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Linktour - Leon Zheng: Vogliamo il 30% dei quadricicli europei. Una fabbrica in Italia? Possibile"

4 Ruote - Dic 03,2025
raro (rarissimo) vedere un marchio auto debuttare a partire dal nostro Paese, ma come racconta a Quattroruote il vicepresidente Leon Zheng, Linktour ha scelto proprio l'Italia come primo passo per la sua espansione europea: la nazione più importante al mondo per noi. La Casa cinese figlia di quel Shandong Weiqiao Pioneering Group che conta oltre 100 mila impiegati e 77 miliardi di dollari di fatturato, ha recentemente portato a Roma i quadricicli Alumi e Alumi Elite (qui potete leggere il nostro primo contatto), esordio di un piano strategico che fa impallidire per audacia gli omologhi europei.  Quadricicli prima di tuttoVogliamo diventare il marchio di punta sia nei quadricicli che nelle mini car in tutto il mondo, non solo in Europa, spiega Zheng. Come? Alumi, per esempio, è stata concepita fin dall'inizio pensando ai mercati europei. In questo momento questo segmento dovrebbe contare intorno alle 100.000 unità e noi vogliamo conquistarne almeno il 20 o 30 per cento. Non è casuale tanta attenzione ai quadricicli, un doppio cavallo di Troia per i cinesi all'interno del nostro mercato. Prima di tutto, non sono sottoposti ai dazi e quindi riescono a mantenere almeno in parte gli aggressivi prezzi cinesi. Secondo: nel giro di qualche settimana, l'Europa si pronuncerà sulle E-Car, una nuova categoria automobilistica. Ispirate alle kei car giapponesi, le E-Car dovrebbero essere mezzi piccoli, economici e leggeri (non necessariamente elettrici) che dovrebbero fare da anello di congiunzione tra i quadricicli e le auto vere e proprie. Non a caso tra le aziende sorelle di Linktour c'è Baw, che già oggi ha un portafogli molto variegato che comprende anche simil e-car quattro posti in formato quadriciclo.  Obiettivo ItaliaZheng, però, guarda anche ad altri segmenti: In futuro avremo una seconda piattaforma per auto più grandi, come per esempio le Suv, ma sempre orientate alla mobilità urbana. Non sarà solo elettrica, ma anche plug-in o range extender e ciò ci permetterà di crescere diventando uno dei leader mondiali nella mobilità cittadina. Insomma, il vicepresidente di Linktour non usa mezzi termini e anche sul fronte della produzione ha idee dirompenti. Un po' come BYD, che ha impiantato una fabbrica in Ungheria per diventare Made in Europe e dribblare i dazi, così Linktour sta guardando a Turchia, Marocco, Tunisia per avvicinarci all'Europa, ma anche l'Italia potrebbe essere una possibilità. Certo, dobbiamo fare i nostri calcoli, studiare la filiera e la catena di approvvigionamento, le risorse disponibili e capire che supporto ci può dare il vostro governo. Siamo aperti a considerare una collaborazione. Un'auto range extender?E così torniamo all'oggi. Gli occhi di Zheng sono tutti su quel 10 dicembre che potrebbe aprire un nuovo mondo. Anzi, più di uno. Oltre che sulle E-Car, l'UE si pronuncerà anche su biocarburanti e auto con range extender, ampliando le possibilità per i produttori ad oggi confinati nell'elettrico puro. Se finalmente avremo una nuova regolamentazione", spiega il manager, "potremo proporre per esempio un'auto range extender, decisamente più interessante per i clienti europei rispetto a un'elettrica. Sempre mantenendo basso il prezzo.
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Cantieri - Ritardi in autostrada? Arriva lapp per i rimborsi dei pedaggi

4 Ruote - Dic 03,2025
L'Autorità di regolazione dei trasporti (Art) ha finalmente mosso i primi passi per risolvere il problema dei disagi causati dai cantieri sulle autostrade a pedaggio. Infatti, è stata pubblicata l'attesa delibera per introdurre un'applicazione informatica in grado di garantire rimborsi dei pedaggi, parziali o integrali, in caso di ritardi nei tratti autostradali. Quando arrivaPartiamo dai tempi di attuazione. La delibera è immediatamente operativa, ma come afferma il presidente dell'Autorità, Nicola Zaccheo, al Sole 24 Ore, la piena operatività richiede atti aggiuntivi ai Pef (Piani economici e finanziari) tra concedente e concessionario. In ogni caso, gli obblighi previsti scattano dall'1 giugno 2026 per le tratte con un solo gestore e dall'1 dicembre per quelle gestite da più concessionari, come nel caso del collegamento autostradale tra Milano e Venezia. L'Autorità intende comunque monitorare l'applicazione delle misure fino al 31 dicembre 2027 e procedere con una verifica di impatto entro luglio 2027 per apportare eventuali correttivi.La procedura sarà digitale: toccherà ai concessionari sviluppare un'app nazionale obbligatoria (è già in via di sviluppo e sarà obbligatoria, con sanzioni in caso di inadempienza, ha assicurato Zaccheo) dove gli utenti potranno registrarsi per ricevere notifiche (entro dieci giorni) e ottenere il rimborso (entro i cinque o dieci successivi). Chi non ha l'app potrà comunque richiedere il rimborso tramite i canali dei concessionari. Quando si applicaIl sistema si basa su criteri specifici di applicazione. Il calcolo del rimborso dipende da diversi fattori, tra cui la natura dei cantieri (programmati o emergenziali), la durata dei lavori, eventuali deviazioni, utilizzo delle corsie di emergenza, restringimenti di carreggiata, mentre sono esclusi ritardi per incidenti o eventi meteorologici straordinari. I ristori si otterranno solo in caso di cantieri programmati: sono esclusi i cantieri emergenziali e, nella prima fase, quelli mobili. Qual è l'importo dei rimborsiIl rimborso dipende dal ritardo accumulato rispetto ai tempi convenzionali. La delibera stabilisce uno scostamento orario, calcolato come differenza tra il tempo medio di percorrenza effettivo e il tempo di percorrenza alla velocità di riferimento. Il rimborso si applica sempre per i percorsi fino a 30 km, mentre per distanze più lunghe scatta solo superate alcune soglie: almeno 10 minuti per tratte tra 30 e 50 km, almeno 15 minuti per percorsi oltre i 50 km. In ogni caso, il ristoro non può mai superare il pedaggio totale corrisposto dall'utente. In caso di traffico bloccato, il rimborso cresce con l'aumentare dell'attesa: 50% del pedaggio tra 60 e 119 minuti, 75% tra 120 e 179 minuti, 100% oltre le tre ore.L'importo non è dovuto se il rimborso è inferiore a 10 centesimi di euro: è comunque previsto che ristori di tale ammontare vengano accumulati fino a raggiungere la soglia di 1 euro, superata la quale i concessionari dovranno provvedere al pagamento. Per quanto riguarda le risorse, Zaccheo ha precisato che dal 2030 i concessionari sosterranno integralmente i costi; fino al 2030 il recupero è graduale sui pedaggi, ma si tratta di frazioni di millesimi di euro. Abbiamo previsto un percorso a valere sulle tariffe: 100% nel 202627, 75% nel 2028, 28% nel 2029, **25% nel 2030, ha aggiunto il presidente dell'Autorità, sottolineando che nel caso di disservizi non imputabili al concessionario è sempre previsto il recupero sui pedaggi.
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