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Test - Lancia Ypsilon HF Line, pro e contro dell'allestimento più grintoso - VIDEO

4 Ruote - Nov 10,2025
La nuova Lancia Ypsilon HF Line segna un passo deciso verso il ritorno alle radici sportive del marchio, senza però scivolare nell'eccesso. Lo fa con un design più deciso, dominato dal frontale scolpito attorno al logo HF e all'immancabile Elefantino Rosso, mentre i cerchi da 17 e la tinta blu elettrico della plancia donano un carattere distintivo e in qualche modo piacevolmente retrò-racing. Il look, per intenderci, ricorda molto da vicino quello della HF elettrica da 281 CV, che abbiamo già avuto modo di guidare. All'interno dell'abitacolo, le cuciture arancioni e i sedili a cannelloni richiamano le Lancia da corsa del passato, ma l'ambiente resta raffinato e moderno, in linea con la nuova filosofia del marchio. Come va la Lancia Ypsilon HF LineDentro il cofano c'è il noto motore ibrida a tre cilindri 1.2 litri turbobenzina da 110 CV, di tipo mild hybrid a 48V, abbinata al cambio automatico DCT a 6 rapporti. Un powertrain vivace in partenza, meno quando si alza il ritmo: le marce, piuttosto lunghe, privilegiano l'efficienza più che la reattività. L'assetto, però, è sempre azzeccato: identico a quello della versione standard - si parla di McPherson all'anteriore e barra di torsione al posteriore - si conferma equilibrato, prevedibile e piacevole nella guida di tutti i giorni. Infine, avrebbe potuto fare piacevolmente la differenza un sound allo scarico più corposo e deciso elemento che avrebbe certo contribuito a evocare lo spirito HF. Tanta tecnologia e sicurezza a bordoPer il resto, la dotazione è completa: guida assistita di Livello 2, infotainment S.A.L.A. HF a doppio schermo da 10,25, accesso keyless e sistemi di sicurezza di ultima generazione. Con prezzi da 22.450 euro, la Ypsilon HF Line si propone come una citycar elegante e concreta, capace di coniugare comfort, tecnologia e un pizzico di sportività in più, anche se in versione più gentile rispetto al mito racing che porta nel nome.
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Stellantis - RAM Rampage, il pick-up su base Compass: eccolo dal vivo in Italia - VIDEO

4 Ruote - Nov 10,2025
La RAM porta per la prima volta in Europa il Rampage, un pick-up di cinque metri di lunghezza, che si inserisce tra le Suv di segmento C (per quanto riguarda l'abitabilità, paragonabile a quella di una Jeep Compass) e i pick-up tradizionali. Presentato in anteprima a Fieracavalli 2025, a Verona (dove l'abbiamo incontrato), il modello nasce per offrire un'alternativa versatile e moderna, capace di coniugare guidabilità quotidiana e funzionalità da veicolo da lavoro leggero. Nasce sulla base della CompassProgettato e prodotto in Brasile sulla stessa piattaforma della nuova Jeep Compass, il RAM Rampage sarà disponibile in due versioni: Rebel, pensata per l'off-road e spinta dal motore 2.2 Multijet turbodiesel da 200 CV e 450 Nm, e R/T, la più sportiva e performante, con il 2.0 Hurricane 4 turbobenzina da 272 CV e 400 Nm. Entrambe le varianti adottano la trazione integrale e il cambio automatico a nove rapporti, offrendo prestazioni equilibrate e un comportamento dinamico adatto a ogni tipo di utilizzo. Il vano di carico da 980 litri e la portata di oltre una tonnellata confermano la vocazione pratica del Rampage. Look muscolosoIl design segue i canoni del marchio RAM, con linee robuste e proporzioni equilibrate. L'illuminazione full Led, i cerchi fino a 19 pollici e gli elementi distintivi delle due versioni sottolineano le differenti personalità del veicolo. Gli interni, orientati al conducente, offrono materiali soft-touch, plancia rivestita in pelle, infotainment con schermo da 12.3, strumentazione digitale da 10.3 e impianto audio firmato Harman Kardon. Sul fronte della sicurezza e della tecnologia, il Rampage adotta un pacchetto Adas di Livello 2 che include Active Driver Assist, Traffic Jam Assist e Highway Assist, oltre a frenata automatica d'emergenza e monitoraggio dell'angolo cieco. Quanto costerà il RAM Rampage?Al momento il marchio americano non ha comunicato i prezzi per il mercato europeo. In attesa di avere qualche informazione in più, possiamo dirvi quanto costa il RAM Rampage in Brasile, dove è disponibile con le stesse motorizzazioni: il 2.2 Multijet da 200 CV parte da 226.990 real brasiliani, pari a circa 36.800 euro al cambio attuale, mentre il 2.0 Hurricane R/T da 272 CV parte da 269.690 real, che corrispondono a circa 43.700 euro.
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Ferrari - Antonello Coletta, il custode del Cavallino

4 Ruote - Nov 10,2025
Ci sono storie che non nascono da un piano, ma da una scintilla. Per Antonello Coletta, romano, economista, la scintilla scoccò nel 1997, quando venne chiamato a Maranello per organizzare le celebrazioni dei cinquant'anni Ferrari. Un incarico temporaneo, una collaborazione circoscritta, che in teoria sarebbe dovuta terminare con la chiusura di quell'evento. Ma per chi sa ascoltare il rumore dei motori, certi suoni non si spengono. Da allora, Coletta non ha più lasciato il Cavallino. Da lì sono partito, racconta, e non me ne sono più andato. Dietro la calma del dirigente, dietro la voce sempre misurata, c'è l'architetto di uno dei progetti più affascinanti e identitari di Maranello: Corse Clienti. Un'idea nata da un sogno collettivo, quasi romantico: riportare i clienti a vivere la Ferrari non come status, ma come esperienza. Da quella intuizione sono nati i campionati Challenge, i Programmi XX, il Club GT, e persino le versioni da pista derivate dalle hypercar, come la 499P Modificata. Oggi quella divisione è una business unit, una macchina perfetta che unisce passione, tecnologia e appartenenza. Il secondo progetto, invece, sembrava irrealizzabile. Ricordo il mio primo colloquio in Ferrari, dice Coletta. Passando sotto l'insegna, pensai che sarebbe stato bello un giorno vedere dei prototipi ufficiali Ferrari tornare a correre. Ventisei anni dopo, quel sogno ha preso forma e rumore. Il progetto Hypercar ha riportato Ferrari nell'endurance mondiale, fino alla prima vittoria a Le Mans e adesso al titolo costruttori nel WEC. stato un percorso lungo tre anni, fatto di ambizione e insonnie, di scelte tecniche coraggiose, di pressione e lucidità. Coletta non racconta trionfi, racconta metodi. un uomo che pesa le parole come si bilancia una vettura: Quando i problemi diventano insormontabili, è il momento in cui quasi mi esalto, confessa. la frase di chi non si lascia abbattere dal rumore del rischio, ma lo trasforma in energia. Il suo modo di guidare un gruppo è altrettanto sobrio e profondo. Parla di rispetto, di rettitudine, di memoria. Bisogna conoscere la storia di Ferrari per capire come comportarsi, spiega. Il rispetto per il Cavallino che abbiamo il dovere di portare sul petto è ciò che ci deve guidare. Nel suo vocabolario, leadership significa educazione: insegnare ai giovani cosa rappresenta quel simbolo, e trasmettere un codice di correttezza che vale più della vittoria stessa. Si può sbagliare, dice, perché sbaglia solo chi fa. L'importante è agire con chiarezza e onestà. Oggi, dopo quasi trent'anni, Antonello Coletta è molto più di un dirigente Ferrari. la coscienza sportiva del Cavallino, il testimone di un'epoca in cui passione e rigore continuano a convivere. Ha costruito due mondi: la Ferrari dei clienti, che corre per amore, e la Ferrari ufficiale, che vince per orgoglio. E quando parla di futuro, lo fa con la stessa voce calma con cui racconta le sue origini: quella di chi sa che un sogno, se lo insegui con metodo, può diventare un'eredità. Perché, come dice lui, il rispetto per il Cavallino che abbiamo sul petto non è uno slogan. un dovere.
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Seat - Nuova Ibiza, come cambia e quanto costa - VIDEO

4 Ruote - Nov 10,2025
Dopo la B-Suv Arona, tocca alla Seat Ibiza aggiornarsi con un aggiornamento pensato per mantenerla competitiva in un segmento sempre più affollato. A oltre quarant'anni dal debutto e più di sei milioni di unità vendute, la compatta spagnola introduce novità estetiche, materiali più curati e qualche miglioramento tecnologico, restando fedele alla formula originale senza stravolgimenti. Le novità della nuova Seat IbizaIl frontale è stato ridisegnato, con una griglia esagonale a maglia diamantata e fari full Led più sottili, che accentuano la larghezza visiva dell'auto. Dietro cambiano il paraurti e la scritta Ibiza, ora in alluminio scuro, mentre nuovi cerchi di lega da 17 e 18 pollici e tre tinte inedite (Liminal, Oniric e Hypnotic) completano il rinnovamento estetico. Nel complesso, il design evolve senza strappi: più maturo, ma sempre riconoscibile. All'interno l'Ibiza è più curataGli interni fanno un passo avanti nella qualità percepita. Spiccano superfici morbide, pannelli porta rivestiti di tessuto e un cielo nero che aggiunge un tocco più tecnico. Nella versione FR arrivano sedili sportivi e volante in pelle perforata, mentre l'impianto Seat Sound con sei altoparlanti, subwoofer e amplificatore da 300W promette un miglioramento concreto dell'esperienza audio. prevista anche la ricarica wireless da 15W con raffreddamento integrato. L'infotelematica gode di cruscotto digitale e schermo dell'infotainment sempre di serie: si parte da 8.25" e si può arrivare a 9.2" sulle varianti più ricche. L'Ibiza diventerà presto ibridaLa gamma motori resta concentrata sulla benzina, con il tre cilindri aspirato 1.0 MPI da 80 CV e cambio manuale a 5 rapporti, i turbo TSI da 95 e 115 CV - manuali a 5 e 6 marce, o anche con cambio DSG - e il quattro cilindri 1.5 TSI da 150 CV esclusivo per l'allestimento FR. Tutte le versioni saranno prodotte a Martorell, vicino a Barcellona, con l'arrivo sul mercato previsto per l'inizio del 2026. Una variante mild hybrid è invece attesa nel 2027. Quanto costa la nuova Seat IbizaIl prezzo d'attacco, poi, è particolarmente competitivo: 16.000 euro chiavi in mano. Niente obblighi di finanziamento che, volendo, resta comunque disponibile e intrigante, grazie a formule specifiche con anticipo zero e interesse zero. Si tratta di una scelta pensata per aumentare l'accessibilità di questo modello. In questo modo, il rapporto qualità/prezzo della Ibiza 2026 si eleva parecchio, portandosi ai vertici del segmento B.
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WEC - Ferrari, il sogno diventa storia: campioni del mondo!

4 Ruote - Nov 10,2025
Campioni del Mondo. Due volte. Piloti e Costruttori. In Bahrein, quando la bandiera a scacchi ha sancito la fine delle otto ore più lunghe e intense della stagione, la Ferrari ha chiuso il cerchio di un sogno iniziato appena tre anni fa: riportare Maranello sul tetto dell'endurance. Coletta e il suo gruppo ci sono riusciti con la discrezione dei grandi e la forza dei visionari. La 499P The Queen, come qualcuno l'ha ribattezzata affettuosamente è entrata nella leggenda: tre vittorie consecutive a Le Mans e ora un titolo, quello dei Costruttori, che mancavano da oltre mezzo secolo (quello piloti allora non esisteva). Alle 22 locali, nel buio dorato di Sakhir, le due Toyota hanno tagliato per prime il traguardo, seguite dalle tre rosse. Ma la vera vittoria era già scritta, nei punti accumulati, nella perfezione di una stagione gestita con equilibrio e orgoglio. Otto ore senza errori, senza sbavature, con la consapevolezza di chi sa di avere la vettura più costante, il team più coeso, la serenità di chi non deve più dimostrare nulla ma solo confermare. In Bahrain c'era tutto lo stato maggiore Ferrari: John Elkann, Benedetto Vigna, Enrico Galliera. Nessuna passerella, nessun gesto di circostanza: solo la voglia di condividere. Rimarrà negli occhi di molti la fotografia del presidente, seduto tra i meccanici, assorto nella telemetria, con il piede che batte sul pavimento a ritmo di tensione. il coronamento di un sogno dirà più tardi ma anche la conferma di quanto si possa ottenere quando si lavora come un corpo unico, con l'umiltà di imparare e la determinazione di migliorare sempre. Ferrari è questo: una famiglia. Si ride insieme, si piange insieme. E quella notte le lacrime erano di gioia. Otto ore, 480 minuti, 3600 secondi che sembravano infiniti. Il tramonto sul deserto, la luce che abbaglia le visiere dei piloti, la sabbia che colora d'oro le torri dell'autodromo: il Bahrain è diventato teatro e simbolo, cornice di un trionfo. L'unico brivido, un duello tra Fuoco e Kubica negli ultimi giri. Poi il silenzio, la tensione che si scioglie, l'urlo nei box. Con il titolo Costruttori e quello Piloti firmato da Pier Guidi, Calado e Giovinazzi Ferrari ritrova un alloro che mancava dal 1972, quando la 312 P di Enzo Ferrari si impose nel Mondiale Marche. Oggi la 499P ne raccoglie l'eredità con la grazia di chi onora la memoria e scrive il futuro. C'è qualcosa di antico e di nuovo in questo successo. Una disciplina quasi monastica nel lavoro, la serenità di chi crede nei valori più puri del motorsport: rispetto, coraggio, umiltà. la filosofia di Coletta, è la cultura di Maranello. Perché, al di là delle vittorie, ciò che resta è l'idea stessa di Ferrari: un sogno collettivo, costruito da uomini che non cercano la gloria personale ma servono un nome che appartiene al mondo.
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