Aggregatore di feed

Auto Made in UE nel mirino della Cina: Pechino minaccia ritorsioni

4 Ruote - Apr 28,2026
Si apre un nuovo fronte caldo nelle relazioni, sempre tese, tra Bruxelles e Pechino. Uno dei più attesi provvedimenti della Commissione europea per rilanciare il tessuto industriale del blocco comunitario, l'Industrial Accelerator Act, ha irritato non poco le autorità cinesi, pronte ora a minacciare ritorsioni nel caso di adozione delle misure proposte dalla Commissione europea. Tra queste figurano diverse iniziative a favore dell'automotive: dai requisiti minimi di localizzazione per componenti e batterie per le auto elettriche, ai super crediti per le E-Car, fino alle agevolazioni per gli investimenti.L'Industrial Accelerator Act è stato presentato all'inizio di marzo, ma deve essere approvato dal Parlamento europeo e dagli Stati membri prima della sua adozione. Attualmente si trova nella fase di esame e l'ipotesi più accreditata è che venga sottoposto al processo di votazione dopo la pausa estiva. Le minacce di PechinoPechino considera il provvedimento discriminatorio perché non terrebbe conto del parere e della posizione della Cina. Il ministero del Commercio cinese ha presentato le proprie osservazioni alla Commissione il 24 aprile scorso e, al contempo, ha espresso una forte preoccupazione.La Cina seguirà attentamente l'iter legislativo ed è pronta al dialogo, ha affermato il ministero, lanciando però un chiaro avvertimento: Se l'UE ignorerà i suggerimenti della Cina e insisterà nell'adottare questo testo, danneggiando così gli interessi delle aziende cinesi, la Cina non avrà altra scelta che adottare delle contromisure.Del resto, l'Industrial Accelerator Act, con i suoi principi di origine applicati in diversi settori economici, alza barriere protezionistiche evidenti. La Cina non viene citata in modo esplicito, ma le misure appaiono chiaramente volte ad arginare l'afflusso di prodotti cinesi.A tal proposito, Pechino mette nel mirino il testo perché impone numerose restrizioni agli investimenti esteri in quattro settori strategici emergenti: batterie, veicoli elettrici, fotovoltaico e materie prime critiche; e stabilisce clausole di origine esclusiva UE negli appalti pubblici e nelle politiche di sostegno pubblico. Gli investitori cinesi subiranno discriminazioni, ha concluso il ministero del Commercio.
Categorie: 4 Ruote

Taglio accise, diesel a 2,3 euro senza proroga: ultime ore per decidere

4 Ruote - Apr 28,2026
A pochi giorni dalla scadenza del taglio delle accise, arriva una notizia sgradita per le tasche degli automobilisti. Dopo diversi giorni, infatti, tornano in auge rincari generalizzati dei listini. Staffetta Quotidiana, nella sua consueta rilevazione giornaliera, dà conto del nuovo aumento delle quotazioni dei prodotti raffinati, in particolare per il gasolio, e segnala che i prezzi consigliati dei maggiori marchi sembrano imboccare decisamente la via del rialzo.In particolare, Eni ha aumentato di due centesimi al litro la benzina e di uno il gasolio. Per IP il rialzo è di due centesimi sulla verde. Q8 ha deciso di alzare di tre centesimi la benzina e di due il diesel. Accise: il problema delle copertureGli aumenti vanno letti nel quadro di uno stallo in Medio Oriente, che ha spinto le quotazioni del petrolio a rimanere stabilmente sopra i 100 dollari al barile per il Brent e poco sotto per il WTI. In questo contesto, resta centrale la questione del taglio delle accise.Il governo sta valutando se prorogare o meno il provvedimento, costato finora 1,2 miliardi di euro, ma tutto dipende dalle coperture economiche. Se i tecnici troveranno le necessarie disponibilità, la proroga appare probabile. In caso contrario, l'ipotesi che circola verte su un intervento mirato e selettivo: un sostegno specifico per l'autotrasporto oppure un aumento dei fondi dedicati all'interno del plafond della social card.In ogni caso, lo stop allo sconto di circa 24,4 centesimi al litro rischia di spingere i prezzi italiani su nuovi record: la benzina potrebbe sfiorare 1,99 euro/litro e il diesel superare la soglia dei 2,3 euro, il livello massimo in Europa. Le rilevazioni ai distributoriSecondo i dati diffusi questa mattina, 28 aprile, i prezzi medi nazionali alla pompa indicano la benzina self service sulla rete stradale a 1,740 euro/litro (+2 millesimi rispetto a ieri) e il gasolio a 2,057 euro/litro (-1 millesimo). Il GPL è a 0,795 euro/litro, il metano a 1,577 euro/kg, entrambi invariati.In autostrada, la verde self service è a 1,793 euro/litro (+4 millesimi), il diesel a 2,118 euro/litro, il GPL a 0,900 euro/litro e il metano a 1,594 euro/kg.Quanto alle medie dei prezzi praticati, elaborate sulla base delle comunicazioni del 27 aprile all'Osservatorio del MIMIT, la benzina self quota 1,739 euro/litro (compagnie 1,739; pompe bianche 1,738) e il diesel 2,060 euro/litro (compagnie 2,065; pompe bianche 2,050).Al servito, la benzina si attesta a 1,876 euro/litro (compagnie 1,913; pompe bianche 1,806), il diesel a 2,198 euro/litro (compagnie 2,240; pompe bianche 2,119), il GPL a 0,802 euro/litro, il metano a 1,577 euro/kg e il GNL a 1,535 euro/kg.Infine, sul fronte dei marchi: Eni è a 1,734 euro/litro sulla benzina self (1,940 al servito) e 2,067 sul gasolio (2,272); IP a 1,746 (1,917) e 2,075 (2,244); Q8 a 1,738 (1,905) e 2,059 (2,230); Tamoil a 1,749 (1,825) e 2,059 (2,140).
Categorie: 4 Ruote

Stellantis, Hongqi tra i possibili partner cinesi: occhi puntati sulla Spagna

4 Ruote - Apr 28,2026
Un nuovo marchio si aggiunge al sempre più lungo elenco di possibili partner cinesi per le attività produttive di Stellantis in Europa. Dopo Dongfeng, Xpeng, Xiaomi e, ovviamente, Leapmotor, tocca a uno dei brand storici dell'automotive del Dragone finire al centro di indiscrezioni della stampa internazionale per l'eventuale condivisione di spazi industriali negli impianti in maggior sofferenza del costruttore guidato da Antonio Filosa.Si tratta di Hongqi, marca premium di proprietà FAW nota per essere stata la preferita di Mao Zedong, il padre dell'attuale Repubblica Popolare Cinese. Secondo Reuters, Hongqi sarebbe in trattative con Stellantis per produrre alcuni suoi modelli in uno degli stabilimenti spagnoli del gruppo e sostenere così i piani di espansione nel Vecchio Continente. Una rete di relazioniIn realtà non sarebbe direttamente Hongqi a condurre i negoziati, bensì la casa-madre FAW, che a sua volta starebbe agendo per il tramite di Leapmotor. Tra gli azionisti dell'azienda di Hangzhou non figura soltanto Stellantis, che ne detiene poco meno del 20% in forza di un accordo di collaborazione strategica, ma anche la stessa FAW con il 5%.Questo è il modo in cui Hongqi può avviare rapidamente la produzione europea: Hongqi sta sfruttando questa rete per acquisire una base produttiva tramite Leapmotor e Stellantis, ha spiegato una fonte all'agenzia americana.In sostanza, Leapmotor starebbe facilitando i rapporti tra le varie parti in causa, cercando di agevolare la risoluzione di due problematiche. Da una parte, Hongqi ha la necessità di accelerare la propria espansione in Europa, dove ha in programma di lanciare 15 veicoli elettrici e ibridi plug-in (tra cui la EHS5 nella foto sotto) entro il 2028 in 25 mercati diversi, ma deve inevitabilmente trovare un modo per produrre nel Vecchio Continente ed evitare i pesanti oneri legati alla realizzazione di un nuovo insediamento industriale.Dall'altra, Stellantis deve risolvere il problema dell'eccesso di capacità produttiva in alcuni suoi impianti. Di recente si è parlato di tre siti che potrebbero essere condivisi con eventuali partner cinesi: Madrid (Spagna), Rennes (Francia) e Cassino (Italia).Il gruppo ha comunque preferito non commentare le ultime indiscrezioni, limitandosi a ribadire quanto affermato a più riprese negli ultimi giorni: Nell'ambito della sua normale attività, Stellantis intrattiene discussioni con diversi operatori del settore in tutto il mondo su vari argomenti, sempre con l'obiettivo finale di fornire ai clienti le migliori opzioni di mobilità. Madrid o Saragozza?Resta da capire quale possa essere il sito produttivo destinato a essere condiviso con Hongqi. In Spagna, Stellantis conta su tre fabbriche: Vigo (Galizia), Villaverde (uno dei distretti di Madrid) e Figueruelas (Aragona). Il sito galiziano è da escludere: è il più efficiente e produttivo e lo scorso anno ha raggiunto il record storico di 559.427 veicoli assemblati.Lo stabilimento madrileno è invece quello più in difficoltà: produce le Citroën C4 e C4 X, ma da tempo i rappresentanti dei lavoratori sollevano dubbi sul suo futuro, a causa della debolezza delle vendite dei due modelli e della mancata assegnazione di nuove produzioni. Si vocifera inoltre di una possibile conversione come polo di smaltimento e riciclaggio, sulla falsariga di quanto deciso di recente per Poissy.Infine, lo stabilimento aragonese è nel pieno di una trasformazione che lo porterà ad avviare a breve la produzione di modelli Leapmotor. Ed è proprio questo il sito che appare oggi più accreditato a ospitare anche le produzioni Hongqi. Non a caso, pochi mesi fa l'azienda di Hangzhou ha stretto un accordo di collaborazione con Hongqi per fornire un'architettura per veicoli elettrici e supportarne l'espansione internazionale. Reuters cita infatti proprio Figueruelas come sito prescelto.
Categorie: 4 Ruote

Auto elettrica, lItalia resta indietro. Lanalisi nel nuovo Volt

4 Ruote - Apr 28,2026
Inquinamento atmosferico alle stelle, EV che non ingranano e una Cina che continua a mordere. E a vincere. Da patria dell'innovazione automobilistica, l'Italia sta diventando sempre più uno dei fanalini di coda della transizione energetica che, nel mondo di oggi, significa anche ricerca, tecnologia, mercato, leadership e benessere.Questo nostro Paese, in cui più di 43 mila persone ogni anno continuano a morire per il PM2.5 - il dato più alto dell'UE - sta lasciando passare un treno ricco di opportunità senza coglierle. Ma si può fare qualcosa?Il nuovo numero di Volt, allegato gratuitamente a Quattroruote di maggio 2026, esplora quanto siamo elettrici: a che punto siamo nella diffusione dell'auto elettrica, una tecnologia che oggi è una delle poche carte per vincere sul mercato automotive e sull'ambiente, ma anche cosa stiamo facendo per conquistare risorse fondamentali come le terre rare e quanto ci manca per diventare davvero green.Accompagnati da un ricco materiale iconografico e da due voci autorevoli come Pierfrancesco Maran e Francesco Zirpoli, nel fascicolo di 64 pagine allarghiamo lo sguardo anche all'Europa e al mondo. Perché se l'Italia procede a rilento, non è che a livello continentale vada meglio.Complici politiche industriali poco accorte e decisioni aziendali miopi, è l'intero automotive targato UE oggi a essere messo in discussione, con Pechino che se ne sta approfittando per affondarlo sempre più. E per capire cos'è davvero la sostenibilità, siamo saliti a bordo della Toyota CHR+ destinazione MUSE, il Museo delle Scienze di Trento, che dedica un'ampia sezione a una parola spesso usata con leggerezza, ma che porta con sé concetti fondamentali.La declinazione 100% elettrica della SUV nipponica, la sua tecnologia e le sue finezza progettuali diventano così una riflessione sul nostro ruolo nel definire le emissioni e nel prepararci al mondo di domani, tra risparmio energetico, diffusione delle colonnine e vetture che, come questa, indicano l'autonomia residua con il clima spento o acceso, lasciandoci la responsabilità di decidere cosa è meglio per noi.E per il pianeta.
Categorie: 4 Ruote