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Tre motori elettrici, 1.128 CV e telaio a longheroni: Galaxy Cruiser 700 è il nuovo mostro off-road

4 Ruote - Giu 22,2026
Geely ha pubblicato le prime immagini ufficiali della Galaxy Cruiser 700, grande fuoristrada lunga circa 5 metri, con un powertrain plug-in hybrid da 830 kW di potenza combinata, pari a 1.128 CV. Il modello è destinato inizialmente al mercato cinese, ma Geely ha già confermato l'intenzione di esportarla nel Regno Unito dal 2028, aprendo alla possibilità di uno sbarco anche nei Paesi europei. Potenza record La Geely Galaxy Cruiser 700 adotta forme squadrate e massicce, con cofano e tetto perfettamente piatti, ampie superfici vetrate e la ruota di scorta fissata al portellone. Sotto il cofano trova posto un sistema plug-in hybrid che affianca al motore termico, raffreddato da una presa d'aria dedicata, tre unità elettriche, due delle quali sull'asse posteriore, gestite da un differenziale elettronico. Il sistema sviluppa 830 kW (1.128 CV). La batteria, da circa 70 kWh, dovrebbe assicurare fino a 354 km di autonomia in elettrico. Il telaio è a longheroni Secondo la Casa, grazie a un rapporto peso-potenza di 392 CV per tonnellata, la Geely Galaxy Cruiser potrebbe diventare la fuoristrada più potente disponibile, con trazione integrale e una configurazione a tre motori elettrici. Il telaio è a longheroni, soluzione tipica dei modelli off-road più estremi, mentre la gestione dell'assetto è controllata elettronicamente, adattandosi alle condizioni di marcia. Geely dichiara il superamento del test dell'alce a 80 km/h. La variante destinata alla Cina integra inoltre un LiDAR sul tetto, in sinergia con radar anteriori e ADAS avanzati gestiti dalla piattaforma Nvidia AGX Thor.
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LAI entra nella chimica: il sistema Pirelli che crea le mescole dei pneumatici

4 Ruote - Giu 22,2026
C'è un mestiere antico nell'industria del pneumatico: quello del compounder, o tecnologo delle mescole. Da oltre un secolo è la figura che, partendo dalle specifiche richieste - magari da un costruttore per una supercar così spinta da meritare gomme iper-personalizzate - combina i materiali per calibrare aderenza su asciutto e bagnato, rumorosità, resistenza al logoramento e altre caratteristiche.Oggi quel mestiere, un tempo portato avanti con lunghe prove di laboratorio, sta cambiando con l'utilizzo del Virtual Compounder, sistema proprietario basato sull'intelligenza artificiale sviluppato per rivoluzionare la progettazione delle mescole. Da alchimista a supervisore Il ruolo del compounder si è trasformato: non più un esperto che procede per tentativi, ma un regista attento che definisce gli obiettivi di performance e valida le proposte del sistema. Il laboratorio non è più il luogo dove si crea la ricetta, ma quello dove ciò che per l'AI è già ottimizzato viene messo alla prova.Il Virtual Compounder esplora molte più soluzioni e simula il risultato prima dell'impiego dei materiali fisici, selezionando solo le miscele più promettenti. Il tutto con una riduzione dei prototipi del 20% e dei tempi di sviluppo del 30%. Due AI che dialogano Il sistema integra due approcci complementari. L'intelligenza artificiale generativa, addestrata su oltre 20.000 formulazioni storiche e più di dieci anni di test, genera e ottimizza nuove configurazioni. La Physics-Informed AI utilizza invece le leggi chimico-fisiche - meccanica, cinetica, viscoelasticità - per simularne i comportamenti.Il Virtual Compounder è uno dei fiori all'occhiello in ambito AI di Pirelli, che abbraccia l'intelligenza artificiale su tre livelli: produttività individuale, integrazione nei processi digitali e modelli proprietari avanzati. Il gruppo conta oltre 120 modelli AI attivi, tra produzione, commerciale e R&D, con regia dal quartier generale di Milano. Materiali più verdi Il Virtual Compounder incide anche sulla sostenibilità: esplora materiali sostenibili, bio e riciclati, valutandone l'impatto prima di produrre un prototipo. Pirelli utilizza già silice da lolla di riso, PET riciclato, nero di carbonio da pneumatici a fine vita, lignina e bioplasticizzanti vegetali.La frontiera riguarda cellulosa e polimeri bio per il battistrada, con l'obiettivo di raggiungere oltre l'80% di materiali bio-based e riciclati nei prodotti di punta entro il 2030.Lo strumento rappresenta un cambio di paradigma che valorizza l'esperienza umana, amplificando le capacità dell'operatore e consentendo di esplorare soluzioni prima irraggiungibili. L'alchimia è diventata ancora più sofisticata.
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Carburanti ancora giù: quanto costa oggi il pieno in Italia

4 Ruote - Giu 22,2026
Prosegue questa mattina la discesa dei prezzi carburanti, nonostante l'aumento dei prodotti petroliferi registrato venerdì pomeriggio, secondo Staffetta Quotidiana. In modalità self service sulla rete stradale nazionale, il litro di benzina si attesta a 1,835 euro (-16 millesimi rispetto al 19 giugno), mentre il diesel scende a 1,930 euro (-20). Il Gpl è a 0,771 euro (-2) e il metano a 1,560 euro/kg. Sulla rete autostradale i valori risultano più elevati: 1,935 euro per la verde (-14), 2,025 per il gasolio (-19), 0,883 per il Gpl (+1) e 1,587 euro/kg per il metano (+1). Gli ultimi prezzi Considerando circa 20 mila punti vendita che comunicano i dati all'Osservatorio del Ministero delle Imprese, tra rete ordinaria e autostrade, emergono le medie dei prezzi carburanti elaborate da Staffetta. In self, la benzina è a 1,840 euro/litro (compagnie 1,839, pompe bianche 1,841), mentre il diesel si attesta a 1,936 (1,937 e 1,934). Per il servito, la verde sale a 1,981 euro (2,016 e 1,914) e il gasolio a 2,078 (2,117 e 2,005). Inoltre, il prezzo del Gpl è indicato a 0,778 euro (0,786 e 0,770), il metano a 1,560 euro/kg (1,561 e 1,560) e il Gnl a 1,460 euro/kg (1,462 e 1,458). I marchi in self service Sul fronte dei marchi, in modalità self service, la benzina vede Eni a 1,835 euro/litro (2,047 al servito), IP a 1,842 (2,013), Q8 a 1,837 (2,015) e Tamoil a 1,831 (1,918). Per il gasolio, Eni si posiziona a 1,932 (2,148), IP a 1,940 (2,112), Q8 a 1,938 (2,115) e Tamoil a 1,925 (2,018). Due operatori hanno rivisto al ribasso i listini consigliati: IP di 1 centesimo al litro su entrambi i prodotti, Tamoil di 1 centesimo sul diesel.
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Alcol al volante: perché le regole non bastano e cosa può fare il governo

4 Ruote - Giu 22,2026
Si riaccende il dibattito sugli incidenti da alcol causati da giovanissimi: a far discutere è il sinistro mortale verificatosi domenica 21 giugno a Senago, a nord ovest di Milano, alle 5.10 del mattino. Nove persone (fra i 17 e i 19 anni) viaggiavano su una ciclabile, ammassate su un'unica vettura omologata per cinque, di ritorno da un locale, quando il conducente 19enne ha perso il controllo del mezzo, precipitato nel canale Villoresi. Tre i ragazzi morti, rimasti intrappolati nell'abitacolo sommerso, mentre gli altri sei occupanti (guidatore incluso) sono stati tratti in salvo, riportando ferite. Secondo i primi test, il tasso dell'automobilista era di 1,6 grammi di alcol per litro di sangue. Per i neopatentati come il giovane, vige il divieto di mettersi al volante dopo aver bevuto anche un goccio di alcol (tolleranza zero), mentre il limite è di 0,5 grammi per i conducenti esperti, ossia con oltre tre anni di patente. Il ragazzo, ricoverato all'ospedale Niguarda e posto agli arresti, è indagato per omicidio stradale. Alcolock e nuove regole: cosa cambia La più recente riforma del Codice della strada, attuata dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, ha introdotto l'obbligo di alcolock: dispositivo elettronico che impedisce l'avviamento del motore se rileva un tasso alcolemico superiore al limite consentito. La norma è operativa dal 24 febbraio 2026: chi è stato condannato per il reato di guida con un tasso superiore a 0,8 g/l, dopo aver scontato la pena può mettersi al volante solo se sul veicolo sarà installato (a proprie spese) quello strumento, e solo se il dispositivo rileverà l'assenza di alcol. Il divieto di guida con una presenza anche minima di alcol (tolleranza zero) vale per due anni tra 0,8 e 1,5 g/l, oppure per tre anni sopra 1,5 g/l. (qui la nostra prova per vedere se questi apparecchi funzionano davvero). Neopatentati: tolleranza zero e sanzioni Già oggi il Codice della strada punisce in modo severo la guida sotto l'influenza dell'alcol. In breve, esiste la tolleranza zero per i conducenti particolari: guidatore professionale, minore di 21 anni, neopatentato (cioè in possesso di patente da meno di tre anni). Multa di 164 euro (328 euro in caso di incidente) con perdita di cinque punti patente. Siccome il Codice stabilisce il raddoppio dei punti per i primi tre anni dal conseguimento della patente, i neopatentati ne perdono 10. Guidatori esperti: limiti e sanzioni per fascia In estrema sintesi (e qui in dettaglio), per i conducenti ordinari la legge individua tre soglie di tasso alcolemico: superiore a 0,5 g/l ma non a 0,8 g/l, superiore a 0,8 g/l ma non a 1,5 g/l, superiore a 1,5 g/l. Con multe proporzionate alla gravità dell'infrazione, che crescono in caso di incidente, comportando spesso la sospensione della patente e l'arresto. Controlli: complessi e delicati I controlli per l'alcol su strada prevedono un test di screening iniziale tramite precursore. L'automobilista soffia in un piccolo apparecchio. Se l'esito è negativo, si può ripartire; in caso di positività, c'è il secondo passaggio con l'etilometro, lo strumento omologato che misura con precisione la quantità di alcol nel sangue (espressa in g/l), con due prove a distanza di cinque minuti. Operazioni che richiedono tempo e massima precisione: un iter rigoroso necessario per garantire l'attendibilità della prova anche in sede giudiziaria. Incidenti da alcol: i dati sono incompleti Ma si conoscono le esatte dimensioni del fenomeno? No. Quello di Senago è il più recente di una serie di incidenti mortali legati all'alcol verificatisi nel 2026. L'Istat riceve informazioni parziali sui sinistri dovuti ad alcol o droga. Relativamente al 2024, su 57.500 episodi, in 4.717 casi almeno uno dei conducenti era in stato di ebbrezza, contro 1.737 sotto effetto di stupefacenti. L'8,2% degli incidenti è correlato all'alcol, il 3% alla droga. Vertice sulla sicurezza stradale, ma il nodo è la responsabilità individuale Salvini ha chiamato il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, per convocare un vertice sulla sicurezza stradale che si terrà nei prossimi giorni. D'accordo, ma il governo cosa può fare?Sarebbe auspicabile un maggior numero di controlli su strada contro la guida sotto l'effetto di alcol e droga, ma è impensabile che Polizie e Carabinieri possano essere presenti su qualsiasi percorso e a qualunque ora. Dopo campagne informative e di sensibilizzazione, insieme a diverse strette introdotte dai governi, omicidio stradale compreso, resta il nodo della responsabilità individuale, soprattutto tra i giovani.Spesso la percezione del rischio è bassa: prevalgono l'illusione dell'invincibilità e la sottovalutazione degli effetti delle sostanze. Nessuna norma, neppure la più severa, può sostituire la consapevolezza prima di mettersi al volante. Il cambiamento decisivo richiede un salto culturale, in particolare tra le nuove generazioni, capace di rimettere al centro il valore della vita. Oggi, nelle grandi città e in molte aree urbane, esistono soluzioni dopo una serata, dai servizi di noleggio con conducente prenotabili tramite app ai taxi. Rinunciare alla guida dopo aver bevuto può fare la differenza tra tornare a casa in sicurezza e trasformare una notte in una tragedia.
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Smart #2, la sorpresa è dentro: lerede della fortwo non ha i sedili

4 Ruote - Giu 22,2026
La nuova smart #2 ha un segreto che foto e video, finora, non hanno raccontato: appena apri la porta trovi una panca unica, larga e morbida. il primo impatto a cambiare la percezione dell'auto. L'esterno lo abbiamo già visto al Salone di Pechino; la notizia, adesso, è l'abitacolo. Per tre sarebbe stata la svolta, ma... Via i due sedili separati: ora c'è una seduta continua che unisce guidatore e passeggero, come un mini divano. Al centro, un vano nascosto che si apre tirando una nastrina, pratico per riporre chiavi e altri oggetti. Non mancano la ricarica wireless e un bracciolo integrato nello schienale, che si reclina solo quando serve. E no: la smart #2 non è una tre posti. La panca serve a ingannare l'occhio, a far sembrare la #2 più grande di quanto sia, non a ospitare un passeggero in più, per quanto l'idea abbia solleticato smart in più di un'occasione. Dentro sembra più grande La plancia, come si intravede dalle pochissime immagini diffuse da smart, segue la stessa logica: linee pulite, andamento a S, zero barriere visive. L'abitacolo si apre, respira, appare più arioso, anche se la lunghezza rimane invariata: poco sotto i 2,80 metri. la smart che torna a fare la smart: massimizzare lo spazio, non l'apparenza. Ricarica rapida e 300 km di autonomia Sotto pelle, la tecnica è solida: piattaforma ECA per elettriche compatte, sospensione posteriore multilink a cinque bracci, batteria da 35,7 kWh per circa 300 km, ricarica dal 10 all'80% in corrente continua in meno di 20 minuti e funzione vehicle-to-load. Smart #2: prezzi Sul prezzo filtrano le prime indicazioni. In smart ipotizzano (ma non è ancora ufficiale) circa 20.000 euro, fino a sfiorare i 25.000 per l'allestimento più ricco. Il bersaglio è dichiarato: Renault Twingo elettrica.Il debutto è atteso al Salone di Parigi, ma il messaggio è chiaro: dopo anni passati a inseguire le SUV, smart torna a fare ciò che sa fare meglio. Brabus e Cabrio E non finisce qui. La gamma si allargherà: sono in arrivo una Cabrio e una versione firmata Brabus. Una curiosità comune a tutte le varianti? Dietro, niente portellone unico da concept: la versione di serie avrà la classica ribaltina.
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Renault Megane E-Tech cambia così: linee riviste, nuova batteria LFP e ricarica più rapida

4 Ruote - Giu 22,2026
A quattro anni dal debutto, la Renault Megane E-Tech Electric si concede un importante aggiornamento di metà carriera. Il crossover a batteria della Casa francese evolve nel design, introduce una nuova batteria LFP più efficiente e amplia la dotazione tecnologica. Secondo Renault, oltre due terzi degli acquirenti della Megane E-Tech provengono dal mondo delle auto termiche: per questo il restyling punta a rendere ancora più semplice l'esperienza elettrica, senza rinunciare a contenuti di alto livello. Frontale rivisto e nuova firma luminosa Le modifiche apportate dal restyling si concentrano soprattutto nella parte anteriore. Il frontale è stato aggiornato e, ad eccezione dei fari principali, tutti gli elementi sono nuovi. Spariscono le luci diurne a forma di S e al loro posto arrivano elementi luminosi con motivo a losanga disposti ai lati del paraurti.Nuova anche la calandra chiusa, rifinita in nero lucido e caratterizzata da un motivo tridimensionale che integra il logo Renault, ora collocato sotto il cofano. Una soluzione che abbassa visivamente la vettura, nonostante sia cresciuta in altezza di circa 2 cm per fare spazio alla batteria.Al posteriore restano i gruppi ottici a tutta larghezza, ma con una nuova struttura tridimensionale priva della tradizionale lente esterna. Rivisto anche il paraurti.  Arriva la batteria LFP da 67 kWh La novità principale si trova sotto la carrozzeria. La Megane E-Tech Electric adotta una batteria da 67 kWh utilizzabili con chimica LFP (litio-ferro-fosfato), abbinata al motore elettrico da 220 CV e 300 Nm, privo di terre rare.Il nuovo accumulatore sfrutta l'architettura cell-to-pack, che secondo Renault consente di migliorare la densità energetica. L'autonomia dichiarata è di circa 500 km nel ciclo WLTP.Crescono anche le prestazioni di ricarica: la potenza massima in corrente continua sale a 165 kW, permettendo di passare dal 15 all'80% in circa 24 minuti. In alternata la ricarica è da 11 kW di serie, mentre il caricatore bidirezionale da 22 kW è optional. Infotainment: ora c'è anche Gemini L'abitacolo mantiene l'impostazione OpenR con doppio schermo digitale composto da una strumentazione da 12,3 pollici e da un display centrale da 12 pollici. Il sistema OpenR Link continua a basarsi sull'ecosistema Google, ma introduce Google Gemini, l'assistente AI che promette di interagire con i sistemi di bordo tramite linguaggio naturale.Altra novità è la Smart Mode, che, imparando dalle abitudini del conducente, imposta automaticamente la modalità di guida più adatta tra Eco, Confort o Sport. Sono stati inoltre ampliati i servizi connessi: la vettura dispone di tre anni di connettività inclusa e può accedere a oltre cento applicazioni scaricabili tramite store.Debutta anche la nuova applicazione My RNLT, che permette di inviare itinerari dal telefono all'auto, monitorare lo stato di carica, individuare i punti di ricarica e gestire le funzioni vehicle-to-load. Due allestimenti e un powertrain La gamma viene razionalizzata. Le versioni disponibili sono due: Techno ed Esprit Alpine.La Techno rappresenta il livello d'ingresso, ma offre già una dotazione completa, con sistema OpenR Link, pianificatore dei percorsi elettrici, pompa di calore e preriscaldamento della batteria.Al vertice si colloca la Esprit Alpine, con cerchi specifici da 20", dettagli dedicati, sedili elettrici con funzione massaggio, tappezzeria blu e impianto audio Harman Kardon.Per entrambe è prevista una sola combinazione: batteria da 67 kWh e motore da 220 CV. Renault Megane E-Tech: prezzi Renault non ha ancora comunicato i prezzi né l'apertura degli ordini: maggiori dettagli saranno diffusi in vista del lancio commerciale nei prossimi mesi.
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