Citroën - A Parigi la C5 Aircross diventa ibrida

4 Ruote - Set 12,2018

La Citroën presenterà durante il prossimo Salone di Parigi la versione di produzione della nuova C5 Aircross che sarà affiancata da un prototipo della futura evoluzione elettrificata della Suv. La Hybrid Concept, tuttavia, sarà soltanto una delle novità che il costruttore francese esporrà alla kermesse parigina: giocando in casa, il gruppo PSA porterà al debutto diverse anteprime, tra le quali figurerà anche la nuova Suv compatta DS3 Crossback.

La prima Plug-in. Con il nuovo prototipo di Suv ibrida la Citroën muoverà così i suoi primi passi verso la transizione che trasformerà la gamma arrivando a proporre almeno una versione elettrificata per ogni modello a listino nel 2025. La C5 Aircross Hybrid Concept prefigurerà la prima ibrida plug-in del Double Chevron che, nel 2020, andrà ad affiancare le motorizzazioni più tradizionali proponendo migliori doti di confort, prestazioni più elevate e consumi inferiori. Dentro al cofano sarà presente un 1.6 turbobenzina PureTech da 180 CV abbinato a un motore elettrico da 80 kW che innalzerà la potenza complessiva a 225 CV e 337 Nm. L'unità elettrica, integrata all'interno della trasmissione automatica e-Eat8, permetterà di percorrere fino a 50 km a zero emissioni e sarà alimentata da un pacco batterie agli ioni di litio da 13,2 kW/h con tensione di 200 volt, ricaricabili in due ore utilizzando una Wall box a 32A, oppure in otto ore tramite una presa domestica. La trazione sarà solamente anteriore e il consumo medio dichiarato dalla Casa sarà di 2 l/100 km con 50 g/km di emissioni di CO2. Il funzionamento del sistema ibrido sarà visualizzabile sul quadro strumenti digitale da 12,3", mentre sul Touch Pad centrale saranno presenti delle schermate dedicate alla gestione della batteria, fasi di ricarica comprese.

In mostra tutta la gamma. Oltre all'anteprima mondiale della C5 Aircross, e della sua variante elettrificata, il Salone di Parigi ospiterà tutta la gamma del costruttore francese, a partire dalla nuova C4 Cactus che sarà affiancata dalla sorella minore C3 che si proporrà anche nell'inedita edizione limitata JCC. Non mancheranno nemmeno modelli come la C1 Urban Ride, la nuova Berlingo e la famiglia SpaceTourer.

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Lexus - Debuttano gli specchietti retrovisori digitali

4 Ruote - Set 12,2018

Un'altra parte delle auto, così come le conosciamo oggi, si appresta a cambiare radicalmente. La Lexus ha infatti annunciato che a equipaggerà i propri modelli di specchietti retrovisori esterni digitali. Una soluzione anticipata da molte concept e che ora inizia a essere applicata anche ai modelli di serie (tra questi l'imminente Audi e-tron). 

Visuale più ampia e nitida. Al posto degli specchietti retrovisori esterni convenzionali sulle vetture della Lexus saranno installate delle piccole telecamere che garantiscono una visione più ampia e nitida dell'area attorno al veicolo, essendo sagomate per resistere all'accumulo di pioggia, neve o sporco. Le immagini vengono trasmesse su due monitor da 5 pollici posizionati all'interno dell'abitacolo, alla base dei montanti anteriori.

Meno fruscii aerodinamici. Oltre a migliorare la visibilità e, quindi, a incrementare la sicurezza, lo specchietto retrovisore digitale essendo di dimensioni molto più contenute rispetto a quelli tradizionali limita molto meno la visuale esterna e riduce i fruscii aerodinamici a tutto vantaggio della silenziosità e del confort di marcia nell'abitacolo. Il nuovo dispositivo sarà disponibile dapprima sulla nuova Lexus ES (la settima generazione della berlina arriverà sul mercato europeo entro la fine dell'anno) per poi coprire gradualmente tutta la gamma della Casa giapponese. 

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Renault - Per la Kadjar, un restyling che punta su stile e confort

4 Ruote - Set 12,2018

Arrivata tre anni fa, come crossover filante e molto attenta alla linea, nata sulla base condivisa con la Nissan Qashqai - il pianale Cmf - la Renault Kadjar ha saputo conquistare il suo spazio al mondo, come dimostrano i numeri: 450.000 clienti in oltre cinquanta Paesi. Ora arriva il momento del classico restyling di mid-term e la Casa francese punta ancora di più sullaspetto e lo stile, oltre che su confort, qualità ed ergonomia degli interni. Inoltre, la nuova Kadjar ha motori benzina e diesel più avanzati, come vedremo tra poco.

Frontale più ampio. Partendo dal design esterno, la nuova Kadjar si riconosce per il frontale più ampio, con un marcato family feeling con gli ultimi modelli della Casa. Non manca la "firma" a Led, che sottolinea l'aspetto high-tech, anche grazie agli indicatori di direzione, anchessi a Led, integrati nelle luci diurne. La tecnologia Led Pure Vision (standard dall'allestimento Intens) riguarda anche i fendinebbia, ora rettangolari. Led, infine, anche nel posteriore, per indicatori, luci di retromarcia e fendinebbia, ora più sottili e integrate nel paraurti.

 

Gli interni puntano sulla qualità. Tra le novità principali, sedili ridisegnati per fornire un supporto migliore, con il bracciolo ora scorrevole. Al centro della plancia, si ritrova il display da 7 del sistema R-Link 2, che promette una maggiore sensibilità. Al di sotto, cambiano i comandi di climatizzazione, con le impostazioni di temperatura e ventilazione visualizzate al centro di tre manopole. E immancabilmente cambiano diversi dettagli, dalle bocchette alle maniglie, passando dai comandi per gli alzacristalli, retroilluminati e con funzione one-touch (per far salire e scendere i vetri automaticamente). Infine, nuove finiture e materiali, tra i quali lalcantara, rivestimenti con cuciture a vista, anche con effetto 3D. Per i passeggeri in seconda fila, ora ci sono due prese Usb.

 

 

 

Debutta il 1.3 TCe. La nuova Kadjar ora adotta il turbobenzina 1.3 TCe, già apprezzato sulla Scénic, come su Captur e Mégane. Il quattro cilindri sviluppato con la Daimler punta sullelasticità di marcia e sui bassi consumi. Tra i turbodiesel, il Blue dCi 115 aumenta la potenza di 5 CV e la coppia di 10 Nm rispetto al motore della generazione precedente. In un secondo momento, arriverà anche con la trasmissione a doppia frizione Edc. Al top, si trova il Blue dCi 150 (20 CV in più rispetto al suo predecessore, abbinato a una trasmissione manuale e disponibile anche con la trazione 4x4. La trasmissione integrale offre le consuete possibilità di selezionale con la manopola sul tunnel la modalità "2WD", per ridurre il consumo di carburante, "Auto", per lasciare la gestione all'elettronica (con e trasferimento fino al 50% della coppia alle ruote posteriori) o anche "Blocco", con la trazione 50/50 tra anteriore e posteriore per l'uso fuoristrada, fino a 40 km/h. Con unaltezza da terra di 20 centimetri, un angolo di attacco di 17 e di uscita di 25, la Kadjar conferma le sue ambizioni da vera Suv, pronta ad affrontare passaggi impervi all'occorrenza. Per le versioni a due ruote motrici, cè comunque il sistema Extended Grip, che abbinato a pneumatici "M+S", migliora la trazione su fondi difficili, come neve, fango o sabbia.

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Smart EQ fortwo e-Cup - Terzo round, si corre a Vallelunga

4 Ruote - Set 12,2018

Gli Smart lovers stanno per vivere un altro weekend elettrizzante: sabato e domenica, sul circuito di Vallelunga, va in scena il terzo appuntamento stagionale dello Smart EQ fortwo e-Cup, il campionato monomarca con le piccole citycar totalmente elettriche. Dopo i primi due appuntamenti di Misano Adriatico e del Milano Rally Show, la terza prova in calendario vedrà ben 18 vetture in pista.

Una scarica di adrenalina. Le Smart EQ fortwo delle-Cup hanno una potenza di 82 cavalli e 160 Nm. Ne abbiamo guidata una nel prologo di Roma nel fine settimana dellePrix di Formula E e durante la prima prova a Misano, portandoci a casa unesperienza di guida piacevole e per nulla scontata. Lassetto delle Smart è standard, non modificabile, quindi sta ai piloti adattarsi, interpretare al meglio la vettura e gestire lenergia per avere il massimo delle prestazioni fino alla fine. Il tutto con la massima sostenibilità ambientale e gli alti standard di sicurezza tipici della Smart.

In pista sabato e domenica. Saranno 18 le vetture che si sfideranno sul circuito romano di Vallelunga per il doppio appuntamento in programma nel weekend e tre di queste saranno affidate a piloti non ancora maggiorenni, visto che alla categoria possono partecipare i driver che abbiano compiuto già 16 anni, in possesso della licenza C nazionale. Lo spirito innovativo di questo campionato si sposa benissimo con limpostazione avveniristica del circuito di Vallelunga che, di recente, ha deciso di dotarsi delle diverse tipologie di stazioni di ricarica progettate e realizzate da Enel X, uno dei partner del trofeo Smart EQ fortwo e-cup.

In diretta streaming. Per chi non potrà essere in pista per godersi lo spettacolo degli Aci Racing Weekend a Vallelunga, cè la possibilità di seguire lo spettacolo comodamente da casa. Entrambe le gare del campionato Smart EQ saranno trasmesse in diretta streaming sui canali social della Mercedes-Benz, sul sito di Sport Mediaset e su quello dellorganizzatore del trofeo, Lug Prince & Decker. Il programma: sabato 15 settembre le prove ufficiale alle 12.45. Domenica, la partenza di Gara 1 è fissata alle ore 9, mentre Gara 2 si terrà alle 15.50. Dopo la tappa di Vallelunga, il campionato tornerà nuovamente in pista nel weekend il 27 e 28 ottobre al Mugello e l'11 novembre all'Autodromo di Franciacorta, per l'ultimo appuntamento stagionale.

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BMW Serie 3 - Avviata la fase finale dei collaudi

4 Ruote - Set 12,2018

Mancano solo poche settimane alla presentazione in anteprima mondiale della nuova generazione della BMW Serie 3, fissata per il prossimo Salone di Parigi. La tre volumi tedesca è praticamente pronta al debutto ma, prima di arrivare nelle concessionarie all'inizio del prossimo anno, dovrà ancora essere sottoposta a intensivi collaudi.

Stressate fino al limite. Negli scorsi mesi i prototipi della berlina sono stati impegnati in sfiancanti test in condizioni estreme, dal gelo della penisola scandinava al caldo torrido della Death Valley. In entrambi i casi i collaudatori della BMW hanno analizzato il comportamento dinamico della vettura, verificando anche il funzionamento di tutte le funzioni accessorie e delle dotazioni di bordo: per constatare l'affidabilità dell'elettronica alcuni esemplari sono stati portati sulla diga di Hoover, sul confine tra l'Arizona e il Nevada, per sottoporre i sistemi di bordo ai raggi elettromagnetici generati dall'impianto idroelettrico. Prima della messa in produzione, tuttavia, i prototipi della nuova Serie 3 saranno sottoposti a ulteriori analisi computerizzate nei laboratori di Monaco, dove sono state già collaudati su banchi prova cinematici che simulano le sconnessioni stradali, ricreando fasi di guida alla massima velocità e lunghi tratti di code con ripartenze e frenate improvvise.

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Jeep Cherokee - Sulle tracce di Montalbano con la 2.2 Mjt 4wd da 195 CV

4 Ruote - Set 12,2018

Se vi dicessero che con 36.200 euro potete mettere in garage la nuova Jeep Cherokee pensereste probabilmente a unindianata, vista lassociazione di idee con il popolo pellerossa. Occhio, però, che non è chiaro se il gioco a ubriacarsi si riverisca ai nativi del Nord America o agli abitanti del subcontinente. chiarissimo, invece, che quella cifra basta per acquistare al prezzo di lancio una Cherokee Longitude 2.2 Diesel 195 CV, trazione anteriore e cambio automatico a nove rapporti. A fronte di un prezzo di listino di 43 mila euro. E non è solo questione di prezzo. Ma anche di contenuti.

Arricchita. Le dotazioni standard sono molto più massicce rispetto alla precedente versione (Forward collision warning, Lane departure warning, Blind spot monitoring, fari full led, Uconnect con Apple CarPlay e Android Auto, tanto per fare qualche esempio). Insomma, il vantaggio per il cliente è in media di 5-6 mila euro su tutta la gamma. Verrebbe quindi da pensare che la tribù Jeep abbia preso una sbornia? Eppure è vero lesatto contrario, viste le 61 mila vetture vendute nei primi otto mesi di questanno in Italia, con un +23% che sale al 75% nellarea Emea. E con la commercializzazione a settembre di Wrangler e Cherokee è plausibile che queste percentuali crescano ancora.

Sulle strade siciliane. Ma come va la nuova Cherokee? Lho guidata nella Sicilia sud orientale, tra Catania, Ragusa, Punta Secca (dove cè lormai mitica casa del commissario Montalbano nella mitica fiction) e ritorno, tra strade statali e provinciali, curve e controcurve, con una decina di chilometri in fuoristrada, leggero ma a tratti molto più impegnativo. Lallestimento era Overland (top di gamma in attesa della Trailhawk nel primo trimestre del 2019), 195 CV, Awd, cambio automatico a 9 marce. Le mie prime impressioni positive riguardano lassetto dinamico: tenuta ottima, coricamento laterale del tipo ma davvero sono su una Suv e non su una berlina?, rollio contenutissimo. Merito dello schema delle sospensioni indipendenti (MacPherson allanteriore e multilink al posteriore), ma anche del sistema di trazione integrale Active drive con ripartizione automatica della coppia tra gli assali. Sul dritto la Cherokee è confortevolmente morbidosa, pur con un surplus di rigidità su buche e tombini.

Doti off-road.  Il motore non sarà cintura nera di brillantezza, ma fa il suo dovere. Specie in off-road, dove la coppia generosa (450 Nm) e la corsa differenziata delle sospensioni (17 cm allanteriore, 19 al posteriore) aiutano parecchio. Il cambio, ottimizzato rispetto al passato, ha risposte precise e fluide. Non mi pare velocissimo. Ma soprattutto è lamentoso alle marce basse, contribuendo a una rumorosità in fase di accelerazione che mi è parsa molto avvertibile (attendo conferma o smentita dal nostro Centro Prove). La frenata è invece rimarchevole: potente e modulare, per quanto possa essere messa alla prova su strade aperte al traffico. Allinterno si sta seduti tanto ma tanto in alto: bisogna abituarsi, ma poi la visibilità è cristallina. La sensazione premium nellabitacolo, arricchito da nuovi materiali e finiture, è ampiamente avvertibile. Detto dellinfotainment Uconnect di quarta generazione (facile, intuitivo e con una risposta più immediata allaccensione e al touch, con un hi-fi che va alla grande), mancano allappello i consumi. Ho fermato il trip computer a 100 chilometri, con unindicazione di 8,8 litri. Devo dire però che ho usato il piede pesante, che il percorso era terribilmente misto e in parte off-road. Anche qui aspetterei il Centro Prove per una valutazione definitiva.

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Lexus UX - Al volante della 250h F Sport

4 Ruote - Set 12,2018

Il silenzio del motore elettrico e il sound di quello endotermico, pronti ad avvicendarsi a seconda delle condizioni e degli input del guidatore. in questa alternanza libera da ricariche e connettori che l'ibrido made in Lexus (e Toyota) ha sempre trovato il proprio equilibrio, fautore di una guida rilassata, distesa e particolarmente adatta alla città. Ed è proprio sull'utilizzo urbano che la nuova UX punta le sue carte: sorella minore della NX, la vettura conduce il brand di lusso in un mercato finora inesplorato, quello delle Suv di segmento C. La fiducia che i giapponesi ripongono nella nuova compatta è tanta: la cugina della CH-R e della Prius (in comune cè la piattaforma modulare, qui denominata GA-C) dovrebbe infatti rappresentare, a regime, un quinto delle immatricolazioni italiane (5 mila unità su 25 mila). L'attesa, però, non sarà brevissima: gli ordini verranno aperti in ottobre (il prezzo dattacco dovrebbe essere inferiore ai 40 mila euro), mentre le prime consegne sono previste per l'inizio del 2019. Nel frattempo, a Stoccolma, ho impugnato il volante della UX 250h F Sport: parliamo, quindi, della variante ibrida nellallestimento di punta, unica motorizzazione disponibile in Italia (l'alternativa è la UX 200 a benzina, la quale sarà commercializzata soprattutto nell'Europa dell'Est).

Ibrida con le ali. La firma della UX resta l'inconfondibile griglia a clessidra, circondata da linee spigolose e dai proiettori a Led dal disegno inedito. La lunghezza e il passo, rispettivamente 4,50 e 2,64 metri, dipingono però un oggetto che non risponde esattamente ai canoni delle Suv Lexus e lo stesso si può dire per la striscia luminosa a tutta larghezza che fa sfoggio di sé sul posteriore e integra i gruppi ottici a forma di ali (chiamate Aero Stabilizing Blade Lights): tali elementi, oltre a caratterizzare in maniera decisa l'estetica della crossover, dovrebbero migliorare i flussi d'aria e la stabilità in condizioni di vento sostenuto. La 250h è spinta da un quattro cilindri benzina di 2.0 litri a ciclo Atkinson (accreditato di un'efficienza termica del 41%) e da un motore elettrico alimentato da una batteria al nichel-metallo idruro da 1,2 kWh (posizionata sotto i sedili posteriori), mentre il cambio è il "solito" Cvt a variazione continua dotato di palette al volante: complessivamente, il powertrain eroga ben 178 cavalli. Oltre a offrire le dotazioni specifiche per l'allestimento F Sport (come i cerchi di lega da 18, i sedili in pelle avvolgenti, le sospensioni adattive Avs, presenti anche sulla Luxury), lesemplare di Stoccolma poteva contare anche sulla trazione integrale on demand E-Four, disponibile come optional per tutti gli allestimenti: il sistema sfrutta un secondo motore elettrico posizionato sull'asse posteriore per ripartire automaticamente la coppia a seconda delle necessità (il trasferimento varia dal 40 al 70%), per esempio nelle fasi di accelerazione, in curva o sul bagnato. Un'ulteriore garanzia di motricità fino a 70 km/h, oltre i quali l'elettrico posteriore si disattiva automaticamente.

Entry level, ma sempre premium. All'interno, la UX riprende alcuni elementi di altri modelli Lexus: per esempio, il volante a tre razze e l'orologio analogico della LS, oppure i selettori per il controllo della trazione e la modalità di guida, posizionati sopra il quadro strumenti. Certo, non c'è la sontuosità vellutata delle vetture di fascia superiore, ma il feeling complessivo resta quello di un prodotto premium al 100%, confortevole e costruito con notevole cura. La seduta è piuttosto alta (con il volante in basso, alla giapponese), la vista sulla strada ampia e rassicurante, anche per merito dei montanti che si assottigliano nei punti giusti. Buono pure limpatto del quadro strumenti con il display da 8" (specifico per lallestimento F Sport, mentre quello di serie è da 7"), completo, di facile lettura e con due modalità di visualizzazione (basta premere un tasto e la ghiera del tachimetro si sposta lateralmente, per lasciare più spazio alle informazioni sullo schermo). Ovviamente, non mancano gli indicatori dei flussi di energia del sistema ibrido. Ben fatto l'head-up display con la navigazione turn-by-turn, le informazioni sui sistemi di assistenza alla guida, gli stessi flussi energetici, la velocità e i relativi limiti. Per quanto riguarda l'infotainment, la UX ripropone lo schermo centrale da 7 o da 10,3" (a forma di tablet e montato a sbalzo) e il touch pad con feedback aptico: una periferica, quest'ultima, che non si distingue per immediatezza e precisione. In seconda fila viaggiano comode due persone, ma ci sarà bisogno del più preciso metro del nostro Centro prove perché l'impressione è che lo spazio riservato alle gambe e alla testa (complice il padiglione piuttosto spiovente) non sia esattamente ai vertici della categoria. Lo stesso dicasi per il bagagliaio, con una capacità che appare più adatta a missioni cittadine che a lunghi viaggi: peraltro, sulla 4x4 la presenza del terzo motore riduce ulteriormente il volume del piccolo vano sotto il piano di carico.

Il carattere non manca. Sulla strada, la UX rivela sin da subito un carattere molto affabile: si viaggia comodi, in un abitacolo ben insonorizzato, con la sensazione di essere alla guida di una Lexus in tutto e per tutto. La compatta passa con disinvoltura da una propulsione allaltra e progredisce con il caratteristico effetto a elastico del Cvt, mettendo in mostra una certa vivacità quando si preme più a fondo il pedale del gas (a proposito, i dati preliminari parlano di uno scatto da 0 a 100 km/h in 8,7 secondi per la versione E-Four e in 8,5 per quella a trazione anteriore). In determinate condizioni, per esempio nelle lunghe discese, il sistema ibrido può viaggiare in elettrico fino a 115 km/h, ma si tratta di situazioni limite: in generale, e a maggior ragione nel traffico più intenso, la parola passa spesso e volentieri al motore endotermico, il cui rombo è intenfisicato dal suono artificiale del sistema Active sound control (disattivabile a piacimento). Cercare il silenzio a tutti i costi ha poco senso, perché il powertrain è stato pensato per rendere al meglio nel continuo avvicendamento tra i motori. La UX è chiaramente a suo agio nelle strade cittadine più scorrevoli, ma se le si chiede qualcosa di più non si tira indietro: nei tratti extraurbani con qualche curva in più e un po' di saliscendi, la crossover si è prestata volentieri al gioco, mettendo in mostra una compostezza non banale per la categoria. Promettenti sono pure i consumi, di cui non sono ancora disponibili le rilevazioni Wltp: dopo aver viaggiato per diverse ore sulle strade di Stoccolma e dei suoi dintorni, anche in autostrada, il computer di bordo ha quantificato una media di 16,7 km/l (15 in autostrada e a velocità di codice, 100 km/h). Infine, un cenno alle funzionalità del Lexus Safety System+, dotato di frenata automatica di emergenza con riconoscimento dei pedoni (anche di notte) e dei ciclisti nelle ore diurne: il pacchetto, offerto di serie su tutti gli allestimenti, include il sistema Lexus CoDrive, comprensivo di cruise control attivo con funzione stop and go, mantenimento della corsia, abbaglianti adattivi, lettura della segnaletica e assistente alla frenata in fase di manovra.

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Dieselgate Volkswagen - L'ex ceo Winterkorn al centro del processo iniziato in Germania

4 Ruote - Set 12,2018

L'ex numero uno del gruppo Volkswagen, Martin Winterkorn, sarebbe stato troppo lento nell'affrontare la questione del dieselgate.  questo il principale capo d'accusa lanciato dal giudice Christian Jaede durante la seconda giornata di udienze del processo avviato presso il tribunale di Braunschweig, in Germania, per le mancate comunicazioni al mercato sulla manipolazione delle emissioni dei motori diesel. 

Richieste danni per oltre 9 miliardi. La ratio del processo ruota intorno a due semplici domande: chi era a conoscenza della truffa perpetrata e da quando. Le risposte sono ritenute fondamentali per determinare l'esito di un procedimento giudiziario con numeri talmente elevati da aver spinto il tribunale a convocare la prima udienza in un centro congressi della città sassone a pochi chilometri da Wolfsburg, sede storica della Volkswagen: sono più di 50 gli avvocati coinvolti e numerose le cause, molte riunite in forma di class action, 1.670 le richieste di risarcimento danni presentate da investitori e azionisti per un ammontare di 9,2 miliardi di euro, con il gestore del fondo Deka Investment della banca Sparkasse che ha promosso la cosiddetta causa-pilota chiedendo da solo 4 miliardi. Alcune delle richieste, comunque, potrebbero anche essere escluse. In particolare, i reclami basati su iniziative prese dalla Volkswagen prima del mese di luglio del 2012 potrebbero essere respinti per prescrizione.

Tempi lunghi. Oltre ai numeri del processo, anche i tempi rischiano di dilatarsi. Si parla di una durata che potrebbe protrarsi per tutto il 2019, anche se qualcuno ha ipotizzato diversi anni prima di giungere a una conclusione definitiva. Del resto, non è escluso che alla fine sia una corte di maggior grado a doversi pronunciare per chiudere una questione già costata al gruppo tedesco 27,4 miliardi di euro tra multe, sanzioni e oneri legati agli accordi transattivi raggiunti, per esempio, negli Stati Uniti. Il processo riguarda, tra l'altro, le cause avviate da alcuni azionisti o investitori della sola Volkswagen e non coinvolge altri filoni come le class action promosse da associazioni ambientaliste o dai consumatori. Proprio oggi è previsto l'avvio di un secondo procedimento promosso dagli azionisti della Porsche, anche se non è escluso che venga sospeso in attesa della conclusione del processo di Brauschweig.

Winterkorn sapeva o no? Questo di Braunschweig è nato dalle azioni legali intentate in seguito all'accusa mossa alla Volkswagen di non aver informato in modo tempestivo il mercato dell'impatto finanziario dello scandalo emerso il 18 settembre del 2015 con l'avviso di violazione emesso dall'Epa, l'agenzia statunitense per la protezione ambientale. Si tratta di una data spartiacque. Jaede ha infatti contestato a Winterkorn di non aver reagito con prontezza e rapidità dopo una riunione che si era svolta due mesi prima con il top management in cui era stato discusso come trattare l'intera questione con le autorità americane. Già allora, secondo le querele presentate, l'ex amministratore delegato sapeva delle conseguenze dello scandalo e pertanto avrebbe dovuto informare gli investitori dei possibili effetti sul mercato. "Chiunque avesse agito in buona fede avrebbe dato un seguito alle informazioni ottenute e invece non sembra sia successo", ha argomentato il giudice sottolineando, inoltre, come non siano chiari i motivi che hanno spinto i vertici a non rilasciare alcuna dichiarazione dopo la scoperta della manipolazione dei software per il controllo delle emissioni. Non solo. Jaede ha accusato Winterkorn di essere venuto a conoscenza della truffa molto prima di quanto finora ammesso dallo stesso dirigente anche in audizioni pubbliche davanti ai parlamentari tedeschi. L'ex ad, che, tra l'altro, deve affrontare un processo negli Stati Uniti per cospirazione, ha infatti affermato di aver scoperto la truffa solo successivamente all'ammissione ufficiale della Volkswagen dopo l'avviso emesso dall'Epa. Una posizione ribadita dai suoi legali durante il processo. Eppure, secondo alcuni investitori, Winterkorn sapeva già dal 2008.

Il 17 riprendono le udienze. Tutto il processo, dunque, ruota attorno ai tempi. I querelanti ritengono di essere stati truffati, visto che con le adeguate e tempestive informazioni avrebbero potuto dismettere le azioni in possesso o non procedere con gli acquisti ed evitare quindi di subire il crollo del titolo dopo il 18 settembre del 2015. Su tale questione la società, tramite i suoi legali, si è difesa affermando di non aver diffuso informazioni per non compromettere la possibilità di raggiungere un accordo con le autorità degli Stati Uniti, a partire da quell'Epa che ha assunto un ruolo chiave nell'intera vicenda. Anche se per Jaede la difesa della Volkswagen non ha fondamento, perché le mancate informazioni al mercato sarebbero state legittime solo nel caso di un accordo prossimo a essere chiuso o di una piena collaborazione con le autorità Usa. Il giudice tedesco non si è comunque limitato ad accusare il gruppo e i suoi difensori, come nel primo giorno di udienze, ma pur definendo illegale l'installazione dei software, ha fatto presente come non fosse del tutto chiaro l'intento dei vertici di ingannare i suoi azionisti e investitori. Lunedì prossimo è in programma una nuova udienza.

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Mercedes-Benz GLE - Tutta nuova e anche a sette posti

4 Ruote - Set 12,2018

Levoluzione della gamma della Mercedes-Benz non accenna a rallentare e, dopo il lancio della EQ C, la prima Suv elettrica della Casa, è giunta lora di portare al debutto anche la nuova generazione della GLE. Lex ML, ribattezzata nellautunno del 2015 secondo le nuove logiche di nomenclatura di Stoccarda, è stata una delle vetture più importanti della storia della Stella. Nel 1997 fu proprio la Classe M ad aprire la strada alla nuova moda delle Suv, un tipo di carrozzeria diventato in pochi anni irrinunciabile per tutti i costruttori. Precorritrice delle tendenze, la sport utility tedesca ha rivoluzionato per lennesima volta la propria gamma, portando al debutto nuove tecnologie delettrificazione, di connettività e di guida assistita. La GLE di seconda generazione si mostrerà per la prima volta al pubblico durante il prossimo Salone di Parigi per poi debuttare a listino prima della fine di quest'anno e arrivare nelle concessionarie italiane entro la metà del 2019.

Ritorno alle origini coi 7 posti.  Per la prima volta nella sua storia la GLE è disponibile anche in variante a sette posti, proprio come la capostipite della stirpe di sport utility della Stella, la ML w163. Anche i designer hanno voluto celebrare il passato, riproponendo alcuni dei tratti distintivi che hanno da sempre caratterizzato la Suv della Stella per antonomasia. Oltre alle proporzioni, anche le linee della vetratura sono un'evolzuone dei tratti del modello originale, così come il montante C, chiaramente ispirato allormai ventenne Classe M. Nonostante questo, il centro stile di Stoccarda, capitanato da Gorden Wagener, ha saputo sviluppare il look della sport utility uniformandolo agli odierni canoni stilistici della Stella. Il frontale è così diventato più muscoloso e tondeggiante: i tratti tesi della prima GLE hanno lasciato spazio a unimpostazione più morbida ripresa anche dai fari Multibeam Led che, grazie agli abbaglianti Ultra Range riescono a illuminare fino a 650 metri di strada. Il nuovo design, unito a soluzioni tecniche come il sistema Airpanel per la regolazione dei flussi di raffreddamento del radiatore e a svariate appendici aerodinamiche, ha permesso di raggiungere un Cx di soli 0,29. Lateralmente i muscolosi passaruota, nei quali possono trovare spazio cerchi da 18 a 22, sono sottolineati da protezioni di plastica e si abbinano a una fiancata scavata nella parte bassa con pedana integrata. La massiccia coda propone gruppi ottici figli del nuovo stile di Stoccarda introdotto dalla CLS: sottili e affilati, i due fari sono visivamente collegati da una cromatura che nasconde la maniglia del portellone il quale, una volta aperto, permette di accedere a un vano bagagli da 825 litri, ulteriormente ampliabile fino a 2.055 litri abbattendo gli schienali della seconda fila che, a richiesta, può scorrere elettricamente in avanti per agevolare laccesso ai due sedili supplementari. Lintegrazione delle due sedute, ripiegabili nel vano bagagli, è stata resa possibile anche dallallungamento di 80 mm del passo, per un totale di 2.995 mm.

Gamma elettrificata. Sulle orme della precedente generazione, anche la nuova GLE si proporrà con un'ampia gamma di motorizzazioni che, per la prima volta nella storia della Suv, impiegheranno diverse soluzioni di elettrificazione. Già a partire dal lancio commerciale a listino saranno disponibili dei sistemi ibridi 48V che saranno successivamente seguiti dal debutto di una versione plug-in hybrid. Le tecnologie EQ Boost debutteranno sulla GLE 450 4Matic, che proporrà un sei cilindri in linea 3.0 litri turbobenzina da 367 CV e 500 Nm ai quali si potranno aggiungere, per brevi tratti, i 22 CV generati dallunità elettrica utilizzata anche come alternatore e motorino davviamento. Successivamente verranno introdotti altri motori, anche a quattro e otto cilindri: tutta la gamma disporrà del cambio automatico 9G-Tronic e, salvo alcune future eccezioni, anche della trazione integrale 4Matic. Sulle unità dalla cilindrata più contenuta le quattro ruote motrici saranno gestite da un ripartitore di coppia con rapporto fisso 50:50 per i due assi: a gestire gli slittamenti saranno i freni, che rallenteranno singolarmente le ruote in caso di perdite daderenza. Su tutte le versioni a sei e otto cilindri il sistema 4Matic disporrà di un ripartitore di coppia a controllo elettronico con frizione a dischi multipli e Torque on Demand che può trasferire totalmente la potenza del propulsore a un singolo asse. A richiesta è infine disponibile anche un ripartitore dedicato alla guida in off-road con demoltiplicatore e bloccaggio automatico 0-100% per le fasi più impegnative di guida.

Assetto a 48 volt. La nuova GLE potrà contare anche sullassetto E-Active Body Control che, operando con una tensione di 48 volt, oltre a rendere più confortevole la guida, è anche in grado di recuperare energia elettrica dalle sconnessioni. Abbinandosi alle sospensioni pneumatiche Airmatic, il nuovo assetto può regolare individualmente la rigidità delle molle, anchesse pneumatiche, di ogni singola ruota, così da contrastare gli effetti di rollio e beccheggio. Agendo insieme alla telecamera Road Surface Scan e allinclinazione dinamica in curva, il sistema rende la GLE la Suv della Stella più confortevole di sempre. Nella guida in fuoristrada è possibile modificare la pressione delle ruote sul terreno per ottenere la massima aderenza possibile migliorando la posizione della vettura per affrontare al meglio gli ostacoli.

40 nuove funzioni per lMBUX. Dopo il debutto sulla Classe A, lMBUX ha iniziato a diffondersi nella gamma della Stella e sarà disponibile anche sulla GLE con due schermi da 12,3 che fungeranno da quadro strumenti digitale e da sistema dinfotainment, questultimo controllabile, oltre che dal touch screen, anche tramite oltre che dal volante e dal tunnel centrale. A richiesta sarà disponibile anche un sistema di comandi gestuali che andrà a unirsi ad altre 40 funzioni inedite come la lettura automatica e la dettatura delle e-mail, le funzioni specifiche per loff-road e lintegrazione con nuove applicazioni. Lintelligenza artificiale sarà inoltre in grado di apprendere le abitudini del guidatore, proponendo autonomamente le funzioni preferite durante le varie fasi di utilizzo. Non mancano, infine, il sistema di navigazione con realtà aumentata, i comandi vocali naturali e un head-up display a colori che proietta sul parabrezza le informazioni su unarea larga ben 45 cm.

Segue il traffico e riparte da sola. Svariate dotazioni di sicurezza disponibili sulla nuova GLE sono al debutto assoluto nella gamma di Stoccarda. Un esempio è il nuovo Distronic che, oltre a svolgere la funzione di cruise control adattivo, adegua la velocità in funzione del percorso analizzando le mappe e rallentando preventivamente in caso di coda. Tramite il servizio LiveTraffic la Suv si preallerta in caso di pericolo, riducendo la velocità e preparandosi a frenare prima dellincolonnamento, per poi sfruttare il sistema dassistenza in coda attivo per mantenere autonomamente la distanza e la traiettoria fino a 60 km/h. Superata la zona congestionata, la vettura accelera nuovamente fino al limite imposto dalla segnaletica stradale. Gli stessi sistemi supportano il guidatore anche in altre fasi di guida, aiutandolo anche durante le svolte: se i sensori rilevano un pericolo in un incrocio, lauto può frenare evitando possibili collisioni. Il Blind spot Assist attivo dispone di una funzione dedicata alluscita dalla vettura che segnala, con spie luminose e suoni, larrivo di altri veicoli o di ciclisti quando si apre una portiera per scendere dallauto. Non mancano infine tutte le dotazioni già disponibili, come, per esempio, la frenata autonoma in caso di emergenza e lassistente per le manovre con rimorchio.

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Kia Sportage - Al volante della 1.6 CRDi da 136 CV

4 Ruote - Set 11,2018

I cambiamenti sono tutti sottopelle, dunque il maquillage esterno e interno della Sportage e larricchimento delle dotazioni non sono i veri frutti dellaggiornamento di metà carriera della Kia di maggiore successo. Certo, la crescita della concorrenza sicuramente li ha sollecitati. Tuttavia, così come nel caso di tanti altri modelli abbastanza recenti, la vera motivazione che ha ispirato laggiornamento è stata quella di rispettare le nuove normative europee Euro 6d-Temp.

Motori nuovi o rinnovati. La nuova serie soddisfa questo regolamento, aggiornando le unità a benzina di 1.6 litri, aspirata da 132 CV e turbo da 177 CV, che ora disponogono anche del filtro antiparticolato, e proponendo un inedito schieramento di turbodiesel. Quindi, alla nuova unità 2.0 litri mild-hybrid 48V da 185 CV abbinata al cambio automatico a otto marce (qui le nostre impressioni di guida) si affiancano quelle inedite di 1.6 litri con 115 e 136 CV. Questultima apre un nuovo capitolo della Sportage, poiché amplia lofferta di versioni con la trazione integrale. Per completare il quadro delle novità legate alla meccanica va detto che, a prescindere dal tipo di motorizzazione, la famiglia Sportage offre ora molte più varianti con il cambio a doppia frizione DCT a sette marce.

Più versatile che agile. Trazione integrale e cambio a doppia frizione, quindi, completano la ricetta con cui la Sportage punta ad attrarre nuove simpatie, poiché non sono molte le Suv spinte da un motore turbodiesel di cilindrata e potenza relativamente contenute che offrono la possibilità di optare anche per queste soluzioni. Al top dellofferta delle 1.6 CRDI così equipaggiate si pone la versione GT Line, che porta in dote i cerchi da 19, mentre lassetto è rimasto invariato rispetto al passato ed è comune a quello di tutte le altre versioni. Le quattro motrici non aggiungono nulla di particolare al comportamento della Sportage, poiché non mutano sostanzialmente i parametri dellapprezzabile affidabilità di marcia e della maneggevolezza. Quindi, anche questa versione risulta facile da padroneggiare, anche se non brilla per lagilità a causa di una massa (1.600 kg) non proprio contenuta in rapporto alla mole della vettura. In sostanza, lopzione trazione integrale si rivela essenzialmente destinata a chi ha davvero la necessità di doverla sfruttare, mentre la presenza dei grossi cerchi si riflette più sullassorbimento piuttosto secco di alcune irregolarità della strada che non nei confronti del dinamismo.

Pimpante e confortevole. Il rendimento del nuovo turbodiesel che affianca ai 136 CV una coppia di 320 Nm a 2.000 giri è convincente, poiché dimostra di avere il vigore giusto per interfacciarsi con la trazione integrale senza, almeno stando a quanto dichiarato, influire negativamente sulle percorrenze: 21,3 chilometri con un litro. Intendiamoci, questa unità non ha certo un temperamento sportivo, ma risponde con solerzia sin dai regimi più bassi, sfoggia unerogazione fluida e, per di più, anche quando è sollecitata mantiene una tonalità sommessa. Dal canto suo, il cambio a doppia frizione contribuisce ad armonizzare la linearità della sua erogazione e, ovviamente, ad avvantaggiare la naturalezza della guida.

Tante possibilità di scelta. La rimodulazione della gamma della Sportage si basa su tre allestimenti (Business Class, Energy e GT Line) insieme alla possibilità di optare per le versioni più potenti anche per la trazione integrale e il cambio DCT. Inoltre, di serie o a richiesta secondo le versioni, porta con sé un buon numero di Adas e un upgrading della connettività. Il listino va da 24.500 a 38.500 euro ma, comè ormai consueto, lavvio della commercializzazione è accompagnato da sconti che in questo caso arrivano sino a 4.000 euro.

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Formula E - La Venturi sceglie Edoardo Mortara

4 Ruote - Set 11,2018

Una nuova avventura per Edoardo Mortara: il pilota italo-svizzero si è unito al team Venturi per disputare il campionato 2018/2019 di Formula E, affiancando lex pilota di F.1 Felipe Massa.

La prima impressione conta. Lo scorso anno, Edoardo ha avuto modo di sperimentare il mondo del motorsport elettrico proprio a bordo delle monoposto della Venturi: a Hong Kong sfiorò la vittoria, gettando tutto alle ortiche a pochi giri dal termine, mentre nellePrix di Città del Messico regalò alla squadra una rimonta che lo ha visto recuperare dal diciottesimo allottavo posto. Per impegni in altre categorie, Mortara non ha corso a Berlino e nel doppio appuntamento di New York, ma si rifarà la prossima stagione, che affronterà per intero insieme alla squadra monegasca. Siamo convinti che Edoardo e Felipe rappresentino una solida coppia di piloti per la nostra squadra, ha dichiarato Susie Wolff, team principal della Venturi. Mortara aveva anche altre opzioni per la sua avventura in Formula E, quindi siamo lieti che abbia accettato la nostra offerta. La sua esperienza sarà preziosa per il nostro team.

Il via in Arabia Saudita. Sono molto felice di poter correre insieme alla Venturi nel campionato di Formula E, ha commentato il trentunenne, vicecampione del DTM 2016. Lesponenziale crescita e lappeal rendono questa competizione il futuro del motorsport. Sono felice di poter gareggiare al fianco di Felipe Massa, uno dei piloti più esperti e veloci al mondo. Ho ricevuto un supporto fenomenale da parte del team e questo non è da sottovalutare per un pilota, non vedo lora di cominciare.  Mortara sarà in pista a ottobre per i test collettivi in preparazione della prima gara di Ryad, il prossimo dicembre.

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Emissioni - La Commissione ambiente Ue punta a obiettivi più severi per la CO2

4 Ruote - Set 11,2018

Le case automobilistiche rischiano di dover affrontare regole sempre più stringenti sul fronte delle emissioni di anidride carbonica. La commissione Ambiente del Parlamento europeo ha infatti presentato una serie di proposte per la riduzione dell'inquinamento da CO2 molto più severe di quanto proposto alcuni mesi fa dalla Commissione europea

Emissioni da tagliare del 45% entro il 2030. In particolare, la commissione parlamentare ha approvato un nuovo quadro normativo che costringerebbe i produttori automobilistici a ridurre le emissioni dei veicoli del 20% entro il 2025 e del 45% entro il 2030, rispetto alla media di 95 grammi/chilometro da raggiungere per il 2021. La proposta risulta molto più dura di quanto indicato dalla Commissione Ue, che aveva proposto una riduzione del 15% per il 2025 e del 30% per il 2030. D'altronde negli ultimi mesi sono emersi dati preoccupanti sul fronte delle emissioni. Da una parte il crollo delle vendite di auto a gasolio, determinato soprattutto dal dieselgate, ha spinto i consumatori a privilegiare i veicoli a benzina, con maggiori livelli di emissioni di anidride carbonica; dall'altra il mercato è sempre più focalizzato su modelli dai consumi più elevati come le Suv e le crossover. Allo stesso tempo, i nuovi test di omologazione Wltp hanno rivelato livelli di emissioni superiori rispetto a quanto finora noto con i precedenti test Nedc. Le proposte della commissione, accolte positivamente dalle associazioni ambientaliste e sostenute dal Ppe (Partito popolare europeo, il maggiore per numero di rappresentanti nel Parlamento), puntano a contribuire fattivamente all'obiettivo della Ue di abbattere entro il 2030 le emissioni di gas serra di almeno il 40% rispetto ai livelli del 1990 e prevedono un sistema di crediti alle Case per incoraggiare l'adozione di veicoli elettrici e multe salate per il superamento dei limiti di CO2.

La replica del settore. L'intero settore dell'auto, pur condividendo gli obiettivi degli organismi della Ue di ridurre l'inquinamento, ha spesso manifestato la propria contrarietà di fronte a proposte di abbattimento delle emissioni considerate troppo ambiziose. L'Acea, l'associazione europea dei produttori automobilistici, ha più volte invitato i legislatori europei a prendere in considerazione le attuali tecnologie disponibili e i loro possibili sviluppi e le difficoltà incontrate dall'intero comparto nella transizione verso l'elettrico. La mancanza di una rete capillare di infrastrutture per la ricarica o l'assenza di un quadro normativo e fiscale omogeneo sono state più volte indicate dall'associazione come ostacoli da risolvere in via prioritaria prima di varare norme troppo severe. Anche oggi l'Acea si è fatta sentire con un duro allarme lanciato dal segretario generale Erik Jonnaert. 

Obiettivi irrealistici. "Siamo molto preoccupati per la direzione presa dalla commissione per l'Ambiente. I livelli di riduzione proposti sono totalmente irrealistici, in quanto richiederebbero un massiccio e improvviso spostamento verso l'elettromobilità. Non ci sono le condizioni per un movimento sismico di tale portata e i consumatori non sono pronti in questa fase ad andare verso una mobilità completamente elettrica", ha commentato Jonnaert. D'altronde, sulla base degli attuali dati di vendita elaborati dall'osservatorio comunitario Eafo (European alternative fuels observatory), le vendite di veicoli elettrici e ibridi plug-in, per quanto in grande crescita nei primi sei mesi dell'anno, rappresentano ancora solo l'1,75% del mercato complessivo, con i modelli puramente elettrici fermi a poco più dello 0,75%. "Siamo impegnati a fondo verso la mobilità a zero emissioni, ma questa transizione deve essere fatta a un ritmo gestibile", ha aggiunto Jonnaert. "Ciò è vitale non solo per la nostra industria e i suoi lavoratori, ma anche per i consumatori, destinati a comprare effettivamente questi veicoli, e per gli Stati membri, che avranno un enorme lavoro per garantire che la rete di infrastrutture per la ricarica sia sufficiente". 

A ottobre, il voto. L'associazione ha fatto presente anche come la posizione della commissione parlamentare non sia rappresentativa delle opinioni dell'intero Parlamento e sia anzi in contrasto con altre commissioni coinvolte nella definizione del nuovo quadro normativo (la commissione per l'Industria, la ricerca e l'energia e quella per i Trasporti e il turismo). "Ci auguriamo che il Parlamento europeo colga l'occasione per riesaminare questa proposta. Attendiamo il voto in assemblea plenaria il mese prossimo per vedere quale direzione prenderà l'intero Parlamento nei negoziati successivi con i Paesi Ue", ha concluso Jonnaert. Nel caso di via libera dell'assemblea, il passo successivo è rappresentato dai colloqui con i singoli governi nazionali per elaborare un quadro normativo definitivo e condiviso. In passato i Paesi con industrie automobilistiche di una certa dimensione e rilevanza, in particolare la Germania, hanno contrastato con forza l'adozione di regole troppo severe nel timore di dover affrontare gravi conseguenze per l'industria automobilistica e per tutelare i posti di lavoro.  

 

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Mercedes-Benz Classe B - Proseguono i test della nuova generazione

4 Ruote - Set 11,2018

In contemporanea con la presentazione della EQC, prima di uninedita famiglia di auto elettriche, la Mercedes-Benz sta lavorando allo sviluppo di  modelli dallimpostazione più convenzionale, fra i quali la nuova generazione della Classe B. La vettura tedesca presenterà unimportante evoluzione, sia in termini stilistici sia tecnici, sfruttando le moderne soluzioni adottate dalla Classe A.

Look rivisitato. Sebbene le immagini odierne immortalino un muletto ancora camuffato in maniera massiccia con pellicole bianche, è possibile avanzare una serie di osservazioni stilistiche. Le proporzioni, per esempio, sembrano decisamente rivisitate rispetto al modello attuale. Il frontale della vettura dovrebbe proporre un aspetto dal piglio più dinamico, grazie a nervature sul cofano maggiormente pronunciate e a una prominente calandra dotata di prese daria dalle dimensioni maggiorate. I fari installati sul prototipo potrebbero essere quelli definitivi, con un look affilato e spigoloso. Nel dettaglio si può notare che i gruppi ottici integrano una doppia fila di Led, che dovrebbero fungere sia da luci diurne sia da indicatori di direzione. La coda della vettura, salvo stravolgimenti in corso dopera, presenterà invece una forma pulita e lineare, con un ampio portellone e una soglia daccesso abbassata, così da agevolare le operazioni di carico e scarico di oggetti dal bagagliaio. 

Condivisione di tecnologia. Glinterni, che si caratterizzeranno per il doppio schermo del sistema multimediale Mbux, sfrutteranno un'impostazione derivata dalla Classe A. Si confermano quindi le tre bocchette d'aerazione centrali, così come i comandi del climatizzatore, dell'infotainment e il bracciolo centrale diviso in due sezioni. Un tocco distintivo potrebbe arrivare dalla presenza di specifici vani portaoggetti, pensati per incrementare la comodità dei viaggiatori. Non solo: dalla sorella deriveranno anche il telaio, i motori e le dotazioni di bordo. In termini di assistenza alla guida, lelenco delle tecnologie a disposizione risulterà particolarmente completo e potrà contare sicuramente su sistemi come la frenata autonoma in caso di emergenza e il mantenimento della corsia.

 

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Gruppo FCA - Tiger Global supera il 3% del capitale

4 Ruote - Set 11,2018

Un importante hedge fund statunitense ha deciso di "scommettere" 870 milioni di euro (più di 1 miliardo di dollari) su FCA e quindi di aumentare la sua partecipazione nel capitale del gruppo italo-statunitense. Si tratta, in particolare, della Tiger Global Management, società di investimenti promossa da Chase Coleman, finanziere considerato uno dei discepoli di Julian Robertson, il pioniere dell'industria americana dei fondi speculativi. 

Tra i cinque maggiori azionisti. Secondo quanto comunicato all'AFM, l'autorità olandese di vigilanza dei mercati finanziari, la Tiger Global è arrivata a detenere 59,67 milioni di azioni FCA, pari al 3,06% del capitale, e 330 mila opzioni d'acquisto. Secondo le rilevazioni dell'agenzia Bloomberg la società di investimenti deteneva alla fine di giugno 26,05 milioni di titoli del gruppo oggi guidato da Mike Manley e pertanto la partecipazione risulta più che raddoppiata. La Tiger Global è diventata così uno dei cinque soci con una quota superiore alla soglia rilevante del 3%. Il primo azionista è sempre la Exor della famiglia Agnelli con il 28,98% del capitale e il 42,11% dei diritti di voto. Il secondo maggior pacchetto di azioni è in mano a Baillie Gifford & Co., società di gestione del risparmio con sede a Edimburgo, seguita dalla banca francese Société Générale con il 4,28%. 

I legami con il mondo dell'auto. La Tiger ha condotto i suoi acquisti sul mercato in uno dei momenti peggiori per il titolo FCA da quando è sbarcato sui listini azionari, dopo la fusione tra la Fiat e la Chrysler. Le azioni hanno imboccato un trend caratterizzato da forte volatilità e dalla prevalenza delle vendite a partire dalla presentazione del piano industriale, il primo giugno scorso, e non sono mai tornate intorno ai 20 euro, sui livelli raggiunti nelle settimane precedenti l'evento di Balocco. A pesare sulle quotazioni sono intervenute anche la morte prematura dell'ex amministratore delegato Sergio Marchionne, che ha spinto la Exor a procedere con la nomina di Manley alla guida del gruppo, oltre a prendere altre decisioni, quali la promozione di Louis Camilleri al ruolo di amministratore delegato della Ferrari e la pubblicazione di una trimestrale negativa con l'annesso taglio dei target annuali. La Tiger Global, come è tipico degli hedge fund, ha quindi approfittato delle valutazioni depresse del titolo, giunto a sfiorare i 14 euro, per scommettere su un suo rialzo. Del resto, la società di Chase Coleman, una tra le più ricche al mondo nel campo degli investimenti speculativi, ha già legami con il mondo dell'automotive, anche se solo in modo indiretto. Le sue partecipazioni di maggior rilievo riguardano colossi high-tech come Facebook, Amazon, Spotify e SoftBank. Ed è quest'ultima a rappresentare i collegamenti con il mondo delle quattro ruote, visto che, tramite il fondo Vision, ha già investito miliardi di dollari nella Uber o nella Cruise della General Motors. 

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Formula 1 - Raikkonen all'Alfa Romeo, Leclerc in Ferrari

4 Ruote - Set 11,2018

Kimi Raikkonen lascerà la Ferrari al termine di questa stagione, ma correrà con l'Alfa Romeo Sauber nel 2019, con una contratto biennale. Al suo posto a Maranello arriva Charles Leclerc, ventenne monegasco, il primo pilota della Ferrari Driver Academy a conquistare un sedile da titolare.

Pilastro del progetto Alfa Romeo Sauber. Nella sua carriera, Raikkonen ha vinto un titolo mondiale con la Ferrari nel 2007 (l'ultimo conquistato da Maranello), 20 Gran Premi e ha ottenuto 100 podi. Il suo passaggio all'Alfa Romeo è qualcosa di straordinario, ha sottolineato Frédéric Vasseur, ceo e team principal della Sauber: "Raikkonen sarà il pilastro del nostro progetto. Il suo talento indiscusso e la grande esperienza in Formula 1 contribuiranno alla veloce crescita della nostra squadra. Inizieremo il 2019 con una solida base". Quello del pilota finlandese alla Sauber, tra l'altro, è un ritorno: con la scuderia svizzera infatti aveva esordito nel Circus nel 2001.

Leclerc un predestinato. Charles Leclerc, classe 1997, è un ragazzo ambizioso e maturo. Si è formato nel karting, dove ha corso dal 2005 al 2013, conquistando anche due titoli mondiali nel 2011 e nel 2012 prima di fare il grande salto in monoposto nel 2014. Il primo anno in Formula Renault Alps è stato un successo: ha chiuso secondo in classifica e si è meritato il titolo di debuttante dellanno. Dopo un anno molto positivo in Formula 3, Charles entra nelle grazie dalla Art Grand Prix con cui corre e vince il campionato GP3 del 2016. Lanno scorso lo abbiamo visto dominare il campionato di Formula 2 con la Prema Racing e il passaggio in Formula 1 è stato un passo naturale. Il suo miglior risultato ottenuto con lAlfa Romeo Sauber è un ottavo posto in qualifica e un sesto in gara. Finora ha conquistato un totale di 13 punti, che lo piazzano quindicesimo nel campionato piloti.

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Alpine - Il giro di pista della A110 - VIDEO

4 Ruote - Set 11,2018

La protagonista del giro veloce sulla nostra pista di Vairano è la Alpine A110, erede moderna dell'omonima icona francese degli anni '60 e '70. La sportiva, spinta da un quattro cilindri 1.8 litri turbo derivato dalla Renault Mégane RS, è agile, veloce e piacevole da guidare ma paga un assetto troppo morbido per l'impiego in pista.

Tutto dietro. Sull'evoluzione moderna della A110 il propulsore, da 252 CV, non è più a sbalzo come sul modello originale ma, per migliorare la distribuzione dei pesi, è stato montato in posizione posteriore-centrale e si abbina a un cambio automatico doppia frizione a sette rapporti con trazione posteriore. Tra i cordoli la taratura morbida dell'assetto rende la due posti sensibile ai trasferimenti di carico, generando sovrasterzi in inserimento, anche nel lento. Per sapere con che tempo ha chiuso il giro guardate il video! La prova completa, invece, è sul numero di settembre di Quattroruote.  

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Tesla - Jerome Guillen nominato presidente delle attività automotive

4 Ruote - Set 11,2018

Elon Musk tenta di recuperare il terreno perduto dopo lo scandalo di un video in cui fuma marijuana e appare visibilmente ubriaco. Pochi giorni fa l'imprenditore di origini sudafricane ha infatti promosso Jerome Guillen, responsabile delle linee di produzione della Model 3, affidandogli il nuovo incarico di presidente delle attività automotive. 

La promozione di manager interni. La nuova organizzazione è stata descritta dallo stesso Musk come necessaria per raggiungere gli obiettivi di redditività annunciati per il secondo trimestre e quindi per soddisfare le aspettative di un mercato che crede sempre meno alle promesse degli ultimi mesi, come dimostrato dal crollo delle quotazioni di Borsa dopo l'ormai famoso tweet sull'ipotesi di una privatizzazione successivamente accantonata. "Stiamo per avere il trimestre più bello della nostra storia, producendo e consegnando più del doppio delle vetture rispetto ai precedenti tre mesi. Stiamo realizzando la crescita più strabiliante nella storia dell'industria automobilistica. Persino la Ford Model T, che detiene il primato mondiale per l'auto con la crescita più rapida della storia, non è salita più rapidamente nelle vendite o nella produzione del Model 3", ha spiegato Musk in una lettera ai suoi dipendenti, sottolineando anche i prossimi modelli in rampa di lancio come la nuova Roadster o la Model Y. Per raggiungere gli obiettivi, l'imprenditore ha quindi deciso di varare una nuova organizzazione, con la nomina di alcuni manager interni in sostituzioni di alcuni dirigenti dimissionari come Dave Morton, responsabile della contabilità, il capo del personale e quello delle relazioni esterne. 

I nuovi vicepresidenti. La riorganizzazione vede in particolare la creazione di nuovi incarichi che riportano direttamente allo stesso Musk. In particolare, sono state create diverse posizioni di vicepresidente con delega a specifiche attività. A Kevin Kassekert, responsabile della realizzazione della Gigafacrory, sono state per esempio affidate le risorse umane, mentre le attività della mega-fabbrica in Nevada sono ora di responsabilità di Chris Lister. Felicia Mayo, attuale dirigente delle risorse umane con delega al programma Diversity & Inclusion, è stata promossa vicepresidente, Laurie Shelby ha assunto la responsabilità di Ambiente, salute e sicurezza e Cindy Nicola è diventata vicepresidente per il Global recruiting. Infine, tutte le attività di comunicazione saranno da ora in poi sotto la supervisione di Dave Arnold. tuttavia la nomina di Guillen quella di maggior importanza.

Un passato in Daimler. Il 46enne dirigente, che fino a poco tempo fa lavorava per la divisione Freightliner della Daimler, avrà infatti il compito di spingere la Tesla a risolvere tutti i problemi che hanno più volte messo in dubbio il raggiungimento degli obiettivi produttivi e quindi finanziari. Guillen ha già in parte contribuito a portare la Casa californiana sulla strada dell'aumento progressivo della produzione, in particolare della Model 3, inventandosi, per esempio, la realizzazione di una linea di assemblaggio sotto una tecnostruttura accanto alle catene di montaggio dello stabilimento di Fremont. Entrato nell'autunno del 2010 nella Tesla, ha supervisionato il programma di sviluppo dell'ammiraglia Model S e strutturato la rete di vendita e assistenza. Ora il suo compito sarà quello di aumentare la produzione della Model 3 fino all'auspicato livello dei seimila esemplari prodotti ogni settimana per arrivare ai 10 mila l'anno prossimo. Tuttavia sembra, al momento, che siano ancora molti i problemi da affrontare per stabilizzare le attività produttive della Casa. 

Produzione in calo, si corre ai ripari. Infatti, secondo il sito americano Electrek, la produzione della berlina nella settimana del Labor Day (dal 31 agosto al 7 settembre) si è fermata a circa 4.600 veicoli, di cui 3.100 della berlina compatta. Nella settimana precedente la Tesla aveva, invece, assemblato 6.400 esemplari dei suoi modelli, incluse 4.300 Model 3. Ovviamente, il calo è legato alla pausa festiva e potrebbe anche essere stato compensato nei giorni successivi. Il sito ritiene, infatti, che il terzo trimestre si chiuda con 57.600 veicoli usciti dalle catene di montaggio, di cui 37.800 esemplari della berlina. Una spinta potrebbe, tra l'altro, arrivare dalla decisione presa dalla stessa Casa con una modifica apportata alla sua offerta di optional per tutti i modelli. La Tesla ha infatti informato i clienti della sua intenzione di eliminare alcuni colori tra le scelte consentite dal configuratore online proponendoli un'ultima possibilità per ordinarli. "Al fine di aumentare la nostra produzione, le consegne e l'efficienza del servizio, rimuoveremo Metallic Silver e Obsidian Black come opzioni di vernice dai nostri configuratori di veicoli online per Model S, Model X e Model 3. Questo sarà efficace da giovedì 13 settembre 2018, dopo di che Metallic Silver e Obsidian Black Metallic saranno offerti solo come colori in edizione limitata su richiesta al costo di 2.000 dollari (a fronte dell'attuale prezzo di 1.500 dollari, ndr) solo fino a venerdì 21 settembre 2018", si legge in una mail inviata alla clientela. Del resto lo stesso Musk ha in passato indicato il reparto verniciatura tra "i colli di bottiglia" che hanno rallentato la produzione della Model 3. Questo per raggiungere gli obiettivi di produzione, ma ci sono novità anche sul fronte dei target finanziari. La Tesla ha infatti aggiornato per la terza volta in pochi mesi l'offerta dell'opzione Dual Motor AWD della Model 3. A inizio anno il prezzo è stato fissato a 5 mila dollari e poche settimane dopo è stato ridotto a 4 mila dollari. Ad agosto è tornato a 5 mila e recentemente è stato aumentato a 6 mila. "Occasionalmente adeguiamo i prezzi e le opzioni disponibili per riflettere al meglio il valore dei nostri prodotti e per ottimizzare le nostre attività produttive. Gli aggiustamenti fatti ne sono l'ultimo esempio"", ha spiegato la Tesla.

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Opel - Al volante del nuovo Combo Life 1.5D 130 CV

4 Ruote - Set 11,2018

il terzo esponente della famiglia di vetture multiuso del gruppo PSA, nonché il modello Opel che condivide più componenti con i parenti Citroën e Peugeot. Infatti, il Combo Life è il gemello-diverso del Berlingo e del Rifter. La parentela gli porta in dote una famiglia composta da versioni lunghe 4,40 m e 4,75 m, denominate XL, che si possono scegliere anche con interni configurati per sette persone e, ovviamente, tutto ciò che celano i lineamenti.

Robusto, ma confidenziale. Diversamente dai precedenti, il nuovo multispazio tedesco non è unestrapolazione di un modello concepito per usi commerciali. La versione 1.5D da 130 CV lo rammenta sia con il comportamento sia con la guidabilità. Il primo, pur essendo un po contagiato dal rollio e dallazione poco progressiva dello sterzo, concilia laffidabilità con la capacità di assorbire gradualmente le irregolarità della strada. Lappezzabile confort si ridimensiona un po solo alle velocità più alte, alle quali si avverte qualche fruscio di troppo e il rumore rotolamento delle ruote.

Carattere piacevole. Il temperamento di questo Combo Life è in sintonia con quanto suggeriscono le vesti, quindi non è un punto di riferimento a livello di vivacità, ma è gradevole. determinato dalla fluida erogazione del motore, sulla quale si riflettono sia il favorevole andamento della coppia sia la corretta spaziatura del cambio manuale a sei marce. Pur non originando un carattere brillante, il propulsore imprime prestazioni più che apprezzabili (185 km/h, 0-100 in 10,6 secondi) garantendo, nel contempo, percorrenze medie dichiarate di oltre 23 chilometri con un litro di gasolio.

 

Veste senza fronzoli. Formalmente il Combo Life si distingue dai cugini francesi per lespressione del frontale determinata da stilemi tipicamente Opel, come la mascherina, i fari e il disegno del cofano. Poi, sebbene le vesti non siano integrate da sovrastrutture che mirano a confonderla con una Suv, come nel caso del Rifter, o da inserti colorati come sul Berlingo, il profilo della carrozzeria e il disegno della coda lasciano pochi dubbi sul fatto che questa Opel sia frutto di un parto trigemino.

Ben organizzata. Le due declinazioni del nuovo formato della funzionalità di casa Opel offrono abitacoli, arredati in maniera gradevole ma realizzati con materiali più piacevoli alla vista che al tatto, che offrono unadeguata quantità di spazio anche a chi siede sulla terza fila di poltroncine della versione XL. Lambiente si rivela molto funzionale grazie alle poltroncine posteriori scorrevoli che permettono di modulare lo spazio disponibile in funzione delle esigenze, ai numerosi vai portaoggetti disseminati nellarredamento e, infine, alla possibilità di potere optare per utili mensole e armadietti pensili. La praticità promessa dallaspetto del Combo Life è determinata anche dal piano dappoggio piatto che si ottiene ribaltando la selleria posteriore, che sulle XL raggiunge i 3,05 m, e dal lunotto apribile separatamente dal portellone, di serie sulle versioni più lussuose. Per completare il quadro va aggiunto che la capacità della zona di carico del Combo Life spazia da 597 a 2.126 litri, mentre quella della XL va da 850 a 2.693 litri.

Quattro motori e due allestimenti. Combo Life e XL hanno famiglie speculari. Sono formate da versioni spinte dai turbodiesel di 1.5 litri con potenze di 75, 100 e 130 CV, con questultima che offre la possibilità di optare anche per il cambio automatico a otto marce, e dal 1.2 a benzina sovralimentato da 110 CV. Inoltre, entrambe propongono lallestimento Advance e quello Innovation e, sempre, dispositivi di sicurezza come il cruise control con adattamento ai limiti di velocità, la frenata automatica demergenza e il mantenimento della corsia di marcia. Il listino del Combo Life va da 21.400 a 25.900 euro, mentre le varianti XL costano 1.200 euro in più. A richiesta, per tutte le versioni, il controllo della trazione IntelliGrip.

 

 

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Street Show Quattroruote - Il salone delle supercar

4 Ruote - Set 11,2018

Ci sarà di che restare a bocca aperta, allo Street Show Quattroruote di domenica 16 settembre. Sì, perché non capita certo spesso di poter ammirare così da vicino un tale dispiegamento di auto mozzafiato. Stiamo parlando, in particolare, di una delle sezioni in cui si articolerà il miglio di passione realizzato a Milano in corso Buenos Aires dalle testate della nostra casa editrice: quella denominata Sport & Luxury Road che, grossomodo, occuperà gli spazi compresi tra Porta Venezia e via Castaldi con una raccolta di supersportive, hypercar e gioielli del club dei 3 secondi, ovvero della ristretta élite di modelli in grado di schizzare da 0 a 100 km/h in quel ristrettissimo lasso di tempo.

Dalla A alla Z Difficile stilare un elenco di tante meraviglie. Per darvi, però, unidea dei gioielli in mostra in questo che si presenta come un vero e proprio salone allaria aperta, organizzato con il supporto del Comune di Milano, della Confcommercio e dellAscobaires, possiamo seguire un ideale ordine alfabetico, che inizia con lA delle Abt (le Audi rese ancora più performanti dallatelier di elaborazione tedesco, dalla TT RS alla SQ7), dellAlpine A110, delle Alfa Romeo Giulia e Stelvio Quadrifoglio, che hanno fatto registrare i loro record di categoria sul mitico Nordschleife del Nürburgring, e delle Aston Martin Vantage e DB11 per finire con la Z della Zonda F Coupé, la storica creazione di Horacio Pagani, affiancata dallattuale Huayra. In mezzo, cè lintera declinazione dellempireo automobilistico: per menzionare almeno alcune delle stelle di questo firmamento è sufficiente citare le Bentley Continental GT e Bentayga, la BMW i8 Coupé, la Dallara Stradale, la Jaguar XE SV Project 8, le Lamborghini Urus e Huracán Performante, le McLaren 570S e 720S, la Mercedes-AMG GTC, la Nissan GT-R, le Porsche 911 Cabrio, GT3 RS e Panamera Hybrid, oltre alla particolare Ferrari GTC4 nella livrea del Garage Italia Customs.

In diretta dalle piste. Un occhio di riguardo, per gli appassionati, andrà riservato anche alle vetture da competizione, ben rappresentate nel nostro Street Show. A farsi ammirare, infatti, saranno due delle grandi protagoniste delle gare di durata, la Porsche 919 Hybrid, vincitrice di tre edizioni della leggendaria 24 Ore di Le Mans (nel 2015, 2016 e 2017), e la Toyota TS 050 Hybrid, portata al successo questanno nellintramontabile maratona francese dallequipaggio con il popolare Fernando Alonso (affiancato da Buemi e Nakajima). Anche la Formula 1 sarà ben rappresentata, con lAlfa Romeo Sauber che, sempre quest'anno, ha riscaldato gli animi degli amanti del marchio milanese con le belle prestazioni di Charles Leclerc e con il simulatore di guida della Toro Rosso, ospitato proprio nello stand di Quattoruote.

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Aston Martin - Scelto il Galles per la sede della svolta elettrica

4 Ruote - Set 11,2018

Il cuore dell'elettrificazione, nonché sede di produzione del nuovo marchio Lagonda, dedicato alle sportive a emissioni zero dellAston Martin, sarà nel Galles, e più precisamente a St Athan. La Casa inglese ha annunciato che il suo secondo più importante impianto di produzione nel Regno Unito (dopo quello di Gaydon) sarà dedicato alla produzione della futura Rapide E a partire dallanno prossimo. Dal 2021, inoltre, con il marchio Lagonda arrriverà unintera nuova gamma di auto elettriche di lusso, già annunciate dal "Lagonda Vision Concept", svelato allultimo Salone di Ginevra.

Creati 750 posti di lavoro. "L'annuncio che St Athan sarà anche la Casa dell'elettrificazione per Aston Martin e Lagonda è una grande vittoria per il Galles. un'autentica testimonianza della reputazione, della dedizione e delle capacità della nostra forza lavoro, ma anche un esempio eccellente e molto tangibile di come il sostegno del governo gallese possa fungere da catalizzatore per un'ulteriore crescita economica e la creazione di posti di lavoro", ha commentato il primo ministro, Carwyn Jones. Lo stabilimento di St Athan è ora nella terza e ultima fase per diventare una vera e propria struttura di assemblaggio. Il progetto, che ha richiesto un investimento di 50 milioni di sterline, include la conversione di tre super hangar sul sito dell'ex ministero della Difesa. Il nuovo impianto porterà fino a 750 posti di lavoro altamente qualificati nel Galles meridionale nei prossimi anni.

 

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