Daimler - Ancora un taglio per le stime sul 2018

4 Ruote - Ott 19,2018

Il gruppo Daimler ha tagliato, per la seconda volta nel giro di pochi mesi, i target per l'intero 2018. Dopo la revisione di giugno, è infatti arrivato un nuovo adeguamento delle aspettative sull'utile operativo a un contesto di mercato reso difficile da diversi fattori negativi. 

Pesa la questione diesel. Il primo fattore citato dal gruppo di Stoccarda è legato all'aumento degli oneri legati ai "procedimenti e alle misure governative in corso in varie regioni" sui veicoli diesel della Mercedes. La Daimler non lo menziona in modo specifico, ma si tratta in pratica delle diverse misure adottate in diversi Land tedeschi per ridurre l'inquinamento atmosferico con il relativo accordo a livello federale per procedere con una serie di campagne promozionali a favore della sostituzione dei veicoli più vecchi. Tra gli altri fattori figurano anche un calo delle vendite di furgoni, un rallentamento della domanda di autobus e una recente sentenza della Corte di giustizia europea che ha determinato la necessità di contabilizzare degli accantonamenti per eventuali interventi su modelli caratterizzati dalla presenza del refrigerante R134a.

Terzo trimestre in calo. Di conseguenza, nel terzo trimestre l'utile operativo è risultato pari a 2,488 miliardi di euro, "significativamente inferiore alle aspettative del mercato" e in calo rispetto ai 3,4 miliardi del pari periodo dell'anno scorso, con il contributo della divisione auto della Mercedes-Benz sceso da 2,105 miliardi a 1,372 miliardi. Inoltre, come si suol dire in gergo finanziario, il gruppo ha bruciato cassa durante il trimestre: i flussi di cassa sono infatti risultati negativi per 60 milioni, a fronte di una generazione positiva per 5,771 miliardi nel terzo trimestre del 2017. 

Target 2018 ridotti. La Daimler ha quindi tagliato il target annuale di utile operativo per l'intero gruppo e per la divisione auto Mercedes-Benz, cioè quella principale. Il dato è visto "significativamente al di sotto del livello dell'anno scorso" e non più in "leggero calo". Già lo scorso giugno, il gruppo tedesco aveva anticipato un andamento negativo per la sua divisione Mercedes-Benz Cars per le conseguenze di un aumento dei costi produttivi legato ai dazi reciproci imposti da Cina e Stati Uniti e aver quindi rivisto le sue previsioni rispetto a inizio anno, quando era previsto che l'utile operativo - sia di gruppo sia divisionale - si attestasse in leggera crescita rispetto ai livelli raggiunti nel 2017. 

 

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Euro NCAP - La guida assistita è sotto analisi

4 Ruote - Ott 19,2018

L'Euro NCAP ha diramato i primi risultati dei collaudi effettuati sui nuovi sistemi d'assistenza alla guida. Dopo aver introdotto nuovi parametri di giudizio pensati per premiare le vetture dotate dei più moderni Adas, l'ente europeo per la sicurezza ha dato il via a una nuova fase di test pensati per analizzare il funzionamento di sistemi come il cruise control adattivo e il sistema per la sterzata assistita con mantenimento della corsia di marcia. Queste due funzioni, su alcuni modelli, possono essere combinate così da seguire il traffico veicolare in alcune situazioni, come per esempio nelle code.

Dall'Audi A6 alla Volvo V60. I dieci modelli messi sotto analisi sono dotati di quello che l'Euro NCAP definisce Highway Assist, ovvero una funzione elettronica che combina il mantenimento della corsia di marcia e della distanza dal veicolo che precede. Nei listini di ogni costruttore questo sistema viene definito con termini differenti, dall'Autopilot della Tesla al Traffic Jam Assist del gruppo Volkswagen fino ad arrivare al Pilot Assit della Volvo. Ai rigidi collaudi dell'ente per la sicurezza sono state sottoposte le Audi A6, BMW Serie 5, DS 7 Crossback, Ford Focus, Hyundai Nexo, Mercedes-Benz Classe C, Nissan Leaf, Tesla Model S, Toyota Corolla e Volvo V60, ognuna delle quali ha ottenuto risultati molto diversi. Se da un lato l'Euro NCAP ha dichiarato, come noto, che "nessuna auto attualmente sul mercato è in grado di offrire un vero sistema di guida autonoma", dall'altro alcuni sistemi, come quello della Tesla, sono stati definiti come troppo "automatizzati". Con l'Autopilot dell'azienda di Elon Musk, infatti, "si rischia che il guidatore faccia troppo affidamento sul sistema, lasciando al veicolo il totale controllo", mentre altri Adas, come quelli della BMW e della DS offrono bassi livelli d'assistenza, lasciando al guidatore il controllo dell'auto. I sistemi dell'Audi, della Ford, della Hyundai, della Mercedes-Benz, della Nissan, della Toyota e della Volvo, invece, propongono un bilanciamento ottimale tra gli interventi umani e quelli elettronici, garantendo così una maggiore sicurezza in caso di imprevisti. Le prove hanno inoltre evidenziato come in alcune situazioni, come quando un altro automobilista cambia improvvisamente corsia, l'intervento umano sia ancora indispensabile per evitare possibili incidenti.

 

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Regno Unito - Proposto lo stop per benzina e diesel già nel 2032

4 Ruote - Ott 19,2018

Una commissione parlamentare inglese ha chiesto di anticipare al 2032 il blocco della vendita di vetture benzina o diesel. La proposta segue quella già confermata ufficialmente che vede il governo britannico pronto a passare all'elettrico nel 2040: questa opzione è stata ritenuta troppo conservativa e non sufficiente per rispettare i target di emissioni previsti.

Mancano incentivi e infrastrutture per l'elettrico. In un'analisi del Business Energy and Industrial Strategy Commitee viene criticata l'evoluzione delle infrastrutture di ricarica, per le quali non sono previsti sufficienti investimenti. Secondo una ricerca della Emu Analytics, in Inghilterra sono presenti 16.500 punti di ricarica, ma già nel 2020 ne serviranno almeno 100.000 per gestire la prevista crescita di modelli elettrificati. A preoccupare è anche la scelta di ridurre gli incentivi esistenti per l'acquisto delle auto elettriche e di azzerare quelli per le ibride plug-in recentemente annunciata dal governo nazionale.

La critica dei costruttori. Alla proposta della commissione ha risposto la Society of Motor Manufactures and Traders (SMMT), che ritiene inapplicabile tale strategia. Per i produttori l'obiettivo del 2040 è già piuttosto ambizioso considerando l'attuale quota dello 0,6% delle vendite di veicoli ad emissioni zero, che dovrebbe crescere in maniera esponenziale in un periodo ancora più ridotto.

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Lynk&Co - Presentata la 03 Cyan Racing Concept

4 Ruote - Ott 19,2018

La cinese Lynk&Co presenta il suo primo modello sportivo: si tratta della 03 Cyan Racing Concept, basata sulla nuova berlina 03 e pensata per le competizioni turismo. Lo sviluppo è stato curato dalla scandinava Cyan Racing, il team sportivo che fa parte del Geely Group Motorsport, che porterà il brand Lynk&Co nel TCR 2019 al posto della "cugina" Volvo. La Cyan Racing ha già collaborato e vinto con Polestar nel Fia WTCC 2017.

In pista nel 2019 con Thed Björk. Le immagini chiariscono senza mezzi termini la natura racing della berlina, dotata di appendici aerodinamiche fisse, carreggiate allargate e inediti flussi d'aria per il raffreddamento. Il colore blu con grafiche gialle richiama la bandiera svedese, mentre il nome e il numero del pilota sulla vettura sono quelli di Thed Björk, che ha collaborato allo sviluppo sul simulatore e che correrà con la vettura il prossimo anno.

350 CV per 130.000 euro. Le caratteristiche tecniche della 03 Cyan Racing Concept sono quelle tipiche delle vetture del regolamento TCR: il propulsore è un 2.0 litri turbo da 350 CV e 420 Nm, abbinato al cambio sequenziale sei marce. La trazione è anteriore e la massa totale è pari a 1.265 kg con il pilota a bordo. Il prezzo, come da regolamento, è fissato a quota 130.000 euro. 

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Lexus UX - In Italia con prezzi a partire da 37.900 euro

4 Ruote - Ott 19,2018

La Lexus ha dato il via ai preordini della nuova Suv UX, che arriverà in Italia unicamente in versione Hybrid, con prezzi a partire da 37.900 euro. Secondo la Casa, questo nuovo modello permetterà di raddoppiare le vendite sul nostro mercato entro il 2020: le prime consegne sono previste entro il primo trimestre del prossimo anno.

Di serie c'è quasi tutto. I clienti della Penisola potranno ordinare la sport utility in cinque differenti allestimenti, tutti equipaggiati con il 2.0 benzina con tecnologia Self Charging Hybrid. L'unità elettrificata da 178 CV sarà ordinabile con trazione integrale o in versione a due ruote motrici. Su ogni allestimento saranno presenti gli Adas del Lexus Safety System+ con frenata autonoma con rilevamento dei pedoni, assistenza al mantenimento della corsia, fari abbaglianti automatici, cruise control adattivo e riconoscimento della segnaletica stradale. Gli allestimenti d'accesso saranno due: il Business, dedicato alle flotte con navigatore di serie, e l'Executive, che proporrà cerchi di lega da 18", fari Led, Media display da 7" telecamera di retromarcia, climatizzatore bizona, antifurto e sistema Smart Entry. Vista la ricca dotazione di serie, l'offerta di optional sarà particolarmente ridotta. A listino sono presenti il Lexus Navigation da 1.250 euro, il Connect Pack con carica wireless e radio Dab da 700 euro, il Tech Pack con head-up display da 3.000 euro, il Luxury Pack con sedili anteriori ventilati e l'impianto audio Mark Levinson Luxury da 1.950 euro, disponibile anche per la F Sport a 2.500 euro con sedili ventilati e regolazione elettrica dei sedili con memoria lato guida.

Anche Pay per Drive. Insieme alla UX la Lexus ha portato al debutto la nuova formula di finanziamento Pay Per Drive Connected, che permetterà di adattare il piano dei pagamenti secondo l'effettivo utilizzo della vettura. La connettività rende così ancor più flessibile il programma Pay Per Drive, che già consente di cambiare la durata del finanziamento, modificare le rate o restituire la vettura in qualsiasi momento. Per la prima volta viene inoltre proposta la formula Rca Connected, che, monitorando chilometraggio, stile di guida e abitudini del cliente, permetterà di offrire una polizza assicurativa flessibile e di ottenere sconti nei rinnovi annuali.

Listino prezzi Lexus UX

Lexus UX Hybrid 2WD Business 37.900 euro
Lexus UX Hybrid 2WD Executive 37.900 euro
Lexus UX Hybrid 4WD Executive 39.900 euro
Lexus UX Hybrid 2WD Premium 40.900 euro
Lexus UX Hybrid 4WD Premium 42.900 euro
Lexus UX Hybrid 2WD F Sport 45.400 euro
Lexus UX Hybrid 4WD F Sport 47.400 euro
Lexus UX Hybrid 2WD Luxury 47.900 euro
Lexus UX Hybrid 4WD Luxury 49.900 euro

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Ford GT - Saranno prodotti 350 esemplari aggiuntivi

4 Ruote - Ott 19,2018

La Ford ha prolungato di due anni i piani di produzione della GT. Originariamente l'ultimo esemplare della supercar americana sarebbe dovuto uscire dalle linee produttive della canadese Multimatic, responsabile per la realizzazione di tutti gli esemplari della sportiva, nel 2020 ma, viste le continue richieste dei clienti interessati all'acquisto della due posti, il termine della produzione è stato posticipato al 2022.

350 clienti da scegliere. Così facendo la Ford potrà accontentare 350 clienti in più: inizialmente erano previsti solo 1.000 esemplari della GT ma grazie al prolungamento della produzione ne verranno realizzati in totale 1.350. La Casa dell'Ovale Blu non si aspettava un riscontro così positivo da parte degli appassionati: nella fase di prevendita della vettura oltre 6.500 clienti a livello globale si sono dimostrati interessati all'acquisto. La riapertura degli ordini è ora fissata per l'8 di novembre: gli aspiranti acquirenti potranno manifestare il proprio interesse fino all'8 di dicembre sul sito dedicato alla vettura. Successivamente la Casa analizzerà le candidature e sceglierà a quali clienti saranno allocate le 350 vetture aggiuntive. Anche i nuovi esemplari proporranno le stesse caratteristiche, estetiche e tecniche, dell'esemplare oggetto della prova pubblicata sul numero di maggio di Quattroruote e saranno spinti dallo stesso V6 EcoBoost biturbo 3.5 litri da 656 CV.

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Dacia Sandero - La Stepway Escape entrerà in produzione

4 Ruote - Ott 19,2018

Durante il Salone di Parigi la Dacia ha dato il via a un concorso per la scelta del design di una nuova Very Limited Edition. I visitatori della kermesse parigina hanno potuto ammirare tre differenti livree esposte su altrettante Dacia Sandero Stepway, votando la propria preferita. Alla chiusura del salone la Casa ha effettuato uno spoglio delle votazioni, scoprendo che il design preferito dal pubblico, con 38.000 voti su un totale di 100.000, è quello dell'Escape realizzato da Flora Jammes, che ha così prevalso sulle creazioni di Aurélie Abric e Pierre Lancien.

Solo 400. Come premio per la vittoria l'artista vedrà su strada la propria creazione: la Dacia realizzerà infatti una serie speciale a tiratura limitata di 400 esemplari della Sandero Stepway Escape. Il debutto sul mercato è previsto entro la fine del prossimo anno, ma, per il momento, non sono state diramate informazioni sui prezzi, sulle motorizzazioni e sulle dotazioni della nuova versione.

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Atlis - Il pick-up elettrico farà il pieno in 13 minuti

4 Ruote - Ott 19,2018

La startup americana Atlis ha diramato nuovi dettagli sul suo primo pick-up elettrico, che prenderà il nome di XT. Il progetto del nuovo veicolo a zero emissioni è supportato unicamente da una raccolta fondi online che rimarrà aperta fino alla fine dell'anno: per il momento gli utenti hanno già investito oltre 500 mila dollari, ovvero quasi la metà dell'obiettivo prefissato dall'azienda dell'Arizona.

Fino a 800 km d'autonomia e 0-100 km/h in 5 secondi. Creato per diventare una valida alternativa ai tradizionali pick-up a benzina, il nuovo Atlis XT sarà proposto con un prezzo di partenza di circa 45.000 dollari (39.293 euro) e sarà disponibile in diverse versioni. Di base le batterie garantiranno un'autonomia di 480 km, ma con gli accumulatori opzionali si potranno percorrere fino a 800 km con un solo pieno di elettroni, mentre lo scatto da 0 a 100 km/h sarà portato a termine in meno di 5 secondi. I clienti potranno scegliere il pick-up nelle versioni a due o quattro porte, con cassoni dai 198 ai 244 cm, e avranno anche la possibilità di optare per un asse posteriore con ruote gemellate. Non mancheranno, infine, un sistema di trazione integrale, degli specchietti retrovisori virtuali e, in futuro, anche un sistema di guida autonoma.

Il pieno in meno di un quarto d'ora. Le nuove tecnologie di ricarica sviluppate dalla Atlis permetteranno, teoricamente, di ripristinare 480 km d'autonomia in meno di 15 minuti. Gli ultimi test realizzati utilizzando delle colonnine pubbliche hanno permesso di completare la ricarica di una batteria di prova da 3 kWh in 12 minuti e 35 secondi: a detta della Casa la tecnologia impiegata è totalmente scalabile e può garantire tempi di ricarica estremamente ridotti anche per accumulatori ben più capienti. Nei prossimi mesi l'obiettivo è infatti quello di velocizzare ulteriormente le fasi di ricarica, arrivando a ripristinare l'autonomia del pick-up in meno di un quarto d'ora.

 

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Gruppo Volkswagen - In Cina una nuova fabbrica per le elettriche

4 Ruote - Ott 19,2018

Il gruppo Volkswagen, attraverso la joint venture paritetica con la Saic, ha annunciato l'inizio dei lavori per la costruzione di una nuova fabbrica in Cina destinata alle vetture ibride, elettriche ed elettrificate dei marchi Volkswagen, Skoda e Audi. L'impianto sorgerà a Shanghai (dove tra l'altro è già presente un altro sito industriale del gruppo) e richiederà un investimento di 2,5 milioni di dollari (circa 2,2 miliardi di euro al cambio attuale). 

La produzione partirà nel 2020. Il nuovo stabilimento rappresenta un tassello fondamentale per la strategia del gruppo tedesco, che al Salone di Pechino ha annunciato il lancio di 50 elettriche entro il 2025. Per l'Audi, in particolare, rappresenta l'occasione per diversificare la sua produzione nel più grande mercato del mondo. Nella fabbrica di Shanghai, la produzione dovrebbe partire nel 2020 e, secondo quanto dichiarato da Saic VW, una volta a regime avrà una capacità annuale di 300.000 auto. 

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Ford-Mahindra - Confermato l'accordo per motori e connettività

4 Ruote - Ott 19,2018

La Ford e la Mahindra hanno firmato due accordi definitivi per lo sviluppo di nuove soluzioni di connettività e per la condivisione dei powertrain. L'alleanza tra i due costruttori, annunciata nel settembre del 2017 e confermata dal memorandum d'intesa dello scorso marzo, porterà le due aziende a collaborare sotto molteplici fronti per rafforzare la propria presenza sui mercati emergenti, India in primis.

Motori compatti ed elettronica avanzata. Secondo quanto concordato, la Mahindra svilupperà un nuovo motore di piccola cilindrata che sarà poi condiviso con i modelli che la Ford lancerà sul mercato indiano a partire dal 2020. La nuova unità sarà conforme alle normative locali Bharat Stage VI, comparabili agli standard europei anti inquinamento Euro 6. Oltre a questo, i reparti di ricerca e sviluppo della Ford e della Mahindra collaboreranno per creare una nuova unità telematica di controllo della vettura che garantirà inedite soluzioni di connettività destinate a diffondersi sui vari modelli dei due costruttori. Nei prossimi mesi le due aziende continueranno a lavorare insieme per sviluppare, come da accordi, anche nuovi veicoli elettrici e una Suv destinata all'India e ai mercati emergenti.

 

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Cupra TCR<br> - Al volante della Leon da corsa

4 Ruote - Ott 19,2018

Guidare una macchina da corsa, qualunque essa sia, è sempre unemozione forte. Ma se la vettura protagonista vanta anche un bel curriculum, tipo la fresca vittoria del campionato italiano TCR, il tutto assume un sapore ancor più intenso. Prima di raccontarvela occorre un breve Abc della questione: il TCR è una categoria nata nel 2014 che riunisce vetture di segmento C derivate dalla serie: Alfa Romeo Giulietta, Audi A3, Hyundai i30, Honda Civic, Opel Astra, Peugeot 308, Renault Mégane, Seat Leon e Volkswagen Golf. Fanno a sportellate in svariati campionati nazionali e internazionali, dallEuropa agli Stati Uniti passando per Medio Oriente, Asia e, appunto, l'Italia. Per la Seat, che in casa aveva già la Leon Cup del suo campionato monomarca, il passo per omologare la propria vettura in classe TCR è stato più breve che mai: le caratteristiche tecniche della Leon rispecchiavano in linea di massima quelle richieste dal regolamento della neonata serie - per non dire che sono state scritte attorno a lei e ad alcune sue simili - e il resto lha fatto il marketing, che allinizio della stagione 2018 ha strappato dalla calandra il logo Seat piazzandoci quello Cupra. Per far capire, anche attraverso il motorsport, che da oggi questo è un marchio che vuol camminare da solo.

Nata in Spagna e cresciuta in Italia. Quella che mi appresto a guidare sulla pista di Adria è stata ribattezzata quindi, molto semplicemente, Cupra TCR. Nasce in Spagna, a Martorell, presso il reparto Seat Sport, dove peraltro assemblano anche le gemelle di meccanica Audi RS3 e Volkswagen Golf TCR. E sul nostro territorio viene gestita da Seat Motorsport Italia, il braccio armato del brand spagnolo sui campi di gara nostrani. In realtà, di Cupra, ne potrò guidare addirittura due: quella di Salvatore Tavano, neo campione italiano TCR, e quella di Matteo Greco, terzo assoluto in campionato e secondo di categoria Dsg. La differenza, comè facile intuire dallacronimo, sta nella trasmissione. Perché se il motore è lo stesso per entrambe (il 2.0 TFSI del gruppo portato a circa 350 CV e 420 Nm), le due anime della Cupra si distinguono attraverso il cambio: doppia frizione con differenziale elettroidraulico per la TCR Dsg, sequenziale a innesti frontali Sadev ST82 e autobloccante meccanico per la TCR.

Due Cupra separate solo da un pedale. Questultima, dunque, ha il pedale della frizione ed è questa lunica differenza in un abitacolo spoglio di tutto il superfluo, come si conviene a unauto da corsa. Nudo ma non per questo privo di quellordine, pulizia e qualità costruttiva che solitamente trovi soltanto su mezzi da competizione ben più potenti e raffinati. Il sedile è rasoterra ed estremamente arretrato verso il centro dellabitacolo, per concentrare le masse in mezzo e dunque migliorare la ripartizione pesi. Guidi con le gambe stese e le braccia piegate a novanta gradi, la perfezione assoluta. La frizione è relegata in un angolo allestrema sinistra della pedaliera, tanto la devi usare soltanto per partire, in modo da far spazio a un pedale freno piuttosto lontano dallacceleratore, per favorire luso del piede sinistro: è una tecnica di guida usata ormai dalla quasi totalità dei piloti, dato il dilagare dei cambi elettroattuati, che consente di essere più veloci nel passaggio dal freno allacceleratore e viceversa, oppure per usare contemporaneamente i due pedali in alcune situazioni.  

 

Telaio sovradimensionato. Appena prendi il ritmo in pista, a impressionare non è tanto la pur consistente spinta del turbobenzina pompato a 350 cavalli, quanto i limiti di tenuta longitudinale e laterale, che fanno apparire quasi sottodimensionato il motore al resto della vettura. La frenata è potentissima, vanno giusto prese le misure a un pedale duro, dalla corsa molto breve, e fare i conti con lassenza dellAbs (previsto come kit se con la TCR si vuol prendere parte a gare endurance), con il piede sinistro che deve quindi dosare al millibar la pressione sullimpianto. Poi cè la tenuta laterale, con la Cupra TCR che, una volta scaldate a dovere anche le gomme posteriori (fondamentale farlo con una trazione anteriore con pneumatici slick, altrimenti il sovrasterzo è dietro langolo), sfodera appoggi estremamente solidi e rassicuranti. La Cupra è infatti una vettura molto bilanciata, omogenea e prevedibile nelle reazioni, tecnica da portare al limite ma in un certo senso facile da capire. E questo, per unauto da corsa, è un pregio enorme.

Doppia frizione che va di corsa. Scesi dalla Cupra campionessa italiana saliamo sulla versione Dsg, che di diverso come detto ha il cambio. Ma non solo. Per dirla tutta, il BoP del campionato (Balance of Performance, per bilanciare le prestazioni fra le diverse auto) consente alle vetture con cambio derivato dalla serie di avere il 2% di coppia motrice in più (poco meno di 10 Nm in questo caso), qualche chilo in meno di zavorra (1.265 kg il peso minimo con pilota, da regolamento) e più margine dazione nelle regolazioni dellaltezza da terra. Questo per compensare il gap prestazionale fra il Dsg e il cambio sequenziale, che in condizioni di qualifica ammonta circa a due decimi di secondo al chilometro. Sulla Cupra TCR Dsg cè quindi la stessa leva selettrice della vettura stradale: la sposti in D e poi a sinistra per passare alla gestione manuale con paddleshift e via, senza preoccuparti della frizione. La musica, però, è ben diversa. Un pur rapido cambio doppia frizione stradale non può eguagliare un sequenziale da corsa per velocità di cambiata e, soprattutto, per coinvolgimento emotivo: sulla Cupra TCR Dsg scompaiono il caratteristico fischio di trasmissione, le botte secche e rumorose in cambiata ed è diversa anche la rapportatura; in media con il sequenziale usi sempre una marcia in meno. Per non parlare della motricità, con il differenziale elettro-idraulico di derivazione stradale che appare molto meno incisivo dellautobloccante meccanico nel contenere il sottosterzo di potenza, specie nelle condizioni di umido in cui abbiamo provato le due vetture. La logica di funzionamento del doppia frizione è comunque apprezzabile e calza bene anche ad un uso agonistico. Mi riferisco soprattutto alla scalata, fondamentale in pista per supportare limpianto frenante con il freno motore, che arriva puntuale alla chiamata delle dita della mano sinistra. E poi cè il launch control, più facile da gestire rispetto a quello della versione con il sequenziale. E a sentire il pilota Matteo Greco, durante le partenze in gara riesce a prendersi delle belle rivincite sulle rivali con laltro cambio.

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Mercedes-AMG A 35 - Proseguono i test della berlina

4 Ruote - Ott 19,2018

Al Salone di Parigi, la Mercedes-Benz ha esposto le più recenti evoluzioni della nuova Classe A: la versione berlina e la sportiva AMG A 35 4Matic. Le declinazioni della hatchback aumenteranno ulteriormente con larrivo della Mercedes-AMG A 35 berlina. Immortalato durante una fase di messa a punto su strada, il nuovo modello dovrebbe debuttare in società nei primi mesi del prossimo anno.

Dettagli AMG. Seppur appaia ancora camuffato parzialmente, il muletto non lascia dubbi sulla sua identità. Il design presenta la stessa impostazione della tre volumi, con laggiunta di una serie di dettagli tipici delle AMG: altezza ridotta da terra, prese daria dalle dimensioni generose, impianto frenante sportivo e grandi cerchi di lega. Lassenza di un componente caratteristico come la griglia Panamericana, salvo improbabili stravolgimenti in corso dopera, riguarderebbe esclusivamente la fase prototipale. In altre parole, si tratterebbe di un semplice escamotage per confondere le idee agli osservatori. Al contempo, le fiancate e il posteriore presentano una serie di elementi in via di definizione, tra cui le minigonne e la porzione inferiore del paraurti.

Potenza integrale. Per quanto concerne laspetto tecnico, molto probabilmente, limpostazione generale ricalcherà fedelmente le soluzioni della due volumi. Pertanto, dentro al cofano ci sarà il nuovo 2.0 turbo derivato dalla A 250, in grado di sviluppare 306 CV e 400 Nm. Al suo fianco, la trasmissione automatica doppia frizione a sette rapporti AMG Speedshift Dct 7G (con funzione Race Start) e il sistema di trazione integrale AMG Performance 4Matic.

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Peugeot - Addio al WRX alla fine del 2018

4 Ruote - Ott 18,2018

La Peugeot ha deciso di ritirarsi dal Mondiale Rallycross: la decisione è maturata in seguito al clima di incertezza attorno all'argomento elettrificazione della categoria. Il costruttore francese, che sta invece affrontando con entusiasmo questa transizione energetica, ha deciso dunque di concentrarsi su altri fronti.

Addio al WRX già quest'anno. Il marchio del Leone ha deciso che si ritirerà dal Mondiale Rallycross già al termine di quest'anno per concentrarsi sulla messa a punto di una nuova gamma di auto sportive elettriche che saranno disponibili dal 2020.

Unboring the future. Dopo aver presentato le nuove 3008 Hybrid, 508 e 508 Hybrid al Salone di Parigi, la Peugeot vuole rimanere fedele al suo programma e metterà a disposizione dei propri clienti dei veicoli sportivi a propulsione elettrica che possano garantire alte prestazioni e basse amissioni. "Il piacere di guida è da sempre al centro della storia del marchio", ha voluto sottolineare Jean-Philippe Imparato, direttore del marchio Peugeot. "L'elettrificazione rappresenta un'opportunità per proporre nuove versioni ad alte performance ai clienti alla ricerca di grande sportività ma anche basse emissioni. Quelle offerte dalla propulsione elettrica amplificheranno le sensazioni di guida. Nuovi territori da esplorare, nuove sfide da affrontare: ci dirigiamo verso un futuro ricco di emozioni e la noia non farà mai parte del nostro DNA".

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Autostrada A24/A25 - guerra tra Strada dei Parchi e Toninelli

4 Ruote - Ott 18,2018

Sulla sicurezza delle infrastrutture stradali le polemiche non si placano. Non bastassero le difficoltà - anche oggettive - che stanno rallentando lavvio dei lavori per la demolizione (per la quale pare possa ritornare parzialmente in gioco anche Autostrade per lItalia) e la ricostruzione del Ponte Morandi di Genova, ora è scoppiato il caso della Strada dei Parchi, come vengono chiamate le A24 e A25 che collegano Roma con LAquila, Teramo e Pescara. Arterie che attraversano un territorio difficile, montuoso e sismico, e che suscitano più di una preoccupazione per lo stato di degrado (almeno apparente) mostrato da piloni e viadotti.

Lallarme del ministro. Ad accendere la miccia, oltre alle osservazioni di molti utilizzatori di queste autostrade (compresi nostri lettori, dai quali non sono mancate le segnalazioni), è stato il titolare del dicastero delle Infrastrutture Danilo Toninelli che, dopo un sopralluogo, nei giorni scorsi ha parlato di condizioni allarmanti di alcuni viadotti dellautostrada A24-A25, che non lavrebbero fatto dormire di notte. Una dichiarazione che ha suscitato la reazione immediata della società di gestione (la Strada dei parchi Spa, dal 2011 interamente controllata dalla holding del Gruppo Toto), secondo la quale il problema non sarebbe da cercare nella sicurezza delle opere in condizioni normali, ma nel loro mancato adeguamento antisismico, per il quale il ministero da tempo non sblocca i fondi promessi. Come dire: le autostrade sono sicure, a meno che non si verifichi un terremoto, pericolo contro il quale il governo deve dare delle risorse già promesse (192 milioni di euro, secondo le richieste). Il tutto si traduce in una diffida, inviata dalla Strada dei Parchi al ministero affinché adotti senza ulteriore indugio ed entro e non oltre cinque giorni ogni atto autorizzativo teso a consentire lavvio di lavori urgenti o comunque ritenuti necessari, con ogni conseguente assunzione di responsabilità in caso di ulteriori ritardi e/o espresso diniego. Insomma: se per effetto di un sisma dovesse crollare un viadotto, la colpa è del governo, al quale lo avevamo detto.

La reazione del dicastero. Apriti cielo La contromossa dellesecutivo non si è fatta attendere e si concretizza in una lettera con la quale Toninelli chiede alla Strade dei parchi di individuare delle limitazioni di traffico, in particolare dei veicoli pesanti, per garantire condizioni di sicurezza ai manufatti, i cui impalcati e solette sono sottoposti a sollecitazioni critiche. Questo sulla base di una relazione dellUfficio ispettivo territoriale di Roma del ministero, secondo la quale il decadimento manutentivo riscontrato, associato allincremento dei carichi di esercizio rispetto allepoca di costruzione, è tale da non poter dimostrare il raggiungimento di adeguato standard di sicurezza con il regolare transito della circolazione.  A questo, il ministero aggiunge la richiesta di prove di carico su scala reale, almeno su un viadotto di quelli ispezionati e di monitoraggio delle deformazioni degli impalcati sotto lazione dei carichi di esercizio (), nonché la definizione di un piano di gestione di eventuali emergenze e di controllo sismico consistente. E le gallerie? Anche quelle, secondo i tecnici del dicastero, ben difficilmente saranno tutte a norma entro il 30 aprile 2019, scadenza dellobbligo di adeguamento: se così sarà, potrebbe essere necessario interdirvi il traffico. Insomma, la guerra della Strada dei parchi è scoppiata: un nuovo episodio del più generale conflitto tra lesecutivo e il mondo delle concessionarie autostradali

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McLaren Speedtail - Tra le opzioni anche le targhette di oro bianco

4 Ruote - Ott 18,2018

Per ingannare l'attesa che ci separa dal debutto del prossimo 26 ottobre la McLaren ha diffuso un nuovo teaser della Speedtail. Si tratta del logo frontale, che include un dettaglio unico per affermare l'esclusività del progetto: è infatti realizzato in oro bianco a 18 carati (del peso di 100 grammi) con inserti di fibra di carbonio. 

Oro, platino, alluminio oppure un semplice adesivo. Il set completo di loghi, realizzati da uno specialista di Birmingham Vaughtons e incisi al laser, sarà offerto in opzione e include anche un altro badge del marchio e quello del nome della vettura applicato nella zona posteriore. Di serie la Speedtail sarà consegnata con loghi di alluminio con inserti nero laccato, ma oltre alla variante oro bianco sarà possibile scegliere anche tra quella in platino e quella adesiva: quest'ultima permette di risparmiare 100 grammi sul peso totale per i clienti ossessionati dal rapporto peso-potenza.

 

Obiettivo 400 km/h per battere la F1 GT. La Speedtail è l'erede spirituale della F1 GT degli anni 90 e come quest'ultima sarà prodotta in soli 106 esemplari, già tutti prenotati al prezzo di 1,75 milioni di sterline tasse escluse, pari a circa 1,99 milioni di euro. Un powertrain ibrido plug-in da oltre 1.000 CV consentirà di superare i 391 km/h della sua progenitrice e per questo è previsto un design pensato in funzione dell'efficienza aerodinamica. In abitacolo ritroveremo la disposizione tre posti con guidatore centrale, proprio come la F1 di Gordon Murray. 

 

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Ford Mustang Bullitt - C'era una volta l'America (e c'è ancora)

4 Ruote - Ott 18,2018

A 50 anni esatti dal cult movie Bullit, la Ford celebra la pellicola con una Mustang che porta lo stesso nome. Un concentrato dAmerica che, per fortuna, non muore mai.

McQueen dreamin'. Cera una volta lAmerica. E, per fortuna, cè ancora. Tradotto in automobilese, vuol dire motore big block, V8 5.000 cc, trazione posteriore, cambio manuale, cofano chilometrico e sound inconfondibile. la Ford a ricordarci comera il modo ci concepire le auto negli States, grazie alla Mustang, un modello nato nel 64 e prodotto, fino ad agosto, in dieci milioni di esemplari. Ed è con la limited edition Bullit che viene celebrato un cult movie americano, dove linimitabile (in quanto a stile) Steve McQueen lanciava la Mustang di allora nellinseguimento più lungo della storia cinematografica (sono passati 50 anni esatti).

Vecchia scuola. un tuffo nel passato guidare questauto, ed è un colpo al cuore premerle il bottone start: il brulichio del V8 è musica a sé, è storia dAmerica, è affar loro e basta. E 460 CV nella schiena (10 in più della Mustang normale), sono unesperienza brutale. Piede sulla frizione - duretta perché diversamente non può essere con 529 Nm di coppia -, mano sulla pallina bianca come allora, un gesto deciso per metter la marcia (gli innesti non sono corti) e si è proiettati nella macchina del tempo.  un calcio nel di dietro prepotente, debordante, ti senti lanciato in avanti come spinto da un Rottweiler impazzito, sapendo che non puoi certo mollare il suo guinzaglio. La Mustang è un bicipite grosso così, ma da sollevamento pesi e non da palestra: è massa naturale, non costruita, poco definita e nervosa. forza vera.

Scali anche solo per il sound. I sedili Recaro dedicati trattengono molto bene, lo sterzo è preciso ma non è una lama, del resto quasi 19 quintali e quasi 5 metri di lunghezza (4.789 mm) non possono trasmetterti quel concetto di sportività europea a cui siamo abituati noi. La Mustang è americana in tutto e per tutto, e quindi è perfino comoda, digerisce bene le asperità, ha inerzie e lentezze di risposta tipiche di un peso massimo. il prezzo da pagare per vivere il concetto "big is better". Che comunque ti lancia a 263 km/h. Poi, arrivato in rotonda, scali marcia e lei fa la "doppietta" senza che tu faccia niente: e lì ti metti a ridere come un bambino... In realtà, ciò lo si deve a un sincronizzartore, chiamato Rev Matching, che aumenta i giri motore predisponendolo al rapporto più basso in staccata. Un giochino che continui a provare. Come ripeti a dare gas anche se non ce nè bisogno, giusto per sentire urlare il V8 amplificato da scarichi e filtro (di carta) aperti. Un po il concetto Harley, giusto con due ruote in più. Vuoi rilassarti?  Giri la manopolona dellimpianto Bang & Olufsen da 1.000 watt e sei in tuttaltra dimensione. Cera una volta lAmerica, e per fortuna cè ancora. Solo per 68 clienti italiani, a 57.400 euro. Che, a dirla tutta e senza considerare il nostro fisco, sarebbe anche a buon mercato. Per lo meno considerando il rapporto euro/CV.

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SEMA di Las Vegas - Cinque Ford elaborate per il salone del tuning

4 Ruote - Ott 18,2018

Dopo aver presentato le varianti sul tema delle Mustang, la Ford ha diffuso anche i dettagli delle cinque Suv personalizzate che saranno esposti al SEMA di Las Vegas. I modelli coinvolti sono le Ecosport, Edge, Expedition ed Explorer Sport: sono state strette partnership con i preparatori Tucci Designs, Blood Type Racing, Hulst Customs, Theresa Contreras e MAD Industries.

Ecosport. La Ford Ecosport Big Adventures sviluppata con Tucci Designs è pensata per il fuoristrada più puro: adotta parafanghi allargati di plastica grezza, paraurti modificati con struttura tubolare, assetto rialzato Isc, cerchi di lega Fiftteen52 Turbomac da 16" con pneumatici Maxxis 255/65, verricello anteriore, luci aggiuntive Rigid Indistries e il portabiciclette Yakima. Il propulsore 2.0 Ti-VCT riceve invece un filtro aria K&N e l'impianto di scarico Borla della linea Ford Performance.

Edge. La Ford Edge ST è stata personalizzata in collaborazione con la Blood Type Racing pensando alla guida su strada e alle performance. Il pacchetto aerodinamico con paraurti, minigonne e spoiler posteriore è abbinato a cerchi da 22" con pneumatici 265/35 e all'assetto ribassato Air Lift. Il propulsore è dotato di un kit di aspirazione Btr, dell'intercooler Mishimoto e di un nuovo impianto di scarico d'acciaio con doppia uscita. Nell'abitacolo sono previste finiture di carbonio della SoCal Garage.

Expedition. Il lusso è il tema dell'Expedition Destination creato insieme alla Hults Customs. Dal punto di vista estetico, oltre alle luci Led diurne aggiuntive e alle griglie frontali personalizzate, la modifica più evidente è quella prevista per il gruppo ruota, con i cerchi di lega da 26" Lexani con pneumatici 305/30, ma è inedito anche il cofano motore con sfoghi d'aria aggiuntivi. Nella zona posteriore sono infine visibili i terminali di scarico dell'impianto Borla, mentre sul tetto è installato il sistema per il trasporto degli snowboard della Yakima FatCat. 

Expedition Classic. Per ottenere un look vintage la Ford ha scelto di creare l'LGE*CTS Expedition Classic in collaborazione con Theresa Contreras. La verniciatura bicolore è abbinata a cerchi di lega da 18" con finitura opaca e ai paraurti Lge Baja, inoltre sono previsti gli accessori Yakima per l'offroad, le luci aggiuntive Rigid Industries, lo scarico Borla, le sospensioni ReadyLift e le barre antirollio Hellwig Products. Gli interni sono impreziositi dai rivestimenti di pelle Rogello e dagli accessori originali della Ford pensati per la guida in fuoristrada.

Explorer. La Ford Explorer realizzata insieme alla Mad Industries punta tutto sull'immagine e sul suo look alla moda. La carrozzeria è personalizzata con una verniciatura bicolore Basf R-M Ruby Red e Jet Black e con i cerchi di lega Niche Road da 24" con pneumatici 285/35, inoltre sono previsti l'assetto Eibach Pro-Plus, lo scarico Borla, l'impianto frenante Power Stop Z36 e i kit PedalMAX e BoostMAX per il propulsore V6 3.5 Ecoboost. Gli interni propongono rivestimenti di pelle nera Mad Industries con cuciture rosse, finiture bicolore della plancia e impianto audio Rockford Fosgate. 

 

 

 

 

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F.1, GP degli Stati Uniti - Austin potrebbe già incoronare Hamilton

4 Ruote - Ott 18,2018

La Formula 1 arriva in America per la doppia trasferta Texas-Messico. Questo fine settimana, ad Austin, si correrà il Gran Premio degli Stati Uniti e sarà già decisivo per lassegnazione del Mondiale. Lewis Hamilton è pronto a mettere le mani sul suo quinto titolo iridato: gli bastano 8 punti più di Vettel per poter già festeggiare.

Hamilton campione se Le combinazioni vincenti per linglese della Mercedes sono tante, così come le probabilità di mettere fine ai giochi iridati già ad Austin. Di contro, Vettel ha solamente due opzioni: vincere o arrivare secondo alle spalle di un Hamilton vincente. Lewis sarà campione ad Austin se:

- Vince e Vettel e terzo

- Arriva secondo e Vettel quinto

- Arriva terzo e Vettel settimo

- Arriva quinto e Vettel nono

- arriva sesto e Vettel è fuori dalla zona punti

Tenendo conto dellottimo stato di forma della Mercedes W09 in questo finale di stagione, i bookmakers sono pronti addirittura a scommettere su unaltra facile doppietta della Mercedes. Già, perché per Valtteri Bottas potrebbe prospettarsi unaltra gara da gregario perfetto, prima che il team di Brackley si decida a lasciar correre liberamente i suoi due alfieri, senza ordini di squadra.

Il tracciato di Austin. Certamente uno degli impianti più belli che sono stati firmati da Hermann Tilke nel corso degli ultimi decenni. Pur essendo un tracciato di nuova concezione, è stato progettato prendendo spunto da altri iconici impianti su cui corre o ha corso in passato la Formula 1. Quindi è facile trovare analogie con i saliscendi di Spa-Francorchamps, le esse tipiche di Suzuka e Silverstone, i lunghi rettilinei di Hockenheim, curve ad ampio raggio come la famosa 8 dellIstanbul Park e così via. Ne è venuto fuori un circuito divertentissimo che piace sia ai piloti che al pubblico a casa e che regala battaglie spesso epiche. Il punto più interessante è certamente la curva 1: una piega cieca verso sinistra, posta in cima a una grande salita. I piloti devono saper dosare il freno e scegliere la traiettoria adatta, andando a sensazione, e non di rado abbiamo assistito a delle belle battaglie iniziate in quel punto.

Difficile da interpretare. Il Circuit of the Americas ha praticamente ogni tipo di curva lenta, media e veloce e anche tre rettilinei molto lunghi. Questo costringe i team a optare per degli assetti di compromesso, per cercare di avere una monoposto veloce in ogni condizione. La forbice delle strategie di gara sarà piuttosto larga, anche grazie alla nomina delle gomme effettuata dalla Pirelli. Il costruttore di pneumatici fornirà in questa gara le mescole Yellow Soft, Red Supersoft e Purple Ultrasoft. Una delle difficoltà che potrebbero incontrare i piloti è quella di mantenere la giusta temperatura desercizio sui lunghi rettilinei, dove la gomma tende a raffreddarsi e, di conseguenza, ad avere meno grip. Si tratta di una gara difficile da interpretare, ha spiegato Mario Isola, responsabile car racing della Pirelli. Negli ultimi anni levoluzione della superficie non è stata marcata, ma sarà importante per le squadre utilizzare le prove libere per ottenere informazioni aggiornate e preparare la propria strategia.

Il GP degli Stati Uniti in tv. La gara di Austin sarà trasmessa in diretta sia sulla pay-tv Sky che su TV8, in chiaro, sul digitale terrestre. Ecco gli orari, già convertiti al fuso orario italiano, per seguire l'evento in televisione.

Venerdì 19 Ottobre 2018

Prove Libere 1 | dalle 17 in diretta su Sky Sport F1

Prove Libere 2 | dalle 21 in diretta su Sky Sport F1

Sabato 20 ottobre 2018

Prove Libere 3 | dalle 20 in diretta su Sky Sport F1

Qualifiche | dalle 23 in diretta su Sky Sport F1 e TV8

Domenica 21 Ottobre 2018

Gara | partenza ore 20:10 in diretta su Sky Sport F1 e TV

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Formula 1 - Perez rinnova con la Force India

4 Ruote - Ott 18,2018

Alla vigilia del weekend di Austin, il team Racing Point Force India ha annunciato l'estensione della collaborazione con Sergio Perez: il messicano continuerà a difendere i colori della squadra anche nel 2019. Seppur non ci siano ancora conferme ufficiali, al suo fianco dovremmo trovare il giovane Lance Stroll - figlio di Lawrance - imprenditore a capo della cordata che, proprio questa estate, ha salvato il team dal fallimento.

Accordo annuale. "Sono contento che Sergio continuerà il suo viaggio insieme a noi", ha sottolineato Otmar Szafnauer, team principal della Force India. "Negli ultimi cinque anni, ha consolidato la sua posizione in Formula 1 come uno dei piloti più costanti e talentuosi della categoria. Ci dà una preziosa stabilità: averlo è un vantaggio per tutta la squadra". Sergio è stato uno dei principali creditori nei confronti della squadra e la scorsa estate la sua azione legale contro il team è stata, come sua stessa ammissione, una mossa necessaria per smuovere le acque e garantire un futuro a tutti i membri dello staff.  Sui suoi canali social e nel comunicato stampa rilasciato dal team, Perez ha così commentato il rinnovo della collaborazione con la Force India: "Sono davvero felice di poter annunciare quale sarà il mio futuro e sono davvero motivato per il 2019. La Force India dal 2014 è come la mia seconda casa e mi ha permesso di esprimermi e crescere come pilota. In cinque stagioni abbiamo ottenuto tanto, ma il meglio deve ancora venire".

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Volkswagen - Come cambierà lilluminazione delle auto

4 Ruote - Ott 18,2018

Scordatevi i cari, vecchi, semplici fari anabbaglianti/abbaglianti, tuttora la norma sulla gran parte delle auto. Il futuro dellilluminazione è lintelligenza, in tutte le funzioni. Lo si vede ormai da tempo su vari modelli top di gamma e lo ha ribadito la Volkswagen in un incontro con la stampa svoltosi a Wolfsburg, nel reparto di ricerca e sviluppo di proiettori e fanali.

Led a matrice allo stato dellarte. I tecnici della Casa hanno mostrato lofferta attuale e pure le evoluzioni del domani e del dopodomani, iniziando dai proiettori a matrice di Led (opzionali) della Touareg, prima applicazione di questa tecnologia su una Volkswagen. Ciascun gruppo ottico è dotato di 48 sorgenti luminose per il fascio anabbagliante e di 27 per quello di profondità, a cui saggiungono quelle per le altre funzioni quali la luce diurna e lindicatore di direzione: sono in totale 128 Led, in grado di illuminare la strada in modo flessibile. Le 13 tipologie di fascio luminoso (città, autostrada, fuoristrada eccetera) vengono selezionate automaticamente quando il conducente attiva lilluminazione di profondità, in base alle immagini rilevate dalla telecamera frontale, alla velocità, alla posizione dedotta dal navigatore satellitare e dallangolo di rotazione del volante. E, come di consueto coi proiettori a matrice di Led, gli abbaglianti non abbagliano perché la luce viene modulata in modo da ottenere la massima illuminazione senza disturbare né chi precede né chi proviene in senso contrario, creando zone buie attorno a essi.

Fari ad alta definizione. Fin qui nulla di nuovo, ma a Wolfsburg, come anche presso i centri di ricerca di altre Case (che lavorano assieme ai principali fornitori di fari), si stanno sviluppando i proiettori a Led ad alta definizione. Miniaturizzando la fonte luminosa e moltiplicandone il numero si arriva a concentrare 3.072 pixel, che si possono accendere e spegnere individualmente, in un quadrato di 16 mm2, ma in futuro saranno molti di più. Così la modulazione del fascio di luce sarà molto più accurata e si avrà la possibilità di proiettare sul terreno di fronte alla vettura linee guida per aiutare il conducente a percorrere corsie strette e, una volta arrivati a destinazione, illuminare la parete del garage con il logo VW a mo di saluto. E al posto dei costosi fari spot laser, già  disponibili su alcune vetture top di gamma di altri costruttori, alla Volkswagen si studiano più convenienti proiettori a Led ad alte prestazioni.

Parlare con la luce. Quella di far comunicare la vettura con la luce è una idea fissa dei tecnici e dei designer di Wolfsburg. Infatti, i ricercatori dello sviluppo avanzato stanno lavorando su una Tiguan alla quale hanno applicato schermi Lcd e bande luminose sul frontale, sul fianco e sul retro, per valutare le reazioni dei pedoni e degli altri automobilisti alla proiezione di simboli informativi. Un esempio è linvito ad attraversare la strada visualizzando un uomo stilizzato che cammina, accompagnato da una banda luminosa che attraversa il frontale. La sperimentazione è volta a decidere quale sistema sarà adottato in futuro sulle vetture a guida autonoma, in cui manca il contatto visivo fra conducente e pedone che fa sì che questultimo sia certo di essere stato visto. Il light demonstrator è invece un modello della futura famiglia elettrica I.D. in cui sono adottate tutte le idee di comunicazione via luce dei designer della Volkswagen. Tra queste, la segnalazione dello stato della batteria nel corso della ricarica con il lampeggio di bande azzurre sulle fiancate, l'evidenziare a chi segue lintensità con cui la vettura frena attraverso filamenti luminosi sul lunotto e addirittura il benvenuto tramite laccensione dello stemma VW sul frontale quando ci si avvicina allauto e il saluto quando la si abbandona. Per non parlare dei fanali posteriori a matrice di Led che potranno veicolare diversi messaggi attraverso simboli e brevi frasi. In questo modo, le parti del veicolo che silluminano si moltiplicano, così come i colori utilizzati: ai soliti rosso, arancio e bianco saggiungono il verde e lazzurro.

Un passato buio. Ma queste sono solo idee per gli anni a venire (che andranno poi approvate dagli enti di omologazione), mentre la prova notturna sulle strade di campagna di una Touareg dotata dei proiettori opzionali IQ.Light Led matrix ci consente di apprezzare lelevato livello di confort e di sicurezza già offerto da fari di questo calibro. A maggior ragione confrontandoli con quelli del Maggiolino due vetrini del 1953 che ci riporta in albergo dopo il test: sembra che al posto delle lampadine a 6 Volt ci siano candele, tanto è fioca e giallognola la luce proiettata sulla strada.

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