio alla Panda elettrica nei listini.

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Salone Auto Torino 2024 - A cielo aperto per celebrare la storia

4 Ruote - Gen 29,2024

Si svolgerà nel capoluogo piemontese dal 13 al 15 settembre prossimi l'edizione 2024 di Salone Auto Torino, che quest'anno torna nella sua location originale per celebrare la storia dell'automobilismo attraverso un'esposizione che raccoglie carrozze, le prime auto a motore di inizio 900, i capolavori del design degli anni 60 e 70, ma anche le moderne supercar, le monoposto di Formula 1 e le novità delle case per i prossimi anni. "Siamo riusciti a unire gli elementi più appassionanti e suggestivi del sistema automobilistico in un unico format", spiega il presidente di Salone Auto Torino Andrea Levy.

Test drive. In piazza Carlo Felice e piazza Castello saranno ubicate le aree test che ospitano le nuove tecnologie a basse emissioni sviluppate dalle principali case automobilistiche: motorizzazioni ibride, plug-in e full-electric a disposizione dei visitatori, che potranno svolgere test drive lungo le vie della città per tutti i giorni della manifestazione. Accanto alle novità delle Case presenti alla manifestazione ci saranno supercar, prototipi e one-off da ammirare a cielo aperto, per le vie della città, in un percorso che si snoda tra via Roma, piazza San Carlo, piazza Castello, piazzetta Reale, Giardini Reali e piazza Vittorio Veneto.

Circuito cittadino. Per l'occasione verrà allestito un circuito cittadino sviluppato tra piazza San Carlo, via Roma e piazza Castello: lungo le sue strade correranno ogni giorno auto di Formula 1, i prototipi e auto classiche, protagoniste di sfilate ed eventi dinamici. Sabato 14 settembre si svolgerà invece il Gran Premio Torino, che vedrà protagoniste auto sportive di ogni epoca, impegnate a sfidarsi nella suggestiva cornice della Reggia di Venaria, per poi sfilare in città, passando per la Panoramica di Superga, fino a via Roma.

Un solo biglietto per godersi tutto il Salone. Per i visitatori sarà disponibile il Free Pass Salone, biglietto elettronico gratuito che permette di accedere a tutte le iniziative del Salone Auto Torino 2024, a cominciare dai test drive. Il Free Pass consentirà inoltre di usufruire delle convenzioni messe in atto per treni e pullman per arrivare a Torino nei giorni della manifestazione, sconti e ingressi speciali nei musei di Torino, oltre che per esercizi commerciali e ristoranti convenzionati.

 

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Skoda Superb - La nuova generazione arriva in Italia

4 Ruote - Gen 29,2024

Presentata lo scorso novembre, la nuova generazione di Skoda Superb arriva anche in Italia. Disponibile solo in versione station wagon e lunga 490 cm, l'ammiraglia boema ha un bagagliaio di 690 litri (30 in più del modello precedente), che diventano 1.920 abbattendo gli schienali del divano posteriore. Per ora la gamma prevede due motorizzazioni, mild hybrid e turbodiesel da 150 CV, alle quali seguiranno, nei prossimi mesi, la 2.0 TDI 4x4 da 193 CV e l'ibrida plug-in con un'autonomia in elettrico di oltre 100 km, grazie alla nuova batteria da 25,7 kWh. Per tutte le versioni, di serie c'è il cambio automatico Dsg a doppia frizione, con il selettore sul piantone dello sterzo. Tre gli allestimenti disponibili: Selection, Style il top di gamma Laurin&Klement. Prezzi a partire da 43.500 euro, consegne da aprile.

Skoda Superb Selection. L'allestimento d'attacco della nuova generazione di Skoda Superb offre il climatizzatore a tre zone, i poggiatesta regolabili in altezza ed in profondità, i sedili anteriori riscaldabili ed elettrici con funzione massaggio, la telecamera posteriore con sistema di lavaggio, la ricarica a induzione per gli smartphone, la connettività wireless per Android Auto e Apple CarPlay, il sistema di accesso e avviamento keyless, quattro porte USB-C da 45 W + 1 da 15 W nello specchietto retrovisore, la strumentazione digitale da 10,2, il vano portaombrelli nelle portiere anteriori, cerchi di lega da 17 e gli specchietti retrovisori ripiegabili elettricamente. Per quanto riguarda la sicurezza, tutti gli Adas sono di serie fin dal questo allestimento e comprendono cruise control adattivo, il mantenimento attivo della corsia, la frenata automatica d'emergenza (con controllo del veicolo e fermata in sicurezza in caso di malore del conducente), il monitoraggio dell'angolo cieco e l'assistente alle svolte.

Skoda Superb Style. L'allestimento intermedio aggiunge la telecamera a 360, il parcheggio automatico, il portellone ad apertura elettrica (anche senza mani), l'allarme volumetrico, le maniglie retroilluminate e il piano di carico variabile con doppio fondo.

Skoda Superb Laurin&Klement. La versione top di gamma comprende il parabrezza riscaldabile, le luci ambientali, l'Adaptive Chassis Control DCC Pro, i vetri insonorizzati, il Canton Sound System, i cerchi di lega da 18, i rivestimenti sedili in pelle nera, i fari a matrice di Led, i sedili anteriori con funzione di memoria, l'infotainment da 13 e lo sterzo progressivo.

Pacchetti e optional. La colorazione di serie della carrozzeria è il Blu Mediterraneo. A richiesta ci sono le colorazioni pastello oppure metallizzate, rispettivamente a 530 e 800 euro: Bianco Purity, Ice Tea, Nero Ebano, Argento Pebble, Rosso Carminio, Blu Cobalto e Grigio Graphite. Sei le combinazioni colore per rivestimenti e plancia (che Skoda chiama Design Selection), con prezzi da 1.910 a 3.560 euro. Il tetto panoramico apribile costa 1.240 euro, il riscaldamento gestibile da remoto 1.340 euro, la rete che separa abitacolo e vano di carico 160 euro. I pacchetti optional sono i seguenti:

Assisted Drive Plus (680 euro, solo per Selection, di serie per gli altri): parcheggio autonomo e telecamera a 360.
Light and View Pack (1.950 euro, di serie per L&K): fari a matrice di Led, elementi in Crystallinium, indicatori di direzione posteriori dinamici, luci di svolta.
Infotainment 13 Basic (1.250 euro, di serie per L&K): infotainment da 13, controllo a gesti, hotspot wi-fi, assistente vocale.
Infotainment 13 Plus (1.750 euro, 450 euro per L&K): rispetto al Basic aggiunge l'Head-Up Display con realtà aumentata.
Climate Pack (560 euro, di serie per L&K): sedili riscaldabili anteriori e posteriori, volante, parabrezza e ugelli riscaldabili.
Transport Pack (1.040 euro, di serie per Style e L&K): allarme volumetrico, portellone ad apertura elettrica, maniglie retroilluminate, piano di carico variabile con doppio fondo.
Drive Plus Pack (1.180 euro, di serie per Style e L&K): Dynamic Chassis Control Pro, Adaptive Chassis Control a 2 valvole, sterzo progressivo
Family Pack (530 euro): tendine parasole per finestrini posteriori, porta tablet nei poggiatesta anteriori, cestino dei rifiuti, sleep pack (poggiatesta e coperta), airbag laterali posteriori.

Tutti i prezzi. Ecco il listino completo di nuova Skoda Superb per l'Italia:

1.5 TSI m-HEV Selection DSG: 43.500 euro
1.5 TSI m-HEV Style DSG: 45.900 euro
1.5 TSI m-HEV Laurin&Klement DSG: 52.250 euro
2.0 TDI Selection DSG: 46.200 euro
2.0 TDI Style DSG: 48.600 euro
2.0 TDI Laurin&Klement DSG: 54.950 euro

 

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Omoda E5 - Ora è anche elettrica

4 Ruote - Gen 29,2024

La cinese Omoda presenta in Europa la sua prima elettrica: si tratta della E5, che affianca la 5 endotermica già commercializzata dal 2023. Il marchio del gruppo Chery ha scelto di proporre un modello con powertrain e allestimento unico. Presto saranno comunicati prezzi e dettagli dell'equipaggiamento.

Cambia nel frontale e nell'aerodinamica. La Omoda E5 si distingue dalla 5 essenzialmente per il design aerodinamico dei cerchi di lega e per il frontale, dove le prese d'aria sono state sostituite da un pannello quasi del tutto chiuso. Anche l'abitacolo è identico a quello della sorella a benzina: la plancia ospita un elemento curvo unico da 24,6", che integra gli schermi di strumentazione e infotainment, gestiti dal chip Qualcomm 8155 di ultima generazione.

430 km di autonomia e 10 modalità di guida. Il powertrain elettrico, del quale ancora non si conoscono potenza e prestazioni, utilizza una batteria al litio ferro fosfato da 61 kWh; non si fa menzione, per ora, del taglio più piccolo da 43 kWh annunciato nei mesi scorsi. L'autonomia dichiarata nel ciclo Wltp è pari a 430 km, con un consumo medio di 15,5 kWh/100 km, mentre la ricarica da colonnine rapide consente di passare dal 30 all' 80% in 28 minuti. Grande attenzione è stata posta sul tema degli Adas, offrendo la disponibilità delle funzioni di livello 2 come il Traffic Jam Assist e il Lane Change Assist. Curiosa, infine, la scelta di fornire ben 10 modalità di guida per coprire ogni possibile scenario di utilizzo, compreso il campeggio e la sosta con animali a bordo.

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Fiat 600 - in arrivo una seconda ibrida

4 Ruote - Gen 29,2024

Queste foto spia confermano l'arrivo di una terza variante della Fiat 600. Oggi, la piccola Suv è offerta in versione elettrica da 156 CV e Hybrid da 100 CV, ma la Casa italiana è pronta a rafforzare la gamma con un'ulteriore variante a benzina elettrificata.

Il muletto con il doppio scarico. L'etichetta sul lunotto riporta la dicitura "Sperimen", confermando che si tratta ancora di un muletto. Il paraurti posteriore è stato inoltre modificato per accogliere un terminale di scarico sdoppiato, che indica quindi la presenza di un powertrain endotermico, diverso diverso rispetto all'uscita singola circolare della Hybrid. Non si notano invece altre differenze a livello estetico rispetto agli allestimenti più ricchi della 600.

Ibrida più potente in alternativa. Il doppio scarico potrebbe indicare una versione più potente del motore benzina: pensando a quello che il gruppo Stellantis ha proposto sulle sue vetture compatte, è possibile ipotizzare che la scelta sia ricaduta sul 1.2 hybrid nella versione da 136 CV, già adottato sulle più recenti Citroën e Peugeot. La doppia opzione da 100 e 136 CV, per esempio, è già disponibile nei listini della Peugeot 208.

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