Tesla - Le autorità californiane chiedono chiarimenti sul Full Self Driving

4 Ruote - Mar 08,2021

Il California Department of Motor Vehicles (l'autorità californiana che si occupa dei veicoli a motore) ha contattato la Tesla in merito al rilascio delle funzionalità Full Self Driving ai clienti. Preoccupato che la Casa di Palo Alto renda effettivamente disponibile a breve termine una tecnologia driverless, il dipartimento statale ha chiesto delucidazioni sul funzionamento del nuovo software che, contrariamente a quanto potrebbero pensare alcuni clienti leggendone il nome, non sarà un sistema di guida autonoma, ma un'evoluzione degli attuali assistenti di bordo. Il reparto del Dmv che si occupa della validazione dei sistemi di guida automatizzata ha infatti evidenziato come i clienti possano interpretare erroneamente le capacità del Full Self Driving e del nuovo City Streets, un Adas pensato per assistere il guidatore in ambito cittadino che dovrebbe debuttare con il prossimo aggiornamento dell'Autopilot e che, come tutte le tecnologie di assistenza alla guida attualmente disponibili, richiederà al conducente di prestare attenzione alla strada in ogni momento.

Richiesti dei chiarimenti. Nei documenti pubblicati grazie al Freedom of Information Act dal portale legale PlainSite si può vedere come l'autorità dei trasporti californiana abbia richiesto alla Tesla maggiori dettagli sulla nuova versione beta dell'Autopilot dopo le dichiarazioni di Elon Musk riguardo al debutto entro la fine di quest'anno di un sistema di guida autonoma di Livello 5 della scala Sae. La Dmv ha dovuto chiedere dei chiarimenti, visto che la Casa di Palo Alto, a differenza di altri costruttori, effettua gran parte dei propri collaudi al di fuori della California e quindi non deve necessariamente presentare tutti i dettagli della propria attività di sviluppo alle autorità locali. Con il lancio della fase di sperimentazione dell'ultima versione del sistema Full Self Driving, la Dmv si è dunque chiesta se la Tesla stesse effettivamente abilitando sulle auto dei propri clienti un sistema di guida assistita di Livello superiore al 2 (il che richiederebbe delle precise autorizzazioni governative, ndr), chiedendo così spiegazioni a riguardo. La Dmv, tuttavia, non è l'unico ente che sta tenendo d'occhio il sistema di guida automatizzata della Tesla: già lo scorso ottobre la Nhtsa, l'agenzia federale statunitense per la sicurezza stradale, iniziato a monitorare le evoluzioni di questo sistema, dichiarando che non esiterà ad agire per proteggere il pubblico da rischi irragionevoli.

La fase Beta si allarga. Negli ultimi mesi il costruttore di Palo Alto ha consentito ad alcuni clienti di aggiornare online il software della propria vettura per provare alcune nuove funzioni di assistenza alla guida: la fase Beta prevede la raccolta dei dati di centinaia di utenti per consentire ai tecnici della casa automobilistica di evidenziare criticità nel codice sorgente del sistema e correggerle prima del debutto commerciale. A seguito delle numerose richieste da parte degli appassionati, nelle ultime ore la Tesla ha reso disponibile la Beta a un più largo numero di utenti, che potranno scaricare l'aggiornamento software tramite un'apposita funzione abilitata sull'infotainment, garantendo così al costruttore di poter raccogliere una mole di dati ancora maggiore.

Solo Livello 2, per ora. In risposta alle mail inviate dal Dmv, la Tesla ha chiarito che a breve termine non è previsto il lancio commerciale di nessun sistema d'assistenza alla guida superiore al Livello 2: "Anche se l'attuale versione di City Streets è ancora in una fase di convalida e revisione, ci aspettiamo che la funzionalità rimanga sostanzialmente invariata in un futuro rilascio completo per la flotta dei clienti. Stiamo analizzando i dati ottenuti nel progetto pilota e li utilizziamo per perfezionare il funzionamento del sistema e l'esperienza del cliente. Continueremo ad apportare le modifiche necessarie e solo dopo che saremo pienamente soddisfatti delle prestazioni, dell'integrità e della sicurezza rilasceremo la funzione a tutti i clienti. Detto questo, non ci aspettiamo miglioramenti significativi nel sistema di rilevamento degli oggetti e nella sua risposta o altre modifiche alle funzionalità che sposterebbero sull'Autopilot la responsabilità del controllo della vettura. In quanto tale, una versione finale di City Streets continuerà a essere una funzionalità avanzata di assistenza alla guida di Livello 2 nella scala Sae". Ciò significa che nonostante i progressi tecnologici e la riscrittura del software, il prossimo aggiornamento dell'Autopilot non introdurrà capacità di guida autonoma, ma si limiterà a migliorare quelle già esistenti e ad ampliare gli scenari in cui possono funzionare. Ciò, tuttavia, non esclude che in futuro la Tesla possa andare oltre al Livello 2 con l'Autopilot, ma per farlo dovrà attendere delle approvazioni da parte delle autorità, anche a livello giuridico. "Si prega di notare - ha aggiunto nella stessa mail l'Associate General Counsel di Tesla - che lo sviluppo di vere funzionalità autonome (Livelli Sae uguali o superiori al 3) seguirà il nostro processo iterativo (sviluppo, convalida, Beta test) e tali funzionalità non verranno rilasciate al pubblico fino a quando non le avremo completamente convalidate e avremo ricevuto tutte le autorizzazioni o le approvazioni normative richieste".

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Land Rover Defender - Confermato l'arrivo della variante 130 a sette posti

4 Ruote - Mar 08,2021

La Land Rover cavalca il successo della nuova Defender e mette in cantiere un'inedita versione a sette posti: denominata 130, la fuoristrada subirà delle modifiche in termini di lunghezza totale, senza tuttavia toccare il passo, che rimarrà identico a quello della 110. La conferma viene dai vertici della Casa inglese, che ai microfoni di Autonews hanno anche fornito delle indicazioni temporali per il lancio sul mercato, previsto entro 18 mesi. 

Sette posti fuori dall'Europa. L'allestimento a sette posti viene chiesto a gran voce da mercati come gli Stati Uniti, la Cina e il Medio Oriente, mentre potrebbe risultare marginale, in termini di vendite, nel Vecchio Continente. Con i suoi circa 5,1 metri complessivi di lunghezza, la Defender 130 garantirà spazio a sufficienza anche per la terza fila, anche se non è ancora dato sapere quali saranno i dati relativi alla capacità del bagagliaio. Sul lato tecnico, è facile immaginare la presenza degli stessi powertrain attualmente in circolazione, recentemente aggiornati con l'arrivo della variante plug-in hybrid, dei sei cilindri e del V8 sovralimentato a benzina.

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Rally FIA - Rivoluzione, ecco la nuova struttura piramidale

4 Ruote - Mar 08,2021

Il rally targato FIA si appresta a cambiare faccia a partire dal 2022, grazie alla nuova struttura piramidale approvata durante l'ultimo Consiglio Mondiale. Un'operazione che avrà effetti sia sulle categorie di supporto del Mondiale che su quelle dell'Europeo. Il nuovo sistema piramidale della FIA identifica le auto con le sigle che vanno da Rally1 a Rally5. Potranno prendere parte al WRC solamente le Rally1, mentre le Rally2 parteciperanno sia all'ERC (European Rally Championship) che alla WRC2. Le Rally3 invece potranno prendere parte solamente alle categorie ERC3 e WRC3, mentre le Rally4 e le Rally5 possono partecipare esclusivamente alla nuova categoria ERC4.

Le novità del WRC. A partire dal 2022, la FIA assegnerà un solo titolo costruttori e sarà quello della categoria regina del rally, il WRC per l'appunto. Le categorie di supporto WRC2 e WRC3 saranno completamente rivoluzionate e in quelle sarà assegnato solamente un titolo a squadre. Ogni categoria avrà due classi: la open (aperta a tutti) e la Junior, aperta agli Under 30 in WRC2 e agli Under 29 in WRC3. I vincitori della categoria Junior, nella stagione successiva, avranno due possibilità: salire di categoria o, al limite, continuare a correre nella stessa, ma nella classe Open.  Il nuovo sistema piramidale permetterà di differenziare i due campionati in base alle tipologie di vetture usate. Infatti, dall'anno prossimo, nel WRC potranno partecipare solo le Rally2, ossia le vecchie R5, mentre nella WRC3 potranno prendere parte tutte quelle vetture omologate per la nuova categoria Rally3.

Addio ERC2, benvenuta ERC4. I cambiamenti riguarderanno anche il Campionato Europeo Rally. La prima grande novità è l'abolizione della classe ERC2, nella quale abbiamo visto correre le Gruppo N, le Rally2 Kit Car e le R-GT. Sotto la classe ERC ci sarà direttamente la ERC3, anch'essa divisa in Open e Junior, ma in quest'ultima potranno correre esclusivamente i piloti Under 28. Infine, è stata istituita la nuova categoria ERC4, che sarà dedicata alle Due Ruote Motrici, dove gli Under 27 si sfideranno nella classe Junior.

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GMC - Un teaser annuncia il debutto della Hummer EV Suv

4 Ruote - Mar 08,2021

Il redivivo marchio Hummer mette su famiglia, e dopo aver presentato l'autunno scorso il pick-up elettrico si appresta ora a introdurre una sport utility, sempre rigorosamente a batteria, che dovrebbe condividere in toto (o quasi) la base tecnica del modello con cassone, declinato varie versioni, compresa da oltre 1.000 cavalli. La Hummer EV Suv verrà svelata il 4 aprile prossimo e, contestualmente, saranno subito aperte prenotazioni.

Anche a cielo aperto?. Il teaser non mostra granché ella vettura, salvo anticiparne vagamente la silhouette laterale (con tanto di ruota di scorta ancorata al portellone). L'impressione, anche per via di alcune indiscrezioni filtrate nei mesi scorsi, è però che la Suv somiglierà in tutto e per tutto al pick-up, contraddistinta da un frontale dal design immediatamente riconoscibile e da una carrozzeria con sbalzi corti. Aspettando di vedere se gli interni saranno configurati in modo tale da offrire più dei canonici cinque posti, sembra certa la presenza di pannelli del tetto rimovibili, che sulla EV Suv consentiranno di viaggiare anche en plein air. Passando invece alla parte tecnica, batteria e motori (Ultium Drive) saranno forniti dalla General Motors e non dovrebbero esserci sostanziali differenze, salvo che nei valori specifici, con quanto offerto dall'Hummer Ev pick-up. Quest'ultimo, una volta completata la gamma, composta da varianti a due e tre motori, arriverà a quota 1.040 cavalli di potenza. L'autonomia massima dichiarata con un pieno di elettroni è invece di 563 km. I prezzi di listino del pick-up partono da circa 80.000 dollari (67.400 euro) superando i 112.000 (94.400 euro) per la ricca edizione di lancio: la Ev Suv dovrebbe costare addirittura di più.

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Ford Focus - Collaudi su strada per il restyling

4 Ruote - Mar 08,2021

La Ford è al lavoro sul restyling della Focus e i contenuti del prossimo aggiornamento della media dell'Ovale blu sono stati anticipati da alcuni prototipi portati su strada per una serie di collaudi. Le tempistiche di lancio della berlina rinnovata non sono ancora state ufficializzate, ma è molto probabile che il debutto avvenga nel corso del 2022.

Gruppi ottici ridisegnati. La vettura immortalata presenta pellicole e plastiche aggiuntive in corrispondenza del frontale e della coda, dove si concentrano gli interventi dei designer per rinfrescare il look della Focus. Osservando la vettura, infatti, spiccano subito i fari posteriori a Led, che nella forma e nella composizione interna si differenziano dai gruppi ottici del modello attuale. All'anteriore, gli elementi principali che costituiscono i fari appaiono ridisegnati e più sottili, ma potrebbero esserci altri elementi rilevanti: la disposizione delle prese d'aria, infatti, potrebbe variare, sebbene le protezioni impediscano ancora di scorgere ulteriori dettagli.

Già ibrida. La gamma della Focus attualmente in commercio include le varianti Hybrid del 1.0 Ecoboost da 125 e 155 CV. Non sappiamo se la Ford intenda proseguire sulla medesima strada, affiancando queste proposte ibride alle tradizionali versioni a benzina e diesel, oppure se la Casa preveda di aumentare la percentuale di alternative elettrificate disponibili. difficile, infine, prevedere con certezza l'arrivo della plug-in hybrid, vista la fascia di prezzo in cui la Focus è solitamente collocata.

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Stellantis - Accantonato il piano per riportare la Peugeot negli Usa

4 Ruote - Mar 08,2021

Stellantis ha deciso di abbandonare progetto avviato anni fa da PSA per riportare il marchio Peugeot negli Stati Uniti dopo oltre 30 anni di assenza. Il nuovo gruppo automobilistico, secondo quanto rivelato da un portavoce del costruttore ad Automotive News, punta ora a concentrare tutte le proprie attenzioni sui brand già presenti sul mercato nordamericano.

Il piano originario. Il progetto per il ritorno del marchio del Leone negli Usa era stato lanciato nel 2016 dall'amministratore delegato dell'azienda transalpina, Carlos Tavares, nel quadro del piano industriale Push-to-pass. Da allora sono stati compiuti diversi i passi in avanti: dall'acquisizione del servizio di car-sharing TravelCar al debutto a Seattle, nel 2017, della piattaforma per la mobilità Free2move, dalla scelta di Atlanta quale sede della filiale nordamericana di PSA fino all'individuazione di una serie di Stati strategici per la costituzione di una rete commerciale. Inoltre, i francesi hanno cercato di sfruttare l'acquisizione della Opel e del suo centro di engineering per accelerare i processi di omologazione dei veicoli destinati agli Stati Uniti. L'intero progetto, però, è stato messo in discussione dalla fusione con la Fiat Chrysler sin dall'annuncio dell'accordo, risalente alla fine del 2019. La scorsa settimana, infine, sono emersi nuovi sviluppi sulla questione: Larry Dominique, numero uno di Psa Nord America dal 2017 e figura a suo tempo incaricata di riportare la Peugeot negli Usa, è stato nominato nuovo responsabile dell'Alfa Romeo per il mercato nordamericano. 

Un nuovo focus.  Il nuovo contesto di Stellantis e la sua a forte presenza sul mercato statunitense ci porta a concentrarci sui marchi esistenti, hanno affermato da Auburn Hills: "Per questo motivo Larry Dominique svilupperà il marchio Alfa Romeo negli Usa. Del resto, il nuovo gruppo ha proprio nel Nord America la sua area di riferimento per vendite e profitti: da anni, ormai, la crescente e continua propensione degli statunitensi all'acquisto di Suv e pick-up ha reso sempre più forti le vendite dei marchi Jeep e Ram e la Fiat Chrysler ne ha beneficiato con margini operativi ai massimi storici, superiori al 10%, come dimostrato anche nell'ultimo bilancio annuale. Negli Stati Uniti, segnali positivi sono arrivati anche dall'Alfa Romeo, con vendite in aumento dell'1,6% nel 2020 nonostante una domanda di mercato in contrazione e una gamma limitata alle sole Giulia e Stelvio. 

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Studio Areté - I giovani e la mobilità: sei persone su dieci scelgono lauto personale

4 Ruote - Mar 08,2021

L'auto si conferma il mezzo di trasporto preferito anche dai giovani per gli spostamenti quotidiani. Lo conferma uno studio di Areté, azienda specializzata nella consulenza strategica, che ha intervistato diversi ragazzi delle generazioni Y (nati tra il 1981 e il 1995, detti anche Millenials) e Z (nati dopo il 1995, detti Zoomer) per indagare come la pandemia del coronavirus stia cambiando le nostre abitudini in fatto di mobilità.

Auto termica oggi, elettrificata domani. Tra i risultati raccolti, emerge che sei persone su dieci (64%) preferiscono usare l'auto personale a scapito di altri veicoli, come mezzi pubblici (13%), biciclette e moto (5% ciascuno), mentre l'8% degli intervistati preferisce spostarsi a piedi. Lo studio ha segnalato che le nuove generazioni guidano quasi esclusivamente vetture benzina o diesel (il 91% degli intervistati). Tuttavia, il 62% dei giovani desidera passare a motorizzazioni elettrificate, possibilmente spendendo meno di 20 mila euro, per beneficiare del risparmio economico sui consumi e sui costi di manutenzione (segnalato dal 40% degli intervistati) e incentivare la mobilità sostenibile riducendo l'inquinamento (una persona su due). Il 72% del campione preferisce un'auto nuova all'usato, che sia confortevole tanto in termini di spazio quanto di parcheggio (49%). Come terza caratteristica essenziale in ordine di priorità, emergono ancora i powertrain a basse emissioni (14%).

Spese contenute. Come anticipato, la volontà di passare all'elettrificazione è strettamente correlata con il budget, spesso contenuto, messo a disposizione dalle nuove generazioni: metà del campione è disposto a spendere tra i 6 e i 15 mila euro, mentre solo il 39% investirebbe cifre superiori ai 21 mila euro. La scarsa disponibilità economica, accentuata dalla crisi pandemica, influisce anche sulle modalità di acquisto della vettura: solo il 22% dei giovani appare intenzionato a pagarla in contanti, con il 53% che si affiderebbe a un finanziamento e il 24% che preferirebbe virare su formule maggiormente legate all'uso del bene, come leasing e noleggio a lungo termine. Per acquisire le informazioni orientate all'acquisto futuro, Millenials e Zoomer tendono a sfruttare il web (74%). Dopo un primo approfondimento online, però, otto giovani su dieci si rivolgono a un concessionario per la trattativa e la formazione di un contratto, con i dealer che svolgono un ruolo chiave anche per la possibilità di offrire dei test drive, giudicati necessari dall'82% degli intervistati.

Interesse per lo sharing. Confrontando i dati di questa fascia di popolazione con la media nazionale, l'indagine rivela inoltre una minore incidenza dell'uso, da parte dei giovani, di una vettura di proprietà (-11%), che resta comunque il mezzo preferito, e il maggior ricorso al trasporto pubblico (+8%). Quasi tutti gli intervistati hanno dichiarato di avere la patente (90%), mentre l'80% possiede un'auto, personale o di famiglia. Il sondaggio rivela anche un interesse non indifferente per i servizi di sharing (auto in primis, seguita da monopattini e bici), che hanno totalizzato il 6% delle preferenze. Tra i motivi che spingono a fruire le corse condivise spiccano, in particolare, l'uso del veicolo in base alle proprie necessità, senza le ansie generate dal possesso proprietario e dalle attività di manutenzione (circa il 60% degli intervistati), con un occhio di riguardo anche al fattore risparmio (30%).

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Tesla Cybertruck - La versione di serie sarà svelata in primavera

4 Ruote - Mar 08,2021

passato più di un anno da quando Elon Musk ha presentato al mondo il primo pick-up elettrico del marchio Tesla, il Cybertruck, ma, a oggi, la data di lancio definitiva non è stata ancora resa nota. Il sesto modello del costruttore californiano (o quinto, visto che con tutta probabilità arriverà prima della Roadster, ndr) è attualmente preordinabile solo negli Stati Uniti, ma per vedere la versione di serie bisognerà aspettare ancora qualche mese, mentre per le prime consegne i clienti dovranno attendere almeno un anno.

Stesse forme, ma dimensioni inferiori. Dopo aver rinviato la presentazione della variante definitiva, inizialmente fissata per la fine del 2020, la Casa di Palo Alto svelerà una versione aggiornata del Cybertruck la prossima primavera: quest'ultima, tuttavia, dovrebbe mantenere intatta l'impostazione complessiva del modello. Con tutta probabilità le forme squadrate ispirate ai film di fantascienza saranno confermate, così come buona parte degli interni. A cambiare dovrebbero essere le dimensioni: nonostante Elon Musk si sia opposto alla realizzazione di un pick-up più piccolo, la versione di serie del Cybertruck dovrebbe essere più corta di alcuni centimetri rispetto alla concept presentata nel novembre del 2019. Con l'aggiornamento potrebbero debuttare nuove funzioni e tecnologie, ma anche novità sul piano della meccanica e dell'autonomia: non è da escludere che la Casa possa mostrare nello specifico il funzionamento di alcune dotazioni, a partire dai pannelli solari che saranno integrati nella copertura, retraibile elettricamente, del cassone.

Nascerà in Texas entro la fine dell'anno. Il ceo della Tesla ha confermato su Twitter che la versione aggiornata del pick-up elettrico sarà svelata nel secondo trimestre del 2021, per poi entrare in produzione nella Gigafactory di Austin, in Texas. Il nuovo sito produttivo, tuttavia, è ancora in fase di costruzione e non è certo se sarà effettivamente pronto entro il prossimo mese di maggio, come annunciato lo scorso anno. L'enorme fabbrica nel sud degli Stati Uniti è stata progettata appositamente per costruire il nuovo Cybertruck: i pick-up, infatti, sono tra i veicoli più diffusi in moltissime regioni degli Usa, a partire dagli Stati centrali, e il nuovo modello potrebbe conquistare rapidamente un'ampia fetta di mercato, sia per il suo prezzo relativamente contenuto, sia per le sue prestazioni.

Tre versioni con autonomia fino a 800 km. Per il momento la Tesla non ha apportato modifiche significative al configuratore del Cybertruck, che continua a riportare la fine del 2021 come data per l'avvio della produzione delle versioni Tri Motor AWD e Dual Motor AWD, la cui configurazione potrà essere completata nei prossimi mesi. Il modello d'ingresso gamma, il Single Motor a trazione posteriore, arriverà sulle linee produttive della Gigafactory di Austin entro la fine del 2022, con un prezzo di partenza di 39.900 dollari (33.589 euro), 10 mila in meno rispetto alla variante con due motori (49.900 dollari, 42.007 euro) e 30 mila in meno di quella con tre motori (69.900 dollari, 58.844 euro). A differenziare le tre versioni non saranno solamente il numero di unità elettriche presenti a bordo e la loro potenza complessiva, ma anche le batterie e, conseguentemente, l'autonomia: il modello base dovrebbe percorrere almeno 400 km con una ricarica, che saliranno a 480 per la Dual Motor e a 800 km per la top di gamma Tri Motor. Non è infine da escludere che questi dati possano subire delle variazioni: durante il Battery Day, infatti, la Tesla ha annunciato il debutto di una tecnologia per la produzione delle batterie che permetterebbe alle nuove celle (denominate 4680 per il diametro di 46 mm e l'altezza di 80 mm, ndr) di offrire livelli d'autonomia superiori del 16% rispetto alle uscenti 2170 a fronte di un costo di produzione inferiore del 14%.

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Stellantis - Al via lo scorporo della controllata Faurecia

4 Ruote - Mar 08,2021

Gli azionisti del gruppo Stellantis hanno approvato a larghissima maggioranza una delle ultime operazioni legate all'accordo di fusione tra la Fiat Chrysler e la PSA e in particolare alle modifiche apportate lo scorso settembre. L'assemblea, con il voto favorevole del 99,6% dei presenti, ha, infatti, approvato la distribuzione a tutti i soci del 39% del capitale della società di componentistica Faurecia e dei 308 milioni di euro frutto della cessione sul mercato di un ulteriore 7%. 

Rispettati gli accordi. L'operazione, che porterà l'azienda di Nanterre al di fuori del perimetro operativo di Stellantis, rimane subordinata solo ad alcuni passaggi tecnici legati all'adempimento di formalità previste dalla legislazione olandese. In tal caso, i proventi della cessione saranno distribuiti il 16 marzo e le azioni il 22 marzo. Per l'amministratore delegato Carlos Tavares, il via libera assembleare dimostra che "le parti stanno rispettando tutti i punti del loro accordo per la fusione. 

Un altro passo. Il dirigente lusitano ha quindi augurato il meglio all'azienda di componentistica e al management, guidato da Patrick Koller, e ha ricordato come Faurecia, nata nel 1998 dalla fusione di due fornitori di proprietà dell'allora Peugeot, si sia trasformata in uno dei primi dieci gruppi di componentistica al mondo: lavora con PSA e FCA, ma la maggior parte dei suoi ricavi arrivano da contratti con altre case automobilistiche". Secondo Tavares, con lo scorporo Stellantis si muove verso "un futuro in cui non sia più un costruttore tradizionale ma un protagonista della mobilità del futuro. Per il presidente John Elkann, lo scorporo rappresenta "un altro passo" per portare a compimento nella sua interezza la fusione tra FCA e PSA e garantisce "migliori prospettive di crescita a tutte le parti in causa: Stellantis potrà "concentrarsi sulle sue attività" e Faurecia avrà l'opportunità di "mostrare il suo pieno valore". 

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Ferrari - La 488 GT Modificata monterà i Pirelli P Zero DHE

4 Ruote - Mar 08,2021

La Ferrari ha scelto gli pneumatici che verranno proposti come primo equipaggiamento sulla 488 GT Modificata, un'auto da corsa non omologata per l'uso stradale e prodotta in edizione limitata: si tratta dei Pirelli P Zero DHE, sviluppati appositamente per le vetture che gareggiano nelle competizioni GT3. 

Progettati per essere versatili. Gli pneumatici sono l'evoluzione del modello DHD2 e presentano alcune modifiche studiate appositamente per renderli più versatili, in modo da adattarsi a un'ampia varietà di automobili della categoria GT3 e a differenti tipologie di piloti, professionisti o gentlemen. Secondo la Pirelli, i P Zero DHE sono in grado di garantire prestazioni ottimali su svariati circuiti e in diverse condizioni ambientali, offrendo consistenza e affidabilità. In particolare, la 488 GT Modificata, che sarà protagonista di vari track day e degli eventi Ferrari Club Competizioni GT, monterà gomme che misurano 325/680 R18 all'anteriore e 325/705 R18 al posteriore.

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Gruppo Volkswagen - Diess: Martorell può diventare un polo per le elettriche con l'aiuto della Ue

4 Ruote - Mar 08,2021

Il gruppo Volkswagen ha un progetto per la fabbrica della Seat di Martorell: convertire l'impianto, situato alle porte di Barcellona, in un polo che produrrà esclusivamente auto elettriche. A rivelarlo è stato l'amministratore delegato Herbert Diess con un post su LinkedIn, pochi giorni dopo la visita allo stabilimento catalano del re spagnolo, Felipe VI, e del premier Pedro Sanchez. Il piano, definito "coraggioso" dallo stesso Diess, è però subordinato a una condizione: il sostegno da parte della Commissione Europea al processo di elettrificazione della mobilità individuale.

Il post. "I nostri piani sono coraggiosi: convertire Martorell in un impianto automobilistico dedicato all'elettrico, ha scritto Diess, facendo riferimento anche alla produzione, sempre in Spagna, di celle per batterie, alla costruzione di infrastrutture per la ricarica rapida e per la produzione di energia da fonti rinnovabili. "La mobilità individuale di milioni di europei deve diventare climaticamente neutra e abbiamo bisogno del sostegno della Commissione perché divenga realtà, ha aggiunto il dirigente tedesco. "La Spagna ha un grande potenziale per diventare un hub per la mobilità elettrica in Europa", ha quindi sottolineato Diess, che venerdì scorso ha presentato al re Felipe VI e ai rappresentanti del governo di Madrid l'intera gamma del brand Cupra, a partire dalla Born, che sarà lanciata entro la fine dell'anno ma verrà prodotta a Zwickau, in Germania.

I progetti catalani. A Martorell sarà invece assemblata un piccola elettrica dalle dimensioni della Seat Ibiza o della Volkswagen Polo. Basata sulla piattaforma per le elettriche Meb-A0, dovrebbe condividere la stessa linea di montaggio con la Volkswagen ID.1 e con l'erede a batteria della Skoda Fabia. La sua produzione, tra l'altro, sarà agevolata dal progetto annunciato pochi giorni fa per la realizzazione di una fabbrica di batterie nelle vicinanze dello storico stabilimento della Seat: il sito sarà costruito da un consorzio pubblico-privato che vedrà il coinvolgimento di diversi attori, tra cui il governo spagnolo, la Seat e la società energetica Iberdrola. 

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Rimac - La Porsche sale al 24% del capitale

4 Ruote - Mar 08,2021

La Porsche rafforza la sua partnership strategica con la Rimac: la Casa di Zuffenhausen ha investito 70 milioni di euro per sottoscrivere un aumento di capitale dell'azienda croata, salendo così dal 15% al 24% del capitale.

Legami sempre più forti. L'operazione, che esclude esplicitamente l'esercizio di alcun controllo da parte dei tedeschi, è stata anticipata pochi giorni fa dall'imprenditore Mate Rimac, ma non è legata in alcun modo a un'altra transazione oggetto di numerose indiscrezioni di stampa degli ultimi mesi: il trasferimento della proprietà della Bugatti alla società croata, specializzata nella produzione di hypercar elettriche, come la concept C_Two, la cui versione definitiva sarà svelata tra pochi mesi ma sarà prodotta in solo 150 esemplari, e soprattutto in tecnologie per vetture a batteria ad alte prestazioni. La Porsche è da anni impegnata in un progressivo rafforzamento dei propri legami con la società fondata 10 anni fa a Sveta Nedelja, alle porte di Zagabria: la Casa di Zuffenhausen è entrata per la prima volta nel capitale della Rimac nel 2018, tramite l'acquisto del 10% delle azioni, ed è poi salita al 15% circa l'anno seguente, fornendo ai croati parte delle risorse necessarie ai progetti di espansione delle attività di ricerca e produzione. 

Le altre collaborazioni. Negli ultimi due anni la forza lavoro della Rimac è quasi raddoppiata, fino a contare su mille dipendenti, ma l'obiettivo è di ampliarla ulteriormente, per arrivare a 2.500 lavoratori e approfittare delle prospettive di crescita del mercato delle tecnologie per i veicoli alla spina. La Rimac, valutata quasi 800 milioni di euro con l'ultima iniezione di capitali, ha tra l'altro in essere collaborazioni con diverse altre aziende del settore automobilistico: si tratta sia di grandi aziende come il gruppo Hyundai/Kia, sia di produttori di auto sportive del calibro dell'Aston Martin, della Automobili Pininfarina e della Koenigsegg.

Autonomia confermata. L'azienda croata è comunque destinata a rimanere indipendente e autonoma rispetto alla Porsche, almeno stando alle dichiarazioni dei diretti interessati. "Porsche è un nostro grande sostenitore dal 2018 ed è sempre stato un privilegio avere tra gli azionisti uno dei marchi di auto sportive più iconici al mondo. Siamo orgogliosi di lavorare insieme su nuovi prodotti entusiasmanti ed elettrificati e del fatto che la fiducia della Porsche nella Rimac abbia portato a diversi round di investimenti, rendendo la Casa tedesca un nostro importante azionista, ha affermato Mate Rimac. "Avendo la Rimac importanti costruttori di tutto il mondo come clienti, è importante, sia per la Rimac sia per la Porsche, rimanere aziende completamente indipendenti - ha proseguito il nuomero uno dell'azienda croata -. I nostri progetti e i nostri azionisti sono - e saranno sempre - completamente separati, consentendoci di mantenere quel distacco su cui fanno affidamento i nostri partner e permettendoci di continuare a lavorare con svariati costruttori. La partnership con la Porsche - ha poi conluso Rimac - aiuta l'azienda a svilupparsi e a crescere, il che è vantaggioso per tutti i nostri clienti. 

Gli investimenti di Zuffenhausen. Sull'indipendenza dei due costruttori ha posto l'accento anche il direttore finanziario della Porsche, Lutz Meschke. Mate Rimac e il suo team sono partner importanti, soprattutto per il supporto che ci offrono nello sviluppo di componenti. La Rimac è sulla strada giusta per diventare un fornitore Tier 1 per la Porsche e per altri produttori nel segmento high-tech, ha spiegato Meschke, ricordando anche i numerosi investimenti effettuati dalla Casa di Zuffenhausen in ambito tecnologico: in portafoglio ci sono partecipazioni nel capitale di oltre 20 start-up e in otto fondi di venture capital. "Il nostro investimento nella Rimac si è rivelato assolutamente azzeccato", ha aggiunto il dirigente tedesco. "Il valore è aumentato molte volte rispetto al nostro investimento iniziale. L'azienda si è evoluta molto bene dal punto di vista tecnologico. Stiamo ampliando la nostra cooperazione gradualmente e stiamo anche traendo vantaggio dalla forza innovativa della Rimac", ha chiosato Meschke.

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Hyundai - La LG coprirà il 70% dei costi del richiamo delle elettriche

4 Ruote - Mar 08,2021

La LG Chem si farà carico della maggior parte dei costi relativi alla campagna di richiamo riguardante circa 82 mila elettriche della Hyundai vendute in tutto il mondo. Nei giorni scorsi, infatti, la Casa di Seul ha comunicato che avrebbe sostituito le batterie di circa 76 mila Kona Electric e di alcuni esemplari della Ioniq Electric, i cui accumulatori, prodotti dall'azienda tecnologica coreana, potrebbero prendere fuoco durante la fase di ricarica.

I costi. Le due società hanno dichiarato che la campagna avrà un costo complessivo di circa 890 milioni di dollari (750 milioni di euro), di cui il 70% sarà coperto dalla LG Chem. Stando a quanto riferito, questo diventerà il richiamo di veicoli elettrici più costoso della storia. L'enorme cifra in gioco deriva dalla necessità di sostituire l'intero gruppo batteria, che rappresenta circa il 30% del prezzo totale di una vettura elettrica.

Il problema. Il difetto riguarda le celle degli accumulatori prodotti nella fabbrica LG Chem di Nanjing, in Cina, che potrebbero andare in cortocircuito e, potenzialmente, prendere fuoco. Inizialmente l'azienda coreana ha cercato di deviare la colpa sulla Hyundai, accusandola di non aver applicato correttamente i suggerimenti riguardanti la logica di gestione del processo di ricarica rapida. Successivamente, le due società hanno avviato una serie di negoziati sulla condivisione del costo del richiamo. La Casa automobilistica ha affermato che l'accordo è finalizzato a "ridurre al minimo i disagi per i clienti e le turbolenze nei mercati", mentre la LG Chem si è limitata a dichiarare che "coopererà attivamente" alla campagna di richiamo, sottolineando che "la sicurezza dei consumatori è la nostra massima priorità".

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Aston Martin - Stroll: "Dal 2025 produrremo i modelli elettrici nel Regno Unito"

4 Ruote - Mar 08,2021

A partire dal 2025 l'Aston Martin produrrà vetture elettriche nei suoi due stabilimenti britannici: lo ha rivelato Lawrence Stroll, azionista di punta della Casa di Gaydon, in un'intervista al Financial Times, illustrando le linee guida delle strategie future del marchio.

Produzione tra il Galles e le Midlands. Nello specifico, l'Aston Martin ha in programma di assemblare le sportive a batteria a Gaydon, nella contea del Warwickshire, e le Suv alla spina nell'impianto gallese di St Athan, operativo dallo scorso luglio e appositamente costruito per la linea della DBX, il primo modello a ruote alte della Casa. La Casa di Gaydon, dunque, non intende affidare la produzione alla Mercedes-Benz, suo azionista di riferimento con il 20% del capitale nel proprio portafoglio: semmai, il costruttore tedesco potrebbe in futuro ampliare le forniture di motori, componenti e tecnologie anche alle batterie per le auto elettriche britanniche. Al momento non sono state prese decisioni in merito: "Stiamo esaminando tutte le opzioni, ha spiegato Stroll.

Nessun addio alle endotermiche. La svolta elettrica non si tradurrà in un addio alle motorizzazioni tradizionali: nonostante la decisione del Regno Unito di mettere al bando le auto a benzina e diesel per il 2030, l'imprenditore canadese ha infatti chiarito che l'Aston Martin continuerà a produrre motori a combustione interna anche nei prossimi dieci anni, con l'obiettivo di sostenere una continua espansione dell'offerta di motorizzazioni elettrificate: entro la fine del 2021, per esempio, è previsto il lancio di una versione ibrida della DBX. "Siamo molto più avanti dei nostri rivali e tutto grazie alla nostra partnership con la Mercedes", ha sottolineato Stroll. 

 

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Formula 1 - Svelate le nuove Safety e Medical Car Mercedes-AMG e Aston Martin

4 Ruote - Mar 08,2021

Con uno storico accordo, l'Aston Martin diventa il secondo fornitore ufficiale della Safety Car e delle auto di servizio del Mondiale di Formula 1 dopo la Mercedes-AMG, presente dal 1996. La decisione, favorita dall'ingresso del marchio britannico nella competizione, deriva anche dagli ottimi rapporti di collaborazione tra le due Case, visto che il costruttore di Gaydon monta i motori tedeschi sulle proprie vetture stradali. Nell'alternarsi con la Mercedes, l'Aston Martin fornirà due modelli distinti: una Vantage, che precederà le monoposto, e una DBX, che svolgerà il ruolo di Medical Car. Il debutto in pista è fissato per il prossimo 12 marzo, nei test in Bahrain, mentre la prima corsa dell'anno di svolgerà sul medesimo tracciato il 28 marzo.

15 mila km di test. Per questo speciale impiego, l'Aston Martin ha deciso di creare delle versioni dedicate delle proprie vetture, seguendo le normative di sicurezza della Fia e introducendo alcune modifiche volte a esaltarne la guidabilità tra i cordoli e le prestazioni al limite. Le auto, verniciate nella nuova tinta Racing Green con stripes Lime Essence, riprendono la livrea del team ufficiale di monoposto, e sono state testate per oltre 15 mila chilometri sulla pista di Silverstone prima di deliberare le specifiche finali.

Aerodinamica rivista per la Vantage. La Vantage, che sarà affidata a Bernd Mayländer e Richard Darker, è stata aggiornata aumentando la potenza del V8 4.0 biturbo fino a 535 CV e 685 Nm, aggiungendo uno splitter anteriore e uno spoiler posteriore fisso per portare fino a 155,6 kg la downforce a 200 km/h. La Casa ha poi rivisto le tarature delle sospensioni e dello sterzo, rinforzando al contempo gli elementi sollecitati in pista, tra cui spicca l'impianto di raffreddamento ripreso dalla Vantage GT4. L'impianto carboceramico e i pneumatici Pirelli sono quelli di serie, ma sono previsti dei condotti di raffreddamento aggiuntivi.

Carico extra per la DBX. La Suv di Gaydon, affidata ad Alan van der Merwe e Ian Roberts, ha subito delle modifiche volte ad accogliere tutte le attrezzature necessarie per un intervento d'emergenza. Per questo, oltre al bagagliaio è stato occupato anche il terzo posto centrale del divano posteriore, trasformando la DBX in una quattro posti. Attraverso un display dedicato, inoltre, è possibile monitorare i parametri vitali dei piloti grazie a dei sensori integrati nei guanti, così da poterne verificare le condizioni prima ancora di raggiungere fisicamente il ferito.

La AMG passa alla livrea rossa. La Mercedes-AMG, da parte sua, ha rivisto completamente la livrea delle proprie vetture, che appaiono ora verniciate di rosso (una tinta che ricorda quella speciale adottata in occasione dello scorso Gran Premio del Mugello) e decorate con i loghi dello sponsor CrowdStrike. Invariata la scelta dei modelli: la Mercedes-AMG GT R da 585 CV sarà impiegata come Safety Car, mentre la C 63 S station wagon da 510 CV sarà la Medical Car. Ambedue presentano modifiche specifiche per questo impiego e riprendono i contenuti già visti nel 2020. Le AMG debutteranno al Gran Premio di Imola del prossimo 18 aprile.

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Audi A6 e A7 TFSI e - A listino le nuove versioni con batteria maggiorata

4 Ruote - Mar 08,2021

L'Audi ha aperto le prevendite dei modelli aggiornati delle A6 ed A7 Sportback con powertrain plug-in hybrid: grazie alla nuova batteria dalla capienza maggiorata e a ulteriori affinamenti tecnici, le ibride ricaricabili, proposte in due livelli di potenza, aumentano l'autonomia in solo elettrico. La A6, declinata nelle varianti berlina e Avant, è offerta con prezzi a partire da 64.400 euro, mentre la A7 Sportback da 76.600 euro.

Fino a 73 km in elettrico. Il cuore del powertrain è il 2.0 TFSI abbinato al cambio automatico sette marce, al motore elettrico e a una batteria da 17,9 kWh che sostituisce la precedente, da 14,1 kWh. In base alle versioni, la potenza totale di sistema è di 299 CV e 450 Nm (per la 50 TFSI e) e di 367 CV e 500 Nm (per la 55 TFSI e), mentre l'autonomia elettrica nel ciclo Wltp è compresa tra 66 e 73 km. Alle modalità di guida EV, Auto e Battery Hold si aggiunge quella denominata Battery Charge, nella quale il motore a benzina fornisce la trazione e, allo stesso tempo, ricarica le batterie in marcia fino all'80% della capienza. Le prestazioni sono brillanti per entrambe le varianti, con 250 km/h autolimitati (che scendono a 135 km/h in elettrico) ed un tempo compreso tra 6,3 e 5,6 secondi per toccare i 100 km/h da fermo. Il consumo medio omologato oscilla invece da 1,1 a 1,5 l/100 km con 27-36 g/km.

Rete di ricarica europea. Sulle A6 e A7 Sportback ibride plug-in il caricabatterie di bordo da 7,4 kW consente di ripristinare l'autonomia elettrica in due ore e mezza tramite una presa industriale e in circa otto ore con una presa domestica. Attraverso l'Audi e-tron Charging Service è possibile usufruire di una rete di oltre 200 mila colonnine rapide in tutta Europa, sfruttando un account unificato e il pacchetto "all inclusive" con tariffe flat. 

Il listino completo delle Audi A6 e A7 Sportback plug-in

Audi A6 50 TFSI e quattro S tronic 299 CV Business: 64.400 euro
Audi A6 50 TFSI e quattro S tronic 299 CV Business Plus: 66.500 euro 
Audi A6 50 TFSI e quattro S tronic 299 CV Business Sport: 68.550 euro   
Audi A6 50 TFSI e quattro S tronic 299 CV Business Design: 69.600 euro     
Audi A6 55 TFSI e quattro S tronic 367 CV S line plus: 74.050 euro   

Audi A6 Avant 50 TFSI e quattro S tronic 299 CV Business: 66.800 euro
Audi A6 Avant 50 TFSI e quattro S tronic 299 CV Business Plus: 68.900 euro 
Audi A6 Avant 50 TFSI e quattro S tronic 299 CV Business Sport: 70.950 euro   
Audi A6 Avant 50 TFSI e quattro S tronic 299 CV Business Design: 72.000 euro 
Audi A6 Avant 55 TFSI e quattro S tronic 367 CV S line plus: 76.450 euro   

Audi A7 Sportback 50 TFSI e quattro S tronic 299 CV: 76.600 euro
Audi A7 Sportback 50 TFSI e quattro S tronic 299 CV Business Plus: 79.850 euro
Audi A7 Sportback 50 TFSI e quattro S tronic 367 CV S line Plus: 90.550 euro  

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Rent-a-car - Un 2020 a segno più per Sixt

4 Ruote - Mar 08,2021

Dopo le mosse per rilanciarsi di Europcar ed Hertz, l'altro colosso internazionale del noleggio a breve termine, ovvero la tedesca Sixt, annuncia un 2020 in positivo per l'Europa, malgrado la pandemia di Covid-19, con un utile netto di 2 milioni di euro dopo le tasse. Conti positivi grazie alla cessione della divisione leasing al gruppo Hyundai, a un forte contenimento dei costi per circa 600 milioni di euro - oltre che ad alcuni accorgimenti operativi, come l'utilizzo stabile degli uffici in città e la spinta sui noleggi a lungo termine e sugli abbonamenti auto, che ha permesso alla società di contenere il calo del fatturato a 1,53 miliardi di euro (-38,8%). Sixt ha agito e utilizzato la crisi come un'opportunità, invece di aspettare semplicemente tempi migliori. Il fatto che siamo riusciti persino a realizzare un piccolo profitto in Europa, dimostra il successo della nostra gestione della crisi e l'adattabilità del nostro modello aziendale anche in questa situazione eccezionale. Ancora più importanti sono i nostri investimenti per il futuro. L'acquisizione delle stazioni aeroportuali negli Usa ci permette di portare avanti la nostra strategia di internazionalizzazione, mentre abbiamo ampliato in modo deciso il portafoglio-prodotti con il lancio dell'offerta di abbonamento auto Sixt+. Infine abbiamo deciso di rafforzare il nostro top management con candidati di prim'ordine, per essere pronti alla ripartenza, ha commentato il ceo Erich Sixt, che di dimetterà dal Consiglio di gestione per entrare a far parte del Consiglio di sorveglianza della società di famiglia nel giugno 2021. Al suo posto nel ruolo di co-ceo e co-presidenti del Consiglio di amministrazione vi saranno Alexander e Konstantin Sixt.

L'internazionalizzazione. Il difficile 2020 ha visto il gruppo tedesco accelerare la sua internazionalizzazione, attraverso alcune acquisizioni strategiche, come appunto le stazioni di noleggio negli scali statunitensi, che l'ha portato ad esser presente ormai in 25 dei 30 aeroporti chiave del più grande mercato mondiale per il rent-a-car. A queste stazioni, il gruppo ha anche aggiunto ben 35 nuovi uffici in città, superando così quota 100 negli Stati Uniti, che diventano così il primo mercato per dimensioni. Negli Usa, tra l'altro, il noleggiatore di Pullach ha inoltre concluso partnership con importanti attori della mobilità del calibro di Lyft e Google.

Auto in abbonamento. Tra i nuovi prodotti lanciati lo scorso anno spicca l'abbonamento auto Sixt+, che si aggiunge a Sixt rent (noleggio di veicoli), Sixt share (carsharing) e Sixt ride (servizi a chiamata) nella piattaforma di mobilità Sixt one. Proposta per la prima volta nel giugno 2020, oggi Sixt+ è presente nei mercati di Germania, Francia, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Austria, Spagna, Stati Uniti e Svizzera, raggiungendo i 10.000 sottoscrittori.

Van & Truck. Il segmento che si occupa di furgoni e camion, dal 1 gennaio 2021 è rappresentato nel consiglio di amministrazione del gruppo dall'esperto di commercio e logistica Daniel Marasch, già membro del consiglio direttivo e responsabile della divisione internazionale di Lidl. Sixt considera questo settore sempre più importante, dopo aver chiuso un positivo 2020 e aver ampliato l'offerta in diversi Paesi, tra i quali anche il mercato italiano, per il quale si è posto l'obiettivo di una completa digitalizzazione della flotta e della sua integrazione nella piattaforma di mobilità One.

Nuovi manager. Oltre alla nomina di Alexander e Konstantin Sixt ai vertici, l'azienda ha rafforzato l'intero gruppo dirigenziale con la nomina, come scritto, di Marasch nel consiglio direttivo, di Nico Gabriel come Chief operations officer in sostituzione del decano Detlev Pätsch e di James Adams, l'ex Coo di booking.com, che sarà responsabile della nuova divisione E-Commerce & revenue management con l'obiettivo di accelerare lo sviluppo del business digitale. Sixt Usa vedrà invece alla guida Thomas C. Kennedy come nuovo presidente e Chief financial officer - posizione quest'ultima che ha occupato in Hertz e in Hilton - e Michael Meiner, ex- amministratore delegato per l'Italia, in qualità di nuovo Presidente e Chief operating officer.

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Stellantis - John Elkann e i 'cent'anni' di Gianni Agnelli: "Oggi sarebbe contento della fusione FCA-PSA"

4 Ruote - Mar 07,2021

Gianni Agnelli avrebbe sicuramente apprezzato la fusione tra la Fiat Chrysler, PSA e la conseguente nascita del gruppo Stellantis: ne è convinto il nipote John Elkann, presidente del colosso automotive nato da poche settimane. In una lunga intervista concessa a La Stampa in vista del centenario della nascita dell'Avvocato, il 12 marzo, Elkann ha tratteggiato la figura di uno dei simboli del capitalismo italiano, raccontandone aneddoti, pensieri e passioni. Senza rinunciare a parlare del presente, dall'operazione perfezionata verso la metà di gennaio alla situazione della Ferrari in F.1.

L'intuizione. Innanzitutto, Gianni Agnelli oggi "sarebbe contento" dei consolidamenti e degli accordi siglati, prima dalla Fiat con la Chrysler e poi dalla FCA con i francesi guidati da Carlos Tavares. del resto, sottolinea Elkann, l'Avvocato "intuì e disse prima degli altri che nel mondo dell'auto sarebbero rimasti sei o sette grandi player globali. Oggi, con Stellantis, siamo uno di questi player. un traguardo importante, ma è anche un punto di partenza, sicuramente non di arrivo". Elkann parla anche di quanto l'Avvocato fosse legato all'Italia e a Torino e replica a chi contesta lo spostamento all'estero del baricentro del gruppo: "La realtà è diversa. Siamo stati in grado di crescere molto nel mondo in questi ultimi vent'anni e questo ha rafforzato anche le nostre attività italiane, perché sono ormai parte di una realtà più grande, che ha valorizzato e potrà valorizzare ancora di più la nostra italianità".

La pandemia. Elkann parla anche dei legami del nonno con l'Europa e gli Stati Uniti, del suo rapporto con la politica, della Juventus e di tanto altro ancora, ma risponde anche ad alcune domande su temi più contingenti come la pandemia del coronavirus. Ne avrebbe avuto paura? "No, assolutamente", è la secca risposta del nipote. "Sono convinto che non avrebbe avuto paura del Covid. Avrebbe esercitato la massima attenzione, questo sì, nei confronti del virus e delle sue conseguenze. Ma soprattutto avrebbe cercato di aiutare chi è nel bisogno, e avrebbe incoraggiato a usare l'ingegnosità per trovare soluzioni. Sarebbe stato felice di ricevere questo vaccino realizzato a tempo di record: un atto di fiducia in uno straordinario risultato della ricerca e della cooperazione internazionale". E come avrebbe immaginato l'uscita dal tunnel? "Avrebbe ragionato sulle strategie necessarie a vincere la paura e l'incertezza. Ci avrebbe sollecitato ad usare al meglio la tecnologia e ad affrontare la sfida ambientale. Ci avrebbe stimolato a trovare soluzioni creative e credibili. Soprattutto: avrebbe puntato molto sui giovani".

Greta e l'ambiente. Altro tema affrontato durante l'intervista al quotidiano torinese è la questione ambientale: "Oggi Gianni Agnelli cercherebbe soluzioni coraggiose ai problemi dell'ambiente. Sapendo bene che la risposta non è la decrescita, ma che lo sviluppo, per garantire vero progresso, deve essere sostenibile. Gli sarebbero piaciute e avrebbe incoraggiato le tante iniziative in questa direzione, come il Green Pea di Farinetti, o quelle che stiamo facendo direttamente, come il lancio della 500 elettrica. Sarebbe stato molto curioso di Greta (Thunberg, ndr): sicuramente avrebbe voluto incontrarla, dedicandole l'attenzione che riservava sempre ai giovani".

La delusione sportiva. E giovani sono anche i piloti della Scuderia Ferrari, Charles Leclerc e Carlos Sainz. Di sicuro Gianni Agnelli non avrebbe apprezzato gli scarsi risultati sportivi, ma Elkann rifugge dal pessimismo: "Sarebbe deluso, come lo siamo tutti noi tifosi della Ferrari. Ma io sono ottimista, perché abbiamo due piloti giovani: non sono "abituati a vincere", ma hanno tanta voglia di allenarsi per vincere. Con la loro umiltà e determinazione stanno contagiando tutta la squadra".

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Auto elettriche - Le piattaforme per i modelli a batteria

4 Ruote - Mar 07,2021

Nonostante le perplessità sulla sostenibilità della transizione elettrica, le vendite delle vetture a batteria sono in crescita costante, anche in Italia (+33% nei primi due mesi del 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020, con 5.964 immatricolazioni complessive). C'entrano gli incentivi, certo, ma anche un'offerta di modelli ormai piuttosto ricca, nella quale non mancano diverse Ev native: vetture, cioè, concepite fin dall'inizio per sfruttare questa tecnologia e quindi realizzate su specifiche piattaforme.

Open source. Quella utilizzata dal gruppo Volkswagen è una piattaforma flessibile, come sottolineato dal suo stesso nome: Meb, che sta per "Modulare Elektrifizierungsbaukasten" (tradotto dal tedesco: piattaforma di elettrificazione modulare). Com'è noto, è destinata ad approdare su modelli piuttosto eterogenei del colosso tedesco, tra cui hatchback, monovolume e Suv. Del resto, la Meb è già utilizzata sulle Volkswagen ID.3 e ID.4 e caratterizzerà anche altri veicoli a breve sul mercato, come la Skoda Enyaq iV, la Enyaq Coupé e la Cupra Born, mentre a Ingolstadt si prepara a debuttare sull'Audi Q4 e-tron. Questo telaio è anche a disposizione di altri costruttori desiderosi di formare delle alleanze tecniche con il gigante di Wolfsburg, che in tal senso ha già stretto un accordo con la Ford, intenzionata a sfruttare la Meb per i progetti delle sue future elettriche, che saranno prodotte a Colonia. Nel frattempo, la Mustang Mach-E, protagonista della copertina di Quattroruote di marzo, è stata sviluppata sulla base della piattaforma Global Electrified 1: una versione profondamente rivisitata del pianale C2, quello già adottato da modelli come le Focus e Kuga.

Un nuovo capitolo per la Tesla. Dopo un largo impiego della piattaforma di tipo skateboard che, dalla Model S in poi, ha caratterizzato i modelli finora lanciati sul mercato, la Tesla si prepara a una nuova generazione di pianali. Tale esigenza nasce con i nuovi accumulatori con celle 4680, che adottano un pacco batterie strutturale dal numero di componenti decisamente ridotto rispetto agli attuali, capace di conferire al telaio della vettura una maggiore rigidità.

Non solo elettriche. Con il matrimonio tra PSA e FCA, oggi unite nel gruppo Stellantis, la piattaforma francese Cmp vedrà la propria applicazione estesa anche ai marchi del colosso italoamericano. Si tratta di un pianale destinato ai modelli a motore termico, ma utilizzabile anche per vetture a batteria, grazie alla variante e-Cmp appositamente concepita. Tra i modelli che già adottano il telaio francese ci sono le Peugeot e-208 ed e-2008, le Opel Corsa-e e Mokka-e, la DS-3 Crossback E-Tense e la più recente Citroën ë-C4. La nuova Fiat 500 elettrica, invece, sfrutta una propria base meccanica, alla quale, in futuro, potrebbero ricorrere anche altri modelli.

Modelli di prestigio. La nuova Audi e-tron GT è l'ammiraglia elettrica del marchio dei Quattro anelli ed è stata sviluppata sulla piattaforma J1 di progettazione Porsche, ovvero la stessa sui cui è basata la Taycan. Peraltro, la e-tron GT è la prima auto di Ingolstadt ad arrivare a listino con un pianale pensato fin dall'inizio per la mobilità elettrica, poiché le due Ev viste finora, cioè la e-tron e la e-tron Sportback, sono costruite sulla Mlb Evo, un'evoluzione della piattaforma Mlb nata per i modelli endotermici a motore anteriore trasversale. In futuro vedremo un altro telaio sviluppato con la Porsche, ossia il Ppe (Premium Platform Electric) per i modelli di segmento medio e quelli grandi.

Piattaforma coreana. Secondo gli addetti ai lavori, la nuova piattaforma E-Gmp (Electric Global modular platform) è la vera rivale della Meb della Volkswagen. Da quest'architettura, sviluppata dal gruppo Hyundai, nasceranno auto come la Ioniq 5, la versione di serie della concept Kia Imagine e altre vetture, per un totale di 23 modelli dalle caratteristiche eterogenee: Suv, berline e auto ad alte prestazioni. Su questa base troverà spazio un motore elettrico posteriore ad alto regime di rotazione integrato in un unico modulo con trasmissione e inverter.

Pianale franco-nipponico. Con la Suv Ariya, la Nissan porta al debutto il nuovo telaio Cmf-Ev, pensato dalla Casa giapponese per i modelli elettrici. Si tratta di una piattaforma modulare, come la Meb della Volkswagen e la E-Gmp della Hyundai, e pertanto troverà applicazione su una famiglia di vetture differenziata al suo interno ed estesa ai marchi Mitsubishi e Renault. In particolare, per quanto riguarda la Casa francese, tale meccanica dovrebbe debuttare su una crossover ispirata alla concept Mégane eVision.

Le basi della Stella. Infine, non possiamo non citare le piattaforme per l'elettrico della Mercedes, il cui portafoglio di modelli a batteria sarà basato su due pianali di tipo skateboard, ovvero le architetture Eva (Electric Vehicle Architecture) e Mma (Mercedes-Benz Modular Architecture). Quanto alla prima, destinata ai modelli più grandi, farà il suo debutto sulla versione di serie della berlina-coupé EQS, in seguito affiancata da una seconda quattro porte, la EQE, e dalle varianti a ruote alte di entrambe, oltre ad altri modelli, tra cui persino una Classe G a elettroni. Quanto alla Mma, esordirà nei listini nel 2025, ma non solo sulle Ev, poiché su di essa potranno trovare spazio anche motori termici abbinati all'elettrico.

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Spider e cabrio - Le scoperte in vendita in Italia nel 2021 - FOTO GALLERY

4 Ruote - Mar 07,2021

Il mercato delle scoperte è molto particolare: nei listini sono presenti molte auto per i più ricchi e un'offerta estremamente ridotta di vetture più accessibili. Del resto, ormai da tempo le Case preferiscono investire su modelli di massa come le Suv, accattivanti ma pratiche, lasciando perdere le nicchie. Potete constatarlo voi stessi scorrendo le immagini della nostra rassegna, dove troverete tutte le open top oggi in vendita in Italia, dall'Abarth 595C alla Volkswagen T-Roc, che a breve dovrebbe trovare nella Fiat 500X Cabrio la propria rivale d'eccellenza. Nella galleria troverete oltre 30 modelli tra sportive, supercar e hypercar, ma anche vetture dall'indole più turistica e una vera fuoristrada americana.

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