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Aggiornato: 1 ora 59 min fa

Stellantis, Italia salva e apertura ai cinesi: il complesso equilibrio del piano Filosa

Mag 22,2026
Nessuna chiusura di impianti e nuovi investimenti su Alfa Romeo, Atessa e Pomigliano. Sono queste le principali evidenze per l'Italia emerse durante la conferenza stampa dell'ad di Stellantis, Antonio Filosa, al termine della lunga giornata di presentazione del nuovo piano industriale del gruppo.Filosa è stato interpellato esplicitamente sugli impegni per la rete produttiva italiana. "Non chiuderemo impianti in Italia e in Europa. Siamo in grado di ridurre la capacità produttiva di 800.000 unità senza chiusure, perché possiamo condividere la capacità produttiva con i nostri partner", ha assicurato il manager, sottolineando una serie di iniziative.Infatti, Filosa ha citato il rilancio della produzione su larga scala a Mirafiori con la Fiat 500 ibrida, il miglioramento produttivo a Melfi con cinque novità di prodotto, tra cui la Jeep Compass e la prossima Lancia Gamma, e investimenti ad Atessa per il nuovo Ducato. Il Piano Italia è pienamente in linea con gli impegni assunti, ma viene rafforzato con nuovi progetti industriali. Non c'è solo il progetto E-Car per Pomigliano ("Saremo più veloci di quanto crediate: la nostra strategia multi-modello partirà molto presto, tra fine 2027 e il 2028"), ma anche investimenti su Alfa Romeo per portare, per esempio, la prossima SUV di segmento C (foto sotto) in uno stabilimento italiano. Possibili altri accordi con i cinesiDel resto, sono due i fattori che stanno spingendo i costruttori cinesi a localizzare le produzioni in Europa, aprendo opportunità per i gruppi europei di condividere capacità e competenze: le normative sugli standard di CO2 e sul "Made in Europe". Per Filosa, quest'ultima aumenterà gli obiettivi di localizzazione necessari per le batterie, per i componenti elettrici e per tutti gli altri componenti. Ciò significa che se un partner cinese vuole entrare nel mercato europeo e diventare un produttore di grandi volumi, dovrà localizzare la produzione - e noi lo faremo insieme.Dunque, non sono da escludere possibili sviluppi, magari anche per l'Italia. Ci assicureremo quindi che queste partnership rispettino le normative e portino benefici localizzando componenti e parti, il che sarà positivo per tutti: per l'economia, per i posti di lavoro nei nostri stabilimenti, per la base di fornitori già presente e per l'aumento dei volumi produttivi, ha garantito Filosa."I costruttori cinesi per Stellantis sono partner più che concorrenti, ma gli accordi dovranno essere gestiti evitando sovrapposizioni commerciali e cannibalizzazioni", ha sottolineato ancora Filosa, secondo il quale le alleanze sono "un modo per imparare", condividere capacità, acquisti e catene di fornitura e quindi competere con concorrenti come BYD o Geely. Partner più che concorrenti A proposito di possibili cannibalizzazioni, Filosa ha chiarito alcuni aspetti delle partnership con Leapmotor e Dongfeng. Siamo azionisti al 51% della joint venture Leapmotor International, che controlla la distribuzione. E la distribuzione avviene esclusivamente tramite i nostri concessionari. Quindi né Leapmotor né noi vogliamo competere nello stesso showroom per lo stesso cliente. Per questo motivo decideremo insieme quali auto vendere attraverso la rete, ha precisato l'amministratore delegato. Ad esempio, è risaputo che in Europa siamo forti nei segmenti A e B. Inoltre lanceremo un'offensiva nel segmento C. Ora stiamo industrializzando a Madrid il modello Leapmotor per il segmento D, che attualmente è fuori dalla nostra portata. Lo stesso vale per Dongfeng. Una volta concretizzata la nostra partnership con Dongfeng, lanceremo nello stabilimento che condivideremo a Rennes il loro marchio di punta Voyah. Di nuovo: veicoli di grandi dimensioni che non saranno in competizione con i nostri nello stesso showroom. Per gli Usa meglio JLR Non è da escludere la possibilità di un ampliamento del raggio d'azione delle partnership anche per il Nord America, ma con alcune limitazioni. Credo che ci sia spazio in Messico e forse anche in Canada. Di sicuro, al momento, non c'è spazio negli Stati Uniti. Non lo vediamo, ha spiegato l'ad, aggiungendo che lo stesso principio vale anche per gli altri partner cinesi, senza escludere un'estensione degli accordi a ulteriori regioni come Africa e Medio Oriente.A ogni modo, non mancano ulteriori opportunità proprio per gli Usa. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, non vediamo nel breve e medio termine la possibilità di portare alcuni dei frutti di queste partnership. Ma vediamo il potenziale per collaborare con altri costruttori. Da poco abbiamo annunciato JLR. una partnership che può funzionare molto bene per entrambe le parti perché il profilo di ciò che industrializziamo e produciamo non è così diverso. Si tratta di SUV di grandi dimensioni, adatte all'off-road. Quindi c'è una certa sinergia nella concezione del prodotto che possiamo condividere. Credo che, se cerchiamo una partnership vantaggiosa per entrambe le parti negli Stati Uniti, questi siano i partner che vogliamo, perché condividiamo la visione del prodotto per un mercato che apprezza questo tipo di modelli.
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