Addison Lee e Oxbotica - Nel 2021, pronti per i taxi a guida autonoma a Londra

4 Ruote - Ott 22,2018

L'Addison Lee Group e la Oxbotica hanno stretto un accordo per dare vita a un servizio di robotaxi a Londra. La aziende, impegnate rispettivamente nel settore del trasporto privato e nello sviluppo di software per il fleet management e la guida autonoma, collaboreranno per dare vita a un servizio che sarà disponibile per i clienti a partire dal 2021 nella capitale inglese, ma che in futuro potrebbe essere esportato anche a New York.

Mappare le strade in vista della guida autonoma. Il primo impegno sarà quello di realizzare mappe digitali ad alta definizione delle strade di Londra e delle zone limitrofe, coprendo anche le posizioni della segnaletica, dei semafori e di tutti gli elementi utili per la gestione della guida autonoma. Per il momento non sono stati forniti indizi sui veicoli che saranno utilizzati per il servizio, quindi non è dato sapere se saranno stretti accordi specifici con un costruttore.

Le competenze delle aziende inglesi. La Addison Lee Group ha creato recentemente il MERGE Greenwich Consortium grazie al fondi messi a disposizione dal governo: il progetto ha messo in luce la concreta possibilità di integrare un servizio di robotaxi nel contesto dei trasporti urbani di Londra, mentre la Oxbotica sta già conducendo progetti pilota a Londra e Oxford dal 2016 grazie al Driven Consortium, con prototipi sviluppati sulla base della Renault Twizy.

Toyota e Uber già attive a Londra. La capitale britannica fa gola ai principali player del settore. A Londra è già sbarcata la Toyota con la sede del Toyota Connected Europe, che svilupperà nuovi modelli di business, mentre Uber ha annunciato già nel 2017 l'intenzione di elettrificare la propria flotta entro il 2025. 

 

 

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Auto diesel usate - Le città le bloccano, su internet si rivalutano

4 Ruote - Ott 22,2018

Nonostante il dieselgate, il calo delle vendite, i divieti per le Euro 3 da poco entrati in vigore nelle Regioni padane e le restrizioni al traffico per ridurre l'inquinamento atmosferico introdotte o annunciate da molte amministrazioni locali di mezza Europa, con i sindaci delle principali capitali che fanno a gara a chi le bandirà per primo dalle città, le auto a gasolio sopravvivono, e apparentemente molto bene, anche sul mercato dellusato. A dirlo è la BCA (società di aste automobilistiche che ha venduto 1,3 milioni di veicoli nellultimo anno in Europa), secondo cui la vendita di seconda mano cresce e il valore residuo resiste.

Usato in crescita. Secondo i dati dei primi nove mesi dellanno, le vendite di auto a gasolio usate sono cresciute del 3% a livello europeo e di oltre il 6% in Italia, rispetto allo stesso periodo del 2017, con una buona tenuta dei livelli di valore residuo. Le nuove normative sulle emissioni, diverse per città e per Regione, producono un effetto a "macchia di leopardo" sul territorio nazionale. E come evidenziano i dati BCA Italia, questa disomogeneità sta generando nuovi flussi di mercato: dalla città, dove vengono introdotti o paventati divieti crescenti, alla provincia, e in particolare da Nord a Sud, verso aree dove il diesel usato è ancora la scelta che offre il miglior rapporto costi/benefici. A confermarlo sono i dati delle aste. E lo stesso trend si verifica a livello internazionale. Dalla ricca Germania, dove città e Land si danno battaglia sulle future restrizioni alla circolazione, molte auto diesel si stanno spostando verso lEuropa dellEst, e in particolare verso quei Paesi dove la crescita delle immatricolazioni è a doppia cifra, come Polonia, Croazia o Lituania. E sono proprio queste nuove rotte del commercio a mantenere stabili i valori residui.

I vantaggi di internet. Il nuovo scenario offre opportunità come quella di portare il diesel dove è ancora richiesto, e andare a cercare dove lo è di meno. E questo vale sia per i privati sia per i professionisti delle compravendite. Per i primi, occorre allargare gli orizzonti e cercare affari sui siti di e-commerce, mentre i professionisti preferirebbero le aste online, strumento business-to-business per eccellenza. Secondo i dati della BCA, mediamente nei singoli Paesi europei le vendite allestero rappresentano circa il 40% del totale delle aste automobilistiche. In Italia, nei primi nove mesi dellanno, il livello di export è cresciuto del 56% rispetto al pari periodo del 2017, e parallelamente è cresciuto del 60% limport da Francia, Germania e Danimarca.

 

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Volkswagen Tayron - La nuova Suv debutta in Cina

4 Ruote - Ott 22,2018

La Volkswagen ha svelato in Cina una nuova sport utility, la Tayron. Creata appositamente per il mercato cinese, la nuova Suv è stata disegnata seguendo i gusti della clientela locale e riprende svariati dettagli di altri modelli, a partire dai paraurti, dalla calandra e dalla linea di cintura ispirati alla Atlas, fino ad arrivare alle luci diurne riprese della T-Roc, fatta eccezione per la R Line. Altre finiture, come la cromatura che corre lungo la parte alta della vettura, risultano invece totalmente inedite per la Casa tedesca.

 

 

A metà tra le Tiguan. Derivata dalla Advanced Mid-Size Suv Concept, la Tayron si basa sul pianale modulare Mqb A+, lo stesso della nuova Seat Tarraco, sfiorando i 4 metri e 60 centimetri di lunghezza. Destinata a posizionarsi a metà strada tra le Tiguan (4,5 metri) e Tiguan Allspace (4,7 metri), la nuova Suv si proporrà unicamente in configurazione cinque posti, offrendo molto più spazio per le gambe dei passeggeri posteriori rispetto alla sorella minore: il divano sarà in grado di scorrere in avanti di una decina di centimetri per consentire di modificare l'abitacolo a seconda delle esigenze, privilegiando la comodità dei passeggeri posteriori o aumentando la capacità di carico del bagagliaio. Contrariamente alla Tiguan a passo lungo, prodotta dalla joint venture del marchio tedesco con la Saic, la Tayron verrà assemblata dalla Faw.

Nuovi interni. L'impostazione degli interni deriva chiaramente dalla Tiguan: molti particolari, tuttavia, sono stati evoluti, a partire dal posizionamento dell'infotainment, affiancato al quadro strumenti digitale come sulla nuova generazione della Touareg, fino ad arrivare alle bocchette del sistema d'aerazione e dalla modanatura della plancia sul lato passeggero. Il tunnel centrale ricalca marcatamente la Suv commercializzata anche in Europa, proponendo gli stessi controlli del climatizzatore e una versione rivisitata dei tasti di controllo della trasmissione, riposizionati per lasciare spazio al supporto rialzato per il ginocchio del passeggero.

Solo benzina, per ora. Inizialmente la Volkswagen proporrà la Tayron unicamente con un motore 2.0 TSI con cambio automatico DSG a sette rapporti. I clienti cinesi potranno optare per due differenti varianti, da 186 o 220 CV, alle quali potranno abbinare, a richiesta, anche un sistema di trazione integrale 4Motion con modalità di guida specifiche per l'off-road. Presumibilmente nei mesi successivi al debutto sul mercato cinese, la gamma della Suv si arricchirà con nuove motorizzazioni, con la probabile adozione di un 1.4 TSI da 150 CV e di un'unità ibrida plug-in.

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Salone di San Paolo - La Fiat svelerà un prototipo inedito

4 Ruote - Ott 22,2018

La Fiat ha diffuso il primo video teaser della concept che sarà svelata al Salone di San Paolo. Per il momento quello che possiamo vedere è un bozzetto, accompagnato da alcuni fotogrammi del modello in scala 1:1 durante la costruzione con le macchine a controllo numerico: non esistono ulteriori informazioni sulla natura del prototipo.

Le prime linee della concept. Disegnata e progettata dalla sede brasiliana della Fiat, la concept non è stata ancora mostrata in maniera completa. Le forme, a giudicare dal disegno della fiancata, sono quelle di una Suv coupé con sbalzi contenuti e un tetto piuttosto basso e slanciato. In un dettaglio del posteriore si notano inoltre gruppi ottici molto sottili e un particolare gioco di pieni e vuoti del paraurti, con un occhio di riguardo all'aerodinamica.

Nessun dettaglio tecnico aspettando l'elettrificazione. Nel video e nelle brevi descrizioni del protagonisti non filtrano informazioni tecniche sulla vettura, quindi è presto per capire se sarà presente una qualche forma di elettrificazione. Nel bozzetto non sono visibili terminali di scarico nella zona posteriore, ma questo non esclude la presenza di un powertrain ibrido, in linea con le strategie future del gruppo FCA

Potrebbe anticipare la Toro Suv. La concept, secondo alcune fonti non ufficiali, potrebbe anticipare alcuni degli stilemi della variante Suv del pick-up Toro, che potrebbe debuttare nel 2020 insieme al restyling del modello con cassone posteriore. La Suv di segmento C, come anticipato dal piano industriale, offrirà sette posti e sarà affiancata da altri due modelli a ruote alte di segmento A e B.

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Ford - In un video, una Mustang elettrificata

4 Ruote - Ott 22,2018

La Ford ha diffuso un video all'interno del quale potrebbe essere nascosto il teaser di un nuovo modello elettrificato. Il fotogramma appare infatti in una sequenza che ripercorre la storia del marchio e mostra brevemente il frontale di una vettura con una inedita calandra chiusa e il logo della Mustang illuminato di blu. 

 

Mustang o Suv. Difficilmente le case costruttrici realizzano immagini del genere senza una vera finalità, ma in questo caso non è facile dare un'identità alla vettura. Il logo fa infatti pensare subito alla sportiva dell'Ovale Blu, ma la forma totalmente chiusa della calandra e del paraurti sembra indicare la presenza di un powertrain completamente elettrico, quando per la Mustang è stato da tempo annunciato una sola variante ibrida. La Ford ha però già mostrato il suo prossimo modello elettrico: una Suv sportiva ispirata proprio alla "pony car", nota per il momento come Mach 1 e attesa sul mercato nel 2020. 

Frontale da elettrica. Il logo blu al centro della calandra sembra un chiaro richiamo alla alimentazione elettrica, mentre le venature del cofano e il taglio dei fari Led e della mascherina sono un chiaro omaggio allo stile della Mustang attuale. Parabrezza e tetto sembrano piuttosto bassi e slanciati, ma non esistono ulteriori elementi per poter dare un giudizio definitivo. La Ford ha annunciato nel gennaio scorso investimenti per 11 miliardi entro il 2022 dedicati all'elettrificazione, con il debutto di 40 modelli tra ibride ed elettriche. 

 

 

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BMW Serie 8 - Nuovo avvistamento della Cabrio

4 Ruote - Ott 22,2018

La BMW Serie 8 Cabriolet è pronta al debutto e i collaudatori stanno ormai testando i prototipi su strada con minime camuffature. Le foto spia che vi proponiamo permettono di vedere la nuova Cabriolet su strada, mentre la presentazione potrebbe avvenire già nei prossimi mesi.

Senza veli. La Serie 8 è già stata presentata in versione Coupè, quindi è naturale che le uniche pellicole adesive siano state posizionate nella zona del cofano posteriore, là dove la Cabriolet adotta un design diverso. La capote di tela rientra infatti nel suo alloggiamento svelando una classica impostazione 2+2, mentre il cofano posteriore piatto destinato al vano bagagli termina con un accenno di spolier. Paraurti e gruppi ottici sono gli stessi della coupé e anche gli interni saranno identici.

Una nuova versione benzina in arrivo. La Serie 8 è stata per il momento annunciata in sole due varianti: la M850i con il V8 4.4 biturbo benzina da 530 CV e la 840d con il 3.0 diesel da 320 CV. Il prototipo delle immagini ha però una targhetta 840i, segno che una motorizzazione sei cilindri benzina è in arrivo per ampliare la gamma.

La BMW Serie 8 Cabriolet (https://www.quattroruote.it/news/foto_spia/2018/08/29/bmw_al_via_i_test_nella_valle_della_morte_per_la_serie_8_cabrio.html) è pronta al debutto ed i collaudatori stanno ormai testando i prototipi su strada con minime camuffature. Le foto spia che vi proponiamo permettono di vedere la nuova Cabriolet su strada, mentre la presentazione potrebbe avvenire già nei prossimi mesi. Senza veli. La Serie 8 è già stata presentata in versione Coupè, quindi è naturale che le uniche pellicole adesive siano state posizionate nella zona del cofano posteriore, là dove la Cabriolet adotta un design diverso. La capote in tela rientra infatti nel suo alloggiamento svelando una classica impostazione 2+2, mentre il cofano posteriore piatto destinato al vano bagagli termina con un accenno di spolier. Paraurti e gruppi ottici sono gli stessi della coupè ed anche gli interni saranno identici. Una nuova versione benzina in arrivo. La Serie 8 è stata per il momento annunciata in sole due varianti: la M850i con il V8 4.4 biturbo benzina da 530 CV e la 840d con il 3.0 diesel da 320 CV (https://www.quattroruote.it/news/nuovi-modelli/2018/06/15/bmw_la_serie_8_svelata_a_le_mans.html). Il prototipo delle immagini ha però una targhetta 840i, segno che una motorizzazione sei cilindri benzina è in arrivo per ampliare la gamma.
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Ford Ecosport - Una settimana con la 1.5 TDCi 125 CV AWD ST-Line - DAY 1

4 Ruote - Ott 22,2018

La protagonista del nostro Diario di bordo questa settimana è la Ford Ecosport 1.5 TDCi 125 CV S&S AWD ST-Line, in pratica l'allestimento top di gamma abbinato alla più potente delle unità a gasolio (l'altra è da 100 CV), al cambio manuale a sei marce e alla trazione integrale. Lunga 4 metri e 10 offre una ricca la dotazione di serie, che include, fra l'altro, climatizzatore automatico, cruise control, Touch Nav Sys 8'' Sync 3, sistema keyless Start, mancorrenti sul tetto, fari diurni a Led, cerchi di lega da 17'' bruniti, sensori di parcheggio e specchietti ripiegabili elettricamente e riscaldati. Fra gli optional, oltre alla vernice metallizzata Ruby Red Tc ( 900), l'esemplare in prova è dotato del Design Pack ST Line ( 800, che include spoiler posteriore, privacy Glass e fari Xeno), del lettore cd integrato ( 150) e del piccolo tetto panoramico apribile ( 500). Dal prezzo di listino di 28.600 euro si raggiungono così i 30.950 euro. Per chi fosse interessato all'acquisto, fino al 31 ottobre si può usufruire di uno sconto fino a 5.900 euro, grazie agli Ecoincentivi Ford, con permuta o rottamazione e, in caso di finanziamento, anticipo zero e prima rata a gennaio 2019.

 

 

 

 

 

 

Gioca a fare la "grande" [Day 1]. Impostazione di guida rialzata, in stile sorella maggiore Kuga, e tanto spazio a bordo, nonostante sia fra le più piccole del segmento, con i suoi 4 metri e dieci. Chi siede davanti non ha problemi di sorta, ma anche dietro c'è spazio per le gambe e aria sopra la testa, e il morbido divanetto posteriore può accogliere anche un quinto passeggero, complice l'assenza del tunnel centrale. L'unico neo, proprio a causa della generosa imbottitura, è che, a schienale abbattuto, non si forma un piano di carico livellato. Una volta in marcia si apprezzano subito altre due qualità: la prontezza del TDCi da 125 CV e 300 Nm di coppia massima a 1.750 giri e il cambio, molto morbido e fluido negli innesti. Ciò che mi è piaciuto meno, a parte l'assenza di vani portaoggetti degni di questo nome (sia quello ai piedi della console centrale sia quello nel bracciolo sono lillipuziani) è il display dell'ottimo sistema d'infotainment: la palpebra che fuoriesce dalla plancia è troppo verticale e per nulla orientata verso chi guida, rendendo la lettura delle informazioni meno agevole di quando avviene sul altri modelli. Per contro, ho apprezzato la presenza di alcune funzioni. Una su tutte la possibilità, una volta azionata la retromarcia, di visualizzare le immagini della retrocamera in due modalità: classica e "zoom", che consente di avere l'esatta percezione della distanza da eventuali ostacoli in coda. Per quanto riguarda il confort in marcia, infine, l'assetto fa di tutto per offrire il giusto compromesso tra piacere di guida e capacità di assorbimento di pavé, buche, tombini e delle altre imperfezioni del manto stradale. Resto ancora un po' dubbioso, invece, sul sistema di apertura del portellone: retaggio della vecchia versione con la ruota di scorta esterna, rischia di complicare un po' la vita in caso di parcheggio in spazi angusti. Alessandro Carcano, redazione Mercato

 

 

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Gruppo FCA - Accordo per cedere la Magneti Marelli per 6,2 miliardi

4 Ruote - Ott 22,2018

Il gruppo FCA ha siglato un accordo definitivo per cedere la Magneti Marelli alla Calsonic Kansei, azienda giapponese di componentistica di proprietà del fondo statunitense di private equity KKR. La cessione, dal controvalore di 6,2 miliardi di euro, pone fine a diversi mesi di trattative sempre sul punto di saltare a causa soprattutto delle divergenze sulla valutazione dell'azienda di Corbetta (Milano).

Nasce un colosso della componentistica. L'operazione, che è previsto venga perfezionata nella prima metà dell'anno prossimo una volta ottenute tutte le autorizzazioni normative, porterà alla nascita della Magneti Marelli CK Holdings e del settimo maggior operatore indipendente al mondo del campo della componentistica per gli autoveicoli, con un fatturato complessivo di 15,2 miliardi di euro, quasi 200 stabilimenti e centri di ricerca e sviluppo in Europa, Giappone, America e Asia-Pacifico. Il nuovo gruppo sarà guidato da Beda Bolzenius, già manager delle multinazionali del settore Bosch e Johnson Controls e amministratore delegato della Kalsonic Kansei dallo scorso marzo, mentre Ermanno Ferrari, nuovo numero uno della Magneti Marelli, entrerà nel consiglio di amministrazione della neonata Magneti Marelli CK Holdings.

Saltano spin-off e quotazione. La cessione a Calsonic Kansei, azienda nata nel 1999 dalla fusione tra i componentisti nipponici Calsonic e Kansei e nel 2016 ceduta dalla Nissan e altri azionisti al fondo Usa per 4,5 miliardi di dollari, fa saltare il precedente progetto di scorporo della Magneti Marelli con la successiva quotazione sulla Borsa di Milano. Il progetto era stato fortemente voluto da Sergio Marchionne, ma il gruppo FCA non aveva mai chiuso le porte a eventuali offerte di terze parti. E, infatti, sin da quando è stato avviato il progetto di separazione sul tavolo dei vertici aziendali sono arrivate le manifestazione di interesse della Kkr e anche di altre società di investimento e aziende del settore

Le divergenze sulla valutazione. Il fondo statunitense è riuscito ad aprire un tavolo di trattative ottenendo anche il diritto di esclusiva ma i negoziati si sono rivelati più difficile del previsto a causa, soprattutto, delle divergenze sulla valutazione da assegnare alla Magneti Marelli con il gruppo italo-statunitense a chiedere più di 6 miliardi e i giapponesi a offrire anche un miliardo in meno. Nelle ultime settimane sono anche circolate diverse ipotesi per chiudere l'operazione come la vendita delle sole attività "non-captive" dell'azienda lombarda, ossia non legate alle forniture al gruppo FCA. L'interesse dei giapponesi non è comunque mai venuto meno neanche dopo aver perso l'esclusiva, grazie al continuo appoggio della Kkr che ora, secondo alcune indiscrezioni provenienti dal Giappone, è intenzionata anche a sostenere un aumento di capitale dell'azienda giapponese. Del resto la Kalsonic Kansei ha un fatturato di circa 7 miliardi contro i quasi 8 della di Magneti Marelli.

La prima grande operazione di Manley. Per Mike Manley si tratta della prima grande operazione straordinaria da quando ha assunto la guida del gruppo italo-statunitense in sostituzione di Marchionne. Con i 6,2 miliardi incassati dalla cessione potrà ora sostenere le esigenze finanziarie di un piano industriale che prevede 45 miliardi di euro di investimenti, di cui 9 solo nell'elettrificazione della gamma. La vendita è probabilmente destinata a rinfocolare le polemiche sull'ennesimo trasferimento di un grande marchio italiano sotto il controllo di una realtà estera e ad alimentare le richieste dei sindacati su garanzie occupazionali e investimenti in Italia. Tra le righe del comunicato di cessione, oltre alla garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali degli stabilimenti italiani di Magneti Marelli, emergono comunque precisi impegni tra le parti per non rompere del tutto i legami tra FCA e Magneti Marelli. Infatti, si legge, è stato "sottoscritto un contratto di fornitura pluriennale che rafforzerà ulteriormente una relazione di mutuo beneficio sia per le gamme di offerta in crescita di Magneti Marelli che di FCA e che sosterrà le operation di Magneti Marelli in Italia, ben posizionandole per una continua crescita e successo nel futuro". "Dopo aver esaminato attentamente una serie di opzioni per consentire a Magneti Marelli di esprimere tutto il suo potenziale nella prossima fase del suo sviluppo, la combinazione con Calsonic Kansei si è rivelata un'opportunità ideale per accelerare la crescita futura di Magneti Marelli a beneficio dei suoi clienti e delle sue persone eccezionali", aggiunge Manley. "Le attività così combinate continueranno a essere uno dei partner commerciali più importanti di FCA e vorremmo vedere questo rapporto crescere ulteriormente in futuro. L'operazione riconosce anche il pieno valore strategico di Magneti Marelli ed è un altro importante passo nel nostro continuo focus sulla creazione di valore".  

Nuove opportunità in un settore in trasformazione. Per la Magneti Marelli, che manterrà a Corbetta la sede operativa, grazie all'appartenenza a un gruppo di componentistica indipendente si aprono ora nuove opportunità di crescita e sviluppo all'interno di un settore che sta affrontando le sfide dell'elettrificazione e delle nuove tecnologie per la connettività e la guida autonoma. Non a caso Bolzenius sottolinea che "negli ultimi anni la nostra industria ha attraversato un periodo di forti cambiamenti e la prossima fase sarà ancora più dinamica". Ora i due componentisti, secondo il manager tedesco, potranno fare leva su "una presenza geografica e linee di prodotti complementari, mentre i nostri rispettivi clienti beneficeranno di un maggiore investimento in persone, processi e nuovi prodotti innovativi".

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F.1, GP Stati Uniti - Raikkonen torna alla vittoria dopo 5 anni

4 Ruote - Ott 21,2018

Kimi Raikkonen ha vinto il Gran Premio degli Stati Uniti, diciottesima prova del Mondiale di Formula 1. Il pilota della Ferrari rompe un digiuno durato cinque anni, vale a dire 113 gare lontano dalla vittoria. Max Verstappen ha chiuso in seconda posizione, negando a Hamilton la possibilità di conquistare il titolo iridato già ad Austin. Lewis non è andato oltre il terzo posto, mentre Vettel è passato quarto sotto la bandiera a scacchi, con il rammarico di aver buttato alle ortiche un'altra occasione, dopo l'ennesimo incidente al via.

Iceman è tornato. Kimi ha costruito la sua gara con intelligenza fin dalla partenza: scattato ottimamente, è andato subito a insidiare il poleman Hamilton e alla prima curva lo ha superato senza alcun indugio. Il finlandese ha poi dovuto remare per potersi imporre sugli avversari, ma è riuscito a portare la Ferrari per primo sotto la bandiera a scacchi, festeggiando nel migliore dei modi il suo trentanovesimo compleanno. "Vincere è una sensazione grandiosa, meglio che arrivare secondo!", ha detto Kimi Raikkonen al termine della gara. "Però, è anche vero che non mi cambia la vita, anche se siamo qui per cercare di vincere. Un weekend interessante per il team, soprattutto perché siamo reduci da gare difficili, sono contento. Certo non è il risultato migliore per la squadra, avremmo preferito avere Sebastian più avanti, ma è importante essere tornati a lottare. Questa vittoria aiuta, quindi andiamo in Messico con entrambi i campionati ancora aperti e punteremo ovviamente a fare il massimo".

Verstappen, secondo in rimonta. Partito dalla diciottesima posizione, il pilota olandese della Red Bull ha dimostrato - ancora una volta - di che pasta è fatto. La sua è stata una gara straordinaria: al primo giro è finito largo, nel caos delle prime curve si è tenuto lontano dai guai e poi ha iniziato la sua rimonta. Sul finale ha anche tenuto testa a Lewis Hamilton, ingaggiando un duello per la seconda posizione che è andata poi a suo favore, con Hamilton terzo. Il pilota inglese oggi ha patito i problemi alle gomme posteriori, con del blistering che lo ha costretto a fare due soste, in una gara in cui i top driver hanno optato per un solo pit-stop. Il terzo posto ottenuto oggi, con Vettel quarto, gli impedisce di avere la certezza matematica del titolo: la festa è solo rimandata in Messico, la prossima settimana.

Ancora un errore per Vettel. Continua il periodo nero del quattro volte campione del mondo della Ferrari che, anche oggi, ha mancato l'occasione di tenere aperti i giochi. Dopo essere stato costretto a partire dalla quinta posizione - avendo rimediato una penalità di tre posizioni nelle prove libere, per non aver rallentato abbastanza in regime di bandiera rossa - Sebastian ha ingaggiato un duello con la Red Bull di Ricciardo ed è finito in testacoda. Ancora una volta. Scivolato nelle retrovie, ha dovuto recuperare a suon di sorpassi e alla fine ha conquistato la quarta posizione, strappandola dalle mani di Bottas.

La top ten. Buon risultato per la Renault: nonostante i distacchi accusati rispetto a Mercedes, Ferrari e Red Bull, il team anglo-francese ha chiuso in sesta e settima posizione con Nico Hulkenberg e Carlos Sainz. In top ten anche le due Force India, con Ocon ottavo e Perez decimo. Tra di loro la Haas di Kevin Magnussen, in nona posizione.



GP degli Stati Uniti Risultati della gara

1. Raikkonen - Ferrari

2. Verstappen - Red Bull

3. Hamilton - Mercedes

4. Vettel - Ferrari

5. Bottas - Mercedes

6. Hulkenberg - Renault

7. Sainz - Renault

8. Ocon - Force India

9. Magnussen - Haas

10. Perez - Force India

11. Hartley - Toro Rosso

12. Ericsson - Sauber

13. Vandoorne - McLaren

14. Gasly - Toro Rosso

15. Sirotkin - Williams

16. Stroll - Williams

Ritirati: Leclerc (Sauber), Ricciardo (Red Bull), Grosjean (Haas), Alonso (McLaren)

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Mercati esteri - Le auto che vorremmo anche in Italia FOTO GALLERY

4 Ruote - Ott 21,2018

A fine agosto la Renault ha presentato al Salone di Mosca la concept Arkana, che prefigura in veste pressoché definitiva un modello di serie al debutto nel primo semestre del 2019. Del resto, questa Suv-coupé nasce proprio nella capitale russa e punta alla conquista dei mercati asiatici. Ma, forse, non lEuropa: "Non abbiamo preso decisioni definitive", ha spiegato Laurens Van Der Acker, capo del design Renault (l'articolo è su Quattroruote di ottobre). Eppure, la sua linea filante e aggressiva piacerebbe (o potrebbe piacere) anche agli automobilisti del Vecchio Continente. Non si tratta di un caso isolato: dopo aver parlato delle Fiat extraeuropee e delle auto straniere a noi sconosciute, abbiamo raccolto nella nostra galleria di immagini dieci vetture, già in vendita o in arrivo sui mercati esteri, che vorremmo vedere anche in Italia.  

 

 

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F.1, GP Stati Uniti - Pole per Hamilton. Vettel secondo a 61 millesimi

4 Ruote - Ott 20,2018

Lewis Hamilton ha ottenuto la pole position del Gran Premio degli Stati Uniti, diciottesima prova del Mondiale di Formula 1. L'inglese della Mercedes ha fermato il cronometro sull'1:32.237, conquistando la sua pole numero 81 in carriera, la terza consecutiva sul circuito di Austin. Sebastian Vettel non è riuscito a battere il rivale per la lotta al titolo appena 61 millesimi: quando il suo ingegnere gli ha comunicato il distacco da Lewis, le imprecazioni via radio si sono sprecate. Vettel domani non partirà comunque dalla prima fila, perché dovrà arretrare di tre posizioni, a causa della penalità rimediata durante le prove libere di ieri.

In aggiornamento

 

GP Stati Uniti - Risultati delle qualifiche

1. Hamilton - Mercedes | 1:32.237
2. Vettel - Ferrari | 1:32.298
3. Raikkonen - Ferrari | 1:32.307
4. Bottas - Mercedes | 1:32.616
5. Ricciardo - Red Bull | 1:33.494
6. Ocon - Force India | 1:34.145
7. Hulkenberg - Renault | 1:34.215
8. Grosjean - Haas | 1:34.250
9. Leclerc - Sauber | 1:34.420
10. Perez - Force India | 1:34.594

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Dodge Challenger - Al volante della Hellcat

4 Ruote - Ott 20,2018

un caso di nomen omen la Dodge Challenger, la sfidante che da mezzo secolo tiene testa a Camaro e Mustang, mostri sacri dellindustria automobilistica a stelle e strisce. Da qualche tempo la partita fra le tre muscle-car per eccellenza si gioca anche al di qua dellAtlantico. Tuttavia, mentre le proposte di Chevrolet e Ford si sono parzialmente adattate alle esigenze europee - nelle linee quanto nella proposta motoristica, che include propulsori turbo quattro cilindri - la Challenger è rimasta ostinatamente fedele alla sua formula originale. Piaccia o meno. In questo, senza dubbio, è quella con più carattere del trio.

La nipote del Generale Lee. I tratti somatici della Dodge Challenger non mentono: sono ancora gli stessi della Dodge Charger del 69, protagonista dei folli inseguimenti in The Dukes of Hazzard. Col mitico Generale Lee la vettura condivide il design dei lunghissimi cofani anteriore e posteriore, il montante posteriore palestratissimo e la nervatura sulla fiancata, che si impenna quasi in corrispondenza del passaruota posteriore. E che dire della fanaleria? Gli occhi sono quelli della nonna, e non mentono. Non cè spazio per gentilezze stilistiche come la coda fastback della Mustang, né per le deviazioni dal tema primigenio, come il frontale dellultima Camaro: sulle Challenger le linee sono tese, nette e spezzate. Lei è fieramente così, cruda e rude. E questa determinazione ha il suo prezzo: un abitacolo che nella zona posteriore sembra più angusto rispetto a quello delle rivali; il che è paradossale per unauto lunga 5 metri.

 

Downsizing, questo sconosciuto. Lofferta motoristica della Challenger è quasi uno statement: qui il motore più piccolo è un V6 di 3.6 litri e oltre 310 CV di potenza. Così, tanto per gradire. Niente turbo, niente sofisticate strategie elettroniche di funzionamento per risparmiare carburante. Ma per lutenza italiana, che fa i conti con la bruttura del superbollo, cè pure la versione al valium, con 250 CV. Se invece non spaventa diventare fra i migliori amici dellagenzia delle entrate (e dei benzinai), la scelta deve obbligatoriamente cadere sulle tradizionali edizioni con motore V8, quelle vere, con lAmerica nel monoblocco: fra queste spicca la SRT Hellcat, un no-sense su quattro ruote con dei numeri da paura. Nel vano motore è stato incatenato un folle V8 Hemi da 6.2 litri, sovralimentato, che sprigiona qualcosa come 717 CV e 881 Nm di coppia massima. Non serve aggiungere altro.

Un assaggio di Hulk. Un giro a bordo di questo mostro ce lha concesso la KWA, il nuovo importatore della Ram 1500 in Europa. Il primo impatto con la Hellcat è certamente quello sonoro. Come diamine hanno fatto a omologarla? Il sound è davvero infernale da fuori: il preludio lo regala il compressore volumetrico che inghiotte litri e litri daria, poi arriva il bang subsonico degli scarichi. Una sinfonia a otto cilindri che è proprio come te laspetti, esageratamente rumorosa, quasi violenta quando ci si avvicina alla zona rossa del contagiri e condita da sonori scoppi in rilascio. Basta già questo per innamorarsi dellauto, senza nemmeno mettersi al volante peraltro. Una volta nellabitacolo, un veloce colpo docchio lo merita la plancia, dove spicca linfotainment con trouchscreen da 8,4 della divisione americana di FCA: la qualità realizzativa complessiva è discreta, ma nulla più. Le regolazioni di piantone e sedile permettono di cucirci addosso il posto guida, con la seduta comoda e contenitiva.

Al volante ti senti Bruce Willis. Il tracciatino di prova dove ci viene lasciata la Hellcat, nei pressi di Stoccolma, le sta proprio stretto: per scatenare a pieno il suo V8 servirebbero ben altri rettilinei. Se non altro ci viene consentito di guidarla con i controlli elettronici spenti. Alla prima accelerata la Dodge manifesta le sue intenzioni bellicose e fa subito fumare i pneumatici posteriori. Un monito che ricorda al pilota quanto su questo mezzo lacceleratore vada dosato con perizia. Alla prima curva ad ampio raggio, con lo sterzo quasi dritto e col punto di corda alle spalle, metto il gas a tavoletta e eccola lì la coda che inizia ad allargare. Eppure la transizione dallassetto stabilizzato al sovrasterzo è relativamente amichevole e facilmente gestibile: sulle curve più lente, però, il gioco cambia parecchio e bisogna essere pronti col controsterzo. Recuperata trazione, la progressione è schiacciante, assecondata dallottimo automatico ZF a 8 marce.

Non concede sconti. Lavantreno, su cui grava il 57% della massa, è incisivo e ispira fiducia tanto quanto limpianto frenante griffato Brembo. Guidando col dovuto garbo, la Hellcat sa essere anche efficace, nonostante la mole di oltre 2 tonnellate e la distribuzione dei pesi non equilibratissima: il problema è che ci si ritrova presto a strafare col pedale dellacceleratore per dilettarsi nel gestire un retrotreno che vorrebbe prendere a calci nel sedere il mondo intero. Unesperienza esaltante e terrificante allo stesso tempo. La Hellcat è così, pazza esattamente come la si immagina che sia e per nulla incline a fare sconti: concede tanto, a patto che si rispetti la sua incontenibile personalità (o la si guidi con gli aiuti elettronici sempre inseriti). Per averla servono poco meno di 80 mila euro, ma ne bastano la metà se si ripiega sulla V6. Avendo la possibilità, però, la scelta è obbligata.

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Formula 1 - Presentata la gamma 2019 della Pirelli

4 Ruote - Ott 20,2018

Piccola novità per il prossimo anno in Formula 1: nellottica di rendere i pneumatici facilmente riconoscibili al pubblico, sugli spalti come a casa, la Pirelli porterà nel 2019 delle gomme con sole 3 colorazioni. La gamma P Zero del prossimo anno sarà contraddistinta dalla spalla colorata in bianco, giallo e rosso, che corrisponderanno alle mescole hard, medium e soft.

Ampia gamma di mescole. Le reali mescole utilizzate nel corso della stagione saranno comunque più di tre, come ha voluto immediatamente specificare il fornitore unico di pneumatici. A seconda delle caratteristiche di ogni circuito, le mescole cambieranno ma saranno identificate sempre dagli stessi colori in base alla loro durezza. Quindi, per esempio, la gomma soft utilizzata in un circuito cittadino come Singapore sarà necessariamente diversa rispetto alla stessa soft utilizzata per Silverstone o Suzuka. Al momento, la Pirelli non ha rilasciato alcun dettaglio sulle mescole disponibili per il 2019 e lo farà subito dopo lomologazione della Federazione, prevista per il prossimo dicembre, durante il Consiglio Mondiale.

Decisione condivisa. Come sempre nelle questioni relative alla fornitura delle gomme, la Pirelli si è confrontata con i diversi attori della categoria prima di giungere a una decisione. Abbiamo parlato a lungo di questo argomento con le squadre, con la Federazione e con Liberty Media, ha spiegato Mario Isola, responsabile car racing della Pirelli. Ldea alla base di questo cambiamento è quella di rendere più facilmente riconoscibili le gomme, anche a livello televisivo, pur indicando quali specifiche mescole saranno utilizzate a ogni gara. Nella pratica, dunque, cambierà molto poco: spariranno i diversi colori a cui siamo stati abituati fino ad oggi e ne saranno utilizzati soltanto tre. Resta tutto invariato, invece, per le gomme intermedie e da bagnato, che continueranno a essere colorate rispettivamente in verde e in blu.

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Sportive - Le irriducibili del motore aspirato - FOTO GALLERY

4 Ruote - Ott 20,2018

una tendenza già da diversi anni: ai nuovi motori a benzina è stata ridotta la cilindrata e aggiunta la sovralimentazione, in modo da limitare pesi ed emissioni di anidride carbonica, con effetti benefici anche sulle prestazioni. Così, laccoppiata downsizing e turbocompressore ha fatto breccia anche tra i più famosi produttori di vetture sportive.

Dalla Urus alla 991. Sempre più Case hanno ceduto al turbo, e i modelli a listino lo dimostrano. Per la nuova Urus, comè noto, la Lamborghini ha adottato un propulsore di derivazione Audi 4.0 V8 biturbo da 650 CV e 850 Nm di coppia massima. Prima della California T del 2014, che ha (ri)aperto la strada ai motori turbo nella gamma del Cavallino, la Ferrari non adottava un propulsore sovralimentato dai tempi della F40. E la Porsche, la cui prima 911 Turbo (mod. 930) risale al 1974, nel 2016 ha detto addio ai propulsori aspirati per il restyling della 991. O quasi: fanno eccezione la GT3 e le sue derivate in edizione limitata (la 911 R e la 911 Speedster che sarà svelata a breve). Proprio la 911 GT3, nella sua versione più estrema, la RS, è una delle auto della nostra gallery, dove abbiamo raccolto 20 sportive rimaste fedeli al motore aspirato. Quasi tutte supercar e hypercar, con qualche eccezione.

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F.1, GP degli Stati Uniti - Libere 2: Hamilton domina, Vettel penalizzato

4 Ruote - Ott 19,2018

La seconda sessione di prove libere del Gran Premio degli Stati Uniti è stata fortemente condizionata dalla pioggia. Per metà della sessione tutti hanno aspettato che smettesse di piovere e lo spettacolo si è temporaneamente spostato ai box e se ne sono viste di tutti i colori, dai caffè tra Alonso e Norris fino al karaoke nel box della Red Bull. Team e piloti hanno ingannato il tempo fino a quando le condizioni sono migliorate. A quel punto, Lewis Hamilton - con un solo tentativo cronometrato - ha conquistato la prima posizione fermando il cronometro sull'1:48.716, dimostrando la sua superiorità assoluta sul circuito di Austin.

Una classifica fuori dal normale. Nonostante la pioggia, la Toro Rosso ha mandato in pista Brendon Hartley per cercare di fargli fare quanti più giri possibile, così da recuperare parte del tempo che il neozelandese aveva perso in mattinata, avendo ceduto il posto a Sean Gelael. Brendon ha chiuso sesto, mentre il suo compagno di squadra, Pierre Gasly, ha fatto decisamente meglio, prendendosi la piccola soddisfazione di strappare il secondo tempo assoluto, seppur a un secondo netto dalla Mercedes.

Vettel penalizzato. Nel corso della prima sessione di prove libere, la direzione gara aveva esposto la bandiera rossa per rimuovere la ghiaia dall'asfalto portata in traiettoria da Charles Leclerc, dopo un'uscita di pista. In quel contesto, Vettel non ha ridotto adeguatamente la velocità e la direzione gara sta valutando la manovra per capire se ci sono gli estremi per una penalità.  Prima dell'inizio della seconda sessione, Vettel e un rappresentante della Ferrari si sono presentati dai commissari per spiegare cosa è successo. Sullepisodio, il tedesco ha detto: Io credo di aver rallentato abbastanza, almeno dallinterno dellabitacolo pensavo di aver fatto tutto per bene. Ho fatto tutto quello che potevo. Oggi, comunque, non è una buona giornata: non siamo competitivi, specie in condizioni da bagnato.

GP Stati Uniti - Risultati prove libere 2 (primi dieci)

1. Hamilton - Mercedes | 1:48.716
2. Gasly - Toro Rosso | 1:49.728
3. Verstappen - Red Bull | 1:49.798
4. Alonso - McLaren | 1:51.728
5. Hulkenberg - Renault | 1:52.208
6. Hartley - Toro Rosso | 1:52.505
7. Ericsson - Sauber | 1:53.070
8. Vandoorne - McLaren | 1:53.354
9. Raikkonen - Ferrari | 1:53.443
10. Vettel - Ferrari | 1:53.912

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Jeep - Anche la Grand Cherokee arruolata dai Carabinieri

4 Ruote - Ott 19,2018

Prosegue il feeling tra il Gruppo FCA e lArma dei Carabinieri. Dopo levento del 26 giugno scorso - lultima cerimonia cui partecipò lad Sergio Marchionne, prima della sua improvvisa scomparsa - per la consegna alla Benemerita della Wrangler, unaltra Jeep indossa la divisa. Il 15 ottobre scorso, con una cerimonia privata, è stato presentato al Comandante Generale dellArma, generale Giovanni Nistri, il primo esemplare della nuova Jeep Grand Cherokee che sarà a disposizione delle Api, le Aliquote di pronto intervento, e delle Squadre operative di soccorso. La Suv prodotta negli Stati Uniti è il MY 2018 equipaggiato con il turbodiesel 3.0 V6 CRD da 190 CV, nellallestimento Laredo. La trazione è integrale permanente e il cambio automatico a 8 rapporti con controllo elettronico.

 

Con i colori dellArma. La vettura, che noi di Quattroruote abbiamo potuto visionare in anteprima, indossa con eleganza la livrea istituzionale dei Carabinieri. Sì, perché la Grand Cherokee allesterno è del tutto identificabile con le scritte, i dispositivi luminosi, i colori distituto. "Il nostro focus è il territorio", spiegano allArma, "ed è importante che le auto siano riconoscibili al cittadino". Anche per questo, la vettura, è la prima a montare i lampeggianti sul portellone posteriore, realizzati con nano Led blu e posti ai lati della targa.

 

Blindatura al top e sospensioni rinforzate. La blindatura, tengono a sottolineare i Carabinieri, ha richiesto un certosino lavoro di smontaggio e rimontaggio completo della sport utility. Il processo, il capitolo più delicato, è stato realizzato come se si trattasse di un abito sartoriale su misura: tutti i dettagli sono stati studiati con gli operatori dellArma che hanno guidato passo dopo passo gli interventi degli allestitori. Dai cristalli laterali al parabrezza, dalla carrozzeria ai pneumatici, ogni elemento è stato concepito per garantire la massima sicurezza agli operatori a bordo e per realizzare un autentico veicolo tattico per le Forze di Polizia, di alta affidabilità meccanica. Meticolosi gli interventi di rinforzo delle sospensioni, poiché il carico che va a sovrapporsi è permanente e non temporaneo. In termini di peso, benché si tratti di un dato non ufficiale, si può ipotizzare un aggravio di circa 400/500 kg rispetto alla Grand Cherokee di serie.

 

Tecnologie allavanguardia, con un occhio già al futuro. Allinterno, Il concentrato di tecnologie a bordo è ai massimi livelli. Tra gli elementi divulgabili, la presenza del sistema Odino (acronimo di Operational device for information, networking and observation), sistema realizzato dai Carabinieri per collegarsi in tempo reale con le banche dati delle Forze di Polizia, della Motorizzazione e dellAnia, oltre che per operare in rete con il software delle sale Operative alle quali può inviare foto e video. Per salvaguardare il touchscreen di serie della Jeep, Odino - che gira su un tablet Android da 7 - scorre su appositi binari per favorirne luso da parte dei militari. E non mancano gli accorgimenti per il futuro: i sistemi porta-arma sono già stati realizzati per ospitare la pistola mitragliatrice Beretta PMX, prossimo armamento al posto dellattuale PM12.

 

19 vetture, operative in tutta Italia. Tra i punti di forza della vettura, anche lautonomia rilevata: circa 800 km alla media di 130 km/h. Un elemento che consentirà il rapido spostamento delle Api (Aliquote di pronto intervento) sul territorio nazionale. Le Grand Cherokee, infatti, saranno operative in tutta Italia, secondo le esigenze. Dopo il primo esemplare, altri dieci ne arriveranno entro novembre e si prevede di terminare la fornitura (si tratta di 19 unità) entro il 2018. Di tutto rispetto, infine, il pacchetto assistenza di nove anni/200.00 km che include anche il doppio treno di pneumatici runflat estate-inverno.

 

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F.1, GP Stati Uniti - Libere1: sul bagnato, Hamilton vola

4 Ruote - Ott 19,2018

Il fine settimana del Gran Premio degli Stati Uniti è ufficialmente iniziato oggi, con la prima sessione di prove libere. Sotto una leggera pioggia, Lewis Hamilton ha immediatamente espresso tutto il suo potenziale, mostrando i muscoli: l'inglese della Mercedes ha ottenuto il giro più veloce, staccando il compagno di squadra Bottas di un secondo e tre decimi. Alle spalle delle Mercedes troviamo le due Red Bull Racing di Max Verstappen e Daniel Ricciardo.

Ferrari ancora indietro. Nel corso di questi primi novanta minuti di prove, Sebastian Vettel non è andato oltre il quinto posto in classifica. Il tedesco della Ferrari ha accusato un ritardo da Hamilton di quasi due secondi, ma pare che il programma di queste prime prove libere sia stato completamente incentrato sui long run. Kimi Raikkonen ha portato in pista il nuovo fondo della SF71-H, una delle novità più grandi della Rossa per questo weekend, ma ovviamente le prove sul bagnato non avranno dato molti riscontri. Raikkonen ha chiuso sesto, a due secondi e mezzo dalle Mercedes.

Poche indicazioni utili. Le condizioni di pista bagnata non hanno certo aiutato team e piloti a raccogliere le informazioni necessarie relative all'usura e al degrado delle gomme e questo potrà sicuramente condizionare il lavoro per il resto del fine settimana, specie se anche nella seconda sessione (che in Italia sarà trasmessa alle 21 su Sky) la pista sarà bagnata. In generale, la tendenza è stata quella di girare poco oggi. Un peccato per i debuttanti: Lando Norris, a bordo della McLaren, avrebbe preferito fare più giri per abituarsi alla Formula 1 e invece ne ha potuti fare solamente nove, con la soddisfazione di stare appena dietro a Fernando Alonso, staccato di pochi decimi. In pista nelle libere 1 anche Sean Gelael per la Toro Rosso: il pilota indonesiano ha fatto 21 giri - più di ogni altro pilota in pista - rimediando però un distacco di oltre 5 secondi da Hamilton e di 7 decimi da Stroll, penultimo in classifica.

GP Stati Uniti - Risultati prove libere 1 (primi dieci)

1. Hamilton - Mercedes | 1:47.502
2. Bottas - Mercedes | 1:48.806
3. Verstappen - Red Bull | 1:48.847
4. Ricciardo - Red Bull | 1:49.326
5. Vettel - Ferrari | 1:49.489
6. Raikkonen - Ferrari | 1:49.928
7. Sainz - Renault | 1:50.665
8. Grosjean - Haas | 1:50.821
9. Leclerc - Sauber | 150.961
10. Ericsson - Sauber | 1:51.016

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Formula E - La BMW chiude i test di Valencia al comando

4 Ruote - Ott 19,2018

Dopo una giornata di pausa, dedicata interamente ai rapporti con i media, la Formula E è tornata in azione sul circuito di Valencia, per lultima giornata di prove pre-campionato. Anche oggi la BMW è l'assoluta protagonista, con Alexander Sims che è riuscito a registrare il giro più veloce, fermando il cronometro sull'1:17.702. Il record assoluto di questi tre giorni appartiene però al suo compagno di squadra, Antonio Felix da Costa, che mercoledì scorso era sceso sotto il muro dell'1:17. Tutti i piloti, eccezion fatta per Mortara e la sua Venturi, sono riusciti a migliorare i propri tempi nella sessione pomeridiane, grazie al miglioramento delle condizioni del tracciato. La mattinata, infatti, è stata disturbata da una forte pioggia che ha costretto tutti a una pausa forzata di un paio d'ore.

Cauto ottimismo. Nel team BMW i Andretti Motorsport c'è tanta soddisfazione per essere riusciti a portare a casa la migliore prestazione in tutti e tre i giorni di prove. Antonio Felix da Costa è stato il più veloce in assoluto, l'unico a scendere sotto l'1:17. Il portoghese ha ammesso: "La stagione sembra iniziare con il piede giusto. Abbiamo sfruttato al massimo i 15 giorni di test consentiti e abbiamo lavorato davvero sodo. La pista non dà molte indicazioni, perché poi correremo su circuiti stradali, quindi non possiamo certo pensare di arrivare alla prima gara e vincere a mani basse. Ma la performance è senza dubbio incoraggiante".

Nel paddock scoppia il caso Nissan. In questa ultima giornata di prove a Valencia, la Formula E ha ritrovato in pista una sua vecchia conoscenza: Oliver Rowland. Il pilota inglese è stato chiamato dalla Nissan Motorsport per effettuare una giornata di prove a fianco di Sébastien Buem. Pare, infatti, che Alexander Albon precedentemente annunciato come pilota titolare stia cercando di rompere laccordo e firmarne uno nuovo con la Scuderia Toro Rosso che lo porterebbe a debuttare in Formula 1. Albon, di fatto, non ha girato in questi test e ha scaricato a Buemi l'intero programma di sviluppo della monoposto. L'ipotesi più accreditata è quella che sia Rowland a prendere il suo posto, ma nel paddock circolano voci di un interessamento di Nissan Motorsport per Fernando Alonso, il quale non ha ancora chiarito nulla circa il suo futuro sportivo lontano dalla F.1.

Test Valencia - i migliori tempi combinati registrati nei tre giorni

1 - Antonio Felix da Costa | BMW i Andretti Motorsport | 1:16.977

2 - Jean-Eric Vergne | DS TECHEETAH | 1:17.342

3 - Alexander Sims | BMW i Andretti Motorsport | 1:17.402

4 - Jerome DAmbrosio | MAHINDRA RACING | 1:17.431

5 - Andre Lotterer | DS TECHEETAH | 1:17.437

6 - Sebastien Buemi | Nissan e.dams | 1:17.473

7 - Lucas di Grassi | Audi Sport ABT Schaeffler | 1:17.535

8 - Felipe Massa | VENTURI Formula E Team | 1:17.696

9 - Edoardo Mortara | VENTURI Formula E Team | 1:17.729

10 - Pascal Wehrlein | MAHINDRA RACING | 1:17.781

11 - Daniel Abt | Audi Sport ABT Schaeffler | 1:17.819

12 - Jose Maria Lopez | GEOX DRAGON | 1:17.830

13 - Mitch Evans | Panasonic Jaguar Racing | 1:17.864

14 - Maxi Gunther | GEOX DRAGON | 1:17.947

15 - Stoffel Vandoorne | HWA RACELAB | 1:18.032

16 - Robin Frijns | Envision Virgin Racing | 1:18.088

17 - Sam Bird | Envision Virgin Racing | 1:18.115

18 - Gary Paffett | HWA RACELAB | 1:18.164

19 - Tom Dillmann | NIO Formula E Team | 1:18.217

20 - Oliver Turvey | NIO Formula E Team | 1:18.240

21 - Antonio Fuoco | GEOX DRAGON | 1:18.284

22 - Nelson Piquet Jr | Panasonic Jaguar Racing | 1:18.498

23 - Dani Juncadella | HWA RACELAB | 1:19.353

24 - Oliver Rowland | Nissan e.dams | 1:20.416

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Tesla Model 3 - Aperti gli ordini per la Mid Range

4 Ruote - Ott 19,2018

Negli Stati Uniti la Tesla ha aperto gli ordini per la nuova versione Mid Range della Model 3. L'unica differenza rispetto agli altri modelli della gamma è la capacità della batteria, accreditata di un'autonomia di 420 km, quasi 80 in meno rispetto a quanto garantito dagli accumulatori precedentemente disponibili come unica opzione. Il nuovo allestimento con motore singolo viene proposto con un prezzo di partenza di 45.000 dollari (39.083 euro), 4.000 (3.474 euro) in meno rispetto alle vetture equipaggiate con la batteria Long Range.

Nuovi accumulatori, stesso motore. Il nuovo pacco batterie dispone di meno celle rispetto a quello delle versioni con 500 km d'autonomia: non si tratta infatti di una semplice limitazione software, ma di una vera e propria nuova batteria. Le altre caratteristiche dell'elettrica restano invariate rispetto alla versione a motore singolo già disponibile, con uno 0-96 km/h portato a termine in 5,6 secondi e una velocità massima di 201 km/h. Il lancio di questo nuovo allestimento anticipa di qualche mese il debutto delle Model 3 con batterie standard: le tanto attese versioni da 35.000 dollari (30.398 euro) dovrebbero infatti debuttare entro la prossima primavera.

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Porsche Mission E - Confermata la produzione della Cross Turismo

4 Ruote - Ott 19,2018

La Porsche ha annunciato l'arrivo di una seconda elettrica nella sua gamma.  stata infatti confermata la produzione in serie di un modello derivato dalla Mission E Cross Turismo, la concept presentata nei mesi scorsi al Salone di Ginevra e a sua volta derivata dalla Mission E, attesa nel 2019 sul mercato con la denominazione Taycan.

300 posti di lavoro aggiuntivi per la crossover elettrica. Per poter produrre la nuova crossover elettrica la Porsche aggiungerà 300 lavoratori ai 1.200 già previsti per la Taycan nella fabbrica di Zuffenhausen. Gli investimenti rientrano in quelli già annunciati dal piano industriale, con circa sei miliardi destinati all'elettrificazione della gamma entro il 2022.

600 CV ed oltre 500 km di autonomia. Negli scorsi mesi abbiamo potuto provare su strada il prototipo della Mission E Cross Turismo, scoprendo che molti dei suoi dettagli stilistici sono già vicini a quelli definitivi. La carrozzeria ricorda l'impostazione della Panamera Sport Turismo con la formula shooting brake, ma aggiunge una caratterizzazione off-road inedita. Il powertrain è lo stesso della Taycan, con un motore per asse, per 600 CV totali, e con batterie capaci di garantire un'autonomia superiore ai 500 km con tempi di ricarica di 15 minuti per l'80% dell'energia grazie alle colonnine CCS da 350 kW. 

 

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