Subscribe to feed 4 Ruote
Aggiornato: 2 ore 7 min fa

Nuova Fiat Grizzly Fastback: sorpresa su strada senza camuffature prima del debutto

Giu 17,2026
La Fiat Grizzly Fastback è stata appena svelata e, prima ancora di raggiungere le concessionarie si concede una passerella sulle strade italiane, praticamente senza veli, per una serie di foto spia. La nuova C-SUV della Casa torinese sarà protagonista al Salone di Parigi che si terrà il prossimo ottobre. Cambia solo la coda La Grizzly Fastback è la sorella con carrozzeria filante della Grizzly: insieme andranno ad insediare l'affollatissimo segmento C con varianti ibride benzina ed elettriche. I dati tecnici non sono stati ancora resi noti e non sappiamo quindi neanche se la Fastback proporrà le medesime motorizzazioni della sorella Grizzly. Le differenze tra le due SUV sono piuttosto evidenti: la Fastback gioca sullo stile offrendo una coda più bassa e sfuggente e il montante spezzato dal contrasto di colori fra carrozzeria e tetto nero. I due modelli sono identici nel frontale e nelle fiancate, fino alle portiere, così come nella fascia dei gruppi ottici posteriori. Più sportiva nello stile L'assenza dei mancorrenti sul tetto è piuttosto logica, visto che la Fastback dovrebbe attrarre clienti in cerca di maggior sportività e dinamismo. Lo stesso discorso vale per la diversa finitura dei cerchi di lega, mentre non possiamo per il momento sapere se siano previste differenze tecniche relative all'assetto o ai powertrain per donare a questa variante un carattere più pepato. Per ora vediamo l'ibrida Il muletto che vedete in queste immagini, a cui manca il lettering Fastback alla base del portellone, è certamente quello ibrido, come confermano sia la scritta sul retro che la presenza di un silenziatore sotto al paraurti posteriore. Non è da escludere che anche le prese d'aria anteriori presentino una disposizione specifica per le varianti termiche: l'elettrica potrebbe dunque presentare un frontale più chiuso, come già accaduto su altri modelli del Gruppo Stellantis.
Categorie: 4 Ruote

Prezzi carburanti ancora in calo: benzina e diesel giù con il petrolio sotto gli 80 dollari al barile

Giu 17,2026
Arrivano nuovi segnali positivi per le tasche degli automobilisti. "Le prospettive di pace tra Iran e Usa nonostante l'incognita Israele e la necessità di ricostituire le scorte distendono i mercati petroliferi, con il Brent sotto gli 80 dollari per la prima volta dal 2 marzo", scrive Staffetta Quotidiana nella sua consueta rilevazione giornaliera, sottolineando come stia proseguendo "il calo delle quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo e, conseguentemente, dei prezzi dei carburanti alla pompa".Infatti, sia la benzina, che il diesel risultano in deciso calo rispetto a ieri 16 giugno, mentre le principali compagnie continuano a rivedere al ribasso i listini consigliati. Le rilevazioni odierne In dettaglio, questamattina 17 giugno il prezzo medio della benzina venduta in modalità self-service lungo la rete autostradale è pari a1,872 euo al litro (-9 millesimi rispetto a ieri), mentre per il gasolio è a 1,974 euro, 11 millesimi in meno. Per il Gpl la media è di0,777 euro (-1), mentre per il metano è di 1,561 euro/kg (-2). Sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 1,964 euro per la verde (-9), 2,060 euro per il diesel (-9), 0,886 euro per il Gpl e 1,584 euro per il metano.Infine, Staffetta Quotidiana segnala la decisione dell'Eni di ridurre i prezzi consigliati della benzina di un centesimo al litro e quelli del gasolio di due. Q8 ha optato per un ribasso di tre centesimi sulla verde e di due sul diesel e Tamoil di due centesimi su entrambi i carburanti.
Categorie: 4 Ruote

Renault Boreal, la C-SUV brasiliana sbarca in Europa (ma non in Italia) con il full hybrid da 160 CV

Giu 17,2026
Come anticipato lo scorso anno, la Renault Boreal esce dai confini dell'America Latina per sbarcare in Europa: prodotta inizialmente nello stabilimento di Curitiba, in Brasile, la C-SUV francese uscirà anche dagli impianti di Bursa, in Turchia, il secondo mercato mondiale di Renault per volumi. La Boreal verrà esportata nei paesi dell'Europa dell'Est, del Medio Oriente e dell'Africa settentrionale. Qualità premium Progettata fin dall'inizio come auto globale, la Renault Boreal è una SUV premium di segmento C, lunga 4,56 metri, con un passo di 2,70 e un bagagliaio da 680 litri (1.868 ribaltando i sedili posteriori). Lo stile riprende quello degli ultimi modelli della Casa francese, con una carrozzeria imponente, linee decise e muscolose. Curati anche gli interni, realizzati con materiali curati, superfici morbide e dettagli incisi al laser. Tanta tecnologia a bordo Il quadro strumenti digitale da 10" si affianca al display dell'infotainment openR Link con ecosistema software di Google e app di terze parti; in base agli allestimenti sarà possibile avere la luce ambientale in 48 colori, sedili anteriori regolabili elettricamente (con memoria per il conducente) e il tetto apribile elettrico. Su richiesta anche l'impianto audio Harman Kardon da 10 altoparlanti e 435 Watt di potenza, sviluppato in collaborazione con il musicista francese Jean-Michel Jarre. Arriva il full hybrid All'attuale motore benzina 1.3 TCe turbo da 145 CV con trasmissione EDC a sei rapporti verrà affiancato il powertrain E-Tech Full Hybrid da 160 CV, sviluppato da Horse e prodotto negli stabilimenti di Valladolid e Bursa: questo sistema consente di guidare fino all'80% in modalità solo elettrica in città, con un consumo dichiarato di 4,8 l/100 km (pari a 20,8 km/l). Entro la fine del 2026 la gamma motori verrà ampliata con l'aggiunta della versione mild hybrid E-Tech 4x4 150 CV.
Categorie: 4 Ruote

BMW, tagliate le stime su consegne, ricavi e utili del 2026: Cina e Medio Oriente presentano il conto

Giu 17,2026
Il gruppo BMW, da poche settimane guidato da Milan Nedeljkovi, ha rivisto al ribasso le stime su consegne, ricavi e redditività per il 2026. La decisione è legata, innanzitutto, all'evoluzione del contesto economico e a "un effetto una tantum derivante dall'intensificazione e dall'accelerazione delle misure strutturali e di efficientamento".Ci sono, però, ulteriori fattori negativi di particolare rilievo. Il costruttore bavarese parla di un peggioramento dell'andamento "negativo del mercato automobilistico cinese", dove le vendite sono entrate in un fase di forte calo per tutto il settore anche in seguito alla revisione dei meccanismi di incentivazione annunciata dalle autorità di Pechino. "Questa situazione ha portato a un'intensificazione della concorrenza in Cina e in tutta la regione Asia-Pacifico. Il Gruppo BMW non può operare al di fuori di questo contesto di mercato", hanno spiegato da Monaco di Baviera, sottolineando che "l'andamento positivo dei volumi di vendita in Europa e negli Stati Uniti non può compensare il calo delle vendite in Cina e nella regione Asia-Pacifico".Il quadro è ulteriormente esacerbato dall'impatto della crisi in Medio Oriente. Gli effetti negativi hanno una magnitudo superiore alle "ipotesi iniziali" per due problematiche: la prima è rappresentata dai prezzi dell'energia, che "rimangono elevati e pesano sulla struttura dei costi aziendali"; la seconda è "l'instabilità dovuta al conflitto", che "sta influenzando negativamente la fiducia dei consumatori nei mercati di tutto il mondo". Le contromisure Tutti gli effetti contribuiranno a un calo significativo degli utili e del flusso di cassa nel secondo trimestre" e, pertanto, il gruppo ha deciso di "intensificare e accelerare" le misure per la riduzione dei costi: sono previste non meglio precisate iniziative "strutturali e di efficientamento", che produrranno benefici tangibili nei prossimi anni, ma dovranno essere sostenute, dal punto di vista contabile, da componenti una-tantum nella seconda metà del 2026. Nedeljkovi si è limitato a parlare della necessità di "adattare strutture e processi al drastico peggioramento delle condizioni di mercato". " nostra responsabilità imprenditoriale, quindi, intensificare e accelerare significativamente le misure in corso. Tutto ruota intorno alla velocità e all'efficienza", ha aggiunto il successore di Oliver Zipse. La revisione delle stime Tutti gli sviluppi descritti dal gruppo hanno quindi spinto i vertici aziendali a rivedere diverse previsioni commerciali e finanziarie per il 2026. Il ramo Automotive, tra le altre cose, dovrebbe concludere l'anno con consegne in "lieve calo" rispetto al 2025 e non più "allo stesso livello", mentre l'intervallo delle proiezioni sul margine operativo è stato tagliato dal 4-6% all'1-3%. Inoltre, i flussi di cassa sono attesi superiori a 2,5 miliardi, in deciso calo rispetto ai 3,24 del 2025. A livello di gruppo è previsto un utile pre-tasse in contrazione "significativa" a fronte della precedente indicazione su una "diminuzione moderata". 
Categorie: 4 Ruote

Debutta in Cina la MG 07, berlina sportiva da 650 km di autonomia

Giu 17,2026
MG ha presentato per il mercato cinese la berlina sportiva 07 che, seguendo le attuali tendenze di mercato, sarà disponibile con motorizzazioni full electric e plug-in hybrid: powertrain, quest'ultimo, che la rende potenzialmente interessante anche per i mercati di esportazione. Il listino per la Cina parte da 150.000 yuan (circa 19 mila euro) e arriva fino a sfiorare i 200.000 yuan (poco meno di 25 mila euro, al cambio attuale). Padiglione fluido Lo stile della MG 07 si ispira a quello della Porsche Taycan (e c'è anche chi "copia" la Ferrari Purosangue) ed è dominato dalla curvatura del tetto, che con un unico arco slanciato racchiude parabrezza, abitacolo e lunotto. La finitura scura annulla lo stacco tra il tetto panoramico e il portellone, mentre il sensore LiDAR per gli Adas più evoluti è integrato nella zona anteriore del padiglione. Alla 07 spetta tra l'altro il compito di portare al debutto i sistemi di assistenza alla guida basati sul framework Moment R7 di nuova generazione. Gli interni per il momento non sono stati ancora svelati. Fino a 650 km di autonomia La MG 07 in versione full electric dovrebbe assicurare fino a 650 km di autonomia grazie alla batteria da 67 kWh e il motore singolo sull'asse posteriore da 239 CV. La variante plug-in adotta invece un 1.5 litri aspirato da 112 CV, abbinato a uno elettrico da 207 CV; con la batteria da 30 kWh dovrebbe percorrere 185 km di percorrenza ad emissioni zero (nel generoso ciclo di omologazione cinese).
Categorie: 4 Ruote

Auto elettriche, Motus-E: lItalia può risparmiare fino a 41,5 milioni di barili di petrolio all'anno al 2035

Giu 16,2026
La mobilità elettrica come strumento per risparmiare sul petrolio, oltre che per un maggiore rispetto dell'ambiente. il messaggio del nuovo Libro Bianco sulla mobilità elettrica di Motus-E, presentato a Roma in occasione della conferenza L'automotive verso il 2035: previsioni, sfide e opportunità, nato all'ombra della nuova crisi mediorientale. Messaggio destinato in primis ai decisori politici: tra gli invitati i ministri Adolfo Urso e Gilberto Pichetto Fratin, e il consigliere sulle politiche energetiche e il Green Deal Philippe Lamberts per la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Due scenari, numeri incoraggianti Partendo dai numeri dell'attuale circolante elettrico e plug-in italiano 830.000 veicoli tra auto, furgoni e camion e dagli oltre 78.000 punti di ricarica a uso pubblico già installati nel Paese, Motus-E analizza e stima l'evoluzione della mobilità elettrica rilasciando una previsione: l'Italia può risparmiare fino a 41,5 milioni di barili di petrolio all'anno al 2035.Come? Due gli scenari presi in considerazione. In quello chiamato Conservativo, scrivono gli analisti di Motus-E, al 2035 il parco circolante italiano conterà 4,6 milioni di veicoli elettrici e 3,2 milioni di plug-in; in quello definito Accelerato diventeranno rispettivamente 6,8 milioni e 2,4 milioni di veicoli. Numeri variabili, naturalmente, in base sia all'andamento del mercato sia alle misure regolatorie dei governi. Risparmi fino a tre miliardi di euro sull'import di petrolio Contestualmente, l'infrastruttura di ricarica a uso pubblico sarà composta al 2035 da oltre 130.000 punti di ricarica nello scenario Conservativo e oltre 160.000 nello scenario Accelerato, a cui si aggiungono fra i 3,3 e i 3,5 milioni di punti privati. Il risultato di questa crescita della mobilità ambientalmente virtuosa, dicono a Motus-E, si rifletterà in una diminuzione delle importazioni di petrolio stimata tra i 34,6 e i 41,5 milioni di barili all'anno.Facendo due calcoli, pur valendo poco meno della metà del consumo globale di un giorno, a un prezzo di 90 dollari al barile (oggi però in caduta) si potrebbero risparmiare fino a circa 3 miliardi di euro. Un aumento della domanda "compatibile col sistema elettrico nazionale" Nel Libro Bianco si calcola che, in base sempre ai due scenari, l'incremento della domanda di elettricità per la ricarica dei veicoli si aggirerebbe tra i 15,2 e i 17,6 TWh, un livello considerato pienamente compatibile con il sistema elettrico nazionale, con riflessi positivi particolarmente rilevanti in termini di stimolo alla produzione di elettricità da fonti rinnovabili e alla riduzione della dipendenza dalle importazioni petrolifere.Il punto è politico. essenziale sottolinea Fabio Pressi, presidente di Motus-E che la flessibilità concessa da Bruxelles all'Italia per accelerare sulla transizione energetica, del valore di 14 miliardi di euro, sia sfruttata in modo realmente utile per i cittadini e per il Paese, ponendo la dovuta attenzione al ruolo della mobilità elettrica per perseguire il triplice obiettivo per il quale le risorse sono state stanziate: rafforzamento della sicurezza energetica, elettrificazione dei consumi e riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. Urso: "Servono neutralità tecnologica e scelte precise sul 'made in Europe'" Sul fronte istituzionale, Adolfo Urso rivendica l'impegno del governo verso il settore: "Abbiamo sbloccato investimenti industriali per l'automotive: oltre il 60% andranno a innovazione e sviluppo", ha detto il ministro delle Imprese e del made in Italy, intervenuto in videoconferenza. "I punti di ricarica per le auto elettriche sono quasi 80 mila", ha sottolineato il senatore di Fratelli d'Italia, "e abbiamo previsto incentivi dedicati e continuativi fino al 2030". Urso ha poi auspicato "la ripresa produttiva di Stellantis attraverso il piano Italia, dopo gli errori strategici della precedente gestione". E allargando lo sguardo sull'Europa, ha invocato apertura tecnologia e maggiore tutela della filiera continentale. "Abbiamo capito prima di altri che la crisi era europea", ha detto il ministro: "Il 2026 dovrà essere l'anno della svolta per il rilancio della produzione. Servono neutralità tecnologica e, con l'Industrial Accelerator Act, scelte precise sui criteri del Made in Europe, oggi eccessivamente allargati".
Categorie: 4 Ruote