BYD Dolphin Surf diventa una "pila" per elettrodomestici alla Milano Design Week
Alla Milano Design Week 2026 sarà presente anche BYD, che presenta il progetto Inside the Experience, nello spazio di via Bergognone 26, in collaborazione con il produttore di elettrodomestici Haier. La Dolphin Surf alimenta gli elettrodomesticiUtilizzando una BYD Dolphin Surf e la tecnologia Vehicle-to-Load (V2L), che permette di sfruttare l'auto come fonte di energia per alimentare dispositivi esterni, la compatta elettrica sarà utilizzata per tutta la settimana della manifestazione per far funzionare uno degli elettrodomestici Haier.La tecnologia V2L è disponibile di serie su tutta la gamma BYD (anche sulla Dolphin Surf) ed eroga una potenza di circa 3 kW tramite un adattatore collegato alla presa di ricarica dell'auto. La citycar elettricaLa BYD Dolphin Surf è un'auto compatta (lunga 3,99 metri) dalle linee affilate, discretamente spaziosa per quattro persone e con un ricco allestimento di serie. Oltre al V2L, offre l'accesso con chiave digitale, un infotainment connesso da 10 e i sistemi di guida assistita di livello 2.Il bagagliaio ha una capacità (rilevata dal Centro prove) di 247 litri. Due le motorizzazioni, da 88 o 156 CV, con batterie LFP da 30 o 43,2 kWh, per un'autonomia media dichiarata di 300 km (fino a 431 km in ambito urbano). Tre gli allestimenti, con prezzi a partire da 19.490 euro.
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Arte e van a sei ruote: Lexus alla Milano Design Week 2026
Lexus, il brand di lusso di Toyota, porta alla Milano Design Week 2026 l'anteprima mondiale dell'installazione Space, ispirata alla LS Concept, originale van a sei ruote presentato al Japan Mobility Show dello scorso anno. La mostra sarà visitabile presso Superstudio Più, nel distretto di Tortona, dal 21 al 26 aprile, nei giorni della kermesse meneghina. In mostra le opere di artisti emergentiInsieme a "Space" saranno esposte quattro opere inedite del progetto Discover Together 2026, che unisce creativi emergenti e designer Lexus attorno al tema "Discover your space", incentrato sull'idea di spazio personale e privato. Gli artisti protagonisti di quest'anno, con le loro opere, sono Kyotaro Hayashi & Yumi Kurotani (Giappone), lo Studio Guardini Ciuffreda (Italia), Random Studio (Paesi Bassi) e il Progetto diffuso Lexus (Giappone). Il filo conduttore di tutte le opere, che saranno svelate solo la prossima settimana, è il van LS Concept. L'iniziativa di Lexus rientra nella strategia di presenza del marchio negli eventi culturali di riferimento a livello internazionale, con la città di Milano scelta come palcoscenico per il debutto globale di questo modello.
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WEC 2026: il Mondiale Endurance riparte da Imola nel segno del BoP "invisibile"
C'è un momento, nelle corse, in cui il rumore dei motori lascia spazio al brusio delle domande. Il Mondiale Endurance 2026 parte da lì: dalla decisione di FIA e ACO di non pubblicare più il Balance of Performance (BoP). Ufficialmente serve a ridurre polemiche e speculazioni. In realtà cambia il modo di leggere la gara. Perché il BoP non era solo uno strumento tecnico, ma una lente attraverso cui appassionati e addetti ai lavori provavano a capire perché una vettura fosse davanti e un'altra dietro. Toglierlo significa rinunciare a una parte di trasparenza, ma anche spostare il racconto. Un weekend da centomila spettatori a ImolaIl debutto a Imola rafforza questo passaggio. Il prologo si è svolto davanti al pubblico, in un contesto più partecipato e europeo nel senso pieno del termine. Un weekend che si preannuncia da circa centomila spettatori, distribuiti tra autodromo e città: segno di un campionato che continua a crescere come sistema, anche senza il traino di figure simboliche come Valentino Rossi. Ferrari 499P e la sfida delle HypercarIn pista, però, tutto diventa più difficile da decifrare. Ferrari arriva da una stagione dominante, con tre vittorie consecutive a Le Mans e il titolo mondiale piloti e costruttori. Un'eredità pesante, costruita anche su un lavoro tecnico molto preciso durante l'inverno: correlazione aerodinamica, gestione gomme e ottimizzazione del pacchetto. Ma senza dati pubblici, capire quanto questo si traduca in vantaggio reale diventa complesso. Lo stesso vale per Toyota, Cadillac e BMW, tutte con programmi ormai maturi, mentre Alpine continua a crescere e Peugeot, insieme ad Aston Martin, resta in una fase più fluida di sviluppo. Genesis, al debutto, entra direttamente in una categoria che non concede margini di adattamento. BoP segreto: un cambio netto per il pubblicoIl BoP, in fondo, non è scomparso. Si è semplicemente spostato: è diventato invisibile. I team continuano ad avere accesso ai dati per interpretare il proprio livello di performance, ma all'esterno cambia tutto. Per il pubblico è un cambio netto. Senza numeri ufficiali, il giudizio torna a essere empirico, visivo, quasi istintivo. Si osservano i long run, si confrontano i passi gara, si leggono le strategie. Ma manca sempre un pezzo del puzzle. Tra trasparenza e fiducia nel sistema WECEppure, dentro questa scelta, c'è anche l'opportunità di riportare il focus su ciò che accade davvero: la guida, la gestione, le decisioni al muretto. Velocità, strategia, talento, senza il filtro costante dei numeri. Il punto, però, resta aperto: quanto può durare un sistema che chiede fiducia senza offrire piena leggibilità? Il WEC ha costruito la propria credibilità sulla trasparenza. Rendere meno leggibile uno dei suoi elementi chiave significa spostare il baricentro dalla comprensione alla fiducia. A Imola si corre senza riferimenti ufficiali. Capire cosa sta succedendo sarà più difficile e, forse proprio per questo, ancora più interessante.
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