Carburanti ancora giù: quanto costa oggi il pieno in Italia
Prosegue questa mattina la discesa dei prezzi carburanti, nonostante l'aumento dei prodotti petroliferi registrato venerdì pomeriggio, secondo Staffetta Quotidiana. In modalità self service sulla rete stradale nazionale, il litro di benzina si attesta a 1,835 euro (-16 millesimi rispetto al 19 giugno), mentre il diesel scende a 1,930 euro (-20). Il Gpl è a 0,771 euro (-2) e il metano a 1,560 euro/kg. Sulla rete autostradale i valori risultano più elevati: 1,935 euro per la verde (-14), 2,025 per il gasolio (-19), 0,883 per il Gpl (+1) e 1,587 euro/kg per il metano (+1). Gli ultimi prezzi Considerando circa 20 mila punti vendita che comunicano i dati all'Osservatorio del Ministero delle Imprese, tra rete ordinaria e autostrade, emergono le medie dei prezzi carburanti elaborate da Staffetta. In self, la benzina è a 1,840 euro/litro (compagnie 1,839, pompe bianche 1,841), mentre il diesel si attesta a 1,936 (1,937 e 1,934). Per il servito, la verde sale a 1,981 euro (2,016 e 1,914) e il gasolio a 2,078 (2,117 e 2,005). Inoltre, il prezzo del Gpl è indicato a 0,778 euro (0,786 e 0,770), il metano a 1,560 euro/kg (1,561 e 1,560) e il Gnl a 1,460 euro/kg (1,462 e 1,458). I marchi in self service Sul fronte dei marchi, in modalità self service, la benzina vede Eni a 1,835 euro/litro (2,047 al servito), IP a 1,842 (2,013), Q8 a 1,837 (2,015) e Tamoil a 1,831 (1,918). Per il gasolio, Eni si posiziona a 1,932 (2,148), IP a 1,940 (2,112), Q8 a 1,938 (2,115) e Tamoil a 1,925 (2,018). Due operatori hanno rivisto al ribasso i listini consigliati: IP di 1 centesimo al litro su entrambi i prodotti, Tamoil di 1 centesimo sul diesel.
Categorie: 4 Ruote
Alcol al volante: perché le regole non bastano e cosa può fare il governo
Si riaccende il dibattito sugli incidenti da alcol causati da giovanissimi: a far discutere è il sinistro mortale verificatosi domenica 21 giugno a Senago, a nord ovest di Milano, alle 5.10 del mattino. Nove persone (fra i 17 e i 19 anni) viaggiavano su una ciclabile, ammassate su un'unica vettura omologata per cinque, di ritorno da un locale, quando il conducente 19enne ha perso il controllo del mezzo, precipitato nel canale Villoresi. Tre i ragazzi morti, rimasti intrappolati nell'abitacolo sommerso, mentre gli altri sei occupanti (guidatore incluso) sono stati tratti in salvo, riportando ferite. Secondo i primi test, il tasso dell'automobilista era di 1,6 grammi di alcol per litro di sangue. Per i neopatentati come il giovane, vige il divieto di mettersi al volante dopo aver bevuto anche un goccio di alcol (tolleranza zero), mentre il limite è di 0,5 grammi per i conducenti esperti, ossia con oltre tre anni di patente. Il ragazzo, ricoverato all'ospedale Niguarda e posto agli arresti, è indagato per omicidio stradale. Alcolock e nuove regole: cosa cambia La più recente riforma del Codice della strada, attuata dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, ha introdotto l'obbligo di alcolock: dispositivo elettronico che impedisce l'avviamento del motore se rileva un tasso alcolemico superiore al limite consentito. La norma è operativa dal 24 febbraio 2026: chi è stato condannato per il reato di guida con un tasso superiore a 0,8 g/l, dopo aver scontato la pena può mettersi al volante solo se sul veicolo sarà installato (a proprie spese) quello strumento, e solo se il dispositivo rileverà l'assenza di alcol. Il divieto di guida con una presenza anche minima di alcol (tolleranza zero) vale per due anni tra 0,8 e 1,5 g/l, oppure per tre anni sopra 1,5 g/l. (qui la nostra prova per vedere se questi apparecchi funzionano davvero). Neopatentati: tolleranza zero e sanzioni Già oggi il Codice della strada punisce in modo severo la guida sotto l'influenza dell'alcol. In breve, esiste la tolleranza zero per i conducenti particolari: guidatore professionale, minore di 21 anni, neopatentato (cioè in possesso di patente da meno di tre anni). Multa di 164 euro (328 euro in caso di incidente) con perdita di cinque punti patente. Siccome il Codice stabilisce il raddoppio dei punti per i primi tre anni dal conseguimento della patente, i neopatentati ne perdono 10. Guidatori esperti: limiti e sanzioni per fascia In estrema sintesi (e qui in dettaglio), per i conducenti ordinari la legge individua tre soglie di tasso alcolemico: superiore a 0,5 g/l ma non a 0,8 g/l, superiore a 0,8 g/l ma non a 1,5 g/l, superiore a 1,5 g/l. Con multe proporzionate alla gravità dell'infrazione, che crescono in caso di incidente, comportando spesso la sospensione della patente e l'arresto. Controlli: complessi e delicati I controlli per l'alcol su strada prevedono un test di screening iniziale tramite precursore. L'automobilista soffia in un piccolo apparecchio. Se l'esito è negativo, si può ripartire; in caso di positività, c'è il secondo passaggio con l'etilometro, lo strumento omologato che misura con precisione la quantità di alcol nel sangue (espressa in g/l), con due prove a distanza di cinque minuti. Operazioni che richiedono tempo e massima precisione: un iter rigoroso necessario per garantire l'attendibilità della prova anche in sede giudiziaria. Incidenti da alcol: i dati sono incompleti Ma si conoscono le esatte dimensioni del fenomeno? No. Quello di Senago è il più recente di una serie di incidenti mortali legati all'alcol verificatisi nel 2026. L'Istat riceve informazioni parziali sui sinistri dovuti ad alcol o droga. Relativamente al 2024, su 57.500 episodi, in 4.717 casi almeno uno dei conducenti era in stato di ebbrezza, contro 1.737 sotto effetto di stupefacenti. L'8,2% degli incidenti è correlato all'alcol, il 3% alla droga. Vertice sulla sicurezza stradale, ma il nodo è la responsabilità individuale Salvini ha chiamato il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, per convocare un vertice sulla sicurezza stradale che si terrà nei prossimi giorni. D'accordo, ma il governo cosa può fare?Sarebbe auspicabile un maggior numero di controlli su strada contro la guida sotto l'effetto di alcol e droga, ma è impensabile che Polizie e Carabinieri possano essere presenti su qualsiasi percorso e a qualunque ora. Dopo campagne informative e di sensibilizzazione, insieme a diverse strette introdotte dai governi, omicidio stradale compreso, resta il nodo della responsabilità individuale, soprattutto tra i giovani.Spesso la percezione del rischio è bassa: prevalgono l'illusione dell'invincibilità e la sottovalutazione degli effetti delle sostanze. Nessuna norma, neppure la più severa, può sostituire la consapevolezza prima di mettersi al volante. Il cambiamento decisivo richiede un salto culturale, in particolare tra le nuove generazioni, capace di rimettere al centro il valore della vita. Oggi, nelle grandi città e in molte aree urbane, esistono soluzioni dopo una serata, dai servizi di noleggio con conducente prenotabili tramite app ai taxi. Rinunciare alla guida dopo aver bevuto può fare la differenza tra tornare a casa in sicurezza e trasformare una notte in una tragedia.
Categorie: 4 Ruote
Smart #2, la sorpresa è dentro: lerede della fortwo non ha i sedili
La nuova smart #2 ha un segreto che foto e video, finora, non hanno raccontato: appena apri la porta trovi una panca unica, larga e morbida. il primo impatto a cambiare la percezione dell'auto. L'esterno lo abbiamo già visto al Salone di Pechino; la notizia, adesso, è l'abitacolo. Per tre sarebbe stata la svolta, ma... Via i due sedili separati: ora c'è una seduta continua che unisce guidatore e passeggero, come un mini divano. Al centro, un vano nascosto che si apre tirando una nastrina, pratico per riporre chiavi e altri oggetti. Non mancano la ricarica wireless e un bracciolo integrato nello schienale, che si reclina solo quando serve. E no: la smart #2 non è una tre posti. La panca serve a ingannare l'occhio, a far sembrare la #2 più grande di quanto sia, non a ospitare un passeggero in più, per quanto l'idea abbia solleticato smart in più di un'occasione. Dentro sembra più grande La plancia, come si intravede dalle pochissime immagini diffuse da smart, segue la stessa logica: linee pulite, andamento a S, zero barriere visive. L'abitacolo si apre, respira, appare più arioso, anche se la lunghezza rimane invariata: poco sotto i 2,80 metri. la smart che torna a fare la smart: massimizzare lo spazio, non l'apparenza. Ricarica rapida e 300 km di autonomia Sotto pelle, la tecnica è solida: piattaforma ECA per elettriche compatte, sospensione posteriore multilink a cinque bracci, batteria da 35,7 kWh per circa 300 km, ricarica dal 10 all'80% in corrente continua in meno di 20 minuti e funzione vehicle-to-load. Smart #2: prezzi Sul prezzo filtrano le prime indicazioni. In smart ipotizzano (ma non è ancora ufficiale) circa 20.000 euro, fino a sfiorare i 25.000 per l'allestimento più ricco. Il bersaglio è dichiarato: Renault Twingo elettrica.Il debutto è atteso al Salone di Parigi, ma il messaggio è chiaro: dopo anni passati a inseguire le SUV, smart torna a fare ciò che sa fare meglio. Brabus e Cabrio E non finisce qui. La gamma si allargherà: sono in arrivo una Cabrio e una versione firmata Brabus. Una curiosità comune a tutte le varianti? Dietro, niente portellone unico da concept: la versione di serie avrà la classica ribaltina.
Categorie: 4 Ruote
Renault Megane E-Tech cambia così: linee riviste, nuova batteria LFP e ricarica più rapida
A quattro anni dal debutto, la Renault Megane E-Tech Electric si concede un importante aggiornamento di metà carriera. Il crossover a batteria della Casa francese evolve nel design, introduce una nuova batteria LFP più efficiente e amplia la dotazione tecnologica. Secondo Renault, oltre due terzi degli acquirenti della Megane E-Tech provengono dal mondo delle auto termiche: per questo il restyling punta a rendere ancora più semplice l'esperienza elettrica, senza rinunciare a contenuti di alto livello. Frontale rivisto e nuova firma luminosa Le modifiche apportate dal restyling si concentrano soprattutto nella parte anteriore. Il frontale è stato aggiornato e, ad eccezione dei fari principali, tutti gli elementi sono nuovi. Spariscono le luci diurne a forma di S e al loro posto arrivano elementi luminosi con motivo a losanga disposti ai lati del paraurti.Nuova anche la calandra chiusa, rifinita in nero lucido e caratterizzata da un motivo tridimensionale che integra il logo Renault, ora collocato sotto il cofano. Una soluzione che abbassa visivamente la vettura, nonostante sia cresciuta in altezza di circa 2 cm per fare spazio alla batteria.Al posteriore restano i gruppi ottici a tutta larghezza, ma con una nuova struttura tridimensionale priva della tradizionale lente esterna. Rivisto anche il paraurti. Arriva la batteria LFP da 67 kWh La novità principale si trova sotto la carrozzeria. La Megane E-Tech Electric adotta una batteria da 67 kWh utilizzabili con chimica LFP (litio-ferro-fosfato), abbinata al motore elettrico da 220 CV e 300 Nm, privo di terre rare.Il nuovo accumulatore sfrutta l'architettura cell-to-pack, che secondo Renault consente di migliorare la densità energetica. L'autonomia dichiarata è di circa 500 km nel ciclo WLTP.Crescono anche le prestazioni di ricarica: la potenza massima in corrente continua sale a 165 kW, permettendo di passare dal 15 all'80% in circa 24 minuti. In alternata la ricarica è da 11 kW di serie, mentre il caricatore bidirezionale da 22 kW è optional. Infotainment: ora c'è anche Gemini L'abitacolo mantiene l'impostazione OpenR con doppio schermo digitale composto da una strumentazione da 12,3 pollici e da un display centrale da 12 pollici. Il sistema OpenR Link continua a basarsi sull'ecosistema Google, ma introduce Google Gemini, l'assistente AI che promette di interagire con i sistemi di bordo tramite linguaggio naturale.Altra novità è la Smart Mode, che, imparando dalle abitudini del conducente, imposta automaticamente la modalità di guida più adatta tra Eco, Confort o Sport. Sono stati inoltre ampliati i servizi connessi: la vettura dispone di tre anni di connettività inclusa e può accedere a oltre cento applicazioni scaricabili tramite store.Debutta anche la nuova applicazione My RNLT, che permette di inviare itinerari dal telefono all'auto, monitorare lo stato di carica, individuare i punti di ricarica e gestire le funzioni vehicle-to-load. Due allestimenti e un powertrain La gamma viene razionalizzata. Le versioni disponibili sono due: Techno ed Esprit Alpine.La Techno rappresenta il livello d'ingresso, ma offre già una dotazione completa, con sistema OpenR Link, pianificatore dei percorsi elettrici, pompa di calore e preriscaldamento della batteria.Al vertice si colloca la Esprit Alpine, con cerchi specifici da 20", dettagli dedicati, sedili elettrici con funzione massaggio, tappezzeria blu e impianto audio Harman Kardon.Per entrambe è prevista una sola combinazione: batteria da 67 kWh e motore da 220 CV. Renault Megane E-Tech: prezzi Renault non ha ancora comunicato i prezzi né l'apertura degli ordini: maggiori dettagli saranno diffusi in vista del lancio commerciale nei prossimi mesi.
Categorie: 4 Ruote
Ignition, la passione dei club conquista la pista di Vairano
Il Talk dell'ANAI, l'Associazione Nazionale degli Autieri d'Italia, ha raccontato ai partecipanti dell'evento Ignition per i 70 anni di Quattroruote come nel secondo dopoguerra i militari impegnati nella logistica hanno creato i primi gruppi di appassionati di auto. Oggi da questa prima scintilla si è sviluppato un intero universo fatto di club, associazioni e gruppi virtuali. I club a Ignition Quattroruote Proprio a questo grande mondo di appassionati Quattroruote ha rivolto un invito speciale: a Vairano sono arrivate centinaia di auto da tutta Italia in rappresentazione di epoche e marche molto diverse tra di loro: indipendentemente dal valore economico i "Quattroruote lover" hanno dimostrato quanto sia forte il legame con le loro auto da collezione, che per l'occasione hanno calcato un luogo "sacro" come la pista di Quattroruote di Vairano. La lista dei club presenti Lunghissima la lista dei club presenti: i Registri italiani Porsche 356 e 911, il Fiat 500 Club Italia, La Scuderia Sant Abroeus, il Club Italia, la Scuderia del Portello, il Cmae, il Registro Italiano Mazda MX-5, il Japanese Car Meeting, il Registro Mini Italia, il BMW Youngtimer Club Italia, il Milano Historic Car Club, il club BMW Z3mendi e il gruppo degli appassionati di Piazza Affari di Milano.Ognuno di loro ha riunito le auto più importanti per creare una esposizione statica e dinamica di valore assoluto: passeggiando tra le aree della struttura di Vairano è stato possibile ripercorrere la storia dell'auto dai primi del 900 fino ai giorni nostri, con un elemento aggiuntivo che non ha prezzo: il proprietario innamorato della sua auto pronto a raccontare storie, ricordi e curiosità.
Categorie: 4 Ruote
Dalla Miura alla 500, a Vairano i club riuniscono un secolo di grandi classiche
All'evento Ignition per i 70 anni di Quattroruote, i club hanno contribuito a creare una vera e propria esposizione dinamica della storia dell'automobile. Il mondo delle classiche è stato rappresentato da numerose vetture di tutte le marche, con esemplari che spaziano dai primi del '900 fino agli anni '70. Tra i modelli più anziani presenti sull'Aia di Vairano spicca una Lacoste & Battmann del 1902, Casa francese attiva fino al 1913, affiancata da molte protagoniste del dopoguerra. Accanto alle classiche Alfa Romeo Giulietta Sprint, Spider, Giulia GT e GTA, Duetto e Montreal, insieme alle Lancia Aurelia B20, B24 e Flavia, i collezionisti hanno portato anche icone come Porsche 356, 911 e 928, oltre alla Citroën DS. Per quanto riguarda le italiane, oltre a una rara Dino 2400 Spider, a una 130 Coupé e a una Fiat 2300 familiare con al traino una 124 Spider, il Fiat 500 Club Italia ha esposto numerosissimi esemplari dell'utilitaria in diverse versioni e colorazioni, incluse le rare elaborazioni Abarth e Giannini. Analoga partecipazione per il Club 127, con le difficili da trovare Sport e Top. Non potevano mancare il Tridente Maserati, rappresentato da una Indy e una Quattroporte terza serie, così come una preziosa Lamborghini Miura SV.
Categorie: 4 Ruote
Dalle supercar anni 80 alle icone moderne: le auto protagoniste a Vairano
Accanto alle classiche, l'evento Ignition per i 70 anni di Quattroruote ha visto una partecipazione massiccia delle Youngtimer portate a Vairano dai club degli appassionati. Dalle protagoniste degli anni Ottanta alle supercar di oggi, il pubblico ha potuto ammirare alcune delle più importanti e rare auto che hanno fatto la storia dell'automobile anche sulle pagine di Quattroruote. Ferrari, Alfa Romeo e Maserati In rappresentanza dell'Italia sono state esposte le Alfa Romeo 75 e 164 oltre alla Giulia Quadrifoglio, le Fiat Panda e 500 delle generazioni più recenti e le Ferrari 355, 456, 550 Maranello, 575 e 612 Scaglietti. Presente anche la Maserati MC20 nella rrarissima versione realizzata appositamente dal Club Italia, affiancata da alcune 4200 GT e Spider, dalle Biturbo due porte e spider Zagato e dalla rara Granturismo MC Stradale del 2010. Esemplari rari Alcune chicche hanno stupito il pubblico e messo alla prova le conoscenze degli appassionati: parliamo della Gumpert Apollo, della Zagato FZ93, della TVR Cerbera 4.5 litri e della Amphicar. La anfibia non è una vettura qualunque, ma uno dei due esemplari apparso su Quattroruote e Ruoteclassiche che ha replicato nel 2025 la traversata da Piombino all'Isola d'Elba effettuata nel 1965. La compagine tedesca La Germania la fa da padrona con Porsche e BMW: la Casa di Stoccarda è ben rappresentata dalle 911 delle generazioni 964, 993, 996 e 997, mentre per la Casa di Monaco i club di marca hanno riempito la pista con le Z3 e con una selezione di modelli M che spazia dalla M3 E30 2.3 litri fino alla Z4M e alle M3 delle ultime generazioni, incluse le rarissime varianti GTS e CSL. Le protagoniste del Giappone Impossibile non stupirsi anche per le numerosissime Mazda MX-5, presenti in tutte e quattro le generazioni e in tutte le varianti commercializzate in Europa, incluse alcune serie limitate ed esemplari personalizzati, come buona norma nel mondo della spider più venduta della storia. In rappresentanza del Giappone non sono mancate infine le Honda Civic e S2000 e le Toyota Celica e Supra degli specialisti del Japan Cars Meeting.
Categorie: 4 Ruote
Alfa Romeo GTAm 1970, la leggenda delle piste che dominava lEuropa
All'evento Ignition per i 70 anni di Quattroruote la Scuderia del Portello ha esposto, nell'Aia di Vairano, l'Alfa Romeo GTAm del 1970. Si tratta di un esemplare ufficiale con una importante storia agonistica, capace di raccontare il vero spirito del motorsport anni 70. 210 CV per meno di 1.000 kg Basata sulla Giulia 1750 GT, la GTAm è stata sviluppata da Autodelta sfruttando ogni opportunità concessa dal regolamento dell'epoca. Dopo l'esperienza vincente della GTA con il motore a doppia accensione, Alfa Romeo ha omologato per le corse la variante destinata al mercato americano della GT con iniezione Spica, abbandonando così i carburatori.Gli alleggerimenti estremi, i vistosi parafanghi allargati e le soluzioni tecniche studiate nei minimi dettagli hanno permesso di proseguire la striscia vincente in tutta Europa. Con circa 210 CV su meno di 1.000 kg, offriva prestazioni elevatissime per l'epoca ed è stata costruita in circa 40 esemplari. Restaurata nel 2018 L'esemplare esposto a Vairano è una GTAm ufficiale Autodelta, utilizzata tra il 1970 e il 1973 sulle principali piste europee da piloti come De Adamich, Hezemans, Facetti, Zeccoli e Van Lennep.Questo telaio fu coinvolto anche nel tragico incidente di Spa-Francorchamps del 1973 in cui perse la vita Larini ed è entrato a far parte della collezione della Scuderia del Portello nella seconda metà degli anni 90. Il restauro è stato completato nel 2018 dal reparto Heritage di Stellantis, in collaborazione con Officine Classiche Alfa Romeo.
Categorie: 4 Ruote