Assicurazioni - Wefox per i clienti Sella Leasing

4 Ruote - Feb 19,2024

I servizi assicurativi cercano di adeguare la propria offerta coerentemente all'evoluzione delle soluzioni di acquisizione dei veicoli. A questo proposito Sella Leasing, società dedicata alla locazione strumentale finanziaria e operativa, di autoveicoli, immobiliare, nautica e di impianti per la produzione di energia rinnovabile, ha annunciato una nuova partnership affinity con Wefox per offrire soluzioni assicurative su misura dedicate ad autovetture e autocarri. Secondo i due partner, chi sottoscriverà un contratto con Sella Leasing potrà avvantaggiarsi del mix tra l'expertise di Wefox nelle soluzioni che coniugano tecnologia e servizi assicurativi e la competenza nel leasing di Sella.

Le soluzioni. Tre i pacchetti messi a punto dalla specialista dell'insurtech per la società di locazione del gruppo Sella, che conta oltre 400 agenzie in tutta Italia: Premium, destinato a una fascia di mercato più ampia; Business, per i clienti più esigenti; Executive, per chi ha esigenze maggiori in termini di coperture assicurative.  Matteo Bevilacqua, country head di Wefox Italy ha voluto ribadire come la partnership rafforzi le capacità di distribuzione attraverso la linea di business globale affinity. Abbiamo scelto un partner quale Sella Leasing, prosegue, perché finanzia un settore chiave per noi di Wefox, ossia la mobilità intesa come ecosistema. Ai partner affinity offriamo un sistema agile e scalabile e soluzioni su misura per diverse esigenze assicurative integrate, che consentono di diversificare la propria offerta o di entrare in un nuovo mercato. Roberta Nicoletta, amministratore delegato di Sella Leasing, ha affermato: Attraverso questa partnership, vogliamo riconoscere a wefox il ruolo di abilitatore unico nel suo genere: grazie alla sua esperienza maturata nel mondo Affinity, riusciremo a dare una risposta alle diverse esigenze assicurative dei nostri clienti.

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I dati - Milano e la polemica sull'aria irrespirabile: chi inquina di più?

4 Ruote - Feb 19,2024

Dacca, Lahore, Delhi e poi Milano. Cos'ha in comune il capoluogo lombardo con le tre città del subcontinente indiano? Facile, una qualità dell'aria pessima. Secondo l'azienda svizzera IQAir, a gennaio Milano si sarebbe piazzata quarta tra le peggiori città del mondo in termini di Pm2.5, quel particolato fine composto da particelle sotto i 2,5 micrometri che, stando ai dati dell'Agenzia europea dell'ambiente, solo in Italia nel 2023 ha causato quasi 47 mila morti. La concentrazione di polveri, avvertono dall'azienda, è 27,4 volte il valore guida annuale della qualità dell'aria indicato dall'Oms e i rimedi sono da disastro nucleare: divieto di sport all'aperto, finestre chiuse, mascherine, e dotarsi di un purificatore d'aria (che IQAir produce, detto per inciso).

I dati europei. Ora, IQAir si avvale dell'indice americano Aqi (Air Quality Index) ma la maglia nera della Pianura Padana (e di Milano) è confermata anche da dati europei. "Nel gennaio 2024 ci sono stati più casi in cui questa soglia critica è stata superata", scrive l'Esa, l'Agenzia spaziale continentale, riferendosi ai limiti stabiliti da Oms e Commissione europea oltre i quali il particolato diventa pericoloso. Grazie alle rilevazioni del Copernicus Atmosphere Monitoring Service European (Cams), il sistema che combina osservazioni satellitari e centraline a terra, Esa nota che "le condizioni geografiche e meteorologiche uniche della Pianura Padana contribuiscono alle alterazioni della qualità dell'aria, incidendo sulla salute dei suoi residenti". E ancora: "In determinate condizioni meteorologiche, come le inversioni termiche, la valle diventa una conca dove si accumulano inquinanti, tra cui particolato e ossidi di azoto, portando ad elevate concentrazioni di inquinanti atmosferici".

 

L'opinione del sindaco. Giuseppe Sala, primo cittadino di Milano, non ci sta: " la solita analisi estemporanea gestita da un ente privato, non è una cosa seria. Bisognerebbe capire chi fa queste analisi, perché quelle di Arpa dimostrano tutto il contrario", ha detto il sindaco di Milano. E allora vediamoli i dati di Arpa Lombardia (l'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente): il 18 febbraio, il Pm10 a Milano ha avuto una media giornaliera di 118 g/m (microgrammi per metro cubo di aria) quando il valore limite è di 50 per l'Ue e di 45 per l'Oms, con picchi di 136 g/m nella zona di via Senato e 17 giorni di sforamento da inizio 2024 a oggi. Per il Pm2.5, i dati sono fermi al 17 febbraio e indicano una media giornaliera di 76 g/m, tre volte il limite dell'Oms, con il picco di 118 g/m sempre in zona via Senato. Insomma, tanto bene non va.

Tra elettriche e pizzerie. Ma oltre alla conformazione geografica svantaggiata, a cosa sono dovuti questi dati? Secondo l'Inventario emissioni aria (Inemar) di Regione Lombardia (fermo al 2021), il 45% delle polveri sottili della regione deriva dalla combustione di legna e carbone, il 22,5% dal traffico e meno del 7% dall'industria. A Milano, invece, la parte del leone la fa il traffico veicolare con il 44,11%, di cui il 13% causato da diesel (ma, ripetiamo, parliamo del 2021, ancora sotto "l'effetto Covid"), seguito dalla combustione di legna (leggi: le pizzerie) che in città pesa per il 18%. Va detto che nel trasporto su strada non vanno considerati solo gli scarichi. Come abbiamo approfondito su Quattroruote di gennaio, pneumatici, freni e frizioni emettono più Pm10 dei gas di scarico dei motori termici Euro 5 ed Euro 6, chiamando quindi in causa anche i veicoli elettrici (auto, tram, filobus). Oltyre il particolato poi ecco ossidi di azoto (Nox): e qui il traffico a Milano pesa per il 67%, quasi interamente a carico dei diesel.

Il buio oltre Milano. Andando più a fondo, gli studi dell'Ispra mostrano che i responsabili principali del Pm2.5 sono i riscaldamenti degli edifici e gli allevamenti intensivi. Oltre al particolato primario (le polveri sottili emesse dalle auto), l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ha studiato anche quello secondario, che si genera dalla trasformazione in atmosfera di sostanze emesse in forma gassosa come ammoniaca, ossidi di azoto e di zolfo. Così, a livello italiano, si vede che i riscaldamenti pesano per il 65,9% del particolato primario e per il 38% di quello secondario; ci sono poi gli allevamenti (1,7% contro 15,1%), l'industria (8,3% contro 11,1%) e, quindi, auto e moto (8,1% contro 9%). Così, nonostante Milano non abbia certo allevamenti intensivi né grandi estenzioni agricole, si scopre che il PM2.5 registrato in città è primario solo per il 31% e secondario per il 69%, e cioè che le auto circolanti "pesano" molto meno di quanto si pensi, o non facciano pensare le amministrazioni. E qui non ci sono blocchi che tengano. Intanto, il P,2.5 primario e secondario emesso dagli allevamenti intensivi continua a crescere: dal 2000 al 2016, per dire, è salito dal 10,2 al 15,1%. 

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Dacia - Sandero e Jogger, in arrivo la scatola nera e la predisposizione per l'alcolock

4 Ruote - Feb 19,2024

Dal 6 luglio 2024 saranno obbligatori, per tutti i veicoli di nuova e vecchia omologazione, una serie di dispositivi elettronici e di assistenza alla guida finalizzati alla riduzione degli incidenti. L'obiettivo, stabilito dall'Unione Europea, è di "risparmiare 25 mila vite ed evitare 140 mila feriti gravi entro il 2038". 

Le novità a bordo. Tra i dispositivi che dovranno trovarsi a bordo delle vetture vendute dopo il 6 luglio c'è la cosiddetta scatola nera, meglio definita Edr, ossia Event Data Recorder (Registratore di dati di evento), che registra in maniera continua una serie di dati (tra cui velocità, frenata, posizione e stato di attivazione dei vari sistemi di sicurezza), che possono essere recuperati e analizzati in seguito a un incidente. Ancora, sarà obbligatorio prevedere l'adattatore intelligente della velocità (Isa, Intelligent Speed Assistant), il monitoraggio della stanchezza del conducente, la segnalazione per la frenata di emergenza e la predisposizione per l'alcolock, che rileva il tasso alcolemico del guidatore.

Gamma rinnovata. Approfittando dell'imminente entrata in vigore delle norme europee, la Dacia ha deciso di dare una rinfrescata alla gamma basata sulla piattaforma Cmf-B, ossia la berlina Logan (non commercializzata in Italia), la compatta Sandero (anche in versione Stepway) e la monovolume Jogger, così che rispettino i nuovi requisiti di sicurezza. Le versioni aggiornate della gamma potranno essere ordinate a partire dal mese di aprile.

Sicurezza di serie. Tutti i nuovi modelli Dacia monteranno di serie, a partire dall'allestimento base Essential, i seguenti sistemi di sicurezza e assistenza alla guida:

  • Scatola nera (Event Data Recorder);
  • Predisposizione alcolock;
  • Intelligent Speed Assist;
  • Riconoscimento dei segnali stradali (con avvertimento sonoro in caso vengano superati);
  • Assistente al mantenimento di corsia;
  • Monitoraggio della stanchezza del guidatore;
  • Sensori di parcheggio posteriori;
  • Sensori luce e pioggia;
  • Frenata automatica d'emergenza (con riconoscimento di pedoni e ciclisti);
  • Una schermata nella pagina Sicurezza delle impostazioni che consente di disattivare alcuni Adas, ripristinati al successivo riavvio dell'auto;
  • Un codice QR Code ben visibile su parabrezza e lunotto che permette ai soccorritori di accedere rapidamente a tutte le informazioni di sicurezza della vettura.

Novità estetiche. Con il nuovo MY 2024 la Sandero Journey andrà a integrare la dotazione con quella della Stepway Extreme: antenna shark, cerchi di lega con finiture diamantate, ingresso senza chiave, climatizzatore automatico, telecamera posteriore, supporto per smartphone removibile. Saranno poi disponibili nuove tinte colore, tra cui il Safari Beige (esclusivo per la Sandero Stepway), e nuovi disegni per i cerchi. Sulla Jogger Hybrid arriva la strumentazione digitale da 7" della Duster ibrida, mentre le Jogger e Sandero Stepway Expression avranno un inedito sticker sotto gli specchietti laterali con le coordinate Gps della strada Transfagarasan che attraversa i Carpazi.

Qualità della vita. Su Sandero, Logan e Jogger debuttano anche una presa USB-C anteriore, una posteriore (con il pacchetto Comfort Pack) e il climatizzatore manuale fin dall'allestimento base. Da ultimo, le nuove Dacia saranno anche più sostenibili: spariscono tutti i materiali con lavorazioni animali e con cromo e il manuale utente diventa più snello, di sole 32 pagine invece delle attuali 400: questo permette di accedere rapidamente alle informazioni più richieste, mentre la versione più lunga è comunque disponibile inquadrando il QR Code sul manuale o dall'app My Dacia. La versione Full Hybrid della Jogger introduce anche la funzione e-Save per mantenere circa il 70% della carica della batteria di trazione, che può essere utilizzata per sfruttare la potenza disponibile in più, per esempio in prossimità di una salita di montagna.

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Rilevatori di velocità - Salvini: "I sindaci dovranno spiegare il dove e il perché dei rilevatori di velocità"

4 Ruote - Feb 19,2024

"Gli autovelox dovranno essere omologati a livello nazionale e i sindaci dovranno spiegare perché li mettono e dove": lo ha ribadito il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, nel corso di un colloquio con il GR 1. "Non c'è assolutamente nulla di sbagliato" se i rilevatori vengono installati "per salvare vite vicino alle scuole, agli ospedali e lì dove ci sono tanti incidenti", ha aggiunto Salvini. "Se, invece, vengono moltiplicati dalla sera alla mattina su stradoni a due corsie per fare cassa", sono semplicemente un'altra imposta. "Stiamo lavorando al nuovo Codice della strada per ridurre morti e feriti", ha aggiunto il ministro: nella riforma delle regole, dovrebbe rientrare anche un sistema unico e riconosciuto egualmente in tutta Italia per le procedure di approvazione e di omologazione dei sistemi di rilevazione della velocità. 

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Xpeng - In arrivo 30 novità entro il 2027

4 Ruote - Feb 19,2024

Tra il 2024 e il 2027, la Xpeng lancerà una trentina di novità di prodotto, tra modelli inediti e facelift. A rivelare i piani dell'azienda cinese è stato il presidente e amministratore delegato He Xiaopeng, in una lettera inviata ai dipendenti nel primo giorno di lavoro dopo le ferie per la festività del capodanno lunare. 

Nuovi pianali. Quest'anno, la Xpeng festeggerà i dieci anni di vita: per l'occasione, la Casa lancerà i primi modelli di due nuove piattaforme, destinati a completare l'attuale gamma e, soprattutto, a risolvere l'assenza di prodotti nella fascia di prezzo sotto i 400 mila yuan (51.600 euro al cambio attuale). In sostanza, i modelli in arrivo serviranno anche ad affrontare una concorrenza sempre più agguerrita nel mercato delle elettriche cinesi: secondo Xpeng, infatti, il 2024 sarà il primo anno in cui la competizione tra i costruttori del Dragone entrerà in una fase che porterà alle prime "eliminazioni. La Xpeng ha accumulato una notevole esperienza combattendo fin dall'inizio in un mare di sangue e di feroce competizione e credo che la perseveranza porterà alla vittoria", ha detto l'ad, sottolineando ai dipendenti la necessità di migliorare le performance e l'impegno, da parte dell'azienda, di investire sulla forza lavoro, con l'assunzione di 4 mila persone. Ancora più attenzione verrà riservata alle attività di ricerca e sviluppo, con un budget incrementato di oltre il 40%.

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Ford - La nuova Mustang arriva anche in Italia: tutti i prezzi e le versioni

4 Ruote - Feb 19,2024

Arriva anche in Italia la nuova generazione della Ford Mustang, già disponibile negli Stati Uniti. Come anticipato, la muscle car americana è proposta con carrozzeria cabrio e coupé, negli allestimenti GT e Dark Horse, con il 5.0 V8 Coyote abbinato al cambio manuale o all'automatico a 10 rapporti.

Mustang GT. La nuova sportiva made in USA offre di serie i terminali di scarico cromati, la griglia anteriore verniciata, la presa d'aria anteriore in Absolute Black e i fari a Led, sia davanti che dietro. Le ruote da 19" montano pneumatici 255/40 all'anteriore e 275/40 al posteriore, mentre le pinze freno sono nere con logo bianco. All'interno, l'indole sportiva dell'auto è sottolineata dalla pedaliera in alluminio, dal volante e dal cambio rivestito di pelle, nonché dalle palette al volante (per le versioni con cambio automatico). Di serie il climatizzatore bizona, la ricarica wireless per gli smartphone, i sedili anteriori riscaldabili, ventilati e con regolazioni elettriche, i battitacco illuminati, le luci ambientali, gli specchietti ripiegabili elettricamente, gli abbaglianti automatici e il parabrezza isolato acusticamente.

Mustang Dark Horse. La versione più estrema (che in realtà ha solo 7 CV in più della GT normale) è disponibile solo Fastback e si distingue per i terminali di scarico neri, lo spoiler anteriore e le finiture specifiche per griglia, gli adesivi sul cofano e le pinze freno di colore blu con logo bianco. All'interno, sedili e rivestimenti sono esclusivi per questa versione, così come i battitacco con la dicitura del modello e il pomello del cambio rivestito di pelle blu.

Tecnologia e sicurezza. Per entrambi gli allestimenti, sono previsti di serie l'infotainment Ford Sync 4 da 13,2" abbinato alla strumentazione digitale da 12,4", impianto stereo Bang & Olufsen da 12 altoparlanti, i sensori di parcheggio e la telecamera posteriori. Completa la dotazione di Adas, che comprende il cruise control adattivo, il monitoraggio dell'angolo cieco, il mantenimento della traiettoria e il riconoscimento dei segnali stradali.

Tutti gli optional. La dotazione della GT può essere arricchita con i cerchi in alluminio forgiato (1.250 euro), le sospensioni MagneRide (2.000 euro, di serie per Dark Horse) e le pinze freno di colore rosso (500 euro). Solo per la più performante è proposto il Dark Horse Pack, che per 1.500 euro aggiunge il tetto nero, le pinze freno in blu Notorious con logo a contrasto Grabber Blue, le strisce adesive nero lucido/opaco, gli interni in Deep Indigo Blue con sedili in vinile/pelle nera e impunture blu. Entrambe possono montare, su richiesta, i sedili sportivi Recaro in pelle (2.000 euro). Il colore di serie della carrozzeria è il bianco, ma con prezzi da 600 a 900 euro sono disponibili le tinte Race Red, Iconic Silver, Atlas Blue, Carbonized Grey, Dark Matter Grey, Yellow Splash, Absolute Black, Lucid Red, Grabber Blue Metallic e Vapor Blue.

I prezzi per il mercato italiano. Ecco i prezzi definitivi della nuova Ford Mustang:

  • Ford Mustang 5.0 V8 GT Fastback 446 CV MT: 58.000 euro
  • Ford Mustang 5.0 V8 GT Fastback 446 CV AT: 61.000 euro
  • Ford Mustang 5.0 V8 GT Convertible 446 CV MT: 62.500 euro
  • Ford Mustang 5.0 V8 GT Convertible 446 CV MT: 65.500 euro
  • Ford Mustang 5.0 V8 Dark Horse Fastback 453 CV MT: 70.000 euro
  • Ford Mustang 5.0 V8 Dark Horse Fastback 453 CV AT: 73.000 euro

 

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Alpine A290 - Vera hot hatch, anche sulla neve

4 Ruote - Feb 19,2024

La A290 è un modello cruciale per la Alpine: la hatchback non solo darà il via alla transizione elettrica del marchio, ma sarà anche il primo modello nella storia del costruttore a trazione anteriore. Due dettagli che per un appassionato potrebbero sembrare una bomba gettata su un costruttore che da sempre si è distinto per un piacere di guida fatto di trazione posteriore, masse contenute e perfetto equilibrio dei pesi. E pure io, prima di partire per Arjeplog, nella parte svedese del Circolo Polare Artico, mi chiedevo come i tecnici petrolhead di Dieppe fossero riusciti a mandare giù entrambe le pillole, quella dell'elettrico e quella della trazione anteriore. Ma mi è bastato fare qualche curva per capire che la A290 non è affatto un sacrilegio, ma solo un cambio di paradigma.

La storia continua. E a pensarci bene, la A290 incarna perfettamente i concetti su cui è nato il marchio fondato da Jean Rédélé, che mosse i suoi primi passi modificando delle Renault 4 con motori più potenti, assetti sportivi e altri dettagli pensati per migliorare le prestazioni. Oggi non c'è spazio per carburatori o alesaggi maggiorati, ma il concetto è sempre quello: alla Alpine hanno preso una Renault 5 modificandola sotto vari aspetti per crearne una versione ad alte prestazioni, che però è tutt'altro che estrema. Perché deve essere un'auto con cui divertirsi, certo, ma anche una vettura adatta a essere guidata tutti i giorni da chiunque. Per questo gli ingegneri hanno sviluppato soluzioni specifiche, come l'impiego delle pinze freno anteriori della A110 o l'assetto con finecorsa idraulici, che promette un ottimo handling, ma anche buoni livelli di confort.

Motore da segmento C. Il cuore del progetto, però è l'avantreno. Se da quello che una volta si chiamava, meritatamente, parafiamma fino al retrotreno (multilink come sulla R5) l'impostazione è rimasta la stessa - solo la batteria ha componenti interne aggiornate per garantire picchi di potenza più elevati e una maggiore consistenza delle prestazioni -, è davanti che cambia tutto. La Alpine ha riprogettato la porzione anteriore del telaio, creando una struttura più rigida e collocandovi un motore preso dal segmento superiore. Dati tecnici e prestazioni sono top secret ancora per qualche mese (l'unveiling della vettura è fissato per giugno), ma non essendoci molte elettriche del gruppo Renault di segmento C è lecito pensare che nel cofano ci sia l'unità da 218 CV della Megane E-Tech 220. Non posso fornirvi sensazioni riguardo la potenza anche perché avendola guidata solo su una pista ricavata su un lago ghiacciato le condizioni d'aderenza falsavano la percezione.

Piccola, ma tutt'altro che scorbutica. L'altro lato della medaglia di questa superfice, però, è una più semplice (e divertente) analisi del bilanciamento della vettura, che dovrebbe aggirarsi attorno al 50:50. Sul ghiaccio, con pneumatici chiodati, la Alpine A290 si è dimostrata molto progressiva: ti infonde sicurezza comunicandoti ciò che sta per fare e dandoti il tempo di reagire di conseguenza. Onestamente, non me lo sarei aspettato da una piccola hot hatch con un passo di 2.530 mm e una lunghezza solo 3 metri e 99 centimetri. Numeri che te la farebbero pensare un po' scorbutica, o quantomeno nervosa. Un po' come una sua antenata entrata nell'immaginario collettivo proprio per la sua brutalità, la Renault 5 Turbo. I tecnici Alpine, però, hanno fatto un gran bel lavoro sia dal punto di vista dell'assetto, con carreggiate allargate di 6 centimetri (e conseguente body kit da Maxi), sia per l'elettronica. Che è stata finemente tarata proprio qui, sulla pista di Ullak, per garantire un'ottima fruibilità nel quotidiano ed elevati livelli di sicurezza senza intaccare eccessivamente il piacere di guida. A seconda della modalità di guida selezionata (ci sono le classiche Eco, Sport, Comfort e Perso), la risposta del powertrain varia parecchio e, conseguentemente, anche l'intervento dei controlli. Che si possono disabilitare (Asr a parte) per godersi la A290 come mamma l'ha fatta.

Vera hot hatch. Se già con tutta l'elettronica inserita il posteriore tende ad allargare lievemente per farti chiudere meglio le curve, in Esc off la A290 diventa davvero divertente per essere un'anteriore. Sul ghiaccio, basta giocare coi trasferimenti di carico per metterla a bandiera, con sovrasterzi tanto progressivi quanto divertenti da controllare e mantenere. Certo, qui è solo scena, ma su strada tutto questo si tradurrà in un comportamento da vera hot hatch, con un posteriore che si alleggerisce in inserimento per farti tenere traiettorie strette ed evitare sottosterzo. Da vera hot hatch.

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Mazda - Model Year 2024, a tu per tu con la CX-30 e la 3

4 Ruote - Feb 19,2024

Benzina, elettrico, ibrido full o plug-in oppure diesel? Quando arriva il momento di acquistare una nuova auto, oggi più che mai, la scelta è ardua. Per questo, la Mazda resta fedele al suo mantra: l'auto giusta per l'uso giusto, una gamma variegata di motorizzazioni per cercare di soddisfare il maggior numero possibile di necessità. Non si lascia in soffitta neanche il gasolio, tecnologia preferita per chi fa lunghi viaggi; e pure l'elettrico punta tutto sull'efficienza, prevendo batterie di piccole dimensioni per abbattere peso, consumi e produzione di CO2. Un aspetto preso in esame anche dal mondo scientifico.

Approccio multitecnologico. Secondo il professore Davide Bonalumi, del Dipartimento di energia del Politecnico di Milano, l'approccio approccio multienergetico è funzionale alla decarbonizzazione: per produrre le batterie delle auto elettriche si emettono circa 120 kg di CO2 per ogni kWh; per questo motivo, veicoli con grossi accumulatori richiedono più anni di utilizzo e decine di migliaia di chilometri per diventare davvero sostenibili (peraltro considerando l'intero ciclo di vita della vettura e un maggiore utilizzo di fonti rinnovabili nella produzione di energia). Quindi auto elettriche sì, anche, ma senza i paraocchi.

CX-30 MY24. Dopo aver ascoltato le considerazioni dell'ateneo milanese abbiamo toccato con mano alcune novità della Mazda, fresche di aggiornamento. La prima è la CX-30 MY24: sostanzialmente invariata nell'aspetto, la vettura introduce diverse novità sul fronte dei contenuti, a partire da un nuovo display da 10,3" per l'infotainment (contro gli 8,8" precedenti) con compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto e pacchetto Adas migliorato. Intuitivo e facile da utilizzare, il sistema adotta il noto satellite per la navigazione sul tunnel centrale. Il motore di 2.0 litri mild hybrid e-Skyactiv-X, da 186 CV e abbinato in questo caso a un cambio manuale a sei marce, non ha il turbo (sostituito da un piccolo compressore volumetrico) e si contraddistingue per un'elevata efficienza, non distante da quella di un diesel si categoria equivalente: a chiusura di un percorso ben ripartito tra la città e tratti montuosi (con salite importanti, affrontate senza risparmiare la meccanica), il computer di bordo ha restituito una media di oltre 12 km/l.

Mazda3. A far compagnia alla CX-30 c'era anche l'ultimo aggiornamento della Mazda3. Come la crossover, la segmento C mantiene lo stesso look e si fa più hi-tech con una suite di Adas rivista e migliorata (tra le varie funzioni, ora ci sono anche la frenata di emergenza  e l'Intelligent Speed Assist). Anche in questo caso, dentro il cofano c'era l'e-Skyactiv-X da 186 CV, abbinato però a un cambio manuale a sei marce, ben manovrabile e dagli innesti precisi: molto soddisfacente da utilizzare, è parso davvero un buon compagno per l'erogazione di questo motore.  

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Forvia - Un altro componentista taglia in Europa: via 10 mila posti di lavoro in cinque anni

4 Ruote - Feb 19,2024

Uno dei maggiori produttori europei di componentistica per l'auto cala la scure sulla sua forza lavoro. Forvia, la ex Faurecia un tempo controllata da Stellantis, ha varato un programma di ristrutturazione che prevede il taglio in Europa di 10 mila posti nei prossimi cinque anni (alla fine del 2023, il gruppo contava 75.500 dipendenti). 

Il programma. Il piano è denominato "EU-Forward" e, secondo quanto affermato dai vertici aziendali in un comunicato, è volto a migliorare la competitività delle attività europee, ad aumentare una redditività messa a dura prova da dinamiche produttive e di costo sfavorevoli e ad adattare il perimetro operativo a un contesto in rapida evoluzione, per effetto dello stop alle endotermiche previsto nel 2035 e dell'arrivo di nuovi produttori asiatici. I tagli alla forza lavoro, che dovrebbero generare risparmi per 500 milioni di euro nel 2028, saranno effettuati tramite una serie di misure: per esempio, non saranno coperte posizioni rese vacanti dall'uscita naturale dei lavoratori, verranno ridotte drasticamente tutte le assunzioni e rivisti tutti i contratti a tempo determinato. Infine, sono previsti tagli alle attività di Ricerca & Sviluppo. 

 

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Sanzioni - Affari doro per i Comuni, con lItalia spaccata in due

4 Ruote - Feb 19,2024

Un 2023 da incorniciare per i Comuni in fatto di multe stradali: le amministrazioni locali hanno incamerato 1,535 miliardi di euro, con un aumento del 6,4% rispetto all'anno prima e del 23,7% sul 2019. Lo riporta il Sole 24 Ore, rielaborando i dati del sistema telematico del ministero dell'Economia (il Siope) che censisce i movimenti delle casse nelle pubbliche amministrazioni. Parliamo di incassi effettivi, con una capacità di raccolta che varia parecchio: al Nord e al Centro corrisponde l'84,3% dei verbali, mentre al Sud si scende al 15,7%, anche se va tenuto presente che nel Mezzogiorno abita solo il 34,5% degli italiani. Ragionando in termini di esborsi pro capite per le multe, nel Settentrione siamo attorno a 30 euro, contro i circa 10 euro del Meridione.

Milano leader. Il calpoluogo lombardo è in testa agli incassi del 2023 con 145,9 milioni di euro, seguito da Roma (106,7), Firenze (71,8), Torino (54,6) e Genova (35,3). Nella classifica pro capite, comanda il capoluogo toscano con 198,6 euro nel 2023, in linea col 2022, ma in aumento dell'85,5% sul 2019, contro 108,1 euro di Milano e 38,8 euro della capitale.

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Stellantis - Per Mirafiori spunta l'ipotesi Leapmotor

4 Ruote - Feb 19,2024

Per Mirafiori spunta l'ipotesi di nuove produzioni legate a un brand cinese appena entrato nell'orbita di Stellantis: secondo quanto riportato da Automotive News Europe, infatti, il gruppo automobilistico starebbe valutando la possibilità di assemblare alcuni "veicoli elettrici low-cost" della Leapmotor, giovane marchio di Hangzhou (qui trovate la gallery sulla sua gamma attuale). La produzione potrebbe partire tra il 2026 e il 2027 e raggiungere a regime volumi fino a 150 mila unità l'anno. 

La partnership. Per la prima volta, Mirafiori entra nel novero dei possibili siti europei destinati a dare corpo a una delle direttrici dell'accordo dello scorso autunno che ha portato Stellantis ad acquistare il 21% circa della Leapmotor per 1,5 miliardi di euro. L'intesa prevede la creazione di una joint venture di diritto olandese, la Leapmotor International: il gruppo guidato da Carlos Tavares avrà il 51% del capitale e diritti esclusivi per l'esportazione, la vendita e la fabbricazione dei prodotti Leapmotor al di fuori della Cina. Sin dall'annuncio della partnership è spuntata l'ipotesi di produzioni europee, ma finora non erano emersi siti potenzialmente candidati a ospitare modelli della startup del Dragone. 

Cos'ha detto Tavares. In ogni caso, le indiscrezioni lanciate da Automotive News seguono dichiarazioni di Tavares che hanno confermato l'ipotesi dell'arrivo delle vetture Leapmotor in un impianto europeo: "Se avremo l'opportunità di produrre vetture di Leapmotor in Italia lo faremo, dovrà avere senso da un punto di vista economico", ha detto il Ceo del gruppo a una tavola rotonda con la stampa italiana. " uno dei grandi asset che portiamo e che potremmo portare sul mercato europeo. Potremmo prendere questa decisione se ci fosse un business case, ma dipende da noi, dalla nostra competitività su costi e qualità. A un certo punto toccherà a noi cogliere questa opportunità". Se così fosse, dopo la soluzione di un modello mass market dopo il 2026, prospettata dallo stesso Tavares per Pomigliano, anche lo storico impianto piemontese avrebbe un futuro meno incerto. 

Bocche cucite a Torino. Per ora non ci sono indicazioni ufficiali sull'ipotesi Mirafiori. Un portavoce ha confermato solo le frasi di Tavares, ma non ha commentato le ulteriori indiscrezioni sulla fabbrica torinese. Stellantis, infatti, starebbe solo valutando il modo di produrre "in modo redditizio" i modelli Leapmotor. Dunque, siamo ancora nel campo delle valutazioni e non mancano dei dubbi, a partire dalla decisione di ospitare modelli "low-cost" in un impianto che negli ultimi anni ha sfornato modelli premium del Tridente, nonché la nuova 500. Detto questo, la produzione di prodotti cinesi al ritmo di 150 mila vetture all'anno fornirebbe un sostanzioso contributo all'obiettivo di aumentare fino a un milione di veicoli i volumi delle fabbriche italiane e consentirebbe di rilanciare Mirafiori, dove il gruppo, secondo la testata specializzata, avrebbe anche ampio spazio per ospitare nuovi prodotti: il 31 marzo terminerà l'assemblaggio della Maserati Levante e la sua erede, una Suv elettrica di segmento E, sembra destinata a Cassino. Inoltre, alla fine del 2026 dovrebbe finire anche la produzione della 500 elettrica: la sua sostituta sarà sviluppata sull'architettura Stla Small e, pertanto, dovrebbe essere realizzata in un altro impianto europeo. 

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Stati Uniti - Biden pronto ad allentare i limiti sulle emissioni

4 Ruote - Feb 19,2024

La Casa Bianca è pronta ad allentare i limiti sulle emissioni dei veicoli commercializzati negli Stati Uniti, accogliendo, così, le richieste avanzate negli ultimi mesi dai costruttori e dal sindacato Uaw. In particolare, secondo indiscrezioni di diverse testate americane, l'amministrazione Biden avrebbe intenzione di rivedere la proposta presentata la scorsa primavera dall'Epa (Environmental Protection Agency ) per rendere sempre più severi i requisiti e agevolare la transizione del settore verso la mobilità elettrica. 

La proposta. L'agenzia per la protezione dell'ambiente ha chiesto una riduzione del 56% delle emissioni dei veicoli di nuova immatricolazione entro il 2032 e per raggiungere tale obiettivo ha stabilito una serie di requisiti a carico delle Case automobilistiche: il peso delle elettriche sul totale dei volumi produttivi deve arrivare al 60% entro il 2030 e al 67% entro il 2032. Tuttavia, l'industria e il sindacato hanno chiesto di rallentare la crescita del mix di elettriche, sollevando due preoccupazioni: i prezzi troppo alti delle auto a batteria per la maggior parte dei consumatori e la necessità di avere più tempo per sviluppare l'infrastruttura di ricarica. I maggiori timori sono stati espressi più volte dallo Uaw, che ha chiesto di rivedere i requisiti inserendo una maggior gradualità e allungando i tempi di applicazione, mentre l'Alliance for Automotive Innovation, una delle associazioni di rappresentana del settore, ha bollato la proposta dell'Epa come "irragionevole e irrealizzabile", esortando Washington a stabilire il mix al 2030 tra il 40% e il 50% e a includere anche le ibride plug-in.

La revisione. Ora, la Casa Bianca avrebbe deciso di soddisfare le richieste, mettendo mano alla proposta dell'Epa. Il mese prossimo dovrebbe essere pubblicato un regolamento definitivo, che dovrebbe stabilire un mix di elettriche al 2030 inferiore al 60% e rinviare di qualche anno i requisiti intermedi per garantire maggior flessibilità ai costruttori. Per ora l'Epa si è limitata a commentare le indiscrezioni, sottolineando le trattative in corso tra le diverse agenzie interessate per definire un regolamento che sia "facilmente realizzabile, assicuri una riduzione dell'inquinamento atmosferico e climatico pericoloso e garantisca benefici economici".

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Carburanti - I prezzi volano, la benzina al servito resta sopra i 2 euro

4 Ruote - Feb 19,2024

La benzina si mantiene al di sopra della soglia dei due euro al litro nelle medie nazionali dei prezzi praticati alla pompa. Nel weekend, la verde e il diesel hanno registrato ancora qualche aumento, a fronte di un ribasso di Gpl e metano, ma già oggi Stafetta Quotidiana segnala una prima inversione di tendenza nei listini dei carburanti. Tamoil, in particolare, ha tagliato di 2 centesimi al litro la verde in seguito al terzo ribasso consecutivo registrato venerdì 16 febbraio dalle quotazioni dei prodotti petroliferi del Mediterraneo: la benzina è scesa di 3 euro a 613 euro per mille litri (1341,73 euro includendo l'accisa) e il diesel di 15 a 689 euro (1306,20).

Le medie. Stando ai prezzi comunicati il 18 febbraio dai gestori dei circa 18 mila impianti all'apposito Osservatorio del ministero delle Imprese, al self service la benzina quota a 1,865 euro/litro (invariato rispetto alla precedente rilevazione) e il diesel a 1,838 euro/litro (+1). Al servito, verde a 2,005 euro/litro (+3), diesel a 1,976 euro/litro (+3), Gpl a 0,715 euro/litro (invariato), metano a 1,375 euro/kg (-4) e Gnl a 1,212 euro/kg (-4). Lungo le autostrade, benzina a1,955 euro/litro (2,215 al servito), gasolio a 1,933 euro/litro (2,196 al servito), gpl a 0,850 euro/litro, metano a 1,506 euro/kg e Gnl a 1,226 euro/kg.

Si arriva anche a 2,50 euro. Detto questo, durante il fine settimana Assoutenti ha lanciato l'allarme su alcuni casi di pompe di servizio con prezzi della benzina oltre la soglia dei 2,5 euro, non in autostrada ma addirittura "sulla rete ordinaria". L'associazione, sulla base dei dati raccolti il 16 febbraio dal Ministero, segnala una pompa ubicata a Taranto, dove la verde costa 2,537 euro al litro e il gasolio 2,447 euro/litro, e un'altra in provincia di Benevento, dove la benzina viene venduta a 2,522 euro. ll prezzo più alto è di un distributore della provincia di Palermo che il 15 febbraio vendeva un litro di verde a 2,565 euro e il diesel a 2,495 euro. Sulla rete autostradale, alla data del 16 febbraio, la benzina più cara era "quella venduta sulla A21 nei pressi di Piacenza: 2,499 euro al litro".

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