Il mercato auto corre: ad aprile +11,6%, le elettriche raddoppiano grazie agli incentivi
Il mercato italiano dell'auto continua a mostrare segnali di vitalità. Ad aprile, secondo i dati diffusi dal Ministero dei Trasporti, le immatricolazioni sono state 155.210, in crescita dell'11,6% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.A trainare la domanda sono il canale del noleggio e, soprattutto, l'onda lunga degli incentivi per le elettriche, che continua a sostenere le targhe dei veicoli alla spina: lo scorso mese, secondo le elaborazioni Unrae, le elettriche hanno registrato un balzo del 98,6%.Il buon andamento dei primi mesi dell'anno si riflette anche sui dati cumulati del primo quadrimestre: le immatricolazioni raggiungono quota 641.772, in aumento del 10,05% sullo stesso periodo del 2025. Si riduce inoltre il divario rispetto ai livelli prepandemici del 2019, ora pari a -9,9%. Le Top 50 in Italia ad aprile 2026 Fiat PandinaCon 8.571 esemplari targati, la citycar prodotta a Pomigliano d'Arco si conferma la regina del mercato italiano. Rimane ampio il distacco dalle inseguitrici: le targhe sono sempre almeno il doppio rispetto alla seconda in classifica. Jeep AvengerSecondo posto per la Suv compatta: sono 4.350 gli esemplari immatricolati ad aprile. Leapmotor T03Rimane sul podio la citycar a batteria del marchio cinese: lo scorso mese ne sono state registrate 4.090 unità. Dacia SanderoAi piedi del podio si conferma anche la berlina compatta, con 4.054 esemplari targati. MG ZSIl mese di aprile riserva la sorpresa della SUV del marchio anglo-cinese: con 3.742 immatricolazioni, la MG ZS sale ai piani alti della graduatoria mensile. Fiat Grande PandaAnche ad aprile la Grande Panda si conferma tra i modelli di maggior successo sul mercato italiano: lo scorso mese ne sono stati immatricolati 3.704 esemplari. Peugeot 208Con 3.558 targhe, la piccola francese riesce a conquistare il settimo posto in classifica. Citroën C3In ottava posizione troviamo un altro modello del gruppo Stellantis (nella top ten sono ben sei): ad aprile, le immatricolazioni della C3 ammontano a 3.505 esemplari. Toyota Aygo XCon 3.372 immatricolazioni, la piccola SUV del marchio giapponese si piazza al nono posto. Volkswagen T-RocLa top ten si chiude con la compatta di Wolfsburg: sono 3.074 le immatricolazioni mensili. 11. Toyota Yaris Cross: 2.92112. Renault Clio: 2.76213. Toyota Yaris: 2.63314. Renault Captur: 2.59215. Volkswagen T-Cross: 2.55616. Ford Puma: 2.50917. Opel Corsa: 2.46818. Peugeot 2008: 2.12819. Dacia Duster: 2.08120. Fiat 600: 2.02921. Kia Sportage: 2.01122. Jeep Compass: 1.96023. Audi Q3: 1.93624. BMW X1: 1.92825. Volkswagen Tiguan: 1.86226. Citroën C3 Aircross: 1.69627. BYD Seal U: 1.59028. BYD Atto 2: 1.55729. Toyota C-HR: 1.54430. Omoda 5: 1.51931. Fiat 500: 1.49232. Kia Picanto: 1.45033. Volkswagen Golf: 1.30634. Peugeot 3008: 1.26535. Mercedes GLA: 1.22436. Ford Kuga: 1.22037. Hyundai Tucson: 1.21938. MG3: 1.19839. Nissan Qashqai: 1.18640. BMW X3: 1.14341. Jaecco 7: 1.11642. Suzuki Swift: 1.08443. Omoda 5: 1.38844. Alfa Romeo Tonale: 1.06845. Alfa Romeo Junior: 97046. Lancia Ypsilon: 92547. Volvo XC40: 89248. Audi Q2: 88849. Mercedes GLC: 88750. Audi Q5: 848
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Stop alla pubblicità di carne, voli e auto a benzina: ad Amsterdam scatta il giro di vite
Lotta dura ad Amsterdam contro le pubblicità di crocchette di pollo, SUV a benzina o diesele vacanze low cost. Dal 1 maggio, al termine di un iter politico avviato anni fa e legato al regolamento urbano, la capitale dei Paesi Bassi ha vietato le inserzioni negli spazi pubblici di carne, voli, crociere e auto termiche, come riporta la BBC.Spariscono così da cartelloni stradali, fermate del tram e stazioni della metro gli annunci legati a consumi considerati ad alto impatto climatico. La misura non vieta i prodotti, ma la loro promozione negli spazi collettivi. Un iter promosso dai VerdiSi tratta di "un passaggio culturale", spiegano i Verdi: ciò che non viene più pubblicizzato è destinato, nelle intenzioni del legislatore, a smettere progressivamente di essere percepito come normale. Rimuovere questo costante stimolo visivo può ridurre gli acquisti d'impulso e segnala che la carne a basso prezzo e i viaggi ad alto consumo di combustibili fossili "non sono più scelte di vita ambite". O così, almeno, ritiene il partito.Per rendere più chiaro il messaggio, i promotori fanno un parallelo con il tabacco: in passato era lecito pubblicizzare le sigarette, nonostante i rischi per la salute. Il dibattito sulla libertà di sceltaSoddisfatti i movimenti ambientalisti, tra cui Reclame Fossielvrij, che ha guidato la campagna nei Paesi Bassi e ha rilanciato la decisione del Consiglio comunale di Amsterdam.La crisi climatica è molto urgente, dice Anneke Veenhoff del Partito dei Verdi. Se si vuole essere all'avanguardia nelle politiche climatiche e poi si affittano spazi pubblicitari per promuovere l'opposto, cosa si sta facendo? Il valore simbolico e gli obiettivi per il 2030Nei Paesi Bassi, le pubblicità su combustibili fossili e viaggi ad alte emissioni rappresentano il 4% del totale, mentre quelle sulla carne lo 0,1%. Il divieto ha quindi soprattutto un valore simbolico e rientra in un progetto più ampio dell'amministrazione di Amsterdam.Due gli obiettivi principali: portare entro il 2030 il 60% del consumo di proteine verso fonti vegetali e raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. L'onda green investe le città europeeHaarlem, Utrecht e Nimega hanno già introdotto misure simili negli ultimi anni, mentre Genova e Firenze sembrano intenzionate a muoversi nella stessa direzione.E Milano? Nel 2020 ha equiparato la pubblicità delle auto a categorie sensibili negli spazi pubblici: un precedente che la avvicina al dibattito europeo sulle restrizioni climatiche.Bistecche e SUV dovranno convincere da sole, senza il supporto della pubblicità negli spazi pubblici: utopia o distopia?
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McLaren torna a Le Mans con la MCLHY. Arriva la GTR da 730 CV per pochi eletti
McLarenha presentato la MCLHY destinata al Mondiale WEC 2027. Nell'occasione ha svelato anche la cugina MCLHY GTR, che i clienti più esclusivi potranno guidare in eventi dedicati, replicando la stessa strategia già adottata con successo da Ferrari con la 499P Modificata. Telaio Dallara e specifiche tecniche LMDhIl progetto della MCLHY nasce su telaio Dallara e segue il regolamento Hypercar LMDh, valido sia per il WEC sia per l'IMSA. Il motore è un V6 3.0 biturbo costruito da ATM - Autotecnica Motori, abbinato al sistema ibrido standard Bosch.Nei prossimi mesi la vettura sarà messa alla prova in vista dell'omologazione e del debutto nella prossima stagione. Il team United Autosports ha già confermato i piloti titolari: Mikkel Jensen, Grégoire Saucy, Richard Verschoor e Ben Hanley. La MCL-HY GTR per i clienti "vip"Accanto alla HY, McLaren ha presentato anche la MCLHY GTR, variante da pista riservata ai clienti privati, che potranno partecipare a iniziative speciali.La vettura, che per la prima volta vede collaborare McLaren Racing e McLaren Automotive, riprende numerose soluzioni della HY ed è dotata del V6 senza restrizioni, privo della componente ibrida, capace di erogare circa 730 CV.Il programma dedicato, denominato Project: Endurance, prevede sei eventi sulle piste più iconiche del mondo, oltre ad appuntamenti all'interno dei trackday PURE McLaren e accessi VIP alla 24 Ore di Le Mans 2027 e ad altre iniziative della squadra ufficiale.Ogni partecipante avrà a disposizione un coach esperto, un team di meccanici e ingegneri e un servizio allinclusive per le giornate in pista con il proprio esemplare.
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Brembo Sensify entra in produzione: frenata by-wire e obiettivo zero incidenti
Anche l'Italia recita un ruolo chiave nel futuro dell'automotive digitale: la bergamasca Brembo ha annunciato che Sensify, il nuovo standard della frenata intelligente, è entrato in produzione per un costruttore globale. Si tratta di sistemi con tecnologia by-wire basati su software, pensati per applicazioni chiave a beneficio della sicurezza stradale.L'architettura è priva di fluido e ripartisce il controllo su ciascuna ruota, eliminando circuiti idraulici e sistemi di attuazione centralizzati: si ottiene così una modulazione precisa e continua della frenata, con un comportamento del veicolo più stabile e controllato anche nelle condizioni di guida più complesse e variabili. Obiettivo zero incidentiViene tradotta in realtà industriale la nostra visione di una piattaforma di frenata integrata, ha dichiarato Daniele Schillaci, amministratore delegato del gruppo. Progettato per orchestrare l'intero ecosistema del lato ruota, Sensify apre la strada alla prossima generazione di veicoli software-defined, in linea con l'obiettivo di lungo periodo di contribuire a una mobilità senza incidenti.La società, che ha già firmato ulteriori contratti con nuovi clienti, prevede di equipaggiare centinaia di migliaia di veicoli all'anno.
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Robotaxi, svolta in California: le multe ora le pagano le aziende
Dal 1 luglio 2026, in California scatteranno le multe anche per le auto senza conducente che violano le norme del Codice della strada: sarà l'azienda produttrice del sistema di guida autonoma a dover pagare il verbale. In pratica, nel caso specifico, Waymo e Tesla saranno ritenute responsabili dell'infrazione.Le nuove disposizioni, varate dal Dipartimento dei veicoli a motore (DMV), colmano un vuoto normativo che finora impediva alle Forze dell'ordine di sanzionare le self-driving in caso di comportamenti irregolari, come il passaggio con il semaforo rosso.La Polizia emetterà un avviso di non conformità (Notice of AV Noncompliance) indirizzato al costruttore, dando il via a un'indagine del DMV che potrà richiedere la correzione del difetto software. Nei casi più gravi, o se l'azienda non interverrà, il dipartimento potrà limitare, sospendere o revocare i permessi operativi della flotta, riporta la BBC. Pochi secondi per le emergenzeLe direttive impongono tempistiche rigide per l'interazione con i servizi di emergenza: le aziende dovranno garantire una risposta alle chiamate entro 30 secondi e, nelle situazioni più critiche, i veicoli dovranno lasciare le aree interessate entro due minuti. Dopo il blackout serve fare luceLa normativa arriva dopo un'inversione a U vietata effettuata da un robotaxi Waymo a settembre 2025 a San Francisco. Ma soprattutto dopo il blackout elettrico di fine 2025: per ore, nella città della baia, decine di navette autonome dell'azienda del gruppo Alphabet rimasero immobili in contemporanea, paralizzando il traffico.Bloccati agli incroci, fermi in mezzo alla strada, con un ingorgo surreale che mise in evidenza la fragilità dei sistemi complessi. La causa? Un'interruzione di corrente che, nel Golden State, spense gran parte delle infrastrutture urbane, a partire da semafori e sistemi di gestione del traffico, elementi essenziali per il funzionamento delle auto a guida autonoma.Non ultimo, i Vigili del fuoco hanno più volte segnalato le criticità create dalle vetture senza conducente durante le operazioni di emergenza. La nuova stretta punta quindi a responsabilizzare i produttori e garantire maggiore sicurezza sulle strade.
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Renault, Senard lascerà nel 2027: si apre la partita per la successione
Si apre un nuovo dossier per la governance del gruppo Renault: a pochi mesi dal completamento dell'avvicendamento tra Luca de Meo e Franois Provost al timone del costruttore transalpino, il nuovo fronte "caldo" riguarda la presidenza."Sono ormai sette anni che ho l'onore di presiedere il gruppo Renault. Mi resta un anno per completare il mio mandato, ma non ne farò uno di troppo e mi impegnerò affinché la successione avvenga con un unico obiettivo: la difesa degli interessi dell'azienda e dei suoi team", ha dichiarato l'attuale presidente Jean-Dominique Senard agli azionisti riuniti in assemblea. Parte il processo di successioneNei prossimi mesi è quindi atteso un tourbillon di indiscrezioni sull'erede del manager cui si devono decisioni cruciali per il rilancio del gruppo. Al momento è difficile indicare chi possa raccoglierne il testimone alla scadenza dell'attuale mandato, fissata nel 2027. Di certo, lo Stato francese, grazie alla sua partecipazione (15% del capitale) e alla sua influenza, avrà un ruolo determinante nella scelta del nuovo presidente.Del resto fu proprio Parigi a chiamare Senard, all'inizio del 2019, alla guida di Renault per affrontare le conseguenze della traumatica uscita di scena di Carlos Ghosn. La scelta del governo transalpino ricadde su un dirigente con solidi legami con l'alta finanza francese e, soprattutto, con le grandi imprese statali che rappresentano l'ossatura del tessuto economico nazionale e il trait d'union tra pubblico e privato.Senard, figlio di un diplomatico con trascorsi anche a Roma, ha lavorato per il colosso petrolifero Total, per il gruppo industriale Saint-Gobain e per il gigante dell'alluminio Pechiney, prima di approdare alla multinazionale dei pneumatici Michelin, dove dal 2005 al 2019 ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità fino alla presidenza.Senard, anche grazie a scelte rilevanti come l'ultima parola sulla nomina di Luca de Meo ad amministratore delegato, lascerà un'azienda sostanzialmente rinata o comunque riportata in carreggiata dopo la profonda crisi seguita all'addio di Ghosn. "Al culmine della crisi del 2019 dissi che un giorno il gruppo avrebbe riconquistato il posto che gli spettava: forse c'era molta autopersuasione da parte mia, ma il talento e la resilienza dei team, così come la solidità della governance nonostante le difficoltà, alla fine mi hanno dato ragione, a beneficio di tutti", ha affermato Senard, non senza manifestare "un po' di orgoglio" per i risultati raggiunti e assicurando il massimo impegno per preparare la successione entro la fine del mandato.
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Benzina, scatto delle accise: +18 cent al litro, ecco i nuovi prezzi alla pompa
Le nuove accise su benzina e GPL si fanno sentire sui prezzi dei due carburanti alla pompa, mentre il gasolio è in lieve calo. Da venerdì 2 maggio, ricorda Staffetta Quotidiana nella sua consueta rilevazione giornaliera, l'accisa sulla benzina è salita di 15 centesimi al litro (18,3 centesimi IVA compresa), quella del GPL di 4,1 centesimi (5 centesimi IVA compresa).Questa mattina, 4 maggio, i prezzi medi nazionali dei carburanti alla pompa risultano dunque in forte aumento sulla benzina e sul GPL e in lieve calo sul gasolio: la verde al self service sulla rete stradale quota a 1,899 euro/litro (+14,5 centesimi rispetto a giovedì) e il gasolio a 2,047 euro/litro (-5 millesimi). Il GPL è a 0,814 euro/litro (+1,9), il metano a 1,573 euro/kg (-0,3). In autostrada, la benzina self è a 1,967 euro/litro (+16,6 centesimi), il diesel a 2,116 euro/litro (+2), il GPL a 0,924 euro/litro (+2,4) e il metano a 1,594 euro/kg (-0,3).Intanto, sabato Eni ha aumentato di 18,3 centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina, applicando le nuove aliquote. Per IP e Q8 (che ha ridotto di un centesimo il diesel) il rialzo è di 18 centesimi e per Tamoil di 20,3 centesimi. Le rilevazioniQuanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati sulla base di quanto comunicato ieri mattina dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati vedono la benzina self service a 1,892 euro/litro (compagnie 1,907, pompe bianche 1,860) e il diesel a 2,049 euro/litro (compagnie 2,054, pompe bianche 2,040). Al servito, verde a 2,008 euro/litro (compagnie 2,054, pompe bianche 1,922), gasolio a 2,187 euro/litro (compagnie 2,229, pompe bianche 2,108), GPL a 0,819 euro/litro (compagnie 0,831, pompe bianche 0,807), metano a 1,573 euro/kg (compagnie 1,573, pompe bianche 1,573) e GNL a 1,525 euro/kg (compagnie 1,541 euro/kg, pompe bianche 1,513 euro/kg).Lo spaccato dei marchi principali vede Eni a 1,940 euro/litro sulla benzina self service (2,105 al servito) e 2,046 euro/litro sul diesel (2,258); IP a 1,886 (2,038) e 2,071 (2,237); Q8 a 1,910 (2,025) e 2,054 (2,221); Tamoil a 1,919 (1,975) e 2,046 (2,129).
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Zero stipendio ma 158 miliardi in palio per Musk: la maxi scommessa di Tesla
Oggi Elon Musk prende zero da Tesla. Ma nel 2025 potrebbe puntare a una remunerazione potenziale da 158 miliardi di dollari. Il maxi-pacchetto scatta solo in azioni e solo se centra una serie di obiettivi estremamente ambiziosi.Secondo documenti depositati giovedì scorso presso le autorità di regolamentazione degli USA, l'azienda texana ha stimato questa potenziale remunerazione da 158 miliardi di dollari, pari a poco meno di 135 miliardi di euro al cambio attuale. Promesse e traguardi bene ricordare che si tratta di una sorta di "promessa", anzi di una scommessa sulle capacità di Musk di mettere a terra obiettivi estremamente ambiziosi. L'imprenditore riceverà la cifra solo sotto forma di azioni e soltanto nel caso vengano raggiunti diversi traguardi, tra cui capitalizzazione a 8.500 miliardi di dollari, margine operativo lordo a 100 miliardi, dieci milioni di abbonamenti alla guida autonoma, almeno un milione di taxi autonomi, un milione di robot Optimus e 20 milioni di veicoli l'anno.In tal caso, gli saranno assegnate 423 milioni di azioni in dieci tranche annuali. Se, invece, non riuscirà a raggiungere i target, allora non riceverà alcun compenso, anche se il pacchetto remunerativo, approvato dall'ultima assemblea dei soci nonostante l'opposizione dei grandi investitori istituzionali, prevede comunque una serie di compensazioni. Musk, infatti, otterrà oltre 50 miliardi di dollari di titoli in caso di progressi solo parziali nel percorso decennale.Sono inoltre previste deroghe in caso di disastri naturali, guerre, modifiche alle normative statunitensi e internazionali o altri eventi con impatti significativi sull'operatività di Tesla. In altre parole, l'imprenditore potrebbe non incassare cifre astronomiche, ma difficilmente resterebbe a mani vuote.
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