Col numero di marzo - "Il podio dei capolavori", secondo volume: 20 icone dellinnovazione FOTO GALLERY

4 Ruote - Mar 06,2021

Dopo i 20 modelli ad alte prestazioni del primo volume, vi sveliamo nella nostra galleria di immagini le 20 icone dell'ingegneria automobilistica a cui è dedicato il supplemento "Il fascino dell'innovazione", vale a dire il secondo dei tre volumi della collana Il podio dei capolavori, in edicola con Quattroruote di marzo (a 6,90 euro, più il prezzo di copertina). Nelle 144 pagine di questo allegato potete trovare un ricco approfondimento sulle varie auto della nostra rassegna, distintesi per gli elevati contenuti tecnologici soprattutto in termini di powertrain, massa e aerodinamica. E voi, quale di queste vetture preferite? Votate qui.

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Citroën - Primi collaudi per la nuova C5

4 Ruote - Mar 06,2021

Oggi la sigla C5 è sinonimo di Suv grazie alla Aircross, ma presto la Citroën potrebbe tornare a utilizzare questo nome anche per un'ammiraglia. La nuova quattro porte è attesa per il 2022 e con tutta probabilità sarà basata sulla piattaforma Emp2: se così fosse, anche la meccanica potrebbe essere identica a quella della sport utility, con una particolare attenzione riservata alle versioni plug-in hybrid.

La C5 diventa una crossover. Le prime due generazioni della C5, prodotte tra il 2000 e il 2017, erano proposte in versione berlina e wagon, ma per il futuro la Citroën ha immaginato una formula diversa, che potrebbe strizzare l'occhio al mondo delle crossover. Il prototipo immortalato in queste foto spia è caratterizzato dai tratti tipici che accomunano le vetture a ruote alte: passo lungo, assetto rialzato, parafanghi sagomati e protezioni di plastica grezza sulle minigonne. Al posteriore è presente un grande portellone pensato per garantire la massima praticità, mentre sotto alle pellicole si nota anche qualche dettaglio dei gruppi ottici, con un motivo geometrico posteriore ed elementi Led su due livelli nel frontale che richiamano la recente C4. Le proporzioni fanno pensare a una lunghezza superiore rispetto ai 4,5 metri della C5 Aircross: del resto, sulla piattaforma Emp2 è già stata sviluppata l'ammiraglia DS 9, lunga quasi cinque metri. 

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Nissan Qashqai - A tu per tu con la nuova generazione - VIDEO

4 Ruote - Mar 05,2021

Poche cose restano da scoprire della nuova Nissan Qashqai, che sarà in vendita dall'inizio di giugno con l'obiettivo di prolungare il successo ottenuto dal 2007 a oggi. I cambiamenti di stile sono importanti, ma ancor più lo sono quelli che non si vedono al primo sguardo, a cominciare dal fatto che la piattaforma Cmf-C rende questa terza generazione della Suv più lunga, più larga e più alta di quella precedente, arrivando a 4,43 metri di lunghezza e 1,63 di altezza. 

Fari intelligenti. La Qashqai non è ingombrante, ma vista da vicino s'impone grazie a un frontale ampio, caratterizzato dalla "V" che si estende verso il basso e dai gruppi ottici con tecnologia Matrix Led, i quali si sdoppiano in due rami. Le feritoie triangolari, più grandi, servono invece a convogliare l'aria verso i passaruota e la griglia inferiore, delimitata dai fendinebbia.

Specchietti "silenziosi". Il nuovo stile emerge anche guardando il tetto, soprattutto nella parte dove si raccorda con il terzo montante, in cui le linee di cintura e del padiglione si uniscono per formare una fascia nera. Al posteriore, invece, è presente uno spoiler con finlet laterali e un largo scivolo metallizzato che ricorda una skid plate. Un'altra novità non da poco è il posizionamento degli specchietti retrovisori sulla porta anziché sul montante, che dovrebbe ridurre il rumore dei fruscii aerodinamici.

Sedili luxury. La nuova Qashqai incrementa il volume dell'abitacolo grazie a un passo più lungo di 2 cm, ai sedili posteriori in posizione leggermente più alta di quelli anteriori e alla maggiore altezza del soffitto. A proposito di sedili, sono notevoli la fattura e la qualità del materiale pregiato impiegato per la versione di lancio.

Baule spazioso. La zona per il carico è molto più grande di prima, con un incremento dichiarato di 74 litri che porta il volume totale a 504 litri, quasi un record in rapporto alle dimensioni esterne. Il risultato è dovuto anche al fatto che la nuova piattaforma vanta uno schema delle sospensioni posteriori diverso, con gli ammortizzatori posti verticalmente.

Arriva la risparmiosa "seriale". Le novità nel campo delle motorizzazioni si conoscono da tempo: viene confermato l'abbandono senza appello del diesel (di cui molti hanno un ottimo ricordo, soprattutto per i bassi consumi) a favore di un 1.3 turbobenzina declinato in due potenze e dotato di un sistema mild-hybrid a 12 V (per circa 6 Nm di coppia in più). Il bello, però, deve ancora arrivare: all'inizio del 2022 sbarcherà in Europa la tecnologia e-Power, con il motore ibrido seriale. La Nissan utilizza già questo schema per la Note e la Serena, due vetture vendute in Giappone: il powertrain dovrebbe garantire consumi assai contenuti grazie al regime di funzionamento ideale per l'endotermico, il quale sfrutta diverse tecnologie raffinate, come il rapporto di compressione variabile. 

Efficienza a benzina. La Qashqai, ovviamente, è molto più grande e pesante rispetto ai modelli giapponesi dotati di e-Power, quindi tale efficienza andrà verificata. In ogni caso, il powertrain, già omologato Euro 7, pare essere eccellente: a riprova di ciò, la Nissan ha esibito un sondaggio condotto tra i proprietari della Note, i quali hanno espresso una soddisfazione elevata sia in termini di prestazioni, sia sul fronte delle economie d'esercizio. I prezzi della Qashqai spinta dal sistema e-Power non sono ancora noti, ma dovrebbero collocare la Suv al di sotto della concorrenza full hybrid.

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Alfa Romeo - Definita la prima linea manageriale

4 Ruote - Mar 05,2021

L'Alfa Romeo ha una nuova linea manageriale. A definirla è stato l'amministratore delegato del marchio del Biscione, Jean-Philippe Imparato, a poche ora dalla sua visita ai due stabilimenti di Cassino e Pomigliano d'Arco. Sono lieto di annunciare la nostra nuova organizzazione globale. Un team fatto di persone con competenze  ed esperienze diverse, molto determinate e con una passione autentica per questo fantastico brand. l'inizio di un viaggio entusiasmante, ha affermato il manager, espressamente voluto dall'amministratore delegato del gruppo Stellantis, Carlos Tavares, per rilanciare le sorti del marchio di Arese.

Le nomine. Nello specifico, la responsabilità dei prodotti è stata affidata a Daniel Guzzafame, dal 2006 nel gruppo Fiat e in passato coinvolto nel Progetto Giorgio. Arnaud Leclerc, dal 2020 numero uno dell'Alfa per l'area Emea e con diverse esperienze all'interno della gruppo PSA, darà occuparsi della "Brand Strategy & Performance. Erica Ferraioli, in passato alla Lamborghini e dal 2011 in Fiat Chrysler, è nominata responsabile "Alfa Romeo & Lancia Pricing. Anche Roberta Zerbi è arrivata nel gruppo italo-americano nel 2011: a lei è stata affidata la responsabilità "Alfa Romeo & Lancia Europe. Il Nord America, invece, sarà nelle mani di Larry Dominique, dal 2017 numero uno della PSA nella regione, e la Cina in quelle di Massimiliano Trantini, in FCA dal 1997. Infine la funzione Alfa Romeo Brand Marketing & Communication sarà temporaneamente sotto la responsabilità diretta di Imparato.

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Seat - Martorell produrrà una piccola elettrica per tutto il gruppo Volkswagen

4 Ruote - Mar 05,2021

La Volkswagen ha assegnato allo stabilimento Seat di Martorell, vicino a Barcellona, la produzione di una piccola auto elettrica per tutto il gruppo tedesco. Ad annunciarlo è stato il re spagnolo, Felipe VI, nel corso di un evento per i 70 anni della Casa catalana che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del premier Pedro Sánchez e dell'amministratore delegato del costruttore di Wolfsburg, Herbert Diess.

L'impegno spagnolo. La visita del monarca a Martorell segue un ulteriore annuncio su un'importante iniziativa nel campo dell'elettrificazione: la costruzione di una fabbrica di batterie, nelle vicinanze dell'impianto catalano, per opera di un consorzio pubblico-privato composto dalla Seat, dal governo madrileno e dalla società energetica Iberdrola. "Il progetto per localizzare la produzione di un piccolo veicolo elettrico per l'intero gruppo Volkswagen in Spagna è, senza dubbio, una magnifica notizia", ha sottolineato il monarca, aggiungendo che il futuro impianto per la produzione di accumulatori rappresenta un chiaro segno di impegno nei confronti della filiera automobilistica, delle attività innovative e della coesione territoriale. Felipe VI, però, ha evidenziato la necessità che l'assemblaggio dei veicoli elettrici sia accompagnato dalla realizzazione di un'ampia infrastruttura per la ricarica e da "un'adeguata tassazione ambientale", in modo da affrontare la transizione energetica e abbandonare i motori a combustione.

Le ipotesi. Diess e il presidente della Seat, Wayne Griffiths, si sono limitati a sottolineare l'impegno di Wolfsburg per la mobilità alla spina nel Paese. "La Spagna ha un enorme potenziale per diventare un hub per l'elettromobilità in Europa", ha affermato il manager tedesco, mentre Griffiths ha ribadito l'invito alle autorità locali di promuovere la creazione di un "ecosistema per i veicoli elettrici", che incoraggi la domanda e agevoli la realizzazione della relativa rete di ricarica. Nulla è stato detto sulla tipologia del piccolo modello a batteria destinato a essere prodotto a Martorell. Alcune indicazioni, però, le ha fornite lo stesso Griffiths pochi giorni fa, in alcune interviste a testate specializzate spagnole ed estere: la nuova vettura dovrebbe posizionarsi al di sotto della Born, la prima elettrica del marchio Cupra, che sarà però assemblata nell'impianto tedesco di Zwickau, e avrà dimensioni simili alla Seat Ibiza e alla Volkswagen Polo. Basata sulla piattaforma elettrica Meb-A0, avrà molto in comune con la futura Volkswagen ID.1 e l'erede a batteria della Skoda Fabia, a partire, probabilmente, dalla stessa linea di assemblaggio dello stabilimento di Martorell. Per quanto riguarda le altre specifiche, si parla di accumulatori da 45 kWh che dovrebbero garantire un'autonomia tra i 200 e i 250 chilometri, sufficiente per un utilizzo in ambienti urbani, e di un prezzo base compreso tra 20 e 22 mila euro.

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Alfa Romeo - Jean-Philippe Imparato visita le fabbriche di Cassino e Pomigliano

4 Ruote - Mar 05,2021

Le fabbriche italiane saranno estremamente importanti per il successo dei nuovi modelli Stellantis. Lo dimostra l'interesse dei manager del gruppo nato dalla fusione di FCA con PSA nelle strutture produttive della Penisola: dopo Carlos Tavares, anche il nuovo numero uno dell'Alfa Romeo, Jean-Philippe Imparato, ha deciso di visitare gli stabilimenti di Cassino e Pomigliano D'Arco, incaricati della produzione dei modelli attuali e futuri del Biscione. Il manager francese, arrivato ad Arese dopo essere stato vicepresidente esecutivo e ceo della Peugeot, avrà il compito di guidare il marchio verso un nuovo futuro premium, anche attraverso le sinergie con la Lancia e la DS.

Entusiasta. Come già fatto dopo la visita al Museo storico di Arese, Imparato ha pubblicato alcune immagini scattate all'interno delle due fabbriche italiane sui suoi profili Twitter e Linkedin, esprimendo il proprio entusiasmo. " stato straordinario vedere il know-how dei nostri team e la loro passione nel portare qualità e innovazione ai nostri clienti, presenti e futuri", ha commentato il nuovo ceo dell'Alfa Romeo al termine della visitai.

Nella nuova casa della Tonale. Il sito produttivo di Cassino è stato aggiornato nel 2017 per accogliere la produzione delle nuove vetture basate sul pianale Giorgio e realizza gran parte dei componenti delle Giulia e Stelvio: oltre a occuparsi dell'assemblaggio finale, la fabbrica laziale ha al suo interno dei reparti per lo stampaggio, la lastratura, la verniciatura e la fusione delle plastiche. Lo storico stabilimento di Pomigliano, invece, attualmente si occupa della produzione della Fiat Panda, ma presto inizierà a sfornare i primi esemplari dell'Alfa Romeo Tonale, la nuova Suv compatta attesa sul mercato entro la fine di quest'anno.  

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Volkswagen - Brandstätter: priorità all'elettrica Trinity, alla guida autonoma e alla digitalizzazione

4 Ruote - Mar 05,2021

Abbiamo spinto fortemente sulla transizione verso l'elettrico e continueremo a farlo nei prossimi anni, con ID.5, ID.6 e ID Buzz, per arricchire la nuova famiglia di veicoli a emissioni zero sulla piattaforma Meb e raggiungere l'obiettivo della carbon neutrality' in Europa entro il 2030. Il driver più potente della trasformazione, però, è già un altro e si chiama digitalizzazione: le automobili saranno sempre più dei prodotti software driven' ed è su questo che intendiamo incentrare le scelte strategiche del brand con il piano Accelerate, così il responsabile del marchio Volkswagen, Ralf Brandstätter, si è rivolto alla stampa internazionale durante un approfondimento sugli indirizzi strategici della capogruppo del colosso tedesco, che prevede di investire in mobilità elettrica, elettrificazione e digitalizzazione ulteriori 16 miliardi di euro da qui al 2025.

La nuova "disruption". Con i sempre più veloci cambiamenti del panorama automobilistico, soprattutto in Europa, tutti i costruttori cercano di capire come e dove posizionarsi per assicurarsi vantaggi competitivi o, in alcuni casi, semplicemente la sopravvivenza. Wolfsburg ha giocato d'anticipo, con una scommessa epocale, quella sulla transizione rapida verso le zero emissioni, attraverso lo sviluppo, prima dei competitor, di una piattaforma dedicata, la Meb. Ma è ora di andare oltre. Chi pensa che con la trasformazione elettrica siamo arrivati già nel futuro sbaglia. Il vero game changer' è la digitalizzazione. La vera disruption deve ancora arrivare. Alla fine l'elettrificazione, la crescente importanza del software, l'intelligenza artificiale, la guida automoma sono le quattro forze principali che guideranno lo sviluppo dei veicoli nei prossimi anni. La loro gestione e l'impatto che avranno sul modello di business è la nostra sfida più importante nei prossimi anni. Per vincerla, cambieremo la Volkswagen come mai prima, ha detto il manager.

Tecnologia di scala. Il primo step di tale trasformazione si chiama Trinity, un'architettura integrata basata su un nuovo pianale full-electric ad alte prestazioni denominato Scalable Systems Platform e su un software di gestione sofisticato, che, tra l'altro, implementerà un livello di guida assistita di livello 2 evoluto, con la predisposizione al livello 4. Il primo modello figlio di questo progetto vedrà la luce nel 2026 e servirà a mettere la Volkswagen in corsa anche nella fascia premium della mobilità elettrica, esplorando una serie di tecnologie che poi, a cascata, scenderanno sul resto della gamma, per non perdere di vista quel processo di democratizzazione dell'innovazione insito nel nome stesso del marchio. Il punto di approdo più basso di questo processo, una vettura al di sotto della ID.3 e con un prezzo ipotizzato inferiore ai 20 mila euro, che finora nelle nostre anticipazioni - abbiamo chiamato ID.1, pare tuttavia complicato quasi quanto il top di gamma: il suo debutto, originariamente previsto tra il 2022 e il 2023, è stato spostato al 2025.

Network neurale. In ogni caso la democratizzazione dei sistemi gestionali interesserà anche la guida autonoma. Con 6 milioni di veicoli all'anno, sostiene Brandstaetter, il marchio Volkswagen ha la giusta massa critica per rendere la guida autonoma disponibile per un gran numero di automobilisti. Intanto, cominciando con Trinity, dal 2026, stabiliremo una rete neurale tra i veicoli che compongono la nostra flotta, per permettere un continuo scambio di dati, su traffico, incidenti, ostacoli, per creare un sistema di autoapprendimento per i milioni di veicoli coinvolti. Uno sviluppo, quest'ultimo, coerente con la trasformazione del modello di business all'orizzonte, che cambierà le cose per il costruttore e per i clienti.

L'auto come lo smartphone. L'esperienza digitale nel veicolo sarà sviluppata di continuo, con gli aggiornamenti periodici a cui ci hanno abituati gli smartphone, così che il sistema sarà sempre up-to-date e migliorerà o integrerà le sue funzioni. Finora siamo stati un costruttore tradizionale, il cui focus era la consegna del veicolo al cliente. D'ora in avanti passeremo a un business model data based', che genererà un flusso di ricavi durante tutto il ciclo di vita del prodotto, attraverso servizi di ricarica e attraverso funzioni incrementali dei sistemi di bordo che possono essere acquistate in seguito, anche per brevi periodi, on demand (per esempio, i servizi di navigazione o l'attivazione di certi Adas, ndr), ha spiegato il numero uno del marchio. Già dalla prossima estate i veicoli della famiglia ID riceveranno aggiornamenti over-the-air ogni 12 settimane e nell'arco di due anni la Volkswagen si aspetta di avere in circolazione una flotta di 500 mila auto totalmente connesse. Insomma, se il futuro non è già qui, è quantomeno dietro l'angolo.

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Mondiale Endurance - Portimao slitta a giugno, si comincia dal Belgio

4 Ruote - Mar 05,2021

Il Consiglio Mondiale della FIA ha ratificato oggi un importante cambiamento al calendario del Mondiale Endurance 2021: il via del campionato è stato ritardato. Oltre a posticipare la 24 Ore di Le Mans ad agosto, cambia anche la data della 8 ore di Portimao che avrebbe dovuto ospitare la prima gara del campionato.

Cosa cambia. Il prologo ufficiale della stagione si terrà a Spa-Francorchamps, il prossimo 27 aprile, in occasione del centesimo anniversario del circuito belga. Pochi giorni dopo, il primo maggio, prenderà il via la 6 Ore di Spa-Francorchamps che aprirà così la stagione 2021 del WEC. La 8 ore di Portimao, invece, si sposta nelle date originariamente pensate per Le Mans, ossia il 12 e 13 giugno. Cambia anche la data della 24 Ore di Le Mans che - come anticipato nei giorni scorsi - si correrà il 21 e 22 agosto.

Scelta obbligata. Pierre Fillon, presidente dell'ACO, ha commentato questa ulteriore modifica al calendario 2021 dicendo: "A causa della pandemia, dobbiamo essere estremamente flessibili e adattarci continuamente alle decisioni dei vari governi, in particolare per quel che riguarda le restrizioni sui viaggi tra i diversi paesi. Dopo le discussioni con i vari concorrenti, non abbiamo altra scelta che ritardare l'inizio della stagione. Tuttavia, siamo riusciti a mantenere tutte le gare in calendario, che era la nostra priorità assoluta".

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Free2move - Arriva la Mobility Card (per ora solo in Francia)

4 Ruote - Mar 05,2021

Una delle due captive del gruppo Stellantis, ovvero Free2Move, emanazione di PSA group (l'altra è l'italiana Leasys, di FCA Bank), lancia la sua nuova Mobility Card, proposta resa possibile in Francia da una legge ad hoc destinata alle aziende. Operativa da marzo, la carta è disponibile in tre versioni: Mobility Card One, con cui acquistare carburante, prenotare un parcheggio, pagare i pedaggi o gli autolavaggi; Mobility Card Classic, la quale aggiunge l'accesso a tutti i vettori di mobilità, dai taxi al car pooling, passando per il bike e il car sharing, il trasporto pubblico e il noleggio tout court dei veicoli; infine, Free2Move propone Mobility Card Prime, con tutti i precedenti servizi e, in più, l'accesso e il pagamento di tutte le spese di viaggio e alloggio. 

Soluzione elettrica. A queste tre card, la captive del gruppo Stellantis affianca Charge my Car, soluzione che consente di gestire la ricarica di veicoli elettrici: l'offerta comprende un pass e un'applicazione per geolocalizzare le colonnine, in particolare quelle pubbliche. Secondo Free2Move, la Mobility Card "è un'opportunità per facilitare l'integrazione di veicoli elettrificati nelle flotte delle aziende, supportando la loro transizione energetica e permettendo il controllo dei costi: la carta favorisce anche l'implementazione di un budget di mobilità individualizzato per i dipendenti, sostenendo nuovi usi e comportamenti". 

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Unione Europea<br> - Nel 2020 sono state prodotte 14,1 milioni di auto: perso oltre un quarto dei volumi

4 Ruote - Mar 05,2021

Nel 2020 l'Unione Europea ha prodotto quasi 14,1 milioni di autovetture, con un calo in valori assoluti di circa 3,3 milioni di unità e in percentuale del 23,3% rispetto al 2019. Il dato è stato fornito dall'Acea, l'associazione continentale dei costruttori automobilistici, in una pubblicazione che fotografa lo stato dell'intero settore automotive a livello mondiale. 

I Paesi più colpiti. L'associazione spiega, innanzitutto, che la contrazione dei volumi "è correlata principalmente alla diminuzione della domanda dei consumatori a causa delle restrizioni per il Covid-19, che hanno interessato la vendita al dettaglio di auto in tutta la regione. Le misure di lockdown hanno influenzato l'andamento delle attività produttive in tutti i principali Paesi dell'Ue, anche se in mondo estremamente diversificato anche grazie alla ripresa iniziata nel terzo trimestre, favorita soprattutto dall'incentivazione della domanda e dalla necessità di ricostituire gli inventari. A subire il peggior calo è stata la Francia: con un -45,8% e poco più di 861 mila vetture assemblate, è scesa al quinto posto dei maggiori produttori, superata dalla Repubblica Ceca (-19,3% e 1,13 milioni di unità) e dalla Slovacchia (-12% e 944 mila). Ai primi due posti, nonostante flessioni consistenti, si confermano la Germania (-24,3% e 3,4 milioni) e la Spagna (-19,5% e 1,75 milioni).

Si salva l'Italia. Perdite comunque limitate per l'Italia: con un -13,2% e 476.288 vetture prodotte, si piazza sempre al sesto posto. Seguono la Romania (-10,8% e 437.628 unità), l'Ungheria (-17,5% e 432.603), la Svezia (-10,2% e 256.671) e il Belgio (-4% e 237.261). Negli altri Paesi non appartenenti al blocco comunitario spicca l'andamento del Regno Unito, che ha subito un calo del 29,7% e ha visto la produzione scendere sotto la soglia del milione di unità (nello specifico, 918.526). In Russia, con 1,25 milioni di vetture assemblate, il calo è stato invece del 17,4%, mentre in Turchia ha raggiunto il 12,3% (per 827.830 esemplari assemblati).

La situazione nel mondo. Variegate sono le performance nelle altre grandi aree geografiche. In Nord America la produzione è scesa del 20,4% a 9,69 milioni di unità, di cui 6,15 milioni negli Stati Uniti (-17,6%). Percentuali ancor più negative si riscontrano per il Sud America, dove sono state prodotte solo 1,755 milioni di autovetture (-34,2%). Di queste, circa 1,61 milioni sono di provenienza brasiliana (-34,3%). Il Paese con i migliori dati è, comunque, la Cina: grazie alla rapida uscita dalla crisi e al ritrovato slancio economico, il gigante asiatico ha perso solo il 6,4% producendo oltre 19,3 milioni di veicoli. Male, invece, il Giappone (-16% e 6,93 milioni di unità assemblate), la Corea del Sud (-10,3% e 3,25 milioni) e l'India (-22,7% e 2,76 milioni). Infine, nell'area Africa-Medio Oriente la produzione è calata del 12,3% a 1,36 milioni di vetture, anche se gran parte di queste è stata assemblata in Iran (812.529), dove si è riscontrata una crescita del 15,5%. Nel complesso, i volumi globali sono risultati in contrazione del 16,9% a 61.356.408 unità. 

Immatricolazioni e altri dati. Le immatricolazioni hanno, invece, subito una perdita più contenuta: a livello mondiale si sono ridotte del 15,3% a 63.404.618, di cui oltre 14,38 milioni in Europa (-20,6%) e, di queste, 9,94 milioni nell'Ue (-23,7%). In Nord America sono scese del 17,9%, in Sud America del 29,2%, in Africa-Medio Oriente del 17,3% e in Asia del 9,7%, con la sola Cina in flessione di appena il 6,8% con più di 19,734 milioni di vetture registrate. L'Acea ha fornito ulteriori dati per l'Unione Europea, anche se limitati ai primi 11 mesi dell'anno scorso. La bilancia commerciale del settore automotive mostra un avanzo di circa 64 miliardi di euro, il 13,2% in meno rispetto al 2019 per effetto di un calo del 19,7% per le importazioni (46,174 miliardi) e del 16% per le esportazioni (110,21 miliardi). Il principale partner commerciale rimangono gli Stati Uniti, da dove arriva il 20,3% in valore delle importazioni nell'Ue, seguito dal Regno Unito (17,6%) e dal Giappone (15,9%). In termini di export, è il Regno Unito il maggior mercato di sbocco delle produzioni europee con il 23,3%. Seguono Usa (19,1%) e Cina (15,1%).

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MG EHS - Al volante della Suv plug-in

4 Ruote - Mar 05,2021

Inutile cercare appigli nella lunga e travagliata storia della MG: non li troverete. La EHS, Suv ibrida plug-in dalle belle speranze, fa parte di un capitolo completamente nuovo. costruita in Cina dalla Saic (il più grande produttore automobilistico della Repubblica Popolare) e poco o nulla ha a che fare con il passato del marchio inglese, intriso di meccanica artigianale, roadster e sportive.

Dotazione completa. Oggi, l'intento è ben altro: rendere la mobilità elettrica accessibile ai più. Prima di tutto con un prezzo invitante, considerato lo standing del mezzo in questione. La MG EHS Exclusive oggetto di questo primo contatto costa 38.350 euro, che scendono a 31.410 euro sommando l'incentivo statale di 6.500 euro (con rottamazione) e un ulteriore sconto offerto dalla casa. Senza usato da demolire, il bonus totale è di 3.720 euro. La vettura, inoltre, vanta una dotazione piuttosto ricca: dalla guida assistita di livello 2 ai sedili rivestiti di pelle, dal tetto panoramico all'impianto multimediale con connettività per smartphone, dal portellone elettrico ai sedili anteriori riscaldabili, di serie c'è davvero molto.

Spaziosa dietro. Lunga 4,57 metri, larga 1,88 e alta 1,69 metri, la EHS si lascia guardare volentieri, pur non essendo scevra da stilemi ripresi dalla concorrenza più o meno diretta, orientale ed europea. Ciò detto, il passo di 2,72 metri libera una grande quantità di spazio per le gambe di chi siede dietro. Si può viaggiare in quattro senza problemi e un eventuale quinto non è troppo sacrificato. Apprezzabile, poi, la presenza degli schienali regolabili in inclinazione e la buona fattura delle sedute. Per il bagagliaio, la Casa dichiara una capienza di 451 litri: verificheremo presto nella nostra prova su strada.

Infotainment un po' lento. Altra (bella) sorpresa: la plancia come, in generale, tutto l'abitacolo - è costruita con materiali di qualità, generalmente ben assemblati. Il sistema di infotainment, invece, ha ampi margini di miglioramento: impiega alcuni secondi di troppo ad accendersi in seguito all'avvio del motore e, in generale, lo schermo da 10,1" non è molto veloce a rispondere al tocco del dito. Fra l'altro, bisogna passare da lui anche per gestire la climatizzazione e il riscaldamento dei sedili: fortunatamente, non manca un pulsante fisico alla base della console che funge da scorciatoia e semplifica le cose. 

Particolarità ibride. Il powertrain è composto da un 1.5 turbobenzina da 162 CV e un motore elettrico da 90 kW, alimentato da una batteria agli ioni di litio da 16,6 kWh. Il sistema, in totale, eroga 258 cavalli e 370 Nm di coppia, tutti affidati alle ruote anteriori (la trazione integrale non è disponibile). Affrontiamo subito il tema della ricarica: di serie è previsto il caricatore da 3,7 kW, che permette di fare il pieno d'energia in circa 4 ore e mezza. Con la batteria al 100%, secondo la Casa, si possono percorrere fino a 52 km in elettrico. Particolare la trasmissione: il cuore a benzina si serve di un automatico a sei rapporti, mentre l'unità elettrica sfrutta un cambio dedicato a quattro marce, i cui passaggi da un rapporto all'altro si percepiscono nitidamente viaggiando in modalità Ev; fin troppo, a essere sinceri, perché il cambio marcia è piuttosto lento.

Poco feeling. Detto questo, quando i due propulsori spingono insieme, la EHS si muove con rapidità e i sorpassi si completano senza fatica. Meno rosea la frenata, con un pedale poco modulabile e a tratti spugnoso. Le sospensioni, inoltre, sono caratterizzate da una certa rigidezza su dossi e tombini, che in curva si trasforma in movimenti piuttosto controllati del corpo vettura. Da qui a parlare di sportività, però, ce ne passa: il principale imputato è lo sterzo, lento e poco comunicativo. Di buon livello, invece, la silenziosità, perché non arrivano rumori molesti alle orecchie degli occupanti, né dal rotolamento degli pneumatici né dal punto di vista aerodinamico. Soltanto il motore alza un po' la voce in piena accelerazione, ma si tratta di un vizio comune a quasi tutte le ibride plug-in.

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MG - In Italia l'elettrica ZS EV e la plug-in EHS: ecco i prezzi

4 Ruote - Mar 05,2021

Ve la ricordate la MG TF? Una spiderina con due posti secchi e motore centrale che voleva riportare in auge i fasti del (glorioso) passato del marchio. Oggi, dopo 15 anni, è tutta un'altra storia. Al centro c'è l'elettrificazione strano, eh? e i modelli, per ora, sono due, ovviamente Suv: la ZS EV a batteria, che abbiamo già guidato, e la ZHS ibrida plug-in, di cui presto leggerete. Le due vetture, realizzate dal colosso cinese Saic, sono però state disegnate e plasmate, dice la Casa, secondo i gusti degli automobilisti europei e hanno ricevuto le 5 stelle Euro NCAP: un bel biglietto da visita.

L'elettrica. La ZS EV, con motore da 105 kW, batteria da 44,5 kWh e 263 km di autonomia dichiarati, è disponibile in due allestimenti: la Executive, già dotata, fra gli altri, di guida assistita di livello 2, infotainment con schermo da 8" e connettività Apple CarPlay/Android Auto, clima automatico bizona, sensori di parcheggio posteriori, costa 28.150 euro (incentivi esclusi). Per la più ricca Exclusive, che aggiunge telecamera posteriore, monitoraggio dell'angolo cieco, tetto panoramico e sedili anteriori riscaldabili, con quello del guidatore anche regolabile elettricamente, ci vogliono invece 30.150 euro.

L'ibrida ricaricabile. La EHS, invece, è spinta da un powertrain elettrificato da 258 CV con una batteria da 16,6 kWh che, secondo il costruttore, permette di percorrere fino a 52 km in emodalità Ev. In questo caso, il listino parte con la Excite da 32.150 euro (incentivi esclusi), che salgono a 34.650 per la Exclusive. Entrambi gli allestimenti vantano una dotazione decisamente completa e la guida assistita di livello 2; la Exclusive aggiunge i fari a Led, le telecamere a 360 gradi, il portellone elettrico, il sedile passeggero regolabile elettricamente, i cerchi di lega da 18" e il tetto panoramico. Da citare, ma ciò vale anche per la sorella elettrica, la garanzia di 7 anni/150.000 km.

Il futuro. Non è finita qui: già quest'anno, la MG presenterà un altro paio di modelli completamente elettrici: il primo dovrebbe fare capolino a maggio, mentre per il secondo ci vorrà un po' di tempo in più. A tal proposito, la Casa è al lavoro per creare pacchetti di ricarica vantaggiosi per i clienti, sia per quella domestica sia per quella alle colonnine, attraverso accordi con fornitori di energia locali e nazionali. A breve ne sapremo di più.

La rete. Per ora, la copertura della rete MG è prevalentemente al nord e al centro, ma la Casa assicura che entro la fine del 2021 saranno attive su tutto il territorio nazionale una quarantina le concessionari (non monomarca). A oggi, MG Italia ha già stretto accordi con i seguenti gruppi:

Piemonte: Mobility Village, Unicar
Lombardia: Fassina, Marelli & Pozzi, Serratore, Lario Bergauto
Veneto: Gruppo Ceccato, Gruppo De Bona
Friuli Venezia Giulia: Autopiù
Trentino Alto Adige: Gruppo Ceccato
Emilia Romagna: Stefanelli 1954, Gruppo Di.Ba
Marche: Gruppo Di.Ba
Umbria: Biselli

Tutti i concessionari hanno a disposizione almeno una vettura di prova per i test drive e sono già attrezzati per raccogliere gli ordini, oltre che fornire assistenza.

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Italiano Rally - Ai nastri di partenza, si comincia dal Ciocco

4 Ruote - Mar 05,2021

La prossima settimana il Campionato Italiano Rally entrerà finalmente nel vivo. Saranno otto le gare in programma per quest'anno sul territorio nazionale: si parte il 12 e 13 marzo con il Rally del Ciocco e Valle del Serchio e ci si fermerà a novembre, dopo il Rally Liburna Terra.

Sparco è Title Sponsor. Alla presentazione ufficiale dell'Italiano Rally 2021 sono intervenuti il presidente dell'Automobile Club d'Italia Angelo Sticchi Damiani e il direttore generale ACI Sport Marco Rogano. Insieme a loro anche Niccolò Bellazzini, brand manager di Sparco: l'azienda italiana ha annunciato infatti un accordo triennale da title sponsor del campionato, considerato uno dei più prestigiosi in ambito europeo. "Il CIR è la serie su cui puntiamo molto", ha sottolineato Sticchi Damiani. "Vengono rivolti cospicui investimenti, verso i giovani e non solo. Un campionato particolarmente ricco e di alto livello. Ritengo di buon auspicio questa collaborazione con Sparco, proprio nel momento in cui il CIR sta assumendo un ruolo che va certamente oltre i confini nazionali".

Ampia copertura televisiva. Gli otto appuntamenti dell'Italiano Rally saranno trasmessi in diretta sul nuovo canale televisivo ACI Sport TV. Molti momenti - come la Power Stage e gli highlights del rally - saranno trasmessi da RAI Sport, mentre molti speciali andranno in onda su MS Motor TV, Sportitalia, Sky e altre 140 emittenti televisive areali distribuite su tutto il territorio nazionali.

Questo il calendario del Campionato Italiano Rally Sparco 2021.

12-13 marzo | Rally del Ciocco e Valle del Serchio

10-11 aprile | Rallye Sanremo

8-9 maggio | Rally Targa Florio

26-27 giugno | Rally San Marino *

24-26 luglio | Rally di Roma Capitale *

4-5 settembre | RAlly 1000 Miglia

9-10 ottobre | Rally 2Valli

6-7 novembre | Liburna Terra *

* coefficiente 1,5

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Formula 1 - Pirelli, fornitore unico fino al 2024

4 Ruote - Mar 05,2021

La Pirelli ha accettato la proposta della FIA e della Formula 1 di estendere per un ulteriore anno l'attuale contratto per la fornitura esclusiva di pneumatici. La scelta di prolungare l'accordo in essere è stata ragionata per poter ristabilire l'equilibrio complessivo e le condizioni della gara battuta nel 2018.

Conseguenze della pandemia. A causa della pandemia di Covid-19, infatti, tutti i programmi della Formula 1 sono saltati. L'introduzione delle nuove vetture è slittata al 2022 e con essa l'introduzione delle nuove gomme da 18 pollici. Lo scorso anno, la Pirelli ha dovuto annullare tutte le giornate di test per lo sviluppo delle gomme, riprogrammate poi nel corso del 2021. Allungando di un anno l'attuale contratto di fornitura, la Pirelli potrà così avere la possibilità di introdurre le nuove gomme da 18 pollici e utilizzarle poi per tre stagioni consecutive. Jean Todt, presidente della FIA, ha sottolineato: "Il COVID-19 ci ha messo davanti a sfide importanti in tutti gli aspetti delle nostre attività ma, lavorando insieme in modo sensato e pragmatico, siamo riusciti a garantire che la stabilità e la forza a lungo termine della Formula 1 rimanessero intatte. Il passaggio a cerchi e pneumatici da 18 pollici offrirà sicuramente un'immagine più entusiasmante delle monoposto di Formula 1, ma ha anche rappresentato una sfida tecnica significativa che ha richiesto molti investimenti e sviluppo da parte di Pirelli che continuerà a fornire pneumatici al top delle prestazioni. Alla luce di questo, e del necessario rinvio del nuovo regolamento come conseguenza della pandemia, è stato pertanto semplicemente logico estendere il contratto per la fornitura di pneumatici".

Tutti soddisfatti. Sulla questione è intervenuto anche Stefano Domenicali, nuovo presidente e ceo della Formula 1, che ha voluto ribadire come la pandemia ha causato molti disagi anche in Formula 1 e che la mossa più corretta per tutti era proprio quella di allungare di un altro anno quest contratto di fornitura: "La pandemia ha causato disagi in tutto il mondo e la Formula 1 non è rimasta indenne. Di conseguenza, nella scorsa stagione abbiamo adottato le misure necessarie per posticipare il regolamento di un anno, al 2022. Siamo molto orgogliosi della nostra partnership con Pirelli e li ringraziamo per l'approccio costruttivo che hanno mostrato di fronte a questo cambio di tempistica. Pirelli è assolutamente consapevole del ruolo strategico che ricoprono i pneumatici in F1 e sappiamo che sta lavorando molto duramente per fare in modo che i propri pneumatici possano garantire, nel nuovo contesto tecnico, il miglior equilibrio tra prestazioni e durata. Non vediamo l'ora che inizi la stagione 2021 e siamo tutti entusiasti per le nuove monoposto e per i nuovi pneumatici da 18 pollici che vedremo in pista con il nuovo regolamento nel 2022".

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Skoda - Repubblica Ceca, in arrivo un taglio dei posti di lavoro amministrativi

4 Ruote - Mar 05,2021

La Skoda si appresta a ridurre il suo organico in Repubblica Ceca. Durante il 2021, infatti, la Casa di Mladá Boleslav ha programma di tagliare il 2% dei posti di lavoro in ambito amministrativo.

Programma da definire. La Skoda non ha fornito dettagli sul programma di ridimensionamento della forza lavoro, né tantomeno sulla suddivisione tra colletti bianchi e blu. Attualmente il costruttore boemo del gruppo Volkswagen impiega circa 42 mila persone in tutto il mondo, di cui 34 mila nella sola Repubblica Ceca. L'unica certezza riguarda le modalità operative attraverso le quali sarà ridotto l'organico: l'azienda non ricoprirà le posizioni lasciate vacanti da personale in uscita per pensionamento o altre ragioni e quindi non procederà con licenziamenti veri e propri. "Quest'anno, saremo in grado di ridurre il nostro personale amministrativo del 2% grazie alla gestione della curva demografica e al turnover naturale. Puntiamo a raggiungere questo obiettivo senza licenziare le persone per motivi organizzativi", hanno spiegato dalla sede della Skoda. Inoltre, non sono state fornite ulteriori indicazioni in merito a quanto rivelato dalle organizzazioni sindacali su un processo di riorganizzazione esteso nel tempo. Infatti, secondo i rappresentanti dei lavoratori, la Casa automobilistica ha in programma di ridurre il personale non coinvolto direttamente nelle attività produttive del 5% ogni anno, fino al 2023. 

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Formula 1 - La Williams svela la nuova FW43B

4 Ruote - Mar 05,2021

La Williams Racing ha svelato forme e colori della nuova FW43B, la monoposto che George Russell a Nicholas Latifi porteranno in gara durante il prossimo Mondiale di Formula 1 2021.

Nuova livrea. La FW43B si presenta con una livrea totalmente nuova che mantiene il bianco solo all'avantreno e sulla parte alta dell'ala anteriore, mentre per il resto è caratterizzato da diverse tonalità di blu che si alternano a strisce sulle fiancate e sul cofano motore, con degli inserti gialli ai lati delle ali anteriori e sulla scocca. Una livrea scelta ispirandosi all'identità visiva della Williams del passato, in particolar modo alle vetture iconiche che hanno vinto negli anni Ottata e Novanta. Jost Capito, ceo della Williams Racing, ha dichiarato: "Questa squadra è un'icona sportiva e gli alti e bassi fanno parte di qualsiasi marchio sportivo di lunga data. I successi del passato possono essere fonte di motivazione, ma non si può fare affidamento su quelli per vincere nella Formula 1 moderna. Pertanto, abbiamo scelto una livrea nuova per la monoposto 2021, capace di riconoscere l'incredibile passato del team, conservandone lo spirito, ma che al tempo stesso guardi al futuro. Anche se questo è solo l'inizio del nostro viaggio e c'è ancora tanto da fare, siamo felici di poter mantenere questo slancio nella giusta direzione e non vediamo l'ora di andare in pista".

Saltata la presentazione digitale. Inizialmente, il team inglese aveva programmato di rivelare la sua sfidante per il 2021 tramite un'applicazione di realtà aumentata. Purtroppo, però, l'applicazione è stata hackerata poche ore prima del lancio e le immagini della nuova vettura sono circolate in rete con largo anticipo. Di conseguenza, l'app è stata rimossa dai vari store digitali.

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Formula 1 - Confermato il GP del Portogallo, si corre a Portimao

4 Ruote - Mar 05,2021

Da diverse settimane la notizia era già nell'aria, ma solo oggi è arrivata la conferma ufficiale: il prossimo 2 maggio, la Formula 1 correrà sul circuito di Portimao per disputare il Gran Premio del Portogallo.

Porte aperte ai fan. La F.1 è tornata in Portogallo lo scorso ottobre, dopo un'assenza durata ben 25 anni. Il circuito di Portimao, con i suoi spettacolari saliscendi, è stato teatro di una gara entusiasmante che ha visto salire sul gradino più alto del podio Lewis Hamilton e, accanto a lui, anche Valtteri Bottas e Max Verstappen. Ci si aspetta una gara combattuta e spettacolare anche quest'anno e sarà un evento a cui potranno assistere al massimo 27 mila appassionati, opportunamente distanziati e che dovranno seguire rigidi protocolli di sicurezza. L'ultima parola in merito, però, la daranno le autorità sanitarie locali a pochi giorni dall'evento stesso.

Il commento di Stefano Domenicali. Il manager italiano, presidente e ceo della Formula 1, ha commentato l'annuncio di Portimao dicendo: "Siamo veramente felici di poter confermare che la Formula 1 correrà a Portimao il 2 maggio, dopo il grande successo dello scorso anno. Vogliamo ringraziare il promoter e il Governo portoghese per aver lavorato duramente insieme a noi per poter arrivare a questo punto. Siamo fiduciosi ed elettrizzati pensando alla stagione 2021 e speriamo che Portimao possa ospitare nuovamente i tifosi in sicurezza, su questo punto stiamo lavorando alacremente insieme agli organizzatori".

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Stellantis - Tavares: "Sullelettrico stiamo andando a tutto gas"

4 Ruote - Mar 05,2021

Il gruppo Stellantis non è in ritardo sulla strada dell'elettrificazione. Anzi, già oggi "sta andando a tutto gas". Lo ha detto l'amministratore delegato Carlos Tavares nel corso della conference call sui risultati annuali di FCA e PSA. In particolare, il manager lusitano ha risposto alla domanda di un analista che ha chiesto esplicitamente quale fosse l'attuale posizionamento del costruttore nel campo delle auto elettriche, alla luce dei timori del mercato su un ritardo di sviluppo rispetto alla concorrenza. Timori rafforzati dalla mancanza di indicazioni precise su un futuro "elettrificato" dopo gli ultimi annunci di diverse Case su un ormai prossimo addio alle motorizzazioni endotermiche: è il caso della General Motors, della divisione europea della Ford, della Jaguar, della Bentley e della Volvo.

Addio anche all'ibrido. Tavares ha cercato innanzitutto di spiegare una tesi che sarà probabilmente elaborata ancor più nel dettaglio dal primo piano industriale del nuovo gruppo, previsto tra la fine del 2021 e l'inizio del 2022. L'assunto base è rappresentato da un contesto operativo sempre più interessato dai divieti alla vendita delle endotermiche. "Riteniamo che il mix di vendite all'interno del mondo dei veicoli elettrificati si muoverà molto rapidamente verso le auto a batteria, il che significa che crediamo che le società e i mercati in cui operiamo tenderanno a bandire i motori endotermici", ha detto Tavares. "Questo è il motivo per cui abbiamo creato la piattaforma eVMP. Questo è il motivo per cui ora stiamo lavorando a una forte evoluzione dell'attuale Cmp per soddisfare le aspettative dei clienti, ovvero autonomia e convenienza". L'ad ha quindi riassunto i risultati già raggiunti su alcuni modelli a batteria, come l'autonomia superiore ai 600 chilometri, e sottolineato il focus delle attività progettuali sul rapporto di efficienza dei propulsori e sull'aerodinamica dei prodotti.

Le aspettative. In sostanza, siamo lavorando per assicurarci che, in termini di autonomia e convenienza, soddisferemo le aspettative dei nostri clienti. Di questo non sono preoccupato: ce la faremo, ha spiegato ancora il dirigente lusitano, sottolineando un ulteriore aspetto: Nei prossimi tre o quattro anni la battaglia sarà sulla capacità di rimuovere il fattore ansia sul fronte dell'autonomia. "Quindi, in poche parole, il messaggio che vorrei trasmettervi è che siamo a tutto gas con le auto a batteria, ha proseguito. "Non stiamo pensando di avere ancora ibride plug-in o ibride leggere: crediamo spariranno perché ci sarà un divieto alle endotermiche. A quale velocità spariranno in tutte le regioni? Non lo so. Ma per le regioni che stanno aprendo la strada alla mobilità a emissioni zero, ci concentriamo sulle auto a batteria pure. In ogni caso, per ora è stato confermato per il 2021 il lancio di dieci modelli elettrificati (ibridi plug-in e a batteria), il debutto di un furgone Fuel Cell e l'arrivo di varianti a batteria per ogni segmento del mercato dei veicoli commerciali leggeri nel Vecchio continente. Entro il 2025 le varianti elettrificate copriranno il 100% della gamma in Europa e negli Stati Uniti. Stellantis ha anche ribadito il rispetto dei limiti sulle emissioni sin dal primo giorno di vita e la roadmap per arrivare al 2025 senza alcun problema normativo.   

Al via lo scorporo di Faurecia. Intanto, in attesa di maggiori dettagli sul futuro del nuovo gruppo, è stata avviata una delle operazioni inserite nell'accordo di fusione tra la Fiat Chrysler Automobiles e la PSA e in particolare tra le modifiche operate a settembre per tener conto delle conseguenze della pandemia del coronavirus: lo scorporo della società di componentistica Faurecia. Agli azionisti saranno distribuite 54.297.006 azioni ordinarie, pari al 39% del capitale, e un dividendo di 308 milioni di euro frutto della vendita a ottobre del 7%. La distribuzione, prevista per il 16 marzo per la cedola e per il 22 marzo per i titoli, è subordinata al via libera definitivo dell'assemblea straordinaria dell'8 marzo. 

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Aiways - Si amplia la rete di distribuzione in Europa

4 Ruote - Mar 05,2021

La Aiways, una delle tante startup cinesi specializzate nella produzione di veicoli elettrici, sta progressivamente ampliando la sua rete commerciale in Europa, così da accrescere la presenza sui mercati esteri e ridurre l'esposizione alla crescente concorrenza in madrepatria. Secondo il quotidiano giapponese Nikkei, dopo gli accordi di distribuzione sottoscritti l'anno scorso in Germania e Belgio per la vendita della Suv di medie dimensioni U5, a gennaio sono state firmate analoghe intese con partner locali in Francia e Belgio. 

Ulteriore espansione. L'obiettivo dell'azienda cinese è sfruttare la continua crescita del mercato delle elettriche nel Vecchio continente: secondo i dati del sito svedese ev-volumes.com, l'anno scorso le vendite di veicoli a batteria in Europa sono cresciute del 137%, arrivando a 1,39 milioni di veicoli contro gli 1,36 milioni della Cina (+11%). Ecco perché la Aiways, a detta del suo presidente Samuel Fu, ha "in programma un'espansione in più Paesi e nei mercati regionali europei". La U5 è stata lanciata alla fine del 2019 e da allora ne sono state vendute oltre 1.500 esemplari in Cina, mentre altri 1.000 sono stati esportati all'estero, principalmente nel Vecchio continente. I numeri, però, devono crescere: lo stabilimento dell'azienda nella provincia cinese dello Jiangxi, infatti, ha una capacità annuale di 150.000 unità, ma l'anno scorso il costruttore ha venduto meno di 5 mila veicoli in totale. La Aiways può comunque contare su una solida disponibilità finanziaria e forti azionisti: il mese scorso, per esempio, ha raccolto l'equivalente di oltre 3,5 miliardi di euro tra diversi investitori, tra cui la Didi Chuxing. L'azienda di ride sharing è andata così ad affiancare nell'azionariato il colosso del web Tencent e altre realtà cinesi, come un fondo di investimento del governo provinciale dello Jiangxi.

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Batterie - Carlstrom: "La Italvolt? Sono solo io"

4 Ruote - Mar 05,2021

La Italvolt sono io. Lo ha detto Lars Calstrom, l'imprenditore che ha fondato la Britishvolt, durante un incontro con la stampa organizzato dalla Confindustria canavese, rispondendo a una domanda di Quattroruote su chi ci sia dietro l'impresa che vuole costruire in Italia la più grande gigafactory europea per la produzione di accumulatori agli ioni di litio. Sono al momento l'unico socio e finanziatore, ho reinvestito lì parte del ricavato della vendita della mia quota nella Britishvolt (società gemella di quella immaginata per l'Italia, ndr): per ora circa cinque milioni di euro. Sto cercando di raccoglierne altri 35 per formare il capitale iniziale, grazie a una serie di investitori la cui partecipazione non posso ancora ufficializzare. Alcuni sono italiani, e molto noti. Comunque, a quel punto creeremo una piattaforma per ampliarne il numero. L'obiettivo della Italvolt è raccogliere, tra finanziamenti privati e pubblici, 4 miliardi di euro di investimenti, per quello che viene definito come uno dei più grandi progetti industriali sul suolo italiano. Nei piani del suo fondatore, la fabbrica dovrebbe avere una capacità di 45 GWh, in grado di produrre quasi mezzo milione di pacchi batteria all'anno per alimentare altrettanti veicoli elettrici e di dare lavoro diretto a circa 4 mila persone, senza contare le ricadute su un indotto che sarebbe in buona parte made in Italy.

Il rebus dei partner. Nasce così, con propositi ambiziosi e grandi speranze, il progetto Italvolt. Ma con contorni che sono ancora tutti da definire. L'imprenditore svedese parla di contatti con una serie di realtà imprenditoriali, ma non fa nomi, se non quello di Stellantis, nonché quelli di Pininfarina e Comau. Questi ultimi due, tuttavia, sono soltanto fornitori di servizi e non partner né sul piano industriale, né su quello finanziario, fanno sapere a Cambiano. Entrambi dovevano essere presenti a un precedente incontro con la stampa, ma alla fine hanno declinato l'invito. Il motivo è che questa fase sembrava prematura per il coinvolgimento di attori economici che sono, appunto, fornitori. Quanto a Stellantis, occorre ricordare che prima della nascita del megagruppo, PSA aveva dato vita con la Total al consorzio ACC, che costruirà due fabbriche per una capacità totale di 48 GWh. vero che tale capacità sarà raggiunta soltanto nel 2030, ma è abbastanza improbabile che, con una realtà tale in casa, il colosso franco-italo-americano s'imbarchi come partner industriale in un'avventura di segno diverso.

La roadmap ideale. Calstrom ha disegnato una roadmap fatta di step successivi per arrivare all'operatività dell'impianto entro il 2024: Abbiamo un'opzione di acquisto dell'area dell'Ex Olivetti a Scarmagno (alle porte di Ivrea, ndr), che intendiamo esercitare. Lo studio ambientale e di fattibilità è stato avviato ed entro tre mesi ci aspettiamo di aver assolto tutte le procedure burocratiche per ottenere i permessi a costruire, con l'obiettivo di iniziare i lavori entro la fine dell'anno. Secondo l'imprenditore svedese, la piena capacità produttiva sarà raggiunta nel secondo anno di attività, quindi nel 2025. Dalla fabbrica usciranno accumulatori con tecnologia coreana. La Italvolt, infatti, ha acquistato una licenza per produrre batterie agli ioni di litio di terza generazione dalla Corea del Sud. Il motivo della scelta starebbe nell'affidabilità (ancora più importante dell'efficienza, dice Carlstrom) e nel rapporto qualità-prezzo.

Il nodo dei fondi pubblici. Carlstrom punta a finanziamenti europei e al Recovery Fund: Ci sono fondi disponibili per gli investimenti nell'economia sostenibile, ma prima di poter chiedere soldi dobbiamo avere una piattaforma e dimostrare che siamo in grado di allocare concretamente questi investimenti, ha detto a Quattroruote. Restano, tuttavia, punti interrogativi sui tempi. L'Unione europea ha da poco approvato, all'interno delle regole degli aiuti di Stato, un Ipcei (Important project of common European interest) per finanziare una serie di progetti per lo sviluppo e la produzione di accumulatori nel Vecchio continente, su un arco temporale da qui al 2031, a beneficio di diverse aziende europee, tra cui diverse italiane. Una rosa della quale la Italvolt non poteva far parte. Un treno perso. Bisognerà aspettare il prossimo, e non si sa quando passerà. Da qui l'appello della presidente della Confindustria canavese, Patrizia Paglia: Per la catena delle forniture il progetto Italvolt è un'opportunità che non possiamo lasciarci scappare.   

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