Carburanti - Il governo annuncia il taglio delle accise

4 Ruote - Set 10,2018

La promessa è impegnativa: Intendiamo inoltre eliminare le componenti anacronistiche delle accise sulla benzina, si legge sul cosiddetto Contratto per il governo del cambiamento firmato a maggio dal capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, e dal segretario della Lega, Matteo Salvini. La promessa è tornata dattualità ieri, quando il sottosegretario alleconomia, il leghista Massimo Bitonci, in unintervista al Messaggero, ha ribadito il concetto in vista del ddl bilancio, che lesecutivo sta scrivendo proprio in queste settimane: Cancelleremo le accise più datate.

Quali sono più datate. Ma che vuol dire datate? Difficile dirlo. Anche perché le accise a cui i politici fanno in genere riferimento sono state soppresse nel 1993 e sostituite da un'aliquota unificata, più volte ritoccata all'insù nei decenni successivi. Ma a prescindere dalle tecnicalità, quando parlano di accise "datate" o "anacronistiche" i politici si riferiscono in genere, agli aumenti decisi in situazioni di particolare emergenza finanziaria ma mai aboliti a emergenza superata. A partire dalle 1,90 lire (dellepoca) volute dal governo Mussolini per contribuire a finanziare la guerra dEtiopia del 1935-1936. Nel "pacchetto" di "componenti anacronistiche" dovrebbero dunque rientrare anche gli incrementi approvati in occasione della crisi di Suez del 1956 (14 lire di allora), dopo il disastro del Vajont del 1963 (10 lire), in seguito allalluvione di Firenze del 1966 (10 lire) e per il terremoto del Belice del gennaio 1968 (10 lire). Ma sono indubbiamente anacronistici anche i maxi aumenti decisi per finanziare le ricostruzioni del Friuli dopo il terremoto del 1976 (99 lire) e dellIrpinia dopo il sisma del 1980 (75 lire). Per semplicità fermiamoci qui, anche se i ritocchi decisi in occasione delle missioni militari in Libano nel 1983 (205 lire) e in Bosnia nel 1996 (22 lire) dovrebbero certamente rientrare a pieno titolo in questo "pacchetto".

Prezzi giù, in media, di 138 millesimi. Se il taglio riguardasse tutti gli aumenti decisi fino al 1980, la riduzione della componente accisa sui prezzi dei carburanti si attesterebbe a 0,1135 /l, equivalente a un taglio dei prezzi alla pompa superiore a 138 millesimi di euro al litro. Ipotizzando che la decurtazione della componente accisa sia identica per benzina e gasolio, tutto ciò significherebbe una riduzione dei prezzi, rispetto allultima rilevazione dei prezzi medi da parte del ministero dello Sviluppo economico (1,629 /l per la verde e 1,507 /l per il gasolio), rispettivamente dell8,5% e del 9,2%. Mica male.

Un buco da 4 miliardi di euro.Il rovescio della medaglia è, ovviamente, limpatto sui conti pubblici. Ipotizzando, per semplicità, che la manovra non incida sui consumi, che in realtà potrebbero aumentare proprio grazie alla sensibile riduzione dei prezzi (ciò che spera il governo per compensare, in parte, la riduzione degli incassi), il taglio equivarrebbe a una riduzione della componente fiscale dell11% per la benzina e del 12,8% per il gasolio. Considerando che nel 2017 i carburanti hanno garantito allo stato 32,4 miliardi di euro, un taglio medio del gettito del 12% provocherebbe un buco, per le casse dell'erario, di circa 4 miliardi. Solo per dare unidea, la tassa automobilistica, il cosiddetto bollo, vale circa 6,3 miliardi.

 

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Mercedes-Benz - Con Vision Urbanetic, uno sguardo sul futuro delle città

4 Ruote - Set 10,2018

Si chiama Vision Urbanetic ed è un concept di mobilità della Mercedes-Benz basato su veicoli modulari e autonomi, che vuole andare verso il futuro con idee innovative, come quella di eliminare la separazione tra persone in movimento e trasporto merci. In sostanza, lidea è quella di utilizzare mezzi di trasporto a richiesta, sostenibili ed efficienti, puntando a un approccio innovativo per soddisfare le esigenze delle imprese e delle persone, che siano residenti o viaggiatori in transito. L'obiettivo è ridurre i flussi di traffico, alleggerendo le infrastrutture dei centri urbani e contribuendo a migliorare la qualità della vita urbana. Il concept è basato su una base con motore elettrico, che può abbinarsi a diverse carrozzerie commutabili. Come veicolo in ride sharing può ospitare fino a dodici passeggeri, mentre in modalità cargo può trasportare fino a dieci pallet di merce. I moduli vengono commutati automaticamente o manualmente, con il processo automatizzato che richiede solo pochi minuti. Con una lunghezza totale del veicolo di 5,14 metri, può garantire uno spazio di carico di 3,7 metri. Il concept comprende un'unità IT che analizza in tempo reale la domanda e l'offerta di spostamenti in un'area definita. Il risultato è una flotta a guida autonoma, con percorsi pianificati in modo flessibile ed efficiente sulla base delle reali esigenze di trasporto. Inoltre, grazie al networking, allelaborazione delle informazioni locali per esempio il fatto che si svolgano eventi come concerti o altro - e al controllo intelligente, il sistema non solo analizza le esigenze reali, ma è in grado di apprendere per anticipare e reagire alle esigenze future. In questo modo, può inviare i veicoli in un certo luogo per soddisfare in modo rapido ed efficiente l'aumento della domanda, secondo le previsioni, reagendo in modo flessibile e non limitandosi a percorsi standard con orari fissi.

Ecosistema dialogante. Essendo un veicolo completamente collegato in rete, Vision Urbanetic fa parte di un ecosistema in cui i bisogni di mobilità commerciale e privata vengono trasmessi digitalmente.  Infine, a eccezione dei tempi di ricarica della batteria dedicati alla manutenzione, ogni veicolo può essere utilizzato 24 ore su 24, 365 giorni l'anno. L'assenza di una cabina di guida libera anche spazio per il design degli interni. Il veicolo utilizza telecamere e sistemi di sensori per osservare l'ambiente nella sua interezza e comunicare attivamente con altri gli veicoli. Un grande display sulla parte anteriore informa i pedoni che attraversano la strada che sono stati notati e possono procedere in sicurezza. In modo simile, centinaia di unità luminose intorno alla porta laterale mostrano le sagome dei pedoni che si avvicinano ai fianchi del veicolo, facendo in modo che siano certi di essere stati notati da Vision Urbanetic.

 

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VinFast - A Parigi con una Suv e una berlina

4 Ruote - Set 10,2018

La VinFast, un nuovo costruttore automobilistico vietnamita, presenterà al Salone di Parigi le sue prime due vetture. Si tratterà di una Suv e di una berlina delle quali, tuttavia, non è stato ancora ufficializzato il nome. Il design di entrambi i modelli è stato scelto a seguito di un concorso nel quale oltre 62.000 persone hanno votato 20 differenti progetti curati da quattro firme italiane: gli sketch vincenti, realizzati dalla ItalDesign, sono stati sviluppati e completati dalla Pininfarina.

Debutto a ottobre. Pur trattandosi di modelli totalmente differenti, le due vetture condividono diversi tratti di design, a partire dal frontale dove i sottili fari a Led si protraggono verso il centro della vettura fondendosi con la calandra e sottolineando la V del logo del costruttore. Sul lato sinistro della vettura la luce diurna a Led ricrea, insieme a un inserto cromato, una F stilizzata come richiamo alla seconda sillaba della VinFast. L'impostazione del frontale viene ripresa anche dai gruppi ottici posteriori che, integrando elementi luminosi verticali, si congiungono al centro del portellone sempre nella zona del logo del costruttore. Per il momento la VinFast non ha diramato informazioni riguardo alla meccanica delle due vetture, limitandosi a comunicare che durante la presentazione al Salone di Parigi, prevista per il 2 di ottobre, saranno svelati ulteriori dettagli in attesa dell'introduzione sul mercato vietnamita, prevista entro la fine di quest'anno.

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Vaccarono, Google Italia - Il piacere di guida resterà, auto e digitale sono complementari - VIDEO

4 Ruote - Set 10,2018

Lautomobile e i giganti del Web, il ruolo dei concessionari e il piacere di guida che non sparirà nemmeno nellera digitale. Sono solo alcuni degli argomenti discussi con Fabio Vaccarono, direttore generale di Google Italia, intervenuto oggi al Master in Digital Marketing Automotive dellAccademia Editoriale Domus

Rivoluzione hi-tech. Uno speaker deccezione con cui esplorare il futuro delle quattro ruote, ormai lanciato verso uninevitabile rivoluzione tecnologica ma non per questo privo di emozioni: ecco la nostra intervista al top manager, realizzata a margine della lezione.

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Land Rover - Avvistato il facelift della Discovery Sport

4 Ruote - Set 10,2018

Il prossimo anno sarà ricco di novità per la Land Rover. Oltre alla nuove generazioni della Defender e della Evoque, la Casa britannica lancerà sul mercato anche i facelift della Discovery e della sorella minore, la Sport. Quest'ultima è stata avvistata per la prima volta con tutti i particolari estetici definitivi, cautamente ricoperti da pellicole di camuffatura.

Nuovo look, davanti e dietro. Rispetto ai modelli avvistati in precedenza, tutti caratterizzati da componenti estetiche molto simili a quelle del modello attuale, il prototipo protagonista di queste foto spia dispone di dettagli estetici totalmente differenti. Come da tradizione le modifiche si concentreranno sul frontale della vettura, completamente camuffato: oltre al classico aggiornamento del paraurti, che manterrà le grandi prese d'aria laterali, la Discovery Sport 2019 disporrà di nuovi fari con tecnologia Led e di una calandra totalmente ridisegnata. Parallelamente si evolveranno anche la coda della vettura, con novità estetiche principalmente concentrate nella zona del paraurti, e gli interni, che diventeranno più lussuosi e tecnologici, adottando soluzioni derivate dagli ultimi modelli presentati dalla Casa britannica.

Verso l'elettrificazione. Per il momento non è chiaro se le modifiche tecniche si limiteranno all'introduzione di propulsori aggiornati oppure se la gamma di motori sarà totalmente rivoluzionata. Anche la Land Rover, infatti, offrirà entro il 2020 una gamma totalmente elettrificata: nei listini della Discovery Sport saranno così introdotti gradualmente nuovi propulsori ibridi dei quali, per il momento, non sono trapelate informazioni.

 

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ASC GuidaSicura - A Vairano un nuovo corso di fuoristrada

4 Ruote - Set 10,2018

Volete imparare i segreti della guida off-road? A Vairano il primo giorno di autunno riapre il tracciato di fuoristrada con le sue giornate ad alta intensità di passione e adrenalina. Il prossimo corso organizzato dalla Asc GuidaSicura di Quattroruote, infatti, è in calendario per domenica 21 ottobre, dalle 9 alle 17.30. 

Parte teorica e pratica. Il programma si svolge nell'arco di otto ore, con una parte teorica e molta pratica sul percorso off-road. Al volante dei pick-up Mitsubishi Pajero L200 e dei Pajero a passo corto, dotati del sistema Super Select (che permette di configurare i tipi di trazione), si apprenderanno le tecniche per uscire dalle pozze di fango, affrontare senza paura salite e discese con pendenza al 100% e procedere in sicurezza su pietraie, buche, dossi. Infine, si affronteranno i passaggi laterali con l'auto completamente inclinata e, ancora, si imparerà a destreggiarsi sui vari ostacoli che trasformano la guida di questi veicoli un po' speciali in unesperienza unica ed emozionante.

Prezzi da 350 euro. Il costo del corso, che comprende lassicurazione, lutilizzo delle fuoristrada e il pranzo, è di 390 euro (Iva inclusa) oppure 350 nel caso di iscrizione di due o più persone insieme. A tutti i partecipanti verrà consegnato anche il Manuale del fuoristrada: un volume di circa 250 pagine, corredato di 300 fra foto e disegni, che costituisce il punto di riferimento tra le pubblicazioni dedicate a questo tema. Per maggiori informazioni, è possibile scrivere allindirizzo email dell'Asc oppure telefonare allo 03826992249.

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Fiat 500X - Record di visualizzazioni per lo spot ispirato a Ritorno al futuro

4 Ruote - Set 10,2018

stato rilasciato il 27 agosto e conta già oltre 35 milioni di visualizzazioni, di cui circa 23 milioni sul canale ufficiale Fiat di YouTube e altri 12 milioni sulla pagina Facebook del marchio, attestandosi come il miglior risultato di sempre per il gruppo FCA. Parliamo del nuovo spot New 500X: a taste of tomorrow. Today, ispirato alla trilogia di Ritorno al futuro, che già nei mesi scorsi era balzato alle cronache per lavvistamento sul set di Chrystopher Lloyd, il famoso dottor Emmett Brown (Doc) della saga.

Lo spot. In questo short movie, girato tra il centro storico di Torino e la zona di Porta Nuova a Milano, una Fiat 600D con una giovane coppia viene improvvisamente colpita da un lampo, proiettando i due dagli anni 60 ai giorni nostri e trasformando la vettura nella nuova 500X, che abbiamo già guidato. I giovani scoprono così le modernità dellultima nata di casa Fiat ("A taste of tomorrow", appunto), dai sistemi di assistenza alla guida allo Uconnect 7" HD Live, fino allefficienza dei suoi motori, per poi tornare agli anni 60, ancora a bordo della piccola Suv torinese. Ed è qui che la coppia incontra Christopher Lloyd, nei panni di un vigile urbano.

 

La regia. Ideato dall'agenzia Leo Burnett e prodotto dalla Movie Magic con la regia di Ago Panini, questo spot si inserisce in quel filone pubblicitario ispirato alle grandi saghe del cinema, come il gettonato commercial Volkswagen The Force con il piccolo Dart Vader e il recente Jeep Jurassic, ideato per il lancio della nuova Wrangler al SuperBowl 2018.  

In tv in tutta Europa. "Dopo il successo riscosso dal video See you in the future (il cortometraggio dedicato ai 60 anni della 500),  abbiamo deciso che il linguaggio cinematografico fosse la scelta giusta anche per la nuova 500X", spiega Olivier Franois, a capo del marchio Fiat e chief marketing officer FCA. " nato così uno short movie ispirato a Ritorno al futuro che non solo rende omaggio al grande cinema, ma si rivela un filmato perfettamente modulabile alle esigenze dei singoli mercati europei. Dunque, una strategia di comunicazione efficace, flessibile e internazionale, partita prima sui canali social di Fiat e che adesso si appresta ad andare in onda sulle Tv di tutt'Europa. 

 

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BMW X3 e X4 - Svelati i primi dettagli delle versioni M

4 Ruote - Set 10,2018

In occasione del weekend di gara del DTM al Nürburgring (7-9 settembre), la BMW ha portato in pista alcuni prototipi delle nuove versioni M delle X3 e X4. Le due Suv sportive sono state guidate sul circuito tedesco nei momenti di pausa tra le varie competizioni, mostrando al pubblico e a potenziali clienti il loro aspetto e il sound dell'ultima evoluzione del sei cilindri sviluppato dal reparto Motorsport di Monaco.

Sei cilindri turbo e trazione integrale. La prima apparizione pubblica delle nuove sport utility ha svelato alcuni dettagli aggiuntivi delle due versioni ad alte prestazioni, a partire dal motore. Le due vetture condivideranno la stessa meccanica, in parte messa in mostra direttamente dalle camuffature. Sul cofano motore, infatti, è presente una pellicola di copertura che riproduce il nuovo sei cilindri in linea TwinPower Turbo che spingerà entrambe le versioni e che, a detta della Casa bavarese, sarà in grado di raggiungere regimi di rotazione particolarmente elevati. Di serie sarà previsto anche un cambio automatico, presumibilmente un'evoluzione dell'otto rapporti già disponibile in gamma, abbinato a un sistema di trazione integrale M xDrive con differenziale posteriore attivo specificatamente sviluppato per offrire la massima efficienza e una trazione ottimale in uscita dalle curve.

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BMW - Con la nuova X3 alla scoperta del Sudafrica

4 Ruote - Set 10,2018

Oltre mille chilometri. Nell'emisfero australe, a cavallo del 26esimo parallelo. Per lambire il Tropico del Capricorno. Da Johannesburg e Pretoria fino a Nelspruit, nel Nord-est del Sudafrica tra le province di Mpumalanga e Limpopo. E con un percorso che passa anche all'interno del Kruger National Park, il più grande del Paese degli Springbok, tra giraffe, elefanti, kudu, impala, rinoceronti e leoni. Dopo una prima tappa di avvicinamento, il BMW X3 xPlore Tour 2018, organizzato a inizio settembre dalla filiale locale della Casa bavarese, è partito da Rosslyn-Pretoria, lo stabilimento dove dallo scorso aprile vengono assemblate "orgogliosamente" le nuove X3, come è scritto sulle portiere delle nostre auto (uso il plurale perché la carovana è composta da una quindicina di vetture con equipaggi internazionali). 

Lo stabilimento di Rosslyn. Operativa da 45 anni, la fabbrica, che fino a pochi mesi fa realizzava le auto della Serie 3, dopo un ampliamento e una riconversione da 96 milioni di euro portata a termine in tempi da record, è ora dedicata alla produzione della BMW X3 (insieme a quella statunitense di Spartanburg). Articolato su tre turni alla settimana, lo stabilimento è capace di 15 vetture l'ora (326 al giorno) su 12 linee e 96 stazioni di assemblaggio. Ha un'academy interna di formazione ed è dotato di modernissimi sistemi per il controllo di gestione. Come ha osservato il ceo di BMW South Africa, Tim Abbott, ha ottenuto diversi riconoscimenti di qualità e per il gruppo automobilistico di Monaco rappresenta una sorta di antidoto economico a fenomeni come i dazi e la Brexit, dal momento che esporta all'estero l'85% della produzione.

L'energia da Bio2Watt. Il 30% del fabbisogno energetico del sito di Rosslyn arriva da Bio2Watt, un impianto di produzione di biogas a Bronkhorstspruit, con una potenza complessiva di 4 megaWatt e alimentato da rifiuti organici, per due terzi prodotti dai 25 mila capi di bovini allevati nei dintorni. In pratica, Bio2Watt funziona come una sorta di enorme stazione di compostaggio, trasformando con un procedimento anaerobico i rifiuti in biogas e quindi in energia elettrica, che viene poi immessa (primo esempio in Sudafrica) nella rete nazionale. La BMW stima che per la fine del 2018 circa il 100% del fabbisogno energetico di Rosslyn venga prodotto da fonti rinnovabili.

BMW X3 xDrive20d e BMW X3 xDrive30d. A questo punto, direte voi, bene la fabbrica o l'impianto a biogas, ma la BMW X3? Non l'ho messa nel primo piano di questo resoconto perché sicuramente i lettori di Quattroruote la conoscono bene. L'abbiamo provata nel numero di gennaio e ne abbiamo scritto più volte su questo sito. Ciò non toglie che io non debba trasferirvi le mie personali impressioni di guida (guida a destra, per l'occasione). Che sono queste: per me la X3 è un benchmark, cioè un punto di riferimento assoluto nella categoria Suv. Perché entrambe le motorizzazioni che ho avuto a disposizione (xDrive 20d da 190 CV e 400 Nm, xDrive 30d da 265 CV e 620 Nm) sono in fondo una centrifuga ben equilibrata di abitabilità, confort, doti telaistiche ed elementi premium. Se il paragone non vi inorridisce, direi che l'agilità non è proprio da gazzella, ma riesce a mascherare senza problemi la massa da rinoceronte. L'altezza semi giraffoide non rappresenta un handicap nella dinamica di marcia stradale. Anzi. Lo sterzo, come scriverebbero i miei colleghi, è affilato (al pari dei denti di un leone aggiungerei io, chiudendo così questo azzardato parallelismo). La frenata pronta e sicura completa un quadro estremamente positivo. La BMW X3 non è stata concepita per l'off-road, ma in Sudafrica nel fuoristrada leggero l'xDrive si è fatto ben valere. Una cosa mi ha colpito in particolare: il buon confort che l'auto riesce ad assicurare su quegli sterrati caratterizzati dagli infiniti corrugamenti longitudinali, che in genere sono una rottura di scatole sesquipedale. Certo, su questa vettura il 3.0 sei cilindri è "la morte sua", come si direbbe nel caso di una pietanza particolarmente gustosa, per attitudine di marcia e disponibilità di coppia. Ma anche la motorizzazione più appealing sul mercato italiano, il quattro cilindri 2.0 turbodiesel, non stenta a dire la sua e non pare proprio sottodimensionata rispetto alle esigenze del corpo vettura.

Da Pretoria al parco Kruger. Se siete arrivati a questo punto della lettura, una volta che ho assolto agli obblighi di ospitalità verso BMW South Africa, immagino che possa essere utile un breve resoconto di viaggio. Eccolo. Da Pretoria, capitale amministrativa di uno Stato grande quattro volte l'Italia, e dalla zona diamantifera di Cullinan (dove è stata estratta la più grande pietra grezza della storia, roba da oltre 3.100 carati) sono arrivato lungo le ampie pianure del nord est, fino alla spettacolare terrazza panoramica di Three Rondavels (le formazioni rocciose che ricordano capanne: da qui il nome declinato in afrikaans, la storica lingua dei boeri), affacciata sul Blyde River canyon, il terzo più grande del mondo, lungo 26 chilometri e profondo 800 metri. Ho appena attraversato i monti Drakensberg, spesso teatro delle mirabolanti avventure (un po' sopra le righe) descritte dal best seller Wilbur Smith. La prossima meta è il Makalali game resort, una riserva naturale privata. Visto che il navigatore batte in testa, arrivo che è buio pesto. Il lodge centrale, in pieno bushveld, ha un interior design da rivista di architettura. Per entrare e uscire dalla mia camera devo chiamare la reception: mi accompagna per sicurezza un ranger dotato di torciona elettrica. Il mattino dopo sveglia alle 4 per il consueto watching della fauna locale. Incontro una giraffa, gruppi di gazzelle a cui non so dare un nome, un rinoceronte a dieci metri dal fuoristrada (Toyota Land Cruiser senza tetto e rielaborate per portare 12 persone, con le tre file dei sedili posteriori gradualmente sopraelevate). Un branco di elefanti attraversa il sentiero. I colleghi dell'altro "mezzo speciale" hanno un incontro ravvicinato con alcuni leoni. Si riparte. Destinazione: parco Kruger. la più grande riserva del Sudafrica, con un'area di 20 mila chilometri quadrati, come il Galles o la Puglia per intenderci. Si chiama così in onore di Paul Kruger, Oom Paul (zio Paul), il leader della resistenza boera contro il governo britannico sul finire dell'800. Le direttrici principali del parco sono asfaltate, anche se non mancano le diramazioni sterrate. Al massimo si può andare a 50 km/h. Non di più. Ci si può fermare, ma non scendere dall'auto. Il paesaggio è quello che ti aspetti: bush, acacie, terreno piatto intervallato dai kopje, collinette di massi che sembrano di sabbia bagnata gocciolata da una mano sovrumana. Anche se sono le ore più calde della giornata (30-33 gradi) a bordo strada incontro di nuovo giraffe, elefanti, gazzelle e parecchie zebre. Ormai è tempo di ripartire dall'aeroporto di Nelspruit, che guarda caso si chiama Kruger, non prima però di aver attraversato un'immensa township fatta di basse costruzioni disadorne e spesso fatiscenti. A perdita d'occhio. Affogate in un mare di terra rossa. l'altra faccia di questo grande Paese. L'Italia dista 8.135 km in linea d'aria.

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Gruppo Volkswagen - Quotazione di Porsche e Lamborghini? Forse, ma non ora

4 Ruote - Set 10,2018

Il gruppo Volkswagen potrebbe in un futuro prossimo valutare la quotazione in Borsa della nuova divisione dei marchi super premium Porsche, Lamborghini, Bugatti e Bentley. Al momento, però, l'eventuale sbarco in Borsa non rappresenta una priorità, quantomeno stando alle parole del direttore finanziario Frank Witter nel corso di un evento per investitori e analisti organizzato dall'agenzia Bloomberg a Londra. 

Porte aperte alla cessione. In particolare Witter non ha risposto con un "Nein" alle domande sulla disponibilità del suo gruppo a una cessione sul mercato di parte delle azione della nuova divisione voluta dall'amministratore delegato Herbert Diess nel quadro di un più ampio riassetto delle attività. Nello specifico sono state create quattro divisioni: "Volume" con i marchi Volkswagen, Skoda e Seat, "Premium"  con la sola Audi, "Superpremium" e "Veicoli commerciali e industriali". All'interno di quest'ultima divisione è nata anche la Traton, con i produttori di camion Scania e Man, che potrebbe a breve essere valorizzata tramite, appunto, la quotazione in Borsa. E infatti Witter ha puntato le sue attenzioni proprio su quest'ultima operazione in quanto destinata a "liberare il potenziale che abbiamo". Una decisione finale non è stata ancora presa, ma ormai viene vista solo come una formalità, visto che i rappresentanti di tutte le principali parti interessate e i sindacati hanno espresso il loro sostegno alla quotazione. Dopodiché il management intende concentrarsi sugli altri 12 marchi in portafoglio per ottenere maggiori sinergie e una crescente efficienza.  "Ogni altra considerazione potrebbe emergere lungo la strada, ma al momento non è una priorità su cui stiamo lavorando", ha spiegato il direttore finanziario in merito al destino della divisione Superpremium.

Le valutazioni del mercato. La quotazione di grandi marchi come la Porsche e la Lamborghini potrebbe, comunque, consentire ai tedeschi di creare nuovo valore sulla falsariga di quanto fatto dalla FCA con la Ferrari. Al momento il gruppo Volkswagen, dopo un calo delle sue azioni del 19% da inizio anno, vale in Borsa poco più di 67 miliardi di euro, nonostante la crescita delle vendite e la capacità di mettersi progressivamente alle spalle le conseguenze del dieselgate. Con lo sbarco in Borsa, invece, le sue valutazioni potrebbero anche esplodere visto che la sola divisione Superpremium è stata valutata da alcuni analisti oltre 120 miliardi di euro. Del resto, i multipli raggiunti da operatori specializzati come la Ferrari nel segmento delle supercar e dalla Volvo nei veicoli industriali sono di molto più alti rispetto a quelli di gruppi diversificati come appunto la Volkswagen o la concorrente Daimler. Anche per questo motivo sono anni che il mercato chiede ai due gruppi di valorizzare parte degli asset in portafoglio. Daltronde la stessa Volkswagen ha per esempio tentato di vendere al miglior offerente la Ducati prima di dover sottostare allopposizione dei rappresentanti dei lavoratori dell'azienda motociclistica bolognese. In questo quadro si inserisce anche la "fame" degli investitori per asset particolari come appunto la Ferrari o l'Aston Martin, che, da quando ha confermato l'intenzione di procedere con lo sbarco in Borsa, ha prodotto effetti positivi anche sulle valutazioni della stessa Casa di Maranello. 

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Mercedes-Benz - Il teaser della nuova GLE attesa a Parigi

4 Ruote - Set 10,2018

Dopo le foto spia della nuova Mercedes-Benz GLE arriva un teaser ufficiale, sulla pagina Facebook della Casa tedesca. In un Gif, si vede il frontale della seconda generazione della Suv, con i fari a Led accesi a mostrare il nuovo design dei proiettori.

Taglio orizzontale. Già dalle prime foto dei prototipi, era stato possibile intuire la presenza di nuovi gruppi ottici al posteriore, che rompono con le versioni del passato, proponendo un taglio orizzontale e sottile esteso fino alla fiancata. Nel frontale, invece, si trova la mascherina in posizione più elevata, con i gruppi ottici a doppia linea, come una firma luminosa. La nuova GLE, che debutterà all'inizio del 2019, dovrebbe essere svelata in anteprima al Salone di Parigi. 

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Formula 1 - Quarant'anni senza Ronnie Peterson

4 Ruote - Set 10,2018

In tribuna, a vedere per la prima volta la Formula 1: un regalo dello zio, che a dieci anni mi cambiò la vita. La pista? Quella storica di Monza. Tutto nuovo per me, a Lesmo, in quel 10 settembre 1978: leccitazione per lurlo dei motori da corsa, tantissima gente a tifare, quelle due macchie rosse col Cavallino che attiravano la mia attenzione e lentusiasmo di tutti , fra tanti colori sgargianti. Recupero pian piano, a 40 anni di distanza, le impressioni di quel giorno, una calda e traumatica domenica di fine estate. Quella del 49 GP dItalia.

Incidente al via. Nessuno poteva immaginare che quella sarebbe stata una delle edizioni più funeste e caotiche della corsa monzese, con lincidente alla partenza, le ferite alla testa per Vittorio Brambilla e, purtroppo, la scomparsa di Ronnie Peterson, lindomani, allospedale Niguarda di Milano, a causa delle gravi ferite riportate alle gambe. Il pilota svedese è stato tra i più veloci e grintosi della sua epoca, molto amato e apprezzato anche da chi non tifava per lui. In quella stagione 78, suo malgrado, il pilota nato nel 1944 a rebro fu costretto a fare da scudiero a Mario Andretti, designato alla vittoria con la Lotus pigliatutto di Colin Chapman. Nelle prove libere della mattina, Peterson distrusse la sua Lotus 79 a effetto suolo in unuscita di pista. Allora lo svedese si fece montare il suo motore sul muletto, la vecchia 78, non altrettanto veloce e a punto. Non un buon segnale in vista del GP. Qualcosa, però, non funzionava lo stesso. Tanto che, lo venni a sapere dopo, nel giro di schieramento, Peterson dovette rientrare ai box lamentando guai allaccensione. 

Dopo il verde il caos. Alle 15.32, alla partenza del G.P. dItalia, il semaforo passò al rosso e subito dopo al verde, quando nelle ultime file dello schieramento le vetture si muovevano ancora. Sentivamo i 24 motori al massimo, leccitazione in tribuna era salita alle stelle, mentre attendevamo il primo passaggio. In pista, invece, fu il caos. Prima della chicane, Patrese si toccò con Hunt, e questultimo urtò Peterson, partito male forse anche per un malfunzionamento della vettura. La Lotus dello svedese finì contro il guard-rail sulla destra e carambolò sul lato opposto della pista, totalmente sventrata davanti. Gli oltre 200 litri di benzina iniziarono a bruciare, col pilota in balia degli eventi. Sullaltro lato della pista, proprio sotto il cartello della staccata dei 200 metri, era finita accartocciata la Surtees TS20 di Brambilla, che sembrava il più grave. Dopo il coraggioso intervento dei leoni della Cea, che spensero lincendio sulla Lotus, Hunt, Regazzoni e Merzario (sempre lui!) riuscirono a estrarre il driver svedese dallabitacolo. Era cosciente, nonostante le numerose fratture, e si guardava la gamba destra. Sulla prima ambulanza venne fatto salire Brambilla, poi venne il turno di Peterson. Noi, ovviamente, non sapevamo nulla: certo, ci eravamo accorti che al primo giro erano passate poche macchine (ne mancavano dieci), ma quello che colpì di più fu la densa nuvola nera che si alzava dal rettilineo dei box. Le notizie erano confuse, frammentarie: senza internet o un maxi-schermo davanti, lunico modo di saperne di più era ascoltare laltoparlante della tribuna, che gracchiava parole sconnesse in mezzo a un caos pazzesco. Sapevamo dellincidente, ma non le conseguenze. Poi ci fu la lunga attesa per la ripartenza. Passava il tempo, sembrava quasi che la corsa potesse saltare. Poi, ancora sorprese.

Non era finita. Dopo le 17 le vetture superstiti lasciarono i box per andare a schierarsi in griglia per il secondo via. E in quel frangente assistetti a qualcosa di tremendo: luscita di pista della Wolf WR5 di Jody Scheckter proprio sotto di noi: vidi una scintilla improvvisa alla ruota anteriore sinistra, il cerchio si staccò e la monoposto finì contro la base della nostra tribuna. Non vi dico lo spavento: per fortuna Jody era illeso. Dopo un po, a bordo di una Fiat 124 Familiare dei commissari, vidi arrivare Gilles Villeneuve, il neo beniamino dei ferraristi, insieme, se non ricordo male, a Emerson Fittipaldi e a Niki Lauda. Erano là per visionare lo stato del guard-rail danneggiato: giustamente volevano che venisse riparato prima della corsa. Fu la prima e unica volta che vidi dal vivo il fuoriclasse canadese: un fantino che sarebbe entrato a forza nel cuore dei tifosi del Cavallino, già in quella stessa gara. Ci volle altro tempo e il pubblico iniziò a protestare. La seconda partenza venne data, molto tardi, alle 18.15, su insistenza del patron Bernie Ecclestone. Non ho grandi ricordi della gara vera, se non il duello magistrale tra Villeneuve e Andretti. Ma neppure quello doveva rivelarsi giusto, in una giornata da dimenticare: Andretti e Villeneuve, giunti primo e secondo, vennero penalizzati di un minuto per (sospetta) partenza anticipata e furono retrocessi al sesto e settimo posto. Fu proclamato vincitore Niki Lauda che, però, non volle salire sul podio. Era buio quando con i miei zii mi allontanai da Monza. Avevo vissuto emozioni forti e assistito a un dramma vero. Il mio battesimo del fuoco con la F.1 era stato così. Poi, vennero tanti altri GP. Purtroppo, senza Ronnie.

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Hyundai i20 - Una settimana con la 1.0 T-GDI DCT Prime - DAY 1

4 Ruote - Set 10,2018

Questa settimana, per il nostro Diario di bordo, saliamo sulla Hyundai i20 1.0 T-GDI 100 CV nellallestimento di punta Prime, completo di cambio automatico a doppia frizione 7DCT, allesordio in abbinamento alla motorizzazione da un litro. Lanciata nel 2014, la seconda serie della segmento B coreana si sottopone ora a restyling, che interessa lestetica (con lingresso della Cascading grille e del tetto a contrasto in nero), gli interni, linfotainment e i sistemi di sicurezza (con i più recenti pacchetti Hyundai SmartSense), oltre allofferta di motori. Tra questi ultimi si segnala luscita di scena del diesel, dunque in gamma restano solo unità benzina: oltre all1.0 turbo già citato, viene offerto pure l1.2 MPI aspirato, abbinato al cambio manuale a cinque marce, nelle versioni da 75 o 84 CV. Al momento la i20 viene commercializzata in Italia nella sola configurazione cinque porte, e non la variante Coupé (a tre porte) e la rialzata Active. Il prezzo di listino della i20 1.0 T-GDI DCT Prime del test è di 20.450 euro: su questa versione top, lofferta lancio garantisce, in caso di permuta o rottamazione e in presenza di sconto, oltre 4.000 euro di vantaggi.

Un tre discreto e di sostanza [Day ]. Alla nostra Hyundai i20 non manca nulla. Sono evidenti le modifiche estetiche e quelle legate ai sistemi di bordo proposte col restyling: qui, però, vorrei soffermarmi sullabbinamento inedito, per il modello, tra l1.0 tre cilindri turbobenzina e il cambio automatico doppia frizione Dct a sette marce. A dimostrazione che, con questa utilitaria grande, i coreani puntano a una clientela ancora più esigente. L1.0 T-GDI da 100 CV (la versione da 120 CV non è al momento prevista per lItalia) si presenta subito bene: si riavvia dolcemente tramite lo Start&Stop, ed è ben insonorizzato, anche quando lo si spreme a fondo. Risultato, prestazioni vivaci, anche perché 100 CV sovralimentati bastano e avanzano sulla massa non esagerata della i20. E landatura è briosa anche senza varcare i 2.500 giri: così si lascia fare allautomatico, che snocciola le marce una dietro laltra. Ecco: pare riuscito labbinamento tra motore e cambio, il pregiato - a maggior ragione per il Segmento B - doppia frizione. Sì, a volte risulta un po brusco nelle partenze da fermo o quando si torna decisi sul gas, con un lieve trascinamento: per il resto si fa valere per lefficacia nei passaggi di marcia e perché rende la guida semplice (offre pure un kick-down abbastanza solerte). Non si sente la mancanza dei paddle e, se si vuole sfruttare la modalità manuale, bisogna adattarsi a muovere il selettore allindietro (gesto poco intuitivo). Trovo, inoltre, un po troppo piccoli gli specchi retrovisori. Su strada la i20 è intuitiva: lo sterzo è progressivo e dal carico corposo a bassa velocità, e il comportamento facile, con appoggio sicuro. E lassetto, con gomme 195/55 R16, risulta un po rigido solo sulle irregolarità secche. Andrea Stassano, redazione Autonotizie

 

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Art Car - Auto come tele dautore - FOTO GALLERY

4 Ruote - Set 09,2018

Nellinverno del 1958 Pablo Picasso ricevette in Costa Azzurra Manuel Mejido, un giornalista messicano residente in Francia che si presentò  nella villa del pittore (la "Californie di Antibes) a bordo di una DS19 di colore blu. Allepoca, era nota lavversione dellartista per i giornalisti, così il giovane inviato si qualificò come rappresentante del Centro Repubblicano Spagnolo del Messico (organizzazione che aveva dato asilo a numerosi profughi nel corso della guerra civile spagnola) ottenendo lintervista.

Persa e ritrovata. Durante lincontro Pablo Picasso si assentò per un paio dore, per poi concludere il colloquio dicendo Non ho mai smesso di sognare e di dipingere e invitando i presenti a seguirlo. A quel punto, Mejido e i suoi amici capirono cosa avesse tenuto occupato lo spagnolo: sulla fiancata delliconica Citroën aveva dipinto Las guirnaldas de la paz (Le ghirlande della pace), unopera di cui si sono perse le tracce e oggi tornata dattualità grazie a una vecchia immagine riemersa dal Centro di documentazione del Double Chevron.

Tele su ruote. Di fatto, è possibile considerare la DS19 decorata da Pablo Picasso come la prima art car, ovvero auto dipinta da un grande artista. Fino a poco tempo fa, i primissimi esempi di macchine utilizzate come tele dautore venivano individuati nella Porsche 356 C 1600 Cabriolet della cantante Janis Joplin e nella Rolls-Royce di John Lennon, che anticiparono di pochi anni la lunga serie di vetture dellArt Car Project della BMW. Uniniziativa, questultima, con cui la Casa dellElica ha coinvolto dal 1975 a oggi ben 19 artisti, tra i quali persino Andy Warhol, per altrettante automobili, che potete ammirare nella nostra lunga gallery insieme ad altri esemplari.

 

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Audi e-tron - In discesa dalla Pikes Peak - VIDEO

4 Ruote - Set 09,2018

Tutta batterie, elettronica e la maniacale cura per il dettaglio tipica dell'Audi. Questa è la e-tron, primo modello totalmente elettrico della Casa tedesca che farà il suo debutto a San Francisco nei prossimi giorni.

Due unità elettriche per 408 CV di potenza massima. Per il suo ingresso nel mondo degli zero emission vehicle la Casa dei Quattro anelli ha scelto, nemmeno a dirlo, la forma di una Suv che come dimensioni si colloca fra la Q5 e la Q7, ma con caratteristiche meccaniche assolutamente peculiari, come il telaio a piattaforma piatta che contiene il pacco batterie da 95 kWh e due motori elettrici, uno per asse, con una potenza costante di 360 CV, e oltre 400 di punta. In questo video siamo stati testimoni di una prova di ricarica eccezionale: sulla leggendaria Pikes Peak (4.302 metri), in Colorado, in discesa per 30 km il sistema di recupero dell'energia ha reimmesso oltre 10 kWh. Dimostrandosi, sino a oggi, il più efficiente.

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Gulf Racing - Cinquant'anni di glorie in azzurro-arancio - FOTO GALLERY

4 Ruote - Set 08,2018

Sono passati 50 anni dal primo trionfo di una vettura con la livrea Gulf a Le Mans, quando la Ford GT40 azzurra e arancio di Pedro Rodriguez e Lucien Bianchi vinse la celebre maratona della Sarthe. Una ricorrenza ora omaggiata dalla Casa americana, che a Pebble Beach ha presentato la nuova GT Heritage Edition, ispirata al team di John Wyer. Del resto, quello nato con le sportive dellOvale Blu fu solo linizio di una serie di modelli leggendari che hanno alimentato il mito di una delle più evocative livree del motorsport. I colori del noto produttore di carburanti, di ritorno in Italia, si sarebbero poi legati a doppio filo anche a bolidi Porsche e Mirage, nonché a marchi come McLaren e Aston Martin. Ripercorriamo nella nostra gallery alcuni tra i momenti più gloriosi della livrea Gulf negli ultimi 50 anni, dalle vittorie a Le Mans ai più recenti omaggi dellindustria motoristica, senza dimenticare la popolarità della Porsche 917 K nel mondo del cinema, consacrata dalla pellicola "Le 24 Ore di Le Mans" (1971).

 

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Suzuki - In India i test di una nuova flotta elettrica

4 Ruote - Set 07,2018

A ottobre la Suzuki inizierà a collaudare in India una flotta di 50 prototipi elettrici come primo passo di una nuova strategia che, nel 2020, porterà il costruttore giapponese a realizzare insieme alla Toyota un nuovo modello a zero emissioni. Le due Case nipponiche hanno firmato un memorandum d'intesa che le porterà a sviluppare, costruire e commercializzare nuovi modelli elettrificati in India e in altri mercati in via di sviluppo del Sud-Est asiatico. L'obiettivo è quello di arrivare a vendere, nella sola India, almeno un milione e mezzo di elettriche entro il 2030.

Alla prova delle strade indiane. I test serviranno a migliorare la facilità d'utilizzo delle nuove elettriche e a comprovare l'efficacia della loro meccanica sulle calde, polverose e congestionate strade indiane. I prototipi, basati sulla Suzuki Wagon R, una kei car attualmente in produzione con motore termico, sono assemblati nella periferia di Nuova Delhi, nella fabbrica Maruti Suzuki di Gurugram. Nel 2020 il costruttore comincerà anche a produrre dei pacchi batteria agli ioni di litio nello Stato del Gujarat, al confine con il Pakistan.

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Tesla - Via tre dirigenti, giù il titolo in Borsa

4 Ruote - Set 07,2018

La Tesla sta vivendo un momento difficile. Dopo il passo indietro sulla decisione della privatizzazione, la Casa americana registra infatti tre uscite importanti nel proprio organico, secondo le informazioni riportate da Bloomberg: il responsabile della contabilità, il capo del personale e quello delle relazioni esterne hanno deciso di non proseguire la loro collaborazione.

Il titolo perde il 9%. Le tre figure coinvolte sono, rispettivamente, Dave Morton, Gabrielle Toledano e Sarah O'Brien. Il primo era alla Tesla solo da un mese e, pur condividendo la politica di gestione, ha ritenuto troppo alta la pressione esercitata sull'azienda di Elon Musk, mentre l'addio della seconda era già annunciato, per quanto resti singolare che cada proprio nella giornata della partenza degli altri due dirigenti. Sulla terza figura, invece, non si hanno per il momento dettagli. Le notizie hanno già causato una forte reazione sul titolo Tesla, che mentre scriviamo fa segnare un pesante -9% nel pre-market. Il titolo è sceso a circa 265 dollari, contro i 420 stimati da Musk meno di un mese fa per avviare la privatizzazione.

Elon beve e fuma in un podcast. L'agitazione dei mercati non è però soltanto legata all'uscita di tre dirigenti chiave del team Tesla, ma anche la conseguenza del comportamento dello stesso Elon. Dopo il dietrofront sulla privatizzazione e le probabili cause in arrivo per la manipolazione del mercato, Musk ha fatto parlare di sé anche per la partecipazione a un noto podcast insieme al comico Joe Rogan. Durante le oltre due ore e mezzo di programmazione, l'imprenditore ha infatti fumato marijuana (legale in California) e bevuto whiskey, creando imbarazzo nell'azienda e tra gli investitori. 

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Audi - Via agli ordini per l'A1 Sportback, prezzi da 22.500 euro

4 Ruote - Set 07,2018

Partirà da 22.500 euro il listino della nuova Audi A1, la piccola di Ingolstadt che condivide la meccanica con le sorelle Volkswagen Polo e Seat Ibiza (prossimamente anche con la Skoda Fabia). Ovviamente, la sua caratteristica è quella di svolgere il ruolo di compatta premium, ma rispetto alla prima generazione si è anche fatta più grande (più 5,6 cm di lunghezza, per un totale di 403, e 3,4 in larghezza, ora di 174) e quindi un po più versatile. Abbandonata la carrozzeria tre porte, punta su una vasta gamma di personalizzazioni e, soprattutto, dice addio ai motori diesel. Per il momento, punterà su un solo turbobenzina, il mille a tre cilindri, dotato di filtro antiparticolato.

In arrivo tra due mesi. LA1 Sportback arriverà a novembre nelle concessionarie italiane, ma è già ordinabile. I listini prevedono quattro allestimenti: quello base, con cerchi da 15, lAdvanced con cerchi da 16 e pacchetto estetico dedicato, lAdmired, con climatizzatore automatico, sistemi di ausilio al parcheggio e specchietti elettrici, oltre a molti dettagli di design, e la S line edition, con cerchi da 17 e sospensioni sportive. La motorizzazione di lancio sarà la 1.0 TFSI da 116 CV e 200 Nm di coppia, denominata (secondo il nuovo corso dei quattro anelli) 30 TFSI. Unica variante, il cambio, che potrà essere il manuale a sei marce o lautomatico S tronic a doppia frizione, a sette rapporti. Sin dal cosiddetto entry level sono di serie la radio MMI Plus con touch screen da 8,8, con funzione di riconoscimento della scrittura, il Bluetooth, comandi vocali e dispositivi di sicurezza ormai fondamentali come il Pre sense front (con avviso rischio incidente) e il Lane departure warning (allarme superamento linea di corsia). Per entrambe le trasmissioni, la Casa dichiara un consumo di 4,8 litri/100 km (20,8 km/litro). Per quanto riguarda le prestazioni, lo 0-100 dichiarato è di 9,5 secondi per la manuale e un decimo meno per lautomatica. Al lancio sarà disponibile anche la versione Edition One, caratterizzata da un look più sportivo, fari a Led, gruppi ottici posteriori bruniti, logo dei quattro anelli sulle fiancate nello stesso colore dei cerchi di lega, da 18, e finiture a contrasto, nere o grigie.

I prezzi:

Audi A1 Sportback 30 TFSI 22.500 euro

Audi A1 Sportback 30 TFSI Advanced 23.400 euro

Audi A1 Sportback 30 TFSI Admired 24.850 euro

Audi A1 Sportback 30 TFSI S line 26.450 euro

Le version S tronic, con cambio automatico, costano 1.850 euro in più.

 

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Gruppo Renault - Arrivano i benzina TCe Fap e diesel Blue dCi

4 Ruote - Set 07,2018

Con il lancio di una nuova generazione di motori la Renault cambierà progressivamente i nomi della propria gamma di powertrain benzina e diesel, introducendo le nuove denominazioni TCe Fap e Blue dCi. Il gruppo francese introdurrà nuove tecnologie di riduzione delle emissioni su tutte le motorizzazioni destinate ai veicoli per uso privato e commerciale, così da permettere alla propria gamma di rispondere ai requisiti omologativi imposti dalla normativa Euro6d-Temp.

Benzina... Il primo modello a introdurre la nuova generazione di motori benzina 1.3 litri a iniezione diretta sarà la Renault Kadjar che sarà disponibile nelle versioni TCe 140 Fap e TCe 160 Fap con cambio manuale o automatico. Il quattro cilindri sviluppato insieme al gruppo Daimler, già disponibile da qualche mese sulla famiglia Scénic con la vecchia denominazione Energy TCe (qui il nostro primo contatto), sfrutterà per la prima volta un filtro antiparticolato integrato nello scarico che permetterà di eliminare le polveri sottili tramite una struttura microporosa alveolare. Quest'ultima funziona con lo stesso principio del Fap montato sulle vetture a gasolio e si rigenera automaticamente a intervalli regolari. La nuova unità a benzina verrà impiegata anche dalla Mégane, sulla quale sarà disponibile anche in versione da 115 CV.

...diesel... Partirà dalla nuova Dacia Duster la rivoluzione della gamma a gasolio che introdurrà su tutte le motorizzazioni un nuovo sistema Scr di riduzione catalitica selettiva già disponibile sui veicoli commerciali del gruppo francese. Il primo motore a disporre di questa tecnologia sarà il 1.5 Blue dCi, nelle versioni da 75, 95 e 115 CV, che, grazie a un sistema di iniezione di AdBlue, una soluzione a base di urea, permetterà di ridurre le emissioni di biossido di azoto migliorando al contempo l'efficienza del propulsore. Oltre alla Suv, i motori Blue dCi saranno disponibili anche sulle Lodgy e Dokker oltre che sulle Renault Kadjar e Mégane.

...e GPL. La gamma della Duster accoglie inoltre una versione aggiornata del 1.6 aspirato bifuel a GPL da 115 CV che ora rientra negli standard di emissioni Euro 6d-Temp. La versione GPL viene proposta con un prezzo di partenza di 13.350 euro, 500 euro in più rispetto al 1.6 a benzina di pari potenza.

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