Benzina ai massimi da ottobre 2023: il diesel torna a salire e sta per scadere lo sconto accise
A pochi giorni dalla scadenza dello sconto sulle accise, continua a salire il prezzo medio della benzina, mentre il diesel vede i primi rialzi dopo una lunga fase ribassista durata quaranta giorni. A spingere i valori, secondo Staffetta Quotidiana, sono i mercati petroliferi internazionali, con le quotazioni dei prodotti raffinati che tra ieri e venerdì hanno messo a segno due forti aumenti.In particolare, il prezzo medio nazionale della benzina è arrivato al livello più alto dal 7 ottobre 2023, ma con l'accisa piena che, a legislazione corrente, rientrerà in vigore sabato 23 maggio, sarebbe a 2,012 euro al litro. Il gasolio, invece, salirebbe a 2,222 euro al litro. Rialzi sul prezzo consigliato: le rilevazioniStaffetta Quotidiana segnala anche la decisione di Eni e IP di aumentare di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Tamoil, invece, ha optato per un rialzo di due centesimi sulla verde e un ribasso di uno sul diesel.Tornando alle medie elaborate dalla testata specializzata, questa mattina 19 maggio la benzina self service sulla rete stradale è a 1,951 euro/litro (+8 millesimi rispetto a ieri), il gasolio a 1,978 euro (+1), il Gpl a 0,807 euro (-1) e il metano a 1,564 euro/kg (invariato). In autostrada, la verde fai-da-te è a 2,032 euro (+9), il diesel a 2,067 euro (+3), il Gpl a 0,915 euro (invariato) e il metano a 1,588 euro (invariato). I prezzi medi al "self" e al "servito"Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati vedono la benzina self service a 1,945 euro/litro (compagnie 1,949, pompe bianche 1,939) e il diesel a 1,979 euro (compagnie 1,982, pompe bianche 1,973). Al servito, verde a 2,081 euro (compagnie 2,121, pompe bianche 2,006), gasolio a 2,118 euro (compagnie 2,159, pompe bianche 2,042), Gpl a 0,815 euro (compagnie 0,826, pompe bianche 0,803), metano a 1,564 euro/kg (compagnie 1,564, pompe bianche 1,564) e Gnl a 1,455 euro/kg (compagnie 1,470 euro/kg, pompe bianche 1,443 euro/kg).
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Kia Niro, più tecnologia e addio all'elettrico: il restyling (solo ibrido) visto da vicino
Pochi mesi fa, la Kia Niro aggiornata si presentava al mercato interno ed è già pronta per il debutto in Europa. Oltre a una bella rinfrescata per quanto riguarda il design, la grossa novità, per la Suv coreana, è l'abbandono della motorizzazione 100% elettrica: su quel fronte, infatti, la Kia punterà tutto sulla EV3, evitando quindi sovrapposizioni in gamma. E andrà all-in sul 1.6 aspirato full hybrid per quanto riguarda, invece, la Niro. Stile modernoIl facelift della Niro si concentra soprattutto nella zona anteriore: si avvicina agli ultimi stilemi del marchio, uniformandosi - un po' come è già successo a Picanto e Stonic - al design della gamma elettrica, caratterizzata da uno stile più fresco e moderno. Il frontale è ora più pulito e minimale, con una nuova firma luminosa caratterizzata da proiettori affilati.La Niro cambia anche dietro, riposizionando la targa sul paraurti e non più sul portellone del bagagliaio e mostrando nuovi elementi luminosi verticali dedicati a retromarcia e retronebbia. Si aggiornano anche i due inserti a forma di boomerang che trovano posto sul montante C e se ne aggiunge un terzo al centro, sotto il lunotto posteriore.Le dimensioni crescono leggermente: 4,43 metri di lunghezza (invece di 4,42 metri), mentre il passo di 2,72 metri rimane invariato. Parlando di efficienza, il coefficiente aerodinamico è pari a 0,28. Addio elettrico, ora è solo full hybridCome accennato, la Niro punta tutto sul full hybrid. Un powertrain che già conosciamo, composto da un quattro cilindri aspirato da 1.6 litri per la parte termica, da 102 CV, accoppiato a un'unità elettrica da 43 CV, per una potenza di sistema di 138 CV.Quanto a prestazioni, la velocità massima è di 170 km/h e lo 0-100 km/h avviene in 11,1 secondi. Quest'ibrido sfrutta un cambio automatico doppia frizione a sei rapporti.Infine, dovrebbe essere confermata anche per il restyling della Niro l'introduzione sul mercato italiano della versione Tri-Fuel, che aggiunge il GPL alla motorizzazione ibrida. Dentro più techCon il restyling, la Kia Niro si aggiorna notevolmente anche negli interni, mostrando una nuova plancia, in linea con quella proposta dagli ultimi modelli del gruppo Hyundai-Kia. Sul ponte di comando troviamo quindi uno schermo panoramico che integra due display da 12,3 pollici, rispettivamente per infotainment e strumentazione. Aggiornati i materiali e i rivestimenti, mentre non cambia il tunnel centrale, così come il selettore della trasmissione. Il layout è ordinato e c'è una dashboard touch per le scorciatoie dedicate alle impostazioni del clima o del navigatore.L'area tech si completa con dotazioni come la piastra di ricarica wireless, la connessione ai sistemi Apple CarPlay e Android Auto senza fili e l'head-up display. Alla già nota suite di Adas, che comprende la frenata di emergenza frontale, il mantenimento di corsia e la prevenzione delle collisioni negli angoli ciechi, Kia aggiunge ora l'Hands-On Detection (HOD), il sensore che rileva la presenza delle mani sul volante.
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Toyota bZ4X Touring: spazio, 380 CV e un'anima off-road, ma lautonomia...
In un mercato affollato di Suv elettriche, le auto pensate per fare davvero tutto sono ancora poche. Le wagon a batteria quasi non esistono, e quelle alte da terra ancora meno. La Toyota bZ4X Touring prova a colmare questo vuoto: più lunga, più spaziosa della versione standard e con ambizioni che vanno oltre la città. Non è "solo" un'altra variante, ma un cambio di prospettiva che punta su 380 CV e la trazione integrale. Basteranno i centimetri in più a sfidare il dominio della Tesla Model Y? L'abbiamo messa alla prova tra asfalto e fango. Design più robusto e passaruota scolpiti Iniziamo dagli esterni visto che, rispetto alla bZ4X normale, cambia anche lo stile. La Touring adotta paraurti specifici, passaruota più marcati, piastre protettive e cerchi neri fino a 20 pollici, con un look che strizza l'occhio al mondo outdoor. Rimane il family feeling Toyota dei modelli elettrici, ma con un'impronta più muscolosa.Dentro ritroviamo l'impostazione già vista sulla bZ4X, con il display della strumentazione alto davanti al guidatore e il grande schermo centrale da 14, facile da gestire e sempre connesso alla rete. I sedili - regolabili elettricamente - sono comodi da subito, senza bisogno di cercare troppo la posizione. Dietro si sta larghi, con spazio per le gambe e soprattutto per la testa, grazie alla linea del tetto meno inclinata. E poi c'è il tetto panoramico, che apre l'abitacolo e cambia l'aria a bordo: più luce, più respiro. Insomma, non è un interno che vuole stupire. uno di quelli in cui dopo cinque minuti ti senti a posto. Confort da ammiraglia e qualche "ombra" ergonomicaSu strada, la bZ4X Touring si rivela una passista eccezionale. L'insonorizzazione è curatissima: anche a velocità autostradali, i fruscii aerodinamici sono ridotti al minimo, permettendo di godersi l'ottimo impianto audio o una conversazione tranquilla. L'assetto merita un plauso: la taratura delle sospensioni è equilibrata, capace di "digerire" con disinvoltura le buche e le asperità più secche senza mai risultare troppo cedevole in curva.Tuttavia, non è tutto oro quello che luccica. Se dietro l'accoglienza è regale con sedili riscaldabili, bocchette d'aria dedicate e un pavimento che, a differenza di molte BEV rivali, non è eccessivamente rialzato (evitando la scomoda posizione "a gambe rannicchiate") davanti il posto guida fa discutere. La strumentazione alta, pensata per essere letta sopra il volante, soffre del tipico "effetto Peugeot": a seconda della statura, la corona del volante può coprire parte delle informazioni. Un dettaglio che verificheremo meglio quando l'avremo al Centro prove per il test strumentale. Pratica, invece, la chiave digitale via smartphone, che permette di lasciare il telecomando a casa. Al volante: spinta vigorosa, ma l'autonomia...Con i suoi 380 CV, la versione AWD è un piccolo mostro di coppia: ci sono a disposizione del piede destro 286 Nm per asse. Anche per questo lo scatto è bruciante 4,5 secondi per coprire lo 0-100 e la spinta è costante, quasi prepotente quando si affonda il pedale. Ma non fatevi ingannare dai numeri: la bZ4X Touring non nasce per correre, ma per viaggiare in souplesse.Il vero punto debole emerso dalla nostra prova sono i consumi: nonostante i dati ottimistici sulla carta, nel mondo reale non siamo mai riusciti a scendere sotto i 20 kWh/100 km. Facendo due conti, con la batteria da 74,7 kWh (71 netti), l'autonomia reale si attesterebbe intorno ai 330-340 km: valori lontani dai 528 dichiarati. Avventura vera: guadi e trainoDove la Toyota mette la freccia e sorpassa la concorrenza è nell'uso "rude". Mentre molte rivali si fermano davanti a una pozzanghera profonda, la bZ4X Touring vanta una capacità di guado di ben 50 cm e una protezione sottoscocca rinforzata per il pacco batteria. Interessante la capacità di traino della AWD: 1.500 kg. Per darvi un'idea, è un valore che la mette sullo stesso piano di una Volvo XC40 Recharge o di una Tesla Model Y, superando nettamente le coreane (Kia EV6 e Ioniq 5), che nelle versioni d'accesso si fermano a molto meno. l'auto giusta per chi ha un piccolo rimorchio o una barca e vuole passare all'elettrico senza rinunce o compromessi. Ricarica più rapida anche al freddoIn Toyota hanno lavorato anche sulla gestione termica della batteria. Il sistema di precondizionamento permette di passare dal 10 all'80% in circa 28 minuti con ricarica rapida DC da 150 kW. Anche con temperature di -20 C i tempi restano vicini alla mezz'ora. Interessante, a questo punto, fare un cenno anche lato garanzia: Toyota promette almeno il 70% della capacità della batteria fino a 10 anni o un milione di chilometri, con controlli annuali dedicati. Versioni e prezziLa gamma della bZ4X Touring è strutturata per rispondere a esigenze diverse:Touring Icon (FWD, 224 CV): proposta a 46.500 euro (con permuta/rottamazione Toyota). Offre un pacchetto già completo per chi cerca spazio ed efficienza.Touring Icon (AWD, 380 CV): il prezzo sale a 50.000 euro. Qui si aggiunge la trazione integrale X-Mode e la potenza record.Touring Premium (AWD, 380 CV): il top di gamma da 53.500 euro (con permuta). la versione più ricca: cerchi da 20", caricatore di bordo da 22 kW per ricariche AC rapide, sedili in pelle sintetica e un pacchetto ADAS ancora più evoluto per la massima sicurezza.
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Auto elettrica low cost, Stellantis: arriva la nuova city car prodotta in Italia
Il gruppo Stellantis ha annunciato il via al primo progetto di una nuova E-Car: un'auto "elettrica, compatta ed economicamente accessibile" che verrà prodotta a partire dal 2028 nello stabilimento di Pomigliano d'Arco. Stando a quanto riferito dai sindacati, che hanno potuto visionare in anteprima il nuovo piano industriale di Stellantis, questo modello avrà "un target di prezzo di 15.000 euro".Un modello "di piccole dimensioni", "innovativo" sviluppato per rispondere alla sempre maggiore domanda di vetture piccole ed economiche, che andrà a inserirsi in un segmento "ad alto potenziale", ma che negli ultimi anni ha subito "una contrazione senza precedenti". La nuova E-Car, che risponde alle linee guida indicate dall'Unione Europea, giocherà un ruolo chiave nella diffusione dei veicoli 100% elettrici destinati all'uso urbano, ma non solo. Quella che nascerà all'interno del gruppo Stellantis sarà una vera e propria famiglia di modelli, che si "distingueranno per un design all'avanguardia", sviluppati con la collaborazione di "partner selezionati". "I clienti chiedono il ritorno di auto di piccole dimensioni dal design distintivo, prodotte con orgoglio in Europa, accessibili ed ecologiche", spiega Antonio Filosa, ceo di Stellantis. "L'inizio della produzione è previsto nel 2028 nel nostro stabilimento di Pomigliano". La scelta del costruttore punta a rivitalizzare gli impianti campani (dove viene prodotta la Fiat Panda), in virtù del fatto che la nuova E-Car nasce con la "prospettiva di volumi produttivi significativi". La risposta dei sindacatiIn un comunicato congiunto, i sindacati Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr esprimono soddisfazione per la decisione di produrre a Pomigliano la nuova piattaforma di e-car, che si affianca alla attuale Fiat Pandina ibrida. "A regime questo dovrebbe consentirci di arrivare finalmente alla piena occupazione di tutto il personale, che resta il nostro obiettivo fondamentale", spiegano i sindacati, che chiedono però il "pieno coinvolgimento dei lavoratori, per poter affrontare tempestivamente qualsiasi sviluppo e implicazione, tanto più che i tempi di realizzazione sono purtroppo ancora lunghi", e le "incognite molteplici, soprattutto rispetto alle ricadute sull'indotto, che ha forte necessità di nuovi carichi di lavoro e di prospettive solide". Da qui la richiesta di un "confronto puntuale su ogni fase del progetto e sui suoi effetti occupazionali e industriali", anche sul futuro e il rilancio di tutti gli altri stabilimenti italiani, di cui "non accetteremo mai la dismissione".
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Tatuus: prodotta la 500 T-421, la monoposto su cui sono cresciute le stelle della F.1
Se c'è un settore in cui il Made in Italy detiene ancora il monopolio è sicuramente il motorsport. Solo qualche mese fa abbiamo fatto il nostro viaggio dietro le quinte della Tatuus (e qui vi proponiamo il video con il nostro Ing. Andrea Cartapani) dove abbiamo conosciuto tutte le fasi di produzione delle monoposto propedeutiche alla Formula 1: tutti i piloti attualmente in griglia (tranne Alonso, ma per motivi di anagrafe, perché all'epoca non esisteva ancora la categoria F4) hanno infatti corso su una vettura Tatuus.La numero 500Già qui si pongono le basi per definirla di diritto un'azienda leader nel mondo delle corse. E se ciò non bastasse arrivano anche i numeri: la T-421 è a oggi la monoposto Formula 4 più impiegata al mondo, in un totale di 16 campionati tra Europa, Americhe, Asia e Oceania, e proprio in queste ore la seconda generazione della vettura ha raggiunto quota 500 unità, in soli cinque anni. Numeri pazzeschi per questo mondo, che non si fermano qui, perché se dovessimo considerare anche la prima generazione della T-421 arriveremmo a sfiorare gli 800 esemplari. Griglie da 50 vettureUn successo non solo per l'azienda, ma per tutto il movimento motorsport, che sembra almeno per quanto riguarda questi campionati scacciare la crisi, così come racconta il ceo del Gruppo Korus (a capo della Tatuus) Giovanni Delfino: Con la Formula 4, sin dalla prima generazione nel 2014, la FIA ha dato vita a un nuovo modello di passaggio tra karting e monoposto che ha garantito ai piloti di arrivare sempre più preparati alle categorie superiori. Un modello che è andato affermandosi nel corso di anni di grande sviluppo per il motorsport, nei quali tanti campionati sono nati e cresciuti fino a raggiungere, con la seconda generazione che oggi celebriamo, griglie che sfiorano le 50 vetture per round. Numeri che erano difficili da immaginare all'inizio di questo cammino ma che oggi determinano la meravigliosa quotidianità di tante delle aziende che compongono il gruppo Korus.I prossimi obiettivi?La Tatuus però non intende fermarsi e punta al traguardo delle 1.000 monoposto, sfiorando la costruzione dei diversi modelli Formula Renault dei primi anni Duemila, un obiettivo decisamente ambizioso considerando un'altra epoca dal punto di vista economico. Un traguardo però non impossibile da raggiungere: la produzione della T-421, infatti, proseguirà fino al 2028, anno in cui è prevista secondo i regolamenti FIA la nascita della vettura di generazione 3, al cui sviluppo il gruppo Korus sta già lavorando .
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Audi a Fuoriconcorso: il motorsport come forma d'innovazione tecnologica
La prima volta dell'Audi al FuoriConcorso di Como non è stata soltanto una passerella di modelli da corsa. A Villa Sucota, il baricentro dell'evento si è spostato dalla pura esposizione statica al racconto vivo di chi quelle macchine le ha portate al limite. Nel weekend del Concorso d'Eleganza Villa d'Este si è infatti tenuto anche il talk "Autenticità e avanguardia", dove tre leggende del motorsport Dindo Capello, Tom Kristensen e Allan McNish hanno tracciato la rotta che unisce le corse d'altri tempi alla sfida odierna dei Quattro anelli in Formula 1.Il messaggio arrivato da Como è chiaro: la tecnologia non è un fine, ma il risultato di una visione strategica che vede nel pilota il primo dei collaudatori. Allan McNish, oggi Racing Director del progetto F1, ha subito inquadrato l'approccio necessario per competere ai massimi livelli: Tecnologia e sport seguono strade parallele. necessario capire che spesso non si tratta di correre una gara sprint, bensì una maratona. Devi fare il tuo lavoro oggi, ma devi tenere gli occhi puntati sull'obiettivo futuro. Un concetto che trova riscontro nel legame tra chi siede nell'abitacolo e chi progetta nei laboratori di Ingolstadt. Tom Kristensen, plurivincitore della 24 Ore di Le Mans, ha spiegato come questo travaso non sia solo teorico: Le auto da corsa Audi sono dotate di tecnologie che trovano ampia applicazione anche su strada. Per questo il lavoro del pilota spesso si intreccia con quello dell'ingegnere. La velocità è una conseguenza di molteplici fattori che trovano espressione finale nell'essere umano che porta al limite vettura e soluzioni tecniche.A chiudere il cerchio della filosofia Audi è stato Dindo Capello, sottolineando che la prestazione pura è una dote quasi scontata in certi contesti, mentre la differenza la fa il metodo costruttivo: La velocità è solo l'ultima parte del nostro lavoro, perché quando vieni coinvolto in un team di alto livello come quello Audi è perché la velocità è qualcosa che devi avere naturalmente. Tutto il resto devi costruirlo lavorando insieme, fianco a fianco con chi progetta e sviluppa la vettura. Questa "cultura di team" si rifletteva nelle undici Audi esposte, capitoli di una storia fatta di intuizioni. Dalla Sport quattro del 1984, che ha imposto la trazione integrale nei rally, alla R18 e-tron quattro del 2013, pioniera dell'ibrido endurance. Oggi, questa eredità si materializza nella monoposto R26 per la Formula 1 e nella nuova Audi RS 5, la prima plug-in hybrid di Audi Sport con 639 CV, che porta su strada il sistema Dynamic Torque Control derivato direttamente dalle gare. L'appuntamento lariano ha confermato che l'innovazione tecnologica, per essere autentica, non può prescindere da una stratificazione di esperienza. In un panorama automobilistico in rapida trasformazione, la pista resta l'unico laboratorio in grado di validare le idee prima che diventino uno standard quotidiano.
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ComoNExT: la mobilità sostenibile cerca la scossa giusta
L'acronimo ComoNExT è eloquente: per proiettarsi nel futuro contiene la parola inglese Next, che qui si legge "Nuove Energie per il Territorio". Infatti, stamane, nell'ambito della manifestazione 8 Lago di Como Ecogreen si è svolto, presso l'Auditorium Innovation Hub di Lomazzo, il primo Smart Evolution Forum sull'innovazione nella mobilità sostenibile. L'iniziativa, organizzata dall'ACI della città lariana col patrocinio della Fondazione Alessandro Volta, ha rappresentato un momento di confronto fra istituzioni, mondo della ricerca e imprese. Gli impegniAperto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'innovazione tecnologica, Alessio Butti, che ha illustrato i progetti governativi legati al trasporto pubblico integrato (car sharing, bici condivise e altri servizi dentro un unico canale digitale), l'evento ha visto gli interventi di Enrico Gelpi e Roberto Conforti (ACI Como) e la presentazione di progetti innovativi come RicaricAci di Carolina Marchini (Atlante). Da parte sua, il presidente dell'Automobile Club di Como, Enrico Gelpi, ha evidenziato l'impegno strategico di ACI nel dotare la provincia di infrastrutture di ricarica elettrica e nel promuovere comportamenti di guida sostenibili. Mentre il presidente di ComoNExT, Enrico Lironi, ha sottolineato che le start-up locali dimostrano come l'ecosistema stia già generando soluzioni concrete con impatti reali per cittadini e imprese. Una gara di regolarità per elettriche, ibride e bi-fuelIl confronto ha rappresentato l'occasione per presentare la gara di regolarità riservata a veicoli elettrici, ibridi e bi-fuel valida per il Campionato italiano energie alternative, in programma il 29 e 30 maggio sulle strade del Comasco. Nel corso del forum, spazio a start-up (tra cui Volta Structural Energy Srl, Elevate Srl, Storaltil Srl e Social Self Driving Srl) su nuove soluzioni per la mobilità del futuro. In chiusura dei lavori, una challenge tra i 900 knowledge worker delle aziende della Community di ComoNExT con veicoli elettrici.
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Suzuki Jimny, ritorno in Europa da elettrica? Un designer Ford la immagina così
Il successo della Suzuki Jimny non accenna a diminuire, nonostante la quarta generazione sia sul mercato dal 2018: in molti sperano in un suo ritorno dopo che la piccola 4x4 ha smesso di essere importata in Europa (come passenger car) a causa dei regolamenti sulle emissioni. In attesa di un'iniziativa ufficiale della Casa giapponese, Christopher Giroux, senior car designer alla Ford, ha immaginato un modello totalmente nuovo dell'iconica fuoristrada compatta. Forme inedite e carrozzeria intercambiabilePartendo dalla volontà di creare un modello esclusivamente elettrico a trazione integrale, Giroux ha immaginato un veicolo compatto con carrozzeria modulare a due porte. Il segreto è tutto nella sezione posteriore, che può essere sostituita per creare un tetto fisso, un cassone oppure un piccolo camper.Le forme sono più generose rispetto al modello attuale, ma gli sbalzi ridottissimi risultano ideali per la guida lontano dall'asfalto, rafforzando la vocazione off-road della Jimny. In Europa con l'elettrico?Il designer di Ford Europe ha voluto dire la sua in maniera professionale, con ricostruzioni digitali molto accurate e stilemi inediti per Suzuki, che sfociano in gruppi ottici LED molto compatti e grandi loghi del modello con il font tradizionale.Un modello come questo, dotato di powertrain elettrico a batteria, potrebbe riportare la Jimny sul mercato europeo: oggi Suzuki ha dovuto limitare le importazioni per il tema delle emissioni, proponendo in alcune aree il modello soltanto come autocarro.
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Renault Niagara, il pick-up debutta il 10 settembre: le ultime sul nuovo modello per il Sudamerica
Si ispira alla concept Niagara presentata nel 2023 il nuovo pick-up di Renault destinato ai paesi dell'America Latina, che di quel modello mantiene anche il nome. Il Renault Niagara, che sarà prodotto nello stabilimento di Cordoba, in Argentina, verrà presentato ufficialmente il prossimo 10 settembre e commercializzato entro la fine dell'anno. 14 nuovi modelli per i mercati emergentiIl Renault Niagara rientra nel piano strategico futuREady, presentato a inizio marzo, che prevede per i mercati emergenti la presentazione e la commercializzazione di 14 nuovi modelli entro il 2030. Tra questi, anche la crossover compatta Kardian, la SUV Boreal, svelata la scorsa estate, e la grande SUV Filante. Il pick-up Niagara, di cui al momento è disponibile solo una prima immagine teaser con il nome modello sulla ribaltina del cassone, sarà un mezzo dal "design possente", "versatile, confortevole e con tanta tecnologia".
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ZTL Roma: pass 1.000 euro auto elettriche da luglio 2026: la guida
Il Comune di Roma aggiorna le regole per l'accesso alle Zone a traffico limitato. La novità è che dal 1 luglio 2026 anche i proprietari delle auto elettriche (e di quelle a idrogeno) non residenti nella singola ZTL pagheranno per accedere: il pass costerà 1.000 euro l'anno. Si tratta di un importo inferiore rispetto a quello che i titolari delle vetture termiche dovranno versare, spiega la nota del Campidoglio, senza dire altro. Addio quindi per le BEV alla semplice registrazione della targa a costo zero come avverrà sino a fine giugno. Pass 1.000 euro auto elettriche: come fare Il permesso resterà gratuito per i residenti. Dal 16 giugno, i non residenti potranno chiedere il pass di un anno, che avrà la durata di cinque anni per chi ha un Isee inferiore a 15 mila euro. Autorizzazione gratuita invece per i domiciliati nelle ZTL di San Lorenzo e Testaccio; a pagamento per i domiciliati delle ZTL Centro e Trastevere, con importi differenziati. Pass gratuito inoltre per il primo permesso degli artigiani con laboratorio in ZTL, per il transito scolastico, per i medici convenzionati e per i lavoratori notturni (con settore e con orario). Invariate le modalità di richiesta per gli utenti che hanno già diritto al permesso ZTL ordinario. Per tutti gli altri, la richiesta va presentata tramite lo sportello online di Roma Servizi per la Mobilità, con Spid o carta d'identità elettronica. La registrazione della targa tramite lo sportello online su romamobilita.it resta valida fino al 30 giugno: poi, avrà effetto ai soli fini della sosta gratuita nelle aree tariffate. Ai nuovi permessi rilasciati dal 16 giugno al 30 giugno sarà assegnata validità dal 1 luglio: in questa data, sarà obbligatorio il nuovo permesso per accedere e circolare nelle ZTL. La modalità della registrazione resterà valida solo come autorizzazione per la sosta gratuita nelle strisce blu. Le esenzioni Chi non paga il pass di 1.000 euro auto elettriche? Taxi, Noleggio con conducente, Forze di Polizia in servizio di ordine pubblico (escluse targhe civili). E titolari di CUDE, ovvero il contrassegno disabili, in corso di validità, previa segnalazione delle targhe nell'elenco dei mezzi associati al permesso. Esenti anche mezzi di soccorso o emergenza (con scritte identificative), segnalando le targhe attraverso lo specifico servizio online. Niente tassa neppure per servizi di car sharing. Idem motocicli, ciclomotori e quadricicli. Auto elettriche: una benedizione, ma I veicoli elettrici sono una benedizione' per l'ambiente e per l'aria che respiriamo, ma il numero di autoveicoli elettrici che entrano nella ZTL è aumentato in maniera esponenziale: 75 mila le autorizzazioni in corso di validità, con effetti sull'occupazione degli spazi di sosta e sulla congestione del traffico, giustifica la misura il Comune. Pertanto, si mira a ridurre i livelli di congestione da traffico, gestire la significativa crescita degli autoveicoli elettrici già autorizzati all'ingresso, mantenere un accesso regolato tramite tariffe agevolate e differenziate per specifiche categorie.
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DFSK E5 Plus arriva in Italia: 7 posti, 214 CV e 1.200 km di autonomia tra elettrico e benzina
In occasione dell'Automotive Dealer Day 2026 di Verona, China Car Company ha presentato la nuova SUV plug-in DFSK E5 Plus, che arriverà in Italia dopo l'estate, con un prezzo ancora non comunicato, ma che viene definito dal distributore italiano "molto competitivo" per il segmento. Powertrain da 214 CVLunga 4.760 mm, larga 1.865, alta 1.710 e con un passo di 2.785 mm, la E5 Plus è una SUV di segmento D a sette posti. Sofisticata la meccanica, con sospensioni MacPherson all'anteriore e multilink al posteriore. Di serie i cerchi di lega da 19". A muovere questa SUV cinese pensa un powertrain composto da due motori elettrici a magneti permanenti, capaci di una potenza di 160 kW (214 CV), abbinati a un'unità termica da 1.5 litri da 95 CV e 135 Nm di coppia e un cambio automatico e-Cvt. La E5 Plus accelera da ferma a 100 km/h in 8 secondi e raggiunge la velocità massima di 180 km/h. Percorre 1.200 km senza fermarsiLa batteria ha una capacità di 25,3 kWh, che consente alla E5 Plus di muoversi a zero emissioni per 120 chilometri; l'autonomia combinata supera invece i 1.200 chilometri. In corrente continua, la batteria si ricarica dal 30% all'80% in meno di mezz'ora. Le modalità di funzionamento del powertrain possono essere selezionate dal conducente, e oltre alle consuete eco, sport e comfort ci sono anche quelle che privilegiano la modalità elettrica oppure l'autonomia complessiva. Dotazione full optionalGli interni sono curati e ricchi: di serie i rivestimenti in pelle di sedili e plancia, infotainment da 15,6" e quadro strumenti digitale da 8,8", abbinati al climatizzatore automatico, connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto e tetto panoramico elettrico. Le sedute della seconda fila sono scorrevoli e hanno lo schienale reclinabile su diverse posizioni. Per privilegiare il carico è possibile abbattere gli schienali dei posti dietro e ottenere un piano di carico piatto lungo 1,9 metri. Il bagagliaio, con portellone ad apertura elettrica, che mette a disposizione 187 litri con tutti gli occupanti a bordo, e 465 nella configurazione a cinque posti. Di serie la telecamera a 360, la modalità "telaio trasparente" per vedere eventuali ostacoli sotto l'auto e la guida assistita di livello 2 con monitoraggio degli angoli ciechi. Sei le tinte disponibili per la carrozzeria: Midnight Black, Moonlight silver, Nebula White, Lunar Grey, Aurora Green e Sand Grey. Come per tutti gli altri modelli della gamma DFSK, anche la E5 Plus ha una garanzia di 5 anni o 100.000 km.
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Stellantis accelera sulla produzione con AI e gemelli digitali: partnership con Accenture e Nvidia
Nuova fase della trasformazione industriale di Stellantis, che punta sull'intelligenza artificiale e sui gemelli digitali, repliche virtuali delle fabbriche reali. In collaborazione con Accenture e Nvidia, il gruppo automobilistico vuole rendere la produzione più efficiente e flessibile grazie a modelli che simulano e ottimizzano ogni processo in tempo reale. La società punta a creare un circolo virtuoso in cui i sistemi manifatturieri virtuali e fisici si informano a vicenda, migliorando di continuo. Obiettivi e roadmapI target? Migliorare la qualità dei veicoli, ridurre i costi e accelerare l'innovazione, integrando AI avanzata e tecnologie di simulazione nelle catene produttive del futuro, unendo l'esperienza industriale di Stellantis, le competenze di Accenture nell'ambito della physical AI, oltre alle tecnologie di accelerated computing e alle librerie Omniverse di Nvidia.Si parte da progetti pilota in Nord America previsti quest'anno, con implementazioni avviate in stabilimenti selezionati, per valutarne l'impatto in termini di creazione di valore e scalabilità sull'intera rete industriale globale.
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Itala 35, lo storico marchio torinese riparte da una Suv: motore cinese, stile Italdesign
Prende il via dal Mauto di Torino il progetto Historic Italian Brands (HIB), nato dalla mente di Massimo Di Risio, già fondatore del gruppo DR Automobiles, e che punta alla rinascita e al rilancio di due marchi storici dell'automobilismo italiano, ossia Itala e Osca, anche sui mercati internazionali (e questo spiega la scelta del nome inglese per questo progetto). Il primo modello a firma Itala ad arrivare sui mercati, il prossimo settembre, sarà la SUV media 35, venduta a 35.000 euro. Il progetto Fabbrica ItaliaA sostenere questa operazione c'è il progetto industriale Fabbrica Italia, neocostituita società che si occuperà di gestire i due nuovi impianti che sorgeranno a Macchia d'Isernia, in Molise, dedicati esclusivamente alla preparazione delle auto firmate Itala e Osca: in questa prima fase sono già previsti sei modelli del marchio torinese e due per quello fondato dai fratelli Maserati. Il piano prevede investimenti per 50 milioni di euro e 500 assunzioni dirette. Il primo stabilimento, in fase di completamento, verrà inaugurato il prossimo settembre: realizzato interamente con il lavoro di aziende italiane, avrà un'alta flessibilità operativa, che permette di riconfigurare le linee in poche ore, così da adattarle in tempo (quasi) reale alla domanda della rete commerciale.A questo proposito, il primo dealer per Itala e Osca ha sede proprio a Torino, in via Bologna: uno showroom gestito dal Gruppo Biauto nel quale sono esposti attualmente tre prototipi di Itala 35 e una vettura storica della Osca. Entro la fine del 2026 HIB punta ad aprire 50 showroom sul territorio nazionale, per poi dedicarsi ai mercati esteri. Il look è firmato ItaldesignPer quanto riguarda il marchio Itala, la base di partenza dei modelli in arrivo - a cominciare dalla Itala 35 - sarà fornita dal gruppo cinese Gac (telaio e powertrain), mentre la parte stilistica è stata assegnata a Italdesign. Internamente saranno invece curati gli interni, l'elettronica, l'infotaiment, le sospensioni e l'impianto frenante, con il coinvolgimento di altre realtà italiane dell'automotive, coordinate da Roberto Fedeli, ex Ferrari, Maserati e Aston Martin. Itala 35Il primo modello del marchio Itala richiama la storica 35/45HP, vincitrice della Parigi-Pechino del 1907, ma è una più tradizionale SUV media, lunga 4.410 mm, larga 1.850, alta 1.600 e con un passo di 2.650 mm. Cinque i posti a sedere, con un bagagliaio che mette a disposizione 341 litri (1.271 con gli schienali della seconda fila abbassati). A muoverlo un 1.5 turbo benzina a iniezione diretta da 170 CV e 270 Nm di coppia, abbinato a un cambio a doppia frizione a sette rapporti e la trazione anteriore. La Itala 35 scatta da ferma a 100 km/h in 7,5 secondi e raggiunge la velocità massima di 190 km/h, con un consumo medio dichiarato di 6,8 l/100km, pari a 14,7 km/l. Una crossover di carattereL'Itala 35 si distingue per uno stile aggressivo, a cominciare dal frontale con gruppi ottici sottili e la firma digitale composta da due elementi triangolari. Grande la calandra, nera con inserti cromati, mentre la fiancata è solcata da numerosi "tagli" che conferiscono dinamicità alla fiancata. Nel terzo montante è presente un inserto nero lucido con il logo Itala, che chiude idealmente le linee dei finestrini, mentre al posteriore gli elaborati fari a LED hanno un disegno trapezoidale. Il tetto nero a contrasto è di serie. Eleganti gli interni, dove spiccano inserti in Alcantara su plancia, pannelli porta e sedili, abbinati a pellami di origine italiana. Davanti al conducente, sotto una piccola palpebra, la strumentazione digitale da 7" affiancata al display da 10,25" dell'infotainment. Sarà solo full optionalLa dotazione della Itala 35 sarà completa: cerchi da 20" con pneumatici Pirelli Zero, tetto panoramico apribile elettricamente, vetri posteriori oscurati, climatizzatore automatico, connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, sedile guida regolabile elettricamente e ventilato, luci ambientali, portellone e specchietti elettrici, ricarica wireless per gli smartphone, telecamera a 360, parcheggio automatico e guida assistita di livello 2. I clienti potranno solo scegliere la tinta della carrozzeria (anche con wrapping su misura) e la combinazione di colori e materiali per gli interni. I prossimi modelliNel corso dei prossimi mesi Itala presenterà altri cinque modelli, tutti con powertrain elettrificati: plug-in, full hybrid, range-extender e 100% elettrici. Le prime ad arrivare, dopo la Itala 35, saranno altre due SUV: la Itala 56, lunga 4,68 metri, con motore da 170 CV e tecnologia range extender, e la Itala 61, ibrida plug-in da 4,98 metri e 231 CV di potenza. Più avanti sarà poi la volta di una compatta lunga 3,9 metri, "raffinata ed elegante, perfetta per la mobilità urbana".
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