Volkswagen - Golf GTI Edition 50, la più veloce e divertente di sempre
Finalmente il cerchio si chiude: dopo il viaggio della scorsa estate in Germania, quando Quattroruote ha seguito in esclusiva tutte le fasi dello sviluppo, ora ho finalmente tra le mani una Golf GTI Edition 50 e una pista ricca di saliscendi per metterne alla prova, in prima persona, le potenzialità. Come si intuisce dal nome, questa è la versione che celebra i cinquant'anni di quella che viene considerata, a ragion veduta, la mamma di tutte le hot hatch. Ed è anche la GTI più potente e veloce di sempre: 270 km/h di velocità massima, 0-100 in 5,3 secondi e un tempo al Nürburgring di 7'46. Il listino riflette valori e ambizioni. L'auto è già ordinabile, con circa 200 unità previste per l'Italia, a 54.700 euro, cioè 8.350 in più della GTI da 265 CV e 8.000 in meno della R a trazione integrale. A questo prezzo andrebbero però aggiunti i 4.320 euro del Performance Pack, un optional che consiglio di non considerare tale: rappresenta infatti il cuore pulsante della Edition 50, ciò che davvero le permette di esprimere tutto il suo potenziale dinamico. Il pacchetto dei desideriIl 2.0 TSI rimane, ma viene portato a 325 CV e 420 Nm. Con il pacchetto, arrivano i cerchi forgiati Warmenau da 19 pollici che calzano pneumatici Bridgestone Potenza Race semislick sviluppati appositamente, con il gruppo ruota che cala di 13 kg; lo scarico Akrapovi in titanio, che ne toglie altri 11; e il cosiddetto assetto sportivo Clubsport Performance. Quest'ultimo comprende molle più rigide e ribassate di 5 mm (per un totale di 20 mm rispetto a una Golf standard), attacchi delle sospensioni più solidi, boccole del McPherson irrigidite, un camber anteriore che passa da 1,33 a 2, un attacco a doppio snodo per uno dei bracci del multilink posteriore e una calibrazione elettronica dedicata per sterzo, ammortizzatori DCC e centralina che governa la dinamica. Così configurata e vestita del nuovo colore esclusivo Dark Moss Green, la GTI Edition 50 mi aspetta sulla corsia box del circuito di Castellolí già impostata in modalità Special, una declinazione della Sport pensata per i track day (soprattutto sul Nürburgring), con ammortizzatori elettronici leggermente più morbidi per seguire meglio cordoli e imperfezioni. ESP disattivato, si parte. La spinta del 2.0 turbocompresso EA888 Evo 4 è notevolissima. Non tanto per una sensazione di violenta accelerazione longitudinale, quanto per la rapidità con cui scorrono i numeri sul tachimetro digitale: questa Golf macina velocità in modo impressionante, con la tipica erogazione fluida e lineare che la caratterizza. Ma è in curva che voglio capire quanto davvero sia cambiata.Il lavoro sullo sterzo è notevole: è preciso, progressivo, restituisce una grande sensazione di controllo e permette di leggere perfettamente l'inserimento dell'avantreno. Il muso non affonda in staccata, così si può portare molta più velocità in ingresso curva, con le ruote anteriori che raggiungono il punto di corda in modo rapido e pulito. Bisogna comunque dosare l'angolo di sterzo: se si esagera, il sottosterzo arriva, com'è fisiologico su un'anteriore, ma in accelerazione questo comportamento è tenuto ottimamente a bada e permette di riaprire il gas già a centro curva. Sul veloce è una cassaforteLa situazione in cui mi ha convinto più di tutte è nelle pieghe veloci in appoggio. Qui la combinazione tra le Potenza Race e un retrotreno praticamente incollato all'asfalto conferisce un livello di confidenza davvero encomiabile. Se proprio dovessi trovare un dettaglio, avrei gradito un pizzico di sensibilità in più dal posteriore ai trasferimenti di carico nelle sezioni più lente, per favorire un po' di rotazione. Ma stiamo parlando di sfumature. Anche la consistenza della prestazione è un punto a favore: dopo vari giri tirati, né i freni né gli pneumatici hanno mostrato cedimenti. Ottimo il cambio a doppia frizione, rapido in salita e scalata, utilizzabile anche in modalità manuale pura (arrivare al limitatore non è mai davvero redditizio, ma si può fare).Nel complesso, l'aspetto più convincente di questa Edition 50 è il suo equilibrio globale. L'auto ha ampliato le sue capacità dinamiche senza voler diventare un'arma da track day estrema, mantenendo però quella usabilità quotidiana che da sempre è il punto di forza delle Golf GTI. Gli ammortizzatori a controllo elettronico sono fondamentali: in Sport, su strada, risulta troppo rigida; basta però passare a modalità più morbide per ritrovare la versatilità che ha reso iconica questa Volkswagen.
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Stellantis - Motori FireFly Euro 7 a Termoli e nuova Maserati Grecale a Cassino. Ecco i piani fabbrica per fabbrica
L'Italia resta centrale nelle strategie di Stellantis. Lo ha ribadito Emanuele Cappellano, responsabile Europa del gruppo, durante il Tavolo Automotive convocato dal ministro delle Imprese Adolfo Urso per confrontarsi con imprese, Regioni, associazioni e sindacati.In particolare, a Termoli la società investirà per mantenere attivi i motori GSE (Global Small Engine) FireFly anche oltre il 2030, aggiornati alla normativa Euro 7. Il sistema mild hybrid a 48 volt è la chiave tecnologica per prolungare la vita del termico, dopo l'addio al reparto Fire.A Cassino, invece, è in arrivo la nuova Maserati Grecale. Di seguito tutti i progetti, stabilimento per stabilimento. Il piano prodotti e le fabbricheMelfiIl piano prevede una trasformazione profonda basata sulla piattaforma STLA Medium, con l'obiettivo di saturare la capacità produttiva grazie a un mix di modelli premium e di volume.Nel 2025 arriveranno DS N8 e Jeep Compass, con riattivazione del secondo turno.Nel 2026 debutteranno un nuovo modello DS e la Lancia Gamma (elettrica e ibrida). Entro il 2028 è previsto un ulteriore nuovo modello.MirafioriLa produzione della Fiat 500 ibrida è prevista in forte crescita (+28% nel 2025). Entro il 2030 arriverà la nuova generazione della 500.La produzione aumenterà già nel 2026, ha confermato Cappellano.AtessaRipristino parziale del terzo turno, con oltre 200 veicoli al giorno, lavorando sulla nuova generazione di LCV di grandi dimensioni.CassinoStellantis gestisce la transizione dopo il cambio strategico sul full electric: in arrivo la nuova Maserati Grecale, insieme alle serie speciali già lanciate di Giulia e Stelvio.ModenaRientra la produzione di Maserati GranCabrio e GranTurismo, insieme al lancio della Bottega Fuoriserie. Il futuro del brand sarà definito nel nuovo Piano strategico che il CEO Antonio Filosa presenterà a giugno 2026.TermoliConfermata la produzione dei nuovi cambi eDCT e degli aggiornati motori GSE Euro 7. Cappellano ha precisato: ACC è ancora impegnata nella definizione della sua strategia sulle Gigafactory, ma noi abbiamo deciso di investire comunque sul futuro dei motori GSE (i FireFly, ndr), per garantirne l'impiego anche dopo il 2030. I motori, destinati alla gamma "attuale e futura", saranno "adattati ai requisiti delle normative Euro 7: ciò consentirà la continuità operatriva dello stabilimento, associata a produzioni chiave per il futuro dell'azienda che registrano tipicamente volumi importanti". 10 modelli nel 2026Il focus Stellantis è sulle motorizzazioni ibride come vantaggio competitivo, con 15 nuovi o aggiornati modelli nel 2025 e altri 10 nel 2026. La strategia: offrire tutte le soluzioni tecnologiche tra elettrico, ibrido, endotermico moderno.I risultati nel mondoCappellano ha evidenziato segnali positivi a livello globale:Nord America: nel terzo trimestre 2025 crescono le consegne, grazie a nuove politiche commerciali e più attenzione alla rete.Sud America: oltre 1 milione di veicoli venduti, con Stellantis primo produttore dell'area.Europa: nonostante la flessione di quota, crescono i volumi dei nuovi modelli chiave. Il gruppo è leader nel segmento hybrid, secondo nei BSUV (+3 punti percentuali) e secondo nei CSUV ibridi.Un momento complessoA dicembre 2024, col Piano di impegni del Tavolo Stellantis, abbiamo voluto dare un segnale forte all'Italia, che rappresenta la nostra storia, ha ricordato Cappellano. Il momento non è facile, per nessuno nell'ecosistema automotive. Il Tavolo Automotive è un'opportunità per unire le forze e difendere un'industria fondamentale.Libertà di sceltaStiamo iniziando a vedere i primi risultati delle politiche attuate insieme ad Antonio Filosa e al nuovo management. Offrire ai clienti libertà di scelta sulle motorizzazioni è una strategia vincente. 2026: meno cassa integrazione e nuove assunzioniGrazie alla rinnovata politica di allocazione produttiva e ai piani di uscita incentivati, dal 2026 la cassa integrazione verrà ridotta in vari stabilimenti. Nel 2025 sono stati assunti quasi 500 nuovi colleghi, di cui 150 ingegneri. Anche nel 2026 l'obiettivo è altri 500 inserimenti, oltre 400 dei quali a Mirafiori, in vista del secondo turno della Nuova Fiat 500 ibrida.Costo dell'energia: il nodo irrisoltoPer garantire solidità industriale serve un contesto competitivo. Il costo dell'energia, insieme al costo del lavoro, penalizza l'Italia e scoraggia nuovi investimenti, ha sottolineato Cappellano.Brevetti e indottoNel 2025 Stellantis ha investito circa 1 miliardo di euro in Italia in ricerca e innovazione, pari a oltre la metà degli investimenti globali. Sono state depositate quasi 400 domande di brevetto, confermando la leadership nell'innovazione. Con la filiera sono state avviate nuove iniziative congiunte: oltre 7 miliardi di euro di acquisti da fornitori italiani nel 2025, impegno confermato anche per il 2026.Regole europee da rivedereLe attuali norme UE hanno danneggiato il settore e reso le auto meno accessibili. Servono norme pragmatiche e sostenibili. Il nuovo pacchetto della Commissione è un primo passo, ma mancano misure urgenti per evitare una crisi irreversibile.Serve più flessibilità, soprattutto sui commercialiIl pacchetto europeo non offre respiro ai veicoli commerciali. Priorità: rafforzare il fixing 5+5 anni, rivedere i target e introdurre più flessibilità. Anche per le auto: rafforzare il fixing (5 anni) e lavorare sul rinnovo del parco. Sui requisiti Made in Europe, Cappellano precisa: Possono essere utili, se basati su un meccanismo incentivante e graduale.I prossimi mesi saranno decisiviI prossimi mesi saranno cruciali per migliorare il pacchetto di misure della Commissione. Servono regole che assicurino un futuro al settore ed evitino una crisi irreversibile.
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Brunico - Idrogeno e ricarica ultra-fast: aperta la prima stazione di rifornimento integrata
IIT Hydrogen ha inaugurato la prima stazione di rifornimento green in Italia. La società è partecipata da Alperia e Autostrada del Brennero e l'impianto è stato posizionato all'uscita Brunico Est, affiancando quello aperto nel 2014 esclusivamente per l'idrogeno a Bolzano. La nuova struttura è stata realizzata con un investimento di 12,6 milioni di euro, finanziati in parte dal PNRR. Colonnine per idrogeno ed elettroniL'innovazione è relativa alla tipologia di impianto: la stazione, infatti, combina idrogeno ed energia elettrica e può quindi rifornire sia veicoli Fuel Cell che elettrici a batteria. Sono state installate due colonnine ultra-fast da 400 kW, un distributore di idrogeno a 700 bar per autoveicoli e due distributori di idrogeno a 350 bar per i mezzi pesanti. Capacità produttiva e logisticaLa stazione può fornire fino a 800 kg di idrogeno al giorno: quest'ultimo viene prodotto nell'impianto di Bolzano e trasportato su gomma, ma in futuro sarà possibile aumentare la produzione e ottimizzare ulteriormente i processi distributivi per favorire la mobilità sostenibile lungo l'asse del Brennero.
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Giappone - Le Toyota elettriche guidano da sole sulla linea di montaggio
Il Gruppo Toyota è pronto a introdurre un nuovo standard di assemblaggio delle vetture elettriche. La Casa giapponese ha abbracciato il concetto del Gigacasting, realizzando la piattaforma in tre elementi principali, ma ha aggiunto un elemento altamente innovativo: la guida autonoma sulla linea di montaggio. La tecnologia è stata annunciata nel 2023 ed è ora pronta per l'industria: la prima fabbrica a utilizzare il nuovo metodo sarà operativa in Giappone già nei prossimi mesi, seguita a breve distanza da quella di Shanghai in Cina. Le sezioni anteriori e posteriori guidano da sole in fabbricaI veicoli sono composti da tre elementi principali: la sezione frontale, quella posteriore e quella centrale con la batteria strutturale. Toyota è riuscita a trasformare le sezioni anteriori e posteriori in veri e propri veicoli autonomi: già prima di essere unite, queste sezioni sono in grado di muoversi all'interno della fabbrica. Questa innovazione permette di ridurre drasticamente la presenza di sistemi di trasporto per muovere i componenti lungo la linea di produzione, abbassando i costi; la Toyota ha stimato inoltre una riduzione del 50% dei tempi di produzione. La Concept Lexus costruita con il GigacastingLa Concept Lexus LF-ZC presentata nel 2025 è stata la prima a essere costruita con la nuova tecnologia: non è escluso, quindi, che sia proprio questo il modello destinato a debuttare in forma definitiva grazie a questa soluzione innovativa di produzione automotive.
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Anteprima - Xpeng 2026: tutte le novità in arrivo, dalle berline P7 alla monovolume X9
I primi modelli della Xpeng hanno raggiunto le concessionarie alla fine di dicembre: si tratta delle Suv elettriche G6 e G9, a cui nell'arco dei prossimi mesi si aggiungeranno altri modelli della Casa cinese, che punta molto su tecnologia, integrazione con l'intelligenza artificiale e un elevato rapporto qualità/prezzo. Per rafforzare le sue strategie di espansione in Europa, oltre a produrre i suoi veicoli nello stabilimento austriaco di Magna a Graz, la XPeng aprirà nei prossimi mesi un centro di ricerca e sviluppo a Monaco, per occuparsi principalmente all'adattamento della gamma per il mercato europeo.Per quanto riguarda i modelli veri e propri, la prima novità arriverà in primavera, ed è la grande berlina elettrica P7+, a cui nel corso dell'anno si affiancheranno anche la Next P7, dalla vocazione ancor più sportiva, la monovolume elettrica X9 (ma non sono esclusi powertrain Extended Range) e la Suv M03, versione a ruote alte di una berlina già in vendita in Cina. Xpeng P7+Linee filanti e dimensioni abbondanti: la P7+ è lunga 5,07 metri, larga 1,94, alta 1,51 e ha un Cx di 0,21. Nonostante le linee da coupé, questa berlina ha un portellone che si apre su un bagagliaio da 573 / 1.931 litri. Il "+" nel nome indica un'evoluzione del modello precedente (non venduto in Italia) che integra la AI per migliorare l'esperienza di guida, analizzando abitudini e preferenze di chi sta al volante per creare un ambiente più personalizzato, dalle luci ambientali alle impostazioni dell'elettronica di bordo. Lussuoso l'abitacolo, con sedili ben imbottiti, ventilati, riscaldati e con funzione di massaggio, schermo da 15,6 pollici sulla plancia, impianto audio con 20 altoparlanti, tetto in cristallo di serie e Adas evoluti di Livello 2 avanzato. Tre le varianti di powertrain previste: Standard e Long Range a trazione posteriore, con potenze di 180 kW (245 CV), e Performance a trazione integrale da 370 kW (503 CV), capace di uno 0-100 in 5,1 secondi. Le batterie sono al litio-ferro-fosfato, con capacità di 61,7 e 74,9 kWh, per autonomie che vanno da 455 a 530 chilometri. L'architettura a 800 Volt permette potenze di ricarica fino a 470 kW, per passare dal 10 all'80% in 12 minuti. Quando arriva: primavera 2026Motorizzazione: elettrica e termicaQuanto costerà: da circa 45.000 euro Xpeng Next P7Presentata al Salone di Monaco dello scorso anno, questa berlina elettrica è lunga 5,01 metri e ha un passo di tre metri esatti: con la P7+ condivide il Cx di 0,21, ma le linee sono più futuristiche, in particolare nel disegno dei gruppi ottici. All'interno i rivestimenti sono in arancione e grigio, con elementi in fibra di carbonio su plancia e nel tunnel centrale, sedili sportivi in Dinamica e battitacco nero lucido. Il powertrain della Next P7 è composto da due motori, uno per asse, e scarica sulle quattro ruote motrici 594 CV, per un'accelerazione da ferma a 100 km/h in 3,7 secondi, con una velocità massima di 230km/h. La batteria da 92,2 kWh dovrebbe assicurare un'autonomia (nel ciclo Cltc) di 820 km.Quando arriva: 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: prezzi non dichiarati Xpeng X9La gamma europea della Xpeng dovrebbe ampliarsi nel corso dell'anno con questa monovolume elettrica a sette posti, un segmento nel quale non mancano proposte da parte di diversi costruttori. Lo stile è personale, quasi futuristico, specialmente nel frontale, con il parabrezza allineato al corto cofano, e nel taglio della coda. La X9 è lunga 5,29 metri, e il passo da 3,19 metri offre spazio in abbondanza per i passeggeri, grazie anche al pavimento completamente piatto. Nella configurazione a sei posti i sedili singoli della seconda fila si reclinano completamente. Per sopperire ai problemi derivanti dalle dimensioni extralarge, specialmente in città, la Casa ha previsto l'asse posteriore sterzante su tutta la gamma, abbinato alle sospensioni pneumatiche. Sul mercato cinese sono disponibili le versioni Pro e Max: la prima offre autonomie di 610 e 702 km (nel ciclo cinese Cltc), mentre la seconda prevede anche un powertrain dual motor ad alte prestazioni, capace di toccare i 200 km/h di velocità massima e di passare da ferma a 100 km/h in 5,7 secondi. In Cina c'è anche una versione Range Extender con batterie più piccole e un motore termico che si occupa di ricaricarle: visto l'interesse per questo genere di motorizzazioni anche da noi, non è escluso che possa arrivare anche in Europa, magari il prossimo anno. Quando arriva: 2026Motorizzazione: elettrica, ErevQuanto costerà: circa 62.000 euro Xpeng Mona 03 SuvIn Europa potrebbe chiamarsi solo M03, ed è la versione a ruote alte di una berlina presentata in Cina nei mesi scorsi. Le dimensioni dovrebbero avvicinarla alla Model Y (circa 4,7 metri di lunghezza), con un bagagliaio molto capiente e processori Qualcomm Snapdragon per l'infotainment di bordo. I powertrain, solo elettrici, hanno potenze fino a 160 kW (218 CV) e autonomie fino a 620 km (nel più generoso ciclo di omologazione cinese).Quando arriva: inverno 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: prezzi non dichiarati
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Anteprima - Porsche 2026, tutte le novità in arrivo: sarà l'anno delle Boxster e Cayman elettriche
Il 2026 della Porsche sarà un anno importante in un quadro tutt'altro che stabile, con lo spettro dei tagli la decisione di rivedere i piani sul futuro elettrico. Su questo fronte, la novità più attesa è il debutto delle eredi elettriche di Boxster e Cayman, che nella gamma di Zuffenhausen dovrebbero affiancare le versioni termiche.In queste settimane sono iniziate le consegne della 911 Turbo S, la più potente nella gamma della sportiva tedesca, grazie al nuovo powertrain ibrido da 711 CV. In primavera invece sarà la volta della Cayenne elettrica, la grande Suv della Porsche che affiancherà il modello termico attualmente a listino. Porsche 718Le eredi elettriche di Boxster e Cayman sono finalmente in rampa di lancio. Dovremmo vederle nella loro versione definitiva verso la fine dell'anno (ma la commercializzazione inizierà solo nel 2027). La nuova serie delle sportive di Stoccarda declinerà l'elettrico in chiave emozionale. Grande attenzione è stata riposta nel feeling in frenata: le 718 avranno la funzione rigenerativa, ma la parte principale della decelerazione sarà gestita dal pedale del freno. La Porsche ha sviluppato una piattaforma specifica per la nuova generazione di Boxster e Cayman: qui la batteria sarà montata alle spalle dei sedili, per garantire un comportamento dinamico simile a quello di un modello con motore termico centrale. E soprattutto una posizione di guida adeguatamente vicina all'asfalto. Le indiscrezioni parlano di un peso da 1.600-1.700 kg circa, un valore notevole per un'elettrica. Tanto più se si considera che la batteria potrebbe conservare una capacità simile alla concept Mission E (80 kWh), per un'autonomia di oltre 400 km. Potenze da quasi 400 CV in su, varianti single e dual motor, impianto a 800 volt. La Porsche avrebbe preso in considerazione anche l'idea di salvare il sei cilindri boxer sulle versioni al top di gamma (GT4 e Spyder, con le relative RS). In una versione turbo e ibrida, però, derivata dal T-Hybrid introdotto sulla 992.2 GTS. Un powertrain perfetto anche per via dei suoi ingombri ridotti.Quando arriva: presentazione a fine 2026Motorizzazione: elettrica e termicaQuanto costerà: da 80.000 Porsche CayenneLa nuova generazione della grande Suv tedesca abbraccia l'elettrico in due versioni, entrambe bimotore: la Electric da 442 CV e 835 Nm e la Turbo Electric da 1.156 CV e 1.500 Nm. Per tutte la batteria ha una capacità di 113 kWh, per un'autonomia dichiarata di oltre 600 chilometri (nel ciclo di omologazione Wltp). In parallelo, la Porsche prolungherà la carriera della Cayenne termica con aggiornamenti estetici e ai powertrain. La Suv tedesca, lunga 4,98 metri e con un passo di 3,02 metri, ha linee filanti e un'aerodinamica curata: il Cx è di 0,25. Nell'abitacolo arriva il Flow Display a Oled centrale, oltre agli schermi per guidatore e passeggero e l'head-up display da 87". Non mancano però alcuni comandi fisici per le funzioni più comuni. Il bagagliaio mette a disposizione 781 litri. Quando arriva: primavera 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da 108.922 euro Porsche 911 Turbo SSettecentoundici: un numero destinato a rimanere impresso ai "porschisti", perché a tanto ammontano i cavalli della nuova 911 Turbo S, già in consegna, dopo il restyling (estetico e tecnico) che l'ha resa la 911 di serie più potente di sempre. Forte di ingredienti come l'ibrido e due turbocompressori elettrici, oltre al sei cilindri boxer della Casa con cilindrata di 3.6 litri. Quando arriva: gennaio 2026Motorizzazione: ibridaQuanto costerà: da 280.157 euro per la coupé, 294.667 per la cabrio
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Rétromobile - Dalla 33 Stradale verde alla MCXtrema one-off: Alfa Romeo e Maserati lanciano Bottega Fuoriserie
Nella cornice dell'evento che affianca Rétromobile al Paris Expo, il Gruppo Stellantis è presente con Bottega Fuoriserie, che per la prima volta unisce i marchi Alfa Romeo e Maserati in un unico progetto dedicato all'esclusività. Quattro esemplari unici per il programmaLa volontà è quella di offrire ai clienti più esigenti un livello assolutamente unico di personalizzazione, capace di assecondare ogni desiderio senza dimenticare il rispetto per l'heritage dei marchi e la qualità artigianale delle lavorazioni. Per mostrare le potenzialità del programma sono state esposte quattro vetture uniche: una Alfa Romeo 33 Stradale con una speciale tinta verde, l'Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Luna Rossa, una Maserati MCXtrema con livrea ispirata alla MC12 e una Maserati GT2 Stradale personalizzata. 33 Stradale, Giulia, MCXtrema e GT2La Giulia Quadrifoglio Luna Rossa sarà costruita in soli 10 esemplari, mentre la 33 Stradale è uno dei 33 esemplari previsti della biposto italiana, commissionata in una speciale tinta verde ispirata alla Bertone Carabo. La MCXtrema, uno dei 62 esemplari prodotti, è invece una one-off voluta dal collezionista Jacques Sicotte con la livrea Corse e il numero 77, che richiamano la Maserati MC12 presente nella sua collezione.
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The I.C.E. St. Moritz 2026 - Lo spettacolo delle auto storiche sul lago ghiacciato
Inaugura oggi l'edizione 2026 di The I.C.E. St. Moritz, appuntamento ormai imprescindibile nel calendario internazionale dei concorsi d'eleganza automobilistica. Sulla superficie ghiacciata del lago di St. Moritz tornano a scaldarsi i motori di oltre cinquanta automobili storiche, protagoniste di uno degli eventi più esclusivi non solo dell'Engadina, ma dell'intero panorama automotive. Una kermesse capace di unire cultura automobilistica, spettacolo e paesaggio in un contesto davvero unico al mondo.Il parterre è, come da tradizione, di altissimo livello: vetture da strada e da corsa che hanno segnato epoche diverse, suddivise in cinque categorie tematiche. Auto rarissime, spesso legate a grandi vittorie sportive, a soluzioni tecniche pionieristiche o a livree entrate nell'immaginario collettivo, difficilmente visibili tutte insieme e soprattutto in movimento su un lago ghiacciato. Il parterre è, come da tradizione, di altissimo livello: vetture da strada e da corsa che hanno segnato epoche diverse, suddivise in cinque categorie tematiche. Auto rarissime, spesso legate a grandi vittorie sportive, a soluzioni tecniche pionieristiche o a livree entrate nell'immaginario collettivo, che difficilmente è possibile vedere riunite e soprattutto in movimento su un lago ghiacciato. Legendary LiveriesQuesta categoria celebra il valore iconografico del motorsport, dalle endurance anni Sessanta al Gruppo B, fino alle GT degli anni Novanta. Una rassegna di livree leggendarie:Alpine Renault A 220 Longtail (1968)Porsche 917 (1970)Porsche RSR (1974)Lancia Stratos (1976)Alfa Romeo 179 B (1979)Lancia Delta S4 (1986)Porsche 959 Dakar (1986)Audi Sport quattro S1 E2 (1986)Citroën ZX Rallye Raid (1990)McLaren F1 GTR Lark (1996)Nissan R390 GT1 (1998) Open WheelsIl filo conduttore è la meccanica a vista, con vetture che raccontano l'evoluzione delle competizioni dalle origini fino alla Formula 1 a motore posteriore:Bugatti T13 (1924)Bugatti T35 (1926)Bugatti T37A (1928)Bentley 4,5 ltr Open Tourer (1928)Alfa Romeo 8C 2300 (1932)Delahaye 135 S (1936)Maserati 4CLT (1949)Lotus 18 (1961) Birth of the HypercarUna sezione che mette a fuoco la nascita del concetto moderno di hypercar, tra ricerca estrema delle prestazioni, materiali compositi e innovazione radicale:Jaguar XJ220 (1993)Bugatti EB110 (1994)Ferrari F50 (1995)McLaren F1 (1996)Koenigsegg CC Prototype (1996)Porsche GT1 (1999)Pagani Zonda C12 (1999) Barchettas on the LakeLe barchette incarnano l'anima più pura dell'evento: leggere, essenziali e nate per correre, perfette per esaltare la dinamica su ghiaccio.Peugeot 203 Barbier (1950)Siata 300BC (1953)Osca MT4 (1953)Ferrari 250 MM Vignale Spyder (1953)Porsche 550 Spyder (1955)Ferrari 750 Monza (1955)Jaguar D-Type (1955)Alfa Romeo Giulietta Spider Bertone (1955)Maserati 300S (1956)Pontiac Vivant (1965)Lancia Fulvia Prototipo F&M Barchetta (1968) Icons on WheelsUn compendio di design, eleganza e prestigio, con modelli che hanno definito il concetto stesso di automobile iconica:Talbot-Lago T150C SS Teardrop' (1937)Aston Martin DB 2/4 Drophead Coupe (1954)Lancia Aurelia B24 (1957)BMW 507 (1957)Bentley S2 Drophead Coupe (1961)Ferrari 250 SWB Competizione (1961)ATS 2500 GTS (1964)Ferrari 275 GTS (1965)Bizzarrini 5300 GT Strada (1967)Ferrari Dino 206 S (1967)Ferrari 275 GTB/4 (1967)Porsche 910 (1967)Lamborghini Miura SV (1972)Tutte le vetture in concorso, insieme alle schede tecniche e alle informazioni dettagliate, sono consultabili sull'app ufficiale di The I.C.E. St. Moritz, disponibile su Apple Store e Google Play.
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Mercedes-Benz - 140 Places: la spedizione di tre Classe S attraverso sei continenti
Per celebrare i 140 anni dell'automobile, la Mercedes-Benz ha dato il via a "140 Places", un'ambiziosa spedizione transcontinentale che vede protagoniste tre nuove Classe S in un viaggio di oltre 50 mila chilometri attraverso sei continenti.Da Stoccarda in tutto il mondoPartito dal Museo Mercedes-Benz di Stoccarda, il convoglio toccherà 140 località emblematiche, collegando metropoli come Buenos Aires, Shanghai e Sydney. Il percorso include tappe simboliche come la leggendaria Route 66, che nel 2026 festeggerà il suo centenario, e prevede la partecipazione attiva di club di appassionati e clienti lungo tutto il tragitto. La spedizione, che si concluderà a ottobre nella stessa Stoccarda, non è solo un omaggio al passato, ma una vetrina itinerante per l'innovazione tecnologica e il design del marchio. Attraverso un hub digitale dedicato, i fan di tutto il mondo potranno seguire in tempo reale ogni tappa di questo viaggio celebrativo. Scarpe celebrativeIn concomitanza con il lancio di "140 Places", la Stella ha presentato una collaborazione con Adidas per la "140 Years Sneaker Edition", una serie limitata ispirata agli interni delle vetture Mercedes-Benz. Questa iniziativa si inserisce in una strategia più ampia che prevede il lancio di oltre 40 nuovi modelli di automobili nei prossimi due anni, riaffermando l'impegno del costruttore nel ridefinire la mobilità individuale tra eredità storica e futuro elettrico.
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Guida autonoma - La nuova Mercedes Classe S diventa un robotaxi di lusso
La Mercedes-Benz ha delineato i contorni di un nuovo ecosistema di robotaxi, eleggendo la nuova Classe S a pilastro di questa trasformazione. Non si tratta di una semplice innovazione tecnica, ma di una raffinata sintesi tra il prestigio del marchio e le potenzialità del sistema operativo proprietario MB.OS, concepito anche come base per i servizi di trasporto senza conducente.Partner d'eccezioneIl progetto si regge su una rete di alleanze con i leader del settore tecnologico. La collaborazione con Nvidia introduce l'architettura Drive Hyperion e software per la guida assistita di Livello 4, integrando modelli di intelligenza artificiale capaci di un ragionamento predittivo orientato alla sicurezza. In parallelo, il lavoro con Momenta e la partnership con operatori come Uber e Lumo pongono le basi per un servizio di trasporto che intende unire l'automazione avanzata all'esperienza di lusso tipica del brand.Obiettivo Europa, ma si parte da Abu DhabiLa sicurezza è garantita da un'architettura "fail-safe", che prevede ridondanze sistematiche per sterzo, frenata e alimentazione. Così, la Mercedes intende preparare il terreno per il debutto di shuttle autonomi su scala globale, con obiettivi che spaziano dall'America all'Europa. I primi passi concreti si compiranno ad Abu Dhabi, dove i test su strada inizieranno entro l'anno corrente. In questo scenario, la Classe S evolve in una piattaforma dove l'intelligenza artificiale è pensata per fare da discreta custode del viaggio.
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Codice della strada - Droga e guida, per la Consulta è punibile solo chi rappresenta davvero un pericolo
punibile chi guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope solo se in condizioni tali da creare un potenziale pericolo per la sicurezza della circolazione: lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza numero 10/2026 depositata oggi. L'articolo 187 del Codice della strada è quindi costituzionalmente legittimo, a patto che la norma venga interpretata in senso restrittivo. Ma vediamo come si è arrivati alla decisione della Consulta. Spartiacque riformaSino al 13 dicembre 2024, l'articolo 187 sanzionava chi si metteva alla guida in stato di alterazione psicofisica. Col nuovo Codice della strada, in vigore dal 14 dicembre 2024, è punibile chi guida semplicemente dopo aver assunto droghe: affinché si configuri il reato, basta dimostrarne l'assunzione, anche in assenza di effetti visibili. L'obiettivo del legislatore era superare le difficoltà probatorie legate agli accertamenti clinici complessi. Le polemiche sulla permanenza delle sostanzeSin da fine 2024, la nuova regola ha scatenato polemiche per il tempo di permanenza nell'organismo di molte molecole: tracce di THC possono persistere nelle urine fino a 30 giorni. Tre giudici di merito hanno espresso dubbi sulla legittimità costituzionale, temendo che venissero sanzionate condotte inoffensive rispetto alla sicurezza stradale, punendo chi aveva assunto sostanze molto tempo prima di mettersi al volante. Cosa dice la ConsultaLa Corte costituzionale evidenzia la necessità di un'interpretazione restrittiva della norma. La Consulta stabilisce che non occorra dimostrare lo stato di effettiva alterazione, ma è necessario accertare nei liquidi corporei la presenza di sostanze che la scienza ritiene ancora capaci di determinare un'alterazione delle condizioni psicofisiche e delle capacità di controllo del veicolo, creando un potenziale pericolo per la circolazione. Il problema si sposta sul piano applicativoLa Consulta dichiara non fondate le questioni di legittimità, ma la faccenda non è risolta del tutto. Il problema viene spostato sul terreno dell'accertamento in concreto: di volta in volta, occorrerà verificare se le sostanze rinvenute nell'organismo del guidatore siano ancora idonee a compromettere la sicurezza stradale.
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Test - Omoda 7 SHSP: la plugin con tanto spazio, prezzi bassi e consumi promettenti
Arriva in Italia a inizio 2026 con un listino che parte da 38.900 euro per la versione SHSP Pure: è la stessa cifra della gemella Jaecoo 7 e colloca la Omoda 7 tra le plugin hybrid più accessibili del segmento, seconda solo alla MG HS. Qui, però, la tecnologia è più avanzata: il Super Hybrid System abbina un 1.5 quattro cilindri a ciclo Miller, due unità elettriche e una batteria da 18,3 kWh. Gli allestimenti sono due (Pure e Premium), entrambi molto completi già di serie, con garanzia di 8 anni o 160.000 km. Esterni: richiami noti, risultato convincenteCon 4,66 metri di lunghezza, 1,87 di larghezza e un passo di 2,72 metri, la Omoda 7 si colloca nella fascia alta dei CSUV. Lo stile combina dinamismo e richiami familiari: la griglia a clessidra ricorda le Lexus più recenti, mentre il montante posteriore spezzato richiama la Nissan Qashqai. Nulla di rivoluzionario, ma il risultato è equilibrato e piacevole, oltre a catturare molti sguardi in strada.Unico appunto: nonostante i 537 litri dichiarati, il bagagliaio non può sfruttare il doppio fondo a causa del posizionamento del serbatoio benzina. Interni: qui si alza il livelloL'abitacolo è uno dei punti forti. Materiali curati, assemblaggi precisi e comandi fisici ben rifiniti offrono una qualità ormai pienamente allineata alle concorrenti europee. Al centro domina lo schermo da 15,6, che può scorrere lateralmente verso il passeggero con uno swipe: soluzione scenografica, ma con utilità limitata, dato che video e giochi non sono fruibili in marcia. A proposito di marcia, gli specchietti non sono richiudibili mentre la Omoda 7 si muove, ma solo a vettura ferma.Molto ricca la dotazione, soprattutto sulla Premium: sedili ventilati, headup display, telecamera a 540, rivestimenti in pelle e microfibra, cerchi da 20. Una configurazione completa, più vicina al premium che al generalista. Su strada: confort prima di tuttoLa Omoda 7 privilegia il cnfort. Le sospensioni sono morbide ma ben controllate e, insieme ai vetri anteriori laminati, garantiscono una marcia silenziosa e rilassata, in pieno stile SUV cinese.Il Super Hybrid eroga 279 CV complessivi e assicura accelerazioni vivaci: lo 0100 km/h è indicato in 8,4 secondi, valore che al volante sembra persino più rapido grazie alla spinta continua e priva di interruzioni. Ma il punto forte non è la prestazione, bensì l'efficienza. Come già visto sulla Jaecoo 7 (29,9 km/l nella nostra prova), anche qui il sistema plugin mostra un rendimento di alto livello. La batteria da 18,3 kWh - ricaricabile anche in CC - consente fino a 128 km in elettrico in città (dato dichiarato), un valore realistico con guida accorta.Interessante anche l'uso a batteria scarica: l'1.5 Miller mantiene consumi contenuti, lasciando presagire i 30 km/l già registrati dalla sorella.Nel complesso la Omoda 7 non invita a una guida sportiva: sterzo e assetto privilegiano la semplicità d'uso e la progressività. Messaggio chiaro: questa plugin vuole semplificare la vita quotidiana, puntando su comfort ed efficienza. Prezzi: da 34.900 euro con promoIl listino parte da 38.900 euro per la Pure e da 41.900 euro per la Premium della nostra prova. La promo di lancio, con permuta o rottamazione, prevede 4.000 euro di sconto, portando il prezzo minimo a 34.900 euro.A metà marzo arriverà un terzo allestimento, il Premium Pro (43.400 euro), che aggiunge ulteriori optional, tra cui i sedili anteriori con massaggio.
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Bentley - Continental GT S, la plug-in di lusso che si ispira alla Supersports
La Bentley ha presentato la nuova Continental GT S, versione sportiveggiante della sua berlina sportiva (disponibile anche in versione Convertible) e ispirata alla Supersports prodotta in edizione limitata. A muoverla il powertrain ibrido plug-in da 680 CV e 930 Nm di coppia, con il motore termico V8 da 4.0 litri. La Continental GT S ha la trazione integrale e scatta da ferma a 100 km/h in 3,5 secondi, fino a raggiungere la velocità massima di 306 km/h. La batteria permette di percorrere fino a 80 chilometri in modalità solo elettrica.Dal punto di vista meccanico, questo modello adotta le soluzioni tecniche già viste sulle più potenti GT Speed e GT Mulliner, a cominciare dagli ammortizzatori a doppia valvola, torque vectoring sui due assi, differenziale a slittamento limitato, quattro ruote sterzanti e barre antirollio attive con sistema a 48V. Carattere sportivoLa vocazione sportiva della Continental GT S emerge al primo sguardo, con l'ampio uso di dettagli in color nero lucido della Blackline Specification, tra cui la griglia e lo spoiler anteriori, le calotte degli specchietti retrovisori, le appendici aerodinamiche, il lettering e il logo. Scura anche la tinta dei fari a matrice di led anteriori e di quelli posteriori, così come le finiture interne dei quattro scarichi. Di serie le ruote da 22" in color alluminio, ma volendo ci sono in total (gloss) black. Sportivo anche l'abitacolo, con la tonalità bicolore esclusiva per questa versione, i rivestimenti di sedili, pannelli porta e volante in Tactile Dinamica e la plancia in nero lucido (ma su richiesta è possibile averla anche in fibra di carbonio lucidata). Tra le tante finiture disponibili anche la pelle vera e il cromo scuro per le parti metalliche in vista.
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Restyling di peso - Mercedes Classe S 2026, l'ammiraglia-salotto che ti scalda con le cinture
La data che Mercedes-Benz ha scelto per presentare la nuova Classe S non è come tutte le altre. Il 29 gennaio, infatti, ricorre l'anniversario dei 140 anni dalla nascita dell'automobile, quando Karl Benz depositò il brevetto della sua Motorwagen. E la Sonderklasse ha attraversato questi 14 decenni elevando costantemente gli standard di lusso, confort e tecnologia, diventando l'auto simbolo dell'innovazione a quattro ruote.Il modello presentato oggi non è una vera ottava generazione, ma nemmeno un semplice restyling: oltre il 50% delle componenti è stato riprogettato, portando in dote nuove tecnologie destinate alle auto del futuro. L'obiettivo è chiaro: confermare la Classe S come riferimento assoluto tra le ammiraglie, in un'epoca in cui il prestigio si misura tanto in pixel, IA e teraflop quanto in cavalli e qualità materiali. Quanto al prezzo, al momento si sa che in Germania la nuova Classe S costa 121 mila euro tasse incluse. Dimensioni: imponente, ma agileLa nuova Classe S mantiene una presenza scenica importante. La versione a passo corto misura 5.194 mm, mentre quella a passo lungo raggiunge i 5.304 mm. Il frontale è dominato da una calandra più grande del 20%, con una cornice illuminata e minuscoli inserti cromati a forma di stella che creano un raffinato effetto tridimensionale. Per la prima volta, anche la celebre stella sul cofano è retroilluminata. Nonostante la larghezza generosa, l'auto resta sorprendentemente agile grazie all'asse posteriore sterzante, fino a 4,5 di serie (e 10 in optional), capace di ridurre il raggio di sterzata di ben due metri rispetto a una vettura priva di sterzatura integrale. Interni: salotto digitale con cinture riscaldateAll'interno ritroviamo la filosofia Welcome home, dove l'artigianato incontra la digitalizzazione avanzata. L'elemento centrale è l'MBUX Superscreen, una superficie unica che integra il display da 14,4 pollici e quello del passeggero da 12,3 pollici, affiancati dal quadro strumenti digitale. Tra le innovazioni più particolari spiccano le cinture di sicurezza riscaldate, capaci di raggiungere i 44C e pensate per migliorare sicurezza e comfort. Il clima è controllato dal Digital Vent Control, che orienta automaticamente le bocchette tramite piccoli motori elettrici, mentre il sistema Energizing Air Control ionizza e filtra l'aria neutralizzando particelle PM2.5 ogni 90 secondi.I passeggeri posteriori vivono l'esperienza più immersiva grazie al vano FirstClass, dotato di schermi da 13,1 pollici, telecomandi touch e la possibilità di partecipare a videochiamate su Teams o Zoom grazie alle telecamere HD. L'ambiente è impreziosito dall'impianto Burmester HighEnd 4D, con attuatori negli schienali che trasformano la musica in vibrazioni percepibili. I materiali includono legni pregiati come quercia a poro aperto e noce a spina di pesce, oltre a una nuova e sofisticata opzione leatherfree in grigio tempesta. Tecnologia: tra MB.OS e guida predittivaLa rivoluzione più significativa è l'arrivo di MB.OS (MercedesBenz Operating System), una piattaforma centrale che collega tutti i sistemi dell'auto al Cloud. L'integrazione con IA generativa - tra cui ChatGPT4o, Google Gemini e Microsoft Bing - permette all'assistente vocale Hey Mercedes di dialogare con avatar evoluti come LittleBenz, capaci di interazioni naturali e contestuali. La nuova navigazione MBUX Surround utilizza grafica 3D in tempo reale per aumentare la sicurezza e la consapevolezza del guidatore. Il pacchetto MB.Drive Assist Pro abilita la guida assistita di livello 2 anche nelle situazioni urbane più complesse, supportato da dieci telecamere, cinque radar e dodici sensori a ultrasuoni. I nuovi fari Digital Light, più luminosi del 40%, proiettano simboli di avvertimento direttamente sull'asfalto. Le sospensioni intelligenti, coordinate dal sistema CartoX, anticipano dossi e irregolarità regolando gli ammortizzatori Airmatic per minimizzare le vibrazioni. Motori: elettrificazione per ogni esigenzaDentro il cofano, niente elettrico puro: la gamma, solo con cambio automatico ovviamente, è interamente elettrificata tramite sistemi mild hybrid a 48V (ISG da 17 kW) oppure configurazioni plugin a sei e otto cilindri, anche in versione diesel. Si parte dalla 3.0 turbodiesel 350 d, che adotta il 3.0 turbodiesel mild hybrid da 313 CV e 650 Nm, per poi salire di potenza con la S 450 d, equipaggiata con la stessa unità ma portata a 367 CV e 750 Nm. In gamma trova posto anche la S 450, spinta da un 3.0 turbobenzina con elettrificazione leggera da 381 CV e 560 Nm, insieme alla S 500, anch'essa integrale come tutte le mild hybrid, spinta da un sei cilindri da 449 CV e 600 Nm. Non manca una versione a otto cilindri: la S 580 monta infatti un 4.0 biturbo a trazione integrale da 537 CV e 750 Nm, capace di bruciare lo 0100 km/h in quattro secondi netti e raggiungere i 250 km/h.Per quanto riguarda gli ibridi plugin, la Classe S è disponibile nella 450 e, che affianca un 3.0 benzina a trazione posteriore da 326 CV a un motore elettrico da 163 CV per una potenza combinata di 435 CV e 680 Nm. Al vertice dell'attuale gamma - attesa nelle concessionarie nei prossimi mesi - si colloca la S 580 e, con il 3.0 turbobenzina da 449 CV e 560 Nm abbinato allo stesso modulo elettrico della sorella minore per un totale di 585 CV. Un numero che ricorderà agli appassionati le potenze di vari modelli AMG: Affalterbach, infatti, metterà mano anche alla nuova Classe S, superando i 600 CV, ma per vedere le prime versioni dell'ammiraglia sportiva (così come la nuova Maybach) servirà ancora un po' di attesa.
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Endurance - Daytona: 24 scatti per 24 ore
Daytona non comincia con il semaforo verde e non finisce con la bandiera a scacchi. Comincia nei camper allineati, nei pick-up trasformati in torri di controllo, nelle luci che si accendono quando la pista diventa una lama nel buio. Dentro le control room scorrono decine di schermi, fuori scorre l'America che vive la Rolex 24 come una festa popolare: barbecue, musica, bandiere che non dormono mai. Foto di: Ferrari Dal tramonto all'albaLe auto passano a pochi metri dalle reti, fuse in una scia continua. Giorno e notte si inseguono senza mai fermarsi. Dal tramonto all'alba A Daytona non si assiste alla gara: la si attraversa, la si respira, la si consuma. In questo scenario unico del motorsport, l'endurance americano trova la sua espressione più pura, dove la resistenza delle vetture e la tenacia dei piloti si fondono con il calore del pubblico nel catino della Florida.
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Cupra - Arrivano le Tribe Edition: prezzi e dotazioni per Formentor, Terramar e Leon
La Cupra introduce nei listini italiani la gamma in serie limitata Tribe Edition per i modelli Formentor, Terramar, Leon e Leon Sportstourer. Presentato all'IAA di Monaco nel settembre scorso, questo allestimento combina colori e finiture uniche e dotazioni ampliate con tutte le motorizzazioni disponibili, con un forte risparmio per i clienti rispetto agli optional singoli. A partire da 36.100 euroLa Cupra Formentor Tribe Edition è proposta a prezzi compresi tra 39.700 e 59.700 euro. Le Leon e Leon Sportstourer sono invece disponibili con gli stessi powertrain con prezzi compresi tra 36.100 e 55.350 euro, mentre la Terramar è offerta con listini compresi tra 45.350 e 58.950 euro. Per tutte, i powertrain disponibili sono 1.5 TSI, 1.5 Hybrid, 1.5 e-Hybrid, 2.0 TSI e 2.0 TDI, con combinazioni diverse tra trazione anteriore e integrale e cambi automatici DSG o manuali in base al modello. Colori, finiture e accessoriL'allestimento Tribe Edition è riconoscibile per le finiture in cromo scuro dei loghi e per i cerchi in lega in tinta Sulphur Green; inoltre, i sedili sono caratterizzati da inserti in tessuto riciclato con lavorazione a maglia 3D. In esclusiva è stata creata la verniciatura Manganese Matt, proposta in alternativa alle tinte Century Bronze Matt, Magnetic Tech Matt e Midnight Black. Le dotazioni sono più ricche rispetto alle versioni standard: includono sospensioni DCC, sistema Keyless, retrocamera, sedili sportivi e, per la Terramar, cerchi da 20" e Cruise Control adattivo.
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Toyota - La nuova GR Yaris a idrogeno "vola" al Rally di Montecarlo: al volante c'è Akio Toyoda
Nella cornice del Rally di Montecarlo, dove ha conquistato i primi tre posti con la GR Yaris Rally1, la Toyota ha voluto ribadire anche l'impegno verso il motorsport ecosostenibile presentando l'evoluzione della GR Yaris Rally2 H2 Concept. Debutto nel 2022, progetto in continua evoluzioneLa vettura è stata guidata da "Morizo", alias Akio Toyoda, che ha ancora una volta mostrato la sua passione per la guida e le sue doti da pilota professionista. La GR Yaris Rally2 H2 Concept è stata svelata per la prima volta al Rally di Finlandia 2025, ma il primo prototipo in assoluto era stato portato in gara già nel 2022 dallo stesso Toyoda all'Ypres Rally. La Toyota sta proseguendo i test anche in vista dei futuri cambi regolamentari del WRC e della possibile introduzione di una categoria riservata alle vetture con carburanti ecosostenibili. Idrogeno al posto della benzinaLa Toyota crede molto nella tecnologia a idrogeno, ma per il motorsport ha studiato una soluzione diversa dalla fuel cell: ha creato motori endotermici capaci di essere alimentati con questo carburante al posto della benzina tradizionale. Oltre ai prototipi delle Yaris, una GR Corolla è stata dotata di una tecnologia simile e ha partecipato agli eventi in pista del campionato giapponese Super Taikyu.
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Indiscrezioni - Chery e Jaguar Land Rover: il piano per produrre auto cinesi nel Regno Unito
Pechino chiama, Londra risponde: secondo quanto riportato dal Financial Times, sarebbero in corso colloqui fra Chery e Jaguar Land Rover. Il colosso cinese, infatti, starebbe esplorando la possibilità di utilizzare gli stabilimenti del gruppo britannico nel Regno Unito per la produzione di veicoli dei marchi Omoda e Jaecoo. Da parte sua, Downing Street avrebbe espresso interesse nell'attrarre l'azienda orientale per raggiungere l'obiettivo nazionale di produrre ogni anno 1,3 milioni di auto entro il 2035: attualmente i volumi sono fermi alle 738.000 unità del 2025, anche perché JLR ha subìto un attacco informatico a settembre, con perdite per almeno 196 milioni di sterline (circa 226 milioni di euro). Un passo in più oltre la cooperazioneSi tenga presente che esiste già una joint venture fra l'azienda cinese e JLR (controllata dall'indiana Tata): quest'ultima nel 2024 ha concesso in licenza alla Chery il marchio Freelander per lo sviluppo di modelli elettrici basati su piattaforme del player asiatico. Fra i brand orientali, inoltre, quelli della società di Wuhu sono quelli a più rapida crescita nel mercato britannico: produrre auto elettriche nel Regno Unito consentirebbe al costruttore di scavalcare i dazi per le auto a batteria prodotte in Cina ed esportate nell'Unione Europea. Di contro, l'azienda del Dragone dovrebbe affrontare gli elevati costi energetici e del lavoro in Gran Bretagna. Un big in continua espansioneIl Gruppo Chery possiede già uno stabilimento a Barcellona, acquisito dalla Nissan, e ha recentemente raggiunto un accordo per acquisire la fabbrica della stessa Casa giapponese in Sudafrica: una conferma della strategia di rilevare siti produttivi già esistenti per accelerare la propria presenza globale e la distribuzione internazionale.
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Nel traffico - Maserati, cosa bolle in pentola? A Modena spunta una misteriosa GranTurismo
Guardandola da fuori potrebbe sembrare una Maserati GranTurismo qualsiasi, ma la vettura immortalata a Modena dal nostro lettore Mauro Bertelli è a tutti gli effetti un mulotipo di validazione. Si tratta di esemplari che fondono una meccanica inedita a scocche di modelli già esistenti, utilizzati dai costruttori per testare nuove tecnologie prima del debutto ufficiale.L'occhio esperto nota subito dettagli che si discostano dal modello di serie: l'assetto è visibilmente rialzato sul frontale e sulla minigonna spicca una leva di sblocco rapido. Questo è un chiaro sintomo che l'auto stia testando componenti meccaniche non ancora in produzione. A confermarlo definitivamente è l'adesivo sulla portiera con la sigla VP (Validation Prototype): sono i prototipi finali mandati su strada per gli ultimi collaudi prima di avviare le linee produttive. Cosa si nasconde dentro il cofano?Il mulotipo in questione presenta i classici terminali di scarico aggiuntivi tipici dei test sui propulsori. Questi terminali vengono spesso collegati al PEMS (Portable Emissions Measurement System), il macchinario che rileva le emissioni in condizioni di guida reali, oppure usati per convogliare i gas di scarico nei sistemi di aspirazione durante i test su banco a rulli. dunque lecito ipotizzare che sotto il cofano di questa GranTurismo batta un nuovo motore elettrificato. Maserati sta lavorando da tempo a versioni mild hybrid o plug-in che potrebbero debuttare tra la fine del 2026 e il 2027. Gli attuali motori V6 Nettuno da 490 e 550 CV sono sul mercato dal 2022: i tempi sono maturi per un aggiornamento tecnico che porti in dote l'ibridazione a 48 volt. Nuovi motori Euro 7 o erede della Levante?Sebbene l'assetto rialzato possa far pensare a test per nuovi SUV, i dubbi restano. Il piano industriale del Gruppo Stellantis prevede un'erede della Maserati Levante nel 2027 e una nuova Quattroporte nel 2028, ma entrambi i modelli utilizzeranno la piattaforma STLA Large con un passo superiore ai tre metri.La GranTurismo della foto mantiene invece un interasse più corto (circa 2,90 metri), rendendo improbabile l'uso della nuova piattaforma. L'ipotesi più accreditata è che Maserati stia affinando i nuovi motori Euro 7 per la coupé a quattro posti e per la versione GranCabrio, garantendo così un futuro prestazionale e sostenibile alla sua icona sportiva.
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Volkswagen - La ID.4 richiamata negli Usa: rischio incendio per 45 mila elettriche
La Nhtsa (l'ente per la sicurezza stradale statunitense) ha avviato una procedura di richiamo per 45 mila Volkswagen ID.4, prodotte tra il 2023 e il 2025. Il rischio, secondo quanto riportato dalla National Highway Traffic Safety Administration, è che dalle batterie possa generarsi un incendio. Un rischio molto basso, ma sicuramente non trascurabile. Problema hardware, soluzione softwareIl problema sarebbe legato al disallineamento di un catodo della batteria, che potrebbe aver provocato (ma le indagini si sono rivelate non conclusive) un principio di incendio in tre veicoli. Un aggiornamento software, sviluppato dalla Volkswagen insieme alla SK Battery America, il produttore degli accumulatori, è in grado di rilevare eventuali malfunzionamenti legati a questo problema, così da segnalarli per tempo ed evitare guai peggiori. Il nuovo software è già installato sui nuovi modelli: il richiamo riguarda quelli prodotti precedentemente. Al momento non sappiamo se il problema riguarda i veicoli venduti in Europa. Presto cambierà nomeEntro la fine dell'anno la Volkswagen presenterà il primo aggiornamento della Suv elettrica ID.4, che per l'occasione cambierà denominazione: si chiamerà ID. Tiguan, seguendo la nuova strategia di naming di Wolfsburg. Le proporzioni dell'auto rimarranno pressoché invariate: gli interventi riguarderanno principalmente il frontale e i powertrain, con motori elettrici più potenti e batterie di maggiore capacità.
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