Modellini - Koenigsegg Jesko Absolut: il mostro da 530 km/h diventa un capolavoro in scala 1:18
Fronti-Art ha riprodotto in scala 1:18 l'ossessione tecnica di potenza estrema creata da Christian von Koenigsegg: la Jesko Absolut, un mostro da 1600 CV capace in teoria di percorrere un ipotetico rettilineo Milano-Roma in un'ora grazie alla sua velocità di punta fissata a 530 km/h. La livrea Carbon Purple è frutto di un lavoro maniacale sull'intero modello; l'effetto che simula la fibra di carbonio lasciata a vista sotto un trasparente viola è un esercizio modellistico che pochi sono in grado di replicare. Design e dettagli esterniRealizzata in resina non apribile, scelta che consente proporzioni affilate, spigoli netti e dettagli sottili, si presenta con un frontale rasoterra; i gruppi ottici sembrano diamanti incastonati in un diadema. Il profilo laterale è un unico arco che culmina nella coda allungata, elemento distintivo della versione Absolut. Le pinne verticali posteriori sono sottili, ben integrate e credibili nella loro funzione aerodinamica. Il retrotreno è forse la parte più complessa del modello: l'estrattore domina la scena, mentre lo scarico centrale è rifinito con un effetto metallico realistico. Le ruote con il particolare disegno dei cerchi "lenticolari" montano pneumatici dalle dimensioni realistiche e scolpiti con cura. Interni e abitacolo aerospazialeAll'interno si notano soluzioni più aerospaziali che automobilistiche: la plancia in carbonio, il volante dettagliato e i sedili dal design futuristico, in un abitacolo necessariamente claustrofobico. Edizione limitata e collezionismo di fascia altaViene consegnata su una base in carbonio con la numerazione della tiratura incisa e il certificato di originalità, tutto protetto da una teca di eccellente trasparenza. Sono 100 gli esemplari realizzati; i fortunati collezionisti che ne entreranno in possesso noteranno subito la presenza scultorea di volumi esagerati, capaci di imporsi anche nelle esposizioni più prestigiose. Sul sito del produttore si trova un'intera scuderia di modelli assemblati a mano con rigore ingegneristico, composti da numerose parti curate singolarmente, elementi che giustificano il costo richiesto (sopra i 500,00 ) e garantiscono una lenta e costante rivalutazione come la maggior parte delle edizioni limitate nel collezionismo di fascia alta.
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Guerra in Iran - Crisi in Medio Oriente, economia globale in ginocchio: chi pagherà di più tra Europa, Stati Uniti e Asia?
La crisi in Medio Oriente, con i suoi riflessi sui mercati energetici, non potrà non avere un impatto sull'economia globale. Ma tra le varie aree geografiche ci sono differenze sostanziali. Chi ne pagherà di più le conseguenze? L'Europa, gli Stati Uniti o l'Asia?"Se l'aumento del costo dell'energia fosse limitato nel breve termine - spiega Marco Vailati, responsabile Ricerca e Investimenti della società di private banking Cassa Lombarda -, il suo impatto sull'economia sarebbe trascurabile. Viceversa, se i prezzi di petrolio e gas restassero a valori più elevati per un periodo esteso, avremo una riduzione della crescita, pur senza parlare di recessione, e un aumento dell'inflazione. L'incidenza di questi impatti sarebbe maggiore in Europa che negli Stati Uniti perché più vicina geograficamente e più dipendente per l'energia dalle aree coinvolte dal conflitto". L'impatto su petrolio e gasRimane comunque centrale il tema dell'energia anche per il ruolo dell'area sul mercato petrolifero. Secondo l'analista, il conflitto "impatta il mercato dell'energia sia perché l'Iran è un importante produttore con una quota di circa il 4% del petrolio mondiale, sia perché gli scontri limitano la fruibilità dello stretto di Hormuz, da cui transita circa il 20% del petrolio e il 15% del gas consumati al mondo"."Al momento non ci sono state importanti distruzioni degli impianti petroliferi dei paesi dell'area, ma il traffico attraverso lo stretto si è già quasi azzerato a fronte delle minacce iraniane di bloccarlo. In tempo di guerra, abbiamo molto da temere, compresa la paura stessa. Questo rischio aumenta il costo di assicurare le spedizioni, che viene ribaltato sul prezzo del prodotto trasportato e venduto", avverte Vailati, sottolineando che "il prezzo del petrolio aumenta anche per la riduzione della disponibilità in una logica di equilibrio domanda-offerta. Sebbene in prospettiva l'offerta resti superiore alla domanda, nel breve periodo può valere l'opposto qualora il blocco dei transiti superi le tre settimane che le scorte attuali possono coprire, dato che distribuzioni alternative via oleodotti sono possibili solo in minima parte".Quanto al gas, il prezzo è destinato ad aumentare "in maniera analoga al petrolio". Su questo fronte, l'esperto ricorda la vulnerabilità del Vecchio Continente: "Per il gas la dipendenza europea dalla zona in questione è anche maggiore e, anche se la stagionalità non è quella dei maggiori consumi, attualmente le scorte sono a livelli inferiori alle medie stagionali e ci avviciniamo al periodo in cui vengono riaccumulate. Attualmente l'Europa importa già il 60% del suo gas dagli Stati Uniti. Un aumento della percentuale è prevedibile, ma non può essere immediato e neanche economico, data la concomitante richiesta di altri compratori penalizzati dal blocco delle forniture provenienti dallo stretto di Hormuz". Le conseguenze per l'automotiveLe conseguenze per l'automotiveDetto questo, non si può non affrontare la questione dell'impatto della crisi sul mondo delle quattroruote. Il quadro delineato da Vailati non è certo positivo: "Il conflitto rende più difficile l'arena competitiva perché l'incertezza e l'aumento dei costi trattengono i compratori e le distruzioni fisiche, reali o anche solo temute, fanno aumentare i prezzi e riducono le disponibilità delle materie prime necessarie alla produzione: energia per il funzionamento degli impianti ma anche, per esempio, alluminio, che passa in grandi percentuali da Hormuz ed è rilevante nella costruzione di auto".La conseguenza è un mercato che si stringe. E per il responsabile Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda, "a soffrirne maggiormente sono i produttori con minor appeal e minor forza contrattuale, che non possono o non riescono a scaricare su clienti e fornitori gli aumenti dei costi e ne patiscono in redditività". "Viceversa, potrebbero beneficiarne, almeno in parte, i produttori con catene di approvvigionamento più flessibili e meno dipendenti dalla zona del conflitto. Europa ed Asia sono più esposte degli Stati Uniti a un aumento del costo dell'energia", aggiunge Vailati, escludendo infine un ultimo aspetto: "Dato che l'aumento del costo dei carburanti e dell'energia elettrica viaggiano in parallelo, non vedo diversi impatti per auto termiche e auto elettriche".
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Formula 1 - Leclerc e Hamilton con caschi LEGO Ferrari: lidea che ha conquistato Melbourne
Nel paddock del Gran Premio d'Australia, a Melbourne, tra hospitality scintillanti e monoposto pronte per il debutto stagionale, due dettagli hanno catalizzato l'attenzione di fotografi e tifosi. Charles Leclerc e Lewis Hamilton si sono presentati davanti alle telecamere indossando caschi decisamente insoliti: non in carbonio e kevlar come quelli da gara, ma costruiti interamente con mattoncini Lego. Una trovata scenografica per i nuovi setUna trovata scenografica per presentare i nuovi set dedicati ai caschi dei piloti della Scuderia Ferrari, sviluppati dal gruppo Lego in occasione dell'avvio della stagione 2026 di Formula 1. Per l'evento i due caschi indossati dai piloti, dal peso di quasi tre chili, erano composti da oltre 3.500 elementi ciascuno e costruiti dal Lego Certified Professional Ryan The Brickman McNaught con il suo team. Il set dedicato a Charles LeclercDa quell'idea spettacolare nascono i set destinati agli appassionati. Il modello dedicato a Charles Leclerc riproduce la livrea utilizzata dal pilota monegasco nella stagione 2025 ed è composto da 886 pezzi. Non mancano elementi distintivi come il numero di gara 16, il cavallino rampante Ferrari e alcuni riferimenti personali alla famiglia e a Jules Bianchi. Il set include anche una minifigure Lego del pilota. Il set dedicato a Lewis HamiltonIl casco dedicato a Lewis Hamilton segue la stessa impostazione: 884 pezzi, il numero 44 ben visibile e una targhetta con la firma del sette volte campione del mondo. Anche in questo caso è presente una minifigure che raffigura il pilota con la tuta rossa Ferrari, dettaglio che segna simbolicamente l'inizio della sua nuova avventura con la Scuderia. Il valore del casco in Formula 1In Formula 1 il casco ha sempre avuto un valore particolare. uno degli elementi più personali dell'equipaggiamento di un pilota e nel tempo è diventato un vero e proprio segno distintivo. Prima ancora dei numeri di gara o delle livree delle monoposto, spesso sono proprio i colori del casco a permettere agli appassionati di riconoscere immediatamente chi è al volante. Collezionismo e identità visivaNon sorprende quindi che le repliche dei caschi siano da anni tra gli oggetti più ricercati nel mondo del collezionismo legato alla Formula 1. Modelli in scala, versioni firmate o pezzi utilizzati in gara fanno parte di un mercato molto vivo, alimentato dalla forte identità visiva che ogni pilota costruisce nel corso della propria carriera. Oggetti da esposizione per il motorsportI nuovi caschi Lego si inseriscono proprio in questa tradizione. Non sono pensati come giocattoli, ma come oggetti da esposizione capaci di raccontare, in forma diversa, uno dei simboli più riconoscibili del motorsport moderno.Perché in fondo il casco è il volto di un pilota quando il volto non si vede. Ed è forse per questo che, anche trasformato in mattoncini, continua a raccontare la stessa storia di velocità e passione.
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Guerra in Iran - Accise mobili, benzina e diesel ai massimi: cosa può cambiare già da domani
La crisi in Medio Oriente continua a produrre pesanti effetti sulle quotazioni del petrolio e quindi sui prezzi di benzina e diesel. A tal proposito, Staffetta Quotidiana segnala come gli ultimi attacchi israeliani ai depositi di carburanti in Iran abbiano ulteriormente fomentato il panico sui mercati petroliferi internazionali.In particolare, all'apertura dei mercati asiatici, il Brent è schizzato sopra i 100 dollari al barile, sfiorando i 119, per poi assestarsi intorno ai 108 dollari in scia alle indiscrezioni del Financial Times su una riunione d'emergenza dei ministri delle finanze dei Paesi del G7 (sotto una foto della loro riunione all'ultimo vertice in Italia) per procedere con un rilascio comune e coordinato delle riserve strategiche per un ammontare tra 300 e 400 milioni di barili.Intanto, le quotazioni dei prodotti raffinati hanno raggiunto nuovi picchi venerdì scorso anche per effetto dell'indebolimento dell'euro sul dollaro: il gasolio è al massimo dal 16 novembre 2022 e la benzina dal 12 luglio 2024.In tale quadro, Staffetta evidenzia anche la continua corsa dei prezzi dei carburanti alla pompa, con la benzina al massimo da quasi un anno (dal 16 marzo 2025) e il gasolio da oltre tre anni e mezzo, dal 10 luglio 2022, quando era ancora in vigore lo sconto sull'accisa introdotto dal governo Draghi il 22 marzo 2022 e mantenuto fino a fine anno. Rilevazioni e medieStando alla consueta rilevazione giornaliera di Staffetta Quotidiana, Q8 ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina e di dieci centesimi quelli del gasolio, e Tamoil di sei centesimi sulla verde e di quattordici sul diesel. Salgono anche i prezzi del Gpl, con aumenti tra uno e due centesimi di euro al litro.Quanto alle medie, elaborate sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori di circa 20 mila impianti all'Osservatorio prezzi del Mimit, al self service la benzina quota 1,782 euro/litro (+38 millesimi sulla precedente rilevazione di venerdì scorso) e il diesel 1,965 euro/litro (+98).Al servito, verde a 1,917 euro/litro (+38), gasolio a 2,091 euro/litro (+95), Gpl a 0,702 euro/litro (+5), metano a 1,475 euro/kg (+30) e Gnl a 1,232 euro/kg (+3).Lungo le autostrade, benzina a 1,867 euro/litro (2,124 al servito), gasolio a 2,017 euro/litro (2,276), Gpl a 0,835 euro/litro, metano a 1,524 euro/kg e Gnl a 1,291 euro/kg.Una settimana di rialziDetto questo, è interessante notare il rimbalzo dei prezzi in poco più di una settimana. L'1 marzo scorso, il giorno dopo il primo attacco all'Iran da parte di Israele e Stati Uniti, la benzina self service quotava, in media, 1,673 euro al litro. Rispetto agli 1,782 odierni, l'incremento è di ben 6,5%.Per il diesel, il rialzo da 1,728 a 1,965 euro/litro implica un aumento del 13,7%. Al servito, la verde ha subito un incremento del 5,74% e il gasolio del 12,12%.Tuttavia, c'è anche da dire che i due carburanti sono da mesi entrati in una fase di costante rialzo. Se si allarga l'analisi a inizio anno, la crescita dei listini è ben più consistente, in particolare per il diesel.L'1 gennaio, quando è scattato l'allineamento delle accise, la benzina quotava al faidate 1,671 euro/litro, mentre il gasolio, pur in rimbalzo, si fermava a 1,645 euro/litro, un valore inferiore di oltre il 16% rispetto ai livelli attuali. Arrivano le accise mobili?Detto della situazione, Staffetta Quotidiana dà conto anche del dibattito politico scatenato dalla corsa dei listini. Nel fine settimana sia la segretaria del PD, Elly Schlein, sia la presidente del Consiglio Giorgia Meloni (sopra durante un intervento video) si sono dette favorevoli all'applicazione dell'accisa mobile.A tal proposito, il ministero dell'Economia sta studiando la misura da qualche giorno e non è da escludere un intervento già domani, 9 marzo: il Consiglio dei ministri potrebbe infatti varare uno specifico decreto.Per ora non si conosce il possibile contenuto della misura. Staffetta Quotidiana ricorda che lo sconto applicato dal governo Draghi nel 2022 era un'attuazione della norma sull'accisa mobile (introdotta con la legge finanziaria per il 2008), rinforzata però dai fondi provenienti dalla tassa sugli extraprofitti applicata alle società del settore energetico.Le accise furono così tagliate di 25 centesimi al litro (30 con l'Iva). Ancor prima, tra aprile e maggio 2008, l'allora governo Prodi decise per un'applicazione di appena un mese e per un importo di due centesimi al litro.La norma, ricorda ancora la testata specializzata, è stata comunque modificata nel 2023 dal governo Meloni per renderla di più immediata attuazione: il ministero dell'Economia può intervenire con decreto per ridurre le accise e compensare le maggiori entrate Iva derivanti dall'aumento del prezzo del petrolio.Il decreto può essere adottato se il prezzo del Brent aumenta, sulla media del mese precedente, rispetto al valore di riferimento, espresso in euro, indicato nell'ultimo Documento di economia e finanza. Il documento indica per il 2026 un prezzo del Brent di 66,1 dollari al barile, con un cambio euro/dollaro a 1,2, quindi un valore di 55,1 euro/barile.A gennaio in media il Brent si è attestato proprio a 55,1 euro/barile. A febbraio si è saliti a 58,7 euro/barile. Nei primi due giorni di marzo siamo a 72. Volendo, dunque, le condizioni ci sono, conclude Staffetta Quotidiana.
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Mercedes-AMG - Svelati gli interni della Mercedes-AMG GT Coupé 4 porte, la nuova sportiva da 8.000 giri
La Mercedes-Benz ha pubblicato le immagini ufficiali degli interni della nuova Mercedes-AMG GT Coupé 4 porte. Si tratta di un'importante anteprima dopo quella fornita alla fine del 2025 sulla carrozzeria della nuova sportiva quattro porte. Stile dedicato e plancia disegnata intorno al pilotaIl design dell'abitacolo della GT, che vanta quattro sedute singole ad alto contenimento o la scelta del divano posteriore, unisce l'impostazione di ultima generazione con il triplo schermo per strumentazione (10,2"), infotainment (14") e passeggero (14") a soluzioni tipiche dei modelli più sportivi: la plancia parzialmente rivolta verso il guidatore, i comandi sulla console centrale e le bocchette di aerazione circolari in metallo con illuminazione integrata.Il tetto panoramico SKY CONTROL consente infine di gestire individualmente quattro zone, modificando elettricamente la trasparenza, oppure può proiettare loghi e disegni a tema motorsport. Il controllo della dinamica e l'infotainmentL'AMG RACE ENGINEER nella console centrale consente di controllare hardware e software del veicolo per modificare la dinamica di guida. Nella console centrale sono presenti tre controlli rotanti che gestiscono il Response Control per la risposta del powertrain, l'Agility Control per l'assetto e il Traction Control.Altri comandi si trovano invece sui controlli con display sul volante AMG. L'infotainment MBUX, basato sul nuovo MB.OS, offre una completa integrazione con il veicolo e una gestione su cloud dei dati. AMG ha ulteriormente personalizzato il sistema lavorando su grafiche e funzioni specifiche, come le quattro modalità AMG Style per la grafica delle schermate e l'AMG TRACK PACE per la telemetria. ancora endotermicaLa GT Coupé 4 porte richiama a livello stilistico la Concept XX elettrica svelata nel 2025, ma le immagini degli interni mostrano un classico contagiri scalato fino a 8.000: questo significa che la vettura adotterà un powertrain endotermico, magari ibrido e condiviso con la GT due porte, mentre la XX elettrica avrà una variante specifica.
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Stellantis - Maserati Grecale MY2027, le prime foto spia del restyling: cosa cambia e cosa no
La Maserati sta avviando i test del MY2027 della Grecale, che verrà presentato nei prossimi mesi: come si vede dalle prime foto spia, che ritraggono una Grecale Trofeo parcheggiata negli stabilimenti Stellantis, l'aggiornamento riguarderà tutte le motorizzazioni e non solo - come si ipotizzava inizialmente - l'elettrica Folgore. Ritocco in punta di matitaLe (poche) camuffature del prototipo pizzicato dai nostri fotografi coinvolgono solo il paraurti anteriore, segno che le novità del MY2027 dovrebbero concentrarsi solo su alcuni interventi estetici in quella zona. Possibile anche l'arrivo di nuove geometrie per le firme luminose a LED davanti e dietro (senza intaccare la forma dei fari). I cerchi di lega che si vedono in queste immagini sono gli stessi del modello attuale, ma è probabile che con l'aggiornamento arrivino nuovi design. Nessun intervento nel cofanoNon sono attese novità sul fronte delle motorizzazioni, che rimarranno quindi quelle attualmente in gamma: il 4 cilindri in linea da 2.0 litri e 325 CV per la Grecale Modena, la V6 da 3.0 litri da 385 CV e 523 CV per la Modena V6 e la Trofeo, rispettivamente, e la elettrica Folgore da 542 CV e batteria da 105 kWh.
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Pneumatici - Falken Tyre Europe entra in Dunlop, ma il marchio resta e si rilancia
La notizia è di pochi giorni fa, ma affonda le sue radici all'inizio del 2025, quando Sumitomo Rubber Industries (SRI) ha acquisito il marchio Dunlop per Europa, Nord America e Oceania.L'intento era chiaro: valorizzare il brand rilevato da Goodyear, aumentandone visibilità e diffusione nei vari mercati. Nel nostro continente a questo passo è seguito - e veniamo ai nostri giorni - il cambio di ragione sociale di Falken Tyre Europe (altro costruttore nell'orbita di SRI) in Dunlop Tyre Europe, nell'ottica di rafforzare la presenza di questo brand.Negli altri continenti sono state condotte operazioni analoghe, appoggiandosi alle aziende più affermate del Gruppo giapponese. Subito in pistaLa variazione è appena stata ufficialmente registrata in Germania presso il Registro delle Imprese del Tribunale di Offenbach (sede storica di Falken) ed è stata accompagnata dall'annuncio del nuovo logo Dunlop, oltre che dalla comunicazione dei programmi sportivi del brand, inclusa la partecipazione all'edizione 2026 della 24 ore del Nürburgring.Ovviamente questo non comporta la scomparsa del marchio Falken, che negli anni si è affermato per i suoi prodotti destinati alle vetture stradali e al motorsport, né del brand Sumitomo, quest'ultimo meno diffuso alle nostre longitudini.La nuova denominazione rappresenta una tappa importante di cui possiamo andare orgogliosi. Rafforza la nostra identità e sottolinea che siamo pronti ad affrontare le prossime sfide. La solida eredità costruita con Falken rimane parte integrante del nostro successo e costituisce la base per il futuro di Dunlop in Europa, ha dichiarato Markus Bögner, presidente e amministratore delegato di Dunlop Tyre Europe GmbH.
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F1, GP Australia - Doppietta Mercedes, Ferrari terza con Leclerc
A Melbourne è iniziata la nuova era della Formula 1: la Mercedes ha aperto il 2026 con una doppietta pesante non solo per il risultato, ma per il messaggio che manda al resto del paddock. George Russell ha vinto davanti ad Andrea Kimi Antonelli e la W17 ha subito messo sul tavolo una superiorità che si era già intravista ieri. Solo che oggi, per un bel pezzo, non è stata quella passeggiata che in molti avevano immaginato. La Ferrari ha fatto in modo che non lo diventasse.Buona la primaIl Gran Premio d'Australia è stato meno lineare di quanto dica la classifica. Russell ha messo le mani sul primo successo stagionale, Antonelli ha completato una doppietta pesantissima per Mercedes recuperando dopo una brutta partenza e Charles Leclerc ha limitato i danni con un podio che racconta una Ferrari reattiva. Lewis Hamilton, quarto e vicino al compagno, ha dato segnali incoraggianti.Il punto è che la gara si è spaccata in un momento preciso. Fino ad allora, la Ferrari aveva risposto colpo su colpo. Leclerc era scattato benissimo, si era preso la testa già alla prima curva e aveva costretto Russell a giocare di rimessa. Nelle prime tornate si è vista una SF-26 capace di attaccare, difendersi e soprattutto usare bene l'energia, dettaglio non secondario su un tracciato come l'Albert Park, dove il lungo allungo verso curva 12 mette a nudo chi non riesce a gestire al meglio l'ibrido. La Mercedes, invece, al via ha anche mostrato una piccola crepa. Antonelli è stato risucchiato dal gruppo, mentre Russell ha dovuto sgomitare con Leclerc per riprendersi il comando della corsa. Per una dozzina di giri il GP è stato proprio questo: un corpo a corpo Mercedes-Ferrari, con Leclerc e Russell a scambiarsi posizione e pressione, senza che uno dei due riuscisse davvero a scappare.Poi è arrivata la prima Virtual Safety Car, causata dal ritiro di Isack Hadjar al giro 11. Ed è lì che la gara ha cambiato faccia. La Mercedes ha richiamato entrambe le macchine, sfruttando la finestra e il minor tempo perso ai box. La Ferrari ha invece tenuto fede al piano iniziale, quello della sosta unica più avanti, e da lì in poi il copione si è inclinato verso Brackley. A posteriori è facile dire che quello sia stato il bivio vero.Il punto di vista di VasseurFrédéric Vasseur, da parte sua, non ha cercato alibi esotici. Ha detto una cosa semplice: La Mercedes era più forte per tutto il weekend e la Ferrari, anche con una strategia diversa, probabilmente non avrebbe avuto in mano la vittoria. una lettura sobria quella del team principal del Cavallino, ma interessante proprio per questo. Perché sposta il discorso dal singolo episodio al quadro generale. La Ferrari ha perso la gara nella gestione della VSC, certo, ma non solo lì. Secondo Vasseur, il ritardo visto da Mercedes vale all'incirca mezzo secondo. Il numero uno di Maranello ha anche aggiunto che la SF-26 porterà presto un aggiornamento importante sul telaio e che servirà lavorare sia sulla power unit sia sulla gestione dell'energia. E la parte più onesta del ragionamento forse sta proprio qui. La Ferrari a Melbourne non è sembrata allo sbando, che già sarebbe una notizia dopo tante false partenze del passato recente. sembrata una macchina discreta, per usare il termine di Vasseur, ma ancora non abbastanza completa per mettere davvero sotto pressione una Mercedes.Il podio di Leclerc non ha il sapore della consolazione. Ha dentro qualcosa di più utile: il sospetto concreto che, a parità di condizioni, il distacco non sia invalicabile. Wolff stesso ha riconosciuto di essere sorpreso dalla vicinanza della Ferrari in termini di passo, soprattutto quando si trovava in aria pulita o con gomme leggermente più fresche. Una gara complicataDietro ai primi quattro, il resto del gruppo ha raccontato altro. La McLaren ha vissuto una domenica amara. Oscar Piastri, nel suo GP di casa, è finito a muro già nel giro di schieramento in griglia: errore in curva 4, danni alla sospensione anteriore destra, gara chiusa prima ancora che cominciasse davvero. Un colpo pesante per lui e per una squadra che arrivava a Melbourne con aspettative ben diverse. Lando Norris ha salvato la giornata con un quinto posto, ma il distacco dalla Mercedes e il vantaggio minimo conservato su Verstappen non sono esattamente il materiale con cui si costruiscono discorsi rassicuranti.Anche la Red Bull esce da Melbourne con più domande che conferme. Hadjar, fino al ritiro, stava disputando una gara più che incoraggiante, saldamente nelle posizioni alte prima che la power unit lo tradisse. Verstappen ha recuperato, sì, ma partiva molto indietro dopo l'incidente in qualifica, e il quadro complessivo resta opaco. Non c'è ancora il senso di una struttura in grado di attaccare con continuità i primi. C'è piuttosto la sensazione di dover ancora rimettere insieme i pezzi.Tra le storie più interessanti del weekend c'è quella di Arvid Lindblad, a punti al suo debutto in Formula 1, grazie al settimo posto e una personalità già ben riconoscibile. La Racing Bulls aveva mostrato solidità nei test e a Melbourne l'ha confermata, tenendosi dietro Haas, Alpine e persino l'Audi di Bortoleto, nona al traguardo e subito a punti. Non male per essere il primo capitolo di una nuova storia.La Haas ha raccolto con Bearman un ottavo posto prezioso, Alpine ha limitato i danni con Gasly decimo, Williams è rimasta fuori dalla zona punti con due macchine rallentate da un evidente sovrappeso, mentre Aston Martin ha trasformato la gara in una specie di test mascherato, richiamando Alonso e Stroll per modifiche tecniche nel corso della corsa. Serve tempo per capire le novitàMelbourne ha detto anche altro sulla nuova era tecnica. Wolff ha sottolineato come i timori per una Formula 1 poco spettacolare siano stati almeno in parte smentiti. Su una pista che richiede molto dal punto di vista energetico, la gara ha comunque prodotto duelli, scarti strategici e sorpassi. un buon segnale: servirà capire cosa succederà a Shanghai, dove il contesto sarà molto diverso.E infatti la Cina diventa già un passaggio interessante. Lo stesso Vasseur lo ha spiegato: pista diversa, temperature diverse, quadro potenzialmente diverso. Non si aspetta una Mercedes improvvisamente dispersa, ci mancherebbe, ma intravede margini per un equilibrio differente. il classico discorso che a marzo fanno tutti, solo che stavolta ha una base concreta: Ferrari a Melbourne è stata abbastanza vicina da poter pensare di presentarsi a Shanghai meno rassegnata di quanto direbbe la doppietta Mercedes di oggi.I risultati completi del GP d'Australia 2026 >>
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