Dalla Spagna allItalia: Leapmotor valuta nuove produzioni europee
Leapmotor è ormai pronta ad avviare le sue produzioni europee in Spagna, ma non è da escludere la possibilità che l'azienda cinese sfrutti anche gli impianti italiani di Stellantis per rafforzare le sue ambizioni nel Vecchio Continente.La presenza produttiva di Stellantis in oltre 30 Paesi in tutto il mondo è un valore aggiunto. Ci sono molti stabilimenti a disposizione all'interno del gruppo. Inizieremo in Spagna a partire da quest'anno, ma stiamo esplorando opportunità in altri Paesi, ha detto Thianshu Xin, amministratore delegato di Leapmotor International (nella foto sotto durante l'ultimo Salone di Bruxelles) e direttore operativo di Stellantis China, rispondendo, nel corso di una tavola rotonda al Salone dell'Auto di Pechino, a una domanda dell'ANSA sul possibile utilizzo di siti italiani del gruppo per produrre un modello in Italia. Le ambizioni cinesiLa dichiarazione del manager si inserisce in un contesto di continue indiscrezioni sulla possibilità che Stellantis condivida spazi produttivi inutilizzati con partner cinesi come Leapmotor o Dongfeng. Tra gli impianti italiani candidati a ospitare produzioni cinesi ci sarebbe, per esempio, Cassino, tra le fabbriche maggiormente in sofferenza negli ultimi mesi a causa della caduta dei volumi. probabile che anche il sito laziale sia stato oggetto di visite da parte dei cinesi.A tal proposito, non sono pochi i mercati visitati da Thianshu Xin: Lo scorso aprile sono stato in Malesia per localizzare nostre produzioni, ma anche a Singapore, Hong Kong, Sudafrica e Brasile. Le opportunità sono tante.La localizzazione in Europa potrebbe, tra l'altro, sostenere le ambizioni di crescita globale del marchio cinese. Leapmotor ha venduto 600.000 veicoli nel 2025, ma per il 2026 punta a un milione di unità. Solo nel primo trimestre di quest'anno, le consegne globali hanno superato le 110.000 unità, con le esportazioni che hanno raggiunto il record storico di 40.000 veicoli.In Europa Leapmotor punta quest'anno almeno a raddoppiare le vendite del 2025, quando sono state pari a 35.000 unità, ha aggiunto Francesco Giacalone, Marketing & Product Director di Leapmotor International, sottolineando che l'Europa è un mercato dal quale è arrivata immediatamente una risposta molto positiva, anche grazie al fatto che il brand si è presentato come complementare agli altri marchi di Stellantis.Su quali Paesi puntiamo in Europa? Ovunque: innanzitutto in Germania, poi in Inghilterra, che non ha i dazi, e in Italia, dove c'è stata un'accelerazione grazie agli incentivi, ha concluso il manager italiano.
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Nuova smart #2: ecco come sarà davvero lerede della fortwo
Al Salone di Pechino smart ha presentato la Concept #2, che anticipa molte delle soluzioni destinate a trovare posto nella versione definitiva della nuova smart #2, erede della fortwo. Il modello sarà svelato al Salone di Parigi di ottobre, occasione in cui conosceremo anche la sua data di arrivo sui mercati (non prima del 2027).La versione di serie sarà priva delle ricercatezze e delle soluzioni più ardite della concept: qui potete vedere come l'abbiamo immaginata nella nostra ricostruzione. Progettata per gli europeiProdotta in Cina, la nuova smart è stata però disegnata pensando agli automobilisti del Vecchio Continente: le linee sono curate dal Centro stile Mercedes-Benz in Germania. un'auto progettata per i clienti europei, ha spiegato Wolfgang Ufer, CEO di smart Europe, alla presentazione della concept, sottolineando l'anima più allegra della citycar, che non dovrebbe limitarsi a risolvere problemi: dovrebbe suscitare gioia. Nessuna come leiLa smart #2 avrà dimensioni molto simili a quelle della Concept #2, che misura 2.792 mm da un paraurti all'altro. Non siamo molto lontani dalla fortwo, ferma a 2.695 mm: la nuova smart sarà quindi più lunga di una decina di centimetri.Per il resto è impossibile scambiarla per qualsiasi altra automobile. Dalle ruote agli angoli della carrozzeria fino alle proporzioni, la #2 è l'evidente reinterpretazione in chiave moderna della vecchia smart fortwo, capace, come il modello che l'ha preceduta, di muoversi con estrema agilità nel traffico e di parcheggiare nel proverbiale fazzoletto. Il raggio di sterzata dichiarato è di soli 6,95 metri. Dice anche dove è nataDella fortwo, la nuova smart mantiene le caratteristiche gobbe ai lati del cofano, che terminano nei grandi gruppi ottici anteriori, ora reinterpretati con una più moderna forma a goccia. Il frontale è chiuso nella parte superiore, con una grande calandra nella sezione bassa del paraurti, affiancata dalle ormai immancabili prese d'aria verticali.La concept mostra anche un piccolo easter egg con le coordinate GPS del Centro stile Mercedes, un dettaglio che potrebbe rimanere anche sull'auto di serie senza particolari costi. La showcar vista a Pechino sfoggiava un elegante bianco opaco, coerente con il posizionamento alto nel segmento. Noi l'abbiamo invece immaginata in una tinta arancione vivace, che ne esalta l'indole sbarazzina. Sarà meno appariscentePur conservando le scelte stilistiche di base della concept, la smart #2 di serie dovrà rinunciare alle sofisticherie da salone: via i dettagli in oro chiaro su spoiler posteriore, minigonne, cornici dei finestrini e supporti degli specchietti, così come su fari e coprimozzo.Spariranno anche i display a LED nei paraurti anteriori e posteriori, che disegnavano i caratteri #2 davanti e la scritta two dietro. Niente maniglie in stoffa o fibbie di pelle nella calandra, né lacci lavorati a trattenere i gruppi ottici. I fari adotteranno una firma luminosa a LED più tradizionale, mentre i cerchi, ovviamente di lega, potrebbero ricevere coperture pensate per migliorare l'aerodinamica. Gli interniL'abitacolo della nuova smart #2 rimane per ora un mistero. Avrà comunque due comodi posti, come la fortwo, e un bagagliaio minimo ma adeguato alle esigenze quotidiane di commuter e piccole commissioni.Seguendo l'approccio adottato per gli esterni, possiamo ipotizzare una strumentazione digitale inserita in una palpebra tonda, uno schermo centrale per l'infotainment e bocchette dell'aria circolari di ispirazione aeronautica. E se nel passaggio generazionale dovesse sparire il display tondo alla base del montante sinistro dedicato al livello della batteria, ce ne faremo una ragione. I dati tecniciLe informazioni definitive su powertrain e batterie arriveranno al Salone di Parigi, o poco prima. Al momento sappiamo che la nuova smart #2 sarà costruita sulla Electric Compact Architecture (ECA), manterrà la trazione posteriore e offrirà un'autonomia nell'ordine dei 300 chilometri, più che sufficienti per l'uso urbano e superiori a quelli garantiti dalla EQ fortwo.La ricarica in corrente continua dovrebbe consentire di passare dal 10 all'80% in meno di 20 minuti. Di serie anche la funzione V2L (vehicle to load), per alimentare dispositivi esterni sfruttando la batteria dell'auto. Nasce in Cina, sbarca in EuropaLa #2 è il modello più importante per smart dal punto di vista industriale: il marchio ha bisogno di volumi e la nuova citycar è in grado di generarli, anche grazie all'attesa di chi ha affrontato per anni il traffico urbano al volante della due posti originale.Allo stato attuale la nuova smart #2 sarà prodotta in Cina, negli stabilimenti del gruppo Geely, che controlla il marchio in joint venture con Mercedes-Benz. Per conoscere nel dettaglio i piani commerciali e la fascia di prezzo, stimata tra 20 e 25 mila euro, dovremo attendere il Salone di Parigi di ottobre.
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La Formula 1 tornerà a correre in Turchia dal 2027
La Formula 1 riapre la porta a uno dei circuiti più rimpianti dell'era moderna. Dal 2027 il Gran Premio di Turchia tornerà nel calendario mondiale: l'Istanbul Park viene confermato fino al 2031 grazie a un accordo quinquennale siglato con il Ministero turco della Gioventù e dello Sport. La Turkish Automobile Sports Federation, TOSFED, sarà il partner operativo per l'organizzazione dell'evento. un ritorno importante. L'Istanbul Park è uno di quei tracciati che la Formula 1 aveva lasciato andare troppo presto e che, ogni volta che è ricomparso, ha ricordato a tutti una cosa semplice: i circuiti veri fanno ancora la differenza, a tutto vantaggio dello spettacolo. La Turchia aveva ospitato il Mondiale dal 2005 al 2011, per poi rientrare d'emergenza nel 2020 e nel 2021 durante la fase più complicata della pandemia, regalandoci delle gare particolarmente movimentate.La curva 8 è il marchio di fabbricaDisegnato su un layout di 5,33 km, il circuito dell'Istanbul Park ha costruito la propria reputazione su dislivelli, curve in appoggio, staccate vere e una sequenza tecnica che mette sotto esame sia il pilota che la monoposto.Il simbolo resta la Curva 8, una lunga curva con più punti di corda che negli anni è diventata una piccola prova di coraggio da affrontare trattenendo il fiato, dove la macchina deve restare composta mentre il carico laterale si accumula e il pilota non può permettersi esitazioni.L'ultima fase turca della Formula 1 ha lasciato nella nostra memoria, come dicevamo, immagini forti. Nel 2020 Lewis Hamilton vinse a Istanbul e conquistò il settimo titolo mondiale, raggiungendo il recordi di Michael Schumacher. L'anno successivo, invece, fu Valtteri Bottas a imporsi con la Mercedes, ultimo vincitore del GP di Turchia.La storia di Istanbul Park ci dice anche che Felipe Massa resta il pilota più vincente su questo tracciato, con tre successi consecutivi tra il 2006 e il 2008 al volante della Ferrari. Prima e dopo di lui hanno lasciato il segno nomi pesanti: Kimi Räikkönen, Sebastian Vettel, Jenson Button.Un ritorno fortemente volutoIl ritorno della Turchia si inserisce dentro una Formula 1 sempre più attenta ai mercati, alla crescita del pubblico e alla sostenibilità economica degli eventi. Secondo i dati comunicati dalla Formula 1, il Circus conta in Turchia oltre 19 milioni di appassionati e più di 7,5 milioni di follower sui social, con una crescita significativa su Instagram e YouTube.Stefano Domenicali ha accolto questo ritorno parlando di Istanbul come di una città vibrante, ponte culturale tra Europa e Asia, e di Istanbul Park come di uno dei circuiti più emozionanti e impegnativi della Formula 1. Come città, Istanbul rappresenta una porta culturale tra Europa e Asia, offrendo una combinazione unica di storia e tradizione, insieme a un approccio moderno allo sport, al business e all'intrattenimento. Voglio ringraziare Sua Eccellenza il Presidente Erdoan, il Ministero della Gioventù e dello Sport, il Ministero della Cultura e del Turismo e la Federazione automobilistica turca per il loro sostegno nel garantire il ritorno della Formula 1. Molti momenti memorabili della storia del nostro sport sono stati vissuti a Istanbul Park e sono entusiasta di iniziare il prossimo capitolo della nostra partnership, offrendo ai tifosi l'opportunità di assistere ad altre gare straordinarie in una location davvero fantastica.
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Lynk & Co Time to Shine: la GT che cambia l'aerodinamica con un tasto
Per il suo decimo anniversario, Lynk & Co ha deciso di stupire tutti presentando la sua prima visione di auto sportiva. Time to Shine è un manifesto svelato al Salone dell'Auto di Pechino: una concept di GT a due porte con trazione posteriore che promette uno 0-100 km/h in soli 2 secondi. Cambio di rotta per il brandNonostante la Casa non abbia svelato dettagli precisi sul powertrain, non si tratta di un semplice esercizio di stile per celebrare un decennio, ma di una precisa dichiarazione d'intenti che sposta l'asse del marchio dalla mobilità connessa verso l'emozione della prestazione pura. Una svolta che potrebbe dare il via a una nuova era per Lynk & Co, che secondo diverse indiscrezioni si starebbe preparando a produrre i propri veicoli anche in Europa. Disegnata dalla luceLa vettura incarna le proporzioni classiche delle Gran Turismo, declinate attraverso un linguaggio estetico in cui la luce diventa elemento strutturale. Lunga 4.780 mm e larga due metri esatti, la Time to Shine è alta solo 1,33 metri e ha un passo di 2.750 mm. La carrozzeria color Apex Blue, una vernice a effetto metallo liquido dall'elevata profondità visiva, è studiata per generare riflessi simili a un'aureola che mutano con il movimento della vettura. I dettagli in Spark Yellow non sono casuali, ma richiamano il pedigree sportivo di un marchio capace di conquistare nove titoli mondiali nei campionati turismo in sole sette stagioni. Cambia forma con un tastoL'esperienza a bordo è altrettanto curata. Premendo il tasto "+" sulla console centrale, si accede al massimo delle prestazioni: l'assetto si abbassa di 15 mm, la carrozzeria si allunga di 100 mm grazie all'aerodinamica attiva e l'alettone posteriore si estende per gestire al meglio i flussi. Contemporaneamente, l'interfaccia digitale si fa essenziale: il quadro strumenti e i tre schermi si ritraggono, eliminando ogni distrazione. L'abitacolo 2+2 fonde la pelle bianca Digital Shimmer con la fibra di carbonio Textreme 360 intarsiata a mano, creando un ambiente che unisce il minimalismo scandinavo alla tecnicità della pista.
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Peugeot torna a Pechino con due concept e rilancia lalleanza con Dongfeng
Dalla Cina arriva una conferma su un possibile rilancio dell'alleanza tra Stellantis e Dongfeng Motor. Peugeot, infatti, è tornata al Salone dell'Auto di Pechino per riaffermare le sue ambizioni nel maggior mercato automobilistico al mondo, con una strategia che ricalca quella messa in atto negli ultimi anni da altre rivali occidentali come Volkswagen: In Cina per la Cina. Ma per metterla in atto serve l'aiuto di un partner locale, che sarà proprio Dongfeng, già in passato alleato dell'ex PSA e perfino piccolo azionista dell'attuale Stellantis.Il salone - spiega la Casa francese - rappresenta un momento strategico per il marchio, che accelera la sua trasformazione verso la mobilità elettrica e intelligente, coniugando design francese, piacere di guida e tecnologie avanzate. A tal proposito, la manifestazione è stata l'occasione per svelare due nuovi prototipi che prefigurano una nuova gamma di berline e SUV di grandi dimensioni, prodotti in Cina per il mercato cinese, nonché destinati all'esportazione verso i mercati esteri di Peugeot, nell'ambito del piano di crescita internazionale del marchio.Le vetture combineranno il meglio del design e della dinamica di guida Peugeot con l'eccellenza tecnologica del partner Dongfeng, che le produrrà nel suo stabilimento di Wuhan, precisa ancora la Casa di Sochaux. L'approccio strategico al mercato cineseIn sostanza, la Cina torna a rivestire un ruolo centrale nello sviluppo mondiale del marchio e non solo per la leadership nella mobilità elettrica, ma anche sul fronte dell'innovazione.Attenzione, però, perché non viene messo da parte l'approccio asset light implementato almeno dal 2022 e caratterizzato dallo stop a diverse produzioni locali. Stellantis ha scelto la strada delle partnership per ridurre i rischi di esposizione a un mercato diventato difficile e complesso da gestire a causa dell'ascesa dei marchi locali. In tale contesto, Dongfeng è l'alleato forse migliore, non fosse altro per la conoscenza reciproca di lunga data. Non a caso, le indiscrezioni degli ultimi giorni indicano la possibilità che le produzioni congiunte non siano limitate alla Cina, ma riguardino anche l'Europa. I due prototipiIntanto, Peugeot è tornata al Salone di Pechino con due nuove creature che, secondo il responsabile del marchio, Alain Favey, dimostrano la nostra visione di un futuro audace per il marchio, che unisce il design felino francese e il piacere di guida a tecnologie elettriche e intelligenti all'avanguardia, sia per la Cina sia per il nostro mercato globale.In particolare, la Peugeot Concept 6 (foto in alto) fonde l'eleganza di una berlina con il dinamismo di una shooting brake, evocando così la tradizione del marchio nel campo delle station wagon gran turismo. La Concept 8 (foto qui sopra), invece, anticipa un futuro di SUV di grandi dimensioni del Leone Rampante, tutto incentrato sull'integrazione tra proporzioni generose e sportività. Per ora non sono stati forniti ulteriori dettagli, a partire dalle possibili specifiche tecniche delle eventuali versioni di serie.
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