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Aggiornato: 2 ore 27 min fa

Su strada - Ferrari Luce, un lampo nel buio: la prima elettrica di Maranello si mostra in video

Mar 04,2026
Non il diavolo, ma in questo caso la sorpresa, sta nei dettagli. Ferrari ha diffuso un nuovo video sulla Luce, che racconta un po' la genesi della prima Ferrari elettrica di Maranello, rivelando nuovi particolari.Tanti i protagonisti e le testimonianze: da Piero Ferrari a John Elkann, da Benedetto Vigna al capo del design Flavio Manzoni, ovviamente Jony Ive e Marc Newson, i due ex designer Apple a cui la Casa emiliana si è affidata per realizzare una Ferrari senza precedenti, non solo per la tipologia di powertrain completamente elettrico, ma per l'intera concezione del progetto.Dopo aver approfondito la tecnica e toccato con mano gli interni, restano ancora in gran segreto forme e stile esterno della Ferrari Luce, che si vede sfrecciare su strada in alcuni istanti di questa clip, illuminando una strada buia. Le immagini sotto la lenteAbbiamo allora vivisezionato, e schiarito, le immagini del filmato, alla ricerca di qualche frame capace almeno di abbozzare la sagoma della Ferrari Luce. Sin qui, infatti, l'elettrica di Maranello si è fatta vedere solo sotto forma di muletto, pesantemente camuffata da pellicole mimetiche e appendici posticce.Nonostante i ripetuti avvistamenti su strada, insomma, poco o nulla ha lasciato intravedere i tratti del design di una vettura che, come emerge anche dal video, sarà di grandi dimensioni: nell'ordine dei cinque metri di lunghezza, con quattro posti a sedere e un passo di 296 centimetri, già comunicato ufficialmente. Più vicina alla produzione?Anche l'esemplare utilizzato nel video sembra appartenere alla batteria di prototipi impegnati negli ultimissimi collaudi, ma alcuni dettagli non corrispondono (a partire dai fari, che paiono molto bassi): che si tratti di una versione più vicina alla produzione?In ogni caso, toccherà aspettare ancora per avere anticipazioni davvero succose sugli esterni. Al contrario, è già calato il velo sugli interni della Ferrari Luce, disegnati da Jony Ive, l'ex responsabile del design Apple che ha creato iPhone e iPad.Nell'abitacolo troviamo lavorazioni dal pieno in alluminio e vetro high-tech, con display digitali (ma lancette vere) dalla grafica minimalista. La qualità costruttiva è di altissimo livello: si percepisce dalla scocca del cruscotto, ma anche toccando le singole levette sul volante o sulla console.Volante e quadro strumenti sono solidali tra loro, mentre il touchscreen, montato su un giunto a sfera, può essere orientato verso il pilota o il passeggero. Il vetro è utilizzato anche per la chiave, la prima al mondo con display E-Ink integrato, che cambia colore quando viene posizionata nel dock sulla console centrale per accendere l'auto. 1.000 CV e più di 500 km con un pienoSolo a maggio conosceremo nel dettaglio le specifiche tecniche della Ferrari Luce, ma molto è già stato anticipato lo scorso ottobre. La prima EV di Maranello sarà mossa da quattro motori elettrici, due all'anteriore e due al posteriore, così da garantire la trazione integrale.Avrà quattro ruote sterzanti e una potenza massima (teorica) di 830 kW (1.129 CV), ripartiti perlopiù al posteriore. La Luce scatterà da 0 a 100 km/h in circa 2,5 secondi e supererà i 310 km/h di velocità massima.Progettate e assemblate a Maranello, le batterie a 880V saranno integrate direttamente nel telaio: sono composte da 210 celle suddivise in 15 moduli, per una capacità lorda totale di 122 kWh. L'autonomia stimata dovrebbe superare i 530 chilometri, mentre la potenza di ricarica toccherà picchi di 350 kW.Per quanto riguarda il sound, nessun artificio: solo l'amplificazione della voce elettrica dell'auto.
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BYD - Yangwang U7, quattro motori e batterie Blade 2.0 da 150 kWh: l'autonomia arriva a 1.000 km

Mar 04,2026
Il marchio di lusso della BYD Yangwang ha presentato il MY26 della sua berlina sportiva U7, con quattro motori elettrici e i nuovi accumulatori Blade 2.0 da 150 kWh, che assicurano - nel ciclo di omologazione cinese Cltc, una percorrenza di 1.006 chilometri. Ha anche più di 1.000 CVA rendere il dato ancor più incredibile è il fatto che la U7 monta un powertrain con quattro motori elettrici, uno per ruota, ciascuno da 239 kW (325 CV), per una potenza combinata di 960 kW (1.305 CV) e 1.680 Nm. Tutte le ruote sterzano: quelle sull'asse posteriore ruotano di 20, riducendo il raggio di sterzata dell'auto - lunga 5,26 m - a soli 4,85 metri. Le nuove batterie Blade verranno presentate il 5 marzo nel corso di un evento della BYD, insieme ad altre novità della Casa cinese, tra cui la ricarica a 1,5 MW (1.500 kW) di potenza.
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Guerra in Iran - Che effetti avrà la guerra in Medio Oriente sullEuropa e sulla ricarica delle auto elettriche?

Mar 04,2026
La nuova crisi del Medio Oriente ha alzato l'attenzione sul petrolio. Tuttavia, è l'intero mercato energetico a subire gli effetti negativi dell'escalation militare nell'area del Golfo Persico. Abbiamo chiesto ad Alberto Prina Cerai (foto sotto), analista presso l'Osservatorio di Geoeconomia dell'Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi), un parere sugli impatti del conflitto sui mercati del gas e dell'elettricità, a partire dalle conseguenze sul GNL, il gas naturale liquefatto di cui il Qatar è uno dei maggiori produttori al mondo.A suo avviso, l'intera situazione è da monitorare attentamente: l'Europa è meno esposta ai flussi qatarioti, ma non è comunque immune dai riflessi di un peggioramento della crisi sul piano militare. La situazione del gasPer Prina Cerai, il movimento al rialzo del TTF (Title Transfer Facility), principale mercato di riferimento per il gas scambiato in Europa, è sintomo che i mercati hanno prezzato il rischio geopolitico che ora si è concretizzato con una notevole riduzione dei cargo di GNL in transito nello Stretto di Hormuz, dal quale transita il 20% circa dell'offerta globale di gas naturale liquefatto (120 bcm/anno), con il Qatar da solo responsabile della maggior parte dell'offerta (seguito dagli Emirati Arabi Uniti).Dopo l'interruzione delle attività di produzione di QatarEnergy, principale esportatore del Golfo, il prezzo del gas naturale in Europa è aumentato del 50%, ai massimi da circa un anno e mezzo ma comunque, per ora, ben al di sotto dei massimi raggiunti nel 2022, avverte l'esperto, sottolineando che gran parte dei volumi dal Qatar sono destinati strutturalmente alla domanda asiatica, principalmente Cina, India e Giappone, mentre l'UE risulta meno esposta in termini di approvvigionamento sul totale del fabbisogno di GNL.Infatti, il blocco comunitario importa dagli Stati Uniti il 90% del gas liquefatto di cui ha bisogno, mentre circa l'8-10% dei cargo arriva dal Qatar (circa 18 miliardi di metri cubi). E ovviamente, quando si parla di Europa, si comprende anche l'Italia.Dunque, il gas non rappresenta a prima vista una fonte di preoccupazione. Tuttavia, l'intera questione va inquadrata all'interno del più ampio quadro dei flussi di export globali e della relativa competizione tra i Paesi per accaparrarsi la maggior parte dei carichi. In un contesto di stoccaggi medi in Europa ai minimi (sotto il 30%) e con lo shortage che potrebbe indurre a massicci acquisti asiatici in primavera, è plausibile ritenere che la competizione sui cargo spot possa intensificarsi.Il maggior rischio, però, è legato a una prolungata chiusura dello Stretto. In tal caso, per Prina Cerai, si potrebbero riscontrare conseguenze addirittura peggiori rispetto alla perdita dei 106 bcm dalla Russia nel 2022 sul mercato del gas. In questo scenario, lo spread tra il TTF e il JKM (la borsa asiatica del gas) potrebbe indurre a reindirizzare cargo non contrattualizzati dagli USA verso l'Europa per rimpiazzare eventuali volumi dal Qatar, rispetto alle forniture a lungo termine, aggiunge l'esperto, sottolineando la necessità di monitorare, oltre alla chiusura dello stretto che rimane un'opzione molto costosa sia in termini economici che strategici per l'Iran eventuali attacchi a infrastrutture strategiche, come i terminal, la cui esposizione e/o danneggiamento potrebbe avere impatti ancor più drammatici sulle capacità di liquefazione. L'impatto sui prezzi dell'elettricitàDetto questo, non va trascurato un altro aspetto: il legame tra i prezzi del gas e le tariffe dell'elettricità. Come ci ha mostrato l'invasione russa dell'Ucraina, shock geopolitici che impattano il mercato del gas hanno una correlazione quasi inevitabile sui prezzi dell'elettricità, rimarca l'analista dell'Ispi. L'esposizione sarà particolarmente grave per quei Paesi il cui mix di generazione elettrica è sbilanciato sulle centrali a gas a ciclo combinato, a prescindere dalle rotte di approvvigionamento (via gasdotto o GNL).Questo è oltremodo collegato all'attuale design del mercato, che vede proprio questi impianti dettare il prezzo marginale dell'elettricità sul mercato europeo e del PUN (Prezzo Unico Nazionale) in Italia, l'indicatore del prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica. Un prezzo di oltre 45 euro/MWh per il gas naturale implicherebbe un prezzo dell'energia elettrica all'ingrosso di circa 147 euro/MWh, prosegue Prina Cerai.Dunque, si rischia il salasso per le famiglie. E non mancano effetti collaterali per il mondo dell'auto. Il rincaro dell'elettricità, infatti, potrà avere dirette implicazioni per le ricariche delle auto elettriche, ma avverte l'esperto a seconda della tipologia: chi carica con ricarica domestica, con contratti tutelati potrebbe non dover assorbire eventuali rincari, ma i prezzi in bolletta seguono comunque il PUN; con accumuli o fotovoltaico, una tipologia di consumatori sicuramente ristretta, l'aumento sarà schermato. Chi ricarica in colonnine pubbliche dipenderà dai contratti di fornitura degli operatori, dai margini commerciali oppure dagli abbonamenti.
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