Benzina e diesel giù, svolta del governo sulle accise: ecco cosa potrebbe accadere nel weekend
Proseguono i ribassi per i prezzi alla pompa di benzina e diesel, mentre anche le quotazioni dei prodotti raffinati tornano a scendere con forza. Arrivano, dunque, segnali positivi dall'andamento dei listini dei carburanti, ancor di più in vista della scadenza del taglio delle accise.A tal proposito, Staffetta Quotidiana, nella sua consueta rilevazione gionaliera, segnala il cambio di passo del governo dopo alcuni giorni in cui si è andata rafforzando l'ipotesi di uno stop allo sconto o comunque di una sua rimodulazione per privilegiare le fasce di popolazione più deboli. In particolare, nel pomeriggio di ieri 4 giugno il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato un nuovo intervento tramite il ricorso al meccanismo dell'accisa mobile. L'ipotesi delle accise mobili In particolare, è prevista l'emanazione di un decreto ministeriale sabato 6 giugno, quando scadrà lo sconto di 6,1 centesimi sulla benzina e di 12,2 centesimi sul gasolio. Per ora non si sa quale possa essere l'entità e la durata del nuovo taglio perché si può ricorrere alle accise mobili solo dopo la prima settimana di ogni mese, quando viene contabilizzato l'extra-gettito dell'Iva prodotto dai rincari. "Dobbiamo effettivamente valutare quant'è la disponibilità, e per motivi tecnici lo sapremo solo sabato, e le condizioni di mercato, per capire come prolungare lo sconto", ha spiegato Giorgetti.In caso di mancato intervento, Staffetta calcola che con le accise piene il prezzo medio della benzina salirebbe a 1,987 euro/litro, quello del gasolio a 2,106 euro/litro. Le rilevazioni giornaliere Tornando alle rilevazioni giornaliere, questa mattina 5 giugno la benzina self service sulla rete stradale è a 1,926 euro/litro (-4 millesimi rispetto a ieri) e il gasolio a 1,984 euro/litro (-4). Il Gpl è a 0,794 euro/litro (-2), il metano a 1,562 euro/kg (invariato). In autostrada, la benzina self è a 2,023 euro (-5), il diesel a 2,068 euro (invariato), il Gpl a 0,906 euro (-1) e il metano a 1,584 euro (invariato).In tale contesto, la testata specializzata segnala anche la decisione dell'Eni di ridurre di due centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina. IP, invece, ha optato per un ribasso di due centesimi sul gasolio. Q8 ha tagliato di 3 centesimi la verde e di 4 il diesel. Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati sulla rete stradale e autostradale vedono la benzina self service a 1,932 euro/litro (compagnie 1,934, pompe bianche 1,930) e il diesel a 1,990 euro (compagnie 1,993, pompe bianche 1,985). Al servito, benzina a 2,071 euro (compagnie 2,110, pompe bianche 1,999), diesel a 2,131 euro (compagnie 2,171, pompe bianche 2,054), Gpl a 0,803 euro (compagnie 0,812, pompe bianche 0,793), metano a 1,562 euro/kg (compagnie 1,561, pompe bianche 1,563), Gnl a 1,453 euro/kg (compagnie 1,459 euro/kg, pompe bianche 1,448 euro/kg).Lo spaccato dei marchi principali mostra Eni a 1,934 euro sulla benzina self service (2,143 il servito) e 1,987 sul gasolio (2,199); IP a 1,940 (2,108) e 2,002 (2,171); Q8 a 1,930 (2,101) e 1,993 (2,169); Tamoil a 1,919 (2,000) e 1,980 (2,067).
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Auto aziendali e fringe benefit, in arrivo una miniriforma fiscale
"Ci sono voluti 18 mesi, ma sta arrivando finalmente un po' di luce sulla martoriata normativa del fringe benefit". Con queste parole l'Aniasa, l'Associazione delle società di noleggio e sharing, ha salutato le modifiche alla tassazione delle auto aziendali contenute, come ha rivelato il quotidiano Il Sole 24 Ore, in un decreto correttivo della delega fiscale che avrebbe dovuto approdare a Palazzo Chigi il 4 giugno ma la cui approvazione è slittata di qualche giorno. Fringe benefit, vecchio regime anche per le riassegnazioni Tre le novità in arrivo. La prima riguarderà i veicoli aziendali già in flotta al 31 dicembre 2024 e riassegnati in uso promiscuo nel 2025. Una circolare dell'Agenzia delle Entrate del 3 luglio scorso aveva specificato, semplificando al massimo, che la nuova disciplina del fringe benefit contenuta nella legge di bilancio per il 2025 non si dovesse applicare alle proroghe dei contratti in essere al 31 dicembre 2024 ma che, invece, si dovesse applicare ai veicoli già in flotta al 31 dicembre 2024 e riassegnati ad altro dipendente tra il 1 gennaio e il 30 giugno 2025. Anche in queste situazioni, se le indiscrezioni saranno confermate, si applicherà dunque la precedente disciplina, più vantaggiosa per le auto a gasolio e benzina. Lo stesso varrà per i mezzi non soggetti al regime transitorio, ossia riassegnati ad altro dipendente dopo il 30 giugno 2025, finora esclusi dal regime forfettario e soggetti, invece, al cosiddetto valore normale. L'Aniasa parla di "superamento definitivo dell'incubo del calcolo del valore normale per i veicoli assegnati dopo il 30 giugno 2025". Stangata su diesel e benzina in flotta da più di cinque anni La seconda novità sembra ispirata proprio alle proroghe che si sono determinate in seguito all'entrata in vigore, all'inizio del 2025, della nuova disciplina del fringe benefit, che ha agevolato i veicoli plug-in e, soprattutto, elettrici, penalizzando quelli con alimentazione tradizionale. Anche in questo caso, qualora le indiscrezioni trovassero conferma, il prelievo fiscale sui mezzi diesel e benzina in flotta da più di cinque anni aumenterà del 50%. "L'aumento dei parametri di calcolo sui veicoli endotermici", sottolinea l'Aniasa, "spingerà a un ancor maggiore turn over e all'immissione sul mercato di veicoli a basse emissioni". Optional al 5% del valore del fringe benefit Infine, la semplificazione del calcolo degli optional. Attualmente, secondo l'interpretazione dell'Agenzia delle Entrate, se un dipendente decide di aggiungere optional all'auto aziendale concessa in uso promiscuo e ne paga il costo di tasca propria (tramite trattenuta in busta paga), queste somme non possono essere sottratte dal valore del fringe benefit e, quindi, non riducono il valore del fringe benefit soggetto a tassazione. Questo perché, afferma l'Agenzia delle Entrate, gli optional non rientrano nel calcolo forfettario basato sulle tabelle Aci, che considerano solo i costi standard di esercizio del veicolo. Con la modifica in arrivo, in presenza di optional a pagamento il valore del fringe benefit sarà aumentato in misura forfettaria del 5%.
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L'Audi Nuvolari presentata a Monaco: i piloti di F1 l'hanno già guidata
I legami della nuova Audi Nuvolari con il mondo della Formula 1 sono tanti, dal propulsore ibrido all'aerodinamica, dal carbonio della carrozzeria fino alla scelta dei colori. Non è un caso che la nuova supersportiva dei Quattro anelli sia stata presentata nei giorni che precedono il Gran Premio di Monte Carlo. "Con l'Audi Nuvolari portiamo su strada l'emozione pura e la performance", ha dichiarato Gernot Döllner, ceo della Casa tedesca. " un'auto che rivela come intendiamo sviluppare per il futuro il nostro 'All'avanguardia della tecnica'". I piloti di F1 l'hanno già guidata Al reveal ufficiale dell'auto, insieme a Döllner, al responsabile del design Massimo Frascella e a tutto il top management dell'azienda, erano presenti anche i piloti della scuderia Audi Revolut F1 Team, Nico Hülkenberg e Gabriel Bortoleto, che durante lo sviluppo della Nuvolari sono stati direttamente coinvolti. E che si sono detti impressionati dalla vettura: "in particolare tutto l'insieme, il feeling dell'auto, la precisione con cui risponde, il connubio tra performance e guidabilità", ha spiegato Hülkenberg. "Quello che colpisce immediatamente è la pulizia e la precisione della risposta dell'auto in ingresso di curva, con un bilanciamento neutro e affilato, che ti fa sentire tranquillo nel tenere la velocità in curva", ha aggiunto Bortoleto.
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Dacia per famiglie: Striker, la wagon-crossover sotto i 25 mila euro
Proporzioni da station wagon, linee e dettagli da crossover: la Dacia Striker è il nuovo modello di segmento C destinato alle giovani famiglie alla ricerca di un mezzo spazioso, da usare come auto di tutti i giorni ma in grado di gestire le necessità di una vacanza (o di un trasloco), ricco di soluzioni pratiche e, come tutte le gitane di Mioveni, proposto a un prezzo decisamente accessibile, inferiore ai 25 mila euro. La nuova Dacia Striker, che sarà svelata nella sua interezza nelle prossime settimane, farà il suo debutto pubblico al prossimo Salone di Parigi. Stile inedito Lunga 4,62 metri, la Striker introduce un nuovo linguaggio stilistico per la Casa, a cominciare dalla firma luminosa composta da tre elementi a LED (due orizzontali e uno verticali), che disegna una T asimmetrica. La calandra sottile integra il nuovo logo Dacia, ed è punteggiata da piccoli quadrati color argento, elemento che torna anche nella presa d'aria inferiore, dove trovano spazio i fendinebbia. In coda ritroviamo gruppi ottici a LED con lo stile di quelli anteriori, collegati da una striscia nera traslucida al cui interno si trova la scritta Dacia. Il nome del modello è riportato invece nella parte bassa del portellone. Elegante ma "avventurosa" Il prototipo presentato a marzo, che anticipa le linee della versione di serie, si caratterizza per un cofano dalle linee scolpite, con due profonde nervature, una fiancata sinuosa con la linea discendente del tetto, quasi a disegnare un tutt'uno con il sottile lunotto posteriore, snellita dal motivo in color nero lucido che "allunga" il terzo finestrino posteriore. Sulla sommità del lunotto c'è un generoso spoiler con due gobbe, che integra anche la terza luce di stop. Tante le protezioni in plastica che corrono lungo la parte bassa della carrozzeria, che contribuiscono al look da crossover della Striker: realizzate in Sparkle, si distinguono per il caratteristico effetto "granulare" visto anche su Duster e Bigster. Interni spaziosi e versatili Le immagini definitive dell'abitacolo non sono ancora state diffuse, ma i pochi dettagli che si intravedono nelle foto del prototipo fanno pensare a una soluzione molto simile a quanto visto sulla Bigster (e le altre Dacia), con la strumentazione digitale (da 7" per le versioni base, da 10" per quelle più ricche) sotto una tradizionale palpebra e lo schermo dell'infotainment da 10" a centro plancia, leggermente rivolto verso il conducente. In linea con la filosofia di auto pratica e concreta, non mancheranno i comandi fisici per le principali funzioni dell'auto, sul volante e nella console centrale, mentre le versioni con cambio automatico avranno il comando e-Shifter per la selezione delle marce. La gamma motori sarà familiare Se le linee della Striker anticipano il prossimo corso stilistico della Casa di Mioveni, la gamma motori ricalcherà (anche per contenere i costi) quella già presente su altri modelli, a cominciare proprio dalla Bigster, che ha un'offerta di powertrain solo elettrificati: mild hybrid a benzina, da 140 CV (131 CV per la versione a trazione integrale), full hybrid da 158 CV e cambio robotizzato a 4+2 rapporti, e l'originale mild hybrid bifuel a Gpl da 140 CV (154 CV per la 4x4) con cambio robotizzato a doppia frizione a sei rapporti. Difficile dire se la Striker avrà versioni a quattro ruote motrici: hanno poco senso su una station wagon, a maggior ragione se costringono a sacrificare un po' della capacità del bagagliaio (sulla Bigster si perdono circa 100 litri). Un nome ispirato agli anni Ottanta Sembra uno scherzo, ma è la realtà: come spiega la Casa stessa, il nome Striker è "evocativo, possente e ispirato agli anni Ottanta". Rimanda agli altri modelli della Casa, in particolare i più grandi, che terminano in -er, ma al tempo stesso "suggerisce la potenza e la precisione di un colpo, come il gesto di abbattere i birilli del bowling". Quanto costerà la Dacia Striker? I prezzi definitivi della nuova Dacia Striker saranno comunicati solo a ridosso della sua commercializzazione, ma le indiscrezioni parlano di un listino che dovrebbe partire da meno di 25.000 euro, in linea con l'offerta della cugina di segmento C, ossia la già citata Bigster, che apre proprio a 24.800 euro.
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Col Turbo 100 addio ai problemi dell1.2 PureTech
Guai a parlare di 1.2 PureTech di terza generazione. I tecnici francesi del gruppo Stellantis, che incontro a Milano in occasione del lancio del nuovo motore Turbo 100 per le Peugeot 208 e 2008, vogliono evidenziare anche nel nome un netto stacco col passato.Sto parlando del tre cilindri che ha debuttato due anni fa sulla Citroën C3 con cambio manuale e priva di qualsiasi forma di ibridizzazione. Lo stesso che in questi giorni ha esordito anche sulle Fiat Grande Panda e Lancia Ypsilon e nelle prossime settimane andrà a equipaggiare la Jeep Avenger, peraltro ristilizzata.In quest'ultimo caso, esattamente come per le auto del Leone o per la Opel Corsa, va a rimpiazzare il famigerato 1.2 PureTech, quello con la cinghia in bagno d'olio, soggetta a deteriorarsi in particolari condizioni di utilizzo. Ma vediamo nel dettaglio in cosa questo tre cilindri è cambiato, e perché. Qual era il problema Per capire bene come si è arrivati al nuovo 1.2, che di fatto è lo stesso che equipaggia le versioni ibride abbinate al cambio a doppia frizione, occorre fare un passo indietro. La prima generazione del 1.2 PureTech risale al 2014. All'epoca anche altri costruttori (come Ford, giusto per citare uno dei maggiori) utilizzavano cinghie in bagno d'olio, visti i vantaggi rispetto alla catena di distribuzione in termini di efficienza e di silenziosità di funzionamento. Ci volle del tempo per capire che questa soluzione dava dei problemi: alcune molecole presenti nella benzina, che inevitabilmente col passare dei chilometri finivano per contaminare il lubrificante, aggredivano la cinghia stessa, con il distacco di minuscole particelle che alla lunga intasavano il circuito di lubrificazione, portando a rischi di surriscaldamento facilmente immaginabili. Questo problema si accentuava in caso di frequenti utilizzi brevi - il classico tragitto casa ufficio di una decina di chilometri - e ha riguardato anche la seconda generazione del PureTech (arrivata nel 2018), almeno fino a metà 2022, quando i tecnici hanno adottato una nuova cinghia con materiali più resistente agli agenti chimici aggressivi. La catena è per la vita Con l'adozione della catena di distribuzione questo problema è stato definitivamente risolto. Ma questa è solo una delle novità del motore Turbo 100, che rispetto al 1.2 PureTech Gen2 cambia il 70% dei componenti.Fra i principali, l'adozione di un turbocompressore con turbina a geometria variabile e del ciclo di combustione Miller, oltre agli iniettori ad alta pressione a 350 bar: tutte soluzioni che vanno incontro alle esigenze di una maggiore efficienza.I pistoni sono stati ovviamente riprogettati e cambia anche il flusso del circuito di lubrificazione al loro interno, per ridurre il rischio di surriscaldamenti.Gli intervalli di manutenzione passano a due anni (o 25.000 km), mentre ovviamente la distribuzione è a vita, grazie all'adozione della catena. Per la cinghia, invece, era prescritta la sostituzione ogni 6 anni/100.000 km.Per chi invece pensasse ai kit di conversione cinghia/catena che alcuni costruttori after market propongono, il rischio è di andare incontro a problemi ancora maggiori (e l'inevitabile decadenza di ogni tipo di garanzia della Casa), perché nel passare dal PureTech Gen2 al Turbo 100 sono state riprogettate diverse componenti (per esempio, il tendicatena è inserito nella testata) e non sarebbe bastata una semplice modifica della sola distribuzione. Il consumo d'olio, l'altro tema scottante L'altro problema che gli ingegneri francesi sostengono di essersi lasciati alle spalle con il passaggio al nuovo Turbo 100 è l'eccessivo consumo di olio. Nell'1.2 PureTech Gen1 questo era dovuto a un difetto delle fasce raschiaolio, che emergeva in alcune condizioni di utilizzo. Risolto questo aspetto con il passaggio alla seconda generazione, nel 2018 restava un altro problema, dovuto stavolta al malfunzionamento delle valvole del separatore dell'olio (nella foto qui sopra è il componente nero sulla sinistra). In questo caso la soluzione ha richiesto una riprogettazione del separatore stesso, che oggi (anche nel nuovo Turbo 100) ha una costruzione più semplice e affidabile. Il nuovo tre cilindri ha gli stessi ingombri del precedente 1.2 PureTech, nonostante, come detto, mantenga di quest'ultimo solo il 30% dei componenti. Del resto, per alcuni modelli, come nel caso della Peugeot 208 e della 2008, ne va letteralmente a prendere il posto. Lo stesso motore equipaggerà anche il Peugeot Rifter, in questo caso con una potenza di 110 cavalli. Quali tutele per i vecchi clienti Ora, se chi sceglierà il nuovo Turbo 100 può dormire sonni più tranquilli, i clienti del vecchio 1.2 PureTech cosa possono fare? E quali sono le casistiche di difettosità? Gli ingegneri francesi che incontro a Milano si guardano bene dal dare numeri precisi. Dicono che si parla di percentuali molto basse, ma aggiungono che sono in circolazione nel mondo 10 milioni di motori PureTech (la metà dei quali equipaggia una Peugeot). E, quindi, la statistica in questo caso non aiuta Va comunque detto che per i propri clienti la Casa francese ha esteso a 10 anni o 180.000 km la copertura da difetti che riguardino la cinghia in bagno d'olio o il consumo eccessivo di lubrificante. Tutto ciò, a patto che la manutenzione sia stata regolarmente eseguita. Per chi finora non lo avesse fatto è possibile richiedere in concessionaria il cosiddetto Check Plus, che controlla le condizioni della cinghia (operazione che viene eseguita anche in occasione dei tagliandi) e degli altri componenti a rischio: il costo è di circa 400 euro e fa scattare il diritto alla suddetta garanzia estesa. Per quanto riguarda i nuovi modelli, quelli con motore Turbo 100, invece, la copertura è di 8 anni o 160.000 km e copre ogni tipo di difettosità, sempre a patto di effettuare i tagliandi presso la rete ufficiale.
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Audi Nuvolari, oltre la R8: 1.001 CV ibridi e più di 350 km/h
Non una nuova R8, di più: con 1.001 CV ibridi e una velocità massima oltre i 350 km/h, tirata a soli 499 esemplari dal prezzo (non ancora ufficializzato) che dovrebbe oscillare tra i 500.000 e i 600.000 euro in base alle specifiche, la Nuvolari è l'Audi di serie più veloce, potente ed esclusiva di sempre.Realizzata tra l'Emilia-Romagna e Neckarsulm, segue il recente ingresso del marchio nella Formula 1 e nasce con tempi di sviluppo da record: Sono intercorsi solo 409 giorni dal kick-off del progetto alla realizzazione del primo prototipo marciante, ci spiega Rouven Mohr, CTO della Casa. C'è da dire che la base era già pronta: questa super-Audi, infatti, condivide la propria base tecnica a motore V8 centrale con la Lamborghini Temerario, pur mettendosi in proprio per tanti aspetti, dalla gestione della trazione integrale all'impianto frenante, fino ad arrivare all'aerodinamica e alle geometrie (la carreggiata è più larga). C'è tanta Italia, dunque, non solo nel nome. Considerato anche che la Nuvolari porterà per prima su strada, all'inizio del 2027, il nuovo linguaggio stilistico del brand a firma Massimo Frascella.Con questo modello andiamo deliberatamente verso il segmento ad alte prestazioni e affermiamo l'ambizione di Audi di essere il marchio automobilistico premium più desiderabile, ha dichiarato Marco Schubert, membro del CDA e responsabile vendite e marketing. E non è da escludere che la Nuvolari sia l'apripista di una nuova gamma ad alte prestazioni. Lo stile della Concept C e una pelle in carbonioSuperfici tese, tecnologie integrate senza soluzione di continuità e componenti aerodinamiche rigorosamente funzionali ne definiscono la cifra estetica, molto tecnica, che rielabora i canoni stilistici della Concept C su un corpo e proporzioni da sportiva a motore centrale. Nuvolari può vestire diversi colori, tra cui il Titanium caratteristico delle nuove Audi e della R26, la monoposto di Formula 1 oppure sfoggiare il carbonio a vista: la scelta spetta al cliente.Per la prima volta in Audi, il telaio Space Frame in lega di alluminio convola a nozze con una carrozzeria in fibra di carbonio (quasi tutti i componenti esterni sono realizzati in polimero rinforzato con fibra di carbonio), frutto del know-how acquisito in Formula 1. Inediti, per una vettura di serie dei Quattro anelli, sono anche i cerchi forgiati monodado. Interni: tanta qualità, poche distrazioniDentro, come sulla Temerario, il cockpit è avvolgente e l'infotainment (dallo schermo più piccolo) è posizionato a scivolo, ma entrambe si calano in un contesto più sofisticato e minimalista, chiaramente focalizzato sulla guida. Non c'è il display per il passeggero e tutti i comandi essenziali sono posizionati nel campo visivo del conducente.I pulsanti hanno un feedback aptico e sonoro: il tipico click di Audi, quel suono metallico e quella precisione tattile che in passato ha contribuito al successo dei modelli di Ingolstadt, torna a farsi sentire, perfino amplificato, accompagnato da forme funzionali e mai banali. Originali anche le leve per regolare i sedili, che hanno una struttura in fibra di carbonio, per ridurre il peso garantendo al contempo il giusto supporto laterale. Aerodinamica attiva e DRSDal propulsore ibrido alla carrozzeria esterna in carbonio, il filo rosso con la Formula 1 è lungo. Ma il comune denominatore principale sta probabilmente nell'aerodinamica, che sfrutta parti attive per regolare la deportanza, la resistenza aerodinamica e fornire equilibrio in funzione delle condizioni di guida: i piloti del team Audi F1, Nico Hülkenberg e Gabriel Bortoleto, hanno fornito feedback mirati durante la fase di sviluppo.Zero effetti speciali: ogni elemento svolge una funzione aerodinamica precisa. Dalle prese d'aria anteriori, per raffreddare freni, motore termico e componenti ibridi, all'S-duct, che migliora l'efficienza dell'asse anteriore. L'elemento principale è però l'alettone posteriore, adattivo e retrattile, che si regola (manualmente o automaticamente) in tre posizioni: Closed, Low Downforce (LD) e High Downforce (HD).In posizione Closed, l'alettone sparisce, minimizzando la resistenza aerodinamica. Nelle configurazioni LD e HD, invece, genera diversi livelli di deportanza: nei rettilinei passa alla posizione LD per aumentare velocità e stabilità, attivabile anche con il pulsante DRS (Drag Reduction System). In frenata e in curva, l'alettone passa alla posizione HD per ottimizzare la deportanza. Il carico aerodinamico complessivo può superare i 400 kg. Oltre 10.000 giri e più di 1.000 CVLa supercar dei Quattro anelli è mossa da un powertrain ibrido ad alte prestazioni che genera una potenza massima di 736 kW (1.001 CV), superiore a quella della Lamborghini Temerario (920 CV).A fare la differenza è il tuning della parte elettrica: i motori sono gli stessi. Un V8 biturbo 4.0 eroga da solo 800 CV e 730 Nm, raggiungendo i 10.000 giri/min, affiancato da tre unità elettriche a flusso assiale da 110 kW (150 CV) ciascuna. La batteria agli ioni di litio, con una capacità lorda di 7,3 kWh, è più grande di quella Lamborghini.Con questo sistema, la Nuvolari accelera da 0 a 100 km/h in 2,6 secondi e da 0 a 200 km/h in 6,8 secondi, con una velocità massima superiore a 350 km/h. Trazione integrale predittivaI due motori elettrici anteriori assicurano la trazione integrale e un torque vectoring variabile, per massimizzare l'agilità e la stabilità. Con la Nuvolari, Audi evolve il concetto di trazione integrale predittiva grazie a un sistema che elabora continuamente lo stato del veicolo utilizzando dati come angolo di sterzata, accelerazione, imbardata e aderenza, prevedendo eventuali perdite di grip.Sono cinque le modalità di guida: E-Hybrid, Balanced, Dynamic, Dynamic+ e Track, con possibilità di regolare il controllo di trazione fino al TC Off. Gestione energetica e frenata da Formula 1Anche la gestione dell'energia si ispira al motorsport, con strategie di boost e recupero estese a quasi tutte le fasi di guida. All'anteriore, la decelerazione elettrica (fino a 0,3 g, in determinate condizioni) copre parte della frenata, mentre le fasi di veleggiamento consentono il recupero energetico.L'impianto frenante è un sistema brake-by-wire con dischi carboceramici CCM-R derivati dalla Formula 1 (420 40 mm all'anteriore e 410 32 mm al posteriore). La struttura in carbonio a fibre lunghe resiste a carichi termici estremi e a uso intensivo.I dischi beneficiano inoltre di un sistema di raffreddamento interno che, secondo Audi, aumenta la dissipazione del calore fino al +21% rispetto ai sistemi carboceramici tradizionali.
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Ares Atelier al GP di Monaco: il rilancio passa da clienti e lusso su misura
Il rilancio dell'Ares di Modena è entrato nella sua fase operativa grazie al sostegno di nuovi investitori, tra cui Proma Group, società campana già protagonista del salvataggio della tedesca Recaro. Ora, però, servono ulteriori passi per rimettere in carreggiata il marchio modenese specializzato nella personalizzazione di veicoli di lusso, a partire da una ripresa e da un rafforzamento dei legami con il proprio bacino di clienti di riferimento. in questo contesto che si inserisce la decisione della nuova dirigenza, guidata dall'ex Ferrari Antonio Trotta, di presenziare al prossimo GP di Monaco di Formula 1 con diversi spazi riservati non solo ai clienti, ma anche ai partner e agli stakeholder internazionali. Le ambizioni di Ares Il Gran premio è uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario automobilistico mondiale e rappresenta una vetrina ideale per Ares per raccontare la propria identità, caratterizzata da cultura del dettaglio, progettazione su misura e interpretazione contemporanea del concetto di bespoke e, soprattutto, per consolidare il posizionamento nel lusso e nell'unicità.Durante il fine settimana del GP, l'Ares accoglierà i suoi ospiti, tra cui anche appassionati, collezionisti e operatori del settore, in spazi predisposti tra la Rocca di Monaco e l'area del Beau Rivage, uno dei tratti distintivi della gara monacense. Gli incontri saranno l'occasione per approfondire i progetti già avviati e le attività future e per illustrare il percorso di personalizzazione attraverso cui le vetture vengono trasformate per soddisfare le richieste della clientela. Il contesto è quindi perfettamente allineato con le caratteristiche distintive del marchio e con le ambizioni di rilancio della nuova proprietà.
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