Dacia - La nuova citycar elettrica affiancherà la Spring

4 Ruote - Gen 12,2026
La Dacia presenterà nel 2026 una elettrica entry level che affiancherà e non sostituirà immediatamente l'attuale Spring, appena rinnovata. I vertici del marchio hanno confermato l'arrivo del modello basato sulla meccanica della nuova Twingo, noto per il momento come Evader: il lancio del prodotto di serie potrebbe avvenire al Salone di Parigi con prezzi a partire da circa 18.000 euro. Evader e Spring a listino insiemeIn un mercato dove le auto elettriche non sono ancora affermate come previsto, la scelta della Dacia appare controcorrente; tuttavia, i vertici hanno immaginato una coesistenza delle vetture nel segmento A soltanto per un periodo di tempo, visto che la Spring sarà gradualmente mandata in pensione. La seconda elettrica Dacia, progettata e prodotta in Europa a differenza della Spring, avrà dimensioni maggiori, un prezzo superiore e un look da Suv in miniatura, replicando le proporzioni esterne della Twingo elettrica a cinque porte.
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Sicurezza stradale - Auto richiamate e mai riparate: le mine vaganti saranno consultabili online

4 Ruote - Gen 12,2026
Passo decisivo verso la trasparenza sui richiami di sicurezza delle auto: nasce l'elenco telematico che rivelerà quali veicoli non hanno ancora ricevuto gli interventi prescritti dalle Case, nonostante i rischi per la salute e la sicurezza. Un caso su tutti? Quello degli airbag Takata difettosi, al centro di un maxi richiamo globale che ha coinvolto - e coinvolge tuttora - milioni di veicoli.Un database consultabile da tutti, pensato per ridurre le mine vaganti sulle nostre strade. Nasce l'elenco telematico dei richiamiGrazie a un decreto del direttore generale della Motorizzazione civile, Gaetano Servedio - che attua il nuovo articolo 80 bis del Codice della strada, introdotto con la riforma del 2024 - nasce finalmente l'archivio dei veicoli non sottoposti a richiamo.Il costruttore che, dopo 24 mesi dall'avvio della campagna di richiamo, riscontri che un veicolo non sia stato ancora adeguato, ha l'obbligo di inserire i dati nell'elenco telematico istituito dalla Motorizzazione e di provvedere al suo aggiornamento. Un database delle mine vagantiIl primo passo verso la realizzazione di questo database è stato compiuto nei giorni scorsi con la pubblicazione della norma che istituisce, presso il Centro elaborazione dati della Motorizzazione civile a Roma, il cosiddetto elenco telematico.Questa lista riguarda i veicoli di categoria M (autovetture), N (autocarri) e O (rimorchi) inseriti in una campagna di richiamo sui quali, dopo due anni, non si sia ancora intervenuti. Una sorta di black list di potenziali mine vaganti, finora note solo alle Case auto. Le informazioni a cui si potrà accedereLe informazioni a cui si potrà accedereNell'elenco saranno consultabili da tutti i cittadini:Costruttore e marchio del veicoloModello e tipo di veicoloNumero di telaio (VIN)Periodo di produzione e codice della campagna di richiamoData di avvio e di pubblicazione della campagnaDescrizione del difetto e misure correttiveCodice Rapex (sistema di allerta UE) Aggiornamento in tempo realeLe Case dovranno inserire e aggiornare costantemente i dati, cancellando i file subito dopo l'intervento. Chi omette l'aggiornamento rischia una sanzione da 10.000 a 60.000 euro per ciascuna misura non adottata. Accesso dal Portale dell'automobilistaL'elenco sarà consultabile attraverso il Portale dell'automobilista su cui sarà attivata una funzione di ricerca avanzata. Questa funzione sarà particolarmente utile prima dell'acquisto di un'auto usata, per verificare che il mezzo non si trovi nella "black list", o in caso di incidenti stradali. Quando sarà operativo?Ma quando potremo finalmente consultare questi dati? Ci vorrà ancora un po' di tempo. Per ora si sa che il decreto, come si legge nello stesso provvedimento, acquista efficacia entro 60 (sessanta) giorni dalla pubblicazione, dunque entro il 17 febbraio 2026.La data, tuttavia, non è perentoria né può esserlo in considerazione del fatto che la realizzazione e il collaudo di una nuova piattaforma informatica, soprattutto da parte di una pubblica amministrazione soggetta a procedure particolarmente rigide e vincolanti, richiedono un tempo tecnico non prevedibile a priori. Non solo. Dal momento in cui la piattaforma sarà messa a disposizione delle Case, occorrerà poi del tempo per popolarla. Insomma, è probabile che ci vorranno alcuni mesi. Addirittura, secondo un'interpretazione estrema della norma da parte di alcuni addetti ai lavori, il calcolo dei 24 mesi a partire dalla data del richiamo da cui scatterebbe l'obbligo, per le Case, di popolare la nuova banca dati decorrerebbe dall'entrata in vigore della legge, avvenuta il 14 dicembre 2024. Un'interpretazione inaccettabile in considerazione del rischio grave per la salute o la sicurezza delle persone che deriva dalla circolazione di mezzi soggetti a richiamo di sicurezza.
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Ue-Cina - Auto elettriche cinesi, è davvero la fine dei dazi sull'import in Europa?

4 Ruote - Gen 12,2026
Con una certa enfasi, Pechino annuncia un accordo con l'Europa per cancellare i dazi sulle auto elettriche costruite in Cina ed esportate in Europa: al loro posto, secondo la Camera di commercio cinese presso l'Ue, verrebbero introdotti prezzi minimi, grazie a specifiche linee guida pensate da Bruxelles. Che però getta acqua sul fuoco: Il documento che abbiamo pubblicato, spiega il portavoce della Commissione europea per il Commercio, Olof Gill, è destinato a fornire orientamenti agli esportatori cinesi. Nient'altro. In sostanza, i costruttori potrebbero prendere in considerazione "la presentazione di offerte di impegno sul prezzo per l'esportazione di elettriche". Sarà davvero il primo passo verso l'abolizione dei dazi, come vorrebbe Pechino, oppure c'è ancora molto da fare? Vediamo di capirlo ripercorrendo tutte le tappe della vicenda, dal principio alle novità di oggi. La stangata del 2024Il 31 ottobre 2024, l'Ue impone delle tariffe extra alle Case cinesi che esportano elettriche nell'Unione, molto più alte rispetto alle tasse già applicate (pari al  10%). Stando a Bruxelles, infatti, Pechino avrebbe aiutato con sussidi massicci i produttori locali, alterando la normale competizione coi costruttori europei: in pratica, Bruxelles punisce le sovvenzioni governative sleali. Ossia ordini per flotte governative, prestiti a basso interesse da parte di banche statali, accesso a terreni low-cost per le fabbriche, agevolazioni fiscali, materie prime e componenti in parte finanziate da industrie nazionali. Tesi smentita dal Celeste Impero. Che minaccia di ricorrere all'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) per violazione dei princìpi del libero scambio: passaggio chiave, come troveremo in seguito. L'extra barriera varia a seconda del Gruppo e del grado di collaborazione fornito all'Ue durante l'indagine: 35,3% per i non collaborativi. L'obiettivo è tutelare le Case europee, che propongono listini più alti, divenendo non competitive con le aziende del Dragone.  Il pressing di Pechino Da subito, la Cina mira a cancellare i dazi, puntando tutt'al più a un prezzo minimo per le auto elettriche esportate: un altro modo per proteggere le Case europee, ma meno pesante rispetto alle barriere doganali. Intanto, i costruttori cinesi si attrezzano, creando le condizioni per produrre in Europa per aggirare legalmente le tasse con le elettriche "made by China", anziché "made in China". Il gigante BYD, in Ungheria, fa da apripista con una fabbrica. Considerando il livello di penetrazione delle elettriche nell'Unione anche dopo i dazi, in parallelo a Bruxelles si interrogano sull'efficacia del protezionismo.  Pechino punta sul prezzo minimoSi arriva alle scorse ore, quando la Cina nell'intento di forzare la mano annuncia un accordo con l'Ue per stabilizzare il mercato e favorire relazioni commerciali equilibrate. Bruxelles pubblicherebbe in futuro un Documento di orientamento sugli impegni sui prezzi, confermando il principio di non discriminazione e applicando gli stessi standard giuridici a ciascuna domanda, in conformità con le norme del Wto. E sulla base del rispetto reciproco.Secondo i funzionari cinesi, l'Ue condurrà le valutazioni in modo obiettivo e imparziale, rispettando pienamente lo spirito del dialogo e i risultati delle consultazioni tra Cina e Unione. Le due parti avrebbero convenuto sulla necessità di fornire agli esportatori cinesi di veicoli esclusivamente elettrici verso l'Ue linee guida generali sugli impegni sui prezzi. Così da risolvere adeguatamente le divergenze attraverso il dialogo e la consultazione nel quadro delle norme del Wto e preservare la stabilità della filiera e della catena di fornitura dell'industria automobilistica tra Cina e Unione Europea e a livello globale. Questo favorisce un sano sviluppo delle relazioni economiche e commerciali tra Cina e Unione europea, e il mantenimento di un ordine commerciale internazionale basato su regole. L'Ue è molto più cautaCome detto, l'Ue è molto più cauta di Pechino e parla soltanto di "orientamenti", cioè indicazioni. Un fatto, però, c'è: a dicembre 2025, la Commissione ha effettivamente "avviato un'indagine di revisione provvisoria per esaminare un'offerta di impegno sul prezzo: si è ritenuto che fosse arrivato il momento di emettere questo ulteriore orientamento, in vista di eventuali ulteriori offerte di impegno, qualora dovessero arrivare. Abbiamo interagito con il ministero del Commercio cinese su questa questione e continueremo a farlo.  Ma l'accordo serve ancora?In sostanza, i dazi europei sulle auto elettriche prodotte in Cina sono e restano in vigore. Ma qualcosa potrebbe cambiare se la Cina offrisse ancora di più. Sempre che la questione sia davvero rilevante: primo, perché come visto i costruttori cinesi più importanti hanno già trovato modo di aggirare le tariffe, producendo in Europa; secondo, perché con le elettriche "rallentate" dai dazi, molti produttori si sono decisi a puntare sull'endotermico, soprattutto ibrido, invadendo comunque il Vecchio continente con prodotti diversi dalle elettriche. L'accordo, insomma, non risolverebbe poi granché.
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Tokyo Auto Salon - La Civic Type R e la Prelude diventano più cattive

4 Ruote - Gen 12,2026
La Honda ha presentato al Tokyo Auto Salon numerosi modelli sportivi firmati HRC, prendendo ispirazione dall'esperienza della Casa giapponese nel motorsport. La filosofia scelta è quella di una doppia linea di allestimenti, Sport e Trail, dedicati rispettivamente ai modelli stradali e al mondo delle Suv e delle fuoristrada. Le Civic Type R e Prelude "vitaminizzate"Per gli appassionati di guida sono state sviluppate le Civic Type R e Prelude HRC Concept. La Civic ha già concluso la sua carriera in Europa, ma è ancora in produzione in Giappone. Per quanto riguarda la Honda Prelude, la Casa ha anticipato il pensiero degli appassionati: il ritorno di una coupé sportiva non può che essere accompagnato da versioni più "pepate". Al momento la gamma di serie prevede soltanto un allestimento con motore ibrido e il nuovo cambio Honda S+ automatico. Le due HRC Concept sono caratterizzate da livree speciali e adottano accessori dedicati che esaltano il piacere di guida. Non è escluso che possano anticipare una linea di optional HRC Performance Line disponibile in futuro per i clienti. Le versioni Trailsport dei modelli a ruote alteLa stessa filosofia delle HRC Concept è stata applicata al mondo delle ruote alte con le Trailsport HRC Concept dei modelli Honda CR-V, ZR-V, Vezel (conosciuta da noi come HR-V) e WR-V. Questi modelli sono destinati a trasformarsi rapidamente in allestimenti sportivi di serie, come dimostra la Pilot Trailsport Elite, già introdotta negli Stati Uniti ed esposta in Giappone per la prima volta. Civic, Super-ONE e N-ONELa Honda ha svelato tre ulteriori anteprime: la Civic e:HEV RS Prototype, la Super-ONE Prototype e la N-ONE RS Racing Mate Concept. La Civic anticipa una versione di serie che adotterà la stessa trasmissione presentata sulla Prelude in abbinamento a un allestimento sportivo e al motore ibrido. La Honda Super-ONE è la compatta elettrica già presentata in passato, ora esposta in una delle colorazioni definitive; gli ordini si apriranno in Giappone entro fine anno. La N-ONE, infine, è basata sul restyling appena introdotto e anticipa il possibile ritorno del cambio manuale, rendendo omaggio a una delle aziende di elaborazione più note degli anni '60.
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Toyota - Nuovo Hilux, il pick-up arriva in Europa con diesel ed elettrico

4 Ruote - Gen 12,2026
La Toyota ha presentato al Salone di Bruxelles la nona generazione dell'Hilux per il mercato europeo. Il pick-up sarà proposto in versione diesel 2.8 litri ibrido 48 V e, per la prima volta, anche nella variante elettrica: l'apertura delle vendite in Italia è prevista per la metà dell'anno. Frontali diversi tra elettrico e dieselLo stile del nuovo Hilux è coerente con le ultime tendenze del marchio, ma ci sono due novità principali: per l'Europa è prevista solo la carrozzeria doppia cabina e il frontale ha un design diverso a secondaa delle versioni, endotermica o elettrica. I gruppi ottici su due livelli distinguono subito la nuova serie da quella uscente; inoltre, gli interni sono stati completamente riprogettati per integrare il doppio schermo da 12,3" e i nuovi comandi della trasmissione. Fino a 380 km di autonomia in elettricoL'Hilux elettrico propone la trazione integrale con due motori, ma non è ancora nota la potenza massima. La batteria da 59,2 kWh consente di percorrere fino a 257 km nel ciclo WLTP, valore che sale fino a 380 km nel ciclo cittadino. La capacità di carico è di 715 kg ed è possibile trainare 1.600 kg, contro rispettivamente i 1.000 e 3.500 kg del diesel ibrido. Quest'ultimo sfrutta l'ultima evoluzione del motore 2.8 litri ibrido 48V abbinato alla trazione integrale Multi-Terrain Select. Per entrambi i powertrain la Toyota dichiara una capacità di guado di 700 mm. La casa madre fornirà le schede tecniche complete in occasione della pubblicazione dei listini ufficiali.
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Carburanti - Diesel più caro della benzina in tutta Italia, ecco le regioni dove costa di più

4 Ruote - Gen 12,2026
In tutte le regioni italiane (escluse le autostrade) il prezzo medio del diesel in modalità self-service è più alto di quello della benzina, per effetto della manovra varata dal governo che prevede l'aumento delle accise sul gasolio e la riduzione equivalente di quella sulla "verde". quanto emerge dall'analisi dei dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), aggiornati al 12 di gennaio e pubblicati sul sito istituzionale del dicastero di via Veneto.Lo scostamento medio nazionale è di 3,5 centesimi/litro, ma, ovviamente, cambia da regione a regione. Il gap è mediamente più marcato in Toscana (4,7 centesimi/l), nella provincia di Bolzano (4,5) e in Sardegna (4,2), mentre la differenza media è minima in Campania (0,1 centesimi/l), Sicilia (0,3) e Basilicata (0,4). Nella prima tabella, qui sotto, è indicato il maggior costo medio, espresso in centesimi/litro, del gasolio rispetto alla benzina nelle 21 regioni/province autonome italiane, escluse le tratte autostradali. Il monitoraggio costante dei prezzi carburante evidenzia un'inversione di tendenza rispetto ai mesi precedenti, influenzata dalle dinamiche dei mercati internazionali e dalla raffinazione. Fonte: elaborazione Quattroruote su dati Mimit Nella seconda e terza tabella sono riportate le classifiche dei prezzi medi del diesel e della benzina in modalità self: in entrambi i casi, i carburanti costano mediamente di più nella provincia di Bolzano. La classifica delle regioni per prezzo medio del diesel in modalità self escluse le autostrade al 12 gennaio 2026 La classifica delle regioni per prezzo medio della benzina in modalità self escluse le autostrade al 12 gennaio 2026
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Stellantis - La Jeep Wrangler dice addio allEuropa: fuori dai listini entro il 2026

4 Ruote - Gen 12,2026
Entro il 2026 la Jeep Wrangleruscirà dai listini europei, Italia compresa. A confermarlo è la stessa Casa americana, che sta adeguando la sua gamma per rispondere alle richieste di un mercato in continua evoluzione e alle nuove norme sulle emissioni. Proprio per questo, spiega Jeep, nella sua forma attuale la Wrangler abbandonerà gradualmente l'Europa. Potrebbe tornare in versione elettricaIn una nota, la Casa ribadisce il suo impegno per il segmento delle fuoristrada: Ogni modello continuerà a essere disponibile in versione 4xe, ossia con la trazione integrale (come la Avenger 4xe o la Compass, che da Bruxelles è stata annunciata anche con le quattro ruote motrici).La nuova Recon, in arrivo nei prossimi mesi, ispirata alla Wrangler ma con un design più moderno e a misura di città, offrirà un'alternativa elettrica. E nel confermare gli investimenti sul portfolio europeo, che comprendono anche la nuova Wagoneer S, Jeep fa sapere che i piani futuri per una Wrangler elettrica rimangono al momento riservati. Stop alle plug-in negli Stati UnitiL'adeguamento della gamma Jeep coinvolge anche il mercato nordamericano: la Casa smetterà di vendere le versioni plug-in dei suoi modelli per concentrarsi sui powertrain ibridi (giudicati maggiormente in linea con le richieste del mercato di Usa e Canada), oltre a quelli full electric e con range extender, che arriveranno quest'anno sulla Grand Wagoneer e sul Ram 1500. Insieme alla Wrangler 4xe spariranno anche la Grand Cherokee 4xe, la Chrysler Pacifica e la Alfa Romeo Tonale Phev.
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Stellantis - Fiat Grande Panda benzina: prezzo e allestimenti - VIDEO

4 Ruote - Gen 12,2026
La Fiat ha finalmente annunciato la versione a benzina della Grande Panda, che si aggiunge all'ibrida e all'elettrica. Come anticipato, questo modello è mosso dal tre cilindri 1.2 PureTech da 100 CV e 205 Nm, abbinato al cambio manuale a sei rapporti e al sistema Start&Stop. Quattro gli allestimenti a listino, con prezzi che partono da 16.900 euro. Gli ordini sono già aperti, ma le consegne inizieranno nelle prime settimane del 2026. Quattro allestimenti. La gamma apre con la versione Pop, che comprende il climatizzatore manuale, la strumentazione digitale da 10 e il supporto per lo smartphone, oltre agli Adas obbligatori per legge. La Icon aggiunge i fari anteriori e posteriori full Led, l'infotainment da 10,25 con connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto. La Business aggiunge il navigatore connesso, il climatizzatore automatico, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori con retrocamera e tre prese Usb-C. La top di gamma La Prima completa la dotazione con cerchi di lega da 17, volante rivestito in pelle e il vano portaoggetti Bambox sulla plancia. Per tutti gli allestimenti sono disponibili sette colori per la carrozzeria: Rosso Passione, Bianco Gelato, Azzurro Acqua, Blu Lago, Giallo Limone, Nero Cinema e Bronzo Luna. L'offerta di lancio. In occasione dell'apertura degli ordini della nuova motorizzazione, la Fiat Grande Panda può essere acquistata con un finanziamento di Stellantis Financial Services, disponibile solo in caso di rottamazione di un veicolo Euro 4: per la versione d'accesso Pop è previsto un anticipo di 3.357 euro, 35 canoni mensili da 141 euro e una maxirata finale di 9.404,50 euro (Tan 5,99%, Taeg 9,17%).
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Brembo - Brembo, 50 anni di corse: i segreti dei freni F1 carbonio-carbonio - VIDEO

4 Ruote - Gen 12,2026
Nel 2025 Brembo ha festeggiato 50 anni nel mondo delle corse e per l'occasione ci ha aperto le porte dello stabilimento di Curno (BG), dove nascono tra gli altri i potentissimi freni per la Formula 1. Un debutto, quello del 1975, ad altissimo livello: Brembo fornì dischi in ghisa a una Scuderia Ferrari che da lì avrebbe vinto tre titoli costruttori consecutivi. Gli anni successivi furono caratterizzati da un rapido sviluppo degli impianti frenanti: prime pinze in due pezzi lavorate dal pieno (per ottenere prestazioni superiori rispetto alla fusione), poi le pinze monoblocco, tecnica tutt'oggi utilizzata con forme sempre più complesse per massimizzare leggerezza e raffreddamento. Infine, a cavallo fra gli anni '80 e '90, la vera rivoluzione: i dischi carbonio-carbonio. Il carbonioIl carbonio: leggerezza e resistenzaQuesto materiale permette di avere dischi estremamente leggeri (un disco da F1 pesa appena 1,3-1,6 kg, contro i circa 6 kg di un carboceramico stradale e oltre 10 kg di uno in ghisa) e in grado di resistere a temperature superiori ai 1000C. Ma altrettanto sorprendente è il processo produttivo!Tutto parte da soffici strati di fibre sintetiche, lavorati da un macchinario chiamato needler: tramite aghi seghettati le fibre vengono intrecciate e compattate, ottenendo un disco solido ma ancora morbido al tatto. Segue la carbonizzazione in appositi forni, durante la quale gli elementi chimici si separano lasciando una struttura di solo carbonio molto porosa. Poi la densificazione, a oltre 1480C, in cui gas speciali depositano nuovi atomi di carbonio nelle porosità del disco.Si parla di dischi in carbonio-carbonio proprio perché sono costituiti da fibre di carbonio consolidate da una matrice dello stesso materiale, a differenza dei freni carboceramici, dove le fibre sono immerse in una matrice ceramica a base di silice. L'ultimo passaggio è la lavorazione meccanica per creare gli oltre 1100 fori radiali che permettono il raffreddamento del disco dall'interno. Oltre la F1Nel 2025 tutte le 24 gare di F1 sono state vinte da vetture equipaggiate con componenti Brembo. Il gruppo oggi include eccellenze come AP Racing (freni e frizioni), Marchesini (ruote) e hlins (sospensioni).Una famiglia che, sommando tutte le categorie a due e quattro ruote, può vantare oltre 1000 titoli mondiali conquistati dal 1975 a oggi.
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Milano Cortina 2026 - La fiaccola olimpica "accende" le fabbriche Stellantis

4 Ruote - Gen 12,2026
A poche settimane dall'inizio dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, la fiaccola olimpica è passata anche attraverso alcune fabbriche del gruppo Stellantis, partner della manifestazione, che metterà a disposizione oltre tremila autoveicoli.Una visita che è anche simbolica, alla luce dei dati della produzione in Italia, scesa ai livelli degli anni Cinquanta: la fiaccola ha infatti attraversato molte delle fabbriche che attendono la nuova fiammata del Piano Italia (Pomigliano d'Arco, Melfi, Modena) o, come nel caso dello stabilimento torinese, si stanno rilanciando grazie all'arrivo di nuovi modelli (Mirafiori). La fiamma accolta da Elkann e CappellanoAd accogliere e ad accendere la fiaccola olimpica c'era John Elkann, presidente di Stellantis, che l'ha passata a due tedofori d'eccezione, Emanuele Cappellano, Chief Operating Officer per Stellantis Enlarged Europe e Olivier Francois, ceo della Fiat. Insieme a loro Luca Argentero, ambasciatore dei brand italiani di Stellantis per le Olimpiadi, e Andrea Macrì, atleta paralimpico di hockey su ghiaccio. Questo è un momento speciale, un momento olimpico, ha dichiarato Elkann. il momento in cui ci ritroviamo come nel 2026, vent'anni dopo le Olimpiadi di Torino 2006, a rivivere lo spirito olimpico. Mi sono emozionato molto nel portare la fiamma olimpica ed essere stato l'ultimo tedoforo nella tappa conclusiva del viaggio all'interno del mondo Stellantis, prosegue Cappellano. stata una esperienza incredibile e posso immaginare che lo stesso sia stato per tutti i colleghi e colleghe che lo hanno già fatto, e per quelli che lo faranno nelle prossime settimane in giro per l'Italia. L'iniziativa di oggi rappresenta un momento di grande valore per il Gruppo, che ha scelto di coinvolgere attivamente le proprie persone in un'esperienza unica, capace di unire eccellenza manifatturiera e valori olimpici.
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