Subscribe to feed 4 Ruote
Aggiornato: 1 ora 3 sec fa

Maxi taglio sul diesel: Eni riduce i prezzi di 7,5 centesimi al litro

Apr 29,2026
Arrivano buone notizie per gli automobilisti a poche ore dalla scadenza del taglio delle accise. Staffetta Quotidiana, nella sua consueta rilevazione giornaliera, segnala innanzitutto l'andamento contrastante dei prezzi medi - benzina in lieve rialzo e gasolio in leggero calo - nonché le quotazioni dei prodotti raffinati, quasi ferme per la verde e in netto calo per il diesel.Tuttavia, per la testata specializzata la notizia del giorno è il maxi taglio deciso da Eni sul prezzo del gasolio alla pompa: sette centesimi e mezzo da oggi.La decisione del Cane a sei zampe, secondo quanto appreso da Staffetta Quotidiana, arriva dopo la riunione della Commissione di allerta rapida sui prezzi di ieri al MIMIT, nel corso della quale il ministero ha tra l'altro indicato che, sulla base dell'andamento delle quotazioni internazionali, i prezzi del diesel alla pompa sarebbero potuti scendere di sei centesimi.Oltre a Eni, però, anche le altre maggiori compagnie hanno ridotto i listini: IP e Q8 hanno abbassato la benzina, rispettivamente, di tre e due centesimi, mentre Tamoil ha optato per un ribasso di due centesimi sul diesel. I prezzi alla pompaTornando alle rilevazioni di Staffetta Quotidiana, questa mattina, 29 aprile, i prezzi medi nazionali dei carburanti alla pompa vedono la benzina self service sulla rete stradale a 1,743 euro/litro (+3 millesimi rispetto a ieri) e il gasolio a 2,056 euro/litro (-1 millesimo). Il GPL è a 0,795 euro/litro (invariato), il metano a 1,577 euro/kg (invariato).In autostrada, la verde self è a 1,797 euro (+4), il diesel a 2,115 euro (-3), il GPL a 0,900 euro (invariato) e il metano a 1,597 euro (+3).Quanto al dettaglio per modalità di vendita, sulla base dei dati rilevati alle 8 di ieri mattina, la benzina self service è a 1,741 euro/litro (compagnie 1,743, pompe bianche 1,739) e il gasolio a 2,059 euro/litro (compagnie 2,065, pompe bianche 2,047).Al servito, benzina a 1,879 euro/litro (compagnie 1,917, pompe bianche 1,807), diesel a 2,197 euro/litro (compagnie 2,240, pompe bianche 2,116), GPL a 0,802 euro/litro (compagnie 0,807, pompe bianche 0,796), metano a 1,577 euro/kg (compagnie 1,578, pompe bianche 1,576) e GNL a 1,534 euro/kg (compagnie 1,551, pompe bianche 1,522).Tra i marchi, Eni è a 1,742 euro/litro sulla benzina self service (1,950 al servito) e a 2,071 sul gasolio (2,276); IP a 1,747 (1,919) e 2,074 (2,243); Q8 a 1,742 (1,906) e 2,058 (2,226); Tamoil a 1,749 (1,825) e 2,057 (2,138).
Categorie: 4 Ruote

Mercedes-Benz: giù profitti e margini, dalla Cina arriva il conto

Apr 29,2026
Non si arresta neanche nel primo trimestre il declino dei risultati finanziari di Mercedes-Benz. I primi tre mesi dell'anno si sono chiusi con conti in linea con le aspettative della dirigenza e, in alcuni casi, perfino migliori delle stime degli analisti di Borsa.Tuttavia, i dati restano inequivocabili: redditività e generazione di cassa segnano un calo a doppia cifra rispetto ai primi tre mesi del 2025. la dimostrazione - l'ennesima - di quanto il contesto operativo sia diventato sempre più complesso. Lo ammette la stessa Mercedes-Benz, parlando di un mercato difficile, caratterizzato da un'intensa concorrenza e da venti contrari di natura geopolitica e commerciale. L'andamento del gruppo e delle divisioniIn particolare, il fatturato consolidato è sceso del 5% a 31,6 miliardi di euro, l'utile operativo del 17% a 1,9 miliardi e i profitti del 17,2% a 1,43 miliardi, mentre i flussi di cassa delle attività industriali sono peggiorati del 21,2% a 1,86 miliardi di euro.A pesare sui risultati del gruppo è soprattutto la divisione automobilistica. Mercedes-Benz Cars ha registrato ricavi in flessione del 5,3% a 22,96 miliardi per effetto, soprattutto, di un calo delle vendite globali del 6% a 419.430 unità, legato a sua volta alla debolezza delle performance commerciali in Cina. La Casa della Stella ha arginato gli effetti negativi della crescente concorrenza sul primo mercato automobilistico mondiale grazie alla crescita in Europa e Usa e alla spinta sull'alto di gamma.Tuttavia, come previsto dai vertici aziendali, altri fattori - dalle problematiche nella catena delle forniture al peggioramento del mix di prodotto e prezzi indotto dalle pressioni commerciali - hanno ulteriormente penalizzato la redditività. L'utile operativo, depurato dalle voci una tantum, si è contratto del 47,2% a 933 milioni di euro, con un margine sceso dal 7,3% al 4,1%: un livello in linea con le stime comprese tra il 3 e il 5%, ma comunque lontanissimo dalle percentuali storicamente raggiunte dai costruttori premium.Il gruppo ha in parte compensato con il buon andamento della divisione veicoli commerciali, che ha visto l'utile operativo calare di solo il 12,6% a 415 milioni e il margine passare dall'11,6% al 10,1%, e con i servizi finanziari, capaci di incrementare la stessa metrica del 44% a 413 milioni. Prospettive ottimisticheLa Casa conta comunque di recuperare terreno nei prossimi mesi, facendo leva su un portafoglio ordini definito solido, su un'accelerazione dell'offensiva di prodotto, in particolare nel campo dell'elettrificazione e in Cina, sulla crescente esposizione all'alto di gamma e su un rigoroso controllo dei costi.I risultati del primo trimestre ci confermano in linea con le previsioni per l'intero anno. La forte domanda per i nostri nuovi prodotti e il solido portafoglio ordini ci pongono in una posizione favorevole per un ulteriore slancio nella seconda metà dell'anno, ha dichiarato il direttore finanziario Harald Wilhelm.In dettaglio, Mercedes-Benz punta a chiudere il 2026 con un fatturato in linea con quello dell'anno scorso, un utile operativo significativamente superiore anche grazie al venir meno degli oneri di ristrutturazione sostenuti nel 2025 e flussi di cassa in leggero calo. Per la divisione Mercedes-Benz Cars sono indicati solo obiettivi di natura commerciale di medio termine: vendite per circa 2 milioni di veicoli, con un mix superiore al 15% per i modelli di fascia alta e del 40% per veicoli elettrici e ibridi plug-in.
Categorie: 4 Ruote

Taglio delle accise carburanti: possibili 15 giorni di proroga e più sconto sul gasolio

Apr 28,2026
Mancano pochi giorni alla scadenza del taglio delle accise sui carburanti e il governo sta ancora valutando se e come prorogare il provvedimento.Il consiglio dei ministri odierno non ha sciolto le riserve, ma la presidente Giorgia Meloni ha fornito alcune indicazioni sulle ipotesi sul tavolo, a partire da una diversa modulazione dello sconto in base alla tipologia dei combustibili.Stiamo valutando un'ulteriore proroga, potrebbe essere più breve delle precedenti. Cerchiamo sempre di tenerci ancorati all'andamento della situazione, ma non abbiamo ancora stabilito la tempistica precisa delle settimane a cui si riferirà, ha detto Meloni, facendo una precisazione sull'esame in corso: Stiamo facendo una valutazione di non operare il taglio in maniera orizzontale. L'aumento del gasolio è stato molto più significativo di quello della benzina. La benzina è aumentata mediamente del 6%, il gasolio del 24%. Ci potrebbe essere un taglio che impatta di più sul prezzo del gasolio, per distribuire meglio l'impatto. Proroga di 15 giorniDunque, lo sconto potrebbe maggiore per il diesel rispetto a quello sulla verde e avere una durata più breve rispetto ai 20 giorni degli ultimi due provvedimenti. A tal proposito, l'agenzia Agi ha lanciato l'ipotesi di una proroga della durata di ulteriori 15 giorni a partire dalla scadenza dell'1 maggio. Tutto, però, dipende dalla capacità di rivolvere il nodo delle coperture economiche nelle prossime ore e comunque entro la prossima riunione del consiglio dei ministri, in programma giovedì 30 aprile. Al momento si starebbe ragionando su un importo di circa 600 milioni di euro (finora il taglio è costato 1,2 miliardi). Nel caso non si riuscisse a individuare le risorse necessarie per il finanziamento della proroga, si dovrebbe comunque procedere con misure mirate e sellettive, che probabilmente riguarderanno il settore dell'autotrasporto oppure le famiglie a basso reddito.  
Categorie: 4 Ruote

Mitsubishi rilancia la Pajero: licona off-road torna nel 2026

Apr 28,2026
Dopo aver interrotto la produzione della quarta serie nel 2021 (con lo stabilimento di Sakahogi riconvertito per produrre fazzoletti e carta igienica), Mitsubishi sta preparando il rilancio della sua icona off-road Pajero, che arriverà alla fine del 2026 e che potete qui vedere nella nostra ricostruzione. Nel frattempo, la Casa di Tokyo ha avviato il suo ritorno anche in Italia grazie all'accordo con Bassadone Auto per la commercializzazione della nuova gamma. Nostalgia in chiave modernaLe forme della nuova Mitsubishi Pajero sono decisamente boxy, con richiami al modello originale del 1982. Un design che si inserisce nel filone dei revival dei grandi fuoristrada storici, dalla Toyota Land Cruiser alla Nissan Patrol. Nessun dubbio sulla sua vocazione: quella del fuoristrada duro e puro. Per questo l'ipotesi più plausibile è che la Pajero adotti un telaio a longheroni, derivato dal pickup Triton (da noi conosciuto come l'L200). Un modello prodotto nello stabilimento di Laem Chabang, in Thailandia, dove nascerà anche la nuova 4x4 giapponese. Longheroni o monoscocca?Non è però da escludere che la nuova SUV giapponese possa nascere su un telaio monoscocca, utilizzando la stessa piattaforma della Outlander, la CMF-C/D già impiegata dall'Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi per buona parte dei modelli a ruote alte, dalla Austral alla Espace, passando per X-Trail e Qashqai. In questo scenario diventerebbe più concreta la possibilità di motorizzazioni ibride, che faciliterebbero il ritorno della Pajero nel Vecchio Continente, da cui si è ritirata anche a causa delle emissioni. Occhi a "T"Lo stile della nuova Pajero, nella nostra ricostruzione, riprende quello della Destinator, fuoristrada destinato ai mercati emergenti dell'Asia. Il frontale si distingue per una grande calandra con elementi orizzontali e gruppi ottici con disegno a T, il cui tratto longitudinale è composto da una serie di otto elementi a LED. Ampie le protezioni sottoscocca, così come quelle in plastica per ruote e paraurti. La fiancata è massiccia, con una generosa terza luce posteriore, tetto nero a contrasto e mancorrenti sul tetto. I motoriAlla luce dello scenario attuale, appare difficile immaginare un ritorno dei turbodiesel. Mitsubishi sta affrontando una fase di profonda trasformazione, come dimostra anche la concept Elevance, e la Pajero potrebbe diventare il modello ideale per rimescolare le carte, posizionandosi al vertice della gamma, anche sopra la nuova D-SUV Outlander sviluppata per il mercato europeo. Le esigenze di riduzione delle emissioni, anche in vista delle normative Euro 7, portano a ipotizzare l'impiego di motorizzazioni elettrificate, full hybrid e plug-in: soluzioni che renderebbero il ritorno in Europa una (quasi) certezza. Un'icona off-roadLanciata nel 1982 (in Italia arriverà l'anno successivo), la Pajero ha avuto un ruolo cruciale nell'affermazione globale dei modelli off-road giapponesi. In quasi quarant'anni di carriera è stata venduta in oltre 3,3 milioni di esemplari in tutto il mondo.
Categorie: 4 Ruote

Mazda CX-60 2026: il viaggio diventa silenzio

Apr 28,2026
Alexa, metti Köln Concert di Keith Jarrett: è partita così la mia guidata a bordo della Mazda CX-60 Model Year 2026. Da Roma fino in Abruzzo, accompagnato dalle note del geniale e virtuoso pianista statunitense. Non una scelta casuale ma, a mio parere, il modo migliore per rilevare quella che forse è la novità più importante nell'aggiornamento della giapponese: un abitacolo orientato ancora di più al confort e, soprattutto, alla qualità acustica. Insonorizzazione e impianto audioAbbiamo lavorato sull'insonorizzazione della vettura utilizzando diversi accorgimenti, spiegano i tecnici di Hiroshima. Tra questi, l'adozione di doppi vetri anteriori e una serie di interventi mirati a isolare meglio il vano motore. Il risultato è che la CX-60 oggi chiude davvero il mondo fuori, valorizza ulteriormente le qualità del suo impianto audio premium, già vincitore del premio EISA In-Car OEM Premium Audio System, e perfino nei tratti autostradali veloci offre un livello di isolamento elevato. C'è Amazon AlexaIn questo contesto assume un ruolo rilevante l'arrivo a bordo dell'assistente vocale Amazon Alexa: consente di gestire la musica e diverse funzioni, come la navigazione, senza ricorrere ai comandi fisici. Un'integrazione che semplifica l'interazione uomo-macchina e che mi ha dato l'impressione di rendere l'esperienza di bordo fluida e immediata, riducendo le distrazioni alla guida e contribuendo a un ambiente complessivamente più rilassante. Sospensioni riviste e Driver Emergency AssistPassando alla parte meccanica, sulla Mazda CX-60 MY 2026 è stata rivista la taratura delle sospensioni, con una nuova calibrazione di molle e ammortizzatori. Ciò si traduce in una risposta più progressiva, soprattutto sulle sconnessioni, lasciando inalterata quella sensazione di controllo tipica dell'architettura a motore longitudinale. La crossover nipponica dispone inoltre del sistema Driver Emergency Assist che, in caso di malore del conducente, è in grado di rallentare autonomamente l'auto fino ad arrestarla a bordo strada. Plug-in hybrid e diesel compatibile con HVO 100Sul fronte delle motorizzazioni l'offerta è rimasta invariata: al vertice c'è la versione Plug-in Hybrid da 327 CV a trazione integrale, in vendita a partire da 57.150 euro. Confermato anche il sei cilindri diesel mild hybrid 48V, a trazione posteriore da 200 CV e integrale da 249 CV (da 55.150 euro), per il quale arriva ora la compatibilità con l'HVO 100: biocarburante paraffinico rinnovabile al 100%, derivato da oli vegetali riciclati e grassi animali, in grado di ridurre le emissioni senza pesare su autonomia e rendimento. Più matura su stradaLasciandomi alle spalle il tratto autostradale e addentrandomi nell'entroterra abruzzese, tra Aielli e Santo Stefano di Sessanio, tutte queste modifiche hanno trovato la loro sintesi. Le strade irregolari e i continui cambi di ritmo hanno messo in evidenza il carattere più maturo della CX-60, capace di assorbire meglio le asperità del terreno e di rimanere composta nei cambi di direzione. Senza contare che Jarrett, con le sue mani a scorrere magicamente sui 97 tasti del Bösendorfer 290 Imperial usato nel celebre concerto, è sembrato materializzarsi davanti al parabrezza, per una scena sonora degna di un auditorium.
Categorie: 4 Ruote

Polizze auto: vessatorie le clausole che penalizzano la libera scelta delle carrozzerie

Apr 28,2026
L'ordinanza 10797 della Cassazione del 23 aprile 2026 mette fine a un dibattito che dura da anni: sono abusive le clausole contrattuali nelle polizze auto che penalizzano chi sceglie carrozzerie indipendenti, non convenzionate con le compagnie, per riparare il veicolo.I giudici si riferiscono, nel caso specifico, a franchigie in euro e scoperti in percentuale nella garanzia Atti vandalici, ma per estensione il principio vale anche per tutte le altre assicurazioni facoltative accessorie. E a maggior ragione per la RCA obbligatoria, come stabilisce la legge Concorrenza 2017: l'assicurazione copre la responsabilita del proprietario del veicolo per i danni cagionati agli altri. Qual è la novità per i consumatoriFino a ieri, le singole clausole venivano analizzate isolatamente: la Cassazione aveva ritenuto che una franchigia o uno scoperto non fossero vessatori, perché non creavano uno squilibrio dei diritti, ai sensi del Codice del consumo.Ora il criterio cambia. Contano le conseguenze complessive del contratto: combinare più clausole di per sé lecite per pagare meno lo stesso danno a seconda di chi effettua la riparazione produce un effetto discriminatorio, perché limita la capacità del consumatore di rivolgersi liberamente al mercato. Il rinvio alla Corte d'AppelloLa Cassazione ha rinviato alla Corte d'Appello, che dovra procedere a un nuovo esame, in diversa composizione, applicando i princìpi indicati dagli Ermellini. Dalle compagnie assicurative, almeno per ora, nessun commento ufficiale.
Categorie: 4 Ruote

BYD, crollano utile e ricavi: il segnale dalla Cina che ora riguarda lEuropa

Apr 28,2026
I numeri, nella loro oggettiva freddezza, spiegano meglio di qualsiasi dichiarazione cosa sta succedendo su un mercato cruciale come quello cinese e quali siano le conseguenze anche per noi europei. il caso dei dati finanziari del primo trimestre di BYD. Il gruppo di Shenzhen ha registrato un forte calo delle principali voci del conto economico, mostrando l'impatto di una serie di fattori che rischiano di stravolgere l'industria del Dragone e di produrre effetti a catena a livello globale. Crollano utili e ricaviPartiamo dai dati principali pubblicati da BYD. Nei primi tre mesi dell'anno, i ricavi sono scesi da 170,36 miliardi di yuan a 150,23 miliardi (circa 18,8 miliardi di euro al cambio attuale), con una flessione del 12%, legata soprattutto al forte calo dei volumi. Le vendite totali hanno infatti subito una contrazione del 30%, fermandosi a 700.463 autovetture elettriche e ibride plug-in.La differenza tra i due tassi di contrazione è un chiaro segnale di una delle principali criticità che stanno investendo il mercato automobilistico cinese: l'intensificazione della concorrenza sui prezzi.La recente decisione delle autorità centrali di rivedere le politiche di incentivazione in vigore da oltre 15 anni ha contribuito ad accentuare la pressione sul settore. Tra il 2024 e il 2025 elettriche e ibride plug-in sono state esentate dal pagamento dell'IVA fino a un massimale di 30 mila yuan; da quest'anno e per tutto il 2027 gli acquirenti dovranno invece versare un'aliquota del 5%, con una soglia massima di 15 mila yuan.L'annuncio della revisione dei sussidi ha innescato una corsa agli acquisti prima della fine del 2024, con l'effetto di deprimere la domanda nei mesi successivi. Un impatto particolarmente evidente nel primo trimestre, periodo tradizionalmente debole anche a causa delle lunghe festività del Capodanno cinese. Margini sotto pressioneSe BYD è riuscita in parte a contenere gli effetti della guerra dei prezzi sul fatturato, sulla redditività hanno pesato ulteriori fattori negativi. La pressione commerciale, unita alla crescita dei costi lungo la catena di approvvigionamento, ha portato a un vero e proprio tracollo dei profitti: l'utile netto è sceso del 55,4%, a 4,09 miliardi di yuan (circa 513 milioni di euro). La risposta: più export e nuovi impiantiIl gruppo si trova dunque ad affrontare un mercato interno estremamente competitivo, con ripercussioni dirette su vendite e utili. La strategia per aggirare il problema, però, è stata indicata da tempo: puntare su mercati esteri giudicati più stabili e meno sensibili alle dinamiche dei prezzi. Da qui la forte accelerazione sull'espansione internazionale.BYD ha già avviato diversi progetti industriali in Thailandia, Brasile, Ungheria e Turchia e potrebbe rafforzare ulteriormente la propria rete produttiva con nuove iniziative: di recente è circolata anche l'ipotesi di un impianto in Canada. Le attività fuori dalla Cina sono già oggi in fase di crescita molto sostenuta: nel primo trimestre, le vendite all'estero hanno raggiunto 321.165 unità, pari al 46% del totale. Verso il consolidamento dell'industria cineseL'obiettivo dichiarato per il 2025 è esportare 1,5 milioni di veicoli, segno di quanto il business internazionale stia diventando centrale per attenuare le criticità del mercato domestico e resistere allo tsunami previsto da molti osservatori.La progressiva riduzione del sostegno pubblico, confermata anche dall'esclusione dell'automotive dai settori considerati strategici nell'ultimo Piano quinquennale, dovrebbe rendere l'intero comparto più maturo e porre le basi per un consolidamento ormai inevitabile.Attualmente risultano operativi 169 costruttori (non marchi): ben 93 di questi non superano una quota di mercato dello 0,1%. Se si considerano i brand, il numero sale ulteriormente, con stime che parlano di quasi 300 marchi attivi.In questo contesto, Stella Li, vicepresidente esecutiva di BYD, ha previsto la scomparsa di almeno 100 marchi nel giro di pochi anni e, guardando al 2030, la sopravvivenza di una quindicina di costruttori con spalle sufficientemente solide.Colossi come Chery, Geely, Faw e la stessa BYD hanno già avviato le contromisure: maggiore esposizione ai segmenti alti di gamma, con una sfida sempre più esplicita alle Case tedesche, ed espansione globale. Anche su questo fronte i dati sono eloquenti: il boom dell'export è accompagnato da una forte crescita delle quote in Europa, dove lo scorso anno i costruttori cinesi hanno raggiunto circa il 10% delle immatricolazioni, contro poco più del 3% del 2024.Ancora una volta, i numeri, nella loro freddezza, anticipano molto del futuro dell'auto.
Categorie: 4 Ruote

Batterie al sodio per auto elettriche: è arrivato il loro momento?

Apr 28,2026
Le batterie al sodio sono pronte a sbarcare sul mercato. CATL, il maggior produttore mondiale di accumulatori, ha siglato un accordo di fornitura da 60 GWh con HyperStrong, principale integratore cinese di sistemi di accumulo di energia a batteria. il più grande accordo mai annunciato per batterie agli ioni di sodio: un volume che equivale a circa la metà delle batterie per storage consegnate da CATL nell'intero 2025. Economiche e sostenibiliIl passaggio è di portata storica. Il sodio, rispetto al litio, presenta diversi vantaggi strutturali: è un elemento estremamente abbondante (stimato in circa mille volte superiore al litio nella crosta terrestre), più facile da reperire e meno esposto a tensioni geopolitiche. Le batterie che lo utilizzano - basate sullo scambio di ioni di sodio tra catodo e anodo in fase di scarica e viceversa durante la ricarica - promettono costi inferiori, generalmente stimati nell'ordine del 20-30% a livello di cella, oltre a una filiera potenzialmente più stabile. Un altro punto di forza è l'ampio intervallo di funzionamento, che va da -40C a +70C, insieme a una maggiore stabilità termica, che riduce il rischio di surriscaldamento, incendi o esplosioni rispetto ad alcune chimiche al litio. I lati negativiI limiti, però, non mancano. Le batterie al sodio offrono tuttora una densità energetica inferiore rispetto a quelle al litio: a parità di volume immagazzinano meno energia, con la conseguenza di pacchi più grandi e più pesanti per ottenere la stessa capacità. Anche i tempi di ricarica, pur in netto miglioramento nelle ultime generazioni, non sono ancora allineati a quelli delle soluzioni LFP più evolute. Fino a poco tempo fa, inoltre, persistevano interrogativi sulla scalabilità industriale della tecnologia. Un nodo che l'accordo tra CATL e HyperStrong sembra destinato a sciogliere: il gruppo cinese punta infatti a completare le consegne dei 60 GWh entro il 2027. Cambierà tutto?Il prossimo banco di prova sarà l'automobile. CATL sta lavorando per aumentare ulteriormente la densità energetica delle batterie al sodio, con l'obiettivo di avvicinare prestazioni e ingombri delle attuali celle LFP. Secondo quanto indicato dall'azienda, nuovi passi avanti sono attesi già nel corso dell'anno, anche se la piena maturità della tecnologia richiederà ancora tempo. Una vettura dotata di questi accumulatori, però, esiste già: è la Changan Nevo A06, berlina di medie dimensioni presentata a febbraio, che rappresenta il primo modello di serie al mondo equipaggiato con batterie agli ioni di sodio.
Categorie: 4 Ruote