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Aggiornato: 1 ora 54 min fa

Auto elettriche, Motus-E: lItalia può risparmiare fino a 41,5 milioni di barili di petrolio all'anno al 2035

Giu 16,2026
La mobilità elettrica come strumento per risparmiare sul petrolio, oltre che per un maggiore rispetto dell'ambiente. il messaggio del nuovo Libro Bianco sulla mobilità elettrica di Motus-E, presentato a Roma in occasione della conferenza L'automotive verso il 2035: previsioni, sfide e opportunità, nato all'ombra della nuova crisi mediorientale. Messaggio destinato in primis ai decisori politici: tra gli invitati i ministri Adolfo Urso e Gilberto Pichetto Fratin, e il consigliere sulle politiche energetiche e il Green Deal Philippe Lamberts per la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Due scenari, numeri incoraggianti Partendo dai numeri dell'attuale circolante elettrico e plug-in italiano 830.000 veicoli tra auto, furgoni e camion e dagli oltre 78.000 punti di ricarica a uso pubblico già installati nel Paese, Motus-E analizza e stima l'evoluzione della mobilità elettrica rilasciando una previsione: l'Italia può risparmiare fino a 41,5 milioni di barili di petrolio all'anno al 2035.Come? Due gli scenari presi in considerazione. In quello chiamato Conservativo, scrivono gli analisti di Motus-E, al 2035 il parco circolante italiano conterà 4,6 milioni di veicoli elettrici e 3,2 milioni di plug-in; in quello definito Accelerato diventeranno rispettivamente 6,8 milioni e 2,4 milioni di veicoli. Numeri variabili, naturalmente, in base sia all'andamento del mercato sia alle misure regolatorie dei governi. Risparmi fino a tre miliardi di euro sull'import di petrolio Contestualmente, l'infrastruttura di ricarica a uso pubblico sarà composta al 2035 da oltre 130.000 punti di ricarica nello scenario Conservativo e oltre 160.000 nello scenario Accelerato, a cui si aggiungono fra i 3,3 e i 3,5 milioni di punti privati. Il risultato di questa crescita della mobilità ambientalmente virtuosa, dicono a Motus-E, si rifletterà in una diminuzione delle importazioni di petrolio stimata tra i 34,6 e i 41,5 milioni di barili all'anno.Facendo due calcoli, pur valendo poco meno della metà del consumo globale di un giorno, a un prezzo di 90 dollari al barile (oggi però in caduta) si potrebbero risparmiare fino a circa 3 miliardi di euro. Un aumento della domanda "compatibile col sistema elettrico nazionale" Nel Libro Bianco si calcola che, in base sempre ai due scenari, l'incremento della domanda di elettricità per la ricarica dei veicoli si aggirerebbe tra i 15,2 e i 17,6 TWh, un livello considerato pienamente compatibile con il sistema elettrico nazionale, con riflessi positivi particolarmente rilevanti in termini di stimolo alla produzione di elettricità da fonti rinnovabili e alla riduzione della dipendenza dalle importazioni petrolifere.Il punto è politico. essenziale sottolinea Fabio Pressi, presidente di Motus-E che la flessibilità concessa da Bruxelles all'Italia per accelerare sulla transizione energetica, del valore di 14 miliardi di euro, sia sfruttata in modo realmente utile per i cittadini e per il Paese, ponendo la dovuta attenzione al ruolo della mobilità elettrica per perseguire il triplice obiettivo per il quale le risorse sono state stanziate: rafforzamento della sicurezza energetica, elettrificazione dei consumi e riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. Urso: "Servono neutralità tecnologica e scelte precise sul 'made in Europe'" Sul fronte istituzionale, Adolfo Urso rivendica l'impegno del governo verso il settore: "Abbiamo sbloccato investimenti industriali per l'automotive: oltre il 60% andranno a innovazione e sviluppo", ha detto il ministro delle Imprese e del made in Italy, intervenuto in videoconferenza. "I punti di ricarica per le auto elettriche sono quasi 80 mila", ha sottolineato il senatore di Fratelli d'Italia, "e abbiamo previsto incentivi dedicati e continuativi fino al 2030". Urso ha poi auspicato "la ripresa produttiva di Stellantis attraverso il piano Italia, dopo gli errori strategici della precedente gestione". E allargando lo sguardo sull'Europa, ha invocato apertura tecnologia e maggiore tutela della filiera continentale. "Abbiamo capito prima di altri che la crisi era europea", ha detto il ministro: "Il 2026 dovrà essere l'anno della svolta per il rilancio della produzione. Servono neutralità tecnologica e, con l'Industrial Accelerator Act, scelte precise sui criteri del Made in Europe, oggi eccessivamente allargati".
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Hyundai i20, ecco com'è la nuova crossover (da 17.000 euro) per il Brasile

Giu 16,2026
Hyundai ha presentato la nuova i20 per il mercato brasiliano: una crossover compatta a due volumi, che si inserisce tra la hatchback HB20 e la piccola SUV Creta, prodotta nello stesso stabilimento di Piracicaba, a San Paolo. Disponibile in quattro allestimenti e con motori a benzina ed etanolo da 80 e 115 CV, ha un listino che parte da 99.990 real brasiliani, al cambio pari a circa 17 mila euro.Come conferma anche Hyundai Italia, la Hyundai i20 presentata oggi è un modello destinato per ora al solo mercato brasiliano: l'erede dell'attuale i20 arriverà in Europa solo alla fine del 2027. E sarà un'auto profondamente diversa da questa, tanto nell'estetica quanto nei powertrain. Un nuovo linguaggio stilistico Lunga 4.130 mm, larga 1.780 e alta 1.495, la Hyundai i20 ha un passo di 2.580 mm e un bagagliaio che mette a disposizione 346 litri con tutti i sedili in uso (1.152 abbassando gli schienali delle sedute posteriori). Questo modello inaugura, almeno sul mercato locale, il linguaggio stilistico Art of Steel ispirato alle linee nette delle opere realizzate in acciaio. Inedita la firma luminosa a forma di H allungata, che comprende i gruppi ottici anteriori e la striscia a LED che li collega. Lo stesso elemento, ma in colore rosso, è ripreso anche al posteriore. Originale il taglio della fiancata, con la linea dei finestrini che risale in maniera netta all'altezza del terzo montante, per intersecarsi con quella del tetto, dall'andamento pressoché piatto. La nuova i20 sarà disponibile nelle colorazioni Atlas White, Onix Black, Brisk Silver, Sand Silver, Sapphire Blue, Shadow Gray, Silk Gray e la nuova Lumina Gray. Interni minimal e moderni L'abitacolo è stato sviluppato con la filosofia "Dynamic Premium Tech", con l'idea di uno spazio dinamico, materiali ricercati e tecnologia solitamente riservata a modelli di segmento superiore. A dominare la plancia c'è il grande schermo che integra la strumentazione digitale e il display dell'infotainment (entrambi da 12,3"), numerosi tasti fisici sotto il display e nel mobiletto centrale, tra le originali bocchette a sviluppo verticale, presenti anche alle estremità della plancia. Pratici i "tasconi" davanti al passeggero e dietro il volante. Ricca dotazione di serie La nuova Hyundai i20 si presenta con una dotazione di serie di tutto rispetto, dalla connettività Bluelink di Hyundai (con Apple CarPlay e Android Auto) agli aggiornamenti over-the-air del software di bordo, specchietti ripiegabili elettricamente e ricarica a induzione per gli smartphone, freno di stazionamento elettronico, bocchette del clima per i passeggeri posteriori, avviamento senza chiave, sensori di parcheggio e telecamera posteriore. Tra gli aiuti alla guida sono disponibili - di serie o a richiesta, in base all'allestimento - il mantenimento della corsia di marcia, la frenata automatica d'emergenza (anche per pedoni e ciclisti) e il monitoraggio dell'angolo cieco. La serie speciale X Line In occasione del lancio della nuova Hyundai i20 sarà disponibile la serie limitata X Line con cerchi di lega da 17" in colore nero lucido, ripreso anche dalle calotte degli specchietti retrovisori, dai loghi dell'auto e dalla calandra anteriore. All'interno, una placca con il numero progressivo della produzione, tappetini in gomma e dettagli esclusivi per questa versione. Due motorizzazioni a benzina ed etanolo Per la nuova Hyundai i20 arriveranno i motori 1.0 a tre cilindri della serie Kappa, aspirati e turbo a iniezione diretta, con potenze rispettivamente di 80 (75 a etanolo) e 115 CV, coppia di 100 e 172 Nm. Due gli allestimenti per la versione aspirata, Comfort e Limited, mentre la turbo è disponibile nelle varianti Limited, X Line, Platinum e Ultimate. Il listino parte da 99.990 real (circa 17.000 euro) per la i20 1.0 MPI Comfort e arriva ai 139.990 real (poco più di 23.500 euro) per la i20 1.0 TGDI Ultimate.
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Luxeed RX: 594 CV, 251 km/h e uno stile che ha scatenato la polemica con Ferrari

Giu 16,2026
Il nuovo modello della joint venture tra Huawei e Chery è la crossover sportiva Luxeed RX, come emerge dalle informazioni pubblicate sul sito del ministero cinese dei trasporti (Miit). Un modello che ha scatenato un vespaio di polemiche per il suo design. Stile poco originale La Luxeed RX si presenta con linee che ricordano in maniera abbastanza esplicita la Ferrari Purosangue, e questo di per sé non sarebbe né una novità né questione di cui scandalizzarsi: molte auto cinesi si "ispirano" a importanti modelli occidentali, tra cui la prima crossover di Maranello (per esempio, la Xiaomi YU7). La RX riprende molti degli elementi caratterizzanti della Purosangue, dalla forma del muso ai passaruota bombati, dai volumi della fiancata al diffusore posteriore. Chi l'ha disegnata? La polemica è nata quando il direttore generale di Luxeed, Zhao Changjiang, ha dichiarato che il brand ha assunto tra le sue fila un "ex responsabile del design di Ferrari", insieme a ingegneri di BMW e Aston Martin per la messa a punto del telaio. Alla provocazione ha immediatamente risposto Ingrid Sun, responsabile delle pubbliche relazioni di Maranello per la Cina, chiedendo a Changjiang di fare il nome di questo presunto ex capo designer della Ferrari. Qualche giorno dopo, il post di Sun è stato cancellato. Una SUV da oltre 250 km/h Al di là delle controversie legate al suo design, o a chi l'abbia effettivamente firmato, la Luxeed RX è una crossover elettrica che dovrebbe debuttare sul mercato cinese il prossimo autunno. L'auto è lunga 5.020 mm, larga 2.007, alta 1.600 e ha un passo di tre metri esatti. Due i powertrain previsti: single motor da 277 kW (377 CV) e dual motor da 437 kW (594 CV), con trazione integrale e velocità massima di 251 km/h. La batteria, la cui capacità non è stata comunicata, è del tipo Ncm, prodotta dalla Catl. La Luxeed RX monta cerchi da 20 a 22" e un Lidar (opzionale) per i sistemi di assistenza alla guida più evoluti.
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Milano Monza Motor Show 2026: il programma completo dal 26 al 28 giugno all'Autodromo

Giu 16,2026
Si scaldano i motori in vista dell'edizione 2026 del MIMO Milano Monza Motor Show, che torna dal 26 al 28 giugno prossimi all'Autodromo Nazionale di Monza, in un evento aperto al pubblico, gratuito, dedicato alla passione per le automobili. Una tre giorni in cui ci saranno attività dinamiche, test drive, parate di supercar ed esposizioni dei marchi più importanti e amati, tra cui Ferrari, Lamborghini, Porsche, Aston Martin, McLaren, Lotus e Dallara. Il programma dell'evento Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 20, il MIMO 2026 aprirà il 26 giugno con la parata inaugurale sul circuito di Formula 1. In calendario gli spettacoli di drift organizzati da CID (Campionato Italiano Drifting) sul rettilineo del tracciato, la Supercar Parade con protagoniste le supercar e le hypercar, i trackday per le auto da corsa GT, le competizioni ufficiali GT3isti Challenge e Speed Cup, rispettivamente con le Porsche impegnate nel GTC e con le Lotus Elise ed Exige. Non mancheranno sfide tra le Lamborghini Huracan ST e le Ferrari 296 Challenge, ma anche con le Porsche Taycan Turbo GT racing impegnate nel Taycan Rush. Tutti i protagonisti Tante le Case automobilistiche e le aziende impegnate nei tre giorni dell'evento con i loro modelli in esposizione e da provare:BMW porterà il primo esemplare della Skytop, la concept a cielo aperto di cui verranno prodotti solo 50 esemplariChangan porta i modelli Deepal S05 BEV, Deepal S07 BEV e la Deepal S05 Ultra HybridIl gruppo Chery porterà le Chery Tiggo 8, Chery Tiggo 9, Icaur V27, Lepas L8 e Lepas L6, e aprirà sessioni di test drive di Omoda 5, 7 e 9, Jaecoo 5, 7 e 8Mercedes-Benz porterà diversi modelli da provare, tra cui GLC EQ 400, GLB EQ 250+, CLA EQ 250+ e Classe A 180dTesla porterà Model 3 e Model Y da provare, con Cybertruck e il robot umanoide Optimus in esposizione Ares sarà presente all'Autodromo con la supercar S1 in livrea rossa, una moto Bullet, accanto alle Ares Defender, Wami e PantherBRS, preparatore specializzato in supercar, porterà modelli unici di Lamborghini Revuelto, McLaren 720S, Ferrari SF90 XX e Porsche 992 GT3 RSNei paddock sarà esposta la hypercar Giamaro Krafla, con un V12 quadriturbo da 7.0 litri e 2.157 CVRecaro Automotive sarà presente con i suoi sedili per motorsport, automotive e gaming, con la presentazione del primo simulatore racing RecaroSGT Automobili presenterà invece il tributo all'Alfa Romeo 155 2.5 V6 TI con un restomod basato sulla piattaforma Giorgio
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La Lancia Gamma senza veli: sorpresa sulle strade italiane la Suv made in Melfi

Giu 16,2026
A pochi giorni dalle foto ufficiali, un prototipo della Lancia Gammapraticamente senza veli è stato fotografato in Italia. La SUV di segmento D ha un ruolo chiave nel rilancio del marchio, affiancando la Ypsilon in un percorso di rinnovamento totale. Le armi a sua disposizione sono moltissime: lo stile unico nel suo genere e la tecnologia di ultima generazione del gruppo Stellantis. In pubblico senza veli Dalle foto ufficiali il passo è breve: la Gamma appare su strada con qualche particolare mancante, come lo sportello del serbatoio, ma già pronta per il debutto che avverrà al Salone di Parigi. Gli elementi di design degni di nota sono tanti, e differenziano il modello italiano dalle concorrenti: il frontale riprende quello della Ypsilon, mentre la fiancata slanciata termina con un montante molto inclinato e con un doppio alettone molto pronunciato. I Led posteriori orizzontali e il paraurti sagomato conferiscono un certo dinamismo al posteriore. Anche il disegno dei cerchi in lega svolge un ruolo importante nella definizione del carattere di questa Suv, che verrà prodotta nello stabilimento di Melfi. Tanto nero lucido I dettagli nero lucido che contrastano con la carrozzeria blu sono determinanti, così come accaduto sulla sorella minore Ypsilon: si tratta infatti di elementi stilistici chiave per "alleggerire" il montante posteriore, dove spicca il logo Lancia. Tuttavia, tratti in nero lucido si ritrovano anche nel frontale e sulla fiancata, in corrispondenza dei passaruota e delle protezioni delle portiere. Ibrida o elettrica Gli interni, già svelati in una prima immagine, non sono visibili in queste immagini, inoltre non sappiamo quale sia la motorizzazione di questo esemplare: per la Gamma è già stata annunciata una gamma che include ibrido ed elettrico, ma in futuro vedremo anche una sportiva HF a batteria, mossa da due motori e con una potenza di 375 CV. Sulla versione elettrica più efficiente, la piattaforma STLA Medium permette di toccare i 740 km di autonomia.
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Iran e USA firmano la pace: Hormuz riaperto, il petrolio scende e cala il prezzo di benzina e diesel

Giu 16,2026
Nuovi sviluppi nella crisi in Medio Oriente. L'Iran e gli Stati Uniti hanno infatti firmato, tramite un meccanismo di sottoscrizione digitale, l'accordo di pace per chiudere il conflitto iniziato lo scorso 28 febbraio. Tuttavia, la firma, che sarà celebrata venerdì prossimo in una cerimonia a Ginevra, è solo il primo passo di un complesso processo negoziale che dovrà risolvere non pochi nodi sui quali l'incertezza è ancora massima. Uno riguarda lo Stretto di Hormuz. Teheran ha già tolto il blocco, riaprendo completamente il canale, ma il transito gratuito durerà solo per i 60 giorni dei negoziati (comunque prorogabili in caso di progressi concreti al tavolo delle trattative), dopo di che scatterà un sistema di pedaggi.  Intanto, la riapertura del canale e i segnali di distensione hanno già prodotto i primi benefici sui mercati petroliferi, con un calo degli indici di riferimento per il greggio di oltre il 5%. Tuttavia, il ritmo della discesa è rallentato rispetto a ieri e i ribassi sono di poco superiori al 2%: il Brent tratta intorno agli 81 dollari e il Wti ai 79. Non è da escludere che sugli scambi stiano influendo i timori su una progressiva e forte ripresa della domanda asiatica e sui bassi livelli delle scorte a livello globale, in particolare per alcune tipologie di combustibili come il cherosene per gli aerei. In tale quadro, i prezzi medi dei carburanti alla pompa in Italia, grazie ai ribassi dei prodotti raffinati nell'area del Mediterraneo (tornati ai livelli di marzo grazie proprio alla firma dell'accordo), continuano a scendere anche oggi 16 giugno. In particolare, come segnala Staffetta Quotidiana, la benzina self service lungo la rete stradale nazionale è a 1,881 euro al litro (-9 millesimi rispetto a ieri) e il gasolio a 1,985 euro (-11). Sulla rete autostradale la verde al fai-da-te è a 1,973 euro (-21) e il diesel a 2,069 euro.  Le rilevazioni di Staffetta La testata specializzata mette in luce anche la decisione di Eni di ridurre di altri 2 centesimi i prezzi consigliati di benzina e diesel. IP ha optato per un ribasso di un centesimo su entrambi i carburanti, mentre Tamoil ha tagliato di 3 centesimi la verde e di 2 il gasolio. Q8 si è limitata ad abbassare di un centesimo il diesel.  Quanto ai prezzi praticati, le medie elaborate da Staffetta sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, vedono la benzina self service a 1,892 euro/litro (compagnie 1,891; pompe bianche 1,895) e il diesel a 1,999 euro (2,002; 1,993). Al servito, verde a 2,031 euro (2,067; 1,965), gasolio a 2,139 euro/litro (2,180; 2,062), Gpl a 0,788 euro (0,794; 0,780), metano a 1,563 euro/kg (1,562; 1,564), Gnl a 1,463 euro/kg (1,466 euro/kg; 1,461 euro/kg).Lo spaccato di marchi mostra Eni a 1,881 euro sulla benzina self (2,092 al servito) e 2,001 sul gasolio (2,215); IP a 1,902 (2,071) e 2,008 (2,177); Q8 a 1,885 (2,062) e 1,993 (2,169); Tamoil a 1,889 (1,970) e 1,991 (2,077). Le ipotesi sulle accise  I prezzi comprendono ovviamente l'ultimo provvedimento di riduzione delle accise. Sul taglio delle imposte è tornato a parlare il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che non ha escluso la possibilità di non prorogare l'attuale misura alla scadenza. "Sulle accise siamo intervenuti perchè c'era una condizione di emergenza. Per il 3 luglio valuteremo se è venuta meno questa condizione", ha affermato il ministro durante un evento sul nucleare a Torino. Pichetto ha sottolineato anche che "il venir meno dell'emergenza deve far venire meno l'intervento: già ieri i prezzi sono scesi sotto i due euro"."Sulla riapertura dello Stretto di Hormuz dovremo valutare nel merito quelle che sono le condizioni dell'accordo. Pertanto, la prospettiva è quella di rimettere in condizione il Golfo Persico di esportare petrolio, prodotti petroliferi e gas. Questo significa riaumentare di quel 20 per cento che era venuto meno, con la chiusura dello Stretto e con la guerra, e pertanto far calare quella che è la pressione sui prezzi a livello mondiale. Poi però dobbiamo fare due conti sui tempi. Non sappiamo qual è lo stato delle infrastrutture nel Golfo Persico a causa dei bombardamenti. Si tratta di capire quanto tempo impiegheranno a riparare i danni per poter ristabilire un equilibrio", ha aggiunto il ministro non senza ricordare la necessità per il governo di far quadrare i conti anche sul fronte del bilancio pubblico visto quanto è finora costato il taglio delle accise. 
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Prezzi dell'asfalto alle stelle, l'allarme della Siteb: la sicurezza stradale è sotto scacco

Giu 16,2026
Sicurezza stradale a rischio quest'estate nelle nostre città, per i prezzi dell'asfalto che volano alle stelle: a lanciare il nuovo allarme è la Siteb, l'Associazione strade italiane. Nei primi quattro mesi del 2026, le tensioni internazionali legate al conflitto in Iran hanno infatti generato aumenti fino all'80% dei costi dell'energia e del gas metano, indispensabili per la produzione del conglomerato bituminoso. L'effetto domino si manifesta sul prezzo di una tonnellata di bitume, schizzata insù del 60%, da 420 euro a 680 euro. Il rischio è che, nelle prossime settimane, i Comuni non riescano a sostenere economicamente gli interventi programmati già da anni. Per giunta, molti lavori - finanziati dal PNRR - si concentreranno nello stesso periodo, facendo impennare la domanda di materiali, e quindi i prezzi. Sistema inadeguato La Siteb denuncia come l'attuale meccanismo di revisione prezzi per il bitume risulti inadeguato: con questi criteri, si registrano scostamenti del 10%, a fronte di rincari reali quattro volte superiori. Molte imprese si trovano oggi a eseguire vecchi appalti, assegnati mesi fa, quando i costi erano notevolmente inferiori. Neppure il riutilizzo del fresato d'asfalto come sottoprodotto - previsto dal recente decreto Infrastrutture - è una soluzione: quel materiale non può sostituire integralmente le nuove materie prime necessarie alla produzione del conglomerato bituminoso, spiega l'Associazione. Che rinnova l'appello a governo e stazioni appaltanti affinché vengano introdotte misure di compensazione dei rincari.
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Peugeot, nel 2027 arriverà una serie speciale dedicata alla 24 Ore di Le Mans

Giu 16,2026
Peugeot ha raggiunto il traguardo dei 100 anni a Le Mans. Risale infatti al 1926 la prima partecipazione della Casa francese alla 24 Ore, dove è tornata quest'anno con la 9X8. Per celebrare questa occasione è stata annunciata la serie limitata Peugeot 24 Ore di Le Mans dedicata ai modelli 208, 308, 408, 3008 e 5008. La scopriremo l'anno prossimo Le specifiche di allestimenti e motorizzazioni saranno rese note in concomitanza con il lancio commerciale, previsto per i prossimi mesi: i modelli saranno infatti effettivamente disponibili nel 2027 a ridosso della prossima edizione della 24 Ore. Per il momento sappiamo solo che l'allestimento Le Mans sarà basato sulle varianti GT e che i colori dominanti saranno il nero lucido e il blu della gara.
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Audi A6 Allroad, muscoli e 367 CV ibridi per la wagon rialzata che non si arrende alle Suv

Giu 16,2026
In un mercato ormai dominato da modelli a ruote alte finiamo spesso per dimenticarci delle station wagon. Avant se parliamo di Audi, ma anche Touring, Variant: le denominazioni sono tante. Negli anni ci sono anche stati tentativi di unire il meglio dei due mondi (persino in Italia, come dimostra l'Alfa Romeo 156 Crosswagon), ossia la versatilità e l'efficienza di una station wagon e la guida rialzata di una Suv. Oggi le "familiari" sono sempre più rare, con le quote di mercato rosicchiate dalle Suv di ogni segmento. Una specie a rischio di estinzione, in cui qualche esemplare sopravvive ancora. Come la Audi A6 Allroad, giunta alla sua quinta iterazione: si è fatta attendere, ma è tornata più forte di prima. Ed è sufficiente un rapido colpo d'occhio per capire che a Ingolstadt non si sono limitati al classico trattamento riservato alle Avant più avventurose. Presenza imponente Per la prima volta dal debutto di questa versione, avvenuto nel 1999, la Audi Allroad sfoggia carreggiate allargate specifiche (+7,4 cm all'anteriore e +7 cm al posteriore), che le danno un'impronta molto più muscolosa rispetto al passato. Nel complesso, la nuova serie aumenta in lunghezza (5,02 metri totali) e guadagna 11,1 cm in larghezza rispetto alla A6 Avant normale. Pronta a tutto L'impostazione tecnica resta fedele alla tradizione Allroad: l'altezza da terra aumenta di 37 mm rispetto alla sorella stradale, le sospensioni pneumatiche adattive sono di serie e permettono un'escursione fino a 55 mm. In modalità Dynamic l'assetto si abbassa di 20 mm per privilegiare efficienza e precisione di guida, mentre nelle configurazioni Offroad e Offroad+ l'altezza da terra cresce sensibilmente, fino ad arrivare a +35 mm in modalità Lift, per affrontare fondi sconnessi e strade non asfaltate. La modalità Offroad+ interviene anche su differenziale, cambio e controllo di trazione, per esempio ritardando il cambio marcia o lasciando slittare le ruote più a lungo. Per la prima volta sulla Allroad sarà disponibile anche l'asse posteriore sterzante. Il diesel resta protagonista Il motore destinato a rappresentare il cuore della gamma sarà con ogni probabilità il V6 3.0 TDI Mhev+ da 299 CV e 580 Nm, con sovralimentazione a doppio stadio. Un propulsore che abbiamo già avuto modo di approfondire qualche settimana fa sulla Avant normale. La soluzione della sovralimentazione a doppio stadio permette di ridurre quasi del tutto il turbo lag, grazie alla presenza di un compressore elettrico nel primo stadio. Sarà affiancato, come da tradizione, dalla trazione integrale quattro nella declinazione Ultra: non un'integrale permanente, ma un sistema capace di ripartire la coppia al posteriore in maniera intelligente, e solamente quando necessario. Arriva la prima plug-in La vera novità della quinta generazione è però rappresentata dalla versione e-hybrid: la Allroad potrà essere ordinata con una motorizzazione plug-in, con un sistema che abbina il quattro cilindri 2.0 TFSI a ciclo Miller da 252 CV a un motore elettrico da 143 CV, per una potenza combinata di 367 CV e 500 Nm. L'abitacolo riprende l'impostazione della nuova A6 Avant: quadro strumenti da 11,9 pollici e display centrale da 14,5 pollici, ai quali può aggiungersi lo schermo dedicato al passeggero. Prezzi e arrivo nelle concessionarie La Allroad arriverà nelle concessionarie italiane nell'ultimo trimestre del 2026. Tre gli allestimenti previsti: Business, Business Advanced e S line. Listino: si parte da 82.350 euro per il V6 TDI Mhev da 299 CV e da 88.650 euro per la plug-in da 367 CV.
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Accordo Iran-Usa, il prezzo di benzina e gasolio scenderà? Ecco perché non si tornerà indietro

Giu 16,2026
Iran e Stati Uniti hanno annunciato un accordo di pace per chiudere il conflitto che sta interessando il Medio Oriente dal 28 febbraio scorso. Le conseguenze sul mercato petrolifero internazionale sono state immediate: Brent e Wti sono lontani dai picchi raggiunti al culmine della tensione, trattando tra 79 e 81 dollari al barile. A prima vista, sembra una situazione favorevole per l'andamento futuro dei prezzi dei carburanti. Tuttavia, non è ancora il caso di festeggiare, perché l'accordo ha sì consentito di superare la peggior crisi petrolifera della storia, ma non risolve numerosi elementi di incertezza nei rapporti di diplomatici tra Teheran, Washington e i Paesi della regione mediorientale.Abbiamo quindi chiesto a Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia e tra le voci italiane più autorevoli in campo energetico, di delineare un quadro della situazione e, soprattutto, di fornirci delle proiezioni su petrolio, benzina e diesel. Professore, la prima domanda è scontata: cosa ne pensa dell'intesa tra Iran e Usa?La valuto in modo positivo perché consente di superare una delle crisi più difficili. Una crisi di cui avevamo il terrore perché non avevamo mai sperimentato una chiusura dello Stretto di Hormuz per oltre 100 giorni. Ciononostante, i prezzi del petrolio sono sì aumentati, ma non sono esplosi. Tuttavia, rimane un problema: l'Iran ha rafforzato il suo regime e il suo ruolo di potenza in contrapposizione con i Paesi arabi filo-occidentali. Adesso Teheran ha più potere sullo Stretto. Pertanto, nel complesso la situazione è migliore perché abbiamo scongiurato una guerra prolungata e i prezzi scenderanno, ma solo di poco: le tensioni non sono finite. Ci spiega meglio? C'è stato il tentativo di Trump di risolvere una volta per tutte la questione iraniana scoppiata ben 47 anni fa con la rivoluzione del '79, che ha aperto una grande frattura con gli Stati Uniti. Tuttavia, la questione è tutt'altro che risolta. L'instabilità del Medio Oriente è destinata a durare. Vero è che la politica conta meno rispetto al passato, ma noi dobbiamo fare il conto con due aspetti. Il primo è che il futuro del petrolio è tutt'altro che finito: la mobilità del mondo è destinata a crescere e questa mobilità si affida oggi per il 97% sui derivati del petrolio. Il secondo è che non ci sono molte alternative al greggio nonostante i proclami e le grandi ambizioni della politica. Tornando alla questione dello Stretto di Hormuz, Le chiedo delle previsioni: qualcuno si spinge a parlare di un ritorno alla normalità nel giro di 2 o 3 mesi. Forse esagero un po', ma di normale nell'attuale situazione c'è ben poco. Non torneremo più al passato, è cambiata la storia. L'Iran è più influente sul passaggio dello stretto. Prima del 28 febbraio Teheran ha tentato diverse volte di influenzare il transito del petrolio, ma ha capito che era impossibile. Oggi ha, invece, compreso come ottenere un maggior controllo. La situazione è del tutto cambiata rispetto al passato.  Mi pare che questa sia una delle grandi sconfitte di Trump.Sì, è una sconfitta, ancor di più alla luce delle sue grandi ambizioni. Voleva liberare l'Iran e rovesciare il regime degli ayatollah: non ci è riuscito. Pertanto, siamo sempre punto e a capo. Anzi, il regime ne esce rafforzato. Questa è una vittoria dell'Iran.  In ogni caso, il mercato petrolifero ha saputo reagire alla crisi: in fine dei conti il prezzo del petrolio non è esploso grazie all'ampia disponibilità di greggio sul mercato o alla diversificazione delle forniture. In altre parole, si è riscontrato un riequilibrio della domanda e dell'offerta. Esatto. Il mercato ha sofferto, ma non in maniera drammatica. Ci sono varie ragioni, tra cui l'abbondanza di scorte. Questo è un tema importante, perché le scorte sono scese troppo e ora bisogna ricostruirle. Non è un problema di poco conto per i prossimi mesi. Inoltre, la Cina ha rallentato di molto gli acquisti, ma quanto durerà questo rallentamento? Non ancora per molto: prima o poi gli acquisti cinesi riprenderanno. E poi le scorte di cherosene per le vacanze della prossima estate sono bassissime e andranno ricostituite. Non escludo che chi ha prenotato i biglietti per andare in giro per il mondo debba cancellare il viaggio e rimanere a casa.  Dunque, la ricostituzione delle scorte e il ruolo di grandi Paesi consumatori come la Cina avranno un peso su petrolio e carburanti nei prossimi mesi. Avete delle proiezioni sull'andamento dei prezzi?Fino a ottobre rimarremo comunque tra gli 80 e i 90 dollari al barile perché ci saranno delle tensioni sul mercato petrolifero internazionale. Quanto al gasolio e alla benzina, dopo l'aggiustamento delle accise, ritorneranno intorno a 1,90-1,95 euro al litro. Non ci sarà una caduta.
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