Peugeot - Il designer twitta un'immagine della concept per Parigi

4 Ruote - Set 17,2018

La Peugeot presenterà al Salone di Parigi una inedita concept e il responsabile del design Gilles Vidal ha diffuso sul suo profilo twitter il primo teaser del frontale. Per il momento non sono disponibili dettagli sulla denominazione e sul powertrain, mentre l'immagine mostra un aggressivo cofano con una zona centrale rialzata e i gruppi ottici con tre sottili linee Led verticali.

Un probabile omaggio alla tradizione. In rete si sono già scatenate indiscrezioni sul prototipo: vista l'importanza dell'evento parigino, l'attesa per il prototipo della Peugeot è piuttosto alta. Viene data quasi per scontata l'alimentazione elettrica, ma l'ipotesi più accreditata è che il Leone voglia smarcarsi dalle ormai classiche Suv e dal concetto della guida autonoma per mostrare una sportiva che renda omaggio alla propria storia. In questo senso, la Peugeot potrebbe scegliere di rendere omaggio alla 504, che fece il suo debutto all'edizione 1968 del salone francese in versione berlina, seguita l'anno seguente dalle coupé e cabriolet.

 

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Lotus - Phil Popham nominato vicepresidente e Ceo per le Auto sportive

4 Ruote - Set 17,2018

Dopo il cambio al vertice della Lotus annunciato dalla Geely lo scorso giugno, con il passaggio del vicepresidente del colosso cinese, Feng Qingfeng nel ruolo di ceo della Casa inglese al posto di Jean-Marc Gales  (e il manager lussemburghese nel ruolo di Chief Strategic Advisor del presidente della Lotus, Daniel Donghui Li), il gruppo Lotus ha comunicato la nomina di Phil Popham come vicepresidente e ceo della Lotus Sports Cars, a partire dal prossimo ottobre. Popham, che ha ricoperto il ruolo di ceo della Sunseeker International e prima ancora ha fatto parte del team esecutivo Jaguar Land Rover per 9 anni con responsabilità globale per le operazioni commerciali, riferirà al ceo del gruppo Lotus, Feng Qingfeng.

 

 

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Magneti Marelli - FCA valuterà offerte alternative a KKR

4 Ruote - Set 17,2018

Il gruppo FCA ha intenzione di esaminare offerte per la Magneti Marelli alternative alla proposta della società d'investimenti Kkr. Le trattative, secondo indiscrezioni dell'agenzia Bloomberg, sarebbero ormai a un passo dal saltare del tutto perchè la proposta statunitense è considerata troppo bassa rispetto alle valutazioni auspicate dai nuovi vertici aziendali guidati da Mike Manley.

Salta l'esclusiva. In particolare, come già emerso verso la fine della scorsa settimana, la Kkr avrebbe offerto meno dei 6 miliardi di euro indicati dalla FCA come soglia minima per chiudere l'operazione di cessione. Per questo motivo, il gruppo automobilistico italoamericano ha abrogato il diritto di esclusiva concesso agli statunitensi e ha deciso di valutare altre proposte per la società di componentistica pur proseguendo comunque con il progetto originario dello scorporo e della successiva quotazione in Borsa. Del resto lo spin-off, già avviato formalmente verso la fine di luglio, è da sempre considerato il percorso da intraprendere in via prioritaria senza però escludere la possibilità di valutare "in buona fede" eventuali offerte d'acquisto. 

Kkr potrebbe ancora rientrare in gioco. Il fondo statunitense, intenzionato a fondere la Magneti Marelli con la controllata nipponica Calsonic Kansei, per creare un colosso della componentistica capace di approfittare delle opportunità garantite dai nuovi trend del settore automobilistico (guida autonoma, elettrificazione e veicoli connessi), non è ancora del tutto fuori dalla partita per la società lombarda. La Kkr non si è spinta finora oltre i 5 miliardi di euro attribuendo tale valutazione all'evoluzione di un contesto automobilistico messo a dura prova da numerosi fattori, a partire dalla crescente sfiducia degli investitori finanziari anche per i timori delle conseguenze di dazi e politiche ambientali troppo severe. Ora il fondo potrebbe rientrare in gioco solo in caso di un miglioramento dell'offerta che soddisfi le aspettative di una FCA convinta di avere in mano le alternative per estrarre il massimo valore possibile dalla Magneti Marelli. Prima di concedere l'esclusiva alla Kkr, il gruppo ha infatti registrato le manifestazioni di interesse di altre realtà finanziarie come Bain Capital e Apollo Management e di un componentista asiatico finora rimasto ignoto. Allo stesso tempo i vertici aziendali, sulla base di quanto affermato a primavera dallo scomparso Sergio Marchionne, ritengono che con la quotazione in Borsa si possa replicare l'esempio di altre operazioni di scorporo effettuate negli ultimi anni, come quella della Ferrari, che in poco più di due anni ha raddoppiato il valore delle proprie azioni. 

 

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Guida autonoma - Volkswagen punta a un'alleanza per standard comuni

4 Ruote - Set 17,2018

Il gruppo Volkswagen sarebbe in cerca di potenziali alleati nel settore automobilistico per lo sviluppo di standard industriali per la guida autonoma.  quanto rivelato da Automotive News Europe sottolineando come il produttore automobilistico tedesco abbia già avviato trattative con più di 15 possibili partner per creare un'alleanza di settore che consenta ai singoli membri di condividere costi di sviluppo e ottenere una miglior protezione legale in caso di incidenti e sinistri.

Colloqui in corso. Le trattative in corso riguardano la condivisione dei costi e dei rischi, oltre ad altri problemi legati alla responsabilità delle aziende. "Quando sei coinvolto in un incidente, hai maggiori possibilità in tribunale quando puoi dimostrare che la tua auto aderisce agli ultimi standard tecnici", ha affermato un dirigente sotto condizione di anonimato alla testata. "Come si crea uno standard di settore? Idealmente, è possibile convincere gli altri a utilizzare lo stesso kit di sensori e software, quindi per tale motivo una cooperazione globale tra le case automobilistiche è una delle opzioni che stiamo esaminando. La domanda è: come possiamo portare prodotti sul mercato che ci garantiscano di essere il bersaglio più piccolo possibile per eventuali richieste di risarcimento?". Il progetto sembra, tra l'altro, già in una fase avanzata visto che sarebbero ormai pronti a interessarsene anche gli studi legali per definire il perimetro dell'alleanza: le varie opzioni potrebbero essere presentate al consiglio di gestione del gruppo tedesco dal prossimo mese. Per ora non sono arrivate conferme ma un portavoce ha ribadito quanto affermato, anche recentemente, dall'amministratore delegato Herbert Diess sull'intenzione di Wolfsburg di valutare partnership in vari ambiti industriali. 

Il caso Uber. La necessità di creare standard comuni e condivisi è legata anche agli sviluppi dei programmi di sperimentazione in corso soprattutto negli Stati Uniti. I timori per crescenti richieste di risarcimento danni e cause legali collegate alle auto senza conducente sono infatti aumentati dopo il fatale incidente che qualche mese fa ha coinvolto un prototipo del progetto per la guida autonoma della Uber. "Non crediamo di essere gli unici a chiederci se vogliamo davvero accettare questo tipo di rischi. Nessuno vuole ripetere l'incidente della Uber", ha affermato il dirigente della Volkswagen.

L'alleanza BMW/FCA. Il gruppo di Wolfsburg potrebbe ora replicare quanto fatto con altre alleanze.  il caso della Here, il consorzio creato con la Daimler e la BMW tramite l'acquisto delle attività di mappe e servizi di geolocalizzazione della Nokia e progressivamente ampliato ad altre realtà come la Bosch, la Continental e l'Intel, oppure della Ionity, la coalizione lanciata per implementare in tutta Europa una rete capillare di colonnine di ricarica per auto elettriche che vede il coinvolgimento delle stesse Daimler e BMW, della Ford, della Shell e, in Italia, anche della Enel. Nel caso della guida autonoma, tuttavia, la complessità raggiunge livelli nettamente superiori: non è un caso se la BMW si sia fatta promotrice di unalleanza, sempre con la Intel e la sua controllata israeliana Mobileye, per lo sviluppo di una piattaforma per la guida autonoma che ha visto anche l'ingresso del gruppo FCA.

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Dacia Duster - Una settimana con la 1.5 dCi 4x4 Prestige - DAY 1

4 Ruote - Set 17,2018

Lunga 4 metri e 34 cm, larga 1,80, alta 1,68 e con una massa di 1.395 kg in ordine di marcia, la nuova Dacia Duster si presenta al pubblico rinnovata nell'estetica e nelle dotazioni. Quattro gli allestimenti a listino (Access, Essential, Comfort e Prestige) e due le motorizzazioni: un benzina di 1.6 litri da 114 CV e un 1.5 dCi da 109 CV, quest'ultimo disponibile anche in abbinamento alla trazione integrale. La versione protagonista del nostro Diario di bordo è la 1.5 dCi 4x4 Prestige. Di serie offre, tra l'altro, cerchi di lega da 17", mancorrenti sul tetto, assistenza alle partenza in salita, avviso degli angoli ciechi, sensori di parcheggio e telecamera posteriore, navigatore satellitare e connettività Bluetooth. Il prezzo di listino è di 19.550 euro, a cui, sull'esemplare in prova, si aggiungono alcuni optional: oltre alla vernice metallizzata (600 euro), sono presenti il sistema keyless (200 euro), gli interni di materiale pregiato (650 euro) e le telecamere a 360 (250 euro).

Più moderna e tecnologica [Day 1]. La prima sensazione al termine del mio turno al volante della nuova Dacia Duster è che, rispetto alla serie precedente, ci sia stato un netto salto di qualità. Intendiamoci, questa Suv compatta non si è snaturata e resta la soluzione ideale per chi vuole risparmiare qualcosa puntando sulla praticità e sulla robustezza, più che sulla raffinatezza dei materiali e sul look modaiolo. Ciononostante il cambiamento c'è ed è evidente. Non è solo questione dei bei rivestimenti di materiale pregiato, a richiesta anche su questo allestimento top di gamma, ma soprattutto del modo in cui, pur con semplicità, offre tutto quello che ti serve per un viaggio confortevole. Niente di inedito nel panorama automobilistico, certo, ma adesso si è un po' persa quella percezione di essere a bordo di un modello low cost: dall'ingresso keyless, che ti avverte quando scendi se ti sei dimenticato di chiuderla, al nuovo sistema d'infotainment gestibile attraverso il pratico touchscreen, dal menù davvero semplice e intuitivo, al navigatore di serie, che in automatico segnala le postazioni fisse degli autovelox. Interessante, inoltre, l'optional della visuale a 360: come si vede nella foto, oltre alla classica prospettiva posteriore comune a tutte le retrocamere, con una semplice selezione è possibile "guardare" davanti e su entrambi i lati; assieme ai sensori è un aiuto davvero prezioso per chi si trova a effettuare manovre in spazi angusti. Per quanto riguarda la dinamica di guida lascio l'approfondimento ai miei colleghi. Ho trovato solo il pedale del freno un po' "spugnoso" nella prima parte della corsa, il che richiede un minimo di tempo per riuscire a modularlo al meglio, mentre il cambio è morbido, ma un po' contrastato negli innesti. Dietro si sta abbastanza comodi anche in tre, sebbene chi siede al centro sia un po' limitato dalla presenza del tunnel. Di spazio per le gambe e sopra la testa, comunque, ce n'è anche per i più alti. Alessandro Carcano, redazione Mercato

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Mondiale Rally - Turchia: doppietta della Toyota, vince Tänak

4 Ruote - Set 16,2018

La Toyota ha ottenuto uninaspettata doppietta nel Rally di Turchia. Dopo linizio claudicante, il costruttore giapponese si è fatto largo approfittando anche del forfait degli altri protagonisti del Mondiale. La classifica finale vede così trionfare Ott Tänak per la terza corsa consecutiva. Lestone ha tagliato il traguardo davanti al compagno di squadra Jari-Matti Latvala e alla Hyundai di Hayden Paddon.

Hyundai, weekend agrodolce. Se da una parte la casa coreana può festeggiare il piazzamento a podio del suo pilota neozelandese, che fino a questo momento della stagione non era stato molto brillante, dallaltra ci si mangia le mani per le occasioni perse con Neuville e Mikkelsen. Il pilota belga è riuscito a mantenere la leadership nel campionato piloti, grazie anche ai punti conquistati con la vittoria della power stage finale, battendo per un niente Ogier. Resta il rammarico di non aver potuto lottare per la vittoria assoluta, in seguito al cedimento della sospensione anteriore sinistra della sua i20 Coupé nella giornata di sabato, proprio mentre si trovava in testa. Anche Andreas Mikkelsen sembrava poter avere tutto il potenziale per andare a vincere, ma durante la PS11 il norvegese ha dovuto fare i conti con un problema al differenziale che gli è costato parecchio in termini di performance.

Ogier grande deluso. Il Rally di Turchia è stato particolarmente duro per il pluricampione francese. Ogier, infatti, ha dovuto prima fare i conti con un problema alla sospensione durante la PS9. Dopo essere riuscito a riparare il danno e riprendere la corsa in una posizione ancora dignitosa, ha rovinato tutto uscendo di strada durante la PS11 e andando a impattare contro un albero, gettando così alle ortiche ogni possibilità di rimonta. Nella power stage finale ha conquistato quattro punti, quelli del secondo posto, ma rimane la delusione per aver perso unoccasione ghiotta. Una sensazione che il francese ha condiviso con i connazionali della Citroen. La squadra transalpina, infatti, ha visto i suoi piloti Craig Breen e Mads Ostberg destreggiarsi per tutto il weekend con problemi al turbo, alle sospensioni e ai pneumatici. Un calvario, sportivamente parlando.

Le classifiche. A tre gare dalla fine, Neuville guida la classifica piloti con 177 punti, mentre Ott Tänak si inserisce nella lotta al campionato con i suoi 164 punti. Ogier scala in terza posizione con 154 punti. Nella classifica costruttori, il team Toyota Gazoo Racing è primo con 284 punti, segue la Hyundai a quota 279 e la M-Sport Ford con 244.

 

Rally di Turchia, Round 10 del Mondiale Rally 2018. Risultati (primi dieci):

1 - Tänak-Jarveoja (Toyota Yaris WRC)

2 - Latvala-Anttila (Toyota Yaris WRC)

3 - Paddon-Marshall (Hyundai i20 WRC)

4 - Suninen-Markkula (Ford Fiesta WRC)

5 - Mikkelsen-Jaeger (Hyundai i20 WRC)

6 - Solberg-Minor (Skoda Fabia R5)

7 - Kopecky-Dresler (Skoda Fabia R5)

8 - Tempestini-Itu (Citroen C3 R5)

9 - Ingram-Whitlock (Skoda Fabia R5)

10 - Ogier-Ingrassia (Ford Fiesta WRC)

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F.1, GP di Singapore - Vittoria di Hamilton, terzo Vettel

4 Ruote - Set 16,2018

Lewis Hamilton ha vinto il Gran Premio di Singapore, quindicesima prova del Mondiale di Formula 1 2018, allargando così il divario in classifica nei confronti del diretto rivale, Sebastian Vettel. Per il pilota della Mercedes, questa è la quarta vittoria in cinque gare. Il tedesco della Ferrari oggi non è riuscito ad andare oltre il terzo posto, passando sotto la bandiera a scacchi alle spalle della Red Bull di Verstappen.

Un altro schiaffo per la Ferrari. Doveva essere la corsa del riscatto per Vettel e la Rossa, invece quello di Singapore è stato un altro appuntamento difficile da digerire per gli uomini di Maranelo. Dopo una partenza particolarmente vivace, che ha consentito a Vettel di prendere la posizione su Verstappen, la squadra ha scelto una strategia strana per il tedesco: gomme Ultrasoft al quindicesimo giro (anziché le soft, come poi hanno optato con Raikkonen) e buttato in mezzo alla mischia. La ciliegina sulla torta è stato un presunto problema di surriscaldamento ai freni che ha costretto Vettel a placare gli animi e tenere un ritmo più blando. Poca competitività anche per Raikkonen, che non è riuscito ad andare oltre il quinto posto, anche se sul finale si era avvicinato a Bottas che accusava qualche difficoltà con le gomme.

Scontro fratricida in partenza. Sergio Pérez ed Esteban Ocon sono tornati a scornarsi come facevano lo scorso anno. Ad avere la peggio è stato il francese della Racing Point Force India, praticamente spinto contro il muro dal compagno di squadra. Macchina distrutta e safety car costretta a intervenire già nel corso del primo giro. Pérez ha continuato la sua corsa, ma l'adrenalina in circolo gli ha praticamente fatto perdere la testa dopo aver passato parecchi giri alle spalle di Sirotkin. Quando era riuscito a sorpassarlo, ha scartato nervosamente verso destra - quasi come un gesto di stizza contro l'avversario - colpendolo, forando una gomma e rimediando una penalità per guida pericolosa.

Fuori i secondi. Ai piedi del podio del GP di Singapore troviamo Valtteri Bottas. Il weekend del finlandese della Mercedes è stato piuttosto anonimo, specie a confronto del compagno di squadra che ieri aveva brillato - con una qualifica da incorniciare - e che oggi ha potuto gestire il potenziale della sua W09. Bottas ha condotto una gara opaca e sul finale ha accusato dei problemi tecnici, nonostante i quali è riuscito a tenere alle sue spalle la Ferrari di Raikkonen, complice il fatto che a Singapore è davvero difficile sorpassare. Sesto al traguardo Daniel Ricciardo che ha pagato la sfortunata qualifica di ieri.

Gli spagnoli in zona punti. A proposito di confronti impietosi tra compagni di squadra: Fernando Alonso ha portato la sua McLaren in settima posizione, mentre Vandoorne non è riuscito ad avvicinarsi al compagno di squadra, tagliando il traguardo solamente in dodicesima posizione. Alle spalle del due volte campione del mondo spagnolo troviamo il connazionale Carlos Sainz (che l'anno prossimo prenderà il suo posto a Woking). A chiudere la top ten ci pensano Leclerc con la Sauber e Hulkenberg con l'altra Renault.

GP di Singapore - Risultati della gara

1. Hamilton - Mercedes
2. Verstappen - Red Bull
3. Vettel - Ferrari
4. Bottas - Mercedes
5. Raikkonen - Ferrari
6. Ricciardo - Red Bull
7. Alonso - McLaren
8. Sainz - Renault
9. Leclerc - Sauber
10. Hulkenberg - Renault
11. Ericsson - Sauber
12. Vandoorne - McLaren
13. Gasly - Toro Rosso
14. Stroll - Williams
15. Grosjean - Haas
16. Perez - Force India
17. Hartley - Toro Rosso
18. Magnussen - Haas
19. Sirotkin - Williams

Ritirato: Ocon - Force India

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Interni auto - Un nuovo look all'abitacolo

4 Ruote - Set 16,2018

Possono essere diverse le motivazioni che spingono ad avviare la ricerca online di oggetti o prodotti dedicati allinterno dellauto. Cè chi è spinto dalla necessità di porre rimedio ai problemi causati dalletà, dallusura o da qualche incidente che ha danneggiato plastiche o rivestimenti, ma cè anche chi è stanco dellaspetto del proprio abitacolo ed è alla ricerca di qualcosa di diverso. Quel che è certo è che internet non delude mai e la ricerca porta sempre ottime risposte, dalle più classiche a quelle più curiose se si desidera trasgredire senza eccessi e soprattutto con investimenti di denaro contenuti.

Rivestimenti e non solo. Nella carrellata che presentiamo si parte infatti dai circa 5 euro richiesti per ricevere direttamente a casa tutto il necessario per rivestire un volante, per arrivare ai 92 del kit completo di prodotti e strumenti per la cura della carrozzeria e della capote di una cabrio. Ma la media è decisamente alla portata di tutte le tasche, con prezzi compresi tra i 15 e i 30 euro sufficienti per disporre di quel che serve per avere un abitacolo accogliente e in ordine. Tutto ciò che serve, come sempre, sono un collegamento a internet, una carta di credito e un pizzico di fantasia. Perché non sempre si sa con precisione ciò che si sta cercando, quindi un po di creatività nella scelta dei termini da digitare può essere molto utile.

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Street Show Quattroruote - Vi aspettiamo alla nostra festa in corso Buenos Aires!

4 Ruote - Set 16,2018

Una grande, grandissima festa dellautomobile, anzi dei motori, declinati in tutte le accezioni delle testate della nostra casa editrice, da Quattroruote a Ruoteclassiche, da Top Gear a DueRuote e XOff-Road, per finire con TuttoTrasporti: è quello che vi aspetta oggi, fino alle 21 (con accesso gratuito), allo Street Show Quattroruote, un miglio (1,6 km) di passione organizzato in corso Buenos Aires a Milano. E se volete sapere esattamente che cosa vi attende, seguiteci in questa passeggiata virtuale tra gli stand.

Sport and Luxury Road. Immaginiamo di partire da Porta Venezia: la prima area che sincontra è quella delle supercar, selezionate per voi da TopGear: cè da sognare a occhi aperti Qualche esempio? Le Alfa Romeo Giulia e Stelvio protagoniste dei record sul vecchio Ring, le inglesi Aston Martin, Bentley e Jaguar XE SV Project 8, la BMW i8, la rarissima Dallara Stradale, le Lamborghini Urus e Huracán Performante, diverse McLaren e Porsche, la Mercedes AMG GTC Roadster, le Pagani Zonda F e Huayra Roadster, la Ferrari GTC4 nella rilettura data dal Garage Italia E, per gli amanti delle auto da corsa, da non perdere lAlfa Romeo Sauber C36 di Formula 1, spinta dalla power unit Ferrari, e la Porsche 919 Hybrid, tre volte vincitrice della 24 ore di Le Mans tra il 2015 e il 2017. Ma, naturalmente, cè molto altro ancora da vedere.

Motor District. Ci spostiamo un po più avanti, tra viale Tunisia e le vie Boscovich/Redi: qui sono esposti i modelli più interessanti di ben 22 marchi automobilistici. Ce nè, ovviamente, per tutti i gusti. Cittadine, come Mini, Micra, Captur, Ignis o Yaris; Suv, dalla recentissima Audi Q8 alle Jeep Renegade e Compass, dallEvoque alla Jaguar E-Pace, passando per Seat, Volvo e Volkswagen; elettriche come la Renault Twizy e la Jaguar I-Pace; ibride, dalla Kia Niro Phev alla Lexus NX, dalle Mercedes GLC 350e alla Mitsubishi Outlander. Senza trascurare, ovviamente, le sportive (BMW M4, Ford Mustang, la Giulia QV rivista da Romeo Ferraris), fino alla loro declinazione più estrema, la Toyota TS 050 Hybrid trionfatrice alla 24 Ore di Le Mans di questanno con al volante, tra gli altri, Fernando Alonso.

Heritage Zone. Qui (nei pressi della fermata Lima della linea 1 della metropolitana) siamo nel regno di Ruoteclassiche e Youngtimer Spazio, quindi, alle auto depoca e da collezione, suddivise per categorie e impegnate anche in un concorso. Inutile dire che non mancano rarità e autentici gioielli: Tatra, Osca, Asa, Gilco, Stanguellini Affiancate, come si deve, dalle più conosciute, ma non per questo meno nobili, Bugatti, Aurelia B24 Spider, Jaguar XK 120, Ferrari F355, Porsche 911 (964) Speedster, Alfa Romeo Duetto e da tante altre ancora. Non mancheranno i mezzo speciali delle Forze dellordine, come le Alfa Romeo di ieri (Giulia) e di oggi (Giulietta) dei Carabinieri e le ambulanze di varie epoche.

Non solo auto. Basta? Non ancora Perché come potevamo dimenticare gli appassionati più piccoli? A loro è destinata larea Kids, un vero paradiso per bambini (e non solo): macchinine telecomandate della Polistil, mattoncini Lego, minimoto Yamaha, minimacchine, una sorpresa marchiata Transformers Per i bimbi più cresciuti cè, invece, la possibilità di cimentarsi con un simulatore di Formula 1: allo stand di Quattroruote trovate quello della Toro Rosso! Volete, invece, godervi le performance di artisti di strada? Vi proponiamo quelle di Rubby Muddy, che usa al posto delle tele parabrezza impolverati, dei Da Move, acrobati su due ruote, dei Tao Love Bus, che utilizza un leggendario pullmino Volkswagen per esibirsi. Insomma, una giornata indimenticabile: e noi siamo qui ad aspettarvi!

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BMW Vision iNext - Ecco come (non) guideremo fra tre anni

4 Ruote - Set 16,2018

La BMW è (quasi) pronta a consegnare ai propri clienti il futuro. O, meglio, la sua visione del futuro. Lha caricata, in gran segreto, su un aereo cargo e lha portata in quattro scali nel mondo, sempre protetta dalla fusoliera dellapparecchio, mostrandola soltanto a piccoli gruppi di giornalisti, fatti salire a bordo in turni successivi. E Quattroruote era della partita. Labbiamo vista in anteprima a Monaco, una delle quattro tappe del cargo, assieme a New York, Pechino e San Francisco. Ora, il portellone del 777F da carico della Lufthansa si apre per tutti. E il suo contenuto, la Vision iNext, è pronta a dire la sua a proposito di come ci muoveremo, e come guideremo, nei prossimi anni.

La massima libertà. Sì, come guideremo. Ma come? Non si tratta di unauto che guida da sola? Certo, la Vision iNext prefigura unauto di serie a guida autonoma: il primo vero modello a guida autonoma della Casa bavarese, quando uscirà sul mercato alla fine del 2021. Però è pur sempre una BMW, e le BMW non rinunceranno mai al volante, come ripetono da anni i suoi dirigenti. Infatti, sulla Vision iNext ci saranno due modalità: Ease, che delega la guida su certi percorsi e in certe condizioni alla macchina, e Boost, che rimette i comandi nelle mani del pilota. In fondo, è questa la massima libertà che si può immaginare a bordo di una macchina, scegliere quando fare altro liberandosi dellincombenza di guidare nel traffico e su percorsi noiosi, e quando, nelle condizioni giuste, riappropriarsi di un piacere antico.

Vetrina di design. Più che di soluzioni tecniche, in questa fase la iNext ha soprattutto il compito di mostrare una direzione stilistica e filosofica. questo che abbiamo visto e commentato a bordo del cargo Lufthansa con dirigenti e tecnici della Casa bavarese. Per esempio, si sa che la versione di serie sarà elettrica, ma è presto per parlare di capacità degli accumulatori, potenza erogata e autonomia. Così come, per la guida autonoma, Klaus Frolich, membro del board con delega allo sviluppo, si limita a dire che il modello di serie sarà di livello 3, con capacità da livello 4 e 5, affrettandosi a precisare però che la BMW non è interessata al mercato dei robotaxi. Quindi, il livello 5 resta più che altro unabilità teorica, dato che presupporrebbe lassenza di volante, pedali e conducente. Invece il guidatore resta al centro della strategia del marchio dellelica.

Un veloce ripasso. Ricordiamo brevemente che il livello 3 di guida autonoma, come descritto dalla Sae, la società degli ingegneri dellautomotive, prevede che lauto sia in grado di effettuare manovre come cambiare autonomamente corsia senza che il conducente umano abbia più lobbligo di tenere le mani sul volante, mentre il livello 4 (che costituisce il vero salto) in determinate condizioni delega tutte le operazioni di guida allauto, anche nei percorsi urbani, e il guidatore può dedicarsi ad altro, restando però pronto a riprendere i comandi quando lauto lo dovesse richiedere. Il livello cinque è quello che diversi concorrenti, dalla FCA alla Mercedes, dalla Renault alla Volkswagen, stanno sviluppando per la realizzazione di taxi privi di conducente.

Hey BMW, voglio guidare. Una volta seduti a bordo, quindi, basterà chiamare in causa lassistente vocale di nuova concezione, tipo quello della Mercedes con lMbux (lo troverete già sui prossimi modelli di produzione, a partire dalla primavera del 2019) e dire una frase del tipo Hey BMW, fammi guidare: il volante fuoriesce dalla plancia e la pedaliera si solleva dal pavimento. Lassetto di guida diventa dinamico (modalità Boost). Proprio per il fatto che il guidatore resta centrale, le poltrone anteriori non sono girevoli, ma restano rigorosamente rivolte in direzione di marcia. In foggia di salotto invece il divano posteriore, ricoperto di un vivace tessuto jacquard, che ha una particolarità tecnologica: microchip annegati nelle fibre lo rendono reattivo al tatto. Così, i passeggeri posteriori, possono comandare per esempio lautoradio.

Tecnologia timida. La BMW usa proprio questa parola, shy, che in inglese vuol dire, appunto, timido per indicare un punto chiave della filosofia della iNext. E cioè nascondere alla vista quanti più dispositivi tecnologici possibili: lidea che ci sta dietro è che lhi-tech non debba essere né ostentato né invadente, ma appaia, quasi per magia, soltanto quando serve. Il beneficio collaterale è anche quello di avere un abitacolo completamente spoglio di tasti fisici. E li-Drive, il manopolone a cui i clienti BMW sono tanto affezionati (e ben a ragione)? Beh, qui non cè, ma lintero tunnel centrale è una superficie intelligente sensibile al tatto che consente comunque di comandare le funzioni di bordo senza spostare larto destro dal poggiabraccio.

Uno stile che farà discutere. Ma abbiamo lasciato per ultimo ciò che invece, ne siamo sicuri, occuperà il primo posto nei vostri commenti: il design esterno. Quando, entrati nel cargo, la paratia mobile che ci separa dalla macchina viene abbassata, lasciando intravvedere in fondo alla fusoliera - fra un tripudio di effetti luminosi (grazie a 78 mila Led, proiettori a 13 mila lumen e 7,5 km di cavi elettrici) - le forme dellauto, restiamo sulle prime un po sconcertati. Sono diversi gli attributi BMW a essere divenuti poco riconoscibili o, perlomeno, ad aver cambiato natura, a partire dal doppio rene, che tale non è più: è diventato una farfalla, un cravattino, vedete un po voi. Ma del resto è la nuova identità frontale dei modelli elettrici (pensate al muso della iX3). Anche dei quattro occhi circolari che sono un altro marchio di fabbrica della Casa è rimasto solo un ricordo stilizzato nei sottilissimi fari. Infine persino il gomito di Hofmeister, cioè il classico andamento del finestrino posteriore, si è perso lungo la strada per il futuro.

Meno confini tra fuori e dentro. Dunque, una bocciatura? No, il compito di uno studio ancora piuttosto concettuale come questo è di esplorare nuovi linguaggi, che tengano sì conto dellheritage, ma che non se ne facciano troppo condizionare. Del resto, la Vision iNext è una visione, appunto, del futuro. Se piacesse a prima vista sarebbe un brutto segno, significherebbe che è troppo ancorata al passato, alle grafiche a cui siamo abituati. Allora, con le luci allinterno della pancia dellaereo che aumentano dintensità, guardiamola un po meglio. Intanto è ovvio che, essendo un veicolo destinato a mediare tra modalità di guida umana e guida autonoma, avrà un design che non sottolinei così tanto la vocazione sportiva, ma che si apra, invece, ad altre istanze: la serenità, il confort, lequilibrio con pannelli di carrozzeria più lisci e con grandi superfici vetrate che lasciano vedere gli interni. Le forme comunque non sono banali e si affidano più alla plasticità dei volumi che a linee e scalfiture. Bella, in particolare, la transizione tra la fiancata e la spalla.

Aspettando quella vera. Detto questo, per via delle dimensioni imponenti, oltre i cinque metri, le manca forse un po la grazia della compattezza. Ma, come dice il nome, è ancora una visione, un manifesto di idee e di soluzioni, non certo lauto definitiva (la quale difficilmente, per esempio, riproporrà le portiere con apertura ad armadio senza montante centrale della concept). Da qui al 2021 ci sono ancora tre anni. Durante i quali la Vision iNext non mancherà di evolvere.

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Lamborghini Huracán - Al Ring debutta la GT3 Evo

4 Ruote - Set 15,2018

Sullonda dei successi internazionali ottenuti con la Huracán GT3, la Lamborghini ha presentato una versione aggiornata della sportiva da competizione, denominata Evo. Basata sul modello attualmente impiegato nelle competizioni, la nuova GT3 Evo è stata svelata durante la tappa del Lamborghini Super Trofeo Europe sul circuito tedesco del Nürburgring ed è già ordinabile dalle scuderie, anche come kit daggiornamento per le GT3 di prima generazione. Il debutto in gara, tuttavia, è fissato per la prossima 24 Ore di Daytona, in programma per lultimo weekend di gennaio.

Aerodinamica firmata Dallara. Dovendo fare i conti con un regolamento particolarmente restrittivo, la Squadra Corse Lamborghini ha potuto apportare solo alcune modifiche mirate alla dieci cilindri. Laerodinamica è stata aggiornata con la collaborazione della Dallara per migliorare la stabilità e ridurre la sensibilità al beccheggio, facilitando così la guida in pista, soprattutto per i gentlemen driver. Il carico aerodinamico è aumentato sensibilmente grazie al nuovo splitter anteriore, al paraurti con flick laterali, allalettone posteriore con twist e alle nuove pinne dellestrattore. Totalmente inedito è anche il cofano motore, ora realizzato di fibra di carbonio, che riceve in eredità dalla sorella Huracán Super Trofeo Evo la pinna centrale e propone una maggiore efficienza nel raffreddamento del V10 da 5.2 litri derivato dallunità montata sulle versioni stradali della sportiva bolognese.

Modifiche mirate. Il dieci cilindri aspirato non ha subito modifiche sostanziali, contrariamente ad altri aspetti della meccanica. I tecnici del Toro hanno riprogettato la cinematica delle sospensioni anteriori, ora dotate di braccetti dalluminio ricavati dal pieno e abbinati a nuovi ammortizzatori hlins a quattro vie. Al posteriore debuttano nuovi semiassi, mozzi e cuscinetti, mentre i giunti omocinetici hanno lasciato spazio a dei tripodi, così da semplificare la manutenzione e migliorare lefficienza della trasmissione. Nuovi sono anche lAbs Bosch M5 e lo sterzo elettroidraulico Ehps, mutuato dalla Super Trofeo Evo e dotato di manettino per la regolazione della servoassistenza in corsa. Tra le modifiche, infine, si segnala anche la presenza di una rollcage ridisegnata per migliorare labitabilità e facilitare laccesso alla vettura.

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F.1, GP di Singapore - Pole position per Lewis Hamilton

4 Ruote - Set 15,2018

Lewis Hamilton ha conquistato la pole position del Gran Premio di Singapore, quindicesima prova del Mondiale di Formula 1 2018. Il pilota inglese della Mercedes ha fatto una delle qualifiche più belle della sua carriera, tirando fuori un crono di 1:36.015 che nessun altro è riuscito minimamente ad avvicinare. Max Verstappen ha chiuso in seconda posizione, a più di tre decimi di distacco, mentre Sebastian Vettel non è riuscito ad andare oltre il terzo posto, accusando un gap di oltre 6 decimi.

Una pole inaspettata. Le due Ferrari avevano mostrato di avere un gran passo durante le ultime prove libere, tuttavia in qualifica le cose sono andate in maniera decisamente differente rispetto a quanto ci si aspettava. Per stessa ammissione di Vettel, la Ferrari ha pasticciato un po' con la strategia delle gomme e mandato in pista i suoi piloti nel traffico in Q2. Ma in Q3, nel momento clou, Hamilton non ha praticamente avuto rivali. L'inglese, che oggi ha messo in bacheca la pole position numero 79 della sua carriera, ha ammesso: Ho fatto una cosa tosta davvero. stato un giro magico, non so dove sia uscito fuori, ma è venuto. Ho ancora il cuore in gola. Sentivo che stava venendo fuori qualcosa di speciale. Uno dei miei migliori giri di qualifica della vita. Il tempo della pole di quest'anno è di ben 3,6 secondi più veloce rispetto alla sessione di qualifiche dello scorso anno.

Gara in salita per la Rossa. Con Hamilton così in forma, per la Scuderia Ferrari la gara di Singapore è tutta in salita. La partenza sarà decisiva (e i fantasmi dello scorso anno, con il botto fratricida tra Vettel e Raikkonen, si fanno comunque sentire) e poi entrerà in gioco la gestione delle gomme, specie le Hypersoft. Le probabilità dellingresso di una safety car sono molto alte: dal 2008, ogni anno è intervenuta e questo potrebbe mescolare un po' le carte in tavola. La corsa è lunga, ma è anche vero che su un tracciato del genere non è per niente facile sorpassare in pista: servirà inventarsi qualcosa sulla strategia, reagire bene davanti a qualsiasi opportunità, altrimenti Hamilton avrà vita facile e potrà ancora allungare in campionato.

I top. Un plauso va a Max Verstappen, mai così in forma come oggi. L'olandese della Red Bull è riuscito ad avvicinarsi al tempone di Hamilton e fermare il cronometro a 3 decimi di secondo, mettendosi alle spalle gli avversari. Molto deluso il suo compagno di squadra, Daniel Ricciardo, che non è riuscito ad andare oltre il sesto posto: l'australiano non è riuscito a spiegare il perché di questa prestazione, considerando che dalle Libere 3 alle qualifiche sulla sua vettura non era cambiato nulla dal punto di vista meccanico e aerodinamico. Tuttavia, la Red Bull Racing resta una delle protagoniste di questo weekend e domani potrebbe fungere da ago della bilancia nella lotta tra Mercedes e Ferrari.

I flop. Nonostante i riflettori del circuito di Marina Bay, continua il periodo buio della Williams: Sirotkin e Stroll occupano per intero l'ultima fila dello schieramento e i distacchi accusati sulle 23 curve del tracciato sono imbarazzanti: le due Williams hanno girato in 1:41, mentre il tempo della pole è di ben quattro secondi più alto. Praticamente, un'altra categoria. Deludente anche la prestazione delle due Toro Rosso. Sulla carta, questo circuito si sarebbe dovuto adattare meglio alle caratteristiche del pacchetto del team di Fenza e invece Gasly non è andato oltre la quindicesima posizione e Hartley si schiererà in diciassettesima. Musi lunghi anche in McLaren, dove Vandoorne ha chiuso diciottesimo, mentre il compagno di squadra Alonso è riuscito a risalire fino all'undicesimo posto.

GP di Singapore, risultati delle qualifiche (primi dieci)

1. Hamilton - Mercedes | 1:36.015
2. Verstappen - Red Bull | 1:36.334
3. Vettel - Ferrari | 1:36.628
4. Bottas - Mercedes | 1:36.702
5. Raikkonen - Ferrari | 1:36.794
6. Ricciardo - Red Bull | 1:36.996
7. Perez - Force India | 1:37.985
8. Grosjean - Haas | 1:38.320
9. Ocon - Force India | 1:38.365
10. Hulkenberg - Renault | 1:38.588

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Bugatti - Vent'anni dalla rinascita - FOTO GALLERY

4 Ruote - Set 15,2018

Cera qualcosa nellaria, alla fine del millennio. O, più concretamente, cera la consapevolezza da parte dellindustria che solo i grandi gruppi sopravvivono, e che non lo si è mai abbastanza e quindi bisogna allearsi, aggregarsi, comperare a tutti i costi. Fu in quel periodo concitato che la Ford si annesse la Volvo, la Renault e la Nissan sancirono la loro alleanza, la Fiat strinse un singolare contratto con la General Motors (più tardi superato da Marchionne) e la Mercedes-Benz salvò - temporaneamente - la Chrysler dando origine alla Daimler-Chrysler.

Shopping délite. Stupì tutti che, in questa euforia, che tradiva in realtà una consistente preoccupazione per il futuro dellautomobile, anche un gruppo solido come la Volkswagen andasse a caccia di nuove medaglie. E che nel giro di pochi mesi, dopo la Bentley, la Rolls-Royce (ceduta cinque anni più tardi alla BMW) e la Lamborghini, Ferdinand Piëch comperasse la Bugatti. Successe ventanni fa, nel settembre del 1998. La mossa colse tutti di sorpresa, sia perché di marchi nobili il gruppo di Wolfsburg aveva già fatto incetta, sia perché un ripescaggio del marchio era già avvenuto, con esiti non felici, pochi anni prima, a cura di Romano Artioli. Il quale fu ben felice di vendere a caro prezzo i diritti per limpego del marchio, che erano lunica cosa concreta che gli restava in mano dopo il fallimento della fabbrica blu di Campogalliano, in provincia di Modena. Considerazioni industriali a parte, loperazione Bugatti aveva per Piëch il sapore di una conquista. Voleva emergere con qualcosa di straordinario e puntava il mirino su quella che doveva essere "la più eccitante e avanzata automobile di tutti i tempi". Di certo, sarà la più veloce auto di serie mai costruita, il che non era una sfida da poco volendo superare i 400 allora. In più, nel suo garage personale c'era una delle sei Type 57 Royale costruite negli 30. Rimettere in moto la macchina della Bugatti con modelli nuovi significava, in fondo, accrescere anche il valore di quelli vecchi. 

Un inizio difficile. In realtà, la fretta e la mancanza, da parte del management tedesco, di una cultura nella progettazione e costruzione di supercar di tali ambizioni renderanno i primi anni della Bugatti-Volkswagen un autentico incubo. Rinvii continui si alternano ad annunci in gran fanfara, saltano teste, si incendiano prototipi. Per arrivare al primo modello "vero", la Veyron, bisognerà attendere cinque concept, ma soprattutto sei anni di sviluppo. Comè proseguita la storia, lo sappiamo. Nellautunno 2005 le prime hypercar vengono state consegnate e la produzione prosegue sino al 2015 in 450 unità. In perdita, visto che il pur elevato listino non ha mai permesso di rientrare dagli investimenti iniziali e che, a prestare fede alle analisi della società di rating Sanford C. Bernstein & Co., per ogni Veyron fabbricata la VW buttava qualcosa come 4,95 milioni di euro. Ma lorgoglio aziendale professato da Piëch e sostenuto dai suoi collaboratori e successori ha fatto sì che con i modelli seguenti, non lontani come impostazione tecnica dalla Veyron e quindi molto meno onerosi in termini di sviluppo, sia stato possibile recuperare il terreno perduto. Oggi, con una gamma che si articola sulla Chiron e la hypercar Divo la faccia è salva e i conti tornano. Imprese del genere, oramai, riescono solo ai tedeschi.

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Croce Rossa Italiana - Le ambulanze storiche allo Street Show Quattroruote

4 Ruote - Set 15,2018

Ci saranno anche le ambulanze storiche e moderne allo Street Show Quattroruote, il nostro grande evento che avrà luogo domenica 16 settembre in corso Buenos Aires, a Milano. Dalla Bianchi S9 degli anni 30 al moderno Centro mobile di rianimazione, i visitatori potranno ammirare alcuni mezzi del soccorso sanitario, presenti allappuntamento grazie alla collaborazione di Maurizio Gussoni, delegato nazionale della motorizzazione della Croce Rossa Italiana ed ex presidente della CRI lombarda.

La Bianchi S9. Il veicolo dal più alto valore storico sarà la Bianchi S9 del 1938 utilizzata dal corpo militare crocerossino e visibile allo stand di Ruoteclassiche: è lambulanza che i carabinieri scelsero per trasportare Benito Mussolini dopo il suo arresto, avvenuto alle 17.20 del 25 luglio 1943. Per loccasione il duce, trasportato da Villa Savoia fino alla caserma Pogdora a Trastevere, venne fatto sedere su un lettino del veicolo, accompagnato da cinque militari.

LArdea, la Multipla e il Bulli. Un altro mezzo storico di soccorso presente in corso Buenos Aires sarà la Lancia Ardea del 1950, proveniente dal Museo della Croce Rossa italiana di Campomorone. Questo veicolo sarà visibile in unarea dedicata ai bambini, così come una Multipla 600 D del 1962, altra rara ambulanza della Croce Rossa Italiana, proveniente dal Comando provinciale di Bergamo. Non mancherà inoltre un Volkswagen T2, evoluzione del celebre Bulli, dotato di un 2 litri boxer di derivazione Porsche da 70 CV.

I mezzi attuali. Allo stand della Croce Rossa Italiana ci saranno anche alcuni tra i mezzi più moderni destinati al soccorso sanitario: un Centro mobile di rianimazione (CMR) su base Fiat Ducato, utilizzato come ambulanza avanzata o per il trasferimento di pazienti a rischio, e un Iveco VM 90, adoperato per scopi militari e dotato di una cellula medica idonea a trasportare fino a quattro lettighe, disposte in coppia su piani diversi.

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ChargePoint - 2,5 milioni di colonnine di ricarica entro il 2025

4 Ruote - Set 14,2018

Il network di colonnine di ricarica per auto elettriche Chargepoint punta a espandere notevolmente la propria presenza a livello globale. A oggi l'azienda ha già costruito 54.000 punti d'accesso dove i proprietari di EV e ibride Plug-in possono fare il pieno di elettroni, ripristinando l'autonomia a zero emissioni della propria vettura. Questo è però solo il primo passo di un programma decisamente ambizioso: grazie al supporto economico di partner e investitori, l'azienda americana intende raggiungere i 2,5 milioni di punti di ricarica entro i prossimi 7 anni.

Fino a 400 kWh. Nei piani dell'azienda, il network di ricarica si ingrandirà di 50 volte entro il 2025, proponendo servizi di rifornimento d'energia ai futuri proprietari di auto elettriche. Per raggiungere l'obiettivo che la ChargePoint si è prefissata serviranno però nuovi fondi che, come in passato, arriveranno sia dai costruttori di automobili, sia dall'industria tecnologica. Nel 2017 il gruppo Daimler ha investito 82 milioni di dollari nella rete di ricarica della ChargePoint, mentre la Siemens, che fornisce anche la componentistica necessaria per le colonnine, ha fornito fondi per 43 milioni di dollari. Ogni mese il network globale della ChargePoint fornisce già un milione di ricariche, per un consumo complessivo di 8 GWh. La nuova rete di ricarica non solo sarà diffusa capillarmente nelle varie zone del globo, ma punta anche a essere una delle più veloci: già nei prossimi mesi l'azienda intende installare nel Regno Unito 200 stazioni di ricarica ultrarapida a 400 kW che serviranno a soddisfare le crescenti richieste d'energia delle future automobili elettriche.

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Stampa metallica in 3D - Volkswagen punta alla produzione di massa

4 Ruote - Set 14,2018

La Volkswagen sta traghettando la tecnologia della stampa metallica in 3D dalla prototipazione alla produzione di massa. Sono state svelate, infatti, le nuove stampanti Metal Jet, realizzate in partnership con la HP. Durante la presentazione Martin Goede, capo della pianificazione e dello sviluppo tecnologico della Casa di Wolfsburg, ha mostrato i primi oggetti realizzati con questa modalità: un anello metallico per le chiavi di accensione, alcune targhette personalizzate, un pomello della leva del cambio e la struttura di supporto di uno specchio retrovisore.

Strati sovrapposti. Come mai tanto entusiasmo per questa nuova tecnologia, verrebbe da chiedersi, visto che le stampanti metalliche 3D sono già una realtà. Finora, però, l'obiettivo di ottenere oggetti di acciaio da una stampante comandata da un computer si era raggiunto adottando la tecnica di fondere con un potente laser le particelle metalliche contenute in un recipiente. Il laser, strato dopo strato, sovrapponeva livelli di materiale fino ad arrivare al prodotto finito. A causa del costo elevato, tuttavia, non era possibile pensare di usare questa tecnologia per la produzione di massa. Quello che ha fatto la HP è stato puntare a stampare non l'oggetto finito, ma un semilavorato da sinterizzare. In pratica, la stampante americana vuole rivoluzionare l'affermata tecnica Mim (Metal injection molding) saltando la fase in cui l'agglomerato di polveri metalliche e leganti viene iniettato in uno stampo per creare il pezzo da cuocere poi nella fornace per la sinterizzazione. Con la nuova tecnica, è la stampante a creare il pezzo senza bisogno di stampi e di processi di iniezione, con un intuibile risparmio di tempo e denaro.

L'idea è già realtà. L'importanza che la stampa in 3D può avere è già stata dimostrata nel progetto e nella costruzione dell'auto elettrica che ha vinto l'ultima Pikes Peak. Gli ingegneri della Volkswagen hanno usato un modello per i test e per lo sviluppo in cui, inizialmente, circa 2.000 componenti erano ricavati con questa tecnologia. La vettura doveva essere completata in meno di otto mesi e questa tecnologia ha permesso un grande risparmio di tempo

Una sfida avvincente. "La nuova stampate HP Metal Jet", ha detto Goede, "rappresenta un importante passo avanti nel futuro, non solo per noi produttori di auto, ma per tutta l'industria. Adesso la stampa metallica in 3D è davvero più semplice e soprattutto veloce. La produttività può salire di 50 volte, dipende dal componente. E tutto ciò rende la stampa metallica in 3D forse, per la prima volta, davvero attraente per i costruttori di auto". La Volkswagen usa già da 20 anni queste tecnologie, ma solo nella realizzazione di prototipi. Adesso, per la prima volta, il traguardo della produzione di massa è superato. Certo, ci vorranno ancora anni prima di vedere un componente strutturale stampato in 3D, ma ormai il solco è tracciato.

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Formula E - La BMW scende in pista con il Team Andretti

4 Ruote - Set 14,2018

Dopo avere frequentato per due anni il circus delle monoposto elettriche cooperando con il Team Andretti, o se si preferisce stando dietro le sue quinte, la BMW si mette in gioco direttamente. Il prossimo 15 dicembre, infatti, debutterà BMW i Andretti Motorsport, nella prima gara della Stagione 5 in programma a Riad in Arabia Saudita. Scenderà in pista con due nuove iFe.18, che saranno affidate al portoghese António Félix da Costa e al britannico Alexander Sims. La nuova monoposto, che come impone il regolamento è basata su un telaio del consorzio Spark in cui è coinvolta anche litaliana Dallara, è stata svelata nel quartiere generale BMW di Monaco di Baviera. Infatti, naturalmente nei parametri definiti dalle nuove normative del Campionato di Formula E, è una BMW al 100%.

Lunione fa la forza. Il matrimonio tra BMW i e Team Andretti è un passo che va oltre il rafforzamento di queste due entità, perché dietro alla partecipazione alle gare e alle auspicate vittorie cè un processo molto più complesso e con tanti risvolti industriali. In primo luogo perché motore, inverter, cambio ed elettronica di gestione della iFE.18 sono stati progettati e realizzati da BMW i, il sub-brand green del gruppo tedesco. Poi, perché nelle prossime stagioni le vetture saranno curate da iMotorport che, in sostanza, è un altro frutto della decisione della casa bavarese di presentarsi direttamente in questo campionato, poiché è lideale anello di congiunzione fra BMW i e M Motorsport, latelier che sviluppa e cura le vetture per le corse dellElica bianco-azzurra. Conseguentemente, le esperienze e i suggerimenti provenienti dalle corse saranno analizzati, evoluti o adeguati e, infine, sviluppati per la produzione di serie.

iNext cresce in pista. Ma il risultato di questo approccio della casa bavarese al mondo delle competizioni a Emissioni Zero cela dellaltro ancora. Infatti, il motore della iFE.18 è totalmente inedito. Rispetta, ovviamente, il regolamento FIA a livello di picchi di potenza da utilizzare nelle prove e in gara, ma il costruttore tedesco ha svelato che si avvale di tecnologie e di soluzioni appositamente sviluppate. Per incrementarne lefficienza e le richieste energetiche attraverso il raffreddamento, integra componenti realizzate in fibra di carbonio, titanio, ceramica e resine ad alta conduttività. Inoltre, è meno ingombrante e più leggero di quello utilizzato, per esempio, dalli3, ma sprigiona il doppio della sua potenza massima. Per di più, savvale anche di un sistema di frenata rigenerativa più rapida e corposa. Inoltre, in virtù della mole compatta e del sistema di raffreddamento ideato da BMW i, consente una definizione più vantaggiosa dei flussi aerodinamici interni della iFE.18, poiché richiede radiatori meno estesi. Insomma, è un concentrato di idee e tecnologie e, pensando che solo pochi giorni fa BMW i ha svelato la iNext che dovrebbe debuttare nel 2021, si può anche azzardare che sia la capostipite delle prossime unità elettriche di questo brand.

Stretta interazione strada e pista. Il motto "TechLab for Next" che campeggia sulla iFE.18 e che motiva il Team ha dunque molte ragioni per rivelarsi quanto mai veritiero. Daltronde, poco tempo fa, il responsabile di BMW Motorsport Jens Marquardt aveva anticipato che la iFE.18 avrebbe innescato il trasferimento tecnologico più consistente della storia della casa tedesca fra la produzione di serie e il mondo del motorsport.

 

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Ikea - Consegne a emissioni zero in cinque città entro il 2020

4 Ruote - Set 14,2018

Il gruppo Ikea ha annunciato lobiettivo di abbattere le emissioni di CO2 effettuando consegne a domicilio su mezzi elettrici a partire dal 2020. In particolare, il progetto della multinazionale svedese prevede lavvio di una prima fase in cinque grandi centri urbani: Amsterdam, Parigi, Los Angeles, New York e Shanghai.

Sempre più sostenibile. LIkea, specializzata nella vendita di mobili, complementi d'arredo e oggettistica per la casa, è presente a livello globale con 365 mobilifici in 30 diversi mercati. "Per noi è fondamentale far crescere la nostra attività in modo sostenibile", ha dichiarago il Ceo del gruppo Ikea, Jesper Brodin. " per questo che stiamo accelerando la transizione verso i veicoli elettrici in cinque metropoli".

 

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Strade - Il governo vara una nuova Agenzia

4 Ruote - Set 14,2018

Il decreto emergenza, varato dal Governo per far fronte alle necessità derivanti dal crollo del Ponte Morandi, a Genova, ha previsto, oltre a provvedimenti di sostegno per la città ligure (ma anche per altre zone colpite di recente da disastri, come Ischia e il Centro Italia), la creazione di una nuova Agenzia, deputata a vegliare sulla sicurezza delle infrastrutture e operativa a partire dal 1 dicembre.

Ampie competenze. LAnsfisa, come si chiamerà lAgenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, assorbirà lagenzia attuale, il cui ruolo era limitato alle ferrovie, e avrà un organico rinforzato con lassunzione di 200 nuovi tecnici. Il suo compito sarà redigere piani nazionali per ladeguamento e lo sviluppo delle infrastrutture, da aggiornare con cadenza biennale; a questo si aggiungerà il controllo sullesecuzione dei lavori e della manutenzione da parte degli enti proprietari dei manufatti e lerogazione di eventuali sanzioni. Competenze che, in parte, finiranno per esautorare le funzioni di controllo finora affidate alla Direzione generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali interna al ministero delle Infrastrutture, da qualche anno subentrata in questo ruolo allAnas.

Banca dati delle infrastrutture. Il Governo, inoltre, come anticipato subito dopo la tragedia di Genova, intende istituire una banca dati delle infrastrutture, così da agevolarne il monitoraggio anche mediante linstallazione di sensori sui manufatti di maggiore importanza; altre assunzioni, soprattutto di tecnici, sono previste a questo scopo. AllAutorità dei trasporti, infine, verranno dati maggiori poteri in materia di regolazione tariffaria sulle concessioni vigenti e future.

 

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F.1, GP di Singapore - Raikkonen il più veloce, Vettel a muro

4 Ruote - Set 14,2018

Kimi Raikkonen è stato il più veloce nella seconda sessione di prove libere del Gran Premio di Singapore. Il finlandese della Ferrari ha registrato un tempo di 1:38.699, realizzato con gomma hypersoft, precedendo in classifica la Mercedes di Lewis Hamilton e la Red Bull di Max Verstappen.

Ancora un errore per Vettel. Dalle prime posizioni in classifica manca Sebastian Vettel, che ha chiuso oggi solamente in nona posizione. Nel suo primo tentativo in simulazione di qualifica, il tedesco della Ferrari ha fatto un errore ed è andato a dare una botta sul muro alla penultima curva. Riportata la vettura ai box, i meccanici hanno verificato i danni alla monoposto e hanno iniziato a smontare la SF71H per riparare i danni. Vettel ha così dovuto lasciare la vettura nelle cure dei suoi meccanici e non ha potuto completare il programma della giornata, saltando anche la simulazione di gara.

Una lotta a tre. Per quel che abbiamo visto in questa sessione di prove libere, Ferrari e Mercedes hanno girato più o meno con tempi molto simili sia in configurazione qualifica che in simulazione di gara. A parte il problema che ha tenuto Vettel lontano dalle posizioni che contano in classifica, possiamo attenderci delle qualifiche e una gara molto serrate, soprattutto alla luce della prestazione della Red Bull Racing. Sia Verstappen che Ricciardo hanno mostrato di avere un buon passo gara e, in un circuito cittadino dove la safety car è intervenuta ogni anno, potrebbe succedere davvero di tutto.

Renault sugli scudi. Sul tracciato di Marina Bay, il team anglo-francese sembra aver recuperato un po' di competitività. Carlos Sainz ha chiuso con il sesto tempo, mentre Hulkenberg è decimo. In top ten troviamo anche Fernando Alonso, autore dell'ottavo crono di oggi e continua il periodo negativo di Stoffel Vandoorne, che invece non è andato oltre il sedicesimo tempo, davanti alle due Toro Rosso di Hartley e Gasly. Tristemente relegata in fondo alla classifica la Williams, con STroll davanti a Sirotkin.

GP di Singapore, risultati prove libere 2 (primi dieci)

1. Raikkonen - Ferrari | 1:38.699

2. Hamilton - Mercedes | 1:38.710

3. Verstappen - Red Bull | 1:39.221

4. Ricciardo - Red Bull | 1:39.309

5. Bottas - Mercedes | 1:39.368

6. Sainz - Renault | 1:40.274

7. Grosjean - Haas | 1:40.384

8. Alonso - McLaren | 1:40.459

9. Vettel - Ferrari | 1:40.633

10. Hulkenberg - Renault | 1:40.668

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