Carburanti, continua il calo ma dal gasolio arriva un segnale diverso

4 Ruote - Giu 18,2026
Prosegue anche oggi, 18 giugno, il calo dei prezzi dei carburanti alla pompa. Il trend resta sostenuto dalla discesa delle quotazioni petrolifere, con Brent e Wti ormai da giorni sotto la soglia degli 80 dollari al barile: l'indice londinese tratta intorno ai 78 dollari, quello americano sui 75.Tuttavia, come segnala Staffetta Quotidiana, in queste ore si sta palesando una prima inversione nella fase intermedia della filiera, quella della raffinazione. Le quotazioni del gasolio risultano infatti in lieve aumento, mentre la benzina continua a scendere.A ogni modo, questa mattina il prezzo medio in modalità self service sulla rete nazionale è pari a 1,862 euro al litro per la benzina (-10 millesimi rispetto a ieri), 1,963 euro per il diesel (-11), 0,775 euro per il Gpl (-2) e 1,561 euro/kg per il metano (invariato). Sulla rete autostradale, la verde al fai-da-te si attesta a 1,956 euro (-8), il gasolio a 2,052 euro (-8), il Gpl a 0,883 euro (-3) e il metano a 1,584 euro/kg.In questo contesto, la testata segnala anche la decisione di Tamoil di ridurre i prezzi consigliati: benzina -3 centesimi al litro, gasolio -1 centesimo. Modalità di vendita e marchi Staffetta passa quindi alla consueta elaborazione dei prezzi praticati per modalità di vendita sulla rete stradale e autostradale, sulla base dei dati comunicati dai gestori all'Osservatorio del Mimit. Nel dettaglio, sul self-service: benzina a 1,874 euro/litro (compagnie 1,872, pompe bianche 1,879) e diesel a 1,977 euro (1,978; 1,975). Al servito: verde a 2,014 euro/litro (2,049; 1,949), gasolio a 2,118 euro (2,157; 2,045), Gpl a 0,784 euro (0,791; 0,776), metano a 1,561 euro/kg (1,561; 1,562), Gnl a 1,462 euro/kg (1,465; 1,460).Lo spaccato dei principali marchi vede Eni a 1,865 euro sulla benzina self-service (2,076 al servito) e 1,974 sul gasolio (2,188); IP a 1,879 (2,049) e 1,983 (2,154); Q8 a 1,866 (2,048) e 1,971 (2,152); Tamoil a 1,869 (1,953) e 1,968 (2,057).
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Da Cassino a Mirafiori, da Fiat ad Alfa Romeo: come cambia Fabbrica Italia con Filosa

4 Ruote - Giu 18,2026
passato quasi un mese dalla presentazione di FaSTLAne 2030, ma nei giorni successivi non sono mancate indicazioni supplementari sul piano strategico di Stellantis. Alcune sono arrivate proprio ieri, 17 giugno, durante l'audizione dell'amministratore delegato Antonio Filosa davanti alle commissioni Attività produttive della Camera e Industria del Senato. il caso di tornarci per approfondire alcune dichiarazioni su impianti, marchi e novità di prodotto, partendo da un presupposto: sarà anche per le sue origini italiane, ma Filosa ha fatto un figurone rispetto all'analoga audizione del suo predecessore Carlos Tavares, da molti politici definita disastrosa. Il top manager ha dimostrato una maggior empatia, una miglior conoscenza dei fatti e, ancor di più, schiettezza, in particolare quando, alla domanda su eventuali nuovi incentivi, ha risposto chiedendo interventi su due mali cronici del sistema Italia come il caro energia e le rigidità del mercato del lavoro (Filosa si è così aggiunto a un elenco ormai lunghissimo di manager, imprenditori o associazioni accomunate dallo stesso appello). Ma è stato ancora più schietto nella sua disamina dell'impegno industriale di Stellantis in Italia. Palese il cambio di passo rispetto a Tavares. Lo hanno riconosciuto diversi parlamentari (anche Carlo Calenda ha elogiato trasparenza e disponibilità al dialogo) e molti sindacalisti. Vediamo dunque le principali dichiarazioni su impianti e prodotti. Il nodo Cassino La disamina non può che partire da Cassino, lo stabilimento oggi in maggior sofferenza e quindi più bisognoso del cambio di rotta garantito dallo stesso Filosa. Abbiamo invertito la rotta, anteponendo la qualità alle efficienze a tutti i costi e tornando a puntare sulla forza dei nostri prodotti", ha sottolineato l'ad, evidenziando: Abbiamo mantenuto gli impegni del Piano Italia, ma in molti casi andremo anche oltre". Ed è proprio su questo oltre che bisogna soffermarsi.Cassino ha già ottenuto alcune assegnazioni di prodotto, a partire dalla nuova Grecale, in arrivo nel 2027, passando da nuove serie speciali delle Alfa Romeo Giulia e Stelvio. Poi c'è un altro aspetto che potrebbe riguardare il futuro delle due ammiraglie del Biscione, perché Stellantis ha più volte confermato l'intenzione di dotarsi delle attese eredi. E lo stesso ha fatto Filosa, aggiungendo una conferma: la produzione di due ammiraglie di segmento E per Maserati. Dunque sono confermate anche le eredi di Quattroporte e Levante. Cassino dovrebbe quindi sfornare cinque modelli, due in più rispetto alla situazione attuale. E qui torna l'oltre già citato. Prima, però, c'è da chiudere una partita di importanza vitale. Non posso ancora entrare nei dettagli, ma posso confermare che siamo al lavoro, anche con potenziali partner, per il futuro di Cassino, legato al piano Maserati, ha confermato Filosa, precisando che sono in corso negoziati con due importanti partner, che possono portarci tecnologia, sviluppo e idee e ora stiamo scegliendo con quale andare avanti".Si tratta - ha precisato Filosa - di partnership collaborative. Dunque si prospetta una collaborazione industriale sulla falsariga di quanto già avvenuto in Spagna, con Leapmotor, e in Francia, con Dongfeng. Filosa ha escluso la vendita sia di Maserati sia di Cassino, aggiungendo la possibilità di una joint venture con Stellantis al 51% e una cooperazione su distribuzione, asset manifatturieri, sviluppo tecnologico e filiere locali. Pomigliano e Melfi tra E-Car e Alfa Romeo Per maggiori dettagli bisogna aspettare ancora diversi mesi, ma Filosa ha auspicato di dare novità importanti anche prima di dicembre.Nei prossimi mesi sono attese novità anche per Pomigliano. Entro il 2028 debutterà l'inedita piattaforma E-Car per la produzione di due modelli elettrici ad alti volumi, con prezzo sui 15.000 euro, ma Filosa non ha escluso ulteriori sviluppi: Spero siano tre. E qui si torna ancora all'oltre. Le collaborazioni riguarderanno anche le city car di Pomigliano, secondo il modello già adottato in Spagna e Francia.Le novità si aggiungeranno alla Fiat Pandina ibrida, la cui produzione continuerà almeno fino al 2030, ma non alla Tonale, destinata a chiudere anticipatamente il ciclo di vita e a essere sostituita da un altro modello non più assemblato alle porte di Napoli.Alfa Romeo dovrebbe quindi abbandonare Pomigliano per approdare a Melfi, dove c'è un altro oltre: ai quattro modelli già previsti dal Piano Italia (Jeep Compass, DS N8, DS N7 e Lancia Gamma) si affiancherà un'inedita C-SUV multi-energia, basata sulla piattaforma Stla Medium. Il futuro di Mirafiori: torna la "famiglia 500" una conferma, come quella dell'investimento da 1 miliardo su Atessa per una nuova generazione di furgoni di grandi dimensioni. Proprio questo impegno è stato citato da Filosa per escludere progetti di vendita o delocalizzazione in Polonia.Altra conferma riguarda Mirafiori. La produzione della nuova Fiat 500 ibrida ha determinato un significativo aumento della produzione, ma un solo modello non basta. L'erede del cinquino è assicurato, con una veste che rafforza l'oltre citato, anche se non riguarda gli attuali piani.La nuova generazione della 500 è in programma dal 2030-31: Sarà multi-energia e avrà diverse forme. come fossero più modelli. Dunque torna il concetto di famiglia 500. Tanti impegni, ma ora servono fatti concreti E poi c'è Modena, dove è in arrivo un halo car del Biscione, sono confermate le GranCabrio e GranTurismo e non sono esclusi altri sviluppi legati alla partnership in definizione. Le collaborazioni riguarderanno Modena e Cassino per il futuro di Maserati.Infine il tema della componentistica. Filosa ha parlato di una strategia ben definita per tutti i siti, soffermandosi su Termoli, confermando la produzione dei cambi eDCT e dei motori GSE per compensare l'addio alla gigafactory Acc.La gigafactory avrebbe fatto batterie con costi troppo alti e volumi in calo. Ci sarebbe stato più ricorso alla cassa integrazione. Per questo abbiamo fatto una scelta diversa, ha spiegato, sottolineando le migliori prospettive per cambi e propulsori ibridi.In sintesi, Filosa ha garantito investimenti sempre più forti in Italia e ha ribadito che il Paese rimarrà un pilastro produttivo del gruppo, con stabilimenti specializzati per valorizzare le competenze industriali. Ora, però, restano da vedere i fatti concreti.
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Stellantis: arrivano le versioni economiche di Berlingo, Doblò, Combo e Partner

4 Ruote - Giu 18,2026
Stellantis Pro One amplia la gamma dei suoi furgoni compatti affiancando ciascuno dei modelli dei suoi quattro marchi principali con un nuovo allestimento basato sull'eliminazione del superfluo e su inedite soluzioni che accrescono la praticità e la fruibilità dell'abitacolo. Una proposta che prende il nome di Smart Compact Van e che la divisione veicoli commerciali del gruppo ha voluto indirizzare in particolare ad aziende che vogliono contenere i costi e a giovani imprenditori all'inizio della propria attività. La famiglia degli Smart compact van include Citroën Berlingo First, Fiat Doblò Easypro, Opel Combo Start e Peugeot Partner Active. All'esterno, ciascuno conserva il proprio marchio, ma le caratterizzazioni sono sfumate, dato che lo scudo anteriore e la calandra sono privi di verniciatura. Le differenze rispetto ai modelli standard sono più evidenti all'interno, dove debutta una plancia interamente ridisegnata, che ripropone la strumentazione e il monitor dell'infotainment già conosciuti; anche il volante a quattro razze è stato mantenuto. Da notare che il nuovo cruscotto è uguale per tutti i modelli, pertanto il Partner non si differenzia più per l'i-Cockpit. Per un lavoro più organizzatoLa modifica, che si estende ai pannelli porta, è funzionale all'adozione di nuovi equipaggiamenti per facilitare l'utilizzo della parte destra dell'abitacolo in assenza del passeggero. Fa parte dell'equipaggiamento standard il sedile Flexiseat, con la seduta sollevabile per creare spazio per merci o attrezzi; sopra può essere applicato il Modutable, superficie di lavoro larga quanto metà della cabina, con una parte estraibile che arriva fino a ridosso del sedile di guida, e può essere utilizzato durante le soste per il disbrigo di pratiche professionali o per la pausa pranzo. Ulteriori soluzioni di organizzazione, acquistabili anche dopo l'entrata in servizio del veicolo, sono la Dashbox (disponibile a partire dal 2027), portaoggetti supplementare sulla parte superiore della plancia, il Drivedrawer, uno scomparto nascosto sotto il sedile del guidatore, per custodire documenti, tablet ed effetti personali, e la Moduconsole centrale amovibile con portabicchieri e un ulteriore vano portaoggetti chiuso. Arriverà anche il mild hybridResta disponibile il Magic Cargo che, nella variante a tre posti, permette di ripiegare una sezione della panchetta per trasportare oggetti lunghi attraverso il passaggio nella paratia di separazione dal vano di carico. A proposito del comparto merci, gli Smart Compact Van sono disponibili nelle stesse varianti a passo corto e lungo dei modelli standard (rispettivamente 3,3 o 4,4 m3 di capacità, entrambi con portata standard di 675 kg o maggiorata di 925). La gamma motori segue la stessa logica del quanto basta: l'elettrico da 136 CV è in questo caso abbinato a una batteria da 42 anziché 51 kWh, per 270 km di autonomia dichiarata; costerà circa 3.000 euro in meno dei modelli Bev standard. I due 1.5 diesel da 100 o 130 CV e il 1.2 benzina da 110 CV sono quelli conosciuti, abbinati a cambi manuali. Nel 2027 arriverà un mild hybrid a ciclo Otto con cambio automatico a doppia frizione Dct. Per i modelli con motori termici, Stellantis anticipa una riduzione di prezzo di circa 1.300 euro rispetto a Berlingo, Doblò, Combo e Partner nelle versioni standard.
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Addio Evader: la citycar elettrica di Dacia si chiamerà ancora Spring

4 Ruote - Giu 18,2026
Dacia ha confermato che la sua prossima citycar elettrica realizzata sulla base della Renault Twingo si chiamerà ancora Spring, come il modello oggi in commercio: la denominazione provvisoria Evader, con cui l'abbiamo conosciuta nei mesi scorsi, è stata abbandonata per mantenere quella scelta da oltre 200 mila automobilisti in Europa.Un nome, spiega la Casa in una nota, universale e immediatamente riconoscibile, che richiama la primavera, simbolo di rinnovamento ed energia positiva. Avrà uno stile da crossover La nuova Spring, che con ogni probabilità sarà presentata ufficialmente al prossimo Salone di Parigi, si appoggia alla piattaforma della Twingo, di cui manterrà grossomodo le dimensioni: una lunghezza inferiore ai quattro metri e un passo di circa due metri e mezzo. Le linee, invece, manterranno il look da crossover anticipato dalla Evader e confermato dalle prime immagini teaser pubblicate dalla Casa di Mioveni: assetto rialzato e protezioni in plastica, che la fanno sembrare una piccola SUV da città. Spaziosa per quattro Per parlare di interni è presto, ma Dacia sottolinea che la nuova Spring avrà - esattamente come la Twingo - quattro posti reali e un vero bagagliaio: la citycar francese ha una capacità di 360 / 1.000 litri dichiarati, che nel caso della Spring potrebbero anche essere di più, favoriti dalle linee più squadrate. Per il resto, ci possiamo aspettare un ambiente semplice ma robusto, con soluzioni pratiche per la vita di tutti i giorni, come il sistema YouClip o i tappetini in gomma. Autonomia da citycar Per quanto riguarda il powertrain, al momento non ci sono ancora comunicazioni ufficiali, ma la nuova Spring attingerà alla gamma della Twingo: questo vuol dire motore da 60 kW (82 CV) e batteria al litio-ferro-fosfato da 27,5 kWh. La piccola francese accelera da 0 a 100 km/h in 12,1 secondi, tocca i 130 km/h di velocità massima e percorre, nel ciclo WLTP, 263 chilometri; la sorella Dacia, in virtù delle sue linee più squadrate, potrebbe essere un po' più lenta nello scatto da ferma e fare un po' meno strada, circa 250 km.
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