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Aggiornato: 26 min 54 sec fa

Volvo EX60 - Ricarica, AI e megacasting: ecco perché non è unelettrica come le altre

Gen 23,2026
Non è solo questione di emissioni: l'elettrico è un cambiamento più complesso, che permea l'intera progettazione dell'auto. E, nella sua veste più compiuta, oggi incarna non soltanto un modo diverso di guidare o rifornire l'auto, ma anche di viverla, attraverso la connettività, i servizi e gli Adas. In questo, l'integrazione tra hardware e software gioca un ruolo fondamentale ed è stata il fulcro dello sviluppo della nuova piattaforma SPA3 di Volvo, su cui poggia la EX60. Per la Casa, un'elettrica senza compromessi e, come spesso si sente dire, definita dal software. Una cellula hi-tech per tutte le VolvoPer decifrare meglio queste due etichette, a margine della presentazione della Suv abbiamo incontrato Anders Bell, direttore tecnico di Volvo. Tutto parte da una rivoluzione copernicana nella testa dei progettisti:Con la EX60 spiega Bell abbiamo anzitutto rimosso il pensiero legato al motore a combustione, che ha definito l'industria per oltre 100 anni: basta compromessi. E il risultato si vede sotto vari aspetti: nell'architettura degli spazi, nel layout, nell'autonomia, nella velocità di ricarica, nell'integrazione digitale, e così via.Riguardo alle prestazioni, in attesa di un test, parlano i numeri della scheda tecnica: fino a 810 km di range, architettura a 800 Volt e dalle colonnine ultrarapide a 400 kW tempi ridotti fino a 10 minuti per aggiungere 340 km di autonomia alla batteria (capacità netta fino a 112 kWh), che per la prima volta su una Volvo è celltobody, cioè fissata direttamente alla scocca.Per gli altri concetti, continua Bell: La computerizzazione dell'auto è per noi il secondo grande cambiamento dopo l'elettrificazione. Hugin Core, come ora chiamiamo il sistema hardwaresoftware Superset, è il cuore della nostra architettura elettrica: include un computer centrale Nvidia (il computer principale del veicolo), un altro per l'infotainment, un'unità telematica e due controller audio avanzati. Questo sistema sarà su tutte le future Volvo, insieme al software che lo accompagna. Google Gemini anche sulle Volvo costruite dal 2021 in poiIl risultato ottenuto è frutto di una transizione estremamente difficile, passata attraverso alcuni inciampi, come dimostra il precedente della EX90: Quel percorso afferma Bell è stato il punto di partenza della EX60.E sottolinea come, per creare un'auto softwaredefined, occorra integrare diverse competenze: Non basta assumere ingegneri software consumer: le auto sono ancora oggetti da due tonnellate e mezzo che circolano vicino a scuole e su strade pubbliche: la sicurezza è fondamentale, prima di tutto. Il veicolo softwaredefined serve a ridurre la complessità: invece di aggiungere sempre più centraline e scatole nere' dei fornitori, spostiamo la complessità nel software, aumentando funzionalità e semplicità d'uso.E questo è solo l'inizio. Con l'aumento della flotta, potremo monitorare la salute delle batterie, il comportamento in diverse temperature e migliorare anche le auto già consegnate fin dal primo giorno. Il software diventa un ciclo continuo di miglioramento: ricarica, sterzo, telaio, comfort acustico.In abitacolo, il passo in avanti è compiuto con l'aiuto di Big G: EX60 è infatti il primo modello della Casa equipaggiato con Google Gemini, l'assistente di bordo basato sull'IA conversazionale. E non sarà l'ultimo: Porteremo Gemini anche su tutte le Volvo basate su piattaforme CMA e SPA1, costruite dal 2021 in poi. Un cliente con un'auto vecchia di cinque anni non si aspetta di poter iniziare a parlare con la sua vettura. E invece, grazie al software, è possibile. Sulla scia di Tesla: inizia l'era del megacastingTra le varie primizie della Suv elettrica, un'altra, significativa, riguarda la produzione. Dopo la Tesla, che ha fatto da apripista, e altri costruttori, anche la Volvo fa ricorso al megacasting: un grande passo avanti nel modo in cui produciamo la struttura della scocca, afferma Bell, sottolineando i benefici che questa tecnica reca su più fronti.Oggi siamo ossessionati dalla riduzione del peso, per prolungare l'autonomia delle elettriche. Ciò comporta usare più alluminio e materiali misti e un nuovo modo di produrre su scala industriale. Col megacasting, invece di saldare a punti circa 100 componenti per creare una struttura complessa come la parte posteriore del veicolo, prendiamo alluminio fuso a 650 gradi e lo mettiamo in uno stampo gigantesco. Ne esce un unico pezzo, che viene lavorato, rifinito e montato direttamente sull'auto.Così continua il Cto di Volvo riduciamo dimensioni e costi della catena di fornitura, ma otteniamo anche vantaggi in termini di integrazione, riduzione del peso, maggiore rigidità torsionale. Nell'ottica di ridurre le emissioni, possiamo anche aumentare gradualmente la percentuale di alluminio riciclato presente in questo componente, invece di inseguire piccoli miglioramenti su 100 parti diverse. I benefici sono numerosi.
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Donkervoort P24 RS - La supercar analogica da 600 CV che pesa solo 780 kg

Gen 23,2026
In un panorama automobilistico dominato da elettrificazione, assistenze elettroniche pervasive e una standardizzazione tecnica e stilistica senza precedenti, la Donkervoort P24 RS è una boccata d'aria fresca. Come ogni scelta deliberatamente controcorrente, può sembrare eretica o controversa, ma non lascia certo indifferenti. Non è una supercar pensata per stupire con potenze esorbitanti o interfacce futuristiche: è un progetto radicale che rimette al centro il rapporto diretto tra uomo e macchina. La filosofia della leggerezza estremaIl nuovo modello segue la tradizione del piccolo costruttore olandese di Lelystad, fondato nel 1978 e tuttora a conduzione familiare: leggerezza estrema, meccanica pura, sensazioni di guida non filtrate. La P24 RS propone una visione quasi provocatoria della sportività analogica in un'epoca segnata da norme omologative sempre più stringenti.Per rispettare i vincoli imposti alle piccole serie saranno prodotte appena 150 unità, a partire da 298.500 euro il cuore tecnico è stato riprogettato in profondità. Al posto dei precedenti propulsori, la P24 RS adotta un nuovo V6 biturbo 3.5 Ford, interamente in alluminio, capace di erogare fino a 600 CV e 800 Nm. Il tutto su appena 780 kg di massa a secco: il risultato è un rapporto peso-potenza di 770 CV/tonnellata. Numeri che si traducono in prestazioni feroci: 0-100 in meno di 2,4 secondi e 0-200 in 7,3 secondi. Meccanica e sistema Power To ChooseMa la velocità non è tutto. Il sistema PTC Power To Choose permette al guidatore di selezionare tre livelli di potenza 400, 500 o 600 CV adattando il carattere dell'auto al contesto. Il cambio manuale a cinque rapporti, leggerissimo e con rev-matching disattivabile, ribadisce la volontà di coinvolgere davvero chi siede al volante.Anche telaio, sospensioni e aerodinamica seguono una logica funzionale: gli ammortizzatori attivi Tractive e l'altezza da terra regolabile lavorano su un'aerodinamica in grado di generare 90 kg di carico a 250 km/h, mentre la velocità massima supera i 300 km/h. La tecnologia Ex-Core: l'arma segretaIl segreto della leggerezza Donkervoort è la struttura ibrida composta da tubi in lega e pannelli in carbonio Ex-Core, una tecnologia sviluppata internamente e oggi utilizzata anche nel motorsport e nella Difesa. un sandwich di carbonio e schiuma termosensibile che consente di ottenere componenti rigidissimi e ultraleggeri, più efficienti dei tradizionali processi in autoclave. Il risultato è sorprendente: si può sollevare con un dito l'intera fiancata dell'abitacolo. Un'esperienza di guida senza compromessiC'è poi l'aspetto più emozionale: acquistare una Donkervoort significa entrare in un club che è letteralmente familiare. La P del nome indica Phébe, figlia del CEO Denis Donkervoort, così come la precedente F22 era dedicata alla primogenita Filippa. Un messaggio chiaro: la P24 RS è pensata per chi cerca un'esperienza di guida autentica, pura, non filtrata, lontana dall'asettico acquisto di una supercar di massa.
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Pneumatici - Conto alla rovescia per le Quatrac Pro 2

Gen 23,2026
L'immagine di anteprima del nuovo Quatrac Pro 2 dice ben poco del nuovo all season sul cui sviluppo sta lavorando il gruppo Apollo Tyres, proprietario del marchio olandese Vredestein. Oltre ad annunciarne la commercializzazione a partire dall'estate del 2026, il costruttore parla di una struttura rinnovata e materiali innovativi, nonché di un battistrada dal design evoluto, con lo scopo di ridurre la rumorosità e la resistenza al rotolamento. Il nuovo Vredestein Quatrac Pro 2 sarà destinato anche a veicoli ibridi ed elettrici, senza dimenticare Suv e supercar.
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