Centro prove - Le 10 supercar più veloci a Vairano: chi domina il nostro tracciato?

4 Ruote - Dic 30,2025
Correva l'anno 2020 quando ci siamo resi conto che a certe macchine, il nostro tracciato di handling, stava un po' stretto. Powertrain sempre più potenti, bodykit aerodinamici sempre più spinti; serviva qualcosa che rendesse giustizia alle supercar in continua crescita prestazionale.Ecco allora che nasce il VairanoPro, ossia il layout di pista che dedichiamo unicamente agli hot laps delle vetture più performanti. Di fatto, al nostro tradizionale handling abbiamo aggiunto, collegandolo al rettifilo di alta velocità e a uno dei due cappi di ritorno, circa un chilometro d'asfalto che include quel tanto che basta per dar sfogo alla cavalleria sul dritto e un paio di pieghe velocissime per comprendere più a fondo l'operato dell'aerodinamica, in termini di deportanza e bilanciamento.Da allora, abbiamo visto diverse supersportive alternarsi in vetta alla classifica. Ecco le dieci più veloci. 10. Lamborghini Huracán STO 1'23874In attesa di provare a fondo la Temerario, la Lambo più veloce è ancora lei, persino più della Revuelto (circa mezzo secondo). Il body kit di carbonio ispirato alle Super Trofeo da corsa aggiunge la deportanza necessaria per rendere la STO più efficace delle Huracán standard; rapida e precisa (di avantreno e sterzo), bilanciata (dà fiducia alle andature elevate) e con freni pazzeschi (Brembo CCM-R), paga soltanto una scelta di gomma che privilegia la durata al puro grip, scelta peraltro condivisibile. Sempre tonico, e dalla voce entusiasmante, il V10 aspirato da 640 CV. 9. Chevrolet Corvette Z06 1'23729La Corvette che ha cambiato religione (dopo sessant'anni passa dal motore anteriore a quello posteriore-centrale) non se la cava affatto male in pista. Proprio grazie al nuovo layout tecnico, ha un buon bilanciamento generale (le Michelin Cup 2 R aiutano in questo) ed è rapida e precisa negli inserimenti. Paga però un po' troppo sovrasterzo in uscita di curva e lungo certi appoggi veloci, cosicché non si riescono a sfruttare appieno i 670 CV del suo V8 ad albero piatto. Bene anche i freni (potenti e ben modulabili) e il cambio (rapido sia in salita sia in scalata), mentre lo sterzo meriterebbe una maggior prontezza. 8. Maserati GT2 Stradale 1'23565Il tempo sul giro non è da pole position, ma la piacevolezza di guida sì. La versione più sportiva della ex-MC20, ispirata alla GT2 da corsa, grazie alle mirate modifiche telaistiche e aerodinamiche è davvero uno spasso: facile da decifrare, sincera, ottimamente bilanciata, con quel pizzico di sottosterzo sul veloce che dà sicurezza e un sano accenno di sovra in uscita per godere. Forse un po' sottodimensionato il V6 Nettuno alla luce dell'intero pacchetto tecnico, ma nel complesso funziona. Da rivedere, però, la modulabilità del freno, che non aiuta a sfruttare appieno la potenza dell'impianto nelle staccate più impegnative. 7. Porsche 992.1 GT3 1'22792Con la 992, la GT3 ha compiuto un salto di qualità notevolissimo rispetto a tutte le serie precedenti, grazie soprattutto alle modifiche telaistiche che hanno introdotto, per la prima volta su una noveundici, i quadrilateri anteriori. Che dire: l'arma definitiva da trackday è sempre lei. Perché l'armonia fra tutte le componenti meccaniche, capaci di lavorare sempre all'unisono senza alcuna stonatura, la rendono uno degli strumenti più efficaci e soddisfacenti del panorama. La testimonianza di ciò arriva dal fatto che, con un numero relativamente contenuto di cavalli (510), questa Porsche riesce a mettersi alle spalle sportive ben più potenti. 6. Porsche 992.2 GT3 Weissach Package 1'21892Una promessa fatta dal reparto GT di Flacht, di solito si trasforma in certezza. Difatti, quel piccolo incremento prestazionale annunciato durante il passaggio da 992.1 a 992.2, l'abbiamo riscontrato anche sulla nostra pista di Vairano. A parità di potenza (ma col motore più strozzato, due catalizzatori in più, compensato dal finale del cambio accorciato dell'8%), la 911 GT3 ha limato 1,1 secondi grazie a piccoli e grandi affinamenti telaistici e aerodinamici, per esempio un avantreno rivisto che garantisce maggior precisione, un effetto anti-dive in frenata e una miglior capacità di digerire i cordoli. Il boxer aspirato e il Pdk continuano a essere straordinari: 9.000 giri di pura goduria il primo (ma avaro di coppia in basso) e sempre preciso e puntuale il secondo. 5. Ferrari SF90 Stradale 1'21716La ibrida da mille cavalli di Maranello impressiona, più di tutto, per la facilità di gestione di una quantità tale di potenza e coppia sin dal primo giro. Ogni componente è perfettamente integrato e questo permette di avere sempre sotto controllo la vettura anche nelle condizioni più difficili. In curva il comportamento è leggermente sottosterzante in ingresso e percorrenza, mentre in uscita il sovrasterzo emerge a tuo piacimento, nel senso che la calibrazione dell'acceleratore è talmente raffinata che la puoi gestire in facilità come vuoi tu. Ottima la modulabilità del freno, eccellente la resa dello sterzo. L'unica nota dolente è il peso, che si fa sentire soprattutto nei cambi di direzione dove ci sono vetture più rapide ed efficaci. 4. Mercedes-AMG GT Black Series 1'20926Tempo di assoluto rilievo considerato che si tratta dell'unica sportiva a motore anteriore che è riuscita a entrare in top 10. Aerodinamica da corsa, pneumatici specialistici (Cup 2 R, addirittura con due scelte di mescola) e un'elettronica finemente tarata (traction control regolabile in svariate posizioni), rendono la AMG GT Black Series una delle vetture più appaganti ed efficaci per la guida in pista. letteralmente incollata al suolo, sempre, con un grip meccanico e aerodinamico impressionante. Più a suo agio sul veloce che nel misto, nel comportamento la Black Series ricorda una GT3 da corsa, sebbene il peso non l'aiuti. Il powertrain, pur avendo ben 730 CV e 800 Nm, meriterebbe un po' di allungo in più; e il cambio, seppur rapido, presenta sempre leggeri slittamenti fra un rapporto e l'altro, oltre al problema che non bisogna raggiungere mai il limitatore di giri altrimenti il rapporto successivo arriva con grande ritardo. 3. Ferrari 296 GTB Assetto Fiorano - 1'20925Entriamo nella zona calda della classifica, sul gradino più basso del podio, con la 296 GTB in configurazione Assetto Fiorano. Una delle migliori sportive mai sfornate a Maranello, ancorché fra le più emozionanti da guidare in pista. Tutto è perfettamente accordato e amalgamato nel miglior modo possibile, il che rende ogni metro d'asfalto una vera goduria. Il V6 biturbo ibrido con 830 CV totali, nel suo insieme è incredibile: sound pazzesco, progressione infinita e fulmineo nella risposta. Come pure il cambio, talmente rapido e impeccabile che ti viene da utilizzare i paddle anche quando, in realtà, non sarebbe strettamente necessario. Lo sterzo, seppur sempre un po' leggero, è straordinariamente rapido e preciso. E anche frenare diventa una sfida alla ricerca del limite, perché la potenza dell'impianto è impressionante e si può staccare fin dentro alla curva, con la 296 non fa una piega. 2. Pagani Huayra Roadster BC - 1'20707Con lei abbiamo inaugurato il VairanoPro e ne ha detenuto il record assoluto per tre quattro anni. Qui siamo a cavallo fra la hypercar e l'opera d'arte, a partire dal suo V12 di origine Mercedes-AMG che con 802 CV e 1.050 Nm dispensa libidine a non finire, per spinta propulsiva, erogazione e sound. All'altezza della situazione anche l'impianto frenante, per potenza e modulabilità. Mentre i due elementi che cedono un po' il passo alla concorrenza sono il cambio (un po' lento) e il traction control, che tende a castrare un po' troppo; meglio senza, dosando col proprio piede, ma sempre con cautela 1. Porsche 992.1 GT3 RS 1'19881La regina è lei, l'unica a sfondare il muro dell'1'20 e mettendosi dietro hypercar con quasi il doppio dei cavalli. Con la GT3 RS, serie 992.1, la Porsche ha superato sé stessa ed è riuscita a realizzare l'oggetto stradale più vicino a una vettura da corsa che esista (al netto di produzioni semi-artigianali o troppo estreme per la strada). Per apprezzarla appieno occorre cultura: mi riferisco agli innumerevoli settaggi on board per estensione e compressione degli ammortizzatori, differenziale autobloccante e controllo di trazione; e va detto che, queste funzioni, non sono meramente invenzioni di marketing, ma strumenti realmente utili. Mostruosa per grip meccanico e aerodinamico, solida e bilanciata anche dopo lunghi stint di guida, intuitiva e facile anche se, per trovare il limite, serve competenza. Motore e cambio di assoluta eccellenza, come sempre, sebbene telaio e aerodinamica li surclassino. 
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Anteprima - Jeep 2026: tutte le novità in arrivo, dalla Avenger MY26 alla Wagoneer S

4 Ruote - Dic 30,2025
La Jeep è uno dei brand più importanti del gruppo Stellantis, soprattutto in Italia: qui la Casa americana rappresenta il primo mercato d'Europa, il terzo al mondo per volumi. Nel 2026 la Jeep punterà molto su modelli elettrici di grandi dimensioni, con due proposte di segmento D pensate per pubblici molto diversi tra loro: l'aggressiva e robusta fuoristrada Recon da una parte, la più elegante e lussuosa Wagoneer S dall'altra.Nei prossimi dodici mesi si amplierà anche la gamma di motorizzazioni della nuova Compass e verrà introdotto un aggiornamento MY26 per la best seller Avenger. Ecco tutte le novità in arrivo, con date, motorizzazioni e prezzi. Jeep ReconAnnunciata nel 2023, questa fuoristrada elettrica è finalmente pronta per arrivare anche in Italia. Due motori, per 650 CV e 840 Nm di coppia, gestiti dal sistema Selec-Terrain con modalità di guida pensate specificamente per la guida in off-road, ma anche per scatenare tutta la sua potenza sull'asfalto, dove per scattare da 0 a 100 km/h le basteranno 3,6 secondi. La batteria, a 400 volt, avrà una capacità di 100 kWh, ma vista la sua mole (e le sue forme), l'autonomia non oltrepasserà di molto i 400 chilometri. La Recon è l'unica Suv elettrica della Casa americana a potersi fregiare del badge Trail Rated, riservato ai modelli con maggiori capacità di guida in fuoristrada. Gli angoli caratteristici sono: attacco 34, uscita 34,5, dosso 23,5. Il portellone è incernierato sul lato destro ed è possibile rimuovere le portiere, il vetro del portellone e i finestrini posteriori in pochi istanti, senza dover usare attrezzi. L'abitacolo, in materiale antigraffio, non manca di tecnologia e tocchi premium come l'impianto stereo firmato Alpine (le casse sono sotto i sedili, così da funzionare anche senza le portiere).Quando arriva: fine 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: prezzi non dichiarati Jeep Wagoneer SNegli Stati Uniti è già una realtà, ormai dal 2024. Per l'Europa, invece, i tempi potrebbero essere maturi verso fine anno, quando questa grande Suv elettrica dovrebbe finalmente andare in vetrina. Le sue caratteristiche sono note: basata sulla piattaforma Stla large, la Wagoneer S è offerta al lancio in una versione unica, bimotore, da 600 cavalli e 800 Nm. La batteria da 100 kWh promette fino a 480 chilometri di autonomia, anche grazie a un design che asseconda l'efficienza aerodinamica. Tanti i dettagli di lusso, dentro e fuori l'abitacolo, come le sette feritoie della griglia illuminate.Quando arriva: fine 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da circa 80.000 euro Jeep CompassCon la nuova generazione (che come la precedente sarà prodotta in Italia, nello stabilimento di Melfi), la Jeep Compass è diventata multienergia. E dopo aver dato l'addio ai motori a gasolio, cuore della sua gamma italiana, si appresta a una nuova era fatta di full hybrid e plug-in, oltre che di elettrico puro. Accanto alle motorizzazioni già disponibili (mild hybrid e full electric), nel corso del 2026 arriverà l'ibrida alla spina da 195 CV, seguita dall'elettrica Long Range da 231 CV a due ruote motrici. Più avanti sarà la volta della bimotore a trazione integrale, che prenderà il nome di 4xe. Avrà un'impostazione più orientata al fuoristrada e metterà sul piatto ben 375 cavalli.Quando arriva: primavera 2026Motorizzazione: benzina, mild hybrid, plug-in, elettricaQuanto costerà: da 39.900 euro Jeep Avenger 2026La più piccola delle Suv della Casa americana, best seller qui in Italia, nei prossimi mesi verrà aggiornata al Model Year 2026: i ritocchi saranno minimi e interesseranno allestimenti interni, infotainment, paraurti e l'articolazione interna della fanaleria. Possibile qualche miglioria ai motori, alla ricerca di una maggiore efficienza.Quando arriva: autunno 2026Motorizzazione: benzina, mild hybrid, elettricaQuanto costerà: da circa 25.000 euro
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Ricorrenze - Dal triciclo di Benz a Quattroruote: 10 anniversari da celebrare nel 2026

4 Ruote - Dic 30,2025
Nei giorni delle Feste, quelle con la maiuscola, è bene ricordare che il 2026 sarà un anno ricco di anniversari per il mondo dell'auto. Dalla nascita dell'automobile per come è storicamente intesa, cioè un veicolo mosso da un motore a scoppio, ai tempi odierni della transizione all'elettrico, gli anni con il sei hanno dato molto al panorama motoristico; con il lancio di modelli iconici o la fondazione di marchi storici che hanno fatto la storia: tutti pronti a fare cifra tonda. Dal 1886 al 2016, abbiamo selezionato dieci momenti. Se siete appassionati di auto, e non più di primo pelo, preparatevi a sfogliare l'album dei ricordi. 1886 Karl Benz brevetta la Patent MotorwagenLa rivoluzione è alle porte. Il cavallo si libera da un giogo millenario e nasce un oggetto capace di spostarsi da sé: l'automobile. La pietra miliare viene posata 140 anni fa, quando Karl Benz deposita all'Ufficio Imperiale dei Brevetti di Berlino il brevetto per la prima auto a motore a scoppio della storia. La Patent Motorwagen prende forma dal 1885 attorno a un motore monocilindrico a quattro tempi di 954 cc e una potenza pari a tre quarti di cavallo vapore. Così equipaggiato, il triciclo di Benz raggiungeva i 16 km/h. 1906 A Torino nasce la Lancia27 novembre 1906: a Torino, per volontà di Vincenzo Lancia e del socio Claudio Fogolin, entrambi provenienti dall'esperienza in Fiat, nasce la casa automobilistica Lancia. Vincenzo, pilota affermato, aveva già collezionato diversi successi sportivi prima di dare il proprio nome a una nuova Casa automobilistica. Nel 1908 arriva la prima creatura del brand, la Lancia 12 HP, con telaio ribassato e leggero, trasmissione a cardano in luogo delle tradizionali catene e soluzioni tecniche che ne decretano il successo: ne furono prodotti oltre 100 esemplari, non pochi per quei tempi. Sempre nel 1906, fu fondata un'altra casa automobilistica dalla lunga tradizione: la Rolls-Royce. 1936 Arriva la Fiat 500 TopolinoPer un gran numero di famiglie italiane, è stata la prima automobile a entrare in garage. pronta a soffiare su 90 candeline la Fiat 500 Topolino, nata tra i due conflitti mondiali per avviare la motorizzazione del Paese. Le dimensioni contenute e la vaga somiglianza con il personaggio di Walt Disney le valsero il soprannome di Topolino, che identificherà le tre serie prodotte dal 1936 fino al 1955. Progettata da Dante Giacosa e il suo team, seguiva una ricetta economica con motore anteriore da 13 CV e trazione posteriore. La cilindrata, di 569 cc, ha determinato il nome ufficiale Fiat 500. 1956 Quattroruote esce in edicolaNel febbraio 1956 esce il primo numero di Quattroruote, frutto di una geniale intuizione di Gianni Mazzocchi. La mobilità di massa è agli esordi e l'Italia alle porte del boom economico viene raccontata nelle pagine del mensile: le prime auto degli italiani, i problemi e gli interrogativi di allora, quando la benzina costava 128 lire al litro e c'erano solo 485 km di autostrade. In copertina c'era l'Alfa Romeo Giulietta. 1966 Alfa Romeo presenta la DuettoAll'anagrafe Alfa Romeo Spider, per tutti "Duetto", debutta al Salone di Ginevra del 1966 per poi divenire un'icona delle spider all'italiana. Ultima opera coordinata personalmente da Giovanni Battista Pinin Farina, quest'Alfa ha forme affusolate e arrotondate, con baule spiovente come il cofano, tratti da cui deriva l'appellativo di osso di seppia. La carrozzeria bassa e filante con frontale e coda arrotondati ha i paraurti in due parti per enfatizzare il tipico scudo Alfa al centro. La spider nasce con la meccanica della Giulia Sprint GT, ma con un passo accorciato. Nel cofano un motore bialbero anteriore longitudinale di 1.570 cc, con due carburatori e 109 cavalli, abbinato a un cambio a cinque marce. 1966 Lamborghini entra nel mito con la MiuraFerruccio Lamborghini non si accontentava della 350 GT. Voleva una vettura ancora più sconvolgente e iconica. Così, nel 1966 debutta al Salone di Ginevra la Miura, il cui stile immortale è firmato da Marcello Gandini per Nuccio Bertone, mentre giovani e abili ingegneri come Giampaolo Dallara e Paolo Stanzani dirigono il progetto tecnico. Al centro, il mitico V12 da 4 litri progettato da Giotto Bizzarrini. 1986 Anni ruggenti nei rally: ecco la Delta HF 4WDVersione sportiva della Lancia Delta, ha una storia breve (1986-1988) ma intensa, con pochi esemplari prodotti entrati nei sogni di tanti appassionati di rally. Questo modello rappresenta la base della Gruppo A che ha corso i mondiali del 1987 e 1988, vincendo il primo (sia il titolo piloti, sia quello costruttori). Viene poi sostituita da una vera e propria icona del genere: la Delta HF Integrale. 1996 Due posti, tanto divertimento: Lotus Elise, Mercedes SLK e Porsche BoxsterAAnnata buona, il 1996, per chi ama le sportive. quello in cui la Lotus lancia sul mercato la Elise, presentata al Salone di Francoforte l'anno prima: motore centrale, trazione posteriore e peso piuma, malgrado una potenza di soli 120 CV. Ma anche l'anno della Mercedes SLK (Sportlich, Leicht, Kompakt), roadster con tetto ripiegabile in metallo derivata dalla Classe C. Nel 1996 debutta anche la Porsche accessibile, la prima Boxster (serie 986), con motore a cilindri contrapposti (sei) da 2.5 litri e 204 CV. 2006 -L'Audi che non c'era: la supercar R8La Casa dei quattro anelli arriva là dove non aveva mai osato, presentando una supersportiva a motore centrale. Audi, insomma, entra nel settore delle varie Ferrari, Porsche e Lamborghini, anche grazie all'acquisizione di quest'ultima, avvenuta nel 1998: la base tecnica della R8, infatti, è condivisa con la Gallardo. In nome di una sinergia tra Ingolstadt e l'Emilia che si è protratta nelle generazioni successive. 2016 Elon Musk svela la Model 3, prima Tesla di massaNel 2016, la Tesla presenta la Model 3, entrata poi in produzione nell'anno successivo. Pur non essendo la prima elettrica di Elon Musk, va considerata un modello cruciale: il primo con il quale la Tesla ha macinato grandi volumi. Nel 2021, la Model 3 è diventata la prima auto elettrica a superare il milione di consegne nel mondo.
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Anteprima - Ferrari 2026, tutte le novità in arrivo: la prima sarà l'Elettrica

4 Ruote - Dic 30,2025
Il 2026 sarà uno degli anni destinati a rimanere nella storia di Maranello: in primavera, infatti, verrà presentata la prima Ferrari 100% elettrica, un modello che ha suscitato discussioni a non finire per il solo fatto di esistere (nessuno l'ha ancora visto). Ma le novità del Cavallino non si fermano qui: nei prossimi dodici mesi inizieranno infatti le consegne della nuova entry level Amalfi, della 296 Speciale A e della 849 Testarossa, erede della SF90 Stradale, anche in versione Spider. Ferrari ElettricaUn'auto che molti hanno già definito sovversiva, ma che conserva il Dna di Maranello in ogni singolo bullone. Le forme definitive dell'auto - probabilmente da crossover - saranno svelate solo in primavera, in occasione della sua presentazione ufficiale. Qualche settimana prima, a inizio anno, saranno svelati gli interni, che metteranno a disposizione quattro posti a sedere, tanti quanti le portiere. La Ferrari Elettrica sarà una vettura di grandi dimensioni, circa cinque metri, con un passo di 296 cm (6 in meno rispetto alla Purosangue). Il peso di 2.300 kg circa sarà ripartito per il 47% all'anteriore e per il 53% al posteriore. Saranno quattro i motori elettrici della prima Bev di Maranello, due all'anteriore e due al posteriore, così da assicurare anche la trazione integrale. Entrambi gli assi saranno sterzanti, mentre la potenza teorica complessiva arriverà a 1.129 CV, ripartiti per lo più al posteriore. Quella effettiva non è stata ancora dichiarata, ma in modalità Boost si supereranno i 1.000 CV. Il sound non prevede nulla di artificiale, solo l'amplificazione della voce elettrica dell'auto. Gli accumulatori a 880V sono uno dei fiori all'occhiello del progetto: interamente progettati eassemblati a Maranello, sono integrati direttamente nel telaio e composti da 210 celle, suddivisein 15 moduli, per una capacità lorda di 122 kWh. L'autonomia stimata supera i 530 chilometri, mentre la potenza di ricarica arriva a 350 kW.Quando arriva: autunno 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: circa 500.000 euro (stimati) Ferrari 849 Testarossa l'erede della SF90 Stradale, con cui condivide, evolvendola, la base meccanica ma prendendo invece le distanze quanto a estetica e aerodinamica. Ispirata dalle Sport Prototipo degli anni 70, la 849 ha un powertrain ibrido plug-in da 1.050 cavalli. Il cuore del sistema è un V8 biturbo da 4.0 litri e 830 CV a 7.500 giri, con 842 Nm di coppia erogati a quota 6.500. Se il termico agisce sul solo retrotreno, lavorando assieme a uno dei tre motori elettrici, l'avantreno è azionato da un'unità a corrente.Quando arriva: primavera 2026Motorizzazione: ibrida plug-inQuanto costerà: prezzi non dichiarati Ferrari AmalfiCalifornia, Portofino, Roma e ora Amalfi. L'evoluzione della Ferrari entry-level prosegue con questa vettura moderna, ma dallo stile che inneggia alla Dolce Vita. Frutto di un lavoro ingegneristico a tutto tondo che ha affinato una base tecnica consolidata, questa Ferrari mantiene saldamente al suo posto, in posizione anteriore-centrale, il V8, senza elettrificazione e con qualche cavallo extra (640 totali, 20 in più della Roma). La Amalfienfatizza ulteriormente le due anime distinte che si erano già fuse nella Roma, coniugando una certa facilità d'uso nella vita quotidiana con il carattere e le prestazioni di una vera Ferrari: uno sdoppiamento figlio, tra le altre cose, di un lavoro di fino sull'elettronica. Anche per questa ragione la V8 adotta ora l'Abs Evo già utilizzato sulla 296 GTB e ilbrake-by-wire.Quando arriva: gennaio 2026Motorizzazione: benzinaQuanto costerà: da 240.000 euro Ferrari 296 Speciale ALa versione pensata per gli amanti della pista della V6 ibrida di Maranello è pronta ad arrivare nella sua evoluzione en plein air giusto in tempo per la bella stagione. La 296 Speciale A condivide lo stesso pacchetto tecnico della Speciale con tetto fisso: 50 CV in piùrispetto alla GTB, per 880 totali, 20% di carico aerodinamico in più e prestazioni da prima della classe. Oltre 330 km/h di velocità massima, 0-100 in 2,8 secondi e 0-200 in 7,3.Quando arriva: marzo 2026Motorizzazione: ibridaQuanto costerà: da 462.000 euro
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James Moylan - Addio all'inventore della freccia che indica il lato del rifornimento

4 Ruote - Dic 30,2025
L'uomo che risolse il dilemma del rifornimento si chiamava James Moylan ed era un progettista di finiture interne della Ford: 40 anni fa, inventò la freccia accanto all'icona della pompa di carburante sul cruscotto. Un simbolo essenziale, che indica da quale lato fare il pieno. Moylan è scomparso l'11 dicembre scorso all'età di 80 anni, ma la sua idea accompagnerà gli automobilisti ancora per molto, moltissimo tempo.Moylan ebbe l'idea in un giorno piovoso dell'aprile 1986: dopo aver accostato l'auto aziendale a un distributore di benzina di Dearborn, nel Michigan (di fatto, la città dell'Ovale blu), il designer si rese conto di aver parcheggiato dal lato sbagliato, perché lo sportello del serbatoio era dall'altra parte. Dovette inzupparsi d'acqua, effettuare una manovra e spostare la macchina sul lato corretto.L'episodio accese l'ingegno di Moylan, che propose al costruttore di inserire una freccia vicino all'indicatore del livello del carburante per avvisare i conducenti. R. F. Zokas, direttore Ford per il design degli interni, gli comunicò che l'azienda avrebbe installato le frecce indicatrici sulle auto del modello 1989 in fase di sviluppo. Il debutto avvenne su Escort e Mercury Tracer, quindi sulle Thunderbird e Mercury Cougar del 1989.   La freccia di Moylan: minima spesa, massima resa Prima degli anni 1970, molte auto avevano il bocchettone dietro la targa: le norme di sicurezza imposero lo spostamento sul lato destro o sinistro per evitare incendi in caso di tamponamento, rendendo la posizione dello sportello variabile. Dalla fine degli anni 1980, la freccia di Moylan è diventata indispensabile, non richiedendo nuovi componenti meccanici, ma solo una modifica millimetrica alla grafica del cruscotto. Un valore notevole per il cliente a un costo bassissimo per il produttore.  Un aiuto per tutti Quell'icona è preziosa per l'auto di proprietà (magari non ci si ricorda il lato dello sportello) e ancora di più per le famiglie con due vetture. Ma soprattutto per chi usa macchine aziendali e per i consumatori che prendono i veicoli in car sharing oppure a noleggio a breve o lungo termine. Un'intuizione che semplifica la vita a milioni di automobilisti in ogni angolo del pianeta, una soluzione invisibile finché non serve, ma fondamentale nel momento chiave. Perché spesso il genio risiede nel risolvere i problemi più comuni con la massima semplicità. 
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