Fiat Multiplina, la microcar a quattro posti arriva nel 2028
Nell'ambito della giornata dedicata alla micromobilità, Fiat ha annunciato la Multiplina Concept, che anticipa la versione di serie di una nuova microcar elettrica a quattro posti, e che fino a oggi abbiamo sempre chiamato Quattrolino: arriverà nel 2028, affiancando la Topolino e il veicolo commerciale Tris, erede elettrico dell'Ape Piaggio. Una Topolino più grande Come si vede dalle prime immagini mostrate da Fiat, la Multiplina Concept sarà più lunga della Topolino (che misura 2,53 metri) e riprenderà alcuni degli elementi già visti sulla Quattrolino, a cominciare dal disegno dei gruppi ottici anteriori, con tre elementi a LED all'interno di un faro tondo, che nella parte alta "sfora" all'interno della cornice bianca del parabrezza. I gruppi ottici posteriori riprendono invece quelli verticali della Topolino. Quattro posti, tetto apribile Come la microcar torinese, anche la Multiplina ha due sole portiere, con i finestrini fissi che si aprono ribaltando la parte inferiore del vetro. I vetri della seconda fila avranno invece l'apertura a compasso. Possiamo immaginare che, anche su questo modello, il cavo di ricarica sia nascosto all'interno della portiera del passeggero. Nel render si intravede anche la capote in tela arrotolata: una soluzione che rende la Multiplina particolarmente adatta a muoversi nelle località di villeggiatura, e con la bella stagione. L'incognita dei motori La nuova Multiplina sarà un quadriciclo elettrico: una scelta coerente con la mobilità urbana a zero emissioni. Al momento non abbiamo informazioni ufficiali o dati tecnici, ma è molto probabile che la nuova citycar di Fiat sia un quadriciclo pesante L7e (mentre la Topolino è un quadriciclo leggero): una soluzione che permetterebbe di muovere con maggior disinvoltura il doppio dei passeggeri. Per legge, i quadricicli L7e possono avere una potenza massima di 15 kW (20 CV) e una velocità massima di 90 km/h. La batteria, vista la maggior disponibilità di spazio nel pavimento, dovrebbe avere una capacità superiore ai 5,4 kWh della Topolino, che di suo assicura un'autonomia di 53 chilometri (rilevati dal Centro prove).
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Alpine A290 Rallye Lacoste: 290 coccodrilli nascosti, un solo esemplare
Alpine e Lacoste hanno creato una one-off e una collezione coordinata, protagonista del video The Test con l'ambassador Lacoste Pierre Niney e il pilota ufficiale del BWT Alpine Formula One Team Pierre Gasly. La vettura è stata denominata Alpine Lacoste A290 Rallye - Beware of the Crocodile. Caratteristiche estetiche e modifiche alla carrozzeria La A290 non è stata soltanto rivista a livello cromatico: la carrozzeria presenta parafanghi e paraurti completamente nuovi, elementi aerodinamici aggiuntivi, una presa d'aria sul tetto e cerchi in lega con coperture aerodinamiche. Il bianco domina la scena, ma il rosso applicato all'ala posteriore richiama la classica lingua del coccodrillo Lacoste, presente fisicamente sulla superficie.Anche assetto e impianto frenante sono stati aggiornati in chiave racing, mentre il powertrain resta quello di serie della A290 Rallye, con una diversa regolazione dell'erogazione pensata per la guida nel misto stretto. Interni esclusivi in tessuto Lacoste e dettagli in 3D Gli interni sono dominati dal rosso: sedili e pannelli porta sono rivestiti nel classico tessuto Lacoste realizzato dallo specialista Potencier e il coccodrillo è riproposto su tutta la plancia attraverso piccoli loghi tono su tono.Gli elementi metallici sono rifiniti con un effetto anodizzato rosso, mentre alcune componenti inedite sono state stampate in 3D appositamente per questo esemplare. Per rafforzare ulteriormente il legame tra i due marchi, Alpine ha inserito un totale di 290 coccodrilli sulla vettura.
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Mirafiori si ferma più a lungo: tra componenti e mercato, i nodi della 500 ibrida
Stellantis ha comunicato alle organizzazioni sindacali la decisione di prolungare di una settimana il fermo estivo dello stabilimento di Mirafiori. L'impianto torinese resterà inattivo dal 27 al 31 luglio, oltre che nelle prime tre settimane di agosto già da tempo programmate.L'azienda ha attribuito la decisione alle difficoltà di approvvigionamento di motori, paraurti e sensori: in particolare, alcuni fornitori non riuscirebbero a tenere il passo dell'aumento della produzione della Fiat 500 ibrida. I timori dei sindacati Le organizzazioni sindacali temono, invece, che il fermo aggiuntivo - l'ennesimo dopo i giorni di inattività stabiliti dopo il ponte del 2 giugno e dal 24 al 26 giugno, in concomitanza con la festa di San Giovanni, patrono di Torino - sia legato a una domanda di mercato inferiore alle attese per il cinquino ibrido.A tal proposito, la Fim-Cisl ricorda la recente decisione di Stellantis di ridurre il ritmo produttivo della linea di assemblaggio da 430 a 400 vetture al giorno.Inoltre, poche settimane fa il responsabile delle attività europee, Emanuele Cappellano, non ha confermato l'obiettivo annuale dei 100 mila esemplari per entrambe le versioni della 500: Mirafiori produce ancora la variante elettrica. Dipende dalla dinamica di mercato. Non so dire se raggiungeremo l'obiettivo, ha affermato il dirigente proprio sulla possibilità di arrivare al target.Del resto, come rivelato dallo stesso Cappellano, nei primi tre mesi dell'anno Mirafiori ha sfornato circa 15 mila esemplari della 500, il che rafforza i timori dei sindacati su una chiusura d'anno lontana dai volumi promessi. La Fiom-Cgil teme, soprattutto, per i lavoratori assunti come interinali verso fine gennaio: tra luglio e settembre scadrà il 40% dei circa 500 contratti e il sindacato non esclude la possibilità di un nuovo ricorso allo strumento della cassa integrazione.
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La transizione per le flotte aziendali secondo Scame
L'integrazione di veicoli a zero emissioni all'interno dei parchi auto aziendali rappresenta una sfida articolata che richiede nuove competenze tecniche, gestionali e fiscali. Scame, la specialista dei sistemi di ricarica per veicoli elettrici, è attiva anche nella consulenza ai fleet manager e, nel suo recente E-Mobility day dedicato ai gestori della mobilità aziendale, ha riunito un gruppo di esperti per analizzare le implicazioni della transizione ecologica per il mondo business.Il mercato: le flotte aziendali come motore del cambiamentoSull'interpretazione dei dati di mercato, che attestano un ritardo delle imprese nazionali nell'adozione di auto elettriche rispetto alla media europea, s'è soffermata Anna Forciniti, Impact-driven innovation advisor & founder di Evidentia SB, invitando a leggere questo gap come un'opportunità di crescita strutturale. Aggiungendo che la spinta all'elettrificazione non risiede esclusivamente in logiche di natura ambientale o di conformità ai criteri Esg (Environmental, social, and governance), ma si configura come una precisa strategia geopolitica volta all'indipendenza e all'efficienza energetica, fattore cruciale per abbattere i costi industriali e favorire la competitività a lungo termine delle aziende. Il total cost of ownership e il nuovo ruolo del fleet managerIl passaggio alla mobilità a spina impone una rilettura dei costi aziendali. Matteo Gizzi, head of E-mobility market intelligence di Motus-E, ha ribadito che il vero incentivo all'elettrificazione è di natura economica, purché l'investimento venga gestito in modo corretto. Analizzando il total cost of ownership (Tco) su un ciclo di 4 anni e 60.000 chilometri, Gizzi sostiene come il maggiore costo iniziale d'acquisto di un veicolo elettrico venga ampiamente ammortizzato dalla riduzione dei costi operativi, quali la manutenzione e l'energia. Affinché questa convenienza si concretizzi, è fondamentale gestire il costo del rifornimento: le simulazioni dimostrano che, mantenendo il mix di ricarica al di sotto di 0,60 euro per kWh, si ottiene un risparmio netto rispetto alle motorizzazioni tradizionali. In questo ecosistema complesso, il ruolo del fleet manager è mutato da puro gestore dei veicoli ad analista di dati, chiamato a interfacciarsi con l'energy manager, il dipartimento risorse umane e quello responsabile degli acqisti per bilanciare efficacemente i consumi dell'impresa.Fiscalità differenziata per le ricaricheGli aspetti fiscali sono stati affrontati da Stefania Prandelli, dottore commercialista e partner di Rivetti & Partners. Un tema che resta di difficile gestione è quello della ricarica domestica. Al momento, l'Agenzia delle Entrate considera l'energia rimborsata per la ricarica a casa come reddito tassabile per il dipendente, per via della complessa misurazione tra l'uso privato e l'uso lavorativo. Al contrario, l'installazione di colonnine in sede aziendale consente la totale deducibilità del costo e l'Iva detraibile per l'azienda. Inoltre, un'impresa dotata di pannelli fotovoltaici può se in possesso delle adeguate autorizzazioni vendere l'energia prodotta ai propri dipendenti fatturandola in conformità alla normativa vigente e aggiungendo l'Iva, oppure integrarla in piani di welfare aziendale, esentandola così da tassazione per il lavoratore. Infrastrutture di ricarica, power management e charging policyL'inserimento di veicoli elettrici nella flotta impone un adeguamento delle infrastrutture fisiche, tema esplorato da Gerald Avondo, head of Product and services E-Mobility di Scame. Per evitare di richiedere costosi e lenti aumenti di potenza alla rete nazionale, la soluzione tecnica risiede nel Dynamic power management (gestione dinamica del carico), in grado di monitorare il consumo totale dell'edificio e di dirottare la potenza residua esclusivamente verso le colonnine di ricarica.Dal punto di vista tecnico, è fondamentale che i fleet manager conoscano le differenze d'interfaccia. I caricatori in corrente alternata (AC) sono vincolati dal convertitore di bordo del veicolo, fattore dirimente per organizzare i turni di ricarica, così come è essenziale sapere in anticipo se la flotta prevede solo veicoli ibridi plug-in che spesso utilizzano esclusivamente connettori AC, rendendo inutile l'installazione di dispendiose colonnine in corrente continua (DC).Risulta dunque indispensabile adottare un documento aziendale specifico, la charging policy, attraverso il quale stabilire con chiarezza le regole di utilizzo delle infrastrutture interne, pubbliche e private: quali dipendenti hanno accesso prioritario, le fasce orarie consentite per le colonnine, la gestione delle code e delle notifiche per liberare gli stalli, fino all'assegnazione e al rimborso delle wallbox domestiche. Solo attraverso regole certe e un approccio sistemico, conclude Avondo, la complessità dell'elettrificazione può essere gestita con successo all'interno delle organizzazioni aziendali.
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La Cupra Raval sarà tra le protagoniste del Goodwood Festival of Speed
Cupra ha confermato la presenza all'edizione 2026 del Goodwood Festival of Speed, che si svolgerà dal 18 al 20 settembre prossimi. Il marchio spagnolo metterà al centro dell'attenzione la sportiva elettrica compatta Raval, al suo debutto in terra inglese. Modelli speciali sulla salita di Goodwood Nel comunicato ufficiale che annuncia la sua presenza a Goodwood, Cupra ha confermato di avere altri annunci in serbo per l'evento inglese, senza però fornire dettagli precisi sulle novità che saranno comunicate. confermato inoltre che sulla salita di Goodwood si esibiranno due modelli speciali, ma anche in questo caso non sappiamo ancora di cosa si tratta, e soprattutto se saranno della partita anche motori endotermici.
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Electra inaugura a Peschiera del Garda la sua prima stazione di ricarica da 1.000 kW
L'operatore Electra ha inaugurato a Peschiera del Garda, presso il centro commerciale ICS, la sua prima stazione di ricarica italiana da 1.000 kW. L'hub è uno dei più potenti oggi disponibili in Europa (ma BYD ha le colonnine Flash da 1.500 kW, inagurate di recente a Bologna), e permette una ricarica completa in 10 minuti, in condizioni ottimali. La postazione è dotata di quattro colonnine (con 8 punti di ricarica) capaci di erogare fino a 600 kW, e altre due (4 punti di ricarica) fino a 300 kW. I prezzi sono allineati al resto delle altre postazioni, indipendentemente dalla potenza erogata. Electra punta a installare, entro il 2027, altre 300 stazioni di questo tipo in tutta Europa. Electra diventa eMSP In occasione dell'inaugurazione della nuova stazione di ricarica, Electra ha cambiato anche il proprio modello di business: a partire dal 29 giugno, infatti, l'operatore diventa eMobility Service Provider (eMSP), ossia fornitore di servizi di mobilità elettrica che dà accesso - tramite un'unica app o la tessera RFID - a oltre 800 mila punti di ricarica in tutta Europa gestiti da diversi operatori. I prezzi dei kWh sono sempre visibili prima di iniziare una sessione: con le reti partner non ci sono extra nelle tariffe, e con alcuni operatori (tra cui Ionity, Fastned e Atlante) sono previsti sconti speciali. All'interno della app di Electra è presente anche un route planner per gestire lunghe tratte con pianificazione di soste e tempi di attesa, in base anche alla disponibilità di punti di ricarica.
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MIMO 2026: hypercar, supersportive, e quella voglia di auto che non passa mai
Si è chiusa la quinta edizione del MIMO Milano Monza Motor Show, che ancora una volta ha trasformato l'Autodromo di Monza in un grande punto d'incontro per appassionati dell'automobile. Al di là delle vetture da sogno e dello spettacolo, quello che colpisce è il pubblico: persone diverse, accomunate dalla voglia di vivere l'auto da vicino, in un momento storico in cui il settore continua a mutare a una velocità impressionante. Perché MIMO non è soltanto una vetrina di modelli esclusivi, è un luogo in cui convivono mondi molto diversi tra loro: da una parte le hypercar da oltre duemila cavalli, come la Giamaro Krafla, dall'altra le nuove proposte di mobilità dei costruttori, le tecnologie elettrificate e persino l'intelligenza artificiale. Il filo conduttore, però, resta sempre lo stesso: la curiosità verso il futuro dell'automobile. Tra artigianalità e pezzi da 90 Tra gli spazi più interessanti quello di ARES Atelier, che ha confermato la propria capacità di coniugare artigianalità e design esponendo alcune delle sue creazioni. Poco distante, BRS Motorsport ha richiamato gli appassionati con una selezione di vetture per nulla scontata: dalla Ferrari 458 Speciale Aperta alla Porsche 911 GT3 Manthey, passando per mamma e figlia con una Alpine A110 1.6 e una moderna A110 R. Tra le anteprime, una menzione speciale merita la 55-SGT, protagonista della giornata inaugurale, e che abbiamo anche avuto l'occasione di provare durante Ignition, la festa per i 70 anni di Quattroruote: un omaggio (con contenuti tecnici di prim'ordine) alla leggendaria 155 V6 Ti che dal '93 al '96 disturbò le case tedesche a casa loro, nel campionato DTM. Tra test drive e sensibilizzazione All'interno dei box dell'Autodromo si sono alternate le novità di Changan, Chery, Omoda & Jaecoo, Mercedes-Benz, Tesla e molti altri, mentre il pubblico ha potuto salire a bordo delle vetture nei test drive. Un modo concreto per avvicinare il pubblico alle tecnologie che, nel giro di pochi anni, entreranno nella quotidianità di milioni di automobilisti. E sempre di quotidianità si è parlato allo stand Cybex, dove è stato affrontato il tema della sicurezza dei più piccoli. Giro d'onore Fuori dai box, invece, è stata la pista a prendersi la scena. Le Supercar Parade hanno riportato, come da tradizione, centinaia di vetture sportive sulle sopraelevate e sul tracciato dell'Autodromo, mentre le competizioni della domenica, dal GT3isti Challenge alla Speed Cup, hanno ribadito il legame tra il MIMO e il motorsport. L'auto è sempre la protagonista Quella che resta, alla fine, è una sensazione già emersa nelle edizioni precedenti: l'automobile continua a suscitare interesse, anche in un periodo in cui il dibattito pubblico la mette spesso al centro di polemiche e trasformazioni. Cambiano le alimentazioni, i costruttori e i linguaggi. Non cambia, però, la voglia delle persone di vedere, ascoltare e capire da vicino un oggetto che per molti continua a rappresentare molto più di un semplice mezzo di trasporto. A ricordarlo è stato anche un incontro casuale tra i paddock. Un ragazzino arrivato da Cuba, che aveva scelto di trascorrere una giornata del suo viaggio in Italia proprio al MIMO: girava tra le supercar con gli occhi spalancati, fermandosi davanti a ogni vettura con curiosità autentica. Il sogno di trovarsi a pochi metri da Ferrari, Porsche e Lamborghini è uguale in tutto il mondo.
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Renault openR link, con l'aggiornamento arriva la AI di Google Gemini
cominciata lo scorso 15 giugno la distribuzione da parte di Renault dell'ultimo aggiornamento del suo sistema di infotainment openR link, che introduce Google Gemini in sostituzione di Google Assistant. Questo update è distribuito over-the-air tramite internet, ed è disponibile su tutti i modelli europei con questo sistema operativo, da Twingo a Rafale. Si può sempre cambiare idea Google Gemini introduce l'intelligenza artificiale di Mountain View nelle conversazioni con l'assistente di bordo, che diventa in grado di gestire richieste complesse e prolungate. L'integrazione all'interno dell'infotainment di bordo permette alla AI di controllare direttamente molte funzioni dell'auto, dal climatizzatore alla radio, dalle impostazioni all'autonomia residua (per i modelli elettrici). In un prossimo aggiornamento verrà introdotta la modalità Gemini Live, per avere conversazioni ancora più naturali, e con la possibilità di cambiare lingua nel corso della stessa sessione. L'attivazione di Gemini è facoltativa, e si può tornare al "vecchio" Google Assistant in qualsiasi momento.
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Abbiamo guidato la 55-SGT: drift e 750 CV, così rivive lanima dell'Alfa 155 DTM - VIDEO
Ci sono auto che definiscono una storia sportiva. Quando nel 1993 l'Alfa Romeo 155 V6 TI sbarcò nel DTM, dominò contro i colossi tedeschi a casa loro, chiudendo la stagione con 12 vittorie su 20 gare. Oggi abbiamo potuto provare in anteprima mondiale a Vairano l'erede spirituale di quel mito: la 55-SGT. Un progetto matto, nato per applicare i concetti del motorsport alle tecnologie odierne senza perdere di vista l'uso su strada. E che è stato uno dei protagonisti assoluti di MIMO 2026. Dalla piattaforma Giorgio al prototipo zero Sviluppata da SGT Automobili, realtà formata da professionisti del settore, la 55 SGT non è un restomod classico ma una reinterpretazione che prende forma a partire dalla piattaforma Giorgio di Giulia e Stelvio, qui adeguatamente modificata. Trattandosi del prototipo zero, la gestiamo con cautela, ma la tentazione di spingere è forte perché la coppia è pazzesca.Nata con il corredo genetico giusto, parti e ti rendi conto che la 55-SGT si guida senza pensare troppo. Considerando qualche piccolo dettaglio ancora da sistemare, comprensibile vista la fase prototipale dell'esemplare a nostra disposizione, riconosci subito il comportamento ben bilanciato delle auto da cui la 55-SGT deriva. Infatti, il connubio tra pilota e macchina è lineare, il passaggio tra input e reazione avviene in modo fluido e senza strappi. Carrozzeria in fibra di carbonio e aerodinamica attiva In accelerazione, come nella fase di sterzata, il cambio di stato è leggero se vuoi, oppure estremo se in quel momento le chiedi tutto. Specie il lavoro sullo sterzo lo apprezzi, e non è scontato. Le carreggiate allargate, che donano un appoggio superiore, hanno richiesto nuove tarature della scatola sterzo, e poi c'è il telaio. La piattaforma, come detto, è quel capolavoro che risponde al nome di Giorgio. La carrozzeria però è stata modificata. Infatti, oltre al design, il vero lavoro è sottopelle: l'intera sezione superiore è stampata in un unico pezzo di fibra di carbonio.Diego Iodice, uno dei tre fondatori e colui che ha curato lo sviluppo, ci ha spiegato la filosofia del team: "Quando si è realizzato questo omaggio si è voluta rispettare fedelmente l'origine, ma cercare di mettere dei contenuti nuovi". Per incrementare la rigidità torsionale sono state eliminate le portiere posteriori (solo accennate sulla fiancata) e i sedili dietro, facendo largo uso di carbonio, carbo-titanio e kevlar. Abitacolo ed ergonomia da vera vettura da competizione L'abitacolo deriva dall'esperienza dei fondatori nelle competizioni. Persino il posto guida è stato oggetto di modifiche. stato arretrato di 50 mm verso il centro dell'auto e la pedaliera riposizionata per ottimizzare pesi ed ergonomia. Sembra di stare su una vettura da corsa. Iodice mi ha ricordato l'esclusività della progenitrice: "Stiamo parlando di una macchina che all'epoca costava 5 miliardi, mentre una Formula 1 ne costava 3 e mezzo. Quando decisero di fare una vettura per il Turismo, era per dimostrare l'eccellenza dell'engineering italiano, anche in terra tedesca. Queste macchine si sono sempre fatte in Italia, non altrove". Trazione integrale specifica con modalità drift Come la sua ispiratrice, la 55-SGT adotta una trazione integrale specifica. Tramite i selettori sulla console si gestisce la ripartizione della coppia, che permette di passare da un 50:50 fino al 100% al posteriore in modalità drift, per esibirsi a ruote fumanti. Una possibilità che la Giulia Quadrifoglio non ha. Gli ammortizzatori sono regolabili - singolarmente sui due assi - direttamente dall'abitacolo, sia in rimbalzo sia in estensione, e anche l'aerodinamica prevede flap anteriori regolabili. Possono essere impostati dal pilota oppure, quando la pressione sui freni supera i 30 bar, tornano in posizione quasi verticale per spingere a terra l'asse anteriore in fase di frenata e ingresso curva. Il motore V6 delle Giulia e Stelvio Quadrifoglio Anche il motore è il noto propulsore delle Giulia e Stelvio Quadrifoglio. Offre tre mappature da 520, 560 e 620 cavalli, ma il potenziale è ben superiore. Diego mi ha confessato: "In collaborazione con Ferrari aveva con facilità 900 cavalli. stato fatto un downgrade per il modello stradale e noi abbiamo liberato una parte di potenza riguardando componenti esterne. Lo Stage 2 ci porterà a 750 cavalli con massima affidabilità". Prezzo e omologazione stradale Il prezzo è di circa 450.000 euro, donor car inclusa. Nonostante l'impostazione specialistica, la vettura è omologata per la strada e SGT ha già fatto intendere che arriveranno presto altri progetti.
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La Veloce12 Aperta celebra i 100 anni di Touring Superleggera
La carrozzeria Touring Superleggera presenta una nuova evoluzione del proprio progetto restomod su base Ferrari 550 Maranello. Si tratta della Veloce12 Aperta, che affianca la Veloce12 e la Barchetta, e che celebra i 100 anni di attività dell'atelier milanese. C'è spazio anche per i bagagli Rispetto alle versioni Coupè e Barchetta della 550, realizzate da Ferrari, la variante Targa è stata sviluppata completamente dalla Touring Superleggera. L'arco in alluminio e i due elementi smontabili rendono la vettura ideale compagna di viaggio a cielo aperto, senza rinunciare al confort di un modello chiuso. Il bagagliaio da 327 litri, con le valigie su misura, è perfetto per le esigenze di una coppia di viaggiatori. Il V12 è più potente La carrozzeria della Veloce12 è realizzata in fibra di carbonio e rispetto alla 550 Maranello di partenza presenta alcune modifiche ai gruppi ottici e alle prese d'aria. Il V12 da 5.5 litri con cambio manuale sei marce è dotato di un nuovo impianto di scarico firmato Supersprint e tocca quota 503 CV: la Targa scatta da ferma a 100 km/h in 4,4 secondi e tocca i 290 km/h di velocità massima. Assetto e freni sono stati rivisti grazie alla collaborazione con Tractive e Brembo.
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Jeep, i piani per lEuropa: focus sul segmento B, arrivano due nuove SUV
Il segmento B sarà il nuovo focus di Jeep. A qualche settimana dalla presentazione del piano industriale Stellantis, il brand ha fatto chiarezza sulle sue strategie europee per il futuro: da una gamma di due modelli come quella attuale (più la Grand Cherokee, non citata, ndr), entro la fine del decennio il marchio americano arriverà ad avere nelle proprie concessionarie sei differenti vetture. Avenger e Compass, come già noto, verranno affiancate dalla Recon (100% elettrica, ma forse destinata a montare, più avanti, un range extender) già il prossimo anno, che sarà seguita da due SUV di dimensioni compatte e da un modello grande, di segmento D, basato su piattaforma Dongfeng. Le due B-Suv Oltre all'Avenger - che tutti conosciamo e che la Jeep considera come un modello di richiamo fondamentale per la propria gamma, in grado di attrarre clienti interessati a una hatchback - la Casa americana punta ad ampliare la propria presenza nel segmento delle SUV attorno, o poco al di sopra, dei quattro metri di lunghezza, con un modello compatto e uno più grande, entrambi disponibili anche con trazione integrale e con powertrain multienergia.Descritte come B-Suv Compact (comunque più grande della Avenger) e B-Suv Large, queste vetture differiranno, oltre che per dimensioni, anche per carattere: una dovrebbe essere una SUV a tutti gli effetti, mentre l'altra potrebbe strizzare maggiormente l'occhio al mondo off-road, magari con forme più boxy e reminiscenze del passato del marchio.Non si è parlato di nomi, ma è possibile che una di queste due possa essere l'erede della Renegade. Rispondendo a una domanda diretta di Quattroruote, i vertici Jeep hanno confermato l'impiego della nuova piattaforma Stla One per entrambe le vetture (la Avenger rimarrà su CMP, ndr), rimandando al prossimo decennio l'eventuale introduzione di una vettura al di sotto del segmento B, cugina delle future E-Car Fiat e Citroën: Al momento non è nel piano. Ma il mondo non finisce oggi e quindi più avanti faremo le nostre analisi anche per delle E-Car. La D-SUV in Cina Meno informazioni sono trapelate sulla nuova D-Suv in arrivo in collaborazione con il marchio cinese Dongfeng. Quello che sappiamo, e che i manager della Jeep ci hanno confermato, è che si tratterà di una vettura irriconoscibile rispetto ai modelli del produttore asiatico: Lo stile sarà 100% Jeep, così come le capacità off-road e l'esperienza di guida a trazione integrale. Per la produzione ci si affiderà a uno stabilimento cinese ed è probabile che pure questa vettura venga proposta con motori multienergia.
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