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Trump, dazi al 25% sulle auto europee: chi vuole colpire davvero e perché riguarda anche lItalia

4 Ruote - Mag 04,2026
Donald Trump si scaglia ancora una volta contro l'Unione Europea: il presidente degli Stati Uniti ha annunciato, del tutto a sorpresa, un aumento dei dazi sulle auto e i camion importati negli Usa fino al 25%, dieci punti percentuali in più rispetto a quanto concordato l'anno scorso con Ursula von der Leyen, numero uno della Commissione Ue, nella città scozzese di Turnberry."Imporrò dazi al 25% alle auto e ai camion dell'Ue", ha scritto il tycoon sul social Truth, accusando Bruxelles di non rispettare l'accordo della scorsa estate. Il processo di validazione dell'intesa, secondo le linee guida stabilite dai trattati comunitari, è ancora in corso: a fine marzo il Parlamento europeo ha approvato l'accordo, imponendo però diverse condizioni per via della natura squilibrata di alcune disposizioni, a partire dall'azzeramento delle tariffe europee sull'import di veicoli statunitensi. Ora spetta agli Stati membri decidere all'interno del Consiglio Ue. Il vero bersaglioIl quadro si inserisce in un clima di tensione crescente tra Usa e Ue. I nuovi dazi colpiscono l'Unione europea nel suo insieme, ma il bersaglio principale sembra essere la Germania. Proprio alcuni giorni fa il cancelliere Friedrich Merz ha criticato gli Stati Uniti per la mancanza di strategia nella guerra contro l'Iran, sottolineando anche l'umiliazione subita dagli statunitensi al tavolo delle trattative con Teheran. Dichiarazioni che hanno scatenato l'ira della Casa Bianca, arrivata a richiamare circa 5 mila soldati stanziati da decenni in Germania.Lo stesso Trump, oltre a ribadire l'assenza di dazi per chi produce auto negli Usa, ha dichiarato durante un evento in Florida di aver "informato il bellissimo paese della Germania" della sua decisione, tornando ad accusare Mercedes e BMW di aver "truffato gli americani" per anni. Danni anche per l'ItaliaLa mossa di Trump, sempre che non si riveli l'ennesima minaccia o una leva negoziale, rischia di avere effetti rilevanti sulle relazioni transatlantiche e sull'industria automotive europea, già alle prese con numerose criticità.In particolare, i nuovi dazi andrebbero a colpire ulteriormente esportazioni già penalizzate nel 2025 dalle politiche protezionistiche americane. Gli Stati Uniti restano un mercato chiave per il Vecchio Continente, ma le spedizioni hanno registrato una forte contrazione: secondo le elaborazioni Acea su dati Eurostat, l'export di autovetture verso gli Usa ha raggiunto i 30,887 miliardi di euro, il 21,4% in meno rispetto al 2024.In termini assoluti, il mercato americano è diventato la terza destinazione mondiale, superato dalla Turchia, a causa di un calo dei volumi del 13,5%, scesi a 667.694 unità. Gran parte dell'export ha origine in Germania: secondo la Vda, nel 2025 Berlino ha spedito negli Usa 409.246 auto, segnando un -9% rispetto all'anno precedente.I dazi colpiscono quindi in pieno l'industria tedesca, ma con effetti anche sull'Italia: la nostra componentistica può arrivare fino al 20% del valore di un veicolo assemblato in Germania. Inoltre, il nostro Paese esporta negli Stati Uniti autoveicoli per circa 2,9 miliardi di euro, soprattutto grazie alla Motor Valley e ai suoi marchi più iconici (Ferrari e Lamborghini). Le reazioni europeeDura la risposta di Bruxelles: "L'Ue sta attuando gli impegni assunti nella dichiarazione congiunta secondo la prassi legislativa standard, tenendo costantemente informata l'amministrazione Usa. Qualora gli Usa adottassero misure non conformi alla dichiarazione congiunta, ci riserveremo ogni possibilità di azione per tutelare gli interessi dell'Ue", è stata la replica di un portavoce della Commissione. "La nuova minaccia di Trump di imporre dazi su auto e camion è inaccettabile", ha aggiunto il presidente della commissione Commercio dell'Eurocamera, Bernd Lange. "L'Ue rispetta gli accordi e agisce in modo democratico, non per decreto. Dobbiamo ora reagire con decisione per proteggere il commercio e i posti di lavoro".Dalla Germania sono, invece, arrivati segnali i preoccupazione. Hildegard Müller, presidente della Vda, in un colloquio con la Deutsche Welle, ha definito "enormi" i potenziali costi "per l'industria automobilistica tedesca ed europea in un momento già estremamente difficile". "L'accordo commerciale concluso tra l'Ue e gli Stati Uniti deve essere rispettato da entrambe le parti L'industria automobilistica chiede con urgenza a entrambe le parti di allentare le tensioni e di avviare rapidi negoziati", ha aggiunto. La questione potrebbe essere affrontata già oggi dai leader europei al vertice della Comunità politica europea di Erevan (Armenia). A Bruxelles sono in attesa di capire come si possa concretizzare la nuova minaccia e soprattutto le basi giuridiche visto quanto avvenuto pochi mesi fa: la Corte Suprema degli Usa ha già bocciato gran parte delle tariffe doganali varate da Trump. 
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Lepas L6, la SUV cinese punta l'Europa e sfida i tedeschi

4 Ruote - Mag 04,2026
Perché un nuovo marchio dovrebbe lanciarsi in un segmento così affollato come quello delle SUV di medie dimensioni? La risposta non dipende solo dai numeri, ma dalla volontà di alcuni outsider di mettere - e mettersi - alla prova con i leader del mercato. Ed è ciò che fa il colosso cinese Chery, che porta in Europa il brand Lepas con l'obiettivo di misurarsi faccia a faccia con i gruppi tedeschi nelle vetture di fascia alta. Lepas L6: ambizioni europeeLa gamma Lepas al momento è formata da tre SUV e proprio da dove nascono - a Wuhu, in Cina - ho guidato in anteprima la Lepas L6. Si tratta di una sport utility lunga 4,55 metri, che si colloca al centro dell'offerta tra l'ammiraglia L8 e la più compatta L4.Il posteriore tondeggiante si ispira all'Europa, così come il frontale: la L6 punta su un design dinamico, caratterizzato da linee sinuose ed eleganti. Osservandola sulle strade cinesi, emerge l'impegno del marchio nel conquistare l'occhio europeo, con standard stilistici e soluzioni effettivamente differenti rispetto alle concorrenti della madrepatria. Confort di bordo e abitacolo ariosoGrazie a un lungo test drive prevalentemente su tratti autostradali nelle campagne cinesi, ho potuto apprezzare le caratteristiche della L6 sia dal posto di guida sia da quello del passeggero posteriore. Da questa posizione si percepisce subito un abitacolo arioso e accogliente, con tutto lo spazio necessario per viaggiare comodi anche per ore. Merito anche dei rivestimenti di buona qualità, morbidi e piacevoli al tatto.Un giusto equilibrio tra hi-tech e praticità caratterizza il layout anteriore: tunnel centrale con doppia mensola e schermo dell'infotainment a sviluppo verticale da 13,2 pollici, con connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto su entrambi gli allestimenti, Pure e Premium. Da segnalare anche l'ottima qualità audio dell'impianto Sony a 8 altoparlanti. Consumi e prestazioni della L6In un segmento particolarmente affollato, Lepas prova a farsi scegliere anche puntando sui consumi. Sotto il cofano troviamo infatti il noto sistema plug-in Super Hybrid, capace di erogare una potenza complessiva di 279 CV. Il powertrain abbina un motore benzina 1.5 TGDI da 143 CV a un'unità elettrica da 204 CV, promettendo un'autonomia combinata di 1.200 km.La Casa dichiara un consumo di appena 41,6 km/l, partendo con la batteria carica al 100%. Un dato che dovrà essere verificato dal nostro Centro Prove, anche se una prima indicazione arriva dalla prova della Jaecoo 7, dotata dello stesso sistema e accreditata di 29,9 km/l in città. Impressioni di guida e prezzo di lancioLa Lepas L6 mi ha convinto per il confort acustico, con fruscii e turbolenze pressoché azzerati anche alle velocità più sostenute. Di contro, la taratura del pedale dell'acceleratore  sembra migliorabile, così come lo sterzo.Va comunque considerato che si tratta di primissime impressioni a bordo di una vettura destinata almeno inizialmente al mercato locale, e che potrebbe subire aggiornamenti prima del debutto in Europa, previsto per l'estate.Per concludere col prezzo, la Lepas L6 punta su una proposta particolarmente appetibile: il listino non è ancora ufficiale, ma il listino dovrebbe partire da circa 35.000 euro.
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F1, GP Miami: Antonelli cala il tris di vittorie e allunga nel Mondiale

4 Ruote - Mag 03,2026
Andrea Kimi Antonelli ha vinto ancora, per la terza volta consecutiva in stagione, trasformando la pole position di ieri in un successo pesante e resistendo nel finale alla pressione del campione in carica, Lando Norris. Alle spalle dell'italiano della Mercedes hanno chiuso proprio le due McLaren, con Norris secondo e Piastri terzo, mentre la Ferrari ha lasciato per strada un podio che sembrava possibile fino a pochi chilometri dalla bandiera a scacchi.Una vittoria costruita nel caosLa gara di Antonelli non è stata una passeggiata. Allo spegnersi dei semafori, il pilota della Mercedes si è trovato subito dentro una lotta a tre con Max Verstappen e Charles Leclerc, con il monegasco in testa dopo la prima curva e Verstappen finito in testacoda, recuperando al vettura in modo clamoroso e senza danni.La leadership della Ferrari è durata poco. Antonelli e Norris sono risaliti, hanno passato la SF-26 di Charles e hanno trasformato la parte centrale della gara in un duello a distanza sempre più serrato. Il momento chiave è arrivato attorno al giro 28, quando Antonelli è riuscito a superare Norris e a riprendersi una posizione che, da lì in avanti, ha difeso con freddezza.  Norris ci ha provato, ma Kimi è rimasto freddoIl campione del mondo in carica è rimasto incollato all'avversario, mettendogli pressione per indurlo all'errore. La McLaren, dopo la doppietta nella Sprint, ha confermato anche in gara di avere passo e gestione gomme per essere una minaccia vera. Norris ha tagliato il traguardo a tre secondi da Antonelli, abbastanza vicino per tenere viva la tensione fino alla fine, ma non abbastanza per cambiare il risultato.Se la Mercedes festeggia, anche la McLaren può comunque lasciare Miami con la consapevolezza di essere tornata molto vicina al riferimento prestazionale. Il doppio piazzamento a podio di oggi racconta di una MCL40 competitiva, capace di capitalizzare gli aggiornamenti portati in Florida e di restare dentro la lotta per la vittoria anche sulla distanza lunga.Piastri ha conquistato il podio nel finale, approfittando del crollo di Leclerc negli ultimi due giri. Non è stata una gara appariscente come quella di Norris, ma è stata solida e soprattutto utile a trasformare il weekend McLaren in un risultato pesante anche per il Mondiale Costruttori. Ferrari, dalla speranza alla beffaIl Cavallino Rampante aveva iniziato la gara con la sensazione di poter recitare un ruolo importante. Leclerc si era inserito bene nella confusione del primo giro, aveva assaporato anche la possibilità di restare nella lotta per il podio, ma il finale ha trasformato tutto in una beffa. Il monegasco è finito in testacoda all'ultimo giro, per un imprecisato (per il momento) problema tecnico: è arrivato fino al traguardo, tagliandolo in sesta posizione, ma i ripetuti tagli di curva gli potrebbero costare una penalità che lo arretrerebbe ancora.Lewis Hamilton ha chiuso settimo, a oltre cinquanta secondi dal vincitore, condizionato anche da un contatto a inizio gara con la Alpine di Franco Colapinto che ha danneggiato la sua vettura, facendogli perdere dei punti di carico aerodinamico importanti che la Ferrari stima in circa 4 decimi al giro. Incidenti, Safety Car e ritiriLa gara si è accesa presto anche nelle retrovie. Al giro 6 è entrata la Safety Car dopo due incidenti ravvicinati: Isack Hadjar è andato a sbattere contro le barriere, mentre Pierre Gasly è finito cappottato dopo un lieve contatto con Liam Lawson all'ultima curva. Lawson ha poi dovuto ritirarsi, così come Nico Hulkenberg con l'Audi per un problema tecnico.Verstappen ha provato una strategia aggressiva, anticipando molto la sosta per montare gomme dure e recuperare posizioni. La mossa ha funzionato per buona parte della gara, ma nel finale le gomme lo hanno abbandonato ha fatto oltre 50 giri con quel set di Hard - costringendolo ad accontentarsi del quinto posto dopo essere comunque riuscito a precedere Leclerc al traguardo.Alle spalle dei big, Franco Colapinto ha regalato all'Alpine un ottavo posto importante, soprattutto in una giornata segnata dal ritiro di Gasly. Per l'argentino è stata una gara matura, senza grandi errori, costruita con ritmo e concretezza.Bene anche la Williams, capace di portare entrambe le vetture in zona punti con Carlos Sainz nono e Alexander Albon decimo. Un risultato difficile da prevedere all'inizio del weekend, considerando le difficoltà della FW48, ma utile per dare ossigeno a una squadra ancora in cerca di equilibrio.  Antonelli prova la prima fugaCon la terza vittoria stagionale, Andrea Kimi Antonelli sale a 100 punti e allunga su George Russell, primo degli inseguitori con 80 punti. Più staccato Leclerc, terzo ma con 63 punti.La classifica costruttori vede la Mercedes davanti a tutti con 180 punti contro i 112 della Ferrari e i 94 della McLaren, che ha iniziato da Miami la sua rimonta dopo un inizio claudicante.Prossimo appuntamento tra due settimane a Montreal, per il Gran Premio del Canada. 
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F1, Antonelli firma la terza pole a Miami davanti a Verstappen e Leclerc

4 Ruote - Mag 02,2026
Andrea Kimi Antonelli ha scelto il momento migliore per rimettere ordine nel suo sabato di Miami. Dopo una Sprint difficile, chiusa con una penalità e con una Mercedes meno brillante del previsto, l'italiano ha risposto da pilota maturo: pole position nel Gran Premio di Miami, la terza consecutiva in questa stagione, con un giro da 1'27798 sufficiente per mettere tutti alle spalle. Sotto il profilo puramente statistico, conquistare le prime tre pole in carriera era riuscito solo ad Ayrton Senna nel 1985 e a Michael Schumacher nel 1994; ora, in questa speciale classifica, c'è anche Antonelli.Una qualifica tiratissimaLa forza della pole di Antonelli sta anche nel modo in cui è arrivata. Non con un colpo di fortuna, non approfittando degli errori altrui, ma con un primo tentativo già decisivo. Mentre molti hanno cercato qualcosa in più nell'ultimo run, il pilota della Mercedes aveva già messo insieme il giro giusto. Una prestazione che Kimi ha voluto dedicare al compianto Alex Zanardi.Alle sue spalle scatterà Max Verstappen, autore di una performance molto solida arrivata anche grazie alla miglior risposta possibile da parte della Red Bull. L'olandese è stato l'unico, insieme ad Antonelli, a scendere sotto il muro dell'1'28, riuscendo a migliorarsi nel secondo tentativo quando altri, invece, non hanno trovato il salto di qualità atteso.Per la Red Bull è una prima fila importante. Le novità portate sulla RB22 sembrano aver restituito a Verstappen una vettura più vicina alle zone che contano, almeno sul giro secco. Non basta ancora per battere la Mercedes di Antonelli, ma basta per rimettere il campione olandese in una posizione molto più credibile in vista della gara di domani che si disputerà quasi certamente sotto la pioggia. Leclerc tiene la Ferrari in seconda filaTerzo tempo per Charles Leclerc, ancora una volta il riferimento Ferrari sul giro secco. Il monegasco ha portato la SF-26 in seconda fila, a circa tre decimi dalla Mercedes di Antonelli. La Ferrari c'è, ha ritmo, e soprattutto continua a restare dentro la lotta per le posizioni pesanti. Il problema, semmai, sarà trasformare questa posizione in una gara concreta, senza restare intrappolato tra la Mercedes davanti e la McLaren dietro.La grande delusa della qualifica è la McLaren. Poche ore prima, Norris e Piastri avevano dominato la Sprint con una doppietta netta. Nel momento decisivo delle qualifiche, però, le MCL40 non hanno confermato lo stesso livello di efficacia. Norris partirà quarto, Piastri addirittura settimo: non un disastro, ma certamente meno di quanto ci si potesse aspettare dopo la prova di forza del pomeriggio.Norris chiuderà la seconda fila accanto a Leclerc, con la possibilità di restare subito agganciato alla lotta per il podio. Piastri, invece, dovrà costruire una gara più paziente, partendo dietro a Russell e Hamilton.  A centro gruppoTra le due McLaren si inseriranno George Russell e Lewis Hamilton. Due nomi pesanti, ma entrambi battuti nettamente dai rispettivi riferimenti interni: Antonelli ha rifilato circa quattro decimi a Russell, mentre Leclerc ha chiuso davanti a Hamilton con un margine di circa due decimi.Alle spalle dei primi sette, Alpine ha dato un segnale interessante con Franco Colapinto ottavo e Pierre Gasly decimo, separati dalla Red Bull di Isack Hadjar. Per la squadra francese è una qualifica incoraggiante, soprattutto perché conferma una certa solidità nel gruppo di centro classifica.Nico Hulkenberg si è fermato all'undicesimo posto, primo degli esclusi in Q2, dopo un sabato complicato anche dal problema alla power unit Audi che gli aveva impedito di prendere parte alla Sprint. Più indietro le Haas, le Williams, le Racing Bulls, Aston Martin e Cadillac, mentre Gabriel Bortoleto chiuderà lo schieramento dopo un tentativo condizionato da un problema a un sensore.I risultati delle qualifiche del GP di Miami >>
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F1, GP Miami: Doppietta McLaren nella Sprint, Norris domina

4 Ruote - Mag 02,2026
A Miami la McLaren ha rimesso le cose in chiaro, segnando una doppietta nella Sprint del Gran Premio di Miami. Lando Norris ha vinto davanti al compagno Oscar Piastri, completando una doppietta per Woking che fa morale. Terzo Charles Leclerc, ancora una volta capace di tenere la Ferrari in zona podio, anche se senza trovare lo spunto per impensierire i due papaya lì davanti.Una corsa senza grandi emozioniNorris ha costruito il successo nel modo più pulito: partito dalla pole, ha imboccato la prima curva da leader, senza concedere varchi, e poi ha gestito progressivamente il suo margine. Nessuna necessità di inventarsi qualcosa, nessuna sbavatura da correggere. L'inglese della McLaren ha semplicemente imposto il passo, giro dopo giro, fino a mettere tra sé e Piastri quei secondi necessari per tenere la corsa al riparo da ogni complicazione.Alle sue spalle, Piastri ha avuto una Sprint meno comoda ma altrettanto concreta. L'australiano ha dovuto guardarsi dalla Ferrari di Leclerc, soprattutto nella fase finale, quando il monegasco è riuscito a riavvicinarsi e a restare nella finestra utile per mettere pressione. Non abbastanza, però, per tentare davvero il sorpasso. La Ferrari SF-26 ha confermato ritmo e consistenza, ma non quel margine necessario soprattutto in rettilineo - per rompere la doppietta McLaren.Per Leclerc resta un terzo posto utile. Non è il risultato che cambia la prospettiva del weekend, ma conferma una Ferrari capace di esserci, in vista dell'arrivo di altri aggiornamenti sostanziali per il Canada. Il monegasco ha provato a restare agganciato a Piastri, poi ha pagato anche la gestione delle gomme posteriori e qualche piccola imprecisione nel finale.Mercedes irriconoscibileIl rovescio della medaglia è la Mercedes. Kimi Antonelli, scattato dalla seconda posizione, ha perso terreno al via, scivolando alle spalle di Piastri e Leclerc. La sua Sprint si è poi complicata ulteriormente per una penalità di cinque secondi legata ai track limits, che lo ha fatto retrocedere dal quarto al sesto posto. George Russell ne ha approfittato per prendersi i punti del quarto posto, davanti a a Max Verstappen.  Max ha portato a casa il massimo possibile da una Red Bull ancora non pienamente convincente. L'olandese ha duellato con Lewis Hamilton nelle prime fasi e nella parte centrale della Sprint, ma senza avere il ritmo per inserirsi nella lotta vera per il podio. Hamilton ha chiuso settimo con l'altra Ferrari, lamentando poca aderenza e una vettura non abbastanza incisiva.L'ultimo punto a disposizione oggi, quello dell'ottavo posto, è andato a Pierre Gasly con l'Alpine, che ha chiuso davanti a Isack Hadjar e Franco Colapinto. Più indietro Audi, Haas, Williams, Aston Martin e Cadillac, con la gara di Nico Hulkenberg compromessa ancora prima del via da un principio d'incendio sulla sua Audi nel giro verso la griglia.I risultati completi della Sprint di Miami >>
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Zanardi nel ricordo di Pontremoli: viveva ciò che aveva, non quel che mancava

4 Ruote - Mag 02,2026
Alex Zanardi ci ha lasciati il 1 maggio 2026. La notizia ha colpito il nostro mondo e quello dello sport per il valore umano di Alex. Eroe del sapersi risollevare. E reinventare. Un uomo immune al concetto di sconfitta. O almeno di come, superficialmente, lo intendiamo. Era di casa alla Dallara: per questo abbiamo chiesto ad Andrea Pontremoli (CEO e General Manager dell'azienda di Varano de' Melegari) qualche spunto utile a ricordarne lo spessore umano. Andrea, com'è nato il tuo rapporto con Alessandro Zanardi? Il mio rapporto con lui è nato insieme al progetto Z Bike, le handbike sviluppate insieme alla Dallara. Alessandro era amico dell'ingegner Dallara dai tempi della Formula 3, ma io l'ho conosciuto personalmente quando l'abbiamo messo in galleria del vento con la sua handbike. Mi colpì subito la sua semplicità e il fatto che facesse tutto in prima persona: si presentò con un prototipo di handbike che si era costruito da solo, piegando i tubi con le sue "mani d'oro". Venne da noi per migliorarla e da lì è nata un'amicizia profonda. Oltre all'aspetto tecnico e sportivo, cosa ha lasciato Zanardi come insegnamento umano a te e alla vostra azienda? Mi ha fatto comprendere cose incredibili. Mi ha insegnato che un'azienda, oltre a fare utili, deve anche "essere utile". Era un personaggio estremamente altruista, che cercava di aiutare tutti. Questo suo spirito vive ancora oggi in Obiettivo 3 (progetto che mira a far apprendere e diffondere la pratica sportiva tra le persone con disabilità, ndr), a cui continuiamo a partecipare quasi come un debito di riconoscenza per tutto ciò che ci ha dato. Era un personaggio che sprizzava energia: dopo una cena con lui, te ne andavi carico come una molla. E avevi la sensazione che pure lui avesse ricevuto energia da te. Aveva un'empatia naturale a cui era impossibile non voler bene. C'è un episodio particolare che riassume la sua filosofia di vita? Due sere prima del suo ultimo incidente eravamo in pista a Varano con due handbike. Lui mi diede due giri di distacco su tre. Gli dissi che era ovvio: Tu sei un campione olimpico. Mi rispose, numeri alla mano, che il mio vero handicap non era la mancanza di allenamento, ma il fatto di portarmi dietro 40 kg di gambe che non mi servivano a nulla. Per lui il concetto di handicap era nella nostra testa: non pensava mai a ciò che gli mancava, ma solo a ciò che aveva. Parlando di sicurezza nel motorsport, quanto ha influito la drammatica esperienza di Zanardi sull'evoluzione tecnica delle vetture? Il suo incidente del 2001 al Lausitzring ha rivoluzionato il nostro modo di progettare le auto; ad esempio, abbiamo introdotto i pannelli di Xylon sulle fiancate. Circa dodici anni dopo, accadde un incidente simile a Sonoma, nel quale il pilota uscì illeso. Alessandro mi chiamò e mi disse: "Allora è servito a qualcosa il mio incidente". Un ricordo che mi commuove ancora oggi. Qual è l'eredità più importante che Alessandro ci lascia? Alessandro teneva moltissimo al fatto che le attività che aveva impostato andassero avanti anche dopo di lui. Vediamo persone rinascere attraverso lo sport grazie a Obiettivo 3, e per questo stiamo aiutando Daniela e Niccolò (la moglie e il figlio di Alex, ndr) a proseguire questo percorso. Il messaggio fondamentale è di continuare a seguire il suo esempio e la sua voglia di vivere.
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Alex Zanardi, campione oltre le piste: addio a un simbolo dello sport

4 Ruote - Mag 02,2026
Alex Zanardi ci ha lasciati e con lui se ne va una di quelle figure che lo sport non riesce mai a contenere del tutto, perché a un certo punto smettono di appartenere solo alle piste e ai cronometri, passando alla leggenda.Pilota vero prima ancora che personaggio pubblico, Zanardi aveva corso in Formula 1 negli anni Novanta con Jordan, Minardi, Lotus e Williams. Ma è dall'altra parte dell'Atlantico, nella CART americana, che aveva trovato la sua dimensione più piena: talento, istinto, sorpassi impossibili, due titoli consecutivi nel 1997 e 1998, e quella capacità rara di trasformare la guida in qualcosa di immediatamente riconoscibile.Poi il 2001, la corsa al Lausitzring, l'incidente che avrebbe potuto chiudere tutto. Alex sopravvive miracolosamente, ma subisce l'amputazione delle gambe. Nel dicembre dello stesso anno, durante la premiazione dei Caschi d'Oro di Autosprint, viene chiamato sul palco: il pubblico si alza in piedi per applaudirlo e lui, pronto a riscrivere da capo la sua vita, si fa aiutare ad alzarsi sulle protesi per ringraziare. Un gesto potentissimo, capace di trasformare il dolore nella forza di ricominciare. Zanardi torna a correre in pista con le Gran Turismo, togliendosi più di una soddisfazione. Ma più avanti trova nell'handbike una seconda carriera sportiva capace di diventare leggenda: quattro ori e due argenti paralimpici tra Londra 2012 e Rio 2016. Imprese che, come sottolineava lui, non servivano a dimostrare qualcosa: Non dovevo dimostrare niente a nessuno, la sfida era solo con me stesso.Nel 2020 un altro incidente, sulle strade del Senese, durante una gara di beneficenza in handbike. Un colpo durissimo, l'ennesima prova di una vita che sembrava chiedergli sempre più di quanto fosse giusto chiedere a un uomo. Quando la famiglia si è chiusa nel suo comprensibile silenzio, tutti abbiamo compreso che non avremmo più rivisto il nostro campione. Oggi, con grande dolore, la famiglia ha confermato che Alex ci ha lasciati.Per gli appassionati di motorsport, Alex Zanardi è stato un pilota di razza: veloce, istintivo, spettacolare, amatissimo. Ma è stato capace di diventare qualcosa di più, di molto più difficile da raccontare senza cadere nella retorica. Zanardi era un uomo che aveva conosciuto la frattura, la perdita, la fatica, trovando ogni volta un modo per restare dentro la vita con una dignità luminosa.La sua resilienza non era la parola abusata che conosciamo oggi: era una resilienza vera. Significava alzarsi, allenarsi, reinventarsi, competere, sorridere quando il sorriso non era scontato. Era continuare a essere Alex anche quando tutto intorno sembrava cambiato.Oggi lo sport perde un campione, ma soprattutto l'Italia perde uno dei suoi figli migliori: una presenza che ha insegnato, senza mai fare la morale, che la forza non coincide con l'assenza di fragilità. A volte è il modo in cui la si attraversa. Grazie, Alex. Grazie di averci attraversato la vita con il tuo sorriso.
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F1, Miami: Norris firma la Sprint Pole davanti ad Antonelli

4 Ruote - Mag 01,2026
La Formula 1 è ripartita da Miami e la prima risposta del cronometro porta i colori papaya. Lando Norris ha conquistato la pole nella Sprint Qualifying del Gran Premio di Miami, chiudendo con un giro di 1'27869 e riportando la McLaren davanti a tutti nel primo vero momento competitivo del weekend. Alle sue spalle scatterà Andrea Kimi Antonelli, secondo con la Mercedes a 222 millesimi. Il leader del Mondiale partirà dunque dalla prima fila e avrà subito l'occasione di mettere pressione alla McLaren nella gara corta, ma dovrà guardarsi le spalle da Oscar Piastri - terzo - che ha completato l'ottima giornata della McLaren. L'australiano ha chiuso a 239 millesimi da Norris e ha mancato la prima fila per appena 17 millesimi.La Top 10La prima Ferrari è quella di Charles Leclerc, quarto. Il monegasco aveva dato l'impressione di poter restare agganciato ai migliori per tutta la Sprint Qualifying, ma nel giro decisivo della SQ3 gli è mancato qualcosa per inserirsi tra le due McLaren e Antonelli. Resta comunque una qualifica positiva, soprattutto perché Miami arriva dopo una lunga pausa e dopo settimane in cui la Ferrari era chiamata a dare un segnale. La SF-26 non è davanti, ma almeno con Leclerc si è messa in una posizione utile per giocarsi qualcosa nella Sprint.Max Verstappen partirà quinto. Non è la posizione che il campione olandese vorrebbe, ma rispetto alle prime uscite stagionali il quadro sembra leggermente più incoraggiante. Il distacco dalla prima resta, però Miami potrebbe offrire una Sprint meno lineare di quanto si possa pensare. Alle sue spalle George Russell, solo sesto con l'altra Mercedes.Settimo Lewis Hamilton, con l'altra Ferrari. Il sette volte iridato aveva mostrato segnali più convincenti nelle prime due fasi della sessione, ma non è riuscito a trasformarli in un risultato pesante nel momento decisivo.La sorpresa più interessante arriva dall'Alpine, capace di portare entrambe le monoposto in SQ3. Franco Colapinto ha firmato l'ottavo tempo, Pierre Gasly il decimo. In mezzo a loro si è inserita la Red Bull di Isack Hadjar, nono. Per la Alpine è un segnale importante. In un centro gruppo sempre più stretto, entrare con due macchine nella fase finale della Sprint Qualifying significa aver messo insieme una sessione senza errori.Così a centro gruppoL' Audi è rimasta fuori dalla top ten per un soffio. Bortoleto ha chiuso undicesimo per appena 21 millesimi di secondo, con Hulkenberg dodicesimo, a conferma di una squadra vicina alla top ten, ma non abbastanza incisiva per superarlo. Più amaro il pomeriggio della Williams, eliminata in blocco in SQ2. Alexander Albon partirà quattordicesimo, Carlos Sainz quindicesimo.Racing Bulls ha attirato gli sguardi con la livrea gialla, ma non con il risultato. Arvid Lindblad è riuscito a superare la SQ1, chiudendo poi sedicesimo, mentre Liam Lawson è rimasto fuori già nella prima fase per 55 millesimi. Una differenza minima, ma sufficiente per cambiare completamente il senso della giornata.Haas non ha brillato. Oliver Bearman si è fermato tredicesimo, Esteban Ocon diciottesimo dopo un errore nell'ultimo tentativo. Cadillac, nel suo primo weekend di casa, scatterà invece dal fondo della griglia ma davanti alle Aston Martin. Il team inglese è fanalino di coda, con Alonso ventunesimo e Stroll ventiduesimo.
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