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Aggiornato: 2 ore 4 min fa

Multe stabili, ma crollano gli autovelox: i dati città per città

Giu 03,2026
Multe stabili, ma diminuiscono i proventi da autovelox. Questa, in estrema sintesi, la fotografia sulle sanzioni amministrative in Italia nel 2025 scattata da Quattroruote e dal Codacons. Sul numero di maggio abbiamo scritto - analizzando gli incassi effettivi da violazioni stradali inseriti nella banca dati degli enti pubblici - che lo scorso anno i comuni e le unioni di comuni italiani hanno ricavato dalle violazioni stradali 1,98 miliardi di euro, lo 0,2% in più rispetto al 2024, e che i 107 comuni capoluogo hanno incassato 1,04 miliardi, esattamente come nel 2024.L'effetto autovelox Nell'articolo sottolineavamo come questa modesta crescita sia arrivata dopo anni di incrementi a doppia cifra, ipotizzando che la significativa battuta d'arresto fosse attribuibile al caos autovelox nel quale sono precipitati i controlli della velocità dopo la sentenza con cui la Corte di cassazione, nel 2024, ha stabilito che solo i dispositivi omologati - e nessuno, incredibilmente, ancora lo è - possono essere considerati fonti di prova delle violazioni.Ricavi da velocità giù del 9%Ieri il Codacons ha confermato l'ipotesi analizzando i dati sui proventi dalla velocità che i comuni sono tenuti a comunicare al ministero dell'Interno entro il 31 maggio di ogni anno: nel 2025 le principali 20 città italiane (a eccezione di Napoli, che alla data del 31 maggio non aveva ancora presentato la documentazione) hanno incassato 56,5 milioni di euro grazie alle sanzioni elevate tramite strumenti di controllo elettronico della velocità, l'8,9% in meno (-5,5 milioni) rispetto agli incassi del 2024, che erano pari a 62,1 milioni di euro. Firenze prima per proventi da velox I dati dell'associazione di consumatori rivelano che in testa alla classifica delle città con le maggiori entrate da autovelox c'è Firenze, che lo scorso anno ha incassato 19,7 milioni di euro, mentre al secondo posto sale il comune di Bologna, con 9,2 milioni di euro. Scende in terza posizione Milano (6,9 milioni), seguita da Genova (4,8 milioni) e Palermo (4,2 milioni). Sempre il Codacons rivela che tra le grandi città che hanno segnato performance negative spicca Roma, con entrate che passano da 4,8 a 2,3 milioni di euro (-52%), mentre a Milano i proventi da autovelox scendono da 10,6 a 6,9 milioni (-34,8%). I comuni con i risultati peggiori sono però Trieste (-94,4%), Bolzano (-84,2%) e Bari (-73%).Le città in cui i ricavi aumentanoSe si limita l'analisi alle prime dieci città italiane, si scopre che nel complesso i ricavi da violazioni stradali sono diminuiti del 3,8% e che i proventi da autovelox - al netto di Napoli, di cui non è disponibile il dato - sono calati dell'8,8%. Da notare che il calo degli incassi complessivi non è generalizzato. Anzi, Firenze (+18,8%), Napoli (+9,6%), Palermo (+8,5%) e Bologna (+7,9%) hanno registrato un incremento. Analoga dinamica divergente rispetto al dato medio si è registrata sulla velocità a Genova (+54,6%), Palermo (+31,8%) e Bologna (+21,3%).A Firenze il 27% arriva dalla velocità Da notare che, sempre limitatamente alle prime dieci città, il capoluogo in cui la velocità pesa di più sul totale dei proventi è Firenze, che dagli autovelox ha ricavato il 26,9% di tutte le multe. Dietro al capoluogo della Toscana vi sono Bologna (20,9%) e Venezia (15,3%). In coda Torino (2,4%), Bari (1,7%) e Roma (1,5%).Di seguito la tabella di Quattroruote con i ricavi dalle multe nelle prime 10 città italiane e quella del Codacons con gli incassi da autovelox nelle stesse città.
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Da Toyota alle Formula: così nasce un motore da corsa - VIDEO

Giu 03,2026
Portare un motore dal mondo della strada a quello delle competizioni richiede una vera e propria trasformazione, in un processo molto più complesso e, per certi versi, persino opposto rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare. Le modifiche non riguardano tanto le prestazioni, quanto affidabilità, controllo e struttura stessa del motore. 3 cilindri al bancoPrendiamo come esempio il 3 cilindri 1.6 di derivazione Toyota che Autotecnica Motori prepara per l'utilizzo sulle Formula Regional prodotte da Tatuus (una trasformazione simile viene operata sul 1.4 Abarth impiegato nelle Formula 4). Innanzitutto si parte da un'attenta analisi del motore originale per determinare quali parti vadano effettivamente modificate e quali invece si possano mantenere per contenere i costi, aspetto fondamentale in campionati in cui è il regolamento stesso a stabilire un price cap.La modifica più radicale riguarda la sostituzione della coppa dell'olio con un sistema a carter secco, che nel caso del 3 cilindri comporta anche l'eliminazione del contralbero di equilibratura. Questa soluzione permette di montare il motore più in basso sulla vettura, abbassando il baricentro. Inoltre, il sotto-basamento dedicato e il coperchio punterie progettato ad hoc consentono di rendere il motore portante, cioè in grado di trasferire i carichi direttamente dal gruppo cambio-sospensioni alla monoscocca in carbonio senza necessità di un telaietto aggiuntivo.Affidabilità e controlloPer garantire la durabilità nelle condizioni tipiche delle corse vengono poi aggiunte paratie di protezione da possibili detriti e supporti supplementari per sostenere elementi come il turbocompressore e alcuni sensori particolarmente sensibili alle elevate vibrazioni.La componentistica interna viene completamente rivista, così come gli organi di controllo elettronico. Come detto, lo scopo principale non è l'incremento della potenza, limitata dal regolamento, quanto la necessità di poter attuare un controllo completo sui parametri di funzionamento per ottenere il comportamento desiderato in termini di erogazione, transitori e gestione delle cambiate, garantendo anche l'assoluta uniformità fra i motori forniti ai diversi team. Fondamentale in questo è il lavoro di calibrazione a banco, in cui si può analizzare la risposta ai diversi input e condizioni di funzionamento incrociando i dati rilevati da numerosi sensori. Segue un'altrettanto importante fase di sviluppo in pista, basata sul riscontro dei piloti. Anche nel WEC L'attività di Autotecnica Motori, nata nel 1977 e passata attraverso la storica partnership con Alfa Romeo per i campionati turismo, va oggi ben oltre la preparazione di motori derivati dalla serie. Da diversi anni, infatti, l'azienda si occupa anche dello sviluppo di propulsori progettati dal foglio bianco. il caso, per esempio, del V6 biturbo che spingerà l'Hypercar McLaren nel WEC a partire dal 2027, dopo la collaborazione svolta negli scorsi anni con Lamborghini per la medesima categoria.
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Toyota porta lidrogeno a Le Mans: debutto in pista per lhypercar senza benzina

Giu 03,2026
In occasione della 94 edizione della 24 Ore di Le Mans, Toyota porterà in pista le prime dimostrazioni pubbliche della TR LH2 Racing Prototype, una vettura sperimentale alimentata da un motore a combustione interna a idrogeno liquido.Il prototipo, sviluppato sullo stesso telaio della Hypercar TR010 HYBRID impegnata nel Mondiale Endurance, rappresenta l'evoluzione più recente del programma Toyota dedicato all'idrogeno nel motorsport. Le dimostrazioni sono in programma giovedì 11 giugno alle 12.50 e sabato 13 giugno alle 12.45 sul tracciato da 13,626 chilometri, offrendo al pubblico la possibilità di vedere e ascoltare una vettura da corsa senza benzina, ma con motore termico.Strategia e sviluppo dell'idrogeno Toyota L'iniziativa rientra nella strategia multi-tecnologica del costruttore per la carbon neutrality, che affianca l'idrogeno alle elettriche e ad altre soluzioni a basse emissioni come possibili strade per la decarbonizzazione della mobilità.Il percorso di sviluppo è iniziato nel 2021 in Giappone, quando il team Rookie Racing schierò nella serie Super Taikyu la GR Corolla H2 alimentata da idrogeno gassoso. Due anni dopo è arrivato il passaggio all'idrogeno liquido, più complesso dal punto di vista tecnico ma potenzialmente più efficace grazie alla maggiore densità energetica.Parallelamente Toyota ha sviluppato questa tecnologia anche nei rally. Nel 2022 la GR Yaris H2 ha effettuato le prime uscite dimostrative al Rally di Ypres, mentre in seguito il progetto si è evoluto nella GR Yaris Rally2 H2 Concept, portata in scena in eventi dimostrativi al Rally di Finlandia e al Rallye Monte-Carlo.Le Mans laboratorio per il futuro Le Mans resta però il banco di prova più rilevante. Già nel 2023 la GR Corolla H2 aveva completato un giro dimostrativo del Circuit de la Sarthe, mentre nello stesso anno era stata presentata la GR H2 Racing Concept, anticipazione di una possibile futura categoria endurance dedicata all'idrogeno.Nel 2025 è stata poi svelata la GR LH2 Racing Concept, alimentata a idrogeno liquido. La nuova TR LH2 Racing Prototype rappresenta oggi la fase più avanzata di quel progetto e il primo prototipo realmente funzionante mostrato in pista davanti al pubblico.Prima delle dimostrazioni la vettura sarà esposta nell'Hydrogen Village, l'area tematica dedicata alle tecnologie a idrogeno allestita all'interno del circuito. Un ulteriore segnale di come Le Mans continui a essere non solo una competizione, ma anche un laboratorio per tecnologie destinate, in prospettiva, alle vetture di serie.
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Rimborso pedaggi: quando spetta e come richiederlo senza errori

Giu 03,2026
Dall'1 giugno puoi ottenere il rimborso del pedaggio autostradale, ma non sempre è così semplice. Tra soglie minime, eccezioni e requisiti specifici, il rischio è di non rientrare nei criteri anche dopo un viaggio problematico. questo il perimetro definito dall'Autorità di Regolazione dei Trasporti, che con la delibera 211/2025 ha introdotto il nuovo sistema di restituzione dei pedaggi: un principio corretto, ma operativo solo in determinate condizioni. In attesa dell'app unica, i concessionari pubblicano le istruzioni sui propri siti. Rimborso pedaggi autostradali: quando spetta e come ottenerlo Il diritto al rimborso, totale o parziale, scatta solo in due casi: cantieri (anche con rallentamenti) oppure traffico completamente bloccato. Quest'ultimo è un evento che interrompe la circolazione e impedisce il deflusso dei veicoli: per ottenere l'indennizzo deve durare almeno 60 minuti.Per i cantieri, il sistema è più restrittivo. Il rimborso è riconosciuto solo se il percorso insiste interamente su tratte gestite dallo stesso concessionario, mentre per i viaggi con più concessionari bisognerà attendere il 1 dicembre 2026. Anche la lunghezza del tragitto incide: sotto i 30 km il ristoro è automatico, tra 30 e 50 km serve un ritardo superiore a 10 minuti, oltre i 50 km la soglia sale a 15 minuti.Nel caso di traffico bloccato, invece, il rimborso è proporzionale alla durata del fermo: 50% tra 60 e 119 minuti, 75% tra 120 e 179 minuti, 100% oltre le tre ore.Le eccezioni sono numerose, e in molti casi il rimborso non scatta affatto. Non è previsto alcun indennizzo se sul percorso è già applicata una riduzione del pedaggio o se i cantieri sono legati a emergenze, come incidenti o eventi meteo straordinari. Restano esclusi anche i cantieri mobili nella fase iniziale.Un parametro chiave è il tempo di riferimento, cioè il tempo teorico di percorrenza calcolato su distanza e velocità media: è su questo valore che si misura il ritardo effettivo.Infine, entrano in gioco due soglie economiche: sotto 0,10 euro non si ha diritto a nulla, mentre gli importi superiori vengono accumulati fino al raggiungimento di almeno 1 euro per l'erogazione. Rimborso Autostrade per l'Italia: regole e casi concreti Per i viaggi dal 1 giugno, Autostrade per l'Italia ha definito modalità operative precise. Il rimborso per i cantieri è riconosciuto solo per tratte interamente gestite da società dello stesso gruppo, mentre quello per traffico bloccato si applica anche su percorsi con più concessionari.Un caso concreto aiuta a capirlo meglio. Un viaggio da Milano Est a Verona Sud non dà diritto al rimborso per cantieri, perché attraversa tratte con gestori diversi. Diverso il caso di un blocco della circolazione: se avviene nella parte gestita da Autostrade per l'Italia, l'indennizzo diventa possibile.Il sistema copre solo cantieri programmati e blocchi della circolazione: sono esclusi i disagi legati a traffico intenso, condizioni atmosferiche o altre cause non riconducibili a queste categorie. Come richiedere il rimborsoLa richiesta può essere effettuata tramite il sito di Autostrade per l'Italia o con l'app Muovy Cashback. La registrazione non è obbligatoria, ma consente di velocizzare la procedura.Con registrazione, è possibile associare dispositivo di telepedaggio o targa e ricevere i rimborsi in automatico, indicando un IBAN per l'accredito.Senza registrazione, invece, tutto passa dalla ricevuta: va conservata, utilizzata almeno 4 ore dopo il ritiro al casello e inserita nella procedura online. A quel punto si riceve via email un codice per monitorare la richiesta.Come viene calcolato il rimborso In presenza di cantieri, l'importo si compone di due elementi: una quota base legata al cantiere e una eventuale quota per il ritardo. Se lungo il percorso sono presenti più cantieri, i rimborsi si sommano, ma non possono superare il pedaggio pagato.Per il traffico bloccato, invece, il calcolo è più diretto: si applica una percentuale sul pedaggio della tratta interessata, fino a un massimo del 100%. In caso di più eventi, gli importi si accumulano, ma resta il limite complessivo.Se nello stesso viaggio si verificano sia cantieri sia blocchi, viene riconosciuto l'importo più favorevole. Tempi e scadenzeI tempi dipendono dalla modalità scelta. Con ricevuta e targa, l'esito arriva entro 7 giorni. Con il telepedaggio, tutto è legato ai cicli di fatturazione.Anche le scadenze cambiano: con ricevuta si ha tempo fino a 12 mesi dal viaggio, mentre con telepedaggio si possono recuperare solo i transiti fino a 4 mesi precedenti l'adesione al servizio. Una misura utile, ma non per tutti Il sistema introduce un principio corretto, ma resta complesso e con margini applicativi limitati. Le critiche si concentrano proprio su questo punto: i vantaggi per gli automobilisti rischiano di essere contenuti, mentre l'impatto sui concessionari appare ridotto.L'Autorità difende la misura, sottolineando il carattere progressivo dell'intervento e la riduzione del meccanismo di compensazione fino al 2030, senza possibilità di recuperare i rimborsi sui pedaggi.In sintesi, ottenere il rimborso del pedaggio autostradale è possibile, ma solo in condizioni precise: tra soglie minime, eccezioni e vincoli sui percorsi, è fondamentale verificare tratta, durata del ritardo e modalità di pagamento prima di fare richiesta.
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Carburanti in calo, ma sabato finiscono gli sconti

Giu 03,2026
I prezzi dei carburanti alla pompa continuano a scendere nonostante "la grande instabilità sui mercati petroliferi internazionali", causata dalle "incertezze del quadro bellico mediorientale". In particolare, Staffetta Quotidiana segnala il gasolio sotto i due euro al litro per la prima volta dal taglio dello sconto sull'accisa dello scorso 23 maggio, nonché l'ormai imminente scadenza degli attuali sconti.Infatti, sabato 6 giugno scade il taglio delle accise di 5 centesimi al litro sulla benzina e di 10 sul gasolio e le ultime indiscrezioni sono concordi nell'escludere la possibilità di un'ulteriore proroga: è sempre più probabile la decisione dell'esecutivo di porre fine allo sgravio fiscale per esigenze di bilancio, concentrando eventuali aiuti sulle fasce più deboli della popolazione.In tal caso, Staffetta calcola che con le accise piene in vigore da domenica 7 giugno, il prezzo della benzina salirebbe a 1,995 euro/litro e quello del gasolio a 2,116 euro/litro. Le rilevazioni giornaliere Quanto alle consuete rilevazioni giornaliere, questa mattina 3 giugno la benzina self service sulla rete stradale è a 1,934 euro/litro (-7 millesimi rispetto a lunedì), il diesel a 1,994 euro (-11), il Gpl a 0,797 euro (-1) e il metano a 1,562 euro/kg (-1). In autostrada, la verde al fai-da-te è a 2,033 euro (-7), il diesel a 2,074 euro (-11), il Gpl a 0,909 euro (-1) e il metano a 1,584 euro (-3).Staffetta segnala inoltre la decisione di IP di ridurre di 2 centesimi al litro i prezzi consigliati del gasolio, mentre Q8 ha optato per un rialzo di un centesimo sulla benzina e un ribasso di un centesimo sul diesel. Tamoil, invece, ha tagliato un centesimo su entrambi i carburanti.La testata specializzata passa poi alla situazione dei prezzi medi dei carburanti praticati per modalità di vendita, in base a quanto comunicato ieri 2 giugno dai gestori degli impianti all'Osservatorio del MIMIT: benzina self service a 1,938 euro/litro (compagnie 1,938, pompe bianche 1,936), diesel a 1,998 euro (compagnie 2,001, pompe bianche 1,994). Al servito, benzina a 2,077 euro (compagnie 2,115, pompe bianche 2,006), diesel a 2,140 euro (compagnie 2,181, pompe bianche 2,064), Gpl a 0,805 euro (compagnie 0,814, pompe bianche 0,795), metano a 1,562 euro/kg (compagnie 1,559, pompe bianche 1,564), Gnl a 1,449 euro/kg (compagnie 1,454, pompe bianche 1,445).Lo spaccato dei marchi vede Eni a 1,937 euro sulla benzina self service (2,147 al servito) e 1,990 sul diesel (2,205); IP a 1,944 (2,112) e 2,009 (2,179); Q8 a 1,934 (2,108) e 2,001 (2,184); Tamoil a 1,924 (2,008) e 1,989 (2,078).
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Drivalia lancia una nuova soluzione per imprese e professionisti: Be Free Biz

Giu 03,2026
Drivalia lancia Be Free Biz, una nuova soluzione di noleggio a lungo termine pensata per rispondere alle necessità di piccole e medie imprese e liberi professionisti.L'inedita proposta della società del gruppo CA Auto Bank si contraddistingue per alcune caratteristiche estremamente importanti nell'attuale panorama economico che richiede soluzioni di noleggio e mobilità sempre più dinamiche ed efficienti.  Tutte le caratteristiche dell'offerta Uno dei principali vantaggi diBe Free Biz è, infatti, la disponibilità: la formula offre un accesso immediato a oltre 5.000 vetture (nuove, a km 0 e usate). Sono già disponibili in pronta consegna direttamente negli stock Drivalia, il che contribuisce ad azzerare i tempi d'attesa per i clienti.Be Free Biz supera anche la tradizionale rigidità del noleggio a lungo termine tradizionale, offrendo durate flessibili e modulabili su tre finestre temporali: 12, 24 e 36 mesi.La soluzione si ispira poi aiprincipi dell'economia circolare, proponendo una flotta che include sia modelli nuovi di fabbrica e a km 0, sia veicoli aziendali garantiti, attraverso il Second Life Leasing. Tale formula fa leva sul remarketing della flotta Drivalia, ricollocando sul mercato auto in ottimo stato e come nuove immatricolate nel 2024 o 2025 che, affiancandosi alle vetture di nuova immatricolazione, assicurano alle aziende un abbattimento dei costi di mobilità.Altro punto di forza è l'accessibilità. Per esempio la formula a 12 mesi, strutturata su tre fasce di prezzo, si configura come uno dei noleggi annuali più vantaggiosi sul mercato (tutti i canoni sono da intendersi IVA esclusa):Prima Fascia 399 euro/mese: include modelli versatili come Peugeot 208 e Fiat Panda Cross.Seconda Fascia 499 euro/mese: pensata per una maggiore abitabilità con Opel Corsa, Citroën C3, Ford Puma e Opel Crossland.Terza Fascia 599 euro/mese: dedicata a chi cerca il comfort su strada, con le SuvFord Kuga e Jeep Avenger.Infine,il canone mensile include un pacchetto di servizi completo: copertura assicurativa RC Auto e Furto/Incendio, 20.000 km all'anno, manutenzione ordinaria e straordinaria, assistenza stradale con servizio di traino, servizi di Info Mobility e consegna del veicolo presso i punti Drivalia disponibili in tutta Italia.Be Free Biz, disponibile sia online sul sito Drivali (sezione Lease), che presso larete dei partner autorizzati, prevede un acconto che coincide semplicemente con il primo canone mensile e un sistema di pagamento automatizzato tramite addebito diretto su conto corrente.
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Fiat Grizzly e Grizzly Fastback, come sono le nuove SUV: ecco le prime immagini ufficiali

Giu 03,2026
Con la presentazione del piano strategico FaSTLAne 2030, il gruppo Stellantis ha anticipato le novità in arrivo nei prossimi anni. Tra le più attese ci sono le due nuove Fiat di segmento C, che si chiameranno Grizzly nella variante prettamente SUV e Grizzly Fastback nella versione con carrozzeria SUV-coupé: le due vetture sono già protagoniste delle prime immagini ufficiali, appena divulgate dalla Casa torinese.Questa nuova famiglia di modelli sarà presentata al prossimo Salone di Parigi. "Grizzly e Grizzly Fastback sono due vetture progettate attorno a esigenze e stili di vita diversi, ma accomunate dalle stesse idee: una mobilità intelligente, accessibile e radicata nel DNA del design Fiat", spiega Olivier Franois, CEO della Fiat. Grizzly e Fastback, le nuove C-SUV Lunghe meno di quattro metri e mezzo, le Grizzly rientrano in pieno nel segmento C, uno dei più vivaci (e combattuti) del mercato. Secondo Fiat, questi due modelli rappresenteranno un "nuovo riferimento in termini di praticità, offrendo uno spazio interno eccezionale e una capacità di carico ai vertici della categoria". Simili nelle linee fino al montante centrale, si differenziano nella parte posteriore: la Grizzly è pensata principalmente per le famiglie che cercano tanta praticità e spazio interno, mentre la Grizzly Fastback - più lunga - ha una linea più personale, con la linea discendente del tetto e la silhouette slanciata, accentuata dal tetto nero a contrasto e dalle linee geometriche nel portellone. Fiat Grizzly: c'è anche il nuovo logo Le Fiat Grizzly si caratterizzano per il nuovo logo con l'immagine stilizzata di un orso, e le originali firme luminose a LED davanti e dietro, che ricordano una scacchiera. La griglia anteriore è divisa in due: nella parte alta sono visibili le quattro barre inclinate del logo Fiat, e in quella più bassa altri elementi orizzontali color argento. Gli interni non sono ancora stati resi noti, ma dietro il parabrezza si intravede lo schermo dell'infotainment in posizione centrale. A bordo, spiega Fiat, troveremo un abitacolo "curato, con tanta attenzione ai dettagli e tecnologie pensate per semplificare la vita di tutti i giorni". Motori e piattaforma: cosa sappiamo Costruiti sulla piattaforma Smart Car del gruppo Stellantis, le Grizzly avranno motorizzazioni termiche pure, ibride e full electric, sulla falsariga di quanto già visto con altri modelli del gruppo Stellantis. Al momento non abbiamo informazioni precise sui tagli di potenza e batterie previste, ma possiamo immaginare una versione a benzina da 101 CV con il motore della Grande Panda, la mild hybrid nelle versioni da 110 e 145 CV, e la full electric da 156 CV, con batteria da 54 kWh.
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BMW M2, non solo trazione posteriore: cosa cambia con la M xDrive

Giu 03,2026
BMW introduce sulla coupé M2 una novità tecnica rilevante, ossia la trazione integrale M xDrive. Quella che internamente è nota come G87 è sempre stata proposta con la sola trazione posteriore (come la precedente F87), ma l'arrivo del sistema a ripartizione variabile cambia le regole del gioco. La vettura sarà disponibile a partire dal mese di agosto, con prezzi non ancora comunicati. La prima volta dell'integrale Così come già accaduto sulle sorelle maggiori, la M xDrive è una trazione integrale che privilegia l'asse posteriore, e che prevede regolazioni specifiche dell'assetto e del DSC rispetto alla M2 a due ruote motrici. Il sistema, abbinato al differenziale posteriore attivo, offre al guidatore una maggiore stabilità in tutte le condizioni climatiche e prestazioni ancora più elevate in accelerazione. Attraverso un menu dedicato è possibile scegliere varie modalità di funzionamento dell' M xDrive, inclusa la funzione 2WD con DSC disattivato per tornare a guidare una "posteriore pura". Tre decimi in meno sullo scatto da fermo Il motore rimane lo stesso, ossia il 6 cilindri da 480 CV: si tratta dell'unità aggiornata con il nuovo sistema M Ignite appena annunciato su tutti i modelli M a sei cilindri, integrato per ottemperare alle normative Euro 7. La versione a trazione integrale può essere ordinata soltanto con il cambio automatico M Steptronic otto marce, che consente di ottenere prestazioni sono superiori al modello a due ruote motrici: l'integrale chiude lo 0-100 km/h in 3,7 secondi (3 decimi in meno della M2 normale e 1 decimo in meno della CS da 530 CV), mentre la velocità massima è autolimitata a 250 km/h (285 con l'M Driver's Package).
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Bentley Flying Spur: evolve il design, ma la vera novità è dentro

Giu 03,2026
Ci sono automobili che cambiano per seguire le mode e altre che evolvono con estrema cautela, quasi temessero di alterare un equilibrio costruito in decenni di storia. La nuova Bentley Flying Spur appartiene senza dubbio alla seconda categoria.Per questo, osservandola per la prima volta, si potrebbe pensare a un semplice aggiornamento. In realtà basta soffermarsi sui dettagli, e su ciò che a prima vista non si vede, per capire che a Crewe è avvenuto qualcosa di molto più profondo. Design: evoluzione senza rotture Per oltre vent'anni Bentley ha costruito la propria identità moderna attorno alla caratteristica firma luminosa a quattro fari, un elemento diventato quasi intoccabile e riconoscibile quanto la grande calandra verticale.La Flying Spur inaugura invece una nuova interpretazione. I gruppi ottici assumono una forma ellittica più pulita e sofisticata, con tre moduli LED e una complessa lavorazione interna che richiama la cristalleria intagliata a mano. Di notte la firma luminosa appare più tecnologica, mentre di giorno contribuisce a un frontale più moderno senza tradire il carattere Bentley.Anche il cofano è stato ridisegnato. Le superfici risultano più tese e scolpite, con una nervatura centrale che attraversa l'intera lunghezza dell'auto enfatizzandone la presenza scenica. un dettaglio che richiama alcune grandi Bentley del passato ma allo stesso tempo conferisce alla vettura un aspetto più muscoloso e contemporaneo.La trasformazione prosegue lungo la fiancata. La linea di spalla è più marcata e accompagna lo sguardo fino alla coda, alleggerendo visivamente le dimensioni di una berlina lunga oltre cinque metri. Il risultato è una silhouette più dinamica e slanciata, quasi da fastback, pur mantenendo l'imponenza tipica della Flying Spur.Anche il posteriore racconta questa ricerca di modernità. I nuovi gruppi ottici orizzontali allargano visivamente la vettura e introducono una firma luminosa più sofisticata rispetto al passato. probabilmente la zona dove il cambiamento appare più evidente. Interni: il lusso resta artigianale Dentro, invece, Bentley sceglie una strada diversa rispetto a molti concorrenti. In un mercato che insegue schermi sempre più grandi e interfacce completamente digitali, la Flying Spur continua a valorizzare materiali, lavorazioni e dettagli artigianali.Legni pregiati, pelli cucite a mano e finiture metalliche restano protagonisti dell'abitacolo. I classici strumenti Bentley occupano ancora una posizione centrale sulla plancia e i comandi fisici mantengono un ruolo importante nell'esperienza quotidiana.L'impressione non è quella di entrare in un dispositivo elettronico su ruote, ma in un salotto contemporaneo costruito secondo i più elevati standard dell'artigianato britannico.La versione Azure rappresenta probabilmente l'espressione più autentica di questa filosofia. Le tonalità chiare, i sedili posteriori particolarmente accoglienti, l'attenzione al confort acustico e la ricerca del massimo benessere a bordo confermano la vocazione da grande viaggiatrice di lusso. Motore: ibrido V8 da 680 CV Sotto il cofano trova posto la nuova unità Ultra Performance Hybrid. Il sistema combina il motore V8 biturbo di 4.0 litri con un propulsore elettrico per una potenza complessiva di 680 CV e 930 Nm di coppia. Numeri che garantiscono prestazioni da autentica sportiva, ma che soprattutto accompagnano una nuova fase della sua storia senza rinunciare alle caratteristiche che ne hanno decretato il successo.Bentley è riuscita a fare qualcosa di molto difficile: rinnovare profondamente uno dei suoi modelli simbolo, mantenendolo immediatamente riconoscibile. Una sfida che, osservando la nuoa Flying Spur, sembra vinta.
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