Centro prove - Le 10 auto ibride plug-in che fanno più strada in elettrico

4 Ruote - Gen 07,2026
Negli ultimi mesi l'offerta di ibride plug-in (cioè ricaricabili) è aumentata esponenzialmente. A crescere sono state anche le vendite (in Italia sono quasi raddoppiate rispetto al 2024, grazie anche alle agevolazioni fiscali di cui beneficiano le aziende) e, soprattutto, la capacità delle batterie di trazione. Risultato: più chilometri con un pieno di corrente (molte auto superano i 100 km), a cui si sommano quelli percorribili con il motore termico in modalità ibrida, con consumi più o meno bassi a seconda dei modelli.Per tutte, comunque, non c'è dubbio che in termini di vantaggi per l'ambiente e per il portafogli (a patto di ricaricare da una presa domestica) sono soprattutto i primi a contare. Ecco la classifica delle ibride plug-in che, nelle prove di Quattroruote, hanno percorso più strada in modalità elettrica.  10. BMW X3 xDrive30e - 94 kmDà il via alla scalata di questa classifica la  D-Suv tedesca, che coniuga sportività (299 CV la potenza combinata, considerando il contributo del 2.000 a benzina e del motore elettrico) e buone autonomie in EV: la batteria da 19,7 kWh netti basta in media per 94 km (idem in città). Una volta esaurita la carica, però, si viaggia alla media di 12 km/litro: un valore solo discreto. 9. Jaecoo 7 1.5 TGDi Phev - 94 kmLa sport utility cinese è fra le plug-in più vendute nel 2025 e si fa apprezzare oltre che per le forme e per il rapporto prezzo/dotazione anche per la buona abitabilità in rapporto ai 450 cm di lunghezza. I 94 km percorsi in media in modalità elettrica la pongono alla pari della BMW X3, ma in città fa molto meglio: 122 km in base ai rilevamenti del Centro prove di Quattroruote. Inoltre, esauriti i 18,3 kWh lordi della batteria si viaggia a medie di 15 km/litro: niente male 8. Land Rover Range Rover P550 - 99 km Questo salotto a route alte da 550 CV combinati è a suo modo amico dell'ambiente. Forte dei ben 31,8 kWh immagazzinabili sotto al pavimento nei nostri test ha percorso 99 km, mentre in città ne fa due in meno. Esaurita la carica, i consumi non possono che essere alti (l'auto pesa 3.017 kg, guidatore incluso): 7,9 km/litro. 7. Skoda Kodiaq 1.5 TSI Phev - 101 kmAl settimo posto della top ten, questa imponente sport utility lunga 476 centimetri, ben rifinita e ben equipaggiata. spinta dal powertrain ibrido plug-in del gruppo Volkswagen nella versione da 204 CV combinati, che ricorre spesso in questa classifica. La batteria da 19,7 kWh netti fa coprire in media 101 km in EV (100 in città). Esaurita la carica si viaggia a medie di 15,9 km/litro: buone per un'auto di questa mole. 6. MG HS Phev - 102 kmQuesta accogliente Suv (è lunga 466 cm e offre tanto spazio a bordo) si distingue per il buon rapporto prezzo/dotazione. A dispetto dei suoi 272 CV combinati punta più sul confort che sulla sportività. Quanto a efficienza, con i 20,4 kWh netti della batteria si percorrono in media 102 km (133 in città). A batteria scarica il consumo medio è di 15,3 km/litro. 5. Cupra Formentor 1.5 e-Hybrid VZ - 105 kmCon i suoi 272 cavalli combinati, la VZ è la più sportiva delle Formentor plug-in (le altre hanno 204 cavalli), ma non delude affatto neppure quanto ad autonomia in EV, forte dei 19,7 kWh netti della batteria (105 km in media, con valori non molto distanti in città, 109 km) e consumi in ibrido, con accumulatori scarichi: 15,8 km/litro in media. Il marchio spagnolo propone anche la più grande Terramar in configurazione Phev, di cui abbiamo sempre la versione da 272 CV: 101 km in EV e 14,3 km/l a batteria scarica.   4. BYD Seal U DM-i - 118 kmGrazie ai 26,6 kWh lordi della batteria, questa richiestissima (nel 2025 è stata la Phev più venduta) Suv medio-grande può percorrere in media 118 km senza sprecare neppure un goccio di benzina. In città l'autonomia in EV aumenta addirittura fino a 150 km. A batteria scarica il sistema ibrido da 218 CV combinati percorre in media 15,9 km con un litro di benzina. 3.Volkswagen Golf 1.5 TSI eHybrid - 123 kmLa versione Phev dell'inossidabile cinque porte di Wolfsburg mostra bassi consumi sia in EV sia a batteria scarica (ben 20,8 km/litro). Una carica completa (19,7 kWh) basta in media per 123 km, che diventano 137 in città. Con lo stesso powertrain ibrido da 204 CV la Volkswagen offre anche le Suv Tiguan e Tayron (con cui abbiamo percorso rispettivamente 98 e 111 km), oltre alla Passat Variant: con lei le percorrenze salgono a 121 km. 2. Audi A3 allstreet TFSI e - 130 kmAnche nella sua versione rialzata, l'elegante e ben rifinita berlina tedesca fa segnare un'ottima efficienza sia nell'utilizzo in ibrido (20,5 km/litro con 204 CV combinati) sia nella marcia EV. Così, stando ai nostri test, i 19,7 kWh (netti) della batteria fanno percorrere in media 130 km. In città si arriva a 146 chilometri.  1. Leapmotor C10 Reev - 146 kmGuida la classifica questa D-Suv cinese, che aggiunge all'ottima abitabilità e alla ricca dotazione di serie percorrenze da record in elettrico. Con la sigla Reev, la Leapmotor richiama il concetto di range extended electric vehicle, ovvero di un'elettrica con l'aiuto a combustione: tuttavia, confrontando i 50 litri di capacità del serbatoio di benzina coi 28,4 kWh netti della batteria Lfp, è più corretto parlare di un'ibrida plug-in molto performante in termini di autonomia a corrente. Per la C10 Reev, il nostro Centro prove ha rilevato una percorrenza media in elettrico pari a 146 km, con un picco di 158 chilometri in città, in virtù dei 28,4 kWh netti della batteria. Se questa è scarica il consumo medio è di 14,7 km/litro, con l'1.5 che aziona il generatore per dare corrente al motore elettrico da 215 CV, l'unico che muove le ruote.
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Carburanti - Diesel più caro della benzina: sorpasso ai distributori

4 Ruote - Gen 05,2026
Era scritto: a partire dal 1 gennaio, il diesel sarebbe diventato più caro della benzina. E così è stato: il sorpasso ai distributori di carburante italiani è ora certificato dalle medie riportate da Staffetta Quotidiana, per cui il prezzo di un litro di diesel (1,666 euro in self-service) risulta superiore a quello della benzina (1,65). Al servito, invece, siamo rispettivamente a 1,803 e 1,798 euro al litro.Si tratta della prima volta da tre anni a questa parte ed è l'effetto della manovra varata dal governo, che prevede l'aumento delle accise sul gasolio di 4,05 centesimi - ossia 4,94 cent con Iva 22% - e la riduzione equivalente di quella sulla benzina. Il risultato è un allineamento a quota 67,26 cent. Il governo era libero di scegliereL'Unione europea ha imposto l'eliminazione dei sussidi ambientalmente dannosi, come quello a beneficio del diesel, chiedendo di allineare le accise di gasolio e benzina. La normativa Ue fissa un livello minimo della tassa: il governo era libero di arrivare all'equiparazione delle aliquote sui due carburanti abbassando quella sulla verde o scegliendo un valore ponderato fra quelli di gasolio e benzina. Al contrario, l'esecutivo ha optato per la media aritmetica, che consente di ottenere un extragettito notevole, in quanto il consumo di gasolio è il triplo rispetto a quello della benzina: il peso a carico degli automobilisti sarà di 600 milioni di euro l'anno. Col risultato che oggi il nostro Paese ha l'accisa più alta d'Europa sul gasolio, mentre quella sulla benzina scende dal terzo all'ottavo posto.
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Mercato italiano - Le 50 auto più vendute in Italia nel 2025

4 Ruote - Gen 02,2026
I dati di vendita di dicembre 2025 segnano un +2,2% su base mensile e un calo del 2,1% dall'inizio dell'anno rispetto al 2024. Ma quali sono state le vetture preferite dagli automobilisti? Lasciamo a voi il piacere di scoprirle, limitandoci a evidenziare un solo dato: l'assenza, in questo elenco, di modelli esclusivamente full electric, che invece abbiamo trovato nelle ultime classifiche su base mensile. A sottolineare ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, l'impatto degli incentivi (arrivati a fine ottobre) sull'andamento del mercato. Di seguito, la classifica dei 50 modelli più venduti in Italia nel 2025. 1. Fiat PandinaLa numero uno è sempre lei, la piccola Panda (e che da qualche mese si chiama Pandina, per non confonderla con la Grande Panda): nel 2025 sono state 102.485 le nuove immatricolazioni. Disponibile con l'1.0 mild hybrid da 65 CV, la Pandina ha un listino che parte da 15.950 euro. 2. Dacia SanderoLa compatta della Casa di Mioveni si conferma tra le auto più amate dagli italiani: sono 49.445 gli esemplari immatricolati nel 2025. Da poco aggiornata nel look e nella dotazione, è disponibile con motori benzina e bifuel a Gpl: prezzi da 14.800 euro. 3. Jeep AvengerLa B-Suv americana si conferma uno dei modelli preferiti in Italia. Non a caso, la nostra penisola è il mercato più importante per la Jeep in Europa, il terzo al mondo per volumi. Nel 2025 la Avenger ha registrato 48.376 nuove immatricolazioni. Disponibile con motorizzazioni benzina, mild hybrid (anche integrale 4xe) ed elettrica, parte da 25.200 euro. 4. Citroën C3Costruita sulla stessa base della Fiat Grande Panda, la quattro metri francese è disponibile con motori benzina, mild hybrid ed elettrici, a partire da 16.400 euro. Nel 2025 sono state registrate 38.442 nuove immatricolazioni. 5. Toyota Yaris CrossAl quinto posto c'è la piccola Suv giapponese, immatricolata in 37.386 esemplari e costruita sullo stesso pianale della Yaris: questo modello è disponibile con powertrain full hybrid da 116 e 131 CV, anche a trazione integrale. Listino da 28.750 euro. 6. Toyota Yaris La compatta giapponese registra 33.846 nuove immatricolazioni: condivide con la Yaris Cross i motori, ma il listino parte da 24.550 euro. Per gli appassionati della guida sportiva c'è anche la GR Yaris, con l'1.6 turbobenzina da 280 CV e prezzi da 52.000 euro. 7. Dacia DusterLa Suv della Dacia conquista il 7 posto con le sue 33.573 nuove targhe. La gamma motori è appena stata aggiornata e comprende il bifuel a Gpl da 120 CV (anche con cambio automatico), un mild hybrid da 140 CV e il full hybrid da 155 CV. A trazione integrale l'1.2 mild hybrid bifuel a Gpl da 150 CV. Quattro allestimenti, prezzi da 19.900 euro. 8. Peugeot 208La piccola francese registra nel 2025 31.320 nuove targhe, ed è disponibile con powertrain benzina, mild hybrid (da 110 e 145 CV) ed elettrici, da 136 e 156 CV. Il listino di questo modello attacca a 22.000 euro. 9. Renault ClioLa sesta generazione della Clio è stata presentata qualche mese fa: i dati di vendita del 2025 (29.069 nuove immatricolazioni) fanno riferimento al modello precedente. Quella nuova offre motori benzina e full hybrid, con prezzi che partono da 18.900 euro. 10. MG ZSIn fondo alla top ten c'è la Suv anglo-cinese, che registra 28.988 nuove immatricolazioni. In Italia questo modello è disponibile con motori a benzina e full hybrid, con prezzi da 20.490 euro. 11. Volkswagen T-Roc - 27.18812. Ford Puma - 26.67613. Renault Captur - 25.86114. Toyota Aygo X - 24.70915. Volkswagen Tiguan - 24.02916. BMW X1 - 22.09217. Volkswagen T-Cross - 21.82418. Opel Corsa - 21.53119. Fiat 600 - 21.26620. Kia Sportage - 18.85821. Peugeot 2008 - 18.10022. Nissan Qashqai - 16.49223. Peugeot 3008 - 16.17324. Toyota C-HR - 15.40225. Audi A3 - 15.29426. BYD Seal U - 14.72327. Hyundai i10 - 14.68928. Alfa Romeo Junior - 14.17229. Volkswagen Golf - 14.12130. Kia Picanto - 14.00931. MG MG3 - 13.59032. Hyundai Tucson - 13.22633. Mercedes GLA - 12.77534. Nissan Juke - 11.82635. Suzuki Swift - 11.49736. Skoda Fabia - 11.25637. Fiat Grande Panda - 11.17738. Skoda Kamiq - 10.75339. Alfa Romeo Tonale - 10.72740. Audi Q3 - 10.57841. Suzuki Vitara - 10.54942. Ford Focus - 10.38843. Ford Kuga - 10.24844. Lancia Ypsilon - 9.70845. BMW Serie 1 - 9.62646. Audi A1 - 9.62247. BMW X3 - 9.02548. Cupra Formentor - 8.82849. DR 5.0 - 8.74350. Volvo XC40 - 8.647
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Mercato italiano - Le 50 auto più vendute d'Italia a dicembre

4 Ruote - Gen 02,2026
Il mercato italiano dell'auto chiude il 2025 con il mese di dicembre in positivo, con un +2,2% rispetto allo stesso mese del 2024. Secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti, infatti, le nuove immatricolazioni di dicembre sono state 108.075 (a dicembre del 2024 il conteggio ammontava a 105.726).I risultati dell'ultimo mese confermano il trend negativo del 2025: le nuove targhe sono infatti 1.525.722, contro le 1.558.720 dell'anno scorso, per un calo del 2,12%.Anche a dicembre si vedono gli effetti degli incentivi statali nel segmento delle auto elettriche: con l'apertura delle nuove prenotazioni, dopo la scadenza della prima tornata di voucher, nell'ultimo mese dell'anno le vendite di Bev sono praticamente raddoppiate rispetto allo stesso periodo del 2024. Bene anche le plug-in, che continuano a guadagnare quote, registrando nel mese di dicembre un +174%. Per quanto riguarda invece il mercato nel suo complesso, ecco la classifica delle auto più vendute, a partire dalle prime dieci. Fiat PandinaLa citycar costruita a Pomigliano d'Arco rimane sempre la regina del mercato, anche a dicembre: gli esemplari di nuova immatricolazione sono stati 6.233. Dacia SanderoCon meno della metà delle targhe rispetto alla Pandina, ma pur sempre sul secondo gradino del podio, troviamo la compatta della Dacia, che a dicembre registra 2.880 nuove targhe. Toyota Yaris CrossLa Suv giapponese rimane tra le preferite degli automobilisti italiani, e anche a dicembre rimane sul gradino più basso del podio, con 2.796 nuove immatricolazioni. Jeep AvengerConferma il quarto posto la B-Suv della Casa americana, che rimane comunque una delle auto di maggior successo in Italia (è terza nella classifica da inizio anno): a dicembre ne sono state immatricolati 2.674 esemplari. Volkswagen T-RocLa compatta tedesca conquista il quinto posto della classifica, con 2.396 nuove immatricolazioni in tutta Italia. La seconda generazione è la protagonista della copertina di Quattroruote di gennaio 2026. Toyota Aygo XCon 2.289 nuove targhe, la citycar giapponese (appena rinnovata, con un nuovo powertrain full hybrid) si piazza al sesto posto della classifica di dicembre. Renault ClioIn attesa che la sesta generazione arrivi sulle nostre strade italiane, il modello uscente continua a riscuotere consensi: anche a dicembre ne sono state immatricolate 2.261 unità. Nella foto la quinta serie, cui si riferiscono i dati di vendita. Leapmotor T03La piccola elettrica cinese è anche l'unico modello esclusivamente a batteria di questa classifica: nel mese di dicembre ne sono stati immatricolati 2.218 esemplari. Renault CapturRimane nella top ten anche per il mese di novembre la crossover realizzata sulla base della Clio, disponibile anche con motorizzazioni full hybrid. Le nuove targhe di questo modello sono 2.159. Citroën C3Chiude la classifica di questo mese la best seller del Double Chevron, disponibile con motorizzazioni benzina, mild hybrid e full electric: le nuove targhe di dicembre sono 2.085. 11. Volkswagen Tiguan - 1.83512. BMW X1 - 1.77713. MG ZS - 1.74714. Toyota Yaris - 1.74615. Tesla Model 3 - 1.63616. Toyota C-HR - 1.59817. BYD Seal U - 1.56618. Ford Puma - 1.56419. Volkswagen T-Cross - 1.47520. Fiat Grande Panda - 1.22221. Peugeot 208 - 1.19322. Kia Sportage - 1.18523. Opel Corsa - 1.09624. BYD Dolphin Surf - 1.07625. Kia Picanto - 1.01526. Omoda 5 - 1.01427. Mercedes GLA - 1.00628. Volkswagen Golf - 99429. Hyundai Tucson - 98930. Cupra Leon - 98731. Audi A3 - 94732. Peugeot 3008 - 94333. Fiat 600 - 92934. Mercedes GLC - 91635. MG MG3 - 91536. Mini Countryman - 91037. Tesla Model Y - 85738. Cupra Formentor - 85439. Suzuki Vitara - 85240. Dacia Duster - 84641. Audi A5 - 84242. Audi Q3 - 82443. Skoda Fabia - 80944. Nissan Qashqai - 80445. Hyundai i10 - 79446. Alfa Romeo Junior - 79247. Audi Q5 - 79048. Suzuki Swift - 79049. Mini Cooper - 78050. Nissan Juke - 754  Gruppi e marchiPer quanto riguarda i costruttori, al primo posto troviamo sempre il gruppo Stellantis, che a dicembre ha immatricolato 25.608 veicoli, il 3,96% in più rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Tra i suoi tanti marchi cresce solo Fiat (+49,19%), mentre tutti gli altri brand sono in calo: Alfa Romeo (-19,26%), Citroën (-14,59%), DS (-40,42%), Jeep (-20,55%), Lancia (-15,57%), Maserati (-11,76%), Opel (-24,15%) e Peugeot (-35,46%). Nella galassia Stellantis - pur non facendo parte del gruppo - c'è anche Leapmotor, che l'anno scorso era appena arrivata sul mercato immatricolando 56 vetture e che anche per questo (ma pure grazie agli incentivi) segna un notevole +4.175% grazie a 2.394 targhe. Inverte rotta il gruppo Volkswagen, che a dicembre registra un +0,6%: le nuove targhe sono state 19.369, contro le 19.254 dello stesso mese dello scorso anno. Scendono il marchio principale (-17,04%) e Skoda (-22,31%), mentre crescono tutti gli altri: Audi (+52,22%), Cupra (+43,84%), Lamborghini (+187,50%) e Seat (+18,03%). In calo il gruppo Renault (9.837 targhe, -24,42%), con segno meno sia per il marchio della Losanga (-18,27%), sia per la Dacia (-30,62%).In forte crescita il gruppo BMW (+30,06%) grazie all'ottimo risultato della Mini (+111,49%) e della Casa dell'Elica (+15,52%). In calo invece Toyota (9.307 veicoli, -4,70%), Mercedes (4.754 immatricolazioni, -10,34%), Ford (2.923, -30,55%), MG (3.277, -5,97%), Nissan (1.679, -31,24%), Suzuki (2.042, -25,91%), Volvo (1.047, -32,01%), Mazda (924, -13,40%). Registrano un segno positivo tutti gli altri: Hyundai (3.082, +3,84%), Kia (2.981, +4,67%), il gruppo DR Automobiles (2.088, +1,75%), Tesla (2.519, +85,22%), Honda (658, +42,12%), il gruppo JLR (558, +12,27%), Porsche (809, +30,48%) e Ferrari (49, +188,24%), Subaru (239, +100,84%) e Mitsubishi (303, +42,92%).Continua l'avanzata dei gruppi cinesi, che aumentano la loro presenza sul mercato italiano: oltre a Leapmotor, l'Italia dà soddisfazioni a BYD (3.347, +427,92%), al gruppo Chery con Omoda e Jaecoo (2.164, +313,77%), a EMC (402, +302%) e a DFSK (109, +136,96%). Le alimentazioniAnche a dicembre le elettriche hanno giovato degli incentivi, con il rientro della disponibilità dei voucher scaduti il mese prima: nell'ultimo mese dell'anno le Bev guadagnano il 106,8% con 12.078 nuove immatricolazioni, a fronte delle 5.840 dello stesso mese del 2024. La quota di mercato su base mensile è dell'11% (più di un'auto nuova su dieci era elettrica), e del 6,2% su base annua. Nel frattempo, le plug-in proseguono il loro periodo d'oro: con 10.186 nuove targhe (contro le 3.709 di dicembre 2024) crescono del 174,6%, con una quota di mercato che passa dal 3,4% al 9,3% (e raddoppia su base annua, passando dal 3,3% del 2024 al 6,5% del 2025).Bene anche le ibride non ricaricabili: sono 46.950 le nuove immatricolazioni, con una crescita del +7,1% e una quota di mercato che ormai si è ampiamente assestata sopra il 40% (42,8% su base mensile, 44,4% su base annua). In calo, come prevedibile, le motorizzazioni tradizionali: -30,5% per la benzina, -29,3% per il gasolio e -4,7% per il metano.  Tutti i dati del mercato I commenti di Unrae e Motus-E L'Unrae, l'associazione delle Case estere, guarda con favore ai risultati di dicembre, in particolare per quanto riguarda le elettriche, ricordando che l'impatto degli incentivi proseguirà ancora per qualche mese: tuttavia, sussiste il rischio concreto che la domanda torni a fermarsi appena terminato questo effetto. Per quanto riguarda il piano Automotive presentato dalla Commissione Europea, il presidente di Unrae Roberto Pietrantonio ricorda che permangono criticità e aspetti da chiarire e migliorare per scongiurare effetti negativi su mercato, consumatori e competitività industriale, ma accogliamo con favore la riapertura del dialogo con il settore: un segnale necessario.I numeri del 2025 vanno letti con attenzione, sottolinea il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, osservando che la combinazione degli incentivi nell'ultima parte dell'anno e della crescente disponibilità di modelli elettrici mass market ha messo in luce un evidente interesse degli italiani per questa tecnologia. Anche per Motus-E, l'effetto dell'ecobonus si esaurirà in pochi mesi ed è essenziale pianificare le prossime mosse, per dare al mercato la continuità e la prevedibilità di cui hanno bisogno sia i consumatori che l'industria. Il rappresentante della filiera della mobilità elettrica ribadisce ancora una volta che una leva decisiva in questo senso può arrivare dalle flotte aziendali: riteniamo non più procrastinabile una profonda revisione della loro fiscalità, il cui impianto è sostanzialmente fermo agli anni 90.
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Mercato italiano - Cardinali (Unrae): con le accise il governo mette le mani nelle tasche degli automobilisti

4 Ruote - Gen 02,2026
L'aumento delle accise sul gasolio non è stato imposto dall'Unione europea, è una decisione del governo italiano, che così incassa un cospicuo extragettito dalle tasche degli automobilisti. Nel mercato, avverte Andrea Cardinali, direttore generale dell'Unrae, queste cose un effetto ce l'hanno. Positivo, invece, il giudizio sulla concorrenza nelle infrastrutture di ricarica elettrica, anche se, avverte il numero due dell'associazione delle Case estere in Italia, il mercato rischia di rimanere bloccato. E invece con più concorrenza i prezzi dell'energia potrebbero scendere.Iniziamo dal mercato. A dicembre le immatricolazioni sono aumentate del 2,2% ma il 2025 si chiude in calo del 2,1%. Che bilancio si può fare dell'anno appena concluso?Il 2025 si è chiuso in rosso, con sole 700 immatricolazioni al di sopra delle nostre previsioni, che parlavano di 1,525 milioni di targhe. Non si vedono tracce di particolari forzature a fine anno. A dicembre la quota di auto-immatricolazioni è in linea con dicembre 2024, e meno della metà rispetto al 2019. E il noleggio a lungo termine delle captive è arretrato di 1,2 punti percentuali di quota rispetto allo stesso mese dell'anno scorso.Le elettriche a dicembre hanno raddoppiato le immatricolazioni: da meno di 6 mila a poco più di 12 mila. Continua l'effetto incentivi?Sicuramente, nel breve periodo c'è stato. Ma serve sempre molta prudenza nel quantificare i volumi incrementali dovuti agli incentivi. Il cui scopo, ricordo, non era quello di rilanciare il mercato, ma solo di orientarlo. Peraltro, salta agli occhi, a dicembre, anche il balzo delle ibride plug-in, che non erano incentivate, ma solo in parte avvantaggiate dalle nuove aliquote fiscali sul fringe benefit. Sicuramente sono due fenomeni degni di nota.Tra l'altro la quota di mercato delle Phev ha superato quelle delle diesel e delle GplI decimali di un singolo mese lasciano sempre il tempo che trovano. Però osservo che alla fine è quasi sempre il portafogli a guidare le scelte d'acquisto. Vale per le elettriche incentivate. Vale per le diesel, che forse scontano anche l'aumento delle accise sul gasolio annunciato a metà ottobre. Vale per le Gpl, che mantengono stabile nel tempo una quota elevata perché col gas si risparmia quasi il 60% rispetto alla benzina, grazie anche ad accise ridottissime.A proposito di accise, una manovra che peserà 600 milioni di euro all'anno sul portafogli degli automobilistiGli italiani sono talmente assuefatti a questo tipo di manovre che non reagiscono nemmeno. Da noi i gilet gialli non si sono mai visti. Siamo sudditi, e i nostri governanti ne hanno sempre approfittato. Io, invece, ne approfitto per ricordare che questa manovra non è stata imposta dall'Ue, come molti hanno detto. Bruxelles non ha mai chiesto di alzare le accise sul gasolio, ma solo di allinearle con quelle sulla benzina.Anche perché in materia fiscale ogni Paese è sovranoAppunto. Il regolamento europeo si limita a fissare un livello minimo dell'accisa, che tutti i Paesi Ue superano abbondantemente, tranne un paio, e l'Italia è da sempre in cima alla classifica. Il riallineamento si poteva effettuare a gettito invariato, con un valore ponderato fra quelli di gasolio e benzina. Invece è stata scelta la media aritmetica, e - siccome i consumi di gasolio sono quasi tripli rispetto alla benzina - si incassa un cospicuo extragettito dalle tasche degli automobilisti. Una decisione italiana. Ma la narrazione dominante vuole che tutti i mali vengano da Bruxelles. L'Ue ha solo chiesto di eliminare il differenziale, sostenendo che era un sussidio ambientalmente dannoso. Il presupposto è che il gasolio sia più dannoso della benzina, anche se dall'Euro 6D non è più così. Certo, il paradosso è che l'accisa minima europea sul gasolio rimanga più bassa rispetto a quella sulla benzinaOk, ma il circolante a gasolio è composto prevalentemente da vetture ante Euro 6D, quindi nei fatti il gasolio inquina più della benzina in termini di NOx, SOx e PM.Nel terzo millennio, basterebbe installare sugli erogatori di carburante un sistema di lettura ottica della targa del veicolo, in grado di applicare di volta in volta un'accisa diversa in base alla classe Euro del motore. Ma nessuno ha mai preso in considerazione l'idea.Sta di fatto che la manovra costerà agli automobilisti oltre 600 milioni di euro all'annoMeno di un anno fa il governo aveva fatto un piano di convergenza con orizzonte al 2030. Poi ha visto che servivano dei soldi, che i prezzi industriali dei carburanti erano relativamente bassi, e probabilmente ne ha approfittato per accelerare, incassando tutto e subito. Nel mercato queste cose un effetto ce l'hanno. Chi ha un'auto a gasolio certamente non la userà di meno, ma chi deve comprare una macchina nuova forse non la sceglie col motore diesel.Un'ultima domanda. Nel ddl concorrenza il governo ha recepito le indicazioni dell'Antitrust sulle colonnine elettriche, un suo vecchio cavallo di battaglia. Come giudica l'impianto della norma?La comunicazione dell'Agcm del 24 dicembre 2024 ha finalmente trovato ascolto nella Legge annuale per la concorrenza. un segnale importante, perché per la prima volta il governo batte un colpo sulle infrastrutture di ricarica, un mercato con un altissimo livello di concentrazione degli operatori. Lo trovo estremamente positivo. Poi, certo, il limite del 40% in capo allo stesso gestore è altissimo, da posizione dominante a livello locale.Un numero che di fatto fotografa l'esistenteDirei di sì. In sostanza, non credo che penalizzerà gli operatori dominanti. La norma privilegia l'operatore entrante solo a parità di condizioni, ma quello dominante sarà sempre in grado di fare un'offerta migliore.Sì, ma questo non significa che l'operatore entrante non possa fare un'offerta migliore del dominante. Da sempre chi entra nel mercato deve sacrificare i margini per ritagliarsi spazio. vero, ma in questo mercato non ve ne sono di margini da sacrificare. Anzi. Chi ha le tasche profonde, perché appartiene a colossi e multinazionali dell'energia con profitti miliardari, può permettersi di lavorare in perdita in una piccola nicchia di mercato. Cosa che evidentemente non può fare un operatore indipendente, senza le spalle coperte.Dunque, secondo lei il mercato della ricarica resterà bloccato?Non credo cambierà la sostanza delle cose, anche perché la legge riguarda solo le nuove autorizzazioni, ma può essere un punto di partenza. Lo Stato comincia a porsi il problema della concentrazione nel mercato delle ricariche elettriche. Un settore in cui gli investimenti continuano a non ripagarsi a causa di un circolante inadeguato. Con più concorrenza i prezzi potrebbero scendere, innescando un circolo virtuoso sul mercato del nuovo e ingrossando il circolante. Nella situazione attuale, dubito che i prezzi calerebbero anche se scendesse il costo dell'energia all'ingrosso. Che notoriamente è un problema molto serio per tutto il Paese, famiglie e aziende, certo non solo per la mobilità elettrica.
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Suzuki - La Across cambia tutto e diventa compatta

4 Ruote - Gen 02,2026
La Suzuki ha presentato in Africa la nuova Across, definendola un modello destinato a oltre 100 mercati del mondo, Europa inclusa. La Suv potrebbe quindi raggiungere anche l'Italia, ma a riguardo attendiamo conferme ufficiali. La Across attualmente a listino anche da noi è basata sulla Toyota RAV4 della serie uscente, mentre la nuova si rivolge a un pubblico diverso, anche perché cambia segmento, riducendo sensibilmente le dimensioni: la nuova misura infatti 4,36 metri, contro i 4,64 dell'attuale. L'auto su cui si basa è la Maruti Suzuki Victoris (a cui si riferiscono le foto di questo articolo), presentata in India nei mesi scorsi, dove ha già conquistato il titolo di Indian Car of the Year 2026. In India è mild hybrid o bifuel a metanoIl design segna un vero e proprio salto generazionale rispetto ai modelli precedenti e anche l'interno, come accaduto per la e Vitara, abbandona l'impostazione classica per passare al doppio schermo per strumentazione e infotainment, rispettivamente da 10,25 e 10,1 pollici. Le dimensioni compatte portano a una riduzione del vano bagagli (ora da 330 litri), mentre sul fronte powertrain viene proposto un 1.5 litri mild hybrid da 103 CV, abbinato a un cambio manuale o automatico. In India questo modello è disponibile anche in versione bifuel a metano, alimentazione che potrebbe potenzialmente interessare anche il mercato europeo.
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Centro prove - Berline e Suv compatte: chi consuma meno in città?

4 Ruote - Gen 02,2026
Le B-Suv giocano la parte del leone nelle vendite in Italia: hanno ingombri contenuti, forme dinamiche e muscolose, interni pratici e (salvo eccezioni) non costano troppo. Rispetto alle citycar, poi, sono anche più versatili, prestandosi con relativa disinvoltura anche a qualche viaggetto. Per queste loro caratteristiche negli anni hanno eroso quote di mercato alle berline dei segmenti B e C. Rispetto alle prime, però, la carrozzeria rialzata e qualche chilogrammo in più sulla bilancia ne penalizzano i consumi. Discorso che vale in generale, anche se soprattutto in città se la cavano alla grande: possiamo affermarlo alla luce dei risultati delle prove certificate di Quattroruote.Insomma, in molti casi, non c'è di che lamentarsi. Anzi. Vediamo in questa classifica le dieci compatte meno assetate nell'uso urbano, berline o Suv che siano: a dominare sono, ovviamente, le full hybrid. 10. Toyota Yaris 1.5 130 Hybrid 5 porte 23,3 km/litro l'ibrida per antonomasia, anche se vende qualche unità in meno rispetto alla sorella a ruote alte - la Yaris Cross -, che trovate alla posizione numero nove, con valori di consumo molto simili. Compatta (solo 394 cm di lunghezza) e dalle forme muscolose, si distingue più che per la vivacità dei suoi 131 CV combinati (volendo, c'è anche con 116), per i suoi bassi consumi. In media ha fatto registrare 19,9 km/litro, con valori cittadini di 23,3 e percorrenze autostradali di 15,7. 9. Toyota Yaris Cross 1.5 Hybrid e-CVT  24,0 km/litroLa versione rialzata della Yaris ha debuttato nel 2021 e si è fatta ben presto apprezzare per le buone doti di spazio, oltre che, ovviamente per l'efficienza. Come la berlina, può avere versioni ibride da 116 o 131 cavalli e per quest'ultima è prevista anche una variante 4x4 con un piccolo motore elettrico (soli 5 cavalli) al retrotreno, che interviene solo quando serve, non penalizzando i consumi (se non per i pochi kg in più che fanno da zavorra). Tornando alla versione a trazione anteriore, abbiamo ottenuto in città 24,0 km/litro, con una media di 19,8 km/litro, mentre in autostrada si scende a 15,8.  8. Lexus LBX Hybrid 25,0 km/litroQuesta crossover è ben più che la versione lussuosa della Yaris Cross. Oltre ai materiali e allo stile, infatti, cambiano le quote del telaio: il passo è stato allungato di due centimetri (da 256 a 258, a beneficio dell'abitabilità) e le carreggiate allargate di ben cinque. Inoltre, il powetrain ibrido ha una potenza di 136 cavalli, cinque in più. Ciononostante, in città ha fatto registrare consumi ancora migliori (25 km/l), con qualche decimale di miglioramento anche nella media, che è di 20,2 km/litro. Peggiorano, invece, le percorrenze in velocità: 15,2 km/litro. 7.  Renault Captur Full Hybrid E-Tech 145 CV 25,5 km/litroQuesta crossover, apprezzabile anche per spazio e cura degli interni, si è da poco dotata di un nuovo 1.8 ibrido, sulla carta più economo (nel caso della più grande Symbioz, per esempio, passando dal 1.6 all'1.8 la media è migliorata da 18 km/litro a 20,5). In attesa di provarlo sulla Captur, possiamo però dirvi che già col precedente 1.6 full hybrid la francese se l'era cavata molto bene nelle prove di Quattroruote, facendo registrare una media di 18,5 km/litro, ma soprattutto ben 25,5 km/litro in città. A velocità autostradali, invece, l'efficienza crolla: solo 12,8 km/litro rilevati. 6. MG3 Hybrid+ 25,7 km/litroQuesta berlina si distingue per i prezzi interessanti (si parte da un listino di 21.490 euro) oltre che per la garanzia, che arriva a 7 anni. Quanto ai consumi, il suo sistema ibrido da ben 194 cavalli (basato su un 1.5 aspirato da 102 CV supportato da un'unità elettrica da ben 136 CV) ha percorso in città 25,7 km con un litro di benzina: valore che scende a 14,7 in autostrada, mentre la media è di 20,3 km/l. A titolo di confronto, la Suv sorella, la ZS, con lo stesso powertrain (seppur con 3 cavalli in più) e dimensioni più generose (443 cm di lunghezza anziché 411 e, soprattutto, un'altezza di 164 cm contro 150) ha ottenuto una percorrenza cittadina di 21,5 km/litro e una media di 18,0. Valori che la pongono poco fuori da questa top ten. 5. Mazda2 Hybrid 1.5 VVT e-CVT Full Hybrid Electric  27,4 km/litroLa giapponese altro non è che una Toyota Yaris rimarchiata, in virtù di un ampio accordo fra le due case (coinvolge anche i modelli Rav4-Across e Corolla Touring-Swace). In particolare, la Mazda è offerta solo nella versione ibrida da 116 cavalli e vanta consumi più bassi rispetto alla gemella Toyota da 131 cavalli, di cui avete già letto all'ottava posizione di questa classifica. Per la 2 Hybrid i nostri test certificati hanno infatti rilevato medie di 23,0 km/litro che salgono a 27,4 in città. E nei viaggi? Un'invidiabile percorrenza di 18 km/litro.  4. Dacia Duster Hybrid 140 27,5 km/litroComa la Captur (di cui abbiamo parlato alla posizione numero 7 di questa classifica) la conveniente Suv è appena stata equipaggiata con un nuovo 1.8 ibrido. In attesa di provarla il nuovo powertrain, non possiamo non citare gli ottimi risultati della versione con l'1.6, che in città ha percorso ben 27,5 km con un litro di benzina. Meno esaltanti i risultati in autostrada, penalizzati anche da un frontale imponente: 12,2 km/litro rilevati. La media, invece, non è male: 18,5 km/litro. 3. Honda Jazz 1.5 Hev 28,2 km/litroLa giapponese ha forme quasi da piccola monovolume - è lunga 409 cm - che ne esaltano l'abitabilità (generoso anche il baule) e fanno beneficiare di una buona visibilità. Il sistema ibrido ha una potenza combinata di 122 cavalli e risulta particolarmente efficiente in città, dove abbiamo rilevato ben 28,2 km/litro. Buona anche la media di 19,6 km/litro, mentre i 13 misurati in autostrada non sono un granché. 2.Hyundai Kona HEV 1.6 DCT 28,7 km/litroSuv dalle dimensioni generose in rapporto al segmento di appartenza (435 cm da un paraurti all'altro), che comunque non intaccano gli ottimi consumi. Alle andature cittadine, grazie all'efficienza del powertrain ibrido da 141 CV all'epoca del test (ora ne ha 138), abbiamo percorso in media 21,1 km/litro, mentre in città le percorrenze migliorano ulteriormente, fino a 28,8 km/litri. Non va male neppure fra i caselli autostradali: 15,6 km/litro. 1. Renault Clio Full Hybrid E-Tech 145 CV 30,7 km/litroIn testa alla classifica c'è questa berlina francese, una validissima full hybrid, che viene ora rimpiazzata dalla sesta generazione, in consegna a gennaio. Quest'ultimo promette consumi ancora più bassi grazie all'1.8 a quattro cilindri (al posto del precedente 1.6) che accompagna le altre novità, e sarà oggetto di una prova nei prossimi numeri di Quattroruote. A ogni modo, il modello in run out resta un'opzione interessante e se ne trovano ancora diversi esemplari a km zero, con prezzi d'acquisto vantaggiosi. Quanto ai consumi, abbiamo rilevato medie di 20,6 km/litro con punte cittadine di ben 30,7 km/litro. In autostrada, invece, si viaggia a soli 13,6 km/litro.
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Auto in panne - Addio triangolo d'emergenza: in Spagna arriva il lampeggiante V16 con GPS, ecco come funziona

4 Ruote - Gen 02,2026
La Spagna è il primo Paese ad adottare per legge un nuovo lampeggiante geolocalizzato in sostituzione del classico triangolo d'emergenza per le auto in panne. Questa soluzione risolve numerosi problemi di sicurezza: evita al guidatore di dover scendere dal veicolo per posizionare il triangolo a 50 metri di distanza, migliora la visibilità in caso di meteo avverso e identifica la posizione del veicolo per i soccorsi. Funziona anche in galleriaIl sistema, che costerà agli automobilisti circa 50 euro, è basato su un faro LED V16 omologato da applicare sul tetto. visibile da circa 1.000 metri di distanza e si collega automaticamente al DGT 3.0, ovvero alla Direzione Centrale del Traffico, che permette di rilanciare il messaggio di emergenza verso le infrastrutture e verso gli altri utenti della strada. L'ammodernamento delle strade spagnole consentirà inoltre di ricevere i dati GPS anche dalle gallerie e da zone prive di segnale telefonico.
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Ram - Tornano TRX e Power Wagon, i pick-up "bomba"

4 Ruote - Gen 02,2026
  Il marchio Ram torna a proporre alcuni dei modelli più apprezzati dai clienti americani: dopo aver riportato il V8 da 5.7 litri Hemi con una clamorosa retromarcia, sono stati presentati i due allestimenti più sportivi TRX e Power Wagon, all'interno di una strategia di vendita chiamata Resurrection. Basati entrambi sul RAM 1500, i due modelli differiscono totalmente a livello meccanico, ma sono accomunati dal look aggressivo e dalla ricerca delle massime prestazioni nel rispettivo segmento di appartenenza. 777 CV per il V8 Hemi del Ram TRXIl Ram TRX è il primo presentato dal rinato reparto SRT, e si riappropria del titolo di pickup a benzina più potente al mondo. Il V8 6.2 Hemi con compressore volumetrico torna infatti sul mercato in una variante da 777 CV e 922 Nm di coppia, per spingere il TRX da 0 a 60 miglia orarie (96 km/h) in appena 3,5 secondi. Il cambio è il classico Torqueflite otto marce automatico, la trazione integrale è controllata dall'elettronica e l'assetto è basato sulla seconda generazione degli ammortizzatori attivi Bilstein Black Hawk e2. I pneumatici sono da 35 pollici ad alte prestazioni. Per i clienti più esigenti è stata creata anche la serie di lancio Bloodshot Night Edition, con una speciale livrea nera e rossa e finiture in carbonio. I prezzi partiranno da 99.995 dollari, con una dotazione che comprende anche gli Adas di livello 2+. 430 CV per il Power Wagon a gasolioDiscorso completamente diverso per il Ram Power Wagon, che ripropone un propulsore diesel molto apprezzato dagli appassionati di fuoristrada. Nel cofano troviamo una variante HO (High Output) del 6 cilindri in linea 6.7 litri Cummins da 430 CV e 1.457 Nm di coppia massima. Questa versione è capace di trainare fino a 9.000 kg, un valore da record per il settore. La versione Power Wagon, caratterizzata da un'estetica dedicata, offre di serie le sospensioni posteriori multilink, gli ammortizzatori Bilstein, i pneumatici da 34", i differenziali bloccabili, le protezioni del sottoscocca e l'assale posteriore con rapporto accorciato da 3.42 per ottimizzare il traino. In opzione sono disponibili le sospensioni posteriori ad aria autolivellanti. Il RAM Power Wagon sarà disponibile a partire da 88.470 dollari.
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