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Aggiornato: 1 ora 20 min fa

Stellantis - Cassino prolunga lo stop alla produzione fino al 16 gennaio

Dic 30,2025
Cancelli chiusi a Cassino anche l'anno prossimo, come ha comunicato Stellantis. Dopo la pausa natalizia iniziata a metà dicembre 2025, che si sarebbe dovuta concludere il 2 gennaio, il fermo produttivo si prolunga fino a venerdì 16 gennaio 2026.Per i lavoratori dei reparti di lastratura, verniciatura e montaggio, si passerà direttamente dalle ferie al contratto di solidarietà.Stando ai sindacati, se quest'anno il numero di esemplari usciti dal sito del Frusinate (Alfa Romeo Giulia e Stelvio, e Maserati Grecale) non ha raggiunto quota 18 mila, nel 2026 non arriverà a 13 mila.Il crollo spinge i rappresentanti dei lavoratori a chiedere ancora un tavolo di confronto, a livello nazionale, sulla crisi profonda dell'impianto.
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Stranger Things 5 - La BMW di Steve è più iconica di quanto pensi (e centra lABS)

Dic 30,2025
La serie Stranger Things di Netflix si prepara a chiudere la quinta (e ultima) stagione con i due episodi che verranno resi disponibili sulla piattaforma di streaming nella notte di Capodanno. Uscita nel 2016, la saga fanta-horror dei Duffer Brothers è ambientata all'inizio degli anni Ottanta, e vede protagonisti alcuni ragazzini alle prese con forze soprannaturali ed esperimenti scientifici fuori controllo. La BMW 733i "conta" nel SottosopraA occupare la scena (e a contribuire in maniera determinante al successo della serie) è soprattutto l'accurata ricostruzione di quegli anni, la nostalgia che si porta appresso e la miriade di citazioni e omaggi alla cultura popolare. Tra gli oggetti più ricchi di fascino, almeno per gli appassionati di auto, c'è la BMW 733i guidata da Steve Hair Harrington, uno dei protagonisti della serie. Senza scivolare negli spoiler, possiamo quantomeno dire che la berlina tedesca (soprannominata The Beamer) gioca un ruolo importante nello sviluppo della storia. Lusso e tecnologia (per l'epoca)Lunga poco più di cinque metri, la BMW 733i guidata da Steve è antecedente al facelift del 1982: lo si capisce dai gruppi ottici tondi di uguale diametro e dall'assenza dei fendinebbia sotto il paraurti. Nel cofano di quest'auto di lusso c'è un 6 cilindri in linea da 3.2 litri e 179 CV, con una coppia massima di 266 Nm. Ma c'è di più: questa BMW fu una delle prime a proporre l'ABS (anche se allora era a richiesta), introdotto proprio sulle Serie 7 (E23). Non mancano l'airbag per il guidatore, il computer di bordo con spie per i guasti e le anomalie e i controlli completi per il climatizzatore. Insomma, tutto quello che serve per affrontare il Sottosopra.
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Centro prove - Sfida tra Suv full hybrid: chi consuma meno? - VIDEO

Dic 30,2025
L'ibrido è diventato una delle soluzioni più concrete per ridurre consumi ed emissioni senza cambiare le abitudini di guida. In particolare, il full hybrid. E non uno qualsiasi, ma il full hybrid alla giapponese, quello che da oltre vent'anni promette consumi contenuti, affidabilità e semplicità d'uso, senza bisogno di prese o ricariche. Scuola orientaleIn questo test mettiamo a confronto tre Suv full hybrid di segmento C, tutte molto rappresentative: Honda ZR-V, Nissan Qashqai e-Power e Toyota Corolla Cross. Non le abbiamo scelte per caso: sono nel cuore del mercato, nella fascia più combattuta e, soprattutto, raccontano tre modi diversi di interpretare lo stesso concetto: usare l'elettrificazione per consumare meno, senza complicare la vita a chi guida. Analizziamo il powertrainQui, infatti, non è una sfida di stile, di infotainment o di optional. Il focus è uno solo: il powertrain. E la domanda è semplice quanto cruciale: qual è il più efficiente? Per rispondere ci affidiamo ai numeri che contano, quelli del Centro prove, lontani dai cicli teorici e molto più vicini all'uso quotidiano. Ognuna a modo suoSi parte da Toyota, che nel 1997 ha cambiato la storia dell'auto con la Prius, la prima full hybrid di grande serie. Da lì nasce una tecnologia che oggi equipaggia milioni di vetture e che sulla Corolla Cross arriva in una forma matura e collaudata. Successivamente, Honda e Nissan rispondono con filosofie diverse: la ZR-V punta su un full hybrid raffinato e progressivo, mentre la Qashqai e-Power ribalta lo schema tradizionale, con il motore termico che non muove mai le ruote, ma lavora solo come generatore. Chi vince la sfida?E allora, qual è la full hybrid più efficiente, chi si accontenta di meno carburante e chi vanta il maggior piacere di guida? La risposta è nel video qui sopra, con dati alla mano.
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Innovazione - Gigacasting: la tecnologia italiana che sta cambiando il modo di costruire le auto

Dic 30,2025
Una delle imprese più difficili nel settore automotive (e non solo) è rendere semplici le cose complesse, migliorando ciò che già esiste. A vincere questa scommessa sono stati l'italiana Idra Group (di proprietà della cinese LK) e l'americana Tesla, che hanno rivoluzionato il settore semplificando la produzione delle vetture grazie alla Giga Press e al Gigacasting. Vediamo di cosa si tratta. Il concetto di "Giga" Nel 2018 la bresciana Idra Group sviluppa la Giga Press, una macchina grande quanto una palazzina: l'alluminio fuso viene iniettato in uno stampo per formare l'intera parte posteriore o anteriore dell'auto. Un salto quantico nell'ambito della pressocolata ad alta pressione. Grazie a questo gigantesco timbro, tutto diventa più facile e veloce, con un risparmio su costi, manodopera e fornitori rispetto alla lavorazione tradizionale, che prevede l'assemblaggio di tanti piccoli pezzi.Nel 2020 Elon Musk ci vede giusto quando decide di affidarsi alla Giga Press su larga scala, spingendo il concetto a dimensioni senza precedenti. Costruisce il telaio della Suv Model Y con due pezzi, una differenza sbalorditiva rispetto alla struttura della berlina Model 3, composta da 171 pezzi uniti da 1.600 saldature. Il risultato? Un taglio dei costi del 40%. Come si arriva al Gigacasting? il sistema produttivo basato sulle Giga Press, un termine coniato dal marketing dell'azienda texana: pochi secondi per la pressa contro minuti di saldatura robotizzata.Le prime Giga Press negli stabilimenti Tesla esercitano una forza di chiusura di 6 mila tonnellate: oggi siamo a 12 mila tonnellate grazie allo sviluppo e alla leadership tecnologica dell'italiana Idra, player industriale di riferimento.Il processo è complicato: l'alluminio fuso viene iniettato nello stampo d'acciaio, la macchina tiene lo stampo chiuso con una pressione spaventosa mentre la parte si raffredda e si solidifica. Infine, il pezzo viene estratto, rifilato e ispezionato. Visti gli investimenti in ballo, sbagliare è vietato: le prove tecniche si fanno con avanzatissimi software di simulazione. Tesla ha sfruttato le conoscenze di SpaceX per sviluppare una lega di alluminio proprietaria che raggiunge le caratteristiche meccaniche necessarie senza trattamenti termici, garantendo maggiore precisione dimensionale.Le auto elettriche hanno esigenze strutturali specifiche che rendono il Gigacasting vantaggioso: sono costruite su piattaforme che devono proteggere il pacco batterie al centro del veicolo (architettura skateboard). La produzione delle sezioni strutturali anteriore e posteriore in un unico getto fornisce rigidità torsionale e stabilità per sostenere gli accumulatori. Riparabilità: la sfida più grandeUno degli aspetti critici di questa tecnologia è la riparabilità del pezzo monolitico: se danneggiato in un sinistro, non può essere saldato facilmente come le vecchie scocche multi-pezzo. I costruttori stanno lavorando su design che prevedano punti di taglio e giunzione per rendere le mega-fusioni parzialmente sostituibili, senza compromettere la rigidità strutturale. La soluzione è progettare sistemi di assorbimento, in modo che sia molto più difficile intaccare il cuore del sistema.  Cosa accade nel risiko automotive Mentre aumentano i concorrenti di Idra Group (come Bühler e Yizumi), altre Case si avvicinano a questa tecnologia. Il gruppo Toyota ha preso ispirazione dal Gigacasting per realizzare la concept elettrica Lexus LF-ZC basata su tre pezzi. Anche le cinesi Huawei, NIO, Xpeng e Zeekr si stanno avventurando su questo percorso. In più, GM, Hyundai, Nissan e Volvo studiano un analogo sistema produttivo per ridurre costi e tempi. Siamo ai primi passi, con esiti da verificare anche sulla scorta della domanda globale di auto elettriche: fra investimento iniziale per la Giga Press e costi connessi, i costruttori valutano se sia il momento di azzardare.
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Anteprima - Nissan 2026: tutte le novità in arrivo, dalla nuova Juke alla Wave

Dic 30,2025
La Nissan prepara un 2026 con tante novità, per la gran parte elettriche: la più importante è senz'altro la Juke, best seller della Casa giapponese che rompe col passato, presentandosi con uno stile del tutto nuovo e motori solo elettrici. Nel corso dell'anno arriveranno poi le nuove generazioni della Micra (già ordinabile) e della Leaf, seguite da una piccola citycar a batteria realizzata sulla base della Renault Twingo, che potrebbe chiamarsi Wave. Nel 2026 ci sarà spazio anche per il restyling della Suv X-Trail, con novità soprattutto nel frontale. Nissan JukeLa terza serie della Juke dice addio alle linee tondeggianti a cui siamo abituati, lasciando spazio a un nuovo look fatto di tagli netti e forme segmentate. L'ispirazione per questo design viene dalla concept Hyper Punk, svelata al Salone di Tokyo del 2023. Sottopelle ci sarà probabilmente la piattaforma Cmf-Ev, che potenzialmente può impiegare batterie molto capienti; la Juke, però, non dovrebbe discostarsi troppo dai 50 kWh di capacità massima, per contenere il prezzo di listino. Potrebbe arrivare anche la NismoLunga circa 4,3 metri, la nuova Nissan Juke arriverà inizialmente in versione single motor a due ruote motrici, ma non è esclusa una variante a due motori e trazione integrale, magari marchiata Nismo: nelle scorse settimane la Nissan ha detto di voler ampliare nei prossimi anni la gamma di modelli ad alte prestazioni. La nuova B-Suv continuerà a essere costruita in Inghilterra, a Sunderland, dove la Nissan ha investito miliardi per rinnovare i propri stabilimenti, adeguandoli alle esigenze dei modelli a batteria: qui verranno prodotte Leaf, Juke e la prossima generazione della Qashqai. L'attuale Juke non andrà subito in pensione, e affiancherà la nuova arrivata ancora per qualche anno.Quando arriva: presentazione a fine 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da circa 30.000 euro Nissan WaveCome già successo per la Renault 5 con la Micra, anche la Twingo (nell'immagine qui sopra) avrà una gemella giapponese a marchio Nissan, anche lei sotto i quattro metri di lunghezza, che potrebbe chiamarsi Wave. Questa citycar a batteria sfrutterà la stessa base tecnica della piccola francese, in parte sviluppata in Cina, sfruttando le sinergie previste dall'alleanza tra il costruttore francese e quello di Yokohama. La carrozzeria sarà giocoforza simile a quella della Twingo, con alcune differenze di design, in linea con il nuovo corso stilistico della Casa giapponese. Condiviso il powertrain, con motore da 82 CV e batteria LFP da 27,5 kWh.Quando arriva: dicembre 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da circa 20.000 euro Nissan MicraGiunta alla sesta serie, la piccola giapponese è costruita sulla base della Renault 5, con la quale non nasconde la parentela, che emerge in particolare nella fiancata: misura 3,97 metri di lunghezza e offre un bagagliaio da 326 litri. La gamma si articolerà su due tagli di batteria, da 40 o 52 kWh, a ciascuno dei quali sarà abbinato un motore da 122 CV e 150 CV, con autonomie rispettivamente di 310 e 408 chilometri. Rispetto alla sorella francese, la dotazione comprende la funzione e-Pedal, che permette di arrivare all'arresto completo semplicemente rilasciando l'acceleratore. Quando arriva: febbraio 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da 29.500 euro Nissan LeafLa terza serie dell'elettrica giapponese si evolve nel design come mai prima d'ora per contenere al massimo i consumi: grazie alle nuove forme spunta un Cx di 0,25. Da un paraurti all'altro misura 4,35 m. L'abitacolo sfrutta al meglio il passo di 2,69 metri, con tanto spazio per i passeggeri e un bagagliaio da 437 litri dichiarati. Sulla plancia spiccano due display da 14,3 pollici, uno per la strumentazione e l'altro per l'infotainment connesso. Due le motorizzazioni, da 177 e 218 CV, abbinati a batterie da 52 o 75 kWh, per autonomie di 436 o 604 chilometri.Quando arriva: maggio 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da 36.900 euro Nissan X-TrailPer la quarta generazione della grande Suv della Nissan è giunto il momento del classico restyling di metà carriera: l'aggiornamento verrà presentato nei prossimi mesi, mentre le vendite inizieranno in autunno. Le novità si concentreranno soprattutto nel frontale, con mascherina e gruppi ottici che assumeranno una forma più coerente con il recente linguaggio stilistico della Casa. La sport utility giapponese continuerà a disporre di motorizzazioni full e mild hybrid. Quando arriva: autunno 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da circa 40.000 euro
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