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The I.C.E. St.Moritz - La neve spegne (per un giorno) i motori dellInternational Concours of Elegance

4 Ruote - Feb 23,2024

Doveva prendere il via oggi il tradizionale International Concours of Elegance di St.Moritz, ma le forti nevicate dei giorni scorsi hanno reso impraticabile il lago dell'Alta Engadina dove avrebbero dovuto sfilare le auto classiche e da corsa. L'evento è, sin dalla prima edizione, ospite dalla natura e le sue regole sono imprevedibili, sottolinea una nota stampa.

Rinvio di 24 ore. L'organizzazione ha deciso di posticipare a domani l'apertura dell'I.C.E. St. Moritz 2024, in modo da permettere al personale in loco di spalare la neve e mettere in sicurezza il luogo dell'evento, dove domani si ritroveranno appassionati e giornalisti provenienti da ogni parte del mondo. I biglietti della giornata odierna saranno rimborsati.

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Milano - I Verdi rilanciano: "Fermate le auto per una settimana"

4 Ruote - Feb 23,2024

A Milano c'è un problema. Si chiama smog, o per meglio dire inquinamento atmosferico, ma dal mondo della politica arriva sempre la stessa, identica soluzione: fermare le auto. E per molto più di un giorno. Proprio così: l'ultima iniziativa del gruppo Europa Verde propone ai Municipi 6 (Barona e Lorenteggio) e 9 (Comasina, Affori, Porta Nuova, Niguarda, Bovisa, Fulvio Testi) una settimana intera di blocco del traffico veicolare. 

Il documento. In particolare, il gruppo suggerisce "a titolo sperimentale e urgente una settimana dedicata all'impegno collettivo per la riduzione delle emissioni col divieto di accesso e di circolazione dei mezzi a motore termico privati, al fine di ridurre le emissioni di gas nocivi nell'aria. In via di ipotesi, il divieto dovrebbe essere attivo dalle 6 del lunedì alle 6 del lunedì successivo". Sarebbero esclusi "i mezzi necessari per i servizi pubblici, i trasporti urgenti e le attività lavorative che richiedono l'utilizzo di mezzi a motore, mentre il trasporto dei materiali di cantiere per i lavori edili potrebbe essere limitato a determinate fasce orarie". Ora tocca vedere la risposta dei due municipi, che, tra l'altro, inglobano arterie stradali di particolare rilevanza per i collegamenti tra Milano e il suo hinterland, nonché aree periferiche con una notevole presenza di insediamenti produttivi e industriali. In ogni caso, i tempi sono lunghi: la proposta arriverà in consiglio comunale solo se sarà approvata dai due municipi. 

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Volkswagen Tiguan - Diesel in formissima e plug-in

4 Ruote - Feb 23,2024

Arriva sul mercato la terza generazione della Volkswagen Tiguan, modello cruciale per le vendite del costruttore tedesco soprattutto in Europa. Evoluta nel design, nella tecnologia e nella connettività, la Suv è più coinvolgente grazie al nuovo assetto DCC Pro e a un'esperienza digitale migliorata dall'infotainment da 15", mutuato dall'ammiraglia elettrica ID.7 Già ordinabile, la nuova Tiguan ha motori benzina, diesel, mild e plug-in hybrid. Ecco le prime impressioni di guida.

Stile morbido. Che la Tiguan di oggi non abbia nulla da spartire con il modello precedente, è cosa che si nota al primo colpo d'occhio. Più moderna e sinuosa, prende alcuni spunti stilistici dalla gamma elettrica, nel frontale e al posteriore. Le linee sono meno tese, ma più tornite. Lo dice anche il Cx, che passa da 0,33 a 0,28, a tutto vantaggio di consumi ed efficienza. 

Fino a 15 pollci. Il nuovo layout dell'abitacolo è un trionfo di schermi, addirittura fino a 15 pollici per quello centrale. sparita la leva del cambio automatico dalla consueta posizione centrale, per far compagnia, sul piantone dello sterzo, ai tergi e agli indicatori di direzione. Ci sono anche un grande head-up display a colori proiettato sul parabrezza e sedili che, oltre ad essere massaggianti (ventilati e riscaldati), si "accorgono" di quando uno dei passeggeri sta patendo troppo il caldo (leggi sudando). Al di là degli effetti speciali, sicuramente di grande effetto, all'interno si nota anche un bel salto di qualità, che porta le finiture a un livello decisamente superiore rispetto al passato. La moquette, per esempio, riveste l'interno delle tasche delle porte in funzione anti rumore ed è un tocco di classe. Anche le plastiche sono morbide ed è evidente anche la grande precisione nel montaggio, che poi è sempre stato uno dei fiori all'occhiello della Volkswagen.

C'è anche un display tondo. Fa la sua bella scena pure il piccolo display rotondo a comando rotante nella console centrale: un piccolo pomello multifunzione che sostituisce alcuni comandi fisici. Lo premi e lui cambia l'ambito di intervento. Basta ruotare il pomello in un senso o nell'altro per regolare il volume dell'audio o la modalità di guida e, in futuro, anche l'atmosfera creata dalle luci ambiente, nonché la ventilazione e la playlist su Spotify. Piccola curiosità: sulla Tiguan 2024 arriva l'ultima versione dell'assistente di parcheggio, che consente di entrare e uscire dal posteggio in modo completamente automatico da una distanza massima di 50 metri.

Bagagliaio da riferimento. Nonostante sia relativamente compatta, con i suoi 4 metri e 54 centimetri (segmento C), lo spazio abbonda in ogni direzione, più di quanto ti aspetteresti. L'esempio più lampante viene dalla capacità del bagagliaio, che va da 652 (+32) a 1.650 litri dichiarati e non varia in base alla motorizzazione scelta, con il plus dei sedili posteriori scorrevoli di serie su tutti gli allestimenti, che permettono di modulare a piacimento lo spazio per valigie o passeggeri.

Motori per tutti i gusti. Tra ibrido leggero, ibrido plug-in, diesel e benzina puramente endotermici, le motorizzazioni disponibili per la Tiguan saranno ben otto, con prezzi da 39.700 a 57.850 euro. Insomma, un ampio ventaglio per venire incontro alle diverse esigenze dei clienti.

Il diesel dice ancora la sua. Se le limitazioni alla circolazione non vi spaventano, perché magari non abitate in una grande città, la Tiguan nella sua veste migliore è ancora quella con il motore a gasolio. Che sia in variante da 150 o quella più spinta da 193 cavalli e trazione 4Motion (l'unica motorizzazione a montare la 4x4), di base ci sono una prontezza e un vigore che ne fanno il riferimento dell'intera gamma, con consumi che facilmente non oltrepasseranno la soglia dei 6,5 litri/100 km. Al piacere di guida partecipa anche il cambio automatico a doppia frizione DSG - di serie su tutta la gamma - che, con il suo lavoro preciso e puntuale, continua a dimostrarsi un valido alleato.

Dura o rigida, lo scegli tu. Quanto all'assetto, il giudizio è più che positivo sia su dossi e buche, dove la Tiguan incassa i colpi senza fare un plissé, sia quando si decide di alzare il ritmo e, magari, si chiamano in causa i nuovi ammortizzatori DCC Pro. Grazie alla doppia valvola (prima era una sola), si gestisce in modo separato la compressione dall'estensione. Tutto ciò si traduce, a seconda dei gusti di chi guida, in un assorbimento dolce delle sconnessioni, unito ad un irrigidimento in fase di compressione che aumenta il piacere di guida.

Fino a 100 km in elettrico. Decisamente interessante anche la nuova motorizzazione plug-in hybrid, che promette un centinaio di chilometri in elettrico grazie alla batteria, che dai 10 kWh del modello precedente è passata a quasi 20 kWh. La ricarica prevede la possibilità di utilizzare colonnine in corrente continua fino a 50 kW e in alternata fino a 11: il test su strada, però, non mi ha permesso di valutare l'effettiva autonomia in modalità elettrica, che verificheremo con gli strumenti certificati del Centro prove non appena la nuova Tiguan varcherà i cancelli della pista di Vairano.

Di base è già molto ricca. Gli allestimenti previsti per la nuova Tiguan sono quattro. Si parte con la versione Life, che con la motorizzazione a benzina mild hybrid da 130 CV attacca a 39.700 euro. Già piuttosto completa la dotazione di serie, che non si fa mancare gli aiuti alla guida per arrivare al livello 2, con parcheggio semiautomatico e retrocamera, abbaglianti automatici, clima trizona, Android Auto e Apple CarPlay con l'infotainment dallo schermo più piccolo (che però ha una dimensione già generosa, 12,9 pollici). E non mancano nemmeno le luci ambiente a 10 colori. Per la Tiguan top di gamma, l'ibrida plug-in nella variante più potente, il prezzo sale a 53.850 accessori esclusi. 

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Audi Q2 - Addio "rotellone", arriva lo schermo touch

4 Ruote - Feb 23,2024

Il nuovo aggiornamento dell'Audi Q2 sarà con ogni probabilità anche l'ultimo, prima che la Suv compatta di Ingolstadt concluda la sua carriera. Le novità in arrivo non toccano gli esterni ma coinvolgono la dotazione tecnologica di bordo, che compie un doveroso passo avanti.

Arriva lo schermo touch. La novità più importante e attesa è l'aggiornamento del sistema di infotainment, che sostituisce il precedente schermo da 8,3 con uno touchscreen da 8,8, dal quale comandare tutte le funzioni e i servizi di bordo. Questa novità manda in pensione anche il vecchio rotellone e tasti annessi sul tunnel centrale, che cede il posto a un vano portaoggetti (resta invariata la posizione del freno a mano elettrico e del comando dell'auto-hold).

La connessione col telefono si paga. Con questo refresh tecnologico l'Audi Virtual Cockpit diventa di serie per tutta la gamma: uno schermo da 12,3 dietro il volante, con risoluzione di 1.920x720 pixel e tre diversi layout, compresa la nuova grafica dinamica in cui giri motore e velocità vengono visualizzati sotto forma di istogrammi dal look sportivo. Nel tunnel centrale sono state inserite due nuove prese Usb-C, mentre la connettività per Apple CarPlay e Android Auto è di serie solo dal secondo allestimento, Business Advanced (340 euro per la versione base).

Quando arriva. La nuova Audi Q2, prodotta nello lo stabilimento di Ingolstadt, arriverà in Italia già dalla prossima primavera. Prezzi invariati, con il listino che parte dalla Q2 30 TFSI Business a 32.200 euro.

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Stellantis - Retribuzione in calo per l'ad Tavares

4 Ruote - Feb 23,2024

Nel 2023 l'amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, ha percepito una retribuzione di circa 13,5 milioni di euro, circa 1,4 milioni in meno rispetto ai 14,9 milioni del 2022. I compensi sono composti da un salario base che da tre anni risulta sempre di 2 milioni di euro e da una componente variabile di 11,5 milioni (1,4 milioni in meno rispetto a quanto percepito l'anno scorso). 

Bonus e incentivi. Oltre alla retribuzione fissa e variabile, Tavares ha ricevuto un incentivo di 10 milioni per la trasformazione di Stellantis in un provider di mobilità tecnologica sostenibile: il bonus è stato approvato nel 2021 dal Cda nell'ambito di un piano per il raggiungimento di specifici traguardi legati all'innovazione nell'arco di cinque anni. Parallelamente, al top manager sono stati attribuiti incentivi a lungo termine per 13 milioni di euro, che saranno assegnati solo se nei prossimi anni saranno raggiunti determinati obiettivi di performance.  

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Opel Corsa - Lelettrica si tinge di rosso con ledizione speciale Yes

4 Ruote - Feb 23,2024

La piccola Opel Corsa elettrica è da poco disponibile con due motorizzazioni, da 156 CV e 136 CV, con batterie rispettivamente da 54 e 50 kWh. La più piccola è da oggi proposta nell'allestimento speciale Yes, basato sulla versione sportiva GS, ma con l'aggiunta di dettagli e accessori distintivi.

Il rosso è di serie. La Corsa Electric Yes è disponibile nel vivace Rekord Red, ma in alternativa si può attingere al resto della gamma colori. Tanti gli elementi in nero lucido a contrasto: il tetto, le calotte dei retrovisori, i cerchi di lega da 16, i profili dei finestrini, lo spoiler sul lunotto, il logo Opel e il lettering sul portellone posteriore. All'interno, i sedili anteriori sono sportivi in tessuto/pelle nera con cuciture rosse e bianche a contrasto. Sulla plancia, attraversata da un sottile profilo bianco, si trova anche il badge che identifica la versione Yes. Di serie l'avviamento senza chiave, i sensori di parcheggio posteriori, il climatizzatore automatico monozona, l'infotainment da 10 con connettività wireless per dispositivi Apple e Android.

Adas e optional. Invariata la dotazione di sicurezza della piccola elettrica tedesca, che di serie prevede il cruise control, il rilevatore di stanchezza del conducente, il riconoscimento dei segnali stradali, la frenata automatica d'emergenza con riconoscimento di pedoni e l'assistente al mantenimento di corsia. La lista degli optional si limita alle tinte per la carrozzeria (Artiks White, Grafik Grey e Karbon Black, 650 euro) e il caricatore di bordo da 11 kW (di serie è da 7,4) a 450 euro.

L'offerta di lancio. Gli ordini della Opel Corsa Electric Yes apriranno lunedì 26 febbraio: il prezzo di listino è di 37.200 euro, e le consegne sono previste a partire dal mese di aprile. Per il lancio di quest'edizione speciale Opel propone un finanziamento (senza rottamazione) triennale così strutturato: anticipo di 9.600 euro, 36 rate mensili da 244 euro, e maxirata finale (pari al valore futuro garantito) di 18.890 euro.

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Auto elettriche - Primi rimborsi alle società di leasing per il crollo dei valori residui

4 Ruote - Feb 23,2024

Le Case automobilistiche hanno iniziato a rimborsare le società di leasing per il crollo dei valori residui delle auto elettriche usate: lo scrive l'agenzia Bloomberg in un lungo articolo in cui il manager di un'importante realtà europea rivela un'ulteriore conseguenza della guerra dei prezzi scatenata dalla Tesla. A parlare è Tim Albertsen, amministratore delegato della Ayvens: nata dalla fusione tra Ald Automotive e LeasePlan e oggi maggior fleet manager europeo con 3,4 milioni di veicoli multi brand (428 mila a batteria), la società ha già ricevuto i primi assegni da parte dei costruttori come forma di compensazione per il forte calo degli importi. 

Le richieste. "Oggi i produttori devono continuare a vendere veicoli elettrici", ha affermato Albertsen durante la conference call sui risultati di bilancio. "Abbiamo dunque bisogno che ci garantiscano sorta di protezione dalle fluttuazioni dei prezzi". La questione riguarda un settore che ha un importante ruolo all'interno del mercato automobilistico: realtà com la Ayvens o la Arval gestiscono enormi flotte aziendali, un canale che solo in Europa vale il 60% circa delle immatricolazioni. Pertanto, le società di leasing stanno chiedendo ai produttori di intervenire con misure quali il riacquisto dellle elettriche: il loro obiettivo è evitare un ulteriore crollo del mercato dell'usato che avrebbe effetti deleteri per i bilanci aziendali. In genere, i contratti di leasing prevedono il pagamento di canoni calcolati tramite un formula che include anche una stima del valore del veicolo usato al momento della scadenza: se tale valore scende più del previsto, come avvenuto negli ultimi mesi con le elettriche, le società subiscono delle perdite su ogni singolo contratto. Inoltre, le vetture sono contabilizzate a bilancio a determinati valori che, nell'attuale situazione, stanno registrando continue svalutazioni, il che determina ovvie conseguenze sul fronte della sostenibilità del conto economico e dello stato patrimoniale. Lo dimostra quanto sta avvenendo nel mondo del noleggio, dove colossi come la Hertz o la Sixt hanno deciso di ridurre l'esposizione alle elettriche proprio per il crollo dei valori residui.

Le alternative. Per questo Ayvens, ha avviato specifiche trattative con le Case per individuare forme di coperta del rischio di svalutazione: Albertsen ha indicato la possibilità di rinnovare i contratti di noleggio anche due o tre volte in caso di veicoli in buono stato manutentivo. Altri operatori, invece, stanno mettendo in atto altre strategie: per compensare il calo dei valori residui, stanno alzando i tassi di interesse da pagare sui canoni. Un'altra alternativa arriva dal comparto assicurativo. La statunitense RVI offre una speciale copertura proprio sul valore residuo delle auto e negli ultimi mesi ha registrato un aumento della domanda da parte di istituzioni finanziarie interessate a proteggersi dalle fluttuazioni delle valutazioni in atto sul mercato delle elettriche. Detto questo, la questione sta diventando di particolare importanza per il futuro della mobilità alla spina. Lo dimostra il fatto che, secondo Ursula Weigl, partner della società di consulenza McKinsey, sono gli stessi costruttori ad aver iniziato a offrire garanzie di riacquisto alle società di leasing pur di continuare a vendere le elettriche, trovare degli acquirenti per l'usato e non subire forti svalutazioni a bilancio. In sostanza, sta emergendo un paradosso: la guerra dei prezzi scatenata dalla Tesla, con le sue conseguenze sull'usato, rischia di bloccare la transizione, invece di accelerarla. A tal proposito vale la pena leggere quanto affermato dall'analista della banca d'affari Jefferies, Philippe Houchois: "Non ci sarà una transizione verso l'elettrico senza mercati strutturati e liquidi in cui i veicoli a batteria mantengono i loro valori di seconda e terza mano. Alla fine è la differenza tra il prezzo del nuovo e quello dell'usato il vero costo di un'auto". 

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Codice della strada - Auto più potenti per i neopatentati, ma con limitazione di tre anni

4 Ruote - Feb 23,2024

Il nuovo Codice della strada potrebbe cambiare le regole per i neopatentati: se il disegno di legge coi vari emendamenti della commissione Trasporti verrà approvato dal Parlamento, chi conseguirà la licenza dopo l'entrata in vigore della norma potrà guidare vetture di potenza maggiore rispetto a oggi, ma subendo una restrizione che si estenderà dagli attuali 12 mesi a un triennio.

La norma oggi. Per il primo anno dal rilascio della patente, non è consentita la guida di auto aventi una potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 55 kW/t, e con un ulteriore limite di potenza massima pari a 70 kW. Per le elettriche e ibride plug-in, il tetto di potenza specifica è di 65 kW/t, compreso il peso della batteria. Questi vincoli non si applicano se, a fianco del conducente si trova, in funzione di istruttore, una persona di età non superiore a 65 anni, con patente valida per la stessa categoria conseguita da almeno 10 anni (o con patente superiore).

La norma (forse) domani. Per i primi tre anni (e non uno, attenzione), niente vetture con potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 75 kW/t (anziché 55) e con potenza massima di 105 kW (invece di 70). Andando a comprendere un ventaglio di auto molto più ampio rispetto a quello attuale. Da una parte il legislatore dà una stretta, perché allunga da uno a tre anni la limitazione di potenza; dall'altra allarga le maglie, in quanto ammette macchine più potenti. E non si tratta di un'indiscrezione: la fonte ufficiale è qui. Comunque, la discussione in Parlamento è aperta e tutto può ancora succedere.

Guida con smartphone: 250 euro? Adesso, è vietato guidare col telefonino in mano: multa di 165 euro e taglio di cinque punti patente. Commettendo l'identica infrazione in due anni (recidiva), verbale di 165 euro, meno cinque punti e sospensione della patente da uno a tre mesi. Forse domani 250 euro, meno cinque punti; con la recidiva 350 euro, meno cinque punti e stop patente da uno a tre mesi. Sarebbe un giro di vite più concreto rispetto alla mini sospensione della patente, che riguarda solo chi ha da 19 punti ingiù, ossia il 2,5% circa dei guidatori, escludendo perfino i neopatentati (questi ultimi partono da 20 punti): nel mirino, insomma, ci sono pochissimi automobilisti.

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Polestar - Volvo scenderà al 18% del capitale

4 Ruote - Feb 23,2024

La Volvo ha comunicato i termini della complessa operazione finanziaria che ridurrà la sua partecipazione nell'affiliata Polestar, lascerà alla cinese Geely il ruolo di maggior azionista e, soprattutto, l'onere di finanziarne i programmi di sviluppo. In particolare, il consiglio di amministrazione della Casa di Göteborg ha deciso di proporre alla assemblea degli azionisti la distribuzione del 62,7% delle azioni Polestar attualmente detenute. In caso di voto positivo dei soci, una volta completata la transazione, la Volvo scenderà dal 48% al 18% circa del capitale della consociata, mentre il costruttore cinese aumenterà di conseguenza la sua presa: oggi detiene il 78,7% della stessa Volvo e il 39% della Polestar.

L'operazione. La distribuzione, che ha un valore complessivo di quasi 9,5 miliardi di corone (oltre 850 milioni di euro al cambio attuale) sulla base dell'andamento delle azioni Polestar, sarà sicuramente approvata dall'assemblea per un motivo semplice: il socio di maggioranza Geely ha già "espresso il suo sostegno" all'operazione e "ha confermato che intende votare a favore" durante l'assise del 26 marzo prossimo. Volvo ha spiegato ancora una volta che la transazione le "consentirà di concentrare le proprie risorse sulla fase successiva della sua trasformazione". Di conseguenza, non fornirà ulteriori finanziamenti alla Polestar, mentre toccherà ai cinesi garantire "supporto operativo e finanziario". Detto questo, i legami non saranno tagliati di netto perché proseguirà la collaborazione nella ricerca e sviluppo, nella produzione, nei servizi post-vendita e in ambito commerciale. Inoltre, la Volvo continuerà ad avere "un'influenza" non solo per i programmi di cooperazione, ma anche per il mantenimento di rapporti di natura finanziaria tramite il 18% che rimarrà nelle sue disponibilità e un prestito convertibile da 1 miliardo di dollari erogato lo scorso novembre. 

Il futuro. Dunque, tra pochi mesi le due aziende non saranno più unite da legami diretti come in passato. "La nostra attenzione si concentrerà sulla Volvo", ha affermato l'amministratore delegato Jim Rowan, sottolineando come la Polestar, "con il rafforzamento del piano aziendale", il lancio di Polestar 3 e 4 e "l'impegno e il supporto della Geely", sia "ben posizionata per la crescita. Abbiamo grande fiducia in Polestar e guardiamo al 2024 con grande ottimismo sulla base di un portafoglio di prodotti forte e attraente, che conferma la posizione di Polestar come marchio premium globale di veicoli elettrici", ha aggiunto Daniel Donghui Li, numero uno di Geely Holding Group. "In qualità di proprietari a lungo termine di Polestar, ci impegniamo a sostenere il piano aziendale e gli obiettivi annunciati garantendo i finanziamenti necessari per attuare la sua strategia e attraverso il nostro ecosistema globale di tecnologia, catene di forniture e sviluppo del prodotto. Allo stesso tempo, ciò consente a Volvo di concentrarsi completamente sulla propria trasformazione e di investire nel suo sviluppo".

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Omoda 5 - A tu per tu con la Suv cinese a benzina

4 Ruote - Feb 23,2024

Con taglio quasi da Suv-coupé, la carrozzeria della Omoda 5 sfoggia un giunonico muso, caratterizzato da un'ampia e fitta griglia a rombi e da una fanaleria full Led, con proiettori che si sviluppano in verticale e luci diurne sottilissime, posizionate a fil di cofano. Dietro, invece, è più spigolosa, con montanti e lunotto molto inclinati, che spingono in fuori le spalle. Lo spoiler a doppio profilo e il disegno delle luci di coda caricano l'insieme di ulteriore movimento. In certi scorci, specie la vista del trequarti posteriore, il lato-B di questa Omoda ricorda un po' la Toyota C-HR. Con una finitura a contrasto, in questo caso rossa, la Suv dà risalto ad alcuni elementi, come le minigonne, gli specchietti e i cerchi.

L'abitacolo punta molto sull'effetto scenico della componente tecnologica, con un pannello da oltre 20 pollici che racchiude in sé due display da 10'' ciascuno: quello della strumentazione, piuttosto chiaro, e quello dell'infotainment: un touch screen completo nelle funzioni anche se non dei più moderni. Sulla plancia, i comandi fisici sono praticamente assenti: sotto l'infotainment, c'è una plancetta di tasti a sfioramento dedicati alla gestione del clima. Nell'ampio tunnel che taglia in due l'abitacolo troviamo invece uno slot per la ricarica wireless dello smartphone affiancato allo spazio per la chiave, la leva del selettore di marcia, un pulsante dedicato alle driving mode e la rotella del volume. Nella parte finale, precedeuto da due portabicchieri, il bracciolo nasconde un vano piuttosto campiente, con fondo gommato. In basso, davanti alla plancia, il tunnel è stato poi "scavato" ricavando uno spazio utile, per esempio, a riporre una piccola borsetta. Lì si trovano anche due prese di ricarica, una Usb e una Usb-C. Entrando nel dettaglio dei materiali, si nota qualche economia nelle plastiche, non solo quelle più nascoste: tra plancia, tunnel e interni porta, i polpastrelli spesso poggiano su superfici dure. Migliorabile anche il feedback dei comandi al volante, piatto nella parte inferiore della corona. Nell'insieme, però, l'abitacolo non denota gravi pecche.

Le dimensioni piazzano la cinese nel segmento delle sport utility di taglia media. Lunga 4,4 metri, larga 1,83 e alta 1,59, da fuori la Omoda 5 appare più ingombrante di quanto non sia effettivamente. Ciò detto, lo spazio interno ricavato a fronte di un interasse di  2 metri e 63 non è affatto male. Dietro si sta piuttosto comodi e non è azzardato pensare di affrontare un viaggio in cinque: anche il posto centrale è piuttosto sfruttabile. A rendere più godibile la zona posteriore c'è un tettuccio panoramico che fa parte della dotazione di serie. In seconda fila sono presenti le bocchette d'aerazione e una presa Usb-C.

Il vano di carico è limitato in altezza dal taglio della carrozzeria e dal lunotto spiovente. Oltre a non poter ospitare colli particolarmente alti, offre a valigie e borse una stiva non particolarmente generosa: 360 sono i litri dichiarati. Il bagagliaio non abbonda di accessori per organizzare e fissare il carico. In compenso, ha un pavimento quasi perfettamente a filo con la soglia di carico. 

Equipaggiata con sospensioni  indipendenti sia davanti sia dietro (schema MacPherson all'anteriore, multilink al posteriore), la Cinque ha nel cofano un motore Acteco, un 1.6 litri da 197 CV a 5.500 giri/min e 290 Nm di coppia massima tra i 2.000 e i 4.000 giri/min. Questo quattro cilindri turbo di origine cinese è abbinato a un cambio doppia frizione a sette rapporti e alla trazione anteriore. Il benzina sarà affiancato in futuro da una versione ibrida (non da una bifuel). La novità più imminente è però la variante elettrica: si chiamerà E5, avrà un'estetica rivista nel frontale e in alcuni dettagli, come i cerchi, oltre che un infotainment più grande. Insomma, si differenzierà anche nell'allestimento e nel mix di dotazioni, oltre che nel powertrain. Quest'ultimo prevede un batteria al litio ferro fosfato da 61 kWh e offrirà un'autonomia (dichiarata) nel ciclo Wltp pari a 430 km.

In Italia, la Omoda 5 a benzina sarà proposta in un'unica versione dull optional a un prezzo al momento annuciato sotto i 30 mila euro (sotto i 35 mila, invece, la successiva variante elettrica). L'allestimento comprenderà, tra gli altri, i cerchi di lega da 18", il climatizzatore bizona, strumentazione e infotainment digitali con schermi 10 pollici, il caricatore wireless, la telecamera con visuale a 360 gradi, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, i sedili dal taglio sportivo (con appoggiatesta integrato) e i rivestimenti di ecopelle.  Sul fronte della sicurezza, rispondono presente, tra gli Adas, il cruise control adattivo, il Lane Departure Warning, l'avviso angoli bui, il monitoraggio dell'attenzione del conducente, il Lane change assit, il Traffic Jam Assist e la frenata automatica anche in retromarcia. A proposito di sicurezza, l'Omoda 5 a benzina ha ottenuto 5 stelle nei test Euro Ncap.

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Mercedes-Benz - Frenata sulle elettriche: "Parità di costo lontana, svilupperemo ancora endotermiche"

4 Ruote - Feb 22,2024

Si allunga l'elenco dei grandi costruttori automobilistici che stanno rallentando la (propria) transizione verso la mobilità elettrica, soprattutto per il generale rallentamento della domanda. A colossi del calibro della Ford o della General Motors, ora si aggiunge la Mercedes-Benz: la Casa di Stoccarda, nel corso di una lunga giornata iniziata con la pubblicazione dei risultati del 2023 e culminata con la conference call con gli analisti, ha ridimensionato le sue aspettative sulla crescita delle richieste del mercato e, pertanto, ha deciso di proseguire i programmi di sviluppo dei suoi motori endotermici. Questi ultimi saranno aggiornati anche nel prossimo decennio, ossia dopo quel 2030 che fino a pochi mesi fa era considerato dai vertici aziendali come uno snodo cruciale per il futuro elettrico della Stella a tre punte. Nel 2021, per dire, la Mercedes aveva annunciato l'intenzione di diventare un costruttore esclusivamente elettrico entro la fine del 2030, passando per un 2025 fatto di sole piattaforme native; a patto, però, di essere in sintonia con le condizioni di mercato.  

La frenata. Ora, arriva una netta revisione delle strategie produttive e, ovviamente, commerciali. Se prima a Stoccarda ritenevano possibile arrivare già nel 2030 con un mix di vendite composto per il 100% da elettriche, ora si prevede di raggiungere il 50%. E comprendendo le ibride. Il cambio di rotta conferma dunque la 'conditio sine qua non' indicata nel 2021: la Mercedes sta rallentando la transizione perché ha intenzione di soddisfare "le diverse esigenze dei clienti fino al 2030", ossia anche di quella parte del mercato che molto probabilmente non passerà all'elettrico per un motivo o per un altro. Durante la conference call sui risultati finanziari del 2023, l'amministratore delegato Ola Källenius è stato chiaro: le elettriche costeranno più delle auto tradizionali "per molti anni", allontanando sempre di più quella parità di costo che si pensava a portata di mano. Non è la prima volta che Källenius manifesta il suo pessimismo sulle Bev: alla fine dello scorso anno, il top manager si era detto sicuro che gli europei non avrebbero accettato una mobilità di sole elettriche neanche alla fine del decennio e pochi giorni fa, in un'intervista alla Die Zeit, ha chiarito definitivamente che la Mercedes non ha fissato alcuna data per l'addio ai motori a combustione: insomma, anche a Stoccarda si trovano ad dover affrontare la realtà di un mercato che va in una direzione contraria rispetto a quella indicata da politici e istituzioni europee. 

Nuova strategia. Ulteriori conferme sulla frenata in corso si leggono in altre dichiarazioni di Källenius: per esempio, la strada verso la mobilità elettrica "non è un cammino in linea retta" e il ritmo della trasformazione sarà "determinato dai clienti e dal mercato". E questo si traduce in una maggior flessibilità nella gestione dei motori a combustione: la Mercedes porterà comunque avanti la sua strategia elettrica, ma continuerà anche ad aggiornare le produzioni tradizionali. "Non ci sarà un'architettura completamente nuova  per i modelli con motori a combustione, ma stiamo lavorando per rinfrescare quelle esistenti e sviluppando tutta la gamma endotermica per rispondere alle future normative sulle emissioni", spiega la Casa. Comprese quelle che entreranno in vigore in Usa nel 2027, oppure l'Euro 7. Infine, una novità che fino a oggi pareva impensabile: lo sviluppo, già in corso, di un "nuovissimo quattro cilindri benzina entry level", che sarà lanciato sul mercato "circa 9-12 mesi dopo il debutto del primo modello elettrico sulla piattaforma Mma".

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F.1, Test Bahrain - Giorno 2, Ferrari in testa con Carlos Sainz

4 Ruote - Feb 22,2024

La seconda giornata di test in Bahrain si è chiusa con la migliore prestazione della Ferrari di Carlos Sainz, dopo la buona performance fatta segnare dal compagno di squadra Leclerc in mattinata e che gli è valso poi il sesto tempo di giornata.

Una buona giornata. La SF-24 è apparsa fin da ieri una vettura equilibrata e guidabile. Sembra essere ancora lontana dalla Red Bull RB20, ma a far ben sperare sono stati i tempi dei long run di oggi apparsi particolarmente costanti e competitivi. Il degrado delle gomme, nelle condizioni odierne, non è sembrato più un problema. Interessante il long run di Sergio Perez che ha certamente confermato che la RB20 partirà con tutti i favori del pronostico per questo Mondiale, ma al tempo stesso ha dimostrato che il passo della Rossa non è così lontano, almeno confrontando i tempi di Perez.

Un tombino rovina il fondo della SF-24. La mattinata per la Rossa è stata complicata da un tombino, sollevato dalla Mercedes di Lewis Hamilton, che ha danneggiato il fondo della SF-24 e che ha poi costretto la direzione gara a sospendere la sessione fino alla risoluzione del problema. Fino a quel momento, Leclerc aveva percorso 36 giri. Il suo programma prevedeva il proseguimento del lavoro di valutazione della monoposto unitamente a quello di messa a punto. Charles ha commentato la sua mattinata così: I primi due giorni di test sono andati e anche oggi abbiamo completato il nostro programma, anche se non ha ancora senso parlare di competitività. Credo che i veri valori in campo si vedranno solamente in qualifica la prossima settimana. Abbiamo fatto alcuni cambiamenti robusti sulla vettura tra ieri e oggi visto che abbiamo cominciato a lavorare sui dettagli di assetto. Domani continueremo il lavoro e contiamo di sfruttare al massimo l'ultima giornata di test".

Gomme fresche e poco carburante per Carlos. Sainz oggi ha portato avanti un lavoro di messa a punto e valutazione della vettura sulle gomme C3, ma ha anche montato le C4 con le quali ha poi segnato il giro più veloce della giornata. "Il nostro pomeriggio è filato via liscio consentendoci di lavorare sia con poco carburante che con più peso a bordo, il che ci ha permesso di fare delle comparazioni interessanti", ha commentato lo spagnolo al termine della giornata. Domani, Sainz andrà in pista al mattino, per poi lasciare il volante a Charles nel pomeriggio.

Occhio a McLaren e Mercedes. Resta ancora un po' criptica la performance della Mercedes, che non pare brillare particolarmente al momento. Il feeling con la vettura non sembra essere al top, almeno questo emerge ascoltandone parlare lo stesso Lewis Hamilton. Quello che emerge da questa seconda giornata è certamente qualcosa di molto simile all'anno passato: al netto di Verstappen, c'è un apparente equilibrio tra Ferrari, Mercedes e McLaren. Quest'ultima è sicuramente tra le vetture da tenere d'occhio, soprattutto nella simulazione gara di gara che oggi è mancata.

Focus sugli pneumatici. Oggi tutte e cinque le mescole sono state utilizzate dai 17 piloti scesi in pista ma, così come ieri, la C3 è stata la scelta più gettonata. Mario Isola, direttore di Pirelli Motorsport, ha commentato: "Per quanto abbiamo visto finora dall'analisi dei dati non ci sono particolari sorprese in termini di carichi esercitati sui pneumatici. Stamattina il vento ha dato un po' fastidio ai piloti ma nel pomeriggio l'intensità è diminuita, permettendo a tutti di lavorare in condizioni più stabili e con un miglior bilanciamento delle vetture. Molti i long run effettuati ma abbiamo visto anche diverse squadre cominciare a cercare la prestazione assoluta per verificare quale possa essere il limite delle monoposto.

Test Bahrain, Giorno 2 - La classifica dei tempi

1.      Sainz, Ferrari - 1:29.921 - 84 giri

2.      Perez, Red Bull - 1:30.679 - 129 giri

3.      Hamilton, Mercedes - 1:31.066 - 123 giri

4.      Norris, McLaren - 1:31.256 - 52 giri

5.      Ricciardo, Visa Cash App RB - 1:31.361 -  88 giri

6.      Leclerc, Ferrari - 1:31.750 - C3 - 54 giri

7.      Stroll, Aston Martin - 1:32.029 - 96 giri

8.      Ocon, Alpine - 1:32.061 - 78 giri

9.      Bottas, Stake F1 - 1:32.227 - 97 giri

10.  Piastri, McLaren - 1:32.328s - 35 giri

11.  Sargeant, Williams - 1:32.578 - 117 giri

12.  Alonso, Aston Martin - 1:33.053 - 31 giri

13.  Zhou, Stake F1 - 1:33.715 - 38 giri

14.  Gasly, Alpine - 1:33.804 - 33 giri

15.  Magnussen, Haas - 1:36.611 - 93 giri

16.  Hulkenberg, Haas - 1:37.509 - 31 giri

17.  Tsunoda, Visa Cash App RB - 1:38.074 - 40 giri

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Usato - Il futuro del ri-noleggio

4 Ruote - Feb 22,2024

Seicento miliardi di euro: è il valore del mercato dell'auto usata in Europa stimato da uno degli operatori del settore. Un mercato che oggi si divide fra le vendite ai consumatori finali e i passaggi interni al mondo dealer, costruttori, società di noleggio, commercianti. Questi flussi influiscono sulle stesse quotazioni attuali e previsive dei veicoli, dove già oggi pesano le flotte di centinaia di migliaia - o di milioni - di veicoli intestati ai big del noleggio. Alle formule di determinazione del prezzo già complesse sono inoltre destinate ad aggiungersi ulteriori variabili. Oggi i responsabili del remarketing delle società di noleggio si confrontano con grandi numeri di veicoli, segmenti e range di anzianità. Lo sviluppo di forme di distribuzione più variegate (abbonamento, condivisione, noleggio a breve o a 36-48 mesi) farà crescere l'incidenza delle vetture usate più giovani e dalla carriera tracciabile. Un patrimonio che alcuni grandi player hanno già dichiarato di non volersi far sfuggire, dirottando una parte del prodotto verso nuovi cicli di vita: dopo un periodo di quattro anni come tradizionale auto aziendale, ha dichiarato recentemente il ceo di Arval, Alain van Groenendael, altri quattro anni in noleggio secondario. L'opportunità per incidere ancora di più sul mercato, ma anche una soluzione per privati altrimenti destinati a rinunciare all'auto.

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Fiat - La Casa torinese cresce del 12%: è il marchio di Stellantis più venduto al mondo

4 Ruote - Feb 22,2024

Il gruppo Stellantis racchiude al suo interno 14 marchi e per il terzo anno consecutivo Fiat si conferma quello più venduto a livello globale. Con 1,35 milioni di unità commercializzate nel 2023 la Casa torinese ha aumentato il suo volume di vendite del 12%. I migliori risultati arrivano da Europa, Sud America, Medio Oriente e Africa: in particolare, la Fiat è leader di mercato in Italia (con una quota del 12,8%, trainata dalla Panda), in Brasile (21,8%, grazie agli ottimi risultati del pick-up Strada) e in Turchia (15,7%, con la Tipo). Da sottolineare in particolare il risultato in Algeria, dove è stato aperto lo scorso anno uno stabilimento e dove la Fiat detiene una quota di mercato record, pari al 78,6%.

I risultati in Italia. Nel 2023 sono state 175mila le Fiat vendute in Italia, pari all'11,1% del totale. A spingere le vendite sono state la Panda e la 500 Hybrid, che da sole hanno i 2/3 del mercato delle citycar. Sempre nell'ambito delle piccole, ma elettriche, la più venduta è stata la Fiat 500e, che anche in Europa conquista una quota del 14,7% nel segmento A+B Bev. Risultati record anche per i veicoli commerciali, che vedono il Ducato, il Doblò e il Fiorino al primo posto nei rispettivi segmenti: con 51 mila immatricolazioni, nel 2023 la quota di mercato di Fiat Professional è arrivata al 26,1%.

Il boom del Sud America. Con oltre 542 mila auto immatricolate nel 2023 (45.300 in più rispetto all'anno precedente), la Fiat è leader in Sud America, staccando la seconda posizione di quasi centomila pezzi. In Brasile è leader nel segmento delle utilitarie (140.200 unità e 22,6% del segmento), dei pick-up (172.000 vetture e una quota del 42,6%) e dei furgoni (26.250 unità e una quota del 44,5%). Il veicolo più venduto è il pick-up Strada: parliamo di 120.600 unità, oari a una quota di mercato del 5,5%. In Argentina la berlina compatta Fiat Cronos è l'auto più venduta dal 2021, con una quota (nel segmento B-Sedan) del 71,3%.

Si chiama Egea, ma è la Tipo. Da cinque anni, la Fiat mantiene in Turchia il primato di marchio più venduto, con una quota di mercato che nel 2023 è arrivata al 15,7% del totale: merito soprattutto della Fiat Egea (il nome con cui viene commercializzata la Tipo), l'auto più venduta in Turchia per l'ottavo anno di fila. La Casa torinese è poi entrata in Algeria lo scorso marzo, presentando sei modelli diversi e confermandosi subito leader di mercato con una quota record del 78,6% e più di 50 mila auto vendute nel 2023 (in particolare Tipo, 500 Hybrid e 500X).

Le novità in arrivo. "Nell'ultimo anno siamo cresciuti a livello globale e Fiat ha dimostrato di essere il primo brand di Stellantis in termini di volumi, contribuendo così agli ottimi risultati del Gruppo, spiega Olivier Franois, ceo della Fiat. "Nel 2023, in Europa, abbiamo lanciato due nuovi importanti prodotti: la Fiat 600, che segna il nostro ritorno nel segmento B, e la nuova Topolino. Insieme renderanno ancora più solida la nostra leadership nell'offerta di una mobilità urbana sempre più sostenibile".

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Kimera Automobili - EVO38, l'evoluzione del restomod: 600 CV e trazione integrale

4 Ruote - Feb 22,2024

La EVO38 è lunga 4.055 mm, larga 1.905, alta 1.200 e con un passo di 2.520 mm. Il coefficiente di penetrazione aerodinamica è di 0,50. L'ispirazione per questa vettura nasce dalla Lancia SE038 Mazinga, prototipo famoso per le vistose coperture del motore, rimasto incompiuto e superato dalla Delta S4 a trazione integrale. Il nuovo modello della Kimera riprende lo stile della progenitrice, rendendolo ancora più estremo: all'anteriore troviamo prese d'aria più generose nel paraurti, gruppi ottici con un nuovo disegno interno, una mascherina più squadrata e con un profilo rosso che corre lungo i rettangoli interni. L'elemento più dirompente è però l'enorme bocca sul cofano, che sulla 37 non era necessaria. Nella fiancata, in prossimità delle ruote posteriori è comparsa una sottile presa d'aria per il raffreddamento dei freni. Al posteriore, sotto l'enorme e caratteristico spoiler, il diffusore è più grande. I freni sono autoventilanti con pinze a quattro pistoncini e dischi da 365 mm, tanto davanti quanto dietro. I pneumatici anteriori sono 245/35 su ruote da 18, quelli posteriori 295/30 su cerchi da 19.

Come sulla 037 il motore è in posizione centrale longitudinale, un quattro cilindri in linea da 2.150 cm3 con un turbo abbinato a un compressore volumetrico. La potenza passa da 505 a 600 CV, mentre la coppia massima arriva a 550 Nm. Tante le migliorie e le modifiche apportate alla meccanica, dalla maggiore dimensione delle turbine alla presenza di una valvola pop-off che riduce il lag del turbo; nuovo anche il sistema di distribuzione, che ha permesso di portare ancora più in alto la zona rossa del contagiri. Il cambio è sempre manuale a sei marce, con una rapportatura più corta rispetto alla EVO37. L'atelier cuneese sta lavorando a un cambio sequenziale elettro-attuato a innesti frontali.

Allontanandosi (ma solo un po') dal mondo delle icone dei rally degli anni Ottanta e Novanta, la Kimera 038 adotta una soluzione più moderna, che prevede la ripartizione della trazione tramite il blocco elettroidraulico dei differenziali, gestibile direttamente dall'abitacolo: in questo modo il pilota può escludere totalmente lasse anteriore e godersi i 600 CV scaricati tutti al posteriore. Dal posto guida si potrà regolare anche la taratura delle sospensioni (push rod all'anteriore) e modificare l'altezza da terra dell'auto.

 

La trazione integrale ha portato a un aumento del peso dei componenti della trasmissione, ma la Kimera Automobili punta a mantenere la massa complessiva dell'auto intorno ai 1.100 kg, come la EVO37. Un risultato a cui conta di arrivare utilizzando in maniera massiccia fibra di carbonio e titanio per telaio, impianti e carrozzeria.

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Seat Arona - Black Edition, una serie limitata per il mercato italiano

4 Ruote - Feb 22,2024

La gamma della Seat Arona si arricchisce di una versione speciale, destinata al mercato italiano, denominatas Black Edition. Disponibile solo con la motorizzazione 1.0 TSI da 95 CV, la vettura può già essere ordinata al prezzo di 24.950 euro.

La dotazione di serie. La Seat Arona Black Edition offre di serie i cerchi di lega da 18 Nuclear, la vernice metallizzata (Bianco Nevada, Argento Urban, Grigio Magnetico, Midnight Black o Blu Zaffiro, volendo anche col tetto nero), i vetri posteriori oscurati e i fari full Led con funzione cornering. Nell'abitacolo troviamo il volante e la leva del cambio rivestiti di in pelle, la strumentazione digitale da 10,25", il climatizzatore manuale, due prese USB-C, le bocchette d'aerazione in color grigio metallico e la luce ambientale. La dotazione di sicurezza comprende il cruise control, la frenata d'emergenza con riconoscimento pedoni e i sensori di parcheggio posteriori.

L'offerta di lancio. In occasione del debutto, la Seat propone l'Arona Black Edition con un finanziamento in tre anni (Tan 2,95%, Taeg 4,09%) che prevede un anticipo di 3.000 euro, 35 rate mensili da 199 euro e una maxirata finale (pari al valore futuro garantito) di 13.393,98 euro. Al termine del finanziamento è possibile saldare la maxirata, restituire l'auto oppure sceglierne una nuova.

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Codice della strada - Smartphone alla guida, in arrivo la sospensione breve della patente

4 Ruote - Feb 22,2024

Sta per arrivare la sospensione breve della patente per chi guida con lo smartphone in mano e ha fra uno e 19 punti sulla licenza: minimo una settimana di stop, massimo 15 giorni. La commissione Trasporti ha infatti dato il via libera alla normativa, concludendo l'esame dei 770 emendamenti al disegno legge di riforma del Codice della strada, che entrerà in vigore dopo il sì definitivo del Parlamento. Per capire di che si tratta, ecco qual è la multa oggi e quale sarà un domani.

Le regole di oggi. Adesso, è vietato guidare con smartphone in mano: è ammesso solo l'uso di vivavoce o di auricolare purché l'automobilista abbia adeguate capacità uditive a entrambe le orecchie che non richiedono per il loro funzionamento l'uso delle mani. Per chi sgarra, multa di 83 euro e taglio di cinque punti patente. Commettendo l'identica infrazione in due anni (recidiva), sono previste una multa di 83 euro, la sottrazione di cinque punti e la sospensione della patente da uno a tre mesi. Per lo stop alla licenza serve l'autorizzazione del prefetto (articolo 173 del Codice della strada).

La stretta in arrivo. Appena la legge diverrà effettiva, la guida con smartphone in mano sarà punita in altro modo: 83 euro, taglio di cinque  punti patente e possibile, immediata sospensione breve della licenza. A chi e per quanto tempo? Una settimana senza patente se l'automobilista ha fra 10 e 19 punti:, 15 giorni se ha da uno a 9 punti (in entrambi i casi, il doppio se l'utente causa un sinistro). Niente mini stop alla licenza per chi ha da 20 punti o più. Le Forze dell'ordine ritireranno immediatamente la licenza: non sarà necessario l'ok del prefetto. La patente verrà conservata da Polizia o Carabinieri e riconsegnata al termine del periodo. Commettendo l'identica infrazione in due anni (recidiva), verranno applicate una multa di 83 euro, la sottrazione di cinque punti e la sospensione della patente da uno a tre mesi. Stesso schema, con sospensione breve immediata della patente, per varie violazioni gravi: vedi, in particolare, il superamento del limite di velocità di oltre 10 km/h e meno di 40 km/h.

Gli obiettivi. La finalità del legislatore è migliorare la sicurezza stradale, arginando il fenomeno della distrazione da smartphone. Tuttavia, l'Asaps (Amici Polstrada) esprime qualche perplessità sull'effettivo potere deterrente della novità, perché oggi solo 818.000 persone su 39,2 milioni di patentati hanno meno di 20 punti: la stretta, insomma, riguarderebbe pochi automobilisti. 

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Fiat - Olivier Franois: "Vorrei rifare la 600 Multipla e lo 'squalo' della DS"

4 Ruote - Feb 22,2024

Olivier Franois, ceo della Fiat e della Abarth nonché direttore marketing del gruppo Stellantis, ha raccontato la sua storia (punteggiata di aneddoti) e le sue ambizioni automotive nel podcast "Wolf - Storie che contano", condotto da Fedez. Nel corso della prima parte dell'intervista, andata in onda ieri, il manager francese "ormai italiano" (ipse dixit) racconta del suo arrivo in Lancia, dopo gli esordi in Citroën: la Casa torinese, allora guidata da Luca de Meo, aveva appena presentato la concept della Fulvia (era il 2003), disegnata dal Centro Stile diretto da Flavio Manzoni. Un'auto che Franois avrebbe voluto portare sul mercato, ma che non aveva un pianale su cui potesse essere costruita. C'era quello della Punto, ma ne sarebbe uscito "solo un brutto anatroccolo" e dunque tutto venne accantonato.

La 600 Multipla e lo "squalo". L'idea di riportare in auge alcuni dei più iconici modelli del passato non è però scomparsa dalla mente di Franois. Tra i tanti progetti a cui sta lavorando, il manager francese ne cita almeno un paio: "Vorrei rifare in chiave moderna la nuova Déesse, lo 'squalo', e una macchina geniale, più bella che brutta, la prima 600 Multipla: aveva il davanti che sembra il dietro, e il dietro che sembra il davanti, era bellissima, aveva sei posti e con gli ingombri di una 500. Io vorrei rifare macchine come queste". Rispetto alla Fulvia del passato, e ai problemi produttivi di vent'anni fa, ora c'è tutto il gruppo Stellantis con le sinergie tra i suoi diversi brand, con la condivisione di tecnologie e piattaforme che rendono più concrete (ma comunque non ufficiali) queste ipotesi.

La 500e e DiCaprio. "Io credo enormemente nella mobilità elettrica urbana", continua Franois. "Credo che ci metteremo un po' ad andare in giro con le macchine elettriche per fare Milano-Napoli, ma per girare a Milano e dintorni la macchina più bella che c'è è la 500 elettrica". E proprio in questi giorni è in fase di lancio negli Stati Uniti la piccola Bev italiana, il cui primo lotto è già andato sold out. I primi tre esemplari, one-off personalizzati da Bulgari, Armani e Kartell, sono stati venduti all'asta per un totale di 1,2 milioni di dollari, 400 mila dollari ciascuno. I proventi andranno all'organizzazione Re:Wild, fondata da Leonardo DiCaprio (presente alla serata), per finanziare i suoi progetti di conservazione della biodiversità del nostro pianeta. 

L'incontro con Marchionne. I successi di Franois in Citroën Italia (che ha portato dal 3% al 7% di quota di mercato, grazie a iniziative come le pubblicità con Simona Ventura nei panni di "SuperSimo") sono arrivati principalmente a spese della Fiat, che non a caso ha cercato più volte di portarsi in casa il talento del manager parigino. "Ci ha provato - inutilmente - anche Lapo Elkann, che si è presentato alla sede della Citroën Italia a bordo di una Maserati", e per due volte anche Marchionne. Un incontro, quello con il manager italo-canadese, che ha convinto Francois a rimanere in Italia, dove vive attualmente. "Marchionne mi portò in Chrysler per provare a salvarla: viaggiavamo in aereo, di notte, tra Detroit e Torino almeno una o due volte alla settimana", racconta Francois,."Giocavamo a poker, bevevamo grappa e ascoltavamo musica. Lui non dormiva mai. Andava a dormire solo quando vinceva la partita". 

Lo spot della Renegade. Agli inizi della sua carriera Franois è stato anche musicista e produttore discografico, ma ancora oggi il suo legame con il mondo della musica è molto forte. "So che Pharrell Williams ti manda in anteprima le sue tracce da farti ascoltare, dice Fedez. Sì, mi mandano tutti le loro canzoni", risponde lui. Nel 2015 FCA stava cercando un brano per lo spot di lancio della Jeep Renegade negli Stati Uniti. Franois conosceva personalmente il vicepresidente della Interscope Records, che aveva sotto contratto gli allora sconosciuti X-Ambassadors, che stavano lavorando a un pezzo chiamato "Renegades". La canzone, racconta Franois, "è stata scritta attorno al mio tavolo da lavoro a Detroit, pensando alla macchina". Il resto, come si dice in questi casi, è storia.

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Alfa Romeo - Sono questi gli interni della Milano?

4 Ruote - Feb 22,2024

Quelli che potrebbero essere gli interni della nuova Alfa Romeo Milano sono apparsi sui social. Il condizionale è d'obbligo visto che si tratta di disegni di brevetto depositati e apparsi online nella notte. I dettagli delle varie immagini - che comprendono volante, sedili e tunnel centrale (gallery qui sopra) -, però riportano al presunto stile della nuova B-Suv Alfa Romeo, il cui debutto è atteso per il prossimo mese di aprile. Sia in veste 100% elettrica (una prima assoluta per il marchio di Arese, che dopo la Milano presenterà solamente modelli di serie a batteria, a partire dalle nuove Giulia e Stelvio), sia con motori termici elettrificati.

Nuova forma per l'infotainment? Ma cosa ci fa pensare che questi possano essere gli interni della sport utility italiana? L'indizio principale riguarda le forme della parte superiore, i cui tratti distintivi erano già visibili in alcune immagini ufficiali pubblicate dalla Casa, come quelle dei prototipi camuffati in pista a Balocco. Dal disegno depositato si possono vedere le due piccole gobbe sotto alle quali verrà integrato il quadro strumenti digitale e pure la posizione dell'infotainment - sotto il bordo superiore della plancia - corrisponde. Proprio il touch screen è uno dei dettagli più interessanti di questa immagine, visto che non ha la classica forma rettangolare, ma ha un lato obliquo: recentemente diversi costruttori hanno presentato display Lcd dalla forma non canonica (vedi le concept BMW o l'Oled tondo delle nuove Mini) ed è dunque possibile che per il suo nuovo modello l'Alfa possa aver deciso di integrare un pannello totalmente inedito per il gruppo Stellantis. Non è però da escludere che si possa trattare di un semplice inserto pensato per rendere più dinamica la plancia, con il touch screen che potrebbe così rimanere di forma classica. Analizzando l'immagine, possiamo anche vedere che sopra all'infotainment saranno integrate due bocchette d'aerazione rettangolari, che si abbineranno ad altre due aperture rotonde ai lati. La regolazione del clima sarà affidata a pulsanti fisici, con una tastiera che sembra essere derivata da quella già ampiamente utilizzata su diversi modelli del gruppo, con piccole levette per il controllo di temperatura e funzioni varie affiancate sulla sinistra dalla rotella per la gestione del volume dell'impianto audio.

La parentela si vede sulla plancia. Trattandosi di un modello basato sull'ultima evoluzione della piattaforma Cmp ex-PSA, alcuni dettagli secondari riprendono quelli di altri modelli del gruppo. Due esempi sono il selettore della trasmissione e quello delle modalità di guida, che non saranno gestite da quella che sembra essere una manopola rotonda che sovrasta il tunnel, che invece potrebbe integrare il pulsante d'avviamento della vettura. Un altro dettaglio che si può carpire da queste immagini è la probabile assenza di bocchette d'aerazione integrate nel mobilietto centrale per la seconda fila: il profilo posteriore appare infatti troppo inclinato per poter essere funzionale alla diffusione dell'aria condizionata, ma è ancora presto per poterlo dire con certezza.

Piatto sotto. Il volante sembra invece essere d'impostazione tradizionale, con qualche dettaglio personale come il fondo piatto o le razze inferiori che sembrano richiamare le forme del Trilobo (che, ricordiamolo, sulla Milano avrà una forma tutta nuova). Come si può vedere, i pulsanti non sono quelli definitivi, ma si tratta semplicemente di un'immagine specchiata: sulla destra vi saranno quelli per la gestione del sistema multimediale, mentre sulla sinistra troveranno posto quelli degli Adas, che comprenderanno anche un sistema di guida assistita di livello 2.

Anche integrale? Forse... I sedili, invece, sembrano avere delle forme più votate al confort che alla dinamica, com'è giusto che sia su una Suv pensata per il grande pubblico. D'altronde gli Alfisti non si devono aspettare un modello dall'impostazione marcatamente sportiva: spazio per il divertimento ci sarà eccome, viste le premesse fatte dalla Casa, che punta ad avere "la dinamica di guida migliore della categoria". Tuttavia, dentro al cofano dovrebbero trovare spazio dei propulsori con potenze attorno ai 150 CV: l'elettrica dovrebbe riprendere il powertrain, debitamente ricalibrato, delle sorelle già sul mercato e proporre un'unità anteriore da 156 CV alimentata da una batteria da 54 kWh lordi per circa 400 km d'autonomia. Le termiche, invece, riproporranno lo schema che il gruppo definisce mild hybrid a 48V e potrebbero avere una potenza complessiva di 136 CV. Non è infine da escludere l'arrivo di una versione Q4 (che, ricordiamolo, non tirerà in ballo un albero di trasmissione centrale, visto che richiederebbe ampie modifiche alla piattaforma), magari gestibile proprio da quel selettore rotativo di cui abbiamo parlato qualche riga più in alto. Ma non si può ancora dire se deriverà dall'elettrica (anche se pare strano, visto che le versioni sportive delle sorelle Lancia Ypsilon e Fiat 600e saranno a trazione anteriore), oppure se a Torino s'inventeranno qualcosa di diverso. Alla spina oppure no.

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Fiat - Mirafiori ha prodotto le prime Fiat 500e per gli Usa

4 Ruote - Feb 22,2024

Lo stabilimento Stellantis di Mirafiori ha prodotto i primi esemplati della Fiat Nuova 500 Red Edition destinati agli Stati Uniti: il loro arrivo nelle concessionarie statunitensi è previsto entro la fine di marzo. Tra l'altro, il primo lotto di vetture ordinato risulta già venduto: Stellantis North America afferma, infatti, che la "prima dotazione per i dealer americani" ha registrato il "sold out" in meno di una settimana. "La 500e è stata immatricolata in più di 185.000 unità in tutto il mondo dal suo lancio e sta svolgendo un ruolo rilevante nella transizione verde delle città, portando avanti il percorso di elettrificazione del marchio", commenta il responsabile del brand Olivier Franois.

Il listino. La Fiat 500 elettrica torna sul mercato Usa dopo quasi cinque anni di assenza, con una denominazione diversa da quella nota in Italia (negli States si chiama solo Fiat 500e) e a un prezzo consigliato di 32.500 dollari (29.952 euro al cambio attuale): al listino, però, bisogna aggiungere altri 1.595 dollari di spese di consegna, altri oneri e sottrarre eventuali incentivi. Negli Stati Uniti, infatti, il cinquino a batteria può beneficiare del credito fiscale di 7.500 dollari valido a livello federale e di altre agevolazioni concesse dalle autorità statali e locali. Rispetto alla versione europea, ci sono alcune differenze: la batteria da 42 kWh è la stessa della versione nostrana, ma l'autonomia viene stimata in 149 miglia: sono circa 240 chilometri, 60 in meno rispetto ai 320 calcolati secondo i parametri del ciclo Wltp in vigore in Europa. Anche negli Stati Uniti, l'offerta include la wallbox per la ricarica di Free2move Charge.

 

 

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