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Audi - RS e-tron GT, il restyling si avvicina

4 Ruote - Apr 16,2024

A tre anni abbondanti dal debutto, l'Audie-tron GT è quasi pronta per il restyling. Dalla fine del 2020, il modello è stato venduto in 30 mila esemplari in 90 Paesi del mondo, in un terzo dei casi nella variante più prestazionale RS. L'aggiornamento è atteso a breve, entro il terzo trimestre dell'anno: le sue caratteristiche tecniche sono ancora custodite nei cassetti di Ingolstadt, così come il design definitivo degli esterni e degli interni, ma in Oman abbiamo avuto l'occasione di vedere da vicino i primi prototipi. E anche di sederci al volante per un breve tragitto.

Il test drive, di cui potete vedere alcune foto, è durato qualche decina di chilometri, su strade aperte al traffico. Per le impressioni di guida su questo missile elettrico è quindi presto: certo è che il restyling dovrà affinare le notevolissime caratteristiche tecniche dell'attuale e-tron GT, a partire dal powertrain bimotore da 598 CV e 830 Nm (646 CV in overboost), capace di offrire 250 km/h di punta massima e un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,3 secondi. Pure l'autonomia, attualmente a quota 501 km per la versione standard e a 495 per la RS, sarà oggetto delle attenzioni degli ingegneri di Ingolstadt. E a proposito di RS, è assai probabile che l'Audi sforni una versione ancora più estrema.  

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General Motors - Addio al Renaissance Center

4 Ruote - Apr 16,2024

La General Motors abbandona la sede del Renaissance Center, il complesso di grattacieli diventato un simbolo di Detroit. Il gruppo guidato da Mary Barra non ha comunque intenzione di dire addio al principale centro urbano del Michigan: tutti gli uffici saranno spostati all'interno di un nuovo grattacielo in fase di costruzione a pochi isolati di distanza. Il complesso si chiama Hudson's e si trova sempre lungo il fiume che dà il nome alla città statunitense: il trasferimento, che avverrà nel 2025, è stato motivato con la necessità di trovare spazi adeguati alle nuove esigenze lavorative dei dipendenti. 

La storica del centro. Il Renaissance Center, quartier generale della GM dal 1996, ha una superfice totale di quasi 1,7 milioni di metri quadrati e conta sette grattacieli, di cui cinque di proprietà dell'azienda e destinati a diverse attività amministrative. Tuttavia, la pandemia del coronavirus ha iniziato a svuotare il complesso, ormai diventato troppo grande per la nuova organizzazione del lavoro estremamente flessibile adottata dai vertici aziendali: i circa 2.800 dipendenti (erano 5.900 nel 2019) possono scegliere di lavorare da remoto, oppure trascorrere parte delle loro ore lavorative presso il centro tecnico di Warren, uno dei maggiori sobborghi di Detroit. L'Hudson's, che l'immobiliarista Dan Gilbert sta realizzando sul sito del ex grande magazzino JL Hudson, occuperà circa 460 mila metri quadrati, di cui poco più di 120 mila a uso direzionale: la GM ha stipulato un contratto di affitto della durata di 15 anni per i piani più alti del nuovo grattacielo e per alcuni spazi a livello della strada. Il Renaissance Center, che l'azienda aveva intenzione di abbandonare già nel 2009 nel quadro della procedura di bancarotta del Chapter 11 (fu l'allora presidente Barack Obama a convincere i vertici a rimanere nel complesso) e ha tentato di dismettere anche nel 2019, è stato costruito tra gli anni 70 e 80 del secolo scorso su un progetto di Henry Ford II e fino al 1996 ha ospitato gli uffici dell'Ovale blu. Ora, la GM sta valutando le migliori opzioni per riqualificare e valorizzare la sua ormai ex sede centrale.  

 

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Maserati - GranCabrio Folgore, tre motori per la prima Bev a cielo aperto

4 Ruote - Apr 15,2024

La GranCabrio Folgore eredita dalla sorella GranTurismo il powertrain elettrico nato dall'esperienza della Formula E. La piattaforma a 800 volt prevede tre motori elettrici per un totale di 1.200 CV teorici: in abbinamento alla batterie da 92,5 kWh, la vettura eroga 761 CV, che salgono per un breve periodo a 830 CV nella modalità MaxBoost del setup Corsa. Il guidatore può scegliere tra quattro modalità di guida: Max Range, GT, Sport e come detto Corsa. La prima predilige l'efficienza e riduce la velocità massima a 130 km/h, limitando anche la risposta dell'acceleratore e la funzionalità del climatizzatore. In GT la potenza arriva all'80% e il sound digitale è moderato; in Sport si ottiene il massimo delle prestazioni e del suono, mentre le sospensioni attivano il setup più dinamico. La modalità Corsa è pensata per la pista e riduce al minimo l'intervento dei controlli elettronici, rendendo ancora più pronta la risposta dell'acceleratore e dando al guidatore la possibilità di regolare il torque vectoring e il controllo di trazione su tre livelli, nonché di selezionare le modalità aggiuntive Max Boost ed Endurance.

La GranCabrio Folgore tocca i 290 km/h di velocità massima e raggiunge i 100 km/h in 2,8 secondi. Si tratta di valori inferiori rispetto alla GranTurismo Folgore, che dichiara rispettivamente 325 km/h e 2,7 secondi. L'autonomia omologata è compresa tra 419 e 447 km in base ai pneumatici installati (22,4-23,7 kWh/ 100 km). La ricarica rapida a 270 kW richiede 18 minuti per passare dal 20 all'80%, mentre con una wallbox da 22 kW servono 60 minuti per recuperare 100 km. La presenza di due motori separati sull'asse posteriore consente di gestire al meglio il torque vectoring e di scegliere attraverso il VDCM (Vehicle Domain Control Module) le modalità di funzionamento dell'intero powertrain, trasformando di volta in volta la vettura da trazione posteriore a integrale e permettendo di scaricare fino a 400 CV su una singola ruota posteriore. Il recupero d'energia genera fino a 0,65 g di decelerazione.

L'unione tra la carrozzeria cabriolet e la propulsione elettrica rappresenta una scelta vincente non solo dal punto di vista delle prestazioni, ma soprattutto del confort. Se da una parte si perde il sound del V6 della GranCabrio endotermica, dall'altra si è avvolti dal silenzio, con il vento nei capelli e lo spazio per quattro persone. Il tetto in tela può essere aperto e chiuso fino a 50 km/h in 14-16 secondi e nelle giornate più fresche il Neck Warmer permette di tenere caldo il collo. Volendo è anche disponibile il Wind Stopper, che quando non serve si ripiega e si ripone nel vano bagagli. Da sottolineare, infine, la scelta di proporre sulla versione Folgore della GranCabrio il rivestimento interno ecosostenibile Econyl, ottenuto lavorando al laser il nylon delle reti da pesca e degli scarti di tessuto.

Per chi non vuole viaggiare nel silenzio assoluto la Maserati offre due alternative: la prima è un impianto audio, specifico per questo modello, firmato Sonus Faber; la seconda è la presenza di una firma sonora digitale ispirata alle note dei motori a benzina, attivabile a piacimento. L'ispirazione per il sound non viene dai V6 delle altre GranCabrio, ma dai V8 della tradizione Maserati.

La Maserati GranCabrio offre un elevato livello di personalizzazione: prima di tutto, i clienti possono scegliere tra cinque diversi colori della capote in tela denominati Nero, Blue Marine, Titan Grey, Greige e Granata. Per i cerchi di lega da 20 e 21" con pneumatici 265/35 e 295/30 sono previsti sei diversi stili e quattro finiture, di cui due con disegno ottimizzato aerodinamicamente e con coperture a bassa resistenza per migliorare l'autonomia. La carrozzeria della Folgore è proposta in sei tinte base denominate Bianco Astro, Nero Assoluto, Blu Modena, Verde Giada, Grigio Incognito e Grigio Maratea Matte, alle quali si affiancano 27 colori Fuoriserie da abbinare a interni esclusivi attraverso i programmi Collezioni Corse, Futura e Bespoke.

La GranCabrio Folgore offre un'ampia serie di servizi dedicati per rendere pratico l'utilizzo del powertrain elettrico nella vita di tutti i giorni. L'infotainment MIA consente di pianificare i viaggi e le soste di ricarica attraverso il Charging Station Locator 2.0, che fornisce anche indicazioni su contatti, tariffe e collocazione delle stazioni. Il DC Booster permette di utilizzare stazioni a 400 e 800 volt indistintamente, mentre il Battery Pre-Conditioning e il Cabin Pre-Conditioning ottimizzano il funzionamento del powertrain nelle fasi di ricarica.

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Alfa Romeo - Clamoroso, la Milano cambia nome: ora è Junior

4 Ruote - Apr 15,2024

L'Alfa Romeo Milano cambia nome e diventa Alfa Romeo Junior. Un cambio di rotta deciso dalla Casa dopo la polemica innescata dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che aveva evocato la violazione dell'articolo 144, comma 1 bis sull'Italian Sounding: ovvero, la pratica "finalizzata alla falsa evocazione dell'origine italiana" di un prodotto. Insomma, secondo il governo la B-Suv, assemblata in Polonia, rientrerebbe in questo caso. E l'Alfa Romeo, pur sentendosi dalla parte della ragione, ha preso questa decisione per mantenere un ambiente sereno con l'esecutivo: in via ufficiale non è arrivata nessuna richiesta di variazione del naming ed è stato il ceo, Jean-Philippe Imparato, a fare il primo (e si spera unico) passo. 

Non è la prima volta. La scelta avrà inevitabili ripercussioni economiche e d'immagine per il marchio, che negli scorsi mesi ha investito fondi per pubblicizzare il nome Milano, realizzando merchandising e avviando la produzione di badge e altri dettagli con questo nome. Imparato, però, ha escluso un esborso "importante" per il rebadging. In ogni caso, non si tratta della prima volta che un brand italiano cambia nome a un modello in quattro e quattr'otto: la seconda Panda (quella del 2003), infatti, era stata presentata come Gingo, poi scartata per via dell'assonanza con la Renault Twingo.

Le motivazioni. "Pur ritenendo che il nome Milano rispetti tutte le prescrizioni di legge, e in considerazione del fatto che ci sono temi di stretta attualità più rilevanti del nome di una nuova auto, Alfa Romeo decide di cambiare il nome da Milano a Junior, nell'ottica di promuovere un clima di serenità e distensione", ha detto Imparato durante un incontro con la stampa italiana. "Abbiamo avuto una notorietà mai vista con questa polemica, ma la nuova Alfa Romeo si chiamerà Junior da stasera. Non voglio fare politica o litigare su qualcosa che rischia di generare aria negativa per la macchina, voglio fare business".  

Scelta naturale. Il nome Milano era stato opzionato per celebrare la città che ha dato i natali all'Alfa Romeo nel 1910 e anche per soddisfare precise richieste degli appassionati. Del resto, non è la prima volta che l'Alfa Romeo chiede il parere del pubblico per scegliere il nome di una vettura: successe già nel 1966 con la Spider 1600 e in quel caso il nome scelto dal pubblico fu Duetto. Tuttavia, la polemica politica (di fatto una pubblicità gratuita) ha spinto i vertici a rivedere il nome e a individuarne uno nuovo che appartenesse alla storia e al contempo figurasse nella lista suggerita dal pubblico. Così si è arrivati alla Junior, legata alla GT 1300 del 1966: "Siamo perfettamente consapevoli che questo episodio rimarrà inciso nelle vicende del marchio", ha chiosato Imparato. " una grande responsabilità e al tempo stesso è un momento entusiasmante. La scelta del nuovo nome Junior è del tutto naturale. Come team scegliamo ancora una volta di mettere la nostra passione a disposizione del brand, di dare priorità al prodotto e ai clienti. Decidiamo di cambiare, pur sapendo di non essere obbligati a farlo, perché vogliamo preservare le emozioni positive che i nostri prodotti generano da sempre ed evitare qualsiasi tipo di polemica. L'attenzione riservata in questi giorni alla nostra nuova compatta sportiva è qualcosa di unico, con un numero di accessi al configuratore online senza precedenti, che ha provocato il crash del sito web per alcune ore".

Questione chiusa. "Ora il problema è risolto", ha spiegato ancora Imparato, sottolineando il cambio riguarderà tutti i mercati: "Il nome di una vettura è un tema emotivo ed emozionale. Si poteva immaginare di cambiarlo in Italia, dove c'è maggiore sensibilità, e lasciare Milano all'estero. Ma abbiamo pensato che sarebbe stato sbagliato alimentare la polemica. Ho chiesto se potessi cambiare il nome in tutti i nostri mercati e ho ricevuto parere positivo. D'ora in poi, la macchina si chiamerà Junior ovunque. La rete ha bisogno di serenità e stabilità. Devo rimettere la testa e il cervello sul business, abbiamo cose da fare. Ora ci dimentichiamo tutto, ripartiamo da Junior e inventiamo una bella storia di lancio carina, cool e giovane". Esclusa la possibilità di adire le vie legali: "Ho percepito dubbi e incertezze a livello legislativo e ora il problema è risolto".

La telefonata con Tavares e i piani per il futuro. Ovviamente, a Imparato è stato chiesto se la vicenda avrà delle conseguenze sui piani produttivi dell'Alfa Romeo. Anche qui, il dirigente è stato chiaro: "Carlos Tavares mi ha chiamato nel weekend. Le nostre decisioni sulla produzione non saranno impattate da questo episodio e spero che la situazione si chiuda qui. Nessuno mi ha detto di cambiare nome, ma quando respiri una certa aria è meglio farlo". Evidentemente, le continue fibrillazioni tra governo e Stellantis, in particolare sulla produzione in Italia e l'obiettivo del milione di auto hanno avuto un peso sulla scelta di rinominare la Milano. La strada verso il futuro, però, rimane quella tracciata: "Quando abbiamo creato Stellantis, a gennaio 2021, Alfa Romeo usciva da un periodo di centinaia di milioni di perdite all'anno, non posso dire quanto, ma erano notevoli", ha concluso Imparato. "Non c'era un piano prodotto, ora abbiamo rilanciato il marchio. A Cassino costruiremo la nuova Stelvio nel 2025 e la nuova Giulia nel 2026. Per i modelli 2027 non abbiamo ancora deciso: la cautela è molto importante, per tutte le vetture che faremo in Italia adegueremo il nostro piano industriale tenendo in considerazione competitività e clienti".

Urso: "Buona notizia". Pressoché immediata la replica di Urso, per cui la Milano diventata Junior "è una buona notizia, giunta proprio nella giornata del made in Italy che esalta il lavoro, l'impresa, la tipicità e la peculiarità del prodotto italiano che tutti ci invidiano nel mondo. La decisione ci consentirà di invertire la rotta, anche per quanto riguarda la produzione di auto nel nostro Paese".

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Alfa Romeo - Ibrida, elettrica... Veloce: è la Junior

4 Ruote - Apr 15,2024

Il dettaglio che più di ogni altro caratterizza la nuova Alfa Romeo Junior è il nuovo trilobo integrato nel frontale. A seconda della versione, sono disponibili due differenti calandre: Leggenda o Progresso. La prima prevede una griglia nera abbinata alla scritta Alfa Romeo in caratteri corsivi, mentre la seconda, offre una copertura di plastica per la calandra con intagliato il logo del Biscione. I clienti potranno scegliere una o l'altra, con la Progresso che verrà proposta in abbinata ai pacchetti sportivi e sulla Veloce.

La Junior è la prima Alfa di serie creata da Alejandro Mesonero-Romanos, chief designer dal 1 luglio del 2021. La sport utility compatta ha una lunghezza di 4 metri e 17 centimetri, una larghezza di 178 cm e un'altezza di 150 cm. Dimensioni che la collocano nel cuore del segmento delle B-Suv, posizionandola dimensionalmente allo stesso livello della sorella Fiat 600e (millimetro più, millimetro meno) e una decina di centimetri sopra la Jeep Avenger. Ciò ha consentito ai progettisti dell'Alfa Romeo di creare un abitacolo con spazio sufficiente per cinque persone e un bagagliaio che, secondo la Casa, è un nuovo punto di riferimento nel segmento con la sua capacità di 400 litri (per la versione elettrica). La Bev avrà inoltre un piccolo "frunk" anteriore per riporre i cavi di ricarica. Sulla bilancia, la Alfa Romeo Junior segna 1.305 kg per la versione ibrida e soli 1.545 kg per la elettrica, 200 kg in meno rispetto alla media del segmento B.

La piccola Suv del Biscione è stata svelata nella doppia veste elettrica e ibrida. In gamma ci saranno quattro motorizzazioni differenti, con due versioni a batteria, il modello d'ingresso e la sportiva Veloce, e altrettante a benzina basate sullo stesso propulsore ibrido full, ma differenziate dalla presenza o meno di un secondo motore elettrico sull'asse posteriore dedicato alla trazione integrale Q4.

Come anticipato, l'Alfa Romeo Junior elettrica sfrutta l'abbinata di motore-batteria già vista sulle sorelle del gruppo Stellantis. Gli accumulatori hanno una capacità di 54 kWh, mentre l'unità elettrica sincrona a magneti permanenti ha una potenza di 156 CV. L'autonomia dichiarata dalla Casa nel ciclo Wltp è di 410 km, ma nell'utilizzo cittadino l'Alfa Romeo afferma che si possono riuscire a percorrere fino a 590 chilometri con una carica completa. Per ripristinare l'energia si possono sfruttare colonnine rapide fino a 100 kW, per passare dal 10 all'80% del range in mezz'ora. Per la ricarica in corrente alternata è previsto un sistema a 11 kW.

La punta di diamante dell'offerta sarà rappresentata dall'Alfa Romeo Junior Veloce, un'elettrica a trazione anteriore da 240 CV con differenziale Torsen. Si tratta di una versione specifica della piattaforma Perfo-eCmp portata al debutto dalla nuova Abarth 600e, che verrà impiegata anche sulla nuova Lancia Ypsilon HF. Per il momento il gruppo Stellantis non ha fornito tutti i dettagli su questa base meccanica, ma la batteria dovrebbe essere la stessa da 54 kWh delle altre versioni. Quello che è certo, invece, è che l'assetto sportivo sarà più basso di 25 millimetri rispetto alle altre versioni e si abbinerà a barre antirollio più rigide, sia davanti sia dietro, per garantire un inserimenti in curva più rapidi e precisi. Tra gli aggiornamenti tecnici vi sarà anche un impianto frenante con pinze monoblocco a quattro pistoncini e dischi anteriori da 380 millimetri.

La Junior sarà presto disponibile in due versioni a benzina, accomunate dallo stesso motore ibrido a 48 volt. Si tratta del tre cilindri 1.2 full hybrid (che il gruppo classifica come mild hybrid) a ciclo Miller sovralimentato con turbina a geometria variabile e distribuzione a catena. La parte principale del sistema d'elettrificazione è integrata nel cambio eDct6, un doppia frizione a sei rapporti che comprende un motore elettrico da 29 CV. Secondo la Casa, questa soluzione consente di trascorrere fino al 50% del tempo di guida in città senza doversi affidare all'unità termica, con il sistema che può raggiungere velocità fino a 150 km/h in modalità EV. Più in là arriverà anche una versione a trazione integrale, l'Alfa Romeo Junior Hybrid Q4, con un secondo motore elettrico montato sull'asse posteriore. La potenza massima rimarrà invariata (i due elettrici supportano la spinta soprattutto alle basse velocità), come già visto sulla sorella Jeep Avenger 4xe.

Per essere una vera Alfa, un'auto deve essere bella da guidare. E Jean-Philippe Imparato lo sa bene. Per questo, i tecnici del marchio hanno apportato alcune modifiche alla piattaforma Cmp già impiegata da altri modelli del gruppo Stellantis, in modo da rendere la Junior l'auto più bella da guidare di questa famiglia. Per ora, si tratta di informazioni diramate dalla Casa e per sapere se effettivamente sarà così bisognerà mettersi al volante della Junior, ma le premesse per fare bene ci sono tutte. Lo sterzo affermano dall'Alfa è il più diretto della categoria, con un rapporto di 14,6:1. stato progettato per essere molto preciso e ha una calibrazione specifica, mentre a disposizione dei guidatori ci saranno le classiche modalità di guida del selettore Dna: Dynamic, Natural e Advanced efficiency, a cui si aggiungerà la Q4 per la sola a trazione integrale.

L'Alfa Romeo ha realizzato una plancia movimentata, con il quadro strumenti digitale e l'infotainment posizionati su due diversi livelli. A fianco del pannello dedicato al guidatore sono infatti presenti le bocchette del climatizzatore, che sovrastano il touchscreen del sistema multimediale. Entrambi i display sono da 10,25" e possono essere personalizzati dal guidatore. L'infotainment ha una logica di funzionamento a widget, componenti grafici che possono essere riposizionati dal proprietario semplicemente con un'operazione di drag and drop, proprio come le icone degli smartphone. A seconda degli allestimenti sono previsti diversi sedili e finiture: maggiori dettagli saranno svelati quando la Casa renderà disponibili i listini completi.

Oltre alle varie dotazioni tecnologiche come la guida assistita di Livello 2 o l'immancabile frenata automatica d'emergenza, l'Alfa Romeo Junior introduce delle funzioni esclusive pensate per facilitarne l'utilizzo, a partire dall'intelligenza artificiale di ChatGPT usata come assistente vocale. Con gli Alfa Connect Services è possibile aggiornare la vettura over-the-air e controllarne diverse funzioni da remoto (compresa la ricarica e il precondizionamento dell'abitacolo), tramite smartphone o anche direttamente da uno smartwatch. Sull'elettrica è presente anche il servizio EV-Routing, che calcola automaticamente le soste necessarie per portare a termine un lungo viaggio, selezionando le colonnine tra gli oltre 600 mila punti di ricarica del servizio Free2Move Charge. Previste anche delle soluzioni di ricarica pensate per semplificare l'esperienza di utilizzo a chi si avvicina per la prima volta al mondo elettrico, con l'app gratuita eSolution Charging e la tessera Alfa Romeo E Card.

L'Alfa Romeo ha già aperto gli ordini per l'Alfa Romeo Junior Speciale, una serie di lancio che i clienti possono acquistare nelle versioni ibrida ed elettrica. L'allestimento prevede lo scudetto "Progresso", cerchi di lega da 18" e finiture opache con dettagli color rosso Arese. All'interno sono previsti rivestimenti "Spiga" di tessuto e vinile, volante di pelle e sedile guidatore elettrico con funzione massaggio. L'illuminazione interna prevede otto differenti colori, mentre la guida assistita di Livello 2 è di serie insieme alla videocamera di retromacia, al navigatore connesso e al sistema keyless con portellone elettrico.

L'Alfa Romeo Junior è disponibile nelle versioni Hybrid 136 CV, Hybrid Q4 136 CV, elettrica da 156 CV e Veloce da 240 CV. I clienti potranno scegliere tre pacchetti di accessori pensati per completare le dotazioni: il pack Techno prevede la guida assistita di Livello 2, i fari matrix Led, il navigatore connesso con assistente virtuale e il portellone ad azionamento elettrico; il pacchetto Sport include i sedili Sabelt, i rivestimenti d'Alcantara e dettagli più dinamici; infine, scegliendo il pack Premium, si hanno a disposizione i rivestimenti di vinile e tessuto, il sedile guidatore con regolazioni elettriche e massaggio e l'illuminazione interna personalizzabile, oltre alla pedaliera e al battitacco d'alluminio.

L'Alfa Romeo ha già aperto gli ordini della Junior Speciale, la serie dedicata al lancio. Per averla in versione elettrica da 156 CV bisognerà spendere 41.500 euro (le altre versioni partiranno da 39.500 euro), mentre il prezzo dell'ibrida è di 31.900 euro (la base parte da 29.900 euro). Inoltre, sono previste delle offerte che consentono di avere una Junior a 200 euro al mese: nel caso dell'elettrica, l'anticipo è di 7.683 euro, con 35 canoni mensili e un valore di riscatto di 24.786 euro. Per l'ibrida, invece, l'esempio di finanziamento riportato dalla Casa prevede 8.780 euro di anticipo, 35 canoni da 200 euro e un valore di riscatto di 20.610 euro.

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Milano Design Week - L'auto al Fuorisalone: ecco gli eventi da non perdere

4 Ruote - Apr 15,2024

Si svolge dal 16 al 21 aprile la Milano Design Week, che parte dal Salone del Mobile a Rho Fiera per coinvolgere l'intero capoluogo lombardo con centinaia di appuntamenti sparsi per il territorio: mostre, installazioni artistiche, esposizioni, aperture straordinarie che per una settimana animano e trasformano la città meneghina. Non mancano gli eventi organizzati dalle Case automobilistiche, che approfittano dell'evento per mostrare al pubblico concept, prototipi o semplicemente i nuovi prodotti in arrivo sul mercato. Ecco una guida ragionata, Casa per Casa, agli appuntamenti della Milano Design Week per gli amanti delle quattro ruote.

Alfa Romeo. La Design Week è il palcoscenico perfetto per il debutto della Junior (già Milano), la nuova Suv compatta dell'Alfa Romeo presentata lo scorso 10 aprile. L'auto sarà esposta nella vetrina della boutique Larusmiani, in Via Verri 10, nel quadrilatero della moda, a partire dal 16 aprile.

Audi. La Audi House of Progress di Corso Venezia 11, che quest'anno spegne la sua decima candelina, ospiterà la nuova Suv elettrica Q6 e-tron quattro: basata sulla piattaforma PPE, ha potenze da 387 a 517 CV per la versione ad alte prestazioni SQ6, e autonomie dichiarate che superano i 600 km. Nel quadrilatero della Moda, presso l'Hotel Portrait, sarà possibile visitare l'installazione Reflaction (crasi tra riflessione e azione), realizzata dallo studio Bjarke Ingels Group, con pareti a specchio e giochi di luce.

BMW. Alla Milano Design Week la Casa dell'elica porta al debutto la nuova Vision Neue Klasse: un prototipo cruciale per i futuri modello della Casa tedesca, che anticipa la nuova generazione della Serie 3. Per vederla dal vivo si deve andare alla House of BMW, in Via Monte Napoleone 12, aperta tutti i giorni della manifestazione fino alle 22:00, e dove si trova anche l'installazione artistica "Future of Joy".

Citroën. In occasione della Milano Design Week la microcar francese Ami si "trasforma" in un cubo di Rubik, con una livrea colorata in giallo, arancione, blu, verde, rosso e bianco, i colori delle sei facce del rompicapo. Nella Maison Citroën presso il Coin di Piazza 5 Giornate si celebreranno i 50 del cubo inventato da Ern Rubik; sabato 20 aprile, in un evento aperto al pubblico, sarà presente Carolina Guidetti, campionessa italiana di speedcubing.

 

 

Italdesign. Lo studio presenta alla Milano Design Week un'attesa anteprima mondiale, la Asso di Picche in Movimento, per la prima volta esposta come modello reale e non solo digitale. Ispirata alla omonima Concept del 1973 (sviluppata su meccanica Audi 80), reinterpreta in chiave moderna le sue forme, introducendo elementi a Led, e introducendo la propulsione elettrica.

Kia. La Casa coreana presenta alla Milano Design Week l'esposizione "Opposites United: Intersections Beyond Boundaries" al Museo della Permanente di Milano, in via Turati 34, e che parte dal nuovo linguaggio stilistico dei suoi ultimi modelli (dalla maxi Suv elettrica EV9 alla berlina K5) e si espande grazie alla collaborazione con diversi artisti. Tre le installazioni artistiche presenti: "Personal and Collective", con "The Spirit of Disco" di Anna Galtarossa e "Daily Dense Dance Desiderio" di Riccardo Benassi; "Tangible and Intangible", con l'opera "whereareWEarewhere" di Sissel Tolaas; "Finite and Infinite" con l'installazione Led Pulse, nata dalla collaborazione tra il colombiano Danilo Grande e il cinese Benny Lai. Chiude la rassegna "The Dragon0 Universe", un palcoscenico che ospiterà musicisti e performer quotidiani, che fonde nelle sue forme un cyborg e un drago.

Gruppo Koelliker. L'importatore italiano partecipa per il secondo anno di fila al Fuorisalone. Per l'edizione 2024 arriva sulle strade del capoluogo lombardo il celeberrimo taxi londinese TX della Levc, la Casa britannica che da più di un secolo produce le auto pubbliche inglesi. Dal 2017 il celeberrimo taxi nero è completamente elettrico (con range extender), senza rinunciare al suo caratteristico design. Il gruppo Koelliker si è impegnato a testare in Italia il TX, senza specificare eventuali progetti futuri a riguardo.

 

Lancia. La Casa milanese porta all'evento meneghino la sua nuova Ypsilon, esposta presso lo showroom BredaQuaranta, in via Fatebenefratelli 10, zona Brera, che resterà aperto per tutta la durata della manifestazione dalle 10.00 alle 22.00. Nell'atelier vengono commercializzati anche i prodotti Cassina, lo studio di interior design che ha collaborato con la Lancia per la prima serie limitata della sua nuova compatta.

Lexus. Il brand di lusso della Toyota torna per il 15esimo anno alla Milano Design Week con l'installazione Time presso l'Art Point di zona Tortona, aperto al pubblico tutti i giorni dalle 11:00 alle 21:00. L'esposizione è composta da due opere: Beyond the Horizon, realizzata da Hideki Yoshimoto/Tangent e ispirata alla Concept LF-ZC (Lexus Future Zero-emission Catalyst), e 8 minutes and 20 seconds" della designer olandese Marjan van Aubel. In loco sarà anche possibile vedere più da vicino la nuova Suv compatta Lbx, realizzata sulla base della Toyota Yaris Cross.

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Maserati - Lanteprima della Grancabrio Folgore - VIDEO

4 Ruote - Apr 15,2024

La Maserati Grancabrio Folgore debutterà questa sera, ma la Casa del Tridente ha anticipato l'aspetto della prima elettrica cabrio della sua storia con un video con un protagonista d'eccezione: Damiano David, frontman del Mneskin.

Carrozzeria e interni senza veli. Il filmato, in realtà, mette in risalto l'intera gamma elettrica Folgore che include anche la Granturismo e la Grecale, ma per la GranCabrio elettrica si tratta del debutto vero e proprio dopo il lancio della variante endotermica da 550 CV. La vettura viene mostrata senza veli all'interno e all'esterno, inclusa la schermata della strumentazione digitale e non ci sono di fatto sorprese rispetto a quanto era previsto: la 2+2 riprende i contenuti della sorella Granturismo Folgore, con piccole differenze rispetto alle rispettive versioni con il motore V6 Nettuno.

Anche la Grancabrio diventa Folgore. Conosceremo solo questa sera la scheda tecnica della Grancabrio Folgore: facile immaginare che il powertrain sia lo stesso della GranTurismo, forte di 761 CV grazie a tre motori elettrici. Tuttavia, ci potrebbero essere delle differenze a livello di prestazioni e autonomia, dovute alla diversa configurazione della carrozzeria e dell'aerodinamica.

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DR - Nasce il marchio Tiger: in arrivo tre modelli entro fine anno

4 Ruote - Apr 15,2024

Il gruppo DR Automobiles è pronto a rilanciare in Europa il brand inglese Tiger grazie a una partnership con la cinese Dongfeng. L'azienda di Macchia d'Isernia, che ha acquisito il marchio nel 2022, presenterà entro la fine di quest'anno tre modelli, dei quali sono state mostrate le prime immagini ufficiali. I listini partiranno da 27.900 euro sia per la Suv sia per la monovolume.

Suv, monovolume e multispazio. In attesa di conoscere i nomi dei tre modelli, scopriamo le caratteristiche principali: la gamma Tiger si comporrà di una Suv, di una monovolume e di una multispazio. Per la sport utility da 4,5 metri è previsto un motore 1.5 turbobenzina da 177 CV con cambio automatico doppia frizione a sette marce. La monovolume da 4,85 metri avrà invece una versione da 197 CV del medesimo motore e la multispazio da 5,2 metri, a sette posti con porte scorrevoli, sarà proposta con un powertrain ibrido non ancora confermato. La Tiger offrirà inoltre in futuro versioni Thermohybrid della Suv e della multispazio, ovvero delle versioni bifuel Gpl dei motori benzina. 

Verde brillante per riconoscere le Tiger. Le immagini, oltre a mostrare il verde brillante scelto come colore simbolo, svelano il family feeling dei modelli Tiger. Il logo è posto sul cofano motore, mentre a dominare la scena è soprattutto la grande griglia frontale con finitura cromata. I gruppi ottici, diversi per ognuno dei tre modelli, sono caratterizzati da linee curve e dinamiche e si notano inoltre cerchi di lega di grande diametro e linee scolpite sulle fiancate. presto invece per parlare degli interni: non ci sono immagini di nessun tipo e il comunicato diramato dalla DR non spiega per il momento quali saranno le soluzioni di connettività previste.

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Genesis - X Gran Berlinetta, il tributo a Jacky Ickx

4 Ruote - Apr 15,2024

Per rendere omaggio al pilota belga Jacky Ickx, la Genesis ha realizzato la X Gran Berlinetta Tribute 2024. La one-off del brand premium del gruppo Hyundai è stata sviluppata partendo dalla X Gran Berlinetta Vision Gran Turismo Concept, progettata per il simulatore di guida Gran Turismo 7.

Blu, bianco e oro. Rispetto alla livrea Magma della Berlinetta vista nel 2023, la Tribute si distingue per la fascia anteriore sul cofano a contrasto con la carrozzeria blu notte e per i cerchi in lega color oro. Per l'occasione è stato realizzato anche un casco con i medesimi colori e con il nome del campione sul lato, ripreso anche sulla fiancata dell'auto. La one-off monta un powertrain ibrido con un V6 benzina da 870 CV e 10.000 giri/minuto abbinato a un motore elettrico: la potenza di sistema è di 1.071 CV totali.

Insieme a Chopard per una serata unica. Ickx è partner ufficiale della Genesis e ha recentemente celebrato 36 anni di collaborazione con Chopard: proprio in occasione dell'evento Watches and Wonders Geneva, la Cara coreana ha quindi svelato il suo prototipo accanto al nuovo cronografo Chopard Mille Miglia Classic Chronograph JX7.

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Stellantis - Tavares: "Ho visto le Lancia del futuro, sono bellissime"

4 Ruote - Apr 15,2024

Dopo la Ypsilon, la Lancia ha una lunga strada davanti a sé, fatta di altre cinque auto, tra modelli nuovi e versioni ad alte prestazioni. L'anno prossimo arriverà la Ypsilon HF, a trazione anteriore con motore da 240 CV, ma nel 2026 e nel 2028 verranno presentate due vetture molto attese dagli appassionati del marchio: l'ammiraglia Gamma e la segmento C Delta. Entrambe avranno una declinazione sportiva HF Integrale, che verrà svelata l'anno successivo al debutto, si baseranno sulla piattaforma Stla Medium del gruppo Stellantis e verranno prodotte in Italia. Per entrambi i modelli il Centro Stile Lancia ha già finalizzato il design e c'è chi li ha già potuti vedere dal vivo: Carlos Tavares. L'ad del gruppo Stellantis, durante il weekend della tappa italiana della Formula E a Misano, ci ha parlato di queste due auto. E non ha tenuto a freno il suo entusiasmo.

Stupende. "Come ben sapete, ora stiamo rilanciando il marchio Lancia, partendo dalla nuova Ypsilon che avete già visto", ci ha detto Tavares. "Ma c'è dell'altro in cantiere. Sono stato a Torino questa settimana per convalidare i prossimi modelli in programma. E posso condividere una cosa: sono stupendi". Lo stile delle nuove vetture del marchio evolverà quello della Ypsilon, riprendendo parecchi dettagli dalla concept Pu+Ra HPE svelata l'anno scorso: oltre ai distintivi fari a Led con firma luminosa orizzontale, le Lancia del futuro dovrebbero riprendere al loro interno il tavolino sviluppato in collaborazione con il marchio Cassina. Bisognerà attendere ancora molto per vederle, ma se quello che afferma Tavares è vero, ne varrà la pena.  

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Scatola nera - Poca concorrenza, il governo al lavoro sulla portabilità dei dati

4 Ruote - Apr 15,2024

uno dei tanti paradossi italiani: la scatola nera proposta dalle assicurazioni permette una riduzione del costo della polizza in sede di rinnovo, in funzione di un punteggio assegnato in base allo stile di guida/percorrenze registrati durante l'anno precedente, ma riduce significativamente la probabilità di cambiare compagnia perché i dati non sono trasferibili da un assicuratore all'altro. Insomma, per ottenere lo sconto per "buona condotta", diciamo così, gran parte dei contraenti è costretta a rimanere con la stessa compagnia, perdendo così la possibilità di ottenere i cosiddetti sconti di benvenuto offerti ai nuovi clienti dalle altre assicurazioni. Sconti che, oltretutto, superano spesso i vantaggi derivanti dall'adozione della black box. Insomma, la scatola nera in certe situazioni può essere un boomerang.

Effetto lock-in. Gli addetti ai lavori lo chiamano "lock-in effect", vale a dire una minore propensione a rivolgersi ad altre compagnie da parte dei clienti che hanno la black box. L'ha denunciato l'Ivass nel 2022, rivelando che "la scatola nera riduce del 60% la probabilità di cambiare". E descrivendo gli effetti paradossali di questa situazione: "uU assicurato coperto da un contratto con scatola nera beneficia di sconti legati alle abitudini di guida in media pari al 10%", ma al contempo "sopporta un costo-opportunità per il mancato accesso agli sconti di benvenuto in caso di cambio compagnia (che secondo la stessa autorità sono compresi tra il 12 e il 19%, ndr) e un costo diretto derivante dagli aumenti di premio dovuti al price walking". Ossia dall'aumento di prezzo provocato automaticamente dalla permanenza nella stessa azienda.

La portabilità dei dati. Il paradosso è determinato, come detto, dall'impossibilità di trasferire i dati sulle percorrenze e sugli stili di guida da un assicuratore all'altro. Pertanto, non permette alla clientela di massimizzare i benefici ottenibili dal combinato, diciamo così, di "buona condotta-sconto di benvenuto". Un paradosso al quale il governo si appresta a porre finalmente rimedio: il tema della portabilità dei dati, infatti, dovrebbe essere inserito (il condizionale è d'obbligo) nella cosiddetta legge annuale sulla concorrenza, il disegno di legge che il governo, facendo tesoro delle segnalazioni delle authority e degli obblighi comunitari, dovrebbe emanare ogni anno con l'obiettivo di aumentare la concorrenza e, quindi, diminuire i prezzi a carico dei cittadini.

Il dossier black box all'esame del Mimit. Se ne sta occupando il ministero delle Imprese e del made in Italy. L'obiettivo è arrivare alla portabilità dei dati telematici registrati dalle scatole nere installate sui veicoli o, quantomeno, all'individuazione di un set di dati portabili, regolando nel contempo le modalità di trasmissione degli stessi dati tra le compagnie, in modo da consentire al consumatore di scegliere ogni anno l'offerta più conveniente sul mercato senza perdere i benefici derivanti dall'adozione pregressa di una black box. Su spinta del Garante dei prezzi, a metà febbraio si è riunita la Commissione di allerta rapida sui prezzi dell'Rc Auto per fare il punto con le principali istituzioni, i protagonisti del mercato e gli stakeholder del comparto ed è stato quindi istituito un gruppo di lavoro istituzionale di cui fanno parte, oltre agli uffici ministeriali interessati, l'Agcm, l'Ivass e la Banca d'Italia per la predisposizione delle principali azioni di intervento. Che, come detto, dovrebbero trovare sbocco nel cosiddetto Ddl Concorrenza. Si vedrà.

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Autostrade - Governo al lavoro su pedaggi "omogenei"

4 Ruote - Apr 15,2024

Il governo Meloni sta lavorando su un'ampia revisione del sistema delle concessioni autostradali, a partire dal meccanismo di calcolo dei pedaggi. In particolare, secondo una ricostruzione del Sole 24 Ore, l'allegato infrastrutture al Def anticipa "una riforma organica, che possa permettere una equa perequazione economica all'interno dell'intera rete autostradale e consentire i necessari investimenti, per riportare alla piena efficienza funzionale le infrastrutture in tempi certi, con una definizione inderogabile dei rischi e dei soggetti che devono accollarseli, nel pieno rispetto dell'apertura del mercato e della concorrenza". In sostanza, si sta lavorando su una maggiore omogeneità dei pedaggi.

Le ipotesi. "Cambieranno le regole e l'idea del governo è quella di andare verso una tariffa unica nazionale, quindi avere pedaggi chilometrici analoghi per gli utenti e ponderati per i gestori", ha spiegato al Secolo XIX il viceministro Edoardo Rixi. L'ipotesi sarebbe quella di introdurre dei meccanismi di costo "mediani" e delle compensazioni automatiche per cantieri, traffico, livello di incidentalità o assenza della terza corsia. Allo studio ci sarebbe anche un riordino normativo destinato a "rafforzare il ruolo di concedente e gli strumenti di governance in capo alla parte pubblica". A tal proposito, la testata confindustriale scrive di un ruolo "più pesante" per lo Stato ed è in tale quadro che rientra la costituzione di Autostrade dello Stato: la società integrerà le tratte a pagamento dell'Anas, ma potrà anche costituire nuove concessionarie e acquisire partecipazioni. "Non stupisce, quindi, che in queste righe si legga il preludio a un cambio di direzione di più ampia portata", conclude Il Sole. "Forse addirittura l'inizio di una statalizzazione delle autostrade italiane". 

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Prezzi carburanti - Benzina ai massimi da sei mesi, gasolio in calo

4 Ruote - Apr 15,2024

"I venti di guerra che soffiano sempre più forti sul Medio Oriente non sembrano, per il momento, aver impressionato i mercati petroliferi. Questa mattina il Brent apre in ribasso, scendendo sotto i 90 dollari. Venerdì, invece, le quotazioni dei prodotti raffinati hanno messo a segno il secondo rialzo consecutivo, dovuto più a cause strutturali che agli eventi degli ultimi giorni. Quanto ai prezzi dei carburanti, la benzina torna a salire toccando il livello massimo da esattamente sei mesi, mentre il gasolio fa registrare un lieve calo". Sono le analisi di Staffetta Quotidiana contenute nella consueta rilevazione giornaliera sull'andamento dei listini dei carburanti, in cui vengono segnalati gli aumenti applicati da Q8 (+2 centesimi al litro per la benzina) e Tamoil (+1 centesimo per verde e gasolio).

Le medie nazionali. Quanto alle medie dei prezzi praticati comunicati ieri 14 aprile dai gestori di circa 18 mila impianti all'apposito Osservatorio del ministero delle Imprese e del made in Italy, al self-service la benzina quota a 1,914 euro/litro (+2 millesimi) e il diesel a 1,808 euro/litro (-1). Al servito, verde a 2,051 euro/litro (+1), gasolio a 1,948 euro/litro (-1), Gpl a 0,715 euro/litro (invariato), metano a 1,321 euro/kg (-1) e Gnl a 1,155 euro/kg (+1). Lungo le autostrade, benzina a 1,996 euro/litro (2,255 al servito), gasolio a 1,911 euro/litro (2,176 al servito), Gpl a 0,851 euro/litro, metano a 1,472 euro/kg e Gnl a 1,176 euro/kg.

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Tesla - Voci su un'imminente ondata di licenziamenti

4 Ruote - Apr 15,2024

La Tesla sta per avviare un "massiccio" round di tagli alla forza lavoro. In particolare, secondo ricostruzioni della stampa americana, il ridimensionamento dell'organico sarebbe ormai imminente: la procedura dovrebbe iniziare già questa settimana e interessare fino al 20% dei lavoratori, ossia decine di migliaia di dipendenti.

Calo di consegne e produzione. I tagli sarebbero la diretta conseguenza del rallentamento delle consegne e della produzione registrato nel primo trimestre. Le vendite sono risultate in calo rispetto ai primi tre mesi dell'anno scorso, ma ancor più rispetto al quarto trimestre e di molto inferiori alle attese degli analisti. In flessione si è rivelata anche la produzione. Inoltre, la Tesla avrebbe anche riscontrato un aumento consistente dell'inventario, con uno stock di magazzino salito di ben 46 mila veicoli in soli tre mesi. L'azienda ha giustificato le performance commerciali deludenti con diversi problemi, tra cui difficoltà logistiche e una concorrenza sempre più intensa, soprattutto in Cina, ma non ha fornito alcuna spiegazione sulla crescita dell'inventario.

Problemi al Cybertruck. Dunque, è possibile che nei prossimi mesi sia costretta a ridurre la produzione per smaltire le scorte come già deciso a Shanghai e come avverrà prossimamente a Austin, dove è stata comunicata la riduzione dell'orario di lavoro sulla catena del Cybertruck. Il pick-up elettrico è già fonte di alcuni problemi: la Tesla ha informato alcuni clienti di aver deciso di fermare le consegne a causa di un "ritardo imprevisto". Secondo alcuni acquirenti, lo stop sarebbe di una settimana e sarebbe da attribuire alla scoperta di un difetto meccanico al pedale acceleratore. Non è il primo problema emerso negli ultimi mesi. I primi proprietari hanno segnalato la presenza di ruggine sulla carrozzeria, mentre alcuni dei primi esemplari consegnati non avevano i copriruota. Il Cybertruck è già stato sottoposto a un aggiornamento "over-the-air" per risolvere un difetto informatico che rendeva troppo piccole diverse spie di emergenza. 

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Chery - "Due marchi europei vogliono usare una nostra piattaforma"

4 Ruote - Apr 15,2024

La Chery è pronta non solo a sbarcare a Barcellona per insediare il suo primo impianto europeo, ma anche a firmare un accordo di collaborazione con almeno un costruttore per la condivisione di una piattaforma: "Due marchi premium europei vogliono utilizzare la nostra architettura", spiega il presidente dell'azienda cinese, Yin Tongyue. 

Altre collaborazioni. "Sarà firmato un accordo con uno di loro, un marchio più premium di noi, durante il mio viaggio in Europa che inizierà martedì (16 aprile, ndr)", ha aggiunto Yin, aggiungendo un ulteriore novità nel processo di espansione del costruttore cinese. Infatti, la Chery sarebbe in trattativa con altre due Case per avviare collaborazioni in ambiti ancora precisati.  

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Mercedes-Benz - Possibili violazioni ai dati dei clienti per un attacco hacker

4 Ruote - Apr 15,2024

La filiale italiana della Mercedes-Benz, tramite la divisione Servizi Finanziari, ha segnalato ai propri clienti le conseguenze di un attacco informatico ai danni di un suo fornitore. "Esiste la possibilitá che le informazioni violate durante questo attacco includano anche i dati dei clienti di Mercedes-Benz Financial Services Italia e dei loro garanti", si legge nell'avviso di sicurezza inviato ai sensi dell'artico 34 del regolamento europeo. "I dati potenzialmente interessati sono nome, cognome e codice fiscale. Sono esclusi dati particolari, giudiziari o finanziari".

Le misure in atto. "Fin dall'attacco, siamo stati in stretto contatto con il fornitore interessato, un fornitore qualificato di soluzioni informatiche per intermediari finanziari e bancari, nonché con il Garante per la protezione dei dati personali", aggiunge la società scusandosi per l'accaduto. "La protezione e la sicurezza dei dati sono di grande importanza per Mercedes-Benz: per questo motivo stiamo verificando l'implementazione di ulteriori misure di sicurezza da parte del fornitore". Ai clienti, viene raccomandato di "prestare particolare attenzione nel prossimo futuro a contatti di persone o fonti sconosciute"; in caso di messaggi o e-mail sospetti, l'invito è di "cancellarli immediatamente e non rispondere. Preghiamo, inoltre, di non aprire allegati o collegamenti presenti in tali messaggi". Per richieste o chiarimenti, Mercedes-Benz Financial Services invita a chiamare il numero 06 18861886.

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BMW X3 2024 - A tu per tu con il prototipo

4 Ruote - Apr 15,2024

Nel 2023, la BMW X3 (G45, per gli appassionati dei codici di progetto) è stata la macchina più venduta dell'Elica bianca e blu: naturale, quindi, che a Monaco ripongano grosse speranze nella quarta generazione. In attesa di vederla in veste definitiva la produzione partirà in estate ho avuto l'opportunità di guidare alcuni esemplari di preserie, quelli utilizzati per lo sviluppo negli ambienti più diversi: dai ghiacci di Arjeplog, in Svezia, all'asfalto assolato di Idiada (Spagna). Vetture che hanno trascorso buona parte del loro tempo pure nel proving ground BMW di Miramas, nel Sud della Francia, dove le ho assaggiate.

Ancora la Claar. Pur essendo pesantemente camuffate, le quattro BMW X3 schierate al di fuori dell'officina hanno le proporzioni di sempre: cofano piuttosto lungo, abitacolo arretrato. C'è un motivo: se la nuova iX3, l'elettrica, nascerà sull'inedita piattaforma Neue Klasse, l'X3 termica poggia ancora sulla Claar. Modificata, per l'occasione: non posso ancora essere particolarmente preciso, perché non sono stati svelati dettagli tecnici definitivi, ma la lunghezza dovrebbe aumentare leggermente (circa 5 centimetri, per un totale di 4,76 metri) così come la larghezza (+3 cm) mentre l'altezza diminuirebbe di 2 centimetri (1,66 m). Di certo, il passo (286 cm) è rimasto lo stesso, ma si sono allargate le carreggiate. Nell'abitacolo, debuttano gli schermoni della Serie 5, per capirci, con l'infotainment che si può gestire pure attraverso la manopolona dell'iDrive. Sui pannelli porta anteriori, vicino alle maniglie, ci sono singolari comandi touch che gestiscono l'apertura delle bocchette. Tutto il resto della plancia era coperto, quindi tocca attendere il modello definitivo per ulteriori approfondimenti.

Le novità sottopelle. Allo stesso modo, è presto per parlare di motori: i tecnici della BMW hanno confermato che sulla nuova X3 ci saranno cuori termici con varianti elettrificate (anche plug-in) e che non mancheranno versioni a trazione posteriore e integrale, tuttavia non conosciamo ancora i dati di potenza. Il 6 cilindri turbobenzina della X3 M50 (con i quattro scarichi che occhieggiano dal paraurti posteriore) dovrebbe erogarne all'incirca 500. La variante più cattiva della gamma prevede rinforzi strutturali dedicati nel vano motore, barre antirollio di sezione maggiore e i collegamenti di queste ultime irrigiditi. Nuove sono anche le boccole (con le anteriori più dure) e, per avere una maggior quantità di grip, è stato aumentato il camber delle ruote davanti. I pneumatici sono differenziati fra asse anteriore e posteriore (sempre da 20, ma in fase di ordinazione si potranno scegliere gomme più sportive) e non manca un differenziale posteriore a slittamento limitato a controllo elettronico.

In pista con la M50. Sul 6 cilindri c'è poco da dire, nel senso che è quello di sempre: la spinta è corposa, il sound piacevole e, insieme all'automatico ZF a 8 rapporti forma un'accoppiata semplice da amare. Soprattutto se selezioni la modalità Sport: alla rapidità, la trasmissione unisce quel piccolo contraccolpo nei passaggi marcia tipico dei cambi più affilatii, che piace nella guida impegnata. Il tecnico seduto di fianco a me, però, pone l'attenzione sulla taratura dello sterzo, progressivo e con il motorino del servo elettrico di tipo belt drive. Giocando con il computer portatile appoggiato sulle ginocchia, mi fa provare gli estremi della taratura del servo: può diventare da leggerissimo a molto pesante, giusto per capire ciò che è permesso dall'elettronica. Poi, certo, la differenza la fa il collaudo: il feeling finale dev'essere accurato. Devo dire che nella modalità Sport (già deliberata, ma ancora passibile di modifiche) la pesantezza del comando mi è sembrata quella giusta per apprezzare le sfumature d'aderenza dei pneumatici anteriori. Forse non è un mostro di precisione ai piccoli angoli, però nel complesso mi è sembrato un bel comando, ben intonato a una macchina come la X3. Altre cose? Nel tracciato scelto per la prova, simile a Vairano, il peso si sente, però c'è pure una bella dose di agilità. In uscita di curva, in piena accelerazione, si avverte il retrotreno che aiuta a chiudere la traiettoria, prendendo volentieri parte al gioco: merito del differenziale a slittamento limitato, il cui intervento è diverso in base alla modalità di guida scelta.

Off-road. Con la X3 M50 mi spingo pure su un brevissimo tracciato fuoristrada, giusto per conoscere le potenzialità dell'Hill descent control. Oltre a regolare automaticamente la velocità in discesa, il sistema funziona pure in retromarcia (provato su una pendenza del 27%), frenando opportunamente le ruote senza che il guidatore debba fare alcunché. Nelle ripartenze in salita, l'impianto frenante rimane in pressione fino a quando il motore termico non ha raggiunto il punto ideale, in termini di coppia, per gestire la ripartenza senza sforzare inutilmente gli organi della trasmissione.  

Su strada con la Phev. Esco da Miramas con un altro tecnico, che si è occupato dello sviluppo delle sospensioni semi-attive, al volante di una X3 plug-in: davanti a noi, una M3 touring ad aprire la strada. L'asfalto non è costellato di buche ma la superficie è parecchio irregolare. Il tecnico, con il suo portatile, disattiva la componente elettronica e la X3 deve fare affidamento soltanto su molle e ammortizzatori: la risposta è sempre controllata, senza che si generi una fastidiosa progressione nell'escursione. Già così, questa taratura potrebbe andare bene in una vasta gamma di situazioni. Ripristinando il normale funzionamento delle semiattive (con la modalità Sport selezionata) ecco che la X3 riesce a essere ancora più controllata, ma non diventa mai troppo rigida. Le sospensioni (sempre con schema McPherson davanti e multilink dietro) seguono con coerenza il profilo dell'asfalto, evitando movimenti eccessivi del corpo vettura. Risultato: riesco a tenere andature elevate in tutta tranquillità e con poco impegno. Anche dal punto di vista fisico, perché non s'avverte la sgradevole sensazione di viaggiare sopra a una tavola di legno. Non c'è quella raffinatezza tipica di risposta delle molle ad aria, ok, però spostando tutto in Confort, la sensazione per esempio in corrispondenza dei dossi rallentatori rimane piuttosto ovattata, piacevole. Vedremo cosa succederà quando la X3 definitiva varcherà i cancelli di Vairano, ma le aspettative sono piuttosto alte.

Sicurezza. L'ultimo test riguarda gli Adas, con prove del tutto simili a quelle che svolgiamo a Vairano: ho testato il funzionamento della frenata automatica d'emergenza con l'Ufo fermo, con l'attraversamento del manichino del ciclista e di quello del pedone (che però, a differenza del nostro capitolato, non prevede il passeggino) e del bambino. Tranne per la situazione con il pedone, dove l'azione del sistema è molto energica, le frenate negli scenari in cui il sistema deve gestire i veicoli possono essere un po' più dolci, meno impattanti per i passeggeri. La nuova BMW X3 è attrezzata anche per evitare la collisione nelle svolte agli incroci: può scongiurare, frenando automaticamente, l'impatto con i veicoli (pure bici e moto) che provengono in senso contrario. In più, il regolatore di velocità adattivo ha la funzione di riconoscimento del semaforo e può gestire in modo automatico il cambio di corsia.

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Formula E - Cupra, c'è mancato poco...

4 Ruote - Apr 14,2024

Il motorsport può essere crudele. E lasciarti l'amaro in bocca anche quando pensi di avercela fatta. Lo sanno bene nel box del team ABT Cupra di Formula E, ma lo sa ancora meglio Nico Müller, pilota svizzero che oltre a correre con le monoposto a batteria compete anche nel mondiale Wec. L'ho seguito, sessione dopo sessione, durante la tappa italiana della Formula E, appena conclusasi a Misano, vivendo nel suo box i momenti salienti del suo weekend di gara. E scoprendo un mondo fatto di precisione, silenzio e, soprattutto, una gestione della tattica che mai mi sarei aspettato.

Pochi centimetri. Müller si è rivelato molto veloce sul giro secco per tutto il fine settimana, concludendo le due qualifiche al quarto posto. In gara 1 ha avuto un piccolo incidente che ha danneggiato la sua ala e che lo ha portato a chiudere in undicesima posizione, dietro al compagno di squadra Lucas di Grassi e appena fuori dalla zona punti. In gara 2, invece, lo svizzero è riuscito a restare nel gruppo di testa fino alla fine, passando terzo negli ultimi giri. Sembrava fatta, con il podio per la Cupra, ma sul traguardo è stato beffato dalla Jaguar di Nick Cassidy, che uscendo meglio dall'ultima curva è riuscito a mettersi davanti a Müller di pochissimo. Una manciata di centimetri: solo cinque centesimi di secondo. Una vera beffa, che però chiude un weekend in cui il team Abt Cupra è continuato a crescere, migliorando le prestazioni sessione dopo sessione.

Il software è la chiave. Durante la mia permanenza al box Cupra ho potuto parlare anche con Xavi Serra, direttore tecnico del team, che mi ha raccontato come nelle ultime gare siano riusciti a migliorare giro dopo giro, riducendo il gap con gli altri team per puntare al podio. Uno dei dettagli fondamentali di queste monoposto elettriche, spiega Serra, è il software di gestione del powertrain: è fornito solo in parte dal produttore dei propulsori (Mahindra nel caso della Abt Cupra, che non contenta delle prestazioni ha rescisso il contratto e passerà ai motori Porsche dal prossimo anno) e ogni team può personalizzarlo, modificando svariati parametri e creando un know how utile anche per le elettriche stradali.

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Formula E - ePrix Misano: vittoria Porsche con Wehrlein

4 Ruote - Apr 14,2024

Ancora una volta è la Porsche protagonista in Formula E, vincendo Gara 2 dell'ePrix di Misano, questa volta con il Pascal Wehrlein. Il tedesco ha portato a casa la vittoria all'ultimo giro e aggiunge al carniere anche il punto aggiuntivo riservato all'autore del giro più veloce in pista. Seconda posizione per il campione in carica, Jake Dennis della Andretti. Sale sul podio, dopo la gara sfortunata di ieri, Nick Cassidy della Jaguar.

Come una partita a scacchi. Rispetto a quanto visto ieri, abbiamo assistito oggi a una corsa meno caotica e più di testa, dove tutto ruotava nel gestire meglio l'energia per poi scatenarsi negli ultimi metri. In questo senso, chi ha commesso l'errore più grande è la Nissan: Oliver Rowland stava, infatti, andando a prendersi la vittoria ma è rimasto senza energia a metà dell'ultimo giro, rimanendo così con un pugno di mosche in mano. Ha gestito perfettamente la gara Pascal Wehrlein, che si è così ritrovato al posto giusto al momento giusto: dopo essere partito dalla terza posizione, non si è lasciato distrarre da Safety Car e bandiere gialle, rimanendo così concentrato sull'obiettivo. A punti anche Nico Muller della ABT Cupra che, grazie al quarto posto di oggi, mette in bacheca il suo miglior risultato stagionale. Lo svizzero ha tagliato il traguardo davanti alla McLaren di Hughes - che era partito dalla pole - e all'altra Nissan di Sacha Fenestraz. Punti anche per la Maserati MSG Racing, con Gunther nono e Daruvala decimo: per l'indiano, è il primo punto iridato in Formula E.

Le classifiche. Con i risultati odierni, cambia anche la classifica del campionato piloti, dove adesso troviamo Pascal Wehrlein al comando con 89 punti, a parimerito con Jake Dennis. Lo zero in classifica per Rowland costa caro, perché l'inglese della Nissan scivola dal primo al terzo posto, ora fermo a quota 80. La classifica a squadre vede invece la Jaguar in testa al campionato con 128 punti, contro i 112 della Andretti. La Porsche è invece terza con 109 punti: pesano come macigni la squalifica di ieri e lo zero in classifica di oggi per Da Costa, alle prese con un incidente che ha compromesso la sua gara.

Prossima tappa, Monte Carlo. Il Mondiale di Formula E torna tra due settimane, il prossimo 27 aprile, quando le monoposto full electric correranno sull'iconico circuito cittadino di Monte Carlo, per l'ePrix di Monaco.

Vedi la classifica completa dell'ePrix di Misano >>

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Mhero 1 - L'Hummer cinese, tra fantascienza e off-road

4 Ruote - Apr 14,2024

L'aria da auto elettrica, proprio non ce l'ha, anzi. Dal look militaresco alle dimensioni pachidermiche, tutto apparentemente prende le distanze dall'universo di valori della transizione ecologica. Eppure, scheda tecnica alla mano, le carte sarebbero in regola: a partire dallo zero alla voce emissioni (allo scarico) di CO2. A ben guardare, poi, questo veicolo non è neppure unico nel suo genere, perché risponde a quel concetto di Bev, un po' paradossale, già sdoganato da mezzi come la GMC Hummer EV. Rispetto alla quale, questa Mhero 1 aggiunge un tocco distopico, regalando scorci da Tesla Cybertruck, e desta curiosità come tipicamente accade di fronte a certi auto cinesi che escono dal cliché della solita berlina o Suv a batteria di stampo orientale. Ancor di più con quell'aspetto: magnetico. Oltretutto, la Mhero 1 è prodotta da Mengshi, una controllata del gruppo Dongfeng, la Mhero 1 è, al momento, un frutto proibito per noi italiani e per larga parte d'Europa: si vende solo in Svizzera, distribuita dalla Noyo, società d'importazione di Bev cinesi d'alta gamma, creata e guidata dall'ex numero co-fondatore della Byton, Daniel Kirchert. Il prezzo di questo panzer? 148.990 franchi, pari a circa 152.000 euro al cambio attuale.

Hollywoodiana. Girando intorno al "mostro", c'è da perdere del tempo soffermandosi sui singoli dettagli. Uno per tutti, a stuzzicarmi è il logo nella calandra, che rappresenta la stilizzazione di un'antica maschera da guerriero. Ma pure la carrozzeria, dalle superfici poliedriche, che dà alla Mhero 1 un aspetto hollywoodiano. E c'è solo l'imbarazzo della scelta nel nominare un film da cui potrebbe saltar fuori quest'auto. Le ruote da 20'' con gommone tassellate, sono solo l'antipasto di quel che mi attende a pochi metri di distanza, dov'è allestito - in una zona ad hoc di centro tecnico del Touring Club Svizzero, visino a Zurigo - un proving ground per assaggiare le doti fuoristradistiche di questa Bev cinese.  

Negli interni pistole. Passo così all'abitacolo, che in vari aspetti riecheggia quello delle fuoristrada di lusso. Non mancano rivestimenti (principalmente di pelle), inserti di legno (piacevoli alla vista e al tatto) e comodità come i tavolini (anch'essi con finiture di legno) a beneficio dei passeggeri in seconda fila. La qualità percepita è appagante, anche perché l'allestimento è praticamente full optional. Questa Suv ha tutte le sedute ventilate e riscaldate, nonché regolabili elettricamente anche in seconda fila. compreso pure lo schermo per il passeggero (da 12,3''), mentre nella console che divide le due sedute esterne del divanetto è incastonato un touchscreen da 8'' con cui si possono controllare clima, luci, multimedia, sedili e altro ancora: come da tradizione sulle elettriche orientali, la tecnologia la fa da padrona e, per la musica, non manca un impianto hi-fi firmato Dynaudio. Tutto bene, finché l'occhio non cade su un dettaglio: le maniglie delle portiere, che combinate a una modanatura sovrastante riproducono la sagoma di una pistola: uno slancio "creativo" di cui, francamente, avremmo fatto a meno.

Quattro motori, cavalli e coppia a volontà. A inquadrare la Mhero 1, però, sono soprattutto i suoi numeri. Partaimo dalle dimensioni: 4,99 metri di lunghezza (avrei detto di più) per 2,08 di larghezza, 1,94 di altezza e 2,95 di passo. Quote che generano interni piuttosto ariosi per cinque passeggeri, lasciando spazio anche per un bagagliaio da 452 litri (1.137 con i sedili posteriori abbattuti). Il powertrain a trazione integrale, composto da quattro motori elettrici (due per assale) e da una batteria di tipo Nmc  da 142,7 kWh, conta la bellezza di 1.088 CV e 1.400 Nm di coppia, mentre l'autonomia dichiarata è di 450 km (con la possibilità di passare dal 30 all'80% in tre quarti d'ora, ricaricando in CC a un picco massimo di 100 kW). Lo 0-100 km/h recita 4,2", mentre la velocità è autolimitata a 180 km/h.

Un po' di trekking. Notevole anche il corredo tecnico al servizio delle velleità fuoristradistiche, dai blocchi del differenziale (anteriore e posteriore) alle sospensioni pneumatiche regolabili in altezza, che permettono di variare la luce a terra da un minimo di 23 a un massimo di 33,5 cm. Gli angoli: 37 quelli d'attacco e d'uscita, 28 quello di dosso. La Mhero 1 può affrontare guadi di 90 centimetri e, in condizioni ottimali (della vettura come del fondo), pendenze fino al 100%, secondo quanto dichiarato dalla Casa. In questa rapida presa di contatto ci siamo più che altro divertiti a solleticarne l'animo avventuroso, in un set fatto su misura, attraversando pietraie, pavimenti di tronchi, distese di rocce grosse e pietruzze fini. Gli ostacoli o i fondi a bassa aderenza non hanno mai messo in crisi la Mhero 1, che ha cinque mappature specifiche (Mud, Sand, Snow, Gravel e Wade) solo per l'off-road,  nonché il regolatore di velocità per aiutarsi nelle discese più ripide (in questo caso ne abbiamo affrontata una del 70%, mentre in salita non siamo andati oltre il 50%). L'aspetto più complicato è stato trovare il giusto feeling col pedale destro, che in situazioni del genere e a maggior ragione con tanta spinta subito disponibile va trattato con leggerezza.

Gira stretto. La Mhero 1 ha anche l'asse posteriore sterzante (di 10,6), che ho potuto apprezzare tanto negli esercizi di off-road quanto su strada: un jolly che permette a questa Suvvona di muoversi con sorprendente agilità negli spazi stratti, potendo contare su un diametro di sterzo minimo davvero ridotto. Allo stesso modo, le telecamere forniscono visuali da qualsiasi prospettiva, per evitare sgradite sorprese in fuoristrada come i piccoli contatti nei parcheggi cittadini. Con tutti questi aiuti tecnologici e l'onnipresente spinta del powertrain elettrico, viaggiando con questa Suv ci si dimentica quasi di muoversi in un vero e proprio bunker (peraltro ben insonorizzato), dal peso di 3,4 tonnellate a secco: dettaglio che, però, si fa sentire non appena la strada si attorciglia un po'. Al termine del giro, c'è ancora tanto da scoprire su quest'auto, ma i tempi (tiranni) del test drive non me lo permettono. Sarebbe bello rivedersi a Vairano.

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