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Aggiornato: 2 ore 8 min fa

Volkswagen stoppa le voci sulle fabbriche: "Nessuna trattativa con costruttori cinesi"

Mag 21,2026
Nelle ultime settimane sono circolate diverse indiscrezioni su possibili accordi tra Volkswagen e costruttori cinesi per la condivisione di capacità produttiva o la cessione di impianti. Rumor che hanno subito messo in allerta sindacati e lavoratori tedeschi.Per riportare calma e rassicurare un clima già teso è intervenuto proprio chi, in precedenza, aveva alimentato le speculazioni con aperture a eventuali negoziati. L'amministratore delegato Oliver Blume ha approfittato di un'assemblea dei lavoratori per chiarire la posizione del gruppo e scongiurare iniziative di protesta."Al momento non ci sono piani né discussioni in corso con produttori cinesi", ha assicurato Blume, spiegando che il gruppo sta valutando soluzioni per gestire la sovraccapacità produttiva in Europa. "Nei nostri stabilimenti europei e tedeschi abbiamo ancora capacità in eccesso. Dobbiamo affrontare questo problema per restare competitivi", ha aggiunto, ribadendo inoltre che la Casa non tornerà ai livelli di vendita pre-pandemia. Strategia industriale e siti a rischioSulla base dell'accordo siglato a fine 2024, Volkswagen si è impegnata a evitare licenziamenti su larga scala. L'intesa prevede però anche la dismissione di alcuni siti produttivi. Dresda ha già interrotto l'assemblaggio di auto pochi mesi fa, mentre per Osnabrück sono in corso trattative per la cessione a un gruppo della difesa, l'israeliana Rafael.Altri stabilimenti sono finiti al centro delle indiscrezioni proprio a causa delle precedenti dichiarazioni di apertura del management, alimentando ulteriormente l'incertezza tra i dipendenti.I sindacati: "Basta speculazioni"La presidente del consiglio di fabbrica, Daniela Cavallo, ha chiesto di mettere fine alle speculazioni sul futuro degli impianti tedeschi."Considerata l'immagine recente dell'azienda, non stiamo certo vincendo premi. Al contrario, si ha l'impressione che Volkswagen sia diventata un obiettivo di acquisizione e abbia bisogno di essere salvata", ha scritto in un messaggio ai dipendenti.La sindacalista ha quindi invitato la dirigenza a concentrarsi sullo sviluppo dei prodotti, evitando "l'ennesimo dibattito su presunte chiusure di stabilimenti o ipotetici colloqui con terze parti per utilizzi alternativi degli impianti".
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Boom di nuovi marchi auto, quasi tutti cinesi: saranno 27 entro il 2028

Mag 21,2026
Negli ultimi mesi, i principali costruttori europei hanno lanciato l'allarme su un'intensificazione delle pressioni commerciali. Il motivo è legato al dinamismo dei marchi cinesi, sempre più intenzionati a sbarcare nel Vecchio Continente anche per trovare un'alternativa alla guerra dei prezzi in corso sul mercato interno.I prossimi anni sono destinati a registrare un ulteriore aumento della competizione, a causa del crescente numero di marchi pronti a debuttare in Europa, Italia compresa. Secondo l'ultimo New Brand Observatory, presentato da Quintegia all'Automotive Dealer Day, sul nostro mercato sono già arrivati o arriveranno entro il 2028 ben 27 nuovi brand, per il 90% di origine o proprietà cinese. Non è dunque da escludere un ulteriore incremento della quota: quelli già presenti sfiorano il 6% (5,8% nel primo trimestre), contro lo 0,4% del 2021.L'appuntamento veronese ha visto anche il debutto di diversi nuovi marchi, tra cui Hongqi tramite EMC, Linktour e GAC Aion con ATFlow. Numeri, modelli, consumatoriL'espansione nel nostro Paese è per ora più contenuta rispetto ad altri mercati europei. Tra il 2021 e il 2024 in Italia sono entrati 18 marchi emergenti contro i 27 nei primi cinque mercati europei, mentre tra quest'anno e il 2028 ne sono attesi altri 9. Nei principali mercati Ue si arriverebbe così a un totale di 43 brand, contro i 27 italiani. Tuttavia, l'interesse cresce: il 49% dei concessionari (36% nel 2024) punta sui nuovi marchi nel prossimo futuro.Sul fronte dell'offerta, tra i marchi emergenti già presenti in Europa prevalgono modelli nei segmenti SUV C e SUV D: una decina per ciascuno in Italia e circa quindici in Europa. Più debole, invece, la presenza nei segmenti A e B, sempre meno presidiati anche dai costruttori tradizionali.L'arrivo dei nuovi brand sta influenzando anche le scelte dei consumatori. Secondo l'Automotive Customer Study 2025 di Quintegia, il 44% degli acquirenti si dichiara disposto a valutarli per un eventuale acquisto. La quota sale al 74% tra i giovani della Generazione Z. I marchi emergentiL'Osservatorio offre uno spaccato dei brand già presenti e di quelli in arrivo. In Italia, tra i più noti, spiccano MG di Saic, i marchi del gruppo DR (da Evo fino a Tiger), BYD, Omoda e Jaecoo di Chery, Lynk & Co e Polestar di Geely, EMC di Eurasia Motor Company con Intergea, Leapmotor con Stellantis, oltre ai marchi di matrice Dongfeng come DFSK. A questi si aggiungono realtà gestite da concessionari distributori o in private label.Tra i prossimi ingressi è attesa anche Denza di BYD. In Europa sono già presenti realtà non ancora operative in Italia come Nio - con i sub-brand Onvo e Firefly - oltre a marchi non asiatici come lo spagnolo Ebro, il vietnamita VinFast e il turco Togg. L'impatto sulla rete di venditaL'ingresso dei nuovi marchi sta già incidendo sulla rete distributiva. In Italia si contano oltre 800 punti vendita, mentre negli altri mercati europei si varia dai circa 300 della Germania agli oltre 400 della Gran Bretagna.Gli imprenditori concessionari coinvolti sono più di 400 e gestiscono portafogli multi-brand e multi-costruttore nel 75% dei casi. Un cambiamento evidente anche nella struttura della rete: se nel 2015 un concessionario rappresentava in media due marchi, nel 2025 si arriva a 3,5 brand per punto vendita. Inoltre, un concessionario su tre legato ai marchi tradizionali affianca anche brand emergenti.
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Hongqi debutta in Italia con EMC: arrivano le SUV a benzina HS3 e HS5

Mag 21,2026
All'Automotive Dealer Day EMC Auto ha presentato i primi due modelli del marchio Hongqi che saranno disponibili in Italia a partire dal mese di settembre: la HS3 e la HS5. Motori 1.5 e 2.0 turbo per il debuttoIl brand di lusso di FAW debutta nel nostro Paese con due SUV a benzina, scegliendo una strategia diversa rispetto ai modelli elettriche proposti in altri mercati. La HS3, lunga 4,65 metri, è spinta da un 1.5 TGDI da 169 CV abbinato a un cambio doppia frizione a sette marce, mentre la HS5, lunga 4,78 metri, propone un 2.0 TGDI da 252 CV con trazione integrale e cambio automatico a otto marce. Hongqi: 68 anni di storiaFondata nel 1958, Hongqi è il primo storico fornitore delle auto di Stato cinesi. Nel 2025 ha venduto 460.000 veicoli, con una crescita dell'11,7% rispetto all'anno precedente, confermando un'espansione costante a livello globale. Il debutto europeo risale al 2021 e oggi è attivo anche un centro R&D a Monaco di Baviera.In altri Paesi dell'Unione sono già disponibili modelli non ancora annunciati per l'Italia, come la berlina EH7 e le SUV E-HS9 ed EHS7, anche in versione elettriche.
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Renault: qualità e velocità ai tempi della Twingo elettrica

Mag 21,2026
La qualità non si sacrifica alla velocità. il messaggio che, dalla fabbrica di Novo Mesto, in Slovenia, Renault affida alla nuova Twingo ETech, la piccola elettrica in vendita da aprile e primo modello sviluppato in soli due anni grazie alla collaborazione con Geely. Sviluppo in un centro ricerca a Shanghai, design e produzione in Europa. Sulla qualità - ci dice Thierry Charvet, cui fa capo la divisione industria e logistica del gruppo Renault, nel corso di una visita allo stabilimento sloveno - puntiamo a diventare il costruttore punto di riferimento in Europa. Dove, entro la fine dell'anno, arriveranno la piccola Dacia elettrica e, a seguire, la sorellina Nissan a zero emissioni, costruite sulla stessa piattaforma. Il piano FutuREady e l'affidabilitàIl miglioramento della qualità dei veicoli è il nuovo mantra di Renault. Secondo i dati forniti dal costruttore, l'affidabilità delle vetture con la losanga è triplicata negli ultimi due anni, con un tasso di problemi dimezzato dopo 12 mesi di utilizzo grazie a un tempo di rilevazione ridotto da 30 giorni a 30 minuti. L'obiettivo dichiarato nel nuovo piano di crescita, chiamato FutuREady, è piuttosto ambizioso: garantire che dopo cinque anni l'auto venduta sia come nuova. Digitalizzazione e IA in fabbrica con GoogleCome? Il gruppo francese punta sulla digitalizzazione delle fabbriche insieme a Google, partner non solo dietro il sistema infotelematico di bordo ma anche primo partner industriale. Ancora numeri e fatti: sono 1.278 gli addetti dedicati alla qualità; 5 i miliardi di dati raccolti ogni giorno dagli impianti; 9 milioni di chilometri di test effettuati nel 2025; 1.000 controlli con l'intelligenza artificiale per veicolo previsti entro il 2027; 90% delle funzioni dei veicoli con software aggiornabili da remoto.La chiave di volta è l'utilizzo crescente - come nel resto del mondo - dell'IA in tutti i processi, che a Novo Mesto vediamo onnipresente lungo la linea della Twingo elettrica. Dal controllo finale del sottoscocca a quello degli sportelli, sui quali lavorano donne e uomini finché, al termine, un piccolo braccio meccanico con in testa due telecamere - sembra ET - gira intorno alla vettura per l'ispezione e dà l'ok, sempre che non rilevi problemi. Il fattore umano nella fabbrica definita dal software la fabbrica intelligente, necessaria a Renault come agli altri costruttori, nel momento in cui l'automobile viene definita sempre più dal software. Google fornisce al gruppo l'infrastruttura cloud per raccogliere e analizzare miliardi di dati industriali attraverso strumenti digitali di analisi in tempo reale. Resta ancora (per fortuna) un fattore umano che conta: La qualità non può essere imposta per decreto. Il concetto di zero difetti non esiste - dice Charvet - la qualità deve essere costruita ogni giorno, sul campo, dalla fase di progettazione e per tutto il ciclo di vita del veicolo.
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BMW Italia, ritorno al vertice: Sergio Solero nuovo CEO dal 1 luglio

Mag 21,2026
Sergio Solero assumerà dal 1 luglio la carica di presidente e amministratore delegato di BMW Italia. Per il manager si tratta di un ritorno al vertice della filiale italiana del costruttore bavarese, dove è già stato numero uno dal 2014 al 2019, nonché in Italia.Negli ultimi sette anni ha ricoperto diverse posizioni in Casa madre: vicepresidente Sales Steering and Marketing Aftersales and Customer Support, poi vicepresidente Retail Development e, più recentemente, president e CEO di BMW Switzerland.Solero sostituisce Massimiliano Di Silvestre che, dopo sette anni alla guida, ha lasciato l'azienda per affrontare nuovi incarichi professionali. Gli elogi a Di SilvestreBMW Italia saluta dunque Di Silvestre e non mancano gli elogi per il suo operato. Bernhard Kuhnt, responsabile della regione Europa, cita "alcune pietre miliari".Per esempio, BMW Italia ha conquistato per la prima volta nella sua storia la leadership del mercato premium nel 2024, mantenendola anche nel 2025, mentre la divisione motociclistica ha più volte registrato record di vendite.Inoltre, l'Italia è stata tra i primi tre mercati a lanciare il modello di agenzia per il brand Mini e ha completato l'implementazione del progetto Retail Next, dedicato alla trasformazione della rete dei concessionari.
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Benzina e diesel allo stesso prezzo: ora tutto si gioca tra accise e Hormuz

Mag 21,2026
I prezzi medi della benzina continuano a salire, mentre scendono quelli del gasolio. L'andamento, come segnala Staffetta Quotidiana, ha portato i due carburanti quasi alla parità: ormai li separano poco più di pochi centesimi.La notizia, però, è un'altra. La testata specializzata evidenzia infatti ribassi sui prezzi consigliati dei principali marchi, sulla scia del calo delle quotazioni petrolifere. Il motivo? I segnali dei primi passaggi di petroliere nello Stretto di Hormuz, con una progressiva riapertura di un bacino da cui transita circa il 20% del greggio mondiale. Indicazioni positive, che rafforzano le speranze di un accordo sulla crisi in Medio Oriente.Nel dettaglio, Eni ha ridotto di 2 centesimi al litro i prezzi consigliati del gasolio, mentre Q8 e Tamoil hanno applicato un ribasso di 1 centesimo sulla benzina. Le rilevazioniSecondo i dati aggiornati al 21 maggio, la benzina self service sulla rete stradale è a 1,965 euro/litro (+4 millesimi), mentre il gasolio è a 1,978 euro/litro (-2). Il GPL si attesta a 0,806 euro/litro (-1), il metano a 1,565 euro/kg (invariato).In autostrada, la benzina self service sale a 2,049 euro/litro (+5), il diesel a 2,068 euro/litro (-2), il GPL a 0,912 euro/litro (-2) e il metano resta stabile a 1,588 euro/kg.Per quanto riguarda le modalità di vendita, le medie elaborate sui dati comunicati al Mimit mostrano:Benzina self service: 1,963 euro/litro (compagnie 1,970, pompe bianche 1,949)Diesel: 1,982 euro/litro (compagnie 1,987, pompe bianche 1,971)Al servito:Benzina: 2,098 euro/litro (compagnie 2,142, pompe bianche 2,016)Diesel: 2,121 euro/litro (compagnie 2,165, pompe bianche 2,039)GPL: 0,814 euro/litro (compagnie 0,825, pompe bianche 0,802)Metano: 1,565 euro/kg (compagnie 1,566, pompe bianche 1,564)GNL: 1,453 euro/kg (compagnie 1,464 euro/kg, pompe bianche 1,444 euro/kg)Tra i principali marchi:Eni: 1,985 euro/litro benzina self (2,189 servito), 1,993 diesel (2,205)IP: 1,970 (2,135) e 1,999 (2,166)Q8: 1,961 (2,120) e 1,977 (2,147)Tamoil: 1,967 (2,043) e 1,972 (2,057) Accise: cosa succede oraSi avvicina la scadenza del taglio delle accise. Il 21 maggio è prevista una riunione tecnica in vista del consiglio dei ministri del 22 maggio.Il governo è pronto a varare un decreto per prorogare lo sconto:6,1 centesimi/litro sulla benzina24,4 centesimi/litro sul gasolio (Iva inclusa)La proroga dovrebbe arrivare fino all'8 o 9 giugno, ma non si esclude un'estensione ulteriore, legata alle coperture disponibili grazie all'extragettito Iva.
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Usa-Ue, accordo sui dazi più vicino: le auto europee evitano la stangata

Mag 21,2026
L'UE fa un altro passo verso l'atteso accordo commerciale con gli Stati Uniti. Parlamento e Consiglio europei hanno infatti annunciato di aver raggiunto un accordo provvisorio su due atti legislativi che attuano gli impegni previsti dalla dichiarazione congiunta dello scorso agosto.L'intesa rafforza diversi elementi delle proposte della Commissione e consente ai Paesi del blocco comunitario di evitare le nuove ritorsioni minacciate dal presidente statunitense. Donald Trump ha infatti avvertito della possibilità di introdurre nuovi dazi fino al 25%, in particolare su beni strategici come quelli automobilistici, in assenza di un accordo entro il 4 luglio prossimo, giorno dell'Independence Day. I cardini dell'accordoLa dichiarazione congiunta della scorsa estate prevedeva una serie di modifiche all'attuale regime doganale. Tra queste spiccava un dazio massimo del 15% sulla gran parte delle esportazioni UE, comprese categorie strategiche come veicoli e componenti, farmaci, semiconduttori e legname, oltre all'azzeramento delle tariffe europee sulle importazioni statunitensi, incluse anche le auto.Parlamento e Consiglio hanno ora modificato l'accordo preliminare introducendo diverse clausole di salvaguardia, note come le cinque S (Steel solution, Sunset clause, Standstill, Safeguard e Suspension). In questo modo Bruxelles potrà rispettare il patto di Turnberry senza vincoli eccessivamente rigidi. Le cinque clausoleLa Sunset clause stabilisce che i regolamenti principali su importazioni industriali e agroalimentari scadano il 31 dicembre 2029. Entro tale data la Commissione dovrà condurre una valutazione degli effetti su industria, agricoltura e PMI, con la possibilità di proporre una proroga.La Steel solution introduce invece la possibilità di sospendere il meccanismo preferenziale a favore degli Stati Uniti qualora, entro il 31 dicembre prossimo, Washington continui ad applicare tariffe superiori al 15% sui derivati di acciaio e alluminio.La clausola di Suspension prevede uno stop al trattamento preferenziale anche nel caso in cui gli USA non rispondano ai dubbi di Bruxelles sulle esportazioni che fino al 24 febbraio scorso hanno beneficiato del tetto del 15%. stato inoltre introdotto un meccanismo di salvaguardia nel caso in cui il trattamento di favore provochi un aumento delle importazioni tale da causare gravi danni all'industria e all'agricoltura europee. In questo contesto, la Commissione sarà tenuta ad avviare indagini e a fornire aggiornamenti trimestrali su volumi e valori degli scambi. I prossimi passiPer l'adozione definitiva saranno necessarie ancora poche settimane. L'iter prevede che il Comitato per il commercio internazionale organizzi una riunione straordinaria - probabilmente il 2 giugno - per votare il testo provvisorio, dopo aver ricevuto la conferma del Coreper.I documenti saranno poi sottoposti al voto del Parlamento in seduta plenaria (15-18 giugno). Il testo finale tornerà quindi al Consiglio UE per l'approvazione conclusiva. Il regolamento entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE.
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Test a Vairano - Lexus, abbiamo provato in pista il volante a cloche della RZ: ecco perché batte lo yoke - VIDEOTesla

Mag 21,2026
Giusto pochi mesi fa vi abbiamo raccontato le nostre prime impressioni sulla versione aggiornata della Lexus RZ, la SUV elettrica del marchio giapponese. Un volante molto particolare, perché al posto della classica corona circolare ha una cloche ispirata al mondo aeronautico. La stessa tipologia di comando che la Cina vorrebbe proibire e che in questi giorni è sulla bocca di tutti. Questa soluzione, che Lexus chiama One Motion Grip, ricorda lo yoke (traduzione letterale giogo) già adottato da Tesla, con una differenza fondamentale: nelle berline e crossover della Casa americana resta un collegamento meccanico fra quest'ultimo e il volante (solo il Cybertruck adotta un sistema steer-by-wire, come la Lexus RZ), con una demoltiplicazione molto spinta che può portare a un'eccessiva sensibilità, soprattutto nelle manovre in velocità.Nella D-SUV giapponese tutto è gestito dall'elettronica e i movimenti delle ruote rispetto al volante sono affidati ad attuatori elettromeccanici. Quale miglior modo, quindi, di testarne la validità, se non in pista? E non in una qualunque: abbiamo infatti provato la BEV premium del gruppo Toyota proprio da noi, sul circuito di Vairano. Ospiti in casa nostraA onor del vero non si è trattato di un test con i collaudatori del nostro Centro Prove, ma dell'evento di lancio della nuova Lexus RZ in Italia, che il marchio ha voluto organizzare proprio sulla nostra pista, invitando media, concessionarie e gestori di flotte aziendali.Quello che mi interessava verificare erano le sensazioni nella guida al limite, sia in termini di facilità di inserimento e percorrenza di curva, sia nel feeling restituito dal volante, per esempio quando si sale sui cordoli. In entrambi i casi il giudizio è più che positivo, anche con la pioggia che ha accompagnato il test. Le reazioni sono molto naturali e ci si abitua subito a gestire, con piccoli angoli del volante, anche curve molto strette.Al contempo, in velocità il comando non risulta eccessivamente sensibile. In realtà è l'elettronica ad adattare la demoltiplicazione in base alla velocità e ad altri parametri monitorati in tempo reale, quali l'accelerazione laterale o l'angolo di imbardata. Come funziona?Per trasmettere il movimento dal volante alle ruote, il sistema One Motion Grip sfrutta sensori che rilevano i movimenti del primo e attuatori che, in base alle elaborazioni di una centralina dedicata, agiscono sulla cremagliera dello sterzo.Vale però anche il viceversa, perché lo yoke deve trasmettere al guidatore il feeling di quanto la vettura sta facendo, risultando più o meno pesante e seguendo il movimento delle ruote. In questo, l'assenza di collegamenti meccanici è un plus, perché consente all'elettronica di filtrare i disturbi (come le piccole irregolarità dell'asfalto o le vibrazioni eccessive sui cordoli), restituendo attraverso un motorino elettrico solo le informazioni realmente utili alla guida. Quanto è sicuro?L'altro dubbio, più che lecito, riguarda la sicurezza dello steer-by-wire. Detto in altri termini: cosa succede se un attuatore si rompe o se l'elettronica va in blackout? La risposta viene dall'aeronautica, a cui il sistema One Motion Grip si ispira: tutti i componenti sono ridondanti.Se quindi quello principale dovesse rompersi, il suo compito verrebbe svolto da un gemello. Per scongiurare eventuali problemi di alimentazione elettrica, è inoltre presente una seconda batteria a 12 volt, più piccola, pensata per superare l'emergenza e consentire di gestire la vettura in sicurezza. Quanto costa?Il sistema è di serie sulla Lexus RZ 550e F-Sport (408 CV e trazione integrale), con un listino di 75.900 euro. Ed è proprio questa la versione che ho guidato sul circuito di Vairano, provando per curiosità anche la funzione Interactive Manual Drive: si attiva premendo il tasto M sulla console e simula la presenza di un cambio a otto marce, con tanto di finto contagiri e limitatore che impedisce fuorigiri, ovviamente virtuali (come il finto rombo che accompagna la guida). Le cambiate si gestiscono in punta di dita tramite i piccolissimi paddle dietro al volante. Effetto wow garantito. Reale utilità? L'effetto di freno motore in scalata, associato a una maggiore rigenerazione a gas rilasciato.Tornando allo steer-by-wire, apprezzabile anche nelle prove di slalom e in manovra, è disponibile al prezzo di 2.300 euro anche per l'allestimento intermedio 500e Luxury (380 CV, trazione integrale e prezzo di 69.900 euro), mentre la versione d'accesso Executive (224 CV, trazione anteriore e 59.900 euro di listino) non può averlo.Per tutte le versioni la batteria è da 77 kWh lordi (72,5 kWh netti), con percorrenze dichiarate da 450 km (F-Sport) a 568 km (Executive). Al lancio è prevista una promo di 10.000 euro, oltre alla wallbox per la ricarica domestica o aziendale, all'antifurto satellitare LoJack e a tre tagliandi in omaggio.
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Lexus RZ - Il pacchetto One Motion Grip sbarca in Italia con lo steerbywire e il volantecloche - VIDEO

Mag 21,2026
Mentre dalla Cina arrivano le prime avvisaglie di un possibile divieto per i volanti a forma di cloche, che da noi sono arrivati per primi sui modelli più prestazionali della Tesla, la Lexus introduce in Italia il comando in stile aeronautico e la tecnologia steer-by-wire. Il sistema è disponibile di serie sulla versione più potente della grande Suv elettrica RZ (e che abbiamo già provato qualche mese fa), ossia la 550e F-Sport con trazione integrale.Su richiesta, il pacchetto One Motion Grip con "yoke" e steer-by-wire si può avere anche sulla RZ 500e Luxury, al prezzo di 2.300 euro. Come funziona lo steer-by-wireLa tecnologia utilizzata dalla Lexus non è come quella della Tesla: non prevede un tradizionale collegamento meccanico (e la conseguente demoltiplicazione), ma una centralina elettronica che riceve gli input di sterzata del conducente e li invia direttamente alle ruote.Lo sterzo ruota nelle due direzioni di 200, adeguando l'angolo di volta in base alla velocità (maggiore in manovra e alle basse andature, minore quando si va più veloce). Sparisce quasi del tutto la necessità di incrociare le mani, ma gli ostacoli provenienti dalla strada vengono comunque trasmessi al volante tramite l'elettronica, così da non perdere la percezione di quello che si trova sotto le ruote. Il volante sembra una clocheCome detto, il volante della Lexus RZ assomiglia in tutto e per tutto alla cloche di un aereo o, se preferite, a un volante da corsa, privo della parte superiore, i tasti nelle due razze e le palette per regolare l'intensità della frenata rigenerativa. In caso di guasto, il sistema dispone di un backup che interviene immediatamente per garantire che lo sterzo continui a funzionare senza interruzioni.
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