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Aggiornato: 2 ore 51 min fa

Carburanti, prezzi ancora in discesa: nuove riduzioni sul gasolio

Apr 24,2026
"Calano ancora, per quanto con meno forza rispetto ai giorni scorsi, i prezzi dei carburanti alla pompa. Quotazioni internazionali al quarto aumento consecutivo per la benzina, mentre il gasolio fa registrare un'inversione di marcia": è questo il quadro dell'andamento dei principali combustibili fossili delineato da Staffetta Quotidiana nella sua consueta rilevazione giornaliera, segnalando anche la decisione di IP di ridurre di due centesimi al litro i prezzi consigliati del gasolio. Le rilevazioniIn particolare, questa mattina 24 aprile i prezzi medi nazionali dei carburanti alla pompa risultano in calo rispetto a ieri: benzina self service sulla rete stradale a 1,736 euro/litro (-1 millesimo), gasolio a 2,062 euro/litro (-5 millesimi). Il Gpl è a 0,795 euro/litro (invariato), il metano a 1,577 euro/kg (invariato). In autostrada, la benzina self è a 1,786 euro (+5), il diesel a 2,117 euro (-1), il Gpl a 0,904 euro (+3) e il metano a 1,596 euro (invariato).Quanto ai dettagli per modalità di vendita in base ai dati comunicati ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati vedono la benzina self service a 1,738 euro/litro (compagnie 1,737, pompe bianche 1,741) e il diesel a 2,068 euro/litro (compagnie 2,070, pompe bianche 2,065). Al servito, verde a 1,876 euro/litro (compagnie 1,912, pompe bianche 1,810), gasolio a 2,207 euro/litro (compagnie 2,246, pompe bianche 2,134), Gpl a 0,802 euro/litro (compagnie 0,807, pompe bianche 0,797), metano a 1,576 euro/kg (compagnie 1,579, pompe bianche 1,575) e Gnl a 1,536 euro/kg (compagnie 1,554 euro/kg, pompe bianche 1,522 euro/kg).Infine, tra i marchi Eni è a 1,725 euro/litro sulla benzina self service (1,932 al servito) e 2,058 sul gasolio (2,265); IP a 1,751 (1,922) e 2,088 (2,258), Q8 a 1,735 (1,910) e 2,066 (2,245) e Tamoil a 1,732 (1,813) e 2,053 (2,139).
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Stellantis, nuove voci sul piano industriale: massima priorità a Fiat, Jeep, Peugeot e Ram

Apr 24,2026
Manca meno di un mese alla presentazione del piano industriale di Stellantis e le agenzia di stampa continuano a lanciare indiscrezioni sulle prossime mosse dell'amministratore delegato Antonio Filosa. Le ultime arrivano dalla Reuters: il gruppo concentrerà la maggior parte dei suoi investimenti sui marchi Jeep, Ram, Peugeot e Fiat.In sostanza, la strategia a lungo termine di Stellantis dovrebbe essere incentrata sui suoi brand internazionali più popolari e redditizi, che dovrebbero così ottenere un "aumento sostanziale" delle risorse, mentre quelli con volumi commerciali inferiori, come Citroën, Opel e Alfa Romeo, che con la precedente gestione di Carlos Tavares ricevevano una parte "più equa" degli investimenti interni, dovrebbero diventare regionali o nazionali, e comunque limitati a mercati specifici in cui sono già forti o hanno potenziale di crescita.  Nessun marchio sarà chiuso o cedutoStellantis ha preferito non commentare le indiscrezioni su una riorganizzazione strategica, che avrebbe già ottenuto il sostegno dei maggiori azionisti, tra cui la Exor della famiglia Agnelli. Il gruppo ha ribadito che tutti i suoi 14 marchi rappresentano "un punto di forza fondamentale nel nostro percorso strategico, ponendo i clienti al centro di ogni nostra attività". "La combinazione unica di portata globale e profonde radici locali di Stellantis ci permette di aiutare ogni marchio a esprimere la propria storia, il proprio carattere e i propri punti di forza, per soddisfare le esigenze e le preferenze dei nostri clienti ovunque si trovino e qualunque cosa desiderino", ha aggiunto l'azienda.Detto questo, il riassetto del portafoglio dei brand è uno degli argomenti da sempre al centro dell'attenzione del mercato borsistico. Sin dalla nascita di Stellantis, investitori e analisti hanno manifestato dubbi sulla coesistenza di così tanti marchi, spesso senza alcuna distinzione in termini di posizionamento. Ma questo problema è da attribuire più che altro alla precedente gestione, che non ha saputo valorizzare brand come Alfa Romeo o Maserati, alimentando così ulteriormente i dubbi e le speculazioni sulla possibile vendita o chiusura di Lancia, DS, Citroën o Opel.Tuttavia, sempre secondo la Reuters, Filosa non avrebbe alcuna intenzione di intraprendere questa strada, poiché ritiene che tali marchi abbiano un potenziale in alcune regioni o nei grandi mercati nazionali. "Alcuni di questi brand potrebbero rivelarsi utili al gruppo in futuro, qualora le condizioni di mercato dovessero evolversi", spiega all'agenzia di stampa Marco Santino, partner della società di consulenza Oliver Wyman, aggiungendo che una volta che un marchio è stato chiuso è "molto difficile riportarlo in vita".L'amministratore delegato sembra comunque intenzionato a un cambio di rotta rispetto al passato: gli investimenti verrebbero concentrati su Jeep, Ram, Peugeot e Fiat, perché considerati marchi "davvero importanti" per gli elevati volumi di vendita e profitti, mentre altri marchi come Citroën, Opel e Alfa Romeo verrebbero utilizzati "in modo tattico in specifici paesi e segmenti di mercato". Tra le opzioni ci sarebbe la possibilità che i brand regionali utilizzino piattaforme e tecnologie sviluppate dai marchi principali, con l'aggiunta di elementi distintivi sul fronte, per esempio, del design. A questo si aggiunge l'ipotesi, da tempo in circolazione, di un rebadging di alcuni modelli per specifici mercati locali. In altre parole, Stellantis pare intenzionata a gestire i suoi marchi in mopo più dinamico e con una maggior accortezza strategica rispetto al passato. 
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Avatr 06T, la nuova station (elettrica ed extended range) che punta anche allItalia

Apr 24,2026
Avatr presenta al Salone di Pechino la versione definitiva della 06T. Si tratta della prima station wagon del marchio premium di Changan, che collabora con CATL e Huawei per le soluzioni tecnologiche di bordo. Sarà offerta in Cina a partire da 219.900 yuan con powertrain elettrici ed Extended Range. Il gruppo ha recentemente svelato i piani per il debutto in Europa e Italia con i marchi Deepal, Changan e Avatr. Sportiva fuori, digitale dentroIl design dinamico e slanciato è frutto dello stile Future Sports Aesthetics, che caratterizza gli attuali modelli del marchio ed è riconoscibile anche per i LED sdoppiati nel frontale. La wagon misura 4,94 metri in lunghezza ed è larga 1,96 metri; non mancano accessori premium come le telecamere al posto degli specchietti. Gli interni offrono ben quattro schermi anteriori: quello centrale da 15,6", quelli laterali da 6,7" dedicati agli specchietti e quello a sviluppo orizzontale da 35,4" sotto al parabrezza.L'intelligenza artificiale MoLA coordina tutte le funzioni di bordo; inoltre, la piattaforma Huawei ADS 4 con LiDAR e radar offre le funzioni più avanzate di guida autonoma. Quattro powertrain e autonomia fino a 1.250 kmI clienti potranno scegliere tra quattro powertrain:L'elettrico a motore singolo posteriore da 612 CV con batteria da 72,88 kWh (autonomia CLTC di 652 km);L'elettrico da 683 CV con accumulatore da 87,3 kWh (autonomia CLTC 741 km);L'elettrico trimotore da 968 CV e 680 km di autonomia;Il Dual Motor Extended Range con motore 1.5 turbobenzina, capace di 330 km di percorrenza in elettrico e 1.250 km complessivi.
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Leapmotor B05 debutta in Italia: 218 CV, trazione posteriore e prezzi da 26.900 euro

Apr 24,2026
Nel pieno della Milano Design Week, Leapmotor apre gli ordini anche in Italia della B05, le cui consegne inizieranno nelle prossime settimane. La nuova hatchback elettrica della Casa cinese è disponibile in due allestimenti, Life e Design, con prezzi da 26.900 euro (in promozione a 22.900 euro). Piccola "pepata"Lunga 4,43 metri, larga 1,88 e con un passo di 2,74 metri, la Leapmotor B05 ha linee - e temperamento - da berlinetta sportiva: il motore da 160 kW (218 CV) e 240 Nm le permette di accelerare da ferma a 100 km/h in 6,7 secondi; la trazione è posteriore, la distribuzione dei pesi è 50:50 e la taratura delle sospensioni è stata messa a punto dagli ingegneri del gruppo Stellantis. L'indole pepata di quest'auto è sottolineata anche da dettagli come i cerchi aerodinamici da 19" e le portiere senza cornice. Curata l'aerodinamica, con soluzioni sofisticate come la griglia anteriore attiva, le maniglie a scomparsa e i deflettori posteriori sagomati: il risultato è un Cx di 0,26. Due i tagli di batteria, da 56 e 67 kWh, per autonomie rispettivamente di 401 e 482 chilometri. La ricarica in corrente continua arriva fino a 174 kW, per passare dal 30% all'80% in circa 17 minuti. La dotazione della B05La Leapmotor B05 prevede su tutta la gamma il quadro strumenti digitale da 8,8", il display centrale dell'infotainment da 14,6" con sistema operativo Leap OS 4.0 Plus. La versione Design aggiunge gli interni in ecopelle, i sedili anteriori riscaldati e l'impianto audio potenziato. Su tutta la gamma sono previsti sette airbag (tra cui uno centrale tra i sedili anteriori) e la guida assistita di livello 2. La B05 è disponibile nelle tinte Lightning Yellow, Windy Grey, Metallic Black, Starry Night Blue e Galaxy Silver. I prezzi della Leapmotor B05B05 Life 218 CV 56 kWh: 26.900 euroB05 Life 218 CV 67 kWh: 29.400 euroB05 Design 218 CV 67 kWh: 30.900 euroIn occasione del lancio di questo modello, Leapmotor propone uno sconto, in caso di permuta o rottamazione, di 4.000 euro sul prezzo di listino, che per la versione d'attacco scende a 22.900 euro.
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Citroën ëC3 Urban Range: batteria più piccola e dotazione semplificata a 18.900 euro. Conviene?

Apr 24,2026
L'ultima generazione della Citroën C3 è decisamente apprezzata nel nostro Paese. Fra i modelli del segmento B a benzina è la più venduta (16% di share, stando ai dati della Casa francese) e nella versione elettrica fa ancora meglio: la scelgono un italiano su due fra quelli che puntano a una quattro metri a batteria (la gettonatissima Leapmotor T03 è assai più corta, con i suoi 362 centimetri contro i 402 cm della C3).Del resto, nella sua categoria, è fra le vetture più spaziose (se la gioca con la cugina Fiat Grande Panda), più pratiche e accessibili nel prezzo.In questo, la versione Urban Range che provo oggi si prospetta particolarmente interessante, visto che nell'allestimento base ha un listino da 20.490 euro e un prezzo promo (con permuta o rottamazione di un usato) di soli 18.900 euro. Almeno fino al 30 aprile, poi si vedrà.Ma a cosa fa rinunciare rispetto alle altre versioni? E, soprattutto, come va? Meno energia, rifornimenti più lentiPartiamo dalle differenze meccaniche della Citroën ëC3 Urban Range rispetto alle altre versioni dell'elettrica francese. L'elenco finisce presto, perché riguarda solo la batteria (e la sua ricarica): è sempre al litioferrofosfato, ma ha una capacità di 30 kWh anziché 44.Certo, si tratta di un aspetto tutt'altro che secondario per una BEV, con effetti importanti sull'autonomia: quella media dichiarata scende a 204 km contro i 320 delle versioni standard (con queste ultime il nostro Centro prove ne ha rilevati 287). Pochi, vero. Ma consideriamo che si tratta di un'auto pensata soprattutto per il commuting quotidiano e da vivere in particolare in città. Qui, fra l'altro, l'autonomia (sempre dichiarata) è di 300 km (140 in meno delle altre ëC3), un valore tutto sommato accettabile per le percorrenze di tutti i giorni.Non cambia la potenza del motore, 113 cavalli, mentre peggiora l'accelerazione che passa da 10,4 a 11,6 secondi per lo 0100 km/h, perché la nuova batteria può rilasciare con meno rapidità la sua energia. Ma non è certo un'auto che si sceglie per lo scatto.Per quanto riguarda le ricariche, in corrente alternata le potenze sono le stesse: 7,4 kW (o, in opzione, 11 kW). In corrente continua, invece, la Casa dichiara un picco di 30 kW, contro i 100 delle versioni standard (la ricarica 2080% richiede 36 minuti anziché 26).Ma, come diciamo sempre, una BEV - soprattutto di questo tipo - ha senso solo se la si può ricaricare da casa, possibilmente ogni sera. A tal proposito, da una presa a 14 ampere occorrono 6 ore e 41 minuti, sempre per il 2080%, contro le 9 ore e 55 minuti della batteria più grande.Fra le note positive va anche segnalata la riduzione di oltre 150 kg nel peso: l'ago della bilancia passa infatti da 1.491 a 1.338 kg, guidatore incluso. You o Plus?Metabolizzate le differenze meccaniche, che permettono di tagliare fino a 3.410 euro, passiamo all'altra voce che porta a un prezzo così allettante per la BEV che mi accingo a guidare: l'allestimento You, che rispetto alla Plus (l'unico altro disponibile per la Citroën ëC3 Urban Range) fa risparmiare ancora 3.410 euro.Interessante. Ma cosa comporta?Al di là delle ruote da 16 pollici con copricerchi in plastica (anziché da 17), l'effetto più visibile - e che potrebbe spaventare - è l'assenza del sistema di infotainment: c'è solo un supporto per lo smartphone, alimentabile dalla presa USBC nella plancia. Sulle prime questa novità può scioccare, ma alla fine non è forse vero che ormai utilizziamo sempre di più il telefono per navigare e ascoltare la nostra musica preferita? Dal mio punto di vista, quindi, va bene così.La lista delle rinunce rispetto alla Plus prosegue con l'assenza dei sedili Citroën Advanced Confort, ma va detto che quelli della You (in tessuto, con poggiatesta integrati) sono comunque molto comodi e accoglienti. Manca anche la finitura in tessuto della plancia, ma le plastiche, per quanto rigide, sono gradevoli all'aspetto e ben assemblate.Quello che si ritrova è la praticità dei comandi e il display digitale, semplice nella grafica ma posizionato in alto e ben leggibile.E dietro? Niente prese USBC (la Plus ne ha due per i passeggeri posteriori) e niente alzavetro elettrici, per la verità presenti solo nell'allestimento Max, che - è bene ricordarlo - per questa versione non è disponibile.Resta comunque tanto spazio, soprattutto in altezza. Lo stesso vale per la capacità del bagagliaio, sempre con 310 litri dichiarati (298 misurati con la Max nei nostri test certificati), anche se meno sfruttabile per l'assenza del divano frazionato. In promo per tutto aprileSommando la batteria meno capiente e l'allestimento più economico si risparmiano 5.910 euro rispetto a una ëC3 standard Plus e addirittura 7.910 euro rispetto alla Max, prevista solo con la batteria da 44 kWh.Se dai 20.490 euro di listino della Citroën ëC3 Urban Range You si sottrae lo sconto riservato - almeno fino al 30 aprile - a chi permuta o rottama un usato, la spesa scende a 18.900 euro, una cifra che, a mio avviso, rende questa configurazione molto interessante.L'alternativa più allettante è, oltre alla Fiat Grande Panda (da 23.900 euro), la già citata Leapmotor T03: offre una dotazione più ricca e lo stesso prezzo di listino (18.900 euro). Per contro, ha un bagagliaio più piccolo (240 litri dichiarati, 203 rilevati dal nostro Centro prove) e soprattutto una facilità d'uso inferiore, visto che la gestione delle funzioni passa dall'infotainment. Una scelta che può mettere in difficoltà i guidatori meno avvezzi alla tecnologia.Al contrario, nella Citroën ëC3 la praticità è di casa, e ne ho avuto la riprova nel test drive nei dintorni di Marsiglia. Tutto è al posto giustoA bordo ci si sente subito rassicurati dalla presenza di comandi fisici per il clima (rigorosamente manuale). Una scelta che si affianca ai tasti per disattivare il mantenimento di corsia e gli avvisi sui limiti di velocità.La poltrona non si regola in altezza, ma né io né il mio compagno di viaggio (ben più alto di me), con cui mi alterno alla guida, abbiamo avuto difficoltà a trovare la posizione corretta, anche grazie alla buona escursione del volante.Il comando di marcia è dove te lo aspetti - fra i sedili - così come il freno a mano a leva. Giri la chiave, inserisci la D (manca una funzione P di parcheggio) e parti con un'erogazione lineare e la giusta vivacità, soprattutto in città e sulle statali.Buono il confort offerto dalle sospensioni, che sfruttano ammortizzatori con fine corsa idraulici, utili per digerire le asperità (si avvertono solo i dossi più marcati).In autostrada emergono qualche limite in più, ma fino ai 120 km/h delle autoroute francesi ci si arriva senza affanni. Poi bisogna fare i conti con una certa rumorosità e con il rapido calo dell'autonomia.Nel mio giro, su 85 km fra urbano, litoranea e autostrada, ho consumato il 45% di energia, il che fa ipotizzare una percorrenza realistica di circa 190 km. Quando l'auto passerà dal Centro prove di Vairano potremo essere più precisi grazie ai nostri test comparabili e certificati.Nel frattempo, siamo curiosi di conoscere la vostra opinione su questa versione pensata per il commuting quotidiano.
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Economia circolare, Seat inaugura a Barcellona il suo nuovo hub

Apr 24,2026
Ormai è un trend da tenere in debita considerazione per comprendere quale sia il futuro dell'industria automobilistica europea. Stiamo parlando dell'economia circolare e delle iniziative avviate dai costruttori per creare poli specializzati nello smantellamento e nel riciclaggio di veicoli, con l'obiettivo di recuperare parti e componenti da ricondizionare e reimmettere sul mercato.Tra i pionieri figurano Renault con la sua ReFactory di Flins e Stellantis con i suoi hub di Mirafiori e, prossimamente, di Poissy, ma l'elenco è ormai sempre più lungo e include anche altre grandi realtà del settore, come BMW. L'ultima azienda ad aprire un polo dedicato all'economia circolare è Seat: la Casa di Martorell ha inaugurato proprio oggi, 23 aprile, un suo centro specializzato nella zona franca di Barcellona. Il progetto Il polo, operativo già dallo scorso dicembre grazie a un investimento di 4,85 milioni di euro da parte di Seat, include un'area di smontaggio dei veicoli su una superficie totale di 5.000 metri quadrati, un magazzino di 3.000 metri quadrati e uno spazio esterno dedicato alla movimentazione delle auto.Il progetto, realizzato anche grazie a 1,32 milioni di euro di finanziamenti pubblici del programma spagnolo Perte (Proyectos estrategicos para la recuperacion y transformacion economica), analogo al nostro PNRR, prevede nella prima fase attività concentrate sullo smantellamento e sul recupero di componenti delle auto Seat e Cupra.I veicoli vengono prima sottoposti a un processo di drenaggio e decontaminazione; successivamente, le parti riutilizzabili vengono smontate, riciclate, ricondizionate, imballate e stoccate per la successiva commercializzazione. I materiali di scarto vengono invece gestiti in un'area dedicata all'interno della struttura. La Casa, però, prevede di ampliare le attività per includere nuove iniziative di economia circolare.
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Porsche Cayenne Coupé Electric: il Cx scende, l'autonomia aumenta - VIDEO

Apr 24,2026
Vista dal vivo, di profilo pieno, devo ammettere che fa un certo effetto: pur essendo la declinazione coupé di una enorme SUV, leggi Porsche Cayenne Electric, questo nuovo derivato pare più una filante hatchback a ruote alte che una sport utility. Il Cx scende, l'autonomia aumentaRispetto al modello di derivazione, infatti, la Cayenne Coupé è inedita dal montante A in poi e anche il parabrezza è specifico. L'intera linea del tetto, che in prossimità del terzo finestrino disegna una flyline del tutto simile a quella della 911, è più bassa di 24 mm e l'insieme contribuisce a diminuire il Cx: dal già ottimo 0,25 si passa a 0,23. La minor resistenza all'avanzamento comporta, a detta della Casa, un aumento dell'autonomia rispetto alla SUV fino a 18 chilometri a parità di allestimento e powertrain, per un massimo di 669 chilometri nel ciclo WLTP a seconda della versione. Aerodinamica attivaPresente anche sulla Coupé l'aerodinamica attiva, anch'essa determinante per il risultato: feritoie anteriori attive che si aprono e si chiudono in funzione del fabbisogno d'aria; flap che fuoriescono automaticamente dalle estremità del paraurti posteriore per ridurre le turbolenze in coda; in più, un inedito spoiler retrattile sulla sommità del baule. Come cambiano gli interniPer quel che riguarda gli interni, se la zona anteriore è identica a quella della Cayenne SUV, la parte posteriore differisce leggermente. Non tanto in termini di spazio, perché quello per la testa continua a essere più che adeguato nonostante il padiglione più spiovente, quanto nella configurazione: è possibile avere un divano a tre posti, lo stesso della SUV, ma anche due sedili singoli separati da un generoso e attrezzato tunnel centrale. Il vano bagagli, invece, perde circa 250 litri, a causa della maggiore inclinazione del lunotto posteriore. Gamma e prezziInvariata la gamma, che si compone di tre versioni, tutte dotate di due motori elettrici e dunque di trazione integrale: la versione base con 408 cavalli (442 in overboost), la S che sale a 544 CV (666 in overboost) e la Turbo che arriva a 857 cavalli e, per qualche istante, tocca 1.156 CV. I prezzi della Cayenne Coupé Electric vanno da 113.008 euro a 172.662 euro, pari a circa 3.000-4.000 euro in più (a seconda delle versioni) rispetto al corrispettivo modello SUV.
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