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Abbiamo provato il volante della prossima Peugeot 208: ecco come cambia la guida - VIDEO

4 Ruote - Lug 03,2026
Il percorso di evoluzione dell'interfaccia di guida intrapreso da Peugeot i-Cockpit nel 2012 si appresta a compiere un salto generazionale nel 2027. L'obiettivo del costruttore rimane la ridefinizione dell'ergonomia del volante, ma con il nuovo dispositivo Hypersquare l'attenzione si sposta dall'impostazione della plancia alla tecnologia che governa la guida. Al centro di questa trasformazione c'è lo steer-by-wire, una soluzione che elimina il collegamento meccanico tra volante e ruote, finora confinata ai segmenti premium e che il marchio punta ora a democratizzare su larga scala. Manifesto programmatico di questa strategia per il segmento B è la Peugeot Polygon Concept. Presentata alla fine del 2025 e attualmente impegnata nella tappa italiana del suo tour europeo, anticipa le soluzioni tecniche e stilistiche della futura generazione della 208. Abbiamo avuto l'opportunità di valutare efficacia e caratteristiche di questo sistema di sterzo digitale nel corso di una prima sessione dimostrativa. Come funziona il sistema steer-by-wire di Peugeot Dal punto di vista dinamico, l'assenza di un rinvio meccanico modifica radicalmente il feedback percepito rispetto a un piantone tradizionale. Il vantaggio principale risiede nella variazione continua del rapporto di sterzo. Alle basse andature, il sistema riduce la demoltiplicazione al minimo: sono sufficienti appena 90 gradi di rotazione della cloche per completare un'inversione a U, rendendo la guida nel misto stretto e nelle manovre estremamente agile.Con l'aumentare della velocità, la risposta diventa più progressiva e il carico sul volante cresce per garantire la necessaria precisione nei curvoni autostradali. Chi guida deve abituarsi a un feedback artificiale, generato da attuatori elettronici che simulano la resistenza degli pneumatici e i limiti di aderenza, oltre che alla rapidità della risposta iniziale. Tra i benefici strutturali spicca il filtraggio totale delle imperfezioni stradali, poiché contraccolpi e vibrazioni non vengono più trasmessi alle mani. L'abitacolo cambia con Hypersquare L'integrazione di Hypersquare con l'architettura interna prefigura una profonda riorganizzazione dell'abitacolo. L'eliminazione dei vincoli fisici ha consentito di ridurre i volumi della plancia sulla Polygon Concept, sfruttando un parabrezza esteso come principale superficie di proiezione delle informazioni di marcia.Sul prototipo oggetto del nostro contatto, l'abbinamento tra il comando quadrangolare e la strumentazione in posizione rialzata tipica dell'i-Cockpit risulta visivamente naturale, sebbene per un giudizio definitivo sull'ergonomia dei comandi secondari occorrerà attendere la configurazione di serie della 208, attesa per il prossimo anno. Sicurezza e affidabilità della tecnologia elettronica La transizione verso una tecnologia interamente elettronica su modelli destinati a grandi volumi commerciali impone la massima attenzione sul fronte della sicurezza per conquistare la fiducia del mercato generalista. L'approccio tecnico segue i rigorosi standard dell'ingegneria aerospaziale, dove i sistemi fly-by-wire rappresentano da decenni il riferimento.La sicurezza dell'impianto è garantita da un'architettura a tolleranza d'avaria dotata di moduli ridondanti, pronti a subentrare istantaneamente in caso di anomalie del circuito principale. I primi riscontri evidenziano che i vantaggi in termini di agilità urbana e flessibilità d'uso superano le riserve legate al necessario periodo di adattamento, anche se un verdetto completo sulla precisione dinamica richiederà una prova approfondita su strada. Per la clientela non ancora pronta a rinunciare alle sensazioni classiche, Peugeot manterrà comunque in gamma una variante di sterzo tradizionale con collegamento meccanico.
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Scatta l'esodo estivo e luglio è già in rosso: previste 12 giornate critiche

4 Ruote - Lug 03,2026
Ancora poche ore e scatterà il grande esodo estivo su strade e autostrade. Viabilità Italia, il centro di coordinamento nazionale presieduto dal direttore della Polizia Stradale, ha diffuso le proprie previsioni con la consueta bollinatura del traffico. Quattro weekend con possibili criticità Quattro weekend con possibili criticitàI primi quattro fine settimana di luglio saranno caratterizzati da ben 12 bollini rossi per "traffico intenso con possibile criticità". In pratica, le stime prevedono condizioni identiche nei weekend:da venerdì 3 a domenica 5 luglio;da venerdì 10 a domenica 12 luglio;da venerdì 17 a domenica 19 luglio;da venerdì 24 a domenica 26 luglio.In ciascuno dei quattro venerdì si attendono mattinate da bollino giallo per "traffico intenso", con flussi in uscita dalle grandi città e diretti verso le località di villeggiatura. Gli stessi flussi si intensificheranno nel pomeriggio, con il bollino che passerà al rosso e resterà tale anche nella mattinata di ciascuno dei quattro sabati.Il traffico sarà in lieve attenuazione, con ritorno al bollino giallo, nel pomeriggio dei sabati e nelle mattinate delle domeniche. Infine, è previsto un consistente aumento della circolazione nel pomeriggio delle quattro domeniche, quando tornerà il bollino rosso in direzione delle grandi città per i flussi di rientro. Fine luglio da bollino rosso tra esodo e controesodo Più complesso il quadro per l'ultimo fine settimana di luglio, quando è previsto il tradizionale intreccio tra esodo e controesodo. Sono già stati indicati bollini rossi per "traffico intenso con possibile criticità" nel pomeriggio di giovedì 30 e per l'intera giornata di venerdì 31 luglio.Più avanti, nel corso del mese, Viabilità Italia comunicherà anche le previsioni relative ad agosto con le rispettive bollinature. Attenzione ai cantieri inamovibili Particolare attenzione sarà riservata ai lavori in corso. Gli enti proprietari e i concessionari provvederanno alla rimozione dei cantieri temporanei e adotteranno tutte le misure necessarie per ridurre l'impatto di quelli non rimovibili, con l'obiettivo di massimizzare la sicurezza e garantire la fluidità della circolazione. Numerosi stop ai mezzi pesanti Il calendario diffuso da Viabilità Italia comprende anche le tradizionali limitazioni alla circolazione fuori dai centri abitati per i veicoli con massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate.Le limitazioni prevedono il divieto di circolazione ogni sabato, dal 4 al 25 luglio, dalle 8 alle 16. Lo stop sarà replicato ogni domenica, dal 5 al 26 luglio, dalle 7 alle 22.In considerazione dell'aumento di traffico previsto per venerdì 24 e venerdì 31 luglio, nelle due giornate sarà inoltre in vigore un divieto supplementare per i mezzi pesanti dalle 16 alle 22.
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Consumi reali auto: tutti i rilevamenti del Centro prove di Quattroruote

4 Ruote - Lug 03,2026
Quando si sceglie un'auto, i consumi sono tra gli aspetti più importanti da valutare. L'aumento dei prezzi dei carburanti e il costo dell'energia rendono ancora più utile conoscere quanto consuma davvero ogni modello nell'utilizzo reale.In questa pagina trovate i consumi reali delle auto più richieste sul mercato, rilevati con la metodologia e gli strumenti del Centro prove di Quattroruote. Benzina, diesel, mild hybrid, full hybrid, plug-in hybrid ed elettriche: per ogni modello sono disponibili dati misurati per aiutare a confrontare le diverse soluzioni e scegliere l'auto più adatta alle proprie esigenze. Consumi reali: tutti i modelli testati dal Centro Prove di Quattroruote Dacia Duster Hybrid 155 Una delle SUV di maggior successo in Italia, spaziosa e pratica, con la motorizzazione più efficiente in gamma: nelle nostre prove, la percorrenza media rilevata è di 17,4 km/l. Toyota Aygo X Hybrid 115 La piccola citycar giapponese si è aggiornata, prendendo il powertrain full hybrid della sorella maggiore Yaris: rispetto al "vecchio" tre cilindri benzina, i consumi sono migliorati di quasi il 30%. La media rilevata dal Centro prove è di 21,7 km/l.
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Tutte le Yaris Cross del mondo nascono qui: viaggio nella fabbrica francese della Toyota

4 Ruote - Lug 03,2026
Parla francese la Yaris Cross, una Toyota un po' atipica, giapponese di passaporto ma nata per l'Europa, dove viene anche prodotta, a Valenciennes, nel nord della Francia, sede dello stabilimento Toyota Motor Manufacturing France (TMMF). Ora che il restyling è in rampa di lancio - i primi esemplari usciranno dal sito transalpino il 20 luglio per arrivare nelle concessionarie italiane a settembre - abbiamo visitato i luoghi d'origine di questa SUV compatta full hybrid. Prima di essere ritoccata nello stile, in punta di matita, ha chiuso il 2025 come bestseller del segmento delle B-SUV, con oltre 200 mila consegne nel mercato europeo, apprezzata soprattutto dai clienti italiani (18%) e francesi (16%). Nasce a Valenciennes con la Yaris berlina Toyota Motor Manufacturing France ha aperto nel 2001 come casa della Toyota Yaris, che qui viene ancora prodotta, ma soltanto in alcune varianti. E, soprattutto, in volumi ridotti rispetto a quanto oggi avviene a Kolín, nella Repubblica Ceca, dove Toyota assembla anche la piccola Aygo X. Da qualche anno, il sito di Valenciennes si identifica soprattutto con la sorella a ruote alte: da qui provengono tutte le Toyota Yaris Cross vendute nel mondo, comprese le poche unità esportate oltre i confini europei.Qualche numero? Solo lo scorso anno ne sono uscite dalle linee 212.539, su un totale di 283.465 vetture prodotte complessivamente dalla fabbrica. Circa un milione, invece, sono le Yaris Cross assemblate fino a oggi, contribuendo in modo significativo all'output complessivo dello stabilimento, che punta ormai verso quota sei milioni di veicoli prodotti. Il 55% delle componenti  made in France TMMF è un complesso relativamente compatto (18 ettari), che impiega circa 5.000 dipendenti su tre turni e produce oltre 1.250 veicoli al giorno. Dalla bobina d'acciaio al prodotto finito, occorrono 14 ore per realizzare una Toyota Yaris Cross.Abbiamo seguito il processo dal vivo attraversando diversi reparti della fabbrica, dall'officina di stampa, dove l'acciaio grezzo prende forma nei pannelli della carrozzeria, fino alle aree dedicate a saldatura, verniciatura e lavorazione delle plastiche. Proprio l'internalizzazione della produzione dei componenti stampati e delle plastiche permette a Toyota di mantenere un controllo più diretto su qualità e costi.La produzione conserva inoltre uno stretto legame con il tessuto industriale francese: oltre la metà dei materiali che compongono la Yaris Cross (55%) ha origine locale, mentre elementi strategici come batteria e motori arrivano rispettivamente dal Giappone e dalla fabbrica polacca di Wabrzych. Produzione sostenibile e obiettivo zero emissioni Lo stabilimento di Valenciennes ha implementato un sistema di riciclo dei materiali e delle risorse produttive finalizzato a ridurre l'impatto ambientale. L'obiettivo dichiarato è raggiungere le zero emissioni di CO entro il 2030.Fra le iniziative adottate figurano sistemi avanzati per il trattamento delle acque reflue - riutilizzate o reimmesse nell'ambiente dopo la depurazione - l'ottimizzazione dei processi energetici e di riscaldamento e un recupero estremamente accurato dei materiali di scarto, inclusi i rifiuti ordinari. In un contesto simile, per produrre un'automobile occorre circa un metro cubo d'acqua, il 30% della quale viene recuperato e riutilizzato. Il restyling alza il tiro (e il prezzo) Curiosità: anche la Toyota Yaris Cross restyling contribuirà a migliorare ulteriormente i processi produttivi e a ridurre la carbon footprint. Uno degli effetti dell'aggiornamento, concentrato sul nuovo frontale con motivo a nido d'ape e mascherina in tinta carrozzeria, è infatti la semplificazione della parte anteriore. Le componenti del fascione passano da 10 a 7, con benefici sia per la catena produttiva sia per la logistica.L'aggiornamento della B-SUV non introduce invece modifiche sostanziali agli interni, al sistema infotainment o al powertrain full hybrid. In Italia, Toyota ha deciso di proporre esclusivamente la versione 1.5 full hybrid da 131 CV, disponibile con trazione anteriore o integrale, eliminando la precedente variante da 115 CV.Questa scelta, insieme a un aumento delle dotazioni di serie negli allestimenti Base, Icon, Premium e GR Sport, porta il listino della Toyota Yaris Cross restyling da 29.600 a 36.750 euro.
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Toyota Aygo X, i consumi reali del Centro Prove Quattroruote

4 Ruote - Lug 03,2026
La nuova Toyota Aygo X è una citycar lunga 378 cm: con l'ultimo restyling è cresciuta di quasi 8 cm per far posto al powertrain full hybrid della Yaris, che sostituisce il "vecchio" tre cilindri a benzina. Si fa più moderno lo stile del frontale e si rinnova la dotazione tecnologica di bordo, anche per la sicurezza. L'abitacolo è rimasto invariato: lo spazio risente del design originale della carrozzeria, in particolare per chi siede dietro, che ha a disposizione pochi centimetri per la testa e finestrini a compasso. Modesta anche la capacità del bagagliaio: 196 litri misurati dal Centro prove, con una soglia di carico molto alta (81 cm da terra). Toyota Aygo X: il motore Il full hybrid da 116 CV della Aygo X prevede un 1.5 tre cilindri abbinato a due motori elettrici e una batteria agli ioni di litio, alloggiata sotto i sedili posteriori. Per il segmento delle citycar è una prima assoluta, che si apprezza soprattutto nei consumi, ma anche nelle prestazioni: lo scatto da ferma a 100 km/h scende da 14,9 a 9,2 secondi. Una bella differenza, nel traffico cittadino. Migliora anche il confort di bordo: dal momento che si viaggia spesso con l'unità termica spenta, il tre cilindri si fa vivo molto meno di prima. Solo quando gli si chiede il massimo, la trasmissione a variazione continua CVT torna a farsi sentire, con l'effetto "slittamento" ben noto dei full hybrid Toyota. Toyota Aygo X: i consumi reali *Prezzo della benzina al 02/07/2026: 1,804 /litro Nella Prova su strada, pubblicata su Quattroruote di febbraio 2026, la Toyota Aygo X ha ottenuto 5 stelle su 5 alla voce consumi. Il passaggio alla motorizzazione full hybrid, rispetto alla precedente versione con il 3 cilindri 1.0 non elettrificato, ha portato a un miglioramento nei consumi del 28%: si viaggia spesso col termico spento (per il 30% del tempo in ambito urbano). Le percorrenze garantite da questa piccola citycar sono elevatissime in ogni condizione, meglio di qualunque altra rivale della classe. Toyota Aygo X: gamma e allestimenti La Toyota Aygo è disponibile in quattro allestimenti, da quello base con denominazione modello alla più aggressiva GR Sport, con dettagli sportivi (compresi i cerchi da 18") e regolazioni specifiche per sterzo, molle e ammortizzatori. Su tutte troviamo la telecamera posteriore, il freno di stazionamento elettrico, il climatizzatore automatico, la strumentazione digitale da 7" e l'infotainment da 9" con Apple CarPlay e Android Auto wireless. Con la Icon arrivano i sensori luci e pioggia, la ricarica a induzione e i cerchi di lega da 17". La Premium aggiunge il clima bizona, l'infotainment da 10,5" con navigatore connesso e i cerchi da 18". Su richiesta, questo allestimento può avere il tetto in tela apribile elettricamente, nel Look Pack (1.850 euro). Di serie per tutta la gamma la suite Toyota Safety Sense, con la guida assistita di livello 2. Toyota Aygo X: i prezzi Toyota Aygo X Hybrid 115: 20.850 euroToyota Aygo X Hybrid 115 Icon: 23.350 euroToyota Aygo X Hybrid 115 Premium: 24.950 euroToyota Aygo X Hybrid 115 GR Sport: 25.950 euro
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Rally di Roma Capitale: dove vederlo senza lasciare la città

4 Ruote - Lug 03,2026
Prende il via oggi il Rally di Roma Capitale. La manifestazione inizia nel pomeriggio, alle 17.30, con la parata per le vie della capitale, seguita dalla prova speciale inaugurale delle 20.00 nella zona del Colosseo. Un'occasione perfetta per chi vuole assistere al primo tratto cronometrato della gara rimanendo nel centro della città. Più di 200 km di "crono" Il grosso della corsa si svolgerà invece fuori dai confini della capitale nelle due giornate successive. Per sabato sono in programma sei prove speciali, per un totale di 123 chilometri cronometrati, mentre domenica si svolgeranno altre quattro prove, per complessivi 71 chilometri. Al termine dell'evento, domenica pomeriggio, è previsto un secondo appuntamento cittadino: il podio finale sarà infatti allestito in via della Conciliazione, nei pressi della Basilica di San Pietro. 37 Lancia in corsa Lancia schiera alla partenza ben 37 Ypsilon (su 113 equipaggi iscritti): per l'esattezza, 7 Ypsilon Rally2 HF Integrale, 28 Ypsilon Rally4 HF e 2 Ypsilon Rally6. Tra i piloti presenti figurano anche i protagonisti del WRC2 Yohan Rossel e Nikolay Gryazin, oltre ad Andrea Crugnola, attuale leader del Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco. La gara è valida per il FIA European Rally Championship, il Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco e il Trofeo Lancia.
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A Volkswagen mancava una vera full hybrid: la Golf chiude il cerchio

4 Ruote - Lug 03,2026
Volkswagen si prepara a entrare in uno dei segmenti più richiesti del mercato. Dopo anni di mild hybrid e plug-in hybrid, il costruttore tedesco è pronto a lanciare la sua prima vera motorizzazione full hybrid, destinata a debuttare entro l'autunno sulla Golf e sulla T-Roc. Una novità strategica per il gruppo di Wolfsburg, che punta a rafforzare la propria presenza in una categoria sempre più apprezzata dagli automobilisti grazie alla capacità di ridurre consumi ed emissioni senza richiedere la ricarica alla presa.In questa fase della transizione ecologica, molti clienti continuano a cercare un equilibrio tra efficienza e praticità d'utilizzo. Non sorprende quindi che le full hybrid siano tra le motorizzazioni più richieste del momento, con una crescita di quasi il 40% dall'inizio dell'anno.E così, i costruttori che finora non disponevano di una vera offerta full hybrid stanno rapidamente colmando il divario. Volkswagen lo farà partendo da uno dei suoi modelli più rappresentativi: la Golf. Fuori sarà la stessa Golf Dal punto di vista estetico e delle dimensioni, la prossima Golf full hybrid sarà del tutto uguale alle altre già in commercio. La media tedesca è lunga 4.282 mm, e ha un passo di 2.620 mm. A distinguerla ci sarà solo la scritta Hybrid sul portellone, denominazione che caratterizzerà le ibride full di Wolfsburg. Invariato anche l'abitacolo, comodo e accogliente, con tanto spazio per persone e bagagli (sono 378 i litri a disposizione, misurati dal Centro prove). La plancia è dominata dai due schermi di strumentazione e infotainment, rispettivamente da 10,25" e 12,9". La nuova motorizzazione dovrebbe debuttare anche sulla station wagon Variant. Il nuovo ibrido Volkswagen L'unità termica del powertrain full hybrid di Volkwagen è il 1.5 TSI a ciclo Miller, con turbina a geometria variabile e un modulo ibrido, vero "cuore" del powertrain. Al suo interno si trova il motore elettrico di trazione, il generatore, l'elettronica di controllo e la frizione che stacca il TSI durante la marcia in elettrico e nel funzionamento in serie. La batteria agli ioni di litio, raffreddata a liquido, pesa circa 50 kg e ha una capacità da 1,6 kWh lordi (0,64 kWh utilizzabili): è alloggiata sotto il pavimento, nella parte posteriore dell'auto. Il serbatoio della benzina è sotto il baule. Al momento Volkswagen prevede due varianti di potenza: da 100 kW (136 CV) e 125 kW (170 CV), entrambi con 306 Nm di coppia massima. Le prime a entrare in gamma dovrebbero essere quelle da 170 CV, seguite nel 2027 dalle versioni meno potenti. Al momento la Casa tedesca non ha dato indicazioni sui consumi, limitandosi ad affermare l'ovvio, ossia che i nuovi motori saranno meno assetati dei termici e mild hybrid: sulla Golf, in particolare, che ha un'aerodinamica più favorevole rispetto alla T-Roc (il Cx è di 0,295), ci aspettiamo risultati particolarmente interessanti. Tre modalità di funzionamento La centralina elettronica del motore si occupa di gestire in autonomia le tre diverse modalità di funzionamento del powertrain, anche in funzione del profilo di guida scelto. In modalità elettrica, alle basse velocità (e per brevi distanze) l'auto si muove con il 1.5 spento. Quando il powertrain lavora in serie, il motore termico è acceso ma disaccoppiato, alimentando quello elettrico che muove le ruote. Nella modalità in parallelo le due unità (elettrica e termica) lavorano assieme, con il TSI come motore primario e l'elettrico a supporto nelle fasi in cui serve più potenza, per esempio nei sorpassi. Tre i profili di guida previsti: Eco limita la potenza del motore al 70% per ridurre emissioni e consumi; Comfort è quella intermedia e più bilanciata; Sport modifica la risposta del powertrain per garantire maggiori prestazioni. Il full hybrid negli altri brand La nuova motorizzazione full hybrid Volkswagen arriverà inizialmente sulla Volkswagen Golf e sulla Volkswagen T-Roc, ma nel giro di pochi mesi dovrebbe essere estesa anche ad altri modelli del gruppo basati sulla piattaforma MQB. Tra le vetture che potrebbero adottare questo sistema figurano la Skoda Octavia, le SUV Skoda Karoq e Kodiaq, le Audi A3 e Q3, oltre ad alcuni modelli dei marchi Seat e Cupra, come le Leon e Formentor. In questo modo il nuovo sistema ibrido potrebbe essere rapidamente diffuso su una parte rilevante della gamma compatta e media del gruppo.
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Tesla torna a crescere: cosa c'è dietro il balzo delle consegne

4 Ruote - Lug 02,2026
Tesla ha chiuso il secondo trimestre con una forte crescita delle sue attività commerciali. I tre mesi tra aprile e giugno hanno visto la Casa texana consegnare 480.126 veicoli, il 25% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (384 mila unità) e il 34% in più rispetto al primo trimestre (358.023).Il dato è superiore anche alle attese, e non di poco. Gli analisti finanziari si aspettavano infatti, circa 406 mila consegne. Perché Tesla è tornata a crescere? Come al solito, non sono disponibili dati sull'andamento delle singole regioni o dei singoli modelli. A ogni modo, il grosso delle consegne continua a essere rappresentato dalle Model 3 e Model Y: con 467.762 unità, pesano per il 97% del totale.Tesla, che ha chiuso il periodo con 451.758 veicoli prodotti, non ha fornito indicazioni sui perché di una crescita trimestrale così marcata. Un elemento rilevante è comunque la bassa base di confronto con l'anno scorso. L'azienda sta cercando di rilanciare le vendite dopo due anni consecutivi di difficoltà, causati fra le altre cose dalla reazione negativa di una parte dei consumatori all'eccessiva esposizione politica e mediatica del patron Elon Musk e dalla perdita dei crediti d'imposta federali negli Stati Uniti.Per sostenere la ripresa, la Casa ha inoltre introdotto aggiornamenti per le sue best seller, tra cui l'importante restyling della Model Y, che potrebbe aver contribuito all'aumento delle consegne registrato nel secondo trimestre.
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Guida autonoma, l'Europa deve scegliere: innovare o regolare tecnologie straniere

4 Ruote - Lug 02,2026
Pierfrancesco Maran, presidente della Commissione per l'Ambiente, la Sanità Pubblica e la Sicurezza Alimentare del Parlamento europeo, ha organizzato un evento dal titolo "Autonomous Driving: From City Innovation to European Leadership". L'incontro ha riunito decisori politici locali, nazionali ed europei, insieme agli stakeholder del settore, per fare il punto sulla diffusione dei veicoli autonomi nell'UE e definire le azioni necessarie per affermare la leadership europea nella guida autonoma."Con gli Stati Uniti e la Cina che stanno già schierando migliaia di veicoli autonomi sulle loro strade, l'Europa deve scegliere se intende essere leader nella corsa alla guida autonoma, sostenendo le imprese e la competitività industriale europee, o se vuole limitarsi a regolare tecnologie straniere", ha dichiarato Maran. "Si può e si deve fare di più" "Negli ultimi mesi sono stati fatti passi importanti, tra cui l'approvazione di un quadro normativo a livello ONU, la dichiarazione di 18 Paesi UE a supporto della sperimentazione transfrontaliera e il lancio di iniziative come l'Autonomous Drive Ambition Cities (ADA Cities). Ma si può e si deve fare di più per andare oltre la fase dei progetti pilota", ha aggiunto l'eurodeputato, ricordando di aver presentato "emendamenti all'Automotive Omnibus per promuovere il 2026 come l'anno in cui l'UE si impegna a diventare leader nella guida autonoma"."Gli emendamenti propongono finanziamenti pubblici mirati, un processo di omologazione più snello per favorire le tecnologie innovative, il mutuo riconoscimento delle attività di test e di dispiegamento pre-commerciale tra i Paesi UE e la designazione di un organismo dell'Unione per la raccolta e la trasmissione dei dati", ha spiegato Maran. Secondo l'eurodeputato, l'evento ha messo a confronto "decisori politici locali, nazionali ed europei con gli attori industriali per un dibattito aperto su ciò che serve per mettere l'Europa alla guida di questa nuova rivoluzione della tecnologia e della mobilità".
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Nuova BMW X5: quanto costano le prime versioni diesel e benzina - VIDEO

4 Ruote - Lug 02,2026
BMW ha pubblicato il listino della nuova X5, presentata qualche giorno fa. La grande SUV tedesca è disponibile al momento con due powertrain mild hybrid, la 40d xDrive a gasolio e la 40 xDrive a benzina. Nei prossimi mesi la gamma si amplierà con le motorizzazioni full electric, plug-in e idrogeno (dal 2028). Tre gli allestimenti, con prezzi che partono da 93.700 euro per la turbodiesel e da 97.300 euro per la benzina. Per ora ci sono due mild hybrid Entrambi i motori hanno una componente ibrida che prevede un'unità elettrica da 13 kW (17 CV). La X5 40d xDrive monta un 6 cilindri di 3.0 litri da 313 CV e 670 Nm di coppia, abbinato al cambio Steptronic a otto rapporti e alla trazione integrale: 0-100 in 6,1 secondi e velocità massima di 230 km/h. Questa motorizzazione supporta anche l'HVO100, che dovrebbe permettere una riduzione delle emissioni di CO2 fino al 90%. Anche la X5 40 xDrive ha un 6 cilindri di 3.0 litri, con potenza però di 400 CV e 580 Nm di coppia massima: questa versione accelera da ferma a 100 km/h in 5,3 secondi e tocca i 250 km/h. La dotazione di serie della BMW X5 Il primo allestimento del listino è quello con denominazione modello, che di serie prevede la calandra anteriore con il doppio rene illuminato (BMW Iconic Glow), i mancorrenti sul tetto, i freni a disco autoventilanti e i cerchi di lega da 21". All'interno sedili sportivi in pelle sintetica Veganza, a regolazione elettrica e riscaldati (come il volante), tettuccio panoramico apribile, climatizzatore automatico a tre zone, luce ambientale, ricarica wireless per lo smartphone, Panoramic Vision e head-up display. Di serie anche la guida assistita di livello 2. BMW X5 MSport e MSport Pro La versione intermedia MSport aggiunge interni grigi e pacchetti estetici M per la carrozzeria, cerchi da 21" dal disegno esclusivo, sospensioni adattive, volante sportivo e impianto frenante MSport con pinze blu. La top di gamma MSport Pro completa la dotazione con cerchi da 22", pinze freno rosse, cinture di sicurezza M e ulteriori dettagli specifici MSport Pro per la carrozzeria. Optional e pacchetti Come sempre, il listino di accessori e optional a cui attingere è molto lungo e prevede, tra le tante possibilità: telaio adattivo (3.700 euro), cerchi fino a 23", assistente di parcheggio (1.050 euro), Adas evoluti per la guida in autostrada (1.250 euro, abbonamento per 4 anni), vetri posteriori oscurati (500 euro), impianto stereo Bowers & Wilkins (1.600 euro) e terzo display per il passeggero (1.500 euro). Il Seat Comfort Package (2.000 euro) comprende i sedili anteriori ventilati e con funzione di massaggio. Di serie la carrozzeria in Alpine White pastello: su richiesta (1.100 euro) le tinte metallizzate Mineral White, Black Sapphire, Space Silver, Grey Pine, Vancouver Green e Carbon Black. Le vernici speciali Tanzanite Blue e Dravit Grey costano 2.200 euro. Il listino di BMW X5 X5 40d xDrive: 93.700 euroX5 40d xDrive MSport: 98.300 euroX5 40d xDrive MSport Pro: 100.200 euroX5 40 xDrive: 97.300 euroX5 40 xDrive MSport: 101.900 euroX5 40 xDrive MSport Pro: 103.800 euro
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Pirelli investe in Ridesense: così il Cyber Tyre punta a diventare ancora più intelligente

4 Ruote - Lug 02,2026
Pirelli ha siglato un accordo di collaborazione con Ridesense, uno spin-off del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Università Federico II di Napoli e del gruppo MegaRide specializzato nello sviluppo di tecnologie avanzate per la mobilità.L'intesa è incentrata su attività di cooperazione nello sviluppo di nuovi software da integrare nell'ecosistema Pirelli Cyber Tyre, ma include anche altri ambiti. Infatti, l'accordo contiene anche la concessione di una licenza alla multinazionale della Bicocca sui sensori virtuali di Ridesense e specifiche tutele sulla concessione di diritti a terzi. Inoltre, è previsto che la stessa Pirelli acquisti una partecipazione del 24,99% nella startup, con un'opzione per salire fino al 100% del capitale. I benefici della collaborazione Secondo la società milanese, l'integrazione fra i sensori fisici del Cyber Tyre e quelli virtuali di Ridesense (algoritmi che elaborano informazioni fornite dalla sensoristica già presente nei veicoli) amplierà ulteriormente il contributo dato dal sistema tecnologico sviluppato da Pirelli alle soluzioni elettroniche di sicurezza dell'auto.Consentirà, inoltre, di consolidare alcune funzionalità, come il rilevamento dell'aquaplaning, e di svilupparne nuove, legate alla diagnostica del pneumatico e, più in generale, del veicolo. In altre parole, l'ecosistema Cyber Tyre integra un ulteriore tassello per accrescere il suo ruolo negli ADAS e nelle tecnologie per la guida autonoma. "Oltre 20 anni fa abbiamo imboccato la strada che ha permesso di integrare nei pneumatici la capacità di raccogliere e trasmettere dati ed è nata la tecnologia Cyber Tyre. L'accordo con Ridesense contribuisce ad ampliare le possibilità dell'ecosistema, sviluppando ulteriormente la componente software che è il cuore di Cyber Tyre", spiega Piero Misani, Chief Technical Officer di Pirelli." un accordo significativo per il nostro Paese - aggiungono gli AD di Ridesense, Flavio Farroni e Aleksandr Sakhnevych - che mette insieme ricerca e industria italiane per portare sulle linee di produzione di Pirelli un percorso iniziato oltre dieci anni fa, a Napoli, nel gruppo di Dinamica del Veicolo dell'Università Federico II e valorizzato dalle strutture di trasferimento tecnologico dell'Ateneo. In una mobilità sempre più connessa servono tecnologie che portino su strada maggiore sicurezza, efficienza e qualità della guida. questo l'obiettivo che condividiamo con Pirelli".
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Mercedes sospende i bonus e chiede di lavorare di più: l'IG Metall alza le barricate

4 Ruote - Lug 02,2026
La crisi della Volkswagen è solo la punta dell'iceberg delle attuali difficoltà dell'industria automobilistica tedesca. Nelle ultime ore si è aperto un nuovo fronte caldo in Germania, con l'IG Metall che ha deciso di alzare le barricate contro le ultime decisioni dei vertici della Mercedes-Benz.Il potente sindacato dei metalmeccanici tedeschi ha invitato i dipendenti del costruttore di Stoccarda a scendere in strada per protestare contro l'annuncio di un'ulteriore riduzione dei costi: per domani 3 luglio sono state organizzate manifestazioni presso gli impianti di Sindelfingen e Untertürkheim, oltre a una mobilitazione online. Sono però previste iniziative anche presso altri impianti e uffici di Rastatt, Kuppenheim, Brema, Berlino, Amburgo, Düsseldorf, Ludwigsfelde e Germersheim. "Ridurre i costi, situazione drammatica" A scatenare le proteste è stata una lettera inviata a tutti i dipendenti in Germania dal consiglio di gestione. I lavoratori sono stati informati della necessità di "continuare a ridurre i costi a pieno ritmo" per rimanere competitivi. "Nonostante tutti i nostri sforzi, la situazione in Germania è oggi drammatica", si legge nella lettera.Una misura, in particolare, ha spinto l'IG Metall alla mobilitazione: la Mercedes ha annunciato la decisione di posticipare all'anno prossimo il pagamento del premio straordinario basato sui risultati annuali del 2025 e stabilito dal contratto collettivo. Previsto a luglio, vale il 18,4% della normale retribuzione mensile e riguarda circa 90.000 dei 108.000 dipendenti dell'azienda in Germania .  E poi c'è una richiesta che ha ulteriormente irritato i sindacalisti. "In Mercedes-Benz, accelereremo radicalmente i processi e razionalizzeremo le strutture consolidate", aggiunge il consiglio di gestione, sottolineando poi la necessità di tagliare il costo orario del lavoro. Come? "La via più diretta e, a nostro avviso, più equa è che dovremmo lavorare di più per la stessa retribuzione in tutti i settori".Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi si terranno colloqui con i rappresentanti dei lavoratori per definire le modalità per garantire la sostenibilità futura dell'azienda in Germania, ma il sindacato è già pronto a salire sulle barricate: "Dal punto di vista di IG Metall, queste misure colpiscono unilateralmente i dipendenti e mettono in discussione i risultati chiave raggiunti nei contratti collettivi", ha dichiarato la sezione locale dell'organizzazione sindacale a Stoccarda.
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Scade il taglio delle accise, salgono i prezzi: quanto costeranno benzina e diesel da domani

4 Ruote - Lug 02,2026
I prezzi dei carburanti sono in discesa da diversi giorni anche se non con il ritmo auspicato, per esempio, dal governo. Che non a caso ha convocato di recente le compagnie per chiedere un rapido adeguamento dei prezzi e quindi una conferma dei ribassi anche nei prossimi giorni. Del resto, il rimbalzo è ormai dietro l'angolo: infatti, domani 3 luglio va in scadenza l'ultimo taglio delle accise, una misura ormai in atto da tre mesi e mezzo e difficilmente sostenibile per i conti pubblici.Dunque, c'è da chiedersi a quali livelli saliranno i carburanti più utilizzati dagli italiani, la benzina e il diesel. Benzina e diesel: i nuovi prezzi senza lo sconto Partiamo dalle ultime comunicazioni del Mimit e dalle elaborazioni di Staffetta Quotidiana. Questa mattina 2 luglio il prezzo medio della benzina erogata in modalità self-service lungo la rete stradale è pari a 1,804 euro al litro (-2 millesimi rispetto a ieri) e quello del gasolio a 1,882 (-2). Lungo la rete autostradale, invece, la benzina quota 1,893 (invariato) e il diesel 1,968 (-1).Questi valori vanno depurati dallo sconto sulle accise e dall'Iva sulle stesse accise. L'ultimo provvedimento del governo ha confermato lo sconto sulla benzina di 5 centesimi al litro (6,1 centesimi con IVA) e ha ridotto quello sul diesel da 10 a 5 centesimi al litro, ossia da 12,2 a 6,1 centesimi. Dunque, la verde, sempre al fai-da-te, è destinata a salire a 1,865 euro sulla rete stradale e 1,954 su quella autostradale, mentre il gasolio dovrebbe arrivare, rispettivamente, a 1,943 e 2,029. Prezzi consigliati in calo per Eni e Q8 La speranza è, ovviamente, che i ribassi proseguano anche nei prossimi giorni e che quindi non ci sia la necessità per il governo di intervenire di nuovo per prevenire un eventuale rimbalzo. Per ora, i segnali di distensione dal Medio Oriente lasciano ben sperare, anche se negli ultimi giorni non sono mancate indicazioni negative provenienti dal comparto della raffinazione. Infatti, come segnala Staffetta Quotidiana, le quotazioni dei prodotti petroliferi nell'area del Mediterraneo hanno subito una forte salita nelle ultime due sedute e solo oggi si riscontra una tregua.In ogni caso, un segnale positivo arriva dai prezzi consigliati dei carburanti. La testata specializzata evidenzia la decisione di Eni di ridurre la benzina di 2 centesimi al litro, mentre Q8 ha tagliato, sempre di due centesimi, il gasolio.
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I voli tra Torino e Detroit, GM e Chrysler: la storia di Marchionne diventa un film

4 Ruote - Lug 02,2026
Alla fine sarà Pierfrancesco Favino a interpretare Sergio Marchionne in Falcon, il nuovo film per il cinema di Marco Bellocchio. Dopo aver raccontato vita e opere di Tommaso Buscetta (Il traditore, sempre con Favino), Eluana Englaro (Bella addormentata) e, più recentemente, Enzo Tortora (Portobello), il regista si mette alla prova con "Super Sergio". Falcon come gli aerei L'annuncio è arrivato durante il Ciné 2026 di Riccione e la produzione dovrebbe partire già in autunno. Falcon racconterà la vicenda umana e professionale di Marchionne (qui il nostro speciale su di lui), dall'infanzia in Abruzzo all'emigrazione in Canada, fino alla sua sfolgorante carriera come manager e alla fusione tra Fiat e Chrysler.Il titolo invece prende spunto dai due aerei, un Dassault Falcon 2000 e un Dassault Falcon 7X, che il manager dei due mondi usava per spostarsi con i suoi collaboratori tra Italia e Stati Uniti. Un filo diretto che legava Detroit al Lingotto (dove Marchionne arrivava in elicottero). "Un uomo geniale" Mi piace l'idea di raccontare un italiano, Sergio Marchionne, che sfida in America due giganti, GM e Chrysler e vince, aveva raccontato precedentemente Bellocchio, Non si fa assoggettare, non si fa schiacciare, la sua genialità, il suo coraggio e la sua spietatezza manageriale salvano la Fiat che, come dicevano gli esperti, era tecnicamente fallita'. Risorge non solo con lui ma con la partecipazione attiva del giovanissimo maggiore azionista' e di tutta la famiglia. La pellicola è prodotta da Kavac Film, Emotion Network, Rai cinema e HBO Max, mentre la data di uscita ancora non è stata annunciata.
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La Kia Niro cambia look, ma la vera novità è nella gamma motori

4 Ruote - Lug 02,2026
Kia ha presentato il Model Year 2027 della crossover compatta Niro. Il nuovo modello, che dovrebbe arrivare nelle concessionarie entro la fine dell'estate, presenta diverse novità a livello estetico, Adas più evoluti e una gamma di motorizzazioni più snella: a listino rimane solo il 1.6 full hybrid da 171 CV, mentre spariscono quelle a benzina e full electric. Lo stile si allinea a quello delle altre Kia La nuova Kia Niro è lunga 4.420 mm, larga 1.826, alta 1.544 (con le barre sul tetto) e ha un passo di 2.720 mm. Il bagagliaio ha una capacità dichiarata di 619 litri, che diventano 1.740 abbassando le sedute della seconda fila. A livello estetico la crossover coreana cambia soprattutto nel frontale, con l'introduzione degli stilemi Opposites United già visto sugli ultimi modelli della Casa coreana, caratterizzato dalle luci Star Map. Più pulite le linee di paraurti e griglia anteriore, così come quelle della coda, con la targa che si sposta dal portellone al paraurti. Schermi più grandi (e connessi) Tante le novità anche all'interno dell'abitacolo, in particolare per quanto riguarda gli schermi: due display da 12,3" per quadro strumenti e infotainment integrati in un unico pannello di vetro curvo, rivolto verso il conducente. Il sistema software di bordo introduce la possibilità di installare app di terze parti (come Netflix, Disney+ e YouTube) e gli aggiornamenti over-the-air, mentre la connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto è adesso di serie su tutta la gamma. Nuovi anche i rivestimenti, con materiali più curati e opzioni per abbinamenti bicolore, anche per il volante. Rimane la full hybrid da 171 CV Per quanto riguarda le motorizzazioni, la nuova Kia Niro manterrà solo il powertrain full hybrid, con il 1.6 benzina abbinato a un'unità elettrica, capace di una potenza combinata di 126 kW (171 CV), abbinato a un cambio automatico a doppia frizione a sei rapporti. L'auto scatta da ferma a 100 km/h in 10,7 secondi e raggiunge una velocità massima di 175 km/h. I prezzi della nuova Kia Niro Al momento la Casa coreana non ha ancora parlato di prezzi o di listini. Il modello attuale, con la motorizzazione full hybrid, è disponibile in tre allestimenti (Business, Style ed Evolution), con prezzi che partono da 39.950 euro.
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Nuova fabbrica BYD, perché l'Italia è fuori dai giochi

4 Ruote - Lug 02,2026
L'Italia è più volte finita nei radar di BYD per un eventuale insediamento industriale, ma le ultime dichiarazioni del senior advisor per l'Europa, Alfredo Altavilla, non lasciano alcuna speranza al nostro Paese: il secondo impianto europeo del colosso di Shenzhen non nascerà sul nostro territorio."Questa settimana abbiamo due team che stanno effettuando sopralluoghi in diverse giurisdizioni, quindi siamo vicini alla conclusione del processo di scelta", ha affermato Altavilla, precisando anche quali siano i Paesi oggi in pole position. Infatti, Spagna e Francia sono le candidate più probabili a un investimento cosiddetto "brownfield": BYD prevede, in pratica, di acquisire un impianto già operativo da una Casa automobilistica tradizionale. Perchè l'Italia è fuori Altavilla non ha spiegato perché l'Italia sia stata ormai esclusa, ma è evidente come Spagna e Francia abbiano diversi vantaggi competitivi da mettere sul piatto per attrarre investimenti esteri. Uno è ormai noto: entrambi i Paesi possono garantire costi dell'energia sensibilmente più bassi rispetto al nostro.A tal proposito, è utile ricordare la recente audizione in Parlamento di Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis. Il manager ha chiesto interventi sul caro energia, denunciando gli elevati costi sostenuti dal gruppo: l'anno scorso, Stellantis ha pagato l'elettricità in Italia 205 euro al MWh, contro i 90 euro della Spagna e i 100 euro della Francia.Lo stesso problema riguarda la Germania, a sua volta alle prese con una generalizzata perdita di competitività industriale proprio a causa di strategie energetiche rivelatesi poco efficaci. E infatti Altavilla ha escluso anche la Germania dall'elenco dei candidati al nuovo impianto. Volkswagen è un campanello d'allarme Il senior advisor di BYD ha affrontato anche diversi altri temi, tra cui la crisi di Volkswagen. A suo avviso, le recenti indiscrezioni su un'intensificazione delle misure di ristrutturazione rappresentano il "primo vero campanello d'allarme" per l'industria automobilistica europea.L'ex braccio destro di Sergio Marchionne è poi tornato sulle strategie dei costruttori cinesi per il mercato europeo. BYD, che tra l'altro è prossima ad avviare le attività di assemblaggio nel suo impianto in Ungheria - con la produzione che dovrebbe partire nel quarto trimestre - è tra le aziende che stanno crescendo più rapidamente nel Vecchio Continente, ma resta frenata dai dazi sulle elettriche prodotte in Cina.Un secondo impianto sarebbe ideale per aggirarli e per sfruttare i futuri regolamenti sul made in Europe.Una cosa è certa: per Altavilla, "contrastare l'invasione è assolutamente inutile".
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Cardinali (Unrae): "Gli incentivi spingono ancora le elettriche, ma ora serve la riforma fiscale"

4 Ruote - Lug 02,2026
A giugno, il mercato dell'auto italiano ha messo a segno la sesta crescita mensile di fila. Le ragioni? Ce le spiega Andrea Cardinali, direttore generale dell'Unrae, nella consueta intervista di inizio mese.  C'è un qualche motivo specifico che ha determinato il buon andamento del mercato lo scorso mese?Sicuramente buona parte della crescita viene dal canale dei privati, che è stato sostenuto dagli incentivi. Questo primo semestre ha ancora beneficiato degli incentivi del Mase (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, ndr). Ovviamente, non tutto è legato ai sussidi. C'è un graduale riavvicinamento ai livelli pre-COVID, anche se stiamo ancora sotto del 15%. Insomma, possiamo dire che c'è un po' di ripresa. Peccato che non sappiamo ancora quante targhe siano legate agli incentivi. E difatti l'onda lunga degli incentivi si vede proprio sulle elettricheSì, rispetto al primo semestre del 2025, ci sono 35 mila unità in più. un'ottima notizia.Tra l'altro a giugno le auto a batteria hanno superato per la prima volta la soglia del 10% del mercato Sì, ma stiamo cercando di capire quanto sarà sostenibile questo livello, perché poi a un certo punto l'effetto degli incentivi si esaurisce. Ma per farlo ci servono dei dati dal Ministero che ancora non abbiamo. Finora non c'è stata nessuna disclosure sui voucher già 'targati', sulla loro segmentazione e sui comparti interessati. Non sappiamo quanti sono gli incentivi pieni e quelli ridotti, né quali marchi ne hanno beneficiato, non sappiamo neanche quante sono le vetture e quanti i veicoli commerciali. Una cosa è certa, e la dico da anni. Gli incentivi a valore fisso sono una stortura: dovrebbero essere parametrati ai listini. C'è una bella differenza tra gli 11 mila euro su una macchina da 17 mila euro e su una da 50 mila.  La mancanza di numeri mette in dubbio le prospettive annuali? Già nei mesi scorsi le avete tagliate leggermente.Le rivedremo come di consueto fra 3 settimane, perché per far girare i nostri modelli econometrici dobbiamo prima consolidare la chiusura del semestre. Il secondo trimestre è andato meglio del previsto, quindi potremmo rivederle al rialzo, ma in questo momento non posso ancora anticipare nulla. Sapere quante sono le vetture incentivate ancora da targare, peraltro, ci aiuterebbe a fare un pronostico più accurato sulle alimentazioni per il prossimo trimestre. Il fatto che manchino dati come si spiega?Il Ministero probabilmente li ha, ma li sta ancora elaborando. So che proprio in questi giorni dovrebbe produrre il resoconto finale, ma tenga presente che c'è di mezzo il Pnrr. La procedura di rendicontazione europea è estremamente complessa, e quindi è tutto più lento rispetto agli incentivi tradizionali, gestiti con fondi ministeriali. Inoltre, i vecchi incentivi erano del Mimit, quelli del 2025 sono del Mase: due ministeri diversi, che si sono appoggiati a due soggetti differenti per gestire gli incentivi: Invitalia e Sogei, rispettivamente. E lo schema è cambiato completamente. Con i vecchi incentivi le risorse andavano al venditore, che poi li trasferiva al cliente. Nel 2025, invece, le risorse sono andate al consumatore tramite un voucher, ma il venditore ha dovuto anticiparle di tasca propria per poi farsi rimborsare.  E i nuovi incentivi del Fondo Automotive?Sono di nuovo in mano al Mimit, ma non c'è più niente per le vetture, se non i 50 milioni di noleggio sociale spalmati su 4 anni.Un po' poco, o sbaglio?In assoluto direi proprio di sì. E poi c'è un grosso punto interrogativo sulle modalità di lancio di uno strumento senza precedenti per il mercato italiano. L'unico esempio simile, al quale ci si è ispirati, è il leasing sociale francese. Non sappiano però come funzionerà il nostro: le modalità di gestione devono essere indicate in un decreto attuativo. In ogni caso, stiamo parlando sempre di 50 milioni in 4 anni, si tratta di una norma sperimentale. Quindi l'impatto sarà limitatissimo, sostanzialmente marginale.  Da tempo chiedete un intervento di riforma della fiscalità dell'auto. C'è qualche novità? Avete avuto qualche riscontro? Purtroppo finora i vincoli di bilancio non consentivano di spendere niente, ma ora si è aperto uno spiraglio importante con la flessibilità dello 0,3% concessa da Bruxelles: sembra la si possa utilizzare per iniziative che supportino la transizione energetica. Questa flessibilità per l'Italia vale 14 miliardi, e appena si è accesa questa luce si è creata la fila al Mef. Adesso si tratta di competere con le istanze di altri settori e far valere la migliore. Noi pensiamo che la nostra richiesta sia sacrosanta, perché aiuterebbe a raggiungere gli obiettivi europei, ancora lontanissimi: siamo a un terzo della penetrazione dell'elettrico rispetto alla media degli altri paesi Ue. Rispetto al passato siamo più fiduciosi, ma è sempre una questione di volontà politica.Una riforma, tra l'altro, potrebbe dare una spinta all'elettrico proprio nel momento in cui termina l'onda lunga degli incentivi e si rischia di tornare ai dati precedenti i sussidi. Senza questa riforma avremo problemi seri. Io non so dire se torneremmo esattamente ai numeri dell'anno scorso, perché nel frattempo l'offerta di prodotto si è molto ampliata ed è anche scesa di segmento: oggi i modelli sul mercato sono molti di più e sono anche più economici. Quindi magari non si torna completamente indietro, però non ci si avvicina agli altri Paesi. E aggiungo una cosa importantissima: nel dibattito in corso a Bruxelles c'è una questione cruciale, l'utility factor delle ibride plug-in. Il regolamento attuale prevede già per quest'anno una sua revisione che rischia di uccidere completamente il segmento. Se venisse abbassato l'utility factor, si impennerebbero le emissioni nel ciclo di omologazione, penalizzando le plug-in ai fini delle multe e vanificando gli investimenti delle Case in questa tecnologia. Che alla fine uscirebbe dalle car policy aziendali: in Italia le plug-in sono arrivate a pesare quasi il 20% delle immatricolazioni aziendali grazie alla normativa sul fringe benefit, che le ha detassate rispetto alle termiche e alle ibride senza spina. Questo avrebbe un impatto pesante sul mercato totale, dove le plug-in pesano tanto quanto le elettriche pure.
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F1, a Silverstone Hamilton insegue la decima vittoria in casa

4 Ruote - Lug 02,2026
La Formula 1 non concede tregua. Archiviato il GP d'Austria al Red Bull Ring, il Circus si sposta subito a Silverstone per il Gran Premio di Gran Bretagna, nono appuntamento della stagione 2026. Sullo storico circuito inglese, dove l'avventura della F1 è iniziata nel 1950, si correrà con il format Sprint.Le classifiche del MondialeIl contesto è quello di un Mondiale a forti tinte argentate. La Mercedes comanda con autorità e si arriva a Silverstone con gli equilibri di vertice in movimento. Andrea Kimi Antonelli guida la classifica piloti, ma il margine sul compagno di squadra George Russell si è ridotto a 40 punti. Russell, reduce dal successo austriaco - la sua prima vittoria dopo quella d'apertura in Australia a marzo - arriva sull'onda giusta e proprio davanti al proprio pubblico. Un intreccio interno alla Mercedes che promette scintille, perché il duello per il titolo, almeno per ora, è tutto in famiglia. Hamilton punta al riscatto davanti ai suoi tifosiPer Lewis Hamilton è il secondo Gran Premio di casa in rosso, ma con uno spirito diverso rispetto a quello dell'anno passato. Poche settimane fa il sette volte iridato ha riportato la Ferrari alla vittoria, la prima della sua carriera con il Cavallino, salvo poi incassare la frenata austriaca, dove il risultato è stato inferiore al potenziale della SF-26. Silverstone, considerato come il giardino di casa sua, è l'occasione per rilanciare: su questo tracciato Lewis ha già vinto nove volte in carriera e sogna di potersi ripetere ancora.Lewis non nasconde la fiducia nel percorso di crescita della squadra: nessuna bacchetta magica, ma una somma di piccoli passi costruiti con mesi di lavoro a Maranello. Il messaggio è di continuità: sfruttare al massimo ogni weekend e trovare costanza di rendimento. L'atmosfera di casa, per sua stessa ammissione, vale una carica in più.Maggotts, Becketts, Copse: pochi tratti al mondo mettono alla prova vettura e pilota come le curve veloci di Silverstone, da affrontare a velocità elevatissime e con la monoposto a pieno carico aerodinamico. un circuito che non perdona compromessi di assetto e che premia telaio e aerodinamica sopra ogni altra cosa. Il format Sprint, con l'unica sessione di libere del venerdì, riduce ulteriormente il margine d'errore: chi sbaglia la messa a punto ha pochissimo tempo per rimediare. McLaren, livrea bianco-verde per SilverstoneIl colpo d'occhio del weekend arriva da Woking. La McLaren si presenta al GP di casa con una livrea inedita: via il papaya, via il nero, spazio al bianco e al verde. Le MCL40 di Lando Norris e Oscar Piastri omaggiano la M2B, la monoposto con cui il team esordì in F1 al Gran Premio di Monaco del 1966 e con cui, sempre quell'anno, Bruce McLaren conquistò il primo punto della scuderia proprio in Gran Bretagna.La veste nasce dalla collaborazione con Google Gemini nell'ambito della campagna "Spark What's Next" e si inserisce nel percorso celebrativo aperto con il millesimo Gran Premio del team, festeggiato a inizio stagione a Monaco con Mika Häkkinen al volante della M2B. Un ponte visivo tra le origini e il presente: dalla monoposto del 1966 all'attuale MCL40, passando per le circa 18.000 modifiche progettuali che una vettura di F1 può ricevere nell'arco di una singola stagione. GP Gran Bretagna 2026: gli orari TV di Sky e TV8Weekend Sprint sulla pista di Silverstone, con gara corta di 100 chilometri per i 22 piloti al sabato pomeriggio. Ecco il programma completo con gli orari già convertiti al fuso orario italiano.Sky e NOW (dirette)Venerdì 3 luglio - Prove Libere 1: 13:30-14:30; Sprint Qualifying: 17:30-18:14Sabato 4 luglio - Sprint Race: 13:00-14:00; Qualifiche: 17:00-18:00Domenica 5 luglio - Gara: 16:00TV8 (dirette e differite)Venerdì 3 luglio - Sprint Qualifying: 17:00-18:00Sabato 4 luglio - Sprint Race: 13:00-14:00; Qualifiche: 17:00-18:00Domenica 5 luglio - Gara: dalle 19:00
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Mercato auto, a giugno è boom: +10,59%. Continua la corsa di elettriche e plug-in

4 Ruote - Lug 01,2026
Prosegue il periodo positivo per il mercato italiano dell'auto: a giugno, secondo i dati del Ministero dei Trasporti, le nuove immatricolazioni sono state 146.423, con una crescita del 10,59% rispetto allo stesso mese del 2025.A trainare la domanda, come negli ultimi mesi, sono le auto ricaricabili, full electric e plug-in, che continuano a guadagnare quote di mercato: a giugno, secondo le elaborazioni Unrae, le elettriche hanno registrato una crescita dell'87,1%, per arrivare a una quota di mercato del 10,1%, mentre le ibride plug-in hanno guadagnato il 61,9%, attestandosi al 10,6% del mercato.L'andamento positivo della prima metà dell'anno si ripercuote anche sui dati cumulati da gennaio: le immatricolazioni complessive sono state 936.783, in aumento del 9.7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Cresce invece il divario rispetto ai livelli pre pandemia del 2019: a giugno arriviamo a -13,5%. Le Top 50 in Italia a giugno 2026 1. Fiat Pandina Continua, praticamente incontrastato, il "dominio" della citycar costruita a Pomigliano d'Arco: negli ultimi 30 giorni sono stati 8.255 i nuovi esemplari immatricolati, più del doppio rispetto alla concorrenza di Dacia Sandero e della BYD Atto 2. 2. Dacia Sandero La compatta di Mioveni rimane salda al secondo posto: a giugno sono stati immatricolati 4.340 nuovi esemplari, mentre nella graduatoria generale da inizio anno occupa il quarto posto, guadagnando una posizione rispetto al mese scorso. 3. BYD Atto 2 Continua l'exploit della B-SUV della Casa cinese, venduta soprattutto nella versione plug-in DM-i (ma c'è anche elettrica): dopo la quinta posizione di maggio, a giugno sale sul gradino più basso del podio delle più vendute, con 3.780 immatricolazioni. 4. Fiat Grande Panda Cresce anche la nuova segmento B di Fiat, che dal nono sale al quarto posto, con 3.139 nuove targhe. Disponibile con motori benzina, mild hybrid ed elettrici, la Grande Panda da inizio anno è la terza auto più venduta in Italia. 5. Peugeot 208 La compatta francese è la quinta auto più venduta in Italia nel mese di giugno: sono 3.130 le nuove targhe di questo modello, anch'esso disponibile con motori benzina, mild hybrid e full electric. Nella classifica da inizio anno è nona. 6. Citroën C3 Sale di una posizione la best seller del Double Chevron: al sesto posto, anche nella classifica di inizio anno. Questa compatta rimane tra le preferite degli automobilisti italiani, anche a giugno: le immatricolazioni sono state 3.079.  7. Jeep Avenger La B-SUV americana perde qualche posizione rispetto agli ultimi mesi, ma rimane comunque tra i modelli più venduti in Italia: a giugno le nuove targhe sono state 3.001, e nella classifica dall'inizio dell'anno mantiene saldamente il secondo posto. Anche lei, come le "cugine" del gruppo Stellantis, è disponibile con powertrain benzina, mild hybrid (anche 4xe a trazione integrale) e full electric. 8. Toyota Yaris Cross Nel mese di giugno, la B-SUV giapponese si piazza all'ottavo posto, come a maggio: le nuove immatricolazioni sono state 2.983. Nella classifica da inizio anno è al settimo posto. 9. Toyota Yaris La full hybrid giapponese, da cui deriva anche la Yaris Cross, riconquista posizioni e arriva al nono posto della classifica: a giugno ne sono state immatricolate 2.945. Da inizio anno è dodicesima. 10. Leapmotor T03 Perde parecchie posizioni la citycar elettrica cinese, che dal terzo posto di maggio scende al decimo, con 2.744 nuove immatricolazioni. Comunque un ottimo risultato, grazie sopratutto agli incentivi dello scorso ottobre. Nella top ten del 2026 è comunque al quinto posto. 11. Renault Captur: 2.67212. Renault Clio: 2.63613. Peugeot 3008: 2.56614. Dacia Duster: 2.49115. Toyota Aygo X: 2.38516. MG ZS: 2.31717. Audi Q3: 2.21818. Volkswagen T-Roc: 2.16219. Kia Sportage: 2.08620. Volkswagen Tiguan: 2.08021. Ford Puma: 2.02522. Volkswagen T-Cross: 1.94023. Opel Corsa: 1.90724. Dacia Spring: 1.80225. BMW X1: 1.64826. Omoda 5: 1.56327. Suzuki Swift: 1.55628. Fiat 500: 1.55129. Tesla Model 3: 1.54330. Nissan Qashqai: 1.41131. Peugeot 2008: 1.32332. Audi Q5: 1.24633. Mercedes GLA: 1.23834. DR DR5: 1.20835. Audi A3: 1.20136. Toyota C-HR: 1.17037. Jeep Compass: 1.14938. Volkswagen Golf: 1.08639. Kia Picanto: 1.06940. Hyundai Tucson: 1.06541. MG MG3: 1.04942. Hyundai i20: 96843. Jaecoo 7: 89844. BMW X3: 89645. Mercedes GLC: 89246. Suzuki Vitara: 88547. Ford Kuga: 87448. Tesla Model Y: 86349. Renault Symbioz: 81850. Citroën C3 Aircross: 817 Gruppi e marchiPer quanto riguarda i costruttori, anche a giugno al primo posto si conferma il gruppo Stellantis, che a maggio ha immatricolato 40.207 veicoli, con un incremento del 22,18% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. A trainare la crescita sono Fiat (+27,15%), Citroën (+19,52%), DS (+8,97%), Opel (+12,84%) e Peugeot (+31,92%). La joint venture Leapmotor passa da 326 a 3.366 targhe, praticamente decuplicando le vendite. In territorio negativo Alfa Romeo (-40,81%), Jeep (-12,08%), Lancia (-16,83%) e Maserati (-31,40%).Risultati sostanzialmente stabili per il gruppo Volkswagen, sempre al secondo posto: le nuove targhe sono 22.119 (+0,83%). Crescono Audi (+10,82%) e Seat (+57,64%), in calo tutti gli altri brand: Volkswagen (-2,7%%), Cupra (-18,54%), Lamborghini (-6,17%%) e Skoda (-4,21%). Continua la ripresa del gruppo Renault (+7,51%): scende la Losanga (-6,14%), crescono Dacia (+20,54%) e Alpine (+50%).Stabile il gruppo Toyota (+0,82%, 10.701 targhe), che sorpassa BMW (-0,32%, 8.003 targhe). Risultati positivi per Kia (+19,77%), Mazda (+1,31%), Tesla (+42,78%), Honda (+29,09%), il gruppo DR (+14,01%), Ferrari (+64,29%) e Polestar (+26,14%). In calo invece Mercedes-Benz (-10,29%), Ford (-24,30%) e Nissan (-17%), Hyundai (-36,25%), Suzuki (-11,78%), Volvo (-15,34%), il gruppo Jaguar Land Rover (-25,98%), Porsche (-7,66%), Mitsubishi (-65,04%) e Subaru (-35,35%). Prosegue il successo dei costruttori cinesi: oltre a Leapmotor, a giugno crescono MG (+3,59%), BYD (+208,72%), Omoda & Jaecoo (+214,79%), EMC (+69,29%), DFSK (+366,67%). Geely passa da zero immatricolazioni a 584, mentre Lynk & Co guadagna il +750%. Le alimentazioniProsegue l'onda lunga degli incentivi dello scorso ottobre per le elettriche anche per il mese di giugno: negli ultimi trenta giorni le nuove immatricolazioni dei modelli a zero emissioni sono state 14.894 (guidate dalla Leapmotor T03 - 2.744, seguita dalla Dacia Spring - 1.802 e dalla Tesla Model 3 - 1.543). Rispetto allo stesso mese dello scorso anno l'incremenento è stato dell'87,1% (+77,5% da inizio anno): la quota di mercato dei primi sei mesi è del 10,1% (contro il 6% del 2025).Ottimi anche i risultati delle ibride alla spina: le nuove immatricolazioni delle plug-in sono state 15.723, con un aumento del 61,9% e una quota che passa dal 7,3 al 10,6%. Il grosso del mercato è sempre rappresentato dalle ibride, che registrano 68.363 nuove immatricolazioni (+17,9%) e una quota del 46,1% (era del 43,4% a giugno del 2025).In negativo, non si arresta neppure il crollo delle alimentazioni tradizionali: a giugno, le auto a benzina perdono il 15,3% e scendono dal 23,6% al 18% di quota complessiva. Il diesel perde il 28,4% e vede la quota contrarsi dal 10,1% al 6,5%. Stabile il Gpl: -0,1%, con la quota di mercato su base annua che passa dal 9,6 all'8,7%. Tutti i dati del mercato
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Unauto su dieci ha pneumatici lisci: lallarme di Vacanze Sicure

4 Ruote - Lug 01,2026
Record di pneumatici lisci: quasi l'11% in media dei veicoli controllati, con percentuali vicine al 20% in due regioni. Le cifre, in aumento rispetto allo scorso anno, sono tra i principali dati emersi dalla campagna Vacanze Sicure di Assogomma e Polizia Stradale. Controllate oltre 10.000 autovetture L'iniziativa di controllo e sensibilizzazione dedicata allo stato dei pneumatici e alla manutenzione dei veicoli, giunta alla sua 24esima edizione, si è svolta da aprile a giugno 2026. Sono stati oltre 10.000 i controlli effettuati dalla Polizia Stradale in Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Sicilia, Trentino-Alto Adige e nella provincia di Belluno, territori che rappresentano circa il 29% del parco circolante nazionale. I controlli sono stati preceduti da una specifica attività formativa, svolta a cura dei tecnici di Assogomma, dedicata ai circa 250 operatori della Polizia Stradale che hanno poi eseguito i rilevamenti sulle strade. Pneumatici lisci e revisioni saltate I risultati della campagna 2026 - illustrati oggi a Roma da Santo Puccia, direttore del Servizio Polizia Stradale, e da Fabio Bertolotti di Assogomma - hanno evidenziato che il 24,3% delle autovetture controllate, cioè quasi una su quattro, aveva circa 20 anni di vita e presentava non conformità relative agli pneumatici. Se a questa si aggiungono le irregolarità legate alla revisione del veicolo, la quota di irregolari sale al 29,7%, in pratica un'auto su tre.L'età media del campione controllato è stata di 11 anni e 7 mesi, di poco inferiore alla media nazionale del parco vetture attestata sui 13 anni. Il progressivo invecchiamento del circolante è un problema e i controlli hanno posto in evidenza quanto le irregolarità siano direttamente proporzionali all'età del veicolo. Nel dettaglio, i controlli della Polizia Stradale hanno evidenziato che il 10,63% delle vetture circolava con pneumatici usurati con profondità residua inferiore al limite di legge di 1,6 mm; il 10,38% montava pneumatici non omogenei; il 5,61% aveva pneumatici danneggiati visibilmente; l'1,94% risultava equipaggiato con pneumatici non omologati. Di rilievo anche il dato relativo agli equipaggiamenti stagionali: dopo la scadenza di legge, il 42,73% delle vetture controllate montava ancora pneumatici invernali M+S. Bertolotti: no al fai da te Nel complesso, i dati della campagna 2026 hanno confermato la tendenza al peggioramento, per distrazione o superficialità dei conducenti, già rilevata nelle edizioni precedenti. La sicurezza del veicolo dipende dai pneumatici e dal loro stato di manutenzione", ha concluso Bortolotti. I controlli vanno effettuati periodicamente da gommisti specializzati e il fai da te, che è vietato, può essere pericoloso. I pneumatici sono l'unico punto di contatto "tra veicolo e strada e da essi dipendono aderenza, frenata, stabilità e direzionalità", Puccia: fate controlli accurati La sicurezza stradale passa anche attraverso l'attenzione alla corretta manutenzione dei veicoli. Pneumatici usurati, danneggiati o non conformi aumentano i rischi alla guida, soprattutto nei lunghi spostamenti estivi. Il messaggio agli automobilisti è chiaro: prima di mettersi in viaggio è bene verificare lo stato dei pneumatici con attenzione, senza limitarsi a un controllo sommario.
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