Aggregatore di feed

Volkswagen - Hitech e anche GTI, ma non subito: la nuova Golf elettrica punta al 2028

4 Ruote - Feb 17,2026
Cosa c'è nel futuro della prossima Volkswagen Golf elettrica? La versione a batteria della best seller tedesca era in predicato di arrivare quest'anno o al massimo il prossimo, ma la profonda crisi che sta attraversando l'industria automobilistica mondiale sta stravolgendo i piani di Wolfsburg. I punti fermiLa nuova Volkswagen Golf sarà costruita sull'architettura SSP (acronimo di Scalable Systems Platform) a 800V, presentata inizialmente nel 2021 e afflitta da diversi ritardi e problemi di sviluppo, in particolare da parte della divisione informatica Cariad: la Casa tedesca è corsa ai ripari siglando un accordo con la Rivian per portare avanti la piattaforma. Il suo debutto, previsto inizialmente per quest'anno, è slittato almeno al 2028. La ID. Golf arriverà più avantiAl momento non sappiamo quale sarà il primo modello costruito sul pianale SSP, ma difficilmente sarà la Golf: potrebbe essere la ID. Roc (la T-Roc elettrica) o un altro modello dei marchi Core del gruppo Volkswagen, come la prossima generazione dell'Audi A3. Il progetto della variante a batteria della media tedesca è stato posticipato per via del piano di taglio dei costi e della ristrutturazione dell'impianto di Wolfsburg, dove avrebbe dovuto essere costruita. Non è escluso che si arrivi al 2029. Non sarà la ID.3 rimarchiataAd alimentare il clima di confusione intorno ai prossimi modelli della Volkswagen c'è anche il cambio di strategia in merito alla denominazione dei modelli: addio ai "numeri", le prossime VW elettriche avranno un nome che riprende l'equivalente termica in gamma. Per questo motivo, la ID. 2all è diventata ID. Polo (nella foto sopra), la ID. 2X è diventata ID. Cross (per affiancare la T-Cross), e la ID.4 diventerà, con ogni probabilità, la ID. Tiguan. Diverso il futuro per la ID. Golf: quando arriverà, potrebbe prendere il posto della attuale ID.3, di cui è atteso un profondo restyling entro l'autunno, lasciando questo modello a listino fino alla fine del decennio, quando potrebbe così avvenire il passaggio di testimone. Sarà molto tecnologicaLa nuova piattaforma SSP sviluppata con la Rivian si presenta con numerose novità e tanti punti di interesse, a cominciare dall'architettura a 800V, che permette potenze di ricarica elevate, fino a 350/400 kW. Dal punto di vista software, le principali funzioni dell'auto verranno gestite da poche unità integrate ad alte prestazioni, e non sparse in tanti moduli separati, a vantaggio di efficienza e riduzione dei costi.Sulla ID. Golf arriverà anche un nuovo sistema operativo (che potrebbe chiamarsi VW.OS), capace di gestire funzioni evolute di guida assistita, oltre che di essere aggiornato - anche in maniera importante - over-the-air. Ancora, i modelli costruiti sul pianale SSP avranno nuove batterie unificate con design cell-to-pack, che assicurano una maggiore compattezza ed efficienza energetica, per abbassare i costi e aumentare l'autonomia. Ci sarà anche la GTIDecisamente presto per parlare di motorizzazioni o di batterie, anche se la Volkswagen ha già anticipato che la ID. Golf arriverà anche nelle versioni ad alte prestazioni, che richiamano gli equivalenti termici: la GTI, prevedibilmente con un powertrain single motor a trazione anteriore, e la più performante R con due motori e la trazione integrale. Affiancherà la Golf termicaL'inerzia del mercato nei confronti delle elettriche ha costretto molti costruttori a rivedere la propria strategia nei confronti di un futuro "electric only", Volkswagen inclusa. Nel caso della Golf, questo vuol dire che la versione termica rimarrà in gamma ancora per un bel pezzo.Secondo il CEO della casa tedesca Thomas Schäfer, l'attuale modello (Mk8.5) potrebbe rimanere tranquillamente in produzione "almeno fino al 2035" (quando ci sarebbe dovuto essere lo stop ai motori termici, su cui l'UE ha recentemente fatto una parziale marcia indietro). I ritardi nel progetto ID. Golf e la sua produzione a Wolfsburg potrebbero rinviare anche il piano per spostare in Messico la produzione delle versioni a combustione interna.
Categorie: 4 Ruote

Microlino - Tributo Porsche 917K Le Mans: un pezzo unico in livrea Gulf per la 777 Collection

4 Ruote - Feb 17,2026
Un esemplare unico della Microlino entra a far parte della 777 Collection. Sara Levy, figlia del Presidente del Salone dell'auto di Torino Andrea Levy, ha preso possesso della Microlino Tributo Porsche 917K Le Mans, una versione personalizzata della elettrica costruita alle porte di Torino e ispirata alla vettura numero 20 del film Le Mans del 1970 con Steve McQueen. Arancione, azzurro e nero per la livrea GulfLa livrea ispirata alla Porsche 917K riprende i classici colori dello sponsor Gulf nella variante sviluppata appositamente per la pellicola. La realizzazione della vettura ha richiesto più di 4 mesi: oltre alla verniciatura con mascherature manuali sono stati anche personalizzati gli interni grazie alla collaborazione con La Selleria Tota, utilizzando Alcantara azzurra, arancione e nera. In abbinamento alla vettura è stato creato anche un set di prodotti lifestyle coordinati in collaborazione con Sparco. A 16 anni con 200 km di autonomiaLa meccanica è rimasta quella di serie: la Microlino è lunga 2 metri e mezzo e monta un motore da 12,4 kW (16,8 CV) che le permette di raggiungere i 90 km/h con circa 200 km di autonomia. Può essere guidata con la patente B1 dai 16 anni e servono circa 4 ore di tempo da una presa domestica per la ricarica completa. Le prestazioni sono brillanti in relazione all'uso urbano: i 50 km/h da fermo si raggiungono in 5 secondi.
Categorie: 4 Ruote

Modellini - Ferrari SF25 Lewis Hamilton: la prima Rossa del "Sir" in scala 1:18

4 Ruote - Feb 17,2026
Tenere in mano un modello Bburago è un déjà vu: a tutti da bambini è capitato di averne una tra le mani. Siamo cresciuti e questo marchio è cresciuto con noi, arrivando oggi a un livello di dettaglio competitivo e allineato a brand di buon prestigio.Il numero 44 è quello di Lewis Hamilton e questa è la sua SF25 realizzata con licenza ufficiale Ferrari, in scala 1:18. Per il sette volte campione del mondo, il passaggio in rosso non è stato semplice, ma i collezionisti Ferrari vanno oltre i risultati e, assieme a quella di Leclerc (anch'essa disponibile), sono già in molti ad aver unito la coppia nelle proprie collezioni. Caratteristiche estetiche e livrea 2025Verniciatura in rosso, correttamente interrotta dalle superfici nere del fondo e dagli inserti in fibra di carbonio simulata. La livrea è un mosaico di sponsor ben posizionati anche nelle zone geometricamente più complesse e con un bianco nitido e coprente. Il 44 spicca sul muso e sulle fiancate, mentre il casco giallo di Hamilton seduto all'interno aggiunge un tocco di personalità all'insieme. Dettagli tecnici e aerodinamicaLa monoposto è realizzata con cura: pance scolpite e rastremate verso il retrotreno con una corretta proporzione volumetrica; il muso è affilato e offre l'ala anteriore divisa in più elementi con profili ben separati. Interessante il lavoro sul retrotreno: l'ala posteriore, con paratie laterali sagomate, è ben dimensionata, il diffusore è riprodotto in maniera dettagliata, coerente con la fascia di prezzo, mentre le sospensioni mantengono una geometria e un assetto credibile. Le gomme Pirelli slick con scritte gialle ad identificarne la mescola media sono di buona qualità e combaciano alla perfezione con i cerchi. Abitacolo e fedeltà della replicaL'abitacolo è riconoscibile: halo ben proporzionato rispetto alla figura del pilota, il volante è posizionato a una distanza ergonomicamente credibile dal sedile. In scala 1:18 offre una presenza scenica importante, occupata con autorevolezza. Prezzo e posizionamento sul mercatoIl rapporto qualità-prezzo resta uno dei punti di forza: Bburago democratizza l'accesso alla Formula 1 attuale, mantenendo una resa complessiva convincente. Non è un modello per il purista del cablaggio, ma per chi desidera avere in vetrina la prima Ferrari di Hamilton senza affrontare le cifre dei marchi "griffati". Sul sito ufficiale può essere vostra a 79,99 .
Categorie: 4 Ruote

Stellantis - Mirafiori si rafforza: alle Carrozzerie arrivano i primi 80 neoassunti per la Fiat 500 Hybrid

4 Ruote - Feb 17,2026
Stellantis ha annunciato l'inserimento, alle Carrozzerie di Mirafiori, dei primi 80 lavoratori destinati a rafforzare l'organico e a sostenere l'incremento della produzione della nuova Fiat 500 Hybrid. Gli operai sono stati assunti nel quadro di un più ampio piano di reclutamento che prevede altri 160 ingressi entro la fine di febbraio e ulteriori assunzioni a marzo.Nel complesso, il gruppo prevede l'inserimento di oltre 430 persone tra il complesso di Mirafiori e altre strutture e attività sparse tra Torino e il Piemonte (Economia Circolare, Powertrain, Parts & Services e Verrone). Ricambio generazionale e aumento dei volumiI neoassunti, tutti diplomati, hanno un'età media di 24 anni, l'ideale per ringiovanire la forza lavoro di Mirafiori: alle Carrozzerie l'anzianità raggiunge, in media, i 54 anni.Questi giovani spiega Giuseppe Manca, Responsabile delle Risorse Umane di Stellantis in Italia rientrano in un'importante iniziativa di ricambio generazionale che stiamo portando avanti dallo scorso anno in Italia, quando abbiamo inserito quasi 500 persone, di cui 120 ingegneri, sempre a Torino. Anche nel 2026 prevediamo di inserire in azienda nuovi colleghi, tra cui appunto gli oltre 400 del complesso di Mirafiori , di cui oggi abbiamo avuto un primo inserimento. Quanto successo oggi è un ulteriore esempio tangibile dell'impegno di Stellantis in Italia.I nuovi lavoratori hanno già iniziato i corsi di formazione e nei prossimi giorni entreranno al lavoro lungo le linee di produzione. Il loro ingresso sarà funzionale a sostenere il programma di incremento produttivo annunciato dal gruppo in occasione dell'avvio dell'assemblaggio della 500 ibrida.Lo scorso novembre, l'amministratore delegato Antonio Filosa (nella foto sotto durante una sua visita all'impianto torinese) ha annunciato l'atteso ripristino di un secondo turno lavorativo, che partirà proprio a marzo. Il responsabile del marchio Fiat, Olivier Franois, ha inoltre confermato un aumento dei volumi programmati:A luglio avevo detto che ne avremmo prodotte 5 mila unità entro l'anno. Mi ero sbagliato ne faremo oltre 6 mila. L'impatto su Mirafiori? 100 mila unità all'anno. Le speranze di rilancioLa Fiat 500 ibrida rappresenta dunque l'ultima speranza di rilancio di una fabbrica che ha fatto, letteralmente, la storia dell'automobile e della società italiana. I primi numeri sono già positivi, ma il trend dovrà, per forza di cose, trovare conferme nei prossimi mesi.Di recente, l'Anfia ha diffuso i dati preliminari sui volumi produttivi in tutte le fabbriche italiane. Il 2025 si è chiuso con 238 mila vetture assemblate e un calo del 19,8% rispetto a un 2024 già particolarmente drammatico. Tuttavia, il solo mese di dicembre, con circa 22.000 auto, ha registrato un balzo del 104,3%.Gran parte della crescita a tripla cifra si deve proprio alla nuova 500. Secondo l'ultimo rapporto della Fim-Cisl, Mirafiori è stato l'unico sito italiano di Stellantis in crescita nel 2025: ha prodotto 30.202 unità, il 16,5% in più rispetto al 2024. Il sindacato ha però sottolineato come sia stato proprio il cinquino ibrido a invertire il trend fortemente negativo dei primi nove mesi dell'anno: 18.450 unità e un calo del 17% sul pari periodo dell'anno precedente.In circa un mese di attività, Mirafiori ha sfornato 4.580 esemplari della nuova 500, un dato in linea con i programmi produttivi, che prevedono un progressivo aumento dei volumi. Anche i numeri di mercato elaborati dall'Unrae stanno fornendo indicazioni incoraggianti: se a dicembre le immatricolazioni, solo in Italia, sono state 593, a gennaio sono quasi raddoppiate, raggiungendo le 937 unità.Siamo ancora lontani dai fasti del passato, ma quantomeno si tratta di un primo segnale di rinnovata speranza per Mirafiori. 
Categorie: 4 Ruote

Formula 1 - Pneumatici, Pirelli punta a restare fornitore unico fino al 2028

4 Ruote - Feb 17,2026
Mentre i riflettori sono puntati sulle nuove monoposto, nel paddock della Formula 1 corrono le strategie industriali: Pirelli, infatti, sta valutando il prolungamento di una partnership chiave, per consolidare il proprio ruolo nel Circus fino al 2028, confermando la posizione di fornitore unico di pneumatici che detiene ininterrottamente dal 2011. L'attuale contratto copre il triennio 2025-2027, con opzione per l'anno successivo, che l'azienda potrebbe esercitare. L'eventuale estensione dell'accordo si inserisce in una fase di transizione regolamentare per la F1, che accompagnerà il passaggio tecnico al nuovo ciclo 2026. Iniziano i test chiave sulle gommeIntanto, prendono il via in Bahrain i test pre-stagionali della Formula 1, con le nuove monoposto in pista. Banco di prova anche per gli pneumatici: la Pirelli fornirà tutte e cinque le mescole da asciutto e ogni team utilizzerà 24 treni per lavorare sulle prestazioni delle vetture.  Sono prove chiave anche per il programma di sviluppo delle gomme con impronta a terra ridotta previste dal regolamento. Il sigillo sul motorsport mondialeE se dal 2024 già fornisce Moto2 e Moto3, nel 2027 la Pirelli entrerà anche in MotoGp come fornitore unico della classe regina, con un contratto quinquennale che andrà fino al 2031. Considerando l'impegno in F1 e in campionati tra cui FIA Formula 2 e Formula 3, si tratta di un'egemonia tecnologica nel motorsport d'élite: un unico brand associato al mondo della velocità.
Categorie: 4 Ruote

Dopo maniglie e cloche - La Cina vieta davvero gli schermi in auto? No, ma tornano i tasti fisici. Ecco perché

4 Ruote - Feb 16,2026
La Cina dice basta agli abitacoli dominati dagli schermi, che possono distrarre il conducente peggiorando la sicurezza stradale: il ministero dell'Industria e dell'Informatica intende imporre l'uso di tasti fisici per le funzioni essenziali.Se la proposta diventerà realtà, il requisito sarà obbligatorio solo per le auto di nuova produzione dal 1 luglio 2026. In ogni caso, gli schermi resteranno centrali per infotainment, navigazione e impostazioni secondarie: non è vero, a differenza di quanto riportato da diversi media, che i touchscreen spariranno. Ecco cosa cambiaPer quanto riguarda visibilità e comunicazione con gli altri utenti della strada, non si potrà più fare affidamento sui sottomenù digitali: diventano obbligatori i comandi fisici per indicatori di direzione (frecce), indicatori luminosi di segnalazione di pericolo e clacson.L'obiettivo è permettere al conducente di segnalare un pericolo o una manovra in modo istantaneo, senza distogliere lo sguardo dalla strada.Una delle novità più rilevanti riguarda la trasmissione: per le posizioni P/R/N/D (Parcheggio, Retromarcia, Folle e Drive) sarà vietato il cambio marcia esclusivamente tramite schermo. I produttori dovranno quindi reinserire selettori, leve o pulsanti fisici.Inoltre, l'interruttore di attivazione dei sistemi ADAS, come mantenimento della corsia o cruise control adattivo, dovrà essere un tasto fisico facile da inserire o disinserire con un gesto immediato.Discorso analogo per tergicristalli e sbrinatore/disappannante, fondamentali per la visibilità in caso di maltempo. Lo stesso vale per alzacristalli elettrici, sistema di chiamata d'emergenza e, per le auto elettriche, l'interruttore di spegnimento generale, che dovrà restare operativo anche se il sistema informatico di bordo dovesse andare in crash. Addio ai design minimalistiI funzionari cinesi mettono così la parola fine al design minimalista degli abitacoli delle vetture elettriche, caratterizzato dalla quasi totale assenza di pulsanti fisici: un grande tablet centrale che ospita la maggior parte delle funzioni del veicolo, talvolta affiancato da un display di intrattenimento per il passeggero, con la possibilità di navigare tra infiniti sottomenù digitali. Una tendenza introdotta da Tesla e seguita da diversi marchi orientali, in particolare BYD e Xiaomi. I requisitiI tasti fisici dovranno essere accessibili, utilizzabili e azionabili alla cieca durante la guida, riducendo la distrazione causata dagli schermi: il guidatore potrà affidarsi alla memoria tattile per attivare una funzione.L'area operativa minima dei comandi sarà di 10 x 10 millimetri, e i tasti dovranno essere collocati in posizione fissa. Sicurezza stradale: la Cina cala il tris e pensa al pokerLa proposta del ministero arriva dopo il no alle maniglie a scomparsa e il possibile divieto dei volanti-cloche. Una terza misura, quella dei tasti fisici per le funzioni essenziali, che pone la Cina all'avanguardia nella prevenzione degli incidenti stradali e nella limitazione delle loro conseguenze.La stessa bozza stabilisce inoltre standard per i sistemi di guida assistita e altamente assistita di Livello 3 e 4: attraverso prove documentate, le Case dovranno dimostrare che la tecnologia è sicura almeno quanto un conducente umano attento.Un intelligente ritorno al passatoUna rivoluzione pragmatica, quella cinese (mentre l'Europa riflette), che rimette l'uomo al centro: gli incidenti non si prevengono (ancora) con la risoluzione di un pixel, ma con un guidatore sempre attento e pronto a intervenire.Non a caso, Quattroruote ha sempre sottolineato, nelle prove su strada, come un eccessivo impiego di comandi a sfioramento al posto dei tradizionali tasti fisici porti a inevitabili distrazioni: gli infotainment vengono valutati con una pagella dedicata, attribuendo stelle all'indice di sicurezza. Da parte di Pechino, un ritorno al passato che rappresenta, nei fatti, un passo in avanti.
Categorie: 4 Ruote

Stellantis - Citroën Berlingo diesel 2026: il BlueHDi affianca l'elettrico. Prezzi, consumi e allestimenti

4 Ruote - Feb 16,2026
La Citroën aggiorna la gamma della Berlingo e apre gli ordini per la variante diesel con il 1.5 BlueHDi da 100 CV e 250 Nm con cambio manuale sei marce, proposta in promozione a partire da 23.900 euro (con permuta o rottamazione), a fronte di un listino che attacca a 26.550 euro. I clienti potranno scegliere la monovolume compatta a gasolio come alternativa a quella elettrica, confermando così l'approccio multitecnologico deciso dalla nuova strategia di Filosa. La versione diesel dichiara un consumo medio di 5,1-6,1 l/100 km ed emissioni di 135-160 g/km di CO2. Allestimenti Plus e MaxGli allestimenti disponibili per la Citroën Berlingo si chiamano Plus e Max, e sono identici a quelli della versione elettrica, che parte da 35.980 euro. La Berlingo Plus offre di serie il climatizzatore manuale, l'infotainment da 10", i sensori di parcheggio posteriori e il pacchetto standard di Adas, mentre la Max aggiunge i cerchi di lega da 16", le barre sul tetto, la doppia porta scorrevole sui due lati con vetri elettrici, il volante in pelle, i tre sedili singoli nella seconda fila, il lunotto posteriore apribile, la telecamera posteriore e il climatizzatore automatico. Il listino della Citroën BerlingoBerlingo BlueHDi 100 Plus: 26.230 euroBerlingo BlueHDi 100 Max: 28.680 euroBerlingo Elettrico 136 Plus: 35.980 euroBerlingo Elettrico 136 Max: 38.430 euro
Categorie: 4 Ruote

Motori termici - Green, ibrido, efficiente: lHorse H12 Concept è un gioiellino da oltre 30 km/l

4 Ruote - Feb 16,2026
La Horse, joint venture tra Renault e Geely che si occupa di sviluppo e produzione di propulsori endotermici, ha collaborato insieme alla Repsol per realizzare l'H12 Concept, un powertrain ibrido alimentato con benzina ecosostenibile. Con questo motore, progettato in Spagna, è stato raggiunto un picco di efficienza del 44,2% e registrato un consumo medio inferiore ai 3,3 l/100 km, pari a oltre trenta chilometri con un litro. Una riduzione di circa il 40% rispetto alla media fatta registrare dalle auto immatricolate in Europa nel 2023.  Giù anche le emissioniPartendo dalla base del powertrain di serie HR12 con motore 3 cilindri 1.2 litri turbobenzina è stato sviluppato un nuovo sistema di combustione ottimizzato per il carburante sintetico: la compressione raggiunge il valore di 17:1 e sono state modificate anche valvola EGR e sistema di sovralimentazione.La trasmissione integra la componente ibrida e l'intero powertrain garantisce minori attriti grazie all'uso di lubrificanti specifici studiati da Repsol. Secondo le stime dei progettisti, un veicolo equipaggiato con il powertrain H12 Concept e alimentato con benzina rinnovabile è in grado di ridurre le emissioni di 1,77 tonnellate di CO2 all'anno su 12.500 km rispetto ad un modello tradizionale di taglia media.
Categorie: 4 Ruote

Stati Uniti - Los Angeles studia la mega metropolitana: 24 miliardi di dollari per tagliare il traffico

4 Ruote - Feb 16,2026
Una gigantesca metropolitana che taglia in due Los Angeles per eliminare le auto, o almeno per limitarne l'uso: è l'idea dell'autorità del trasporto pubblico della contea, LA Metro. La monumentale opera da 24 miliardi di dollari, denominata Sepulveda Transit Corridor, perforerebbe il cuore urbano della California per creare un'alternativa alle iconiche freeway, rappresentando una sfida ingegneristica da completare nel prossimo decennio.Collegamento super veloceIl mega tunnel sarebbe un collegamento che va da Van Nuys verso il Westside e Santa Monica, un tragitto percorso ogni giorno da milioni di pendolari sulla famigerata Interstate 405, una delle autostrade più intasate del mondo.Secondo le promesse, si viaggerebbe sul mezzo pubblico in 20 minuti attraverso le montagne in direzione nordsud, da Van Nuys a Santa Monica. Un bel risparmio di tempo, considerando che in auto, a seconda del traffico, il percorso richiede fra 40 e 80 minuti.La galleria si integrerebbe con la metropolitana leggera, le linee della metro tradizionale e la rete di autobus di LA Metro, oltre a Metrolink, il sistema ferroviario pendolare regionale.LA Metro prevede 120.000 utenti giornalieri, con treni ogni 2,5 minuti nelle ore di punta.Sotto le montagne di Santa Monica, in una zona sismicaSi tratterebbe di scavare sotto le montagne di Santa Monica, in aree ad alta densità abitativa, utilizzando talpe meccaniche di ultima generazione. Un'operazione estremamente delicata anche perché in una zona sismica: il tunnel dovrebbe resistere a forti sollecitazioni, grazie a segmenti di rivestimento flessibili e giunti con tecnologie all'avanguardia.Il processo di revisione ambientale proseguirà insieme a un coinvolgimento costante della comunità. Pur di scardinare lo storico predominio assoluto dell'auto, la Città degli Angeli scende a patti col demonio: è disposta a una scommessa davvero azzardata.A caccia di risorseFra i numerosi problemi c'è quello delle risorse economiche: i primi fondi provengono dalle misure fiscali approvate dai cittadini, ma LA Metro cercherà ulteriori finanziamenti federali, statali e locali, oltre a potenziali partnership fra pubblico e privato. E The Boring Company di Musk?Il Sepulveda Transit Corridor richiama alla mente il progetto di Elon Musk a Los Angeles, gestito tramite The Boring Company: che fine ha fatto?Una decina d'anni fa, il fondatore di Tesla aveva proposto una rete capillare di tunnel sotto Los Angeles per trasportare auto su pattini elettrici ad alta velocità. Tuttavia, dopo aver scavato una galleria di prova di 1,8 chilometri a Hawthorne, il progetto sotto il Westside di LA è stato abbandonato nel 2018, a causa di una causa legale intentata da gruppi di cittadini locali preoccupati per l'impatto ambientale.L'imprenditore sudafricano ha così spostato il suo focus principale su Las Vegas, dove ha realizzato un sistema di tunnel in cui i passeggeri vengono trasportati su auto Tesla guidate da esseri umani (niente robotaxi, previsti inizialmente), collegando il centro congressi della città.Da notare, però, che mentre il progetto Sepulveda è una metropolitana pesante ad alta capacità, i tunnel di Musk sono pensati per singoli veicoli o piccoli shuttle, con capacità minima.Dall'utopia individuale al trasporto collettivo senza precedenti.
Categorie: 4 Ruote

Sondaggio - L'auto "giusta" non esiste più

4 Ruote - Feb 16,2026
Prezzi in crescita, tecnologie che cambiano in fretta e normative sempre più stringenti: orientarsi nel mercato dell'auto oggi è tutt'altro che semplice. Lo ha sottolineato anche il direttore Alessandro Lago nel suo editoriale su Quattroruote di febbraio, che celebra i nostri primi 70 anni, evidenziando come trovare l'auto giusta sia diventato un esercizio sempre più complesso. A volte, quasi impossibile.La moltiplicazione delle motorizzazioni, l'aumento delle dotazioni e l'evoluzione continua dei modelli rendono difficile capire cosa serva davvero. Non è solo una questione tecnica: è un cambiamento profondo nel modo in cui percepiamo e interpretiamo l'automobile. Oggi ogni scelta comporta compromessi, priorità da rivedere, domande nuove.Per questo, nel mese del nostro anniversario, abbiamo avviato un sondaggio per ascoltare chi vive l'auto ogni giorno. Vogliamo capire quali caratteristiche contano davvero, quali tecnologie creano valore e quali invece generano confusione. I risultati del questionario ci aiuteranno a trasformare opinioni ed esperienze in dati utili per raccontare con ancora più precisione il mondo dell'auto che cambia.Il sondaggio è ancora aperto: se non l'avete già compilato, potrete farlo fino alla fine di febbraio. 
Categorie: 4 Ruote

Cina - Pechino prova a fermare la guerra dei prezzi: stop alla vendita di auto sottocosto

4 Ruote - Feb 16,2026
La Cina impone la fine della guerra dei prezzi che dal 2023 destabilizza il mercato automobilistico più grande del mondo: secondo Bloomberg, infatti, Pechino è intervenuta fissando il divieto di vendite a costi inferiori a quelli di produzione. Promozioni così aggressive da ridurre al lumicino i profitti. L'obiettivo è evitare il fallimento di massa dei piccoli produttori, che non dispongono delle economie di scala necessarie per reggere la corsa sfrenata verso i prezzi stracciati. Stop alla spirale negativaSe infatti giganti come BYD e Geely reggono una simile battaglia sul lungo periodo, esiste il rischio che le Case minori, per risparmiare, compromettano gli investimenti in ricerca, sviluppo e sicurezza delle vetture elettriche e ibride plugin. Una pressione finanziaria con effetti a catena, come le continue richieste di sconti ai fornitori.La definizione di costo di produzioneIl costo di produzione sotto il quale le Case cinesi non possono scendere è dato dalle spese di fabbricazione di un modello, più quelle amministrative, finanziarie e commerciali.La stretta riguarda anche i periodi di prova gratuiti dei servizi software: proibito trasformare in abbonamenti a pagamento le funzionalità non indicate al momento dell'acquisto. Cambiano le prioritàUna sorta di fase due della superpotenza asiatica, che passa dal target della crescita volumetrica a quello della stabilità strutturale negli anni, con tutti i costruttori impegnati a produrre veicoli di qualità.Azione strategica parallela: salari miglioriIn parallelo, Pechino vuole stimolare una domanda interna di auto più forte alzando i redditi disponibili: incentivi per i lavoratori migranti a stabilirsi nelle città con salari superiori, miglioramento di sanità e pensioni. Lo Stato punta a ridurre il risparmio precauzionale dei cittadini meno abbienti, spingendoli a impiegare quelle risorse per comprare vetture nuove.L'intento è anche quello di rendere le Case il meno dipendenti possibile dalle vendite all'estero. I funzionari governativi mirano quindi a trasformare il mercato interno come motore principale della crescita, riducendo la vulnerabilità rispetto a dazi di altri Paesi e crisi globali. Un antidoto al crescente protezionismo anti Cina di Stati Uniti e Unione Europea.
Categorie: 4 Ruote

Seconda mano - Usato, l'età dell'oro è davvero finita? I valori residui delle auto tornano ai livelli del 2023

4 Ruote - Feb 16,2026
Il momento d'oro dell'usato è finito? Dopo la leggera risalita di gennaio 2026, a febbraio il superindice dell'usato di Quattroruote Professional torna a scendere.L'indicatore del Valore residuo medio complessivo delle auto di seconda mano - calcolato in percentuale sul prezzo di listino attualizzato - è infatti diminuito dello 0,33% rispetto a gennaio 2026 e del 3,36% nel confronto con febbraio 2025. L'usato torna ai livelli di inizio 2023Prendendo però a riferimento il massimo storico delle quotazioni, raggiunto a gennaio 2024, il superindice ha perso il 5,25% attestandosi, a febbraio 2026, allo stesso livello di gennaio 2023. Insomma, l'auto usata, al netto delle fisiologiche oscillazioni mensili e delle diverse dinamiche in base alle diverse anzianità e alimentazioni, continua a perdere terreno, seppure a un ritmo più blando rispetto alla crescita impetuosa delle quotazioni registrata nel triennio 2021-2023. Quotazioni medie in calo da due anniIl grafico qui sotto illustra l'andamento del superindice Quattroruote Professional tra gennaio 2020 e febbraio 2026 (base 100 a gennaio 2020), mentre quello più in basso è riferito agli ultimi due anni, a partire da gennaio 2024, mese in cui il superindice raggiunse il suo massimo storico. Le auto più anziane perdono meno valoreCome sempre accade, però, il dato medio complessivo nasconde al proprio interno sfumature e dinamiche diverse a seconda del punto di vista da cui si osserva, per esempio in relazione alle diverse anzianità.Prendendo in considerazione, a titolo di esempio, le auto usate di quattro e di sei anni, il superindice di Quattroruote Professional evidenzia una performance migliore, rispetto a febbraio 2025, delle vetture con 72 mesi, mentre rispetto a gennaio 2026 l'arretramento medio è praticamente identico. A questo proposito, è utile precisare che sia il diverso scostamento rispetto al massimo storico sia la diversa variazione annua si spiegano anche con il fatto che le quotazioni delle auto usate di sei anni hanno continuato a salire, in media, fino a giugno 2025, mentre nel caso delle macchine di quattro anni l'inversione di tendenza era iniziata quasi un anno e mezzo prima, a febbraio 2024.
Categorie: 4 Ruote

Chatbot - Grok arriva sulle Tesla in Europa: ecco cosa può fare lAI di Elon Musk

4 Ruote - Feb 16,2026
La Tesla ha cominciato a distribuire la AI conversazionale Grok sulle proprie vetture circolanti in Europa. Il chatbot di intelligenza artificiale, già disponibile sul social network X (di proprietà di Elon Musk, come la Casa automobilistica), arriva con l'ultimo aggiormento software per i modelli idonei di Model 3, Model Y, Model S e Model X. Le conversazioni con Grok sono anonime e non sono associate al veicolo. Ecco cosa può fare GrokL'intelligenza artificiale Grok, creata dall'azienda xAI (anch'essa di proprietà di Musk), si arriva tramite un comando sul volante o dallo schermo touch a centro plancia, e permette di conversare in linguaggio naturale su argomenti di ogni genere, ma soprattutto aiutare il conducente durante i viaggi: si possono impostare destinazioni sul navigatore, modificare il percorso in tempo reale e attingere al manuale d'uso per farsi spiegare funzionalità poco chiare. Diverse personalitàGrok può essere impostato per utilizzare una delle personalità predefinite, ossia: Ara (femminile ottimista), Eve (femminile rilassante), Leo (maschile british), Rex (maschile calma) e Sal (maschile rilassante). Ci sono poi i diversi comportamenti della AI che possono essere selezionati dall'utente: ci sono quelli di assistente, tutor linguistico, terapeuta, narratore oppure, in alternativa, modalità specifiche per bambini e anche quelle cosiddette Nsfw (Not Safe For Work), riservate ai per maggiorenni, ossia scatenato, sexy, motivazionale, romantico e polemico. Come si fa ad attivarloLa AI di Grok viene scaricata gratuitamente con l'aggiornamento 2026.2.6 del software di bordo. Per poterla utilizzare serve però una connessione Wi-Fi stabile (come l'hotspot del telefono, oppure quella di casa quando si è parcheggiati) oppure un abbonamento al servizio Premium Connectivity. Quest'ultimo è gratuito per le ammiraglie Model S e Model X e a pagamento sulle Model 3 e Model Y dopo il periodo di prova iniziale, al costo di 9,99 euro al mese.
Categorie: 4 Ruote

Cernobbio - Concorso dEleganza Villa dEste 2026: date, auto storiche e anniversari BMW

4 Ruote - Feb 16,2026
Nel fine settimana del 15 maggio torna a Cernobbio, sul Lago di Como, uno degli appuntamenti più attesi per gli appassionati di auto storiche: il Concorso d'Eleganza Villa d'Este si terrà infatti dal 15 al 17 maggio.Ad annunciare le nuove date è stato il BMW Group Classic, da anni responsabile dell'organizzazione dell'appuntamento comasco, in collaborazione con il Grand Hotel Villa d'Este (foto sotto). L'edizione 2026 vedrà circa 50 automobili (le iscrizioni sono ancora aperte e l'elenco non è ancora definitivo) contendersi il Trofeo BMW Group, che viene assegnato dalla giuria al vincitore assoluto del concorso, nonché i premi di sei categorie tematiche.Sotto i riflettori ci saranno le auto che hanno caratterizzato lo stile stravagante degli anni '50, le vetture decappottabili, le leggende Ferrari dell'Endurance, le storiche non restaurate, le gran turismo della seconda metà degli anni '60 e le supercar. Anniversari ed eventiAnniversari ed eventiAnche quest'anno non mancheranno specifici eventi per gli appassionati, non solo di auto d'epoca. BMW Group Classic, che ha confermato l'ormai tradizionale appuntamento riservato alle ultime concept car, festeggerà diversi anniversari sul Lago di Como: il 90 anniversario della BMW 328, il 40 della BMW M3, il 50 della BMW Serie 6 e il 60 della BMW Serie 02.Il fine settimana, che si concluderà con la sfilata delle vetture e la premiazione (come avviene da ormai 15 anni, il vincitore riceverà un cronografo speciale A. Lange & Söhne), vedrà anche la riproposizione del format Amici & Automobili Wheels & Weisswürscht e, per il secondo anno consecutivo, l'organizzazione di un'asta da parte della statunitense Broad Arrow Auctions.All'incanto andranno veicoli di particolare valore storico, tra cui una Ferrari F40 del 1990, una Bugatti Type 43 Roadster del 1929 carrozzata Eugène Matthys e una rara Honda NSX Type S del 1999.
Categorie: 4 Ruote

Stati Uniti - Joint venture CinaUsa per produrre auto negli States: Ford "tenta" Trump

4 Ruote - Feb 16,2026
Capovolgere la strategia che ha caratterizzato il mercato globale per una trentina d'anni: il CEO di Ford, Jim Farley, vuole ribaltare il tavolo. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il top manager avrebbe discusso con esponenti dell'amministrazione Trump una cornice normativa per permettere ai colossi cinesi dell'auto di produrre negli Stati Uniti. L'idea prevede la creazione di joint venture in cui le aziende americane detengano la quota di maggioranza, ricalcando la strategia imposta da Pechino ai marchi occidentali negli anni 1990. L'obiettivo sarebbe quello di integrare la tecnologia cinese, giudicata da Farley superiore in termini di costi e innovazione, proteggendo il mercato interno e l'occupazione nazionale.Una mossa non inattesa, perché la stessa Ford, secondo il Financial Times, avrebbe intrattenuto colloqui con Xiaomi al fine di costituire una joint venture per produrre auto elettriche negli Stati Uniti. Giganti cinesi: opportunità e rischi vero che in passato Trump si è detto aperto all'insediamento di fabbriche cinesi sul suolo americano per creare posti di lavoro, ma il progetto dell'AD di Ford rischierebbe di avere, stando ai funzionari di Washington, implicazioni sulla sicurezza nazionale. Le joint venture in Cina: di che si trattavaQuando l'industria automobilistica cinese era agli albori, i produttori esteri che entravano nel Paese del Dragone erano obbligati a stabilire joint venture con le Case locali come SAIC e FAW. I colossi americani ed europei hanno ottenuto profitti enormi, finanziando per decenni le proprie operazioni globali grazie alle vendite record in Cina. Mentre l'Occidente si concentrava sui motori a benzina, i partner cinesi sfruttavano le collaborazioni per assorbire i processi industriali. Con la rivoluzione elettrica, la nazione orientale ha innovato in autonomia, prendendo il controllo della catena di approvvigionamento delle batterie.Il concetto base di Farley, adesso, è semplice: se non puoi batterli, falli produrre sul tuo territorio, ma alle tue condizioni. Resterebbe tuttavia da sciogliere il nodo della reazione di Pechino: difficilmente il Dragone accetterebbe di partecipare a un match giocato interamente fuori casa e secondo le regole di Detroit, esportando il proprio knowhow elettrico che fa gola agli USA come al resto del mondo.
Categorie: 4 Ruote

Giappone - Honda Super One, cattivissima kei car: ispirata alla City Turbo anni 80, sfiora i 100 CV

4 Ruote - Feb 16,2026
La Honda ha diffuso le prime immagini della versione definitiva della Super One, confermando così il design aggressivo e sportivo della Super-One Concept svelata nel 2025, ispirata a sua volta alla Honda City Turbo degli anni '80. Cattiva in scala ridottaLa Super One deriva dalla keicar N One e: già in commercio, rispetto alla quale guadagna qualche centimetro, rappresentandone di fatto la variante più sportiva e prestazionale. La kei car giapponese è lunga 3.589 mm, larga 1.573, alta 1.616 e ha unpasso di 2.520 mm. Oltre all'esclusivo colore Boost Violet Pearl di queste immagini sono previste modifiche sostanziali alla carrozzeria e all'assetto, come le carreggiate più larghe. L'abitacolo riprende quello della N One e:, con sedili più avvolgenti, dettagli viola e una grafica personalizzata per la strumentazione da 7". In Boost potrebbe sfiorare i 100 CVAl momento non abbiamo ancora i dati tecnici definitivi del powertrain della Super One, ma sappiamo che sarà sicuramente più potente della N-One e:, che arriva a 47 kW (64 PS). Alcune indiscrezioni dal Salone di Singapore lasciano intuire che, in modalità Boost, la piccola kei car elettrica potrebbe arrivare a 70 kW (95 CV). Nessuna informazione neppure sulla batteria, ma il modello da cui deriva ne monta una da 29,6 kWh. In esclusiva per questo modello la Honda ha sviluppato la modalità e:Dash Booster, accessibile da un tasto sul volante, simula cambiate e sound del motore. Strizza l'occhio all'EuropaLa Honda ha annunciato la Super One per il mercato giapponese, ma non è passata inosservata la scelta di svelare la Concept in occasione del Goodwood Festival of Speed 2025: questo potrebbe essere un indizio circa l'intenzione di portare in Europa le kei car giapponesi seguendo lo slancio delle nuove regole che sta studiando la Comunità Europea sul tema E-Car.
Categorie: 4 Ruote

I piani per il gasolio - Stellantis, torna il diesel? Facciamo chiarezza con modelli, motori e strategia reale

4 Ruote - Feb 16,2026
Negli ultimi giorni, il diesel è tornato a far parlare di sé grazie a un articolo della Reuters su un ritorno in grande stile dei propulsori a gasolio nell'offerta dei marchi del gruppo Stellantis. L'agenzia di stampa parla di una sorta di resurrezione silenziosa per una tecnologia ormai demonizzata e finita al di sotto del 10% dell'immatricolato dopo anni e anni di una penetrazione ben oltre il 50%, nonché di un cambiamento strategico finora non riportato e legato al dietrofront sul fronte elettrico.Insomma, qualcosa di improvviso e sorprendente. La realtà è molto ben diversa dalle ricostruzioni di stampa e dal sensazionalismo di alcuni osservatori. il caso, come si suol dire, di mettere i punti sulle i e fare un riepilogo dell'offerta diesel del costruttore, con alcuni dei modelli e, soprattutto, i motori interessati. Una resurrezione già previstaInnanzitutto, Stellantis ha già chiarito le sue intenzioni subito dopo l'uscita di Carlos Tavares e l'arrivo al vertice di Antonio Filosa: l'obiettivo è riportare il cliente e le sue esigenze al centro dell'offerta commerciale. In un mercato ancora poco propenso all'elettrico, il nuovo management ha optato per un approccio multitecnologico che ha rilanciato il diesel anche in un'ottica di riduzione delle emissioni di CO. A tal proposito, bisogna ricordare come, a parità di consumi, i diesel di ultima generazione abbiano livelli emissivi inferiori a quelli dei propulsori a benzina. Inoltre, Stellantis ha omologato tutti i suoi motori ai carburanti avanzati, come i diesel HVO, che, nell'intero ciclo di vita, arrivano ad abbattere l'anidride carbonica di un valore tra il 70% e il 90%. Insomma, il diesel sarà anche demonizzato, ma qualche beneficio lo garantisce.A tal proposito, va ricordato che Alfa Romeo ha allungato la vita delle attuali Giulia e Stelvio fino alla fine del 2027, ma facendo una scelta ben precisa sul fronte delle motorizzazioni. Infatti, la Casa ha dato l'addio al 2.0 turbobenzina da 280 cavalli, mantenendo in gamma il 2.2 turbodiesel (che, a livello di CO, presenta valori inferiori), nelle versioni da 160 e 210 CV. Il segnale al mercato è stato chiaro, ma non l'unico, visto che dalla fine dell'anno scorso i vari marchi del gruppo hanno presentato novità di prodotto con un'ampia gamma di scelte motoristiche: si va dall'elettrico alle ibride fino ai tradizionali propulsori termici, tra cui, per l'appunto, il diesel. Modelli e motoriNell'offerta spiccano, innzitutto, i veicoli commerciali leggeri, che, per le loro finalità, hanno da sempre il diesel come motorizzazione di riferimento. Tuttavia, anche le loro declinazioni  passeggeri non hanno abbandonato le alimentazioni a gasolio. Vediamo dunque quali sono alcuni dei modelli Stellantis che offrono ancora il diesel, i relativi propulsori e i siti di produzione, partendo dall'ultimo modello annunciato e con un'avvertenza: l'elenco non è esaustivo ed è destinato a un progressivo ampliamento. Opel Zafira (foto sopra): prodotta a Hordain (Francia), monta lo stesso turbodiesel 2.2 Euro 6e da 180 CV (fa parte della famiglia Multijet prodotta proprio a Pratola Serra) disponibile sulla variante commerciale Vivaro e sui altri mezzi da lavoro come Fiat Ducato, Peugeot Boxer e Citroën Jumper;Peugeot 308: viene assemblata a Mulhouse (Francia) e monta il 1.5 BlueHDi da 130 CV, da anni uno dei principali prodotti della fabbrica francese di Trémery;DS N4: viene offerta sempre col 1.5 BlueHDi, ma viene sfornata delle linee di Rüsselsheim (Germania);Opel Astra: non cambia la motorizzazione neanche per la compatta del Blitz, prodotta nella storica fabbrica dell'Assia;Opel Combo: viene assemblato, nelle varianti commerciale e passeggeri, a Vigo (Spagna) e Mangualde (Portogallo) ed è disponibile con due motori diesel: uno da 100 CV con cambio manuale e un altro da 130 CV con cambio automatico; Peugeot Rifter: siti di produzione e offerta identici a quelli del Combo;  Citroën Berlingo: siti di produzione e offerta identici a quelli di Combo e Rifter;  Fiat Qubo L: prodotto a Vigo, offerto con i diesel da 100 o 130 CV; Alfa Romeo Tonale: assemblata a Pomigliano d'Arco, è disponibile con un diesel 1.6 da 130 CV: Alfa Romeo Giulia e Stelvio: sfornate a Cassino, vengono commercializzate, come detto prima, coi diesel di 2.2 litri;Ram Rampage (foto in alto): prodotto a Goiana (Brasile), monta nell'allestimento Rebel un inedito turbodiesel 2.2 Multijet da 200 CV.
Categorie: 4 Ruote

Canada - Vector e Borealis, due concept elettriche per l'autonomia industriale

4 Ruote - Feb 16,2026
L'associazione canadese dei produttori di componentistica per automobili (Apma) ha presentato, durante il Canadian International AutoShow e alla presenza del premier Mark Carney, due concept di auto elettriche chiamate Vector e Borealis. Entrambe sono state disegnate, progettate e costruite in Canada con la collaborazione di 80 aziende, utilizzando materie prime prodotte localmente. VectorLa Vector è l'evoluzione di una showcar presentata nel 2023, con una carrozzeria ancor più estrema (stampata in 3D con una miscela di polimeri e alluminio) e una potenza portata da 550 a 650 CV. L'autonomia dichiarata è di 341 miglia (pari a 548 chilometri) ed è dotata - almeno sulla carta - di funzioni di guida assistita di livello 3, ossia senza necessità di tenere gli occhi sulla strada quando il sistema è in funzione. "La Vector rappresenta una piattaforma di innovazione progettata per mettere in mostra tecnologie canadesi commercialmente scalabili", spiega l'Apma, "in linea con lo scenario della mobilità del 2030. BorealisLa Borealis è una concept le cui tecnologie hanno una finestra di applicazione più ampia, di una decina d'anni. Anche in questo caso telaio e carrozzeria sono stampati in 3D, ma con una lega di metalli. Stando a quanto dichiarato dall'associazione di componentistica, anche il powertrain è stato stampato in 3D, e l'auto supporta sistemi di guida assistita di livello 5, oltre alla possibilità di comunicare con le infrastrutture connesse di strade e città. Per quanto riguarda l'autonomia, l'Apma parla di 932 miglia (1.500 km tondi tondi). Il piano di crescita (con la Cina)I due modelli, che per il momento non sono destinati a un futuro di serie, si inseriscono nell'ambito del programma Project Arrow, avviato nel 2023 per dimostrare che il Canada dispone delle possibilità, dal punto di vista dei fornitori, per produrre auto elettriche in maniera autonoma, senza dipendere da paesi terzi. Un programma che, nel pieno del protezionismo di Trump e delle crescenti tensioni tra Usa e Canada, si dimostra quantomai attuale. Nelle scorse settimane il governo canadese ha avviato un nuovo programma di incentivi per la produzione locale, un sistema di agevolazioni fiscali, ripristinato gli incentivi all'acquisto di auto elettriche e plug-in e potenziato i programmi di ampliamento delle infrastrutture di ricarica.Da ultimo, nell'ambito di un accordo commerciale più ampio con Pechino, il Canada ha ridotto dal 100% al 6,1% i dazi su una quota fissa di auto cinesi: 49.000 veicoli all'anno, con un prezzo inferiore ai 35.000 dollari canadesi (circa 21.600 euro). Una cifra che corrisponde al numero di auto cinesi vendute nel 2023/2024 in Canada, e pari al 3% delle immatricolazioni complessive.
Categorie: 4 Ruote

Jeep - Debutta in Usa la Wrangler Willys 392 con il V8 Hemi

4 Ruote - Feb 16,2026
La Jeep presenta in America la Wrangler Willys 392: dopo la Wrangler Whitecap, la 85th Anniversary e la Moab 392, si tratta della quarta "puntata" dell'iniziativa Twelve 4 Twelve (dodici per dodici) nata per celebrare gli 85 anni del marchio, e che vedrà debuttare una serie speciale della Wrangler ogni mese, per dodici mesi. La Willys 392 sarà disponibile a partire da 71.990 dollari, un prezzo decisamente più basso rispetto all'unica altra variante con motore Hemi 6,4 litri da 477 CV, la già citata Moab 392, che parte da 79.995 dollari. Una serie nata per l'offroadL'allestimento in serie limitata Willys include le grafiche personalizzate, il colore esterno speciale Goldilocks, i cerchi da 17" con pneumatici da 35" e sistema di fissaggio beadlock antistallonamento, i paraurti semplificati e le pedane da offroad, la trazione integrale con Selec-Trac e differenziale posteriore Tru-Lok con rapporto 4,56, gli assali rinforzati Dana 44, la predisposizione per il montaggio del verricello anteriore, gli interni in pelle Nappa e l'impianto audio Alpine.
Categorie: 4 Ruote

Francia - Dieselgate senza fine: Volkswagen a giudizio, nel mirino anche Stellantis e Renault

4 Ruote - Feb 16,2026
Dalla Francia arrivano nuovi sviluppi giudiziari per il Dieselgate, un capitolo della storia dell'auto europea destinato, evidentemente, a non avere mai fine nonostante siano passati ormai più di dieci anni. Un tribunale penale di Parigi ha rinviato a giudizio la Volkswagen per la presunta frode perpetrata con gli ormai famosi software illegali per la manipolazione delle emissioni.Tuttavia, il costruttore tedesco potrebbe non essere il solo a dover comparire alla sbarra: stando alle ricostruzioni della stampa francese, i pubblici ministeri avrebbero chiesto il rinvio a giudizio anche per Renault e per le aziende confluite nel gruppo Stellantis, ossia Peugeot-Citroën e Fiat Chrysler. Sarà un maxi-processo. Sarà un maxi-processoDunque, buona parte del settore automobilistico europeo torna sotto l'incubo dei processi per uno scandalo già costato diversi miliardi di euro e, soprattutto, la progressiva scomparsa di una tecnologia da primato per l'intera filiera continentale. E, in attesa di ulteriori sviluppi sulle richieste dell'accusa, si può già dire che la Volkswagen rischia veramente di affrontare un maxi-processo, che, però, avrà tempi decisamente lunghi. Infatti, la prima udienza, ossia quella destinata a incardinare il processo lungo binari ben precisi, è stata fissata per il 18 dicembre prossimo.In sostanza, l'intero procedimento avrà luogo, molto probabilmente, durante tutto il 2027, sei anni dopo l'iscrizione dei vari gruppi nel registro degli indagati: l'avvio dell'inchiesta risale al 2021, ma la richiesta di rinvio a giudizio risale all'anno scorso e la decisione di accoglierla per la sola Volkswagen è datata 30 gennaio 2026.Del resto, come sostenuto da un avvocato delle parti, il sistema giudiziario francese non è preparato a gestire casi di così vasta portata: sono oltre 1.500 le parti civili, tra cui molti privati, numerose aziende, diversi enti pubblici (c'è perfino il dipartimento de La Réunion) e alcune associazioni ambientaliste. Inoltre, sul banco degli imputati è finita quella che la stampa francese definisce un'enorme flotta di veicoli potenzialmente idonei al risarcimento. Le accuse? Sempre le stesseIn ogni caso, gli addebiti a carico dell'azienda tedesca sono sostanzialmente identici a quelli di altri casi promossi in giro per il mondo. La Volkswagen, accusata di frode su un prodotto che comporta un pericolo per la salute umana e animale, è sospettata di aver installato deliberatamente un dispositivo illegale sui suoi modelli diesel e di aver commercializzato veicoli dotati di un dispositivo che rileva le fasi del test di omologazione e migliora sistematicamente le prestazioni del sistema di controllo delle emissioni del veicolo durante queste procedure, al fine di rispettare il limite normativo in questo ambito e ottenere così la loro omologazione.I presunti reati hanno riguardato circa un milione di veicoli dei marchi Volkswagen, Volkswagen Veicoli Commerciali, Seat, Audi e Skoda, dotati degli ormai famosi propulsori EA189 TDI da 1.2, 1.6 e 2 litri di cilindrata e commercializzati tra il 2009 e il 2016.
Categorie: 4 Ruote