Atlantia - Dopo il -22%, in recupero a Piazza Affari

4 Ruote - Ago 17,2018

Dopo la chiusura di ieri con un ribasso del 22,2% (dopo aver segnato anche un -25%), la holding Atlantia mette a segno un recupero in Borsa, con un parziale rimbalzo di circa il 3%, frenato solo dall'inversione di rotta di un mercato penalizzato dalle nuove tensioni internazionali legate alla crisi turca. 

Il mercato non crede nella revoca. A influire sui corsi delle azioni sono sempre le possibili conseguenze del disastro causato dal crollo del Ponte Morandi a Genova. Ieri il titolo Atlantia ha pagato pesantemente la decisione dell'esecutivo guidato da Giuseppe Conte di avviare le procedure per la revoca delle concessioni dell'A10, il tratto autostradale interessato dal crollo dell'infrastruttura. Oggi, invece, il rimbalzo è determinato dalla rinnovata fiducia degli investitori, che fanno fatica a credere nella possibilità di una revoca. 

Incertezze sul contratto. Del resto lo stesso Governo sembrerebbe diviso sul tema alla luce anche di quanto stabilito dai contratti relativi alla concessione. Lo Stato rischierebbe infatti di dover pagare un risarcimento multimiliardario a favore della holding romana. Alla luce delle disposizioni del contratto, sono molti gli analisti che si sono espressi ritenendo improbabile la revoca della concessione. Rimane comunque elevato il cosiddetto rischio regolatorio, come sottolineato anche dalle agenzie di rating mentre aumentano le incertezze a causa della possibilità di un lungo scontro legale. 

Titolo in luce sin dall'avvio. Le azioni sono comunque riuscite sin dalle prime battute della seduta a imboccare la strada del rimbalzo. Dopo un'apertura con un guadagno di poco meno del 2,7%, i minuti successivi hanno visto una brusca accelerazione fino a un balzo superiore al 7%. Il titolo è stato sospeso dagli scambi a causa dell'eccesso di rialzo, ma le rinnovate tensioni internazionali hanno determinato una frenata dei mercati che ha limitato il recupero a poco più del 3%.  

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Ford Mustang - La nuova Cobra Jet è la più veloce di sempre

4 Ruote - Ago 17,2018

Per celebrare i cinquant'anni della Mustang Cobra Jet la Ford americana ha realizzato una nuova versione da corsa della muscle car. La nuova Cobra Jet sarà prodotta in soli 68 esemplari, un numero che rende omaggio al 1968, anno dell'introduzione della coupé a Stelle e Strisce nelle drag race.

La più veloce di sempre. Il modello celebrativo sarà disponibile unicamente nelle colorazioni Oxford White o Race Red abbinabili, a richiesta, agli adesivi laterali creati appositamente per il 50esimo anniversario della Mustang da accelerazione. Dentro al cofano è presente un V8 5.2 litri con compressore volumetrico Whipple da 3.0 litri: la potenza non è stata ancora ufficializzata ma la Ford ha annunciato che la Cobra Jet sarà in grado di percorrere il quarto di miglio in poco più di 8 secondi raggiungendo una velocità d'uscita superiore ai 240 km/h. Tra le varie modifiche si segnala anche la presenza di un nuovo assetto ad altezza regolabile, una roll cage certificata per le gare Nhra e un impianto frenante "low drag" firmato Strange Engineering e abbinato all'immancabile paracadute posteriore.

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Renault Logan Stepway - La berlina Dacia diventa off-road

4 Ruote - Ago 17,2018

Su alcuni mercati, come quello russo, le Dacia sono vendute con marchio Renault e, in alcuni casi, sono disponibili in allestimenti molto diversi rispetto a quelli italiani. Proprio la filiale russa del marchio della Losanga ha svelato una nuova evoluzione orientata all'off-road della Dacia Logan, la Renault Logan Stepway che porterà al Salone di Mosca - dove sarà presentata - alcune delle modifiche già viste sulla Dacia Logan MCV Stepway.

Rialzata ma solo anteriore. Nel segmento delle berline, a oggi, sono presenti solo pochissimi esempi di tre volumi rialzate e con componenti tecniche ed estetiche che strizzano l'occhio al fuoristrada: un esempio è la Volvo S60 Cross Country. Rispetto alla svedese, tuttavia, la Renault Logan Stepway propone una meccanica estremamente simile alle versioni già in commercio della berlina: solo l'assetto è stato rialzato e la trazione è rimasta unicamente anteriore, una soluzione scelta per mantenere contenuti i costi, una caratteristica da sempre simbolo del marchio romeno. A listino sono presenti un 1.5 dCi diesel e tre differenti versioni del 1.6 benzina, proposto nei tagli di potenza di 82, 102 o 113 CV, quest'ultimo disponibile anche con cambio automatico CVT. All'esterno, oltre alla maggiore altezza da terra, si possono notare nuove componenti estetiche con dettagli ispirati al mondo delle fuoristrada, come le protezioni in plastica per i passaruota e i paraurti.  

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Volkswagen - Con la nuova Golf, un milione di auto (l'anno) a Wolfsburg

4 Ruote - Ago 17,2018

Con il ritorno della Golf dagli stabilimenti del Messico e della Polonia, previsto con l'arrivo dell'ottava generazione, la Volkswagen punta a far crescere i volumi di produzione nello stabilimento principale di Wolfsburg fino a un milione di auto l'anno. Oltre al trasferimento della bestseller da Zwickau e Puebla (presumibilmente tra la fine di quest'anno e l'inizio del prossimo, visto che la Golf VIII è attesa nell'estate 2019), ci saranno altre novità sulle linee di montaggio all'ombra delle storiche quattro ciminiere. Presto, infatti, anche la Suv della Seat, la Tarraco, verrà assemblata sulla catena di montaggio di Wolfsburg. "L'obiettivo è aumentare la produttività del 25% in tutti gli stabilimenti tedeschi entro il 2020", ha spiegato Andreas Tostmann, responsabile per la produzione e la logistica Volkswagen.

Più efficienza, meno complessità.
Tra i capisaldi della sua nuova strategia di produzione "Transform.Together", che sarà annunciata alla fine di settembre nei dettagli delle misure pianificate e delle aree di intervento, c'è il miglioramento dell'efficienza produttiva. Questa strategia comprende otto aree di intervento e prevede una riduzione significativa della complessità delle strutture produttive e la standardizzazione in tutta la rete di produzione globale. 

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Audi RSQ3 - La Suv sportiva scende in pista al Ring

4 Ruote - Ago 17,2018

Non è la prima volta che i collaudatori dell'Audi portano in pista i muletti della futura RSQ3: la versione sportiva della Q3 era già stata avvistata in passato con pesanti camuffature e senza le varie componenti distintive che la differenzieranno dalla sorella minore SQ3. L'esemplare utilizzato per i collaudi al Nürburgring, pur essendo totalmente ricoperto da pellicole, presenta tutte le componenti di serie, alcune delle quali risultano ben visibili nonostante le coperture.

Sportiva in tutto e per tutto. Sul frontale le aperture laterali del paraurti sono molto più grandi rispetto a quelle della SQ3, pur riprendendone il design. Anche altri dettagli, come l'impostazione del frontale, risultano simili a quelli della versione meno estrema, mentre al posteriore, come da tradizione, sono presenti i due scarichi ellittici abbinati a un estrattore molto più pronunciato rispetto a quello degli altri prototipi avvistati in precedenza. La RSQ3 porterà infine al debutto un alettone posteriore inedito che, oltre a rendere più sportiva l'impostazione della coda, contribuirà probabilmente a migliorare l'efficienza aerodinamica della Suv.

Verso quota 400 CV. La versione sportiva della Q3 disporrà di soluzioni tecniche particolarmente raffinate: un nuovo impianto frenante si abbinerà a un assetto appositamente sviluppato che farà coppia con probabili rinforzi del telaio pensati per rendere più dinamica la sport utility. Dentro al cofano anteriore potrebbe essere ripreso il cinque cilindri 2.5 litri dell'Audi RS3 che sulla sportiva a ruote alte potrebbe riproporre la potenza di 400 CV della hatchback, abbinandosi unicamente a un cambio automatico S tronic e alla trazione integrale quattro.

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Ford - Nel 2021 la prima autonoma

4 Ruote - Ago 16,2018

Dopo Waymo e la General Motors, anche la Ford, tramite la start-up Argo AI impegnata nello sviluppo delle tecnologie driverless, ha diramato un resoconto dettagliato dei propri piani per la guida autonoma. All'interno del report la Casa americana racconta la propria filosofia in tema di veicoli autonomi, spiegando come Argo AI sia impegnata nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie sicure anche in collaborazione con enti esterni, come il Virginia Tech Transportation Institute, e aziende come Domino's Pizza e Postmates, con le quali sono stati già avviati dei progetti pilota per portare i veicoli senza conducente sulle strade di tutti i giorni.

Parola d'ordine affidabilità. Nelle 44 pagine del documento, chiamato "A Matter of Trust", ovvero "Una questione di fiducia", la Casa dell'Ovale Blu spiega come lo sviluppo delle tecnologie autonome non debba essere visto come una corsa a chi arriverà per primo sul mercato. Proprio per questo motivo la Ford si è posta il 2021 come orizzonte temporale per presentare la sua prima auto appositamente progettata per la guida autonoma, della quale ha rivelato anche un primo teaser nel quale si può vedere una protuberanza al di sopra del tetto, probabilmente un Lidar o un sistema di rilevamento ambientale. La vettura che sarà svelata entro tre anni disporrà di un powertrain ibrido e sarà già pronta per la produzione. Nei prossimi mesi la Argo AI sarà impegnata nel collaudo dei sistemi driverless che disporranno di sistemi ridondanti per assicurare la massima affidabilità, necessaria per garantire i più elevati standard di sicurezza possibili.

Dal passato al futuro. Nel prossimo decennio il futuro della guida autonoma si scriverà all'interno di uno dei simboli del mondo dei trasporti dello scorso secolo, la Michigan Central Station di Detroit. Proprio nel quartiere della Stazione, e nello stesso edificio ferroviario, la Ford ha intenzione di creare un vero e proprio campus dell'innovazione e per farlo investirà 740 milioni di dollari (650 milioni di euro) per creare uffici per 5.000 dipendenti e strutture adatte a ospitare i centri di ricerca per le tecnologie del futuro.

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Michael Schumacher - Smentito il trasferimento a Maiorca

4 Ruote - Ago 16,2018

La famiglia Schumacher non intende trasferirsi a Maiorca. Sono le parole di Sabine Kehm, storica portavoce della famiglia Schumacher, affidate alle agenzie di stampa internazionali per smentire la notizia di un possibile trasferimento alle Baleari, indiscrezione lanciata ieri dal giornale svizzero LIllustré.

Un fraintendimento generale. A quanto pare, alla base della notizia cè un errore di interpretazione e traduzione delle dichiarazioni attribuite al sindaco di Andratx. Tanto che dal comune spagnolo è partita oggi una nota che chiarisce: Il sindaco di Andratx, in una recente intervista per la rivista svizzera LIllustré, ha confermato solamente che la famiglia Schumacher ha acquistato una casa a Port dAndratx. Tuttavia, non ha fornito altre informazioni su un possibile trasferimento, né ha rilasciato altre informazioni. Ha solamente affermato che nel caso in cui la famiglia decidesse di trasferirsi qui, la nostra comunità sarebbe pronta per il loro arrivo.

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Dieselgate Volkswagen - Germania, rischio fermo dell'auto per chi non risponde ai richiami

4 Ruote - Ago 16,2018

La Kba, l'autorità federale tedesca dei trasporti, ha dichiarato che inibirà la circolazione alle automobili del gruppo Volkswagen che non saranno aggiornate a seguito delle manovre di richiamo resesi necessarie dopo lo scandalo emissioni. I clienti che non porteranno la propria auto in officina per eliminare i defeat device potrebbero così vedersi ritirare i permessi di circolazione.

15 mila auto a rischio. I richiami sono infatti obbligatori: per essere omologate per l'utilizzo su strada, tutte le vetture con motori coinvolti nel dieselgate devono essere aggiornate. Alcuni clienti, che a un anno e mezzo dal ricevimento delle prime comunicazioni di richiamo non hanno ancora sottoposto la propria vettura agli aggiornamenti richiesti, si sarebbero già visti ritirare i permessi di circolazione. A riportare la notizia è stata l'edizione europea di Automotive News che afferma, inoltre, che le autorità di Amburgo e Monaco avrebbero già inibito la circolazione a diverse Audi e Volkswagen equipaggiate con motori Euro 5 e non sottoposte ai richiami nonostante i proprietari fossero stati avvisati più volte, ignorando tutte le comunicazioni. Per il momento, tuttavia, si tratterebbe di casi isolati. Secondo la Kba il 95% dei 2,46 milioni di veicoli coinvolti in Germania è già stato sottoposto ai richiami e solo lo 0,6% dei clienti rischierebbe il ritiro dei permessi di circolazione, per un totale di circa 14.760 auto.

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Formula 1 - Carlos Sainz correrà con la McLaren nel 2019

4 Ruote - Ago 16,2018

Carlos Sainz è il nuovo pilota della McLaren: prenderà il posto di Fernando Alonso nel 2019. Dopo il passaggio di Ricciardo alla Renault e il ritiro di Fernando Alonso dalla Formula 1, oggi un altro tassello del puzzle del mercato piloti è andato al proprio posto.

Un'occasione unica. Il ventitreenne pilota spagnolo, che ha fatto parte della famiglia Red Bull, prenderà il posto dell'amico e idolo d'infanzia Fernando Alonso alla McLaren. Attualmente, Carlos è undicesimo in classifica piloti, grazie ai 30 punti conquistati nella prima parte della stagione con una Renault non certo competitiva. "Sono felice di poter confermare che sarò un pilota McLaren dalla prossima stagione", ha commentato Carlos. "Sono entusiasta di aprire questo nuovo capitolo della mia carriera. Sono un fan della McLaren da sempre, ha una grande storia nel motorsport e per questa squadra hanno corso tanti grandi nomi della Formula 1. Ovviamente, Fernando è uno di questi: prendere il suo posto è qualcosa di speciale per me".

McLaren: Felici di averlo in squadra. Zak Brown, già in tempi non sospetti, aveva ammesso che Carlos era in cima alla lista dei piloti a cui la McLaren era interessata. "Siamo davvero felici di poter avere Carlos in squadra. Da tempo lo tenevamo in considerazione e riteniamo sia uno dei piloti migliori della nuova generazione di talenti della Formula 1. Carlos è il mix perfetto tra esperienza e gioventù: pur avendo solo 23 anni, ha già grande esperienza nella categoria e conosce bene il nostro partner Renault".

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Hertz - Una Corvette in edizione speciale per i primi cent'anni

4 Ruote - Ago 16,2018

 

Una Corvette per i cent'anni della Hertz. L'azienda di noleggio auto, tra le più grandi e diffuse in tutto il mondo, celebra il suo centenario in collaborazione con la Chevrolet offrendo la mitica Z06 in versione speciale, per l'appunto la "Hertz 100th Anniversary Edition". Il numero delle auto disponibili sarà, ovviamente, un centinaio, e purtroppo saranno disponibili per il noleggio esclusivamente in alcune località degli Stati Uniti. In particolare, l'offerta è dedicata a chi ha intenzione di viaggiare tra Atlanta, Boston, Chicago, Dallas, Fort Lauderdale, Fort Myers, Las Vegas, Los Angeles, Miami, New York, Orlando, San Diego, San Francisco e Tampa.

Colori di casa. La Corvette Z06 Hertz 100th Anniversary Edition si riconoscerà per l'inconfondibile livrea gialla con doppie strisce nere, intonata al marchio. Nel cofano, il V8 di 6.2 litri da 650 CV, mentre la trasmissione, da vera americana sportiva, prevede il cambio automatico a 8 marce con paddle al volante. In tinta anche i cerchi di lega, da 19" davanti e 20" dietro, neri e con le pinze dei freni gialle. Infine, all'interno, sedili Competition Sport e interni immancabilmente personalizzati con pelle nera e cuciture a contrasto gialle. Ogni Corvette Z06 di questa Hertz 100th Anniversary Edition sarà dotata di badge interni personalizzati Hertz, con il numero di serie a sottilineare la tiratura limitata.

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Volkswagen Golf R - Con lo Spektrum Program arrivano 40 tinte

4 Ruote - Ago 16,2018

Per consentire ai propri clienti di personalizzare la propria Golf R, la Volkswagen ha reso disponibili 40 nuove tinte speciali. Lo Spektrum Program, per ora disponibile negli Stati Uniti con un costo aggiuntivo di 2.500 dollari (2.198 euro) permette infatti di ordinare la sportiva con una verniciatura ispirata ad alcuni dei modelli più importanti della storia di Wolfsburg e dei vari marchi del gruppo tedesco.

Ispirate al passato. Al momento dell'ordine i clienti potranno scegliere la colorazione osservando i 40 colori verniciati du appositi supporti che permetteranno di apprezzare la tinta come se fosse effettivamente stesa sulla carrozzeria dell'auto. Tra le varie tonalità presenti a listino, oltre ai vari Nogaro Blue Pearl, Violet Touch Metallic, Caribbean Green e Copper Orange Metallic sono presenti anche il Viper Green Metallic della Lamborghini Huracán e della terza serie della Scirocco, il Deep Blue Pearl delle R32 di quarta e quinta generazione, il Mars Red della prima Golf GTI e il Ginster Yellow della Golf GTI Driver's Edition del 1997. Per le vetture ordinate con una delle 40 nuove colorazioni, che si vanno ad aggiungere alle cinque tinte già disponibili in gamma, l'attesa stimata per la consegna varia dai due ai quattro mesi.

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Atlantia - Crollo a Piazza Affari dopo le minacce del Governo

4 Ruote - Ago 16,2018

La società autostradale Atlantia è protagonista di una delle peggiori sedute borsistiche della sua storia il giorno dopo la decisione del Governo di avviare la procedura per la revoca della concessione dopo il disastro del ponte Morandi a Genova. Le azioni, che a causa delle difficoltà di fare prezzo in apertura di scambi sono state sospese per oltre un'ora, perdono quasi il 25%, complici anche le iniziative di diversi analisti che hanno tagliato raccomandazioni e prezzi obiettivo, a causa dell'aumento dei rischi regolatori in capo alla controllata Autostrade per l'Italia.

Le minacce del governo. A pesare sull'andamento delle azioni è soprattutto quanto deciso ieri dall'esecutivo guidato da Giuseppe Conte. Al termine di una riunione straordinaria a Genova, il governo ha annunciato l'avvio delle procedure per la revoca della concessione di Autostrade per l'Italia sul tratto dell'A10 interessato dal crollo, mentre alcuni ministri, tra i quali Luigi di Maio e Matteo Salvini, hanno avanzato l'ipotesi di una multa di 150 milioni di euro per inadempienze contrattuali. Il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, da parte sua, ha sostanzialmente chiesto le dimissioni dei vertici aziendali e aggiunto la possibilità di trasferire all'Anas la gestione del collegamento autostradale. 

Nessun alibi. "Nessuno si dovrà trincerare dietro l'alibi della mancanza di fondi o di vincoli di bilancio imposti dall'Ue", ha dichiarato il ministro dell'Economia Giovanni Tria. "L'intero sistema di competenze e responsabilità in tema di investimenti pubblici infrastrutturali deve essere chiamato in causa perché è alla base del degrado infrastrutturale dell'Italia, dei ritardi e dell'incapacità di spesa", ha sottolineato il ministro. "Con questa consapevolezza, si conferma l'assoluta necessità di un grande piano di rilancio degli investimenti pubblici in infrastrutture, a cui il Mef assieme agli altri ministeri sta già lavorando, partendo dallo sblocco degli investimenti e degli interventi di manutenzione che hanno già finanziamenti a disposizione.  In ogni caso, come è stato più volte chiarito, gli investimenti pubblici in infrastrutture sono una priorità dell'attuale governo per i quali non ci saranno vincoli di bilancio, come è una priorità il superamento dell'incapacità di spesa e di intervento". 

La risposta di Atlantia. Intanto, è arrivata la replica della holding chiamata in causa dopo il disastro di Genova. "Atlantia Spa, in relazione a quanto annunciato in merito all'avvio di una procedura finalizzata alla revoca della concessione nella titolarità della controllata Autostrade per l'Italia, deve osservare che tale annuncio è stato effettuato in carenza di qualsiasi previa contestazione specifica alla concessionaria e in assenza di accertamenti circa le effettive cause dell'accaduto", si legge in una nota. "Pur considerando che anche nell'ipotesi di revoca o decadenza della concessione - secondo le norme e procedure nella stessa disciplinate - spetta comunque alla concessionaria il riconoscimento del valore residuo della concessione, dedotte le eventuali penali se e in quanto applicabili, le modalità di tale annuncio possono determinare riflessi per gli azionisti e gli obbligazionisti della società". "Atlantia - prosegue la nota - pertanto continuerà a supportare la controllata Autostrade per l'Italia nelle interlocuzioni con le istituzioni in questa delicata fase avendo riguardo anche alla tutela dei propri azionisti e obbligazionisti con una corretta e tempestiva informazione al mercato". 

Il nuovo attacco di Di Maio. Di Maio, che già ieri aveva lanciato dure accuse alla holding e alla famiglia Benetton, che ne detiene il controllo, è tornato sulla questione poco dopo la diffusione della nota di Atlantia, precisando che "ci sono tutte le ragioni per recedere dal contratto senza pagare le penali". "Le penali di 20 miliardi di cui tutti parlano si devono pagare quando stracci un contratto senza motivazione. Noi qui parliamo di un contratto fatto ad Autostrade che prevedeva degli obblighi: siccome per noi questi obblighi non sono stati rispettati si deve recedere al contratto e abbiamo avviato questa procedura di annullamento non in maniera immotivata. Se la motivazione è giusta, e ci sono quasi 40 morti, non credo che si debbano pagare delle penali e che si debba agitare questo argomento. Sono convinto che ci siano tutte le motivazioni per non pagare penali - ha ribadito - perchè si può fare un contratto che favorisca di più un privato, da parte di una politica che in maniera lecita ha preso soldi da questi soggetti, ma davanti a 40 morti non ci sono clausole che tengano". Nel ribadire la linea del governo, Di Maio ha sottolineato che "non è possibile che si vada a morire pagando il pedaggio". Aggiungendo che, del resto, prima ancora che il governo annunciasse di voler ritirare la concessione ad Autostrade, "a Borsa aveva già condannato Atlantia: in quel momento era evidente a tutti che chi doveva fare le manutenzioni non le aveva fatte adeguatamente". 

Il ponte era da chiudere. "Quel ponte andava chiuso prima che avvenisse la tragedia: il responsabile è Autostrade, se questi soggetti non sono in grado di gestire le autostrade lo farà lo Stato. Ogni anno Autostrade incassa 6 miliardi di euro dai pedaggi e non ne spende 6 in manutenzione, allora incassiamo noi 6 miliardi l'anno e li mettiamo tutti in manutenzione, piuttosto che investirli in dividendi", ha proseguito il vice premier. Infine l'accusa: "Credo siano fondati i timori sul fatto che si siano fatte convenzioni favorendo Aspi in maniera genuflessa. In questi anni sono stati fatti ad Autostrade contratti molto permissivi e anche norme ad hoc, come quando il governo è andato a pregare l'Europa di prorogare le concessioni pur sapendo che si violavano le leggi sulla concorrenza. Ora siamo nel paradosso per cui non conosciamo benissimo i termini dei contratti perchè erano secretati: noi desecreteremo tutto". 

Renzi chiede la Gronda. Della questione ha parlato infine anche l'ex premier Matteo Renzi chiedendo in particolare la realizzazione della cosiddetta Gronda, l'opera stradale da tempo considerata come necessaria per consentire una migliore circolazione delle persone e delle merci nella città di Genova. "Chi ha sbagliato deve pagare fino all'ultimo centesimo. Dire 'revochiamo la concessione' fa aumentare i like e fa esultare chi non conosce le carte. Ma governare è più complicato che scrivere post su Facebook: se revochi la concessione paradossalmente fai un regalo ad Autostrade. Perché devi pagare un sacco di soldi per revocare la concessione e perdi le opere pubbliche che servono e per le quali loro sono impegnati", ha scritto su Facebook Renzi. "Quello che è chiaro è che va rifatto il ponte Morandi, certo, ma va fatta anche la Gronda ed è un preciso impegno di Autostrade. Si scelgano gli avvocati migliori per andare al contraddittorio con Autostrade. Si vada fino in fondo all'azione giudiziaria senza guardare in faccia nessuno".

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BMW Serie 3 - Più leggera e con il quattro cilindri più potente di sempre

4 Ruote - Ago 16,2018

La BMW ha diramato le prime immagini ufficiali dei prototipi della nuova Serie 3, svelando anche alcune delle caratteristiche della nuova berlina che debutterà durante il prossimo Salone di Parigi. La settima generazione della tre volumi tedesca, ancora totalmente camuffata, è stata immortalata durante i collaudi di durata sul circuito del Nürburgring e sulle strade limitrofe.

Più comoda e leggera. La nuova piattaforma costruttiva ha permesso un abbassamento del centro di gravità di 10 mm, a tutto vantaggio della dinamica di guida e delle performance in curva. La nuova Serie 3 sarà anche più leggera fino a 55 kg rispetto ai modelli di sesta generazione e la ripartizione dei pesi sarà equamente distribuita sui due assi della vettura. Il corpo vettura sarà più rigido e si abbinerà a carreggiate allargate che permetteranno di migliorare la stabilità, enfatizzando la precisione e l'agilità di guida. Per la prima volta la Serie 3 disporrà di serie anche di nuovi ammortizzatori che, in relazione alla compressione delle molle, compenseranno le sconnessioni stradali mantenendo un elevato livello di confort senza tuttavia intaccare la dinamica di guida. I clienti che sceglieranno le versioni M Sport, infine, disporranno di un assetto ribassato di 10 mm, cerchi di lega da 18", servosterzo Variable Sports Steering e differenziale posteriore a controllo elettronico.

Quattro cilindri high performance. Per quanto riguarda le motorizzazioni, invece, la nuova berlina tedesca porterà al debutto quello che la Casa di Monaco definisce come il quattro cilindri più potente mai montato su una BMW di serie. Si tratterà di un'evoluzione degli odierni motori TwinPower Turbo a benzina che, nonostante le performance elevate, sarà in grado di consumare il 5% di carburante in meno rispetto ai modelli attualmente in gamma anche grazie a una nuova evoluzione del cambio automatico Steptronic a otto rapporti. Il nuovo quattro cilindri disporrà del filtro antiparticolato e sarà omologato secondo la normativa Euro6d-Temp.

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Mercedes e Porsche - Bloccate le immatricolazioni di alcuni modelli diesel in Svizzera

4 Ruote - Ago 16,2018

Bloccato alle immatricolazioni di alcuni modelli della Mercedes e della Porsche, in Svizzera. Secondo  l'agenzia stradale Astra, devono essere verificati i livelli di emissioni delle Macan e delle Cayenne dotate di motori diesel nascondano i livelli di emissioni. Il provvedimento interesserà i veicoli importati dal 17 agosto. I veicoli già registrati in Svizzera possono continuare a circolare, ma dovranno essere riadattati. Il richiamo riguarda le Macan con motore di 3 litri e le Cayenne 4.2 litri, ma anche il Mercedes Vito diesel 1.6. La Daimler ha comunicato di aver fermato le esportazioni del monovolume dopo che le autorità tedesche avevano ordinato un richiamo lo scorso maggio. Il blocco svizzero, in ogni caso, riguarderebbe soltanto 24 esemplari destinati al mercato elvetico, secondo quanto dichiarato dalla Casa di Stoccarda.

Le autorità svizzere hanno bloccato le immatricolazioni di alcuni nuovi veicoli Mercedes-Benz Vito e Porsche Macan e Cayenne che avevano motori diesel che nascondevano i livelli di emissioni, ha detto l'agenzia stradale Astra. La mossa interesserà i veicoli importati dal 17 agosto. I veicoli già registrati in Svizzera possono continuare a funzionare, ma devono essere riadattati, ha detto Astra in un comunicato. Mercedes Vitos con motori diesel da 1,6 litri, Porsche Macans con motori diesel da 3 litri e Cayennes con motore diesel da 4,2 litri sono interessati dall'azione. Tutti hanno le norme sulle emissioni Euro 6, che si riferiscono alle norme sulle emissioni che questi motori devono soddisfare. Daimler ha detto di aver smesso di esportare il modello Vito dopo che le autorità tedesche di maggio hanno ordinato un richiamo e si sono fermati alle nuove registrazioni per il veicolo. Questo ha colpito 24 veicoli Vito destinati alla Svizzera, ha detto un portavoce del produttore tedesco in una dichiarazione inviata per posta elettronica.
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Crollo Ponte Morandi - Come cambia la viabilità e i percorsi alternativi

4 Ruote - Ago 16,2018

In seguito al crollo del viadotto Morandi di Genova la Polizia ha stilato un elenco dei percorsi alternativi per ovviare alla chiusura di un tratto dell'Autostrada A10. Le modifiche alla viabilità non coinvolgono la A6 da Torino, la A26 da Alessandria, la A7 da Milano e la A12 La Spezia Massa, dove le autorità segnalano condizioni di transitabilità regolari senza alcuna criticità in atto. Di seguito riportiamo tutti i percorsi alternativi consigliati dalla Polizia di Stato.

Dalla Francia. Per chi viaggia in uscita dalla Francia e dalla rete stradale Nord-Ovest d'Italia verso il Tirreno sono previste alcune alternative. Entrando in Italia dal confine di Ventimiglia è possibile percorrere la A10 fino all'interconnessione con l'A26, seguendo poi per l'A26-D26 Predosa-Bettole e successivamente per l'A7 in interconnessione con l'A12. Per chi entra in Italia dal confine del Frejus sarà necessario viaggiare sull'A32, l'A21, l'A7 e successivamente sull'interconnessione con l'A12. Gli automobilisti in viaggio dal Monte Bianco, dopo aver percorso la A5, potranno scegliere se imboccare la A26 o la A55 per poi seguire per l'A21, l'A7 e l'interconnessione con l'A12. In alternativa, per tutte le provenienze da oltre confine è possibile imboccare l'A21 e seguire le indicazioni per l'A1, l'A15 e l'interconnessione con l'A12. Il traffico proveniente dalla Francia, dal confine di Ventimiglia, e diretto verso l'Adriatico potrà infine percorrere l'A10 fino all'interconnessione con l'A6, seguendo poi l'A21 e l'A1-A14, mentre gli automobilisti diretti verso Milano dovranno percorrere la A10 fino all'interconnessione con l'A6 e successivamente, a seconda della destinazione finale, imboccare la A21 o la A6/A4.

Verso Porto e Aeroporto. Tutti gli automobilisti che si dirigeranno verso il Porto o l'Aeroporto di Genova saranno obbligati a seguire l'itinerario indicato dalle autorità e creato per agevolare la circolazione dei mezzi di soccorso impegnati sul luogo del disastro. Per raggiungere la zona dell'Aeroporto e del Porto chi proviene da Ventimiglia dovrà percorrere la A10 e uscire allo svincolo di Genova Aeroporto, mentre chi è in viaggio da Milano o Livorno dovrà prendere l'uscita di Genova Ovest della A7 Milano-Genova.  Chi proviene dal Porto o dall'Aeroporto di Genova può imboccare la A7 in direzione nord per dirigersi verso Milano o a Livorno, mentre chi deve raggiungere Ventimiglia o Savona dovrà immettersi nell'autostrada A7 al casello di Genova Ovest, seguendo poi la diramazione D26 Predosa-Bettole e proseguire sulla A26 in direzione sud fino alla interconnessione con la A10.

Le modifiche alla viabilità cittadina. Dal 16 al 26 agosto sarà vietata la circolazione dei veicoli con massa superiore alle 7,5 tonnellate dalle 8 alle 20 sul lungomare Canepa e in via Guido Rossa, nel tratto compreso tra il lungomare e la rotatioria Fiumara. I veicoli in uscita dal varco portuale Etiopia dovranno obbligatoriamente svoltare a destra, mentre le vetture provenienti dal ponte Elicoidale avranno l'obbligo di proseguire dritti verso il lungomare Canepa. In via Borzoli nel tratto compreso tra via Ferri e via Militare di Borzoli, è infine istituito un divieto di sosta e di fermata.

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Michael Schumacher - Si trasferirà in Spagna insieme alla famiglia

4 Ruote - Ago 15,2018

Secondo quanto riportato oggi dal giornale svizzero LIllustré, la famiglia Schumacher si trasferirà in Spagna, nei pressi di Palma de Maiorca.

Una villa su un promontorio. Michael Schumacher e i suoi cari andranno ad abitare a Villa Yasmin, una lussuosa residenza di circa 3000 mq che è appartenuta, in passato, al presidente del Real Madrid, Florentino Pérez. La tenuta sarebbe stata attrezzata con tutto il necessario per consentire a Michael di continuare il suo lungo processo di riabilitazione. La villa dispone anche di unelipista, due piscine, un grande giardino e le depandance per il personale e per gli ospiti.

Si lavora per preservare la sua privacy. La famiglia Schumacher non ha commentato la notizia lanciata oggi dal magazine svizzero, ma la conferma del trasferimento arriva dal sindaco di Andratx. Secondo il primo cittadino, è stato approntato un piano speciale per salvaguardare la privacy di Michael, sulle cui condizioni di salute vige il più assoluto riserbo. Non è ancora chiaro se il trasferimento sarà di breve o lunga durata.

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Mercedes-Benz GLB - Nuovi collaudi per la Suv compatta

4 Ruote - Ago 15,2018

A parecchi mesi dagli ultimi avvistamenti, i tecnici della Mercedes-Benz sono tornati al Nürburgring per proseguire i collaudi della nuova GLB. La Suv compatta della Stella si baserà sulla stessa piattaforma modulare MFA2 della nuova generazione della Classe A, allargandone ulteriormente la famiglia: oltre alla cinque porte e alla berlina, già presentate, dallo stesso pianale nasceranno anche le nuove CLA e GLA.

Continua a nascondersi. Rispetto agli avvistamenti precedenti il prototipo del Nürburgring presenta camuffature più leggere: quasi tutte le superfici sono ricoperte da pellicole e non dispongono dei supporti montati in precedenza per nascondere le forme della Suv. Dalle nuove foto spia si può così iniziare a intuire il look che riprenderà le forme delle sorelle maggiori, a partire dalla GLE di nuova generazione. Per quanto riguarda le dimensioni la GLB potrebbe aggirarsi attorno ai quattro metri e mezzo di lunghezza, posizionandosi esattamente a metà strada tra i 4,4 metri della GLA e i 4,6 della GLC.

Solo quattro cilindri. Condividendo per intero la meccanica con le altre compatte della Stella, la GLB potrebbe riproporre le stesse motorizzazioni che già caratterizzano la gamma della Classe A, con i 1.3 turbobenzina e 1.5 turbodiesel sviluppati dalla Daimler insieme alla Renault, senza escludere il 2.0 da 224 CV delle versioni 250 che sarà immancabilmente abbinato alla trazione integrale 4Matic, probabilmente disponibile anche su altre versioni della Suv.

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Auto volanti - Quando le macchine mettono le ali - FOTO GALLERY

4 Ruote - Ago 15,2018

Se guida autonoma e mobilità elettrica riempiono le colonne di quotidiani e riviste, lo studio del volo per gli spostamenti quotidiani, iniziato nella notte dei tempi, nella fantasia di progettisti e scrittori, prosegue ora incessante nei centri di ricerca. Con proposte che arrivano anche dal mondo delle quattro ruote.

Daimler e Aston Martin. Da più di un anno la Geely, proprietaria del marchio Volvo, ha acquisito la Terrafugia, celebre startup specializzata nei mezzi terra-aria, mentre la Daimler è tra le aziende finanziatrici della startup Volocopter, che ha già fatto volare a Dubai il suo Air Taxi. LAston Martin, invece ha presentato la Volante Vision Concept, ovvero lo studio di un veicolo a decollo e atterraggio verticale (Vtol, Vertical take-off and landing vehicles). Proposte innovative per la mobilità quotidiana, ma ben lontane dallessere considerate delle vere auto volanti, come quelle del cinema.

Skydrive finanziata da Toyota. Al contrario della Skydrive, che può raggiungere i 150 km/h di velocità massima su terra e i 100 km/h in volo. Molto compatta (è lunga 2,9 metri, larga 1,3 e alta 1,1), viene sviluppata dalla Cartivator, una startup finanziata dalla Toyota, che punta a impiegarne un esemplare definitivo per accendere la fiaccola di Tokyo 2020.

Audi Pop.Up Next. Al pari, può essere considerata una vera macchina volante l'Audi Pop.Up Next, unevoluzione del progetto Pop.Up di Airbus e Italdesign, alla quale la Casa di Ingolstadt ha in particolare contribuito nellautomazione e nello sviluppo della tecnologia delle batterie. Al momento, quelle della Toyota e della joint-venture Audi-Italdesign-Airbus ci sembrano le proposte più simili alle comuni auto, tra le tante che vi presentiamo nella galleria di immagini. 

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Formula 1 - Fernando Alonso si ritira

4 Ruote - Ago 14,2018

Fernando Alonso lascerà la Formula 1 alla fine di questa stagione. Lo ha annunciato lo stesso pilota spagnolo, attraverso i suoi canali social. Il due volte campione del mondo di F.1 non ha lasciato trapelare nulla circa il suo futuro sportivo.

In aggiornamento...

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Tesla - Tre membri per controllare eventuali OPA

4 Ruote - Ago 14,2018

Il consiglio di amministrazione della Tesla ha nominato un comitato di tre membri (Brad Buss, Robyn Denholm e Linda Johnson Rice) per supervisionare l'eventuale vendita dell'azienda a un investitore privato, come annunciato nei giorni scorsi da Elon Musk.

Nessun finanziatore ufficiale. In attesa di sapere come si comporteranno le autorità in merito alle denunce ricevute da Musk per violazione delle leggi federali sul mercato, la Tesla si è quindi mossa per tutelarsi e valutare al meglio quasiasi ipotesi, anche se, per il momento, sembra essere infondato l'interesse da parte del fondo sovrano dell'Arabia Saudita, il Public Investment Fund. Intanto Musk continua a sostenere il suo impegno nel portare a buon fine l'operazione, avvalendosi anche della consulenza della Goldman Sachs.

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