F.1, GP Qatar - Verstappen vince e tiene aperto il Mondiale
Max Verstappen ha vinto il Gran Premio del Qatar, tagliando il traguardo davanti alla McLaren di Piastri e alla Williams di Sainz, con Norris quarto. Un finale inaspettato su una pista in cui ci si attendeva il dominio della McLaren: il Mondiale si deciderà ad Abu Dhabi, la settimana prossima.Una gara riscritta dopo tre giriPer tenere vivo il Mondiale, Verstappen aveva detto di avere bisogno di una gara aggressiva e un po' di fortuna. A Lusail le ha avute entrambe. L'incidente tra Nico Hülkenberg e Pierre Gasly dopo pochissimi giri ha portato in pista la Safety Car e, con lei, una sliding door che ha cambiato il destino della corsa: tutta la griglia si è precipitata ai box, tranne la McLaren. Una scelta cruciale per il prosieguo della corsa.Il regolamento speciale del Qatar che per motivi di sicurezza ha introdotto due soste obbligatorie, per evitare il rischio di forature - aveva imposto ai team una decisione netta: fermarsi subito, accettando un approccio più conservativo, oppure restare fuori e costruire un margine mostruoso di 26 secondi. Woking ha scelto la seconda strada, e con il senno di poi ha sbagliato.Andrea Stella, team principal della McLaren non si nasconde: un risultato complessivamente deludente. Avevamo il potenziale per vincere con Oscar e il podio per Lando. Abbiamo perso entrambe le cose. Dobbiamo rivedere la decisione presa con la Safety Car: abbiamo scelto di non fermarci. Non ci aspettavamo che tutti gli altri si fermassero. Quando sei davanti, non sai cosa faranno gli altri. Sarebbe stato un problema per Lando con il doppio pit-stop, ma non ci aspettavamo una reazione così compatta dal resto del gruppo. Verstappen sfrutta l'occasioneLa Red Bull, invece, ha colto l'attimo. Verstappen è rientrato, ha cambiato gomme, ha guadagnato una sosta gratis e ha iniziato a costruire il suo Gran Premio perfetto. Senza più l'urgenza di recuperare sulla McLaren, ma con il pragmatismo di chi sa che quella decisione avrebbe pesato fino in fondo.Il quattro volte campione del mondo lo ammette con un sorriso a metà: Una gara incredibile per noi. Abbiamo fatto la scelta giusta fermandoci sotto Safety Car. stato un weekend difficile, ma la decisione è stata corretta. Quando ho visto che la McLaren non rientrava, ho pensato fosse una mossa interessante....La mossa interessante ha infatti consegnato a Max un margine da amministrare. Il ritmo delle MCL39 era buono, ma non abbastanza da costruire quei 26 secondi necessari a ribaltare la situazione. Così l'olandese ha corso con lucidità, ha tenuto il passo e, negli ultimi giri, ha scelto la via della prudenza: gestire fino alla fine. Ha chiuso con otto secondi su Piastri, e soprattutto tiene aperte le speranze per il Mondiale. I 25 punti di margine che Norris portava in Qatar sono diventati 12. Per la McLaren è un'occasione sprecataOscar Piastri, fino a quel momento dominatore del weekend, sembrava indirizzato verso una vittoria facile, considerando il ritmo mostrato nelle libere, nella Sprint e in qualifica. Il suo commento, a caldo, è sincero e tagliente: chiaro che oggi non l'abbiamo azzeccata. Ho guidato più forte che potevo, ma non è bastato. Col senno di poi è ovvio cosa avremmo dovuto fare, ma ne discuteremo come squadra. Per ora è un risultato difficile da digerire.Per Lando Norris, invece, la serata di Lusail è stata una faticaccia. Stessa strategia di Piastri, ma passo più lento e un errore che pare abbia lievemente danneggiato il fondo della vettura. Dopo l'ultima sosta si è trovato intrappolato dietro Carlos Sainz e Andrea Kimi Antonelli. L'italiano però ha commesso un errore nel finale e ha ceduto la posizione, che gli dà altri due importantissimi punti per la sua classifica.Williams, notte magica: Sainz sul podioLa vera impresa, però, è quella di Carlos Sainz. A inizio weekend, la Williams temeva che Lusail sarebbe stato uno dei tracciati peggiori della stagione. E invece podio. Puro merito. Lo spagnolo è raggiante alle interviste post gara: Sono così orgoglioso della squadra. Pensavamo sarebbe stato il weekend più difficile dell'anno e invece ne usciamo con un podio. Strategia perfetta, grande partenza: oggi abbiamo fatto tutto nel modo giusto. Ferrari sottotono: si salva solo LeclercNel caos di metà gruppo, Charles Leclerc porta a casa un ottavo posto. Mai realmente in lotta per qualcosa di buono, il monegasco si butta alle spalle anche questo weekend da dimenticare. La SF-25 oggi non aveva ritmo, né sul giro secco né sulla distanza. La Ferrari perde ogni possibilità di lottare per la classifica costruttori: con il risultato di oggi, il Cavallino si conferma matematicamente quarto.A punti nella notte del Qatar troviamo George Russell in P6, davanti a Fernando Alonso. A completare la zona punti troviamo la Racing Bulls di Liam Lawson in P9 e Yuki Tsunoda in P10.Il Mondiale si decide ad Abu DhabiAlla fine, quello che sembrava un weekend pro-McLaren è diventato un assist clamoroso per Verstappen. Ora il Mondiale si decide all'ultima gara, con un margine che non permette errori. Norris resta chiaramente il favorito, ma non più in modo confortevole. Lando ha da gestire 12 punti di vantaggio su Verstappen e 16 sul compagno di squadra Piastri. Una volata a tre all'ultima gara non si vedeva da parecchi anni e darà un motivo in più per non perdersi questo incerto finale di stagione.La classifica finale del GP del Qatar 2025 >>
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F.1, GP Qatar - Prima fila McLaren, la pole è di Norris
Lusail si conferma territorio McLaren. Dopo aver dettato il passo nella Sprint, Oscar Piastri si prende anche la pole position per il Gran Premio del Qatar, completando un fine settimana fin qui impeccabile. L'australiano firma un 1'22'' netto come un istinto chirurgico, rifilando quel tanto che basta a Norris e a Verstappen che, per sua stessa ammissione, non ha ancora il pieno controllo della sua Red Bull. E mentre i riflettori del deserto illuminano i colori papaya, per la Ferrari è l'ennesima notte storta: Leclerc non va oltre il decimo posto con testacoda annesso, Hamilton addirittura fuori in Q1.McLaren in stato di graziaDue giorni fa aveva detto che per restare in corsa serviva solo vincere. Per ora, Oscar Piastri sta eseguendo il piano senza una sbavatura. La MCL39 a Lusail sembra una lama affilata e lui, l'australiano dalla calma glaciale, la maneggia come se fosse un'estensione naturale del corpo. Non c'è stato un momento in questo weekend in cui abbia davvero tremato.Abbiamo lasciato la macchina praticamente com'era, solo qualche ritocco qua e là. Se qualcosa funziona, non la tocchi. Il team ha fatto un lavoro eccellente, ha detto dopo la pole un Piastri più pragmatico che euforico. Domani sarà duro: due soste, ritmo sempre al massimo, una gara da spingere dall'inizio alla fine.Occasione persa per NorrisLando aveva messo tutti in fila dopo il primo tentativo del Q3. Poi, nell'attacco finale, ha perso la macchina in ingresso di curva 2: un filo di sottosterzo, quel tanto che basta per mandare all'aria tutto. L'inglese ha dovuto abortire il giro e dire addio alla pole che sembrava più che raggiungibile.Non so esattamente cosa sia successo. Ho avuto un po' di sottosterzo, ho dovuto mollare tutto. Niente da recriminare: semplicemente non ho fatto il giro, ha ammesso Norris, onesto e un po' amareggiato. Ma il passo c'è, eccome. E con Piastri appena davanti, lo scenario di una McLaren a due punte nella lotta al titolo si fa sempre più concreto.Passo avanti per VerstappenMax ha quantomeno ritrovato un minimo di prestazione rispetto alla Sprint del sabato, ma la Red Bull continua a saltellare nei punti peggiori del circuito. E l'olandese, quando la macchina non asseconda il suo piede destro, semplicemente non riesce a fare il solito miracolo.Queste qualifiche sono andate un po' meglio, anche se siamo ancora piuttosto lontani, ha spiegato. Essere terzi, con la seconda fila, dà qualche opportunità in più. Ma realisticamente è complicato: finora il weekend non è stato quello che volevo. Due decimi da Piastri, con Russell incollato dietro. Non un disastro, ma nemmeno il Verstappen scatenato che avrebbe potuto dare spettacolo.Il resto della Top 10Dietro ai tre big, c'è una Mercedes che continua a muoversi bene. Russell è quarto a pochi millesimi da Verstappen, Antonelli firma un altro quinto posto da pilota ormai più che promettente. Ma la sorpresa vera porta il nome di Isack Hadjar: sesto con la Racing Bulls, davanti a un Carlos Sainz che sta spremendo ogni grammo possibile dalla Williams. Ottavo Alonso, nono Gasly con un'Alpine finalmente viva. Solo decimo Leclerc, autore di un errore che l'ha visto girarsi più volte su sé stesso e chiudere poi lontano dai primi. Per Hamilton, invece, un'altra prestazione pessima: nuovamente diciottesimo posto per lui, la stessa della Sprint.I risultati delle qualifiche in Qatar >>
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F.1, GP Qatar - Piastri domina la Sprint, terzo Norris
Oscar Piastri si riprende la scena dove conta: in pista, dal primo all'ultimo metro, vincendo la Sprint del Qatar. 19 giri che non hanno regalato emozioni, né particolari scosse nella classifica, ma ha detto moltissimo sullo stato di forma attuale della McLaren e del suo giovane pilota australiano, capace di trasformare una partenza dalla pole in un assolo lucido, calcolato, quasi chirurgico.Piastri perfettoRitmo, disciplina e gestione del graining, la parola d'ordine di questo weekend. Durante i primi giri Piastri ha abbassato il ritmo, evitando di spremere inutilmente le gomme e mantenendo vivo quel margine di sicurezza che, dopo metà gara, si è trasformato in un solco: quasi cinque secondi rifilati a George Russell al traguardo. Al termine della gara, Oscar ha commentato così la sua prestazione:Devi cercare di tirare fuori dalla macchina il massimo possibile, ma oggi il nostro passo era davvero forte. Per il resto del weekend è più una questione di fine-tuning. In altre parole, quando la McLaren funziona così, non ce n'è per nessuno.Alle spalle della MCL39, la Mercedes di Russell ha provato a restare incollata con il DRS, ma senza mai dare la sensazione di avere lo spunto per cambiare il copione. George ha firmato un secondo posto di valore assoluto, più per solidità che per aggressività. Norris gioca in gestioneLando Norris ha completato la giornata McLaren chiudendo terzo. Ha perso due punti dal compagno, sì, ma ne ha guadagnato uno su Max Verstappen. Un bilancio che, alla fine, vale quanto una mezza vittoria in un weekend in cui la gestione degli pneumatici deciderà tutto. Dal canto suo, l'inglese della McLaren sa di avere una grande vettura qui in Qatar e la possibilità di chiudere i giochi già domani sera e questo gli dà un grande vantaggio psicologico sui suoi diretti avversari.Verstappen: il bouncing non perdonaQuarto Max, mai realmente in partita. Verstappen ha provato nei primi giri a soffiare sul collo di Norris, ma il bouncing della RB21, lo stesso problema che gli ha complicato la qualifica ieri, lo ha rispedito al suo posto. A ogni passaggio, il distacco aumentava. A ogni curva veloce, la Red Bull scivolava e saltellava. E per l'olandese non c'è niente di più frustrante che avere la macchina come principale avversario.Max ha avuto dalla sua in partenza l'aiuto di Yuki Tsunoda, nella sua miglior versione stagionale: il giapponese è stato perfetto gregario in partenza, poi consegna alla Red Bull un quinto posto. Sul finale, Yuki era sceso in sesta posizione per via di una penalità dovuta ai track limits, a vantaggio di Andrea Kimi Antonelli, ma poi anche l'italiano ha pagato pegno alla direzione gara: risultato finale invertito e giapponese davanti. Per Antonelli resta comunque un'altra prova convincente in una Mercedes che, nelle mani del rookie bolognese, continua a mostrare tanto potenziale. Zona punti: Alonso c'èFernando Alonso ha portato a casa un settimo posto coriaceo, uno di quelli che valgono più del punto raccolto, mentre Carlos Sainz ha portato la Williams di nuovo in top-8: un risultato non scontato, soprattutto in uno scenario che ha penalizzato chi ha faticato a trovare stabilità nelle fasi iniziali.Ferrari: notte fondaLa fotografia del Cavallino oggi è impietosa. Charles Leclerc ha sbagliato la partenza e poi non è più riuscito a riconquistare aria pulita, trascinato in un centro gruppo anche troppo affollato per chi dovrebbe lottare per ben altri obiettivi. Tredicesimo, mai in ritmo, costantemente al limite del fuoripista. Lewis Hamilton è partito dalla pit lane dopo aver cambiato parte del setup, trasformando la Sprint in una sessione di test camuffata. Diciassettesimo alla fine, frenato da un posteriore che non voleva saperne di restare fermo in appoggio. Alla fine, ha chiesto via radio al suo ingegnere: Come abbiamo fatto a peggiorare rispetto a ieri?.A Maranello servirà un reset totale in vista di qualifiche e gara, perché la tendenza ricorda troppo da vicino i fantasmi di Austin e Interlagos: grip meccanico ballerino, instabilità in frenata, gomme stressate subito. Un mix da incubo.Guarda la classifica completa della Sprint in Qatar >>
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Auto scoperte - BMW Z: dalla Z1 alla Z4 Final Edition, la storia delle roadster che hanno fatto sognare
La BMW non è nuova alle scoperte a due posti secchi. La 328 Roadster, prodotta nel 1936, è un capolavoro di design e ingegneria che ha fatto la storia del motorsport, con oltre 200 vittorie in diverse competizioni, tra cui la leggendaria Mille Miglia del 1940, vinta con la Touring Coupé. Vent'anni dopo è stata la volta della BMW 507, una granturismo di lusso disegnata da Albrecht von Goertz e spinta da un V8 da 3,2 litri: ne furono costruite appena 252 unità, oggi tra le più ambite dai collezionisti.Perché si chiama Z?Le roadster della famiglia BMW Z raccontano un'altra storia, a partire dal nome: la lettera Z deriva da Zukunft, che in tedesco significa futuro. Una filosofia che prende forma nel 1989 con la BMW Z1, celebre per le portiere a scomparsa e la carrozzeria in materiali plastici, e prosegue con la Z3, prima BMW prodotta negli USA e resa iconica dal film GoldenEye.L'addio con la Z4 Final EditionPoi arriva la BMW Z8, omaggio moderno alla 507 con il suo V8 da 400 CV, e infine la BMW Z4, che in tre generazioni ha incarnato il piacere di guida a cielo aperto. Una storia che si chiuderà a marzo 2026 con la produzione degli ultimi esemplari della Z4 Final Edition.Ripercorriamola insieme.
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Sfida in casa - Citroën C3 e C3 Aircross a confronto: il test che svela la scelta giusta
La Citroën C3 e la C3 Aircross condividono la stessa base tecnica, ma interpretano in modo diverso la filosofia del marchio, fatta di confort e versatilità. La C3 è la regina del segmento B, compatta nelle dimensioni ma con un abitacolo sorprendentemente ampio. La Aircross, invece, appartiene a una categoria differente: è pensata per chi cerca un'auto da utilizzare a 360 gradi, con più spazio e una vocazione polivalente. Motore e consumiPer il nostro test abbiamo scelto lo stesso motore per entrambe: il tre cilindri 1.2 da 100 CV abbinato al cambio manuale. Si tratta di un'unità priva di elettrificazione, anche se in gamma è disponibile la versione ibrida. Sul fronte dell'efficienza, i dati parlano chiaro: la C3 ha fatto segnare una media di 16,3 km/l, mentre la Aircross si è fermata a 15,3 km/l. Una differenza prevedibile, confermata in ogni contesto di utilizzo, che sottolinea comunque la buona efficienza del propulsore. Dinamica di guida: agilità contro stabilitàLe sorprese arrivano sul piano dinamico. Nonostante la massa superiore, la C3 Aircross mostra limiti di tenuta leggermente più alti rispetto alla C3 berlina, probabilmente grazie a una distribuzione dei pesi più equilibrata tra avantreno e retrotreno. La C3 resta più agile nel traffico cittadino, mentre la Aircross si rivela più stabile alle andature autostradali, confermando la sua impostazione da crossover. Confort e sospensioniSia la C3, sia la C3 Aircross adottano sospensioni pensate per assorbire con efficacia le asperità, ma nei test su gradino e caditoia il filtraggio non è sempre impeccabile. La Aircross, in questo caso, ha un leggero vantaggio, offrendo una risposta più morbida sulle irregolarità. Spazio e praticitàSul fronte dello spazio, la C3 Aircross mette a disposizione un bagagliaio da 319 litri, che può arrivare a 436 grazie al doppio fondo. La C3 si ferma poco più indietro, ma sfrutta bene il volume interno. Gli interni sono essenziali su entrambe, con materiali rigidi e qualche economia visibile, ma la dotazione multimediale è completa e funzionale, grazie alla compatibilità con CarPlay e Android Auto. Prezzi e gammaInfine, i prezzi. La Citroën C3 parte da 16.400 euro, mentre la C3 Aircross richiede almeno 19.900 euro. Due proposte diverse per esigenze diverse, accomunate dalla stessa filosofia Citroën.
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