Audi - La nuova RS5 sarà un'ibrida plug-in da 600 CV: ecco la prima immagine dell'Avant
La presentazione della nuova Audi RS5 dovrebbe ormai essere imminente: in un post su Linkedin, poi cancellato, la Casa tedesca ha anticipato alcuni dettagli della prossima sportiva dei Quattro anelli, e in una story pubblicata sul proprio profilo Instagram ha anche mostrato per la prima volta la silhouette dell'Avant, con carrozzeria station wagon. Plug-in e integraleL'erede della RS4 (che potrebbe presto tornare al nome originale) monterà un powertrain ibrido plug-in: una novità assoluta per i modelli ad alte prestazioni di Ingolstadt, ma una strada già percorsa da altri, come la BMW con la sua M5. Con ogni probabilità, nel caso della RS5 si tratterà del 2.9 V6 biturbo da 450 CV utilizzato per il modello precedente, a cui viene affiancata un'unità elettrica per un boost di potenza, che potrebbe arrivare a quota 600 CV. Ancora da capire, invece, quale sarà la soluzione scelta per la trazione integrale, se quella permanente della "vecchia" quattro oppure la nuova Ultra, che alla bisogna disconnette l'albero di trasmissione. Arriverà insieme alla sorella maggioreLa nuova Audi RS5 dovrebbe arrivare entro la fine dell'anno, insieme alla RS6, che invece monterà il powertrain plug-in della Urus SE, con il V8 biturbo da oltre 700 cavalli.
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Guida autonoma - Waymo, robotaxi nella bufera: sono aiutati da tecnici umani nelle Filippine
Dopo aver assicurato che i propri robotaxisono 10 volte più sicuri degli umani alla guida,Waymofinisce nella bufera politica. E gli umani c'entrano, ma non come vorrebbe l'azienda di veicoli autonomi (nonché spin-off di Google), che si è trovata ad ammettere l'impiego di operatori umani in remoto per assistere i robotaxi nelle situazioni più complesse e difficili.Non solo: il team che aiuta i mezzi non si troverebbe non negli Usa, dove Waymo opera, ma nientemeno che nelle Filippine. Quanto basta per scatenare il dibattito politico, non solo sull'affidabilità della guida autonoma, ma pure sulle problematiche di cybersecurity che questo assetto tecnico potrebbe generare. Robotaxi aiutati da lontanoGià sotto pressione per i recenti blackout e incidenti che hanno coinvolto i suoi veicoli autonomi, Waymo si è trovata a dover fornire ulteriori chiarimenti davanti alla Commissione Commercio del Senato degli Stati Uniti. Il Chief Safety Officer Mauricio Pea ha spiegato che, quando il software di guida autonoma si trova di fronte a scenari ambigui o difficili da interpretare, degli addetti possono inviare dati e indicazioni al veicolo, aiutandolo a prendere la decisione corretta.Pea ha chiarito che questo tipo di supporto non comporta in alcun caso un controllo diretto del volante o dei freni. Si tratta di un intervento che serve esclusivamente a sbloccare il sistema di guida autonoma quando quest'ultimo non riesce a procedere in autonomia. Smart working dalle Filippine e dubbi sulla cybersecurityL'aspetto che ha sollevato maggiori interrogativi riguarda però la localizzazione di questi operatori. Pea ha infatti confermato che il team incaricato di seguire i robotaxi lavora dalle Filippine, una scelta che la commissione ha immediatamente collegato ai rischi legati alla cybersecurity, alla gestione dei dati sensibili e all'impatto potenziale sul mercato del lavoro statunitense nel caso di un'ampia diffusione della tecnologia driverless. Di fronte alla richiesta di specificare il numero di addetti coinvolti, Waymo non ha fornito cifre.La rivelazione arriva in un momento delicato per l'intero settore della guida autonoma, già sotto osservazione da parte dei regolatori dopo una serie di incidenti che hanno coinvolto diversi operatori. La dipendenza da supporto umano remoto mette in discussione la promessa della vera autonomia dei robotaxi e potrebbe incidere sulla fiducia del pubblico verso una tecnologia che ambisce a rivoluzionare la mobilità urbana.
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Cina - Avatr 06T: la station wagon hitech con il laser sul tetto
La cinese Avatr ha diffuso le prime immagini della 06T, una station wagon che affianca la 06 berlina e che sarà proposta in versione elettrica e Range Extender. La scelta della carrozzeria Wagon conferma l'intenzione di molti costruttori di trovare alternative ai SUV, ma la 06T è importante anche perché è la prima ad adottare la nuova generazione di laser Lidar forniti da Huawei per la guida autonoma. Il LiDAR sul tetto e il nuovo design delle maniglieIl design della Avatr 06T è slanciato e personale: riprende chiaramente la berlina nella zona frontale, mentre nella zona posteriore propone i classici stilemi delle wagon moderne, con parafanghi allargati e un profilo aerodinamico superiore. Il Lidar, ovvero il sistema di telerilevamento che impiega impulsi laser per misurare le distanze e ricostruire l'ambiente circostante in 3D, è stato integrato nella parte anteriore del tetto. Un dettaglio tecnico rilevante riguarda le maniglie delle portiere: a differenza della berlina, sulla 06T non sono più totalmente a scomparsa, segno che il marchio è già allineato alle nuove omologazioni di sicurezza recentemente adottate in Cina. Fino a 1.250 km con elettroni e benzinaLe specifiche dei powertrain non sono state ancora rese note ufficialmente, ma è probabile che condivida la configurazione della sorella a tre volumi. Quest'ultima propone varianti full electric a due e quattro ruote motrici con circa 650 km di autonomia e la versione extended range (EREV). Quest'ultima utilizza un motore a benzina come generatore per caricare le batterie, permettendo di raggiungere i 1.250 km totali di percorrenza nel ciclo di omologazione cinese CLTC.
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Olimpiadi invernali - Milano Cortina 2026, Alfa Romeo Stelvio e Tonale scortano la fiamma olimpica: le foto dal corteo
A poche ore all'inizio delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, la fiamma olimpica, portata da centinaia di tedofori, sta attraversando l'hinterland milanese verso il capoluogo lombardo. Una volta entrata in città, attraverserà alcune delle zone più importanti per arrivare alle 19:30 in piazza Duomo. Le Suv del Biscione con i tedoforiAd accompagnare i tedofori lungo il tragitto, tra forze dell'ordine, sponsor e cittadini accorsi per l'evento, ci sono anche le Alfa Romeo Stelvio e Tonale, negli allestimenti speciali Milano Cortina 2026 e con le livree personalizzate per le olimpiadi. Carrozzeria bianca, adesivi sul cofano e sulle fiancate che raffigurano le mascotte Tina e Milo. Sul tetto di alcune Stelvio sono presenti anche ripetitori e antenne per le comunicazioni tra gli addetti all'organizzazione. Gli altri eventi dell'Alfa RomeoLa Casa di Arese è Automotive Premium Partner delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 insieme agli altri brand italiani del gruppo Stellantis, che in totale metterà a disposizione oltre tremila mezzi per supporto e logistica. L'Alfa ha anche organizzato un'iniziativa per i suoi clienti più affezionati, che potranno visitare gratuitamente il Museo Storico di Arese e da lì, dopo una visita guidata, essere accompagnati alle gare (di cui devono però avere già il biglietto) con vetture appositamente predisposte.
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Mercato europeo - Volkswagen batte Tesla: ora è il primo brand elettrico in Europa, ma i cinesi corrono
Il sorpasso era nell'aria da tempo, ma ora è stato certificato dalla consueta analisi della Jato Dynamics sull'andamento del mercato europeo: nel 2025 la Volkswagen ha superato la Tesla, diventando il primo marchio in Europa per vendite di auto elettriche. Tedeschi in crescita, Musk in caloLa Volkswagen è riuscita a raggiungere la vetta del podio grazie a una crescita delle vendite del 56%, arrivando a 274.278 unità, mentre la Tesla, da mesi in netta difficoltà sui maggiori mercati europei, ha subito un calo del 27% scendendo a 236.357 veicoli.L'azienda texana rischia inoltre un ulteriore sorpasso da parte di marchi in forte crescita, tra cui BMW (terza con +15% e 193.652 Bev immatricolate) e Skoda (quarta con +117% e 171.703 unità). Seguono Audi, Renault, Mercedes, BYD, Kia e Volvo.Wolfsburg ha beneficiato in particolare dei risultati della ID.7, sfruttando il positivo slancio del mercato elettrico in Europa: nel 2025 sono stati immatricolati 2,6 milioni di veicoli a batteria, il 29% in più rispetto al 2024, per una quota del 20%. La Model Y rimane comunque la più vendutaNonostante tutto, la Tesla può consolarsi con l'ennesimo primato della sua Model Y, rimasta al vertice delle Bev più vendute con 274.000 unità, pur segnando un calo del 28%.Seguono la Skoda Elroq (93.000 unità nel suo primo anno completo) e la Tesla Model 3 (85.393, 24%).Anche in questo caso, però, il sorpasso sembra vicino, visto il ritmo con cui crescono le rivali: +530% la Renault 5, +137% la ID.7, fino al sorprendente +1.192% della Kia EV3. L'ascesa senza freni dei cinesL'analisi Jato non evidenzia solo le difficoltà della Tesla, ma conferma anche l'inarrestabile crescita dei marchi cinesi. Un dato su tutti: la Saic, grazie a un +26%, ha raggiunto il decimo posto tra i gruppi, superando sia Tesla che Nissan e diventando il secondo costruttore cinese in Europa, dietro a Geely (fortemente presente tramite Volvo).Nel complesso, i marchi cinesi hanno registrato un aumento dei volumi del 44%, con BYD e Omoda che hanno triplicato i risultati del 2024 e con nuovi player in forte ascesa: la Leapmotor ha già raggiunto 33.000 vendite al primo anno. Sulle strade sempre più ibride plug-in Il Dragone ha inoltre approfittato del boom delle ibride plugin, ricalibrando rapidamente la propria offerta per aggirare l'empasse dei dazi sulle elettriche. Nel 2025 la quota di auto a batteria dei marchi cinesi è scesa dal 40% al 35%, mentre ibride e PHEV hanno guadagnato otto punti percentuali."A differenza della prima ondata di marchi cinesi entrati nel mercato europeo, concentrata principalmente sui veicoli elettrici a batteria, gli operatori cinesi si stanno ora adattando alle preferenze regionali con un'offerta più diversificata", spiega l'analista Daniele Ministeri.In questo scenario spicca la BYD Seal U DMi: con 72.000 unità, è l'ibrida plugin più venduta in un segmento cresciuto del 34% fino a 1,3 milioni di unità.Forte anche la crescita delle ibride non ricaricabili (+10%), dove la Toyota si conferma leader con Yaris Cross, Yaris e Corolla ai primi tre posti. Il quarto? ancora cinese: la MG ZS.
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Cina - L'elettrica Xiaomi SU7 fa i fuochi dartificio, ma la batteria non centra - VIDEO
La Xiaomi, è proprio il caso di dirlo, getta acqua sul fuoco delle polemiche, proclamando la totale innocenza della batteria di una berlina elettrica SU7 che in Cina ha fatto letteralmente i fuochi d'artificio, diventando virale in un battibaleno. Parliamo proprio dell'auto prodotta dal colosso tech cinese che sta riscrivendo le regole del mercato e che dovrebbe sbarcare in Europa nel 2027. Dall'incendio a Yingkou alle accuse virali sui socialIl 1 febbraio 2026 a Yingkou, nel nord della Cina, una Xiaomi SU7 ha preso fuoco: l'incendio ha generato esplosioni simili a fuochi d'artificio, come testimoniato da diversi video diventati virali in rete. Grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco, nessun occupante della vettura è rimasto ferito. Nonostante ciò, sulle piattaforme social cinesi molti utenti hanno puntato il dito contro il pacco batteria, ipotizzando un difetto strutturale o un fenomeno di deriva termica. La risposta ufficiale di Xiaomi: colpa di un accendinoIn una nota ufficiale rilasciata nelle scorse ore, Xiaomi ha chiarito che l'origine dell'incendio non è da ricercare nella batteria, bensì nel sedile del conducente. Il proprietario del veicolo ha confermato la presenza di una fonte di innesco esterna lasciata incautamente nell'abitacolo. Secondo le ricostruzioni tecniche, un accendino antivento (dotato di fiamma blu ad alta intensità) sarebbe rimasto incastrato tra le guide del sedile: il movimento elettrico della poltrona ne avrebbe attivato il meccanismo, innescando il rogo.Xiaomi ha inoltre precisato che le esplosioni udite non riguardavano le celle al litio, ma erano dovute all'attivazione dei generatori di gas degli airbag sollecitati dalle alte temperature. Il sistema ad alta tensione e la batteria sono risultati integri dopo lo spegnimento. Perché gli incendi delle auto elettriche fanno notizia?Le auto elettriche non si incendiano più spesso delle auto termiche (anzi, finora i dati dicono il contrario, anche se la base statistica è limitta), il clamore mediatico di un'auto a batteria che prende fuoco resta altissimo. Anche perché lo spegnimento degli accumulatori richiede enormi quantità d'acqua e procedure specifiche. I video virali fanno il resto, ma non sempre riportano le reali cause tecniche degli incidenti, come dimostra il caso della SU7.
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Aston Martin e Breitling - Una partnership a tutta velocità per gli orologi di lusso
La Aston Martin ha siglato una nuova partnership con Breitling, diventando il partner ufficiale orologiero del marchio britannico. In estate sarà presentato il primo prodotto su misura, e la collaborazione verrà estesa anche al team Aston Martin Aramco Formula One, impegnato nel mondiale di Formula 1.Il primo orologio frutto della partnership sarà il Navitimer B01 Chronograph 43 Aston Martin Formula One Team, un modello esclusivo che segna il ritorno di Breitling nel mondo delle corse e celebra l'anima sportiva di entrambi i marchi. La velocità nel DNAI due brand condividono da sempre un legame profondo con il mondo della velocità. Breitling fu la prima, già nel 1907, a sviluppare un cronografo capace di misurare velocità fino a 250 miglia orarie. Aston Martin, invece, affonda le proprie radici nelle auto da corsa degli anni '20, dalle quali hanno poi preso forma le iconiche vetture stradali, dalle granturismo alle SUV fino alle moderne hypercar. Questa collaborazione unisce dunque heritage, tecnologia e passione per le performance, dando vita a un nuovo simbolo di stile e precisione.
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Olimpiadi invernali - Milano Cortina 2026: come sopravvivere al traffico tra blocchi, chiusure e zone rosse
Uno stress-test per la mobilità milanese: ecco cosa sono le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 (da venerdì 6 a domenica 22 febbraio). Chi non può fare a meno dell'auto dovrà orientarsi in un labirinto di zone rosse, strade chiuse e forti limitazioni al traffico. Ecco i punti chiave per non rimanere intrappolati in coda sin da subito, tenendo presente che "l'apocalisse" annunciata è il 6 febbraio, giorno della cerimonia d'apertura. Si inizia oggi: blocco in zona MonumentaleDalle 14 a mezzanotte del 5 febbraio, per un evento ufficiale alla Fabbrica del Vapore, il quadrante Nord-Ovest di Milano subirà pesanti restrizioni. Le vie interessate includono: piazzale Baiamonti, via Ceresio, piazzale Cimitero Monumentale (chiuso), via Bramante, via Procaccini e via Cenisio. Verranno sospesi i mezzi ATM di superficie e la Metro 5 salterà le fermate Cenisio e Monumentale. Possibili ripercussioni su viale Certosa, corso Sempione e zona Garibaldi. Inoltre, fino al 18 marzo, le moto non potranno accedere alla corsia preferenziale 90-91 tra viale Serra e piazzale Lodi. 6 febbraio: il "Black Friday" della viabilità milaneseIl 6 febbraio sarà la giornata peggiore di tutte. Dalle 17, l'area intorno a Palazzo Reale e Piazza Duomo sarà blindata per la visita del Presidente Mattarella. Contemporaneamente, la zona della Triennale vedrà la chiusura di viale Alemagna e via Milton. Il corteo dei dignitari diretto allo stadio San Siro attraverserà arterie cruciali come via Senato, piazza della Repubblica, viale Jenner e il cavalcavia Bacula, che saranno soggetti a interruzioni totali.La cerimonia di apertura alle 20 renderà l'intero quadrante di San Siro una zona blindata. Alle 22, l'accensione del braciere all'Arco della Pace comporterà la chiusura di corso Sempione, via Pagano e via Bertani. Si consiglia caldamente di evitare gli spostamenti non necessari. Zone rosse e Security Perimeter: chi può passare?Oltre ai blocchi temporanei, sono istituiti dei Security Perimeter (zone rosse) intorno ai siti di gara e agli hotel delle delegazioni (come il Westin Palace e l'area di Santa Giulia). L'accesso è garantito solo previa esibizione di documenti, ma la sosta su strada è totalmente vietata. Nelle "Vie Olimpiche" la tolleranza sarà zero con rimozione forzata immediata. Consigli per i parcheggi di corrispondenza e Park & RideInutile cercare di avvicinarsi al centro. La strategia migliore è il Park & Ride. I parcheggi di Lampugnano, Molino Dorino e Famagosta si satureranno presto. Per chi arriva da Sud, si consiglia Rogoredo (vicino alla Ice Hockey Arena), mentre da Nord conviene puntare su Cascina Gobba. Per gli attraversamenti, le Tangenziali (A50, A51, A52) restano più affidabili della viabilità ordinaria. Come muoversi per chi arriva dalle autostradeDalla A8 (Venezia/Varese) e A4 (Torino): Evitate l'uscita viale Certosa. Meglio deviare sulla Tangenziale Ovest (A50) e uscire a Settimo Milanese/Via Novara per evitare il blocco di San Siro.Dalla A4 (Venezia/Bergamo): Utilizzate la Tangenziale Est (A51) e uscite a Lambrate o Cascina Gobba per evitare l'asse di via Melchiorre Gioia.Dalla A7 (Genova) e A1 (Bologna): Evitate via Ripamonti (Villaggio Olimpico). Meglio la Tangenziale Ovest verso Assago-Forum e proseguire con la Metro 2. Ulteriori limitazioni fino al 23 febbraioRestrizioni permanenti interesseranno lo Scalo Romana (via Ripamonti), il MiCo-Portello (via Scarampo) e le aree limitrofe alle arene di gara. Le metropolitane resteranno eccezionalmente aperte fino alle 2 di notte. Link utili per il monitoraggio in tempo realeComune di Milano - InfomobilitàATM - Stato delle lineePrefettura di Milano - Zone RosseSito Ufficiale Milano Cortina 2026
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Mercato italiano - MG sceglie Ayvens per il noleggio lungo termine
MG Motor ha avviato una partnership strategica con Ayvens per il canale del noleggio a lungo termine. Con questa collaborazione, il brand inglese di proprietà del gruppo cinese Saic, punta a rafforzare la sua presenza sul mercato italiano, dove in meno di cinque anni ha raggiunto una quota del 3,3% e ha superato il traguardo delle 50.000 unità a fine 2025. I dettagli della nuova offertaL'accordo prevede che Ayvens Italia gestisca il contratto di noleggio (sottoscrivibile dai clienti anche negli oltre 140 punti vendita di MG sul territorio nazionale), fornendo un contributo a 360 gradi: dalla valutazione del credito sino ai servizi post-vendita. In tal modo, il brand inglese potrà ampliare la sua offerta di servizi anche in un canale dal peso crescente sul totale delle immatricolazioni. Infatti, per Andrea Bartolomeo, Country Manager e vice presidente di Saic Motor Italy, la partnership è "un passo decisivo in un mercato in cui la quota di noleggio rappresenta ormai il 30%". L'offerta, rivolta a privati e aziende, include pacchetti full-service per soddisfare diverse esigenze di mobilità e opzioni di personalizzazione dei servizi e riguarda tutta la gamma MG, tra cui le MG3, ZS e HS nelle motorizzazioni benzina, full hybrid e plug-in hybrid e tutti i modelli elettrici. Per Ayvens, l'alleanza con MG è "un'opportunità fondamentale per arricchire la nostra offerta sul mercato italiano", sottolinea Antonio Stanisci, Commercial Director Ayvens Italia.
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Test - Toyota GR Yaris Aero Performance: la compatta più vicina a unauto da rally
La Aero Performance è arrivata nella gamma Toyota GR Yaris e l'asticella già molto alta si alza ancora. Si tratta di un'evoluzione profonda, pensata per rafforzare il legame tra la versione stradale e il mondo sportivo di Toyota Gazoo Racing. Il primo contatto alla guida di questa compatta è avvenuto in un contesto tutt'altro che casuale: il Rally di Montecarlo, primo e leggendario appuntamento del Mondiale WRC 2026, una delle prove più dure e selettive tra strade tortuose, neve e ghiaccio a perdita d'occhio. Dalle competizioni alla stradaFin dal debutto nel 2020, la GR Yaris è stata sviluppata con un obiettivo chiaro: portare su strada l'esperienza maturata nelle competizioni. Un metodo che passa dall'analisi dei dati raccolti in gara al confronto diretto con i piloti, fino allo studio dei componenti sottoposti alle massime sollecitazioni. La nuova Aero Performance rappresenta l'ultimo passo di questa filosofia e introduce sei inediti elementi aerodinamici, progettati per migliorare prestazioni, raffreddamento e stabilità alle alte velocità e nelle frenate più decise. Dettagli tecnici e aerodinamica derivano dal motorsportTra le modifiche più evidenti spicca il nuovo cofano in alluminio con ampio condotto di estrazione del calore, ispirato alla Yaris GRMN e sviluppato nelle competizioni del Campionato rally giapponese. Dal mondo Super Taikyu arrivano invece lo spoiler anteriore ribassato, pensato per ridurre la portanza e affinare il bilanciamento aerodinamico complessivo un lavoro a cui ha contribuito anche il pilota professionista Kazuya Oshima.Al posteriore debutta un grande alettone regolabile manualmente, progettato per garantire maggiore stabilità alle alte velocità e in frenata, con la possibilità di aumentarne o ridurne l'incidenza in funzione dell'utilizzo, ad esempio in pista. Il pacchetto aerodinamico si completa con un nuovo rivestimento del sottoscocca, derivato ancora una volta dalle competizioni Super Taikyu, e con specifici condotti aerodinamici sia anteriori sia posteriori: i primi migliorano la direzionalità nelle frenate più impegnative, i secondi ottimizzano il flusso d'aria sotto l'auto, riducendo resistenza e turbolenze. Motore turbo e cambio manuale: un feeling da rallyentro il cofano ritroviamo una conferma: l'1.6 turbo a tre cilindri, capace di erogare 280 CV e 345 Nm, abbinato esclusivamente al cambio manuale a 6 rapporti. Un cambio solido, duro, con innesti tutt'altro che delicati - e forse poco amichevoli per un uso rilassato in città - ma che restituiscono una sensazione di coinvolgimento totale, quella che chi ama guidare cerca istintivamente.Lo sterzo è stato ulteriormente affinato: con il maggior grip generato dall'aerodinamica si può osare di più anche sugli angoli dell'avantreno, dando a questa compatta una rapidità nei cambi di direzione che richiama immediatamente il mondo delle corse. Ma non quello delle piste perfette: è una sensazione più ruvida, vera, tipica delle auto da rally su strada aperta. Insomma, la Toyota GR Yaris Aero Performance è probabilmente l'auto più vicina a una vera vettura da rally che si possa guidare legalmente su strada. Prezzi e versioniToyota GR Yaris: 52.000 euroToyota GR Yaris Aero Performance: 58.000 euro
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Nuova Suv - Xpeng GX: all'ammiraglia cinese piace il lusso Range Rover
La Xpeng ha presentato per il mercato cinese la sua nuova ammiraglia a ruote alte, la GX, dotata di powertrain range extender. Anche se, a guardarla da fuori, questa Suv di lusso fa pensare ad altre "range": la Range Rover, per essere precisi. Sembra un inglese di lussoLunga oltre 5,2 metri, la Xpeng GX riprende lo stile della Range Rover, in particolare nella fiancata, nello sviluppo orizzontale di cofano e tetto, che appare sospeso sopra i montanti neri, e il taglio verticale della coda. A ricordare la Suv inglese ci sono anche il taglio dei sottili gruppi ottici anteriori e il caratteristico colore champagne della carrozzeria.Le differenze si fanno più evidenti nella coda, dove al posto dei fari a sviluppo verticale c'è una striscia a Led che attraversa il portellone da parte a parte. Portellone che, per inciso, sembra avere una ribaltina separata, proprio come la Range Rover. A scomparsa le maniglie delle portiere (altro elemento in comune con la Suv inglese), che la Cina dovrebbe vietare a partire dal prossimo anno. Elettrica, ma ci sono pure i pistoniLa GX monterà un powertrain con range extender, ossia un'unità elettrica che dà trazione alle ruote, una batteria di media capacità e un motore termico che si occupa esclusivamente di ricaricare gli accumulatori. L'autonomia combinata dovrebbe superare i 1.000 chilometri. Le specifiche precise saranno svelate nei prossimi giorni: l'auto verrà presentata al Salone di Pechino di fine aprile, e il ministero dei trasporti cinese dovrebbe pubblicare i dati tecnici quanto prima. Nei prossimi anni la Xpeng introdurrà le motorizzazioni Reev (che la Casa chiama Xpeng Kunpeng Super Electric System) su altri modelli della sua gamma, tra cui la berlina P7 e la Suv G6, per ora solo sul mercato cinese.
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Made in Europe - Volkswagen e Stellantis avvertono Bruxelles: per salvare l'auto servono etichette e incentivi
Oliver Blume e Antonio Filosa, amministratori delegati del gruppo Volkswagen e di Stellantis, lanciano un appello congiunto alle istituzioni europee attraverso un intervento pubblicato su Il Sole 24 Ore, Les Echos e Handelsblatt. Al centro c'è uno dei pilastri del recente pacchetto Automotive della Commissione Ue: il trattamento preferenziale da accordare alle produzioni europee.In sintesi, i due manager ribadiscono una posizione sostenuta da tutta la filiera: ogni veicolo che soddisfa i criteri del Made in Europe dovrebbe ricevere un'etichetta dedicata e beneficiare di diversi vantaggi, come incentivi nazionali all'acquisto o corsie preferenziali negli appalti pubblici. Un dilemma strategico per l'auto europeaL'intervento si apre con un'analisi del contesto geopolitico e delle due sfide centrali per l'industria automobilistica europea: la concorrenza di importatori provenienti da Paesi con norme meno rigorose e l'esposizione ai rischi del commercio internazionale.Il caso più evidente è quello delle batterie. L'Europa sta investendo miliardi per sviluppare e produrre una tecnologia cruciale. Al tempo stesso, i clienti si aspettano veicoli elettrici accessibili, condizione fondamentale per la diffusione della mobilità elettrica.Tuttavia, spiegano Blume e Filosa, più basso è il prezzo di un'auto, maggiore è la pressione per importare le batterie più economiche possibili. Ne deriva un conflitto tra riduzione dei costi a breve termine, dipendenza da Paesi terzi e resilienza strategica di lungo periodo. Le Case si trovano quindi davanti a un vero dilemma strategico. La risposta: rafforzare il Made in EuropePer risolvere il dilemma, Blume e Filosa indicano una direzione precisa: puntare con decisione sul Made in Europe. Il loro ragionamento si basa su due principi fondamentali. Prima di tutto, chi vende veicoli ai clienti europei dovrebbe produrli in condizioni equivalenti, assicurando così una concorrenza realmente leale. Inoltre, le risorse dei contribuenti europei devono essere impiegate per sostenere la produzione interna e attirare nuovi investimenti nel continente.Il concetto di Made in Europe deve essere definito con criteri chiari, evitando qualsiasi deriva protezionistica. L'obiettivo è costruire o rafforzare la resilienza europea nelle componenti più strategiche. Per i veicoli elettrici, questo significa considerare la produzione del veicolo, il powertrain elettrico, le celle delle batterie e le componenti elettroniche più rilevanti.Secondo i due manager, gli obiettivi devono essere ambiziosi ma realistici. Occorrono incentivi intelligenti per sostenere una crescita stabile della produzione europea. L'etichetta Made in Europe e i sussidi all'acquisto, però, non bastano: servono anche misure capaci di compensare i costi aggiuntivi richiesti dalla produzione interna, come bonus CO inseriti nel regolamento sulle emissioni. Se un costruttore rispetta i requisiti Made in Europe per una parte significativa della sua flotta, il bonus dovrebbe essere applicato all'intera gamma di veicoli elettrici. In questo modo, le aziende sarebbero incentivate a mantenere la produzione nell'Ue e a reinvestire i miliardi risparmiati in sanzioni in progetti strategici sul territorio europeo. L'Europa deve decidere cosa vuole diventareSecondo Blume e Filosa, questo approccio permette di mantenere aperto il mercato europeo garantendo concorrenza leale, sostenendo crescita e occupazione e mantenendo i costi sotto controllo. Ma avvertono che i requisiti di localizzazione, da soli, non bastano a risolvere tutte le sfide. Serve una politica industriale completa, con sussidi mirati per la produzione di celle per batterie europee e incentivi all'acquisto dei veicoli elettrici prodotti in Europa.In un contesto globale in cui molti Paesi difendono con fermezza le proprie industrie, l'Europa deve decidere se vuole limitarsi a essere un mercato di destinazione o se intende rimanere una potenza industriale. Se attuata nel modo corretto, concludono i due dirigenti, una strategia Made in Europe potrebbe trasformarsi in una vera storia di successo europea.
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Supercar - la prima di 200: ecco la Mercedes-AMG GT 63 Pro 4Matic+ di Kimi Antonelli
La Mercedes-AMG ha consegnato il primo esemplare della GT 63 Pro 4Matic+ "Motorsport Collectors Edition" a Kimi Antonelli, pilota della scuderia Mercedes AMG Petronas F1, a poche settimane dall'inizio della nuova stagione di Formula 1 (con tutte le novità a livello tecnico). Solo 200 esemplariProdotta in 200 esemplari, la GT 63 Pro 4Matic+ "Motorsport Collectors Edition" si caratterizza per i tanti dettagli che rimandano al team impegnato nel campionato iridato, a cominciare dal colore nero ossidiana metallizzato, le stelle argentate dipinte a mano sulle fiancate posteriori, i dettagli in tinta "Petronas" sulle fiancate, sullo splitter anteriore, sulle minigonne, sul diffusore, sui cerchi da 21" e sulle pinze freno. Preparata per correreLa sportiva tedesca monta il V8 biturbo AMG da 4.0 litri, capace di una potenza massima di 612 CV (450 kW). Specifica per questo modello la messa a punto aerodinamica, per ridurre il carico alle alte velocità e migliorare il raffreddamento del motore. A sottolinearne la vocazione corsaiola provvedono il pacchetto AMG Exterior Carbon Fibre, con splitter, diffusore e spoiler posteriore in carbonio, il tetto aerodinamico in vetro e l'alettone fisso sul portellone. L'impianto frenante prevede pinze fisse a sei pistoncini davanti (su dischi da 420 mm) e flottanti a un pistoncino dietro, mentre sui cerchi AMG da 21" sono montati pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2R Cup da 295/30 ZR 21 all'anteriore e 305/30 ZR 21 al posteriore. Sportiva anche dentroNell'abitacolo i sedili AMG Performance sono rivestiti in pelle nera e microfibra con impunture nella tinta Petronas, con lo stemma AMG in rilievo sui poggiatesta. Tanti i dettagli in fibra di carbonio su plancia e console centrale, dove si trova anche il badge "1 of 200". Di serie l'impianto audio Burmester High End3D, con 15 altoparlanti e 1.170 watt di potenza, la telecamera a 360, l'head-up display e la funzione specifica AMG Track Pace per la telemetria durante la guida in pista.
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Pubblicità - BYD, il Giurì stoppa la campagna contro Stellantis: Purefication si ferma, ora resta il caso ADAS
Il Giurì della Pubblicità ha imposto a BYD lo stop immediato della campagna Purefication, avviata a inizio anno e ritenuta un chiaro riferimento a Stellantis. Con il provvedimento 1/2026, l'Authority ha stabilito che i messaggi diffusi tramite TV, stampa, sito Internet e social media dalla filiale italiana del costruttore cinese violano il Codice di autodisciplina pubblicitaria.La campagna, dai toni ironici, puntava il dito sui problemi tecnici della cinghia a bagno d'olio del motore 1.2 PureTech di Stellantis, con slogan come La tua cinghia dà i numeri? e incentivi fino a 10.000 euro per chi rottamava uno dei modelli oggetto di richiamo. Per l'Authority la campagna è scorrettaSecondo l'Autorità, quei contenuti hanno infranto gli articoli 2 (comunicazione commerciale ingannevole), 14 (comparazione) e 15 (denigrazione) del Codice. Il Giurì ha quindi ordinato la cessazione immediata della campagna, giudicata come un attacco diretto e scorretto ai prodotti della concorrenza. Sicurezza e ADAS: l'altro fronte BYD-StellantisParallelamente, il 20 gennaio BYD ha lanciato una seconda stoccata a Stellantis. Il tema riguarda i possibili risparmi che secondo il Ceo della Fiat, Olivier Franois, si potrebbero realizzare riducendo il numero di ADAS sulle citycar (per esempio Panda e 500) e compensando questi ultimi con una limitazione della velocità massima. Una proposta-provocazione che, in ogni caso, dovrebbe essere presa in considerazione dall'Europa, che di fatto ha reso obbligatori gli stessi Adas. Comunque sia, il marchio cinese ha risposto con una nuova campagna dedicata alle 5 stelle Euro NCAP ottenute dalla propria gamma, sottolineando gli investimenti nelle tecnologie di assistenza alla guida e nella sicurezza attiva, e la sensazione è che lo scontro tra i due big dell'automotive sia appena iniziato: sarà un match lungo, combattuto su un ring fatto di marketing e forse anche di tribunali, dove ogni mossa può trasformarsi in una strategia comunicativa. O in un caso legale.
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Guida autonoma - Waymo: I nostri robotaxi sono 10 volte più sicuri degli umani alla guida
L'arringa di Waymo si basa su un dato preciso: i suoi robotaxi causerebbero 10 volte meno incidenti con lesioni gravi rispetto alle auto guidate da persone in condizioni analoghe lungo lo stesso percorso. così che la società si appresta a replicare ai commenti critici, in vista dell'audizione odierna alla commissione per il commercio del Senato degli Stati Uniti, come riporta la Reuters. Le polemiche sulla sicurezza e i casi criticiL'azienda del gruppo Alphabet (holding cui fa capo Google) è infatti al centro delle polemiche nate per diversi episodi. Non c'è solo la paralisi da blackout elettrico delle vetture senza conducente a San Francisco di fine 2025: le agenzie federali hanno aperto indagini su un suo veicolo che ha colpito un bambino vicino a una scuola elementare e su altri casi in cui i robotaxi sono passati accanto a scuolabus fermi mentre i passeggeri salivano o scendevano dai mezzi.Waymo comunque è in buona compagnia: anche i robotaxi Tesla sono nel mirino. Stando alla NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration), un automobilista americano è coinvolto in un incidente ogni 200 mila miglia, quattro volte meno spesso delle Model Y senza conducente. Meno vincoli per vincere la corsa contro la CinaProprio Waymo e Tesla sono in pressing sul Congresso USA affinché venga approvata una legislazione con meno vincoli sulla guida autonoma per far progredire i veicoli robot: sostengono che la leadership americana nel settore sia sotto la minaccia diretta della Cina, in un comparto di importanza strategica paragonabile a quella dell'aviazione e dello spazio.
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Pneumatici - Continental Silent Pattern e ContiSilent: come funzionano le tecnologie che riducono il rumore
Il rumore è uno dei fattori che, oltre a influire sul confort a bordo di una vettura, può incidere pesantemente anche sull'ambiente circostante: l'Organizzazione mondiale della sanità ha individuato nel frastuono del traffico il secondo maggiore rischio ambientale per la salute in Europa.I pneumatici giocano ovviamente un ruolo determinante; per questo, da tempo, i costruttori sono obbligati a ridurne l'impatto acustico. L'emissione sonora è un tema così cruciale che viene evidenziato nell'etichetta europea obbligatoria dal 2012, insieme alle prestazioni in frenata sul bagnato e alla resistenza al rotolamento, parametro che incide direttamente sui consumi. Si lavora sui tasselliNelle gomme il livello di rumorosità dipende soprattutto dal disegno del battistrada, strettamente collegato alla capacità di smaltimento dell'acqua nella guida sul bagnato. Per i costruttori si tratta quindi di trovare un equilibrio difficile, progettando forme e dimensioni dei tasselli in grado di coniugare i due obiettivi.La soluzione di Continental si chiama Silent Pattern, un disegno ottimizzato per attenuare i suoni generati intorno ai 50 km/h, velocità alla quale il rumore di rotolamento risulta più percepibile. Per ridurre tale rumorosità, la spaziatura e le angolazioni dei blocchi del battistrada sono state volutamente differenziate. Una tecnica adottata anche da altri costruttori e che nel tempo si sta affinando sempre di più.Questa tecnologia è disponibile su diversi prodotti della gamma Continental, dalle EcoContact 6 Q alle coperture per autobus come le Conti Urban NXT. I passeggeri ringrazianoPer quanto riguarda il confort a bordo, con la diffusione delle auto elettriche il tema della rumorosità delle gomme diventa ancora più cruciale, soprattutto alle basse e medie velocità. Nelle Bev, infatti, manca il rumore del motore che fa da sottofondo e il rotolamento dei pneumatici diventa molto più avvertibile.Per contrastarlo, oltre a lavorare sull'insonorizzazione del veicolo, vengono adottate soluzioni specifiche come schiume interne alla struttura degli pneumatici: diversi produttori le propongono con vari nomi, come il Pirelli Noise Cancelling System o il MICHELIN Acoustic.Nel caso di Continental, questa tecnologia si chiama ContiSilent (immagine sopra) e secondo quanto dichiara il costruttore permette di ridurre fino a 9 dB il rumore di rotolamento (generato dalle vibrazioni dell'aria all'interno del pneumatico) percepito nell'abitacolo. La schiuma in poliuretano ha infatti il compito di assorbire parte delle vibrazioni generate dal pneumatico, impedendo che si propaghino all'interno del veicolo.
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2035 - Per i pro transizione la frenata dell'Europa porterà a meno elettriche e più CO
Transport & Environment, una delle associazioni ambientaliste più influenti a Bruxelles, ha pubblicato una lunga analisi sull'impatto della proposta della Commissione Europea per rivedere i regolamenti comunitari sulle emissioni delle auto. Nel report, ricco di numeri, grafici ed elaborazioni, T&E lancia un'accusa diretta alle istituzioni comunitarie sostenendo che la revisione porterà a un calo delle vendite di auto elettriche, compromettendo gli attuali benefici ambientali.Si tratta di una posizione già nota, anche nei numeri diffusi dagli stessi promotori della revisione, ma che l'associazione ha deciso di rimarcare per aumentare la pressione su Bruxelles e spingerla a mantenere lo status quo. Tanti numeri e qualche dubbioSecondo T&E, le conseguenze della revisione sarebbero di vasta portata, soprattutto per quanto riguarda il ritmo di adozione delle auto elettriche. La Commissione propone infatti di ridurre l'obiettivo di abbattimento delle emissioni al 2035 dal 100% al 90%, lasciando il 10% residuo alla possibilità di usare biocarburanti, efuel e acciaio verde. Questo consentirebbe ai costruttori di continuare a vendere motori a combustione e ibridi, con un impatto diretto sulla diffusione delle auto a batteria.All'interno dell'analisi emerge però un evidente cortocircuito statistico: T&E sostiene che la revisione ridurrà la quota di veicoli elettrici a batteria di 15 punti percentuali, passando all'85% dal 100%. Una formulazione che nella versione sintetica dell'associazione può risultare ambigua, perché l'uso improprio del simbolo % potrebbe essere interpretato come riduzione percentuale anziché come variazione assoluta. Più avanti, infatti, la stessa T&E chiarisce il dato parlando correttamente di punti percentuali.L'associazione stima inoltre gli effetti al 2030: la spalmatura delle emissioni sul periodo 20302032 e l'introduzione di supercrediti dedicati alle piccole elettriche europee potrebbero portare a un calo di 10 punti percentuali della quota di Bev, dal 57% al 47%. T&E parla di una vera e propria decelerazione dell'adozione delle elettriche proprio nella fase più critica della transizione. Gli scenari del 2035Ulteriori dubbi emergono nel passaggio dedicato al 2035. T&E afferma che la quota di Bev dipenderà dal mix di alimentazioni scelto dalle case automobilistiche. L'associazione spiega che con il target del 90% le flotte dovranno restare sotto 11 gCO/km come media di flotta nel 2035. E dopo quella data, i costruttori saranno liberi di vendere qualsivoglia propulsore: benzina, diesel, ibridi, plugin e range extender.A seconda del mix, secondo T&E le case potrebbero vendere fra il 5% e il 50% di veicoli non elettrici. importante chiarire che il 50% nonBEV non appartiene allo scenario centrale, ma rappresenta un estremo teorico di sensitività: si verifica solo nell'ipotesi di forte ricorso a elettriche con range extender molto efficienti, valutate da T&E a 22 g/km. Se invece lo scenario considera un portafoglio più realistico con molte ibride plugin a 45 g/km, la quota nonBEV scenderebbe al 25%. Nel cosiddetto scenario centrale, T&E ipotizza: 10% PHEV, 5% ICE e il resto Bev. da questo scenario che deriva la stima dell'85% di auto elettriche al 2035. L'impatto sulle emissioni sarebbe altrettanto significativo. T&E sostiene che la revisione porterebbe le flotte europee a emettere 720 milioni di tonnellate di CO in più fra il 2025 e il 2050, pari a un incremento del 10% rispetto alla normativa attuale. E gli scenari peggiorativi non finiscono qui: se Bruxelles dovesse indebolire ulteriormente il target, passando dall'obiettivo del 100% all'80% nel 2035, distribuire su cinque anni i requisiti al 2030 e ampliare il sistema dei supercrediti, la quota Bev scenderebbe al 32% nel 2030 e al 70% nel 2050, mentre le emissioni crescerebbero di 1,4 miliardi di tonnellate. Le raccomandazioniNella parte finale del documento, T&E entra nel merito delle proprie richieste alla Commissione, chiedendo di eliminare i crediti per i biofuel, cancellare i meccanismi di compliance pluriennale, ridurre il peso dell'acciaio verde e rivedere la definizione stessa di eCar. L'associazione propone di ridurre la lunghezza massima delle vetture elettriche incentivabili da 4,2 a 4,1 metri, di abbassare i supercrediti da 1,3 a 1,2, di limitarne la validità a tre anni e di riservarli esclusivamente a modelli prodotti in Europa, con batterie assemblate nel continente e una quota crescente di componenti europei.In definitiva, dopo pagine di grafici e simulazioni, T&E arriva alla prevedibile conclusione: per l'associazione è indispensabile mantenere standard rigorosi sulle emissioni di CO fino al 2035, chiedendo a Bruxelles un dietrofront e il ritorno ai regolamenti originari.
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The Mall Race - Il nuovo evento che unisce motori, lifestyle e panorami mozzafiato
Non è una gara, certo, ma non è nemmeno un semplice tour. The Mall Race nasce con un'idea precisa: mettere al centro il piacere di guidare, scegliendo strade, soste e tempi con la stessa cura con cui si prepara un viaggio atteso da tempo. il primo evento dedicato ai motori firmato The Mall Luxury Outlets, pensato per chi vive l'automobile come parte di uno stile di vita che intreccia motori, territori ed experience. Dal 17 al 19 aprile, 30 equipaggi selezionati affronteranno un percorso tra Toscana e Liguria, unendo strade panoramiche e soste esclusive. La partenza è fissata a The Mall Firenze, con arrivo finale a The Mall Sanremo e tappa intermedia a Forte dei Marmi. Un'esperienza di guida consapevoleThe Mall Race non è una competizione cronometrata, ma un'esperienza che celebra la guida come gesto consapevole. Per tre giorni i partecipanti si muoveranno in un contesto che unisce eccellenze paesaggistiche, ospitalità di qualità e momenti pensati per il piacere: hotel eleganti, cene di gala e attività su misura.La collaborazione con Victorious e il legame con l'automotiveOrganizzato insieme a Victorious, realtà con grande esperienza nel mondo delle experience automotive d'alta gamma, l'evento consolida il dialogo tra The Mall e il settore dei motori. Dopo collaborazioni prestigiose come la 1000 Miglia e l'apertura della Dallara Lounge a Sanremo, questo appuntamento rappresenta un passo ulteriore verso un'integrazione ancora più fluida tra lifestyle e territorio. Programma e dettagli della partecipazioneLa quota partecipativa include l'iscrizione di auto e pilota, l'ospitalità in hotel quattro stelle, il catering completo e la welcome bag. Partecipare significa immergersi in un racconto fatto di strade ed emozioni.17 aprile The Mall Firenze Forte dei Marmi10:00 11:00: Registrazione dei team11:00 12:30: Shopping experience12:30: Brunch14:30: Partenza 1 tappa19:00: Arrivo a Forte dei Marmi, checkin e cena18 aprile Forte dei Marmi Sanremo09:00: Partenza 2 tappa13:00: Pranzo lungo il percorso18:00: Arrivo a Sanremo con sfilata nel centro storico20:30: Cena di gala (dress code: cocktail)19 aprile Sanremo The Mall Sanremo09:00: Partenza per la tappa finale10:30: Tempo libero per lo shopping13:00: Brunch conclusivo14:30: Cerimonia di premiazione e saluti finali
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Aspi - Italia in Movimento: le autostrade protagoniste alla Triennale per Milano-Cortina 2026
Fra le numerose iniziative legate alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, Italia in Movimento. Autostrade e futuro si distingue per il suo approccio culturale. La mostra alla Triennale di Milano, promossa da Autostrade per l'Italia e realizzata in collaborazione con il MAXXI (Museo nazionale delle arti del XXI secolo), invita i visitatori a riflettere sul ruolo delle autostrade: infrastrutture di collegamento, ma anche elementi che modellano paesaggio, mobilità e identità del Paese. Un viaggio, mille emozioni tra storia e futuroCurata da Pippo Ciorra con Angela Parente, l'esposizione (visitabile fino al 22 febbraio) propone un percorso in quattro sezioni che intreccia storia, architettura, fotografia e visione futura. Dalla costruzione della rete autostradale alla rappresentazione del viaggio come esperienza sociale, dalla valorizzazione del territorio attraverso gli scatti di Iwan Baan fino alle prospettive tecnologiche offerte da Emiliano Ponzi, le infrastrutture diventano strumenti di connessione tra territori, comunità e grandi eventi internazionali.
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BMW - La Neue Klasse accelera: la nuova i3 è quasi pronta e nel 2027 arriva la M3 da 1.000 CV
La BMW ha avviato l'assemblaggio degli esemplari di pre-serie della i3 nella fabbrica di Monaco di Baviera. La berlina elettrica, che condivide con la iX3 la piattaforma e numerosi altri elementi, sarà presentata nel corso del 2026 in forma definitiva; per il momento, è stata mostrata solo con camuffature che celano le linee della carrozzeria. Formazione e debug della linea produttivaGrazie alle nuove metodologie di lavoro, la BMW è riuscita a sviluppare la linea di produzione pilota della i3 con standard paragonabili a quelli della linea definitiva. Questo permette di testare da subito tutte le procedure e la logistica grazie a team altamente specializzati. Questa fase è fondamentale anche per la formazione degli addetti che saranno poi impegnati nell'assemblaggio dei modelli di serie, garantendo i massimi standard qualitativi sin dal lancio. Nel 2027 la M3 elettrica da 1.000 CVLa BMW i3 affiancherà la Serie 3, seguendo la stessa strategia che lega la iX3 alla X3. Entrambe le vetture nascono sulla piattaforma dedicata Neue Klasse, che introduce innovazioni tecniche cruciali per motori elettrici, batterie e controllo della dinamica di guida. Per la i3, inoltre, si prospetta un'importante evoluzione del reparto sportivo, che sta sviluppando la prima M3 elettrica attesa nel 2027. Con uno schema a quattro motori e oltre 1.000 CV, la futura M alzerà l'asticella delle prestazioni nel segmento delle auto elettriche sportive.
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